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+Project Gutenberg's Il libro delle figurazioni ideali, by Gianpietro Lucini
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+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+Title: Il libro delle figurazioni ideali
+
+Author: Gianpietro Lucini
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+Release Date: February 6, 2006 [EBook #17687]
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+Language: Italian
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+Character set encoding: ISO-8859-1
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+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL LIBRO DELLE FIGURAZIONI IDEALI ***
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+
+Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
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+GIANPIETRO LUCINI
+
+
+IL LIBRO
+
+DELLE
+
+Figurazioni ideali
+
+ _Haec omnes creaturæ in totum ego sunt
+ et præter me aliud deus non est._
+
+ VEDAH
+
+
+MILANO 1894
+LIB. EDIT. GALLI DI C. CHIESA E GUINDANI
+Galleria Vitt. Em. 17 e 80
+
+
+_Diritti di traduzione e riproduzione riservati_
+
+
+
+
+Milano 1894--Tipografia Wilmant di L. Rusconi.
+
+
+
+
+ NON PER ORGOGLIO O PER JATTANZA
+ MA PER GRATO ANIMO
+ PIÙ CHE AL PADRE ALL'AMICO
+ (DOLCISSIMA SIGNIFICAZIONE)
+ QUESTA FANTASIA E TRISTE E LIETA
+CHE DALLE BRUME SOGNAVA UN AZZURRO VICINO
+ ED ARMONIOSO
+ E CUI SPESSO RUDAMENTE ESPONEVA
+ INCOMPOSTA
+ ORA POETATA
+ IL FIGLIO E L'AMICO.
+
+
+
+
+PROLEGOMENA
+ALLE FIGURAZIONI IDEALI
+
+ _Socialiste? Il deviendra socialiste, èvidemment: l'évolution des
+ idées le veut, c'est fatal. L'esprit de révolte fait du progrès et
+ je m'étonne que les misérables ne brûlent pas plus souvent la
+ cervelle aux millionaires qu'ils rencontrent. Oui, tout changera, la
+ littérature, l'art, l'éducation, tout après le chambordement que
+ j'attends, cette année, l'année prochaine, dans cinq ans, mais qui
+ viendra, j'en suis sûr!_
+
+ OCTAVE MIRBEAU.
+
+
+Mai fine di secolo assunse caratteri più strani delli attuali,
+produsse più svariate tendenze, suscitò maggiori sconforti e maggiori
+entusiasmi.--Così avviene che l'epoca nostra brilla di una luce tutta
+sua speciale.--presenta fenomeni non prima riscontrati, freme di
+febbri di ora in ora gelide e ardenti.--La società si è scissa in due
+campi: i vessilli spiegati garriscono al vento della notte misteriosa,
+poi che già da lontano l'orizzonte si imbianca a l'aurora.
+
+
+I.
+
+Nelli animi, il presagio del sangue imprime un invincibile terrore, un
+desiderio intenso di soffermar l'avvenire, un bisogno irrefrenabile di
+ricorrere all'autorità della tradizione per dimostrare erroneo e
+colpevole ogni tentativo di sociale riforma.--Donde l'esumazione
+trionfale di San Tomaso d'Aquino, il ritorno alle modeste leggende
+care a' primi cristiani, la riabilitazione affannosa di ogni
+ideologismo e di ogni spiritualismo,--infine lo studio morboso ed
+imbelle di un passato che distolga lo sguardo dalla urgente realità,
+sproni al bizantinismo e procuri il trionfo della psiche contro la
+fusis.
+
+Solo un ambiente siffatto può dar ragione del feroce cattolicesimo di
+Paolo Bourget, del cristianesimo fatalistico di Leone Tolstoi; meglio
+ancora di quel panteismo complesso e faragginoso che si compiace dei
+simboli.
+
+
+II.
+
+Nei migliori ingegni imperversa una ostinazione sintomatica: la
+decadenza.--È un vezzo della moda, questo; ma come l'arte si fa più
+fine, più signorile, così viene quasi inconscientemente manifestando
+quel carattere di superiorità che si contrappone allo ingenuo e sano
+entusiasmo delle plebi.
+
+_Il libro delle Figurazioni ideali_ incarna, con forma originalissima,
+il simbolismo.--Ma il simbolismo è proprio arte della decadenza? Io
+non lo credo.--L'antichità ed il medio evo racchiusero nei simboli
+tutta la loro produzione letteraria.--Solo con l'evo moderno si iniziò
+quel movimento realistico che doveva con sempre maggior energia
+affermarsi attraverso i secoli, onde già parve miracolo il poema di
+Milton.--Il simbolismo odierno può forse peccare nella forma, come
+esagerazione di un sistema estetico,--nella sostanza, qualora sia fine
+a sè medesimo.
+
+Gian Pietro Lucini non cade in nessuno di questi errori. La visione
+artistica per lui appare netta e serena, ad onta ed oltre del metodo:
+afferra tutte le luci e tutti i colorì, passa, senza fatica e senza
+affettazioni, dall'epica alla drammatica, dalla forma espositiva alla
+forma narrativa, dall'idillio e dalla elegia al poema ed all'epicinio.
+
+La preoccupazione del simbolo non lo disturba,--che anzi l'imagine
+riesce più limpida e scintillante e dal complesso delle imagini
+promana il simbolo: non questo, come assai di frequente altrove, da
+quello.--E veramente il suo simbolismo è panteistico. Il perchè egli
+ha compreso che questo genere d'arte non è una innovazione dell'epoca
+nostra, ma un puro e semplice ritorno all'antico.--Perciò appunto
+ricorse al macchinario di poemi cavallereschi ed eroici ed usò la
+forma delle metriche antiquate.--Ma sopra l'idealità estetica vive
+un'altra idealità sociale.
+
+La Ragione, identificata in Gloriana, guida e corregge i sensi e può
+condurre alla felicità relativa. Ma l'uomo mal si appaga del mediocre
+e tenta assurgere al sublime.--Indi la Ragione si eleva, si
+spiritualizza e divien Religione o scienza delle Teogonie e delle
+Teurgie.--Ed allora nasce l'assurdo, che mena al dispotismo ed alla
+infelicità.
+
+Accanto al concetto filosofico si trova il concetto passionale.--La
+passione entra come elemento negativo nella somma vitale umana: essa
+riguarda all'infinito, fuorvia carne e pensiero ed è fonte di mali e
+di morte.--Così il simbolo di Oriana, di Acrasia, tale il perchè dei
+Naviganti, dei Poeti, delli Astrologi, tale la critica spietata e
+crudele e l'irrisione della Chimera; tale il vano galoppo e la vana
+domanda della Fantasima.--Ora congiungere e conciliare la ragione
+colli atti passionali--cosa astrusa e difficile--sarebbe attingere la
+mèta della perfettibilità umana.--A questa mèta tende l'uomo--ma
+sempre, davanti alli ostacoli ch'egli stesso, la materia e li altri
+frappongono--cade. Donde sconforto e disperazione.--Non in tutti però:
+
+ Il tempo alacre corre,
+ seguendo i Precursori,
+ fermo e senza timori.
+ .....................
+ Altre Forme l'ardente
+ raggio incita al morente
+ crepuscolo...........
+ ......................
+ altre menti, altri cuori,
+ altri canti, altri fiori
+ sacri al rinnovamento!
+
+
+III.
+
+V'hanno ingegni nervosi che ritraggono dal lungo studio una velenosa
+punta di sarcasmo; v'hanno individui anormali, nevrastenici--che di
+tutto e di tutti hanno ira e disprezzo.--Chi vegga per la prima volta
+Gian Pietro Lucini, ed attentamente ne osservi il fondo occhio grigio
+e il sardonico sorriso, e ne ascolti il parlar breve, a scatti, la
+parola incisiva e sdegnosa,--deve per certo ripensare a quegli
+ingegni, a quegli individui ai quali pur ora accennai.--Ebbene: il
+_Libro delle Figurazioni ideali_ è una splendida smentita a sentimento
+siffatto, è un trionfo della materia pensante su tutto un
+organismo,--è il canto dello entusiasmo che soffoca ogni bassa
+passione.--E il verso procede luminoso e squillante alla libertà, alla
+redenzione dell'uomo, della donna, dell'amore.
+
+Tremezzo, il XVIIj di Marzo del MDCCCLXXXXIIIj.
+
+ R. Q.
+
+
+
+
+ _Monsieur le Lieutenant de Police: «Comment, je gouverne
+ dispotiquement quinze-cent filles et je ne contraindrais pas Neuf
+ Muses qui pourront rassembler pour tant à des filles, car elles se
+ prostituent à tout le monde?_
+
+ _Mon oncle_ THOMAS.
+
+ _Ce sont ici les pöetes, c'est-à-dire ces auteurs dont le métier est
+ de mettre des entraves au bon sens et d'accabler la raison sous les
+ agréments, comme on ensevelissait autrefois les femmes sous leurs
+ ornements et leurs parures._
+
+ MONTESQUIEU. _Lettres Persanes._
+
+
+I.
+
+E costoro diranno:
+
+«Di quest'arte noi sappiamo il recipe, e di queste idee non ascendiamo
+pei raggi della luna alla luna, nella notte, per raggiungerle colà;
+ma, come il villano della novella, noi le peschiamo invece qui, nello
+stagno, collo staccio e colla luna riflessa. Che se l'usare di nomi
+astratti e lo scriverli con tanto di majuscola, come la divinità, vuol
+dire dar una forma concreta ad un sentimento o ad una virtù: che se le
+virtù vogliono significare forze umane: che se anche queste forze e
+questi attributi si materiano in personaggi d'altri tempi, in miti
+d'altri paesi, in favole d'altre imaginazioni, la fatica è breve ed il
+profitto nullo: e racimolando tra i classici e tra i romantici, e
+seguendo la lingua forbita e luccicante dei secentisti, e scovando
+rancidumi poetici e fuor di moda, condendo il tutto colla indecisione
+di un pazzo ispirato, rivolgendosi sempre a quell'infinito che
+all'uomo non esiste per altro, che per la debolezza dei mezzi pratici
+e per la piccolezza dell'ingegno, davanti alla maestà del mondo: così
+credereste di poetare a stupor del pubblico, però che nè il pubblico,
+nè la critica vorrà prendersi in pace tale beveraggio disgustoso ed
+indigesto e lo porrà tra quelle anfore e tra quei caratelli quali
+ingombravano già le officine dei nostri alchimisti nel buon tempo
+andato dell'ignoranza: anfore e caratelli cui la chiara _aqua fontis_
+empiva, rancida forse dalli anni e pure ben tappata, non altro; e che
+portavano insegne e leggende sopra ad atterrire, come: _Elixir di
+lunga vita: aqua tophana: aurum liquidum: sciroppo di Veronica e di
+prosperità_, ed altre simili straordinarie sciocchezze. Che se pure
+l'idea vagola blandula e sfugge alla critica, nè sa dir ciò che voglia
+esprimere, e si nasconde nelle anfrattuosità di un giro vizioso o
+nelle ambagi di un eloquio che ripugna alla ragione e non ha nesso e
+non ha sostanza e brilla e spare nel medesimo tempo, come una stella
+in una notte tempestosa, sotto le nubi, allo spirar dei venti: e
+codesta idea è l'idea simbolica, essa è la primordiale, essa è il
+cardine ed il polo dell'opera e la emanazione dell'anima umana sorella
+allo spirito del mondo: così gabbano l'insufficienza per preveggenza,
+l'oscurità per ispirazione, l'impotenza per lavoro astruso e difficile
+di ragionamento, il nulla per intelligenza e dottrina. Nè il pubblico,
+nè la critica vorranno prendersi tanta roba per quella che vien
+mostrata, ma più tosto per quanto sia, e farà giustizia. E farà bene.»
+Or dunque costoro diranno così e non avranno torto: ed in fronte ci
+bolleranno di quel marchio che noi stessi ci siamo fabricati e vi
+stamperanno a lettere arroventate: _Decadenza_.
+
+
+II.
+
+Ma il punto sta nel vedere dove in verità esiste decadenza: o in noi o
+nelli altri o in nessuno? E però sgraziatamente ci siamo detti
+decadenti e, non essendolo forse, resteremo.
+
+Decadenti però non in quanto all'opera, ma in quanto alla vita:
+decadenti, perchè ogni cosa che ne circonda, scienza, religione, forma
+politica, economia, si tramutano, nè il tramutarsi è senza una fine,
+nè la fine è senza una morte od una rovina: nè senza morte e putredine
+havvi nuova vita. Se ciò è dunque vero, quale arte, quale
+rappresentazione grafica o plastica è possibile che sia l'espressione
+dei tempi nostrì, di questa lotta contro il già fatto per il fare
+nuovissimo, di questo abbattere il finito e l'incatenato per la
+libertà?
