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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: L'arte di prender marito + +Author: Paolo Mantegazza + +Release Date: November 21, 2006 [EBook #19885] +[Last updated: January 13, 2012] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'ARTE DI PRENDER MARITO *** + + + + +Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + + + + + + + L'ARTE + DI + prender Marito + + DI + PAOLO MANTEGAZZA + + per far seguito a + _L'arte di prender Moglie_. + + + + FRATELLI TREVES, EDITORI + + 1894. + + + + L'ARTE DI PRENDER MARITO. + + + OPERE DI PAOLO MANTEGAZZA + + _(Edizioni Treves)_. + _India_. 3.ª edizione illustrata, L. 3 50 + _Gli amori degli uomini_. 11.ª edizione con numerose + note ed aggiunte. 2 volumi, 6 -- + _Le estasi umane_, 2 volumi. 5.ª edizione, 7 -- + _Testa_, libro per i giovinetti. 17.ª edizione, 2 -- + _Un giorno a Madera_. 15.ª edizione, 1 -- + _Il secolo tartufo_. 4.ª edizione, 2 -- + _Fisiologia dell'odio_. 3.ª edizione, 5 -- + _Igiene dell'amore_. 4.ª impressione della nuova edizione + (1889) coll'aggiunta di due capitoli, 4 -- + _Epicuro_. Saggio di una fisiologia del bello. 2.ª edizione, 3 50 + _Dizionario delle cose belle_. 2.ª ediz, 4 -- + _Fisiologia della donna_. 2 volumi. 3.ª ediz, 8 -- + _L'arte di prender moglie_. 5.ª edizione, 4 -- + _L'arte di prender marito_, 4 -- + + PAOLO MANTEGAZZA, note biografiche e critiche di Carlo + Reynaudi, col ritratto di Paolo Mantegazza, 2 -- + + + + + L'ARTE + DI + prender Marito + + DI + PAOLO MANTEGAZZA + + + per far seguito a + _L'arte di prender Moglie_. + + + + + MILANO + + FRATELLI TREVES, EDITORI + + 1894. + + + + + PROPRIETÀ LETTERARIA. + _Riservati tutti i diritti._ + + Milano. Tip. Treves + + + + + + + _Alle troppo impazienti, + + Alle troppo esigenti, + + Alle troppo positive, che credono bastare + alla felicità del matrimonio molti + quattrini e una corona, + + Alle troppo poetiche, che credono bastare + al matrimonio l'amore, + + Dedico questo nuovo libro, + + Perchè tutte imparino, che se il matrimonio + può darci la massima felicità, è + anche la più instabile delle combinazioni + chimiche; il più delicato, il più intricato, + il più fragile di tutti i meccanismi._ + + Dicembre 1893. + + + + +PARTE PRIMA. + +IL RACCONTO. + + + + +CAPITOLO PRIMO. + +_La bambina diventa donna._ + + +Era un mattino di marzo, e un sole impaziente s'era alzato +troppo presto, spargendo per l'aria azzurra e già calda l'oro +della sua luce, il tepore del suo fiato. + +La stazione era molto vicina alla casa di Emma, e a piedi era +andata coi suoi ad augurare il buon viaggio ad un cugino +ingegnere, che sposo da solo un mese doveva fare per l'ufficio +suo un lungo viaggio e lasciar sola la sposa per qualche +settimana. + +Cugini e cugine e zii erano arrivati un po' tardi e si dovette +far economia di parole e di abbracciamenti. Un furia furia per +prendere i biglietti, consegnare i bagagli, coll'accompagnamento +di un grido monotono dei conduttori: + +--Facciano presto, signori, il treno parte. + +E davanti ad un vagone di prima classe i parenti erano +affollati, guardando il cugino ingegnere, che non poteva +parlare; perchè sentiva che le parole gli sarebbero venute +fuori, strozzate e singhiozzanti. + +Tutti si accontentavano di sorridere al viaggiatore, con un'aria +che voleva essere un saluto e un augurio, ma era invece una +mestizia mal dissimulata. + +Chi non poteva sorridere, neppur dissimulando, era la sposa, che +era entrata in vagone per dar l'ultimo bacio al viaggiatore. +Cugini e cugine non guardavano se non per terra, con gesti +impacciati; mentre la voce del conduttore ripeteva per la +ventesima volta il suo monotono: + +--Presto, signori, presto, si parte. + +La sposa dovette scendere, lo sportello fu chiuso brutalmente e +in furia, ma essa si arrampicò di nuovo sul predellino del +vagone. + +--Addio, addio Paolo, ritorna presto.... ricordati di scrivermi +ogni giorno. + +Una testa si abbassò, si incontrò coll'altra, e per non so +quanti minuti secondi, quattro labbra si strinsero, si fusero in +un labbro solo, in un singhiozzo supremo. + +Emma alzò gli occhi e guardò attonita, curiosa, con una +prurigine nuova, con un fremito della persona, quei due che si +baciavano a quel modo. Non potè neppur pronunziare la parola +_addio_.... + +E un fischio acuto, uno strider di ruote, distaccò quei due +innamorati e fece partire il treno, che sparì dall'orizzonte in +pochi minuti. + +Tutti ritornarono alle loro case, ma Emma riportò con lei il +bacio dei due cugini, come se l'avessero stampato sulle sue +labbra, con un suggello di fuoco; e lo ebbe nella bocca, nel +cuore, negli occhi, tutto quel giorno, e la notte appresso. + +Lo vedeva, lo sentiva; ne ricordava il suono.... + +Eppure essa aveva veduto chi sa quante volte il babbo che +baciava la mamma, e mariti baciar mogli; ed essa stessa aveva +baciato tante e tante volte, fanciulli e fratelli e amiche e non +ne aveva mai provato turbamento alcuno. + +Perchè ora quel bacio l'aveva scossa tanto, l'aveva tanto +turbata?-- + +Non era il bacio, che fosse diverso dagli altri veduti, e +sentiti. Era lei, che era un'altra. + +Emma da bambina era divenuta una donna. + +Nella notte dormì poco e male. Nel sonno agitato, febbrile, +sognò che anch'essa partiva per un lungo viaggio, e un giovane +bello e innamorato la baciava sul predellino e così lungamente, +che il bacio non si distaccava più dalle sue labbra. + +E il treno partiva rapido, rumoroso, fulmineo, mentre il +giovane, non avendo avuto tempo di scendere, l'accompagnava. +nella corsa, senza distaccare mai le labbra dalle sue. + +Essa ne era sgomenta, temeva un disastro e gridava: + +--Scendi, scendi.... + +Ma il giovane non poteva scendere e via via il treno correva +sempre più impetuoso; e i baci seguivano ai baci e le grida dì +spavento non li interrompevano, facendo coro al fremito delle +labbra. + +Emma allora si svegliò con un grido così angoscioso e alto che +fece svegliare la mamma, che accorse al suo letto. + +Emma era seduta, coi capelli disciolti, sulle spalle, cogli +occhi spalancati, tutta coperta di sudore. + +--Che cosa hai, che cosa ti è accaduto mia figliuola, mio +tesoro? + +--Nulla, mamma mia, non lo so.... + +E piangeva e rideva in una volta sola. + +Acceso il lume, la mamma la guardò curiosa, trepidante, e Emma a +quello sguardo arrossì, come se avesse commesso un peccato, +vergognosa di una emozione nuova di voluttà e di strazio, che +avea provato nel suo primo sogno d'amore. + +Nascose il capo sulle spalle della mamma, ridendo, +singhiozzando, tremando tutta; mentre gli ultimi brividi di un +amore senza peccato le facevano vibrar la pelle, come se fosse +scossa da una corrente elettrica. + +--Mamma, perdonami, se ti ho spaventata.... sognavo non so che +cosa.... + +Per la prima volta taceva qualcosa a sua madre; anzi mentiva. + +Quel bacio sognato o ricordato era per lei una colpa. + +Emma era da bambina divenuta una donna.... + + + + +CAPITOLO SECONDO. + +_Libri e fantasmi.--Sogni e realtà._ + + +Quella notte era passata e dopo quella molte e molte altre, ma +Emma non era più la fanciulla lieta, spensierata, vagabonda di +prima. + +Non giuocava più al cerchio in giardino, non saltava più per le +camere, non cantava, nè canterellava più. + +Il pianoforte non era più aperto che all'ora della lezione, e +rarissime volte l'apriva di tarda sera, quando era sola e per +suonare le cose più tristi del Chopin. + +Compariva a un tratto davanti alla mamma dopo essersi rinchiusa +per ore nella sua camera e aveva gli occhi rossi.... + +E la mamma: + +--Ma che hai, figliuccia mia? Tu hai pianto. + +--No, mamma, ma perchè piangere? Io son felice...--e poi, quasi +spaventata di queste parole, rideva piangendo e si asciugava gli +occhi, girando sopra sè stessa e agitandosi: + +--Sono i nervi, sono i nervi.... Ho sempre canzonato le mie +amiche maggiori di me di qualche anno, quando mi dicevano di +averli, ed ora, ora li ho anch'io.... Mamma, perdonami.... + +--Ma non ho nulla, mia cara, mio tesoro, da perdonarti,--e +l'attirava a sè collo sguardo, colle braccia e se la stringeva +al cuore. + +E allora piangevano ridendo tutte e due e la burrasca era +finita; ma la mamma confidava al babbo (che era uno dei medici +più sapienti e più celebri della città) le ansie che le davano i +nuovi turbamenti di Emma. + +Il medico babbo alzava le spalle e crollava il capo ridendo: + +--Sono gli _isterismi della pubertà_. + +Due brutte parole, che sanno di clinica e di anatomia in una +volta sola, con cui noi altri medici giudichiamo brutalmente +tutta una rivoluzione fisica, morale, intellettuale, che +trasforma una fanciulla in una donna; tutto un poema di virtù +nuove e di nuovi vizi; di impeti passionati e di languori +ineffabili, di desiderii senza forma, e di amori senza amanti; +tutto un caos incomposto, titanico, che domanda al cielo un +creatore, agli angeli una voce che dica: tu sarai una madre; o +all'inferno un grido, che esclami; tu sarai un demonio. + + * + * * + +Emma leggeva molto, leggeva sempre, ma dal giorno in cui aveva +veduto baciarsi quei due alla stazione, i libri prediletti non +eran più quelli di prima o in questi cercava altre pagine. + +Leggeva e rileggeva il Petrarca, e di questi soprattutto i +sonetti d'amore. Nel Tasso gustava gli amori di Tancredi e di +Clorinda. Adorava Paolo e Virginia, ma avrebbe voluto un Paolo +ancor più innamorato e una Virginia più eroica. + +Del Dante non leggeva più che il Canto V. L'aveva tanto letto, +che lo sapeva tutto a memoria, ma preferiva rileggerlo, +parendole allora di assistere alla scena del grande peccato. + +Ed essa stessa credeva di peccare, leggendo quelle pagine +immortali; e al verso + + La bocca mi baciò tutta tremante + +si sentiva scorrere per le vene un fuoco, vibrare su tutta la +pelle un brivido, e più d'una volta chiudeva il libro e lo +gettava lontano da sè. + +Una volta invece aveva a un tratto con furore baciato quel +bacio, e su quelle pagine galeotte aveva lasciato l'impronta +delle sue labbra. + +Il bacio di Paolo le faceva sentire l'eco di quell'altro dato +dalla cugina al cugino alla ferrovia; quel bacio, che era +divenuto per lei l'incubo di tutte le ore, il sogno di tutte le +notti. + +Dopo una di queste scene solitarie, di questi duelli misteriosi +fra un libro e una fanciulla, essa si adirava con sè stessa, +giurava di non rilegger più il Canto V dell'Inferno e per una +settimana al più, manteneva il giuramento... con grande stento +però, con immenso sagrifizio. + +Quel libro, quelle pagine erano per lei un frutto proibito, che +diveniva più saporoso, più desiderato, quanto più lungo era il +digiuno che ella si imponeva; e quando, vinta alfine, ripigliava +il libro che pareva aprirsi da sè sempre allo stesso posto, vi +si gettava, anima e corpo, guardandosi intorno, per assicurarsi +che era proprio sola; sola col proprio peccato, colla propria +passione, a cui si abbandonava coll'impeto di un amore infinito, +colle lascivie di un vizio. + + * + * * + +Ma per Emma non era solo l'Inferno di Dante, che fosse un libro +galeotto. Lo erano tutti quanti, o per essere più precisi, vi +era in tutti una pagina galeotta; quella cercata, quella letta e +riletta con crescente fascino, con insaziata curiosità. + +In quella pagina galeotta vi era sempre un bacio o una carezza, +un innamorato o uno sposo. Vicina o lontana era l'eco sempiterna +del bacio della ferrovia. + +I personaggi dei romanzi, delle commedie, dei drammi si facevan +vivi e palpitanti agli occhi di lei, quando erano uomini e +giovani e belli; ed essa li vestiva cogli occhi del desiderio e +della simpatia. Di giorno le tenevan compagnia gioconda nelle +lunghe ore, che voleva solitarie, e di notte le popolavano di +lieti fantasmi i sogni d'amore. + +Era vergine, era pura come l'ignoranza; ignorava il sesso. +Eppure aveva dieci, cento, mille amanti, che amava ad uno ad uno +e poi raccolti tutti in un esercito, che metteva l'uno contro +l'altro, l'uno accanto all'altro; facendone dei rivali o degli +avversari. Era infida ora all'uno ed ora all'altro, e colla +fantasia commetteva tradimenti e adulterii; santa e odalisca; +pura come una vergine, libertina come un'eteria. + + * + * * + +Nella nostra educazione mistica, ipocrita, tutta quanta fondata +sulla tradizione teologica dell'uomo, abbiamo sempre fatto +dell'ignoranza e dell'innocenza una stessa cosa; e pur troppo +sono invece due cose molto diverse; avendo noi moltissime donne +ignoranti, che non son punto innocenti, e parecchie innocenti +senza ignoranza. + +Emma era innocente e ignorante; non per colpa sua, ma per quella +dei suoi genitori. + +Il babbo lasciava fare queste cose alla mamma e giustamente; ma la +mamma, che era tra quelle, che dell'ignoranza e dell'innocenza fanno +due sinonimi, non aveva mai detto nulla alla figliuola sul gran +mistero d'amore, sull'augusta e terribile funzione dei sessi. +Aspettava per farlo, che Emma fosse divenuta una donna, e intanto essa +lo era divenuta inconsciamente, e i solitarii martirii la tormentavano +orribilmente, senza che la parola e la carezza materna l'aiutassero +alla grande iniziazione. + +Essa era divenuta donna nell'anima prima che nel corpo, e nessun +segno esteriore aveva annunciato l'alba nuova. + +Ma un giorno a un tratto anche nel corpo vergine e delicato la +natura brutale le inflisse quella ferita misteriosa e crudele, +che nessuna ragione di darvinismo può giustificare e che sembra +consacrare l'amore della donna al martirio. + +Emma arrossì e si sgomentò, e trepida e paurosa corse dalla +mamma, narrandole colle lagrime agli occhi il caso strano. + +La mamma dovette parlare. + +Con lunghe meditazioni si era preparata ad affrontare quella +rivelazione, che aspettava da un giorno all'altro dalla sua +figliuola. Essa aveva preparato tutto un discorso fatto di mezze +bugie e di mezze verità, con cui ella confidava di poter far +andare a braccetto l'ignoranza e l'innocenza; ma lì per lì +dimenticò il discorso preparato da tanto tempo e le accadde ciò +che suole avvenire al deputato poco eloquente, che dopo aver +imparato una lunga orazione da recitarsi al primo pranzo +politico dei suoi elettori, la dimentica nel momento più +opportuno ed è costretto a improvvisare per davvero, ma molto +malamente, un altro discorso. + +---Sai, figliuola mia, non è nulla, proprio nulla.... + +--Ma.... + +--No, no; è una cosa che hanno tutte le donne e che.... + +--Ma dunque non è una malattia.... + +--No, no, tutt'altro; anzi è un segno di salute.... Calmati, non +ti inquietare; sta allegra.... + +E non seppe dir altro e cambiò discorso.... + +Alla sera però la mamma confidava al babbo il grande +avvenimento, chiedendo consigli. + +Il medico andò in collera colla mamma, perchè non aveva già +detto tutto alla figliuola, e lanciò una filippica lunga, +eloquente, persuasiva contro il mal vezzo di tener le fanciulle +nella più oscura ignoranza, mostrando tutti i danni, che ne +vengono alla salute del corpo e a quella dell'anima.... + +La buona signora rimase convinta più che persuasa e: + +--Dunque devo dirle tutto? + +--Tutto. + +--Ma proprio tutto, anche ciò che verrà poi.... + +--Sicuramente; tutto deve sapere. + +--E perchè non glie lo dici tu? + +--Io no: tocca a te il farlo. È dal labbro della mamma, che la +fanciulla deve imparare a conoscere i terribili misteri del +sesso, coi suoi pericoli e il suo fascino. Tu devi dirle tutto +semplicemente, senza emozione alcuna, senza nasconderle nulla, +proprio nulla; come se si trattasse della cosa più naturale di +questo mondo. Nella religione è un rappresentante di Dio, è un +sacerdote, che dà il battesimo. Nel mondo dell'amore è la mamma, +che deve essere il sacerdote della nuova religione. Nell'anima +tenerella e vergine della fanciulla, è un'impronta che non si +cancella più. È ben diverso il nascere in una culla foderata di +seta e d'amor materno o nel povero letticciuolo d'un ospizio. E +così è dell'amore: deve nascere in un nido intrecciato dalle +mani della mamma. Povera colei, il cui nido fu fatto da mani +straniere! + +Povera colei, che impara a conoscere i misteri del sesso dalla +lasciva cameriera o dal vecchio libertino! Essa entra nel tempio +d'amore per una fogna, mentre dovrebbe entrarvi per una porta di +marmo inghirlandata di fiori. + + + + +CAPITOLO TERZO. + +_Il primo amore._ + + +Emma da qualche tempo, e soprattutto dopo aver saputo dalla mamma il +nuovo Verbo, era sempre triste o dirò meglio malinconica. + +La primavera della vita è come quella dell'anno. + +Non si giunge ai tiepidi soli dell'aprile, nè alle inebbrianti +rose di maggio, che attraverso le nebbie e i venti rabbiosi del +marzo. + +E non si entra nel tempio d'amore, nel paradiso terrestre dei +caldi desiderii che attraverso le lagrime e gli isterismi della +pubertà. + +Può sembrare crudeltà della natura, ma non ne è che una +ingegnosa leccornia, un'ingegnosità di alto epicureismo. + +Sulla soglia, che separa l'inverno dalla primavera, nasce la +mammola, e là dove la bambina, muovendo il passo, diventa donna, +nasce e fiorisce la malinconia, la mammola del sentimento. + +Emma era appunto su quella soglia. + +Quando essa non studiava o non era al piano, era sempre alla +finestra. + +Tutte le fanciulle adorano le finestre.... aperte o chiuse, non +importa; purchè possano guardare fuori, nel mondo di sopra, nel +mondo infinito che è il cielo; nel mondo di sotto, in quello +piccino dove formicolano gli uomini. + +Tutti credono di sapere il perchè di questo gusto particolare di +tutte le fanciulle e darebbero dell'imbecille a chi dicesse di +ignorarlo. Ma molte di queste certezze non sono che ignoranze +foderate di superbia. + +Io, per conto mio, ci ho pensato sempre a quel perchè, e non +sono ancora sicuro di saperlo. + +D'una cosa sola sono sicuro ed è che il perchè non è uno solo, +ma sono molti; molti come i sogni che attraversano il cielo +notturno delle fanciulle. + +Esse guardano in basso per curiosità, per distrarre l'occhio col +viavai della gente, che per le vie cerca il pane o l'amore, la +vendetta o il contravveleno della noia. + +Esse guardano a mezz'aria per spiare la vita delle cose vicine. + +Esse soprattutto e più spesso guardano le nuvole, perchè esse +van navigando nel gran mare dell'ignoto e dell'infinito e i loro +pensieri mutan forma con esse, e i volti umani si trasformano in +mostri marini e le pecorelle si fanno draghi e i fiori diventan +serpenti; proprio come quaggiù nei viottoli del mondo, dove le +speranze si trasformano in disperazioni e dal seme della gioia +nascono l'assenzio e l'aloe. + +In basso, a mezz'aria o in alto poi, le fanciulle cercan sempre +una stessa cosa, una cosa sola: l'_uomo_. + + * + * * + +E anche Emma guardava dalla finestra della sua cameretta, che dava +sulla via. E le ore filavano filavano senza noia e senza gioia, in una +fantasticheria piena di ombre e di poesia. Quanti poemi scriveva fra +le nuvole, quante commedie e drammi immaginava sulla terra! + +La via dove abitava era larga, ma non tanto da non poter +distinguere chi abitasse la casa di faccia. + +Ma questa era da un pezzo muta d'ogni voce. Il primo piano era +abitato da una ricca famiglia, che stava quasi sempre in +campagna. E il secondo era sfittato da un pezzo. + +Un giorno però si videro spalancarsi tutte le finestre di quel +piano e comparvero figure di uomini, di donne, di bambini; tutta +la colonia d'una famiglia numerosa. + +Emma però non vide che un giovanetto, che non doveva aver ancora +vent'anni, dacchè il primo onor del mento non poteva esser +veduto che molto da vicino o con forti cannocchiali. Del resto +una faccia come ve ne son cento. Nè brutto nè bello, ma con quel +pallore, quella magrezza, quell'andar dinoccolato e incerto che +ti mostrano lo sforzo grande, che fa la natura per trasformare +un fanciullo in un uomo. + +Non eran passati che pochi giorni e anche il giovinetto vide +Emma, e da quel giorno, bench'egli fosse un Enrico e non una +Enrichetta, passò anch'egli lunghe ore alla finestra. Se non +che, se per caso egli affacciandosi, vedeva Emma, questa si +allontanava subito dal suo posto d'osservazione. + +Passarono parecchie settimane senza che fra quei due accadesse +altro, che un guardarsi, un arrossire di entrambi, ma più di lei +che di lui; un cercarsi e un fuggirsi. + +Emma non aveva mai osato domandare alla cameriera chi fosse +quella famiglia venuta a star di faccia; ma a tavola senza +volerlo aveva saputo che era gente onesta e agiata. Un avvocato +carico di famiglia, che mandava innanzi la casa coi travagli +quotidiani della toga e che tra gli altri molti figliuoli aveva +un giovanetto, che studiava medicina all'Università. Quel +giovanetto era Enrico. + +E su Enrico si appoggiarono tutti gli incerti desiri, tutti i +sogni di Emma; e in lui, senza avergli mai parlato, senza averne +neppure di lontano udito la voce, cercò l'uomo. + +E l'uomo Enrico cercò la donna Emma e l'amò, poeticamente, +ingenuamente; con tutte le sublimi puerilità d'un primo amore. + +Chi dei due fosse più timido, non saprei dire; perchè lo erano +entrambi fino all'impossibile. + +Egli scriveva dei versi, che voleva gettarle nella finestra +aperta; ma i versi si accumulavano e rimanevano nel cassetto. + +Essa voleva fermarsi, quando egli fosse apparso, e voleva +rispondere con un sorriso al suo sguardo; ma continuava invece a +fuggire e il sorriso rimaneva sempre inedito. + +S'erano incontrati più d'una volta anche per via e una volta +anche in teatro in due palchi vicini. E allora si erano guardati +più a lungo del solito, cercando di arrossire il meno possibile. + + * + * * + +Passarono sei mesi e le cose erano in questo stato: + +Lui sapeva di essere amato, lei era sicura di essere adorata, e +naturalmente ognuno di loro sapeva di amare. Dove però dovesse +finire questo amore nessuno dei due sapeva, e non facevano un +passo innanzi per avvicinarsi l'uno all'altra. + +L'unica corrispondenza consisteva in ciò, che quando Emma +vestiva per più giorni di un dato colore, Enrico compariva alla +finestra con una cravatta della stessa tinta. + +Un giorno però Enrico si alzò pieno di coraggio. Si sentiva un +eroe e voleva approfittare subito di quell'eroismo, che poteva +esser fuggitivo. + +Escì di casa, comperò un mazzolino di mammole doppie, e dopo +averlo circondato di una foglia di stagnuola vi chiuse una +pietruzza e un bigliettino con queste sole parole: _Enrico alla +sua adorata Emma_. + +Poi, dopo aver veduto che la finestra di lei era aperta, e che +nessuno guardava da altre finestre, slanciò con quanta forza +aveva il mazzolino nella camera di lei. + +Se non che egli tremava tanto e le forze eran tanto pochine, che +il mazzetto cadde sul marciapiedi e un monello che passava di là +in quel momento, lo raccolse e lo portò via. + + * + * * + +Fu tale lo spavento del povero Enrico di aver compromesso la sua +Emma con quell'atto temerario, che per più giorni non si +affacciò più alla finestra, con grande sorpresa e grande dolore +di lei, che ignorava i motivi di quell'assenza insolita. + +Intanto lei si innamorava ogni giorno più. + +Non solo amava lui, perchè lo trovava più bello, più simpatico, +più intelligente di tutti gli altri uomini; ma amava gli +studenti di medicina e i medici, perche avevan dei rapporti con +lui. + +A tavola, nelle conversazioni della sera, trovava sempre modo di +condurre il discorso su argomenti di medicina e voleva sapere +quanti anni durassero gli studii universitarii per conseguire il +diploma di dottore e si informava dei medici, più celebri della +città e voleva sapere i nomi di tutti i professori della Facoltà +medica. + +Questa sua insistenza dava negli occhi alla famiglia, e nessuno +poteva darsene ragione, non avendo il menomo sospetto sulla +presenza dello studentino di faccia. Un giorno a tavola il babbo +ridendo ebbe a dirle: + +--Ma vorresti forse studiar medicina? Bada che sei troppo +vecchia per incominciare gli studii universitarii. + +Quando Emma esciva a passeggio colla mamma o con qualche amica +si fermava sempre davanti alle botteghe di strumenti chirurgici +e li guardava con affettuosa curiosità, pensando che Enrico li +avrebbe maneggiati e chi sa con quale perizia, salvando la vita +a chi sa quanti infelici. + +Nella vetrina dei librai cercava i volumi che trattavano di +medicina, e benchè non ne capisse neppure il titolo, li guardava +e li riguardava con affetto. + +Erano anche quelli cose del suo Enrico e già sognava di vederli +sul suo tavolo, quando sarebbero vissuti insieme e lei si +sarebbe messa accanto a lui col lavoro fra le mani, mentre egli +allo scrittoio stava studiando. + +Sì, egli studiava, ma ad ogni tratto levava gli occhi dal suo +libro e la guardava teneramente negli occhi e le sorrideva e poi +e poi le dava un bacio; un bacio come quello famoso, che aveva +veduto dare dal cugino alla cugina, là sullo sportello del +vagone. + + * + * * + +Oh perchè mai non si possono conservare per l'autunno dell'età +adulta, per l'inverno della vecchiaia, tutti quei fiori, che ci +sorridono sul capo, fra i piedi, che ci accarezzano il volto da +ogni parte, quando attraversiamo la primavera della giovinezza? + +Almeno di quelli che fioriscono nei giardini e nei campi i +profumieri sanno distillarci essenze, che si chiudono in +barattoli, e che di lontano ci richiamano il prato e il +giardino; ma di quelli altri fiori, che si chiamano l'innocenza, +l'amore, la spensieratezza, che sorridono e imbalsamano l'aria, +chi ci serba l'essenza? Di quei pianti senza dolore, di quelle +lagrime senza amarezza, che brillan nell'alba della vita, come +gocciole adamantine di rugiada e che così facilmente si +alternano colle sonore e squillanti risate, qual fonografo ci +serba le delizie e gli incanti? + +Non rimpiangiamo l'impotenza del profumiere e del +fonografo!