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authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-15 05:06:45 -0700
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+The Project Gutenberg EBook of L'arte di prender marito, by Paolo Mantegazza
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: L'arte di prender marito
+
+Author: Paolo Mantegazza
+
+Release Date: November 21, 2006 [EBook #19885]
+[Last updated: January 13, 2012]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'ARTE DI PRENDER MARITO ***
+
+
+
+
+Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano)
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+
+
+ L'ARTE
+ DI
+ prender Marito
+
+ DI
+ PAOLO MANTEGAZZA
+
+ per far seguito a
+ _L'arte di prender Moglie_.
+
+
+
+ FRATELLI TREVES, EDITORI
+
+ 1894.
+
+
+
+ L'ARTE DI PRENDER MARITO.
+
+
+ OPERE DI PAOLO MANTEGAZZA
+
+ _(Edizioni Treves)_.
+ _India_. 3.ª edizione illustrata, L. 3 50
+ _Gli amori degli uomini_. 11.ª edizione con numerose
+ note ed aggiunte. 2 volumi, 6 --
+ _Le estasi umane_, 2 volumi. 5.ª edizione, 7 --
+ _Testa_, libro per i giovinetti. 17.ª edizione, 2 --
+ _Un giorno a Madera_. 15.ª edizione, 1 --
+ _Il secolo tartufo_. 4.ª edizione, 2 --
+ _Fisiologia dell'odio_. 3.ª edizione, 5 --
+ _Igiene dell'amore_. 4.ª impressione della nuova edizione
+ (1889) coll'aggiunta di due capitoli, 4 --
+ _Epicuro_. Saggio di una fisiologia del bello. 2.ª edizione, 3 50
+ _Dizionario delle cose belle_. 2.ª ediz, 4 --
+ _Fisiologia della donna_. 2 volumi. 3.ª ediz, 8 --
+ _L'arte di prender moglie_. 5.ª edizione, 4 --
+ _L'arte di prender marito_, 4 --
+
+ PAOLO MANTEGAZZA, note biografiche e critiche di Carlo
+ Reynaudi, col ritratto di Paolo Mantegazza, 2 --
+
+
+
+
+ L'ARTE
+ DI
+ prender Marito
+
+ DI
+ PAOLO MANTEGAZZA
+
+
+ per far seguito a
+ _L'arte di prender Moglie_.
+
+
+
+
+ MILANO
+
+ FRATELLI TREVES, EDITORI
+
+ 1894.
+
+
+
+
+ PROPRIETÀ LETTERARIA.
+ _Riservati tutti i diritti._
+
+ Milano. Tip. Treves
+
+
+
+
+
+
+ _Alle troppo impazienti,
+
+ Alle troppo esigenti,
+
+ Alle troppo positive, che credono bastare
+ alla felicità del matrimonio molti
+ quattrini e una corona,
+
+ Alle troppo poetiche, che credono bastare
+ al matrimonio l'amore,
+
+ Dedico questo nuovo libro,
+
+ Perchè tutte imparino, che se il matrimonio
+ può darci la massima felicità, è
+ anche la più instabile delle combinazioni
+ chimiche; il più delicato, il più intricato,
+ il più fragile di tutti i meccanismi._
+
+ Dicembre 1893.
+
+
+
+
+PARTE PRIMA.
+
+IL RACCONTO.
+
+
+
+
+CAPITOLO PRIMO.
+
+_La bambina diventa donna._
+
+
+Era un mattino di marzo, e un sole impaziente s'era alzato
+troppo presto, spargendo per l'aria azzurra e già calda l'oro
+della sua luce, il tepore del suo fiato.
+
+La stazione era molto vicina alla casa di Emma, e a piedi era
+andata coi suoi ad augurare il buon viaggio ad un cugino
+ingegnere, che sposo da solo un mese doveva fare per l'ufficio
+suo un lungo viaggio e lasciar sola la sposa per qualche
+settimana.
+
+Cugini e cugine e zii erano arrivati un po' tardi e si dovette
+far economia di parole e di abbracciamenti. Un furia furia per
+prendere i biglietti, consegnare i bagagli, coll'accompagnamento
+di un grido monotono dei conduttori:
+
+--Facciano presto, signori, il treno parte.
+
+E davanti ad un vagone di prima classe i parenti erano
+affollati, guardando il cugino ingegnere, che non poteva
+parlare; perchè sentiva che le parole gli sarebbero venute
+fuori, strozzate e singhiozzanti.
+
+Tutti si accontentavano di sorridere al viaggiatore, con un'aria
+che voleva essere un saluto e un augurio, ma era invece una
+mestizia mal dissimulata.
+
+Chi non poteva sorridere, neppur dissimulando, era la sposa, che
+era entrata in vagone per dar l'ultimo bacio al viaggiatore.
+Cugini e cugine non guardavano se non per terra, con gesti
+impacciati; mentre la voce del conduttore ripeteva per la
+ventesima volta il suo monotono:
+
+--Presto, signori, presto, si parte.
+
+La sposa dovette scendere, lo sportello fu chiuso brutalmente e
+in furia, ma essa si arrampicò di nuovo sul predellino del
+vagone.
+
+--Addio, addio Paolo, ritorna presto.... ricordati di scrivermi
+ogni giorno.
+
+Una testa si abbassò, si incontrò coll'altra, e per non so
+quanti minuti secondi, quattro labbra si strinsero, si fusero in
+un labbro solo, in un singhiozzo supremo.
+
+Emma alzò gli occhi e guardò attonita, curiosa, con una
+prurigine nuova, con un fremito della persona, quei due che si
+baciavano a quel modo. Non potè neppur pronunziare la parola
+_addio_....
+
+E un fischio acuto, uno strider di ruote, distaccò quei due
+innamorati e fece partire il treno, che sparì dall'orizzonte in
+pochi minuti.
+
+Tutti ritornarono alle loro case, ma Emma riportò con lei il
+bacio dei due cugini, come se l'avessero stampato sulle sue
+labbra, con un suggello di fuoco; e lo ebbe nella bocca, nel
+cuore, negli occhi, tutto quel giorno, e la notte appresso.
+
+Lo vedeva, lo sentiva; ne ricordava il suono....
+
+Eppure essa aveva veduto chi sa quante volte il babbo che
+baciava la mamma, e mariti baciar mogli; ed essa stessa aveva
+baciato tante e tante volte, fanciulli e fratelli e amiche e non
+ne aveva mai provato turbamento alcuno.
+
+Perchè ora quel bacio l'aveva scossa tanto, l'aveva tanto
+turbata?--
+
+Non era il bacio, che fosse diverso dagli altri veduti, e
+sentiti. Era lei, che era un'altra.
+
+Emma da bambina era divenuta una donna.
+
+Nella notte dormì poco e male. Nel sonno agitato, febbrile,
+sognò che anch'essa partiva per un lungo viaggio, e un giovane
+bello e innamorato la baciava sul predellino e così lungamente,
+che il bacio non si distaccava più dalle sue labbra.
+
+E il treno partiva rapido, rumoroso, fulmineo, mentre il
+giovane, non avendo avuto tempo di scendere, l'accompagnava.
+nella corsa, senza distaccare mai le labbra dalle sue.
+
+Essa ne era sgomenta, temeva un disastro e gridava:
+
+--Scendi, scendi....
+
+Ma il giovane non poteva scendere e via via il treno correva
+sempre più impetuoso; e i baci seguivano ai baci e le grida dì
+spavento non li interrompevano, facendo coro al fremito delle
+labbra.
+
+Emma allora si svegliò con un grido così angoscioso e alto che
+fece svegliare la mamma, che accorse al suo letto.
+
+Emma era seduta, coi capelli disciolti, sulle spalle, cogli
+occhi spalancati, tutta coperta di sudore.
+
+--Che cosa hai, che cosa ti è accaduto mia figliuola, mio
+tesoro?
+
+--Nulla, mamma mia, non lo so....
+
+E piangeva e rideva in una volta sola.
+
+Acceso il lume, la mamma la guardò curiosa, trepidante, e Emma a
+quello sguardo arrossì, come se avesse commesso un peccato,
+vergognosa di una emozione nuova di voluttà e di strazio, che
+avea provato nel suo primo sogno d'amore.
+
+Nascose il capo sulle spalle della mamma, ridendo,
+singhiozzando, tremando tutta; mentre gli ultimi brividi di un
+amore senza peccato le facevano vibrar la pelle, come se fosse
+scossa da una corrente elettrica.
+
+--Mamma, perdonami, se ti ho spaventata.... sognavo non so che
+cosa....
+
+Per la prima volta taceva qualcosa a sua madre; anzi mentiva.
+
+Quel bacio sognato o ricordato era per lei una colpa.
+
+Emma era da bambina divenuta una donna....
+
+
+
+
+CAPITOLO SECONDO.
+
+_Libri e fantasmi.--Sogni e realtà._
+
+
+Quella notte era passata e dopo quella molte e molte altre, ma
+Emma non era più la fanciulla lieta, spensierata, vagabonda di
+prima.
+
+Non giuocava più al cerchio in giardino, non saltava più per le
+camere, non cantava, nè canterellava più.
+
+Il pianoforte non era più aperto che all'ora della lezione, e
+rarissime volte l'apriva di tarda sera, quando era sola e per
+suonare le cose più tristi del Chopin.
+
+Compariva a un tratto davanti alla mamma dopo essersi rinchiusa
+per ore nella sua camera e aveva gli occhi rossi....
+
+E la mamma:
+
+--Ma che hai, figliuccia mia? Tu hai pianto.
+
+--No, mamma, ma perchè piangere? Io son felice...--e poi, quasi
+spaventata di queste parole, rideva piangendo e si asciugava gli
+occhi, girando sopra sè stessa e agitandosi:
+
+--Sono i nervi, sono i nervi.... Ho sempre canzonato le mie
+amiche maggiori di me di qualche anno, quando mi dicevano di
+averli, ed ora, ora li ho anch'io.... Mamma, perdonami....
+
+--Ma non ho nulla, mia cara, mio tesoro, da perdonarti,--e
+l'attirava a sè collo sguardo, colle braccia e se la stringeva
+al cuore.
+
+E allora piangevano ridendo tutte e due e la burrasca era
+finita; ma la mamma confidava al babbo (che era uno dei medici
+più sapienti e più celebri della città) le ansie che le davano i
+nuovi turbamenti di Emma.
+
+Il medico babbo alzava le spalle e crollava il capo ridendo:
+
+--Sono gli _isterismi della pubertà_.
+
+Due brutte parole, che sanno di clinica e di anatomia in una
+volta sola, con cui noi altri medici giudichiamo brutalmente
+tutta una rivoluzione fisica, morale, intellettuale, che
+trasforma una fanciulla in una donna; tutto un poema di virtù
+nuove e di nuovi vizi; di impeti passionati e di languori
+ineffabili, di desiderii senza forma, e di amori senza amanti;
+tutto un caos incomposto, titanico, che domanda al cielo un
+creatore, agli angeli una voce che dica: tu sarai una madre; o
+all'inferno un grido, che esclami; tu sarai un demonio.
+
+ *
+ * *
+
+Emma leggeva molto, leggeva sempre, ma dal giorno in cui aveva
+veduto baciarsi quei due alla stazione, i libri prediletti non
+eran più quelli di prima o in questi cercava altre pagine.
+
+Leggeva e rileggeva il Petrarca, e di questi soprattutto i
+sonetti d'amore. Nel Tasso gustava gli amori di Tancredi e di
+Clorinda. Adorava Paolo e Virginia, ma avrebbe voluto un Paolo
+ancor più innamorato e una Virginia più eroica.
+
+Del Dante non leggeva più che il Canto V. L'aveva tanto letto,
+che lo sapeva tutto a memoria, ma preferiva rileggerlo,
+parendole allora di assistere alla scena del grande peccato.
+
+Ed essa stessa credeva di peccare, leggendo quelle pagine
+immortali; e al verso
+
+ La bocca mi baciò tutta tremante
+
+si sentiva scorrere per le vene un fuoco, vibrare su tutta la
+pelle un brivido, e più d'una volta chiudeva il libro e lo
+gettava lontano da sè.
+
+Una volta invece aveva a un tratto con furore baciato quel
+bacio, e su quelle pagine galeotte aveva lasciato l'impronta
+delle sue labbra.
+
+Il bacio di Paolo le faceva sentire l'eco di quell'altro dato
+dalla cugina al cugino alla ferrovia; quel bacio, che era
+divenuto per lei l'incubo di tutte le ore, il sogno di tutte le
+notti.
+
+Dopo una di queste scene solitarie, di questi duelli misteriosi
+fra un libro e una fanciulla, essa si adirava con sè stessa,
+giurava di non rilegger più il Canto V dell'Inferno e per una
+settimana al più, manteneva il giuramento... con grande stento
+però, con immenso sagrifizio.
+
+Quel libro, quelle pagine erano per lei un frutto proibito, che
+diveniva più saporoso, più desiderato, quanto più lungo era il
+digiuno che ella si imponeva; e quando, vinta alfine, ripigliava
+il libro che pareva aprirsi da sè sempre allo stesso posto, vi
+si gettava, anima e corpo, guardandosi intorno, per assicurarsi
+che era proprio sola; sola col proprio peccato, colla propria
+passione, a cui si abbandonava coll'impeto di un amore infinito,
+colle lascivie di un vizio.
+
+ *
+ * *
+
+Ma per Emma non era solo l'Inferno di Dante, che fosse un libro
+galeotto. Lo erano tutti quanti, o per essere più precisi, vi
+era in tutti una pagina galeotta; quella cercata, quella letta e
+riletta con crescente fascino, con insaziata curiosità.
+
+In quella pagina galeotta vi era sempre un bacio o una carezza,
+un innamorato o uno sposo. Vicina o lontana era l'eco sempiterna
+del bacio della ferrovia.
+
+I personaggi dei romanzi, delle commedie, dei drammi si facevan
+vivi e palpitanti agli occhi di lei, quando erano uomini e
+giovani e belli; ed essa li vestiva cogli occhi del desiderio e
+della simpatia. Di giorno le tenevan compagnia gioconda nelle
+lunghe ore, che voleva solitarie, e di notte le popolavano di
+lieti fantasmi i sogni d'amore.
+
+Era vergine, era pura come l'ignoranza; ignorava il sesso.
+Eppure aveva dieci, cento, mille amanti, che amava ad uno ad uno
+e poi raccolti tutti in un esercito, che metteva l'uno contro
+l'altro, l'uno accanto all'altro; facendone dei rivali o degli
+avversari. Era infida ora all'uno ed ora all'altro, e colla
+fantasia commetteva tradimenti e adulterii; santa e odalisca;
+pura come una vergine, libertina come un'eteria.
+
+ *
+ * *
+
+Nella nostra educazione mistica, ipocrita, tutta quanta fondata
+sulla tradizione teologica dell'uomo, abbiamo sempre fatto
+dell'ignoranza e dell'innocenza una stessa cosa; e pur troppo
+sono invece due cose molto diverse; avendo noi moltissime donne
+ignoranti, che non son punto innocenti, e parecchie innocenti
+senza ignoranza.
+
+Emma era innocente e ignorante; non per colpa sua, ma per quella
+dei suoi genitori.
+
+Il babbo lasciava fare queste cose alla mamma e giustamente; ma la
+mamma, che era tra quelle, che dell'ignoranza e dell'innocenza fanno
+due sinonimi, non aveva mai detto nulla alla figliuola sul gran
+mistero d'amore, sull'augusta e terribile funzione dei sessi.
+Aspettava per farlo, che Emma fosse divenuta una donna, e intanto essa
+lo era divenuta inconsciamente, e i solitarii martirii la tormentavano
+orribilmente, senza che la parola e la carezza materna l'aiutassero
+alla grande iniziazione.
+
+Essa era divenuta donna nell'anima prima che nel corpo, e nessun
+segno esteriore aveva annunciato l'alba nuova.
+
+Ma un giorno a un tratto anche nel corpo vergine e delicato la
+natura brutale le inflisse quella ferita misteriosa e crudele,
+che nessuna ragione di darvinismo può giustificare e che sembra
+consacrare l'amore della donna al martirio.
+
+Emma arrossì e si sgomentò, e trepida e paurosa corse dalla
+mamma, narrandole colle lagrime agli occhi il caso strano.
+
+La mamma dovette parlare.
+
+Con lunghe meditazioni si era preparata ad affrontare quella
+rivelazione, che aspettava da un giorno all'altro dalla sua
+figliuola. Essa aveva preparato tutto un discorso fatto di mezze
+bugie e di mezze verità, con cui ella confidava di poter far
+andare a braccetto l'ignoranza e l'innocenza; ma lì per lì
+dimenticò il discorso preparato da tanto tempo e le accadde ciò
+che suole avvenire al deputato poco eloquente, che dopo aver
+imparato una lunga orazione da recitarsi al primo pranzo
+politico dei suoi elettori, la dimentica nel momento più
+opportuno ed è costretto a improvvisare per davvero, ma molto
+malamente, un altro discorso.
+
+---Sai, figliuola mia, non è nulla, proprio nulla....
+
+--Ma....
+
+--No, no; è una cosa che hanno tutte le donne e che....
+
+--Ma dunque non è una malattia....
+
+--No, no, tutt'altro; anzi è un segno di salute.... Calmati, non
+ti inquietare; sta allegra....
+
+E non seppe dir altro e cambiò discorso....
+
+Alla sera però la mamma confidava al babbo il grande
+avvenimento, chiedendo consigli.
+
+Il medico andò in collera colla mamma, perchè non aveva già
+detto tutto alla figliuola, e lanciò una filippica lunga,
+eloquente, persuasiva contro il mal vezzo di tener le fanciulle
+nella più oscura ignoranza, mostrando tutti i danni, che ne
+vengono alla salute del corpo e a quella dell'anima....
+
+La buona signora rimase convinta più che persuasa e:
+
+--Dunque devo dirle tutto?
+
+--Tutto.
+
+--Ma proprio tutto, anche ciò che verrà poi....
+
+--Sicuramente; tutto deve sapere.
+
+--E perchè non glie lo dici tu?
+
+--Io no: tocca a te il farlo. È dal labbro della mamma, che la
+fanciulla deve imparare a conoscere i terribili misteri del
+sesso, coi suoi pericoli e il suo fascino. Tu devi dirle tutto
+semplicemente, senza emozione alcuna, senza nasconderle nulla,
+proprio nulla; come se si trattasse della cosa più naturale di
+questo mondo. Nella religione è un rappresentante di Dio, è un
+sacerdote, che dà il battesimo. Nel mondo dell'amore è la mamma,
+che deve essere il sacerdote della nuova religione. Nell'anima
+tenerella e vergine della fanciulla, è un'impronta che non si
+cancella più. È ben diverso il nascere in una culla foderata di
+seta e d'amor materno o nel povero letticciuolo d'un ospizio. E
+così è dell'amore: deve nascere in un nido intrecciato dalle
+mani della mamma. Povera colei, il cui nido fu fatto da mani
+straniere!
+
+Povera colei, che impara a conoscere i misteri del sesso dalla
+lasciva cameriera o dal vecchio libertino! Essa entra nel tempio
+d'amore per una fogna, mentre dovrebbe entrarvi per una porta di
+marmo inghirlandata di fiori.
+
+
+
+
+CAPITOLO TERZO.
+
+_Il primo amore._
+
+
+Emma da qualche tempo, e soprattutto dopo aver saputo dalla mamma il
+nuovo Verbo, era sempre triste o dirò meglio malinconica.
+
+La primavera della vita è come quella dell'anno.
+
+Non si giunge ai tiepidi soli dell'aprile, nè alle inebbrianti
+rose di maggio, che attraverso le nebbie e i venti rabbiosi del
+marzo.
+
+E non si entra nel tempio d'amore, nel paradiso terrestre dei
+caldi desiderii che attraverso le lagrime e gli isterismi della
+pubertà.
+
+Può sembrare crudeltà della natura, ma non ne è che una
+ingegnosa leccornia, un'ingegnosità di alto epicureismo.
+
+Sulla soglia, che separa l'inverno dalla primavera, nasce la
+mammola, e là dove la bambina, muovendo il passo, diventa donna,
+nasce e fiorisce la malinconia, la mammola del sentimento.
+
+Emma era appunto su quella soglia.
+
+Quando essa non studiava o non era al piano, era sempre alla
+finestra.
+
+Tutte le fanciulle adorano le finestre.... aperte o chiuse, non
+importa; purchè possano guardare fuori, nel mondo di sopra, nel
+mondo infinito che è il cielo; nel mondo di sotto, in quello
+piccino dove formicolano gli uomini.
+
+Tutti credono di sapere il perchè di questo gusto particolare di
+tutte le fanciulle e darebbero dell'imbecille a chi dicesse di
+ignorarlo. Ma molte di queste certezze non sono che ignoranze
+foderate di superbia.
+
+Io, per conto mio, ci ho pensato sempre a quel perchè, e non
+sono ancora sicuro di saperlo.
+
+D'una cosa sola sono sicuro ed è che il perchè non è uno solo,
+ma sono molti; molti come i sogni che attraversano il cielo
+notturno delle fanciulle.
+
+Esse guardano in basso per curiosità, per distrarre l'occhio col
+viavai della gente, che per le vie cerca il pane o l'amore, la
+vendetta o il contravveleno della noia.
+
+Esse guardano a mezz'aria per spiare la vita delle cose vicine.
+
+Esse soprattutto e più spesso guardano le nuvole, perchè esse
+van navigando nel gran mare dell'ignoto e dell'infinito e i loro
+pensieri mutan forma con esse, e i volti umani si trasformano in
+mostri marini e le pecorelle si fanno draghi e i fiori diventan
+serpenti; proprio come quaggiù nei viottoli del mondo, dove le
+speranze si trasformano in disperazioni e dal seme della gioia
+nascono l'assenzio e l'aloe.
+
+In basso, a mezz'aria o in alto poi, le fanciulle cercan sempre
+una stessa cosa, una cosa sola: l'_uomo_.
+
+ *
+ * *
+
+E anche Emma guardava dalla finestra della sua cameretta, che dava
+sulla via. E le ore filavano filavano senza noia e senza gioia, in una
+fantasticheria piena di ombre e di poesia. Quanti poemi scriveva fra
+le nuvole, quante commedie e drammi immaginava sulla terra!
+
+La via dove abitava era larga, ma non tanto da non poter
+distinguere chi abitasse la casa di faccia.
+
+Ma questa era da un pezzo muta d'ogni voce. Il primo piano era
+abitato da una ricca famiglia, che stava quasi sempre in
+campagna. E il secondo era sfittato da un pezzo.
+
+Un giorno però si videro spalancarsi tutte le finestre di quel
+piano e comparvero figure di uomini, di donne, di bambini; tutta
+la colonia d'una famiglia numerosa.
+
+Emma però non vide che un giovanetto, che non doveva aver ancora
+vent'anni, dacchè il primo onor del mento non poteva esser
+veduto che molto da vicino o con forti cannocchiali. Del resto
+una faccia come ve ne son cento. Nè brutto nè bello, ma con quel
+pallore, quella magrezza, quell'andar dinoccolato e incerto che
+ti mostrano lo sforzo grande, che fa la natura per trasformare
+un fanciullo in un uomo.
+
+Non eran passati che pochi giorni e anche il giovinetto vide
+Emma, e da quel giorno, bench'egli fosse un Enrico e non una
+Enrichetta, passò anch'egli lunghe ore alla finestra. Se non
+che, se per caso egli affacciandosi, vedeva Emma, questa si
+allontanava subito dal suo posto d'osservazione.
+
+Passarono parecchie settimane senza che fra quei due accadesse
+altro, che un guardarsi, un arrossire di entrambi, ma più di lei
+che di lui; un cercarsi e un fuggirsi.
+
+Emma non aveva mai osato domandare alla cameriera chi fosse
+quella famiglia venuta a star di faccia; ma a tavola senza
+volerlo aveva saputo che era gente onesta e agiata. Un avvocato
+carico di famiglia, che mandava innanzi la casa coi travagli
+quotidiani della toga e che tra gli altri molti figliuoli aveva
+un giovanetto, che studiava medicina all'Università. Quel
+giovanetto era Enrico.
+
+E su Enrico si appoggiarono tutti gli incerti desiri, tutti i
+sogni di Emma; e in lui, senza avergli mai parlato, senza averne
+neppure di lontano udito la voce, cercò l'uomo.
+
+E l'uomo Enrico cercò la donna Emma e l'amò, poeticamente,
+ingenuamente; con tutte le sublimi puerilità d'un primo amore.
+
+Chi dei due fosse più timido, non saprei dire; perchè lo erano
+entrambi fino all'impossibile.
+
+Egli scriveva dei versi, che voleva gettarle nella finestra
+aperta; ma i versi si accumulavano e rimanevano nel cassetto.
+
+Essa voleva fermarsi, quando egli fosse apparso, e voleva
+rispondere con un sorriso al suo sguardo; ma continuava invece a
+fuggire e il sorriso rimaneva sempre inedito.
+
+S'erano incontrati più d'una volta anche per via e una volta
+anche in teatro in due palchi vicini. E allora si erano guardati
+più a lungo del solito, cercando di arrossire il meno possibile.
+
+ *
+ * *
+
+Passarono sei mesi e le cose erano in questo stato:
+
+Lui sapeva di essere amato, lei era sicura di essere adorata, e
+naturalmente ognuno di loro sapeva di amare. Dove però dovesse
+finire questo amore nessuno dei due sapeva, e non facevano un
+passo innanzi per avvicinarsi l'uno all'altra.
+
+L'unica corrispondenza consisteva in ciò, che quando Emma
+vestiva per più giorni di un dato colore, Enrico compariva alla
+finestra con una cravatta della stessa tinta.
+
+Un giorno però Enrico si alzò pieno di coraggio. Si sentiva un
+eroe e voleva approfittare subito di quell'eroismo, che poteva
+esser fuggitivo.
+
+Escì di casa, comperò un mazzolino di mammole doppie, e dopo
+averlo circondato di una foglia di stagnuola vi chiuse una
+pietruzza e un bigliettino con queste sole parole: _Enrico alla
+sua adorata Emma_.
+
+Poi, dopo aver veduto che la finestra di lei era aperta, e che
+nessuno guardava da altre finestre, slanciò con quanta forza
+aveva il mazzolino nella camera di lei.
+
+Se non che egli tremava tanto e le forze eran tanto pochine, che
+il mazzetto cadde sul marciapiedi e un monello che passava di là
+in quel momento, lo raccolse e lo portò via.
+
+ *
+ * *
+
+Fu tale lo spavento del povero Enrico di aver compromesso la sua
+Emma con quell'atto temerario, che per più giorni non si
+affacciò più alla finestra, con grande sorpresa e grande dolore
+di lei, che ignorava i motivi di quell'assenza insolita.
+
+Intanto lei si innamorava ogni giorno più.
+
+Non solo amava lui, perchè lo trovava più bello, più simpatico,
+più intelligente di tutti gli altri uomini; ma amava gli
+studenti di medicina e i medici, perche avevan dei rapporti con
+lui.
+
+A tavola, nelle conversazioni della sera, trovava sempre modo di
+condurre il discorso su argomenti di medicina e voleva sapere
+quanti anni durassero gli studii universitarii per conseguire il
+diploma di dottore e si informava dei medici, più celebri della
+città e voleva sapere i nomi di tutti i professori della Facoltà
+medica.
+
+Questa sua insistenza dava negli occhi alla famiglia, e nessuno
+poteva darsene ragione, non avendo il menomo sospetto sulla
+presenza dello studentino di faccia. Un giorno a tavola il babbo
+ridendo ebbe a dirle:
+
+--Ma vorresti forse studiar medicina? Bada che sei troppo
+vecchia per incominciare gli studii universitarii.
+
+Quando Emma esciva a passeggio colla mamma o con qualche amica
+si fermava sempre davanti alle botteghe di strumenti chirurgici
+e li guardava con affettuosa curiosità, pensando che Enrico li
+avrebbe maneggiati e chi sa con quale perizia, salvando la vita
+a chi sa quanti infelici.
+
+Nella vetrina dei librai cercava i volumi che trattavano di
+medicina, e benchè non ne capisse neppure il titolo, li guardava
+e li riguardava con affetto.
+
+Erano anche quelli cose del suo Enrico e già sognava di vederli
+sul suo tavolo, quando sarebbero vissuti insieme e lei si
+sarebbe messa accanto a lui col lavoro fra le mani, mentre egli
+allo scrittoio stava studiando.
+
+Sì, egli studiava, ma ad ogni tratto levava gli occhi dal suo
+libro e la guardava teneramente negli occhi e le sorrideva e poi
+e poi le dava un bacio; un bacio come quello famoso, che aveva
+veduto dare dal cugino alla cugina, là sullo sportello del
+vagone.
+
+ *
+ * *
+
+Oh perchè mai non si possono conservare per l'autunno dell'età
+adulta, per l'inverno della vecchiaia, tutti quei fiori, che ci
+sorridono sul capo, fra i piedi, che ci accarezzano il volto da
+ogni parte, quando attraversiamo la primavera della giovinezza?
+
+Almeno di quelli che fioriscono nei giardini e nei campi i
+profumieri sanno distillarci essenze, che si chiudono in
+barattoli, e che di lontano ci richiamano il prato e il
+giardino; ma di quelli altri fiori, che si chiamano l'innocenza,
+l'amore, la spensieratezza, che sorridono e imbalsamano l'aria,
+chi ci serba l'essenza? Di quei pianti senza dolore, di quelle
+lagrime senza amarezza, che brillan nell'alba della vita, come
+gocciole adamantine di rugiada e che così facilmente si
+alternano colle sonore e squillanti risate, qual fonografo ci
+serba le delizie e gli incanti?
+
+Non rimpiangiamo l'impotenza del profumiere e del
+fonografo!--Nulla muore di ciò che nasce, e solo gli atomi
+nell'eterna ridda d'una vita che non posa mai, mutano forme e
+armonie. I fiori della primavera si dissolvono nella terra, che
+alimenta gli uomini, e nuove giovinezze succhiano gli umori dei
+nostri petali avvizziti; mentre lentamente matura il frutto sul
+nostro ramo invecchiato.