+
+Ogni passo avanti che calpesti un pregiudizio, una forma sussistente
+non nella coscienza ma nell'aspetto, un diritto che si fonda non
+sull'eguaglianza ma sulla disparità, una sanzione che consacri non la
+universalità ma il singolare, un privilegio che difenda non una
+sostanza ma un'apparenza: questo passo sarà sempre una conquista nel
+campo morale e materiale della società: la comunità non rivolge mai
+le spalle alla meta: fuorvia e vaga, e sarà allora davanti ad un
+ostacolo troppo prepotente, per scansarlo, o per seguire più
+alacremente il pensiero, cui il desiderio suscita coll'urgenza alla
+fine, ma che il potere non consacra nè concede. La comunità si
+riposerà, ma come un naviglio che scenda per la corrente e non apra
+vela o stenda remo per aiutare il cammino: la corrente, di natura, lo
+porterà con sè alla foce. Questa è decadenza: nè io comprendo altra
+decadenza che, passato l'impeto dell'azione muscolare e di un
+rivolgimento assodato di nazioni e di società, la sosta del pensare
+sociale per l'attuazione di nuove utilità migliori, quando già le
+prime ed antiche l'uso stesso abbia logorato, che, decrepite, siano
+vicine ad essere insufficienti.
+
+Decadenza quindi rispetto a noi, non rispetto alla filosofia della
+storia, decadenza nel rapporto, in quanto ricerchiamo la sostanza
+nuova di tutte le cose, la quale non solo abbia informato l'antico
+modo, ma ora per nuova virtù lo abbatta e ne costruisca uno migliore;
+decadenza in quanto lottiamo ad impadronirci di questa sostanza, forma
+e materia addoppiata, mentre l'idea brilla ed il mezzo di renderla
+evidente e sicura manca, ma verrà trovato.
+
+
+III.
+
+E perchè allora cercando il nuovo si torni all'antico? Esistono forme
+immemoriali indistruttibili, segni percepiti e già svolti che
+identificano l'umanità nel simbolo. Il _simbolo_ è come l'esistenza:
+nè l'esistenza manca d'evoluzione, perchè continuo moto, nè come
+esistenza è privo di meta per quanto _sia_. Le attitudini umane, le
+forze, vale a dire i vizi e le virtù, esistono quindi colla vita; da
+questi la rappresentazione, ossia la percettibilità di questi enti
+astratti al pensiero e quindi il simbolo primordiale, che è il
+rapporto della sostanza morale descritta, come la formola fisica e
+matematica è il rapporto del fatto che vuol esprimere. Il progresso
+evolve pel tempo e per la educazione queste prime attitudini, ma
+tramutandole non le sopprime, come le rivoluzioni riformano la società
+ma non la annullano; ed allora il simbolo moderno. Civiltà fu sempre
+come rapporto al già fatto: simbolo nostro è in quanto vogliamo
+fare.--Arte usò sempre di queste imagini, le piegò alle esigenze del
+tempo e dell'uomo, ma lasciò intatta ed invincibile la sostanza prima:
+arte fu eclettica, nè volgesi a sè stessa solamente, che allora è
+artificio dannoso; ma per la sua maestà, per la sua bellezza, per la
+sua grazia s'impose all'uomo e fu prima scienza di sentimento, storia
+di sensi, armonia di parole avanti che sorgessero la musica, le
+scienze e le religioni.--Che è altro arte se non una serie di
+rappresentazioni; che le rappresentazioni se non una serie di imagini?
+Ora, l'imagine è un rapporto dell'ente naturale diretto, o, nel
+semplice sforzo di fermarlo, l'elemento umano non entra come massimo
+coefficiente? In tal caso questo elemento toglierà od aggiungerà, sia
+per la debolezza, sia per l'esuberanza del soggetto rappresentatore,
+sempre alcun che alla sostanza che si voleva rappresentata, in modo da
+sformarne l'imagine. Così l'arte è allora espositrice della natura
+all'umanità, quando l'umanità non solo vi riscontri l'aspetto
+sintetico del mondo esterno, ma quando anche senta nel poema,
+nell'opera plastica e sinfonica la propria personalità, il proprio
+«io» collettivo di quel momento e di quello stato.
+
+
+IV.
+
+Tre sono le epoche simbolistiche nella storia, come tre i rinnovamenti
+e le rivoluzioni.
+
+Nell'ultimo secolo dell'impero romano, allo schiudersi del
+rinascimento, la prima: s'innovano costumi, risorgono lingue e popoli,
+si sfasciano religioni e s'instaurano nuove, si diroccano castelli e
+templi ed altri ancora si estruggono di stili non saputi prima, cui
+laborava un ingegno recente nelli uomini del nord. L'arte, dal caos
+letterario, dal caos delle leggende e dei racconti indecisi che
+promanavano dall'estremo oriente e dall'ultimo settentrione con
+opposte particolarità, pure fondendosi nell'urto delle crociate,
+l'arte, del lavorìo secolare ed indistinto, ma sempre fermo ed alacre
+di nuovi idiomi nazionali che s'innalzavano dalle plebi e dai campi,
+tende all'idealità che il cristianesimo le ha bandito, a quel
+misticismo intenso che riscaldava come una fiamma e che purificava
+come un lavacro di neve. Questo fu il trionfo della vera arte italica
+e fu simbolista. Diede Dante e Petrarca, e Boccaccio anche sentì,
+novellatore com'era e prosatore, (certo combattente nell'idea
+Francesco d'Aquino, il pontefice dell'amore mistico eretto alla
+stranezza del simbolo religioso), questa recondita genialità e la
+pensò e furono l'_Ameto_ e la _Fiammetta_, non la storia di una
+passione, ma la storia della passione medioevale nei liberi comuni,
+nelle chiese, dal pergamo delle quali si spiegava una religione
+scolastica, una letteratura platonica ed una scienza aristotelica, e
+mentre fervevano li studi delle umanità di recente scoperte nei
+palinsesti.
+
+Poi seguitò il progresso e si sparse nell'Europa, nè io qui mi fermo
+allo sbocciar del fiore nel secolo della magnificenza. Ma che voglion
+dire Marsilio Figino e Pomponazzo e Villanuova, mentre ancora il
+Poliziano, l'Ariosto ed il Tasso, classico per eccellenza e rigido e
+superbo d'ottave, squillavano? Cui tendeva la riforma luterana, cui
+attingevano Bacone e Shakespeare e Milton? La civiltà delle signorie
+imposte e delle conquiste, la barbarie dei diritti universali franchi,
+l'impaccio delle male assimilate leggi romane soffocavano; altri
+bisogni, altre libertà, altri cieli sentivano i precursori, ed i
+feticci delle religioni, del classicismo, delle categorie
+aristoteliche Giordano Bruno, Tomaso Moro, Spinoza, Galileo e Newton
+abbattono per sempre; da che la cavalleria più nulla diceva ai sensi
+ed il feudalismo avevano smantellato la colubrina, la stampa ed il
+nuovo mondo. E fu laboriosa la maturanza; ragione economica spingeva
+il corpo, sentimento e filosofia la mente; la critica sorse come un
+vento poderoso ad abbattere colonne romane e miti greci e scalzava
+troni e tiare. L'amore stesso non reggeva allo scoscendimento; male
+veniva detto ed arte di fattucchiere e, dopo essersi sublimato nel
+terzo cielo, scendeva, pazzo, devastatore ed empio, ad infangarsi col
+marchese di Sade, con Richelieu, o a scherzare in Piron, o a ridere
+eccitato ed irritante con Chèrier e con Crébillon; Beaumarchais
+trionfava; e l'arte francese, quella cui era destinato lo sforzo
+supremo contro le bastiglie dei privilegi ed era già sorta con
+Ronsard, con Brantôme e d'Aubignè, sfolgoreggiava in Voltaire; e qui,
+mentre il Cagliostro integra le loggie massoniche e ciarlataneggia
+sulla prescenza e sulla pietra filosofale e Mesmer applica la teorica
+delle attrazioni universali e crede di scoprire il magnetismo umano, e
+s'imbeve e dispensa i misteri del fakirismo, e Cazotte profetizzava la
+ghigliottina alle dame ed ai filosofi, qui il regno, che sembrava
+immutabile, dei gigli d'oro si sfascia e sorge l'individualismo. Ora,
+prima di tanta praticità, prima di tante forze disputanti e certe alla
+meta, di tali argomenti e di tali azioni decisive quali Robespierre e
+Danton impersonarono, tutto il movimento umano, e l'arte quindi,
+aspettando il prodigio della redenzione, fu simbolista. Questo è il
+secondo periodo.--Ora attendiamo all'ultimo: che quanto intravediamo
+esiste nella nostra coscienza e pure ci è lontano ai sensi, e questo
+che ci affatica è il terzo periodo solo alli inizii.
+
+
+V.
+
+Ma attualmente può dirsi adunque italiana, nazionale questa ultima
+modalità artistica? S'ella riguarda all'uomo in sè e non ne' suoi
+rapporti, è universale: se all'ambiente, regionale: se al tipo
+distinto, personale. Nè per questo il genio speciale della razza che
+in essa si fonde e si esplica perderà de' suoi attributi speciali,
+come l'individuo stesso, posto in quelle circostanze generali a tutti,
+si dimostrerà in quelli atti speciali, per raggiungere un identico
+fine, quali le peculiarità del suo carattere gli obbligano e
+suggeriscono. Li eletti ingegni francesi, che Moore primo, seguendo la
+corrente suscitata dai poemi finnici e celti che il dottor Mac-Pherson
+aveva posto in luce, poi Swenbourne, poi Gabriele Dante Rossetti, ora
+Morris e Tolstoi e Ibsen e Wagner incitano, sentono l'uomo universale
+e la città di Parigi. Ed inchinandomi al colosso di Zola, fermo nella
+sua realtà e pure veggente all'a venire ed impeccabile anche ne' suoi
+errori, noto Baudelaire, il magico precursore, Verlaine, il principe,
+Moreàs, Huysmans, Caze, Dumur, Dujardin, Madame Rachildè, Paul Adam,
+Mallarmè, Poitevin e Tailhade, i quali, pure ritraendo le passioni
+universali come enti in sè e quasi spoglie di attributi, le fermano
+nelle loro magistrali opere in modo tutto affatto personale, suscitate
+in personalità opposte e diverse, abbracciando il nevrosismo, genio
+della vita moderna che assurge all'opera magistrale dalle turbolenze
+irresponsabili del delitto: e, francesi, ritraggono la società
+parigina di questo ultimo anelito di secolo. Chi più personale del
+mago Peladan?
+
+Ultimamente in patria questa nuova gagliardia spirituale commosse gli
+animi, nè per ciò l'ingegni si volsero troppo proni e rispettosi
+oltremodo alle straniere importazioni. Le consacrate tradizioni delle
+muse romane della decadenza, qui rivivevano ancora e, se l'impeto
+primo venne d'altrove, si poetò italicamente. Già il Leopardi, ardito
+e scettico nel suo nikilismo, aveva dato all'idea germanica di
+Hartmann forma ed anima italica: già lo stesso Foscolo, classico per
+eccellenza, pure nuovi modi trovava più squisiti e più spirituali,
+purissimo rifulgendo dai _Sepolcri_ e dalle _Grazie_ che loro assunto
+era schiettamente un pensiero, un simbolo: e piegò la prosa a quella
+mirabile concezione triste e soave, scettica e generosa del _Viaggio
+sentimentale_ di _Sterne_, aprendo il campo al modo artistico
+dell'analisi che poi avrebbe trionfato nel romanzo psicologico. Ed
+ora, fermandomi ai migliori, (nè mi sia bestemia il dire), ecco
+l'Aleardi che superiore intende al romanticismo nella stagione dei
+risvegli nazionali come l'Hugo in Francia, ecco il Praga, il lombardo
+Heine, troppo obliato, troppo poco compreso, ecco Stecchetti che
+accoppia Petrarca elegiacamente col sarcasmo feroce di Baudelaire,
+stanco del già conosciuto e pure debole alla conquista del nuovissimo:
+ora mi fermo volentieri all'ultimo, a Gabriele d'Annunzio che nella
+giovane e luminosa esistenza letteraria dimostrò dalla _Terra Vergine_
+al _Piacere_ la serie della sua evoluzione e si affermò poderoso alla
+meta coll'_Innocente_.
+
+
+VI.
+
+Il simbolismo adunque fu jeratico, fu classico ed è personale:
+distrutta la ferocia, ardirono l'amore e la carità: dal Golgota
+discese alle bellezze reali dei sensi ed alle mirabili attività umane,
+poetando il panteismo di Spinoza: ora e queste e quelle si studia di
+spandere patrimonio a tutti in un mondo senza limiti ed in una
+felicità organizzata da nessuno ed a nessuno in ostacolo.--Ma io so
+per esperienza che esegesi di intenzioni non scifra intendimento,
+tanto più per questa operetta che l'autore vede ingigantita sia pel
+lungo cercare, sia pel lungo lavoro: e so pure che queste poche
+parole non bastano a riflettere l'attuale stato della nostra forma
+poetica.--Altri studi e altre lene occorrono (come il Pica ottimamente
+osò coi precursori francesi) alla sua esplicazione, nè il luogo qui si
+presta, che versi porgo, non saggi critici, futuri forse da me su
+questo argomento, ma non prossimi; e di più so ed intendo, che ad
+orecchie che non vogliono udire nessun rumore giunge, fosse il rombo
+del tuono: onde faccio silenzio. Però ringrazio cordialmente l'amico
+Quaglino quando argutamente propone a sè e ad altrui il quesito: «Il
+simbolismo è arte di decadenza?» E valgami la sua amicizia e il mio
+studio come una speranza a proseguire.
