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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Speranze e glorie; Le tre capitali + +Author: Edmondo De Amicis + +Release Date: November 21, 2006 [EBook #19883] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK SPERANZE E GLORIE; LE TRE CAPITALI *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net + + + + + + + + + + EDMONDO DE AMICIS + + + Speranze e Glorie + + Le tre Capitali + Torino--Firenze--Roma + + + + + MILANO + + FRATELLI TREVES, EDITORI + + 1911 + + Terzo Migliaio. + + + + + PROPRIETÀ LETTERARIA. + + _I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati + per tutti i paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda._ + + + Tip. Fratelli Treves. + + + + +NOTA A QUESTA NUOVA EDIZIONE + +(1.ª edizione Treves--1911). + + +Edmondo De Amicis fu eccellente oratore. Quale concetto avesse della +pubblica eloquenza, come sentisse quella «enorme fatica di tutte le +potenze vitali», spiegò egli medesimo nelle _Confessioni d'un +conferenziere_, che servono d'introduzione al libro intitolato _Capo +d'anno, pagine parlate_. Quale fascino di persuasione e d'entusiasmo +egli esercitasse sugli uditori, attestano tutti quelli che ebbero +occasione di ascoltarlo. Dal ricco e vario vibrar della voce, dal +gesto semplice, dal balenare dell'anima nella chiara onesta faccia, da +tutta l'espressione della sua figura emanava la medesima virtù di +simpatia, per cui ebbero e serbano tanta nobile popolarità i suoi +libri. La tempra del suo ingegno e il suo gran cuore erano fatti +apposta per assicurargli quella immediata corrispondenza spirituale +con la moltitudine degli uditori, senza la quale ogni più dotta +eloquenza è invano. + +E fu oratore di attitudini così diverse che parrebbero opposte: seppe +con mirabile giustezza di modi parlare via via alle persone colte e +alla plebe, alle donne, agli studienti, ai fanciulli; fu conferenziere +elegante e arringatore ardente di patria e di partito; sopra tutto +riuscì spontaneamente maestro dell'eloquenza men tentata dai letterati +e più difficile, quella che si rivolge alle menti inesperte, al popolo +privo di cultura e agitato dalle passioni politiche, ai ragazzi che +cominciano appena nelle scuole a sentire la forza della parola che +illumina e commuove. Chi gli fu più vicino ricorda poi com'egli avesse +felice la vena del breve detto d'occasione e del brindisi, sì nelle +pubbliche cerimonie, sì nei conviti amichevoli, che gli piacevano +tanto al suo tempo migliore, e nei quali studiò da par suo le +significazioni e le bizzarrie dell'_Eloquenza convivale_. + +Un senso nativo della misura e dell'opportunità governava sempre la +sua parola; e il culto interiore della parola stessa, il vigile +intuito dell'artista faceva sì che, qualunque cosa, in qualunque +circostanza dicesse, non gli venisse, mai meno quel decoro letterario, +che non lascia perdere dignità ad alcuna delle sue scritture, anche +alle più umili e famigliari. D'ordinario non improvvisava; diceva +prosa scritta, ma scritta per essere parlata, e però colorita e mossa +secondo l'intento oratorio che si proponeva. E del resto parlata, per +suo istinto e per suo istituto, era tutta la prosa del De Amicis; +parlata fu virtualmente tutta quanta la sua opera letteraria, la quale +tanto può sui lettori perchè a tutti fa l'effetto di una conversazione +immediata dello scrittore con loro. + +Egli non diede alle stampe tutte le sue conferenze, non tutti i suoi +discorsi lasciò raccogliere. Pubblicò prima nel 1880, insieme con +quelle di dieci altri amici, la conferenza sul _Vino_, ora entrata nelle +nuove edizioni delle _Pagine allegre_; e l'anno dopo, nella _Gazzetta +letteraria_ di Torino, quella su _L'espressione del viso_, che aveva +fatto al teatro Carignano per sovvenire ai figli del morto amico +Roberto Sacchetti. Delle tre conferenze che disse al teatro Colón di +Buenos Aires e poi al teatro Solis di Montevideo, fra l'aprile e il +giugno del 1884, su Vittorio Emanuele, Cavour e Garibaldi, +quest'ultima sola rifece e stampò in Italia, quale si legge nel +presente volume. Più volte fu ristampata l'altra conferenza su _I +nostri contadini in America_, tenuta il 31 gennaio 1887 alla Società +filarmonico-drammatica di Trieste, e compresa ora nel volume di _Capo +d'anno_: la quale diede agli uditori e all'oratore argomento di +commozione indicibile, ricordata da lui nell'ultima pagina delle +_Confessioni d'un conferenziere_, scritte appunto l'anno seguente. + +Rimangono in volumetti separati la conferenza su _La lettera anonima_ e +i famosi discorsi _Ai ragazzi_, stimati un capolavoro di letteratura +infantile, che segue ed integra l'universale libro del _Cuore_. Poco si +conserva, e quel poco monco e disperso, dei discorsi fatti dal De +Amicis in private adunanze e in comizi del partito socialista, massime +in occasione di elezioni politiche: salvo i due grandi discorsi _Per il +1.º maggio_ e _Per la questione sociale_, compresi in questo volume, e +alcune minori cose contenute nell'altro libro che s'intitola _Lotte +civili_. + +L'ultima volta che il De Amicis parlò in pubblico fu il 20 marzo 1898, +per pronunziare la commemorazione, pur essa qui stampata, di Felice +Cavallotti, al teatro Nazionale di Torino; teatro popolare, riboccante +quel giorno, ricordo bene, del popolo più misto che si potesse vedere, +e che l'oratore sollevò tutto nel consenso e nell'ammirazione +irresistibilmente. + +Egli fu eletto deputato del 1.º collegio di Torino il 17 luglio di +quell'anno. S'era lasciato presentare candidato per obbedire al +bisogno di una protesta politica del suo partito allora insorto e +perseguitato. Ma rinunziò all'ufficio, e il Parlamento non udì mai la +sua parola. Due giorni prima dell'elezione gli era morta la madre +amatissima. E pochi mesi dopo gli morì il figlio primogenito Furio: +dolore atroce che non trovò mai più conforto. + +«Folgorato nel capo», lo scrittore si ritrasse nell'ombra e nel +silenzio della sua casa desolata; abbandonò per sempre la vita +pubblica, non accettò più di fare conferenze e discorsi; e da allora +in poi fu tutto nel quotidiano solitario lavoro, col quale però il suo +spirito chiuso ai richiami esterni comunicava così largamente con gli +innumerevoli lettori fedeli. + +In questo libro, _Speranze e Glorie_, edito prima dal Giannotta di +Catania, il De Amicis riunì i suoi più importanti discorsi d'argomento +commemorativo e sociale. Un altro simile volume, _Lotte civili_, +raccoglie i suoi scritti polemici per il socialismo e per la pace dei +popoli. Con questi due libri si determina l'azione politica dello +scrittore; la quale, a riscontro della sua opera letteraria, non deve +rimanere dimenticata, perchè è troppo gran parte di quella generosa +vita intellettuale, a cui non mancò mai la rispettosa e affettuosa +attenzione degli italiani. + +Torino, aprile 1911. + +DINO MANTOVANI. + + + + +Speranze e Glorie. + + + + +I. + +Per una distribuzione di premi. + + +ALLE ALUNNE. + +Vi parlo, non perchè io pensi che non sarebbe compiuta senza le mie +parole questa cara festa dedicata a voi; ma per prolungare a me di +qualche momento il piacere vivissimo di vedervi. + +Quanto vi potrei dire di più opportuno e di più degno ve lo dicono +ogni giorno le vostre brave insegnanti, e con assai maggiore autorità +che non possa esser la mia; perchè esse vi esortano al lavoro e ve ne +dànno le prime l'esempio; vi raccomandano la bontà e vi dimostrano con +gli atti che cosa sia l'esser buone; vi dicono:--Studiate, educatevi +per la famiglia e per la patria--e alla patria, alle famiglie rendono +con l'opera loro un servigio che soverchia ogni ricompensa e ogni +gratitudine. + +A me non resta che rallegrarmi con voi per il premio che avete +meritato e che abbiamo avuto la gioia di porgervi. + +Ma il dire che v'abbiamo dato un premio non è l'espressione propria +della verità. Il vostro premio non è nel modesto ricordo che, per +nostra mano, vi ha offerto la vostra città natale, per dimostrarvi che +ha a cuore i vostri studi e che v'è grata della gloria che dànno alle +sue scuole, dell'onore che fanno al suo nome gli sforzi vittoriosi +della vostra volontà e del vostro ingegno. + +Il vostro premio è nella serenità della vostra coscienza, nella stima +delle vostre compagne, nella compiacenza delle vostre maestre, nel +bacio dei vostri parenti; è nel raddoppiato vigore di volontà che +questo trionfo delle vostre fatiche v'infonde; è nella dolce memoria, +che v'accompagnerà per tutta la vita, d'aver ricompensato degnamente +tutti coloro che vi hanno amate e educate, che hanno lavorato e +palpitato per voi. + +Sì, il vostro miglior premio l'avrete, nell'avvenire, quando questo +tempo vi parrà tanto lontano da confondersi quasi nella vostra mente +con quello della primissima infanzia. Anche allora, fra molti e molti +anni, ricordandovi della vostra fanciullezza, voi rivedrete sovente +col pensiero questa sala affollata, i visi delle vostre compagne e +delle vostre maestre, e la vostra piccola immagine sorridente, col +premio stretto sul cuore, illuminata dalla stessa luce che in questo +momento v'illumina, e ogni minima cosa come in questo punto la +vedrete, come se riviveste in questo giorno. E direte tra voi:--Che +bel giorno! La mia maestra era contenta, mia madre era commossa, mio +padre m'aspettava a casa col cuore pieno di gioia e d'alterezza, ed +io.... quant'ero felice!--E rimarrete maravigliate di risentirne +ancora tanta dolcezza. E se in quell'ora avrete il cuore amareggiato +da un'offesa, vi sentirete più disposte a perdonarla. E se avrete da +compiere uno sforzo per mettere in atto un proposito gentile o per +fare un sacrificio generoso, vi riuscirà più facile di compierlo. E se +avrete sotto gli occhi il ritratto di vostra madre lo bacierete con +più affettuosa tenerezza perchè vi parrà di vederla sorridere per +ringraziarvi di questa giornata luminosa che le avete data. + +Continuate dunque a studiare e a esser buone per aver nell'avvenire +molti di questi ricordi che migliorano l'animo e abbelliscono la vita. + +Un solo consiglio vi dò ancora. Per proseguire sempre più rapidamente e con +più lieto animo il cammino che avete incominciato con tanto onore, destate +in voi un impulso allo studio anche più forte di quello del sentimento del +dovere. Sia il sentimento del dovere la vostra scorta, diventi lo studio il +vostro amico; abbellite questo così nella vostra immaginazione che egli vi +attragga con tanta forza da rendervi superfluo ogni sforzo della volontà; +cercate in ogni modo di suscitarvi in petto questa passione nobilissima +che, accesa una volta, non s'estingue più, ed è alimento e premio a sè +medesima per la vita intera; perchè anche nel campo del lavoro +intellettuale, anzi in questo più che in ogni altro, se la volontà fa +maraviglie, la passione fa miracoli. Sapete che cosa rispose un grande uomo +di scienza, ammirato dal mondo, a chi gli domandò in qual maniera, non +concedendogli la salute malferma che poche ore d'occupazione ogni giorno, +egli avesse potuto compiere tante scoperte, scrivere tante opere utili e +gloriose, a cui pareva che appena sarebbero bastate le fatiche assidue di +una lunga vita vigorosa?--Vi riuscii--rispose--convertendo il lavoro +forzato in lavoro spontaneo;--che era quanto dire: facendo con amore, quasi +per diletto e per bisogno dello spirito, più che per forza di proposito e +per iscopo di vantaggio proprio ed altrui, tutto quello che fece. E così +potete far voi pure nel vostro piccolo campo scolastico; ma rammentandovi +sempre, badate, che per studiare con facilità e con profitto bisogna aver +la mente serena, che non s'ha la mente serena se non s'ha il cuore in pace, +e che per avere il cuore in pace dovete adempiere con pari zelo tutti i +doveri: esser riverenti coi genitori, rispettose con le insegnanti, +affabili con le compagne, pietose con gl'infelici, buone con tutti. + +E vedrete sempre alla prova, care fanciulle, che per lavorare ed esser +buone non avrete da fare due sforzi distinti, perchè dal lavoro esce +la bontà, come dal moto il calore, perchè dalla bontà sorge il lavoro +come dalla luce la vita, perchè lavoro e bontà sono due virtù gemelle +che non si scompagnano nelle anime elette se non quando le disgiungono +a forza l'infermità e la vecchiezza, e tendono a ricongiungersi sempre +per trarre l'una dall'altra ardore e vigore, e se non vincono ogni +avversità e non sfuggono alla legge del dolore, ad ogni dolore trovano +un grande conforto e ogni avversità sostengono nobilmente, quando +quello e queste affrontano insieme. + +Sì, siate buone, perchè dovete agli altri la bontà che loro chiedete e +che, anche senza merito, per semplice virtù dell'età vostra, ottenete +da tutti; perchè la bontà apre ed affina l'intelletto come il fuoco +dilata e purifica l'aria; perchè è la sorgente inesausta dei +sentimenti soavi e delle idee grandi; perchè è la madre e la nutrice +di tutte le passioni più nobili, più operose, più benefiche, di cui si +onori l'anima umana. E lavorate perchè il lavoro vuol dire allegrezza +e coraggio, è attività del sangue e pace dello spirito, è sicurezza +della coscienza e dignità della vita; perchè chi lavora, prega, spera, +combatte, semina e costruisce, per sè e per gli altri, per il presente +e per l'avvenire, e spande intorno con lo esempio, come fiore il +polline fecondo, e trasfonde nel petto altrui l'onestà, la salute, la +forza dell'anima sua. + +Ma voi, d'animo e d'ingegno eletto, non avete bisogno d'intender da +noi questi consigli. Questi vi son dati continuamente da mille voci, +da mille forze più potenti della nostra parola. È lo spettacolo del +lavoro immenso e perpetuo della natura, della grande forza operosa, +come dice il poeta dei «Sepolcri», che affatica le cose di moto in +moto, è il procedere non interrotto di ogni scienza, è il trasformarsi +continuo d'ogni istituto sociale, è la notizia quasi quotidiana d'una +scoperta nuova, d'una nuova via dischiusa al progresso civile, d'un +nuovo ardimento dell'ingegno umano, è l'incessante, multiforme, +infaticabile agitarsi di tutti gli esseri viventi per conservar +l'esistenza propria e migliorarla per sè e prepararla migliore ai +futuri, è tutto questo che vi dice con mille voci, ad ogni ora, ad +ogni momento del giorno:--Lavorate! + +È l'azzurro infinito che vi si stende sul capo, è l'alba che imbianca +il mondo, il tramonto che lo imporpora e la primavera che lo infiora, +è lo splendore degli astri, l'immensità del mare, il riso dei campi, +la grazia dell'infanzia, sono i lampi divini che mandano dal volto le +anime belle e le visioni celesti che v'apre al pensiero la musica e +l'incanto sovrano che vi versa nel cuore la poesia, è questo grande +linguaggio misterioso ed eterno della bellezza, che alla vostra anima +pura, ancora tutta aperta ad accoglierlo e a sentirlo, vi dice da +tutte le parti, ad ogni ora, ad ogni momento del giorno:--Siate buone! + +Ma a che ripetervi queste parole in questo momento in cui la bontà vi +splende nello sguardo e nel sorriso così dolce e limpida che ciascuna +di voi ci pare della bontà un'immagine vivente, la quale desta nel +nostro cuore tutti i sentimenti gentili che vorremmo infonder nel +vostro? + +Andate, non avete che da serbarvi in codesto stato d'animo per esser +felici voi e fare intorno a voi tutti felici. Portate a casa i vostri +premi e la vostra gioia; noi portiamo in cuore le vostre care +immagini, l'eco del vostro canto e la dolce speranza di ritrovarvi fra +un anno in questa scuola e di rivedervi ancora, come oggi siete, +fiorenti di salute e raggianti di contentezza, festeggiate dalla +famiglia, onorate dalla città, benedette dalla patria. + + + + +II. + +Per l'inaugurazione d'un Circolo Universitario. + + +AGLI STUDENTI. + +A voi, studenti, e agl'invitati illustri che sono tra voi, domando +perdono se non fui abbastanza modesto da rifiutare l'onore immeritato +che mi faceste, chiamandomi a inaugurare il vostro Circolo con un +breve discorso. Ma v'era nel vostro invito un significato che +accarezzava irresistibilmente quel particolare amor proprio, +sospettoso d'altri e di sè, che viene coi capelli grigi; il vostro +invito voleva dire che, nonostante la disparità degli anni, non mi +credete ancora tanto lontano da voi per calore d'affetti e per fede +nei belli ideali della giovinezza, da non poter interpretare il +pensiero e l'animo d'un'adunanza di studenti. Io non seppi vincere la +tentazione di mostrare pubblicamente l'attestato di gioventù +spirituale, di cui m'onoraste. + +Ma una ben altra ragione mi spinse: furono due modeste parole ch'io +lessi nel secondo articolo del vostro statuto. + +In questo tempo in cui un troppo gran numero d'insecutori furiosi +della fortuna cerca d'estendere le leggi biologiche della lotta per +l'esistenza dai regni inferiori della natura alla società umana, per +trarne cagione a sciogliersi da ogni più alto dovere di generosità e +di gentilezza, è bello questo vostro intento, col quale voi rinnegate +formalmente per parte vostra la prima e più dura di quelle leggi, che +è l'egoismo; intento con cui mirate ad attuare, in mezzo a voi, uno +dei più arditi concetti degli apostoli della giustizia e +dell'eguaglianza assoluta: il diritto di tutti a procacciarsi la vita +con la cultura e con l'esercizio delle loro facoltà migliori, nel +campo a cui la natura li ha destinati. «Mutuo soccorso»: è +l'espressione con cui avete delicatamente significato il vostro scopo: +io la saluto, come l'insegna gentilizia della vostra casa. + +Ma anche senza di questo, anche se la vostra Associazione non avesse +avuto altro fine che quello di un ritrovo geniale, io sarei stato +lietissimo e mi sarei tenuto onorato dell'invito, per queste ragioni. +Perchè il corso fortunato di molte fra le idee più feconde degli +ultimi tempi, perchè la formazione del primo manipolo dei propugnatori +di molte cause elette, diventati col tempo moltitudine vittoriosa, +perchè l'autorità e la forza di molti uomini predestinati a grandi +opere, ebbero cominciamento, voi lo sapete, in riunioni abituali della +gioventù consacrata agli studi; perchè ciascuno di noi, cercando dove +si siano aperti prima alla sua mente certi orizzonti, dove siano +cadute certe arroganze pericolose del suo orgoglio, dove egli abbia +prima imparato il rispetto del pensiero altrui, la sapiente diffidenza +del giudizio proprio e il nobile ossequio dell'ingegno alla critica, +trova il principio di tutto ciò nel periodo delle sue discussioni +ardenti coi colleghi di vent'anni; perchè, in fine, l'intrecciarsi +degli ordini diversi della coltura, l'azione reciproca delle virtù +opposte dei caratteri, l'educazione delle facoltà agili e battagliere +dell'intelligenza, e la conoscenza degli uomini che è il rincalzo e la +scorta di tutte le facoltà, e la generazione spontanea delle amicizie +che durano quanto la vita, strette da un legame di memorie senza +amarezze, non sono quasi altrimenti possibili che nelle vostre +riunioni e all'età vostra, la quale mette nelle sue controversie un +ardore, una schiettezza, una fede nella fecondità della lotta che con +gli anni scema, pur troppo, o si perde. + +Sia dunque bene inaugurato, anche per questo, il vostro Circolo. Fate, +come dice il poeta, cozzare i vostri pensieri dalle loro parti sonore; +discutete--disputate--battagliate; correte per tutti i versi il vostro +campo sterminato in cerca d'avventure e di cimenti dello spirito; +affrontate audacemente tutti i problemi con codesta invidiabile +facoltà di lampeggiamento dell'intelletto per la quale v'appare tante +volte improvviso quello che trovano a fatica la meditazione e +l'esperienza; fate fiammeggiare e rombar senza posa la grande fucina +delle passioni e delle idee; e siano ben venute le vostre discussioni, +anche le più tempestose, anche quelle che v'inaspriscono e v'adirano, +se saranno seguite dallo slancio gentile con cui i cavalieri dell'idea +si porgon la mano dopo i duelli della parola, riconoscendo che agli +occhi luminosi della Scienza e dell'Arte non deve salire il fumo +impuro dei nostri rancori. + +Ma perdonatemi se ho rasentato un momento il sermone: tendenza +consueta di chi parla a persone di cui desidera il bene ardentemente. +E di questo voi non dubitate, ne son certo. Voi non credete a quello +che dice un grande poeta malinconico: che lo spettacolo della gioventù +è odioso agli uomini maturi. No, non è vero, per la maturità che +lavora e che pensa. Può bene anche un uomo di senno e di cuore +risentire, in mezzo a voi, quell'ombra di mestizia che ci suol dare la +vista d'un nostro ritratto di vent'anni addietro, il quale ci rammenta +affetti morti e illusioni perdute. Ma da questo leggero senso di +rammarico si scioglie prontamente il nostro pensiero quando la +gioventù che ci sta dinanzi è quella che siede nella più alta scuola +d'uno Stato, quella a cui è affidato per l'avvenire l'onore +intellettuale d'un popolo. Dal rimpianto del nostro passato noi ci +volgiamo allora all'ammirazione del vostro, o studenti; del passato, +voglio dire, della grande famiglia universitaria, giovane eternamente. +Poichè questo ci tocca nel vivo dell'animo: che nella classe a cui +appartenete sia eguagliato lo splendore delle speranze da quello delle +tradizioni; che lungo tutta la via della nostra storia nuova, dalla +prima germinazione oscura dell'idea nazionale fino agli ultimi trionfi +dorati dal sole, si ritrovino mille nomi della vostra bella schiera; +che non si sia dato da settant'anni a questa volta un momento triste, +difficile o solenne, in cui la patria non abbia udito la gran voce +sonora delle vostre legioni esprimere prima di lei i suoi entusiasmi +più nobili e le sue risoluzioni più audaci. Questi ricordi ci ridesta +la vostra presenza. Voi avete consolato della vostra ammirazione +festosa gli ultimi anni travagliati dei grandi vecchi, avete vendicato +col grido giovanile ingiustizie memorabili, scosso da inerzie +colpevoli classi cittadine troppo paurose d'ogni cosa; avete dato +teste eroiche ai patiboli, petti di ferro alle barricate, rigagnoli di +sangue ardente fra il Ticino e l'Adige, sui monti di Sicilia e sulle +mura di Roma. E la gioia infinita che troviamo in queste memorie viene +in gran parte dalla profonda, incrollabile, superba certezza che, se +la storia si ricominciasse, essa non avrebbe per cagion vostra nè un +dolore di più nè una gloria di meno. + +Ma v'è un'altra ragione, anche più potente, del nostro affetto per +voi. Quando noi ci arrestiamo sgomenti davanti alle affollate e +multiformi difficoltà, contro le quali, nel campo della speculazione e +dell'opera, urta la fronte la generazione a cui appartengo e quella +che la precede, noi ricorriamo con la mente alla gioventù +universitaria, come in una grande guerra dubbiosa l'esercito di prima +linea volge il pensiero al secondo esercito, che si ordina e si +addestra nei campi, aspettando la sua ora. E con un conforto grande ci +raffiguriamo nuove forme dell'arte, una più alta sapienza della legge, +nuove infermità vinte, nuovi e maravigliosi cooperatori delle braccia +umane, qualche idea splendida e semplice, oggi ancora velata, +cospirante alla soluzione di quell'enorme problema sociale che ci +tormenta la ragione e ci affanna l'anima; e come i contorni incerti di +una bella terra lontana, vediamo le somme linee di una società più +giusta, più fraterna, più felice della nostra; che, in fondo, è il più +santo voto del cuor di tutti. E allora diciamo in cor nostro:--Là, in +mezzo a loro, tutto questo cova, spunta, s'abbozza, ribolle--sono essi +l'avvenire in cui abbiamo fede--le speranze che ci aiutano a vivere +son le loro ambizioni--e la luce più viva che scalda il nostro +tramonto è quella che c'irradia alle spalle l'aurora della loro +gioventù. E allora, quanto v'amiamo! Allora quel sentimento d'orgoglio +chiuso che tien poco o molto ogni generazione matura si stacca come +scoria vile dall'animo nostro; allora non comprendiamo più perchè +ciascun di noi non debba desiderare come una fortuna che voi gli +passiate sul corpo per salire a un gradino più alto sulla scala +dell'arte e della scienza: allora benediciamo ai vostri studi, alle +vostre gioie, alle vostre irruenze con un entusiasmo nel quale è +ancora tutta la freschezza della vostra età, con un affetto di cui non +vi può dar l'immagine che la stretta dell'amplesso paterno. + +Sì, noi v'amiamo come l'avvenire vivente. E seguitiamo i vostri passi +con quel sentimento di curiosità pensierosa, col quale si guarda chi +parte per un paese sconosciuto e mirabile, come s'egli avesse già +sulla sua persona un riflesso delle maraviglie verso cui move. E +infatti, che cosa sia per avvenire di questa mole deforme della +società presente, di cui la cima sfolgora e il fondamento vacilla, che +cosa sia per nascere dalle condizioni attuali del vecchio mondo, +rimasto nell'ombra in mezzo agli opposti crepuscoli degli astri +tramontati e di quelli non sorti ancora, battuto dal flutto di +moltitudini irritate, delle quali cresce il malcontento con la +cultura, e schiacciato dal peso di eserciti immensi, destinati a +conflitti che sgomentano l'immaginazione, e a cui la ragione e il +cuore dei popoli sempre più minacciosamente repugna; nè noi lo +sappiamo, nè v'è scienza che lo prevegga. Ma certo è che il mondo si +prepara con vasti e lenti sforzi a una profonda mutazione, e che +nell'età che s'apre voi avrete a lottare, come cittadini e come +uomini, con difficoltà diverse in gran parte da quelle che a noi +contrastarono e contrastano, che altre virtù v'occorreranno, che altri +sacrifizi vi saranno chiesti, ai quali noi non fummo chiamati. Ma a +tutto voi andrete incontro con animo ardito, confortati non soltanto +dalla fede nella vittoria ultima della giustizia e del bene, ma anche +da questo pensiero: che per quanto maravigliose sian le novità che vi +vedrete d'intorno, non saranno da meno quelle che sorgeranno dentro di +voi, non tanto per effetto naturale del tempo, quanto per virtù delle +cose esteriori mutate. Fioriture improvvise e stupende di facoltà +latenti, fecondate da nuove passioni, nate alla loro volta da +avvenimenti inattesi; svoltate subitanee e corse conquistatrici +dell'ingegno per vie non solo non cercate, ma ignorate fino a +poc'anzi; forze imprevedute dell'animo, suscitate da pericoli e da +dolori comuni, e appassionate consacrazioni di tutte le potenze +dell'intelletto e della volontà a ordini d'idee a cui per vent'anni +non s'era mai affacciata la mente se non forse per combatterle o per +dileggiarle: tutto questo avverrà tra voi, e tanto muteranno alcuni, +che, ricercando sè stessi nelle memorie di questi giorni, stupiranno +della loro immagine antica. Tutto questo avverrà. E forse fra quelli +che m'ascoltano vi sono già dei fidanzati inconsapevoli dell'era +nuova, campioni fortunati di idee benefiche, vittime illustri od +oscure, ma egualmente nobili, di grandi passioni, fronti che si +alzeranno sopra l'altre come segnacoli, nomi che saranno amati e +benedetti. Noi salutiamo con riverenza in voi questo cumulo di +promesse, di predestinazioni e di misteri, e se qualche cosa ci turba +nel gridarvi l'evviva della partenza, è il timore di non aver +abbastanza lavorato, pensato, sofferto per spianarvi la via su cui vi +lanciate, la via dove v'accompagneremo con l'anima fin che ci si +velerà l'orizzonte. + +Ed ora, che vi potrei dire di più? Finita questa bella serata, voi +rimarrete soli alle vostre liete riunioni. Ma noi, di mezzo alle cure +e alle fatiche di ogni giorno, ritorneremo spesso con la mente alle +poche ore di gioventù che ci avete fatto rivivere, tra queste pareti +dove pure vi verrà a ritrovare il desiderio di tanti lontani che +v'amano, dove vi verranno a stringer la mano colleghi d'altre +provincie e d'altri popoli, dove tanta allegrezza, tanta vita, tanta +primavera di pensiero e d'affetto darà fiori e frutti al futuro. Abbia +dunque lunga vita, il vostro Circolo. E non sia soltanto il luogo dove +le buone amicizie si cementino: sia anche quello dove, vinti dalla +forza della cordialità altrui, i nemici si riconcilino, dove le +gelosie dell'ingegno si spuntino, dove le opinioni dei partiti avversi +si ricambino l'omaggio della cortesia; in modo che possiate +dire:--Emuli negli studi, concorrenti nella vita, sciolti da ogni +vincolo nella politica; ma qui--siamo fratelli.--Questo è il mio +augurio al vostro Circolo. A Voi, avanguardia intellettuale della +vostra generazione, a quelli che nella battaglia della vita +vinceranno, a quelli che cadranno, a quelli che, crivellati di ferite, +dureranno a combattere fino all'estremo, a voi tutti, sangue nuovo e +generoso della patria, figliuoli prediletti del nostro pensiero e +speranze sacre del nostro cuore, salute, fortuna, gloria! + + +Torino 1891. + + + + +III. + +Per la quistione sociale. + + +AGLI STUDENTI. + +Quando per la seconda volta mi faceste l'onore d'invitarmi a parlare, +sopra un argomento di mia scelta, nella vostra Associazione, mi venne +in mente alla prima di parlarvi della quistione sociale. Ma quasi ad +un tempo pensai che non sarebbe stato onesto il venir qui ad esporre +intorno a un soggetto gravissimo opinioni e giudizi, da cui molti +potevan dissentire, senza esser preparati a confutarli. Dissi quindi +tra me: non entrerò, per questa volta, nel cuore dell'argomento; non +enuncierò uno solo dei principii del socialismo, i quali, d'altra +parte, son noti: mi restringerò a parlare ai miei giovani amici del +dovere, che, a senso mio, spetta a loro più che ad altri, di occuparsi +della quistione; e compirò io stesso, così facendo, un dovere. Debbo +anche premettere che non ho l'arroganza di rivolgere le mie parole a +quelli tra voi, che le quistioni sociali e economiche hanno nel loro +corso universitario, poichè questi potrebbero venire al mio posto e +parlare in vece mia. Io non mi rivolgo che alla parte di voi, che +della quistione sociale non s'occupa, e suppongo sia la parte +maggiore; del che non ho ragione di stupirmi nè di farvi rimprovero, +essendo un fatto razionale e comune che, nella vita affollata di +passioni e di pensieri a cui tutti, di tutte le età, siamo costretti +oggigiorno, sfuggano a molti per lungo tempo interi aspetti della +società, ordini interi di idee, e anche di avvenimenti periodici e +notissimi, che per l'osservatore attento sono i segni indubitabili di +una grande trasformazione sociale. + + +Mi domanderete per prima cosa: ma voi, per quistione sociale, che cosa +intendete? + +È questa una delle molte domande alle quali non si può meglio +rispondere che con un'altra domanda. + +Ed ecco la mia risposta interrogativa. + +Questo fatto della vita misera e del malcontento giustificato del +maggior numero degli uomini, fatto comune a paesi poveri e ricchi, di +tutti i gradi di civiltà, è effetto d'una legge di natura o delle +leggi umane? Questa forza che accumula a un polo della società la +ricchezza e la cultura, e all'altro il pauperismo e l'ignoranza, che +restringe quasi a una classe sola gli effetti benefici della civiltà e +della scienza, che preclude quasi affatto alle moltitudini +l'educazione e la vita dello spirito, che fa sussistere gli uni in +faccia agli altri tanti tesori superflui e tanti bisogni +insoddisfatti, tanti ozi felici e tante disperate fatiche, è un +destino dell'umanità o deriva da viziose istituzioni sociali? Che la +civiltà procedente stritoli sotto i suoi passi miriadi di creature +umane; che sotto i piedi di questa società incivilita stia aperta, +come una minaccia per tutti, la voragine spaventosa della miseria; che +prenda forma più selvaggia ogni giorno questa battaglia per la vita +che assorbe il meglio delle forze di tutti, e perverte le coscienze e +inferocisce i cuori, atterrando intorno a ogni vincitore cento vinti; +che milioni d'uomini che lavorano sian ridotti a paventare e a +maledire come un flagello ogni invenzione dell'ingegno umano la quale +abbia per effetto di scemare il bisogno che ha la società dei loro +sudori; che il pane, che l'esistenza di famiglie innumerevoli +dipendano anche in tempi ordinari dalle mille vicende di una +disordinata e furiosa guerra mercantile, della quale esse non hanno nè +colpa nè coscienza; è una necessità ineluttabile o è conseguenza d'una +lunga serie d'errori? Che, in fine, ogni nazione abbia nel suo seno +due popoli, di cui l'uno diffida e teme e l'altro freme e minaccia; +che per contenere non pochi ribelli, ma moltitudini intere, sian +necessari il terrore delle leggi e la forza delle armi; che le grida +festose di pochi inneggianti al progresso siano costantemente coperte +dal lamento immenso, crescente, implacabile d'una folla infinita, è +questo il prodotto d'una misteriosa legge sociale su cui l'uomo non +può nulla, o è effetto dell'egoismo umano compenetratosi con le +istituzioni e con gli usi, di qualche impedimento enorme che sia +nell'organesimo della società, rimosso il quale circolerebbe +agevolmente il sangue in tutte le sue membra e le verrebbe la salute e +la pace? In una parola, v'è o non v'è qualche sovrano rimedio, o un +complesso di rimedi, a tanto cumulo di mali? + +A questa domanda il socialismo risponde:--Sì. + +Milioni di voci rispondono:--No. + +Ebbene, io non son qui per sostenere l'affermazione. Io son +venuto--poichè suppongo che nella classe in cui vivete v'accada più +sovente di udir la seconda risposta che la prima--son venuto a +dirvi:--Non accettate la risposta che vi suggeriscono: cercatela voi +stessi;--son venuto a combattere le ragioni di coloro che vi voglion +distogliere dal cercarla perchè accettiate a occhi chiusi la loro. + +Queste ragioni son parecchie e assai diverse, e credo che a pochi tra +voi non sia già occorso di udirle tutte. + +La più ovvia è questa. Vi dicono:--Raccoglietevi nei vostri studi, +pensate a diventar nella vostra professione valenti ed utili, e avrete +compiuto il vostro dovere verso la società; pensino altri a +raddrizzare il mondo.--Non date retta a costoro. Non è più onestamente +possibile di restringersi a servire la società solo quel tanto che è +necessario per provvedere ai nostri interessi. Le condizioni del tempo +in cui viviamo son così fatte che convien correggere la definizione +antica dell'uomo onesto, e dire che per essere tale non basta più ad +alcuno neppur l'esercizio delle più elette virtù private, se egli +chiude l'orecchio e il cuore al grido dei dolori umani, s'egli non +s'adopera direttamente per la rigenerazione dei suoi simili e per il +trionfo della giustizia, se non volge almeno una parte della propria +operosità a cercare coscienziosamente al servizio di qual dottrina +sociale, per il bene di tutti, debba impiegare le sue forze. E non +badate neppure a chi vi consiglia l'astensione, dicendo che +v'occuperete della quistione sociale più tardi, perchè quelli stessi +che vi dicono ora:--Attenetevi ai vostri studi--vi diranno +allora:--Attenetevi ai vostri affari,--e vi vorranno relegare nella +fortezza della casa e dell'ufficio come ora vi vogliono chiudere nel +santuario della letteratura e della scienza. Occupatevi ora di quella +quistione, ora che avete l'intelletto e l'animo aperto a tutte le +grandi idee, ora che potete esperimentare in voi la verità di quello +che un economista dottissimo disse: che l'intelligenza della scienza +sociale procede dal cuore anche più che dallo spirito, ora che la +durezza della lotta per la vita e la esperienza della tristizia umana +non v'hanno ancora rintuzzato il senso della generosità e della +compassione. Milioni di vostri fratelli a cui la fortuna ha negato il +conforto e l'onore degli studi, e chiuso la via d'ogni agiatezza, +confidano nell'opera della gioventù studiosa, sperano che almeno voi +studierete spassionatamente la loro causa; e a questo noi +v'esorteremmo del pari, quand'anche dalle vostre meditazioni doveste +esser condotti a una fede opposta alla nostra, poichè noi pure, come +quel focoso flagellatore dell'«Indifferenza religiosa», preferiamo gli +avversari dichiarati che, combattendoci, soffiano nel nostro ardore, +agli indifferenti che rifiutano di combattere; davanti ai quali ci +cadono le armi dal pugno e gli entusiasmi dal cuore. Occupatevi della +quistione fin d'ora, perchè in nessun modo riuscirete a scansarla +nell'avvenire, qualunque campo d'azione siate per scegliere; perchè +essa vi si leverà davanti negli studi solitari, nell'esercizio della +professione, nell'educazione dei figlioli, nell'adempimento d'ogni +vostro ufficio di cittadini; perchè essa s'attraversa oramai a tutti i +passi della vita e s'affaccia a tutti gli sbocchi dell'intelligenza; +perchè tutte le questioni di politica europea, e le lotte dei partiti +parlamentari, e le splendide feste delle arti e delle industrie, e le +grandi solennità patriottiche, e perfin le guerre internazionali, non +son che episodi della storia, che la nascondono per brevi spazi di +tempo; passati i quali essa riappare all'orizzonte, altissima, +immobile, eterna, come la piramide di Cheope quando cade il vento del +Sahara e il turbinìo delle arene si queta. + + +Non dovrei ribatter nemmeno coloro che vi consigliano di lasciar da un +lato la quistione sociale dicendovi che essa riguarda una classe sola, +o certe classi, non la vostra; perchè son certo che voi non siete +tanto sdegnati dell'egoismo miserabile di quest'argomento quanto mossi +a pietà dall'insensatezza di chi considera come una parte trascurabile +della società la parte di lei più importante per il suo numero, più +necessaria per la sua funzione, più benemerita per le sue fatiche; +quella senza di cui la nazione non ha fondamento, la patria non ha +difesa, e il mondo non ha nè vesti, nè tetto, nè utensili, nè pane. Ma +l'argomento, pure intrinsecamente è falso. La quistione sociale +abbraccia ormai tutte le classi poichè anche le classi medie, sebbene +con minore intensità, per ora, e con effetti meno visibilmente +dolorosi, risentono già tutti i danni di cui le inferiori si lagnano. +Vi è già una gran parte della borghesia per cui l'esistenza non è meno +minacciosamente precaria che per le classi chiamate con maggior +proprietà lavoratrici; vi sono in tutti i campi del commercio e +dell'industria le mezze fortune oppresse nella lotta disperata con le +grandi; vi è un popolo di possidenti che mendica; v'è una concorrenza +di cento paria per ogni stipendio che basti appena alla vita; vi sono +migliaia di giovani d'ingegno e di studio a cui non è possibile di +guadagnare quanto un bracciante prima dei trent'anni; v'è la +vecchiezza pensionata che disputa il posto alla gioventù esordiente, +la donna che lo contende all'uomo, l'uomo che lo contrasta al ragazzo; +v'è una tal ressa di naufraghi intorno a ogni trave galleggiante, che +quando uno per negligenza o per forza lascia andare la sua, non gli +resta quasi più speranza d'afferrarne un'altra, e annega le più volte +nella miseria. Il posto umilissimo che, per l'inferiorità forzata +della sua educazione e per la falsità vanitosa della nostra, è +assegnato nella società al lavoratore manuale, la cui opera si onora +in astratto e si disprezza impersonata, e la scarsa e mutevole e +spesso umiliante mercede con cui quell'opera è retribuita avendo per +effetto che tutti rifuggano o cerchino d'uscire in qualunque modo +dalla bolgia delle classi inferiori, ne segue che s'abbia un eccesso +di produzione anche nel campo dell'intelligenza, che vi sia una +sovrabbondanza enorme di gioventù colta alla quale la coltura non +serve a nulla come l'oro all'affamato in mezzo al deserto, un esercito +di riserva intellettuale, che, come quello della classe operaia, offre +il suo lavoro in ribasso, e accetta ogni condizione di vita, e non +trova a vivere nemmeno accettando ogni condizione. E il torrente +ingrossa ogni giorno, e la piena è giunta per tutto a tal segno, che +fin nel paese che deve alla sua grande coltura la supremazia politica +e militare in Europa, si vede costretto il Governo a rifiutare il suo +consenso alla fondazione di nuovi istituti d'insegnamento, perchè +quelli che esistono sono già esuberanti al bisogno che ha la società +di candidati. Lasciate ora che alle donne, poichè v'è anche per esse +una quistione sociale, si schiudano tutte le vie, come accadrà per +forza invincibile delle cose; supponete che si compia il voto del cor +di tutti, d'un dimezzamento degli eserciti, che getterebbe nella +concorrenza altre migliaia di giovani, i quali, per l'indole della +loro educazione e per i pregiudizi connaturati allo stato presente +della società, rifuggirebbero dal lavoro meccanico; e s'avrà allora un +proletariato borghese non meno temibile, benchè men numeroso, anzi più +potente e più attivo perchè più colto, di quel della plebe. Ma egli è +già tale, e non più legato che da un così tenue vincolo di tradizione +e d'interesse con la classe superiore, che è diventato in qualche +paese una delle forze più vive del socialismo, un focolare spaurevole +di malcontento e di ribellione acceso nel seno stesso della borghesia. +Che se per ora, e fra noi specialmente, si fa meno avvertire, perchè è +sparso e dubitante e perchè, trovandosi i suoi elementi in più diretta +dipendenza dai privilegiati della fortuna, corrono maggior pericolo +d'esser segnati e buttati sul lastrico, lasciate che scemino i suoi +timori e ingrandiscano le sue speranze con l'allargarsi del socialismo +nella moltitudine, nel parlamento e nella stampa, e vedrete come +leverà il grido delle rivendicazioni, senza che gli si possa negare il +diritto di levarlo. Non date dunque ascolto a chi vi dice che la +quistione sociale non è che una quistione operaia ed agricola: il che +sarebbe già qualche cosa, mi sembra; no, è la quistione di tutti, +fuorchè di un pugno di ciechi e di sordi. + +Altri vi dicono:--A che pro occuparvi della quistione sociale? Essa è +antica come il mondo. Non mutano che i nomi: invece di schiavi, servi; +invece di servi, salariati; i vinti della lotta darwiniana hanno sempre +empito il mondo delle loro querele. Il socialismo rimarrà nello stato +permanente di spauracchio e di freno all'individualismo prevaricatore, e +sarà bene; ma null'altro. La miseria del maggior numero, come disse il +Thiers, è nel piano della Provvidenza.--Domandate prima di tutto a costoro +se la Provvidenza abbia mai fatto vedere al Thiers o ad altri il suo +piano. Quanto alla teoria del Darwin, contentiamoci di domandare se le +leggi della lotta fra le razze inferiori s'abbiano da riferire all'umanità, +nella quale i vinti, che invece di sparire, si moltiplicano, non avrebbero +che da unirsi, e lo possono, perchè i vincitori svaniscano come un nuvolo +di polvere nell'uragano. Dicono:--la quistione è antica quanto il mondo.--E +sia concesso. Ma quel che non è antico quanto il mondo è il grado a cui è +pervenuto lo svolgimento del principio dell'uguaglianza, che è il fatto più +generale, più costante, più ribelle a ogni umana opposizione che si conosca +nella storia. Quel che non è antico come il mondo è la coscienza acquisita +dell'uguaglianza civile e politica, che fanno sentire più profondamente che +mai le disuguaglianze economiche; è la cultura maggiore che acuisce nelle +moltitudini tutti i patimenti dell'animo derivanti, dallo spettacolo delle +troppo grandi disparità delle classi; è la __miseria relativa__ +smisuratamente cresciuta col moltiplicarsi delle ricchezze e dei +raffinamenti sensuali della vita in un piccolo numero; è il decadimento +progressivo di quello spirito religioso di rassegnazione che faceva +sopportare i mali presenti con la speranza di una ricompensa futura; è, +infine, un clero di tutte le chiese che, sollecitando delle riforme +sociali, ossia riconoscendo che ai mali della terra c'è rimedio, fa +comprendere agli sfortunati, se non con le parole, col fatto, che non si +può pretendere da loro l'antica rassegnazione. + +Sì, la quistione sociale sarà antica come il mondo. Ma quello che è +nuovo è la gigantesca potenza accumulatasi con l'oro in mano di +cittadini privati, che s'alzano come sovrani in mezzo a popoli liberi, +che posseggono parti della loro patria vaste come Stati, che tengon +nella propria borsa la sorte di centinaia di migliaia d'uomini, che +possono turbare a vantaggio proprio gl'interessi d'un'intera nazione e +corrompere scopertamente moltitudini e poteri. Quello che è nuovo è +che di fronte a questi monarchi della ricchezza, e alle loro +strapotenti federazioni, che allargano intorno a sè come una landa +sinistra la servitù morale e il salariato, siano sorte delle società +di settecento mila lavoratori, delle «Unioni di mestieri» numerose +come popoli e organate come eserciti, che in tutte le città dei paesi +civili, chiamati a raccolta dalla grande industria, si vadano +agglomerando i proletari in battaglioni e in reggimenti, che +s'intendono, si disciplinano, e s'affratellano. Quello che è nuovo +pure è che si raccolgano congressi operai ai quali intervengono i +delegati di diciannove nazioni, rappresentanti cinque milioni di +lavoratori; che vi sian paesi dove venti città si dichiarino in favore +del «socializzamento» della terra; che nel paese più colto e più +potente d'Europa si mandino al Parlamento quaranta campioni della +nuova idea, con maggior numero di voti che non ne raccolga alcun altro +partito della nazione; quello che è nuovo è un accordo internazionale +di agitatori che con una parola d'ordine lanciata da Parigi a Sidney e +da Berlino a Nuova York fa nello stesso giorno dell'anno disertar gli +opifici a nove milioni di operai, e vegliare sull'armi dieci eserciti +come sotto l'imminenza d'uno sfacelo degli Stati. Quello che è nuovo +affatto è che si spandano ogni giorno, da mille città, verso ogni +parte, su tutta la faccia della terra, milioni di fogli parlanti, che +predicano una speranza comune e soffiano in una sola passione, e +s'accumulano nelle soffitte e nei tuguri come una provvigione di +polvere da guerra. Ed è un'altra cosa nuova, che migliaia di poveri +lavoratori d'ogni paese, finite le loro dieci ore di lavoro +estenuante, si assoggettino la sera a una nuova fatica per istruirsi +nelle quistioni sociali, si strappino il pane dalla bocca per +sostenere il giornale che li protegge, e consacrino gli ultimi resti +delle proprie forze alla propaganda delle loro idee e all'ordinamento +del loro partito, e perdurino in questa opera con una febbre di +passione, che ne conduce molti alla fossa. E non è men nuovo nè men +grave che questa gran moltitudine incolta e ribollente abbia e sappia +d'avere alla sua testa uno stato maggiore intrepido d'uomini di studio +e d'uomini di Stato, di vessilliferi di ogni scienza e di ogni arte, +che propugnano la loro causa in tutte le regioni del pensiero e in +tutte le congiunture della vita. Infine, la quistione sociale sarà +antica quanto il mondo; ma quello che è tutto proprio del tempo +nostro, credo io, e che non fu nemmeno negli ultimi anni che +precedettero la rivoluzione francese, nei quali le classi minacciate +andavano incontro all'avvenire con una quasi balda spensieratezza, è +questo turbamento che tutti risentiamo, qualunque sia il nostro grado +di fortuna, qualunque siano le nostre idee sociologiche, davanti allo +stato attuale delle cose; è questa scontentezza della ragione e del +cuore, è questa lotta sorda e continua fra la nostra coscienza di +cittadini e il nostro interesse di privati, è questo sentimento +confuso di colpa, è questo presentimento vago di qualche cosa di +grande e di fatale, che ci fa guardare intorno con occhio inquieto +come viaggiatori senza guida che s'avanzino alla ventura per una terra +sconosciuta. + + +V'è pure chi cerca di stornarvi da questo pensiero affermando che non +bisogna lasciarsi illudere da certe scosse improvvise e solitarie, +dalle apparenze ingrandite ad arte di certi avvenimenti; che, in +realtà, il movimento è lentissimo e intralciato da discordie +inconciliabili, che ha periodi lunghi di sosta, e che non saranno +neppure i figli dei nostri figli che vedranno la società in grave +pericolo.--Non credete nemmeno a costoro. Sotto le maggiori apparenze +di quiete, anzi più sotto queste, il movimento procede con una +celerità non sperata neanche da chi lo seconda. Il socialismo +germanico fece i suoi più rapidi passi nel periodo delle leggi +eccezionali, da cui pareva stato strozzato. La maggior parte delle sue +conquiste è silenziosa, ed è la loro continuità medesima che, come +quella della cresciuta di un fiume, non ci consente di seguirne con +l'occhio la progressione. Dalla parte dov'è combattuto, all'ira ch'era +stata preceduta dal dileggio, è susseguita ora una discussione +universale e quasi continua, nella quale ai colti paladini della +borghesia accade assai sovente, con loro grande stupore, di trovarsi +davanti degli avversari d'officina, che in quistioni economiche di +propria spettanza non sono men forti di loro. A poco a poco il +socialismo invade il giornale, il libro, il teatro, penetra nelle +accademie dei dotti e nei gabinetti dei monarchi, si rizza sui +pergami, assalta l'una dopo l'altra le cattedre; le quali in più d'uno +Stato, con maggiore o minor restrizione di idee, sono in massima parte +già sue. Si può quasi asserire che meno rapidamente egli si diffonde +alla superficie di quanto si propaghi dal basso all'alto. Nella vasta +polemica scientifica ch'egli promove su tutte le quistioni che gli si +legano, e gli si legano tutte, ogni giorno strappa agli avversari una +concessione, disarma una resistenza, fa accettare un'idea. Ogni +giorno, nell'esercito formidabile che gli sta a fronte, nel campo +della politica, della scienza e delle lettere, un combattente +s'arresta incerto, o butta via le armi, o le ritorce contro i suoi; e +molti che continuano a combattere si sentono già spuntare nell'anima +l'amor del nemico, e hanno già la diserzione nel cuore, e non la +compiono se non per ragioni di personale interesse, o per timori e per +riguardi sociali, o perchè non hanno fede che in un trionfo troppo +lontano della causa che credon giusta. E di questo vacillamento e +rimescolìo di coscienze si vedon mille segni ed effetti per tutta la +scala della cittadinanza, dal maestro di scuola impacciato a dar +ragione alla fanciullezza di tante mostruose anomalie sociali che non +si possono più palliare coi sofismi antichi, al giudice che non sa più +troncare in bocca all'accusato volgare la dichiarazione di principii +che lesse egli medesimo nel libro d'un senatore del Regno, fino allo +scrittore borghese che non può più scrivere pel popolo senza girare +con artifici infiniti intorno alla grande quistione che gli si +presenta inevitabile e molesta a ogni passo, scompigliandogli nella +mente tutta la sua vecchia precettistica morale e patriottica, fino ai +grandi predicatori dell'igiene pubblica, fino agli amministratori +ufficiali dell'istruzione popolare, che dubitano e si scoraggiano +vedendo l'opera loro urtare da ogni parte ed infrangersi contro la +ferrea barriera della miseria e contro l'architettura stessa degli +ordinamenti sociali. La resistenza alle nuove idee si riduce sempre +più dal campo delle coscienze in quello degli interessi; per il che +può ben essere ancora risoluta e tenace e terribile; ma non ha più per +sè le grandi e belle passioni, davanti alle quali la furia degli +avversari dubita qualche volta e s'allenta. Ond'è che gli assalitori +che andavano ieri col passo di marcia, vanno oggi col passo di carica, +e andranno di corsa domani. E non è da credere che gli impediscano +gran fatto i dissensi e le divisioni che turbano le loro file. +Come,--secondo il detto di un di loro,--tutte le teorie e concezioni +diverse del socialismo, dal socialismo di stato del professore tedesco +al comunismo pastorale del romanziere russo, viste dall'alto, non +appaiono in antagonia fra di loro, ma si mostrano come i piani +graduali di un vastissimo panorama, o meglio come le forme successive, +le attuazioni o i tentativi di attuazione a mano a mano più larghi e +compiuti d'una stessa idea; così nell'ordine dell'azione, fautori del +collettivismo, apostoli della società senza Stato, ministri socialisti +della chiesa cattolica e delle chiese protestanti, benchè proponendo +riforme diverse e arrestandosi a diverse mete, poichè son tutti quasi +concordi, e quasi violenti del pari nella critica del presente, +concorrono tutti, volenti o no, ad uno stesso effetto finale, tutti +apparecchiano e spingon le moltitudini alla grande evoluzione, tutti, +o levino in alto il libro del Marx o la Bibbia, o la fiaccola, tutti +lavorano ad allargare e ad accelerare un moto, di cui non si riscontra +l'eguale--per dirla con le parole del più autorevole giornale +dell'Inghilterra--se non risalendo ai primi tempi del Cristianesimo o +a quelli dello sconvolgimento dello impero romano. + +Altri, pure riconoscendo l'importanza del movimento socialista in +Europa, vi dicono:--Non ve ne date pensiero perchè il nostro paese ne +è fuori,--e ripetono la sentenza pronunziata l'anno scorso alla Camera +da un illustre pensatore, a parer del quale, per ragion dell'indole e +delle condizioni proprie del popolo italiano, ci vorranno più secoli +prima che il socialismo metta larghe radici fra di noi.