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+Project Gutenberg's Speranze e glorie; Le tre capitali, by Edmondo De Amicis
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Speranze e glorie; Le tre capitali
+
+Author: Edmondo De Amicis
+
+Release Date: November 21, 2006 [EBook #19883]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK SPERANZE E GLORIE; LE TRE CAPITALI ***
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+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
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+ EDMONDO DE AMICIS
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+ Speranze e Glorie
+
+ Le tre Capitali
+ Torino--Firenze--Roma
+
+
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+
+ MILANO
+
+ FRATELLI TREVES, EDITORI
+
+ 1911
+
+ Terzo Migliaio.
+
+
+
+
+ PROPRIETÀ LETTERARIA.
+
+ _I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati
+ per tutti i paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda._
+
+
+ Tip. Fratelli Treves.
+
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+
+NOTA A QUESTA NUOVA EDIZIONE
+
+(1.ª edizione Treves--1911).
+
+
+Edmondo De Amicis fu eccellente oratore. Quale concetto avesse della
+pubblica eloquenza, come sentisse quella «enorme fatica di tutte le
+potenze vitali», spiegò egli medesimo nelle _Confessioni d'un
+conferenziere_, che servono d'introduzione al libro intitolato _Capo
+d'anno, pagine parlate_. Quale fascino di persuasione e d'entusiasmo
+egli esercitasse sugli uditori, attestano tutti quelli che ebbero
+occasione di ascoltarlo. Dal ricco e vario vibrar della voce, dal
+gesto semplice, dal balenare dell'anima nella chiara onesta faccia, da
+tutta l'espressione della sua figura emanava la medesima virtù di
+simpatia, per cui ebbero e serbano tanta nobile popolarità i suoi
+libri. La tempra del suo ingegno e il suo gran cuore erano fatti
+apposta per assicurargli quella immediata corrispondenza spirituale
+con la moltitudine degli uditori, senza la quale ogni più dotta
+eloquenza è invano.
+
+E fu oratore di attitudini così diverse che parrebbero opposte: seppe
+con mirabile giustezza di modi parlare via via alle persone colte e
+alla plebe, alle donne, agli studienti, ai fanciulli; fu conferenziere
+elegante e arringatore ardente di patria e di partito; sopra tutto
+riuscì spontaneamente maestro dell'eloquenza men tentata dai letterati
+e più difficile, quella che si rivolge alle menti inesperte, al popolo
+privo di cultura e agitato dalle passioni politiche, ai ragazzi che
+cominciano appena nelle scuole a sentire la forza della parola che
+illumina e commuove. Chi gli fu più vicino ricorda poi com'egli avesse
+felice la vena del breve detto d'occasione e del brindisi, sì nelle
+pubbliche cerimonie, sì nei conviti amichevoli, che gli piacevano
+tanto al suo tempo migliore, e nei quali studiò da par suo le
+significazioni e le bizzarrie dell'_Eloquenza convivale_.
+
+Un senso nativo della misura e dell'opportunità governava sempre la
+sua parola; e il culto interiore della parola stessa, il vigile
+intuito dell'artista faceva sì che, qualunque cosa, in qualunque
+circostanza dicesse, non gli venisse, mai meno quel decoro letterario,
+che non lascia perdere dignità ad alcuna delle sue scritture, anche
+alle più umili e famigliari. D'ordinario non improvvisava; diceva
+prosa scritta, ma scritta per essere parlata, e però colorita e mossa
+secondo l'intento oratorio che si proponeva. E del resto parlata, per
+suo istinto e per suo istituto, era tutta la prosa del De Amicis;
+parlata fu virtualmente tutta quanta la sua opera letteraria, la quale
+tanto può sui lettori perchè a tutti fa l'effetto di una conversazione
+immediata dello scrittore con loro.
+
+Egli non diede alle stampe tutte le sue conferenze, non tutti i suoi
+discorsi lasciò raccogliere. Pubblicò prima nel 1880, insieme con
+quelle di dieci altri amici, la conferenza sul _Vino_, ora entrata nelle
+nuove edizioni delle _Pagine allegre_; e l'anno dopo, nella _Gazzetta
+letteraria_ di Torino, quella su _L'espressione del viso_, che aveva
+fatto al teatro Carignano per sovvenire ai figli del morto amico
+Roberto Sacchetti. Delle tre conferenze che disse al teatro Colón di
+Buenos Aires e poi al teatro Solis di Montevideo, fra l'aprile e il
+giugno del 1884, su Vittorio Emanuele, Cavour e Garibaldi,
+quest'ultima sola rifece e stampò in Italia, quale si legge nel
+presente volume. Più volte fu ristampata l'altra conferenza su _I
+nostri contadini in America_, tenuta il 31 gennaio 1887 alla Società
+filarmonico-drammatica di Trieste, e compresa ora nel volume di _Capo
+d'anno_: la quale diede agli uditori e all'oratore argomento di
+commozione indicibile, ricordata da lui nell'ultima pagina delle
+_Confessioni d'un conferenziere_, scritte appunto l'anno seguente.
+
+Rimangono in volumetti separati la conferenza su _La lettera anonima_ e
+i famosi discorsi _Ai ragazzi_, stimati un capolavoro di letteratura
+infantile, che segue ed integra l'universale libro del _Cuore_. Poco si
+conserva, e quel poco monco e disperso, dei discorsi fatti dal De
+Amicis in private adunanze e in comizi del partito socialista, massime
+in occasione di elezioni politiche: salvo i due grandi discorsi _Per il
+1.º maggio_ e _Per la questione sociale_, compresi in questo volume, e
+alcune minori cose contenute nell'altro libro che s'intitola _Lotte
+civili_.
+
+L'ultima volta che il De Amicis parlò in pubblico fu il 20 marzo 1898,
+per pronunziare la commemorazione, pur essa qui stampata, di Felice
+Cavallotti, al teatro Nazionale di Torino; teatro popolare, riboccante
+quel giorno, ricordo bene, del popolo più misto che si potesse vedere,
+e che l'oratore sollevò tutto nel consenso e nell'ammirazione
+irresistibilmente.
+
+Egli fu eletto deputato del 1.º collegio di Torino il 17 luglio di
+quell'anno. S'era lasciato presentare candidato per obbedire al
+bisogno di una protesta politica del suo partito allora insorto e
+perseguitato. Ma rinunziò all'ufficio, e il Parlamento non udì mai la
+sua parola. Due giorni prima dell'elezione gli era morta la madre
+amatissima. E pochi mesi dopo gli morì il figlio primogenito Furio:
+dolore atroce che non trovò mai più conforto.
+
+«Folgorato nel capo», lo scrittore si ritrasse nell'ombra e nel
+silenzio della sua casa desolata; abbandonò per sempre la vita
+pubblica, non accettò più di fare conferenze e discorsi; e da allora
+in poi fu tutto nel quotidiano solitario lavoro, col quale però il suo
+spirito chiuso ai richiami esterni comunicava così largamente con gli
+innumerevoli lettori fedeli.
+
+In questo libro, _Speranze e Glorie_, edito prima dal Giannotta di
+Catania, il De Amicis riunì i suoi più importanti discorsi d'argomento
+commemorativo e sociale. Un altro simile volume, _Lotte civili_,
+raccoglie i suoi scritti polemici per il socialismo e per la pace dei
+popoli. Con questi due libri si determina l'azione politica dello
+scrittore; la quale, a riscontro della sua opera letteraria, non deve
+rimanere dimenticata, perchè è troppo gran parte di quella generosa
+vita intellettuale, a cui non mancò mai la rispettosa e affettuosa
+attenzione degli italiani.
+
+Torino, aprile 1911.
+
+DINO MANTOVANI.
+
+
+
+
+Speranze e Glorie.
+
+
+
+
+I.
+
+Per una distribuzione di premi.
+
+
+ALLE ALUNNE.
+
+Vi parlo, non perchè io pensi che non sarebbe compiuta senza le mie
+parole questa cara festa dedicata a voi; ma per prolungare a me di
+qualche momento il piacere vivissimo di vedervi.
+
+Quanto vi potrei dire di più opportuno e di più degno ve lo dicono
+ogni giorno le vostre brave insegnanti, e con assai maggiore autorità
+che non possa esser la mia; perchè esse vi esortano al lavoro e ve ne
+dànno le prime l'esempio; vi raccomandano la bontà e vi dimostrano con
+gli atti che cosa sia l'esser buone; vi dicono:--Studiate, educatevi
+per la famiglia e per la patria--e alla patria, alle famiglie rendono
+con l'opera loro un servigio che soverchia ogni ricompensa e ogni
+gratitudine.
+
+A me non resta che rallegrarmi con voi per il premio che avete
+meritato e che abbiamo avuto la gioia di porgervi.
+
+Ma il dire che v'abbiamo dato un premio non è l'espressione propria
+della verità. Il vostro premio non è nel modesto ricordo che, per
+nostra mano, vi ha offerto la vostra città natale, per dimostrarvi che
+ha a cuore i vostri studi e che v'è grata della gloria che dànno alle
+sue scuole, dell'onore che fanno al suo nome gli sforzi vittoriosi
+della vostra volontà e del vostro ingegno.
+
+Il vostro premio è nella serenità della vostra coscienza, nella stima
+delle vostre compagne, nella compiacenza delle vostre maestre, nel
+bacio dei vostri parenti; è nel raddoppiato vigore di volontà che
+questo trionfo delle vostre fatiche v'infonde; è nella dolce memoria,
+che v'accompagnerà per tutta la vita, d'aver ricompensato degnamente
+tutti coloro che vi hanno amate e educate, che hanno lavorato e
+palpitato per voi.
+
+Sì, il vostro miglior premio l'avrete, nell'avvenire, quando questo
+tempo vi parrà tanto lontano da confondersi quasi nella vostra mente
+con quello della primissima infanzia. Anche allora, fra molti e molti
+anni, ricordandovi della vostra fanciullezza, voi rivedrete sovente
+col pensiero questa sala affollata, i visi delle vostre compagne e
+delle vostre maestre, e la vostra piccola immagine sorridente, col
+premio stretto sul cuore, illuminata dalla stessa luce che in questo
+momento v'illumina, e ogni minima cosa come in questo punto la
+vedrete, come se riviveste in questo giorno. E direte tra voi:--Che
+bel giorno! La mia maestra era contenta, mia madre era commossa, mio
+padre m'aspettava a casa col cuore pieno di gioia e d'alterezza, ed
+io.... quant'ero felice!--E rimarrete maravigliate di risentirne
+ancora tanta dolcezza. E se in quell'ora avrete il cuore amareggiato
+da un'offesa, vi sentirete più disposte a perdonarla. E se avrete da
+compiere uno sforzo per mettere in atto un proposito gentile o per
+fare un sacrificio generoso, vi riuscirà più facile di compierlo. E se
+avrete sotto gli occhi il ritratto di vostra madre lo bacierete con
+più affettuosa tenerezza perchè vi parrà di vederla sorridere per
+ringraziarvi di questa giornata luminosa che le avete data.
+
+Continuate dunque a studiare e a esser buone per aver nell'avvenire
+molti di questi ricordi che migliorano l'animo e abbelliscono la vita.
+
+Un solo consiglio vi dò ancora. Per proseguire sempre più rapidamente e con
+più lieto animo il cammino che avete incominciato con tanto onore, destate
+in voi un impulso allo studio anche più forte di quello del sentimento del
+dovere. Sia il sentimento del dovere la vostra scorta, diventi lo studio il
+vostro amico; abbellite questo così nella vostra immaginazione che egli vi
+attragga con tanta forza da rendervi superfluo ogni sforzo della volontà;
+cercate in ogni modo di suscitarvi in petto questa passione nobilissima
+che, accesa una volta, non s'estingue più, ed è alimento e premio a sè
+medesima per la vita intera; perchè anche nel campo del lavoro
+intellettuale, anzi in questo più che in ogni altro, se la volontà fa
+maraviglie, la passione fa miracoli. Sapete che cosa rispose un grande uomo
+di scienza, ammirato dal mondo, a chi gli domandò in qual maniera, non
+concedendogli la salute malferma che poche ore d'occupazione ogni giorno,
+egli avesse potuto compiere tante scoperte, scrivere tante opere utili e
+gloriose, a cui pareva che appena sarebbero bastate le fatiche assidue di
+una lunga vita vigorosa?--Vi riuscii--rispose--convertendo il lavoro
+forzato in lavoro spontaneo;--che era quanto dire: facendo con amore, quasi
+per diletto e per bisogno dello spirito, più che per forza di proposito e
+per iscopo di vantaggio proprio ed altrui, tutto quello che fece. E così
+potete far voi pure nel vostro piccolo campo scolastico; ma rammentandovi
+sempre, badate, che per studiare con facilità e con profitto bisogna aver
+la mente serena, che non s'ha la mente serena se non s'ha il cuore in pace,
+e che per avere il cuore in pace dovete adempiere con pari zelo tutti i
+doveri: esser riverenti coi genitori, rispettose con le insegnanti,
+affabili con le compagne, pietose con gl'infelici, buone con tutti.
+
+E vedrete sempre alla prova, care fanciulle, che per lavorare ed esser
+buone non avrete da fare due sforzi distinti, perchè dal lavoro esce
+la bontà, come dal moto il calore, perchè dalla bontà sorge il lavoro
+come dalla luce la vita, perchè lavoro e bontà sono due virtù gemelle
+che non si scompagnano nelle anime elette se non quando le disgiungono
+a forza l'infermità e la vecchiezza, e tendono a ricongiungersi sempre
+per trarre l'una dall'altra ardore e vigore, e se non vincono ogni
+avversità e non sfuggono alla legge del dolore, ad ogni dolore trovano
+un grande conforto e ogni avversità sostengono nobilmente, quando
+quello e queste affrontano insieme.
+
+Sì, siate buone, perchè dovete agli altri la bontà che loro chiedete e
+che, anche senza merito, per semplice virtù dell'età vostra, ottenete
+da tutti; perchè la bontà apre ed affina l'intelletto come il fuoco
+dilata e purifica l'aria; perchè è la sorgente inesausta dei
+sentimenti soavi e delle idee grandi; perchè è la madre e la nutrice
+di tutte le passioni più nobili, più operose, più benefiche, di cui si
+onori l'anima umana. E lavorate perchè il lavoro vuol dire allegrezza
+e coraggio, è attività del sangue e pace dello spirito, è sicurezza
+della coscienza e dignità della vita; perchè chi lavora, prega, spera,
+combatte, semina e costruisce, per sè e per gli altri, per il presente
+e per l'avvenire, e spande intorno con lo esempio, come fiore il
+polline fecondo, e trasfonde nel petto altrui l'onestà, la salute, la
+forza dell'anima sua.
+
+Ma voi, d'animo e d'ingegno eletto, non avete bisogno d'intender da
+noi questi consigli. Questi vi son dati continuamente da mille voci,
+da mille forze più potenti della nostra parola. È lo spettacolo del
+lavoro immenso e perpetuo della natura, della grande forza operosa,
+come dice il poeta dei «Sepolcri», che affatica le cose di moto in
+moto, è il procedere non interrotto di ogni scienza, è il trasformarsi
+continuo d'ogni istituto sociale, è la notizia quasi quotidiana d'una
+scoperta nuova, d'una nuova via dischiusa al progresso civile, d'un
+nuovo ardimento dell'ingegno umano, è l'incessante, multiforme,
+infaticabile agitarsi di tutti gli esseri viventi per conservar
+l'esistenza propria e migliorarla per sè e prepararla migliore ai
+futuri, è tutto questo che vi dice con mille voci, ad ogni ora, ad
+ogni momento del giorno:--Lavorate!
+
+È l'azzurro infinito che vi si stende sul capo, è l'alba che imbianca
+il mondo, il tramonto che lo imporpora e la primavera che lo infiora,
+è lo splendore degli astri, l'immensità del mare, il riso dei campi,
+la grazia dell'infanzia, sono i lampi divini che mandano dal volto le
+anime belle e le visioni celesti che v'apre al pensiero la musica e
+l'incanto sovrano che vi versa nel cuore la poesia, è questo grande
+linguaggio misterioso ed eterno della bellezza, che alla vostra anima
+pura, ancora tutta aperta ad accoglierlo e a sentirlo, vi dice da
+tutte le parti, ad ogni ora, ad ogni momento del giorno:--Siate buone!
+
+Ma a che ripetervi queste parole in questo momento in cui la bontà vi
+splende nello sguardo e nel sorriso così dolce e limpida che ciascuna
+di voi ci pare della bontà un'immagine vivente, la quale desta nel
+nostro cuore tutti i sentimenti gentili che vorremmo infonder nel
+vostro?
+
+Andate, non avete che da serbarvi in codesto stato d'animo per esser
+felici voi e fare intorno a voi tutti felici. Portate a casa i vostri
+premi e la vostra gioia; noi portiamo in cuore le vostre care
+immagini, l'eco del vostro canto e la dolce speranza di ritrovarvi fra
+un anno in questa scuola e di rivedervi ancora, come oggi siete,
+fiorenti di salute e raggianti di contentezza, festeggiate dalla
+famiglia, onorate dalla città, benedette dalla patria.
+
+
+
+
+II.
+
+Per l'inaugurazione d'un Circolo Universitario.
+
+
+AGLI STUDENTI.
+
+A voi, studenti, e agl'invitati illustri che sono tra voi, domando
+perdono se non fui abbastanza modesto da rifiutare l'onore immeritato
+che mi faceste, chiamandomi a inaugurare il vostro Circolo con un
+breve discorso. Ma v'era nel vostro invito un significato che
+accarezzava irresistibilmente quel particolare amor proprio,
+sospettoso d'altri e di sè, che viene coi capelli grigi; il vostro
+invito voleva dire che, nonostante la disparità degli anni, non mi
+credete ancora tanto lontano da voi per calore d'affetti e per fede
+nei belli ideali della giovinezza, da non poter interpretare il
+pensiero e l'animo d'un'adunanza di studenti. Io non seppi vincere la
+tentazione di mostrare pubblicamente l'attestato di gioventù
+spirituale, di cui m'onoraste.
+
+Ma una ben altra ragione mi spinse: furono due modeste parole ch'io
+lessi nel secondo articolo del vostro statuto.
+
+In questo tempo in cui un troppo gran numero d'insecutori furiosi
+della fortuna cerca d'estendere le leggi biologiche della lotta per
+l'esistenza dai regni inferiori della natura alla società umana, per
+trarne cagione a sciogliersi da ogni più alto dovere di generosità e
+di gentilezza, è bello questo vostro intento, col quale voi rinnegate
+formalmente per parte vostra la prima e più dura di quelle leggi, che
+è l'egoismo; intento con cui mirate ad attuare, in mezzo a voi, uno
+dei più arditi concetti degli apostoli della giustizia e
+dell'eguaglianza assoluta: il diritto di tutti a procacciarsi la vita
+con la cultura e con l'esercizio delle loro facoltà migliori, nel
+campo a cui la natura li ha destinati. «Mutuo soccorso»: è
+l'espressione con cui avete delicatamente significato il vostro scopo:
+io la saluto, come l'insegna gentilizia della vostra casa.
+
+Ma anche senza di questo, anche se la vostra Associazione non avesse
+avuto altro fine che quello di un ritrovo geniale, io sarei stato
+lietissimo e mi sarei tenuto onorato dell'invito, per queste ragioni.
+Perchè il corso fortunato di molte fra le idee più feconde degli
+ultimi tempi, perchè la formazione del primo manipolo dei propugnatori
+di molte cause elette, diventati col tempo moltitudine vittoriosa,
+perchè l'autorità e la forza di molti uomini predestinati a grandi
+opere, ebbero cominciamento, voi lo sapete, in riunioni abituali della
+gioventù consacrata agli studi; perchè ciascuno di noi, cercando dove
+si siano aperti prima alla sua mente certi orizzonti, dove siano
+cadute certe arroganze pericolose del suo orgoglio, dove egli abbia
+prima imparato il rispetto del pensiero altrui, la sapiente diffidenza
+del giudizio proprio e il nobile ossequio dell'ingegno alla critica,
+trova il principio di tutto ciò nel periodo delle sue discussioni
+ardenti coi colleghi di vent'anni; perchè, in fine, l'intrecciarsi
+degli ordini diversi della coltura, l'azione reciproca delle virtù
+opposte dei caratteri, l'educazione delle facoltà agili e battagliere
+dell'intelligenza, e la conoscenza degli uomini che è il rincalzo e la
+scorta di tutte le facoltà, e la generazione spontanea delle amicizie
+che durano quanto la vita, strette da un legame di memorie senza
+amarezze, non sono quasi altrimenti possibili che nelle vostre
+riunioni e all'età vostra, la quale mette nelle sue controversie un
+ardore, una schiettezza, una fede nella fecondità della lotta che con
+gli anni scema, pur troppo, o si perde.
+
+Sia dunque bene inaugurato, anche per questo, il vostro Circolo. Fate,
+come dice il poeta, cozzare i vostri pensieri dalle loro parti sonore;
+discutete--disputate--battagliate; correte per tutti i versi il vostro
+campo sterminato in cerca d'avventure e di cimenti dello spirito;
+affrontate audacemente tutti i problemi con codesta invidiabile
+facoltà di lampeggiamento dell'intelletto per la quale v'appare tante
+volte improvviso quello che trovano a fatica la meditazione e
+l'esperienza; fate fiammeggiare e rombar senza posa la grande fucina
+delle passioni e delle idee; e siano ben venute le vostre discussioni,
+anche le più tempestose, anche quelle che v'inaspriscono e v'adirano,
+se saranno seguite dallo slancio gentile con cui i cavalieri dell'idea
+si porgon la mano dopo i duelli della parola, riconoscendo che agli
+occhi luminosi della Scienza e dell'Arte non deve salire il fumo
+impuro dei nostri rancori.
+
+Ma perdonatemi se ho rasentato un momento il sermone: tendenza
+consueta di chi parla a persone di cui desidera il bene ardentemente.
+E di questo voi non dubitate, ne son certo. Voi non credete a quello
+che dice un grande poeta malinconico: che lo spettacolo della gioventù
+è odioso agli uomini maturi. No, non è vero, per la maturità che
+lavora e che pensa. Può bene anche un uomo di senno e di cuore
+risentire, in mezzo a voi, quell'ombra di mestizia che ci suol dare la
+vista d'un nostro ritratto di vent'anni addietro, il quale ci rammenta
+affetti morti e illusioni perdute. Ma da questo leggero senso di
+rammarico si scioglie prontamente il nostro pensiero quando la
+gioventù che ci sta dinanzi è quella che siede nella più alta scuola
+d'uno Stato, quella a cui è affidato per l'avvenire l'onore
+intellettuale d'un popolo. Dal rimpianto del nostro passato noi ci
+volgiamo allora all'ammirazione del vostro, o studenti; del passato,
+voglio dire, della grande famiglia universitaria, giovane eternamente.
+Poichè questo ci tocca nel vivo dell'animo: che nella classe a cui
+appartenete sia eguagliato lo splendore delle speranze da quello delle
+tradizioni; che lungo tutta la via della nostra storia nuova, dalla
+prima germinazione oscura dell'idea nazionale fino agli ultimi trionfi
+dorati dal sole, si ritrovino mille nomi della vostra bella schiera;
+che non si sia dato da settant'anni a questa volta un momento triste,
+difficile o solenne, in cui la patria non abbia udito la gran voce
+sonora delle vostre legioni esprimere prima di lei i suoi entusiasmi
+più nobili e le sue risoluzioni più audaci. Questi ricordi ci ridesta
+la vostra presenza. Voi avete consolato della vostra ammirazione
+festosa gli ultimi anni travagliati dei grandi vecchi, avete vendicato
+col grido giovanile ingiustizie memorabili, scosso da inerzie
+colpevoli classi cittadine troppo paurose d'ogni cosa; avete dato
+teste eroiche ai patiboli, petti di ferro alle barricate, rigagnoli di
+sangue ardente fra il Ticino e l'Adige, sui monti di Sicilia e sulle
+mura di Roma. E la gioia infinita che troviamo in queste memorie viene
+in gran parte dalla profonda, incrollabile, superba certezza che, se
+la storia si ricominciasse, essa non avrebbe per cagion vostra nè un
+dolore di più nè una gloria di meno.
+
+Ma v'è un'altra ragione, anche più potente, del nostro affetto per
+voi. Quando noi ci arrestiamo sgomenti davanti alle affollate e
+multiformi difficoltà, contro le quali, nel campo della speculazione e
+dell'opera, urta la fronte la generazione a cui appartengo e quella
+che la precede, noi ricorriamo con la mente alla gioventù
+universitaria, come in una grande guerra dubbiosa l'esercito di prima
+linea volge il pensiero al secondo esercito, che si ordina e si
+addestra nei campi, aspettando la sua ora. E con un conforto grande ci
+raffiguriamo nuove forme dell'arte, una più alta sapienza della legge,
+nuove infermità vinte, nuovi e maravigliosi cooperatori delle braccia
+umane, qualche idea splendida e semplice, oggi ancora velata,
+cospirante alla soluzione di quell'enorme problema sociale che ci
+tormenta la ragione e ci affanna l'anima; e come i contorni incerti di
+una bella terra lontana, vediamo le somme linee di una società più
+giusta, più fraterna, più felice della nostra; che, in fondo, è il più
+santo voto del cuor di tutti. E allora diciamo in cor nostro:--Là, in
+mezzo a loro, tutto questo cova, spunta, s'abbozza, ribolle--sono essi
+l'avvenire in cui abbiamo fede--le speranze che ci aiutano a vivere
+son le loro ambizioni--e la luce più viva che scalda il nostro
+tramonto è quella che c'irradia alle spalle l'aurora della loro
+gioventù. E allora, quanto v'amiamo! Allora quel sentimento d'orgoglio
+chiuso che tien poco o molto ogni generazione matura si stacca come
+scoria vile dall'animo nostro; allora non comprendiamo più perchè
+ciascun di noi non debba desiderare come una fortuna che voi gli
+passiate sul corpo per salire a un gradino più alto sulla scala
+dell'arte e della scienza: allora benediciamo ai vostri studi, alle
+vostre gioie, alle vostre irruenze con un entusiasmo nel quale è
+ancora tutta la freschezza della vostra età, con un affetto di cui non
+vi può dar l'immagine che la stretta dell'amplesso paterno.
+
+Sì, noi v'amiamo come l'avvenire vivente. E seguitiamo i vostri passi
+con quel sentimento di curiosità pensierosa, col quale si guarda chi
+parte per un paese sconosciuto e mirabile, come s'egli avesse già
+sulla sua persona un riflesso delle maraviglie verso cui move. E
+infatti, che cosa sia per avvenire di questa mole deforme della
+società presente, di cui la cima sfolgora e il fondamento vacilla, che
+cosa sia per nascere dalle condizioni attuali del vecchio mondo,
+rimasto nell'ombra in mezzo agli opposti crepuscoli degli astri
+tramontati e di quelli non sorti ancora, battuto dal flutto di
+moltitudini irritate, delle quali cresce il malcontento con la
+cultura, e schiacciato dal peso di eserciti immensi, destinati a
+conflitti che sgomentano l'immaginazione, e a cui la ragione e il
+cuore dei popoli sempre più minacciosamente repugna; nè noi lo
+sappiamo, nè v'è scienza che lo prevegga. Ma certo è che il mondo si
+prepara con vasti e lenti sforzi a una profonda mutazione, e che
+nell'età che s'apre voi avrete a lottare, come cittadini e come
+uomini, con difficoltà diverse in gran parte da quelle che a noi
+contrastarono e contrastano, che altre virtù v'occorreranno, che altri
+sacrifizi vi saranno chiesti, ai quali noi non fummo chiamati. Ma a
+tutto voi andrete incontro con animo ardito, confortati non soltanto
+dalla fede nella vittoria ultima della giustizia e del bene, ma anche
+da questo pensiero: che per quanto maravigliose sian le novità che vi
+vedrete d'intorno, non saranno da meno quelle che sorgeranno dentro di
+voi, non tanto per effetto naturale del tempo, quanto per virtù delle
+cose esteriori mutate. Fioriture improvvise e stupende di facoltà
+latenti, fecondate da nuove passioni, nate alla loro volta da
+avvenimenti inattesi; svoltate subitanee e corse conquistatrici
+dell'ingegno per vie non solo non cercate, ma ignorate fino a
+poc'anzi; forze imprevedute dell'animo, suscitate da pericoli e da
+dolori comuni, e appassionate consacrazioni di tutte le potenze
+dell'intelletto e della volontà a ordini d'idee a cui per vent'anni
+non s'era mai affacciata la mente se non forse per combatterle o per
+dileggiarle: tutto questo avverrà tra voi, e tanto muteranno alcuni,
+che, ricercando sè stessi nelle memorie di questi giorni, stupiranno
+della loro immagine antica. Tutto questo avverrà. E forse fra quelli
+che m'ascoltano vi sono già dei fidanzati inconsapevoli dell'era
+nuova, campioni fortunati di idee benefiche, vittime illustri od
+oscure, ma egualmente nobili, di grandi passioni, fronti che si
+alzeranno sopra l'altre come segnacoli, nomi che saranno amati e
+benedetti. Noi salutiamo con riverenza in voi questo cumulo di
+promesse, di predestinazioni e di misteri, e se qualche cosa ci turba
+nel gridarvi l'evviva della partenza, è il timore di non aver
+abbastanza lavorato, pensato, sofferto per spianarvi la via su cui vi
+lanciate, la via dove v'accompagneremo con l'anima fin che ci si
+velerà l'orizzonte.
+
+Ed ora, che vi potrei dire di più? Finita questa bella serata, voi
+rimarrete soli alle vostre liete riunioni. Ma noi, di mezzo alle cure
+e alle fatiche di ogni giorno, ritorneremo spesso con la mente alle
+poche ore di gioventù che ci avete fatto rivivere, tra queste pareti
+dove pure vi verrà a ritrovare il desiderio di tanti lontani che
+v'amano, dove vi verranno a stringer la mano colleghi d'altre
+provincie e d'altri popoli, dove tanta allegrezza, tanta vita, tanta
+primavera di pensiero e d'affetto darà fiori e frutti al futuro. Abbia
+dunque lunga vita, il vostro Circolo. E non sia soltanto il luogo dove
+le buone amicizie si cementino: sia anche quello dove, vinti dalla
+forza della cordialità altrui, i nemici si riconcilino, dove le
+gelosie dell'ingegno si spuntino, dove le opinioni dei partiti avversi
+si ricambino l'omaggio della cortesia; in modo che possiate
+dire:--Emuli negli studi, concorrenti nella vita, sciolti da ogni
+vincolo nella politica; ma qui--siamo fratelli.--Questo è il mio
+augurio al vostro Circolo. A Voi, avanguardia intellettuale della
+vostra generazione, a quelli che nella battaglia della vita
+vinceranno, a quelli che cadranno, a quelli che, crivellati di ferite,
+dureranno a combattere fino all'estremo, a voi tutti, sangue nuovo e
+generoso della patria, figliuoli prediletti del nostro pensiero e
+speranze sacre del nostro cuore, salute, fortuna, gloria!
+
+
+Torino 1891.
+
+
+
+
+III.
+
+Per la quistione sociale.
+
+
+AGLI STUDENTI.
+
+Quando per la seconda volta mi faceste l'onore d'invitarmi a parlare,
+sopra un argomento di mia scelta, nella vostra Associazione, mi venne
+in mente alla prima di parlarvi della quistione sociale. Ma quasi ad
+un tempo pensai che non sarebbe stato onesto il venir qui ad esporre
+intorno a un soggetto gravissimo opinioni e giudizi, da cui molti
+potevan dissentire, senza esser preparati a confutarli. Dissi quindi
+tra me: non entrerò, per questa volta, nel cuore dell'argomento; non
+enuncierò uno solo dei principii del socialismo, i quali, d'altra
+parte, son noti: mi restringerò a parlare ai miei giovani amici del
+dovere, che, a senso mio, spetta a loro più che ad altri, di occuparsi
+della quistione; e compirò io stesso, così facendo, un dovere. Debbo
+anche premettere che non ho l'arroganza di rivolgere le mie parole a
+quelli tra voi, che le quistioni sociali e economiche hanno nel loro
+corso universitario, poichè questi potrebbero venire al mio posto e
+parlare in vece mia. Io non mi rivolgo che alla parte di voi, che
+della quistione sociale non s'occupa, e suppongo sia la parte
+maggiore; del che non ho ragione di stupirmi nè di farvi rimprovero,
+essendo un fatto razionale e comune che, nella vita affollata di
+passioni e di pensieri a cui tutti, di tutte le età, siamo costretti
+oggigiorno, sfuggano a molti per lungo tempo interi aspetti della
+società, ordini interi di idee, e anche di avvenimenti periodici e
+notissimi, che per l'osservatore attento sono i segni indubitabili di
+una grande trasformazione sociale.
+
+
+Mi domanderete per prima cosa: ma voi, per quistione sociale, che cosa
+intendete?
+
+È questa una delle molte domande alle quali non si può meglio
+rispondere che con un'altra domanda.
+
+Ed ecco la mia risposta interrogativa.
+
+Questo fatto della vita misera e del malcontento giustificato del
+maggior numero degli uomini, fatto comune a paesi poveri e ricchi, di
+tutti i gradi di civiltà, è effetto d'una legge di natura o delle
+leggi umane? Questa forza che accumula a un polo della società la
+ricchezza e la cultura, e all'altro il pauperismo e l'ignoranza, che
+restringe quasi a una classe sola gli effetti benefici della civiltà e
+della scienza, che preclude quasi affatto alle moltitudini
+l'educazione e la vita dello spirito, che fa sussistere gli uni in
+faccia agli altri tanti tesori superflui e tanti bisogni
+insoddisfatti, tanti ozi felici e tante disperate fatiche, è un
+destino dell'umanità o deriva da viziose istituzioni sociali? Che la
+civiltà procedente stritoli sotto i suoi passi miriadi di creature
+umane; che sotto i piedi di questa società incivilita stia aperta,
+come una minaccia per tutti, la voragine spaventosa della miseria; che
+prenda forma più selvaggia ogni giorno questa battaglia per la vita
+che assorbe il meglio delle forze di tutti, e perverte le coscienze e
+inferocisce i cuori, atterrando intorno a ogni vincitore cento vinti;
+che milioni d'uomini che lavorano sian ridotti a paventare e a
+maledire come un flagello ogni invenzione dell'ingegno umano la quale
+abbia per effetto di scemare il bisogno che ha la società dei loro
+sudori; che il pane, che l'esistenza di famiglie innumerevoli
+dipendano anche in tempi ordinari dalle mille vicende di una
+disordinata e furiosa guerra mercantile, della quale esse non hanno nè
+colpa nè coscienza; è una necessità ineluttabile o è conseguenza d'una
+lunga serie d'errori? Che, in fine, ogni nazione abbia nel suo seno
+due popoli, di cui l'uno diffida e teme e l'altro freme e minaccia;
+che per contenere non pochi ribelli, ma moltitudini intere, sian
+necessari il terrore delle leggi e la forza delle armi; che le grida
+festose di pochi inneggianti al progresso siano costantemente coperte
+dal lamento immenso, crescente, implacabile d'una folla infinita, è
+questo il prodotto d'una misteriosa legge sociale su cui l'uomo non
+può nulla, o è effetto dell'egoismo umano compenetratosi con le
+istituzioni e con gli usi, di qualche impedimento enorme che sia
+nell'organesimo della società, rimosso il quale circolerebbe
+agevolmente il sangue in tutte le sue membra e le verrebbe la salute e
+la pace? In una parola, v'è o non v'è qualche sovrano rimedio, o un
+complesso di rimedi, a tanto cumulo di mali?
+
+A questa domanda il socialismo risponde:--Sì.
+
+Milioni di voci rispondono:--No.
+
+Ebbene, io non son qui per sostenere l'affermazione. Io son
+venuto--poichè suppongo che nella classe in cui vivete v'accada più
+sovente di udir la seconda risposta che la prima--son venuto a
+dirvi:--Non accettate la risposta che vi suggeriscono: cercatela voi
+stessi;--son venuto a combattere le ragioni di coloro che vi voglion
+distogliere dal cercarla perchè accettiate a occhi chiusi la loro.
+
+Queste ragioni son parecchie e assai diverse, e credo che a pochi tra
+voi non sia già occorso di udirle tutte.
+
+La più ovvia è questa. Vi dicono:--Raccoglietevi nei vostri studi,
+pensate a diventar nella vostra professione valenti ed utili, e avrete
+compiuto il vostro dovere verso la società; pensino altri a
+raddrizzare il mondo.--Non date retta a costoro. Non è più onestamente
+possibile di restringersi a servire la società solo quel tanto che è
+necessario per provvedere ai nostri interessi. Le condizioni del tempo
+in cui viviamo son così fatte che convien correggere la definizione
+antica dell'uomo onesto, e dire che per essere tale non basta più ad
+alcuno neppur l'esercizio delle più elette virtù private, se egli
+chiude l'orecchio e il cuore al grido dei dolori umani, s'egli non
+s'adopera direttamente per la rigenerazione dei suoi simili e per il
+trionfo della giustizia, se non volge almeno una parte della propria
+operosità a cercare coscienziosamente al servizio di qual dottrina
+sociale, per il bene di tutti, debba impiegare le sue forze. E non
+badate neppure a chi vi consiglia l'astensione, dicendo che
+v'occuperete della quistione sociale più tardi, perchè quelli stessi
+che vi dicono ora:--Attenetevi ai vostri studi--vi diranno
+allora:--Attenetevi ai vostri affari,--e vi vorranno relegare nella
+fortezza della casa e dell'ufficio come ora vi vogliono chiudere nel
+santuario della letteratura e della scienza. Occupatevi ora di quella
+quistione, ora che avete l'intelletto e l'animo aperto a tutte le
+grandi idee, ora che potete esperimentare in voi la verità di quello
+che un economista dottissimo disse: che l'intelligenza della scienza
+sociale procede dal cuore anche più che dallo spirito, ora che la
+durezza della lotta per la vita e la esperienza della tristizia umana
+non v'hanno ancora rintuzzato il senso della generosità e della
+compassione. Milioni di vostri fratelli a cui la fortuna ha negato il
+conforto e l'onore degli studi, e chiuso la via d'ogni agiatezza,
+confidano nell'opera della gioventù studiosa, sperano che almeno voi
+studierete spassionatamente la loro causa; e a questo noi
+v'esorteremmo del pari, quand'anche dalle vostre meditazioni doveste
+esser condotti a una fede opposta alla nostra, poichè noi pure, come
+quel focoso flagellatore dell'«Indifferenza religiosa», preferiamo gli
+avversari dichiarati che, combattendoci, soffiano nel nostro ardore,
+agli indifferenti che rifiutano di combattere; davanti ai quali ci
+cadono le armi dal pugno e gli entusiasmi dal cuore. Occupatevi della
+quistione fin d'ora, perchè in nessun modo riuscirete a scansarla
+nell'avvenire, qualunque campo d'azione siate per scegliere; perchè
+essa vi si leverà davanti negli studi solitari, nell'esercizio della
+professione, nell'educazione dei figlioli, nell'adempimento d'ogni
+vostro ufficio di cittadini; perchè essa s'attraversa oramai a tutti i
+passi della vita e s'affaccia a tutti gli sbocchi dell'intelligenza;
+perchè tutte le questioni di politica europea, e le lotte dei partiti
+parlamentari, e le splendide feste delle arti e delle industrie, e le
+grandi solennità patriottiche, e perfin le guerre internazionali, non
+son che episodi della storia, che la nascondono per brevi spazi di
+tempo; passati i quali essa riappare all'orizzonte, altissima,
+immobile, eterna, come la piramide di Cheope quando cade il vento del
+Sahara e il turbinìo delle arene si queta.
+
+
+Non dovrei ribatter nemmeno coloro che vi consigliano di lasciar da un
+lato la quistione sociale dicendovi che essa riguarda una classe sola,
+o certe classi, non la vostra; perchè son certo che voi non siete
+tanto sdegnati dell'egoismo miserabile di quest'argomento quanto mossi
+a pietà dall'insensatezza di chi considera come una parte trascurabile
+della società la parte di lei più importante per il suo numero, più
+necessaria per la sua funzione, più benemerita per le sue fatiche;
+quella senza di cui la nazione non ha fondamento, la patria non ha
+difesa, e il mondo non ha nè vesti, nè tetto, nè utensili, nè pane. Ma
+l'argomento, pure intrinsecamente è falso. La quistione sociale
+abbraccia ormai tutte le classi poichè anche le classi medie, sebbene
+con minore intensità, per ora, e con effetti meno visibilmente
+dolorosi, risentono già tutti i danni di cui le inferiori si lagnano.
+Vi è già una gran parte della borghesia per cui l'esistenza non è meno
+minacciosamente precaria che per le classi chiamate con maggior
+proprietà lavoratrici; vi sono in tutti i campi del commercio e
+dell'industria le mezze fortune oppresse nella lotta disperata con le
+grandi; vi è un popolo di possidenti che mendica; v'è una concorrenza
+di cento paria per ogni stipendio che basti appena alla vita; vi sono
+migliaia di giovani d'ingegno e di studio a cui non è possibile di
+guadagnare quanto un bracciante prima dei trent'anni; v'è la
+vecchiezza pensionata che disputa il posto alla gioventù esordiente,
+la donna che lo contende all'uomo, l'uomo che lo contrasta al ragazzo;
+v'è una tal ressa di naufraghi intorno a ogni trave galleggiante, che
+quando uno per negligenza o per forza lascia andare la sua, non gli
+resta quasi più speranza d'afferrarne un'altra, e annega le più volte
+nella miseria. Il posto umilissimo che, per l'inferiorità forzata
+della sua educazione e per la falsità vanitosa della nostra, è
+assegnato nella società al lavoratore manuale, la cui opera si onora
+in astratto e si disprezza impersonata, e la scarsa e mutevole e
+spesso umiliante mercede con cui quell'opera è retribuita avendo per
+effetto che tutti rifuggano o cerchino d'uscire in qualunque modo
+dalla bolgia delle classi inferiori, ne segue che s'abbia un eccesso
+di produzione anche nel campo dell'intelligenza, che vi sia una
+sovrabbondanza enorme di gioventù colta alla quale la coltura non
+serve a nulla come l'oro all'affamato in mezzo al deserto, un esercito
+di riserva intellettuale, che, come quello della classe operaia, offre
+il suo lavoro in ribasso, e accetta ogni condizione di vita, e non
+trova a vivere nemmeno accettando ogni condizione. E il torrente
+ingrossa ogni giorno, e la piena è giunta per tutto a tal segno, che
+fin nel paese che deve alla sua grande coltura la supremazia politica
+e militare in Europa, si vede costretto il Governo a rifiutare il suo
+consenso alla fondazione di nuovi istituti d'insegnamento, perchè
+quelli che esistono sono già esuberanti al bisogno che ha la società
+di candidati. Lasciate ora che alle donne, poichè v'è anche per esse
+una quistione sociale, si schiudano tutte le vie, come accadrà per
+forza invincibile delle cose; supponete che si compia il voto del cor
+di tutti, d'un dimezzamento degli eserciti, che getterebbe nella
+concorrenza altre migliaia di giovani, i quali, per l'indole della
+loro educazione e per i pregiudizi connaturati allo stato presente
+della società, rifuggirebbero dal lavoro meccanico; e s'avrà allora un
+proletariato borghese non meno temibile, benchè men numeroso, anzi più
+potente e più attivo perchè più colto, di quel della plebe. Ma egli è
+già tale, e non più legato che da un così tenue vincolo di tradizione
+e d'interesse con la classe superiore, che è diventato in qualche
+paese una delle forze più vive del socialismo, un focolare spaurevole
+di malcontento e di ribellione acceso nel seno stesso della borghesia.
+Che se per ora, e fra noi specialmente, si fa meno avvertire, perchè è
+sparso e dubitante e perchè, trovandosi i suoi elementi in più diretta
+dipendenza dai privilegiati della fortuna, corrono maggior pericolo
+d'esser segnati e buttati sul lastrico, lasciate che scemino i suoi
+timori e ingrandiscano le sue speranze con l'allargarsi del socialismo
+nella moltitudine, nel parlamento e nella stampa, e vedrete come
+leverà il grido delle rivendicazioni, senza che gli si possa negare il
+diritto di levarlo. Non date dunque ascolto a chi vi dice che la
+quistione sociale non è che una quistione operaia ed agricola: il che
+sarebbe già qualche cosa, mi sembra; no, è la quistione di tutti,
+fuorchè di un pugno di ciechi e di sordi.
+
+Altri vi dicono:--A che pro occuparvi della quistione sociale? Essa è
+antica come il mondo. Non mutano che i nomi: invece di schiavi, servi;
+invece di servi, salariati; i vinti della lotta darwiniana hanno sempre
+empito il mondo delle loro querele. Il socialismo rimarrà nello stato
+permanente di spauracchio e di freno all'individualismo prevaricatore, e
+sarà bene; ma null'altro. La miseria del maggior numero, come disse il
+Thiers, è nel piano della Provvidenza.--Domandate prima di tutto a costoro
+se la Provvidenza abbia mai fatto vedere al Thiers o ad altri il suo
+piano. Quanto alla teoria del Darwin, contentiamoci di domandare se le
+leggi della lotta fra le razze inferiori s'abbiano da riferire all'umanità,
+nella quale i vinti, che invece di sparire, si moltiplicano, non avrebbero
+che da unirsi, e lo possono, perchè i vincitori svaniscano come un nuvolo
+di polvere nell'uragano. Dicono:--la quistione è antica quanto il mondo.--E
+sia concesso. Ma quel che non è antico quanto il mondo è il grado a cui è
+pervenuto lo svolgimento del principio dell'uguaglianza, che è il fatto più
+generale, più costante, più ribelle a ogni umana opposizione che si conosca
+nella storia. Quel che non è antico come il mondo è la coscienza acquisita
+dell'uguaglianza civile e politica, che fanno sentire più profondamente che
+mai le disuguaglianze economiche; è la cultura maggiore che acuisce nelle
+moltitudini tutti i patimenti dell'animo derivanti, dallo spettacolo delle
+troppo grandi disparità delle classi; è la __miseria relativa__
+smisuratamente cresciuta col moltiplicarsi delle ricchezze e dei
+raffinamenti sensuali della vita in un piccolo numero; è il decadimento
+progressivo di quello spirito religioso di rassegnazione che faceva
+sopportare i mali presenti con la speranza di una ricompensa futura; è,
+infine, un clero di tutte le chiese che, sollecitando delle riforme
+sociali, ossia riconoscendo che ai mali della terra c'è rimedio, fa
+comprendere agli sfortunati, se non con le parole, col fatto, che non si
+può pretendere da loro l'antica rassegnazione.
+
+Sì, la quistione sociale sarà antica come il mondo. Ma quello che è
+nuovo è la gigantesca potenza accumulatasi con l'oro in mano di
+cittadini privati, che s'alzano come sovrani in mezzo a popoli liberi,
+che posseggono parti della loro patria vaste come Stati, che tengon
+nella propria borsa la sorte di centinaia di migliaia d'uomini, che
+possono turbare a vantaggio proprio gl'interessi d'un'intera nazione e
+corrompere scopertamente moltitudini e poteri. Quello che è nuovo è
+che di fronte a questi monarchi della ricchezza, e alle loro
+strapotenti federazioni, che allargano intorno a sè come una landa
+sinistra la servitù morale e il salariato, siano sorte delle società
+di settecento mila lavoratori, delle «Unioni di mestieri» numerose
+come popoli e organate come eserciti, che in tutte le città dei paesi
+civili, chiamati a raccolta dalla grande industria, si vadano
+agglomerando i proletari in battaglioni e in reggimenti, che
+s'intendono, si disciplinano, e s'affratellano. Quello che è nuovo
+pure è che si raccolgano congressi operai ai quali intervengono i
+delegati di diciannove nazioni, rappresentanti cinque milioni di
+lavoratori; che vi sian paesi dove venti città si dichiarino in favore
+del «socializzamento» della terra; che nel paese più colto e più
+potente d'Europa si mandino al Parlamento quaranta campioni della
+nuova idea, con maggior numero di voti che non ne raccolga alcun altro
+partito della nazione; quello che è nuovo è un accordo internazionale
+di agitatori che con una parola d'ordine lanciata da Parigi a Sidney e
+da Berlino a Nuova York fa nello stesso giorno dell'anno disertar gli
+opifici a nove milioni di operai, e vegliare sull'armi dieci eserciti
+come sotto l'imminenza d'uno sfacelo degli Stati. Quello che è nuovo
+affatto è che si spandano ogni giorno, da mille città, verso ogni
+parte, su tutta la faccia della terra, milioni di fogli parlanti, che
+predicano una speranza comune e soffiano in una sola passione, e
+s'accumulano nelle soffitte e nei tuguri come una provvigione di
+polvere da guerra. Ed è un'altra cosa nuova, che migliaia di poveri
+lavoratori d'ogni paese, finite le loro dieci ore di lavoro
+estenuante, si assoggettino la sera a una nuova fatica per istruirsi
+nelle quistioni sociali, si strappino il pane dalla bocca per
+sostenere il giornale che li protegge, e consacrino gli ultimi resti
+delle proprie forze alla propaganda delle loro idee e all'ordinamento
+del loro partito, e perdurino in questa opera con una febbre di
+passione, che ne conduce molti alla fossa. E non è men nuovo nè men
+grave che questa gran moltitudine incolta e ribollente abbia e sappia
+d'avere alla sua testa uno stato maggiore intrepido d'uomini di studio
+e d'uomini di Stato, di vessilliferi di ogni scienza e di ogni arte,
+che propugnano la loro causa in tutte le regioni del pensiero e in
+tutte le congiunture della vita. Infine, la quistione sociale sarà
+antica quanto il mondo; ma quello che è tutto proprio del tempo
+nostro, credo io, e che non fu nemmeno negli ultimi anni che
+precedettero la rivoluzione francese, nei quali le classi minacciate
+andavano incontro all'avvenire con una quasi balda spensieratezza, è
+questo turbamento che tutti risentiamo, qualunque sia il nostro grado
+di fortuna, qualunque siano le nostre idee sociologiche, davanti allo
+stato attuale delle cose; è questa scontentezza della ragione e del
+cuore, è questa lotta sorda e continua fra la nostra coscienza di
+cittadini e il nostro interesse di privati, è questo sentimento
+confuso di colpa, è questo presentimento vago di qualche cosa di
+grande e di fatale, che ci fa guardare intorno con occhio inquieto
+come viaggiatori senza guida che s'avanzino alla ventura per una terra
+sconosciuta.
+
+
+V'è pure chi cerca di stornarvi da questo pensiero affermando che non
+bisogna lasciarsi illudere da certe scosse improvvise e solitarie,
+dalle apparenze ingrandite ad arte di certi avvenimenti; che, in
+realtà, il movimento è lentissimo e intralciato da discordie
+inconciliabili, che ha periodi lunghi di sosta, e che non saranno
+neppure i figli dei nostri figli che vedranno la società in grave
+pericolo.--Non credete nemmeno a costoro. Sotto le maggiori apparenze
+di quiete, anzi più sotto queste, il movimento procede con una
+celerità non sperata neanche da chi lo seconda. Il socialismo
+germanico fece i suoi più rapidi passi nel periodo delle leggi
+eccezionali, da cui pareva stato strozzato. La maggior parte delle sue
+conquiste è silenziosa, ed è la loro continuità medesima che, come
+quella della cresciuta di un fiume, non ci consente di seguirne con
+l'occhio la progressione. Dalla parte dov'è combattuto, all'ira ch'era
+stata preceduta dal dileggio, è susseguita ora una discussione
+universale e quasi continua, nella quale ai colti paladini della
+borghesia accade assai sovente, con loro grande stupore, di trovarsi
+davanti degli avversari d'officina, che in quistioni economiche di
+propria spettanza non sono men forti di loro. A poco a poco il
+socialismo invade il giornale, il libro, il teatro, penetra nelle
+accademie dei dotti e nei gabinetti dei monarchi, si rizza sui
+pergami, assalta l'una dopo l'altra le cattedre; le quali in più d'uno
+Stato, con maggiore o minor restrizione di idee, sono in massima parte
+già sue. Si può quasi asserire che meno rapidamente egli si diffonde
+alla superficie di quanto si propaghi dal basso all'alto. Nella vasta
+polemica scientifica ch'egli promove su tutte le quistioni che gli si
+legano, e gli si legano tutte, ogni giorno strappa agli avversari una
+concessione, disarma una resistenza, fa accettare un'idea. Ogni
+giorno, nell'esercito formidabile che gli sta a fronte, nel campo
+della politica, della scienza e delle lettere, un combattente
+s'arresta incerto, o butta via le armi, o le ritorce contro i suoi; e
+molti che continuano a combattere si sentono già spuntare nell'anima
+l'amor del nemico, e hanno già la diserzione nel cuore, e non la
+compiono se non per ragioni di personale interesse, o per timori e per
+riguardi sociali, o perchè non hanno fede che in un trionfo troppo
+lontano della causa che credon giusta. E di questo vacillamento e
+rimescolìo di coscienze si vedon mille segni ed effetti per tutta la
+scala della cittadinanza, dal maestro di scuola impacciato a dar
+ragione alla fanciullezza di tante mostruose anomalie sociali che non
+si possono più palliare coi sofismi antichi, al giudice che non sa più
+troncare in bocca all'accusato volgare la dichiarazione di principii
+che lesse egli medesimo nel libro d'un senatore del Regno, fino allo
+scrittore borghese che non può più scrivere pel popolo senza girare
+con artifici infiniti intorno alla grande quistione che gli si
+presenta inevitabile e molesta a ogni passo, scompigliandogli nella
+mente tutta la sua vecchia precettistica morale e patriottica, fino ai
+grandi predicatori dell'igiene pubblica, fino agli amministratori
+ufficiali dell'istruzione popolare, che dubitano e si scoraggiano
+vedendo l'opera loro urtare da ogni parte ed infrangersi contro la
+ferrea barriera della miseria e contro l'architettura stessa degli
+ordinamenti sociali. La resistenza alle nuove idee si riduce sempre
+più dal campo delle coscienze in quello degli interessi; per il che
+può ben essere ancora risoluta e tenace e terribile; ma non ha più per
+sè le grandi e belle passioni, davanti alle quali la furia degli
+avversari dubita qualche volta e s'allenta. Ond'è che gli assalitori
+che andavano ieri col passo di marcia, vanno oggi col passo di carica,
+e andranno di corsa domani. E non è da credere che gli impediscano
+gran fatto i dissensi e le divisioni che turbano le loro file.
+Come,--secondo il detto di un di loro,--tutte le teorie e concezioni
+diverse del socialismo, dal socialismo di stato del professore tedesco
+al comunismo pastorale del romanziere russo, viste dall'alto, non
+appaiono in antagonia fra di loro, ma si mostrano come i piani
+graduali di un vastissimo panorama, o meglio come le forme successive,
+le attuazioni o i tentativi di attuazione a mano a mano più larghi e
+compiuti d'una stessa idea; così nell'ordine dell'azione, fautori del
+collettivismo, apostoli della società senza Stato, ministri socialisti
+della chiesa cattolica e delle chiese protestanti, benchè proponendo
+riforme diverse e arrestandosi a diverse mete, poichè son tutti quasi
+concordi, e quasi violenti del pari nella critica del presente,
+concorrono tutti, volenti o no, ad uno stesso effetto finale, tutti
+apparecchiano e spingon le moltitudini alla grande evoluzione, tutti,
+o levino in alto il libro del Marx o la Bibbia, o la fiaccola, tutti
+lavorano ad allargare e ad accelerare un moto, di cui non si riscontra
+l'eguale--per dirla con le parole del più autorevole giornale
+dell'Inghilterra--se non risalendo ai primi tempi del Cristianesimo o
+a quelli dello sconvolgimento dello impero romano.
+
+Altri, pure riconoscendo l'importanza del movimento socialista in
+Europa, vi dicono:--Non ve ne date pensiero perchè il nostro paese ne
+è fuori,--e ripetono la sentenza pronunziata l'anno scorso alla Camera
+da un illustre pensatore, a parer del quale, per ragion dell'indole e
+delle condizioni proprie del popolo italiano, ci vorranno più secoli
+prima che il socialismo metta larghe radici fra di noi.--Non credete
+neppure a costoro. Come se intorno all'Italia ci fosse la gran
+muraglia del Celeste Impero, come se il socialismo dottrinale e
+popolare che ci venne tutto in questi ultimi anni dal di fuori non
+dovesse continuare a discendere per le stesse vie per le quali è
+entrato! Sarà vero che la quistione sociale in Italia sia agraria
+principalmente, come tra i nostri fratelli latini d'occidente, e che
+anche sotto questo aspetto, per la costituzione particolare del nostro
+suolo, essa non sia della natura medesima che in altri paesi; ma non
+scema l'importanza e l'urgenza della quistione per la singolarità
+della sua natura. Certo v'è terreno men preparato al socialismo fra
+noi, perchè v'è più bassa che altrove la coltura del popolo, perchè
+v'è appena nascente la grande industria, perchè in più di mezzo il
+paese, come gli stessi socialisti riconoscono, il ceto operaio come
+ente collettivo non è ancor nato, e nell'altra metà è nato appena. Ma
+non dobbiamo credere che non esista l'esercito perchè, invece di esser
+serrato in colonne, è sparso in tiragliatori, nè che mancanza
+d'organamento voglia dir mancanza d'elementi, nè che non vi sian le
+passioni perchè mancano o sono informi le idee. E in questo appunto,
+per chi ben considera, dovrebbero riconoscer gli illusi il maggior
+pericolo. Le verità generali d'ordine sociale e economiche--è un
+vecchio assioma--si ritrovano allo stato di intuizione istintiva anche
+nell'animo dei più incolti, e però anche la parte più incolta del
+proletariato italiano, confusamente, le intende. Senonchè le
+idee--come dice un grande psicologo--seminate in menti incolte e
+feconde si svolgono in escrescenze selvagge e si trasformano in
+chimere mostruose; che è quel che avviene fra noi dove è tanto maggior
+temerità di dottrine quanto minor capacità vera di metter in atto
+anche le più ragionevoli. In luogo di rallegrarci, dunque,
+dell'ignoranza e della mancanza d'ordinamento collettivo che
+rallentano il moto fra noi, avremmo gran ragione di dolercene, poichè
+è appunto quest'ignoranza e questo disordine che fa le moltitudini
+impazienti e turbolente, come quelle in cui il furore dei desideri non
+è temperato dalla coscienza sicura delle proprie forze e del proprio
+avvenire, nè dalla soddisfazione che hanno i ceti operai d'altri paesi
+di sentire la saldezza del proprio organesimo e di numerare giorno per
+giorno i loro progressi e le loro vittorie, donde ricavan la virtù di
+aspettare con pacatezza e di apparecchiarsi con raccoglimento. È
+perchè là son colti e ordinati che studiano e discutono; è perchè
+studiano e discutono che vedono tutte le difficoltà del problema
+sociale e non credono che si possa risolvere d'un colpo. Ed è perchè
+le classi superiori non oppongon loro, come tra noi, o un'indifferenza
+o una negazione assoluta, l'una e l'altra insensata, ed entrambi
+irritanti, che non trascorrono e neppure minaccian di trascorrere alla
+violenza.