+
+ *
+ * *
+
+Quanti di quei fiori s'aprivano e s'avvizzivano l'un dopo l'altro,
+alternandosi in una continua festa nell'anima giovinetta di Emma!
+
+Essa non li numerava, perchè eran troppi, e mentre ne coglieva
+uno, cento e cento altri sbocciavano e se ne empiva le mani e il
+grembo e se ne incoronava il capo e vi cacciava dentro la
+testolina innamorata, nascondendo nel seno i più preziosi e i
+più cari.
+
+Non aveva mai parlato a Enrico, non ne aveva neppur udito la
+voce,--e l'amava. Enrico era giovane ed era un uomo!
+
+Non ne conosceva il carattere nè il pensiero. Avrebbe potuto
+essere un farabutto o un imbecille; e l'amava; ma Enrico era
+giovane ed era un uomo!
+
+Sapeva lei, se Enrico avrebbe compreso le astruserie isteriche
+del suo cuore, sapeva lei se egli intendeva i palpiti della
+gloria, le tenerezze della pietà, le sante fratellanze del
+dolore?
+
+No, davvero; ma Enrico era un giovane ed era un uomo.
+
+Come non poteva, come non doveva essere buono e intelligente e
+caldo dì tutti gli entusiasmi, se essa lo amava? Se essa
+sentiva, che quell'uomo era cosa sua, era carne della sua carne?
+Se essa lo indorava tutto quanto, irradiandolo con un'aureola di
+tutti i suoi sogni, di tutti i suoi desiderii, che per tanto
+tempo avevano sognato e desiderato invano!
+
+Anche la rondine, dopo i lunghi suoi voli, dopo aver saettato
+l'aria per ore ed ore, posa un istante sopra un filo, dove
+adagia voluttuosamente la sua lunga stanchezza.
+
+E così Emma posava i suoi voli affaticati lungamente nel vuoto
+del desiderio sopra un filo. Quel filo era Enrico.
+
+Pensa forse la rondine, se il filo su cui posa è sicuro o sarà
+travolto? bada forse se è di canape o di ferro, d'oro o di
+stoppa?
+
+E così è il primo amante, su cui la fanciulla posa la stanchezza
+dei suoi lunghi desiderii.
+
+ *
+ * *
+
+Emma soprattutto avrebbe voluto soffrire per lui.
+
+L'uomo, nella donna che ama, vede e sogna e cerca sempre la
+voluttà.
+
+La donna vede e sogna e cerca il sagrifizio, la dedizione tutta
+e intera di sè a lui.
+
+Quante volte sognava di vederlo cadere per la via travolto da un
+cavallo o da una carrozza! O lo vedeva assalito da un assassino,
+sull'orlo di un precipizio....
+
+Ed ella allora, rotto ogni rispetto umano, avrebbe avuto il
+diritto di correre a lui, di sollevarlo caduto o ferito, di
+asciugargli il sangue, di posare la sua testa adorata nel
+proprio grembo, dì curarlo e di guarirlo.
+
+Ma anche il fargli da infermiera gli pareva troppo poco e
+avrebbe desiderato un accidente impossibile, in cui ella potesse
+col proprio pericolo, anche col sagrifizio di sè stessa salvar
+lui; e morendo per lui, sentirsi ringraziare e potergli dire:
+
+--Vedi, anima mia, io muoio per te. Dammi un bacio, il primo e
+l'ultimo....
+
+E morire sotto quel bacio, esalando la vita per lui e
+disciogliersi nell'infinito colla certezza di rivedersi in
+cielo.
+
+ *
+ * *
+
+Invece di tutti questi sogni, un mattino dalla finestra aperta
+entrò un involtino pesante, che cadde sul tappeto.
+
+Prima di raccoglierlo, Emma corse alla finestra, sperando di
+vedere di faccia chi, aveva gettato quel proiettile innocente.
+Invece egli era già scomparso.
+
+Allora essa si gettò sull'involtino, ma tardò assai ad aprirlo.
+
+Aveva forti palpitazioni di cuore; aveva paura e curiosità;
+impazienza di sapere e paura di commettere un peccato.
+
+Quell'involtino era per lei una cosa viva e nello stesso tempo
+un corpo di delitto. Non dubitava un sol momento chi lo avesse
+lanciato e perciò appunto credeva, che fosse un peccato
+l'aprirlo; perchè essa sapeva un'altra cosa, cioè che in
+quell'involto c'era una lettera.
+
+Infatti, quando ebbe raccolto tutto il suo coraggio e l'ebbe
+aperto, vi trovò una pietra e una lettera chiusa, colle stesse
+parole che erano state scritte invano sul mazzolino: _Enrico
+alla sua adorata Emma_.
+
+Ma quella lettera non fu aperta. Fu nascosta convulsivamente
+nella tasca. E là rimase per tutto quel giorno e la notte
+appresso, presa, ripresa, guardata e riguardata contro il sole
+per vedere se si potesse leggere qualche parola, senza bisogno
+di aprirla.
+
+Quella lettera dormì sotto il cuscino di Emma, ma non dormì lei,
+che con quel foglio sotto il capo vegliava in un letargo
+convulso pieno di dolci torture e di sogni fantastici.
+
+Quante volte accese il lume, decisa a rompere il suggello per
+deliziarsi nel mare delizioso delle cose ignote e per tanto
+tempo sognate.
+
+E quante volte spense la candela per resistere alla tentazione
+del peccato.
+
+Ma quando alla mattina si alzò stanca, quasi esausta dalla lunga
+lotta, corse subito in camera dalla mamma, che era sempre a
+letto e gettandole le braccia al collo e piangendo le disse:
+
+--Vedi, mamma, quel giovanotto che abita di faccia a noi, mi ha
+gettato dalla finestra nella mia stanza questa lettera.... ma io
+la dò a te....
+
+Le mamme, che pure hanno attraversato tutte lo stesso Orto di
+Getsemani, e dovrebbero essere esperte del mondo d'amore, quando
+si tratta delle loro figliuole, hanno tutte una triplice benda
+sugli occhi e non vedono nulla e nulla indovinano.
+
+E anche la mamma di Emma non sapeva nulla di nulla; per cui
+cascò dalle nuvole, e afferrando la lettera con impaziente
+curiosità, quasi avesse paura che le sfuggisse, la nascose,
+ringraziando la buona figliuola della prova di confidenza che le
+dava in quel momento:
+
+--Brava, la mia Emma, brava! Grazie.... fa sempre così.
+Confidami tutto, senza paura e senza scrupoli. Nessuno ti ama
+più di me, nessuno più di me desidera la tua felicità....
+
+ *
+ * *
+
+Emma non rivide più quella lettera, e la mamma non ne parlò mai
+alla figliuola.
+
+Era una lettera d'amore, come se ne scrivono a vent'anni. Pura e
+ardente; ingenua come l'ignoranza, calda come la giovinezza.
+
+Nei dieci giorni successivi due altre lettere furono lanciate nella
+camera di Emma e anch'esse non furono lette che dalla mamma. E
+anch'esse erano come la prima; ingenue come l'ignoranza, calde come la
+giovinezza.
+
+
+
+
+CAPITOLO QUARTO.
+
+_La corrispondenza continua.
+
+Compaiono sull'orizzonte due altri pretendenti al cuore di Emma_
+
+
+Il lettore desidera molto probabilmente ch'io gli dica, che dopo
+quelle prime tre lettere lanciate da una finestra all'altra,
+ella non ne ricevette altre.
+
+Ma pur troppo, siccome il mio racconto è storia vera, e la
+storia ha per primo dovere quello di esser sincera, io devo
+dirvi la pura verità, tutta la verità, null'altro che la verità;
+come certi testimonii, spergiurando, in una causa da me perduta
+perchè ero un galantuomo, dissero davanti al mio pretore.
+
+E la verità è molto diversa da quella supposta o desiderata dal
+benigno lettore.
+
+Emma ricevette una quarta lettera, che non riportò subito alla
+mamma, come aveva fatto delle prime tre, ma se la nascose in
+seno; ben decisa a farle seguire più tardi lo stesso cammino che
+avevano seguito le altre.
+
+Ma la lettera lanciata alle dieci del mattino era ancora alle
+dieci della sera allo stesso posto, e siccome vi stava bene,
+calduccina e lieta di quel roseo nido, tessuto con qualcosa di
+meglio che non sieno le paglie e i fuscellini; non aveva voglia
+di escirne.
+
+Se non che Emma alle dieci andava a letto e il foglio criminoso
+passava dal roseo nido in un altro bianco niveo, ornato di trine
+e profumato di giovinezza, ch'era il letto di lei.
+
+Fu messo sotto il cuscino, ma dopo poco passò nelle mani di
+Emma, e le mani lacerarono la busta con uno strappo, che pareva
+una convulsione.
+
+Tra lo strappo e la lettura passarono molti minuti, dolorosi e
+agitati come un'agonia; lunghi come secoli; ma il foglio fu
+letto e riletto alla luce tremula della candela con un tremito
+degli occhi, delle mani; e soprattutto del cuore della innocente
+fanciulla, che aveva così commesso il suo primo peccato.
+
+Quale sarà l'ultimo?
+
+L'ultimo non lo so, perchè in amore conosco il peccato secondo e
+il terzo e il quarto e il centesimo; ignoro l'ultimo.
+
+A pochi giorni di intervallo furono lanciate una lettera N.° 5,
+una lettera N.° 6. Furono nascoste nello stesso nido roseo della
+N.° 4 e lette nello stesso nido bianco; ma non ebbero risposta
+per parte di Emma.
+
+Ma la N.° 7 ebbe una risposta e da quel momento le linea
+telegrafica, che riuniva due cuori, due ingenuità, due amori,
+non fu più interrotta.
+
+I peccati però non seguivano la stessa numerazione delle
+lettere, avendo sempre una cifra molto minore. Quelle erano al
+N.° 20, i peccati erano sempre al N.° 2.
+
+Il primo: ricevere le lettere di un giovane e leggerle senza
+portarle alla mamma.
+
+Il secondo: rispondervi.--Veniale il primo, quasi mortale il
+secondo. E chi sa fino a quando il terzo si sarebbe fatto
+aspettare, navigando i due colpevoli sempre nelle acque azzurre
+dell'Oceano senza mai toccar terra!
+
+ *
+ * *
+
+Intanto fra i molti visitatori della casa erano comparsi due
+nuovi uomini, che si erano quasi nello stesso tempo innamorati
+di Emma.
+
+Essa però non se n'era accorta, perchè malgrado le lettere
+ricevute e risposte, serbava sempre una grande innocenza, e
+perchè i due pretendenti al suo cuore erano timidissimi, il
+primo essendo molto giovane e molto scienziato, il secondo
+essendo molto brutto e molto vecchio. Il primo aveva 26 anni ed
+era l'ingegnere Rinaldini, più uomo di scienza che ingegnere; il
+secondo era il marchese di Acquafredda, di 60 anni e tre o
+quattro volte milionario.
+
+L'ingegnere Rinaldini era destinato a grandi cose, ma nessuno se
+n'accorgeva, perchè era troppo timido e troppo modesto.
+
+Timido per temperamento e perchè della società umana non
+conosceva che la casa della mamma e la scuola; modesto, perchè
+aveva studiato molto e sapeva moltissimo; ma il suo ideale era
+così lontano e così in alto da parergli impossibile raggiungerlo
+anche con una vita di ottant'anni.
+
+Appena laureato con grandissimo onore aveva subito ottenuto un
+posto di ingegnere tecnico nella R. Marina, ed era incaricato
+dello studio delle materie esplosive.
+
+Aveva l'ingegno inventivo e fin dai primi mesi aveva scoperto
+cose nuove e intraveduto tutta una rivoluzione nel congegno
+delle torpedini e dei siluri. Non si era affrettato però a
+vantarsi, nè a pubblicare i suoi risultati.
+
+Era timido, era modesto; ma soprattutto non era impaziente.
+L'impazienza è dei deboli.
+
+Ora in congedo da Spezia, dove aveva il suo ufficio, si trovava
+in vacanza a Firenze, dove la mamma lo aveva spinto a entrare in
+società.
+
+"Tu hai bisogno di riposarti (gli aveva detto) dei tuoi studii e
+devi conoscere il mondo, in cui devi vivere e che tu ignori
+affatto. Non sei solamente un ingegnere, ma un uomo."
+
+E il Rinaldini aveva ubbidito, non direi a malincuore, perchè
+sentiva anch'egli il bisogno di vedere e conversare in un mondo
+per lui nuovissimo e sentiva una grande curiosità di trovarsi
+con persone d'altro sesso.
+
+Vide Emma e se ne innamorò lì per lì, come colpito da quel
+famoso _coup de foudre_, per il quale psicologi e romanzieri non
+hanno trovato una parola migliore.
+
+Per lui, con un'ingenuità indegna del suo tempo, amare e sposare
+erano sinonimi: ma come aspirare alla mano di una fanciulla
+bella, colta e anche ricca? Egli, che non aveva che la sua
+professione e una modestissima agiatezza da parte della sua
+famiglia?
+
+Ma d'altra parte, come rinunziare a quell'amore, che aveva
+occupato tutto il suo cuore e subito, dilagando senza ostacoli
+in quell'anima così vergine?
+
+Dopo averla veduta la scienza non gli bastava più e parevagli
+che la scienza con Emma sarebbe il paradiso in terra, senza di
+lei una landa sterile, arida, un deserto senza oasi.
+
+Sembrandogli il suo amore un'utopia aveva provato a tenersi lontano
+dalla casa di Emma, preparandosi poco a poco a ritirarsene del tutto.
+E con sforzi dolorosi riuscì a non visitarla per tre giorni di
+seguito, ma non potè giungere al quarto e quell'assenza non servì che
+a una cosa sola: a persuaderlo che ormai l'amore per Emma e la vita
+erano per lui una cosa sola. E per ricompensare quasi i dolori di
+quella sua lunghissima assenza ora egli andava ogni giorno da lei, e i
+genitori lo festeggiavano e parevano felici della sua assiduità.
+Soprattutto il padre, che, come uomo di scienza anche lui, aveva
+subito pesato il valore di quel giovane.
+
+Emma era sempre cortese con lui, sempre alla stessa maniera e
+null'altro che cortese.
+
+Invece nel Rinaldini l'amore cresceva ogni giorno, e ormai a
+furia di dilagare, aveva innondato ogni fibra di lui, penetrando
+nei più sottili meandri della sua vita. Non aveva più nulla da
+occupare al di dentro. L'alveo del fiume era pieno; e la piena
+doveva condurre all'innondazione.
+
+Pareva che in questo caso straripando l'amore avesse dovuto
+manifestarsi al di fuori. Nel linguaggio volgare ciò si chiama
+dichiarazione d'amore.
+
+Ma la dichiarazione non veniva mai; e tutta la corte, che
+l'ingegnere faceva alla sua Emma, si risolveva in sguardi
+continui, ardenti, penetranti come lama di Toledo; terribili
+come fulmini o teneri come tepori del sole di maggio.
+
+Tutti quelli sguardi non penetravano nulla, non bruciavano
+nulla, non intenerivano nulla. Si perdevano nello spazio,
+confondendosi insieme a tutte quelle energie planetarie, per le
+quali nè fisici nè chimici, hanno ancora trovato l'equazione di
+equilibrio.
+
+Non andavano però perduti per l'occhio vigile e affettuoso della
+mamma di Emma, che dopo pochi giorni s'era convinta, che
+l'ingegnere era innamorato della sua figliuola. E di ciò era,
+come il babbo, felicissima. Non le pareva possibile trovare per
+la figliola un giovane più prezioso, che le fosse compagno per
+tutta la vita.
+
+D'una cosa sola si stupiva assai ed era che Emma non si
+accorgesse di quell'adorazione silenziosa del Rinaldini e che
+non glie ne avesse parlato.
+
+Un giorno però ella non potè più tacere e a bruciapelo le
+domandò:
+
+---Che ti pare dell'ingegnere?
+
+--Del Rinaldini?
+
+--Sì, proprio di lui. Nessun altro ingegnere viene in casa
+nostra.
+
+--Uhm.... mi pare che sia un bravo giovane.... molto studioso,
+molto timido.
+
+--No, voglio dire se ti piace, se ti è simpatico.... se lo trovi
+bello.
+
+--Non ci ho mai pensato, cara mamma.... Lo trovo un bel giovane,
+sì; piacente come tanti altri....
+
+Essa aveva detto tutto questo senza arrossire, con un'aria di tanta
+indifferenza da lasciare addolorata la mamma, che avrebbe desiderato
+in vece una tutt'altra risposta, magari una confessione di cose quasi
+gravi... tanto da aver bisogno dell'assoluzione materna.
+
+Rimase parecchi minuti senza parlare. Era piena di stupore e
+amareggiata da un grande disinganno....
+
+Dopo tutto quel silenzio, per quel giorno la conversazione
+terminò con un gran sospirone della mamma e con un:
+
+--Quanto sarà felice la donna che diverrà la moglie
+dell'ingegnere Rinaldini!
+
+Nè il sospirone nè le parole materne commossero il cuore di
+Emma.
+
+Essa pensava che aveva in quel momento nel nido di rose una
+lettera di Enrico e che quella sera passando nel nido bianco,
+essa avrebbe goduto un'ora di ineffabile voluttà, leggendola a
+centellini, divorandola d'un fiato....
+
+ *
+ * *
+
+Il marchese di Acquafredda era l'altro innamorato di Emma.
+
+Un uomo su cui nessuna lingua, fosse la più maledica di questo
+mondo, avrebbe potuto sfogare la sua malignità. Non era
+libertino, non era bevitore, non era giuocatore.
+
+Ma nello stesso tempo nessuno avrebbe saputo dirne bene. Era
+l'uomo più incoloro, più inodoro, più _insaporo_, come diceva il
+mio Professore di storia naturale, parlando del diamante. Era
+buono, perchè non aveva mai rubato nè assassinato, perchè faceva
+delle opere di carità....
+
+Del resto un vero zero umano. Erede di una gran fortuna, non
+l'aveva nè accresciuta nè diminuita d'una lira. Badava alle sue
+terre, alle sue case; leggeva i libri alla moda, andava
+nell'estate ai bagni o alla montagna, frequentava i teatri e le
+conversazioni; viveva.
+
+Dei suoi amori giovanili nessuno sapeva nulla. Non era galante,
+ma neppur scortese colle signore. Aveva da molti anni in casa
+una bella cameriera, che faceva anche un po' da maggiordomo e
+che forse aveva risolto per lui il gran problema dell'amore, che
+tormenta tante migliaia di uomini, che semina per le strade
+della vita tanti feriti e tanti morti.
+
+Insomma il marchese di Acquafredda era, per dirla col linguaggio
+di moda, un _uomo perbene_.
+
+Giunto però ai sessant'anni, molto ben conservato, con tutti i
+suoi capelli che non tingeva, con tutti i suoi denti, che eran
+proprio suoi; aveva pensato che, non avendo nè nipoti, nè
+cugini, nè altri parenti lontani che portassero il suo nome,
+avrebbe dovuto prender moglie e avere un erede, che non
+lasciasse morire il nome e il blasone dei marchesi di
+Acquafredda.
+
+Era vecchiotto, ma era sano e arzillo, e scegliendosi una sposa
+povera o appena agiata, avrebbe potuto coi suoi milioni gettati
+sulla bilancia del matrimonio far equilibrio alla giovinezza e
+alla bellezza di una fanciulla, che gli fosse piaciuta.
+
+Ed egli si era innamorato di Emma. Dico innamorato, perchè egli
+stesso adoperava questa parola, parlando a sè stesso nei
+soliloqui della notte; quando nel silenzio della solitudine
+correggeva le bozze della vita quotidiana.
+
+Non avendo pensato a prender moglie prima d'allora, non aveva
+badato mai alle signorine, e quella era la prima a cui dirigeva
+gli occhi amorosi con intenzioni oneste sì, ma alla sua età
+alquanto temerarie.
+
+Quegli occhi erano sempre coperti da due grandi occhiali d'oro e
+attraverso a quelli passavano sguardi di diversa natura; ora
+teneri, ora appassionati; qualche volta anche concupiscenti.
+
+Fossero però quegli occhialoni d'oro o i capelli bianchi, che
+erano tanto vicini ad essi, gli sguardi del marchese nè ferivano
+nè incendiavano, e neppure vellicavano la pelle di Emma.
+
+Agli sguardi tenevano compagnia dei fiori, dei dolci, dei libri,
+omaggio dell'adoratore all'adorata. Questa accettava tutte
+quelle cortesie e galanterie come da un babbo, e diceva spesso:
+
+--Che buon uomo è quel marchese di Acquafredda!
+
+I due amori dell'Ingegnere e del Marchese camminavano, con
+diversa velocità, ma paralleli l'uno all'altro.
+
+Quello del Marchese correva assai più lesto, perchè i vecchi son
+sempre impazienti e perchè la timidezza eccessiva rallentava il
+passo all'Ingegnere.
+
+I giovani però, anche i più timidi, sanno saltare, ciò che i
+vecchi non sanno, e possono in un giorno riacquistare il terreno
+perduto in un mese.
+
+Non so se il Rinaldini spiccasse il salto o altro avvenisse di
+nuovo.
+
+So però che un giorno essi si incontrarono allo stesso punto.
+
+Il marchese di Acquafredda con una lettera modestissima chiedeva
+al padre di Emma la di lei mano.
+
+E proprio nello stesso giorno l'ingegnere Rinaldini, trovandosi
+alla sera solo con lei nel salotto nel vano d'una finestra,
+chiese con voce tremante ad Emma, se vorrebbe dividere la vita
+con lui.
+
+Emma rispose con tutta calma:
+
+--Per ora non voglio maritarmi.
+
+Quanto al padre di Emma, devo dirvi, che lesse la lettera del
+Marchese con grande stupore e la passò subito alla moglie.
+
+Non so cosa dicessero tra di loro e come commentassero quella
+strana domanda. So però che un tragico avvenimento piombò su
+quella casa fin allora così serena e felice.
+
+Il dottore, partito da Firenze per un consulto a Modena, era
+morto in vagone fulminato da un'apoplessia.
+
+Vi risparmio la storia del dolore di quella famiglia.
+
+I due pretendenti, che avevano fatto in diverso modo la loro
+domanda, presero parte a quel dolore, per nulla stupiti di non
+avere risposta.
+
+Quanto ad Enrico, seguitava a scrivere dalla sua finestra
+prendendo la sua terza parte nel dolore di una famiglia, che
+considerava come sua.
+
+
+
+
+CAPITOLO QUINTO.
+
+_Il dilemma, anzi il trilemma.
+
+La fanciulla si consulta con un'amica e colla mamma._
+
+
+Erano passati tre mesi, e la mamma di Emma, volendo distrarre la
+sua figliuola da un dolore, che il tempo non riusciva ancora a
+calmare, le disse un giorno a un tratto:
+
+--Sai, tesorino mio, voglio farti ridere....
+
+--Sarà difficile, mamma....
+
+--Il marchese di Acquafredda ha chiesto la tua mano....
+
+--Impossibile! In questi giorni? Non rispetta neppure il nostro
+dolore? Non pensa all'anno di lutto, che per me durerà tutta la
+vita?
+
+--No, non è in questi giorni ch'egli ha fatto la sua domanda, ma
+poco prima che morisse tuo padre.
+
+--Ah! Tanto meglio! Avrei subito perduta la stima che io sentiva
+per lui.... Ma il Marchese ha almeno settant'anni.
+
+--No, ne ha sessanta e per verità non li dimostra neppure....
+
+--Sian pur sessanta, son sempre molti. Ma dacchè tu mi hai fatta
+questa confidenza, io te ne farò un'altra.... Pochi giorni prima
+della morte del mio povero babbo, mi ha offerto la sua mano
+l'ingegnere Rinaldini.
+
+--Davvero? E tu che cosa gli hai risposto?
+
+--Che per ora non voglio maritarmi.
+
+--Non ti piace?
+
+--Non ho mai pensato a lui....
+
+--Emma, sii sincera con me. Tu mi hai sempre confidato i
+pensieri più segreti del tuo cuore: confidami anche questo. Non
+avresti simpatia per il giovane Enrico, che vive di faccia a
+noi?...
+
+Emma arrossì fino ai capelli.
+
+--Tu lo ami,--riprese subito la mamma con impeto.--L'ho veduto
+affacciarsi tante volte alla sua finestra, e fuggiva via, quando
+si accorgeva che io lo guardava. Spero bene che tu non lo avrai
+incoraggiato in questo suo amore. Sarà un bravo giovane, non lo
+dubito, ma è ancora uno studente dell'Università....
+
+--Mamma, mamma mia, son troppo triste ancora per pensare al
+matrimonio. Se me lo permetti, lasciamo questo discorso. Lo
+riprenderemo fra qualche mese.
+
+Emma aveva pronunziato queste parole con uno strazio così
+profondo dell'anima e insieme con tanta risoluta energia, che la
+mamma, che era di carattere molto debole e debolissima colla sua
+figliuola, tacque e mutò discorso.
+
+Quando però la fanciulla si ritirò nella sua cameretta, si sentì
+come travolta da un turbine, come trascinata in una ridda
+infernale, in cui tutto girava intorno a lei e si sentiva come
+costretta a girare anche lei.
+
+In quel vortice essa vedeva turbinarle intorno ora Enrico, ora
+il Marchese, ora il Rinaldini, che allungavano le braccia verso
+di lei, come se volessero rapirla.... Due uomini a un tempo
+l'avevano chiesta in isposa, e un terzo, senza aver fatta la
+stessa domanda, l'amava, l'adorava, e lei amava lui....
+
+Quella notte essa non dormì che qualche ora e il sonno fu per
+lei più agitato e più tormentoso che la veglia. Sentiva che al
+mattino avrebbe dovuto correr dalla mamma, confessarle l'amor
+suo per Enrico e pregarla a voler rispondere collo stesso
+monosillabo di rifiuto al Marchese e all'Ingegnere.
+
+Ma non ne aveva il coraggio. Essa avrebbe dovuto confessarle
+anche la sua corrispondenza clandestina; i suoi due peccati, che
+non si era perdonati ancora e che giorno e notte le stavan
+infitti nella coscienza, come due freccie avvelenate.
+
+No, no: non lo avrebbe mai fatto. Perdere a un tratto la stima della
+mamma che l'adorava, che la credeva infallibile, impeccabile. No, no,
+ella tacerebbe ancora e sempre.
+
+Ma il suo cuore traboccava: i segreti che vi teneva rinchiusi la
+soffocavano, la uccidevano, e a chi confidarli?
+
+Essa non aveva che un'amica, Maria, con cui aveva studiato, a
+cui aveva tutto confidato, benchè le fosse maggiore di qualche
+anno; ma essa si era maritata da due anni ed era andata a vivere
+a Perugia.
+
+Da principio Maria le aveva scritto due o tre volte per
+settimana. Erano lettere inebbrianti, che le parlavano della sua
+grande felicità. Poi le lettere erano divenute più rare e più
+fredde, finchè ora da un pezzo non ne riceveva più.
+
+Come vederla, come scriverle? Il suo segreto era di quelli, che
+si posson confidare solo da labbro a labbro, confondendo i
+fiati, e intrecciando le mani; interrompendo spesso il discorso
+colle lagrime e coi baci.
+
+Ma ecco che inaspettatamente Emma riceve per la posta un
+biglietto con queste parole:
+
+ _Amica del mio cuore_,
+
+ Domani lascio Perugia per qualche
+ giorno e sarò da te verso sera. Apri
+ grandi le braccia per stringermi al tuo
+ cuore. Ho bisogno di molta indulgenza e
+ di molta pietà. La tua
+
+ MARIA.
+
+E il giorno dopo Maria era nelle braccia di Emma e per molti
+minuti non si poteron parlare; tanti erano i baci e tante le
+lagrime che si rimandavano a vicenda.
+
+Emma, che era felice di confidare il gran segreto all'amica,
+trovava che lei era venuta per affidargliene un altro e molto più
+triste.
+
+Maria era infelice, sommamente infelice. Aveva sposato contro il
+volere dei suoi, contro il consiglio di tutti, un giovane
+studente (sì studente anche lui come Enrico) che però non
+studiava niente e che per di più apparteneva a una famiglia
+povera e disonesta.--Era bello, molto bello, e Maria l'aveva
+sposato, credendo che la bellezza e l'amore, che sentivano l'un
+per l'altro, sarebbero bastati a farli felici.
+
+Per forzare la mano ai genitori Maria s'era compromessa tanto da
+obbligarli al consenso del suo matrimonio ed essi le avevano data
+la piccola dote che le spettava.
+
+Il giovane era di Perugia e là erano andati i due spensierati,
+anche perchè in quell'Università egli avrebbe potuto continuare i
+suoi studii e laurearsi; ma invece abbandonati a sè e al loro
+amore avevano in un anno assottigliato della metà il loro piccolo
+capitale e si erano trovati senza quattrini e quel ch'è peggio
+senz'amore.
+
+Le strettezze economiche avevano inasprito il carattere volgare e
+vigliacco del marito; ed egli trovava ogni giorno un pretesto per
+far delle scene alla sua compagna. Era lei, che amava il lusso e
+non sapeva dirigere la casa: era lei, che li aveva rovinati....
+L'amore fisico li riconciliava talvolta; ma le crudeli torture
+della miseria facevano durare ben poco il cielo sereno in quella
+casa, dove scene e lagrime si succedevano come il vento e la
+pioggia in un mese di marzo, che non finisse mai.
+
+Era una vita d'inferno quella che passava a Perugia la povera
+Maria, ed essa era venuta a Firenze per confortarsi coll'amica
+Emma e chieder consiglio ai genitori.
+
+ *
+ * *
+
+Quando Maria ebbe finito, cominciò Emma e brevemente le espose il
+suo caso di coscienza.
+
+Maria non la lasciò neppur finire, perchè, con una strana
+violenza, le disse:
+
+--Emma, sposa subito il marchese di Acquafredda.
+
+--Ma io non lo amo, ma egli ha sessant'anni....
+
+--Che importa? Che importa? Ha dei milioni e ti farà felice.
+Avrai una carrozza, ville, bagnature.... viaggerai. Egli dovrà
+farsi perdonare troppe cose, per non esser teco il più cortese
+cavaliere di questo mondo e farà sempre quel che tu vorrai....