+
+
+Il IIIj di Aprile del MDCCCLXXXXIIIJ.
+
+ L'AUTORE.
+
+
+
+
+IL PRELUDIO.
+
+
+I.
+
+ Innalzan l'incensier' l'aroma a spire
+ dei Troni intorno e dentro a' bei Giardini:
+ col canto delli uccelli, i violini
+ s'accordan pianamente colle lire
+ van su per l'acque azzurre in gaio ardire
+ le galee valorose e, dai gradini
+ dei templi, accolgon gravi, in gravi inchini,
+ i Jerofanti il bruno e nobil Sire:
+ poi rinnovansi i Riti e a luna nuova
+ i negromanti raccolgon verbene:
+ fortune in mar ed inni di Sirene
+ tra li scogli e misteri tra le stelle:
+ stridon gufi e civette alle mortelle,
+ mentre indaga alle tombe il Villanuova.
+
+
+II.
+
+ Corse tra selve oscure e paurose
+ a perseguir beltà tristi e gioconde:
+ Divinità leggiadre, dalle rose
+ candide nate o dal bollir dell'onde:
+ dispute, nelle notti, e faticose
+ opre di Saggi, poi che sulle sponde
+ dei Miraggi Gloriana ad alte cose
+ intende il ragionare, e brune e bionde
+
+ Acrasie, e insidie e lacci e incantamenti:
+ (sta l'aria muta e in sè sospesa attende
+ la meraviglia dell'avvenimento:)
+ e lotte e danze e giocondi presagi
+ nel panteismo che Spinoza rende,
+ e cavalcate di Madonne e Magi.
+
+ Così sen va di tra le Forme e i Sogni
+ la maga Poesia delli ideali:
+ va per le nubi, nè sente i bisogni
+ della Carne, poi ch'alle geniali
+ opere vede e Speranza e Desire,
+ fulgenti e fermi e certi all'A Venire.
+
+
+
+
+I SONETTI D'ORIANA.
+
+ _Laisse crôitre au vallon les femmes et les roses._
+
+ JEAN RAMEAU.
+
+
+LA FATA.
+
+ Io son la bella Oriana e il seggio mio,
+ materiato in rubini e diamanti,
+ scintilla nell'azzurro, in contro a Dio,
+ tra il nimbo delli incensi fumiganti.
+ I miei baci son filtri e dan l'Oblio,
+ brillan nelli occhi miei fascini erranti,
+ e il mio corpo è una Coppa che il Disio,
+ abbevera di vini estasianti.
+
+ Facile e avventurosa è la mia strada:
+ invitan l'acque d'or del mio verziere,
+ e sulle rame i bei frutti di giada.
+ A me i Baron' sulla gaietta alfana,
+ e al tintinnìo d'argentee sonagliere,
+ vengan le Dame in lunga carovana.
+
+
+I BARONI.
+
+ E noi veniamo a te, strana Maliarda,
+ sui cavalli coperti di gualdrappe,
+ veniamo, gioventù forte e gagliarda.
+ Or lungo fu il viaggio e per le frappe
+ e le forre dell'Alpe, l'alabarda
+ nostra splendette e le vermiglie cappe
+ giocar col vento della notte tarda.
+ Vediam ne' tuoi giardin' rider le grappe
+
+ da cui spremi l'Ambrosia del piacere;
+ vediam te, nuova Acrasia, in tanta gloria
+ porger la Tazza ed invitare a bere:
+ e noi veniamo a te sul bastione
+ d'oro del tuo palagio, e la Vittoria
+ squilla per noi la più ardita canzone.
+
+
+LE DAME.
+
+ E noi veniamo a te, strana Sirena,
+ che 'l tuo Regno felice abbiam sognato,
+ pallide in volto e li occhi alla serena
+ notte rivolti e al cielo interminato.
+ Coi capelli infiorati di verbena
+ abbiam compiuto i riti, e il dì beato
+ trepidanti aspettammo. Ora, con lena,
+ batton nell'ambio le mule il selciato
+
+ di porfido e odoran di lontano
+ le greppie piene e li stalloni ardenti.
+ Noi ti chiediamo il gaudio sovrumano
+ di soffrir, tra la porpora dei letti,
+ smunte le guancie e l'iridi languenti,
+ sotto il bacio dei tuoi fatali Eletti.
+
+
+I CAVALIERI DI GLORIANA.
+
+ E noi ridiam di te, delle Chimere,
+ dei Sogni capziosi e delli Amori.
+ Correte illusi voi al Dio Piacere,
+ ai talami ingemmati, alli acri fiori
+ delle lascivie: audaci, usiam le altere
+ menti allo studio e a ricercar li orrori
+ umani e a ravvivar alto il doppiere
+ veggente della Scienza. A voi li allori
+
+ vani lasciammo e li inni. A simiglianza
+ del Cavalier poeta, che implorava
+ alla Dama d'accoglier la romanza
+ benigna coll'onor della Gualdana,
+ propiziate insana turba e schiava,
+ la triste forma della Maga Oriana.
+
+
+
+
+I SONETTI DI GLORIANA.
+
+ «......... _optimum videtur_»
+
+ _Satyricon_ PETRONIUS.
+
+
+I.
+
+ S'erge il trono di bronzo e stanno intorno
+ le tre pie suore intente a salmodiare:
+ stringe la destra il bel calice, adorno
+ del liquore che fa dimenticare.
+ Chi vi beve una volta, (oh il dolce giorno!)
+ le cure scorda e le battaglie amare:
+ così il marino, nel grato soggiorno,
+ indugia e oblìa il dì del ritornare.
+
+ Sotto ai lauri folti ed alle olive
+ si raccolgon, nell'isola, i Sapienti
+ e le dispute fan gravi e giulive:
+ ma, poi che è notte, (splendono li argenti
+ delle stelle benigne,) in su le rive
+ aspettan la Sua vista riverenti.
+
+ Ecco, la Fata augusta appare e incede:
+ e il nero corvo e l'occhiuto paone
+ e il cane mansueto ed il leone
+ umilemente stan ritti al suo piede.
+
+
+II.
+
+ Libero il cuore e con l'acuta mente,
+ in cospetto delli astri almi ed arcani
+ e del mar che si lagna dolcemente,
+ stanno ad udire i detti sovrumani:
+ «Al calice attingeste e rettamente
+ «avete abbandonato i desii vani
+ «cornuta la tiara del veggente
+ «v'onora la cesarie ed il dimani.
+
+ «vi propizia l'anello di rubino.
+ «All'Arbore fatato vi nutrite,
+ «che stilla incenso e mirra e belzuino:
+ «e, nell'aule chiuse, ampie e romite,
+ «lo spirito afferrate del divino
+ «Mondo, al vegliar delle coscienze ardite.»
+
+ Poi benedice e le pupille chiare
+ rivolte al ciel, continua il sermone:
+ brillan li occhi alle penne del paone,
+ nella notte, e le perle alle tiare.
+
+
+III.
+
+ «I ricchi mercatanti di Tangeri
+ «solean sul porto sedere a festino
+ «quando, al vespro, scioglievano i nocchieri
+ «le brune vele al presto brigantino
+ «per varcar le Colonne. I bei coppieri,
+ «dall'anfore di rame, mescevan vino
+ «intorno, ed i valletti i fichi neri
+ «e i datteri inchinavano al triclino.
+
+ «Bevean, sotto le frangie di Palmira,
+ «i Signori le patere a diletto,
+ «ascoltando li arpeggi della lira,
+ «però che varca il marino lo stretto,
+ «Sirti sfidando e dei marosi l'ira,
+ «a ridur perle ed ambre e argento eletto,
+
+ «Così suda lo schiavo e si percuote
+ «come il bove all'aratro e, nei palagi,
+ «il Satrapo sorride e ascolta i Magi
+ «che fausto gli oroscopan Boote.
+
+
+IV.
+
+ «Quindi, vagare le galee vermiglie,
+ «(poi che la luna dalle eteree porte
+ «sale,) io discerno ed adunar le Figlie
+ «insidiose dell'acque la coorte.
+ «Giuocan danzando intorno esse alle chiglie
+ «e, coll'incanto, ai regni della Morte
+ «già precedon l'armata; alte vigilie
+ «fa il nocchier, ma non mutasi la sorte.
+
+ «Cantano le Sirene: Stan secreti,
+ «sotto gli arbori dalle poma d'oro,
+ «l'odorosi giacigli e fra i roseti
+ «il Castello s'aderge in bel lavoro:
+ «dentro alle sale inneggiano i Poeti
+ «e guida nuda Oriana e strofe e coro.
+
+ «Così Morgana i suoi palazzi aderge
+ «e li orti freschi sull'equoreo piano:
+ «infuria la procella non lontano
+ «e la captiva armata urta e sommerge.»
+
+
+V.
+
+ «Ma Oriana sta nelli ampi suoi verzieri,
+ «sul letto d'alabastro orientale,
+ «e si riposa: al sen splendono i neri
+ «carbonchii e all'anche il balteo d'opale
+ «e fra l'aroma delli incensieri,
+ «tubano le colombe alte sull'ale
+ «e vigilan seduti i levrieri.
+ «Ora, alla notte, destasi e fatale,
+
+ «il popolo dei suoi vaghi ella aduna:
+ «lascia il letto, il giardino, il verde monte
+ «e scende al fiume al lume della luna.
+ «Son lusinghiere danze sopra il ponte
+ «della nave dorata, ma la bruna
+ «corrente mette capo ad Acheronte.»
+
+ Scendono le parole colla fede
+ dei cavalieri al cuor come lustrale
+ acqua a purificare e in alto sale
+ la mente quando la Fata procede.
+
+
+VI.
+
+ Ed ammonia: «Così io; dalla stanza
+ «mistica dei riposi, nel viaggio
+ «che ritorno non ha, non ha speranza,
+ «veggo penar l'illuso a somiglianza
+ «d'Ellenora regina, eletta al Maggio,
+ «che non piega ed irride alla romanza
+ «del Satirel rossigno ed al selvaggio
+ «ritmo del Fauno nell'agreste danza.
+
+ «Galoppano i Baroni alla ventura,
+ «perseguendo la Gloria ed il Piacere:
+ «brillano la divisa e l'armatura
+ «e caracolla il gajetto destriere;
+ «però che, al nuovo sole, alla pastura
+ «dei biondi teschi accorrà lo sparviere.»
+
+ Ciò insegnava Gloriana e i Cavalieri
+ Saggi assentian col gesto e col dir forte:
+ «Non prevarranno i regni della Morte,
+ «ora che n'hai svelato i lor misteri.»
+
+
+
+
+A
+FELICE CAMERONI.
+
+
+
+
+I SONETTI DELLA CHIMERA.
+
+ E ton broton Kenodoxia eis ton apeiron pseudamene eri.
+
+ Somatos arrosian therapeuein techne, psyches de hiatros iatai
+ Thanatos.
+
+
+I.
+
+ Prostesa Ella fatale e sovrumana,
+ e curva ad arco la gran coda al dorso,
+ le fauci aperse ed alla notte strana
+ sferrò fumo e faville: via al soccorso
+ della sua implorar opera arcana
+ udiva e avvicinar, rapida al corso,
+ pei deserti la lunga caravana.
+ Ella ghignò e biancheggiâr nel morso
+
+ preste le zanne. «Aiuto!» nella nera
+ immensità si grida! «i bei flabelli
+ dei palmizii si schiantan: la bufera
+ soffia infuocata e soffoca i camelli:
+ veniamo a te sperando;» E la Chimera:
+ «Sempre sperando nel sogno, o Fratelli!»
+
+ Poi si rizzò, squassando le vellose
+ terga e le zampe in sulle arene stese:
+ più forte urgean le voci lamentose,
+ vane sonanti pel vuoto paese.
+
+
+I NAVIGANTI.
+
+ Videro le Galee rider dal mare
+ oltre le Sirti Aurora, e cristallina
+ Morgana materiar palazzi ed are:
+ carche d'oro ad Ophir, d'argenti a Cina,
+ d'issopo e mirra in Asia e di più rare
+ glossopetre a Zabarca, alla marina
+ secreta dei miraggi a riposare
+ le carene fermâr. Cantar l'Ondina
+
+ al ritmo lento del grave Oceano
+ udì 'l nocchiero e novellar di Fate,
+ mentre, ardito nel cuor più non umano,
+ sorgeva il desiderio d'insperate
+ ebrietà di conquiste e d'un arcano
+ veleggiar per region' non pria tentate.
+
+ E ancora e sempre veleggiò penando
+ l'acque dei Sogni audace la Galea:
+ e ancora e sempre il cuor sale sperando
+ e arriva a te, Fatale Madre e Dea.
+
+
+LI ALCHIMISTI
+
+ «Già le bracie splendettero ai fornelli
+ della Grand'Arte e, pei silenzii astrali,
+ sui piropi e i diaspri delli anelli
+ risonâr le parole augurali.
+ Crescemmo, nelle notti, li alberelli
+ dei dittami benigni e sulli strali
+ d'oro, perfuso il farmaco, li Uccelli
+ sacri alla Morte invocammo e i Narvàli.