+
+In verità, se anche fossi nei panni del più egoista e del più pauroso
+dei conservatori, io desidererei che le nostre classi proletarie,
+percorrendo il cammino di trent'anni in un solo, arrivassero d'un
+tratto al grado di maturità civile che hanno raggiunto nella Germania
+e nel Belgio; lo desidererei per esser ben certo che questo
+spostamento, che è col tempo inevitabile, del centro di gravità del
+sistema sociale dalle classi medie alle inferiori, si compisse senza
+scosse funeste. Io vorrei esser persuaso d'ogni più sacra verità come
+sono di questa: che compie un'opera santa e benefica per tutti ogni
+colto giovine italiano, il quale, qualunque sia il suo giudizio
+intorno all'essenza e all'avvenire del socialismo, ne studia con amore
+le cause, le dottrine e le vicende per poterle esporre con schiettezza
+al popolo e fargliele comprendere e discuterle con lui e sfrondargli
+le illusioni pericolose ed eccitarlo, aiutarlo a istruirsi, a
+ordinarsi, a mettersi in grado di attuare sensatamente, quando il
+giorno verrà, la maggior parte possibile delle sue aspirazioni. Per
+questo, invece di dirvi:--Lasciate stare la quistione sociale perchè
+siete italiani,--vi dico:--Occupatevene tanto più perchè siete
+italiani--fate quanto è in voi perchè il vostro popolo non rimanga
+troppo addietro degli altri su questa via, se volete che, quando vegga
+gli altri vicini alla meta, non sia tentato di raggiungerli con uno
+sbalzo che lo potrebbe travolgere in un precipizio, nel quale sareste
+travolti voi pure. Mettetevi alla sua testa e ai suoi fianchi invece
+di sbarrargli la strada o di lasciarlo andar solo, come l'istinto e il
+caso lo movono. Tempo verrà in cui sarete ringraziati e benedetti da
+coloro stessi che ora vi supplicano o vi minacciano perchè vi tiriate
+in disparte. Son tutti concordi nell'eccitarvi ad amare e a servir la
+patria. Ebbene, l'amerete e la servirete sapientemente in tal modo.
+Perchè la patria non è soltanto la terra, la storia e la bandiera: la
+patria è viscere e sangue umano, e la felicità del popolo sta sopra
+alla potenza dello Stato, e la giustizia è più grande della gloria.
+
+
+V'è poi il coro dei mille, i quali vi gridano:--Passate oltre: la
+guarigione delle infermità sociali è un'utopia.--Ma non l'ha dunque
+ancora sfatato la storia del mondo questo grido malauguroso, tante
+volte sbugiardato quante son le pietre miliari del cammino della
+civiltà, questa vuota parola così comoda alla infingardaggine
+intellettuale, così utile agli interessi minacciati, così abusata da
+tutte le ignoranze e da tutte le paure, con la quale si sono vilipese,
+beffate, respinte tutte le conquiste più gloriose della mente umana?
+
+Voi tutti vi ricordate la notte tempestosa dell'«Innominato», quando
+sul punto di bruciarsi le cervella con un colpo di pistola per
+liberarsi dai rimorsi che lo dilaniano, egli domanda a sè stesso:--E
+se quest'altra vita di cui m'hanno parlato quand'ero ragazzo, di cui
+parlano sempre come se fosse cosa sicura, se quest'altra vita, non
+c'è, se è un'invenzione dei preti; che fo io? perchè morire? che
+cos'importa quello che ho fatto?... È una pazzia la mia!--Ma allora
+gli balena un pensiero tremendo:--E se c'è quest'altra vita!--Voi
+rammentate pure che cosa avviene a quel dubbio nell'anima
+sua.--Ebbene, un che di simile segue nell'anima di chi è agitato dalla
+nuova idea. Egli si domanda:--E se questa possibilità, che tanti
+affermano come sicura, di scemare i dolori del mondo, di far trionfare
+tra gli uomini la fraternità e la giustizia, se questa idea è
+un'utopia, un sogno di filantropi allucinati, se avesse ragione quel
+famoso parroco inglese che fissò il destino dell'umanità tra due
+formole matematiche, che cosa importa allora quello ch'io faccia?
+Perchè ho da combattere i privilegi di cui godo, da rendermi inviso
+alla classe in cui son nato, da torturarmi il cuore e il cervello per
+mali che non hanno rimedio, invece di badare ai miei interessi e di
+viver beato?... È una pazzia la mia!--Ma a questo punto balena anche a
+lui un altro pensiero.--E se non fosse un'utopia?--ed egli pure, a
+questo pensiero, è stretto da un senso di sgomento. Sì, e se non fosse
+un'utopia?--Utopia si può giudicare ogni idea che non abbia ancor
+avuto la prova dell'attuazione, e quale grande idea sociale fu mai
+provata prima che accettata? E la concordia di molti nel crederla
+attuabile non è una delle prime condizioni dell'attuabilità d'ogni
+idea? Sì, e se a questo organamento sociale che spreme la ricchezza
+per uno dalle vene e dalle ossa di mille, che condanna milioni
+d'uomini a un lavoro da bruti, non confortato da alcuna dolcezza di
+vita, da alcun godimento intellettuale, da alcuna speranza di sorte
+migliore, che smembra milioni di famiglie, che fa di milioni di case
+un inferno, che sfrutta ed opprime la donna, e decima, corrompe e
+deforma l'infanzia; se a questo stato di cose che, assoggettando una
+parte dei lavoratori a una fatica inumana, ne ricaccia nell'ozio
+forzato e nella fame l'altra parte, metà della quale, dopo aver
+lottato invano per risalire, cade nella mendicità, nella prostituzione
+e nel delitto; se a questa sciagurata divisione del mondo che,
+provocando di sotto l'odio e di sopra il terrore, fa somigliare la
+società civile a un triste castello dell'età media, dove la famiglia
+dei signori, seduta a banchetto, rabbrividisce al suono dei singhiozzi
+e delle imprecazioni dei prigionieri sepolti sotto i suoi piedi; se a
+questo mucchio d'orrori ci fosse davvero un rimedio, che uomo sarei io
+che non me ne curo, che non cerco di giovare quanto posso a scemarlo,
+che anzi concorro, pur non volendo, ad accrescerlo, e voglio
+fabbricarvi su la mia fortuna? Con che fronte posso io parlare di
+progresso, di civiltà, di fratellanza, di patria? E quand'anche fosse
+un'utopia il rinnovamento della società che ci propongono, quando non
+ci fosse che una minima parte di idee sane e di speranze fondate, non
+dovrei dedicare ogni mia forza a far sì che almeno quella minima parte
+s'attuasse? Utopia! S'è spenta pochi giorni sono quella menta vasta e
+limpida d'economista, che, or fa trent'anni, metteva il mondo a rumore
+con quella sua sentenza:--Il diritto di proprietà si modificherà nel
+senso sociale, o si sfascierà il consorzio civile.--È stato sepolto
+ieri quel generoso cardinale Manning che disse non potersi andare
+innanzi sulla via della vendita abusiva della forza e dell'attività
+umana, sulla via che dei fanciulli e delle madri fa delle macchine
+viventi, e delle spose e dei padri delle bestie da soma.--Riposa poco
+lontano di qui il grande statista italiano che ci profetò la guerra
+civile se non si migliorassero le sorti delle classi inferiori; onde è
+credibile che ei non stimasse quell'intento una follia. E vivo ancora
+e soggiorna fra noi quel venerando ministro d'Inghilterra che disse ai
+lavoratori:--Voi sarete presto i padroni del mondo.--E son menti
+elette e potenti d'ogni razza che studiano i mali e i rimedi, che
+affrontano da tutti i lati il problema, e cercano ad uno ad uno gli
+organi vitali della società nuova, con una costanza maravigliosa e una
+fede invitta. Oh vediamo un poco se l'ordinamento della società, che
+s'è andato mutando così profondamente a traverso ai secoli, abbia
+raggiunto davvero una tal perfezione, che debba dare un fermo alla
+storia, che non si possa più correggere o mutare in alcuna sua parte
+essenziale, senza fare il peggio anche del maggior numero, a cui
+riesce intollerabile ancora. L'affermazione, se non alttro, è ardita.
+Vediamo un po' col giudizio nostro se quello che ci propongono è
+veramente un'utopia!
+
+Per questo io vi ripeto, concludendo:--Occupatevi voi pure, quanto i
+vostri studi ve lo consentono, della quistione sociale.
+
+
+A quelli di voi che non si sono ancora affacciati alla nuova
+letteratura (già ricchissima e svariatissima) o per mitezza d'animo
+che rifugge dai cimenti della coscienza, o per il falso concetto,
+diffuso da quelli a cui giova, che le idee socialistiche sian proprie
+per essenza loro delle nature acri e violente o di gente invelenita
+dalla mala fortuna, io dico:--Entratevi anche per poco, non
+v'arrestate davanti alla sua parte arida o volgare, irta di cifre o
+gonfia di rettorica, procedete oltre le sue lacune nebbiose, e vedrete
+quante anime nobili e belle vi si son consacrate; quanti fortunati del
+mondo ne sono i più ardenti cavalieri; quante pagine forti e splendide
+di pensiero, quante altre riboccanti di pietà e di amore e di tutti
+gli affetti più delicati e più santi essa conta già fra le sue; e vi
+troverete pure delle rivelazioni di miserie che ignoravate e che
+vinceranno ogni vostra idea, ed esempi di virtù e d'eroismo che vi
+strapperanno un grido d'ammirazione, e raggi sublimi di speranza, e
+sogni fors'anche, ma così vasti e luminosi che tutta l'anima vostra ne
+uscirà abbagliata e commossa come da una visione dell'umanità ideale
+di Cristo.
+
+Dico a quelli di voi che, essendosi già affacciati a questi studi, ne
+hanno respinto alla prima le conclusioni:--Diffidate di voi stessi,
+fate ancora uno sforzo per proseguire, per sciogliervi dai pregiudizi
+fra cui voi ed io siamo nati, dalle idee che ci furono inculcate con
+l'educazione, e dalla suggestione delle consuetudini della vita che
+sono più forti delle idee; fate ancora uno sforzo per correggervi di
+quel nostro difetto congenito all'organo visivo dell'intelligenza, il
+quale ci fa apparire il mondo di scorcio, atteggiato in modo che gli
+interessi intellettuali e materiali della nostra classe ci si
+presentano come gli interessi della società tutta quanta; fate ancora
+per poco questo sforzo, che è di tutti il più difficile, poichè si
+tratta d'uscir da noi stessi, e di tutti il più fecondo, poichè, a chi
+lo compie, si mostra ogni cosa sotto un aspetto nuovissimo, e gli par
+di ricominciare la vita dello spirito e di avanzarsi in un mondo
+ignorato. E se, fatto quest'ultimo sforzo, rimanete fermi nelle prime
+idee, palesatele e lottate per esse a viso aperto, perchè nella grande
+battaglia sarete più rispettati e più utili come nemici appassionati
+che come scettici spettatori; e non scendete mai nello sciame
+innumerevole dei farisei, che strisciano chi è in alto per ambizione e
+adulano chi è in basso per paura, che commiserando con finto affetto
+la plebe che disprezzano, con una mano si picchiano il petto e con
+l'altra nascondon la borsa, per chiederle poi dei voti con tutte e
+due.
+
+A quelli di voi, finalmente, il cui cuore è già vinto e batte col mio,
+io mando il saluto del compagno e il bacio del fratello, e
+dico:--Perseverate, o prediletti, anche nel campo più faticoso, nella
+parte rigidamente economica di questi studi, perchè il periodo
+idillico del socialismo è chiuso da un pezzo, perchè esso è giunto a
+tal grado di maturità, che non basta più il portargli il semplice
+contributo della passione: dovere di tutti ora è di tradurre i
+sentimenti in idee, di rispondere ad ogni lamento del popolo con una
+ricerca alacre e paziente dell'intelletto. E andate innanzi senza
+alcun fine, senza attender nè sperar alcuna gratitudine, non cercando
+il premio che nella soddisfazione altissima di operare secondo
+coscienza, di non aver più bisogno di mentire, nè di soffocar la voce
+dell'anima, nè di mascherar l'egoismo; il che vi riuscirà assai più
+facile che non pensiate, perchè la grande quistione sociale, la quale
+tocca tutte le scienze come l'oceano bacia tutte le terre, ha pure
+questo di benefico, che schiaccia col peso della sua grandezza, che
+offusca con la forza del suo splendore ogni meschina vanità, ogni
+basso interesse di colui che le si consacra. Comprendendola
+degnamente, voi abbraccerete nel vostro affetto fiammeggiante non
+soltanto le classi sociali che più lo meritano e più n'han bisogno, ma
+pure la vostra, per la quale v'entrerà nel cuore una sollecitudine
+nuova e profonda; sentirete sorgere in voi attitudini e forze
+sconosciute; sentirete nel vostro ingegno e nel vostro petto dilatati
+fremere il soffio dell'umanità, come il palpito d'una seconda
+giovinezza, più poderosa e più dolce di quella che già vi ferve nel
+sangue e vi splende sul viso.
+
+Voi conoscete l'immaginazione terribile del Carlyle, che raffigura il
+mondo presente in una landa selvaggia e caotica, coperta di nebbie
+pestilenti, gravata d'un'atmosfera di piombo, nella quale scrosciano
+diluvi e guizzano lampi di rivoluzione, e per le vaste tenebre non
+luccicano che le fosforescenze della filantropia, e non v'è più stelle
+nel cielo. Ebbene, manca un'immagine al quadro: una moltitudine che
+empie tutto l'orizzonte, estenuata e lacera, rivolta tutta verso un
+punto dove biancheggia il cielo, con le braccia stese a invocare il
+nuovo sole, il sole che le asciughi le lagrime, che le riscaldi le
+membra, che le abbellisca la terra, che le faccia amare la vita. Oh,
+questo sole splenderà, abbiamone fede! Possiate voi, che siete
+giovani, vederlo sorgere, e felici quelli che, salutando il suo primo
+raggio, potranno dire nella propria coscienza:--Io l'ho desiderato ed
+atteso!
+
+
+Torino 1892.
+
+
+
+
+IV.
+
+Per il 1.º Maggio.
+
+
+AGLI OPERAI.
+
+Ringrazio l'Associazione generale dell'invito onorevole che m'ha
+rivolto, e mi affretto a dire che, accettandolo, ho compreso l'intento
+a cui era ispirato e il dovere che quell'invito m'imponeva. Ho
+compreso che questa grande Associazione, la quale non ha carattere
+politico, ed è composta di operai d'opinioni e di tendenze diverse,
+intendeva di esprimere il suo consenso, in questo giorno, a quel che
+v'è di comune nelle aspirazioni di tutti i lavoratori, a qualunque
+partito appartengano; e che perciò, nel commemorare qui il 1.º
+Maggio,--pure dichiarando e spiegando la mia ferma fede socialista,
+condizione sottintesa della mia accettazione,--avrei dovuto, non solo
+non offendere in alcun modo gli uditori d'opinione contraria, ma
+mantener l'animo a un'altezza, così serena, esporre il mio pensiero
+con parola così cauta e pacata, da render accetto il mio modesto
+discorso anche a coloro che avessero giudicato inopportuno l'invito di
+cui ero onorato.
+
+Parlare serenamente! Non mi costerà alcuno sforzo, lo potete credere.
+Come si può aver l'animo inclinato alla violenza e al rancore in un
+giorno di festa? Tale, infatti, è oramai il 1.º Maggio. Festa
+singolare, non di meno, che desta tanti pensieri, tanti sentimenti
+diversi ed opposti! Pochi anni sono, prima che il Congresso
+internazionale dei lavoratori, tenutosi a Parigi nell'89, accettando
+la deliberazione già presa dalla «Federazione americana del lavoro»
+nel Congresso di San Luigi, fissasse alla data del 1.º Maggio la
+grande manifestazione per la giornata d'otto ore, ognuno, svegliandosi
+in questo giorno, rivolgeva la mente, come sempre, ai propri affari
+quotidiani: era questo un giorno come gli altri per tutti. Ora, non
+v'è più cittadino di paese civile, a qualunque classe o condizione
+sociale appartenga, il quale, aprendo gli occhi la mattina del 1.º
+Maggio, non volga i suoi pensieri sul nuovo significato che questa
+data ha assunto nel mondo.
+
+Sono, in milioni d'uomini, pensieri d'allegrezza e di speranza; sono,
+in altri milioni, pensieri inquieti e tristi; è, in molti ancora, un
+sentimento irragionevole di terrore; è, anche negli spiriti più
+leggieri e più scettici, questo pensiero: che v'ha in tutti i paesi
+una quistione, più importante d'ogni avvenimento politico, la quale
+abbraccia tutti gli interessi dello Stato e degli individui, e che può
+a quando a quando e per varie cause esser dimenticata, mascherata,
+sopita; ma che incessantemente, fatalmente, anno per anno, giorno per
+giorno, si dilata, s'inalza, soverchia ogni altra quistione, attira a
+sè tutti gli sguardi e tutte le menti come un grande fenomeno della
+natura. Ed è già questo un effetto benefico, che nessun lavoratore può
+disconoscere, della festa del 1.° Maggio. E noi più che gli altri
+siamo indotti a meditare, noi che abbiamo una visione più larga e più
+netta di quello che accade in questo giorno sulla faccia della terra.
+Noi pensiamo che in quest'ora stessa, in centinaia di città, in
+villaggi innumerevoli, altre migliaia d'oratori stanno dicendo, in
+dieci lingue diverse, ad altre migliaia d'adunanze come questa, le
+stesse cose ch'io sto per dire a voi; noi vediamo nei grandi sobborghi
+di Berlino, di Parigi e di Bruxelles, nell'Hyde-Park a Londra, nel
+Prater a Vienna, nel Buen Retiro a Madrid, nel parco Cismigiu a
+Bucarest, nello square dell'Unione a Nuova York, nelle vaste piazze
+delle nuove città dell'Australia, dove il 1.° Maggio è già una festa
+ufficiale in più Stati, vediamo per tutto legioni di lavoratori, che
+in forma d'assemblee, di processioni, di cortei simbolici, di feste
+campestri e di canti solenni esprimono tutti una sola idea e una sola
+speranza; e a questa visione ci si commove l'anima come davanti a uno
+degli spettacoli più maravigliosi di cui ci dia esempio la storia.
+
+E quale anima potrebbe rimaner chiusa e fredda all'udir le parole che
+s'alzano da quei milioni di cuori?--Sia affrancato e onorato il lavoro
+e diventi una legge per tutti--Siano confederati gli uomini nella
+lotta contro la natura e abbia tregua la lotta feroce per l'esistenza
+fra uomo e uomo--Cadano le barriere che dividono ogni nazione in due
+popoli, e si diffondano egualmente nelle moltitudini, come la luce
+nell'aria, i benefizi della civiltà, che sono frutto dell'opera
+comune--Cessi lo spargimento del sangue, cessino gli odi fra le
+nazioni, perchè l'ultima meta di tutte è una sola, e occorrono a
+raggiungerla gli sforzi concordi della razza umana.--Belle e sante
+utopie!--ci rispondono,--e la prova che sono utopie è che sono antiche
+quanto la vita sociale e non sono ancora diventate realtà.--Ah!
+v'ingannate. Erano aspirazioni solitarie degli umili, erano
+aspirazioni sparse e divise, che assumevano nelle menti incolte forme
+indeterminate o mostruose, e prendevano forza in una gente quando
+cadevano oppresse in un'altra; ma ora sono il proposito fermo di
+moltitudini d'ogni paese, ordinate e alleate, che operano
+concordemente e ad un tempo: la scienza le formola e le sostiene, le
+forze che le comprimevano si sfasciano, la coscienza universale le
+accetta; erano chiarori di lampo che solcavano la notte, e ora sono
+l'alba che rischiara l'orizzonte; erano soffi di vita che scotevano a
+quando a quando un'atmosfera morta e ora sono la primavera che
+risveglia il mondo.
+
+
+A queste aspirazioni consente, in fondo, chiunque abbia senso d'umanità e
+di giustizia. Nasce il dissenso quando s'entra a discuterle fino a che
+punto e in qual forma esse possano tradursi in realtà. Studiando i fenomeni
+sociali e economici, noi osserviamo l'accentrarsi progressivo delle
+industrie e delle ricchezze, e il conseguente estendersi del proletariato,
+il trasformarsi continuo dei mezzi privati di lavoro in mezzi che non
+possono più essere impiegati che socialmente, l'incremento del principio di
+cooperazione e dello spirito di solidarietà e d'eguaglianza, e da questi e
+da altri cento fatti che a questi si collegano deduciamo certe leggi, per
+forza delle quali crediamo che si verrà necessariamente ad un ordinamento
+nuovo, in cui, diventati proprietà collettiva della nazione tutti i grandi
+mezzi di produzione, i membri tutti della società produrranno direttamente
+per la società medesima; la quale, accentrando i prodotti, li ripartirà
+equamente fra i lavoratori, in ragione della qualità e della quantità del
+loro lavoro. I dissenzienti ci dicono di no, affermano che un tale
+ordinamento non s'attuerà mai, che è impossibile ad attuarsi perchè vi si
+oppongono altre leggi, che essi ritengono, sopra tutte le trasformazioni
+sociali, immutabili. Ebbene, noi non stimiamo questa una ragiona
+sufficiente perchè debba avversare il grande moto della nostra idea chi
+concorda con noi nella critica della società presente e nel sentimento
+della necessità d'una riforma fondamentale. Ci pare un errore il combattere
+il socialismo nel suo disegno compiuto di ricostruzione sociale, invece di
+considerarlo--come riconosce che si dovrebbe anche un nostro illustre
+avversario--«nella sua intima ispirazione e nell'obbiettivo generale a cui
+tende, nel che esso risponde innegabilmente all'evoluzione umana»; nel che,
+aggiungiamo noi, è riposta la sua vera forza. Noi, sull'ordinamento della
+società futura, potremmo ragionevolmente rifiutare ogni discussione. E
+anche in questo ci dànno ragione molti dei nostri più autorevoli
+avversari. Potremmo rispondere con le parole loro che: «intorno ai fenomeni
+sociali non sono possibili se non previsioni e predizioni generali:
+riguardanti cioè l'avviamento e l'andamento generale dei fenomeni stessi,
+non speciali, particolari, individue». Potremmo domandare, come domandò il
+Bebel al Reichstag, se, nel dar la mossa alla grande rivoluzione, la
+borghesia francese poteva prevedere quale sarebbe stata in tutti i
+particolari la struttura intima della società che ne doveva
+sorgere. Potremmo dire che il pretender questo da noi è pretender cosa
+superiore alla potenza della mente umana.--E nondimeno--ci si può
+rispondere--voi mostrate al mondo, come una bandiera, un programma di
+ricostruzione sociale compiuta.--Ma questo è logico. Noi abbiamo scritto
+sulla nostra bandiera un ideale, perchè nessun grande moto sociale è
+possibile intorno a un programma di riforme circoscritte e parziali; perchè
+è istinto dell'anima umana, in ogni sua più nobile aspirazione, il mirar
+più alto e più lontano della possibilità immediata di conseguire il suo
+fine; perchè soltanto una grande riforma, che oltre ad includere un
+riordinamento del lavoro e della proprietà, porta con sè un profondo
+rinnovamento morale, sociale e politico, e abbraccia tutte le quistioni che
+agitano l'umanità, soltanto l'idea d'una riforma simile può raccogliere
+intorno a sè le moltitudini e suscitar gli entusiasmi e le forze per
+combattere la lotta enorme a cui siamo chiamati. Domandiamo dunque ai
+nostri avversari benevoli:--Perchè non venite con noi, voi che pure volete
+grandi miglioramenti, poichè la nostra bandiera è la sola intorno a cui si
+possa raccogliere l'esercito per combattere anche le battaglie minori, per
+compiere anche le conquiste parziali, da noi volute? Una sola cosa può
+trattenervi, ed è il timore che la tentata attuazione d'un'idea da voi
+giudicata inattuabile produca nella società uno sconvolgimento funesto. Ma
+è un timore infondato. I fatti economici e sociali, che, a nostro giudizio,
+debbono condurre la società all'ordinamento da noi presagito, noi possiamo
+assecondarli, ma non farli nascere. Se le leggi che deduciamo da quei fatti
+sono erronee, il nostro ideale non s'attuerà. Se, giunto il proletariato
+socialista al potere, non fosse ancora pronta nei suoi elementi la
+organizzazione nuova che deve sostituirsi all'antica, esso si troverebbe
+impotente non diciamo a compiere, ma nemmeno a tentare una sostituzione
+precipitata, e dovrebbe restringersi a una serie di riforme preparatorie e
+graduali. Noi primi siamo persuasi che una trasformazione economica così
+profonda non si potrà mai attuare prematuramente e con la violenza. È una
+verità riconosciuta anche dai nostri più fieri oppositori che «parallelo al
+presente movimento sociale corre un movimento scientifico e razionale che
+lo trattiene nella giusta misura e impedisce alla società moderna di
+precipitare nelle catastrofi che hanno ucciso la civiltà antica».
+
+Vedete dunque--ripetiamo ai nostri avversari trattabili--che quel
+timore non dovrebbe trattenervi dal venire a noi. Avversando il nostro
+moto, invece, non per altro che perchè non consentite nel nostro
+programma ideale, voi ritardate anche il conseguimento delle riforme
+vostre; voi v'opponete anche alla vittoria di quel nostro programma
+minimo, che in gran parte approvate, e di cui molte idee--di quelle,
+in specie, che si riferiscono alla politica sociale dei comuni--sono
+già attuate o in via d'attuarsi in molte grandi città d'Europa e
+d'America; voi ingrossate il numero di coloro che respingono, come nel
+parlamento francese, le più eque, le più logiche imposte, come quella
+progressiva sul reddito, per la sola ragione che il socialismo le
+propugna, e che condannano a morte qualunque più benefica riforma
+dicendo che v'è in essa «un germe di socialismo»; voi, finalmente,
+perchè credete che non si possa giungere fin dove noi vogliamo andare,
+voi, che pur volete procedere, v'arrestate all'imboccatura della
+strada e crescete forza alla schiera di quegli «immobili» che voi
+stessi condannate; i quali, alla loro volta, proteggono e
+incoraggiano, pur non volendolo, tutti quegli altri che voltano le
+spalle all'avvenire e tentano di risuscitare il passato. Dice il
+senatore Pasquale Villari che non ci saranno più tra poco in Italia
+che tre partiti: i socialisti, i loro avversari intransigenti, e gli
+iniziatori audaci di riforme pratiche a vantaggio dei lavoratori. Ma
+egli mostra di dubitare che questi iniziatori sorgano in tempo.
+Ebbene, se non sorgeranno, sarà quanto abbiam detto finora ampiamente
+giustificato e provato, e se sorgeranno, sarà un negare la luce del
+sole il negare che sia un terror salutare del socialismo, e non altro,
+che li ha fatti sorgere. Ma sarebbe troppo tardi, temiamo. Per ciò, se
+anche la nostra ragione ripudiasse la dottrina socialista, noi, con
+piena e ferma coscienza d'operare il bene, ci raccoglieremo egualmente
+sotto la nuova bandiera; lo faremmo non foss'altro che per ottenere il
+primo e necessario risultato della prevalenza delle classi lavoratrici
+nella rappresentanza legale della nazione. E questo è un punto su cui
+tutti quei nostri avversari, che desiderano sinceramente un salutare
+rinnovamento sociale, non possono dissentire da noi, perchè non
+possono non esser persuasi che fin che gli interessi della classe
+proletaria non saranno direttamente rappresentati da cittadini
+appartenenti o legati al proletariato, questi interessi non avranno
+mai una rappresentanza sincera e feconda; perchè è illogico il
+pretendere o sperare che una maggioranza di rappresentanti della
+classe superiore possa consentire a riforme gravemente lesive degli
+interessi della sua classe; perchè nessuna classe sociale votò mai
+volontariamente, per puro spirito d'altruismo, la propria decadenza;
+perchè ogni vantaggio, ogni conquista importante nel campo economico
+non potrà mai essere che l'opera della classe che n'ha bisogno e che
+v'ha diritto; perchè siamo in un momento della civiltà umana--ed è un
+dotto statista conservatore che lo disse,--in cui nessuna classe è
+difesa dall'altra e bisogna che ciascuna si difenda da sè.--Ora noi
+vediamo che il socialismo soltanto--lo vediamo in Francia, in Germania
+e nel Belgio,--è riuscito, dopo tanti anni di regime rappresentativo,
+a mandare nei Parlamenti una schiera di rappresentanti diretti del
+proletariato, sufficiente per numero e per unità d'intenti a far
+sentire l'azione propria sull'andamento della cosa pubblica. Supponete
+pur dunque che il programma socialista non si possa attuare
+mai,--ripetiamo ai nostri avversari ragionevoli,--ma il moto
+socialista produrrà pur sempre l'effetto desiderato di togliere il
+monopolio del potere alla minoranza,--ostacolo precipuo ad ogni grande
+progresso sociale--o, se non altro, di mettere in faccia al potere un
+sindacato potente, che ne moralizzi la funzione, ne stimoli le energie
+e ne allarghi gli orizzonti. Non fosse che per ottenere questo fine,
+ripetiamo, se anche noi credessimo un'utopia l'ideale socialista, noi
+diremmo a chi l'annunzia:--Siamo con voi. In presenza dei fatti,
+quello che v'è d'utopistico nel vostro programma, cadrà. Ma resterà
+questo grande fatto compiuto, necessario e benefico: lo spostamento
+dell'asse sociale da una piccola classe, serrata nel cerchio dei
+propri interessi, a quella grande maggioranza, i cui interessi si
+confondono con quelli della nazione.
+
+
+Ho detto: se anche noi credessimo un'utopia l'ideale socialista....
+Non debbono dar luogo a dubbi queste parole. Certo, la persuasione non
+può essere nella più parte di noi così scientificamente fondata come è
+in quei molti dei nostri compagni di fede, dotti cultori delle scienze
+economiche, i quali, profondamente compresi della dottrina marxista,
+ne hanno dedotto con lunghi studi tutte le conseguenze teoriche e
+pratiche, trovando a tutte le obiezioni una risposta difficile a
+confutarsi. Si fonda principalmente la nostra persuasione su questo:
+che i vizi organici più gravi attribuiti all'ordinamento da noi voluto
+ci appaiono meno gravi di quelli inerenti all'ordinamento attuale; i
+quali sono gravi tanto da renderne impossibile, anche a giudizio dei
+suoi difensori, una lunga durata, senza profonde modificazioni;
+modificazioni che noi giudichiamo insufficienti a salvarlo. E ci
+fondiamo anche più saldamente sulla ragione vittoriosa che crediamo di
+poter opporre a quella che è l'obiezione capitale messaci innanzi da
+tutti i nostri avversari: l'insufficienza, cioè, del sentimento
+dell'interesse pubblico a sostituire come stimolo al lavoro il
+sentimento dell'interesse privato, in quel tanto che questo secondo
+interesse verrebbe ad essere, in una società collettivista, diminuito.
+E questa ragione vittoriosa è una verità ammessa in parte dagli
+avversari medesimi: che in una società in cui tutti fossero obbligati
+al lavoro, e il lavoratore fosse direttamente interessato alla
+distribuzione della ricchezza, la repugnanza istintiva al lavoro
+stesso sarebbe grandemente scemata; e che questa repugnanza scemerebbe
+ancora (e noi crediamo che si muterebbe in propensione) quando per
+effetto della cooperazione di tutti, della cessata concorrenza, del
+riscatto della macchina dalla speculazione privata, fosse ancora del
+lavoro quotidiano abbreviata la durata e alleggerita la fatica. Ci
+rispondono che noi esageriamo con l'immaginazione la grandezza di
+questi effetti. Ma questa è una quistione di fede, sulla quale non
+giova discutere; di quella fede nella natura umana, senza la quale non
+si sarebbe mai fatto nè tentato nulla d'ardito e di grande nel mondo,
+e che basta per sè sola a render possibili molti di quei fatti che
+sono considerati come sue proprie illusioni. Una prevalenza relativa
+del sentimento collettivo sull'individuale (della quale, in occasioni
+straordinarie, si vedono pur tanti esempi anche nella società nostra)
+noi non dubitiamo che avverrebbe in un ordinamento sociale in cui la
+sua necessità apparisse evidentissima, come è ora in una piccola
+associazione, e in cui gli animi non fossero più offesi e scoraggiati
+dallo spettacolo dell'agiatezza oziosa, delle smisurate disuguaglianze
+economiche e delle mille ingiustizie e degli infiniti privilegi
+presenti. Noi attendiamo da un mutamento così grande di cose un
+mutamento psichico meraviglioso. Ecco il punto da cui nessun
+ragionamento avversario ci può smovere, il fondamento su cui posiamo
+il nostro edifizio. Per quali vie, poi, e a traverso a quali vicende
+si perverrà alla meta che ci par sicura; se il socialismo, continuando
+a estendersi nel mondo civile, serberà un tipo unico o s'informerà
+allo spirito e ai bisogni particolari di ciascun popolo; se s'attuerà
+«mediante una produzione collettiva nazionale, parziale o regionale»
+diventando il comune trasformato, per esempio, un nuovo e potente
+organismo economico; o se pure la società, prima di giungere
+all'ordinamento socialista, passerà per uno stadio cooperativo di
+grandi associazioni, che andranno scemando di numero, fino a ridursi
+ad una sola, la quale fonderà insieme i vari sistemi di collettivismo;
+ed anche «qual criterio misuratore del valore finirà con trovar
+l'esperienza aiutata dalla scienza, se la durata media del lavoro
+richiesto o il medio consumo delle forze che esso esige» o altri
+concetti che non può afferrar per ora la nostra mente, perchè
+preoccupata e quasi compressa dai fatti presenti; questo noi non
+possiamo dire, nè altri ci deve chiedere. Quello che è evidente alla
+nostra ragione, certo nella nostra coscienza è che in fondo a tutte le
+vie convergenti del progresso economico e del progresso civile sta,
+inevitabile, l'organismo sociale che è nei nostri voti, ossia: la
+nazione costituita in una cooperativa gigantesca di produzione, di
+provvisione e di assistenza.
+
+Questa fede si ravviva in noi in questo giorno, nel quale sogliamo
+riandar col pensiero l'opera della nostra già vasta famiglia, e
+rallegrarcene fra di noi, fraternamente. Ciò che ci rallegra non è
+tanto il duplicato numero dei nostri rappresentanti entrati da due
+anni nel Parlamento e il numero notevolissimo di quelli che entrarono
+nelle Amministrazioni comunali, quanto la prova d'altera fermezza data
+dal nostro partito in un periodo di persecuzione implacabile; durante
+il quale, su migliaia di nostri compagni tratti in giudizio, non
+furono che rarissime eccezioni quelli di cui non abbiano attestato la
+specchiata onoratezza cittadini d'ogni classe sociale e d'ogni parte
+politica. Quello che ci conforta non è tanto la valorosa costanza con
+cui il partito tenne viva per tre anni l'agitazione pubblica in favore
+di una amnistia che era nel desiderio di tutti gli animi onesti,
+quanto l'esempio di dignità civile dato nelle dimostrazioni di gioia e
+di affetto ai liberati, non turbate neppur da un principio di quei
+disordini, il cui timore era servito di pretesto a ritardare un atto
+di giustizia solenne. E ci compiacciamo non meno che sia venuto dal
+partito nostro il primo e più forte impulso a una grande
+manifestazione pubblica contro una politica coloniale forsennata e
+nefasta, alla quale egli solo--il partito socialista--antiveggente pur
+troppo,--fu sempre fieramente, implacabilmente nemico. Ma anche più di
+questo ci è grato l'osservare come le nostre idee, per effetto d'una
+propaganda razionale, si vadano sempre più chiarendo e ordinando anche
+nella mente dei meno colti lavoratori intorno al concetto fondamentale
+della conquista graduale e legale dei poteri pubblici. Ci è anche più
+grato il riconoscere come l'idea socialista diventi in molti di essi
+il principio impulsivo d'un'auto educazione intellettuale, che li
+mette in grado in breve tempo d'intervenire a discutere d'interessi
+cittadini anche in riunioni d'altri partiti, dove si comincia ad
+ascoltare e a rispettare la loro parola. Ci è un'alta soddisfazione,
+finalmente, il veder costituirsi da ogni parte, sotto la nuova
+bandiera, nuovi corpi elettorali concordi e disciplinati che spiegano
+nella lotta un'operosità così appassionata e sagace ad un tempo, da
+destar l'ammirazione anche dei più inconciliabili avversari, e che
+mettono in evidenza, non solo nelle occasioni straordinarie, ma nel
+lavoro, nell'organizzazione, nella vita socialista d'ogni giorno,
+tanti caratteri virili, tante fibre infaticabili, tanta gioventù
+coraggiosa e generosa, ardente d'entusiasmo e di fede.
+
+
+Davanti a questi fatti, molti pregiudizi sono caduti, molte calunnie
+non hanno più eco. Non son più che i ciechi di mente e i malvagi
+d'animo quelli che ardiscono ancora di far risalire al partito
+socialista la colpa di delitti individuali, atroci per sè e insensati
+per il fine a cui mirano, funesti a noi, più che agli altri per le
+reazioni liberticide che provocano, commessi in nome d'un ideale che
+non è il nostro, e che noi combattiamo senza tregua, e a cui
+strappiamo proseliti ogni giorno. Ma quanti altri pregiudizi
+persistono, propagati dall'interesse, mantenuti dall'astuzia, accolti
+facilmente dall'ignoranza e dalla paura! Voi sapete quali siano, ed io
+non esco dall'argomento confutandoli, poichè è naturale che a noi
+prema di dimostrare a quanti, pur non accettando la nostra dottrina,
+festeggiano il 1° Maggio, che il concetto di questa festa, cara anche
+a loro, non è nato in mezzo a sentimenti e a propositi che possano
+gettare un'ombra sulla sua ideale bellezza.
+
+
+Nemici della civiltà! Così fummo chiamati, anche ufficialmente, perchè
+il progresso della civiltà--a quanto si afferma--sarebbe
+dall'ordinamento socialista ritardato o impedito. Ma vediamo. Doppio è
+il movimento della civiltà: l'uno è d'avanzamento, l'altro è di
+diffusione, e nello stato attuale delle cose il secondo è così incerto
+e tardo da render vano in gran parte anche il primo. Idee, cognizioni,
+agi della vita, varietà e raffinatezza di godimenti sensuali e
+intellettuali, tutto procede; ma rimanendo circoscritto in un così
+piccolo numero d'uomini! La società è come un esercito disordinato,
+mal nutrito, gravato di pesi enormi, al quale va dinanzi, precedendolo
+di una distanza smisurata, un'avanguardia di cavalieri brillanti e
+armati di tutto punto, che vincono delle battaglie, a cui il grosso
+dell'esercito non partecipa, e di cui non raccoglie quasi alcun
+frutto. Lo disse anche in Francia, ora è poco, uno dei più eloquenti
+interpreti del nostro pensiero. «L'umanità fu finora obbligata a
+riservare alla minoranza la cura di condurre a suo vantaggio la
+civiltà e di creare delle forme nuove d'esistenza a cui la moltitudine
+non poteva arrivare che più tardi». Ebbene, sarà impedire il cammino
+della civiltà il volere che, per mezzo d'un impiego più razionale
+degli sforzi umani, ora antagonisti, la società tutta insieme compia
+il suo progresso in pro della società tutta intera? O come mai? Sarà
+nemico della civiltà chi, alleggerendo il peso opprimente del lavoro
+meccanico, vuol sollevare le moltitudini a una vita più spirituale,
+che è quanto dire più umana; chi, attenuando la lotta per la vita con
+l'organizzazione del lavoro e una miglior distribuzione dei beni, vuol
+che sian volte al progresso vero le infinite forze che si sperperano
+ora per la conservazione dell'esistenza e in conflitti infecondi; chi
+a una civiltà disprezzata e odiata dai più come un privilegio dei meno
+vuol sostituita una civiltà amata da tutti come un bene e una gloria
+comune? Sarà nemico della civiltà chi vuole che cessi finalmente
+questa miseranda finzione di dir con orgoglio:--Noi, nazione
+civile....--mentre nella nazione a cui s'accenna, in mezzo alle glorie
+della scienza e agli splendori del lusso e delle arti, perdurano in
+milioni d'uomini superstizioni di medio evo, ignoranze di selvaggi,
+miserie di paria, condizioni e forme di vita che ci fanno rivivere
+davanti agli occhi la prima età della pietra? Sarà nemico della
+civiltà chi vuole che questo cessi e amico della civiltà chi consente
+che questo duri?
+
+
+Negatori della patria! Ecco un'altra accusa, contro la quale ogni
+fibra del nostro cuore si rivolta. Se il concetto della patria
+s'identifica col concetto della sua unità e della sua indipendenza,
+con qual coscienza si possono chiamar «negatori della patria» i
+socialisti, per i quali è un assioma storico la sentenza dell'Engels,
+uno dei loro grandi maestri: che senza la autonomia e l'unità
+restituite a ciascuna nazione, nè l'unione internazionale del
+proletariato, nè la tranquilla e intelligente cooperazione delle
+nazioni a un fine comune si potrebbero compiere? Avversari del
+concetto di patria non siamo; ma di coloro che le patrie mirano a
+dividere per giovarsi della loro divisione, primo impedimento
+necessario alla vittoria di quell'ideale comune a tutte le moltitudini
+proletarie, che non può essere l'ideale loro. Essi fanno una cosa sola
+dell'amor di patria e dell'orgoglio nazionale. E anche noi abbiamo il
+nostro orgoglio nazionale. Ma il nostro è di natura diversa: è un
+orgoglio nazionale che vorrebbe che dalla nazione non fossero
+costretti a esulare ogni anno, per cercare un pane straniero, duecento
+mila dei suoi lavoratori, mentre nella terra che essi abbandonano,
+capace di tutti i prodotti di tutte le terre più fertili, rimangano
+ancora, o per incuria dei proprietari o per mancanza d'opere di
+bonificamento, quasi cinque milioni di ettari di suolo incolto, e
+altri dodici milioni che potrebbero fruttare il doppio di quanto
+fruttano. È un orgoglio nazionale il nostro, il quale vorrebbe che
+fossero purgate della malaria la metà almeno delle nostre provincie,
+che fosse tolta alla patria la vergogna lacrimevole dei suoi centomila
+pellagrosi, che il nostro paese non fosse fra gli ultimi d'Europa
+sulla via della legislazione sociale, che vi fossero sacri e
+inviolabili i diritti politici conquistati coi sacrifizi e col sangue
+di tutti, che per vane ambizioni di grandezza, calpestando i principii
+in nome dei quali siamo risorti, non si sperperassero a migliaia di
+miglia dai suoi confini le carni e le ossa dei suoi figliuoli. Coloro
+che, sentendo nel più profondo dell'anima la pietà di queste miserie e
+lo sdegno di queste vergogne, combattono con tutte le loro forze
+perchè le une e le altre abbiano fine, e credono che dinanzi
+all'orgoglio patriottico debba andare la carità fraterna, no, costoro
+non rinnegano la patria, costoro sono i soli che l'amino e la servano
+sapientemente. L'immagine della patria, per essi, è una madre amorosa,
+equanime con tutti i suoi figli, non ambiziosa che della loro
+prosperità e del loro affetto, e della fama di onesta, di civile e di
+benefica; non un'amazzone gonfia di boria, stoltamente fastosa in
+pubblico e crudelmente pitocca in casa, che si benda gli occhi con la
+bandiera e cerca la gloria nel sangue.
+
+
+Un'altra accusa è di eccitare all'odio una classe sociale contro
+l'altra. Ebbene, no, non lo credete, non è vero. Certo, in ogni grande
+famiglia di propagatori d'un'idea, anche delle più sante idee, vi sono
+i violenti di natura, a cui nessuna considerazione del comune
+interesse, nessun consiglio dei compagni di fede può moderar la
+parola. Vi sono gl'immoderati anche nel partito moderato, vi sono i
+provocatori anche fra i predicatori del Vangelo, vi furono i violenti
+anche fra i Santi. E noi non neghiamo, d'altra parte, che dinanzi a
+certi abusi mostruosi del potere e della fede pubblica, e quando
+vediamo all'oppressione dei deboli aggiungersi l'inganno e la
+derisione, ci prorompono dall'animo parole amare e iraconde. Nè di
+questo noi ci scusiamo. Ma accusarci d'istigare all'odio, solitamente
+e per proposito, una classe contro l'altra, è un assurdo, è accusarci
+d'operare coscientemente contro gl'interessi della nostra causa. Il
+detto che «la miseria nasce non dalla malvagità dei capitalisti, ma
+dal vizioso ordinamento della società» sta scritto in fronte, come una
+parola d'ordine, al più antico e più popolare dei giornali socialisti
+d'Italia.--«Se voi foste al posto dei vostri padroni, fareste com'essi
+fanno, perchè non potreste fare in altro modo» è la frase più sovente
+ripetuta da chi fa propaganda della nostra idea, appunto per
+persuadere i lavoratori che il rimedio ai mali non è da attendersi
+dagli individui, perchè questi non vi potrebbero porre rimedio neanche
+se avessero tutti le intenzioni più generose. E come sarebbe
+altrimenti? Noi miriamo a conquistar la coscienza e la volontà del
+gran numero per via della persuasione, e a render atti gli uni a
+persuader gli altri. È dunque nostro interesse di spegnere, non di
+attizzare gli odî sociali; perchè se in cuore all'uomo incolto noi
+suscitiamo l'odio, gli oscuriamo l'intelligenza, ossia lo distogliamo
+dalla riflessione, e ritardiamo il progresso del suo pensiero, senza
+del quale è vano lo sperare di farne un proselito utile e sicuro; e
+perchè la passione si spegne con la stessa facilità con cui s'accende,
+o consumando sè stessa o estinguendosi per effetto d'un conseguito
+miglioramento delle condizioni individuali; e perchè essa è un
+costante pericolo per tutti, spingendo l'individuo ad avventatezze, di
+cui su tutti ricade la colpa. No, noi non vogliamo far dei violenti:
+questi sono la nostra debolezza, non la nostra forza; noi vogliamo far
+dei convinti, dei risoluti, dei tenaci. No, noi non siamo seminatori
+d'odio, noi che portiamo fra gli uomini la parola della fratellanza e
+della pace. La nostra forza non è l'odio nè l'ira; la nostra forza è
+la ragione, la volontà, la fede, l'entusiasmo, l'amore.
+
+
+--Nemici della proprietà--siamo anche chiamati, e questa definizione, così
+nuda e assoluta, è piena d'astuzia, perchè include, senza esprimerla, una
+vaga accusa di meditato latrocinio universale. Ma esprime falsamente il
+nostro concetto perchè sostituisce l'idea di «soppressione» a quella di
+«trasformazione» d'un istituto che si modificò variamente nel corso dei
+tempi, e che è per natura sua soggetto a trasformarsi secondo le condizioni
+e i bisogni della società che l'ha fondato. È una definizione falsa perchè
+nega tacitamente il carattere di proprietà alla forma collettiva, che fu la
+prima forma di proprietà del consorzio sociale, e di cui sussistono e si
+riproducono mille esempi parziali anche nei tempi presenti. È una
+definizione falsa perchè estende il nostro concetto della proprietà
+collettiva dai grandi mezzi di produzione a tutti gli altri oggetti di
+proprietà, che sono naturalmente esclusi dal collettivismo; il quale non
+impedisce nè il risparmio, nè l'accumulamento, nè la trasmissione del
+risparmio, nè il possesso, nè la trasmissione di tutto quanto non serva a
+produrre ricchezza. È ancora una definizione ingiusta perchè esclude l'idea
+della presa di possesso mediante un equo risarcimento; ammesso il quale,
+essa non riesce una violenza più che tale non sia l'attuale espropriazione
+legale per fini d'utilità pubblica; e perchè tace che l'appropriazione
+collettiva, come nel campo della proprietà industriale, per esempio, così
+in altri campi, non si opererebbe che in quei rami di produzione in cui la
+concentrazione dei capitali ha già distrutto la piccola proprietà fondata
+sul lavoro; e anche perchè è in contraddizione formale con la ragione prima
+del collettivismo, fondato appunto sul concetto «conservatore» che la
+proprietà è indispensabile al pieno e compiuto svolgimento della
+personalità umana; svolgimento che è possibile soltanto in una società in
+cui posseggano tutti una parte del bene comune, e che non è possibile se
+non a pochissimi nella società attuale, dove nove decimi della popolazione
+nulla possiedono, nè sperano, nè quasi possono sperare di mai possedere. È
+una definizione insidiosa, infine, e un'accusa che ci offende perchè tende
+a convertire nell'animo di chi possiede l'idea d'una lontana, legale e
+necessaria trasformazione della proprietà in quella d'un imminente pericolo
+di spogliazione tumultuaria. E ripetiamo che è una definizione astuta
+perchè con questo terrore d'una grande ladreria collettiva, che si potrebbe
+commetter domani, storna l'attenzione pubblica dalle grandi ladrerie
+individuali, che si commettono oggi.
+
+
+Anche «nemici della famiglia» sono chiamati i socialisti. E in questo,
+come in altri argomenti, si vuol considerare come articolo del nostro
+programma un'idea di pochi o di molti, contro la quale ogni
+socialista, che non l'accetti, si può ribellare con ogni sua forza
+senza cessar perciò d'esser socialista; un'idea che non è propria del
+socialismo, poichè, per non citare che un solo esempio, è il nostro
+avversario più formidabile quell'Erberto Spencer, il quale dice che
+verrà tempo che l'unione per l'affetto sarà considerata come più
+importante di quella per la legge, e saran fatte segno alla
+riprovazione pubblica quelle unioni coniugali in cui il legame
+dell'affetto sarà spezzato. Con questa espressione corrente: vogliono
+abolir la famiglia, l'idea socialista è snaturata e capovolta. No, non
+è voler «abolire la famiglia» il vituperare il matrimonio mercantile
+per cui s'avviliscono le anime e degenera la razza; il voler il
+matrimonio «fondato sulla spontanea scelta affettiva e sopra una
+libertà limitata dal dovere morale rispetto al coniuge e dal dovere
+positivo rispetto ai figliuoli»; il voler fatta alla donna nella
+famiglia una più equa condizione legale; il volere un più efficace
+intervento sociale nella famiglia stessa per assicurare lo svolgimento
+integrale e l'educazione del fanciullo; lo sperare, infine, che venga
+un tempo in cui il sentimento della dignità propria, il rispetto della
+dignità altrui e un'alta coscienza del dovere possano costituire nei
+matrimoni e nella famiglia vincoli e garanzie anche più forti di
+quelle che esige e assicura la società presente. O come saranno nemici
+della famiglia quelli che più strenuamente combattono lo sfruttamento
+industriale della donna, appunto perchè alla famiglia è funesto?
+quelli che più ardentemente propugnano la redenzione del fanciullo dal
+lavoro precoce, appunto perchè alla famiglia non sia strappato e nella
+promiscuità con gli adulti corrotto? quelli che più altamente invocano
+sollievi e rimedi alla grande piaga della miseria, appunto perchè la
+miseria corrode gli affetti domestici, avvelena l'infanzia, dissolve
+la famiglia? Domandate se vogliono abolir la famiglia a quei buoni
+lavoratori che per soccorrer la moglie e i bambini del compagno
+cacciato in carcere per reato di pensiero smungono senza rammarico la
+loro povera borsa; domandate se vuole abolir la famiglia a
+quell'onesto operaio che affronta lietamente pericoli e sacrifici per
+la nostra Idea, non con la fede di migliorare la propria sorte, ma con
+la sola vaga speranza di preparare al suo sangue un avvenire migliore!
+Andate a domandare a quella povera madre rediviva, che soffocò contro
+il suo seno il grido di gioia e d'amore di Garibaldi Bosco liberato,
+andatele a domandare se il suo figliuolo adorato vuole «abolir la
+famiglia!»
+
+
+Vogliono distruggere la religione,--dicono ancora. E in qual programma
+del partito socialista di qualsiasi paese s'è mai trovato iscritto
+questo proposito? O meglio: in qual programma socialista non è detto
+esplicitamente che per il socialismo la religione è «un affar privato»
+ossia un affar di coscienza, in cui la comunità non ha diritto
+d'intervenire? E sarà il partito, che vuole una libertà assoluta di
+pensiero, quello che vorrà sopprimere la libertà della fede? Sarà il
+partito che dice a tutti gli infelici:--Sperate!--quello che vorrà
+segnare un confine alla speranza umana? No, in questo, come in altri
+argomenti, si scambiano opinioni individuali con un articolo di
+dottrina. A me, come ad ogni altro socialista fermamente credente
+nella dottrina economica e politica del socialismo, tutti i socialisti
+della terra raccolti insieme non potranno mai far dire che non credo
+in Dio, se ci credo, nè impedire di far propaganda, in mezzo a loro
+stessi, della mia fede. No, le ragioni del dubbio e le ispirazioni
+della fede stanno al di fuori d'ogni sistema di idee politiche e
+sociali; la speranza in una vita immortale sta al di sopra d'ogni
+concetto che si possa avere dei destini terreni dell'umanità, come il
+mistero della creazione sta al di sopra della scienza; e n'è una prova
+che in tutti i partiti politici, in tutti gli ordini della scienza, in
+tutti i cerchi della società si trovano credenti ed increduli. No,
+buone madri, non siamo noi che vorremo mai soffocare nel cuor vostro
+quella fede in cui noi stessi siamo nati e cresciuti. Noi diciamo
+invece a ciascuna di voi:--Educa alla tua fede il tuo fanciullo,
+infondigli nel cuore la tua santa speranza, fagli giunger le mani
+davanti all'immagine di colui che è morto per l'ideale della
+giustizia, della pace e dell'uguaglianza fra gli uomini. Ma insegnagli
+pure--soggiungiamo subito--che è falsa religione quella che non è
+accompagnata da una operosa pietà della miseria e da un amore
+intrepido della giustizia, e che se nello spirito del credente entra
+la persuasione che un nuovo ordinamento sociale possa prevenir la
+povertà, attenuare i dolori, scemare gli odî, le violenze e i delitti,
+che funestano e disonorano l'ordinamento presente, è empio, è assurdo
+il credere che Iddio gli vieti di prepararlo e di affrettarlo con la
+parola e con l'opera, e possa dirgli un giorno:--Tu fosti buono,
+pietoso e generoso; ma fosti socialista, e io ti danno.--E ditegli
+ancora che il buon Dio non può amare il credente che, in mezzo a tanti
+bisogni e conflitti umani, incrocia le mani oziose, fissando gli occhi
+nel cielo per non vedere la terra; ditegli ch'Egli dice a costui:
+Disgiungi quelle mani inerti: stendine una a soccorrere gli oppressi
+ed arma l'altra per combattere chi opprime; il grido di giubilo dei
+consolati e dei redenti è la miglior preghiera che possa far salire a
+me l'anima tua.
+
+
+Ci si può dire:--Codesta è la vostra difesa, e noi sospettiamo che sia
+piena di concessioni e di cautele. Ciò che vorremmo conoscere è quello
+che voi dite nella vostra propaganda individuale, e che forse non
+ripetete a noi, in un giorno come questo.--Ebbene, e noi vi chiamiamo
+ad analizzare il sottile veleno che distilliamo nella propaganda
+d'ogni giorno, e non quello soltanto che riserbiamo al lavoratore, ma
+anche quello che tentiamo di versare nell'animo di gente d'ogni
+classe, d'ogni età e d'ogni stato sociale; poichè non ci rivolgiamo
+soltanto ai più facili a conquistarsi per insufficienza di cultura o
+per predisposizioni di interessi individuali; ma anche a quelli che
+son più difficili e per ragioni di cultura e per ragioni d'interesse.
+
+
+Noi diciamo al lavoratore:--Bada: a questo grande movimento sociale
+che si svolge in tuo favore non basta che tu assista con animo
+favorevole; tu lo devi aiutare. Il primo impulso alla redenzione del
+lavoro deve venire da te. Se vuoi che il mondo ti saluti devi portar
+alta la fronte; ma per portar alta la fronte bisogna levar l'animo in
+alto. Se vuoi entrar nell'esercito della nuova Idea, devi sacrificare
+a questa una parte del tuo riposo e della tua pace; devi compiere con
+più caldo zelo i tuoi doveri di operaio, ma resistere a chi vuol
+soggiogare la tua coscienza di cittadino; devi soffocare sotto la
+disciplina del partito rancori e gelosie; fare uno sforzo
+intellettuale faticoso per appropriarti gli argomenti ed acquistar la
+parola con cui si giustificano e si dimostrano appagabili le tue
+aspirazioni; devi imparare, migliorarti, dare esempio di dignità di
+vita, di equità, di bontà d'animo, non soltanto in cospetto alle
+classi superiori, ma fra i tuoi compagni e nella tua famiglia; devi
+fare quanto è in poter tuo per far rispettare ed amare in te la santa
+bandiera a cui consacri il cuore e affidi il tuo diritto e la tua
+speranza.