+Per carità, segui il mio consiglio, sposa il Marchese.... E poi,
+e poi non ci pensi? Diventi, una marchesa anche tu; avrai sulle
+tue carrozze, sui tuoi fazzoletti, da per tutto una corona
+fiorita. Anche questo è bello!
+
+--Maria, tu fai la celia, tu ti ridi di me. Lo sposeresti tu, se
+fossi ancora ragazza?
+
+--Certamente, e subito, avesse anche settant'anni!
+
+--Maria, tu mi fai orrore. Non la pensavi così, quando nel
+collegio parlavamo del nostro avvenire nei fidati colloquii della
+notte....
+
+--Sì, mia cara, allora io aveva ancora molta poesia nel mio
+cuore, allora io credevo, che non si potesse e non si dovesse
+sposare che un uomo che si amasse. Allora credevo, che il
+matrimonio senza amore era una prostituzione, che l'amore
+bastasse per farci felice. Ma ora, ora dopo due anni di
+tristissima esperienza, penso proprio tutto il rovescio.
+
+Ho sposato un bel giovane, che diceva di adorarmi e me lo
+dimostrava con un delirio di carezze senza nome, che mi facevano
+vedere il paradiso in terra. I miei parenti si opposero invano,
+mostrandomi i pericoli del mio divisamento. Non volli udir
+ragioni. Io sentivo che senza Antonio sarei morta. Minacciai di
+fuggire con lui e non credettero alla mia minaccia.
+
+Fuggii davvero e dovettero lasciarci sposare....
+
+Il paradiso durò due mesi, il purgatorio un anno, ed ora sono
+nell'inferno; in un inferno terribile, che mi fa la più infelice
+delle donne.
+
+Credilo a me. Gli uomini, quando non ci sposano pei nostri
+quattrini, ci vogliono pei loro piaceri, e una volta che ci hanno
+avuto, si annoiano. _Toujours perdrix, toujours perdrix!_...
+L'adorazione nei casi migliori, cioè quando tu sposi un
+gentiluomo, diventa amore, poi amicizia, poi un'abitudine
+monotona, che si infiora con qualche cortesia quotidiana, per non
+parere....
+
+E poi, stammi a sentire. Se tu sposi Enrico, sarai povera e la
+povertà nel matrimonio è l'inferno. Non vi è amore, che resista
+alla lotta quotidiana colle necessità della vita. Io ho già due
+figliuoli e per essi sento che la miseria, che io avrò loro
+imposto col mio matrimonio, è un delitto, di cui io, io sola sono
+la colpevole. Tu non puoi immaginarti quanto veleno ci sia nella
+povertà, che si soffre in tre, in quattro; sotto il tetto di una
+casa angusta, misera. Tu non puoi capire quanto inferno possa
+essere chiuso in un conto della sarta, che non si può pagare,
+nell'angoscia del pensiero di dover pagare fra pochi giorni il
+semestre della pigione. E se poi hai un marito, che coll'energia
+della volontà e coll'onnipotenza dell'ingegno non sappia lottare
+e vincere e portar fuori la moglie e i figli dal pantano, tu
+incominci a sprezzarlo e ad odiarlo. E tu, poveretta, senti tutta
+l'impotenza di esser donna e di non potere col proprio lavoro
+dare alla famiglia l'agiatezza.
+
+Io, vedi, son diventata cattiva. Quando porto a spasso i miei
+bambini mal vestiti e vedo quelli dei miei vicini scarrozzare
+nella loro piccola vettura condotta da una balia bella e
+riccamente vestita, soffro e bestemmio entro di me, contro di me
+e contro tutti.
+
+No, no, Emma, sposa il marchese di Acquafredda.--
+
+Emma taceva, e si asciugava gli occhi innondati di lagrime. Il
+dolore dell'amica era troppo crudele, era troppo disperato,
+perchè non scendesse anche nel suo cuore.
+
+Finalmente potè parlare colla voce interrotta dal singhiozzo.
+
+--Maria, in te parla l'ira figlia del tuo dolore. Tu parli
+cinicamente, perchè sei disperata; ma io non posso credere, che
+sii divenuta cattiva, perchè sei infelice.
+
+Quanto a me, se la mamma non mi lasciasse sposare Enrico, accetterei
+la mano dell'ingegnere Rinaldini, non mai quella del marchese; per
+quanti blasoni e milioni egli potesse offrirmi. Se la miseria uccide
+l'amore, la ricchezza senza amore non lo può uccidere, perchè l'amore
+non c'è; ma non deve darci che una vita insopportabile.... Tu almeno
+hai amato e hai goduto due mesi di paradiso; io sposando il Marchese
+non ne avrei neppure un'ora....--
+
+Le amiche parlarono ancora a lungo, ma si lasciarono colle stesse
+parole con cui la loro triste conversazione era incominciata.
+
+--_Sposa il Marchese_....
+
+--_Giammai!_
+
+ *
+ * *
+
+Per molti e molti giorni madre e figlia non parlarono dei due
+pretendenti, nè di Enrico; ma un mattino, mentre Emma era ancora
+a letto, la mamma entrò a darle il buon giorno, e baciandola
+aveva un'aria solenne e triste, che non era solita in lei.
+
+--Mamma, che cos'hai questa mattina? Ti senti male?
+
+--No, figliuola mia, ho un piego suggellato da consegnarti e che
+ho trovato nello scrittoio di tuo padre, subito dopo la sua
+morte, ma che ti do oggi soltanto, perchè prima d'ora ti avrebbe
+dato forse una scossa troppo forte.
+
+E la mamma, deposto un piego sul tavolino da notte di Emma, escì
+per nascondere l'emozione che la faceva piangere.
+
+Emma, commossa anch'essa, prese l'involto e vi lesse:
+
+ _Alla mia Emma.
+ Da consegnarle dopo la mia morte._
+
+Essa ruppe i sigilli, e trovò che l'involto ne conteneva un
+altro, su cui era scritto:
+
+ _Consigli di un babbo alla sua figliuola per la scelta del marito._
+
+E che cosa vi fosse scritto lo vedrà il benigno lettore, se vorrà
+darsi la pena di continuare la sua lettura.
+
+
+
+
+
+PARTE SECONDA.
+
+IL MANOSCRITTO DEL BABBO.
+
+
+
+
+_Consigli di un babbo alla sua figliuola per la scelta del marito._
+
+
+Mia adorata figliuola, tu leggerai da sola e forse con qualche
+lagrima negli occhi queste pagine, che ho scritte anch'io nella
+solitudine, anch'io piangendo e pensando a te.
+
+Dio volesse che tu non le avessi a leggere! Vorrebbe dire che io
+son vissuto abbastanza per vederti sposa felice; vorrebbe dire
+che io ti ho potuto dare i miei consigli a viva voce.
+
+Ma io son medico e so di avere in me una malattia che non
+perdona. Potrei da un momento all'altro sparire dal mondo e
+voglio che la mia voce mi sopravviva e ti aiuti nell'ora più
+importante della tua vita, quando avrai a scegliere colui, che
+deve essere il tuo inseparabile compagno, che deve essere il
+padre dei tuoi figli.
+
+Promettimi di non impegnare la tua parola prima di aver letto tre
+volte queste mie pagine, alla distanza di una settimana una volta
+dall'altra.
+
+ *
+ * *
+
+L'uomo innamorato è d'oro, finchè non gli hanno detto di sì,
+diventa d'argento quando gli hanno detto di sì; diventa di rame,
+quando da pretendente è divenuto marito.
+
+ *
+ * *
+
+Ciò vale per la più parte degli uomini. Vi sono però alcuni pochi
+eletti, che sono d'oro prima e d'oro poi; sempre. Tu mia
+figliuola devi saper trovare uno di questi.
+
+ *
+ * *
+
+Fra i moltissimi, che cambiano il loro metallo nelle diverse fasi
+della loro carriera amorosa, ve ne sono alcuni, nei quali il
+metallo è sempre vile. Prima è rame dorato, poi _cristofle_, poi
+piombo.
+
+ *
+ * *
+
+Per conoscere questi fabbricatori di monete false non occorre che
+ti dia consigli speciali. Tu hai, figliuola mia, un cuore d'oro e
+uno spirito acuto d'osservazione e ogni donna, se non è affatto
+stupida, ha in sè la preziosa pietra di paragone, che ci insegna
+a distinguere l'oro dal rame, l'argento dal piombo.
+
+ *
+ * *
+
+Un oggetto anche ben dorato col lungo uso si smussa sugli spigoli
+e mostra a nudo il vil metallo che vi sta sotto.
+
+Il tempo consuma anche l'ipocrisia; affidati ad esso come la spia
+migliore delle falsificazioni.
+
+Lo spigolo, che più presto degli altri consuma l'ipocrisia, è la
+vanità. Guardalo sempre e scoprirai il vero dal falso.
+
+ *
+ * *
+
+Mostrati indifferente alle più calde dichiarazioni. Se l'amor
+proprio del pretendente è più forte dell'amore, egli si
+raffredderà. Se invece l'amore è più forte dell'orgoglio, egli si
+innamorerà sempre più.
+
+ *
+ * *
+
+I mariti si dividono tutti quanti in due grandi categorie, i
+_buoni_ e i _cattivi_.
+
+I buoni son tutti compagni. Amano la moglie sopra ogni altra
+creatura, l'amano più di sè stessi e il loro primo pensiero è
+quello di farla felice.
+
+Cercano la ricchezza, l'onore, fors'anche la gloria; ma sempre
+per intrecciarne una corona intorno al capo della donna amata.
+
+Nè comandano, nè ubbidiscono, perchè non si sentono nè superiori
+nè inferiori alla loro moglie; ma eguali. Discutono insieme a lei
+i grandi e i piccoli problemi della vita, e finiscono sempre per
+venire alla stessa conclusione.
+
+Hanno sempre sullo scrittoio, in tasca, da per tutto un unico
+suggello per chiudere i loro segreti, per raffermare le loro
+decisioni. Questo suggello è un _bacio_.
+
+Questi mariti ridono sempre, quando senton parlare di _luna di
+miele_. Nel cielo del loro matrimonio non hanno mai veduto luna,
+nè di miele, nè di fiele. Sul loro capo brilla sempre il sole, un
+sole che non scotta, ma riscalda; che non brucia, ma illumina; un
+sole che non tramonta mai.
+
+ *
+ * *
+
+Insomma, cara figliuola mia, non occorre che io ti descriva più
+oltre i mariti buoni. Per dirlo con una frase degna di Monsieur
+la Palisse, ma vera come la verità.
+
+_I mariti buoni sono quelli, che fanno felici le loro mogli,
+facendo felici sè stessi._
+
+ *
+ * *
+
+I mariti cattivi sono i più e sono di molte e diverse specie.
+
+Eccoti le principali:
+
+ _Mariti tiranni.
+ Mariti deboli.
+ Mariti gelosi.
+ Mariti brontoloni.
+ Mariti avari.
+ Mariti libertini.
+ Mariti stupidi.
+ Mariti fannulloni_, ecc.; ecc., ecc.
+
+
+IL MARITO TIRANNO.
+
+In Europa almeno non abbiamo che sulla scena il tiranno antico,
+il selvaggio incoronato dalla stupidità del gregge umano e che a
+un muover di ciglio faceva cader teste, incendiar villaggi,
+torturare membra umane.
+
+Il tiranno classico è una specie sepolta negli Archivii della
+storia, a un dipresso come i mastodonti e i megaterii. Non è la
+sola corteccia del globo che ha i suoi fossili: molti più ne ha
+la storia umana e molti più ne avrà l'avvenire.
+
+E così come i nostri orsi, le nostre tigri, i nostri armadilli moderni
+sono copie in miniatura dei loro padri della paleontologia; così anche
+il tiranno antico è scomparso dalla faccia della storia, lasciando
+eredi tanti e infiniti tirannucci in sessantaquattresimo, che non
+portan più corona, nè scettro, nè scimitarra; ma che esercitano la
+loro tirannia col sopracciglio corrugato e la voce grossa; con tutte
+le armi costituzionali e levigate della nostra civiltà ben pettinata e
+profumata.
+
+Si nasce tiranni, come si nasce biondi o bruni; e chi ha questa
+sventura deve esercitare la tirannide, in qualunque strato
+sociale egli nasca; qualunque sia l'educazione ch'egli riceve.
+
+Soldato, sarà tiranno come caporale e come colonnello, e la
+disciplina militare sarà la patente ufficiale, con cui eserciterà
+la sua tirannia. La dimenticanza di un saluto o la poca
+lucentezza d'un bottone, l'accento un po' vibrato d'una risposta
+saranno sufficienti e facili occasioni per soddisfare questo
+vizio dell'anima.
+
+Sottosegretario o capodivisione, usciere o ministro, il piccolo
+tiranno moderno avrà sempre qualcuno al di sotto di sè, su cui
+sferzare lo scudiscio della propria volontà, a cui lanciare un
+calcio della propria tirannia.
+
+Industriale avrà operai, mercante avrà fattorini, proprietario
+avrà coloni, proto di stamperia avrà tipografi, direttore di
+riviste avrà collaboratori, editore avrà autori, impresario
+attori e ballerini.
+
+Dato il tiranno, la vittima non manca; anzi le vittime non
+mancano, perchè da per tutto e sempre le pecore sono in numero
+molto maggiore dei pastori.
+
+La tirannia più comune però, quella che si può esercitare da
+tutti i bipedi implumi di questa terra; che si può soddisfare
+impunemente, quotidianamente, in tutte le dodici ore del giorno e
+in tutte le dodici ore della notte; è quella del marito sulla
+moglie.
+
+Tirannia vigliacca, perchè si esercita dal forte sulla creatura
+debole; tirannia sudicia, perchè non esige coraggio, nè
+intelligenza, nè coltura; tirannia stupida, perchè è punita non
+dalle leggi, ma dalla natura.
+
+Chi semina tirannia in casa, raccoglie corna in casa e fuori:
+cambia il miele in fiele e non merita nè compassione, nè perdono,
+e neppure le attenuanti, che pur si sanno trovare dagli avvocati
+per le maggiori iniquità, pei delitti più atroci.
+
+Eppure vi son molti mariti, che sono tiranni anche amando la
+propria moglie, che sono fuori di questo perfetti galantuomini,
+cittadini perfetti, padri esemplari.
+
+Essi sentono imperioso, incessante, inevitabile il bisogno di far
+sentire alla loro compagna (vorrei dire schiava), che essi soli
+sono i padroni di casa, che a loro soli spetta ogni autorità,
+ogni diritto di comando, ogni arbitrio del bene e del male.
+
+Dei pronomi possessivi non conoscono che l'_Io_ e il _Mio_,
+ignorano del tutto il _tu_ e il _tuo_. Dicono sempre la _mia_
+casa, il _mio_ podere, il _mio_ patrimonio, la _mia_ volontà, la
+_mia_ opinione, il _mio_ desiderio.
+
+Ignorano del tutto le ascose tenerezze, le ineffabili delizie, le
+intime compiacenze del _nostro_; parola che è un nido, in cui la
+donna sente di poter appiattarsi, accovacciarsi e nascondersi,
+per godervi il tepore della vita in due.
+
+Il tirannucolo domestico non ha nulla di _nostro_, ma tutto è
+_mio_. _Mio_ il pensiero, _mio_ il giudizio, _mia_ l'esperienza,
+_mia_ la ricchezza. Il _nostro_ è un'infrazione alla disciplina
+del matrimonio, un'usurpazione di legittimo diritto: è una
+ribellione del suddito al sovrano.
+
+Di queste ribellioni egli solo giudice, accusatore, carabiniere e
+birro.
+
+L'assassino ha i proprii avvocati; la moglie non può e non deve
+averne. L'infallibilità del marito nelle faccende domestiche,
+grandi e piccine, è un dogma, indiscutibile e sacro come quello
+dell'infallibilità papale.
+
+In questa forma di tirannia l'ingiustizia, la prepotenza, il
+capriccio piglian forme pigmee, associando l'assurdo al ridicolo;
+il pretensioso al grottesco.
+
+La donna o si ribella o tace: una cosa peggiore dell'altra.
+
+Se la donna si ribella e si mostra più forte del tiranno, il
+marito è vinto e abbiamo una tirannia peggiore della virile, la
+femminile. Se le forze si equilibrano, avvicendandosi nelle
+vittorie e nelle sconfìtte, abbiamo la guerra in permanenza, come
+chi dicesse l'inferno in casa.
+
+Se la donna tace, o perchè molto debole o perchè ipocrita,
+distilla dall'alambicco del cuore nel segreto della sua stanza
+lagrime amare, che solcano l'anima e coltivano la vendetta; tanto
+più feroce e crudele, quanto più lenta e meditata.
+
+Quante volte una donna, che sarebbe morta innocente e pura, ha
+disonorato il marito per puro bisogno di vendetta, e in un'ora di
+voluttà colpevole e forse falsa, ha mormorato queste parole
+feroci dirette a un ben noto indirizzo:
+
+--_Prendi, carino, questo è per te!_
+
+È così facile invece comandare secondo giustizia e secondo
+ragione e senza far sentire mai il peso della propria autorità!
+
+Marito e moglie devono discutere, deliberare sempre insieme e
+senza che nessuno ubbidisca o comandi.
+
+Nelle questioni poco importanti poi, in quelle, in cui il sì e il
+no son tanto vicini da toccarsi e quasi da confondersi, l'uomo
+mostra la sua superiorità, cedendo sempre alla moglie, che per
+esser donna ha già tante ragioni di umiliazioni e di dolori nella
+vita sociale. Essa ci è tanto riconoscente di queste concessioni!
+
+ *
+ * *
+
+Mia dolce figliuola, se non vuoi avere un marito tiranno, studia
+nel profondo gli istinti, le abitudini del tuo fidanzato.
+
+Ti ho già detto che si nasce tiranni, e per quanto egli sia
+dissimulato, tu potrai scoprire facilmente nell'impeto prorompente
+della sua voce, nei suoi gusti, nelle sue abitudini la tendenza alla
+tirannia.
+
+Conosco un'angelica signorina, che già fidanzata a un giovane,
+che aveva tutte le apparenze di poterla far felice, ritirò la sua
+parola; perchè un giorno il tirannuccio voleva senza alcuna
+ragione seria proibirle di fare una visita ad un'amica.
+
+Il leone aveva mostrato l'artiglio, e la fanciulla avveduta se
+n'accorse in tempo e provvide saviamente alla propria felicità.
+
+E l'avvenire le ha dato ragione.
+
+
+IL MARITO DEBOLE.
+
+Il marito debole è un uomo di sesso incerto, in cui il corpo è
+maschio e l'anima è femmina. Uno dei tanti errori che commette la
+natura, quando sbaglia il posto alle cose; un errore di stampa,
+per cui non vi è correttore di bozze che basti.
+
+Il marito debole ha magari il pugno robusto e il pensiero forte,
+ma quando si tratta di adoperare queste due forze, non rispondono
+all'appello e fanno cilecca. Si pigia, si pigia sul bottone
+elettrico della volontà, ma il campanello non suona.
+
+Non parlo del pugno, perchè non scrivo che per la gente educata,
+e fra essi il pugno non si chiude che rare volte e per batter
+sodo sopra il tavolino; come chi mette un punto d'esclamazione ad
+una frase energica, per esempio ad un _Per Bacco_ o ad un _Per
+Dio_.
+
+Parlo invece del pensiero, che pensa, ma quando si deve tradurre
+in una volontà, il traduttore si gratta il capo, guarda a
+mezz'aria, crolla la testa; esita, dubita, oscilla, e dopo un
+lungo tentennamento si decide.... a non decidersi.
+
+In quel frattempo fra il pensiero che pensa e la volontà che
+tentenna, compare sempre una terza persona, che vuole per noi,
+che per noi si decide e ci impone la propria volontà e la propria
+decisione.
+
+Ecco l'uomo debole, che finisce a furia di sconfitte a perdere la
+propria stima e a farsi compatire da tutti e specialmente dalle
+donne, che, pur dicendosi eguali a noi nei diritti (non nei
+doveri però), vogliono pur sempre trovare nell'uomo un albero
+robusto a cui possano appoggiarsi fidenti e sicure.
+
+Nulla è per le donne più spregevole nell'uomo che la debolezza.
+Possono perdonare quella del corpo, non mai quella dell'animo;
+tanto è vero che i briganti più feroci ebbero sempre amanti
+appassionate; gli uomini di genio, anche vecchi, ebbero donne
+innamorate; ma i vigliacchi e i tentennini furono sempre
+disprezzati o compatiti.
+
+E tutto ciò è bene: le leggi della natura vogliono essere
+rispettate e nessuno può violarle impunemente.
+
+Quando in un matrimonio si invertiscono le parti e la donna è più
+forte dell'uomo, essa se ne serve come di uno strumento comodo e
+buono a tutto; ma in cuor suo lo compatisce e lo disprezza, e
+intanto cerca altrove l'uomo _uomo_, a cui possa dare il corpo e
+l'anima; del cui amore possa sentirsi fiera e superba.
+
+La donna superiore si sente umiliata di trovar l'uomo inferiore a
+sè stessa e lo tratta, anche nei casi migliori, come si trattano
+i bambini, con pietà, con tutti i riguardi, come creatura che ha
+bisogno di protezione e di indulgenza.
+
+La donna, quando è stretta fra le braccia di un uomo che ama,
+vuol guardare in alto, per trovare il suo sguardo, vuol dover
+rizzarsi sulla punta dei piedi per poterlo baciare. Dio l'ha
+fatta più piccola di statura di noi, perchè ella possa guardarci
+dal basso. Allora gli occhi di lei diventano bellissimi, le
+labbra si socchiudono come calice di fiore che beve la rugiada
+dall'alto; ed essa esclama felice e fiera:
+
+--_Come sei grande!_
+
+Se invece è lei, che deve abbassar gli occhi, questi si fanno
+piccini, da superbi sembrano farsi vergognosi; esprimono
+protezione e non ammirazione; tenerezza forse, non mai orgoglio,
+e se essa non dice:
+
+--_Oh come sei piccolo!_
+
+è perchè essa è buona e nasconde la compassione, per non renderci
+ancor più piccoli di quel che siamo.
+
+Ma se non lo dice, lo pensa, e quel pensiero inaridisce tutte le
+più alte aspirazioni dell'idealità femminile, degli entusiasmi
+onnipotenti, delle estasi, più care della vita in due.
+
+ *
+ * *
+
+Il Museo della debolezza è ricchissimo: ci presenta una raccolta
+infinita di insetti minuti, brutti, spesso schifosi, di larve
+striscianti e quasi invisibili; tutta una collezione di prurigini
+senza dolore, di aborti senza vita, di intenzioni senza energia;
+tutto un limbo di fantasmi di volontà, di pentimenti senza
+riscosse, di peccati senza vendette, di contraddizioni, di
+oscillazioni, di paralisi del pensiero.
+
+ *
+ * *
+
+La moglie non è ancora alzata, che pensa di far cosa gradita al
+suo compagno e manda la cameriera da lui per sapere, se non
+gradirebbe avere a pranzo un amico giunto ieri da un lungo
+viaggio e ch'egli ama assai. Uno dei tanti pensieri delicati, che
+germogliano ogni giorno, ogni ora nell'anima delicatissima della
+nostra compagna.
+
+Egli risponde subito col sorriso della compiacenza, perchè essa
+ha pensato a lui, ma non risponde col labbro che molto tardi.
+
+E la risposta è un _sì_, ma incerto e dubbioso come un punto
+d'interrogazione.
+
+E la cameriera non è ancora sull'uscio, che egli si alza e dice:
+
+--Aspetta, aspetta, andrò io dalla signora a portarle la
+risposta....
+
+La risposta è un altro punto d'interrogazione accompagnato da una
+processione di _se_ e di _ma_. Forse l'amico non gradirà
+l'invito.... Deve passare i primi giorni in famiglia; deve
+trattare molti affari importanti, ch'egli ha lasciato irresoluti
+in patria.... Aspettiamo un altro giorno, se credi....
+
+--Ma io non credo nulla. Volevo invitarlo per farti piacere....
+
+--No, cara, sarebbe forse una gentilezza squisita, ma però....
+
+--Senti, eccoti nelle solite incertezze per un nulla, per
+l'invito di un amico a pranzo.... Farai quel che vuoi. Io me ne
+lavo le mani.
+
+Per tutto quel giorno il marito non fa nulla di nulla, ma pensa
+anche a tarda sera, che forse la moglie aveva ragione e l'amico
+avrebbe gradito moltissimo quell'invito.
+
+ *
+ * *
+
+Un'altra volta si tratta di cosa ben più grave.
+
+La signora è molto bella e giovane e ad ogni passo semina
+desiderii e accende scintille.
+
+Un amico di casa ha raccolto tutto un fascio di desiderii e su
+lui sembran cadute tutte quante quelle scintille. Dallo sguardo
+che accende è passato troppo presto allo sguardo che domanda,
+alla parola che implora.... La signora, che è virtuosa, ne
+avverte il marito e invoca la difesa.
+
+Ed egli le dà ragione, se ne preoccupa e promette l'intervento
+diplomatico prima, armato se quello non basti.
+
+Ma, dopo aver lungamente deliberato sul da farsi, si decide che
+lo farà domani.
+
+E il domani viene e troppo presto. Il marito modifica il piano di
+difesa e di attacco. Non aveva tutto preveduto, nè a tutto
+pensato. Il giorno appresso si difenderà e attaccherà. Ne è
+sicuro.
+
+Ma il dì appresso è venuto. È entrato nel salotto, quando l'amico
+era da solo a solo colla signora, ben deciso a dire e a fare....
+ma egli è entrato ed è uscito. senza aver detto e senza aver
+fatto....
+
+E così passano i giorni e le settimane.... La signora non si
+lamenta più col marito delle troppe assiduità dell'amico. Il
+marito differisce sempre e sempre muta il piano di difesa e di
+offesa.
+
+E la moglie sarà frattanto rimasta ancora senza colpa?
+
+ *
+ * *
+
+I due sposi hanno la sventura di avere un figliuolo, che non
+ancora uomo è già corrotto e perverso. Con un'abile ipocrisia ha
+saputo mostrarsi sempre corretto in casa, ma un amico svela ai
+genitori la sua condotta ben diversa fuori di casa....
+
+La mamma piange, il marito impallidisce e sospira, e poi:
+
+--Spero, che questa volta almeno saprai fare da padre, che saprai
+esser forte, che chiamerai tuo figlio, mostrandogli tutto il
+nostro sdegno, tutto il nostro dolore.... Sii uomo, per Dio!
+
+Quella brava donnina, religiosa fin nei capelli, non aveva mai
+pronunziato il nome di Dio invano. Doveva esser ben forte in quel
+momento la sua emozione per averlo fatto.--Forse sperava che la
+sua energia per contagio sarebbe passata nell'anima floscia e
+tenerella del marito.
+
+Ma questi, asciugandosi una lagrima, non aveva saputo rispondere
+che un "_Chi l'avrebbe mai detto?_"
+
+--Ma ormai conviene provvedere, se siamo ancora in tempo....
+
+--Ma sicuro, ma sicuro....
+
+--E cosa pensi di fare?
+
+--Ci penserò, ci penserò; ma oggi non me ne sento il coraggio;
+non ne ho la forza. L'emozione è stata troppo forte....
+
+--No, no, non c'è tempo da perdere. Luigi sta per rientrare per
+la colazione e tu lo chiamerai subito nel tuo studio e sarai
+severo, inflessibile con lui.... forse siamo ancora in tempo....
+
+--Oh Dio mio! Dio mio! Io non ho la forza di sgridare mio figlio.
+Lasciami un giorno di calma.... ti prometto....
+
+--Tu prometti sempre e non mantieni mai....
+
+La signora esce sdegnata dalla camera, non senza dire con voce
+alta e prorompente:
+
+--Ma quest'uomo non è un uomo!
+
+ *
+ * *
+
+Figliuola mia, ti risparmio altri quadri della debolezza umana,
+perchè son brutti a vedersi, più brutti a descriversi; ma essi
+sono infiniti di numero e svariatissimi di forme.
+
+Non sposar mai un uomo debole: quasi quasi ti direi: sposa
+piuttosto un uomo tiranno.
+
+
+IL MARITO GELOSO.
+
+Scommetto, cara fìgliuolina mia, che più d'una volta, pensando al
+tuo ideale di sposo futuro, te lo sei immaginato alquanto geloso;
+e quasi tutte le donne la pensano come te.
+
+Eppure; l'ho detto e scritto cento volte in vita mia, avete tutte
+quante torto marcio.
+
+Si può essere gelosi senza amare e si può amare senza gelosia. A
+voi pare, che un uomo, che non diffida della propria moglie, che
+non si mostra turbato, se un altro la trova bella e glie lo fa
+capire, è un uomo che vi disprezza o non vi cura.
+
+Alcune donne nei loro falsi giudizii giungono a tanto da misurare
+l'intensità dell'amore dal grado di gelosia. Uomo non geloso vuol
+dire uomo indifferente; uomo geloso, uomo amoroso; uomo
+gelosissimo, uomo innamoratissimo.
+
+Non auguro a queste infelici, ch'esse abbiano a trovare un marito
+geloso. Sarebbero ben punite dell'errore di quel loro giudizio!
+
+È naturale, che noi tutti cerchiamo di difendere dalle mani
+altrui quel che ci è caro; è naturalissimo che noi vogliamo
+conservare la nostra dolce compagna dagli artigli e dalle carezze
+dei briganti d'amore; ma, se abbiamo stima di lei, dobbiamo esser
+sicuri che nessun attacco potrà ferirla e che quando ella
+diffidasse delle proprie forze, ci invocherebbe come alleati
+suoi.
+
+Ma diffidare ad ogni ora di esser traditi, ma guardare in
+cagnesco ogni uomo che si avvicina a lei o le parla o le sorride,
+è offenderla senza diritto, è tormentarsi senza ragione; è
+avvolgere il proprio nido d'un fumo acre e pungente, che mozza il
+fiato e asfissia l'amore.
+
+Quante donne son cadute per protestare contro il marito
+poliziotto o carabiniere, che le circondava di spie, di tranelli;
+di una rete molesta di diffidenze e di sospetti!