+
+ Li arcani del futuro le Comete
+ dicono ed ammonisce Ecate vaga;
+ di sette stole induti, le secrete
+ virtù del cielo l'astrolabio indaga;
+ ma cerchiam sempre e ancor brucia la sete
+ dell'Or che l'alambicco non appaga.
+
+ E sempre e ancora pei cammini oscuri
+ del Mistero va e perdesi l'Idea:
+ e sempre e ancora claman li scongiuri
+ verso di te, Regina e Madre e Dea.
+
+
+LI AMANTI.
+
+ Acrasia c'invitava ai suoi festini
+ col gesto largo e le chiome fluenti:
+ sulle pergole d'oro dei giardini
+ s'accordavan li alati in bei concenti
+ ed al talamo intorno, i ribechini
+ trillavano nascosti. Oh labra ardenti
+ a suggere l'ambrosia dei divini
+ baci e blandizie e sospiri ed accenti!
+
+ Oh! bianchi fiori umani a voi a bere
+ chinâr, celestial eterna coppa,
+ Orgoglio, Nobiltà, Gloria, Dovere!
+ Ed Acrasia ingannò: sprona e galoppa
+ Desio pei labirinti, che al corsiere,
+ oltre al Signor, siede Illusione in groppa:
+
+ galoppa sempre a ricercar la fera
+ candida e trista e il troppo ardor lo svia;
+ galoppa ancora e, nella notte nera,
+ bacia ingannato alla tua bocca, Iddia.
+
+
+I POETI.
+
+ Suonâr le note or meste ed or giulive
+ dentro alle fresche ombrie dei verzieri,
+ d'amor cantando: poi le terre argive,
+ i bei Miti, le Dame e i Cavalieri
+ Casmena ricordò: meditative
+ pensâr le rime, e li arditi corsieri,
+ armi e tumulti, meschini e captive
+ squillò il Peana. Ed or vani ed alteri
+
+ dell'eterno Ideal, rapiti araldi,
+ dell'Infinito l'armonia nel cuore
+ fremer sentiamo: a nulla li smeraldi
+ propizianti ed il febeo vigore
+ irraggian la cesarie: andiam spavaldi
+ a ricercare il Verbo dell'Amore.
+
+ Andiamo, ed il pensier, muto d'Incanti,
+ pei regni bui prosegue la tua via:
+ non vivono, non palpitano i canti,
+ ma senton Te, fatale Madre e Iddia.
+
+
+I CAVALIERI DI GLORIANA.
+
+ Disse Gloriana, e via per le fiorite
+ rive suonò l'eloquio: stillò il vino
+ della Scienza alle patere forbite:
+ veggenti, tra i vapor' del belzuino,
+ splendeano intorno all'aule romite
+ le Sette Faci, poi, ch'oltre il mattino,
+ si producean le veglie in sulle ardite
+ carte a luttar coi segni. Ahimè! il cammino
+
+ sale la mente invan, fuorvia Ragione
+ per l'arduo insidiar dello Infinito:
+ e rammentiam dolenti la magione
+ grata diserta pria che al mago invito
+ s'accendessero i cuori e che 'l paone
+ salutasse all'arrivo, erto in sul lito.
+
+ Gloriana inganna e fa l'incantamenti
+ sotto ai lauri folti in sulla sera:
+ spiega il Verbo, ma nelli ammonimenti
+ Tu sola ghigni e irridi, Tu, Chimera!
+
+
+LA CHIMERA.
+
+ Più avanti, avanti ancora. I miei palazzi,
+ materiati in candidi vapori,
+ splendono: avanti: invitano ai sollazzi
+ del corpo e della mente, alli splendori
+ della Gloria, ai Piaceri, ai Desii pazzi
+ Orgoglio e Vanità, Vigilan l'ori
+ terrestri i Basilischi ed i topazzi
+ stanno nelli antri bui; guarda i tesori
+
+ dell'acque Leviathan e nei muti
+ imperii dell'Atlantide i forzieri
+ s'ascondon delle perle ed alli acuti
+ scogli il corallo cresce. Cavalieri
+ date le vele al mar, canti ai venti,
+ baci alle donne ed anima ai misteri!
+
+ Avanti a investigar e l'Uomo e Dio;
+ seguite me, fedeli, ch'io ammonisco;
+ non germoglia l'elleboro nel mio
+ regno, da che Follia servo e blandisco.
+
+
+VIII.
+
+ E ancora e sempre avanti; e se i palagi
+ sfumano nelle nebbie, e se nel mare
+ e tortuosi anfratti e cupe ambagi
+ si perdon nei profondi, e se in sull'are
+ e di Gloria e d'Amor fuman le stragi
+ delle vittime illuse, e il camminare
+ dalla Fonte allontana, e se i malvagi
+ mister' la Sfinge impone a decifrare,
+
+ che importa? Or mai non regge più speranza;
+ parla a vuoto nell'isola Gloriana:
+ stride al vento sirventa e romanza:
+ e il manto istoriato della strana
+ Rabetna io spiego in contro alla Costanza,
+ come vessillo per l'immensa piana.
+
+ E pur seguite me: argento ed ostro
+ son l'occhi miei bruciati e splendenti:
+ son liriche i ruggiti: è il faro vostro
+ la vampa che esce dalle fauci ardenti.
+
+
+
+
+L'INTERMEZZO DELLA PRIMAVERA.
+
+ ....... è primavera l'antica proscente che s'ammanta di fiori e
+ di foglie a nasconder le rughe, che sotto al peplo vermiglio
+ l'ulcera ricopre e dalle porte, dove amor si vende, ride ed inchina
+ al passeggier e lo tenta e raccomanda a lui la merce buona. Or su la
+ gonna l'alza, o fanciulletto cuore, e vedrai ciò ch'ha di sotto
+ fiorito ed odoroso.
+
+ _La meditazione al Cuore._
+
+ Oidon chelidona ne ton Eraklea ear hede.
+
+
+A
+LUDOVICO CAVALERI.
+
+
+I.
+
+ Amore insidia dalla rosa e tace:
+ vanno i passeri a torno folleggiando
+ e bela l'agno all'agnella vicino,
+ cercando amore.
+
+ Amore insidia dalla rosa e tace:
+ van le cavalle e nitriscono pazze,
+ poi che vicina Primavera esulta,
+ cercando amore.
+
+ Amore insidia dalla rosa e ride
+ e passa il bel garzone e il giunge un dardo:
+ egli piega morente e par che spiri,
+ cercando amore.
+
+
+ALLA
+MIA BUONA COMPAGNA.
+
+
+II.
+
+ Restava Giulietta in mezzo a Romeo, e ad uno, chiamato Marcuccio il
+ guercio, che era uomo di Corte molto piacevole e generalmente molto
+ ben visto per i suoi motti festevoli e per le piacevolezze ch'egli
+ sapeva fare; perciocchè sempre aveva alcuna novelluccia per le mani
+ da far ridere la brigata e troppo volentieri senza danno di nessuno
+ si sollazzava............. Giulietta, che dalla sinistra aveva Romeo
+ e Marcuccio dalla destra, come dall'amante si sentì pigliar per
+ mano, forse vaga di sentirlo ragionare, con lieto viso alquanto
+ verso lui rivoltata, con tremante voce gli disse: benedetta sia la
+ venuta vostra a lato a me! E così dicendo, amorosamente gli strinse
+ la mano.
+
+ La sfortunata morte di due infelicissimi
+ amanti, che l'uno di veleno e l'altro
+ di dolore morirono; con vari accidenti.
+
+ MATTEO BANDELLO--_Novelle_.
+
+
+PERSONÆ
+
+_Agunt et Cantant_:
+
+--GIULIETTA.
+--ROMEO.
+--MERCUTIO.
+--L'ANIME DELLA NOTTE.
+
+
+AZIONE.
+
+_Notte vicina all'alba. Nei giardini dei Capuleti: un verone splende
+solo al palazzo tra li alberi: una scala di seta pende dalla
+ringhiera. La luna cala dietro le torri ed i campanili._
+
+ L'ANIME DELLA NOTTE.
+
+ Zitti: il Montecchio dal giardino ascese
+ per l'ardua via al talamo nuziale,
+ chè la canzon dell'Ora egli già intese
+ a intonargli l'invito augurale.
+
+ Zitti: la brezza va lungi e riporta
+ baci e sospiri fin sotto all'arcate
+ in cui s'asconde vindice la scorta
+ dei Capuleti, vigilando armata.
+
+ Or la fontana rida ai suoi zampilli
+ sul laghetto dei cigni: e in bianche forme
+ vaghino le visioni: or riscintilli
+ la Luna in fronte alle soavi torme.
+
+ Ecco, scorron sull'erbe a cui rugiada
+ diamanta le foglie e i lunghi veli
+ trascinan qui sui bei fiori di giada,
+ in mezzo alle pervinche e a li asfodeli.
+
+ Noi, sospiri dell'Ora, andiam vagando
+ ed abbiam per baciarsi e bocche ed ali:
+ l'armonia qui si compie tra i lilliali
+ petali e tra le rose e va incantando:
+ i mister' della Notte a quando a quando
+ urgono amore e fremono speciali
+ avvolgimenti, poi ch'ora già spira
+ coll'Orgoglio e coll'Odio impeto d'Ira.
+
+ MERCUTIO _(di lontano)_.
+
+ S'ilare ho il volto e più giocondo il cuore
+ e sul labro mi sboccia come un fiore
+ la parola, la Fata m'asseconda.
+
+ Perchè stan fiori al prato e stelle in cielo,
+ perchè muore e risorge Primavera
+ e il vin di Cipro al mio pensier fa velo
+ e m'immaga l'idea, forse è sincera
+ passione umana? Ecco, all'alto ora anelo
+ colli sguardi e col cuore: ed è questo un bisogno
+ dell'anima o un bizzarro e vago sogno?
+ Regina Maab per certo mi circonda.
+
+ L'ANIME DELLA NOTTE.
+
+ Zitti: Mercutio ride e si sollazza
+ per quest'ombre diafane d'Aprile
+ e s'accorda alla notte allegra e pazza
+ l'ebrietà dei vini. Zitti: un monile
+ più ricco che le perle alla corazza
+ e alla gorgera pongono le braccia
+ candide dell'amata: oh sulla faccia
+ baci, riccioli, lagrime e blandizie!
+
+ Zitti: dormono i cigni: la fontana
+ gorgheggia, van le forme alate intorno.
+ Oh portento! Noi siam dell'Ora strana
+ i sospiri e moriam come sia il giorno.
+
+ ROMEO _(dal verone illuminato con un ampio gesto
+ verso l'occidente)_.
+
+ O Luna, o bella Luna, non calare!...
+
+ L'ANIME DELLA NOTTE.
+
+ Zitti: i Genii risurgon dalle rose
+ ed il prato assomiglia a un verde altare,
+ steso alle vaghe vittime amorose.
+
+ MERCUTIO _(avvicinandosi oltre il muraglione)_.
+
+ Regina Maab però non s'accontenta
+ di perlustrar le stelle ad una ad una,
+ chè, morto il Sol, (il mondo s'addormenta),
+ il popolo dei Miti Ella raduna
+ e discende col raggio della luna:
+ innanzi al carro d'or l'araldo squilla
+ ed Essa come un'agata scintilla,
+ Regina Maab, bella Regina bionda.
+
+ Così cala alla terra e, ad incensieri,
+ splendono innanzi calici di gigli:
+ cala, s'avanza e posa all'origlieri
+ candidi e ai grami ed ispidi giacigli,
+ e fa sognare: o vision' che i cigli
+ bianchi e bruni ricercano, o divina
+ Arte d'uscir dai sensi ed indovina
+ Scienza che scifra quanto ne circonda!
+
+ O gentil turbamento ai giovinetti
+ cui Proscenete la rosa disfiora
+ idealmente, e contese nei letti,
+ sapute avanti l'esperienza e l'ora;
+ forse per ciò son già sperti ginnetti
+ le zitelle che allor calca supine
+ ed ammaestra: o molli e alabastrine
+ membra che informa all'opera gioconda!
+
+ROMEO _e_ GIULIETTA _sul verone abbracciati. La scala di seta dondola
+alla brezza e batte sui ferri di lancia del davanzale: uno squillo
+debole ne suscita. La luna batte in fronte ad un monile sui capelli
+biondi della fanciulla e sorgon raggi._
+
+ ROMEO.
+
+ O Luna, o bella Luna, non calare!
+ Se in quest'ora è la vita ed ora è notte,
+ non più risplenda il dì, non più l'avare
+ luci s'accendano e l'Erebo inghiotte
+ il fuggente Titano invidioso;
+ e se manchiam nel sogno radioso,
+ così, non fu già mai questo morire!
+
+ L'ANIME DELLA NOTTE.
+
+ Quando parlan li amanti van secreti
+ fascini per le spere: or mai le lire
+ non cantan come i baci: or mai discreti
+ si nascondono i Genii. O bel languire
+ di due giovani bocche e di due seni!
+
+ ROMEO.
+
+ Innalza l'occhi tuoi fermi e sereni,
+ sorella mia; a che ti giova il pianto?
+ Lascia, lascia che il gaudio or mai si sfreni
+ alto e libero in faccia all'a venire.
+
+ GIULIETTA.