+
+Diciamo alla moglie del lavoratore:--Non trattenere tuo marito, per
+vane paure, dal venire con noi, se la coscienza lo muove.
+Raccomandagli la prudenza, ma non gli consigliare la viltà. Sono
+innumerevoli donne paurose come te che in tutti i tempi ritardarono il
+cammino delle idee più grandi e benefiche. Non temere; non in mezzo a
+noi egli troverà gli amici scioperati che lo possono traviare: non
+siamo noi, povera donna, che vorremmo strapparlo al tuo cuore.
+Rinunzia a qualche ora della sua compagnia e lascia ch'ei venga; egli
+tornerà a te più contento per la coscienza d'un dovere compiuto, e con
+la mente rischiarata di nuove idee, e anche col cuore meglio disposto
+all'affetto, perchè nella compagnia che tu temi gli si apre lo spirito
+alla vita del pensiero, gli s'insegna il rispetto della donna, gli
+s'inspira l'amore pei deboli e la pietà per tutti i dolori umani. Non
+contrastarlo, perchè gli turberesti l'animo senza farlo più tuo; fa
+ch'egli si confidi con te, accogli le sue speranze, sostieni la sua
+fede, e una nuova forza stringerà insieme le anime vostre, e tu sarai
+una seconda volta sua sposa.
+
+Diciamo alla madre del giovane studente:--Perchè t'affanni per il tuo
+figliuolo, come se la via per cui s'è messo con noi fosse la via della
+perdizione? Se tu gli leggessi dentro all'animo, saresti lieta e
+altera del tesoro ch'egli vi chiude. Il sentimento che lo muove è
+quello stesso che spinge te a metter l'obolo della carità nella mano
+del vecchio e del fanciullo abbandonato: è lo stesso sentimento
+ingrandito, esteso a milioni di creature umane, illuminato dalla
+speranza di bandire dalla società tutte quelle miserie e quei mali da
+cui sei commossa tu pure: ma soltanto quando li vedi personificati in
+un infelice che mendica. Vedi: il suo ingegno e i suoi studi, prima
+che utili a lui, sono già utili agli altri. Nella lotta che combatte
+con noi egli matura precocemente il suo senno, innalza il suo
+carattere, fortifica le sue facoltà. Lascia che vada fra i lavoratori,
+dove acquista un concetto austero della vita, e si spoglia del suo
+egoismo di classe, e impara il rispetto della povertà e del lavoro.
+Lascia che mescoli il suo soprabito signorile con quelle rozze
+giacchette, sotto a cui battono dei cuori che lo amano. Non gli
+contrastare il passo quando va a cercarle; bacialo in fronte e
+digli:--Va.--È la voce del tuo buon Dio che lo chiama.
+
+
+Diciamo al modesto borghese, sia egli un piccolo proprietario di
+terre, oppresse dall'imposta e destinate a ingrandire prima o poi il
+latifondo, o un piccolo industriale, ogni giorno più impotente a
+sostener la concorrenza della grande industria, o un piccolo
+commerciante, condannato a cader vittima presto o tardi
+dell'accentramento dei commerci, diciamo a ciascuno di costoro che,
+per un'ambizione scusabile nella società presente, avviano con grandi
+sacrifici i loro figliuoli alle professioni liberali:--O tu, che ti
+dichiari nostro nemico, considera un lato solo della grande quistione:
+vedi se, perdurando questo furore d'innalzarsi nella gerarchla
+sociale,--effetto delle troppo dure condizioni materiali e morali
+della vita del lavoratore,--vedi se i figli dei tuoi figli non si
+troveranno ridotti a lottare con una concorrenza così formidabile, da
+render la lotta disperata. Vedi se per prevenire questo danno ci sia
+altro modo che quello di stabilire l'equilibrio fra i due fattori,
+intellettuale e meccanico, della produzione sociale, mettendo il
+lavoro propriamente detto in tali condizioni da non esser più sfuggito
+da quanti possono come un castigo di Dio; ciò che è il primo intento
+del socialismo. Vedi se, non giungendo a questo, la società non sia
+condannata a morire d'una pletora di laureati famelici e di spostati
+rabbiosi. Fa tacere per poco la tua ambizione, fissa lo sguardo
+nell'avvenire e ti persuaderai che, pure avendo l'aspetto di tuoi
+nemici, siamo veri amici dei tuoi figli e dei figli loro.
+
+
+Diciamo allo scienziato e all'artista:--Come puoi tu, uomo di scienza,
+sospettar nemica tua una dottrina che sopra una fede illimitata nel
+progresso della scienza in larga parte si fonda, che dal
+perfezionamento della macchina, dalla prevalenza dell'agricoltura
+razionale, dallo sfruttamento scientifico di tutte le forze della
+natura attende ad un tempo e una diminuzione dello sforzo umano e una
+raddoppiata produzione? Come puoi tu, scrittore e artista, temere il
+trionfo d'una dottrina che vuole estendere a tutti, nella maggior
+misura possibile, i godimenti dello spirito, e centuplicare con questo
+il numero degli uomini atti a comprendere l'opera tua? E se la società
+futura chiedesse a te, scienziato, il sacrifizio di volgere la tua
+scienza a fini più direttamente umani, e a te, artista, quello di
+scendere più spesso dall'altezza del tuo lavoro libero all'ufficio di
+educatore delle moltitudini, come non vi parrebbe dolce un tal
+sacrifizio, ricompensato da una tanto più diffusa ammirazione e più
+vasta gratitudine? E come non sentite che un più alto dovere di
+generosità e di sacrifizio è imposto ai privilegiati dell'intelletto,
+a coloro che portano sulla fronte dalla nascita questo segno luminoso
+della predilezione del destino?
+
+
+Diciamo all'umanitario, al filantropo:--O tu che combatti l'opera
+nostra, perchè credi la carità sufficiente a risolver la gran
+quistione che affanna il mondo, disingannati in faccia all'evidenza
+dei fatti, e vieni con noi. No, non si scioglie la quistione con la
+beneficenza. Non si feconda una vasta terra portandovi l'acqua ad
+orciòli; ma spandendovi per una rete di larghi canali l'onda
+inesauribile della montagna. La tua carità non può nulla per i milioni
+d'uomini a cui è intercettata legalmente, per forza delle cose, una
+troppo gran parte dei frutti del loro lavoro; è impotente davanti al
+grande fatto della disoccupazione, prodotto dalle crisi disastrose,
+che derivano dall'anarchia della produzione; e può far meno ancora per
+quella grande moltitudine lavoratrice, alla quale il pane non manca,
+ma che domanda una diminuzione di fatica, un'educazione civile, un
+posto più onorato nel mondo, a cui non ha meno diritto che al pane.
+No, i rimedi che ti consiglia il cuore non bastano; occorre che tu dia
+l'opera della tua ragione. Vieni con noi, poichè il tuo cuore è buono;
+e senza lasciare l'opera della carità, domanda con noi la giustizia;
+solleva i miseri, ma lavora tu pure a sradicar la miseria; conforta i
+vinti, ma aiutaci a preparare una società, in cui, per quanto lo
+concedono la natura e la fortuna, non ci siano più nè vinti nè
+vincitori.
+
+
+Diciamo al ricco:--Se ti dice la ragione che è giusta la nostra causa,
+e ti trattiene dall'abbracciarla il timore di affrettare per te e pei
+tuoi figli la perdita della ricchezza, tu vivi in un inganno.
+Proseguendo così le cose, non sarà il socialismo che ti toglierà il
+tuo bene; saranno le catastrofi politiche e finanziarie a cui
+conducono inevitabilmente il militarismo, la guerra, il debito, il
+disordine, inseparabili dall'ordinamento sociale che difendi. La
+caduta lontana della tua fortuna non sarà effetto della dottrina
+socialista; ma delle grandi necessità sociali e economiche da cui la
+dottrina è nata, e per cui si diffonde. Tu temi rivoluzioni,
+sconvolgimenti, rapine! Ma se è tutto questo appunto che il socialismo
+mira a impedire, contenendo le passioni violente che soffocano il
+germoglio delle idee feconde, prevenendo le rivoluzioni col sollecitar
+l'evoluzione, scomponendo e rifacendo l'edificio a mano a mano, perchè
+la società non abbia a rimanere mai sconvolta e atterrita in mezzo a
+un campo di macerie. Come non comprendi che questo movimento immenso
+tende al bene di tutti? Abbraccia la nostra causa, e combattendo per
+essa, tu che hai la ricchezza, darai un esempio, tu che hai
+l'indipendenza, sarai una forza, e ti sentirai libero dai due peggiori
+tormenti della tua vita, che sono la smania d'acquistare e il terrore
+di perdere, perchè la coscienza d'esser giusto e magnanimo varrà per
+te il più prezioso dei tesori, sarà la sola, vera felicità che nessun
+evento, nessuna forza potrà strappar dal tuo cuore.
+
+
+E al fanciullo del ricco, finalmente, noi rivolgiamo questo
+discorso:--Tu sei nato nell'agiatezza. Se vorrai conquistarti un posto
+onorato nel mondo, ti costerà assai men fatica che agli altri, perchè
+sarai come un uomo armato in una lotta in cui quasi tutti gli altri
+sono inermi. Sei sicuro fin d'ora che non avrai mai da patir
+privazioni, mai da umiliarti per non perdere il pane, che potrai
+essere facilmente buono, onesto, rispettato, contento. Ora, vedi
+quanta miseria v'è intorno a te, quante dure fatiche che dànno appena
+da vivere, quanti milioni di fanciulli lasciati nell'ignoranza e
+nell'abbandono, quante famiglie ridotte all'indigenza senza colpa,
+quante disuguaglianze ingiuste, quanti dolori senza speranza, e quante
+ire e quanti odî. Ebbene, se ti dicessero che v'è modo di far sì che
+tutte queste miserie siano scemate, che il lavoro non manchi a nessuno
+e sia reso men duro a tutti, che tutti i fanciulli possano istruirsi e
+educarsi, che le disugaglianze ingiuste scompaiano, che gli odî di
+classe si spengano, che la società diventi come una grande famiglia,
+in cui, se non la felicità regni almeno la pace; ma che per ottener
+tutto questo bisogna che tutti i ragazzi come te rinunzino alla loro
+sorte privilegiata, rientrino nelle condizioni comuni, e si rassegnino
+a lavorare e a lottare per vivere modestamente come tutti gli altri,
+consentiresti tu al sacrifizio? E il fanciullo ci risponde
+immediatamente, irresistibilmente:--Oh, sì, vi consentirei! E come si
+potrebbe non consentirvi?--E noi non gli diciamo più altro: gli
+abbiamo messo il buon germe nel cuore.
+
+
+Questi sono i nostri pensieri e i nostri sentimenti. Se non sono ogni
+giorno dell'anno così benevoli, nè espressi sempre con parole così
+miti, non è perchè tacciano nel nostro cuore: è perchè siamo uomini,
+ossia per natura deboli, soggetti all'orgoglio, facili a irritarci
+della calunnia, e anche perchè è troppo sovente offesa in noi quella
+libertà di pensiero e di parola, che è una sacra eredità lasciataci
+dai nostri padri e dovrebbe essere una condizione inviolabile del
+nostro patto nazionale. Ma ogni anno, in questo giorno, noi rinnoviamo
+sinceramente il proposito di mantener sempre l'animo e la parola alti
+come la nostra Idea. Non è questo l'ultimo degli effetti benefici
+della festa del 1° Maggio. E noi confidiamo che questa festa sarà
+celebrata ogni anno con più serena dignità. Oh certo, essa sarà ben
+più splendida e più solenne nell'avvenire! E non sarà celebrata
+soltanto nelle strade e nelle assemblee; ma anche nelle famiglie,
+nelle quali tutte l'idea socialista finirà con lo stringere quei
+vincoli, che ora in molte rallenta, e spezza in alcune. Sarà il giorno
+in cui le coscienze e i cuori restii, vinti da lento lavoro della
+ragione e dalla forza degli avvenimenti, faranno atto di dedizione e
+di riconciliazione con le persone amate; il giorno in cui il padre
+dirà al figliuolo:--Sì, figliuol mio, sei tu che hai ragione, sei più
+buono e più giusto di me, non son più soltanto tuo padre, sono un tuo
+__compagno__;--il giorno in cui la moglie dirà al marito:--T'ho
+contrariato, perdonami; non ti comprendevo, ora ti comprendo; e tutta
+l'anima mia è con te e per la tua causa;--il giorno in cui la madre
+dirà a suo figlio:--Mi arrendo; vedo ora dov'è la verità e la
+giustizia; la tua festa del 1° Maggio sarà d'ora innanzi anche la
+festa di tua madre.--Sì, sarà forse lontano, ma questo giorno verrà.
+Noi lo crediamo come crediamo che la terra germina sotto il raggio del
+sole. Crediamo che il 1° Maggio resterà e ingrandirà negli anni e nei
+popoli, e che dopo aver redento il lavoro ucciderà la guerra, e che
+dopo aver confuso le classi affratellerà le nazioni, e che sarà
+benedetto dalle generazioni venture come una delle date più fauste e
+più gloriose della storia del mondo.
+
+
+Torino, 1896.
+
+
+
+
+V.
+
+Per Giuseppe Garibaldi
+
+(_Commemorazione popolare_).
+
+
+Invitato a commemorare Giuseppe Garibaldi in questo giorno nel quale
+ogni cuore italiano risente più viva la tristezza d'averlo perduto,
+non terrò un discorso ampio e ordinato dell'opera e della funzione
+storica compiuta da lui, poichè nulla o poco oramai ne rimane a dire
+che non torni superfluo a un uditorio di italiani colti. Parlerò il
+linguaggio facile e caldo del patriotta, che, invece di dissertare sul
+passato, lo risuscita, lo rivive e lascia andar tutta l'anima all'onda
+degli affetti e delle memorie. Spero, così parlando, di consentire
+alla disposizione d'animo dei miei uditori, ai quali non parrà forse
+occasione opportuna d'un ragionamento pacato il primo anniversario di
+una morte compianta. In ogni modo io chiedo perdono a voi del mio
+ardimento, come già l'ho chiesto, dentro al cuore, alla memoria
+augusta e amata, a cui consacro le mie parole.
+
+
+La miglior prova della grandezza di Garibaldi è questa: che nessuna
+narrazione, per quanto diffusa e eloquente delle sue avventure e delle
+sue gesta, potrebbe aver mai la efficacia che ha la esposizione
+brevissima e nuda dei sommi capi della sua storia.
+
+Concedetemi di farne qui l'esperienza, a modo d'esordio, con quella
+semplicità che è una forma di rispetto per l'altezza dell'argomento e
+con quella rapidità precipitosa che il cammino lunghissimo impone.
+
+
+Nasce a Nizza, nel 1807, figliuolo di un modesto capitano di mare, e
+comincia la vita, si può dire, con due atti eroici: a otto anni,
+salvando da una gora una donna che annega; a tredici, salvando una
+barca di compagni dal naufragio. Adora il mare, s'imbarca mozzo in un
+brigantino, viaggia in oriente. A diciassett'anni va sulla tartana del
+padre a Fiumicino, e visita la prima volta Roma, dove, tra
+l'entusiasmo patriottico per le grandi memorie, gli balena la prima
+idea dell'incanalamento del Tevere, che propugnerà cinquant'anni dopo,
+con ardore ancor giovanile, nella Capitale d'Italia. Continua i
+viaggi, è più volte assalito e depredato dai pirati, si riduce povero
+a Costantinopoli, dove s'ammala, e fa il precettore di ragazzi per
+vivere. Poi, ritornato a Nizza, divenuto capitano di bastimento,
+riprende le navigazioni ardite e avventurose, con le quali principia
+ad acquistar fama e simpatia; tanto che ad ogni suo ritorno gli corre
+incontro sul molo una folla di popolo, a festeggiarlo, a rallegrarsi
+con lui, che onora sui mari e fa onorar nei porti d'Italia e di
+Francia il nome della sua città nativa. Tale è l'alba della sua
+gloria.
+
+
+In uno dei suoi viaggi in levante ode parlar per la prima volta della
+«Giovine Italia», e, tocco dalla fiamma che lo arderà fino alla morte,
+tornato appena in Europa, si presenta in Marsiglia a Giuseppe Mazzini,
+si ascrive all'associazione, si vota per sempre alla patria. Recatosi
+in Liguria, si mette all'opera, stringe relazione coi più arditi
+patriotti, si arrola semplice marinaio nella flotta regia per far
+propaganda fra gli equipaggi e cooperare con essi al moto imminente di
+Genova. Falliti questo e il moto di Piemonte e la spedizione di
+Savoia, ripara in Francia, è arrestato, riesce a fuggire, è condannato
+a morte, prende altro nome, s'imbarca secondo in un brigantino, e dopo
+aver salvato dalle acque un giovinetto nel porto di Marsiglia, salpa
+per l'oriente. Ma, tediato della vita mercantile, s'assolda nella
+flottiglia del Bey di Tunisi, e scontento anche del nuovo stato, butta
+via la divisa, ritorna a Marsiglia desolata dal colèra, si fa
+infermiere negli ospedali, compie l'opera pietosa fin che dura la
+morìa, e non vedendo luce d'aurora in Italia, s'imbarca sopra un
+bastimento di commercio e parte per l'America.
+
+
+E qui incomincia il suo periodo eroico. Arrivato al Brasile, per
+campare, si dà al commercio di cabotaggio; poi, con una barca e sedici
+uomini, move guerra di corsaro contro l'impero, per la provincia di
+Rio Grande ribelle. Conquistata una goletta, è assalito sul Plata da
+due lancioni dell'Uruguay, mandati a arrestarlo; li respinge restando
+gravemente ferito; è raccolto quasi morente da una nave brasiliana e
+portato prigioniero a Gualeguay; guarisce, fugge, è inseguito,
+ripreso, frustato, torturato; ma riesce a tornare a Rio Grande, dove
+gli è dato il comando d'una flottiglia. Combatte, vince, naufraga,
+riprende il mare e la lotta; ricaccia il nemico dal porto d'Imbituba,
+protegge la ritirata dei Riograndesi, resistendo con tre navi a
+venticinque, poi con settanta uomini a cinquecento; si batte a Santa
+Vittoria, si batte alla stazione di Taquary, si batte all'assedio di
+San Josè, e smarriti e ritrovati la sposa Annita e Menotti bambino,
+già pianti perduti, a traverso a foreste sterminate, sotto pioggie
+dirotte, soffrendo il freddo e la fame, cacciando al laccio e domando
+puledri, spingendo davanti a sè un armento di buoi, che gli muoion per
+via, riesce finalmente a Montevideo, dove, per guadagnarsi il pane, si
+mette a insegnar matematiche.
+
+Non è che una breve tregua. L'Uruguay è in guerra col Rosas, dittatore
+dell'Argentina. Stretta dal pericolo, la repubblica ricorre a lui, già
+famoso, che accetta il comando d'una flottiglia e s'accinge a
+un'impresa disperata. Salpa da Montevideo, sfugge alle batterie di
+Martin Garcia, sguiscia fra le navi fulminanti della squadra
+argentina, passa sotto una tempesta di fuoco a la Boyada, a las
+Concas, a Cerrito, e proseguendo per Corrientes, assalito da forze
+superiori a Nueva Cava, dopo una resistenza eroica di tre giorni e tre
+notti, si salva coi suoi, incendiando le navi. Incalzato dalle truppe
+del Rosas, a cui scampa combattendo, ritorna a Montevideo assediata,
+sostiene la difesa guidando a sortite temerarie la legione italiana,
+salva l'esercito difensore da una ritirata disastrosa, e assunto il
+comando d'una nuova flottiglia e risalito con questa e con parte della
+legione l'Uruguay, batte il general Lavalleja all'Eridero, s'avanza
+sul fiume fino a Salto, e si spinge per terra fino a Tapevi, dove
+vince la terribile battaglia di Sant'Antonio, per cui è proclamato
+benemerito della repubblica. E prosegue la lotta intorno a Salto, per
+terra e per acqua, finchè, richiamato dal Governo che gli affida nuove
+navi e nuove truppe, risale da capo il fiume fino a las Vacas, vince
+ancora una volta le schiere riunite dei luogotenenti del Gomez, e
+ritorna finalmente nella capitale della repubblica, dove la sua
+splendida campagna americana, di cui ogni vittoria ha fatto palpitare
+l'Italia, si chiude dopo dieci anni al giungere delle prime notizie
+dei moti del quarantotto, che lo richiamano alla patria.
+
+
+Fa vela per l'Europa con un drappello dei suoi legionari e, salvato il
+naviglio da un incendio in alto mare, arriva a Nizza, abbraccia la sua
+vecchia madre e va a offrir la sua spada a Carlo Alberto. Non
+accettata l'offerta, corre a Milano, dove il governo provvisorio gli
+conferisce il comando di cinquemila volontari: troppo tardi. Ma
+risoluto a combattere a ogni costo, anche caduta Milano, respinto
+l'ordine del duca di Genova di scioglier le bande, richiama il paese
+alle armi, arringa le popolazioni, tragitta il Ticino, occupa Arona,
+risale il lago Maggiore, sbaraglia una colonna austriaca a Luino,
+s'impadronisce di Varese e, stretto infine da tre corpi nemici, s'apre
+la via con la baionetta a traverso alle truppe del general d'Aspre, a
+Morazzone; donde, travestito da contadino, andando giorno e notte per
+rupi e per macchie come una fiera inseguita, ripara in Svizzera ad
+aspettare gli eventi.
+
+
+Ma non li aspetta, li provoca; e va dalla Svizzera a Nizza, e da
+Nizza, fra gli applausi di tutta la riviera d'occidente, a Genova, di
+dove salpa con cinquecento volontari per portar aiuto alla Sicilia
+insorta. Trattenuto dal popolo a Livorno e indotto a prendere il
+comando dell'esercito toscano, si conduce a Firenze, donde, mutata
+idea, parte con la sua colonna per recar soccorso a Venezia. Fermato
+dal generale Zucchi alle Filigare, retrocede e accorre a Roma, e dopo
+aver combattuto il brigantaggio e compressa la reazione in quel di
+Rieti, nominato generale romano, vince i francesi a Villa Panfili, va
+incontro ai Borbonici, li respinge da Palestrina, li batte a Velletri,
+s'impadronisce di Rocca d'Arce, ritorna alla città assediata, dirige
+con folgorante valore la difesa, e scampata la vita quasi per prodigio
+nel combattimento disperato di Villa Spada, esce dalle mura, quando
+tutto è perduto, con la sua legione, per risollevare l'Umbria e le
+Marche, e sfugge con una marcia maravigliosa d'accorgimenti, di
+fatiche e d'audacie a quattro eserciti, il francese, l'austriaco, il
+borbonico, lo spagnuolo, che gli dànno la caccia invano per venti
+giorni da Monte Rotondo a San Marino, dove, sotto la protezione della
+repubblica, depone le armi.
+
+
+Ma non rinunzia a combattere. Ribelle all'arciduca Ernesto che
+gl'impone il ritorno in America, scompare di notte, con duecento fidi,
+da San Marino, guizza fra le sentinelle nemiche, perviene alla riva
+dell'Adriatico, e tenta, con una squadra di barche a vela, di
+raggiunger Venezia. È assalito dagli incrociatori austriaci, si getta
+sulla costa di Magnavacca, e fugge tra boscaglie e canneti, braccato
+da gendarmi e da croati; e gli muor tra le braccia la moglie, a cui
+non può dar sepoltura, e riprende la corsa per le paludi di Ravenna,
+e, varcato il confine toscano, riesce a rifugiarsi a Chiavari, dove
+l'autorità piemontese l'arresta. Costretto a lasciare il Piemonte,
+cerca asilo a Tunisi, ma il Bey gli rifiuta l'asilo; ripara alla
+Maddalena, dove salva dal naufragio un canotto sardo, ma il Governo
+sardo lo sfratta anche dall'isola e lo manda a Gibilterra; respinto
+anche da Gibilterra, si rivolge alla Spagna: lo respinge anche la
+Spagna; e allora si raccoglie a Tangeri, dove imprende a scrivere le
+sue memorie. Ma tutt'a un tratto getta la penna, e va da Tangeri a
+Liverpool, e da Liverpool a Nuova York, dove si mette a fabbricar
+candele, e di là, comandante d'un legno mercantile, dopo esser stato
+in fin di vita a Panama, al Perù, e dal Perù alla China, e di qui a
+Nuova York un'altra volta, e da Nuova York in Europa, dove si da al
+cabotaggio da capo, e pianta la tenda nell'isola di Caprera, donde lo
+chiama Vittorio Emanuele nel cinquantanove a capitanare i cacciatori
+delle Alpi.
+
+
+Scoppiata la guerra, con una brigata di tremila e cinquecento
+cacciatori, senza un solo pezzo d'artiglieria, ributta gli austriaci a
+Ponte di Casale, entra in Lombardia, batte il nemico a Varese, lo
+batte a San Salvatore, lo batte a San Fermo, entra vittorioso a Como,
+a Bergamo, a Brescia, donde la sua presenza sola allontana il nemico;
+passa sotto gli ordini del re, e si batte ancora una volta prodemente,
+a Rezzato. E appena conchiusa la pace, si rimette all'opera. Chiamato
+dal Ricasoli, riordina e rianima l'esercito toscano; eletto secondo
+comandante dell'esercito dell'Italia centrale, va con due divisioni,
+per provocare l'insurrezione nelle Marche, sui confini pontifici,
+donde Vittorio Emanuele lo richiama; e a Genova promove la
+sottoscrizione per un milione di fucili, e a Torino fonda
+l'«Associazione della nazione armata», e, deputato di Nizza, va a
+combattere in Parlamento la cessione della sua città natale alla
+Francia. Ma dalla riva del Po lo porta un'ispirazione divina alla riva
+del mare. Salpa coi __mille__ da Quarto, sfugge agli incrociatori
+borbonici, sbarca a Marsala, vince a Calatafimi, vince a Palermo,
+vince a Milazzo, passa lo stretto, s'impadronisce di Reggio, trasvola
+come un fulmine, spazzando dinanzi a sè ogni resistenza, da Reggio a
+Salerno, entra trionfante in Napoli sotto la minaccia dei forti non
+espugnati, sconfigge l'esercito di Francesco II al Volturno, respinge
+una sortita da Capua, proclama l'annessione delle due Sicilie, depone
+la dittatura, rifiuta ogni ricompensa, e dispare.
+
+
+Da Caprera, visitata da ammiratori d'ogni popolo, va, deputato di
+Napoli, a Torino, a perorar la causa dei suoi volontari alla Camera,
+dove solleva una tempesta; ma si riconcilia col Cavour tre dì dopo, e
+scampato a un tentativo d'assassinio nella sua isola, rifiutato il
+comando dell'esercito offertogli dagli Stati Uniti, composti
+nell'assemblea di Genova i dissidi del partito rivoluzionario, compie
+un viaggio trionfale nella Lombardia, preparando in segreto un colpo
+di mano contro l'Austria. Fallito questo, corre a Palermo a lanciare
+il grido: «Roma o morte», attraversa la Sicilia, salpa da Catania,
+sbarca con tremila volontari in Calabria. A Aspromonte è arrestato
+dall'esercito regio, ferito, imprigionato, prosciolto, ricondotto al
+suo scoglio; dove, estrattagli la palla dal piede, ma ridotto sulle
+grucce, dolente ancora, promove una spedizione per la Polonia insorta;
+dopo di che, invitato, si reca in Inghilterra ed entra in Londra fra
+l'entusiasmo frenetico d'un milione di creature umane, che lo salutano
+come un dio. Tornato in Italia, va a predisporre all'isola d'Ischia,
+sotto gli auspici del re, una spedizione in oriente, per suscitare un
+moto contro l'Austria nella Galizia e nell'Ungheria; e il disegno va a
+monte; ma un altro campo di guerra lo chiama; e alla testa di
+trentamila volontari irrompe nel Trentino, si batte contro gli
+austriaci a Monte Suello, dov'è ferito di palla a una gamba, si batte
+a Vezza, si batte a Condino, espugna il forte d'Ampola, s'impadronisce
+di Monte Notta, conquista Monte Giovo, vince a Bezzecca, e non depone
+le armi che alle porte di Trento, dove l'armistizio lo arresta.
+
+
+Tornato alla sua isola, ne riparte per fare un viaggio nel Veneto e
+nella Toscana, predicando una spedizione su Roma; e migliaia di
+volontari si movono; ma quando egli sta per varcare i confini, è
+arrestato, è tradotto prigioniero in Alessandria, ricondotto a
+Caprera, posto sotto la guardia di nove legni da guerra. Ma invano.
+Sfugge solo di notte, in una chiatta, alla vigilanza della squadra,
+raggiunge la Maddalena, approda in una barca di pescatori in Sardegna,
+arriva ignorato a Livorno e a Firenze, vola nello Stato romano, vince
+i pontifici a Monterotondo, s'impadronisce di Viterbo, di Frosinone,
+di Velletri, e marcia su Roma. Soverchiato a Mentana, in una battaglia
+accanita in cui cerca invano la morte, da pontifici e francesi
+riuniti, e ripassato il confine, è arrestato alla stazione di Filigne,
+messo di forza in un treno, portato prigioniero al Varignano, e
+ricondotto un'altra volta a Caprera; di dove un'altra volta fa vela
+per accorrere in aiuto alla Francia repubblicana, invasa dai tedeschi.
+E batte i tedeschi a Chatillon-sur-Seine, vince a Prenois, vince nelle
+fazioni di Saint-Martin e di Saint-Symphorien, difende per tre giorni
+Digione, strappa una bandiera al nemico a Pouilly, e glorioso di venti
+combattimenti, in cui non toccò una sconfitta, eletto deputato
+d'Algeri, pagato d'ingratitudine all'assemblea di Bordeaux, rinuncia
+alla deputazione e ritorna, addolorato, ma senza rancori, al suo
+scoglio.
+
+
+Ed ora non combatterà più: la sua grande epopea di capitano è finita.
+Ma non quella di tribuno della patria e di apostolo universale di
+giustizia e di pace. Parla una parola alta e serena nella quistione
+formidabile che sorge con l'«Internazionale», va a Roma a caldeggiare
+la sua antica idea dell'incanalamento del Tevere, si pone a capo della
+«Lega della democrazia», va ancora una volta a Milano per la
+commemorazione solenne di Mentana, tuona di sdegno generoso contro
+l'invasione francese di Tunisi, torna per l'ultima volta nella sua
+amata Palermo per il festeggiamento dei Vespri, si vale ancora negli
+ultimi giorni di ogni ora di respiro che gli dà la malattia di cui
+morrà per far sentire la sua voce in pro degli oppressi d'ogni paese e
+predicar la speranza d'un miglior avvenire per la sua Italia e pel
+mondo; e finalmente, un mese prima di compiere il settantacinquesimo
+anno, la sera del due di giugno del 1882, rende l'anima grande
+all'infinito. Quanti secoli trascorreranno prima che si chiuda in
+un'altra vita umana una così maravigliosa istoria di lotte, d'affanni,
+d'ardimenti, di miracoli di prodezza, di genio e di forza, rivolti
+tutti a un così santo fine e coronati da una così luminosa fortuna?
+Oh, glorifichiamolo pure. Nessuna lode è soverchia sulla sua tomba.
+Dante gli avrebbe dedicato un canto, Michelangelo una statua, Galileo
+una stella.
+
+
+E ora che altro si può dire, se non quello che tutti sanno: che il
+merito supremo di Garibaldi fu di aver reso popolare il movimento
+italiano? E diciamolo pure, poichè è una di quelle verità che il
+consenso comune appunto rende sempre grato il ripetere. Togliamo col
+pensiero Garibaldi dalla storia della nostra rivoluzione. Non si può
+giudicare storicamente impossibile che la liberazione e l'unificazione
+d'Italia si compissero senza il concorso dell'opera sua. Noi possiamo
+supporre l'esercito dei Borboni vinto e disperso in tre grandi
+battaglie successive dall'esercito di Vittorio Emanuele, sceso dalle
+Marche, o l'insurrezione di Sicilia vincitrice, qualche anno più
+tardi, con l'aiuto di quella stessa brigata Reggio che Garibaldi aveva
+chiesto al re, comandata da un generale dell'esercito, e sbarcata a
+Marsala dalla regia flotta. Ma che immenso vuoto non ci ritroveremmo
+dinanzi! Possiamo raffigurarci Napoli senza il Vesuvio e Venezia senza
+San Marco? Il popolo italiano sarebbe ugualmente redento e uno; ma
+quasi ci pare che sarebbe un altro popolo; poichè nè Vittorio
+Emanuele, nè il Cavour, nè il Mazzini avrebbero potuto destargli
+nell'animo la fiamma per cui la nostra rivoluzione divampò davanti al
+mondo come un incendio. E in fatti: il Mazzini era un apostolo, non
+potente che per la forza della parola, la quale nè a tutti giunge, nè
+da tutti è intesa, ed ha effetti sparsi e lenti; oltrechè al Mazzini
+mancò la virtù abbagliante della fortuna. Il Cavour era un grande uomo
+di Stato; ma solitario e quasi invisibile al popolo nella sua
+altezza; nè la natura del suo genio nè quella della sua opera eran
+tali da essere pienamente comprese e da poter suscitare l'entusiasmo
+delle moltitudini lontane dal campo in cui egli operava. Vittorio
+Emanuele era un re popolare e guerriero; ma non era figlio del popolo;
+e la sua forza, la sua azione era così complessa e commista con quella
+del suo governo, informata d'elementi così diversi, palesi ed occulti,
+facili e non facili a comprendersi e a valutarsi, che non potevano le
+plebi, in specie quelle del mezzogiorno, vedere come incarnata in lui
+la rivoluzione d'Italia e quasi inviscerarsi la sua gloria e sentire
+nel proprio sangue il suo sangue. Ora Garibaldi raccolse in sè tutto
+quello che a quei tre italiani insigni mancò. Ebbe la fortuna che
+fallì al Mazzini, l'aureola maravigliosa che non ebbe il Cavour, e
+quel fascino di guerriero combattente per impulso e vincente per genio
+e per valore proprio che non poteva avere Vittorio Emanuele; e
+aggiunse a tutto ciò una potenza infinita di farsi amare. Questo era
+necessario all'Italia. Dieci milioni d'italiani, sciogliendosi
+dall'odio mortale che li aveva scatenati contro la tirannia borbonica,
+si ritrovarono con l'immenso amore di Garibaldi nel cuore. Egli non fu
+soltanto una grande forza: fu l'originalità, la bellezza, la poesia
+della rivoluzione italiana. Egli ebbe questo grande merito in faccia
+alla storia, come disse in Germania un illustre apologista del conte
+Cavour: quello d'insegnare ai suoi contemporanei e alle future
+generazioni la consolante verità: «che anche in tempi grandemente
+civili la santa energia d'una passione primitiva è una potenza fra gli
+uomini».
+
+
+E quale potenza! Essa fu tale che l'averne veduto i segni incantevoli
+è per gli italiani della generazione che tramonta uno dei più grandi
+conforti della vita. E giova notare prima d'ogni cosa che Garibaldi
+rinfiammò all'improvviso l'entusiasmo delle moltitudini in un momento
+in cui ve n'era bisogno supremo. La pace di Villafranca, troncando
+all'improvviso sul Mincio la guerra che doveva «liberar l'Italia fino
+all'Adriatico» ci aveva posti in condizioni difficili e tristi.
+Minacciati dall'Austria, con la quale, anche più forte sul Mincio che
+sul Ticino, non potevamo misurarci da noi soli; diffidenti della
+Francia, che si temeva non paga della Savoja e di Nizza, ma intesa a
+chiedere nuove terre in compenso della sua protezione necessaria;
+irritati contro il governo di Torino che pareva peritoso, quasi
+restìo, per ragioni non da tutti comprese, all'annessione delle
+provincie centrali; ci trovavamo in uno stato tanto più intollerabile
+in quanto, pure avendo coscienza che non potesse durare, non vedevamo
+per qual via si potesse uscirne. Giorno per giorno sbollivano gli
+entusiasmi, crescevano i sospetti e s'inasprivano le passioni
+partigiane, aggravando le difficoltà che già da ogni parte premevano
+l'opera amministrativa del nuovo Stato, sospinto avanti e rattenuto a
+un punto da forze opposte. A noi che non misuriamo il tempo con la
+impazienza ardente che agitava gli animi allora pare un assai breve
+tratto quello che trascorse dal luglio del '59 all'aprile del '60; ma
+allora i mesi contavano per anni. Parevan già tanto lontane, dopo men
+d'un anno, le belle vittorie di Palestro e di San Martino, dopo le
+quali nessun fatto era più seguito che facesse rialzar la fronte agli
+italiani, e riaccendesse la loro fede nel proprio ideale e nella
+propria forza! Che erano i moti per cui s'eran liberate le provincie
+centrali? Avvenimenti fausti e onorevoli; ma non glorie guerriere.
+Dopo quella grande ebbrezza dei trionfi sul campo riusciva meschina e
+quasi vile l'azione diplomatica lenta, circospetta, coperta, che dava
+alimento ai più strani timori e offriva bersaglio alle più nere
+accuse. Occorreva qualche grande cosa. Il popolo, la gioventù sentiva
+questo bisogno, e fremeva, e si volgeva intorno, rodendo il freno,
+aspettando che da qualche parte s'alzasse una bandiera e suonasse uno
+squillo di tromba. Era un ribollimento di desideri, d'ire, di
+rammarichi, di discordie, che, se tra poco non si fosse aperto loro
+una via di fuga, sarebbero forse scoppiati in guerra civile.
+
+E allora comparve Garibaldi. Diciamo: comparve allora, perchè la sua
+vera e grande popolarità non cominciò per tre quarti d'Italia che nel
+1860. Allora si sentì quella sua voce magica che a traverso al mar
+Tirreno chiamava la gioventù italiana alla santa crociata di Sicilia,
+e c'era giunta appena la notizia del suo ardimento, che due vittorie
+inaspettate, l'una sull'altra, come due colpi di fulmine, facevano
+un'eco immensa al suo grido. Chi era questo Garibaldi? Molti, nel
+popolo, non lo sapevano ancora che vagamente. Un nizzardo, un soldato,
+che aveva combattuto in America e a Roma, quello che aveva condotto
+gli emigrati lombardi nel '59, un uomo biondo, vestito di rosso,
+buono, intrepido, povero, con una voce e uno sguardo che
+affascinavano, un paladino di tutti gli angariati, un vendicatore di
+tutte le ingiustizie, che con una mano gittava davanti a sè delle
+folgori e con l'altra accarezzava la fronte ai feriti e spandeva
+consolazioni e speranze. E allora si videro prodigi. Il suo nome
+passava come un soffio di fuoco sul paese, e per lui gli operai
+lasciavano le officine, gli studenti disertavano le scuole, i signori
+abbandonavano i palazzi e le ville, e le spose dicevano:--Va!--le
+madri non osavano di piangere, le fidanzate baciavano la sua immagine,
+i vecchi benedicevano, i fanciulli fremevano. Partire, raggiungerlo,
+attirare un suo sguardo combattendo, una sua parola cadendo, morire
+vedendolo passar vittorioso da lontano, era il sogno di tutti i
+giovani d'Italia. L'entusiasmo per lui spegneva in ogni parte passioni
+ignobili e bassi pensieri, rialzava cuori di scettici e anime di
+disperati, suscitava come nembi di scintille propositi di sacrificio e
+virili ambizioni in tutti gli strati del mondo sociale. Ed anche fuori
+della società. E si videro in conventi solitari monaci rozzi e inerti,
+che non avevano mai amato nè compreso la patria, comprenderla ed
+amarla per la prima volta nel suo nome, e compiere o meditare il
+proponimento d'andar a combattere al suo fianco. E perfino nelle
+carceri e nelle galere, dove freme l'omicida non pentito, meditando
+nuovi delitti, si vide qualche volta anche in quel fango umano, tocco
+dal caldo raggio della sua gloria, sbocciare il fiore d'un entusiasmo
+generoso, si sentì anche dalle bocche più nefande pronunciare il suo
+nome come una parola di redenzione e d'amore. Se altro egli non avesse
+fatto sulla terra, avrebbe diritto per questo solo alla benedizione
+della patria e alla gratitudine del mondo.
+
+
+E tutto questo, che par leggenda, è storia, o meglio: è l'una e
+l'altra cosa ad un tempo, poichè di leggenda la vita di Garibaldi
+presenta già la vaga e grandiosa bellezza, nè ha più bisogno, come
+quella d'altri uomini somiglianti, d'acquistar nulla col tempo
+dall'immaginazione umana. Che cosa le potrebbe aggiungere, in fatti,
+la fantasia popolare se già ora la mente del popolo stenta a crederla
+e ad abbracciarla intera nella sua realtà quasi ancora parlante e
+visibile? E la maggior prova di questa apparenza di prodigio storico
+che ebbe Garibaldi nel tempo nostro è la difficoltà quasi insuperabile
+che trovarono molti contemporanei della classe colta, anche
+d'intelligenza non volgare, ma chiusa in uno stretto cerchio di idee,
+e d'animo non ignobile, ma freddo, a comprenderlo e ad ammirarlo. Non
+iscoprivano la ragion vera della sua enorme potenza, che attribuivano
+a una quasi miracolosa cospirazione di fortune propizie, in cui non
+avesse parte alcuna, o poco più che nulla, la virtù sua; scambiavano i
+suoi eroici errori di fanciullo sublime con aberrazioni vanitose d'un
+cervello angusto; giudicavano mostruosità quello che in lui era
+grandezza, e su questa pedanteggiavano, giungendo fino a riprovare
+come sconveniente e risibile la sua foggia singolare di vestire,
+divenuta ora gloriosa e incancellabile dalla mente delle generazioni
+come la divisa del Buonaparte, poichè non comprendevano da che varie e
+intime ragioni di sentimento poetico della vita, di amabile giovinezza
+d'animo, di sprezzo istintivo d'ogni servitù e d'intuito dell'istinto
+artistico del nostro popolo anche quella sua originalità derivasse.
+Facevano rispetto a lui come gli accademici arcigni che appuntano
+trionfando le offese alla geografia nell'Ariosto e gli errori di gusto
+nello Shakespeare. Guardandolo con occhio falso vedevano un Garibaldi
+falso, un grand'uomo sbagliato, portato sugli altari dalla passione di
+parte degli astuti e dall'idolatria cieca degl'ingenui. E di costoro
+non è tutta spenta la razza. Ma furono o saranno severamente puniti
+dal loro medesimo errore: morirono, moriranno senz'aver amato
+Garibaldi.
+
+
+Tutti costoro, e anche molti di quelli che nel campo politico opposto
+l'ammirarono, avrebbero voluto un Garibaldi prudente e docile, una
+specie di «generale a disposizione del ministero» che non movesse
+passo se non per ordine e parlasse il linguaggio ponderato d'un
+diplomatico; che non fosse altro, insomma, che una bella insegna di
+rivoluzione, la quale il Governo potesse sventolare a tempo opportuno
+e ripiegare quando gli paresse. Ma il Garibaldi potato e castigato che
+essi sognavano era un Garibaldi impossibile. Egli non poteva essere se
+non quello che fu. Alle sue biasimate ribellioni egli fu mosso da
+quella stessa virtù che lo spinse a tutti quegli altri atti audaci,
+fortunati e lodati, coi quali rese i più grandi servigi al proprio e
+ad altri paesi; e quella virtù era una fede assoluta nella forza
+d'entusiasmo e di sacrificio del suo popolo, nella invincibilità della
+causa della giustizia e nel favore della fortuna che fin dalla prima
+giovinezza gli aveva «porto la chioma». Egli credeva fermamente che
+allo scoppiar di una guerra contro l'Austria, contro la Francia, anche
+contro l'Europa intera confederata a comprimere il nostro diritto,
+sarebbero sorti dalla terra italiana milioni di uomini prodi come lui,
+risoluti a una resistenza disperata, lieti come lui di dar la vita
+alla patria. Capace egli di far miracoli, credeva nei miracoli della
+sua nazione. Come pretendere che un tal uomo avesse dell'opportunità
+politica, dell'importanza dei trattati, della necessità delle
+alleanze, delle tradizioni, della legalità, delle convenienze
+diplomatiche lo stesso concetto che n'avevano i ministri della
+monarchia? E anche nelle due imprese temerarie che gli fallirono, e
+per cui fu tre volte prigioniero, per quanta parte non fu indotto a
+lanciarsi avanti e a persistere dall'incertezza ambigua del governo,
+che non s'oppose ai principii, e gli gridò:--Indietro!--troppo tardi,
+lasciando credere fino all'ultimo a milioni d'italiani che sotto al
+divieto palese ci fosse un consenso occulto, conforme alla doppia
+politica ch'egli aveva seguìto anche riguardo all'impresa di lui più
+fortunata? Fu chiamato Garibaldi __fulmine di guerra__, e ai suoi scoppi
+improvvisi e agli incendi che suscitò e alle distruzioni che fece
+l'Italia deve in parte la propria redenzione; ma il fulmine nè si
+guida nè si corregge; non si doma che disperdendone la forza nella
+terra. In verità, noi crediamo che, considerando l'indole e le virtù
+senza le quali Garibaldi non sarebbe stato chi fu, e i procedimenti
+dei governi ai quali egli servì e disobbedì a volta a volta, e la
+forza immensa ch'ebbe nel pugno, le generazioni venture si
+maraviglieranno che ei non abbia fatto della legge un assai maggior
+strazio di quello che fece.
+
+
+Ma non è che le sue intemperanze e le sue temerità, perchè furon
+cagioni di turbamenti e di pericoli, non abbiano recato al paese altro
+che danno. Chi non comprende ora quanto abbia giovato ad affrettare il
+compimento della liberazione della patria quella voce che gridava
+infaticabilmente:--Armiamoci, scotiamoci, operiamo,--che manteneva in
+continuo fermento la gioventù come il tonare non interrotto d'un
+cannone, che, predicando senza posa la fede e l'audacia, faceva
+l'effetto come d'uno sprone infocato, perpetuamente confitto nel
+fianco della nazione? Chi può negare che abbian concorso a persuadere
+il mondo che Roma era necessaria all'Italia anche quelle due disperate
+imprese del sessantadue e del sessantasette con le quali egli provò
+che l'Italia non avrebbe avuto mai pace senza la sua capitale storica,
+che l'incendio cento volte soffocato si sarebbe cento volte riacceso,
+che Roma non italiana sarebbe stata un'eterna minaccia di guerra
+all'Europa? Chi può affermare che l'esercito sparso degl'impazienti e
+degli audaci non sarebbe stato causa di ben più gravi turbamenti
+interni se non l'avesse contenuto la speranza, anzi la certezza che
+nessuna occasione d'operare, anche arrischiatissima, egli avrebbe
+lasciato sfuggire, che, lui vivente, una politica indietreggiante non
+sarebbe stata possibile mai, e una politica immobile non avrebbe mai
+potuto durare, se anche fossero saliti al potere dei nemici mascherati
+della rivoluzione? Ogni volta che il paese, irritato degl'indugi e
+della pazienza dei governanti, incominciava ad agitarsi, egli si
+gittava innanzi a capo basso, urtava contro un muro di bronzo, e
+cadeva: era per molti un delitto, per tutti un dolore; ma era uno
+sfogo, una protesta, una sfida, un grido che non moriva senz'eco nel
+mondo. Caduto il ribelle, riusciva a tutti più evidente e imperiosa la
+necessità di raggiunger lo scopo comune, una scintilla della fiamma
+soffocata penetrava anche nell'animo dei più freddi, la diplomazia si
+riscoteva come per una sferzata, sulle traccie dell'audacia fallita
+faceva un passo innanzi perfin la prudenza, e la paura si vergognava.
+Egli viveva ancora, che già ci appariva sotto un tutt'altro aspetto
+anche quello che fu giudicato il suo più grande errore. Nel 1870, su
+tutte le vie per cui l'esercito italiano moveva a Roma, precedeva le
+colonne, avanguardia ideale, Garibaldi, e segnavano loro il cammino le
+gocce di sangue stillanti otto anni innanzi dalle sue carni.
+
+
+Ma anche quelli che giudicano più severamente le sue temerità e le sue
+ribellioni sono forzati a riconoscere l'alta chiaroveggenza politica
+di cui egli diè prova, il sapiente impero che seppe esercitare sulle
+proprie passioni nei momenti supremi. È questo uno dei caratteri
+singolari della sua grandezza: di essere ammirabile per le virtù
+opposte. Quando è necessaria l'unione di tutte le forze della patria
+contro lo straniero, egli, __nemico della causa dei re__, offre il suo
+braccio e quello dei suoi soldati d'America a un re, che «s'è fatto il
+rigeneratore della penisola» e per quel re «è pronto a versare tutto
+il suo sangue». Dieci anni dopo, per la stessa necessità della patria,
+è tra i primi a fondare quel nuovo «partito nazionale» che stringe
+intorno alla monarchia i più alti ingegni e le spade più prodi, devote
+fino a quel giorno all'idea repubblicana. Con la bandiera di Vittorio
+Emanuele parte per la grande impresa, nel 1860, e, non accecato, ma
+illuminato dalla fortuna, opera per modo in Sicilia che basta per due
+mesi la sua autorità a tenervi luogo di governo e di leggi; onde il
+conte di Cavour, che da prima temeva, finisce con scrivere al
+Persano:--Se Garibaldi non vuole l'annessione immediata, sia lasciato
+libero di fare a suo talento.--Nell'ottobre dell'anno stesso, a
+Napoli, in quel momento terribile, in cui, disputandosi l'animo suo i
+fautori del plebiscito immediato e quelli dell'elezione di
+un'assemblea, corse pericolo l'unità nazionale, fu la sua improvvisa
+ispirazione:--«non voglio assemblea, si faccia l'Italia»--fa questo
+grido suo che salvò l'Italia. Fu nel 1861 l'inaspettata, saggia,
+nobilissima temperanza con la quale egli rispose a una lettera dura e
+provocante del più popolare generale dell'esercito, quella che troncò
+sull'atto un conflitto che poteva esser principio d'un periodo funesto
+di discordie e di guai. Nel 1862, dopo il fatto di Sarnico,
+spontaneamente egli si ricrede intorno all'opportunità d'una
+spedizione contro l'Austria, desiste dal proposito, sconsiglia gli
+arrolamenti, e con saggie parole dissipa dall'orizzonte ogni nube.
+Quattro anni dopo, quando riceve l'ordine di ritirarsi dalla frontiera
+del Tirolo, nel punto che gli si apre dinanzi, dopo tanti stenti e
+sacrifici sanguinosi, il periodo più facile e splendido della guerra,
+con infinito rammarico, ma senza un momento d'esitazione, senza una
+parola di lagnanza, obbedisce. E durante il suo viaggio trionfale in
+Inghilterra, benchè porti in cuore un alto proposito, benchè patriotti
+ardenti d'ogni paese lo stringano e mille occasioni lo tentino, non
+profferisce una sola parola che possa provocare contro lo Stato che
+l'ospita la più lieve lagnanza dei governi contro i quali è solito
+scatenare i suoi sdegni. E anche nell'ultimo anno della sua vita,
+quando ancora bollente d'ira per l'offesa subita dall'Italia a Tunisi,
+giunge a Palermo per la commemorazione dei Vespri, quando si teme da
+tutti gli amanti della pace ch'egli prorompa contro la Francia in
+parole terribili, per cui si risollevino le passioni che già s'eran
+quietate, egli, con sovrana saggezza, rivolge al popolo palermitano un
+discorso, nel quale della Francia non pronuncia il nome e della
+quistione di Tunisi tace. Bene dice il più appassionato dei suoi
+apologisti che egli «poteva inveire, minacciare, gittare in mezzo alla
+nazione parole tremende ch'eran pericolosi tizzoni d'incendio, ma che
+quando li vedeva divampare in fiamme minacciose al sacro edificio
+della patria, accorreva per il primo a soffocarli col piede» e vero è
+ciò che quegli soggiunge che «anche i suoi più esaltati e temerari
+seguaci non avrebbero osato mai di lanciare il grido ultimo della
+discordia, di dare il segnale irrevocabile della guerra civile, mai,
+fin ch'egli viveva». Sangue di guerra civile corse una volta sola
+sotto i suoi occhi, a Aspromonte. Ma egli ordinò di cessare il fuoco
+ai primi colpi, e con che nobili parole, pure giustificandosi in
+parte, confessò il suo errore nelle sue __memorie__.--«Io dovevo andarmene
+prima dell'arrivo della truppa, __e non lo feci__.--Avrei dovuto anche
+frazionare di più la gente--__e non lo feci__.--Tutte le misure che
+potevano allontanare la catastrofe io avevo in mente di eseguire, ma
+ciò doveva essere eseguito con la celerità che mi aveva servito in
+altre occasioni.... __e non lo feci__».--Quanta tristezza, che sincero e
+profondo rammarico nella ripetizione di quelle tre semplici parole!
+Rammarico tanto più generoso in quanto egli avrebbe invece potuto
+dire:--Se m'avessero intimato la resa prima d'assalire, io mi sarei
+arreso, avanti che partisse un colpo di fucile.--Se non ci fossero
+corsi addosso appena ci videro, non si sarebbe sparso sangue.--A farci
+deporre le armi bastava che ci lasciassero il tempo di riaverci dalla
+sorpresa.... e non lo fecero.
+
+
+L'impero ch'egli esercitò sulle proprie passioni nei momenti
+supremi--si disse. Ma noi crediamo che questa espressione non dica il
+vero. A ciascuno di quegli atti che furon detti di ribelle e
+pericolosi alla patria egli fu mosso dalla profonda coscienza di far
+cosa utile alla patria, che è quanto dire, di compiere un dovere che a
+lui solo era imposto; e non desistette, non si ritrasse mai se non
+quando fu persuaso d'essere in errore. Quando la somma idea del vero,
+del giusto, dell'utile gli balenava, cessava in lui ogni conflitto
+della volontà con la passione, poichè una passione che la sua
+coscienza giudicasse contraria all'interesse della patria nell'anima
+sua non capiva. Non domò sè stesso in quei momenti supremi; ma
+comprese, si ravvide e cedette senza sforzo agl'impulsi mutati e
+concordi della sua ragione e del suo cuore. Ricordiamo quello che fu
+uno dei giorni più gloriosi della sua vita e dei più fortunati della
+nostra storia, quello splendido 26 ottobre del 1860, quando nel
+piccolo villaggio di Cajanello le avanguardie delle sue legioni
+vittoriose, venendo da Capua, e i primi battaglioni dell'esercito
+regio, calando da Venafro, s'incontrarono. Mai non rischiarò il sole
+d'Italia un così bello e fausto incontro di vincitori. Smontato di
+sella, in mezzo ai suoi ufficiali immobili, Garibaldi aspettava.
+L'alba imbiancava l'Appennino e il vecchio castello di Teano e tutto
+quel bel paese austero della Campania, su cui da pochi giorni, dopo
+molti secoli, spirava l'aria della libertà. Qua e là per la campagna,
+tra i vapori del mattino, fiammeggiavano da una parte le divise dei
+volontari, sventolavano dall'altra i pennacchi dei bersaglieri. Era da
+un lato la rivoluzione, dall'altro la monarchia, tutt'e due coronate
+dalla vittoria, piene di forza e di alterezza, memori entrambe di
+gelosie e di contrasti recenti, non riconciliate in fondo al cuore,
+presaghe di discordie e di conflitti futuri. Nell'uno e nell'altro
+esercito regnava il silenzio di un'aspettazione solenne. E Garibaldi,
+chiuso nei suoi pensieri, aspettava e taceva. A un tratto echeggiarono
+le fanfare reali e corse un fremito per i due campi. Che sarà passato
+per il cuore di Garibaldi, sia pure per la durata d'un lampo, al suono
+di quelle trombe? A quell'annuncio che segnava la fine del suo comando
+supremo, che suonava come un superbo alto là opposto al suo corso di
+trionfatore e gli metteva di fronte un'altra gloria a cui era
+necessità di vita l'offuscare la sua, forse a quell'annunzio egli si
+sentì rialzare nell'anima tutto il suo passato, e il rancore per la
+sua Nizza perduta, e l'ira per la via di Roma preclusa, e la coscienza
+d'aver ancora nel pugno mezza Italia, tutto questo forse, confuso in
+un impeto di ambizione e d'orgoglio, gli sollevò il sangue e gli velò
+la ragione.... Certo, ciò supponendo, può parer più ammirabile lo
+slancio con cui, cacciato avanti il cavallo, egli tese la mano e
+gridò:--Salute al re d'Italia!--e si comprende come s'induca più d'un
+oratore a trarre da una tal supposizione un forte effetto drammatico
+in onore di lui. Ma noi crediamo che non uno di quei pensieri, non
+un'ombra di quei sentimenti sia passata nel suo cuore in quel punto.
+La sua volontà era già ferma, il suo animo era già quieto fin da
+quando un'illuminazione improvvisa della mente gli aveva fatto dire a
+Napoli:--«Non voglio assemblea, si faccia l'Italia».--No, il suono di
+quelle trombe non turbò neppure un istante la serenità dell'anima sua,
+lo spettro della guerra civile non s'affacciò neppure alla sua mente;
+non ebbe bisogno di riflettere, non gli occorse di vincer sè stesso;
+egli fu grande senza lotta. Un solo pensiero egli ebbe in quel
+momento, e lo espresse: il desiderio d'affratellare sui campi di
+battaglia i volontari e i soldati, di proseguir la guerra alla testa
+dei liberatori di Napoli, al fianco dei liberatori delle Marche,
+avanguardia di Vittorio Emanuele, antesignano degli eserciti uniti.
+Presentendo imminente una battaglia al Garignano, chiese al re l'onore
+del primo scontro. Non l'ebbe. «Egli si batteva da troppo lungo tempo,
+le sue truppe erano stanche, si doveva mettere alla riserva». Questo
+solo gli turbò la serenità dell'anima. Ma fu grande anche allora. Più
+grande d'ogni più sdegnoso sfogo di dolore fu la tristezza rassegnata
+di quelle semplici parole:--«Ci hanno messi alla coda»--con le quali
+egli annunciò la sera ai suoi fidi il suo splendido sogno svanito.