--Non credete +neppure a costoro. Come se intorno all'Italia ci fosse la gran +muraglia del Celeste Impero, come se il socialismo dottrinale e +popolare che ci venne tutto in questi ultimi anni dal di fuori non +dovesse continuare a discendere per le stesse vie per le quali è +entrato! Sarà vero che la quistione sociale in Italia sia agraria +principalmente, come tra i nostri fratelli latini d'occidente, e che +anche sotto questo aspetto, per la costituzione particolare del nostro +suolo, essa non sia della natura medesima che in altri paesi; ma non +scema l'importanza e l'urgenza della quistione per la singolarità +della sua natura. Certo v'è terreno men preparato al socialismo fra +noi, perchè v'è più bassa che altrove la coltura del popolo, perchè +v'è appena nascente la grande industria, perchè in più di mezzo il +paese, come gli stessi socialisti riconoscono, il ceto operaio come +ente collettivo non è ancor nato, e nell'altra metà è nato appena. Ma +non dobbiamo credere che non esista l'esercito perchè, invece di esser +serrato in colonne, è sparso in tiragliatori, nè che mancanza +d'organamento voglia dir mancanza d'elementi, nè che non vi sian le +passioni perchè mancano o sono informi le idee. E in questo appunto, +per chi ben considera, dovrebbero riconoscer gli illusi il maggior +pericolo. Le verità generali d'ordine sociale e economiche--è un +vecchio assioma--si ritrovano allo stato di intuizione istintiva anche +nell'animo dei più incolti, e però anche la parte più incolta del +proletariato italiano, confusamente, le intende. Senonchè le +idee--come dice un grande psicologo--seminate in menti incolte e +feconde si svolgono in escrescenze selvagge e si trasformano in +chimere mostruose; che è quel che avviene fra noi dove è tanto maggior +temerità di dottrine quanto minor capacità vera di metter in atto +anche le più ragionevoli. In luogo di rallegrarci, dunque, +dell'ignoranza e della mancanza d'ordinamento collettivo che +rallentano il moto fra noi, avremmo gran ragione di dolercene, poichè +è appunto quest'ignoranza e questo disordine che fa le moltitudini +impazienti e turbolente, come quelle in cui il furore dei desideri non +è temperato dalla coscienza sicura delle proprie forze e del proprio +avvenire, nè dalla soddisfazione che hanno i ceti operai d'altri paesi +di sentire la saldezza del proprio organesimo e di numerare giorno per +giorno i loro progressi e le loro vittorie, donde ricavan la virtù di +aspettare con pacatezza e di apparecchiarsi con raccoglimento. È +perchè là son colti e ordinati che studiano e discutono; è perchè +studiano e discutono che vedono tutte le difficoltà del problema +sociale e non credono che si possa risolvere d'un colpo. Ed è perchè +le classi superiori non oppongon loro, come tra noi, o un'indifferenza +o una negazione assoluta, l'una e l'altra insensata, ed entrambi +irritanti, che non trascorrono e neppure minaccian di trascorrere alla +violenza. + +In verità, se anche fossi nei panni del più egoista e del più pauroso +dei conservatori, io desidererei che le nostre classi proletarie, +percorrendo il cammino di trent'anni in un solo, arrivassero d'un +tratto al grado di maturità civile che hanno raggiunto nella Germania +e nel Belgio; lo desidererei per esser ben certo che questo +spostamento, che è col tempo inevitabile, del centro di gravità del +sistema sociale dalle classi medie alle inferiori, si compisse senza +scosse funeste. Io vorrei esser persuaso d'ogni più sacra verità come +sono di questa: che compie un'opera santa e benefica per tutti ogni +colto giovine italiano, il quale, qualunque sia il suo giudizio +intorno all'essenza e all'avvenire del socialismo, ne studia con amore +le cause, le dottrine e le vicende per poterle esporre con schiettezza +al popolo e fargliele comprendere e discuterle con lui e sfrondargli +le illusioni pericolose ed eccitarlo, aiutarlo a istruirsi, a +ordinarsi, a mettersi in grado di attuare sensatamente, quando il +giorno verrà, la maggior parte possibile delle sue aspirazioni. Per +questo, invece di dirvi:--Lasciate stare la quistione sociale perchè +siete italiani,--vi dico:--Occupatevene tanto più perchè siete +italiani--fate quanto è in voi perchè il vostro popolo non rimanga +troppo addietro degli altri su questa via, se volete che, quando vegga +gli altri vicini alla meta, non sia tentato di raggiungerli con uno +sbalzo che lo potrebbe travolgere in un precipizio, nel quale sareste +travolti voi pure. Mettetevi alla sua testa e ai suoi fianchi invece +di sbarrargli la strada o di lasciarlo andar solo, come l'istinto e il +caso lo movono. Tempo verrà in cui sarete ringraziati e benedetti da +coloro stessi che ora vi supplicano o vi minacciano perchè vi tiriate +in disparte. Son tutti concordi nell'eccitarvi ad amare e a servir la +patria. Ebbene, l'amerete e la servirete sapientemente in tal modo. +Perchè la patria non è soltanto la terra, la storia e la bandiera: la +patria è viscere e sangue umano, e la felicità del popolo sta sopra +alla potenza dello Stato, e la giustizia è più grande della gloria. + + +V'è poi il coro dei mille, i quali vi gridano:--Passate oltre: la +guarigione delle infermità sociali è un'utopia.--Ma non l'ha dunque +ancora sfatato la storia del mondo questo grido malauguroso, tante +volte sbugiardato quante son le pietre miliari del cammino della +civiltà, questa vuota parola così comoda alla infingardaggine +intellettuale, così utile agli interessi minacciati, così abusata da +tutte le ignoranze e da tutte le paure, con la quale si sono vilipese, +beffate, respinte tutte le conquiste più gloriose della mente umana? + +Voi tutti vi ricordate la notte tempestosa dell'«Innominato», quando +sul punto di bruciarsi le cervella con un colpo di pistola per +liberarsi dai rimorsi che lo dilaniano, egli domanda a sè stesso:--E +se quest'altra vita di cui m'hanno parlato quand'ero ragazzo, di cui +parlano sempre come se fosse cosa sicura, se quest'altra vita, non +c'è, se è un'invenzione dei preti; che fo io? perchè morire? che +cos'importa quello che ho fatto?... È una pazzia la mia!--Ma allora +gli balena un pensiero tremendo:--E se c'è quest'altra vita!--Voi +rammentate pure che cosa avviene a quel dubbio nell'anima +sua.--Ebbene, un che di simile segue nell'anima di chi è agitato dalla +nuova idea. Egli si domanda:--E se questa possibilità, che tanti +affermano come sicura, di scemare i dolori del mondo, di far trionfare +tra gli uomini la fraternità e la giustizia, se questa idea è +un'utopia, un sogno di filantropi allucinati, se avesse ragione quel +famoso parroco inglese che fissò il destino dell'umanità tra due +formole matematiche, che cosa importa allora quello ch'io faccia? +Perchè ho da combattere i privilegi di cui godo, da rendermi inviso +alla classe in cui son nato, da torturarmi il cuore e il cervello per +mali che non hanno rimedio, invece di badare ai miei interessi e di +viver beato?... È una pazzia la mia!--Ma a questo punto balena anche a +lui un altro pensiero.--E se non fosse un'utopia?--ed egli pure, a +questo pensiero, è stretto da un senso di sgomento. Sì, e se non fosse +un'utopia?--Utopia si può giudicare ogni idea che non abbia ancor +avuto la prova dell'attuazione, e quale grande idea sociale fu mai +provata prima che accettata? E la concordia di molti nel crederla +attuabile non è una delle prime condizioni dell'attuabilità d'ogni +idea? Sì, e se a questo organamento sociale che spreme la ricchezza +per uno dalle vene e dalle ossa di mille, che condanna milioni +d'uomini a un lavoro da bruti, non confortato da alcuna dolcezza di +vita, da alcun godimento intellettuale, da alcuna speranza di sorte +migliore, che smembra milioni di famiglie, che fa di milioni di case +un inferno, che sfrutta ed opprime la donna, e decima, corrompe e +deforma l'infanzia; se a questo stato di cose che, assoggettando una +parte dei lavoratori a una fatica inumana, ne ricaccia nell'ozio +forzato e nella fame l'altra parte, metà della quale, dopo aver +lottato invano per risalire, cade nella mendicità, nella prostituzione +e nel delitto; se a questa sciagurata divisione del mondo che, +provocando di sotto l'odio e di sopra il terrore, fa somigliare la +società civile a un triste castello dell'età media, dove la famiglia +dei signori, seduta a banchetto, rabbrividisce al suono dei singhiozzi +e delle imprecazioni dei prigionieri sepolti sotto i suoi piedi; se a +questo mucchio d'orrori ci fosse davvero un rimedio, che uomo sarei io +che non me ne curo, che non cerco di giovare quanto posso a scemarlo, +che anzi concorro, pur non volendo, ad accrescerlo, e voglio +fabbricarvi su la mia fortuna? Con che fronte posso io parlare di +progresso, di civiltà, di fratellanza, di patria? E quand'anche fosse +un'utopia il rinnovamento della società che ci propongono, quando non +ci fosse che una minima parte di idee sane e di speranze fondate, non +dovrei dedicare ogni mia forza a far sì che almeno quella minima parte +s'attuasse? Utopia! S'è spenta pochi giorni sono quella menta vasta e +limpida d'economista, che, or fa trent'anni, metteva il mondo a rumore +con quella sua sentenza:--Il diritto di proprietà si modificherà nel +senso sociale, o si sfascierà il consorzio civile.--È stato sepolto +ieri quel generoso cardinale Manning che disse non potersi andare +innanzi sulla via della vendita abusiva della forza e dell'attività +umana, sulla via che dei fanciulli e delle madri fa delle macchine +viventi, e delle spose e dei padri delle bestie da soma.--Riposa poco +lontano di qui il grande statista italiano che ci profetò la guerra +civile se non si migliorassero le sorti delle classi inferiori; onde è +credibile che ei non stimasse quell'intento una follia. E vivo ancora +e soggiorna fra noi quel venerando ministro d'Inghilterra che disse ai +lavoratori:--Voi sarete presto i padroni del mondo.--E son menti +elette e potenti d'ogni razza che studiano i mali e i rimedi, che +affrontano da tutti i lati il problema, e cercano ad uno ad uno gli +organi vitali della società nuova, con una costanza maravigliosa e una +fede invitta. Oh vediamo un poco se l'ordinamento della società, che +s'è andato mutando così profondamente a traverso ai secoli, abbia +raggiunto davvero una tal perfezione, che debba dare un fermo alla +storia, che non si possa più correggere o mutare in alcuna sua parte +essenziale, senza fare il peggio anche del maggior numero, a cui +riesce intollerabile ancora. L'affermazione, se non alttro, è ardita. +Vediamo un po' col giudizio nostro se quello che ci propongono è +veramente un'utopia! + +Per questo io vi ripeto, concludendo:--Occupatevi voi pure, quanto i +vostri studi ve lo consentono, della quistione sociale. + + +A quelli di voi che non si sono ancora affacciati alla nuova +letteratura (già ricchissima e svariatissima) o per mitezza d'animo +che rifugge dai cimenti della coscienza, o per il falso concetto, +diffuso da quelli a cui giova, che le idee socialistiche sian proprie +per essenza loro delle nature acri e violente o di gente invelenita +dalla mala fortuna, io dico:--Entratevi anche per poco, non +v'arrestate davanti alla sua parte arida o volgare, irta di cifre o +gonfia di rettorica, procedete oltre le sue lacune nebbiose, e vedrete +quante anime nobili e belle vi si son consacrate; quanti fortunati del +mondo ne sono i più ardenti cavalieri; quante pagine forti e splendide +di pensiero, quante altre riboccanti di pietà e di amore e di tutti +gli affetti più delicati e più santi essa conta già fra le sue; e vi +troverete pure delle rivelazioni di miserie che ignoravate e che +vinceranno ogni vostra idea, ed esempi di virtù e d'eroismo che vi +strapperanno un grido d'ammirazione, e raggi sublimi di speranza, e +sogni fors'anche, ma così vasti e luminosi che tutta l'anima vostra ne +uscirà abbagliata e commossa come da una visione dell'umanità ideale +di Cristo. + +Dico a quelli di voi che, essendosi già affacciati a questi studi, ne +hanno respinto alla prima le conclusioni:--Diffidate di voi stessi, +fate ancora uno sforzo per proseguire, per sciogliervi dai pregiudizi +fra cui voi ed io siamo nati, dalle idee che ci furono inculcate con +l'educazione, e dalla suggestione delle consuetudini della vita che +sono più forti delle idee; fate ancora uno sforzo per correggervi di +quel nostro difetto congenito all'organo visivo dell'intelligenza, il +quale ci fa apparire il mondo di scorcio, atteggiato in modo che gli +interessi intellettuali e materiali della nostra classe ci si +presentano come gli interessi della società tutta quanta; fate ancora +per poco questo sforzo, che è di tutti il più difficile, poichè si +tratta d'uscir da noi stessi, e di tutti il più fecondo, poichè, a chi +lo compie, si mostra ogni cosa sotto un aspetto nuovissimo, e gli par +di ricominciare la vita dello spirito e di avanzarsi in un mondo +ignorato. E se, fatto quest'ultimo sforzo, rimanete fermi nelle prime +idee, palesatele e lottate per esse a viso aperto, perchè nella grande +battaglia sarete più rispettati e più utili come nemici appassionati +che come scettici spettatori; e non scendete mai nello sciame +innumerevole dei farisei, che strisciano chi è in alto per ambizione e +adulano chi è in basso per paura, che commiserando con finto affetto +la plebe che disprezzano, con una mano si picchiano il petto e con +l'altra nascondon la borsa, per chiederle poi dei voti con tutte e +due. + +A quelli di voi, finalmente, il cui cuore è già vinto e batte col mio, +io mando il saluto del compagno e il bacio del fratello, e +dico:--Perseverate, o prediletti, anche nel campo più faticoso, nella +parte rigidamente economica di questi studi, perchè il periodo +idillico del socialismo è chiuso da un pezzo, perchè esso è giunto a +tal grado di maturità, che non basta più il portargli il semplice +contributo della passione: dovere di tutti ora è di tradurre i +sentimenti in idee, di rispondere ad ogni lamento del popolo con una +ricerca alacre e paziente dell'intelletto. E andate innanzi senza +alcun fine, senza attender nè sperar alcuna gratitudine, non cercando +il premio che nella soddisfazione altissima di operare secondo +coscienza, di non aver più bisogno di mentire, nè di soffocar la voce +dell'anima, nè di mascherar l'egoismo; il che vi riuscirà assai più +facile che non pensiate, perchè la grande quistione sociale, la quale +tocca tutte le scienze come l'oceano bacia tutte le terre, ha pure +questo di benefico, che schiaccia col peso della sua grandezza, che +offusca con la forza del suo splendore ogni meschina vanità, ogni +basso interesse di colui che le si consacra. Comprendendola +degnamente, voi abbraccerete nel vostro affetto fiammeggiante non +soltanto le classi sociali che più lo meritano e più n'han bisogno, ma +pure la vostra, per la quale v'entrerà nel cuore una sollecitudine +nuova e profonda; sentirete sorgere in voi attitudini e forze +sconosciute; sentirete nel vostro ingegno e nel vostro petto dilatati +fremere il soffio dell'umanità, come il palpito d'una seconda +giovinezza, più poderosa e più dolce di quella che già vi ferve nel +sangue e vi splende sul viso. + +Voi conoscete l'immaginazione terribile del Carlyle, che raffigura il +mondo presente in una landa selvaggia e caotica, coperta di nebbie +pestilenti, gravata d'un'atmosfera di piombo, nella quale scrosciano +diluvi e guizzano lampi di rivoluzione, e per le vaste tenebre non +luccicano che le fosforescenze della filantropia, e non v'è più stelle +nel cielo. Ebbene, manca un'immagine al quadro: una moltitudine che +empie tutto l'orizzonte, estenuata e lacera, rivolta tutta verso un +punto dove biancheggia il cielo, con le braccia stese a invocare il +nuovo sole, il sole che le asciughi le lagrime, che le riscaldi le +membra, che le abbellisca la terra, che le faccia amare la vita. Oh, +questo sole splenderà, abbiamone fede! Possiate voi, che siete +giovani, vederlo sorgere, e felici quelli che, salutando il suo primo +raggio, potranno dire nella propria coscienza:--Io l'ho desiderato ed +atteso! + + +Torino 1892. + + + + +IV. + +Per il 1.º Maggio. + + +AGLI OPERAI. + +Ringrazio l'Associazione generale dell'invito onorevole che m'ha +rivolto, e mi affretto a dire che, accettandolo, ho compreso l'intento +a cui era ispirato e il dovere che quell'invito m'imponeva. Ho +compreso che questa grande Associazione, la quale non ha carattere +politico, ed è composta di operai d'opinioni e di tendenze diverse, +intendeva di esprimere il suo consenso, in questo giorno, a quel che +v'è di comune nelle aspirazioni di tutti i lavoratori, a qualunque +partito appartengano; e che perciò, nel commemorare qui il 1.º +Maggio,--pure dichiarando e spiegando la mia ferma fede socialista, +condizione sottintesa della mia accettazione,--avrei dovuto, non solo +non offendere in alcun modo gli uditori d'opinione contraria, ma +mantener l'animo a un'altezza, così serena, esporre il mio pensiero +con parola così cauta e pacata, da render accetto il mio modesto +discorso anche a coloro che avessero giudicato inopportuno l'invito di +cui ero onorato. + +Parlare serenamente! Non mi costerà alcuno sforzo, lo potete credere. +Come si può aver l'animo inclinato alla violenza e al rancore in un +giorno di festa? Tale, infatti, è oramai il 1.º Maggio. Festa +singolare, non di meno, che desta tanti pensieri, tanti sentimenti +diversi ed opposti! Pochi anni sono, prima che il Congresso +internazionale dei lavoratori, tenutosi a Parigi nell'89, accettando +la deliberazione già presa dalla «Federazione americana del lavoro» +nel Congresso di San Luigi, fissasse alla data del 1.º Maggio la +grande manifestazione per la giornata d'otto ore, ognuno, svegliandosi +in questo giorno, rivolgeva la mente, come sempre, ai propri affari +quotidiani: era questo un giorno come gli altri per tutti. Ora, non +v'è più cittadino di paese civile, a qualunque classe o condizione +sociale appartenga, il quale, aprendo gli occhi la mattina del 1.º +Maggio, non volga i suoi pensieri sul nuovo significato che questa +data ha assunto nel mondo. + +Sono, in milioni d'uomini, pensieri d'allegrezza e di speranza; sono, +in altri milioni, pensieri inquieti e tristi; è, in molti ancora, un +sentimento irragionevole di terrore; è, anche negli spiriti più +leggieri e più scettici, questo pensiero: che v'ha in tutti i paesi +una quistione, più importante d'ogni avvenimento politico, la quale +abbraccia tutti gli interessi dello Stato e degli individui, e che può +a quando a quando e per varie cause esser dimenticata, mascherata, +sopita; ma che incessantemente, fatalmente, anno per anno, giorno per +giorno, si dilata, s'inalza, soverchia ogni altra quistione, attira a +sè tutti gli sguardi e tutte le menti come un grande fenomeno della +natura. Ed è già questo un effetto benefico, che nessun lavoratore può +disconoscere, della festa del 1.° Maggio. E noi più che gli altri +siamo indotti a meditare, noi che abbiamo una visione più larga e più +netta di quello che accade in questo giorno sulla faccia della terra. +Noi pensiamo che in quest'ora stessa, in centinaia di città, in +villaggi innumerevoli, altre migliaia d'oratori stanno dicendo, in +dieci lingue diverse, ad altre migliaia d'adunanze come questa, le +stesse cose ch'io sto per dire a voi; noi vediamo nei grandi sobborghi +di Berlino, di Parigi e di Bruxelles, nell'Hyde-Park a Londra, nel +Prater a Vienna, nel Buen Retiro a Madrid, nel parco Cismigiu a +Bucarest, nello square dell'Unione a Nuova York, nelle vaste piazze +delle nuove città dell'Australia, dove il 1.° Maggio è già una festa +ufficiale in più Stati, vediamo per tutto legioni di lavoratori, che +in forma d'assemblee, di processioni, di cortei simbolici, di feste +campestri e di canti solenni esprimono tutti una sola idea e una sola +speranza; e a questa visione ci si commove l'anima come davanti a uno +degli spettacoli più maravigliosi di cui ci dia esempio la storia. + +E quale anima potrebbe rimaner chiusa e fredda all'udir le parole che +s'alzano da quei milioni di cuori?--Sia affrancato e onorato il lavoro +e diventi una legge per tutti--Siano confederati gli uomini nella +lotta contro la natura e abbia tregua la lotta feroce per l'esistenza +fra uomo e uomo--Cadano le barriere che dividono ogni nazione in due +popoli, e si diffondano egualmente nelle moltitudini, come la luce +nell'aria, i benefizi della civiltà, che sono frutto dell'opera +comune--Cessi lo spargimento del sangue, cessino gli odi fra le +nazioni, perchè l'ultima meta di tutte è una sola, e occorrono a +raggiungerla gli sforzi concordi della razza umana.--Belle e sante +utopie!--ci rispondono,--e la prova che sono utopie è che sono antiche +quanto la vita sociale e non sono ancora diventate realtà.--Ah! +v'ingannate. Erano aspirazioni solitarie degli umili, erano +aspirazioni sparse e divise, che assumevano nelle menti incolte forme +indeterminate o mostruose, e prendevano forza in una gente quando +cadevano oppresse in un'altra; ma ora sono il proposito fermo di +moltitudini d'ogni paese, ordinate e alleate, che operano +concordemente e ad un tempo: la scienza le formola e le sostiene, le +forze che le comprimevano si sfasciano, la coscienza universale le +accetta; erano chiarori di lampo che solcavano la notte, e ora sono +l'alba che rischiara l'orizzonte; erano soffi di vita che scotevano a +quando a quando un'atmosfera morta e ora sono la primavera che +risveglia il mondo. + + +A queste aspirazioni consente, in fondo, chiunque abbia senso d'umanità e +di giustizia. Nasce il dissenso quando s'entra a discuterle fino a che +punto e in qual forma esse possano tradursi in realtà. Studiando i fenomeni +sociali e economici, noi osserviamo l'accentrarsi progressivo delle +industrie e delle ricchezze, e il conseguente estendersi del proletariato, +il trasformarsi continuo dei mezzi privati di lavoro in mezzi che non +possono più essere impiegati che socialmente, l'incremento del principio di +cooperazione e dello spirito di solidarietà e d'eguaglianza, e da questi e +da altri cento fatti che a questi si collegano deduciamo certe leggi, per +forza delle quali crediamo che si verrà necessariamente ad un ordinamento +nuovo, in cui, diventati proprietà collettiva della nazione tutti i grandi +mezzi di produzione, i membri tutti della società produrranno direttamente +per la società medesima; la quale, accentrando i prodotti, li ripartirà +equamente fra i lavoratori, in ragione della qualità e della quantità del +loro lavoro. I dissenzienti ci dicono di no, affermano che un tale +ordinamento non s'attuerà mai, che è impossibile ad attuarsi perchè vi si +oppongono altre leggi, che essi ritengono, sopra tutte le trasformazioni +sociali, immutabili. Ebbene, noi non stimiamo questa una ragiona +sufficiente perchè debba avversare il grande moto della nostra idea chi +concorda con noi nella critica della società presente e nel sentimento +della necessità d'una riforma fondamentale. Ci pare un errore il combattere +il socialismo nel suo disegno compiuto di ricostruzione sociale, invece di +considerarlo--come riconosce che si dovrebbe anche un nostro illustre +avversario--«nella sua intima ispirazione e nell'obbiettivo generale a cui +tende, nel che esso risponde innegabilmente all'evoluzione umana»; nel che, +aggiungiamo noi, è riposta la sua vera forza. Noi, sull'ordinamento della +società futura, potremmo ragionevolmente rifiutare ogni discussione. E +anche in questo ci dànno ragione molti dei nostri più autorevoli +avversari. Potremmo rispondere con le parole loro che: «intorno ai fenomeni +sociali non sono possibili se non previsioni e predizioni generali: +riguardanti cioè l'avviamento e l'andamento generale dei fenomeni stessi, +non speciali, particolari, individue». Potremmo domandare, come domandò il +Bebel al Reichstag, se, nel dar la mossa alla grande rivoluzione, la +borghesia francese poteva prevedere quale sarebbe stata in tutti i +particolari la struttura intima della società che ne doveva +sorgere. Potremmo dire che il pretender questo da noi è pretender cosa +superiore alla potenza della mente umana.--E nondimeno--ci si può +rispondere--voi mostrate al mondo, come una bandiera, un programma di +ricostruzione sociale compiuta.--Ma questo è logico. Noi abbiamo scritto +sulla nostra bandiera un ideale, perchè nessun grande moto sociale è +possibile intorno a un programma di riforme circoscritte e parziali; perchè +è istinto dell'anima umana, in ogni sua più nobile aspirazione, il mirar +più alto e più lontano della possibilità immediata di conseguire il suo +fine; perchè soltanto una grande riforma, che oltre ad includere un +riordinamento del lavoro e della proprietà, porta con sè un profondo +rinnovamento morale, sociale e politico, e abbraccia tutte le quistioni che +agitano l'umanità, soltanto l'idea d'una riforma simile può raccogliere +intorno a sè le moltitudini e suscitar gli entusiasmi e le forze per +combattere la lotta enorme a cui siamo chiamati. Domandiamo dunque ai +nostri avversari benevoli:--Perchè non venite con noi, voi che pure volete +grandi miglioramenti, poichè la nostra bandiera è la sola intorno a cui si +possa raccogliere l'esercito per combattere anche le battaglie minori, per +compiere anche le conquiste parziali, da noi volute? Una sola cosa può +trattenervi, ed è il timore che la tentata attuazione d'un'idea da voi +giudicata inattuabile produca nella società uno sconvolgimento funesto. Ma +è un timore infondato. I fatti economici e sociali, che, a nostro giudizio, +debbono condurre la società all'ordinamento da noi presagito, noi possiamo +assecondarli, ma non farli nascere. Se le leggi che deduciamo da quei fatti +sono erronee, il nostro ideale non s'attuerà. Se, giunto il proletariato +socialista al potere, non fosse ancora pronta nei suoi elementi la +organizzazione nuova che deve sostituirsi all'antica, esso si troverebbe +impotente non diciamo a compiere, ma nemmeno a tentare una sostituzione +precipitata, e dovrebbe restringersi a una serie di riforme preparatorie e +graduali. Noi primi siamo persuasi che una trasformazione economica così +profonda non si potrà mai attuare prematuramente e con la violenza. È una +verità riconosciuta anche dai nostri più fieri oppositori che «parallelo al +presente movimento sociale corre un movimento scientifico e razionale che +lo trattiene nella giusta misura e impedisce alla società moderna di +precipitare nelle catastrofi che hanno ucciso la civiltà antica». + +Vedete dunque--ripetiamo ai nostri avversari trattabili--che quel +timore non dovrebbe trattenervi dal venire a noi. Avversando il nostro +moto, invece, non per altro che perchè non consentite nel nostro +programma ideale, voi ritardate anche il conseguimento delle riforme +vostre; voi v'opponete anche alla vittoria di quel nostro programma +minimo, che in gran parte approvate, e di cui molte idee--di quelle, +in specie, che si riferiscono alla politica sociale dei comuni--sono +già attuate o in via d'attuarsi in molte grandi città d'Europa e +d'America; voi ingrossate il numero di coloro che respingono, come nel +parlamento francese, le più eque, le più logiche imposte, come quella +progressiva sul reddito, per la sola ragione che il socialismo le +propugna, e che condannano a morte qualunque più benefica riforma +dicendo che v'è in essa «un germe di socialismo»; voi, finalmente, +perchè credete che non si possa giungere fin dove noi vogliamo andare, +voi, che pur volete procedere, v'arrestate all'imboccatura della +strada e crescete forza alla schiera di quegli «immobili» che voi +stessi condannate; i quali, alla loro volta, proteggono e +incoraggiano, pur non volendolo, tutti quegli altri che voltano le +spalle all'avvenire e tentano di risuscitare il passato. Dice il +senatore Pasquale Villari che non ci saranno più tra poco in Italia +che tre partiti: i socialisti, i loro avversari intransigenti, e gli +iniziatori audaci di riforme pratiche a vantaggio dei lavoratori. Ma +egli mostra di dubitare che questi iniziatori sorgano in tempo. +Ebbene, se non sorgeranno, sarà quanto abbiam detto finora ampiamente +giustificato e provato, e se sorgeranno, sarà un negare la luce del +sole il negare che sia un terror salutare del socialismo, e non altro, +che li ha fatti sorgere. Ma sarebbe troppo tardi, temiamo. Per ciò, se +anche la nostra ragione ripudiasse la dottrina socialista, noi, con +piena e ferma coscienza d'operare il bene, ci raccoglieremo egualmente +sotto la nuova bandiera; lo faremmo non foss'altro che per ottenere il +primo e necessario risultato della prevalenza delle classi lavoratrici +nella rappresentanza legale della nazione. E questo è un punto su cui +tutti quei nostri avversari, che desiderano sinceramente un salutare +rinnovamento sociale, non possono dissentire da noi, perchè non +possono non esser persuasi che fin che gli interessi della classe +proletaria non saranno direttamente rappresentati da cittadini +appartenenti o legati al proletariato, questi interessi non avranno +mai una rappresentanza sincera e feconda; perchè è illogico il +pretendere o sperare che una maggioranza di rappresentanti della +classe superiore possa consentire a riforme gravemente lesive degli +interessi della sua classe; perchè nessuna classe sociale votò mai +volontariamente, per puro spirito d'altruismo, la propria decadenza; +perchè ogni vantaggio, ogni conquista importante nel campo economico +non potrà mai essere che l'opera della classe che n'ha bisogno e che +v'ha diritto; perchè siamo in un momento della civiltà umana--ed è un +dotto statista conservatore che lo disse,--in cui nessuna classe è +difesa dall'altra e bisogna che ciascuna si difenda da sè.--Ora noi +vediamo che il socialismo soltanto--lo vediamo in Francia, in Germania +e nel Belgio,--è riuscito, dopo tanti anni di regime rappresentativo, +a mandare nei Parlamenti una schiera di rappresentanti diretti del +proletariato, sufficiente per numero e per unità d'intenti a far +sentire l'azione propria sull'andamento della cosa pubblica. Supponete +pur dunque che il programma socialista non si possa attuare +mai,--ripetiamo ai nostri avversari ragionevoli,--ma il moto +socialista produrrà pur sempre l'effetto desiderato di togliere il +monopolio del potere alla minoranza,--ostacolo precipuo ad ogni grande +progresso sociale--o, se non altro, di mettere in faccia al potere un +sindacato potente, che ne moralizzi la funzione, ne stimoli le energie +e ne allarghi gli orizzonti. Non fosse che per ottenere questo fine, +ripetiamo, se anche noi credessimo un'utopia l'ideale socialista, noi +diremmo a chi l'annunzia:--Siamo con voi. In presenza dei fatti, +quello che v'è d'utopistico nel vostro programma, cadrà. Ma resterà +questo grande fatto compiuto, necessario e benefico: lo spostamento +dell'asse sociale da una piccola classe, serrata nel cerchio dei +propri interessi, a quella grande maggioranza, i cui interessi si +confondono con quelli della nazione. + + +Ho detto: se anche noi credessimo un'utopia l'ideale socialista.... +Non debbono dar luogo a dubbi queste parole. Certo, la persuasione non +può essere nella più parte di noi così scientificamente fondata come è +in quei molti dei nostri compagni di fede, dotti cultori delle scienze +economiche, i quali, profondamente compresi della dottrina marxista, +ne hanno dedotto con lunghi studi tutte le conseguenze teoriche e +pratiche, trovando a tutte le obiezioni una risposta difficile a +confutarsi. Si fonda principalmente la nostra persuasione su questo: +che i vizi organici più gravi attribuiti all'ordinamento da noi voluto +ci appaiono meno gravi di quelli inerenti all'ordinamento attuale; i +quali sono gravi tanto da renderne impossibile, anche a giudizio dei +suoi difensori, una lunga durata, senza profonde modificazioni; +modificazioni che noi giudichiamo insufficienti a salvarlo. E ci +fondiamo anche più saldamente sulla ragione vittoriosa che crediamo di +poter opporre a quella che è l'obiezione capitale messaci innanzi da +tutti i nostri avversari: l'insufficienza, cioè, del sentimento +dell'interesse pubblico a sostituire come stimolo al lavoro il +sentimento dell'interesse privato, in quel tanto che questo secondo +interesse verrebbe ad essere, in una società collettivista, diminuito. +E questa ragione vittoriosa è una verità ammessa in parte dagli +avversari medesimi: che in una società in cui tutti fossero obbligati +al lavoro, e il lavoratore fosse direttamente interessato alla +distribuzione della ricchezza, la repugnanza istintiva al lavoro +stesso sarebbe grandemente scemata; e che questa repugnanza scemerebbe +ancora (e noi crediamo che si muterebbe in propensione) quando per +effetto della cooperazione di tutti, della cessata concorrenza, del +riscatto della macchina dalla speculazione privata, fosse ancora del +lavoro quotidiano abbreviata la durata e alleggerita la fatica. Ci +rispondono che noi esageriamo con l'immaginazione la grandezza di +questi effetti. Ma questa è una quistione di fede, sulla quale non +giova discutere; di quella fede nella natura umana, senza la quale non +si sarebbe mai fatto nè tentato nulla d'ardito e di grande nel mondo, +e che basta per sè sola a render possibili molti di quei fatti che +sono considerati come sue proprie illusioni. Una prevalenza relativa +del sentimento collettivo sull'individuale (della quale, in occasioni +straordinarie, si vedono pur tanti esempi anche nella società nostra) +noi non dubitiamo che avverrebbe in un ordinamento sociale in cui la +sua necessità apparisse evidentissima, come è ora in una piccola +associazione, e in cui gli animi non fossero più offesi e scoraggiati +dallo spettacolo dell'agiatezza oziosa, delle smisurate disuguaglianze +economiche e delle mille ingiustizie e degli infiniti privilegi +presenti. Noi attendiamo da un mutamento così grande di cose un +mutamento psichico meraviglioso. Ecco il punto da cui nessun +ragionamento avversario ci può smovere, il fondamento su cui posiamo +il nostro edifizio. Per quali vie, poi, e a traverso a quali vicende +si perverrà alla meta che ci par sicura; se il socialismo, continuando +a estendersi nel mondo civile, serberà un tipo unico o s'informerà +allo spirito e ai bisogni particolari di ciascun popolo; se s'attuerà +«mediante una produzione collettiva nazionale, parziale o regionale» +diventando il comune trasformato, per esempio, un nuovo e potente +organismo economico; o se pure la società, prima di giungere +all'ordinamento socialista, passerà per uno stadio cooperativo di +grandi associazioni, che andranno scemando di numero, fino a ridursi +ad una sola, la quale fonderà insieme i vari sistemi di collettivismo; +ed anche «qual criterio misuratore del valore finirà con trovar +l'esperienza aiutata dalla scienza, se la durata media del lavoro +richiesto o il medio consumo delle forze che esso esige» o altri +concetti che non può afferrar per ora la nostra mente, perchè +preoccupata e quasi compressa dai fatti presenti; questo noi non +possiamo dire, nè altri ci deve chiedere. Quello che è evidente alla +nostra ragione, certo nella nostra coscienza è che in fondo a tutte le +vie convergenti del progresso economico e del progresso civile sta, +inevitabile, l'organismo sociale che è nei nostri voti, ossia: la +nazione costituita in una cooperativa gigantesca di produzione, di +provvisione e di assistenza. + +Questa fede si ravviva in noi in questo giorno, nel quale sogliamo +riandar col pensiero l'opera della nostra già vasta famiglia, e +rallegrarcene fra di noi, fraternamente. Ciò che ci rallegra non è +tanto il duplicato numero dei nostri rappresentanti entrati da due +anni nel Parlamento e il numero notevolissimo di quelli che entrarono +nelle Amministrazioni comunali, quanto la prova d'altera fermezza data +dal nostro partito in un periodo di persecuzione implacabile; durante +il quale, su migliaia di nostri compagni tratti in giudizio, non +furono che rarissime eccezioni quelli di cui non abbiano attestato la +specchiata onoratezza cittadini d'ogni classe sociale e d'ogni parte +politica. Quello che ci conforta non è tanto la valorosa costanza con +cui il partito tenne viva per tre anni l'agitazione pubblica in favore +di una amnistia che era nel desiderio di tutti gli animi onesti, +quanto l'esempio di dignità civile dato nelle dimostrazioni di gioia e +di affetto ai liberati, non turbate neppur da un principio di quei +disordini, il cui timore era servito di pretesto a ritardare un atto +di giustizia solenne. E ci compiacciamo non meno che sia venuto dal +partito nostro il primo e più forte impulso a una grande +manifestazione pubblica contro una politica coloniale forsennata e +nefasta, alla quale egli solo--il partito socialista--antiveggente pur +troppo,--fu sempre fieramente, implacabilmente nemico. Ma anche più di +questo ci è grato l'osservare come le nostre idee, per effetto d'una +propaganda razionale, si vadano sempre più chiarendo e ordinando anche +nella mente dei meno colti lavoratori intorno al concetto fondamentale +della conquista graduale e legale dei poteri pubblici. Ci è anche più +grato il riconoscere come l'idea socialista diventi in molti di essi +il principio impulsivo d'un'auto educazione intellettuale, che li +mette in grado in breve tempo d'intervenire a discutere d'interessi +cittadini anche in riunioni d'altri partiti, dove si comincia ad +ascoltare e a rispettare la loro parola. Ci è un'alta soddisfazione, +finalmente, il veder costituirsi da ogni parte, sotto la nuova +bandiera, nuovi corpi elettorali concordi e disciplinati che spiegano +nella lotta un'operosità così appassionata e sagace ad un tempo, da +destar l'ammirazione anche dei più inconciliabili avversari, e che +mettono in evidenza, non solo nelle occasioni straordinarie, ma nel +lavoro, nell'organizzazione, nella vita socialista d'ogni giorno, +tanti caratteri virili, tante fibre infaticabili, tanta gioventù +coraggiosa e generosa, ardente d'entusiasmo e di fede. + + +Davanti a questi fatti, molti pregiudizi sono caduti, molte calunnie +non hanno più eco. Non son più che i ciechi di mente e i malvagi +d'animo quelli che ardiscono ancora di far risalire al partito +socialista la colpa di delitti individuali, atroci per sè e insensati +per il fine a cui mirano, funesti a noi, più che agli altri per le +reazioni liberticide che provocano, commessi in nome d'un ideale che +non è il nostro, e che noi combattiamo senza tregua, e a cui +strappiamo proseliti ogni giorno. Ma quanti altri pregiudizi +persistono, propagati dall'interesse, mantenuti dall'astuzia, accolti +facilmente dall'ignoranza e dalla paura! Voi sapete quali siano, ed io +non esco dall'argomento confutandoli, poichè è naturale che a noi +prema di dimostrare a quanti, pur non accettando la nostra dottrina, +festeggiano il 1° Maggio, che il concetto di questa festa, cara anche +a loro, non è nato in mezzo a sentimenti e a propositi che possano +gettare un'ombra sulla sua ideale bellezza. + + +Nemici della civiltà! Così fummo chiamati, anche ufficialmente, perchè +il progresso della civiltà--a quanto si afferma--sarebbe +dall'ordinamento socialista ritardato o impedito. Ma vediamo. Doppio è +il movimento della civiltà: l'uno è d'avanzamento, l'altro è di +diffusione, e nello stato attuale delle cose il secondo è così incerto +e tardo da render vano in gran parte anche il primo. Idee, cognizioni, +agi della vita, varietà e raffinatezza di godimenti sensuali e +intellettuali, tutto procede; ma rimanendo circoscritto in un così +piccolo numero d'uomini! La società è come un esercito disordinato, +mal nutrito, gravato di pesi enormi, al quale va dinanzi, precedendolo +di una distanza smisurata, un'avanguardia di cavalieri brillanti e +armati di tutto punto, che vincono delle battaglie, a cui il grosso +dell'esercito non partecipa, e di cui non raccoglie quasi alcun +frutto. Lo disse anche in Francia, ora è poco, uno dei più eloquenti +interpreti del nostro pensiero. «L'umanità fu finora obbligata a +riservare alla minoranza la cura di condurre a suo vantaggio la +civiltà e di creare delle forme nuove d'esistenza a cui la moltitudine +non poteva arrivare che più tardi». Ebbene, sarà impedire il cammino +della civiltà il volere che, per mezzo d'un impiego più razionale +degli sforzi umani, ora antagonisti, la società tutta insieme compia +il suo progresso in pro della società tutta intera? O come mai? Sarà +nemico della civiltà chi, alleggerendo il peso opprimente del lavoro +meccanico, vuol sollevare le moltitudini a una vita più spirituale, +che è quanto dire più umana; chi, attenuando la lotta per la vita con +l'organizzazione del lavoro e una miglior distribuzione dei beni, vuol +che sian volte al progresso vero le infinite forze che si sperperano +ora per la conservazione dell'esistenza e in conflitti infecondi; chi +a una civiltà disprezzata e odiata dai più come un privilegio dei meno +vuol sostituita una civiltà amata da tutti come un bene e una gloria +comune? Sarà nemico della civiltà chi vuole che cessi finalmente +questa miseranda finzione di dir con orgoglio:--Noi, nazione +civile....--mentre nella nazione a cui s'accenna, in mezzo alle glorie +della scienza e agli splendori del lusso e delle arti, perdurano in +milioni d'uomini superstizioni di medio evo, ignoranze di selvaggi, +miserie di paria, condizioni e forme di vita che ci fanno rivivere +davanti agli occhi la prima età della pietra? Sarà nemico della +civiltà chi vuole che questo cessi e amico della civiltà chi consente +che questo duri? + + +Negatori della patria! Ecco un'altra accusa, contro la quale ogni +fibra del nostro cuore si rivolta. Se il concetto della patria +s'identifica col concetto della sua unità e della sua indipendenza, +con qual coscienza si possono chiamar «negatori della patria» i +socialisti, per i quali è un assioma storico la sentenza dell'Engels, +uno dei loro grandi maestri: che senza la autonomia e l'unità +restituite a ciascuna nazione, nè l'unione internazionale del +proletariato, nè la tranquilla e intelligente cooperazione delle +nazioni a un fine comune si potrebbero compiere? Avversari del +concetto di patria non siamo; ma di coloro che le patrie mirano a +dividere per giovarsi della loro divisione, primo impedimento +necessario alla vittoria di quell'ideale comune a tutte le moltitudini +proletarie, che non può essere l'ideale loro. Essi fanno una cosa sola +dell'amor di patria e dell'orgoglio nazionale. E anche noi abbiamo il +nostro orgoglio nazionale. Ma il nostro è di natura diversa: è un +orgoglio nazionale che vorrebbe che dalla nazione non fossero +costretti a esulare ogni anno, per cercare un pane straniero, duecento +mila dei suoi lavoratori, mentre nella terra che essi abbandonano, +capace di tutti i prodotti di tutte le terre più fertili, rimangano +ancora, o per incuria dei proprietari o per mancanza d'opere di +bonificamento, quasi cinque milioni di ettari di suolo incolto, e +altri dodici milioni che potrebbero fruttare il doppio di quanto +fruttano. È un orgoglio nazionale il nostro, il quale vorrebbe che +fossero purgate della malaria la metà almeno delle nostre provincie, +che fosse tolta alla patria la vergogna lacrimevole dei suoi centomila +pellagrosi, che il nostro paese non fosse fra gli ultimi d'Europa +sulla via della legislazione sociale, che vi fossero sacri e +inviolabili i diritti politici conquistati coi sacrifizi e col sangue +di tutti, che per vane ambizioni di grandezza, calpestando i principii +in nome dei quali siamo risorti, non si sperperassero a migliaia di +miglia dai suoi confini le carni e le ossa dei suoi figliuoli. Coloro +che, sentendo nel più profondo dell'anima la pietà di queste miserie e +lo sdegno di queste vergogne, combattono con tutte le loro forze +perchè le une e le altre abbiano fine, e credono che dinanzi +all'orgoglio patriottico debba andare la carità fraterna, no, costoro +non rinnegano la patria, costoro sono i soli che l'amino e la servano +sapientemente. L'immagine della patria, per essi, è una madre amorosa, +equanime con tutti i suoi figli, non ambiziosa che della loro +prosperità e del loro affetto, e della fama di onesta, di civile e di +benefica; non un'amazzone gonfia di boria, stoltamente fastosa in +pubblico e crudelmente pitocca in casa, che si benda gli occhi con la +bandiera e cerca la gloria nel sangue. + + +Un'altra accusa è di eccitare all'odio una classe sociale contro +l'altra. Ebbene, no, non lo credete, non è vero. Certo, in ogni grande +famiglia di propagatori d'un'idea, anche delle più sante idee, vi sono +i violenti di natura, a cui nessuna considerazione del comune +interesse, nessun consiglio dei compagni di fede può moderar la +parola. Vi sono gl'immoderati anche nel partito moderato, vi sono i +provocatori anche fra i predicatori del Vangelo, vi furono i violenti +anche fra i Santi. E noi non neghiamo, d'altra parte, che dinanzi a +certi abusi mostruosi del potere e della fede pubblica, e quando +vediamo all'oppressione dei deboli aggiungersi l'inganno e la +derisione, ci prorompono dall'animo parole amare e iraconde. Nè di +questo noi ci scusiamo. Ma accusarci d'istigare all'odio, solitamente +e per proposito, una classe contro l'altra, è un assurdo, è accusarci +d'operare coscientemente contro gl'interessi della nostra causa. Il +detto che «la miseria nasce non dalla malvagità dei capitalisti, ma +dal vizioso ordinamento della società» sta scritto in fronte, come una +parola d'ordine, al più antico e più popolare dei giornali socialisti +d'Italia.--«Se voi foste al posto dei vostri padroni, fareste com'essi +fanno, perchè non potreste fare in altro modo» è la frase più sovente +ripetuta da chi fa propaganda della nostra idea, appunto per +persuadere i lavoratori che il rimedio ai mali non è da attendersi +dagli individui, perchè questi non vi potrebbero porre rimedio neanche +se avessero tutti le intenzioni più generose. E come sarebbe +altrimenti? Noi miriamo a conquistar la coscienza e la volontà del +gran numero per via della persuasione, e a render atti gli uni a +persuader gli altri. È dunque nostro interesse di spegnere, non di +attizzare gli odî sociali; perchè se in cuore all'uomo incolto noi +suscitiamo l'odio, gli oscuriamo l'intelligenza, ossia lo distogliamo +dalla riflessione, e ritardiamo il progresso del suo pensiero, senza +del quale è vano lo sperare di farne un proselito utile e sicuro; e +perchè la passione si spegne con la stessa facilità con cui s'accende, +o consumando sè stessa o estinguendosi per effetto d'un conseguito +miglioramento delle condizioni individuali; e perchè essa è un +costante pericolo per tutti, spingendo l'individuo ad avventatezze, di +cui su tutti ricade la colpa. No, noi non vogliamo far dei violenti: +questi sono la nostra debolezza, non la nostra forza; noi vogliamo far +dei convinti, dei risoluti, dei tenaci. No, noi non siamo seminatori +d'odio, noi che portiamo fra gli uomini la parola della fratellanza e +della pace. La nostra forza non è l'odio nè l'ira; la nostra forza è +la ragione, la volontà, la fede, l'entusiasmo, l'amore. + + +--Nemici della proprietà--siamo anche chiamati, e questa definizione, così +nuda e assoluta, è piena d'astuzia, perchè include, senza esprimerla, una +vaga accusa di meditato latrocinio universale. Ma esprime falsamente il +nostro concetto perchè sostituisce l'idea di «soppressione» a quella di +«trasformazione» d'un istituto che si modificò variamente nel corso dei +tempi, e che è per natura sua soggetto a trasformarsi secondo le condizioni +e i bisogni della società che l'ha fondato. È una definizione falsa perchè +nega tacitamente il carattere di proprietà alla forma collettiva, che fu la +prima forma di proprietà del consorzio sociale, e di cui sussistono e si +riproducono mille esempi parziali anche nei tempi presenti. È una +definizione falsa perchè estende il nostro concetto della proprietà +collettiva dai grandi mezzi di produzione a tutti gli altri oggetti di +proprietà, che sono naturalmente esclusi dal collettivismo; il quale non +impedisce nè il risparmio, nè l'accumulamento, nè la trasmissione del +risparmio, nè il possesso, nè la trasmissione di tutto quanto non serva a +produrre ricchezza. È ancora una definizione ingiusta perchè esclude l'idea +della presa di possesso mediante un equo risarcimento; ammesso il quale, +essa non riesce una violenza più che tale non sia l'attuale espropriazione +legale per fini d'utilità pubblica; e perchè tace che l'appropriazione +collettiva, come nel campo della proprietà industriale, per esempio, così +in altri campi, non si opererebbe che in quei rami di produzione in cui la +concentrazione dei capitali ha già distrutto la piccola proprietà fondata +sul lavoro; e anche perchè è in contraddizione formale con la ragione prima +del collettivismo, fondato appunto sul concetto «conservatore» che la +proprietà è indispensabile al pieno e compiuto svolgimento della +personalità umana; svolgimento che è possibile soltanto in una società in +cui posseggano tutti una parte del bene comune, e che non è possibile se +non a pochissimi nella società attuale, dove nove decimi della popolazione +nulla possiedono, nè sperano, nè quasi possono sperare di mai possedere. È +una definizione insidiosa, infine, e un'accusa che ci offende perchè tende +a convertire nell'animo di chi possiede l'idea d'una lontana, legale e +necessaria trasformazione della proprietà in quella d'un imminente pericolo +di spogliazione tumultuaria. E ripetiamo che è una definizione astuta +perchè con questo terrore d'una grande ladreria collettiva, che si potrebbe +commetter domani, storna l'attenzione pubblica dalle grandi ladrerie +individuali, che si commettono oggi. + + +Anche «nemici della famiglia» sono chiamati i socialisti. E in questo, +come in altri argomenti, si vuol considerare come articolo del nostro +programma un'idea di pochi o di molti, contro la quale ogni +socialista, che non l'accetti, si può ribellare con ogni sua forza +senza cessar perciò d'esser socialista; un'idea che non è propria del +socialismo, poichè, per non citare che un solo esempio, è il nostro +avversario più formidabile quell'Erberto Spencer, il quale dice che +verrà tempo che l'unione per l'affetto sarà considerata come più +importante di quella per la legge, e saran fatte segno alla +riprovazione pubblica quelle unioni coniugali in cui il legame +dell'affetto sarà spezzato. Con questa espressione corrente: vogliono +abolir la famiglia, l'idea socialista è snaturata e capovolta. No, non +è voler «abolire la famiglia» il vituperare il matrimonio mercantile +per cui s'avviliscono le anime e degenera la razza; il voler il +matrimonio «fondato sulla spontanea scelta affettiva e sopra una +libertà limitata dal dovere morale rispetto al coniuge e dal dovere +positivo rispetto ai figliuoli»; il voler fatta alla donna nella +famiglia una più equa condizione legale; il volere un più efficace +intervento sociale nella famiglia stessa per assicurare lo svolgimento +integrale e l'educazione del fanciullo; lo sperare, infine, che venga +un tempo in cui il sentimento della dignità propria, il rispetto della +dignità altrui e un'alta coscienza del dovere possano costituire nei +matrimoni e nella famiglia vincoli e garanzie anche più forti di +quelle che esige e assicura la società presente. O come saranno nemici +della famiglia quelli che più strenuamente combattono lo sfruttamento +industriale della donna, appunto perchè alla famiglia è funesto? +quelli che più ardentemente propugnano la redenzione del fanciullo dal +lavoro precoce, appunto perchè alla famiglia non sia strappato e nella +promiscuità con gli adulti corrotto? quelli che più altamente invocano +sollievi e rimedi alla grande piaga della miseria, appunto perchè la +miseria corrode gli affetti domestici, avvelena l'infanzia, dissolve +la famiglia? Domandate se vogliono abolir la famiglia a quei buoni +lavoratori che per soccorrer la moglie e i bambini del compagno +cacciato in carcere per reato di pensiero smungono senza rammarico la +loro povera borsa; domandate se vuole abolir la famiglia a +quell'onesto operaio che affronta lietamente pericoli e sacrifici per +la nostra Idea, non con la fede di migliorare la propria sorte, ma con +la sola vaga speranza di preparare al suo sangue un avvenire migliore! +Andate a domandare a quella povera madre rediviva, che soffocò contro +il suo seno il grido di gioia e d'amore di Garibaldi Bosco liberato, +andatele a domandare se il suo figliuolo adorato vuole «abolir la +famiglia!» + + +Vogliono distruggere la religione,--dicono ancora. E in qual programma +del partito socialista di qualsiasi paese s'è mai trovato iscritto +questo proposito? O meglio: in qual programma socialista non è detto +esplicitamente che per il socialismo la religione è «un affar privato» +ossia un affar di coscienza, in cui la comunità non ha diritto +d'intervenire? E sarà il partito, che vuole una libertà assoluta di +pensiero, quello che vorrà sopprimere la libertà della fede? Sarà il +partito che dice a tutti gli infelici:--Sperate!