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+Project Gutenberg's Il bacio della contessa Savina, by Antonio Caccianiga
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+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+Title: Il bacio della contessa Savina
+
+Author: Antonio Caccianiga
+
+Release Date: January 25, 2011 [EBook #35065]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
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+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL BACIO DELLA CONTESSA SAVINA ***
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+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
+http://www.pgdp.net (This file was produced from images
+generously made available by The Internet Archive)
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+
+
+
+ IL BACIO
+ DELLA
+ CONTESSA SAVINA
+
+
+ ROMANZO
+
+
+ DI
+ ANTONIO CACCIANIGA
+
+ Quarta Edizione
+
+
+
+
+ MILANO
+ FRATELLI TREVES, EDITORI
+ 1888.
+
+
+ PROPRIETÀ LETTERARIA
+
+ Tip. Fratelli Treves.
+
+
+
+
+IL BACIO DELLA CONTESSA SAVINA
+
+
+
+
+I.
+
+
+Il romanzo della mia vita incomincia quando io avea diciott'anni, e
+passavo gran parte del giorno al balcone, in casa di mio zio canonico.
+Allora la contessa Savina di Brisnago aveva sedici anni, e ricamava,
+seduta presso al balcone dirimpetto del mio. Era una bella giovanetta,
+aveva un profilo dolcissimo, un nasino provocante, una bocca soave,
+capelli neri rilevati sulla fronte, occhi bruni, divini. Mi pareva un
+angelo sceso dal cielo, tanto i suoi movimenti erano leggiadri e
+maestosi. Io non mi saziava mai di contemplarla, ella di tratto in
+tratto alzava la testa dal lavoro, si passava una mano sulla fronte, si
+lisciava i capelli, poi con aria distratta guardava il cielo, le case di
+fronte e le tendine della finestra. Il suo sguardo percorrendo questa
+linea attraversava naturalmente il mio balcone, e quantunque passasse
+come un lampo, pure mi gettava lo scompiglio nell'animo. Non saprei
+spiegare l'arcana attrattiva, che come un filo invisibile mi legava a
+quella fanciulla, tenendomi immobile per delle ore.
+
+Veronica, entrando nella mia stanza come una valanga, rompeva sovente
+quel fascino annunziandomi il pranzo. Allora io scendeva e andava a
+collocarmi a mensa dirimpetto dello zio, che mangiava con grande
+appetito, mentre io inghiottiva ogni cibo con ripugnanza. Egli mi
+interrogava sui miei studi, mi parlava di pedagogia, di metodica,
+d'aritmetica; io rispondeva sbadatamente, pensando a quella finestra.
+Finito il pranzo, mio zio si ritirava a fare il suo chilo, ed io
+ritornava alle mie estatiche contemplazioni. In casa Brisnago pranzavano
+molto più tardi di noi, e talvolta prima del pranzo andavano a fare un
+giro pel corso. Allora ella si alzava da sedere, dava un'occhiata fuori
+della finestra, guardava alla sfuggita la nostra casa, ed io sentiva il
+dardo fatale entrarmi nel cuore e lacerarlo. Essa scompariva, e qualche
+tempo dopo lo scalpito dei cavalli e il rumore della carrozza mi
+avvertivano della partenza.
+
+Allora io prendeva il mio cappello, e me ne andava girovagando per le
+vie di Milano sulle traccie della mia stella. La trovavo quasi sempre
+sui bastioni, i nostri sguardi si scontravano rapidamente ed io rimaneva
+come sbalordito a contemplare quel cocchio che correva portando con sè
+qualche cosa di me stesso; tanto è vero che imbattendomi per via in
+taluno de' miei amici che si arrestava a parlarmi, io faceva la figura
+di un imbecille, e mi restava appena appena tanta intelligenza da
+accorgermene.
+
+Mio zio canonico non s'avvedeva di nulla; rinchiuso nella sua sfera
+d'azione, egli compieva le sue evoluzioni quotidiane con esattezza
+inappuntabile. La messa e la colazione, le sacre funzioni ed il pranzo,
+il breviario e il passeggio, il chilo ed il sonno si succedevano per lui
+con tale regolarità, che i nostri vicini se ne servivano per regolare
+gli orologi, e dicevano:--il canonico Carletti va a dir messa: sono le
+otto; il canonico va a cantar vespro: sono le due. La nostra vita
+rassomigliava perfettamente ad un cronometro; Veronica era la seconda
+ruota, come io era lo scapamento che riceve l'impulso, e tutto si
+muoveva per addentellato del motore principale, ossia del padrone di
+casa.
+
+Mio zio metteva la felicità nella precisione dei movimenti, e ciò
+appunto formava la mia desolazione, sentendo il bisogno di muovermi
+secondo i variabili impulsi della mia natura. Ma bisognava rassegnarsi a
+trascinare la catena che mi veniva imposta dal mio benefattore, perchè
+io non era che un povero orfano. Privo delle carezze dei genitori, in
+tenera età, mio zio ricoverandomi in casa sua mi salvava dalla miseria;
+io non aveva ereditato che una piccola medaglia di bronzo che mia madre
+teneva al collo per divozione, e che dopo la sua morte venne appesa al
+mio letto, come talismano dell'infanzia. La mia sommessione era dunque
+un dovere e in pari tempo una necessità, che per mezzo dell'educazione
+mi apparecchiava l'indipendenza per l'avvenire.
+
+Ma io mi risarciva della schiavitù personale colla libertà dello
+spirito. Sdraiato sul canapè della mia cameretta accendeva uno sigaro e
+mi metteva in viaggio. La mia fantasia usciva dalla finestra sulle spire
+del fumo, e volava per l'ampio orizzonte con la rapidità del pensiero.
+Se potessi rammentarmi quelle peregrinazioni meravigliose, scriverei un
+bel volume. Mio zio mi destinava all'istruzione, io accettava il suo
+piano come un mezzo d'emanciparmi, ma mi pareva di sentire in me stesso
+una voce che mi chiamasse a più alti destini. Quel sentimento d'amore
+che mi agitava l'anima aveva acceso nella mia mente una scintilla che mi
+svelava un nuovo mondo; i miei pensieri si elevavano ad un'altezza
+sublime che, rivelata con l'arte, avrebbe destato la meraviglia
+universale. L'amore mi additava il cammino della gloria e della fortuna.
+Avevo incominciato una tragedia, il _Lucchino Visconti_, ove tentava
+rivelare gli arcani d'un'anima innamorata e mi pareva che la comparsa
+del mio lavoro avrebbe introdotto una riforma radicale del teatro
+italiano. E mi sembrava già di vedere il pubblico, esaltato
+dall'entusiasmo, portarmi a casa in trionfo.
+
+All'indomani dovevano naturalmente piovermi addosso gl'inviti, le
+onorificenze e il denaro; ad ogni produzione l'oro invadeva il mio
+scrittoio. Una nuova poesia era comparsa alla luce col corteggio della
+ricchezza; il poeta tradizionale lacero, tapino e ridicolo cedeva il
+passo al principe delle lettere, del quale tutti ambivano i favori. Egli
+dava vita alle sue stupende creazioni in una splendida dimora, fra i
+bronzi, i marmi, le pitture, e il lusso d'un palazzo incantato.
+
+Con tali presagi nell'animo mi affacciavo alla finestra; gli occhi della
+mia musa si alzavano, e un fluido celeste mi avvolgeva, come in un nimbo
+di gloria. Niente mi pareva impossibile nella vita: io sentiva una
+fiamma che mi rendea onnipotente.
+
+Un giorno fra gli altri me ne stavo assorto in una di queste estasi
+eteree, quando la Veronica entrò nella stanza.
+
+--Daniele,--essa mi disse,--avete pensato che s'avvicina l'inverno, che
+il freddo incalza, che avete il pastrano sdruscito, gli stivali
+sgualciti, i calzoni rattoppati?
+
+--Veronica,--io risposi gravemente, battendomi sul petto,--io tengo qua
+dentro dei tesori che possono procurarmi tutti gli agi della vita....
+
+Essa mi guardava con tanto d'occhi spalancati credendo che alludessi al
+mio portafogli, poi mi domandò ansiosamente:
+
+--Avete dunque molto denaro in saccoccia?
+
+--Io?... non ho che cinquanta centesimi....
+
+--Ma dunque di che tesori mi parlate?
+
+--Vi parlo dei sentimenti del cuore che ispirano la mia mente... e la
+rendono capace di produrre quelle opere che attirano l'ammirazione degli
+uomini, e arricchiscono gli autori. Sono sicuro dell'avvenire!
+
+--Tanto meglio.... ma l'avvenire è in mano di Dio.... invece i vostri
+vestiti li tengo nelle mie mani ogni giorno, ne conosco tutti i sdruciti
+e le mende, e vedo la necessità che il sartore ve ne faccia di nuovi.
+Monsignore vi vuol bene, ma i canonici non possono conoscere tutti i
+bisogni della gioventù. Tocca a voi domandare quanto vi manca.... Su
+via, volete che gliene parli io?...
+
+--Cara Veronica.... come siete buona!... avete sostituita mia madre
+sulla terra.... che il cielo vi benedica mille volte.
+
+E pensando alla mia miseria e all'ottimo cuore di quella donna, io
+piangeva come un fanciullo. Allora essa mi calmava chiamandomi matto,
+smemorato, fantastico, epiteti coi quali soleva generalmente esprimermi
+la sua affezione. Poi correva ad enumerare i miei bisogni allo zio, ed
+il buon vecchio mi apriva la borsa. Io mi limitava al necessario ed
+egli, dopo pagate le spese, si lodava della mia discrezione e modestia.
+
+Così, io passava la vita tranquilla alla superficie, burrascosa nel
+fondo. Quell'inverno mi fuggì rapidamente; meno qualche ora di scuola e
+di passeggio, io viveva in casa, ritirato nella mia cameretta, ma col
+cervello sempre in viaggio. Una finestra e dei libri mi davano maggiori
+occupazioni, gioie, ansie, affanni, peripezie che non ne provassero i
+viaggiatori più arditi che investigavano le sorgenti del Nilo o
+l'interno dell'Africa. Difatti la prospettiva di quella finestra ove
+stava seduta la contessa Savina corrispondeva per me ai più stupendi
+panorami del globo, e la mia fantasia percorreva le ridenti regioni dei
+sogni, più vaghi di qualunque altro paese. E se i viaggiatori avevano a
+temere i selvaggi e le fiere, io pure aveva da paventare i potenti
+rivali che circondavano il mio idolo. Essa frequentava le conversazioni,
+i balli, i teatri, ed io non poteva seguirla che col pensiero; e
+l'accesa immaginazione la vedeva corteggiata da giovinotti suoi pari nei
+salotti eleganti, nel palchetto del teatro, o trasportata nelle loro
+braccia nei vortici delle danze, fra i doppieri ardenti, il profumo dei
+fiori, e l'ebbrezza d'una musica affascinante.
+
+Quando alla sera io udiva dalla mia cameretta il rumore della carrozza
+che la conduceva ai piaceri del mondo, mi sentiva il raccapriccio come
+un uomo assalito dalla febbre. Quante notti insonni ho passate a
+raggirarmi nel letto, quanti strani progetti ho concepiti colla fantasia
+malata, rammentandomi il pugnale d'Otello, e di tutti gli amanti che
+vendicarono gli oltraggi ricevuti dalle donne adorate! La sola
+diversione, l'unico conforto dei miei affanni era lo studio assiduo ed
+intenso.
+
+La libreria dello zio non mi forniva che i classici, ma un professore
+che mi voleva bene mi somministrava un'ampia messe di produzioni
+moderne. Io mi perdeva nelle meditazioni, e passava le lunghe sere del
+verno avvolto in un vecchio tabarro del Canonico, a leggere ed annotare
+i più celebrati lavori dello spirito umano: e quando la divina
+fanciulla, reduce dalle feste del gran mondo, dopo la mezzanotte, saliva
+alla sua stanza signorile nel palazzo Brisnago, essa poteva vedere il
+pallido lumicino dello studente che vegliava agghiacciato, per
+arricchire la mente di quelle cognizioni che innalzano l'uomo sapiente
+al disopra dei nobili, dei ricchi e degli eletti della fortuna.
+
+Mi coricavo assai tardi affranto dalla fatica, intirizzito dal freddo,
+oppresso da pensieri dolorosi e da atroci sospetti, ma all'indomani uno
+sguardo di quegli occhi rasserenava il mio spirito, e scacciava le ombre
+dei cupi pensieri, come il sole che sorge scaccia le tenebre e ridona
+alla terra lo splendore e la vita.
+
+Tuttavia un dubbio funesto veniva sovente nella solitudine a colpirmi
+con dolorosi tormenti. Quella fanciulla che con uno sguardo accendeva
+nel mio cuore una fiamma celeste, che esaltava il mio spirito con
+ispirazioni sublimi, che mi parlava con l'arcano linguaggio degli occhi,
+sentiva essa all'unisono colla mia anima, riceveva essa da me le stesse
+impressioni?... O m'ingannavo nel tradurre il sanscrito del cuore e i
+geroglifici della passione?... Tale sospetto mi gettava nello sgomento,
+e mutava i rosei sogni della mia fantasia negli abissi della più cupa
+disperazione. Allora attendeva ansiosamente la ricomparsa di lei, per
+rileggere con raddoppiata attenzione in quegli occhi misteriosi, eppur
+tanto fatali. E immobile al balcone contava le ore che passavano
+lentamente, fino a che un lieve agitarsi di seriche tende annunziava la
+presenza della mia sfinge!
+
+Oh Dio, quali momenti!... Essa guardava altrove, arrestava il suo
+sguardo sulla via, il mio cuore batteva tanto forte da rompermi il
+petto, se non lo avessi compresso colla mano, il dubbio terribile stava
+per diventare certezza, mi sentivo venir meno, e se fosse partita senza
+alzare lo sguardo, forse mi avrebbero trovato morto al mio posto. Ma
+essa volgeva la testa tranquillamente a diritta ed a manca, e a poco a
+poco mi passava davanti col suo sguardo profondo, rapido ma penetrante,
+che m'immergeva in un'estasi di amore e di delizie. Ah sì!... quello
+sguardo era una espressione viva e sincera dell'anima, un'espressione
+che non aveva parole corrispondenti nell'umano linguaggio, era assai più
+soave d'un profumo, più armonioso d'una melodia, era un fluido supremo
+che m'invadeva, indefinito, indefinibile, sottile, impalpabile, ma
+positivo come la luce e l'elettrico.
+
+Quello sguardo mi rassicurava pienamente con effetto istantaneo, ma poi
+a poco a poco, a cagione di nuove reazioni, quella persuasione scemava
+colle ore che passavano, col sole che tramontava, col buio della notte
+che mette in dubbio ogni cosa. All'indomani nuova prova e nuovo trionfo,
+indi nuove lotte fra la speranza e la ragione, fra la fede ed il dubbio.
+
+Tali burrasche mi condussero alla primavera. Alla primavera ogni semente
+germoglia, sboccia ogni gemma, ogni pianta fiorisce, ogni cuore si
+espande. Una corrente invisibile attraversa la vita, l'agita, la
+suscita, la rinnova. Io mi sentiva scorrere il sangue per le vene con
+ardore inusitato. Le lotte interne del mio animo indicavano il bisogno
+d'una prova decisiva. Ma quale prova? un abboccamento era impossibile,
+un viglietto era pericoloso. Il ridicolo, la volgarità m'incutevano una
+ripugnanza insormontabile. Il mutuo linguaggio degli occhi esigeva una
+spiegazione discreta, corrispondente al mistero usato fino allora, senza
+imprudenze, nè audacie le quali rompessero la catena che legava
+segretamente due anime in celeste armonia.
+
+Ma una prova io la sentiva necessaria, inevitabile. Da essa doveva
+dipendere l'avvenire, cioè la vita o la morte.
+
+Pensai per molti giorni al modo più opportuno, e lo fissai d'accordo ai
+miei sogni orientali. Il linguaggio dei fiori m'offriva un mezzo analogo
+a quello degli occhi, ma più positivo e sicuro per interrogare
+l'oracolo. Io vedeva ogni giorno che la contessa Savina passeggiava per
+qualche istante nel giardino che fiancheggiava il suo palazzo e la
+strada. Mi decisi di procurarmi alcuni fiori, di farne un mazzetto, e di
+gettarlo ai suoi piedi, attendendo la mia sorte dal suo contegno. Se non
+mi amava, sarebbe passata oltre con disprezzo, e forse con isdegno, se
+mi amava avrebbe raccolto i miei fiori. Con tale determinazione mi recai
+da un giardiniere ed acquistai delle violette mammole e dell'eliotropio.
+
+Il mazzetto voleva dire:--_modestia, vi amo con ebbrezza_. Avrebbe essa
+inteso o indovinato il mio pensiero? era dubbio; ma in ogni caso i miei
+fiori avevano un significato evidente, e ciò bastava per darmi la prova
+del suo aggradimento o del suo disprezzo.
+
+Me ne tornavo a casa deciso di tentare la sorte, quando la Veronica mi
+venne incontro sulle scale annunziandomi che mio zio s'era messo a letto
+colla febbre. Deposi il mazzolino di fiori nella mia stanza, e corsi pel
+medico che condussi subito dal malato.
+
+Il dottore lo conosceva da molti anni, lo esaminò attentamente, e
+toccandogli il polso lo interrogò. Mio zio accusava una prostrazione di
+forze generale, e molte sofferenze nervose.
+
+--Monsignore ha forse ottemperato con troppo rigore ai digiuni
+quaresimali?
+
+Veronica dietro le tendine del letto dimenava la testa in segno
+negativo.
+
+Mio zio rispose che non potendo alterare le sue abitudini senza danno
+della salute, s'era sempre cibato col solito sistema.
+
+--Ma pure,--insinuava il dottore,--deve essere avvenuta qualche
+infrazione al metodo regolare di vita.
+
+--Sicuro,--rispose Veronica,--dopo cambiato l'orario del coro,
+Monsignore non è stato più bene.
+
+--È verissimo,--soggiunse il malato, trovandosi cambiata l'ora del
+vespro, ho dovuto alterare di conformità l'ora della messa, della
+colazione, del passeggio e del pranzo. Il ritardo del vespero ha
+perturbato l'ordine della mia vita e delle mie funzioni.
+
+--Ecco, ecco,--soggiunse il medico,--ecco scoperta la causa. Ripareremo
+facilmente allo sconcerto, ma bisogna assolutamente che Monsignore si
+decida a modificare il suo sistema di vita. Non va bene rendersi troppo
+schiavi delle proprie abitudini, perchè ad ogni fortuita alterazione
+s'arrischia di cadere malati. Monsignore ha bisogno d'esercizio
+all'aperto, all'aria ossigenata dei monti.
+
+Scrisse la ricetta, poi continuò:
+
+--Mi pare che Monsignore posseda un poderetto in Valtellina?
+
+--Oh,--rispose mio zio,--una casetta e pochi campi.
+
+--Benissimo. Nella prossima estate bisogna visitare la casetta e andare
+ai bagni di Bormio.
+
+--Sono tanti anni che non mi muovo da Milano....
+
+--E appunto per questo bisogna rompere le abitudini troppo regolari, per
+ristabilire le forze. Monsignore non è vecchio, ma la vita sedentaria
+rende flosci, e ci apparecchia una vecchiaia precoce e piena di
+sofferenze. Monsignore vada ogni anno a prendere i bagni, si muova,
+respiri l'aria pura dei monti....
+
+--Vedremo, vedremo,--rispondeva mio zio.
+
+Il dottore avendo date le sue istruzioni alla Veronica, raccomandò al
+malato la quiete, e partì, ma le sue idee avevano sconvolto la casa. Mio
+zio al solo pensiero d'un viaggio provò una recrudescenza di tutte le
+sue sofferenze, ed alla sera si sentì raddoppiata la febbre.
+
+La Veronica non poteva darsene pace:
+
+--Benedetti dottori!--esclamava,--essi trovano tutto facile, ordinano
+colla stessa indifferenza un decotto di camomilla e l'amputazione d'una
+gamba. Bisogna non conoscere il padrone per imporgli un viaggio in
+Valtellina. Misericordia!...
+
+Basti il dire che riceve le visite di riguardo tenendo l'occhio fisso
+sul pendolo, e quando la lancetta dei minuti indica il momento preciso
+destinato ad altre occupazioni, si alza, con un pretesto rompe il
+colloquio più interessante, ed obbliga i visitatori ad andarsene.
+
+Un giorno mi raccontò che avendo incontrato l'Arcivescovo, e questi
+avendolo invitato a seguirlo per intrattenerlo d'un affare importante,
+sul più bello del discorso lo abbandonò in mezzo alla strada con una
+scusa, avendo udito suonare l'ora del pranzo.
+
+Se trova sul piatto il tovagliuolo piegato in bislungo invece che in
+quadro, tale disordine gli fa perdere l'appetito. Se alla sera quando va
+a letto vede la boccia dell'acqua davanti i fiammiferi, mi fa una scena
+del diavolo enumerando tutti gli inconvenienti ai quali lo espongo, caso
+mai avesse bisogno di accendere il lume nella notte. Immaginarsi
+d'esporre un tal uomo ai ritardi delle diligenze e dei battelli del
+lago, è cosa da farlo morire!...--
+
+Io cercavo di consolarla alla meglio, ma invano.
+
+Il giorno seguente il medico trovò il malato più tranquillo, scrisse
+un'altra ricetta, ordinò dieta più sostanziosa, e due dita di vino
+vecchio... poi soggiunse:
+
+--Monsignore si troverà bene dopo i bagni di Bormio e il suo viaggio
+nelle montagne....
+
+Veronica alzava gli occhi al cielo e dimenava la testa.
+
+Per buona fortuna il malato non tardò molto a ristabilirsi ed a
+riprendere le sue abitudini.
+
+Ma intanto, occupato nell'assistenza di mio zio, non ebbi il tempo di
+fare la progettata esperienza e i miei fiori appassirono. Poveri
+fiori!... ho passato una sera a contemplarli come un triste presagio.
+Essi mi presentavano l'immagine della gioventù che passa, mentre la mia
+stella brillava forse in qualche festa spargendo dintorno la luce e il
+profumo della sua bellezza! Mi affacciai alla finestra odorando
+distrattamente il mio mazzetto avvizzito. Essa comparve improvvisamente,
+e mi sembrò di scorgere nel suo rapido sguardo un leggiero indizio di
+sorpresa, dissimulato ben tosto, ma non abbastanza prontamente da non
+lasciarmi indovinare dal cipiglio severo un senso di malcontento, che
+interpretai come un effetto di gelosia. Come era bella con quel cipiglio
+che pareva dirmi:--chi vi diede quei fiori?... In quell'istante passava
+per la via uno spazzino, io gettai con destrezza il mazzetto di fiori
+nella sua carriola; essa vide il mio atto, i suoi lineamenti mutarono
+espressione, sorrise a fior di labbra, mi guardò con soddisfazione e
+scomparve.
+
+Io aveva letto sul suo volto una nuova prova d'amore. Leggiero come
+l'uomo felice, volai per le scale, e accorsi al negozio di fiori. Mi
+feci approntare un nuovo mazzetto più bello del primo. Si componeva
+d'una rosa nel centro, circondata da violette mammole ed eliotropi. Quei
+fiori esalavano un profumo soave, e dicevano chiaramente: _bellezza e
+modestia, vi amo con ebbrezza_. Ritornato a casa, aspettai la solita ora
+nella quale vedevo la contessa Savina passeggiare in giardino. Intanto
+io deponeva un bacio sopra i miei fiori e invidiando la loro sorte,
+insegnavo loro che cosa dovessero dire se ella si fosse degnata di
+raccoglierli; e parlavo a quegli esseri delicati come si farebbe con dei
+fanciulli, incaricandoli d'una commissione importante. E pensavo al
+destino della vita, alla bontà della natura che metteva in mia mano quei
+simboli dell'anima innamorata, affinchè fossero gli interpreti del mio
+affetto giovanile, coi loro vaghi colori, e gli olezzi penetranti, sotto
+gli occhi di una leggiadra fanciulla!
+
+Finalmente sonavano le due ore dopo il mezzodì quando dalla mia finestra
+la vidi entrare in giardino come un'apparizione celeste.
+
+Era una splendida giornata di maggio, e pareva che ne aspirasse con
+voluttà l'aria oscillante e pregna d'atomi fecondi di vita.
+
+Contemplò le piante con ammirazione, innalzò al cielo uno sguardo
+sereno, poi rivolgendo gli occhi, mi vide alla finestra coi fiori.
+
+S'era arrestata un istante, allungando il braccio per ispiccare un
+ramoscello, quando il mio mazzetto cadde a' suoi piedi.... Ebbe un
+leggiero sussulto come di paura, lo vide, rimase alquanto perplessa....
+mentre io sentiva la mia vita sospesa. Poi abbassandosi lentamente lo
+raccolse, l'odorò, se lo pose in seno, alzò il capo lanciandomi uno
+sguardo ineffabile.... ed io non vidi più nulla.
+
+Una nube mi oscurò la vista, e caddi nella stanza come privo di sensi.
+
+Dopo qualche istante ritornai alla finestra, ma essa era partita.
+
+
+
+
+II.
+
+
+Erano passati alcuni giorni da quell'istante che mi rendeva felice,
+quando incominciai a scorgere una insolita mestizia sul volto della
+contessa Savina.
+
+Oh come avrei voluto interrogarla, conoscere il motivo del suo
+turbamento, e consolarla. Impossibile!...
+
+Io leggeva bene ne' suoi sguardi un'espressione d'affanno, ma come
+decifrarne la causa? Una sera pareva che non potesse staccarsi dalla
+finestra; il suo sguardo melanconico non prendeva più le precauzioni del
+solito giro per giungere a me, ma mi colpiva direttamente, e durava a
+lungo, languido e doloroso. Finalmente l'oscurità succedendo al
+crepuscolo, gli oggetti apparivano indistinti, io non distingueva più i
+suoi lineamenti, e solo discerneva la sua graziosa persona, flessibile
+come il gambo d'un fiore, appoggiata alla finestra; e mi parve di
+scorgere che mettesse una mano sugli occhi, e un'altra mano sul
+cuore.... e poco dopo scomparve.
+
+All'indomani tutte le imposte del palazzo erano chiuse, essa era
+partita. Partita da Milano!... e le carrozze continuavano a circolare
+nelle vie, la gente andava e veniva come al solito, tutti i negozi erano
+aperti, il sole brillava sulle aguglie del duomo.... eppure Milano mi
+pareva morta, le strade squallide, il cielo buio, la folla un
+assembramento di fantasmi. Mi sembrava impossibile che la vita potesse
+ancora durare in quel vuoto, mi pareva che le anime dei miei
+concittadini fossero uscite dalla città, e che i corpi continuassero
+materialmente il loro giro automatico in un mondo spento. Entro di me
+era uno sbalordimento, una malattia dell'anima, dalla quale s'era
+staccata una parte, e la migliore. Vagai tutto il giorno per le vie come
+un insensato, urtando i passanti, guardando macchinalmente le carrozze,
+ove mi pareva che sedessero donne di legno cogli occhi di vetro.
+
+Gli organetti mi mettevano in fuga, la musica mi batteva nella testa
+come un martello, gli uomini che ridevano mi parevano matti, e mi
+facevano paura.
+
+Mi trascinai a casa per l'ora del pranzo, pensando che un ritardo
+avrebbe potuto far ricadere malato mio zio, e mi misi a tavola senza
+poter inghiottire un boccone. Alle sue interrogazioni risposi
+confusamente accusando un dolore di capo.
+
+Dopo pranzo la Veronica venne a raccontarci come la cosa più naturale
+del mondo, che i nostri vicini erano partiti per la campagna. I conti di
+Brisnago lasciavano Milano ogni primavera, e non ritornavano che alla
+fine d'autunno. Io non ne sapeva nulla. Avevo veduto la Savina per la
+prima volta nel passato novembre, e avanti quell'epoca ignoravo perfino
+chi abitasse il palazzo, e non mi accorgevo se fosse chiuso od aperto.
+Dopo di averla veduta, non vidi altro che lei sola in tutto Milano, e
+dentro il mio cuore. Non mi ero mai interessato di conoscere la sua
+famiglia, il padre, la madre, i parenti. Vedevo bene una signora
+attempata al suo fianco, nel salotto o in carrozza, ma la vedevo come
+un'ombra, senza arrestarvi sopra nè l'occhio, nè il pensiero.
+
+Le notizie di Veronica mi sbalordivano, come qualche cosa di
+straordinario, tanto mi pareva impossibile che Savina fosse una donna
+come le altre.
+
+Alla sera nel mio letto, pensando ai lunghi mesi che avrei dovuto
+passare nella solitudine, inondai il mio guanciale di lagrime, e durai
+alcuni giorni trasognato e ingrugnito.
+
+La partenza di mio zio fu il primo diversivo che venne a mettermi
+nuovamente in comunicazione colle cose volgari della vita. Malgrado
+l'opposizione insistente di Veronica, il dottore aveva perseverato nella
+sua opinione, dimostrando la necessità di mandare mio zio ai bagni di
+Bormio. Essendo molti anni che non visitava la sua casetta in
+Valtellina, appigionata a un vecchio maestro di scuola, mio zio contava
+arrestarsi due giorni dal parroco del villaggio di X**, e poi di passare
+al paese dei bagni.
+
+I preparativi della partenza furono lunghi e laboriosi. Da un mese non
+si parlava d'altro, mio zio prendeva continue informazioni sulle ore
+della partenza e dell'arrivo delle vetture, e sulle fermate, i prezzi
+dei posti, le coincidenze dei battelli sul lago, sul viaggio da Colico a
+Bormio, sui locali, e il regime dei bagni e le analisi chimiche delle
+acque. Poi enumerava i beneficii, gl'inconvenienti, i pericoli, i disagi
+della cura ordinata, le speranze che dovevano sostenerlo all'impresa.
+Veronica apparecchiava i sacchi da notte con tutte le precauzioni
+immaginabili, mettendo in ordine i tabarri di varie gradazioni, e tutti
+gli accessorii occorrenti, le pastiglie per la tosse e la magnesia
+calcinata, il tabacco da naso e i fiammiferi. Si prendevano note per non
+dimenticare gli oggetti indispensabili, per ricordarsi le minime
+precauzioni, per seguire a puntino le raccomandazioni del medico.
+
+La diligenza per Como partiva alle dieci, e al giorno fissato mio zio mi
+fece svegliare col lume, prima del levare del sole, per tema di trovarsi
+in ritardo avendo mille commissioni da darmi. Abbiamo lasciata la casa
+un'ora prima della partenza; preceduti da un facchino che portava il
+bagaglio e l'ombrello, e seguiti fino alla porta dalla Veronica, che
+piangeva raccomandando a Monsignore di guardarsi dalle correnti d'aria,
+dai cibi pesanti, dal freddo e dal caldo, chiedendogli se avesse in
+saccoccia la scatola, gli occhiali, il portafogli, i guanti di lana,
+pregandolo di scriverci subito appena giunto.
+
+Egli voleva fare il disinvolto, ma si vedeva dalla sua fisonomia che
+sentiva tutta la gravità dell'impresa. Voleva rassicurarci, ed era più
+agitato di noi e camminava rammentandoci le sue commissioni, la lettera
+al Cancelliere arcivescovile, il libro a Monsignor Decano, un piccolo
+pagamento, una mancia, i saluti all'abate X** e a sua sorella.
+
+Finalmente quando piacque a Dio si giunse all'ufficio della diligenza.
+Colà mille domande calorose agli impiegati che rispondevano freddamente,
+senza nemmeno alzare la testa dai loro registri. Raccomandazioni iterate
+ai facchini sul collocamento del bagaglio, che gettavano sulla carrozza
+col capo ingiù e con tale sguaiataggine da far raccapricciare la
+Veronica se li avesse veduti. Quando i viaggiatori salirono in carrozza,
+mio zio mi diede due grossi baci sulle gote, io gli raccomandai di aver
+cura della sua salute e rimasi fermo sulla via, rispondendo a' suoi
+saluti, ed ai suoi cenni fino a che la vettura scomparve. Allora mi
+avvidi che volevo bene a quel povero vecchio, sentendo come un groppo
+che mi strozzava la gola. Talvolta io lo trovava noioso, ed anche
+ridicolo; ma tali passeggiere impressioni non mi rendevano ingrato verso
+colui che mi aveva raccolto come un figliuolo, e mi colmava di benefizi.
+La vita comune ci avvezza all'affetto, ma le separazioni lo rivelano.
+Ritornando sui miei passi io faceva caldi voti per la sua salute, e
+pregava il cielo di rimeritarlo del bene che mi aveva prodigato.
+
+La casa mi parve deserta senza di lui, e la Veronica ed io non eravamo i
+soli a provare quel vuoto prodotto dall'assenza; anche il suo gatto
+prediletto lo andava cercando per le stanze, miagolando con affannosa
+insistenza. Povera bestia! io che prima non lo guardava nemmeno, sentivo
+il bisogno di carezzarlo, e di dargli qualche bocconcino in ricompensa
+dell'affezione che dimostrava pel suo buon padrone.