+
+
+Singolarissima natura, semplice nell'apparenza, ma nel fondo così
+complessa, dotata di virtù e capace di passioni così rare a trovarsi
+congiunte in un uomo, che, vivo ancora, egli può esser giudicato a
+volta a volta dagli stessi giudici in cento modi dissimili, apparire
+ai lontani, sotto certi aspetti, infinitamente diverso da quello che
+è, rivelare anche a chi gli vive accanto da anni, con parole
+inaspettate e atti imprevedibili, lati nuovi e mirabili di sè stesso,
+essere nel suo paese medesimo adorato, odiato, benedetto, vilipeso,
+levato al cielo come il più alto benefattore del suo popolo e
+segretamente desiderato morto come un flagello vivente, come una
+calamità incarnata della sua patria. Lo credono i più d'animo incerto,
+pieghevole a tutte le pressioni di chi lo circonda, operante quasi
+sempre più per impulso altrui che di moto proprio; ed è invece così
+tenace nelle sue idee e forte nelle sue volontà, e sta così fieramente
+in difesa dell'indipendenza loro, che il discutere con lui--come dice
+uno dei suoi biografi--anche per chi egli più stima ed ascolta, è la
+più ardua, la più erculea delle imprese.--E così forte di volontà
+nelle cose grandi, è nelle piccole il più arrendevole uomo che sia
+stato mai, incapace di rifiutare un favore, che anche gli costi un
+sacrificio, a chiunque lo chiegga con dolcezza, facile come un
+fanciullo a lasciarsi ingannare da ogni più lieve apparenza di
+generosità e di rettitudine. Ha trascorso quasi tutta la sua vita fra
+le lotte e il sangue, in faccia alla morte, esperimentando tutte le
+forme dell'iniquità e dell'efferatezza umana; e ha serbato una così
+dolce mitezza d'animo che si leva una notte d'inverno per andar a
+cercare un'agnella smarrita, di cui ha udito il belato fra le rocce
+della sua isola, e ama gli alberi e i fiori come creature vive, e si
+arresta commosso davanti alla bellezza d'un'aurora o al canto d'un
+usignuolo, ed espande in versi i suoi affetti come un innamorato di
+venti anni. Il fulminatore del Papato, che vuol fondare la religione
+del Vero, il flagellatore furibondo d'ogni superstizione, che è per
+milioni di credenti il più sacrilego propagatore di miscredenza
+demagogica, crede fermamente in Dio, crede nell'efficacia delle
+preghiere di sua madre morta, che gli appare davanti di pieno giorno,
+crede trasmigrate in due uccelli che si posano ogni giorno sul suo
+balcone le anime delle sue bambine perdute. L'uomo che par fatto dalla
+natura alle battaglie e alle tempeste, che fa sua la sentenza del
+capitano spagnuolo:--«la guerra è il vero stato dell'uomo»,--e al
+quale si direbbe che l'alito immenso delle moltitudini debba essere un
+elemento necessario dell'aria che respira, ama invece di così profondo
+amore il raccoglimento e la solitudine, che, ogni volta ch'ei possa,
+frappone il mare fra sè e il mondo, e vive per mesi e per anni nel
+silenzio d'un'isola deserta come chi a una tal vita, e non ad altra,
+sia nato, e da quella non uscito mai che per forza degli eventi, a
+malgrado proprio, e facendo violenza alla sua natura. E quest'uomo
+stesso, che ha un così grande bisogno di pace e di riposo del corpo e
+dello spirito, nè l'uno nè l'altro riposa neppur nella solitudine
+della sua isola, dove lavora infaticabilmente del braccio e del
+pensiero: studia agricoltura, dissoda la terra, alleva animali, scrive
+romanzi e memorie, risponde a epistole infinite, volge in mente mille
+disegni, tenta tutti i problemi, incita all'opera quanti conosce. E
+questo, finalmente, è anche più mirabile. Salito da natali oscuri a
+un'altezza che nessuno raggiunse nell'età sua, vissuto tanto da veder
+avverato, e in gran parte per sua virtù, quello che alla sua
+giovinezza era parso un sogno, la redenzione d'Italia, divenuto
+oggetto d'ammirazione e d'amore a tutti i popoli, egli che potrebbe
+godere serenamente la sua gloria, considerando la propria missione
+compiuta e confidando che quanto rimane a fare altri faranno, egli no,
+egli, più grande dell'opera propria, dello stato presente non
+s'appaga; e non solo dello stato del suo paese, che non vede potente e
+felice come aveva sognato, ma dell'andamento delle cose nel mondo
+intero; e d'ogni grande quistione che resti a risolvere in Italia o
+altrove si affanna, e ad ogni grido di sventurati e d'offesi che da
+qualunque parte gli giunga s'impietosisce e si accora, e impreca ai
+violenti, tuona contro i ricchi, saetta gl'ignavi, lancia anatemi,
+invoca riforme; e dimentico della sua gloria, parendogli di non aver
+fatto nulla perchè non ha fatto tutto, si tormenta, si rattrista,
+s'inasprisce il sangue, è infelice. Maravigliosa l'anima sua come la
+sua vita. Marinaio, negoziante, maestro di scuola, lavoratore della
+terra, cospiratore e generale, corsaro e dittatore, liberator di
+popoli e scrittore di romanzi, seguìto come un nume e arrestato come
+un bandito, potente come un re e povero come Giobbe, chiamato il
+leone, il filibustiere, «Santo Garibaldi», eroe, fanciullo, mago,
+matto, anticristo, mandato da Dio. Avranno ragione i posteri che
+diranno:--è un mistero.
+
+
+E qui ci arrestiamo perchè a spingerci più oltre nello studio
+dell'anima di Garibaldi ci manca l'ardimento e l'ingegno. Per compiere
+questo studio degnamente, per illuminare tutta quanta agli occhi
+nostri la grande figura di lui, dovremmo, prima di tutto, andar a
+cercare l'origine della maggior parte delle sue idee politiche,
+sociali, morali, e anche di molte consuetudini della sua vita privata,
+in quella specie di evo medio del nuovo mondo, in quel caos ardente di
+popoli giovani, selvaggiamente indomiti, spensierati ed eroici,
+agitantisi nella ricerca tumultuosa d'una forma civile di società e di
+governo e lottanti a un tempo contro la natura, la barbarie,
+l'anarchia e la tirannide; in mezzo ai quali egli temprò l'animo e la
+spada e si vestì d'un'armatura di gloria per le future guerre
+d'Italia. Dovremmo spiegare come nei grandi viaggi oceanici, nei
+lunghi silenzi pensieroi di marinaio innamorato del mare e del cielo,
+e uso a contemplare la società di lontano, a traverso al desiderio e
+alle immagini dolci e care dei ritorni, sia potuto sorgere in lui e
+farsi così saldo, da resistere all'urto d'ogni più dura esperienza
+delle cose e degli uomini, quel suo ideale d'un'umanità semplice e
+buona, d'una società rinnovata dalle fondamenta, retta dall'amore più
+che dalle leggi, e quasi vivente nell'innocenza dell'età primitiva; al
+quale accennava di continuo in forma vagamente profetica, quasi che
+temesse, determinando i propri pensieri, di distruggere in sè
+l'illusione amata. E ancora, in questo suo ideale splendido e fermo
+dovremmo dimostrare la ragione prima di quello sdegno amaro e generoso
+che lo dominò nell'ultimo periodo della vita, quando, dopo aver tanto
+operato per la patria, egli vide il moto maraviglioso della
+rivoluzione nazionale arrestarsi all'unità e alla libertà politica,
+lasciando qual'era la miseria delle plebi, permanenti l'ignoranza e la
+superstizione, intatti istituti decrepiti e privilegi odiosi e mille
+avanzi enormi e sinistri del passato, ch'egli credeva possibile
+spazzare a colpi di decreti e di leggi; e che questo non si facesse,
+gli pareva delitto di principi, tradimento di ministri, perfidia di
+parlamenti, stoltezza e ignavia codarda di popoli. E in fine, in
+quella sua cultura varia e strana, piena di oscurità e di lacune,
+nella quale s'univano la poesia, l'agronomia e la matematica, cinque
+lingue viventi, molte e lucide cognizioni di scienza militare e di
+storia antica, e canti interi di Dante e del Tasso, e con la
+predilezione del Foscolo, dell'Hugo e del Guerrazzi l'ammirazione
+gentile che lo condusse ad abbracciare Alessandro Manzoni, in quella
+cultura multiforme e incompiuta, che gli consentiva le simpatie
+intellettuali più disparate e i tentativi letterari più arditi e
+diversi, dovremmo rintracciar le sorgenti della sua eloquenza
+singolarissima di parlatore e di scrittore, di quel suo stile ingenuo
+insieme ed enfatico, rotto e tormentato, splendente non di rado di
+selvatica bellezza, e qualche volta terribile, del quale egli diede
+saggi indimenticabili in pagine che corruscano e scrosciano come
+cateratte di lava, e, supremo saggio, la sfolgorante allocuzione
+guerriera ai suoi legionari romani del '49. E quando il patriotta,
+l'idealista, l'apostolo, l'oratore, lo scrittore fossero sviscerati,
+rimarrebbe pur sempre, oggetto ammirando di studio, il capitano. E non
+già per risolver la quistione, tante volte posta innanzi durante la
+sua vita da ammiratori e avversari, se d'un grande capitano egli
+avrebbe spiegato le vaste facoltà quando avesse condotto un grande
+esercito: quistione accademica e vana. Ma per dimostrare come dagli
+stratagemmi fortunati che gli soccorrevano nei combattimenti d'un
+pugno d'uomini sulle rive dei fiumi e nelle foreste dell'America,
+risalendo a mano a mano alla condotta meravigliosa della ritirata da
+Roma, alla mossa stupenda sopra Palermo, alla battaglia ammirabile del
+Volturno e alle sapienti campagne del Tirolo e di Francia, le sue
+facoltà potenti di capitano si andassero allargando con l'allargarsi
+dei campi d'azione, e sorgessero nuove facoltà sulle antiche con
+l'ingrandir delle imprese.
+
+
+Ma dopo tutto ciò, una cosa ancora rimarrebbe a spiegarsi, la quale
+sarà oggetto di curiosità grande ai nostri nipoti: da che nascesse
+veramente la virtù fascinatrice della sua persona prima ch'egli
+possedesse quella che gli venne dalla fortuna e dalla gloria delle sue
+gesta maggiori. E anche questa spiegazione, come quella di molte
+qualità singolari della sua indole, dovremmo andarla a cercare di là
+dall'Oceano. Poichè là la cercai e la trovai in parte, concedetemi qui
+di evocare un ricordo personale. Un giorno, in una delle più grandi e
+belle città del Rio della Plata, fui condotto, senza preannunzio, alla
+sede d'un'associazione popolare; dove, in due piccole sale bianche
+s'accalcavano molti uomini silenziosi. V'era a una parete un ritratto
+di Garibaldi, e alcune sue parole di saluto, inquadrate; sulla parete
+opposta una vecchia bandiera nera spiegata, con l'effigie del Vesuvio
+fiammeggiante. Quell'adunanza era tutta composta di vecchi, i più tra
+i sessantacinque e i settant'anni, parecchi ottuagenari; erano antichi
+coloni, operai, artefici, commercianti; pochi mulatti e creoli; tutti
+gli altri italiani; liguri e piemontesi la più parte: facce brune,
+solcate di rughe profonde, grandi barbe canute, rozze mani e rozzi
+panni, fronti severe, corpi ancora gagliardi. L'aspetto di tutti quei
+vecchi immobili, anche prima di saper chi fossero, mi destò un vivo
+sentimento di simpatia e di reverenza. Immaginate quale fa l'animo mio
+quando mi si disse:--Questi sono gli avanzi dell'antica legione di
+Montevideo e questa è la loro bandiera: sono i superstiti di quella
+memorabile battaglia di Sant'Antonio, di cui fu salutato l'annunzio in
+Italia con un grido d'entusiasmo, come quello d'una prima vittoria
+della nostra causa: sono quei legionari garibaldini che, moribondi di
+fame e di sete, circondati d'agonizzanti e di morti, trincerati dietro
+a mucchi di cavalli uccisi, combatterono da mezzogiorno a mezzanotte
+contro un nemico quattro volte più forte e uscirono vittoriosi da una
+delle più disperate strette che la storia delle guerre ricordi. La mia
+commozione di quel momento ve la potrei esprimere; ma ciò che in alcun
+modo non saprei rendere è l'alterezza, l'ardore, l'irruente eloquenza
+con cui tutti quegli uomini carichi d'anni, provati da mille vicende,
+occupati alcuni di gravi cure, e parecchi poveri e costretti a un duro
+lavoro per vivere, si misero, quasi improvvisamente ringiovaniti, a
+parlare del loro antico capitano, prima l'un dopo l'altro, poi dieci
+insieme, poi tutti in coro, raccontando, descrivendo, imitando.--Tale
+era il suo viso, in questo modo egli camminava e gestiva, così portava
+il mantello di «gaucho», così si gettava a nuoto, così mulinava la
+carabina.--Io son quello che gli resse la staffa quando saltò a
+cavallo per slanciarsi a Las Cruces a salvare il colonnello Nera,
+ferito a morte.--Io ero presente quando prese prigioniero quel
+carnefice del Millan che lo aveva messo alla tortura, e disse:--non
+voglio vederlo: liberatelo!--Io gli stavo accanto a Sant'Antonio
+quando quel cavaliere indemoniato del Gomez si slanciò solo sopra di
+noi per dare il fuoco alle nostre tettoie, e Garibaldi ci
+gridò:--Risparmiate la vita a quel bravo!--E si vedeva che quei
+ricordi erano il loro orgoglio e la loro gioia, che non li avrebbero
+dati, come diceva Garibaldi, «per un globo d'oro», che se ne pascevano
+da quarant'anni come d'una passione che raddoppiasse loro la vita. E
+io li guardavo, li ascoltavo, maravigliato, e mi veniva alla mente il
+proverbio turco:--chi ha bevuto una volta alla fontana di Tofanè è
+innamorato della regina del Bosforo per tutta la vita.--Così quegli
+uomini, che avevano bevuto da giovani l'incanto di Garibaldi, dopo
+quasi mezzo secolo lo sentivano ancora. Egli aveva segnato a fuoco
+sulle loro fronti il suo nome, per la vita intera. E via via che
+s'infervoravano nel risuscitare memorie, nelle loro parole, nei loro
+occhi, nei loro gesti l'immagine del Garibaldi antico mi appariva e
+con essa la ragione intima e prima della sua potenza. Sì, era quella
+faccia leonina, che accoppiava alla forza d'una testa romana la
+bellezza d'un profilo greco, eran quegli occhi azzurri che mandavano
+baleni di spada e raggi d'amore, era quella bocca fremente da cui
+uscivano squilli di tromba e accenti di bontà infantile,
+quell'entusiasmo che non contava i nemici, quella fortezza che
+sorrideva fra gli spasimi, quella gaiezza che cantava in faccia alla
+morte; e sopra tutto questo, come disse Giorgio Sand, qualche cosa
+d'arcano, per cui non gli somigliava nessuno, e che faceva pensare: la
+irradiazione dei grandi predestinati, il riflesso della visione
+interna d'un mondo. Sì, era tutto questo. E dissi a quei
+vecchi:--Continuate: voi siete le prove palpitanti della sua
+grandezza; egli è più vivo nelle vostre parole che in mille pagine di
+storia; parlatene ancora; io porterò l'eco della vostra voce nella
+nostra patria lontana.--E oggi per la prima volta adempio la mia
+promessa. Mandiamo un saluto insieme a quei prodi veterani, di cui la
+maggior parte vive ancora: fra venticinque giorni essi l'avranno, e
+sarà come un bacio della patria sulla loro fronte gloriosa.
+
+
+Ma, come suole accadere delle persone amate e perdute, che noi
+rivediamo sempre col pensiero nel loro ultimo aspetto, più spesso che
+l'immagine del Garibaldi fiorente e potente di America, di Roma, di
+Palermo, ci si riaffaccia alla mente quella del Garibaldi degli ultimi
+anni: quanto mutato! Durante i suoi anni migliori, noi avevamo sognato
+per lui una vecchiezza vegeta e lieta, che fosse come uno sfiorire
+lento e quasi insensibile della sua maturità poderosa, una discesa
+trionfale e serena come d'un astro che tramonta. E la sua vecchiezza
+fu invece travagliata e dolorosa. Noi dovemmo vedere l'infermità che
+lo torturava alterare a poco a poco, violare i lineamenti, diventati
+sacri per noi, del suo viso, e stender quasi sulla sua fronte il velo
+della morte prima che ne fuggisse il lume della vita. Tutti i milanesi
+e migliaia d'altri cittadini ricordano, come una delle commozioni più
+profondamente pietose della loro vita, lo spettacolo dell'ultima
+entrata ch'egli fece nella capitale lombarda per la commemorazione
+dell'ultima sua battaglia italiana. Il popolo, che da anni non l'aveva
+più veduto, credeva di rivedere, se non il Garibaldi antico,
+un'immagine ancora risplendente di lui. Lo vide invece avanzarsi,
+portato lentamente da una grande carrozza, disteso sopra un letto come
+un ferito a morte, col viso consunto e cereo, con le mani rattratte e
+fasciate, col corpo immobile, che a stento girava ancora il capo
+bianco e lo sguardo svanito.--Pareva,--disse uno degli spettatori,--la
+salma d'un santo portato a processione da un popolo di devoti, più che
+il corpo vivo d'un uomo.--Non era più Garibaldi. La folla immensa,
+ch'era preparata a festeggiarlo con la sua gran voce di mare in
+tempesta, taceva, costernata, e lo guardava con un senso di stupore e
+di sgomento. No, nessuno poteva rassegnarsi a credere che Garibaldi
+non si sarebbe più levato da quel simulacro di feretro su cui si
+mostrava. Che la legge della vita colpisse inesorabilmente tutti gli
+altri, che la vecchiaia, che le infermità atterrassero col tempo ogni
+pianta umana più salda e più superba, si capiva; ma che avessero
+incatenato anche quel braccio, spento anche quello sguardo, prostrato
+anche quella forza, pareva quasi un errore, una violenza crudele della
+natura. Pareva di vedere la gioventù stessa d'Italia e tutti i nostri
+passati entusiasmi distesi là moribondi sotto quella specie di
+mantello funebre che avvolgeva il corpo dell'eroe. Le fronti si
+scoprivano, le mani si tendevano verso di lui, gli occhi lo
+accompagnavano, umidi di pianto; ma le bocche rimanevan mute. Solo un
+mormorio diffuso e dolcissimo, come una preghiera sommessa della
+moltitudine, lo precedeva e lo seguiva. Eran le voci dei giovani della
+nuova generazione, che mormoravano:--Noi che non abbiamo combattuto,
+non combatteremo più oramai al suo fianco.--Eran le voci delle donne
+del popolo che dicevano ai ragazzi:--Guardatelo bene perchè presto
+morirà.--Erano i suoi vecchi compagni d'armi che sospiravano:--Non lo
+rivedremo mai più!--Era la città delle cinque giornate che dava al
+capitano delle trenta vittorie l'addio supremo!
+
+
+E dopo d'allora noi numerammo trepidando i suoi giorni; ripigliando
+speranza, non di meno, e rallegrandoci ogni volta che la gagliarda
+vitalità del suo spirito usciva ancora in qualche manifestazione
+improvvisa; come avvenne per l'oltraggio fatto a noi dalla Francia col
+trattato del Bardo, quando dal suo orgoglio lacerato d'italiano
+proruppero quelle parole terribili che scossero per un momento
+l'Italia, come un fulmine scoppiato fuor da una tomba. Ma l'opera
+della natura proseguiva, senza tregua, spietata e rapida: dopo ognuno
+di quegl'impeti, egli ripiegava il suo bel capo stanco sopra il
+guanciale come il pensiero nel passato. Perchè accompagnarlo con la
+parola fino all'ultimo istante? Quella camera nuda dove pende a una
+parete il ritratto di sua madre, quella finestra per cui appare il
+cielo sereno e la marina immobile, le due capinere che, come sempre,
+si vengono a posare sul davanzale, e che egli, con voce spenta,
+raccomanda ai suoi, perchè continuino a nutrirle quando sarà morto,
+l'ultimo sforzo del capo con cui si volta a domandare del suo piccolo
+Manlio lontano, l'ultimo atto convulso col quale si asciuga la fronte,
+l'ultimo sguardo lento e sorridente che volge ai suoi figli e al suo
+mare.... questo quadro è vivo nella memoria del mondo. Anche nella sua
+morte, come dice il Thiers della morte di Napoleone a Sant'Elena,
+«tutto fu grande, solenne e semplice».
+
+
+Ed ora quale ultimo omaggio più degno possiamo rendere alla sua
+memoria che di rappresentarci al pensiero quella che dev'essere la
+prediletta delle sue visioni nel mondo sovrumano dov'egli sperava di
+rivedere sua madre? Rappresentiamoci questa visione, che è della
+nostra storia di ieri, e par già d'uomini e di gesta di secoli remoti;
+passino a lui dinanzi, ed a noi, i suoi dieci eserciti, le sue
+bandiere lacere, i suoi eroi, i suoi fratelli, i suoi figli, e dai
+loro cuori valorosi, commossi dal ricordo delle battaglie sacre, non
+dalle nostre povere labbra, erompa l'inno della gratitudine e della
+gloria.
+
+Ritto, immobile sopra una roccia, che sovrasta al flutto delle
+generazioni, bello, biondo, superbo come negli anni più fiorenti della
+sua giovinezza, alzando il viso splendido e dolce di redentore,
+sorridendo dai fieri e profondi occhi celesti, con le braccia erculee
+incrociate sul petto vermiglio e i capelli d'oro e il mantello grigio
+dati al vento, egli li vede trascorrere ai suoi piedi, e rivive con
+tutta l'anima nel passato.
+
+Qual capitano al mondo assistette mai a una sfilata più maravigliosa
+di armati e di memorie?
+
+Al primo manipolo di combattenti ch'egli trasse con sè sulla piccola
+flottiglia della repubblica di Rio Grande contro i trenta navigli
+della squadra imperiale brasiliana, a quello scarso drappello
+temerario, così stranamente svariato di riograndesi, d'italiani, di
+spagnuoli, di mulatti, di negri, infiammati dal suo primo grido di
+guerra per la libertà, fra i quali brilla il viso ardito e onesto del
+Carniglia, il gigante genovese, fedele a lui fino alla morte,--tien
+dietro impetuosamente, cantando l'inno nazionale del Figuerroa,
+sventolando lo stendardo nero in cui fiammeggia il Vesuvio, la bella
+legione di Montevideo, dalle assise verdi, bianche e purpuree, che va
+a combattere in difesa della sua «patria d'esiglio»;--italiani d'ogni
+provincia, ricchi e poveri, commercianti e avventurieri, antichi
+sergenti dell'esercito sardo, futuri generali dell'esercito italiano:
+il giovane Medici, che porterà trent'anni dopo alla tomba del Pantheon
+la spada del primo re d'Italia, Francesco Anzani, suo fratello
+d'anima, un secondo Garibaldi, cui non mancò che la fortuna, Gaetano
+Sacchi, il suo primo alfiere, i primi compagni, i primi spettatori
+della sua aurora gloriosa, quelli ch'ei ricorderà per tutta la vita
+con la più dolce predilezione del suo cuore d'eroe.
+
+Passa la legione di Montevideo, e un altro esercito viene innanzi, più
+tumultuoso, più ardente, più italiano, che agita in alto la bandiera
+di Giuseppe Mazzini: la legione dei Vicentini, il battaglione dei
+Pavesi, le reliquie dei suoi commilitoni d'America, il fiore dei prodi
+delle Cinque giornate, uno stuolo di signori lombardi, uno sciame di
+nizzardi e di liguri, un'accolta di combattenti di tutti i Corpi
+franchi dell'alta Italia, in divisa di soldati e in panni di
+cittadini, chiusi in casacche strappate ai Croati, vestiti del costume
+italico con la giacca di velluto e il cappello piumato, armati di
+fucili e di sciabole d'ogni forma e di spiedi e di bastoni e di scuri:
+l'esercito dei volontari del '48 che passa e lo saluta d'un evviva
+frenetico, rammentandogli il primo sangue italiano sparso su terra
+italiana sotto le ali vittoriose del nome suo....
+
+Ed ecco un altro esercito più bello, più potente, più glorioso:
+l'esercito di Roma: i suoi valorosi di Villa Panfili e di Villa Spada,
+il battaglione dei Reduci, i quattrocento universitari, i trecento
+doganieri, i trecento emigrati, la sua brava legione del quarantanove;
+e primi tra i primi l'eroico Luciano Manara, stretto al fianco
+d'Emilio Dandolo sanguinante, nelle cui braccia rese l'anima; Goffredo
+Mameli, bello come un dio risorto; Emilio Morosini, l'eroe di
+diciott'anni, grondante sangue da tre ferite; il prode Dalla Longa,
+morto salvando il cadavere d'un fratello; e in mezzo alle schiere,
+piantala in groppa a un puledro, la sua Annita intrepida e amata che
+frustò i codardi sulla via d'Orvieto, e il suo fido Ugo Bassi,
+coronato a Bologna dalla morte che ambiva, e il gentile Luigi
+Montaldi, il gemello del Mameli, crivellato dalle baionette dei vinti
+del 30 aprile, e il Montanari, e l'Isnardi e il Marocchetti, che
+accettarono il suo fiero invito sulla piazza del Vaticano, e gli
+furono compagni in tutte le vicende dell'epica ritirata. E:--Gloria a
+te,--gli gridano--o grande rivendicatore di Roma!--e l'inno immortale
+del biondo fratello caduto ascende dall'anima loro al suo cuore.
+
+Le note dei «fratelli d'Italia» si perdon nell'aria, e un altro
+esercito s'inoltra, d'aspetto diverso e nuovo, ordinato e disciplinato
+come un vecchio esercito, una fiumana di cappotti grigi e di berretti
+turchini, segnati dalla croce di Savoia, battaglioni serrati e rapidi
+di studenti, d'artisti, di dottori, di patrizi, d'operai, di poeti,
+comandati da antichi ufficiali di Venezia, di Roma e del Tirolo,
+l'esercito del '59, i valorosi Cacciatori delle Alpi; e tra le prime
+file il tenente Pedotti con una palla nel cuore, e il Guerzoni con la
+spalla infranta, e il De Cristoforis col ventre lacerato, e Narciso
+Bronzetti, superbo di tre ferite mortali, sorridono al loro generale
+adorato, e agitando le carabine e le spade vittoriose gli gridano i
+nomi delle loro tre battaglie, e al suono dei tre nomi benedetti
+balena la fronte augusta tre volte....
+
+Ed ora: tre volte gloria! Ecco l'esercito leggendario, i trentamila
+vincitori del '60, un torrente color di fuoco, i «mille» immortali,
+soldati di tutti i popoli, centinaia di giovinetti e d'uomini canuti,
+stormi di calabresi e di «picciotti», una pleiade di generali
+registrati dalla storia, il Sirtori, il Cosenz, il Turr, il Lamasa,
+l'antico campione del Vascello; e in capo alle file dei più bravi, i
+morti venerabili e i feriti memorandi: il Tukery, fulminato
+all'assalto di Palermo, Benedetto Cairoli che gitta sangue dalla
+fronte, Nino Bixio che si strappa dal petto con le proprie mani la
+palla borbonica, Deodato Schiaffino, bello come una figura del Da
+Vinci, caduto sotto un'intera scarica di plotone a Calatafimi, Achille
+Majocchi che agita tra il fumo il braccio troncato, l'Elia che
+ricevette nella bocca il piombo diretto al cuore di Garibaldi, e
+Filippo Migliavacca, l'eroe di Varese, morto come un romano antico a
+Milazzo, e Pilade Bronzetti, il cui sacrificio sublime al Volturno
+salvò l'esercito da un colpo mortale. E tutti passano lanciando le
+note trionfali dell'inno del Mercantini all'immagine luminosa del loro
+dio.
+
+E un altro esercito si avanza, quanto diverso da quello che
+s'allontana! ma pure bello e solenne nella sua austera tristezza: due
+legioni di soldati agguerriti d'ogni terra d'Italia, il battaglione
+eletto dei Palermitani, una moltitudine d'inermi, stuoli di ragazzi
+scalzi, di veterani coi capelli grigi e il petto scintillante di
+medaglie, laceri, infraciditi dalle lunghe pioggie, stremati dalle
+marce forzate e dalla fame, pensierosi tutti e taciturni come chi
+porta nell'anima una santa speranza uccisa; ma alla vista del grande
+caduto d'Aspromonte rialzan tutti insieme la testa e gli gettano
+l'antico motto: «Roma o morte!» con l'alterezza e con l'entusiasmo
+antico, e gli gridano:--Benedetta la tua ferita, o nostro capitano e
+nostro padre, poichè fu il piombo fraterno a cui t'offristi quello che
+ruppe, in un colle tue carni, la prima pietra delle mura di Roma!--Ed
+egli risponde loro dolcemente:--Benedetta la mia ferita!
+
+E altri tre eserciti s'avanzan di corsa, empiendo il cielo del loro
+grido. Passano i venti reggimenti rossi del '66, fiancheggiati dalle
+artiglierie dell'esercito regio, portando in trionfo l'intrepido
+Lombardi, grondante d'acqua del Chiese, tinta del sangue della sua
+fronte spaccata, e il fortissimo Chiassi ferito nel cuore, e il
+temerario Castellina, crivellato di palle a Vezza, e le sue guide e i
+suoi aiutanti che fecero una barriera di petti fra lui e la morte
+sulla via di Tiarno, e lo stuolo eroico ch'egli spinse all'ultimo
+assalto di Bezzecca. E poi un'altra grande ondata di divise purpuree,
+biancheggianti di polvere, i bersaglieri del Burlando e dello Stallo,
+i carabinieri genovesi del Mayer, ultimi a lasciare il campo fatale, i
+lombardi e i romagnoli del Missori, e sovrastanti a tutti, soffocati
+dalla rabbia e dal dolore, risoluti a morire, il vecchio Fabrizi,
+Alberto Mario, il Friggeri, il Pezzi, il Cantoni morto, il conte Bolis
+morto, il Giovagnoli morto; tutto l'esercito di Monterotondo e di
+Mentana, illuminato da un raggio d'oro della gloria di Roma. E
+finalmente l'esercito internazionale dei Vosgi, vestito di mille fogge
+e armato d'ogni forma d'arme, una folla tempestosa d'italiani, di
+francesi, di spagnuoli, di greci, di polacchi, d'algerini, di soldati
+stanziali e di volontari e di franchi tiratori e di guardie mobili,
+che sollevano in alto anch'essi i loro morti gloriosi e le loro
+bandiere insanguinate, e confondono la loro voce con le voci lontane
+di quelli che passarono, gridando:--Gloria a te, che ci guidasti per
+tante vie e su tante terre a combattere, sempre per una causa grande
+come l'anima tua. Gloria a te, sempre il primo ad assalire, sempre
+l'ultimo a cedere, sempre il più forte nella sventura, sempre il più
+mite nella vittoria, sempre grande egualmente nell'ira e nell'amore,
+nella oscurità e nella potenza, nel trionfo e nella morte! Gloria a
+te, tribuno infaticato di tutti i popoli, cavaliere generoso di tutte
+le patrie, amore e vanto del sangue tuo e della razza umana!
+
+E quando le ultime grida dell'ultimo esercito muoion nello spazio,
+un'altra folla s'avanza ancora col dolce mormorio d'un fiume
+tranquillo, e son le creature sconosciute a cui egli salvò la vita, i
+nemici a cui fu benigno, gli offensori a cui perdonò, e i feriti che
+rialzò da terra sul campo, e i moribondi a cui resse il capo negli
+ospedali, e le madri orbate a cui terse le lacrime e fece risollevare
+la fronte, e le fidanzate a cui tolse un fanciullo e restituì un eroe,
+e gli umili e gl'infelici d'ogni terra ch'egli soccorse e carezzò e
+benedisse; e--Gloria a te--gli gridano anch'essi, levando il volto e
+le mani--e sia benedetta la gloria tua!
+
+Rimani dunque eternamente, sulla tua roccia solitaria, bello, biondo,
+superbo come negli anni fiorenti della tua giovinezza, col tuo viso
+splendido e dolce di redentore, sorridente dai profondi occhi celesti,
+con le braccia erculee incrociate sul petto vermiglio e i capelli
+d'oro e il mantello grigio dati al vento, e passi reverente ai tuoi
+piedi, rispecchiando la tua grande immagine, l'onda infinita della
+posterità.
+
+
+
+
+VI.
+
+Per Gustavo Modena.
+
+_(Inaugurandosi un suo busto in Torino.)_
+
+
+Ecco quale fu, nella maturità degli anni e del genio, effigiato
+mirabilmente, l'artista grande, il cittadino fortissimo. Per tutt'e
+due questa è un'ora di gloria. Come l'attore vedeva nel suo uditorio
+un popolo e di là dal teatro l'Italia, noi vediamo nel suo simulacro
+l'apostolo e il soldato della libertà, e sopra la corona dell'artista,
+l'aureola del patriotta.
+
+L'Italia e l'arte furono i suoi affetti supremi, alla redenzione
+d'entrambe consacrò ogni sua forza; ma non di pari affetto le amò:
+risolutamente, in ogni evento, antepose la Madre alla Dea.
+
+Simbolo della doppia opera sua fu egli stesso quando in Roma
+assediata, confidente del Mazzini triumviro, recitò a beneficio dei
+feriti, mentre tuonava il cannone alle mura e nelle vie dintorno
+squillavano le trombe. Fra le ansie e i cimenti della guerra compiva
+un atto benefico, in pro della patria, col mezzo dell'arte: tale fu la
+sua vita. E così strettamente si congiunsero in lui l'ideale
+dell'artista e l'intento del cittadino, la potenza del genio e la
+fortezza dell'animo, che non può nessuno, senza offender la ragione e
+la giustizia, scindere virtù da virtù nell'ammirazione che gli
+tributa.
+
+
+Nel Davide ventenne che esordisce superbamente a Venezia due anni dopo
+che è nata Adelaide Ristori, quattro anni prima che nasca Tommaso
+Salvini, palpita ancora l'intrepido studente di Padova che una santa
+indignazione avventa, inerme, contro le baionette tedesche da cui ha
+le carni lacerate. Nel Cittadino di Gand, spregiatore della morte,
+freme il patriotta del 1831 che vuol morire sotto le rovine d'Ancona e
+che nella difesa sanguinosa di Cesena arrischia fra i più temerari la
+vita. Vestito del lucco fiorentino, quando primo fra gli stranieri dà
+volto e voce alle ire magnanime di Sordello e Farinata, egli è l'esule
+doloroso che Dante perscruta «scendendo in sè stesso» e nelle calamità
+dell'Italia dei suoi giorni comprende lo spirito del poema sacro. Ed è
+ancora il difensore valoroso di Treviso e di Palmanova che ci appare
+sotto l'assisa del sergente Guglielmo; è il potente oratore
+dell'assemblea costituente toscana, propugnante l'unione immediata a
+Roma, che tuona nell'eloquenza infiammata di Caio Gracco; e nel
+diacono di Ravenna, che narra a re Carlo il passaggio ardimentoso
+delle Alpi, mentre l'autor dell'«Adelchi» ascolta ed ammira, parla il
+fuoruscito senz'asilo, che valica a piedi le montagne del Giura,
+lacero e digiuno, ma non prostrato dell'animo, divorato dalla febbre,
+ma sorridente d'amore alla sposa eroica e dolce che lo accompagna.
+
+
+Dubbio è veramente sotto quale aspetto gli si debba oggi onoranza
+maggiore. Nobile, ammirabile è l'artista sommo che, offertagli la
+direzione della regia Compagnia sarda, ricusa per coscienza
+repubblicana il lucro e l'onore, e va di città in città, di villaggio
+in villaggio, principe ramingo e solitario dell'arte, non chiedendo
+all'arte che la vita, e trascinando la sua gloria come una croce. Ma
+ammirabile non men dell'artista è il ribelle che, minacciato dal
+capestro austriaco e dalla mannaia romana, tradotto in catene a
+Messina, scampato per miracolo in Francia, ritorna a sfidare il
+carnefice nella Romagna insorta, donde non porta in salvo la testa che
+per avventurarla un'altra volta tra i primi nell'insurrezione di
+Savoia. Ma ammirabile non men del ribelle è il cooperatore proscritto
+della «Giovine Italia» che, scacciato da Marsiglia a Berna, da Berna a
+Bruxelles, da Bruxelles a Londra, esercitando i commerci più umili,
+rifiutando i sussidi, stentando il pane, porta alta fra ogni gente la
+dignità della sua bandiera e della sua sventura. E più grande
+dell'attore trionfante, nel pieno splendore della sua fama, fra gli
+applausi frenetici di Milano redenta, è l'attore del 1848, al quale i
+primi annunzi del ridestarsi d'Italia confondono il cuore e troncano
+la parola alla ribalta; è il direttore di Compagnia che scrive al
+compagno d'arte e d'affari:--«Guerra e rivoluzione sciolgono ogni
+contratto»--e calpestando danaro e corone accorre per la quarta volta,
+soldato della patria, dove fuma la polvere e il sangue.
+
+
+Cittadino e artista, ebbe due grandi intenti: innalzar l'arte ad
+apostolato di risorgimento nazionale, facendo del palco tribuna
+all'amor patrio, altare all'eroismo, gogna alla tirannide, e rigenerar
+l'arte stessa riconducendola al vero, senza deviarla da quell'ideale
+del bello e del grande, cha fu il sole dell'anima sua.
+
+Ma convien ricordare quali fossero l'arte e il teatro quando, reduce
+dall'esilio, egli s'accinse all'opera, per comprendere qual cumulo di
+difficoltà gl'ingombrasse la via, quanto vigor di coraggio e di
+costanza gli occorresse a superarle, e come fosse da tanto egli solo
+che, già chiaro per ardimenti, dolori e invitta fede italiana,
+raccoglieva in sè il rispetto e la simpatia delle varie classi
+cittadine, nel sentimento della patria concordi, nel sentimento
+dell'arte divise.
+
+Cadente il regno della tragedia classica e della commedia goldoniana e
+non ancor pregiate che dalla schiera colta le opere italiane dei nuovi
+ingegni e le poche buone che venivan d'oltralpe; appassionata la
+moltitudine per un bastardo romanticismo drammatico, nel quale ai
+pochi attori eletti che, pur piegando al falso, intendevano al vero,
+prevaleva un branco d'istrioni manierati e gonfi come il linguaggio
+dei loro eroi; miserrimo non per tanto lo stato della più parte delle
+compagnie comiche, preferendo l'aristocrazia il teatro francese e la
+borghesia la musica, a cui il teatro di prosa era anche peggio d'ora
+immolato; disparatissimi infine, senza confronto più che al presente,
+per essere smembrata l'Italia, i gusti delle varie cittadinanze, che
+dalla scena distraeva il presentimento, la preparazione, l'incalzarsi
+dei grandi avvenimenti politici: tali erano il teatro, l'arte, il
+pubblico quando Gustavo Modena sorse.
+
+In così aspro campo, in contro a tante forze ebbe a combattere, e
+combattè tutta la vita.--Memorando ardimento!--come disse dell'Alfieri
+il Leopardi. Gli è strappato il frutto di otto anni di fatiche dalla
+confisca austriaca del suo podere di Treviso; da una città all'altra
+d'Italia è costretto a viaggiare con le cautele d'un fuggiasco per
+evitar gli Stati donde è bandito; è relegato da ultimo dentro ai
+confini del Piemonte e della Liguria dove gli è forza di scendere fino
+ai teatri più miseri, e dalla salute mal ferma è ricondotto ogni
+inverno al suo romitorio di Torre Pellice, donde lo ricaccia alla
+scena, e dalla scena al commercio, il bisogno; ma non si perde d'animo
+mai. Altero e indomabile, egli lotta con le censure dispotiche, coi
+municipii gretti, con gli appaltatori ingordi, con le compagnie
+privilegiate, con cittadinanze indifferenti o, per ragion di parte,
+malevole, che gli avvelenano la gioia dei trionfi, e, pure lottando e
+peregrinando senza tregua, lavora e crea senza posa. Crea personaggi,
+educa alunni, divina ingegni, incoraggia autori, propone e discute
+soggetti di dramma, ricorre tutte le letterature drammatiche, commenta
+e traduce, scrive di politica e d'arte, vagheggia fino agli ultimi
+giorni, per il risorgimento del teatro, il suo sogno d'una Compagnia
+libera, e soltanto sul letto di morte, e dopo aver provveduto alla
+sorte della moglie adorata che gli singhiozza sul cuore, trova
+finalmente riposo. Quanto fu tempestosa la sua vita, tanto la sua
+morte è serena; affranto da tante fatiche, egli s'addormenta
+senz'affanno, e sul suo viso tragico, ultimo riflesso della coscienza
+intemerata, resta un sorriso.
+
+
+Quale fu l'arte sua? Audacia sarebbe il tentar di descriverla con
+ricordi vaghi dell'adolescenza. Ma chi lo potrebbe far degnamente?
+
+Dicendo, come altri disse, che classico e realista ad un tempo, e
+novatore senza infrangere ogni tradizione della scuola antica,
+studiava i grandi personaggi nella storia, nella letteratura,
+nell'anima propria, e li coloriva giovandosi con sagacia acutissima
+della sua varia e profonda esperienza della vita, e dava loro con
+efficacia insuperabile il grido delle sue gagliarde passioni, si dice
+l'armonia e la profondità delle sue facoltà artistiche, non
+l'originalità stupenda della sua recitazione.
+
+Dicendo che, maestro impareggiabile nell'arte di modulare il verso e
+il periodo e di dare allo studio faticoso l'apparenza dell'ispirazione
+spontanea, egli accoppiò a una mobilità maravigliosa del volto una
+voce a cui erano concessi i passaggi più ardui e le note più alte e
+terribili che possano erompere dal petto umano, che la sua persona
+poderosa si ergeva come la forma ideale della maestà e della forza e
+si piegava e immeschiniva fino all'aspetto più compassionevole
+dell'infermità e della miseria, e che il suo passo parlava e il suo
+gesto scolpiva e i suoi occhi fulminavano, si dice quello che d'altri
+grandi attori fu detto.
+
+E chi anche lo descrivesse nella rappresentazione intera d'un
+personaggio, rammentando, come altri fece, le voci, i gesti, i passi,
+ogni idea sua propria, renderebbe pur sempre una sola delle cento
+facce del suo genio; il quale da Lindoro a Saul, da Luigi undecimo a
+Edipo, ascese tutta quanta, la scala smisurata del dramma, come nella
+dizione magistrale della «Divina Commedia» risalì da Vanni Fucci a San
+Pietro.
+
+Potremmo accumulare immagini sopra immagini, e faremmo per chi non
+l'intese opera vana, come il definir con parole a chi non lo vide ciò
+che distingue dagli altri mille il viso d'un uomo. Non v'è giudizio di
+posteri per l'arte che rifà più vivamente la vita. Grida di dolore e
+di sdegno a cui sobbalzava la folla come alla voce stessa della patria
+e in cui pareva espandersi l'odio d'un'intera generazione contro la
+tirannide, scoppi di pianto disperato onde mille visi impallidivano,
+lampi della parola che illuminavano recessi ignorati dell'anima e
+altezze non prima vedute del pensiero ond'egli era interprete, e
+atteggiamenti nobili e superbi come forme statuarie di Michelangelo,
+voi non siete più che nella mente d'alcuni, nati nella prima metà del
+secolo, e sarete fra pochi anni scomparsi affatto anche dalla memoria
+degli uomini.
+
+Scomparsi, ma non perduti.
+
+Come non si perde l'acqua fecondatrice che la terra beve e rispande in
+umor vitale su per le fibre dell'erbe e degli alberi, tale è di tutto
+ciò, che fu la grande arte sua: gli accenti, gli atti, gli sguardi,
+tramutati in forza di passione e di idee nella generazione che li vide
+e li udì, operano ancora, eredità ignorata, nella generazione
+presente, e in mille echi e riverberi vivono tuttavia nell'arte
+d'oggi, e nell'arte avvenire perdureranno. L'arte si trasforma e
+procede, ma Gustavo Modena non muore. Sulla fronte dei novatori più
+arditi brilla ancora un raggio del suo spirito, e fin che nel teatro
+italiano avranno culto la verità e la grandezza, ad ogni
+rappresentazione dei capolavori ch'egli segnò del suggello del suo
+genio, si vedrà passare in fondo alla scena l'ombra enorme del suo
+capo.
+
+
+Ma non nell'arte soltanto e nel nostro spirito: rimane gran parte
+dell'anima sua in quell'epistolario incomparabile, nel quale, più che
+l'arguzia inesausta e la cultura varia e l'agile vigore d'uno stile
+esuberante di vita, anche i suoi più fieri avversali politici son
+forzati ad ammirare la sincerità profonda e la saldezza incrollabile
+della sua fede.
+
+Repubblicano fu, nel fondo dell'anima, dalla prima giovinezza alla
+morte, e propugnatore d'una politica audacemente rivoluzionaria,
+aborrente da ogni aiuto straniero, che non procedesse anch'esso da
+rivoluzione, intendendo a una confederazione europea di repubbliche. E
+certo è che quanto ei voleva sarebbe stato saggio e attuabile se tutti
+gli italiani avessero avuto mente e fibra pari alla sua. Questo
+appunto egli credè fermamente, come lo credè il suo maestro; onde gli
+parve verità afferrabile quell'ideale che, giusta la sentenza d'un
+grande, è la verità veduta di lontano; e lontana facevano allora la
+verità dalla sua fede le moltitudini immature a quella forma di
+reggimento liberissimo e impotenti a quell'azione indipendente,
+unanime, eroica, fuor della quale egli non vedeva salute. Il
+disinganno lo trafisse; ma da quello ch'ei stimò errore e sventura del
+suo popolo, non da misere ambizioni deluse, non da angusto
+risentimento d'orgoglio offeso, derivò l'amarezza iraconda che lo fece
+così fieramente severo coi suoi contemporanei e con l'opera loro. E
+però il suo dolore è nobile, l'ira generosa, e il grido che s'alza
+dalla sua coscienza spartana contro la servilità e la corruzione che
+dànno di sè i primi segni, è grido di profeta. E fa professione di
+scettico invano: egli infuria e impreca perchè soffre, e soffre perchè
+ama ancora; e nel suo riso di disprezzo trema un ruggito e il sarcasmo
+atroce che gli scatta dalle labbra stilla sangue del suo cuore.
+
+Ah, quanto è diversa l'opera dell'uomo dalla parola della sua collera!
+Dice:--Disprezzo il mio prossimo, sono nauseato di tutti e d'ogni
+cosa;--ma, stanco e infermo, e bastante appena a provvedere a sè
+stesso, recita a beneficio di compagni d'arte e di Società operaie,
+soccorre emigrati e proscritti, e fino a pochi giorni prima di morire
+porge la sua povera borsa a quanti naufraghi del teatro gli tendon la
+mano. Scrive:--L'Italia è morta; stoltezza è sacrificare i moltissimi
+buoni alla rigenerazione dei molti vilissimi;--ma sottoscrive a
+prestiti per la causa italiana, sussidia giornali, fonda tiri a segno,
+dà il suo obolo e il suo consiglio per affrettare ogni moto in cui
+appaia un barlume di speranza, e la notizia dei supplizi di Mantova
+gli strappa dall'anima dilaniata lacrime di sangue. Afferma--che il
+nome della sua patria gli s'è fatto odioso e che vuol rifugiarsi e
+farsi seppellire in un angolo della Svizzera dove non ne giunga più il
+suono;--ma, invitato a recarsi in America, dove potrebbe assicurar
+l'agiatiezza della sua vecchiaia, dalla patria non ha il coraggio di
+staccarsi e, indispettito contro sè medesimo, rifiuta, e resta nel suo
+eremo, dove si leva innanzi giorno per attinger l'acqua e accendere il
+fuoco. Grida in un impeto di rabbia:--Meglio la casa d'Absburgo che ci
+trattava a ragione come negri;--ma quando in nome dell'arciduca
+Massimiliano gli sono offerti salvacondotto, onori e guadagni perchè
+vada a recitare in Milano austriaca--No--risponde--piuttosto la fame.
+
+
+Tale era in fondo questo povero grande cuore ferito che, a parole,
+malediceva la patria e rinnegava l'umanità; tale era quest'anima in
+stato di procella perpetua, quest'artista glorioso e sdegnoso che, se
+il teatro gli fosse stato precluso, sarebbe riuscito uno scrittore
+illustre, che, se a più alte prove lo avessero posto gli eventi,
+sarebbe stato un eroe, che se avesse sortito la ricchezza l'avrebbe
+usata come quei benefattori insigni che la storia ricorda e il popolo
+benedice.
+
+Bello è che sorga un monumento in suo onore nella Capitale del
+Piemonte, che fu ultimo rifugio alla sua vita errante e campo dei suoi
+ultimi trionfi. Non meno di quello che sorgerà nella sua Venezia
+nativa sarà rispettato e amato questo dal popolo, che per trent'anni
+lo attese. E la gioventù verrà con reverenza a contemplare questa
+fronte che non piegò mai, questi occhi in cui rifulse il genio, questa
+bocca che non macchiò nè adulazione nè menzogna, questo petto nel
+quale fremettero tutti i dolori e tutte le ire della patria oppressa,
+e che con pari coraggio sfidò la tirannia, sopportò la povertà, lottò
+per l'ideale e affrontò la morte....
+
+Resti qui dunque perpetuamente, o Maestro venerato, la tua immagine,
+fidata alla guardia amorosa di questa Torino che raccolse il tuo
+ultimo sospiro e custodisce le tue ossa; resti invulnerata dai secoli
+al bacio del sole e della gloria, e dalla bocca di pietra spiri ancora
+alle generazioni venture il soffio della libera e grande anima tua.
+
+
+
+
+VII.
+
+Per Felice Cavallotti.
+
+
+Sono trascorsi sette giorni; alla prima oppressione dello sgomento e
+del dolore, che ci oscurarono lo spirito e ci strapparono il pianto
+dal cuore, è succeduta la tristezza profonda e lucida, che ricorda,
+medita e lamenta: eppure non possiamo ancor pronunziare senza un
+fremito d'angoscia ribelle a ogni rassegnazione, senza una ripugnanza
+del cuore incredulo e delle labbra tremanti--come se fossero
+un'orribile menzogna, queste tre sciagurate parole:--Felice Cavallotti
+non è più!--Noi non possiamo rassegnarci a pensare:--Altre ingiustizie
+pubbliche, altre violazioni della libertà, altri conati della reazione
+si succederanno,--ed egli le ignorerà; la patria patirà nuovi dolori,
+correrà nuovi pericoli, subirà forse altre vergogne--e le sue labbra
+taceranno; altri frodatori del comune avere, altri corruttori delle
+istituzioni patrie e profanatori del santo nome d'Italia compiranno le
+loro imprese, e la sua mano vindice--smascheratrice implacabile di
+tutti i mercanti del patriottismo--rimarrà inerte; supremi interessi
+nazionali si discuteranno, si combatteranno grandi battaglie
+politiche, care feste della patria, anniversari di giornate gloriose,
+conquiste e trionfi della libertà e del diritto si celebreranno in
+adunanze fraterne e solenni,--ed egli non v'assisterà. Felice
+Cavallotti che voleva dir forza, moto, azione, speranza
+inestinguibile, giovinezza perpetua--Felice Cavallotti che per noi
+teneva luogo d'una legione, del quale sentivamo anche da lontano
+l'alito possente e la voce che echeggiava sul paese come uno squillo
+di tromba--Felice Cavallotti che la nostra immaginazione, precorrendo
+il tempo, godeva a rappresentarsi ancora operoso e combattente nell
+più tarda vecchiaia, circondato dalla reveranza e dalla gratitudine
+pubblica.... bisogna pur che ci rassegniamo a profferire, a ripetere,
+a configgerci nel cervello e nel cuore queste tre terribili e quasi
+incredibili parole:--Felice Cavallotti e morto!
+
+
+Commemorarlo? A che pro, se da tanti giorni non si parla che di lui?
+se la sua vita intera è presente al pensiero di tutti? E com'è
+possibile, mentre dura intenso ancora il dolore, aver libera la
+facoltà che ordina i fatti, collega i particolari, chiarisce e giudica
+i moventi e gl'intenti delle passioni e degli atti? Altri farà questo
+un giorno, forse molti lo faranno, e faranno opera utile e bella. Lo
+prenderanno fanciullo, crescente nel seno d'una famiglia amorosa, ma
+più vicina alla povertà che all'agiatezza, esercitato fin dai primi
+anni a sopportar con animo forte le privazioni, educato agli studi
+severi dal padre, dotto filologo, ch'egli aiuta nei suoi lavori;
+spiegheranno come nella furia delle sue prime letture di libri
+cavallereschi abbia avuto origine quello spirito generoso,
+avventuroso, battagliero, irrequieto che agitò tutta la sua vita; lo
+seguiranno a passo a passo, da quando, poco più che fanciullo, si
+mette a capo d'una dimostrazione patriottica e vaticina in un opuscolo
+l'unificazione della Germania, via via, per le varie tappe, soldato dì
+Garibaldi a Milazzo e al Volturno, collaboratore dell'«Indipendente»
+del Dumas a Napoli, poi a Milano, studente di legge, poeta e
+giornalista ad un tempo, faticante per guadagnarsi il pane; poi
+soldato un'altra volta nel '66, combattente a Vezza, in Val Camonica;
+poi da capo giornalista, nella capitale lombarda, polemista baldanzoso
+e indomabile, che smette a ogni tratto la penna per impugnare la
+sciabola; tradotto di processo in processo, fuggiasco all'estero,
+nascosto in Milano, poetante nella prigionia, e dopo ogni processo e
+ogni prigionia più infiammato e più audace di prima.
+
+E pervenuto a questo punto il biografo non sarà ancora che al
+principio. Egli dovrà accompagnarlo nella sua vita parlamentare per un
+quarto di secolo, deputato di Corteolona, di Pavia, di Milano, di
+Piacenza; saldo sempre nella sua fede repubblicana, ma, com'egli
+disse--«italiano prima, repubblicano poi»;--lottante, salvo rare e
+brevi tregue, contro tutti i ministeri; paladino dell'Italia
+irredenta, nemico dell'alleanza austriaca, oppugnatore degli armamenti
+rovinosi, avversario della politica affricana, denunciatore di tutte
+le violazioni della legge, di tutti gli abusi del potere, di tutti gli
+sperperi dell'amministrazione; fiero, infaticabile rivendicatore della
+moralità pubblica, fu istigatore di tutti i prevaricatori e corrotti e
+complici loro, potenti ed oscuri, nel parlamento, nella stampa, nei
+tribunali, nei comizi, in tutte le regioni e da tutte le tribune
+d'Italia. Ma dovrà aggiungere il biografo come a questa lunga e
+guerresca vita parlamentare, segnata di discorsi e di tempeste
+memorabili, egli intrecciasse ancora, quasi senza interruzione per
+molti anni, l'opera poetica e drammatica, alternata di dure lotte e di
+vittorie sudate, e come all'opera della creazione artistica
+accompagnasse l'opera erudita, critica e polemica, condotta con lunghi
+e pazienti studi, nel campo del teatro, della storia, della nuova
+poesia: opera interrotta alla sua volta da nuovi processi, da nuovi
+duelli, da nuove tempeste, da commemorazioni ispirate e memorande di
+grandi fatti e di grandi morti, e da faticose e ardimentose campagne
+elettorali; e come infine in mezzo alle lotte, alle cadute e ai
+trionfi, inteso sempre e soprattutto alla grande voce del paese, egli
+abbandonasse ogni cosa sua quando suonava il grido d'una sventura
+pubblica, e accorresse a Napoli e a Palermo a soccorrere e a confortar
+le vittime dell'epidemia col coraggio d'un eroe e con l'amor d'un
+fratello. Sì, ammirabile vita, nella quale i venturi, secondo i
+principii politici e l'indole loro, potranno trovare errori, violenze,
+temerità, disarmonie; ma non disconoscere una grande forza diretta da
+una coscienza onesta, da un profondo amore della patria, da un'ardente
+passione per la verità, per la giustizia, per il bene;--ma non
+rifiutarsi ad ammirare una maravigliosa cospirazione di virtù della
+mente e dell'animo, rarissime a trovarsi riunite, quali son l'impeto
+dell'entusiasmo e la tenacia ferrea della volontà, la vigoria
+infaticabile del pensiero e dell'azione, e con una nobile ambizione di
+gloria, col sentimento e il culto della bellezza, con la vivacità
+degli affetti, con tutto quello che fa bella e cara la vita, la forza
+d'un cuore sempre pronto ad affrontar le persecuzioni, gli odii, il
+dolore, la povertà, a rinunziare senza titubanza e senza rammarico a
+ogni bene della vita e alla vita stessa, come se per lui la pace, gli
+affetti, la gloria, l'esistenza non avessero valore alcuno se
+accettate a prezzo di una transazione con la propria coscienza a d'una
+violenza fatta alla propria ragione. Sì, ammirabile vita, che si può
+simboleggiare in questa bella figura: un soldato con la camicia rossa,
+con una corona di poeta sulla fronte, ritto sopra una tribuna; il
+quale mostra le mani alla patria per cui ha combattuto per
+quarant'anni con la spada, con la penna e con la parola, e le
+dice:--Guardate, sono pure! Non le ho macchiate mai che del mio
+sangue.
+
+Vediamo ora, rapidamente, il poeta lirico, il drammatico, l'oratore,
+il polemista, il cittadino, l'uomo.