+
+ Triste ho il cuor: questo istante che ci sfugge
+ dolor rimena: oh se nemica tanto
+ non fosse la tua casa! A che ci strugge
+ passione e ci avvelenan l'odii e l'ire?
+
+ ROMEO.
+
+ Angiol di luce, or taci: per il mondo
+ non stan contese: Amor porge il bicchiere
+ e ci invita al festino: oh, più fecondo
+ di bell'opre non fu certo il Piacere.
+
+ Innalza, innalza il cuore! oltre le stelle
+ sta il paese d'Amor, che ne rivela
+ colla Fede, il Desire le più belle
+ forme esprimendo ai sensi: or mai la mano
+ acconsente ed invita al sovra umano
+ festino e l'occhio tuo anche si vela
+ alla dolcezza estrema... ah, tutta mia
+ Vergine, assurta dalla Poesia,
+ in questa notte, a questa arcana Gloria!
+ Sacrilegio non è soffocar l'odii,
+ che stagnan accidiosi alla memoria;
+ baciar convien, baciami in bocca e godi.
+
+ GIULIETTA.
+
+ Desio di forme va presto e non dura,
+ nè si rinnova come Primavera:
+ nè Passion di sensi s'assicura
+ se pur dal labro or mai esca sincera.
+ Vedi, già muor nell'alba questa pura
+ notte: o Romeo, dell'ora estasiata,
+ come sorgerà il dì, come baciata
+ ti avrò la bocca, rimarrà il ricordo?
+
+ L'ANIME DELLA NOTTE.
+
+ Silenzio: i Genii fan l'ultimo accordo
+ sulle rose dei prati: oltre ai castelli
+ trema la luce nuova: o luna, o belli
+ pallid'Astri, così voi disparite!
+
+ MERCUTIO _(sotto il muraglione del giardino)_.
+
+ E che Regina Maab d'aspre ferite
+ piaghi il cuor e la mente tutti sanno:
+ la faccia imbianca pel desio d'amare
+ strugge muscoli e nervi e ordisce inganno;
+ la fiera umilia ed accende la mite
+ agnella, poi che a Venere comare
+ prude l'uzzolo e chiama a sè Cupido,
+ lercio garzone, mentitore e infido.
+ Si badi a Primavera e a ben amare!...
+
+ ROMEO _(dalla stanza illuminata, pregando)_.
+
+ O Luna, o bella Luna, non calare!
+
+ GIULIETTA.
+
+ E se tu m'ami dillo veramente!
+
+ MERCUTIO _(allontanandosi)_.
+
+ ....Poi che Regina Maab torna alle stelle
+ ed il lievito lascia nella mente
+ che dietro al sogno viaggia: ahimè! le belle
+ si fanno il volto e l'occhi ottimamente....
+ come il vin che rianima e ci strega....
+
+ ROMEO _(apparendo sul verone)_.
+
+ Arresta ancor: la tenebra s'annega
+ in un mare di luce: oh, incantamento
+ che ci ruba il volar triste del Tempo....
+
+ GIULIETTA _(in un ultimo abbraccio)_.
+
+ O Romeo, o Romeo, serba il ricordo!...
+
+ L'ANIME DELLA NOTTE.
+
+ Freme dei Genii ancor l'ultimo accordo
+ e le rose dei prati apron li stoma:
+ nuovi fior, nuovi canti e nuovi aroma!
+
+ GIULIETTA.
+
+ Buona notte, Signor, l'aerea chiostra
+ si spalanca alla luce ed al dolore...
+
+ ROMEO _(scendendo dalla scala di seta)_.
+
+ O, buona notte, sì, poi che migliore
+ giorno non vedrà mai la vita nostra,
+ e se triste è il presagio che t'accora,
+ questo bacio lo fughi, o bella e pura
+ Donna ideale, questo bacio estremo,
+ or ch'Oriente, come fa, s'inostra.
+
+ GIULIETTA.
+
+ O Signor, come il giorno m'impaura!
+ E a che speranza, s'ogni cosa io temo?
+ Portami via! Ah!... Il bacio dell'Aurora.
+
+ MERCUTIO _(più lontano)_.
+
+ Torna Regina Maab al suo riposo
+ colla chioma ricinta di viole
+ rubate al Mondo e di pianti e di lai;
+ e Titania abbandona il vecchio sposo....
+
+ L'ANIME DELLA NOTTE _(fievolmente)_.
+
+ Sorge il sol, sorge il sole, il sole, il sole!...
+ Muto l'incanto ed alto il giorno è or mai!...
+
+FINE DELL'AZIONE.
+
+
+III.
+
+ Canta la brezza vocale tra li alberi e dice:
+ «perchè stormite? giunge Primavera?»
+
+ Passa la luna d'argento e alle nuvole incita:
+ «fuggite presto: Primavera giunge.»
+
+ Schiudonsi ai fiori le foglie ed i petali azzurri:
+ «beviam la luce «cantano» novella.»
+
+ Batte al mio cuore, ch'attende dolcissimo, Amore
+ e lo sforza e vi siede in signoria.
+
+ Se amar m'è dato all'annuncio del tiepido sole,
+ quando l'animo s'apre a questa rinascenza;
+
+ se il dubio or mai colle torbide nebbie disfuma
+ accidioso e lento, amar vorrei
+
+ come un bizzarro fior selvaggio e giovane innanzi
+ all'erbe ed alli augei nidificanti.
+
+ Se a me venisse la Donna prescelta e amata:
+ «dolce è giaciglio sulla prateria,»
+
+ direi, «sotto a quest'alberi e i germogli nuovi
+ a chiederci il secreto della Vita.»
+
+
+AL PITTORE
+LUIGI ROSSI.
+
+
+IV.
+
+ _«Hèlas! hèlas, il n'est plus «disaient-elles» le temps où les beaux
+ jeunes hommes de la terre, alanguis par nos appels, èperdus de nos
+ blancheurs entrevues sous le mystère des ondes, nous suivaient dans
+ le profondeurs et mouraient de nos baisers sur le lit flottant des
+ algues!»_
+
+ _La Plainte des Belles-de-l'Eau_--MENDÉS.
+
+ Ora all'alba od al vespero, (indecisa
+ sta l'Ora ai sensi poi che nebbie rosee
+ stagnano intorno,) dormono del lago
+ l'acque alla conca:
+
+ e i fior delle ninfee, coppe d'argento,
+ navigan tra le foglie: insetti navigano
+ lenti per l'aria, nel velo dell'ali
+ specchiando il cielo.
+
+ Aliofilo, la lenza all'acque data,
+ (ed all'insidia intorno cerchii estendonsi),
+ il Sogno segue cui suscitan l'Ora
+ ed i Desiri.
+
+ Nubi sono, riflesse dentro al lago,
+ o nude forme di fanciulle? Aliofilo
+ sente cantar: «Perchè i Mister' dell'acque
+ e l'armonia
+
+ e le candide membra ed i sospiri
+ e le feste d'amor in mezzo all'alighe
+ schiva l'Umano? In cuor nulla rimane
+ di giovinezza,
+
+ o in mente più non volgon dilettose
+ imagini di gaudio? Ancora attendono
+ le Creature dell'Acque l'amatore,
+ in queste strane
+
+ Ore che il Tempo non regge e suggella.
+ Stan nell'iridi nostre azzurre e languide
+ i più dolci secreti, poi ch'umana
+ realtà il sogno
+
+ non val del nostro amore. O rosse labra
+ d'altre parole esperte, e di lascivie,
+ o membra assuete a strani abbracciamenti
+ ignoti all'Uomo!...
+
+ Poi taccion: tra i nenufari e le lunghe
+ erbe del fondo voluttuose intrecciano
+ carole e dalle bocche invitatrici
+ mandano baci.
+
+ Aliofilo non bada a pescagione.
+ Son nubi o forme, dal cristallo equoreo
+ espresso al Sogno, in questa incerta luce
+ ch'ama il Miraggio?
+
+
+V.
+
+ Or mai stan sulle rame i fiori in copia,
+ porporini e rosati, e tenta il volo
+ già la farfalla intorno: or mai pel frutto
+ la Terra attende.
+
+ Or mai tra i lieti fiori e i più giocondi
+ rivoli dei giardini, in questa immensa
+ oda ch'inneggia (magico strumento)
+ dalla Natura,
+
+ scompare il Dubio e si tempra l'Ardire.
+ Ch'è mai, che è mai la Forma evanescente,
+ Aliofilo, che l'onda ti rispecchia
+ all'occhi avanti,
+
+ che è mai questo Miraggio? Oltre le rive
+ dell'acque tue fatate, non ascolti
+ un mormorio di Plebi ancor lontano
+ e pur tenace?
+
+ E se Giulietta lascia il Damo all'alba,
+ Donna, Martire e presta al sacrificio,
+ e l'occhi intende lagrimosi al sole
+ che glielo ruba,
+
+ e Romeo corre per le piazze avvolto
+ nel mantello, (un stupor gli sta nel cuore
+ per la nuova dolcezza del recente
+ bacio d'amore,
+
+ e già lo preme una triste prescienza,)
+ non meglio forse nella sceda ardita,
+ Marcuccio il guercio sente Primavera?
+ O Primavera;
+
+ or qui tu sei, qui tutta, e maturanza
+ ti segue alacre al corso! A che la Vita
+ e i Secreti indagar sotto le piante
+ colla tua Bella
+
+ e folleggiar tra i nidi e l'erbe nuove,
+ se tu scompigli i nidi e premi i fiori?
+ O Primavera, o Vita! Se l'agnelli
+ richiaman l'agne
+
+ e se questo richiamo è da Natura,
+ quel mormorio di Plebi ancor lontano
+ e pur tenace, ch'accenna al migliore,
+ non è Natura?
+
+ Dove vanno, a che tendon le Coorti?
+ Sta, sta, Figura mia forte e gagliarda,
+ tra il battagliar dell'Ira e dell'Invidia,
+ miracolosa:
+
+ sta, Donna, a cui l'olivo fa corona,
+ nè scettro o spada brandisce la destra,
+ Tu sai a che ne guidi e là Tu accenni
+ vittoriosa.
+
+ O sacre idee, o bello entusiasmo
+ di migliori giornate oltre al tramonto
+ livido sopra il sangue e sopra il fango:
+ questa Vittoria
+
+ spira qui nelli aromi e nella gloria;
+ poi ch'erta sta la Donna nel sembiante
+ fiero e soave, qui nel mio pensiero,
+ in faccia al Mondo.
+
+
+
+
+ALLE
+DAME PLEBEE.
+
+
+
+
+I MADRIGALI ALESSANDRINI.
+
+ _Avec les femmes il faut toujours voir plus bas Quand elles disent:
+ «J'ai mal à la tête.» comprenez: «J'ai mal au coeur» et quand
+ elles disent: «J'ai mal à l'èstomac» traduisez...._
+
+ LOUIS DUMUR.
+
+ _Quoi de plus plaisant que de brûler la maison de sa maitresse pour
+ avoir un prètexte à la conduire chez soi: de la ruiner pour avoir le
+ plaisir de lui faire du bien? Cela tient à la fois de la gâite
+ françoise et de la chevalerie espagnole: c'est delicieux!_
+
+ _Mon oncle_ THOMAS.
+
+ Ma vi direi, però, che mentre ho conosciuto nel mondo certe virtù mi
+ si riaccende in cuore una tenerezza viva per la canaglia; per coloro
+ che chiamate canaglia; per questa mia canaglia; poi che noi due
+ adoperiamo la parola istessa a significare due diverse cose. Questa
+ mia canaglia adunque, e canaglia feminile, gode alquanto della mia
+ stima; da che la sincerità la fa veder tale in modo che salva buona
+ parte di vizio o che rende il vizio più accettabile perchè non
+ mascherato. E codeste buone ragazze vestite di cencio o di seta non
+ mancano d'onore alla loro maniera; che, se l'una è menzognera come
+ un vostro servo, non è falsa e si dà all'incirca per quella che è, e
+ la si paga per quel che vale; se l'altra non crede nè a Dio nè al
+ Diavolo non scambierà l'uno per l'altro; se l'altra ancora è ghiotta
+ come un luccio o pruriginosa e lasciva come una gatta, vogliate
+ osservare com'essa ami i maschii l'uno dopo l'altro e che il suo
+ cuore non canti due motivi insieme; e se infine quest'ultima stamane
+ ha fatto sparir l'orologio dell'avventore, posto sul comodino
+ durante il mercato e la faccenda, non è mai andata a rubacchiare
+ sulla felicità altrui e non ha mai scroccato sull'amore destinato ad
+ altri.
+
+ all'Ultimo Sermone della _Lotta per Amare_
+
+ L'AUTORE.
+
+
+I.
+
+ Leziosa pastorella incipriata
+ ch'ama Watteau effigiare alle portiere,
+ sta la Signora mia nel mio pensiere,
+ Sorride ella benigna e la dorata
+ esca dispensa dalle lusinghiere
+ mani ed invita, col gesto, l'alata
+ famiglia al cibo: or, candide e leggere,
+ accorron le colombe alla chiamata.
+
+ Tale, alle vostre grazie compiacenti,
+ colombe dello Ingegno, i Madrigali
+ volano arditi e ghiotti e, in torneamenti,
+ flabelli alti sul capo vi fan d'ali;
+ e Voi così l'udite audaci e intenti
+ a cantarvi l'omaggi trionfali.
