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+ The Project Gutenberg eBook of Il segreto dei fatti palesi seguiti nel 1859, by Niccolò Tommaseo.
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+The Project Gutenberg EBook of Il segreto dei fatti palesi seguiti nel 1859, by
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+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
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+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+Title: Il segreto dei fatti palesi seguiti nel 1859
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+Author: Niccolò Tommaseo
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+Release Date: January 15, 2011 [EBook #34969]
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+Language: Italian
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+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL SEGRETO DEI FATTI PALESI ***
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+Produced by Carlo Traverso, Leonardo Palladino and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by The Internet Archive)
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+<p><span class="pagenum"><a name="Page_I" id="Page_I">[I]</a></span></p>
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+
+<h1>IL
+<br /><br />
+SEGRETO DEI FATTI PALESI</h1>
+<p><br /></p>
+<h2>SEGUITI NEL 1859</h2>
+<p><br /></p>
+<h3>INDAGINI</h3>
+
+<h4>DI</h4>
+
+<h2>NICCOLÒ TOMMASEO.</h2>
+<hr style="width: 20%;" />
+<h5>I PATTI E I FATTI.&mdash;NECESSITÀ URGENTE.
+<br />
+IL VENETO.&mdash;L'ITALIA DI MEZZO.
+<br />
+IL PAPA NON È RE, MA IL CARDINALE ANTONELLI.
+<br />
+GL'ITALIANI, I MAGIARI, GLI SLAVI.</h5>
+<hr style="width: 20%;" />
+<p class="p4 center">FIRENZE,
+<br />
+BARBÈRA, BIANCHI E COMP.
+<br />
+Tipografi-Editori, Via Faenza, 4765.
+<br />
+1860.</p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_II" id="Page_II">[II]</a></span></p>
+<hr style="width: 65%;" />
+<p class="center">Proprietà letteraria.</p>
+<hr style="width: 65%;" />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_III" id="Page_III">[III]</a></span></p>
+<h2><a name="Prefazione"></a>&nbsp;</h2>
+<p><i>Chi leggesse per primo lo scritto intitolato</i>
+Il Papa non è Re, ma il Cardinale
+Antonelli, <i>o l'altro</i> l'Italia di mezzo, <i>badi
+che alcune delle cose toccate in quelli
+hanno al possibile dichiarazione dagli altri
+nell'opuscolo contenuti. Dico al possibile,
+perchè certe cose non è lecito esprimere
+nelle stagioni che la libertà comincia o
+finisce, come in quelle di piena servitù,
+quando il dire è pericolo; dove all'incontro
+in quell'altre il reprimere i propri affetti
+può essere più difficile coraggio, perchè
+più forte astinenza. Ciò nondimeno
+<span class="pagenum"><a name="Page_IV" id="Page_IV">[IV]</a></span>accennasi qui entro a cagioni o circostanze
+di fatti, non indicate ne' documenti
+e ne' libri finquì pubblicati. La novità
+non è invenzione, è sincerità: ma la
+sincerità non detrae del rispetto alle persone,
+nè della gratitudine per quella parte
+di bene che han fatto, e per quella a cui
+si sono col desiderio sollevati.</i></p>
+
+<p><i>Uno scrittore milite, marchese artista,
+politico d'ingegno elegante, uomo di felice
+facilità in ogni cosa che opera e dice e
+patisce, affermava dianzi che il mondo
+d'oggidì comincia a essere governato non
+dalla fede cristiana ma dal principio cristiano.
+E ne reca in prova il non si essere
+nella guerra di Crimea dato patenti di corsari
+a infestare il mare con legittime ruberie.
+Io non so veramente se da legittime
+ruberie siano o sperino farsi in breve sicure
+le terre; e se quel nuovo pudore,
+certamente lodevole e fausto, non sia dovuto
+almeno in parte alla potenza diplomatica
+del commercio, al prevalere della
+bottega sul gabinetto, all'essersi fatta la
+stessa politica più e più trafficante. Non
+<span class="pagenum"><a name="Page_V" id="Page_V">[V]</a></span>so se il principio cristiano, anco che vogliasi
+senza fede, abbia trionfato nella
+guerra di Crimea, la qual guerra non
+tolse i seguaci del Vangelo alla scimitarra
+e agli strazii che il Corano santifica;
+non so se trionfasse nella Grecia,
+impedita d'insorgere dalle armi cristiane;
+se trionfi in Polonia dove il rito
+orientale è predicato tuttavia a suon di
+busse, e lo knutte è l'aspersorio cruento del
+prete benedicente; se trionfi in America
+sotto il patibolo di Giovanni Brown, dove
+la libertà è macellaia e mercante di umana
+carne, e siede a banchetto tracannando
+sangue che il boia le mesce. Forse coteste
+eccezioni al principio cristiano vengono
+appunto dal mancare a esso fede vera:
+ma di questa non pare che possa farsi apostolo
+degno il Cardinale Antonelli.</i></p>
+
+<p><i>6 Gennaio 1860.</i></p>
+<hr style="width: 65%;" /><p><span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[3]</a></span></p>
+
+<h2><a name="I_PATTI_E_I_FATTI" id="I_PATTI_E_I_FATTI"></a>I PATTI E I FATTI.</h2>
+<hr style="width: 65%;" />
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span></p>
+
+
+<h3>I.&mdash;<i><a name="Assunto">Assunto</a></i>.</h3>
+
+<p>Il non conoscere certi fatti, il trasandarne taluni,
+o il non li collegare insieme, il fondare sopra cotesto
+imperfetto e caduco edifizio troppo grandi speranze,
+apparecchia disinganni gravi; dai quali poi l'inscienza
+stessa o la negligenza de' fatti ci toglie poter dedurre
+utili insegnamenti per il tempo avvenire. Acciocchè
+dunque le recenti vicende ci fruttino, importa
+collegare tra loro certi fatti dispersi, accennare
+come meglio si può a certi altri o ignorati da molti
+o non voluti avvertire; i vuoti che lascia anco la
+storia coetanea, riempierli colle induzioni che porge
+l'esperienza, e la conoscenza sicura di certe particolarità
+quanto più minute o intime, tanto più rilevanti.
+La cronaca del giorno d'ieri ha anch'essa la
+sua critica come le indagini dell'antichità più remota:
+e il giudizio intero d'avvenimenti recentissimi,
+bisogna talvolta saperlo comporre al modo che si<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span>
+ricompongono i mastodonti. Questo studio d'archeologia
+contemporanea noi tenteremo qui, e non per
+vana curiosità.</p>
+
+<p>Ragioneremo, senz'odii nè amori di parte, cose
+meno gravi a udire che a dire; ma ci asterremo
+da ogni acerba parola.</p>
+
+
+<h3>II.&mdash;<i><a name="Prime_mosse_nazionali">Prime mosse nazionali</a></i>.</h3>
+
+<p>Nell'agosto del 1856 lo scrivente ebbe contezza
+del concetto di Giuseppe La Masa, maturato da
+esso, a quant'egli dice, assai prima; del francare
+l'Italia con moti concordi di tutta la nazione, e nel
+fine e ne' mezzi avviarla a unità. Interrogato, per
+discarico di coscienza e non già ch'io dessi peso al
+mio voto, io sottoscrissi alla proposta, con le due
+condizioni espresse: che l'unità fosse il fine, che
+tutta la nazione concorrere ne' mezzi, con libere
+forze ma docili concorresse; che i governi e gli eserciti
+regolari, di queste forze non volessero diffidare,
+ma sapessero fortemente ordinarle. Altri soscrissero:
+uomini che si dicevano devoti al Piemonte, s'astennero
+come da soverchio ardimento. Uscì nel settembre
+la lettera di Daniele Manin, scritta in nome
+proprio di lui solo, che dava l'Italia al Piemonte,
+senz'altra condizione se non che il Piemonte facesse
+l'Italia. Cotesto parve a taluni imporre troppo poco,
+e troppo; perchè nazione non si fa nè da un re, nè
+da un ministro, nè da una parte d'essa nazione, per
+valida e sapiente e risoluta e omogenea che sia. Ma
+forse era semplice improprietà di linguaggio: la risoluzione<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span>
+del posporre il bene delle parti al bene
+del tutto, era di buon cittadino. Chi si trovava allora
+in Piemonte, e chi ne leggeva i giornali anche
+fuori, sa come parecchi, nell'atto stesso del trionfare
+di tal concezione quasi di confessione, se ne facessero
+beffe, serbandola però come un'arme, e pensando
+a trarne profitto per fini più angusti ancora,
+e con più larghi arbitrii di quelli che consentiva il
+Manin. Fu poi fondata la Società il cui assunto era
+l'indipendenza di tutta intera la Penisola sotto la
+dittatura di Vittorio Emanuele, senz'altra condizione
+nessuna in guarentigia de' popoli combattenti, ma
+in guarentigia del leale condottiere concedendo che,
+se non il tutto, facessesi di liberare il più possibile
+delle parti. Condizione che nella mente di Giorgio
+Pallavicini, l'egregio Presidente della società, era
+l'ultimo caso e più remoto, nella mente d'altri il
+più prossimo ed unico. Chi s'avvedeva della segreta
+discrepanza nell'apparente concordia, se amico
+schietto d'Italia e del Piemonte, ne prendeva mal
+augurio e dolore; se faccendiere o uso a ridere del
+pro e del contro, se ne faceva gioco. Taluni temevano
+che la Società, creata per indirizzare il governo,
+non fosse da certi interpreti del governo, o che
+per tali si spacciavano, troppo indirizzata essa stessa;
+che di stimolante che intendeva essere modestamente,
+non fosse da ultimo se non frenabile dagli
+stimolati; che parendo operare come d'autorità e
+quasi d'uffizio, non mettesse nei lontani fiducia pericolosa
+e troppo precipitose speranze, confondendosi
+la sua voce con la voce dello stesso governo; che<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span>
+di qui si destassero i sospetti non inerti e non mansueti
+degli avversi, i quali griderebbero sè provocati,
+e si armerebbero in tempo, e potrebbero intanto
+infierire sugli incautamente speranti, resi dalla speranza
+minacciosi in parole, e malaccorti a discernere
+l'altrui simulata paura e il proprio pericolo; finalmente,
+che l'impresa diretta ad effetto d'ispirazione
+non paresse una mezza cospirazione, e non ne apportasse
+gl'inconvenienti. Delle intenzioni pie e generose
+del Presidente e di non pochi Socii, sarebbe
+stato calunnia e crudeltà dubitare, e non gliene rendere
+onore. Ma il fatto si è che al rompere della
+guerra, il degno uomo credette inevitabile sciogliere
+la Società, non già che il fine, cioè l'indipendenza
+delle parti, non che l'unità, fosse allora ottenuto;
+ma perchè la condizione segreta e palese de' fatti,
+se non degli animi, a lui stesso appariva mutata. Lo
+scoramento dell'onest'uomo, e non tanto credulo
+quanto a certi goffamente furbi piaceva spacciarlo,
+era presagio; e di più settimane precorse ai fatti.</p>
+
+
+<h3>III.&mdash;<i><a name="Svolgersi_del_concetto">Svolgersi del concetto</a></i>.</h3>
+
+<p>Ma ed egli, e tutti i veramente avveduti, cioè
+gli onesti, non disperano però, e disperare non devono.
+Se la prova non è riuscita qual si voleva, è nondimeno
+in certi rispetti riuscita oltre alla speranza di
+taluni, oltre alla tema o agli angusti desiderii di
+tali altri. Intanto la forza delle cose ha voluto che
+delle braccia e delle volontà concorrenti da diverse
+parti della nazione dovesse fare suo pro anco chi sulle<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span>
+prime ne diffidava, e non avrebbe imaginato in altrui
+tanta fede, nè forse voluta. La prontezza bramosa
+colla quale migliaia d'Italiani, che pochi anni fa non
+se lo sarebbero nè anco sognato, affrontarono il dolore
+de' cari loro, i sospetti e le persecuzioni de' governi,
+la pena del confino o della carcere o della
+morte, per venire dopo i terrori di furtiva e lungamente
+tortuosa e dispendiosa fuga a affrontare
+gli splendidi pericoli della guerra; la docile pazienza
+con cui sostennero gl'inaspettati rifiuti, e gl'indugi
+fatti tormentosi dal desiderio e dall'inopia e dal
+pensiero dei cari lontani indarno abbandonati, e i
+disagi del quartiere più gravi che quelli del campo,
+e gl'imperii militari talvolta più duri che la disciplina
+non richiedesse; è fatto nuovo nella storia
+italiana, e, checchè possa accadere, fecondo. E quand'io
+parlo di rifiuti e d'indugi e d'imperii duri,
+non intendo incolpare tutti, anzi nessuno, quant'è
+all'animo e alle intenzioni. Dacchè gli abiti del vivere
+e quelli del temperamento non mutano a un
+tratto; e l'educazione civile mutua è cosa di secoli.
+Ma certo è che, a dispetto di tutti gl'impedimenti,
+gl'Italiani nati in paesi il cui nome a non
+pochi forse de' Piemontesi era ignoto finora, si strinsero
+ad essi come a fratelli, e al loro fianco combatterono
+degnamente. Col piemontese La Marmora
+e col savoiardo Mollard stettero i modenesi Cialdini,
+Cucchiari, Fanti; e il nizzardo Garibaldi, col
+nome suo a certi Italiani spaventoso forse più che
+ai nemici, attrasse a sè una schiera diversa di patrie,
+unanime di cuore, la quale, aiutata poteva<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span>
+ancora più efficacemente aiutare. E in Piemonte altri
+non Piemontesi tennero grado onorevole di milizia,
+e lo meritarono; e Piemontesi altrove ebbero
+quasi trionfale accoglienza. Quanto poi al concetto
+finale dell'unità, io non dirò che il pensiero di taluni
+tra quegli stessi che più ne parevano vaghi
+corrispondesse alle parole, o le parole quanto potevano
+ai fatti; ma dirò che dal cinquansei è grande
+anche in ciò l'intervallo; e non è colpa di tutti
+gl'Italiani se ad allargare le idee e le voglie di taluni
+è bisognato o giovato anco l'aspetto e l'invito
+d'uno straniero potente. E qui per ispiegare vicende
+le quali ai più paiono inesplicabili, forza è salire
+alquant'alto, toccando soltanto quel ch'è necessario
+a farsi capire o indovinare, ma alle persone e alle
+intenzioni osservando la debita o riverenza o pietà.</p>
+
+
+<h3>IV.&mdash;<i><a name="Guerra_di_Crimea">Guerra di Crimea.</a></i></h3>
+
+<p>Ognuno rammenta che uomini e Piemontesi e
+d'altre parti d'Italia, amici e questi e quelli all'onore
+di tutta Italia e in specialità del Piemonte,
+dalla guerra di Crimea dissentivano. Le ragioni a
+concorrervi erano timore de' potentati invitanti, se
+rifiutati; se obbediti, speranza. Potevasi opporre che
+la speranza d'ingrandimento, il quale avesse dalla
+guerra a venire, non era bene augurata, se nel timore
+del contrario leggevasi una confessione di debolezza;
+e che la forza vera del Piemonte dovevasi attingere
+dal seno della nazione stessa, non da aiuti
+di fuori. E questo tanto più, che la paura dei tristi<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span>
+effetti del rifiuto era vana; perchè nessun potentato
+d'Europa, nè anco il vicino più nemico di
+tutti, avrebbe permesso che con invasioni si fosse
+esercitata vendetta sopra il Piemonte, difeso dalla
+sua giacitura e dalle reciproche gelosie. E quanto
+al non sperare dai corrucciati soccorso al bisogno;
+ognun sa che siccome la gratitudine di per sè sola
+non è la ragione del porgere soccorsi politici, così
+nè anco l'ingratitudine altrui è ragione a negarli,
+quando il soccorrente sia mosso dalle utilità proprie
+e dai propri pericoli. Intendimento degli alleati
+d'allora nell'invitare il Piemonte non era tanto
+d'avere il sussidio de' suoi ventimila, del resto valenti,
+quanto d'attrarre Austria a sè con la minaccia
+d'un'amicizia che potrebbe tornarle molesta. I
+negoziati allora tenuti lo provano in modo assai
+chiaro: a chi non bastasse la conoscenza degli uomini
+e della storia, lo provano i fatti seguiti. Austria
+intese; e il gioco rivolto contro lei torse a
+proprio vantaggio, promettendosi alleata se le assicurassero
+quieto intanto il dominio in Italia, e dal
+Piemonte nessuna briga. Collegarsi per gratitudine
+a Russia non poteva, sì per timore d'una vendetta
+e in Italia e altrove, sì perchè, ripetiamolo, la gratitudine
+è una virtù privata, tutt'al più un consiglio
+evangelico ai Gabinetti. Nè l'innalzamento del
+Russo e la depressione del Turco potevano all'Austria
+parere desiderabili. Dall'altro lato prestare
+servigi d'accordo col Piemonte a Francia e a Inghilterra,
+foss'anco in pro di Turchia, non stimava
+comoda cosa; ma più spediente, risparmiando le<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span>
+forze proprie risparmiare anco la Russia, quasi una
+mezza alleata; occupando i Principati, renderle
+meno grave il peso della guerra; e stare intanto
+a vedere da qual parte penderà la vittoria. Accusarla
+di perfidia, nella condizione in cui l'avevano
+posta tutti i precedenti suoi atti, nella presente moralità
+della politica comune (la quale fa vieppiù risaltare
+le eccezioni generose, ma non le può convertire
+in legge per ora), è semplicità in cui non
+cadono gli uomini di Stato, nè anco quelli che del
+riservo dell'Austria hanno poco a lodarsi. Nessuno
+si pensa di chiedere l'impossibile; e i sagrifizi pericolosi
+senza guarentigia di compenso sono un impossibile
+agli uomini pratici.</p>
+
+
+<h3>V.&mdash;<i><a name="Cose_desiderate_da_farsi_tra_il_49_e_il_58">Cose desiderate da farsi tra il 49 e il 58.</a></i></h3>
+
+<p>Ma per ritornare al Piemonte, i vantaggi da
+quella alleanza sperati, non a tutti parevano tali
+che non se ne potessero attendere altri maggiori da
+chi sapesse aspettare, nel che consiste assai volte
+e la virtù e la prudenza degli uomini di governo.
+Io qui non intendo detrarre punto alle lodi d'un
+uomo d'ingegno arguto e di rara operosità; che nè
+questo è momento a riprensioni, nè io me ne sento
+autorità nè prurito; e le riprensioni, se giuste, dovrebbero
+rifarsi da taluni almeno di quelli che precedettero
+ad esso. Ma non devo tacere che parecchi
+e Piemontesi e sinceri amici al Piemonte
+desideravano che per il bene d'Italia si fosse qui,
+fin dal primo, proceduto altrimenti. Desideravano<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span>
+che nei più che dieci anni di costosa aspettazione;
+di troppo sicura incertezza, di non sufficiente apparecchio
+nè alla guerra nè alla pace, scemassero
+i dispendii sospetti dell'esercito, quanto al numero
+delle milizie, ma gli arnesi di guerra venissersi intanto
+accumulando; addestrassersi i militi cittadini
+sul serio; si raffermasse con la disciplina lo spirito
+militare congenito a questo popolo buono; s'imitassero
+in ciò le istituzioni di Prussia; che si provvedesse
+alla marineria, tanto negletta fin dopo intimata
+la guerra; non si sdegnasse in ciò l'opera
+degli esuli Veneti, nè il sussidio dato loro paresse
+gratuita carità; con simile intendimento ascrivessersi
+almeno i più reputati fra i militi d'altre parti
+d'Italia, non aspettando di farlo agli estremi, con
+risico di non ottima scelta; prima che alla magnificenza
+de' porti, si desse cura al modo di degnamente,
+se non riempierli, munirli, e con essi le
+coste, acciocchè un altro Stato italiano, provocato
+provocante (e fu provocato abbastanza) non potesse
+con le ben guarnite sue navi impunemente
+assalire, e non si dovesse anche in questo riporre
+tutta intera la speranza nel sussidio, non sempre sicuro
+e pronto, non mai affatto gratuito, degli stranieri
+invocati. Desideravano che, scemate le spese
+di guerra in tempo di pace, se non scemare, non
+crescesse almeno il debito pubblico, che è debito di
+ciascun cittadino, e ne pagano il pro più caro quelli
+a cui meno fa pro, quelli che meno possono; che
+le imposte non si aggravassero specialmente sulle
+arti minute e sul commercio minuto; che i possidenti<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span>
+pagassero il giusto, e a tal fine il catasto fosse
+prontamente iniziato, e intanto una più equa distribuzione
+suppletoria attenuasse i danni dello Stato,
+e alleggerisse i pesi del popolo; che alla sorte de' villici
+si cominciasse a provvedere, buona parte dei
+quali in Piemonte sono in condizione più dura che
+in altri paesi non aventi Statuto; che alla prosperità
+dell'industria s'aiutasse non solo con mostre di pompa
+che non creano, e con premii che non ispirano,
+ma promovendo la diffusione delle utili novità, e
+principalmente curando che nelle Società degli Artieri
+l'amore della libertà e quel dell'ordine, la religione
+e la istruzione concorressero al fine medesimo,
+non fossero commessi a battaglia dissolutrice
+d'ogni vincolo umano; che al commercio fosse dato
+braccio, in ispecie al marittimo, il qual darebbe alle
+coste non pericolosa importanza, e, insieme coll'agricoltura
+e colle arti, vita nuova all'isola di Sardegna
+la qual si sospetta disamata e spregiata; che nel
+lusso delle strade ferrate, non tanto utile al vivere
+materiale quanto forse dannoso al civile e morale
+delle Provincie, troppo da meno di poche città dominanti,
+non si trasandassero, e in Sardegna e altrove
+le strade interne, che son come le vene del gran
+corpo, necessarie insino alle ultime sue estremità.
+Desideravano sopra molte altre cose data al Municipio
+l'importanza dovuta, senza la costituzione del
+quale non solamente gli Statuti non valgono, ma possono
+farsi fomite di corruzione e strumento di tanto
+più cattiva schiavitù quanto più palliata; che delle
+deliberazioni municipali e delle provinciali facessesi<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span>
+grado a quelle del parlamento; che il parlamento
+fosse da' governanti rispettato non solo co' modi urbani
+del dire e del sedere, ma principalmente col
+lasciarne la concezione vergine d'ogni macchia, le
+elezioni pure d'ogni sospetto, non dico di subornazioni
+ma nè anco di suggestioni indirette, di promesse
+di cose lecite, di lusinghe insolitamente benigne.
+Desideravano che i lavori del parlamento
+fossero meno travagliosi per lunghezza e verbosità,
+e insieme più fruttuosi per leggi non disputate senza
+concludere, non fatte per poi disfare e rifare, leggi
+che l'ordine civile col nuov'ordine politico conciliassero;
+che le penali fossero così ritemprate da
+non far parere necessario il lusso de' patiboli, lusso il
+qual non corregge i costumi, ma li fa atroci laddove
+non sono; che <ins title="Note di trascrizione: Nell'originale 'provvedessessi'">provvedessesi</ins> alla sanità e moralità
+delle carceri, fogne di tutta sorte contagi; che nei
+processi di stampa le sentenze de' giudici alla coscienza
+pubblica vera, non allo schiamazzo di pochi
+giornali, nè al cenno de' governanti, neppur sospettato,
+ubbidissero; che non solamente la calunnia
+ma lo scherno, specialmente se vòlto contro interi
+ordini di persone, fosse esemplarmente punito, perchè
+stupra la libertà e nel cospetto de' nemici la
+infama; che a frenare la licenza non fosse bisogno
+d'imperii venuti di fuori; e che della necessità di
+servire a tali imperii si approfittasse per frenare a
+un tratto ogni maniera di licenza, e non permettere
+che, dall'un lato repressa, dall'altro essa si scagli a
+insolentire più che mai sopra i deboli, e le credenze
+del popolo senza nè civiltà nè pudore conculchi. Desideravano<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span>
+che l'istruzione educatrice si promovesse
+non per moltiplicazione di scuolette impotenti o tentatrici
+e di maestrucoli arrogantelli o scandalosi, e
+d'ispezioni sopra ispezioni, d'esami sopra esami,
+di testi sopra testi, di norme e di guarentigie sopra
+norme e guarentigie, le quali mai non giungono a
+regolare e ad assicurare sè stesse; ma per fondazione
+di buone scuole a formare maestri, per scelta
+pronta e rispettosa di direttori e precettori autorevoli,
+senza prova oltraggiosa di concorsi e inutile di attestazioni;
+che coi riguardi debiti non alle fazioni ma
+alla pubblica moralità, non ai gazzettieri, ma ai padri
+di famiglia s'aprisse libero l'adito all'insegnamento
+privato; che il letargo delle università per il paragone
+si scotesse; che dell'illustre Accademia delle
+Scienze si facesse un consiglio di civiltà, un modello
+delle Accademie rinnovellate, si accettassero o chiamassersi
+gli uomini insigni di tutta la nazione, che
+sarebbero accorsi riconoscenti; e si levasse un vessillo
+men minaccioso del bellico, e più unificatore
+davvero, e più trionfale. Desideravano che la prima
+mossa civile dopo le calamità militari non paresse
+un voler, non potendo con Vienna, attaccare la guerra
+con Roma; che alle necessarie franchigie della potestà
+secolare prendessersi gli auspizi dell'esempio
+di Francia e di Toscana e di Napoli, ma senza piglio
+inimichevole nè in forma di sfida, giacchè con una
+potestà che resistendo immobile, stanca, e vince
+aspettando, le impazienze non valgono; che dei vescovi,
+non ancora provocati, scegliessersi i meglio
+disposti, e la loro autorità si opponesse ai restii;<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span>
+che tra' preti si rivolgesse l'occhio a que' tanti i quali
+alle mutate cose s'erano dimostrati propensi, nè tutti
+si lasciassero da goffe impertinenze o inasprire o condannare
+al silenzio; che inutilmente non s'aizzassero
+i frati, con la minaccia alienando da sè anco i non
+tocchi, e facendo gridare all'usurpazione intanto che
+lo Stato e il popolo sopportavano dalla confiscazione
+improvida pesi più gravi, come se fosse gloria e
+lucro e trastullo il crearsi a bella posta, e a proprie
+spese quasi assoldarsi, nemici. Desideravano che le
+divisioni, per le quali il vecchio Piemonte non è ancora
+ben fuso in sè e però invalido a fondere nuovi
+paesi che non siano provincie, divisioni ad ora ad
+ora prorompenti in discordia, fossero per savie elezioni
+di magistrati e per avvedimenti morali meglio
+che politici mano mano composte; che tra gli esuli
+facessesi tale discernimento, da non eccedere nè in
+predilezioni e indulgenze malcaute, nè in diffidenze
+ingiuriose, nè in severità precipitose o tarde, le quali
+paressero atti d'arbitrio o di ubbidienza soverchia a
+cenni stranieri. Desideravano che alle relazioni cogli
+esteri Stati fosse tenuto dietro con veduta più ampia;
+che si sbrattassero Consoli inetti o ignobili o
+ligi a potentati non amici; che massime nel Levante,
+dove la lingua d'Italia è tuttavia la più nota,
+ma quella di Francia tra poco soverchierà, la bandiera
+Piemontese si facesse proteggitrice di tutti
+gl'Italiani, anzi de' Cristiani, indarno invocata. Desideravano
+che gli altri potentati d'Italia non fossero
+fuor di tempo irritati, nè da minacciose promesse
+tenuti all'erta, ma, cominciando dai meno<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span>
+avversi, procurassesi di ottenere da essi, ogni agevolezza
+possibile e a sè e ai loro sudditi; non si permettesse
+ai giornali insolentirgli contro, non si attendesse
+per questo il precetto di Francia; non si facesse nelle
+animosità distinzione ingenerosa tra i forti e i deboli;
+i più ostinati tra questi mettessersi dalla parte
+del torto coll'abbondare in riguardi, che mai non
+potevano parere paura; che con gli esempi del meglio
+tranquillamente continuati, questa parte d'Italia
+si facesse rimprovero a chi non la voleva modello.