+
+
+Poeta fu, nel più profondo dell'anima. Di poeta ebbe--per usar le
+parole d'un suo illustre avversario--il soffio, l'essenza alata,
+l'anima lirica. Non cercò nuove forme: fece sue quelle della poesia
+patriottica che palpitava in tutti i cuori quand'egli s'affacciò alia
+vita, le forme del Rossetti, del Berchet, del Manzoni. Dice egli
+stesso all'autore della «battaglia di Maclodio»:--«quest'umile cetra
+apprese le forme da te, e il mio canto modula alla tua scuola gli
+accenti d'una speranza che non è più la tua».--L'impeto della passione
+soverchiante non gli poteva consentire le sottili e pazienti industrie
+di stile e d'armonia, che più tardi vennero in onore. La sua poesia fu
+propriamente un canto sgorgante dall'anima, poesia di battaglia, piena
+dì strepito d'armi, di schianti di fulmine, di fremiti di popolo, di
+grida d'ira e di dolore. La successione delle sue strofe di
+decasillabi somiglia all'incalzarsi di manipoli di combattenti che
+corrono all'assalto; nelle quali le rime sono punte di spada e i
+tronchi finali urrà di vittoria. Ma nell'uniformità dei metri facili e
+sonori, quanta varietà d'ispirazioni, dall'inno alla satira, alla
+romanza, all'elegia, all'epigramma, ed anche quanta sincerità e
+freschezza giovanile di passione! L'anima affaticata dagli urti e
+dalle procelle, ferita qualche volta dal taglio del sarcasmo di qui si
+fa arma, si rifugia in sè stessa, cerca conforto negli affetti gentili
+e pace in fantasie e sogni di solitudine e di oblìo, e allora un nuovo
+poeta vi appare, d'una dolcezza e d'una delicatezza squisita, che vi
+tocca le più intime fibre del cuore. Ma già questo poeta voi lo
+indovinate anche nelle poesie di battaglia, dove a ogni tratto spunta
+un fiore, brilla una goccia di pianto, suona una nota di mestizia
+soavissima. Vi ricordate quando dice al Manzoni morto:--«dormi, o
+vecchio, e sopra la tua zolla ti conforti i placidi sonni la rosa che
+ti donò Garibaldi»?--e quando dice a Adelaide Cairoli, rammentandole
+il giorno che pregava alla tomba del suo primo figliuolo caduto:--«Ma
+allora, dopo la preghiera, ti rialzavi più forte, perchè ti
+rimanevano, ti baciavano ancora in viso quattro figli; e t'era così
+dolce il cercare su quei quattro volti il sorriso del tuo morto!»--E
+quando al poeta che impreca, infuriando, al cadavere della donna amata
+che lo fece soffrire, dice quella dolce e sapiente parola:--«Ah no,
+non insultarla! Ah non nelle maledizioni e nello scherno troverai il
+refrigerio che vai cercando, povero poeta! Tu non sarai guarito se non
+il giorno che perdonerai!»
+
+E vorrei proseguire: vorrei imitar l'esempio di Emilio Augier, che
+all'Accademia francese, dovendo tesser l'elogio d'un poeta illustre,
+disse:--Quale omaggio migliore gli si può rendere che quello di
+recitare i suoi versi? e conchiuse:--Non aggiungiamo nulla: portiamo
+con noi intera la nostra commozione, e che il poeta tramonti nella sua
+gloria.--Ma recitar quei versi che furono la più schietta e calda
+espressione dell'anima sua, e darmi così l'illusione di riudir quella
+voce che non udrò mai più, non potrei: la commozione me li
+soffocherebbe nel cuore. Evochiamo una sola, la più bella forse delle
+sue creazioni, quella in cui più mirabilmente s'accordano l'altezza
+del concetto, la grandezza del disegno e l'andamento grave e solenne
+del ritmo che par che segni il passo di Leonida armato nel silenzio
+della notte. Alla mente di tutti, senza dubbio, è presente la figura
+augusta dell'eroe che, al raggio delle stelle, risorto dalla tomba
+d'Antelo, con la grande asta nel pugno, discende, circonvolato
+dall'aquile, per andar a cercare se sia sorta nel mondo una nuova
+gloria pari a quella delle Termopili, e riposar là, in mezzo ai
+fratelli degni, dei suoi trecento. Si sofferma, ma non si arresta a
+Clierniea. No,--dice ai Tebani morti che lo chiamano:
+
+ No, no, dormite in pace! Vano fu il sangue, eroi!
+ Periste e non salvaste l'ellenia libertà!
+
+Giunge a Maratona; ma non s'arresta.--No,--grida ai caduti che lo
+invocano--qui non rimango.--
+
+ Tutto, voi, tutto aveste! la gloria e la vittoria
+ Pei lari! È troppo dolce, morti, dormir così!
+
+Giunge alle isole Arginuse, sulle onde sparse di triremi infrante e di
+salme insanguinate; ma non cede all'invito di Callicràtida:
+«No»--dice--«foste prodi, cinque contro venti; ma foste Elleni contro
+Elleni--e fu una squallida lotta».
+
+Giunge al campo di battaglia d'Isso; ma procede, dicendo ai soldati di
+Alessandro, vincitori dei Persiani:
+
+ ... Salvete, o morti! Leonida non dorme
+ Dove a un tiranno i lauri il greco acciar donò.
+
+E non s'arresta a Gerusalemme dove l'invocano i crociati spenti,
+perchè, dice, «io non pugnai per espiar peccati nè mossi in cerca
+d'avventure e di ricchezza». E non s'arresta alle Piramidi, alla voce
+dei soldati di Buonaparte, perchè, grida:
+
+ Io non guidai sul colle i miei Trecento a Dite,
+ La libertà sul labbro e la conquista in cor!
+
+E non s'arresta a Zama, dove gridano il suo nome i soldati di
+Scipione, sgominatore d'Annibale:
+
+ E voi giacete! Io passo! Troppi eravate in campo!
+ E i numidi elefanti v'apersero il sentier.
+
+E trascorre oltre il campo di Munda, sordo alle voci dei legionari di
+Cesare, ai quali rinfaccia il motto del capitano:
+
+ Sul colle io per la patria pugnai, non per la vita:
+ Vincitori di Munda, lasciatemi passar!
+
+E attraversa fiumi e monti, passa il Pirene, giunge in Provenza, si
+sofferma sul Rodano dove Mario distrasse i Teutoni; ma non s'arresta
+alla voce dei soldati di Mario, perchè sul sacro colle egli non
+attese, scrutando le stelle, l'ora in cui potesse combattere con la
+certezza della vittoria.
+
+E varca le Alpi e scende in Lombardia; ma, sospinto dal ricordo della
+pace di Costanza, neppure a Legnano si arresta, perché
+
+ Se non dà frutti il sangue che val gloria d'allori?
+ Se libertà non germina, che val d'armi virtù?
+ Morti feconde io cerco, non vinti o vincitori;
+ Morti feconde e libere, tra quei che non son più.
+
+E giunge finalmente sulla riva del Tevere, in vista di San Pietro,
+davanti a un'ara modesta, donde cento voci fioche lo salutano:
+
+ Noi pur, noi pur pugnammo in cinque contro venti,
+ E non fu indarno, o patria, nè il sangue, nè il morir!
+
+ A noi non la vittoria, ma dei fiacchi lo scherno:
+ Non i felici oròscopi, ma il pallido dover:
+ Non fratricidi allori, ma l'abbandon fraterno:
+ Non di tiranni il soldo, ma il raggio d'un pensier.
+
+ L'alme donammo al fato, non bugiarde parole,
+ Dall'ombra degli avelli guardando all'avvenir!...--
+ L'Ombra, inchinando l'asta, grida:--Stanotte vuole
+ Coi morti di Mentana Leonida dormir!
+
+E così ora «tramonti il poeta nella sua gloria» accanto al suo
+Leonida, egli che alle Termopili sarebbe morto tra i primi, e che in
+difesa della libertà e della giustizia combattè per trecento.
+
+L'autor drammatico. Nessuno, certo, attende qui un'analisi ragionata
+di quell'opera complessa e varia, coronata di successi clamorosi,
+provocatrice di aspre battaglie, feconda di tante vive discussioni
+storiche e artistiche, nella quale dal dramma storico in versi, i
+«Pezzenti», il «Guido», l'«Agnese»,--dove la poesia e la fantasia
+predominavano e la storia non era che fondamento e facciata,--Felice
+Cavallotti passò al grande dramma storico in prosa--l'«Alcibiade» e i
+«Messenj»--poggiato sopra una più minuta indagine del tempo e sopra un
+più profondo studio del vero, per trascorrere poi, con la «Sposa di
+Menecle», alla commedia intima di soggetto antico, e infine al moderno
+dramma psicologico, spingendosi fino all'idillio e al proverbio. Il
+cuore e la ragione insieme si ribellano oggi anche a una critica
+riverente. A noi basta rammentare che se neppur nel teatro non cercò
+nuove forme, attenendosi, come voleva la natura del suo ingegno, alla
+tradizione romantica, sulle traccie di Victor Hugo e dello Schiller,
+anche nel teatro portò il soffio della sua anima lirica, che tutto
+riscalda e vivifica, la santa fiamma dell'amor di patria e di libertà,
+una forza grande di sincerità giovanile e di virile coscienza, un
+continuo, amoroso, poderoso conato verso la bellezza e la grandezza,
+che ci leva in alto lo spirito e ci move il cuore anche quando non
+arriva dove fende. Chi potrebbe oggi esaminare, ponderare, discutere,
+mentre le creature della sua mente ci si affollano intorno velate di
+nero come la sua immagine, a cui fanno un corteo dolente e glorioso,
+come figli intorno al simulacro funerario del padre? Altro non
+possiamo fare che rammentarle e salutarle. E sfolgorante Raul che,
+levando la spada in cospetto al cadavere di Maria, grida al duca
+d'Alba: «Troppo tardi. Oggi saremo in molti ai funerali. A me,
+pezzenti!»--È tragico il vecchio padre traditore del suo sangue che
+svela al figliuolo adorato la propria infamia, mentre suonano i
+rintocchi della campana che lo chiamano a combattere, con quelle
+semplici e terribili parole:--«Ferma! Io son Guido!»--È bello e
+generoso il giovine Scandiano che al duca di Mantova, ebbro di piacere
+e d'orgoglio, narra tra gli splendori della festa la fame e la
+disperazione del popolo di Mantova. È splendido il vecchio re di
+Messenia che, ritto sulle rupi, strappa la bandiera tirannica di
+Sparta e chiama alla rivolta il suo popolo col superbo grido:--«dove
+passa Aristomene, Sparta non ha bandiera!»--E pietoso e venerando è il
+vecchio Menecle che riprende dalle pareti lo scudo e la spada antica
+per chiedere alla morte per la patria l'oblio della dolce illusione
+perduta. E più alto di tatti, come una statua d'oro e di bronzo,
+segnata di mille colpì, ma salda e trionfante ancora sul suo
+piedistallo di marmo pario, ci sorge davanti il greco gigantesco e
+multiforme, che riunì in sè Cesare e Coriolano, Sardanapalo ed
+Antonio,--«tutte le faccie del polièdro umano»--e mentre passano
+dietro di lui, come visioni, i giardini e le piazze, le sale d'Atene,
+la spiaggia di Sicilia, il lido di Sparta, le acque dell'Ellesponto,
+le montagne di Frigia, e quella fuga maravigliosa d'assemblee, di
+eserciti, di campi di battaglia, di feste trionfali e di solitudini,
+che pare il giro di un mondo intorno ad un uomo,--noi non salutiamo in
+lui l'Alcibiade antico, vincitor di Bisanzio e di Calcedonia, ma la
+creazione più grande, più fortunata, più cara del poeta perduto; la
+salutiamo con la certezza che, quando pure dovessero le altre andar
+travolte dal tempo, quella resterà, splendida e palpitante di vita
+immortale. E se anche tanti pregi di pensiero e d'ispirazione non
+risplendessero nelle sue tanto applaudite e combattute opere
+drammatiche, sarebbero queste ancora amate e riverite da noi per il
+tesoro di studi amorosi e di dotti commenti che egli vi profuse
+intorno, per le tempestose ansie giovanili che gli costarono, per le
+ebbrezze ardenti che gli diedero, per i profondi e dolci conforti che
+recarono ai suoi grandi dolori e alle sue affannose fatiche di soldato
+della libertà e di tribuno della patria.
+
+Eppure la più alta e potente manifestazione del suo ingegno e
+dell'animo suo egli la diede, a nostro credere, nell'oratoria. Oratore
+grande, insuperabile forse, se la natura non gli avesse negato
+qualcuna di quelle piccole doti sussidiarie, puramente fisiche, onde
+il grande oratore s'integra. Due oratori erano in lui, potenti del
+pari. L'oratore popolare e improvviso, che stentatamente incominciava,
+che vi faceva assistere al lavorìo, alla lotta laboriosa e violenta
+del sentimento e del pensiero con la parola, e che poi, infervorato
+dal suo sforzo medesimo, trascinato dalla passione, sprigionava un
+torrente di idee e d'immagini, dalle onde irruenti e sonore, e
+travolgeva ogni forza restìa dell'uditorio;--e l'oratore parlamentare
+delle grandi occasioni, che del discorso ordiva avanti la trama, nel
+quale le idee si svolgevano ordinate e concatenate, col corso largo e
+pieno d'un grande fiume, e logica, sentimento, precisione quasi
+scientifica di forma, tutti gli accorgimenti più fini dell'arte
+s'univano con l'ardore d'un'alta ispirazione, che tutto levava in
+alto. L'oratore nato, sussidiato dall'artista letterario, si rivelava
+nell'architettura ardita e grandiosa del periodo, sorreggente una
+grande quantità di idee accessorie, aggruppate armonicamente intorno
+all'idea principale, intarsiato di parentesi e d'incisi che, senza
+fare ingombro, illuminavano il concetto come di tanti raggi
+successivi, e condotto vittoriosamente, fra ogni sorta di pericoli, ad
+una frase geniale che superava tutte le altre in efficacia, e che
+nello stesso tempo giungeva inaspettata e pareva necessaria.
+
+Maraviglioso era veramente come un uomo di natura così impetuosa
+sapesse, quando occorreva, trovar le parole gravi, misurate,
+guardinghe che facevan passare senza contrasti le idee più audaci,
+quasi rispettate per la dignità dell'abito; come qualche volta,
+nell'infuriare d'una tempesta, quasi per effetto d'una illuminazione
+improvvisa dell'intelletto e dell'animo, egli lanciasse, in luogo
+delle parole eccessive che tutti aspettavano, una così sincera e
+nobile invocazione alla concordia per l'interesse supremo della
+patria, che n'eran tutti gli animi disarmati e placati; come da quella
+bocca, donde erompevano tanti tuoni e tante fiamme, potesse sgorgare,
+al bisogno, un rivo d'eloquenza così mite e così serena. Vi ricordate
+di quel mirabile parallelo tra il generale della Lunigiana e il
+generale di Sicilia, che, fatto da tutt'altri, avrebbe scatenato un
+uragano? Vi ricordate della difesa ch'egli fece del «fiore baciato
+dalla sventura», quando dal banco dei ministri era lanciato un
+oltraggio a una giovinetta, mentre sul capo di suo padre, accusato
+politico, pendeva una condanna tremenda? Vi ricordate con che dignità
+di sentimento e di parola egli diceva nel Parlamento l'elogio d'un
+avversario morto, e riconosceva d'un avversario vivo la bontà e la
+rettitudine, e come qualche volta, sfuggitagli una frase offensiva, la
+temperasse come voleva la giustizia, in modo che non era la sua una
+ritrattazione del pensiero, ma del sentimento, non un atto di semplice
+convenienza, una gentilezza sentita e squisita di cavaliere e di
+galantuomo? Vi ricordate l'orazione in onore di Garibaldi morto,
+pronunciata il 3 giugno dell'83, al «Castelli» di Milano, la quale
+strappò il pianto da tremila cuori, e la grande commemorazione epica
+dei caduti a Domokos, e le belle, austere, fraterne parole ch'egli
+disse nella prima riunione dei partiti estremi, discordi fino a quel
+giorno, per la fondazione della Lega della libertà?--Era l'eloquenza
+d'un poeta e d'un, sapiente--era una così alta e commovente
+ispirazione che quasi riusciva dolce agli altri oratori di non poterla
+raggiungere--erano la ragione, l'entusiasmo e la fede parlanti il più
+eletto linguaggio che possa uscire dall'animo d'un cittadino. Quante
+volte Vittorio Alfieri gli avrebbe posto la mano sul capo,
+ripetendogli i versi di Eschilo a Timoleone:
+
+ Ah! no, più caldi mai, nè mai più veri
+ Forti divini detti in cor mortale
+ Mai non spirò di libertade il nume!
+
+E non di meno, non si potrebbe affermare con certezza che fosse
+l'oratoria, non invece la facoltà puramente ragionatrice, non la forza
+analitica e polemica la sua virtù intellettuale preminente. Di lui si
+può dire quello che dell'autore dell'«Emilio» disse Enrico Taine. Non
+c'è loico più serrato. La sua dimostrazione s'annoda in fili
+d'acciaio, maglia a maglia, per lunghe pagine, come una enorme rete
+senza uscita, in cui, volenti o no, si rimane avvinti. Non un filo gli
+sfugge o gli si rompe, ed egli ha costantemente sotto gli occhi e
+dentro la mano la rete intera. Dagl'infiniti e bene ordinati
+compartimenti della sua salda memoria escono prontamente, a un
+richiamo, nomi, date, parole, fatti, circostanze di fatti, che a
+vicenda si rischiarano e si rincalzano, disponendosi e collegandosi
+logicamente come le formule successive d'un'operazione matematica, che
+non possa esser condotta in altra forma nè riuscire ad altro risultato
+da quello a cui egli tende. La punta della sua idea v'è già penetrata
+nella mente, credete che non vi si possa addentrare di più, ed egli ve
+la configge ancora più addentro con un martellamento fitto e preciso,
+che vince anche le ultime resistenze inconscie dell'animo vostro.
+Nessuna maraviglia che chi possedeva una così potente arte dialettica
+l'adoperasse anche quando ad altri poteva parere superflua, o
+inopportuna, o senza speranza di effetto utile. Ma maraviglioso è che
+egli vi ricorresse e l'esercitasse magistralmente anche nei momenti di
+maggior concitazione dell'animo, che egli ragionasse in quel modo con
+la penna alla mano un'ora prima d'andare a rischiar la vita con l'arma
+nel pugno, che neanche il presentimento della morte, che qualche volta
+lo assalì in quei momenti, potesse turbare in lui quella facoltà
+delicatissima a cui pare indispensabile la quiete serena dell'animo e
+la libertà assoluta della mente. E questo prova quanta sincerità,
+quanta pensata fermezza ci fosse anche nelle sue determinazioni che
+potevano parer più violente, come la sua passione fosse mossa sempre
+da una idea e sorretta e vigilata, dalla coscienza, come fosse in lui
+convinzione vigorosa e tenace ciò che non era creduto da molti che
+ira, odio, sete di rappresaglia e di vendetta, come la sua spada,
+anche nelle quistioni che parevan più strettamente personali, fosse
+quasi sempre la spada d'un'idea.
+
+
+No, non si battè per impeto d'ira o per febbre di vanità chi, venti
+volte, prima di venire alla prova, scrisse di proprio pugno la sua
+difesa e il suo testamento, con l'espressione precisa delle sue ultime
+volontà, con la previdenza chiara e minuta di tutte le conseguenze
+possibili della sua morte. Certo, spuntava un sorriso sulle labbra a
+chi gli udiva dire:--Io sono un uomo pacifico.... furono le
+circostanze che mi forzarono.... E la natura delle questioni in cui mi
+trovai impegnato....--Eppure, nella sua coscienza, questo era vero. Ma
+ci perdoni la cara memoria se noi lamentiamo il concetto da cui la sua
+ragione partiva, e se esprimiamo la speranza che la sua fine lacrimata
+e funesta serva almeno di ammonimento alla generazione che sorge. Ma
+come! Un passato di trent'anni di fecondo lavoro intellettuale, di
+nobili lotte, di servizi resi alla patria, un avvenire di forse altri
+trent'anni di vita egualmente benefica, un tesoro inestimabile di
+entusiasmo, d'eloquenza e di forza, una mente privilegiata, da cui
+mille quistioni altissime d'interesse pubblico attendono luce ed
+impulso, in cui milioni d'uomini fondano speranze di protezione e
+d'aiuto,--tutto questo, per una parola, deve esser messo a un cimento,
+nel quale un passo falso, il tradimento d'un muscolo, la svista d'un
+istante possono distrugger tutto in un nulla? Ah! è una follìa, un
+errore, una vergogna! Ed è appunto questo pensiero che oggi ci
+aggiunge angoscia ad angoscia: è il dover riconoscere che ci troviamo
+ancora a questo segno di barbarie, è il dover confessare che, pure
+riconoscendo l'assurdità di quest'idea dell'onore che, in un tempo di
+vantata eguaglianza, si circoscrive in una sola classe sociale, non
+s'abbia ancora il coraggio civile di uscirne, e che la società culta,
+che pure la condanna nella sua coscienza, tolleri, incoraggi,
+accarezzi, con la cospirazione d'una legge ipocrita, il pregiudizio
+stolto, la tradizione dell'usanza stupida e feroce che la insanguina e
+la disonora.
+
+
+Era fors'anche suo pensiero che nelle lotte politiche avesse il duello
+questa giustificazione: che molte volte esso racqueta e riconcilia due
+avversari che si stimano; fra i quali, altrimenti, sarebbe impossibile
+o più difficile assai la riconciliazione. Questa e ogni altra ragione
+possiamo ammettere, per ispiegarci la sua condotta, fuorchè la
+mancanza di bontà d'animo, di cui dai nemici fu accusato. Ah!
+dell'accusa sorride--sorride amaramente chi sentì il suo abbraccio
+fraterno dopo una lunga separazione, e sa quante calde e devote
+amicizie egli ebbe anche fra i suoi più appassionati avversari,--chi
+si ricorda quanto fosse buono e amabile il sorriso su quel volto
+coperto di cicatrici, quand'egli espandeva l'animo con gli amici
+intimi, sorridenti alla volta loro di tante ingenuità giovanili del
+suo cuore e della sua parola,--chi si rammenta con quanta gentilezza,
+nelle famiglie che l'ospitavano, la sua mano gagliarda si posasse sul
+capo dei bambini e la sua bocca usata a soffiar la tempesta esortasse
+i giovinetti allo studio, all'amor del bene, al culto della verità e
+dell'ideale.--Gli mancava la bontà dell'animo.--A Felice Cavallotti!
+Ah non lo pensa chi ha visto la sua fronte superba chinata al
+capezzale degli infermi, chi ha sentito i suoi singhiozzi disperati
+accanto al cadavere della sua figliuola, chi ha assistito una volta
+sola all'espansione della sua gioia e della sua tenerezza di fanciullo
+fra le braccia della vecchia madre adorata, che gli ripeteva con tanta
+dolcezza:--Felice, Felice mio, sii più prudente....--come se
+presentisse il destino. Buono era, e n'è una grande prova il fatto che
+molte volte, candidamente, egli si rimproverasse, si dolesse di non
+potere esser più buono di quello che era. Povero Cavallotti! Non è
+molto tempo che, rispondendo ai consigli d'un amico, egli diceva a
+questo con un sorriso ingenuo:--Già, tu sei più buono di me.--Ma il
+giudizio fu coscienziosamente respinto.--No, Cavallotti--gli fu
+risposto.--Io non son più buono di te; non lo sono quanto te. Facile è
+la bontà a chi, lontano dalla lotta, non s'espone all'offesa che
+lacera e avvelena l'anima e non sente in faccia l'alito violento dei
+nemici che, non dandoti tregua alla guerra e negandoti ogni virtù
+gentile, ti scoraggiano dalla gentilezza e dal perdono. Ah no! Io so
+ben discernere quello che è in te violenza necessaria e durezza
+acquisita di lottatore da quello che è prima e schietta natura. Di
+questa, che è tutta d'oro, tu hai salvato fra le battaglie quanto era
+umanamente possibile, e quello che ti resta è ancora un tesoro che
+t'invidio.--Ah, gli mancava la bontà dell'animo!--A Felice Cavallotti!
+Ma se contro a mille prove dell'asserto, non possibile che a chi non
+lo conobbe, stesse quella sola indimenticabile poesia, quello
+straziante e divino grido d'amore e d'angoscia che dal treno di
+Gallarate egli lancia all'angolo del cimitero dove dorme la sua
+figliuola, se egli non avesse pronunciato in tutta la sua vita altre
+dolci parole che quelle con cui s'illude che la sua creatura senta
+passare il suo dolore e possa rispondere alla disperata invocazione
+del suo cuore trafitto, se in cinquantacinque anni non gli fosse
+scoppiato dall'animo che quell'unico grido, basterebbe quello per
+farci credere, affermare, giurare che egli fu buono.
+
+
+L'accusa, di mancanza di bontà e di gentilezza gli fu più spesso
+ripetuta nell'ultimo periodo della sua vita. E qui m'occorre di fare
+una dichiarazione. Io mi son proposto, com'era mio stretto dovere, di
+commemorare il compianto cittadino al di fuori d'ogni idea e d'ogni
+sentimento di parte politica; ma a rischio d'esser accusato
+d'infrangere il proposito debbo accennare all'ultima grande lotta
+ch'egli combattè in nome della giustizia e della moralità pubblica,
+poichè il rifiutare, per non dar ombra ai vivi, un onore dovuto a un
+morto, non mi parrebbe generosità, ma codardia. Dal più profondo della
+mia coscienza, non velata in questo momento da ombra d'odio e di
+rancore, esce la voce che m'impone un tributo d'ammirazione e di
+plauso al lottatore dell'ultima ora. Giorno verrà, senza dubbio, in
+cui si riconoscerà universalmente che sarebbe stata una vergogna
+incancellabile per il nostro paese se almeno una voce d'accusa e di
+sdegno non si fosse levata, e che se quella voce non fosse rimasta
+senz'eco, che se la giustizia ch'ella chiedeva avesse avuto corso e
+compimento, non sarebbe forse stata spinta fino agli estremi la
+forsennata impresa dell'Africa, sarebbe forse almeno stato evitato il
+macello miserando che la chiuse. «Opera negativa» fu detta la sua con
+la stessa logica con cui si direbbe negativa l'opera del magistrato
+che, accusando e condannando, toglie e non dà dei cittadini al paese,
+o l'opera del soldato che, difendendo la patria sul campo, uccide e
+non crea.--Ha varcato il segno--da altri si disse--non doveva
+ostinarsi e incrudelire; si deve rispetto anche ai caduti per propria
+colpa.--E, certo, la parola è generosa, è l'espressione d'un sacro
+dovere di tutti verso i caduti che si pentono e si confessano, o cedon
+l'armi e rimangon muti. Ma quando i caduti rialzan la fronte
+minacciando, si ribellano alla giustizia e alla sorte, provocano la
+coscienza pubblica e tentano d'ingannare o d'imbavagliare la storia,
+l'ostinarsi nella lotta è dover di coscienza e necessità di vita. E
+poichè tanti sacerdoti della stampa che mentre egli combatteva solo
+quell'aspra battaglia, bersagliato di mille colpi e coperto di mille
+vituperi, l'applaudivano nella loro coscienza e copertamente
+l'incoraggiavano e gli desideravano la vittoria, pensando forse in
+cuor proprio che se avessero avuto la sua indipendenza, il suo ingegno
+e il suo coraggio, non per amor della giustizia, ma per sgombrar la
+via ad altre ambizioni, avrebbero condotta la stessa lotta con
+pertinacia anche più implacabile, poichè si videro tanti di costoro
+lamentare la sua morte e inneggiare alla sua vita senza arrischiar
+neppure una timida lode a quell'ultima opera sua, compiamo noi più
+risolutamente il debito nostro, affermando a voce alta, e con tutta la
+forza del nostro cuore, che quella fu la più forte, la più onorata, la
+più ammirabile pagina della sua vita.
+
+E se anche qualche volta, se anche molte volte, nel flagellare i
+trafficatori della propria coscienza e i depredatori del danaro
+pubblico, egli fosse trasceso--supposto che in questo si possa
+trascendere--molto, tutto si dovrebbe condonare a chi per questo
+riguardo era uno dei pochi invulnerabili e puri, e dei pochissimi in
+cui la purità fu merito vero. In tutta la sua vita non v'è traccia nè
+indizio d'un atto compiuto per iscopo d'interesse materiale. Alla
+patria diede tutto e non chiese nulla. Dandosi alla politica, sposò la
+povertà. E non si diede alla politica, come altri, per esser fallito
+all'arte e alle lettere; le si diede nel colmo dei suoi trionfi
+d'artista. Ebbe offerte di cattedre e le rifiutò; avrebbe potuto
+trarre guadagni dalla sua penna feconda di pubblicista, e se ne
+astenne per dignità di tribuno; avrebbe potuto trarne dal teatro, solo
+che avesse rallentato alquanto la sua opera politica, e non lo fece
+per sentimento altissimo del suo dovere di cittadino. Quelle
+prolungate polemiche, che si dicevan mosse da spirito di ambizione e
+d'orgoglio, non erano soltanto per lui uno sforzo doloroso dell'animo,
+ma un dispendio enorme di tempo e di lavoro, ch'egli scontava poi in
+privazioni d'agiatezza, di libri, di svaghi desiderati. La sua spesa
+quotidiana era quella d'uno degli impiegati più modesti, la sua
+abitazione a Roma una camera di studente, la sua villa di Dagnente una
+povera bicocca; e al vestire non si sarebbe distinto quasi mai da un
+operaio di buon salario. Eppure mai, mai non si sentì dalla sua bocca
+una parola di rammarico, mai nemmeno un'espressione vaga di
+aspirazione a una vita più agiata e più signorile. Una cosa sola
+rimpiangeva di quando in quando: l'arte da cui s'era dovuto separare.
+Ma per quanto dicesse, fra le due dive nemiche, l'arte e la
+politica--l'una bella, splendida, sorridente, che lo chiamava--l'altra
+austera, dura, gelosa, che lo teneva--era questa quella ch'egli amava
+di più ardente amore--era la tiranna ingrata e spietata, che lo
+torturò e che l'uccise.
+
+Quale esistenza! Ricorriamola ancora con uno sguardo. Quale miracolo
+continuo di moto; di passione, di lavoro! V'è una frase d'una sua lettera
+che definisce la sua vita.--Son qui--scrive a un amico--in mezzo a una
+tempesta di cose, che mi porta via la testa.--E questa tempesta durò quanto
+egli visse; nè può immaginare quanto turbinosa ella fosse chi non gli
+stette per qualche tempo vicino. Non conoscono i più che la sua assiduità
+operosa al Parlamento, la sua attività insuperabile nei periodi di lotta
+elettorale, i suoi viaggi faticosi in provincie lontane a scopo di
+propaganda e d'inchiesta, e la sua produzione straordinaria di
+pubblicista. Ma di pari passo con l'opera pubblica egli ne mandava un'altra
+che pochi soltanto conoscevano, ed era il patrocinio generoso di cause
+oscure e di oppressi sconosciuti, era una corrispondenza cortese e pronta
+con innumerevoli amici, sollecitatori e postulanti ignoti, d'ogni classe e
+d'ogni natura, erano visite e corse da per tutto ov'egli fosse richiesto
+per consolare un dolore, per comporre un dissidio, per profferire una
+parola utile. E tra l'una e l'altra di queste infinite cure pubbliche e
+private egli trovava il tempo di nutrir di nuovi studi lo spirito, di
+raccoglier documenti intorno alle quistioni del giorno, di gittare nella
+forma poetica le sue gioie, le sue tristezze, i suoi sogni. Bene qualche
+volta si rifugiava nel suo romitorio di Dagnente per prender respiro; ma lo
+raggiungevano là pure, da ogni parte, i telegrammi, le lettere, le
+sollecitazioni d'ogni forma, e vi facevano in pochi giorni una piena che lo
+travolgeva e lo risospingeva al lavoro. Una voce inesorabile, appena egli
+chiudesse gli occhi, gli gridava:--Dèstati, scrivi, parla, combatti,
+va!--Ma io sono stanco--rispondeva.--Fa uno sforzo.--Ma io son malato.--Non
+importa.--Ma io m'accorcio la vita.--È il tuo destino.--Ed egli si destava,
+scriveva, parlava, combatteva.--Diceva ultimamente, a Torino, passandosi
+una mano sulla fronte con un suo gesto abituale:--Ah! se potessi riposare
+per un anno.... per qualche mese.... Ma non posso.--E pareva rassegnato. Un
+solo pensiero lo turbava: il pensiero di una vecchiezza inferma, in cui non
+avrebbe più potuto lavorare nè combattere, e sarebbe rimasto in un canto,
+inutile come una spada arrugginita. E soggiungeva:--Vorrei morir prima!--Fu
+pago il suo desiderio, sventuratamente. La nobile spada non
+s'arrugginì--s'infranse--e passerà lungo tempo, pur troppo, prima che sul
+campo di battaglia dove egli cadde ne baleni un'altra così prode, così
+tersa, così gloriosa.
+
+
+Ma egli fu ben altro, e ben di più che la spada d'un partito. Più alto
+fu il suo destino, più alto l'ufficio ch'egli compì. A dritto fu
+chiamato il continuatore del pensiero di Garibaldi, non circoscritto
+in una formola precisa, ma vasto tanto da comprendere tutte le
+aspirazioni dei tempi nuovi. Sopravvisse e parlò in lui la giovinezza
+ardente della rivoluzione italiana, con tutti i suoi più santi
+entusiasmi, con tutte le sue più luminose speranze. In ogni
+manifestazione del suo pensiero e del suo cuore è un accenno vago, ma
+caldo a qualche cosa di più grande che non sia il concetto astratto
+della libertà o una data forma di governo. Si sciolgono a ogni tratto
+il suo spirito e la sua parola dai vincoli angusti del programma
+politico del presente, e si slanciano verso l'avvenire. Disse egli un
+giorno:--Non sento il bisogno di cambiar l'ideale--e spiegò tutto sè
+stesso in quelle parole. Il suo ideale abbracciava vagamente tutti i
+bisogni e tutte le rivendicazioni popolari dell'età nostra. S'egli non
+combattè che per la libertà e per la giustizia è perchè comprendeva
+che eran queste le prime battaglie da vincere, e reputava saggezza il
+non disperdere in un più largo campo le sue forze, che gli occorrevan
+tutte a tener alta la sua bandiera. Ma nell'anima sua si raccoglievano
+e fiammeggiavano in una sola, invitta passione lo sdegno di tutte le
+miserie, il sentimento di tutti i diritti, l'amore di tutti i popoli.
+Comprese, sentì, previde più che non disse; ma ciò che non disse fu
+compreso. E però la sua voce, benchè non pronunciasse il nuovo verbo
+delle moltitudini, suonò nel loro cuore come la voce d'un fratello, e
+la sua morte fu lutto e pianto del popolo, e si posò sul suo feretro,
+con gli omaggi dei parlamenti e coi fiori della gioventù studiosa, con
+le corone dell'Italia irredenta e con la palma del martirio di Cuba,
+il saluto amoroso e triste di tutti i lavoratori del mondo.
+
+Sì, convien risalire fino ai grandi fattori dell'unità della patria
+per ritrovare una morte così universalmente, così sinceramente
+compianta, e che abbia lasciato fra noi il sentimento d'un vuoto così
+vasto e così doloroso. E nessuno certo se ne allieta, neanche fra i
+suoi più acerbi nemici, nessuno che abbia senso di gentilezza e di
+carità di patria, perchè sentono tutti che è caduta una forza, che s'è
+spento un raggio, che è sparito un vanto vivente della patria. E
+questo solo ci conforta; che ciò ch'egli ci lasciò--l'esempio--nè
+tempo nè fortuna ci possono togliere. Esso sarà raccolto e sarà
+fecondo. La gioventù d'ogni parte e d'ogni fede ha qualche cosa da
+imparare e da imitare da lui. Egli fu soldato, tribuno, poeta,
+maestro; disprezzò la ricchezza, non ambì il potere, non adulò la
+fortuna, non s'infinse, non vendette, non mercanteggiò la sua
+forza,--fu buono, aperto e intrepido--fortissimo fu contro ogni forma
+di dolore e di pericolo, e fu potente e povero, illustre e incorrotto.
+Sì, tale egli fu, e le generazioni venture lo sapranno; tale tu fosti,
+o Felice Cavallotti, e te lo ridirà ogni anno, il giorno della tua
+morte, la tua patria, come te lo gridò nel primo schianto del dolore,
+mandando un bacio di madre alla tua bella fronte inanimata. E così sia
+seguito il tuo esempio come sarà venerata la tua tomba e glorificato
+il tuo nome. Nel nome di quanti ti amarono e ti piangono, Felice
+Cavallotti, sia benedetta la tua memoria!
+
+
+
+
+
+Le tre Capitali.
+
+
+
+
+NOTA A QUESTA NUOVA EDIZIONE
+
+(1.a edizione Treves--1911).
+
+
+Il De Amicis intitolò Le tre capitali, raccogliendoli tardi, questi
+suoi tre scritti giovanili, due dei quali, con titolo un po' diverso,
+appartenevano già ai Ricordi del 1870-71 (Firenze, Barbèra, 1872); più
+importante di tutti il terzo, che ha valore di documento letterario e
+storico insieme. L'autore, sottotenente nel 3.° Reggimento fanteria,
+brigata Piemonte, dopo la campagna del 1866 era stato comandato presso
+il Ministero della Guerra a Firenze e incaricato di dirigere l'Italia
+militare. Accompagnò, come corrispondente di quel giornale, l'esercito
+italiano alla presa di Roma, e scrisse immediatamente le sue
+impressioni del 20 settembre 1870 e delle giornate seguenti.
+
+Molti anni dopo, nel 1898, quando l'editore Niccolò Giannotta di
+Catania gli propose di iniziare con questi tre scritti riuniti in un
+volumetto la sua piccola Biblioteca popolare contemporanea, il De
+Amicis avvertiva:
+
+ «Rilessi, prima d'acconsentire, gli scritti, che avevo in parte
+ dimenticati, e, rileggendoli, mi venne spesso sulle labbra un sorriso,
+ che non era certo di compiacenza letteraria, e mi prese più volte un
+ senso di tristezza, come accade sempre a chi si richiama alla memoria
+ speranze alle quali non corrispose la vita ed entusiasmi su cui passò
+ un'onda di nuovi affetti e di nuove idee. Acconsentii nondimeno alla
+ pubblicazione di queste pagine perchè penso che la descrizione degli
+ effetti intimi ed immediati prodotti da certi avvenimenti storici
+ nell'animo d'un testimonio oculare non debba riuscire indifferente nè
+ inutile ai giovani della generazione che quegli avvenimenti non vide;
+ perchè l'affetto e la reverenza che sono espressi in questi scritti
+ per le tre grandi città in cui palpitò e palpita il cuore d'Italia mi
+ paiono sentimenti di cui non sia superfluo ripetere l'espressione
+ anche dopo unificata la patria; e perchè in fine, in mezzo ai troppi
+ difetti v'è se non altro in queste povere prose il pregio della
+ sincerità giovanile, che, disponendo il lettore alla benevolenza, suol
+ giovare indirettamente all'effetto cercato, ma non conseguito
+ dall'autore per mancanza d'arte.»
+
+ D. M.
+
+
+
+
+TORINO.
+
+
+Un Torinese che volesse far da guida ad un Italiano d'un'altra
+provincia venuto qui per la prima volta, per metterlo in una
+disposizione d'animo favorevole alla città sconosciuta dovrebbe, prima
+di lasciarlo entrare in Torino, condurlo diritto a Superga. V'hanno
+spettacoli che sono per la vista degli occhi ciò che sono per la vista
+della mente quelle grandi intuizioni istantanee del genio, che
+abbracciano secoli di storia e regioni d'idee. Lo spettacolo che si
+gode da Superga è un di questi, ed è anche più grande e più bello
+della sua fama. Dalla sommità della cupola, con un solo giro degli
+occhi, in tre secondi, s'abbraccia tutto l'immenso cerchio
+dell'Appennino genovese e delle Alpi, dai gioghi di Diego e di
+Millesimo alla piramide superba del Monviso, dal Monviso alle porte
+della val di Susa, al Gran San Bernardo, al Sempione, al Monrosa, alle
+ultime montagne che fuggono verso levante di là del Lago Maggiore;
+sotto, tutti i colli di Torino, popolati di ville e di giardini; più
+in là i bei poggi del Monferrato, vestiti di vigneti e coronati di
+castella, e le colline ubertose della sinistra del Tanaro; e oltre a
+queste una successione di tappeti verdi sterminati, una campagna senza
+fine, che si perde nelle pianure vaporose della Lombardia, argentata
+dalle mille curve del Po, seminata di centinaia di villaggi, rigata di
+strade innumerevoli, coperta d'una vegetazione lussureggiante di
+boschi, di verzieri e di messi, nettamente visibile in tutti i suoi
+rilievi infiniti fino alle più grandi distanze, come se ogni sua parte
+ci s'avvicinasse al fissarvi sopra lo sguardo. Ed è una natura così
+fresca e così italiana di forme e di colori, così maestosamente serena
+nella immensità dei suoi orizzonti azzurrini, e così grande e
+terribile d'antiche e di nuove memorie, che dopo averla percorsa
+intera, quando si volgon gli occhi giù sulla città tutta piana e
+rosseggiante lungo le rive del Po e della Dora, chiusa in un vasto
+cerchio di verzura cupa, dominato dal bel monte conico dei Cappuccini,
+somigliante a uno smeraldo enorme, viene spontaneo sulle labbra il «Te
+beata» che gridò a Firenze Ugo Foscolo, e si resta maravigliati che
+tutta quella bellezza non abbia ancora avuto anch'essa da qualche
+grande poeta il tributo d'una lode immortale.
+
+
+Ho cercato molte volte, curiosamente, con uno sforzo
+dell'immaginazione, di rendermi conto dell'effetto che può produrre la
+città di Torino in un Italiano che la veda per la prima volta....
+
+
+Certo, un Italiano che arrivi qui coll'idea di trovare una città
+uggiosa, e un po' triste, come certi stranieri la definiscono--un
+villaggio ingrandito--un mucchio di conventi e di caserme--deve
+provare un disinganno piacevole, uscendo dalla stazione di Porta
+Nuova, in una bella mattinata di primavera. Alla vista di quel grande
+Corso, lungo quanto i Campi Elisi di Parigi, chiuso a sinistra dalle
+Alpi, a destra dalla collina, davanti a quell'infilata di piazze, a
+quelle fughe di portici, a quel verde rigoglioso, a quella vastità
+allegra, piena di luce e di lavoro, deve esclamare:--È bello--o tirare
+almeno uno di quei larghi respiri, che equivalgono ad una parola
+d'ammirazione. E andando su verso piazza Castello.... Ma un Italiano
+che venga a Torino per la prima volta, se appena ha una scintilla
+d'amor di patria nel sangue, è impossibile che, addentrandosi nel
+cuore della città, serbi tanta freddezza d'animo da non giudicarla che
+con l'occhio dell'artista. Egli deve sentirsi sollevato, travolto da
+un torrente di ricordi, sfolgorato da una miriade d'immagini care e
+gloriose, che trasfigurino la città ai suoi occhi e gli facciano parer
+bella ogni cosa. Deve veder Carlo Alberto, affacciato alla loggia del
+palazzo reale, in atto di bandire la guerra dell'indipendenza;
+incontrar sotto i portici il conte Cavour, che va al Ministero,
+dandosi la storica fregatina di mani; vedere i Commissari austriaci
+del 59 che portano l'«ultimatum» al Presidente del Consiglio; i
+corrieri che divorano la via Nuova recando le notizie delle battaglie
+di Goito, di Pastrengo e di Palestro; le deputazioni dell'Italia
+centrale che vanno a presentare i voti dei plebisciti; una legione di
+vecchi generali predestinati a morire sui campi di battaglia; a una
+cantonata Massimo d'Azeglio, in fondo a una strada Cesare Balbo, qui
+il Brofferio, là il Berchet, laggiù il Gioberti; visi tristi e
+gloriosi di prigionieri dei Piombi e di Castel dell'Uovo; giovani a
+cui brilla sulla fronte, come un raggio, il presentimento dell'epopea
+dei Mille; battaglioni abbronzati di bersaglieri della Crimea che
+passano di corsa e stormi di giovani emigrati che sbarrano la strada,
+agitando i cappelli, alla carrozza di Vittorio Emanuele; in ogni parte
+cento immagini di quella vita ardente e tumultuosa, piena di speranze
+e d'audacie, di __grida di dolore__, di canti di guerra e di fanfare
+trionfali, che s'agitò per quindici anni fra queste mura.
+
+
+Il centro di Torino ha una bellezza sua propria, invisibile allo
+straniero indifferente, ma che deve affascinare l'Italiano nuovo
+arrivato. Ogni suo angolo, ogni sua casa parla, racconta, accenna,
+grida; ogni arco de' suoi portici è stato l'arco di trionfo d'un'idea
+vittoriosa; sopra ogni pietra del suo lastrico si sono incontrati e
+stretti la mano per la prima volta due italiani di provincie diverse,
+due esuli, due soldati della grande causa comune; tutto v'è ancora
+caldo del soffio immenso di amor di patria che vi passò, infiammando e
+travolgendo ogni cosa, come un uragano di fuoco. Quale Italiano può
+arrivar là senza sentirsi commosso? In poche città i luoghi e i
+monumenti più memorabili si trovano meglio disposti per colpire
+tutt'insieme lo sguardo e la mente: in un giro di pochi passi, intorno
+al Palazzo Madama, si vede e si ricorda tutto. Ed è anche bella per
+l'artista e per il poeta quella piazza vastissima, che arieggia il
+cortile d'un palazzo smisurato. Quella reggia severa e nuda, dietro a
+cui s'innalza la cupola grigia della vecchia cattedrale, il Palazzo
+Madama, grave come una fortezza, sorvolato da nuvoli di colombi, il
+tendone bianco delle Alpi che chiude via Dora Grossa, la cortina verde
+delle colline che chiude via di Po, quel contrasto di baracconi da
+fiera e di palazzi austeri, di folla e di strepito da un lato e di
+solitudine tranquilla dall'altro, danno a quella parte di Torino un
+aspetto misto così stranamente di città nuova e di città vecchia, di
+gaiezza meridionale e di gravità nordica, di maestà di metropoli e di
+semplicità provinciale, da far pensare a due città lontane che un
+prodigio abbia ravvicinate e congiunte.
+
+
+Ma qui non può farsi un'idea di Torino il forestiero. Quietato il
+tumulto dei ricordi, bisogna ch'egli s'inoltri in quella parte della
+città che è compresa fra via di Po, via Roma, il Corso del Re e il
+fiume. S'egli non è mai uscito d'Italia, ne avrà senza dubbio
+un'impressione nuova. La città par fabbricata sopra un immenso
+scacchiere. Per quanto si giri, non si riesce che a descrivere una
+greca continua. Tutte le strade, a primo aspetto, si rassomigliano:
+tagliano tutte un lunghissimo rettangolo di cielo con due file di case
+di color uniforme, su cui lo sguardo scivola dal cornicione al
+marciapiede senza che nulla l'arresti, allineate a corda com'erano i
+vecchi reggimenti piemontesi, coi guidoni e le guide sulla linea, dopo
+un'ora di lavoro. Si va avanti, e par sempre di passare e di ripassare
+nei medesimi luoghi. Si può camminare a occhi chiusi: non c'è da
+sbagliare: ogni tanti passi, riaprendo gli occhi, si vedranno due
+interminabili vie diritte a destra e a sinistra, l'una chiusa dalle
+Alpi, l'altra chiusa dalle colline. Qualche somiglianza con altre
+città ci si trova: si ricorda via Toledo di Palermo, Livorno, certi
+quartieri di Marsiglia e di Barcellona. Ma qui c'è qualche cosa di
+particolare, difficile a definirsi: non so che di più rigido e di più
+corretto. Non son le case francesi, gabbioni con faccia di palazzi,
+parate di decorazioni posticce; bottegaie rinfronzolite. Sono file di
+«umiliate», schiere d'alunne di collegio-convitto, grosse massaie
+benestanti, tarchiate, in veste da camera, che si danno francamente
+per quello che sono, e spirano un'aria di bontà contegnosa, l'amor
+della vita regolare, l'abitudine delle passioni contenute. Il color
+giallo impera, con tutte le sue sfumature, dal calcare cupo all'oro
+pallido, misto d'innumerevoli tinte verdognole e grigie, che però si
+perdono in una tinta generale giallastra, un po' sbiadita, che dà alla
+città un certo aspetto tranquillo di decoro ufficiale. Qua e là spicca
+la nota ribelle d'una casa azzurra, in qualche punto scoppia il grido
+acuto d'un edifizio rosso che fa un po' di scandalo in quel silenzio
+di colori modesti; ma subito dopo si ristabilisce la disciplina in due
+lunghe file di case della solita tinta, un po' imbroncite, che han
+l'aria di disapprovare quelle pazzie. Percorse le prime strade, si
+comincia a notare qualche corrispondenza tra la forma della città e il
+carattere della popolazione. C'è espressa una certa ostinazione in
+quella uniformità, c'è un'idea di schiettezza in quello sdegno d'ogni
+ostentazione, un certo indizio di procedere aperto in quell'ampiezza
+di spazi, un'immagine di forza in quella tarchiatura di edifizi, una
+perseveranza che va dritta allo scopo in quella rettitudine di linee.
+Passando per quelle vie si ricorda involontariamente la disciplina
+dell'antico esercito sardo, le antiche abitudini militari della
+cittadinanza, la rigidezza della burocrazia, l'onnipotenza dei
+regolamenti, lo stile duro dell'Alfieri, la semplicità nuda di Silvio
+Pellico, la correttezza un po' pedantesca d'Alberto Nota, l'andamento
+cadenzato e simmetrico dei lunghi periodi oratorii di Angelo
+Brofferio, e la chiarezza ordinata degli articoli di don Margotti, di
+Giacomo Dina e del dottore Bottero. S'indovina la vita della città a
+primo aspetto. Non c'è, come a Firenze, il piccolo crocicchio,
+l'angoletto, la piazzetta, dove ognuno si pare a casa sua, dove è
+possibile il dialogo tra la strada e la finestra e la fermata d'un'ora
+con le spalle alla cantonata. Qui c'è per tutto la città aperta,
+larga, pubblica, che vede tutto, che non si presta al crocchio, che
+interrompe le conversazioni intime, che dice continuamente, come il
+poliziotto inglese:--Circolate, lasciate passare, andate pei vostri
+affari.--Si può essere usciti col miglior proposito di andare a zonzo:
+si finisce sempre con fissarsi una meta. A un certo punto si sente un
+po' di sazietà; l'artista si rivolta contro quella regolarità
+compassata. S'ha la testa così piena di angoli retti, di parallelismi,
+di simmetrie, di omologie, che, per dispetto, si vorrebbe poter
+scompigliare tutta quella geometria con un colpo di bacchetta fatata,
+che mettesse Torino sottosopra. Ma a poco a poco, come certi motivi
+monotoni, che, a furia di sentirli ripetere, ci si fissano nel capo
+irresistibilmente, così quella regolarità, a grado a grado, fa forza
+al gusto e soggioga la fantasia. Si prende amore a quell'uniformità
+che lascia la mente libera, a quella specie di dignità edilizia, non
+ancora offesa dall'insolenza ciarlatanesca della réclame colossale, a
+quelle corrispondenze di prospetti che s'indovinano prima di vederli,
+come le rime delle strofe metastasiane, a quella nettezza rigorosa, a
+quei grandi lembi rettangolari di cielo che ci si stendono sul capo, e
+a quelle vie lunghissime in cui insensibilmente il passo s'affretta,
+lo sguardo s'acumina, il petto si dilata, la mente si rischiara, e a
+quelle grandi piazze e a quei grandi giardini che fanno qua e là un
+largo squarcio improvviso, pieno d'aria e di verde, nella rete uggiosa
+delle strade gemelle. La città sonnecchia un poco tra via di Po e via
+San Lazzaro, dove grandi isolati di color cupo gettano come un'ombra
+di tristezza nelle vie larghe e solitarie, nelle quali non si sente
+strepito di lavoro, e la pedata di chi passa risuona sotto le vôlte
+dei portoni muti e nei cortili erbosi; ma si ravviva sui confini di
+Borgo Nuovo, dove per sei vie allegre e chiare, piene di popolo
+minuto, si vede il verde fitto del Corso del Re, e ringiovanisce
+all'estremità di tutte le strade che van da ponente a levante dove le
+colline del Po mettono un riflesso di serenità e di grazia campestre.
+E quanto più si va lontano dal centro, tanto più la città si fa varia
+e amena. Si trovano degli angoli ariosi, tranquilli e simpatici, che
+fanno pensare alla vita raccolta d'un buon capo-sezione giubilato, che
+vada ogni giorno a quell'ora a leggere il giornale al caffè vicino e a
+far la passeggiata igienica nel viale accanto, ed abbia la sua oretta
+fissa per la visita galante a una buona amica di quarant'anni; piccoli
+crocicchi puliti, d'aspetto giovanile, formati da alte case poderose,
+che dominano un vasto orizzonte, dentro alle quali par di vedere le
+camerette di tanti studenti di provincia, poveri, ma di buona razza
+piemontese, che martellino ostinatamente sui libri, menando una vita
+di sacrifizi, per prepararsi un avvenire onorato e lucroso; grandi
+case aperte ad angolo verso la strada con cinque ordini di terrazzini,
+che mostrano mille piccoli particolari intimi della vita torinese, dal
+servitore che innaffia i fiori della contessa al primo piano, su su,
+scendendo per la scala sociale via via che si sale per la scala della
+casa, fino all'impiegatuccio tirato che legge il giornale sotto i
+tetti e alla moglie dell'operaio che stende i suoi cenci fuori della
+soffitta. Le strade essendo lunghissime, presentano successivamente
+aspetti diversi: andando avanti diritto per una strada sola, si
+attraversa una piccola parte di Torino commerciale, una parte di
+Torino elegante, un quartiere povero, un quartiere affollato, un
+quartiere deserto; si vede la città in tutti i suoi aspetti, senza
+svoltare una volta sola. E non si trovan grandi contrasti. I palazzi
+schierati alla pari con le grandi case borghesi, alcuni anche
+dissimulati da una facciata comune, come il Palazzo dell'Università e
+il Palazzo dell'Accademia filarmonica, non servono a dar carattere
+alle strade. Non c'è il palazzo vistoso del gran signore, che
+schiaccia gli edifizi circostanti, e dà l'immagine d'una vita
+splendida e superba. L'architettura è democratica ed eguagliatrice. Le
+case possono chiamarsi fra loro:--Cittadina--e darsi del tu. La
+distribuzione delle classi sociali a strati sovrapposti, dal piano
+nobile ai tetti, toglie alla città quelle opposizioni visibili di
+magnificenza e di miseria che accendono nell'immaginazione il
+desiderio inquieto e triste delle grandi ricchezze. Girando per
+Torino, si prova piuttosto un desiderio di vita agiata senza sfarzo,
+d'eleganza discreta, di piccoli comodi e di piccoli piaceri,
+accompagnati da un'operosità regolare, confortata da un capitale
+modesto, ma solido come i pilastri dei suoi portici, che dia la
+sicurezza dell'avvenire.
+
+
+Questo carattere apparente di Torino muta tutt'a un tratto all'entrare
+in quella parte della città che si stende fra via Santa Teresa e
+piazza Emanuele Filiberto. Qui la città invecchia all'improvviso di
+parecchi secoli, si oscura, si stringe, s'intrica, si fa povera e
+malinconica. Il forestiero che vi capita per la prima volta ne rimane
+stupito, come dalla trasformazione istantanea d'una scena teatrale.
+Appena v'è entrato, la città gli si chiude intorno, intercettandogli
+la vista da tutte le parti, ed egli vi resta preso come in un agguato.
+Le vie serpeggiano e si spezzano bizzarramente, fiancheggiate da case
+alte e lugubri, divise da una striscia sottile di cielo, nelle quali
+non s'aprono che portoni bassi e cavernosi, per cui si vedono cortili
+neri, scalette cupe, anditi bui, vicoli senz'uscita, sfondi umidi e
+tristi di chiostro e di prigione. Par di essere discesi in una Torino
+sotterranea, dove non scenda che una luce riflessa. E andando avanti
+verso il Palazzo Municipale, tutto si fa più stretto, più nero e più
+vecchio. Si riesce in crocicchi angusti che ricordano le scene del
+Goldoni, dove si spettegola tra la strada e le finestre, in angoli di
+viuzze raccolte e sinistre, in cui pare che tutte le famiglie che
+v'abitano debbano far vita comune, come una tribù di gitani: si vedono
+dei chiassuoli misteriosi, chiusi fra alti muri senza finestre, d'un
+grigio sudicio, coperti di grandi macchie diaboliche; e là immagini di
+madonne agli spigoli delle case, botteghe di barbiere col lume acceso
+di mezzogiorno, covi di rigattieri che paiono vani di cantine,
+albergucci di villaggio, con insegne grottesche, e cortiletti coperti
+di tettoie rustiche, ingombri di carri di mercanti di campagna, e
+caffè sepolcrali, che quattro avventori riempiscono. E si gira in
+mezzo a file di bottegucce che han tutto fuor dell'uscio fra odori di
+formaggi, di scarpe, d'olio, d'acciughe, in un puzzo di stantìo e di
+rinserrato, in una mezza luce di crepuscolo, fra un va e vieni fitto
+di gente affrettata che si stringe al muro per lasciar passare carri e
+carrette, che ingombrano tutta la strada, e si vedono fra quella gente
+certe figure che non si ritrovano che là: beghinette incartocciate a
+cui si domanderebbero i connotati di Carlo Emanuele III, droghieri
+vecchi come le strade, che han l'aria di aver militato contro la
+Spagna, mummie d'orefici secolari, a cui vien voglia di dare,
+passando, la notizia fresca dell'unificazione d'Italia. C'è in tutta
+quella parte di Torino un malumore d'antica cittaduzza fortificata,
+una tristezza di museo archeologico, un tal vecchiume di muri, di
+merci, di facce, d'esalazioni, di tinte, che vien fatto di guardarsi
+intorno coll'idea di veder ancora gl'Israeliti col nastro giallo al
+braccio o di tender l'orecchio per sentir se la campana dell'antica
+torre di Dora Grossa annunziasse per caso un'esecuzione capitale o la
+raccolta del Consiglio decurionale della città. E quest'illusione si
+fa più viva arrivando sulla piazza del Municipio. Davanti a quel
+palazzo giovine di due secoli, ma d'aspetto già antico, in quella
+piazzetta ombrosa affollata di gente della campagna, circondata di
+portici ingombri di banchi di merciaie, attraversata dalla folla che
+va al mercato di Porta Palazzo, in mezzo alle statue colossali di
+Carlo Alberto e di Vittorio Emanuele, fra il Duca di Genova che
+brandisce la spada e la figura atletica del Conte Verde che atterra i
+Saraceni, di fronte alla via stretta e austera per cui lo sguardo va
+diritto al palazzo silenzioso delle antiche Segreterie, si rimane
+presi così strettamente dalle memorie e dalle immagini d'un altro
+tempo che par di riviverci e di vedere e di capire fin nelle sue più
+intime cose l'antica capitale del Piemonte, quella piccola città rude,
+severa, soldatesca, cocciuta, che preparò ostinatamente, in silenzio,
+la grande lotta, e si cacciò per la prima, a capo basso, contro il
+colosso nemico, coll'impeto del toro da cui ha tolto lo stemma. E si
+scorda quasi, stando in quel punto, la bella Torino vasta, gaia,
+crescente, che le si allarga intorno da ogni parte, e par di fare un
+salto miracoloso, al rientrare improvvisamente in via Dora Grossa, che
+spande un torrente d'aria e di vita nuova a traverso a quel mondo
+invecchiato.