--quello che vorrà +segnare un confine alla speranza umana? No, in questo, come in altri +argomenti, si scambiano opinioni individuali con un articolo di +dottrina. A me, come ad ogni altro socialista fermamente credente +nella dottrina economica e politica del socialismo, tutti i socialisti +della terra raccolti insieme non potranno mai far dire che non credo +in Dio, se ci credo, nè impedire di far propaganda, in mezzo a loro +stessi, della mia fede. No, le ragioni del dubbio e le ispirazioni +della fede stanno al di fuori d'ogni sistema di idee politiche e +sociali; la speranza in una vita immortale sta al di sopra d'ogni +concetto che si possa avere dei destini terreni dell'umanità, come il +mistero della creazione sta al di sopra della scienza; e n'è una prova +che in tutti i partiti politici, in tutti gli ordini della scienza, in +tutti i cerchi della società si trovano credenti ed increduli. No, +buone madri, non siamo noi che vorremo mai soffocare nel cuor vostro +quella fede in cui noi stessi siamo nati e cresciuti. Noi diciamo +invece a ciascuna di voi:--Educa alla tua fede il tuo fanciullo, +infondigli nel cuore la tua santa speranza, fagli giunger le mani +davanti all'immagine di colui che è morto per l'ideale della +giustizia, della pace e dell'uguaglianza fra gli uomini. Ma insegnagli +pure--soggiungiamo subito--che è falsa religione quella che non è +accompagnata da una operosa pietà della miseria e da un amore +intrepido della giustizia, e che se nello spirito del credente entra +la persuasione che un nuovo ordinamento sociale possa prevenir la +povertà, attenuare i dolori, scemare gli odî, le violenze e i delitti, +che funestano e disonorano l'ordinamento presente, è empio, è assurdo +il credere che Iddio gli vieti di prepararlo e di affrettarlo con la +parola e con l'opera, e possa dirgli un giorno:--Tu fosti buono, +pietoso e generoso; ma fosti socialista, e io ti danno.--E ditegli +ancora che il buon Dio non può amare il credente che, in mezzo a tanti +bisogni e conflitti umani, incrocia le mani oziose, fissando gli occhi +nel cielo per non vedere la terra; ditegli ch'Egli dice a costui: +Disgiungi quelle mani inerti: stendine una a soccorrere gli oppressi +ed arma l'altra per combattere chi opprime; il grido di giubilo dei +consolati e dei redenti è la miglior preghiera che possa far salire a +me l'anima tua. + + +Ci si può dire:--Codesta è la vostra difesa, e noi sospettiamo che sia +piena di concessioni e di cautele. Ciò che vorremmo conoscere è quello +che voi dite nella vostra propaganda individuale, e che forse non +ripetete a noi, in un giorno come questo.--Ebbene, e noi vi chiamiamo +ad analizzare il sottile veleno che distilliamo nella propaganda +d'ogni giorno, e non quello soltanto che riserbiamo al lavoratore, ma +anche quello che tentiamo di versare nell'animo di gente d'ogni +classe, d'ogni età e d'ogni stato sociale; poichè non ci rivolgiamo +soltanto ai più facili a conquistarsi per insufficienza di cultura o +per predisposizioni di interessi individuali; ma anche a quelli che +son più difficili e per ragioni di cultura e per ragioni d'interesse. + + +Noi diciamo al lavoratore:--Bada: a questo grande movimento sociale +che si svolge in tuo favore non basta che tu assista con animo +favorevole; tu lo devi aiutare. Il primo impulso alla redenzione del +lavoro deve venire da te. Se vuoi che il mondo ti saluti devi portar +alta la fronte; ma per portar alta la fronte bisogna levar l'animo in +alto. Se vuoi entrar nell'esercito della nuova Idea, devi sacrificare +a questa una parte del tuo riposo e della tua pace; devi compiere con +più caldo zelo i tuoi doveri di operaio, ma resistere a chi vuol +soggiogare la tua coscienza di cittadino; devi soffocare sotto la +disciplina del partito rancori e gelosie; fare uno sforzo +intellettuale faticoso per appropriarti gli argomenti ed acquistar la +parola con cui si giustificano e si dimostrano appagabili le tue +aspirazioni; devi imparare, migliorarti, dare esempio di dignità di +vita, di equità, di bontà d'animo, non soltanto in cospetto alle +classi superiori, ma fra i tuoi compagni e nella tua famiglia; devi +fare quanto è in poter tuo per far rispettare ed amare in te la santa +bandiera a cui consacri il cuore e affidi il tuo diritto e la tua +speranza. + +Diciamo alla moglie del lavoratore:--Non trattenere tuo marito, per +vane paure, dal venire con noi, se la coscienza lo muove. +Raccomandagli la prudenza, ma non gli consigliare la viltà. Sono +innumerevoli donne paurose come te che in tutti i tempi ritardarono il +cammino delle idee più grandi e benefiche. Non temere; non in mezzo a +noi egli troverà gli amici scioperati che lo possono traviare: non +siamo noi, povera donna, che vorremmo strapparlo al tuo cuore. +Rinunzia a qualche ora della sua compagnia e lascia ch'ei venga; egli +tornerà a te più contento per la coscienza d'un dovere compiuto, e con +la mente rischiarata di nuove idee, e anche col cuore meglio disposto +all'affetto, perchè nella compagnia che tu temi gli si apre lo spirito +alla vita del pensiero, gli s'insegna il rispetto della donna, gli +s'inspira l'amore pei deboli e la pietà per tutti i dolori umani. Non +contrastarlo, perchè gli turberesti l'animo senza farlo più tuo; fa +ch'egli si confidi con te, accogli le sue speranze, sostieni la sua +fede, e una nuova forza stringerà insieme le anime vostre, e tu sarai +una seconda volta sua sposa. + +Diciamo alla madre del giovane studente:--Perchè t'affanni per il tuo +figliuolo, come se la via per cui s'è messo con noi fosse la via della +perdizione? Se tu gli leggessi dentro all'animo, saresti lieta e +altera del tesoro ch'egli vi chiude. Il sentimento che lo muove è +quello stesso che spinge te a metter l'obolo della carità nella mano +del vecchio e del fanciullo abbandonato: è lo stesso sentimento +ingrandito, esteso a milioni di creature umane, illuminato dalla +speranza di bandire dalla società tutte quelle miserie e quei mali da +cui sei commossa tu pure: ma soltanto quando li vedi personificati in +un infelice che mendica. Vedi: il suo ingegno e i suoi studi, prima +che utili a lui, sono già utili agli altri. Nella lotta che combatte +con noi egli matura precocemente il suo senno, innalza il suo +carattere, fortifica le sue facoltà. Lascia che vada fra i lavoratori, +dove acquista un concetto austero della vita, e si spoglia del suo +egoismo di classe, e impara il rispetto della povertà e del lavoro. +Lascia che mescoli il suo soprabito signorile con quelle rozze +giacchette, sotto a cui battono dei cuori che lo amano. Non gli +contrastare il passo quando va a cercarle; bacialo in fronte e +digli:--Va.--È la voce del tuo buon Dio che lo chiama. + + +Diciamo al modesto borghese, sia egli un piccolo proprietario di +terre, oppresse dall'imposta e destinate a ingrandire prima o poi il +latifondo, o un piccolo industriale, ogni giorno più impotente a +sostener la concorrenza della grande industria, o un piccolo +commerciante, condannato a cader vittima presto o tardi +dell'accentramento dei commerci, diciamo a ciascuno di costoro che, +per un'ambizione scusabile nella società presente, avviano con grandi +sacrifici i loro figliuoli alle professioni liberali:--O tu, che ti +dichiari nostro nemico, considera un lato solo della grande quistione: +vedi se, perdurando questo furore d'innalzarsi nella gerarchla +sociale,--effetto delle troppo dure condizioni materiali e morali +della vita del lavoratore,--vedi se i figli dei tuoi figli non si +troveranno ridotti a lottare con una concorrenza così formidabile, da +render la lotta disperata. Vedi se per prevenire questo danno ci sia +altro modo che quello di stabilire l'equilibrio fra i due fattori, +intellettuale e meccanico, della produzione sociale, mettendo il +lavoro propriamente detto in tali condizioni da non esser più sfuggito +da quanti possono come un castigo di Dio; ciò che è il primo intento +del socialismo. Vedi se, non giungendo a questo, la società non sia +condannata a morire d'una pletora di laureati famelici e di spostati +rabbiosi. Fa tacere per poco la tua ambizione, fissa lo sguardo +nell'avvenire e ti persuaderai che, pure avendo l'aspetto di tuoi +nemici, siamo veri amici dei tuoi figli e dei figli loro. + + +Diciamo allo scienziato e all'artista:--Come puoi tu, uomo di scienza, +sospettar nemica tua una dottrina che sopra una fede illimitata nel +progresso della scienza in larga parte si fonda, che dal +perfezionamento della macchina, dalla prevalenza dell'agricoltura +razionale, dallo sfruttamento scientifico di tutte le forze della +natura attende ad un tempo e una diminuzione dello sforzo umano e una +raddoppiata produzione? Come puoi tu, scrittore e artista, temere il +trionfo d'una dottrina che vuole estendere a tutti, nella maggior +misura possibile, i godimenti dello spirito, e centuplicare con questo +il numero degli uomini atti a comprendere l'opera tua? E se la società +futura chiedesse a te, scienziato, il sacrifizio di volgere la tua +scienza a fini più direttamente umani, e a te, artista, quello di +scendere più spesso dall'altezza del tuo lavoro libero all'ufficio di +educatore delle moltitudini, come non vi parrebbe dolce un tal +sacrifizio, ricompensato da una tanto più diffusa ammirazione e più +vasta gratitudine? E come non sentite che un più alto dovere di +generosità e di sacrifizio è imposto ai privilegiati dell'intelletto, +a coloro che portano sulla fronte dalla nascita questo segno luminoso +della predilezione del destino? + + +Diciamo all'umanitario, al filantropo:--O tu che combatti l'opera +nostra, perchè credi la carità sufficiente a risolver la gran +quistione che affanna il mondo, disingannati in faccia all'evidenza +dei fatti, e vieni con noi. No, non si scioglie la quistione con la +beneficenza. Non si feconda una vasta terra portandovi l'acqua ad +orciòli; ma spandendovi per una rete di larghi canali l'onda +inesauribile della montagna. La tua carità non può nulla per i milioni +d'uomini a cui è intercettata legalmente, per forza delle cose, una +troppo gran parte dei frutti del loro lavoro; è impotente davanti al +grande fatto della disoccupazione, prodotto dalle crisi disastrose, +che derivano dall'anarchia della produzione; e può far meno ancora per +quella grande moltitudine lavoratrice, alla quale il pane non manca, +ma che domanda una diminuzione di fatica, un'educazione civile, un +posto più onorato nel mondo, a cui non ha meno diritto che al pane. +No, i rimedi che ti consiglia il cuore non bastano; occorre che tu dia +l'opera della tua ragione. Vieni con noi, poichè il tuo cuore è buono; +e senza lasciare l'opera della carità, domanda con noi la giustizia; +solleva i miseri, ma lavora tu pure a sradicar la miseria; conforta i +vinti, ma aiutaci a preparare una società, in cui, per quanto lo +concedono la natura e la fortuna, non ci siano più nè vinti nè +vincitori. + + +Diciamo al ricco:--Se ti dice la ragione che è giusta la nostra causa, +e ti trattiene dall'abbracciarla il timore di affrettare per te e pei +tuoi figli la perdita della ricchezza, tu vivi in un inganno. +Proseguendo così le cose, non sarà il socialismo che ti toglierà il +tuo bene; saranno le catastrofi politiche e finanziarie a cui +conducono inevitabilmente il militarismo, la guerra, il debito, il +disordine, inseparabili dall'ordinamento sociale che difendi. La +caduta lontana della tua fortuna non sarà effetto della dottrina +socialista; ma delle grandi necessità sociali e economiche da cui la +dottrina è nata, e per cui si diffonde. Tu temi rivoluzioni, +sconvolgimenti, rapine! Ma se è tutto questo appunto che il socialismo +mira a impedire, contenendo le passioni violente che soffocano il +germoglio delle idee feconde, prevenendo le rivoluzioni col sollecitar +l'evoluzione, scomponendo e rifacendo l'edificio a mano a mano, perchè +la società non abbia a rimanere mai sconvolta e atterrita in mezzo a +un campo di macerie. Come non comprendi che questo movimento immenso +tende al bene di tutti? Abbraccia la nostra causa, e combattendo per +essa, tu che hai la ricchezza, darai un esempio, tu che hai +l'indipendenza, sarai una forza, e ti sentirai libero dai due peggiori +tormenti della tua vita, che sono la smania d'acquistare e il terrore +di perdere, perchè la coscienza d'esser giusto e magnanimo varrà per +te il più prezioso dei tesori, sarà la sola, vera felicità che nessun +evento, nessuna forza potrà strappar dal tuo cuore. + + +E al fanciullo del ricco, finalmente, noi rivolgiamo questo +discorso:--Tu sei nato nell'agiatezza. Se vorrai conquistarti un posto +onorato nel mondo, ti costerà assai men fatica che agli altri, perchè +sarai come un uomo armato in una lotta in cui quasi tutti gli altri +sono inermi. Sei sicuro fin d'ora che non avrai mai da patir +privazioni, mai da umiliarti per non perdere il pane, che potrai +essere facilmente buono, onesto, rispettato, contento. Ora, vedi +quanta miseria v'è intorno a te, quante dure fatiche che dànno appena +da vivere, quanti milioni di fanciulli lasciati nell'ignoranza e +nell'abbandono, quante famiglie ridotte all'indigenza senza colpa, +quante disuguaglianze ingiuste, quanti dolori senza speranza, e quante +ire e quanti odî. Ebbene, se ti dicessero che v'è modo di far sì che +tutte queste miserie siano scemate, che il lavoro non manchi a nessuno +e sia reso men duro a tutti, che tutti i fanciulli possano istruirsi e +educarsi, che le disugaglianze ingiuste scompaiano, che gli odî di +classe si spengano, che la società diventi come una grande famiglia, +in cui, se non la felicità regni almeno la pace; ma che per ottener +tutto questo bisogna che tutti i ragazzi come te rinunzino alla loro +sorte privilegiata, rientrino nelle condizioni comuni, e si rassegnino +a lavorare e a lottare per vivere modestamente come tutti gli altri, +consentiresti tu al sacrifizio? E il fanciullo ci risponde +immediatamente, irresistibilmente:--Oh, sì, vi consentirei! E come si +potrebbe non consentirvi?--E noi non gli diciamo più altro: gli +abbiamo messo il buon germe nel cuore. + + +Questi sono i nostri pensieri e i nostri sentimenti. Se non sono ogni +giorno dell'anno così benevoli, nè espressi sempre con parole così +miti, non è perchè tacciano nel nostro cuore: è perchè siamo uomini, +ossia per natura deboli, soggetti all'orgoglio, facili a irritarci +della calunnia, e anche perchè è troppo sovente offesa in noi quella +libertà di pensiero e di parola, che è una sacra eredità lasciataci +dai nostri padri e dovrebbe essere una condizione inviolabile del +nostro patto nazionale. Ma ogni anno, in questo giorno, noi rinnoviamo +sinceramente il proposito di mantener sempre l'animo e la parola alti +come la nostra Idea. Non è questo l'ultimo degli effetti benefici +della festa del 1° Maggio. E noi confidiamo che questa festa sarà +celebrata ogni anno con più serena dignità. Oh certo, essa sarà ben +più splendida e più solenne nell'avvenire! E non sarà celebrata +soltanto nelle strade e nelle assemblee; ma anche nelle famiglie, +nelle quali tutte l'idea socialista finirà con lo stringere quei +vincoli, che ora in molte rallenta, e spezza in alcune. Sarà il giorno +in cui le coscienze e i cuori restii, vinti da lento lavoro della +ragione e dalla forza degli avvenimenti, faranno atto di dedizione e +di riconciliazione con le persone amate; il giorno in cui il padre +dirà al figliuolo:--Sì, figliuol mio, sei tu che hai ragione, sei più +buono e più giusto di me, non son più soltanto tuo padre, sono un tuo +__compagno__;--il giorno in cui la moglie dirà al marito:--T'ho +contrariato, perdonami; non ti comprendevo, ora ti comprendo; e tutta +l'anima mia è con te e per la tua causa;--il giorno in cui la madre +dirà a suo figlio:--Mi arrendo; vedo ora dov'è la verità e la +giustizia; la tua festa del 1° Maggio sarà d'ora innanzi anche la +festa di tua madre.--Sì, sarà forse lontano, ma questo giorno verrà. +Noi lo crediamo come crediamo che la terra germina sotto il raggio del +sole. Crediamo che il 1° Maggio resterà e ingrandirà negli anni e nei +popoli, e che dopo aver redento il lavoro ucciderà la guerra, e che +dopo aver confuso le classi affratellerà le nazioni, e che sarà +benedetto dalle generazioni venture come una delle date più fauste e +più gloriose della storia del mondo. + + +Torino, 1896. + + + + +V. + +Per Giuseppe Garibaldi + +(_Commemorazione popolare_). + + +Invitato a commemorare Giuseppe Garibaldi in questo giorno nel quale +ogni cuore italiano risente più viva la tristezza d'averlo perduto, +non terrò un discorso ampio e ordinato dell'opera e della funzione +storica compiuta da lui, poichè nulla o poco oramai ne rimane a dire +che non torni superfluo a un uditorio di italiani colti. Parlerò il +linguaggio facile e caldo del patriotta, che, invece di dissertare sul +passato, lo risuscita, lo rivive e lascia andar tutta l'anima all'onda +degli affetti e delle memorie. Spero, così parlando, di consentire +alla disposizione d'animo dei miei uditori, ai quali non parrà forse +occasione opportuna d'un ragionamento pacato il primo anniversario di +una morte compianta. In ogni modo io chiedo perdono a voi del mio +ardimento, come già l'ho chiesto, dentro al cuore, alla memoria +augusta e amata, a cui consacro le mie parole. + + +La miglior prova della grandezza di Garibaldi è questa: che nessuna +narrazione, per quanto diffusa e eloquente delle sue avventure e delle +sue gesta, potrebbe aver mai la efficacia che ha la esposizione +brevissima e nuda dei sommi capi della sua storia. + +Concedetemi di farne qui l'esperienza, a modo d'esordio, con quella +semplicità che è una forma di rispetto per l'altezza dell'argomento e +con quella rapidità precipitosa che il cammino lunghissimo impone. + + +Nasce a Nizza, nel 1807, figliuolo di un modesto capitano di mare, e +comincia la vita, si può dire, con due atti eroici: a otto anni, +salvando da una gora una donna che annega; a tredici, salvando una +barca di compagni dal naufragio. Adora il mare, s'imbarca mozzo in un +brigantino, viaggia in oriente. A diciassett'anni va sulla tartana del +padre a Fiumicino, e visita la prima volta Roma, dove, tra +l'entusiasmo patriottico per le grandi memorie, gli balena la prima +idea dell'incanalamento del Tevere, che propugnerà cinquant'anni dopo, +con ardore ancor giovanile, nella Capitale d'Italia. Continua i +viaggi, è più volte assalito e depredato dai pirati, si riduce povero +a Costantinopoli, dove s'ammala, e fa il precettore di ragazzi per +vivere. Poi, ritornato a Nizza, divenuto capitano di bastimento, +riprende le navigazioni ardite e avventurose, con le quali principia +ad acquistar fama e simpatia; tanto che ad ogni suo ritorno gli corre +incontro sul molo una folla di popolo, a festeggiarlo, a rallegrarsi +con lui, che onora sui mari e fa onorar nei porti d'Italia e di +Francia il nome della sua città nativa. Tale è l'alba della sua +gloria. + + +In uno dei suoi viaggi in levante ode parlar per la prima volta della +«Giovine Italia», e, tocco dalla fiamma che lo arderà fino alla morte, +tornato appena in Europa, si presenta in Marsiglia a Giuseppe Mazzini, +si ascrive all'associazione, si vota per sempre alla patria. Recatosi +in Liguria, si mette all'opera, stringe relazione coi più arditi +patriotti, si arrola semplice marinaio nella flotta regia per far +propaganda fra gli equipaggi e cooperare con essi al moto imminente di +Genova. Falliti questo e il moto di Piemonte e la spedizione di +Savoia, ripara in Francia, è arrestato, riesce a fuggire, è condannato +a morte, prende altro nome, s'imbarca secondo in un brigantino, e dopo +aver salvato dalle acque un giovinetto nel porto di Marsiglia, salpa +per l'oriente. Ma, tediato della vita mercantile, s'assolda nella +flottiglia del Bey di Tunisi, e scontento anche del nuovo stato, butta +via la divisa, ritorna a Marsiglia desolata dal colèra, si fa +infermiere negli ospedali, compie l'opera pietosa fin che dura la +morìa, e non vedendo luce d'aurora in Italia, s'imbarca sopra un +bastimento di commercio e parte per l'America. + + +E qui incomincia il suo periodo eroico. Arrivato al Brasile, per +campare, si dà al commercio di cabotaggio; poi, con una barca e sedici +uomini, move guerra di corsaro contro l'impero, per la provincia di +Rio Grande ribelle. Conquistata una goletta, è assalito sul Plata da +due lancioni dell'Uruguay, mandati a arrestarlo; li respinge restando +gravemente ferito; è raccolto quasi morente da una nave brasiliana e +portato prigioniero a Gualeguay; guarisce, fugge, è inseguito, +ripreso, frustato, torturato; ma riesce a tornare a Rio Grande, dove +gli è dato il comando d'una flottiglia. Combatte, vince, naufraga, +riprende il mare e la lotta; ricaccia il nemico dal porto d'Imbituba, +protegge la ritirata dei Riograndesi, resistendo con tre navi a +venticinque, poi con settanta uomini a cinquecento; si batte a Santa +Vittoria, si batte alla stazione di Taquary, si batte all'assedio di +San Josè, e smarriti e ritrovati la sposa Annita e Menotti bambino, +già pianti perduti, a traverso a foreste sterminate, sotto pioggie +dirotte, soffrendo il freddo e la fame, cacciando al laccio e domando +puledri, spingendo davanti a sè un armento di buoi, che gli muoion per +via, riesce finalmente a Montevideo, dove, per guadagnarsi il pane, si +mette a insegnar matematiche. + +Non è che una breve tregua. L'Uruguay è in guerra col Rosas, dittatore +dell'Argentina. Stretta dal pericolo, la repubblica ricorre a lui, già +famoso, che accetta il comando d'una flottiglia e s'accinge a +un'impresa disperata. Salpa da Montevideo, sfugge alle batterie di +Martin Garcia, sguiscia fra le navi fulminanti della squadra +argentina, passa sotto una tempesta di fuoco a la Boyada, a las +Concas, a Cerrito, e proseguendo per Corrientes, assalito da forze +superiori a Nueva Cava, dopo una resistenza eroica di tre giorni e tre +notti, si salva coi suoi, incendiando le navi. Incalzato dalle truppe +del Rosas, a cui scampa combattendo, ritorna a Montevideo assediata, +sostiene la difesa guidando a sortite temerarie la legione italiana, +salva l'esercito difensore da una ritirata disastrosa, e assunto il +comando d'una nuova flottiglia e risalito con questa e con parte della +legione l'Uruguay, batte il general Lavalleja all'Eridero, s'avanza +sul fiume fino a Salto, e si spinge per terra fino a Tapevi, dove +vince la terribile battaglia di Sant'Antonio, per cui è proclamato +benemerito della repubblica. E prosegue la lotta intorno a Salto, per +terra e per acqua, finchè, richiamato dal Governo che gli affida nuove +navi e nuove truppe, risale da capo il fiume fino a las Vacas, vince +ancora una volta le schiere riunite dei luogotenenti del Gomez, e +ritorna finalmente nella capitale della repubblica, dove la sua +splendida campagna americana, di cui ogni vittoria ha fatto palpitare +l'Italia, si chiude dopo dieci anni al giungere delle prime notizie +dei moti del quarantotto, che lo richiamano alla patria. + + +Fa vela per l'Europa con un drappello dei suoi legionari e, salvato il +naviglio da un incendio in alto mare, arriva a Nizza, abbraccia la sua +vecchia madre e va a offrir la sua spada a Carlo Alberto. Non +accettata l'offerta, corre a Milano, dove il governo provvisorio gli +conferisce il comando di cinquemila volontari: troppo tardi. Ma +risoluto a combattere a ogni costo, anche caduta Milano, respinto +l'ordine del duca di Genova di scioglier le bande, richiama il paese +alle armi, arringa le popolazioni, tragitta il Ticino, occupa Arona, +risale il lago Maggiore, sbaraglia una colonna austriaca a Luino, +s'impadronisce di Varese e, stretto infine da tre corpi nemici, s'apre +la via con la baionetta a traverso alle truppe del general d'Aspre, a +Morazzone; donde, travestito da contadino, andando giorno e notte per +rupi e per macchie come una fiera inseguita, ripara in Svizzera ad +aspettare gli eventi. + + +Ma non li aspetta, li provoca; e va dalla Svizzera a Nizza, e da +Nizza, fra gli applausi di tutta la riviera d'occidente, a Genova, di +dove salpa con cinquecento volontari per portar aiuto alla Sicilia +insorta. Trattenuto dal popolo a Livorno e indotto a prendere il +comando dell'esercito toscano, si conduce a Firenze, donde, mutata +idea, parte con la sua colonna per recar soccorso a Venezia. Fermato +dal generale Zucchi alle Filigare, retrocede e accorre a Roma, e dopo +aver combattuto il brigantaggio e compressa la reazione in quel di +Rieti, nominato generale romano, vince i francesi a Villa Panfili, va +incontro ai Borbonici, li respinge da Palestrina, li batte a Velletri, +s'impadronisce di Rocca d'Arce, ritorna alla città assediata, dirige +con folgorante valore la difesa, e scampata la vita quasi per prodigio +nel combattimento disperato di Villa Spada, esce dalle mura, quando +tutto è perduto, con la sua legione, per risollevare l'Umbria e le +Marche, e sfugge con una marcia maravigliosa d'accorgimenti, di +fatiche e d'audacie a quattro eserciti, il francese, l'austriaco, il +borbonico, lo spagnuolo, che gli dànno la caccia invano per venti +giorni da Monte Rotondo a San Marino, dove, sotto la protezione della +repubblica, depone le armi. + + +Ma non rinunzia a combattere. Ribelle all'arciduca Ernesto che +gl'impone il ritorno in America, scompare di notte, con duecento fidi, +da San Marino, guizza fra le sentinelle nemiche, perviene alla riva +dell'Adriatico, e tenta, con una squadra di barche a vela, di +raggiunger Venezia. È assalito dagli incrociatori austriaci, si getta +sulla costa di Magnavacca, e fugge tra boscaglie e canneti, braccato +da gendarmi e da croati; e gli muor tra le braccia la moglie, a cui +non può dar sepoltura, e riprende la corsa per le paludi di Ravenna, +e, varcato il confine toscano, riesce a rifugiarsi a Chiavari, dove +l'autorità piemontese l'arresta. Costretto a lasciare il Piemonte, +cerca asilo a Tunisi, ma il Bey gli rifiuta l'asilo; ripara alla +Maddalena, dove salva dal naufragio un canotto sardo, ma il Governo +sardo lo sfratta anche dall'isola e lo manda a Gibilterra; respinto +anche da Gibilterra, si rivolge alla Spagna: lo respinge anche la +Spagna; e allora si raccoglie a Tangeri, dove imprende a scrivere le +sue memorie. Ma tutt'a un tratto getta la penna, e va da Tangeri a +Liverpool, e da Liverpool a Nuova York, dove si mette a fabbricar +candele, e di là, comandante d'un legno mercantile, dopo esser stato +in fin di vita a Panama, al Perù, e dal Perù alla China, e di qui a +Nuova York un'altra volta, e da Nuova York in Europa, dove si da al +cabotaggio da capo, e pianta la tenda nell'isola di Caprera, donde lo +chiama Vittorio Emanuele nel cinquantanove a capitanare i cacciatori +delle Alpi. + + +Scoppiata la guerra, con una brigata di tremila e cinquecento +cacciatori, senza un solo pezzo d'artiglieria, ributta gli austriaci a +Ponte di Casale, entra in Lombardia, batte il nemico a Varese, lo +batte a San Salvatore, lo batte a San Fermo, entra vittorioso a Como, +a Bergamo, a Brescia, donde la sua presenza sola allontana il nemico; +passa sotto gli ordini del re, e si batte ancora una volta prodemente, +a Rezzato. E appena conchiusa la pace, si rimette all'opera. Chiamato +dal Ricasoli, riordina e rianima l'esercito toscano; eletto secondo +comandante dell'esercito dell'Italia centrale, va con due divisioni, +per provocare l'insurrezione nelle Marche, sui confini pontifici, +donde Vittorio Emanuele lo richiama; e a Genova promove la +sottoscrizione per un milione di fucili, e a Torino fonda +l'«Associazione della nazione armata», e, deputato di Nizza, va a +combattere in Parlamento la cessione della sua città natale alla +Francia. Ma dalla riva del Po lo porta un'ispirazione divina alla riva +del mare. Salpa coi __mille__ da Quarto, sfugge agli incrociatori +borbonici, sbarca a Marsala, vince a Calatafimi, vince a Palermo, +vince a Milazzo, passa lo stretto, s'impadronisce di Reggio, trasvola +come un fulmine, spazzando dinanzi a sè ogni resistenza, da Reggio a +Salerno, entra trionfante in Napoli sotto la minaccia dei forti non +espugnati, sconfigge l'esercito di Francesco II al Volturno, respinge +una sortita da Capua, proclama l'annessione delle due Sicilie, depone +la dittatura, rifiuta ogni ricompensa, e dispare. + + +Da Caprera, visitata da ammiratori d'ogni popolo, va, deputato di +Napoli, a Torino, a perorar la causa dei suoi volontari alla Camera, +dove solleva una tempesta; ma si riconcilia col Cavour tre dì dopo, e +scampato a un tentativo d'assassinio nella sua isola, rifiutato il +comando dell'esercito offertogli dagli Stati Uniti, composti +nell'assemblea di Genova i dissidi del partito rivoluzionario, compie +un viaggio trionfale nella Lombardia, preparando in segreto un colpo +di mano contro l'Austria. Fallito questo, corre a Palermo a lanciare +il grido: «Roma o morte», attraversa la Sicilia, salpa da Catania, +sbarca con tremila volontari in Calabria. A Aspromonte è arrestato +dall'esercito regio, ferito, imprigionato, prosciolto, ricondotto al +suo scoglio; dove, estrattagli la palla dal piede, ma ridotto sulle +grucce, dolente ancora, promove una spedizione per la Polonia insorta; +dopo di che, invitato, si reca in Inghilterra ed entra in Londra fra +l'entusiasmo frenetico d'un milione di creature umane, che lo salutano +come un dio. Tornato in Italia, va a predisporre all'isola d'Ischia, +sotto gli auspici del re, una spedizione in oriente, per suscitare un +moto contro l'Austria nella Galizia e nell'Ungheria; e il disegno va a +monte; ma un altro campo di guerra lo chiama; e alla testa di +trentamila volontari irrompe nel Trentino, si batte contro gli +austriaci a Monte Suello, dov'è ferito di palla a una gamba, si batte +a Vezza, si batte a Condino, espugna il forte d'Ampola, s'impadronisce +di Monte Notta, conquista Monte Giovo, vince a Bezzecca, e non depone +le armi che alle porte di Trento, dove l'armistizio lo arresta. + + +Tornato alla sua isola, ne riparte per fare un viaggio nel Veneto e +nella Toscana, predicando una spedizione su Roma; e migliaia di +volontari si movono; ma quando egli sta per varcare i confini, è +arrestato, è tradotto prigioniero in Alessandria, ricondotto a +Caprera, posto sotto la guardia di nove legni da guerra. Ma invano. +Sfugge solo di notte, in una chiatta, alla vigilanza della squadra, +raggiunge la Maddalena, approda in una barca di pescatori in Sardegna, +arriva ignorato a Livorno e a Firenze, vola nello Stato romano, vince +i pontifici a Monterotondo, s'impadronisce di Viterbo, di Frosinone, +di Velletri, e marcia su Roma. Soverchiato a Mentana, in una battaglia +accanita in cui cerca invano la morte, da pontifici e francesi +riuniti, e ripassato il confine, è arrestato alla stazione di Filigne, +messo di forza in un treno, portato prigioniero al Varignano, e +ricondotto un'altra volta a Caprera; di dove un'altra volta fa vela +per accorrere in aiuto alla Francia repubblicana, invasa dai tedeschi. +E batte i tedeschi a Chatillon-sur-Seine, vince a Prenois, vince nelle +fazioni di Saint-Martin e di Saint-Symphorien, difende per tre giorni +Digione, strappa una bandiera al nemico a Pouilly, e glorioso di venti +combattimenti, in cui non toccò una sconfitta, eletto deputato +d'Algeri, pagato d'ingratitudine all'assemblea di Bordeaux, rinuncia +alla deputazione e ritorna, addolorato, ma senza rancori, al suo +scoglio. + + +Ed ora non combatterà più: la sua grande epopea di capitano è finita. +Ma non quella di tribuno della patria e di apostolo universale di +giustizia e di pace. Parla una parola alta e serena nella quistione +formidabile che sorge con l'«Internazionale», va a Roma a caldeggiare +la sua antica idea dell'incanalamento del Tevere, si pone a capo della +«Lega della democrazia», va ancora una volta a Milano per la +commemorazione solenne di Mentana, tuona di sdegno generoso contro +l'invasione francese di Tunisi, torna per l'ultima volta nella sua +amata Palermo per il festeggiamento dei Vespri, si vale ancora negli +ultimi giorni di ogni ora di respiro che gli dà la malattia di cui +morrà per far sentire la sua voce in pro degli oppressi d'ogni paese e +predicar la speranza d'un miglior avvenire per la sua Italia e pel +mondo; e finalmente, un mese prima di compiere il settantacinquesimo +anno, la sera del due di giugno del 1882, rende l'anima grande +all'infinito. Quanti secoli trascorreranno prima che si chiuda in +un'altra vita umana una così maravigliosa istoria di lotte, d'affanni, +d'ardimenti, di miracoli di prodezza, di genio e di forza, rivolti +tutti a un così santo fine e coronati da una così luminosa fortuna? +Oh, glorifichiamolo pure. Nessuna lode è soverchia sulla sua tomba. +Dante gli avrebbe dedicato un canto, Michelangelo una statua, Galileo +una stella. + + +E ora che altro si può dire, se non quello che tutti sanno: che il +merito supremo di Garibaldi fu di aver reso popolare il movimento +italiano? E diciamolo pure, poichè è una di quelle verità che il +consenso comune appunto rende sempre grato il ripetere. Togliamo col +pensiero Garibaldi dalla storia della nostra rivoluzione. Non si può +giudicare storicamente impossibile che la liberazione e l'unificazione +d'Italia si compissero senza il concorso dell'opera sua. Noi possiamo +supporre l'esercito dei Borboni vinto e disperso in tre grandi +battaglie successive dall'esercito di Vittorio Emanuele, sceso dalle +Marche, o l'insurrezione di Sicilia vincitrice, qualche anno più +tardi, con l'aiuto di quella stessa brigata Reggio che Garibaldi aveva +chiesto al re, comandata da un generale dell'esercito, e sbarcata a +Marsala dalla regia flotta. Ma che immenso vuoto non ci ritroveremmo +dinanzi! Possiamo raffigurarci Napoli senza il Vesuvio e Venezia senza +San Marco? Il popolo italiano sarebbe ugualmente redento e uno; ma +quasi ci pare che sarebbe un altro popolo; poichè nè Vittorio +Emanuele, nè il Cavour, nè il Mazzini avrebbero potuto destargli +nell'animo la fiamma per cui la nostra rivoluzione divampò davanti al +mondo come un incendio. E in fatti: il Mazzini era un apostolo, non +potente che per la forza della parola, la quale nè a tutti giunge, nè +da tutti è intesa, ed ha effetti sparsi e lenti; oltrechè al Mazzini +mancò la virtù abbagliante della fortuna. Il Cavour era un grande uomo +di Stato; ma solitario e quasi invisibile al popolo nella sua +altezza; nè la natura del suo genio nè quella della sua opera eran +tali da essere pienamente comprese e da poter suscitare l'entusiasmo +delle moltitudini lontane dal campo in cui egli operava. Vittorio +Emanuele era un re popolare e guerriero; ma non era figlio del popolo; +e la sua forza, la sua azione era così complessa e commista con quella +del suo governo, informata d'elementi così diversi, palesi ed occulti, +facili e non facili a comprendersi e a valutarsi, che non potevano le +plebi, in specie quelle del mezzogiorno, vedere come incarnata in lui +la rivoluzione d'Italia e quasi inviscerarsi la sua gloria e sentire +nel proprio sangue il suo sangue. Ora Garibaldi raccolse in sè tutto +quello che a quei tre italiani insigni mancò. Ebbe la fortuna che +fallì al Mazzini, l'aureola maravigliosa che non ebbe il Cavour, e +quel fascino di guerriero combattente per impulso e vincente per genio +e per valore proprio che non poteva avere Vittorio Emanuele; e +aggiunse a tutto ciò una potenza infinita di farsi amare. Questo era +necessario all'Italia. Dieci milioni d'italiani, sciogliendosi +dall'odio mortale che li aveva scatenati contro la tirannia borbonica, +si ritrovarono con l'immenso amore di Garibaldi nel cuore. Egli non fu +soltanto una grande forza: fu l'originalità, la bellezza, la poesia +della rivoluzione italiana. Egli ebbe questo grande merito in faccia +alla storia, come disse in Germania un illustre apologista del conte +Cavour: quello d'insegnare ai suoi contemporanei e alle future +generazioni la consolante verità: «che anche in tempi grandemente +civili la santa energia d'una passione primitiva è una potenza fra gli +uomini». + + +E quale potenza! Essa fu tale che l'averne veduto i segni incantevoli +è per gli italiani della generazione che tramonta uno dei più grandi +conforti della vita. E giova notare prima d'ogni cosa che Garibaldi +rinfiammò all'improvviso l'entusiasmo delle moltitudini in un momento +in cui ve n'era bisogno supremo. La pace di Villafranca, troncando +all'improvviso sul Mincio la guerra che doveva «liberar l'Italia fino +all'Adriatico» ci aveva posti in condizioni difficili e tristi. +Minacciati dall'Austria, con la quale, anche più forte sul Mincio che +sul Ticino, non potevamo misurarci da noi soli; diffidenti della +Francia, che si temeva non paga della Savoja e di Nizza, ma intesa a +chiedere nuove terre in compenso della sua protezione necessaria; +irritati contro il governo di Torino che pareva peritoso, quasi +restìo, per ragioni non da tutti comprese, all'annessione delle +provincie centrali; ci trovavamo in uno stato tanto più intollerabile +in quanto, pure avendo coscienza che non potesse durare, non vedevamo +per qual via si potesse uscirne. Giorno per giorno sbollivano gli +entusiasmi, crescevano i sospetti e s'inasprivano le passioni +partigiane, aggravando le difficoltà che già da ogni parte premevano +l'opera amministrativa del nuovo Stato, sospinto avanti e rattenuto a +un punto da forze opposte. A noi che non misuriamo il tempo con la +impazienza ardente che agitava gli animi allora pare un assai breve +tratto quello che trascorse dal luglio del '59 all'aprile del '60; ma +allora i mesi contavano per anni. Parevan già tanto lontane, dopo men +d'un anno, le belle vittorie di Palestro e di San Martino, dopo le +quali nessun fatto era più seguito che facesse rialzar la fronte agli +italiani, e riaccendesse la loro fede nel proprio ideale e nella +propria forza! Che erano i moti per cui s'eran liberate le provincie +centrali? Avvenimenti fausti e onorevoli; ma non glorie guerriere. +Dopo quella grande ebbrezza dei trionfi sul campo riusciva meschina e +quasi vile l'azione diplomatica lenta, circospetta, coperta, che dava +alimento ai più strani timori e offriva bersaglio alle più nere +accuse. Occorreva qualche grande cosa. Il popolo, la gioventù sentiva +questo bisogno, e fremeva, e si volgeva intorno, rodendo il freno, +aspettando che da qualche parte s'alzasse una bandiera e suonasse uno +squillo di tromba. Era un ribollimento di desideri, d'ire, di +rammarichi, di discordie, che, se tra poco non si fosse aperto loro +una via di fuga, sarebbero forse scoppiati in guerra civile. + +E allora comparve Garibaldi. Diciamo: comparve allora, perchè la sua +vera e grande popolarità non cominciò per tre quarti d'Italia che nel +1860. Allora si sentì quella sua voce magica che a traverso al mar +Tirreno chiamava la gioventù italiana alla santa crociata di Sicilia, +e c'era giunta appena la notizia del suo ardimento, che due vittorie +inaspettate, l'una sull'altra, come due colpi di fulmine, facevano +un'eco immensa al suo grido. Chi era questo Garibaldi? Molti, nel +popolo, non lo sapevano ancora che vagamente. Un nizzardo, un soldato, +che aveva combattuto in America e a Roma, quello che aveva condotto +gli emigrati lombardi nel '59, un uomo biondo, vestito di rosso, +buono, intrepido, povero, con una voce e uno sguardo che +affascinavano, un paladino di tutti gli angariati, un vendicatore di +tutte le ingiustizie, che con una mano gittava davanti a sè delle +folgori e con l'altra accarezzava la fronte ai feriti e spandeva +consolazioni e speranze. E allora si videro prodigi. Il suo nome +passava come un soffio di fuoco sul paese, e per lui gli operai +lasciavano le officine, gli studenti disertavano le scuole, i signori +abbandonavano i palazzi e le ville, e le spose dicevano:--Va!--le +madri non osavano di piangere, le fidanzate baciavano la sua immagine, +i vecchi benedicevano, i fanciulli fremevano. Partire, raggiungerlo, +attirare un suo sguardo combattendo, una sua parola cadendo, morire +vedendolo passar vittorioso da lontano, era il sogno di tutti i +giovani d'Italia. L'entusiasmo per lui spegneva in ogni parte passioni +ignobili e bassi pensieri, rialzava cuori di scettici e anime di +disperati, suscitava come nembi di scintille propositi di sacrificio e +virili ambizioni in tutti gli strati del mondo sociale. Ed anche fuori +della società. E si videro in conventi solitari monaci rozzi e inerti, +che non avevano mai amato nè compreso la patria, comprenderla ed +amarla per la prima volta nel suo nome, e compiere o meditare il +proponimento d'andar a combattere al suo fianco. E perfino nelle +carceri e nelle galere, dove freme l'omicida non pentito, meditando +nuovi delitti, si vide qualche volta anche in quel fango umano, tocco +dal caldo raggio della sua gloria, sbocciare il fiore d'un entusiasmo +generoso, si sentì anche dalle bocche più nefande pronunciare il suo +nome come una parola di redenzione e d'amore. Se altro egli non avesse +fatto sulla terra, avrebbe diritto per questo solo alla benedizione +della patria e alla gratitudine del mondo. + + +E tutto questo, che par leggenda, è storia, o meglio: è l'una e +l'altra cosa ad un tempo, poichè di leggenda la vita di Garibaldi +presenta già la vaga e grandiosa bellezza, nè ha più bisogno, come +quella d'altri uomini somiglianti, d'acquistar nulla col tempo +dall'immaginazione umana. Che cosa le potrebbe aggiungere, in fatti, +la fantasia popolare se già ora la mente del popolo stenta a crederla +e ad abbracciarla intera nella sua realtà quasi ancora parlante e +visibile? E la maggior prova di questa apparenza di prodigio storico +che ebbe Garibaldi nel tempo nostro è la difficoltà quasi insuperabile +che trovarono molti contemporanei della classe colta, anche +d'intelligenza non volgare, ma chiusa in uno stretto cerchio di idee, +e d'animo non ignobile, ma freddo, a comprenderlo e ad ammirarlo. Non +iscoprivano la ragion vera della sua enorme potenza, che attribuivano +a una quasi miracolosa cospirazione di fortune propizie, in cui non +avesse parte alcuna, o poco più che nulla, la virtù sua; scambiavano i +suoi eroici errori di fanciullo sublime con aberrazioni vanitose d'un +cervello angusto; giudicavano mostruosità quello che in lui era +grandezza, e su questa pedanteggiavano, giungendo fino a riprovare +come sconveniente e risibile la sua foggia singolare di vestire, +divenuta ora gloriosa e incancellabile dalla mente delle generazioni +come la divisa del Buonaparte, poichè non comprendevano da che varie e +intime ragioni di sentimento poetico della vita, di amabile giovinezza +d'animo, di sprezzo istintivo d'ogni servitù e d'intuito dell'istinto +artistico del nostro popolo anche quella sua originalità derivasse. +Facevano rispetto a lui come gli accademici arcigni che appuntano +trionfando le offese alla geografia nell'Ariosto e gli errori di gusto +nello Shakespeare. Guardandolo con occhio falso vedevano un Garibaldi +falso, un grand'uomo sbagliato, portato sugli altari dalla passione di +parte degli astuti e dall'idolatria cieca degl'ingenui. E di costoro +non è tutta spenta la razza. Ma furono o saranno severamente puniti +dal loro medesimo errore: morirono, moriranno senz'aver amato +Garibaldi. + + +Tutti costoro, e anche molti di quelli che nel campo politico opposto +l'ammirarono, avrebbero voluto un Garibaldi prudente e docile, una +specie di «generale a disposizione del ministero» che non movesse +passo se non per ordine e parlasse il linguaggio ponderato d'un +diplomatico; che non fosse altro, insomma, che una bella insegna di +rivoluzione, la quale il Governo potesse sventolare a tempo opportuno +e ripiegare quando gli paresse. Ma il Garibaldi potato e castigato che +essi sognavano era un Garibaldi impossibile. Egli non poteva essere se +non quello che fu. Alle sue biasimate ribellioni egli fu mosso da +quella stessa virtù che lo spinse a tutti quegli altri atti audaci, +fortunati e lodati, coi quali rese i più grandi servigi al proprio e +ad altri paesi; e quella virtù era una fede assoluta nella forza +d'entusiasmo e di sacrificio del suo popolo, nella invincibilità della +causa della giustizia e nel favore della fortuna che fin dalla prima +giovinezza gli aveva «porto la chioma». Egli credeva fermamente che +allo scoppiar di una guerra contro l'Austria, contro la Francia, anche +contro l'Europa intera confederata a comprimere il nostro diritto, +sarebbero sorti dalla terra italiana milioni di uomini prodi come lui, +risoluti a una resistenza disperata, lieti come lui di dar la vita +alla patria. Capace egli di far miracoli, credeva nei miracoli della +sua nazione. Come pretendere che un tal uomo avesse dell'opportunità +politica, dell'importanza dei trattati, della necessità delle +alleanze, delle tradizioni, della legalità, delle convenienze +diplomatiche lo stesso concetto che n'avevano i ministri della +monarchia? E anche nelle due imprese temerarie che gli fallirono, e +per cui fu tre volte prigioniero, per quanta parte non fu indotto a +lanciarsi avanti e a persistere dall'incertezza ambigua del governo, +che non s'oppose ai principii, e gli gridò:--Indietro!--troppo tardi, +lasciando credere fino all'ultimo a milioni d'italiani che sotto al +divieto palese ci fosse un consenso occulto, conforme alla doppia +politica ch'egli aveva seguìto anche riguardo all'impresa di lui più +fortunata? Fu chiamato Garibaldi __fulmine di guerra__, e ai suoi scoppi +improvvisi e agli incendi che suscitò e alle distruzioni che fece +l'Italia deve in parte la propria redenzione; ma il fulmine nè si +guida nè si corregge; non si doma che disperdendone la forza nella +terra. In verità, noi crediamo che, considerando l'indole e le virtù +senza le quali Garibaldi non sarebbe stato chi fu, e i procedimenti +dei governi ai quali egli servì e disobbedì a volta a volta, e la +forza immensa ch'ebbe nel pugno, le generazioni venture si +maraviglieranno che ei non abbia fatto della legge un assai maggior +strazio di quello che fece. + + +Ma non è che le sue intemperanze e le sue temerità, perchè furon +cagioni di turbamenti e di pericoli, non abbiano recato al paese altro +che danno. Chi non comprende ora quanto abbia giovato ad affrettare il +compimento della liberazione della patria quella voce che gridava +infaticabilmente:--Armiamoci, scotiamoci, operiamo,--che manteneva in +continuo fermento la gioventù come il tonare non interrotto d'un +cannone, che, predicando senza posa la fede e l'audacia, faceva +l'effetto come d'uno sprone infocato, perpetuamente confitto nel +fianco della nazione? Chi può negare che abbian concorso a persuadere +il mondo che Roma era necessaria all'Italia anche quelle due disperate +imprese del sessantadue e del sessantasette con le quali egli provò +che l'Italia non avrebbe avuto mai pace senza la sua capitale storica, +che l'incendio cento volte soffocato si sarebbe cento volte riacceso, +che Roma non italiana sarebbe stata un'eterna minaccia di guerra +all'Europa? Chi può affermare che l'esercito sparso degl'impazienti e +degli audaci non sarebbe stato causa di ben più gravi turbamenti +interni se non l'avesse contenuto la speranza, anzi la certezza che +nessuna occasione d'operare, anche arrischiatissima, egli avrebbe +lasciato sfuggire, che, lui vivente, una politica indietreggiante non +sarebbe stata possibile mai, e una politica immobile non avrebbe mai +potuto durare, se anche fossero saliti al potere dei nemici mascherati +della rivoluzione? Ogni volta che il paese, irritato degl'indugi e +della pazienza dei governanti, incominciava ad agitarsi, egli si +gittava innanzi a capo basso, urtava contro un muro di bronzo, e +cadeva: era per molti un delitto, per tutti un dolore; ma era uno +sfogo, una protesta, una sfida, un grido che non moriva senz'eco nel +mondo. Caduto il ribelle, riusciva a tutti più evidente e imperiosa la +necessità di raggiunger lo scopo comune, una scintilla della fiamma +soffocata penetrava anche nell'animo dei più freddi, la diplomazia si +riscoteva come per una sferzata, sulle traccie dell'audacia fallita +faceva un passo innanzi perfin la prudenza, e la paura si vergognava. +Egli viveva ancora, che già ci appariva sotto un tutt'altro aspetto +anche quello che fu giudicato il suo più grande errore. Nel 1870, su +tutte le vie per cui l'esercito italiano moveva a Roma, precedeva le +colonne, avanguardia ideale, Garibaldi, e segnavano loro il cammino le +gocce di sangue stillanti otto anni innanzi dalle sue carni. + + +Ma anche quelli che giudicano più severamente le sue temerità e le sue +ribellioni sono forzati a riconoscere l'alta chiaroveggenza politica +di cui egli diè prova, il sapiente impero che seppe esercitare sulle +proprie passioni nei momenti supremi. È questo uno dei caratteri +singolari della sua grandezza: di essere ammirabile per le virtù +opposte. Quando è necessaria l'unione di tutte le forze della patria +contro lo straniero, egli, __nemico della causa dei re__, offre il suo +braccio e quello dei suoi soldati d'America a un re, che «s'è fatto il +rigeneratore della penisola» e per quel re «è pronto a versare tutto +il suo sangue». Dieci anni dopo, per la stessa necessità della patria, +è tra i primi a fondare quel nuovo «partito nazionale» che stringe +intorno alla monarchia i più alti ingegni e le spade più prodi, devote +fino a quel giorno all'idea repubblicana. Con la bandiera di Vittorio +Emanuele parte per la grande impresa, nel 1860, e, non accecato, ma +illuminato dalla fortuna, opera per modo in Sicilia che basta per due +mesi la sua autorità a tenervi luogo di governo e di leggi; onde il +conte di Cavour, che da prima temeva, finisce con scrivere al +Persano:--Se Garibaldi non vuole l'annessione immediata, sia lasciato +libero di fare a suo talento.--Nell'ottobre dell'anno stesso, a +Napoli, in quel momento terribile, in cui, disputandosi l'animo suo i +fautori del plebiscito immediato e quelli dell'elezione di +un'assemblea, corse pericolo l'unità nazionale, fu la sua improvvisa +ispirazione:--«non voglio assemblea, si faccia l'Italia»--fa questo +grido suo che salvò l'Italia. Fu nel 1861 l'inaspettata, saggia, +nobilissima temperanza con la quale egli rispose a una lettera dura e +provocante del più popolare generale dell'esercito, quella che troncò +sull'atto un conflitto che poteva esser principio d'un periodo funesto +di discordie e di guai. Nel 1862, dopo il fatto di Sarnico, +spontaneamente egli si ricrede intorno all'opportunità d'una +spedizione contro l'Austria, desiste dal proposito, sconsiglia gli +arrolamenti, e con saggie parole dissipa dall'orizzonte ogni nube. +Quattro anni dopo, quando riceve l'ordine di ritirarsi dalla frontiera +del Tirolo, nel punto che gli si apre dinanzi, dopo tanti stenti e +sacrifici sanguinosi, il periodo più facile e splendido della guerra, +con infinito rammarico, ma senza un momento d'esitazione, senza una +parola di lagnanza, obbedisce. E durante il suo viaggio trionfale in +Inghilterra, benchè porti in cuore un alto proposito, benchè patriotti +ardenti d'ogni paese lo stringano e mille occasioni lo tentino, non +profferisce una sola parola che possa provocare contro lo Stato che +l'ospita la più lieve lagnanza dei governi contro i quali è solito +scatenare i suoi sdegni. E anche nell'ultimo anno della sua vita, +quando ancora bollente d'ira per l'offesa subita dall'Italia a Tunisi, +giunge a Palermo per la commemorazione dei Vespri, quando si teme da +tutti gli amanti della pace ch'egli prorompa contro la Francia in +parole terribili, per cui si risollevino le passioni che già s'eran +quietate, egli, con sovrana saggezza, rivolge al popolo palermitano un +discorso, nel quale della Francia non pronuncia il nome e della +quistione di Tunisi tace. Bene dice il più appassionato dei suoi +apologisti che egli «poteva inveire, minacciare, gittare in mezzo alla +nazione parole tremende ch'eran pericolosi tizzoni d'incendio, ma che +quando li vedeva divampare in fiamme minacciose al sacro edificio +della patria, accorreva per il primo a soffocarli col piede» e vero è +ciò che quegli soggiunge che «anche i suoi più esaltati e temerari +seguaci non avrebbero osato mai di lanciare il grido ultimo della +discordia, di dare il segnale irrevocabile della guerra civile, mai, +fin ch'egli viveva». Sangue di guerra civile corse una volta sola +sotto i suoi occhi, a Aspromonte. Ma egli ordinò di cessare il fuoco +ai primi colpi, e con che nobili parole, pure giustificandosi in +parte, confessò il suo errore nelle sue __memorie__.--«Io dovevo andarmene +prima dell'arrivo della truppa, __e non lo feci__.--Avrei dovuto anche +frazionare di più la gente--__e non lo feci__.--Tutte le misure che +potevano allontanare la catastrofe io avevo in mente di eseguire, ma +ciò doveva essere eseguito con la celerità che mi aveva servito in +altre occasioni.... __e non lo feci__».--Quanta tristezza, che sincero e +profondo rammarico nella ripetizione di quelle tre semplici parole! +Rammarico tanto più generoso in quanto egli avrebbe invece potuto +dire:--Se m'avessero intimato la resa prima d'assalire, io mi sarei +arreso, avanti che partisse un colpo di fucile.--Se non ci fossero +corsi addosso appena ci videro, non si sarebbe sparso sangue.