+Desideravano (cosa per vero difficile a condurre, ma
+non impossibile politicamente, in dieci anni di tempo),
+che deposte le diffidenze proprie e dileguate a
+poco a poco le altrui, ritentassesi quello che si era
+fiaccamente voluto nel 48 o fatto le viste di volere,
+dico la colleganza, non di servigi dall'un lato e d'imperii
+dall'altro, ma di mutui sicuri vantaggi tra i
+due grandi Stati Italiani i quali soli potevano rendere
+vita di nazione all'Italia; che quel vincolo maritale
+il qual poi stretto a questo fine con una famiglia
+che i suoi doveri fanno essere necessariamente
+straniera, per quanto le sue affezioni vogliasi credere
+che la rendano amica e devota, quel vincolo si
+stringesse a viemmeglio preparare l'interna unità.</p>
+
+
+<h3>VI.&mdash;<i><a name="Congresso_a_Parigi">Congresso a Parigi</a></i>.</h3>
+
+<p>Io non dico che tutte queste fossero cose operabili:
+dico anzi che da un solo uomo operabili
+non erano nè tutte nè la minima parte di quelle;
+che le più importanti operare non poteva il Piemonte<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span>
+tutto intero qual è. Io non approvo e non
+biasimo; espongo, e rammento. E la memoria mi
+dice che i benefizi sperati dalla guerra di Crimea, la
+qual guerra poteva portare seco pericoli estremi ai
+deboli se continuata e dilatata, non vennero appunto
+di lì. Se il Piemonte ebbe quindi opportunità di sedere
+a un congresso coi maggiori potentati d'Europa,
+ognun sa che le cose seguite nel corrente,
+anno con quella adunanza non hanno vincolo necessario,
+poichè i nemici d'allora dovevano poi
+sperarsi proteggitori, e un alleato e proteggitore
+d'allora sospettarsi avverso. In quel congresso fu
+parlato, sì, dell'Italia; ma come? non del farla
+libera da quella forza che sola mantiene le dominazioni
+minori moleste; non per accennare, nè anco
+in ombra, ai dolori o alle speranze de' Veneti e
+de' Lombardi; non per proporre i veri rimedi all'abuso
+della potestà temporale del Papa, contro il
+quale pareva esser vòlto tutto il coraggio dello zelo,
+quasi contro il solo accusabile: ma lui solo prendevasi
+in mira, non tanto quasi come una specie di
+mito politico, quanto come il più debole, e da potersi
+assalire con più sicura speranza di raccorre i
+suffragi de' seguaci di Lutero e di Arrigo VIII, di
+Fozio e di Maometto. Alla proposta che ne porgeva
+il Piemonte, diresti che sole le Legazioni patissero
+del governo de' preti, che sole meritassero reggimento
+migliore, sole fossero mature a questo. E i
+rimedi suggeriti alle piaghe di quel membro, indiviso
+dall'intero corpo piagato, erano pure insufficienti,
+e portavano seco nuovi dolori e pericoli. Il<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span>
+pericolo più grave era quel paragone ingiurioso e
+odioso tra le une e le altre provincie, quel fare
+alle une sperare ciò che alle altre negavasi con
+tanto più dura noncuranza che pareva meditata e
+accompagnata di ragioni o di scuse. Eccitando negli
+uni fiducia importunamente superba, negli altri invidia
+dispettosa e disperata; e per più squisitezza
+di spregio, consigliando ai preti regnanti l'accorgimento
+di commisurare al numero dei sudditi da tener
+sotto, il numero degli armati Italiani e stranieri
+che bastassero al tristo uffizio; venivansi a suscitare
+discordie nuove in paese dalle discordie ingangrenito;
+e così preparavasi la civile e la morale
+unità.</p>
+
+
+<h3>VII.&mdash;<i><a name="Disegni_piu_vecchi_insieme_e_piu_nuovi">Disegni più vecchi insieme e più nuovi</a></i>.</h3>
+
+<p>Cotesta vecchia ricetta, razzolata tra' fogli del
+conte Aldini, uomo imperiale, che, come Bolognese,
+badava a San Petronio e alle aggiacenze, e che scriveva
+al principe di Metternich, come protomedico
+della Corte e della Penisola; cotesta ricetta, ognun
+vede non essere invenzione colpevole del valente
+uomo che a Parigi nel 56 la mise innanzi modestamente,
+per condiscendere al desiderio d'alcuni
+tra suoi amici, i quali dalla guerra di Crimea non
+speravano migliore frutto; nè a quanto pare da ciò
+lo sperava egli stesso. Onesta e pia cosa è discernere
+l'angustia de' concetti dalla malignità degli intendimenti.
+Nè intendimento maligno è da imputare, non
+dico all'arguto ministro che nel congresso di Parigi<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span>
+portava in mezzo quell'unico tema, ma nè anco a
+coloro che facevano lui troppo modesto canale di
+voglie nell'apparente boria modeste. Senonchè bisogna
+pure soggiungere che meno angusto concetto
+che quello di cui la facondia del conte di Cavour si
+faceva levatrice nel 1856, era il concetto di Pellegrino
+Rossi nel 1832, quale apparisce da una sua
+lettera al signor Guizot opportunamente ristampata
+dal signor Eugenio Rendu nel recente suo libro intorno
+alle <i>Relazioni tra le Corti d'Austria e di Francia
+e di Roma</i>; libro che chiaramente dimostra
+quanto dalla protezione austriaca e la Corte e la
+Sede di Roma abbia patito e sia in più pericolo di
+patire. Vero è che il Rendu mescolando un po' le
+memorie con le speranze, ci dona l'occupazione
+francese, qual è stata dal 49 infino a' dì nostri, come
+restitutrice della dignità del Papato. Ma la sua argomentazione
+speriamo che, se non storia, sia vaticinio;
+e, giacchè le cose sono a tal punto da chiedere
+imperiosamente agli stessi imperanti risoluzione
+seria, aspettiamo. Fatto è che il Rossi, più d'un
+quarto di secolo fa, proponeva che non solo le Legazioni,
+ma insieme le Marche formassero uno Stato
+da sè, titolarmente soggetto al Pontefice, e debitore
+a lui d'un annuo tributo, assicuratogli da Austria
+insieme e da Francia. Il Papa così diventava protettore
+davvero de' sudditi suoi Italiani dalle esterne
+e interne violenze, e non protetto per forza d'armi
+esterne contro le esterne insidie e contro gli odii intestini.
+E non che scemare, gli cresceva sovranità;
+dico quella sovranità vera e degna di persona spirituale,<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span>
+che secondo le originarie condizioni, gli fu
+conceduta sulle <ins title="Note di trascrizione: Nell'originale 'provincei'">provincie</ins> conservanti il diritto di
+governarsi di propria autorità.</p>
+
+<p>Più largo ancora che quello del Rossi, era un
+concetto più antico, cioè del 1822, ed era più pio al
+Pontefice, ancorchè dettato da Gian Pietro Vieusseux
+protestante. Lo dettava egli alle istanze reiterate del
+conte di Bombelles, uomo probo, allora ambasciatore
+austriaco in Toscana, marito a una figliuola di madama
+di Brun, conosciuta da esso Vieusseux in Copenaghen,
+amica al Sismondi, e riverente al nome
+italiano. Proponeva il Vieusseux fin d'allora una
+Confederazione di Principi Italiani, una Lega doganale,
+e quanta conformità d'istituzioni veramente
+civili potessero permettere quei miseri tempi. Della
+quale proposta giova, come di documento storico,
+tenere di conto, e all'affetto dell'uomo benemerito
+renderne onore. E importa notare, che tra le cose
+prudenti allora e opportune a dirsi, non più accomodabili
+a questo tempo, ce n'è parecchie, e le
+più rilevanti, alle quali dovrebbero porre mente i
+fondatori d'una Confederazione Italiana sul serio;
+che, determinando questo concetto ancora incerto
+nella mente e de' governanti e de' popoli, ne persuaderebbero
+la possibilità, ne farebbero più agevole
+l'attuazione, e più sicura anco ai più diffidenti.</p>
+
+
+<h3>VIII.&mdash;<i><a name="Jattanze_e_speranze">Jattanze e speranze.</a></i></h3>
+
+<p>Ma ritorniamo all'animoso ministro dal quale
+l'ordine delle idee ci portò alquanto lontano. Rivenuto<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span>
+di Parigi al suo parlamento dovevasi certamente
+aspettare che, col ritegno voluto dalla prudenza,
+egli toccasse delle cose trattate in Parigi,
+cioè della proposta sua rispetto al migliore governo
+da dare a una parte degli Stati Papali. Nel che non
+poteva, almeno in massima, non convenire, e l'Imperatore,
+la cui lettera a Edgardo Ney rimaneva da
+più anni quasi fatta ludibrio alla Corte di Roma; e
+l'Inghilterra, che aveva nella vittoria di Crimea
+messa in luce piuttosto la sua debolezza che la sua
+forza, e a cui doveva gradire che opportunità le si
+offrisse di far prova altrove in qualche maniera della
+propria potenza. Veramente dovevano e l'Inghilterra
+e la Francia rammentarsi altresì le accoglienze non
+rispettose da Napoli fatte alle loro ingiunzioni, le
+quali avevano per ragione il disordine che quel governo
+fomentava in Italia, e quindi in Europa: al
+che Napoli colla sua inerzia sprezzante pareva rispondere,
+che altre cagioni di disordine numera
+l'Italia e l'Europa; e che, tolte via queste, provvederebbe
+anch'esso a fare il possibile dal suo canto.
+Ma le parole del ministro in parlamento parvero
+avere significato più ampio che le sue proposte in
+Parigi; e in quasi tutti subitamente infusero speranze
+grandi. Dicevano, maravigliati dell'inaspettata
+fiducia: non è possibile che parole tali non
+siano quasi il saggio d'altre parole segrete ancora
+più minacciose ai nemici nostri, non siano precorritrici
+di fatti prossimi, memorandi. Quindi le congratulazioni
+e i ringraziamenti affrettarsi; e l'esultazione
+parere tanto più ragionevole, che rammentavasi,<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span>
+l'oratore in altri tempi più disposti a guerra, essersi
+dimostrato ben cauto. Ma coloro che questa
+memoria e la conoscenza degli uomini rendeva
+cauti, non però diffidenti, aspettavano che prima
+ancora de' fatti, altre parole venissero a rischiarare
+e temperare le prime. Vennero nel Senato, dove il
+prudente dicitore avvertì, non essersi bene inteso il
+significato del suo primo discorso, fervente di pii
+desiderii, ma non istigatore di pericolose speranze.
+Certo è che le cose accadute nel 59 non erano nè
+pattuite nel cinquansei nè previste. Che a maturarle
+(come taluni sognano, calunniando i popoli più che i
+principi) servisse un misfatto, che quella paura ispirasse
+generosità; il crederlo sarebbe quasi un farsi
+complice del misfatto: nè su tali stoltezze può l'uomo
+onesto pur fermare il pensiero. Vero è che di lì
+venne occasione a una legge, la quale, se le precedenti
+non bastavano, doveva essere portata assai
+prima, acciò non paresse riparazione tarda, e quasi
+confessione di reità nè commessa nè imaginata. E
+quelle leggi che provvedono al rispetto delle persone
+e dell'onore sì de' principi e sì de' privati cittadini,
+dovevano alcuna volta essere con severità più coraggiosa
+eseguite. Ma cotesta negligenza piuttosto che
+agli uomini del governo è da imputare alla timidità
+de' cittadini stessi, o alla loro inopportuna generosità.</p>
+
+
+<h3>IX.&mdash;<i><a name="Patti_segreti">Patti segreti.</a></i></h3>
+
+<p>Se i fatti storici, per disgregati che paiano, non
+possono in tutto tenersi divisi così che non abbiano<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span>
+tra sè relazione veruna; non si deve però nè anco
+la loro apparente successione, o il materiale concorso
+di certe circostanze, prendere come vincolo
+di causa ed effetto. La critica storica in questo rispetto
+dev'essere governata dal criterio morale; e
+specialmente ne' fatti recenti deve l'uomo tenersi
+in guardia contro i pregiudizi delle passioni, e contro
+le sentenze de' politicanti volgari, e anche contro
+le testimonianze di taluni fra gli uomini che
+hanno presa qualche parte alle cose. Chi dicesse
+che alla alleanza di Francia col Piemonte nel 59 la
+guerra di Crimea fosse necessario apparecchio, si
+mostrerebbe nuovo delle cagioni che consigliano le
+alleanze. Ma chi non volesse immaginare alcun negoziato,
+alcun patto precedente alle cose seguite nel
+corrente anno, col fare un vuoto nella serie de' tempi,
+non provvederebbe alla verità meglio di coloro
+che il vuoto riempiono con negoziati e con patti da
+sè immaginati. Quest'è la parte inscrutabile della
+storia: nè a dileguare tutte le finzioni mitologiche
+le quali confondonsi all'esperienza degli uomini quotidiana
+basterà, cred'io, la luce che suole in tali
+oscurità venire portando il corso degli anni. Quel
+che fu detto e taciuto, inteso e sottinteso e <ins title="Note di trascrizione: Nell'originale 'franteso'">frainteso</ins>
+a Plombières; quello che fu poi sopraggiunto o detratto
+o mutato espressamente o no dalle parti, a
+Parigi e a Torino, a Milano e a Firenze, e altrove;
+per quali gradi si passasse dalle prime prudenti
+promesse di pace scritte per rassicurare l'Europa,
+al proclama dato in Milano, e dalle nozze di Clotilde
+di Savoia alla pace di Villafranca; non lo sapranno<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span>
+ben dichiarare nè tutte insieme raccolte le lettere
+de' giornali più minutamente informati, nè tutti i più
+autentici documenti diplomatici che, a cose finite,
+usciranno alla luce; nè le memorie che della vita
+propria potranno scrivere coloro stessi che parteciparono
+ai patti, che fecero e che disfecero; nè le
+stesse loro narrazioni privatissime confidate agli
+orecchi de' più intimi amici. Perchè ciascheduno
+de' partecipanti non sa che una porzione de' fatti,
+quella dov'egli operò di persona, o di cui fu testimone;
+ma quanto accadde in sua assenza, quanto
+fu o espresso o lasciato intendere o disdetto o impedito,
+insciente lui, tutto cotesto può essere che
+taluno de' principalmente benemeriti lo ignori e lo
+giudichi malamente fors'anche più dell'ultimo dei
+suoi segretari. Nelle stesse parole inenarrabili, che
+posson essere corse tra due uomini soli, chi dice a
+noi che e l'uno e l'altro le abbiano prese nel medesimo
+senso, e nel medesimo le abbiano ritenute;
+e che i nuovi casi via via succedentisi non ne abbiano
+quasi insensibilmente mutata nell'animo loro
+l'intelligenza con tanto più risico di reciproci sbagli,
+quanto più i due uomini erano sinceramente
+unanimi, ed espertamente avveduti, e cautamente
+animosi? Chi dice a noi che in faccende tanto gravi,
+dalle quali pendeva il destino di milioni e milioni
+d'uomini, e l'onore de' negoziatori (dico l'onore nel
+senso comune della parola, e anco in quell'altro
+che concerne l'esito fortunato), parlando ciascun di
+loro seco medesimo, si sia trovato dal principio alla
+fine sempre costante a sè stesso; e che nella medesima<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span>
+parlata che nell'intimo suo faceva in un punto
+medesimo, si sia bene inteso, e francamente svelato
+a sè il suo volere? Disperati pertanto, come noi
+siamo, di conoscere la verità segreta de' patti, attenghiamoci
+a quel che d'essi apparisce manifesto
+in digrosso, e materialmente palpabile; facciamo
+come gli anatomici che sotto il coltello scrutatore
+ben sanno di non poter rincontrare la vita, ma, come
+possono, studiano nondimeno la vita.</p>
+
+
+<h3>X.&mdash;<i><a name="Apparecchi_e_auspizii_della_guerra">Apparecchi e auspizii della guerra</a></i>.</h3>
+
+<p>Se in troppe cose doveva il Piemonte pendere
+dal cenno del suo potente alleato, e prenderne le
+parole e i silenzi per norma; in una cosa gli era
+utile e bello imitarlo, nella parsimonia delle minacce
+e de' vanti, sì perchè questa è indizio di forza e
+augurio fortunato, sì perchè non paresse che il più
+debole fosse quasi condannato alle parti di provocatore,
+e avesse sembianza di semplice strumento
+alle altrui volontà. Rammentiamo con quanto riserbo
+e il Governo di Francia, e gli stessi giornali
+francesi, parlassero dell'Austria innanzi la guerra;
+e questo, se non ci spiega, c'insegnerà molte cose.
+Ma continui clamori, non ismentiti, e non rattenuti
+come ognun sa che potevasi in questa libertà della
+stampa, sfidavano il nemico, e lo annunziavano disfatto
+già. Poniamo che esso non se ne lasciasse
+aizzare, che si tenesse armato sull'orlo dell'opposta
+riva, aspettando a tutte le ore; e che d'altra parte
+l'esercito di Francia si tenesse alle opposte falde<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span>
+dell'Alpi, secondo la parola Imperiale la qual non
+prometteva soccorso se non quando il Piemonte
+fosse dalle armi austriache occupato. Cotesto stato
+d'inerzia violenta, di guerra senza guerra, di minaccia
+senza sfogo, cotesto sfoggio rovinosissimo di
+potenza impotente, diventava ai freddi e ai crudeli
+spettacolo di ludibrio; ma agli Italiani aspettanti
+tra speranza convulsa e terrore dell'oppressore irritato,
+si faceva incomportabile, inaudita agonia. Se
+l'Imperatore austriaco, quasi impietosito, volle colla
+sua uscita imprevista e incredibile trarre d'impaccio
+la parte avversa; non so chi ne possa andare
+superbo. So bene che taluni invocavano le armi austriache
+di qua dal fiume acciocchè tirassero le
+armi francesi di qua dal monte; ma io confesso che
+le esperienze fatte sul corpo delle nazioni con tali
+calamite non mi paiono un miracolo d'arte e di
+scienza. La tardità e inettitudine de' condottieri nemici,
+le piogge del cielo e le acque della terra, la
+provvida celerità del soccorso straniero, potettero
+attenuare i danni, ma non impedire la troppo presentita
+possibilità che Torino per qualche giorno vedesse
+nelle sue vie la bandiera gialla e nera; non
+impedire la mal dimenticabile calamità, che provincie
+fiorenti fossero da quell'aspetto contristate, insanguinate
+fuor di battaglia, insultate con ladre
+angherie. Pagò caro; nè fu solo il braccio della
+Francia a respingerlo di là da uno e da altro e da
+altro fiume, d'una in altra e trincera e città; nè
+l'esercito Piemontese fu alla memorabile impresa
+un inutile soprappiù. Combattettero allato ai soldati<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span>
+di Crimea e d'Affrica, e noti inugualmente, soldati
+d'Italia; e tra questi, alla pari coi meglio esercitati,
+i novelli; e ciascuna regione della Penisola portò il
+suo tributo. Gran danno che, siccome i due Principi
+Capitani, siccome le due nazioni sorelle, così non
+potessero sempre e in tutto consentire intimamente
+i due eserciti ne' loro comandanti inferiori; e ciò
+non per colpa d'alcuno in ispecie, ma perchè la novità
+del fatto, e la diversità de' modi e de' temperamenti,
+più che quella degli umori e degli animi,
+nocque un po'. Nè maraviglia se questo tra Piemontesi
+e Francesi accadesse, quando taluni de' militi
+stessi d'altre parti d'Italia ebbero a sentire alquanto
+fredde le accoglienze de' loro fratelli, non si
+ricordando delle tante cause che per secoli li tennero
+divisi da essi. Non è però meno da desiderare
+che questo non fosse; non è men da dolersi che
+delle feste cordialmente clamorose fatte ai Francesi
+venuti alla guerra nessuno evviva rimanesse per il
+ritorno di loro vittoriosi, nessuna ghirlanda. Io so
+bene che la gratitudine era ne' cuori, e che il dolore
+del disinganno è scusa più che sufficiente negli
+occhi de' Francesi stessi; ma il meglio era governarsi
+per modo da rendere o meno inuguale l'espressione
+della gratitudine, o piuttosto impossibile
+il disinganno.</p>
+
+
+<h3>XI.&mdash;<i><a name="Rotta_e_interruzione">Rotta e interruzione.</a></i></h3>
+
+<p>Fatto è che l'Imperatore de' Francesi potè scrivere
+d'avere francato e il Piemonte e la Lombardia;<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span>
+potè questa e quello chiamare debitori alla Francia;
+potè quindi prescrivere al suo benefizio il limite
+della propria volontà. Gli appassionati hanno un bel
+dire che la pace di Villafranca è una ristampa del
+trattato di Campoformio con giunte e con varianti:
+l'arbitro delle nostre sorti, o chi parla per lui, può
+rispondere, che la guerra nel suo concetto non era
+che un episodio e quasi una parentesi della pace;
+che l'altra guerra di Crimea è similmente finita,
+lasciando le cose a mezzo, il vinto non più debole
+di prima, l'alleato da soccorrere non punto più forte;
+che se là una fortezza fu smantellata, e qui risparmiatene
+quattro, qui s'è in compenso ricevuta
+con una mano, e donata con l'altra, una delle più
+beate provincie del mondo; che la parola <i>rimettere</i>,
+comunque s'intenda nel francese e nelle altre lingue
+d'Europa, non muta la natura de' fatti; e che la storia
+dirà a chi quella provincia sia data, da chi conquistata,
+e con quale frutto. Noi che non sappiamo
+nè gl'intendimenti segreti di questa guerra, nè le
+promesse che a lei precedettero, e non abbiamo altri
+documenti che le parole d'un proclama, e le promesse,
+non sempre uguali e non tutte chiare, divulgate
+in nome del Piemonte, ma nè dal suo Re nè
+dal suo Parlamento asserite; noi possiamo, se questo
+ci giova, gridare barbaro col Metastasio il nostro
+destino; il meglio è tacere, e apprendere come
+si vive. Chi invoca l'altrui soccorso, per gaie che
+gli si facciano le condizioni, egli primo fa a se medesimo
+una condizione dura, che la generosità altrui
+può fino a un certo segno alleviare, mutare del<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span>
+tutto non può. Chi ha troppo sperato, ha già tolto a
+sè stesso il diritto di muovere doglianza se le speranze
+sue tutte non sono adempiute. Chi ha sperato
+in altrui, per forte che sia, non è più in tempo a far
+prova di quel coraggio disperato che da ultimo vince.
+Ricorrono adesso al Piemonte altri popoli speranti
+in lui, ma in lui solo; e il Piemonte dalla sua
+stessa vittoria è messo in tale stretta da non poter
+nè accettare di pieno arbitrio, nè rifiutare, nè lasciare,
+nè prendere; apparisce avido insieme e
+timido, e non è nè questo nè quello. E non per avidità
+nè per timidità, ma per altre cagioni che sarebbe
+difficile dire chiaro, il suo potente alleato non
+può permettergli ch'e' muova un passo senza prendere
+norma da quel che conviene alla Francia. <i>Nec
+tecum possum vivere, nec sine te.</i></p>
+
+<p>Senonchè legge provvida della natura si è, che
+in ciascun'anima umana, e così in ciascuna società
+d'anime, sia una certa quantità, siccome
+d'ogni altro bene, anco di buona fede. Felici gli
+uomini e i governi e i popoli che sanno ben collocarla,
+e la spendono in cose e in persone oneste,
+presso cui sole essa può rendere frutto. Ma la
+buona fede anco nelle cose e nelle persone oneste
+ha i suoi limiti: e limite consiste nel volere non
+tutto quel ch'è possibile, il che darebbe troppi diritti
+alle speranze dei deboli, li renderebbe perpetui
+creditori e importuni tiranni dei forti; ma volere
+l'utile, dico l'utile di coloro dai quali aspettasi
+un qualche servigio. E quand'anco il servigio
+paia espressamente promesso, bisogna por mente<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span>
+alle parole che esprimono la promessa, e non dare
+a quelle un tropp'ampio significato. Io non dico che
+le parole annunzianti l'<i>Italia libera fino all'Adriatico</i>
+dovessersi intendere archeologicamente, cioè de' limiti
+fin dove il mare arrivava in antico, che sarebbe
+la città d'Adria, e in tempi più remoti ancora
+più su; ma dico che il nome di libertà si può
+intendere in molte e diverse maniere, e che ai deboli
+non è lecito dargli l'interpretazione più comoda
+a loro. Certo è che vedendo intatto dalla guerra
+l'Adriatico, e del grande apparato marittimo non si
+fare dinnanzi a Venezia quell'uso che gli Austriaci
+più d'ogni sforzo terrestre dovevano paventare; raccogliendo
+le confessioni e le affermazioni non tanto
+private che non diventassero pubbliche, le quali porgevano
+ai Veneti tutt'altro che speranze; leggendo
+nella Gazzetta di Venezia il dì seguente alla battaglia
+di Solferino un annunzio stampato già in altri giornali
+nel quale vaticinavasi l'armistizio e le cose che
+poi sono fedelmente seguite; e rammentando il celebre
+motto che l'<i>Impero è la pace</i>; se ne viene a dedurre
+che la promessa dell'Italia libera è stata interpretata
+in modo non conforme alla critica diplomatica,
+e che lo sbaglio è da apporsi ai chiosatori
+imperiti. Il tutto si spiega supponendo che l'Imperatore
+dei Francesi abbia con troppa buona fede
+sperato che Austria e libertà italiana si possano
+conciliare. Non già ch'egli potesse essere tanto credulo
+da sperare un Governo Italiano di libertà civile
+entro a un Governo estero militare, nè le franchigie
+politiche de' popoli consociate amicamente al franco<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span>
+esercizio d'una polizia non assai popolare. Ma l'Imperatore
+si figurò che, siccom'egli in Villafranca mutava
+disposizioni verso l'Austria vinta, o almeno
+disperata di vittoria, così l'Austria muterebbe a un
+tratto disposizioni verso i Veneti, se non liberati secondo
+il senso volgare della parola, almeno raccomandati
+dal suo vincitore.</p>
+
+<p>L'esempio de' Principati di lungo il Danubio gli
+era forse ragione a fidarsi, dove l'Austria smesse
+da ultimo, tuttochè di mala voglia, le sue renitenze
+men cristiane che turche; e dove con una specie di
+scherzevole arguzia, vennesi a conseguire una specie
+d'unità. Vero è che, pensando alla tanta mole
+di guerra, a tanta parte d'Europa insorgente per la
+Turchia e per la civiltà contro Niccolò delle Russie
+il qual diceva combattere per la croce; pensando al
+tanto sangue versato, alle ruine fatte e alle eccitate
+speranze, i benefizi da dedurne a Moldavia e a Valacchia
+potevansi aspettare maggiori: vero è che
+l'unità della persona del Principe non è l'unità del
+principio nè dello Stato; che all'occorrenza d'una
+novella elezione ritornano in campo le dubbietà e le
+discordie; e che tocca ai Rumeni piuttosto iniziare
+che compire l'impresa. Ma ad ogni modo la condizione
+di que' Principati è meno incerta con accanto
+il Gran Turco, che non sia quella del Veneto e dell'Italia
+con l'Austria soprale; e nel Veneto, quanto
+più augusti erano anco diplomaticamente i diritti,
+tanto più minacciosi si fanno, dopo la guerra liberatrice,
+i pericoli di servitù. Men difficile imporre a
+Turchia leggi d'equità verso popoli mezzo francati,<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span>
+e per buone ragioni sorretti dalla Russia vicina, che
+imporre all'Austria, accovacciata in un nido d'Italia,
+patti di lega fraterna co' Principi Italiani e co' popoli;
+trovar modo di conciliare i Principi tra loro e
+co' popoli; sancire istituzioni tutte nuove, e donar
+loro in un dì la fermezza d'inviolate consuetudini
+antiche. Questo credette l'Imperatore de' Francesi
+fattibile nel suo buon volere, di cui diede saggi guerreggiando,
+e nella sua grande potenza della quale è
+prova arditissima la pace stessa.</p>
+
+
+<h3>XII.&mdash;<i><a name="Congresso_e_guerra">Congresso e guerra</a></i>.</h3>
+
+<p>Di qui non è da concludere che la pace sia per
+essere universale e perpetua; giacchè se dall'un
+lato in Francia una parte degli armati rimandasi,
+dall'altro apparecchiansi nuovi armamenti; e la
+nuova parola inventata al nuovo bisogno, dico la demobilizzazione,
+va anch'essa interpretata con le cautele
+debite; giacchè la diffidenza stessa talvolta è
+una specie di credulità.</p>
+
+<p>Altra specie di credulità, di semplicità, se posso
+così dire, doppia, è il figurarsi di taluni, che un congresso
+europeo possa pacificamente ordinare ogni
+cosa, e il figurarsi di tali altri che dalle pacifiche
+dispute in congresso debba pullulare la guerra, e poi
+la libertà dalla guerra. Certo è che o posino le armi
+o s'insanguinino, le sorti dell'Italia infelice sono tali
+da non si poter decidere senza gli arbitrii della forza
+straniera; e che le parole pacifiche, i consigli amici,
+sono anch'essi nel caso nostro una maniera<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span>
+d'esercitare la forza. L'Imperatore de' Francesi,
+provandosi di fondare una Confederazione Italiana,
+assume non tanto il sospettato diritto quanto il debito
+tedioso e rischioso di sempre intervenire nelle
+cose d'Italia per sospingere questi, per rattenere
+quelli, per rammentare agli uni ch'egli hanno troppa
+memoria o troppo ingegno, agli altri che poco. E,
+non potend'egli, nè volendo, essere solo a compire
+gli uffizi di pedagogo de' Principi e di arcipresidente
+della Lega; ne segue che tutti i Gabinetti
+d'Europa troveranno la via d'immischiarsi nelle
+faccende dell'Italia liberata, come parecchi s'immischiano
+nella creazione de' Papi. Già fin dal 1847 fu
+detto, e dianzi da molte parti ripetuto, non si poter
+ritoccare i trattati senza il consentimento di tutta
+l'Europa; con che, senza forse avvedersene, vengono
+a riconfermare, come santi, i diritti dell'alleanza
+del quindici, anzi a spacciarli per diritti
+imprescrittibili e naturali. Consentimento di tutta
+Europa, qui suona un foglio sottoscritto da cinque o
+sei Principi, dopo un più o men lungo e amicabile
+disputare d'alcuni pochi inviati di Principi, dopo un
+negoziare della cui generosità non si disputa; senza
+che in questa Europa scrivente abbiano parte i parecchi
+milioni dell'Europa pensante e paziente, senza
+che questi sappiano delle ragioni espresse disputando,
+nè delle omesse, nè delle sottintese (e son
+quelle che tagliano il nodo); non sappiano nè anco
+del destino che loro si viene facendo, se non a cosa
+fatta. Questo significa il consentimento d'Europa.