+
+Come canzoni monotone e tristi che finiscano in una risata argentina,
+tutte quelle vecchie strade che corrono da levante a ponente, vanno a
+riuscire in istrade spaziose e chiare, sboccano in piazze e in
+giardini, conducono ad una nuova Torino giovanile, attraversata da
+larghi viali, piena di verde, ribelle all'antica disciplina
+architettonica, dove al grande isolato succede la casa geniale, al
+grosso pilastro la colonna snella, al terrazzino a ringhiera il
+terrazzo a balaustri, al giallo tedioso mille colori ridenti e
+leggieri, a una Torino simmetrica sempre, ma senza monotonia, che
+spalanca verso le Alpi la gran bocca di piazza dello Statuto, come per
+aspirare a grandi ondate l'aria sana e vivificante della montagna.
+Tutta questa parte di Torino riceve un riflesso particolare di
+bellezza dalla grande catena alpina che corona l'orizzonte delle sue
+smisurate piramidi bianche. Pare che le Alpi mettano nelle sue piazze
+e nelle sue strade tranquille il sentimento del silenzio immenso delle
+loro solitudini. Da ogni parte spuntano le loro cime; tutto si disegna
+sulla loro bianchezza; le ultime case della città sembrano fabbricate
+alle loro falde; in meno d'un'ora pare che si debba arrivare ai piedi
+delle prime montagne. Al levar del sole tutta la grande catena si
+tinge d'un colore di rosa leggerissimo, d'una grazia infinita, che
+impone quasi il silenzio all'ammirazione, come se la parola dovesse
+rompere l'incanto, e far svanire la visione. E durante il giorno lo
+spettacolo cangia ad ogni ora. A momenti si vedono appena dietro a un
+velo di nebbia, come una linea misteriosa, i contorni altissimi delle
+cime che paiono profili di nuvole enormi ed immobili. Poi la catena
+immensa passa, per tutte le sfumature più fresche e più pompose
+dell'azzurro, presentando tutta una tinta unita senz'ombre, che le dà
+l'apparenza d'una prodigiosa muraglia verticale e merlata che separi
+due mondi. Ora le montagne appariscono vicinissime, a traverso
+all'aria limpida, variate d'infiniti contrasti d'ombra e di luce, per
+cui si discernono nettamente tutte le creste, tutti i dorsi, tutte le
+gole, tutti gli scoscendimenti, i più piccoli rilievi e le più
+leggiere ondulazioni dei loro fianchi mostruosi, come si vedrebbero
+col telescopio; ora svaniscono quasi nel chiarore bianco del
+mezzogiorno, smisuratamente lontane, d'una tinta vaporosa che si
+confonde col cielo, e ingannano l'occhio che le cerca con profili
+fantastici d'altezza soprannaturale, che si dileguano quando si crede
+d'averli afferrati. Alle volte si mostrano qua e là a larghi tratti,
+come inquadrate negli squarci delle nuvole dopo un rovescio d'acqua,
+nette e fresche sul cielo terso e profondo; altre volte cinte di
+immensi viali bianchi, coronate d'aureole candide, impennacchiate di
+nuvolette luminose, che danno un aspetto più solenne, con quel sorriso
+di grazia passeggiera, alla maestà impassibile della loro grandezza.
+
+Ma lo spettacolo, sempre bellissimo, è maraviglioso verso sera, quando
+la luce calda del tramonto retrocede di altura in altura, e tutte
+quelle vette superbe si disegnano a contorni bruni sul cielo purpureo,
+come le guglie d'una città favolosa sullo splendore d'un incendio, e
+quando tutto il grande cerchio delle montagne essendo già immerso
+nell'ombra, il monte Rosa solitario brilla ancora della sua bella luce
+rosata, come se vi battesse il raggio d'un altro sole, e le sue cime
+gloriose fossero privilegiate d'un'aurora eterna.
+
+Il forestiero deve cogliere quel momento, quando è tutto compreso
+della bellezza formidabile delle Alpi, e di quel sentimento affettuoso
+e triste che si prova alla vista dei confini della patria, per andare
+a cercare il più piacevole degli effetti di contrasto di cui si possa
+godere a Torino. Deve salire in una carrozza, e farsi condurre
+rapidamente, per la via più dritta, sulla riva sinistra del Po. Là era
+il poema, qui è l'idillio, davanti al quale il pensiero, che già
+vagava di là delle Alpi, ritorna tutto in Italia. È un paesaggio tutto
+verde, pieno di grazia, e un po' teatrale, tanto ogni sua parte è in
+vista, si mostra, si porge quasi allo sguardo, e par che tradisca
+l'intenzione d'un artista, più che l'opera della natura. Le colline
+schierate sulla sponda opposta s'avanzano sul fiume, si ritraggono, si
+dispongono ad anfiteatro, si risospingono innanzi, s'innalzano le une
+sulle altre a curve leggiere e gentili, che si fanno accompagnare con
+uno sguardo carezzevole e con un atto di consenso del capo; e sono
+coperte di vigneti, ombreggiate di boschetti di pini, sparse di case e
+di ville, non tante fitte da toglier loro la grazia della solitudine
+campestre, simili qua e là nella vegetazione e nelle forme a certi
+tratti delle colline del Bosforo e del Reno. Una schiera di case da
+villaggio si stende lungo la riva; da una parte il Castello rosso del
+Valentino specchia nelle acque le sue mura severe e i suoi tetti
+acuti, e il fiume s'allunga fra due sponde romite, che si curvano in
+mille piccoli seni folti di salici e d'ontani; dalla parte opposta il
+paesaggio s'apre in una grande chiarezza, e s'alza in disparte, a
+grandi curve riposate e superbe, la collina di Superga, coronata della
+sua Basilica solitaria, accesa dal sole. Lo strepito d'un mulino, il
+mormorio di una cascatella del fiume e le voci delle lavandaie
+inginocchiate lungo le sponde, sono i soli rumori che turbino il
+silenzio di quel vasto giardino pieno di gentilezza e di pace, dinanzi
+al quale il più prosaico Prudhomme torinese si arresta, ammirando. E
+il vecchio Po, largo e lento, spande in mezzo a quella gentilezza la
+poesia guerriera dei suoi ricordi e delle sue glorie.
+
+ *
+
+Ma non ha visto Torino chi non ha visto i suoi sobborghi, ciascuno dei
+quali ha un carattere suo proprio, non abbastanza osservato, forse,
+neppure dagli stessi Torinesi. C'è da fare un giro curiosissimo,
+partendo da San Salvario, e andando su per l'antica piazza d'Armi e
+per il Borgo San Donato, fino a Borgo Dora. Il Borgo San Salvario è
+una specie di piccola «city» di Torino, dalle grandi case annerite,
+velato dai nuvoli di fumo della grande stazione della strada ferrata,
+che lo riempie tutto del suo respiro affannoso, del frastuono
+metallico della sua vita rude, affrettata e senza riposo; una piccola
+città a parte, giovane di trent'anni, operosa, formicolante di operai
+lordi di polvere di carbone e di impiegati accigliati, che
+attraversano le strade a passi frettolosi, fra lo scalpitìo dei
+cavalli colossali e lo strepito dei carri carichi di merci che fan
+tintinnare i vetri, barcollando fra gli omnibus, i tranvai e le
+carrette, sul ciottolato sonoro. L'aspetto del sobborgo è ancora
+torinese, ma arieggia la «barriera» di Parigi. I portici sono
+affollati di gente affaccendata, che si disputa lo spazio; le scale
+delle case risuonano di passi precipitosi; nei caffè si parla
+d'affari; tutto dà l'indizio di una vita più concitata che nelle altre
+parti di Torino. È una piccola Torino in «blouse», che si leva di
+buon'ora, e lavora coll'orologio alla mano, senza perdere tempo; che
+frequenta il teatro Balbo, passeggia sul Corso del Re e va a prendere
+la tazza al Caffè Ligure, allegra e chiassosa la sera, democratica, un
+po' rozza, piena di buone speranze, ariosa e pulita, e affaticata, ma
+che par contenta di sè, in mezzo alla verzura e ai larghi viali che le
+fanno corona, davanti alla stazione che l'assorda coi suoi fragori e i
+suoi sbuffi di gigantesca officina.
+
+ *
+
+Di là andando su per il Corso Vittorio Emanuele, si arriva alla
+vecchia piazza d'Armi, in mezzo a una cittadina nata ieri, a una
+specie di giardino architettonico, pittorescamente disordinato, dove
+ogni settimana sboccia una casa; dove si ritrova l'«hôtel» dei Campi
+Elisi, la palazzina del Viale dei Colli, la villetta genovese, il
+casino svizzero, un vero visibilio di capricci sfarzosi, ciascuno dei
+quali par la protesta d'una bella signora contro l'antica tirannia
+dell'architettura regolamentare. Le strade strette e discrete, dove il
+silenzio non è interrotto che raramente dal rumore di qualche carrozza
+privata, si biforcano e serpeggiano fra i muri variopinti e le
+cancellate eleganti dei giardini, girando intorno alle case mute in
+curve rispettose e cortesi, e formando crocicchi simpatici, da cui si
+vedono qua e là spicchi obliqui di villette lontane, terrazze a
+balaustri, piccoli portici, giardinetti d'inverno coperti di vetrate,
+padiglioncini e chioschetti coloriti; dietro ai quali appaiono e
+dispaiono livree di cocchieri e cuffiette bianche di governanti. Si
+dimenticherebbe di essere a Torino, se tutti quei tetti acuti, quei
+cornicioni frangiati, quei camini di forme graziose e bizzarre, non si
+disegnassero sulla bianchezza delle Alpi. È un quartiere ridente,
+misto di città e di campagna, pieno di fragranze d'erbe e di fiori,
+con un leggero color di mistero, un po' femmineo, che fa venir sulle
+labbra dei versi di Alfredo De Musset, e sveglia mille fantasie
+voluttuose di amori aristocratici, di scalette di seta e di duelli
+all'ultimo sangue nel silenzio dei giardinetti chiusi, al chiarore
+della luna. I giovani romanzieri di Torino si serviranno largamente,
+senza dubbio, nei loro romanzi avvenire, di questa piccola città
+pomposa e gentile; e intanto essa s'allarga rapidamente, e si popola
+da ogni parte, aspettando il Re gigantesco destinato a torreggiare
+sulle sue case.
+
+ *
+
+Poco lontano di là, girando a destra, tutto cambia: s'entra in una
+città militare. L'Arsenale, i Magazzini d'Artiglieria, il Laboratorio
+pirotecnico, l'Opificio militare meccanico, la Cittadella, la grande
+Caserma della Cernaia, si stendono in lunga catena da piazza Solferino
+a piazza San Martino, e danno a quella parte della città un aspetto
+tutto soldatesco, compiuto dai tre monumenti guerreschi del Duca di
+Genova, d'Alessandro Lamarmora e di Pietro Micca, che brandiscono le
+spade e la miccia. Qui a certe ore del giorno par d'essere in una
+città forte, in tempo di guerra. I coscritti fanno l'esercizio sui
+viali e sulla piazza Venezia, per le strade passano i picchetti di
+guardia, i carri di viveri e le vetture d'ambulanza, passano ordinanze
+del treno a cavallo e ordinanze di fanteria coi bimbi degli ufficiali
+per mano, escono frotte di carabinieri dalla Cittadella, stormi
+d'ufficiali dalla Scuola d'equitazione, sciami d'operaie dagli opifici
+militari; e qualche volta, mentre l'Arsenale d'Artiglieria riempie le
+strade vicine dei suoi rumori minacciosi, dal Laboratorio pirotecnico
+si sentono delle detonazioni, la Caserma della Cernaia echeggia di
+canti e di squilli di tromba, le bande dei reggimenti passano
+suonando, e le macchine a vapore del genio militare percorrono le
+strade, facendo tremare le case. Compiscono il quadro i vecchi
+ufficiali giubilati che leggono la gazzetta all'ombra dei platani, e
+le lunghe processioni di «figlie di militari», vestite di nero e
+d'azzurro, che passano sui viali, in doppia fila, per ordine di
+statura. Tutto quel quartiere di Torino piglia colore dall'esercito.
+Sotto i portici ci son le piccole trattorie che tengon pensione,
+affollate d'ufficiali verso l'imbrunire, camere mobiliate e libere ai
+mezzanini, gran quadri di fotografi, pieni di militari puliti e
+lustri, voltati tutti di prospetto, piccoli banchi di merciaiuoli,
+dove il soldato va a comprare lo specchietto, la pipa, il foglio di
+carta da lettera e la matassina di filo, e pilastri tappezzati di
+giornali popolari illustrati, per chi vuole ingannare il tempo nel
+corpo di guardia e nella stanza di picchetto. La popolazione ha pure
+il suo carattere speciale. La gente di bottega conosce i segnali delle
+trombe e gli orari, le erbivendole parlano di «traslocazioni di corpi»
+e di «campi d'istruzione», e i monelli fischiano le arie della
+ritirata. È una piccola Torino in armi, balda e allegra, nella quale
+s'incontra una sentinella a ogni passo, e si cammina, la notte, sotto
+la perpetua minaccia del «chi va là»; bella e pittoresca sopra tutto
+di notte; coi suoi lunghi muri silenziosi, coi suoi vasti cortili
+nascosti, quando la luna batte sui merli della grande caserma di
+Alfonso Lamarmora, e pende
+
+ Comme un point sur un i
+
+sul carabiniere solitario, ritto davanti al suo casotto, sopra gli
+spalti deserti della Cittadella addormentata.
+
+ *
+
+Andando innanzi verso ponente, oltrepassato il Borgo di San Donato,
+che s'allunga sopra una strada sola, pigliando gradatamente l'aspetto
+di un villaggio grazioso, s'entra, per il Corso Principe Eugenio, in
+una parte di Torino stranissima, poco nota, nella quale la città si
+perde nella campagna, e dove son raccolti i principali istituti di
+beneficenza, fra cui il Ritiro del buon Pastore, l'Ospedale di San
+Luigi, il Manicomio, lo Stabilimento di don Bosco, l'Ospedale di
+Cottolengo; edifizi chiusi e muti, dall'aspetto di conventi e di
+carceri, colle persiane rovesciate, coi finestrini ingraticolati, con
+porte e porticine sbarrate, che danno al luogo l'aspetto misterioso
+d'un quartiere di città orientale. Qui vive un mondo invisibile
+d'infermi, di vecchi, di traviate, di «preservande», di ragazze
+abbandonate, di bimbi senza parenti, di giovinetti poveri, di maestre
+e di suore che pregano, soffrono, studiano, lavorano, si preparano
+alla vita e alla morte, separati dal mondo, nel raccoglimento severo
+della loro piccola città solitaria. Le strade sono quasi deserte.
+Passano carrozze colle tendine calate, s'incontran preti, qualche
+monaca, poveri, si sentono canti di bambini, echi lontani di litanie,
+rumori di porte interne aperte e chiuse cautamente, e tintinnii di
+campanelli di parlatorii, a cui succedono silenzi profondi. Tutto
+spira pace, rassegnazione e penitenza. Chi passa di là abbassa la voce
+senz'avvedersene; scorda la Torino rumorosa del lavoro e dei piaceri,
+e s'abbandona, rallentando il passo, alla meditazione dei dolori e
+delle miserie umane, punto da una curiosità triste di penetrare in
+quei recinti severi, d'interrogare quelle sventure, di scrutare quel
+mondo sconosciuto e nascosto, a cui tanta gente pietosa consacrò la
+vita e la fortuna. E alla tristezza di quel quartiere singolare,
+corrisponde la campagna circostante, piana e silenziosa, specialmente
+d'inverno, all'ora del tramonto, quando al di sopra delle case e dei
+campi coperti di neve, già immersi nell'ombra azzurrina della sera,
+scintilla ancora sotto l'ultimo raggio del sole l'alta statua dorata
+di Maria Ausiliatrice, ritta sulla cupola della sua chiesa solitaria,
+colle braccia tese verso le Alpi.
+
+ *
+
+Proseguendo di là per il Corso San Massimo s'arriva alla grande piazza
+ottagonale di Emanuele Filiberto. Ma per vederla in tutta la sua
+bellezza bisogna capitarvi una mattina di sabato, d'inverno, in pieno
+mercato. Uno Zola torinese potrebbe mettere lì la scena di un romanzo
+intitolato «Il ventre di Torino». Sotto le vaste tettoie, fra lunghe
+file di baracche di mercanti di stoffe, di botteghini di chincaglierie
+e d'esposizioni di terraglia all'aria aperta, in mezzo a monti di
+frutta, di legumi e di pollame, a mucchi di ceste e di sacchi, tra il
+va e vieni delle carrette che portan via la neve, tra il fumo delle
+castagne arrosto e delle pere cotte, gira e s'agita confusamente una
+folla fitta di contadini, di servitori, di sguatteri, di serve
+imbacuccate negli scialli, di signore massaie, di ordinanze colla
+cesta al braccio, di facchini carichi, di donne del popolo e di
+monelli intirizziti, che fanno nera la piazza. Intorno ai banchi
+innumerevoli è un alternarsi affollato e continuo di offerte e di
+rifiuti, di discussioni a frasi secche e tronche, di voci di
+maraviglia e di sdegno, d'apostrofi e di sacrati, che si confondono
+tutti insieme in un mormorìo sordo e diffuso, come d'una moltitudine
+malcontenta. Là bisogna andare per vedere le erbivendole famose,
+formidabili di tarchiatura, di pugni e di lingua, e per studiare la
+potenza insolente del vernacolo, la ferocia spietata dell'ingiuria
+plebea, il lazzo che schiaffeggia, il sarcasmo che leva la pelle,
+strazia la carne e incide le ossa. Da una parte c'è il mercato delle
+contadine, venute da tutte le parti del circondario, partite a
+mezzanotte dai loro villaggi per arrivare in tempo a pigliare un buon
+posto a destra e a sinistra d'un viale fiancheggiato di platani; e son
+là schierate, ritte o sedute, colle loro derrate esposte su mucchi di
+neve sudicia, strette le une alle altre come per tenersi calde,
+inzoccolate, imbottite, infagottate, fasciate di pezzuole e di
+scialli, con guanti di cenci e con fazzoletti attorcigliati intorno
+alla fronte, con cappelli da uomini sul capo, con vecchi mantelli da
+carrettiere sulle spalle, e lo scaldino fra le mani, coi nasi e i
+menti pavonazzi; e in mezzo a loro passa la processione accalcata e
+lenta dei compratori. Qui un pretucolo soffia tra le penne d'un pollo
+per scoprire le polpe, là una vecchia signora cogli occhiali spera le
+uova ad una ad una di contro alla luce, più in là un vecchio celibe,
+accompagnato dalla cuoca con la sporta, scruta un formaggio con la
+lente; da ogni parte si tasta, si palpa, si soppesa, si fiuta, si
+disputa, in un tuono di lamento stizzoso, gesticolando coi cavoli in
+mano, brandendo i cardi, scotendo le galline, gettando nelle orecchie
+di chi passa frammenti di dialoghi monosillabici, che fanno indovinare
+dei tira tira d'un'ora per un centesimo, delle economie disperate,
+delle avarizie rabbiose, delle pazienze da santi, delle miserie
+segrete di famiglie decorose, tutte le durezze e le angosce della gran
+lotta per la vita. Passano signorine eleganti, grossi borghesi
+buongustai, cuochi grassi e tronfi, cameriere padrone, curiosi
+allegri, una folla continuamente cangiante, fra cui si fanno largo
+ogni specie di rivenditori ambulanti, vecchi decrepiti, bambine,
+mostriciattoli col botteghino al collo, che offrono un almanacco, un
+tartufo, due limoni, una catenella d'acciaio, un pezzo di tela,
+facendo un vocìo assordante, dominato dalla voce stentorea del
+venditore della «Cronaca dei Tribunali» e dalla cantilena funebre del
+sacrestano che scuote un bossolo domandando l'elemosina per le anime
+del Purgatorio. Per tutta la piazza è un affaccendamento e un
+rimescolìo rumoroso, un farsi e un disfarsi continuo di crocchi
+intorno a carrozze di cavadenti, a venditori di specifici, a
+strimpellatori di violini, a banditori d'incanti, a ciarlatani
+cappelluti che raccontano storie di delitti davanti a grandi quadri
+rosseggianti di sangue, a teatrini da burattini, rizzati in mezzo alla
+neve, a grandi fiammate di paglia, accese dai fruttaiuoli infreddoliti
+per sgranchirsi le membra. E non si può dire quant'è pittoresca e
+bizzarra quella confusione di gente e di cose, di lavoro e di festa,
+di città e di campagna, vista a traverso la nebbia della mattina, che
+lotta ancora col sole, in mezzo a quei grandi alberi sfrondati,
+imperlati di brina.
+
+ *
+
+D'in fondo alla piazza, scendendo per una gradinata, si riesce in una
+larga strada ricurva, che va verso la Dora, davanti a un altro
+spettacolo curiosissimo. La strada è tutta da un capo all'altro una
+sola enorme bottega di rigattiere all'aria libera, un'esposizione
+grandiosa e compassionevole di miserie, di cui non è possibile farsi
+un'immagine fuorchè supponendo che un intero quartiere di Torino,
+invaso da un furore di distruzione, abbia rovesciato giù dalle
+finestre tutte le masserizie delle sue case, dai solai alle cantine,
+fino all'ultima carabattola dell'ultimo armadio. E tutto è ordinato,
+pulito, messo in vista, con una cura scrupolosa, come la merce più
+rara, e accanto a ciascuna delle cento rigatterie, che formano
+quell'interminabile bazar di cenci e di tritumi, siede il venditore
+meditabondo, appoggiato alla sua carretta, in atteggiamento
+filosofico, cogli occhi fissi sulle rovine da cui ricava la vita. La
+varietà e la stranezza degli oggetti è maravigliosa. È una confusione
+di cose e d'avanzi di cose da far impazzire il disgraziato che ne
+dovesse far l'inventario. La pianeta del prete, il cappello sfondato
+del bersagliere, la marionetta rotta del teatrino di San Martiniano,
+il vestito di seta lacerato al veglione del teatro Scribe, la
+serratura del cinquecento, il romanzo incompiuto di Eugenio Sue, il
+chiodo rotto, il basto dell'asino, il quadro a olio, il berretto
+piumato del tenore, denti finti, spille scapocchiate, padelle senza
+manico, elmi, mappamondi, gambe di tavola, spogli d'alcove, di
+salotti, di studi d'avvocato, di soffitte, d'officine, di taverne,
+muffiti, sbrindellati, rosicchiati dai topi, bucati dalle tignole,
+marciti dalla pioggia, smangiati dal fango, consunti dalla ruggine,
+senza colore, senza forma, senza nome, senza prezzo: c'è tutto quello
+che il mare agitato della vita umana rigetta da sè, tutto quello che
+la mente può immaginare di più miserabile, di più inutile, di più
+spregevole, di più rifinito e di più snaturato dal tempo, dall'uso e
+dalla violenza. In quello strano mercato comincia il lavoro nel cuor
+della notte, al lume delle lanterne, e il formicolìo della folla allo
+spuntare dell'alba. Là va la sartina, furtivamente, a cercare lo
+scialle smesso; ci va il padre di famiglia, corto a quattrini, a
+comprare il lume a petrolio; ci va l'artista a scovar l'abito per il
+modello; ci va l'antiquario, il bibliomane, l'attore spiantato,
+l'ebreo rigattiere, una processione di collettori di bagattelle e di
+curiosi d'ogni specie, impazienti tutti d'arrivare i primi a pescare
+in quel mare magno in cui si nascondono qualche volta tesori
+sconosciuti e piccole fortune insperate; e tutti girano e cercano
+avidamente fino a giorno alto, in mezzo a un via vai di contadini e di
+contadine che contrattano panni logori, di cenciaiuoli girovaghi,
+carichi di stivali sdrusciti e di pentole fesse, di facchini, di
+raccoglitori di cicche e di carte, di guardie municipali, di donne di
+servizio, di bottegai, di sensali, che fluttuano in due opposte
+correnti fra il mercato dell'erbe e il gran pandemonio della piazza
+vicina.
+
+ *
+
+Chi ha fatto questo giro, e s'è ancora spinto poi, per il corso San
+Maurizio, fino in faccia al Borgo Po, che chiude come uno scenario
+graziosissimo il grande palcoscenico della piazza Vittorio Emanuele, ha
+visto la città di Torino. Ma gli resta da studiare il movimento e l'aspetto
+della popolazione, che è pure curioso. Il più grosso torrente della vita
+scorre dalla stazione di Porta Nuova fino a Piazza Castello, dove arriva
+gonfiato dall'affluente di via Santa Teresa; e là si rispande per via di Po
+e per via Dora Grossa, e serpeggia in mille rigagnoli per le vie strette
+della vecchia Torino, fino al gran lago ondeggiante della piazza Emanuele
+Filiberto. La gente si perde nella vastità delle piazze, dove non si vedono
+che «rari nantes»; presenta un aspetto generale d'eleganza nell'ultimo
+tratto di via Roma e sotto i portici, e piglia gradatamente un colore
+modesto e popolano, via via che scende verso il fiume o risale verso i
+quartieri di settentrione e di ponente. L'ordine è nella folla come
+nell'architettura: passa una processione a destra e una processione a
+sinistra d'ogni strada, l'una opposta all'altra: da una parte non si vedono
+che nuche, dall'altra non si vedono che visi. Certi personaggi si succedono
+con una frequenza che si nota subito: il vecchio giubilato, sbarbato e
+pulito, che va rasente il muro; il giovane ufficiale d'artiglieria della
+Scuola d'applicazione; lo studente vestito con una certa sprezzatura
+d'artista; la sartina dal corpicino snello e asciutto, con quattro cenci
+addosso, messi con garbo signorile e aggraziati da un'andatura capricciosa
+insieme e composta; l'operaio di statura media, d'aspetto rude, di membra
+solide, di movimenti da soldato; l'uomo nuovo, l'industriale, il
+commerciante, l'agente d'affari, fra i trenta e i quarant'anni, trascurato
+nel vestire, di viso serio, grigio innanzi tempo, leggermente invermigliato
+dal Barolo vecchio, col sigaro di Cavour spento fra le dita della mano
+inquieta, e un pensiero fisso sulla fronte; il grosso padre di famiglia,
+borghese benestante, con un viso benevolo, che manifesta poche idee, ma
+quelle poche nette e salde, e inchiodate profondamente nel cervello, nella
+coscienza e nel cuore, e tratto tratto qualche signora alta, sottile e
+bianca, coll'occhio azzurro e il piede patrizio, che fa col suo mantello di
+velluto nero una macchietta vigorosa e pomposa nel grigio volgare della
+folla. Tutti camminano guardando diritto davanti a sè; si discorre senza
+rallentare il passo; poche conversazioni ad alta voce; nessuna apostrofe da
+un lato all'altro della strada; si parla a mezza voce, a frasi spedite,
+gesticolando in uno spazio circolare di non più di due palmi di raggio, e
+risalendo prontamente sul marciapiede, per forza d'abitudine, ogni volta
+che s'è stati costretti a discendere. E già, nelle strade frequentate, si
+vede, come nelle grandi città del nord, una gara ad arrivare i primi, a
+lasciarsi indietro chi ci cammina accanto, come se ogni vicino fosse un
+concorrente in affari. Tutte le scorciatoie sono utilizzate, si svolta
+rasente i muri, s'attraversa la strada di corsa, s'inseguono i tranvai, si
+fa folla agli incrociamenti delle carrozze e dei carri, e s'apostrofano
+carrettieri e cocchieri con voci e gesti impazienti di gente che ha i
+minuti contati. Ma una certa apparenza di gentilezza corregge il carattere
+un po' aspro di questa vita frettolosa di città industriale. I saluti sono
+premurosi, i cappelli s'abbassano profondamente, la gente si scansa con
+giri svelti e larghi, i bottegai riaccompagnano i compratori alla porta in
+atto cerimonioso, il cameriere si inchina all'avventore sulla soglia della
+trattoria, il fiaccheraio riverisce la «pratica», il venditore di giornali
+ringrazia del soldo con un buon augurio, le erbivendole si chiamano
+«madama», le due frasi spicciole del galateo torinese «ca fassa grassia» e
+«ca scusa» si sentono da ogni parte e ad ogni proposito come il «pardon» e
+il «s'il vous plait» a Parigi; la città fa i suoi affari alla lesta, ma con
+dignità, da signora educata, non da rozza merciaia. E come Parigi ha l'«ora
+dell'assenzio», Torino ha l'ora del vermut, l'ora in cui la sua faccia si
+colora e il suo sangue circola più rapido e più caldo. Allora le scuole
+riversano per le strade nuvoli di ragazzi, dagli opifici escono turbe di
+operai, i tranvai passano stipati di gente, gli equipaggi s'inseguono, le
+botteghe dei liquoristi s'affollano, un esercito d'ufficiali e di soldati
+d'ogni arma si spande in ogni parte e mette un soffio di gioventù per le
+vie, e nella mezza oscurità della sera par di vedere Torino come
+all'immaginazione piace di raffigurarsela in un avvenire lontano: una
+Torino di cinquecentomila abitanti, che riempia la sua cinta daziaria, con
+un nuovo centro e nuovi sobborghi, tutta sonante di lavoro e rigurgitante
+di vita.
+
+
+Ma il più bello spettacolo vivo, e nello stesso tempo il più originale, che
+offra Torino, è la passeggiata sotto i portici di Po, le sere d'inverno. I
+portici sono i «boulevards» di Torino. L'albergo d'Europa può rappresentare
+il «Grand Hôtel»; la chiesa dell'Annunziata, la «Madeleine»; il caffè
+Fiorio, «Tortoni»; il Teatro Regio, il «Grand Opéra». Anche qui la folla
+maggiore, e il fiore dell'eleganza e del lusso passano a destra. La prima
+cosa che dà agli occhi è il contrasto della bottega splendida col baraccone
+da villaggio che le sorge in faccia, nello stesso tempo officina e negozio;
+il banco della fruttaiola di fronte alla trattoria aristocratica; il
+rivenditore d'almanacchi e di libri usati in faccia al grande libraio
+signorile. La contessa vestita in gala passa accanto ai banchi di legumi e
+di caci, la conversazione leccata dei __dandy__ è interrotta dall'urlìo
+plebeo dei cavamacchie e dei venditori di fotografie; tutto il mondo
+elegante sfila in mezzo a quella lotta muta e continua del grande e del
+piccolo commercio, schierati l'uno di fronte all'altro, in atteggiamento
+ostile, come due catene di sentinelle avanzate dei due grossi eserciti
+nemici della borghesia e della plebe. Qui la folla è fitta e nera, divisa
+in due correnti, che si toccano, e spesso si confondono, e straripano fuori
+dei portici. In alcuni punti è un vero serra serra, come all'uscita da un
+teatro, tanto che nello spazio di tre braccia quadrate si ritrovano spesso
+un capitano d'artiglieria, una coppia matrimoniale, un prete, un
+accademista, una crestaia, un operaio, stretti in un mazzo, che paiono una
+famiglia sola. Qualche volta per pigliar spazio la folla è costretta a
+fermarsi, e tutti «segnano il passo» come una colonna di soldati. L'aspetto
+e il contegno generale è grave, come l'andatura, e come disse un professore
+arguto, sembra che tutti «meditino un regolamento». La gente gira
+tutt'intorno alla Galleria Subalpina, a passi lenti, processionalmente,
+come nella sala d'un museo, non facendo che un leggiero bisbiglio, che
+lascia sentire distintamente le note acute dei cantanti nella sala
+sotterranea del Caffè Romano. Sotto i portici non si sente che un mormorìo
+sordo ed eguale, fra cui risuonano forte, qua e là, le sciabole degli
+ufficiali e le risa argentine delle fioraie e delle sartine, che fanno una
+scappata a traverso al bel mondo, coll'involtino in mano, prima di tornare
+a casa, e i colpi secchi delle porte dei caffè aperte e richiuse
+bruscamente per timore del freddo. Par di essere in una galleria d'un
+palazzo grandissimo, dove i convitati sfilino rispettosamente al cospetto
+d'un principe. E siccome gl'incontri sono frequentissimi e si ripetono,
+così è un salutarsi continuo di militari, un continuo scappellarsi d'amici
+e di conoscenti, di studenti e di professori, di grossi e di piccoli
+impiegati, che si voltano obliquamente, passandosi accanto, per non urtarsi
+nel petto. Della gente non si vede che il viso e i fiati fumano. Ma i
+baracconi riparano dal freddo. Si sta bene in quella calca, così stretti,
+l'uno addosso all'altro, e pare che tutti provino piacere a pigiarsi, a
+sentirsi davanti, dietro e dai lati dei pesanti pastrani, dei grandi
+mantelli d'ufficiali, dei grossi borghesi ben pasciuti e caldi, usciti
+allora da una sala da desinare. Da tutte le strade laterali arriva gente,
+chiudendo l'ombrello, pestando i piedi, scuotendo i panni bianchi di neve,
+e tutti si ficcano in quella folla, con gusto, tirando un respiro, come se
+entrassero in casa. E la folla essendo così pigiata, si colgono a volo da
+tutte le parti, passando, brani di dialoghi sommessi, frammenti di
+discussioni scientifiche, giudizi letterari di studenti, notizie sullo
+stato dei fondi pubblici, qualche volta frasi staccate di confidenze di
+signorine, che un'ondata di gente ha separate dai parenti che vengon
+dietro, conversazioni francesi e tedesche, parole dolci vibrate a
+bruciapelo nei momenti di maggior confusione: specialmente allo svolto dei
+portici in faccia alla Galleria, dove accade spesso d'incontrarsi faccia a
+faccia con marito e moglie, e sentirsi ad un punto il fumo del sigaro del
+marito negli occhi, il manicotto della signora contro le mani e la testa
+del bimbo in un fianco. Chi non c'è abituato, può seccarsi sulle prime, e
+impazientarsi di quello strano modo di passeggiare; ma tutti, prima o poi,
+ci pigliano piacere. C'è non so che idea di intimità domestica in quel
+lento va e vieni di gente affollata sotto quegli archi, dinanzi a quelle
+vetrine splendide, che finiscono con lo stamparsi nella memoria, ad una ad
+una, come i mobili della casa propria; c'è un'apparenza come di
+affratellamento e di buon accordo universale, un'immagine viva di
+quell'unanimità di sentimenti e di propositi che fece forte e ammirato il
+popolo piemontese, qualche cosa di geniale e di benevolo, che non si sa ben
+dire, ma che mette un calor salutare nel petto, dalla parte sinistra.
+
+
+Torino, però, si presenta in molti aspetti molto diversi, che un
+forestiero non può osservare in pochi giorni. Ci son poche città che
+cambino viso così stranamente col cambiare della stagione e del tempo.
+Ha una bellezza sua propria quando è coperta di neve, quando le Alpi
+son tutte bianche, le colline bianche, i giardini, gli alberi dei
+viali lunghissimi, i larghi corsi, le grandi piazze, tutto bianco;
+specialmente di notte, quando a traverso la neve fitta, che vela la
+luce delle file interminabili dei lampioni, non si riconoscono più le
+vie, si confondono i crocicchi, la città sembra immensa, e nei vasti
+spazi deserti regna un silenzio cupo di città disabitata, in cui
+fuggono e spariscono come ombre impaurite le carrozze e la gente, e vi
+par spenta la vita per sempre. È bella anche nelle mattinate d'inverno
+grigie e rigide, quando il cielo coperto piglia successivamente mille
+colori strani di viola, d'oro e di porpora, che paiono riflessi di
+grandi incendi lontani, e ogni strada è chiusa da una cortina di
+nebbia, come dal fumo del fuoco di fila d'una barricata, nel quale i
+monumenti si drizzano come larve, e le persone appariscono
+all'improvviso, come se sbucassero di terra, e tutta la popolazione
+affaccendata della mattina, morsa dal freddo, precipita il passo,
+batte i piedi, stropiccia le mani, soffia sulle dita, saltella e
+scantona ad un angolo retto, con le spalle ingobbite e il gomito al
+muro, come se fosse inseguita e sferzata da una legione d'aguzzini
+invisibili, e par che i raggi del sole s'arrestino intimiditi sui
+cornicioni delle case, e che la città sia condannata al gelo e alla
+mezza luce d'un'alba perpetua. Ma è bella sopra tutto di primavera, in
+quei giorni che da un inverno lungo e uggioso si salta improvvisamente
+nella bella stagione, e si sente la verità di quello che disse George
+Sand: la primavera dell'Italia settentrionale è la più bella del
+mondo. Allora Torino si riscuote tutta, e par che ringiovanisca in
+poche ore; la popolazione si spande per i giardini e per i viali, come
+a una festa; per le grandi strade passano torrenti di luce e d'aria; a
+ogni cantonata par che soffi una brezza nuova; si sentono ondate
+d'odor di campagna e di fragranze alpine, che dànno una scossa al
+sangue; il cielo, le montagne, le colline, gli sfondi lontani delle
+vie, tutto è terso, netto, fresco, allegro; Torino ha l'aria d'una
+città americana, venuta su da pochi anni, nel primo sboccio della sua
+verde adolescenza; ma dorata da un raggio di bellezza italiana.
+
+
+Ma per veder Torino nel suo più bell'aspetto, bisogna vederla
+nell'occasione d'una di quelle grandi feste nazionali, in cui
+accorrono qui Italiani d'ogni provincia, vecchi ministri che vi
+passarono i più belli anni della loro età matura, deputati maturi che
+vi passarono gli anni più belli della gioventù, giornalisti che vi
+fecero le prime armi, ricchi che ci vissero nella strettezza, antichi
+emigrati, senatori, generali, tutti i superstiti di quella grande
+legione di uomini di Stato, di scrittori, di lottatori, di soldati, di
+tribuni, che preparò e iniziò qui la rivoluzione italiana, e se n'andò
+con la capitale. È bello e commovente quel ritorno. Tutti hanno qui
+mille memorie; sparpagliandosi per la città, ne ritrovano una ad ogni
+passo; riconoscono luoghi e persone, rivedono col pensiero gli amici e
+i compagni perduti, ricordano alla svolta d'ogni via, si può dire, un
+avvenimento e una commozione. Il popolo torinese è tutto in giro, e in
+quei giorni rivive anch'esso in quel bel tempo, che par già tanto
+lontano, in quei begli anni di speranze e d'entusiasmi; anch'esso
+riconosce a ogni passo un ospite antico, deputati incanutiti, generali
+incurvati, gravi pubblicisti di cui ha letto le prime appendici
+letterarie, ministri che vivevano in una cameretta al quarto piano in
+via Dora Grossa, visi, voci, gesti che ravvivano tutti i suoi più cari
+ricordi e gli fanno battere il cuore. Allora certi luoghi della città,
+certi angoli storici ripigliano per qualche ora l'aspetto antico; si
+rivedono nei vecchi caffè i personaggi e i crocchi d'una volta; da
+ogni parte si stringono mani d'amici, si alternano esclamazioni di
+stupore e di piacere, e conversazioni concitate, piene di domande, di
+date, di nomi, di parole tristi e affettuose, e di echi sonori delle
+antiche passioni giovanili; e piazza Castello si rianima, e sotto i
+portici ripassa un soffio del cinquantanove, e tutta la città si sente
+rifluire al cuore il suo vecchio sangue di guerriera e di regina, e
+apparisce più bella e più altiera in mezzo alla vasta cintura verde
+dei suoi platani e al grande anfiteatro azzurro delle sue Alpi.
+
+
+
+
+FIRENZE
+
+(Giugno, 1871).
+
+
+Un Piemontese, che deve andare a Roma tra poco, sentì il bisogno,
+qualche giorno fa, di mandar un saluto alla città di Firenze, e pensò
+di mandarglielo dalla cima della collina di Fiesole.
+
+Una di queste sere, poco prima del tramonto, prese la via di porta a
+Pinti, solo soletto, come un pellegrino, e tirò innanzi a capo basso,
+almanaccando. La strada era deserta. Egli, che vi era passato molte
+volte nei giorni di festa, quando vanno e vengono tante famigliuole di
+operai e brigatelle di giovani e coppie d'innamorati e villeggianti e
+carrozze, quella sera, non vedendo anima viva, si sentiva prender
+dalla malinconia. Andava su a passo lento, si fermava dinanzi ai
+cancelli chiusi delle ville, dinanzi alle chiesuole, ai tabernacoli,
+ai muri scarabocchiati col carbone; girava tratto tratto, dai punti
+più alti, uno sguardo sulla campagna: per tutto era quiete e silenzio.
+Incontrò qualche povero, inciampò in una vecchia addormentata sullo
+scalino di una porta, arrivò a San Domenico, e su, per la strada più
+corta.
+
+Per tutta la salita non si voltò mai a guardar la città. Non voleva
+sciuparsi l'effetto del colpo d'occhio più bello da godersi lassù, dinanzi
+al convento.--Poichè è l'ultima volta che la vedo,--pensava,--la voglio
+veder bene, tutt'a un tratto, come al cader di un velo.--E faceva tra sè
+quei ragionamenti fanciulleschi che si fanno in tali occasioni, quasi per
+darsi un'illusione di sorpresa:--Che cosa si vede lassù? Che città c'è nel
+piano? Dove sono? Dove vado?
+
+Arrivato in cima, accanto al muricciuolo, prese fiato, e poi si voltò
+tutto a un tratto verso Firenze.
+
+Lo spettacolo, quel giorno, era più stupendo che mai. Il cielo lucido
+e quieto di una pace allegra; una striscia di nuvole aranciate
+all'orizzonte; il resto puro: le cime delle colline lontane pareva che
+fendessero l'azzurro; una freschezza primaverile spirava nell'aria.
+Sotto, tutto quel saliscendi di poggi e di vallette, simile a un solo
+immenso prato depresso qua e là, lievemente, come dal premere d'una
+mano carezzevole, mossa da una fantasia capricciosa; tutto un verde
+leggiero, variato sui punti eminenti del verde cupo dei cipressi,
+disposti a file e a corone; interrotto da prati fioriti; listato di
+strade, di viali, di sentieri bianchi, che s'incrociano, s'inerpicano
+sulle cime, precipitano dal lato opposto, e spariscono e riappariscono
+in distanza; casette, gruppi di case, ville su tutti i rialti, nette,
+spiccate, che par che i colli le buttino innanzi come per porgerle;
+oltre la città un piano vastissimo, coperto d'una nebbia leggiera, a
+traverso alla quale biancheggiano le case lontane, come vele sul mare;
+e su tutta questa sterminata corona di colli, di villaggi, di ville,
+di giardini, ogni cosa che par che guardi a Firenze, e voglia scendere
+e precipitarle nel seno: l'ossatura d'una città immensa che non si può
+immaginar compiuta senza un senso di sgomento; uno spettacolo pieno di
+bellezza che fa pensare, e di maestà che sorride.
+
+--Mah!--esclamò il giovane con un sospiro, sedendosi sul muricciuolo,
+con le spalle volte a Firenze, per raccoglier meglio i suoi
+pensieri.--È pure una dura legge che, quando s'abbandona una città,
+oltre al rammarico di separarsi dagli amici e di rompere molte
+abitudini che erano diventate care, uno si debba accorgere che vi
+sono ancora da sciogliere altri legami: legami che lo tengono
+attaccato ai muri delle case, ai piedistalli delle statue e agli
+alberi dei viali..... Cinque anni! Mi par d'essere arrivato a
+Firenze ieri. Era una brutta giornata, nevicava, non c'era anima
+nata per le strade. Mi parve una città malinconica. Uscito appena
+dalla stazione, infilai via Panzani; diedi un'occhiata, passando, a
+via Tornabuoni: con quelle case di colore scuro, mi fece l'effetto
+d'una strada tetra; andai oltre, vidi il Duomo, m'affacciai a via
+dei Servi: mi parve un corridoio di convento; tirai innanzi fino a
+via San Sebastiano: fu peggio. Mi sentivo soffocare in quelle
+stradette, mi pareva che vi mancasse l'aria e la luce; m'uggivano
+tutte quelle casucce, addossate le une all'altre, strette come
+persone che si pigino, con quelle porticine che paion buche; una
+casa alta come una torre, una bassa come una capanna, una grossa,
+una mingherlina, una avanti, una indietro, tutte di sghimbescio,
+come buttate là a caso.... Piovve per molti giorni. Io stavo in via
+Pietra Piana, verso la Porta, e passavo dell'ore alla finestra,
+guardando nella strada, solo e pensieroso. Ad ogni sbatter d'uscio,
+la casa tremava tutta come se volesse cadere.--Ci restassi
+sotto!--dicevo--tanto ho da crepare di malinconia....
+
+Poi venne il bel tempo, e col bel tempo l'umore allegro.
+
+Passarono tre o quattro mesi.
+
+Un bel giorno osservai che per andare da casa all'ufficio ero passato
+ogni mattina per la stessa via; mi maravigliai di non aver mai pensato
+a prenderne un'altra, e me ne domandai la ragione.--Forse, dissi tra
+me, è l'effetto di quella tal casa che vedo di scorcio sulla
+cantonata, appena son fuori della porta. Sarà fors'anco la chiesa che
+c'è di rìmpetto. O son le finestre del palazzo accanto a casa mia, che
+guardo sempre. O i bassorilievi del palazzo più piccolo ch'è vicino
+alla chiesa. O sono tutte queste cose insieme.--Poi, fermandomi in
+mezzo a una piazza, mi venne fatto di domandarmi che cosa fosse che mi
+tratteneva, in quel certo punto e in quel certo modo, con l'aria e col
+sentimento di chi sta in casa sua; perchè mi pigliasse la voglia di
+appoggiare le spalle al muro e di finire il mio sigaro in pace; come
+non mi potessi trattenere dal chiamar gli amici che passavano, e
+attaccar discorso, e far crocchio, e sciupare in chiacchiere una
+mezz'ora. Cercai di spiegare a me stesso il perchè avessi contratto
+l'abitudine di rallentare il passo a quella tal svoltata, di guardare
+intorno su quel tal crocicchio, di andar oltre col viso in aria....
+
+Una mattina m'accorsi con stupore di avere nel capo, distinte ad una
+ad una, le immagini d'una cinquantina di case di strade diverse, delle
+quali avrei saputo dire, senza rischio di sbagliare, il colore della
+facciata, la forma delle finestre, il disegno degli ornati. Guardai
+meglio quelle case, ripassandoci davanti; e quanto più le guardavo,
+tanto più mi pareva che avessero tutte un'aria propria, che so io? un
+significato, qualche cosa che mi faceva pensare. L'una sentivo che
+l'avrei scelta di preferenza per invitarvi degli amici a cena, e
+menarvi una vita allegra: mi pareva che sorridesse. In un'altra ci
+sarei stato più volentieri a studiare, solo, raccolto, con una gran
+biblioteca: aveva un aspetto grave insieme e sereno. In una terza
+pensavo che non ci si potesse vivere che facendo all'amore, tanto
+aveva le forme snelle e la tinta gentile. Gli architetti di quelle
+case bisognava che fossero giovani simpatici; dovevano aver voluto dir
+tutti alcun che con quei disegni, e s'erano fatti tutti capire. Man
+mano che passavo per quelle vie, mi s'affollavano alla memoria versi,
+scene di romanzo, episodi storici, ariette d'opera. E alzando gli
+occhi ai palazzi, alle torri, ai campanili, agli archi grandiosi, mi
+cominciava a parere strano che, in luogo d'ispirare quell'ammirazione
+subitanea e profonda, mista quasi ad un senso di terrore, che sogliono
+ispirare i monumenti giganteschi, costringessero invece, quando si
+voleva esprimere con parole l'effetto delle loro bellezze, a servirsi
+degli aggettivi stessi che s'usano per designare un bel fanciullo, un
+bel fiore, un bel ninnolo, come:--Gentile, amabile, caro.... Guardando
+quelle torri, quei palazzi, sorprendevo spesso in me medesimo un
+desiderio bizzarro, come di fare scorrere la mano su quei contorni, di
+palpare quei rilievi; e con questo desiderio, una specie di
+sollecitudine gelosa per quelle moli enormi di pietra, come se temessi
+che la menoma forza le potesse offendere e sciupare; e con questa
+sollecitudine, un bisogno vivo e continuo di correrle e di ricorrerle
+con quello sguardo d'amante che avvolge, e striscia, e lambe, e si
+stanca sulle forme amate.
+
+--Ma queste linee si muovono,--esclamavo tra, me--v'è qualche cosa che
+si stacca e va su; c'è senso e vita in quelle forme:--Cominciai a
+capire certi amori ardenti per le glorie artistiche del proprio
+paese, e mi compiacqui nel cogliere sul viso degli stranieri, che si
+fermavano sulla piazza, la prima espressione della maraviglia e del
+diletto. Presi l'uso di passare e di fermarmi tutti i giorni, a
+quell'ora, in quei luoghi. M'accorsi che ogni giorno quella
+contemplazione di pochi istanti mi metteva in un corso d'idee alte e
+belle; sentii poi che la facoltà di quella maniera di diletto si
+rafforzava e s'estendeva ad altre forme dell'arte; che quel gusto
+del semplice e del grande s'insinuava anche un po' nel sentimento e
+nel giudizio mio riguardo a cose che con l'arte non avevan che
+vedere, a fatti, a persone, a costumi; mi parve d'essere riuscito,
+per effetto di quel culto gentile, a domare certi moti impetuosi e
+quasi selvaggi dell'animo mio, a dare alla mia indole un che di più
+liscio e di più morbido, a migliorarmi in qualche cosa. Per questo
+presi ad amare quelle linee, quelle forme, quei colori; e non mi
+pareva più pazzo il «Pieruccio» dell'«Assedio di Firenze», che,
+povero e abbandonato, sente ancora un palpito di gioia segreta,
+sollevando gli occhi pieni di lacrime ai monumenti della sua cara
+città natale....
+
+Questo seguì a me ed a molti. Ma per chi sia venuto qui nel fiore
+della giovinezza, con quell'irresistibile bisogno di aprire il proprio
+cuore e di gridare:--Guardate!--che ci assale appunto negli anni in
+cui si comincia a esser uomini e s'è tuttavia un po' fanciulli;--per
+chi sia venuto qui coll'intima coscienza di esser atto a fare
+qualcosa, senza saper che, nè come, nè quando; con un presentimento
+confuso, con un desiderio inquieto, con quella forza dentro che
+s'agita, e tenta e non rinviene l'uscita; per chi, essendo venuto qui
+in quello stato, abbia sentito, al lume di questo cielo e all'ombra di
+questi monumenti, squarciarsi come un velo che gli avvolgeva
+l'ingegno, tutte le facoltà ravvivarsi con impeto e ordinarsi con
+armonia, e dal tumulto, prima infecondo, della mente e del cuore
+prorompere per la prima volta, rozzi, ma ardenti e liberi, gli
+affetti, i pensieri, le immagini;--per chi sopra tutto abbia raccolto
+qui, con lungo amore, le forme e le parole da poter significare ed
+espandere l'animo suo, affratellandosi col popolo per sorprendergliele
+sulle labbra, ricominciando qui, per così dire, un'altra infanzia,
+rinnovando quasi la sua natura, aspirando continuamente e avidamente
+quest'aura vergine della vita italiana, per farsene sangue, e
+informarsene il cuore e il cervello, superbo oggi d'esservi riuscito,
+disperato domani di non riuscirvi, ma sempre risoluto, ostinato e
+appassionato; per costui non ci sarà nè parola nè omaggio che basti a
+significare l'affetto e la gratitudine che deve sentire per Firenze,
+sua ispiratrice e maestra.
+
+Quando, a tarda notte, nel silenzio della sua cameretta, dopo un lungo
+lavoro condotto con furia febbrile egli sentiva bisogno di smorzare il
+fuoco che gli ardeva le fibre, Firenze gli diceva:--Vieni!--e gli
+offriva la splendida pace delle sue notti serene, l'Arno colorato di
+fuoco e il bel colle di San Miniato illuminato dalla luna; e in quello
+spettacolo gentile e solenne l'anima sua si quetava. E quando, dopo
+aver lungamente faticato e sudato invano per dar forma e vita a un
+concetto riposto o a un'immagine bella che gli appariva, in barlume
+alla mente, egli buttava la penna sconfortato e si slanciava fuori di
+casa, Firenze, offrendogli allo sguardo i miracoli dell'arte affollati
+nella sua piazza famosa, gli diceva:--Ecco la bellezza!--ed egli in
+quella bellezza confortava e appagava l'animo, pensando ch'ella era
+italiana, e il suo orgoglio umiliato d'artista moriva senza dolore
+nell'alterezza legittima e santa di cittadino. E quando in certi
+momenti di sfiducia desolata e di abbattimento mortale egli piangeva
+la sua provata impotenza e le sue speranze deluse, Firenze gli
+diceva:--Migliaia di giovani, e quanto migliori di te! io vidi, fra le
+mie mura, lasciar cadere la mano disperata sopra un foglio bagnato di
+lagrime o sopra un marmo spezzato; dolori che straziano il cuore, e
+gettano anzi tempo nella tomba, io conobbi e nascosi; ed erano anime
+grandi. E tu, miserabile, che pretendi, e chi accusi?--E allora egli
+si ravvedeva e taceva, e da quella confusione salutare traeva nuova
+forza e nuovo coraggio per combattere, perseverare e soffrire.
+
+A questo punto, preso da un'ispirazione diversa, il nostro amico si
+voltò improvvisamente alla campagna ed esclamò in atto drammatico, non
+senza un leggiero accento di tristezza:--Addio, dunque, bel colle di
+Settignano! addio Patrolino! addio Sesto! addio vallette verdi,
+chiesuole solitarie e casucce quete, che ci avete fatto dire tante
+volte:--Beata la pace!--Stanchi d'una baldoria carnovalesca, annoiati
+degli altri e di noi, tristi, umiliati, noi ci siamo levati molte
+volte innanzi l'alba e slanciati con desiderio smanioso alla campagna,
+come l'assetato alla fonte; e correndo di colle in colle, di valle in
+valle, e bevendo a lunghi sorsi deliziosi l'aura pregna di vita,
+abbiamo sentito sparire tristezze e rimorsi, rinascere, con l'appetito
+vigoroso e la gaiezza campagnola, la forza e l'ardor del lavoro! Addio
+contadini cortesi, vecchierelle allegre e ragazzotte col «damo» negli
+occhi, che sedeste tante volte a tavola con noi, come vecchi amici;
+buona gente cordiale, che spalancavate gli occhi maravigliati,
+vedendoci cavar di tasca il portafoglio per notare le ingenue grazie
+del vostro celeste linguaggio; e addio voi pure, bambinelli scalzi, di
+cui ci chinavamo a raccogliere le parole come le note d'un canto
+sommesso; addio a tutti! Nessuno di noi vi ricorderà senza
+rimpiangervi! Dalle sponde del Tevere, rivolando col pensiero alle
+sponde del Po, ci soffermeremo sempre in riva all'Arno, per mandarvi
+un saluto, sempre!...
+
+Qui l'amico si fermò, si turbò, e stette qualche minuto immobile, col
+capo basso, occupato da un pensiero triste. Poi alzò la fronte
+corrugando le ciglia, coll'aspetto di chi afferra il filo di una
+reminiscenza lontana, e riprese a bassa voce:
+
+--....Piazza Castello pareva un mare di teste; c'era mezzo il popolo di
+Torino. Migliaia di voci cantavano l'inno di Goffredo Mameli.
+L'entusiasmo toccava il furore. Centomila visi erano rivolti alle
+finestre dove stavano i deputati della Toscana. La gente gridava loro
+cose, là sotto, che facevano venir freddo; tendeva le braccia come se
+essi avessero a gettarsi giù, e li volesse prendere. Si voleva
+vederli, e vederli ancora, e poi tornare a vederli.--Fuori!--si
+gridava con accento di preghiera;--vada qualcuno a pregare che si
+mostrino ancora una volta! Pregateli che ci parlino! Li vogliamo
+sentire ancora!--I loro nomi correvano di bocca in bocca; alcuni
+erano di famiglie antiche ed illustri, imparati già nelle storie, o
+intesi nelle scuole, nomi solenni, che si pronunziavano con
+riverenza; altri non saputi mai, ma pur cari per quel suono, per
+quell'impronta paesana che li faceva riconoscere alla prima. Si
+cercavano nella folla i pochi Toscani ch'eran venuti coi deputati, si
+correva intorno a loro con una curiosità infantile, si voleva sentire
+il loro accento decantato, si ripetevano le loro parole, si
+scambiavano i «lei» e i «chiel» con una dimestichezza che pareva
+antica.