--A farci +deporre le armi bastava che ci lasciassero il tempo di riaverci dalla +sorpresa.... e non lo fecero. + + +L'impero ch'egli esercitò sulle proprie passioni nei momenti +supremi--si disse. Ma noi crediamo che questa espressione non dica il +vero. A ciascuno di quegli atti che furon detti di ribelle e +pericolosi alla patria egli fu mosso dalla profonda coscienza di far +cosa utile alla patria, che è quanto dire, di compiere un dovere che a +lui solo era imposto; e non desistette, non si ritrasse mai se non +quando fu persuaso d'essere in errore. Quando la somma idea del vero, +del giusto, dell'utile gli balenava, cessava in lui ogni conflitto +della volontà con la passione, poichè una passione che la sua +coscienza giudicasse contraria all'interesse della patria nell'anima +sua non capiva. Non domò sè stesso in quei momenti supremi; ma +comprese, si ravvide e cedette senza sforzo agl'impulsi mutati e +concordi della sua ragione e del suo cuore. Ricordiamo quello che fu +uno dei giorni più gloriosi della sua vita e dei più fortunati della +nostra storia, quello splendido 26 ottobre del 1860, quando nel +piccolo villaggio di Cajanello le avanguardie delle sue legioni +vittoriose, venendo da Capua, e i primi battaglioni dell'esercito +regio, calando da Venafro, s'incontrarono. Mai non rischiarò il sole +d'Italia un così bello e fausto incontro di vincitori. Smontato di +sella, in mezzo ai suoi ufficiali immobili, Garibaldi aspettava. +L'alba imbiancava l'Appennino e il vecchio castello di Teano e tutto +quel bel paese austero della Campania, su cui da pochi giorni, dopo +molti secoli, spirava l'aria della libertà. Qua e là per la campagna, +tra i vapori del mattino, fiammeggiavano da una parte le divise dei +volontari, sventolavano dall'altra i pennacchi dei bersaglieri. Era da +un lato la rivoluzione, dall'altro la monarchia, tutt'e due coronate +dalla vittoria, piene di forza e di alterezza, memori entrambe di +gelosie e di contrasti recenti, non riconciliate in fondo al cuore, +presaghe di discordie e di conflitti futuri. Nell'uno e nell'altro +esercito regnava il silenzio di un'aspettazione solenne. E Garibaldi, +chiuso nei suoi pensieri, aspettava e taceva. A un tratto echeggiarono +le fanfare reali e corse un fremito per i due campi. Che sarà passato +per il cuore di Garibaldi, sia pure per la durata d'un lampo, al suono +di quelle trombe? A quell'annuncio che segnava la fine del suo comando +supremo, che suonava come un superbo alto là opposto al suo corso di +trionfatore e gli metteva di fronte un'altra gloria a cui era +necessità di vita l'offuscare la sua, forse a quell'annunzio egli si +sentì rialzare nell'anima tutto il suo passato, e il rancore per la +sua Nizza perduta, e l'ira per la via di Roma preclusa, e la coscienza +d'aver ancora nel pugno mezza Italia, tutto questo forse, confuso in +un impeto di ambizione e d'orgoglio, gli sollevò il sangue e gli velò +la ragione.... Certo, ciò supponendo, può parer più ammirabile lo +slancio con cui, cacciato avanti il cavallo, egli tese la mano e +gridò:--Salute al re d'Italia!--e si comprende come s'induca più d'un +oratore a trarre da una tal supposizione un forte effetto drammatico +in onore di lui. Ma noi crediamo che non uno di quei pensieri, non +un'ombra di quei sentimenti sia passata nel suo cuore in quel punto. +La sua volontà era già ferma, il suo animo era già quieto fin da +quando un'illuminazione improvvisa della mente gli aveva fatto dire a +Napoli:--«Non voglio assemblea, si faccia l'Italia».--No, il suono di +quelle trombe non turbò neppure un istante la serenità dell'anima sua, +lo spettro della guerra civile non s'affacciò neppure alla sua mente; +non ebbe bisogno di riflettere, non gli occorse di vincer sè stesso; +egli fu grande senza lotta. Un solo pensiero egli ebbe in quel +momento, e lo espresse: il desiderio d'affratellare sui campi di +battaglia i volontari e i soldati, di proseguir la guerra alla testa +dei liberatori di Napoli, al fianco dei liberatori delle Marche, +avanguardia di Vittorio Emanuele, antesignano degli eserciti uniti. +Presentendo imminente una battaglia al Garignano, chiese al re l'onore +del primo scontro. Non l'ebbe. «Egli si batteva da troppo lungo tempo, +le sue truppe erano stanche, si doveva mettere alla riserva». Questo +solo gli turbò la serenità dell'anima. Ma fu grande anche allora. Più +grande d'ogni più sdegnoso sfogo di dolore fu la tristezza rassegnata +di quelle semplici parole:--«Ci hanno messi alla coda»--con le quali +egli annunciò la sera ai suoi fidi il suo splendido sogno svanito. + + +Singolarissima natura, semplice nell'apparenza, ma nel fondo così +complessa, dotata di virtù e capace di passioni così rare a trovarsi +congiunte in un uomo, che, vivo ancora, egli può esser giudicato a +volta a volta dagli stessi giudici in cento modi dissimili, apparire +ai lontani, sotto certi aspetti, infinitamente diverso da quello che +è, rivelare anche a chi gli vive accanto da anni, con parole +inaspettate e atti imprevedibili, lati nuovi e mirabili di sè stesso, +essere nel suo paese medesimo adorato, odiato, benedetto, vilipeso, +levato al cielo come il più alto benefattore del suo popolo e +segretamente desiderato morto come un flagello vivente, come una +calamità incarnata della sua patria. Lo credono i più d'animo incerto, +pieghevole a tutte le pressioni di chi lo circonda, operante quasi +sempre più per impulso altrui che di moto proprio; ed è invece così +tenace nelle sue idee e forte nelle sue volontà, e sta così fieramente +in difesa dell'indipendenza loro, che il discutere con lui--come dice +uno dei suoi biografi--anche per chi egli più stima ed ascolta, è la +più ardua, la più erculea delle imprese.--E così forte di volontà +nelle cose grandi, è nelle piccole il più arrendevole uomo che sia +stato mai, incapace di rifiutare un favore, che anche gli costi un +sacrificio, a chiunque lo chiegga con dolcezza, facile come un +fanciullo a lasciarsi ingannare da ogni più lieve apparenza di +generosità e di rettitudine. Ha trascorso quasi tutta la sua vita fra +le lotte e il sangue, in faccia alla morte, esperimentando tutte le +forme dell'iniquità e dell'efferatezza umana; e ha serbato una così +dolce mitezza d'animo che si leva una notte d'inverno per andar a +cercare un'agnella smarrita, di cui ha udito il belato fra le rocce +della sua isola, e ama gli alberi e i fiori come creature vive, e si +arresta commosso davanti alla bellezza d'un'aurora o al canto d'un +usignuolo, ed espande in versi i suoi affetti come un innamorato di +venti anni. Il fulminatore del Papato, che vuol fondare la religione +del Vero, il flagellatore furibondo d'ogni superstizione, che è per +milioni di credenti il più sacrilego propagatore di miscredenza +demagogica, crede fermamente in Dio, crede nell'efficacia delle +preghiere di sua madre morta, che gli appare davanti di pieno giorno, +crede trasmigrate in due uccelli che si posano ogni giorno sul suo +balcone le anime delle sue bambine perdute. L'uomo che par fatto dalla +natura alle battaglie e alle tempeste, che fa sua la sentenza del +capitano spagnuolo:--«la guerra è il vero stato dell'uomo»,--e al +quale si direbbe che l'alito immenso delle moltitudini debba essere un +elemento necessario dell'aria che respira, ama invece di così profondo +amore il raccoglimento e la solitudine, che, ogni volta ch'ei possa, +frappone il mare fra sè e il mondo, e vive per mesi e per anni nel +silenzio d'un'isola deserta come chi a una tal vita, e non ad altra, +sia nato, e da quella non uscito mai che per forza degli eventi, a +malgrado proprio, e facendo violenza alla sua natura. E quest'uomo +stesso, che ha un così grande bisogno di pace e di riposo del corpo e +dello spirito, nè l'uno nè l'altro riposa neppur nella solitudine +della sua isola, dove lavora infaticabilmente del braccio e del +pensiero: studia agricoltura, dissoda la terra, alleva animali, scrive +romanzi e memorie, risponde a epistole infinite, volge in mente mille +disegni, tenta tutti i problemi, incita all'opera quanti conosce. E +questo, finalmente, è anche più mirabile. Salito da natali oscuri a +un'altezza che nessuno raggiunse nell'età sua, vissuto tanto da veder +avverato, e in gran parte per sua virtù, quello che alla sua +giovinezza era parso un sogno, la redenzione d'Italia, divenuto +oggetto d'ammirazione e d'amore a tutti i popoli, egli che potrebbe +godere serenamente la sua gloria, considerando la propria missione +compiuta e confidando che quanto rimane a fare altri faranno, egli no, +egli, più grande dell'opera propria, dello stato presente non +s'appaga; e non solo dello stato del suo paese, che non vede potente e +felice come aveva sognato, ma dell'andamento delle cose nel mondo +intero; e d'ogni grande quistione che resti a risolvere in Italia o +altrove si affanna, e ad ogni grido di sventurati e d'offesi che da +qualunque parte gli giunga s'impietosisce e si accora, e impreca ai +violenti, tuona contro i ricchi, saetta gl'ignavi, lancia anatemi, +invoca riforme; e dimentico della sua gloria, parendogli di non aver +fatto nulla perchè non ha fatto tutto, si tormenta, si rattrista, +s'inasprisce il sangue, è infelice. Maravigliosa l'anima sua come la +sua vita. Marinaio, negoziante, maestro di scuola, lavoratore della +terra, cospiratore e generale, corsaro e dittatore, liberator di +popoli e scrittore di romanzi, seguìto come un nume e arrestato come +un bandito, potente come un re e povero come Giobbe, chiamato il +leone, il filibustiere, «Santo Garibaldi», eroe, fanciullo, mago, +matto, anticristo, mandato da Dio. Avranno ragione i posteri che +diranno:--è un mistero. + + +E qui ci arrestiamo perchè a spingerci più oltre nello studio +dell'anima di Garibaldi ci manca l'ardimento e l'ingegno. Per compiere +questo studio degnamente, per illuminare tutta quanta agli occhi +nostri la grande figura di lui, dovremmo, prima di tutto, andar a +cercare l'origine della maggior parte delle sue idee politiche, +sociali, morali, e anche di molte consuetudini della sua vita privata, +in quella specie di evo medio del nuovo mondo, in quel caos ardente di +popoli giovani, selvaggiamente indomiti, spensierati ed eroici, +agitantisi nella ricerca tumultuosa d'una forma civile di società e di +governo e lottanti a un tempo contro la natura, la barbarie, +l'anarchia e la tirannide; in mezzo ai quali egli temprò l'animo e la +spada e si vestì d'un'armatura di gloria per le future guerre +d'Italia. Dovremmo spiegare come nei grandi viaggi oceanici, nei +lunghi silenzi pensieroi di marinaio innamorato del mare e del cielo, +e uso a contemplare la società di lontano, a traverso al desiderio e +alle immagini dolci e care dei ritorni, sia potuto sorgere in lui e +farsi così saldo, da resistere all'urto d'ogni più dura esperienza +delle cose e degli uomini, quel suo ideale d'un'umanità semplice e +buona, d'una società rinnovata dalle fondamenta, retta dall'amore più +che dalle leggi, e quasi vivente nell'innocenza dell'età primitiva; al +quale accennava di continuo in forma vagamente profetica, quasi che +temesse, determinando i propri pensieri, di distruggere in sè +l'illusione amata. E ancora, in questo suo ideale splendido e fermo +dovremmo dimostrare la ragione prima di quello sdegno amaro e generoso +che lo dominò nell'ultimo periodo della vita, quando, dopo aver tanto +operato per la patria, egli vide il moto maraviglioso della +rivoluzione nazionale arrestarsi all'unità e alla libertà politica, +lasciando qual'era la miseria delle plebi, permanenti l'ignoranza e la +superstizione, intatti istituti decrepiti e privilegi odiosi e mille +avanzi enormi e sinistri del passato, ch'egli credeva possibile +spazzare a colpi di decreti e di leggi; e che questo non si facesse, +gli pareva delitto di principi, tradimento di ministri, perfidia di +parlamenti, stoltezza e ignavia codarda di popoli. E in fine, in +quella sua cultura varia e strana, piena di oscurità e di lacune, +nella quale s'univano la poesia, l'agronomia e la matematica, cinque +lingue viventi, molte e lucide cognizioni di scienza militare e di +storia antica, e canti interi di Dante e del Tasso, e con la +predilezione del Foscolo, dell'Hugo e del Guerrazzi l'ammirazione +gentile che lo condusse ad abbracciare Alessandro Manzoni, in quella +cultura multiforme e incompiuta, che gli consentiva le simpatie +intellettuali più disparate e i tentativi letterari più arditi e +diversi, dovremmo rintracciar le sorgenti della sua eloquenza +singolarissima di parlatore e di scrittore, di quel suo stile ingenuo +insieme ed enfatico, rotto e tormentato, splendente non di rado di +selvatica bellezza, e qualche volta terribile, del quale egli diede +saggi indimenticabili in pagine che corruscano e scrosciano come +cateratte di lava, e, supremo saggio, la sfolgorante allocuzione +guerriera ai suoi legionari romani del '49. E quando il patriotta, +l'idealista, l'apostolo, l'oratore, lo scrittore fossero sviscerati, +rimarrebbe pur sempre, oggetto ammirando di studio, il capitano. E non +già per risolver la quistione, tante volte posta innanzi durante la +sua vita da ammiratori e avversari, se d'un grande capitano egli +avrebbe spiegato le vaste facoltà quando avesse condotto un grande +esercito: quistione accademica e vana. Ma per dimostrare come dagli +stratagemmi fortunati che gli soccorrevano nei combattimenti d'un +pugno d'uomini sulle rive dei fiumi e nelle foreste dell'America, +risalendo a mano a mano alla condotta meravigliosa della ritirata da +Roma, alla mossa stupenda sopra Palermo, alla battaglia ammirabile del +Volturno e alle sapienti campagne del Tirolo e di Francia, le sue +facoltà potenti di capitano si andassero allargando con l'allargarsi +dei campi d'azione, e sorgessero nuove facoltà sulle antiche con +l'ingrandir delle imprese. + + +Ma dopo tutto ciò, una cosa ancora rimarrebbe a spiegarsi, la quale +sarà oggetto di curiosità grande ai nostri nipoti: da che nascesse +veramente la virtù fascinatrice della sua persona prima ch'egli +possedesse quella che gli venne dalla fortuna e dalla gloria delle sue +gesta maggiori. E anche questa spiegazione, come quella di molte +qualità singolari della sua indole, dovremmo andarla a cercare di là +dall'Oceano. Poichè là la cercai e la trovai in parte, concedetemi qui +di evocare un ricordo personale. Un giorno, in una delle più grandi e +belle città del Rio della Plata, fui condotto, senza preannunzio, alla +sede d'un'associazione popolare; dove, in due piccole sale bianche +s'accalcavano molti uomini silenziosi. V'era a una parete un ritratto +di Garibaldi, e alcune sue parole di saluto, inquadrate; sulla parete +opposta una vecchia bandiera nera spiegata, con l'effigie del Vesuvio +fiammeggiante. Quell'adunanza era tutta composta di vecchi, i più tra +i sessantacinque e i settant'anni, parecchi ottuagenari; erano antichi +coloni, operai, artefici, commercianti; pochi mulatti e creoli; tutti +gli altri italiani; liguri e piemontesi la più parte: facce brune, +solcate di rughe profonde, grandi barbe canute, rozze mani e rozzi +panni, fronti severe, corpi ancora gagliardi. L'aspetto di tutti quei +vecchi immobili, anche prima di saper chi fossero, mi destò un vivo +sentimento di simpatia e di reverenza. Immaginate quale fa l'animo mio +quando mi si disse:--Questi sono gli avanzi dell'antica legione di +Montevideo e questa è la loro bandiera: sono i superstiti di quella +memorabile battaglia di Sant'Antonio, di cui fu salutato l'annunzio in +Italia con un grido d'entusiasmo, come quello d'una prima vittoria +della nostra causa: sono quei legionari garibaldini che, moribondi di +fame e di sete, circondati d'agonizzanti e di morti, trincerati dietro +a mucchi di cavalli uccisi, combatterono da mezzogiorno a mezzanotte +contro un nemico quattro volte più forte e uscirono vittoriosi da una +delle più disperate strette che la storia delle guerre ricordi. La mia +commozione di quel momento ve la potrei esprimere; ma ciò che in alcun +modo non saprei rendere è l'alterezza, l'ardore, l'irruente eloquenza +con cui tutti quegli uomini carichi d'anni, provati da mille vicende, +occupati alcuni di gravi cure, e parecchi poveri e costretti a un duro +lavoro per vivere, si misero, quasi improvvisamente ringiovaniti, a +parlare del loro antico capitano, prima l'un dopo l'altro, poi dieci +insieme, poi tutti in coro, raccontando, descrivendo, imitando.--Tale +era il suo viso, in questo modo egli camminava e gestiva, così portava +il mantello di «gaucho», così si gettava a nuoto, così mulinava la +carabina.--Io son quello che gli resse la staffa quando saltò a +cavallo per slanciarsi a Las Cruces a salvare il colonnello Nera, +ferito a morte.--Io ero presente quando prese prigioniero quel +carnefice del Millan che lo aveva messo alla tortura, e disse:--non +voglio vederlo: liberatelo!--Io gli stavo accanto a Sant'Antonio +quando quel cavaliere indemoniato del Gomez si slanciò solo sopra di +noi per dare il fuoco alle nostre tettoie, e Garibaldi ci +gridò:--Risparmiate la vita a quel bravo!--E si vedeva che quei +ricordi erano il loro orgoglio e la loro gioia, che non li avrebbero +dati, come diceva Garibaldi, «per un globo d'oro», che se ne pascevano +da quarant'anni come d'una passione che raddoppiasse loro la vita. E +io li guardavo, li ascoltavo, maravigliato, e mi veniva alla mente il +proverbio turco:--chi ha bevuto una volta alla fontana di Tofanè è +innamorato della regina del Bosforo per tutta la vita.--Così quegli +uomini, che avevano bevuto da giovani l'incanto di Garibaldi, dopo +quasi mezzo secolo lo sentivano ancora. Egli aveva segnato a fuoco +sulle loro fronti il suo nome, per la vita intera. E via via che +s'infervoravano nel risuscitare memorie, nelle loro parole, nei loro +occhi, nei loro gesti l'immagine del Garibaldi antico mi appariva e +con essa la ragione intima e prima della sua potenza. Sì, era quella +faccia leonina, che accoppiava alla forza d'una testa romana la +bellezza d'un profilo greco, eran quegli occhi azzurri che mandavano +baleni di spada e raggi d'amore, era quella bocca fremente da cui +uscivano squilli di tromba e accenti di bontà infantile, +quell'entusiasmo che non contava i nemici, quella fortezza che +sorrideva fra gli spasimi, quella gaiezza che cantava in faccia alla +morte; e sopra tutto questo, come disse Giorgio Sand, qualche cosa +d'arcano, per cui non gli somigliava nessuno, e che faceva pensare: la +irradiazione dei grandi predestinati, il riflesso della visione +interna d'un mondo. Sì, era tutto questo. E dissi a quei +vecchi:--Continuate: voi siete le prove palpitanti della sua +grandezza; egli è più vivo nelle vostre parole che in mille pagine di +storia; parlatene ancora; io porterò l'eco della vostra voce nella +nostra patria lontana.--E oggi per la prima volta adempio la mia +promessa. Mandiamo un saluto insieme a quei prodi veterani, di cui la +maggior parte vive ancora: fra venticinque giorni essi l'avranno, e +sarà come un bacio della patria sulla loro fronte gloriosa. + + +Ma, come suole accadere delle persone amate e perdute, che noi +rivediamo sempre col pensiero nel loro ultimo aspetto, più spesso che +l'immagine del Garibaldi fiorente e potente di America, di Roma, di +Palermo, ci si riaffaccia alla mente quella del Garibaldi degli ultimi +anni: quanto mutato! Durante i suoi anni migliori, noi avevamo sognato +per lui una vecchiezza vegeta e lieta, che fosse come uno sfiorire +lento e quasi insensibile della sua maturità poderosa, una discesa +trionfale e serena come d'un astro che tramonta. E la sua vecchiezza +fu invece travagliata e dolorosa. Noi dovemmo vedere l'infermità che +lo torturava alterare a poco a poco, violare i lineamenti, diventati +sacri per noi, del suo viso, e stender quasi sulla sua fronte il velo +della morte prima che ne fuggisse il lume della vita. Tutti i milanesi +e migliaia d'altri cittadini ricordano, come una delle commozioni più +profondamente pietose della loro vita, lo spettacolo dell'ultima +entrata ch'egli fece nella capitale lombarda per la commemorazione +dell'ultima sua battaglia italiana. Il popolo, che da anni non l'aveva +più veduto, credeva di rivedere, se non il Garibaldi antico, +un'immagine ancora risplendente di lui. Lo vide invece avanzarsi, +portato lentamente da una grande carrozza, disteso sopra un letto come +un ferito a morte, col viso consunto e cereo, con le mani rattratte e +fasciate, col corpo immobile, che a stento girava ancora il capo +bianco e lo sguardo svanito.--Pareva,--disse uno degli spettatori,--la +salma d'un santo portato a processione da un popolo di devoti, più che +il corpo vivo d'un uomo.--Non era più Garibaldi. La folla immensa, +ch'era preparata a festeggiarlo con la sua gran voce di mare in +tempesta, taceva, costernata, e lo guardava con un senso di stupore e +di sgomento. No, nessuno poteva rassegnarsi a credere che Garibaldi +non si sarebbe più levato da quel simulacro di feretro su cui si +mostrava. Che la legge della vita colpisse inesorabilmente tutti gli +altri, che la vecchiaia, che le infermità atterrassero col tempo ogni +pianta umana più salda e più superba, si capiva; ma che avessero +incatenato anche quel braccio, spento anche quello sguardo, prostrato +anche quella forza, pareva quasi un errore, una violenza crudele della +natura. Pareva di vedere la gioventù stessa d'Italia e tutti i nostri +passati entusiasmi distesi là moribondi sotto quella specie di +mantello funebre che avvolgeva il corpo dell'eroe. Le fronti si +scoprivano, le mani si tendevano verso di lui, gli occhi lo +accompagnavano, umidi di pianto; ma le bocche rimanevan mute. Solo un +mormorio diffuso e dolcissimo, come una preghiera sommessa della +moltitudine, lo precedeva e lo seguiva. Eran le voci dei giovani della +nuova generazione, che mormoravano:--Noi che non abbiamo combattuto, +non combatteremo più oramai al suo fianco.--Eran le voci delle donne +del popolo che dicevano ai ragazzi:--Guardatelo bene perchè presto +morirà.--Erano i suoi vecchi compagni d'armi che sospiravano:--Non lo +rivedremo mai più!--Era la città delle cinque giornate che dava al +capitano delle trenta vittorie l'addio supremo! + + +E dopo d'allora noi numerammo trepidando i suoi giorni; ripigliando +speranza, non di meno, e rallegrandoci ogni volta che la gagliarda +vitalità del suo spirito usciva ancora in qualche manifestazione +improvvisa; come avvenne per l'oltraggio fatto a noi dalla Francia col +trattato del Bardo, quando dal suo orgoglio lacerato d'italiano +proruppero quelle parole terribili che scossero per un momento +l'Italia, come un fulmine scoppiato fuor da una tomba. Ma l'opera +della natura proseguiva, senza tregua, spietata e rapida: dopo ognuno +di quegl'impeti, egli ripiegava il suo bel capo stanco sopra il +guanciale come il pensiero nel passato. Perchè accompagnarlo con la +parola fino all'ultimo istante? Quella camera nuda dove pende a una +parete il ritratto di sua madre, quella finestra per cui appare il +cielo sereno e la marina immobile, le due capinere che, come sempre, +si vengono a posare sul davanzale, e che egli, con voce spenta, +raccomanda ai suoi, perchè continuino a nutrirle quando sarà morto, +l'ultimo sforzo del capo con cui si volta a domandare del suo piccolo +Manlio lontano, l'ultimo atto convulso col quale si asciuga la fronte, +l'ultimo sguardo lento e sorridente che volge ai suoi figli e al suo +mare.... questo quadro è vivo nella memoria del mondo. Anche nella sua +morte, come dice il Thiers della morte di Napoleone a Sant'Elena, +«tutto fu grande, solenne e semplice». + + +Ed ora quale ultimo omaggio più degno possiamo rendere alla sua +memoria che di rappresentarci al pensiero quella che dev'essere la +prediletta delle sue visioni nel mondo sovrumano dov'egli sperava di +rivedere sua madre? Rappresentiamoci questa visione, che è della +nostra storia di ieri, e par già d'uomini e di gesta di secoli remoti; +passino a lui dinanzi, ed a noi, i suoi dieci eserciti, le sue +bandiere lacere, i suoi eroi, i suoi fratelli, i suoi figli, e dai +loro cuori valorosi, commossi dal ricordo delle battaglie sacre, non +dalle nostre povere labbra, erompa l'inno della gratitudine e della +gloria. + +Ritto, immobile sopra una roccia, che sovrasta al flutto delle +generazioni, bello, biondo, superbo come negli anni più fiorenti della +sua giovinezza, alzando il viso splendido e dolce di redentore, +sorridendo dai fieri e profondi occhi celesti, con le braccia erculee +incrociate sul petto vermiglio e i capelli d'oro e il mantello grigio +dati al vento, egli li vede trascorrere ai suoi piedi, e rivive con +tutta l'anima nel passato. + +Qual capitano al mondo assistette mai a una sfilata più maravigliosa +di armati e di memorie? + +Al primo manipolo di combattenti ch'egli trasse con sè sulla piccola +flottiglia della repubblica di Rio Grande contro i trenta navigli +della squadra imperiale brasiliana, a quello scarso drappello +temerario, così stranamente svariato di riograndesi, d'italiani, di +spagnuoli, di mulatti, di negri, infiammati dal suo primo grido di +guerra per la libertà, fra i quali brilla il viso ardito e onesto del +Carniglia, il gigante genovese, fedele a lui fino alla morte,--tien +dietro impetuosamente, cantando l'inno nazionale del Figuerroa, +sventolando lo stendardo nero in cui fiammeggia il Vesuvio, la bella +legione di Montevideo, dalle assise verdi, bianche e purpuree, che va +a combattere in difesa della sua «patria d'esiglio»;--italiani d'ogni +provincia, ricchi e poveri, commercianti e avventurieri, antichi +sergenti dell'esercito sardo, futuri generali dell'esercito italiano: +il giovane Medici, che porterà trent'anni dopo alla tomba del Pantheon +la spada del primo re d'Italia, Francesco Anzani, suo fratello +d'anima, un secondo Garibaldi, cui non mancò che la fortuna, Gaetano +Sacchi, il suo primo alfiere, i primi compagni, i primi spettatori +della sua aurora gloriosa, quelli ch'ei ricorderà per tutta la vita +con la più dolce predilezione del suo cuore d'eroe. + +Passa la legione di Montevideo, e un altro esercito viene innanzi, più +tumultuoso, più ardente, più italiano, che agita in alto la bandiera +di Giuseppe Mazzini: la legione dei Vicentini, il battaglione dei +Pavesi, le reliquie dei suoi commilitoni d'America, il fiore dei prodi +delle Cinque giornate, uno stuolo di signori lombardi, uno sciame di +nizzardi e di liguri, un'accolta di combattenti di tutti i Corpi +franchi dell'alta Italia, in divisa di soldati e in panni di +cittadini, chiusi in casacche strappate ai Croati, vestiti del costume +italico con la giacca di velluto e il cappello piumato, armati di +fucili e di sciabole d'ogni forma e di spiedi e di bastoni e di scuri: +l'esercito dei volontari del '48 che passa e lo saluta d'un evviva +frenetico, rammentandogli il primo sangue italiano sparso su terra +italiana sotto le ali vittoriose del nome suo.... + +Ed ecco un altro esercito più bello, più potente, più glorioso: +l'esercito di Roma: i suoi valorosi di Villa Panfili e di Villa Spada, +il battaglione dei Reduci, i quattrocento universitari, i trecento +doganieri, i trecento emigrati, la sua brava legione del quarantanove; +e primi tra i primi l'eroico Luciano Manara, stretto al fianco +d'Emilio Dandolo sanguinante, nelle cui braccia rese l'anima; Goffredo +Mameli, bello come un dio risorto; Emilio Morosini, l'eroe di +diciott'anni, grondante sangue da tre ferite; il prode Dalla Longa, +morto salvando il cadavere d'un fratello; e in mezzo alle schiere, +piantala in groppa a un puledro, la sua Annita intrepida e amata che +frustò i codardi sulla via d'Orvieto, e il suo fido Ugo Bassi, +coronato a Bologna dalla morte che ambiva, e il gentile Luigi +Montaldi, il gemello del Mameli, crivellato dalle baionette dei vinti +del 30 aprile, e il Montanari, e l'Isnardi e il Marocchetti, che +accettarono il suo fiero invito sulla piazza del Vaticano, e gli +furono compagni in tutte le vicende dell'epica ritirata. E:--Gloria a +te,--gli gridano--o grande rivendicatore di Roma!--e l'inno immortale +del biondo fratello caduto ascende dall'anima loro al suo cuore. + +Le note dei «fratelli d'Italia» si perdon nell'aria, e un altro +esercito s'inoltra, d'aspetto diverso e nuovo, ordinato e disciplinato +come un vecchio esercito, una fiumana di cappotti grigi e di berretti +turchini, segnati dalla croce di Savoia, battaglioni serrati e rapidi +di studenti, d'artisti, di dottori, di patrizi, d'operai, di poeti, +comandati da antichi ufficiali di Venezia, di Roma e del Tirolo, +l'esercito del '59, i valorosi Cacciatori delle Alpi; e tra le prime +file il tenente Pedotti con una palla nel cuore, e il Guerzoni con la +spalla infranta, e il De Cristoforis col ventre lacerato, e Narciso +Bronzetti, superbo di tre ferite mortali, sorridono al loro generale +adorato, e agitando le carabine e le spade vittoriose gli gridano i +nomi delle loro tre battaglie, e al suono dei tre nomi benedetti +balena la fronte augusta tre volte.... + +Ed ora: tre volte gloria! Ecco l'esercito leggendario, i trentamila +vincitori del '60, un torrente color di fuoco, i «mille» immortali, +soldati di tutti i popoli, centinaia di giovinetti e d'uomini canuti, +stormi di calabresi e di «picciotti», una pleiade di generali +registrati dalla storia, il Sirtori, il Cosenz, il Turr, il Lamasa, +l'antico campione del Vascello; e in capo alle file dei più bravi, i +morti venerabili e i feriti memorandi: il Tukery, fulminato +all'assalto di Palermo, Benedetto Cairoli che gitta sangue dalla +fronte, Nino Bixio che si strappa dal petto con le proprie mani la +palla borbonica, Deodato Schiaffino, bello come una figura del Da +Vinci, caduto sotto un'intera scarica di plotone a Calatafimi, Achille +Majocchi che agita tra il fumo il braccio troncato, l'Elia che +ricevette nella bocca il piombo diretto al cuore di Garibaldi, e +Filippo Migliavacca, l'eroe di Varese, morto come un romano antico a +Milazzo, e Pilade Bronzetti, il cui sacrificio sublime al Volturno +salvò l'esercito da un colpo mortale. E tutti passano lanciando le +note trionfali dell'inno del Mercantini all'immagine luminosa del loro +dio. + +E un altro esercito si avanza, quanto diverso da quello che +s'allontana! ma pure bello e solenne nella sua austera tristezza: due +legioni di soldati agguerriti d'ogni terra d'Italia, il battaglione +eletto dei Palermitani, una moltitudine d'inermi, stuoli di ragazzi +scalzi, di veterani coi capelli grigi e il petto scintillante di +medaglie, laceri, infraciditi dalle lunghe pioggie, stremati dalle +marce forzate e dalla fame, pensierosi tutti e taciturni come chi +porta nell'anima una santa speranza uccisa; ma alla vista del grande +caduto d'Aspromonte rialzan tutti insieme la testa e gli gettano +l'antico motto: «Roma o morte!» con l'alterezza e con l'entusiasmo +antico, e gli gridano:--Benedetta la tua ferita, o nostro capitano e +nostro padre, poichè fu il piombo fraterno a cui t'offristi quello che +ruppe, in un colle tue carni, la prima pietra delle mura di Roma!--Ed +egli risponde loro dolcemente:--Benedetta la mia ferita! + +E altri tre eserciti s'avanzan di corsa, empiendo il cielo del loro +grido. Passano i venti reggimenti rossi del '66, fiancheggiati dalle +artiglierie dell'esercito regio, portando in trionfo l'intrepido +Lombardi, grondante d'acqua del Chiese, tinta del sangue della sua +fronte spaccata, e il fortissimo Chiassi ferito nel cuore, e il +temerario Castellina, crivellato di palle a Vezza, e le sue guide e i +suoi aiutanti che fecero una barriera di petti fra lui e la morte +sulla via di Tiarno, e lo stuolo eroico ch'egli spinse all'ultimo +assalto di Bezzecca. E poi un'altra grande ondata di divise purpuree, +biancheggianti di polvere, i bersaglieri del Burlando e dello Stallo, +i carabinieri genovesi del Mayer, ultimi a lasciare il campo fatale, i +lombardi e i romagnoli del Missori, e sovrastanti a tutti, soffocati +dalla rabbia e dal dolore, risoluti a morire, il vecchio Fabrizi, +Alberto Mario, il Friggeri, il Pezzi, il Cantoni morto, il conte Bolis +morto, il Giovagnoli morto; tutto l'esercito di Monterotondo e di +Mentana, illuminato da un raggio d'oro della gloria di Roma. E +finalmente l'esercito internazionale dei Vosgi, vestito di mille fogge +e armato d'ogni forma d'arme, una folla tempestosa d'italiani, di +francesi, di spagnuoli, di greci, di polacchi, d'algerini, di soldati +stanziali e di volontari e di franchi tiratori e di guardie mobili, +che sollevano in alto anch'essi i loro morti gloriosi e le loro +bandiere insanguinate, e confondono la loro voce con le voci lontane +di quelli che passarono, gridando:--Gloria a te, che ci guidasti per +tante vie e su tante terre a combattere, sempre per una causa grande +come l'anima tua. Gloria a te, sempre il primo ad assalire, sempre +l'ultimo a cedere, sempre il più forte nella sventura, sempre il più +mite nella vittoria, sempre grande egualmente nell'ira e nell'amore, +nella oscurità e nella potenza, nel trionfo e nella morte! Gloria a +te, tribuno infaticato di tutti i popoli, cavaliere generoso di tutte +le patrie, amore e vanto del sangue tuo e della razza umana! + +E quando le ultime grida dell'ultimo esercito muoion nello spazio, +un'altra folla s'avanza ancora col dolce mormorio d'un fiume +tranquillo, e son le creature sconosciute a cui egli salvò la vita, i +nemici a cui fu benigno, gli offensori a cui perdonò, e i feriti che +rialzò da terra sul campo, e i moribondi a cui resse il capo negli +ospedali, e le madri orbate a cui terse le lacrime e fece risollevare +la fronte, e le fidanzate a cui tolse un fanciullo e restituì un eroe, +e gli umili e gl'infelici d'ogni terra ch'egli soccorse e carezzò e +benedisse; e--Gloria a te--gli gridano anch'essi, levando il volto e +le mani--e sia benedetta la gloria tua! + +Rimani dunque eternamente, sulla tua roccia solitaria, bello, biondo, +superbo come negli anni fiorenti della tua giovinezza, col tuo viso +splendido e dolce di redentore, sorridente dai profondi occhi celesti, +con le braccia erculee incrociate sul petto vermiglio e i capelli +d'oro e il mantello grigio dati al vento, e passi reverente ai tuoi +piedi, rispecchiando la tua grande immagine, l'onda infinita della +posterità. + + + + +VI. + +Per Gustavo Modena. + +_(Inaugurandosi un suo busto in Torino.)_ + + +Ecco quale fu, nella maturità degli anni e del genio, effigiato +mirabilmente, l'artista grande, il cittadino fortissimo. Per tutt'e +due questa è un'ora di gloria. Come l'attore vedeva nel suo uditorio +un popolo e di là dal teatro l'Italia, noi vediamo nel suo simulacro +l'apostolo e il soldato della libertà, e sopra la corona dell'artista, +l'aureola del patriotta. + +L'Italia e l'arte furono i suoi affetti supremi, alla redenzione +d'entrambe consacrò ogni sua forza; ma non di pari affetto le amò: +risolutamente, in ogni evento, antepose la Madre alla Dea. + +Simbolo della doppia opera sua fu egli stesso quando in Roma +assediata, confidente del Mazzini triumviro, recitò a beneficio dei +feriti, mentre tuonava il cannone alle mura e nelle vie dintorno +squillavano le trombe. Fra le ansie e i cimenti della guerra compiva +un atto benefico, in pro della patria, col mezzo dell'arte: tale fu la +sua vita. E così strettamente si congiunsero in lui l'ideale +dell'artista e l'intento del cittadino, la potenza del genio e la +fortezza dell'animo, che non può nessuno, senza offender la ragione e +la giustizia, scindere virtù da virtù nell'ammirazione che gli +tributa. + + +Nel Davide ventenne che esordisce superbamente a Venezia due anni dopo +che è nata Adelaide Ristori, quattro anni prima che nasca Tommaso +Salvini, palpita ancora l'intrepido studente di Padova che una santa +indignazione avventa, inerme, contro le baionette tedesche da cui ha +le carni lacerate. Nel Cittadino di Gand, spregiatore della morte, +freme il patriotta del 1831 che vuol morire sotto le rovine d'Ancona e +che nella difesa sanguinosa di Cesena arrischia fra i più temerari la +vita. Vestito del lucco fiorentino, quando primo fra gli stranieri dà +volto e voce alle ire magnanime di Sordello e Farinata, egli è l'esule +doloroso che Dante perscruta «scendendo in sè stesso» e nelle calamità +dell'Italia dei suoi giorni comprende lo spirito del poema sacro. Ed è +ancora il difensore valoroso di Treviso e di Palmanova che ci appare +sotto l'assisa del sergente Guglielmo; è il potente oratore +dell'assemblea costituente toscana, propugnante l'unione immediata a +Roma, che tuona nell'eloquenza infiammata di Caio Gracco; e nel +diacono di Ravenna, che narra a re Carlo il passaggio ardimentoso +delle Alpi, mentre l'autor dell'«Adelchi» ascolta ed ammira, parla il +fuoruscito senz'asilo, che valica a piedi le montagne del Giura, +lacero e digiuno, ma non prostrato dell'animo, divorato dalla febbre, +ma sorridente d'amore alla sposa eroica e dolce che lo accompagna. + + +Dubbio è veramente sotto quale aspetto gli si debba oggi onoranza +maggiore. Nobile, ammirabile è l'artista sommo che, offertagli la +direzione della regia Compagnia sarda, ricusa per coscienza +repubblicana il lucro e l'onore, e va di città in città, di villaggio +in villaggio, principe ramingo e solitario dell'arte, non chiedendo +all'arte che la vita, e trascinando la sua gloria come una croce. Ma +ammirabile non men dell'artista è il ribelle che, minacciato dal +capestro austriaco e dalla mannaia romana, tradotto in catene a +Messina, scampato per miracolo in Francia, ritorna a sfidare il +carnefice nella Romagna insorta, donde non porta in salvo la testa che +per avventurarla un'altra volta tra i primi nell'insurrezione di +Savoia. Ma ammirabile non men del ribelle è il cooperatore proscritto +della «Giovine Italia» che, scacciato da Marsiglia a Berna, da Berna a +Bruxelles, da Bruxelles a Londra, esercitando i commerci più umili, +rifiutando i sussidi, stentando il pane, porta alta fra ogni gente la +dignità della sua bandiera e della sua sventura. E più grande +dell'attore trionfante, nel pieno splendore della sua fama, fra gli +applausi frenetici di Milano redenta, è l'attore del 1848, al quale i +primi annunzi del ridestarsi d'Italia confondono il cuore e troncano +la parola alla ribalta; è il direttore di Compagnia che scrive al +compagno d'arte e d'affari:--«Guerra e rivoluzione sciolgono ogni +contratto»--e calpestando danaro e corone accorre per la quarta volta, +soldato della patria, dove fuma la polvere e il sangue. + + +Cittadino e artista, ebbe due grandi intenti: innalzar l'arte ad +apostolato di risorgimento nazionale, facendo del palco tribuna +all'amor patrio, altare all'eroismo, gogna alla tirannide, e rigenerar +l'arte stessa riconducendola al vero, senza deviarla da quell'ideale +del bello e del grande, cha fu il sole dell'anima sua. + +Ma convien ricordare quali fossero l'arte e il teatro quando, reduce +dall'esilio, egli s'accinse all'opera, per comprendere qual cumulo di +difficoltà gl'ingombrasse la via, quanto vigor di coraggio e di +costanza gli occorresse a superarle, e come fosse da tanto egli solo +che, già chiaro per ardimenti, dolori e invitta fede italiana, +raccoglieva in sè il rispetto e la simpatia delle varie classi +cittadine, nel sentimento della patria concordi, nel sentimento +dell'arte divise. + +Cadente il regno della tragedia classica e della commedia goldoniana e +non ancor pregiate che dalla schiera colta le opere italiane dei nuovi +ingegni e le poche buone che venivan d'oltralpe; appassionata la +moltitudine per un bastardo romanticismo drammatico, nel quale ai +pochi attori eletti che, pur piegando al falso, intendevano al vero, +prevaleva un branco d'istrioni manierati e gonfi come il linguaggio +dei loro eroi; miserrimo non per tanto lo stato della più parte delle +compagnie comiche, preferendo l'aristocrazia il teatro francese e la +borghesia la musica, a cui il teatro di prosa era anche peggio d'ora +immolato; disparatissimi infine, senza confronto più che al presente, +per essere smembrata l'Italia, i gusti delle varie cittadinanze, che +dalla scena distraeva il presentimento, la preparazione, l'incalzarsi +dei grandi avvenimenti politici: tali erano il teatro, l'arte, il +pubblico quando Gustavo Modena sorse. + +In così aspro campo, in contro a tante forze ebbe a combattere, e +combattè tutta la vita.--Memorando ardimento!--come disse dell'Alfieri +il Leopardi. Gli è strappato il frutto di otto anni di fatiche dalla +confisca austriaca del suo podere di Treviso; da una città all'altra +d'Italia è costretto a viaggiare con le cautele d'un fuggiasco per +evitar gli Stati donde è bandito; è relegato da ultimo dentro ai +confini del Piemonte e della Liguria dove gli è forza di scendere fino +ai teatri più miseri, e dalla salute mal ferma è ricondotto ogni +inverno al suo romitorio di Torre Pellice, donde lo ricaccia alla +scena, e dalla scena al commercio, il bisogno; ma non si perde d'animo +mai. Altero e indomabile, egli lotta con le censure dispotiche, coi +municipii gretti, con gli appaltatori ingordi, con le compagnie +privilegiate, con cittadinanze indifferenti o, per ragion di parte, +malevole, che gli avvelenano la gioia dei trionfi, e, pure lottando e +peregrinando senza tregua, lavora e crea senza posa. Crea personaggi, +educa alunni, divina ingegni, incoraggia autori, propone e discute +soggetti di dramma, ricorre tutte le letterature drammatiche, commenta +e traduce, scrive di politica e d'arte, vagheggia fino agli ultimi +giorni, per il risorgimento del teatro, il suo sogno d'una Compagnia +libera, e soltanto sul letto di morte, e dopo aver provveduto alla +sorte della moglie adorata che gli singhiozza sul cuore, trova +finalmente riposo. Quanto fu tempestosa la sua vita, tanto la sua +morte è serena; affranto da tante fatiche, egli s'addormenta +senz'affanno, e sul suo viso tragico, ultimo riflesso della coscienza +intemerata, resta un sorriso. + + +Quale fu l'arte sua? Audacia sarebbe il tentar di descriverla con +ricordi vaghi dell'adolescenza. Ma chi lo potrebbe far degnamente? + +Dicendo, come altri disse, che classico e realista ad un tempo, e +novatore senza infrangere ogni tradizione della scuola antica, +studiava i grandi personaggi nella storia, nella letteratura, +nell'anima propria, e li coloriva giovandosi con sagacia acutissima +della sua varia e profonda esperienza della vita, e dava loro con +efficacia insuperabile il grido delle sue gagliarde passioni, si dice +l'armonia e la profondità delle sue facoltà artistiche, non +l'originalità stupenda della sua recitazione. + +Dicendo che, maestro impareggiabile nell'arte di modulare il verso e +il periodo e di dare allo studio faticoso l'apparenza dell'ispirazione +spontanea, egli accoppiò a una mobilità maravigliosa del volto una +voce a cui erano concessi i passaggi più ardui e le note più alte e +terribili che possano erompere dal petto umano, che la sua persona +poderosa si ergeva come la forma ideale della maestà e della forza e +si piegava e immeschiniva fino all'aspetto più compassionevole +dell'infermità e della miseria, e che il suo passo parlava e il suo +gesto scolpiva e i suoi occhi fulminavano, si dice quello che d'altri +grandi attori fu detto. + +E chi anche lo descrivesse nella rappresentazione intera d'un +personaggio, rammentando, come altri fece, le voci, i gesti, i passi, +ogni idea sua propria, renderebbe pur sempre una sola delle cento +facce del suo genio; il quale da Lindoro a Saul, da Luigi undecimo a +Edipo, ascese tutta quanta, la scala smisurata del dramma, come nella +dizione magistrale della «Divina Commedia» risalì da Vanni Fucci a San +Pietro. + +Potremmo accumulare immagini sopra immagini, e faremmo per chi non +l'intese opera vana, come il definir con parole a chi non lo vide ciò +che distingue dagli altri mille il viso d'un uomo. Non v'è giudizio di +posteri per l'arte che rifà più vivamente la vita. Grida di dolore e +di sdegno a cui sobbalzava la folla come alla voce stessa della patria +e in cui pareva espandersi l'odio d'un'intera generazione contro la +tirannide, scoppi di pianto disperato onde mille visi impallidivano, +lampi della parola che illuminavano recessi ignorati dell'anima e +altezze non prima vedute del pensiero ond'egli era interprete, e +atteggiamenti nobili e superbi come forme statuarie di Michelangelo, +voi non siete più che nella mente d'alcuni, nati nella prima metà del +secolo, e sarete fra pochi anni scomparsi affatto anche dalla memoria +degli uomini. + +Scomparsi, ma non perduti. + +Come non si perde l'acqua fecondatrice che la terra beve e rispande in +umor vitale su per le fibre dell'erbe e degli alberi, tale è di tutto +ciò, che fu la grande arte sua: gli accenti, gli atti, gli sguardi, +tramutati in forza di passione e di idee nella generazione che li vide +e li udì, operano ancora, eredità ignorata, nella generazione +presente, e in mille echi e riverberi vivono tuttavia nell'arte +d'oggi, e nell'arte avvenire perdureranno. L'arte si trasforma e +procede, ma Gustavo Modena non muore. Sulla fronte dei novatori più +arditi brilla ancora un raggio del suo spirito, e fin che nel teatro +italiano avranno culto la verità e la grandezza, ad ogni +rappresentazione dei capolavori ch'egli segnò del suggello del suo +genio, si vedrà passare in fondo alla scena l'ombra enorme del suo +capo. + + +Ma non nell'arte soltanto e nel nostro spirito: rimane gran parte +dell'anima sua in quell'epistolario incomparabile, nel quale, più che +l'arguzia inesausta e la cultura varia e l'agile vigore d'uno stile +esuberante di vita, anche i suoi più fieri avversali politici son +forzati ad ammirare la sincerità profonda e la saldezza incrollabile +della sua fede. + +Repubblicano fu, nel fondo dell'anima, dalla prima giovinezza alla +morte, e propugnatore d'una politica audacemente rivoluzionaria, +aborrente da ogni aiuto straniero, che non procedesse anch'esso da +rivoluzione, intendendo a una confederazione europea di repubbliche. E +certo è che quanto ei voleva sarebbe stato saggio e attuabile se tutti +gli italiani avessero avuto mente e fibra pari alla sua. Questo +appunto egli credè fermamente, come lo credè il suo maestro; onde gli +parve verità afferrabile quell'ideale che, giusta la sentenza d'un +grande, è la verità veduta di lontano; e lontana facevano allora la +verità dalla sua fede le moltitudini immature a quella forma di +reggimento liberissimo e impotenti a quell'azione indipendente, +unanime, eroica, fuor della quale egli non vedeva salute. Il +disinganno lo trafisse; ma da quello ch'ei stimò errore e sventura del +suo popolo, non da misere ambizioni deluse, non da angusto +risentimento d'orgoglio offeso, derivò l'amarezza iraconda che lo fece +così fieramente severo coi suoi contemporanei e con l'opera loro. E +però il suo dolore è nobile, l'ira generosa, e il grido che s'alza +dalla sua coscienza spartana contro la servilità e la corruzione che +dànno di sè i primi segni, è grido di profeta. E fa professione di +scettico invano: egli infuria e impreca perchè soffre, e soffre perchè +ama ancora; e nel suo riso di disprezzo trema un ruggito e il sarcasmo +atroce che gli scatta dalle labbra stilla sangue del suo cuore. + +Ah, quanto è diversa l'opera dell'uomo dalla parola della sua collera! +Dice:--Disprezzo il mio prossimo, sono nauseato di tutti e d'ogni +cosa;--ma, stanco e infermo, e bastante appena a provvedere a sè +stesso, recita a beneficio di compagni d'arte e di Società operaie, +soccorre emigrati e proscritti, e fino a pochi giorni prima di morire +porge la sua povera borsa a quanti naufraghi del teatro gli tendon la +mano. Scrive:--L'Italia è morta; stoltezza è sacrificare i moltissimi +buoni alla rigenerazione dei molti vilissimi;--ma sottoscrive a +prestiti per la causa italiana, sussidia giornali, fonda tiri a segno, +dà il suo obolo e il suo consiglio per affrettare ogni moto in cui +appaia un barlume di speranza, e la notizia dei supplizi di Mantova +gli strappa dall'anima dilaniata lacrime di sangue. Afferma--che il +nome della sua patria gli s'è fatto odioso e che vuol rifugiarsi e +farsi seppellire in un angolo della Svizzera dove non ne giunga più il +suono;--ma, invitato a recarsi in America, dove potrebbe assicurar +l'agiatiezza della sua vecchiaia, dalla patria non ha il coraggio di +staccarsi e, indispettito contro sè medesimo, rifiuta, e resta nel suo +eremo, dove si leva innanzi giorno per attinger l'acqua e accendere il +fuoco. Grida in un impeto di rabbia:--Meglio la casa d'Absburgo che ci +trattava a ragione come negri;--ma quando in nome dell'arciduca +Massimiliano gli sono offerti salvacondotto, onori e guadagni perchè +vada a recitare in Milano austriaca--No--risponde--piuttosto la fame. + + +Tale era in fondo questo povero grande cuore ferito che, a parole, +malediceva la patria e rinnegava l'umanità; tale era quest'anima in +stato di procella perpetua, quest'artista glorioso e sdegnoso che, se +il teatro gli fosse stato precluso, sarebbe riuscito uno scrittore +illustre, che, se a più alte prove lo avessero posto gli eventi, +sarebbe stato un eroe, che se avesse sortito la ricchezza l'avrebbe +usata come quei benefattori insigni che la storia ricorda e il popolo +benedice. + +Bello è che sorga un monumento in suo onore nella Capitale del +Piemonte, che fu ultimo rifugio alla sua vita errante e campo dei suoi +ultimi trionfi. Non meno di quello che sorgerà nella sua Venezia +nativa sarà rispettato e amato questo dal popolo, che per trent'anni +lo attese. E la gioventù verrà con reverenza a contemplare questa +fronte che non piegò mai, questi occhi in cui rifulse il genio, questa +bocca che non macchiò nè adulazione nè menzogna, questo petto nel +quale fremettero tutti i dolori e tutte le ire della patria oppressa, +e che con pari coraggio sfidò la tirannia, sopportò la povertà, lottò +per l'ideale e affrontò la morte.... + +Resti qui dunque perpetuamente, o Maestro venerato, la tua immagine, +fidata alla guardia amorosa di questa Torino che raccolse il tuo +ultimo sospiro e custodisce le tue ossa; resti invulnerata dai secoli +al bacio del sole e della gloria, e dalla bocca di pietra spiri ancora +alle generazioni venture il soffio della libera e grande anima tua. + + + + +VII. + +Per Felice Cavallotti. + + +Sono trascorsi sette giorni; alla prima oppressione dello sgomento e +del dolore, che ci oscurarono lo spirito e ci strapparono il pianto +dal cuore, è succeduta la tristezza profonda e lucida, che ricorda, +medita e lamenta: eppure non possiamo ancor pronunziare senza un +fremito d'angoscia ribelle a ogni rassegnazione, senza una ripugnanza +del cuore incredulo e delle labbra tremanti--come se fossero +un'orribile menzogna, queste tre sciagurate parole:--Felice Cavallotti +non è più!