+
+Oh! la vita è tutta un intreccio d'affezioni e di distacchi, di legami e
+di lacerazioni, di conquiste e di sconfitte, e il cuore invecchia, come
+il veterano che ha perduto le gambe sui campi di battaglia.
+
+Ho passato l'estate studiando ed apparecchiandomi agli ultimi esami, che
+ebbi la fortuna di compiere felicemente procurandomi la soddisfazione di
+annunziare con una lettera a mio zio, che avevo ottenuta la patente di
+maestro, con attestati di lode.
+
+Finite le occupazioni scolastiche, ripresi con grande alacrità la mia
+tragedia, per dare qualche sfogo alla passione che mi esaltava.
+
+L'espressione d'un amore represso mi faceva sgorgare dei versi ispirati,
+e quantunque il palazzo Brisnago fosse sempre chiuso, la divina mia musa
+mi appariva come in celeste visione; la lontananza aveva idealizzato il
+mio amore, io la vedeva coll'immaginazione, circondata da un'aureola di
+luce, mandarmi un pensiero, che attraversando rapidamente lo spazio
+giungeva nella mia cameretta come un raggio vivificante.
+
+Un giorno divagavo la mente in quel modo fantastico che sorrideva alla
+mia solitudine come un preludio di gloria e d'amore, quando la Veronica,
+spalancata violentemente la porta, mi annunziò il ritorno dello zio,
+correndo precipitosamente giù dalla scala per incontrarlo. Scosso
+dall'ebbrezza de' miei pensieri, come un uomo destato improvvisamente
+dal sonno, gli corsi incontro barcollando. Egli si gettò nelle mie
+braccia e mi strinse affettuosamente sul cuore. Mostrava un aspetto
+floridissimo. Il dottore aveva avuto ragione, il viaggio e i bagni gli
+tornarono utilissimi. Mi disse che da principio ebbe a soffrire qualche
+incomodo per le mutate abitudini, ma poi l'aria dei monti, l'esercizio,
+il buon regime e la lieta compagnia lo ristabilirono perfettamente in
+salute.
+
+Finiti i reciproci abbracciamenti, e soddisfatta pienamente la curiosità
+di Veronica intorno ai minimi incidenti dell'assenza e del viaggio, mio
+zio mi prese per mano con insolita gravità, mi condusse nello studio,
+chiuse la porta, si sedette sulla sua vecchia e prediletta poltrona di
+pelle, mi fece sedere vicino a lui, e con accento affettuoso incominciò
+a parlarmi in questi termini:
+
+--La lettera che mi annunziava il risultato finale de' tuoi studi mi ha
+portato somma consolazione, e desideravo vivamente di tornarmene a casa
+per farti a voce le mie congratulazioni. Hai finito lodevolmente la
+prima parte della vita, quella che apparecchia l'avvenire, quella dalla
+quale dipende in gran parte tutta la nostra esistenza. L'età matura e la
+vecchiaia possono considerarsi come legittime conseguenze della
+gioventù. Le prime impressioni riescono più durevoli; appunto perchè
+sono le prime esse trovano il campo libero e fresco, la natura ingenua,
+l'età opportuna a ricevere ogni forma. Nella quiete e nella solitudine
+di questa casa, tu non hai ricevuto che buone impressioni, e le hai
+coltivate collo studio assiduo; le lunghe ore passate nella tua
+cameretta daranno i loro risultati, ne sono sicuro. Ora è giunto il
+tempo che devi entrare coraggiosamente nella vita sociale, e prendere il
+posto che ti è destinato dalla Provvidenza. Ci hai tu pensato,
+Daniele?...
+
+--Ci ho pensato sovente,--io risposi,--e spero, caro zio, che un giorno
+non avrà a pentirsi di avermi raccolto in casa, permettendomi
+d'attendere agli studi.
+
+--Ne sono sicuro e spero bene tanto della tua condotta morale, quanto
+della tua cultura. Ma per giungere ad una meta bisogna mettersi in
+istrada, e compiere il dovere che il Signore prescrisse ad Adamo:
+«mediante il sudore della tua faccia, mangerai il tuo pane.»
+
+--Sono pronto,--risposi,--a dimostrarle la mia buona volontà alla prima
+occasione....
+
+--L'occasione si presenta opportuna,--egli soggiunse,--e appunto la tua
+lettera ti aperse la porta....
+
+--Come mai?...
+
+--Io la comunicai ad alcune persone influenti, che mi accordarono la
+loro benevolenza, vivendo in rapporti quotidiani nello stabilimento
+balneare di Bormio, e mi promisero il posto di maestro appunto nel
+villaggio di X**, ove andresti ad abitare la mia casetta....
+
+--In Valtellina?...
+
+--In Valtellina! Il vecchio maestro mio locatario ha ottenuta una
+pensione dal Comune, e si ritira a Sondrio coi suoi parenti. Io pongo a
+tua disposizione la mia casetta e i pochi campi, una sommetta di denaro
+pei necessari ristauri, ti raccomando al mio buon amico il parroco don
+Vincenzo Liserio, ed all'ottima famiglia Bruni, che conosco da tanti
+anni, e te ne vai a vivere beato e felice in quell'aria elastica delle
+montagne che stuzzica l'appetito e conserva la salute.... Ecco quanto mi
+premeva di comunicarti, e credo che sarai contento di così bella
+notizia!...
+
+Rimasi sbalordito, e senza parole. Pensando alla finestra del palazzo
+Brisnago, che si sarebbe fra poco riaperta, alla riapparizione della
+divina fanciulla, alla felicità di rivederla e di riprendere quelle
+soavi contemplazioni, tanto indispensabili alla mia anima, quanto l'aria
+ai miei polmoni, Milano mi appariva in tutta la sua bellezza. Io vedevo
+come in un sogno rapido, intenso, tutti gli splendori della città, il
+lusso, i corsi, i teatri, una scena spettacolosa irradiata da uno
+sguardo che animava ogni cosa, mentre le parole dello zio m'indicavano
+confusamente e lontano un povero villaggio deserto al piede delle Alpi,
+con un orizzonte di montagne nevose nel fondo.
+
+Mio zio mi guardava in silenzio, aspettando tranquillamente la mia
+risposta. Io sentiva tutto l'orrore della mia posizione, ed una lotta
+terribile si agitava nel mio animo. Finalmente, vedendomi esitante, egli
+soggiunse:
+
+--Io confesso che aspettavo tutt'altra accoglienza alla mia proposta, e
+mi sorprendo assai della tua esitazione.
+
+--Caro zio... l'idea di abbandonare Milano mi opprime talmente, che
+forse mi sfuggono i vantaggi della proposta che mi fa. Un collocamento
+che mi permettesse di continuare a vivere presso di lei sarebbe il mio
+più ardente desiderio, ma allontanarmi dalla sua casa, e da Milano, io
+solo, per recarmi in un ignoto villaggio, è un progetto che mi
+spaventa... le confesso ingenuamente la verità....
+
+--Ma come vuoi che un giovane appena ottenuta la patente di maestro
+trovi il modo di collocarsi a Milano? questa è davvero una strana
+pretesa! Bisogna che ciascheduno percorra la propria strada,
+incominciando dai primi passi; quando avrai acquistati dei titoli
+maggiori potrai ottenere degli avanzamenti, e coi meriti e il tempo
+ritornare anche a Milano. Ma dovendo incominciare con un posto modesto,
+dimmi ove potresti essere più felice che in un villaggio, nel quale
+trovi una casa e dei campi che ti vengono ceduti gratuitamente, e dei
+vecchi amici della nostra famiglia disposti ad accoglierti colle braccia
+aperte, come un'antica conoscenza?... Tutti non hanno di queste
+fortune... ma nessuno sarebbe così difficile di contentare... e devo
+dirtelo francamente, nessuno tanto ingrato verso la sorte!...
+
+Il malcontento di mio zio era evidente, e d'altronde l'obbligo di
+lasciare Milano mi sembrava che corrispondesse ad una sentenza di morte.
+Tuttavia per rinunciare ad un impiego, con l'aggiunta di eccezionali
+vantaggi, ci volevano delle ragioni importanti. Diventava inevitabile la
+necessità di manifestare il vero motivo che metteva ostacolo alla mia
+riconoscenza per questo nuovo benefizio offerto con tanta cordialità. E
+mi parve che l'amore irresistibile che accendeva il mio cuore dovesse
+giustificare pienamente la mia condotta, e spiegare la fede che animava
+i miei lavori letterari, i soli che potessero aprirmi la strada della
+fortuna. Pensai dunque che fosse giunto il momento d'aprire sinceramente
+il cuore a chi mi teneva luogo di padre, pensai che la mia ingenua
+confessione l'avrebbe commosso e convinto, e che avrei trovato nel suo
+cuore generoso un consiglio e un aiuto. Deciso a tale rivelazione, ruppi
+il silenzio colle seguenti parole:
+
+--Zio!.. la mia gratitudine per tutte le bontà che mi ha prodigato avrà
+fine colla vita.... Ma io non posso lasciare Milano; la mia partenza è
+impossibile. Un vincolo superiore alla volontà decide del mio
+destino!... Io non sono più padrone di me stesso!...
+
+Il povero canonico cogli occhi spalancati dalla sorpresa, colla bocca
+semichiusa, mi fissava in volto attentamente senza pronunziare parola,
+ma il suo sguardo doloroso e severo m'interrogava con ansiosa
+inquietudine. Sentii la necessità di abbreviare le sue pene, e
+soggiunsi:
+
+--Non tema nulla per la mia onestà, non ho commesso veruna azione
+malvagia, la coscienza non mi rimprovera alcuna colpa... ma io amo, amo
+teneramente una fanciulla, e tutte le mie aspirazioni tendono a
+meritarmi la sua affezione.... abbia pietà del mio cuore....
+
+Mio zio si alzò in piedi, e fece un giro per la stanza, come se volesse
+acquetare l'animo esagitato, prima di rispondermi. Io pure m'ero alzato
+da sedere, e diritto in un angolo della stanza, rivolto verso il mio
+giudice, colle mani giunte e con voce commossa, andavo ripetendo queste
+parole:
+
+--Abbia pietà del mio cuore.
+
+Dopo alcuni giri, egli mi si arrestò dirimpetto, esclamando con parole
+interrotte:
+
+--Non me l'aspettavo... così presto!... Ah gioventù, gioventù! che non
+sa mettere freno alle sue passioni, che si lascia trasportare facilmente
+in balìa del pericolo... che non diffida dei precipizii!... mah!..
+fragilità dell'umana natura!...
+
+E continuava i suoi giri. Dopo qualche sospiro che parve sollevarlo da
+un peso, raddolcendo a poco a poco la voce, come un uomo rassegnato che
+ha preso una determinazione decisiva, soggiunse:
+
+--Ebbene... pazienza!... pazienza!... vedremo di accomodare anche
+questa.... Sei molto giovane... ma privo di famiglia... e talvolta una
+buona compagna può salvare un giovane da pericoli gravi... Iddio
+benedice le buone famiglie... e il mio desiderio è di vederti contento.
+
+A tanta bontà caddi ginocchioni ai suoi piedi, io sentiva la
+riconoscenza fino all'entusiasmo, la vita mi sorrideva, presi le mani di
+mio zio e le ricopersi di baci, e vidi due grosse lagrime che scendevano
+sulle guance rugose del povero vecchio, commosso dalle mie dimostrazioni
+affettuose. Io mi sentiva rinascere.
+
+Poi dopo breve sosta, guardandomi con occhio benevolo,
+
+--Su via,--mi disse,--ora puoi completare la confessione, e dirmi senza
+altre ambagi il nome della tua innamorata!
+
+Mi alzai, e sorrisi ingenuamente, ma esitavo a pronunziare il suo nome.
+Egli mi fece coraggio dicendomi:
+
+--Su via, sbrigati... andiamo alla fine.
+
+Allora io dissi balbettando:
+
+--È la contessa Savina Brisnago....
+
+Non mi è possibile descrivere l'effetto prodotto sullo zio dalle mie
+parole.
+
+Dapprima rimase come istupidito dall'impreveduta sorpresa, poi diede in
+uno scroscio così impetuoso e violento di risa, che temetti per un
+istante che gli avesse dato di volta il cervello. Furono tre assalti
+successivi, così clamorosi, così sbardellati, e irresistibili, che lo
+facevano evidentemente soffrire, ma non poteva calmarsi. Si contorceva
+sopra una sedia, convulso; pareva che si calmasse un istante, soffiava e
+ansava, e poi già un altro assalto più sganasciato del primo,
+accompagnato da singhiozzi e da lagrime... una vera tortura.
+
+Ritto, immobile, insensato, io era rimasto al mio posto, e un brivido mi
+percorreva le membra, come se mi fosse caduta addosso una doccia d'acqua
+gelata.
+
+--Mio Dio!... non ne posso più...--furono le prime parole di mio zio...
+poi il pover'uomo mi domandava scusa, voleva riprendere la sua serietà,
+ma ricadeva nelle risa. Dopo una lunga vicenda di soste e di ricadute,
+finalmente giunse a calmarsi intieramente, e mi disse:
+
+--Vedi, Daniele, non è per offenderti, ma la tua ingenua rivelazione mi
+riuscì così impreveduta, così strana, così esorbitante, che ne rimasi
+colpito, e poi una convulsione irresistibile mi assalì con tale
+violenza, che credevo morire. Che vuoi?... se tu fossi uno sciocco, non
+mi sarei sorpreso di nulla, ma colla tua intelligenza, col tuo buon
+senso, colla tua modestia e moderazione in ogni cosa, vederti così
+tranquillamente annunziarmi il nome della contessa Savina come la cosa
+più naturale del mondo... ne sono rimasto colpito... e mi hai fatto
+terribilmente soffrire.... Ora che è passata, ti prego di dirmi, come
+mai ti è entrata in testa una simile dabbenaggine!... Tu non ignori
+certamente il numero di milioni attribuiti alla famiglia Brisnago?...
+
+--Non ci ho mai pensato....
+
+--Non hai mai veduto i dodici cavalli delle scuderie, il lusso degli
+equipaggi, lo sfarzo signorile della casa, i numerosi domestici....
+
+--Ho veduto... e non ho veduto... ho veduto materialmente cogli occhi,
+ma non ci ho mai arrestato il pensiero. Non ho mai pensato nè
+all'ineguaglianza sociale che ci divide... nè alla mia miseria... nè
+alla loro opulenza... ho amato! ho adorato con entusiasmo... ecco tutto!
+
+Allora raccontai distesamente a mio zio i più minuti particolari della
+mia cieca passione, gli sguardi modesti di lei, ma perseveranti che mi
+colpirono, tutti gli atti che interpretai in mio vantaggio ed agitarono
+il mio cuore, l'evidente gelosia dei fiori appassiti, il mazzetto
+raccolto in giardino, la mestizia manifestata la vigilia della partenza,
+l'addio misterioso della sera... la mia disperazione... e le mie
+speranze.
+
+Egli mi ascoltò con profonda attenzione, e poi mi disse:
+
+--Pur troppo nei giovani l'amore nasce da un nonnulla, vive di tutto,
+e non ragiona mai. Le fanciulle hanno l'istinto innato di farsi
+ammirare. Si fanno belle, vogliono piacere a tutti indistintamente, e
+credono che uno sguardo non dica nulla; poi, quando travedono d'aver
+colpito, provano una soddisfazione che le spinge a rinnovare la prova e
+ignorando le conseguenze della replica, a poco a poco si avanzano con
+leggerezza nella via pericolosa spinte da sentimenti diversi di
+simpatia, d'ambizione, di riconoscenza; animate al giuoco fatale dalla
+voluttà del mistero.... In vero non cercano altri trofei che quelli
+dell'orgoglio soddisfatto, e per ottenerli slanciano delle freccie;
+queste possono colpire gravemente, ma i feriti non hanno altro vantaggio
+che di passare all'ambulanza, e soffrirne con rassegnazione i dolori,
+mentre un eroe predestinato dalla sorte trionfa senza aver combattuto.
+Talvolta avviene che qualche audace assalitrice rimane vittima della
+propria imprudenza, ed allora porta per tutta la vita la cicatrice d'una
+ferita ricevuta scherzando nei ludi giovanili. Per questo il candore
+dell'anima è tanto raro e prezioso, e la prudenza è una delle prime
+virtù che le madri dovrebbero insegnare alle fanciulle. Tu sei rimasto
+vittima, povero Daniele, d'uno di questi filtri sociali tanto diffusi, e
+tanto pericolosi, dai quali si guarisce però colla ragione e col tempo.
+Ma quando si rimane feriti sul campo di battaglia, bisogna ritirarsi,
+per evitare inutilmente nuovi pericoli. Questa tua disgrazia aggiunge
+nuovi e più forti argomenti alla tua partenza. Non tarderai molto, io
+spero, ad aprire gli occhi; intanto ritirati tranquillamente, riposa il
+tuo spirito, richiama il senso comune al suo ufficio... un altro giorno
+parleremo con calma del resto.
+
+Uscii dallo studio di mio zio vergognoso e confuso della triste figura
+che avevo fatto; e non avendo più forza da sostenere una seconda
+diatriba, non dissi una parola sulle mie speranze letterarie; il modo
+col quale era stato accolto il mio amore non m'incoraggiava a parlare
+della gloria con un canonico che non poteva conoscere nè una cosa, nè
+l'altra.
+
+Ritirato nella mia stanza, mi gettai sul canapè, piansi dirottamente, e
+mi addormentai oppresso dalla stanchezza.
+
+
+
+
+III.
+
+
+Mio zio ebbe la delicatezza di non ritornare a parlarmi nè de' suoi
+progetti, nè de' miei amori, lasciando al tempo ed alla riflessione
+l'incarico di accomodare ogni cosa. Intanto io passava giorni
+malinconici e notti irrequiete, rotolandomi nel letto senza trovare
+riposo. Mi sarebbe impossibile raccapezzare tutti i torbidi pensieri di
+quelle notti insonni, che inauguravano la mia gioventù come le nuvole
+burrascose dell'aprile annunziano la primavera. Ma il pensiero dominante
+era questo:--mi ama o non mi ama?... Il dileggio e le riflessioni di mio
+zio non avevano ottenuto altro risultato.
+
+L'amore è sempre stato uguale sulla terra, ce lo dimostra l'adolescente
+degli antichi, che porta le ali sul dorso, e la benda sugli occhi.
+L'innamorato continua sempre i suoi voli senza saper ove vada; esso non
+conosce gli ostacoli che quando vi batta sopra col capo, come le vespe
+alle invetriate. L'amore non conosce ineguaglianze prodotte dalle
+vicende o dalle leggi sociali: esso è un impulso della natura, è
+un'aspirazione dell'anima che cerca il complemento di cui manca.
+
+Io dunque non pensava più di prima nè alle mie tasche vuote, nè ai
+milioni di casa Brisnago; io pensava semplicemente a questo:--mi ama o
+non mi ama?--E sentivo dentro di me che mi amava, me lo diceva una voce
+arcana, un senso inesplicabile, un fremito irresistibile che ricercava
+tutte le mie fibre, non solo alla sua comparsa, ma semplicemente
+all'udire il suo nome, o nel vedere un oggetto qualunque che le
+appartenesse. Ma per convincere i profani, come mio zio, io sentiva il
+bisogno d'una prova materiale, evidente, sicura. Uno sguardo, un
+sospiro, un sorriso, una lagrima, sono prove sufficienti per
+l'innamorato; ma il mondo? Il mondo domanda di più.--E il mazzetto di
+fiori raccolto?--potrebbe essere un tratto di cortesia, di stima, di
+deferenza, mettiamo anche di simpatia e d'amicizia... ma d'amore?
+Nessuno potrebbe asserirlo. Ci vorrebbe qualche cosa di preciso, per
+persuadere mio zio dell'amore di Savina, qualche cosa di decisivo anche
+per me.
+
+E se alla prova essa negasse l'amore... se osasse confermare l'accusa di
+civetteria che le venne slanciata da mio zio!... I sospetti sono
+contagiosi, ed io incominciava a dubitare di lei, di me stesso, d'ogni
+cosa. Se mi fossi ingannato! Se si burlasse di me!--quale atroce
+derisione! Eppure una ricca e bella signora può essa amare sinceramente,
+candidamente un povero diavolo! un povero orfano senza pane!--E poi, se
+ancora mi amasse, che cosa ne penserebbero i suoi parenti?--Forse
+potrebbero sospettare che io fossi un ambizioso, spinto dall'avidità,
+innamorato dei milioni!... Quale umiliazione! Ci avrà essa pensato!..
+quali possono essere i suoi progetti? O mi ama come io l'amai sempre...
+senza pensare ad altro che ad amare?... Quali dubbi, quali incertezze,
+quanti sospetti mi entrarono nell'anima!... E se tali sospetti dovessero
+mutarsi in realtà!.. partirei da Milano all'istante.--Ma se all'opposto
+il suo amore fosse puro ed ingenuo come il mio, se avesse fiducia nella
+mia fede, nel mio disinteresse, nel mio ingegno, che può offrirmi i
+mezzi d'innalzarmi sino a lei, potrei io abbandonarla, tradire le sue
+speranze, partire, lacerando la sua anima!.. no, mai!--Un'ultima prova è
+dunque necessaria, deve essere franca e decisiva.
+
+Con tale determinazione io aspettava ansiosamente il suo ritorno,
+discutendo in me stesso i diversi progetti che si presentavano al mio
+spirito come i più opportuni alla prova fissata. Ma ogni piano
+incontrava insormontabili ostacoli. Impossibile parlarle, difficile
+farle pervenire uno scritto; e poi provavo un'insormontabile ripugnanza
+a confidarmi ai domestici, e a comprometterla. Volevo qualche cosa che
+non lasciasse traccia, un cenno davanti a Dio, senza altri testimoni.
+
+Ho deciso finalmente, dopo maturo esame, di attendere il suo ritorno, e
+di mandarle un bacio appena si presentasse alla finestra. E pensava: se
+mi renderà il bacio, nessuno a questo mondo potrà mettere in dubbio il
+suo amore. Allora il mio dovere sarà fissato,--meritare la sua
+affezione, ed esserle fedele ad ogni costo. Siamo giovani entrambi e
+possiamo aspettare; e col tempo e col lavoro si possono fare miracoli.
+Si videro tanti poveri che coll'ingegno e col pertinace volere
+raggiunsero le più cospicue posizioni sociali, che il ritentarne la
+prova non può dirsi pazzia. Se mi ama davvero, ho trovato il punto
+d'appoggio che domandava Archimede, e posso muovere il mondo!...
+
+Se non mi ama, avrò almeno la forza di partire, e di secondare i
+progetti di mio zio. Se non mi ama, che m'importa in quale angolo devo
+portare le mie ossa?--Contessa Savina Brisnago, ecco un uomo in vostra
+balìa; potete salvarmi od uccidermi. Se i vostri occhi non mi hanno
+ingannato, voi mi amate. Se mi amate, vi domando un bacio a dieci metri
+di distanza... ma un vostro bacio darebbe la vita anche attraverso
+l'Oceano! Ritornate dunque alla vostra finestra, e decidete della mia
+vita.
+
+Alla mattina seguente mi affacciai al balcone, ma le imposte del palazzo
+Brisnago erano sempre chiuse e le mie invocazioni disperse al vento.
+
+Così passarono molti giorni. Mio zio mi osservava e taceva, io
+dissimulava i miei pensieri, e si tirava avanti, egli per lasciarmi agio
+a riflettere ai miei casi, io aspettando nell'ansia dei timori e delle
+speranze il momento fatale che doveva decidere del mio avvenire.
+
+Finalmente una mattina essendomi alzato per tempo, vidi molte finestre
+aperte nel palazzo Brisnago. I domestici mettevano in ordine gli
+appartamenti, e tutto annunziava il prossimo arrivo.
+
+Quella giornata mi parve un lungo periodo di secoli, ogni minuto durava
+un anno, un anno di pensieri, di sogni, di progetti, d'entusiasmo e di
+pene! Guardavo l'orologio, e pensavo: forse ella sarà qui fra due ore, e
+sentendo al pari di me gli impeti di una passione che trabocca, che dopo
+lunga compressione domanda imperiosamente di espandersi, risponderà al
+mio bacio ardente con un bacio modesto, ma soave come il profumo d'un
+fiore suscitato dagli aliti estivi. Sentivo che quel rapido istante
+avrebbe bastato ad infondere il genio nell'anima più fredda, era il
+soffio creatore che dava vita alla mia creta, m'innalzava al disopra
+degli altri mortali, m'illuminava di quella luce divina che eguagliando
+l'uomo agli Dei, lo rese talvolta capace di creare di quelle opere che
+eccitano la meraviglia dei secoli. E progredendo su questa scala, colla
+accesa fantasia salivo fra le nuvole ove dopo i più strani pellegrinaggi
+finivo all'apoteosi!.. compiuto il sogno riguardavo l'orologio, e non
+erano passati che pochi minuti!.. ma dunque le lancette non
+camminavano?... sì, camminavano come i cavalli da nolo, mentre il mio
+cervello volava colla rapidità dell'elettrico.
+
+Se fossi morto quella sera mi sarebbe parso di aver vissuto una lunga
+esistenza. Dunque tutto è relativo nella vita, il tempo e lo spazio, la
+miseria e la ricchezza, le tenebre e la luce.
+
+Finalmente uno scalpito di cavalli, un rumore di carrozze che si
+arrestarono mi scossero dal letargo. Mi slanciai alla finestra, e vidi i
+grandi cancelli del palazzo Brisnago che si aprivano, e gli equipaggi
+che entravano. Risoluto all'atto solenne, mi appoggio al balcone ed
+aspetto. Pochi istanti dopo odo un rumore di porte, e vedo un'ombra
+lontana che si avanza... era lei!...--Ancora col cappellino sul capo
+veniva sorridente alla finestra, a darmi il saluto del ritorno. Ebbe
+appena il tempo di vedermi, che io deponendo un bacio ardente sulle
+estremità delle dita della mano diritta raccolta davanti le labbra,
+glielo gettava in faccia, come un oggetto che potesse realmente caderle
+sul viso. Essa spalancò gli occhi sbalordita, e fuggì....
+
+La sua repentina scomparsa mi rese immobile per qualche tempo, e quasi
+asfissiato nel vuoto, e cieco come un uomo, che abbagliato dalla luce
+istantanea, rientra immediatamente nelle tenebre.
+
+Illusioni, speranze, amore, tutto era svanito: la vita mi sembrava
+un'ironia atroce, un inganno, un supplizio!
+
+Mi trascinai fino ad una sedia, caddi colla testa sul tavolino e le
+braccie penzoloni. Non so quanto tempo rimanessi in quella posizione, ma
+quando alzai la testa era notte.
+
+Presi una risoluzione assoluta, corsi dallo zio, gli annunziai l'arrivo
+della famiglia Brisnago e la mia partenza per l'indomani.
+
+Mi applaudì, e s'accinse subito ad apparecchiarmi le lettere di
+raccomandazione, mentre io corsi ad assicurarmi la vettura, ed a
+prendere le necessarie disposizioni.
+
+Alla sera tutto era pronto, Veronica aveva fatto la mia valigia, e
+collocato in un baule i libri, le carte, i vestiti e quanto mi
+apparteneva. Mio zio mi consegnò il denaro necessario al viaggio ed al
+mio assetto, con le lettere pel parroco, don Vincenzo Liserio, ed il
+signor Nicola Bruni, aggiungendo istruzioni e raccomandazioni infinite,
+sugli affari della casa e dei campi, e sulla mia condotta morale. Poi
+colle lagrime agli occhi mi diede la sua benedizione e mi congedò, non
+volendo alla mattina alzarsi prima dell'alba, per non rompere tutto
+l'ordine della giornata.
+
+Io gli baciai la mano teneramente, assicurandolo della mia riconoscenza
+per tutti i benefizi ricevuti, della mia ferma volontà di camminare
+sulla via dell'onore, e lo lasciai balbettando le ultime parole
+strozzate dall'emozione.
+
+Mi coricai colla testa sconvolta, e piansi tutta la notte. Alle quattro
+del mattino accesi il lume e mi alzai. Presi la medaglia che stava da
+tanti anni appesa al mio letto, le diedi un bacio, e mi parve di sentire
+la benedizione di mia madre. Mi posi in tasca quella santa reliquia con
+religioso rispetto. Era il solo retaggio di famiglia del povero orfano,
+che ritornava a trovarsi solo sulla terra!...
+
+Apersi il balcone quando le stelle incominciavano ad impallidire alla
+luce del crepuscolo. La finestra dicontro era chiusa; la contemplai
+lungamente, e sentivo di non poter distaccare qualche cosa di me stesso,
+forse un lembo dell'anima che rimaneva attaccato a quel palazzo.
+
+Intanto ella dormiva certamente d'un sonno tranquillo sotto le candide
+cortine del suo letto, e mentre nell'alcova elegante aleggiavano dei
+sogni color di rosa, il povero orfano, ferito mortalmente, abbandonava
+il tetto ospitale, e andava incontro all'ignoto, disingannato di quegli
+sguardi fatali che gli promettevano il cielo, e poi lo abbandonavano
+ramingo sulla terra.
+
+Veronica entrò nella stanza, portandomi del caffè e latte caldo, del
+pane abbrustolato e del burro, volendo che non partissi digiuno. Cure
+affettuose d'una povera donna che non mi doveva nulla, e che pure ebbe
+sempre tanti delicati riguardi per me.
+
+Non poteva staccarmi dalla mia cameretta, muto testimonio di tanti
+sogni, e girava gli occhi intorno, quasi salutando quelle pareti che per
+tanti anni mi avevano ricoverato, e veduto crescere, amare, soffrire e
+vivere d'illusioni.
+
+Ma essendo giunta da un pezzo la vettura, dovetti risolvermi, e scendere
+le scale, accompagnato dalla Veronica che singhiozzava. Giunto alla
+porta, mi fu impossibile dirle alcuna cosa, le strinsi la mano, essa mi
+gettò le braccia al collo.... ci siamo baciati piangendo e partii.
+
+Attraversando le vie di Milano, sentivo di amare teneramente tutte le
+case, i selciati, gli alberi, i banchi di pietra della mia città; li
+conosceva tutti, mi ricordavo di averli veduti tante volte e mi pareva
+impossibile di poterli lasciare; ma ero trascinato dal destino,
+rappresentato da una vetturaccia da nolo e da un rozzone coi sonagli.
+
+Pochi momenti dopo, essendo uscito dalla città ed avviato per la strada
+postale da Milano a Como, mi nicchiai nell'infausto veicolo, e chiusi
+gli occhi per meditare con pieno raccoglimento sulle mie sventure.
+
+Non conosco l'intensità del dolore che accompagna il viaggio degli
+esiliati in Siberia, ma non posso persuadermi che le loro ambascie
+giungano a superare gli affanni che ho provati in quel giorno. Al pari
+di loro io perdeva la patria, la famiglia, le affezioni e le speranze
+della vita, e mi avanzava verso le fredde regioni dell'esilio e della
+solitudine.
+
+Era il mio primo viaggio, non essendo mai uscito da Milano che a piedi e
+per poche miglia. Altre volte l'idea d'un viaggio mi avrebbe acceso
+d'entusiasmo, allora invece mi metteva spavento; le montagne della
+Valtellina mi si presentavano alla mente come l'estremo lembo del mondo;
+chiuso nel mio dolore io non sentiva nemmeno il bisogno di osservare le
+campagne che fiancheggiavano la via, e i vari paesi che si
+attraversavano. Il vetturale si arrestava ad ogni osteria, il cavallo
+non andava mai avanti, e arrivammo a Como dopo la partenza dei battelli
+a vapore.
+
+Essendo costretto di attendere l'indomani per continuare il viaggio,
+avrei potuto visitare la città e i suoi monumenti, e percorrere quei
+deliziosi contorni che attirano l'ammirazione dei viaggiatori. Invece mi
+chiusi in una stanza d'albergo coi miei pensieri.
+
+Il primo disinganno è forse il massimo dei dolori, perchè non siamo
+ancora avvezzi a soffrire. Le tinte rosee che abbellano l'orizzonte
+all'aurora della vita, come il firmamento all'alba d'un giorno sereno,
+se si mutano all'improvviso nelle tetre nubi d'un temporale, incutono lo
+spavento che presentano tutti i disordini della natura. Però tanto nella
+primavera quanto nella gioventù l'orizzonte cambia sovente d'aspetto, e
+talvolta un raggio di sole attraversa le nuvole dell'uragano. Questo
+raggio di sole comparve al mio spirito sotto la forma d'un
+dubbio!...--Se ella non avesse osato corrispondere al mio bacio?... Io
+mi era preparato con lunga premeditazione a quell'atto decisivo; ma essa
+fu colta improvvisamente dalla sorpresa. È naturale che la mia audacia
+insolita ed inaspettata l'abbia gettata nello sgomento. E poi chi sa
+quale aspetto presentava il mio volto agitato e sconvolto da
+un'esaltazione febbrile sopportata per varie ore!... forse le ho fatto
+paura.... E poi una fanciulla che non s'adombra ad un tale atto ha
+oramai perduto il fiore più soave della gioventù.... Essa ignorava
+completamente le varie peripezie che mi trascinarono a tale tentativo,
+essa giungeva calma e tranquilla dalla campagna, desiderosa di vedermi,
+e me ne dava una prova presentandosi immediatamente alla finestra.