+Entrano nel congresso certamente per intercedere a<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span>
+favore de' deboli, ma non però con sì rovinosa magnanimità
+che i forti abbiansi a ridurre nella condizione
+di deboli; giacchè allora farebbero di bisogno
+nuovi congressi per favorire coteste nuovamente
+create debolezze, sempre rispettabili, perchè debolezze,
+fosser anco di Principi.</p>
+
+
+<h3>XIII.&mdash;<i><a name="Inghilterra">Inghilterra</a></i>.</h3>
+
+<p>Io non dubito punto di quelle che, nel linguaggio
+della diplomazia e degli affetti teneri, chiamansi
+<i>simpatie</i> del mondo incivilito a pro dell'Italia; e
+non oserei da questo mondo escludere l'Inghilterra,
+ancorchè nel 1848 ella non ci abbia altro mandato
+che Lord Minto per saggio delle sue simpatie. Ma
+stimerei irriverenza all'amor patrio degli Inglesi il
+pensare che nel presente zelo che mostrano in pro
+dell'Italia sia in tutto dimenticata la cura degli utili
+loro; e che ad essi non paia bello il poter gareggiare
+d'italianità coll'Imperator de' Francesi, e fare
+le viste di voler superarlo. In troppe altre cose, e
+più arrischiate di questa, si viene manifestando la
+gara. E io confesso che, avendo l'Imperatore infino
+al giugno del corrente anno assai più avventurato
+per l'Italia che non abbia Inghilterra, non posso vedere
+senza rammarico e senza umiliazione, ch'altri
+intenda attribuire a sè quasi postume benemerenze,
+e paia aver compassione di noi per fare dispetto a
+chi dimostrò averla prima. Io non posso dimenticare
+le parole dal Visconte di Palmerston scritte al Principe
+di Metternich, <i>suo naturale alleato</i>, titolo oramai<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span>
+storico, come quello per cui tutti i Principi sono cugini:
+«Accordandomi ai sentimenti legittimi del diritto
+di possessione, per il quale il Governo austriaco
+manifesta la sua risoluzione di difendere i possessi
+imperiali in Italia, il Governo Britannico spera che
+nessun caso prossimo si presenti di mandare questa
+risoluzione ad effetto.» Giova sperare che il signor
+Visconte, mutate le insegne, e trasportato dall'Austria
+all'Italia il suo affetto, vorrà beneficarci con
+altro che con la speranza che l'Austria non voglia
+mandare contro di noi le sue risoluzioni ad effetto.</p>
+
+
+<h3>XIV.&mdash;<i><a name="Russia">Russia</a></i>.</h3>
+
+<p>L'Italia che dianzi aveva tutti contro di sè, oggidì
+pare che abbia tutti per sè cospiranti; nemici
+tra loro, o sospettati di poter domani diventare nemici,
+in ciò solo unanimi stupendamente: Prussia e
+Francia, Inghilterra e Russia. Anche Russia chiede
+un congresso; altri dice per la Turchia, cioè per
+la cristianità, che le preme: ma l'una cosa non
+esclude l'altra, essendo parte di cristianità anco
+l'Italia, a un dipresso. Certo è che la guerra di
+Crimea, anzichè respingere Russia verso Asia, la
+attrasse nel bel mezzo d'Europa; ebbe anche Russia
+la sua Villafranca. Storico, ma sul serio, anzi
+sunto di storia molta, è il motto: <i>Russia non s'imbroncia,
+ma si raccoglie</i>. Si raccoglie per isvolgersi,
+come chi si fa indietro per prendere con più empito
+la rincorsa. Russia, al modo di tutti coloro che si
+destinano, e son destinati a vantaggi sicuri e ultimi,<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span>
+sa aspettare. E siccome i governi liberi per loro
+fini si collegano co' governi assoluti; e umani in
+casa verso una parte della propria famiglia, verso
+un'altra e di fuori son altro; così per contrario i
+governi assoluti non solo si associano ai liberi, ma
+si fanno promotori di libertà, di rivoluzioni, di congiure,
+intendendo alla loro maniera il proverbio,
+che da un disordine nasce un ordine. Non dico che
+debbasi da noi perciò diffidare o della Russia o
+d'altri che sia, perchè nella diffidenza stessa, ripeto,
+può essere credulità: dico che conviene saper
+discernere le ragioni vere e della nostra fiducia
+e dell'altrui benefizio.</p>
+
+
+<h3>XV.&mdash;<i><a name="Germania_Confederazione">Germania&mdash;Confederazione</a></i>.</h3>
+
+<p>Non bisogna attribuire agli uomini (uomini sono
+anco i Principi, persone umane anco i governi) intenzioni
+sovranamente generose, o gratuitamente crudeli;
+nè troppo grossi pensamenti, nè troppo acuti.
+In questo rispetto Napoleone III fu da' suoi ammiratori
+calunniato, troppo più che se fossero suoi nemici.
+Per torcere le parole di lui a servigio delle
+proprie speranze, affermavano che quanto egli dice,
+è il contrario di quello che sente; dal che per vero
+le promesse all'Italia acquisterebbero senso troppo
+sinistro. Altri pensò che la pace di Villafranca non
+fosse che un artifizio per lasciare l'Austria impacciata
+nel Veneto, quasi un laccio di morte: altri per
+contrario pensò che l'accostarsi all'Austria era
+un'alzata d'ingegno per dividerla da Inghilterra,<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span>
+così come l'accostarsi a Russia era stato un voler
+mettere l'Inghilterra in pensiero. Altri ordiva una
+trama di ragionamento più fina; e diceva così:
+Francia non può permettere che Germania sia una,
+che diventi nazione davvero. Finchè Polonia viveva,
+vigile e minacciosa tra Germania e Russia, con la
+lancia sempre in resta contro la schiatta Germanica,
+la più invaditrice che sia sulla terra; l'Europa poteva
+affidarsi: ma, dopo la grande iniquità del secol
+passato, si è fatta trista missione alla Francia impedire
+che Prussia appropri a sè tutte le forze Alemanne.
+Or cotesto era da temere pocanzi; non gli
+eserciti del Reno accennanti alla Francia, ma l'autorità
+morale cresciuta alla Prussia dall'annichilarsi
+dell'Austria. Depressa questa con l'una mano, con
+l'altra conveniva rilevarla da terra; e il rilevarla
+era un'altra depressione. Il distruggere è un modo
+di creare; ma si può, anche creando, distruggere.
+Questo gioco l'ha fatto la pace. Non so se la Francia
+possa andar lieta di cotesto uffizio di reagente
+chimico di revellente medico, se a Napoleone III
+possa piacere pur l'apparenza di dissolvente e di
+pittima. Ma direi che chiunque troppo sperasse o
+troppo temesse dalla dissoluzione delle alleanze vecchie
+e dal congegno di nuove, risica di sbagliare;
+perchè e le nuove possono disfarsi, e le vecchie rifarsi,
+siccome vedemmo e vediamo. E c'è una perpetua
+naturale alleanza, in certe cose, di certa
+gente con certa altra gente. E per me credo, che
+senza voler nè difendere nè offendere l'Imperatore
+di Francia o quel d'Austria, altri potrebbe credere<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span>
+che nel loro colloquio e' si siano dette ragioni
+a vicenda persuasive, e che l'uno abbia fatta la
+parte dell'altro con rara, e forse unica, sincerità.</p>
+
+<p>Guardiamoci dagli eccessi. Perchè la Confederazione
+Italiana fu adoprata a palliare una pace non
+accetta, e a scusarla forse nella coscienza di chi cercava
+conforti a sè stesso più che ad altrui, per questo
+taluni parvero rigettare tutta sorte confederazioni,
+e si rifecero con rettorica incauta dal numerare
+gl'inconvenienti delle confederazioni che vivono,
+senza badare ai vantaggi. Laddove non si può di
+punto in bianco cogliere la perfetta unità; laddove
+questa è da coloro stessi che si dicono amici o sospettata
+o impedita; la Confederazione, quando non
+sia ludibrio o laccio, giova a prepararla e a promuoverla.
+Laddove poi siffatto vincolo è stretto dalle consuetudini
+e dalla ragione delle cose (della quale la
+stessa utilità può essere prova, tuttochè non ne possa
+tenere le veci), gli è cosa desiderabile senza dubbio.
+E affermo non solamente che la Confederazione Americana
+e quella di Svizzera, ma fin la Germanica ha
+per la Germania i suoi vantaggi; e che le discordie
+e i pericoli degli Stati Germanici non da questa
+causa provengono, ma da ben più profonde. Per la
+Confederazione, ancorchè svogliata e imperfetta, e
+mal tollerata da lei stessa, Germania si sente a
+qualche modo nazione, e ne prende le sembianze, il
+che è pure qualcosa; e ritrova occasioni frequenti
+d'aspirare a unità, e di farla all'Europa temere.
+Questo nome insomma è di per sè stesso una forza;
+e chi proponesse ai Tedeschi di sciogliere ogni Dieta,<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span>
+ogni simulacro e cerimonia di deliberazioni comuni,
+di affidare a uno Stato la cura di rappresentare
+tutta quanta la schiatta e di renderla daddovero
+una, non ne avrebbe risposta del sì, se non
+dallo Stato prescelto: e, messo al punto, anche questo
+esiterebbe, come abbiam visto fare nel quarantotto
+la Prussia. Esiterebbe non tanto per dappocaggine
+o per riguardi di verecondia e di generosità, quanto
+perchè sentirebbe sorgere dalla natura stessa delle
+cose difficoltà all'impresa non dissimili da minaccia.
+Certamente è ridicolo, in orribile maniera ridicolo,
+che la Confederazione Germanica pianti i suoi piuoli
+co' suoi cartelloni sull'estremo limite del Trentino,
+e distenda sè stessa fin là; e chi dice a noi che la
+nuova Confederazione Italiana per giuochi della sorte
+non impossibili non faccia sì che quei medesimi
+piuoli con quei medesimi cartelloni vengano trapiantati
+sulle rive del Mincio? Ma da coteste lepidezze
+germaniche non segue che quella loro Confederazione
+sia per ora così cosa da nulla come taluni la vogliono.
+Taluno de' quali, sbertando quella, confondeva
+ne' dispregi un degli Stati Tedeschi serbato forse a
+sorte maggiore che non le sia dato fin qui, la Baviera.
+Se si volesse per l'appunto misurare il valore
+intrinseco delle sovranità, io non so quanti sovrani
+davvero potrebbero contarsi in Europa; ma
+so che la vera potenza nè degli Stati nè delle nazioni,
+la vera loro efficacia sull'avvenire, la storia
+non le suol misurare nè dalla mole, nè dal rumore
+che fecero. La Baviera anco fino al dì d'oggi, come
+contrappeso, fu qualche cosa al disopra del nulla:<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span>
+ma potrebb'essere che diventasse un de' centri. E
+Napoleone I, coll'istinto de' grandi ingegni e degli
+uomini fatali, pare che lo presentisse; e accennò di
+volerlo operare: senonchè i lampi dell'alta mente
+erano brevi a illuminare le tenebre del suo cuore
+e la tempesta de' tempi. Ma può essere che, senza
+deliberata cospirazione di Principi o rivoluzione di
+popoli, Austria venga via via perdendo, e dall'un
+lato ceda del terreno alla Slavia rioccupante quel
+ch'è debito alla sua schiatta, dall'altro alla Baviera
+meno sfruttata e meno odiata, che rappresenti la
+Germania cattolica, e, rattenendo, educhi a istituzioni
+più equabilmente liberali la Prussia. Questo, insinattanto
+che la diversità delle confessioni, come nebbia
+importuna, al lume della virtù si dilegui.</p>
+
+
+<h3>XVI.&mdash;<i><a name="Roma">Roma</a></i>.</h3>
+
+<p>Se a questa grande unità Roma inalzasse il pensiero,
+ne avrebbe concetti e più italiani e più cristiani;
+e non solo al decoro della sede, ma alla sua
+stessa dignità temporale provvederebbe. I protettori
+della sua così detta indipendenza dovrebbero
+farle paura, quand'ella rammenti che anco la Russia
+accennò di voler essere vindice dei diritti del Pontefice
+Re; che il visconte di Palmerston scrisse nel
+quaransette: «L'integrità degli Stati Romani devesi
+riguardare come l'essenziale elemento della politica
+indipendenza della Penisola Italica.» Ecco come
+l'ingegnoso protestante concilii l'indipendenza della
+Chiesa Cattolica coll'indipendenza della nazione italiana,<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span>
+per mezzo del Regno Papale, conservato nella
+sua presente larghezza. Se poi Roma possa vantarsi
+e godere di tal protettrice quale è l'Austria, contro
+cui protestò, come contro usurpatrice, per bocca e
+di Pio VII e di Pio IX (e Pio VII faceva profetica
+confutazione de' sofismi odierni, ripetendo in senso
+contrario la parola stessa, e affermando le guarnigioni
+di Ferrara e Comacchio contrarie all'indipendenza
+assoluta della Santa Sede, nel suo principio),
+l'Austria che le tramava in casa cospirazioni, di
+quelle che essa oltre Po punisce col laccio e col
+piombo, altri giudichi. Certo il dover dipendere
+dalla difesa armata di protettori, per generosi e devoti
+che siano, è una indipendenza di nuova maniera.
+E i più generosi e i più devoti, dacchè si
+trovano coll'armi in mano ne' dominii del Pontefice
+indipendente, non possono non parere e ad altri e a
+lui stesso, tosto o tardi, sospetti di irriverenza.
+Guelfi o Ghibellini, protettori o nemici, quando sono
+negli Stati del Papa, tutti è forza che siano o paiano
+Ghibellini e nemici. Il cardinale Bernetti, quasi
+trent'anni sono, scriveva che al Santo Padre i suoi
+figliuoli, come sudditi, <i>non ubbidiscono che di nome</i>;
+nè credo che il cardinale Antonelli li abbia col suo
+senno civile o con le sue virtù religiose fatti diventare
+più docili. Or io non so come il non volere i
+popoli dipendere dal Principe possa fare che il Pontefice
+non dipenda da Principi, nè da popoli. Dovrà
+per lo meno dipendere dagli Svizzeri, da questi
+giannizzeri della Cristianità, i quali fin Napoli sente
+di non poter sopportare. E bisognerebbe poter interrogare<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span>
+la coscienza del cardinale Antonelli perchè
+ci dica se la indipendenza che viene a lui dalle
+milizie di Francia accampate in Roma, gli paia così
+comoda cosa com'egli pare profondo politico al Gabinetto
+di Francia. Lo schermirsi ch'egli fa dalla
+Confederazione minacciata sarà forse prova di raro
+accorgimento, ma non è certamente di sacerdotale
+franchezza. E io credo insomma ch'egli sia per
+l'appunto così contento della Francia, come la Francia
+è di lui.</p>
+
+<p>Quando Napoleone III calando in Italia prometteva
+serbare intatti al Pontefice i suoi dominii
+terreni, nel Piemonte alleato fu fatto sopra cotesta
+questione a un tratto silenzio, intimato, dicesi, dall'autorità,
+o, se piace meglio, consigliato. La subitana
+prudenza che teneva dietro alla licenza
+loquace, la qual troppo spesso confondeva e gli
+scandali della Corte e l'autorità della Sede, non
+parve a me, credente, generosità tanto imitabile,
+quant'era prova di maravigliosa prudenza e docilità.
+E scrissi poche pagine, non per trattare a fondo
+la questione già esaminata abbastanza, ma per rammentare
+riverentemente il diritto de' popoli, il dovere
+de' preti. Giovava che la discussione non fosse
+intermessa, anzi ripresa più pacatamente che mai,
+a fine di preparare, nella coscienza pubblica, all'Imperatore
+stesso gli spedienti di sciogliere il nodo,
+quando il suo momento venisse. Ma questo momento
+non poteva essere, pendente la guerra: conveniva
+dunque intanto ragionare, e aspettare la stagione
+de' fatti. Altri volle parere più zelante dell'uomo la<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span>
+cui opera era stata, siccome necessaria, instantemente
+invocata. Chi non seppe incominciare senza
+di lui, presunse finire senza di lui; e apparentemente
+almeno, a dispetto di lui, non curando se ne
+venissero smentite le sue parole, rotti i suoi segreti
+disegni. O cotesti disegni erano ignoti, e conveniva
+usare precauzione grande acciocchè l'inscienza e
+l'imperizia non paresse petulanza e ostilità; o erano
+noti, e il pure precipitarne di proprio arbitrio il
+compimento era per lo meno irriverenza pericolosa,
+o risicava di parere, che è il medesimo, e forse
+peggio. Non giova mai voler apparire più forte o
+più avveduto o più sollecito dei solleciti, degli avveduti,
+de' forti.</p>
+
+<p>Ma la questione in parole, e pubbliche e schiette,
+ripeto, potevasi intanto trattare, e dovevasi, anco
+per manifestare a Napoleone III i <i>voti legittimi</i> della
+nazione; al che egli disse di badare, e anche non
+volendo ci bada. Speravo che il mio scrittarello potesse
+essere inteso da tutti, come fu da moltissimi,
+per il suo verso: ma parve a taluno che, laddove io
+proposi lasciassersi i sudditi del Papa assaggiare
+altro governo, e poi, se loro meglio piacesse, ritornassero
+agli Svizzeri e al Papa, io proponessi sul
+serio un nuovo regno del Cardinale Antonelli. Che
+rispondere a interpretazioni tali? Che siamo in
+Italia; e che il fio della servitù lunghissima, e della
+poca intelligenza de' fatti e del linguaggio civile, bisogna
+pagarlo, e caro. Ora però dico sul serio che,
+se gl'Italiani non fanno senno, anco liberati dai
+Papi, quel ch'io davo come sfida dell'impossibile,<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span>
+diventerà inevitabile, e il Cardinale Antonelli sarà
+di bel nuovo Re. Altri si dolse ch'io, desiderando
+sottratto alla dominazione de' preti tutto il rimanente
+Stato, lasciassi la città di Roma per sede al
+Pontefice; come se io ve lo volessi Re in compagnia
+degli Svizzeri; come se il municipio di Roma amministrante
+sè stesso non potess'essere degnamente all'intera
+nazione congiunto; come se l'antica potestà
+temporale de' Papi non lasciasse ai municipii maggiore
+libertà che ora non ne lascino certi statuti;
+come se quelle liberali conciliazioni del diritto civile
+col canonico, le quali il Papa ha permesse in tanti
+Stati cattolici, non si potessero, anzi dovessero ammettere
+in Roma per evitare contraddizioni mostruose.
+A taluno pareva crudeltà di niegare all'alma
+Roma quello che concedevasi a Forlimpopoli:
+e appunto in quel mentre che la doglianza pia usciva,
+entravano in Perugia gli Svizzeri a insegnare l'intervallo
+che corre dai desiderii alla possibilità. Ma
+quand'anco da Roma e da Italia togliessesi insieme
+con la Corte la Sede; quand'anco la nazione volessesi
+diredare di quella morale potenza, maggiore di
+ogni impero, la qual verrebbe dall'autorità spirituale
+d'un uomo sopra milioni d'uomini sparsi per tutto
+il mondo civile, autorità ringrandita dallo sparir del
+diadema sopra la mitra; quand'anco giovasse alla
+libertà Italiana e alla civiltà che il primo prete o
+diventi suddito d'un Re straniero, o che un Re o una
+Repubblica lo ricetti e gli dia un paese devoto al suo
+speciale governo, a condizioni che potrebbersi fare
+gravi a lui a noi, forse a tutti; quand'anco ciò<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span>
+fosse, nessun uomo che abbia memoria del passato
+e discernimento del presente e presentimento dell'avvenire,
+oserebbe voler collocato il centro della
+nazione novella in quella città che nè per vantaggi
+militari nè per progressi civili e scientifici può dirsi
+centro, in quella città che non solo all'Europa tutta
+ma alla misera Italia stessa col suo nome risveglia
+tante rimembranze o di dolore o di rancore, di troppo
+recente umiliazione e di troppo antica grandezza.</p>
+
+<p>Ma queste sono anticaglie, che forse di qui a
+qualche secolo, come segue di tutte le anticaglie,
+ritorneranno novità: per ora il fermarvisi con la
+speranza o col timore sarebbe un far ridere i nostri
+nemici, un far sospirare o anche arrabbiare gli
+amici. Adesso abbiamo dall'un lato l'Impero Romano
+oltre l'Alpi (<i>Rome n'est plus dans Rome</i>), dall'altro,
+il cugino del Re di Roma, che combattè nel
+trentuno non contro il Pontefice ma contro gl'innumerabili
+regnatori di Roma al minuto, che da dieci
+anni difende non il regno ma la persona del Pontefice
+con soldati che non sono de' figli di Romolo; e
+insieme permette che una parte de' sudditi del Sacerdote
+Romano esprimano in parole e in fatti i
+loro voti legittimi non contro la persona del Sacerdote,
+ma contro que' regnatori al minuto. In queste
+che paiono contraddizioni, egli sentirà certamente
+una segreta convenienza che molti non sentono; ma
+io confesso di credere non impossibile che sia sinceramente
+sentita in qualche maniera.<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span></p>
+
+
+<h3>XVII.&mdash;<i><a name="L_Alleato">L'Alleato</a></i>.</h3>
+
+<p>E confesso altresì che, se le speranze in lui poste,
+se gl'impegni espressi o taciti con lui presi mi
+paiono cosa rischiosa e ad altri e a lui stesso; la
+dimenticanza di quegli impegni o la disperazione
+improvvisa mi pare assai più rischiosa. Confesso
+che alla sua entrata in Torino, dopo i memorabili
+cimenti suoi e del suo esercito, dopo la Lombardia,
+o parte almeno della Lombardia, liberata, nonostante
+la pace di Villafranca, avrei voluto men
+fredda accoglienza, acciocchè fin l'ombra della ingratitudine
+fosse dagli avvantaggiati e dai deboli allontanata,
+acciocchè il giusto dolore de' fratelli rimasti
+sotto il giogo e in agonia non fosse potuto
+imputare a sentimenti di presuntuoso dispetto, acciocchè
+l'angoscia appunto de' fratelli non fosse
+aggravata dalla tema che il potente irritato li abbandoni
+per sempre alla loro misera sorte. Io so
+bene che non si fa forza agli affetti, che non è degno
+simulare la gioia, e ridurre a cosa teatrale i
+trionfi: ma se quello era pretto e profondo dolore
+del benefizio non compiuto, pare a me che dovesse
+durare un po' più, e con più efficaci segni, e non
+in quell'incontro, essere significato. Il pensiero di
+quella giornata mi sta sempre dinanzi; e mi umilia
+non solo per il vincitore salutato così, ma e per la
+nazione che dalla sua improvvida credulità è tratta
+a convertire in amaro la gioia delle stesse vittorie,
+e si espone a esacerbare l'animo di colui che dianzi<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span>
+com'unica sua salute invocava. Lasciando stare
+gli affetti, che in politica voglionsi cosa spropositata,
+pare a me che se credevasi pur possibile che
+nell'animo dell'uomo una buona disposizione verso
+le cose d'Italia o rimanesse o si rinnovasse, cotesta
+possibilità di per sè sola era ragione a mostrargli
+riconoscenza; e caso che ciò non si credesse possibile,
+le accoglienze severe diventavano provocazione
+mal cauta, o per lo meno significazione inutile ed
+impotente. Posto che il tremendo alleato più non volesse
+giovare punto, non poteva egli nuocere più?
+Era forse amor patrio il fornire pretesti a que' consiglieri
+pur troppi che gli stanno d'intorno, che gli
+dissuadevano questa guerra, e che adesso di tale
+ricambio degli Italiani si farebbero un'arme contr'essi?
+Possibile che e nello sperare e nel disperare
+l'Italia abbia a dimostrarsi così nemica di sè?
+Intenderebb'ella a così caro costo e in così nuova
+maniera smentire l'antica calunnia appostale di Machiavelliche
+duplicità?</p>
+
+
+<h3>XVIII.&mdash;<i><a name="Il_non_fatto_e_il_da_farsi">Il non fatto, e il da farsi</a></i>.</h3>
+
+<p>Senonchè gli uomini previdenti che ha la nazione,
+anzi la miglior parte della nazione, pare che meglio
+intendano, e cerchino di farsi intendere meglio. E'
+s'accorgono che la pace di Villafranca ha sospeso
+assai cose, non ne ha conchiusa nessuna; che Napoleone
+stesso manifestamente dimostra la sua intenzione
+d'aver voluto lasciare adito non solo ai voti
+legittimi ma ai legittimi fatti. Nè egli può intendere<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span>
+la legittimità nel vieto senso de' regnanti di razza,
+restringendola ai diritti d'una famiglia, e cotesti diritti
+facendo salire e scendere per gli organi della
+generazione principesca; nè i voti de' quali egli
+scrisse, hanno a essere vuoti d'effetto, e desiderii
+di debolezza più che suffragii d'autorità. L'autorità
+propria egli deve all'autorità di que' voti, la dice
+dovuta; e in questo e in altre cose parecchie giova
+pigliarlo in parola. Pigliarlo in parola, non come a
+un lacciuolo, ma perch'egli desidera esserci preso;
+vuol essere inteso: e guai a coloro che non sanno
+punto intendere chi non vuol dire tutto! L'arte del
+sottintendere è la misura della civiltà, della quale
+l'Italia si tiene maestra. Non è nè svantaggio dei
+tempi, nè colpa di Napoleone III, se i popoli sono
+da esso invitati a manifestare le proprie volontà:
+ma chi si appagasse di manifestarle in sole parole,
+lasciando che Napoleone III faccia, frantenderebbe
+lui; il quale non potendo e non dovendo fare ogni
+cosa, e non volendo e non sapendo far nulla noi, ne
+verrebbe necessità che i suoi nemici e nostri facessero
+essi.</p>
+
+<p>L'occasione, anzi la necessità del parlare alto e
+dell'operare, non è passata dopo la pace di Villafranca;
+è anzi più destra che mai. Foss'anco passata,
+bisognerebbe apparecchiarsi a poterla cogliere
+se ritorna. L'apparecchio è di concordi consigli, di
+armi concordi. Il dir di volere tal principe, di disvolere
+tal'altro, dirlo in piazza o in assemblea, dirlo
+a tavola in brindisi o dalle finestre in dicerie applaudite
+senz'essere udite, non basta: non basta festeggiare<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span>
+trionfalmente la futura decadenza di tale o
+tale razza di Principi, e pregare gli stranieri che ci
+facciano poi italiani. I decreti delle Nazioni, acciocchè
+siano validi, devono essere incisi con la punta
+delle spade, e scritti col proprio sangue. Ma le spade
+italiane al bisogno contansi tuttavia poche. Da più
+mesi è sgombra Lombardia; e dopo tanto, esce un
+foglio di carta che intima la leva, una leva come
+ne' tempi ordinarii. E se nel luglio Luigi Napoleone
+moriva? E se s'avverava il suo presentimento di
+guerra più vasta, che altrove chiamasse le forze di
+Francia? Io non dico che l'ordine non sia buono,
+massime quando prova che le ombre arciducali non
+sempre ne sono la necessaria tutela; ma l'ordine può
+conciliarsi eziandio con gli apparati di guerra. Nè il
+numero dei pronti a combattere sì in Toscana e sì
+nelle Legazioni e sì ne' Ducati è tanto che possa, se
+non con sforzi di valore non tentabili per mera pompa
+e senza gran sangue, resistere all'austriaco invadente.