--Noi non possiamo rassegnarci a pensare:--Altre ingiustizie +pubbliche, altre violazioni della libertà, altri conati della reazione +si succederanno,--ed egli le ignorerà; la patria patirà nuovi dolori, +correrà nuovi pericoli, subirà forse altre vergogne--e le sue labbra +taceranno; altri frodatori del comune avere, altri corruttori delle +istituzioni patrie e profanatori del santo nome d'Italia compiranno le +loro imprese, e la sua mano vindice--smascheratrice implacabile di +tutti i mercanti del patriottismo--rimarrà inerte; supremi interessi +nazionali si discuteranno, si combatteranno grandi battaglie +politiche, care feste della patria, anniversari di giornate gloriose, +conquiste e trionfi della libertà e del diritto si celebreranno in +adunanze fraterne e solenni,--ed egli non v'assisterà. Felice +Cavallotti che voleva dir forza, moto, azione, speranza +inestinguibile, giovinezza perpetua--Felice Cavallotti che per noi +teneva luogo d'una legione, del quale sentivamo anche da lontano +l'alito possente e la voce che echeggiava sul paese come uno squillo +di tromba--Felice Cavallotti che la nostra immaginazione, precorrendo +il tempo, godeva a rappresentarsi ancora operoso e combattente nell +più tarda vecchiaia, circondato dalla reveranza e dalla gratitudine +pubblica.... bisogna pur che ci rassegniamo a profferire, a ripetere, +a configgerci nel cervello e nel cuore queste tre terribili e quasi +incredibili parole:--Felice Cavallotti e morto! + + +Commemorarlo? A che pro, se da tanti giorni non si parla che di lui? +se la sua vita intera è presente al pensiero di tutti? E com'è +possibile, mentre dura intenso ancora il dolore, aver libera la +facoltà che ordina i fatti, collega i particolari, chiarisce e giudica +i moventi e gl'intenti delle passioni e degli atti? Altri farà questo +un giorno, forse molti lo faranno, e faranno opera utile e bella. Lo +prenderanno fanciullo, crescente nel seno d'una famiglia amorosa, ma +più vicina alla povertà che all'agiatezza, esercitato fin dai primi +anni a sopportar con animo forte le privazioni, educato agli studi +severi dal padre, dotto filologo, ch'egli aiuta nei suoi lavori; +spiegheranno come nella furia delle sue prime letture di libri +cavallereschi abbia avuto origine quello spirito generoso, +avventuroso, battagliero, irrequieto che agitò tutta la sua vita; lo +seguiranno a passo a passo, da quando, poco più che fanciullo, si +mette a capo d'una dimostrazione patriottica e vaticina in un opuscolo +l'unificazione della Germania, via via, per le varie tappe, soldato dì +Garibaldi a Milazzo e al Volturno, collaboratore dell'«Indipendente» +del Dumas a Napoli, poi a Milano, studente di legge, poeta e +giornalista ad un tempo, faticante per guadagnarsi il pane; poi +soldato un'altra volta nel '66, combattente a Vezza, in Val Camonica; +poi da capo giornalista, nella capitale lombarda, polemista baldanzoso +e indomabile, che smette a ogni tratto la penna per impugnare la +sciabola; tradotto di processo in processo, fuggiasco all'estero, +nascosto in Milano, poetante nella prigionia, e dopo ogni processo e +ogni prigionia più infiammato e più audace di prima. + +E pervenuto a questo punto il biografo non sarà ancora che al +principio. Egli dovrà accompagnarlo nella sua vita parlamentare per un +quarto di secolo, deputato di Corteolona, di Pavia, di Milano, di +Piacenza; saldo sempre nella sua fede repubblicana, ma, com'egli +disse--«italiano prima, repubblicano poi»;--lottante, salvo rare e +brevi tregue, contro tutti i ministeri; paladino dell'Italia +irredenta, nemico dell'alleanza austriaca, oppugnatore degli armamenti +rovinosi, avversario della politica affricana, denunciatore di tutte +le violazioni della legge, di tutti gli abusi del potere, di tutti gli +sperperi dell'amministrazione; fiero, infaticabile rivendicatore della +moralità pubblica, fu istigatore di tutti i prevaricatori e corrotti e +complici loro, potenti ed oscuri, nel parlamento, nella stampa, nei +tribunali, nei comizi, in tutte le regioni e da tutte le tribune +d'Italia. Ma dovrà aggiungere il biografo come a questa lunga e +guerresca vita parlamentare, segnata di discorsi e di tempeste +memorabili, egli intrecciasse ancora, quasi senza interruzione per +molti anni, l'opera poetica e drammatica, alternata di dure lotte e di +vittorie sudate, e come all'opera della creazione artistica +accompagnasse l'opera erudita, critica e polemica, condotta con lunghi +e pazienti studi, nel campo del teatro, della storia, della nuova +poesia: opera interrotta alla sua volta da nuovi processi, da nuovi +duelli, da nuove tempeste, da commemorazioni ispirate e memorande di +grandi fatti e di grandi morti, e da faticose e ardimentose campagne +elettorali; e come infine in mezzo alle lotte, alle cadute e ai +trionfi, inteso sempre e soprattutto alla grande voce del paese, egli +abbandonasse ogni cosa sua quando suonava il grido d'una sventura +pubblica, e accorresse a Napoli e a Palermo a soccorrere e a confortar +le vittime dell'epidemia col coraggio d'un eroe e con l'amor d'un +fratello. Sì, ammirabile vita, nella quale i venturi, secondo i +principii politici e l'indole loro, potranno trovare errori, violenze, +temerità, disarmonie; ma non disconoscere una grande forza diretta da +una coscienza onesta, da un profondo amore della patria, da un'ardente +passione per la verità, per la giustizia, per il bene;--ma non +rifiutarsi ad ammirare una maravigliosa cospirazione di virtù della +mente e dell'animo, rarissime a trovarsi riunite, quali son l'impeto +dell'entusiasmo e la tenacia ferrea della volontà, la vigoria +infaticabile del pensiero e dell'azione, e con una nobile ambizione di +gloria, col sentimento e il culto della bellezza, con la vivacità +degli affetti, con tutto quello che fa bella e cara la vita, la forza +d'un cuore sempre pronto ad affrontar le persecuzioni, gli odii, il +dolore, la povertà, a rinunziare senza titubanza e senza rammarico a +ogni bene della vita e alla vita stessa, come se per lui la pace, gli +affetti, la gloria, l'esistenza non avessero valore alcuno se +accettate a prezzo di una transazione con la propria coscienza a d'una +violenza fatta alla propria ragione. Sì, ammirabile vita, che si può +simboleggiare in questa bella figura: un soldato con la camicia rossa, +con una corona di poeta sulla fronte, ritto sopra una tribuna; il +quale mostra le mani alla patria per cui ha combattuto per +quarant'anni con la spada, con la penna e con la parola, e le +dice:--Guardate, sono pure! Non le ho macchiate mai che del mio +sangue. + +Vediamo ora, rapidamente, il poeta lirico, il drammatico, l'oratore, +il polemista, il cittadino, l'uomo. + + +Poeta fu, nel più profondo dell'anima. Di poeta ebbe--per usar le +parole d'un suo illustre avversario--il soffio, l'essenza alata, +l'anima lirica. Non cercò nuove forme: fece sue quelle della poesia +patriottica che palpitava in tutti i cuori quand'egli s'affacciò alia +vita, le forme del Rossetti, del Berchet, del Manzoni. Dice egli +stesso all'autore della «battaglia di Maclodio»:--«quest'umile cetra +apprese le forme da te, e il mio canto modula alla tua scuola gli +accenti d'una speranza che non è più la tua».--L'impeto della passione +soverchiante non gli poteva consentire le sottili e pazienti industrie +di stile e d'armonia, che più tardi vennero in onore. La sua poesia fu +propriamente un canto sgorgante dall'anima, poesia di battaglia, piena +dì strepito d'armi, di schianti di fulmine, di fremiti di popolo, di +grida d'ira e di dolore. La successione delle sue strofe di +decasillabi somiglia all'incalzarsi di manipoli di combattenti che +corrono all'assalto; nelle quali le rime sono punte di spada e i +tronchi finali urrà di vittoria. Ma nell'uniformità dei metri facili e +sonori, quanta varietà d'ispirazioni, dall'inno alla satira, alla +romanza, all'elegia, all'epigramma, ed anche quanta sincerità e +freschezza giovanile di passione! L'anima affaticata dagli urti e +dalle procelle, ferita qualche volta dal taglio del sarcasmo di qui si +fa arma, si rifugia in sè stessa, cerca conforto negli affetti gentili +e pace in fantasie e sogni di solitudine e di oblìo, e allora un nuovo +poeta vi appare, d'una dolcezza e d'una delicatezza squisita, che vi +tocca le più intime fibre del cuore. Ma già questo poeta voi lo +indovinate anche nelle poesie di battaglia, dove a ogni tratto spunta +un fiore, brilla una goccia di pianto, suona una nota di mestizia +soavissima. Vi ricordate quando dice al Manzoni morto:--«dormi, o +vecchio, e sopra la tua zolla ti conforti i placidi sonni la rosa che +ti donò Garibaldi»?--e quando dice a Adelaide Cairoli, rammentandole +il giorno che pregava alla tomba del suo primo figliuolo caduto:--«Ma +allora, dopo la preghiera, ti rialzavi più forte, perchè ti +rimanevano, ti baciavano ancora in viso quattro figli; e t'era così +dolce il cercare su quei quattro volti il sorriso del tuo morto!»--E +quando al poeta che impreca, infuriando, al cadavere della donna amata +che lo fece soffrire, dice quella dolce e sapiente parola:--«Ah no, +non insultarla! Ah non nelle maledizioni e nello scherno troverai il +refrigerio che vai cercando, povero poeta! Tu non sarai guarito se non +il giorno che perdonerai!» + +E vorrei proseguire: vorrei imitar l'esempio di Emilio Augier, che +all'Accademia francese, dovendo tesser l'elogio d'un poeta illustre, +disse:--Quale omaggio migliore gli si può rendere che quello di +recitare i suoi versi? e conchiuse:--Non aggiungiamo nulla: portiamo +con noi intera la nostra commozione, e che il poeta tramonti nella sua +gloria.--Ma recitar quei versi che furono la più schietta e calda +espressione dell'anima sua, e darmi così l'illusione di riudir quella +voce che non udrò mai più, non potrei: la commozione me li +soffocherebbe nel cuore. Evochiamo una sola, la più bella forse delle +sue creazioni, quella in cui più mirabilmente s'accordano l'altezza +del concetto, la grandezza del disegno e l'andamento grave e solenne +del ritmo che par che segni il passo di Leonida armato nel silenzio +della notte. Alla mente di tutti, senza dubbio, è presente la figura +augusta dell'eroe che, al raggio delle stelle, risorto dalla tomba +d'Antelo, con la grande asta nel pugno, discende, circonvolato +dall'aquile, per andar a cercare se sia sorta nel mondo una nuova +gloria pari a quella delle Termopili, e riposar là, in mezzo ai +fratelli degni, dei suoi trecento. Si sofferma, ma non si arresta a +Clierniea. No,--dice ai Tebani morti che lo chiamano: + + No, no, dormite in pace! Vano fu il sangue, eroi! + Periste e non salvaste l'ellenia libertà! + +Giunge a Maratona; ma non s'arresta.--No,--grida ai caduti che lo +invocano--qui non rimango.-- + + Tutto, voi, tutto aveste! la gloria e la vittoria + Pei lari! È troppo dolce, morti, dormir così! + +Giunge alle isole Arginuse, sulle onde sparse di triremi infrante e di +salme insanguinate; ma non cede all'invito di Callicràtida: +«No»--dice--«foste prodi, cinque contro venti; ma foste Elleni contro +Elleni--e fu una squallida lotta». + +Giunge al campo di battaglia d'Isso; ma procede, dicendo ai soldati di +Alessandro, vincitori dei Persiani: + + ... Salvete, o morti! Leonida non dorme + Dove a un tiranno i lauri il greco acciar donò. + +E non s'arresta a Gerusalemme dove l'invocano i crociati spenti, +perchè, dice, «io non pugnai per espiar peccati nè mossi in cerca +d'avventure e di ricchezza». E non s'arresta alle Piramidi, alla voce +dei soldati di Buonaparte, perchè, grida: + + Io non guidai sul colle i miei Trecento a Dite, + La libertà sul labbro e la conquista in cor! + +E non s'arresta a Zama, dove gridano il suo nome i soldati di +Scipione, sgominatore d'Annibale: + + E voi giacete! Io passo! Troppi eravate in campo! + E i numidi elefanti v'apersero il sentier. + +E trascorre oltre il campo di Munda, sordo alle voci dei legionari di +Cesare, ai quali rinfaccia il motto del capitano: + + Sul colle io per la patria pugnai, non per la vita: + Vincitori di Munda, lasciatemi passar! + +E attraversa fiumi e monti, passa il Pirene, giunge in Provenza, si +sofferma sul Rodano dove Mario distrasse i Teutoni; ma non s'arresta +alla voce dei soldati di Mario, perchè sul sacro colle egli non +attese, scrutando le stelle, l'ora in cui potesse combattere con la +certezza della vittoria. + +E varca le Alpi e scende in Lombardia; ma, sospinto dal ricordo della +pace di Costanza, neppure a Legnano si arresta, perché + + Se non dà frutti il sangue che val gloria d'allori? + Se libertà non germina, che val d'armi virtù? + Morti feconde io cerco, non vinti o vincitori; + Morti feconde e libere, tra quei che non son più. + +E giunge finalmente sulla riva del Tevere, in vista di San Pietro, +davanti a un'ara modesta, donde cento voci fioche lo salutano: + + Noi pur, noi pur pugnammo in cinque contro venti, + E non fu indarno, o patria, nè il sangue, nè il morir! + + A noi non la vittoria, ma dei fiacchi lo scherno: + Non i felici oròscopi, ma il pallido dover: + Non fratricidi allori, ma l'abbandon fraterno: + Non di tiranni il soldo, ma il raggio d'un pensier. + + L'alme donammo al fato, non bugiarde parole, + Dall'ombra degli avelli guardando all'avvenir!...-- + L'Ombra, inchinando l'asta, grida:--Stanotte vuole + Coi morti di Mentana Leonida dormir! + +E così ora «tramonti il poeta nella sua gloria» accanto al suo +Leonida, egli che alle Termopili sarebbe morto tra i primi, e che in +difesa della libertà e della giustizia combattè per trecento. + +L'autor drammatico. Nessuno, certo, attende qui un'analisi ragionata +di quell'opera complessa e varia, coronata di successi clamorosi, +provocatrice di aspre battaglie, feconda di tante vive discussioni +storiche e artistiche, nella quale dal dramma storico in versi, i +«Pezzenti», il «Guido», l'«Agnese»,--dove la poesia e la fantasia +predominavano e la storia non era che fondamento e facciata,--Felice +Cavallotti passò al grande dramma storico in prosa--l'«Alcibiade» e i +«Messenj»--poggiato sopra una più minuta indagine del tempo e sopra un +più profondo studio del vero, per trascorrere poi, con la «Sposa di +Menecle», alla commedia intima di soggetto antico, e infine al moderno +dramma psicologico, spingendosi fino all'idillio e al proverbio. Il +cuore e la ragione insieme si ribellano oggi anche a una critica +riverente. A noi basta rammentare che se neppur nel teatro non cercò +nuove forme, attenendosi, come voleva la natura del suo ingegno, alla +tradizione romantica, sulle traccie di Victor Hugo e dello Schiller, +anche nel teatro portò il soffio della sua anima lirica, che tutto +riscalda e vivifica, la santa fiamma dell'amor di patria e di libertà, +una forza grande di sincerità giovanile e di virile coscienza, un +continuo, amoroso, poderoso conato verso la bellezza e la grandezza, +che ci leva in alto lo spirito e ci move il cuore anche quando non +arriva dove fende. Chi potrebbe oggi esaminare, ponderare, discutere, +mentre le creature della sua mente ci si affollano intorno velate di +nero come la sua immagine, a cui fanno un corteo dolente e glorioso, +come figli intorno al simulacro funerario del padre? Altro non +possiamo fare che rammentarle e salutarle. E sfolgorante Raul che, +levando la spada in cospetto al cadavere di Maria, grida al duca +d'Alba: «Troppo tardi. Oggi saremo in molti ai funerali. A me, +pezzenti!»--È tragico il vecchio padre traditore del suo sangue che +svela al figliuolo adorato la propria infamia, mentre suonano i +rintocchi della campana che lo chiamano a combattere, con quelle +semplici e terribili parole:--«Ferma! Io son Guido!»--È bello e +generoso il giovine Scandiano che al duca di Mantova, ebbro di piacere +e d'orgoglio, narra tra gli splendori della festa la fame e la +disperazione del popolo di Mantova. È splendido il vecchio re di +Messenia che, ritto sulle rupi, strappa la bandiera tirannica di +Sparta e chiama alla rivolta il suo popolo col superbo grido:--«dove +passa Aristomene, Sparta non ha bandiera!»--E pietoso e venerando è il +vecchio Menecle che riprende dalle pareti lo scudo e la spada antica +per chiedere alla morte per la patria l'oblio della dolce illusione +perduta. E più alto di tatti, come una statua d'oro e di bronzo, +segnata di mille colpì, ma salda e trionfante ancora sul suo +piedistallo di marmo pario, ci sorge davanti il greco gigantesco e +multiforme, che riunì in sè Cesare e Coriolano, Sardanapalo ed +Antonio,--«tutte le faccie del polièdro umano»--e mentre passano +dietro di lui, come visioni, i giardini e le piazze, le sale d'Atene, +la spiaggia di Sicilia, il lido di Sparta, le acque dell'Ellesponto, +le montagne di Frigia, e quella fuga maravigliosa d'assemblee, di +eserciti, di campi di battaglia, di feste trionfali e di solitudini, +che pare il giro di un mondo intorno ad un uomo,--noi non salutiamo in +lui l'Alcibiade antico, vincitor di Bisanzio e di Calcedonia, ma la +creazione più grande, più fortunata, più cara del poeta perduto; la +salutiamo con la certezza che, quando pure dovessero le altre andar +travolte dal tempo, quella resterà, splendida e palpitante di vita +immortale. E se anche tanti pregi di pensiero e d'ispirazione non +risplendessero nelle sue tanto applaudite e combattute opere +drammatiche, sarebbero queste ancora amate e riverite da noi per il +tesoro di studi amorosi e di dotti commenti che egli vi profuse +intorno, per le tempestose ansie giovanili che gli costarono, per le +ebbrezze ardenti che gli diedero, per i profondi e dolci conforti che +recarono ai suoi grandi dolori e alle sue affannose fatiche di soldato +della libertà e di tribuno della patria. + +Eppure la più alta e potente manifestazione del suo ingegno e +dell'animo suo egli la diede, a nostro credere, nell'oratoria. Oratore +grande, insuperabile forse, se la natura non gli avesse negato +qualcuna di quelle piccole doti sussidiarie, puramente fisiche, onde +il grande oratore s'integra. Due oratori erano in lui, potenti del +pari. L'oratore popolare e improvviso, che stentatamente incominciava, +che vi faceva assistere al lavorìo, alla lotta laboriosa e violenta +del sentimento e del pensiero con la parola, e che poi, infervorato +dal suo sforzo medesimo, trascinato dalla passione, sprigionava un +torrente di idee e d'immagini, dalle onde irruenti e sonore, e +travolgeva ogni forza restìa dell'uditorio;--e l'oratore parlamentare +delle grandi occasioni, che del discorso ordiva avanti la trama, nel +quale le idee si svolgevano ordinate e concatenate, col corso largo e +pieno d'un grande fiume, e logica, sentimento, precisione quasi +scientifica di forma, tutti gli accorgimenti più fini dell'arte +s'univano con l'ardore d'un'alta ispirazione, che tutto levava in +alto. L'oratore nato, sussidiato dall'artista letterario, si rivelava +nell'architettura ardita e grandiosa del periodo, sorreggente una +grande quantità di idee accessorie, aggruppate armonicamente intorno +all'idea principale, intarsiato di parentesi e d'incisi che, senza +fare ingombro, illuminavano il concetto come di tanti raggi +successivi, e condotto vittoriosamente, fra ogni sorta di pericoli, ad +una frase geniale che superava tutte le altre in efficacia, e che +nello stesso tempo giungeva inaspettata e pareva necessaria. + +Maraviglioso era veramente come un uomo di natura così impetuosa +sapesse, quando occorreva, trovar le parole gravi, misurate, +guardinghe che facevan passare senza contrasti le idee più audaci, +quasi rispettate per la dignità dell'abito; come qualche volta, +nell'infuriare d'una tempesta, quasi per effetto d'una illuminazione +improvvisa dell'intelletto e dell'animo, egli lanciasse, in luogo +delle parole eccessive che tutti aspettavano, una così sincera e +nobile invocazione alla concordia per l'interesse supremo della +patria, che n'eran tutti gli animi disarmati e placati; come da quella +bocca, donde erompevano tanti tuoni e tante fiamme, potesse sgorgare, +al bisogno, un rivo d'eloquenza così mite e così serena. Vi ricordate +di quel mirabile parallelo tra il generale della Lunigiana e il +generale di Sicilia, che, fatto da tutt'altri, avrebbe scatenato un +uragano? Vi ricordate della difesa ch'egli fece del «fiore baciato +dalla sventura», quando dal banco dei ministri era lanciato un +oltraggio a una giovinetta, mentre sul capo di suo padre, accusato +politico, pendeva una condanna tremenda? Vi ricordate con che dignità +di sentimento e di parola egli diceva nel Parlamento l'elogio d'un +avversario morto, e riconosceva d'un avversario vivo la bontà e la +rettitudine, e come qualche volta, sfuggitagli una frase offensiva, la +temperasse come voleva la giustizia, in modo che non era la sua una +ritrattazione del pensiero, ma del sentimento, non un atto di semplice +convenienza, una gentilezza sentita e squisita di cavaliere e di +galantuomo? Vi ricordate l'orazione in onore di Garibaldi morto, +pronunciata il 3 giugno dell'83, al «Castelli» di Milano, la quale +strappò il pianto da tremila cuori, e la grande commemorazione epica +dei caduti a Domokos, e le belle, austere, fraterne parole ch'egli +disse nella prima riunione dei partiti estremi, discordi fino a quel +giorno, per la fondazione della Lega della libertà?--Era l'eloquenza +d'un poeta e d'un, sapiente--era una così alta e commovente +ispirazione che quasi riusciva dolce agli altri oratori di non poterla +raggiungere--erano la ragione, l'entusiasmo e la fede parlanti il più +eletto linguaggio che possa uscire dall'animo d'un cittadino. Quante +volte Vittorio Alfieri gli avrebbe posto la mano sul capo, +ripetendogli i versi di Eschilo a Timoleone: + + Ah! no, più caldi mai, nè mai più veri + Forti divini detti in cor mortale + Mai non spirò di libertade il nume! + +E non di meno, non si potrebbe affermare con certezza che fosse +l'oratoria, non invece la facoltà puramente ragionatrice, non la forza +analitica e polemica la sua virtù intellettuale preminente. Di lui si +può dire quello che dell'autore dell'«Emilio» disse Enrico Taine. Non +c'è loico più serrato. La sua dimostrazione s'annoda in fili +d'acciaio, maglia a maglia, per lunghe pagine, come una enorme rete +senza uscita, in cui, volenti o no, si rimane avvinti. Non un filo gli +sfugge o gli si rompe, ed egli ha costantemente sotto gli occhi e +dentro la mano la rete intera. Dagl'infiniti e bene ordinati +compartimenti della sua salda memoria escono prontamente, a un +richiamo, nomi, date, parole, fatti, circostanze di fatti, che a +vicenda si rischiarano e si rincalzano, disponendosi e collegandosi +logicamente come le formule successive d'un'operazione matematica, che +non possa esser condotta in altra forma nè riuscire ad altro risultato +da quello a cui egli tende. La punta della sua idea v'è già penetrata +nella mente, credete che non vi si possa addentrare di più, ed egli ve +la configge ancora più addentro con un martellamento fitto e preciso, +che vince anche le ultime resistenze inconscie dell'animo vostro. +Nessuna maraviglia che chi possedeva una così potente arte dialettica +l'adoperasse anche quando ad altri poteva parere superflua, o +inopportuna, o senza speranza di effetto utile. Ma maraviglioso è che +egli vi ricorresse e l'esercitasse magistralmente anche nei momenti di +maggior concitazione dell'animo, che egli ragionasse in quel modo con +la penna alla mano un'ora prima d'andare a rischiar la vita con l'arma +nel pugno, che neanche il presentimento della morte, che qualche volta +lo assalì in quei momenti, potesse turbare in lui quella facoltà +delicatissima a cui pare indispensabile la quiete serena dell'animo e +la libertà assoluta della mente. E questo prova quanta sincerità, +quanta pensata fermezza ci fosse anche nelle sue determinazioni che +potevano parer più violente, come la sua passione fosse mossa sempre +da una idea e sorretta e vigilata, dalla coscienza, come fosse in lui +convinzione vigorosa e tenace ciò che non era creduto da molti che +ira, odio, sete di rappresaglia e di vendetta, come la sua spada, +anche nelle quistioni che parevan più strettamente personali, fosse +quasi sempre la spada d'un'idea. + + +No, non si battè per impeto d'ira o per febbre di vanità chi, venti +volte, prima di venire alla prova, scrisse di proprio pugno la sua +difesa e il suo testamento, con l'espressione precisa delle sue ultime +volontà, con la previdenza chiara e minuta di tutte le conseguenze +possibili della sua morte. Certo, spuntava un sorriso sulle labbra a +chi gli udiva dire:--Io sono un uomo pacifico.... furono le +circostanze che mi forzarono.... E la natura delle questioni in cui mi +trovai impegnato....--Eppure, nella sua coscienza, questo era vero. Ma +ci perdoni la cara memoria se noi lamentiamo il concetto da cui la sua +ragione partiva, e se esprimiamo la speranza che la sua fine lacrimata +e funesta serva almeno di ammonimento alla generazione che sorge. Ma +come! Un passato di trent'anni di fecondo lavoro intellettuale, di +nobili lotte, di servizi resi alla patria, un avvenire di forse altri +trent'anni di vita egualmente benefica, un tesoro inestimabile di +entusiasmo, d'eloquenza e di forza, una mente privilegiata, da cui +mille quistioni altissime d'interesse pubblico attendono luce ed +impulso, in cui milioni d'uomini fondano speranze di protezione e +d'aiuto,--tutto questo, per una parola, deve esser messo a un cimento, +nel quale un passo falso, il tradimento d'un muscolo, la svista d'un +istante possono distrugger tutto in un nulla? Ah! è una follìa, un +errore, una vergogna! Ed è appunto questo pensiero che oggi ci +aggiunge angoscia ad angoscia: è il dover riconoscere che ci troviamo +ancora a questo segno di barbarie, è il dover confessare che, pure +riconoscendo l'assurdità di quest'idea dell'onore che, in un tempo di +vantata eguaglianza, si circoscrive in una sola classe sociale, non +s'abbia ancora il coraggio civile di uscirne, e che la società culta, +che pure la condanna nella sua coscienza, tolleri, incoraggi, +accarezzi, con la cospirazione d'una legge ipocrita, il pregiudizio +stolto, la tradizione dell'usanza stupida e feroce che la insanguina e +la disonora. + + +Era fors'anche suo pensiero che nelle lotte politiche avesse il duello +questa giustificazione: che molte volte esso racqueta e riconcilia due +avversari che si stimano; fra i quali, altrimenti, sarebbe impossibile +o più difficile assai la riconciliazione. Questa e ogni altra ragione +possiamo ammettere, per ispiegarci la sua condotta, fuorchè la +mancanza di bontà d'animo, di cui dai nemici fu accusato. Ah! +dell'accusa sorride--sorride amaramente chi sentì il suo abbraccio +fraterno dopo una lunga separazione, e sa quante calde e devote +amicizie egli ebbe anche fra i suoi più appassionati avversari,--chi +si ricorda quanto fosse buono e amabile il sorriso su quel volto +coperto di cicatrici, quand'egli espandeva l'animo con gli amici +intimi, sorridenti alla volta loro di tante ingenuità giovanili del +suo cuore e della sua parola,--chi si rammenta con quanta gentilezza, +nelle famiglie che l'ospitavano, la sua mano gagliarda si posasse sul +capo dei bambini e la sua bocca usata a soffiar la tempesta esortasse +i giovinetti allo studio, all'amor del bene, al culto della verità e +dell'ideale.--Gli mancava la bontà dell'animo.--A Felice Cavallotti! +Ah non lo pensa chi ha visto la sua fronte superba chinata al +capezzale degli infermi, chi ha sentito i suoi singhiozzi disperati +accanto al cadavere della sua figliuola, chi ha assistito una volta +sola all'espansione della sua gioia e della sua tenerezza di fanciullo +fra le braccia della vecchia madre adorata, che gli ripeteva con tanta +dolcezza:--Felice, Felice mio, sii più prudente....--come se +presentisse il destino. Buono era, e n'è una grande prova il fatto che +molte volte, candidamente, egli si rimproverasse, si dolesse di non +potere esser più buono di quello che era. Povero Cavallotti! Non è +molto tempo che, rispondendo ai consigli d'un amico, egli diceva a +questo con un sorriso ingenuo:--Già, tu sei più buono di me.--Ma il +giudizio fu coscienziosamente respinto.--No, Cavallotti--gli fu +risposto.--Io non son più buono di te; non lo sono quanto te. Facile è +la bontà a chi, lontano dalla lotta, non s'espone all'offesa che +lacera e avvelena l'anima e non sente in faccia l'alito violento dei +nemici che, non dandoti tregua alla guerra e negandoti ogni virtù +gentile, ti scoraggiano dalla gentilezza e dal perdono. Ah no! Io so +ben discernere quello che è in te violenza necessaria e durezza +acquisita di lottatore da quello che è prima e schietta natura. Di +questa, che è tutta d'oro, tu hai salvato fra le battaglie quanto era +umanamente possibile, e quello che ti resta è ancora un tesoro che +t'invidio.--Ah, gli mancava la bontà dell'animo!--A Felice Cavallotti! +Ma se contro a mille prove dell'asserto, non possibile che a chi non +lo conobbe, stesse quella sola indimenticabile poesia, quello +straziante e divino grido d'amore e d'angoscia che dal treno di +Gallarate egli lancia all'angolo del cimitero dove dorme la sua +figliuola, se egli non avesse pronunciato in tutta la sua vita altre +dolci parole che quelle con cui s'illude che la sua creatura senta +passare il suo dolore e possa rispondere alla disperata invocazione +del suo cuore trafitto, se in cinquantacinque anni non gli fosse +scoppiato dall'animo che quell'unico grido, basterebbe quello per +farci credere, affermare, giurare che egli fu buono. + + +L'accusa, di mancanza di bontà e di gentilezza gli fu più spesso +ripetuta nell'ultimo periodo della sua vita. E qui m'occorre di fare +una dichiarazione. Io mi son proposto, com'era mio stretto dovere, di +commemorare il compianto cittadino al di fuori d'ogni idea e d'ogni +sentimento di parte politica; ma a rischio d'esser accusato +d'infrangere il proposito debbo accennare all'ultima grande lotta +ch'egli combattè in nome della giustizia e della moralità pubblica, +poichè il rifiutare, per non dar ombra ai vivi, un onore dovuto a un +morto, non mi parrebbe generosità, ma codardia. Dal più profondo della +mia coscienza, non velata in questo momento da ombra d'odio e di +rancore, esce la voce che m'impone un tributo d'ammirazione e di +plauso al lottatore dell'ultima ora. Giorno verrà, senza dubbio, in +cui si riconoscerà universalmente che sarebbe stata una vergogna +incancellabile per il nostro paese se almeno una voce d'accusa e di +sdegno non si fosse levata, e che se quella voce non fosse rimasta +senz'eco, che se la giustizia ch'ella chiedeva avesse avuto corso e +compimento, non sarebbe forse stata spinta fino agli estremi la +forsennata impresa dell'Africa, sarebbe forse almeno stato evitato il +macello miserando che la chiuse. «Opera negativa» fu detta la sua con +la stessa logica con cui si direbbe negativa l'opera del magistrato +che, accusando e condannando, toglie e non dà dei cittadini al paese, +o l'opera del soldato che, difendendo la patria sul campo, uccide e +non crea.--Ha varcato il segno--da altri si disse--non doveva +ostinarsi e incrudelire; si deve rispetto anche ai caduti per propria +colpa.--E, certo, la parola è generosa, è l'espressione d'un sacro +dovere di tutti verso i caduti che si pentono e si confessano, o cedon +l'armi e rimangon muti. Ma quando i caduti rialzan la fronte +minacciando, si ribellano alla giustizia e alla sorte, provocano la +coscienza pubblica e tentano d'ingannare o d'imbavagliare la storia, +l'ostinarsi nella lotta è dover di coscienza e necessità di vita. E +poichè tanti sacerdoti della stampa che mentre egli combatteva solo +quell'aspra battaglia, bersagliato di mille colpi e coperto di mille +vituperi, l'applaudivano nella loro coscienza e copertamente +l'incoraggiavano e gli desideravano la vittoria, pensando forse in +cuor proprio che se avessero avuto la sua indipendenza, il suo ingegno +e il suo coraggio, non per amor della giustizia, ma per sgombrar la +via ad altre ambizioni, avrebbero condotta la stessa lotta con +pertinacia anche più implacabile, poichè si videro tanti di costoro +lamentare la sua morte e inneggiare alla sua vita senza arrischiar +neppure una timida lode a quell'ultima opera sua, compiamo noi più +risolutamente il debito nostro, affermando a voce alta, e con tutta la +forza del nostro cuore, che quella fu la più forte, la più onorata, la +più ammirabile pagina della sua vita. + +E se anche qualche volta, se anche molte volte, nel flagellare i +trafficatori della propria coscienza e i depredatori del danaro +pubblico, egli fosse trasceso--supposto che in questo si possa +trascendere--molto, tutto si dovrebbe condonare a chi per questo +riguardo era uno dei pochi invulnerabili e puri, e dei pochissimi in +cui la purità fu merito vero. In tutta la sua vita non v'è traccia nè +indizio d'un atto compiuto per iscopo d'interesse materiale. Alla +patria diede tutto e non chiese nulla. Dandosi alla politica, sposò la +povertà. E non si diede alla politica, come altri, per esser fallito +all'arte e alle lettere; le si diede nel colmo dei suoi trionfi +d'artista. Ebbe offerte di cattedre e le rifiutò; avrebbe potuto +trarre guadagni dalla sua penna feconda di pubblicista, e se ne +astenne per dignità di tribuno; avrebbe potuto trarne dal teatro, solo +che avesse rallentato alquanto la sua opera politica, e non lo fece +per sentimento altissimo del suo dovere di cittadino. Quelle +prolungate polemiche, che si dicevan mosse da spirito di ambizione e +d'orgoglio, non erano soltanto per lui uno sforzo doloroso dell'animo, +ma un dispendio enorme di tempo e di lavoro, ch'egli scontava poi in +privazioni d'agiatezza, di libri, di svaghi desiderati. La sua spesa +quotidiana era quella d'uno degli impiegati più modesti, la sua +abitazione a Roma una camera di studente, la sua villa di Dagnente una +povera bicocca; e al vestire non si sarebbe distinto quasi mai da un +operaio di buon salario. Eppure mai, mai non si sentì dalla sua bocca +una parola di rammarico, mai nemmeno un'espressione vaga di +aspirazione a una vita più agiata e più signorile. Una cosa sola +rimpiangeva di quando in quando: l'arte da cui s'era dovuto separare. +Ma per quanto dicesse, fra le due dive nemiche, l'arte e la +politica--l'una bella, splendida, sorridente, che lo chiamava--l'altra +austera, dura, gelosa, che lo teneva--era questa quella ch'egli amava +di più ardente amore--era la tiranna ingrata e spietata, che lo +torturò e che l'uccise. + +Quale esistenza! Ricorriamola ancora con uno sguardo. Quale miracolo +continuo di moto; di passione, di lavoro! V'è una frase d'una sua lettera +che definisce la sua vita.--Son qui--scrive a un amico--in mezzo a una +tempesta di cose, che mi porta via la testa.--E questa tempesta durò quanto +egli visse; nè può immaginare quanto turbinosa ella fosse chi non gli +stette per qualche tempo vicino. Non conoscono i più che la sua assiduità +operosa al Parlamento, la sua attività insuperabile nei periodi di lotta +elettorale, i suoi viaggi faticosi in provincie lontane a scopo di +propaganda e d'inchiesta, e la sua produzione straordinaria di +pubblicista. Ma di pari passo con l'opera pubblica egli ne mandava un'altra +che pochi soltanto conoscevano, ed era il patrocinio generoso di cause +oscure e di oppressi sconosciuti, era una corrispondenza cortese e pronta +con innumerevoli amici, sollecitatori e postulanti ignoti, d'ogni classe e +d'ogni natura, erano visite e corse da per tutto ov'egli fosse richiesto +per consolare un dolore, per comporre un dissidio, per profferire una +parola utile. E tra l'una e l'altra di queste infinite cure pubbliche e +private egli trovava il tempo di nutrir di nuovi studi lo spirito, di +raccoglier documenti intorno alle quistioni del giorno, di gittare nella +forma poetica le sue gioie, le sue tristezze, i suoi sogni. Bene qualche +volta si rifugiava nel suo romitorio di Dagnente per prender respiro; ma lo +raggiungevano là pure, da ogni parte, i telegrammi, le lettere, le +sollecitazioni d'ogni forma, e vi facevano in pochi giorni una piena che lo +travolgeva e lo risospingeva al lavoro. Una voce inesorabile, appena egli +chiudesse gli occhi, gli gridava:--Dèstati, scrivi, parla, combatti, +va!--Ma io sono stanco--rispondeva.--Fa uno sforzo.--Ma io son malato.--Non +importa.--Ma io m'accorcio la vita.--È il tuo destino.--Ed egli si destava, +scriveva, parlava, combatteva.--Diceva ultimamente, a Torino, passandosi +una mano sulla fronte con un suo gesto abituale:--Ah! se potessi riposare +per un anno.... per qualche mese.... Ma non posso.--E pareva rassegnato. Un +solo pensiero lo turbava: il pensiero di una vecchiezza inferma, in cui non +avrebbe più potuto lavorare nè combattere, e sarebbe rimasto in un canto, +inutile come una spada arrugginita. E soggiungeva:--Vorrei morir prima!--Fu +pago il suo desiderio, sventuratamente. La nobile spada non +s'arrugginì--s'infranse--e passerà lungo tempo, pur troppo, prima che sul +campo di battaglia dove egli cadde ne baleni un'altra così prode, così +tersa, così gloriosa. + + +Ma egli fu ben altro, e ben di più che la spada d'un partito. Più alto +fu il suo destino, più alto l'ufficio ch'egli compì. A dritto fu +chiamato il continuatore del pensiero di Garibaldi, non circoscritto +in una formola precisa, ma vasto tanto da comprendere tutte le +aspirazioni dei tempi nuovi. Sopravvisse e parlò in lui la giovinezza +ardente della rivoluzione italiana, con tutti i suoi più santi +entusiasmi, con tutte le sue più luminose speranze. In ogni +manifestazione del suo pensiero e del suo cuore è un accenno vago, ma +caldo a qualche cosa di più grande che non sia il concetto astratto +della libertà o una data forma di governo. Si sciolgono a ogni tratto +il suo spirito e la sua parola dai vincoli angusti del programma +politico del presente, e si slanciano verso l'avvenire. Disse egli un +giorno:--Non sento il bisogno di cambiar l'ideale--e spiegò tutto sè +stesso in quelle parole. Il suo ideale abbracciava vagamente tutti i +bisogni e tutte le rivendicazioni popolari dell'età nostra. S'egli non +combattè che per la libertà e per la giustizia è perchè comprendeva +che eran queste le prime battaglie da vincere, e reputava saggezza il +non disperdere in un più largo campo le sue forze, che gli occorrevan +tutte a tener alta la sua bandiera. Ma nell'anima sua si raccoglievano +e fiammeggiavano in una sola, invitta passione lo sdegno di tutte le +miserie, il sentimento di tutti i diritti, l'amore di tutti i popoli. +Comprese, sentì, previde più che non disse; ma ciò che non disse fu +compreso. E però la sua voce, benchè non pronunciasse il nuovo verbo +delle moltitudini, suonò nel loro cuore come la voce d'un fratello, e +la sua morte fu lutto e pianto del popolo, e si posò sul suo feretro, +con gli omaggi dei parlamenti e coi fiori della gioventù studiosa, con +le corone dell'Italia irredenta e con la palma del martirio di Cuba, +il saluto amoroso e triste di tutti i lavoratori del mondo. + +Sì, convien risalire fino ai grandi fattori dell'unità della patria +per ritrovare una morte così universalmente, così sinceramente +compianta, e che abbia lasciato fra noi il sentimento d'un vuoto così +vasto e così doloroso. E nessuno certo se ne allieta, neanche fra i +suoi più acerbi nemici, nessuno che abbia senso di gentilezza e di +carità di patria, perchè sentono tutti che è caduta una forza, che s'è +spento un raggio, che è sparito un vanto vivente della patria. E +questo solo ci conforta; che ciò ch'egli ci lasciò--l'esempio--nè +tempo nè fortuna ci possono togliere. Esso sarà raccolto e sarà +fecondo. La gioventù d'ogni parte e d'ogni fede ha qualche cosa da +imparare e da imitare da lui. Egli fu soldato, tribuno, poeta, +maestro; disprezzò la ricchezza, non ambì il potere, non adulò la +fortuna, non s'infinse, non vendette, non mercanteggiò la sua +forza,--fu buono, aperto e intrepido--fortissimo fu contro ogni forma +di dolore e di pericolo, e fu potente e povero, illustre e incorrotto. +Sì, tale egli fu, e le generazioni venture lo sapranno; tale tu fosti, +o Felice Cavallotti, e te lo ridirà ogni anno, il giorno della tua +morte, la tua patria, come te lo gridò nel primo schianto del dolore, +mandando un bacio di madre alla tua bella fronte inanimata. E così sia +seguito il tuo esempio come sarà venerata la tua tomba e glorificato +il tuo nome. Nel nome di quanti ti amarono e ti piangono, Felice +Cavallotti, sia benedetta la tua memoria! + + + + + +Le tre Capitali. + + + + +NOTA A QUESTA NUOVA EDIZIONE + +(1.a edizione Treves--1911). + + +Il De Amicis intitolò Le tre capitali, raccogliendoli tardi, questi +suoi tre scritti giovanili, due dei quali, con titolo un po' diverso, +appartenevano già ai Ricordi del 1870-71 (Firenze, Barbèra, 1872); più +importante di tutti il terzo, che ha valore di documento letterario e +storico insieme. L'autore, sottotenente nel 3.° Reggimento fanteria, +brigata Piemonte, dopo la campagna del 1866 era stato comandato presso +il Ministero della Guerra a Firenze e incaricato di dirigere l'Italia +militare. Accompagnò, come corrispondente di quel giornale, l'esercito +italiano alla presa di Roma, e scrisse immediatamente le sue +impressioni del 20 settembre 1870 e delle giornate seguenti. + +Molti anni dopo, nel 1898, quando l'editore Niccolò Giannotta di +Catania gli propose di iniziare con questi tre scritti riuniti in un +volumetto la sua piccola Biblioteca popolare contemporanea, il De +Amicis avvertiva: + + «Rilessi, prima d'acconsentire, gli scritti, che avevo in parte + dimenticati, e, rileggendoli, mi venne spesso sulle labbra un sorriso, + che non era certo di compiacenza letteraria, e mi prese più volte un + senso di tristezza, come accade sempre a chi si richiama alla memoria + speranze alle quali non corrispose la vita ed entusiasmi su cui passò + un'onda di nuovi affetti e di nuove idee. Acconsentii nondimeno alla + pubblicazione di queste pagine perchè penso che la descrizione degli + effetti intimi ed immediati prodotti da certi avvenimenti storici + nell'animo d'un testimonio oculare non debba riuscire indifferente nè + inutile ai giovani della generazione che quegli avvenimenti non vide; + perchè l'affetto e la reverenza che sono espressi in questi scritti + per le tre grandi città in cui palpitò e palpita il cuore d'Italia mi + paiono sentimenti di cui non sia superfluo ripetere l'espressione + anche dopo unificata la patria; e perchè in fine, in mezzo ai troppi + difetti v'è se non altro in queste povere prose il pregio della + sincerità giovanile, che, disponendo il lettore alla benevolenza, suol + giovare indirettamente all'effetto cercato, ma non conseguito + dall'autore per mancanza d'arte.» + + D. M. + + + + +TORINO. + + +Un Torinese che volesse far da guida ad un Italiano d'un'altra +provincia venuto qui per la prima volta, per metterlo in una +disposizione d'animo favorevole alla città sconosciuta dovrebbe, prima +di lasciarlo entrare in Torino, condurlo diritto a Superga. V'hanno +spettacoli che sono per la vista degli occhi ciò che sono per la vista +della mente quelle grandi intuizioni istantanee del genio, che +abbracciano secoli di storia e regioni d'idee. Lo spettacolo che si +gode da Superga è un di questi, ed è anche più grande e più bello +della sua fama. Dalla sommità della cupola, con un solo giro degli +occhi, in tre secondi, s'abbraccia tutto l'immenso cerchio +dell'Appennino genovese e delle Alpi, dai gioghi di Diego e di +Millesimo alla piramide superba del Monviso, dal Monviso alle porte +della val di Susa, al Gran San Bernardo, al Sempione, al Monrosa, alle +ultime montagne che fuggono verso levante di là del Lago Maggiore; +sotto, tutti i colli di Torino, popolati di ville e di giardini; più +in là i bei poggi del Monferrato, vestiti di vigneti e coronati di +castella, e le colline ubertose della sinistra del Tanaro; e oltre a +queste una successione di tappeti verdi sterminati, una campagna senza +fine, che si perde nelle pianure vaporose della Lombardia, argentata +dalle mille curve del Po, seminata di centinaia di villaggi, rigata di +strade innumerevoli, coperta d'una vegetazione lussureggiante di +boschi, di verzieri e di messi, nettamente visibile in tutti i suoi +rilievi infiniti fino alle più grandi distanze, come se ogni sua parte +ci s'avvicinasse al fissarvi sopra lo sguardo. Ed è una natura così +fresca e così italiana di forme e di colori, così maestosamente serena +nella immensità dei suoi orizzonti azzurrini, e così grande e +terribile d'antiche e di nuove memorie, che dopo averla percorsa +intera, quando si volgon gli occhi giù sulla città tutta piana e +rosseggiante lungo le rive del Po e della Dora, chiusa in un vasto +cerchio di verzura cupa, dominato dal bel monte conico dei Cappuccini, +somigliante a uno smeraldo enorme, viene spontaneo sulle labbra il «Te +beata» che gridò a Firenze Ugo Foscolo, e si resta maravigliati che +tutta quella bellezza non abbia ancora avuto anch'essa da qualche +grande poeta il tributo d'una lode immortale. + + +Ho cercato molte volte, curiosamente, con uno sforzo +dell'immaginazione, di rendermi conto dell'effetto che può produrre la +città di Torino in un Italiano che la veda per la prima volta.... + + +Certo, un Italiano che arrivi qui coll'idea di trovare una città +uggiosa, e un po' triste, come certi stranieri la definiscono--un +villaggio ingrandito--un mucchio di conventi e di caserme--deve +provare un disinganno piacevole, uscendo dalla stazione di Porta +Nuova, in una bella mattinata di primavera. Alla vista di quel grande +Corso, lungo quanto i Campi Elisi di Parigi, chiuso a sinistra dalle +Alpi, a destra dalla collina, davanti a quell'infilata di piazze, a +quelle fughe di portici, a quel verde rigoglioso, a quella vastità +allegra, piena di luce e di lavoro, deve esclamare:--È bello--o tirare +almeno uno di quei larghi respiri, che equivalgono ad una parola +d'ammirazione. E andando su verso piazza Castello.... Ma un Italiano +che venga a Torino per la prima volta, se appena ha una scintilla +d'amor di patria nel sangue, è impossibile che, addentrandosi nel +cuore della città, serbi tanta freddezza d'animo da non giudicarla che +con l'occhio dell'artista. Egli deve sentirsi sollevato, travolto da +un torrente di ricordi, sfolgorato da una miriade d'immagini care e +gloriose, che trasfigurino la città ai suoi occhi e gli facciano parer +bella ogni cosa. Deve veder Carlo Alberto, affacciato alla loggia del +palazzo reale, in atto di bandire la guerra dell'indipendenza; +incontrar sotto i portici il conte Cavour, che va al Ministero, +dandosi la storica fregatina di mani; vedere i Commissari austriaci +del 59 che portano l'«ultimatum» al Presidente del Consiglio; i +corrieri che divorano la via Nuova recando le notizie delle battaglie +di Goito, di Pastrengo e di Palestro; le deputazioni dell'Italia +centrale che vanno a presentare i voti dei plebisciti; una legione di +vecchi generali predestinati a morire sui campi di battaglia; a una +cantonata Massimo d'Azeglio, in fondo a una strada Cesare Balbo, qui +il Brofferio, là il Berchet, laggiù il Gioberti; visi tristi e +gloriosi di prigionieri dei Piombi e di Castel dell'Uovo; giovani a +cui brilla sulla fronte, come un raggio, il presentimento dell'epopea +dei Mille; battaglioni abbronzati di bersaglieri della Crimea che +passano di corsa e stormi di giovani emigrati che sbarrano la strada, +agitando i cappelli, alla carrozza di Vittorio Emanuele; in ogni parte +cento immagini di quella vita ardente e tumultuosa, piena di speranze +e d'audacie, di __grida di dolore__, di canti di guerra e di fanfare +trionfali, che s'agitò per quindici anni fra queste mura. + + +Il centro di Torino ha una bellezza sua propria, invisibile allo +straniero indifferente, ma che deve affascinare l'Italiano nuovo +arrivato. Ogni suo angolo, ogni sua casa parla, racconta, accenna, +grida; ogni arco de' suoi portici è stato l'arco di trionfo d'un'idea +vittoriosa; sopra ogni pietra del suo lastrico si sono incontrati e +stretti la mano per la prima volta due italiani di provincie diverse, +due esuli, due soldati della grande causa comune; tutto v'è ancora +caldo del soffio immenso di amor di patria che vi passò, infiammando e +travolgendo ogni cosa, come un uragano di fuoco. Quale Italiano può +arrivar là senza sentirsi commosso? In poche città i luoghi e i +monumenti più memorabili si trovano meglio disposti per colpire +tutt'insieme lo sguardo e la mente: in un giro di pochi passi, intorno +al Palazzo Madama, si vede e si ricorda tutto. Ed è anche bella per +l'artista e per il poeta quella piazza vastissima, che arieggia il +cortile d'un palazzo smisurato. Quella reggia severa e nuda, dietro a +cui s'innalza la cupola grigia della vecchia cattedrale, il Palazzo +Madama, grave come una fortezza, sorvolato da nuvoli di colombi, il +tendone bianco delle Alpi che chiude via Dora Grossa, la cortina verde +delle colline che chiude via di Po, quel contrasto di baracconi da +fiera e di palazzi austeri, di folla e di strepito da un lato e di +solitudine tranquilla dall'altro, danno a quella parte di Torino un +aspetto misto così stranamente di città nuova e di città vecchia, di +gaiezza meridionale e di gravità nordica, di maestà di metropoli e di +semplicità provinciale, da far pensare a due città lontane che un +prodigio abbia ravvicinate e congiunte. + + +Ma qui non può farsi un'idea di Torino il forestiero. Quietato il +tumulto dei ricordi, bisogna ch'egli s'inoltri in quella parte della +città che è compresa fra via di Po, via Roma, il Corso del Re e il +fiume. S'egli non è mai uscito d'Italia, ne avrà senza dubbio +un'impressione nuova. La città par fabbricata sopra un immenso +scacchiere. Per quanto si giri, non si riesce che a descrivere una +greca continua. Tutte le strade, a primo aspetto, si rassomigliano: +tagliano tutte un lunghissimo rettangolo di cielo con due file di case +di color uniforme, su cui lo sguardo scivola dal cornicione al +marciapiede senza che nulla l'arresti, allineate a corda com'erano i +vecchi reggimenti piemontesi, coi guidoni e le guide sulla linea, dopo +un'ora di lavoro. Si va avanti, e par sempre di passare e di ripassare +nei medesimi luoghi. Si può camminare a occhi chiusi: non c'è da +sbagliare: ogni tanti passi, riaprendo gli occhi, si vedranno due +interminabili vie diritte a destra e a sinistra, l'una chiusa dalle +Alpi, l'altra chiusa dalle colline. Qualche somiglianza con altre +città ci si trova: si ricorda via Toledo di Palermo, Livorno, certi +quartieri di Marsiglia e di Barcellona. Ma qui c'è qualche cosa di +particolare, difficile a definirsi: non so che di più rigido e di più +corretto. Non son le case francesi, gabbioni con faccia di palazzi, +parate di decorazioni posticce; bottegaie rinfronzolite. Sono file di +«umiliate», schiere d'alunne di collegio-convitto, grosse massaie +benestanti, tarchiate, in veste da camera, che si danno francamente +per quello che sono, e spirano un'aria di bontà contegnosa, l'amor +della vita regolare, l'abitudine delle passioni contenute. Il color +giallo impera, con tutte le sue sfumature, dal calcare cupo all'oro +pallido, misto d'innumerevoli tinte verdognole e grigie, che però si +perdono in una tinta generale giallastra, un po' sbiadita, che dà alla +città un certo aspetto tranquillo di decoro ufficiale. Qua e là spicca +la nota ribelle d'una casa azzurra, in qualche punto scoppia il grido +acuto d'un edifizio rosso che fa un po' di scandalo in quel silenzio +di colori modesti; ma subito dopo si ristabilisce la disciplina in due +lunghe file di case della solita tinta, un po' imbroncite, che han +l'aria di disapprovare quelle pazzie. Percorse le prime strade, si +comincia a notare qualche corrispondenza tra la forma della città e il +carattere della popolazione. C'è espressa una certa ostinazione in +quella uniformità, c'è un'idea di schiettezza in quello sdegno d'ogni +ostentazione, un certo indizio di procedere aperto in quell'ampiezza +di spazi, un'immagine di forza in quella tarchiatura di edifizi, una +perseveranza che va dritta allo scopo in quella rettitudine di linee. +Passando per quelle vie si ricorda involontariamente la disciplina +dell'antico esercito sardo, le antiche abitudini militari della +cittadinanza, la rigidezza della burocrazia, l'onnipotenza dei +regolamenti, lo stile duro dell'Alfieri, la semplicità nuda di Silvio +Pellico, la correttezza un po' pedantesca d'Alberto Nota, l'andamento +cadenzato e simmetrico dei lunghi periodi oratorii di Angelo +Brofferio, e la chiarezza ordinata degli articoli di don Margotti, di +Giacomo Dina e del dottore Bottero. S'indovina la vita della città a +primo aspetto. Non c'è, come a Firenze, il piccolo crocicchio, +l'angoletto, la piazzetta, dove ognuno si pare a casa sua, dove è +possibile il dialogo tra la strada e la finestra e la fermata d'un'ora +con le spalle alla cantonata. Qui c'è per tutto la città aperta, +larga, pubblica, che vede tutto, che non si presta al crocchio, che +interrompe le conversazioni intime, che dice continuamente, come il +poliziotto inglese:--Circolate, lasciate passare, andate pei vostri +affari.