+
+Se la virtù non basta a difenderci dalla gelosia, almeno sia
+geloso per qualche cosa!
+
+In quasi tutte le svariate forme di gelosia entra l'amor proprio
+più che l'amore.
+
+La gelosia di puro amore non è che un dolore; forte, fortissimo,
+ma dolore.
+
+La gelosia d'amor proprio è dolore, ma è più ancora ira,
+dispetto; reazione dell'orgoglio virile offeso in tutto ciò che
+ha di più delicato e di più irritabile.
+
+La gelosia d'amore piange e implora, si umilia e prega.
+
+La gelosia d'amor proprio schiamazza e maledice; percuote e
+uccide.
+
+Gli assassini delle donne infedeli son quasi sempre assolti dalla
+_vox asinorum_ del giurì; perchè ogni giurato si sente offeso e
+minacciato dall'amante fortunato; ma io li condannerei, se avessi
+la sventura di esser giurato.
+
+Li condannerei, perchè in essi non vedo che il grido e il morso
+della belva umana, e perchè dopo tutto sono omicidi; e nessuno al
+mondo ha il diritto di uccidere un altr'uomo.
+
+Deploro e compatisco il marito, che uccide l'amante fortunato;
+maledico e condanno quello che ammazza la moglie o l'amante, che
+si lorda le mani del sangue di una donna, con cui ha diviso i
+baci e le carezze d'amore; che è forse la madre dei suoi
+figliuoli.
+
+Uccidere una donna è la più brutale delle viltà, la più
+animalesca delle violenze, e applaudo quelli, che dopo il delitto
+uccidono sè stessi. Ammazzano, ma si infliggono la pena della
+loro brutalità. La terra non può sopportarli, la società umana e
+civile non può contarli fra i suoi.
+
+_Raca_ ad essi! Mille e mille volte maledetti gli assassini delle
+donne.
+
+E maledetti con essi i giurati e i giudici, che li assolvono,
+calpestando la più giusta delle giustizie!
+
+ *
+ * *
+
+L'uomo geloso per temperamento, lo è così fatalmente, così
+necessariamente, che non può nascondere in nessun modo la propria
+debolezza, che non vorrei chiamare passione; perchè se di questa
+ha le violenze e gl'impeti irragionevoli, non ne ha però nè i
+simpatici ardori, nè gli scatti generosi.
+
+Egli è in uno stato di diffidenza cronica, che ne avvelena il
+sangue, che ne contorce i gesti, che ne deforma la parola e
+l'accento.
+
+Ogni parola di simpatia innocente o di lode diretta dalla propria
+moglie ad un altro è un amore che incomincia, è una violazione di
+domicilio. Ogni amicizia è un adulterio, un sacrilegio; un
+delitto che si trama o è già compiuto.
+
+Ogni uomo che si avvicina alla nostra donna è un nemico, e il
+sospetto si erige convulso, feroce, e diviene accusa, condanna.
+Al lampo della diffidenza tien subito dietro il fulmine della
+minaccia, l'insolenza dell'accusa, l'ingiustizia della calunnia.
+
+L'uomo geloso ha tutti i diritti, nessun dovere.
+
+L'uomo geloso è un poliziotto ed è un tiranno; per cui presenta
+in una volta sola tutte le insidie piccine, maliziose, ributtanti
+della spia e tutte le prepotenze brutali del boia.
+
+Ogni atto, ogni parola della moglie è passata alla trafila
+dell'inquisitore, ogni sguardo che dirige ad un uomo e ogni
+sguardo che l'uomo dirige a lei, è studiato colla lente d'un
+ottalmoscopio, più acuto di tutti quelli inventati dai medici
+oculisti.
+
+L'uomo geloso è sempre armato di lenti per vedere ciò che c'è o
+non c'è; di tutte le armi da taglio e da fuoco per ferire o per
+uccidere. Le armi da taglio son sempre affilate, quelle da fuoco
+sempre cariche e col grilletto alzato.
+
+Figurati, cara bambina mia, come si debba esser felici in tale
+ambiente e con un tal uomo sempre vicino, sempre diffidente, sempre
+pronto ad accusare o a condannare; col cipiglio dell'inquisitore,
+colla mannaia del carnefice!
+
+Il pretendente, il fidanzato è sempre ipocrita, volendo o non
+volendo, o perchè nasconde i proprii difetti o ingrandisce le
+proprie virtù; ma la gelosia è forse la cosa più difficile fra
+tutte a celarsi; perchè è prorompente, esigente; novanta volte su
+cento irragionevole.
+
+Sta dunque sull'attenti, quando egli ti parla e ti interroga. Ti
+sarà facilissimo scoprire se è geloso.
+
+Col pretesto di interessarsi a tutto ciò che ti riguarda, vorrà
+sapere che cosa fai, chi vedi, soprattutto chi visita la tua
+casa. E se fra i visitatori v'è qualche giovinetto, a lui
+soprattutto dirigerà la poliziesca inquisizione, domandando chi
+egli sia, che cosa dica, e faccia, e quanto durino le sue visite,
+ecc., ecc.
+
+Questa curiosità ti parrà affettuosa, sarà condita di scherzi e
+di reticenze, di scuse e di tenerezze; ma non illuderti. Essa non
+è che una forma gentile, costituzionale, della gelosia.
+
+E se vuoi sapere fin dove vada questa gelosia, se sia all'acqua
+di rose o invece una passione feroce e brutale, dagli per scherzo
+pretesti ad esser geloso davvero e con ragione, pronta a ridere a
+un tratto, distruggendo con una buona parola l'artificioso e
+innocente tranello.
+
+Sei donna e non occorre che ti dica di più.
+
+Le donne, senza aver mai studiato la chimica, sanno analizzare i
+sentimenti, i sorrisi, le lagrime, e soprattutto le dichiarazioni
+d'amore, e sanno dire quanta verità e quanta menzogna vi si
+contenga.
+
+E così farai tu, nello scomporre la gelosia del tuo fidanzato,
+per vedere, se sia sincera o finta, e quanto contenga d'amore e
+quanto d'amor proprio.
+
+
+IL MARITO BRONTOLONE.
+
+Ti ricordi, bambina mia, la gita che si fece nell'ottobre scorso
+a Vigiona coi tuoi cugini?
+
+Una gita che riuscì gaia e divertente a furia di contrattempi e
+di incidenti buffi e inaspettati.
+
+Riuniti tutti sulla piazza di Cannero alle sette del mattino si
+strologava il cielo per sapere se si dovesse partire o restare a
+casa.
+
+Era piovuto un pochino nella notte e l'erba dove si doveva
+merendare doveva esser bagnata.... Dicevano i pessimisti.
+
+Ma, soggiungevano subito gli ottimisti: se è piovuto a Cannero,
+non è una ragione per dire, che sia piovuto anche a Vigiona.
+Spesso piove alla riva del lago ed è sereno sulla montagna.
+
+Più spesso però accade il contrario, ripigliavano gli amici di
+Schopenhauer.
+
+E gli altri (e tu eri con loro, angelo mio):
+
+--Ma non vedete come a Macagno e a Luvino brilla il sole. Avremo
+una giornata bellissima; serena e fresca.
+
+--Bravi, bravissimi. Se è sereno sulla sponda lombarda, è perchè
+soffia il vento di levante, che fra noi porta sempre il brutto
+tempo.
+
+--Dunque?
+
+--Dunque?
+
+Gli ottimisti erano in maggioranza, perchè erano più i giovani
+che i vecchi.
+
+E la carovana partì. I ciuchi coi ragazzi e le signore davanti, i
+giovanotti, e gli uomini a piedi con tanto di _alpenstock_, come
+se si dovesse salire il Monte Bianco, e dietro a tutti la buona
+Janna, che portava sulle sue spalle di bronzo la gerla piena di
+viveri.
+
+Giunti a Trarico, dopo un continuo rimpiattarsi ed affacciarsi
+del sole, e un continuo alternarsi di pessimisti, che nel primo
+caso gridavano trionfanti:
+
+--Ma non l'aveva detto io! e degli ottimisti, che esclamavano
+ridendo:
+
+--Ecco il bel tempo!
+
+Si ebbe una vera scossetta d'acqua, che rimise sul tappeto la
+questione, se si dovesse continuare il viaggio fino a Vigiona o
+se si dovesse fermarsi a Trasico, chiedendo ospitalità in
+un'osteria.
+
+Ma anche questa volta dopo la piccola pioggia riapparve il sole e
+gli ottimisti ebbero ragione una seconda volta.
+
+Tu, Emma mia, ti ricordi di certo più di me, i buffi incidenti
+della nostra gita, ch'io ti ho ricordato soltanto per rivivere
+un'ora con te e per rammentarti l'ultima scena, la più comica fra
+tutte, quando finita la merenda, si volle accendere il fuoco
+sotto un grosso castagno, per farvi cuocere delle bruciate e
+mangiarle calde calde là su quell'erba molle, che aveva tutti i
+profumi autunnali del monte.
+
+Ognuno di noi portava foglie e stecchi, e ramoscelli e carta; ma
+tutto era umido, tutto era bagnato e appena si era riusciti con
+grande stento e pazienza grandissima a accendere le foglie; i
+ramoscelli imbevuti d'acqua non davano che fumo.
+
+Tutti accovacciati intorno a quel focolare: chi soffiava, chi
+faceva riparo col suo corpo a un venticello impertinente, perchè
+tutto quel fumo si cambiasse in fiamma; ma tutti i nostri sforzi
+insieme riuniti a nulla approdavano.
+
+Il fumo ora era azzurro, ora era bianco; ma mutando colore non
+cessava di esser molesto, insopportabile e ci entrava negli occhi
+per farli lacrimare, nella bocca per farci tossire.
+
+In un momento di tregua del vento, si ebbe un po' di rosso in
+mezzo a tutto quel bigio e si gridò dagli ottimisti:
+
+--Vittoria!
+
+E dai pessimisti:
+
+--Aspettate un poco!
+
+Ma poi il fumo ritornò molesto, incorreggibile, insopportabile, e
+dopo un'ora di eroismi alleati, ma ahimè impotenti, si dovette
+rinunziare a aver del fuoco e delle bruciate.
+
+Quando si raccolsero le sparse membra e i _kiökkenmoedings_ della
+nostra merenda per ritornare a casa; prima di scendere dall'altipiano
+si guardò tutti con un moto unanime e involontario al nostro
+fuocherello acceso invano e i pessimisti esclamarono:
+
+--Fuma ancora!
+
+ *
+ * *
+
+Io ti ho ricordato questa nostra gita, che di certo non hai
+dimenticata, per dirti, che il marito brontolone è in tutto
+eguale a quel nostro fuocherello, che abbiamo acceso sul prato di
+Vigiona e che non dava che fumo.
+
+Puoi essere ottimista e cortese e indulgente finchè vuoi
+coll'uomo brontolone, ma egli troverà sempre qualcosa da
+criticare, qualche ragione per lamentarsi, per deplorare....
+
+Tu gli prepari una sorpresa affettuosa ed egli si gratta in capo
+esclamando:
+
+--Io non amo le sorprese.
+
+Oppure:
+
+--Che cosa ti è venuto in mente? In questi tempi una spesa
+inutile è una colpa e conviene pagar caro il piacere che ci
+procura.--Ecco il fumo!
+
+E a tavola, quando stomaco e cuore siedono insieme, l'uno accanto
+all'altro per cantare uno dei migliori duetti di questo mondo;
+quando tu sorridi, vedendo fumare la zuppa odorosa e le manine
+impazienti dei tuoi bambini preparare le armi del cucchiaio e
+della forchetta per l'allegro combattimento; ecco che il
+brontolone trova la bottiglia fuori di posto e la minestra troppo
+cruda o troppo cotta.
+
+Ed ecco il fumo!
+
+Si va a spasso per prendere una boccata d'aria. Tu sei lieta,
+perchè ti senti bene, perchè i tuoi figliuoli sono sani, ben
+vestiti e allegri. Dai il braccio al marito brontolone ed egli
+non è ancora uscito di casa, che ha scoperto una grossa nube nel
+cielo e profetizza il vicino temporale.
+
+Perchè non hai portato l'ombrello?... Perchè siamo usciti? Tanto
+era meglio aspettare domani o un altro giorno qualunque.
+
+E per tutta la passeggiata quella nuvola è discussa, lambiccata,
+ed è unico argomento della noiosa e fredda conversazione.
+
+Ecco il fumo!
+
+E bada bene di voler disarmare il brontolone collo scherzo
+amoroso, colla barzelletta faceta. Sarebbe come soffiare nel
+fuoco di Vigiona. Più si soffiava e più faceva fumo.
+
+L'uomo brontolone ha l'amaro in bocca e convien che sputi. Se gli
+metti dello zucchero in bocca, anche lo zucchero divien tossico;
+perchè il suo amaro è come quello del chinino, che è profondo ed
+è eterno.
+
+E se gli chiudi la bocca, perchè non sputi, la saliva amara gli
+si accumula in bocca e gli fa groppo alla gola e allora, poveri
+noi, invece di uno sputo, avremo una mitraglia di tutti gli
+escrementi morali, che secerne un fegato itterico, un cervello
+malazzato.
+
+Dio e la provvidenza e la fortuna ti liberino dal marito
+brontolone!
+
+Quando dormi è una pulce, più spesso anzi una cimice. Potrai
+schiacciarlo, ma anche morto ti lascerà il fetore nella mano.
+
+Se leggi è una mosca, che più si caccia via e più ritorna a
+molestarti.
+
+Se sei allegra è il rintocco della campana che suona a morto.
+
+Se vuoi pensare è l'organetto, che sotto alla tua finestra
+strimpella una suonata monotona.
+
+Se vuoi scherzare è il pedagogo, che alza la ferula per farti
+tacere.
+
+E se vuoi tacere è il pettegolo ciarlone, che ti vuol compagno
+nelle sue ciarle.
+
+Se vuoi rinfrescarti, ti mette una pelliccia sulle spalle. Se
+vuoi riscaldarti ti soffia in viso; ti ferma se cammini, e ti fa
+camminare se vuoi riposarti.
+
+Pulce, cimice, mosca, campana, organetto, pedagogo, pettegolo,
+importuno perpetuo; il marito brontolone è più che un malefizio,
+è una sventura: più che una sventura è una disperazione....
+
+Egli è il fumo vivente, è il fumo eterno, che ci promette il
+fuoco dell'inferno domestico.
+
+
+IL MARITO AVARO.
+
+L'avarizia è uno dei difetti più difficili a scoprirsi in un
+fidanzato; e siccome è fra quelli che necessariamente, inevitabilmente
+crescono cogli anni; apri grandi gli occhi, figliuola mia, per
+scoprirlo.
+
+Il fidanzato è sempre generoso, sia o non sia innamorato. Se ti
+ama davvero, se ti desidera, non vi è occasione ch'egli non colga
+al volo per farti un dono, per fare un'opera di carità dinanzi ai
+tuoi occhi. Se ne pentirà forse domani, ma quando ti vede,
+l'avarizia fugge via e si appiatta; e tu lo vedi largo, generoso,
+fors'anche spensierato.
+
+Se non ti ama, ma ti vuol sua per ragioni di convenienza
+economica o gerarchica, con maggior ragione ti si mostrerà
+splendido nel dare. Egli sente il bisogno di nascondere il vuoto
+del suo cuore e la mancanza d'amore vien ricoperta coi fiori
+della generosità. Pur troppo non son diversi nel colore e nel
+profumo i fiori, che si comprano dal fioraio e quelli che si
+coltivano con lungo affetto nel proprio giardino e si colgono ad
+uno ad uno con intelletto d'amore e sapiente elezione.
+
+Il fidanzato dunque, figliuola mia, è sempre generoso; in
+apparenza o in realtà; ma conviene saper distinguere l'uno
+dall'altro; il che è difficilissimo.
+
+È vero che tu potresti pigliar informazioni dagli amici comuni,
+dalle persone di servizio, dall'opinione pubblica; ma è impresa
+pericolosa e di incerto esito. Non ho mai saputo capirne il
+perchè; ma è dimostrato, che le informazioni che si chiedono sul
+valore di un uomo o di una donna, come candidati al matrimonio,
+son sempre incerte o false, o, nei casi migliori, contradditorie.
+Tutti hanno paura di dire il vero, se il vero è brutto; mentre
+poi molti hanno invidia della felicità altrui, e perciò esagerano
+i difetti od anche li inventano. Il coraggio civile è la
+rarissima fra tutte le virtù sociali; e per dire a una mamma o ad
+un babbo che chiedono di un fidanzato: cari miei, è un farabutto,
+o uno stupido o un fannullone; ci vuole un coraggio che
+pochissimi hanno.
+
+È così raro questo coraggio, che si nasconde o si maschera la
+verità anche quando si tratta di una cameriera o di un cuoco!
+
+Dunque, figliuola mia, tu devi scoprire l'uomo avaro o che è
+sulla strada di diventarlo; coi soli tuoi occhi, colle sole tue
+forze.
+
+Ecco ciò che mi ha insegnato la mia lunga esperienza:
+
+L'avaro o il candidato all'avarizia, anche nella più semplice e
+fredda conversazione, sottolinea sempre tutte le parole e tutti i
+numeri, che si riferiscono al denaro, ai capitali, alla ricchezza
+in genere e sotto tutte le sue forme svariate.
+
+Per lui la moneta, gli scudi, le rendite, l'oro, l'argento, il
+capitale, i frutti, son parole sacre, ch'egli pronunzia con una
+emozione inconscia forse, ma che si tradisce all'accento.
+
+Quanta psicologia celata, misteriosa e potente sta nascosta
+nell'accento, che diamo alle parole!
+
+Quante volte io ho scoperto un amore celato nelle più profonde
+pieghe dell'anima, al solo sentire pronunziare da un labbro il
+nome di un uomo o di una donna!
+
+Il discorso camminava piano, sereno, senz'urto e senza scosse; ma
+la voce che doveva tradurre quel nome si abbassava a un tratto di
+una o due note o si faceva leggermente tremula o tutto al
+contrario, si innalzava saltellando disinvolta, come se volesse
+nascondere la trepidaziane, con cui il cuore accompagnava quella
+cara parola.
+
+Ciò che è l'essere amato per chi ama è il denaro per l'uomo
+avaro.
+
+Spiatelo soprattutto, quando deve pronunziare la parola _milione_
+o _milionario_.
+
+Egli si esalta, alza il tuono della voce, si gonfia le gote, e
+quei vocaboli, come gente in festa, ti suonano all'orecchio
+preceduti da trombe e tamburi e seguiti da una fanfara di punti
+di esclamazione e di ammirazione.
+
+Ma che si celia?--Un _milione_! Il sogno diurno e notturno di
+tanti milioni di bipedi implumi; il prurito eterno di tanti
+operai della grande officina umana, il sole di mille e mille
+pianeti e pianetucoli; il Dio, a cui tante e tante creature
+portano in tributo la loro viltà, il loro ingegno, la loro
+dignità; tutti gli affetti di figlio, di padre e di cittadino.
+
+Ma che si fa celia? Un _milione_ è un _milllllione_!--
+
+ *
+ * *
+
+Un altro segno caratteristico dell'avaro è la carezza, ch'egli fa
+alla moneta o al foglio di banca, che sta per dare; sia per
+pagare un semplice contarello o per numerare una grossa somma.
+
+Egli non maneggia il denaro, come un altro oggetto qualunque; ma
+con un rispetto amoroso, con una tenera devozione. Per lui
+rappresenta il valore dei valori, la forza delle forze, e se
+potesse farlo decentemente, quando deve maneggiare una forte
+somma, si caverebbe il cappello. Invece egli si accontenta di far
+scivolare monete e biglietti l'un sull'altro e colle dita
+strette, quasi gli costasse il separarsene e volesse ad ogni
+singola moneta, ad ogni singolo foglio, dare un saluto amoroso,
+pieno di affetto e di rimpianti.
+
+Se fossi un gran pittore psicologico, vorrei fare due quadri e
+metterli l'uno di fronte all'altro, come due faccie d'uno stesso
+prisma,
+
+Nell'uno e nell'altro lo stesso uomo, ma nel primo quando conta
+del denaro che deve pagare; nell'altro quando conta del denaro
+che gli vien pagato.
+
+E sotto scriverei: _Paga!--È pagato!_
+
+E vi assicuro, che in quei quadri saprei mettere tante quantità
+d'uomo, da lasciarne davvero pochino al di fuori di quelle due
+cornici.
+
+ *
+ * *
+
+L'avaro, quando vede una bella cosa (fosse pure un oggetto
+d'arte), s'informa subito quanto sia costata o domanda a sè
+stesso quanto potrà costare; perchè di tutti i valori, che può
+rinchiudere un oggetto qualsiasi, il suo prezzo è per lui ciò che
+più lo interessa.
+
+Tutti i problemi della vita, tutte le questioni politiche e
+sociali, tutti gli incidenti e gli accidenti degli individui e
+delle nazioni sono per lui foderati da una questione di denaro, e
+là ferma il suo sguardo e là dirige i suoi sguardi e le sue
+meditazioni.
+
+--Che bella ragazza! dirà uno.
+
+Ed egli subito:
+
+--Ed ha trecento mila lire di dote!
+
+Si dirà che un tale ha avuto un impiego.
+
+Ed egli di rimando:
+
+--Ma non ha che lo stipendio di tre mila lire all'anno.
+
+Il socialismo è null'altro che un'invidia del denaro altrui, le
+rivoluzioni sono spostamenti di ricchezze e via di seguito.
+
+ *
+ * *
+
+Bambinuccia mia, non sposare un uomo avaro.
+
+Suppongo che il tuo fidanzato sia giovane, e s'egli è avaro,
+benchè giovane, figurati come lo sarà coi primi capelli bianchi,
+quando l'economia è necessaria difesa della vecchiaia imminente;
+quando anche gli spensierati incominciano a divenir previdenti.
+
+L'avarizia è fra le passioni umane una delle più abiette e che
+spande in più largo giro la sua influenza triste. Un'influenza
+che raffredda, isterilisce e mummifica tutto ciò che tocca.
+
+Io m'immagino sempre di vedere nelle mani dell'uomo avaro un paio
+di forbici rugginose e stridenti, sempre pronte a recidere ogni
+ramo che germoglia sull'albero della vita, ogni fiore di
+entusiasmo che si apre nelle aiuole della giovinezza e della
+felicità.
+
+Passione rachitica, anemica, scrofolosa, che si pasce di _se_ e
+di _ma_; che spegne tutte le fiamme della poesia e chiude tutte
+le finestre per paura di disperdere il calore della stufa.
+Origene che si mutila per paura del peccato; un'atrofia cronica e
+volontaria del cuore, dei muscoli e del cervello; un'asfissia
+lenta, che nel nido della famiglia semina le muffe e coltiva
+tutte le lebbre morali, spirituali e estetiche.
+
+Figliuola mia, non sposare mai un uomo avaro!
+
+
+IL MARITO LIBERTINO.
+
+La nostra società corrotta, ma ipocrita; libertina nelle opere ma
+puritana a parole; impone alla fanciulla l'ignoranza più
+completa, e l'ideale di una giovinetta che va a sposa, e che è
+forse donna da tre o quattro anni, è quello di non sapere come
+nascono gli uomini e come si fanno.
+
+Essa dunque deve pure ignorare, che cosa voglia dire la parola
+_libertino_; e a questo proposito ricordo che in una conversazione,
+essendosi parlato di un tale, dicendolo libertino; la padroncina di
+casa interruppe il discorso, domandando a bruciapelo:
+
+--E che cosa è un libertino?
+
+La mamma, presa all'improvviso, si gargarizzò la gola con quella
+tossicella artificiale, che è un artifizio molto comune agli
+uomini e alle donne per prender tempo e trovare una risposta
+difficile.
+
+E poi, come di scatto:
+
+--L'uomo libertino è un uomo troppo liberale.
+
+Ma tu, caro tesoro mio, sei stata educata diversamente da tutte
+le altre tue compagne, e benchè innocente, sai benissimo che cosa
+sia un _libertino_.
+
+Siccome però, se il giovane che ti facesse la corte per sposarti,
+fosse libertino, nasconderebbe questa sua magagna con tutte le
+arti della più abile ipocrisia; è bene che io ti insegni a quali
+caratteri lo potrai riconoscere.
+
+E aguzza l'occhio e tendi l'arco dell'attenzione, perchè i
+libertini son quasi sempre molto simpatici e le donne hanno una
+tendenza a trovarli carini e ad amarli.
+
+Eppure sono cattivi mariti e spesso anche pessimi padri. Nella
+loro moglie, come in generale in tutte le donne, essi non vedono
+che la femmina. E l'amano o piuttosto la desiderano finchè è
+giovane e bella; sprezzandola appena cade sul suo capo la prima
+neve o compare sul volto la prima ruga.
+
+Essi sono tutti del parere di quel loro collega, che un giorno
+diceva sospirando:
+
+--Perchè mai quando la moglie ha quarant'anni, non si può
+congedarla per prenderne due che abbiano vent'anni ciascuna? Non
+si può forse cambiare senza frode un biglietto di 50 lire in due
+biglietti, di 25 lire ciascuno?
+
+ *
+ * *
+
+Il giovane libertino che ti fa la corte, ti guarda in faccia con
+occhi ardenti e senza alcuna timidezza, e il suo sguardo ti
+obbliga quasi sempre ad abbassare gli occhi e ad arrossire.
+
+Egli non si accontenta di guardarti in volto, ma i suoi occhi
+vanno in su e in giù dal capo ai piedi e ti abbraccian tutta; e
+tu te ne senti offesa, come se ti dirigesse parole audaci e
+sconvenienti.
+
+Una signora molto perbene mi diceva una volta:
+
+--Io non so spiegarmi il perchè, ma quando mi guarda il marchese
+R. io mi sento come se fossi nuda, e mi guardo e mi riguardo per
+vedere se davvero io sono vestita....
+
+Il marchese R. era infatti un gran libertino.
+
+Il giovane libertino però non si accontenta di guardare.
+
+Egli trova ad ogni momento un pretesto per toccarti il vestito o
+per toccare il tuo piede col suo. Trova sempre, che hai un
+ricciolo fuori di posto e lo vuol mettere al suo posto.
+
+Se ti dà la mano, trattiene la tua a lungo nella sua e
+l'accarezza teneramente, e te la stringe forte, in modo da farti
+arrossire.
+
+Quella stessa signora di poc'anzi mi diceva:
+
+--Io cerco sempre di evitare la stretta di mano del marchese R.
+Essa mi sembra un oltraggio.
+
+Bada molto anche ai suoi discorsi.
+
+Più d'una volta egli ti farà dei racconti in apparenza
+innocentissimi, ma li interromperà ghignando coll'occhio o
+sorridendo col labbro; come se volesse farti capire, che non dice
+tutto quel che potrebbe dire e vorrebbe però che tu capissi anche
+ciò ch'egli non dice.
+
+Tu non capirai nulla, ma egli continuerà a sottolineare certe
+parole, con una ghignatina o con un sorriso pieno di malizia.
+
+Tu non lo sai, ma quelle ghignatine e quei sorrisi nascondono
+un'impertinenza e nel mondo morale sono veri oltraggi al pudore,
+
+Se tu visiti una galleria o una esposizione di quadri con lui,
+egli si fermerà sempre davanti ai quadri, dove vi è qualche
+figura poco vestita o qualche Venere senza la camicia e
+guardandoti cogli occhi ardenti ti sorriderà maliziosamente,
+invitandoti a guardare o ad ammirare.
+
+Se ti presta un libro, troverai un segno dove si descrive una scena
+d'amore, o ti leggerà egli stesso quella pagina, commentandola coi
+suoi sguardi diretti, a te.
+
+ *
+ * *
+
+Potrà accaderti anche questo.
+
+La tua giovane cameriera entra nel tuo salotto e ti annunzia la
+visita del tuo pretendente.
+
+--Fallo entrare....
+
+Ma mentre tu dici queste parole, hai guardato la cameriera e
+l'hai trovata rossa in volto e molto turbata.
+
+Un momento dopo non te ne ricordi più, ma pochi giorni dopo, il
+pretendente ti fa un'altra visita e tu rimarchi lo stesso rossore
+e lo stesso turbamento nella tua cameriera. Ti pare questa volta,
+che anche la sua voce sia alquanto tremula.
+
+Alla terza e alla quarta volta che si ripete la stessa scena, tu
+senti il bisogno di interrogare la fanciulla, quando essa ti
+accompagna a letto per svestirti.
+
+--Ma dimmi un poco, Silvia, perchè quando viene l'ingegnere M. tu
+entri sempre in salotto colla faccia rossa e il volto turbato?
+Ciò non ti accade mai, quando annunci altre persone....
+
+Silvia diviene rossa più che mai e non risponde.
+
+--Dimmi la verità, Silvia... lo voglio.
+
+--Signorina... non lo so.
+
+--Lo devi sapere....
+
+--Ma, signorina mia, ella sa che sono tanto timida.... I
+giovanotti mi fanno suggezione....
+
+--Ma ciò non ti accade mai, quando parli con mio fratello, quando
+mi annunci il dottor B. o l'avvocato T.; che sono anch'essi
+giovanotti e per di più molto belli....
+
+--Ma il signorino lo vedo ogni giorno e gli altri... gli altri
+non mi fanno suggezione....
+
+Qui Silvia abbassa gli occhi, poi si soffia il naso. Pare che
+stia per piangere e poi:
+
+--Ecco, cara signorina, io non volevo dirglielo, perchè non me ne
+sentiva il coraggio e poi e poi, perchè....
+
+Silvia si ferma e piange.
+
+--Perchè.... perchè mi pareva, che l'ingegnere fosse il di lei
+fidanzato e non voleva dirne male....
+
+--No, di' pur tutto, l'ingegnere non è mio fidanzato....
+
+--Ebbene, allora le dirò tutta la verità. Quel signore, appena
+entrato in anticamera, prima ancora di domandarmi se la signorina
+è in casa, mi prende per il ganascino, o mi vuol abbracciare, o
+prende con me altre confidenze di questo genere.... L'ultima
+volta, mentre io le levavo il soprabito.... Signorina, non ho il
+coraggio di dirglielo....