+Dapprima io doveva mostrarmi grato alla sua bontà, riconoscente della
+sua cortesia, e poi a poco a poco condurla, trascinarla per gradi a
+quella dimostrazione decisiva. Invece con un atto brusco ed acerbo ho
+precipitato la catastrofe, ho commesso un'azione grossolana e volgare,
+ingiustificabile, che doveva produrre un effetto contrario al
+desiderato. Che cosa prova dunque la sua fuga?... poteva essa fare
+altrimenti?... Io non sono che uno sciocco, ho scalzato le fondamenta
+d'un edifizio, e poi mi sorprendo che la fabbrica crolli. Io sono un
+imbecille.... ecco la verità! Quella simpatia irresistibile, alimentata
+dalle assidue contemplazioni che andava sempre maggiormente prendendo
+l'aspetto d'una passione sincera, rivelata da lunghi e profondi sguardi,
+e da mille prove che non isfuggono al giudizio acuto di chi ama, quella
+passione che progrediva lenta, ma tenace nel suo cammino, e già
+dimostrava d'avere resistito alla lontananza ed alle varie distrazioni
+di un'intiera stagione, quella passione soave io l'ho troncata con un
+atto violento, imprudente, inesplicabile, io stesso l'ho obbligata ad
+arrestarsi, a misurare il pericolo, a fuggire spaventata!...
+
+Imbecille!... ed ho disertato il mio posto al primo rovescio, senza
+riparare il mio fallo, senza tentare una nuova prova! All'indomani avrei
+potuto dimostrare il mio pentimento, e mi avrebbe perdonato. Calmata la
+prima impressione, ella stessa forse pensa di riparare la troppo brusca
+ripulsa, forse il suo cuore le spiega l'arcano, ed essa mi attende alla
+finestra, per consolarmi con uno sguardo divino del suo rifiuto!...
+
+Oh! non è possibile esitare un istante di più, io devo ripartire
+immediatamente per Milano, e riparare il torto della mia fuga
+precipitosa, una risoluzione insensata non deve decidere la sorte di
+tutta la vita.... Con tali pensieri uscii dall'albergo per correre in
+traccia d'una vettura.
+
+Vagai lungamente per le vie senza sapere ove andassi, lottando fra gli
+opposti pensieri. Che cosa avrei detto a mio zio per giustificare il mio
+ritorno? Come mi avrebbe egli accolto? aveva io il diritto di
+scialacquare il denaro ch'egli aveva destinato al mio viaggio ed alla
+mia dimora mostrandomi leggiero, capriccioso, vano, insensato? Una volta
+entrato nella via delle riflessioni non mi mancarono argomenti per
+persuadermi che era tempo di finirla colle pazze fantasticherie, e di
+pensare in sul sodo. D'altronde, ritornandomi in mente le savie
+osservazioni del mio benefattore, coll'accompagnamento delle risa
+convulse, mi si risvegliava quel senso di dignità che l'amore aveva
+assopito. Pensai che i grandi favori della fortuna non bisogna
+chiederli, ma meritarli, pensai che nella solitudine che mi attendeva
+avrei forse trovato nuove forze per tentare la prova letteraria che mi
+restava ancora come un filo di speranza per l'avvenire. Allora mi parve
+nuovamente che il mio _Lucchino Visconti_ rivelasse tale novità e
+altezza di concetti da aprirmi l'adito ad una splendida vita letteraria.
+Tale fiducia nell'avvenire mi spinse a tentare nuove prove, e decise
+della mia sorte.--Partirò per la Valtellina, dissi fra me; alcuni mesi
+di lavoro basteranno a completare la mia tragedia ed a perfezionarla.
+Ritornerò a Milano col mio tesoro nel sacco; e quando avrò raccolto la
+palma del trionfo, quando tutti i giornali avranno proclamato l'immenso
+successo del _Lucchino Visconti_.... mi presenterò alla finestra....
+rinnoverò la prova.... allora la gloria mi darà diritto all'amore....
+forse potrò sperare d'aver meritato un bacio dalla contessa Savina.
+
+
+
+
+IV.
+
+
+Dopo lungo girovagare, avvicinandosi la notte e sentendomi stanco,
+sfinito, rientrai nell'albergo. Nella gioventù le passioni più violente
+tolgono l'appetito ed il sonno fino ad un certo punto, oltre al quale la
+natura si rivolta e reclama i suoi diritti. Chiesi da pranzo, e subito
+da bere, chè mi sentivo la gola inaridita. Mi servirono un vinetto
+bianco che mi parve il néttare degli Dei, c'era qualche cosa in quel
+vino che calmava l'anima agitata, esilarava lo spirito, sorrideva alle
+illusioni, rinfrancava le speranze. Mangiai con sufficiente appetito per
+un innamorato cotto, e mi sentii rinfrancato lo stomaco, ma oppresso
+dalla stanchezza. Rientrato nella stanza mi coricai. La veglia della
+notte antecedente, il viaggio mattinale, la fatica del lungo passeggio,
+il cibo sostanzioso e il vino eccellente m'immersero in un sonno così
+intenso, che non mi risvegliai che all'aurora. Era una deliziosa mattina
+d'autunno, io mi sentiva rinvigorito dal riposo, consolato da una
+speranza di gloria, e predisposto dall'amore a sentire le bellezze della
+natura. A vent'anni non si possono trovare migliori condizioni per
+godere quello stupendo spettacolo del lago di Como. Salito sul ponte del
+battello a vapore io non sapeva ove arrestare gli sguardi, e quando
+uscii dal porto la mia sorpresa sorpassò ogni aspettativa, e concentrò
+tutta la mia attenzione.
+
+Un cielo perfettamente sereno, un'aria leggera e trasparente
+permettevano all'occhio di distinguere con precisione i monti più
+lontani colle vette acuminate tinte in violetto dai raggi del sole, le
+colline boscose che scendono fino al lago e si specchiano nelle acque,
+colle loro ville sontuose e coi paesetti pittoreschi che torreggiano
+sulle rive. Alcune barchette pavesate vagavano sulle acque calme, che
+apparivano verdi o turchine secondo la luce del cielo o le ombre delle
+rive.
+
+Io osservava estatico quel delizioso paesaggio che varia lo spettacolo a
+misura che si avanza, e sentivo che l'aspetto di una bella natura è
+benefico agli afflitti, e infonde la rassegnazione e la calma. La
+mestizia dei pensieri mi rendeva più attraente l'incanto di quelle
+delizie che sembrano un sorriso di promesse e di gioia. La fantasia mi
+riportava sovente a colei che stava in cima dei miei pensieri, e
+l'immaginazione giovanile si piaceva dipingermi la vita al suo fianco in
+una di quelle villette circondate da ombre misteriose di fitte piante, e
+abbellite di fiori che eccitavano la mia ammirazione. E talvolta sognavo
+che ella fosse divenuta la mia compagna, ch'io l'avessi lasciata per
+qualche giorno e ritornassi alla nostra villa; e mi sembrava vederla
+appoggiata ad una terrazza aspettando il mio arrivo, e mi sentivo il
+bisogno di annunziarle la mia presenza, sventolando il fazzoletto.
+
+Ma ciò che per me era un sogno, per altri era realtà. In ogni paesello,
+ad ogni approdo, si vedevano dei volti sorridenti accogliere gli ospiti,
+gli amici, i congiunti, o salutare i passaggeri. Io solo non avevo una
+mano che si stendesse per mandarmi un saluto, io povero orfano andavo a
+guadagnarmi il pane in un deserto villaggio delle montagne, e fuggivo
+lontano da colei che avrebbe potuto fare la felicità della mia vita.
+Fantasticando in tal modo sugli umani destini, il mio sguardo si
+arrestava sopra le povere casupole dei pescatori, e pareva che una mano
+misteriosa mi additasse quelle catapecchie per mostrarmi che dovunque si
+vada la miseria sta al fianco della ricchezza, e talvolta si avvicendano
+sulla ruota della fortuna; la miseria è sovente il prodotto
+dell'ignoranza, come le ricchezze sono il frutto del lavoro e
+dell'ingegno, e appunto molti di quei caseggiati sul lago rappresentano
+il guadagno di grandi artisti che col loro genio seppero raggiungere la
+celebrità e la fortuna.
+
+Allora mi parve nuovamente che il _Lucchino Visconti_ dovesse aprirmi la
+strada a lucrosi guadagni, che mi avrebbero permesso un giorno di
+acquistare uno di quei deliziosi villini e di condurvi la contessa
+Savina.
+
+A poco a poco il lago si faceva più solitario e più grave. Alle villette
+signorili succedevano i paeselli laboriosi e le nude roccie. È sempre
+così nella vita: ai sorrisi della gioventù succedono i pensieri dell'età
+matura, alla poesia che apre lo spettacolo dell'esistenza seguono le
+gravi cure degli affari; la vita procede meno bella, ma più seria e più
+utile; voltandoci indietro vediamo il cammino percorso, e guardando
+avanti possiamo calcolare la breve distanza che ancora ci divide dal
+porto.... infatti poco dopo il battello giunto davanti Colico si
+arrestava, terminando così le mie divagazioni poetiche e il viaggio.
+
+Ogni poeta diventa positivo davanti i fatti volgari della vita, ed io ho
+dovuto abbandonare i miei sogni per correr dietro al mio bagaglio; ma
+quando mi accorsi che bisognava scendere a terra, il ponte del battello
+era già sgombro, e i viaggiatori s'erano precipitati sulla riva. Non
+potevo staccare il mio sguardo da quel panorama del lago, e mentre il
+mio occhio saliva dalle colline ai boschi, dai boschi alle nude roccie,
+ed alle cime imbiancate dalla neve, i miei compagni di viaggio entravano
+nel paese. L'ultimo facchino mi offrì i suoi servigi che accettai,
+sbarcando colle mie valigie quando gli altri passeggieri erano già molto
+lontani.
+
+Fra le raccomandazioni di mio zio c'era anche quella di non fermarmi a
+Colico per evitare il pericolo delle febbri palustri. Chiesi dunque
+immediatamente un mezzo di trasporto.
+
+--La diligenza parte in coincidenza col battello a vapore,--mi rispose
+il facchino.
+
+--Benissimo. Conducetemi alla diligenza.
+
+--Ci siamo in due passi.
+
+Mi fece camminare un quarto d'ora, e vi giungemmo che l'imperiale era
+già carico; e i viaggiatori più accorti di me erano corsi ad assicurarsi
+i posti migliori. Il _coupé_ era completo, e non restava che un solo
+posto all'interno. Mi affaccio allo sportello e vedo cinque persone
+stipate, che aspettavano l'ultimo compagno di sventura, come il ceppo
+aspetta il cuneo che deve spezzarlo. Un'enorme matrona raccoglieva le
+pieghe monumentali delle sue vesti per apparecchiarmi una tomba al suo
+fianco. Retrocessi inorridito; la morte non mi spaventa, ma l'idea di
+trovarmi sepolto vivo mi fa orrore!...
+
+Lasciai partire la diligenza senza di me, e ne ebbi le benedizioni dei
+viaggiatori, a me più grate della loro compagnia in condizioni
+inaccettabili. Non mi restavano altri mezzi di trasporto che le mie
+gambe, le quali a vent'anni sono ancora il migliore di tutti,
+specialmente nelle regioni montuose ove l'aspetto della natura compensa
+largamente la fatica. Consegnai all'ufficio della diligenza il mio
+bagaglio da spedirsi l'indomani a Tirano, ove lo avrei fatto ricuperare
+a mio comodo. Feci colazione da un trattore, e partii.
+
+Mi ricorderò fin che vivo quel viaggio pedestre veramente meraviglioso
+per un milanese che non era mai uscito dal nido. L'aspetto del lago di
+Como aveva attirato la mia attenzione, come il soave preludio che apre
+una sinfonia.
+
+Io entrava per la prima volta nelle regioni sublimi delle montagne, a
+passi lenti, e con rispettoso raccoglimento, come un devoto che penetra
+nel tempio di Dio. Le valli ondulate chiuse fra eccelse rupi, i boschi
+d'abeti che s'arrampicano sulle roccie fra i precipizii, le acque
+rumoreggianti che saltavano di balzo in balzo fino al profondo torrente
+arrestarono lungamente i miei sguardi incantati.
+
+Solitario in quel sublime deserto, io restava colpito da voci e da suoni
+ignoti, che mi eccitavano sorpresa e venerazione. Il vento aveva dei
+sibili umani fra le chiome di quei boschi, le acque imitavano il fragore
+del tuono, e gli uccelletti associavano i gorgheggi e le variazioni dei
+loro canti a quei cupi fragori. Tutto eccitava la mia curiosità,
+dall'orrido precipizio che si sprofondava negli abissi, al grazioso
+fiorellino delle Alpi che smaltava le rive. E sentivo in me stesso che
+la mestizia d'un amore infelice predispone l'anima soavemente
+all'ammirazione della natura.
+
+In un sito incantevole presso Morbegno mi sedetti sulle sponde del
+torrente Bitto, e rimasi lungo tempo in contemplazione. All'aspetto di
+quei monti sormontati da altri monti lontani, più alti e scoscesi, in
+quella solitudine completa io sentiva la piccolezza dell'uomo, e la
+coscienza del mio isolamento attristava il mio cuore. Ignoto ai mortali,
+lontano dalla società e dalle sue agitazioni, un solo filo mi teneva
+legato alla terra, un filo invisibile che mi univa ad una lontana
+finestra di Milano ove una fanciulla attendeva il mio ritorno, guardava
+furtivamente il balcone della mia cameretta deserta, pensava tristamente
+al mio abbandono, si avvedeva della mia partenza, e nascondeva una
+lagrima. Quel filo invisibile era però tanto potente da tener legati due
+pensieri lontani, da far battere all'unisono due cuori separati
+violentemente da condizioni fatali; alle due estremità di quel filo
+cadevano due lagrime per uno stesso dolore, prodotto dalla lacerazione
+di due anime che la natura voleva congiunte, e che la società condannava
+al distacco. Io non potevo sapere ciò che pensava in quel punto la
+contessa Savina; eppure avrei messo pegno la vita, che essa pensava a
+me, come io pensava a lei; la grande distanza non poneva ostacolo alla
+nostra arcana corrispondenza, io la sentiva con una certezza che non
+ammetteva dubbio. I presentimenti d'amore non sono che rivelazioni
+profetiche. E mentre la mia stella mi attirava co' suoi raggi nell'unico
+angolo dell'universo ove io poteva essere felice, io invece vagava
+solitario per monti e per valli, in opposta direzione, abbandonando il
+sicuro, per andare in traccia dell'ignoto!... Pur troppo, questo è
+sovente l'umano destino. La mia compagna, quella che la natura mi aveva
+destinato, mi attendeva invano; io era smarrito in un deserto, solo,
+poveretto... solo al mondo!...
+
+Questi erano precisamente i miei pensieri quando un lieve calpestio
+sulle foglie secche cadute dagli alberi mi fece voltare la testa. Un
+cane nero mi guardava con occhi pietosi dimenando la coda. L'osservai
+dapprima con diffidenza, poi con simpatia. Egli s'avvide del
+cambiamento, e mi si avvicinò lentamente, quasi interrogandomi sulle mie
+intenzioni. Lo accarezzai, ed egli appoggiando le sue gambe anteriori
+sui miei ginocchi, allungò il muso e si mise a lambirmi il viso, poi
+seduto sulle gambe posteriori continuava a guardarmi. Allora pensando
+che forse il suo padrone lo cercava, m'alzai e ripresi la strada, ed
+egli mi seguì da vicino. Guardai lontano a diritta ed a sinistra, sui
+dirupi del monte e sul pendìo della vallata, e non vidi nessuno. Allora,
+additandogli il cammino verso Colico, gli dissi:
+
+--Va', cerca il padrone, va' via.
+
+Il cane, vedendo che lo minacciavo per farlo partire, si gettò a terra
+sul dorso, colle gambe in aria, guardandomi con uno sguardo pietoso.
+
+Dunque, dissi fra me, se non vuole andare verso Colico, è segno che il
+suo padrone ha preso la direzione di Sondrio; dovendo io fare la stessa
+strada, lo troveremo; e ripresi il viaggio. Il cane mi seguiva
+tranquillamente. Ad una svolta della via m'incontrai in uno stradino che
+acciottolava la strada e gli chiesi:
+
+--Conoscete questo cane?
+
+Egli lo guardò con indifferenza e mi rispose:
+
+--Non l'ho mai veduto.
+
+Allora mi decisi di abbandonarlo sulla via per non distrarlo dalla
+ricerca del suo padrone, e presi un sentiero che salendo in fianco alla
+strada s'inerpicava sulla montagna; ma egli mi seguì tranquillamente; mi
+arrestai a contemplarlo, e pensai: esso è solo al mondo, povero cane, e
+il suo istinto lo spinge a trovarsi un compagno. Era più brutto che
+bello, ma aveva due occhi umani pieni di bontà, e guardandomi con
+tenerezza pareva mi dicesse:
+
+--Siamo soli tutti e due, non mi abbandonate, possiamo vivere in
+compagnia.
+
+Mi ricordai d'aver udito varie volte a raccontare che due uomini
+essendosi incontrati per caso, ed entrati in intimità senza conoscersi,
+ne derivarono poi gravi disordini, ruberie e disgrazie; ma non avendo
+mai udito che simili conseguenze fossero derivate dall'intimità
+dell'uomo col cane, mi decisi di conservare il mio compagno, almeno fino
+a che avesse ritrovato il padrone. E supponendo possibile che fosse
+digiuno da varie ore, m'arrestai davanti l'osteria di un villaggio che
+aveva una baracca rizzata sulla via, coperta di paglia, con sotto al
+rustico tetto un tavolo e sedili di rozze assi inchiodate sopra quattro
+pali. Domandai pane, vino e dell'acqua.
+
+Povera bestia, con quale ingordigia addentava i primi bocconi! Mangiammo
+insieme pacificamente, poi gli diedi dell'acqua nel piatto, e bevette
+con avidità. La più viva riconoscenza brillava nel suo occhio, nei suoi
+movimenti, nel suo dimenar di coda.
+
+Rifocillati per bene riprendemmo la via, e passammo l'intiera giornata,
+camminando per la strada maestra, con alquante diversioni per boschi e
+frane ove mi attirava o il bisogno di riposo, o il desiderio di
+osservare una cascata, o un punto di vista pittoresco. All'ora del
+tramonto giungemmo a Sondrio, ove avevo deciso di passare la notte.
+Entrai in un albergo ove una folla di gente ingombrava il pianterreno e
+il cortile, e in quella confusione non vidi più il cane. Pensai che
+avesse trovato il suo padrone, e ne provai vero rammarico;--tanto è
+facile a risvegliarsi l'affetto nelle anime solitarie, che sentono il
+bisogno di un compagno nella vita.
+
+Il cameriere mi serviva da cena nell'angolo d'una stanza, quando vidi il
+cane nella sala vicina, inquieto ed ansante, che andava fiutando la
+terra percorrendo il cammino che io aveva percorso. Esso cercava di me,
+mi raggiunse poco dopo, e non potendo frenare la sua letizia mi saltò
+addosso leccandomi le mani, e mugolando con acuti guaiti che esprimevano
+il dolore d'avermi smarrito, e la gioia immensa d'avermi finalmente
+ritrovato. Confesso la mia debolezza: la sua perdita mi aveva fortemente
+attristato, il suo ritorno mi consolava come una felice ventura. Io
+sentiva di non essere più solo al mondo, poichè avevo guadagnato
+l'amicizia d'un cane.
+
+Dopo d'aver cenato in compagnia, dormimmo nello stesso letto, essendosi
+egli coricato ai miei piedi, come se fosse una vecchia abitudine.
+
+Risvegliandomi al mattino, osservai ch'egli non dormiva più, ma mi
+guardava immobile, per non disturbare il mio sonno. Quando vide che mi
+mossi venne a darmi un saluto affettuoso. Io mi vestii e suonai il
+campanello per chiedere il conto. Ma quando udì il cameriere che batteva
+alla porta, il cane si mise ad abbaiare come un disperato, volendosi
+anche dimostrare capace di difendermi.
+
+Dopo una piccola refezione siamo usciti da Sondrio entrando in quella
+strada pittoresca fiancheggiata dall'Adda, che conduce a Tirano. Questa
+seconda giornata fu più felice della prima, a motivo della compagnia del
+mio cane. Egli andava e veniva allegramente per la via. Talvolta saliva
+sopra un sasso, ed osservava con attenzione gli oggetti sottoposti, poi
+ritornava indietro facendomi ogni sorta di dimostrazioni affettuose, e
+si vedeva chiaramente ch'egli era contento al pari di me d'aver trovato
+un amico.
+
+Una volta adottato il mio compagno, sentii la necessità di mettergli un
+nome, e cercai lungamente. Sulle prime non mi sarei immaginato la
+difficoltà che s'incontra a trovare il nome d'un cane, quando si voglia
+evitare in pari tempo la volgarità e la pretesa. Per un cristiano il
+lunario ci aiuta, e poi il nome dell'uomo non indica mai nulla, nè si
+trova inconveniente che si chiami Candido un furbo, Amadio un ateo,
+Leone un timido, Adone uno sciancato, Fedele un ladro e Felice un
+ministro. L'uomo si classifica dalla sua condotta, dalla moralità,
+dall'intelligenza, da tutti gli atti della vita, il suo nome è un caso;
+ma per il cane non è così. Provate a chiamar Lesbino un molosso, o Turco
+il cagnolino d'una signora. In esitanza mi sedetti sulle rive dell'Adda,
+e chiesi al mio cane:
+
+--Come devo chiamarti, caro amico?... Egli mi guardava
+tranquillamente.--Fido?.. è troppo comune. Falco?.. non significa
+niente.--Azor?... non mi piace. Egli stesso si mostrava insensibile a
+questi nomi. Vorrei un nome che ci ricordasse il nostro felice incontro
+sulle rive del torrente Bitto. Se ti chiamassi Bitto?... Bitto... Bitto,
+gli dissi con voce carezzevole, vuoi che ti chiami il mio Bitto?...
+
+Egli scodinzolava in segno di assentimento, io gli feci una carezza
+affettuosa, egli venne a lambirmi la mano, e così gli diedi, ed egli
+accettò cordialmente il nome di Bitto.
+
+Quel giorno pranzammo lietamente a Tirano, e usciti dal paese, prendemmo
+un'oretta di riposo sull'erba all'ombra d'antiche piante sui confini
+d'un bosco.
+
+Il villaggio di X** al quale io era diretto trovandosi fra Tirano e
+Bormio, mi mancavano poche miglia per arrivarvi, ed avevo deciso di
+giungervi sull'imbrunire per evitare la noia dei curiosi che mi
+avrebbero molestato coi loro sguardi indiscreti.
+
+Ripresa la via, e sentendo avvicinarsi il luogo destinato al mio esilio,
+io provava quell'inquietudine che nasce dall'ignoto, e mi doleva
+d'essere al termine di un viaggio pittoresco. Colla sola compagnia del
+mio cane e dei miei pensieri non mi sarei stancato di percorrere il
+mondo. Ma ogni viaggio che incomincia deve in qualche maniera finire.
+Pur troppo è così, ed ogni viaggio ci rammenta la vita umana. Una volta
+incominciato il pellegrinaggio, ogni ora che passa ci avvicina alla
+meta....
+
+Con tali pensieri malinconici vidi per la prima volta da lontano il
+campanile acuminato, le casupole e le capanne di X**. Entrai nel
+villaggio quando il sole scendeva dietro i monti tingendo in rosa le
+nuvolette spezzate.
+
+Le mandre rientravano dai pascoli salutando la sera con lunghi muggiti.
+I passeri si raccoglievano sugli alberi cinguettando, e raccontandosi i
+loro pettegolezzi del giorno.
+
+I camini fumavano, le famiglie si raccoglievano per la cena. Tirai fuori
+dal mio portafogli la lettera di raccomandazione di mio zio all'egregio
+signor Nicola Bruni, e domandai della sua dimora al primo venuto.
+
+--È quel palazzino bianco, isolato, sulla collina a diritta con molte
+adiacenze e varie cataste di legna intorno.
+
+--Vi ringrazio.
+
+Presi la strada indicata sulla salita, e giunto all'uscio picchiai. Un
+ragazzotto mi aperse la porta.
+
+--È in casa il signor Nicola Bruni?
+
+--Che cosa dice?
+
+--Se il signor Nicola Bruni è in casa?
+
+--Signor no... non è in casa... se fosse in casa non sarebbe in
+cortile... ma è in cortile....
+
+Una voce tonante interruppe il dialogo.
+
+--Imbecille... perchè tieni la gente sulla porta?
+
+--Ecco il signor Nicola che mi chiama,--disse il ragazzo,--è dunque
+entrato in cucina... se vuole parlargli, eccolo qui.
+
+In quel momento vidi un uomo ben tarchiato che veniva verso di noi, con
+un cappello a larghe falde, una giubba di fustagno e calzoni simili che
+entravano negli stivali. Mi venne incontro con faccia aperta dicendomi:
+
+--Di chi domanda?
+
+--Del signor Nicola Bruni.
+
+--Sono io.... Venga avanti.
+
+--Io sono Daniele Carletti, nipote di Monsignor Giusep....
+
+Non mi lasciò finire, ma gettandomi le braccia al collo mi baciò sulle
+due gote, colla più cordiale espansione.
+
+--Bravo per Dio!... Caro signor Daniele... benissimo; venga avanti, e si
+accomodi... ma non sarà solo forse?
+
+--No, signore, sono in compagnia del mio cane.
+
+--Ma vengano avanti tutti due... ma dov'è il bagaglio?... La vettura, il
+cavallo?--Martino, su via, presto, corri ad aprire il cancello del
+cortile, fa entrare la vettura che ha condotto il signore... animo,
+corri....
+
+Non era possibile interromperlo, e Martino era già corso ad aprire,
+quando ho potuto dirgli ch'ero venuto a piedi, spiegandogli il motivo.
+
+--Oh per Bacco!... quale fatalità! Se mi avesse scritto, avrei mandato a
+prenderlo coi nostri cavalli. Io pure, veda, non posso soffrire le
+diligenze.
+
+Lo assicurai che mi ero divertito moltissimo, e che quel viaggio era
+stato per me un sommo piacere.
+
+--Benissimo.... Benissimo... bravo da senno.--Andò poi a' piedi della
+scala e gridò a piena gola:--Giovanna.... Agata.... Marta... venite
+subito abbasso, ma presto.
+
+Eravamo entrati in un salotto terreno. Bitto s'era accovacciato in un
+angolo, e ansava colla lingua pendente. Il signor Nicola mi fece sedere
+sul canapè, e incominciò a chiedermi notizie della salute dello zio, e
+degli effetti provati dopo la cura dei bagni. Quando entrò la signora
+Giovanna seguita dall'Agata, egli si alzò per le presentazioni, e mi
+disse:
+
+--Mia moglie... mia figlia...--poi rivolto a loro,--il signor Daniele
+Carletti, nipote di monsignor Canonico, e futuro maestro del nostro
+villaggio.
+
+Io feci le mie riverenze, e le signore i soliti complimenti; e sedemmo
+tutti in circolo a parlare di mille cose.
+
+Il signor Nicola aperse la finestra che guardava sul cortile, e chiamò:
+
+--Martino?
+
+--Eccolo....--rispose il domestico avvicinandosi.
+
+--Che cosa fai?
+
+--Ho aperto il cancello.
+
+--E non hai veduto che non ci sono vetture?
+
+--Ho veduto.
+
+--Ebbene, ora che fai?
+
+--Aspetto la vettura....
+
+--Come?... Vuoi che le vetture che conducono i viaggiatori arrivino dopo
+di loro?... Chiudi il cancello... chiama la Menica... accendi il
+fuoco... corri... imbecille!...
+
+--Sì, signore!...
+
+Il signor Nicola chiuse la finestra e mi disse:
+
+--Caro signor Daniele, non dovete giudicare il paese dal campione che
+vedeste. Abbiamo una popolazione intelligente e laboriosa, il mio
+domestico è un asino, ma non ne ho trovati di migliori. I nostri
+montanari sono pronti e svegliati, ma preferiscono la vita avventurosa
+dell'emigrazione alle cure servili ed alle meschine risorse del
+villaggio. Tutti gli uomini validi se ne vanno a cercar fortuna, la
+coscrizione porta via la gioventù, e non ci restano che gl'imbecilli per
+farci servire. Non si trovano più buoni domestici!...
+
+La signora Giovanna alzava gli occhi al cielo, confermando coi moti del
+capo e delle spalle le asserzioni di suo marito; la signora Agata
+rideva.
+
+Agata era una ragazza bionda cogli occhi chiari, ma per me una bionda
+non era una donna, od era una donna incompleta ed incolore. Avevo sempre
+presente come unico modello di bellezza femminea la contessa Savina, co'
+suoi capelli neri, cogli occhi e i sopraccigli corvini. L'Agata non
+poteva piacermi, e per giunta era vestita come una bambola di
+Norimberga, senza grazia nè moda, e non poteva reggere al confronto
+delle signorine eleganti di Milano, alle quali erano avvezzi i miei
+occhi.
+
+Essendosi fatta notte, la vecchia Menica venne a deporre sul tavolo
+un'antica lucerna d'ottone che mandava una luce rossastra, ed avendo
+fatto cenno alla padrona, questa la seguì accompagnata da sua figlia.
+Bitto uscì egli pure dalla stanza, attirato forse dall'odore della
+cucina, ed io rimasi solo col signor Nicola, che mi mise al corrente di
+quanto poteva interessarmi.
+
+Il signor Nicola Bruni, antico amico di mio zio, che desso pure era
+oriundo di Valtellina, era diventato da tanti anni l'amministratore
+onorario del piccolo patrimonio del Canonico, consistente nella casetta
+appigionata al maestro, con poca terra annessa, e l'aggiunta d'un altro
+ettaro di terreno diviso in sei appezzamenti sparsi per la montagna.
+Pagate le imposte e gli ordinari ristauri della casa, la terra rendeva
+circa l'uno e mezzo per cento del suo valore. Per altro quell'ettaro di
+terra così frazionato si sarebbe venduto senza la casa, un quattordici o
+quindicimila lire sonanti, tanto si apprezza in quelle montagne il
+diritto di proprietà. La terra era data a mezzeria, e produceva
+castagne, patate, legna, fieno, fagioli, e un po' di vino. Potevo
+calcolare in media sopra una rendita di circa dugento lire l'anno. Lo
+stipendio al maestro essendo fissato a lire settecento, e non mancando
+gl'incerti, consistenti nei regali dei parenti degli scolari, e qualche
+gratificazione comunale, poteva contare sopra una rendita fissa di
+novecento lire annue, e l'abitazione gratuita.
+
+--Da vivere onestamente....--conchiuse il signor Nicola.
+
+Io pensava in quel punto ai milioni di casa Brisnago, ed alla mia
+intenzione di ritornare una volta o l'altra a Milano a rinnovare il
+tentativo del bacio. Intanto col mio ingegno doveva studiare il modo di
+pareggiare la differenza fra le mie rendite e quelle della contessa
+Savina!.. ma ero innamorato stracotto e la parola _impossibile_ non si
+trova nel dizionario degli innamorati. E poi avevo sul telaio il mio
+_Lucchino Visconti_, e nessuno poteva indovinare ove mi avrebbe condotto
+una tragedia.
+
+--La casa,--continuò il signor Nicola dopo una breve pausa,--la casa ha
+bisogno di qualche ristauro, ma l'annata è stata buona, ed io ho fatto
+dei risparmi che il vostro buon zio mi ha autorizzato di spendere per
+mettere in assetto conveniente la vostra dimora.
+
+--Non basta,--io soggiunsi,--tengo anche un gruzzoletto d'oro che il
+povero vecchio mi ha consegnato al momento della partenza, per il
+viaggio, i primi bisogni e gli arredi di casa.
+
+--Allora siete un signore addirittura,--disse il signor Nicola,--e con
+un po' di economia e di giudizio, in queste montagne si vive da papi.
+Tutto sta nel non avere delle idee superiori alle forze, contentarsi del
+proprio stato, non aspirare a quelle grandezze che non si possono
+raggiungere....
+
+Voltai la testa, tirai fuori il fazzoletto, e mi soffiai il naso tanto
+da nascondere la mia confusione; perchè mi pareva proprio che il signor
+Nicola mi leggesse i pensieri sul viso. Per buona fortuna entrò la
+Menica, che si mise a distendere sulla tavola una bianca tovaglia di
+bucato, poi distribuì i tovagliuoli, i piatti, le posate, e apparecchiò
+in ordine ogni cosa. Il signor Nicola tirò fuori da un armadio parecchie
+bottiglie, dicendomi:
+
+--Ecco il vino di Sassella, onore della nostra Valtellina; ed
+assaggerete anche degli altri vini dei nostri monti che non sono privi
+di merito.
+
+Poco dopo entrarono le signore portando ciascheduna qualche cosa.
+Osservai che Bitto, il quale non aveva idee preventive riguardo alle
+donne, seguiva la signora Agata con qualche dimostrazione di simpatia,
+ed essendomi venuto vicino continuava ad osservare i movimenti di lei,
+poi mi guardava in un certo modo che pareva volesse dire:
+
+--Sta attento, se hai fame, questa è una buona ragazza; e si leccava i
+baffi.