--Nulla muore di ciò che nasce, e solo gli atomi +nell'eterna ridda d'una vita che non posa mai, mutano forme e +armonie. I fiori della primavera si dissolvono nella terra, che +alimenta gli uomini, e nuove giovinezze succhiano gli umori dei +nostri petali avvizziti; mentre lentamente matura il frutto sul +nostro ramo invecchiato. + + * + * * + +Quanti di quei fiori s'aprivano e s'avvizzivano l'un dopo l'altro, +alternandosi in una continua festa nell'anima giovinetta di Emma! + +Essa non li numerava, perchè eran troppi, e mentre ne coglieva +uno, cento e cento altri sbocciavano e se ne empiva le mani e il +grembo e se ne incoronava il capo e vi cacciava dentro la +testolina innamorata, nascondendo nel seno i più preziosi e i +più cari. + +Non aveva mai parlato a Enrico, non ne aveva neppur udito la +voce,--e l'amava. Enrico era giovane ed era un uomo! + +Non ne conosceva il carattere nè il pensiero. Avrebbe potuto +essere un farabutto o un imbecille; e l'amava; ma Enrico era +giovane ed era un uomo! + +Sapeva lei, se Enrico avrebbe compreso le astruserie isteriche +del suo cuore, sapeva lei se egli intendeva i palpiti della +gloria, le tenerezze della pietà, le sante fratellanze del +dolore? + +No, davvero; ma Enrico era un giovane ed era un uomo. + +Come non poteva, come non doveva essere buono e intelligente e +caldo dì tutti gli entusiasmi, se essa lo amava? Se essa +sentiva, che quell'uomo era cosa sua, era carne della sua carne? +Se essa lo indorava tutto quanto, irradiandolo con un'aureola di +tutti i suoi sogni, di tutti i suoi desiderii, che per tanto +tempo avevano sognato e desiderato invano! + +Anche la rondine, dopo i lunghi suoi voli, dopo aver saettato +l'aria per ore ed ore, posa un istante sopra un filo, dove +adagia voluttuosamente la sua lunga stanchezza. + +E così Emma posava i suoi voli affaticati lungamente nel vuoto +del desiderio sopra un filo. Quel filo era Enrico. + +Pensa forse la rondine, se il filo su cui posa è sicuro o sarà +travolto? bada forse se è di canape o di ferro, d'oro o di +stoppa? + +E così è il primo amante, su cui la fanciulla posa la stanchezza +dei suoi lunghi desiderii. + + * + * * + +Emma soprattutto avrebbe voluto soffrire per lui. + +L'uomo, nella donna che ama, vede e sogna e cerca sempre la +voluttà. + +La donna vede e sogna e cerca il sagrifizio, la dedizione tutta +e intera di sè a lui. + +Quante volte sognava di vederlo cadere per la via travolto da un +cavallo o da una carrozza! O lo vedeva assalito da un assassino, +sull'orlo di un precipizio.... + +Ed ella allora, rotto ogni rispetto umano, avrebbe avuto il +diritto di correre a lui, di sollevarlo caduto o ferito, di +asciugargli il sangue, di posare la sua testa adorata nel +proprio grembo, dì curarlo e di guarirlo. + +Ma anche il fargli da infermiera gli pareva troppo poco e +avrebbe desiderato un accidente impossibile, in cui ella potesse +col proprio pericolo, anche col sagrifizio di sè stessa salvar +lui; e morendo per lui, sentirsi ringraziare e potergli dire: + +--Vedi, anima mia, io muoio per te. Dammi un bacio, il primo e +l'ultimo.... + +E morire sotto quel bacio, esalando la vita per lui e +disciogliersi nell'infinito colla certezza di rivedersi in +cielo. + + * + * * + +Invece di tutti questi sogni, un mattino dalla finestra aperta +entrò un involtino pesante, che cadde sul tappeto. + +Prima di raccoglierlo, Emma corse alla finestra, sperando di +vedere di faccia chi, aveva gettato quel proiettile innocente. +Invece egli era già scomparso. + +Allora essa si gettò sull'involtino, ma tardò assai ad aprirlo. + +Aveva forti palpitazioni di cuore; aveva paura e curiosità; +impazienza di sapere e paura di commettere un peccato. + +Quell'involtino era per lei una cosa viva e nello stesso tempo +un corpo di delitto. Non dubitava un sol momento chi lo avesse +lanciato e perciò appunto credeva, che fosse un peccato +l'aprirlo; perchè essa sapeva un'altra cosa, cioè che in +quell'involto c'era una lettera. + +Infatti, quando ebbe raccolto tutto il suo coraggio e l'ebbe +aperto, vi trovò una pietra e una lettera chiusa, colle stesse +parole che erano state scritte invano sul mazzolino: _Enrico +alla sua adorata Emma_. + +Ma quella lettera non fu aperta. Fu nascosta convulsivamente +nella tasca. E là rimase per tutto quel giorno e la notte +appresso, presa, ripresa, guardata e riguardata contro il sole +per vedere se si potesse leggere qualche parola, senza bisogno +di aprirla. + +Quella lettera dormì sotto il cuscino di Emma, ma non dormì lei, +che con quel foglio sotto il capo vegliava in un letargo +convulso pieno di dolci torture e di sogni fantastici. + +Quante volte accese il lume, decisa a rompere il suggello per +deliziarsi nel mare delizioso delle cose ignote e per tanto +tempo sognate. + +E quante volte spense la candela per resistere alla tentazione +del peccato. + +Ma quando alla mattina si alzò stanca, quasi esausta dalla lunga +lotta, corse subito in camera dalla mamma, che era sempre a +letto e gettandole le braccia al collo e piangendo le disse: + +--Vedi, mamma, quel giovanotto che abita di faccia a noi, mi ha +gettato dalla finestra nella mia stanza questa lettera.... ma io +la dò a te.... + +Le mamme, che pure hanno attraversato tutte lo stesso Orto di +Getsemani, e dovrebbero essere esperte del mondo d'amore, quando +si tratta delle loro figliuole, hanno tutte una triplice benda +sugli occhi e non vedono nulla e nulla indovinano. + +E anche la mamma di Emma non sapeva nulla di nulla; per cui +cascò dalle nuvole, e afferrando la lettera con impaziente +curiosità, quasi avesse paura che le sfuggisse, la nascose, +ringraziando la buona figliuola della prova di confidenza che le +dava in quel momento: + +--Brava, la mia Emma, brava! Grazie.... fa sempre così. +Confidami tutto, senza paura e senza scrupoli. Nessuno ti ama +più di me, nessuno più di me desidera la tua felicità.... + + * + * * + +Emma non rivide più quella lettera, e la mamma non ne parlò mai +alla figliuola. + +Era una lettera d'amore, come se ne scrivono a vent'anni. Pura e +ardente; ingenua come l'ignoranza, calda come la giovinezza. + +Nei dieci giorni successivi due altre lettere furono lanciate nella +camera di Emma e anch'esse non furono lette che dalla mamma. E +anch'esse erano come la prima; ingenue come l'ignoranza, calde come la +giovinezza. + + + + +CAPITOLO QUARTO. + +_La corrispondenza continua. + +Compaiono sull'orizzonte due altri pretendenti al cuore di Emma_ + + +Il lettore desidera molto probabilmente ch'io gli dica, che dopo +quelle prime tre lettere lanciate da una finestra all'altra, +ella non ne ricevette altre. + +Ma pur troppo, siccome il mio racconto è storia vera, e la +storia ha per primo dovere quello di esser sincera, io devo +dirvi la pura verità, tutta la verità, null'altro che la verità; +come certi testimonii, spergiurando, in una causa da me perduta +perchè ero un galantuomo, dissero davanti al mio pretore. + +E la verità è molto diversa da quella supposta o desiderata dal +benigno lettore. + +Emma ricevette una quarta lettera, che non riportò subito alla +mamma, come aveva fatto delle prime tre, ma se la nascose in +seno; ben decisa a farle seguire più tardi lo stesso cammino che +avevano seguito le altre. + +Ma la lettera lanciata alle dieci del mattino era ancora alle +dieci della sera allo stesso posto, e siccome vi stava bene, +calduccina e lieta di quel roseo nido, tessuto con qualcosa di +meglio che non sieno le paglie e i fuscellini; non aveva voglia +di escirne. + +Se non che Emma alle dieci andava a letto e il foglio criminoso +passava dal roseo nido in un altro bianco niveo, ornato di trine +e profumato di giovinezza, ch'era il letto di lei. + +Fu messo sotto il cuscino, ma dopo poco passò nelle mani di +Emma, e le mani lacerarono la busta con uno strappo, che pareva +una convulsione. + +Tra lo strappo e la lettura passarono molti minuti, dolorosi e +agitati come un'agonia; lunghi come secoli; ma il foglio fu +letto e riletto alla luce tremula della candela con un tremito +degli occhi, delle mani; e soprattutto del cuore della innocente +fanciulla, che aveva così commesso il suo primo peccato. + +Quale sarà l'ultimo? + +L'ultimo non lo so, perchè in amore conosco il peccato secondo e +il terzo e il quarto e il centesimo; ignoro l'ultimo. + +A pochi giorni di intervallo furono lanciate una lettera N.° 5, +una lettera N.° 6. Furono nascoste nello stesso nido roseo della +N.° 4 e lette nello stesso nido bianco; ma non ebbero risposta +per parte di Emma. + +Ma la N.° 7 ebbe una risposta e da quel momento le linea +telegrafica, che riuniva due cuori, due ingenuità, due amori, +non fu più interrotta. + +I peccati però non seguivano la stessa numerazione delle +lettere, avendo sempre una cifra molto minore. Quelle erano al +N.° 20, i peccati erano sempre al N.° 2. + +Il primo: ricevere le lettere di un giovane e leggerle senza +portarle alla mamma. + +Il secondo: rispondervi.--Veniale il primo, quasi mortale il +secondo. E chi sa fino a quando il terzo si sarebbe fatto +aspettare, navigando i due colpevoli sempre nelle acque azzurre +dell'Oceano senza mai toccar terra! + + * + * * + +Intanto fra i molti visitatori della casa erano comparsi due +nuovi uomini, che si erano quasi nello stesso tempo innamorati +di Emma. + +Essa però non se n'era accorta, perchè malgrado le lettere +ricevute e risposte, serbava sempre una grande innocenza, e +perchè i due pretendenti al suo cuore erano timidissimi, il +primo essendo molto giovane e molto scienziato, il secondo +essendo molto brutto e molto vecchio. Il primo aveva 26 anni ed +era l'ingegnere Rinaldini, più uomo di scienza che ingegnere; il +secondo era il marchese di Acquafredda, di 60 anni e tre o +quattro volte milionario. + +L'ingegnere Rinaldini era destinato a grandi cose, ma nessuno se +n'accorgeva, perchè era troppo timido e troppo modesto. + +Timido per temperamento e perchè della società umana non +conosceva che la casa della mamma e la scuola; modesto, perchè +aveva studiato molto e sapeva moltissimo; ma il suo ideale era +così lontano e così in alto da parergli impossibile raggiungerlo +anche con una vita di ottant'anni. + +Appena laureato con grandissimo onore aveva subito ottenuto un +posto di ingegnere tecnico nella R. Marina, ed era incaricato +dello studio delle materie esplosive. + +Aveva l'ingegno inventivo e fin dai primi mesi aveva scoperto +cose nuove e intraveduto tutta una rivoluzione nel congegno +delle torpedini e dei siluri. Non si era affrettato però a +vantarsi, nè a pubblicare i suoi risultati. + +Era timido, era modesto; ma soprattutto non era impaziente. +L'impazienza è dei deboli. + +Ora in congedo da Spezia, dove aveva il suo ufficio, si trovava +in vacanza a Firenze, dove la mamma lo aveva spinto a entrare in +società. + +"Tu hai bisogno di riposarti (gli aveva detto) dei tuoi studii e +devi conoscere il mondo, in cui devi vivere e che tu ignori +affatto. Non sei solamente un ingegnere, ma un uomo." + +E il Rinaldini aveva ubbidito, non direi a malincuore, perchè +sentiva anch'egli il bisogno di vedere e conversare in un mondo +per lui nuovissimo e sentiva una grande curiosità di trovarsi +con persone d'altro sesso. + +Vide Emma e se ne innamorò lì per lì, come colpito da quel +famoso _coup de foudre_, per il quale psicologi e romanzieri non +hanno trovato una parola migliore. + +Per lui, con un'ingenuità indegna del suo tempo, amare e sposare +erano sinonimi: ma come aspirare alla mano di una fanciulla +bella, colta e anche ricca? Egli, che non aveva che la sua +professione e una modestissima agiatezza da parte della sua +famiglia? + +Ma d'altra parte, come rinunziare a quell'amore, che aveva +occupato tutto il suo cuore e subito, dilagando senza ostacoli +in quell'anima così vergine? + +Dopo averla veduta la scienza non gli bastava più e parevagli +che la scienza con Emma sarebbe il paradiso in terra, senza di +lei una landa sterile, arida, un deserto senza oasi. + +Sembrandogli il suo amore un'utopia aveva provato a tenersi lontano +dalla casa di Emma, preparandosi poco a poco a ritirarsene del tutto. +E con sforzi dolorosi riuscì a non visitarla per tre giorni di +seguito, ma non potè giungere al quarto e quell'assenza non servì che +a una cosa sola: a persuaderlo che ormai l'amore per Emma e la vita +erano per lui una cosa sola. E per ricompensare quasi i dolori di +quella sua lunghissima assenza ora egli andava ogni giorno da lei, e i +genitori lo festeggiavano e parevano felici della sua assiduità. +Soprattutto il padre, che, come uomo di scienza anche lui, aveva +subito pesato il valore di quel giovane. + +Emma era sempre cortese con lui, sempre alla stessa maniera e +null'altro che cortese. + +Invece nel Rinaldini l'amore cresceva ogni giorno, e ormai a +furia di dilagare, aveva innondato ogni fibra di lui, penetrando +nei più sottili meandri della sua vita. Non aveva più nulla da +occupare al di dentro. L'alveo del fiume era pieno; e la piena +doveva condurre all'innondazione. + +Pareva che in questo caso straripando l'amore avesse dovuto +manifestarsi al di fuori. Nel linguaggio volgare ciò si chiama +dichiarazione d'amore. + +Ma la dichiarazione non veniva mai; e tutta la corte, che +l'ingegnere faceva alla sua Emma, si risolveva in sguardi +continui, ardenti, penetranti come lama di Toledo; terribili +come fulmini o teneri come tepori del sole di maggio. + +Tutti quelli sguardi non penetravano nulla, non bruciavano +nulla, non intenerivano nulla. Si perdevano nello spazio, +confondendosi insieme a tutte quelle energie planetarie, per le +quali nè fisici nè chimici, hanno ancora trovato l'equazione di +equilibrio. + +Non andavano però perduti per l'occhio vigile e affettuoso della +mamma di Emma, che dopo pochi giorni s'era convinta, che +l'ingegnere era innamorato della sua figliuola. E di ciò era, +come il babbo, felicissima. Non le pareva possibile trovare per +la figliola un giovane più prezioso, che le fosse compagno per +tutta la vita. + +D'una cosa sola si stupiva assai ed era che Emma non si +accorgesse di quell'adorazione silenziosa del Rinaldini e che +non glie ne avesse parlato. + +Un giorno però ella non potè più tacere e a bruciapelo le +domandò: + +---Che ti pare dell'ingegnere? + +--Del Rinaldini? + +--Sì, proprio di lui. Nessun altro ingegnere viene in casa +nostra. + +--Uhm.... mi pare che sia un bravo giovane.... molto studioso, +molto timido. + +--No, voglio dire se ti piace, se ti è simpatico.... se lo trovi +bello. + +--Non ci ho mai pensato, cara mamma.... Lo trovo un bel giovane, +sì; piacente come tanti altri.... + +Essa aveva detto tutto questo senza arrossire, con un'aria di tanta +indifferenza da lasciare addolorata la mamma, che avrebbe desiderato +in vece una tutt'altra risposta, magari una confessione di cose quasi +gravi... tanto da aver bisogno dell'assoluzione materna. + +Rimase parecchi minuti senza parlare. Era piena di stupore e +amareggiata da un grande disinganno.... + +Dopo tutto quel silenzio, per quel giorno la conversazione +terminò con un gran sospirone della mamma e con un: + +--Quanto sarà felice la donna che diverrà la moglie +dell'ingegnere Rinaldini! + +Nè il sospirone nè le parole materne commossero il cuore di +Emma. + +Essa pensava che aveva in quel momento nel nido di rose una +lettera di Enrico e che quella sera passando nel nido bianco, +essa avrebbe goduto un'ora di ineffabile voluttà, leggendola a +centellini, divorandola d'un fiato.... + + * + * * + +Il marchese di Acquafredda era l'altro innamorato di Emma. + +Un uomo su cui nessuna lingua, fosse la più maledica di questo +mondo, avrebbe potuto sfogare la sua malignità. Non era +libertino, non era bevitore, non era giuocatore. + +Ma nello stesso tempo nessuno avrebbe saputo dirne bene. Era +l'uomo più incoloro, più inodoro, più _insaporo_, come diceva il +mio Professore di storia naturale, parlando del diamante. Era +buono, perchè non aveva mai rubato nè assassinato, perchè faceva +delle opere di carità.... + +Del resto un vero zero umano. Erede di una gran fortuna, non +l'aveva nè accresciuta nè diminuita d'una lira. Badava alle sue +terre, alle sue case; leggeva i libri alla moda, andava +nell'estate ai bagni o alla montagna, frequentava i teatri e le +conversazioni; viveva. + +Dei suoi amori giovanili nessuno sapeva nulla. Non era galante, +ma neppur scortese colle signore. Aveva da molti anni in casa +una bella cameriera, che faceva anche un po' da maggiordomo e +che forse aveva risolto per lui il gran problema dell'amore, che +tormenta tante migliaia di uomini, che semina per le strade +della vita tanti feriti e tanti morti. + +Insomma il marchese di Acquafredda era, per dirla col linguaggio +di moda, un _uomo perbene_. + +Giunto però ai sessant'anni, molto ben conservato, con tutti i +suoi capelli che non tingeva, con tutti i suoi denti, che eran +proprio suoi; aveva pensato che, non avendo nè nipoti, nè +cugini, nè altri parenti lontani che portassero il suo nome, +avrebbe dovuto prender moglie e avere un erede, che non +lasciasse morire il nome e il blasone dei marchesi di +Acquafredda. + +Era vecchiotto, ma era sano e arzillo, e scegliendosi una sposa +povera o appena agiata, avrebbe potuto coi suoi milioni gettati +sulla bilancia del matrimonio far equilibrio alla giovinezza e +alla bellezza di una fanciulla, che gli fosse piaciuta. + +Ed egli si era innamorato di Emma. Dico innamorato, perchè egli +stesso adoperava questa parola, parlando a sè stesso nei +soliloqui della notte; quando nel silenzio della solitudine +correggeva le bozze della vita quotidiana. + +Non avendo pensato a prender moglie prima d'allora, non aveva +badato mai alle signorine, e quella era la prima a cui dirigeva +gli occhi amorosi con intenzioni oneste sì, ma alla sua età +alquanto temerarie. + +Quegli occhi erano sempre coperti da due grandi occhiali d'oro e +attraverso a quelli passavano sguardi di diversa natura; ora +teneri, ora appassionati; qualche volta anche concupiscenti. + +Fossero però quegli occhialoni d'oro o i capelli bianchi, che +erano tanto vicini ad essi, gli sguardi del marchese nè ferivano +nè incendiavano, e neppure vellicavano la pelle di Emma. + +Agli sguardi tenevano compagnia dei fiori, dei dolci, dei libri, +omaggio dell'adoratore all'adorata. Questa accettava tutte +quelle cortesie e galanterie come da un babbo, e diceva spesso: + +--Che buon uomo è quel marchese di Acquafredda! + +I due amori dell'Ingegnere e del Marchese camminavano, con +diversa velocità, ma paralleli l'uno all'altro. + +Quello del Marchese correva assai più lesto, perchè i vecchi son +sempre impazienti e perchè la timidezza eccessiva rallentava il +passo all'Ingegnere. + +I giovani però, anche i più timidi, sanno saltare, ciò che i +vecchi non sanno, e possono in un giorno riacquistare il terreno +perduto in un mese. + +Non so se il Rinaldini spiccasse il salto o altro avvenisse di +nuovo. + +So però che un giorno essi si incontrarono allo stesso punto. + +Il marchese di Acquafredda con una lettera modestissima chiedeva +al padre di Emma la di lei mano. + +E proprio nello stesso giorno l'ingegnere Rinaldini, trovandosi +alla sera solo con lei nel salotto nel vano d'una finestra, +chiese con voce tremante ad Emma, se vorrebbe dividere la vita +con lui. + +Emma rispose con tutta calma: + +--Per ora non voglio maritarmi. + +Quanto al padre di Emma, devo dirvi, che lesse la lettera del +Marchese con grande stupore e la passò subito alla moglie. + +Non so cosa dicessero tra di loro e come commentassero quella +strana domanda. So però che un tragico avvenimento piombò su +quella casa fin allora così serena e felice. + +Il dottore, partito da Firenze per un consulto a Modena, era +morto in vagone fulminato da un'apoplessia. + +Vi risparmio la storia del dolore di quella famiglia. + +I due pretendenti, che avevano fatto in diverso modo la loro +domanda, presero parte a quel dolore, per nulla stupiti di non +avere risposta. + +Quanto ad Enrico, seguitava a scrivere dalla sua finestra +prendendo la sua terza parte nel dolore di una famiglia, che +considerava come sua. + + + + +CAPITOLO QUINTO. + +_Il dilemma, anzi il trilemma. + +La fanciulla si consulta con un'amica e colla mamma._ + + +Erano passati tre mesi, e la mamma di Emma, volendo distrarre la +sua figliuola da un dolore, che il tempo non riusciva ancora a +calmare, le disse un giorno a un tratto: + +--Sai, tesorino mio, voglio farti ridere.... + +--Sarà difficile, mamma.... + +--Il marchese di Acquafredda ha chiesto la tua mano.... + +--Impossibile! In questi giorni? Non rispetta neppure il nostro +dolore? Non pensa all'anno di lutto, che per me durerà tutta la +vita? + +--No, non è in questi giorni ch'egli ha fatto la sua domanda, ma +poco prima che morisse tuo padre. + +--Ah! Tanto meglio! Avrei subito perduta la stima che io sentiva +per lui.... Ma il Marchese ha almeno settant'anni. + +--No, ne ha sessanta e per verità non li dimostra neppure.... + +--Sian pur sessanta, son sempre molti. Ma dacchè tu mi hai fatta +questa confidenza, io te ne farò un'altra.... Pochi giorni prima +della morte del mio povero babbo, mi ha offerto la sua mano +l'ingegnere Rinaldini. + +--Davvero? E tu che cosa gli hai risposto? + +--Che per ora non voglio maritarmi. + +--Non ti piace? + +--Non ho mai pensato a lui.... + +--Emma, sii sincera con me. Tu mi hai sempre confidato i +pensieri più segreti del tuo cuore: confidami anche questo. Non +avresti simpatia per il giovane Enrico, che vive di faccia a +noi?... + +Emma arrossì fino ai capelli. + +--Tu lo ami,--riprese subito la mamma con impeto.--L'ho veduto +affacciarsi tante volte alla sua finestra, e fuggiva via, quando +si accorgeva che io lo guardava. Spero bene che tu non lo avrai +incoraggiato in questo suo amore. Sarà un bravo giovane, non lo +dubito, ma è ancora uno studente dell'Università.... + +--Mamma, mamma mia, son troppo triste ancora per pensare al +matrimonio. Se me lo permetti, lasciamo questo discorso. Lo +riprenderemo fra qualche mese. + +Emma aveva pronunziato queste parole con uno strazio così +profondo dell'anima e insieme con tanta risoluta energia, che la +mamma, che era di carattere molto debole e debolissima colla sua +figliuola, tacque e mutò discorso. + +Quando però la fanciulla si ritirò nella sua cameretta, si sentì +come travolta da un turbine, come trascinata in una ridda +infernale, in cui tutto girava intorno a lei e si sentiva come +costretta a girare anche lei. + +In quel vortice essa vedeva turbinarle intorno ora Enrico, ora +il Marchese, ora il Rinaldini, che allungavano le braccia verso +di lei, come se volessero rapirla.... Due uomini a un tempo +l'avevano chiesta in isposa, e un terzo, senza aver fatta la +stessa domanda, l'amava, l'adorava, e lei amava lui.... + +Quella notte essa non dormì che qualche ora e il sonno fu per +lei più agitato e più tormentoso che la veglia. Sentiva che al +mattino avrebbe dovuto correr dalla mamma, confessarle l'amor +suo per Enrico e pregarla a voler rispondere collo stesso +monosillabo di rifiuto al Marchese e all'Ingegnere. + +Ma non ne aveva il coraggio. Essa avrebbe dovuto confessarle +anche la sua corrispondenza clandestina; i suoi due peccati, che +non si era perdonati ancora e che giorno e notte le stavan +infitti nella coscienza, come due freccie avvelenate. + +No, no: non lo avrebbe mai fatto. Perdere a un tratto la stima della +mamma che l'adorava, che la credeva infallibile, impeccabile. No, no, +ella tacerebbe ancora e sempre. + +Ma il suo cuore traboccava: i segreti che vi teneva rinchiusi la +soffocavano, la uccidevano, e a chi confidarli? + +Essa non aveva che un'amica, Maria, con cui aveva studiato, a +cui aveva tutto confidato, benchè le fosse maggiore di qualche +anno; ma essa si era maritata da due anni ed era andata a vivere +a Perugia. + +Da principio Maria le aveva scritto due o tre volte per +settimana. Erano lettere inebbrianti, che le parlavano della sua +grande felicità. Poi le lettere erano divenute più rare e più +fredde, finchè ora da un pezzo non ne riceveva più. + +Come vederla, come scriverle? Il suo segreto era di quelli, che +si posson confidare solo da labbro a labbro, confondendo i +fiati, e intrecciando le mani; interrompendo spesso il discorso +colle lagrime e coi baci. + +Ma ecco che inaspettatamente Emma riceve per la posta un +biglietto con queste parole: + + _Amica del mio cuore_, + + Domani lascio Perugia per qualche + giorno e sarò da te verso sera. Apri + grandi le braccia per stringermi al tuo + cuore. Ho bisogno di molta indulgenza e + di molta pietà. La tua + + MARIA. + +E il giorno dopo Maria era nelle braccia di Emma e per molti +minuti non si poteron parlare; tanti erano i baci e tante le +lagrime che si rimandavano a vicenda. + +Emma, che era felice di confidare il gran segreto all'amica, +trovava che lei era venuta per affidargliene un altro e molto più +triste. + +Maria era infelice, sommamente infelice. Aveva sposato contro il +volere dei suoi, contro il consiglio di tutti, un giovane +studente (sì studente anche lui come Enrico) che però non +studiava niente e che per di più apparteneva a una famiglia +povera e disonesta.--Era bello, molto bello, e Maria l'aveva +sposato, credendo che la bellezza e l'amore, che sentivano l'un +per l'altro, sarebbero bastati a farli felici. + +Per forzare la mano ai genitori Maria s'era compromessa tanto da +obbligarli al consenso del suo matrimonio ed essi le avevano data +la piccola dote che le spettava. + +Il giovane era di Perugia e là erano andati i due spensierati, +anche perchè in quell'Università egli avrebbe potuto continuare i +suoi studii e laurearsi; ma invece abbandonati a sè e al loro +amore avevano in un anno assottigliato della metà il loro piccolo +capitale e si erano trovati senza quattrini e quel ch'è peggio +senz'amore. + +Le strettezze economiche avevano inasprito il carattere volgare e +vigliacco del marito; ed egli trovava ogni giorno un pretesto per +far delle scene alla sua compagna. Era lei, che amava il lusso e +non sapeva dirigere la casa: era lei, che li aveva rovinati.... +L'amore fisico li riconciliava talvolta; ma le crudeli torture +della miseria facevano durare ben poco il cielo sereno in quella +casa, dove scene e lagrime si succedevano come il vento e la +pioggia in un mese di marzo, che non finisse mai. + +Era una vita d'inferno quella che passava a Perugia la povera +Maria, ed essa era venuta a Firenze per confortarsi coll'amica +Emma e chieder consiglio ai genitori. + + * + * * + +Quando Maria ebbe finito, cominciò Emma e brevemente le espose il +suo caso di coscienza. + +Maria non la lasciò neppur finire, perchè, con una strana +violenza, le disse: + +--Emma, sposa subito il marchese di Acquafredda. + +--Ma io non lo amo, ma egli ha sessant'anni.... + +--Che importa? Che importa? Ha dei milioni e ti farà felice. +Avrai una carrozza, ville, bagnature.... viaggerai. Egli dovrà +farsi perdonare troppe cose, per non esser teco il più cortese +cavaliere di questo mondo e farà sempre quel che tu vorrai.... +Per carità, segui il mio consiglio, sposa il Marchese.... E poi, +e poi non ci pensi? Diventi, una marchesa anche tu; avrai sulle +tue carrozze, sui tuoi fazzoletti, da per tutto una corona +fiorita. Anche questo è bello! + +--Maria, tu fai la celia, tu ti ridi di me. Lo sposeresti tu, se +fossi ancora ragazza? + +--Certamente, e subito, avesse anche settant'anni! + +--Maria, tu mi fai orrore. Non la pensavi così, quando nel +collegio parlavamo del nostro avvenire nei fidati colloquii della +notte.... + +--Sì, mia cara, allora io aveva ancora molta poesia nel mio +cuore, allora io credevo, che non si potesse e non si dovesse +sposare che un uomo che si amasse. Allora credevo, che il +matrimonio senza amore era una prostituzione, che l'amore +bastasse per farci felice. Ma ora, ora dopo due anni di +tristissima esperienza, penso proprio tutto il rovescio. + +Ho sposato un bel giovane, che diceva di adorarmi e me lo +dimostrava con un delirio di carezze senza nome, che mi facevano +vedere il paradiso in terra. I miei parenti si opposero invano, +mostrandomi i pericoli del mio divisamento. Non volli udir +ragioni. Io sentivo che senza Antonio sarei morta. Minacciai di +fuggire con lui e non credettero alla mia minaccia. + +Fuggii davvero e dovettero lasciarci sposare.... + +Il paradiso durò due mesi, il purgatorio un anno, ed ora sono +nell'inferno; in un inferno terribile, che mi fa la più infelice +delle donne. + +Credilo a me. Gli uomini, quando non ci sposano pei nostri +quattrini, ci vogliono pei loro piaceri, e una volta che ci hanno +avuto, si annoiano. _Toujours perdrix, toujours perdrix!