+Nè è cosa onorevole nè sicura fidare nella momentanea
+forzata inerzia del nemico, e di questa menare
+vanto. Or in tanto bisogno di braccia armate,
+in questa sospensione che rende tuttavia inevitabili
+al Piemonte stesso i soccorsi stranieri, io non intendo
+perchè i volontarii o sparsi per l'esercito o accolti
+in schiere da sè, dovessero, con sì precipitosa e
+non chiesta sollecitudine dei loro agi, essere lasciati
+liberi dell'andarsene, e non piuttosto, ora più che
+mai, allettati degli altri con fraterne accoglienze a
+venire: I Veneti specialmente, ai quali porre in mano
+pochi soldi da ritornare alle case loro, cioè sotto<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span>
+il bastone dell'Austria, sarebbe ludibrio crudele se
+non fosse sbadataggine di chi crede aver altro a pensare;
+i Veneti giovava che fossero tutti raccolti in
+una legione distinta del nome loro, per metterli al
+punto di più insignemente onorarlo, per mostrare ai
+calunniatori ignoranti o spietati, che anco il Veneto
+è Italia, che Austria, di qua dal Mincio insopportabile,
+non è benefattrice di là.</p>
+
+<p>Vero è che la pedanteria soldatesca non è tutt'uno
+con la disciplina militare; e che i poveri volontarii
+furono, sebbene armati di quella docile pazienza
+che è più difficile del coraggio, messi da
+cotesta pedanteria a prove dure. Ne trionfarono sopportando;
+e questa, al parer mio, è la più bella
+vittoria e più ben augurosa all'Italia, perchè vittoria
+di noi stessi. Che Stati finora aventi una qual si
+sia vita da sè, spontaneamente si addicano ad altro
+Stato, non dirò io certamente che non sia bello: ma
+può nel merito averci parte o l'ebrietà delle cose
+nuove, il pericolo delle dubbiose. Quando gli animi
+siano attutiti, e data giù la procella, allora comincerà
+daddovero il merito della concordia, il saggio
+dell'unità. Se fosse quel che raccontano, che a Perugia
+chiedente d'unirsi, taluni delle Legazioni rispondessero
+col rifiuto, cotesto non sarebbe auspizio
+d'italianità lieto assai: ma speriamo che sia
+voce bugiarda. Speriamo che quanti si sono dati al
+Piemonte, non aspetteranno oziosamente da esso quel
+ch'e' dice chiaro di non poter dare per ora, sapranno
+stringersi tra loro, e fare onoratamente da sè. Il cittadino
+guerriero che rappresenti e metta in atto <ins title="Note di trascrizione: Nell'originale 'la la'">la</ins><span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span>
+loro unanime volontà, non è sorto finora. Altri
+forse dirà che qui richiederebbesi un Washington o
+un Bolivar, non per fare repubblica (i nomi non
+creano le cose, talvolta le disfanno), ma perchè quei
+milioni d'uomini dimostrino di poter operare e pensare
+da sè, e perchè quindi il merito dell'unione
+apparisca. Altri dirà che il sorgere d'uomo tale potrebbe
+rapire nel moto altre parti che voglionsi intanto
+quiete; e che la mancanza di certe persone
+può non denotare tanto la infermità de' tempi quanto
+la provvida disposizione di Dio, il qual intende condurre
+gli uomini come e dove non sanno, e scemando
+la gloria de' meriti, sminuisce insieme pietosamente
+la taccia de' falli. Certo è che con coteste
+astrazioni matematiche, di linee che non sono superficie,
+e di superficie che non sono solidi; con
+cotesto voler separare nella libertà quello che la
+servitù stessa univa, non si fanno le grandi nazioni,
+nè di veruna specie cose grandi.</p>
+
+
+<h3>XIX.&mdash;<i><a name="Sincerita">Sincerità</a></i>.</h3>
+
+<p>Provvedasi almeno che, nella mezzanità de' concetti
+e delle opere, la sincerità delle intenzioni sia
+salva. Intendo bene ch'egli è difficile tarpare le ali
+al desiderio e alla fantasia, e farli andare al passo
+della diplomazia bipede e senza piume; intendo
+bene che scherzare coi suffragi universali e colle
+Costituenti non si può senza risico. Ma se le cospirazioni
+e le congiure, o i maneggi che somigliano a
+quelle, possono parere comode a certi Principi; questa<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span>
+è ragione di più perchè ne sospettino i popoli e
+le rigettino. Se la storia recente ci mostra, tra gli
+uomini che dicevano sè moderati, esempi di trame,
+se così piace, onestissime, ma che non si posson chiamare
+con altro titolo che di cospirazioni, soggiuntovi
+pure quello di ispirate e di sante; da ciò non segue
+che tutti i procedimenti in cui le parole e i fatti e le
+intenzioni non vanno d'accordo, sia da parte de' Principi,
+sia da quella de' popoli, non tornino da ultimo
+funeste a coloro stessi che avevano per sè la ragione
+e il diritto. E anche senza questo fomite di dissoluzione,
+l'Italia infelice ne ha troppi già nel suo seno:
+onde chi per tal mezzo volesse aiutarla, foss'anco
+con intendimento pio, sarebbe protettore sospetto.</p>
+
+<p>Io non dirò certamente atti di poca sincerità i
+così detti indirizzi, le congratulazioni e le condoglianze,
+le visite reciproche tra municipii e Provincie,
+i pranzi e le messe da morto, le ambascerie
+pubbliche e le deputazioni segrete, le feste nelle
+quali da ultimo sfogasi fino la disperazione: ma
+temo che qui non sia pari alla sincerità l'efficacia;
+che la civiltà troppo antica di certi paesi crei una
+politica troppo nuova delle cose del mondo. Io so
+bene che in mezzo agli evviva e alle tazze ospitali
+gl'Italiani tutti non cessano di pensare con lagrime
+al calice amaro, ad ogni ora riempiuto, che bevono
+i veneti fratelli loro: ma desidererei che in forme
+talvolta men clamorose fosse significato l'affetto dei
+meno disgraziati. Desidererei che pe' Veneti a un
+tempo e per sè con la medesima istanza pregassero
+tutti quelli dell'Italia di mezzo; che si facessero<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span>
+interpreti dell'altrui dolore per forza muto, non
+per stupidità o per paura, muto e immobile non per
+menomare i singoli oppressi a sè i mali proprii, ma
+per non aggravare inutilmente i comuni. Desidererei
+che una voce, che mille voci si alzassero per
+dire che nostri fratelli, Veneti insieme e Lombardi,
+nobil parte d'Italia, sono i popoli del Trentino, dannati
+in un limbo tormentoso a non essere nè Italia nè
+Germania, sospetti ad entrambe; sui quali nel titolo
+odiato di Tirolesi al peso della tirannide si sopraggrava
+l'incomportabile peso della immeritata calunnia.</p>
+
+<p>Ad alto uffizio per certo è in queste prove destinato
+il Piemonte: ma le difficoltà accumulate dalla
+storia e dalla natura, da' falli della nazione e dalle
+insidie dello straniero, al Piemonte si fanno più dure
+per le arti improvvide che certuni in suo servigio
+adoprarono. Noi lo vediamo costretto a pendere anch'esso
+dall'altrui volere e da' casi, a tenere sè e
+noi attaccati a un filo il cui capo non è per ora in
+sua mano; a misurare con più parsimonia le promesse
+ch'altri non faccia le minacce, le promesse
+che non sempre furono parche così. E questa differenza,
+non foss'altro, è disgrazia grande. Senza doglianze,
+inutili ormai, del passato, impariamo tutti,
+o deboli forti che si sia, a raffrenare le nostre e le
+altrui speranze, a non sospingere con l'una mano
+per poi coll'altra dover rattenere; a rammentarci
+che diplomazia e rivoluzione, se sono pericolose
+ciascuna da sè, molto più collegate; e che quand'anco
+esse paiano tendere al medesimo fine, per
+via si dividono, se non si combattono. Certamente<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span>
+il Piemonte, con similitudine ormai trivialmente ripetuta
+paragonato alla Prussia, non intende imitare
+la Prussia in questo, del dividere la nazione che
+egli aspira a far una. Le cause religiose e civili
+che in Germania sono di divisione, l'Italia non le
+ha; ha altre sue proprie, e abbastanza tremende,
+senza che le non sue per imitazione si aggiungano:
+e quella della religione sarebbe la più
+immedicabile, e tanto più rea che bisognerebbe qui
+intruderla per forza. Ma ricordiamoci tutti che i
+conati a unione, sebbene sinceri, non bastano a
+fare unità; come non basta a levarci l'Austria
+di tra' piedi il patteggiare che lasci a noi la Corona
+di Ferro: trista memoria, da desiderare che insieme
+con lei se ne vada.</p>
+
+
+<h3>XX.&mdash;<i><a name="Austria">Austria</a></i>.</h3>
+
+<p>Non rimanesse in Italia dell'Impero che un'ombra;
+basterebbe a dar ombra e agli Italiani e ai
+Potentati d'Europa, e più forse a quelli a cui dell'Italia
+importa meno. L'Austria stessa da cotesto
+simulacro di potestà, da cotesta soddisfazione
+momentanea dell'orgoglio, avrebbe pericoli senza
+compensi nè di vera dignità nè di lucro. E già
+il lucro a lei e la sicurezza e la vita, per quel che
+concerne l'Italia, sono cose disperatamente divise,
+nonchè dalla dignità, dall'onore. Che l'onore le
+possa essere reso da Luigi Napoleone per via della
+Lega, se egli in buona fede lo spera, non lo spera
+l'Austria certamente. Altra volta ella aveva in proprio<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span>
+nome proposta una lega, e dopo il quarantanove
+fattone que' saggi che impunemente poteva;
+ma e nel sedici la lega fu ricusata, e dopo il quarantanove
+aggravò su lei gli odii e fece più urgenti i
+pericoli. E il Metternich, con quella semplicità che
+e in bene e in male è la dote dell'esperienza consumata,
+scriveva: «che l'Imperatore non ha pretesa
+d'essere un potentato Italiano, ma si contenta
+d'essere il capo del suo proprio Impero.» Or è da
+credere, per quanto Napoleone III sia politico accorto
+e tenero dell'Austria, che il Metternich di quello
+che Austria vuole s'intendesse un po' più.</p>
+
+<p>Altri dimostrò argutamente che l'Italia è all'Austria
+peso e danno. Ma l'Austria pare disposta a rispondere
+che questo le è peso soave, e gratissimo
+danno, e ch'ella vuole pur seguitare provando agli
+Italiani la propria generosità e pazienza fino alla consumazione
+de' secoli. Del resto nel novero de' vantaggi
+che trae l'Austria dall'Italia, bisogna comprendere
+non solamente il danaro sonante che l'erario riscuote,
+ma tutti gli utili economici e commerciali che ne
+hanno le altre provincie dell'Impero, talune delle
+quali con questo titolo imperano veramente sopra
+l'Italia, e ricevono i suoi tributi; e però coll'Austria
+combattono e combatteranno contro di noi, tuttochè
+per altro dall'Austria oppresse esse stesse e ingiuriate.
+Poi l'argomento de' numeri potrebbesi allargare
+in forma a troppi altri molesta; perchè, se
+dovessero i governanti donare o vendere tutte quelle
+provincie dove per il momento presente la spesa è
+più della rendita, cotesta ragione varrebbe contro<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span>
+Inghilterra e contro Francia per le isole Jonie e di
+Malta e di Corsica; senza dire d'altre provincie
+dall'Austria dominate. E costei, con più apparente
+ragione che Francia e Inghilterra, potrebbe rispondere
+che, fidata nell'esperienza del passato e nel
+patto recente di Villafranca e ne' premii che sono
+promessi ai perseveranti (giacchè l'ostinazione e la
+stessa stupidità può parere a lei perseveranza, e non
+pare a lei sola), ch'ella spera che questo stato dispendiosamente
+violento, in cui tutte le ricchezze
+del suo regno Italiano le sono dalla guerra divorate
+e non bastano, cessi; che torni l'aureo tempo dell'ordine,
+del quale sia sufficiente guarentigia, invece
+del cannone, la forca; e le fortezze non servano che
+a custodia de' ribelli. Poi la soprallodata perseveranza
+austriaca ha un'altra idea: che il credito politico,
+a similitudine del commerciale, bisogna conservarlo
+a ogni costo, a costo anco di debiti rovinosi,
+e che tengano della rapina e del furto, e che pure
+non possano se non differire l'estremo fallimento e
+la fuga vituperosa. L'Austria vede che sopra la cosiddetta
+bilancia politica i potentati pesano non colle
+rendite nette, nè coll'affetto de' sudditi pochi, nè
+colla gloria delle armi poche e intemerate, ma colla
+estensione e la mole delle provincie che tengono,
+bene o male, o per amore o per forza. Coteste provincie,
+a un bel bisogno, servono non foss'altro per
+baratto; ma poi posson anco servire per titoli di
+nuova preda; giacchè nel jus delle genti, quale lo
+insegnano non i trattati teorici ma i pratici, la preda
+è diritto alla preda. Or se così è che le apparenze<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span>
+pur della forza somministrano vantaggi nelle partizioni
+che i forti fanno delle spoglie de' deboli; quando
+l'Austria non si tenesse aggrappata all'Italia per
+altro, ne la renderebbe tenace il pensiero della
+Turchia, ch'è la Gerusalemme de' novelli crociati.
+Dico della Turchia per un modo d'esempio; ma non
+intendo con ciò misurare gli appetiti dell'Austria, nè
+segnare il confine ai voli delle sue fantasie. Chi governa
+le fantasie di certi governi? La bilancia europea
+pesa tutto; ma chi misura gl'impulsi, furtivi o
+scoperti, delle tante mani che tengono la bilancia?</p>
+
+<p>Questo traslato poetico, e le mitologiche personificazioni
+dell'ordine, della famiglia, e tante altre
+figure politiche, provano che il regno della poesia
+non è finito, che gli uomini positivi sono anch'essi
+poeti alla loro maniera. Giacchè dunque la natura,
+cacciata con la forca, ricorre; sia lecito le ragioni
+semplicemente aritmetiche confermare con ragioni
+più alte; e volendo persuadere all'Austria che se
+ne vada, rammentarle che un mezzo secolo di
+prove sempre più infelici e infami sopra l'Italia
+è già assai; che i suoi pericoli sono venuti sempre
+crescendo con l'ostentazione della sua forza e dell'accanita
+sua volontà; che il malcontento, da prima
+mutolo e inerte e sparso, s'è fatto sempre più
+clamoroso e operoso e concorde; che popoli e principi,
+dianzi o non curanti o avversi, dimostrano
+adesso o rispetto dell'Italia o pietà (vera o finta, interessata
+o generosa); che la simulazione stessa è
+un omaggio, quanto meno spontaneo tanto più valido
+a dimostrare la invitta necessità delle cose;<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span>
+rammentarle che le incessanti brighe austriache di
+prevalenza, tuttochè attestino più timidità che vigore,
+danno agli altri Principi, se non sospetto, noia;
+e che la noia riscuote talvolta più che la stessa paura;
+rammentarle che le inquietudini dell'Italia danno
+esempio tanto più pericoloso, che oramai riconosconsi
+provocate dall'Austria stessa; e che ai Principi
+legittimi non piace vedere il disordine diventato
+cosa legittima, ed essere sforzati a proteggerlo per
+tema di peggio. Se Austria teme che il lasciare libera
+di sè l'Italia, possa farsi tentazione agli altri
+popoli da lei tenuti a osare il simile, pensi che l'esempio
+delle rivoluzioni continue e delle guerre, miracolosamente
+restate, più che finite, per la generosità
+del nemico o per casi dove il merito di lei non ha
+parte, sono tentazioni agli altri suoi sudditi ben più
+da temere per essa. Pensi che il suo dominio in Italia,
+meno antico e più contrario a natura e più insopportabile
+per gli odii recenti da lei irritati, e anco
+per le vergogne da lei patite, non solo non avvantaggia
+la sicurezza e l'unità del suo vecchio impero,
+non solo non le porge speranza di nuovi possessi,
+ma le minaccia interna totale dissoluzione; che verso
+le altre provincie ell'è ancora in tempo di mutar
+tenore, rinsavita, e di rendersi tollerabile, e anco,
+se vuole, benefica, migliorando le loro istituzioni, e
+alla loro civiltà provvedendo. Per poter fare questo,
+per sanare la gangrena del suo debito, se i Potentati
+le offrissero un certo numero di milioni in premio
+delle sue rapine e in riscatto di quello che mai
+non fu suo, essa dovrebbe accettarli come mancia<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span>
+insperata, e andarsene quatta, facendo senno, e attendendo
+a curarsi e svolgersi dentro; e non d'estorsioni
+maledette, ma di propria e sempre più feconda
+e meritata grandezza arricchire.</p>
+
+<p>Dove terrebb'ella i soldati Italiani sotto la sua
+bandiera coscritti? Non nell'Italia malfida; non
+nelle altre provincie, dove lo stesso loro aspetto sarebbe
+una rivoluzione vivente. Quali milizie manderebb'ella
+a tenere l'Italia compressa? I Polacchi
+ch'ella ha aizzati alle stragi fraterne, ma non però
+fatti amici suoi; e che, disperati d'altro, si volgerebbero
+alla Russia con meno ribrezzo? tanto l'Austria
+si è avvilita e moralmente spodestata da sè. Forse
+gli Ungheresi, che le han fatto provare il bisogno
+dell'elemosina russa? Forse gli Slavi, de' quali essa
+si è contro Ungheresi e Italiani servita per poi non
+solo fallire alle recenti promesse della paura, ma
+rompere gli antichi Statuti e giuramenti, sì comodi
+del resto a osservarsi, per schernire la loro malcauta
+credulità, e conculcarli? Ecco i Croati, il cui nome
+per le arti di lei è fatto intollerabilmente odioso
+alla civiltà, si risentono, negano il loro braccio alla
+guerra, rammentano la fede tradita, le loro franchigie
+violate, con atto tra di furto e rapina. Esce
+un libro in Parigi, munito di documenti diplomatici
+e storici, armato di ragionamenti e di fatti, che mette
+in luce cose all'Europa ignorate, i torti dell'Austria
+verso la Croazia infelice. Libro degno che vi pongano
+mente e Principi e popoli, e l'Austria più di
+tutti, per iscuotere da sè i fantasmi della sua inferma
+tirannide, e gettare l'occhio sul precipizio che<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span>
+le sta aperto, e lasciare l'Italia a cui troppo essa
+costa, ma che le costerà troppo più, se ci resta.</p>
+
+
+<h3>XXI.&mdash;<i><a name="Possibilita_del_pericolo">Possibilità del pericolo.</a></i></h3>
+
+<p>Ma gl'Italiani non devono attendere che Austria,
+consigliata o dal pentimento o da un rotolo di monete
+messole nelle mani, se ne vada di suo proprio
+moto, sospinta dai Potentati, tutti con improvvisa
+concordia pietosi a pro del debole, risoluti a pro di
+chi non ardisce operare da sè. Bisogna porre (ed è
+troppo possibile) il caso che Austria non voglia cedere
+a nessun costo, che dentro in Italia ci sia chi
+la voglia, e, anche uscita, la chiami; che fuor d'Italia
+nessuno voglia o possa sul serio farle forza o
+paura; che, quand'anco cotesto volere e potere si
+trovino uniti, un momento, un solo momento si dia,
+nel quale gl'Italiani abbiano da sè stessi a far prova
+del proprio volere e potere contro un astuto e agguerrito
+e disperato nemico. Nel pensiero di questa,
+fosse pur lontanissima, possibilità, gl'Italiani devono
+affrettarsi agli apparecchi di guerra, come se fossero
+soli al duello di morte, raccogliersi in silenzio dignitoso
+e severo, nè con pompe di scenici trionfi sgomentare
+e accuorare gli amici, gli avversi irritare
+insieme e inanimire. Pretendere che altri faccia per
+essi, come servitore per padrone; sdegnarsi che non
+abbia fatto abbastanza, quando non si sa veramente
+quanto egli abbia promesso di fare, e a che condizioni
+promesso, e se altri prima di lui possa essere
+sospettato di venir meno alle poste condizioni; è, se<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span>
+non altro, puerilità. Quando sapete, e dovete sapere,
+che patti segreti ci furono sopra il vostro destino;
+l'immaginarli tutti in servigio di voi, è fantasia consolante,
+perdonabile, se così piace, agli inesperti e
+agli infelici che sentono il proprio dolore e diritto;
+ma non è fantasia alla qual devano ubbidire i più
+forti come se fossero i deboli essi, e devano le leggi
+del mondo civile piegarsi come a cenno di Dio onnipotente.
+Patti ignorati, perciò stesso che sono ignorati,
+devono mettere, più che baldanza, sgomento,
+massimamente a nazione che da secoli patisce inganni
+non sempre dal suo lato innocenti, e disinganni
+crudeli. Il lavoro di secoli, foss'anco lavoro di
+distruzione, non si disfà e non si ripara in un dì:
+che anzi le ruine ammontate si fanno alla riedificazione
+impedimento. L'Italia deve non aspettare che
+un Re, sia di qua o sia di là d'Alpe, la faccia. Nessun
+Re, nessun uomo è da tanto. Essa deve con
+lunghissima fatica riedificare sè stessa. Deve primieramente
+conoscersi, e acquistare la coscienza della
+propria forza vera, la quale coscienza non si ha dissimulando
+a grande studio le proprie debolezze.
+E gl'Italiani non solamente se le dissimulano, ma
+se le aggravano e creano. Tra cittadini e villici non
+s'intendono ancora: tra provincia e provincia è cominciata
+così in digrosso una qualche specie o mostra
+d'intesa; ma decreti, nè visite cerimoniose non
+bastano a tanto. Due milioni e mezzo e più d'Italiani
+gemono e fremono sotto quel bastone e quel
+ferro che minaccia tuttavia la nazione tutta quanta;
+e altri milioni intanto tripudiano della speranza, alla<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span>
+quale il dolore fraterno e le significazioni del lutto
+pubblico sarebbero augurio ben più fausto nel cospetto
+del mondo e di Dio. E poi si dolgono che
+l'Imperatore de' Francesi non abbia fatto abbastanza
+per loro. Hann'eglino fatto, fann'eglino il loro dovere
+per sè? Vuolsi ch'egli si dolesse del non essere
+stato inteso. E sebbene io non presuma d'intenderlo,
+perchè non so tutto quanto egli ha detto;
+sebbene io creda ch'e' non ami essere sempre inteso
+in tutto e da tutti; confesso però che chi molto
+pretende dai forti, ha dovere d'intenderli o d'indovinarli
+in qualche maniera; e che l'unica scusa o
+compenso della debolezza assai volte è l'intendimento,
+a almeno la prudenza modesta. Io so bene
+che, oltre all'affezione, l'Imperatore ha altre ragioni
+di giovare all'Italia; ma l'Italia ne ha ben più per
+giovare a sè stessa. Egli può tuttavia mettere nella
+bilancia che libra i nostri destini, mettere di quelle
+parole che pesano quanto la spada, perchè pronunziate
+con in mano la spada; può senza suo risico
+acquistarsi una gloria di conquistatore più pura che
+quella dello zio, la cui ombra occupa tuttavia Europa
+tutta, e delle cui tradizioni si fanno forti e amici e
+nemici: ma la spada di Francia, grazie a Dio, non
+costringe l'Italia a starsene inerme, non assicura
+l'Italia da tutti i pericoli. La Francia ha i suoi pericoli
+anch'essa: e se il sospetto d'uno di questi ha
+dettata la pace di Villafranca, un altro sospetto può
+ben commuovere nuove guerre nelle quali agli Italiani
+sia forza dar saggio di sè. Napoleone III si compiace
+in far prova della propria oltrepotenza distraendo<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span>
+amici e avversi con accenni di guerra or a ponente
+or a mezzodì, or a levante; ma potrebbe anch'egli
+essere in simile maniera distratto, sì che non possa
+provvedere a noi altri. E taluni tra noi richiedevano
+il tutto da esso, come se l'Italia fosse il centro del
+mondo, come se la Francia non fosse grande se non
+per farsi all'Italia piedistallo. Siamo riconoscenti a
+quella nazione prode, che sparse tanto sangue, per
+noi; ma pensiamo che non le sue intenzioni e il
+cuore de' suoi magnanimi, ma le sue necessità vere
+o immaginate, e le arti ostili di chi non vuole un'Italia
+forte, e le calamità secolari di questa terra, potrebbero
+mutare in contrario le cose. Cotesto, nell'animo
+degli onesti e de' previdenti, non dovrebbe
+punto scemare della gratitudine debita ai fatti finora
+seguiti: nè Magenta e Solferino, indelebili nella storia,
+devonsi mai, checchè decada, dalla coscienza
+dell'Italia cancellare. Senonchè la più degna gratitudine
+al benefizio è il dimostrarsene meritevoli;
+e il miglior modo del dimostrarsene meritevoli è fare
+il possibile per non ne aver di bisogno. Se il tempo
+datoci a riconoscere e rifare noi stessi, lo perdiamo
+in baldorie; sarà troppo tardi il lamentarci ch'altri
+ci abbia lasciata una libertà di balocco come a fanciulli,
+per rendere palpabile la nostra immaturità,
+per farcela confessare a noi stessi, per condurci a
+invocare nuovo giogo com'unico scampo, e strascinarci,
+disonorati, là dove noi non si voleva venire.
+Intanto chi si tiene già libero e forte e felice, rattenga
+gl'impeti della propria esultazione; si ricordi che
+c'è tuttavia degl'Italiani che soffrono. La creatura<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span>
+conculcata e avvinta, che appena ha sciolte le braccia
+e si vede ancora alle spalle il calcio del fucile tiranno
+che minaccia percuoterla, non dovrebbe sentirsi gran
+voglia d'agitare le mani per applaudire a sè stessa.</p>
+
+
+<h3>XXII.&mdash;<i><a name="Conclusione">Conclusione.</a></i></h3>
+
+<p>Narra la storia una di quelle parole che sono il
+compendio di vicende di secoli, sono il simbolo del
+fato de' popoli, sono la filosofia della storia; narra
+d'uomini Ghibellini in Firenze tratti dal vincitore alla
+morte. Domanda l'uno: <i>Dove andiamo noi?</i> E il compagno
+risponde: <i>A pagare un debito che ci lasciarono
+i nostri padri.</i> Un debito tremendo a noi lasciarono i
+nostri, e noi l'abbiamo aggravato; e pagarlo bisogna:
+pagarlo bisogna o con lagrime e con sudore e con
+sangue, o almeno con atti di senno forte, d'astinenza
+modesta, di virtù generosa. I nostri padri invocarono
+lo straniero a opprimere i loro fratelli; invocato,
+lo provocarono: sappiamo noi e meno insuperbire,
+e umiliarci meno; esercitare a tempo la fiducia
+e la diffidenza. Essi affidarono l'armi a braccia mercenarie:
+e a corrompere sè stessi abusarono il sentimento
+del bello, e le maraviglie della natura e
+dell'arte: noi riformiamoci in civiltà forte e austera;
+rammentiamoci che la grazia verace germina dalla
+forza. Essi disconobbero il vicino, il fratello: noi
+apprendiamo a studiarci, e leggere l'un nell'altro
+come in libro di lingua non ancor bene nota. Essi
+disprezzarono e odiarono: sappiamo amare.<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><a name="NECESSITA_URGENTE" id="NECESSITA_URGENTE"></a>NECESSITÀ URGENTE.</h2>
+<hr style="width: 20%;" />
+
+<p>Quel che doveva in Italia seguire dal primo del
+corrente anno all'ultimo dì, nessuno, per grandi che
+avesse le speranze delle cose prospere o l'apprensione
+delle avverse, l'avrebbe saputo antivedere,
+almeno per quel che concerne la singolarità de' modi
+ne' quali si vennero gli avvenimenti svolgendo. Così
+è che gli ammaestramenti della storia, per la novità
+dei casi seguenti, tornano inutili a chi viene dopo;
+così accade spesso che quelle cose più ci colgano
+sprovveduti, alle quali le minacce altrui e i nostri
+vanti più parevano dover prepararci.</p>
+
+<p>Il dì primo dell'anno non era ancora sonata quella
+parola regia con cui Vittorio Emanuele si disse <i>sensibile
+al grido dei popoli</i>; e questa fu che eccitò veramente
+un grido d'esultante ed impaziente speranza.
+Parve di subito imminente la guerra, insoffribile
+ogni indugio; e quando Francia prometteva ad Austria<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span>
+e ad Europa di non varcare le Alpi, se non quando
+Austria avesse varcato il Ticino, quella promessa
+a molti sonava minaccia; e taluni desideravano
+l'Austria invaditrice pur per veder soccorritrice la
+Francia. Esaudì l'Austria quella invocazione; e fu
+un punto che Torino sentì approssimarsi lo scalpitare
+dei cavalli nemici. Francia venne; in meno d'un
+mese, di battaglia in battaglia, e di sbaglio in isbaglio,
+Austria fu a Solferino. Dove per le sorti italiane
+e per l'onore delle armi francesi e per il destino
+dell'impero stesso, lungamente librati in fatale bilancia,
+combattettero il pertinace valore degli uomini
+e la tempesta del cielo. Alla quale i patti di
+Villafranca fecero succedere inaspettata bonaccia;
+simile a quelle che invidiano il porto sperato ai naviganti
+stanchi, i quali, sentendo le correnti marine
+ritrarli nell'alto, imprecano al nocchiero, che, per
+freddamente audace che sia, impensierisce.</p>
+
+<p>Il turbine della guerra, che aveva travolti oltre
+il Ticino gli Austriaci, gli spazzò in men di un mese
+fin oltre il Mincio, divelse piante ducali e arciducali,
+portò via cardinali. A cardinali e arciduchi successero
+dittatori già sudditi loro; ed ecco da ultimo un
+avvocato del foro torinese redare per procura la potestà
+dello zio di Francesco Giuseppe e del nepote
+alla duchessa d'Angoulemme, d'una donna e di un
+prete. Milano e un brano non piccolo di Lombardia
+ritornano d'Austria in Italia; il Piemonte si allarga
+non tanto di terra quanto di concetti e di affetti; i
+suoi nuovi fratelli lo obbligano a sempre più fraternamente
+trattare i sudditi antichi; meditansi nuove<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span>
+leggi da ampliare (con parsimonia però) le innocue
+franchigie municipali, e l'onesta libertà del pensiero
+nell'educazione, libertà troppo più importante al
+viver civile che quella della stampa, fatta per imperizia
+e per abuso, se non dannosa, impotente. Altre
+leggi preparerannosi; le quali del resto non diventeranno
+leggi davvero se non si mutano in consuetudini,
+se non le fecondano i sentimenti. Apresi
+intanto un nuovo campo di prove: l'Italia settentrionale
+si sente più vicina all'Italia di mezzo; e se
+il riparo delle Alpi non si è più rialzato nè meglio
+munito, quello degli Appennini in qualche parte è
+abbassato o forato. Atti di concordia tra gli Italiani
+si celebrano, che mesi fa non si sarebbero immaginati
+neanco: città che parevano sepolte in letargo,
+si scuotono senza convulsione; altre che temevansi
+disperatamente frementi, attendono con fiducia quieta.