+
+Finalmente la Menica venne a portare in mezzo alla tavola una famosa
+zuppa di polli, fumante, che spandeva un odore appetitoso.
+
+Ci sedemmo tutti in circolo intorno la tavola: alla zuppa seguì un
+arrosto eccellente di beccaccie, del prosciutto, del formaggio, della
+frutta, e con quest'agape domestica venne lautamente celebrato il mio
+arrivo. Il signor Nicola mi versava continuamente da bere, l'Agata
+accarezzava Bitto e gli dava dei buoni bocconi, egli divorava ogni cosa,
+e continuava a guardarmi con gioconda espressione, quasi volesse dirmi:
+
+--Bravo Daniele, hai trovato una casa ove si fanno le cose per bene.
+
+Dopo cena il discorso si fece animato. Io raccontai gli episodi del mio
+viaggio, omettendo od aggiungendo quello che mi pareva opportuno, od
+interessante per gli ospiti. La mia ammirazione per le montagne produsse
+un effetto eccellente.
+
+--Vedrete... vedrete tutto a suo tempo,--mi ripeteva gongolando il
+signor Nicola,--in genere di montagne abbiamo delle meraviglie; dalle
+più ridenti alle più orride, dal pingue pascolo agli arridi burroni,
+alle nude roccie, erte, diritte, scoscese, coperte d'eterne nevi!
+Vedrete le nostre mandre, le nostre vigne, i nostri boschi di castagni e
+d'abeti: e pareva ch'egli fosse felice d'aver trovato un ammiratore del
+suo paese.
+
+Narrai anche il mio incontro con Bitto, e la gioia reciproca dei due
+poveri vagabondi che si fecero buona compagnia, consolandosi a vicenda
+della solitudine, ma dovetti tagliar corto al racconto, perchè mi parve
+di scorgere sul volto della ragazza dei segni non equivoci d'emozione,
+ed io non intendeva d'intorbidire la festa facendo versare delle
+lagrime. Mi sorprese però che una donna incolore potesse mostrarsi
+sensibile per così poco.
+
+Non tardai parimente ad avvedermi che l'Agata era la delizia di tutti:
+sua madre la contemplava con tenerezza, suo padre le sceglieva i
+bocconcini più ghiotti, e glieli offriva con compiacenza, la Menica
+girando intorno la tavola l'ammiccava con un sorriso, Martino la serviva
+con diligenza e premura, Bitto non si distaccava più dal suo fianco, ed
+era cane di buon naso. Io solo non sapevo trovarle veruna attrattiva. I
+miei occhi non vedevano che una bruna fanciulla, resa eterea dalla
+distanza; il mio cuore aveva sete d'un bacio non restituito, del quale
+sentivo d'essere in credito. Quella sera la veglia fu prolungata da
+mille discorsi animati da copiose libazioni che mi diedero un alto
+concetto enologico della Valtellina. Io che a Milano m'immaginava queste
+montagne come le gelide regioni del polo nord e del mar glaciale, fui
+ben sorpreso la prima sera del mio arrivo di trovare la temperatura del
+Senegal, andando a letto tanto caldo che soffiavo come un mantice, e non
+potevo sopportare le coltri.
+
+Il mattino seguente, che era una domenica, mi alzai per tempo, apersi la
+finestra, e respirai a pieni polmoni la brezza mattutina, contemplando
+lo stupendo panorama delle Alpi che mi stava davanti, e volando colla
+fantasia attraverso la strada percorsa da Tirano a Sondrio, per
+Morbegno, Colico, Como e Milano. Vedevo come in sogno lo zio canonico
+che andava a dir messa, il gatto di casa che miagolava fregandosi alle
+sottane di Veronica, mentre essa apparecchiava la colazione, entravo
+nella mia cameretta deserta, aprivo il balcone, e stavo aspettando che
+la contessa Savina comparisse alla finestra dirimpetto, per pagare il
+suo debito, restituendomi il bacio.
+
+A farmi cadere dalle nuvole non ci voleva altro che il confuso pigolìo
+che saliva dal sottoposto cortile. Abbassai gli occhi e vidi l'Agata
+accoccolata che sminuzzava della polenta chiamando i polli. Alla sua
+voce il gallo, le galline, le chioccie e i pulcini accorrevano da tutte
+le parti saltellando, svolazzando e cantando, le saltavano d'intorno
+festosi, rubandosi i bocconi dalle mani. Essa parlava con loro,
+incoraggiando i timidi, sgridando gli sfrontati, correggendo
+gl'indiscreti; ed io la guardava dall'alto con sorpresa, senza farmi
+vedere. Poco dopo comparve la Menica colle sottane rilevate fino al
+ginocchio, le gambe nude, gli zoccoli di legno, e le maniche della
+camicia rimboccate fino al gomito, portando un mastello di lavature,
+dentro le quali gettò una manata di crusca, e poi aperse il porcile.
+Allora ne uscì un mostruoso maiale, che saltellando goffamente mandava
+grugniti nervosi, e immergendo il grugno in quella poltiglia lo tirava
+fuori tutto imbrattato e gocciolante, ne spandeva da ogni parte, e
+pareva che se ne ridesse, quell'imbecille....
+
+Ahimè! come ero lontano da Milano, dal corso, da quelle strade pulite,
+da quella vita elegante!... Sentivo una profonda tristezza, e in pari
+tempo un certo orgoglio della mia patria, e della nobile missione che
+andavo ad intraprendere, apportando la civiltà a quelle rozze
+popolazioni di montanari. Immaginarsi una ragazza che s'alzava
+mattiniera per dedicarsi a quelle occupazioni scurrili!... I polli mi
+facevano ridere, il maiale mi faceva ribrezzo. Io non ne aveva mai
+veduto, o solamente qualche testa pulita, rasa, incoronata di mortella,
+nelle vetrine dei nostri salumai, e non mi sarei immaginato l'immondo
+animale che mi stava davanti, servito da due donne, come un signore.
+
+Agata consigliava la Menica, entrava ed usciva; finalmente si mise a
+chiamare Martino. Alla sua voce, Bitto, che dormiva saporitamente ai
+piedi del letto, alzò la testa, e ascoltò attentamente.
+
+--Martino.... Martino....--essa ripeteva.
+
+Bitto diede un guizzo, saltò a terra, si mise a gemere presso la porta,
+raspando colle zampe, guardandomi, ed abbaiando. Gli apersi, ed egli in
+due salti fu abbasso. Bisognava vedere le smorfie che quel vile
+adulatore faceva alla ragazza! L'attaccamento, l'affezione, la
+riconoscenza verso chi dà da mangiare sono le virtù delle bestie, e
+specialmente dei cani. L'uomo invece conserva la sua indipendenza,
+dimentica il beneficio, e mostra la dignità dell'ingratitudine.
+
+
+
+
+V.
+
+
+Scendendo incontrai il signor Nicola che mi strinse la mano come ad un
+vecchio amico di casa. Dopo colazione mi condusse a visitare i miei
+possessi dispersi in tutti gli angoli del paese. Mi parvero siti
+selvaggi, e li avrei ceduti per un sorriso della mia lontana divinità,
+che avrebbe riso sicuramente se avesse veduto i miei feudi in dose
+omeopatica.
+
+La casa si componeva di due piani ed era circondata da un appezzamento
+di terra mal coltivata, ove crescevano liberamente i cardi e le ortiche.
+
+Il vecchio maestro mi venne incontro, come collega e vassallo ad un
+tempo, lamentando le miserie dei maestri e quelle dei coltivatori. Il
+signor Nicola per consolarmi mi parlava di riforme, di piantagioni, di
+concimi, e di raddoppiati prodotti mediante le cure necessarie.
+Introdotto nella mia futura dimora, mi parve scombussolata, rovinosa,
+sporca, mi metteva tristezza. Il signor Nicola la trovava comoda, facile
+a ripararsi con poca spesa; buone stanze ariose. Era cosa naturale:
+quasi tutti i vetri erano rotti, e l'aria campeggiava liberamente. La
+cucina appariva tutta adorna di casseruole.... dipinte sul muro col
+carbone. Il salotto mostrava delle teste di guerrieri colla pipa in
+bocca, opere tutte alla maniera dei tempi preistorici della pietra, che
+rivelavano un artista primitivo. I pavimenti solcati, le pareti
+bucherate e sparse di chiodi, i soffitti facevano ventre da per tutto; i
+ragni s'erano impadroniti degli angoli, e le scope erano state bandite
+con sentenza inesorabile.
+
+E mentre il signor Nicola parlava col mio onorevole antecessore, io
+girava per quelle stanze, pensando fra me stesso:--quale splendido
+appartamento sarebbe questo per la contessa Savina Brisnago, e quale
+giardino! e mi metteva le mani nei capelli.
+
+In poche parole fummo d'accordo sulle condizioni dello sgombro, che era
+assai facile; se ne usciva il vecchio maestro e le spazzature, la casa
+poteva consegnarsi subito agli operai affinchè la rendessero abitabile
+pel nuovo maestro e il suo cane. Ma per tale sgombero mi chiesero
+quattro giorni, che gli vennero concessi. Allora credette opportuno di
+farmi conoscere il sistema scolastico e le sue abitudini domestiche. Gli
+scolari per turno gli tenevano in ordine la casa (come abbiamo veduto!),
+lavoravano l'orto e andavano ad attinger l'acqua alla fontana. Pel vitto
+s'era accomodato colla vicina famiglia dell'organista, uomo gioviale ed
+onesto. Forse l'organista avrebbe accondisceso a continuare le sue
+prestazioni, qualora ci fossimo intesi sulla relativa contribuzione.
+
+--Va benissimo, parleremo di tutto questo con quiete, alle mie
+donne,--disse il signor Nicola.
+
+Ma quando il maestro si mise a parlare dell'insegnamento, del metodo,
+della severità dei precetti, dei testi impiegati, il mio compagno
+incominciò a tirarmi per le falde del vestito, e vedendo che s'annoiava,
+feci i miei saluti a quell'uomo dabbene e ringraziandolo delle sue
+informazioni ci congedavamo, per andare alla messa parrocchiale.
+
+Le campane suonavano a festa, e l'eco si ripeteva confusamente intorno
+la valle, riempiendo l'aria di onde sonore. I montanari scendevano dalle
+alture, accompagnati dalle loro donne, vestite a varii colori. Era una
+bella giornata d'autunno, e la popolazione raccolta sul sagrato della
+chiesa dava un aspetto allegro al villaggio. Tutti mi guardavano con
+curiosità, e salutavano rispettosamente il signor Nicola.
+
+Agli ultimi tocchi comparve la signora Giovanna con l'Agata, ed al loro
+passaggio tutti si levavano il cappello, e si vedeva chiaramente dalla
+franca cordialità dei saluti che tutti volevano bene a quella famiglia.
+
+Dopo messa andammo a far visita in Canonica, e venni presentato a don
+Vincenzo Liserio parroco del villaggio, al quale consegnai la lettera di
+mio zio. M'accolse cortesemente, come maestro e nipote d'un canonico, ma
+con una certa solennità, da uomo che misura le parole per non
+compromettere l'avvenire, guardandomi sott'occhio per istudiare la
+fisonomia.
+
+Mi fece tutte quelle offerte generiche che sono dell'occasione, ma non
+incoraggiano a recare disturbi, perchè si capisce subito ciò che
+valgono.
+
+Ritornati in casa Bruni, entrammo nel salotto, e dopo breve
+conversazione in famiglia, la Menica chiamò la signora Giovanna; e
+Martino si presentò sulla porta.
+
+--Che cosa vuoi?--gli chiese Nicola.
+
+--C'è qui Giacomo che aspetta i vostri ordini.... fino da questa
+mattina.
+
+--Giacomo, chi?
+
+--Giacomo, fratello di Perina, moglie di Pietro cognato di Battista....
+quello che ha un figlio soldato.... e un altro che ha emigrato in
+Germania il giorno che si andava a....
+
+--Non lo conosco.
+
+--Non si ricorda, che ieri sera mi ha ordinato di farlo venire con degli
+uccelli?
+
+--Ah! è l'uccellatore?
+
+--Sicuro.
+
+Il signor Nicola alzò i pugni stretti, ed aveva un volto da far paura.
+L'Agata, che entrava in quel momento, dando un colpo d'occhio a suo
+padre, gli fece mutare l'espressione della collera in uno sberleffo.
+Uscì precipitoso dando uno spintone violento alla porta. Martino era
+svignato. Il signor Nicola aveva un carattere impetuoso, e sul primo
+momento avrebbe schiacciato un uomo come una mosca; ma per buona fortuna
+il suo furore non durava che due minuti. Martino, che conosceva bene il
+padrone, quando vedeva negli occhi di lui i primi lampi che annunziavano
+l'uragano, spariva sul momento, e restava assente per cinque minuti. Il
+padrone si gettava contro i muri, le porte, le sedie e quanto gli stava
+davanti, e slanciava dei calci, che quegli oggetti inanimati non
+sentivano.... e il domestico non li sentiva nemmeno....--E poi dicevano
+che era un imbecille! Allora l'Agata mi spiegò che il signor Nicola,
+nella sera antecedente, avendo ordinati degli uccelli per il pranzo,
+l'uccellatore li aveva portati per tempo; ma Martino lo tenne varie ore
+nella stalla ad attendere gli ordini del padrone che era uscito con me.
+Intanto le signore aspettavano con impazienza l'arrivo del futuro
+arrosto, il quale aspettava per essere apparecchiato chi non doveva
+arrivare che per mangiarlo.
+
+Si dovette ritardare il pranzo d'un'ora, richiamare il fuggitivo che
+almeno venisse a spennare il corpo del suo delitto, e mentre il signor
+Nicola e sua moglie erano occupati in altre faccende, l'Agata venne a
+farmi compagnia nel salotto. Mi domandò con interesse molte cose di
+Milano, ed io le descrissi le feste, i corsi, gli spettacoli della
+città, l'eleganza delle signore, il lusso delle carrozze....
+
+Essa mostrò di conoscere non solo i principali monumenti, ma bensì la
+vita intellettuale ed artistica, e mi sorprendeva assai che una
+fanciulla che si occupava de' suoi polli, parlasse di cose elevate con
+non volgare giudizio. Mi disse che i suoi genitori l'avevano condotta a
+Milano, quando era uscita dal collegio di Como, ove era stata in
+educazione. Io arrossivo pensando d'essere stato a Como senza vederlo.
+Poi per farmi passare il tempo aspettando l'ora del pranzo mi condusse a
+visitare l'orto e il giardino. Nell'orto la mia ignoranza fece la sua
+prima comparsa. Io non distingueva le piante delle patate dai pomidoro,
+le carote dal prezzemolo, confondeva il rosmarino colla lavanda, le
+zucche coi poponi. Essa rideva di cuore, e mi diceva:
+
+--Eppure a Milano si trovano ogni sorta d'erbaggi; ne vidi di bellissimi
+sul mercato.
+
+--È vero, ma io non li conosco che quando li vedo cotti....
+
+Allora mi svelò l'estetica degli erbaggi facendomi osservare minutamente
+l'eleganza e la varietà dei loro portamenti, l'increspatura, i
+frastagli, le tinte differenti delle foglie, la bizzarria delle forme,
+la singolarità dei profumi; mi faceva odorare il timo, la salvia, il
+ramerino, il finocchio, il cerfoglio, il targone, la rucola, la
+maggiorana, la menta, e mi diceva:--Vedete la grande varietà di aromi
+indigeni coi quali possiamo condire le vivande senza il soccorso delle
+droghe che andiamo a prendere alle Indie. Vi prego di considerare la
+grazia d'un fiore di borragine, ma guardate se può darsi un turchino più
+limpido, un bianco più puro, un nero più spiccato: e il frutto del
+peperone, e la leggerezza dello sparagio quando si adorna delle sue
+sementi rosse come coralli. Guardate le foglie glabre e frastagliate dei
+carcioffi come sono ornamentali!... e il frutto? non ha esso servito
+mille volte alle arti ed alle industrie? Le zucche e i meloni non sono
+forse piante e frutti magnifici, e i fiori di tutti i legumi non sono
+forse i più vezzosi?... Guardate i ceci, i fagiuoli, i piselli!
+Credetemi, signore, chi non vede la bellezza della natura in un orto,
+non la vede intieramente nemmeno sul lago di Como.... Nella natura come
+nelle arti non basta apprezzare l'insieme, ma bisogna saper conoscere
+anche i pregi d'ogni singola parte. Chi non ama che il frastuono d'una
+sinfonia, e non gusta un motivo melodico, non può dire d'intendere la
+musica; chi non ammira che la sublimità delle montagne e non ha mai
+contemplato il fiorellino che cresce sui loro crepacci, non conosce la
+natura. Le scene grandiose le vedono tutti, la musica rumorosa colpisce
+tutte le orecchie, ma le anime delicate soltanto sanno scoprire il bello
+nelle cose minute, e godere le delizie della natura e dell'arte davanti
+gli oggetti impercettibili agli sguardi volgari.
+
+Rimasi maravigliato de' suoi discorsi!... Passammo in giardino, e quivi
+mi rinnovò la lezione, mostrandomi tutto quello che io ignorava delle
+bellezze delle piante. Quivi, credendo opportuno di svelare finalmente
+qualche cognizione, le dissi:
+
+--Sono sicuro che conoscete il linguaggio dei fiori.
+
+--Lo conosco,--mi rispose,--ma lo trovo puerile.
+
+--E perchè?
+
+--Perchè i fiori parlano un linguaggio che si intende da chi ama la
+natura e vive nella sua intimità, senza bisogno di chiedere le loro
+espressioni ad emblemi convenzionali. Un fiore qualunque, il più modesto
+fiore del prato, parla al nostro cuore se ci rammenta un istante
+memorabile della nostra esistenza, un paese, un amico, una parola, se la
+sua vista risveglia la memoria assopita d'una persona lontana, o d'un
+giorno felice.
+
+Tali discorsi portavano naturalmente il mio pensiero al mazzetto gettato
+alla contessa Savina, e pensavo: chi sa, se vedendo una rosa, delle
+violette e degli eliotropi, essa rivolgerà la mente al povero esule che
+non vede al mondo che lei!... e camminavo mesto e silenzioso per quel
+giardino, seguito dall'Agata; avevamo l'aspetto di due ombre che vanno
+vagando pei Campi Elisi. Quella conversazione e que' fiori che ci
+stavano d'intorno m'aveano rapito in un'estasi poetica, quando Martino
+venne ad annunziarci che il pranzo era servito. A questo mondo tutto
+finisce in prosa!
+
+Durante il desinare venne in campo il discorso del mio prossimo sgombero
+e del sistema di vita che mi sarebbe convenuto. Il signor Nicola accennò
+al consiglio che mi venne dato dal vecchio maestro, di accomodarmi
+coll'organista pel vitto, e rivolto all'Agata le disse:
+
+--Che te ne pare?
+
+--Il vecchio maestro,--essa rispose,--si trovava in condizioni diverse;
+la defunta sua moglie era sorella di Tobia l'organista, i legami di
+famiglia facilitavano le loro relazioni; ma non so se ciò che conveniva
+a due vecchi cognati di Valtellina possa offrire gli stessi vantaggi ad
+un giovane milanese avvezzo ad altro sistema. Poi il signor Daniele non
+conosce Tobia, non l'ha ancora veduto... è un buon diavolo, ma
+originale.... ed ha la lingua un po' troppo lunga. I due cognati
+andavano d'accordo in molti punti, per esempio nel giudicare l'ordine e
+la nettezza come cose di lusso; ne sia prova l'abitudine del maestro di
+farsi servire dagli scolari, che gli mettevano la casa a soqquadro e ne
+facevano un letamaio.
+
+--Allora,--soggiungeva il signor Nicola,--bisogna pensare ad altro. Ci
+permettete, non è vero, Daniele, di trattarvi in amicizia e di occuparci
+dei vostri affari?...
+
+--È il massimo favore che possiate farmi....
+
+--Orbene, che ne pensi, Agata?
+
+--Mi pare,--ella soggiunse,--che si potrebbe trovare una buona donna di
+servizio pel maestro, che gli tenesse in ordine la casa, e che sapesse
+fargli da pranzo e il bucato. In fine dei conti la spesa sarà eguale, se
+non minore, la salute se ne troverà meglio, e in caso che fosse
+indisposto non sarà solo.
+
+Mi pareva strano che una persona che si occupava di polli e dell'orto
+potesse avere tanto buon senso. Io approvai intieramente il suo piano e
+tutti i consigli che vi aggiunsero i genitori, tanto solleciti del mio
+bene.
+
+--E chi potrà trovare facilmente una donna che mi convenga?--io chiesi.
+
+--La troverò io,--soggiunse l'Agata, e mi mostrò tanta bontà premurosa,
+e mi spiegò con tanta grazia che cosa dovessi fare, e come contenermi
+per i miei piccoli interessi di casa, che davvero, se non fosse stata
+troppo bionda, l'avrei forse trovata anche bella.
+
+Essendo giorno festivo, non fu possibile mandare a Tirano a prendere i
+miei bagagli, ma quell'ottima famiglia non mi lasciò mancar nulla che mi
+fosse necessario, mettendo a mia disposizione la più bella biancheria
+del signor Nicola. Una sola cosa mi faceva difetto: un libro per la
+sera. Essendo avvezzo da lunghi anni a leggere a letto, e privo da tanti
+giorni d'un tal piacere, ne sentivo vivamente il bisogno; onde mi feci
+animo, e dissi all'Agata:
+
+--Siete tanto buona, che vorrei domandarvi un nuovo favore da aggiungere
+agli altri.
+
+--Tutto quello che abbiamo è a vostra disposizione.
+
+--Come siete gentile!... vorrei pregarvi di favorirmi un libro da
+leggere.
+
+--Ben volentieri.... Volete storia, romanzi, viaggi, drammi, poesie?...
+
+--Ve ne lascio la scelta... ben sicuro che mi darete il libro che mi
+conviene di più.
+
+--Benissimo... farò il possibile per scegliervi una lettura utile e
+piacevole.
+
+--E di vostro gusto.
+
+--E di mio gusto.
+
+Alla sera dopo cena mi consegnò il libro; io la ringraziai caldamente, e
+salii tutto contento nella mia stanza. Appena entrato mi avvicinai al
+lume per guardare il frontispizio del volume, e ne rimasi sorpreso e
+pensieroso. Era sincerità od ironia?... era un atto d'ingenuo interesse
+od una lezione arguta?... Profondo mistero!... Il fatto sta che quel
+libro era _l'Ortolano dirozzato di Filippo Re_.
+
+
+
+
+VI.
+
+
+All'indomani Martino andò a Tirano a prendere il mio bagaglio,
+dimenticandosi nell'ufficio della diligenza l'ombrello, che ho potuto
+ricuperare qualche giorno dopo col mezzo d'un amico del signor Nicola.
+Sono incalcolabili le noie e gl'imbarazzi causatici dagli imbecilli fra
+le vicende della vita. Siccome non possono essere occupati che in cose
+da nulla, e le fanno male, così ci obbligano a rifarle, annoiandoci in
+frivole cure per le quali li avevamo pagati. Ma in tutte le condizioni
+sociali siamo pur troppo condannati ad attraversare il pelago dell'umana
+imbecillità, e questa navigazione desolante ci ruba delle ore preziose,
+e quindi ci accorcia la vita. Maledetti gli imbecilli!...
+
+Io ero capitato al villaggio appunto per distruggere l'ignoranza e
+l'imbecillità, e mi ripromettevo grandi vantaggi da questa nobile e
+santa missione, ed aspettavo l'apertura della scuola per gettarmi a
+corpo perduto nelle cure della pubblica istruzione.
+
+Intanto la prosa dell'_Ortolano dirozzato_ mi produceva ogni sera il suo
+effetto infallibile, addormentandomi d'un sonno denso, tenace, profondo,
+e talvolta facendomi vedere in sogno una testa bionda di donna col
+sogghigno dell'ironia, fra un cavolo navone e un cavolo rapa.
+
+Non mi ero degnato mostrarmi offeso della scelta del libro, e tacqui
+fino a che un giorno l'Agata mi domandò se io facessi progressi
+nell'orticoltura.
+
+Allora gli dissi un po' risentito che non mi sentivo davvero chiamato a
+quel genere di studi.
+
+--Avete torto,--mi rispose.
+
+--Che volete!... se preferisco Monti, Foscolo, Alfieri a Filippo Re, la
+traduzione d'Omero, i Sepolcri e le tragedie ai poponi ed alle zucche,
+non è mia colpa... i gusti son gusti.
+
+--Non si tratta di preferenze,--essa insisteva--ma di assoluta
+necessità. Ogni persona di buon gusto, dopo pranzo, preferisce un mazzo
+di fiori ad un pezzo di pane; ma se i fiori sono vaghi, profumati e
+deliziosi, non sono necessari come il pane. Per coltivare dei fiori
+bisogna vivere, e per vivere bisogna mangiare, dunque il necessario deve
+passare prima del dilettevole, i campi prima dei giardini, l'orto prima
+della poesia. La poesia è cosa sublime, è un ornamento della vita, ma
+per vivere bisogna lavorare sul positivo e sul sodo. La vita è cosa
+seria, ha doveri e necessità dalle quali non si sfugge senza grave
+danno. Sapete di quell'astronomo che camminando assorto nella
+contemplazione degli astri è caduto in un pozzo. Sta bene guardare in
+alto, ma non bisogna cadere nei pozzi, e ce ne sono tanti sulla terra.
+
+Ci sono poi certi poeti che cercano le ispirazioni in aria, e rapiti dai
+loro voli pindarici non vedono il bello che li circonda, non sanno
+ammirare i pregi della natura che passa davanti i loro occhi, disdegnano
+come volgarità la semplice poesia della vita. Io invece trovo la poesia
+anche nel cortile e nell'orto, ove osservo tanti doni della natura che
+crescono a beneficio dell'uomo, e mi rammentano i piaceri della mensa,
+che, raccogliendo la famiglia e ristorando le forze, procura anche i
+piaceri morali che provengono dallo scambio dei pensieri e degli
+affetti.
+
+Tali discorsi mi conducevano a serie riflessioni; io le chiedeva scusa
+del mio sussiego, mi desolava delle mie idee storte, vane e confuse, e
+mi battevo la fronte. Allora essa rideva, e lodando i miei gusti
+letterari, incoraggiava i miei studi; e mi consigliava a ripartire il
+mio tempo fra la prosa e la poesia, fra le cose positive e le amenità.
+
+--Se dovete vivere in campagna,--essa aggiungeva,--avete bisogno d'un
+orto; se sapete coltivarlo ne caverete degli utili, e poi imparerete
+anche a coltivare i fiori.
+
+Le promettevo di occuparmene seriamente... ma quando aprivo il mio
+_Ortolano dirozzato_, e leggevo quelle elucubrazioni sulla cultura dei
+cavoli, il libro mi cadeva dalle mani, e contro mia volontà mi
+addormentavo.
+
+Il vecchio maestro era partito, il mio casino era in ristauro. Il signor
+Nicola lo aveva consegnato ai muratori, falegnami, fabbri-ferrai, ed
+ogni giorno andavamo insieme a visitarne i lavori. Io non vedeva che
+martelli che battevano, seghe ed accette che dividevano e sgrossavano
+legnami, pialle che spianavano tavole, lime, raspe, tanaglie che
+rodevano e sconficcavano, cazzuole che muravano, pennelli che
+imbiancavano, tutto ad onore della mia persona. Ma il signor Nicola
+vedeva meglio di me che una screpolatura richiedeva un arpese, che un
+muro faceva corpo, che le assi del solaio non erano ben commesse, e
+raccomandava ai muratori l'economia della calce, ai manovali di
+sgomberare i pavimenti dai rovinacci, di spazzare i trucioli che
+volavano giù dalle scale. Esaminava l'intonaco, e le varie opere del
+legnaiuolo, e faceva le sue osservazioni. Il giorno dopo si tornava a
+vedere se i suoi ordini erano stati eseguiti, e se tutto procedeva
+secondo le convenzioni stipulate cogli operai.
+
+Poi facevamo lunghe escursioni visitando i boschi, i pascoli e le
+cascine; il signor Nicola mi parlava di migliorie da introdursi, e dei
+redditi aumentabili, ed io lo ascoltava guardando le belle vedute che si
+stendevano davanti i nostri sguardi. Bitto ci seguiva dappertutto, e
+andava avanti ad esplorare il terreno.
+
+Una sera passeggiando con tutta la famiglia Bruni alle falde d'una
+collina, io osservava attentamente il mio cane che correva dietro agli
+uccelli svolazzanti sulle siepi, abbaiando furiosamente perchè non si
+lasciavano prendere.
+
+--L'ingenuità di Bitto vi sorprende....--mi disse Agata,--ma molti
+uomini fanno come lui: vorrebbero volare senza ali e si lamentano di non
+poter raggiungere coloro che s'innalzano perchè hanno forze superiori.
+
+La guardai in faccia sospettoso, perchè mi parve alludesse al mio caso,
+ma vidi che la sua fisonomia non indicava alcuna malizia, e pensando
+d'altronde ch'essa non poteva conoscere le mie aspirazioni mi tacqui, e
+meditai lungamente sulla rassomiglianza dei miei gusti con quelli del
+mio cane.
+
+Quando il mio casinetto mi parve in ordine, pregai le signore Bruni di
+volerlo onorare d'una visita, anche per favorirmi i loro consigli sulle
+ultime disposizioni. Accettarono con piacere la mia proposta, e
+v'andammo insieme; ma mentre mi aspettava dei complimenti sul mio buon
+gusto, dovetti invece subire le giuste critiche dell'Agata. Infatti fui
+forzato di riconoscere che mi ero dimenticato le cose più indispensabili
+agli usi domestici.
+
+--Ecco i poeti!...--mi disse sorridendo la ragazza,--più fortunati di
+Bitto hanno le ali per volare al disopra delle cose terrene, ma però,
+meno positivi degli uccelli, si dimenticano gli agi del nido, che hanno
+pur tanta parte nella poesia della vita.
+
+L'Agata era troppo buona per aver l'intenzione di pungermi sul vivo,
+tuttavia ogni qual volta mi metteva al confronto cogli altri animali, io
+figurava sempre al di sotto della bestia... Non potevo sopportare in
+pace ogni attacco, nè dissimulare la mia stizza, ed essa, invece di
+mostrarsi dolente del mio dispetto, pareva si godesse. Alla fine,
+convinto dalle sue dimostrazioni che gli uomini hanno meno attitudine
+delle donne per mettere in ordine una casa, la pregai di volermi
+assistere come una buona sorella, incaricandosi di completare le mie
+disposizioni e di compiere l'opera che sembrava troppo superiore alla
+mia capacità. Avendo accettato cordialmente l'incarico col consenso dei
+genitori, le consegnai il denaro che restava disponibile facendole ampia
+procura di spenderlo secondo i suoi gusti e il suo giudizio. Due giorni
+dopo essa partì per Sondrio, accompagnata dal padre, per fare le spese
+necessarie, ed al suo ritorno venne spedito un carro a prendere gli
+oggetti acquistati che giunsero in buon ordine, certo a motivo che
+Martino non faceva parte della spedizione.
+
+Allora l'Agata accordò la Rosa al mio servizio, e volle stipulata una
+convenzione fra noi, cioè ch'io non entrassi più nella mia futura dimora
+fino a che l'opera non fosse compiuta. Così, mentre l'Agata e la Rosa,
+accompagnate dal signor Nicola, dalla signora Giovanna e da Martino,
+andavano a lavorare a mio vantaggio, e si affaticavano a mettere a posto
+ogni cosa, io non aveva altro incarico che di passeggiare dalla parte
+opposta del paese col sigaro in bocca, come un vero sibarita.
+
+In pochi giorni tutto fu messo in assetto, e finalmente ottenni il
+permesso di visitare la casa. La trovai trasformata, e ne rimasi
+sbalordito. Essa respirava una modesta agiatezza, piena d'attrattive. Si
+vedeva dappertutto la mano della donna, si sentiva la sua influenza e il
+suo intento. Ogni stanza aveva le sue tende, i mobili opportuni, puliti,
+e collocati a dovere. Al pianterreno un allegro salottino, con un bel
+tappeto davanti al canapè, un tavolo rotondo nel mezzo; uno studiolo
+colla stufa, e gli scaffali pei libri, un tinello colla sua credenza a
+invetriate ove si vedevano le stoviglie, le tazze, i cristalli che
+brillavano per nitidezza; ed una cucina ben fornita di pentole e
+pentolini, casseruole e girarrosto. Sugli scaffali si vedevano tutti gli
+oggetti destinati agli usi domestici, ch'io aveva dimenticati, dal
+macinino del caffè allo scaldaletto, dalle caffettiere alle lucerne, dai
+piatti alle scodelle. Davanti al focolare due alti seggioloni a
+bracciuoli invitavano a sedersi al fuoco. La catena e gli alari lucenti
+stavano al loro posto. Dopo la cucina si entrava in una piccola dispensa
+collocata a settentrione, fresca e ventilata per conservare le carni,
+poi c'era un magazzino ad uso di legnaia e cantina, provveduto
+dell'occorrente.