--Si può essere usciti col miglior proposito di andare a zonzo: +si finisce sempre con fissarsi una meta. A un certo punto si sente un +po' di sazietà; l'artista si rivolta contro quella regolarità +compassata. S'ha la testa così piena di angoli retti, di parallelismi, +di simmetrie, di omologie, che, per dispetto, si vorrebbe poter +scompigliare tutta quella geometria con un colpo di bacchetta fatata, +che mettesse Torino sottosopra. Ma a poco a poco, come certi motivi +monotoni, che, a furia di sentirli ripetere, ci si fissano nel capo +irresistibilmente, così quella regolarità, a grado a grado, fa forza +al gusto e soggioga la fantasia. Si prende amore a quell'uniformità +che lascia la mente libera, a quella specie di dignità edilizia, non +ancora offesa dall'insolenza ciarlatanesca della réclame colossale, a +quelle corrispondenze di prospetti che s'indovinano prima di vederli, +come le rime delle strofe metastasiane, a quella nettezza rigorosa, a +quei grandi lembi rettangolari di cielo che ci si stendono sul capo, e +a quelle vie lunghissime in cui insensibilmente il passo s'affretta, +lo sguardo s'acumina, il petto si dilata, la mente si rischiara, e a +quelle grandi piazze e a quei grandi giardini che fanno qua e là un +largo squarcio improvviso, pieno d'aria e di verde, nella rete uggiosa +delle strade gemelle. La città sonnecchia un poco tra via di Po e via +San Lazzaro, dove grandi isolati di color cupo gettano come un'ombra +di tristezza nelle vie larghe e solitarie, nelle quali non si sente +strepito di lavoro, e la pedata di chi passa risuona sotto le vôlte +dei portoni muti e nei cortili erbosi; ma si ravviva sui confini di +Borgo Nuovo, dove per sei vie allegre e chiare, piene di popolo +minuto, si vede il verde fitto del Corso del Re, e ringiovanisce +all'estremità di tutte le strade che van da ponente a levante dove le +colline del Po mettono un riflesso di serenità e di grazia campestre. +E quanto più si va lontano dal centro, tanto più la città si fa varia +e amena. Si trovano degli angoli ariosi, tranquilli e simpatici, che +fanno pensare alla vita raccolta d'un buon capo-sezione giubilato, che +vada ogni giorno a quell'ora a leggere il giornale al caffè vicino e a +far la passeggiata igienica nel viale accanto, ed abbia la sua oretta +fissa per la visita galante a una buona amica di quarant'anni; piccoli +crocicchi puliti, d'aspetto giovanile, formati da alte case poderose, +che dominano un vasto orizzonte, dentro alle quali par di vedere le +camerette di tanti studenti di provincia, poveri, ma di buona razza +piemontese, che martellino ostinatamente sui libri, menando una vita +di sacrifizi, per prepararsi un avvenire onorato e lucroso; grandi +case aperte ad angolo verso la strada con cinque ordini di terrazzini, +che mostrano mille piccoli particolari intimi della vita torinese, dal +servitore che innaffia i fiori della contessa al primo piano, su su, +scendendo per la scala sociale via via che si sale per la scala della +casa, fino all'impiegatuccio tirato che legge il giornale sotto i +tetti e alla moglie dell'operaio che stende i suoi cenci fuori della +soffitta. Le strade essendo lunghissime, presentano successivamente +aspetti diversi: andando avanti diritto per una strada sola, si +attraversa una piccola parte di Torino commerciale, una parte di +Torino elegante, un quartiere povero, un quartiere affollato, un +quartiere deserto; si vede la città in tutti i suoi aspetti, senza +svoltare una volta sola. E non si trovan grandi contrasti. I palazzi +schierati alla pari con le grandi case borghesi, alcuni anche +dissimulati da una facciata comune, come il Palazzo dell'Università e +il Palazzo dell'Accademia filarmonica, non servono a dar carattere +alle strade. Non c'è il palazzo vistoso del gran signore, che +schiaccia gli edifizi circostanti, e dà l'immagine d'una vita +splendida e superba. L'architettura è democratica ed eguagliatrice. Le +case possono chiamarsi fra loro:--Cittadina--e darsi del tu. La +distribuzione delle classi sociali a strati sovrapposti, dal piano +nobile ai tetti, toglie alla città quelle opposizioni visibili di +magnificenza e di miseria che accendono nell'immaginazione il +desiderio inquieto e triste delle grandi ricchezze. Girando per +Torino, si prova piuttosto un desiderio di vita agiata senza sfarzo, +d'eleganza discreta, di piccoli comodi e di piccoli piaceri, +accompagnati da un'operosità regolare, confortata da un capitale +modesto, ma solido come i pilastri dei suoi portici, che dia la +sicurezza dell'avvenire. + + +Questo carattere apparente di Torino muta tutt'a un tratto all'entrare +in quella parte della città che si stende fra via Santa Teresa e +piazza Emanuele Filiberto. Qui la città invecchia all'improvviso di +parecchi secoli, si oscura, si stringe, s'intrica, si fa povera e +malinconica. Il forestiero che vi capita per la prima volta ne rimane +stupito, come dalla trasformazione istantanea d'una scena teatrale. +Appena v'è entrato, la città gli si chiude intorno, intercettandogli +la vista da tutte le parti, ed egli vi resta preso come in un agguato. +Le vie serpeggiano e si spezzano bizzarramente, fiancheggiate da case +alte e lugubri, divise da una striscia sottile di cielo, nelle quali +non s'aprono che portoni bassi e cavernosi, per cui si vedono cortili +neri, scalette cupe, anditi bui, vicoli senz'uscita, sfondi umidi e +tristi di chiostro e di prigione. Par di essere discesi in una Torino +sotterranea, dove non scenda che una luce riflessa. E andando avanti +verso il Palazzo Municipale, tutto si fa più stretto, più nero e più +vecchio. Si riesce in crocicchi angusti che ricordano le scene del +Goldoni, dove si spettegola tra la strada e le finestre, in angoli di +viuzze raccolte e sinistre, in cui pare che tutte le famiglie che +v'abitano debbano far vita comune, come una tribù di gitani: si vedono +dei chiassuoli misteriosi, chiusi fra alti muri senza finestre, d'un +grigio sudicio, coperti di grandi macchie diaboliche; e là immagini di +madonne agli spigoli delle case, botteghe di barbiere col lume acceso +di mezzogiorno, covi di rigattieri che paiono vani di cantine, +albergucci di villaggio, con insegne grottesche, e cortiletti coperti +di tettoie rustiche, ingombri di carri di mercanti di campagna, e +caffè sepolcrali, che quattro avventori riempiscono. E si gira in +mezzo a file di bottegucce che han tutto fuor dell'uscio fra odori di +formaggi, di scarpe, d'olio, d'acciughe, in un puzzo di stantìo e di +rinserrato, in una mezza luce di crepuscolo, fra un va e vieni fitto +di gente affrettata che si stringe al muro per lasciar passare carri e +carrette, che ingombrano tutta la strada, e si vedono fra quella gente +certe figure che non si ritrovano che là: beghinette incartocciate a +cui si domanderebbero i connotati di Carlo Emanuele III, droghieri +vecchi come le strade, che han l'aria di aver militato contro la +Spagna, mummie d'orefici secolari, a cui vien voglia di dare, +passando, la notizia fresca dell'unificazione d'Italia. C'è in tutta +quella parte di Torino un malumore d'antica cittaduzza fortificata, +una tristezza di museo archeologico, un tal vecchiume di muri, di +merci, di facce, d'esalazioni, di tinte, che vien fatto di guardarsi +intorno coll'idea di veder ancora gl'Israeliti col nastro giallo al +braccio o di tender l'orecchio per sentir se la campana dell'antica +torre di Dora Grossa annunziasse per caso un'esecuzione capitale o la +raccolta del Consiglio decurionale della città. E quest'illusione si +fa più viva arrivando sulla piazza del Municipio. Davanti a quel +palazzo giovine di due secoli, ma d'aspetto già antico, in quella +piazzetta ombrosa affollata di gente della campagna, circondata di +portici ingombri di banchi di merciaie, attraversata dalla folla che +va al mercato di Porta Palazzo, in mezzo alle statue colossali di +Carlo Alberto e di Vittorio Emanuele, fra il Duca di Genova che +brandisce la spada e la figura atletica del Conte Verde che atterra i +Saraceni, di fronte alla via stretta e austera per cui lo sguardo va +diritto al palazzo silenzioso delle antiche Segreterie, si rimane +presi così strettamente dalle memorie e dalle immagini d'un altro +tempo che par di riviverci e di vedere e di capire fin nelle sue più +intime cose l'antica capitale del Piemonte, quella piccola città rude, +severa, soldatesca, cocciuta, che preparò ostinatamente, in silenzio, +la grande lotta, e si cacciò per la prima, a capo basso, contro il +colosso nemico, coll'impeto del toro da cui ha tolto lo stemma. E si +scorda quasi, stando in quel punto, la bella Torino vasta, gaia, +crescente, che le si allarga intorno da ogni parte, e par di fare un +salto miracoloso, al rientrare improvvisamente in via Dora Grossa, che +spande un torrente d'aria e di vita nuova a traverso a quel mondo +invecchiato. + +Come canzoni monotone e tristi che finiscano in una risata argentina, +tutte quelle vecchie strade che corrono da levante a ponente, vanno a +riuscire in istrade spaziose e chiare, sboccano in piazze e in +giardini, conducono ad una nuova Torino giovanile, attraversata da +larghi viali, piena di verde, ribelle all'antica disciplina +architettonica, dove al grande isolato succede la casa geniale, al +grosso pilastro la colonna snella, al terrazzino a ringhiera il +terrazzo a balaustri, al giallo tedioso mille colori ridenti e +leggieri, a una Torino simmetrica sempre, ma senza monotonia, che +spalanca verso le Alpi la gran bocca di piazza dello Statuto, come per +aspirare a grandi ondate l'aria sana e vivificante della montagna. +Tutta questa parte di Torino riceve un riflesso particolare di +bellezza dalla grande catena alpina che corona l'orizzonte delle sue +smisurate piramidi bianche. Pare che le Alpi mettano nelle sue piazze +e nelle sue strade tranquille il sentimento del silenzio immenso delle +loro solitudini. Da ogni parte spuntano le loro cime; tutto si disegna +sulla loro bianchezza; le ultime case della città sembrano fabbricate +alle loro falde; in meno d'un'ora pare che si debba arrivare ai piedi +delle prime montagne. Al levar del sole tutta la grande catena si +tinge d'un colore di rosa leggerissimo, d'una grazia infinita, che +impone quasi il silenzio all'ammirazione, come se la parola dovesse +rompere l'incanto, e far svanire la visione. E durante il giorno lo +spettacolo cangia ad ogni ora. A momenti si vedono appena dietro a un +velo di nebbia, come una linea misteriosa, i contorni altissimi delle +cime che paiono profili di nuvole enormi ed immobili. Poi la catena +immensa passa, per tutte le sfumature più fresche e più pompose +dell'azzurro, presentando tutta una tinta unita senz'ombre, che le dà +l'apparenza d'una prodigiosa muraglia verticale e merlata che separi +due mondi. Ora le montagne appariscono vicinissime, a traverso +all'aria limpida, variate d'infiniti contrasti d'ombra e di luce, per +cui si discernono nettamente tutte le creste, tutti i dorsi, tutte le +gole, tutti gli scoscendimenti, i più piccoli rilievi e le più +leggiere ondulazioni dei loro fianchi mostruosi, come si vedrebbero +col telescopio; ora svaniscono quasi nel chiarore bianco del +mezzogiorno, smisuratamente lontane, d'una tinta vaporosa che si +confonde col cielo, e ingannano l'occhio che le cerca con profili +fantastici d'altezza soprannaturale, che si dileguano quando si crede +d'averli afferrati. Alle volte si mostrano qua e là a larghi tratti, +come inquadrate negli squarci delle nuvole dopo un rovescio d'acqua, +nette e fresche sul cielo terso e profondo; altre volte cinte di +immensi viali bianchi, coronate d'aureole candide, impennacchiate di +nuvolette luminose, che danno un aspetto più solenne, con quel sorriso +di grazia passeggiera, alla maestà impassibile della loro grandezza. + +Ma lo spettacolo, sempre bellissimo, è maraviglioso verso sera, quando +la luce calda del tramonto retrocede di altura in altura, e tutte +quelle vette superbe si disegnano a contorni bruni sul cielo purpureo, +come le guglie d'una città favolosa sullo splendore d'un incendio, e +quando tutto il grande cerchio delle montagne essendo già immerso +nell'ombra, il monte Rosa solitario brilla ancora della sua bella luce +rosata, come se vi battesse il raggio d'un altro sole, e le sue cime +gloriose fossero privilegiate d'un'aurora eterna. + +Il forestiero deve cogliere quel momento, quando è tutto compreso +della bellezza formidabile delle Alpi, e di quel sentimento affettuoso +e triste che si prova alla vista dei confini della patria, per andare +a cercare il più piacevole degli effetti di contrasto di cui si possa +godere a Torino. Deve salire in una carrozza, e farsi condurre +rapidamente, per la via più dritta, sulla riva sinistra del Po. Là era +il poema, qui è l'idillio, davanti al quale il pensiero, che già +vagava di là delle Alpi, ritorna tutto in Italia. È un paesaggio tutto +verde, pieno di grazia, e un po' teatrale, tanto ogni sua parte è in +vista, si mostra, si porge quasi allo sguardo, e par che tradisca +l'intenzione d'un artista, più che l'opera della natura. Le colline +schierate sulla sponda opposta s'avanzano sul fiume, si ritraggono, si +dispongono ad anfiteatro, si risospingono innanzi, s'innalzano le une +sulle altre a curve leggiere e gentili, che si fanno accompagnare con +uno sguardo carezzevole e con un atto di consenso del capo; e sono +coperte di vigneti, ombreggiate di boschetti di pini, sparse di case e +di ville, non tante fitte da toglier loro la grazia della solitudine +campestre, simili qua e là nella vegetazione e nelle forme a certi +tratti delle colline del Bosforo e del Reno. Una schiera di case da +villaggio si stende lungo la riva; da una parte il Castello rosso del +Valentino specchia nelle acque le sue mura severe e i suoi tetti +acuti, e il fiume s'allunga fra due sponde romite, che si curvano in +mille piccoli seni folti di salici e d'ontani; dalla parte opposta il +paesaggio s'apre in una grande chiarezza, e s'alza in disparte, a +grandi curve riposate e superbe, la collina di Superga, coronata della +sua Basilica solitaria, accesa dal sole. Lo strepito d'un mulino, il +mormorio di una cascatella del fiume e le voci delle lavandaie +inginocchiate lungo le sponde, sono i soli rumori che turbino il +silenzio di quel vasto giardino pieno di gentilezza e di pace, dinanzi +al quale il più prosaico Prudhomme torinese si arresta, ammirando. E +il vecchio Po, largo e lento, spande in mezzo a quella gentilezza la +poesia guerriera dei suoi ricordi e delle sue glorie. + + * + +Ma non ha visto Torino chi non ha visto i suoi sobborghi, ciascuno dei +quali ha un carattere suo proprio, non abbastanza osservato, forse, +neppure dagli stessi Torinesi. C'è da fare un giro curiosissimo, +partendo da San Salvario, e andando su per l'antica piazza d'Armi e +per il Borgo San Donato, fino a Borgo Dora. Il Borgo San Salvario è +una specie di piccola «city» di Torino, dalle grandi case annerite, +velato dai nuvoli di fumo della grande stazione della strada ferrata, +che lo riempie tutto del suo respiro affannoso, del frastuono +metallico della sua vita rude, affrettata e senza riposo; una piccola +città a parte, giovane di trent'anni, operosa, formicolante di operai +lordi di polvere di carbone e di impiegati accigliati, che +attraversano le strade a passi frettolosi, fra lo scalpitìo dei +cavalli colossali e lo strepito dei carri carichi di merci che fan +tintinnare i vetri, barcollando fra gli omnibus, i tranvai e le +carrette, sul ciottolato sonoro. L'aspetto del sobborgo è ancora +torinese, ma arieggia la «barriera» di Parigi. I portici sono +affollati di gente affaccendata, che si disputa lo spazio; le scale +delle case risuonano di passi precipitosi; nei caffè si parla +d'affari; tutto dà l'indizio di una vita più concitata che nelle altre +parti di Torino. È una piccola Torino in «blouse», che si leva di +buon'ora, e lavora coll'orologio alla mano, senza perdere tempo; che +frequenta il teatro Balbo, passeggia sul Corso del Re e va a prendere +la tazza al Caffè Ligure, allegra e chiassosa la sera, democratica, un +po' rozza, piena di buone speranze, ariosa e pulita, e affaticata, ma +che par contenta di sè, in mezzo alla verzura e ai larghi viali che le +fanno corona, davanti alla stazione che l'assorda coi suoi fragori e i +suoi sbuffi di gigantesca officina. + + * + +Di là andando su per il Corso Vittorio Emanuele, si arriva alla +vecchia piazza d'Armi, in mezzo a una cittadina nata ieri, a una +specie di giardino architettonico, pittorescamente disordinato, dove +ogni settimana sboccia una casa; dove si ritrova l'«hôtel» dei Campi +Elisi, la palazzina del Viale dei Colli, la villetta genovese, il +casino svizzero, un vero visibilio di capricci sfarzosi, ciascuno dei +quali par la protesta d'una bella signora contro l'antica tirannia +dell'architettura regolamentare. Le strade strette e discrete, dove il +silenzio non è interrotto che raramente dal rumore di qualche carrozza +privata, si biforcano e serpeggiano fra i muri variopinti e le +cancellate eleganti dei giardini, girando intorno alle case mute in +curve rispettose e cortesi, e formando crocicchi simpatici, da cui si +vedono qua e là spicchi obliqui di villette lontane, terrazze a +balaustri, piccoli portici, giardinetti d'inverno coperti di vetrate, +padiglioncini e chioschetti coloriti; dietro ai quali appaiono e +dispaiono livree di cocchieri e cuffiette bianche di governanti. Si +dimenticherebbe di essere a Torino, se tutti quei tetti acuti, quei +cornicioni frangiati, quei camini di forme graziose e bizzarre, non si +disegnassero sulla bianchezza delle Alpi. È un quartiere ridente, +misto di città e di campagna, pieno di fragranze d'erbe e di fiori, +con un leggero color di mistero, un po' femmineo, che fa venir sulle +labbra dei versi di Alfredo De Musset, e sveglia mille fantasie +voluttuose di amori aristocratici, di scalette di seta e di duelli +all'ultimo sangue nel silenzio dei giardinetti chiusi, al chiarore +della luna. I giovani romanzieri di Torino si serviranno largamente, +senza dubbio, nei loro romanzi avvenire, di questa piccola città +pomposa e gentile; e intanto essa s'allarga rapidamente, e si popola +da ogni parte, aspettando il Re gigantesco destinato a torreggiare +sulle sue case. + + * + +Poco lontano di là, girando a destra, tutto cambia: s'entra in una +città militare. L'Arsenale, i Magazzini d'Artiglieria, il Laboratorio +pirotecnico, l'Opificio militare meccanico, la Cittadella, la grande +Caserma della Cernaia, si stendono in lunga catena da piazza Solferino +a piazza San Martino, e danno a quella parte della città un aspetto +tutto soldatesco, compiuto dai tre monumenti guerreschi del Duca di +Genova, d'Alessandro Lamarmora e di Pietro Micca, che brandiscono le +spade e la miccia. Qui a certe ore del giorno par d'essere in una +città forte, in tempo di guerra. I coscritti fanno l'esercizio sui +viali e sulla piazza Venezia, per le strade passano i picchetti di +guardia, i carri di viveri e le vetture d'ambulanza, passano ordinanze +del treno a cavallo e ordinanze di fanteria coi bimbi degli ufficiali +per mano, escono frotte di carabinieri dalla Cittadella, stormi +d'ufficiali dalla Scuola d'equitazione, sciami d'operaie dagli opifici +militari; e qualche volta, mentre l'Arsenale d'Artiglieria riempie le +strade vicine dei suoi rumori minacciosi, dal Laboratorio pirotecnico +si sentono delle detonazioni, la Caserma della Cernaia echeggia di +canti e di squilli di tromba, le bande dei reggimenti passano +suonando, e le macchine a vapore del genio militare percorrono le +strade, facendo tremare le case. Compiscono il quadro i vecchi +ufficiali giubilati che leggono la gazzetta all'ombra dei platani, e +le lunghe processioni di «figlie di militari», vestite di nero e +d'azzurro, che passano sui viali, in doppia fila, per ordine di +statura. Tutto quel quartiere di Torino piglia colore dall'esercito. +Sotto i portici ci son le piccole trattorie che tengon pensione, +affollate d'ufficiali verso l'imbrunire, camere mobiliate e libere ai +mezzanini, gran quadri di fotografi, pieni di militari puliti e +lustri, voltati tutti di prospetto, piccoli banchi di merciaiuoli, +dove il soldato va a comprare lo specchietto, la pipa, il foglio di +carta da lettera e la matassina di filo, e pilastri tappezzati di +giornali popolari illustrati, per chi vuole ingannare il tempo nel +corpo di guardia e nella stanza di picchetto. La popolazione ha pure +il suo carattere speciale. La gente di bottega conosce i segnali delle +trombe e gli orari, le erbivendole parlano di «traslocazioni di corpi» +e di «campi d'istruzione», e i monelli fischiano le arie della +ritirata. È una piccola Torino in armi, balda e allegra, nella quale +s'incontra una sentinella a ogni passo, e si cammina, la notte, sotto +la perpetua minaccia del «chi va là»; bella e pittoresca sopra tutto +di notte; coi suoi lunghi muri silenziosi, coi suoi vasti cortili +nascosti, quando la luna batte sui merli della grande caserma di +Alfonso Lamarmora, e pende + + Comme un point sur un i + +sul carabiniere solitario, ritto davanti al suo casotto, sopra gli +spalti deserti della Cittadella addormentata. + + * + +Andando innanzi verso ponente, oltrepassato il Borgo di San Donato, +che s'allunga sopra una strada sola, pigliando gradatamente l'aspetto +di un villaggio grazioso, s'entra, per il Corso Principe Eugenio, in +una parte di Torino stranissima, poco nota, nella quale la città si +perde nella campagna, e dove son raccolti i principali istituti di +beneficenza, fra cui il Ritiro del buon Pastore, l'Ospedale di San +Luigi, il Manicomio, lo Stabilimento di don Bosco, l'Ospedale di +Cottolengo; edifizi chiusi e muti, dall'aspetto di conventi e di +carceri, colle persiane rovesciate, coi finestrini ingraticolati, con +porte e porticine sbarrate, che danno al luogo l'aspetto misterioso +d'un quartiere di città orientale. Qui vive un mondo invisibile +d'infermi, di vecchi, di traviate, di «preservande», di ragazze +abbandonate, di bimbi senza parenti, di giovinetti poveri, di maestre +e di suore che pregano, soffrono, studiano, lavorano, si preparano +alla vita e alla morte, separati dal mondo, nel raccoglimento severo +della loro piccola città solitaria. Le strade sono quasi deserte. +Passano carrozze colle tendine calate, s'incontran preti, qualche +monaca, poveri, si sentono canti di bambini, echi lontani di litanie, +rumori di porte interne aperte e chiuse cautamente, e tintinnii di +campanelli di parlatorii, a cui succedono silenzi profondi. Tutto +spira pace, rassegnazione e penitenza. Chi passa di là abbassa la voce +senz'avvedersene; scorda la Torino rumorosa del lavoro e dei piaceri, +e s'abbandona, rallentando il passo, alla meditazione dei dolori e +delle miserie umane, punto da una curiosità triste di penetrare in +quei recinti severi, d'interrogare quelle sventure, di scrutare quel +mondo sconosciuto e nascosto, a cui tanta gente pietosa consacrò la +vita e la fortuna. E alla tristezza di quel quartiere singolare, +corrisponde la campagna circostante, piana e silenziosa, specialmente +d'inverno, all'ora del tramonto, quando al di sopra delle case e dei +campi coperti di neve, già immersi nell'ombra azzurrina della sera, +scintilla ancora sotto l'ultimo raggio del sole l'alta statua dorata +di Maria Ausiliatrice, ritta sulla cupola della sua chiesa solitaria, +colle braccia tese verso le Alpi. + + * + +Proseguendo di là per il Corso San Massimo s'arriva alla grande piazza +ottagonale di Emanuele Filiberto. Ma per vederla in tutta la sua +bellezza bisogna capitarvi una mattina di sabato, d'inverno, in pieno +mercato. Uno Zola torinese potrebbe mettere lì la scena di un romanzo +intitolato «Il ventre di Torino». Sotto le vaste tettoie, fra lunghe +file di baracche di mercanti di stoffe, di botteghini di chincaglierie +e d'esposizioni di terraglia all'aria aperta, in mezzo a monti di +frutta, di legumi e di pollame, a mucchi di ceste e di sacchi, tra il +va e vieni delle carrette che portan via la neve, tra il fumo delle +castagne arrosto e delle pere cotte, gira e s'agita confusamente una +folla fitta di contadini, di servitori, di sguatteri, di serve +imbacuccate negli scialli, di signore massaie, di ordinanze colla +cesta al braccio, di facchini carichi, di donne del popolo e di +monelli intirizziti, che fanno nera la piazza. Intorno ai banchi +innumerevoli è un alternarsi affollato e continuo di offerte e di +rifiuti, di discussioni a frasi secche e tronche, di voci di +maraviglia e di sdegno, d'apostrofi e di sacrati, che si confondono +tutti insieme in un mormorìo sordo e diffuso, come d'una moltitudine +malcontenta. Là bisogna andare per vedere le erbivendole famose, +formidabili di tarchiatura, di pugni e di lingua, e per studiare la +potenza insolente del vernacolo, la ferocia spietata dell'ingiuria +plebea, il lazzo che schiaffeggia, il sarcasmo che leva la pelle, +strazia la carne e incide le ossa. Da una parte c'è il mercato delle +contadine, venute da tutte le parti del circondario, partite a +mezzanotte dai loro villaggi per arrivare in tempo a pigliare un buon +posto a destra e a sinistra d'un viale fiancheggiato di platani; e son +là schierate, ritte o sedute, colle loro derrate esposte su mucchi di +neve sudicia, strette le une alle altre come per tenersi calde, +inzoccolate, imbottite, infagottate, fasciate di pezzuole e di +scialli, con guanti di cenci e con fazzoletti attorcigliati intorno +alla fronte, con cappelli da uomini sul capo, con vecchi mantelli da +carrettiere sulle spalle, e lo scaldino fra le mani, coi nasi e i +menti pavonazzi; e in mezzo a loro passa la processione accalcata e +lenta dei compratori. Qui un pretucolo soffia tra le penne d'un pollo +per scoprire le polpe, là una vecchia signora cogli occhiali spera le +uova ad una ad una di contro alla luce, più in là un vecchio celibe, +accompagnato dalla cuoca con la sporta, scruta un formaggio con la +lente; da ogni parte si tasta, si palpa, si soppesa, si fiuta, si +disputa, in un tuono di lamento stizzoso, gesticolando coi cavoli in +mano, brandendo i cardi, scotendo le galline, gettando nelle orecchie +di chi passa frammenti di dialoghi monosillabici, che fanno indovinare +dei tira tira d'un'ora per un centesimo, delle economie disperate, +delle avarizie rabbiose, delle pazienze da santi, delle miserie +segrete di famiglie decorose, tutte le durezze e le angosce della gran +lotta per la vita. Passano signorine eleganti, grossi borghesi +buongustai, cuochi grassi e tronfi, cameriere padrone, curiosi +allegri, una folla continuamente cangiante, fra cui si fanno largo +ogni specie di rivenditori ambulanti, vecchi decrepiti, bambine, +mostriciattoli col botteghino al collo, che offrono un almanacco, un +tartufo, due limoni, una catenella d'acciaio, un pezzo di tela, +facendo un vocìo assordante, dominato dalla voce stentorea del +venditore della «Cronaca dei Tribunali» e dalla cantilena funebre del +sacrestano che scuote un bossolo domandando l'elemosina per le anime +del Purgatorio. Per tutta la piazza è un affaccendamento e un +rimescolìo rumoroso, un farsi e un disfarsi continuo di crocchi +intorno a carrozze di cavadenti, a venditori di specifici, a +strimpellatori di violini, a banditori d'incanti, a ciarlatani +cappelluti che raccontano storie di delitti davanti a grandi quadri +rosseggianti di sangue, a teatrini da burattini, rizzati in mezzo alla +neve, a grandi fiammate di paglia, accese dai fruttaiuoli infreddoliti +per sgranchirsi le membra. E non si può dire quant'è pittoresca e +bizzarra quella confusione di gente e di cose, di lavoro e di festa, +di città e di campagna, vista a traverso la nebbia della mattina, che +lotta ancora col sole, in mezzo a quei grandi alberi sfrondati, +imperlati di brina. + + * + +D'in fondo alla piazza, scendendo per una gradinata, si riesce in una +larga strada ricurva, che va verso la Dora, davanti a un altro +spettacolo curiosissimo. La strada è tutta da un capo all'altro una +sola enorme bottega di rigattiere all'aria libera, un'esposizione +grandiosa e compassionevole di miserie, di cui non è possibile farsi +un'immagine fuorchè supponendo che un intero quartiere di Torino, +invaso da un furore di distruzione, abbia rovesciato giù dalle +finestre tutte le masserizie delle sue case, dai solai alle cantine, +fino all'ultima carabattola dell'ultimo armadio. E tutto è ordinato, +pulito, messo in vista, con una cura scrupolosa, come la merce più +rara, e accanto a ciascuna delle cento rigatterie, che formano +quell'interminabile bazar di cenci e di tritumi, siede il venditore +meditabondo, appoggiato alla sua carretta, in atteggiamento +filosofico, cogli occhi fissi sulle rovine da cui ricava la vita. La +varietà e la stranezza degli oggetti è maravigliosa. È una confusione +di cose e d'avanzi di cose da far impazzire il disgraziato che ne +dovesse far l'inventario. La pianeta del prete, il cappello sfondato +del bersagliere, la marionetta rotta del teatrino di San Martiniano, +il vestito di seta lacerato al veglione del teatro Scribe, la +serratura del cinquecento, il romanzo incompiuto di Eugenio Sue, il +chiodo rotto, il basto dell'asino, il quadro a olio, il berretto +piumato del tenore, denti finti, spille scapocchiate, padelle senza +manico, elmi, mappamondi, gambe di tavola, spogli d'alcove, di +salotti, di studi d'avvocato, di soffitte, d'officine, di taverne, +muffiti, sbrindellati, rosicchiati dai topi, bucati dalle tignole, +marciti dalla pioggia, smangiati dal fango, consunti dalla ruggine, +senza colore, senza forma, senza nome, senza prezzo: c'è tutto quello +che il mare agitato della vita umana rigetta da sè, tutto quello che +la mente può immaginare di più miserabile, di più inutile, di più +spregevole, di più rifinito e di più snaturato dal tempo, dall'uso e +dalla violenza. In quello strano mercato comincia il lavoro nel cuor +della notte, al lume delle lanterne, e il formicolìo della folla allo +spuntare dell'alba. Là va la sartina, furtivamente, a cercare lo +scialle smesso; ci va il padre di famiglia, corto a quattrini, a +comprare il lume a petrolio; ci va l'artista a scovar l'abito per il +modello; ci va l'antiquario, il bibliomane, l'attore spiantato, +l'ebreo rigattiere, una processione di collettori di bagattelle e di +curiosi d'ogni specie, impazienti tutti d'arrivare i primi a pescare +in quel mare magno in cui si nascondono qualche volta tesori +sconosciuti e piccole fortune insperate; e tutti girano e cercano +avidamente fino a giorno alto, in mezzo a un via vai di contadini e di +contadine che contrattano panni logori, di cenciaiuoli girovaghi, +carichi di stivali sdrusciti e di pentole fesse, di facchini, di +raccoglitori di cicche e di carte, di guardie municipali, di donne di +servizio, di bottegai, di sensali, che fluttuano in due opposte +correnti fra il mercato dell'erbe e il gran pandemonio della piazza +vicina. + + * + +Chi ha fatto questo giro, e s'è ancora spinto poi, per il corso San +Maurizio, fino in faccia al Borgo Po, che chiude come uno scenario +graziosissimo il grande palcoscenico della piazza Vittorio Emanuele, ha +visto la città di Torino. Ma gli resta da studiare il movimento e l'aspetto +della popolazione, che è pure curioso. Il più grosso torrente della vita +scorre dalla stazione di Porta Nuova fino a Piazza Castello, dove arriva +gonfiato dall'affluente di via Santa Teresa; e là si rispande per via di Po +e per via Dora Grossa, e serpeggia in mille rigagnoli per le vie strette +della vecchia Torino, fino al gran lago ondeggiante della piazza Emanuele +Filiberto. La gente si perde nella vastità delle piazze, dove non si vedono +che «rari nantes»; presenta un aspetto generale d'eleganza nell'ultimo +tratto di via Roma e sotto i portici, e piglia gradatamente un colore +modesto e popolano, via via che scende verso il fiume o risale verso i +quartieri di settentrione e di ponente. L'ordine è nella folla come +nell'architettura: passa una processione a destra e una processione a +sinistra d'ogni strada, l'una opposta all'altra: da una parte non si vedono +che nuche, dall'altra non si vedono che visi. Certi personaggi si succedono +con una frequenza che si nota subito: il vecchio giubilato, sbarbato e +pulito, che va rasente il muro; il giovane ufficiale d'artiglieria della +Scuola d'applicazione; lo studente vestito con una certa sprezzatura +d'artista; la sartina dal corpicino snello e asciutto, con quattro cenci +addosso, messi con garbo signorile e aggraziati da un'andatura capricciosa +insieme e composta; l'operaio di statura media, d'aspetto rude, di membra +solide, di movimenti da soldato; l'uomo nuovo, l'industriale, il +commerciante, l'agente d'affari, fra i trenta e i quarant'anni, trascurato +nel vestire, di viso serio, grigio innanzi tempo, leggermente invermigliato +dal Barolo vecchio, col sigaro di Cavour spento fra le dita della mano +inquieta, e un pensiero fisso sulla fronte; il grosso padre di famiglia, +borghese benestante, con un viso benevolo, che manifesta poche idee, ma +quelle poche nette e salde, e inchiodate profondamente nel cervello, nella +coscienza e nel cuore, e tratto tratto qualche signora alta, sottile e +bianca, coll'occhio azzurro e il piede patrizio, che fa col suo mantello di +velluto nero una macchietta vigorosa e pomposa nel grigio volgare della +folla. Tutti camminano guardando diritto davanti a sè; si discorre senza +rallentare il passo; poche conversazioni ad alta voce; nessuna apostrofe da +un lato all'altro della strada; si parla a mezza voce, a frasi spedite, +gesticolando in uno spazio circolare di non più di due palmi di raggio, e +risalendo prontamente sul marciapiede, per forza d'abitudine, ogni volta +che s'è stati costretti a discendere. E già, nelle strade frequentate, si +vede, come nelle grandi città del nord, una gara ad arrivare i primi, a +lasciarsi indietro chi ci cammina accanto, come se ogni vicino fosse un +concorrente in affari. Tutte le scorciatoie sono utilizzate, si svolta +rasente i muri, s'attraversa la strada di corsa, s'inseguono i tranvai, si +fa folla agli incrociamenti delle carrozze e dei carri, e s'apostrofano +carrettieri e cocchieri con voci e gesti impazienti di gente che ha i +minuti contati. Ma una certa apparenza di gentilezza corregge il carattere +un po' aspro di questa vita frettolosa di città industriale. I saluti sono +premurosi, i cappelli s'abbassano profondamente, la gente si scansa con +giri svelti e larghi, i bottegai riaccompagnano i compratori alla porta in +atto cerimonioso, il cameriere si inchina all'avventore sulla soglia della +trattoria, il fiaccheraio riverisce la «pratica», il venditore di giornali +ringrazia del soldo con un buon augurio, le erbivendole si chiamano +«madama», le due frasi spicciole del galateo torinese «ca fassa grassia» e +«ca scusa» si sentono da ogni parte e ad ogni proposito come il «pardon» e +il «s'il vous plait» a Parigi; la città fa i suoi affari alla lesta, ma con +dignità, da signora educata, non da rozza merciaia. E come Parigi ha l'«ora +dell'assenzio», Torino ha l'ora del vermut, l'ora in cui la sua faccia si +colora e il suo sangue circola più rapido e più caldo. Allora le scuole +riversano per le strade nuvoli di ragazzi, dagli opifici escono turbe di +operai, i tranvai passano stipati di gente, gli equipaggi s'inseguono, le +botteghe dei liquoristi s'affollano, un esercito d'ufficiali e di soldati +d'ogni arma si spande in ogni parte e mette un soffio di gioventù per le +vie, e nella mezza oscurità della sera par di vedere Torino come +all'immaginazione piace di raffigurarsela in un avvenire lontano: una +Torino di cinquecentomila abitanti, che riempia la sua cinta daziaria, con +un nuovo centro e nuovi sobborghi, tutta sonante di lavoro e rigurgitante +di vita. + + +Ma il più bello spettacolo vivo, e nello stesso tempo il più originale, che +offra Torino, è la passeggiata sotto i portici di Po, le sere d'inverno. I +portici sono i «boulevards» di Torino. L'albergo d'Europa può rappresentare +il «Grand Hôtel»; la chiesa dell'Annunziata, la «Madeleine»; il caffè +Fiorio, «Tortoni»; il Teatro Regio, il «Grand Opéra». Anche qui la folla +maggiore, e il fiore dell'eleganza e del lusso passano a destra. La prima +cosa che dà agli occhi è il contrasto della bottega splendida col baraccone +da villaggio che le sorge in faccia, nello stesso tempo officina e negozio; +il banco della fruttaiola di fronte alla trattoria aristocratica; il +rivenditore d'almanacchi e di libri usati in faccia al grande libraio +signorile. La contessa vestita in gala passa accanto ai banchi di legumi e +di caci, la conversazione leccata dei __dandy__ è interrotta dall'urlìo +plebeo dei cavamacchie e dei venditori di fotografie; tutto il mondo +elegante sfila in mezzo a quella lotta muta e continua del grande e del +piccolo commercio, schierati l'uno di fronte all'altro, in atteggiamento +ostile, come due catene di sentinelle avanzate dei due grossi eserciti +nemici della borghesia e della plebe. Qui la folla è fitta e nera, divisa +in due correnti, che si toccano, e spesso si confondono, e straripano fuori +dei portici. In alcuni punti è un vero serra serra, come all'uscita da un +teatro, tanto che nello spazio di tre braccia quadrate si ritrovano spesso +un capitano d'artiglieria, una coppia matrimoniale, un prete, un +accademista, una crestaia, un operaio, stretti in un mazzo, che paiono una +famiglia sola. Qualche volta per pigliar spazio la folla è costretta a +fermarsi, e tutti «segnano il passo» come una colonna di soldati. L'aspetto +e il contegno generale è grave, come l'andatura, e come disse un professore +arguto, sembra che tutti «meditino un regolamento». La gente gira +tutt'intorno alla Galleria Subalpina, a passi lenti, processionalmente, +come nella sala d'un museo, non facendo che un leggiero bisbiglio, che +lascia sentire distintamente le note acute dei cantanti nella sala +sotterranea del Caffè Romano. Sotto i portici non si sente che un mormorìo +sordo ed eguale, fra cui risuonano forte, qua e là, le sciabole degli +ufficiali e le risa argentine delle fioraie e delle sartine, che fanno una +scappata a traverso al bel mondo, coll'involtino in mano, prima di tornare +a casa, e i colpi secchi delle porte dei caffè aperte e richiuse +bruscamente per timore del freddo. Par di essere in una galleria d'un +palazzo grandissimo, dove i convitati sfilino rispettosamente al cospetto +d'un principe. E siccome gl'incontri sono frequentissimi e si ripetono, +così è un salutarsi continuo di militari, un continuo scappellarsi d'amici +e di conoscenti, di studenti e di professori, di grossi e di piccoli +impiegati, che si voltano obliquamente, passandosi accanto, per non urtarsi +nel petto. Della gente non si vede che il viso e i fiati fumano. Ma i +baracconi riparano dal freddo. Si sta bene in quella calca, così stretti, +l'uno addosso all'altro, e pare che tutti provino piacere a pigiarsi, a +sentirsi davanti, dietro e dai lati dei pesanti pastrani, dei grandi +mantelli d'ufficiali, dei grossi borghesi ben pasciuti e caldi, usciti +allora da una sala da desinare. Da tutte le strade laterali arriva gente, +chiudendo l'ombrello, pestando i piedi, scuotendo i panni bianchi di neve, +e tutti si ficcano in quella folla, con gusto, tirando un respiro, come se +entrassero in casa. E la folla essendo così pigiata, si colgono a volo da +tutte le parti, passando, brani di dialoghi sommessi, frammenti di +discussioni scientifiche, giudizi letterari di studenti, notizie sullo +stato dei fondi pubblici, qualche volta frasi staccate di confidenze di +signorine, che un'ondata di gente ha separate dai parenti che vengon +dietro, conversazioni francesi e tedesche, parole dolci vibrate a +bruciapelo nei momenti di maggior confusione: specialmente allo svolto dei +portici in faccia alla Galleria, dove accade spesso d'incontrarsi faccia a +faccia con marito e moglie, e sentirsi ad un punto il fumo del sigaro del +marito negli occhi, il manicotto della signora contro le mani e la testa +del bimbo in un fianco. Chi non c'è abituato, può seccarsi sulle prime, e +impazientarsi di quello strano modo di passeggiare; ma tutti, prima o poi, +ci pigliano piacere. C'è non so che idea di intimità domestica in quel +lento va e vieni di gente affollata sotto quegli archi, dinanzi a quelle +vetrine splendide, che finiscono con lo stamparsi nella memoria, ad una ad +una, come i mobili della casa propria; c'è un'apparenza come di +affratellamento e di buon accordo universale, un'immagine viva di +quell'unanimità di sentimenti e di propositi che fece forte e ammirato il +popolo piemontese, qualche cosa di geniale e di benevolo, che non si sa ben +dire, ma che mette un calor salutare nel petto, dalla parte sinistra. + + +Torino, però, si presenta in molti aspetti molto diversi, che un +forestiero non può osservare in pochi giorni. Ci son poche città che +cambino viso così stranamente col cambiare della stagione e del tempo. +Ha una bellezza sua propria quando è coperta di neve, quando le Alpi +son tutte bianche, le colline bianche, i giardini, gli alberi dei +viali lunghissimi, i larghi corsi, le grandi piazze, tutto bianco; +specialmente di notte, quando a traverso la neve fitta, che vela la +luce delle file interminabili dei lampioni, non si riconoscono più le +vie, si confondono i crocicchi, la città sembra immensa, e nei vasti +spazi deserti regna un silenzio cupo di città disabitata, in cui +fuggono e spariscono come ombre impaurite le carrozze e la gente, e vi +par spenta la vita per sempre. È bella anche nelle mattinate d'inverno +grigie e rigide, quando il cielo coperto piglia successivamente mille +colori strani di viola, d'oro e di porpora, che paiono riflessi di +grandi incendi lontani, e ogni strada è chiusa da una cortina di +nebbia, come dal fumo del fuoco di fila d'una barricata, nel quale i +monumenti si drizzano come larve, e le persone appariscono +all'improvviso, come se sbucassero di terra, e tutta la popolazione +affaccendata della mattina, morsa dal freddo, precipita il passo, +batte i piedi, stropiccia le mani, soffia sulle dita, saltella e +scantona ad un angolo retto, con le spalle ingobbite e il gomito al +muro, come se fosse inseguita e sferzata da una legione d'aguzzini +invisibili, e par che i raggi del sole s'arrestino intimiditi sui +cornicioni delle case, e che la città sia condannata al gelo e alla +mezza luce d'un'alba perpetua. Ma è bella sopra tutto di primavera, in +quei giorni che da un inverno lungo e uggioso si salta improvvisamente +nella bella stagione, e si sente la verità di quello che disse George +Sand: la primavera dell'Italia settentrionale è la più bella del +mondo. Allora Torino si riscuote tutta, e par che ringiovanisca in +poche ore; la popolazione si spande per i giardini e per i viali, come +a una festa; per le grandi strade passano torrenti di luce e d'aria; a +ogni cantonata par che soffi una brezza nuova; si sentono ondate +d'odor di campagna e di fragranze alpine, che dànno una scossa al +sangue; il cielo, le montagne, le colline, gli sfondi lontani delle +vie, tutto è terso, netto, fresco, allegro; Torino ha l'aria d'una +città americana, venuta su da pochi anni, nel primo sboccio della sua +verde adolescenza; ma dorata da un raggio di bellezza italiana. + + +Ma per veder Torino nel suo più bell'aspetto, bisogna vederla +nell'occasione d'una di quelle grandi feste nazionali, in cui +accorrono qui Italiani d'ogni provincia, vecchi ministri che vi +passarono i più belli anni della loro età matura, deputati maturi che +vi passarono gli anni più belli della gioventù, giornalisti che vi +fecero le prime armi, ricchi che ci vissero nella strettezza, antichi +emigrati, senatori, generali, tutti i superstiti di quella grande +legione di uomini di Stato, di scrittori, di lottatori, di soldati, di +tribuni, che preparò e iniziò qui la rivoluzione italiana, e se n'andò +con la capitale. È bello e commovente quel ritorno. Tutti hanno qui +mille memorie; sparpagliandosi per la città, ne ritrovano una ad ogni +passo; riconoscono luoghi e persone, rivedono col pensiero gli amici e +i compagni perduti, ricordano alla svolta d'ogni via, si può dire, un +avvenimento e una commozione. Il popolo torinese è tutto in giro, e in +quei giorni rivive anch'esso in quel bel tempo, che par già tanto +lontano, in quei begli anni di speranze e d'entusiasmi; anch'esso +riconosce a ogni passo un ospite antico, deputati incanutiti, generali +incurvati, gravi pubblicisti di cui ha letto le prime appendici +letterarie, ministri che vivevano in una cameretta al quarto piano in +via Dora Grossa, visi, voci, gesti che ravvivano tutti i suoi più cari +ricordi e gli fanno battere il cuore. Allora certi luoghi della città, +certi angoli storici ripigliano per qualche ora l'aspetto antico; si +rivedono nei vecchi caffè i personaggi e i crocchi d'una volta; da +ogni parte si stringono mani d'amici, si alternano esclamazioni di +stupore e di piacere, e conversazioni concitate, piene di domande, di +date, di nomi, di parole tristi e affettuose, e di echi sonori delle +antiche passioni giovanili; e piazza Castello si rianima, e sotto i +portici ripassa un soffio del cinquantanove, e tutta la città si sente +rifluire al cuore il suo vecchio sangue di guerriera e di regina, e +apparisce più bella e più altiera in mezzo alla vasta cintura verde +dei suoi platani e al grande anfiteatro azzurro delle sue Alpi. + + + + +FIRENZE + +(Giugno, 1871). + + +Un Piemontese, che deve andare a Roma tra poco, sentì il bisogno, +qualche giorno fa, di mandar un saluto alla città di Firenze, e pensò +di mandarglielo dalla cima della collina di Fiesole. + +Una di queste sere, poco prima del tramonto, prese la via di porta a +Pinti, solo soletto, come un pellegrino, e tirò innanzi a capo basso, +almanaccando. La strada era deserta. Egli, che vi era passato molte +volte nei giorni di festa, quando vanno e vengono tante famigliuole di +operai e brigatelle di giovani e coppie d'innamorati e villeggianti e +carrozze, quella sera, non vedendo anima viva, si sentiva prender +dalla malinconia. Andava su a passo lento, si fermava dinanzi ai +cancelli chiusi delle ville, dinanzi alle chiesuole, ai tabernacoli, +ai muri scarabocchiati col carbone; girava tratto tratto, dai punti +più alti, uno sguardo sulla campagna: per tutto era quiete e silenzio. +Incontrò qualche povero, inciampò in una vecchia addormentata sullo +scalino di una porta, arrivò a San Domenico, e su, per la strada più +corta. + +Per tutta la salita non si voltò mai a guardar la città. Non voleva +sciuparsi l'effetto del colpo d'occhio più bello da godersi lassù, dinanzi +al convento.--Poichè è l'ultima volta che la vedo,--pensava,--la voglio +veder bene, tutt'a un tratto, come al cader di un velo.--E faceva tra sè +quei ragionamenti fanciulleschi che si fanno in tali occasioni, quasi per +darsi un'illusione di sorpresa:--Che cosa si vede lassù? Che città c'è nel +piano? Dove sono? Dove vado? + +Arrivato in cima, accanto al muricciuolo, prese fiato, e poi si voltò +tutto a un tratto verso Firenze. + +Lo spettacolo, quel giorno, era più stupendo che mai. Il cielo lucido +e quieto di una pace allegra; una striscia di nuvole aranciate +all'orizzonte; il resto puro: le cime delle colline lontane pareva che +fendessero l'azzurro; una freschezza primaverile spirava nell'aria. +Sotto, tutto quel saliscendi di poggi e di vallette, simile a un solo +immenso prato depresso qua e là, lievemente, come dal premere d'una +mano carezzevole, mossa da una fantasia capricciosa; tutto un verde +leggiero, variato sui punti eminenti del verde cupo dei cipressi, +disposti a file e a corone; interrotto da prati fioriti; listato di +strade, di viali, di sentieri bianchi, che s'incrociano, s'inerpicano +sulle cime, precipitano dal lato opposto, e spariscono e riappariscono +in distanza; casette, gruppi di case, ville su tutti i rialti, nette, +spiccate, che par che i colli le buttino innanzi come per porgerle; +oltre la città un piano vastissimo, coperto d'una nebbia leggiera, a +traverso alla quale biancheggiano le case lontane, come vele sul mare; +e su tutta questa sterminata corona di colli, di villaggi, di ville, +di giardini, ogni cosa che par che guardi a Firenze, e voglia scendere +e precipitarle nel seno: l'ossatura d'una città immensa che non si può +immaginar compiuta senza un senso di sgomento; uno spettacolo pieno di +bellezza che fa pensare, e di maestà che sorride. + +--Mah!--esclamò il giovane con un sospiro, sedendosi sul muricciuolo, +con le spalle volte a Firenze, per raccoglier meglio i suoi +pensieri.--È pure una dura legge che, quando s'abbandona una città, +oltre al rammarico di separarsi dagli amici e di rompere molte +abitudini che erano diventate care, uno si debba accorgere che vi +sono ancora da sciogliere altri legami: legami che lo tengono +attaccato ai muri delle case, ai piedistalli delle statue e agli +alberi dei viali..... Cinque anni! Mi par d'essere arrivato a +Firenze ieri. Era una brutta giornata, nevicava, non c'era anima +nata per le strade. Mi parve una città malinconica. Uscito appena +dalla stazione, infilai via Panzani; diedi un'occhiata, passando, a +via Tornabuoni: con quelle case di colore scuro, mi fece l'effetto +d'una strada tetra; andai oltre, vidi il Duomo, m'affacciai a via +dei Servi: mi parve un corridoio di convento; tirai innanzi fino a +via San Sebastiano: fu peggio. Mi sentivo soffocare in quelle +stradette, mi pareva che vi mancasse l'aria e la luce; m'uggivano +tutte quelle casucce, addossate le une all'altre, strette come +persone che si pigino, con quelle porticine che paion buche; una +casa alta come una torre, una bassa come una capanna, una grossa, +una mingherlina, una avanti, una indietro, tutte di sghimbescio, +come buttate là a caso.... Piovve per molti giorni. Io stavo in via +Pietra Piana, verso la Porta, e passavo dell'ore alla finestra, +guardando nella strada, solo e pensieroso. Ad ogni sbatter d'uscio, +la casa tremava tutta come se volesse cadere.--Ci restassi +sotto!--dicevo--tanto ho da crepare di malinconia.... + +Poi venne il bel tempo, e col bel tempo l'umore allegro. + +Passarono tre o quattro mesi. + +Un bel giorno osservai che per andare da casa all'ufficio ero passato +ogni mattina per la stessa via; mi maravigliai di non aver mai pensato +a prenderne un'altra, e me ne domandai la ragione.--Forse, dissi tra +me, è l'effetto di quella tal casa che vedo di scorcio sulla +cantonata, appena son fuori della porta. Sarà fors'anco la chiesa che +c'è di rìmpetto. O son le finestre del palazzo accanto a casa mia, che +guardo sempre. O i bassorilievi del palazzo più piccolo ch'è vicino +alla chiesa. O sono tutte queste cose insieme.--Poi, fermandomi in +mezzo a una piazza, mi venne fatto di domandarmi che cosa fosse che mi +tratteneva, in quel certo punto e in quel certo modo, con l'aria e col +sentimento di chi sta in casa sua; perchè mi pigliasse la voglia di +appoggiare le spalle al muro e di finire il mio sigaro in pace; come +non mi potessi trattenere dal chiamar gli amici che passavano, e +attaccar discorso, e far crocchio, e sciupare in chiacchiere una +mezz'ora. Cercai di spiegare a me stesso il perchè avessi contratto +l'abitudine di rallentare il passo a quella tal svoltata, di guardare +intorno su quel tal crocicchio, di andar oltre col viso in aria.... + +Una mattina m'accorsi con stupore di avere nel capo, distinte ad una +ad una, le immagini d'una cinquantina di case di strade diverse, delle +quali avrei saputo dire, senza rischio di sbagliare, il colore della +facciata, la forma delle finestre, il disegno degli ornati. Guardai +meglio quelle case, ripassandoci davanti; e quanto più le guardavo, +tanto più mi pareva che avessero tutte un'aria propria, che so io? un +significato, qualche cosa che mi faceva pensare. L'una sentivo che +l'avrei scelta di preferenza per invitarvi degli amici a cena, e +menarvi una vita allegra: mi pareva che sorridesse. In un'altra ci +sarei stato più volentieri a studiare, solo, raccolto, con una gran +biblioteca: aveva un aspetto grave insieme e sereno. In una terza +pensavo che non ci si potesse vivere che facendo all'amore, tanto +aveva le forme snelle e la tinta gentile. Gli architetti di quelle +case bisognava che fossero giovani simpatici; dovevano aver voluto dir +tutti alcun che con quei disegni, e s'erano fatti tutti capire. Man +mano che passavo per quelle vie, mi s'affollavano alla memoria versi, +scene di romanzo, episodi storici, ariette d'opera. E alzando gli +occhi ai palazzi, alle torri, ai campanili, agli archi grandiosi, mi +cominciava a parere strano che, in luogo d'ispirare quell'ammirazione +subitanea e profonda, mista quasi ad un senso di terrore, che sogliono +ispirare i monumenti giganteschi, costringessero invece, quando si +voleva esprimere con parole l'effetto delle loro bellezze, a servirsi +degli aggettivi stessi che s'usano per designare un bel fanciullo, un +bel fiore, un bel ninnolo, come:--Gentile, amabile, caro.... Guardando +quelle torri, quei palazzi, sorprendevo spesso in me medesimo un +desiderio bizzarro, come di fare scorrere la mano su quei contorni, di +palpare quei rilievi; e con questo desiderio, una specie di +sollecitudine gelosa per quelle moli enormi di pietra, come se temessi +che la menoma forza le potesse offendere e sciupare; e con questa +sollecitudine, un bisogno vivo e continuo di correrle e di ricorrerle +con quello sguardo d'amante che avvolge, e striscia, e lambe, e si +stanca sulle forme amate. + +--Ma queste linee si muovono,--esclamavo tra, me--v'è qualche cosa che +si stacca e va su; c'è senso e vita in quelle forme:--Cominciai a +capire certi amori ardenti per le glorie artistiche del proprio +paese, e mi compiacqui nel cogliere sul viso degli stranieri, che si +fermavano sulla piazza, la prima espressione della maraviglia e del +diletto. Presi l'uso di passare e di fermarmi tutti i giorni, a +quell'ora, in quei luoghi. M'accorsi che ogni giorno quella +contemplazione di pochi istanti mi metteva in un corso d'idee alte e +belle; sentii poi che la facoltà di quella maniera di diletto si +rafforzava e s'estendeva ad altre forme dell'arte; che quel gusto +del semplice e del grande s'insinuava anche un po' nel sentimento e +nel giudizio mio riguardo a cose che con l'arte non avevan che +vedere, a fatti, a persone, a costumi; mi parve d'essere riuscito, +per effetto di quel culto gentile, a domare certi moti impetuosi e +quasi selvaggi dell'animo mio, a dare alla mia indole un che di più +liscio e di più morbido, a migliorarmi in qualche cosa. Per questo +presi ad amare quelle linee, quelle forme, quei colori; e non mi +pareva più pazzo il «Pieruccio» dell'«Assedio di Firenze», che, +povero e abbandonato, sente ancora un palpito di gioia segreta, +sollevando gli occhi pieni di lacrime ai monumenti della sua cara +città natale.... + +Questo seguì a me ed a molti. Ma per chi sia venuto qui nel fiore +della giovinezza, con quell'irresistibile bisogno di aprire il proprio +cuore e di gridare:--Guardate!--che ci assale appunto negli anni in +cui si comincia a esser uomini e s'è tuttavia un po' fanciulli;--per +chi sia venuto qui coll'intima coscienza di esser atto a fare +qualcosa, senza saper che, nè come, nè quando; con un presentimento +confuso, con un desiderio inquieto, con quella forza dentro che +s'agita, e tenta e non rinviene l'uscita; per chi, essendo venuto qui +in quello stato, abbia sentito, al lume di questo cielo e all'ombra di +questi monumenti, squarciarsi come un velo che gli avvolgeva +l'ingegno, tutte le facoltà ravvivarsi con impeto e ordinarsi con +armonia, e dal tumulto, prima infecondo, della mente e del cuore +prorompere per la prima volta, rozzi, ma ardenti e liberi, gli +affetti, i pensieri, le immagini;--per chi sopra tutto abbia raccolto +qui, con lungo amore, le forme e le parole da poter significare ed +espandere l'animo suo, affratellandosi col popolo per sorprendergliele +sulle labbra, ricominciando qui, per così dire, un'altra infanzia, +rinnovando quasi la sua natura, aspirando continuamente e avidamente +quest'aura vergine della vita italiana, per farsene sangue, e +informarsene il cuore e il cervello, superbo oggi d'esservi riuscito, +disperato domani di non riuscirvi, ma sempre risoluto, ostinato e +appassionato; per costui non ci sarà nè parola nè omaggio che basti a +significare l'affetto e la gratitudine che deve sentire per Firenze, +sua ispiratrice e maestra. + +Quando, a tarda notte, nel silenzio della sua cameretta, dopo un lungo +lavoro condotto con furia febbrile egli sentiva bisogno di smorzare il +fuoco che gli ardeva le fibre, Firenze gli diceva:--Vieni!