+
+--Su, su, voglio saper tutto.
+
+--Ebbene mi ha abbracciato e mi ha dato un bacio....
+
+--E tu l'hai lasciato fare? E non me l'hai detto subito?
+
+--Che cosa vuole! mi ha preso all'impensata ed io avevo vergogna
+a parlarle di queste cose; ma me lo lasci dire, l'ingegnere è un
+gran farabutto.
+
+ *
+ * *
+
+Figliuola mia, un giovane che è innamorato di una signorina, che
+va a farle visita, deve avere lo stesso tremito con cui un
+credente si avvicina all'altare; deve sentirsi puro d'ogni basso
+istinto, e se invece ha tempo e voglia di pizzicare una
+cameriera, non deve avere nell'anima la menoma idealità. Egli è
+di certo un libertino e se ti vuol fare sua sposa è per
+concludere un buon affare o per soddisfare un bisogno dei sensi.
+
+Dopo quel dialogo tu devi chiudere la porta al pretendente e
+trovarti sempre fuori di casa, quando egli viene a farti
+visita....
+
+Vada ad abbracciare altre cameriere e si cerchi un'altra sposa.
+
+Quanto a te, devi fargli capire in un modo o nell'altro, che a
+lui deve applicarsi il verso:
+
+ Lasciate ogni speranza....
+
+
+IL MARITO STUPIDO.
+
+Tesoro mio, ti farei troppo torto, se io credessi in te la
+possibilità di innamorarti d'un uomo imbecille e di non saperlo
+distinguere dopo pochi giorni di conoscenza.
+
+Vi sono pur troppo donne, che hanno sposato uomini stupidi,
+perchè eran ricchi e portavano una corona irta di corna nello
+stemma di famiglia. Anche le più ciniche, anche quelle che
+riguardano il marito come un podere o come un salvacondotto,
+finiscono per pentirsi di questa loro prostituzione.
+
+La donna che si vergogna del proprio compagno, che deve arrossire
+di lui in ogni conversazione, sente minorata anche la propria
+dignità, e quando i suoi figliuoli son grandicelli ed è costretta
+a compatire davanti ad essi il loro padre, prova uno di quei
+dolori profondi, muti, che solcano l'anima come un ferro rovente.
+
+La donna deve essere fiera del marito suo, e della sua gloria; e
+del suo ingegno gode quanto lui e più che lui. Essa perdona la
+bruttezza, i capelli bianchi, perfino le infermità vergognose:
+non perdona mai l'imbecillità. Se vi è una virilità del corpo, ve
+n'ha un'altra più alta e più vitale; quella dell'ingegno e
+dell'energia del carattere. E a questa per onor suo la donna
+tiene assai più che all'altra. Essa è nata come la vite per
+appoggiarsi all'albero e quando è costretta invece a sostenere il
+compagno, può giungere forse fino alla pietà, all'amore giammai,
+e all'amicizia neppure, perchè non si può aver per amico chi non
+si stima.
+
+Quando una donna si è venduta ad un ricco imbecille, quando nel
+giorno si è inebbriata del fasto di un attacco sontuoso, quando
+ha portato in giro con intima compiacenza le sue gioie, i suoi
+vestiti di velluto; quando ha gettato in viso alle amiche con
+sfacciata vanità i suoi servi; essa rientra in casa e seduta
+accanto al suo imbecille rumina quelle false gioie, che si mutano
+in bocca in altrettanto fiele.
+
+Più d'una volta fin nell'estasi d'amore è svegliata da una
+osservazione idiota, da una esclamazione cretina e dal fondo del
+cuore straziato le sale al labbro il grido di leonessa ferita:
+
+--_E costui è mio marito! Ed io porto il nome di questo idiota!_
+
+È allora, che il rimorso e la vendetta si fanno alleati
+inseparabili in quell'anima pentita e alla corona di conte del
+marito crescon le corna all'infinito. Se la corona è di marchese,
+le corna fioriscono e rifioriscono con fecondità deliziosa.
+
+ *
+ * *
+
+Ma perchè mai, figliuola mia, tormento me stesso descrivendo un
+marito, che tu non avrai giammai?
+
+Se però tu avrai un santo orrore per tutti gli uomini stupidi,
+devi imparare a conoscere gli imbecilli incompresi. È una specie
+pur troppo non rara e che inganna anche i buoni osservatori.
+
+L'imbecille incompreso ha tutto l'aspetto esteriore dell'uomo
+normale e può perfino simulare un forte ingegno.
+
+È stupido di dentro, ma porta una vernice, che finge l'ingegno. È
+nato senza talento, ma con molta furberia, e questa gli ha
+insegnato per tempo a nascondere ciò che gli manca.
+
+Egli tace molto e volentieri, e tanto più, quando si parla di
+cose alte, di questioni gravi, nelle quali appunto l'ingegno vero
+scatta e scintilla.
+
+In queste occasioni l'idiota incompreso corruga la fronte e si fa
+serio, molto serio e ti accompagna nel tuo discorso con un
+accennar del capo, come se seguisse con viva curiosità il tuo
+pensiero.
+
+Quando tu esci con un'affermazione ardita o con una domanda
+prorompente, egli allora getta nel tuo discorso un energico punto
+ammirativo, quasi sempre accompagnato da un sorriso malizioso,
+che sembra covare in sè chi sa quanti pensieri; quante finezze di
+critico, quante astruserie di dubbii e di sottintesi.
+
+Quando gli pare che i muscoli della faccia non bastano, egli
+lancia nello spazio un _pur troppo_ o un _lo credo io_ o un
+_sempre così_ o un _già si sa!_ e tante altre frasi sempre
+accompagnate dal rispettivo punto d'esclamazione e dal relativo
+sorriso.
+
+Il dizionario dell'imbecille incompreso rassomiglia in tutto al
+guardarobe di un artista drammatico.
+
+Tu vi trovi corone di talco che son dogmi altissimi; corazze di
+latta, che rappresentano l'ignoranza in atto di difesa; pugnali
+di legno, che son ragionamenti senza senso; durlindane di
+princisbecco, che devono esser prese per spade di Toledo; e tutta
+una vetrina di false gemme che devono esser prese per gioielli di
+spirito e di acume.
+
+Fra tutta quella roba puoi trovare anche un pugnale vero, che
+taglia davvero, un diamante vero, che brilla davvero; ma allora
+sta pur sicura, che è roba rubata e imparata a memoria per
+servirsene nelle grandi occasioni.
+
+Ricorderò sempre la strana impressione, che mi fece una volta un
+lavoro scritto con invidiabile sicumera da un minchione, che
+voleva aspirare alla gloria d'autore.
+
+Leggevo con molta attenzione quello scritto, che mi pareva in
+complesso l'aborto d'una mente idiota; ma fra quelle parole senza
+pensiero, fra quelle frasi senza sugo, trovavo a un tratto
+un'idea luminosa, un concetto ardito, che pareva una gemma caduta
+nel fango. Subito dopo però l'imbecillità riprendeva il filo, che
+poi era interrotto di nuovo da un nuovo gioiello.
+
+Alla fine capii di che si trattava. Erano gemme tolte alle corone
+dello Stuart Mill e dello Spencer e incastonate nella mota.
+
+Gli imbecilli incompresi nei loro discorsi fanno come quel povero
+scrittore, che aspirava alla gloria, senza aver diritto neppure a
+mangiare il pane quotidiano del senso comune.
+
+ *
+ * *
+
+L'imbecille incompreso e furbo possiede un'altra astuzia. Oltre
+il sapiente silenzio, oltre l'abile ed agile maneggio delle
+interiezioni e dei gesti che devono tener il luogo delle idee; sa
+dopo pochi momenti indovinare il livello intellettuale delle
+persone con cui egli si trova.
+
+Se queste stanno molto in alto per ingegno e per coltura, tace
+sempre con ostinata fermezza, sicuro di guadagnarsi così almeno e
+alla peggio il merito di modesto.
+
+Se invece chi gli parla è al disotto della media, allora egli
+discorre senza dir nulla, ma abbagliando gli ignoranti colla
+confusione delle frasi o l'oscurità del pensiero riesce a farsi
+credere qualche cosa o qualcheduno.
+
+Ha anche un'altra furberia, quella di parlar sempre di cose
+ignote o mal note ai presenti.
+
+L'arte di osservare gli uomini non è fra le più comuni e con
+grande mia meraviglia ho sentito questi giudizii dati da uomini
+d'ingegno su imbecilli incompresi:
+
+Egli non è eloquente di certo, ma ha una grande profondità di
+analisi.
+
+La sua testa non è molto ordinata, ma egli ha una grande
+originalità d'idee.
+
+Che fantasia! Peccato che egli si esprime sempre in una forma
+oscura e avviluppata.
+
+Parla poco, ma pensa molto!--Egli sa certamente assai più di quel
+che dice.
+
+E simili!
+
+Conosco un falso grand'uomo, che a furia di silenzi ostinati, di
+corrugamenti sapienti del muscolo frontale, di esclamazioni
+ingegnose, è riuscito a farsi credere un forte ingegno. Ha avuto
+una cattedra, la Commenda della Corona d'Italia, non so quanti
+titoli accademici; ed oggi siede nell'Olimpo d'una famosa
+Accademia accanto a molti veri grandi uomini, che ogni giorno si
+domandano meravigliati l'un l'altro:
+
+--Ma che cosa ha fatto egli?
+
+--Io non lo so. Dicono che sia un forte pensatore. Ha scritto
+poco, ma quel poco ha un gran valore.
+
+--L'avete letto?
+
+--Io no, ma lo dicono tutti.--
+
+Quell'accademico è un imbecille incompreso!
+
+
+IL MARITO FANNULLONE.
+
+Per quanto so e posso, figliuola mia, ti prego, ti riprego e ti
+scongiuro, magari mettendomi in ginocchio: non dar mai la mano di
+sposa a un fannullone.
+
+E ciò pur troppo ti può capitare facilmente, se sposi un uomo
+molto ricco.
+
+Fra noi il far nulla è un dovere di chi può vivere delle proprie
+rendite, e mentre si ride di cuore dei nobili della Cocincina,
+che custodiscono le unghie delle loro mani in astucci di avorio,
+d'oro o d'argento per dimostrare a tutti che essi non le
+prostituiscono al lavoro; non ridiamo di molti nostri nobili, che
+si vergognerebbero di avere un diploma di ingegnere o di
+giurisprudenza.
+
+Per me gli artigli lunghissimi degli Annamiti valgono il
+pregiudizio dei nobili italiani.
+
+E dico italiani, perchè in molti paesi d'Europa e d'America, che
+sono assai più avanti di noi, il far nulla non è titolo di
+nobiltà; ma è vergogna, di cui anche i più ricchi arrossiscono.
+
+A Londra per esempio vi sono signori, che hanno molti milioni e
+che lavorano nel commercio, nell'industria, o fanno della scienza
+o dell'arte o della letteratura, o viaggiano continuamente per
+distrarsi o per istruirsi, o alla peggio amministrano i loro
+beni, occupandosi di agricoltura.
+
+Io conosco invece in Lombardia alcuni signori, che non hanno mai
+veduto le loro terre!
+
+È vero però, che più d'una volta i loro fattori o i loro
+fittabili diventano i loro padroni ed essi muoiono crivellati di
+debiti e uccisi dalla noia e dai vizi.
+
+In Inghilterra, in America nessuno porta le unghie annamite, nè
+alle mani, nè nell'anima.
+
+Figliuola mia, prima di dire il sì fatale e inesorabile, che lega
+la tua vita a quella di un uomo, guardagli le unghie.
+
+ *
+ * *
+
+Il ricco fannullone mena una vita, ch'io non vorrei per un giorno
+solo, anche col compenso di centomila lire di rendita.
+
+Se è giovanotto, alle undici del mattino è sempre a letto e dorme
+ancora. Poveretto è andato a letto così tardi!
+
+Il cameriere ha l'ordine di svegliarlo a quell'ora e alle undici
+egli ha bussato timidamente alla porta della camera da letto:
+
+--Signor conte, sono le undici!
+
+Una voce sonnacchiosa e un po' indispettita risponde:
+
+--Sta bene, Carlo, ritorna fra mezz'ora.
+
+Alle undici e mezzo il giovane conte si è di nuovo addormentato e
+un secondo picchio all'uscio lo risveglia una seconda volta.
+
+--Sta bene, sta bene, mi alzo.
+
+Ma alle undici e tre quarti il cameriere non ha ancora udito il
+campanello, che deve chiamarlo a vestire il giovane patrizio.
+
+La colazione è già servita. La famiglia è tutta a tavola, ma il
+conte non si vede.
+
+Ha dovuto alzarsi di furia, vestirsi di furia, lavarsi male, e
+con un quarto d'ora di ritardo finalmente è seduto a tavola anche
+lui, salutato freddamente con un'aria di rimprovero generale.
+
+Egli però è abituato da un pezzo a quei muti rimproveri.
+
+Mangia con poco appetito, sbadiglia ancora fra un piatto e
+l'altro e non si risveglia del tutto, che dopo aver preso il
+caffè.
+
+Ciarla, fuma, scherza, e se non è troppo stanco, passa nella sala
+da bigliardo per fare una partita con uno dei suoi.--Bisogna
+cercare di far venire le tre.
+
+E le tre vengono lentamente, noiosamente.
+
+Fa attaccare la carrozza e va in città a far qualche visita, per
+lo più a gente noiosa, o annoiata come lui; a meno che non sia a
+qualche donnetta allegra, che gli svuota le tasche e il cervello.
+
+Intanto o bene o male son venute le cinque; ed egli va al club.
+Fino alle sette la noia è scongiurata, perchè egli parla coi suoi
+eguali dei pettegolezzi della città o giuoca alle carte.
+
+Le sette son suonate: la carrozza lo attende alla porta del club,
+e in un quarto d'ora è a casa, dove si veste e va a tavola.
+
+L'appetito non è buono, benchè egli abbia preso un _fernet_ o un
+_vermut_. In ogni modo il pranzo è finito e da capo un altro
+caffè e altri sigari fanno venire ben presto l'ora del teatro o
+del ballo o della serata in casa del marchese B. o del duca C.,
+quando egli non ritorni al club per giuocare fino al mattino,
+passando d'angoscia in angoscia, quando perde troppo; e dovrà il
+giorno dopo battere alla porta dell'usuraio per far dei debiti a
+babbo morto.
+
+Molti e molti giovani passano la vita a questo modo o con poche
+varianti. Sanno però parlare il francese e l'inglese e hanno una
+vernice molto sottile di coltura letteraria e in società si fanno
+ammirare per la loro toeletta inappuntabile ed anche per un certo
+spirito.
+
+E questi aborti della civiltà moderna osano prender moglie.
+
+Dopo aver lasciato più che mezza la loro animuccia grama e il
+loro corpiciattolo nevrosico nelle sale da giuoco o nei
+_boudoirs_ delle ballerine, aspirano al matrimonio, alla funzione
+massima di far felice una donna e di mettere al mondo degli
+uomini.
+
+Essi non devono lasciar morire un gran nome, essi devono ristaurare
+con una buona dote le loro finanze logorate profondamente dal tappeto
+verde e dai vizii.
+
+E si maritano e danno la mano ad una signorina buona, gentile,
+pura; che nello sposo spera trovare un amante e nell'amante un
+poema di estasi deliziose e di sognate idealità.
+
+Poveretta!
+
+Il marito fannullone non perde di certo l'abitudine dell'ozio a
+35 o a 40 anni, e nella noia della famiglia, tramontata ben
+presto la luna di miele, trova un nuovo e più potente pretesto
+per ritornare al club e al giuoco, che solo può dargli una forte
+emozione, che gli dà la coscienza di vivere.
+
+La sposina lo ama, lo invita al pianoforte o alla lettura in due
+o alle intime delizie dell'amore; ed egli la lascia fare; ma a un
+tratto sbadiglia, sbadiglia a lussarsi le mascelle e ad ogni
+sbadiglio cade una doccia ghiacciata sul cuore della povera sua
+compagna, che invano tenta di convertire un'oca in un'aquila o di
+stillare del sangue caldo nelle vene di un rospo.
+
+ *
+ * *
+
+Mi dirai, fanciulla adorata, che io esagero, che io ti faccio una
+caricatura e non un ritratto; ma ti assicuro che anche il
+ritratto è brutto e ributtante.
+
+Non tutti i fannulloni sono di questa ideale perfezione, ma anche
+i fannulloni volgari sono insopportabili e spandono intorno a sè
+una nebbia di noia, che smorza ogni fuoco d'entusiasmo, che
+appanna ogni luce di poesia.
+
+E senza poesia che cosa è la vita?
+
+Lo so anch'io: vi sono dei fannulloni innocenti, buoni, che amano
+le loro mogli, che non sono neppur giuocatori; ma che della noia
+hanno fatto la loro atmosfera, e non sanno escirne per respirare
+un'aria più vitale, più fresca, più inebbriante.
+
+Essi non sono mai stanchi che d'una sola stanchezza, quella
+dell'ozio; mentre l'uomo per sentirsi vivere, per godere della
+vita deve provare ogni giorno un'altra stanchezza, l'unica
+salubre, l'unica umana; quella del lavoro.
+
+Sia pure lavoro di sport, a cavallo o sul velocipede o sopra un
+yacht o a caccia, o lavoro di pensiero nel gabinetto, nello
+studio, tra i campi, nel vagone o sul piroscafo del viaggiatore.
+Il lavoro ha tante vie, che a percorrerle tutte un uomo dovrebbe
+vivere cento vite.
+
+E l'uomo che lavora, quando ritorna a casa e cerca la moglie e
+sorridendo le narra il frutto dei suoi travagli, trova un altro
+sorriso, che risponde al suo; e prova l'ebbrezza di chi entrando
+in un giardino è salutato dai fiori, che per lui esalano il
+profumo delle loro corolle; e l'amore lo riposa dalla stanchezza,
+e la coscienza di non aver vissuto invano gli fa tener alta la
+fronte e gli fa brillar l'occhio di gioia.
+
+Senza fatica, nessun riposo; senza travagli nessuna gioia. È in
+alto che fioriscono i fiori più belli, che si godono i più larghi
+orizzonti, e per salire convien sudare.
+
+Infelici, tre volte sciagurati coloro che non hanno mai sudato
+che di calore.
+
+Figliuola mia, non sposare mai un uomo ozioso.
+
+Oso dire per lunga esperienza, che il marito fannullone è il
+peggiore di tutti i mariti.
+
+E tu nella tua mente poetica, nella tua fede nel bene non sperar
+mai di potere colla tua influenza trasformarlo in un lavoratore.
+
+Lo stesso sarebbe pretendere di mutare una tartaruga in una
+rondine o di trasformare un gufo in un'aquila!
+
+
+_Le professioni rispetto alla felicità nel matrimonio._
+
+Caro tesorino mio, _niña de mis ojos_ (come ti direi in Spagna),
+tu non sposerai di certo nè un contadino, nè un fabbro, nè un
+falegname; ma un ingegnere, un medico, un avvocato o, come si
+suol dire, un possidente.
+
+Si dice tutti i giorni che siamo tutti eguali, e menzogna più
+bugiarda non fu mai pensata da cervello umano, e lo vo ripetendo
+in ogni mio libro, come la mia _Delenda Carthago_.
+
+Eppure quella bellissima parola è scritta fin sui soldi e sui
+biglietti di banca d'una grande nazione, sulle sue bandiere, e
+nelle leggi di tutto il mondo civile.
+
+Anche nei nostri tribunali sta scritto, che tutti sono eguali
+davanti alla legge; ma siccome i giudici non possono leggere
+quelle parole, perchè sono scritte dietro le loro spalle, non
+hanno l'obbligo di ricordarsene sempre.
+
+Gli uomini non sono eguali che in una cosa sola: davanti alla
+morte; ma anche qui, quanta differenza nel modo di morire! Si può
+morire appena nati o a cent'anni, si può morire in uno strazio di
+dolori o sorridendo; a gocciole o di schianto; maledicendo o
+benedicendo la vita.
+
+Ma il più bello è questo; che più la civiltà avanza e i rapporti
+sociali si complicano e le leggi si affinano, le disuguaglianze
+individuali aumentano e aumenteranno sempre col progresso.
+
+I socialisti ignoranti vorrebbero affogare l'individuo in un gran
+pantano di collettività; ed io invece son sicuro, che nel mondo
+dell'avvenire l'individuo sarà tutto e la società poco o nulla.
+
+Perdonami, cara figliuola mia, se la penna mi trascina fuori
+delle rotaie e se ti faccio della filosofia sociologica molto
+inopportuna. Ma era per dirti il perchè non potrai sposare un
+uomo di condizione troppo diversa dalla tua.
+
+La condizione sociale è il clima in cui siam nati, e accanto a
+noi e con noi non possono vivere bene che altri nati sotto lo
+stesso cielo morale.
+
+Metti un po' a vivere insieme in una stessa serra un abete e
+un'orchidea del tropico. O l'una o l'altra pianta morrà di certo.
+
+ *
+ * *
+
+Tu dunque sposerai un uomo che esercita una delle professioni,
+che si chiamano liberali; forse perchè lasciano spesso la libertà
+di morir di fame.
+
+Anche se sceglierai un signore che vive di rendita, spero che non
+sarà un fannullone, di cui ti ho già tracciato una fotografia
+poco lusinghiera. Egli sarà un possidente, ma attenderà alla
+coltura delle sue terre o studierà per piacer suo o sarà artista;
+in ogni modo sarà anch'egli un operaio della grande officina
+sociale.
+
+Non credere, che sia indifferente sposare un artista o un medico
+o un avvocato.
+
+Il matrimonio è un organismo così delicato, che riceve influenze
+benefiche o malefiche da ogni cosa che lo circonda o lo tocca. È
+più sensibile d'una mimosa, d'un galvanometro o d'una lastra
+fotografica. Nulla che lo guardi o lo tocchi è indifferente alla
+sua salute e alla sua felicità.
+
+La professione è tanta parte di un uomo, che non si può
+levargliela di dosso senza strappare qualche lembo di pelle;
+senza lacerarne anche le carni.
+
+Ognuno di noi sceglie una professione piuttosto che un'altra per
+molte ragioni diverse, ora accidentali e fortuite, ora alte e
+profonde; ma soprattutto la sceglie pei gusti diversi, che sono
+poi l'espressione delle nostre attitudini, della nostra struttura
+morale e intellettuale.
+
+Felice, tre volte felice, colui che la sceglie trascinato
+imperiosamente, irresistibilmente dai bisogni del proprio
+cervello e del proprio cuore.
+
+Se vi sono tanti inetti e tanti altri che maledicono la propria
+professione, è perchè appunto non hanno seguito nella scelta la
+voce, che non inganna, della propria vocazione; ma son corsi
+dietro a fantasmi, a fuochi fatui o hanno (ed è ancora peggio)
+ubbidito a influenze esteriori.
+
+Una volta però che abbiamo scelta una professione, essa è un
+vestito che non si distacca più dalla nostra pelle, facendoci più
+belli o più brutti del vero.
+
+Hai mai veduto come muti aspetto la stessa persona, secondo il
+vestito che indossa? Or bene una professione è più che un
+vestito, più che un'uniforme: è una seconda pelle che con noi
+vive e mentre su noi si modella, ci piega però alle sue esigenze,
+al suo taglio, alla materia con cui è tessuta.
+
+Gli uomini di genio o di ferrea volontà piegano la professione a
+sè stessi e ne risentono alla loro volta una piccola influenza:
+ma i più, cioè la gran massa degli uomini, si modella e si piega
+secondo la professione che ha scelto.
+
+Tizio è prima ingegnere e poi Tizio; e Sempronio è prima medico e
+poi Sempronio; e Caio è prima prete e poi Caio; perchè le deboli
+individualità, che sono la grande maggioranza, trovano nella
+professione adottata uno stampo già preparato e unto per benino,
+per cui vi colano la loro personcina, che vi si adagia, vi si
+accomoda e vi si rapprende.
+
+Vi sono tanti impiegati, tanti medici, tanti preti, tanti soldati
+così eguali tra di loro, ch'io non sento mai il bisogno di
+chiederne il nome e il cognome, e vedendoli e conoscendoli mi
+accontento di dire:
+
+È un impiegato! È un medico! È un prete! È un soldato!
+
+Se sei persuasa di questa verità, capirai facilmente, quale e
+quanta influenza dovrà esercitare sulla felicità tua e su quella
+della famiglia la professione del tuo marito.
+
+Lo stesso uomo, collo stesso cuore, colla stessa intelligenza,
+colla stessa ricchezza sarà un marito diverso, secondo che sarà
+banchiere o medico, militare o avvocato.
+
+Non so, se altri prima di me abbia studiato l'influenza delle diverse
+professioni sulla felicità nel matrimonio. Io ho osservato molto e
+meditato moltissimo su questo argomento oscuro e difficile. Ed eccoti
+il frutto delle mie osservazioni e dei miei studii. Prendilo per quel
+che vale e in ogni modo metti tutto ciò che ti sto per dire in seconda
+linea. Pensa prima al carattere, all'intelligenza, a tutto ciò che
+costituisce l'uomo per sè e in sè, e poi e poi bada un pochino anche
+alla professione, pensando che anch'essa porterà in casa tua fiori e
+spine, che influiranno sulla tua felicità domestica.
+
+ *
+ * *
+
+Le professioni, di cui cercherò di tracciarti il profilo veduto
+nei suoi rapporti colla felicità domestica, son queste:
+
+ _Negoziante.
+ Banchiere.
+ Industriale.
+ Proprietario di terre.
+ Artista.
+ Ingegnere.
+ Medico.
+ Avvocato.
+ Letterato.
+ Scienziato.
+ Uomo politico.
+ Militare._
+
+
+IL MARITO NEGOZIANTE.
+
+Il mio illustre amico Pasquale Villari, or son già molti anni, ai
+17 milioni di analfabeti scoperti dal Ministro della pubblica
+istruzione, contrapponeva 5 milioni di arcadi scoperti da lui
+(che a quei tempi l'Italia non contava che 22 milioni di
+abitanti) e li trovava più colpevoli e soprattutto più pericolosi
+dei primi. E aveva ragione!
+
+Da quell'epoca con tante nuove scuole, colla legge
+dell'istruzione obbligatoria e tante suonate in piazza e in
+teatro sull'eterno motivo dell'_Excelsior_, gli analfabeti sono
+diminuiti d'assai; ma sono forse diminuiti anche gli arcadi?
+
+Io non lo credo: temo anzi che siano cresciuti.
+
+E lo temo, perchè non si è ancora soppresso lo studio della
+lingua greca nelle scuole secondarie.
+
+Perchè si crede ancora che non si possa scrivere bene in
+italiano, se non si studia profondamente il latino.
+
+Perchè si insegna ancora la filosofia nei licei.
+
+Perchè si crede nell'onnipotenza degli esami per garantire la
+società dagli asini e dai muli.
+
+Perchè esiste ancora l'Accademia della Crusca.
+
+Perchè si crede ancora, che il Governo possa rialzare la
+decadenza delle arti belle.
+
+Perchè si esige dal Governo ogni cosa, dalla prosperità del
+commercio alla distruzione della filossera; dalla sicurezza
+pubblica all'immunità del colera; dalla ricchezza nazionale al
+bel tempo.
+
+E per un ultimo perchè. Perchè si crede, che la professione del
+negoziante e quella dell'industriale sieno per gerarchia
+inferiori a tutte le altre, che si chiamano liberali.
+
+Per gli italici Arcadi il commercio non è una professione
+liberale.
+
+Eppure l'Inghilterra, che è la nazione più liberale dell'Europa
+civile è anche la più commerciante.
+
+Eppure Firenze, quando in una sola chiesuola battezzava tre
+uomini che si chiamavano Dante, Michelangelo e Galileo, insegnava
+le arti dell'alto commercio a tutto il mondo.
+
+Eppure tutto il mondo umano è uno scambio di commerci; sia poi di
+denaro, di merci, di idee, di territori, di influenze.
+
+Tu però, figliuola mia, non ti vergognerai di sposare un
+negoziante, se ne troverai uno, che abbia cuore e ingegno e che
+non si vergogni di vendere e di comprare, arricchendo sè e il
+proprio paese.
+
+Tu, almeno in questo, non sarai arcade!
+
+Il negoziante ama di solito la moglie e i figli, e pensando ad
+essi, rialza in più spirabil aere anche la sete del guadagno, che
+tenderebbe ad abbassarne il livello morale.
+
+Quand'egli ritorna dal fondaco o dal banco contento
+dell'andamento dei suoi affari, al rivedere i suoi cari pensa con
+gioia, ch'egli ha lavorato per essi e che a lui dovranno la
+cresciuta agiatezza, fors'anche una grande fortuna.
+
+Come si riposa sereno e sorridente lo sguardo di lui sul capo
+della dolce compagna, sulle testoline bionde che lo circondano;
+quando pensa che farà a tutti e presto una grata sorpresa, e che
+questa si dovrà al suo lavoro, alla sua attività, alla sua
+industriosa intelligenza.
+
+Se invece un giorno ha trovato che le cose sue volgono alla
+peggio, se un fallimento improvviso ha dato una grave scossa al
+suo bilancio, egli trova, ritornando a casa, che il sorriso
+amoroso della moglie lo ricompensa di tutto; che le perdite di
+denaro sono ben poca cosa, quando siamo sicuri di essere amati e
+da questi confronti attinge lena e conforto per lottare contro
+l'avversità e ripigliare il perduto.
+
+ *
+ * *
+
+Senza tormentare il marito con un'inquisizione quotidiana e
+minuta, ispiragli confidenza in te e fa che ti tenga al corrente
+dei suoi affari.
+
+Molte fortune si devono alla santa alleanza dell'ardimento
+dell'uomo coll'economia della donna, della larga comprensione
+degli affari collo studio minuto dei particolari.
+
+Le donne, quando si mettono alla testa degli affari, riescono
+quasi sempre benissimo, e il negoziante deve associare a sè il
+tatto fine, la previdenza acuta, anche la timidezza della sua
+compagna.