+
+
+II.
+
+ Idolo strano, sotto un padiglione
+ d'argento d'ametiste e di sciamito,
+ svolge la Donna mia l'incantagione:
+ stringe la destra il giglio erto ed ardito,
+ patera di profumi, ed un leone
+ s'accovaccia a' suoi piè, mentre un fiorito
+ ramo di cedro un colombo depone
+ al suo capo di gloria redimito.
+
+ Fumano innanzi a lei sette incensieri,
+ mentre dicon le sue lodi i Grandarvi.
+ Ella posa jeratica, i severi
+ occhi rivolti al cielo. Oh, dal felice
+ regno del Sogno valga a richiamarvi
+ la mia voce, divina incantatrice!
+
+
+III.
+
+ I miei Desiri, cupidi sparvieri,
+ vagavano pel cielo aperte l'ale
+ e latrando i Peccati, agili e neri
+ veltri, pel prato fiorito e fatale
+ tendevano alla magione dei Piaceri.
+ Ora il volo fermâr all'ospitale
+ albergo vostro, audaci e guerrieri,
+ l'uccelli, e i cani van per l'ampie sale.
+
+ E poi ch'al vespro usciti a' bei giardini,
+ salutano li alati all'apparire
+ della Signora e umilemente fieri,
+ ecco i cani v'onoran colli inchini.
+ Voi porgete la man bianca a lambire,
+ mentre il riso ringrazia alli sparvieri.
+
+
+IV.
+
+ Tenea sotto un broccato a padiglione,
+ la Donna mia, ritta sul basalto,
+ la fatal Coppa della incantagione.
+ Fioriva roseo il loto in sul cobalto
+ dei rabeschi e caudato erto un dragone
+ d'oro con stretti nodi ambiva all'alto,
+ mentre in vago lavor, dentro a un castone
+ d'argento, ridean l'uve dallo smalto.
+
+ Ma poi che un di Madonna capricciosa
+ espose fuor dalla secreta stanza,
+ a diletto, la patera preziosa,
+ e ognun le labra attinse a' suoi liquori,
+ ogni mago prestigio, ogni possanza
+ lasciâr la Coppa muta di splendori.
+
+
+V.
+
+ Mitico serpe candido e rosato
+ cui splendon l'occhi arditi e ingannatori,
+ muove le spire lascive sul prato,
+ poi che dall'arbor l'augei cantori,
+ al muover dell'incanto, in quel fatato
+ cerchio ch'esprimon l'iridi, sui fiori
+ scendon ribelli e vinti ad un più grato
+ gioco tra l'erbe e a più soavi amori.
+
+ Ma poi che sono intenti al folleggiare,
+ sotto la guida della sua malia,
+ (così svolgon le vostre triste e care
+ pupille l'esiziale ipocrisia),
+ non accorgon le fauci aperte e avare,
+ nè cessano, morendo, l'armonia.
+
+
+VI.
+
+ Stava nel Tempio, dove io solo adoro,
+ (ahimè, credeva e credo ancor, meschino!)
+ lo stipo sacro, mirabil lavoro
+ d'un orafo poeta bisantino,
+ d'ebano tutto ed a gran fregi d'oro,
+ e fiori di topazzo e di rubino.
+ Io vi credea racchiuso il mio tesoro
+ oltre ai serrami astrusi e adamantini.
+
+ Ma poi che un dì mi fu nuova vaghezza
+ di scoprir la recondita ed arcana
+ sostanza in lui celata, (la bellezza
+ vostra così m'inganna a perscrutarla),
+ «In verità,» io dissi, «questa è vana
+ fattura e stolto più l'amarla.»
+
+
+VII.
+
+ Penelope moderna, dalle spole
+ vivaci d'oro e di porpore e miti
+ di dolci tinte, gelsomini e viole
+ intessete al bel drappo tra i sciamiti
+ bizantini: vi stanno, alle mandole
+ intente, intorno l'ancelle coi diti
+ presti alle corde e suonan barcarole
+ per rallegrarvi. Ahimè! Lungi dai liti
+
+ patrii vaga il marito, le feroci
+ Sirti sfidando, o Circe, con secrete
+ arti, il rattien dal vedovato letto?
+ Per le sale vi giungono dei Proci
+ le contese e pur voi sempre intessete:
+ nè disfate: e la tela è un fazzoletto.
+
+
+VIII.
+
+ Il tappeto su cui, Bella, danzate
+ (la guzla accorda un languido e moresco
+ ritmo) figura un cuor, e il calpestate.
+ Due serpi intorno un lucido arabesco
+ gli fanno e nelle fibre dilaniate
+ riscintilla un pugnale. Il zingaresco
+ ordine della danza continuate,
+ poi che il portico sta secreto e fresco
+
+ là dove voi giuocate; il tamburelllo
+ maliziosa battete, i piè sereni
+ sangue attingono e bagnano il guarnello
+ di rossi fior' così sul bianco lino
+ crescono a mille e pur v'ornano i seni,
+ l'occhio ridendo ancor, calmo e divino.
+
+
+IX.
+
+ Coi lucidi guinzagli il buon Valletto
+ frenava colla destra i levrieri:
+ ma come per la piana uscir snelletto
+ videro il biondo cervo a' suoi sentieri,
+ rompono i cani il dorato colletto
+ latrando a caccia, e, in corsa, agili e fieri
+ perseguon l'animal: nè al Giovanetto
+ valgono voci a richiamar li alteri.
+
+ Così frena Ragione e raccomanda
+ ai sensi, poi che forte li tenzona,
+ ma se li affoca per sorte il Desio,
+ grida Ella invano per la verde landa
+ di vermiglio fiorita e già si dona,
+ ebra, la mente al suo Piacere Iddio.
+
+
+X.
+
+ Ma poi ch'io diverrò canuto e affranto,
+ nè il maligno sorriso ad aleggiare
+ mi verrà sulle labra, nè d'accanto
+ ritroverò sorrisi e voci care
+ alla memoria e al cuore, l'occhio stanco,
+ sul libro miniato, a queste amare
+ cortesie tornerà, forse col pianto
+ d'aver distrutto un Fiore ed un Altare.
+
+ O Giovinezza, o Scienza, o voli audaci
+ di Fantasie ed impeti pel forte
+ battagliar nelle Imprese, o dolci baci
+ cui l'indagine ammuta! E allor, (s'avanza
+ vigore e tempo alla vicina Morte),
+ tenterò flebilmente la Romanza.
+
+
+
+
+A ROMOLO QUAGLINO.
+
+
+
+
+LA CANTATA DELL'ALBA.
+
+ _En ce temps de sombres conflits, de douloureuses fins et de
+ labourieuses genèses, participer au bon combat des naissant
+ altruismes, des enthousiasmes humanitaìres contre les vieilles
+ rapacites, contre les persistantes cruautés, est encore, pour tous
+ ceux qui ont de la justice dans la conscience et de la pitié dans le
+ coeur, la seule vie qui soit digne d'étre vécue._
+
+ B. MALON.
+
+ _Paris, 25 Aout 1892._
+
+ _Das soll dein Wahrspuck sein;
+ Machtvoll, still und sein:
+ Sollst Du dem Menschen Dienste weihn
+ Und ihn vom Arbeitsfluch befrein!_
+
+
+PERSONÆ
+
+--_Agunt et cantant_--
+
+--IL PROLOGO.
+--IL PAZZO.
+--ARCADETLE, poeta.
+--MADONNA LIA.
+--NAUTIFILE.
+--CORO DI GARZONI.
+--CORO DI FANCIULLE.
+--CORO DI NOCCHIERI.
+--LE VOCI.
+--LE VOCI DELL'ARIA.
+
+
+AZIONE.
+
+_Giardini in riva al fiume.--La notte è di maggio._
+
+ IL PROLOGO _(esce cantando)_.
+
+ Il plenilunio sta, Dame e Messeri,
+ placido in sulle rive ai lenti fiumi:
+ dormon le cacciatrici ed i levrieri,
+ dolcemente nascosti dentro ai dumi
+ delle selve discrete, ed ai severi
+ studii il saggio, a vegliar fin che consumi
+ la vigilante fiamma, a' gran' misteri
+ dona la mente e il cuore: or van profumi
+ dai calici socchiusi ed armonie
+ vagan misteriose pei giardini.
+ Sciarra ghigna e sorride e guida a frotte
+ i tristi sogni e i gaj colle malie
+ e Chimera tormenta l'Indovini
+ coi mirabil'incanti della notte.
+
+ Ma poi che volgeran oltre alle cime
+ e la Luna e le Stelle e il biondo Sole
+ risplenderà giovinetto sublime,
+ fuggiranno le larve dalle ajuole:
+ morto è dell'Ombre il Regno.
+ Giunge il giorno al suo segno:
+ stan le nebbie violette ai monti intorno,
+ colle nebbie dei Sogni il lieto Fiore:
+ oh del bel sogno adorno,
+ e del giocondo amore,
+ dell'ultima e dolcissima romanza.
+ Dame e Messer' vedete voi che avanza?
+
+ ARCADELTE _(entra cantando)_.
+
+ Madonna, a voi la luna
+ già ricama il guanciale
+ ed i Genii che aduna
+ la Notte un madrigale
+ vi fan dentro le sale.
+ Sulle lunghe scalee
+ fioriscon l'azalee
+ e incensano profumi.
+
+ Corre il fiume ch'anela
+ tra i meandri, al suo mare
+ coi vapor' che lo vela,
+ e me il Fior delle care
+ speranze invita a amare,
+ perchè dentro ai rosai
+ fanno i grilli i lor' lai
+ nel profondo mistero.
+
+ O Madonna, scendete
+ e lasciate il riposo;
+ già le note secrete
+ ritenta l'amoroso:
+ Madonna, amarvi io oso,
+ e al vostro bacio agogno,
+ or ch'è il Regno del Sogno
+ sulla terra assopita.
+
+ MADONNA LIA _(cantando dal verone)_.
+
+ Dolce uscir tra i misteri
+ delle notti stellate:
+ pei fioriti sentieri
+ sen van le bene amate
+ e, le destre impalmate,
+ s'inebriano dei fiori.
+
+ ARCADELTE.
+
+ Le stelle in ciel, vedete,
+ si baciano col raggio
+ silenziose e discrete.
+ È la notte di Maggio
+ ch'apre l'anima e il cuore,
+
+ MADONNA LIA.
+
+ Non v'ha dunque timore,
+ non insidia nel prato?
+
+ ARCADELTE.
+
+ Godiam, godiam la vita
+ cui giovinezza incita:
+ scintilla arrubinato
+ già il vermiglio liquore
+ nel calice incantato
+ e ciascuno v'attinge.
+ Or tace umile il vento
+ tra le rame d'argento
+ della vostra foresta,
+ e dolce è il folleggiare.
+ Ingrata ne sospinge
+ l'età che non s'arresta:
+ oh gioconda la testa
+ vostra s'innalzi e rida!
+ La notte non è infida
+ poi che è tempo d'amare.
+
+ MADONNA LIA _(scesa ai giardini)_.
+
+ Ecco, scendo al tuo canto,
+ o mio biondo poeta:
+ la tua cura secreta,
+ dimmi, ti sforza al pianto?
+
+ UNA VOCE.
+
+ Bada, Arcadelte, bada:
+ è questa la malia.
+
+ ARCADELTE.
+
+ A voi, Madonna Lia,
+ l'anima mia e la spada.
+
+ MADONNA LIA.
+
+ O mio biondo Signore
+ oltre all'occhio lucente
+ della Donna ridente,
+ sai tu leggere in cuore?
+
+ UNA VOCE.
+
+ Arcadelte, non fare:
+ È l'inganno, è l'inganno.
+
+ ARCADELTE.
+
+ L'iridi, che mi stanno
+ più che dentro a un altare
+ gelose e consacrate
+ nel profondo del cuore,
+ non conoscon l'inganno.
+
+ MADONNA LIA.
+
+ E il singulto d'amore
+ e li spasimi estremi
+ tu li credi e non temi?
+
+ ARCADELTE.
+
+ Non ci affanni il dolore
+ della scienza terrena:
+ presto volgono l'ore
+ che guidano la pena
+ che il futuro rimena.
+ Non pensate al domani;
+ non resiston l'arcani
+ della Sorte alli amanti.
+ Nei giardin' delle Fate
+ viaggiam fermi e sicuri.
+ Oh ve' laggiù l'acanto
+ protende i rami oscuri:
+ e nulla v'impauri
+ perch'io vi guardo e v'amo.
+ Ma il bacio sovra umano,
+ voi mi concederete?
+
+ CORO DI GARZONI _(uscendo dal bosco cantando)_.
+
+ O belle, udite, udite
+ il dolce incantamento.
+
+ CORO DI FANCIULLE _(uscendogli incontro cantando)_.
+
+ Amor fa il suo lamento
+ nelle valli romite.
+
+ IL PAZZO _(esce cantando e ballando)_.
+
+ La gioconda brigata
+ che s'apparecchia a festa
+ è giovine e sbrigliata
+ ma non ha sale in testa.
+ Un Pazzo la molesta
+ coi cachinni e i sonagli:
+ non è notte di Maggio?