+
+Il nome di «Fiorenssa», come si diceva, questo nome al quale il
+popolo, benchè l'avesse sì poco familiare, era pure sempre usato ad
+unire l'immagine di qualcosa di gentile e di augusto, si ripeteva
+allora con amore; Firenze, già creduta tanto lontana, pareva che si
+fosse avvicinata ad un tratto, che fosse lì all'orizzonte, colle sue
+belle cupole e le sue belle torri; Dante! Michelangelo! Machiavelli! e
+gli altri grandi nomi rivenivano alla mente e sulle labbra, anche dei
+popolani, con un senso nuovo, quasi come nomi di gente viva, di cui
+que' deputati ci avessero portato un saluto o un ricordo. Firenze! Si
+vedevano con la mente, a questo nome, delle legioni di scultori, di
+pittori e d'architetti, che ci gridavano:--Viva!--da lontano, agitando
+scalpelli, tavolozze e corone. Oh come si conoscevano tutti
+senz'averli mai veduti! E come si sentiva la solennità di
+quell'istante, la fusione di quei due popoli e di quelle due storie!
+Era il Piemonte, il vecchio soldato, abbronzato dal sole e coperto di
+cicatrici, che deponeva un bacio sulla fronte bianca e splendida della
+madre delle arti; della quale dieci anni prima, a Curtatone, aveva
+potuto stringere appena, e di sfuggita, la mano insanguinata. Erano
+due grida sublimi, uno partito da Santa Croce e l'altro da Superga,
+che si mescevano in un solo:--Ecco il giorno!--Oh non c'erano
+freddezze allora! Non c'erano rancori!
+
+--Freddezze?--riprese di lì a poco, quasi maravigliato d'essersi
+lasciato sfuggire quella parola;--rancori? Ma che!--continuò
+scrollando il capo e sorridendo,--ma chi lo crede? chi ne parla più?
+chi se ne ricorda ancora? Le famiglie piemontesi, forse, che si
+vedono, per le case e per le vie, mostrarsi l'una all'altra i loro
+bimbi di cinque anni, che parlano il più puro e argentino toscano
+che si sia inteso mai, ridendone come d'una cara sorpresa e
+parlandone con una compiacenza non scevra d'alterezza? O le loro
+donne di servizio, venute dalle falde delle Alpi, che quando c'è
+confusione in mercato dicono che «non ci si raccapezzano?» O i
+rivenditori di giornali, nati sulle rive del Po, che rifanno il
+verso ai nuovi venuti, perchè non gridano ancora coll'accento
+paesano? Sogni! Interrogateli--«Signore!--vi risponderanno:--ella
+ritorna molto addietro; qui son nati i nostri figliuoli e i nostri
+fratelli più piccoli; in questa lingua e in questo accento ci
+chiamarono la prima volta e ci dissero le prime parole; qui ci
+abbiamo amici, fidanzati, parenti; in Santa Croce c'è il nostro
+Alfieri; che domande la ci fa? Questa è Italia, signore! La città
+dove siam nati ci è sacra; ma anche Firenze ci è cara, e l'amiamo».
+
+Questo diranno; e vi soggiungeranno anco molti che non partono col
+cuore lieto, che prevedono dei giorni e delle ore in cui si
+ricorderanno di Firenze con una tenerezza piena di malinconia e di
+desiderio, perchè qui si son stretti dei cuori, molti, e con nodi
+tenaci, come segue sovente fra chi s'è tenuto il broncio un bel pezzo.
+Rancori? Non è vero, è una calunnia per tutti: per chi parte e per chi
+resta; lo so di certo, io, lo vedo ogni giorno, lo sento ogni momento.
+
+Come? Chi è che brontola laggiù? Chi è che alza le spalle? Avanti, se
+c'è ancora qualcuno da questa parte o dall'altra; spingiamoli in
+mezzo, a vedere se osano dirselo in viso; e che le donne e i ragazzi,
+che amano, perdonano e dimenticano, li costringano a levar le mani di
+tasca, e a tenderle di qua e di là, e gridino:--Stringete!--Animo, giù
+il cappello, ancora una volta, davanti a Santa Croce; un ultimo
+sguardo alla cupola, e un saluto intorno alle colline, e addio, e via,
+col cuore riconoscente e sereno. Per Dio! Chi ha ancora un po' d'amaro
+nell'anima non è un galantuomo....
+
+Ed ora dò il mio ultimo saluto a Firenze anch'io.
+
+Così dicendo, s'alzò, si voltò verso la città, e mise una voce di
+ammirazione. S'era fatto buio senza ch'egli se ne accorgesse, e tutta
+la valle era popolata di lumi. Provò quell'impressione stessa che si
+prova talvolta, girando per la campagna di notte, quando si guarda
+giù, senza pensarci, dall'orlo d'un'altura, e si vede la china, di
+cima in fondo, sorvolata da una moltitudine immensa di lucciole, che
+la fan parere tutta accesa. Così tutti quei lumi, a socchiudere appena
+gli occhi, si confondevano in un solo strato luminoso, che rendeva
+l'immagine d'un gran lago di fuoco. Dalle lunghissime file dei fanali
+della cinta, simili a ghirlande tese intorno alla città, altre file di
+lumi si stendevano dentro e fuori, diritte, curve, incrociate; altre
+interrotte qua e là, altre continue come un raggio di luce, altre
+nascoste quasi affatto dagli alberi, dietro a cui si vedeva uno
+splendore diffuso, come d'incendio; altre vicine, che parevano a pochi
+passi; altre lontane, visibili appena, or sì or no; e nel piano e sui
+colli, per tutto fiammelle, e gruppi di punti luminosi, e tremoli
+bagliori; un bellissimo cielo stellato, pareva, riflesso da una vasta
+acqua cheta.
+
+--Ah!--esclamò il nostro amico dopo qualche istante di muta
+contemplazione agitando una mano verso Firenze;--....seduttrice!
+
+Poi mise un sospiro e mormorò:
+
+--Addio, Firenze!
+
+E scese ch'era buio fitto.
+
+
+
+
+ROMA.
+
+
+
+
+L'ENTRATA DELL'ESERCITO ITALIANO IN ROMA.
+
+Roma, 21 settembre 1870.
+
+
+Le cose che ho da dire sono tante e tali che mi sarà impossibile di
+scriverle con ordine e chiaramente. È già gran cosa aver la voglia di
+scrivere, mentre per le vie di Roma risuonano ancora le grida del
+primo entusiasmo e della prima gioia. Tutto quello che ho veduto ieri
+mi sembra ancora un sogno; sono ancora stanco della commozione; non
+sono ancora ben certo di essere veramente qui, di aver visto quello
+che vidi, di aver sentito quello che sentii.
+
+Vi dirò subito che l'accoglienza fatta da Roma all'esercito italiano è
+stata degna di Roma, degna della capitale d'Italia, degna d'una grande
+città sovranamente patriottica. Tutto ha superato non solo
+l'aspettazione, ma la immaginazione. Bisogna aver veduto per credere.
+Dubiterete della mia sincerità, lo prevedo; ma non voglio spender
+parole per prevenirvi, perché capisco che non posso aspirare ad esser
+creduto. Eppure sento che non vi darò che una pallida immagine della
+realtà! Son cose che non si possono ridire.
+
+Ieri mattina alle quattro fummo svegliati a Monterotondo, io e i miei
+compagni, dal lontano rimbombo del cannone. Partimmo subito. Appena
+fummo in vista della città, a cinque o sei miglia, argomentammo dai
+nuvoli del fumo che le operazioni militari erano state dirette su vari
+punti. Così era infatti. Il 4.° corpo d'esercito operava contro la
+parte di cinta compresa tra porta San Lorenzo e porta Salara, la
+divisione Angioletti contro porta San Giovanni, la divisione Bixio
+contro porta, San Pancrazio. Il generale Mazè de la Roche, con la 12.a
+divisione del 4.° corpo, doveva impadronirsi di Porta Pia.
+
+Via via che ci avviciniamo (a piedi s'intende) vediamo tutte le
+terrazze delle ville affollate di gente che guarda verso le mura.
+Presso la villa Casalini incontriamo i sei battaglioni bersaglieri
+della riserva che stanno aspettando l'ordine di avanzarci contro Porta
+Pia. Nessun corpo di fanteria aveva ancora assalito. L'artiglieria
+stava ancora bersagliando le porte e le mura per aprire le breccie.
+Non ricordo bene che ora fosse quando ci fu annunziato che una larga
+breccia era stata aperta vicino a Porta Pia, e che i cannoni dei
+pontifici appostati là erano stati smontati. Si parlava di qualcuno
+dei nostri artiglieri ferito. Ne interrogammo parecchi che tornavano
+dai siti avanzati, e tutti ci dissero che i pontifici davano saggio
+d'una maravigliosa imperizia nel tiro, che i varchi già erano aperti,
+che l'assalto della fanteria era imminente. Salimmo sulla terrazza
+d'una villa e vedemmo distintamente le mura sfracellate e la Porta Pia
+malconcia. Tutti i poderi vicini alle mura brulicavano di soldati; si
+vedevano in mezzo agli alberi lunghe colonne di artiglieria;
+lampeggiavano fucili tra 'l verde dei giardini; scintillavano lancie
+al di sopra dei muri; ufficiali di Stato maggiore e staffette
+correvano di carriera in tutte le direzioni.
+
+È impossibile ch'io vi dia notizie particolari di quello che fecero le
+altre divisioni. Vi dirò della divisione Mazè de la Roche, che è
+quella ch'io seguii.
+
+La strada che conduce a Porta Pia è fiancheggiata ai due lati dai muri
+di cinta dei poderi. Ci avanzammo verso la porta. La strada è dritta e
+la porta si vedeva benissimo a una grande lontananza; si vedevano le
+materasse legate al muro dai pontifici, e già per metà arse dai nostri
+fuochi; si vedevano le colonne della porta, le statue, i sacchi di
+terra ammonticchiati sulla barricata costrutta dinanzi; tutto si
+vedeva nettamente. Il fuoco dei cannoni pontifici, da quella parte,
+era già cessato: ma i soldati si preparavano a difendersi dalle mura.
+A poche centinaia di metri dalla barricata due grossi pezzi della
+nostra artiglieria traevano contro la porta e il muro. Il contegno di
+quegli artiglieri era ammirabile. Non si può dire con che tranquilla
+disinvoltura facessero le loro manovre, a così breve distanza dal
+nemico. Gli ufficiali erano tutti presenti. Il generale Mazè, col suo
+Stato maggiore, stava dietro i due cannoni. Ad ogni colpo si vedeva un
+pezzo del muro o della porta staccarsi e rovinare. Alcune granate,
+lanciate, parve, da un'altra porta, passarono non molto al disopra
+dello Stato maggiore. Gli zuavi tiravano fittissimo dalle mura del
+Castro Pretorio, e uno dei nostri reggimenti ne pativa molto danno.
+
+Quando la Porta Pia fu affatto libera, e la breccia vicina aperta sino
+a terra, due colonne di fanteria furono lanciate all'assalto. Non vi
+posso dar particolari. Vidi passare il 40.° a passo di carica; vidi
+tutti i soldati, presso alla porta, gettarsi a terra in ginocchio, per
+aspettare il momento d'entrare. Udii un fuoco di moschetteria assai
+vivo; poi un lungo grido «Savoia!» poi uno strepito confuso; poi una
+voce lontana che gridò:--Sono entrati!--Arrivarono allora a passi
+concitati i sei battaglioni dei bersaglieri della riserva;
+sopraggiunsero altre batterie di artiglieria; s'avanzarono altri
+reggimenti: vennero oltre, in mezzo alle colonne, le lettighe pei
+feriti. Corsi con gli altri verso la Porta. I soldati erano tutti
+accalcati intorno alla barricata; non si sentiva più rumore di colpi;
+le colonne a mano a mano entravano. Da una parte della strada si
+prestavano i primi soccorsi a due ufficiali di fanteria feriti: uno
+dei quali, seduto in terra, pallidissimo, si premeva una mano sul
+fianco: gli altri erano stati portati via. Ci fu detto che era morto
+valorosamente sulla breccia il maggiore dei bersaglieri Pagliari,
+comandante del 35.°. Vedemmo parecchi ufficiali dei bersaglieri con le
+mani fasciate. Sapemmo che il generale Angolino s'era slanciato
+innanzi dei primi con la sciabola nel pugno come un soldato. Da tutte
+le parti accorrevano emigrati gridando. Tutti si arrestavano un
+istante, a guardare il sangue sparso qua e là per la strada:
+sospiravano, e ripigliavan la corsa.
+
+La Porta Pia era tutta sfracellata; la sola immagine enorme della
+Madonna, che le sorge dietro, era rimasta intatta; le statue a destra
+e a sinistra non avevano più testa; il suolo intorno era sparso di
+mucchi di terra, di materasse fumanti, di berretti di zuavi, d'armi,
+di travi, di sassi.
+
+Per la breccia vicina entravano rapidamente i nostri reggimenti.
+
+In quel momento uscì da Porta Pia tutto il Corpo diplomatico in grande
+uniforme, e mosse verso il quartier generale.
+
+Entrammo in città. Le prime strade erano già piene di soldati. È
+impossibile esprimere la commozione che provammo in quel momento;
+vedevamo tutto in confuso, come dietro una nebbia. Alcune case arse la
+mattina fumavano, parecchi zuavi prigionieri passavano in mezzo alle
+file dei nostri, il popolo romano ci correva incontro. Salutammo,
+passando, il colonnello dei bersaglieri Pinelli; il popolo gli si
+serrò intorno gridando. A misura che procediamo nuove carrozze, con
+entro ministri ed altri personaggi di Stato, sopraggiungono. Il popolo
+ingrossa. Giungiamo in piazza di Termini: è piena di zuavi e di
+soldati indigeni che aspettano l'ordine di ritirarsi. Giungiamo in
+piazza del Quirinale. Arrivano di corsa i nostri reggimenti, i
+bersaglieri, la cavalleria. Le case si coprono di bandiere. Il popolo
+si getta fra i soldati gridando e plaudendo. Passano drappelli di
+cittadini con le armi tolte agli zuavi. Giungono i prigionieri
+pontifici. I sei battaglioni dei bersaglieri della riserva, preceduti
+dalla folla, si dirigono rapidamente, al suono della fanfara, verso
+piazza Colonna. Da tutte le finestre sporgono bandiere, s'agitano
+fazzoletti bianchi, s'odono grida ed applausi. Il popolo accompagna
+col canto la musica delle fanfare. Sui terrazzini s'affacciano
+famiglie intere che batton le mani. S'arriva a piazza di Trevi. I
+soldati prorompono in esclamazioni di maraviglia alla vista della
+grande roccia coronata di statue, donde precipita un fiume; gli
+ufficiali debbono sospingerli innanzi.
+
+S'entra in piazza Colonna: un altro grido di maraviglia s'alza dalle
+file. La moltitudine si versa nella piazza da tutte le parti,
+centinaia di bandiere sventolano, l'entusiasm divampa: non v'è parola
+umana che valga ad esprimerlo. I soldati sono commossi fino a
+piangerne. Non vedo altro, non reggo alla piena di tanta gioia, mi
+spingo fuori della folla, incontro operai, donne del popolo, vecchi,
+ragazzi: tutti hanno la coccarda tricolore, tutti accorrono
+gridando:--I nostri soldati!--I nostri fratelli!
+
+È commovente; è l'affetto compresso da tanti anni che prorompe tutto
+in un punto ora; è il grido della libertà di Roma che si sprigiona da
+centomila petti; è il primo giorno d'una nuova vita; è sublime.
+
+E altre grida da lontano:--I nostri fratelli!
+
+ *
+
+Il Campidoglio è ancora occupato dagli squadriglieri e dagli zuavi.
+
+Una folla di popolo accorsa per invaderlo è stata ricevuta a fucilate.
+Parecchi feriti furono ricoverati nelle case; fra gli altri un
+giovanetto che marciò quindici giorni coi soldati. Il popolo è
+furente. Si corre a chiamare i bersaglieri. Due battaglioni arrivano
+sulla piazza, ai piedi della scala. I pontifici, al primo vederli,
+cessano di tirare; ma restano in atto di resistere. Una specie di
+barricata di materasse è stata costrutta in alto. L'assalirla di viva
+forza potrebbe costar molte vittime; s'indugia, forse gli zuavi
+s'arrenderanno, si dice che hanno paura dell'ira popolare. Tutte le
+strade che circondano il Campidoglio sono piene di gente armata che
+sventola bandiere tricolori e canta inni patriottici. Intanto ai
+bersaglieri che attendono sulla piazza son portati in gran copia vini,
+liquori, sigari, biscotti. La moltitudine va crescendo, cresce lo
+strepito. Qualcuno, forse un parlamentario, è salito sul Campidoglio.
+Parecchi ufficiali lo seguono. La folla, dal basso, guarda con grande
+ansietà. Ad un tratto cadono le materasse della barricata e appaiono
+le uniformi dei nostri ufficiali che agitano la sciabola e chiamano il
+popolo gridando: Il Campidoglio è libero.--La moltitudine getta un
+altissimo grido e si slancia con grande impeto su per la vasta scala,
+passa fra le due enormi statue di Castore e Polluce, circonda il
+cavallo di Marc'Aurelio, invade i corpi di guardia degli zuavi e
+rovescia, spezza e disperde tutto quanto vi trova di soldatesco. In
+pochi minuti tutto il Campidoglio è imbandierato. Il cavallo
+dell'imperatore romano è carico di popolani; l'imperatore tiene fra le
+mani una bandiera italiana. Un reggimento di fanteria occupa la
+piazza. È accolto con grida di entusiasmo. La banda suona la marcia
+reale, migliaia di voci l'accompagnano. All'improvviso tutte le faccie
+si alzano verso la torre. Il popolo e i soldati ne hanno sfondata la
+porta, son saliti sulla cima, hanno imbandierato il parapetto. Un
+pompiere sale per mezzo d'una scala sulle spalle della statua e lega
+una bandiera alla croce. Un fragoroso applauso e lunghissime grida
+risuonano nella piazza. La grande campana del Campidoglio fa sentire i
+suoi rintocchi solenni. Da tutte le parti di Roma accorre il popolo a
+ondate. Gli ufficiali che si trovano sul Campidoglio sono circondati e
+salutati con incredibile affetto. Si grida:--Viva Roma libera!--Viva i
+nostri soldati!--Le donne si mettono le coccarde tricolori sul petto.
+Da tutte le finestre dei palazzi vicini si agitano le mani e si
+sventolano i fazzoletti. Molti piangono. Il movimento della folla è
+vertiginoso; il rumore delle grida copre il suono della grande
+campana.
+
+I conventi vicini, dove si crede che siansi rifugiati gli zuavi e gli
+squadriglieri, sono circondati dai bersaglieri e dalla fanteria.
+
+ *
+
+Si ritorna in fretta verso il Corso. Tutte le strade sono percorse da
+grandi turbe di popolo che agitano armi e bandiere. I soldati
+pontifici che s'avventurano imprudentemente a passare per la città a
+due, a tre, o soli, sono circondati, disarmati e inseguiti. Giungiamo
+in piazza Colonna. In mezzo alla piazza vi sono circa trecento zuavi
+disarmati, seduti sugli zaini, col capo basso, abbattuti e tristi.
+Intorno stanno schierati tre battaglioni di bersaglieri. Il colonnello
+Pinelli e molti ufficiali guardano giù dalla loggia del palazzo che
+chiude il lato destro della piazza. Popolani, signori, signore, donne
+del popolo, vecchi, bambini, tutti fregiati di coccarde tricolori, si
+stringono intorno ai soldati, li pigliano per le mani, li abbracciano,
+li festeggiano.
+
+Nel Corso non possono più passare le carrozze. I caffè di piazza
+Colonna sono tutti stipati di gente; ad ogni tavolino si vedono
+signore, cittadini e bersaglieri alla rinfusa. Una parte dei
+bersaglieri accompagna via gli zuavi in mezzo ai fischi del popolo;
+tutti gli altri sono lasciati in libertà. Allora il popolo si
+precipita in mezzo alle loro file. Ogni cittadino ne vuole uno, se lo
+piglia a braccetto e lo conduce con sè. Molti si lamentano che non ce
+n'è abbastanza, famiglie intere li circondano, se li disputano, li
+tirano di qua e di là, affollandoli di preghiere e d'istanze. I
+soldati prendono in collo i bambini vestiti da guardie nazionali. Le
+signore domandano in regalo le penne.
+
+Numerosissime frotte di cittadini continuano a passare l'una dopo
+l'altra pel Corso con grandi bandiere; alcuni drappelli ne hanno
+quattro, sei, dieci; alcune bandiere sono alte più del primo piano
+delle case e vengono portate da due o tre persone. Tutta questa gente
+trae con sè soldati di fanteria e bersaglieri. Le canzoni popolari dei
+nostri reggimenti sono già diventate comuni: tutti cantano. Passano
+carrozze piene di cittadini che agitano in alto il cappello; i
+soldati, rispondono alzando il cheppì; le braccia si tendono dall'una
+parte e dall'altra, e le mani si stringono. Passano signore vestite
+dei tre colori della bandiera nazionale. Tutti gli ufficiali che
+passano in carrozza, a piedi, a gruppi, scompagnati, sono salutati con
+alte grida. Si festeggiano i medici, i soldati del treno, gli
+ufficiali dell'intendenza. Passano i generali e tutte le teste si
+scoprono.--Viva gli ufficiali italiani!-è il grido che risuona da un
+capo all'altro del Corso. In piazza San Carlo un maresciallo dei
+carabinieri a cavallo, scambiato per un generale, è ricevuto da una
+dimostrazione clamorosa, che gli cagiona un grande stupore. Da tutte
+le strade laterali al Corso continuamente affluisce popolo. Non v'è
+gruppo di cittadini che non abbia con sè un soldato, e ciascun gruppo
+osserva il suo da capo a piedi, gli toglie di mano le armi, gli parla
+tenendogli le mani sulle spalle, stringendogli le braccia, guardandolo
+negli occhi cogli occhi scintillanti di gioia.--Viva i nostri
+liberatori!--si grida. Davanti al caffè di Roma alcuni giovinetti
+gettano le braccia al collo di due robusti artiglieri e li coprono di
+baci disperati. A quella vista tutti gli altri intorno fanno lo
+stesso; cercano correndo altri soldati, li abbracciano, li soffocano a
+furia di baci.--Viva il nostro esercito nazionale!--gridano cento e
+cento voci insieme.--Viva i soldati italiani!--Viva la libertà!--E i
+soldati rispondono:--Viva Roma!--Viva la capitale d'Italia!--In molti,
+specialmente nei giovani, l'entusiasmo sembra delirio; non hanno più
+voce per gridare, si agitano, pestano i piedi, accennano le bandiere e
+fanno atto di benedire, di ringraziare, di stringersi qualche cosa sul
+cuore.
+
+Non vidi mai, ve lo giuro, uno spettacolo simile; è impossibile
+immaginare nulla di più solenne e di più maraviglioso. Queste grandi
+piazze, queste fontane enormi, questi monumenti augusti, queste
+rovine, queste memorie, questa terra, questo nome di Roma, i
+bersaglieri, le bandiere tricolori, i prigionieri, il popolo, le
+grida, le musiche, quella secolare maestà, questa nuova gioia, questo
+ravvicinamento che ci fa la memoria di tempi, di casi, di trionfi
+antichissimi e nuovi, tutto questo insieme è qualche cosa che
+affascina, che percuote qui, in mezzo alla fronte, e pare che faccia
+vacillare la ragione; si direbbe che è un sogno; non si può quasi
+credere agli occhi; è una felicità che soverchia le forze del
+cuore.--Roma!--si esclama.--Siamo a Roma? Quando ci siam venuti? Come?
+Che è accaduto?--Il ricordo di quello che è accaduto è già confuso
+come se fosse d'un tempo remoto. È una commozione che opprime. Ad ogni
+strada, ad ogni piazza in cui s'entri, l'occhio gira intorno
+maravigliato, e il sangue dà un tuffo. Avanti, di maraviglia in
+maraviglia, di palpito in palpito, via via che si procede, la fronte
+si solleva, il cuore si dilata, e sente più gagliardamente la vita.
+Ecco la piazza del Popolo. Si corre all'obelisco, ci si volta
+indietro, si vedono davanti le tre grandi strade di Roma, si vede a
+sinistra il Pincio delizioso, laggiù in fondo la cima del Campidoglio,
+tutto intorno prodigiose bellezze di natura e d'arte, antiche, nuove,
+auguste, gaie, gigantesche, gentili; la mente sopraffatta si turba, ci
+prende un tremito, e bisogna sedersi ai piedi dell'obelisco, pigliarsi
+la testa, fra le mani e aspettare che la lena ritorni.
+
+Intanto imbrunisce. Il Corso s'è illuminato come per incanto. Il
+Corso, illuminato, ha veramente un aspetto fantastico. Candellieri,
+doppieri, lumi d'ogni forma e d'ogni grandezza risplendono sulle
+ringhiere dei terrazzini e sui davanzali delle finestre. A percorrere
+la strada in carrozza non si vede più terra, è tutto un fiume, a cui
+la strada non basta, e che straripa nei caffè, nelle piazze, nelle
+botteghe, negli atrii, nei vicoli. Questa immensa folla è rischiarata
+da migliaia di fiaccole. Drappelli di signore a due a due passano
+tenendo in mano dei cerini accesi, che rischiarano il loro petto
+coperto di coccarde, di sciarpe, di nastri tricolori. Sopra questo
+fiume di gente nuotano, sbattuti di qua e di là, cappelli di
+bersaglieri, cheppì, berretti, canne di fucile a centinaia. Le signore
+gettano giù dalle finestre fiori e confetti ai gruppi dei soldati che
+tendono le mani. Da un capo all'altro della lunghissima strada, a ogni
+passo, si sentono dieci voci che cantano insieme. I soldati non sono
+più condotti, sono travolti. I cittadini, non più paghi di tenerli a
+braccetto, camminano tenendo loro un braccio intorno al collo. Passano
+donne con un pennacchio di bersagliere nelle treccie. Famiglie ferme
+sui marciapiedi arrestano i soldati per mettere nelle loro braccia i
+bambini. Il gridìo nel Corso è oramai giunto a segno che chi è stanco
+dalle fatiche della mattina non ci può più reggere.
+
+Salgo in una carrozza, e mi lascio condurre al Colosseo. Attraverso la
+stupenda piazza della Colonna Traiana, piena di gente anch'essa e
+illuminata; passo per parecchie piccole strade; dappertutto lumi.
+Guardo nei caffè, nelle osterie: dappertutto soldati e popolani
+insieme, dappertutto grida di viva Roma e viva il nostro esercito,
+dappertutto canti, amplessi, grida di gioia, bandiere. Eccoci nel
+Campo Vaccino. È notte fitta, e il classico lume di luna sul Colosseo
+non risplende ancora. Non importa; il cielo è stellato, e vedrò del
+momento sublime almeno i contorni. Da tanti anni ardevo di vederlo! Il
+cuore mi batte a precipizio. Ormai sono in un luogo deserto, non sento
+più una voce, non un passo; tutto è queto ed oscuro. Eccoci, mi dice
+il cocchiere. Io balzo in piedi, guardo, veggo un'immensa macchia nera
+sul cielo, e tanto è l'impeto e la dolcezza con cui i ricordi e le
+immagini della memoranda giornata mi assalgono tutti in un punto, che
+non s'arresta il mio sguardo sui meravigliosi contorni, nè vi si può
+arrestare il pensiero. Sguardo e pensiero si levano più in alto, e dal
+profondo del cuore, col più ardente palpito che possa destare in un
+cuore umano la gratitudine, saluto e ringrazio i padri e i fratelli
+che non son più, quelli che languirono negli esigli e nelle carceri, e
+quelli che spirarono sui patiboli e sui campi di battaglia per darci
+questa grande patria, la quale, dopo cinquant'anni di dolore e di
+sangue, oggi s'integra e s'incorona al cospetto del mondo. O benedetti
+morti che ci avete preparato questo santo giorno! O poveri morti che
+non l'avete potuto vedere con noi! Siate amati, onorati, benedetti in
+eterno!
+
+
+
+
+LA CUPOLA DI SAN PIETRO.
+
+
+Per quanto si sia parlato, e scritto della basilica di San Pietro,
+qualcosa da dire resta sempre; e poi, questa volta, sotto la cupola di
+San Pietro c'è una grande novità: i bersaglieri, dei quali non è fatto
+cenno, credo, nè dalle guide, nè dai libri archeologici, nè dalle
+opere artistiche; e spero che la mia penna d'oca, con l'aiuto delle
+loro penne di cappone, riuscirà se non altro a rallegrarvi.
+
+Andai là con un mio amico ch'era già stato a Roma. Passando sul ponte
+Sant'Angelo, incontrammo un ufficiale che ci consigliò di tornar
+indietro.
+
+--Adesso ci troverete una processione di soldati,--disse;--ne sono
+piene tutte le scale, pare una caserma, bisogna tornarci più tardi.
+
+Più tardi? Con questa po' di febbre che ho addosso? Dopo aver veduto
+quella benedetta cupola per cinque giorni a otto miglia di lontananza,
+grande, netta e spiccata, che mi pareva a due passi, e mi faceva
+soffrire le pene di Tantalo? È impossibile; fin che non ci sono sopra,
+mi par di sentirmela sul petto. Andiamo a vedere questa maraviglia. A
+San Pietro!
+
+La carrozza era già di là dal ponte Sant'Angelo, quando il mio
+compagno mi consigliò di chiuder gli occhi e di non aprirli prima che
+me lo dicesse: li chiusi.
+
+A un tratto la carrozza si fermò e l'amico disse:--Guarda.
+
+Guardo: siamo in mezzo alla piazza. Ecco le colonne, le fontane, la
+gradinata, la cupola, ogni cosa come si vede nei quadri: nulla di
+nuovo, nessuna maraviglia.
+
+--Dunque?--domanda l'amico,--non ti scuoti? che impressione ti fa? non
+ti par bello, grande, sublime?
+
+Io son mortificato, non trovo parola. Questa è la famosa basilica?
+Questa la cupola che si vede di lontano quaranta miglia? Questo il
+gran colosso di San Pietro?
+
+--Dunque?
+
+--Dunque.... senti, amico, vuoi ch'io ti dica la verità?
+
+--Quale?
+
+--Mi par piccolo.
+
+--Che cosa?
+
+--Tutto: la piazza, la chiesa, la facciata, la cupola, tutto quello
+che vedo.
+
+L'amico diede in uno scroscio di risa.
+
+--Sarà ridicolo; ma è vero. Mi par piccolo, mi par piccolo, mi par
+piccolo. Son disilluso.
+
+--Guarda quell'uomo.
+
+--Quale?
+
+--Quello seduto ai piedi d'una delle colonne di mezzo della facciata.
+
+Guardo l'uomo, misuro con l'occhio tutta l'altezza della colonna,
+misuro la larghezza, poi l'uomo di nuovo, confronto, riguardo ed
+esclamo:
+
+--È immenso!
+
+--Ah! qui ti volevo! Bisogna confrontare, caro mio. Come ti puoi
+accorgere che qualcosa è gigantesco dove tutto è gigantesco? A prima
+giunta, tutti guardano in su, e tutti dicono come te. Scendiamo.
+
+Si scende di carrozza, si sale la gradinata: non finisce mai. Si
+guardano le colonne della facciata: ingigantiscono a ogni passo.
+V'arriviamo davanti: sono larghe come case. Guardiamo in su: sono alte
+come campanili. Ci voltiamo indietro: quanta strada s'è fatta! Le
+fontane, pur ora così grandi, son diventate piccine che non paiono più
+quelle. Un soldato vicino a noi esprime benissimo questo stesso
+effetto; guarda la facciata e dice:--«Gonfia».
+
+Entriamo. Guardo....--Amico, questa volta te lo dico sul serio: sono
+deluso.
+
+--Aspetta. Vedi quella colomba in bassorilievo, di marmo bianco, qui
+nell'angolo?
+
+--Vedo.
+
+--A che altezza ti par che giunga della tua persona?
+
+--Al collo.
+
+--Vediamo.
+
+Si va innanzi.... Diavolo, non ci siamo ancora? Pareva a due passi.
+Eccoci. Oh questa è curiosa! Stendo il braccio in alto, mi alzo sulle
+punte dei piedi, e non ci arrivo.
+
+--Guarda le lettere di quell'iscrizione lassù; quanto ti paiono alte?
+
+--Quattro palmi.
+
+--Sono più alte di te. Guarda quelle finte colonne; come ti paiono
+larghe?
+
+--Un braccio.
+
+--Tre metri.
+
+Comincio a capire. In mezzo alla chiesa si vede un gruppo di ragazzi
+intorno a una cosa che sembra una statua. Andiamo innanzi, innanzi,
+innanzi: oh cospetto! i ragazzi sono soldati d'artiglieria grandi e
+grossi come Ciclopi; la cosa è la statua di San Pietro; i soldati le
+baciano il piede; un pretino poco distante guarda e sorride con
+un'aria di stupore e di compiacenza; pare che dica:--Son cristiane
+queste bestie feroci! Meno male!
+
+C'è una lunga fila di soldati in ginocchio intorno all'altar maggiore.
+Altri, negli angoli lontani, stanno ammirando le statue, e per
+persuadersi che sono di marmo metton loro le mani sulle spalle, sulle
+braccia, sulle ginocchia, come fanno i ciechi per riconoscere. Un
+gruppo di bersaglieri è estatico davanti a San Longino. Parlano tra di
+loro. Mi avvicino e colgo la sentenza finale d'uno di essi, che mi ha
+l'aria di un monferrino: «A j'è nen a dije; a l'è un bel travaj» (non
+c'è che dire; è un bel lavoro).
+
+Siamo sotto la cupola. Su la testa. Ah! qui l'effetto è veramente
+prodigioso! È bello il vedere il mutamento che si fa in tutti i visi
+appena si voltano in su. Molti, appena guardato, chinano la testa e
+chiudono gli occhi, come se avessero intraveduto l'abisso. In altri il
+viso e l'occhio s'illuminano come a una visione di cielo. È una
+maraviglia che ha dell'estasi. È il solo punto della chiesa in cui
+collo sguardo si sollevi al cielo il pensiero. Nelle altre parti è
+enormità che stupisce e splendore che abbaglia, non grandezza che
+ispira; ci si sente il teatro; si pensa più alle fatiche e ai milioni
+che vi si profusero, che all'Idea cui furono consacrati; più ai
+pittori e agli scultori, che agli angeli e ai santi. L'anima è così
+tenacemente legata alla terra dalle maraviglie dell'arte, che a
+sprigionarla e a levarla in alto occorre assai maggior forza e più
+difficile lotta che non a farla uscir vittoriosa dalle tentazioni
+esterne della vita, contro cui la chiesa dovrebbe servir di rifugio.
+
+Si va innanzi, indietro, a destra, a sinistra, e man mano che si
+procede la testa si fa pesante e la vista s'intorbida. A ogni passo
+cento nuove cose, l'una più straordinaria e mirabile dell'altra,
+s'affacciano confusamente allo sguardo, vicine, fitte, ammontate.
+L'attenzione non basta a tutte insieme, sopra una sola non può
+fissarsi, che le altre la tirano, e così tremola e si stanca senza
+nulla abbracciare. Colonne enormi, statue colossali, bassorilievi,
+dipinti, mosaici, ori, ricchezze e bellezze d'ogni forma e d'ogni
+natura: vi si passa accanto senza neanco guardare; si vedono e si
+dimenticano le une nelle altre.
+
+Si vede in fondo alla chiesa qualcosa di nero che brulica intorno alla
+porta: è una compagnia di soldati che entra. Quei colossi di angeli
+che reggono la pila dell'acqua benedetta sembrano due giocattoli da
+ragazzi. In vari punti ci sono dei soldati che si chinano a guardare
+sul pavimento: guardano le indicazioni della lunghezza delle più
+grandi basiliche del mondo. Quale arriva a metà, quale a due terzi,
+quale a un terzo: chiesuole. «Mamma mia!» esclamano i soldati
+napolitani. Quante moltiplicazioni dovranno fare, tornati ai loro
+villaggi, per dare un'idea di San Pietro col confronto della chiesa
+parrocchiale! Alcuni notano sul taccuino le dimensioni. Altri fanno il
+conto di quanti soldati ci starebbero.--Ci stanno tutti i soldati del
+4.° corpo d'esercito?--Sì.... e forse anche tutte le maledizioni che
+mandarono al servizio delle sussistenze.
+
+Ecco la porta per salire alla cupola. Coraggio e su, chè sarà una
+sudata memorabile. Si sale per una scala a chiocciola; gli scalini
+sono larghissimi e appena rilevati; si va su a grandi giri,
+agevolmente, senza avvertir la salita. Il muro è coperto di lastre di
+marmo dove son segnati i nomi di tutti i principi del mondo che
+salirono alla cupola. C'è l'iscrizione di Ferdinando II di Napoli.
+Sotto, appoggiate al muro, ci stanno otto daghe da bersagliere. Più
+su, a ogni passo, cappelli coi pennacchi, cheppì, sciabole di
+cavalleria, cinturini, giberne. Sopra la testa e sotto i piedi, un
+fracasso da stordire. Sono squadre intiere di soldati che scendono,
+salgono, s'incontrano, si salutano, si esprimono l'un l'altro lo
+stupore e l'allegria. Già si leggono pei muri le loro iscrizioni,
+poichè il soldato, per dove passa, lascia sempre traccia di sè. Sotto
+quella del Borbone che dice: «Re del regno delle due Sicilie, salì
+nella cupola ed entrò nella palla», si legge: «Tale dei tali, allora
+caporale del genio, ha avuto l'onore di salutarlo a Gaeta».
+
+Oh, ecco una finestra, guardiamo giù. E non si canzona! Siamo già
+oltre il tetto dei più alti palazzi. Si ripiglia la salita, si cammina
+altri dieci minuti, ecco una porta: si esce al cielo aperto. Eccoci
+sul tetto della chiesa: è una piazza d'armi. Si vede da una parte un
+edifizio rotondo, alto quanto una chiesa ordinaria: non è altro che
+una delle cupolette minori che fanno da stato maggiore alla
+principale. È grande e stupenda, ma nessuno la guarda; non s'ha tempo
+per guardare tutte le minuzie. Si corre al parapetto, si guarda nella
+piazza: è un formicaio. Si guardano le statue che sorgono in fila sul
+sommo della facciata: che moli! Piedi che non istanno sul tavolino
+dove scrivete; pieghe dei panni in cui si può nascondere un uomo; dita
+che paiono clave. V'è una chiave di San Pietro che a prima giunta si
+piglia per un'ancora di bastimento. I soldati scorrazzano da tutte le
+parti, chiamandosi e salutandosi dalla piazza al tetto, dal tetto alla
+cupola, ed esprimendosi la maraviglia con quel ridere allegro e quelle
+esclamazioni scherzose:--Che bagattella!--E chi vuol andare di qua,
+chi di là; si tirano, si spingono, si aggruppano, si sparpagliano,
+correndo, ridendo e chiacchierando, come i ragazzi nel cortile di un
+collegio.--Bisogna farsi coraggio,--dice uno,--e salire, perchè se non
+si va in paradiso questa volta, non ci si va più.--Ma questa cupola
+par piccola,--ripeto al mio amico. E lui:--guarda in cima.--L'ultimo
+terrazzino sotto la palla è pieno di soldati; o come mai si vedono
+così piccoli se son così vicini?
+
+Su, alla cupola. Sali e gira e rigira, ecco un uscio che dà sur una
+galleria; la galleria dà nell'interno della chiesa; mi affaccio; ma mi
+tiro subito indietro, preso dalla vertigine.--Guarda la sala del
+Concilio, laggiù in quella nave della chiesa,--mi dice il compagno.
+Guardo.--Ma come! là dentro stavano tutti quei vescovi? Ma se è grande
+come una scatola da tabacco!--Che cosa paiono gli uomini laggiù? Mi
+ricordo il detto del Guerrazzi: «quello che sono, insetti». Intorno a
+quell'altarino di mezzo ce n'è uno sciame: sembrano una macchia nera
+che si muova. Guardo dietro di me, nel muro, e m'accorgo che quelle
+testine d'angiolo a mosaico, ch'io vedeva di giù, starebbero bene
+sopra un paio di spalle di titano.
+
+Si risale. Scale lunghe e diritte di cui si vede appena la sommità,
+scale a chiocciola dove per salire bisogna afferrarsi a una fune,
+scale di legno a zig zag, scale comprese fra due pareti curve dove
+bisogna camminare rotolandosi sulla parete più bassa; e da capo scale
+dritte, e da capo scale a chiocciola, e avanti, sudando, ansando e
+soffiando: ecco finalmente un raggio di luce, una porta, eccoci sulla
+sommità, ecco tutta Roma: oh che aria viva e leggiera!
+
+La prima esclamazione che mi colpisce, arrivato là, è d'un artigliere
+lombardo.--«Madona!»--esclama giungendo le mani--«alter ch'el domm de
+Milan!»
+
+Si guarda giù, sul tetto della chiesa, dove si era poc'anzi: si vede
+una processione di formiche. La gente che passeggia per la piazza si
+discerne appena; le due grandi fontane sembrano due pennacchietti
+bianchi agitati; le cupole minori della basilica, campanelle di quelle
+piccine, che si mettono sulle statuette dei santi. Tutta la città si
+abbraccia con uno sguardo. Subito dànno nell'occhio le mura del
+Colosseo e delle Terme, nere e gigantesche. Le statue in cima alle
+colonne, le punte degli obelischi, le sponde curve del Tevere, il
+Pincio, la villa Borghese, il Quirinale, San Giovanni Laterano, il
+Gianicolo, che sembra una collinetta di giardino, tutto si vede
+distintamente. Il giardino del Vaticano pare un'aiuola; il Vaticano,
+un edifizio comune, coi cortiletti: è tutto chiuso e deserto. Ecco
+Monte Mario. Ecco laggiù la campagna romana, nuda e sinistra; di qui
+debbono aver veduto il passaggio delle divisioni del Cadorna,
+compagnia per compagnia, cannone per cannone. Ecco Monterotondo,
+Tivoli, Frascati, Albano, e più a destra, lontano, quella sottile
+striscia luminosa, il mare. Roma! Roma! Benedetto nome che non s'è mai
+stanchi di dirlo; c'è qualche segreto in questo suono: Roma! Pare che
+sempre ce lo ripeta l'eco nell'orecchio: Roma! Eccola qui tutta....
+
+Un soldato accanto a me guarda anch'egli Roma con aria pensierosa;
+pare che voglia dire qualche cosa, sorride, alza una mano, la batte
+sul parapetto:--«Finalment»....
+
+Sentiamo quel che vien dopo.
+
+--«Ghe semm!»
+
+Senti come l'ha detto con gusto! E tutti gli altri soldati, sul punto
+di scendere, agitando una mano:--«Addio, addio Roma!»
+
+E giù per le lunghe scale tortuose echeggia il suono dei passi
+precipitosi e delle voci allegre.
+
+
+
+
+PRETI E FRATI.
+
+
+Nelle caserme pontificie si trovarono molte copie d'un inno di guerra,
+dettato in francese, che par che dovessero cantare gli zuavi andando a
+combattere. Ha molti punti di somiglianza colla «Marsigliese». Ha un
+ritornello che comincia: «Catholiques, debout!» Ha una strofa che
+arieggia quella dell'inno francese: «Entendez-vous dans ces
+campagnes», con la differenza che ai «féroces soldats» sono sostituiti
+«les barbares». Ha un verso che dice: «Viendront-ils nous prendre (ci
+dev'essere un verbo più feroce, ma non lo ricordo) nos églises, nos
+prêtres?» E il verso dopo: «Non, non, on n'y touchera pas». E altre
+amenità poetiche su quest'andare.
+
+Ma dal verso in cui è detto che gli Italiani vanno a Roma per far man
+bassa sulle chiese e sui preti, si capisce che dovette esser quella la
+finzione di cui si servirono principalmente i fautori del governo
+papale per suscitare e tener vivo il fanatismo nei soldati, per destar
+nel popolo l'avversione al governo italiano, e per alimentare la
+diffidenza di quei molti che, pure essendo cattolici in buona fede,
+manifestavano o lasciavano trapelare sentimenti italiani.
+
+Questo fatto spiegherebbe pure l'astensione d'una parte del popolo
+dalle dimostrazioni entusiastiche così nella città di Roma come nei
+villaggi della provincia.
+
+A Monterotondo, discorrendo con un cittadino dei più noti, e in voce
+di liberale, gli domandammo come fosse contento del nuovo stato di
+cose:
+
+--Per me sono contentissimo;--rispose, e lo diceva
+sinceramente:--tutto va bene, non si potrebbe desiderare di
+meglio.--E poi a bassa voce:--Hanno rispettato le chiese, hanno
+lasciato stare i preti; messe, vespri, funzioni, ogni cosa come
+prima.
+
+--Oh curiosa! Ma credeva che si venisse qui per far man bassa su tutto
+questo, lei?
+
+--Io?... nemmen per sogno.
+
+Certo che lo credeva, e con lui chi sa quanti, che all'entrare dei
+nostri soldati si saranno chiusi in casa e fatti dar del codino. Ma
+ora che si son disingannati e rassicurati, non credo che saranno meno
+sinceramente italiani degli altri.
+
+Non ricordo in che villaggio, una donna del popolo fermò il primo
+ufficiale che vide, e gli disse con voce affannosa e supplichevole:--È
+una buona persona il nostro curato, glie l'assicuro; è un galantuomo;
+non gli dispiace mica che vengano i soldati italiani; non gli facciano
+nessun male, lo raccomandi lei ai soldati, ci faccia questa carità....
+
+Quella donna credeva fermamente che il «mandato» dell'esercito
+italiano fosse di far la festa ai preti, come diceva don Abbondio. Ora
+lamentatevi, se vi pare, ch'essa non abbia messo fuori dalla finestra
+la bandiera tricolore.
+
+Passava un drappello di seminaristi, per una via di Nepi, poco dopo
+che v'erano passati i soldati. Un popolano, accennandoli, disse in
+tuono burlesco:--Ora.... quelli là.... è finita....--E mi guardava.
+
+--Perchè finita?--gli domandai.
+
+--A questi lumi di luna....
+
+--Ma che lumi di luna! I seminari e i seminaristi seguiterete ad
+averli; ce li abbiamo anche noi, e ce li avremo sempre.
+
+Fece un atto di stupore, e poi domandò:--In Italia? Ce li avete anche
+voi in Italia?
+
+--Anche noi in Italia.
+
+--E passeggiano per le strade?
+
+--Passeggiano per le strade.
+
+--E nessuno gli dice nulla?
+
+--E che volete che gli dicano?
+
+C'era da perdere la pazienza; mi ripugnava quasi di credere a tanta
+ignoranza.
+
+In una via remota di Roma, poco dopo l'entrata dell'esercito, si vide
+un vecchietto che, all'aria, doveva aver avuto un tale spago delle
+cannonate da perdere il lume della ragione. Alla paura delle cannonate
+gli era poi sottentrata la paura delle dimostrazioni. Passavano alcuni
+giovani cantando e sventolando bandiere. Non avendo più tempo di
+fuggire, credette di dover far l'italiano per non essere accoppato.
+Cominciò con sforzarsi a sorridere, e poi, raccolto tutto il suo
+coraggio, gridò con una voce da moribondo:--Accidenti ai preti!
+
+Le bricconate fatte per viltà sono più rivoltanti di quelle fatte per
+nequizia. Uno dei giovani del drappello lesse nel viso al vecchio e
+gli disse con piglio severo:--Per essere Italiano non c'è mica bisogno
+di mandare accidenti ai preti, sapete!
+
+Il vecchio rimase attonito.
+
+--Non ce n'è proprio bisogno,--soggiunse il giovane allontanandosi e
+continuando a guardarlo. Il povero Italiano fallito non profferì più
+parola. Anche a lui, certo, era stato dato a credere il
+«viendront-ils» degli zuavi.
+
+Un oste, all'apparir dei soldati, s'affrettava a nascondere certi
+palloncini da luminaria su cui era scritto: «W. Pio IX». Un ufficiale
+lo sorprese, e gli disse:
+
+--Lasciate quella roba dove si trova.
+
+--Ma io....
+
+--Lasciatela.
+
+--Ma io non son mica per il papa; io son per lor signori.
+
+--Ma per essere per noi, non c'è mica bisogno che rinneghiate il papa.
+
+--Ma questa roba....
+
+--Ma questa roba vi potrà ancora servire, e tira poco, speriamo,
+perchè le cose s'aggiusteranno.
+
+--Lei dice bene.
+
+--E voi facevate male.
+
+Del resto, i preti mostrarono di non aver le paure che s'adoperavano a
+metter negli altri. Mentre nelle vie dei villaggi la buona gente
+tremava per la loro vita, essi, dalla finestra, assistevano
+tranquillamente al passaggio dei reggimenti, e molti non abborrivano
+dall'onorare d'un cortese saluto gli ufficiali a cavallo.
+
+Un solo frate mostrò d'aver paura dei soldati, e fu vicino a Civita.
+Veniva innanzi con un somarello verso un battaglione di bersaglieri,
+pallido e tremante, e giunto a pochi passi dai primi soldati, si fermò
+e giunse le mani in atto di chieder grazia.--«Fa nen 'l farçeur»--gli
+disse un caporale. Gli altri gli domandarono notizie del Santo Padre.
+Qualcuno gli offrì del pane. Rassicuratosi, pareva matto dalla
+contentezza.
+
+E non mancarono i preti che accolsero festevolmente i soldati. A
+Baccano un prete ed un frate stettero a veder sfilare sei battaglioni
+di bersaglieri sulla porta del convento, sereni e ridenti ch'era un
+piacere a vederli. Tutti i soldati, passando, dicevano qualche cosa
+all'uno o all'altro.
+
+--Si va a Roma, reverendo.
+
+--Dio v'accompagni!
+
+--Senti! È dei nostri!
+
+Il prete si mise una mano sul cuore.
+
+--Viva! viva!--si gridò dalle file. E il frate e il prete
+ringraziarono.
+
+Non intesi mai, nè altri può affermare d'aver mai inteso un soldato
+dire una parola sconveniente ad un prete. Scherzi, sì; ma urbanissimi,
+e condonabili sempre alla gaiezza soldatesca, Se l'«Unità Cattolica»
+osservasse che è inurbanità il dirigere la parola a chi non si
+conosce, le si potrebbe rispondere che nessuno obbligava i preti a
+mettersi alle finestre o a piantarsi sull'uscio della casa
+parrocchiale quando i reggimenti passavano. Se vi stavano, vuol dire
+che ci si divertivano. Non so se ci sarebbero stati quando fossero
+passati gli zuavi.
+
+Nei primi due giorni non si videro in Roma nè preti nè frati, o
+soltanto pochissimi. Ma non si può dire che stessero nascosti per
+timore: qual ragione avrebbero avuto di temere i nostri soldati a Roma
+più che nella provincia? Stavan chiusi, si capisce, per non aver a
+prendere parte, neanco come spettatori, alle dimostrazioni del popolo.
+Tuttavia, ripeto, alcuni se ne videro anche il primo giorno, e
+passavano in mezzo alle bandiere e alle grida, sicurissimamente, come
+in casa propria, senza esser nemmeno guardati. E sì che le vie di
+Roma, stando a quello che scrisse don Margotti, eran piene di
+«facinorosi», di «tigri assetate di sangue» e di «donne di mala vita»,
+tutta gente, come diceva l'oste milanese della «Luna piena», latina di
+bocca e latina di mano.
+
+La mattina dopo il 20, venendo dal Campo Vaccino al Campidoglio, la
+prima cosa che vedo, in cima a una delle grandi scale che dànno sulla
+piazza, è un gruppo di bersaglieri e di frati che se la discorrono
+fraternamente, seduti sugli scalini. I bersaglieri mangiavano; due o
+tre frati rivolgevano tra le mani una gamella, guardandola di sopra e
+di sotto; altri tenevano in mano un pane di munizione; altri
+osservavano con molta curiosità i cappelli piumati appesi al muro. Ci
+fosse stato un fotografo! Parevano amici vecchi. A un bersagliere che
+scendeva domandai:--Che cosa dicono i frati?--«So' chiù etaliani de
+noautri»,--mi rispose ridendo.
+
+La sera, per le strade, se ne videro molti. Ce n'era di tutti i
+colori: bianchi, neri, bigi, cacao. Alcuni erano accompagnati da
+soldati. La gente guardava e rideva. Era infatti una mescolanza così
+nuova e strana, che pareva di sognare. E il modo con cui andavano
+assieme! Come fosse la cosa più naturale del mondo, come fossero stati
+insieme sempre. Discorrevano di politica.
+
+Passando in certe strade appartate, i soldati vedevano qua e là
+sparire delle tonache e chiudersi degli usci. Da certe finestre
+spuntavano visi di reverendi rannuvolati, guardavano intorno come per
+consultare il tempo, e, sentito grida o musiche lontane, richiudevano
+le imposte. Altri uscivano in fretta da una porticina, si arrestavano
+a un tratto, come le lucertole, a spiare in giro, e poi via rasente il
+muro a lunghi passi. Per certe strade quiete e deserte pareva di
+sentire dei fruscii misteriosi, come di notte per gli anditi delle
+chiese e delle sagrestie.
+
+Qualche prete, attraversando in fretta via del Corso e vedendo di
+sfuggita qualche nuova uniforme, si fermava in un canto, fuori della
+folla, per vedere che bestia fosse. Ne vidi due che sbirciavano da
+lontano due carabinieri in tenuta di parata. Li guardarono dalla testa
+ai piedi, dai piedi alla testa, e poi si consultarono l'un l'altro
+tacitamente, stringendo le labbra coll'aria di dire:--Che roba è?
+
+Curiosità n'avevano, certo; ma non guardavano mai diritto. Passando
+accanto ai soldati, lanciavano occhiate di traverso, rasente il
+cappello, al di sopra della spalla, tra le dita della mano, o facevano
+scorrere due dita intorno al collo come per allargarsi il collare,
+tanto per aver agio di voltare la faccia senza parer di guardare.
+
+Lasciamo gli scherzi; debbono aver detto in cuor loro:--Qual
+differenza dai nostri zuavi!
+
+Chi avesse visto in viso quei due cardinali, di cui non ricordo il
+nome, che passarono in carrozza dinanzi ai bersaglieri, presso Castel
+Sant'Angelo, poco dopo ch'era stato ordinato alle truppe di render
+loro gli onori come ai principi del sangue; chi avesse visto il
+sorriso che fecero quando si videro presentare le armi, lo sguardo
+benigno e gentile che girarono sui soldati, e l'atto di ringraziamento
+con cui accompagnarono lo sguardo, e la serena e lieta dignità con cui
+si ricomposero dopo quell'atto; chi li avesse visti avrebbe giurato
+che un sorriso, uno sguardo, un atto così quei due cardinali non lo
+avevano mai fatto ai loro bene amati campioni.
+
+E cardinali, e preti, e frati se v'era fra loro chi credesse a quello
+che le femminucce di Civita e di Nepi credevano, e quanti Romani
+cattolici trepidavano per le chiese e pei sacerdoti, debbono essersi
+tutti solennemente e irrevocabilmente ricreduti. Sentivano dire che i
+soldati italiani erano barbari, e non li hanno visti torcere un
+capello a un reverendo; ch'erano empi, e li hanno veduti affollarsi
+nelle chiese a baciare i piedi dei santi; ch'erano vandali, e li hanno
+visti pagare ogni cosa a soldi sonanti, e regalare le pagnotte ai
+frati; ch'erano licenziosi e insolenti, e hanno sentito dire dai
+popolani:--Che rarità di soldati son questi che non dicon nulla alle
+donne!--Volere, o non volere, un grande edifizio di menzogne è caduto
+e, per Iddio, si potrà raccoglierne i ruderi, ma non si rifabbrica
+più.
+
+Quante conversioni politiche debbono aver fatto i nostri soldati!
+
+Quanto poi ai preti e ai frati, io avrei voluto leggere nel loro cuore
+la sera del 20 settembre. Se è vero che la maravigliosa dimostrazione
+di Roma, tanto superiore a ogni previsione e a ogni speranza, abbia
+più che commosso, sopraffatto e sbalordito nella corte pontificia i
+più fieri e ostinati nemici d'Italia, che non avrà potuto di più sul
+cuore dei molti in cui la convinzione era fiacca e la nimicizia
+determinata solamente dall'interesse? Quelle poche __fibre italiane__, che
+il conte di Cavour non voleva credere morte neanche nel cuore del
+Papa, debbono essersi scosse nel loro cuore la sera di quel giorno. Le
+grida e i canti del popolo debbono essere risonati nelle celle
+silenziose dei monasteri, come un avvertimento, come un consiglio,
+come un rimprovero. Molti debbono aver invidiato dal più profondo
+dell'anima quella gioia; debbono aver rimpianto di essersi ridotti in
+condizione da non poterla godere; alcuni, forse, tendendo l'orecchio
+alle musiche lontane, debbono aver provato un sentimento di tenerezza
+mesta ed amara, debbono essersi ricordati di aver una patria, debbono
+aver sentito che l'amavano, debbono aver profferito in segreto il suo
+nome, debbono averla invocata, debbono aver domandato con sincere
+lacrime a Dio che ispirasse nel cuore del pontefice il bisogno di
+riconciliarsi con lei, di riconoscerla, di benedirla, di troncare con
+una parola generosa la guerra insensata che in mezzo a tanta gioia e a
+tanto affetto li condannava alla solitudine e all'abbandono come
+rinnegati o stranieri.
+
+
+
+
+LE TERME DI CARACALLA.
+
+
+--Andiamo alle terme di Caracalla.
+
+--Andiamo; si può passare vicino al Circo Massimo.
+
+--E attraversare il Campo Scellerato.
+
+--E veder l'arco di Giano.
+
+--E la Cloaca Massima.