+
+E se avessi la disgrazia di avere un compagno troppo avido di
+ricchezza e che coll'eccessivo lavoro o le imprese troppo audaci
+volesse raggiungerla, fagli da martinicca, modera le spese di
+lusso, e mostragli che la felicità non ha proprio nulla che fare
+colle tasse, che si pagano d'imposte dirette o indirette.
+
+
+IL MARITO BANCHIERE.
+
+Anche il banchiere è un negoziante, ma commercia in denaro; ed
+essendo questa la merce più preziosa e più universale fra tutte,
+anche la sua gerarchia sale d'un grado, anche perchè questa
+specie di commercio esige più ingegno, più accortezza e in certi
+casi molto coraggio.
+
+Il banchiere può facilmente aprire le porte della ricchezza alla
+propria famiglia e per le sue relazioni alte e molteplici, offre
+alla moglie una società variata, divertimenti rumorosi; tutte le
+compiacenze della vita mondana.
+
+Se tu ami la quiete e la solitudine, se preferisci un piatto solo
+a tavola, ma condito del sale della sicurezza dell'indomani, non
+sposare un banchiere.
+
+Nell'alta finanza le oscillazioni sono fortissime, e tu puoi
+trovarti ricca oggi, povera domani.
+
+È difficile che il banchiere non faccia risentire anche ai suoi
+le angoscie tormentose che attraversa ogni giorno, leggendo e
+commentando i listini della borsa.
+
+In questo secolo nevrosico il banchiere e l'uomo politico sono
+quelli, che più di tutti gli altri risentono le scosse di questo
+nostro mondo, che si dibatte ogni giorno fra le scosse galvaniche
+di chi lo vuol far correre e saltare e i delirii narcotici di chi
+vorrebbe addormentarlo nei sogni del passato.
+
+Fa di non lasciar solo il tuo banchiere sull'altalena vertiginosa
+dei suoi giuochi. Accompagnalo col pensiero vigile, col consiglio
+previdente; insegnagli che egli non deve giuocare che col
+superfluo; lasciando sempre intatto quel campo in cui si semina
+il pane e si raccoglie il vino.
+
+S'egli è prodigo, sii tu avara, e per inerzia non dir mai a te
+stessa, che gli affari di tuo marito non sono i tuoi e che non
+hai nè diritto, nè intelligenza per occupartene.
+
+Se senti il tuono, se vedi lampeggiare il cielo della tua
+famiglia, informati dagli amici, dai conoscenti, se non sovrasta
+una procella.
+
+Quanti infelici di meno, quanti minori disastri nelle famiglie,
+quanti meno cassieri fuggiti all'estero e quanti meno suicidi
+sulla tavola anatomica; se noi dessimo alla donna, più larga
+parte nella nostra vita di pensiero e d'azione!
+
+Se non ne facciamo più una schiava, non ne abbiamo fatto che una
+liberta; un animaletto gentile e domestico, che ci distrae e ci
+diverte; ma non le confidiamo quasi mai gli affari gravi, non
+fidandoci della sua segretezza e molto meno della sua intelligenza!
+
+Di questo ingiusto disprezzo noi siamo i primi a scontare la
+pena, perchè la donna ha un sesto senso, che è una seconda vista
+e che le permette di vedere ciò che spesso molti uomini di genio
+non sanno vedere. È il lato piccolo e debole delle cose, ma è
+anche il tarlo, che corroderà il colosso; è un elemento
+secondario, ma che basta forse a sconvolgere tutto un organismo,
+a mandare in rovina tutto un affare.
+
+Io mi son pentito molte volte di aver concluso un affare senza
+averne chiesto consiglio a tua madre, alla mia, quando avevo la
+suprema gioia di averla ancor viva. Mai mi son pentito di aver
+sentito la voce e il pensiero di loro, prima di prendere una
+determinazione importante.
+
+Io avevo pensato, ripensato e meditato: avevo voltato la cosa per
+diritto e per rovescio, con lente di microscopio e scalpello di
+anatomico, credevo di aver anatomizzato ogni fibra e misurato
+ogni cellula; ed ecco che all'occhio della donna di botto, senza
+bisogno nè di tempo, nè di lenti, nè di scalpello, appariva il
+lato debole, eppur onnipotente della questione; quello appunto
+che io non avevo veduto e neppur sospettato! E non l'avevo visto,
+perchè io era un uomo, e la tua mamma, la mia, lo avevano subito
+scoperto, perchè eran donne e perchè la natura ha dato ad esse
+gli occhi del cuore, che vedon le cose più profonde e le più
+vere; quelle che toccano la salute e la felicità delle persone
+che esse amano!
+
+E non è forse per questo, che la natura provvida ha fatto l'uomo
+diviso in due metà, disgiunte nei corpi, ma riunite in uno stesso
+fiato d'attrazione e di amore; due metà che non possono viver
+separate, che con dolore e coll'atrofia della vita in due; che è
+poi l'unica vita vera e completa, quella che costruisce il nido e
+crea gli uomini?
+
+Nell'una delle due metà avete la sentinella previdente e vigile,
+che spia il pericolo, che raccoglie il fremito del vento che
+minaccia, del fulmine che s'avvicina; nell'altra il pugno che si
+prepara alla difesa e all'offesa.
+
+Dall'una parte la timidezza affettuosa, che esplora il terreno
+spinoso, che getta da un lato le pietre che ingombrano il
+terreno; il sorriso che appiana le rughe del pensiero affannoso o
+del dubbio tormentoso.
+
+Dall'altra parte il coraggio, che non misura il pericolo, il
+pensiero che pesa il probabile e il possibile sulla bilancia del
+bene e del male.
+
+Da una parte i nervi che sentono, il cuore che ama, la carezza che
+calma, il bacio che guarisce, il sistema nervoso dell'umanità.
+
+Dall'altra i muscoli che si contraggono, la mente che vede
+lontano, l'energia che rinfranca, l'eroismo che esalta, il
+sistema cerebrale e muscolare dell'umana famiglia.
+
+E non è che avvicinando queste due metà, che saldandole insieme
+con quell'attrazione cosmica e divina, che è l'amore: che abbiamo
+l'uomo, l'uomo vero e intero, l'uomo completo e felice.
+
+ *
+ * *
+
+Se tu sposi un banchiere, ch'egli tenga pure la cassa forte, ma
+tu sii per lui, per essa la chiave che la difende.
+
+
+IL MARITO INDUSTRIALE.
+
+In una gerarchia che mi son fatto io stesso per mio uso e
+consumo, ma che non ha rapporto alcuno coi responsi della
+Consulta araldica nè col famoso decreto del Menabrea, che metteva
+i professori in ottava linea, io metto l'industriale molto al
+disopra del negoziante ed anche del banchiere.
+
+Il negoziante compra e vende, l'industriale produce.
+
+Il negoziante prende da una mano e mette nell'altra, cercando che
+in questo passaggio una parte (la più grossa possibile) rimanga
+nella sua.
+
+L'industriale è un creatore: plasma la materia e le dà nuova
+forma, adopera le mani sue, quelle dei suoi operai, quelle delle
+macchine, e quando riesce a far cose nuove o a far meglio e più
+presto d'un altro una cosa vecchia, arricchisce sè e il proprio
+paese.
+
+Dio volesse che tu sposassi un'industriale!
+
+Ma nel nostro paese ne abbiamo tanto pochi, che sarà assai
+difficile che tu lo trovi, e che sia degno di te e a modo mio.
+
+L'industriale deve essere un alleato dei suoi operai, non un
+parassita del lavoro altrui: deve essere il loro amico, non il
+loro tiranno.
+
+Ogni giorno, ogni ora del giorno deve ricordarsi, che il gran
+problema dell'associazione del capitale e del lavoro non è punto
+risolto, e che sono gli industriali i primi, che devono
+concorrere alla sua soluzione equa e pronta.
+
+E tu, cara figliuola mia, se avrai per marito un industriale,
+devi persuaderlo ch'egli deve essere socialista, se non vuole
+vivere di rapina e andar incontro ai pericoli di una rivoluzione
+sociale.
+
+Non aspettino i capi delle officine, che i parlamenti risolvano
+il problema sociale. Lo risolvano essi pei primi.
+
+Applichino la mezzadria al lavoro delle loro fabbriche, come già
+in Toscana e in altri paesi fu sapientemente e umanamente
+applicata a quell'altra industria, che è l'agricoltura!
+
+
+IL MARITO PROPRIETARIO.
+
+È un buon marito, se non si accontenta di possedere, ma si occupa
+egli stesso delle sue terre e le coltiva e le ama e si studia di
+portare un po' di luce di scienza nelle tenebre profonde
+dell'empirismo contadinesco.
+
+Se invece il proprietario non visita mai i suoi poderi, se
+l'affitta e si accontenta di goderne le rendite negli ozii
+cittadini, egli cade nella categoria dei mariti fannulloni e non
+può dire di certo di esercitare alcuna professione.
+
+Accompagna, sempre che puoi, il tuo proprietario nelle sue terre,
+e persuadilo ad andarvi spesso, spessissimo.
+
+Quanta salute fisica e morale verrebbe alla nostra società
+nevrosica e nevrostenica, se tutti quelli che hanno un palmo di
+terra, l'amassero e la coltivassero; se andassero tutti ad
+accarezzare le piante, a sdraiarsi sul prato, a cogliere colle
+proprie mani un frutto cresciuto nel loro campo; fosse pure quel
+frutto un fico stento o una mora di siepe.
+
+Hai mai odorato la terra, quando dopo una lunga siccità, beve le
+prime gocciole della pioggia, e le assorbe avidamente coll'ansia
+voluttuosa di una lunga sete?
+
+Per me tra tutti i profumi quello è il più caro, il più
+simpatico, il più penetrante. Non vellica soltanto di fuga le mie
+narici, ma scende giù giù nel fondo del cuore e del paracuore e
+mi sento anch'io ritornato terra (come lo fui prima di nascere) e
+mi par di bevere alle prime sorgenti della vita, tutto quanto
+trasformato in una spugna molle e minuta di radici e di
+radicelle, che assorbono le forze del pianeta, per trasformarle
+in pane, in vino, in profumo di fiori e in ossa di tronchi.
+
+Mai in nessun altro momento io mi sento parte viva del mio
+pianeta, come quando aspiro voluttuosamente il profumo della
+terra, che beve l'acqua del cielo.
+
+Fa di bevere più spesso che puoi quel profumo in compagnia del
+tuo proprietario e fallo bere ai tuoi figliuoli, e portatevelo a
+casa e in città come un tonico amaro, che ci aguzza l'appetito e
+ci rifà il sangue.
+
+L'amore alla terra è il più salubre, il più caro degli affetti, e
+tu, coltivandolo nel tuo compagno, farai opera santa, e portando
+nella casa del contadino le tenerezze del tuo cuore di donna e
+mettendolo a braccetto della scienza agricola di lui, farete più
+e meglio per il bene dell'Italia, che tutti i legislatori passati
+e presenti colle loro leggi sociali, che mi fanno ridere e che
+rimangono negli Archivii dei Parlamenti, come insigni monumenti
+del nostro arcadismo sentimentale, del nostro vaniloquio
+parlamentare e giornalistico; di quella falsa filantropia, che
+coll'elemosina o col rialzare o l'abbassare dei dazii d'entrata e
+d'uscita, crede o spera di risolvere il magno e terribile
+problema della questione sociale.
+
+
+IL MARITO ARTISTA.
+
+A meno che l'artista sia uomo di genio o abbia un cuore di
+angelo, non sposarlo mai.
+
+Se è mediocre, è lo spostato degli spostati. Colla testa in alto
+per cercar sempre un bello ideale, che gli sfugge, inciampa coi
+piedi nella miseria che avvilisce, nell'invidia che tortura
+l'anima, nella displicenza cronica, che corrode i germi della
+vita.
+
+L'artista mediocre accusa tutti fuor che sè stesso della sua
+impotenza. Ama il bello come gli eunuchi aman le donne e cerca la
+gloria per le vie di traverso dell'impressionismo, del _pointillé_,
+dove la gloria non ha mai messo il piede. Si lamenta come un genio
+incompreso, senz'esser genio, e divien cattivo come uno che fosse in
+una volta sola punto e perseguitato da tutte le mosche, da tutte le
+pulci, da tutte le zanzare, che brulicano in questo nostro mondo
+planetario.
+
+Ed egli porta in casa tutti questi parassiti che lo mordono, che
+lo pungono per ogni lato, e fa pungere da essi anche la moglie,
+anche gli amici e tutti quelli che lo circondano.
+
+Vive, lamentandosi ogni giorno e ogni ora dell'ingiustizia degli
+uomini, che non lo intendono, dei signori che non gli comprano
+gli aborti della sua tavolozza malata e dei suoi scalpelli
+spuntati. Maledice Rafaello e chiama barocco Michelangelo e si
+mette accanto a Galileo condannato dall'Inquisizione e a Colombo
+deriso dai monaci di Spagna. Se parla di altri artisti più
+fortunati, li copre della bava avvelenata della sua invidia
+rappresa, dei suoi rancori isterici.
+
+È un infelice cattivo, è un aborto che si permette di vivere e che
+concentra tutta la sua vita in un lamento e in una maledizione.
+
+ *
+ * *
+
+Anche l'artista di genio, anche l'artista incoronato coll'aureola
+della gloria, è un marito pericoloso, e se tu sei gelosa, non
+devi sposarlo.
+
+Sua prima amante è l'arte e ti metterà sempre al disotto di essa.
+Egli è anche poligamo per natura e per elezione difficilmente può
+amare una donna sola e circondarla di tutte quelle tenerezze
+quotidiane, che sono neccessarie a lei come il pane, come l'aria
+che si respira.
+
+Pensa alle modelle, che deve veder nude dinanzi a sè nel segreto
+del suo studio, pensa a tutte le belle signore, che tanto
+facilmente si innamorano di lui e ch'egli deve ammirar tanto da
+vicino; così spesso, così intimamente.
+
+Tu sei bella e tu sei giovane, ma sei una donna sola, e non puoi
+avere tutte le bellezze, delle quali egli ha bisogno per appagare
+la sete insaziabile estetica, che lo divora e lo consuma.
+
+Se io fossi nato artista, non avrei avuto per amante e per moglie
+che l'arte; e sarei morto vergine o almeno casto come il Canova e
+come Michelangelo.
+
+
+IL MARITO INGEGNERE.
+
+La professione d'ingegnere esercita una influenza molto oscura e
+difficile a definirsi sulla felicità del matrimonio.
+
+L'ingegnere batte così larghe le ali sul mondo dell'attività
+umana, da assumere le forme le più svariate.
+
+Quando si accontenta di numerare colle sue palline i filari di
+gelsi o di misurare i campi, i prati e le foreste, è un semplice
+agrimensore.
+
+Quando siede nella poltrona delle amministrazioni ferroviarie, è
+un semplice impiegato, che rimane all'ufficio le sue sei o otto
+ore al giorno, porgendo alla moglie tutti i vantaggi e le noie
+del _travettismo_.
+
+Quando invece si innalza alla dignità di costruttore di ferrovie,
+di ponti, è quasi un artista ed è sempre uno scienziato.
+
+Anche Grattoni, anche Sommeiller, anche Watt e Fulton furono
+ingegneri. Anche Eiffel è un ingegnere, lo è il Lesseps; e
+passeranno tutti all'immortalità ed ebbero o avranno le loro
+statue.
+
+Il presente è degli ingegneri, l'avvenire prossimo e remoto sarà
+degli ingegneri, e ad essi rimane aperto un orizzonte grande come
+il mondo, alto come la vetta della civiltà futura.
+
+Ed è perciò, che se il tuo pretendente oltre il diploma
+d'ingegnere ha molto ingegno, potrai goderti una grande
+agiatezza; fors'anche la gloria e la ricchezza.
+
+Di tutte le forme svariate dell'ingegnere, sempre ad altre
+circostanze pari, scegli quella che obbliga il marito a molte
+assenze.
+
+Fuggirai i pericoli della uniformità soverchia della vita, che è
+tanto vicina alla monotonia, alla noia, al raffreddamento lento e
+inevitabile dell'amore; e tu ti godrai tante piccole lune di
+miele, quanti sono i ritorni del tuo dolce compagno.
+
+Se tuo marito parla dei suoi progetti, delle sue imprese, se ti
+mostra i suoi disegni, non dirti profana del tutto ai suoi
+studii. Mostra anzi di interessarti ai suoi lavori.
+
+Ogni lavoro d'uomo, per esser giocondo e fecondo, deve esser
+accompagnato dall'ombra del pensiero femminile. La donna deve
+essere sempre compagna nostra in ogni pensiero, in ogni opera di
+mano o di cervello. Essa è il sale d'ogni nostro cibo, la poesia
+d'ogni nostro travaglio.
+
+
+IL MARITO MEDICO.
+
+La donna, che sceglie per marito un medico, deve amarlo non una
+volta sola, ma tre volte.
+
+È questa una professione piena di pericoli per la felicità
+domestica.
+
+Se sei gelosa, devi tremar sempre per la fedeltà del tuo
+compagno. Egli ha troppe occasioni a peccare e troppa impunità a
+delinquere. Tu devi stimarlo molto, moltissimo, devi essere più
+che sicura del suo amore per non essere in continua agitazione.
+
+Di giorno, di notte, sempre, può lasciare il nido della sua casa,
+e non tutte le chiamate sono di infermi; ma ve n'ha di inferme,
+che non hanno di malato che il cuore.
+
+Può anche lasciare la città dove abitate, chiamato da telegrammi,
+che non sono sempre veri.
+
+Se sei molto delicata per certe cose, devi rassegnarti con dolore
+a racconti, che non parlan sempre di fiori.
+
+Il tuo povero marito vive sempre tra le piaghe e i dolori; lascia
+il letto d'un agonizzante per medicare un cancro; può puzzare di
+iodorformio o di acido fenico, e tu involontariamente a tavola
+puoi pensare, che la mano che ti pela un frutto è la stessa, che
+un'ora innanzi ha razzolato nelle viscere d'un cadavere o ha
+operato un tumore.
+
+Pensa prima a questi pericoli, se hai i sensi troppo suscettibili
+e la fantasia troppo fervida.
+
+Non sposare mai un medico di poco ingegno e di poca coltura e che
+sarà costretto a viver sempre nel pantano della mediocrità. Egli
+rassomiglia molto all'artista incompreso ed è uno fra i più
+infelici operai della grande officina sociale.
+
+Nell'arte medica non si sta benino che nei palchi di prima e
+seconda fila. La platea è una prigione, il lobbione una galera.
+
+La guerra dei colleghi, l'ingratitudine e le esigenze dei malati,
+l'ambiente di dolori in cui dobbiamo vivere, fa della nostra arte
+la più difficile e la più spinosa e non può assorgere a più
+spirabil aere, che quando ci riscalda l'amore degli uomini e
+possiamo aspirare alla gloria.
+
+È allora che Clotilde giovane e bella può essere felice di essere
+l'amante e la compagna del Dottor Pascal; è allora che una donna
+di cuore e di ingegno può essere felice di essere la moglie di un
+medico.
+
+Molte donne, che nei loro sogni di fanciulla desideravano di
+essere dottoresse o suore di carità, trovano, sposando un medico,
+una via indiretta per realizzare il loro sogno pietoso.
+
+Esse sono fiere e felici di accompagnare col pensiero ed anche
+coll'opera il loro compagno in quella missione di sagrifizii
+continui, in quel travaglio quotidiano, che è un apostolato e
+spesso anche un martirio. Esse sono beate di confortarlo, quando
+sconfortato dall'ingratitudine degli uomini o dall'impotenza
+della scienza ritorna a casa coll'amarezza nel cuore e colle
+lagrime negli occhi!
+
+Quante volte la tua buona mamma mi ha dato il coraggio che mi
+mancava, per continuare il mio cammino: quante volte mi ha
+mostrato la meta lontana e gloriosa ed è riuscita a farmi
+benedire la professione che io liberamente aveva scelto e che nei
+primi anni mi sembrava un Calvario; che non aveva altri compagni
+per via che triboli e spine e che sulla vetta non mi mostrava che
+una croce!
+
+Nè soltanto ella si occupava di me, ma dei miei malati e mi
+accompagnava spesso nelle mie visite ai poveri, nelle capanne
+della campagna o nei bugigattoli asfissianti della città; dove
+più che i soccorsi dell'arte doveva portare i conforti della
+pietà o i soccorsi della carità.
+
+Essa era il mio angelo confortatore in casa, la mia alleata nelle
+opere pietose al di fuori, ed io ero benedetto per merito suo e
+per opera sua benedicevo la mia arte, così difficile, così
+oscura, così travagliata da tutte le miserie morali e da tutti i
+dolori fisici del povero bipede implume.
+
+Essa è riuscita a coltivare in me l'amore delle cose difficili,
+che io aveva da natura; e ad ogni difficoltà che io incontrava
+sul mio cammino, ad ogni calcio villano che mi tiravano i miei
+colleghi o ad ogni brutale schiaffo dei miei malati trovava in sè
+nuove parole di conforto, nuove carezze, nuovi impeti del cuor
+generoso.
+
+M'è perfino avvenuto, che il contravveleno che essa mi porgeva mi
+sembrasse così dolce, da desiderare nuovo veleno per aver poi nel
+nido della mia casa più dolci carezze, più caro conforto:
+
+"Ma non ami tu forse le cose difficili? Ebbene tu hai scelto per onor
+tuo la difficilissima e la spinosissima fra tutte le arti; e qui
+appunto, _si parrà la tua nobilitate_, e più alto e glorioso sarà il
+premio, quanto più contrastata e fiera sarà stata la lotta. In fondo a
+questa via troverai la massima delle compiacenze umane, quella di aver
+sparso intorno a te tante benedizioni, quella di aver fatto tacere
+tanti dolori, di aver salvate tante preziose esistenze, di aver forse
+aggiunto all'avara scienza nuove scoperte, nuove invenzioni, risorse
+nuove."
+
+E la tua buona mamma aveva ragione, perchè le posizioni facili
+d'una vita senza contrasti, d'una lotta senza forti avversarii,
+se non ci possono dar forti dolori, ci negano anche le gioie più
+calde e più inebbrianti.
+
+Poco travaglio, poco dolore e poca gioia.--Molto travaglio, molta
+fatica, ma anche voluttà senza nome.
+
+Il mondo non l'abbiam fatto noi e dobbiamo accettarlo com'è, e là
+si vuole, che la vittoria non si abbia che dopo la lotta. Se si
+rinuncia a lottare, si deve anche rinunziare ai trofei della
+gloria.
+
+Io ti ho mostrato nella professione del medico i due lati della
+medaglia, i quali son forse tra di loro in più fiero contrasto
+che in qualunque altra posizione sociale.
+
+Tocca a te il guardarli ben bene e il giudicare, se ti senti il
+coraggio di affrontare il male colla speranza di raccogliere
+anche il bene.
+
+In ogni modo non sposare mai e poi mai un medico mediocre.
+
+
+IL MARITO AVVOCATO.
+
+Se mi si chiedesse qual'è la nazione più morale, risponderei
+subito:
+
+--Quella, che ha un numero minore di avvocati.
+
+Non già perchè essi stessi rappresentino l'immoralità di un
+popolo e sieno quindi da mettersi fra i ladri, gli assassini e
+tutte le altre infinite varietà dell'uomo delinquente; ma perchè
+essi non possono vivere che dell'immoralità altrui. Essi sono i
+bacilli della corruzione sociale.
+
+Una società sana non avrebbe bisogno di medici. Una società
+idealmente morale non avrebbe bisogno nè di avvocati, nè di
+carabinieri, nè di soldati.
+
+Tutti questi bacilli d'un mondo fisicamente o moralmente malato
+devono sparire in una società futura più sana e più morale della
+nostra. Io morrò in questa santa fede e tu trasmettila ai tuoi
+figliuoli.
+
+Mentre però guardiamo cogli occhi della speranza in un avvenire
+migliore e molto lontano, noi abbiamo gli avvocati e ne abbiamo
+pur troppo molti, moltissimi, troppi: tanto che non avendo
+sufficiente _materia peccans_ per vivere, e trovando ancora
+insufficiente l'immoralità pubblica per potersi nutrire, e
+prolificare, fabbricano spesso essi stessi la gelatina delle
+contese e delle cause per vivere, o invadono i campi della
+politica, portandovi, le loro spore e i loro micrococchi.
+
+Oh perchè mai con tante leggi draconiane, con tanti ostracismi
+ingiusti di incompatibilità parlamentari, non abbiamo ancora
+avuto un ministro così savio e così coraggioso da proporre
+l'esclusione degli avvocati dal Parlamento?
+
+Perchè?
+
+Perchè i ministri dell'interno son quasi tutti avvocati e i
+deputati sono in gran parte avvocati e il suicidio è un delitto!
+
+Eppure quella savia esclusione basterebbe a moralizzare
+l'ambiente parlamentare, a risanarlo e a prolungare la vita del
+nostro parlamentarismo tanto malato.
+
+Ma io, tesorino mio, non devo parlarti dell'avvocato che come
+marito possibile; e gli avvocati son tanti e anch'essi hanno come
+tutti i galantuomini il diritto di prender moglie.
+
+L'avvocatura per sè stessa esercita una piccola influenza sulla
+felicità del matrimonio.
+
+L'avvocato è generalmente una persona colta, esperta delle umane
+vicende, per lo più eloquente; che anche in amore adopera bene le
+armi della parola, dei sofismi e dei sillogismi.
+
+Hanno però una facile tendenza a scambiare la verità colla bugia,
+dovendole adoperare egualmente bene nelle esercitazioni del Foro
+e dovendo per loro ufficio persuader gli altri di ciò, di cui
+essi stessi non sono convinti.
+
+È naturalmente questione di arte, che può non intaccare il fondo del
+cuore. Un avvocato deve difendere un ladro, un omicida, un falsario;
+ma non per questo deve approvare in cuor suo il furto, l'omicidio e il
+falso. Egli è come l'attore drammatico, che non diventa un tiranno
+perchè rappresenta Luigi XI, nè un imbroglione, perchè fa la parte di
+Rabagas.
+
+Questa continua ginnastica però, questo continuo maneggio di
+sofismi, questa elasticità eccessiva, questa abilità di preparare
+le trappole dell'eloquenza tendono involontariamente ad appannar
+la coscienza del bene e del male e a confonderli alquanto;
+dovendo l'avvocato passare dall'uno all'altro, e continuamente,
+nei suoi attacchi e nelle sue difese.
+
+Diffida dunque un tantino dell'eloquenza degli avvocati, quando
+essi l'adopreranno per farti una dichiarazione d'amore: accettala
+con un largo benefizio d'inventario. Cerca insomma di scoprire
+l'uomo al disotto del causidico, e se quello val meglio di
+questo, dimentica il mio giudizio forse troppo pessimista e
+dovuto alla mia dolorosa esperienza, che mi ha costretto ad
+adoperare gli avvocati più di quanto io avrei desiderato.
+
+Molti avvocati, anche fra i più abili maneggiatori di trappole
+forensi, anche tra i più ingegnosi compilatori di lunghe e
+pesanti note pei loro clienti; quando entrano nel nido della
+famiglia, sono felicissimi di lasciar la toga e le bugie
+nell'anticamera del tribunale.
+
+E là fra le braccia d'una moglie adorata e i sorrisi dei loro
+bambini aspirano a larghi polmoni l'atmosfera della verità vera;
+di quella che non si piega mai alle esigenze delle Pandette o del
+cliente.
+
+Là non hanno bisogno di adoperare quei fini e complicati congegni
+dei _se_ e dei _ma_, nè di ricorrere alle reticenze piene di
+malizia, nè di abbagliare il pubblico coi fuochi artificiali
+della rettorica nè colle false lagrime nè cogli sdegni a freddo.
+
+Là anche l'avvocato ama e vuol essere amato. Là senza toga è
+felice di ritornare anch'egli un uomo; null'altro che un uomo.
+
+
+IL MARITO LETTERATO.
+
+Avrei dovuto mettere il marito letterato in compagnia del marito
+artista, col quale ha comuni molti caratteri; ma siccome ne ha di
+proprii e siccome d'altronde molti letterati non sono punto
+artisti, te ne parlerò a parte.
+
+Ciò che ha di comune l'artista della penna con quegli altri che
+maneggiano il pennello o la stecca, è l'assoluta proibizione di
+essere mediocre, a meno di rassegnarsi a tutte le umiliazioni e a
+tutte le miserie, che con mano così feconda genera la mediocrità.
+
+Si può e spesso si deve mangiare il pane, anche se è cattivo,
+perchè il pane è necessario; ma l'arte è un oggetto di lusso e il
+lusso deve risplendere di tutti gli splendori del bello e del
+grande.
+
+I poetini, gli scribaccini, gli autorini sono i nani del
+pensiero, i rachitici dell'arte, e non possono che ispirare la
+compassione, quando non riescono almeno coi loro aborti a farci
+ridere.
+
+Una volta il fare un libro pareva a tutti impresa eroica. Ci si
+pensava un anno almeno, prima di farlo; si impiegavano molti anni
+per scriverlo; e poi dopo lunghe incertezze e timori senza fine
+si osava lanciarlo sul mare tempestoso della pubblicità.
+
+Oggi si fa un libro colla stessa facilità con cui si giuoca una
+partita a tresette, e gli autori nascono a centinaia, a migliaia,
+in una vera orgia di fecondità inesauribile.
+
+Versi e giornali e romanzi pullulano nelle aiuole dei giardinetti
+arcadici o nei campi dell'analfabetismo universale e i bollettini
+bibliografici fanno volumi e la critica non ha neppur la fatica
+di mandare tutti questi aborti e questi parti immaturi al
+cimitero, perchè da sè stessi si uccidono e da sè stessi si
+seppelliscono.
+
+È legge universale, che la mortalità è in ragione diretta della
+fecondità, e nelle famiglie dove nascon troppi figliuoli, il
+becchino e il prete hanno molto da fare.
+
+Non sposar dunque mai un letterato mediocre. Soffrirai la miseria
+del pane e quella più crudele della sete insaziata di gloria.
+
+Pur troppo tra noi le condizioni della letteratura sono ancora
+così miserabili, che anche gli scrittori di genio, che possono
+vivere della sola penna, son così pochi in Italia da poterli
+contare colle dita d'una mano sola. E anch'essi son passati
+attraverso un lungo e doloroso martirio prima di giungere alla
+gloria e alla fortuna.