--e gli +offriva la splendida pace delle sue notti serene, l'Arno colorato di +fuoco e il bel colle di San Miniato illuminato dalla luna; e in quello +spettacolo gentile e solenne l'anima sua si quetava. E quando, dopo +aver lungamente faticato e sudato invano per dar forma e vita a un +concetto riposto o a un'immagine bella che gli appariva, in barlume +alla mente, egli buttava la penna sconfortato e si slanciava fuori di +casa, Firenze, offrendogli allo sguardo i miracoli dell'arte affollati +nella sua piazza famosa, gli diceva:--Ecco la bellezza!--ed egli in +quella bellezza confortava e appagava l'animo, pensando ch'ella era +italiana, e il suo orgoglio umiliato d'artista moriva senza dolore +nell'alterezza legittima e santa di cittadino. E quando in certi +momenti di sfiducia desolata e di abbattimento mortale egli piangeva +la sua provata impotenza e le sue speranze deluse, Firenze gli +diceva:--Migliaia di giovani, e quanto migliori di te! io vidi, fra le +mie mura, lasciar cadere la mano disperata sopra un foglio bagnato di +lagrime o sopra un marmo spezzato; dolori che straziano il cuore, e +gettano anzi tempo nella tomba, io conobbi e nascosi; ed erano anime +grandi. E tu, miserabile, che pretendi, e chi accusi?--E allora egli +si ravvedeva e taceva, e da quella confusione salutare traeva nuova +forza e nuovo coraggio per combattere, perseverare e soffrire. + +A questo punto, preso da un'ispirazione diversa, il nostro amico si +voltò improvvisamente alla campagna ed esclamò in atto drammatico, non +senza un leggiero accento di tristezza:--Addio, dunque, bel colle di +Settignano! addio Patrolino! addio Sesto! addio vallette verdi, +chiesuole solitarie e casucce quete, che ci avete fatto dire tante +volte:--Beata la pace!--Stanchi d'una baldoria carnovalesca, annoiati +degli altri e di noi, tristi, umiliati, noi ci siamo levati molte +volte innanzi l'alba e slanciati con desiderio smanioso alla campagna, +come l'assetato alla fonte; e correndo di colle in colle, di valle in +valle, e bevendo a lunghi sorsi deliziosi l'aura pregna di vita, +abbiamo sentito sparire tristezze e rimorsi, rinascere, con l'appetito +vigoroso e la gaiezza campagnola, la forza e l'ardor del lavoro! Addio +contadini cortesi, vecchierelle allegre e ragazzotte col «damo» negli +occhi, che sedeste tante volte a tavola con noi, come vecchi amici; +buona gente cordiale, che spalancavate gli occhi maravigliati, +vedendoci cavar di tasca il portafoglio per notare le ingenue grazie +del vostro celeste linguaggio; e addio voi pure, bambinelli scalzi, di +cui ci chinavamo a raccogliere le parole come le note d'un canto +sommesso; addio a tutti! Nessuno di noi vi ricorderà senza +rimpiangervi! Dalle sponde del Tevere, rivolando col pensiero alle +sponde del Po, ci soffermeremo sempre in riva all'Arno, per mandarvi +un saluto, sempre!... + +Qui l'amico si fermò, si turbò, e stette qualche minuto immobile, col +capo basso, occupato da un pensiero triste. Poi alzò la fronte +corrugando le ciglia, coll'aspetto di chi afferra il filo di una +reminiscenza lontana, e riprese a bassa voce: + +--....Piazza Castello pareva un mare di teste; c'era mezzo il popolo di +Torino. Migliaia di voci cantavano l'inno di Goffredo Mameli. +L'entusiasmo toccava il furore. Centomila visi erano rivolti alle +finestre dove stavano i deputati della Toscana. La gente gridava loro +cose, là sotto, che facevano venir freddo; tendeva le braccia come se +essi avessero a gettarsi giù, e li volesse prendere. Si voleva +vederli, e vederli ancora, e poi tornare a vederli.--Fuori!--si +gridava con accento di preghiera;--vada qualcuno a pregare che si +mostrino ancora una volta! Pregateli che ci parlino! Li vogliamo +sentire ancora!--I loro nomi correvano di bocca in bocca; alcuni +erano di famiglie antiche ed illustri, imparati già nelle storie, o +intesi nelle scuole, nomi solenni, che si pronunziavano con +riverenza; altri non saputi mai, ma pur cari per quel suono, per +quell'impronta paesana che li faceva riconoscere alla prima. Si +cercavano nella folla i pochi Toscani ch'eran venuti coi deputati, si +correva intorno a loro con una curiosità infantile, si voleva sentire +il loro accento decantato, si ripetevano le loro parole, si +scambiavano i «lei» e i «chiel» con una dimestichezza che pareva +antica. + +Il nome di «Fiorenssa», come si diceva, questo nome al quale il +popolo, benchè l'avesse sì poco familiare, era pure sempre usato ad +unire l'immagine di qualcosa di gentile e di augusto, si ripeteva +allora con amore; Firenze, già creduta tanto lontana, pareva che si +fosse avvicinata ad un tratto, che fosse lì all'orizzonte, colle sue +belle cupole e le sue belle torri; Dante! Michelangelo! Machiavelli! e +gli altri grandi nomi rivenivano alla mente e sulle labbra, anche dei +popolani, con un senso nuovo, quasi come nomi di gente viva, di cui +que' deputati ci avessero portato un saluto o un ricordo. Firenze! Si +vedevano con la mente, a questo nome, delle legioni di scultori, di +pittori e d'architetti, che ci gridavano:--Viva!--da lontano, agitando +scalpelli, tavolozze e corone. Oh come si conoscevano tutti +senz'averli mai veduti! E come si sentiva la solennità di +quell'istante, la fusione di quei due popoli e di quelle due storie! +Era il Piemonte, il vecchio soldato, abbronzato dal sole e coperto di +cicatrici, che deponeva un bacio sulla fronte bianca e splendida della +madre delle arti; della quale dieci anni prima, a Curtatone, aveva +potuto stringere appena, e di sfuggita, la mano insanguinata. Erano +due grida sublimi, uno partito da Santa Croce e l'altro da Superga, +che si mescevano in un solo:--Ecco il giorno!--Oh non c'erano +freddezze allora! Non c'erano rancori! + +--Freddezze?--riprese di lì a poco, quasi maravigliato d'essersi +lasciato sfuggire quella parola;--rancori? Ma che!--continuò +scrollando il capo e sorridendo,--ma chi lo crede? chi ne parla più? +chi se ne ricorda ancora? Le famiglie piemontesi, forse, che si +vedono, per le case e per le vie, mostrarsi l'una all'altra i loro +bimbi di cinque anni, che parlano il più puro e argentino toscano +che si sia inteso mai, ridendone come d'una cara sorpresa e +parlandone con una compiacenza non scevra d'alterezza? O le loro +donne di servizio, venute dalle falde delle Alpi, che quando c'è +confusione in mercato dicono che «non ci si raccapezzano?» O i +rivenditori di giornali, nati sulle rive del Po, che rifanno il +verso ai nuovi venuti, perchè non gridano ancora coll'accento +paesano? Sogni! Interrogateli--«Signore!--vi risponderanno:--ella +ritorna molto addietro; qui son nati i nostri figliuoli e i nostri +fratelli più piccoli; in questa lingua e in questo accento ci +chiamarono la prima volta e ci dissero le prime parole; qui ci +abbiamo amici, fidanzati, parenti; in Santa Croce c'è il nostro +Alfieri; che domande la ci fa? Questa è Italia, signore! La città +dove siam nati ci è sacra; ma anche Firenze ci è cara, e l'amiamo». + +Questo diranno; e vi soggiungeranno anco molti che non partono col +cuore lieto, che prevedono dei giorni e delle ore in cui si +ricorderanno di Firenze con una tenerezza piena di malinconia e di +desiderio, perchè qui si son stretti dei cuori, molti, e con nodi +tenaci, come segue sovente fra chi s'è tenuto il broncio un bel pezzo. +Rancori? Non è vero, è una calunnia per tutti: per chi parte e per chi +resta; lo so di certo, io, lo vedo ogni giorno, lo sento ogni momento. + +Come? Chi è che brontola laggiù? Chi è che alza le spalle? Avanti, se +c'è ancora qualcuno da questa parte o dall'altra; spingiamoli in +mezzo, a vedere se osano dirselo in viso; e che le donne e i ragazzi, +che amano, perdonano e dimenticano, li costringano a levar le mani di +tasca, e a tenderle di qua e di là, e gridino:--Stringete!--Animo, giù +il cappello, ancora una volta, davanti a Santa Croce; un ultimo +sguardo alla cupola, e un saluto intorno alle colline, e addio, e via, +col cuore riconoscente e sereno. Per Dio! Chi ha ancora un po' d'amaro +nell'anima non è un galantuomo.... + +Ed ora dò il mio ultimo saluto a Firenze anch'io. + +Così dicendo, s'alzò, si voltò verso la città, e mise una voce di +ammirazione. S'era fatto buio senza ch'egli se ne accorgesse, e tutta +la valle era popolata di lumi. Provò quell'impressione stessa che si +prova talvolta, girando per la campagna di notte, quando si guarda +giù, senza pensarci, dall'orlo d'un'altura, e si vede la china, di +cima in fondo, sorvolata da una moltitudine immensa di lucciole, che +la fan parere tutta accesa. Così tutti quei lumi, a socchiudere appena +gli occhi, si confondevano in un solo strato luminoso, che rendeva +l'immagine d'un gran lago di fuoco. Dalle lunghissime file dei fanali +della cinta, simili a ghirlande tese intorno alla città, altre file di +lumi si stendevano dentro e fuori, diritte, curve, incrociate; altre +interrotte qua e là, altre continue come un raggio di luce, altre +nascoste quasi affatto dagli alberi, dietro a cui si vedeva uno +splendore diffuso, come d'incendio; altre vicine, che parevano a pochi +passi; altre lontane, visibili appena, or sì or no; e nel piano e sui +colli, per tutto fiammelle, e gruppi di punti luminosi, e tremoli +bagliori; un bellissimo cielo stellato, pareva, riflesso da una vasta +acqua cheta. + +--Ah!--esclamò il nostro amico dopo qualche istante di muta +contemplazione agitando una mano verso Firenze;--....seduttrice! + +Poi mise un sospiro e mormorò: + +--Addio, Firenze! + +E scese ch'era buio fitto. + + + + +ROMA. + + + + +L'ENTRATA DELL'ESERCITO ITALIANO IN ROMA. + +Roma, 21 settembre 1870. + + +Le cose che ho da dire sono tante e tali che mi sarà impossibile di +scriverle con ordine e chiaramente. È già gran cosa aver la voglia di +scrivere, mentre per le vie di Roma risuonano ancora le grida del +primo entusiasmo e della prima gioia. Tutto quello che ho veduto ieri +mi sembra ancora un sogno; sono ancora stanco della commozione; non +sono ancora ben certo di essere veramente qui, di aver visto quello +che vidi, di aver sentito quello che sentii. + +Vi dirò subito che l'accoglienza fatta da Roma all'esercito italiano è +stata degna di Roma, degna della capitale d'Italia, degna d'una grande +città sovranamente patriottica. Tutto ha superato non solo +l'aspettazione, ma la immaginazione. Bisogna aver veduto per credere. +Dubiterete della mia sincerità, lo prevedo; ma non voglio spender +parole per prevenirvi, perché capisco che non posso aspirare ad esser +creduto. Eppure sento che non vi darò che una pallida immagine della +realtà! Son cose che non si possono ridire. + +Ieri mattina alle quattro fummo svegliati a Monterotondo, io e i miei +compagni, dal lontano rimbombo del cannone. Partimmo subito. Appena +fummo in vista della città, a cinque o sei miglia, argomentammo dai +nuvoli del fumo che le operazioni militari erano state dirette su vari +punti. Così era infatti. Il 4.° corpo d'esercito operava contro la +parte di cinta compresa tra porta San Lorenzo e porta Salara, la +divisione Angioletti contro porta San Giovanni, la divisione Bixio +contro porta, San Pancrazio. Il generale Mazè de la Roche, con la 12.a +divisione del 4.° corpo, doveva impadronirsi di Porta Pia. + +Via via che ci avviciniamo (a piedi s'intende) vediamo tutte le +terrazze delle ville affollate di gente che guarda verso le mura. +Presso la villa Casalini incontriamo i sei battaglioni bersaglieri +della riserva che stanno aspettando l'ordine di avanzarci contro Porta +Pia. Nessun corpo di fanteria aveva ancora assalito. L'artiglieria +stava ancora bersagliando le porte e le mura per aprire le breccie. +Non ricordo bene che ora fosse quando ci fu annunziato che una larga +breccia era stata aperta vicino a Porta Pia, e che i cannoni dei +pontifici appostati là erano stati smontati. Si parlava di qualcuno +dei nostri artiglieri ferito. Ne interrogammo parecchi che tornavano +dai siti avanzati, e tutti ci dissero che i pontifici davano saggio +d'una maravigliosa imperizia nel tiro, che i varchi già erano aperti, +che l'assalto della fanteria era imminente. Salimmo sulla terrazza +d'una villa e vedemmo distintamente le mura sfracellate e la Porta Pia +malconcia. Tutti i poderi vicini alle mura brulicavano di soldati; si +vedevano in mezzo agli alberi lunghe colonne di artiglieria; +lampeggiavano fucili tra 'l verde dei giardini; scintillavano lancie +al di sopra dei muri; ufficiali di Stato maggiore e staffette +correvano di carriera in tutte le direzioni. + +È impossibile ch'io vi dia notizie particolari di quello che fecero le +altre divisioni. Vi dirò della divisione Mazè de la Roche, che è +quella ch'io seguii. + +La strada che conduce a Porta Pia è fiancheggiata ai due lati dai muri +di cinta dei poderi. Ci avanzammo verso la porta. La strada è dritta e +la porta si vedeva benissimo a una grande lontananza; si vedevano le +materasse legate al muro dai pontifici, e già per metà arse dai nostri +fuochi; si vedevano le colonne della porta, le statue, i sacchi di +terra ammonticchiati sulla barricata costrutta dinanzi; tutto si +vedeva nettamente. Il fuoco dei cannoni pontifici, da quella parte, +era già cessato: ma i soldati si preparavano a difendersi dalle mura. +A poche centinaia di metri dalla barricata due grossi pezzi della +nostra artiglieria traevano contro la porta e il muro. Il contegno di +quegli artiglieri era ammirabile. Non si può dire con che tranquilla +disinvoltura facessero le loro manovre, a così breve distanza dal +nemico. Gli ufficiali erano tutti presenti. Il generale Mazè, col suo +Stato maggiore, stava dietro i due cannoni. Ad ogni colpo si vedeva un +pezzo del muro o della porta staccarsi e rovinare. Alcune granate, +lanciate, parve, da un'altra porta, passarono non molto al disopra +dello Stato maggiore. Gli zuavi tiravano fittissimo dalle mura del +Castro Pretorio, e uno dei nostri reggimenti ne pativa molto danno. + +Quando la Porta Pia fu affatto libera, e la breccia vicina aperta sino +a terra, due colonne di fanteria furono lanciate all'assalto. Non vi +posso dar particolari. Vidi passare il 40.° a passo di carica; vidi +tutti i soldati, presso alla porta, gettarsi a terra in ginocchio, per +aspettare il momento d'entrare. Udii un fuoco di moschetteria assai +vivo; poi un lungo grido «Savoia!» poi uno strepito confuso; poi una +voce lontana che gridò:--Sono entrati!--Arrivarono allora a passi +concitati i sei battaglioni dei bersaglieri della riserva; +sopraggiunsero altre batterie di artiglieria; s'avanzarono altri +reggimenti: vennero oltre, in mezzo alle colonne, le lettighe pei +feriti. Corsi con gli altri verso la Porta. I soldati erano tutti +accalcati intorno alla barricata; non si sentiva più rumore di colpi; +le colonne a mano a mano entravano. Da una parte della strada si +prestavano i primi soccorsi a due ufficiali di fanteria feriti: uno +dei quali, seduto in terra, pallidissimo, si premeva una mano sul +fianco: gli altri erano stati portati via. Ci fu detto che era morto +valorosamente sulla breccia il maggiore dei bersaglieri Pagliari, +comandante del 35.°. Vedemmo parecchi ufficiali dei bersaglieri con le +mani fasciate. Sapemmo che il generale Angolino s'era slanciato +innanzi dei primi con la sciabola nel pugno come un soldato. Da tutte +le parti accorrevano emigrati gridando. Tutti si arrestavano un +istante, a guardare il sangue sparso qua e là per la strada: +sospiravano, e ripigliavan la corsa. + +La Porta Pia era tutta sfracellata; la sola immagine enorme della +Madonna, che le sorge dietro, era rimasta intatta; le statue a destra +e a sinistra non avevano più testa; il suolo intorno era sparso di +mucchi di terra, di materasse fumanti, di berretti di zuavi, d'armi, +di travi, di sassi. + +Per la breccia vicina entravano rapidamente i nostri reggimenti. + +In quel momento uscì da Porta Pia tutto il Corpo diplomatico in grande +uniforme, e mosse verso il quartier generale. + +Entrammo in città. Le prime strade erano già piene di soldati. È +impossibile esprimere la commozione che provammo in quel momento; +vedevamo tutto in confuso, come dietro una nebbia. Alcune case arse la +mattina fumavano, parecchi zuavi prigionieri passavano in mezzo alle +file dei nostri, il popolo romano ci correva incontro. Salutammo, +passando, il colonnello dei bersaglieri Pinelli; il popolo gli si +serrò intorno gridando. A misura che procediamo nuove carrozze, con +entro ministri ed altri personaggi di Stato, sopraggiungono. Il popolo +ingrossa. Giungiamo in piazza di Termini: è piena di zuavi e di +soldati indigeni che aspettano l'ordine di ritirarsi. Giungiamo in +piazza del Quirinale. Arrivano di corsa i nostri reggimenti, i +bersaglieri, la cavalleria. Le case si coprono di bandiere. Il popolo +si getta fra i soldati gridando e plaudendo. Passano drappelli di +cittadini con le armi tolte agli zuavi. Giungono i prigionieri +pontifici. I sei battaglioni dei bersaglieri della riserva, preceduti +dalla folla, si dirigono rapidamente, al suono della fanfara, verso +piazza Colonna. Da tutte le finestre sporgono bandiere, s'agitano +fazzoletti bianchi, s'odono grida ed applausi. Il popolo accompagna +col canto la musica delle fanfare. Sui terrazzini s'affacciano +famiglie intere che batton le mani. S'arriva a piazza di Trevi. I +soldati prorompono in esclamazioni di maraviglia alla vista della +grande roccia coronata di statue, donde precipita un fiume; gli +ufficiali debbono sospingerli innanzi. + +S'entra in piazza Colonna: un altro grido di maraviglia s'alza dalle +file. La moltitudine si versa nella piazza da tutte le parti, +centinaia di bandiere sventolano, l'entusiasm divampa: non v'è parola +umana che valga ad esprimerlo. I soldati sono commossi fino a +piangerne. Non vedo altro, non reggo alla piena di tanta gioia, mi +spingo fuori della folla, incontro operai, donne del popolo, vecchi, +ragazzi: tutti hanno la coccarda tricolore, tutti accorrono +gridando:--I nostri soldati!--I nostri fratelli! + +È commovente; è l'affetto compresso da tanti anni che prorompe tutto +in un punto ora; è il grido della libertà di Roma che si sprigiona da +centomila petti; è il primo giorno d'una nuova vita; è sublime. + +E altre grida da lontano:--I nostri fratelli! + + * + +Il Campidoglio è ancora occupato dagli squadriglieri e dagli zuavi. + +Una folla di popolo accorsa per invaderlo è stata ricevuta a fucilate. +Parecchi feriti furono ricoverati nelle case; fra gli altri un +giovanetto che marciò quindici giorni coi soldati. Il popolo è +furente. Si corre a chiamare i bersaglieri. Due battaglioni arrivano +sulla piazza, ai piedi della scala. I pontifici, al primo vederli, +cessano di tirare; ma restano in atto di resistere. Una specie di +barricata di materasse è stata costrutta in alto. L'assalirla di viva +forza potrebbe costar molte vittime; s'indugia, forse gli zuavi +s'arrenderanno, si dice che hanno paura dell'ira popolare. Tutte le +strade che circondano il Campidoglio sono piene di gente armata che +sventola bandiere tricolori e canta inni patriottici. Intanto ai +bersaglieri che attendono sulla piazza son portati in gran copia vini, +liquori, sigari, biscotti. La moltitudine va crescendo, cresce lo +strepito. Qualcuno, forse un parlamentario, è salito sul Campidoglio. +Parecchi ufficiali lo seguono. La folla, dal basso, guarda con grande +ansietà. Ad un tratto cadono le materasse della barricata e appaiono +le uniformi dei nostri ufficiali che agitano la sciabola e chiamano il +popolo gridando: Il Campidoglio è libero.--La moltitudine getta un +altissimo grido e si slancia con grande impeto su per la vasta scala, +passa fra le due enormi statue di Castore e Polluce, circonda il +cavallo di Marc'Aurelio, invade i corpi di guardia degli zuavi e +rovescia, spezza e disperde tutto quanto vi trova di soldatesco. In +pochi minuti tutto il Campidoglio è imbandierato. Il cavallo +dell'imperatore romano è carico di popolani; l'imperatore tiene fra le +mani una bandiera italiana. Un reggimento di fanteria occupa la +piazza. È accolto con grida di entusiasmo. La banda suona la marcia +reale, migliaia di voci l'accompagnano. All'improvviso tutte le faccie +si alzano verso la torre. Il popolo e i soldati ne hanno sfondata la +porta, son saliti sulla cima, hanno imbandierato il parapetto. Un +pompiere sale per mezzo d'una scala sulle spalle della statua e lega +una bandiera alla croce. Un fragoroso applauso e lunghissime grida +risuonano nella piazza. La grande campana del Campidoglio fa sentire i +suoi rintocchi solenni. Da tutte le parti di Roma accorre il popolo a +ondate. Gli ufficiali che si trovano sul Campidoglio sono circondati e +salutati con incredibile affetto. Si grida:--Viva Roma libera!--Viva i +nostri soldati!--Le donne si mettono le coccarde tricolori sul petto. +Da tutte le finestre dei palazzi vicini si agitano le mani e si +sventolano i fazzoletti. Molti piangono. Il movimento della folla è +vertiginoso; il rumore delle grida copre il suono della grande +campana. + +I conventi vicini, dove si crede che siansi rifugiati gli zuavi e gli +squadriglieri, sono circondati dai bersaglieri e dalla fanteria. + + * + +Si ritorna in fretta verso il Corso. Tutte le strade sono percorse da +grandi turbe di popolo che agitano armi e bandiere. I soldati +pontifici che s'avventurano imprudentemente a passare per la città a +due, a tre, o soli, sono circondati, disarmati e inseguiti. Giungiamo +in piazza Colonna. In mezzo alla piazza vi sono circa trecento zuavi +disarmati, seduti sugli zaini, col capo basso, abbattuti e tristi. +Intorno stanno schierati tre battaglioni di bersaglieri. Il colonnello +Pinelli e molti ufficiali guardano giù dalla loggia del palazzo che +chiude il lato destro della piazza. Popolani, signori, signore, donne +del popolo, vecchi, bambini, tutti fregiati di coccarde tricolori, si +stringono intorno ai soldati, li pigliano per le mani, li abbracciano, +li festeggiano. + +Nel Corso non possono più passare le carrozze. I caffè di piazza +Colonna sono tutti stipati di gente; ad ogni tavolino si vedono +signore, cittadini e bersaglieri alla rinfusa. Una parte dei +bersaglieri accompagna via gli zuavi in mezzo ai fischi del popolo; +tutti gli altri sono lasciati in libertà. Allora il popolo si +precipita in mezzo alle loro file. Ogni cittadino ne vuole uno, se lo +piglia a braccetto e lo conduce con sè. Molti si lamentano che non ce +n'è abbastanza, famiglie intere li circondano, se li disputano, li +tirano di qua e di là, affollandoli di preghiere e d'istanze. I +soldati prendono in collo i bambini vestiti da guardie nazionali. Le +signore domandano in regalo le penne. + +Numerosissime frotte di cittadini continuano a passare l'una dopo +l'altra pel Corso con grandi bandiere; alcuni drappelli ne hanno +quattro, sei, dieci; alcune bandiere sono alte più del primo piano +delle case e vengono portate da due o tre persone. Tutta questa gente +trae con sè soldati di fanteria e bersaglieri. Le canzoni popolari dei +nostri reggimenti sono già diventate comuni: tutti cantano. Passano +carrozze piene di cittadini che agitano in alto il cappello; i +soldati, rispondono alzando il cheppì; le braccia si tendono dall'una +parte e dall'altra, e le mani si stringono. Passano signore vestite +dei tre colori della bandiera nazionale. Tutti gli ufficiali che +passano in carrozza, a piedi, a gruppi, scompagnati, sono salutati con +alte grida. Si festeggiano i medici, i soldati del treno, gli +ufficiali dell'intendenza. Passano i generali e tutte le teste si +scoprono.--Viva gli ufficiali italiani!-è il grido che risuona da un +capo all'altro del Corso. In piazza San Carlo un maresciallo dei +carabinieri a cavallo, scambiato per un generale, è ricevuto da una +dimostrazione clamorosa, che gli cagiona un grande stupore. Da tutte +le strade laterali al Corso continuamente affluisce popolo. Non v'è +gruppo di cittadini che non abbia con sè un soldato, e ciascun gruppo +osserva il suo da capo a piedi, gli toglie di mano le armi, gli parla +tenendogli le mani sulle spalle, stringendogli le braccia, guardandolo +negli occhi cogli occhi scintillanti di gioia.--Viva i nostri +liberatori!--si grida. Davanti al caffè di Roma alcuni giovinetti +gettano le braccia al collo di due robusti artiglieri e li coprono di +baci disperati. A quella vista tutti gli altri intorno fanno lo +stesso; cercano correndo altri soldati, li abbracciano, li soffocano a +furia di baci.--Viva il nostro esercito nazionale!--gridano cento e +cento voci insieme.--Viva i soldati italiani!--Viva la libertà!--E i +soldati rispondono:--Viva Roma!--Viva la capitale d'Italia!--In molti, +specialmente nei giovani, l'entusiasmo sembra delirio; non hanno più +voce per gridare, si agitano, pestano i piedi, accennano le bandiere e +fanno atto di benedire, di ringraziare, di stringersi qualche cosa sul +cuore. + +Non vidi mai, ve lo giuro, uno spettacolo simile; è impossibile +immaginare nulla di più solenne e di più maraviglioso. Queste grandi +piazze, queste fontane enormi, questi monumenti augusti, queste +rovine, queste memorie, questa terra, questo nome di Roma, i +bersaglieri, le bandiere tricolori, i prigionieri, il popolo, le +grida, le musiche, quella secolare maestà, questa nuova gioia, questo +ravvicinamento che ci fa la memoria di tempi, di casi, di trionfi +antichissimi e nuovi, tutto questo insieme è qualche cosa che +affascina, che percuote qui, in mezzo alla fronte, e pare che faccia +vacillare la ragione; si direbbe che è un sogno; non si può quasi +credere agli occhi; è una felicità che soverchia le forze del +cuore.--Roma!--si esclama.--Siamo a Roma? Quando ci siam venuti? Come? +Che è accaduto?--Il ricordo di quello che è accaduto è già confuso +come se fosse d'un tempo remoto. È una commozione che opprime. Ad ogni +strada, ad ogni piazza in cui s'entri, l'occhio gira intorno +maravigliato, e il sangue dà un tuffo. Avanti, di maraviglia in +maraviglia, di palpito in palpito, via via che si procede, la fronte +si solleva, il cuore si dilata, e sente più gagliardamente la vita. +Ecco la piazza del Popolo. Si corre all'obelisco, ci si volta +indietro, si vedono davanti le tre grandi strade di Roma, si vede a +sinistra il Pincio delizioso, laggiù in fondo la cima del Campidoglio, +tutto intorno prodigiose bellezze di natura e d'arte, antiche, nuove, +auguste, gaie, gigantesche, gentili; la mente sopraffatta si turba, ci +prende un tremito, e bisogna sedersi ai piedi dell'obelisco, pigliarsi +la testa, fra le mani e aspettare che la lena ritorni. + +Intanto imbrunisce. Il Corso s'è illuminato come per incanto. Il +Corso, illuminato, ha veramente un aspetto fantastico. Candellieri, +doppieri, lumi d'ogni forma e d'ogni grandezza risplendono sulle +ringhiere dei terrazzini e sui davanzali delle finestre. A percorrere +la strada in carrozza non si vede più terra, è tutto un fiume, a cui +la strada non basta, e che straripa nei caffè, nelle piazze, nelle +botteghe, negli atrii, nei vicoli. Questa immensa folla è rischiarata +da migliaia di fiaccole. Drappelli di signore a due a due passano +tenendo in mano dei cerini accesi, che rischiarano il loro petto +coperto di coccarde, di sciarpe, di nastri tricolori. Sopra questo +fiume di gente nuotano, sbattuti di qua e di là, cappelli di +bersaglieri, cheppì, berretti, canne di fucile a centinaia. Le signore +gettano giù dalle finestre fiori e confetti ai gruppi dei soldati che +tendono le mani. Da un capo all'altro della lunghissima strada, a ogni +passo, si sentono dieci voci che cantano insieme. I soldati non sono +più condotti, sono travolti. I cittadini, non più paghi di tenerli a +braccetto, camminano tenendo loro un braccio intorno al collo. Passano +donne con un pennacchio di bersagliere nelle treccie. Famiglie ferme +sui marciapiedi arrestano i soldati per mettere nelle loro braccia i +bambini. Il gridìo nel Corso è oramai giunto a segno che chi è stanco +dalle fatiche della mattina non ci può più reggere. + +Salgo in una carrozza, e mi lascio condurre al Colosseo. Attraverso la +stupenda piazza della Colonna Traiana, piena di gente anch'essa e +illuminata; passo per parecchie piccole strade; dappertutto lumi. +Guardo nei caffè, nelle osterie: dappertutto soldati e popolani +insieme, dappertutto grida di viva Roma e viva il nostro esercito, +dappertutto canti, amplessi, grida di gioia, bandiere. Eccoci nel +Campo Vaccino. È notte fitta, e il classico lume di luna sul Colosseo +non risplende ancora. Non importa; il cielo è stellato, e vedrò del +momento sublime almeno i contorni. Da tanti anni ardevo di vederlo! Il +cuore mi batte a precipizio. Ormai sono in un luogo deserto, non sento +più una voce, non un passo; tutto è queto ed oscuro. Eccoci, mi dice +il cocchiere. Io balzo in piedi, guardo, veggo un'immensa macchia nera +sul cielo, e tanto è l'impeto e la dolcezza con cui i ricordi e le +immagini della memoranda giornata mi assalgono tutti in un punto, che +non s'arresta il mio sguardo sui meravigliosi contorni, nè vi si può +arrestare il pensiero. Sguardo e pensiero si levano più in alto, e dal +profondo del cuore, col più ardente palpito che possa destare in un +cuore umano la gratitudine, saluto e ringrazio i padri e i fratelli +che non son più, quelli che languirono negli esigli e nelle carceri, e +quelli che spirarono sui patiboli e sui campi di battaglia per darci +questa grande patria, la quale, dopo cinquant'anni di dolore e di +sangue, oggi s'integra e s'incorona al cospetto del mondo. O benedetti +morti che ci avete preparato questo santo giorno! O poveri morti che +non l'avete potuto vedere con noi! Siate amati, onorati, benedetti in +eterno! + + + + +LA CUPOLA DI SAN PIETRO. + + +Per quanto si sia parlato, e scritto della basilica di San Pietro, +qualcosa da dire resta sempre; e poi, questa volta, sotto la cupola di +San Pietro c'è una grande novità: i bersaglieri, dei quali non è fatto +cenno, credo, nè dalle guide, nè dai libri archeologici, nè dalle +opere artistiche; e spero che la mia penna d'oca, con l'aiuto delle +loro penne di cappone, riuscirà se non altro a rallegrarvi. + +Andai là con un mio amico ch'era già stato a Roma. Passando sul ponte +Sant'Angelo, incontrammo un ufficiale che ci consigliò di tornar +indietro. + +--Adesso ci troverete una processione di soldati,--disse;--ne sono +piene tutte le scale, pare una caserma, bisogna tornarci più tardi. + +Più tardi? Con questa po' di febbre che ho addosso? Dopo aver veduto +quella benedetta cupola per cinque giorni a otto miglia di lontananza, +grande, netta e spiccata, che mi pareva a due passi, e mi faceva +soffrire le pene di Tantalo? È impossibile; fin che non ci sono sopra, +mi par di sentirmela sul petto. Andiamo a vedere questa maraviglia. A +San Pietro! + +La carrozza era già di là dal ponte Sant'Angelo, quando il mio +compagno mi consigliò di chiuder gli occhi e di non aprirli prima che +me lo dicesse: li chiusi. + +A un tratto la carrozza si fermò e l'amico disse:--Guarda. + +Guardo: siamo in mezzo alla piazza. Ecco le colonne, le fontane, la +gradinata, la cupola, ogni cosa come si vede nei quadri: nulla di +nuovo, nessuna maraviglia. + +--Dunque?--domanda l'amico,--non ti scuoti? che impressione ti fa? non +ti par bello, grande, sublime? + +Io son mortificato, non trovo parola. Questa è la famosa basilica? +Questa la cupola che si vede di lontano quaranta miglia? Questo il +gran colosso di San Pietro? + +--Dunque? + +--Dunque.... senti, amico, vuoi ch'io ti dica la verità? + +--Quale? + +--Mi par piccolo. + +--Che cosa? + +--Tutto: la piazza, la chiesa, la facciata, la cupola, tutto quello +che vedo. + +L'amico diede in uno scroscio di risa. + +--Sarà ridicolo; ma è vero. Mi par piccolo, mi par piccolo, mi par +piccolo. Son disilluso. + +--Guarda quell'uomo. + +--Quale? + +--Quello seduto ai piedi d'una delle colonne di mezzo della facciata. + +Guardo l'uomo, misuro con l'occhio tutta l'altezza della colonna, +misuro la larghezza, poi l'uomo di nuovo, confronto, riguardo ed +esclamo: + +--È immenso! + +--Ah! qui ti volevo! Bisogna confrontare, caro mio. Come ti puoi +accorgere che qualcosa è gigantesco dove tutto è gigantesco? A prima +giunta, tutti guardano in su, e tutti dicono come te. Scendiamo. + +Si scende di carrozza, si sale la gradinata: non finisce mai. Si +guardano le colonne della facciata: ingigantiscono a ogni passo. +V'arriviamo davanti: sono larghe come case. Guardiamo in su: sono alte +come campanili. Ci voltiamo indietro: quanta strada s'è fatta! Le +fontane, pur ora così grandi, son diventate piccine che non paiono più +quelle. Un soldato vicino a noi esprime benissimo questo stesso +effetto; guarda la facciata e dice:--«Gonfia». + +Entriamo. Guardo....--Amico, questa volta te lo dico sul serio: sono +deluso. + +--Aspetta. Vedi quella colomba in bassorilievo, di marmo bianco, qui +nell'angolo? + +--Vedo. + +--A che altezza ti par che giunga della tua persona? + +--Al collo. + +--Vediamo. + +Si va innanzi.... Diavolo, non ci siamo ancora? Pareva a due passi. +Eccoci. Oh questa è curiosa! Stendo il braccio in alto, mi alzo sulle +punte dei piedi, e non ci arrivo. + +--Guarda le lettere di quell'iscrizione lassù; quanto ti paiono alte? + +--Quattro palmi. + +--Sono più alte di te. Guarda quelle finte colonne; come ti paiono +larghe? + +--Un braccio. + +--Tre metri. + +Comincio a capire. In mezzo alla chiesa si vede un gruppo di ragazzi +intorno a una cosa che sembra una statua. Andiamo innanzi, innanzi, +innanzi: oh cospetto! i ragazzi sono soldati d'artiglieria grandi e +grossi come Ciclopi; la cosa è la statua di San Pietro; i soldati le +baciano il piede; un pretino poco distante guarda e sorride con +un'aria di stupore e di compiacenza; pare che dica:--Son cristiane +queste bestie feroci! Meno male! + +C'è una lunga fila di soldati in ginocchio intorno all'altar maggiore. +Altri, negli angoli lontani, stanno ammirando le statue, e per +persuadersi che sono di marmo metton loro le mani sulle spalle, sulle +braccia, sulle ginocchia, come fanno i ciechi per riconoscere. Un +gruppo di bersaglieri è estatico davanti a San Longino. Parlano tra di +loro. Mi avvicino e colgo la sentenza finale d'uno di essi, che mi ha +l'aria di un monferrino: «A j'è nen a dije; a l'è un bel travaj» (non +c'è che dire; è un bel lavoro). + +Siamo sotto la cupola. Su la testa. Ah! qui l'effetto è veramente +prodigioso! È bello il vedere il mutamento che si fa in tutti i visi +appena si voltano in su. Molti, appena guardato, chinano la testa e +chiudono gli occhi, come se avessero intraveduto l'abisso. In altri il +viso e l'occhio s'illuminano come a una visione di cielo. È una +maraviglia che ha dell'estasi. È il solo punto della chiesa in cui +collo sguardo si sollevi al cielo il pensiero. Nelle altre parti è +enormità che stupisce e splendore che abbaglia, non grandezza che +ispira; ci si sente il teatro; si pensa più alle fatiche e ai milioni +che vi si profusero, che all'Idea cui furono consacrati; più ai +pittori e agli scultori, che agli angeli e ai santi. L'anima è così +tenacemente legata alla terra dalle maraviglie dell'arte, che a +sprigionarla e a levarla in alto occorre assai maggior forza e più +difficile lotta che non a farla uscir vittoriosa dalle tentazioni +esterne della vita, contro cui la chiesa dovrebbe servir di rifugio. + +Si va innanzi, indietro, a destra, a sinistra, e man mano che si +procede la testa si fa pesante e la vista s'intorbida. A ogni passo +cento nuove cose, l'una più straordinaria e mirabile dell'altra, +s'affacciano confusamente allo sguardo, vicine, fitte, ammontate. +L'attenzione non basta a tutte insieme, sopra una sola non può +fissarsi, che le altre la tirano, e così tremola e si stanca senza +nulla abbracciare. Colonne enormi, statue colossali, bassorilievi, +dipinti, mosaici, ori, ricchezze e bellezze d'ogni forma e d'ogni +natura: vi si passa accanto senza neanco guardare; si vedono e si +dimenticano le une nelle altre. + +Si vede in fondo alla chiesa qualcosa di nero che brulica intorno alla +porta: è una compagnia di soldati che entra. Quei colossi di angeli +che reggono la pila dell'acqua benedetta sembrano due giocattoli da +ragazzi. In vari punti ci sono dei soldati che si chinano a guardare +sul pavimento: guardano le indicazioni della lunghezza delle più +grandi basiliche del mondo. Quale arriva a metà, quale a due terzi, +quale a un terzo: chiesuole. «Mamma mia!» esclamano i soldati +napolitani. Quante moltiplicazioni dovranno fare, tornati ai loro +villaggi, per dare un'idea di San Pietro col confronto della chiesa +parrocchiale! Alcuni notano sul taccuino le dimensioni. Altri fanno il +conto di quanti soldati ci starebbero.--Ci stanno tutti i soldati del +4.° corpo d'esercito?--Sì.... e forse anche tutte le maledizioni che +mandarono al servizio delle sussistenze. + +Ecco la porta per salire alla cupola. Coraggio e su, chè sarà una +sudata memorabile. Si sale per una scala a chiocciola; gli scalini +sono larghissimi e appena rilevati; si va su a grandi giri, +agevolmente, senza avvertir la salita. Il muro è coperto di lastre di +marmo dove son segnati i nomi di tutti i principi del mondo che +salirono alla cupola. C'è l'iscrizione di Ferdinando II di Napoli. +Sotto, appoggiate al muro, ci stanno otto daghe da bersagliere. Più +su, a ogni passo, cappelli coi pennacchi, cheppì, sciabole di +cavalleria, cinturini, giberne. Sopra la testa e sotto i piedi, un +fracasso da stordire. Sono squadre intiere di soldati che scendono, +salgono, s'incontrano, si salutano, si esprimono l'un l'altro lo +stupore e l'allegria. Già si leggono pei muri le loro iscrizioni, +poichè il soldato, per dove passa, lascia sempre traccia di sè. Sotto +quella del Borbone che dice: «Re del regno delle due Sicilie, salì +nella cupola ed entrò nella palla», si legge: «Tale dei tali, allora +caporale del genio, ha avuto l'onore di salutarlo a Gaeta». + +Oh, ecco una finestra, guardiamo giù. E non si canzona! Siamo già +oltre il tetto dei più alti palazzi. Si ripiglia la salita, si cammina +altri dieci minuti, ecco una porta: si esce al cielo aperto. Eccoci +sul tetto della chiesa: è una piazza d'armi. Si vede da una parte un +edifizio rotondo, alto quanto una chiesa ordinaria: non è altro che +una delle cupolette minori che fanno da stato maggiore alla +principale. È grande e stupenda, ma nessuno la guarda; non s'ha tempo +per guardare tutte le minuzie. Si corre al parapetto, si guarda nella +piazza: è un formicaio. Si guardano le statue che sorgono in fila sul +sommo della facciata: che moli! Piedi che non istanno sul tavolino +dove scrivete; pieghe dei panni in cui si può nascondere un uomo; dita +che paiono clave. V'è una chiave di San Pietro che a prima giunta si +piglia per un'ancora di bastimento. I soldati scorrazzano da tutte le +parti, chiamandosi e salutandosi dalla piazza al tetto, dal tetto alla +cupola, ed esprimendosi la maraviglia con quel ridere allegro e quelle +esclamazioni scherzose:--Che bagattella!--E chi vuol andare di qua, +chi di là; si tirano, si spingono, si aggruppano, si sparpagliano, +correndo, ridendo e chiacchierando, come i ragazzi nel cortile di un +collegio.--Bisogna farsi coraggio,--dice uno,--e salire, perchè se non +si va in paradiso questa volta, non ci si va più.--Ma questa cupola +par piccola,--ripeto al mio amico. E lui:--guarda in cima.--L'ultimo +terrazzino sotto la palla è pieno di soldati; o come mai si vedono +così piccoli se son così vicini? + +Su, alla cupola. Sali e gira e rigira, ecco un uscio che dà sur una +galleria; la galleria dà nell'interno della chiesa; mi affaccio; ma mi +tiro subito indietro, preso dalla vertigine.--Guarda la sala del +Concilio, laggiù in quella nave della chiesa,--mi dice il compagno. +Guardo.--Ma come! là dentro stavano tutti quei vescovi? Ma se è grande +come una scatola da tabacco!--Che cosa paiono gli uomini laggiù? Mi +ricordo il detto del Guerrazzi: «quello che sono, insetti». Intorno a +quell'altarino di mezzo ce n'è uno sciame: sembrano una macchia nera +che si muova. Guardo dietro di me, nel muro, e m'accorgo che quelle +testine d'angiolo a mosaico, ch'io vedeva di giù, starebbero bene +sopra un paio di spalle di titano. + +Si risale. Scale lunghe e diritte di cui si vede appena la sommità, +scale a chiocciola dove per salire bisogna afferrarsi a una fune, +scale di legno a zig zag, scale comprese fra due pareti curve dove +bisogna camminare rotolandosi sulla parete più bassa; e da capo scale +dritte, e da capo scale a chiocciola, e avanti, sudando, ansando e +soffiando: ecco finalmente un raggio di luce, una porta, eccoci sulla +sommità, ecco tutta Roma: oh che aria viva e leggiera! + +La prima esclamazione che mi colpisce, arrivato là, è d'un artigliere +lombardo.--«Madona!»--esclama giungendo le mani--«alter ch'el domm de +Milan!» + +Si guarda giù, sul tetto della chiesa, dove si era poc'anzi: si vede +una processione di formiche. La gente che passeggia per la piazza si +discerne appena; le due grandi fontane sembrano due pennacchietti +bianchi agitati; le cupole minori della basilica, campanelle di quelle +piccine, che si mettono sulle statuette dei santi. Tutta la città si +abbraccia con uno sguardo. Subito dànno nell'occhio le mura del +Colosseo e delle Terme, nere e gigantesche. Le statue in cima alle +colonne, le punte degli obelischi, le sponde curve del Tevere, il +Pincio, la villa Borghese, il Quirinale, San Giovanni Laterano, il +Gianicolo, che sembra una collinetta di giardino, tutto si vede +distintamente. Il giardino del Vaticano pare un'aiuola; il Vaticano, +un edifizio comune, coi cortiletti: è tutto chiuso e deserto. Ecco +Monte Mario. Ecco laggiù la campagna romana, nuda e sinistra; di qui +debbono aver veduto il passaggio delle divisioni del Cadorna, +compagnia per compagnia, cannone per cannone. Ecco Monterotondo, +Tivoli, Frascati, Albano, e più a destra, lontano, quella sottile +striscia luminosa, il mare. Roma! Roma! Benedetto nome che non s'è mai +stanchi di dirlo; c'è qualche segreto in questo suono: Roma! Pare che +sempre ce lo ripeta l'eco nell'orecchio: Roma! Eccola qui tutta.... + +Un soldato accanto a me guarda anch'egli Roma con aria pensierosa; +pare che voglia dire qualche cosa, sorride, alza una mano, la batte +sul parapetto:--«Finalment».... + +Sentiamo quel che vien dopo. + +--«Ghe semm!» + +Senti come l'ha detto con gusto! E tutti gli altri soldati, sul punto +di scendere, agitando una mano:--«Addio, addio Roma!» + +E giù per le lunghe scale tortuose echeggia il suono dei passi +precipitosi e delle voci allegre. + + + + +PRETI E FRATI. + + +Nelle caserme pontificie si trovarono molte copie d'un inno di guerra, +dettato in francese, che par che dovessero cantare gli zuavi andando a +combattere. Ha molti punti di somiglianza colla «Marsigliese». Ha un +ritornello che comincia: «Catholiques, debout!» Ha una strofa che +arieggia quella dell'inno francese: «Entendez-vous dans ces +campagnes», con la differenza che ai «féroces soldats» sono sostituiti +«les barbares». Ha un verso che dice: «Viendront-ils nous prendre (ci +dev'essere un verbo più feroce, ma non lo ricordo) nos églises, nos +prêtres?» E il verso dopo: «Non, non, on n'y touchera pas». E altre +amenità poetiche su quest'andare. + +Ma dal verso in cui è detto che gli Italiani vanno a Roma per far man +bassa sulle chiese e sui preti, si capisce che dovette esser quella la +finzione di cui si servirono principalmente i fautori del governo +papale per suscitare e tener vivo il fanatismo nei soldati, per destar +nel popolo l'avversione al governo italiano, e per alimentare la +diffidenza di quei molti che, pure essendo cattolici in buona fede, +manifestavano o lasciavano trapelare sentimenti italiani. + +Questo fatto spiegherebbe pure l'astensione d'una parte del popolo +dalle dimostrazioni entusiastiche così nella città di Roma come nei +villaggi della provincia. + +A Monterotondo, discorrendo con un cittadino dei più noti, e in voce +di liberale, gli domandammo come fosse contento del nuovo stato di +cose: + +--Per me sono contentissimo;--rispose, e lo diceva +sinceramente:--tutto va bene, non si potrebbe desiderare di +meglio.--E poi a bassa voce:--Hanno rispettato le chiese, hanno +lasciato stare i preti; messe, vespri, funzioni, ogni cosa come +prima. + +--Oh curiosa! Ma credeva che si venisse qui per far man bassa su tutto +questo, lei? + +--Io?... nemmen per sogno. + +Certo che lo credeva, e con lui chi sa quanti, che all'entrare dei +nostri soldati si saranno chiusi in casa e fatti dar del codino. Ma +ora che si son disingannati e rassicurati, non credo che saranno meno +sinceramente italiani degli altri. + +Non ricordo in che villaggio, una donna del popolo fermò il primo +ufficiale che vide, e gli disse con voce affannosa e supplichevole:--È +una buona persona il nostro curato, glie l'assicuro; è un galantuomo; +non gli dispiace mica che vengano i soldati italiani; non gli facciano +nessun male, lo raccomandi lei ai soldati, ci faccia questa carità.... + +Quella donna credeva fermamente che il «mandato» dell'esercito +italiano fosse di far la festa ai preti, come diceva don Abbondio. Ora +lamentatevi, se vi pare, ch'essa non abbia messo fuori dalla finestra +la bandiera tricolore. + +Passava un drappello di seminaristi, per una via di Nepi, poco dopo +che v'erano passati i soldati. Un popolano, accennandoli, disse in +tuono burlesco:--Ora.... quelli là.... è finita....--E mi guardava. + +--Perchè finita?--gli domandai. + +--A questi lumi di luna.... + +--Ma che lumi di luna! I seminari e i seminaristi seguiterete ad +averli; ce li abbiamo anche noi, e ce li avremo sempre. + +Fece un atto di stupore, e poi domandò:--In Italia? Ce li avete anche +voi in Italia? + +--Anche noi in Italia. + +--E passeggiano per le strade? + +--Passeggiano per le strade. + +--E nessuno gli dice nulla? + +--E che volete che gli dicano? + +C'era da perdere la pazienza; mi ripugnava quasi di credere a tanta +ignoranza. + +In una via remota di Roma, poco dopo l'entrata dell'esercito, si vide +un vecchietto che, all'aria, doveva aver avuto un tale spago delle +cannonate da perdere il lume della ragione. Alla paura delle cannonate +gli era poi sottentrata la paura delle dimostrazioni. Passavano alcuni +giovani cantando e sventolando bandiere. Non avendo più tempo di +fuggire, credette di dover far l'italiano per non essere accoppato. +Cominciò con sforzarsi a sorridere, e poi, raccolto tutto il suo +coraggio, gridò con una voce da moribondo:--Accidenti ai preti! + +Le bricconate fatte per viltà sono più rivoltanti di quelle fatte per +nequizia. Uno dei giovani del drappello lesse nel viso al vecchio e +gli disse con piglio severo:--Per essere Italiano non c'è mica bisogno +di mandare accidenti ai preti, sapete! + +Il vecchio rimase attonito. + +--Non ce n'è proprio bisogno,--soggiunse il giovane allontanandosi e +continuando a guardarlo. Il povero Italiano fallito non profferì più +parola. Anche a lui, certo, era stato dato a credere il +«viendront-ils» degli zuavi. + +Un oste, all'apparir dei soldati, s'affrettava a nascondere certi +palloncini da luminaria su cui era scritto: «W. Pio IX». Un ufficiale +lo sorprese, e gli disse: + +--Lasciate quella roba dove si trova. + +--Ma io.... + +--Lasciatela. + +--Ma io non son mica per il papa; io son per lor signori. + +--Ma per essere per noi, non c'è mica bisogno che rinneghiate il papa. + +--Ma questa roba.... + +--Ma questa roba vi potrà ancora servire, e tira poco, speriamo, +perchè le cose s'aggiusteranno. + +--Lei dice bene. + +--E voi facevate male. + +Del resto, i preti mostrarono di non aver le paure che s'adoperavano a +metter negli altri. Mentre nelle vie dei villaggi la buona gente +tremava per la loro vita, essi, dalla finestra, assistevano +tranquillamente al passaggio dei reggimenti, e molti non abborrivano +dall'onorare d'un cortese saluto gli ufficiali a cavallo. + +Un solo frate mostrò d'aver paura dei soldati, e fu vicino a Civita. +Veniva innanzi con un somarello verso un battaglione di bersaglieri, +pallido e tremante, e giunto a pochi passi dai primi soldati, si fermò +e giunse le mani in atto di chieder grazia.--«Fa nen 'l farçeur»--gli +disse un caporale. Gli altri gli domandarono notizie del Santo Padre. +Qualcuno gli offrì del pane. Rassicuratosi, pareva matto dalla +contentezza. + +E non mancarono i preti che accolsero festevolmente i soldati. A +Baccano un prete ed un frate stettero a veder sfilare sei battaglioni +di bersaglieri sulla porta del convento, sereni e ridenti ch'era un +piacere a vederli. Tutti i soldati, passando, dicevano qualche cosa +all'uno o all'altro. + +--Si va a Roma, reverendo. + +--Dio v'accompagni! + +--Senti! È dei nostri! + +Il prete si mise una mano sul cuore. + +--Viva! viva!--si gridò dalle file. E il frate e il prete +ringraziarono. + +Non intesi mai, nè altri può affermare d'aver mai inteso un soldato +dire una parola sconveniente ad un prete. Scherzi, sì; ma urbanissimi, +e condonabili sempre alla gaiezza soldatesca, Se l'«Unità Cattolica» +osservasse che è inurbanità il dirigere la parola a chi non si +conosce, le si potrebbe rispondere che nessuno obbligava i preti a +mettersi alle finestre o a piantarsi sull'uscio della casa +parrocchiale quando i reggimenti passavano. Se vi stavano, vuol dire +che ci si divertivano. Non so se ci sarebbero stati quando fossero +passati gli zuavi. + +Nei primi due giorni non si videro in Roma nè preti nè frati, o +soltanto pochissimi. Ma non si può dire che stessero nascosti per +timore: qual ragione avrebbero avuto di temere i nostri soldati a Roma +più che nella provincia? Stavan chiusi, si capisce, per non aver a +prendere parte, neanco come spettatori, alle dimostrazioni del popolo. +Tuttavia, ripeto, alcuni se ne videro anche il primo giorno, e +passavano in mezzo alle bandiere e alle grida, sicurissimamente, come +in casa propria, senza esser nemmeno guardati. E sì che le vie di +Roma, stando a quello che scrisse don Margotti, eran piene di +«facinorosi», di «tigri assetate di sangue» e di «donne di mala vita», +tutta gente, come diceva l'oste milanese della «Luna piena», latina di +bocca e latina di mano. + +La mattina dopo il 20, venendo dal Campo Vaccino al Campidoglio, la +prima cosa che vedo, in cima a una delle grandi scale che dànno sulla +piazza, è un gruppo di bersaglieri e di frati che se la discorrono +fraternamente, seduti sugli scalini. I bersaglieri mangiavano; due o +tre frati rivolgevano tra le mani una gamella, guardandola di sopra e +di sotto; altri tenevano in mano un pane di munizione; altri +osservavano con molta curiosità i cappelli piumati appesi al muro. Ci +fosse stato un fotografo! Parevano amici vecchi. A un bersagliere che +scendeva domandai:--Che cosa dicono i frati?--«So' chiù etaliani de +noautri»,--mi rispose ridendo. + +La sera, per le strade, se ne videro molti. Ce n'era di tutti i +colori: bianchi, neri, bigi, cacao. Alcuni erano accompagnati da +soldati. La gente guardava e rideva. Era infatti una mescolanza così +nuova e strana, che pareva di sognare. E il modo con cui andavano +assieme! Come fosse la cosa più naturale del mondo, come fossero stati +insieme sempre. Discorrevano di politica. + +Passando in certe strade appartate, i soldati vedevano qua e là +sparire delle tonache e chiudersi degli usci. Da certe finestre +spuntavano visi di reverendi rannuvolati, guardavano intorno come per +consultare il tempo, e, sentito grida o musiche lontane, richiudevano +le imposte. Altri uscivano in fretta da una porticina, si arrestavano +a un tratto, come le lucertole, a spiare in giro, e poi via rasente il +muro a lunghi passi. Per certe strade quiete e deserte pareva di +sentire dei fruscii misteriosi, come di notte per gli anditi delle +chiese e delle sagrestie. + +Qualche prete, attraversando in fretta via del Corso e vedendo di +sfuggita qualche nuova uniforme, si fermava in un canto, fuori della +folla, per vedere che bestia fosse. Ne vidi due che sbirciavano da +lontano due carabinieri in tenuta di parata. Li guardarono dalla testa +ai piedi, dai piedi alla testa, e poi si consultarono l'un l'altro +tacitamente, stringendo le labbra coll'aria di dire:--Che roba è? + +Curiosità n'avevano, certo; ma non guardavano mai diritto. Passando +accanto ai soldati, lanciavano occhiate di traverso, rasente il +cappello, al di sopra della spalla, tra le dita della mano, o facevano +scorrere due dita intorno al collo come per allargarsi il collare, +tanto per aver agio di voltare la faccia senza parer di guardare. + +Lasciamo gli scherzi; debbono aver detto in cuor loro:--Qual +differenza dai nostri zuavi! + +Chi avesse visto in viso quei due cardinali, di cui non ricordo il +nome, che passarono in carrozza dinanzi ai bersaglieri, presso Castel +Sant'Angelo, poco dopo ch'era stato ordinato alle truppe di render +loro gli onori come ai principi del sangue; chi avesse visto il +sorriso che fecero quando si videro presentare le armi, lo sguardo +benigno e gentile che girarono sui soldati, e l'atto di ringraziamento +con cui accompagnarono lo sguardo, e la serena e lieta dignità con cui +si ricomposero dopo quell'atto; chi li avesse visti avrebbe giurato +che un sorriso, uno sguardo, un atto così quei due cardinali non lo +avevano mai fatto ai loro bene amati campioni. + +E cardinali, e preti, e frati se v'era fra loro chi credesse a quello +che le femminucce di Civita e di Nepi credevano, e quanti Romani +cattolici trepidavano per le chiese e pei sacerdoti, debbono essersi +tutti solennemente e irrevocabilmente ricreduti. Sentivano dire che i +soldati italiani erano barbari, e non li hanno visti torcere un +capello a un reverendo; ch'erano empi, e li hanno veduti affollarsi +nelle chiese a baciare i piedi dei santi; ch'erano vandali, e li hanno +visti pagare ogni cosa a soldi sonanti, e regalare le pagnotte ai +frati; ch'erano licenziosi e insolenti, e hanno sentito dire dai +popolani:--Che rarità di soldati son questi che non dicon nulla alle +donne!