_... +L'adorazione nei casi migliori, cioè quando tu sposi un +gentiluomo, diventa amore, poi amicizia, poi un'abitudine +monotona, che si infiora con qualche cortesia quotidiana, per non +parere.... + +E poi, stammi a sentire. Se tu sposi Enrico, sarai povera e la +povertà nel matrimonio è l'inferno. Non vi è amore, che resista +alla lotta quotidiana colle necessità della vita. Io ho già due +figliuoli e per essi sento che la miseria, che io avrò loro +imposto col mio matrimonio, è un delitto, di cui io, io sola sono +la colpevole. Tu non puoi immaginarti quanto veleno ci sia nella +povertà, che si soffre in tre, in quattro; sotto il tetto di una +casa angusta, misera. Tu non puoi capire quanto inferno possa +essere chiuso in un conto della sarta, che non si può pagare, +nell'angoscia del pensiero di dover pagare fra pochi giorni il +semestre della pigione. E se poi hai un marito, che coll'energia +della volontà e coll'onnipotenza dell'ingegno non sappia lottare +e vincere e portar fuori la moglie e i figli dal pantano, tu +incominci a sprezzarlo e ad odiarlo. E tu, poveretta, senti tutta +l'impotenza di esser donna e di non potere col proprio lavoro +dare alla famiglia l'agiatezza. + +Io, vedi, son diventata cattiva. Quando porto a spasso i miei +bambini mal vestiti e vedo quelli dei miei vicini scarrozzare +nella loro piccola vettura condotta da una balia bella e +riccamente vestita, soffro e bestemmio entro di me, contro di me +e contro tutti. + +No, no, Emma, sposa il marchese di Acquafredda.-- + +Emma taceva, e si asciugava gli occhi innondati di lagrime. Il +dolore dell'amica era troppo crudele, era troppo disperato, +perchè non scendesse anche nel suo cuore. + +Finalmente potè parlare colla voce interrotta dal singhiozzo. + +--Maria, in te parla l'ira figlia del tuo dolore. Tu parli +cinicamente, perchè sei disperata; ma io non posso credere, che +sii divenuta cattiva, perchè sei infelice. + +Quanto a me, se la mamma non mi lasciasse sposare Enrico, accetterei +la mano dell'ingegnere Rinaldini, non mai quella del marchese; per +quanti blasoni e milioni egli potesse offrirmi. Se la miseria uccide +l'amore, la ricchezza senza amore non lo può uccidere, perchè l'amore +non c'è; ma non deve darci che una vita insopportabile.... Tu almeno +hai amato e hai goduto due mesi di paradiso; io sposando il Marchese +non ne avrei neppure un'ora....-- + +Le amiche parlarono ancora a lungo, ma si lasciarono colle stesse +parole con cui la loro triste conversazione era incominciata. + +--_Sposa il Marchese_.... + +--_Giammai!_ + + * + * * + +Per molti e molti giorni madre e figlia non parlarono dei due +pretendenti, nè di Enrico; ma un mattino, mentre Emma era ancora +a letto, la mamma entrò a darle il buon giorno, e baciandola +aveva un'aria solenne e triste, che non era solita in lei. + +--Mamma, che cos'hai questa mattina? Ti senti male? + +--No, figliuola mia, ho un piego suggellato da consegnarti e che +ho trovato nello scrittoio di tuo padre, subito dopo la sua +morte, ma che ti do oggi soltanto, perchè prima d'ora ti avrebbe +dato forse una scossa troppo forte. + +E la mamma, deposto un piego sul tavolino da notte di Emma, escì +per nascondere l'emozione che la faceva piangere. + +Emma, commossa anch'essa, prese l'involto e vi lesse: + + _Alla mia Emma. + Da consegnarle dopo la mia morte._ + +Essa ruppe i sigilli, e trovò che l'involto ne conteneva un +altro, su cui era scritto: + + _Consigli di un babbo alla sua figliuola per la scelta del marito._ + +E che cosa vi fosse scritto lo vedrà il benigno lettore, se vorrà +darsi la pena di continuare la sua lettura. + + + + + +PARTE SECONDA. + +IL MANOSCRITTO DEL BABBO. + + + + +_Consigli di un babbo alla sua figliuola per la scelta del marito._ + + +Mia adorata figliuola, tu leggerai da sola e forse con qualche +lagrima negli occhi queste pagine, che ho scritte anch'io nella +solitudine, anch'io piangendo e pensando a te. + +Dio volesse che tu non le avessi a leggere! Vorrebbe dire che io +son vissuto abbastanza per vederti sposa felice; vorrebbe dire +che io ti ho potuto dare i miei consigli a viva voce. + +Ma io son medico e so di avere in me una malattia che non +perdona. Potrei da un momento all'altro sparire dal mondo e +voglio che la mia voce mi sopravviva e ti aiuti nell'ora più +importante della tua vita, quando avrai a scegliere colui, che +deve essere il tuo inseparabile compagno, che deve essere il +padre dei tuoi figli. + +Promettimi di non impegnare la tua parola prima di aver letto tre +volte queste mie pagine, alla distanza di una settimana una volta +dall'altra. + + * + * * + +L'uomo innamorato è d'oro, finchè non gli hanno detto di sì, +diventa d'argento quando gli hanno detto di sì; diventa di rame, +quando da pretendente è divenuto marito. + + * + * * + +Ciò vale per la più parte degli uomini. Vi sono però alcuni pochi +eletti, che sono d'oro prima e d'oro poi; sempre. Tu mia +figliuola devi saper trovare uno di questi. + + * + * * + +Fra i moltissimi, che cambiano il loro metallo nelle diverse fasi +della loro carriera amorosa, ve ne sono alcuni, nei quali il +metallo è sempre vile. Prima è rame dorato, poi _cristofle_, poi +piombo. + + * + * * + +Per conoscere questi fabbricatori di monete false non occorre che +ti dia consigli speciali. Tu hai, figliuola mia, un cuore d'oro e +uno spirito acuto d'osservazione e ogni donna, se non è affatto +stupida, ha in sè la preziosa pietra di paragone, che ci insegna +a distinguere l'oro dal rame, l'argento dal piombo. + + * + * * + +Un oggetto anche ben dorato col lungo uso si smussa sugli spigoli +e mostra a nudo il vil metallo che vi sta sotto. + +Il tempo consuma anche l'ipocrisia; affidati ad esso come la spia +migliore delle falsificazioni. + +Lo spigolo, che più presto degli altri consuma l'ipocrisia, è la +vanità. Guardalo sempre e scoprirai il vero dal falso. + + * + * * + +Mostrati indifferente alle più calde dichiarazioni. Se l'amor +proprio del pretendente è più forte dell'amore, egli si +raffredderà. Se invece l'amore è più forte dell'orgoglio, egli si +innamorerà sempre più. + + * + * * + +I mariti si dividono tutti quanti in due grandi categorie, i +_buoni_ e i _cattivi_. + +I buoni son tutti compagni. Amano la moglie sopra ogni altra +creatura, l'amano più di sè stessi e il loro primo pensiero è +quello di farla felice. + +Cercano la ricchezza, l'onore, fors'anche la gloria; ma sempre +per intrecciarne una corona intorno al capo della donna amata. + +Nè comandano, nè ubbidiscono, perchè non si sentono nè superiori +nè inferiori alla loro moglie; ma eguali. Discutono insieme a lei +i grandi e i piccoli problemi della vita, e finiscono sempre per +venire alla stessa conclusione. + +Hanno sempre sullo scrittoio, in tasca, da per tutto un unico +suggello per chiudere i loro segreti, per raffermare le loro +decisioni. Questo suggello è un _bacio_. + +Questi mariti ridono sempre, quando senton parlare di _luna di +miele_. Nel cielo del loro matrimonio non hanno mai veduto luna, +nè di miele, nè di fiele. Sul loro capo brilla sempre il sole, un +sole che non scotta, ma riscalda; che non brucia, ma illumina; un +sole che non tramonta mai. + + * + * * + +Insomma, cara figliuola mia, non occorre che io ti descriva più +oltre i mariti buoni. Per dirlo con una frase degna di Monsieur +la Palisse, ma vera come la verità. + +_I mariti buoni sono quelli, che fanno felici le loro mogli, +facendo felici sè stessi._ + + * + * * + +I mariti cattivi sono i più e sono di molte e diverse specie. + +Eccoti le principali: + + _Mariti tiranni. + Mariti deboli. + Mariti gelosi. + Mariti brontoloni. + Mariti avari. + Mariti libertini. + Mariti stupidi. + Mariti fannulloni_, ecc.; ecc., ecc. + + +IL MARITO TIRANNO. + +In Europa almeno non abbiamo che sulla scena il tiranno antico, +il selvaggio incoronato dalla stupidità del gregge umano e che a +un muover di ciglio faceva cader teste, incendiar villaggi, +torturare membra umane. + +Il tiranno classico è una specie sepolta negli Archivii della +storia, a un dipresso come i mastodonti e i megaterii. Non è la +sola corteccia del globo che ha i suoi fossili: molti più ne ha +la storia umana e molti più ne avrà l'avvenire. + +E così come i nostri orsi, le nostre tigri, i nostri armadilli moderni +sono copie in miniatura dei loro padri della paleontologia; così anche +il tiranno antico è scomparso dalla faccia della storia, lasciando +eredi tanti e infiniti tirannucci in sessantaquattresimo, che non +portan più corona, nè scettro, nè scimitarra; ma che esercitano la +loro tirannia col sopracciglio corrugato e la voce grossa; con tutte +le armi costituzionali e levigate della nostra civiltà ben pettinata e +profumata. + +Si nasce tiranni, come si nasce biondi o bruni; e chi ha questa +sventura deve esercitare la tirannide, in qualunque strato +sociale egli nasca; qualunque sia l'educazione ch'egli riceve. + +Soldato, sarà tiranno come caporale e come colonnello, e la +disciplina militare sarà la patente ufficiale, con cui eserciterà +la sua tirannia. La dimenticanza di un saluto o la poca +lucentezza d'un bottone, l'accento un po' vibrato d'una risposta +saranno sufficienti e facili occasioni per soddisfare questo +vizio dell'anima. + +Sottosegretario o capodivisione, usciere o ministro, il piccolo +tiranno moderno avrà sempre qualcuno al di sotto di sè, su cui +sferzare lo scudiscio della propria volontà, a cui lanciare un +calcio della propria tirannia. + +Industriale avrà operai, mercante avrà fattorini, proprietario +avrà coloni, proto di stamperia avrà tipografi, direttore di +riviste avrà collaboratori, editore avrà autori, impresario +attori e ballerini. + +Dato il tiranno, la vittima non manca; anzi le vittime non +mancano, perchè da per tutto e sempre le pecore sono in numero +molto maggiore dei pastori. + +La tirannia più comune però, quella che si può esercitare da +tutti i bipedi implumi di questa terra; che si può soddisfare +impunemente, quotidianamente, in tutte le dodici ore del giorno e +in tutte le dodici ore della notte; è quella del marito sulla +moglie. + +Tirannia vigliacca, perchè si esercita dal forte sulla creatura +debole; tirannia sudicia, perchè non esige coraggio, nè +intelligenza, nè coltura; tirannia stupida, perchè è punita non +dalle leggi, ma dalla natura. + +Chi semina tirannia in casa, raccoglie corna in casa e fuori: +cambia il miele in fiele e non merita nè compassione, nè perdono, +e neppure le attenuanti, che pur si sanno trovare dagli avvocati +per le maggiori iniquità, pei delitti più atroci. + +Eppure vi son molti mariti, che sono tiranni anche amando la +propria moglie, che sono fuori di questo perfetti galantuomini, +cittadini perfetti, padri esemplari. + +Essi sentono imperioso, incessante, inevitabile il bisogno di far +sentire alla loro compagna (vorrei dire schiava), che essi soli +sono i padroni di casa, che a loro soli spetta ogni autorità, +ogni diritto di comando, ogni arbitrio del bene e del male. + +Dei pronomi possessivi non conoscono che l'_Io_ e il _Mio_, +ignorano del tutto il _tu_ e il _tuo_. Dicono sempre la _mia_ +casa, il _mio_ podere, il _mio_ patrimonio, la _mia_ volontà, la +_mia_ opinione, il _mio_ desiderio. + +Ignorano del tutto le ascose tenerezze, le ineffabili delizie, le +intime compiacenze del _nostro_; parola che è un nido, in cui la +donna sente di poter appiattarsi, accovacciarsi e nascondersi, +per godervi il tepore della vita in due. + +Il tirannucolo domestico non ha nulla di _nostro_, ma tutto è +_mio_. _Mio_ il pensiero, _mio_ il giudizio, _mia_ l'esperienza, +_mia_ la ricchezza. Il _nostro_ è un'infrazione alla disciplina +del matrimonio, un'usurpazione di legittimo diritto: è una +ribellione del suddito al sovrano. + +Di queste ribellioni egli solo giudice, accusatore, carabiniere e +birro. + +L'assassino ha i proprii avvocati; la moglie non può e non deve +averne. L'infallibilità del marito nelle faccende domestiche, +grandi e piccine, è un dogma, indiscutibile e sacro come quello +dell'infallibilità papale. + +In questa forma di tirannia l'ingiustizia, la prepotenza, il +capriccio piglian forme pigmee, associando l'assurdo al ridicolo; +il pretensioso al grottesco. + +La donna o si ribella o tace: una cosa peggiore dell'altra. + +Se la donna si ribella e si mostra più forte del tiranno, il +marito è vinto e abbiamo una tirannia peggiore della virile, la +femminile. Se le forze si equilibrano, avvicendandosi nelle +vittorie e nelle sconfìtte, abbiamo la guerra in permanenza, come +chi dicesse l'inferno in casa. + +Se la donna tace, o perchè molto debole o perchè ipocrita, +distilla dall'alambicco del cuore nel segreto della sua stanza +lagrime amare, che solcano l'anima e coltivano la vendetta; tanto +più feroce e crudele, quanto più lenta e meditata. + +Quante volte una donna, che sarebbe morta innocente e pura, ha +disonorato il marito per puro bisogno di vendetta, e in un'ora di +voluttà colpevole e forse falsa, ha mormorato queste parole +feroci dirette a un ben noto indirizzo: + +--_Prendi, carino, questo è per te!_ + +È così facile invece comandare secondo giustizia e secondo +ragione e senza far sentire mai il peso della propria autorità! + +Marito e moglie devono discutere, deliberare sempre insieme e +senza che nessuno ubbidisca o comandi. + +Nelle questioni poco importanti poi, in quelle, in cui il sì e il +no son tanto vicini da toccarsi e quasi da confondersi, l'uomo +mostra la sua superiorità, cedendo sempre alla moglie, che per +esser donna ha già tante ragioni di umiliazioni e di dolori nella +vita sociale. Essa ci è tanto riconoscente di queste concessioni! + + * + * * + +Mia dolce figliuola, se non vuoi avere un marito tiranno, studia +nel profondo gli istinti, le abitudini del tuo fidanzato. + +Ti ho già detto che si nasce tiranni, e per quanto egli sia +dissimulato, tu potrai scoprire facilmente nell'impeto prorompente +della sua voce, nei suoi gusti, nelle sue abitudini la tendenza alla +tirannia. + +Conosco un'angelica signorina, che già fidanzata a un giovane, +che aveva tutte le apparenze di poterla far felice, ritirò la sua +parola; perchè un giorno il tirannuccio voleva senza alcuna +ragione seria proibirle di fare una visita ad un'amica. + +Il leone aveva mostrato l'artiglio, e la fanciulla avveduta se +n'accorse in tempo e provvide saviamente alla propria felicità. + +E l'avvenire le ha dato ragione. + + +IL MARITO DEBOLE. + +Il marito debole è un uomo di sesso incerto, in cui il corpo è +maschio e l'anima è femmina. Uno dei tanti errori che commette la +natura, quando sbaglia il posto alle cose; un errore di stampa, +per cui non vi è correttore di bozze che basti. + +Il marito debole ha magari il pugno robusto e il pensiero forte, +ma quando si tratta di adoperare queste due forze, non rispondono +all'appello e fanno cilecca. Si pigia, si pigia sul bottone +elettrico della volontà, ma il campanello non suona. + +Non parlo del pugno, perchè non scrivo che per la gente educata, +e fra essi il pugno non si chiude che rare volte e per batter +sodo sopra il tavolino; come chi mette un punto d'esclamazione ad +una frase energica, per esempio ad un _Per Bacco_ o ad un _Per +Dio_. + +Parlo invece del pensiero, che pensa, ma quando si deve tradurre +in una volontà, il traduttore si gratta il capo, guarda a +mezz'aria, crolla la testa; esita, dubita, oscilla, e dopo un +lungo tentennamento si decide.... a non decidersi. + +In quel frattempo fra il pensiero che pensa e la volontà che +tentenna, compare sempre una terza persona, che vuole per noi, +che per noi si decide e ci impone la propria volontà e la propria +decisione. + +Ecco l'uomo debole, che finisce a furia di sconfitte a perdere la +propria stima e a farsi compatire da tutti e specialmente dalle +donne, che, pur dicendosi eguali a noi nei diritti (non nei +doveri però), vogliono pur sempre trovare nell'uomo un albero +robusto a cui possano appoggiarsi fidenti e sicure. + +Nulla è per le donne più spregevole nell'uomo che la debolezza. +Possono perdonare quella del corpo, non mai quella dell'animo; +tanto è vero che i briganti più feroci ebbero sempre amanti +appassionate; gli uomini di genio, anche vecchi, ebbero donne +innamorate; ma i vigliacchi e i tentennini furono sempre +disprezzati o compatiti. + +E tutto ciò è bene: le leggi della natura vogliono essere +rispettate e nessuno può violarle impunemente. + +Quando in un matrimonio si invertiscono le parti e la donna è più +forte dell'uomo, essa se ne serve come di uno strumento comodo e +buono a tutto; ma in cuor suo lo compatisce e lo disprezza, e +intanto cerca altrove l'uomo _uomo_, a cui possa dare il corpo e +l'anima; del cui amore possa sentirsi fiera e superba. + +La donna superiore si sente umiliata di trovar l'uomo inferiore a +sè stessa e lo tratta, anche nei casi migliori, come si trattano +i bambini, con pietà, con tutti i riguardi, come creatura che ha +bisogno di protezione e di indulgenza. + +La donna, quando è stretta fra le braccia di un uomo che ama, +vuol guardare in alto, per trovare il suo sguardo, vuol dover +rizzarsi sulla punta dei piedi per poterlo baciare. Dio l'ha +fatta più piccola di statura di noi, perchè ella possa guardarci +dal basso. Allora gli occhi di lei diventano bellissimi, le +labbra si socchiudono come calice di fiore che beve la rugiada +dall'alto; ed essa esclama felice e fiera: + +--_Come sei grande!_ + +Se invece è lei, che deve abbassar gli occhi, questi si fanno +piccini, da superbi sembrano farsi vergognosi; esprimono +protezione e non ammirazione; tenerezza forse, non mai orgoglio, +e se essa non dice: + +--_Oh come sei piccolo!_ + +è perchè essa è buona e nasconde la compassione, per non renderci +ancor più piccoli di quel che siamo. + +Ma se non lo dice, lo pensa, e quel pensiero inaridisce tutte le +più alte aspirazioni dell'idealità femminile, degli entusiasmi +onnipotenti, delle estasi, più care della vita in due. + + * + * * + +Il Museo della debolezza è ricchissimo: ci presenta una raccolta +infinita di insetti minuti, brutti, spesso schifosi, di larve +striscianti e quasi invisibili; tutta una collezione di prurigini +senza dolore, di aborti senza vita, di intenzioni senza energia; +tutto un limbo di fantasmi di volontà, di pentimenti senza +riscosse, di peccati senza vendette, di contraddizioni, di +oscillazioni, di paralisi del pensiero. + + * + * * + +La moglie non è ancora alzata, che pensa di far cosa gradita al +suo compagno e manda la cameriera da lui per sapere, se non +gradirebbe avere a pranzo un amico giunto ieri da un lungo +viaggio e ch'egli ama assai. Uno dei tanti pensieri delicati, che +germogliano ogni giorno, ogni ora nell'anima delicatissima della +nostra compagna. + +Egli risponde subito col sorriso della compiacenza, perchè essa +ha pensato a lui, ma non risponde col labbro che molto tardi. + +E la risposta è un _sì_, ma incerto e dubbioso come un punto +d'interrogazione. + +E la cameriera non è ancora sull'uscio, che egli si alza e dice: + +--Aspetta, aspetta, andrò io dalla signora a portarle la +risposta.... + +La risposta è un altro punto d'interrogazione accompagnato da una +processione di _se_ e di _ma_. Forse l'amico non gradirà +l'invito.... Deve passare i primi giorni in famiglia; deve +trattare molti affari importanti, ch'egli ha lasciato irresoluti +in patria.... Aspettiamo un altro giorno, se credi.... + +--Ma io non credo nulla. Volevo invitarlo per farti piacere.... + +--No, cara, sarebbe forse una gentilezza squisita, ma però.... + +--Senti, eccoti nelle solite incertezze per un nulla, per +l'invito di un amico a pranzo.... Farai quel che vuoi. Io me ne +lavo le mani. + +Per tutto quel giorno il marito non fa nulla di nulla, ma pensa +anche a tarda sera, che forse la moglie aveva ragione e l'amico +avrebbe gradito moltissimo quell'invito. + + * + * * + +Un'altra volta si tratta di cosa ben più grave. + +La signora è molto bella e giovane e ad ogni passo semina +desiderii e accende scintille. + +Un amico di casa ha raccolto tutto un fascio di desiderii e su +lui sembran cadute tutte quante quelle scintille. Dallo sguardo +che accende è passato troppo presto allo sguardo che domanda, +alla parola che implora.... La signora, che è virtuosa, ne +avverte il marito e invoca la difesa. + +Ed egli le dà ragione, se ne preoccupa e promette l'intervento +diplomatico prima, armato se quello non basti. + +Ma, dopo aver lungamente deliberato sul da farsi, si decide che +lo farà domani. + +E il domani viene e troppo presto. Il marito modifica il piano di +difesa e di attacco. Non aveva tutto preveduto, nè a tutto +pensato. Il giorno appresso si difenderà e attaccherà. Ne è +sicuro. + +Ma il dì appresso è venuto. È entrato nel salotto, quando l'amico +era da solo a solo colla signora, ben deciso a dire e a fare.... +ma egli è entrato ed è uscito. senza aver detto e senza aver +fatto.... + +E così passano i giorni e le settimane.... La signora non si +lamenta più col marito delle troppe assiduità dell'amico. Il +marito differisce sempre e sempre muta il piano di difesa e di +offesa. + +E la moglie sarà frattanto rimasta ancora senza colpa? + + * + * * + +I due sposi hanno la sventura di avere un figliuolo, che non +ancora uomo è già corrotto e perverso. Con un'abile ipocrisia ha +saputo mostrarsi sempre corretto in casa, ma un amico svela ai +genitori la sua condotta ben diversa fuori di casa.... + +La mamma piange, il marito impallidisce e sospira, e poi: + +--Spero, che questa volta almeno saprai fare da padre, che saprai +esser forte, che chiamerai tuo figlio, mostrandogli tutto il +nostro sdegno, tutto il nostro dolore.... Sii uomo, per Dio! + +Quella brava donnina, religiosa fin nei capelli, non aveva mai +pronunziato il nome di Dio invano. Doveva esser ben forte in quel +momento la sua emozione per averlo fatto.--Forse sperava che la +sua energia per contagio sarebbe passata nell'anima floscia e +tenerella del marito. + +Ma questi, asciugandosi una lagrima, non aveva saputo rispondere +che un "_Chi l'avrebbe mai detto?