+
+Al primo piano due belle stanze da letto, una per me, un'altra a
+disposizione dello zio quando volesse arrestarsi andando ai bagni di
+Bormio. Una stanzuccia per la Rosa, un'altra ad uso di guardaroba,
+un'altra ancora disponibile e vuota.
+
+Tutte le stanze avevano l'occorrente, ma quello che mi colpì di più
+furono i quadretti appesi ai muri, e i vasi di fiori sui tavoli, e vari
+altri piccoli oggetti da collocare i sigari e i fiammiferi. Nel
+gabinetto da studio figuravano le più belle vedute di Milano, che mi
+arrestai a contemplare con uno stringimento di cuore. Il tinello aveva
+due bei panorami del lago di Como, e le pareti del salotto portavano i
+ritratti di alcuni fra i più grandi benefattori del genere umano.
+
+Sulla porta della cucina stava affisso il lunario, e un calendario
+dell'ortolano, nel quale si leggevano i lavori e le semine da farsi ogni
+mese.
+
+Quella buona ragazza così sensata e positiva, visti i miei piccoli
+mezzi, mi aveva dichiarato non occuparsi che del solo necessario; essa
+aveva dunque trovato necessario coprire la nudità delle pareti, riposare
+i miei sguardi sulle care memorie della patria, ricondurre il mio
+spirito di quando in quando per le vie della mia cara Milano,
+rammentando l'aspetto ridente della natura coi più bei siti contemplati
+sul lago, e richiamandomi alla mente le grandi virtù dagli uomini che
+onorano l'umanità.
+
+Di quella povera casa, così deserta, tacita, e nuda, essa aveva fatto
+una dimora piacevole, comoda, popolata di ricordi, eloquente
+d'insegnamenti, fornita di graziose opere d'arte, un rifugio tranquillo
+e sereno, che invitava alla pace ed allo studio.
+
+Commosso e riconoscente, non sapevo in qual modo dimostrarle la mia
+gratitudine. Essa aveva apparecchiato il nido al povero esule, s'era
+studiata di rendergli meno squallida la vita solitaria. Come una buona
+sorella aveva prodigate le cure più affettuose nell'allestimento d'ogni
+stanza, usando gli accorgimenti più delicati, le previsioni più sottili.
+Io andava pensando a qualche regaluccio che le provasse la mia piena
+soddisfazione, ma mi trovavo nell'impossibilità di poter acquistare un
+oggetto qualunque al villaggio.
+
+Mi si presentò il pensiero di offrirle la medaglia di mia madre.
+
+Era quanto io possedessi di più prezioso, e vi tenevo tanto che dapprima
+respinsi tale idea come una tentazione. Non sapevo risolvermi a privarmi
+di quella santa memoria; respingevo il progetto, e lo riprendevo
+esitante e sconvolto da mille diversi pensieri, quando la Rosa venne a
+dirmi che l'Agata mi attendeva ansiosa di conoscere l'effetto prodotto
+dalle sue disposizioni.
+
+Dovetti risolvermi a partire colla medaglia o colle mani vuote; o quella
+o niente!... In tale dolorosa alternativa, piuttosto di passare per un
+ingrato ho preferito lacerarmi le fibre del cuore, presi la medaglia
+deciso e rassegnato al dolore di privarmi dell'ultimo residuo della
+famiglia, dell'unico segno che mi rammentasse mia madre, e corsi a casa
+Bruni.
+
+L'Agata era nel suo giardinetto aspettando il mio ritorno, quando io le
+comparvi dinanzi tutto sconvolto dall'interna lotta delle mie
+sensazioni. Vedendomi ne rimase confusa, temendo di non avere incontrato
+il mio gradimento. La rassicurai piuttosto coi gesti che colle parole,
+perchè mi mancava la voce. Poi le presentai la medaglia dicendole:
+
+--Questo è l'oggetto più prezioso che posseggo, è l'unico ricordo che mi
+rimane della mia povera madre; vogliate accettarlo come un pegno della
+mia viva riconoscenza.
+
+Fece un moto di sorpresa e rifiutò: una grossa lagrima scese sulle sue
+guancie, indi mi rispose:
+
+--La vostra soddisfazione mi ricompensa largamente del poco che ho
+fatto. L'allestimento della casetta è stato per me un vero divertimento,
+il dono che vorreste farmi mi prova che sono riuscita al di là delle mie
+speranze, io ne sono contentissima e non desidero altro.
+
+--Non rifiutate, vi supplico, di accettare questo piccolo segno della
+mia gratitudine.
+
+--Ma nemmeno per sogno, caro Daniele, io sarei ben crudele se vi
+privassi d'una tale santa memoria!
+
+--Eppure, Agata, sento dentro di me una ispirazione che mi spinge ad
+insistere, sento come la voce di mia madre che mi ordina di mettere
+questa medaglia nelle vostre mani, come un sacro deposito....
+rifiuterete la preghiera di una povera madre morta?
+
+Allora, vedendomi umiliato e dolente della sua esitanza, stese la mano
+dicendomi:
+
+--Come semplice deposito l'accetto.--Prese la medaglia, la guardò
+attentamente, le diede un bacio, se la pose in seno, ed aggiunse:--Essa
+mi darà il diritto di trattarvi come fratello.... fin che saremo vicini.
+
+--Mia madre vi ascolta a vi benedirà,--risposi.
+
+Le baciai la mano con affetto fraterno, mi ritirai nella mia stanza,
+perchè sentivo bisogno di trovarmi solo, per piangere in libertà.
+
+
+
+
+VII.
+
+
+Il giorno seguente presi possesso della mia nuova dimora, dopo di aver
+dimostrato come seppi meglio tutta la profonda riconoscenza per la
+cordiale ospitalità ricevuta in quell'eccellente famiglia. La partenza
+da casa Bruni mi riuscì dolorosa come se vi avessi vissuto degli anni.
+Vi sono a questo mondo luoghi ai quali non ci avvezziamo nemmeno dopo
+una lunga dimora; ve ne sono altri nei quali si sta bene fin dal primo
+giorno, e che non si vorrebbero lasciare. Generalmente in questi si è
+destinati a passare rapidamente, e negli altri a consumare la vita! ecco
+il nostro destino!
+
+Pregai quei buoni signori di continuarmi la loro amicizia.
+
+--Nulla è cambiato,--mi rispose il signor Nicola,--avete due case invece
+d'una sola, ecco tutto!...
+
+Volevo baciargli la mano, ed egli si è rifiutato, dandomi due grossi
+baci sul volto. Mi accompagnarono fino alla porta della loro casa, mi
+strinsero le mani affettuosamente. Martino portava il mio sacco da
+notte, le signore mi dicevano:
+
+--A rivederci.... a rivederci.
+
+--A rivederci.... questa sera,--io risposi,--e partii salutando colla
+mano, seguito da Bitto, che, colla coda bassa, dimostrava non essere più
+contento del suo padrone.
+
+La Rosa m'aspettava sulla porta della casa, mi venne incontro per alcuni
+passi, prese il sacco dalle mani di Martino, e m'introdusse nel mio
+nuovo possesso.
+
+Salii il primo piano seguito dalla fantesca, ed affacciandomi alla
+finestra che guardava sul cortile vidi un bel gallo a penne variopinte,
+il quale scuoteva la cresta orgogliosa, sorvegliando quattro belle
+galline che razzolavano in terra.
+
+--Ove avete trovato quei bei polli?--chiesi alla Rosa.
+
+--È un dono della signora Agata, che volle piantarvi il pollaio co' suoi
+allievi. Rammentandosi gli elogi fatti a colazione sulla freschezza
+delle uova, desiderò che continuaste a trovarne d'eguali sulla vostra
+tavola.
+
+--Eccellente creatura!... cuor d'oro!...
+
+--E testa fina!...--soggiunse la Rosa.
+
+--Sicuro!... sicuro!... ma.... ma.... e ripeteva dentro di me: ma
+peccato che sia bionda!
+
+Io era sempre perdutamente innamorato della contessa Savina, alla quale
+non avevo mai parlato, e che aveva rifiutato di restituirmi il bacio.
+Ma.... ma!... e andavo girellando per le camere come un uomo che cerca
+qualche cosa. Cercavo infatti lo scioglimento d'un problema:--date due
+donne giovani, ed amabili entrambe, una lontana e inaccessibile per la
+distanza, la nobiltà, la ricchezza, le condizioni sociali, e l'altra
+vicina, accessibile per relazioni di famiglia e opportunità d'ogni
+genere, un giovane s'innamora della prima e disdegna la seconda. Qual è
+la forza che lo spinge di preferenza verso l'impossibile?... ecco
+l'incognita.... Ho passato il primo giorno nel mio nuovo domicilio
+occupato esclusivamente di questo problema, che mi pareva un'equazione
+algebrica fra le più complicate e difficili. Chiuso nel mio studio, coi
+gomiti appoggiati allo scrittoio, e le mani nei capelli, io meditava le
+condizioni della vita e delle umane passioni, inesplicabili. Udivo al di
+fuori della gente che domandava alla Rosa:
+
+--È in casa il signor maestro?--ed essa rispondeva:
+
+--Sì, è in casa, ma non posso disturbarlo. Sapete che i maestri hanno
+delle occupazioni.... degli studi seri.... ritornate più tardi.
+
+Io lasciava che andassero; infatti che cosa al mondo poteva interessarmi
+di più dello scioglimento del mio problema? non era esso il mistero
+della mia vita?... La contessa Savina era per me la più bella, la più
+seducente, l'unica donna!... L'Agata era una sorella. Il suo volto? io
+non lo vedeva! Il viso della contessa Savina mi stava impresso nel cuore
+con indelebili tracce. Per vederla viva e presente io non aveva che a
+chiudere gli occhi.... Essa era lì, alla sua finestra, coi suoi bruni
+capelli rilevati sulla fronte, con quello sguardo penetrante.... con
+quella scintilla che accende e consuma!... Ma e gli ostacoli?... Nel
+dizionario d'amore, ostacolo significa eccitamento, stimolo, sprone,
+prestigio. Tuttavia la ragione, il buon senso?... Che ragione! l'amore è
+una pazzia.... lo sento nei lucidi intervalli, che non mi servono a
+nulla. Dopo qualche breve sosta, la demenza riprende il suo dominio, e
+mi fa vedere le cose a rovescio. L'impossibile mi sembra facile.... e
+sento che in certi momenti posso diventare un eroe.... o un imbecille!
+
+Il fatto sta, che quando il cuore è saturo d'un amore non ci sta altro,
+gli occhi non vedono più, il cervello è tutto occupato dai fumi del
+cuore; che possano allignare insieme due amori, è credere
+all'impossibile, all'assurdo. Chi s'illudesse di amare due donne in una
+volta, può essere sicuro che non ne ama nessuna. Io amo la contessa
+Savina, l'amo perchè l'amo, perchè è stata il primo raggio di luce della
+mia vita, il primo palpito del mio cuore, l'amo....
+
+--Signor maestro, il pranzo è servito....--mi disse la Rosa picchiando
+leggermente all'uscio....--mi dispiace incomodarlo, ma è l'ora precisa
+che mi ha fissata.
+
+--Vengo subito,--risposi, ed aggiunsi fra me:--maledetta prosa della
+vita!... Massaie indiavolate, siete tutte uguali! dalla Veronica alla
+Menica, dalla Menica alla Rosa, dalla Rosa alle sue pari! ogni giorno vi
+fanno discendere il pensiero sulla tavola, vi abbassano i vostri sogni
+al livello del loro focolare!...
+
+--Il falegname ha portato l'ultima polizza,--mi disse la Rosa quando
+sedetti a mensa.--Anche il calzolaio voleva consegnarle questa nota, ma
+non ho voluto disturbarla. Tobia l'organista m'ha detto che i maestri
+sono come i santi apostoli.... bisogna lasciarli in pace, che si
+preparino ad insegnare agli altri.... Va bene di sale?
+
+--Benissimo, benissimo.... ma dov'è Bitto?...
+
+--Bitto?... Ah! se sapesse come ho avuto paura di perderlo. Si figuri
+che non si poteva trovarlo. Ma dopo averlo cercato in tutto il villaggio
+finalmente l'ho trovato.
+
+--Ove l'avete trovato?
+
+--In casa Bruni, si sa; mentre il maestro studiava, egli si è ricordato
+che era l'ora del pranzo in casa Bruni, e vedendo che qui il fuoco era
+ancora spento, è andato a chiedere da pranzo alla signora Agata. Essa mi
+ha detto:--lasciatelo qui fin che ha mangiato, povera bestia, mi vuol
+bene, si ricorda di me, gliene sono grata, e non posso rimandarlo a
+digiuno. Bisognava vedere come la guardava, che feste, che scodinzoli;
+pareva che intendesse le sue parole, e gli dicesse:--vi ringrazio.
+
+Poco dopo ecco Bitto che ritorna a casa contento, abbaiando e saltandomi
+addosso come se volesse rendermi conto de' fatti suoi.
+
+Da quel giorno prese il suo partito, andando regolarmente a pranzo in
+casa Bruni, colla scrupolosa esattezza che metteva mio zio canonico per
+andare a vespero. Io era destinato ad avere sempre sotto gli occhi
+l'esempio dell'ordine, dagli uomini o dalle bestie, senza approfittarne.
+Dopo pranzo Bitto se ne tornava a casa, a fare la sua guardia alla
+porta, e guai se qualcuno s'avvicinava. Egli dapprima abbaiava
+francamente, poi incominciava a latrare, e finiva con un certo ringhio
+che metteva tutti in riguardo. La mia voce lo calmava. Egli lasciava
+passare i visitatori che venivano invitati ad entrare, ma non permetteva
+che nessuno entrasse senza essere invitato.
+
+Quando andavo al passeggio mi accompagnava, e se ero diretto a casa
+Bruni lo indovinava a mezza strada, giungeva prima di me, e mi aspettava
+sulla porta; alla notte dormiva sempre ai piedi del mio letto: alla
+mattina divideva la mia colazione, ma ripartiva regolarmente pel pranzo,
+e pareva che mi volesse dire:--la mia fedele amicizia non ti sarà troppo
+a carico, povero maestro; tu pensi che il cuore non può contenere che un
+amore solo, io ti mostrerò che l'amicizia è meno esigente, e può vivere
+benissimo in compagnia.
+
+Appena presa residenza stabile in paese, il signor Nicola mi condusse a
+fare le visite di dovere alle autorità municipali, che dimoravano nel
+capoluogo del comune, a poche miglia dalla nostra frazione. Tutti mi
+accolsero cortesemente, e mi venne consegnato l'atto di nomina a
+maestro, già deliberato dal Consiglio Comunale fino dai primi giorni del
+mio arrivo.
+
+Durando tuttora le vacanze mi misi a lavorare assiduamente intorno alla
+mia tragedia. Nel rileggere le pagine scritte a Milano, trovai
+necessarie alcune correzioni e di rifare introducendo nuovi incidenti e
+nuove scene. Fuggivo l'imitazione servile, volevo riuscire poeta
+originale, i personaggi d'Alfieri mi parevano convenzionali, io sentiva
+il bisogno di studiare l'uomo dal vero, ma temevo di non trovare in un
+piccolo villaggio di Valtellina i modelli necessari alle mie scene del
+medio evo. Tuttavia, pensando che il cuore umano è sempre lo stesso
+malgrado la diversità dei tempi, mi decisi di studiare le umane passioni
+nei soggetti che mi stavano intorno tenendo conto delle proporzioni. La
+distanza era immensa, formidabile! ma l'anatomico che studia l'uomo sul
+cadavere mi pareva in condizioni peggiori di me. Difatti due uomini
+vivi, anche distanti di qualche secolo, devono rassomigliarsi fra loro
+assai più d'un uomo vivo ad un cadavere. I tempi modificano le passioni,
+ma la morte le annulla addirittura. Il morto non è più che un misero
+avanzo inanimato dell'uomo. Dall'uomo vivo al cadavere la distanza è
+assai maggiore di quella che passa fra Giacobbe che inganna suo padre
+colle pelli d'agnello, e sor Isacchetto, mercante d'abiti fatti, che
+inganna il suo avventore.
+
+Tali considerazioni mi spinsero a far conoscenza coi maggiorenti del
+villaggio, che visitai e ricevetti in casa, coll'interesse d'un
+professore di storia naturale che si circonda d'ogni sorta d'animali
+necessari a' suoi studii. Io studiava attentamente i miei interlocutori,
+scrutavo la loro indole, le loro inclinazioni, analizzavo minutamente i
+loro istinti, la depravazione, i vizii delle loro nature, e li
+classificavo esattamente, secondo un sistema adottato per mia
+istruzione. Ogni individuo che manifestasse delle tendenze virtuose o
+perverse corrispondenti ad un personaggio della mia tragedia, riceveva
+il suo nome relativo e veniva sottoposto ad attento esame.
+
+Assorto nell'intensità della mia osservazione, è naturale che io
+rispondessi talvolta sbadatamente alle loro frivole cicalate, e ciò mi
+valse la riputazione d'uomo superficiale, leggiero e distratto; ma
+invece, mentre mi credevano colla testa in aria, io era entrato nel loro
+cervello e nel loro cuore. Con questo sistema penetrante pervenni a
+trovare nel villaggio tutti i modelli viventi dei miei personaggi.
+
+Il signor Marco Canziani mi servì di modello pel _Lucchino Visconti_, e
+offrì tratti magnifici al mio marito tiranno. La signora Pasquetta,
+moglie del dottore, divenne un'Isabella Fieschi impareggiabile. Essa
+amava segretamente Ugolino Gonzaga, parte rappresentata al naturale dal
+giovane farmacista signor Gaspare Zapolini. I caratteri degli amanti, le
+loro ansietà, l'ardore dei loro sguardi, le insidie tese al marito, le
+inquietudini della donna colpevole, le aspirazioni impazienti del
+seduttore, si presentavano alla mia osservazione nelle varie circostanze
+che mi mettevano in presenza de' miei modelli. La loro ingenuità me li
+abbandonava in piena balìa; ben lontani dal sospettare il particolare
+interesse della mia inchiesta, essi non avevano altra mira che fuggire i
+pericoli che li minacciavano direttamente, e così, schivando il marito,
+cadevano nelle braccia del tragico. Il povero don Vincenzo Liserio,
+studiato a rovescio, divenne Giovanni Visconti arcivescovo di Milano. Il
+signor Nicola Bruni, che si trova spesso in opposizione col medico,
+specialmente nelle gravi disquisizioni del tarocco ove cercava di
+sbancarlo, conveniva benissimo coll'indole del congiurato Francesco
+Pusterla. Ma il più bello di tutti era il mio vicino Tobia, piccolo
+possidente, ma grande filosofo ed organista. Egli passava in paese per
+una lingua malefica, un maldicente velenoso, ma per me era un perfetto
+modello di ghibellino, sempre in lotta col parroco, colla camarilla, coi
+seguaci, pronto a battere in breccia la canonica, il campanile, la
+sacrestia e tutti i ridotti del clero. Egli s'incarnava a meraviglia nel
+mio Uguccione della Fagiuola, e mi si mostrava, senza sospetto, un tipo
+originale e degno di figurare fra i migliori della tragedia. Aveva il
+portamento bellicoso, quando ritto della persona teneva le braccia a
+semicerchio, e alzando la testa in segno di provocazione, faceva far la
+ruota al randello, mosso dalle sue mani scarne e nodose. Capelli radi,
+sopraccigli incrociati, orecchie larghe e staccate in alto presentavano
+i segni caratteristici del suo volto. Aveva il naso lungo e diritto come
+un dardo, le labbra tumide, le guancie scarne, i zigomi spiccati, la
+barba rasa. La sua parola era sentenziosa, i suoi movimenti rapidi,
+decisivi, taglienti; e l'occhio iniettato di sangue gli rendeva lo
+sguardo feroce.
+
+È certo che ci voleva un grande sforzo d'immaginazione a trasformare il
+cappello a cilindro diritto, lungo, a tese strette, rosso, spelato,
+unto, contuso di Tobia coll'elmetto a piume di Uguccione; la giubba
+corta e i larghi calzoni di fustagno dell'organista colla corazza, i
+cosciali e le gambiere del guerriero, ma le vesti non sono che la scorza
+dell'uomo, ed io trovava sotto quelle spoglie miserande un magnifico
+Uguccione della Fagiuola, con un'anima piena d'ardori velenosi, e d'odio
+profondo pel partito avverso.
+
+Così io m'ero formato un medio evo artificiale e travestito nel quale
+vivevo, studiando e meditando le umane passioni e traendone ispirazioni
+al mio lavoro. Era una specie di carnevalone di Milano trasportato in
+Valtellina per mio uso e consumo, che mi rendeva il clima meno uggioso,
+mentre se ne avvantaggiavano i miei studi sull'uomo, e i versi della mia
+tragedia.
+
+La scuola comunale era collocata a piccola distanza dalla mia casa. Io
+l'aveva aperta all'epoca indicata dal regolamento, e mi vi recavo
+esattamente ogni mattina. Poco prima di mezzogiorno, Bitto passava per
+andare a pranzo a casa Bruni, e al suo passaggio gli scolari si
+apparecchiavano alla partenza; alla comparsa del maestro si aprivano le
+lezioni, a quella del cane si chiudevano; il comune era servito a
+meraviglia da due individui, e non ne pagava che uno solo.
+
+Io rientrava in casa, pranzavo, facevo un giro pel paese fumando un
+sigaro, poi mi chiudevo nel mio studio per raccogliere le ispirazioni,
+prender nota, e architettare i versi della tragedia. Passavo la sera in
+casa Bruni o alla farmacia, e scoprivo sempre dalle mie osservazioni che
+le medesime passioni agitavano gli uomini, cambiando forma ed
+importanza, ma restando sempre eguali nel fondo.
+
+Dall'epoca della mia tragedia ai nostri giorni erano passati circa
+cinque secoli, e mutata anche la scena dalla città di Milano ad un
+piccolo villaggio della Valtellina, io trovava gli stessi uomini.
+
+Però uomini e passioni erano ridotti a dose omeopatica. L'amante Ugolino
+Gonzaga, invece di correre le giostre colla lancia in resta, imbrandiva
+tranquillamente la spatola e faceva pillole; ma il suo amore colpevole
+aveva le stesse tendenze, le medesime astuzie, gli eguali ardori. Il
+Duca di Milano faceva il medico condotto, ma cavava sangue e denaro dai
+suoi soggetti, e condannava a morte gl'innocenti, come nel medio evo. La
+natura tollerante dell'arcivescovo Giovanni trovava il suo riscontro
+nella rassegnazione di Don Vincenzo Liserio, che cedeva ai fabbricieri
+il diritto d'amministrare la parrocchia, limitando la sua autorità alle
+cose ecclesiastiche. Uguccione della Fagiuola, abbandonato il suono
+dell'armi, si contentava di quello dell'organo, ma continuava la guerra
+ai guelfi, e li feriva colla lingua.
+
+Pusterla congiurava sempre contro Lucchino celando accuratamente le
+spade, i bastoni, le coppe e i denari che dovevano abbatterlo.
+L'autorità del potere era contrastata da mille insidie, e minacciata da
+impreveduti stratagemmi che concentravano tutta l'attenzione del
+tiranno. Uguccione della Fagiuola sosteneva i ghibellini, l'Arcivescovo
+secondava il fratello; la lotta dei partiti era accanita, e il tarocco
+contrastato fino all'ultima carta. Frattanto Ugolino Gonzaga,
+approfittando dell'ardore della mischia, si allontanava dal campo,
+chiudeva lentamente la porta del suo laboratorio farmaceutico, e correva
+sotto ai balconi d'Isabella Fieschi!... Io lo seguiva da lontano con
+prudenza: e lo udivo confabulare colla sua bella:
+
+--Ove sono?
+
+--Tutti intenti al tarocco!... apri.... siamo sicuri!...
+
+Isabella chiudeva il verone, scendeva precipitosa, e nel buio della
+notte si vedeva il lumicino che percorreva le scale. L'uscio veniva
+aperto, e Ugolino entrava di soppiatto nel covo del tiranno.
+
+Io ritornava tranquillamente in farmacia, Lucchino si dibatteva
+invano.... la partita era perduta!...
+
+O mondaccio perverso! è stato sempre così!... una partita di tarocco!
+
+Epoca del ferro o della carta, c'entrarono sempre le coppe e le spade, e
+i mariti dabbene, e le notti buie, e i capitani di ventura, e gli
+speziali. Da Eva alla sora Pasquetta le donne furono sempre tentate dal
+serpente e dal pomo. La virtù della resistenza è il prezioso prestigio
+della donna onesta, e beati i tiranni, i medici condotti e tutti i
+giuocatori di tarocco, le cui mogli non possono servir di modello nè
+alla commedia, nè alla tragedia.
+
+Io studiava coscienziosamente i miei modelli, e ne traevo partito.
+Quando il medico condotto mi compariva davanti col suo aspetto grave ed
+altero, le guancie sostenute dai solini bene inamidati, e il ciuffo irto
+sul capo come le aste dell'istrice, io diceva a me stesso:
+
+--Ecco Lucchino Visconti.
+
+Egli lamentava continuamente l'egoismo dei villani, l'ingratitudine di
+coloro, ai quali pretendeva d'aver salvata la vita, e che credevano
+sdebitarsi d'un tale beneficio, coll'offrirgli in dono una magra ricotta
+affumicata!... Io afferrava subito il pensiero dominante, e lo traducevo
+in versi tragici:
+
+ «Popolo sconoscente... che le gravi
+ Cure del regno con l'oltraggio paghi
+ E con l'infame tradimento!...»
+
+Una domenica, dopo la messa solenne, i parrocchiani usciti di chiesa
+s'intrattennero sul piazzale in conversari amichevoli. Gaspare il
+farmacista si avvicinò alla signora Pasquetta, e mentre il dottore
+scambiava una presa di tabacco con un cliente, io udii la signora che
+diceva sotto voce all'amico:
+
+--Questa sera fanno il tarocco in casa Bruni.... io sarò sola....
+
+--A rivederci....--l'altro rispose.
+
+Ed io corsi subito a casa, e presa la penna scrissi:
+
+ «Al chiaror della luna, quando il suono
+ Dell'armi, nel vicino castel, chiama
+ I guerrieri, vien, mio diletto, involto
+ Nel tuo bruno mantel, che mi rammenta
+ I segreti misteri della notte.»
+
+Un altro giorno Tobia corse da me tutto ansante per isfogare il suo
+dispetto contro il parroco, che avendolo ricevuto pranzando, aveva osato
+trinciargli sotto al naso un pollo arrosto fumante senza dargliene un
+boccone, e vuotare un intiero fiasco di vino senza offrirgliene un
+bicchiere.... Egli declamava contro l'avidità del clero, ed io pronto
+col mio Uguccione della Fagiuola ad esclamare:
+
+ «Ingorda razza!... che il feroce acciaro
+ Immergi in petto all'innocente! e bevi
+ Fino all'ultima stilla il sangue puro
+ Del mio amico fedel.... forse tu ignori
+ Ch'io ti guardo fremente... e aspetto il giorno
+ Della vendetta!...»
+
+Uguccione della Fagiuola, non trovando nel mio sguardo quelle scintille
+di sdegno che secondo le sue idee avrebbero dovuto accendere un incendio
+al racconto dei casi suoi, andava dicendo in paese che io era uno
+scettico, un uomo senza cuore, un cervello balzano, un enigma vivente!
+
+Così cavando dei versi tragici dalla prosa slombata del villaggio,
+osservando col microscopio gli omuncoli del mio tempo e vestendoli
+all'antica, io passai il primo inverno, col corpo in Valtellina, col
+pensiero nel medio evo, col cuore a Milano; diviso in tre parti, una che
+tremava dal freddo sotto le Alpi, l'altra sepolta fra le tenebre del
+passato, la migliore che, accovacciata alla finestra di mio zio
+canonico, aspettava il bacio della contessa Savina.
+
+Finalmente venne la primavera, e coi tiepidi aliti dell'aprile io sentii
+nel mio cuore innalzarsi anche la temperatura dell'amore, assopito sotto
+le nevi del verno.
+
+
+
+
+VIII.
+
+
+Chi nega l'influenza della primavera sull'amore non ha mai studiato la
+natura, e vivendo in un mondo artificiale non ha mai sentito il profumo
+delle prime mammole rifiorire nel suo cuore le aspirazioni alla suprema
+felicità. Colui che schiude il suo cuore nella stagione del gelo, ha
+vissuto certamente nell'atmosfera artificiale delle conversazioni, dei
+balli e dei teatri, e come una pianta esotica in serra calda ha fiorito
+precocemente per effetto dei caloriferi. Ma nel libero regno delle
+montagne, dei campi e dei mari, gli animali e i vegetali sono soggetti
+agli stessi fenomeni, dipendono dagli stessi agenti, subiscono la stessa
+influenza delle evoluzioni del globo. E quando nelle belle sere
+d'inverno si passeggia solitari al chiaro di luna per le strade deserte,
+mentre la brezza notturna forma delle stalattiti di ghiaccio sulle
+grondaie con l'acqua sgocciolata dalle nevi del tetto, quando la brina
+gelata sugli alberi li fa sembrare coperti di candida ciniglia, quando
+spira dalle gole dei monti quel zeffiretto del polo a dieci gradi sotto
+lo zero, che solidifica le cascate, io sfido qualunque innamorato
+lontano dalla sua bella, a non sentirsi il cuore indurito e la punta del
+naso rossa.
+
+Invece quando il nostro pianeta si avvicina all'equinozio di primavera,
+e le nevi si sciolgono sui monti gonfiando i torrenti, e la terra e gli
+alberi si vestono di fiori come per celebrare il risveglio della natura,
+si sente il sangue scorrere più rapido per le arterie, il cuore battere
+più forte, il cervello espandersi in soavi pensieri. In tale epoca io
+pure sentii farsi maggiore l'attrazione della lontana finestra del
+palazzo Brisnago.
+
+Era magnetismo?... non saprei dirlo, ma era un fatto in armonia col
+resto della natura: il risveglio del mio cuore si trovava all'unisono
+con quello delle piante; e alla sera, scartabellando l'_Ortolano
+dirozzato_, mi son trovato d'accordo colla fioritura delle carote.
+
+Mio zio canonico mi scriveva regolarmente ai quindici d'ogni mese, senza
+mai alterare d'un giorno l'epoca precisa della sua corrispondenza
+periodica. Le sue lettere occupavano una pagina e un quarto di foglio, e
+credo anche che avessero lo stesso numero di linee. Il giorno 13 aprile
+ho ricevuto una sua lettera. Giorno nefasto! Al solo vederla mi si
+drizzarono i capelli sulla fronte. Era impossibile che mio zio avesse
+anticipato due giorni la sua corrispondenza mensile, senza un grave
+motivo. Apersi la lettera con mano tremante, essa portava un poscritto;
+un'altra novità minacciosa!... Nel poscritto l'occhio mi corse subito
+sulla parola «Savina». Mi appoggiai al muro per non cadere, e lessi:
+«Questa mattina, nella chiesa di S. Babila, venne celebrato solennemente
+il matrimonio della signora contessa Savina di Brisnago col signor conte
+Azzone di Montegaldo».
+
+Il foglio mi sfuggì dalla mano, dovetti sedermi, appoggiai la testa
+sullo scrittoio, e rimasi lungamente sbalordito, come allo scoppio d'un
+fulmine!... Addio bei sogni della primavera che sorridevano ai miei
+pensieri, che illuminavano la mia mente come il sole che sorge i fiori
+sul prato! Addio speranze di supreme gioie!... addio fede nell'amore
+della donna! addio vane illusioni giovanili!... Ecco il primo
+disinganno... e il più amaro!... Ah! mio zio aveva ben ragione di ridere
+delle mie stolte pretese!... o vanità delle vanità!... Io aveva creduto
+agli sguardi d'una fanciulla, come si crede alla santità d'un
+giuramento... ma quegli sguardi non erano che un inganno!... il profumo
+d'un fiore che esala i suoi aromi, che imbalsama l'aria, che inebbria e
+svapora!... Io avevo creduto sentire una voce arcana che mi parlasse
+d'amore... e non era altro che l'eco del mio cuore!... Io aveva sognata
+una vita di paradiso, ove l'amore era melodia di due anime, che come due
+arpe unissone mandano lo stesso suono!... Ahimè! vane illusioni dello
+spirito umano, che confonde i desiderii colla amara realtà!... le due
+arpe dopo un soave preludio ruppero l'incanto--una ha stonato!... Rotta
+l'armonia succedeva nel mio cervello un caos di suoni discordi, rauchi,
+reboanti, che mi davano il capogiro.
+
+Per raccapezzarmi ripresi la lettera di mio zio, e rilessi quelle parole
+fatali, come l'annunzio funebre del mio cuore.... esso era morto!...
+morto.... ucciso a tradimento!... da chi?... da chi?... chi ha ucciso
+crudelmente il mio cuore?... chi l'ha ucciso? io chiedeva--come un
+giudice inquisitore che cerca un assassino--chi ha ucciso il mio
+cuore?...
+
+Una voce misteriosa mi rispondeva:--la contessa Savina!... La contessa
+Savina?... impossibile! quell'angelo di bontà!... il sorriso della mia
+vita!... il raggio della mia aurora!... l'immagine soave della
+dolcezza... l'espressione sincera e profonda del primo affetto!...