+In sola una città (e non di quelle da cui più sarebbesi
+temuto; e anche qui la previdenza degli uomini
+venne meno, e fu questa forse la cagione del
+male che li colse alla sprovvista), in sola una città
+un solo esempio d'atrocità fu veduto, fra tante ire
+da tanta età accumulate: e all'onor dell'Italia giova
+notare che dalla bocca di un Italiano, l'Azeglio, non
+da stranieri, uscirono a riprendere quel fatto le parole
+più severe e accorate.</p>
+
+<p>Se non che ai lungamente infelici e minacciati
+di nuova infelicità, il fermarsi nei conforti al dolore,
+il non ne torre via le cagioni, sarebbe pericolo e
+colpa e vergogna. Piuttosto che trascendere in esultazioni,
+giova pensare che gli ottenuti qualsiansi vantaggi,<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span>
+l'Italia non li deve tutti a sè stessa; e che
+nel 1848, fra i molti errori e non tutti innocenti, potevasi
+almeno affermare che armi tutte italiane, comecchè
+da ultimo sventurate, resistettero a lungo
+non inugualmente contro quelle forze alle quali a
+gran pena si tenne pari l'agguerrita e animosa e
+meritamente celebrata potenza di Francia; pensare
+che, se il giogo della tirannide è grave, il peso del
+benefizio non è leggiero se non a chi sappia farsene
+degno; pensare che la vittoria dovuta in parte ad
+altrui, bisogna tosto o tardi scontarla; che se gli
+uomini privati possono gratuitamente largire oro e
+sangue, i governanti de' popoli di rado lo possono,
+lo vogliono ancor più di rado; e che il reiterare di
+tali largizioni, nessuno può richiederlo come debito,
+e potend'anco, non lo deve, se cura la propria
+dignità. Bologna che gode dei dittatori Cipriani,
+Farini, Bon-Compagni, non può non rammentare
+il sangue, gli insulti della sorella Perugia; e più
+alto che i cantici di Lombardia liberata, s'innalza
+il gemito dei Veneti angariati, incarcerati, percossi,
+delusi delle promesse solenni. Ai Veneti non
+è promessa consolatrice il figurarsi dominati da
+Austria immedesimata all'Italia; il figurarsi l'Italia
+trasformata in un corpo di nuova fattura, corpo
+di cui il papa capo, e Francesco di Vienna e Francesco
+di Napoli membra, e duchi e arciduchi incerti,
+o altri incogniti e nascituri come principi, membra.
+Il fatto si è che, con tutti questi trionfi, Austriaci a
+diecine ed a cinquantine di migliaia stanno accampati
+in Italia, e Svizzeri assoldati versano o s'apparecchiano<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span>
+di versare sangue italiano, e Italiani stanno
+per essere sguinzagliati contro i loro fratelli; e per
+schermo da Austriaci e da Svizzeri e da Italiani ci
+restano Francesi in Lombardia, in Roma Francesi.</p>
+
+<p>Se a Roma fossero spediti col medesimo intento
+che in Lombardia; se quelli di Lombardia devano
+da ultimo riuscire al medesimo intento che quelli di
+Roma, o se viceversa; il giudicarlo o il domandarlo
+non spetta a chi ignora assai cose, e quest'una
+ben sa, che tutto sapere non si può nè si deve. Ma
+d'altra parte non si può non sapere che oltre agli
+intenti palesi de' grandi fatti politici, sempre ce n'è
+di segreti; e che, per esempio, la pace di Villafranca
+non poteva essere ad uomo così cauto insieme e
+così risoluto com'è chi governa nazione tanto coraggiosa
+quant'è la francese, non poteva essere consigliata
+dal solo timore delle armi di Prussia. Inutili
+oramai sopra ciò le querele, ma peggio che inutili le
+parole provocatrici a cui tanti si lasciarono e lasciano
+andare pubblicamente. Se i popoli ignorando il segreto
+e di quella pace e di quella guerra, non si potettero
+dar per intesi di certe cose, e senza avvedersene offesero;
+se continuando per la medesima via, senza
+malizia nessuna seguitano tutti i giorni a fare il contrario
+di quello che altri vorrebbe; è da sperare
+non ne portino la pena, come semplici e innocenti
+che sono: ma non sarebbe punto innocenza il voler
+tutte interpretare a proprio comodo e piacere le parole
+che i potenti pronunziano, e in quelle stesse che
+per le necessità politiche quali le fa la miseria dei
+tempi suonano ambigue, voler leggere ogni cosa<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span>
+chiaro e determinato in proprio servigio; e per contrario,
+alle parole che chiarissimamente suonano
+sfavorevoli, non dare retta. Fu già schiettamente significato
+all'Italia che la Francia aveva compita la
+parte sua: e questo si chiama parlare netto; e non
+intendo perchè non s'abbia ad intendere. E quand'anco
+non fosse profferita cotesta parola che non è punto
+minaccia ma consiglio più provvido d'ogni promessa;
+chi guarentisce a noi che la vita e la sanità e
+l'agio di difendere gl'Italiani basti al potente alleato
+per tanto tempo quanto a essi fa di bisogno? E se la
+morte, se una infermità, se una guerra diversa ci
+lasciasse esposti agli assalti e alle insidie degli esterni
+e degli interni amici e nemici?</p>
+
+<p>La più feconda promessa uscita dalla bocca imperiale
+è nella parola: <i>Armatevi, Italiani</i>. Nè per la
+pace fu quella parola disdetta; ma anzi confermata
+e illustrata. E chi disse: <i>La mia parte è compita</i>, intese:
+<i>Ora a voi</i>. Bisognava dunque, dopo il dì 12 di
+luglio, ben più sollecitamente che prima, non dico
+provocare la guerra, ma dico agguerrirsi; porre la
+propria salute nel non sperare da altri salute; far
+ragione d'essere al mondo soli, circondati da pericoli
+minacciosi. Non era ormai l'Italia che, rigettando
+i soccorsi, dicesse: <i>Farò da me</i>; era l'Europa che
+parte per aspettazione di benevolenza, parte per
+stanchezza o dispetto, comandava all'Italia: <i>Farai
+da te</i>. Bisognava non svogliare o rimandare scontenti
+i poveri Volontari, ma sempre più stringerli, disciplinarli,
+incuorarli, ordinare una leva che facesse
+montare l'esercito a numero tale da far fronte alla<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span>
+forza nemica. E potevasi; e della inesperienza
+avrebbe tenuto luogo l'ardente volontà, la coscienza
+del diritto, il pensiero del combattere sul proprio
+terreno; e il numero, non foss'altro, degli armati,
+avrebbe raffidati gli amici, inanimiti i dubitanti, sgomentati
+gli avversi, spronati insieme e rattenuti i
+consigli dei potentati europei, spronatili a rompere
+gl'indugi insidiosi, rattenutili da sentenze sprezzanti
+e spietate. Bisognava mettere a profitto il primo impeto
+dei popoli liberati per ottenere e dai benestanti
+e dai poveri stessi (la cui cordialità colla moltitudine
+delle piccole offerte accumulate supera i donativi
+della più sfoggiata opulenza) ottenere que' sussidi,
+che avrebbe del resto estorti per sè lo straniero se
+dimorasse più a lungo. Bisognava, coll'autorità dei
+signori amati e dei preti degni, eccitare nei campagnuoli
+l'affetto di patria, il quale nessuno mai
+curò svolgere in essi neanco in quel grado che pur
+si poteva, neanco stringendo tra loro e i cittadini
+que' vincoli non dico di fratellanza ma di clientela,
+pe' quali erano forti le antiche società, e grandi
+imprese potettersi dalle nazioni compire. La nazione
+bisognava rigenerare negli esercizi militari,
+non contentarsi che qualche migliaio di guardie
+civiche in qualche città si mostrasse con sufficiente
+destrezza e con lodevole puntualità alle rassegne
+o a cerimonie di quasi scenica pompa: incominciare
+con la vita del campo, con gite via via
+sempre più faticose, con esercizi sempre più violenti,
+a indurarli al disagio, che a sostenere perseverantemente
+è più duro del pericolo, e fin del<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span>
+tormento, al disagio la cui dissuetudine rende i popoli
+imbelli.</p>
+
+<p>L'apparecchiarsi daddovero alla guerra avrebbe
+vinta, prima che sopraggiungesse, la guerra.
+L'usarvisi tuttavia (giacchè il tempo opportuno
+non è tutto ancora passato) renderebbe gl'Italiani
+degni di rispetto e agli stranieri e a quei,
+qualunque si siano, principi che verranno. Perchè
+quand'anco l'esito delle cose oltrepassasse la più
+lusinghiera speranza, quand'anco senza travaglio
+ottenessimo a un tratto quiete libera e dignitosa;
+e all'Italia toccasse una sorte non mai toccata
+a gente o ad uomo nessuno, dico di fruir con
+onore beni largiti dall'altrui generosità, non conquistati
+con opera corrispondente al loro valore;
+quand'anco ciò fosse, la conservazione di questi richiederebbe
+a ogni modo il lavoro che per il loro
+conseguimento si fosse risparmiato. Non basta mutare
+governo, bisogna mutare vita. E se le leggi sorreggono
+la libertà, non la fondano che i costumi.</p>
+
+<p>Libertà non si crea per decreti. Possono i parlamenti
+col coraggio iniziarla, con la concordia sostenerla,
+con la proposta di buone istituzioni avviarla:
+ma sue nutrici e tutrici sono la fede, le
+virtù domestiche, e l'armi. Non parlo de' vanti matti
+nè delle feste puerili; de' <i>Te Deum</i> tra due pranzi,
+de' mortori alternati co' balli; agonia della patria,
+morte de' vili. Ma dico che, salvo i non mai abbastanza
+lodati, i quali affrontarono i pericoli del campo,
+le angustie della carcere o dell'esilio, il maggior
+numero di questi undici milioni d'anime hanno ricevuto<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span>
+la novella condizione di cose senza sagrifizi,
+senza ansietà, senza quasi pensiero del buio e minacciante
+avvenire. E la storia e l'esperienza ci
+provano come alle inerti speranze consegua disperazione
+inerte, non consolata da memorie, non compianta.
+Questo spiraglio concesso all'Italia di libera
+vita doveva essere così fitto di nobili esempi, che
+qualunque si fossero i governanti venturi, dovessero
+averne o modello o rimprovero, e l'Europa
+apprendesse da' fatti quello che noi possiamo e sappiamo.
+La maraviglia che da più parti dimostrasi
+per l'ordine conservato in mezzo a quello che da
+taluno chiamasi disordine quand'è in nome dei molti,
+ma stimasi giustizia quand'è a vendetta di pochi;
+cotesta maraviglia piuttosto che ammirazione rispettosa
+o amorevole, è in altri sorpresa di fatto che
+non si aspettava da gente a cui non si aveva nè fede
+nè stima, in altri sorpresa stizzosa, perchè del disordine
+che disonorasse l'Italia tramavano far loro
+pro; e si confidano che prolungando la prova, le
+speranze irritate e deluse, il dispetto che prorompe
+dall'animo de' deboli ad arte stancati, conduca le
+cose là dove costoro fin dal principio intendevano
+d'avviarle. Non però ogni parola che si fa sentire,
+è di maraviglia e di lode. Quegli nel quale i più
+speravano maggiormente, e che più si dimostrava
+benevolo, non risparmia riprensioni severe e di detti
+e di fatti; ma a chi sappia intenderle, salutari. E
+basta rammentare la recente lettera di lord Ellenbouroug
+per sentire come possa la lode sincera esser
+mista a rimproveri amari, e il dono a raffacci che<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span>
+farebbero seccare gli allori della vittoria più rigogliosi.
+Sarebbero ben semplici gl'Italiani se si fidassero
+ai cospiranti affetti di tutti i potentati di Europa
+per loro; quando cotesta cospirazione stessa
+è prova dell'essere que' potentati divisi da interessi
+contrari e da reciproche gelosie.</p>
+
+<p>Non lo possono oramai gl'Italiani dissimulare a
+se stessi. Il cammino che han preso è onorato ma
+arduo: non che giunti alla meta, e' sono appena alle
+mosse. Amici e nemici stanno a guardarli se sappiano
+prendere la signoria del proprio destino. Da
+questo punto dipende il destino di secoli forse. Nessuno
+farà l'Italia s'ella non si rifà da se stessa; e
+primo segno del suo rifarsi sarà il ridivenire valida
+a difendersi con le armi proprie da tutti, sola e
+sempre. Il tempo di questi lunghi mesi perduto,
+riguadagnarlo bisogna: costituire un esercito; raccogliere,
+non da prestiti che rovinano l'avvenire
+e fanno la nazione dipendente dai suoi stessi nemici,
+ma da offerte comuni, regolarmente raccolte a tempi
+fissi, il danaro occorrente. La nazione che ha già
+saputo sagrificare le proprie affezioni municipali al
+principio d'unità, s'è mostrata degna di sagrificare
+alle necessità dell'onore e della vita una parte della
+propria ricchezza, che le sarebbe poi restituita ad
+usura. Sta in lei il farsi l'ammirazione davvero, o lo
+zimbello, dei popoli.</p>
+
+<p>Queste parole ho dettate non senza pena, e dopo
+lungo esitare; ma, sollecitato da chi ama d'ardente
+amore l'Italia, rimproverato del mio silenzio come
+di colpevole noncuranza, scorgendo imminenti i pericoli,<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span>
+e i disinganni sempre più acerbi, parlo, per
+invitare, per supplicare che vengano efficacemente
+al soccorso coloro ne' quali è il valore della parola,
+del senno, della volontà; coloro che hanno il vantaggio
+del favore pubblico, l'autorità del consiglio,
+la potestà del comando.<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><a name="IL_VENETO" id="IL_VENETO"></a>IL VENETO.</h2>
+<hr style="width: 20%;" />
+
+<p>Per quanta non curanza o si abbia o si finga
+delle cose d'Italia, in particolare del Veneto, la sua
+condizione ogni dì si presenta come una difficoltà
+politica ad Europa tutta; non per l'importanza storica
+o civile, nè anco per l'economica, del paese,
+ma per la geografica e la strategica, e per i potentati
+che han preso parte nella lite, e per quelli che
+potrebbero prendervela, e per quelli che sono, anche
+malgrado loro, obbligati a dovere comechessia
+definirla. Nè la soluzione delle difficoltà si può differire
+a bell'agio, come s'è fatto, e si farà forse ancora
+per assai tempo, di quanto concerne l'impero
+ottomanno; sì perchè qui l'impaccio del partirsi le
+spoglie non c'è; sì perchè trattasi di cosa più prossima
+e collocata nella luce delle nazioni civili; sì
+perchè a questo è a bella posta convocato un congresso,
+il quale deve pur qualche cosa risolvere,<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span>
+volendo essere tribunale supremo. Nè sarebbe sentenza
+finale la sua se lasciasse appiglio a liti nuove,
+se non provvedesse insieme alla sorte d'un popolo,
+e alla quiete di molti altri popoli, e alla sicurezza e
+all'onore dei giudici stessi, i quali tergiversando e
+lasciando spazio alle tergiversazioni altrui, non darebbero
+gran saggio nè di potenza nè di previdenza.
+Or la questione, non solamente giova ma è forza
+che sciolgasi in modo pacifico; perchè, quand'anco
+il congresso non concludesse niente e si venisse di
+nuovo alla guerra, dovrebbe alla guerra seguire un
+altro congresso; e, dato giù il fumo dei cannoni rigati,
+bisognerebbe da ultimo consegnare alle righe
+d'un foglio la giustizia o l'ingiustizia consumata.
+Seguirebbero sempre dispute di diritto, o di quel
+che il più forte e il più destro spacciasse per diritto;
+seguirebbero transazioni. L'ha detto un uomo
+che pare assai perito della materia, l'autore dell'opuscolo
+<i>Napoleone III e l'Italia</i>. Tant'era cominciare
+dalla cosa con cui si doveva finire: ma
+quello che non si è fatto, conviene il farlo ora, innanzi
+che un altro centinaio di migliaia d'uomini
+cada mietuto sulla terra d'Italia, se bastano.</p>
+
+<p>La soluzione da taluni proposta concilia molte
+contrarietà, che la guerra non potrebbe se non più
+terribilmente aggravare. Il popolo da liberarsi non
+rinnega la naturale santità del proprio diritto, la
+storica legittimità di quello, venerabile come cosa
+antica, cospicuo come cosa illustrata da prova recente;
+non confessa e non permette che altri possa
+affermare, ch'egli si riscatta con oro per non si<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span>
+francare col ferro. Dopo le resistenze di Vicenza
+e di Venezia, e del Cadore, dove un pugno di montanari
+inermi respinse le soldatesche austriache
+per sette settimane; dopo le schiere d'esuli volontari
+che corsero al pericolo come a festa, e che Vittorio
+Emanuele attestò non impari a' suoi prodi; nè
+Austria nè altri può dire che manchi il coraggio
+del sacrifizio ad uomini che, disarmati, abbandonati
+d'ogni speranza, 100,000 e più fucili nemici
+appena possono oramai contenere. Se dunque per
+risparmiare, non già ciascun veneto il sangue proprio,
+ma il sangue de' suoi cari, e gl'insulti barbarici
+più amari che morte, per risparmiare nuova
+guerra al resto d'Italia e all'Europa, gli oppressi
+si rassegnano a un estremo tributo, impostogli non
+dall'oppressore, disperato già del tenere più a lungo
+la preda, ma dal desiderio di respirare al più presto
+insieme con gl'italiani fratelli un po' di quiete,
+e dal consentimento dei potentati d'Europa; la dignità
+loro non n'ha detrimento. E questi potentati,
+da altra parte, chiamando l'Austria non a sindacato,
+ma seco a consiglio; non la discacciando dal Veneto
+con le armi o con le minacce, ma proponendole un
+patto più vantaggioso a lei della possessione aborrita
+e perpetuamente contesa; liberandola dal doppio
+giogo dell'odio e de' debiti che schiaccia lei,
+più che essa l'Italia; provvedono alla sua ch'e' potranno
+chiamare dignità, le rendono un benefizio
+inestimabile, fanno opera di colleghi e fratelli.</p>
+
+<p>Napoleone III, l'uomo di Magenta e di Solferino,
+non era di per sè solo il più idoneo interprete<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span>
+dei desiderii de' Veneti presso l'Austria; Napoleone
+III, l'uomo di Villafranca, non conveniva che
+di sua volontà propria paresse egli solo voler dissentire
+da quello che aveva coll'Austria consentito;
+Napoleone III, che in nome d'un suo antecessore
+doveva dimostrarsi scontento dei patti del
+quindici, meglio era che la proposta e l'uffizio del
+mutarli lasciasse agli eredi di coloro stessi che avevano
+stipulati essi patti. E d'altra parte, possono
+questi eredi dire all'erede dell'Austria, che, i titoli
+comuni delle loro possessioni essendo fondati sopra
+la successione legittima, ed essendo la possessione
+del Veneto venuta all'Austria dal patto di Campoformio,
+cioè dalla concessione d'un figlio della
+rivoluzione, d'uno che aveva colla spada stracciate
+tante pergamene di legittime monarchie e repubbliche;
+liberarsi da questa memoria di disordine scandaloso,
+da questo documento del quale e i Veneti e
+tutti gli altri popoli soggetti a lei si potrebbero servire
+per coglierla in contraddizione, sarebbe assai
+provvido accorgimento. Potrebbero insieme gli eredi
+dei re che scrissero i patti del quindici considerare
+che, essendo il fine di quelli la pace d'Europa e la
+loro propria quiete, e mancando oramai quelli al
+fine; il mutarli è un consentire più intimamente allo
+spirito che li dettava. Nel fatto de' Veneti poi conseguesi,
+per provvida disposizione della celeste giustizia,
+il doppio vantaggio, dell'osservare insieme il
+principio della legittimità, violato da coloro che se
+ne armavano, e del riconoscere il suffragio dei popoli;
+al quale suffragio non solamente l'imperator<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span>
+de' Francesi ricorse e ricorre, ma e quel d'Austria
+in Gallizia, e con migliori auspizii quel di Russia,
+conciliando a sè il maggior numero de' sudditi suoi
+coll'affrancamento de' servi, conciliandosi l'opinione
+dell'Europa per mezzo di giornali avvedutamente
+compilati, conciliandosi con molte industrie la fiducia
+di tutte le nazioni slave e di tutti i seguaci del
+suo medesimo rito. Se l'intaccare la scritta del
+quindici fosse novità, sarebbe pure atto di prudenza
+coraggiosa l'osarla spontaneamente prima che tremende
+necessità distruggano il merito di tale atto, e
+di vantaggioso e onorevole che potrebbe essere ancora,
+lo facciano pieno di pericoli e di vergogna: ma
+il Belgio e Cracovia e la Grecia e la Francia sono
+esempi sufficienti a tor via gli scrupoli e dare ardimento.
+Senonchè le più delle eccezioni sin qui fatte
+ai decreti della santa alleanza, quand'anco non si
+vogliano chiamare o fortuite o forzate, certamente a
+tutti coloro che le operarono o le permisero non
+acquistano lode di pura spontaneità o di coraggio.
+Tempo è che di proposito e di concordia, lealmente,
+solennemente, con pieno giudizio, un intero rinnovamento
+di que' decreti si faccia; e che, come per buon
+augurio delle riformazioni rimanenti, incomincisi da
+Venezia e dal Veneto; e Austria, fin che c'è tempo,
+abbia il merito o almeno le apparenze del libero consentimento.
+Lasciando stare la coscienza del giusto,
+e riguardando i computi della mera utilità; deve
+Austria piegarvisi quando pensi che avrebbe potuto
+a quest'ora perdere troppo più, e che troppo più
+risica di perdere poi senza compenso e senza decoro.<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span></p>
+
+<p>Questo timore ben più legittimo che non siano i
+titoli di lei sopra il Veneto, deve essere più forte dei
+sospetti che la turbano e tentano: sospetti, dico, che
+l'esempio si faccia contagioso, e che altre parti dell'impero
+pretendano cosa simile. Le condizioni del
+Veneto sono in ciò singolari. Nessun'altra nazione
+soggetta all'Austria si trova divisa in sè da governi
+opposti, parte esteri e parte suoi proprii: nessuna
+provincia ha per più di dieci anni dimostrato e con
+la parola e col silenzio, e con la rivoluzione e con
+la guerra, e con le carceri e con gli esilii, la coscienza
+del proprio diritto, l'aborrimento del giogo
+straniero, la perseverante e concorde volontà non di
+alleviarlo a sè ma di scuoterlo: nessuna parte dell'impero
+è stata ed è più angariata, più insultata insieme
+e temuta da' suoi insultatori, i quali coll'esaurirne
+le forze, col provocarne l'odio insieme e il
+disprezzo, si confessano disperati di poterla lungamente
+tenere non solo al modo che soglionsi tenere
+popoli civili da civili governi, ma neanco al modo
+che il padrone de' Negri o il mulattiere tiene la schiava
+sua o la sua bestia, avendo cioè qualche riguardo
+alla vita e alle forze di quella per accrescere lucro
+a sè e mantenerlo. Aggiungasi che gli altri stati o
+provincie sono all'Austria attaccati da tempo più antico,
+con patti più o meno consentiti o tollerati; i
+quali se essa col governo suo infrange, può, ravveduta,
+osservandoli meglio, legittimarsi: ma il Veneto
+è possessione recente, ingiusta nell'origine, ingiusta
+nel modo del tenerla e del ripigliarla, intollerata ai
+posseduti, intollerabile ai posseditori; nè può farla<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span>
+parere antica a chi patisce, se non la moltitudine
+de' patimenti in così breve numero d'anni raffittita
+senza misericordia e senza discernimento. Sola la
+Gallizia potrebbesi recare ad esempio; ma nel Veneto
+e i diritti e i dolori e il malcontento e le resistenze
+ognun vede essere incomparabilmente maggiori.
+E l'ora della Polonia non è per anche suonata;
+ed è da sperare che col disciogliersi della tirannide
+turca, gli stessi potentati che la Polonia divisero, ricevendo
+altrove compensi, vogliano per onore ed
+utile proprio ricomporla.</p>
+
+<p>Se Austria temesse che il torsi di dosso ai Veneti
+fosse ad altri popoli da lei governati incitamento a
+imitarli, e però resistesse ai consigli della propria
+utilità; non s'accorgerebbe del suo vero pericolo.
+Più grave pericolo a lei, oltrechè più ignominioso, è
+l'esempio di sudditi ch'essa non sa nè appagare nè
+domare, il cui silenzio sdegnoso e la prostrazione
+irrequieta e violenta sono essi stessi una continua
+ribellione: più grave pericolo è l'esempio quotidiano
+di questa guerra instancabile dello spirito contro la
+materia tiranna, che lo opprime e non può comprimerlo:
+più grave pericolo è la necessità di mandare
+i sudditi delle altre provincie satelliti degl'Italiani,
+nel quale ufficio non possono tutti compiacersi per
+crudeli che siano, nè, per vili che siano, gloriarsi.
+Quando comincia (ed è già cominciata) a penetrare
+negli animi dei soldati occupanti l'Italia la pietà e
+la vergogna; quando cominciano a intendere e farsi
+intendere; quando si accorgono che il ribelle è una
+vittima, e ch'essi stessi sotto sembianze d'aguzzini<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span>
+son vittime; l'Austria è perduta, il suo impero è
+tutto una obbrobriosa rovina. Poi, ripeto che il fatto
+delle altre provincie è diverso; che parte di quelle
+nè si sentono ancora mature, nè possono costituirsi
+in nazione; e che sola la rea ostinazione dell'Austria
+potrebbe mutare le sorti loro in modo insperato. La
+più minacciosa di tutte, l'Ungheria, dopo la gigantesca
+scossa d'anni fa, si gravò sopra sè stessa e
+giacque; e coloro che maggiormente sperano in
+lei, se non amano illudersi o illudere, devono pensare
+che ivi non è unanimità tanto piena quanto in
+Italia; che un partito, e potente, vuole la grandezza
+magiara, ma la vuole sotto la tutela dell'Austria;
+che la prossimità del paese, le consuetudini inveterate,
+e il vanto stesso de' benefizi dal valore ungarico
+all'Austria resi, sono vincoli non ancora rotti;
+e che, ad ogni modo, il piantarsi una dinastia nuova
+in quel regno, oltre ad altre difficoltà, avrebbe impedimento
+dalle gelosie de' potentati reciproche, e
+dal timore che la novella dominazione colle armi di
+un popolo bellicoso si distendesse sui popoli circostanti.
+Della Croazia piuttosto, la quale i più degli
+Italiani, ignari d'altri e di sè, immaginano come la
+verga ferrea dell'Austria; della Croazia delusa delle
+promesse profuse nell'ora della paura, spogliata
+delle pattuite guarentigie, aggravata ad arte della
+detestazione del mondo civile; dico che della Croazia
+avrebbe Vienna a temere piuttosto: ma non è
+l'affrancamento del Veneto che la inciterebbe a rivendicare
+la propria libertà.</p>
+
+<p>Un altro pericolo all'Austria verrebbe dal volere<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span>
+i Veneti soggiogati a sè; che insorgendo taluna delle
+tante schiatte a lei sottomesse, la necessità continua
+del tenere in Italia centomila soldati, se non più, e
+del pagarli, le sottrarrebbe le forze a difendersi da
+altre sommosse; e le leve forzate, e le forzate imposte
+la renderebbero sempre più debole e povera,
+sempre più avvilita e fallita. Sottrarsi all'Italia a
+qualunque sia patto, diventa per lei di dì in dì sempre
+più urgente bisogno, per conservare alla meglio
+un impero, o piuttosto per ricrearselo, giacchè essa
+lo ha con le sue proprie mani disfatto. E soldati e
+armi e danari le mancano per tenere insieme Italia
+e Croazia e Ungheria; ma quello che più le manca,
+è la mente: perchè, distratta da tanti diversi sospetti
+e spaventi, sbalordita dalla propria tirannide,
+non può discernere, non che calcare, la via che le
+resta unica di salute; dico il dotare i suoi sudditi
+d'istituzioni migliori, o almeno dare le già promesse,
+rendere le rapite. Questo degli altri sudditi; giacchè,
+quanto all'Italia, ogni ammenda è tarda, ogni
+ritrattazione discreduta, ogni accomodamento impossibile.