_" + +--Ma ormai conviene provvedere, se siamo ancora in tempo.... + +--Ma sicuro, ma sicuro.... + +--E cosa pensi di fare? + +--Ci penserò, ci penserò; ma oggi non me ne sento il coraggio; +non ne ho la forza. L'emozione è stata troppo forte.... + +--No, no, non c'è tempo da perdere. Luigi sta per rientrare per +la colazione e tu lo chiamerai subito nel tuo studio e sarai +severo, inflessibile con lui.... forse siamo ancora in tempo.... + +--Oh Dio mio! Dio mio! Io non ho la forza di sgridare mio figlio. +Lasciami un giorno di calma.... ti prometto.... + +--Tu prometti sempre e non mantieni mai.... + +La signora esce sdegnata dalla camera, non senza dire con voce +alta e prorompente: + +--Ma quest'uomo non è un uomo! + + * + * * + +Figliuola mia, ti risparmio altri quadri della debolezza umana, +perchè son brutti a vedersi, più brutti a descriversi; ma essi +sono infiniti di numero e svariatissimi di forme. + +Non sposar mai un uomo debole: quasi quasi ti direi: sposa +piuttosto un uomo tiranno. + + +IL MARITO GELOSO. + +Scommetto, cara fìgliuolina mia, che più d'una volta, pensando al +tuo ideale di sposo futuro, te lo sei immaginato alquanto geloso; +e quasi tutte le donne la pensano come te. + +Eppure; l'ho detto e scritto cento volte in vita mia, avete tutte +quante torto marcio. + +Si può essere gelosi senza amare e si può amare senza gelosia. A +voi pare, che un uomo, che non diffida della propria moglie, che +non si mostra turbato, se un altro la trova bella e glie lo fa +capire, è un uomo che vi disprezza o non vi cura. + +Alcune donne nei loro falsi giudizii giungono a tanto da misurare +l'intensità dell'amore dal grado di gelosia. Uomo non geloso vuol +dire uomo indifferente; uomo geloso, uomo amoroso; uomo +gelosissimo, uomo innamoratissimo. + +Non auguro a queste infelici, ch'esse abbiano a trovare un marito +geloso. Sarebbero ben punite dell'errore di quel loro giudizio! + +È naturale, che noi tutti cerchiamo di difendere dalle mani +altrui quel che ci è caro; è naturalissimo che noi vogliamo +conservare la nostra dolce compagna dagli artigli e dalle carezze +dei briganti d'amore; ma, se abbiamo stima di lei, dobbiamo esser +sicuri che nessun attacco potrà ferirla e che quando ella +diffidasse delle proprie forze, ci invocherebbe come alleati +suoi. + +Ma diffidare ad ogni ora di esser traditi, ma guardare in +cagnesco ogni uomo che si avvicina a lei o le parla o le sorride, +è offenderla senza diritto, è tormentarsi senza ragione; è +avvolgere il proprio nido d'un fumo acre e pungente, che mozza il +fiato e asfissia l'amore. + +Quante donne son cadute per protestare contro il marito +poliziotto o carabiniere, che le circondava di spie, di tranelli; +di una rete molesta di diffidenze e di sospetti! + +Se la virtù non basta a difenderci dalla gelosia, almeno sia +geloso per qualche cosa! + +In quasi tutte le svariate forme di gelosia entra l'amor proprio +più che l'amore. + +La gelosia di puro amore non è che un dolore; forte, fortissimo, +ma dolore. + +La gelosia d'amor proprio è dolore, ma è più ancora ira, +dispetto; reazione dell'orgoglio virile offeso in tutto ciò che +ha di più delicato e di più irritabile. + +La gelosia d'amore piange e implora, si umilia e prega. + +La gelosia d'amor proprio schiamazza e maledice; percuote e +uccide. + +Gli assassini delle donne infedeli son quasi sempre assolti dalla +_vox asinorum_ del giurì; perchè ogni giurato si sente offeso e +minacciato dall'amante fortunato; ma io li condannerei, se avessi +la sventura di esser giurato. + +Li condannerei, perchè in essi non vedo che il grido e il morso +della belva umana, e perchè dopo tutto sono omicidi; e nessuno al +mondo ha il diritto di uccidere un altr'uomo. + +Deploro e compatisco il marito, che uccide l'amante fortunato; +maledico e condanno quello che ammazza la moglie o l'amante, che +si lorda le mani del sangue di una donna, con cui ha diviso i +baci e le carezze d'amore; che è forse la madre dei suoi +figliuoli. + +Uccidere una donna è la più brutale delle viltà, la più +animalesca delle violenze, e applaudo quelli, che dopo il delitto +uccidono sè stessi. Ammazzano, ma si infliggono la pena della +loro brutalità. La terra non può sopportarli, la società umana e +civile non può contarli fra i suoi. + +_Raca_ ad essi! Mille e mille volte maledetti gli assassini delle +donne. + +E maledetti con essi i giurati e i giudici, che li assolvono, +calpestando la più giusta delle giustizie! + + * + * * + +L'uomo geloso per temperamento, lo è così fatalmente, così +necessariamente, che non può nascondere in nessun modo la propria +debolezza, che non vorrei chiamare passione; perchè se di questa +ha le violenze e gl'impeti irragionevoli, non ne ha però nè i +simpatici ardori, nè gli scatti generosi. + +Egli è in uno stato di diffidenza cronica, che ne avvelena il +sangue, che ne contorce i gesti, che ne deforma la parola e +l'accento. + +Ogni parola di simpatia innocente o di lode diretta dalla propria +moglie ad un altro è un amore che incomincia, è una violazione di +domicilio. Ogni amicizia è un adulterio, un sacrilegio; un +delitto che si trama o è già compiuto. + +Ogni uomo che si avvicina alla nostra donna è un nemico, e il +sospetto si erige convulso, feroce, e diviene accusa, condanna. +Al lampo della diffidenza tien subito dietro il fulmine della +minaccia, l'insolenza dell'accusa, l'ingiustizia della calunnia. + +L'uomo geloso ha tutti i diritti, nessun dovere. + +L'uomo geloso è un poliziotto ed è un tiranno; per cui presenta +in una volta sola tutte le insidie piccine, maliziose, ributtanti +della spia e tutte le prepotenze brutali del boia. + +Ogni atto, ogni parola della moglie è passata alla trafila +dell'inquisitore, ogni sguardo che dirige ad un uomo e ogni +sguardo che l'uomo dirige a lei, è studiato colla lente d'un +ottalmoscopio, più acuto di tutti quelli inventati dai medici +oculisti. + +L'uomo geloso è sempre armato di lenti per vedere ciò che c'è o +non c'è; di tutte le armi da taglio e da fuoco per ferire o per +uccidere. Le armi da taglio son sempre affilate, quelle da fuoco +sempre cariche e col grilletto alzato. + +Figurati, cara bambina mia, come si debba esser felici in tale +ambiente e con un tal uomo sempre vicino, sempre diffidente, sempre +pronto ad accusare o a condannare; col cipiglio dell'inquisitore, +colla mannaia del carnefice! + +Il pretendente, il fidanzato è sempre ipocrita, volendo o non +volendo, o perchè nasconde i proprii difetti o ingrandisce le +proprie virtù; ma la gelosia è forse la cosa più difficile fra +tutte a celarsi; perchè è prorompente, esigente; novanta volte su +cento irragionevole. + +Sta dunque sull'attenti, quando egli ti parla e ti interroga. Ti +sarà facilissimo scoprire se è geloso. + +Col pretesto di interessarsi a tutto ciò che ti riguarda, vorrà +sapere che cosa fai, chi vedi, soprattutto chi visita la tua +casa. E se fra i visitatori v'è qualche giovinetto, a lui +soprattutto dirigerà la poliziesca inquisizione, domandando chi +egli sia, che cosa dica, e faccia, e quanto durino le sue visite, +ecc., ecc. + +Questa curiosità ti parrà affettuosa, sarà condita di scherzi e +di reticenze, di scuse e di tenerezze; ma non illuderti. Essa non +è che una forma gentile, costituzionale, della gelosia. + +E se vuoi sapere fin dove vada questa gelosia, se sia all'acqua +di rose o invece una passione feroce e brutale, dagli per scherzo +pretesti ad esser geloso davvero e con ragione, pronta a ridere a +un tratto, distruggendo con una buona parola l'artificioso e +innocente tranello. + +Sei donna e non occorre che ti dica di più. + +Le donne, senza aver mai studiato la chimica, sanno analizzare i +sentimenti, i sorrisi, le lagrime, e soprattutto le dichiarazioni +d'amore, e sanno dire quanta verità e quanta menzogna vi si +contenga. + +E così farai tu, nello scomporre la gelosia del tuo fidanzato, +per vedere, se sia sincera o finta, e quanto contenga d'amore e +quanto d'amor proprio. + + +IL MARITO BRONTOLONE. + +Ti ricordi, bambina mia, la gita che si fece nell'ottobre scorso +a Vigiona coi tuoi cugini? + +Una gita che riuscì gaia e divertente a furia di contrattempi e +di incidenti buffi e inaspettati. + +Riuniti tutti sulla piazza di Cannero alle sette del mattino si +strologava il cielo per sapere se si dovesse partire o restare a +casa. + +Era piovuto un pochino nella notte e l'erba dove si doveva +merendare doveva esser bagnata.... Dicevano i pessimisti. + +Ma, soggiungevano subito gli ottimisti: se è piovuto a Cannero, +non è una ragione per dire, che sia piovuto anche a Vigiona. +Spesso piove alla riva del lago ed è sereno sulla montagna. + +Più spesso però accade il contrario, ripigliavano gli amici di +Schopenhauer. + +E gli altri (e tu eri con loro, angelo mio): + +--Ma non vedete come a Macagno e a Luvino brilla il sole. Avremo +una giornata bellissima; serena e fresca. + +--Bravi, bravissimi. Se è sereno sulla sponda lombarda, è perchè +soffia il vento di levante, che fra noi porta sempre il brutto +tempo. + +--Dunque? + +--Dunque? + +Gli ottimisti erano in maggioranza, perchè erano più i giovani +che i vecchi. + +E la carovana partì. I ciuchi coi ragazzi e le signore davanti, i +giovanotti, e gli uomini a piedi con tanto di _alpenstock_, come +se si dovesse salire il Monte Bianco, e dietro a tutti la buona +Janna, che portava sulle sue spalle di bronzo la gerla piena di +viveri. + +Giunti a Trarico, dopo un continuo rimpiattarsi ed affacciarsi +del sole, e un continuo alternarsi di pessimisti, che nel primo +caso gridavano trionfanti: + +--Ma non l'aveva detto io! e degli ottimisti, che esclamavano +ridendo: + +--Ecco il bel tempo! + +Si ebbe una vera scossetta d'acqua, che rimise sul tappeto la +questione, se si dovesse continuare il viaggio fino a Vigiona o +se si dovesse fermarsi a Trasico, chiedendo ospitalità in +un'osteria. + +Ma anche questa volta dopo la piccola pioggia riapparve il sole e +gli ottimisti ebbero ragione una seconda volta. + +Tu, Emma mia, ti ricordi di certo più di me, i buffi incidenti +della nostra gita, ch'io ti ho ricordato soltanto per rivivere +un'ora con te e per rammentarti l'ultima scena, la più comica fra +tutte, quando finita la merenda, si volle accendere il fuoco +sotto un grosso castagno, per farvi cuocere delle bruciate e +mangiarle calde calde là su quell'erba molle, che aveva tutti i +profumi autunnali del monte. + +Ognuno di noi portava foglie e stecchi, e ramoscelli e carta; ma +tutto era umido, tutto era bagnato e appena si era riusciti con +grande stento e pazienza grandissima a accendere le foglie; i +ramoscelli imbevuti d'acqua non davano che fumo. + +Tutti accovacciati intorno a quel focolare: chi soffiava, chi +faceva riparo col suo corpo a un venticello impertinente, perchè +tutto quel fumo si cambiasse in fiamma; ma tutti i nostri sforzi +insieme riuniti a nulla approdavano. + +Il fumo ora era azzurro, ora era bianco; ma mutando colore non +cessava di esser molesto, insopportabile e ci entrava negli occhi +per farli lacrimare, nella bocca per farci tossire. + +In un momento di tregua del vento, si ebbe un po' di rosso in +mezzo a tutto quel bigio e si gridò dagli ottimisti: + +--Vittoria! + +E dai pessimisti: + +--Aspettate un poco! + +Ma poi il fumo ritornò molesto, incorreggibile, insopportabile, e +dopo un'ora di eroismi alleati, ma ahimè impotenti, si dovette +rinunziare a aver del fuoco e delle bruciate. + +Quando si raccolsero le sparse membra e i _kiökkenmoedings_ della +nostra merenda per ritornare a casa; prima di scendere dall'altipiano +si guardò tutti con un moto unanime e involontario al nostro +fuocherello acceso invano e i pessimisti esclamarono: + +--Fuma ancora! + + * + * * + +Io ti ho ricordato questa nostra gita, che di certo non hai +dimenticata, per dirti, che il marito brontolone è in tutto +eguale a quel nostro fuocherello, che abbiamo acceso sul prato di +Vigiona e che non dava che fumo. + +Puoi essere ottimista e cortese e indulgente finchè vuoi +coll'uomo brontolone, ma egli troverà sempre qualcosa da +criticare, qualche ragione per lamentarsi, per deplorare.... + +Tu gli prepari una sorpresa affettuosa ed egli si gratta in capo +esclamando: + +--Io non amo le sorprese. + +Oppure: + +--Che cosa ti è venuto in mente? In questi tempi una spesa +inutile è una colpa e conviene pagar caro il piacere che ci +procura.--Ecco il fumo! + +E a tavola, quando stomaco e cuore siedono insieme, l'uno accanto +all'altro per cantare uno dei migliori duetti di questo mondo; +quando tu sorridi, vedendo fumare la zuppa odorosa e le manine +impazienti dei tuoi bambini preparare le armi del cucchiaio e +della forchetta per l'allegro combattimento; ecco che il +brontolone trova la bottiglia fuori di posto e la minestra troppo +cruda o troppo cotta. + +Ed ecco il fumo! + +Si va a spasso per prendere una boccata d'aria. Tu sei lieta, +perchè ti senti bene, perchè i tuoi figliuoli sono sani, ben +vestiti e allegri. Dai il braccio al marito brontolone ed egli +non è ancora uscito di casa, che ha scoperto una grossa nube nel +cielo e profetizza il vicino temporale. + +Perchè non hai portato l'ombrello?... Perchè siamo usciti? Tanto +era meglio aspettare domani o un altro giorno qualunque. + +E per tutta la passeggiata quella nuvola è discussa, lambiccata, +ed è unico argomento della noiosa e fredda conversazione. + +Ecco il fumo! + +E bada bene di voler disarmare il brontolone collo scherzo +amoroso, colla barzelletta faceta. Sarebbe come soffiare nel +fuoco di Vigiona. Più si soffiava e più faceva fumo. + +L'uomo brontolone ha l'amaro in bocca e convien che sputi. Se gli +metti dello zucchero in bocca, anche lo zucchero divien tossico; +perchè il suo amaro è come quello del chinino, che è profondo ed +è eterno. + +E se gli chiudi la bocca, perchè non sputi, la saliva amara gli +si accumula in bocca e gli fa groppo alla gola e allora, poveri +noi, invece di uno sputo, avremo una mitraglia di tutti gli +escrementi morali, che secerne un fegato itterico, un cervello +malazzato. + +Dio e la provvidenza e la fortuna ti liberino dal marito +brontolone! + +Quando dormi è una pulce, più spesso anzi una cimice. Potrai +schiacciarlo, ma anche morto ti lascerà il fetore nella mano. + +Se leggi è una mosca, che più si caccia via e più ritorna a +molestarti. + +Se sei allegra è il rintocco della campana che suona a morto. + +Se vuoi pensare è l'organetto, che sotto alla tua finestra +strimpella una suonata monotona. + +Se vuoi scherzare è il pedagogo, che alza la ferula per farti +tacere. + +E se vuoi tacere è il pettegolo ciarlone, che ti vuol compagno +nelle sue ciarle. + +Se vuoi rinfrescarti, ti mette una pelliccia sulle spalle. Se +vuoi riscaldarti ti soffia in viso; ti ferma se cammini, e ti fa +camminare se vuoi riposarti. + +Pulce, cimice, mosca, campana, organetto, pedagogo, pettegolo, +importuno perpetuo; il marito brontolone è più che un malefizio, +è una sventura: più che una sventura è una disperazione.... + +Egli è il fumo vivente, è il fumo eterno, che ci promette il +fuoco dell'inferno domestico. + + +IL MARITO AVARO. + +L'avarizia è uno dei difetti più difficili a scoprirsi in un +fidanzato; e siccome è fra quelli che necessariamente, inevitabilmente +crescono cogli anni; apri grandi gli occhi, figliuola mia, per +scoprirlo. + +Il fidanzato è sempre generoso, sia o non sia innamorato. Se ti +ama davvero, se ti desidera, non vi è occasione ch'egli non colga +al volo per farti un dono, per fare un'opera di carità dinanzi ai +tuoi occhi. Se ne pentirà forse domani, ma quando ti vede, +l'avarizia fugge via e si appiatta; e tu lo vedi largo, generoso, +fors'anche spensierato. + +Se non ti ama, ma ti vuol sua per ragioni di convenienza +economica o gerarchica, con maggior ragione ti si mostrerà +splendido nel dare. Egli sente il bisogno di nascondere il vuoto +del suo cuore e la mancanza d'amore vien ricoperta coi fiori +della generosità. Pur troppo non son diversi nel colore e nel +profumo i fiori, che si comprano dal fioraio e quelli che si +coltivano con lungo affetto nel proprio giardino e si colgono ad +uno ad uno con intelletto d'amore e sapiente elezione. + +Il fidanzato dunque, figliuola mia, è sempre generoso; in +apparenza o in realtà; ma conviene saper distinguere l'uno +dall'altro; il che è difficilissimo. + +È vero che tu potresti pigliar informazioni dagli amici comuni, +dalle persone di servizio, dall'opinione pubblica; ma è impresa +pericolosa e di incerto esito. Non ho mai saputo capirne il +perchè; ma è dimostrato, che le informazioni che si chiedono sul +valore di un uomo o di una donna, come candidati al matrimonio, +son sempre incerte o false, o, nei casi migliori, contradditorie. +Tutti hanno paura di dire il vero, se il vero è brutto; mentre +poi molti hanno invidia della felicità altrui, e perciò esagerano +i difetti od anche li inventano. Il coraggio civile è la +rarissima fra tutte le virtù sociali; e per dire a una mamma o ad +un babbo che chiedono di un fidanzato: cari miei, è un farabutto, +o uno stupido o un fannullone; ci vuole un coraggio che +pochissimi hanno. + +È così raro questo coraggio, che si nasconde o si maschera la +verità anche quando si tratta di una cameriera o di un cuoco! + +Dunque, figliuola mia, tu devi scoprire l'uomo avaro o che è +sulla strada di diventarlo; coi soli tuoi occhi, colle sole tue +forze. + +Ecco ciò che mi ha insegnato la mia lunga esperienza: + +L'avaro o il candidato all'avarizia, anche nella più semplice e +fredda conversazione, sottolinea sempre tutte le parole e tutti i +numeri, che si riferiscono al denaro, ai capitali, alla ricchezza +in genere e sotto tutte le sue forme svariate. + +Per lui la moneta, gli scudi, le rendite, l'oro, l'argento, il +capitale, i frutti, son parole sacre, ch'egli pronunzia con una +emozione inconscia forse, ma che si tradisce all'accento. + +Quanta psicologia celata, misteriosa e potente sta nascosta +nell'accento, che diamo alle parole! + +Quante volte io ho scoperto un amore celato nelle più profonde +pieghe dell'anima, al solo sentire pronunziare da un labbro il +nome di un uomo o di una donna! + +Il discorso camminava piano, sereno, senz'urto e senza scosse; ma +la voce che doveva tradurre quel nome si abbassava a un tratto di +una o due note o si faceva leggermente tremula o tutto al +contrario, si innalzava saltellando disinvolta, come se volesse +nascondere la trepidaziane, con cui il cuore accompagnava quella +cara parola. + +Ciò che è l'essere amato per chi ama è il denaro per l'uomo +avaro. + +Spiatelo soprattutto, quando deve pronunziare la parola _milione_ +o _milionario_. + +Egli si esalta, alza il tuono della voce, si gonfia le gote, e +quei vocaboli, come gente in festa, ti suonano all'orecchio +preceduti da trombe e tamburi e seguiti da una fanfara di punti +di esclamazione e di ammirazione. + +Ma che si celia?--Un _milione_! Il sogno diurno e notturno di +tanti milioni di bipedi implumi; il prurito eterno di tanti +operai della grande officina umana, il sole di mille e mille +pianeti e pianetucoli; il Dio, a cui tante e tante creature +portano in tributo la loro viltà, il loro ingegno, la loro +dignità; tutti gli affetti di figlio, di padre e di cittadino. + +Ma che si fa celia? Un _milione_ è un _milllllione_!-- + + * + * * + +Un altro segno caratteristico dell'avaro è la carezza, ch'egli fa +alla moneta o al foglio di banca, che sta per dare; sia per +pagare un semplice contarello o per numerare una grossa somma. + +Egli non maneggia il denaro, come un altro oggetto qualunque; ma +con un rispetto amoroso, con una tenera devozione. Per lui +rappresenta il valore dei valori, la forza delle forze, e se +potesse farlo decentemente, quando deve maneggiare una forte +somma, si caverebbe il cappello. Invece egli si accontenta di far +scivolare monete e biglietti l'un sull'altro e colle dita +strette, quasi gli costasse il separarsene e volesse ad ogni +singola moneta, ad ogni singolo foglio, dare un saluto amoroso, +pieno di affetto e di rimpianti. + +Se fossi un gran pittore psicologico, vorrei fare due quadri e +metterli l'uno di fronte all'altro, come due faccie d'uno stesso +prisma, + +Nell'uno e nell'altro lo stesso uomo, ma nel primo quando conta +del denaro che deve pagare; nell'altro quando conta del denaro +che gli vien pagato. + +E sotto scriverei: _Paga!--È pagato!_ + +E vi assicuro, che in quei quadri saprei mettere tante quantità +d'uomo, da lasciarne davvero pochino al di fuori di quelle due +cornici. + + * + * * + +L'avaro, quando vede una bella cosa (fosse pure un oggetto +d'arte), s'informa subito quanto sia costata o domanda a sè +stesso quanto potrà costare; perchè di tutti i valori, che può +rinchiudere un oggetto qualsiasi, il suo prezzo è per lui ciò che +più lo interessa. + +Tutti i problemi della vita, tutte le questioni politiche e +sociali, tutti gli incidenti e gli accidenti degli individui e +delle nazioni sono per lui foderati da una questione di denaro, e +là ferma il suo sguardo e là dirige i suoi sguardi e le sue +meditazioni. + +--Che bella ragazza! dirà uno. + +Ed egli subito: + +--Ed ha trecento mila lire di dote! + +Si dirà che un tale ha avuto un impiego. + +Ed egli di rimando: + +--Ma non ha che lo stipendio di tre mila lire all'anno. + +Il socialismo è null'altro che un'invidia del denaro altrui, le +rivoluzioni sono spostamenti di ricchezze e via di seguito. + + * + * * + +Bambinuccia mia, non sposare un uomo avaro. + +Suppongo che il tuo fidanzato sia giovane, e s'egli è avaro, +benchè giovane, figurati come lo sarà coi primi capelli bianchi, +quando l'economia è necessaria difesa della vecchiaia imminente; +quando anche gli spensierati incominciano a divenir previdenti. + +L'avarizia è fra le passioni umane una delle più abiette e che +spande in più largo giro la sua influenza triste. Un'influenza +che raffredda, isterilisce e mummifica tutto ciò che tocca. + +Io m'immagino sempre di vedere nelle mani dell'uomo avaro un paio +di forbici rugginose e stridenti, sempre pronte a recidere ogni +ramo che germoglia sull'albero della vita, ogni fiore di +entusiasmo che si apre nelle aiuole della giovinezza e della +felicità. + +Passione rachitica, anemica, scrofolosa, che si pasce di _se_ e +di _ma_; che spegne tutte le fiamme della poesia e chiude tutte +le finestre per paura di disperdere il calore della stufa. +Origene che si mutila per paura del peccato; un'atrofia cronica e +volontaria del cuore, dei muscoli e del cervello; un'asfissia +lenta, che nel nido della famiglia semina le muffe e coltiva +tutte le lebbre morali, spirituali e estetiche. + +Figliuola mia, non sposare mai un uomo avaro! + + +IL MARITO LIBERTINO. + +La nostra società corrotta, ma ipocrita; libertina nelle opere ma +puritana a parole; impone alla fanciulla l'ignoranza più +completa, e l'ideale di una giovinetta che va a sposa, e che è +forse donna da tre o quattro anni, è quello di non sapere come +nascono gli uomini e come si fanno. + +Essa dunque deve pure ignorare, che cosa voglia dire la parola +_libertino_; e a questo proposito ricordo che in una conversazione, +essendosi parlato di un tale, dicendolo libertino; la padroncina di +casa interruppe il discorso, domandando a bruciapelo: + +--E che cosa è un libertino? + +La mamma, presa all'improvviso, si gargarizzò la gola con quella +tossicella artificiale, che è un artifizio molto comune agli +uomini e alle donne per prender tempo e trovare una risposta +difficile. + +E poi, come di scatto: + +--L'uomo libertino è un uomo troppo liberale. + +Ma tu, caro tesoro mio, sei stata educata diversamente da tutte +le altre tue compagne, e benchè innocente, sai benissimo che cosa +sia un _libertino_. + +Siccome però, se il giovane che ti facesse la corte per sposarti, +fosse libertino, nasconderebbe questa sua magagna con tutte le +arti della più abile ipocrisia; è bene che io ti insegni a quali +caratteri lo potrai riconoscere. + +E aguzza l'occhio e tendi l'arco dell'attenzione, perchè i +libertini son quasi sempre molto simpatici e le donne hanno una +tendenza a trovarli carini e ad amarli. + +Eppure sono cattivi mariti e spesso anche pessimi padri. Nella +loro moglie, come in generale in tutte le donne, essi non vedono +che la femmina. E l'amano o piuttosto la desiderano finchè è +giovane e bella; sprezzandola appena cade sul suo capo la prima +neve o compare sul volto la prima ruga. + +Essi sono tutti del parere di quel loro collega, che un giorno +diceva sospirando: + +--Perchè mai quando la moglie ha quarant'anni, non si può +congedarla per prenderne due che abbiano vent'anni ciascuna? Non +si può forse cambiare senza frode un biglietto di 50 lire in due +biglietti, di 25 lire ciascuno? + + * + * * + +Il giovane libertino che ti fa la corte, ti guarda in faccia con +occhi ardenti e senza alcuna timidezza, e il suo sguardo ti +obbliga quasi sempre ad abbassare gli occhi e ad arrossire. + +Egli non si accontenta di guardarti in volto, ma i suoi occhi +vanno in su e in giù dal capo ai piedi e ti abbraccian tutta; e +tu te ne senti offesa, come se ti dirigesse parole audaci e +sconvenienti. + +Una signora molto perbene mi diceva una volta: + +--Io non so spiegarmi il perchè, ma quando mi guarda il marchese +R. io mi sento come se fossi nuda, e mi guardo e mi riguardo per +vedere se davvero io sono vestita.... + +Il marchese R. era infatti un gran libertino. + +Il giovane libertino però non si accontenta di guardare. + +Egli trova ad ogni momento un pretesto per toccarti il vestito o +per toccare il tuo piede col suo. Trova sempre, che hai un +ricciolo fuori di posto e lo vuol mettere al suo posto. + +Se ti dà la mano, trattiene la tua a lungo nella sua e +l'accarezza teneramente, e te la stringe forte, in modo da farti +arrossire. + +Quella stessa signora di poc'anzi mi diceva: + +--Io cerco sempre di evitare la stretta di mano del marchese R. +Essa mi sembra un oltraggio. + +Bada molto anche ai suoi discorsi. + +Più d'una volta egli ti farà dei racconti in apparenza +innocentissimi, ma li interromperà ghignando coll'occhio o +sorridendo col labbro; come se volesse farti capire, che non dice +tutto quel che potrebbe dire e vorrebbe però che tu capissi anche +ciò ch'egli non dice. + +Tu non capirai nulla, ma egli continuerà a sottolineare certe +parole, con una ghignatina o con un sorriso pieno di malizia. + +Tu non lo sai, ma quelle ghignatine e quei sorrisi nascondono +un'impertinenza e nel mondo morale sono veri oltraggi al pudore, + +Se tu visiti una galleria o una esposizione di quadri con lui, +egli si fermerà sempre davanti ai quadri, dove vi è qualche +figura poco vestita o qualche Venere senza la camicia e +guardandoti cogli occhi ardenti ti sorriderà maliziosamente, +invitandoti a guardare o ad ammirare. + +Se ti presta un libro, troverai un segno dove si descrive una scena +d'amore, o ti leggerà egli stesso quella pagina, commentandola coi +suoi sguardi diretti, a te. + + * + * * + +Potrà accaderti anche questo. + +La tua giovane cameriera entra nel tuo salotto e ti annunzia la +visita del tuo pretendente. + +--Fallo entrare.... + +Ma mentre tu dici queste parole, hai guardato la cameriera e +l'hai trovata rossa in volto e molto turbata. + +Un momento dopo non te ne ricordi più, ma pochi giorni dopo, il +pretendente ti fa un'altra visita e tu rimarchi lo stesso rossore +e lo stesso turbamento nella tua cameriera. Ti pare questa volta, +che anche la sua voce sia alquanto tremula. + +Alla terza e alla quarta volta che si ripete la stessa scena, tu +senti il bisogno di interrogare la fanciulla, quando essa ti +accompagna a letto per svestirti. + +--Ma dimmi un poco, Silvia, perchè quando viene l'ingegnere M. tu +entri sempre in salotto colla faccia rossa e il volto turbato? +Ciò non ti accade mai, quando annunci altre persone.... + +Silvia diviene rossa più che mai e non risponde. + +--Dimmi la verità, Silvia... lo voglio. + +--Signorina... non lo so. + +--Lo devi sapere.... + +--Ma, signorina mia, ella sa che sono tanto timida.... I +giovanotti mi fanno suggezione.... + +--Ma ciò non ti accade mai, quando parli con mio fratello, quando +mi annunci il dottor B. o l'avvocato T.; che sono anch'essi +giovanotti e per di più molto belli.... + +--Ma il signorino lo vedo ogni giorno e gli altri... gli altri +non mi fanno suggezione.... + +Qui Silvia abbassa gli occhi, poi si soffia il naso. Pare che +stia per piangere e poi: + +--Ecco, cara signorina, io non volevo dirglielo, perchè non me ne +sentiva il coraggio e poi e poi, perchè.... + +Silvia si ferma e piange. + +--Perchè.... perchè mi pareva, che l'ingegnere fosse il di lei +fidanzato e non voleva dirne male.... + +--No, di' pur tutto, l'ingegnere non è mio fidanzato.... + +--Ebbene, allora le dirò tutta la verità. Quel signore, appena +entrato in anticamera, prima ancora di domandarmi se la signorina +è in casa, mi prende per il ganascino, o mi vuol abbracciare, o +prende con me altre confidenze di questo genere.... L'ultima +volta, mentre io le levavo il soprabito.... Signorina, non ho il +coraggio di dirglielo.... + +--Su, su, voglio saper tutto. + +--Ebbene mi ha abbracciato e mi ha dato un bacio.... + +--E tu l'hai lasciato fare? E non me l'hai detto subito? + +--Che cosa vuole! mi ha preso all'impensata ed io avevo vergogna +a parlarle di queste cose; ma me lo lasci dire, l'ingegnere è un +gran farabutto. + + * + * * + +Figliuola mia, un giovane che è innamorato di una signorina, che +va a farle visita, deve avere lo stesso tremito con cui un +credente si avvicina all'altare; deve sentirsi puro d'ogni basso +istinto, e se invece ha tempo e voglia di pizzicare una +cameriera, non deve avere nell'anima la menoma idealità. Egli è +di certo un libertino e se ti vuol fare sua sposa è per +concludere un buon affare o per soddisfare un bisogno dei sensi. + +Dopo quel dialogo tu devi chiudere la porta al pretendente e +trovarti sempre fuori di casa, quando egli viene a farti +visita.... + +Vada ad abbracciare altre cameriere e si cerchi un'altra sposa. + +Quanto a te, devi fargli capire in un modo o nell'altro, che a +lui deve applicarsi il verso: + + Lasciate ogni speranza.... + + +IL MARITO STUPIDO. + +Tesoro mio, ti farei troppo torto, se io credessi in te la +possibilità di innamorarti d'un uomo imbecille e di non saperlo +distinguere dopo pochi giorni di conoscenza. + +Vi sono pur troppo donne, che hanno sposato uomini stupidi, +perchè eran ricchi e portavano una corona irta di corna nello +stemma di famiglia. Anche le più ciniche, anche quelle che +riguardano il marito come un podere o come un salvacondotto, +finiscono per pentirsi di questa loro prostituzione. + +La donna che si vergogna del proprio compagno, che deve arrossire +di lui in ogni conversazione, sente minorata anche la propria +dignità, e quando i suoi figliuoli son grandicelli ed è costretta +a compatire davanti ad essi il loro padre, prova uno di quei +dolori profondi, muti, che solcano l'anima come un ferro rovente. + +La donna deve essere fiera del marito suo, e della sua gloria; e +del suo ingegno gode quanto lui e più che lui. Essa perdona la +bruttezza, i capelli bianchi, perfino le infermità vergognose: +non perdona mai l'imbecillità. Se vi è una virilità del corpo, ve +n'ha un'altra più alta e più vitale; quella dell'ingegno e +dell'energia del carattere. E a questa per onor suo la donna +tiene assai più che all'altra. Essa è nata come la vite per +appoggiarsi all'albero e quando è costretta invece a sostenere il +compagno, può giungere forse fino alla pietà, all'amore giammai, +e all'amicizia neppure, perchè non si può aver per amico chi non +si stima. + +Quando una donna si è venduta ad un ricco imbecille, quando nel +giorno si è inebbriata del fasto di un attacco sontuoso, quando +ha portato in giro con intima compiacenza le sue gioie, i suoi +vestiti di velluto; quando ha gettato in viso alle amiche con +sfacciata vanità i suoi servi; essa rientra in casa e seduta +accanto al suo imbecille rumina quelle false gioie, che si mutano +in bocca in altrettanto fiele. + +Più d'una volta fin nell'estasi d'amore è svegliata da una +osservazione idiota, da una esclamazione cretina e dal fondo del +cuore straziato le sale al labbro il grido di leonessa ferita: + +--_E costui è mio marito! Ed io porto il nome di questo idiota!