+
+Niente di meno! Ponete d'essere due amici a far questo dialogo, e
+ditemi se non c'è da sentirsi gonfiare, e mettersi a parlar latino,
+anche a rischio di far fremere di sdegno grammaticale il sacro suolo e
+le venerande rovine.
+
+Per andare alle terme di Caracalla si passò accanto a tutti quei
+monumenti; ma in fretta, e senza molto badarvi, che tanto c'era stato
+detto e ridetto delle terme, da toglierci pel momento ogni altra
+curiosità e ogni altro pensiero.
+
+--Vi faranno più impressione del Colosseo,--ci avevano detto molti; ma
+noi non lo credevamo possibile, e perchè il Colosseo ce n'aveva
+fatto una grande, e perchè l'idea, prosaica che in fin dei conti le
+terme erano uno «stabilimento di bagni», come si diceva scherzando,
+ci teneva in freno l'immaginazione.
+
+Per istrada, si celiava confrontando la prima austerità dei costumi
+romani, quand'era proibito al genero di fare il bagno in presenza del
+suocero, con la licenza degli ultimi tempi, allorchè si vedevano
+sorgere dall'acqua alla rinfusa teste di patrizi e di matrone, e i
+consoli spruzzare i senatori, e l'imperatore tuffarsi nella
+«natatoria» in mezzo ai popolani, e le schiave aspettar le padrone
+nelle celle per ricomporre sui capi stillanti i «crines suppositi», e
+ungere le membra d'unguento.
+
+--Le terme, signori,--dice a un tratto il cocchiere.
+
+Una gran muraglia nera e una gran porta son tutto quello che mi
+ricordo della parte esterna. Il primo momento in cui ci si trova
+davanti a qualche cosa, di straordinario e di grande non resta mai
+distinto nella memoria. La porta s'apre, entriamo in una specie di
+vestibolo, e udiamo una voce che dice:--Qui v'erano le celle pei
+signori romani che non volevano bagnarsi in pubblico.--Non si guarda,
+si va innanzi altri pochi passi: ci siamo.
+
+Guardiamo un pezzo in silenzio.
+
+Siamo in mezzo a un campo cinto da quattro muri altissimi. Nel muro
+dirimpetto a noi v'è una gran porta per cui si vede un altro campo. In
+fondo a questo una seconda porta, in dirittura della prima, per cui si
+vede un altro campo ancora, e via via, fino a un muro lontanissimo che
+sembra chiudere l'edifizio. Alla nostra sinistra una porta come le
+prime, e altri campi, e altri muri, e altre porte; e tutto deserto e
+silenzioso come una città abbandonata.. Guardiamo in terra: v'è ancora
+in un angolo un pezzo di pavimento di mosaico uguale e intatto come
+fatto ieri. In alcuni punti il terreno s'alza, in altri s'abbassa.
+Vicino al muro v'è un tronco di statua; accanto alla porta alcune
+nicchie vuote.
+
+--Qui c'era un grandioso porticato,--dice uno. Non ve n'è più traccia,
+andiamo innanzi. È una solitudine che fa quasi paura. Eccoci nel
+secondo recinto. Muri, porte e mucchi di terra come nel primo, e
+deserto, e silenzio. Oh! eccoci nel centro dell'edifizio. Di qui si
+capisce qualcosa. Vediamo.
+
+Guardo intorno: che triste e grande spettacolo! Mura altissime, nere,
+scalcinate, che serpeggiano dalla sommità al suolo, lasciando in
+qualche punto veder la campagna. Vôlte alte e leggiere, somiglianti a
+cupole di chiese, rotte a mezzo della loro grande curva, e terminanti
+in punte, in lingue, in tronchi d'arco prolungati e sottili, che
+minacciano rovina. Qua e là enormi pilastri monchi, spezzati a mezzo
+come da un urto violento, o man mano digradanti in grossezza dal basso
+all'alto, fino a disegnarsi nel cielo smilzi e snelli come obelischi;
+porte e finestre sformate, squarciate agli spigoli come dall'uscita
+forzata di un corpo più grande e dentellate in giro, e dentro buie
+come bocche di mostri; scale coi gradini divelti, spaccati, corrosi,
+in mille modi scemati e guasti, come dall'opera di mille mani
+rabbiose. E via pei muri fori d'ogni forma, e incavature larghe e
+cupe, di cui non si scerne il fondo, e vestigia interrotte della
+commessura dei piani, e tracce di porte, di nicchie, di pareti, di
+canali, di vasche. E in terra, in mezzo a queste rovine gigantesche,
+larghi pezzi di pavimento, simili a macigni franati, sostenuti da
+pali, coperti ancora dall'antico mosaico; massi di marmo bianco,
+rottami di colonne di porfido, pietre di sedili, frammenti di statue,
+ornati di capitelli, lastre e sassi; ogni cosa alla rinfusa, sossopra,
+come crollato pur ora. E fra masso e masso, fra rudero e rudero, le
+erbe e i fiori silvestri, con cui la terra, ultima trionfatrice,
+apertosi il varco a traverso i pavimenti marmorei, risaluta, dopo un
+giro di secoli, il sole.
+
+Si guarda e si pensa. È triste, è penoso lo sforzo che si fa per
+ricostrurre nella mente nostra l'intero edifizio. Quegli avanzi non
+bastano: sono troppo rotti e sformati. Si segue coll'occhio la curva
+d'un arco, e si dimentica il contorno della colonna; si va oltre nella
+direzione d'un andito, e il profilo d'un pilastro ci sfugge; ci
+sfuggono, via via che si disegnano, le linee, e con le linee le
+proporzioni, e con le proporzioni l'effetto, che sarebbe immenso, del
+tutto. Quegli avanzi son come le note interrotte d'una musica lontana,
+di cui s'indovina, più che non si sente, la melodia.--Se ci fosse
+qualcosa di più,--si pensa;--se per esempio quella parete fosse
+finita, se qui non ci fosse questo vuoto, se là rimanesse ancora
+quell'atrio, quante cose se ne potrebbe argomentare e capire! Che
+peccato!--E più e più volte si ricomincia, con mesto desiderio, questa
+ricostruzione mentale. Si vedono di sbieco, per una porta, i primi
+gradini di una scala; chi sa dove mena? Si corre con grande curiosità,
+si guarda: che stizza! La scala è troncata a metà. Si vede
+l'imboccatura d'un andito: o dove riesce? Si corre a vedere: oh
+delusione! riesce nei campi. Si stanca l'occhio sulle vôlte e sulle
+pareti che dovevano essere dipinte, caso mai ci restasse un po' di
+colore, qualche linea, una traccia qualsiasi: nulla. Nulla delle vaste
+gallerie dove si facevano i giuochi, nulla dei portici stupendi che
+cingevano l'edifizio centrale, nulla delle enormi colonne che
+sostenevano il piano di mezzo. Ebbene, ci si attacca a quel poco che
+resta, si combina, si congettura, si fantastica. Le sale del centro si
+può supporre che cosa fossero. Qui si capisce che si nuotava, là si
+dovevano vestire, sopra ci dovevano essere le biblioteche, di qui
+doveva scendere l'acqua. Si seguono attentamente le ondulazioni del
+terreno, si tien l'occhio fisso nelle nicchie vuote, come se ci
+fossero ancora le statue, si entra nelle celle dove l'immaginazione è
+più raccolta, e si guarda a lungo in terra e sulle pareti, che cosa?
+Nulla; ma si guarda, nè ci si può allontanare prima d'aver molto
+guardato.
+
+E il pensiero s'immerge nel passato.
+
+Animo, rifacciamo queste mura e su di esse i grandi dipinti
+fantastici, e lungo le pareti i duemila sedili marmorei, e nelle
+nicchie i capolavori dello scalpello antico, l'Ercole, la Flora
+colossale, la Venere Callipigia; e lungo i portici e in giro per le
+sale le colonne di porfido; e lassù, in alto, le celle dorate e
+inghirlandate; e laggiù, in fondo, i giardini ombrosi e le fontane dai
+cento zampilli. E duemila Romani in preda all'ebbrezza dei piaceri.
+L'aria è profumata. Cadono nelle celle le bianche stole delle matrone,
+e le schiave affannate sciolgono i calzari purpurei e le treccie
+brillanti di perle. Dall'acque, infuse di balsami, emergono i volti
+accesi di voluttà. Sull'orlo delle vasche si affollano i servi colle
+striglie argentee e i vasi degli unguenti. Al rumore delle acque
+cascanti si mescono le musiche e i canti dei cenacoli, le grida del
+popolo plaudente ai giuocatori risonano dalle gallerie, e s'odon le
+voci dei poeti che declaman i versi, e via per gli anditi e per le
+scale e pei recessi dell'edifizio enorme echeggiano accenti allegri, e
+trasvolano veli candidi, e passano, salgono, scendono, s'incontrano
+senatori canuti e dame chiomate, e giovinetti, e ancelle, e schiavi; e
+si confondono in un vocìo continuo tutte le lingue ed in uno splender
+diffuso tutte le ricchezze del mondo.
+
+Ed ora muri diroccati, mucchi di sassi, un po' d'erba selvatica, e
+silenzio.
+
+Oh! poter rivivere un minuto quella vita, o vederla vivere un istante,
+con uno sguardo solo, come si vede una cosa fuggente!
+
+Ora tutto è mutato. Invece delle vaste sale cinte di colonne, quei
+gabbiotti soffocanti degli stabilimenti di bagni, coll'avviso:--È
+proibito di fumare.--In luogo delle grandi piscine, la tinozza dove si
+sta rattrappiti e immobili, come i feti nei vasi; e in cambio delle
+musiche dei cenacoli, il campanello per la biancheria!
+
+Eravamo nell'ultima sala, o campo (chè non v'è più tetto), quando il
+silenzio profondo che regnava intorno fu rotto improvvisamente da una
+voce:--«Veni cà».
+
+Guardammo in su: era un soldato di fanteria che dal sommo d'un muro
+altissimo chiamava i suoi compagni rimasti giù, e accennava alla bella
+veduta che gli si offriva dintorno.
+
+Alcuni soldati vicino a noi raccoglievano le pietruzze dei mosaici.
+Altri esperimentavano l'eco gridando dei comandi militari. Più in là
+v'era una signora con un ufficiale.
+
+Salimmo anche noi dov'era il soldato. La scala è aperta, se ben mi
+ricordo, in un pilastro. È una scala larga e comoda; ma interminabile.
+Giungemmo senza fiato sur un piano, credendo che fosse l'ultimo; ma
+guardando intorno, ci accorgemmo che non eravamo nemmeno a
+mezz'altezza. Da ogni parte ci sovrastavano archi e mura, che pareva
+s'inalzassero man mano che salivamo. Guardammo giù, e ci meravigliammo
+d'esser tanto saliti. Da quel punto, abbracciando con lo sguardo una
+gran parte dell'edifizio, potevamo formarci un concetto più adeguato
+della sua grandezza. Ci trovavamo sopra una lingua di vôlta
+sottilissima, che pareva stare in aria per miracolo. A guardar giù per
+le fessure girava la testa. Da un lato si vedeva una lunga fila di
+porte. Ci avanzammo; ma fatti pochi passi, ed accortici che la vôlta
+mancava, si dovette tornare addietro. Si vedeva di là il monte
+Testaccio, i deserti «prati del popolo romano», la basilica di San
+Giovanni Lateranense, e la fuga sterminata degli archi d'un acquedotto
+a traverso la campagna romana, nuda, triste, infinita come un oceano
+immobile e morto....
+
+Si scende, si torna verso l'uscita, di sala in sala, di rovina in
+rovina, sempre fra mura gigantesche e grandi porte, per cui si vedono
+altre mura e altre porte lontane. A un tratto, voltandoci a sinistra,
+vediamo un grande portico oscuro, e uno spazio di terreno senz'erba,
+sparso di marmi. Ci avviciniamo: son pezzi di statue. Ci son teste
+enormi con la fronte e con gli occhi levati in alto, che dovevano
+sorreggere degli architravi; torsi di guerrieri atletici senza capo;
+in un canto un mucchio di teste di dèi, di soldati, d'imperatori, di
+vergini, tutte mutilate, e col viso rivolto verso chi guarda; rottami
+di colonne che tre uomini non possono abbracciare, e mucchi di
+figurine e di pezzi d'ornato staccati dai capitelli, e pietre di
+mosaico sparse. Tutti questi marmi lasciati così in terra, e disposti
+in un cert'ordine, dànno a quel luogo qualcosa dello aspetto d'un
+camposanto; quelle teste paiono crani; al primo vederle si dà un
+tremito, come se guardassero. V'è, fra le altre cose, una manina di
+donna colle dita tronche e un po' di braccio piccino e gentile,
+abbandonata in terra, mezzo nascosta e lontana da tutti gli altri
+rottami, che desta un senso di pietà, come se fosse di carne....
+
+Uscimmo senza parlare. Tale è l'effetto che fanno le terme: la gente
+entra, guarda, gira, e nessuno parla; si passano accanto e non si
+badano: tutti pensano; si entra allegri, si esce tristi. Ritornando in
+città ci parve d'entrare in un mondo nuovo. Pensavo alla strana
+impressione che m'aveva fatto fra quelle mura il suono di certe parole
+piemontesi e come a Giacomo Leopardi sull'«ermo colle» sovveniva a me
+pure
+
+ l'eterno
+ e le morte stagioni e la presente
+ e viva e il suon di lei...;
+
+la quale un giorno sarebbe parsa ad altri altrettanto remota quanto
+pareva a me quella dello splendore delle Terme.
+
+Ahimè! Che poca cosa ci paiono anche i nostri trionfi e le nostre
+gioie nazionali davanti a questi cimiteri di secoli!
+
+
+
+
+UN'ADUNANZA POPOLARE NEL COLOSSEO.
+
+
+Erano le tre dopo mezzogiorno. Il popolo romano si recava al
+Campidoglio per eleggere la Giunta provvisoria. Tutte le strade che
+conducono al Campo Vaccino erano percorse da folti drappelli di
+cittadini con bande musicali e bandiere. Arrivati al Campo, i
+drappelli si confusero in tre o quattro lunghissime colonne, e mossero
+insieme verso il Colosseo. Andavano a otto a otto, a dieci a dieci,
+allineati e stretti come soldati, levando tratto tratto altissime
+grida e lunghi applausi.
+
+Le gallerie del Colosseo erano già affollate. Centinaia di fazzoletti
+e di bandiere sventolavano fra gli archi altissimi, e dentro suonava
+un gridìo continuo e diffuso come il muggito del mare in tempesta. Si
+vedeva una colonna dopo l'altra versarsi nel vasto recinto, e
+rimpicciolire subitamente come se ne sparisse per incanto una gran
+parte. Turbe di popolo, che tenevan tutta la strada, si vedevano
+ristringersi e quasi perdersi, come piccoli drappelli, in un cantuccio
+dell'arena. Continuamente affluiva popolo, e la folla dentro non
+pareva crescere. Una parte della prima galleria era piena zeppa di
+gente; ma così lontana, benchè solo, a mezz'altezza del muro, da non
+riconoscerne i visi a occhio nudo. Dalla galleria in giù, su tutti i
+gradini, su tutti i macigni, su tutti i rialti del terreno v'era
+popolo: donne, bambini, signori, poveri, tutti vestiti a festa, con
+nastri tricolori e coccarde. Da una parte dell'arena s'alzava un
+palco, e sul palco un pulpito; intorno molte grandi bandiere tenute in
+pugno da cittadini. Sul cielo del pulpito un gruppo di pompieri.
+Intorno al palco, sul tetto dei tabernacoli e sui macigni della
+gradinata, una fitta di gente che presentava allo sguardo una vasta e
+continua distesa di visi e di «sì» attaccati ai cappelli. Davanti al
+pulpito il grosso della folla. Da ogni parte braccia alzate di gente
+che si accennavano gli uni agli altri il cerchio maestoso
+dell'anfiteatro; sulle più alte punte dei muri gente e bandiere. Le
+bande suonavano, le grida andavano al cielo, un sereno purissimo e una
+splendida luce di sole faceano la festa più bella e più solenne.
+
+Ecco Mattia Montecchi.
+
+Un fragoroso applauso prorompe dalla folla e un lungo e altissimo
+evviva.
+
+Il vecchio patriotta romano, accompagnato dagli amici, avvolto e
+nascosto quasi dalle bandiere, sale sul pulpito a capo scoperto, e
+preso appena fiato comincia con voce commossa:
+
+--Popolo romano, rivendicato alla libertà e restituito per sempre alla
+comune patria....
+
+S'interrompe un istante, e poi con irresistibile slancio.
+
+--....Io ti saluto!
+
+L'ultima sua parola muore in un singhiozzo; egli si copre gli occhi
+col fazzoletto e ricade sulla seggiola.
+
+La folla manda un grido d'entusiasmo, tendendo le braccia e agitando
+le bandiere.
+
+--Silenzio! Silenzio!
+
+Il Montecchi ricomincia a parlare, a voce bassa, interrompendosi
+tratto tratto. La folla, ondeggiando e rimescolandosi, si stringe
+intorno al pulpito. Le parole dell'oratore non giungono fino a me. Mi
+faccio innanzi per intendere qualcosa.
+
+--....Il potere temporale del Papa,--egli esclama,--è caduto!
+
+Un tuono d'applausi.
+
+--È caduto nella polvere!--grida una voce tra la folla, e un braccio
+convulso si solleva, e si agita, al disopra delle teste.
+
+--È caduto per sempre!--ripete il Montecchi.
+
+--Nella polvere!--ripete con accento imperioso la voce di prima.
+
+--Silenzio! Silenzio!
+
+--La caduta del potere temporale dei papi,--prosegue il Montecchi,--è
+uno dei più grandi fatti registrati dalla storia!
+
+Un giovane accanto a me alza una mano e grida con tutta la forza dei
+suoi polmoni:--Dalla storia della civiltà!
+
+Il Montecchi si volta e guarda come per chiedere che cosa fu detto, e
+soggiunge:--Uno dei più grandi fatti registrati dalla storia.
+
+--Della civiltà!--ripete il giovane.
+
+--Della civiltà,--aggiunge il Montecchi in atto di
+condiscendenza.--Ora tocca a noi di mostrarci degni della nostra
+fortuna. Roma non può restare, nemmeno per pochi giorni, senza
+governo....
+
+--Viva l'Italia!
+
+--....I nostri nemici potrebbero trarne argomento a dire che il popolo
+romano non è ancora maturo alla libertà....
+
+--Viva la libertà! Abbasso i nemici di Roma! Viva Vittorio Emanuele in
+Campidoglio!
+
+--Viva! Ma prego.... lasciatemi continuare.
+
+--Viva Montecchi!
+
+--Vi ringrazio.... fate un po' di silenzio.... Bisognava eleggere una
+Giunta.... Noi avremmo voluto che il popolo facesse l'elezione in
+modo regolare, per mezzo delle schede, coi voti.... Ma non c'era più
+tempo.... Abbiamo dunque pensato di rivolgerci direttamente al
+popolo romano....
+
+--Bravo! Viva!
+
+--....Al popolo romano, e di facilitargli l'opera preparando un elenco
+di cittadini appartenenti a tutte le classi della società e a tutti i
+partiti politici....
+
+--Benissimo!--Viva Montecchi!--Viva Roma!--Viva....
+
+--Un momento.... Ora, vedete anche voi che sarebbe impossibile aprire
+una discussione sopra ciascuno dei nomi, che sono quarantaquattro,
+Bisognerà dunque ristringersi ad approvare o disapprovare l'elenco
+nel suo complesso. Ci sarà qualche nome che ad alcuni non piacerà;
+ma capirete che non è possibile fare un elenco di quaranta persone
+che riescano a tutti ugualmente accette. Ad ogni modo qualche nome
+si potrà cambiare. Terminata la lettura, io darò la parola a uno di
+voi, il quale esponga il suo parere, e dica le ragioni che può aver
+da dire, in generale, contro le proposte della Commissione che
+raccolse i nomi. Dopo che quest'uno avrà parlato, state bene
+attenti....
+
+--Viva Vittorio Emanue....--grida all'improvviso una voce acuta.
+
+--Silenzio! Smetti! Non è il momento!--si mormora da ogni parte.
+
+--Guardalo lì quello che non vuole che si dica Viva il Re!--grida
+l'interruttore importuno ad uno dei suoi censori.
+
+--Ma chi ti dice ch'io non voglio che si grida viva il Re? Dico che
+non è il momento.
+
+--Già, non è il momento adesso che ci ha liberati!
+
+--Ma senti che bestia!
+
+--Ma guarda....
+
+--Silenzio,--grida il Montecchi;--accordatemi ancora qualche minuto di
+attenzione. Sentite. Dopo che uno di voi avrà parlato, io metterò a'
+voti l'elenco, nella sua totalità, s'intende; e allora,
+ricordatevene bene, chi intenderà di approvarlo leverà in alto il
+cappello....
+
+Tre o quattrocento persone si scoprono il capo.
+
+--No! non ancora!--grida il Montecchi;--ve lo leverete poi; come
+volete approvare l'elenco se non v'ho ancora letto i nomi?
+
+Risa generali; caldi diverbi fra coloro che si tolsero il cappello e
+coloro che risero; bisbiglio prolungato.
+
+Il Montecchi:--Vi prego.... un po' di silenzio.... pochi momenti
+ancora.... Chi intenderà di approvare l'elenco alzerà il cappello, chi
+non vorrà approvarlo terrà il cappello in capo. Se ci sarà qualche
+nome da cambiare, quello di voi che verrà qui a parlare lo dirà, e i
+nomi saranno cambiati. Ma mi raccomando; lasciate leggere tutti i nomi
+di seguito senza interrompere. Parlerete dopo. Vedete, è l'unica
+maniera di far presto e bene. Se, per leggieri dissensi su questo o su
+quel nome, dovessimo restare un altro giorno ancora senza governo,
+forniremmo pretesto ai nostri nemici di calunniare il popolo di Roma.
+
+Vivi applausi.--Viva la Giunta! Viva Montecchi! Viva Vittorio Emanuele
+in Campidoglio!
+
+--Viva!... Ora vi prego per l'ultima volta.... un po' di silenzio.
+
+Uno di quei che sono intorno al pulpito alza tanto la bandiera che
+quasi la dà negli occhi al Montecchi.
+
+--Tien giù quella bandiera!--gli grida il vicino.
+
+--Ma è la bandiera nazionale, sai!--risponde l'altro sdegnato.
+
+--Vedo; ma perchè è la bandiera nazionale devi cavar gli occhi alla
+gente?
+
+--Guarda il prete!
+
+--A me prete?
+
+--Silenzio,--si grida all'intorno.
+
+--Leggerò i nomi,--ripiglia il Montecchi;--state attenti; ma ve ne
+riprego, non m'interrompete, se no si va troppo per le lunghe;
+abbiate un po' di pazienza....
+
+--Legga! Legga pure!
+
+Si fa in tutta la folla un silenzio profondo.
+
+Il Montecchi legge:--Tale dei tali.
+
+Passa senza contrasto; un momentaneo bisbiglio e silenzio.
+
+--Tale dei tali.
+
+Vivi applausi; il popolo è ben disposto, l'affare va bene.
+
+--Tale dei tali.
+
+Uno scoppio d'urli e di fischi, un agitar di mani, un pestar di piedi,
+un rimescolamento, un fracasso d'inferno si leva e si prolunga per
+cinque minuti da ogni parte dell'affollato uditorio. Il Montecchi
+incrocia le braccia sul petto e sta aspettando in atto rassegnato e
+dimesso che la tempesta si queti.
+
+Finalmente alza una mano.
+
+--Silenzio! Silenzio!--si grida dalla folla.
+
+--Signori!...--comincia il Montecchi con un filo di voce;--vi prego;
+le cose sono andate così bene finora, continuiamo come abbiamo
+cominciato, non discutiamo i nomi, non perdiamo tempo, parlerà uno
+per tutti, tutti insieme non si conclude nulla, lasciatemi leggere
+tutto l'elenco, abbiate un po' di pazienza ancora....
+
+--Bravo! Bene! Legga! Legga! Non si discute! Silenzio! Legga!
+Lasciatelo leggere!
+
+Il Montecchi legge:--Tale dei tali.
+
+Un altro e più violento scoppio di grida e fischi e pestar di piedi e
+agitare di mani. E di nuovo il Montecchi incrocia le braccia in atto
+di rassegnazione.
+
+--Abbasso! Abbasso!--grida la folla.
+
+--No, viva! viva!--alcuni rispondono.
+
+--Chi viva? Abbasso! Chi sono quei paolotti laggiù? Fuori! È passato
+il tempo! Abbasso! Abbasso!
+
+Il Montecchi:--Prego....
+
+--Abbasso i mercanti di campagna!
+
+Il Montecchi, con voce semispenta:
+
+--Prego, non discutano i nomi....
+
+--Non si discute! Non si discute! «Se dice per di' che so' mercanti de
+campagna!»
+
+Scoppio d'applausi.
+
+--Non discutano, prego....
+
+--«Hanno fatto massacrare il popolo romano!»
+
+Applausi fragorosi.
+
+--....Ma prego....
+
+--«Nun li volemo!»
+
+--....Un po' di silenzio....
+
+--«Nun li volemo!»
+
+Cento voci assieme:--Parliamo uno alla volta, perdio!
+
+Il fracasso è assordante, la folla agitatissiina; alcuni apostrofano
+con calde parole il Montecchi, altri apostrofano la folla dalle
+gallerie, si sventolano le bandiere, si formano dei capannelli, si
+batton le mani, si strepita, è un casa del diavolo infinito.
+
+A poco a poco ritorna la quiete. Il Montecchi continua a leggere. Il
+primo nome passa. Il terzo è accolto da lunghi applausi. Otto o dieci
+altri non incontrano opposizione. Qualcheduno solleva un po' di
+mormorio.... Sia lodato il cielo, l'elenco è finito!
+
+Si applaude.
+
+Il Montecchi ricade sulla sua seggiola e si asciuga la fronte.
+
+Allo strepito succede nella folla un vivissimo bisbiglio.
+
+--Ora chi parla?--Chi vuol parlare?--Parla tu.--Il tale ha detto che
+parlerà.--No, parla quell'altro.--Parliamo noi.--Parlino
+loro.--Zitti! Parlano.
+
+A piedi del pulpito, poco al disopra della folla, si alza una testa e
+si stende una mano.
+
+--Silenzio! Silenzio!
+
+Si fa un grande silenzio e si ode una voce incerta e sottile:
+
+--Io piglio la parola in un momento solenne....
+
+Un rumore improvviso da una parte dell'anfiteatro copre la voce
+dell'oratore.
+
+--....Io piglio la parola in un momento solenne....
+
+Un tale accanto al pulpito lo interrompe; l'oratore si volta
+bruscamente:--In nome di chi parla lei? In nome del deputato
+Checchetelli?
+
+Segue un diverbio, il Montecchi si intromette, l'oratore ricomincia a
+parlare.
+
+--Forte! Forte!--grida la folla.
+
+--Salga su!--gridano i membri della Commissione.--Venga qui sul
+pulpito! Si farà sentir meglio!
+
+E tutti insieme pigliano l'oratore per le braccia e lo tirano su.
+Tutta la persona di lui sovrasta alla folla. È un giovane sui
+venticinque anni, alto, pallido. Ha il capo fasciato. È stato ferito
+dagli zuavi salendo in Campidoglio. La folla prorompe in applausi.
+
+--Silenzio!
+
+Egli parla.
+
+Sulle prime non si sente; ma la sua voce man mano si innalza e si
+rafforza, e la parola esce vibrata e distinta.
+
+--....Ben fecero gli egregi uomini della Commissione a radunarsi in
+questo antico ed angusto recinto. Essi dimostrarono con ciò che d'ora
+innanzi gl'interessi del popolo non saranno più abbandonati
+agl'intrighi delle consorterie, ma discussi e propugnati alla luce
+del sole, in mezzo al popolo e col popolo!
+
+Scoppio di battimani.
+
+--Non si scherza,--bisbiglia il popolo.--Le canta chiare.--Non ha
+paura di nessuno.
+
+L'oratore prosegue:--....In questo recinto che il tempo corrose, ma
+non distrusse; fra queste mura annerite dai secoli....
+
+Violente interruzioni:--Alla questione!
+
+L'oratore, levando al cielo lo sguardo e la mano:--Io veggo gli archi
+del Colosseo popolarsi di arcani fantasmi....
+
+Nuovo e più violento scoppio di disapprovazione e di protesta:--Alla
+questione!--«Non volemo» prediche!--Le prediche «so'» finite!--Non
+abbiamo bisogno di lezione!
+
+L'oratore continua a parlare; ma la sua voce è soffocata dallo
+strepito della moltitudine.
+
+Una voce stentorea si alza al disopra di tutte le voci e fa voltare
+tutte le facce:
+
+--La cosa è chiara! L'elenco «nun ce» piace! «Nun volemo» liberali del
+momento, «nun volemo» liberali d'occasione....
+
+Applausi tonanti.
+
+--«Volemo» gente provata, patriotti schietti, che «ce se veda chiaro»
+nella vita loro!
+
+Un'esplosione d'applausi.
+
+E la voce di prima, con nuovo e formidabile sforzo:--«Nun volemo
+mercanti de campagna!»
+
+Terza salva d'applausi.
+
+--Va' a parlar tu!--Va' sul pulpito!--Fa' valere le nostre ragioni!
+Va'!--Presto!--Su!
+
+Il fortunato interruttore, sollecitato e spinto da tutte le parti,
+chiamato dal Montecchi, eccitato dalle grida della gente lontana, si
+apre un varco tra la folla e si slancia verso la tribuna. Sbalzato da
+un suo spintone cinque o sei passi indietro, mi trovo in una corrente
+che move verso l'uscita, mi ci abbandono, e in pochi minuti, pesto,
+sudante e spossato, mi trovo fuori del Colosseo.
+
+Ecco tutto quello ch'io vidi.
+
+Stetti un momento là incerto tra il tornar dentro e l'andarmene, e poi
+presi un partito fra i due: salii sur un rialto del terreno accanto
+all'arco di Costantino, e come soleva dirmi il mio amico Arbib, «mi
+misi a fare della poesia inutile», guardando il Colosseo.--Le solite
+grida,--pensavo,--la solita confusione, la commedia solita delle
+radunanze popolari; ma che importa quello che vi si faccia e quello
+che vi si concluda? Sono grida di libertà, e basta perchè, a sentirle
+di qui e a sentirle uscire dal Colosseo, mi destino nell'anima una
+gioia nuova, ineffabile, superiore a tutte le gioie che mi sian mai
+venute finora dall'amor di patria.--Viva l'Italia--viva la
+libertà--viva Roma redenta--....nel Colosseo! In questo campo! In
+mezzo a questi archi!
+
+E giravo l'occhio intorno come per assicurarmi del luogo dov'ero.
+
+--....Il Bonghi dice che qui ci sentiremo piccoli. Perchè? Piccolo si
+sentirà chi si vorrà misurare con chi fu grande. Noi qui non veniamo
+a misurarci; ma ad ispirarci, ad attingere forza e coraggio, a
+meditare e ad ammirare. Il Colosseo!--ho inteso dire;--che vi potrà
+dire il Colosseo? Vi narrerà le glorie dei gladiatori e i supplizi
+dei cristiani? Ed io vi rispondo:--Sì....
+
+In quel punto uscì dall'anfiteatro un altissimo evviva e un allegro
+suono di banda.
+
+--Sì.... ecco che cosa mi dice il Colosseo. Mi dice che dove gli
+uomini schiavi si sgozzavano per ricreare un tiranno, ora convengono
+i cittadini a salutare l'aurora d'una vita nuova; mi dice che dove
+perirono sotto le scuri o in mezzo alle fiamme gli apostoli della
+libertà e dell'uguaglianza, ora convengono cittadini liberi ed
+eguali a esercitare i loro diritti e a compiere i loro doveri,
+coll'anima lieta e serena; e questo vi par poco? E vi par che si
+possa dire che il Colosseo è muto?
+
+Un altro scoppio di grida misto a suono di trombe mi giunse
+all'orecchio.
+
+E poi una voce distinta:--Viva la libertà!
+
+--Ah!--esclamai, rivolto al Colosseo, come se mi potesse
+intendere;--consolati, vecchio gigante; così monco e sfracellato
+come ti trovi, tu non fosti mai tanto bello nè tanto grande ai tempi
+degl'Imperatori!
+
+
+
+
+UNA MATTINATA ALL'ALBERGO.
+
+
+Non so se sia stato più vivo il piacere che provai entrando in Roma il
+20 settembre, o quello che ebbi la mattina dopo, svegliandomi nella
+cameretta dell'albergo, appena rinvenni dall'illusione solita di
+credermi ancora dove avevo dormito la notte prima. Appena aperti gli
+occhi, il mio primo pensiero fu quello che m'era venuto a Monterotondo
+la mattina del 20:--Dunque quest'oggi «s'attacca!»--E stetti un
+momento perplesso. A un tratto mi parve di sentirmi nell'orecchio una
+potentissima voce:--Roma!--e mi scossi da capo a piedi, e balzai d'un
+salto alla finestra. Apersi le imposte, e visto appena le bandiere e
+udito le grida del popolo, m'entrò nel cuore tanta gioia che mi diedi
+a ridere come un pazzo. Poi chiamai il cameriere, senza sapere perchè.
+Venne subito, allegro anche lui ch'era un piacere.
+
+--Che mi comanda?
+
+--È un romano,--dissi tra me, guardandolo;--un romano cameriere! Mi fa
+pena; avrà forse un lontanissimo antenato console, senatore,
+pontefice massimo....
+
+--Come vi chiamate di nome di battesimo?
+
+--Caio.
+
+--....Caio Flaminio,--pensai,--Caio Gracco, Caio Sicinio, Caio
+Curzio....
+
+--Qual'è il vostro cognome?
+
+--Tittoni
+
+--Caio Tittonio, andatemi a chiamare un barbiere.
+
+--Vado subito.
+
+--Un barbiere romano.
+
+--Guardi che caso! Il barbiere dell'albergo è lombardo.--Non lo
+voglio; andate a cercarmi un barbiere «romano de Roma»; fate anche
+mezzo miglio, se occorre, vi ricompenserò della corsa; ma portatemi
+un barbiere romano.
+
+--Sarà servito.
+
+E se n'andò ridendo.
+
+Non era senza perchè la mia pretensione: volevo scrutare lo spirito
+politico delle classi inferiori, e tutti sanno che quando s'è parlato
+con un barbiere si può contare d'aver parlato con mezzo mondo.
+
+Il barbiere venne. Era un barbiere dello stampo dei nostri: un
+vecchietto azzimato, pulito, gaio, con le mani fredde e i rasoi
+cattivi.
+
+Mentre cominciava l'operazione, io studiavo la maniera d'entrare in
+discorso.
+
+Egli mi prevenne domandandomi con molta gentilezza:
+
+--Il signore è emigrato?
+
+--No.
+
+--Italiano?
+
+--Sì.
+
+--Giornalista?
+
+Diedi un balzo sulla seggiola e mi voltai a guardarlo negli occhi.
+Come mai poteva già sapere che insieme con l'esercito s'erano
+rovesciate su Roma le cavallette della stampa?
+
+--Non sono giornalista.
+
+--Dicevo, sa.... perchè ho visto il tavolino coperto di giornali e di
+carte.... Che gliene pare di Roma?
+
+--È superba.
+
+Fece un risolino modesto.
+
+--....Noia, c'è male.... E poi, ora, è tutt'altra vita che «ce se
+vive»!
+
+--Siete contento del cambiamento?
+
+--Se sono contento? «Me pare da diventà matto, me pare». L'Italia una,
+per Dio.... Ora speriamo che «ce» sarà fatta giustìzia.
+
+--Di che?
+
+--Eh signore, «ce so» molte cose da mettere a posto a Roma.
+
+--Me lo immagino....
+
+--....Prima di tutto, sa che cosa dovrebbe fare Sua Maestà il re
+Vittorio Emanuele Secondo, appena entrato in Roma?
+
+--Desidero di saperlo.
+
+--Dovrebbe....--e qui stese un braccio e alzò la voce,--dovrebbe
+mettere a posto «li macellari», dovrebbe; che «so na razza de cani»,
+glielo dico io, e fanno pagare tutto il doppio, e «so» screanzati
+che «nemmanco se ponno guardare in der grugnaccio, se ponno»,
+capisce?
+
+--Oh cospetto! È proprio questa la prima cosa che deve fare il re?
+
+--Questa.... e un'altra. Fare una legge con la quale dica che d'ora in
+avanti è fatta facoltà «a li barbieri de» metter la bottega dove
+«je» pare, senza quella «prepotenza» che c'è adesso che le botteghe
+debbono essere a quella data distanza l'una dall'altra. Per cagion
+di questo, vede, a me m'è toccato di fare «er giovanaccio de
+bottega» cinqu'anni di più, chè il locale vicino ce l'avevo, e li
+baiocchi pure, ma la bottega non la potevo mettere per via di quella
+legge «'nfame». Accidenti ai governi dispotici e viva Vittorio
+Emanuele! Quant'ho benedetto sto giorno io!... E poi un'altra cosa.
+
+--Dite.
+
+Qui abbassò la voce e mi disse nell'orecchio:
+
+--Dei barbieri che tengono dal Papa, qui, in Roma, ce n'è la su'
+parte, glielo assicuro io.
+
+--Ebbene?
+
+--Accopparli.
+
+--Siete severo.
+
+--Sì, accopparli, senza misericordia «co' sta razza de cani»; se no
+«er» governo italiano se ne accorgerà, stia pur sicuro.
+
+--Speriamo che faranno la barba con la dovuta prudenza.
+
+--Non ci speri; bisogna far man bassa.
+
+--E altro?
+
+--Altro.... ci son tante cose; ma dica un po', «ce» porteranno delle
+buone leggi, «se» spera?
+
+--Meglio di quelle che avevate, lo crederei.
+
+--Bene; e dica.... Sento che «ci» hanno una grande severità pei ladri,
+è vero?
+
+Accennai di sì, voltandomi a guardarlo.
+
+--È giusto.... Poi c'è la leva militare.... Eh già.... quella alle
+donne «sarà un po' difficile de fajela entra'».
+
+--Lo penso anch'io.
+
+--«Gran disciplina co' sti soldati eh»?
+
+--Quanta n'occorre, certamente. Avrete però osservato che gli
+ufficiali hanno buone maniere e che i soldati son buoni ragazzi.
+
+--Già.... e scusi, sa, se son curioso.... si parlava giusto ieri
+sera.... che cos'è la «ricchezza mobile»?
+
+--La ricchezza mobile?
+
+--Già.
+
+--....Provate l'altro rasoio, questo mi fa male.
+
+--Quest'altro «je» va?
+
+--Questo mi va.... Avete visto la luminaria di ieri sera?
+
+--La luminaria, sì.... ma che «ce» porteranno tutte «ste imposte che
+se dice»?
+
+--Eh già, le imposte, vedete.... in Italia.... relativamente a quello
+che potrebbero essere, tenuto anche conto delle condizioni agricole
+e industriali del paese, e considerata la proporzione delle forze
+produttive in relazione con le esigenze, dirò così, che sono molte e
+gravi, d'una grande amministrazione.... Capirete che la finanza è
+finanza, i bisogni, bisogni, i doveri, doveri, e per quanto si
+faccia e dica dai contribuenti, è pur sempre certo che i carichi dei
+cittadini sono in certo qual modo, e fino ad un certo punto,
+regolati sui principii d'un sistema economico senza del quale s'è
+sempre visto che gli Stati non si reggono e tutte le proprietà
+pubbliche e private ne vengono a soffrire gravemente....
+
+--È chiaro.
+
+--Lo capite anche voi.
+
+--Diavolo!
+
+--Picchiano: fatemi il favore d'aprire. Entrò il calzolaio: un
+gobbetto coi capelli grigi e il naso a becco.
+
+--Scusate,--dissi al barbiere,--non posso rimandarlo indietro; bisogna
+ch'io mi misuri un paio di stivaletti; mi spiccio in un momento.
+
+--Faccia pure.
+
+Gli stivaletti andavano.
+
+--Quanto volete?--domandai.
+
+--Diciotto lire.
+
+--....Son carini.
+
+--Non è vero? Paiono fatti apposta per il suo piede.
+
+--Eh no, voglio dire che sono un po' salati. A Firenze li pago sedici.
+
+--....A Firenze è un altro par di maniche, caro signore; qui si paga
+tutto più caro. Ma io non sto sul tirato. A lei ch'è italiano glieli
+do per diciassette.
+
+Il barbiere fu preso da un accesso di tosse.
+
+--Ohè, dico!--gridò il calzolaio fissandolo fieramente;--che ci avete
+da fare delle osservazioni voi?
+
+--«Gnente, gnente»; dicevo che l'Italia è un bel paese.
+
+--E io vi dico che v'impicciate negli affari vostri, che già.... noi
+altri.... «armanco».... agl'italiani la gola «nun je la tajamo».
+
+--E «manco» noi «nun je stroppiamo li piedi».--Potrest'essere più
+educato, «me pare».
+
+--Più educato?--(accendendosi).... Io già, se ve l'ho a dire chiara e
+netta, la corte agli zuavi non glie l'ho mai fatta.
+
+--E io neppure!
+
+--Resta a sapersi!
+
+--Come resta a sapersi?
+
+--«Se conoscemo».
+
+--Sicuro che «se conoscemo».
+
+--«Er regno» dei preti è finito.
+
+--Me ne rallegro.
+
+--Non «de» core.
+
+--Più «de» voi.
+
+--Ci ho i miei dubbi.
+
+--Via, via,--dissi, mettendomi in mezzo,--lasciamo queste quistioni;
+non son giorni questi da bisticciarsi fra amici; bisogna andar tutti
+d'accordo, e gli uni dimenticare i torti degli altri, se ce ne sono.
+Stringetevi la mano subito, in presenza mia, o non do il becco d'un
+quattrino a nessun dei due.
+
+Si porsero la mano, ma senza toccarsela.
+
+--Animo, stringetevela,--dissi.
+
+--Lui ha da dir prima viva l'Italia!--disse il barbiere.
+
+--E io «nu je vojo dà» questa soddisfazione,--risponde l'altro.
+
+--Animo, ditelo per far piacere a me.
+
+--Viva.... l'Italia.
+
+Si strinsero la mano.
+
+Ma il calzolaio subito con un rincalzo di passione:--E io lo «so»
+stato sempre italiano, capite!
+
+--Sì, sì, lo credo,--gli dissi,--vi si vede in viso, eccovi i denari,
+andatevene pure.
+
+--E io non glie l'ho fatta mai la corte agli zuavi, sapete, non glie
+l'ho fatta mai.
+
+--Andate, andate.
+
+--E non è questa la maniera «de» screditar la gente....
+
+--Via....
+
+--E «se» rivedremo....
+
+--Chetatevi, ve ne prego, vien gente....
+
+Entrò la stiratora, una donnicciuola sui cinquant'anni, con un'aria di
+vittima, col cappellino e lo scialle messi per traverso: il calzolaio
+si fermò sull'uscio.
+
+--È lei, signore,--mi domandò la donna con voce tremante,--che mi ha
+da dar della biancheria?
+
+--Io; ma bisogna che me la riportiate domani.
+
+--Si farà.... quello.... che.... si.... potrà.
+
+--Che cos'avete?
+
+La stiratora scoppiò in pianto.
+
+--Che v'è accaduto?--domandai, avvicinandomele.
+
+--Ah! signore.... mio fratello e mio cognato....
+
+--Son morti?
+
+--No.... sono impiegati alla Revisione.
+
+--Ebbene?
+
+--....Li mandano via.
+
+--Chi?
+
+--Gl'Italiani.
+
+--Ma, che! Rimarranno nel loro impiego, statene sicura; il governo
+italiano non toglierà il pane a nessuno; datevi pace, buona donna.
+
+--Ah! no.... no.... è inutile.... glielo hanno già detto....
+
+E un altro scoppio di pianto.
+
+--L'avranno voluto loro,--esce a dire il calzolaio,--e se lo son
+meritati.
+
+--Che cosa?--domanda sdegnosamente la donna, sollevando il viso
+bagnato di lacrime.
+
+--«Ah! credete che nun se sappia er perchè? Ci avemo er nostro
+giuramento (giungendo le mani e modulando la voce); no se pole, ci
+avemo er nostro giuramento de mantenecce fedeli ar Papa»!
+
+--Non è vero!
+
+--Andiamo via, chè «so» i soliti mezzi «de» cercar gl'impieghi....
+
+--«Eh, stateve zitto»,--gli ribatte il barbiere,--«nun me» state a far
+tanto l'italiano «co' sta» povera donna, che tanto ve se vede sotto
+la coda!
+
+--A chi?
+
+--A voi!
+
+--Ve do questa scarpa sulla faccia!
+
+--Finitela, via.
+
+--E io «ve faccio attastà sto» rasoio.
+
+--Fuori di casa tutti quanti!
+
+--Ma dica lei che è emigrato....
+
+--Non sono emigrato.
+
+--Senta lei che è giornalista....
+
+--Non sono giornalista; lasciatemi stare, uscite subito tutti di qui,
+sono stanco dei vostri piati, andate a gridar in piazza e non mi
+seccate più in casa mia!
+
+Ciò dicendo li spingo l'un dopo l'altro verso l'uscio, ed escono
+vociando tutti insieme fin giù per le scale.
+
+--«Er regno de preti è finito»!--Non è la maniera «de» metter la gente
+in mala vista dei forestieri!--Non è vero.... il giuramento.... si
+resta senza pane....--È finito!--Ci rivedremo!--Giù le code!--Non è
+vero!
+
+--Andate! Andate, che il diavolo vi porti!
+
+E chiusa in furia la porta mi gettai sul seggiolone esclamando:--Pace!
+Pace,
+
+ O esacerbati spiriti fraterni!
+
+Ah, buon Dio! Anche il 20 Settembre, visto dietro le quinte....
+
+
+
+
+RICORDI DELLE CATACOMBE
+
+(Venticinque anni dopo).
+
+
+Ci andava innanzi lentamente, portando un cerino acceso e strascicando
+i sandali, un piccolo frate tarchiato, che in alcuni punti teneva
+quasi con le spalle tutta la larghezza del corridoio, e ci copriva con
+la sua ombra.
+
+È violenta e triste la prima impressione che si risente discendendo
+dalla grande Roma piena di luce e di vita in quel freddo cimitero
+sotterraneo, dove sulla morte è anche ora passata la devastazione, e
+dove si vedon congiunti tutti i più tetri aspetti d'una cava, d'una
+grotta e d'una carcere. E si va innanzi a malincuore, nell'odore umido
+della terra, diffidando del suolo ineguale, e pensando con
+inquietudine che, se il frate sparisse, si perderebbe la lena alla
+corsa, e forse il lume della ragione, prima di ritrovare l'uscita. Ma,
+a poco a poco, quel labirinto di anditi angusti, quelle fughe di buche
+sepolcrali nereggianti nelle pareti come grandi bocche semiaperte,
+quei piccoli vani per gli uffizi del culto, dove i fedeli stavan
+raggruppati e stretti, come quando aspettavan nei circhi l'irruzione
+delle belve, attirano e soggiogano tutti i vostri pensieri. Se vi
+resta ancora un pensiero profano, cede anche questo alla vista della
+prima ampolla incastrata nel tufo, nella quale siete spinti a cercare
+le tracce del sangue che vi fu racchiuso, e quasi un ultimo fremito
+della vita che fuggì con esso dalle vene del martire, o svanisce alla
+prima lettura di una di quelle iscrizioni semplici e rozze: «Pax
+tecum», con accanto un nome di battesimo, che non vi par di leggere,
+ma d'udir profferire intorno a voi dalla voce sommessa di chi ha amato
+e sepolto chi lo portava. Il frate si soffermava a quando a quando per
+rischiarare la cripta di una famiglia, di cui è scomparso ogni avanzo,
+o nomi di pellegrini d'altri secoli incisi nelle pietre, o una grata
+sottile, dietro la quale, fra poche ossa biancheggianti, ci fissavano
+due occhiaie profonde, con quello sguardo immobile da mille e
+ottocento anni, che par che aspetti con fede invincibile l'adempimento
+d'una promessa. Ma più che altro ci arrestavamo a quelle buche
+mortuarie dei bambini, così strette, da parere che neanche un piccolo
+cadavere potesse entrarvi, se non spinto dentro a forza come un corpo
+ancora vivente e ribelle alla sepoltura. Ah, lì pure sono i bambini
+quelli che vi prendono al cuore, quei poveri piccoli cristiani messi a
+dormire l'un sull'altro, ammucchiati, quasi schiacciati, oppressi
+anche nella morte dalla terra, come eran stati nella vita dal terrore,
+e così lontani dalla luce del giorno e dal verde dei campi,
+rimpiattati, più che sepolti, come carne maledetta. E col sorgere
+della pietà vi cade ogni ribrezzo del luogo: una curiosità grave e
+reverente vi spinge innanzi per quel labirinto tenebroso; voi cercate
+con gli occhi gli epitaffi e i sepolcri come se non tutti vi dovessero
+essere ignoti; sentite a poco a poco come una stretta del vincolo che
+v'unisce ai morti che là riposarono, e il nome che essi ebbero comune
+con voi vi risuona nell'animo con un novo suono, dolce e solenne; vi
+guida sotto a quelle vôlte, infine, quasi un ricordo lontano di
+ricordi lontani, soavi e misteriosi, che vi passan per la mente
+affollati, senza forma di parola, come una melodia appena intesa.
+Quanto vi par lontana la capitale d'Italia! Ma più lontane di ogni
+cosa, quasi monumenti e mostre d'un'altra religione, le superbe
+basiliche dorate e le sfarzose carrozze pontificali, che avete visto
+poc'anzi, lassù, in quel mondo dove splende il sole.
+
+ *
+
+Si discese a un altro piano di gallerie, e si riprese a andare,
+nell'ombra del frate. Il lumicino rischiarava di sfuggita anditi
+laterali, dove entra a stento una persona, e che svoltano
+nell'oscurità a pochi passi dall'imboccatura, altri anditi riempiti da
+frane di sabbia, ed altri incominciati a scavare, e lasciati lì; i
+quali s'allacciano forse a una rete di sotterranei più vasta. Si passa
+sotto a vôlte che vi fanno curvare la fronte; si discende per brevi
+tratti, come verso l'orlo d'un precipizio; poi si risale lentamente,
+si torna a discendere, si svolta e si risvolta, e par di tornare sui
+proprii passi e di riconoscere crocicchi, cubiculi, sfondi già visti;
+quando in realtà si procede. A volte, il suono dei vostri passi
+v'illude: vi par di sentir camminare altra gente davanti e dietro di
+voi, dei passi che s'avvicinano e s'allontanano, nei corridoi accanto,
+al piano di sopra, al piano di sotto, come di gente sorpresa che si
+sparpagli da tutte le parti, in punta di piedi. In altri momenti,
+quando il frate svolta un breve tratto prima di voi e rimane per poco
+invisibile, il fruscìo della sua tonaca e dei suoi sandali non vi par
+più il suo; suona come se invece d'andar oltre, si riavvicinasse, e vi
+balena alla fantasia un incontro miracoloso, l'apparizione di uno
+spettro di quella necropoli che v'aspetti alla svoltata, immobile e
+muto, e vi chiude il passo come a un miscredente sacrilego. E allora
+continuate a sognare, e vedete passar vagamente, lungo le pareti nere,
+al chiarore danzante della fiammella, uomini pallidi e austeri, capi
+curvati, visi estatici, occhi accesi di pianto e di speranza, che si
+fissano nei vostri con un'espressione di bontà ineffabile, gruppi
+furtivi di gente povera e umile, una confusione silenziosa di
+fanciulle, di vecchi, di servi, di gladiatori, di coloni, di patrizi,
+che vanno a passo lento, con le lampade d'argilla a la mano, e
+dileguano per gli ambulacri, come ombre; e pei lunghi anditi vi
+giungono all'orecchio salmodie di una dolcezza infinita, e dalle porte
+dei cubiculi singhiozzi di madri che adagian nella fossa i corpicini,
+dicendo con accento di sovrumana certezza:--Ti rivedrò! Aspettami in
+pace, figlio mio!--e sentite alle spalle i passi gravi e gli aneliti
+dei fedeli che portano i corpi lacerati dalle fiere, stillanti di
+sangue. Come dovevano amarsi! E come dovevano amare il loro Dio
+vilipeso, beffato, effigiato sui muri con un capo animalesco, pendente
+da un patibolo infame, quelli che davan la carne al fuoco e ai
+flagelli piuttosto di dire che non l'amavano! E intorno alle immagini
+loro si dilata e si rischiara al vostro pensiero quel labirinto
+funereo che vide tanti addii supremi, tanta rassegnazione, tanto
+dolore, tanto coraggio; sentite nella stessa riverenza amorosa, che la
+memoria di quei morti v'ispira, d'esser loro eredi e loro figli; ma
+con un senso acuto di rammarico,--col rammarico di non poter dare al
+servigio della vostra fede il santo amore della povertà e l'eroico
+disprezzo della vita con cui essi professarono la propria.
+L'immaginazione, frattanto, vi fa un singolare inganno in quel
+pellegrinaggio: il vostro pensiero, di là sotto, non risale già alla
+Roma attuale; quella che __sentite__ sul vostro capo è l'antica; sentite e
+pensate come se, risalendo all'aria aperta, vi doveste ritrovare fra
+gli splendori e gli orrori del regno dei Cesari; e quando vi
+s'affaccia improvvisa l'immagine dell'aula di Montecitorio, che avete
+fissato di visitar tra un'ora coi vostri compagni di viaggio, vi
+produce un senso così vivo di stupore, che del vostro stupore medesimo
+rimanete maravigliati, come d'un caso non mai provato di «doppia
+coscienza».
+
+Si discende ancora a un altro piano, e da questo a un altro, in
+un'aria che vi par sempre più fredda, in un buio che vi par sempre più
+denso, in un nuovo labirinto di gallerie strettissime, che discendono
+e risalgono, e s'aprono in bivii e in crocicchi, e s'allargano in
+ambulacri e in oratori, fiancheggiate di loculi, di bisomi, di cripte,
+dove al raggio del lumicino vi appaiono altre ampolle di sangue, altri
+nomi di morbi, altri ossami ammucchiati, e altri occhi di teschi che
+vi fissano, con quello sguardo profondo che domanda ed aspetta. In
+alcuni punti i corridoi si restringono, le vôlte s'abbassano, tutti i
+vani s'impiccoliscono, e par che la terra stia per chiudersi su di voi
+da ogni parte e seppellirvi vivente; e allora vi prende un senso
+d'oppressione, e quasi un brivido di sgomento al pensiero di tutta
+quella solitudine oscura, di tutti quei cimiteri che vaneggiano l'un
+sull'altro al disopra del vostro capo, di tutti quegli anditi
+intricati, di tutte quelle fughe di sepolcri, di tutte quelle ombre
+informi che avete visto allungarsi sulle pareti, di tutti quei passi
+misteriosi che v'è parso d'udire, di tutte quelle occhiaie vuote che
+v'hanno guardato. Ma basta anche allora il nome di una fanciulla
+sconosciuta, con una rozza palma disegnata accanto, e quella semplice
+aggiunta:--Martire--scolpita a caratteri ineguali nel sasso, a
+rimettervi nello stato d'animo di poco prima, a ridestarvi tutto
+quanto di più dolce e di più luminoso avete sentito e sognato nei
+giorni più puri della fanciullezza davanti alla immagine grande e
+candida di Cristo. La vostra mente trascorre da quella in cui
+v'aggirate alle altre necropoli,--alle altre quaranta già
+dissepolte,--a quelle innumerevoli non ancora esplorate,--spazia per
+tutta la distesa e a tutte le profondità della enorme città
+sotterranea che ospitò milioni di morti e abbracciò la cinta di Roma,
+e sentite la potenza prodigiosa del soffio che di là sotto ha
+sollevato il mondo, e vi conforta un nuovo e grande pensiero.--Sì, v'è
+ancora nel mondo un amore immenso e una immensa speranza, nata da
+quella che raggiò nelle catacombe; la forza maravigliosa che si
+sprigionò da queste tenebre non è morta negli uomini: essa è solamente
+sparsa, o inconscia di sè, o compressa; ma si raccoglierà, e saprà, e
+si espanderà vittoriosa un'altra volta sulla faccia della terra, e
+rovescierà altri idoli bugiardi, e spezzerà altre catene scellerate, e
+innalzerà essa pure dei monumenti che sfideranno i secoli, e
+inneggierà ai suoi martiri nelle lingue di tutti i popoli, e celebrerà
+le sue vittorie con le feste più poetiche e più solenni che possa
+concepire la mente umana. Sì, la storia ricomincia, e gli anatemi ai
+nuovi credenti lo annunziano, perchè non son che un'eco affievolita e
+paurosa degli oltraggi antichi. «Exitiabilis superstitio rursus
+erumpit».
+
+Questo pensavo, quando un soffio di aria viva mi percosse in viso, il
+lumicino del frate si spense e sfolgorò il sole....
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+ INDICE.
+
+
+
+ SPERANZE E GLORIE.
+
+ PREFAZIONE Pag. VII
+ Per una distribuzione di premi 3
+ Per l'inaugurazione di un circolo universitario 10
+ Per la questione sociale 20
+ Per il 1.° Maggio 49
+ Per Giuseppe Garibaldi 87
+ Per Gustavo Modena 138
+ Per Felice Cavallotti 150
+
+ LE TRE CAPITALI.
+
+ AVVERTENZA 182
+ TORINO 183
+ FIRENZE 223
+ ROMA 238
+ L'entrata dell'Esercito italiano in Roma ivi
+ La cupola di San Pietro 252
+ Preti e frati 262
+ Le terme di Caracalla 272
+ Un'adunanza popolare nel Colosseo 281
+ Una mattinata all'albergo 293
+ Ricordi delle Catacombe 303
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Speranze e glorie; Le tre capitali, by
+Edmondo De Amicis
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK SPERANZE E GLORIE; LE TRE CAPITALI ***
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+works. See paragraph 1.E below.
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+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
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+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
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+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
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+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
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+
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+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
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+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
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+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
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+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
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