--Volere, o non volere, un grande edifizio di menzogne è caduto +e, per Iddio, si potrà raccoglierne i ruderi, ma non si rifabbrica +più. + +Quante conversioni politiche debbono aver fatto i nostri soldati! + +Quanto poi ai preti e ai frati, io avrei voluto leggere nel loro cuore +la sera del 20 settembre. Se è vero che la maravigliosa dimostrazione +di Roma, tanto superiore a ogni previsione e a ogni speranza, abbia +più che commosso, sopraffatto e sbalordito nella corte pontificia i +più fieri e ostinati nemici d'Italia, che non avrà potuto di più sul +cuore dei molti in cui la convinzione era fiacca e la nimicizia +determinata solamente dall'interesse? Quelle poche __fibre italiane__, che +il conte di Cavour non voleva credere morte neanche nel cuore del +Papa, debbono essersi scosse nel loro cuore la sera di quel giorno. Le +grida e i canti del popolo debbono essere risonati nelle celle +silenziose dei monasteri, come un avvertimento, come un consiglio, +come un rimprovero. Molti debbono aver invidiato dal più profondo +dell'anima quella gioia; debbono aver rimpianto di essersi ridotti in +condizione da non poterla godere; alcuni, forse, tendendo l'orecchio +alle musiche lontane, debbono aver provato un sentimento di tenerezza +mesta ed amara, debbono essersi ricordati di aver una patria, debbono +aver sentito che l'amavano, debbono aver profferito in segreto il suo +nome, debbono averla invocata, debbono aver domandato con sincere +lacrime a Dio che ispirasse nel cuore del pontefice il bisogno di +riconciliarsi con lei, di riconoscerla, di benedirla, di troncare con +una parola generosa la guerra insensata che in mezzo a tanta gioia e a +tanto affetto li condannava alla solitudine e all'abbandono come +rinnegati o stranieri. + + + + +LE TERME DI CARACALLA. + + +--Andiamo alle terme di Caracalla. + +--Andiamo; si può passare vicino al Circo Massimo. + +--E attraversare il Campo Scellerato. + +--E veder l'arco di Giano. + +--E la Cloaca Massima. + +Niente di meno! Ponete d'essere due amici a far questo dialogo, e +ditemi se non c'è da sentirsi gonfiare, e mettersi a parlar latino, +anche a rischio di far fremere di sdegno grammaticale il sacro suolo e +le venerande rovine. + +Per andare alle terme di Caracalla si passò accanto a tutti quei +monumenti; ma in fretta, e senza molto badarvi, che tanto c'era stato +detto e ridetto delle terme, da toglierci pel momento ogni altra +curiosità e ogni altro pensiero. + +--Vi faranno più impressione del Colosseo,--ci avevano detto molti; ma +noi non lo credevamo possibile, e perchè il Colosseo ce n'aveva +fatto una grande, e perchè l'idea, prosaica che in fin dei conti le +terme erano uno «stabilimento di bagni», come si diceva scherzando, +ci teneva in freno l'immaginazione. + +Per istrada, si celiava confrontando la prima austerità dei costumi +romani, quand'era proibito al genero di fare il bagno in presenza del +suocero, con la licenza degli ultimi tempi, allorchè si vedevano +sorgere dall'acqua alla rinfusa teste di patrizi e di matrone, e i +consoli spruzzare i senatori, e l'imperatore tuffarsi nella +«natatoria» in mezzo ai popolani, e le schiave aspettar le padrone +nelle celle per ricomporre sui capi stillanti i «crines suppositi», e +ungere le membra d'unguento. + +--Le terme, signori,--dice a un tratto il cocchiere. + +Una gran muraglia nera e una gran porta son tutto quello che mi +ricordo della parte esterna. Il primo momento in cui ci si trova +davanti a qualche cosa, di straordinario e di grande non resta mai +distinto nella memoria. La porta s'apre, entriamo in una specie di +vestibolo, e udiamo una voce che dice:--Qui v'erano le celle pei +signori romani che non volevano bagnarsi in pubblico.--Non si guarda, +si va innanzi altri pochi passi: ci siamo. + +Guardiamo un pezzo in silenzio. + +Siamo in mezzo a un campo cinto da quattro muri altissimi. Nel muro +dirimpetto a noi v'è una gran porta per cui si vede un altro campo. In +fondo a questo una seconda porta, in dirittura della prima, per cui si +vede un altro campo ancora, e via via, fino a un muro lontanissimo che +sembra chiudere l'edifizio. Alla nostra sinistra una porta come le +prime, e altri campi, e altri muri, e altre porte; e tutto deserto e +silenzioso come una città abbandonata.. Guardiamo in terra: v'è ancora +in un angolo un pezzo di pavimento di mosaico uguale e intatto come +fatto ieri. In alcuni punti il terreno s'alza, in altri s'abbassa. +Vicino al muro v'è un tronco di statua; accanto alla porta alcune +nicchie vuote. + +--Qui c'era un grandioso porticato,--dice uno. Non ve n'è più traccia, +andiamo innanzi. È una solitudine che fa quasi paura. Eccoci nel +secondo recinto. Muri, porte e mucchi di terra come nel primo, e +deserto, e silenzio. Oh! eccoci nel centro dell'edifizio. Di qui si +capisce qualcosa. Vediamo. + +Guardo intorno: che triste e grande spettacolo! Mura altissime, nere, +scalcinate, che serpeggiano dalla sommità al suolo, lasciando in +qualche punto veder la campagna. Vôlte alte e leggiere, somiglianti a +cupole di chiese, rotte a mezzo della loro grande curva, e terminanti +in punte, in lingue, in tronchi d'arco prolungati e sottili, che +minacciano rovina. Qua e là enormi pilastri monchi, spezzati a mezzo +come da un urto violento, o man mano digradanti in grossezza dal basso +all'alto, fino a disegnarsi nel cielo smilzi e snelli come obelischi; +porte e finestre sformate, squarciate agli spigoli come dall'uscita +forzata di un corpo più grande e dentellate in giro, e dentro buie +come bocche di mostri; scale coi gradini divelti, spaccati, corrosi, +in mille modi scemati e guasti, come dall'opera di mille mani +rabbiose. E via pei muri fori d'ogni forma, e incavature larghe e +cupe, di cui non si scerne il fondo, e vestigia interrotte della +commessura dei piani, e tracce di porte, di nicchie, di pareti, di +canali, di vasche. E in terra, in mezzo a queste rovine gigantesche, +larghi pezzi di pavimento, simili a macigni franati, sostenuti da +pali, coperti ancora dall'antico mosaico; massi di marmo bianco, +rottami di colonne di porfido, pietre di sedili, frammenti di statue, +ornati di capitelli, lastre e sassi; ogni cosa alla rinfusa, sossopra, +come crollato pur ora. E fra masso e masso, fra rudero e rudero, le +erbe e i fiori silvestri, con cui la terra, ultima trionfatrice, +apertosi il varco a traverso i pavimenti marmorei, risaluta, dopo un +giro di secoli, il sole. + +Si guarda e si pensa. È triste, è penoso lo sforzo che si fa per +ricostrurre nella mente nostra l'intero edifizio. Quegli avanzi non +bastano: sono troppo rotti e sformati. Si segue coll'occhio la curva +d'un arco, e si dimentica il contorno della colonna; si va oltre nella +direzione d'un andito, e il profilo d'un pilastro ci sfugge; ci +sfuggono, via via che si disegnano, le linee, e con le linee le +proporzioni, e con le proporzioni l'effetto, che sarebbe immenso, del +tutto. Quegli avanzi son come le note interrotte d'una musica lontana, +di cui s'indovina, più che non si sente, la melodia.--Se ci fosse +qualcosa di più,--si pensa;--se per esempio quella parete fosse +finita, se qui non ci fosse questo vuoto, se là rimanesse ancora +quell'atrio, quante cose se ne potrebbe argomentare e capire! Che +peccato!--E più e più volte si ricomincia, con mesto desiderio, questa +ricostruzione mentale. Si vedono di sbieco, per una porta, i primi +gradini di una scala; chi sa dove mena? Si corre con grande curiosità, +si guarda: che stizza! La scala è troncata a metà. Si vede +l'imboccatura d'un andito: o dove riesce? Si corre a vedere: oh +delusione! riesce nei campi. Si stanca l'occhio sulle vôlte e sulle +pareti che dovevano essere dipinte, caso mai ci restasse un po' di +colore, qualche linea, una traccia qualsiasi: nulla. Nulla delle vaste +gallerie dove si facevano i giuochi, nulla dei portici stupendi che +cingevano l'edifizio centrale, nulla delle enormi colonne che +sostenevano il piano di mezzo. Ebbene, ci si attacca a quel poco che +resta, si combina, si congettura, si fantastica. Le sale del centro si +può supporre che cosa fossero. Qui si capisce che si nuotava, là si +dovevano vestire, sopra ci dovevano essere le biblioteche, di qui +doveva scendere l'acqua. Si seguono attentamente le ondulazioni del +terreno, si tien l'occhio fisso nelle nicchie vuote, come se ci +fossero ancora le statue, si entra nelle celle dove l'immaginazione è +più raccolta, e si guarda a lungo in terra e sulle pareti, che cosa? +Nulla; ma si guarda, nè ci si può allontanare prima d'aver molto +guardato. + +E il pensiero s'immerge nel passato. + +Animo, rifacciamo queste mura e su di esse i grandi dipinti +fantastici, e lungo le pareti i duemila sedili marmorei, e nelle +nicchie i capolavori dello scalpello antico, l'Ercole, la Flora +colossale, la Venere Callipigia; e lungo i portici e in giro per le +sale le colonne di porfido; e lassù, in alto, le celle dorate e +inghirlandate; e laggiù, in fondo, i giardini ombrosi e le fontane dai +cento zampilli. E duemila Romani in preda all'ebbrezza dei piaceri. +L'aria è profumata. Cadono nelle celle le bianche stole delle matrone, +e le schiave affannate sciolgono i calzari purpurei e le treccie +brillanti di perle. Dall'acque, infuse di balsami, emergono i volti +accesi di voluttà. Sull'orlo delle vasche si affollano i servi colle +striglie argentee e i vasi degli unguenti. Al rumore delle acque +cascanti si mescono le musiche e i canti dei cenacoli, le grida del +popolo plaudente ai giuocatori risonano dalle gallerie, e s'odon le +voci dei poeti che declaman i versi, e via per gli anditi e per le +scale e pei recessi dell'edifizio enorme echeggiano accenti allegri, e +trasvolano veli candidi, e passano, salgono, scendono, s'incontrano +senatori canuti e dame chiomate, e giovinetti, e ancelle, e schiavi; e +si confondono in un vocìo continuo tutte le lingue ed in uno splender +diffuso tutte le ricchezze del mondo. + +Ed ora muri diroccati, mucchi di sassi, un po' d'erba selvatica, e +silenzio. + +Oh! poter rivivere un minuto quella vita, o vederla vivere un istante, +con uno sguardo solo, come si vede una cosa fuggente! + +Ora tutto è mutato. Invece delle vaste sale cinte di colonne, quei +gabbiotti soffocanti degli stabilimenti di bagni, coll'avviso:--È +proibito di fumare.--In luogo delle grandi piscine, la tinozza dove si +sta rattrappiti e immobili, come i feti nei vasi; e in cambio delle +musiche dei cenacoli, il campanello per la biancheria! + +Eravamo nell'ultima sala, o campo (chè non v'è più tetto), quando il +silenzio profondo che regnava intorno fu rotto improvvisamente da una +voce:--«Veni cà». + +Guardammo in su: era un soldato di fanteria che dal sommo d'un muro +altissimo chiamava i suoi compagni rimasti giù, e accennava alla bella +veduta che gli si offriva dintorno. + +Alcuni soldati vicino a noi raccoglievano le pietruzze dei mosaici. +Altri esperimentavano l'eco gridando dei comandi militari. Più in là +v'era una signora con un ufficiale. + +Salimmo anche noi dov'era il soldato. La scala è aperta, se ben mi +ricordo, in un pilastro. È una scala larga e comoda; ma interminabile. +Giungemmo senza fiato sur un piano, credendo che fosse l'ultimo; ma +guardando intorno, ci accorgemmo che non eravamo nemmeno a +mezz'altezza. Da ogni parte ci sovrastavano archi e mura, che pareva +s'inalzassero man mano che salivamo. Guardammo giù, e ci meravigliammo +d'esser tanto saliti. Da quel punto, abbracciando con lo sguardo una +gran parte dell'edifizio, potevamo formarci un concetto più adeguato +della sua grandezza. Ci trovavamo sopra una lingua di vôlta +sottilissima, che pareva stare in aria per miracolo. A guardar giù per +le fessure girava la testa. Da un lato si vedeva una lunga fila di +porte. Ci avanzammo; ma fatti pochi passi, ed accortici che la vôlta +mancava, si dovette tornare addietro. Si vedeva di là il monte +Testaccio, i deserti «prati del popolo romano», la basilica di San +Giovanni Lateranense, e la fuga sterminata degli archi d'un acquedotto +a traverso la campagna romana, nuda, triste, infinita come un oceano +immobile e morto.... + +Si scende, si torna verso l'uscita, di sala in sala, di rovina in +rovina, sempre fra mura gigantesche e grandi porte, per cui si vedono +altre mura e altre porte lontane. A un tratto, voltandoci a sinistra, +vediamo un grande portico oscuro, e uno spazio di terreno senz'erba, +sparso di marmi. Ci avviciniamo: son pezzi di statue. Ci son teste +enormi con la fronte e con gli occhi levati in alto, che dovevano +sorreggere degli architravi; torsi di guerrieri atletici senza capo; +in un canto un mucchio di teste di dèi, di soldati, d'imperatori, di +vergini, tutte mutilate, e col viso rivolto verso chi guarda; rottami +di colonne che tre uomini non possono abbracciare, e mucchi di +figurine e di pezzi d'ornato staccati dai capitelli, e pietre di +mosaico sparse. Tutti questi marmi lasciati così in terra, e disposti +in un cert'ordine, dànno a quel luogo qualcosa dello aspetto d'un +camposanto; quelle teste paiono crani; al primo vederle si dà un +tremito, come se guardassero. V'è, fra le altre cose, una manina di +donna colle dita tronche e un po' di braccio piccino e gentile, +abbandonata in terra, mezzo nascosta e lontana da tutti gli altri +rottami, che desta un senso di pietà, come se fosse di carne.... + +Uscimmo senza parlare. Tale è l'effetto che fanno le terme: la gente +entra, guarda, gira, e nessuno parla; si passano accanto e non si +badano: tutti pensano; si entra allegri, si esce tristi. Ritornando in +città ci parve d'entrare in un mondo nuovo. Pensavo alla strana +impressione che m'aveva fatto fra quelle mura il suono di certe parole +piemontesi e come a Giacomo Leopardi sull'«ermo colle» sovveniva a me +pure + + l'eterno + e le morte stagioni e la presente + e viva e il suon di lei...; + +la quale un giorno sarebbe parsa ad altri altrettanto remota quanto +pareva a me quella dello splendore delle Terme. + +Ahimè! Che poca cosa ci paiono anche i nostri trionfi e le nostre +gioie nazionali davanti a questi cimiteri di secoli! + + + + +UN'ADUNANZA POPOLARE NEL COLOSSEO. + + +Erano le tre dopo mezzogiorno. Il popolo romano si recava al +Campidoglio per eleggere la Giunta provvisoria. Tutte le strade che +conducono al Campo Vaccino erano percorse da folti drappelli di +cittadini con bande musicali e bandiere. Arrivati al Campo, i +drappelli si confusero in tre o quattro lunghissime colonne, e mossero +insieme verso il Colosseo. Andavano a otto a otto, a dieci a dieci, +allineati e stretti come soldati, levando tratto tratto altissime +grida e lunghi applausi. + +Le gallerie del Colosseo erano già affollate. Centinaia di fazzoletti +e di bandiere sventolavano fra gli archi altissimi, e dentro suonava +un gridìo continuo e diffuso come il muggito del mare in tempesta. Si +vedeva una colonna dopo l'altra versarsi nel vasto recinto, e +rimpicciolire subitamente come se ne sparisse per incanto una gran +parte. Turbe di popolo, che tenevan tutta la strada, si vedevano +ristringersi e quasi perdersi, come piccoli drappelli, in un cantuccio +dell'arena. Continuamente affluiva popolo, e la folla dentro non +pareva crescere. Una parte della prima galleria era piena zeppa di +gente; ma così lontana, benchè solo, a mezz'altezza del muro, da non +riconoscerne i visi a occhio nudo. Dalla galleria in giù, su tutti i +gradini, su tutti i macigni, su tutti i rialti del terreno v'era +popolo: donne, bambini, signori, poveri, tutti vestiti a festa, con +nastri tricolori e coccarde. Da una parte dell'arena s'alzava un +palco, e sul palco un pulpito; intorno molte grandi bandiere tenute in +pugno da cittadini. Sul cielo del pulpito un gruppo di pompieri. +Intorno al palco, sul tetto dei tabernacoli e sui macigni della +gradinata, una fitta di gente che presentava allo sguardo una vasta e +continua distesa di visi e di «sì» attaccati ai cappelli. Davanti al +pulpito il grosso della folla. Da ogni parte braccia alzate di gente +che si accennavano gli uni agli altri il cerchio maestoso +dell'anfiteatro; sulle più alte punte dei muri gente e bandiere. Le +bande suonavano, le grida andavano al cielo, un sereno purissimo e una +splendida luce di sole faceano la festa più bella e più solenne. + +Ecco Mattia Montecchi. + +Un fragoroso applauso prorompe dalla folla e un lungo e altissimo +evviva. + +Il vecchio patriotta romano, accompagnato dagli amici, avvolto e +nascosto quasi dalle bandiere, sale sul pulpito a capo scoperto, e +preso appena fiato comincia con voce commossa: + +--Popolo romano, rivendicato alla libertà e restituito per sempre alla +comune patria.... + +S'interrompe un istante, e poi con irresistibile slancio. + +--....Io ti saluto! + +L'ultima sua parola muore in un singhiozzo; egli si copre gli occhi +col fazzoletto e ricade sulla seggiola. + +La folla manda un grido d'entusiasmo, tendendo le braccia e agitando +le bandiere. + +--Silenzio! Silenzio! + +Il Montecchi ricomincia a parlare, a voce bassa, interrompendosi +tratto tratto. La folla, ondeggiando e rimescolandosi, si stringe +intorno al pulpito. Le parole dell'oratore non giungono fino a me. Mi +faccio innanzi per intendere qualcosa. + +--....Il potere temporale del Papa,--egli esclama,--è caduto! + +Un tuono d'applausi. + +--È caduto nella polvere!--grida una voce tra la folla, e un braccio +convulso si solleva, e si agita, al disopra delle teste. + +--È caduto per sempre!--ripete il Montecchi. + +--Nella polvere!--ripete con accento imperioso la voce di prima. + +--Silenzio! Silenzio! + +--La caduta del potere temporale dei papi,--prosegue il Montecchi,--è +uno dei più grandi fatti registrati dalla storia! + +Un giovane accanto a me alza una mano e grida con tutta la forza dei +suoi polmoni:--Dalla storia della civiltà! + +Il Montecchi si volta e guarda come per chiedere che cosa fu detto, e +soggiunge:--Uno dei più grandi fatti registrati dalla storia. + +--Della civiltà!--ripete il giovane. + +--Della civiltà,--aggiunge il Montecchi in atto di +condiscendenza.--Ora tocca a noi di mostrarci degni della nostra +fortuna. Roma non può restare, nemmeno per pochi giorni, senza +governo.... + +--Viva l'Italia! + +--....I nostri nemici potrebbero trarne argomento a dire che il popolo +romano non è ancora maturo alla libertà.... + +--Viva la libertà! Abbasso i nemici di Roma! Viva Vittorio Emanuele in +Campidoglio! + +--Viva! Ma prego.... lasciatemi continuare. + +--Viva Montecchi! + +--Vi ringrazio.... fate un po' di silenzio.... Bisognava eleggere una +Giunta.... Noi avremmo voluto che il popolo facesse l'elezione in +modo regolare, per mezzo delle schede, coi voti.... Ma non c'era più +tempo.... Abbiamo dunque pensato di rivolgerci direttamente al +popolo romano.... + +--Bravo! Viva! + +--....Al popolo romano, e di facilitargli l'opera preparando un elenco +di cittadini appartenenti a tutte le classi della società e a tutti i +partiti politici.... + +--Benissimo!--Viva Montecchi!--Viva Roma!--Viva.... + +--Un momento.... Ora, vedete anche voi che sarebbe impossibile aprire +una discussione sopra ciascuno dei nomi, che sono quarantaquattro, +Bisognerà dunque ristringersi ad approvare o disapprovare l'elenco +nel suo complesso. Ci sarà qualche nome che ad alcuni non piacerà; +ma capirete che non è possibile fare un elenco di quaranta persone +che riescano a tutti ugualmente accette. Ad ogni modo qualche nome +si potrà cambiare. Terminata la lettura, io darò la parola a uno di +voi, il quale esponga il suo parere, e dica le ragioni che può aver +da dire, in generale, contro le proposte della Commissione che +raccolse i nomi. Dopo che quest'uno avrà parlato, state bene +attenti.... + +--Viva Vittorio Emanue....--grida all'improvviso una voce acuta. + +--Silenzio! Smetti! Non è il momento!--si mormora da ogni parte. + +--Guardalo lì quello che non vuole che si dica Viva il Re!--grida +l'interruttore importuno ad uno dei suoi censori. + +--Ma chi ti dice ch'io non voglio che si grida viva il Re? Dico che +non è il momento. + +--Già, non è il momento adesso che ci ha liberati! + +--Ma senti che bestia! + +--Ma guarda.... + +--Silenzio,--grida il Montecchi;--accordatemi ancora qualche minuto di +attenzione. Sentite. Dopo che uno di voi avrà parlato, io metterò a' +voti l'elenco, nella sua totalità, s'intende; e allora, +ricordatevene bene, chi intenderà di approvarlo leverà in alto il +cappello.... + +Tre o quattrocento persone si scoprono il capo. + +--No! non ancora!--grida il Montecchi;--ve lo leverete poi; come +volete approvare l'elenco se non v'ho ancora letto i nomi? + +Risa generali; caldi diverbi fra coloro che si tolsero il cappello e +coloro che risero; bisbiglio prolungato. + +Il Montecchi:--Vi prego.... un po' di silenzio.... pochi momenti +ancora.... Chi intenderà di approvare l'elenco alzerà il cappello, chi +non vorrà approvarlo terrà il cappello in capo. Se ci sarà qualche +nome da cambiare, quello di voi che verrà qui a parlare lo dirà, e i +nomi saranno cambiati. Ma mi raccomando; lasciate leggere tutti i nomi +di seguito senza interrompere. Parlerete dopo. Vedete, è l'unica +maniera di far presto e bene. Se, per leggieri dissensi su questo o su +quel nome, dovessimo restare un altro giorno ancora senza governo, +forniremmo pretesto ai nostri nemici di calunniare il popolo di Roma. + +Vivi applausi.--Viva la Giunta! Viva Montecchi! Viva Vittorio Emanuele +in Campidoglio! + +--Viva!... Ora vi prego per l'ultima volta.... un po' di silenzio. + +Uno di quei che sono intorno al pulpito alza tanto la bandiera che +quasi la dà negli occhi al Montecchi. + +--Tien giù quella bandiera!--gli grida il vicino. + +--Ma è la bandiera nazionale, sai!--risponde l'altro sdegnato. + +--Vedo; ma perchè è la bandiera nazionale devi cavar gli occhi alla +gente? + +--Guarda il prete! + +--A me prete? + +--Silenzio,--si grida all'intorno. + +--Leggerò i nomi,--ripiglia il Montecchi;--state attenti; ma ve ne +riprego, non m'interrompete, se no si va troppo per le lunghe; +abbiate un po' di pazienza.... + +--Legga! Legga pure! + +Si fa in tutta la folla un silenzio profondo. + +Il Montecchi legge:--Tale dei tali. + +Passa senza contrasto; un momentaneo bisbiglio e silenzio. + +--Tale dei tali. + +Vivi applausi; il popolo è ben disposto, l'affare va bene. + +--Tale dei tali. + +Uno scoppio d'urli e di fischi, un agitar di mani, un pestar di piedi, +un rimescolamento, un fracasso d'inferno si leva e si prolunga per +cinque minuti da ogni parte dell'affollato uditorio. Il Montecchi +incrocia le braccia sul petto e sta aspettando in atto rassegnato e +dimesso che la tempesta si queti. + +Finalmente alza una mano. + +--Silenzio! Silenzio!--si grida dalla folla. + +--Signori!...--comincia il Montecchi con un filo di voce;--vi prego; +le cose sono andate così bene finora, continuiamo come abbiamo +cominciato, non discutiamo i nomi, non perdiamo tempo, parlerà uno +per tutti, tutti insieme non si conclude nulla, lasciatemi leggere +tutto l'elenco, abbiate un po' di pazienza ancora.... + +--Bravo! Bene! Legga! Legga! Non si discute! Silenzio! Legga! +Lasciatelo leggere! + +Il Montecchi legge:--Tale dei tali. + +Un altro e più violento scoppio di grida e fischi e pestar di piedi e +agitare di mani. E di nuovo il Montecchi incrocia le braccia in atto +di rassegnazione. + +--Abbasso! Abbasso!--grida la folla. + +--No, viva! viva!--alcuni rispondono. + +--Chi viva? Abbasso! Chi sono quei paolotti laggiù? Fuori! È passato +il tempo! Abbasso! Abbasso! + +Il Montecchi:--Prego.... + +--Abbasso i mercanti di campagna! + +Il Montecchi, con voce semispenta: + +--Prego, non discutano i nomi.... + +--Non si discute! Non si discute! «Se dice per di' che so' mercanti de +campagna!» + +Scoppio d'applausi. + +--Non discutano, prego.... + +--«Hanno fatto massacrare il popolo romano!» + +Applausi fragorosi. + +--....Ma prego.... + +--«Nun li volemo!» + +--....Un po' di silenzio.... + +--«Nun li volemo!» + +Cento voci assieme:--Parliamo uno alla volta, perdio! + +Il fracasso è assordante, la folla agitatissiina; alcuni apostrofano +con calde parole il Montecchi, altri apostrofano la folla dalle +gallerie, si sventolano le bandiere, si formano dei capannelli, si +batton le mani, si strepita, è un casa del diavolo infinito. + +A poco a poco ritorna la quiete. Il Montecchi continua a leggere. Il +primo nome passa. Il terzo è accolto da lunghi applausi. Otto o dieci +altri non incontrano opposizione. Qualcheduno solleva un po' di +mormorio.... Sia lodato il cielo, l'elenco è finito! + +Si applaude. + +Il Montecchi ricade sulla sua seggiola e si asciuga la fronte. + +Allo strepito succede nella folla un vivissimo bisbiglio. + +--Ora chi parla?--Chi vuol parlare?--Parla tu.--Il tale ha detto che +parlerà.--No, parla quell'altro.--Parliamo noi.--Parlino +loro.--Zitti! Parlano. + +A piedi del pulpito, poco al disopra della folla, si alza una testa e +si stende una mano. + +--Silenzio! Silenzio! + +Si fa un grande silenzio e si ode una voce incerta e sottile: + +--Io piglio la parola in un momento solenne.... + +Un rumore improvviso da una parte dell'anfiteatro copre la voce +dell'oratore. + +--....Io piglio la parola in un momento solenne.... + +Un tale accanto al pulpito lo interrompe; l'oratore si volta +bruscamente:--In nome di chi parla lei? In nome del deputato +Checchetelli? + +Segue un diverbio, il Montecchi si intromette, l'oratore ricomincia a +parlare. + +--Forte! Forte!--grida la folla. + +--Salga su!--gridano i membri della Commissione.--Venga qui sul +pulpito! Si farà sentir meglio! + +E tutti insieme pigliano l'oratore per le braccia e lo tirano su. +Tutta la persona di lui sovrasta alla folla. È un giovane sui +venticinque anni, alto, pallido. Ha il capo fasciato. È stato ferito +dagli zuavi salendo in Campidoglio. La folla prorompe in applausi. + +--Silenzio! + +Egli parla. + +Sulle prime non si sente; ma la sua voce man mano si innalza e si +rafforza, e la parola esce vibrata e distinta. + +--....Ben fecero gli egregi uomini della Commissione a radunarsi in +questo antico ed angusto recinto. Essi dimostrarono con ciò che d'ora +innanzi gl'interessi del popolo non saranno più abbandonati +agl'intrighi delle consorterie, ma discussi e propugnati alla luce +del sole, in mezzo al popolo e col popolo! + +Scoppio di battimani. + +--Non si scherza,--bisbiglia il popolo.--Le canta chiare.--Non ha +paura di nessuno. + +L'oratore prosegue:--....In questo recinto che il tempo corrose, ma +non distrusse; fra queste mura annerite dai secoli.... + +Violente interruzioni:--Alla questione! + +L'oratore, levando al cielo lo sguardo e la mano:--Io veggo gli archi +del Colosseo popolarsi di arcani fantasmi.... + +Nuovo e più violento scoppio di disapprovazione e di protesta:--Alla +questione!--«Non volemo» prediche!--Le prediche «so'» finite!--Non +abbiamo bisogno di lezione! + +L'oratore continua a parlare; ma la sua voce è soffocata dallo +strepito della moltitudine. + +Una voce stentorea si alza al disopra di tutte le voci e fa voltare +tutte le facce: + +--La cosa è chiara! L'elenco «nun ce» piace! «Nun volemo» liberali del +momento, «nun volemo» liberali d'occasione.... + +Applausi tonanti. + +--«Volemo» gente provata, patriotti schietti, che «ce se veda chiaro» +nella vita loro! + +Un'esplosione d'applausi. + +E la voce di prima, con nuovo e formidabile sforzo:--«Nun volemo +mercanti de campagna!» + +Terza salva d'applausi. + +--Va' a parlar tu!--Va' sul pulpito!--Fa' valere le nostre ragioni! +Va'!--Presto!--Su! + +Il fortunato interruttore, sollecitato e spinto da tutte le parti, +chiamato dal Montecchi, eccitato dalle grida della gente lontana, si +apre un varco tra la folla e si slancia verso la tribuna. Sbalzato da +un suo spintone cinque o sei passi indietro, mi trovo in una corrente +che move verso l'uscita, mi ci abbandono, e in pochi minuti, pesto, +sudante e spossato, mi trovo fuori del Colosseo. + +Ecco tutto quello ch'io vidi. + +Stetti un momento là incerto tra il tornar dentro e l'andarmene, e poi +presi un partito fra i due: salii sur un rialto del terreno accanto +all'arco di Costantino, e come soleva dirmi il mio amico Arbib, «mi +misi a fare della poesia inutile», guardando il Colosseo.--Le solite +grida,--pensavo,--la solita confusione, la commedia solita delle +radunanze popolari; ma che importa quello che vi si faccia e quello +che vi si concluda? Sono grida di libertà, e basta perchè, a sentirle +di qui e a sentirle uscire dal Colosseo, mi destino nell'anima una +gioia nuova, ineffabile, superiore a tutte le gioie che mi sian mai +venute finora dall'amor di patria.--Viva l'Italia--viva la +libertà--viva Roma redenta--....nel Colosseo! In questo campo! In +mezzo a questi archi! + +E giravo l'occhio intorno come per assicurarmi del luogo dov'ero. + +--....Il Bonghi dice che qui ci sentiremo piccoli. Perchè? Piccolo si +sentirà chi si vorrà misurare con chi fu grande. Noi qui non veniamo +a misurarci; ma ad ispirarci, ad attingere forza e coraggio, a +meditare e ad ammirare. Il Colosseo!--ho inteso dire;--che vi potrà +dire il Colosseo? Vi narrerà le glorie dei gladiatori e i supplizi +dei cristiani? Ed io vi rispondo:--Sì.... + +In quel punto uscì dall'anfiteatro un altissimo evviva e un allegro +suono di banda. + +--Sì.... ecco che cosa mi dice il Colosseo. Mi dice che dove gli +uomini schiavi si sgozzavano per ricreare un tiranno, ora convengono +i cittadini a salutare l'aurora d'una vita nuova; mi dice che dove +perirono sotto le scuri o in mezzo alle fiamme gli apostoli della +libertà e dell'uguaglianza, ora convengono cittadini liberi ed +eguali a esercitare i loro diritti e a compiere i loro doveri, +coll'anima lieta e serena; e questo vi par poco? E vi par che si +possa dire che il Colosseo è muto? + +Un altro scoppio di grida misto a suono di trombe mi giunse +all'orecchio. + +E poi una voce distinta:--Viva la libertà! + +--Ah!--esclamai, rivolto al Colosseo, come se mi potesse +intendere;--consolati, vecchio gigante; così monco e sfracellato +come ti trovi, tu non fosti mai tanto bello nè tanto grande ai tempi +degl'Imperatori! + + + + +UNA MATTINATA ALL'ALBERGO. + + +Non so se sia stato più vivo il piacere che provai entrando in Roma il +20 settembre, o quello che ebbi la mattina dopo, svegliandomi nella +cameretta dell'albergo, appena rinvenni dall'illusione solita di +credermi ancora dove avevo dormito la notte prima. Appena aperti gli +occhi, il mio primo pensiero fu quello che m'era venuto a Monterotondo +la mattina del 20:--Dunque quest'oggi «s'attacca!»--E stetti un +momento perplesso. A un tratto mi parve di sentirmi nell'orecchio una +potentissima voce:--Roma!--e mi scossi da capo a piedi, e balzai d'un +salto alla finestra. Apersi le imposte, e visto appena le bandiere e +udito le grida del popolo, m'entrò nel cuore tanta gioia che mi diedi +a ridere come un pazzo. Poi chiamai il cameriere, senza sapere perchè. +Venne subito, allegro anche lui ch'era un piacere. + +--Che mi comanda? + +--È un romano,--dissi tra me, guardandolo;--un romano cameriere! Mi fa +pena; avrà forse un lontanissimo antenato console, senatore, +pontefice massimo.... + +--Come vi chiamate di nome di battesimo? + +--Caio. + +--....Caio Flaminio,--pensai,--Caio Gracco, Caio Sicinio, Caio +Curzio.... + +--Qual'è il vostro cognome? + +--Tittoni + +--Caio Tittonio, andatemi a chiamare un barbiere. + +--Vado subito. + +--Un barbiere romano. + +--Guardi che caso! Il barbiere dell'albergo è lombardo.--Non lo +voglio; andate a cercarmi un barbiere «romano de Roma»; fate anche +mezzo miglio, se occorre, vi ricompenserò della corsa; ma portatemi +un barbiere romano. + +--Sarà servito. + +E se n'andò ridendo. + +Non era senza perchè la mia pretensione: volevo scrutare lo spirito +politico delle classi inferiori, e tutti sanno che quando s'è parlato +con un barbiere si può contare d'aver parlato con mezzo mondo. + +Il barbiere venne. Era un barbiere dello stampo dei nostri: un +vecchietto azzimato, pulito, gaio, con le mani fredde e i rasoi +cattivi. + +Mentre cominciava l'operazione, io studiavo la maniera d'entrare in +discorso. + +Egli mi prevenne domandandomi con molta gentilezza: + +--Il signore è emigrato? + +--No. + +--Italiano? + +--Sì. + +--Giornalista? + +Diedi un balzo sulla seggiola e mi voltai a guardarlo negli occhi. +Come mai poteva già sapere che insieme con l'esercito s'erano +rovesciate su Roma le cavallette della stampa? + +--Non sono giornalista. + +--Dicevo, sa.... perchè ho visto il tavolino coperto di giornali e di +carte.... Che gliene pare di Roma? + +--È superba. + +Fece un risolino modesto. + +--....Noia, c'è male.... E poi, ora, è tutt'altra vita che «ce se +vive»! + +--Siete contento del cambiamento? + +--Se sono contento? «Me pare da diventà matto, me pare». L'Italia una, +per Dio.... Ora speriamo che «ce» sarà fatta giustìzia. + +--Di che? + +--Eh signore, «ce so» molte cose da mettere a posto a Roma. + +--Me lo immagino.... + +--....Prima di tutto, sa che cosa dovrebbe fare Sua Maestà il re +Vittorio Emanuele Secondo, appena entrato in Roma? + +--Desidero di saperlo. + +--Dovrebbe....--e qui stese un braccio e alzò la voce,--dovrebbe +mettere a posto «li macellari», dovrebbe; che «so na razza de cani», +glielo dico io, e fanno pagare tutto il doppio, e «so» screanzati +che «nemmanco se ponno guardare in der grugnaccio, se ponno», +capisce? + +--Oh cospetto! È proprio questa la prima cosa che deve fare il re? + +--Questa.... e un'altra. Fare una legge con la quale dica che d'ora in +avanti è fatta facoltà «a li barbieri de» metter la bottega dove +«je» pare, senza quella «prepotenza» che c'è adesso che le botteghe +debbono essere a quella data distanza l'una dall'altra. Per cagion +di questo, vede, a me m'è toccato di fare «er giovanaccio de +bottega» cinqu'anni di più, chè il locale vicino ce l'avevo, e li +baiocchi pure, ma la bottega non la potevo mettere per via di quella +legge «'nfame». Accidenti ai governi dispotici e viva Vittorio +Emanuele! Quant'ho benedetto sto giorno io!... E poi un'altra cosa. + +--Dite. + +Qui abbassò la voce e mi disse nell'orecchio: + +--Dei barbieri che tengono dal Papa, qui, in Roma, ce n'è la su' +parte, glielo assicuro io. + +--Ebbene? + +--Accopparli. + +--Siete severo. + +--Sì, accopparli, senza misericordia «co' sta razza de cani»; se no +«er» governo italiano se ne accorgerà, stia pur sicuro. + +--Speriamo che faranno la barba con la dovuta prudenza. + +--Non ci speri; bisogna far man bassa. + +--E altro? + +--Altro.... ci son tante cose; ma dica un po', «ce» porteranno delle +buone leggi, «se» spera? + +--Meglio di quelle che avevate, lo crederei. + +--Bene; e dica.... Sento che «ci» hanno una grande severità pei ladri, +è vero? + +Accennai di sì, voltandomi a guardarlo. + +--È giusto.... Poi c'è la leva militare.... Eh già.... quella alle +donne «sarà un po' difficile de fajela entra'». + +--Lo penso anch'io. + +--«Gran disciplina co' sti soldati eh»? + +--Quanta n'occorre, certamente. Avrete però osservato che gli +ufficiali hanno buone maniere e che i soldati son buoni ragazzi. + +--Già.... e scusi, sa, se son curioso.... si parlava giusto ieri +sera.... che cos'è la «ricchezza mobile»? + +--La ricchezza mobile? + +--Già. + +--....Provate l'altro rasoio, questo mi fa male. + +--Quest'altro «je» va? + +--Questo mi va.... Avete visto la luminaria di ieri sera? + +--La luminaria, sì.... ma che «ce» porteranno tutte «ste imposte che +se dice»? + +--Eh già, le imposte, vedete.... in Italia.... relativamente a quello +che potrebbero essere, tenuto anche conto delle condizioni agricole +e industriali del paese, e considerata la proporzione delle forze +produttive in relazione con le esigenze, dirò così, che sono molte e +gravi, d'una grande amministrazione.... Capirete che la finanza è +finanza, i bisogni, bisogni, i doveri, doveri, e per quanto si +faccia e dica dai contribuenti, è pur sempre certo che i carichi dei +cittadini sono in certo qual modo, e fino ad un certo punto, +regolati sui principii d'un sistema economico senza del quale s'è +sempre visto che gli Stati non si reggono e tutte le proprietà +pubbliche e private ne vengono a soffrire gravemente.... + +--È chiaro. + +--Lo capite anche voi. + +--Diavolo! + +--Picchiano: fatemi il favore d'aprire. Entrò il calzolaio: un +gobbetto coi capelli grigi e il naso a becco. + +--Scusate,--dissi al barbiere,--non posso rimandarlo indietro; bisogna +ch'io mi misuri un paio di stivaletti; mi spiccio in un momento. + +--Faccia pure. + +Gli stivaletti andavano. + +--Quanto volete?--domandai. + +--Diciotto lire. + +--....Son carini. + +--Non è vero? Paiono fatti apposta per il suo piede. + +--Eh no, voglio dire che sono un po' salati. A Firenze li pago sedici. + +--....A Firenze è un altro par di maniche, caro signore; qui si paga +tutto più caro. Ma io non sto sul tirato. A lei ch'è italiano glieli +do per diciassette. + +Il barbiere fu preso da un accesso di tosse. + +--Ohè, dico!--gridò il calzolaio fissandolo fieramente;--che ci avete +da fare delle osservazioni voi? + +--«Gnente, gnente»; dicevo che l'Italia è un bel paese. + +--E io vi dico che v'impicciate negli affari vostri, che già.... noi +altri.... «armanco».... agl'italiani la gola «nun je la tajamo». + +--E «manco» noi «nun je stroppiamo li piedi».--Potrest'essere più +educato, «me pare». + +--Più educato?--(accendendosi).... Io già, se ve l'ho a dire chiara e +netta, la corte agli zuavi non glie l'ho mai fatta. + +--E io neppure! + +--Resta a sapersi! + +--Come resta a sapersi? + +--«Se conoscemo». + +--Sicuro che «se conoscemo». + +--«Er regno» dei preti è finito. + +--Me ne rallegro. + +--Non «de» core. + +--Più «de» voi. + +--Ci ho i miei dubbi. + +--Via, via,--dissi, mettendomi in mezzo,--lasciamo queste quistioni; +non son giorni questi da bisticciarsi fra amici; bisogna andar tutti +d'accordo, e gli uni dimenticare i torti degli altri, se ce ne sono. +Stringetevi la mano subito, in presenza mia, o non do il becco d'un +quattrino a nessun dei due. + +Si porsero la mano, ma senza toccarsela. + +--Animo, stringetevela,--dissi. + +--Lui ha da dir prima viva l'Italia!--disse il barbiere. + +--E io «nu je vojo dà» questa soddisfazione,--risponde l'altro. + +--Animo, ditelo per far piacere a me. + +--Viva.... l'Italia. + +Si strinsero la mano. + +Ma il calzolaio subito con un rincalzo di passione:--E io lo «so» +stato sempre italiano, capite! + +--Sì, sì, lo credo,--gli dissi,--vi si vede in viso, eccovi i denari, +andatevene pure. + +--E io non glie l'ho fatta mai la corte agli zuavi, sapete, non glie +l'ho fatta mai. + +--Andate, andate. + +--E non è questa la maniera «de» screditar la gente.... + +--Via.... + +--E «se» rivedremo.... + +--Chetatevi, ve ne prego, vien gente.... + +Entrò la stiratora, una donnicciuola sui cinquant'anni, con un'aria di +vittima, col cappellino e lo scialle messi per traverso: il calzolaio +si fermò sull'uscio. + +--È lei, signore,--mi domandò la donna con voce tremante,--che mi ha +da dar della biancheria? + +--Io; ma bisogna che me la riportiate domani. + +--Si farà.... quello.... che.... si.... potrà. + +--Che cos'avete? + +La stiratora scoppiò in pianto. + +--Che v'è accaduto?--domandai, avvicinandomele. + +--Ah! signore.... mio fratello e mio cognato.... + +--Son morti? + +--No.... sono impiegati alla Revisione. + +--Ebbene? + +--....Li mandano via. + +--Chi? + +--Gl'Italiani. + +--Ma, che! Rimarranno nel loro impiego, statene sicura; il governo +italiano non toglierà il pane a nessuno; datevi pace, buona donna. + +--Ah! no.... no.... è inutile.... glielo hanno già detto.... + +E un altro scoppio di pianto. + +--L'avranno voluto loro,--esce a dire il calzolaio,--e se lo son +meritati. + +--Che cosa?--domanda sdegnosamente la donna, sollevando il viso +bagnato di lacrime. + +--«Ah! credete che nun se sappia er perchè? Ci avemo er nostro +giuramento (giungendo le mani e modulando la voce); no se pole, ci +avemo er nostro giuramento de mantenecce fedeli ar Papa»! + +--Non è vero! + +--Andiamo via, chè «so» i soliti mezzi «de» cercar gl'impieghi.... + +--«Eh, stateve zitto»,--gli ribatte il barbiere,--«nun me» state a far +tanto l'italiano «co' sta» povera donna, che tanto ve se vede sotto +la coda! + +--A chi? + +--A voi! + +--Ve do questa scarpa sulla faccia! + +--Finitela, via. + +--E io «ve faccio attastà sto» rasoio. + +--Fuori di casa tutti quanti! + +--Ma dica lei che è emigrato.... + +--Non sono emigrato. + +--Senta lei che è giornalista.... + +--Non sono giornalista; lasciatemi stare, uscite subito tutti di qui, +sono stanco dei vostri piati, andate a gridar in piazza e non mi +seccate più in casa mia! + +Ciò dicendo li spingo l'un dopo l'altro verso l'uscio, ed escono +vociando tutti insieme fin giù per le scale. + +--«Er regno de preti è finito»!--Non è la maniera «de» metter la gente +in mala vista dei forestieri!--Non è vero.... il giuramento.... si +resta senza pane....--È finito!--Ci rivedremo!--Giù le code!--Non è +vero! + +--Andate! Andate, che il diavolo vi porti! + +E chiusa in furia la porta mi gettai sul seggiolone esclamando:--Pace! +Pace, + + O esacerbati spiriti fraterni! + +Ah, buon Dio! Anche il 20 Settembre, visto dietro le quinte.... + + + + +RICORDI DELLE CATACOMBE + +(Venticinque anni dopo). + + +Ci andava innanzi lentamente, portando un cerino acceso e strascicando +i sandali, un piccolo frate tarchiato, che in alcuni punti teneva +quasi con le spalle tutta la larghezza del corridoio, e ci copriva con +la sua ombra. + +È violenta e triste la prima impressione che si risente discendendo +dalla grande Roma piena di luce e di vita in quel freddo cimitero +sotterraneo, dove sulla morte è anche ora passata la devastazione, e +dove si vedon congiunti tutti i più tetri aspetti d'una cava, d'una +grotta e d'una carcere. E si va innanzi a malincuore, nell'odore umido +della terra, diffidando del suolo ineguale, e pensando con +inquietudine che, se il frate sparisse, si perderebbe la lena alla +corsa, e forse il lume della ragione, prima di ritrovare l'uscita. Ma, +a poco a poco, quel labirinto di anditi angusti, quelle fughe di buche +sepolcrali nereggianti nelle pareti come grandi bocche semiaperte, +quei piccoli vani per gli uffizi del culto, dove i fedeli stavan +raggruppati e stretti, come quando aspettavan nei circhi l'irruzione +delle belve, attirano e soggiogano tutti i vostri pensieri. Se vi +resta ancora un pensiero profano, cede anche questo alla vista della +prima ampolla incastrata nel tufo, nella quale siete spinti a cercare +le tracce del sangue che vi fu racchiuso, e quasi un ultimo fremito +della vita che fuggì con esso dalle vene del martire, o svanisce alla +prima lettura di una di quelle iscrizioni semplici e rozze: «Pax +tecum», con accanto un nome di battesimo, che non vi par di leggere, +ma d'udir profferire intorno a voi dalla voce sommessa di chi ha amato +e sepolto chi lo portava. Il frate si soffermava a quando a quando per +rischiarare la cripta di una famiglia, di cui è scomparso ogni avanzo, +o nomi di pellegrini d'altri secoli incisi nelle pietre, o una grata +sottile, dietro la quale, fra poche ossa biancheggianti, ci fissavano +due occhiaie profonde, con quello sguardo immobile da mille e +ottocento anni, che par che aspetti con fede invincibile l'adempimento +d'una promessa. Ma più che altro ci arrestavamo a quelle buche +mortuarie dei bambini, così strette, da parere che neanche un piccolo +cadavere potesse entrarvi, se non spinto dentro a forza come un corpo +ancora vivente e ribelle alla sepoltura. Ah, lì pure sono i bambini +quelli che vi prendono al cuore, quei poveri piccoli cristiani messi a +dormire l'un sull'altro, ammucchiati, quasi schiacciati, oppressi +anche nella morte dalla terra, come eran stati nella vita dal terrore, +e così lontani dalla luce del giorno e dal verde dei campi, +rimpiattati, più che sepolti, come carne maledetta. E col sorgere +della pietà vi cade ogni ribrezzo del luogo: una curiosità grave e +reverente vi spinge innanzi per quel labirinto tenebroso; voi cercate +con gli occhi gli epitaffi e i sepolcri come se non tutti vi dovessero +essere ignoti; sentite a poco a poco come una stretta del vincolo che +v'unisce ai morti che là riposarono, e il nome che essi ebbero comune +con voi vi risuona nell'animo con un novo suono, dolce e solenne; vi +guida sotto a quelle vôlte, infine, quasi un ricordo lontano di +ricordi lontani, soavi e misteriosi, che vi passan per la mente +affollati, senza forma di parola, come una melodia appena intesa. +Quanto vi par lontana la capitale d'Italia! Ma più lontane di ogni +cosa, quasi monumenti e mostre d'un'altra religione, le superbe +basiliche dorate e le sfarzose carrozze pontificali, che avete visto +poc'anzi, lassù, in quel mondo dove splende il sole. + + * + +Si discese a un altro piano di gallerie, e si riprese a andare, +nell'ombra del frate. Il lumicino rischiarava di sfuggita anditi +laterali, dove entra a stento una persona, e che svoltano +nell'oscurità a pochi passi dall'imboccatura, altri anditi riempiti da +frane di sabbia, ed altri incominciati a scavare, e lasciati lì; i +quali s'allacciano forse a una rete di sotterranei più vasta. Si passa +sotto a vôlte che vi fanno curvare la fronte; si discende per brevi +tratti, come verso l'orlo d'un precipizio; poi si risale lentamente, +si torna a discendere, si svolta e si risvolta, e par di tornare sui +proprii passi e di riconoscere crocicchi, cubiculi, sfondi già visti; +quando in realtà si procede. A volte, il suono dei vostri passi +v'illude: vi par di sentir camminare altra gente davanti e dietro di +voi, dei passi che s'avvicinano e s'allontanano, nei corridoi accanto, +al piano di sopra, al piano di sotto, come di gente sorpresa che si +sparpagli da tutte le parti, in punta di piedi. In altri momenti, +quando il frate svolta un breve tratto prima di voi e rimane per poco +invisibile, il fruscìo della sua tonaca e dei suoi sandali non vi par +più il suo; suona come se invece d'andar oltre, si riavvicinasse, e vi +balena alla fantasia un incontro miracoloso, l'apparizione di uno +spettro di quella necropoli che v'aspetti alla svoltata, immobile e +muto, e vi chiude il passo come a un miscredente sacrilego. E allora +continuate a sognare, e vedete passar vagamente, lungo le pareti nere, +al chiarore danzante della fiammella, uomini pallidi e austeri, capi +curvati, visi estatici, occhi accesi di pianto e di speranza, che si +fissano nei vostri con un'espressione di bontà ineffabile, gruppi +furtivi di gente povera e umile, una confusione silenziosa di +fanciulle, di vecchi, di servi, di gladiatori, di coloni, di patrizi, +che vanno a passo lento, con le lampade d'argilla a la mano, e +dileguano per gli ambulacri, come ombre; e pei lunghi anditi vi +giungono all'orecchio salmodie di una dolcezza infinita, e dalle porte +dei cubiculi singhiozzi di madri che adagian nella fossa i corpicini, +dicendo con accento di sovrumana certezza:--Ti rivedrò! Aspettami in +pace, figlio mio!--e sentite alle spalle i passi gravi e gli aneliti +dei fedeli che portano i corpi lacerati dalle fiere, stillanti di +sangue. Come dovevano amarsi! E come dovevano amare il loro Dio +vilipeso, beffato, effigiato sui muri con un capo animalesco, pendente +da un patibolo infame, quelli che davan la carne al fuoco e ai +flagelli piuttosto di dire che non l'amavano! E intorno alle immagini +loro si dilata e si rischiara al vostro pensiero quel labirinto +funereo che vide tanti addii supremi, tanta rassegnazione, tanto +dolore, tanto coraggio; sentite nella stessa riverenza amorosa, che la +memoria di quei morti v'ispira, d'esser loro eredi e loro figli; ma +con un senso acuto di rammarico,--col rammarico di non poter dare al +servigio della vostra fede il santo amore della povertà e l'eroico +disprezzo della vita con cui essi professarono la propria. +L'immaginazione, frattanto, vi fa un singolare inganno in quel +pellegrinaggio: il vostro pensiero, di là sotto, non risale già alla +Roma attuale; quella che __sentite__ sul vostro capo è l'antica; sentite e +pensate come se, risalendo all'aria aperta, vi doveste ritrovare fra +gli splendori e gli orrori del regno dei Cesari; e quando vi +s'affaccia improvvisa l'immagine dell'aula di Montecitorio, che avete +fissato di visitar tra un'ora coi vostri compagni di viaggio, vi +produce un senso così vivo di stupore, che del vostro stupore medesimo +rimanete maravigliati, come d'un caso non mai provato di «doppia +coscienza». + +Si discende ancora a un altro piano, e da questo a un altro, in +un'aria che vi par sempre più fredda, in un buio che vi par sempre più +denso, in un nuovo labirinto di gallerie strettissime, che discendono +e risalgono, e s'aprono in bivii e in crocicchi, e s'allargano in +ambulacri e in oratori, fiancheggiate di loculi, di bisomi, di cripte, +dove al raggio del lumicino vi appaiono altre ampolle di sangue, altri +nomi di morbi, altri ossami ammucchiati, e altri occhi di teschi che +vi fissano, con quello sguardo profondo che domanda ed aspetta. In +alcuni punti i corridoi si restringono, le vôlte s'abbassano, tutti i +vani s'impiccoliscono, e par che la terra stia per chiudersi su di voi +da ogni parte e seppellirvi vivente; e allora vi prende un senso +d'oppressione, e quasi un brivido di sgomento al pensiero di tutta +quella solitudine oscura, di tutti quei cimiteri che vaneggiano l'un +sull'altro al disopra del vostro capo, di tutti quegli anditi +intricati, di tutte quelle fughe di sepolcri, di tutte quelle ombre +informi che avete visto allungarsi sulle pareti, di tutti quei passi +misteriosi che v'è parso d'udire, di tutte quelle occhiaie vuote che +v'hanno guardato. Ma basta anche allora il nome di una fanciulla +sconosciuta, con una rozza palma disegnata accanto, e quella semplice +aggiunta:--Martire--scolpita a caratteri ineguali nel sasso, a +rimettervi nello stato d'animo di poco prima, a ridestarvi tutto +quanto di più dolce e di più luminoso avete sentito e sognato nei +giorni più puri della fanciullezza davanti alla immagine grande e +candida di Cristo. La vostra mente trascorre da quella in cui +v'aggirate alle altre necropoli,--alle altre quaranta già +dissepolte,--a quelle innumerevoli non ancora esplorate,--spazia per +tutta la distesa e a tutte le profondità della enorme città +sotterranea che ospitò milioni di morti e abbracciò la cinta di Roma, +e sentite la potenza prodigiosa del soffio che di là sotto ha +sollevato il mondo, e vi conforta un nuovo e grande pensiero.--Sì, v'è +ancora nel mondo un amore immenso e una immensa speranza, nata da +quella che raggiò nelle catacombe; la forza maravigliosa che si +sprigionò da queste tenebre non è morta negli uomini: essa è solamente +sparsa, o inconscia di sè, o compressa; ma si raccoglierà, e saprà, e +si espanderà vittoriosa un'altra volta sulla faccia della terra, e +rovescierà altri idoli bugiardi, e spezzerà altre catene scellerate, e +innalzerà essa pure dei monumenti che sfideranno i secoli, e +inneggierà ai suoi martiri nelle lingue di tutti i popoli, e celebrerà +le sue vittorie con le feste più poetiche e più solenni che possa +concepire la mente umana. Sì, la storia ricomincia, e gli anatemi ai +nuovi credenti lo annunziano, perchè non son che un'eco affievolita e +paurosa degli oltraggi antichi. «Exitiabilis superstitio rursus +erumpit». + +Questo pensavo, quando un soffio di aria viva mi percosse in viso, il +lumicino del frate si spense e sfolgorò il sole.... + + +FINE. + + + + + INDICE. + + + + SPERANZE E GLORIE. + + PREFAZIONE Pag. VII + Per una distribuzione di premi 3 + Per l'inaugurazione di un circolo universitario 10 + Per la questione sociale 20 + Per il 1.° Maggio 49 + Per Giuseppe Garibaldi 87 + Per Gustavo Modena 138 + Per Felice Cavallotti 150 + + LE TRE CAPITALI. + + AVVERTENZA 182 + TORINO 183 + FIRENZE 223 + ROMA 238 + L'entrata dell'Esercito italiano in Roma ivi + La cupola di San Pietro 252 + Preti e frati 262 + Le terme di Caracalla 272 + Un'adunanza popolare nel Colosseo 281 + Una mattinata all'albergo 293 + Ricordi delle Catacombe 303 + + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Speranze e glorie; Le tre capitali, by +Edmondo De Amicis + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK SPERANZE E GLORIE; LE TRE CAPITALI *** + +***** This file should be named 19883-8.txt or 19883-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/1/9/8/8/19883/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/19883-8.zip b/19883-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..4cbcea3 --- /dev/null +++ b/19883-8.zip diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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