+
+ ARCADELTE _(sotto li acanti lontano)_.
+
+ Quai voci tra le rame,
+ qual rumor sulle rive?
+
+ MADONNA LIA _(lontano passeggiando con lui)_.
+
+ Son le danze giulive
+ dei Paggi e delle Dame.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Vogliam ballare a tondo
+ a torno al Gonfalone:
+ nulla di più giocondo.
+ S'inchina il bel garzone
+ secondo la canzone,
+ e se vuol la ragazza,
+ la bacia e si sollazza,
+ come chi guida impone.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Chi condurrà la danza?
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ La più bella.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Il più saggio.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Colui che irride al Maggio
+ non n'abbia mai speranza.
+
+ ARCADELTE.
+
+ Volete più lontano?
+ Questo suono m'irrita.
+ Ecco, laggiù c'invita
+ fiorito il melagrano.
+
+ UNA VOCE.
+
+ L'arbore è avvelenato.
+
+ UN GARZONE.
+
+ Io so la sirventese
+ più bella e più cortese
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Scendiam dunque sul prato.
+
+ MADONNA LIA.
+
+ Volgiam, poeta biondo,
+ a quel cupo viale;
+ là ci attende giocondo
+ il talamo ospitale:
+ stanno i fiori d'opale
+ ad occhieggiar intorno
+ ed il gilio più adorno
+ come un braciere esale.
+
+ ARCADELTE.
+
+ Non si tema la luna
+ di questa notte arcana.
+
+ IL PAZZO.
+
+ Oh mirabil fortuna
+ alla avventura strana!
+
+ MADONNA LIA.
+
+ Tra le rame d'argento
+ delli ampii miei giardini
+ ben migliore concento
+ s'udrà; le piante inchini,
+ ornate di rubini,
+ fanno al dolce poeta,
+ poi che l'ombra discreta
+ ci spinge al molle letto.
+
+ ARCADELTE.
+
+ Andiam dunque all'incanto.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ S'intoni la ballata
+ più soave a più grata.
+
+ UN GARZONE.
+
+ Ascoltate il mio canto
+
+ IL PAZZO.
+
+ Perchè, bruna madonna
+ voi mi piegate l'erbe?
+ Sollevate la gonna
+ colle mani superbe.
+ La natura non serbe
+ a voi grazie e splendori?
+ Non calpestate i fiori,
+ o contessa gentile.
+
+ ARCADELTE.
+
+ Scuoti i sonagli e ridi:
+ tu sei pazzo e buffone.
+
+ IL PAZZO.
+
+ Ecco il saggio Barone.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Vogliam che il pazzo guidi
+ l'antistrofe e i cori.
+
+ IL PAZZO.
+
+ Ben la so, la romanza
+ di pulita creanza
+ che ci diletti e incuori.
+
+ IL PAZZO _(cantando e suonando)_.
+
+ Il vento addormenta la luna sull'acque,
+ la luna che è pallida al par d'una morte:
+ così tra le braccia di lei già mi piacque
+ sfidare al destino, combatter la sorte.
+
+ Cavalca alle rive la pia carovana,
+ galoppa tra l'alberi al suo ministero:
+ la spinge la Morte, che guida l'alfana:
+ tre penne le ondeggiano al chiuso cimiero.
+
+ L'alfana nitrisce feroce e bizzarra
+ e tiene a gualdrappa la lunga zimarra,
+
+ zimarra sciupata di un bel cavaliere
+ ucciso dal vino e dal lungo piacere.
+
+ E seguono li altri sui neri cavalli,
+ e van per le piane, per monti e per valli,
+ e i morti riguardano, appesi alla groppa
+ coi teschi senz'occhi. La Morte galoppa.
+
+ La pia carovana continua il sentiero
+ che il tragico cielo le inlivida e imbianca;
+
+ le recita il vento l'usate preghiere,
+ galoppa la Morte che mai non si stanca!
+
+ Leggiadre fanciulle ch'amate la danza,
+ venite a vedere di voi che si avanza!
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Per certo non è questa
+ la canzone d'amore.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Ben altri vuole il cuore
+ inni lieti di festa.
+
+ IL PAZZO.
+
+ Or altri dica meglio:
+ io son pazzo e buffone.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ S'intoni a paragone
+ da ciascuno al suo meglio.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Canteremo a battuta
+ l'un dopo l'altre ardite:
+ saran l'ode fiorite
+ da che l'ingegno aiuta.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Tocchiam la cenamella:
+ cantiam, dunque, cantiamo:
+ canti la bella al damo!
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Canti il damo alla bella!
+
+ IL PAZZO.
+
+ Cantate: le cicale
+ cantan pure e le rane
+ accidiose. Il domane
+ guida la Morte e assale.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Amare è dolce cosa.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ È dolce cosa amare.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Ama anch'Aurora il Mare.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ E al vespro con lui posa.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Aman l'arbore e l'erba
+ e l'insetto vagante.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ La stella fiammeggiante
+ e la luna superba.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Amore è l'universo!
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Universo è l'amore!
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Egli è il mitico Fiore,
+ egli è l'Astro più terso:
+ e in lui fisa e converso
+ spiran l'anima e il cuore.
+
+ ARCADELTE _(venuto ai cori)_.
+
+ Egli è il Dio faretrato
+ e per l'etra sonante
+ fere il quadrello alato.
+ Piega il percosso amante
+ ridendo nel sembiante:
+ e saluta al bel Sire
+ poi chè sente salire
+ l'Ebrietà del bacio.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Amor, dentro ai secreti
+ boschi, tende e vi agguata
+ i lacciuoli e le reti.
+ Ecco, passa spiata
+ la fanciulla e vien presa.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Vien presa ed il garzone
+ ratto corre a baciare:
+ la gentile prigione
+ non rifiuta le care
+ labra ai baci, s'è presa.
+
+ IL PAZZO.
+
+ E amor, fanciulle, occhieggia
+ malizioso nel folto:
+ ivi gode e dileggia.
+ La captiva il bel volto
+ rubicondo ha rivolto
+ amante all'amatore....
+ e prende il cacciatore:
+ nè la favola è nuova.
+
+ Amor, fanciulle, è strano
+ artefice d'inganno;
+ amor è disumano
+ e governa a tiranno.
+ Questi lai che si fanno
+ quando sbocciano i fiori
+ taccion presto ai rigori.
+ E ben sa chi ben prova.
+
+ Amor cavalca avanti
+ sopra il bianco destriere:
+ lui precedon tra i canti
+ Desiderio e Piacere
+ per il dolce sentiere.
+ Ma il Piacer ha la coppa
+ ch'attossica la bocca,
+ e l'inganno rinnova
+
+ È la coppa d'argento
+ eletto e d'oro fino,
+ ma un negro incantamento
+ serra. Così un divino
+ farmaco Calandrino
+ credè il fior dell'ortica.
+ Tal la vicenda intrica,
+ se pur eterna, nuova.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Sei ben cupo, o buffone.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Non vogliamci attristare.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Su, più lieto danzare
+ e più lieta canzone.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Cantiam d'amor, cantiamo.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Belle, cantiam d'amore.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Vanno le pecchie al fiore.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ E le fanciulle al damo.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Si, ma se il damo è saggio.
+
+ IL PAZZO.
+
+ Mal s'accorda sapienza
+ con questa folle ardenza
+ che vi comanda a Maggio.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Sotto ai miti splendori
+ delle notti serene
+ sorgono le Sirene
+ ad intonare i cori.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Dentro al calmo giardino
+ che la rugiada bagna
+ la vivuola si lagna
+ e trilla il ribechino.
+
+ I DUE CORI.
+
+ Scendiam, scendiam al fiume:
+ colà molli giacigli
+ ci fan le rose e i gigli:
+ ivi è propizio il Nume.
+
+ IL PAZZO.
+
+ È ver, ma nella rosa
+ si nasconde la spina
+ e la dama amorosa
+ ne piange alla mattina.
+
+ I DUE CORI.
+
+ Scendiam al dolce lido
+ ove declina il sole.
+
+ IL PAZZO.
+
+ Sciocchi, Amor troppo vuole,
+ e cuor di donna è infido.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ O belle, udite, udite
+ voci ch'urgono al vento.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ È del fiume il lamento
+ per le valli romite.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Oh ve' laggiù, sen' viene
+ una gioconda armata.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Le navi in sull'aurata
+ poppa adergon verbene.
+
+ I DUE CORI.
+
+ E salgono giulive
+ canzoni e il ribechino
+ trilla come a festino
+ sulle fluviali rive.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Venite a noi, nocchieri!
+ Qui siede in signoria
+ Madonna nostra Lia.
+ Grate dentro a' verzieri
+ son le veglie a' nocchieri.
+
+ I NOCCHIERI _(dal fiume sulle galee)_.
+
+ Voga al gentil paese:
+ amiche voci udiamo.
+ Chi non ha il petto gramo
+ batta forte l'arnese.
+
+ NAUTIFILE _(cantando dal fiume sulla galea)_.
+
+ Voghiam, che lunga ancora
+ ne sospinge la strada.
+ Domani all'aurora
+ ben migliore contrada
+ n'aspetta: e nella rada,
+ dai Sogni desiata,
+ ove trionfa Aprile
+ nella gloria dei fiori,
+ e in cui la fera umile
+ si piega ai dolci amori,
+ inalzeremo i cuori.
+ Oh più larga e più grata
+
+ la canzon pel vermiglio
+ vespero si diffonde
+ dove nullo è il periglio
+ e le Dame gioconde!
+ Or su, per le quiet'onde
+ alla patria sognata!
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Mal ragiona la mente
+ che si affida al domani.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Sciocco è colui che strani
+ amor persegue ardente.
+
+ IL PAZZO.
+
+ E quando troverai
+ la cosa che vorresti?
+ I Desii son ben presti,
+ ma il Poter tarda assai.
+
+ NAUTIFILE.
+
+ Ancora e sempre avanti!
+ Lontan per l'incantato
+ fiume invita col canto
+ il Cigno innamorato:
+ ecco, ardito e stellato
+ il Paön si protende:
+
+ e poi che già vicina
+ egli scorge l'armata
+ la saluta e l'inchina.
+ Così dall'imperlata
+ scalea discende e grata
+ la Dea ci invita e attende.
+
+ O preziosi palazzi
+ che materia il Pensiere
+ d'agate e di topazzi:
+ o fonte del Piacere,
+ ove ciascuno a bere
+ le labra avide tende!
+
+ O beltà che l'artista
+ Desiderio ridente,
+ invitante alla vista,
+ e nuda e compiacente,
+ e tutta nostra e ardente,
+ ne plasma entro le tende!
+
+ E blandizie ed amori
+ sulle porpore aurate,
+ e carezze tra i fiori
+ delle selve fatate!
+ Or su, avanti e sperate:
+ già la luna discende.
+
+ IL PAZZO.
+
+ È Morgana, è Morgana!
+
+ I NOCCHIERI.
+
+ È la nostra Signora:
+ colei che c'innamora
+ colla bellezza strana.
+
+ IL PAZZO.
+
+ Io spesso vidi audace
+ volitare l'insetto
+ innocente e snelletto
+ intorno ad una face.
+
+ NAUTIFILE.
+
+ Udite, per le brume
+ vengon suoni di lire.
+ Non s'allenti l'ardire:
+ alla foce del fiume!
+
+ I NOCCHIERI.
+
+ Forse ci chiami, o Dea?
+ Già fremon le verbene.
+ O soave dolcezza!
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Ai naviganti a dio!
+
+ IL PAZZO.
+
+ Doman lungi pel mare;
+ vogheran le triremi.
+ Odo sospiri estremi
+ e bestemie suonare.
+ Pregate or qui: le amare
+ acque non dan rifugio,
+ non ceri e non altare.
+ Ai naviganti a dio!
+
+ I NOCCHIERI.
+
+ Voghiam, voghiamo ancora:
+ così vuole il destino.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ O tace il ribechino?
+ Danziam fino all'aurora.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Sospiran le vivuole
+ nella notte serena:
+ Arcadelte rimena
+ la danza sulle ajuole.
+
+ UNA VOCE.
+
+ Arcadelte, non fare:
+ non conosci la gioia:
+ si usan le strofe care
+ pria che la notte muoja.
+
+ ARCADELTE.
+
+ Il satirello guata
+ tre ninfe nude al rio
+ intorno: or mai l'amata
+ tutta vagheggia: o grata
+ vista! Va il mormorio
+ dell'acque e par sospiro.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Se il ruscello sospira
+ sospira in verso al mare.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ E se l'amor delira,
+ è per fame d'amare.
+
+ ARCADELTE.
+
+ E il satirel s'asconde
+ timido e titubante:
+ o belle membra all'onde
+ donate, o chiome bionde
+ capricciose al sembiante!
+ E il satirel sospira.
+
+ MADONNA LIA.
+
+ Arcadelte, a che i baci
+ tralasciar per il canto?
+
+ IL PAZZO.
+
+ Madonna le procaci
+ arti sa dell'incanto.
+
+ MADONNA LIA.
+
+ O Signor, quando Amore
+ spira egli solo regna.
+
+ ARCADELTE.
+
+ Certo, ma non disdegna
+ nè la lira nè il fiore....
+
+ IL PAZZO.