+impossibile, quella divina creatura non è capace d'uccidere un cuore....
+un cuore che l'adora.... che confida nel suo amore!... essa non è capace
+d'un tal delitto contro natura!... essa mi ama.... io lo sento.... sì,
+quella voce arcana che parlava al mio cuore era la sua.... no, non era
+un'eco del mio cuore, era l'espressione della sua anima ingenua.... che
+si sentiva spinta da un impulso ineffabile ad incontrarsi coll'anima
+mia!
+
+Chi ci ha divisi?... Essa non è colpevole... essa è una vittima al pari
+di me!... Chi ha dunque ucciso i nostri cuori innocenti? Chi ha imposto
+l'atroce sacrifizio?.. ove sono dunque gli assassini?...
+
+Io mi scontorceva nelle convulsioni, mi strappavo i capelli come un
+disperato! Ho passato ore spaventose chiedendo conto alla società della
+sua fellonia, poichè essa mi rapiva ciò che la natura mi aveva dato.
+
+Ah, nell'abbattimento della stanchezza, quando la calma della
+prostrazione succedette alla lotta del cuore, meditando sulle umane
+sorti... ho trovato gli assassini!... sì, li ho trovati.--Sono i
+milioni... quei maledetti milioni... quei miserabili milioni che,
+affluendo nelle casse forti dei Brisnago, incatenano quella fanciulla
+alla schiavitù, la sottomettono al loro dominio dispotico, la obbligano
+a rinunziare agli impulsi della natura, alle aspirazioni del cuore, ai
+desiderii dell'anima, per trascinarla alle gemonie dei ricchi, sulla
+strada fatale prescritta dalla sorte, condotti alla perdizione a quattro
+cavalli, lacerando i loro cuori, e gettandone i frammenti ad altri
+milionari, al pari di loro costretti dalla necessità a seguire le stesse
+vie, a formare delle famiglie senza inclinazioni naturali, senz'anima,
+senza amore... maledetti, miserabili, vili milioni!...
+
+Gli abbaiamenti persistenti e reiterati di Bitto arrestarono il delirio
+del mio cervello esaltato, e la Rosa entrando nella stanza mi annunziò
+la visita del mugnaio Zaccheo, che voleva assolutamente parlarmi.
+
+--Non sono in caso di parlare con nessuno!... dite al mugnaio....
+
+Ma il mugnaio, che l'aveva seguita con insistenza, forzava la consegna,
+e mi si presentava mio malgrado sulla porta, col suo cappello a larghe
+falde, le vesti e il volto infarinati come un pagliaccio.
+
+Era impossibile evitarlo; dovetti subirlo.
+
+--Venite avanti,--gli dissi.
+
+--Signor maestro, scusi il disturbo, ma in due parole mi sbrigo....
+Siamo al quarto sacco di farina.... e avrei assoluto bisogno che me ne
+pagasse l'importo.
+
+--Capisco, avete ragione, ma oggi mi è impossibile soddisfarvi....
+Aspetto del denaro da Milano; quando mi sarà giunto vi pagherò....
+
+--Mi dispiace, ci avevo contato sopra... l'ultima volta che sono venuto
+a trovarla mi aveva promesso il pagamento pei primi del mese... siamo
+alla metà... ho anch'io le mie spese....
+
+--Avete ragioni da vendere... ma un povero maestro non ha il diritto di
+battere moneta.... Se non ne ho, non ne ho... non c'è rimedio....
+
+--Pazienza... pazienza...--ripeteva il mugnaio con impazienza,--ma siamo
+povera gente, l'aspettare ci molesta... tuttavia se oggi non può
+pagarmi, ritornerò domani....
+
+--Domani!.. domani! potrebbe darsi che domani fossi nel caso d'oggi, in
+ventiquattr'ore non si fanno miracoli... diamine! per quattro sacchi di
+farina... non avete dunque fiducia nella mia onestà?...
+
+--Ma che cosa dice? s'immagini!.. le domando scusa... se non si fosse
+povera gente... se non ne avessi proprio bisogno, non sarei venuto a
+disturbarla....
+
+--Abbiate un po' di tolleranza per alcuni giorni... verrò io stesso al
+molino a soddisfare il mio debito....
+
+--Non s'incomodi per questo... io passo due volte al dì, e non mi
+disturba fermarmi....
+
+--Verrò io stesso, vi ripeto... fra pochi giorni... ve lo prometto....
+
+--Come crede... dunque mi raccomando....
+
+--Siamo intesi... che Dio vi benedica... e che il diavolo vi porti,
+mormorai fra i denti, quando quell'importuno se ne andava, e mi lasciava
+finalmente tranquillo.
+
+E ritornato solo ripeteva fra me:
+
+--Quattro sacchi di farina di debito, e non ho un soldo in saccoccia!...
+io mangio il pane a credito, molestato dal mugnaio... e chi sa quanto
+denaro si sarà sprecato nei fiori e nei bomboni... per celebrare le
+nozze... senza amore... della contessa Savina!...
+
+Maledetti milioni!... sono la rovina del genere umano... la rovina di
+chi li ha... e di chi non li ha!...
+
+E ripensavo al mugnaio che, gettandomi in faccia i suoi quattro sacchi
+di farina, mi faceva vedere più chiaramente la mia posizione!... Io era
+un uomo assurdo!... un uomo che nell'amore non vedeva che la donna,
+senza guardarsi in saccoccia!... un uomo che si permetteva un affetto...
+senza farina!... con una donna milionaria!... un cieco che aspirava alla
+luce... senza chiederne il prezzo alla direzione del gas!... Un
+aspirante a diventar milionario, senza saperlo... che adora un angelo, e
+si trova davanti una barricata di milioni!...--Miserabile!.. la società
+si burla di tali insanie, essa mi avrebbe chiamato ambizioso, avido,
+ingannatore, astuto... ed io non sono che un imbecille!... che credeva
+all'amore ideale, segreto, ignoto, misterioso, imprevidente, senza altre
+aspirazioni che d'uno sguardo... senza altro desiderio che d'un bacio...
+l'amore per l'amore... imbecille!...
+
+Forse, nell'assurda ingenuità del mio spirito, avrei trovato naturale
+che una moglie milionaria pagasse un po' di farina al marito povero!...
+quale aberrazione! il superfluo che provvede il necessario!... La
+società condanna severamente tali aspirazioni!... Meno male ch'io non ci
+aveva pensato, e davanti la mia coscienza era innocente. Ma il mondo non
+lo avrebbe creduto. Il mondo avrebbe creduto il mio amore un pretesto, e
+vero scopo i milioni; e la società crede che lo sposo ricco domandi la
+mano della fanciulla pei suoi begli occhi? È tutto il contrario che è
+vero... ma andate mo' a dire alla gente che un povero diavolo può
+innamorarsi d'una ricca signora senza ambizione. Nessuno gli presterebbe
+fede. Così vuole il mondo che l'oro vada sopra l'oro, e i cenci e la
+miseria si mettano insieme. Questi sono i matrimoni bene assortiti. Il
+mio amore mi conduceva direttamente all'infamia!.. la società non mi
+avrebbe mai perdonato di diventar milionario senza averci pensato; mio
+zio mi aveva mostrato il precipizio, ma io camminava cogli sguardi
+rivolti al cielo, io non vedeva che in alto, la mia stella, e la terra
+col suo fango sfuggivano alla mia vista!
+
+Quel mio primo amore, ingenuo, fervente, celeste, non è stato che un
+viaggio aereo. La punta d'uno spillo aveva forato il globo che mi
+trasportava in aria, il gas era uscito dal forellino, io era precipitato
+al suolo, restando morto sul colpo!.. morto!
+
+--Meglio così!--esclamai,--tutto è perduto, meno l'onore.
+
+Ma se l'anima è volata all'empireo, la materia rimane. Eccomi ancora al
+mondo senz'anima. Eccomi solo davanti la nuda realtà, solo!... in un
+mondo scellerato... in mezzo a quattro sacchi di farina da pagarsi... e
+colla borsa vuota.--Senz'anima e senza denaro!.. solo!.. quale parola
+spaventosa!...
+
+
+
+
+IX.
+
+
+Bitto, venendomi incontro con aria carezzevole, con mille affettuose
+dimostrazioni, guardandomi co' suoi grandi occhi pietosi, girandomi
+d'intorno, fregandosi alle mie gambe, e lambendomi le mani, pareva mi
+accusasse d'ingratitudine verso la sua razza, e mi dicesse:--Non
+diffidare della vita, gli uomini sono egoisti, le donne sono leggiere...
+ma i cani sono fedeli!...
+
+Uscimmo insieme come due veri amici che non si abbandonano nel dolore, e
+intendono dividere le amarezze della vita. Vagando pel villaggio, io
+dissimulava agl'indifferenti la burrasca che mi agitava tutte le
+passioni dell'animo. Il mio cuore, ch'io credeva morto, non era che
+ferito mortalmente, e dava dei guizzi turbinosi, come una balena
+moribonda che si rotola nelle convulsioni, e intorbida la profondità
+dell'oceano, mentre la superficie ne rimane tranquilla. Guai però al
+bastimento che naviga in quei paraggi! mentre scorre a piene vele in un
+mare senz'onde e sotto un cielo sereno, la balena con uno slancio
+supremo s'innalza dal fondo e manda in aria la nave. Toccava al dottore
+il rappresentare la parte del bastimento. L'incontrai per via, che
+andava a fare le sue visite, colla sua aria soddisfatta di sè stesso e
+del mondo. Il suo miele mi fece sembrare più amaro il mio assenzio. Mi
+arrestò per raccontarmi i suoi trionfi. Il momento era cattivo, anzi
+pessimo.
+
+--Sentite,--mi disse,--un bel caso d'alienazione mentale.
+
+--Un bel caso!...
+
+--Sì, un caso di pazzia furiosa... con assalti convulsi da rompere le
+corde più grosse, superando le forze riunite di quattro guardiani....
+
+--Un bel caso!
+
+--Bellissimo. Sangue, doccie e deprimenti... ho potuto domarlo...
+abbatterlo... risanarlo... non si muove più dal suo letto... è
+tranquillo come un fanciullo....
+
+--Lo credo bene, se lo avete svenato!
+
+--Non fa niente, il sangue ritorna... ma la pazzia è svanita. Figuratevi
+che il pover'uomo s'era fissato in mente d'essere un Dio!...
+
+--E voi lo avete guarito!--io esclamai.
+
+--Guarito perfettamente,--soggiunse con albagia.
+
+--Ebbene!--io gli dissi,--il matto siete voi!...
+
+Il dottore rimase per un istante sbalordito, poi mi fissò in faccia con
+due occhi di civetta, e fattosi tutto rosso, alzò la testa, e
+m'interrogò come un giudice alle assisie:
+
+--Che cosa intendete dire?...
+
+--Intendo dire che colui che d'un Dio ha fatto un uomo, è un malfattore.
+Voi avete trovato un essere felice, e ne avete fatto un disgraziato, un
+meschino. L'uomo non è realmente che quello che crede di essere. Tutte
+le umane felicità non sono che sogni! Chi risveglia l'uomo felice non è
+che un idiota o un briccone!... La vostra scienza non è che
+malvagità.... La vostra pretesa guarigione non è che un'insania. Dunque
+adesso avrete inteso che cosa ho voluto dire. Il sapiente è scomparso,
+il vostro trionfo non è che una corbelleria, avete fatto un infelice di
+più, ecco la vostra opera... il matto sussiste sempre... è colui che
+d'un Dio ha fatto un uomo... il matto siete voi!... Ad ognuna delle mie
+frasi, il medico dava uno sbalzo, e i suoi occhi mi fulminavano.
+
+--Signor Daniele Carletti?...
+
+--Signor Marco Canziani?...
+
+--Voi avete bisogno d'un salasso... non vi dico altro... i vostri occhi
+sono iniettati di sangue, la vostra ragione vacilla... la vostra vita è
+in pericolo....
+
+--Andate al diavolo... voi... i vostri salassi... e la vostra pazzia!..
+ma lasciate dunque vivere e morire in pace la gente, abbiate un po' di
+rispetto per l'umanità sofferente che vi serve di zimbello. Risanate voi
+stesso della vostra mania, della vostra presunzione, che vi spinge a
+credere di dar vita alle vostre vittime. Voi non siete che un flagello
+sociale, la malattia delle malattie, il tiranno della natura... che vi
+rinnega. Vero tiranno in carne ed ossa, coll'eroismo di meno, e il
+ridicolo di più!... Un povero tiranno in caricatura, coi solini
+inamidati, il cappello a cilindro, i ciondoli dell'orologio che battono
+sulla pancia l'ora perpetua della dabbenaggine! Un vero matto che
+intende guarire i matti felici, ed è più matto di loro... mille volte
+più matto di tutti!...
+
+La balena aveva dato il suo balzo alla superficie.
+
+Il dottore, barcollante come un naviglio che sta per affondare, mi
+faceva veramente pietà. Lo piantai sulla strada, in quella posizione
+disastrosa, e ritornando sui miei passi rientrai in casa; dissi alla
+Rosa che un urgente affare mi obbligava a partire sul momento, che non
+sapevo quando sarei ritornato, e camminando rapidamente, per non
+rispondere alle sue inquiete interrogazioni, sempre in preda d'una
+grande esaltazione, mi misi a correre pel villaggio, seguito dal cane, e
+presi un sentiero che s'inerpicava sui monti.
+
+Gli uomini m'erano venuti in uggia, le donne in odio, la società mi
+faceva paura, io correva in cima alle Alpi colla speranza di trovare una
+tribù d'orsi fra i quali potessi eleggere domicilio, e vivere in pace e
+libertà. Il silenzio e la solitudine delle montagne erano i soli
+farmachi convenienti ai miei mali. L'Alpe è opportuna a tutte le vittime
+umane, ai rejetti ed ai profughi, ai derelitti che piangono, agli
+innamorati nell'abbandono, che cercano delle scene corrispondenti
+all'immensità dei loro dolori. Lo spettacolo che presentano i secoli
+accumulati davanti i grandi fenomeni geologici rende più tollerabile
+ogni affanno mortale, i disinganni della politica, dell'ambizione,
+dell'amore, l'ingratitudine della patria e dell'innamorata. In cima
+delle montagne anche i molluschi diventano fossili, il tempo e l'alito
+delle ghiacciaie possono forse pietrificare anche il cuore. Così
+pensando io vagava per le cime deserte, cercando la mia tribù degli orsi
+per diventare selvaggio. Non trovai che pastori, i quali, pascolando gli
+armenti come gli antichi patriarchi, viveano in solitudine e in
+contemplazione davanti le opere più sublimi della natura. Mi sedetti con
+loro, guardando in silenzio l'orizzonte lontano che si perdeva nella
+nebbia, e si confondeva col cielo. La natura parla un linguaggio che
+calma l'anima esagitata, e consola gl'infelici con sublimi ispirazioni.
+
+L'acre sentore delle piante alpine sembra assopire i dolori morali, come
+i loro succhi sanano le ferite.
+
+Vagai lungamente in quei deserti col mio povero Bitto, riposandomi
+all'ombra aromatica dei boschi, dormendo sulle foglie secche, assopito
+dal suono monotono delle cascate, risvegliato dal fischio acuto degli
+uccelli di rapina, cibandomi di latte e pane inferigno nelle capanne dei
+pastori. Ma l'uomo non è fatto per vivere lungamente ramingando nella
+solitudine; la società lo reclama, il suo destino lo condanna a lottare
+co' suoi simili, ad impiegare le sue forze per il bene comune. Tali
+saggie riflessioni mi vennero suggerite dalla cura debilitante del
+latte, che raccomando caldamente a tutti i giovani innamorati senza
+speranze.
+
+Ritornai a casa, sfinito dalla fatica e dalla fame; gli innamorati che
+hanno perduto l'appetito possono tentare una salita sul Monviso o sul
+Monte Rosa con molta probabilità di riacquistarlo.
+
+Appena rientrato in casa, la fantesca mi disse che il farmacista, venuto
+per parlarmi, era ritornato più volte per sapere se fossi di ritorno,
+mostrando gran bisogno di vedermi il più presto possibile, e dichiarando
+che mi aspettava con impazienza.
+
+Ma io mi trovava nell'assoluta necessità di rimettere le forze esauste
+con qualche alimento sostanzioso: ordinai alla Rosa di farmi da pranzo,
+e rimisi ad altro momento la visita alla farmacia. Dopo pranzo sentii il
+bisogno d'un liquido corroborante, che in casa mi faceva difetto, e
+andai a cercarlo dove sapevo che i bevitori più intelligenti del paese
+lo trovavano eccellente. Mi rammentavo benissimo che anche a Como avevo
+trovato un valido conforto ai miei affanni amorosi nel fondo d'una
+bottiglia; e volli ritentarne la prova.
+
+Aprendo la porta dell'oscura osteria, i fumi del vino e del tabacco mi
+resero esitante, e sarei retrocesso se la voce rauca d'Uguccione Della
+Fagiuola non avesse pronunciato il mio nome con accento di sorpresa.
+
+--Oh!... oh!... avanti, avanti, caro maestro... non abbia paura.... il
+dottore non è qui.... egli sfugge questi luoghi tenebrosi.... venga
+avanti, l'asilo è sicuro....
+
+E tutti ridevano in coro.
+
+Io entrai, ordinai all'oste il vino migliore, e mi sedetti sorridendo
+tranquillamente, come un idiota che non capisce nulla di quanto gli
+succede dintorno.
+
+--Via da bravo, non faccia il gnorri.... tutti abbiamo cara la nostra
+pelle....
+
+--Ma di che cosa si tratta?--io chiesi.
+
+--Ah! vuol fare proprio il misterioso! ma è troppo tardi, caro lei!
+tutto il villaggio sa che ella ha insultato il dottore.... poi è
+fuggito, per paura di un duello!...
+
+E giù tutti d'accordo con una nuova risata.
+
+Allora compresi finalmente l'enigma, balzai in piedi d'un tratto, diedi
+un pugno sul tavolo, e dissi, con volto risoluto:
+
+--Se il dottore è offeso delle mie parole, sono pronto a dargli
+qualunque soddisfazione. Io non sono mai fuggito in veruna occasione,
+perchè non ho paura di nessuno, e ne sia prova che dichiaro vile chi
+sostiene il contrario, pronto subito a battermi con qualunque arma,
+fosse anche il coltello. Invito a levarsi in piedi chi non mi crede!...
+
+Tutti rimasero seduti e in silenzio. Allora io narrai semplicemente la
+mia diatriba col medico, dissi che lo credevo abbastanza punito del suo
+fallo dalle mie parole, che ero andato a fare un'escursione sui monti,
+ignorando il resto; che se il dottore non era contento, io era disposto
+a fare a piacer suo quanto fosse possibile per soddisfarlo.
+
+Allora pensando alle visite reiterate del farmacista, sospettai che
+avessero qualche rapporto col fatto, e pregai l'organista a seguirmi per
+avere le prove delle mie asserzioni.
+
+Egli si rifiutava, ma io insistetti, e dopo d'aver bevuto un bicchiere
+di vino, ci recammo insieme alla farmacia. Il farmacista ci raccontò
+come era passata la storia. Dapprima il dottore credeva ch'io
+vaneggiassi, e supponendomi minacciato di congestione cerebrale mi
+propose un salasso; ma poi, ferito sul vivo dalle mie risposte
+impertinenti, se n'era offeso altamente, ed esitava sul partito da
+prendersi.... in questo punto la balena lo aveva colpito, e andò a
+naufragare in farmacia.
+
+--È entrato barellando come un briaco!...--diceva il farmacista,--ed è
+caduto su questa sedia con tale precipitazione, che l'ho creduto colpito
+d'apoplessia. Gli portai subito dell'acqua fresca, volevo bagnargli la
+fronte, egli me lo impedì, e tutto ansante mi raccontò le vostre
+invettive.... a dire il vero un po' troppo vivaci!... Poi,--continuò
+il farmacista,--mi chiese consiglio sulla condotta da tenersi. Cercai di
+calmarlo, gli dissi che siete un giovane dabbene, alquanto strano di
+carattere, ma onesto nel fondo, ch'io non dubitavo punto che ogni cosa
+si sarebbe accomodata senza scandali nè rancori. Egli si mostrava
+inquieto, agitato e ripeteva:
+
+--È un cervello balzano!... è stata una vera provocazione!... Chi sa!
+Avrà forse bisogno di fare una prodezza, e mi ha scelto come capro
+espiatorio....
+
+Questa idea dì capro espiatorio mi ha fatto sorridere; il farmacista
+abbassò gli occhi, e continuò:
+
+--Esso ha forse sete del mio sangue!--egli esclamava,--il duello è
+divenuta una mania del giorno, un atto indispensabile per la gioventù
+alla moda.... questi giovinotti milanesi se ne fanno una necessità, guai
+a colui che non ha da vantare una simile fanfaronata!... È certo ch'io
+diventerò il suo trofeo, la vittima della sua ambizione.... io sarò
+assassinato!!...--Aveva gli occhi stravolti, i lineamenti alterati, la
+faccia accesa e il sudore gli grondava dalla fronte a goccioloni.
+
+Per tranquillarlo mi incaricai di mettermi di mezzo, e terminare ogni
+cosa senza lesione d'onore e senza disgrazie....
+
+--Andate, andate,--egli mi diceva,--cercatelo in casa, procurate di
+raggiungerlo prima che nascano ciarle, pettegolezzi, complicazioni.... è
+un esaltato, procurate di abbonirlo.... chiedetegli una ritrattazione
+semplice.... dichiari ch'io non sono matto.... che non ha inteso di
+offendermi.... non domando altro che di salvare il decoro.... che mi
+rispetti, ecco tutto.... tutti abbiamo il diritto d'essere
+rispettati.... non gli domando altro.... andate.... andate subito.
+
+Corsi a casa vostra, e la Rosa mi disse che siete rientrato per un solo
+momento, molto agitato, inquieto, annunziandole un viaggio repentino....
+impreveduto.... e che vi siete posto a correre, senza nemmeno prendere
+un sacco da notte.... e non sapeva quando sareste di ritorno. Tornai più
+volte per vedere se foste rientrato; ma essa mi ripeteva le stesse cose,
+aggiungendo ogni volta qualche nuova espressione d'inquietudine, di
+dubbio, sulla vostra precipitosa partenza, senza indicare nè il tempo
+dell'assenza, nè il luogo.... infatti, a dire il vero, le parole della
+vostra fantesca indicavano piuttosto una fuga che un viaggio, ed io era
+costretto di riferire l'avvenuto.
+
+Alla prima ricerca il dottore rimase inquieto e mi spinse a cercarvi con
+maggior attenzione; alla seconda, ed alla terza volta il suo ardire si
+andava rialzando, e quando gli comunicai i miei sospetti sulla vostra
+fuga, e le precise parole della fantesca, allora ricominciò ad alzare la
+testa, a parlarmi con gravità magistrale, aggiustandosi il solino,
+rilevandosi il ciuffo, mettendo i pollici nello sparato delle maniche
+del vestito, gettando indietro il soprabito, soffiando lentamente dalle
+labbra strette, e pensando fra sè stesso se poteva arrischiarsi a
+proclamare la sua indignazione. Finalmente, avvicinandomisi con aria
+misteriosa, ed urtandomi il petto col gomito, mi disse:
+
+--È fuggito!... fuggito... che cosa ne pensate voi?--soggiunse.
+
+--Veramente,--gli risposi,--tutto lascia supporre che sia fuggito!...
+
+--È fuggito,--egli ripeteva, alzando sempre più la voce,--è fuggito
+dalla mia giusta indignazione.... mi ero ingannato nel giudicarlo, esso
+è tutt'altro che un rodomonte.... esso è un vero vigliacco!... un
+insolente di cattiva lega, che vi getta in faccia l'oltraggio, e poi si
+nasconde; ma le cose non possono passare così.... non si offende
+impunemente il dottore Marco Canziani.... Il signor maestro Daniele
+Carletti mi ha offeso, esso intendeva evidentemente colle sue parole di
+macchiare il mio onore, e di nuocere alla mia riputazione.... io lo
+sfido all'ultimo sangue.... voi siete il mio primo testimonio, trovatene
+un secondo, stendete un processo verbale, e constatate il fatto
+vergognoso e disonorante pel mio avversario, che abbandonando il
+terreno, è fuggito vilmente, rendendosi indegno di qualunque ulteriore
+giustificazione....
+
+--Vi ha detto proprio così?...--io chiesi al farmacista.
+
+--Precisamente!... le stesse parole, aggiungendone delle altre.
+Eccoli,--egli diceva,--eccoli questi giovanotti, che portano la testa
+alta, che fanno i sacripanti coi timidi e i tapini, eccoli come si
+mostrano davanti chi sente la propria dignità, davanti chi non tollera
+ingiurie, ed alza la testa.... fuggono come tanti conigli! Caro Gaspare,
+voi siete stato presente alla mia sfida ed alla sua fuga, non ci rimane
+altro da fare che il processo verbale, nel quale dovete constatare
+esattamente i fatti, autenticandone le firme. Vi prego di farne varie
+copie.... a tutte mie spese; e vi raccomando la verità,--cioè la mia
+sfida ad oltranza, e la fuga precipitosa dell'avversario e basta così.
+Ora, come vedete, tutto è finito; il mondo pronunzierà la sentenza!...
+
+E lasciandomi tale incarico, se ne andò, tutto gonfio e pettoruto, a
+fare un giro pel villaggio, raccontando a tutti, con un sogghigno
+malizioso, la provocazione, la sua risposta, e la vostra fuga.... e
+conchiudeva sempre alzando la mano, movendola rapidamente; e
+dicendo:--scomparso, fuggitivo, d'ignota dimora.... corre.... corre....
+e non si volta nemmeno indietro. Tutto il villaggio ne fece le più
+grasse risate....
+
+La condotta del medico aveva reso impossibile ogni accomodamento, ed io
+dichiarai immediatamente che una soddisfazione all'onore era divenuta
+indispensabile. Io non era nè un insolente, nè uno spadaccino, nè un
+vigliacco; io aveva una mia opinione, e la sosteneva; io dichiarava, che
+dato un uomo che crede essere un Dio, è pazzo colui che gli toglie una
+così beata illusione; io dichiarava stimare malefica la medicina che
+disinganna un uomo felice, dichiarava imbecille colui che sostiene il
+contrario. In quanto alla pretesa mia fuga, essa non era stata realmente
+che un'escursione sui monti durante due giorni di vacanza, ed ero
+rientrato nel villaggio ignorando le ciarle del dottore e le sue
+ricerche. Che egli alla sua volta aveva offeso gravemente il mio onore,
+il solo bene ch'io possedevo, e intendendo di conservarlo con ogni
+scrupolo, accettavo la sua sfida all'ultimo sangue, deciso di mostrargli
+che si è completamente ingannato sul mio conto, ch'io facevo pochissimo
+caso della vita, ed offrivo il mio sangue, per sostenere la mia onesta
+riputazione.
+
+Pregai l'organista Tobia di volermi servire di padrino, e gli diedi
+l'incarico di riferire esattamente tali dichiarazioni al dottore,
+lasciandogli la scelta delle armi, a patto che stesse ferma la sfida
+all'ultimo sangue.
+
+Il farmacista si unì a Tobia, e così Ugolino Gonzaga ed Uguccione Della
+Fagiuola si presentarono a Lucchino Visconti.
+
+
+
+
+X.
+
+
+Il tiranno s'era appena seduto a mensa davanti un bel piatto di
+maccheroni al sugo, s'era cacciato nella cravatta un lembo del
+tovagliuolo per conservare illibato da ogni macchia il panciotto; e
+dalla serenità del suo volto traspariva ad evidenza l'uomo doppiamente
+soddisfatto del suo onore.... e dei suoi maccheroni.
+
+L'annunzio del mio ritorno gli fece cadere dalle mani la forchetta,
+l'annunzio della mia accettazione alla sfida gli strinse la gola come un
+capestro. Addio maccheroni! non gli restava che l'onore da salvare, e
+poteva costargli la vita. Ecco il mio argomento sulla pazzia convalidato
+da un nuovo avvenimento; ove è il matto?... È quello che s'illude sul
+piacere di mangiare un piatto di maccheroni, o colui che lo richiama
+alle amare realtà della vita?... Lasciate dunque che l'uomo creda nei
+maccheroni, e non fatevi un vanto di lacerare le sue belle illusioni per
+mostrargli la canna d'una pistola o la punta d'una spada. Questo
+avvenimento che condanna la filosofia realista, condanna in pari tempo
+il duello. Il duello non prova nulla. Togliete un uomo ai maccheroni per
+darlo in preda alla morte; che cosa avete salvato?... l'onore, la
+verità, la giustizia?... Credere che un uomo che abbandona un piatto
+appetitoso per uccidere o restare ucciso possa salvare qualche cosa è
+una vera insania, che ripugna al buon senso. Esso non può salvar nulla,
+e può perdere tutto, i maccheroni e la vita. Due buone cose, delle quali
+ognuno ha l'obbligo di tener conto, e che pur troppo si giuocano sovente
+per una chimera!... Ma fin che dura il pregiudizio sociale del duello,
+sarà necessario lasciare i maccheroni per battersi coll'avversario, e
+quindi il dottore Canziani dovette alzarsi da sedere e disporsi al
+doppio sacrifizio.
+
+Però tale risoluzione gli pesava assai, non si poteva decidere, e
+siccome nelle più gravi sventure la speranza è l'ultima che ci
+abbandona, così un raggio di speranza illuminò la sua mente scomposta.
+Egli esaminò con uno sguardo scrutatore i due testimoni, e sembrandogli
+di scorgere sul loro volto la calma dell'uomo senza pensieri, si mise a
+ridere cordialmente.... si sedette di nuovo.... aspirò con voluttà
+l'esalazione gastronomica che gli saliva dal piatto, e disse:
+
+--Ho indovinato tutto!... è uno scherzo!...
+
+Anche la calma dei testimoni lo aveva illuso; i testimoni sono sempre
+sereni, essi non hanno nulla da perdere, nè l'onore, nè la vita, nè i
+maccheroni. Ed essi dovettero rispondergli:
+
+--Dottore carissimo, non si tratta di scherzi, ma di pura verità, e pur
+troppo d'una verità molto seria;--e Tobia soggiunse:
+
+--Ella ha accusato di viltà il maestro, lo ha reso ridicolo a tutto il
+villaggio, lo ha sfidato all'ultimo sangue. Simili provocazioni non si
+possono accomodare; favorisca dunque di seguirci in un luogo più
+opportuno per convenire sulle condizioni.
+
+Allora il tiranno, assumendo una posa tragica, si alzò, e dimenticando
+di togliersi il tovagliuolo, si mise a declamare sulla inopportunità di
+tali pretese.
+
+--È troppo tardi!...--egli diceva dimenandosi furiosamente ed agitando
+il tovagliolo che gli scendeva sul petto.--È troppo tardi!.. il termine
+fissato da ogni convenienza è trascorso, il processo verbale è redatto e
+firmato in pieno ordine, l'ho aspettato abbastanza l'avversario, il
+tempo utile per ogni reclamo è trascorso, gravi occupazioni umanitarie
+reclamano le mie cure, e non posso nè devo trascurare i doveri del mio
+stato per secondare un capriccio....--e si agitava furiosamente,
+guardando di sbieco i maccheroni, che svaporavano e diventavano freddi.
+
+Tobia alzava le spalle con impazienza, e quando il dottore finì di
+parlare, gli rispose:
+
+--Questa volta la prescrizione del medico non ha valore, è affatto
+arbitraria, è priva di diritto. Nessuna legge, nessuna abitudine,
+nessuna convenzione ha mai limitato il tempo di chiedere riparazione a
+chi ha ricevuto un oltraggio. Il maestro ignorava la sfida e le offese
+che la accompagnarono: appena di ritorno da una escursione, vedendo che
+tutti gli ridono in faccia ne domanda la cagione, e viene a scoprire la
+calunnia che lo rese ridicolo. Egli non ha perduto un istante di tempo,
+ci ha mandati ad avvertirla che non solo accetta la sfida, ma esige che
+il duello abbia luogo in modo tale da risarcire interamente il suo
+onore.
+
+Il dottore indispettito, non sapendo come sfuggire alla posizione nella
+quale s'era collocato per imprudenza, si strappò con impeto stizzoso il
+tovagliolo, ed alzando la destra in tono tragico esclamò:
+
+--Poichè si esige assolutamente del sangue, ebbene sia!... non la
+giustizia, ma la sorte deciderà della vita d'un uomo... e forse d'un
+innocente assalito sulla pubblica via, colle ingiurie più
+scandalose...--e aprendo la porta che metteva al suo studio, accennò ai
+testimoni che volessero entrare.
+
+--Oh Dio!... Oh Dio!... vogliono assassinare mio marito!...--si mise a
+gridare la signora Pasquetta, che fino a quel momento aveva assistito a
+quella scena, muta e sbalordita...--Oh Dio! Gaspare... per amore del
+cielo... oh Tobia!.. calmateli, fate la pace....
+
+Tobia la guardava impassibile sulla porta, il medico uscì mettendosi le
+mani nei capelli, e la signora Pasquetta si precipitò nelle braccia del
+farmacista, che procurava invano di calmarla....