+
+I più, anche tra i migliori, son costretti a chiedere una cattedra o a
+darsi al giornalismo, per poter riunire decorosamente i due capi
+estremi del loro bilancio domestico.
+
+Il letterato porta nell'ambiente della famiglia più fiori che
+frutti, ma anche i fiori sono una gran bella cosa; e tu passerai
+ore liete e poetiche, quando il tuo compagno ti leggerà commosso
+le ultime pagine d'un suo libro, ancor calde dell'amore della
+creazione, e spierà nei tuoi occhi l'emozione o il plauso.
+
+E la sua coltura porterà nella conversazione della famiglia molte
+idealità, e tu e i tuoi figliuoli respirerete un'aria, che sa di
+primavera; e forse troverete che le gioie maggiori della vita son
+sempre quelle che costano meno, ma che germogliano da tutte le
+poesie del pensiero e dalle estasi del sentimento.
+
+Sposa dunque pure anche un letterato, ma ch'egli sia sommo.
+
+
+IL MARITO SCIENZIATO.
+
+Questo marito è stato sempre un prezioso zimbello tra le mani dei
+romanzieri e degli scrittori di commedie. Anche il sommo Balzac
+lo classificava tra i _predestinati_.
+
+Lo scienziato dell'antico stampo va però scomparendo od è già
+scomparso; e l'antropologo fra pochi anni, nel metterlo a
+catalogo nel suo _Sistema hominis_ dovrà scrivergli accanto le
+parole: _specie estinta_.
+
+Era un uomo spesso sudicio, quasi sempre distratto, che non si
+occupava d'altro che dei suoi insetti o delle sue piante, del suo
+laboratorio o delle sue medaglie, e per lui il resto del mondo
+non esisteva.
+
+Prendeva moglie per igiene o per avere chi badasse alla sua casa
+e credeva come in un dogma, che la moglie dovesse esser fedele al
+marito, quando questi non le era infedele.
+
+Uomo felice, se mai ve n'era uno, non faceva però felici quelli
+che vivevano con lui. Istrumento monocorde e che suonava una sola
+nota, non poteva mettersi in nessuna orchestra, neppure nel più
+modesto terzetto.
+
+Oggi si coltiva la scienza senza dimenticare che si è uomini, e
+che l'essere membri della società umana ci impone il dovere di
+essere puliti, cortesi con tutti, galanti colle signore.
+
+Si può oggi essere membri di molte accademie senz'esser noiosi;
+si può avere una cattedra delle più alte o delle meno popolari
+della scienza senz'esser pedanti. Si può misurar le antenne di un
+insetto o la lunghezza di un microbo, misurare gli angoli di un
+cristallo o il diametro del sole, senza credere che il mondo
+finisca nel breve giro dei nostri studii.
+
+La vita moderna ha per carattere principalissimo di dilagar per
+ogni verso, in alto, in basso, a destra, a sinistra; nell'angolo
+più oscuro e nelle miniere più profonde. Dovunque respira un uomo
+o sospira una donna il pensiero di tutti penetra e s'infiltra, e
+nessuno può fuggire a quella corrente, che circola lungo i fili
+telegrafici di tutto il mondo, che vibra in ogni pagina di libro
+o di giornale.
+
+Si son strappate tante siepi; si son rotte tante dighe, che oggi
+riesce impossibile ad un uomo di esser solo e di vivere della
+sola propria vita. Ognuno di noi vive in tutti e un po' di tutti
+vive in noi.
+
+Un filosofo antico avrebbe desiderato che le case fossero tutte
+di vetro, perchè nulla sfuggisse della vita privata. Noi abbiam
+fatto qualcosa di più e di meglio, sorpassando di molto il suo
+sogno. Noi abbiam fatto penetrare nelle case di tutti la vita
+dell'umana famiglia, e senza distruggere l'individuo, ne abbiam
+fatto un membro vivo e palpitante di tutto l'organismo umano.
+
+È per tutte queste cose, che lo scienziato può essere anche un
+ottimo marito. Anzi lo è spesso e più facilmente dell'artista e
+del letterato.
+
+I suoi studii sono spesso aridi e sterili. S'egli non è un Newton
+o un Lavoisier, un Linneo o un Darwin (e di questi basta che un
+secolo ne abbia uno), il frutto del lungo e sudato lavoro è molto
+scarso.
+
+Guai se lo scienziato non avesse in sè una passione ardente,
+insaziabile del vero; se si scoraggiasse del tanto cammino
+percorso senza trovar nulla e della triste e frequente necessità
+di tornare addietro e rifare la via. Guai a lui se non amasse i
+suoi insetti, le sue piante, le sue medaglie come suoi amici e
+quasi consanguinei. Noi non avremmo nessun scienziato in questo
+mondo!
+
+Per tutte queste ragioni però, quando egli ritorna a casa dal suo
+museo o dal suo laboratorio, è avido di tenerezze, di poesia; di
+qualcosa di profumato e di giocondo, che lo riposi dal lungo
+travaglio e lo porti in un nuovo mondo.
+
+E questo gli è dato dalla dolce compagna, dai bambini chiassoni e
+ridenti.
+
+Il marito scienziato è anche tra i più fedeli, non avendo tempo
+che basti e coraggio che valga per cercare il peccato.
+
+
+IL MARITO POLITICO.
+
+Se sei ambiziosa, figliuola mia, sposa un uomo politico. S'egli
+ha ingegno (non importa molto) e molta abilità, ti porterà in
+alto, dove giungono gli _evviva_ delle moltitudini, il luccicare
+delle decorazioni e delle giubbe dorate, e dove non mancano
+neppure i biglietti di banca.
+
+Se invece ami la quiete, la modestia serena di una casa, in cui
+non entri lo squillo delle bande festanti, ma neppure la pietra
+dei malcontenti; non sposare mai un uomo politico.
+
+L'uomo politico è un soldato, ma che non si rassegna a rimanere
+semplice fantaccino. Vuol essere, nei casi di massima modestia,
+almeno sottotenente; ma quasi sempre aspira all'elmo piumato del
+generale.
+
+Ingegno, astuzia, coltura, fierezza d'orgoglio e transazioni di
+coscienza, tutte le armi del bene e del male egli deve adoperare
+per giungere a quell'elmo piumato. Se per via può anche giovare
+alla patria, tanto meglio. Diverrà generale, senza perdere il
+glorioso battesimo di patriota.
+
+Siccome la politica è l'arte di governare un paese, tocca tutto e
+tutti, e quindi un po' politici lo dobbiamo per amor di patria
+esser tutti; non fosse che nella modesta missione di elettore
+amministrativo.
+
+E siccome la politica tocca tutto e tutti, ne viene anche, che
+essa va dall'uno all'altro polo delle umane energie; dal martirio
+dell'eroe alla forca del delinquente; dal cielo dell'angelo
+all'inferno del demonio; dall'arco trionfale alla galera.
+
+Ecco perchè l'uomo politico è spesso e dovrebbe esser sempre
+soldato; mentre è invece talvolta brigante.
+
+Soldato e brigante maneggiano le stesse armi, ma con questa
+semplicissima differenza, che il primo difende la legge e la
+patria, il secondo difende il proprio interesse.
+
+In un Parlamento (fosse pure l'ultimo fra tutti) abbiamo confusi
+insieme briganti e soldati. Vestono nella stessa maniera, siedono
+sugli stessi scanni e pur troppo devono spesso votare insieme,
+confondendo così nella coscienza popolare, ogni giorno e
+brutalmente, il bene e il male; il sagrifizio di sè stessi alla
+patria e il sagrifizio della patria a sè stessi.
+
+Il Cristo tra i due ladroni è un'immagine fedele di un banco
+parlamentare od anche ministeriale. Nei casi più fortunati
+abbiamo un ladrone fra due Gesù.
+
+Se tu hai influenza sull'animo di tuo marito, uomo politico;
+tiengli alto il cuore, senza eccitar mai la sua ambizione.
+
+Questa nel maschio umano non ha quasi mai bisogno di eccitanti,
+spesso invece ha bisogno di deprimenti.
+
+La missione della donna è invece quella di essere la vestale
+delle nostre idealità, della nostra onestà politica, che è poi
+una cosa sola colla onestà domestica. È sacrilega distinzione,
+quella di due onestà e ho sempre rabbrividito, udendo queste
+parole, che giudicavano un uomo:
+
+--_È un gran galantuomo nella vita privata, ma in politica_....
+
+La somma di molti galantuomini fa una nazione onesta.
+
+La somma di parecchi disonesti basta a disonorarla.
+
+Dove nasce un'epidemia panamistica o cuciniellana, il paese è
+profondamente malato e se non si giunge in tempo all'amputazione,
+la gangrena secca invade tutto l'organismo e la nazione muore.
+
+E siccome nessuna forza si distrugge, anche la donna nel modesto
+giro della propria famiglia può e deve essere un'energia, che
+risana, che risangua, che attiva la vigoria morale di una
+nazione.
+
+Che il tuo marito sia sindaco o deputato, senatore o ministro, fa
+di essere fiera della sua onestà prima che del suo ingegno, della
+sua lealtà prima che delle sue commende; e tu seguilo coll'occhio
+vigile dell'affetto che ama, ma non transige; del cuore che si
+intenerisce, ma non vacilla nelle ore di Getsemani, quando la
+coscienza lotta tra le tenebre coll'ambizione o colla sete
+dell'oro.
+
+
+IL MARITO MILITARE.
+
+Parrebbe a priori, che il soldato deva essere il pessimo di tutti
+i mariti. Abituato ad imporre e a subire una disciplina ferrea,
+vivendo sempre in un ambiente artificiale al di fuori della
+società, in cui tutti quanti respiriamo e camminiamo; festeggiato
+dalle donne, perchè rappresentante della forza e perchè vestito
+d'un'uniforme; costretto a mutare ad ogni tratto di guarnigione;
+egli dovrebbe essere un cattivo marito.
+
+L'esperienza invece, che non ragiona, ma ci dà i frutti della
+natura, ci dice che il marito militare è l'ottimo tra tutti i
+mariti; sempre ad altre circostanze pari.
+
+Io mi son domandato sempre il perchè di questa contraddizione fra
+ciò che ci suggerisce la teoria e ciò che ci dimostra la pratica,
+e confesso, che per quanto aguzzassi lo sguardo e gettassi
+profondo lo scandaglio in questa regione della psicologia umana,
+rimasi col desiderio di sapere e con molte ipotesi in testa; che
+è quanto dire con un pugno di mosche in mano.
+
+Che Venere sia stata, sia e sarà sempre l'amante di Marte, è
+facile a capirsi e inutile a spiegarsi, perchè poeti, filosofi e
+psicologi (che non è la stessa cosa) e scrittori di romanzi hanno
+esercitato penna e pensiero su questo tema.
+
+Ma Marte non è marito, ma amante, e la cosa è ben diversa; e il
+Marte moderno, che si chiama tenente di corvetta o capitano dei
+bersaglieri o maggiore del genio o simili è quasi sempre un
+ottimo marito.
+
+È forse perchè il militare, dopo aver conosciuto i volgari amori
+della piazza e le facili avventure delle brevi guarnigioni, dopo
+avere insomma amato molte femmine, desidera conoscere e amare una
+donna?
+
+È forse perchè il soldato è sempre un uomo scelto fra molti e
+quindi bello e forte e molto maschio?
+
+È forse perchè la vita artificiale e regolamentare, che lo
+opprime e lo schiaccia per tante ore del giorno, gli fa sentire
+più vivo il bisogno di una casa senz'altro regolamento che
+l'amore, senza altri ordini del giorno che le carezze quotidiane?
+
+È forse perchè la casa è il miglior contravveleno della caserma e il
+desinare in famiglia il premio di tanti pranzi nei _restaurants_?
+
+È forse perchè il militare abituato a farsi la propria valigia, a
+curare le proprie cose, a tenerle in ordine e in grande pulizia,
+è una specie di buona _ménagère_ e portando tutte queste
+abitudini e abilità in una famiglia, è anche per questo un ottimo
+marito?
+
+È forse perchè obbligato sempre ad applicare una disciplina molto
+dura, a fare il burbero per forza; è felice di abbandonare in
+famiglia le redini del comando e d'essere compiacente e tenero
+colla moglie e i figliuoli?
+
+Per quale di queste ragioni la donna, sposando un soldato, ha
+maggior probabilità di esser felice?
+
+Forse per nessuna di esse esclusivamente, ma per tutte quante
+prese insieme.
+
+ *
+ * *
+
+Del resto la ragione delle cose stuzzica e appaga la nostra
+curiosità di sapere, ma il conoscerla non è sempre necessario;
+per la più parte degli uomini inutile.
+
+I più grandi problemi dell'universo e della vita ci sono del tutto
+oscuri, e ciò non ci ha impedito di camminare sempre avanti nella via
+del progresso e di cambiarci da selvaggi antropofagi in gente civile,
+che si veste, che nasconde le miserie animalesche dell'esistenza; che
+parla col telefono e cammina colla locomotiva.
+
+Accontentiamoci dunque di dire, che il soldato è quasi sempre un
+ottimo marito e lasciamo ai posteri il trovarne il perchè. Sarà
+una delle tante _x_, che lasciamo ai posteri con quella larga
+eredità di _perchè_, di _come_, di _quando_, che trasmettiamo ai
+nostri figliuoli, perchè alla loro volta la lascino ai pronipoti
+dei nipoti lontani.
+
+
+_Altri consigli del babbo a sua figlia nella scelta del marito._
+
+Cara e dolce mia figliuola, vorrei che tu dimenticassi tutti
+quanti i consigli, che ti ho dati fin qui per non ricordarti che
+di questo, che tutti quanti li domina dall'alto della sua
+importanza, che tutti quanti li abbraccia come una mamma, che in
+un solo amplesso si stringe al cuore tutti i suoi bambini.
+
+E il consiglio, per quanto importante, per quanto grande, sta
+tutto chiuso in una sola linea:
+
+--_Meglio rimaner ragazza per tutta la vita che maritarsi male_.
+
+ *
+ * *
+
+Invece ai nostri tempi, si crede e si fa precisamente il
+contrario.
+
+Il rimaner ragazza è creduto una vergogna, e ci si marita
+mediocremente, se non si può bene; e male se non si può
+mediocremente.
+
+--_O un marito o la vergogna!_
+
+E naturalmente si sceglie il marito.
+
+Lo sposo è brutto o antipatico, o malaticcio o stupido. A
+quarant'anni non ha saputo ancora farsi una posizione. Lo dicono
+donnaiuolo, giuocatore, fannullone. È vecchio e acciaccoso. I
+suoi parenti son disonorati.
+
+Non importa!--Egli è un uomo e quindi un marito.
+
+Piuttosto che la vergogna di morire ragazza, venga il brutto, il
+vecchio, il libertino, il fannullone!
+
+Lungo il viaggio la soma si aggiusterà da sè.
+
+ *
+ * *
+
+Nulla di più sciocco, di più falso, di più immorale di questo
+dilemma, conseguenza alla sua volta di tutto un lungo passato di
+un'educazione falsa, di una falsa morale; frutto di una pianta
+venuta su nel terreno dei pregiudizii più rancidi, dell'ignoranza
+più crassa dell'umana dignità, dei suoi diritti e dei suoi
+doveri.
+
+ *
+ * *
+
+In Inghilterra, in America, un po' meno in Germania, in Russia,
+in Olanda molte signorine non prendono marito per libera
+elezione, e non perchè sian gobbe o guercie o zoppe.
+
+Esse non hanno avuto la fortuna di trovare nei sentieri della
+vita l'uomo del loro cuore e son rimaste ragazze.
+
+Non per questo sono infelici, ma bastano a sè stesse e dedicano
+la loro vita ad uno dei tanti scopi, ai quali possiamo dirigere
+la nostra navicella.
+
+ *
+ * *
+
+Il nostro paese (làsciamelo dire in tutta confidenza) a questo
+riguardo è uno dei più arretrati e noi serbiamo in tutta la sua
+vigoria l'antico pregiudizio, che vecchia ragazza sia sinonimo di
+_paria_ del sesso femminile.
+
+ *
+ * *
+
+Questo pregiudizio si andrà perdendo poco a poco col crescer
+della civiltà e man mano noi educheremo le donne, perchè prima di
+tutto bastino a sè stesse e alla loro felicità.
+
+Io ti ho educata a questo modo, angelo mio, sperando che andrai
+incontro a tempi migliori dei miei.
+
+ *
+ * *
+
+Troverai nei romanzi e nelle poesie, che il primo amore è l'amore
+vero, l'unico amore, l'amore per eccellenza.
+
+Nulla di più falso. Lo stesso varrebbe dire che il primo quadro
+d'un pittore deve essere l'ottimo fra tutti quelli che egli farà
+nel corso della sua vita; che il primo discorso, il primo libro,
+la prima statua, la prima opera in musica saranno ciò che di
+meglio faranno il deputato, l'autore, lo scultore, il maestro.
+
+ *
+ * *
+
+Anche l'amore è un'opera, in cui cuore e ingegno e sensi devono
+darsi la mano concordemente per rizzare quel tempio, in cui si
+deve trovare la massima felicità; per intrecciare quel nido, in
+cui deve allevarsi e crescere una famiglia.
+
+ *
+ * *
+
+Le prime opere hanno tutte le imperfezioni dell'incertezza,
+dell'inesperienza, dell'ignoranza.
+
+ *
+ * *
+
+Il primo giovane piacente, che ti guarda negli occhi e cogli
+occhi suoi ti dice d'amarti, ti piace anche soltanto perchè ti
+guarda a quel modo e tu sei disposta a trovarlo bello e buono e
+perfetto.
+
+Egli incomincia subito e involontariamente a farsi più bello, più
+buono, più perfetto; per piacerti, per conquistarti, per
+guadagnarsi il tuo amore.
+
+E tu dal canto tuo colla poesia della giovinezza accresci ancora
+di tuo la sua falsa bellezza; e senza saperlo vi ingannate a
+vicenda.
+
+E poi quando al suo _ti amo_, rispondi a lui colla stessa sua
+parola, ti trovi legata colla solennità di una promessa,
+fors'anche di un giuramento.
+
+L'amor proprio allora si associa all'amore, e non c'è lima che
+possa intaccare la catena che ti sei legata al tuo piede. Se ti
+accorgessi troppo tardi di esserti ingannata, lotteresti con
+tutte le tue forze contro la ragione, che vorrebbe illuminarti.
+Saresti capace non solo di chiuder gli occhi, ma anche di
+accecarti per non vedere la verità. Poveretta, saresti schiava
+per opera delle stesse tue mani.
+
+ *
+ * *
+
+Lascia dunque che il giovane ti dica cento volte: _ti amo_; prima
+che tu gli risponda colle stesse due parole, ch'egli con ardente
+impazienza aspetta dal tuo labbro.
+
+Anzi fa di meglio: impediscigli col tuo contegno ch'egli dica
+quelle parole, e se nel calore dell'ammirazione le dicesse, non
+lasciargliele dire una seconda volta.
+
+In ciò le donne sono maestre e tu potresti dar lezione a me.
+
+ *
+ * *
+
+Intanto se quel giovane ti piace, continua a studiarlo e
+confrontalo con altri; sia che ti guardino o no.
+
+Il matrimonio deve essere una scelta e non si può scegliere senza
+far confronti.
+
+Più il confronto si farà fra molti, fra moltissimi; e più
+probabilmente la scelta sarà ottima.
+
+ *
+ * *
+
+Non esser mai impaziente per deciderti. L'impazienza è sempre
+segno di debolezza.
+
+ *
+ * *
+
+Tu conosci il celebre generale romano, che vinse le guerre,
+aspettando, aspettando sempre.
+
+E tu vincerai la massima fra le battaglie della vita, aspettando,
+aspettando lungamente, aspettando sempre.
+
+Io ho fatto una statistica grossolana di molti matrimonii caduti
+sotto i miei occhi e dividendoli fra quelli fatti da giovanette
+molto giovani e gli altri conclusi in età più matura; ho trovato
+in questa seconda categoria un numero molto maggiore di unioni
+felici.
+
+ *
+ * *
+
+Nei casi dubbi non consigliarti che colla tua mamma.
+
+Le amiche, anche le migliori, in fatto d'amore sono giudici
+pericolosi. L'invidia entra pur troppo non chiamata nei loro
+consigli.
+
+Se vuoi consultare le amiche, fallo accademicamente, per semplice
+curiosità; non già per dar peso ai loro responsi.
+
+In ogni caso poi fidati delle amiche già maritate e non delle
+fanciulle. In queste, invidia e inesperienza possono mettersi
+assieme per trarti in errore.
+
+ *
+ * *
+
+Il disaccordo fra un uomo e una donna, che si uniscono coi
+vincoli del matrimonio, può esser triplice.
+
+Per via dei sensi.
+
+Per via del cuore.
+
+Per via dell'intelligenza.
+
+
+La massima delle infelicità nasce dall'avere in una volta sola
+tutti questi tre disaccordi.
+
+La massima delle felicità si ha dall'alleanza di tutti e tre
+questi accordi.
+
+ *
+ * *
+
+La simpatia estetica, l'ammirazione della bellezza ti mettono
+sulla strada per avere il primo accordo.
+
+L'aver sempre le stesse opinioni nelle questioni del sentimento,
+il capire e il cercare le stesse idealità, ti conducono
+all'accordo dei cuori.
+
+L'amare gli stessi libri, gli stessi quadri, l'avere gli stessi
+gusti intellettuali, ti portano alla concordia dei pensieri, che
+è quanto dire al paradiso in terra.
+
+ *
+ * *
+
+Non credere però, mia cara, che non vi siano altri disaccordi,
+all'infuori di questi che ti ho classificati in tre categorie.
+
+Ve ne sono cento e mille e mille altri minori, piccoli,
+piccolissimi, che stanno ai primi come i colpi di spillo stanno
+alle pugnalate.
+
+ *
+ * *
+
+Questi disaccordi minori non sono sensibili che per le orecchie
+delicate; ma le donne sono tutte delicate, e tu, amor mio, sei
+delicatissima per natura e per educazione.
+
+E ti conosco tanto, bamboccia mia, da poterti dire, che
+preferiresti un disaccordo completo a un rosario di piccole e
+continue disarmonie.
+
+Del resto si può uccidere un uomo anche a colpi di spillo. È
+questione di avere la crudeltà che basti per questa operazione.
+
+ *
+ * *
+
+Le piccole disarmonie nascono dal guardarsi, dal parlarsi, dal
+gestire, in un modo piuttosto che in un altro.
+
+ *
+ * *
+
+Ebbene molti uomini e quasi tutte le donne, che si imbarcano
+sulla nave del matrimonio, sono nel caso di quel facchino, di
+quell'avvocato, di quel giornalista, di quel medico, che si
+volessero improvvisare macchinisti, senza che nessuno di essi
+conosca il meccanismo di una locomotiva.
+
+E c'è questo di aggravante; cioè che la locomotiva è una macchina
+molto più semplice di un cuore, di un organismo, di un cervello
+umano.
+
+ *
+ * *
+
+Quando penso a tutto questo, son tentato quasi quasi di dar
+ragione ai molti, che a furia di meditare sui mille pericoli e
+sui cento trabocchetti che circondano il matrimonio, rimangono
+celibi per tutta la vita.
+
+ *
+ * *
+
+Tu però, caruccia mia, sei stata educata in modo da esser felice
+e da far felice chi ti avrà scelta per isposa, e la tua indole è
+così buona, è così soave, così delicata da rimediare a qualche
+magagna, che potesse aver il tuo compagno.
+
+E tu lo saprai cercare, e lo saprai trovare l'uomo che ti faccia
+felice moglie e madre fortunata.
+
+Hai sempre amato le cose difficili, e il matrimonio è la
+difficilissima delle difficili cose.
+
+ *
+ * *
+
+Tu hai sempre a pensare, che il matrimonio è la somma di due
+esistenze, di due corpi, di due anime, e che messi l'uno accanto
+all'altro avrebbero a dar per risultato non solo dei figliuoli,
+ma la perfetta felicità di un uomo e di una donna.
+
+In certi momenti un _oh_ o un _ah_ fuori di tempo può essere uno
+schiaffo. La parola _caro_ pronunziata in una certa maniera può
+essere un insulto, e un sospiro può essere una tragedia.
+
+Ah! se gli uomini conoscessero le donne e le donne conoscessero
+gli uomini prima di abbordare il santissimo sacramento del
+_conjungo_; quanti matrimonii di meno, ma anche quanti e quanti
+infelici di meno!
+
+ *
+ * *
+
+Io ho sempre raccapricciato davanti alla presunzione goffa e
+sfacciata, con cui uomini e donne si danno la mano per sempre,
+senza conoscersi a vicenda non solo; ma senza conoscere di che
+sia fatta la pasta umana, senza neppure conoscere l'abbici dei
+caratteri, senza aver letto la prima pagina del libro dell'anima.
+
+ *
+ * *
+
+La colpa è di nessuno e di tutti.
+
+Di nessuno, perchè si nasce in una società fondata su false basi,
+perchè si imparano cento cose inutili, e si nuota nella più
+tenebrosa ignoranza di ciò che è necessario al sano esercizio
+della vita.
+
+Quanti e quante hanno letto Dante e Shakespeare, quanti e quante
+suonano del Beethoven e parlano in tre o quattro lingue, e non
+sanno che cosa sia il _carattere_; quali ne sieno le origini,
+quali le leve per muoverlo verso il bene, per affinarlo, per
+attonarlo.
+
+ *
+ * *
+
+Che cosa diresti, amor mio, se morto improvvisamente il
+macchinista di un treno in partenza, si chiamasse il primo
+venuto; fosse poi un facchino o un avvocato; un giornalista o un
+medico e gli si dicesse:
+
+--Animo, montate in macchina e guidate il treno alla sua
+destinazione.
+
+ *
+ * *
+
+In questa somma incomincia a metter tu per conto tuo più che puoi
+di amore, di bontà, di indulgenza, di tenerezze, di accorgimenti
+delicati e di care divinazioni; e allora la cifra totale riuscirà
+una grossa somma, anche se il compagno tuo mettesse una piccola
+parte di quei tesori dell'anima, che sono poi gli elementi della
+felicità.
+
+ *
+ * *
+
+Scusami il paragone troppo grossolano e troppo aritmetico;
+supponi che la felicità sia rappresentata dal numero cento e a
+raggiunger questa cifra dovete concorrere in due.
+
+Se tu incominci a metter di parte tua settanta o ottanta, al tuo
+compagno non rimarrà che a dare una quota di trenta o di venti, e
+la somma tornerà sempre.
+
+Se puoi, dà novanta; sarà più facile trovare chi ti dia dieci.
+
+Conosco matrimonii molto felici, nei quali la donna dà
+novantanove, e l'uomo non dà che uno. La buona moglie non
+rimprovera il socio troppo avaro. La somma torna sempre e la
+felicità è perfetta.
+
+Guai a te, se tu pretendessi dal marito che desse non più, non
+meno di cinquanta. La tua esigenza lo offenderebbe e il suo
+tributo alle gioie domestiche scenderebbe subito a proporzioni
+minime.
+
+ *
+ * *
+
+Pur troppo la donna deve dar sempre più di quel che riceve.
+
+Essa è destinata dalla natura al sagrifizio, alla generosità, e
+sopra ogni altare incensi e tributi e adorazioni son più di
+femmine che di uomini.
+
+ *
+ * *
+
+Esigi poco, esigi pochissimo da tuo marito, e avrai fatto più che
+metà del cammino, che conduce alla pace domestica.
+
+Così facendo, tutto il di più che ti sarà concesso dall'uomo
+sempre egoista e sempre meno amoroso della donna, ti sembrerà un
+dono inaspettato, una cara sorpresa.
+
+ *
+ * *
+
+Se invece ti appoggiassi al diritto delle genti e misurassi il
+dare e l'avere nella felicità della famiglia colla bilancia della
+giustizia, ti troveresti dinanzi alle più spiacevoli sorprese,
+alle più amare delusioni.
+
+ *
+ * *
+
+Le fanciulle quando prendono marito conoscono l'uomo dai romanzi.
+È per essi o un angelo o un demonio; e siccome naturalmente lo
+sposo non può, non deve essere un demonio, non può e non deve
+essere che un angelo.
+
+Invece gli uomini, quelli che passeggiano per le vie della città
+e non nelle pagine dei romanzi, non sono che rare volte demonii;
+ma angeli non sono mai.
+
+Sono animaletti graziosi (quando son belli), che amano sè stessi
+prima di tutti gli altri e quindi anche prima della sposa; sono
+bipedi implumi ed anche intelligenti, che nella moglie cercano un
+aumento di agiatezza o una governante che diriga la casa, una
+macchinetta gentile e bella, con cui si possa perpetuare la
+famiglia; una compagna nelle gioie, una infermiera nelle
+malattie.
+
+Essi si mettono un po' di poesia sulla pelle, come mettono i
+guanti sulle mani e le scarpe sui piedi; ma se la levano subito,
+appena sono nell'intimità della loro casa. E come gettano via i
+guanti sulla soglia e si levan le scarpe nella camera da letto
+per mettersi le babbuccia, così si levan la poesia, che li
+infastidisce e li secca.
+
+ *
+ * *
+
+Non immaginarti mai, che un fidanzato serbi intatta la poesia di
+cui ti circonda, una volta che sarà divenuto marito.
+
+L'uomo è come l'usignuolo; non canta che quando fa all'amore.
+
+E almeno l'usignuolo ad ogni primavera rinnova i suoi divini
+gorgheggi.
+
+L'uomo è meno di lui, perchè non mette fuori i trilli della sua
+poesia che in una sola primavera; quella del pretendente.
+
+Talvolta anzi è così povero di poesia, che è costretto a
+comprarla o a prenderla in prestito.
+
+Fra gli altri ho conosciuto un poetico giovanotto, di cui ebbi
+occasione di leggere le lettere, che scriveva alla fidanzata.
+Erano letteralmente copiate dal Foscolo e dal Goethe. Meno male
+che la sposa non aveva mai letto nè _Jacopo Ortis_ nè il
+_Werther_.