_ + +È allora, che il rimorso e la vendetta si fanno alleati +inseparabili in quell'anima pentita e alla corona di conte del +marito crescon le corna all'infinito. Se la corona è di marchese, +le corna fioriscono e rifioriscono con fecondità deliziosa. + + * + * * + +Ma perchè mai, figliuola mia, tormento me stesso descrivendo un +marito, che tu non avrai giammai? + +Se però tu avrai un santo orrore per tutti gli uomini stupidi, +devi imparare a conoscere gli imbecilli incompresi. È una specie +pur troppo non rara e che inganna anche i buoni osservatori. + +L'imbecille incompreso ha tutto l'aspetto esteriore dell'uomo +normale e può perfino simulare un forte ingegno. + +È stupido di dentro, ma porta una vernice, che finge l'ingegno. È +nato senza talento, ma con molta furberia, e questa gli ha +insegnato per tempo a nascondere ciò che gli manca. + +Egli tace molto e volentieri, e tanto più, quando si parla di +cose alte, di questioni gravi, nelle quali appunto l'ingegno vero +scatta e scintilla. + +In queste occasioni l'idiota incompreso corruga la fronte e si fa +serio, molto serio e ti accompagna nel tuo discorso con un +accennar del capo, come se seguisse con viva curiosità il tuo +pensiero. + +Quando tu esci con un'affermazione ardita o con una domanda +prorompente, egli allora getta nel tuo discorso un energico punto +ammirativo, quasi sempre accompagnato da un sorriso malizioso, +che sembra covare in sè chi sa quanti pensieri; quante finezze di +critico, quante astruserie di dubbii e di sottintesi. + +Quando gli pare che i muscoli della faccia non bastano, egli +lancia nello spazio un _pur troppo_ o un _lo credo io_ o un +_sempre così_ o un _già si sa!_ e tante altre frasi sempre +accompagnate dal rispettivo punto d'esclamazione e dal relativo +sorriso. + +Il dizionario dell'imbecille incompreso rassomiglia in tutto al +guardarobe di un artista drammatico. + +Tu vi trovi corone di talco che son dogmi altissimi; corazze di +latta, che rappresentano l'ignoranza in atto di difesa; pugnali +di legno, che son ragionamenti senza senso; durlindane di +princisbecco, che devono esser prese per spade di Toledo; e tutta +una vetrina di false gemme che devono esser prese per gioielli di +spirito e di acume. + +Fra tutta quella roba puoi trovare anche un pugnale vero, che +taglia davvero, un diamante vero, che brilla davvero; ma allora +sta pur sicura, che è roba rubata e imparata a memoria per +servirsene nelle grandi occasioni. + +Ricorderò sempre la strana impressione, che mi fece una volta un +lavoro scritto con invidiabile sicumera da un minchione, che +voleva aspirare alla gloria d'autore. + +Leggevo con molta attenzione quello scritto, che mi pareva in +complesso l'aborto d'una mente idiota; ma fra quelle parole senza +pensiero, fra quelle frasi senza sugo, trovavo a un tratto +un'idea luminosa, un concetto ardito, che pareva una gemma caduta +nel fango. Subito dopo però l'imbecillità riprendeva il filo, che +poi era interrotto di nuovo da un nuovo gioiello. + +Alla fine capii di che si trattava. Erano gemme tolte alle corone +dello Stuart Mill e dello Spencer e incastonate nella mota. + +Gli imbecilli incompresi nei loro discorsi fanno come quel povero +scrittore, che aspirava alla gloria, senza aver diritto neppure a +mangiare il pane quotidiano del senso comune. + + * + * * + +L'imbecille incompreso e furbo possiede un'altra astuzia. Oltre +il sapiente silenzio, oltre l'abile ed agile maneggio delle +interiezioni e dei gesti che devono tener il luogo delle idee; sa +dopo pochi momenti indovinare il livello intellettuale delle +persone con cui egli si trova. + +Se queste stanno molto in alto per ingegno e per coltura, tace +sempre con ostinata fermezza, sicuro di guadagnarsi così almeno e +alla peggio il merito di modesto. + +Se invece chi gli parla è al disotto della media, allora egli +discorre senza dir nulla, ma abbagliando gli ignoranti colla +confusione delle frasi o l'oscurità del pensiero riesce a farsi +credere qualche cosa o qualcheduno. + +Ha anche un'altra furberia, quella di parlar sempre di cose +ignote o mal note ai presenti. + +L'arte di osservare gli uomini non è fra le più comuni e con +grande mia meraviglia ho sentito questi giudizii dati da uomini +d'ingegno su imbecilli incompresi: + +Egli non è eloquente di certo, ma ha una grande profondità di +analisi. + +La sua testa non è molto ordinata, ma egli ha una grande +originalità d'idee. + +Che fantasia! Peccato che egli si esprime sempre in una forma +oscura e avviluppata. + +Parla poco, ma pensa molto!--Egli sa certamente assai più di quel +che dice. + +E simili! + +Conosco un falso grand'uomo, che a furia di silenzi ostinati, di +corrugamenti sapienti del muscolo frontale, di esclamazioni +ingegnose, è riuscito a farsi credere un forte ingegno. Ha avuto +una cattedra, la Commenda della Corona d'Italia, non so quanti +titoli accademici; ed oggi siede nell'Olimpo d'una famosa +Accademia accanto a molti veri grandi uomini, che ogni giorno si +domandano meravigliati l'un l'altro: + +--Ma che cosa ha fatto egli? + +--Io non lo so. Dicono che sia un forte pensatore. Ha scritto +poco, ma quel poco ha un gran valore. + +--L'avete letto? + +--Io no, ma lo dicono tutti.-- + +Quell'accademico è un imbecille incompreso! + + +IL MARITO FANNULLONE. + +Per quanto so e posso, figliuola mia, ti prego, ti riprego e ti +scongiuro, magari mettendomi in ginocchio: non dar mai la mano di +sposa a un fannullone. + +E ciò pur troppo ti può capitare facilmente, se sposi un uomo +molto ricco. + +Fra noi il far nulla è un dovere di chi può vivere delle proprie +rendite, e mentre si ride di cuore dei nobili della Cocincina, +che custodiscono le unghie delle loro mani in astucci di avorio, +d'oro o d'argento per dimostrare a tutti che essi non le +prostituiscono al lavoro; non ridiamo di molti nostri nobili, che +si vergognerebbero di avere un diploma di ingegnere o di +giurisprudenza. + +Per me gli artigli lunghissimi degli Annamiti valgono il +pregiudizio dei nobili italiani. + +E dico italiani, perchè in molti paesi d'Europa e d'America, che +sono assai più avanti di noi, il far nulla non è titolo di +nobiltà; ma è vergogna, di cui anche i più ricchi arrossiscono. + +A Londra per esempio vi sono signori, che hanno molti milioni e +che lavorano nel commercio, nell'industria, o fanno della scienza +o dell'arte o della letteratura, o viaggiano continuamente per +distrarsi o per istruirsi, o alla peggio amministrano i loro +beni, occupandosi di agricoltura. + +Io conosco invece in Lombardia alcuni signori, che non hanno mai +veduto le loro terre! + +È vero però, che più d'una volta i loro fattori o i loro +fittabili diventano i loro padroni ed essi muoiono crivellati di +debiti e uccisi dalla noia e dai vizi. + +In Inghilterra, in America nessuno porta le unghie annamite, nè +alle mani, nè nell'anima. + +Figliuola mia, prima di dire il sì fatale e inesorabile, che lega +la tua vita a quella di un uomo, guardagli le unghie. + + * + * * + +Il ricco fannullone mena una vita, ch'io non vorrei per un giorno +solo, anche col compenso di centomila lire di rendita. + +Se è giovanotto, alle undici del mattino è sempre a letto e dorme +ancora. Poveretto è andato a letto così tardi! + +Il cameriere ha l'ordine di svegliarlo a quell'ora e alle undici +egli ha bussato timidamente alla porta della camera da letto: + +--Signor conte, sono le undici! + +Una voce sonnacchiosa e un po' indispettita risponde: + +--Sta bene, Carlo, ritorna fra mezz'ora. + +Alle undici e mezzo il giovane conte si è di nuovo addormentato e +un secondo picchio all'uscio lo risveglia una seconda volta. + +--Sta bene, sta bene, mi alzo. + +Ma alle undici e tre quarti il cameriere non ha ancora udito il +campanello, che deve chiamarlo a vestire il giovane patrizio. + +La colazione è già servita. La famiglia è tutta a tavola, ma il +conte non si vede. + +Ha dovuto alzarsi di furia, vestirsi di furia, lavarsi male, e +con un quarto d'ora di ritardo finalmente è seduto a tavola anche +lui, salutato freddamente con un'aria di rimprovero generale. + +Egli però è abituato da un pezzo a quei muti rimproveri. + +Mangia con poco appetito, sbadiglia ancora fra un piatto e +l'altro e non si risveglia del tutto, che dopo aver preso il +caffè. + +Ciarla, fuma, scherza, e se non è troppo stanco, passa nella sala +da bigliardo per fare una partita con uno dei suoi.--Bisogna +cercare di far venire le tre. + +E le tre vengono lentamente, noiosamente. + +Fa attaccare la carrozza e va in città a far qualche visita, per +lo più a gente noiosa, o annoiata come lui; a meno che non sia a +qualche donnetta allegra, che gli svuota le tasche e il cervello. + +Intanto o bene o male son venute le cinque; ed egli va al club. +Fino alle sette la noia è scongiurata, perchè egli parla coi suoi +eguali dei pettegolezzi della città o giuoca alle carte. + +Le sette son suonate: la carrozza lo attende alla porta del club, +e in un quarto d'ora è a casa, dove si veste e va a tavola. + +L'appetito non è buono, benchè egli abbia preso un _fernet_ o un +_vermut_. In ogni modo il pranzo è finito e da capo un altro +caffè e altri sigari fanno venire ben presto l'ora del teatro o +del ballo o della serata in casa del marchese B. o del duca C., +quando egli non ritorni al club per giuocare fino al mattino, +passando d'angoscia in angoscia, quando perde troppo; e dovrà il +giorno dopo battere alla porta dell'usuraio per far dei debiti a +babbo morto. + +Molti e molti giovani passano la vita a questo modo o con poche +varianti. Sanno però parlare il francese e l'inglese e hanno una +vernice molto sottile di coltura letteraria e in società si fanno +ammirare per la loro toeletta inappuntabile ed anche per un certo +spirito. + +E questi aborti della civiltà moderna osano prender moglie. + +Dopo aver lasciato più che mezza la loro animuccia grama e il +loro corpiciattolo nevrosico nelle sale da giuoco o nei +_boudoirs_ delle ballerine, aspirano al matrimonio, alla funzione +massima di far felice una donna e di mettere al mondo degli +uomini. + +Essi non devono lasciar morire un gran nome, essi devono ristaurare +con una buona dote le loro finanze logorate profondamente dal tappeto +verde e dai vizii. + +E si maritano e danno la mano ad una signorina buona, gentile, +pura; che nello sposo spera trovare un amante e nell'amante un +poema di estasi deliziose e di sognate idealità. + +Poveretta! + +Il marito fannullone non perde di certo l'abitudine dell'ozio a +35 o a 40 anni, e nella noia della famiglia, tramontata ben +presto la luna di miele, trova un nuovo e più potente pretesto +per ritornare al club e al giuoco, che solo può dargli una forte +emozione, che gli dà la coscienza di vivere. + +La sposina lo ama, lo invita al pianoforte o alla lettura in due +o alle intime delizie dell'amore; ed egli la lascia fare; ma a un +tratto sbadiglia, sbadiglia a lussarsi le mascelle e ad ogni +sbadiglio cade una doccia ghiacciata sul cuore della povera sua +compagna, che invano tenta di convertire un'oca in un'aquila o di +stillare del sangue caldo nelle vene di un rospo. + + * + * * + +Mi dirai, fanciulla adorata, che io esagero, che io ti faccio una +caricatura e non un ritratto; ma ti assicuro che anche il +ritratto è brutto e ributtante. + +Non tutti i fannulloni sono di questa ideale perfezione, ma anche +i fannulloni volgari sono insopportabili e spandono intorno a sè +una nebbia di noia, che smorza ogni fuoco d'entusiasmo, che +appanna ogni luce di poesia. + +E senza poesia che cosa è la vita? + +Lo so anch'io: vi sono dei fannulloni innocenti, buoni, che amano +le loro mogli, che non sono neppur giuocatori; ma che della noia +hanno fatto la loro atmosfera, e non sanno escirne per respirare +un'aria più vitale, più fresca, più inebbriante. + +Essi non sono mai stanchi che d'una sola stanchezza, quella +dell'ozio; mentre l'uomo per sentirsi vivere, per godere della +vita deve provare ogni giorno un'altra stanchezza, l'unica +salubre, l'unica umana; quella del lavoro. + +Sia pure lavoro di sport, a cavallo o sul velocipede o sopra un +yacht o a caccia, o lavoro di pensiero nel gabinetto, nello +studio, tra i campi, nel vagone o sul piroscafo del viaggiatore. +Il lavoro ha tante vie, che a percorrerle tutte un uomo dovrebbe +vivere cento vite. + +E l'uomo che lavora, quando ritorna a casa e cerca la moglie e +sorridendo le narra il frutto dei suoi travagli, trova un altro +sorriso, che risponde al suo; e prova l'ebbrezza di chi entrando +in un giardino è salutato dai fiori, che per lui esalano il +profumo delle loro corolle; e l'amore lo riposa dalla stanchezza, +e la coscienza di non aver vissuto invano gli fa tener alta la +fronte e gli fa brillar l'occhio di gioia. + +Senza fatica, nessun riposo; senza travagli nessuna gioia. È in +alto che fioriscono i fiori più belli, che si godono i più larghi +orizzonti, e per salire convien sudare. + +Infelici, tre volte sciagurati coloro che non hanno mai sudato +che di calore. + +Figliuola mia, non sposare mai un uomo ozioso. + +Oso dire per lunga esperienza, che il marito fannullone è il +peggiore di tutti i mariti. + +E tu nella tua mente poetica, nella tua fede nel bene non sperar +mai di potere colla tua influenza trasformarlo in un lavoratore. + +Lo stesso sarebbe pretendere di mutare una tartaruga in una +rondine o di trasformare un gufo in un'aquila! + + +_Le professioni rispetto alla felicità nel matrimonio._ + +Caro tesorino mio, _niña de mis ojos_ (come ti direi in Spagna), +tu non sposerai di certo nè un contadino, nè un fabbro, nè un +falegname; ma un ingegnere, un medico, un avvocato o, come si +suol dire, un possidente. + +Si dice tutti i giorni che siamo tutti eguali, e menzogna più +bugiarda non fu mai pensata da cervello umano, e lo vo ripetendo +in ogni mio libro, come la mia _Delenda Carthago_. + +Eppure quella bellissima parola è scritta fin sui soldi e sui +biglietti di banca d'una grande nazione, sulle sue bandiere, e +nelle leggi di tutto il mondo civile. + +Anche nei nostri tribunali sta scritto, che tutti sono eguali +davanti alla legge; ma siccome i giudici non possono leggere +quelle parole, perchè sono scritte dietro le loro spalle, non +hanno l'obbligo di ricordarsene sempre. + +Gli uomini non sono eguali che in una cosa sola: davanti alla +morte; ma anche qui, quanta differenza nel modo di morire! Si può +morire appena nati o a cent'anni, si può morire in uno strazio di +dolori o sorridendo; a gocciole o di schianto; maledicendo o +benedicendo la vita. + +Ma il più bello è questo; che più la civiltà avanza e i rapporti +sociali si complicano e le leggi si affinano, le disuguaglianze +individuali aumentano e aumenteranno sempre col progresso. + +I socialisti ignoranti vorrebbero affogare l'individuo in un gran +pantano di collettività; ed io invece son sicuro, che nel mondo +dell'avvenire l'individuo sarà tutto e la società poco o nulla. + +Perdonami, cara figliuola mia, se la penna mi trascina fuori +delle rotaie e se ti faccio della filosofia sociologica molto +inopportuna. Ma era per dirti il perchè non potrai sposare un +uomo di condizione troppo diversa dalla tua. + +La condizione sociale è il clima in cui siam nati, e accanto a +noi e con noi non possono vivere bene che altri nati sotto lo +stesso cielo morale. + +Metti un po' a vivere insieme in una stessa serra un abete e +un'orchidea del tropico. O l'una o l'altra pianta morrà di certo. + + * + * * + +Tu dunque sposerai un uomo che esercita una delle professioni, +che si chiamano liberali; forse perchè lasciano spesso la libertà +di morir di fame. + +Anche se sceglierai un signore che vive di rendita, spero che non +sarà un fannullone, di cui ti ho già tracciato una fotografia +poco lusinghiera. Egli sarà un possidente, ma attenderà alla +coltura delle sue terre o studierà per piacer suo o sarà artista; +in ogni modo sarà anch'egli un operaio della grande officina +sociale. + +Non credere, che sia indifferente sposare un artista o un medico +o un avvocato. + +Il matrimonio è un organismo così delicato, che riceve influenze +benefiche o malefiche da ogni cosa che lo circonda o lo tocca. È +più sensibile d'una mimosa, d'un galvanometro o d'una lastra +fotografica. Nulla che lo guardi o lo tocchi è indifferente alla +sua salute e alla sua felicità. + +La professione è tanta parte di un uomo, che non si può +levargliela di dosso senza strappare qualche lembo di pelle; +senza lacerarne anche le carni. + +Ognuno di noi sceglie una professione piuttosto che un'altra per +molte ragioni diverse, ora accidentali e fortuite, ora alte e +profonde; ma soprattutto la sceglie pei gusti diversi, che sono +poi l'espressione delle nostre attitudini, della nostra struttura +morale e intellettuale. + +Felice, tre volte felice, colui che la sceglie trascinato +imperiosamente, irresistibilmente dai bisogni del proprio +cervello e del proprio cuore. + +Se vi sono tanti inetti e tanti altri che maledicono la propria +professione, è perchè appunto non hanno seguito nella scelta la +voce, che non inganna, della propria vocazione; ma son corsi +dietro a fantasmi, a fuochi fatui o hanno (ed è ancora peggio) +ubbidito a influenze esteriori. + +Una volta però che abbiamo scelta una professione, essa è un +vestito che non si distacca più dalla nostra pelle, facendoci più +belli o più brutti del vero. + +Hai mai veduto come muti aspetto la stessa persona, secondo il +vestito che indossa? Or bene una professione è più che un +vestito, più che un'uniforme: è una seconda pelle che con noi +vive e mentre su noi si modella, ci piega però alle sue esigenze, +al suo taglio, alla materia con cui è tessuta. + +Gli uomini di genio o di ferrea volontà piegano la professione a +sè stessi e ne risentono alla loro volta una piccola influenza: +ma i più, cioè la gran massa degli uomini, si modella e si piega +secondo la professione che ha scelto. + +Tizio è prima ingegnere e poi Tizio; e Sempronio è prima medico e +poi Sempronio; e Caio è prima prete e poi Caio; perchè le deboli +individualità, che sono la grande maggioranza, trovano nella +professione adottata uno stampo già preparato e unto per benino, +per cui vi colano la loro personcina, che vi si adagia, vi si +accomoda e vi si rapprende. + +Vi sono tanti impiegati, tanti medici, tanti preti, tanti soldati +così eguali tra di loro, ch'io non sento mai il bisogno di +chiederne il nome e il cognome, e vedendoli e conoscendoli mi +accontento di dire: + +È un impiegato! È un medico! È un prete! È un soldato! + +Se sei persuasa di questa verità, capirai facilmente, quale e +quanta influenza dovrà esercitare sulla felicità tua e su quella +della famiglia la professione del tuo marito. + +Lo stesso uomo, collo stesso cuore, colla stessa intelligenza, +colla stessa ricchezza sarà un marito diverso, secondo che sarà +banchiere o medico, militare o avvocato. + +Non so, se altri prima di me abbia studiato l'influenza delle diverse +professioni sulla felicità nel matrimonio. Io ho osservato molto e +meditato moltissimo su questo argomento oscuro e difficile. Ed eccoti +il frutto delle mie osservazioni e dei miei studii. Prendilo per quel +che vale e in ogni modo metti tutto ciò che ti sto per dire in seconda +linea. Pensa prima al carattere, all'intelligenza, a tutto ciò che +costituisce l'uomo per sè e in sè, e poi e poi bada un pochino anche +alla professione, pensando che anch'essa porterà in casa tua fiori e +spine, che influiranno sulla tua felicità domestica. + + * + * * + +Le professioni, di cui cercherò di tracciarti il profilo veduto +nei suoi rapporti colla felicità domestica, son queste: + + _Negoziante. + Banchiere. + Industriale. + Proprietario di terre. + Artista. + Ingegnere. + Medico. + Avvocato. + Letterato. + Scienziato. + Uomo politico. + Militare._ + + +IL MARITO NEGOZIANTE. + +Il mio illustre amico Pasquale Villari, or son già molti anni, ai +17 milioni di analfabeti scoperti dal Ministro della pubblica +istruzione, contrapponeva 5 milioni di arcadi scoperti da lui +(che a quei tempi l'Italia non contava che 22 milioni di +abitanti) e li trovava più colpevoli e soprattutto più pericolosi +dei primi. E aveva ragione! + +Da quell'epoca con tante nuove scuole, colla legge +dell'istruzione obbligatoria e tante suonate in piazza e in +teatro sull'eterno motivo dell'_Excelsior_, gli analfabeti sono +diminuiti d'assai; ma sono forse diminuiti anche gli arcadi? + +Io non lo credo: temo anzi che siano cresciuti. + +E lo temo, perchè non si è ancora soppresso lo studio della +lingua greca nelle scuole secondarie. + +Perchè si crede ancora che non si possa scrivere bene in +italiano, se non si studia profondamente il latino. + +Perchè si insegna ancora la filosofia nei licei. + +Perchè si crede nell'onnipotenza degli esami per garantire la +società dagli asini e dai muli. + +Perchè esiste ancora l'Accademia della Crusca. + +Perchè si crede ancora, che il Governo possa rialzare la +decadenza delle arti belle. + +Perchè si esige dal Governo ogni cosa, dalla prosperità del +commercio alla distruzione della filossera; dalla sicurezza +pubblica all'immunità del colera; dalla ricchezza nazionale al +bel tempo. + +E per un ultimo perchè. Perchè si crede, che la professione del +negoziante e quella dell'industriale sieno per gerarchia +inferiori a tutte le altre, che si chiamano liberali. + +Per gli italici Arcadi il commercio non è una professione +liberale. + +Eppure l'Inghilterra, che è la nazione più liberale dell'Europa +civile è anche la più commerciante. + +Eppure Firenze, quando in una sola chiesuola battezzava tre +uomini che si chiamavano Dante, Michelangelo e Galileo, insegnava +le arti dell'alto commercio a tutto il mondo. + +Eppure tutto il mondo umano è uno scambio di commerci; sia poi di +denaro, di merci, di idee, di territori, di influenze. + +Tu però, figliuola mia, non ti vergognerai di sposare un +negoziante, se ne troverai uno, che abbia cuore e ingegno e che +non si vergogni di vendere e di comprare, arricchendo sè e il +proprio paese. + +Tu, almeno in questo, non sarai arcade! + +Il negoziante ama di solito la moglie e i figli, e pensando ad +essi, rialza in più spirabil aere anche la sete del guadagno, che +tenderebbe ad abbassarne il livello morale. + +Quand'egli ritorna dal fondaco o dal banco contento +dell'andamento dei suoi affari, al rivedere i suoi cari pensa con +gioia, ch'egli ha lavorato per essi e che a lui dovranno la +cresciuta agiatezza, fors'anche una grande fortuna. + +Come si riposa sereno e sorridente lo sguardo di lui sul capo +della dolce compagna, sulle testoline bionde che lo circondano; +quando pensa che farà a tutti e presto una grata sorpresa, e che +questa si dovrà al suo lavoro, alla sua attività, alla sua +industriosa intelligenza. + +Se invece un giorno ha trovato che le cose sue volgono alla +peggio, se un fallimento improvviso ha dato una grave scossa al +suo bilancio, egli trova, ritornando a casa, che il sorriso +amoroso della moglie lo ricompensa di tutto; che le perdite di +denaro sono ben poca cosa, quando siamo sicuri di essere amati e +da questi confronti attinge lena e conforto per lottare contro +l'avversità e ripigliare il perduto. + + * + * * + +Senza tormentare il marito con un'inquisizione quotidiana e +minuta, ispiragli confidenza in te e fa che ti tenga al corrente +dei suoi affari. + +Molte fortune si devono alla santa alleanza dell'ardimento +dell'uomo coll'economia della donna, della larga comprensione +degli affari collo studio minuto dei particolari. + +Le donne, quando si mettono alla testa degli affari, riescono +quasi sempre benissimo, e il negoziante deve associare a sè il +tatto fine, la previdenza acuta, anche la timidezza della sua +compagna. + +E se avessi la disgrazia di avere un compagno troppo avido di +ricchezza e che coll'eccessivo lavoro o le imprese troppo audaci +volesse raggiungerla, fagli da martinicca, modera le spese di +lusso, e mostragli che la felicità non ha proprio nulla che fare +colle tasse, che si pagano d'imposte dirette o indirette. + + +IL MARITO BANCHIERE. + +Anche il banchiere è un negoziante, ma commercia in denaro; ed +essendo questa la merce più preziosa e più universale fra tutte, +anche la sua gerarchia sale d'un grado, anche perchè questa +specie di commercio esige più ingegno, più accortezza e in certi +casi molto coraggio. + +Il banchiere può facilmente aprire le porte della ricchezza alla +propria famiglia e per le sue relazioni alte e molteplici, offre +alla moglie una società variata, divertimenti rumorosi; tutte le +compiacenze della vita mondana. + +Se tu ami la quiete e la solitudine, se preferisci un piatto solo +a tavola, ma condito del sale della sicurezza dell'indomani, non +sposare un banchiere. + +Nell'alta finanza le oscillazioni sono fortissime, e tu puoi +trovarti ricca oggi, povera domani. + +È difficile che il