+
+--Gaspare!.. salvatelo... salvate la sua vita!.. è vostro dovere!.. voi
+sapete ch'egli è innocente... è una vittima della sua debolezza.., è un
+uomo tranquillo... pacifico... che non ha mai preso un'arma in mano...
+Gaspare... la vita di mio marito è nelle vostre mani.
+
+Tobia mi ha confessato poi che quella scena di una ribelle, perorante in
+favore della legittimità nelle braccia dell'usurpatore, sorpassò la
+commedia dei maccheroni.
+
+--Belle scene! comiche tutte due!--egli mi ripeteva; ma la fisonomia del
+farmacista superava ogni aspettativa. È vero che il disinganno del
+medico davanti i maccheroni fumanti aveva il suo valore, ma il
+disinganno dell'innamorato davanti l'affetto coniugale che si risveglia
+nel pericolo, destava un grande interesse morale!... Io stava per
+iscoppiare dalle risa, quando la cuoca, attirata dal rumore, entrò nel
+tinello, proprio in tempo opportuno per ricevere fra le sue braccia la
+padrona svenuta. Abbiamo colto il momento favorevole per entrare nello
+studio del medico. Egli ci attendeva nell'attitudine d'un uomo deciso...
+a risparmiar la pelle. Volle dapprima mostrarsi pronto ad ogni
+estremità, dicendo:
+
+--Poichè si esige assolutamente ch'io uccida un uomo... ebbene,
+l'ucciderò!...
+
+--Uno più, uno meno, non fa gran caso!...--rispose Tobia....
+
+Il medico, nuovamente colpito da questo dardo fulminava l'organista con
+isguardi di fuoco... poi tentando una nuova scappatoia, saltò su a dire:
+
+--E che cosa farebbe quel signorino se io mi rifiutassi di prestarmi ai
+suoi capricci... che lo espongono a commettere un delitto... e ad essere
+condannato in prigione per omicidio?...
+
+--Che cosa farebbe!--soggiunse Tobia,--le darebbe uno schiaffo in
+pubblico!...
+
+Il dottore diede un balzo, poi, gettandosi violentemente sopra Tobia!
+voleva metterlo alla porta.
+
+--Insolente!... provocatore!...--egli esclamava,--siete voi colla vostra
+lingua di vipera che mettete tutto il paese in iscompiglio... voi colle
+vostre punture... colle maldicenze... colle calunnie, che spargete il
+veleno nelle famiglie tranquille, che aizzate le collere, che esagerate
+le offese... che inventate mille fandonie per suscitare le discordie ed
+accendere gli animi alla vendetta. Voi siete la peste del paese!...
+
+A tali parole Tobia, che tremava per la bile concentrata, non potè più
+reggere, gettò lungi il lungo cappello a cilindro che faceva girare
+nelle mani convulse, si alzò in due tratti le maniche che
+gl'ingombravano i polsi, e alzati i pugni in aria si slanciò verso il
+medico. Esso erasi rifugiato dietro ad un tavolo; il farmacista fermò
+l'assalitore per le spalle, e nell'impeto della lotta caddero per terra
+con gran rumore le sedie, i libri, il calamaio, e tutti gli oggetti
+circostanti. Fu un tafferuglio del diavolo, che durò alcuni minuti. A
+quanto mi si raccontò, Uguccione Della Fagiuola era divenuto una iena,
+Lucchino Visconti un serpente a sonagli ed Ugolino Gonzaga si trovava
+trasformato in domatore di belve feroci, le quali avevano ridotto lo
+studio del dottore in una gabbia; l'organista voleva battere il tempo
+sulla testa del medico, e questi voleva cavar sangue per forza
+all'avversario. Il farmacista, privo d'ogni mezzo terapeutico per
+deprimere quelle convulsioni, non trovava al momento altro rimedio
+pratico all'infuori di quello di batterli tutti e due e menava colpi a
+dritta ed a sinistra per dividere i contendenti.
+
+Ci volle tempo e fatica per raggiungere lo scopo. La musica
+dell'avvenire è meno fragorosa di quella che sonava l'organista, la
+medicina antiflogistica è più mite di quella che voleva esercitare il
+medico sull'avversario.
+
+--Ammazzatevi in nome di Dio!... ma da galantuomini,--gridava il
+farmacista;--non è lecito rompersi la testa a pugni, il decoro esige che
+gli uomini onesti si sbudellino colle regole cavalleresche; cessate
+dunque dalle ceffate e dai cazzotti e usate le armi più
+nobili!...--Tobia abbrancava un dizionario per rompere la testa al
+medico....--Alto!... ferma!... gridava il farmacista, arrestando il
+braccio furioso dell'assalitore... urlando con quanto fiato aveva in
+gola: rispettate la casa, rispettate l'ospitalità, ascoltatemi,
+uccidetevi in regola, a tempo e luogo opportuni.... Finalmente con
+improba fatica potè calmare quei furibondi e dividerli.
+
+Ridotti in due angoli opposti, si guardavano in cagnesco, quando Gaspare
+nel mezzo, alzando le braccia minacciose verso entrambi, pronunciò la
+sentenza finale:--Capisco che ogni conciliazione è divenuta
+impossibile... ma cessi ogni lotta ignobile, e si porti lealmente sul
+terreno ogni questione per finirla con decoro ed onore. Allora di comune
+accordo vennero fissate le condizioni del duello, e scelte le armi.
+Tobia troverà un altro testimonio pel maestro, Gaspare un secondo
+padrino pel medico. Dopo il primo duello si potrà vedere se ci sarà
+motivo per un secondo assalto fra il medico e Tobia; per ora non si
+parli che del primo scontro. L'ora?... domattina, al levar del sole. Il
+luogo?... il prato delle quercie dietro il cimitero. Le pistole di
+misura normale, a quindici passi di distanza, col diritto di tirare a
+volontà, e di avanzarsi per iscaricare le armi, anche a bruciapelo.
+
+Poichè il dottore ebbe accettate tutte le condizioni, i due padrini
+vennero a farmi la relazione dell'affare conchiuso, narrandomi
+esattamente i più minuti particolari di quell'episodio tragico-comico,
+finito con alcune contusioni da ambe le parti, che precedevano gli
+ulteriori ferimenti, come l'antipasto il banchetto!
+
+Ascoltai con amarezza il racconto di quelle scene volgari, che
+incominciando la lotta con assalti villani, toglievano al duello il
+carattere cavalleresco che solo può renderlo tollerabile. Ma come
+fare?... Non toccava a me decidere quanto i costumi grossolani del
+villaggio avessero pregiudicata la questione rendendola ridicola. Io
+poteva soltanto deplorare la sorte che mi condannava a subire una legge
+assurda in sè stessa, resa affatto inconveniente dalle circostanze. Ma
+non mi era possibile ritirarmi senza far ricadere sopra di me solo i
+torti altrui. Ho dunque accettate tutte le condizioni senza commenti,
+approvando l'incarico assunto dai due primi testimoni, da completarsi,
+trovando gli altri due che mancavano.
+
+Era già notte avanzata quando fui lasciato solo, e mi restavano poche
+ore per giungere al momento fissato di trovarci sul terreno.
+
+Mi gettai vestito sul letto pensando ai casi miei e confesso
+ingenuamente d'aver passato una pessima notte. Il matrimonio della
+contessa Savina era la causa di tutte le mie disgrazie. Essa aveva
+spente le mie illusioni giovanili, aveva acceso il mio furore, m'aveva
+tolto il senno, e forse mi toglieva la vita!... Che cosa ero venuto a
+fare a questo mondo io?... Ad amare una fanciulla alla distanza di venti
+metri, per poi fuggirla senza ragione, e vedermela rapire senza
+giustizia... e poi morire per mano d'un medico!... Questa seconda parte
+la trovavo abbastanza regolare, e non mi sorprendeva punto.... Ma la
+prima parte mi pareva incompleta... evidentemente vi mancava qualche
+cosa.... Ah! se almeno avessi ottenuto quel bacio!... quel bacio e
+morire... la mia vita non mi sarebbe sembrata incompleta!
+
+Facendo il mio esame di coscienza come un moribondo, trovavo dapprima
+che avrei potuto impiegare meglio il tempo, e forse se non avessi
+incominciato a vivere con una chimera, ora non arrischierei di morire
+per una imprudenza. Poi, scendendo sempre più profondamente nella mia
+anima, vi trovava dei misteri... sentivo che la gioventù, l'amore della
+vita, malgrado i disinganni e i dolori, mi tenevano ancora avvinghiato
+alla terra. La vita mi appariva sotto un nuovo aspetto al momento di
+perderla; e mi pareva che non fosse tanto atroce, da lasciarla per
+sempre senza rimpianto. Era forse viltà?... era paura?... non lo so; ma
+scrutando attentamente nelle più profonde latebre del mio cuore, vi
+trovava di peggio, vi trovava del fango!... Sicuro, del fango!.. un
+desiderio colpevole che serpeggiava in quegl'imi recessi della
+vita!...--La contessa Savina non è morta... io pensava... fin che vive
+non ho perduta ogni probabilità di rivederla.... Rivedendola... ed essa
+rivedendomi... forse... chi sa!... Chi può prevedere i casi della
+vita?... Dunque un atomo di speranza agitava ancora il mio cuore; una
+speranza colpevole, la speranza d'un bacio! ecco il fango! era una
+speranza quasi impercettibile, come un infusorio... ma era viva!...
+
+La morte vicina mi produceva l'effetto d'una lente, m'ingrandiva gli
+oggetti... la speranza si allargava, si moveva, diventava visibile!...
+il fango fermentava, come le materie palustri, e mi dava la febbre!...
+
+La natura umana è fatta così; e non sono io che l'ho fatta!...
+
+La morte soltanto distrugge ogni speranza d'amore... e forse nemmeno la
+morte la distrugge interamente.
+
+L'amore appartiene alla tribù degli antropofagi... che si mangiano fra
+di loro. La morte raffredda, ma non distrugge l'antropofago; la
+distruzione ha luogo soltanto quando l'antropofago vivo divora
+l'antropofago morto: allora solamente non resta più nulla... tutto è
+finito.
+
+Divagavo fra gli antropofagi quando la luce del crepuscolo venne a
+richiamarmi alla dura realtà. Apersi la finestra, l'aria imbalsamata del
+mattino entrò nella mia stanza, la natura si risvegliava dal suo letargo
+e rivolgeva un sorriso al cielo sereno. Il capinero cantava sul
+biancospino fiorito, le nuove foglioline degli alberi appena sbocciate
+oscillavano alla brezza mattutina e lucevano al sole. La vita mi
+sembrava bella... e bisognava apparecchiarsi a lasciarla... nella
+primavera della vita e dell'anno.
+
+Rivolsi un pensiero affettuoso a mio zio canonico, e un altro pensiero
+non meno tenero a Bitto. Perchè nascondere la verità? Ho avuto delle
+stranezze, ma non sono mai stato un ipocrita: dico sempre quello che
+sento. Non mi vergogno d'aver amato un canonico... nè un cane. Entrambi
+mi diedero prove d'affetto, ed io sento riconoscenza eguale per chiunque
+mi fa del bene. Se taluno pretende che si devono distinguere gli uomini
+dalle bestie, mi provi che i primi furono sempre superiori alle seconde.
+Intanto, io che ho trovato molte volte la bestia superiore all'uomo, li
+metto insieme, e credo di non far torto a nessuno.
+
+Deciso di morire onorato, diedi un addio alla vita, e non pensai più che
+a finirla con una morte dignitosa. Volli pulirmi e pettinarmi come un
+uomo che va ad una festa, e uscito tranquillamente di casa mi recai al
+luogo fissato. Poco dopo vidi comparire Tobia accompagnato dal signor
+Nicola Bruni, seguiti a piccola distanza dal farmacista e dal suo
+praticante. Mi sorprese alquanto la presenza del signor Nicola, che non
+mi sembrava uomo adatto a simili affari; ma l'impreveduto non succede
+che nel nostro cervello, perchè tutto quello che succede di fatto doveva
+naturalmente succedere.
+
+Il signor Nicola mi diede una stretta di mano, annunziandosi con brevi
+parole per mio secondo testimonio.
+
+--Vedendo il caso inevitabile,--mi disse,--quantunque con sommo
+rammarico, non ho voluto rifiutarvi la mia assistenza in questo
+momento....
+
+Lo ringraziai cordialmente della sua bontà, e accennai a Tobia la mia
+soddisfazione per la scelta che aveva fatto.
+
+A compiere la tragedia non mancava più che il tiranno.
+
+--È capace di non venire,--disse Uguccione della Fagiuola.
+
+--Sarete sempre una cattiva lingua,--soggiunse il farmacista, indicando
+col dito un gruppo d'alberi, dietro ai quali compariva il dottore.
+
+--Domando scusa del ritardo....--disse il tiranno al suo arrivo....--ma
+anche gli affetti di famiglia hanno i loro diritti,... e i loro
+doveri.... ho dovuto ingannare mia moglie....
+
+Tobia alzò le spalle, un impercettibile sorriso sfiorò le labbra del
+farmacista, mentre il dottore continuava:
+
+--Ho dovuto assicurarla che ogni differenza s'era appianata
+amichevolmente, e che il signor Daniele non mi aveva rifiutata la sua
+mano....--e così dicendo mi stendeva la destra, in atto modesto e quasi
+supplichevole.
+
+In quel momento, dimenticando ogni altra cosa, non vidi che il tiranno
+della mia tragedia divenuto affatto ridicolo, n'ebbi dispetto, e girando
+sui talloni gli voltai la schiena.
+
+--Animo, alla decisione,--disse Uguccione.
+
+Allora i padrini misurarono la distanza, caricarono le pistole, ce le
+consegnarono montate, e ci posero in guardia. In quel momento, avendo
+paura d'aver paura, io non pensava più a nulla. Guardai in faccia il
+dottore, che aveva i capelli irti, ed era pallido come un morto. Pareva
+che la sua testa si sostenesse più del solito sui solini, la sua bocca
+faceva uno sberleffo. Egli si teneva immobile colla pistola tesa. Io mi
+avanzai verso di lui lentamente, e giunto circa alla metà dello spazio
+che ci divideva, mi fermai e lo presi di mira. Eravamo a sei passi di
+distanza. Allora, sentendo il pericolo imminente, egli si decise a
+tirare pel primo, alzò la pistola all'altezza del mio petto, e fece
+partire il colpo. Io rimasi incolume, e immobile continuai ad
+osservarlo; egli era divenuto verdognolo. M'avanzai lentamente, colla
+mano ferma e l'indice sul grilletto; ad ogni passo che io facevo, i suoi
+lineamenti si alteravano, la tinta del suo volto si oscurava, ed io
+avanti, avanti, avanti. Egli era divenuto livido quando gli posai la
+bocca della pistola sul cuore. Chiuse gli occhi, alzò la testa,
+abbandonò le braccia come un uomo che sta per cadere. Allora gli dissi
+lentamente:
+
+--Signor dottore, se io non fossi matto vi ucciderei, ma io sono matto e
+vi dono la vita. Imparate a rispettare i matti, e non occupatevi altro a
+guarirli.--E così dicendo gettai la pistola sull'erba e gli stesi la
+mano. Egli me la strinse fortemente colla sua che era fredda come quella
+d'un cadavere, e stava per profferire qualche parola, quando Uguccione
+della Fagiuola, raccolta la pistola carica, mi disse:
+
+--Adesso tocca a me!... io pure sono stato offeso dal dottore, ed esigo
+che mi domandi scusa.... o si apparecchi a morire....
+
+Il tiranno aggrottando le ciglia balbettava parole incomprensibili. Le
+sue mani avevano contrazioni nervose, e pareva che si sentisse
+stuzzicato a gettarsi al collo d'Uguccione.... quando il farmacista
+saltò su a dire:
+
+--Finiamola.... basta così.
+
+--No,--rispose l'ostinato,--è troppo orgoglioso, voglio castigarlo.
+Dottore, io rappresento in questo momento tutti i cadaveri che avete
+mandati al diavolo prima del tempo. Io rappresento la congiura
+dell'inferno contro l'omicida, raccomandate al cielo la vostra anima....
+e morite.
+
+E così dicendo lo prese di mira a soli quattro passi di distanza, e fece
+partire il colpo. Io pensai che l'organista fosse diventato pazzo
+improvvisamente; feci un salto per isviare il suo braccio, ma giunsi
+troppo tardi, il colpo era partito. Quando il fumo mi permise di vedere
+il dottore, esso traballava.... e colle mani strette sul petto, come un
+uomo che si sente gravemente ferito, esclamava con voce semispenta e
+interrotta:
+
+--Sono as....sas....si....nato!...
+
+Tobia dava in uno scroscio di risa sgangherate.
+
+--È un brutto scherzo,--soggiunse il signor Nicola,--ma non è un
+assassinio.
+
+--Ma io sono ferito....--disse il medico con voce lamentevole....
+
+--Dal semplice stoppaccio....--rispose il signor Nicola....--perchè le
+pistole non erano caricate che a polvere....
+
+Io alzai la testa sdegnato a tale notizia, e non volevo accettare la
+burla, ma il signor Nicola, mettendomi una mano sulla spalla, mi
+costrinse a tacere.
+
+--Giovinotto,--mi disse,--basta così. Nessuno di noi sarebbe venuto ad
+assistere ad un omicidio. Se voi avete perduta la testa, non l'ho
+perduta io. Le ciarle sono ciarle, ma la vita è cosa seria, nè deve
+togliersi per così poco. Noi ci dobbiamo tutti alla famiglia ed al
+paese. Il diritto di morire da galantuomini si acquista studiando,
+lavorando, affaticando pel bene comune; morire da fanfaroni è una
+leggerezza colpevole, uccidere il proprio simile è un delitto. In ogni
+questione ci sono torti e ragioni, bisogna chiarirli colla giustizia e
+ripararli coll'onestà. Nel nostro caso il maestro offese il dottore coi
+suoi soliti paradossi, il dottore offese il maestro accusandolo di
+vigliaccheria... ebbero torto tutti due.... Il medico fa il suo dovere
+curando i malati, il maestro è un giovane incapace d'una viltà. Le
+offese si complicarono per imperizia dei testimoni; non era più
+possibile calmare i contendenti, bisognava dare qualche soddisfazione da
+ambe le parti, e finirla alla meno peggio. Ma non ci potevano essere
+scuse per permettere un omicidio. Bisognava salvare l'onore e la vita di
+tutti due. Io ho accettato d'essere padrino a tali condizioni, e gli
+altri secondarono la proposta con animo lieto. Gaspare per il primo si
+prestò con ogni argomento a convincere Tobia della necessità di non
+commettere delitti nè imprudenze, a non versar sangue, a risparmiare le
+lagrime alle famiglie, e a non dar motivo ai Tribunali di aprire
+processi togliendo la pace al nostro tranquillo villaggio.
+
+Tobia è un po' mordace talvolta, è una testa calda, ma ha buon cuore, e
+non si fece troppo pregare per deporre i rancori e finirla a modo
+nostro. D'altronde, siccome i duellanti ignoravano completamente il
+nostro piano, così il duello fu leale e soddisfacente anche per gli
+scrupolosi e pei battaglieri. I campioni non hanno certo passato una
+buona notte, nè l'uno nè l'altro; dico questo senza offendere il loro
+onore, perchè sul terreno si mostrarono coraggiosi e decisi. Per altro è
+stata una buona lezione, e vi furono momenti terribili.... Non ne
+parliamo più, l'onore è intieramente soddisfatto.... stringetevi tutti
+la mano.... e come siete stati avversari leali, siate in seguito amici
+costanti, e noi, salvando due vite, egualmente utili alla società,
+abbiamo fatto il nostro dovere.
+
+Ci stringemmo tutti la mano, e la pace fu fatta.
+
+Tuttavia mi restava un dubbio nell'animo, cioè se quella mistificazione
+fosse lodevole o censurabile, se i più validi argomenti contro il duello
+potessero autorizzare una burla. Mi pareva di no. Impedire un duello sta
+bene, ma renderlo fittizio mi pareva poco decoroso. Solo le circostanze
+eccezionali potevano giustificare la condotta dei nostri padrini. Le
+cose erano spinte a tal punto, che una prova di coraggio era divenuta
+indispensabile per togliere ogni sospetto che potesse offendere il
+nostro onore. Fecero dunque bene mettendoci alla prova, e salvandoci in
+pari tempo da ogni pericolo.
+
+Mentre tali pensieri mi giravano pel cervello, udimmo i tocchi della
+campana maggiore che annunziavano un funerale. E infatti poco dopo
+entrava in cimitero il morto portato dai becchini, seguito dagli amici e
+parenti che lo accompagnavano mestamente all'estrema dimora.
+
+Quel nero drappo che copriva la bara, le preci dei sacerdoti, la fossa
+aperta che attendeva il cadavere, mi fecero passare un brivido per le
+ossa, e furono l'argomento finale che mi persuase dell'infamia del
+duello, che non appiana veruna questione, ma uccide spietatamente,
+ciecamente, ingiustamente, leggermente, impunemente. Una sola parola, un
+malinteso, un atto fortuito basta per condannare un uomo alla morte,
+mentre sommi filosofi e giureconsulti accumulano argomenti
+incontrastabili a provare la necessità di abolire la pena di morte,
+anche per gli assassini!.... Ci arrestammo tutti con tacito consenso
+davanti a quella fossa, ed assistemmo col cappello in mano alla mesta
+cerimonia, pensando che l'indomani uno di noi avrebbe potuto subire la
+stessa sorte, non chiamato dalla natura, ma da un fatale pregiudizio, il
+quale continua a mietere le sue vittime alla luce di civili costumi.
+
+
+
+
+XI.
+
+
+Finiti i funerali, il signor Nicola ci annunziò che le donne ci
+aspettavano tutti a pranzo in casa sua, per suggellare la pace fra i
+bicchieri. Don Vincenzo Liserio venne invitato a seguirci, e avendogli
+comunicato il motivo del nostro ritrovo ne rimase tanto sbalordito, che
+continuò per tutta la strada a trattenerci colle sue interrogazioni,
+colle sue sorprese, co' suoi fremiti e co' suoi applausi.
+
+La comitiva raccoglieva i personaggi principali della mia tragedia, e mi
+pareva d'essere un capocomico che conduce al teatro la sua compagnia. E
+infatti dovevamo assistere ad una commedia o ad una farsa in casa Bruni.
+
+La commedia incominciò al nostro ingresso. Isabella Fieschi, che
+attendeva ansiosamente il marito, per dimostrargli la gioia che sentiva
+rivedendolo incolume, si gettò fra le braccia del suo Lucchino Visconti
+riconquistato, con attitudini degne d'un quadro storico.
+
+Ugolino Gonzaga, trovando quell'entusiasmo esagerato, si mordeva le
+labbra, e pareva quasi pentito d'aver cooperato a salvare il tiranno.
+Uguccione della Fagiuola, al quale nulla sfuggiva, mi accennava con due
+occhiacci stralunati, e con un sogghigno sardonico quel marito
+soddisfatto, quella moglie affettuosa e quell'amico malcontento;
+indicandomi in pari tempo la beata fisonomia dell'arcivescovo Giovanni,
+che ammirava in quegli amplessi la santità del matrimonio.
+
+Francesco Pusterla congiurava come al solito, apparecchiando una serie
+di bottiglie, destinate, come la macchina infernale di Fieschi, a far
+saltare in aria o cadere in terra la comitiva, Uguccione della Fagiuola,
+all'aspetto di quegli apparecchi, rasserenava il volto, mostrava uno
+sguardo benigno, dal quale traspariva un'intima soddisfazione, piena di
+promesse per darsi un contegno conveniente: egli andava lustrando
+coll'avambraccio il suo lungo e speluccato cappello a cilindro, il
+quale, partecipando dell'indole testereccia del cervello che proteggeva
+dalle intemperie, si mostrava ribelle ad ogni pulitura e si conservava a
+strapelo.
+
+Il tiranno aveva assunto l'aspetto dignitoso dell'uomo importante; la
+moglie, rassicurata sulla vita del marito, temeva di avere oltrepassato
+i limiti dell'entusiasmo, e procurava di riprendere il terreno perduto
+sbirciando i più teneri sguardi verso Ugolino Gonzaga, che trovandoli
+irresistibili, deponeva il sussiego della illegittima gelosia, per
+corrispondere degnamente al nuovo invito.
+
+Infatti pareva che tutto si disponesse a rientrare nell'ordine.... o nel
+disordine normale, quando un improvviso fracasso proveniente dalla
+cucina venne ad annunziarci un nuovo avvenimento. Finita la commedia,
+incominciava la farsa.
+
+Attirati dal rumore siamo corsi tutti in cucina, e vedemmo una finestra
+caduta in frantumi, una damigiana rovesciata, un lago di vino sul
+pavimento, la Menica colle mani nei capelli, Martino che fuggiva per
+evitare il primo impeto del padrone. Che cosa era avvenuto per causare
+tanti disordini?... Una piccolissima causa aveva prodotto quei terribili
+effetti, proprio come molte questioni di duelli. Ogni momento che
+passava ci portava il suo insegnamento. Ecco il fatto. Un sorcio era
+entrato in cucina, la Menica aveva chiamato Martino in aiuto, ed esso,
+armato d'un bastone, pieno d'ardore contro il nemico, s'era slanciato
+nella lotta con un colpo decisivo.... che gettò in terra la damigiana,
+facendola in pezzi, poi cadde sulla finestra e ruppe quattro vetri,
+aprendo una larga breccia, per la quale il sorcio spaventato, ma
+incolume, aveva battuto la ritirata. Cosicchè tutti correvano: noi per
+assistere allo spettacolo correvamo sul teatro dell'avvenimento, il vino
+correva per la cucina, il sorcio correva pei campi, Martino correva per
+la corte, il signor Nicola correva dietro a Martino, la Menica correva
+dietro al signor Nicola, e lo raggiunse abbastanza in tempo per salvare
+il domestico da un colpo di bastone, che avrebbe dovuto piuttosto
+uccidere il sorcio.
+
+--Calmatevi....--gridò Ugolino Gonzaga,--è meglio spargere il vino che
+il sangue....
+
+--Non sono di questa opinione!--rispose Uguccione della Fagiuola,--e
+questa volta vado d'accordo col medico....
+
+--Che cosa volete dire?...--gli chiese il dottore, offeso di trovarsi
+d'accordo in qualche cosa con un individuo che gli era antipatico.
+
+--Intendo dire che voi coi vostri salassi spillate più sangue che vino,
+e questo va bene, perchè un eccesso di sangue può togliere la vita,
+quando un eccesso di vino non fa che esilararla, o tutto al più
+addormenta tranquillamente per alcune ore. È meglio dunque spargere il
+sangue.... e riservare il vino, per beverlo in buona compagnia. Per me
+avrei preferito che Martino avesse rotta la testa al sorcio e salvata la
+damigiana. Se il dottore pensa diversamente, le opinioni sono libere....
+ed anche le bestie hanno diritto di difendersi.... e avvicinandosi a me,
+mi ripetè sottovoce guardando il dottore.... anche le bestie hanno il
+diritto di difendersi scambievolmente.
+
+Il dottore non gli rispose, ma gli diede un'occhiata incendiaria che
+voleva dire:
+
+--Linguaccia malefica, se ti potessi cavar sangue, te lo caverei fino
+all'ultima stilla!
+
+Il signor Nicola, passato il primo impeto, ritornò tranquillamente in
+cucina, rimproverando la Menica d'aver chiamato Martino per uccidere un
+sorcio.
+
+--È un imbecille,--egli continuava,--capace di demolire una casa per
+prendere una mosca....
+
+Allora il dottore aggiunse sentenziosamente:
+
+--Per liberarci dai nemici interni, non dobbiamo mai contare
+sull'intervento degli stranieri!...
+
+--Che ne dite, Tobia?...--chiese il signor Nicola all'organista. Ed egli
+rispose:
+
+--Io penso sempre il contrario di quello che pensano i medici e sto
+benissimo.
+
+--Cattiva lingua....--soggiunse il signor Nicola ridendo. Il medico
+finse di ridere esso pure, per mostrarsi disinvolto, ma la sua fisonomia
+tradiva i suoi pensieri. Esso aveva l'aspetto d'un uomo che mastica
+fiele e vuol far credere che gli trova il gusto dello zucchero.
+
+Per attendere l'ora del pranzo si misero a giuocare alle carte su due
+tavolini: il dottore ed il parroco dirimpetto al farmacista e
+all'organista; la signora Pasquetta col signor Nicola a fronte della
+signora Giovanna e del giovane allievo del farmacista, che aveva servito
+di secondo padrino al dottore.
+
+Io accompagnai l'Agata che andava in cerca di Martino fuggiasco, per
+annunziargli l'amnistia ottenutagli dal padre.
+
+Desideroso di sapere come fossero passate le cose ch'io ignoravo intorno
+alle predisposizioni del famoso duello, gliene chiesi qualche notizia ed
+ella mi disse ingenuamente:
+
+--Dopo la partenza dei testimoni dalla casa del dottore, la signora
+Pasquetta, spiritata, era corsa in casa Bruni.
+
+--Presto... presto per carità... chiamatemi il signor Nicola... che ci
+salvi tutti... Vogliono uccidere mio marito... mio marito vuol uccidere
+Daniele e Tobia; domani sarà un macello, che farà inorridire il paese.
+
+Mentre essa raccontava gli orrori e le lotte di quella sera e la sfida
+per l'indomani, comparvero i testimoni che erano stati da me, e che si
+recavano dal signor Nicola per tenere consiglio intorno alla condotta da
+adottarsi. La signora Pasquetta venne congedata con promessa formale di
+accomodamento, prima però che si fosse nulla deciso intorno al partito
+da prendersi, raccomandandole caldamente di evitare nuovi scandali, di
+lasciare che suo marito si recasse all'indomani al suo posto, ed ella
+confidasse in loro.
+
+Ma la conferenza dei testimoni che si protrasse a tarda notte non sapeva
+trovare uno scioglimento che appagasse ogni esigenza, quando l'Agata
+manifestò modestamente il suo parere.
+
+--Impedire il duello,--disse,--mi pare impossibile; lasciare che si
+ammazzino è ancor peggio; o dunque perchè non dareste ai duellanti due
+pistole cariche a sola polvere, ond'essi ignorandolo possano provare
+tutte le peripezie del duello, senza subirne le terribili conseguenze?
+Dopo lunghe discussioni venne accettata la proposta, con giuramento
+solenne di conservare il segreto fino al termine dell'affare. E così fu
+fatto.
+
+--In tal modo,--io dissi all'Agata,--voi avete inventato un nuovo genere
+di duello, che tuttavia non può aver luogo più di una volta sola.
+
+--A me bastava salvare la vita e l'onore di due persone; al resto non ci
+pensavo.
+
+--E come avete fatto a scoprire questo stratagemma?
+
+--È stata una ispirazione,--ella soggiunse,--un'ispirazione d'un'anima
+santa che veglia in cielo sopra di voi. Mentre mio padre parlava
+concitato con Gaspare e Tobia, cercando di persuaderli ad evitare una
+disgrazia, io sentiva sul mio seno la medaglia di vostra madre, che
+pareva mi pulsasse per chiamare la mia attenzione. Allora mi parve
+ch'ella mi dicesse dall'alto «salvate l'onore e la vita a mio figlio» e
+certo i miei pensieri mi vennero infusi dalla potenza sovrumana d'una
+madre.--Qui, ritirando dal seno la medaglia, me la porse dicendomi:
+
+--Datele un bacio, e un'altra volta siate più savio.
+
+Io baciai affettuosamente la medaglia, ella se la ripose in seno, e
+camminammo lungamente in silenzio. Sentivo qualche cosa che mi strozzava
+la gola e mi toglieva la facoltà di parlare.
+
+A mezzogiorno preciso Bitto comparve, come al solito, ad annunziare
+l'ora del pranzo.
+
+La riunione intorno alla mensa ospitale fu lieta e conciliante. Il vino
+ingurgitato ci fece dimenticare quello perduto. E succede sempre così a
+questo mondo: i piaceri che consolano i nostri sensi ci fanno
+dimenticare i mali sofferti... dagli altri.
+
+Alla fine del pranzo abbiamo chiamato Martino e ci siamo fatti
+raccontare la sua lotta col sorcio, ma nel punto più interessante, la
+vivacità del racconto esponendoci al rischio di veder rinnovata la
+catastrofe, abbiamo dovuto rimandarne la continuazione ad un altro
+giorno... come le appendici dei giornali.
+
+--Tregua ai pericoli,--diss'io,--non bisogna provocare troppo la sorte.
+Oggi ci dovevano essere dei feriti e degli uccisi, e tutti furono
+salvi... uomini e bestie.
+
+--Meno la damigiana!...--soggiunse Uguccione con rammarico, chè,
+quantunque saturo di vino, non ne era ancor sazio.
+
+Quando la conversazione si fece generale, e tutti parlavano in una
+volta, l'Agata, che mi sedeva vicina, mi disse all'orecchio:
+
+--Gli uomini furono salvi senza loro merito... invece la bestia dovette
+la salute alla propria intelligenza, evitando il pericolo con destrezza,
+cogliendo il momento opportuno per cavarsela dalla sola uscita
+possibile, schivando i colpi malaccorti d'un uomo stupido.