+S'ella, dopo gli smacchi sofferti, a costo di
+perdere altrove quanto potrebbe pur ritenere, si afferra
+a questo brano d'Italia; segno è che le sue
+mire vanno oltre; ch'ella agogna a tutta l'antica preda,
+e a maggiore: perchè non potendo col Veneto
+pagare i debiti che le costa e le costerebbe l'occupazione
+del Veneto, di qui segue ch'ella deve sperare
+mutate, col nostro peggio, le sue sorti. E lo
+spera; e i suoi fidi lo dicono apertamente. Or vedano
+i potentati d'Europa se ciò torni comodo a loro;<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span>
+veda la Francia se a lei giovi un'Italia austriaca;
+la Prussia, se un'Austria tedesca insieme e italiana.
+E veda l'Austria se i suoi sognati ingrandimenti possano
+non le fare nemica l'Europa tutta, e non tentare
+altri stati, ingelositi, a sommovere contro lei,
+non che Italia, altri paesi più prossimi ad essa
+e di possessione meno disperata. Ma l'Europa civile
+saprà, speriamo, provvedere meglio e a sè
+e a noi; antivenire il caso non impossibile, che
+gli Italiani, finalmente, stancati e da nemici e da
+amici, comincino a contarsi, ad intendersi, a fidare
+in sè stessi e nella giustizia di Dio degnamente invocata.</p>
+
+<p>L'orgoglio siccome degli uomini singoli e delle
+famiglie private, così dei principi e degli stati, si fa
+spesse volte vanità, illude sè stesso, e colle armi proprie
+si ferisce. La speranza del riacquistare il perduto
+per colpa e inettitudine, nell'atto di sospingere
+a sconsigliati ardimenti, moltiplica le bugiarde paure,
+siccome bugiarda essa stessa. L'Austria, a cedere in
+Italia, teme umiliazione che la abbassi nel cospetto
+del mondo; non s'accorge, e dovrebbe pure accorgersi,
+come la sua pertinace ingiustizia è quella che
+la disonora davvero e avvilisce. Questo sarebbe anzi
+il momento di risolversene con meno umiliazione,
+dacchè la pace di Villafranca le ha offerte condizioni
+insperate; dacchè l'onore delle armi è salvo in battaglie,
+precedute e seguite da ritirate soverchiamente
+frequenti, ma che al vincitore costarono caro; le
+quali battaglie, pensando alla precipitazione delle
+prime mosse e alla tardità dei capitani che le eseguivano,<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span>
+alla loro imperizia decrepita, alla discordia
+manifesta, alla svogliatezza o renitenza delle soldatesche
+combattenti per signore disamato, al paese sopra
+cui combattevano avverso, ai contrattempi delle
+piogge e de' turbini, io confesserò volentieri essere
+state battaglie maravigliose. Disfatta a Solferino
+quando teneva la vittoria già in pugno, e ne aveva
+tutt'intorno spediti i messaggi, Austria tra poco
+sederà di pari col suo vincitore a consiglio, giudice
+e parte, giudice delle sorti proprie e di quelle
+della nazione sua accusatrice e sua preda. Non si
+lasci sfuggire questo punto di tempo, che forse
+è l'ultimo favorevole a lei; non aspetti il fallimento
+che già la preme; non crei a sè turpe necessità
+di nuove falsificazioni, di nuove lesioni alla
+maestà della fede pubblica, più del fallimento vituperose.
+Son queste le umiliazioni il cui pensiero dovrebbe
+metterle un raccapriccio di vergogna, e farla
+fuggire oltre l'Alpi più ratta che se inseguita da un
+milione d'armati. Per rifarsi di soldo e differire di
+poco la ruina del credito suo, Austria fece forza alla
+propria natura cauta e lenta, passò disperatamente
+il Ticino: ringrazi adesso Dio e gli uomini di potere,
+rifatta alquanto di soldo, varcare i monti, come viaggiatore
+che ritorna stanco ma spontaneo alla sua casa
+men ricca, dopo spassatosi lungamente a ufo nelle
+delizie di palagi non suoi.</p>
+
+<p>Ma se non s'intende che ad Austria la ricognizione
+di un diritto accompagnata da compenso sia
+umiliazione, non è neanco da intendere che umiliazione
+sia ai Veneti la profferta. La quale fu, non so<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span>
+da chi primo, sparsa per i giornali; e parecchi Francesi
+generosamente amici all'Italia la accolsero quasi
+festanti, e la divulgarono più e più, confortandola
+con profferte proprie cordiali. Non essendo ormai
+dunque lecito dissimularla, importa dichiararne il
+legittimo significato. La condizione proposta possono
+i Veneti accettare, come un nuovo documento della
+buona volontà loro, da porgere ai potentati d'Europa;
+i quali possono alla loro volta proporla all'Austria
+non come un'elemosina alla sua inopia, purchè
+dal canto suo l'Austria nè altri non si creda di fare
+agli Italiani un'elemosina della loro imprescrittibile
+libertà. Non si tratta di riscattare le anime, e neanco
+il terreno. Che se il popolo italiano non mette innanzi
+la propria sovranità (parola schernita crudelmente
+e smentita dai cortigiani della povera plebe), prega
+che gli sia lecito desiderare la proprietà di sè stesso.
+Se altri lo ha barattato o donato o venduto, non
+soffre già egli, accettando la presente proposta,
+d'essere riguardato come schiavo, come greggia,
+come cosa. Piuttostochè ricomprare sè stesso, egli
+si crederebbe di riscattare Austria da taluno almeno
+de' suoi debiti divoratori; di riscattare le
+nazioni all'Austria sottoposte dalla crudele necessità
+d'invadere, depredare, bastonare, uccidere lui
+in nome di quella, e per prezzo del reo ministero
+di sgherri ricevere bastonature e morte, odiosità e
+vitupero. Intenderebbero i Veneti insieme risparmiare
+a sè stessi la trista necessità de' disordini che accompagnano
+i moti di libertà, anco più santi; risparmiare
+ai loro fratelli le calamità della guerra, risparmiare<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span>
+all'Europa i dispendii incessanti d'un
+apparato militare che smunge gli stati, che porta con
+sè gli svantaggi delle battaglie perdute, e delle paci
+ingloriose; risparmiarle gl'impacci delle pericolose
+mediazioni, e le ree loro sequele e rimorsi.</p>
+
+<p>I Veneti, disarmati da secoli, posti in un paese
+che dalla sua giacitura e dagli abiti dell'antica civiltà
+è fatto malagevole a difendere al modo che
+difendonsi ne' deserti o tra le rupi montane i popoli
+indurati dalla loro miseria stessa; i Veneti compressi
+entro le loro città da una forza nemica contro la
+quale gli eserciti della bellicosa Francia appena prevalsero
+in campo; non disconoscono la propria presente
+debolezza, il dolore e l'ira non sfogano in
+vani vanti: ma sanno che l'Austria con tutte le
+sue soldatesche è debole più di loro; e la coscienza
+del proprio diritto, la volontà perseverante, il consentimento
+di quante ha il mondo civile anime generose,
+i falli e le colpe del loro oppressore, serbano
+a loro la finale vittoria. Senonchè gli sforzi
+necessari a conseguirla trarrebbero forse in armi
+gran parte d'Europa; e l'Italia sarebbe il campo
+dell'universale battaglia; sopra le sue terre, i suoi
+monumenti, i suoi parvoli, le sue donne cadrebbero
+le rovine, le rapine e gli strazi, ai quali dovrebbero
+lor malgrado concorrere gli stessi di lei difensori, i
+figli suoi stessi. Se uno spediente si porge di sperdere
+dall'Italia e dall'Europa questa tremenda minaccia;
+gli è dovere sì degli Italiani e sì de' potentati
+europei l'appigliarvisi. Questo terreno, i cui frutti
+per tanti secoli furono da tante fami straniere divorati,<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span>
+inghiottì via via a centinaia di migliaia i divoratori:
+ma qual pro della tarda, comechè atroce,
+vendetta? Meglio prevenire il flagello. Siccome i Veneti,
+pronti all'insorgere sul cominciare della recente
+guerra, rattennero gli sdegni e le speranze al
+cenno di chi per fini suoi li voleva spettatori quieti
+e quasi noncuranti de' fratelli e di sè; e per mostrare
+la propria fiducia alle promesse, l'obbedienza ai liberatori
+sperati, la religiosa osservanza dell'ordine,
+perdettero l'opportunità di sgomentare con moti interni
+alle spalle il nemico, e di assicurare ai combattenti
+il trionfo; così deporrebbero adesso ogni
+proposito di quelle resistenze violente alle quali può
+essere offerto il destro e dalle turbazioni e dai dolori
+d'altri popoli, e dalle guerre e dalle gelosie
+d'altri principi. Può dunque il congresso annunziato
+evitare e a' principi e a' popoli sventure grandi: chi
+sospetta dell'Austria, può così porle un freno; chi
+l'ama, o per meglio dire, ha interessi più o meno
+comuni con essa, può provvedere al decoro di lei
+con questa proposta che la sciolga dalle difficoltà
+raggruppate da lei intorno a sè stessa.</p>
+
+<p>Nè le difficoltà e i pericoli son di lei sola. Russia
+non dico che deva temere della Polonia divisa, nè
+delle insidie d'Inghilterra potente d'arti segrete
+assai più che d'armi, nè d'una nuova guerra più
+efficace di quella che si ruppe contro Sebastopoli,
+come flutto spumante agli scogli; ma deve temere
+che faccende estranee a' suoi fini la distraggano dai
+vasti concetti ne' quali l'attenzione di lei si raccoglie.
+Inghilterra deve temere le sue possessioni<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span>
+troppo ampie, le sue colonie non tutte contente; temere
+Francia e Russia, e più di tutto i suoi propri
+sospetti, e la smania di parer più potente che non
+sia, e più benefica che non voglia. Prussia deve temere
+e dell'Austria rivale, e degli stati minori a
+lei collegati, e della confederazione germanica, che
+intende rinnovellarsi non forse per far lei padrona
+assoluta. Francia è terreno che traballa e che fuma.
+Le insidie tese ai popoli non sono sicurezza ai regnanti.
+Colgan essi questa occasione, unica forse, di
+conciliare insieme le proprie utilità e la giustizia;
+se non vogliono renderne conto severo a quel Dio
+che giudica i forti della terra, e quanto più sollevati
+in alto, con tanto più rumorosa rovina gli schiaccia.<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><a name="ITALIA_DI_MEZZO" id="ITALIA_DI_MEZZO"></a>ITALIA DI MEZZO.</h2>
+<hr style="width: 20%;" />
+
+<p>Chi dubita se l'Italia sia fatta per essere nazione,
+osservi come, anco lacerata qual è, le sue membra
+provino consentimento di vita. Non si può toccare
+una delle sue questioni, o piaghe che piaccia
+chiamarle, che l'altre non rispondano con un moto
+di dolore e di speranza, tutte. Francate la Lombardia;
+e fate, se vi dà l'animo, che il Veneto rimanga
+in pace, scisso: lasciate che si rimuovano da Parma
+e da Modena gli antichi principi; e imponete a
+Parma e a Modena che formino ancora uno Stato da
+sè: alleviate a Romagna il suo giogo; e poi consigliate
+che gli altri sudditi del Cardinale Antonelli
+vivano lieti del dare con le proprie miserie rimorsi
+alla Beatitudine di Pio IX: sollevate Toscana,
+mostratele la speranza del farsi forte d'unione fraterna
+ed in essa ritemperarsi; e poi mandatela al
+Congresso, che Svezia e Austria e Napoli le indovinino<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span>
+le sue sorti: fate sventolare agli occhi della Sicilia
+un vessillo italiano; eppoi consigliatela di stare
+buona, e intanto di fare razza da sè con Francesco
+di Napoli.</p>
+
+<p>Quando s'ebbe la guerra, l'unica riuscita ragionevole
+e onesta parve a me che potesse venire dall'intendimento
+deliberato di farne partecipe la nazione
+tutta quanta: epperò dacchè Toscana si mosse,
+io pregai fossero paventati i consigli di coloro a cui
+pareva possibile restringere il moto, e farlo utile e
+onorevole a sè tenendolo diviso da Napoli, e consentendo
+a coloro i quali sconsigliavano ogni mossa nel
+regno per servire a fini propri o ad altrui. E so
+che il Filangeri, temendo non per il re suo ma per sè,
+aveva agli esuli mandato voce, e promesso che adoprerebbe
+il suo ingegno e l'autorità d'accordo con
+essi: senonchè, accorgendosi ch'egli poteva risparmiare
+un cimento rischioso, compose in quiete accorta
+la troppo inerte e troppo operosa vecchiaia.
+Certo è che senza quegli otto e più milioni d'uomini
+occupanti quella tanto ricca e opportuna e pericolosa
+regione, senza quell'esercito e quella flotta,
+non ci sarà mai Italia forte e vera, nè veruna altra
+parte d'Italia potrà per sè sperare durevole sicurezza
+di libera pace.</p>
+
+<p>Il tempo del fare ogni cosa a proprio senno è
+passato: potrà ritornare; noi possiamo prepararlo,
+affrettarlo; ma per ora è passato. Chi invoca l'aiuto di
+straniero potente, rimane legato dall'altrui benefizio,
+ancorchè a lui non paia d'averlo pienamente conseguito
+e a suo modo; deve obbedire alla necessità<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span>
+che s'è creata egli stesso. L'ingratitudine è vietata
+ai deboli; i quali devono attendere di poter diventare
+terribili per essere ingrati impunemente. Ma
+finchè dipendono dall'altrui volontà, la prima condizione
+imposta non dico dalla sana politica ma dal
+senso comune, si è di conoscere con certezza la volontà
+che è l'arbitra dei loro destini; e quella parte
+d'essa volontà che apparisce chiara, non la dissimulare
+a sè. Dicesi che nel 1848 in una città d'Italia
+la moltitudine in piazza gridasse a un inviato straniero
+affacciantesi alla finestra: <i>Vogliamo anche
+Malta</i>. Io non so se qualche Italiano ci sia che si
+pensi di gridare all'Imperatore de' Francesi e de' Corsi:
+<i>Vogliamo la Corsica</i>. Ma credo che nessun di coloro
+che l'hanno invocato, possa, senza farlo sorridere
+amaramente, dirgli a proposito di nulla: <i>Vogliamo</i>.
+La forza del volere è tanto più nobile quanto più
+rara cosa; ma il volere costante non consiste già
+nel ripetere le stesse parole senza accompagnarle
+co' fatti. C'è delle parole che sono fatti, perchè li
+preparano, l'indirizzano, additano il fine e i mezzi:
+ma il dire di per sè, e il pur ridire, non è un
+operare.</p>
+
+<p>A formare un esercito italiano da poter solo da
+sè sostenere l'impeto nemico e respingerlo, tutti
+confessano che in otto mesi non s'è fatto quanto potevasi;
+e ne recano scuse accettabili, se così piace,
+ma che non fanno l'esercito desiderato, nè tolgono
+la dipendenza accennata. Or in questa pericolosa
+incertezza risicasi di offendere senza volere e senza
+sapere; si risica di parere cospiratori contro il proprio<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span>
+alleato, quando non cospiriamo che contro noi
+stessi. Le parti oggidì paiono scambiate; e sono i
+principi che cospirano o per guadagnare terreno o
+per ripigliarlo: ma appunto per questo i popoli devono
+fare altrimenti; procedere retti, parlare schietti,
+e pregare ch'altri sia schietto con loro; e se in alcuna
+cosa la provocazione a' deboli fosse lecita, questo
+solo, dico la sincerità provocare. Sapute le intenzioni
+del forte, sapranno o dissuaderle, o attenuarne
+almeno in parte gli effetti, o piegarvisi senza viltà,
+e preparare le moltitudini al disinganno, acciocchè
+gl'illusi non paiano traditori.</p>
+
+<p>Soprattutto bisogna guardarsi dal raffermare e
+moltiplicare le illusioni altrui nel momento che dai
+nostri occhi stessi le si vengono dileguando. Bisogna
+guardarsi da promesse che paiano istigazioni, e possono
+suscitare improvvide precipitose speranze, fomite
+di moti impotenti e funesti. Bisogna guardarsi
+dall'esercitare contro i dissenzienti quegli arbitrii di
+rigore che dispiacevano ne' principi tanto, e che non
+forza denotano ma debolezza. Bisogna non aizzare gli
+avversi, non fare avversi gl'indifferenti, non dare
+importanza ai dappoco, non stuzzicare la prurigine
+degli agiati martirii. Bisogna, giacchè disperasi
+(e a torto, secondo me) d'eccitare nell'umile popolo
+le animose ispirazioni della patria carità, non
+provocare coloro che hanno nelle mani la coscienza
+de' popoli.</p>
+
+<p>Le moltitudini sono buone, docili, non solo credenti
+ma credule: e lo sanno per prova anco gli avversi
+a' credenti. Nell'arguta Toscana, nell'ardita e<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span>
+irritata Romagna ammiriamo la quiete rassegnata, la
+gioia con cui s'obbedisce al volere d'uomini nuovi,
+senza saperne o cercarne il perchè. A chi ne muove
+dubbio, son pronti a dozzine a rispondere: <i>e' ci
+avranno le loro ragioni a fare così</i>. Han paglia in
+becco. I Parlamenti non parlano, non perchè non
+sappiano che si dire o che si pensare, ma perchè lo
+scemare pur d'una dramma l'autorità di que' pochi
+che credonsi necessari dagli uni, inevitabili dagli
+altri, pare a tutti misfatto. Se questa alcuno giudica
+prudenza soverchia, nessuno oserebbe chiamarla
+inonesta.</p>
+
+<p>Ma senza detrarre all'autorità di veruno, anzi
+per raffermarla in onore e salute di tutti, sarà lecito
+desiderare che i governanti sappiano dove vanno,
+dove conducono la nazione da essi con sincero animo
+amata. Si aggregarono con civile intenzione al
+Piemonte; il Piemonte rispose parole che non rifiutano,
+ma che non accettano in forma da creare la
+bramata unità. Alle parole incerte succedettero fatti
+incerti, o certi troppo. Or non è lecito agli uomini
+<i>pratici</i> non si curare de' fatti, o fare tra essi
+una scelta a piacere, o interpretarli in un solo senso,
+se il senso n'è doppio. Pare che in Europa ci sia
+chi non vuole in Italia un regno forte, perchè <i>forte</i>
+a costoro significa <i>minaccioso</i>. E il Piemonte accresciuto
+de' Ducati e del Granducato e di parte de' dominii
+del Cardinale Antonelli, farebbe egli un regno
+forte veramente ora adesso? Adesso, con l'Austria
+ai confini dov'è? Se il soccorso di Francia gli venisse
+meno, potrebb'egli l'esercito Italiano <ins title="Note di trascrizione: Nell'originale 'qual'è'">qual è</ins><span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span>
+difendere questo regno cosiffattamente ampliato? E
+cotesto stesso Congresso, sperato liberatore, non ha
+egli allentati i voleri e distratte le menti dal provvedere
+allo spediente unico di liberazione, al rendersi
+sul serio forti?</p>
+
+<p>Il Congresso darebb'egli leggi o consigli? Cederebb'egli
+alla ragione o agli affetti, il Congresso? E
+di che genere affetti? Da che punti di comune intesa
+moverebbe la disputa d'uomini tanto d'umore
+diversi? Cioè a dire, in che lingua parlerebbero per
+intendersi? Il Conte di Cavour, già sgradito a non
+pochi di que' del Congresso, e forse a chi più pareva
+gradito, potrebb'egli, sedendo lì, col suo ingegno
+fare che l'esercito italiano cresca in numero pur
+d'un sol uomo oltre a quelli che ne' passati mesi
+di tregua si vennero preparando? È egli chiamato
+perchè si sperino in alcuna parte mutate le sue disposizioni
+la forma del manifestarle, o perchè siano
+mutate le altrui? È egli chiamato perchè aiuti a
+Parigi, perchè in Italia non dia impaccio? È egli
+chiamato per discarico di chi vuol fare chiaro che
+in pro dell'Italia s'è tentato ogni cosa, e non bisogna
+prendersela che col destino d'Italia se indarno?</p>
+
+<p>Innanzi il Congresso de' Potentati Europei, conveniva
+che si fosse potuto adunare un Congresso
+degli Stati Italiani, per dirsi netto quel che potrebbero
+e vorrebbero dell'Italia far essi. L'impossibilità
+dell'accordarsi tra loro, dimostra che la loro
+presenza al Congresso Europeo non farà che moltiplicare
+le confusioni e gl'imbrogli. Ma un altro Congresso<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span>
+era ed è fattibile e inevitabile e debito:
+degl'inviati da' paesi d'Italia incerti ancora del proprio
+destino, che dopo deliberatone invano co' loro
+decreti, dopo interrogatone indarno il Piemonte incerto
+anch'esso di quel ch'è da fare e da dire e da
+omettere e da tacere, non diano più retta a consigli
+passionati, a informazioni che non osano farsi palesi
+per poter essere ritrattate o negate. Vadano a dirittura
+dall'Imperatore dei Francesi, e non gli ripetano
+le volontà loro, ch'egli sa bene a mente, ma
+sentano un poco la sua volontà. Sappiano finalmente
+qual era il suo primo disegno, e quali intoppi lo frastornarono:
+quale la sua intenzione d'adesso; perchè
+mai questa latitudine data a una parte d'Italia a
+reggersi da sè mesi e mesi, a rendere o lasciar parere
+impossibile il ritorno degli antichi padroni. Ardiscano
+sentire il vero; ed egli non temerà certamente
+di dirgliene. Non è lecito ignorare oramai
+certe cose; e fingendo ignorarle, o parendo di fingere,
+offendere quotidianamente chi può sospettare
+nella stessa semplicità e nella inscienza un oltraggio.<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><a name="IL_PAPA_NON_E_RE" id="IL_PAPA_NON_E_RE"></a>IL PAPA NON È RE,<br />
+MA IL CARDINALE ANTONELLI.</h2>
+<hr style="width: 20%;" />
+
+<p>Se l'opuscolo <i>Il Papa e il Congresso</i> sia di mano
+che sa trattare il bastone del comando e la spada,
+non so; ma è certamente di chi sa trattare la penna.
+Se questa sia opera precorritrice di fatti, non è forse
+ben certo ancora a colui che l'ha scritta: ma debito
+nostro è non discredere, e non impedire; e
+neanco porgere pretesti perch'altri ci dica non buoni
+che a dare impaccio. Questo importa avvertire, e
+tenerselo dinanzi alla mente.</p>
+
+<p>Nell'opuscolo è una parte di principii, e una di
+pratica. Quanto ai principii, essendo fatto per i diplomatici,
+e volendo per la via delle solite transazioni
+all'una e all'altra parte concedere qualche
+cosa, i ragionatori troppo severi o troppo sinceri ci
+avrebbero che ridire.</p>
+
+<p>Quando si pensa che Cristo non fece sè nè san
+Pietro re, che il Papa fu e apparve indipendente<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span>
+nella sua potestà anche prima d'essere re, e che
+spodestato non disse eresie nè fu sospettato di dirle;
+e che essendo o parendo re, non fu sempre e non
+parve e non pare a tutti libero; se ne deduce che
+la necessità della corte all'indipendenza della Sede
+non è nè domma nè fatto. Ma se s'intende che il
+Papa non deve, come nessun altr'uomo, essere
+schiavo nè di re nè di popoli; e che per più alta
+ragione ch'agli altri uomini dev'essere a lui assicurata
+eziandio l'apparenza del libero arbitrio, come
+condizione non solo d'autorevole dignità ma d'onore
+(inteso nel comune senso di buona fama); concedesi
+volentieri come necessità morale e come dignità sociale
+e come condizione della dignità di tutti i credenti,
+e dei non credenti stessi, concedesi che il capo
+di una religione di dugento milioni d'uomini non
+deva essere suddito. Non per salvarlo così dal debito
+dell'obbedire alle terrene potestà giuste, alle
+quali devono obbedire anco i re; non per sottrarlo
+ai meriti del coraggio, dell'annegazione, del martirio;
+non per invidiare a lui quella forza interiore e
+quelle gioie sublimi che vengono dall'esteriore debolezza
+e dalle contradizioni e dai dolori inevitabili
+generosamente patiti; ma sì per togliere ai prepotenti
+d'ogni generazione le agevolezze e le tentazioni
+di dargli noia, d'offendere in esso milioni di
+coscienze; e per risparmiare alla società umana turbazioni,
+alle anime, scandali. Senonchè a fare il papa
+non suddito, basta assicurargli il soggiorno in città
+che non soggiaccia a principe alcuno; dove le cure
+minute dell'amministrazione siano affidate a' cittadini<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span>
+stessi, sì perch'eglino non siano macchine, e
+sappiano servirsi da sè; sì perchè al padre di tanta
+famiglia dov'esso è il servo de' servi, rimanga libera
+la mente e l'anima e la giornata per attendere di
+cuore e sul serio al suo ministero tremendo.</p>
+
+<p>Un'altra sentenza, contraria alla prima, par che
+conceda forse troppo da un'altra parte, ed è là dove
+affermasi che il capo della confessione cattolica,
+come tenace che dev'essere delle tradizioni, non
+può non si fare avverso ai progressi civili. Ma la
+storia di molti secoli ci dimostra come i più grandi
+progressi e della scienza e dell'arte, non pochi
+de' più memorabili moti e delle più stabili istituzioni
+di libertà, furono iniziati nel seno di nazioni cattoliche,
+non contrastando i preti e gli uomini credenti,
+anzi spesso aiutando valentemente. Chiaro è che non
+solo in fatto di religione, ma e di scienza umana e
+di tutto quanto concerne la vita, certe tradizioni bisogna
+serbarle, per non ritornare a ogni tratto all'abbiccì
+delle cose, per intendersi, per francamente
+operare. Se la pianta, se l'uomo son fatti per crescere;
+non è già che l'atterrare il tronco e svellere
+le radici, lo slogare le ossa e sformare la faccia sia
+da stimare bellezza e incremento. Le declamazioni
+che certi poveretti ridicono fedelissimamente e noiosissimamente
+a proposito del progresso e de' preti,
+non s'accorgendo essere una tradizione anche la
+loro, ma meschina e dissolutrice, sono puerilità triviali,
+provano tutt'altro che libertà di pensiero. Non
+c'è società religiosa nè civile la qual possa permettere
+che tutta sorte verità pubblicamente si neghino:<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span>
+ch'anzi i meno riverenti al sacerdozio, quando le
+questioni toccano i loro propri diritti e utili e affetti,
+diventano più intolleranti; e nel senso che dann'essi
+alla parola, più chierici. La differenza che dovrebbe
+correre tra le potestà meramente civili, e l'autorità
+civilmente esercitata dal prete, sta in questo, che il
+prete quand'anco avesse il diritto della spada e del
+bastone e della catena, dovrebbe, per confutare il
+falso e correggere il male, servirsi di mezzi intellettuali
+e morali e religiosi, non solamente perchè più
+conformi alla sua missione, ma perchè maggiormente
+efficaci, anzi essi soli davvero efficaci.</p>
+
+<p>A porre in quiete pertanto la coscienza del sommo
+pontefice basta che nel recinto dov'egli risiede
+non s'insegnino pubblicamente dottrine contrarie al
+domma e alla morale insegnati da esso. E già quanto
+alle verità morali, i governi di tutti i popoli cristiani
+consentono nel non permettere promulgazione di principii
+contrari a quelle; senonchè ad impedirla, i governi
+umani non hanno altre armi che materiali, nè
+di più nobili possono giovarsi per assoluta autorità,
+ma per raccomandazione o consiglio e preghiera.
+E di qui è che quando i governi sentono bisogno
+del prete, ricorrono a lui; e se non possono con bel
+modo usano la forza a strappare le sue predicazioni
+e i suoi cantici congratulanti; e se n'hanno
+paura, la costringono in nome della libertà a stare
+zitto.</p>
+
+<p>Posta così la questione, ognun vede che nel paese
+abitato dal Papa tutti i progressi si farebbero leciti,
+tranne la negazione del domma, se questa è progresso:<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span>
+ma ognun vede insieme che restringendo i
+limiti della residenza pontificale, rendesi più fattibile
+la custodia del domma. Date al Papa una larga
+frontiera ch'egli abbia a difendere dai contrabbandi
+delle eresie e degli spropositi; e voi ridurrete tutta
+la sua potestà alla impotente e insopportabile vigilanza
+sopra un esercito di gabellieri spirituali; i
+quali tutti, per santi che siano ed eroi, non possono
+avere lo zelo e il coraggio di Sua Santità. Vigilanza,
+più che ad altri, insopportabile a lui, non foss'altro
+perchè sperimentata impotente. Che se difficile cosa
+pare che pur dentro alla cerchia d'una città non
+penetrino libri proibiti, come impedirlo in uno stato
+di tre milioni? E al Papa-re, non è lecito avere milizia
+di soldati e milizia di satelliti che non sappiano
+o non vogliano tenere da' suoi dominii lontana la
+falsità; non è lecito in cosa tale farsi inutilmente
+canzonare e odiare.</p>
+
+<p>Ma la sua materiale potestà porta ancora più
+gravi contradizioni atte massime della sua coscienza.