+
+ A che tornar tra i rivi?...
+
+ I DUE CORI.
+
+ Le nude ninfe stanno
+ bagnandosi nei rivi:
+ ed accrescon l'affanno
+ al rustico amatore.
+
+ MADONNA LIA.
+
+ Andiam: dai pergolati
+ pendon le poma d'oro,
+ andiam dall'ingemmati
+ alberi in bel lavoro
+ pendono molli imprese.
+ E sul vago paese
+ la fontana s'aderge
+ dell'Oblio ed asperge
+ felicità d'intorno.
+ Qui poserem, Signore,
+ nel beato Soggiorno.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Or che avvien per il cielo
+ che la luna discende?
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Ohimè! l'azzurro velo
+ già si svolge e s'accende.
+
+ UNA VOCE.
+
+ Così passano l'ore.
+
+ I DUE CORI.
+
+ Ed al fremer novello
+ della luce ritorna
+ alla sveglia l'uccello
+ assueto al dì e s'adorna.
+
+ IL PAZZO.
+
+ Tal vale all'uom Prudenza;
+ la notte posa e dorme.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Ve', all'occidente torme
+ vaghe fuggono: urgenza
+ nuova spinge le cose.
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Ve' intorno, son le rose
+ più rosse: ahimè! già il gelo
+ ci conquista le membra....
+
+ ARCADELTE.
+
+ O Madonna, non sembra
+ or che s'imbianchi il cielo?
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Perchè le membra immote
+ si rifiutano al passo
+ e il corpo è freddo e lasso?
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ Oh perchè cupe e vuote
+ noi sentiamo l'occhiaje?
+
+ I DUE CORI.
+
+ O tormento, o sciagura!
+
+ IL PAZZO.
+
+ È la Morte sicura
+ dopo il ballo e le baje.
+
+ ARCADELTE.
+
+ O Signora, già il labro
+ ricusa il riso e i baci,
+ già inlivida il cinabro,
+ e tremante tu taci.
+ Dove le belle e audaci
+ cortesie? Oh secreti
+ limiti al cuor e inquieti
+ desiderii oltre al Fine!
+
+ IL PAZZO.
+
+ Odo voci divine
+ giunger a me pel vento....
+ io tutto aspetto e sento
+ pulsar forte la vita.
+
+ UNA VOCE.
+
+ In alto! Redimita
+ di Peana e di Gloria,
+ già spazia la Vittoria.
+
+ CORO DI GARZONI.
+
+ Voci dal cielo udiamo?
+ E per dove il richiamo?
+ Al festino, alla danza?
+
+ IL PAZZO.
+
+ La Morte non avanza
+ membra ai giuochi ed ai suoni.
+
+ UNA VOCE.
+
+ Lampi per l'etra e tuoni.
+
+ UN'ALTRA VOCE.
+
+ Qui non regge speranza.
+
+ LE VOCI DELL'ARIA.
+
+ Araldi usciam dal tempio
+ del ciel colla rugiada,
+ colori urgendo e esempio
+ di luce in sulla strada
+ che Titania percorre.
+ Il tempo alacre corre,
+ seguendo i Precursori,
+ fermo e senza timori.
+
+ I DUE CORI.
+
+ È la morte, è la fine!
+
+ IL PAZZO.
+
+ È il risveglio sublime!
+
+ O Sole, i miei sonagli
+ getto e al capo il cimiero
+ cingo: d'altri scandagli
+ migliori va il pensiero
+ forte in corsa, nel vero
+ l'intendere rivolgo
+ fermo alle cifre e svolgo
+ l'arcano avvolgimento.
+
+ O Sol, salve! Alla nuova
+ alba assurge la mente
+ che il cuor tempra e rinnova.
+ Altre Forme l'ardente
+ raggio incita al morente
+ crepuscolo, migliori
+ si rinfrancan l'ardori
+ al buon rinascimento:
+
+ e l'Animo del Mondo,
+ che languì nell'oscuro
+ Regno, s'avvia giocondo
+ alla meta e sicuro.
+ Or mai non m'impauro:
+ altre menti, altri cuori,
+ altri canti, altri fiori
+ sacri al rinnovamento.
+
+ MADONNA LIA.
+
+ Arcadelte, un feroce
+ turbamento m'occupa:
+ vacilla e si dirupa
+ la terra: senza voce
+ la gola gela e freme....
+ Amor.... un bacio.... estreme
+ parole queste.... A dio....
+
+ ARCADELTE.
+
+ O Santa, o Bella, o Pia!
+ Morta!
+
+ CORO DI FANCIULLE _(in un grido)_.
+
+ Madonna Lia!
+
+ UNA VOCE.
+
+ Arcadelte, è il Destino!
+
+ CORO DI GARZONI ED ARCADELTE.
+
+ Le dita al ribechino
+ spirano affrante. A dio!
+
+ CORO DI FANCIULLE.
+
+ A dio: la vivuola
+ spira la danza...: amore,
+ amor è morto al cuore,
+ che la notte s'invola.
+
+ LE VOCI DELL'ARIA.
+
+ Il preludio del giorno
+ andiam cantando, avanti
+ al Sol che fa ritorno,
+ per l'empireo osannanti.
+ O Sole, o bel Titano,
+ lussureggia già il grano
+ all'opere: l'arcano
+ mondo sparì, il Lavoro
+ regge e impera: o tesoro
+ dell'unica Poesia!
+ E, squillando armonia,
+ all'ombre sigilliamo
+ finalmente l'arresto.....
+ e avanti ancor, cantiamo.
+
+ IL PAZZO.
+
+ Così, solo, servivo
+ nè triste, nè giulivo,
+ ma all'A Venire io resto.
+
+TELOS.
+
+
+
+
+LA FANTASIMA.
+
+ --Sibylla ti theleis.
+
+ --Apothanein thelo.
+
+
+ Fermò il destrier nel selvaggio paese:
+ vuoto e tenebre e in alto unica e smorta
+ una stella a brillar.
+
+ Ei, ritto in sella, i sogni interminati
+ della Illusion vide cader nel nulla,
+ e non un eco dei suoi inni ispirati
+ intorno a sè, non risa di fanciulla.
+
+ Sbuffò il polledro e tintinnò l'arnese
+ e il suono vagolò come parola
+ via per il gran silenzio.
+
+ Egli l'augusta fronte alzò a pregare:
+ «O pia Donna, che siedi in tanta gloria
+ «come nell'atto di comunicare,
+ «la tua patera arcana, in cui trabocca
+ «dolce il vin come i baci,
+ «scendi ed appresta alla mia arsa bocca:
+ «il tuo sacro liquor è la Vittoria.
+ «Vedi? Fuman per te di sull'altare
+ «l'incensi e vigilan sempre le faci.»
+
+ Sbuffò il polledro ancor, nè pel deserto
+ voce umana a conforto. Or mai vaneggia
+ Speranza alli Ideali.
+ Si spense in ciel la stella: il Cavaliere
+ calò la buffa e disse: «E sia: avanti!
+ «Addio, gioie d'amor, addio, piacere
+ «feroce delle lotte e risuonanti
+ «scudi ed ardite imprese in sul cimiere.»
+
+ Il cavallo nitrì, volse la testa
+ come per dimandare ed il Barone:
+ «Che temi? Alla mia festa
+ «che mi sacrò dal nascere la Sorte,
+ «alla Consolazione
+ «vado, alla Morte!»
+
+
+
+
+A
+MIA MADRE.
+
+
+
+
+THE FLOUR AND THE LEAF
+
+CHAUCER.
+
+
+LA BALLATA
+DELLE DAME DEL FIORE.
+
+ Convien che il cuor s'allegri e si rinfranchi
+ e guardin l'occhi miti all'amatore:
+ convien che vinca la Gioia al Dolore,
+ però ch'è il tempo che dobbiamo amare.
+
+ Amore, amore è la dolce stagione
+ ch'augei rimena al nido e fiori al prato:
+ e brilla al sole il rosso gonfalone
+ del Maggio e giuoca all'alito odorato.
+ A noi sen' vien cantando il ben amato,
+ e, poi che è presso, dice: «In cortesia,
+ deh, lasciatevi amar, Madonna mia.»
+ Piega il ginocchio e trema all'aspettare.
+
+
+LA BALLATA
+DELLE DAME DELLA FOGLIA.
+
+ Convien che s'armi il cuor per l'a venire,
+ poi che non sempre splende gajo il sole;
+ non sempre il prato esprime le viole,
+ la fresca rosa e il gilio intatto e mite.
+
+ Cantando, ripensiam che breve è il giorno
+ e che rimena il vespero la sera:
+ sorgon le nubi e il gonfalone adorno
+ piega improvviso e cade alla bufera;
+ vediam lontano e in mezzo al ciel la Spera
+ che tutto accoglie nell'Eterno Amore;
+ ed esclamiamo: «Oh, quando al suo splendore
+ saran l'anime nostre redimite?»
+
+
+
+
+A
+ME STESSO.
+
+
+
+
+LA PERORAZIONE.
+
+ _Das ist deine Welt? Das heisst eine Welt_?
+
+ _Faust_--GOETHE.
+
+
+ Queste Dame plebee e licenziose
+ diran: «Conviene che costui si vanti
+ di questo strano ingegno e portentose
+ imagini ricerchi e insulti canti
+
+ alle nostre beltà: sogliam le amene
+ ore del vespro passare sui letti,
+ poi che presti ed umili i giovinetti
+ cavallerescamente alle catene
+
+ delle nostre malie porgon le braccia:
+ sogliam tra i vini dell'Isole ed i giuochi
+ passar le notti, fin ch'urgano i fuochi
+ del Nascente che i Sogni incalzi a caccia:
+
+ e, le corone sulle fronti e risa
+ sulle labra, così gustar la vita,
+ che giovinezza or mai più non s'avvisa
+ d'intristir, tra le lagrime, romita.
+
+ Amor, questo è il Desio: questa è l'Azione:
+ e, scherzando gioconda la stagione
+ delle strane lascivie e delli ardori,
+ svolgiamo, intorno a Noi, l'incantagione.»
+
+ Questo diran le Dame. E Primavera,
+ spargendo grazie e rinnovando ai cuori
+ palpiti e sangue, sorge, la severa
+ maestà dell'Idea in mezzo ai cori
+
+ lusinghieri dei Miti, ecco, esprimendo.
+ Così nel verzier' dove s'ammuta
+ il Festino coll'ultima battuta
+ della vivuola (poi che va sorgendo
+
+ l'alba sperata,) il Pazzo ultimo invoca,
+ ultimo resta e fermo. O beffeggiata
+ anima santa e pia, a cui sonagli
+ imposero al berretto, poi che ai ragli
+
+ il tintinnio s'accoppia e la brigata
+ non t'abbia a sdegno e ti comprenda: vuota
+ pur ti sembrava e trista e sciagurata
+ questa vita che al ballo e alla parata
+
+ tutte volgea le cure. Taccian ora
+ le rive e i bei giardini: Sciarra lungi
+ riporta i Farfarelli: splende Aurora.
+ Invano ardito hai tu? Di nuovo pungi
+
+ e vibra l'asta avvelenata ai terghi!
+ O Maschera, o Buffon'! Non stanno usberghi
+ al tuo bastone incontro; e tirso e scettro
+ e caduceo qui cadono. Battaglia
+
+ sommuove dalle corde alacre il plettro,
+ assuete ai madrigali: la zagaglia
+ prova alla punta e aspetta; oh tardi forse?....
+ L'annuncio è dato e già urta al confine.
+
+ Fantasima, a Chi vai? Le strane corse
+ della cavalcatura senza fine
+ ti svian dalla Meta: ti rimorse
+ alla coscienza Disinganno o Amore?
+
+ Che cerchi oltre alla Terra? Il tuo sublime
+ sdegno è sterile e sciocca passione:
+ non ha Idea il cervello, non nel cuore
+ Carità? Volgi il polledro, o Barone,
+
+ ad altre imprese: e se di fra l'ulivi
+ (quieto è il giorno, nè ardisce il gonfalone
+ del Maggio all'aria, seguendo Prudenza,)
+ ritroverai in utili e giulivi
+
+ ragionamenti i saggi Cavalieri
+ diserti tra di lor, tu, a questa Scienza
+ (da che si schiude bello Intendimento)
+ dati Orgoglio ed Ardir, scifra dai veri
+
+ sensi il secreto del Miglioramento.
+
+
+IL FINE DEL LIBRO
+DELLE FIGURAZIONI IDEALI.
+
+
+
+
+=PINAX=
+
+
+PROLEGOMENA ALLE FIGURAZIONI IDEALI
+
+IL PRELUDIO Pag. 23
+
+I SONETTI D'ORIANA 29
+
+I SONETTI DI GLORIANA 39
+
+I SONETTI DELLA CHIMERA 53
+
+L'INTERMEZZO DELLA PRIMAVERA 71
+
+I MADRIGALI ALESSANDRINI 101
+
+LA CANTATA DELL'ALBA 125
+
+LA FANTASIMA 169
+
+THE FLOUR AND THE LEAF. = CHAUCER 173
+
+LA PERORAZIONE 179
+
+
+=TELOS=
+
+
+
+
+
+
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+Gianpietro Lucini
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+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
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+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
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+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
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+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
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+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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