+
+ *
+ * *
+
+Son cose tristi e brutte queste che ti scrivo, o angelo mio, ma è
+meglio saperle prima che poi.
+
+Serba per te sacra e intatta la poesia che hai nell'anima e che
+io e la mamma abbiamo sempre coltivato in te. Con essa ornerai
+anche la prosa di tuo marito. Purchè in casa ci sieno dei fiori,
+che cosa importa sapere in qual giardino son stati colti?
+
+
+_Frammenti di un codice di diplomazia matrimoniale._
+
+Una volta che il pretendente è divenuto fidanzato e da fidanzato
+marito, il problema della felicità domestica non è ancora
+risolto.
+
+Lo dicono tutte le centinaia e migliaia di infelici, che invocano
+il divorzio e invano lo aspettano da un Parlamento imbelle e da
+Ministeri fatti a sua immagine e somiglianza.
+
+ *
+ * *
+
+E ben raro che in un matrimonio infelice la colpa sia tutta del
+marito o tutta della moglie.
+
+Nel più dei casi la colpa è di tutti e due. Talvolta se la
+dividono in due metà così eguali, che davvero, guardandosi in
+faccia, potrebbero ridere e gettarsi l'un l'altro con ironia
+semigaia un
+
+ _Tu l'as voulu, Georges Dandin!_
+
+Comincia dunque tu stessa, figliuola mia, a portare alla grande
+associazione della felicità in due, tutta la tua parte di
+contributo.
+
+Tu devi considerare tuo marito, come una parte di te stessa, di
+cui devi occuparti, come lo fai per le tue mani, per la tua
+faccia, pei tuoi visceri.
+
+Tu governi mani e faccia e visceri, colle regole dell'igiene e
+sulla guida della tua esperienza.
+
+E tu devi governare questa altra metà di te stessa, che è il tuo
+sposo, colle regole di una sana e sapiente diplomazia.
+
+ *
+ * *
+
+Non spaventarti di questa brutta parola.
+
+Se nel mondo politico diplomazia vuol dire l'arte d'ingannarsi a
+vicenda, nel mondo del matrimonio significa soltanto saper
+maneggiare l'altra metà di sè stessi con accorta delicatezza, con
+affetto costante, con profondo conoscimento del cuore umano.
+
+ *
+ * *
+
+E per mostrarti subito l'indirizzo di questa diplomazia domestica
+ti dirò, che deve ispirarsi tutta quanta al più santo dei
+precetti fondamentali del Vangelo, corretto però e migliorato:
+
+Il Vangelo dice:
+
+ _Amerai il prossimo come te stesso._
+
+E la moglie deve dire:
+
+ _Amerai tuo marito più di te stessa._
+
+A meno di aver sposato un uomo indegno di questo nome, un egoista
+di ghiaccio, un vizioso da bordello, un eunuco del cuore; egli ti
+amerà sempre e molto, pur che tu lo ami sempre e molto.
+
+ Amor che a nullo amato amar perdona
+
+è un verso solo della _Divina Commedia_, ma è divino davvero,
+perchè governa quasi tutta la legislazione dell'amore, e finchè
+l'uomo pesterà coi suoi piedi questo pianeta, potranno mutare le
+leggi, le consuetudini dell'umana famiglia, ma l'amore sarà
+sempre il figlio dell'amore.
+
+ *
+ * *
+
+Esigi poco, pochissimo da tuo marito, ed egli ti darà molto,
+moltissimo.
+
+Sii con lui molto indulgente e purchè egli sia onesto e ti ami,
+non impennarti ad ogni sua distrazione, ad ogni suo capriccio.
+
+Gli uomini, vedi, non sono come le donne, che all'amore portano
+tutti i tesori del sentimento, tutti gli ardori della passione,
+tutto ciò che sono, che sanno, tutto ciò che valgono; per cui
+anche i peccati delle donne son quasi tutti mortali, perchè
+sacrilegi fatti ad un Dio.
+
+Gli uomini amano come mangiano, come bevono, come camminano.
+L'amore è in essi una funzione della vita, non tutta la vita.
+Molti dei loro peccati d'infedeltà, anzi quasi tutti, non sono
+che veniali. Mezz'ora dopo scordano il peccato e la peccatrice, e
+ritornano più teneri, più appassionati alla loro fida compagna.
+
+ *
+ * *
+
+Quante donne per eroica protesta, per intolleranza eccessiva
+hanno disfatto una famiglia, forse due famiglie; tagliando la
+ritirata al marito, facendo d'un suo capriccio una passione,
+d'una sua contravvenzione al galateo un delitto di Corte
+d'Assise.
+
+ *
+ * *
+
+Molte altre invece con una ceffatina, che pareva una carezza, con
+un rimprovero che pareva uno scherzo, hanno ricondotto in un'ora
+all'ovile la pecorella smarrita....
+
+--_So tutto, ma ti perdono.... So che tu mi ami sempre_....
+
+Qual è l'uomo che a queste parole non si sente arrossire fin nei
+capelli, che non si inginocchia dinanzi a lei e suggella il suo
+perdono con tenerezze più calde, con una passione rinnovellata di
+novelle frondi; con raddoppiato amore?
+
+ *
+ * *
+
+Se il tuo compagno non ha il coraggio di confessare la sua colpa,
+se si arrampica sulla frana scoscesa delle bugie, lascialo dire;
+ridi, sorridi e fagli supporre che gli credi; anche quando ti
+dice le più assurde cose di questo mondo; anche quando si rende
+ridicolo, come un bambino colto in fallo.
+
+Ho sempre ammirato una donna sublime, che del resto fu adorata
+fino alla morte da suo marito, perchè finse di credere, che
+ritornato a casa a tarda ora, aveva scambiato un letto per un
+altro.
+
+Per molti, l'apoteosi della viltà o della stupidità, per me una
+delle forme più alte dell'amore eroico e della sapienza
+domestica.
+
+ *
+ * *
+
+Io ti auguro e spero, che di questi eroismi non avrai punto
+bisogno, ma si deve sentirsene capaci.
+
+Aggiungo però subito, che tuo marito deve esserne degno.
+
+Al vizioso abietto, all'uomo vile e senza carattere, nessuna
+misericordia, nessuna pietà.
+
+Quando hai perduta la stima per il tuo marito, distaccati da lui,
+e se non lo puoi per legge segna col tuo dito una linea di fuoco,
+che ti separi da lui.
+
+Il peccato di capriccio non deve essere il tradimento quotidiano
+e vigliacco; la debolezza non deve esser paralisi.
+
+ *
+ * *
+
+Nel contrasto dei gusti, delle idee, dell'ordinamento della
+famiglia, cedi sempre nelle piccole cose per poter insistere
+nelle grandi.
+
+La contraddizione perpetua, anche se nella più parte dei casi è
+ragionevole, è una ruggine, che corrode l'amore e lo consuma.
+
+Se vuoi saper volere nelle questioni, che toccano la tua dignità
+o l'educazione dei tuoi figli, devi essere accondiscendente e
+cedevole in tutte quelle cose di poca importanza, che riguardano
+il vestire, la cucina, le relazioni con persone indifferenti.
+
+ *
+ * *
+
+Quando vuoi (e ne hai tanto diritto quanto lui), la tua volontà
+deve appoggiarsi alla ragione, non mai al puntiglio.
+
+ *
+ * *
+
+E volendo, adopera le forme più soavi del desiderio, e il
+condizionale più spesso dell'indicativo presente.
+
+L'uomo è così abituato a comandare, è così pieno e convinto del
+suo diritto di padrone, che si ribella al _voglio_ e cede al
+_vorrei_: s'impenna al _farai_, e ubbidisce al _non ti pare?_
+
+Questa è diplomazia ed è sapienza: è politica, ma è anche virtù.
+
+Nelle più difficili intraprese, quando devi persuadere tuo marito
+a far cosa giusta, ma che non gli garba, devi piegare parole e
+cose, in modo che gli sembri di voler egli stesso ciò che tu
+desideri da lui.
+
+Un marito di mia conoscenza si vantava di avere una moglie, che
+lo assecondava in tutto e non lo contraddiceva mai, nè nelle
+grandi, nè nelle piccole cose.
+
+E invece era sempre lei che voleva, e, per fortuna della
+famiglia, voleva sempre cose giuste e buone; ma dal suo
+dizionario aveva cancellato il verbo volere e il verbo comandare.
+Erano per lei vocaboli affatto inutili e li credeva anche
+pericolosi.
+
+Invece le donne, che li hanno sempre sulle labbra, non riescono
+mai a volere e a comandare, e si rassegnano brontolando a una
+schiavitù, che le umilia e le disonora.
+
+L'uomo maschio è un animale feroce, ma che si ammansa colle
+carezze, coi baci, colle parolette soavi. Si ribella e mostra i
+denti a chi alza la voce o lo picchia. Anche i leoni si domano
+col latte più che colle busse.
+
+ *
+ * *
+
+Tu adori tua madre, e tua madre è una santa, che non è vissuta
+che per me e i suoi figliuoli; ma quando piglierai marito, tu
+devi viver sola con lui.
+
+Ti auguro, che tu possa fondare il nuovo alveare accanto
+all'antico, a quello dove sei nata; ma in ogni modo nè tu in casa
+dei tuoi suoceri, nè tuo marito in casa di tua madre.
+
+Il tuo fidanzato, nelle ore di estasi, quando tutto il cuore si
+affoga nel miele degli affetti più dolci e più generosi, di certo
+ti proporrà di non separarti dalla tua mamma.
+
+Non accettare quel dono, ch'egli sarebbe il primo a rimpiangere.
+
+Non è invano, che i proverbii e la commedia e la satira hanno
+sempre perseguitato col loro umorismo, coi loro sarcasmi il
+suocero e la suocera.
+
+Quei proverbii, quelle sferzate sono il succo di una secolare
+esperienza.
+
+So anch'io, che vi sono famiglie patriarcali, dove un nido si
+appoggia sull'altro in un'unica atmosfera di quieta beatitudine.
+
+Son rare eccezioni, che fanno grande onore all'umanità, ma sono
+eccezioni e son rare, e quando si applica il calcolo di
+probabilità all'arte della vita, si deve sempre fondarlo sulle
+medie e sulla maggioranza.
+
+Son troppe le ragioni di dissidio, di contrasti, son troppi gli
+attriti di gelosia, di influenze, di invidie fra suocera e
+genero, perchè i loro rapporti possano mantenersi in un cielo
+perpetuamente sereno.
+
+Non metter mai tuo marito nel triste dilemma di offender tua
+madre o di darti torto.
+
+Amatevi da lontano invece di odiarvi da vicino. Siate cortesi fra
+di voi e tu sii coi tuoi suoceri, coi tuoi cognati, con tutti i
+membri della nuova famiglia di un'amorevolezza piena di riguardi;
+senza buttarti ai nuovi affetti con prorompente imprudenza.
+
+È meglio metter da parte qualche tenerezza di riserva, nel caso
+in cui la meritassero. Farsi invece restituire una parte di ciò
+che si è dato, è cosa dura e amara e semina rancori e pentimenti
+per l'avvenire.
+
+ *
+ * *
+
+Non andare in collera, figliola mia adorata, se sento il bisogno
+di darti anche questo consiglio:
+
+_Non dir mai una sola, la più piccola delle bugie a tuo marito_.
+
+Ti so sincera, ti so incapace di mentire, ma la nuova tua
+posizione, complicando d'assai i tuoi rapporti cogli uomini e
+colle cose, ti porrà spesso davanti a questo crudele dilemma:
+
+O dire una bugia.
+
+O dare un dispiacere a chi si ama.
+
+Il più delle donne davanti a questo bivio, novanta volte su cento
+dicono la bugia.
+
+E la dicono in casi meno difficili, soltanto per paura di esser
+sgridate o di doversi difendere e giustificare o di dover dare
+lunghe e intricate spiegazioni.
+
+Alessandro tagliò il nodo famoso colla sciabola e il suo taglio
+attraversò i secoli, celebrato e immortale.
+
+Le donne ogni giorno tagliano i piccoli nodi che si formano tra
+le mani, nel dipanare l'intricata matassa della vita, con quella
+piccola spada, che hanno sempre in tasca, sul tavolino, in letto,
+da pertutto; e che si chiama _bugia_.
+
+Emma, non mentire mai a tuo marito!
+
+Qualunque sia il dilemma, che ti si para dinanzi, qualunque sia
+il nodo che ti si forma fra le dita, non scioglierlo mai colla
+menzogna.
+
+Sarai degna della tua stima, e tuo marito ti metterà sopra un
+piedestallo così alto, da potersi dire un altare.
+
+Un uomo può esser fiero di avere una moglie giovane e bella, di
+sentirla lodare da tutti per la sua coltura, per il suo spirito;
+di nessuna cosa sarà tanto orgoglioso, come di poter dire:
+
+--_Mia moglie non sa mentire_.
+
+In questo secolo tartufo, in cui le esigenze estetiche e morali
+impongono ogni giorno all'uomo virtù che non ha, in cui la
+menzogna ci avviluppa e ci ravvolge dal capo ai piedi, come una
+ragnatela bavosa, che al passeggiare in una vigna abbandonata ci
+si appiccica schifosa e fetente alla faccia; il conoscere un
+poggio alto e sereno, dove non giunga la bugia e il poter
+rifugiarvisi fidenti e sicuri, è tale una grandezza, tale una
+letizia per l'anima da bastare a farci benedire la vita.
+
+Il bottegaio ci avvelena colle sue falsificazioni, il medico ci
+inganna colla sua pietà; i bassi ci adulano per averne favori, e
+gli alti ci promettono protezione col labbro, dimenticandoci
+subito nel pensiero. In chiesa vediamo molti prostrati, pochi
+credenti; nel Parlamento udiamo molte parole patriotiche, vediamo
+ben pochi sagrifizii; nelle famiglie intorno a noi quanti
+tradimenti e quante simonie!
+
+Vi è però in tutto questo deserto un'oasi sempre verde, dove
+nell'erba non v'è serpenti, sui cespugli di rose non vi son
+spine, dove l'ape non ha pungolo e il cielo non conosce nubi; e
+quest'oasi è l'anima della nostra moglie.
+
+Là ci rifugiamo fidenti e sicuri per sentirci udire un _sì_ che è
+sempre _sì_, un _no_ che è sempre _no_. Là su quella pietra di
+paragone portiamo il falso oro, le false gemme, per sapere cosa
+sono e cosa valgono: là portiamo tutte le piccole e grandi
+ipocrisie della vita per vederle sfumare nell'aria come una
+pagliuzza, che arde e si consuma sotto i raggi concentrati del
+sole.
+
+Ah quanto bene fa all'anima il rifugiarsi in un cuore sincero,
+francamente, coraggiosamente e sempre sincero! Come ci si allarga
+il petto, come i polmoni assorbono avidi quell'aria fresca,
+tonica inebbriante della verità sicura. Come ci sentiamo
+consolati di esser uomini e fieri, che una di queste rare
+creature adamantine sia nostra, tutta nostra!
+
+Qualcosa di simile si prova quando, dopo aver respirato per molti
+giorni l'aria umida, palustre, fangosa della pianura del Gange si
+sale sull'altipiano dell'Imalaia; bruciando tutti i miasmi,
+lavandoci dai brividi della febbre e dall'afa dei pigri letarghi.
+
+ *
+ * *
+
+Se tutte le donne sapessero l'onnipotenza della sincerità,
+rinunzierebbero subito alle scappatoie meschine delle piccole
+bugie e alla tattica delle grandi e ingegnose menzogne.
+
+Le donne mentiscono spesso e mentiscono bene; ma non vi è arte
+che basti, per tenebrosa e fine che essa sia, che valga a
+renderle infallibili.
+
+Or bene, una sola menzogna mal riuscita ti fa perdere il frutto
+di tutte le altre fortunate. Da quel giorno, tutta la sincerità è
+inutile, ogni affermazione è dubbia; accanto ad ogni _sì_ e ad
+ogni _no_ tuo marito mette un punto d'interrogazione. Tu hai
+perduta per sempre la tua santità, hai profanato il tempio, in
+cui il tuo compagno ti aveva collocato.
+
+Non si è vergini che una volta sola nella vita. Tu colla prima
+menzogna perdi quell'altra verginità forse più preziosa, che ti
+dichiara incapace di mentire.
+
+Tu porterai a tuo marito tutta una corona di fiori: la tua
+giovinezza, la tua bellezza, le tue grazie; ma pur troppo l'uno
+dopo l'altro questi fiori avvizziranno. Ma se fra quei fiori
+avrai intrecciato anche la sincerità, questa rimarrà fino
+all'ultimo respiro sempre fresca e sempre profumata, e tuo marito
+alzerà il capo superbo ad ogni volta, che davanti a tutti potrà
+dire: _Lo ha detto lei!_ sinonimo di verità indiscutibile,
+sinonimo di un dogma, che non ha nè può avere miscredenti.
+
+E credilo, gli occhi suoi si inumidiranno di tenerezza, quando
+egli aggiungerà, quasi a conferma delle prime parole:
+
+_Mia moglie non ha mai mentito!_
+
+ *
+ * *
+
+Il tuo sposo ti giurerà eterno amore e tu giurerai a lui amore
+eterno. L'eternità non è soltanto di Dio, ma di tutte le labbra
+degli innamorati.
+
+Lo ha detto anche il Gautier:
+
+_Toute grande passion a la pretention d'être éternelle, et il est
+fort commode de se donner les bénéfices de cette eternité sans en
+supporter les inconvenients._
+
+Ma invece ogni affetto, per forte e sincero e fido che sia, deve
+attraversare i tre stadii, pei quali passa inesorabilmente ogni
+cosa viva e che alla vita appartiene.
+
+_Nascere, crescere e morire._
+
+Quanto al morire ammetto con te, che il tuo amore morirà, ma con
+te, e che l'amore di tuo marito non tramonterà che col tramonto
+della sua vita.
+
+Ma, c'è un _ma_. Quanto al crescere, sarà un movimento
+continuato, come tu forse te lo immagini, o avrà le sue soste, le
+sue intermittenze?
+
+Di queste due cose la vera è la seconda. In ogni amore vi è un
+periodo, in cui il nostro cuore e quello della persona amata han dato
+quanto potevan dare e al disopra dell'umano non vi è che il divino,
+creato dalla nostra fantasia e dalla sete dei superlativi.
+
+Siccome però il crescere dell'amore è la sua cosa più bella,
+dobbiamo far di tutto perchè il crescere sia lento, lentissimo, e
+duri molto, moltissimo.
+
+Lo stesso Gautier ha detto che, _en amour comme en poésie rester
+au même point c'est reculer_, e benchè non sia questa tutta la
+verità, vi è però dentro una grande verità.
+
+Dunque tu devi fare in modo, che di quando in quando, per salute
+o per affari ti lasci sola; ed egli rimanga solo.
+
+Non seguirlo da per tutto e sempre, nè vantarti mai di non poter
+stare un giorno solo senza di lui.
+
+Credo che soffrirai della sua assenza e che anch'egli dividerà il
+tuo dolore; ma saranno due dolori, che prepareranno gioie
+infinite per voi.
+
+Dopo un lungo digiuno ogni cibo ci sembra squisito; dopo una
+lunga sete ogni acqua ci par deliziosa.
+
+Conviene che di quando in quando proviate la sete dei vostri
+baci, la fame delle vostre carezze.
+
+È questo il modo più sicuro per conservare l'amore allo stesso
+stato di tensione deliziosa; ed io, che ho sempre adorato tua
+madre e morirò adorandola, fino dal primo anno del nostro
+matrimonio, mi allontanai da lei per otto o dieci giorni, e fino
+ad oggi, or con un pretesto ed ora con un altro, ho sempre
+seguito la stessa abitudine.
+
+Ad ogni assenza teneva dietro una nuova luna di miele, e fino ad
+ora credo, che il nostro amore è sempre nel periodo del crescere.
+
+ *
+ * *
+
+Il desiderio è la pianta da cui nascono tutte le gioie della
+vita; finchè la manterremo viva e la coltiveremo con intelletto
+d'amore, noi saremo sicuri di raccoglierne sempre i frutti.
+
+Invece i più fra gli uomini fanno come i selvaggi, che per non
+aver la fatica di coltivar la pianta o di arrampicarsi sopra di
+essa per averne i frutti, con un colpo di ascia buttan giù
+l'albero.
+
+E così facciamo noi, quando in una volta sola soddisfacciamo a
+tutti i desideri, uccidendo la pianta che deve darci la gioia.
+
+Quando tu sarai sposa da qualche mese, capirai tutta l'importanza
+di questo mio consiglio, che basta da solo ad assicurare le gioie
+sempiterne nel nido domestico.
+
+In certe cose non dir sempre di _sì_ a tuo marito.
+
+Fa come certi mercanti, che scrivono sulla loro bottega:
+
+_Oggi non si fa credenza, domani sì_.
+
+E tu a certe domande rispondigli:
+
+--Oggi no, mio caro, domani forse....
+
+E fa che il domani divenga un posdomani e un futuro remoto....
+forse eterno.
+
+Tu devi aver sempre per lui qualcosa da dare, e invece l'amore,
+che è spensierato e folle, ti suggerirà forse di dar tutto oggi e
+subito ed è anche per questo, che il più degli amori ha vita così
+breve e fragile.
+
+ *
+ * *
+
+Mi ricorderò sempre, che in una conversazione, a cui prendevano
+parte uomini vecchi e giovani e donne belle e letterati e
+scienziati, tutto un mazzo di carissime persone, si lamentava che
+i fiori, che sono tra le cose più belle di questo mondo,
+durassero così poco.
+
+Una signora sentimentale esclamò:
+
+--I fiori son come l'amore....
+
+Un'altra più seria e ottima moglie e ottima madre di famiglia
+soggiunse:
+
+--Non tutti i fiori, nè tutti gli amori sono fragili e caduchi.
+
+Perfettamente, disse un professore di botanica:
+
+--Vi sono fiori di orchidee che durano mesi sullo stelo e anche
+recisi son freschi per settimane.... E i sempiterni poi col loro
+nome dicono la loro durata.
+
+_La sentimentale_. S'intende sempre parlare dei fiori in
+generale, e non delle eccezioni.
+
+_Il botanico_. Anche i fiori comuni si possono conservare
+indefinitamente con qualche artifizio, e chi è stato a Berlino o
+in Scandinavia deve aver ammirato fra vetri e vetri delle
+finestre mazzi stupendi di fiori imbalsamati, coi loro vaghi
+colori.
+
+_La sentimentale_. Sempre roba imbalsamata....
+
+_Un'altra_. Vorrei sapere però, come si possono imbalsamare gli
+amori, per serbarli sempre freschi e coloriti.
+
+_Il botanico_. Coll'acido fenico, col sublimato corrosivo...
+colle pomate arsenicali....
+
+Qui un coro di grida d'orrore venuto da ogni parte coperse la
+voce dell'oratore.
+
+--Puah! Orrore! Che bestemmia!... Già questi scienziati son
+sempre materialisti, brutali, insopportabili.... Morte alla
+scienza!...
+
+Un professore di psicologia, che aveva fino allora taciuto e che si
+accontentava di guardare le belle signore, modestamente fece
+osservare, che il botanico non aveva detto alcuna bestemmia, non aveva
+profanato nè punto nè poco il sublime sentimento dell'amore; perchè
+anche gli affetti subiscono le influenze esterne e interne e possono
+per virtù di esse crescere, diminuire, risorgere o morire del tutto.
+Quindi, anche per l'amore (concludeva egli) vi devono essere delle
+forze, che lo aiutano a vivere, che lo conservano, che gli concedono
+una insolita longevità.... Tutto sta a trovarle e a saperle adoperare
+sapientemente.
+
+_La sentimentale_. Vorrei un po' sapere che cosa conserva
+l'amore.
+
+_Il psicologo_. Per esempio la fedeltà dei due che si amano.
+
+_La sentimentale_. Questo è un vero e proprio circolo vizioso. Se
+si serbano fedeli è perchè continuano ad amarsi, e allora non c'è
+bisogno di alcun antisettico.
+
+_Un'altra_.... Il miglior conservatore dell'amore è la gelosia.
+
+_Un'altra_ (maliziosamente). No, è l'abilità di far sperar sempre
+e di non conceder mai.
+
+_La sentimentale_. Davvero? Questo mezzo mi sembra il miglior
+modo per uccidere l'amore di morte violenta.
+
+_Un'altra_. Credo che ciò non faccia grande onore al nostro
+sesso, ma l'ottimo degli antisettici in amore è la civetteria.
+
+_Un'altra_. Bravissima! Soprattutto non lasciarsi veder mai
+spettinata o mal vestita.
+
+_Un'altra_. E tener sempre alto il biscottino, che si vuol dare.
+Non avete veduto come i cagnolini si alzano sui piedi di dietro e
+stanno lungamente in una posizione incomodissima, quando si offre
+loro a quel modo un bocconcino ghiotto?
+
+Quasi tutte le signore presenti a quel convegno avevano parlato:
+soltanto una, la più vecchia, aveva sempre taciuto.
+
+Era vecchia, ma pretendeva ancora di esser giovane, e cogli
+artifizii della sarta, del profumiere e del tintore riusciva a
+lottare con qualche successo nelle penombre dei salotti mal
+illuminati.
+
+Battè due o tre volte il ventaglio sul tavolino, quasi volesse
+chiamar l'attenzione di tutti su ciò che stava per dire: nè
+contenta di questo, aspettando il silenzio generale, si
+gargarizzò la gola con due o tre colpi di tosse, poi dall'alto
+esclamò:
+
+--Signori e signore; non so che cosa debbano fare gli uomini per
+conservare il nostro amore. È cosa che li riguarda ed io non me
+ne curo. So però ciò che noi dobbiamo fare per tenerli sempre
+inginocchiati ai nostri piedi....--
+
+E tacque.
+
+Siccome il fine del discorso però non veniva mai, da varie parti
+della sala sorsero domande impazienti:
+
+--Che cosa è dunque per voi il miglior antisettico dell'amore?
+
+Nuova pausa, nuovo batter del ventaglio, e poi dall'alto, anzi
+dall'altissimo:
+
+--_Il disprezzo!_
+
+Allora un vecchio venerando, che non aveva mai parlato, che aveva
+soltanto sorriso d'un sorriso volteriano a tutte quelle contese; un
+vecchio, che non era professore di psicologia, ma aveva sempre
+studiato uomini e donne con grande amore e grandissima indulgenza,
+disse:
+
+--Mi permettete di dire anche la mia? Se non altro ho vissuto più
+lungamente di voi tutti e ho veduto più uomini e più donne di
+tutti voi....
+
+--Sì, sì, fuori l'antisettico migliore....
+
+--L'ottimo fra tutti i preservativi dell'amore, o signore
+amabilissime e riveriti signori.... è, è....
+
+--È, è?
+
+--_È il pudore!_
+
+Tutti e tutte tacquero; chi per sorpresa, chi per subitanei
+ricordi di un passato già molto lontano, chi per il dolore di non
+capire....
+
+ *
+ * *
+
+Eppure, figliuola mia, quel vecchio era il solo fra tutti ad aver
+ragione, e quando tu sarai moglie e da qualche tempo, gli darai
+ragione.
+
+
+
+
+PARTE TERZA.
+
+LA CONCLUSIONE DEL LIBRO.
+
+
+Questo mio libro non è un romanzo e neppure un trattato
+sociologico o psicologico; ma è per lo meno un libro; perchè ha
+un frontispizio e un indice, perchè è diviso in varii capitoli;
+perchè ha un autore che l'ha scritto, e un editore, che ha voluto
+fargli da padrino, e perchè spera di avere dei lettori e
+soprattutto delle lettrici.
+
+Ma questo libro non sarebbe un libro, se non avesse una
+conclusione, e questa ve la dico in due parole:
+
+
+Emma, dopo aver sentito l'amica e dopo aver letto e riletto e
+spesso bagnato colle sue lagrime il manoscritto del babbo, sposò
+l'ingegner Rinaldini.
+
+Ed io che la conosco, posso anche dirvi che ha fatto bene, perche
+è molto felice, e la sua felicità è di quelle che durano fino
+all'ultimo respiro.
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+
+ INDICE
+
+ PARTE PRIMA. _IL RACCONTO._
+
+ CAPITOLO I. La bambina diventa donna Pag. 3
+
+ CAPITOLO II. Libri e fantasmi.--Sogni e realtà 9
+
+ CAPITOLO III. Il primo amore 20
+
+ CAPITOLO IV. La corrispondenza continua.--Compaiono sull'orizzonte
+ due altri pretendenti al cuore di Emma 39
+
+ CAPITOLO V. Il dilemma, anzi il trilemma.--La fanciulla si consulta
+ con un'amica e colla mamma. 55
+
+
+ PARTE SECONDA. _IL MANOSCRITTO DEL BABBO._
+
+ I. Consigli di un babbo alla sua figliuola per la scelta del marito 71
+
+ Il marito tiranno 77
+ Il marito debole 84
+ Il marito geloso 94
+ Il marito brontolone 102
+ Il marito avaro 110
+ Il marito libertino 119
+ Il marito stupido 128
+ Il marito fannullone 137
+
+ II. Le professioni rispetto alla felicità nel matrimonio 147
+
+ Il marito negoziante 155
+ Il marito banchiere 160
+ Il marito industriale 166
+ Il marito proprietario 169
+ Il marito artista 172
+ Il marito ingegnere 176
+ Il marito medico 179
+ Il marito avvocato 186
+ Il marito letterato 191
+ Il marito scienziato 195
+ Il marito politico 199
+ Il marito militare 203
+
+ III. Altri consigli del babbo a sua figlia nella scelta del marito 207
+
+ IV. Frammento di un codice di diplomazia matrimoniale 228
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ La conclusione del libro 257
+
+
+
+
+
+End of Project Gutenberg's L'arte di prender marito, by Paolo Mantegazza
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'ARTE DI PRENDER MARITO ***
+
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+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
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+
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+electronic work, or any part of this electronic work, without
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+
+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
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+ Project Gutenberg-tm works.
+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
+property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a
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+your equipment.
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+1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
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+Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all
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+LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
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+1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
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+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
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+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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+This eBook, including all associated images, markup, improvements,
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