+Il Principe della Chiesa cattolica o deve non avere
+forza per corporalmente punire e respingere gli altrimente
+credenti, o deve tutta adoprarla a tutti punirli
+e respingerli, tutti e sempre. Deve dunque la
+sua polizia vigilare sopra chiunque non senta messa
+la festa, e non osservi gli altri comandamenti della
+Chiesa; sopra chiunque tiene discorsi, anco privati,
+irriverenti alla religione o ai ministri di lei; deve
+inibire che i suoi sudditi abbiano faccende o colloqui
+con uomini di nessuna credenza o di diversa credenza;
+deve penetrare il segreto delle pareti domestiche<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span>
+e delle lettere; deve vietare che acattolici o
+israeliti saltino il fosso de' suoi dominii, e circondare
+agli stati della Chiesa la muraglia della Cina. Solo
+questo spediente lo può liberare dall'obbligo di statuire
+in regola generale quella che parve enormità
+tanto strana, del consentire che sia sottratto ai genitori
+un bambino per acquistarlo alla Chiesa. Se tutti
+i bambini degli Israeliti e de' Protestanti non hanno
+a essere similmente sottratti ai genitori, e se il Papa
+vuol essere Papa, non c'è che un modo: non essere
+Re. Il concedere agl'Inglesi luogo di sepoltura
+decente per tolleranza dell'oro e dell'armi britanniche,
+il negarlo ai Greci perchè poveri e deboli, è
+contradizione che offende la coscienza e il pudore,
+il senso comune ed il senso della umanità.</p>
+
+<p>Dunque il non potere lui sempre neanco come
+Re quelle cose che come Papa dovrebbe, dimostra
+che il suo regno non gli serve a nulla di bene, ma
+gli moltiplica con le cure i rimorsi. Da una sola città
+gli sarebbe possibile escludere le ballerine, e altri
+simili diletti e piaceri, amenità e leggiadrie, le quali
+del resto nessun uomo di Stato, per profano e profondo
+che sia, ha sentenziato finquì necessarie al
+progresso della ragione, alla libertà dei popoli, alla
+felicità della vita. Ma il fatto delle ballerine (alle cui
+vivacità mi si dice che possa sedersi spettatore il
+porporato che ha in cura la polizia, cioè il buon costume
+della Città Santa) è pure una leggerezza, un
+fuscello di paglia, rispetto ai soldati svizzeri (e a
+quanto dicesi, anche d'altra progenie) che sono la
+trave confitta nell'occhio del Cardinale Antonelli.<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span>
+Dico del Cardinale Antonelli, perchè Pio IX nel mio
+pensiero è collocato più alto, non solo per la dignità
+del suo grado, ma per la bontà delle sue intenzioni,
+le quali non sorrette dalla forza dell'animo, amici
+e nemici a gara fecero infruttuose. Se, come Paolo
+sublimemente c'insegna, Carità è più che Fede; or
+mi si dica qual sostegno alla Fede possa prestare una
+forza odiata e sprezzata, insulto quotidiano alla divina
+carità.</p>
+
+<p>Ma tempo è di venire alla parte pratica dell'opuscolo;
+la qual sola è nuova, giacchè degl'inconvienti
+del regno sacerdotale, e del modo di rendere il
+pontefice non solamente non suddito ma più che re,
+ampliando la potestà vera sua col restringere l'apparente,
+e col dileguare le illusioni bugiarde, altri
+avevano già fatto parola. E questo all'autore è lode,
+perchè dimostra non essere una singolarità strana
+la sua, ma proposta fondata così nell'opinione di
+molti autorevoli come nell'esperienza pubblica e nella
+pubblica coscienza. L'importanza del nuovo libro
+gli viene dal luogo e dal tempo, e desta in molti la
+voglia di conoscere se nell'autore, qualunque egli
+sia, cotesta sia idea nuova o antica. Io dico che
+antica. Altri ne frastornarono lo svolgimento con fatti
+de' quali non è lecito dire chiaro perchè troppo segreti,
+e superfluo dire a lungo perchè troppo palesi,
+dolersene inutile perchè irreparabili. Ma volendo
+in qualche parte ripararli, e rannodare le fila rotte,
+l'autore qualunque si sia (<i>O quem te memorem?</i>)
+scrisse questo libretto; che a taluni parrà transizione
+brusca, contradizione, e non è <ins title="Note di trascrizione: Nell'originale 'punto punto.'">punto.</ins><span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span></p>
+
+<p>Parrà veramente che in questione concernente il
+pastore del gregge cattolico, soli dovessero i potentati
+cattolici averci lingua: ma badiamo che qui non
+si tratta delle sorti, com'altri disse con improprietà,
+del papato, il quale per certo non dipende nè da re
+nè da popoli, nè Congressi lo terranno ritto, nè rivoluzioni
+lo rovesceranno. All'essenza del papato in
+tanto solo collegasi la trattazione presente, in quanto
+il regno al papato è impaccio e tentazione: ma i
+Principi se per questo facessero congresso o guerra,
+non riguarderebbero il Papa se non come un principe
+italiano, insopportabile ai popoli italiani, e quindi
+incomodo a Europa tutta. Di questo son giudici anco
+i Potentati acattolici; i quali anzi, siccome meno interessati,
+sarebbero meno sospetti di fini obliqui;
+e anche l'essere più lontani farebbe ad essi discernere
+meglio certe cose che la prossimità o sminuisce
+all'occhio o confonde. Più ragionevole sarebbe
+l'opporre: come e con che titolo, di punto in bianco
+l'Europa de' gabinetti possa entrare a decidere le
+sorti de' popoli italiani. Qui la risposta è terribilmente
+facile e pronta: può perchè può. Agl'Italiani toccava
+provarsi d'incominciare a volere essere più padroni
+in casa propria, voler esser almeno in grado di poter
+dimostrare co' fatti il loro diritto al più o men prossimo
+esercizio d'una qualche particella della lor
+padronanza: ma inutile adesso riparlare di ciò. Resta
+solo a desiderare che chi può, voglia il bene degli
+Italiani: e gran bene al certo sarebbe che si togliesse
+dai loro occhi lo spettacolo d'un regno odiosamente
+inetto, e si desse a Pio IX la forse da lui segretamente<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span>
+bramata opportunità d'un comodo sagrifizio,
+d'un glorioso rifiuto. Coloro che approfittano della
+sua regale servitù, urleranno intorno alla sua coscienza,
+la assorderanno; e chi sa non riescano a
+farlo a sè medesimo parere martire di quello appunto
+che più scalza l'edifizio murato col sangue
+de' martiri? Ma checchè sia delle battaglie che quel
+pio infelice avrà a sostenere, gli è cosa sicura che
+a togliergli dal viso la maschera che lo affoga di
+principe, basta un solo atto di forza clemente; a tenergliela,
+voglionsi atti quotidiani di violenza imprecata
+e impotente.</p>
+
+<p>L'autore dell'opuscolo che rimarrà documento
+di storia, con ingegnoso diletto discorre dei vantaggi
+onorati che alla nuova Roma verrebbero se la potenza
+pontificale in lei si trovasse purificata, e a dir
+così condensata. Senonchè, tra le lusinghe, gli scappa
+detta una parola che suona minaccia, e già diede
+appiglio alle obiezioni di coloro a' quali il distruggere
+è creare; dico là dove condanna i cittadini
+dell'eterna città al <i>culto</i> eterno delle <i>rovine</i>. Se ai
+Romani si lascia la cura grave di amministrare davvero
+le proprie faccende, di migliorare gl'intelletti
+e gli animi de' loro fratelli e le condizioni della comune
+vita, di custodire non solo ma d'intendere e
+d'illustrare i loro monumenti, e degnamente ampliarne
+con opere nuove l'eredità; se ai Romani
+concedesi il diritto di trattare tutte quante le grandi
+questioni che affaticano e consolano lo spirito umano,
+e la cui piena discussione non è punto inceppata dalla
+credenza cattolica; se ai Romani si lascia l'esercizio<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span>
+delle armi cittadine, le quali non sarebbero rivolte
+mai contro un prete inerme, e difeso dalla venerazione
+e dalla indignazione di tutta l'Europa civile;
+se ai Romani si largisce la cittadinanza italiana, la
+facoltà di poter villeggiare a piacere nell'Italia laicale
+e di porre ivi dimora alla pari con i natii,
+e di prendere parte con Italiani e stranieri alle
+grandi imprese economiche e commerciali, d'educazione
+e d'arte, alle quali la presente Europa in gran
+parte è immatura tuttavia; non temete che venga
+ad essi in ribrezzo il domicilio nella città fatta capitale
+davvero del mondo cattolico, la Parigi e la Londra
+della religione; nella città ispiratrice e nutrice di
+nuovi ordini religiosi, e de' vecchi (secondo il vecchio
+cattolico titolo) riformati nella città; ispiratrice e nutrice
+di Congregazioni destinate non tanto a numerare
+gl'innumerabili e illeggibili libri dov'è qualche
+proposizione non vera, senza discernere i gradi dell'errore
+e la più o meno reità dell'intenzione, e così
+additandoli alla curiosità de' malevoli e facendone
+scandalo, quanto consacrate a consigliare e creare
+libri nuovi e nuove istituzioni benefiche al mondo;
+nella Città ispiratrice e nutrice d'Apostoli che, forti
+in dottrina di lingue e di letterature, e d'erudizione
+varia e delle scienze stesse de' corpi, vadano per
+tutta la terra predicando la verità con la parola e
+con l'esempio e col sangue, e non comportino che
+Roma in ciò sia da meno di Lione; nella Città illustrata
+da Cardinali che tra i più dotti e benemeriti
+ciascuna nazione cattolica sceglierebbe in proporzione
+del numero de' suoi fedeli, arricchita di rendita<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span>
+netta e onesta dagli spontanei tributi di tutte le
+cattoliche nazioni. Se nella Roma governata <ins title="Note di trascrizione: Nell'originale 'qual'è'">qual è</ins>,
+se nella Napoli di Ferdinando e di Francesco è sì
+grande il numero de' forestieri non solo viaggianti a
+diporto ma lieti di fermo soggiorno; or pensate se la
+fame de' giornali e la sete de' parlamenti; se il bisogno
+da certa libertà così urbana e di certa così gioviale
+eloquenza potrebbe lasciare deserta la città
+unica, divenuta puramente religiosa, e libera quietamente.</p>
+
+<p>Io non so se da quell'opuscolo deva riuscire deliberazione
+pacifica di Congresso o risoluzione di
+guerra; non so se le due cose insieme; non so se
+unite, o l'una da sè, conseguiranno l'intento: ma
+giova che la proposta sia fatta, sia fatta fuori d'Italia,
+sia fatta da uomo riverente alla sede. Quello che
+più disturberebbe il buon esito, sarebbe un intenzione
+empia in impresa sì pia. Le apparenze stesse
+e i sospetti dell'odio o del disprezzo nocerebbero
+gravemente. Se gl'Italiani, irritanti dalla lunga stolta
+spietata tirannide di coloro che abusano il nome del
+Papa e di Cristo, movessero da sè soli a spodestare
+il principe; anco non commettendo atti indegni, parrebbero
+avventarsi a lui come a preda; farebbero
+sembrare non solo lui vittima, ma il Cardinale Antonelli
+e i fratelli suoi, martiri; tirerebbero sopra sè
+la detestazione de' fedeli lontani che ignorano le
+costui colpe, e par loro atto di fede il discrederle;
+ai nemici interni ed esterni offrirebbero atroce pretesto
+di scagliarsi contro noi, come contro crocifissori
+dell'Unto di Dio. Nè sarebbe maraviglia vedere<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span>
+potentati acattolici per loro mire e per nuove
+brighe, che a un tratto trasmutano gli alleati in avversari
+e i rivali in amici, i potentati acattolici
+farsi vendicatori del Papa a fine di più avvilire il
+Papato e di comprimere le speranze di questa Italia
+importune. E già ne avete preludii: ecco giornali
+stranieri bisbigliare parole sinistre: ecco già l'Austria
+che santamente per dono della santa alleanza
+si pigliava e si tiene le provincie papaline
+oltre Po; l'Austria che fabbricava non solo in Ferrara
+e in Comacchio alla sua Aquila i nidi; l'Austria
+che, tutrice della indipendenza del prete, dentro
+ai dominii del principe contro il principe cospirava,
+servendole non solo i Castagnoli e i Baratelli, ma i
+suoi uffiziali che pubblicamente screditavano il governo
+del prete; l'Austria che ai canoni del prete
+indipendente per molti e molti anni nelle sue Università
+fece guerra, tacendo esso prete indipendente
+e benedicendo; ecco l'Austria (dicesi; e io nol
+vo' credere ancora, ma il rumore stesso è un preludio)
+che all'apparire di un opuscolo anonimo, ne
+domanda ragione all'imperatore de' Francesi siccome
+a suddito da chiamarsi con un precotto di polizia
+al tribunale della censura sua aulica. Insomma,
+se altri che gl'Italiani potessero dedicarsi a quest'opera,
+sarebbe una benedizione: e pare a me
+che dovremmo, anco a patti che dianzi ci fossero
+sgraditi, accettarla.</p>
+
+<p>Quanto difficile sia liberarsi dall'Austria l'abbiamo
+provato e proviamo; ma meno difficile questo
+agl'italiani anche soli, che a loro soli sottrarsi<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span>
+al Cardinale Antonelli senza una guerra europea.
+L'Italia liberata dallo straniero, crescerebbe, giova
+sperarlo, in nazione grande; ma chi liberasse il
+Papato dal regno, farebbe migliori le condizioni di
+dugento milioni d'anime umane, anzi di tutta intera
+l'umanità, della quale i popoli cattolici, nessun può
+negare che siano una delle più nobili parti e destinate
+a più fecondo avvenire. Se per questo benefizio
+da rendere a tutta la specie e a tutti i secoli, fosse
+irremissibilmente ingiunto all'Italia il non essere per
+ora Nazione una, o il sostenere altro sagrifizio;
+l'Italia lo dovrebbe, lo vorrebbe di certo.</p>
+
+<p>Resta a vedere se cotesta sia condizione irremissibile;
+e importa saperlo. Chiunque teme conoscere
+questa verità, chiunque si sforza con furberie semplicette
+di sviare da questo punto l'attenzione degli
+Italiani, con qualunque intendimento lo faccia, li
+tradisce, tradisce sè stesso. Pensiamo che in altro
+opuscolo grandi promesse sonarono, e l'adempimento
+ne incominciò, e fu interrotto: di questo non
+accada il simile, almeno per colpa nostra. Altri, uso
+già ai disinganni, sospettava che nell'opuscolo non
+s'intendesse se non preparare anticipata alla Francia
+una scusa, per poter dire poi: Volevamo; non
+s'è potuto. Io non vo' credere questo: ma ad ogni
+modo è dovere degl'Italiani il non fornire scuse, cercate
+che siano o no; il fare in modo che non si
+possa mai dire loro: Noi volevamo; siete voi che
+non avete voluto.</p>
+
+<p>L'autore dell'opuscolo pare, a come parla, abbastanza
+informato di quel che la Francia può e<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span>
+vuole; pare che creda e brami far credere un pensiero
+maturato, non mutabile per ostacoli già previsti
+e da doversi coraggiosamente incontrare. Se
+altri chiede ragioni da non si rendere, se minaccia;
+la Francia, dopo provatasi di dileguare i sospetti
+ingiusti, di associare all'alta impresa quanti se ne
+sentono degni, può apparecchiarsi a diversa risposta,
+ove questa si voglia: mostrare (e adesso sul
+serio) i suoi legni nelle acque di San Marco, sollevare
+il Friuli, far con un soffio ch'Etna e Vesuvio
+ribollano. Sessanta milioni tra d'Italiani e Francesi
+possono dar da pensare all'Europa, foss'anco tutta
+nemica; che non sarà. E se non bastano, c'è la Polonia
+che geme; l'Ungheria c'è che freme; c'è la Croazia,
+memore del benefico governo francese, e, purchè
+non la soggioghino ai Magiari, pronta a levarsi
+per le proprie franchigie violate, e per la civiltà a
+cui fu fatta con arti tristissime parere avversa. Napoleone
+I, per sua sventura e nostra, nel suo grande
+spirito non comprese lo spirito delle nazioni; dalla
+Russia al Tirolo, dalla Germania alla Calabria, dall'Inghilterra
+alla Spagna, le provocò tutte, e cadde.
+A Napoleone III s'aprono più sicuri e più alti destini,
+purch'egli voglia; e ha provato che sa volere.
+Ma perseveratamente non si vogliono se non le
+opere generose.<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span></p>
+
+
+
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><a name="ITALIANI_MAGIARI_SLAVI" id="ITALIANI_MAGIARI_SLAVI"></a>ITALIANI, MAGIARI, SLAVI.</h2>
+<hr style="width: 20%;" />
+
+<p>Un giornale che a me non cadde di dover nominare
+molte volte che potevasi a lode, e però
+non lo vo' nominare, adesso che devo contradire in
+parte a una sentenza forse non propria de' suoi direttori;
+un giornale italiano, trattando di quella che
+molti chiamano vendita della Venezia, soggiunge che
+l'Austria, liberata da quest'impaccio e pericolo sempre
+più minacciante, potrà con migliore agio e coscienza
+dedicarsi a fare men dure le sorti degli
+altri popoli a lei soggetti, e così più sicure onoratamente
+le proprie. Questo è consiglio utile e a' popoli
+e all'Austria stessa: e noi dobbiamo desiderare l'utilità
+anco di quelli che ci recarono e recano danni;
+con tanto più sincero animo desiderarla, che il
+bene vero dei governati non si può mai dividere da
+quello dei governanti; e finattanto che creature
+umane all'impero d'Austria vivranno soggette, sarà<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span>
+sempre debito d'umanità l'augurare che Austria le
+tenga in maniera comportabile e a quelle e a sè
+stessa. Il detto giornale prosegue dicendo che all'Austria
+gioverebbe rammentarsi degli obblighi ch'ell'ha
+verso la nazione Ungherese e al possibile farla contenta:
+ed è sano consiglio anche questo, dacchè la
+nazione Ungherese e per la innata prodezza, e per
+le ingiustizie patite, e per le dovizie materiali e morali
+che raccoglie in sè, meritevoli d'essere svolte e
+tratte nella luce del mondo civile, e per il vigore
+di volontà che ha mostrato, è degnissima di commiserazione
+e di riverenza. Ma da questo non segue
+che, per affidarsi ai Magiari, abbia l'Austria, diffidando
+de' popoli slavi, come di quelli che le preparano
+<i>l'ultimo crollo</i>, a concedere ai primi quella
+condizione di cose che noccia ai secondi. Ognun sa
+che, tra le altre richieste, i Magiari vogliono l'integrità
+dell'antico regno; e con questa parola è da
+temere che taluni non intendano la trista e a loro
+medesimi funesta libertà di trattare gli Slavi alla
+maniera che innanzi il 1848 li trattavano; onde poi
+vennero le resistenze terribili delle quali Austria
+ben seppe approfittare, e da ultimo l'infelice esito
+della guerra. La quale, se condotta dall'Ungheria
+e dalla Croazia cospiranti, avrebbe prevenuti i soccorsi
+della Russia, o li avrebbe fatti impotenti;
+avrebbe insieme con quelle due nazioni liberata
+l'Italia. Non è certamente da credere che lo scritto
+del giornale al quale accenniamo, intendesse insegnare
+all'Austria come si faccia a schiacciare l'un
+popolo con le forze e con gli odii dell'altro, e quel<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span>
+de' due che rimase depresso rialzare poi, per deprimere
+quello che con la sua vittoria minaccia diventare
+molesto. Siffatti consigli, buoni forse a bisbigliarsi
+all'orecchio tra principi e principi d'una certa
+natura, non si conviene che i popoli li diano a' principi,
+e molto meno popoli oppressi ne siano liberali
+al loro oppressore in danno d'altri popoli nella miseria
+compagni. Gli ammaestramenti che soglionsi a
+titolo di biasimo dire machiavellici, a me sempre
+parvero, anzichè furberia, ineffabile semplicità: e
+questo del quale parliamo, se all'Austria fosse dato
+da uomini italiani, sarebbe il più machiavellico,
+cioè il più malaccorto di tutti. Non è dunque neanco
+da immaginare che accennando al pericolo che Austria
+può dagli Slavi temere, lo scrittore intendesse
+armare i sospetti di lei contro quelli; ma conveniva,
+se non sbaglio, avvertire espressamente che dai diritti
+del regno Ungherese vuol essere esclusa la così
+detta integrità nel senso odioso a buona parte de' già
+componenti quel regno.</p>
+
+<p>Non solamente certi giornali esagerando per sfogo
+di benevolenza, e a buon fine, e di buona fede i
+vantaggi de' popoli che prendono a difendere, ma i
+Potentati e i popoli stessi col dimostrare o troppo
+presto o troppo spesso, e dapprima con soverchia
+instanza e poi con poca costanza, il loro affetto verso
+tale o tal nazione, nocciono da ultimo più che giovare.
+Se le più delle protezioni in effetto tornano da
+ultimo moleste e tremende, non riescono un gran
+benefizio neanco le protezioni in promessa. Che non
+si disse, e che non pareva volersi fare a pro della<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span>
+sventurata Polonia? Tutti gli anni <ins title="Note di trascrizione: Nell'originale 'abondanza'">abbondanza</ins> di pie
+perorazioni dalla ringhiera di Francia; tutti gli anni
+nella risposta della Camera al Trono, una parola di
+raccomandazione degnevole per la Polonia. Ma poi?
+Non vorrei il simile per la prode Ungheria. Ma so di
+buon luogo che taluni degli stessi Ungheresi, i quali
+sono entro nel paese e non amano illudersi, sperano
+meno baldanzosamente che i loro amici di
+fuori; nè pare ad essi caparra di validi aiuti la
+dissoluzione della già solennemente forgiata legione
+ungherese. E quest'è un fatto palese, e che lascia
+arguire altri fatti segreti, tanto più malaugurosi al
+domani, quanto parevano l'altr'jeri più lieti. Gli Ungheresi
+che si trovano sopra luogo, ben sanno che
+in Ungheria quegli stessi che amano caldamente la
+patria, non hanno nè verso l'Austria nè verso le
+varie schiatte de' propri concittadini i medesimi sentimenti,
+nè le opinioni medesime quanto al da farsi;
+e che quand'anco nell'ora del cimento la concordia
+fosse piena, non sarebbe così un'ora dopo. Sanno che
+fin nelle recentissime resistenze gli stessi Protestanti, i
+quali la comune causa doveva più strettamente congiungere,
+si sono divisi; altri accettando le concessioni
+austriache, altri no. Sanno che oltre alla Croazia, distinta
+dalla natura e in parte dalle istituzioni, l'antico
+regno magiaro ha dentro in sè molte razze e
+diverse, e che la nazione la qual darebbe il nome
+allo Stato, dei dodici milioni di quello ne fa soli cinque,
+e che gli altri milioni non comporterebbero oramai
+le condizioni di Governo che già a malincuore pativano.
+Sanno che non solamente la parte democratica,<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span>
+ma quegli stessi magnati che sono sospetti ad
+essa, non cessano però d'essere all'Austria sospetti;
+la quale della presente unanimità in tanto solo
+non teme in quanto la crede apparente, in quanto
+spera potere dentro nel paese stesso fomentare le
+dissensioni, e aiutarsene. Il credere, dunque, che
+Austria per timore degli Slavi si possa confidentemente
+abbandonare a Ungheria, e Ungheria ad Austria
+per odio degli Slavi, sarebbe illusione mal
+cauta, e in uomini liberali inonesta.</p>
+
+<p>Onesto e prudente e utile a tutti, ma principalmente
+agli Ungheresi, sarebbe il dichiarare netto fin
+d'ora quel ch'essi intendano per diritti del regno e
+per integrità; giacchè ne' termini ambigui si nasconde
+spesso insidia non solo a chi li ode, ma a
+chi li pronunzia. Giova che Austria intenda bene
+quel che da essa richiedesi, perchè poi non faccia le
+viste di frantendere, come suole sempre a vantaggio
+proprio, con quella furba affettazione di dabbenaggine
+che canzona gli accorti; e acciocchè del
+frantendere innocente altrui non faccia arme a sè.
+Giova che gli altri popoli o attigui o misti agli Ungheresi
+sappiano qual destino a loro si vien preparando;
+e non solamente gli antichi e recenti sospetti
+e dispetti s'acchetino, ma gli animi e le braccia si
+dispongano a potentemente propugnare i comuni diritti,
+comuni davvero. Giova che gli Ungheresi stessi
+tra loro s'intendano; giacchè non s'intendono bene
+ancora, e se non si vuol dire dissenzioni, tra essi
+serpeggiano dubbietà. Giova che ciascuno di loro intenda
+bene se stesso; giacchè dall'osservazione di<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span>
+quanto essi fecero nel 48 e nel 49, e di quanto ordirono
+poi, dall'udita di quanto dicono in palese e in
+segreto, mi par di raccogliere che molti di loro non
+sono ben fermi di quel che vogliono, e stanno attendendo
+dagli eventi consiglio. Pericolosa incertezza,
+la quale ormai da amarissima esperienza proviamo
+quanto ai popoli faccia danno, e quanto se ne approfittino
+i loro nemici. Un de' malanni di tale incertezza
+è il fare inganno a noi stessi; e intanto che
+noi con le indeterminate speranze illudiamo altrui,
+siamo noi medesimi più traditi che traditori; l'improvvida
+temenza di guardar fiso nell'avvenire e di
+dire quel che vediamo, ci frutta non solo disinganni
+e sventure, ma odii e dispregi e calunnie.</p>
+
+<p>Se, a cagione d'esempio, per integrità del suo
+regno l'Ungheria intende che a lei venga restituita
+la ricca regione del Banato, la quale dalla violenza
+astuta dell'Austria fu dopo il 48 divelta per indebolire
+esso regno, sotto pretesto di favoreggiare lo
+svolgimento della nazione Serbica, da' Magiari compressa
+(favore che da un governo tale <ins title="Note di trascrizione: Nell'originale 'qual'è'">qual è</ins> l'austriaco
+non si sarebbero neanco i Serbi aspettato);
+se questo s'intende, è di tutto diritto la chiesta. Ma
+quel che l'Austria faceva le viste di volere così per
+istrazio de' Magiari e per ischerno de' Serbi stessi,
+l'Ungheria deve operarlo sul serio e di cuore, acciocchè
+l'integrità del regno apparisca, com'io credo
+che sia, cosa onesta. Dico che d'ora innanzi non solo
+non devono gli Ungheresi schiacciare le altre schiatte
+consorti, ma trattare le devono come concittadine,
+e all'incremento di ciascuna adoprarsi per infino a<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span>
+quel segno che non turbi l'armonia dell'intero, non
+ne dissipi l'unità. Or questo, forza è confessare che
+non fu nettamente proposto finquì; e che taluni, e
+autorevoli tra i Magiari, guatano quelle schiatte con
+occhio di dispregio o di diffidenza, non come sorelle,
+ma a mala pena suddite. Un recente indizio lo
+dimostra, indizio che non deve parere leggiero a chi
+sa come il fatto della lingua sia, non solo nell'ordine
+intellettuale ma nel civile, cosa di somma importanza.
+Perchè la lingua è il pensiero, il respiro dell'anima;
+la lingua è il vincolo delle intelligenze e
+de' cuori; la lingua è la proprietà della famiglia e
+della nazione; la lingua è il frutto e il germe de' secoli.</p>
+
+<p>Fu nel 1836 statuito che la lingua degli atti pubblici
+fosse la lingua ungherese, cioè a dire che
+quanti d'altre razze la ignoravano, non potessero
+più parlare in Parlamento, e per ogni altro uso degli
+uffizi invocassero un turcimanno, e dalle cariche
+si astenessero infine a tanto che l'avessero appresa.