banchiere non faccia risentire anche ai suoi +le angoscie tormentose che attraversa ogni giorno, leggendo e +commentando i listini della borsa. + +In questo secolo nevrosico il banchiere e l'uomo politico sono +quelli, che più di tutti gli altri risentono le scosse di questo +nostro mondo, che si dibatte ogni giorno fra le scosse galvaniche +di chi lo vuol far correre e saltare e i delirii narcotici di chi +vorrebbe addormentarlo nei sogni del passato. + +Fa di non lasciar solo il tuo banchiere sull'altalena vertiginosa +dei suoi giuochi. Accompagnalo col pensiero vigile, col consiglio +previdente; insegnagli che egli non deve giuocare che col +superfluo; lasciando sempre intatto quel campo in cui si semina +il pane e si raccoglie il vino. + +S'egli è prodigo, sii tu avara, e per inerzia non dir mai a te +stessa, che gli affari di tuo marito non sono i tuoi e che non +hai nè diritto, nè intelligenza per occupartene. + +Se senti il tuono, se vedi lampeggiare il cielo della tua +famiglia, informati dagli amici, dai conoscenti, se non sovrasta +una procella. + +Quanti infelici di meno, quanti minori disastri nelle famiglie, +quanti meno cassieri fuggiti all'estero e quanti meno suicidi +sulla tavola anatomica; se noi dessimo alla donna, più larga +parte nella nostra vita di pensiero e d'azione! + +Se non ne facciamo più una schiava, non ne abbiamo fatto che una +liberta; un animaletto gentile e domestico, che ci distrae e ci +diverte; ma non le confidiamo quasi mai gli affari gravi, non +fidandoci della sua segretezza e molto meno della sua intelligenza! + +Di questo ingiusto disprezzo noi siamo i primi a scontare la +pena, perchè la donna ha un sesto senso, che è una seconda vista +e che le permette di vedere ciò che spesso molti uomini di genio +non sanno vedere. È il lato piccolo e debole delle cose, ma è +anche il tarlo, che corroderà il colosso; è un elemento +secondario, ma che basta forse a sconvolgere tutto un organismo, +a mandare in rovina tutto un affare. + +Io mi son pentito molte volte di aver concluso un affare senza +averne chiesto consiglio a tua madre, alla mia, quando avevo la +suprema gioia di averla ancor viva. Mai mi son pentito di aver +sentito la voce e il pensiero di loro, prima di prendere una +determinazione importante. + +Io avevo pensato, ripensato e meditato: avevo voltato la cosa per +diritto e per rovescio, con lente di microscopio e scalpello di +anatomico, credevo di aver anatomizzato ogni fibra e misurato +ogni cellula; ed ecco che all'occhio della donna di botto, senza +bisogno nè di tempo, nè di lenti, nè di scalpello, appariva il +lato debole, eppur onnipotente della questione; quello appunto +che io non avevo veduto e neppur sospettato! E non l'avevo visto, +perchè io era un uomo, e la tua mamma, la mia, lo avevano subito +scoperto, perchè eran donne e perchè la natura ha dato ad esse +gli occhi del cuore, che vedon le cose più profonde e le più +vere; quelle che toccano la salute e la felicità delle persone +che esse amano! + +E non è forse per questo, che la natura provvida ha fatto l'uomo +diviso in due metà, disgiunte nei corpi, ma riunite in uno stesso +fiato d'attrazione e di amore; due metà che non possono viver +separate, che con dolore e coll'atrofia della vita in due; che è +poi l'unica vita vera e completa, quella che costruisce il nido e +crea gli uomini? + +Nell'una delle due metà avete la sentinella previdente e vigile, +che spia il pericolo, che raccoglie il fremito del vento che +minaccia, del fulmine che s'avvicina; nell'altra il pugno che si +prepara alla difesa e all'offesa. + +Dall'una parte la timidezza affettuosa, che esplora il terreno +spinoso, che getta da un lato le pietre che ingombrano il +terreno; il sorriso che appiana le rughe del pensiero affannoso o +del dubbio tormentoso. + +Dall'altra parte il coraggio, che non misura il pericolo, il +pensiero che pesa il probabile e il possibile sulla bilancia del +bene e del male. + +Da una parte i nervi che sentono, il cuore che ama, la carezza che +calma, il bacio che guarisce, il sistema nervoso dell'umanità. + +Dall'altra i muscoli che si contraggono, la mente che vede +lontano, l'energia che rinfranca, l'eroismo che esalta, il +sistema cerebrale e muscolare dell'umana famiglia. + +E non è che avvicinando queste due metà, che saldandole insieme +con quell'attrazione cosmica e divina, che è l'amore: che abbiamo +l'uomo, l'uomo vero e intero, l'uomo completo e felice. + + * + * * + +Se tu sposi un banchiere, ch'egli tenga pure la cassa forte, ma +tu sii per lui, per essa la chiave che la difende. + + +IL MARITO INDUSTRIALE. + +In una gerarchia che mi son fatto io stesso per mio uso e +consumo, ma che non ha rapporto alcuno coi responsi della +Consulta araldica nè col famoso decreto del Menabrea, che metteva +i professori in ottava linea, io metto l'industriale molto al +disopra del negoziante ed anche del banchiere. + +Il negoziante compra e vende, l'industriale produce. + +Il negoziante prende da una mano e mette nell'altra, cercando che +in questo passaggio una parte (la più grossa possibile) rimanga +nella sua. + +L'industriale è un creatore: plasma la materia e le dà nuova +forma, adopera le mani sue, quelle dei suoi operai, quelle delle +macchine, e quando riesce a far cose nuove o a far meglio e più +presto d'un altro una cosa vecchia, arricchisce sè e il proprio +paese. + +Dio volesse che tu sposassi un'industriale! + +Ma nel nostro paese ne abbiamo tanto pochi, che sarà assai +difficile che tu lo trovi, e che sia degno di te e a modo mio. + +L'industriale deve essere un alleato dei suoi operai, non un +parassita del lavoro altrui: deve essere il loro amico, non il +loro tiranno. + +Ogni giorno, ogni ora del giorno deve ricordarsi, che il gran +problema dell'associazione del capitale e del lavoro non è punto +risolto, e che sono gli industriali i primi, che devono +concorrere alla sua soluzione equa e pronta. + +E tu, cara figliuola mia, se avrai per marito un industriale, +devi persuaderlo ch'egli deve essere socialista, se non vuole +vivere di rapina e andar incontro ai pericoli di una rivoluzione +sociale. + +Non aspettino i capi delle officine, che i parlamenti risolvano +il problema sociale. Lo risolvano essi pei primi. + +Applichino la mezzadria al lavoro delle loro fabbriche, come già +in Toscana e in altri paesi fu sapientemente e umanamente +applicata a quell'altra industria, che è l'agricoltura! + + +IL MARITO PROPRIETARIO. + +È un buon marito, se non si accontenta di possedere, ma si occupa +egli stesso delle sue terre e le coltiva e le ama e si studia di +portare un po' di luce di scienza nelle tenebre profonde +dell'empirismo contadinesco. + +Se invece il proprietario non visita mai i suoi poderi, se +l'affitta e si accontenta di goderne le rendite negli ozii +cittadini, egli cade nella categoria dei mariti fannulloni e non +può dire di certo di esercitare alcuna professione. + +Accompagna, sempre che puoi, il tuo proprietario nelle sue terre, +e persuadilo ad andarvi spesso, spessissimo. + +Quanta salute fisica e morale verrebbe alla nostra società +nevrosica e nevrostenica, se tutti quelli che hanno un palmo di +terra, l'amassero e la coltivassero; se andassero tutti ad +accarezzare le piante, a sdraiarsi sul prato, a cogliere colle +proprie mani un frutto cresciuto nel loro campo; fosse pure quel +frutto un fico stento o una mora di siepe. + +Hai mai odorato la terra, quando dopo una lunga siccità, beve le +prime gocciole della pioggia, e le assorbe avidamente coll'ansia +voluttuosa di una lunga sete? + +Per me tra tutti i profumi quello è il più caro, il più +simpatico, il più penetrante. Non vellica soltanto di fuga le mie +narici, ma scende giù giù nel fondo del cuore e del paracuore e +mi sento anch'io ritornato terra (come lo fui prima di nascere) e +mi par di bevere alle prime sorgenti della vita, tutto quanto +trasformato in una spugna molle e minuta di radici e di +radicelle, che assorbono le forze del pianeta, per trasformarle +in pane, in vino, in profumo di fiori e in ossa di tronchi. + +Mai in nessun altro momento io mi sento parte viva del mio +pianeta, come quando aspiro voluttuosamente il profumo della +terra, che beve l'acqua del cielo. + +Fa di bevere più spesso che puoi quel profumo in compagnia del +tuo proprietario e fallo bere ai tuoi figliuoli, e portatevelo a +casa e in città come un tonico amaro, che ci aguzza l'appetito e +ci rifà il sangue. + +L'amore alla terra è il più salubre, il più caro degli affetti, e +tu, coltivandolo nel tuo compagno, farai opera santa, e portando +nella casa del contadino le tenerezze del tuo cuore di donna e +mettendolo a braccetto della scienza agricola di lui, farete più +e meglio per il bene dell'Italia, che tutti i legislatori passati +e presenti colle loro leggi sociali, che mi fanno ridere e che +rimangono negli Archivii dei Parlamenti, come insigni monumenti +del nostro arcadismo sentimentale, del nostro vaniloquio +parlamentare e giornalistico; di quella falsa filantropia, che +coll'elemosina o col rialzare o l'abbassare dei dazii d'entrata e +d'uscita, crede o spera di risolvere il magno e terribile +problema della questione sociale. + + +IL MARITO ARTISTA. + +A meno che l'artista sia uomo di genio o abbia un cuore di +angelo, non sposarlo mai. + +Se è mediocre, è lo spostato degli spostati. Colla testa in alto +per cercar sempre un bello ideale, che gli sfugge, inciampa coi +piedi nella miseria che avvilisce, nell'invidia che tortura +l'anima, nella displicenza cronica, che corrode i germi della +vita. + +L'artista mediocre accusa tutti fuor che sè stesso della sua +impotenza. Ama il bello come gli eunuchi aman le donne e cerca la +gloria per le vie di traverso dell'impressionismo, del _pointillé_, +dove la gloria non ha mai messo il piede. Si lamenta come un genio +incompreso, senz'esser genio, e divien cattivo come uno che fosse in +una volta sola punto e perseguitato da tutte le mosche, da tutte le +pulci, da tutte le zanzare, che brulicano in questo nostro mondo +planetario. + +Ed egli porta in casa tutti questi parassiti che lo mordono, che +lo pungono per ogni lato, e fa pungere da essi anche la moglie, +anche gli amici e tutti quelli che lo circondano. + +Vive, lamentandosi ogni giorno e ogni ora dell'ingiustizia degli +uomini, che non lo intendono, dei signori che non gli comprano +gli aborti della sua tavolozza malata e dei suoi scalpelli +spuntati. Maledice Rafaello e chiama barocco Michelangelo e si +mette accanto a Galileo condannato dall'Inquisizione e a Colombo +deriso dai monaci di Spagna. Se parla di altri artisti più +fortunati, li copre della bava avvelenata della sua invidia +rappresa, dei suoi rancori isterici. + +È un infelice cattivo, è un aborto che si permette di vivere e che +concentra tutta la sua vita in un lamento e in una maledizione. + + * + * * + +Anche l'artista di genio, anche l'artista incoronato coll'aureola +della gloria, è un marito pericoloso, e se tu sei gelosa, non +devi sposarlo. + +Sua prima amante è l'arte e ti metterà sempre al disotto di essa. +Egli è anche poligamo per natura e per elezione difficilmente può +amare una donna sola e circondarla di tutte quelle tenerezze +quotidiane, che sono neccessarie a lei come il pane, come l'aria +che si respira. + +Pensa alle modelle, che deve veder nude dinanzi a sè nel segreto +del suo studio, pensa a tutte le belle signore, che tanto +facilmente si innamorano di lui e ch'egli deve ammirar tanto da +vicino; così spesso, così intimamente. + +Tu sei bella e tu sei giovane, ma sei una donna sola, e non puoi +avere tutte le bellezze, delle quali egli ha bisogno per appagare +la sete insaziabile estetica, che lo divora e lo consuma. + +Se io fossi nato artista, non avrei avuto per amante e per moglie +che l'arte; e sarei morto vergine o almeno casto come il Canova e +come Michelangelo. + + +IL MARITO INGEGNERE. + +La professione d'ingegnere esercita una influenza molto oscura e +difficile a definirsi sulla felicità del matrimonio. + +L'ingegnere batte così larghe le ali sul mondo dell'attività +umana, da assumere le forme le più svariate. + +Quando si accontenta di numerare colle sue palline i filari di +gelsi o di misurare i campi, i prati e le foreste, è un semplice +agrimensore. + +Quando siede nella poltrona delle amministrazioni ferroviarie, è +un semplice impiegato, che rimane all'ufficio le sue sei o otto +ore al giorno, porgendo alla moglie tutti i vantaggi e le noie +del _travettismo_. + +Quando invece si innalza alla dignità di costruttore di ferrovie, +di ponti, è quasi un artista ed è sempre uno scienziato. + +Anche Grattoni, anche Sommeiller, anche Watt e Fulton furono +ingegneri. Anche Eiffel è un ingegnere, lo è il Lesseps; e +passeranno tutti all'immortalità ed ebbero o avranno le loro +statue. + +Il presente è degli ingegneri, l'avvenire prossimo e remoto sarà +degli ingegneri, e ad essi rimane aperto un orizzonte grande come +il mondo, alto come la vetta della civiltà futura. + +Ed è perciò, che se il tuo pretendente oltre il diploma +d'ingegnere ha molto ingegno, potrai goderti una grande +agiatezza; fors'anche la gloria e la ricchezza. + +Di tutte le forme svariate dell'ingegnere, sempre ad altre +circostanze pari, scegli quella che obbliga il marito a molte +assenze. + +Fuggirai i pericoli della uniformità soverchia della vita, che è +tanto vicina alla monotonia, alla noia, al raffreddamento lento e +inevitabile dell'amore; e tu ti godrai tante piccole lune di +miele, quanti sono i ritorni del tuo dolce compagno. + +Se tuo marito parla dei suoi progetti, delle sue imprese, se ti +mostra i suoi disegni, non dirti profana del tutto ai suoi +studii. Mostra anzi di interessarti ai suoi lavori. + +Ogni lavoro d'uomo, per esser giocondo e fecondo, deve esser +accompagnato dall'ombra del pensiero femminile. La donna deve +essere sempre compagna nostra in ogni pensiero, in ogni opera di +mano o di cervello. Essa è il sale d'ogni nostro cibo, la poesia +d'ogni nostro travaglio. + + +IL MARITO MEDICO. + +La donna, che sceglie per marito un medico, deve amarlo non una +volta sola, ma tre volte. + +È questa una professione piena di pericoli per la felicità +domestica. + +Se sei gelosa, devi tremar sempre per la fedeltà del tuo +compagno. Egli ha troppe occasioni a peccare e troppa impunità a +delinquere. Tu devi stimarlo molto, moltissimo, devi essere più +che sicura del suo amore per non essere in continua agitazione. + +Di giorno, di notte, sempre, può lasciare il nido della sua casa, +e non tutte le chiamate sono di infermi; ma ve n'ha di inferme, +che non hanno di malato che il cuore. + +Può anche lasciare la città dove abitate, chiamato da telegrammi, +che non sono sempre veri. + +Se sei molto delicata per certe cose, devi rassegnarti con dolore +a racconti, che non parlan sempre di fiori. + +Il tuo povero marito vive sempre tra le piaghe e i dolori; lascia +il letto d'un agonizzante per medicare un cancro; può puzzare di +iodorformio o di acido fenico, e tu involontariamente a tavola +puoi pensare, che la mano che ti pela un frutto è la stessa, che +un'ora innanzi ha razzolato nelle viscere d'un cadavere o ha +operato un tumore. + +Pensa prima a questi pericoli, se hai i sensi troppo suscettibili +e la fantasia troppo fervida. + +Non sposare mai un medico di poco ingegno e di poca coltura e che +sarà costretto a viver sempre nel pantano della mediocrità. Egli +rassomiglia molto all'artista incompreso ed è uno fra i più +infelici operai della grande officina sociale. + +Nell'arte medica non si sta benino che nei palchi di prima e +seconda fila. La platea è una prigione, il lobbione una galera. + +La guerra dei colleghi, l'ingratitudine e le esigenze dei malati, +l'ambiente di dolori in cui dobbiamo vivere, fa della nostra arte +la più difficile e la più spinosa e non può assorgere a più +spirabil aere, che quando ci riscalda l'amore degli uomini e +possiamo aspirare alla gloria. + +È allora che Clotilde giovane e bella può essere felice di essere +l'amante e la compagna del Dottor Pascal; è allora che una donna +di cuore e di ingegno può essere felice di essere la moglie di un +medico. + +Molte donne, che nei loro sogni di fanciulla desideravano di +essere dottoresse o suore di carità, trovano, sposando un medico, +una via indiretta per realizzare il loro sogno pietoso. + +Esse sono fiere e felici di accompagnare col pensiero ed anche +coll'opera il loro compagno in quella missione di sagrifizii +continui, in quel travaglio quotidiano, che è un apostolato e +spesso anche un martirio. Esse sono beate di confortarlo, quando +sconfortato dall'ingratitudine degli uomini o dall'impotenza +della scienza ritorna a casa coll'amarezza nel cuore e colle +lagrime negli occhi! + +Quante volte la tua buona mamma mi ha dato il coraggio che mi +mancava, per continuare il mio cammino: quante volte mi ha +mostrato la meta lontana e gloriosa ed è riuscita a farmi +benedire la professione che io liberamente aveva scelto e che nei +primi anni mi sembrava un Calvario; che non aveva altri compagni +per via che triboli e spine e che sulla vetta non mi mostrava che +una croce! + +Nè soltanto ella si occupava di me, ma dei miei malati e mi +accompagnava spesso nelle mie visite ai poveri, nelle capanne +della campagna o nei bugigattoli asfissianti della città; dove +più che i soccorsi dell'arte doveva portare i conforti della +pietà o i soccorsi della carità. + +Essa era il mio angelo confortatore in casa, la mia alleata nelle +opere pietose al di fuori, ed io ero benedetto per merito suo e +per opera sua benedicevo la mia arte, così difficile, così +oscura, così travagliata da tutte le miserie morali e da tutti i +dolori fisici del povero bipede implume. + +Essa è riuscita a coltivare in me l'amore delle cose difficili, +che io aveva da natura; e ad ogni difficoltà che io incontrava +sul mio cammino, ad ogni calcio villano che mi tiravano i miei +colleghi o ad ogni brutale schiaffo dei miei malati trovava in sè +nuove parole di conforto, nuove carezze, nuovi impeti del cuor +generoso. + +M'è perfino avvenuto, che il contravveleno che essa mi porgeva mi +sembrasse così dolce, da desiderare nuovo veleno per aver poi nel +nido della mia casa più dolci carezze, più caro conforto: + +"Ma non ami tu forse le cose difficili? Ebbene tu hai scelto per onor +tuo la difficilissima e la spinosissima fra tutte le arti; e qui +appunto, _si parrà la tua nobilitate_, e più alto e glorioso sarà il +premio, quanto più contrastata e fiera sarà stata la lotta. In fondo a +questa via troverai la massima delle compiacenze umane, quella di aver +sparso intorno a te tante benedizioni, quella di aver fatto tacere +tanti dolori, di aver salvate tante preziose esistenze, di aver forse +aggiunto all'avara scienza nuove scoperte, nuove invenzioni, risorse +nuove." + +E la tua buona mamma aveva ragione, perchè le posizioni facili +d'una vita senza contrasti, d'una lotta senza forti avversarii, +se non ci possono dar forti dolori, ci negano anche le gioie più +calde e più inebbrianti. + +Poco travaglio, poco dolore e poca gioia.--Molto travaglio, molta +fatica, ma anche voluttà senza nome. + +Il mondo non l'abbiam fatto noi e dobbiamo accettarlo com'è, e là +si vuole, che la vittoria non si abbia che dopo la lotta. Se si +rinuncia a lottare, si deve anche rinunziare ai trofei della +gloria. + +Io ti ho mostrato nella professione del medico i due lati della +medaglia, i quali son forse tra di loro in più fiero contrasto +che in qualunque altra posizione sociale. + +Tocca a te il guardarli ben bene e il giudicare, se ti senti il +coraggio di affrontare il male colla speranza di raccogliere +anche il bene. + +In ogni modo non sposare mai e poi mai un medico mediocre. + + +IL MARITO AVVOCATO. + +Se mi si chiedesse qual'è la nazione più morale, risponderei +subito: + +--Quella, che ha un numero minore di avvocati. + +Non già perchè essi stessi rappresentino l'immoralità di un +popolo e sieno quindi da mettersi fra i ladri, gli assassini e +tutte le altre infinite varietà dell'uomo delinquente; ma perchè +essi non possono vivere che dell'immoralità altrui. Essi sono i +bacilli della corruzione sociale. + +Una società sana non avrebbe bisogno di medici. Una società +idealmente morale non avrebbe bisogno nè di avvocati, nè di +carabinieri, nè di soldati. + +Tutti questi bacilli d'un mondo fisicamente o moralmente malato +devono sparire in una società futura più sana e più morale della +nostra. Io morrò in questa santa fede e tu trasmettila ai tuoi +figliuoli. + +Mentre però guardiamo cogli occhi della speranza in un avvenire +migliore e molto lontano, noi abbiamo gli avvocati e ne abbiamo +pur troppo molti, moltissimi, troppi: tanto che non avendo +sufficiente _materia peccans_ per vivere, e trovando ancora +insufficiente l'immoralità pubblica per potersi nutrire, e +prolificare, fabbricano spesso essi stessi la gelatina delle +contese e delle cause per vivere, o invadono i campi della +politica, portandovi, le loro spore e i loro micrococchi. + +Oh perchè mai con tante leggi draconiane, con tanti ostracismi +ingiusti di incompatibilità parlamentari, non abbiamo ancora +avuto un ministro così savio e così coraggioso da proporre +l'esclusione degli avvocati dal Parlamento? + +Perchè? + +Perchè i ministri dell'interno son quasi tutti avvocati e i +deputati sono in gran parte avvocati e il suicidio è un delitto! + +Eppure quella savia esclusione basterebbe a moralizzare +l'ambiente parlamentare, a risanarlo e a prolungare la vita del +nostro parlamentarismo tanto malato. + +Ma io, tesorino mio, non devo parlarti dell'avvocato che come +marito possibile; e gli avvocati son tanti e anch'essi hanno come +tutti i galantuomini il diritto di prender moglie. + +L'avvocatura per sè stessa esercita una piccola influenza sulla +felicità del matrimonio. + +L'avvocato è generalmente una persona colta, esperta delle umane +vicende, per lo più eloquente; che anche in amore adopera bene le +armi della parola, dei sofismi e dei sillogismi. + +Hanno però una facile tendenza a scambiare la verità colla bugia, +dovendole adoperare egualmente bene nelle esercitazioni del Foro +e dovendo per loro ufficio persuader gli altri di ciò, di cui +essi stessi non sono convinti. + +È naturalmente questione di arte, che può non intaccare il fondo del +cuore. Un avvocato deve difendere un ladro, un omicida, un falsario; +ma non per questo deve approvare in cuor suo il furto, l'omicidio e il +falso. Egli è come l'attore drammatico, che non diventa un tiranno +perchè rappresenta Luigi XI, nè un imbroglione, perchè fa la parte di +Rabagas. + +Questa continua ginnastica però, questo continuo maneggio di +sofismi, questa elasticità eccessiva, questa abilità di preparare +le trappole dell'eloquenza tendono involontariamente ad appannar +la coscienza del bene e del male e a confonderli alquanto; +dovendo l'avvocato passare dall'uno all'altro, e continuamente, +nei suoi attacchi e nelle sue difese. + +Diffida dunque un tantino dell'eloquenza degli avvocati, quando +essi l'adopreranno per farti una dichiarazione d'amore: accettala +con un largo benefizio d'inventario. Cerca insomma di scoprire +l'uomo al disotto del causidico, e se quello val meglio di +questo, dimentica il mio giudizio forse troppo pessimista e +dovuto alla mia dolorosa esperienza, che mi ha costretto ad +adoperare gli avvocati più di quanto io avrei desiderato. + +Molti avvocati, anche fra i più abili maneggiatori di trappole +forensi, anche tra i più ingegnosi compilatori di lunghe e +pesanti note pei loro clienti; quando entrano nel nido della +famiglia, sono felicissimi di lasciar la toga e le bugie +nell'anticamera del tribunale. + +E là fra le braccia d'una moglie adorata e i sorrisi dei loro +bambini aspirano a larghi polmoni l'atmosfera della verità vera; +di quella che non si piega mai alle esigenze delle Pandette o del +cliente. + +Là non hanno bisogno di adoperare quei fini e complicati congegni +dei _se_ e dei _ma_, nè di ricorrere alle reticenze piene di +malizia, nè di abbagliare il pubblico coi fuochi artificiali +della rettorica nè colle false lagrime nè cogli sdegni a freddo. + +Là anche l'avvocato ama e vuol essere amato. Là senza toga è +felice di ritornare anch'egli un uomo; null'altro che un uomo. + + +IL MARITO LETTERATO. + +Avrei dovuto mettere il marito letterato in compagnia del marito +artista, col quale ha comuni molti caratteri; ma siccome ne ha di +proprii e siccome d'altronde molti letterati non sono punto +artisti, te ne parlerò a parte. + +Ciò che ha di comune l'artista della penna con quegli altri che +maneggiano il pennello o la stecca, è l'assoluta proibizione di +essere mediocre, a meno di rassegnarsi a tutte le umiliazioni e a +tutte le miserie, che con mano così feconda genera la mediocrità. + +Si può e spesso si deve mangiare il pane, anche se è cattivo, +perchè il pane è necessario; ma l'arte è un oggetto di lusso e il +lusso deve risplendere di tutti gli splendori del bello e del +grande. + +I poetini, gli scribaccini, gli autorini sono i nani del +pensiero, i rachitici dell'arte, e non possono che ispirare la +compassione, quando non riescono almeno coi loro aborti a farci +ridere. + +Una volta il fare un libro pareva a tutti impresa eroica. Ci si +pensava un anno almeno, prima di farlo; si impiegavano molti anni +per scriverlo; e poi dopo lunghe incertezze e timori senza fine +si osava lanciarlo sul mare tempestoso della pubblicità. + +Oggi si fa un libro colla stessa facilità con cui si giuoca una +partita a tresette, e gli autori nascono a centinaia, a migliaia, +in una vera orgia di fecondità inesauribile. + +Versi e giornali e romanzi pullulano nelle aiuole dei giardinetti +arcadici o nei campi dell'analfabetismo universale e i bollettini +bibliografici fanno volumi e la critica non ha neppur la fatica +di mandare tutti questi aborti e questi parti immaturi al +cimitero, perchè da sè stessi si uccidono e da sè stessi si +seppelliscono. + +È legge universale, che la mortalità è in ragione diretta della +fecondità, e nelle famiglie dove nascon troppi figliuoli, il +becchino e il prete hanno molto da fare. + +Non sposar dunque mai un letterato mediocre. Soffrirai la miseria +del pane e quella più crudele della sete insaziata di gloria. + +Pur troppo tra noi le condizioni della letteratura sono ancora +così miserabili, che anche gli scrittori di genio, che possono +vivere della sola penna, son così pochi in Italia da poterli +contare colle dita d'una mano sola. E anch'essi son passati +attraverso un lungo e doloroso martirio prima di giungere alla +gloria e alla fortuna. + +I più, anche tra i migliori, son costretti a chiedere una cattedra o a +darsi al giornalismo, per poter riunire decorosamente i due capi +estremi del loro bilancio domestico. + +Il letterato porta nell'ambiente della famiglia più fiori che +frutti, ma anche i fiori sono una gran bella cosa; e tu passerai +ore liete e poetiche, quando il tuo compagno ti leggerà commosso +le ultime pagine d'un suo libro, ancor calde dell'amore della +creazione, e spierà nei tuoi occhi l'emozione o il plauso. + +E la sua coltura porterà nella conversazione della famiglia molte +idealità, e tu e i tuoi figliuoli respirerete un'aria, che sa di +primavera; e forse troverete che le gioie maggiori della vita son +sempre quelle che costano meno, ma che germogliano da tutte le +poesie del pensiero e dalle estasi del sentimento. + +Sposa dunque pure anche un letterato, ma ch'egli sia sommo. + + +IL MARITO SCIENZIATO. + +Questo marito è stato sempre un prezioso zimbello tra le mani dei +romanzieri e degli scrittori di commedie. Anche il sommo Balzac +lo classificava tra i _predestinati_. + +Lo scienziato dell'antico stampo va però scomparendo od è già +scomparso; e l'antropologo fra pochi anni, nel metterlo a +catalogo nel suo _Sistema hominis_ dovrà scrivergli accanto le +parole: _specie estinta_. + +Era un uomo spesso sudicio, quasi sempre distratto, che non si +occupava d'altro che dei suoi insetti o delle sue piante, del suo +laboratorio o delle sue medaglie, e per lui il resto del mondo +non esisteva. + +Prendeva moglie per igiene o per avere chi badasse alla sua casa +e credeva come in un dogma, che la moglie dovesse esser fedele al +marito, quando questi non le era infedele. + +Uomo felice, se mai ve n'era uno, non faceva però felici quelli +che vivevano con lui. Istrumento monocorde e che suonava una sola +nota, non poteva mettersi in nessuna orchestra, neppure nel più +modesto terzetto. + +Oggi si coltiva la scienza senza dimenticare che si è uomini, e +che l'essere membri della società umana ci impone il dovere di +essere puliti, cortesi con tutti, galanti colle signore. + +Si può oggi essere membri di molte accademie senz'esser noiosi; +si può avere una cattedra delle più alte o delle meno popolari +della scienza senz'esser pedanti. Si può misurar le antenne di un +insetto o la lunghezza di un microbo, misurare gli angoli di un +cristallo o il diametro del sole, senza credere che il mondo +finisca nel breve giro dei nostri studii. + +La vita moderna ha per carattere principalissimo di dilagar per +ogni verso, in alto, in basso, a destra, a sinistra; nell'angolo +più oscuro e nelle miniere più profonde. Dovunque respira un uomo +o sospira una donna il pensiero di tutti penetra e s'infiltra, e +nessuno può fuggire a quella corrente, che circola lungo i fili +telegrafici di tutto il mondo, che vibra in ogni pagina di libro +o di giornale. + +Si son strappate tante siepi; si son rotte tante dighe, che oggi +riesce impossibile ad un uomo di esser solo e di vivere della +sola propria vita. Ognuno di noi vive in tutti e un po' di tutti +vive in noi. + +Un filosofo antico avrebbe desiderato che le case fossero tutte +di vetro, perchè nulla sfuggisse della vita privata. Noi abbiam +fatto qualcosa di più e di meglio, sorpassando di molto il suo +sogno. Noi abbiam fatto penetrare nelle case di tutti la vita +dell'umana famiglia, e senza distruggere l'individuo, ne abbiam +fatto un membro vivo e palpitante di tutto l'organismo umano. + +È per tutte queste cose, che lo scienziato può essere anche un +ottimo marito. Anzi lo è spesso e più facilmente dell'artista e +del letterato. + +I suoi studii sono spesso aridi e sterili. S'egli non è un Newton +o un Lavoisier, un Linneo o un Darwin (e di questi basta che un +secolo ne abbia uno), il frutto del lungo e sudato lavoro è molto +scarso. + +Guai se lo scienziato non avesse in sè una passione ardente, +insaziabile del vero; se si scoraggiasse del tanto cammino +percorso senza trovar nulla e della triste e frequente necessità +di tornare addietro e rifare la via. Guai a lui se non amasse i +suoi insetti, le sue piante, le sue medaglie come suoi amici e +quasi consanguinei. Noi non avremmo nessun scienziato in questo +mondo! + +Per tutte queste ragioni però, quando egli ritorna a casa dal suo +museo o dal suo laboratorio, è avido di tenerezze, di poesia; di +qualcosa di profumato e di giocondo, che lo riposi dal lungo +travaglio e lo porti in un nuovo mondo. + +E questo gli è dato dalla dolce compagna, dai bambini chiassoni e +ridenti. + +Il marito scienziato è anche tra i più fedeli, non avendo tempo +che basti e coraggio che valga per cercare il peccato. + + +IL MARITO POLITICO. + +Se sei ambiziosa, figliuola mia, sposa un uomo politico. S'egli +ha ingegno (non importa molto) e molta abilità, ti porterà in +alto, dove giungono gli _evviva_ delle moltitudini, il luccicare +delle decorazioni e delle giubbe dorate, e dove non mancano +neppure i biglietti di banca. + +Se invece ami la quiete, la modestia serena di una casa, in cui +non entri lo squillo delle bande festanti, ma neppure la pietra +dei malcontenti; non sposare mai un uomo politico. + +L'uomo politico è un soldato, ma che non si rassegna a rimanere +semplice fantaccino. Vuol essere, nei casi di massima modestia, +almeno sottotenente; ma quasi sempre aspira all'elmo piumato del +generale. + +Ingegno, astuzia, coltura, fierezza d'orgoglio e transazioni di +coscienza, tutte le armi del bene e del male egli deve adoperare +per giungere a quell'elmo piumato. Se per via può anche giovare +alla patria, tanto meglio. Diverrà generale, senza perdere il +glorioso battesimo di patriota. + +Siccome la politica è l'arte di governare un paese, tocca tutto e +tutti, e quindi un po' politici lo dobbiamo per amor di patria +esser tutti; non fosse che nella modesta missione di elettore +amministrativo. + +E siccome la politica tocca tutto e tutti, ne viene anche, che +essa va dall'uno all'altro polo delle umane energie; dal martirio +dell'eroe alla forca del delinquente; dal cielo dell'angelo +all'inferno del demonio; dall'arco trionfale alla galera. + +Ecco perchè l'uomo politico è spesso e dovrebbe esser sempre +soldato; mentre è invece talvolta brigante. + +Soldato e brigante maneggiano le stesse armi, ma con questa +semplicissima differenza, che il primo difende la legge e la +patria, il secondo difende il proprio interesse. + +In un Parlamento (fosse pure l'ultimo fra tutti) abbiamo confusi +insieme briganti e soldati. Vestono nella stessa maniera, siedono +sugli stessi scanni e pur troppo devono spesso votare insieme, +confondendo così nella coscienza popolare, ogni giorno e +brutalmente, il bene e il male; il sagrifizio di sè stessi alla +patria e il sagrifizio della patria a sè stessi. + +Il Cristo tra i due ladroni è un'immagine fedele di un banco +parlamentare od anche ministeriale. Nei casi più fortunati +abbiamo un ladrone fra due Gesù. + +Se tu hai influenza sull'animo di tuo marito, uomo politico; +tiengli alto il cuore, senza eccitar mai la sua ambizione. + +Questa nel maschio umano non ha quasi mai bisogno di eccitanti, +spesso invece ha bisogno di deprimenti. + +La missione della donna è invece quella di essere la vestale +delle nostre idealità, della nostra onestà politica, che è poi +una cosa sola colla onestà domestica. È sacrilega distinzione, +quella di due onestà e ho sempre rabbrividito, udendo queste +parole, che giudicavano un uomo: + +--_È un gran galantuomo nella vita privata, ma in politica_.... + +La somma di molti galantuomini fa una nazione onesta. + +La somma di parecchi disonesti basta a disonorarla. + +Dove nasce un'epidemia panamistica o cuciniellana, il paese è +profondamente malato e se non si giunge in tempo all'amputazione, +la gangrena secca invade tutto l'organismo e la nazione muore. + +E siccome nessuna forza si distrugge, anche la donna nel modesto +giro della propria famiglia può e deve essere un'energia, che +risana, che risangua, che attiva la vigoria morale di una +nazione. + +Che il tuo marito sia sindaco o deputato, senatore o ministro, fa +di essere fiera della sua onestà prima che del suo ingegno, della +sua lealtà prima che delle sue commende; e tu seguilo coll'occhio +vigile dell'affetto che ama, ma non transige; del cuore che si +intenerisce, ma non vacilla nelle ore di Getsemani, quando la +coscienza lotta tra le tenebre coll'ambizione o colla sete +dell'oro. + + +IL MARITO MILITARE. + +Parrebbe a priori, che il soldato deva essere il pessimo di tutti +i mariti. Abituato ad imporre e a subire una disciplina ferrea, +vivendo sempre in un ambiente artificiale al di fuori della +società, in cui tutti quanti respiriamo e camminiamo; festeggiato +dalle donne, perchè rappresentante della forza e perchè vestito +d'un'uniforme; costretto a mutare ad ogni tratto di guarnigione; +egli dovrebbe essere un cattivo marito. + +L'esperienza invece, che non ragiona, ma ci dà i frutti della +natura, ci dice che il marito militare è l'ottimo tra tutti i +mariti; sempre ad altre circostanze pari. + +Io mi son domandato sempre il perchè di questa contraddizione fra +ciò che ci suggerisce la teoria e ciò che ci dimostra la pratica, +e confesso, che per quanto aguzzassi lo sguardo e gettassi +profondo lo scandaglio in questa regione della psicologia umana, +rimasi col desiderio di sapere e con molte ipotesi in testa; che +è quanto dire con un pugno di mosche in mano. + +Che Venere sia stata, sia e sarà sempre l'amante di Marte, è +facile a capirsi e inutile a spiegarsi, perchè poeti, filosofi e +psicologi (che non è la stessa cosa) e scrittori di romanzi hanno +esercitato penna e pensiero su questo tema. + +Ma Marte non è marito, ma amante, e la cosa è ben diversa; e il +Marte moderno, che si chiama tenente di corvetta o capitano dei +bersaglieri o maggiore del genio o simili è quasi sempre un +ottimo marito. + +È forse perchè il militare, dopo aver conosciuto i volgari amori +della piazza e le facili avventure delle brevi guarnigioni, dopo +avere insomma amato molte femmine, desidera conoscere e amare una +donna? + +È forse perchè il soldato è sempre un uomo scelto fra molti e +quindi bello e forte e molto maschio? + +È forse perchè la vita artificiale e regolamentare, che lo +opprime e lo schiaccia per tante ore del giorno, gli fa sentire +più vivo il bisogno di una casa senz'altro regolamento che +l'amore, senza altri ordini del giorno che le carezze quotidiane? + +È forse perchè la casa è il miglior contravveleno della caserma e il +desinare in famiglia il premio di tanti pranzi nei _restaurants_? + +È forse perchè il militare abituato a farsi la propria valigia, a +curare le proprie cose, a tenerle in ordine e in grande pulizia, +è una specie di buona _ménagère_ e portando tutte queste +abitudini e abilità in una famiglia, è anche per questo un ottimo +marito? + +È forse perchè obbligato sempre ad applicare una disciplina molto +dura, a fare il burbero per forza; è felice di abbandonare in +famiglia le redini del comando e d'essere compiacente e tenero +colla moglie e i figliuoli? + +Per quale di queste ragioni la donna, sposando un soldato, ha +maggior probabilità di esser felice? + +Forse per nessuna di esse esclusivamente, ma per tutte quante +prese insieme. + + * + * * + +Del resto la ragione delle cose stuzzica e appaga la nostra +curiosità di sapere, ma il conoscerla non è sempre necessario; +per la più parte degli uomini inutile. + +I più grandi problemi dell'universo e della vita ci sono del tutto +oscuri, e ciò non ci ha impedito di camminare sempre avanti nella via +del progresso e di cambiarci da selvaggi antropofagi in gente civile, +che si veste, che nasconde le miserie animalesche dell'esistenza; che +parla col telefono e cammina colla locomotiva. + +Accontentiamoci dunque di dire, che il soldato è quasi sempre un +ottimo marito e lasciamo ai posteri il trovarne il perchè. Sarà +una delle tante _x_, che lasciamo ai posteri con quella larga +eredità di _perchè_, di _come_, di _quando_, che trasmettiamo ai +nostri figliuoli, perchè alla loro volta la lascino ai pronipoti +dei nipoti lontani. + + +_Altri consigli del babbo a sua figlia nella scelta del marito._ + +Cara e dolce mia figliuola, vorrei che tu dimenticassi tutti +quanti i consigli, che ti ho dati fin qui per non ricordarti che +di questo, che tutti quanti li domina dall'alto della sua +importanza, che tutti quanti li abbraccia come una mamma, che in +un solo amplesso si stringe al cuore tutti i suoi bambini. + +E il consiglio, per quanto importante, per quanto grande, sta +tutto chiuso in una sola linea: + +--_Meglio rimaner ragazza per tutta la vita che maritarsi male_. + + * + * * + +Invece ai nostri tempi, si crede e si fa precisamente il +contrario. + +Il rimaner ragazza è creduto una vergogna, e ci si marita +mediocremente, se non si può bene; e male se non si può +mediocremente. + +--_O un marito o la vergogna!_ + +E naturalmente si sceglie il marito. + +Lo sposo è brutto o antipatico, o malaticcio o stupido. A +quarant'anni non ha saputo ancora farsi una posizione. Lo dicono +donnaiuolo, giuocatore, fannullone. È vecchio e acciaccoso. I +suoi parenti son disonorati. + +Non importa!--Egli è un uomo e quindi un marito. + +Piuttosto che la vergogna di morire ragazza, venga il brutto, il +vecchio, il libertino, il fannullone! + +Lungo il viaggio la soma si aggiusterà da sè. + + * + * * + +Nulla di più sciocco, di più falso, di più immorale di questo +dilemma, conseguenza alla sua volta di tutto un lungo passato di +un'educazione falsa, di una falsa morale; frutto di una pianta +venuta su nel terreno dei pregiudizii più rancidi, dell'ignoranza +più crassa dell'umana dignità, dei suoi diritti e dei suoi +doveri. + + * + * * + +In Inghilterra, in America, un po' meno in Germania, in Russia, +in Olanda molte signorine non prendono marito per libera +elezione, e non perchè sian gobbe o guercie o zoppe. + +Esse non hanno avuto la fortuna di trovare nei sentieri della +vita l'uomo del loro cuore e son rimaste ragazze. + +Non per questo sono infelici, ma bastano a sè stesse e dedicano +la loro vita ad uno dei tanti scopi, ai quali possiamo dirigere +la nostra navicella. + + * + * * + +Il nostro paese (làsciamelo dire in tutta confidenza) a questo +riguardo è uno dei più arretrati e noi serbiamo in tutta la sua +vigoria l'antico pregiudizio, che vecchia ragazza sia sinonimo di +_paria_ del sesso femminile. + + * + * * + +Questo pregiudizio si andrà perdendo poco a poco col crescer +della civiltà e man mano noi educheremo le donne, perchè prima di +tutto bastino a sè stesse e alla loro felicità. + +Io ti ho educata a questo modo, angelo mio, sperando che andrai +incontro a tempi migliori dei miei. + + * + * * + +Troverai nei romanzi e nelle poesie, che il primo amore è l'amore +vero, l'unico amore, l'amore per eccellenza. + +Nulla di più falso. Lo stesso varrebbe dire che il primo quadro +d'un pittore deve essere l'ottimo fra tutti quelli che egli farà +nel corso della sua vita; che il primo discorso, il primo libro, +la prima statua, la prima opera in musica saranno ciò che di +meglio faranno il deputato, l'autore, lo scultore, il maestro. + + * + * * + +Anche l'amore è un'opera, in cui cuore e ingegno e sensi devono +darsi la mano concordemente per rizzare quel tempio, in cui si +deve trovare la massima felicità; per intrecciare quel nido, in +cui deve allevarsi e crescere una famiglia. + + * + * * + +Le prime opere hanno tutte le imperfezioni dell'incertezza, +dell'inesperienza, dell'ignoranza. + + * + * * + +Il primo giovane piacente, che ti guarda negli occhi e cogli +occhi suoi ti dice d'amarti, ti piace anche soltanto perchè ti +guarda a quel modo e tu sei disposta a trovarlo bello e buono e +perfetto. + +Egli incomincia subito e involontariamente a farsi più bello, più +buono, più perfetto; per piacerti, per conquistarti, per +guadagnarsi il tuo amore. + +E tu dal canto tuo colla poesia della giovinezza accresci ancora +di tuo la sua falsa bellezza; e senza saperlo vi ingannate a +vicenda. + +E poi quando al suo _ti amo_, rispondi a lui colla stessa sua +parola, ti trovi legata colla solennità di una promessa, +fors'anche di un giuramento. + +L'amor proprio allora si associa all'amore, e non c'è lima che +possa intaccare la catena che ti sei legata al tuo piede. Se ti +accorgessi troppo tardi di esserti ingannata, lotteresti con +tutte le tue forze contro la ragione, che vorrebbe illuminarti. +Saresti capace non solo di chiuder gli occhi, ma anche di +accecarti per non vedere la verità. Poveretta, saresti schiava +per opera delle stesse tue mani. + + * + * * + +Lascia dunque che il giovane ti dica cento volte: _ti amo_; prima +che tu gli risponda colle stesse due parole, ch'egli con ardente +impazienza aspetta dal tuo labbro. + +Anzi fa di meglio: impediscigli col tuo contegno ch'egli dica +quelle parole, e se nel calore dell'ammirazione le dicesse, non +lasciargliele dire una seconda volta. + +In ciò le donne sono maestre e tu potresti dar lezione a me. + + * + * * + +Intanto se quel giovane ti piace, continua a studiarlo e +confrontalo con altri; sia che ti guardino o no. + +Il matrimonio deve essere una scelta e non si può scegliere senza +far confronti. + +Più il confronto si farà fra molti, fra moltissimi; e più +probabilmente la scelta sarà ottima. + + * + * * + +Non esser mai impaziente per deciderti. L'impazienza è sempre +segno di debolezza. + + * + * * + +Tu conosci il celebre generale romano, che vinse le guerre, +aspettando, aspettando sempre. + +E tu vincerai la massima fra le battaglie della vita, aspettando, +aspettando lungamente, aspettando sempre. + +Io ho fatto una statistica grossolana di molti matrimonii caduti +sotto i miei occhi e dividendoli fra quelli fatti da giovanette +molto giovani e gli altri conclusi in età più matura; ho trovato +in questa seconda categoria un numero molto maggiore di unioni +felici. + + * + * * + +Nei casi dubbi non consigliarti che colla tua mamma. + +Le amiche, anche le migliori, in fatto d'amore sono giudici +pericolosi. L'invidia entra pur troppo non chiamata nei loro +consigli. + +Se vuoi consultare le amiche, fallo accademicamente, per semplice +curiosità; non già per dar peso ai loro responsi. + +In ogni caso poi fidati delle amiche già maritate e non delle +fanciulle. In queste, invidia e inesperienza possono mettersi +assieme per trarti in errore. + + * + * * + +Il disaccordo fra un uomo e una donna, che si uniscono coi +vincoli del matrimonio, può esser triplice. + +Per via dei sensi. + +Per via del cuore. + +Per via dell'intelligenza. + + +La massima delle infelicità nasce dall'avere in una volta sola +tutti questi tre disaccordi. + +La massima delle felicità si ha dall'alleanza di tutti e tre +questi accordi. + + * + * * + +La simpatia estetica, l'ammirazione della bellezza ti mettono +sulla strada per avere il primo accordo. + +L'aver sempre le stesse opinioni nelle questioni del sentimento, +il capire e il cercare le stesse idealità, ti conducono +all'accordo dei cuori. + +L'amare gli stessi libri, gli stessi quadri, l'avere gli stessi +gusti intellettuali, ti portano alla concordia dei pensieri, che +è quanto dire al paradiso in terra. + + * + * * + +Non credere però, mia cara, che non vi siano altri disaccordi, +all'infuori di questi che ti ho classificati in tre categorie. + +Ve ne sono cento e mille e mille altri minori, piccoli, +piccolissimi, che stanno ai primi come i colpi di spillo stanno +alle pugnalate. + + * + * * + +Questi disaccordi minori non sono sensibili che per le orecchie +delicate; ma le donne sono tutte delicate, e tu, amor mio, sei +delicatissima per natura e per educazione. + +E ti conosco tanto, bamboccia mia, da poterti dire, che +preferiresti un disaccordo completo a un rosario di piccole e +continue disarmonie. + +Del resto si può uccidere un uomo anche a colpi di spillo. È +questione di avere la crudeltà che basti per questa operazione. + + * + * * + +Le piccole disarmonie nascono dal guardarsi, dal parlarsi, dal +gestire, in un modo piuttosto che in un altro. + + * + * * + +Ebbene molti uomini e quasi tutte le donne, che si imbarcano +sulla nave del matrimonio, sono nel caso di quel facchino, di +quell'avvocato, di quel giornalista, di quel medico, che si +volessero improvvisare macchinisti, senza che nessuno di essi +conosca il meccanismo di una locomotiva. + +E c'è questo di aggravante; cioè che la locomotiva è una macchina +molto più semplice di un cuore, di un organismo, di un cervello +umano. + + * + * * + +Quando penso a tutto questo, son tentato quasi quasi di dar +ragione ai molti, che a furia di meditare sui mille pericoli e +sui cento trabocchetti che circondano il matrimonio, rimangono +celibi per tutta la vita. + + * + * * + +Tu però, caruccia mia, sei stata educata in modo da esser felice +e da far felice chi ti avrà scelta per isposa, e la tua indole è +così buona, è così soave, così delicata da rimediare a qualche +magagna, che potesse aver il tuo compagno. + +E tu lo saprai cercare, e lo saprai trovare l'uomo che ti faccia +felice moglie e madre fortunata. + +Hai sempre amato le cose difficili, e il matrimonio è la +difficilissima delle difficili cose. + + * + * * + +Tu hai sempre a pensare, che il matrimonio è la somma di due +esistenze, di due corpi, di due anime, e che messi l'uno accanto +all'altro avrebbero a dar per risultato non solo dei figliuoli, +ma la perfetta felicità di un uomo e di una donna. + +In certi momenti un _oh_ o un _ah_ fuori di tempo può essere uno +schiaffo. La parola _caro_ pronunziata in una certa maniera può +essere un insulto, e un sospiro può essere una tragedia. + +Ah! se gli uomini conoscessero le donne e le donne conoscessero +gli uomini prima di abbordare il santissimo sacramento del +_conjungo_; quanti matrimonii di meno, ma anche quanti e quanti +infelici di meno! + + * + * * + +Io ho sempre raccapricciato davanti alla presunzione goffa e +sfacciata, con cui uomini e donne si danno la mano per sempre, +senza conoscersi a vicenda non solo; ma senza conoscere di che +sia fatta la pasta umana, senza neppure conoscere l'abbici dei +caratteri, senza aver letto la prima pagina del libro dell'anima. + + * + * * + +La colpa è di nessuno e di tutti. + +Di nessuno, perchè si nasce in una società fondata su false basi, +perchè si imparano cento cose inutili, e si nuota nella più +tenebrosa ignoranza di ciò che è necessario al sano esercizio +della vita. + +Quanti e quante hanno letto Dante e Shakespeare, quanti e quante +suonano del Beethoven e parlano in tre o quattro lingue, e non +sanno che cosa sia il _carattere_; quali ne sieno le origini, +quali le leve per muoverlo verso il bene, per affinarlo, per +attonarlo. + + * + * * + +Che cosa diresti, amor mio, se morto improvvisamente il +macchinista di un treno in partenza, si chiamasse il primo +venuto; fosse poi un facchino o un avvocato; un giornalista o un +medico e gli si dicesse: + +--Animo, montate in macchina e guidate il treno alla sua +destinazione. + + * + * * + +In questa somma incomincia a metter tu per conto tuo più che puoi +di amore, di bontà, di indulgenza, di tenerezze, di accorgimenti +delicati e di care divinazioni; e allora la cifra totale riuscirà +una grossa somma, anche se il compagno tuo mettesse una piccola +parte di quei tesori dell'anima, che sono poi gli elementi della +felicità. + + * + * * + +Scusami il paragone troppo grossolano e troppo aritmetico; +supponi che la felicità sia rappresentata dal numero cento e a +raggiunger questa cifra dovete concorrere in due. + +Se tu incominci a metter di parte tua settanta o ottanta, al tuo +compagno non rimarrà che a dare una quota di trenta o di venti, e +la somma tornerà sempre. + +Se puoi, dà novanta; sarà più facile trovare chi ti dia dieci. + +Conosco matrimonii molto felici, nei quali la donna dà +novantanove, e l'uomo non dà che uno. La buona moglie non +rimprovera il socio troppo avaro. La somma torna sempre e la +felicità è perfetta. + +Guai a te, se tu pretendessi dal marito che desse non più, non +meno di cinquanta. La tua esigenza lo offenderebbe e il suo +tributo alle gioie domestiche scenderebbe subito a proporzioni +minime. + + * + * * + +Pur troppo la donna deve dar sempre più di quel che riceve. + +Essa è destinata dalla natura al sagrifizio, alla generosità, e +sopra ogni altare incensi e tributi e adorazioni son più di +femmine che di uomini. + + * + * * + +Esigi poco, esigi pochissimo da tuo marito, e avrai fatto più che +metà del cammino, che conduce alla pace domestica. + +Così facendo, tutto il di più che ti sarà concesso dall'uomo +sempre egoista e sempre meno amoroso della donna, ti sembrerà un +dono inaspettato, una cara sorpresa. + + * + * * + +Se invece ti appoggiassi al diritto delle genti e misurassi il +dare e l'avere nella felicità della famiglia colla bilancia della +giustizia, ti troveresti dinanzi alle più spiacevoli sorprese, +alle più amare delusioni. + + * + * * + +Le fanciulle quando prendono marito conoscono l'uomo dai romanzi. +È per essi o un angelo o un demonio; e siccome naturalmente lo +sposo non può, non deve essere un demonio, non può e non deve +essere che un angelo. + +Invece gli uomini, quelli che passeggiano per le vie della città +e non nelle pagine dei romanzi, non sono che rare volte demonii; +ma angeli non sono mai. + +Sono animaletti graziosi (quando son belli), che amano sè stessi +prima di tutti gli altri e quindi anche prima della sposa; sono +bipedi implumi ed anche intelligenti, che nella moglie cercano un +aumento di agiatezza o una governante che diriga la casa, una +macchinetta gentile e bella, con cui si possa perpetuare la +famiglia; una compagna nelle gioie, una infermiera nelle +malattie. + +Essi si mettono un po' di poesia sulla pelle, come mettono i +guanti sulle mani e le scarpe sui piedi; ma se la levano subito, +appena sono nell'intimità della loro casa. E come gettano via i +guanti sulla soglia e si levan le scarpe nella camera da letto +per mettersi le babbuccia, così si levan la poesia, che li +infastidisce e li secca. + + * + * * + +Non immaginarti mai, che un fidanzato serbi intatta la poesia di +cui ti circonda, una volta che sarà divenuto marito. + +L'uomo è come l'usignuolo; non canta che quando fa all'amore. + +E almeno l'usignuolo ad ogni primavera rinnova i suoi divini +gorgheggi. + +L'uomo è meno di lui, perchè non mette fuori i trilli della sua +poesia che in una sola primavera; quella del pretendente. + +Talvolta anzi è così povero di poesia, che è costretto a +comprarla o a prenderla in prestito. + +Fra gli altri ho conosciuto un poetico giovanotto, di cui ebbi +occasione di leggere le lettere, che scriveva alla fidanzata. +Erano letteralmente copiate dal Foscolo e dal Goethe. Meno male +che la sposa non aveva mai letto nè _Jacopo Ortis_ nè il +_Werther_. + + * + * * + +Son cose tristi e brutte queste che ti scrivo, o angelo mio, ma è +meglio saperle prima che poi. + +Serba per te sacra e intatta la poesia che hai nell'anima e che +io e la mamma abbiamo sempre coltivato in te. Con essa ornerai +anche la prosa di tuo marito. Purchè in casa ci sieno dei fiori, +che cosa importa sapere in qual giardino son stati colti? + + +_Frammenti di un codice di diplomazia matrimoniale._ + +Una volta che il pretendente è divenuto fidanzato e da fidanzato +marito, il problema della felicità domestica non è ancora +risolto. + +Lo dicono tutte le centinaia e migliaia di infelici, che invocano +il divorzio e invano lo aspettano da un Parlamento imbelle e da +Ministeri fatti a sua immagine e somiglianza. + + * + * * + +E ben raro che in un matrimonio infelice la colpa sia tutta del +marito o tutta della moglie. + +Nel più dei casi la colpa è di tutti e due. Talvolta se la +dividono in due metà così eguali, che davvero, guardandosi in +faccia, potrebbero ridere e gettarsi l'un l'altro con ironia +semigaia un + + _Tu l'as voulu, Georges Dandin!