+Così tutti i non giovani, e gli occupati da altre
+cure e bisogni si trovavano a un tratto interdetti: e
+coloro stessi che allo studio di quel difficile idioma
+si fossero sottoposti, avevano pur sempre rimpetto
+ai Magiari uno svantaggio grave; e creavasi, oltre
+all'aristocrazia de' natali, e quella de' soldi, e quella
+degl'intrighi, una nuova e più pesante aristocrazia,
+della lingua. Perchè tutti sanno quanto il potere
+speditamente e convenientemente parlare e scrivere
+doni, in ispecie presso certi popoli e in certi casi,
+autorità e sicurtà di vittoria; e come i prevalenti
+per altri titoli sappiano nelle pubbliche lotte anche<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span>
+di questo valersi; e come nelle elezioni si faccia scusabile,
+anzi giusto e necessario, che sia prescelto colui
+che ha dominio della lingua dominante. Segue di
+qui, che tra le tirannie le quali aggravano più intimamente
+e più incomportabilmente, è da numerare
+la tirannia della lingua.</p>
+
+<p>Ora leggiamo annunziato ne' giornali con vanto,
+come in Transilvania nella città di Clausenburgo
+fosse di recente deliberato da una società intitolata
+Museo che la lingua comune da usarsi abbia a essere
+l'ungherese. Notisi che quel Museo non è punto
+un'autorità dello Stato, che i soci sono tutti Magiari;
+e non è da stupire ch'essi amino usare la lingua
+propria. Ma la Transilvania non è magiara tutta;
+e la campagna, cioè la maggior parte della
+nazione, degna di riverenza perchè la più semplice
+e più abbisognante di protezione, è <ins title="Note di trascrizione: Nell'originale 'Rumeni'">Rumena</ins>. Innanzi
+che Austria con le gravezze illegittimamente imposte
+in dispregio degli antichi Statuti opprimesse e
+villici e cittadini, quelli erano molto animosamente
+divisi da questi; adesso i comuni guai li congiungono
+e li fanno parere più concordi che invero non
+siano, che almeno non sarebbero, mutate in meglio
+le cose. Non è da credere che i Rumeni soffrirebbero
+essere trattati dai pretti Magiari com'erano già;
+e è da sperare che questi abbiano coscienza del dovere
+e dell'utile proprio. Certamente non si conviene
+al Governo di uno Stato qualsivoglia essere
+bilingue o trilingue e più; ma non è neanco da volere
+che questa unificazione ch'è una delle più difficili
+a consumarsi, facciasi come per infusione dello<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span>
+Spirito Santo: e prima di venire alla decisione assoluta,
+bisogna preparare e gli animi e le menti e
+gli organi della voce; bisogna sostenere i necessari
+indugi della preparazione; e capacitarsi che il far
+presto è un disfare, e che la scala si scende e si sale
+per gradi, o si ruzzola. E in nessun paese del mondo
+forse le preparazioni a ciò intellettuali e morali e
+civili appaiono più necessarie che nel regno ungherese.</p>
+
+<p>Per toccarlo con mano, non c'è che da contare
+il numero degli abitanti di nazione ungherese e il
+numero delle altre schiatte. I Magiari non montano
+a cinque milioni d'anime secondo l'Almanacco di
+Gotha; ma pongansi pure milioni cinque. Que' di
+stirpe germanica secentomila; i Rumeni, dentro nell'Ungheria
+proprio, dugentomila; gli Slovacchi poco
+meno di due milioni e mezzo; Croati e Serbi cencinquantamila;
+quattrocentomila Ruteni. Nel Banato,
+già parte dell'Ungheria stessa, i Magiari non sono
+che trecencinquantamila; i Rumeni stessi son più di
+loro, cioè quattrocentomila; que' di stirpe germanica
+trecencinquantamila anch'essi, i Serbi dugentottantamila,
+cencinquantamila i Croati. I così detti confini
+militari dell'Ungheria (altri da quelli della Croazia,
+s'intende) fanno dugentomil'anime tra Tedeschi,
+Rumeni e Slavi; nè qui entra Magiari. In Transilvania
+Magiari meno di mezzo milione; ma diasi
+mezzo: cencinquantamila Tedeschi; un milione e
+settecentomila Rumeni. Insomma dei poco meno che
+tredici milioni del regno ungherese, Ungheresi c'è
+meno di sei, il resto parlanti altre lingue. Altri veda<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span>
+come sia giusto e facile cambiare a più di sette milioni
+d'uomini la lingua in bocca e l'anima in petto;
+cambiarla in questo momento di secolo che ciascuna
+nazione rivendica a sè l'eredità delle sue
+tradizioni, e la pura proprietà della lingua che alle
+tradizioni conserva, e da esse riceve, la vita.</p>
+
+<p>Lo sforzo a rivendicare questa proprietà sacrosanta,
+tentata invadere dal più tristo comunismo che
+sia, del quale certi governi che chiamano sè legittimi
+porgono audacemente e incautamente l'esempio,
+lo sforzo che dico, è notabile segnatamente nella
+Croazia, la quale, intedescata già nella parte sua
+più civile, e abbandonata del resto, massime allorchè
+vide minacciarsi l'invasione della lingua magiara,
+si risentì, e diede cura alle lettere slave, adoprando
+la favella natia, sempre più appurata e
+arricchita. Non tutti forse gl'Italiani sanno che, secondo
+l'antico patto con cui la nazione s'era aggregata
+all'impero austriaco, oltre alle diete sue proprie,
+la Croazia, non so s'io dica doveva o poteva mandare
+suoi rappresentanti alla dieta generale del regno ungherese:
+ma perchè essa intendeva conservare distinta
+la sua propria vita, che Austria e Ungheria
+volevano, insieme cospirando, sottrarle di furto; alla
+dieta non mandava già deputati di ciascuna provincia,
+ma due nunzi soli; e questo per tema che le
+sue Provincie, a poco a poco assomigliate a quelle
+del regno ungarico, non fossero da ultimo confuse
+con esse, e fatte suddite; e così assorbito, sparisse
+quel regno che aveva già esercitato il diritto d'eleggersi
+re suoi propri, altri da que' d'Ungheria; aveva<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span>
+franchigie proprie, e imposte minori. Andando dunque
+alla dieta i due nunzi, quando la lingua magiara
+fu diventata lingua del parlamento, sebbene la sapessero
+anch'essi e nelle adunanze preparatorie la
+usassero, nella pubblica dieta se ne astenevano apposta,
+e parlavano il già consueto latino, con ira
+de' deputati magiari strepitanti e picchianti delle
+sciabole in terra, intanto che uditori dalle ringhiere
+spianavano le pistole sui nunzi imperterriti. Così
+l'antica lingua d'Italia, alla nazione che contro l'Italia
+pur troppo esercitò le sue armi, si faceva scudo
+e arme. Or se mai taluni degli Ungheresi con l'integrità
+e co' diritti del regno intendessero ricuperare
+l'istituto della comune dieta, e obbligare la nazione
+sorella a parlare la lingua straniera a lei, ignota ai
+più de' suoi figli, tacersi; io non so se nell'Europa
+civile gli uomini amici di libertà potrebbero a cotesta
+maniera di guerra così cordialmente applaudire
+come ammirarono quella che nel 1849 sostenne in
+campo l'animosa Ungheria.</p>
+
+<p>A dileguare fin l'ombra delle superbie e degli
+astii vecchi dovrebbe invero bastare la coscienza
+de' comuni dolori: e se Austria diffida e paventa di
+Magiari insieme e di Slavi, e s'ingegna gli uni contro
+gli altri aizzare, questa almeno dovrebbe essere
+ragione potente a amicarli. Una vertigine provvida
+ai popoli travolge i pensieri della corte di Vienna;
+che dopo il 1849 poteva conciliarsi l'una almeno
+delle due nazioni, o qualche ordine almeno di persone
+in ciascuna delle due, alleviandone i pesi, dimostrandone
+a qualche modo fiducia e riverenza:<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span>
+ma tutte Vienna le esasperò. E come se gli antichi
+fomiti fossero pochi, sopravvenne il Concordato con
+Roma (alzata d'ingegno tutta profana, per fare della
+sagrestia un'anticamera al gabinetto di corte) sopravvenne
+a incitare in Ungheria il risentimento
+de' protestanti (che tra' Magiari sono il maggior numero,
+e forse i più ricchi), i quali dello zelo religioso
+rinfiammarono l'amore di patria, e per questo
+parte degli stessi Cattolici ebbero consenzienti. Così il
+Concordato, che in Italia apparve uno scherno delle
+curie vescovili e della curia papale, facendo più impertinente
+la licenza della polizia civile e della polizia
+soldatesca, il concordato in Ungheria parve
+volersi dall'Austria pigliare in sul serio, e suscitò
+contro lei serii impacci. Ma se gli Ungheresi ebbero
+lo speciale privilegio di cotesta molestia, in altro
+furono troppo appareggiati agli Slavi. E nell'uno e
+nell'altro paese i beni della nazione, quasi fossero
+beni della famiglia imperiale, furono (ricchezza inestimabile
+in mani intelligenti) venduti per una miseria,
+come si suole dai prodighi e dai disperati. E
+le imposte, già tenui, sopraccrebbero in modo tantopiù
+incomportabile quantopiù inusitato. Le diete
+de' due regni ne stabilivano un tempo la quantità,
+anzi la concedevano, secondo i patti dall'Austria
+giurati: oggidì l'arbitrio imperiale le impone, come
+fa il Gran Signore de' Turchi; e Ungheria paga
+d'imposte dirette ottanta milioni di fiorini; e i
+dugentottanta mila che pagava Croazia, sono montati
+a sette milioni, somma esorbitante per paese
+povero, e più tirannesca gravezza di quel che siano<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span>
+gli ottanta all'ubertosa Ungheria. Aggiungansi le
+indirette che ascendono ad altrettanto, e che massimamente
+sul popolo di Croazia pesano odiosamente;
+al quale era ignota la maledizione del bollo;
+e ad essi la cultura libera del tabacco, trafficato
+utilmente anche fuori, era grande rinfranco. E tutto
+questo non per rifondersi in servigio delle nazioni aggravate,
+ma forse più che la metà per opprimere e
+quelle e altre nazioni, e principalmente l'Italia; per
+gettarlo nelle voragini della polizia e della guerra, e
+servire alle ladrerie degl'ingegneri militari e di generali
+voraci; un de' quali è ora appunto sotto processo
+infame, e col deporlo, è già condannato dal
+padrone suo stesso.</p>
+
+<p>Se dunque (per rivenire a quello da cui si è cominciato
+il discorso) Austria, temendo de' popoli
+Slavi, intendesse aizzare i Magiari contr'essi; dico
+primieramente che non le riuscirebbe l'arte sua
+trista, come le riuscì l'altra volta: ma poi, se mai,
+lusingando le passioni d'un partito, ella cominciasse
+a parere di poter conseguire in alcuna parte l'intento,
+allora sì che l'amor patrio de' popoli Slavi,
+fatto più veemente dalle passioni irritate, accrescerebbe
+ad essi potenza. Croazia, già vergognata e
+sdegnosa de' patti antichi infranti, delle promesse
+fallite, della odiosa parte che le fu fatta prendere
+in servigio dell'Austria, impoverita e dal mal governo
+e da' tributi, conscia più che mai della forza
+propria e del proprio diritto, si solleverebbe tutta
+con l'impeto degli uomini semplici che si conoscono,
+peggio che traditi, delusi; e troverebbe, tra i<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span>
+popoli e tra i potentati d'Europa, aiutatori e segreti
+ed aperti. E quand'anco (cosa non credibile) Austria
+potesse contro lei avventare l'intera Ungheria,
+quand'anco in Ungheria non fossero e protestanti
+mal contenti e Slavi compressi, e Rumeni aspiranti
+al consorzio di Moldavia e di Valacchia, gli ottantaquattro
+mila dell'esercito magiaro (de' quali la cavalleria
+famosa e terribile è il nerbo) non so quanto
+varrebbero contro i cenventimila Croati, infanteria
+forte, che Napoleone da Smolensko onorava col
+titolo di suoi prodi; contro tutto il paese dalle alture
+e dalle foreste combattente per la propria terra
+e per le case e per le donne, anch'esse non digiune
+di guerra. E quand'Austria col braccio di sudditi,
+jeri ribelli e a un tratto fedeli, vincesse; l'impero
+già più non sarebbe Austriaco ma Magiaro;
+Ungheria al suo padrone detterebbe la legge. E se
+questo non fosse; se Austria, trovato non più che un
+docile arnese di guerra, sapesse rimanere tuttavia
+imperatrice; che penserebbe la Francia della sua
+così rassodata potenza? che ne penserebbe la Prussia?
+e i potentati d'Europa tutta, che tanto fanno
+per il loro così detto equilibrio, e per quello soffrono
+tante cose? Ma quando pur tutti si compiacessero
+nella depressione de' popoli Slavi operata per il valore
+de' Magiari in servigio dell'Austria; certo che
+gl'Italiani non ci si dovrebbero compiacere. Anche
+posto che la così detta vendita del Veneto sia patteggiata,
+e Austria riscuota la mercede de' sagrifizi
+all'Italia fatti patire, e se ne stendano le carte in
+regola per man di notaio, e del contratto entri mallevadrice<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span>
+l'Europa benevolente; chi dice a noi che
+Austria ringagliardita non trovi altri titoli, oltre a
+quelli per cui è creduta ora legittimamente tenere
+un piede in Italia, per metterceli tutti e due, e per
+tentar d'assaggiare altre provincie oltre a quella che
+avrebbe venduta? La dialettica della forza è feconda
+di spedienti ingegnosi; e la legittimità del
+cannone sa farsi tenere più imprescrittibile che il
+jus delle genti.</p>
+
+<p>Non ho finquì rammentato la Russia perchè le
+serbavo luogo speciale, per quindi prendere il destro
+ad un umile avvertimento che gioverebbe, se non
+isbaglio, e a Russia e ad Austria, e a Slavi e a Magiari.
+Se Austria seguita la perversa via d'irritare gli
+Slavi, o lo faccia per opera de' Magiari o altrimenti;
+badi bene ch'ella si tira addosso gli sdegni e le forze
+di circa ottanta milioni d'uomini, i quali già troppo
+Russia tende ad attrarre a sè, senza che s'aggiunga
+la molla dell'odio alla potenza delle credenze religiose,
+e alla innata smania del nuovo, e all'amore
+del lontano che spesso apparisce più desiderabile o
+più venerando, e al lenocinio delle promesse e delle
+lusinghe e de' doni. Austria sa che anco prima della
+guerra ungherese, nella quale il soccorso russo non
+fu mosso tanto dalla tema di ribellioni contagiose,
+quanto dalla voglia d'accostarsi all'Europa civile, e
+dall'ambizione del patrocinare ch'è sempre via comoda
+al padroneggiare, anco prima della guerra ungherese,
+e dei dispetti eccitati da quella che suol
+chiamarsi ingratitudine di lei verso il suo salvatore,
+Austria sa che anco prima, dicevo, viaggiatori russi<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span>
+passeggiavano le sue provincie seminando regali e
+parole tentatrici, e pur con la presenza tacita e col
+nome di Russi tentando. Austria sa che da non pochi
+tra gli Slavi del mezzogiorno col nome d'imperatore
+intendesi Pietroburgo, non Vienna; sa che in
+Boemia e altrove sono scrittori da Russia salariati;
+sa che il Montenegro, meglio che per telegrafi elettrici,
+corrisponde con Pietroburgo per fila d'argento;
+sa che ora mentre parliamo, per via di libri e di
+messi, l'antica cospirazione ferve più che mai operosa.
+Stava in lei farsi capo vivente agli Slavi del
+mezzogiorno; concedere ad essi quelle temperate
+libertà che Russia non poteva e non voleva concedere;
+e senza deprimere quelli del rito greco, ma
+anzi conciliandoseli e distaccandoli da colui ch'essi
+onorano come papa, rispettare gli Slavi cattolici, sì
+che non s'abbandonino anch'essi alla Russia disperati
+e frementi. Questo giovava da ultimo alla Russia
+stessa, la quale non può certamente fino alle
+Bocche di Cattaro distendere il suo già troppo ampio
+impero; alla Russia le cui ambizioni danno già
+tal noia all'Europa, che i più prudenti tra' Russi, o
+lo facciano ad arte o davvero, non più ragionano di
+panslavismo come di signoria esercitabile materialmente,
+ma di popoli Slavi confederati. Sarebbe ormai
+tempo d'accorgersi che l'equilibrio europeo non
+può più essere una scherma di reciproche gelosie
+tra' potenti, nè uno sforzo loro concorde per dividere
+i deboli, i quali, lacerati dal ferro e dai trattati,
+sui campi di battaglie e nei congressi, pur tuttavia
+sentono la vita, e tendono a raccostarsi, a<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span>
+raccogliersi in corpo retto da un'anima e da una
+mente.</p>
+
+<p>Ma non <ins title="Note di trascrizione: Nell'originale 'dappertuto'">dappertutto</ins> la natura e la storia consentono
+che ciascuna schiatta di popoli faccia, così nettamente
+come potrebbe in Italia, nazione da sè. E
+per parlare segnatamente dell'Ungheria, l'una stirpe
+sul terreno medesimo è quasi insinuata nell'altra;
+e forza è che vivano alla meglio sotto un comune
+governo. Acciocchè la mistione non sia nè confusione
+nè stretta angustiosa, un solo spediente c'è, ma sicuro:
+ridurre al mero essenziale l'unità del governo;
+e nell'amministrazione della provincia e del
+municipio lasciare allo svolgersi di ciascuna parte
+distinta, quanta si può mai libertà. Questo solo può
+conservare all'Austria quel tanto di vita, ch'ella
+non ha co' suoi falli già tolto a se stessa, questo
+solo può risparmiare alla Russia la prematura decrepitezza
+che le è minacciata.</p>
+
+<p>Quanto all'Italia, ci pare aver già detto abbastanza
+quel ch'ella deva augurare ai Magiari e agli
+Slavi; e come alla possibilità e all'utilità de' suoi
+desiderii la probità sia congiunta. Non per richiamare
+memorie amarissime, ma per rammentare agli
+altri popoli il debito e l'utile loro, avvertiamo che
+troppo tardi l'Ungheria s'avvisò nella grande sua
+guerra di tendere la mano amica all'Italia; che
+quella dimenticanza nocente a lei e all'Italia del
+pari, non è ancora ammendata; che certamente ammendare
+non la potettero quegli Ungheresi che furono
+dall'Austria forzati a porgere nel 1859 così
+dure prove contro gl'Italiani del loro vigore animoso.<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span>
+Avvertiamo che i soldati italiani sotto il vessillo
+austriaco non furono forzati a spargere in pace e
+nel bel mezzo delle città sangue ungherese, come
+sparsero nel 1845 sangue croato, allorquando in Zagabria
+una commozione popolare insorta per causa
+d'elezioni municipali, fu sedata con le armi di militi
+italiani. Avvertiamo che nel 1859 gli spiriti erano
+tanto mutati da non si poter più Austria fidare
+d'alcun generale croato nella guerra d'Italia,
+da essere quelle milizie tenute al retroguardo per
+proteggere la ritirata; dappoichè ebbero per ben
+due volte fatta resistenza, essi soli di tutto l'esercito,
+a marciare innanzi, affermando essere contro i
+patti della nazione il guerreggiare fuor de' propri
+confini: della quale scusa noti s'erano armati mai
+finallora. Dalle disposizioni mutate importa trarre
+profitto; importa sapere che fin dal 1848 taluni tra
+gli Slavi erano disposti ad accordi con gl'Italiani,
+se ne fosse loro aperto l'adito, e l'adito cercarono
+essi, ma troppo tardi, da sè; di che io ho prove, e
+lo posso attestare. Importa sapere che un libro è
+dianzi uscito in Parigi, di scrittore croato, interprete
+del volere dei suoi concittadini di tutti i ceti, un libro
+in lingua francese, a provare con documenti diplomatici
+e storici i diritti della sua nazione, l'originaria
+costituzione del regno e le consuetudini e i
+patti recenti dall'Austria violati, il legittimo scadere
+di lei da' suoi titoli, per sola sua colpa seguito.
+Importa sapere che negli apparecchi dell'ultima
+guerra il padre veterano al figliuolo, sospinto a partirsi,
+diceva nelle pubbliche vie, udenti tutti: ricòrdati,<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span>
+figliuolo, di quanto tuo padre e i tuoi abbiamo,
+e inutilmente, patito. Importa sapere che in ricompensa
+dell'impero scampato alla stretta estrema,
+gli Uffiziali croati dopo il 1849 erano rimandati
+alle case loro senza soldo; onde taluni disperatamente
+si gettarono in terra turca a predare,
+altri agli edifizi pubblici nelle città appiccavano
+per vendetta le fiamme. Importa sapere che centomila
+circa tra donne e pupilli abbrunati dall'Austria
+nel 1848 e nel 49 piangono la loro
+indigente vedovanza e orfanezza; che a migliaia
+si strascinano per le città e per le campagne i
+soldati che la guerra mutilò e deformò (giacchè le
+materne cure dell'Austria da essi propugnata negano
+un ricovero e un pane a que' cadaveri vivi),
+si strascinano spettacolo di pietà e d'ira a' fratelli,
+accattando famelici da famelici, e la voce, che sola
+ormai resta ad essi, grida al cielo giustizia e pietà,
+pietà per la patria loro, pietà per quegli stessi Magiari
+e Italiani dall'arme loro e dalla credula fedeltà
+al Bèlial austriaco sacrificati. Importa sapere che
+non solo là dove prima non si vedevano impiegati
+tedeschi, ora impiegati e maestri insultano con la
+presenza, e tolgono ai nativi il campamento dovuto,
+e alla gioventù la sua lingua, ma per le terre e per
+le borgate sono disseminati soldati di polizia forestieri,
+documento di paura, e fomite di diffidenza, e
+contagio di scostumatezza in popolo semplice al
+quale è religione il pudore; e che questa è ferita di
+tutte più cocente, perchè offende l'onore e penetra
+l'anima. Importa sapere che quella nazione la<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span>
+quale, della civiltà non avendo tutti i vantaggi, non
+ne ha neppure tutti i contagi, disingannata e stanca
+com'è, può domani sorgere in armi; e se Francia o
+Italia sostiene con le sovvenzioni necessarie di danaro
+per tre o quattro mesi i suoi moti, Austria è ita.
+Or l'Austria nell'atto appunto di aprire alle chieste
+de' Magiari non gli orecchi suoi, ma le carceri; ai
+Croati che stanno minacciosamente muti, si volge
+spontanea con docilità e umiltà insolite, e con scossa
+subitana di pia sollecitudine, interroga di quel che
+sarebbe da fare per più svolgere lo spirito della
+loro Nazione, e per meglio coltivare il patrio idioma;
+e ciò col doppio intendimento, di placare i
+loro corrucci, e più urtare i Magiari palpando i
+Croati, e questi aver pronti contro quelli al bisogno.
+Ma questi, cogliendo intanto dalla profferta il
+loro vantaggio, sapranno scansare la rete marcia
+e squarciata; e non troveranno, speriamo, un bano
+Jellacich, che ponga il suo vanto nel farli flagello
+in mano altrui, flagello buttato poi a terra e calcato
+co' piedi; e ne abbia in premio lo scherno d'un titolo
+impotente, il dispregio de' suoi, una moglie, e
+vecchiaia prematura, quasi lunga agonia confusa
+d'imbecillità e di rimorsi. Noi altri aiutiamoli a
+emendare il passato; non li irritiamo col disprezzo,
+non li disperiamo coll'odio; non siamo (nel senso
+che molti danno alla parola più cattivo) croati a
+noi stessi. Se i fantasmi della paura sono debolezza
+fanciullesca, le superstizioni dell'odio sono ubbie
+fratricide. Ma nell'odio è paura.</p>
+
+<p>Quel motto che dei Borboni di Francia fu sazievolmente<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span>
+detto e ridetto, gioverebbe che, se si
+vuole a altri principi, non si potesse almeno ai popoli
+appropriare: <i>Niente hanno appreso, e niente
+dimenticato</i>. Senonchè io a' popoli augurerei che,
+molto apprendendo, niente dimentichino; nè i falli
+propri, per espiarli; nè le offese altrui, per scansarne
+le cagioni e i pretesti, per provvedere come
+respingansi con onestà e con onore, per vincerle
+co' benefizi, e il rispetto degli avversi e degli sprezzanti
+conquistare con opere grandi. Apprenda sempre
+meglio l'illustre nazione ungherese a non diffidare
+di quelli che stanno a lei inseparabilmente
+attaccati, a convertire in vincoli d'affetto i nodi
+della necessità, che altrimenti la impediranno, e la
+strozzeranno. Apprendano gli Slavi o misti a' Magiari,
+fino ad ora congiunti ad essi sotto la medesima
+dinastia, a non odiare neanco chi li sconosce,
+a darsi a conoscere con fatti nuovi di mite
+civiltà generosa; e se il tempo ingrandisce il loro
+paese col consorzio d'altri loro fratelli differenti di
+riti di costumi o di lingua, vogliano concedere ad
+essi ogni agevolezza di libertà; non imitino l'antica
+durezza improvvida de' Magiari, la quale sentirono
+tanto intolleranda, che pur dall'ombra e dal pensiero
+rifuggono. Apprendano gl'Italiani a volere, non
+in decreti e in brindisi, ma in fatti e in affetti e in
+sagrifizi, sincera unità, non per tema del pericolo o
+per speranza di peculiari vantaggi, ma per obbedienza
+alle leggi della natura troppo qui violate
+dagli odii e dai sospetti, per terrore delle discordie,
+per vergogna delle aggregazioni fittizie, sotto le quali<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span>
+possono col tempo covare vanità peggio che municipali,
+d'uomini singoli e di partiti: apprendano a
+cogliere l'una dall'altra famiglia non tanto le facili
+utilità materiali, quanto gli esempi civili e morali di
+bene; a farsi gli uni agli altri ministri e discepoli,
+anzichè padroni e maestri. La docilità è dote propria
+degli uomini e de' popoli grandi. Per essa la Grecia
+e l'Italia, attingendo l'una dall'altra e dall'Oriente
+ambedue, si fecero educatrici del mondo, vinsero il
+vincitore.<br /><br /><br /></p>
+
+
+<p class="center">FINE.<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span></p>
+<hr style="width: 65%;" />
+<h2><ins title="Note di trascrizione: Pagina 137 mancante nell'originale; ricostruita">INDICE</ins></h2>
+<hr style="width: 65%;" />
+
+<div class="center">
+<table border="0" cellpadding="4" cellspacing="0" summary="">
+<tr><td class="w20r">&nbsp;</td><td class="w10l"><span class="smcap">&nbsp;</span></td><td class="w40l"><span class="smcap">&nbsp;</span></td><td class="w10r">&nbsp;</td><td class="w20r">&nbsp;</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdl" colspan="2"><span class="smcap"><a href="#Prefazione">Prefazione</a></span></td><td class="tdr" >Pag. III</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdl" colspan="2"><span class="smcap"><a href="#I_PATTI_E_I_FATTI">I patti e i fatti.</a></span></td><td class="tdr">&nbsp;</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >I.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Assunto">Assunto.</a></td><td class="tdr">5</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >II.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Prime_mosse_nazionali">Prime mosse nazionali.</a></td><td class="tdr">6</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >III.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Svolgersi_del_concetto">Svolgersi del concetto.</a></td><td class="tdr">8</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >IV.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Guerra_di_Crimea">Guerra di Crimea.</a></td><td class="tdr">10</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >V.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Cose_desiderate_da_farsi_tra_il_49_e_il_58">Cose desiderate da farsi tra il 49 e il 58.</a></td><td class="tdr">12</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >VI.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Congresso_a_Parigi">Congresso_a_Parigi.</a></td><td class="tdr">18</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >VII.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Disegni_piu_vecchi_insieme_e_piu_nuovi">Disegni più vecchi insieme e più nuovi.</a></td><td class="tdr">20</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >VIII.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Jattanze_e_speranze">Jattanze e speranze.</a></td><td class="tdr">22</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >IX.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Patti_segreti">Patti segreti.</a></td><td class="tdr">24</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >X.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Apparecchi_e_auspizii_della_guerra">Apparecchi e auspizii della guerra.</a></td><td class="tdr">27</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >XI.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Rotta_e_interruzione">Rotta e interruzione.</a></td><td class="tdr">29</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >XII.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Congresso_e_guerra">Congresso e guerra.</a></td><td class="tdr">34</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >XIII.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Inghilterra">Inghilterra.</a></td><td class="tdr">36</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >XIV.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Russia">Russia.</a></td><td class="tdr">37<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span></td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >XV.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Germania_Confederazione">Germania&mdash;Confederazione</a></td><td class="tdr">38</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >XVI.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Roma">Roma.</a></td><td class="tdr">42</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >XVII.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#L_Alleato">L'Alleato</a></td><td class="tdr">48</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >XVIII.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Il_non_fatto_e_il_da_farsi">Il non fatto, e il da farsi.</a></td><td class="tdr">49</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >XIX.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Sincerita">Sincerità.</a></td><td class="tdr">53</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >XX.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Austria">Austria.</a></td><td class="tdr">56</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >XXI.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Possibilita_del_pericolo">Possibilità del pericolo.</a></td><td class="tdr">62</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdr" >XXII.</td><td class="tdl">&nbsp;&mdash;&nbsp;&nbsp;<a href="#Conclusione">Conclusione.</a></td><td class="tdr">66</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdl" colspan="2"><span class="smcap"><a href="#NECESSITA_URGENTE">Necessita' urgente</a></span></td><td class="tdr" >67</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdl" colspan="2"><span class="smcap"><a href="#IL_VENETO">Il veneto</a></span></td><td class="tdr" >73</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdl" colspan="2"><span class="smcap"><a href="#ITALIA_DI_MEZZO">Italia di mezzo</a></span></td><td class="tdr" >93</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdl" colspan="2"><span class="smcap"><a href="#IL_PAPA_NON_E_RE">Il Papa non è Re, ma il Cardinale Antonelli</a></span></td><td class="tdr" >100</td></tr>
+<tr><td class="tdl" >&nbsp;</td><td class="tdl" colspan="2"><span class="smcap"><a href="#ITALIANI_MAGIARI_SLAVI">Italiani, Magiari, Slavi</a></span></td><td class="tdr" >114</td></tr>
+
+
+</table></div>
+<hr style="width: 65%;" />
+
+<div>
+
+<h3>Note di trascrizione:</h3>
+
+<p>Le correzioni apportate sono segnalate da una serie di punti al di sotto della parola. Posizionando il mouse sulla parola stessa, appare il testo originale.</p></div>
+
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+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Il segreto dei fatti palesi seguiti
+nel 1859, by Niccolò Tommaseo
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL SEGRETO DEI FATTI PALESI ***
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+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
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+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
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+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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