_ + +Comincia dunque tu stessa, figliuola mia, a portare alla grande +associazione della felicità in due, tutta la tua parte di +contributo. + +Tu devi considerare tuo marito, come una parte di te stessa, di +cui devi occuparti, come lo fai per le tue mani, per la tua +faccia, pei tuoi visceri. + +Tu governi mani e faccia e visceri, colle regole dell'igiene e +sulla guida della tua esperienza. + +E tu devi governare questa altra metà di te stessa, che è il tuo +sposo, colle regole di una sana e sapiente diplomazia. + + * + * * + +Non spaventarti di questa brutta parola. + +Se nel mondo politico diplomazia vuol dire l'arte d'ingannarsi a +vicenda, nel mondo del matrimonio significa soltanto saper +maneggiare l'altra metà di sè stessi con accorta delicatezza, con +affetto costante, con profondo conoscimento del cuore umano. + + * + * * + +E per mostrarti subito l'indirizzo di questa diplomazia domestica +ti dirò, che deve ispirarsi tutta quanta al più santo dei +precetti fondamentali del Vangelo, corretto però e migliorato: + +Il Vangelo dice: + + _Amerai il prossimo come te stesso._ + +E la moglie deve dire: + + _Amerai tuo marito più di te stessa._ + +A meno di aver sposato un uomo indegno di questo nome, un egoista +di ghiaccio, un vizioso da bordello, un eunuco del cuore; egli ti +amerà sempre e molto, pur che tu lo ami sempre e molto. + + Amor che a nullo amato amar perdona + +è un verso solo della _Divina Commedia_, ma è divino davvero, +perchè governa quasi tutta la legislazione dell'amore, e finchè +l'uomo pesterà coi suoi piedi questo pianeta, potranno mutare le +leggi, le consuetudini dell'umana famiglia, ma l'amore sarà +sempre il figlio dell'amore. + + * + * * + +Esigi poco, pochissimo da tuo marito, ed egli ti darà molto, +moltissimo. + +Sii con lui molto indulgente e purchè egli sia onesto e ti ami, +non impennarti ad ogni sua distrazione, ad ogni suo capriccio. + +Gli uomini, vedi, non sono come le donne, che all'amore portano +tutti i tesori del sentimento, tutti gli ardori della passione, +tutto ciò che sono, che sanno, tutto ciò che valgono; per cui +anche i peccati delle donne son quasi tutti mortali, perchè +sacrilegi fatti ad un Dio. + +Gli uomini amano come mangiano, come bevono, come camminano. +L'amore è in essi una funzione della vita, non tutta la vita. +Molti dei loro peccati d'infedeltà, anzi quasi tutti, non sono +che veniali. Mezz'ora dopo scordano il peccato e la peccatrice, e +ritornano più teneri, più appassionati alla loro fida compagna. + + * + * * + +Quante donne per eroica protesta, per intolleranza eccessiva +hanno disfatto una famiglia, forse due famiglie; tagliando la +ritirata al marito, facendo d'un suo capriccio una passione, +d'una sua contravvenzione al galateo un delitto di Corte +d'Assise. + + * + * * + +Molte altre invece con una ceffatina, che pareva una carezza, con +un rimprovero che pareva uno scherzo, hanno ricondotto in un'ora +all'ovile la pecorella smarrita.... + +--_So tutto, ma ti perdono.... So che tu mi ami sempre_.... + +Qual è l'uomo che a queste parole non si sente arrossire fin nei +capelli, che non si inginocchia dinanzi a lei e suggella il suo +perdono con tenerezze più calde, con una passione rinnovellata di +novelle frondi; con raddoppiato amore? + + * + * * + +Se il tuo compagno non ha il coraggio di confessare la sua colpa, +se si arrampica sulla frana scoscesa delle bugie, lascialo dire; +ridi, sorridi e fagli supporre che gli credi; anche quando ti +dice le più assurde cose di questo mondo; anche quando si rende +ridicolo, come un bambino colto in fallo. + +Ho sempre ammirato una donna sublime, che del resto fu adorata +fino alla morte da suo marito, perchè finse di credere, che +ritornato a casa a tarda ora, aveva scambiato un letto per un +altro. + +Per molti, l'apoteosi della viltà o della stupidità, per me una +delle forme più alte dell'amore eroico e della sapienza +domestica. + + * + * * + +Io ti auguro e spero, che di questi eroismi non avrai punto +bisogno, ma si deve sentirsene capaci. + +Aggiungo però subito, che tuo marito deve esserne degno. + +Al vizioso abietto, all'uomo vile e senza carattere, nessuna +misericordia, nessuna pietà. + +Quando hai perduta la stima per il tuo marito, distaccati da lui, +e se non lo puoi per legge segna col tuo dito una linea di fuoco, +che ti separi da lui. + +Il peccato di capriccio non deve essere il tradimento quotidiano +e vigliacco; la debolezza non deve esser paralisi. + + * + * * + +Nel contrasto dei gusti, delle idee, dell'ordinamento della +famiglia, cedi sempre nelle piccole cose per poter insistere +nelle grandi. + +La contraddizione perpetua, anche se nella più parte dei casi è +ragionevole, è una ruggine, che corrode l'amore e lo consuma. + +Se vuoi saper volere nelle questioni, che toccano la tua dignità +o l'educazione dei tuoi figli, devi essere accondiscendente e +cedevole in tutte quelle cose di poca importanza, che riguardano +il vestire, la cucina, le relazioni con persone indifferenti. + + * + * * + +Quando vuoi (e ne hai tanto diritto quanto lui), la tua volontà +deve appoggiarsi alla ragione, non mai al puntiglio. + + * + * * + +E volendo, adopera le forme più soavi del desiderio, e il +condizionale più spesso dell'indicativo presente. + +L'uomo è così abituato a comandare, è così pieno e convinto del +suo diritto di padrone, che si ribella al _voglio_ e cede al +_vorrei_: s'impenna al _farai_, e ubbidisce al _non ti pare?_ + +Questa è diplomazia ed è sapienza: è politica, ma è anche virtù. + +Nelle più difficili intraprese, quando devi persuadere tuo marito +a far cosa giusta, ma che non gli garba, devi piegare parole e +cose, in modo che gli sembri di voler egli stesso ciò che tu +desideri da lui. + +Un marito di mia conoscenza si vantava di avere una moglie, che +lo assecondava in tutto e non lo contraddiceva mai, nè nelle +grandi, nè nelle piccole cose. + +E invece era sempre lei che voleva, e, per fortuna della +famiglia, voleva sempre cose giuste e buone; ma dal suo +dizionario aveva cancellato il verbo volere e il verbo comandare. +Erano per lei vocaboli affatto inutili e li credeva anche +pericolosi. + +Invece le donne, che li hanno sempre sulle labbra, non riescono +mai a volere e a comandare, e si rassegnano brontolando a una +schiavitù, che le umilia e le disonora. + +L'uomo maschio è un animale feroce, ma che si ammansa colle +carezze, coi baci, colle parolette soavi. Si ribella e mostra i +denti a chi alza la voce o lo picchia. Anche i leoni si domano +col latte più che colle busse. + + * + * * + +Tu adori tua madre, e tua madre è una santa, che non è vissuta +che per me e i suoi figliuoli; ma quando piglierai marito, tu +devi viver sola con lui. + +Ti auguro, che tu possa fondare il nuovo alveare accanto +all'antico, a quello dove sei nata; ma in ogni modo nè tu in casa +dei tuoi suoceri, nè tuo marito in casa di tua madre. + +Il tuo fidanzato, nelle ore di estasi, quando tutto il cuore si +affoga nel miele degli affetti più dolci e più generosi, di certo +ti proporrà di non separarti dalla tua mamma. + +Non accettare quel dono, ch'egli sarebbe il primo a rimpiangere. + +Non è invano, che i proverbii e la commedia e la satira hanno +sempre perseguitato col loro umorismo, coi loro sarcasmi il +suocero e la suocera. + +Quei proverbii, quelle sferzate sono il succo di una secolare +esperienza. + +So anch'io, che vi sono famiglie patriarcali, dove un nido si +appoggia sull'altro in un'unica atmosfera di quieta beatitudine. + +Son rare eccezioni, che fanno grande onore all'umanità, ma sono +eccezioni e son rare, e quando si applica il calcolo di +probabilità all'arte della vita, si deve sempre fondarlo sulle +medie e sulla maggioranza. + +Son troppe le ragioni di dissidio, di contrasti, son troppi gli +attriti di gelosia, di influenze, di invidie fra suocera e +genero, perchè i loro rapporti possano mantenersi in un cielo +perpetuamente sereno. + +Non metter mai tuo marito nel triste dilemma di offender tua +madre o di darti torto. + +Amatevi da lontano invece di odiarvi da vicino. Siate cortesi fra +di voi e tu sii coi tuoi suoceri, coi tuoi cognati, con tutti i +membri della nuova famiglia di un'amorevolezza piena di riguardi; +senza buttarti ai nuovi affetti con prorompente imprudenza. + +È meglio metter da parte qualche tenerezza di riserva, nel caso +in cui la meritassero. Farsi invece restituire una parte di ciò +che si è dato, è cosa dura e amara e semina rancori e pentimenti +per l'avvenire. + + * + * * + +Non andare in collera, figliola mia adorata, se sento il bisogno +di darti anche questo consiglio: + +_Non dir mai una sola, la più piccola delle bugie a tuo marito_. + +Ti so sincera, ti so incapace di mentire, ma la nuova tua +posizione, complicando d'assai i tuoi rapporti cogli uomini e +colle cose, ti porrà spesso davanti a questo crudele dilemma: + +O dire una bugia. + +O dare un dispiacere a chi si ama. + +Il più delle donne davanti a questo bivio, novanta volte su cento +dicono la bugia. + +E la dicono in casi meno difficili, soltanto per paura di esser +sgridate o di doversi difendere e giustificare o di dover dare +lunghe e intricate spiegazioni. + +Alessandro tagliò il nodo famoso colla sciabola e il suo taglio +attraversò i secoli, celebrato e immortale. + +Le donne ogni giorno tagliano i piccoli nodi che si formano tra +le mani, nel dipanare l'intricata matassa della vita, con quella +piccola spada, che hanno sempre in tasca, sul tavolino, in letto, +da pertutto; e che si chiama _bugia_. + +Emma, non mentire mai a tuo marito! + +Qualunque sia il dilemma, che ti si para dinanzi, qualunque sia +il nodo che ti si forma fra le dita, non scioglierlo mai colla +menzogna. + +Sarai degna della tua stima, e tuo marito ti metterà sopra un +piedestallo così alto, da potersi dire un altare. + +Un uomo può esser fiero di avere una moglie giovane e bella, di +sentirla lodare da tutti per la sua coltura, per il suo spirito; +di nessuna cosa sarà tanto orgoglioso, come di poter dire: + +--_Mia moglie non sa mentire_. + +In questo secolo tartufo, in cui le esigenze estetiche e morali +impongono ogni giorno all'uomo virtù che non ha, in cui la +menzogna ci avviluppa e ci ravvolge dal capo ai piedi, come una +ragnatela bavosa, che al passeggiare in una vigna abbandonata ci +si appiccica schifosa e fetente alla faccia; il conoscere un +poggio alto e sereno, dove non giunga la bugia e il poter +rifugiarvisi fidenti e sicuri, è tale una grandezza, tale una +letizia per l'anima da bastare a farci benedire la vita. + +Il bottegaio ci avvelena colle sue falsificazioni, il medico ci +inganna colla sua pietà; i bassi ci adulano per averne favori, e +gli alti ci promettono protezione col labbro, dimenticandoci +subito nel pensiero. In chiesa vediamo molti prostrati, pochi +credenti; nel Parlamento udiamo molte parole patriotiche, vediamo +ben pochi sagrifizii; nelle famiglie intorno a noi quanti +tradimenti e quante simonie! + +Vi è però in tutto questo deserto un'oasi sempre verde, dove +nell'erba non v'è serpenti, sui cespugli di rose non vi son +spine, dove l'ape non ha pungolo e il cielo non conosce nubi; e +quest'oasi è l'anima della nostra moglie. + +Là ci rifugiamo fidenti e sicuri per sentirci udire un _sì_ che è +sempre _sì_, un _no_ che è sempre _no_. Là su quella pietra di +paragone portiamo il falso oro, le false gemme, per sapere cosa +sono e cosa valgono: là portiamo tutte le piccole e grandi +ipocrisie della vita per vederle sfumare nell'aria come una +pagliuzza, che arde e si consuma sotto i raggi concentrati del +sole. + +Ah quanto bene fa all'anima il rifugiarsi in un cuore sincero, +francamente, coraggiosamente e sempre sincero! Come ci si allarga +il petto, come i polmoni assorbono avidi quell'aria fresca, +tonica inebbriante della verità sicura. Come ci sentiamo +consolati di esser uomini e fieri, che una di queste rare +creature adamantine sia nostra, tutta nostra! + +Qualcosa di simile si prova quando, dopo aver respirato per molti +giorni l'aria umida, palustre, fangosa della pianura del Gange si +sale sull'altipiano dell'Imalaia; bruciando tutti i miasmi, +lavandoci dai brividi della febbre e dall'afa dei pigri letarghi. + + * + * * + +Se tutte le donne sapessero l'onnipotenza della sincerità, +rinunzierebbero subito alle scappatoie meschine delle piccole +bugie e alla tattica delle grandi e ingegnose menzogne. + +Le donne mentiscono spesso e mentiscono bene; ma non vi è arte +che basti, per tenebrosa e fine che essa sia, che valga a +renderle infallibili. + +Or bene, una sola menzogna mal riuscita ti fa perdere il frutto +di tutte le altre fortunate. Da quel giorno, tutta la sincerità è +inutile, ogni affermazione è dubbia; accanto ad ogni _sì_ e ad +ogni _no_ tuo marito mette un punto d'interrogazione. Tu hai +perduta per sempre la tua santità, hai profanato il tempio, in +cui il tuo compagno ti aveva collocato. + +Non si è vergini che una volta sola nella vita. Tu colla prima +menzogna perdi quell'altra verginità forse più preziosa, che ti +dichiara incapace di mentire. + +Tu porterai a tuo marito tutta una corona di fiori: la tua +giovinezza, la tua bellezza, le tue grazie; ma pur troppo l'uno +dopo l'altro questi fiori avvizziranno. Ma se fra quei fiori +avrai intrecciato anche la sincerità, questa rimarrà fino +all'ultimo respiro sempre fresca e sempre profumata, e tuo marito +alzerà il capo superbo ad ogni volta, che davanti a tutti potrà +dire: _Lo ha detto lei!_ sinonimo di verità indiscutibile, +sinonimo di un dogma, che non ha nè può avere miscredenti. + +E credilo, gli occhi suoi si inumidiranno di tenerezza, quando +egli aggiungerà, quasi a conferma delle prime parole: + +_Mia moglie non ha mai mentito!_ + + * + * * + +Il tuo sposo ti giurerà eterno amore e tu giurerai a lui amore +eterno. L'eternità non è soltanto di Dio, ma di tutte le labbra +degli innamorati. + +Lo ha detto anche il Gautier: + +_Toute grande passion a la pretention d'être éternelle, et il est +fort commode de se donner les bénéfices de cette eternité sans en +supporter les inconvenients._ + +Ma invece ogni affetto, per forte e sincero e fido che sia, deve +attraversare i tre stadii, pei quali passa inesorabilmente ogni +cosa viva e che alla vita appartiene. + +_Nascere, crescere e morire._ + +Quanto al morire ammetto con te, che il tuo amore morirà, ma con +te, e che l'amore di tuo marito non tramonterà che col tramonto +della sua vita. + +Ma, c'è un _ma_. Quanto al crescere, sarà un movimento +continuato, come tu forse te lo immagini, o avrà le sue soste, le +sue intermittenze? + +Di queste due cose la vera è la seconda. In ogni amore vi è un +periodo, in cui il nostro cuore e quello della persona amata han dato +quanto potevan dare e al disopra dell'umano non vi è che il divino, +creato dalla nostra fantasia e dalla sete dei superlativi. + +Siccome però il crescere dell'amore è la sua cosa più bella, +dobbiamo far di tutto perchè il crescere sia lento, lentissimo, e +duri molto, moltissimo. + +Lo stesso Gautier ha detto che, _en amour comme en poésie rester +au même point c'est reculer_, e benchè non sia questa tutta la +verità, vi è però dentro una grande verità. + +Dunque tu devi fare in modo, che di quando in quando, per salute +o per affari ti lasci sola; ed egli rimanga solo. + +Non seguirlo da per tutto e sempre, nè vantarti mai di non poter +stare un giorno solo senza di lui. + +Credo che soffrirai della sua assenza e che anch'egli dividerà il +tuo dolore; ma saranno due dolori, che prepareranno gioie +infinite per voi. + +Dopo un lungo digiuno ogni cibo ci sembra squisito; dopo una +lunga sete ogni acqua ci par deliziosa. + +Conviene che di quando in quando proviate la sete dei vostri +baci, la fame delle vostre carezze. + +È questo il modo più sicuro per conservare l'amore allo stesso +stato di tensione deliziosa; ed io, che ho sempre adorato tua +madre e morirò adorandola, fino dal primo anno del nostro +matrimonio, mi allontanai da lei per otto o dieci giorni, e fino +ad oggi, or con un pretesto ed ora con un altro, ho sempre +seguito la stessa abitudine. + +Ad ogni assenza teneva dietro una nuova luna di miele, e fino ad +ora credo, che il nostro amore è sempre nel periodo del crescere. + + * + * * + +Il desiderio è la pianta da cui nascono tutte le gioie della +vita; finchè la manterremo viva e la coltiveremo con intelletto +d'amore, noi saremo sicuri di raccoglierne sempre i frutti. + +Invece i più fra gli uomini fanno come i selvaggi, che per non +aver la fatica di coltivar la pianta o di arrampicarsi sopra di +essa per averne i frutti, con un colpo di ascia buttan giù +l'albero. + +E così facciamo noi, quando in una volta sola soddisfacciamo a +tutti i desideri, uccidendo la pianta che deve darci la gioia. + +Quando tu sarai sposa da qualche mese, capirai tutta l'importanza +di questo mio consiglio, che basta da solo ad assicurare le gioie +sempiterne nel nido domestico. + +In certe cose non dir sempre di _sì_ a tuo marito. + +Fa come certi mercanti, che scrivono sulla loro bottega: + +_Oggi non si fa credenza, domani sì_. + +E tu a certe domande rispondigli: + +--Oggi no, mio caro, domani forse.... + +E fa che il domani divenga un posdomani e un futuro remoto.... +forse eterno. + +Tu devi aver sempre per lui qualcosa da dare, e invece l'amore, +che è spensierato e folle, ti suggerirà forse di dar tutto oggi e +subito ed è anche per questo, che il più degli amori ha vita così +breve e fragile. + + * + * * + +Mi ricorderò sempre, che in una conversazione, a cui prendevano +parte uomini vecchi e giovani e donne belle e letterati e +scienziati, tutto un mazzo di carissime persone, si lamentava che +i fiori, che sono tra le cose più belle di questo mondo, +durassero così poco. + +Una signora sentimentale esclamò: + +--I fiori son come l'amore.... + +Un'altra più seria e ottima moglie e ottima madre di famiglia +soggiunse: + +--Non tutti i fiori, nè tutti gli amori sono fragili e caduchi. + +Perfettamente, disse un professore di botanica: + +--Vi sono fiori di orchidee che durano mesi sullo stelo e anche +recisi son freschi per settimane.... E i sempiterni poi col loro +nome dicono la loro durata. + +_La sentimentale_. S'intende sempre parlare dei fiori in +generale, e non delle eccezioni. + +_Il botanico_. Anche i fiori comuni si possono conservare +indefinitamente con qualche artifizio, e chi è stato a Berlino o +in Scandinavia deve aver ammirato fra vetri e vetri delle +finestre mazzi stupendi di fiori imbalsamati, coi loro vaghi +colori. + +_La sentimentale_. Sempre roba imbalsamata.... + +_Un'altra_. Vorrei sapere però, come si possono imbalsamare gli +amori, per serbarli sempre freschi e coloriti. + +_Il botanico_. Coll'acido fenico, col sublimato corrosivo... +colle pomate arsenicali.... + +Qui un coro di grida d'orrore venuto da ogni parte coperse la +voce dell'oratore. + +--Puah! Orrore! Che bestemmia!... Già questi scienziati son +sempre materialisti, brutali, insopportabili.... Morte alla +scienza!... + +Un professore di psicologia, che aveva fino allora taciuto e che si +accontentava di guardare le belle signore, modestamente fece +osservare, che il botanico non aveva detto alcuna bestemmia, non aveva +profanato nè punto nè poco il sublime sentimento dell'amore; perchè +anche gli affetti subiscono le influenze esterne e interne e possono +per virtù di esse crescere, diminuire, risorgere o morire del tutto. +Quindi, anche per l'amore (concludeva egli) vi devono essere delle +forze, che lo aiutano a vivere, che lo conservano, che gli concedono +una insolita longevità.... Tutto sta a trovarle e a saperle adoperare +sapientemente. + +_La sentimentale_. Vorrei un po' sapere che cosa conserva +l'amore. + +_Il psicologo_. Per esempio la fedeltà dei due che si amano. + +_La sentimentale_. Questo è un vero e proprio circolo vizioso. Se +si serbano fedeli è perchè continuano ad amarsi, e allora non c'è +bisogno di alcun antisettico. + +_Un'altra_.... Il miglior conservatore dell'amore è la gelosia. + +_Un'altra_ (maliziosamente). No, è l'abilità di far sperar sempre +e di non conceder mai. + +_La sentimentale_. Davvero? Questo mezzo mi sembra il miglior +modo per uccidere l'amore di morte violenta. + +_Un'altra_. Credo che ciò non faccia grande onore al nostro +sesso, ma l'ottimo degli antisettici in amore è la civetteria. + +_Un'altra_. Bravissima! Soprattutto non lasciarsi veder mai +spettinata o mal vestita. + +_Un'altra_. E tener sempre alto il biscottino, che si vuol dare. +Non avete veduto come i cagnolini si alzano sui piedi di dietro e +stanno lungamente in una posizione incomodissima, quando si offre +loro a quel modo un bocconcino ghiotto? + +Quasi tutte le signore presenti a quel convegno avevano parlato: +soltanto una, la più vecchia, aveva sempre taciuto. + +Era vecchia, ma pretendeva ancora di esser giovane, e cogli +artifizii della sarta, del profumiere e del tintore riusciva a +lottare con qualche successo nelle penombre dei salotti mal +illuminati. + +Battè due o tre volte il ventaglio sul tavolino, quasi volesse +chiamar l'attenzione di tutti su ciò che stava per dire: nè +contenta di questo, aspettando il silenzio generale, si +gargarizzò la gola con due o tre colpi di tosse, poi dall'alto +esclamò: + +--Signori e signore; non so che cosa debbano fare gli uomini per +conservare il nostro amore. È cosa che li riguarda ed io non me +ne curo. So però ciò che noi dobbiamo fare per tenerli sempre +inginocchiati ai nostri piedi....-- + +E tacque. + +Siccome il fine del discorso però non veniva mai, da varie parti +della sala sorsero domande impazienti: + +--Che cosa è dunque per voi il miglior antisettico dell'amore? + +Nuova pausa, nuovo batter del ventaglio, e poi dall'alto, anzi +dall'altissimo: + +--_Il disprezzo!_ + +Allora un vecchio venerando, che non aveva mai parlato, che aveva +soltanto sorriso d'un sorriso volteriano a tutte quelle contese; un +vecchio, che non era professore di psicologia, ma aveva sempre +studiato uomini e donne con grande amore e grandissima indulgenza, +disse: + +--Mi permettete di dire anche la mia? Se non altro ho vissuto più +lungamente di voi tutti e ho veduto più uomini e più donne di +tutti voi.... + +--Sì, sì, fuori l'antisettico migliore.... + +--L'ottimo fra tutti i preservativi dell'amore, o signore +amabilissime e riveriti signori.... è, è.... + +--È, è? + +--_È il pudore!_ + +Tutti e tutte tacquero; chi per sorpresa, chi per subitanei +ricordi di un passato già molto lontano, chi per il dolore di non +capire.... + + * + * * + +Eppure, figliuola mia, quel vecchio era il solo fra tutti ad aver +ragione, e quando tu sarai moglie e da qualche tempo, gli darai +ragione. + + + + +PARTE TERZA. + +LA CONCLUSIONE DEL LIBRO. + + +Questo mio libro non è un romanzo e neppure un trattato +sociologico o psicologico; ma è per lo meno un libro; perchè ha +un frontispizio e un indice, perchè è diviso in varii capitoli; +perchè ha un autore che l'ha scritto, e un editore, che ha voluto +fargli da padrino, e perchè spera di avere dei lettori e +soprattutto delle lettrici. + +Ma questo libro non sarebbe un libro, se non avesse una +conclusione, e questa ve la dico in due parole: + + +Emma, dopo aver sentito l'amica e dopo aver letto e riletto e +spesso bagnato colle sue lagrime il manoscritto del babbo, sposò +l'ingegner Rinaldini. + +Ed io che la conosco, posso anche dirvi che ha fatto bene, perche +è molto felice, e la sua felicità è di quelle che durano fino +all'ultimo respiro. + + +FINE. + + + + + + INDICE + + PARTE PRIMA. _IL RACCONTO._ + + CAPITOLO I. La bambina diventa donna Pag. 3 + + CAPITOLO II. Libri e fantasmi.--Sogni e realtà 9 + + CAPITOLO III. Il primo amore 20 + + CAPITOLO IV. La corrispondenza continua.--Compaiono sull'orizzonte + due altri pretendenti al cuore di Emma 39 + + CAPITOLO V. Il dilemma, anzi il trilemma.--La fanciulla si consulta + con un'amica e colla mamma. 55 + + + PARTE SECONDA. _IL MANOSCRITTO DEL BABBO._ + + I. Consigli di un babbo alla sua figliuola per la scelta del marito 71 + + Il marito tiranno 77 + Il marito debole 84 + Il marito geloso 94 + Il marito brontolone 102 + Il marito avaro 110 + Il marito libertino 119 + Il marito stupido 128 + Il marito fannullone 137 + + II. Le professioni rispetto alla felicità nel matrimonio 147 + + Il marito negoziante 155 + Il marito banchiere 160 + Il marito industriale 166 + Il marito proprietario 169 + Il marito artista 172 + Il marito ingegnere 176 + Il marito medico 179 + Il marito avvocato 186 + Il marito letterato 191 + Il marito scienziato 195 + Il marito politico 199 + Il marito militare 203 + + III. Altri consigli del babbo a sua figlia nella scelta del marito 207 + + IV. Frammento di un codice di diplomazia matrimoniale 228 + + + PARTE TERZA. + + La conclusione del libro 257 + + + + + +End of Project Gutenberg's L'arte di prender marito, by Paolo Mantegazza + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'ARTE DI PRENDER MARITO *** + +***** This file should be named 19885-8.txt or 19885-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/1/9/8/8/19885/ + +Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/19885-8.zip b/19885-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..574d266 --- /dev/null +++ b/19885-8.zip diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize +this eBook outside of the United States should confirm copyright +status under the laws that apply to them. diff --git a/README.md b/README.md new file mode 100644 index 0000000..fd77cf4 --- /dev/null +++ b/README.md @@ -0,0 +1,2 @@ +Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for +eBook #19885 (https://www.gutenberg.org/ebooks/19885) |