+
+--L'uomo,--io le risposi,--non si fa merito di evitare i pericoli colla
+fuga, ma preferisce di salvar l'onore a rischio della vita.
+
+--Ma se le bestie,--ella soggiunse,--non sentono il bisogno della
+riparazione delle offese, gli è perchè fra loro non corre l'uso
+dell'oltraggio. Vivono più concordi degli uomini, hanno il coraggio di
+difendersi contro i propri nemici, quando ne vedono la possibilità, ma
+non si espongono leggermente a tanti pericoli.
+
+--Perchè non possono contare sull'intervento della donna,--io
+aggiunsi,--la quale, rappresentando la Provvidenza, trova sovente il
+modo di accomodare col cuore ciò che l'uomo guasta colla testa!...
+
+Abbassò gli occhi e tacque.--Alla sera, separandoci, eravamo tutti
+ritornati amici... almeno in apparenza.
+
+
+
+
+XII.
+
+
+Un buon sonno mi riposò di tutte le scosse morali del giorno. Il sonno è
+lo spazio vuoto che divide le strofe del poema della vita. In quei
+giorni nei quali hanno termine i più gravi avvenimenti finisce anche il
+canto.
+
+All'indomani del mio duello io cominciai dunque un altro canto colla sua
+nuova serie di strofe, cioè ripresi la vita, colle sue note liete e
+dolorose, colle sue rime obbligate e monotone, colla sua misura
+prescritta dalla prosodia, positiva come il materialismo del verso.
+
+Le note liete mi venivano dalla natura in fiore, che consolava la vista
+coi sorrisi della primavera; le note dolorose erano l'eco del primo
+amore perduto, delle speranze deluse, dei dolci sogni svaniti. La
+monotonia la trovavo nella scuola, ove un gregge d'idioti imparava a
+leggere per conoscere anche i mali passati, a scrivere per offendere la
+grammatica, a far conti per ingannare il prossimo. Il lato positivo
+della vita mi veniva rappresentato da quattro sacchi di farina che mi
+pesavano sulle spalle, come all'asino del mugnaio!... Bitto, che non
+aveva di questi pensieri, russava tranquillamente a' miei piedi,
+aspettando l'ora del pranzo, che non gli sapeva di sale quantunque
+andasse a chiederlo in casa altrui.
+
+All'amore deluso avevo tempo da pensarci, la scuola andava avanti da sè,
+ma la farina bisognava pagarla.
+
+Mi decisi al taglio d'un boschetto che avrebbe aspettato con vantaggio
+per qualche anno; ma quando si ha assoluta necessità di denaro, e si può
+trovarlo in un bosco senza assassinare un cristiano, si assassina il
+bosco, e si lasciano cantare i giornali, che deplorano il diboscamento
+delle pendici, perchè non hanno boschi da tagliare... ma tagliano i
+panni addosso ai galantuomini, come se fossero meno sensibili delle
+montagne!
+
+Venduta la legna e intascato il danaro, partii per pagare il mio debito
+al mugnaio.
+
+Il mulino è collocato in posizione pittoresca, alle falde d'una montagna
+vestita d'abeti, sulle rive scoscese d'un torrente, alimentato da una
+cascata.
+
+Al cupo fragore della cascata, al gorgogliare delle acque spumanti che
+s'infrangono sui macigni caduti dall'alto, e serpeggiano fra i sassi e
+le ghiaie del torrente, si confonde il tonfo regolare delle ruote nella
+gora, e i battiti dei palmenti. Tutti questi suoni formano un
+accompagnamento grave e solenne al gorgheggio melodioso di qualche
+uccello sugli alberi, e al cigolare degli assi di ferro che girano sui
+perni asciutti. Questo è per l'udito. Per gli occhi, essi nuotano in un
+tal lusso di colori da restarne inebbriati. Dal tenero arbusto che si
+agita alla brezza sulla sponda del torrente, all'albero gigantesco colla
+cima infranta dal fulmine che protende le antiche fronde sui crepacci
+delle roccie ingombri delle sue tortuose radici, dal musco che copre di
+velluto i legnami fradici del mulino alla vitalba vagabonda che
+s'arrampica sulle piante vicine e ricade in festoni, dall'edera che
+tappezza i vecchi muri crollanti alle cupe ramificazioni degli abeti che
+ascondono i precipizi, si possono annoverare tutte le gradazioni del
+verde, e le sue decomposizioni dal giallo bruno al dorato, dal più cupo
+azzurro al turchino. Il candore delle spume del torrente illuminate dal
+sole, la lucida trasparenza delle acque bianche e cilestri nel letto di
+ciottoli, le nude roccie del fondo di colore cenerino contrastano colle
+tinte forti dei vicini clivi boscosi, e colle dense ombre che confondono
+l'acqua col terreno e le pietre, e il folto degli alberi coll'angolo
+della casa.
+
+La scena era stupenda, ma il personaggio ch'io andava a visitare mi era
+antipatico come un creditore impaziente, come un orco che mi aveva
+divorato un bosco. Ma quale non fu la mia sorpresa quando, avvicinandomi
+al mulino, vidi comparire sul pianerottolo delle chiaviche la più bella
+testa di donna che possa aspettarsi un pittore in cerca del suo modello
+nella campagna di Roma. Era proprio uno di quei bei tipi della Sabinia
+che si vedono sovente alle esposizioni sotto al vago costume romano.
+Bruni i capelli e la pelle, l'occhio grande e vivace sotto due lunghi
+sopraccigli; un busto rigoglioso, due braccia ben tornite che finivano
+con una mano pienotta, un complesso di donna vigorosa e fresca, ecco
+l'aspetto della mugnaia. Un fiore di geranio rosso collocato
+leggiadramente sui capelli armonizzava cogli orecchini che le pendevano
+dalle orecchie, e con un filo di corallo che le cingeva il collo. Una
+leggierissima velatura di farina copriva quella deliziosa apparizione, e
+dava al suo viso il vellutato delle pesche non ancora spiccate
+dall'albero. È certo che l'aspetto d'una bella mugnaia deve aver
+ispirato la moda della cipria sui capelli e sulla pelle. Pareva che un
+nume propizio volesse ricompensarmi a misura di carbone dell'esile
+brunetta perduta a Milano, mettendomi davanti una bruna raddoppiata, e
+incipriata per giunta. Sorrisi della bizzaria del caso, e se mi fossi
+contentato di ammirarla da lontano come la prima, non ci sarebbe stato
+nulla di reprensibile... ma un pensiero infernale attraversò la mia
+mente, come una tentazione del diavolo!.. Se mi vendicassi?.. io
+pensai... ah! l'uomo che ha ricevuto le lezioni dell'amore impara a
+vivere, dissi fra me... e passati i vent'anni l'amor platonico non è più
+di stagione... Io non intendo,--ripetevo a me stesso,--io non intendo
+passare la vita adorando le donne a venti metri di distanza... perchè si
+burlino poi di me, e mi voltino le spalle... E meditando l'abbandono
+della contessa Savina... e pensando alla offesa ricevuta dal mugnaio...
+mi passò per la mente questa idea infernale: se mi vendicassi con una
+vendetta complessiva degli oltraggi dell'amore... e della farina?...
+della contessa... e del mugnaio?...
+
+Come se la contessa Savina fosse obbligata ad amarmi per forza... ed il
+mugnaio a fornirmi la farina per amore!... Ma la natura perversa
+dell'uomo gli fa confondere sovente il desiderio col diritto, ed esso
+scompiglia la società per tradurre i suoi desiderii intemperanti in
+fatti compiuti. Fatto sta che l'aspetto della mugnaia fomentava le mie
+cattive inclinazioni, provocando in me un vile desiderio di
+rappresaglie. Non era un nuovo amore incipiente che mi spingesse verso
+di lei; era l'amore deluso, che m'indicava una vittima sulla quale
+potevo esercitare la mia vendetta. Pareva che la sorte offrisse
+un'occasione di sfogo ai miei rancori. Una brunetta m'era sfuggita di
+mano, un marito mi tormentava per cavarmi del denaro... eccomi una bruna
+forte... e forse una moglie debole... che poteva saziare la mia avidità
+di vendetta.... Bisogna conquistare quella mugnaia, come la più bella
+delle vendette possibili!... Con tali atroci sentimenti entrai nel
+mulino.
+
+Io sperava che il mugnaio fosse assente, ma avevo fatto i conti senza
+l'oste.
+
+Egli se ne stava in cucina, e tenendosi un marmocchio sui ginocchi, gli
+dava la pappa.
+
+--Cospetto!...--dissi,--sor Zaccheo, siete nel pieno esercizio delle
+vostre funzioni di balio....
+
+Mi guardò sorridendo, e continuando tranquillamente il suo ufficio, mi
+rispose:
+
+--Che vuole! dopo le fatiche ho diritto anch'io di godere qualche
+consolazione, l'affetto del mio bimbo; e la sua gioia quando gli dò la
+pappa è il massimo dei miei piaceri... veda come mangia con appetito!
+
+--È un vero Gargantua, un lupo cerviere....
+
+--Ha la buona salute di sua madre... poveretto...--poi rivolto al
+marmocchio gli diceva:--Mangia, mangia, il mio bimbo, che la fatica di
+guadagnarti il pane mi è più cara dell'ozio del milionario che non ha
+figli.
+
+Io interruppi le considerazioni patetiche del mugnaio per dirgli:
+
+--Sor Zaccheo... sono venuto a pagare il mio debito.
+
+--Ha voluto proprio disturbarsi a fare questa gita... poteva farmi
+avvertire....
+
+--Ho fatto la passeggiata con vero piacere... ora eccovi il denaro.
+
+--Prenda una sedia e s'accomodi,--mi rispose;--poi si mise a chiamare:
+Giustina.... Giustina.... Giustinaaa.
+
+La bella moglie comparve sulla soglia colla testa alta, le mani sulle
+anche, i gomiti sporgenti.
+
+--Ohè... che c'è di nuovo?..--e quando mi vide seduto in un angolo, mi
+fece una riverenza.
+
+--È il signor Daniele Carletti....
+
+--Ah... benvenuto, signor maestro, sta bene?--mi chiese come se fosse
+una vecchia conoscenza.
+
+--Grazie, sto benissimo....
+
+--Tanto meglio... la salute è la prima cosa di questo mondo... chi ha
+salute ha denaro... perchè quando si sta bene si lavora... e si
+mangia...--soggiunse, guardando con compiacenza il suo marmocchio che
+spalancava la bocca, dimenando allegramente le braccia, e le gambe,
+mentre Zaccheo prendeva la zuppa col cucchiaio di legno, vi soffiava
+sopra, l'avvicinava alle labbra per sentire se scottava, poi coll'indice
+l'accompagnava lentamente nella voragine di suo figlio.
+
+--Giustina,--disse il mugnaio,--puoi fare il conto al maestro, che si è
+disturbato venendo in persona a pagarlo.
+
+--Come?--essa domandò con sorpresa,--ella è venuto in questi greppi
+deserti per tale bazzecola?.. è una stradaccia rotta e faticosa.
+
+--Non me ne sono accorto,--risposi.--Sono siti che mi piacciono assai,
+ho percorso un cammino delizioso, per giungere in un eden... ove si
+vedono le più belle cose del mondo!--e così dicendo la guardavo con un
+sorriso significante... ma essa non intendeva nulla, e rimase
+indifferente, anzi sorpresa del mio entusiasmo, talchè mi rispose
+ridendo:
+
+--Tutti i gusti son gusti... ma questi orridi siti piacciono a poca
+gente... nessun viandante s'arresta fra i nostri burroni... anche i
+pastori vi passano in fretta per condurre le pecore sulle cime. Sono
+boschi e montagne senza paesi... buoni solo pei mugnai, che hanno
+bisogno d'acqua per far girare il mulino.
+
+--A me sembrano siti deliziosi... incantevoli... vi passerei volentieri
+la vita....--e le lanciai una occhiata assassina... Ma che! fu come se
+avessi scagliato un uovo in una roccia!... quella donna era un
+macigno!... Essa alzò le spalle ridendo, e concluse:
+
+--Se venisse qui al tempo della neve e del ghiaccio, scapperebbe via
+spaventato.
+
+Non c'era verso di persuaderla; intanto il marmocchio avea vuotata la
+scodella della zuppa e piangeva. Zaccheo se lo prese in braccio, e
+cullandolo leggermente gli disse alcune parole senza significato, ma
+carezzevoli tanto che lo calmarono.
+
+Allora la donna prese da uno scaffale un libraccio infarinato, un vero
+dizionario della crusca, perchè conteneva tutti i conti del mulino, ove
+si registravano i tesori della lingua: il pane e la polenta che
+alimentano la popolazione. Deposto il volume sul tavolo, si sedette
+gravemente, e sfogliandone le sacre pagine andò a cercare il mio nome
+fra i debitori morosi. Il marito si teneva in piedi dietro di lei col
+bimbo fra le braccia; io, sedutole vicino mentre essa calcolava il mio
+debito, contemplavo la fina lanugine che ombrava leggermente il suo
+labbro superiore, e pensavo che le avrei dato volentieri molto più di
+quanto mi domandava....
+
+Contatole il denaro, se lo pose in tasca, intinse una penna di tacchino
+in un calamaio di legno, e con solenne gravità prese nota del pagamento.
+
+Allora si parlò e si rise sopra varii argomenti. Io canzonavo Zaccheo
+sulle funzioni muliebri, egli accarezzava il bimbo, mi rispondeva che i
+giovinotti si burlano di ciò che non conoscono, che il cuore non ride
+mai... che nelle affezioni si confondono i sessi e le età, che il padre
+è come la madre, il nonno è come il nipote.
+
+Mi disse che sua moglie era occupata negli affari, che fra l'uno e
+l'altro bisognava aiutare la barca. In tal modo presi conoscenza del
+loro sistema di famiglia, nel quale la donna primeggiava col pensiero e
+l'uomo con l'opera manuale; la prima ordinava, dirigeva, registrava le
+entrate e le spese, il secondo la serviva come un famiglio, andava a
+prendere il grano per le case dei villaggi vicini, lo gettava nella
+tramoggia, e ne riportava la farina. Infatti la moglie aveva la suprema
+direzione degli affari, il marito e l'asino facevano il resto.
+
+Lo squallore del volto del mugnaio, aumentato dalla velatura di farina
+che avvolgeva tutta la sua persona, contrastava grandemente colla
+freschezza della moglie, la cui rara avvenenza era rilevata da una
+salute così vegeta che sforzava le cuciture.
+
+Osservandola attentamente io andava sempre più confermandomi nel
+sinistro progetto di farne la conquista, e per facilitarmi le operazioni
+dell'assedio trovai necessario di prendere alcune precauzioni,
+predisponendo le cose in modo che gli approcci alla fortezza non
+riuscissero sospetti. Dissi che mi dilettavo di pittura, occupando le
+ore che mi restavano libere dopo la scuola a riprodurre le più belle
+vedute del paese. Mostrai il desiderio di copiare quella stupenda
+cascata; e questo primo stratagemma mi riuscì a meraviglia. Mi rispose
+ch'io non ero il primo che mandasse ad effetto tale divisamento, avendo
+già veduto varii artisti seduti per intiere giornate sotto un albero
+disegnando il paesaggio. Mi offersero anzi l'ospitalità, se avessi
+bisogno di riposo, e la loro ingenua cordialità avrebbe dovuto farmi
+subito desistere dalla mia scellerata macchinazione.
+
+Non intendo giustificare un attentato che ora risveglia i miei rimorsi e
+mi fa arrossire di vergogna, ma credo d'aver diritto di reclamare le
+circostanze attenuanti. Se la bellezza della greca Frine la fece uscire
+dall'Areopago assolta da ogni accusa, io sono convinto che all'aspetto
+della mugnaia i miei giudici non potrebbero essere più severi dei vecchi
+senatori d'Atene e dovrebbero giudicare con indulgenza un giovane di
+vent'anni che aspirava alla conquista della Frine del mulino.
+
+Fatto sta che alcuni giorni dopo la prima visita volli eseguire alcune
+ricognizioni nei dintorni della fortezza, per conoscere i movimenti del
+nemico, e riuscii a scoprire le ore precise delle uscite giornaliere del
+presidio.
+
+Il presidio nemico si concentrava naturalmente nel mugnaio, ed io,
+nascosto dietro una roccia, lo vidi varie volte alla solita ora
+comparire sopra il suo asino, sul vertice d'una collina dietro la quale
+s'ascondeva il mulino. E dopo tanti anni mi pare ancora di vederlo.
+L'asino, il sacco ed il mugnaio formavano un gruppo d'una mezza tinta
+uniforme come il marmo piramidale secondo le leggi scultorie, e spiccava
+pittorescamente sul verde scuro del bosco che formava il fondo del
+quadro. Mi riuscì dunque agevole impadronirmi del mulino in un momento
+opportuno, e gettare qualche razzo incendiario, in via d'esperimento.
+Tentativo fallito!... La minaccia d'una vigorosa risposta mi consigliò
+subito a battere la ritirata, aspettando una migliore occasione per
+ritornare all'assalto.
+
+L'assedio procedeva regolarmente, con tutte le regole indicate
+dall'arte. Al mattino andavo a disegnare la cascata: era una finta
+necessaria per ingannare il nemico sui miei movimenti; più tardi
+rientravo al bivacco, cioè facevo colazione al mulino coi commestibili
+che portava meco per alimentare la truppa all'assedio. Talvolta mi
+procacciai qualche ghiotto boccone, e dell'ottimo vino... sperando di
+prenderla per la gola, ma i miei tentativi riuscirono vani. La mugnaia
+accettava cordialmente le mie offerte, se le divorava senza cerimonie, e
+colla stessa semplicità mi obbligava di prendere i suoi frutti secchi,
+il pesce fritto e la polenta del mulino. Era uno scambio di cortesie
+leali e nulla più. Io approfittava di quei momenti per avanzarmi di
+qualche passo, colle parallele del sentimento, ma essa mi rispondeva con
+un'artiglieria che distruggeva le mie operazioni preparatorie, e rendeva
+vane anche le piccole scaramuccie.
+
+Stanco e annoiato di perdere tanto tempo senza frutto, un giorno, con un
+rapido movimento, girando la posizione di fronte per l'ala sinistra,
+volli tentare di prendere la piazza con un ardito colpo di mano. Ma
+anche questa sorpresa ebbe un esito infelice... e pericoloso. Sono
+sfuggito per miracolo ad un rovescio, che mi avrebbe causato delle gravi
+perdite, se avessi mancato di quel genio che guidava il principe Carlo
+d'Austria nelle sue ritirate davanti l'impeto degli eserciti del primo
+Napoleone.
+
+Con destrezza insuperabile ho salvata la testa! le difficoltà si
+facevano sempre più gravi, la fortezza presentava una resistenza
+insormontabile, ed io rientrava sovente nei miei quartieri ferito
+nell'orgoglio, e talvolta anche altrove, ma spinto da ogni nuova ripulsa
+a tentativi più arditi.
+
+Una sera me ne tornavo dall'attacco rimuginando col pensiero qualche
+astuzia guerresca, quando sentii Bitto da lontano che abbaiava
+allegramente, come soleva fare incontrando gli amici. Infatti alla
+svolta del monte vidi una brigata di persone che avanzava dalla mia
+parte. Era la famiglia Bruni, e il dottore con sua moglie che facevano
+una passeggiata vespertina.
+
+Quando mi furono dappresso, m'avvidi che si scambiavano delle occhiate
+d'intelligenza, e che ciascheduno aveva un sorriso o un sogghigno sulle
+labbra.
+
+--Oh... quale sorpresa!--esclamò il signor Nicola,--il maestro Daniele
+da queste parti... a quest'ora....
+
+--Nessuna sorpresa...--io risposi...--perchè vedo che mi siete venuti
+incontro.
+
+--Sì... no... è vero... non è vero,--tutti volevano dissimulare la
+verità, ma colla franchezza della mia risposta io avevo gettato il
+disordine nel campo nemico.
+
+--Infatti,--soggiunse il signor Nicola,--è lecito sapere che cosa vi
+attira da queste parti?...
+
+--Perbacco,--io risposi,--vogliono che io faccia dei misteri?... vado a
+studiare una cascata....
+
+--Ah!... ah!... ah!... benissimo... è ben trovata,--osservò il signor
+Nicola.
+
+--Va a prendere delle doccie....--proseguì il medico.
+
+--Ha ragione, signor maestro, fin che è giovane si diverta,--continuò la
+signora Pasquetta, che si mostrava sempre indulgente pei peccatuzzi
+dell'umana fragilità.
+
+--Eppure,--riprendeva il signor Nicola,--quella cattiva lingua di Tobia
+pretende che abbiate degli interessi al mulino.... e siate infarinato a
+dovere!...
+
+--Ahimè, povero Zaccheo!...--replicava il dottore levandosi il cappello,
+e simulando colle dita sulla testa certi ornamenti animaleschi, che
+facevano arrossire la signora Pasquetta fino al bianco degli occhi.
+
+Vedendo il dottore a fare quegli scherzi, non ho potuto trattenere le
+risa, e diedi in uno scroscio sgangherato accompagnato dai singulti del
+signor Nicola, che scoppiava nella pelle. La signora Giovanna rideva
+essa pure, ma il dottore rideva più di tutti.... Agata era andata avanti
+con Bitto, e gettava dei sassi, che egli correva a prendere, riportava e
+depositava a' suoi piedi, abbaiando con insistenza per ottenere che la
+ragazza li gettasse nuovamente.
+
+Intanto noi si rideva allegramente vedendo il dottore contento come una
+pasqua dell'effetto irresistibile prodotto da' suoi scherzi; egli,
+incoraggiato dal buon successo, continuava a burlarsi di Zaccheo,
+malgrado le preghiere di desistere che gl'indirizzava la moglie,
+divenuta pavonazza dalla tortura.
+
+Essendoci accorti che la signora soffriva davvero, abbiamo abbandonato
+il soggetto scabroso, cambiando discorso.
+
+Era l'ora del tramonto, e volendo rientrare al villaggio prima di notte
+abbiamo abbandonata la strada maestra, prendendo una scorciatoia per un
+sentiero tortuoso fra due siepi.
+
+La viuzza angusta non permetteva il passaggio che a due sole persone di
+fronte. Io precedeva la comitiva insieme con l'Agata, poco dopo seguiva
+il signor Nicola colla signora Pasquetta, ed ultimi il dottore colla
+signora Giovanna. Bitto andava avanti e indietro, su e giù per l'erta,
+come sogliono fare i cani... e gl'innamorati.
+
+Il sole, dardeggiando i suoi ultimi raggi dietro la montagna, tingeva di
+porpora e d'oro le nuvolette increspate che vagavano pel firmamento.
+
+--Come sono stupende queste scene della sera fra i monti!...--io
+osservava.
+
+--Soltanto dopo un giorno sereno....--mi rispondeva l'Agata.--Ma i
+giorni burrascosi hanno un tetro tramonto, senza luce, senza splendore,
+con un corteggio di nuvoloni neri, minacciosi.... Avete mai pensato alla
+rassomiglianza fra il periodo d'un giorno e l'intiero corso della nostra
+vita?
+
+--Ci ho pensato sovente....--io soggiunsi,--e se dipendesse da me,
+vorrei che ogni giorno fosse sereno, ogni vita felice, ogni tramonto
+bello come quello di questa sera....
+
+--Il giorno bisogna prenderlo come ci vien dato dalla natura.... ma
+dipende da noi che la nostra vita sia calma o burrascosa, senza macchie,
+senza rimorsi, senza nuvole al tramonto, come una giornata serena.
+
+La guardai in volto tacendo, e mi parve grave e severa.
+
+Camminavo in silenzio dopo qualche istante, quando un magnifico falco
+attraversando la valle ci passò rapidamente davanti gli occhi,
+penetrando nel bosco vicino, dal quale dopo uno stormire di fronde
+s'intese un confuso cinguettìo, e si videro uscire alcuni uccelletti
+spaventati.
+
+--Un bel falco!...--dissi io.
+
+--Bello, ma crudele!...--essa mi rispose.--La bellezza è un dono della
+sorte, non è un merito; e,--proseguì,--se la bellezza non è accompagnata
+da buon cuore e da onestà, io la compiango. Quando vedo un falco, non
+penso alla sua bellezza, ma al dolore dei poveri uccelletti che avranno
+il nido invaso e insanguinato dal rapitore, che, portandosi via la madre
+a tradimento, mette il padre in disperazione, e lascia i piccini
+nell'abbandono.... Mio Dio! quante vittime per una preda!...
+
+Io sentiva che i colpi venivano al mio indirizzo.... e che erano
+meritati.
+
+Pensai seriamente alla colpevole leggerezza che mi valeva quella severa
+lezione. Anch'io come il falco grifagno tentava rapire la pace ad una
+onesta e tranquilla famiglia... che nel suo eremo, ai piedi delle Alpi,
+non era ancora abbastanza riparata dalla rapacità d'un cuore
+spietato.... Ma almeno il falco cercava una preda per vivere.... io
+invece facevo il male per soddisfare un vano capriccio.... per saziare
+un desiderio colpevole.... per distrarmi da un dolore profondo con una
+insidia.... per vendicarmi contro persone innocenti dei mali prodotti
+dalla mia dabbenaggine!... ed ecco che come al solito io compariva
+peggiore della bestia.... più crudele del falco.... e meno fortunato di
+lui, perchè non avevo nè la sua destrezza per cogliere la preda, nè le
+ali per fuggire dalle maledizioni delle vittime!...
+
+Io invidiava la sorte di quell'uccello di rapina, che dopo il delitto
+poteva almeno volare in lontane regioni, ove si ignoravano le sue
+prodezze sanguinose!... io invece non potevo nascondere la vergogna
+davanti al mio giudice.
+
+Tuttavia sentivo il bisogno di rispondere qualche cosa; ma misurando i
+miei torti non trovavo giustificazioni ammissibili, e mi sentivo così
+aggravato, che proruppi in queste parole:
+
+--Agata, avete ragione, disprezzatemi, io sono un uomo abbietto!.... se
+fossi vicino ad un precipizio, mi vedreste scomparire dai vostri
+sguardi....
+
+--Con un delitto non si ripara una colpa....--mi rispose freddamente.
+
+Allora mi venne il pensiero ch'essa mi credesse forse più colpevole che
+in fatto non era, e volli giustificarmi.... per non essere condannato in
+contumacia.
+
+Le confessai ingenuamente la mia ammirazione per la bellezza plastica
+della moglie di Zaccheo, assicurandola però che tale ammirazione non
+ebbe altro effetto che alcune visite senza conseguenza.... Tacqui
+dell'assedio tentato invano, della resistenza valorosa e
+dell'artiglieria formidabile della mugnaia, e promisi che avrei
+abbandonato per sempre il mulino, e gli studi delle cascate!...
+
+--Me lo promettete seriamente?...--mi chiese.
+
+--Ve lo prometto sulla mia parola d'onore.
+
+--Accetto la promessa in nome di vostra madre,--ella mi rispose,--della
+quale m'avete impartita l'autorità.--Così dicendo mi sporse la mano.
+
+Io gliela strinsi coll'animo commosso e le chiesi umilmente:
+
+--E mi perdonate?...
+
+--Vi perdono,--mi rispose,--a condizione che siate galantuomo...
+ricordandovi che chi ruba la donna altrui è un ladro più infame di chi
+invola il denaro... Il denaro rapito può lasciare le vittime nella
+povertà... ma la donna che tradisce il marito lo lascia nel disonore,
+che è peggior cosa d'ogni miseria!...
+
+Eravamo giunti al villaggio e dopo i soliti saluti rientrammo nelle
+nostre case.
+
+
+
+
+XIII.
+
+
+Ho dunque abbandonato l'assedio, e ripiegata la tenda; non più marcie
+forzate, nè speranze, nè timori, nè tutte le emozioni della lotta. Ho
+battuto la ritirata, per riprendere la vita monotona del soldato di
+guarnigione.
+
+A vent'anni avevo già spasimato d'un amore ideale, e raccoglievo un
+amaro disinganno; avevo tentato l'amore positivo, materiale, il frutto
+vietato; e ne riportavo qualche ferita e un rimorso. In complesso erano
+due fiaschi solenni coi quali inauguravo la mia esistenza, due fiaschi
+che mi mettevano in uggia le ragazze e le donne.
+
+Ora, a vent'anni, senza un amore che riscaldi il cuore, come si fa a
+vivere in un gelido villaggio della Valtellina?...
+
+La scuola?... me ne appello a tutti i maestri spregiudicati: la scuola,
+tanto per chi insegna quanto per chi ascolta, non è che una fabbrica di
+noia perfezionata. La tragedia?... essa giaceva abbandonata sul tavolo,
+ogni ispirazione era svanita, il fuoco sacro s'era spento alla scomparsa
+della Vestale; non avvi poesia senza musa, nè arte senza donna!...
+L'orto?... era incolto, vi crescevano i cardi selvatici e le ortiche.
+Senza famiglia non si hanno nè fiori.... nè legumi. L'uomo, solo, vive
+di qua e di là, senza centro e senza circonferenza. Avrei potuto cercare
+qualche divagamento nella coltura delle piante, ma ignoravo ancora
+quest'arte, trovandomi sempre alle prime pagine dell'_Ortolano
+dirozzato_.
+
+Non sapevo più a che santi votarmi. Psiche, Venere e Melpomene mi erano
+sfuggite di mano; del divino Olimpo non mi restava altro che Bacco. Mi
+sono dato alla divozione del suo culto, e mi parve che mi si mostrasse
+propizio.
+
+Questo nume benefico agli infelici, esiliato dagli altari dell'umana
+ingratitudine, andò vagabondo e ramingo sulla terra, arrestandosi di
+preferenza sui clivi ridenti di vigneti, ove continua in modo
+clandestino l'esercizio dei sacri suoi riti. Tutto il bene e il male del
+mondo, l'amore o l'odio, le gioie e le lagrime, la poesia e i dolori
+della vita umana, l'incenso profumato, e il fumo graveolente dei roghi,
+tutto svapora, tutto sale all'empireo, tutto si confonde nell'etere. Le
+meteore raccolgono tutte le emanazioni della terra, materiali e morali,
+visibili ed invisibili; il vento le agita, il tuono le scuote, il
+fulmine le riscalda, l'umidità le discioglie, e quando piove tutto
+ricade sulla terra. Questo è il circolo eterno dello spirito e della
+materia; nulla si perde nell'universo, tutto si rinnova. Colla pioggia
+benefica ritornano al nostro globo gli elementi vitali del corpo e
+dell'anima umana. Le piante assorbono quegli umori, li elaborano, ed
+essi ritornano all'uomo cogli alimenti. Le pioggie benefiche apportano
+la gioia; le grandini sono maledizioni retrocesse, le rugiade baci ed
+amplessi che brillano nuovamente sulla superficie terrestre, e ingemmano
+l'erbe ed i fiori colla loro comparsa. Per questo sulla terra
+germogliano sempre le stesse piante e le stesse passioni, nascono gli
+stessi animali, e si ripetono le medesime vicende.
+
+Ogni pianta ha le sue facoltà assorbenti, non solamente per i principii
+materiali che somministra la terra, ma altre pei principii spirituali
+che oscillano nell'aria, riscaldati dal sole. Il frumento non assorbe
+soltanto i fosfati, ma raccoglie dall'aria gli elementi confusi del bene
+e del male; e l'uomo, nutrendosi di pane, inghiotte non solo un alimento
+sostanzioso, ma altresì gli elementi delle gioie e dei dolori che si
+manifesteranno nella sua vita.
+
+Alcune piante godono lo speciale privilegio di non assorbire che un solo
+principio. Se è il principio del male sono piante velenose, come la
+cicuta, la belladonna, il giusquiamo; se è il principio del bene sono
+piante benefiche, come la china del Perù, l'arancio, la vite. Le prime
+uccidono, le seconde risanano l'uomo.
+
+È certo che le dosi modificano la loro azione, potendo tornar giovevole
+una piccola dose di veleno, e micidiale una forte dose di vino. Ma nel
+mondo morale succede lo stesso: un eccesso di gioia uccide, un dolore
+corregge un vizio.
+
+La vite ha la specialità di non raccogliere colle sue radici, e di non
+assorbire colle sue foglie altro che gli umori soavi ed esilaranti: lo
+spirito, l'ilarità e l'entusiasmo. Ecco il motivo pel quale mi sono
+votato a Bacco: mi pareva nelle mie critiche circostanze d'aver sommo
+bisogno della particolare assistenza di questo dio. Infatti esso
+distilla nel succo dei grappoli la quintessenza dell'umana felicità.
+Questa si assimila al vino, entra nelle botti e nelle bottiglie, brilla
+nei bicchieri come i rubini e i topazi d'oro, esala nell'aria gli
+effluvi de' suoi aromi sottili. Buon vino e buon umore sono sinonimi, e
+chi ne ha ne usi moderatamente per goderne a lungo, e chiuda le
+bottiglie con tappi solidi di sovero di Spagna, e metta capsule
+metalliche sul turacciolo per conservare scrupolosamente il profumo e lo
+spirito dell'umana felicità distillata. Nel fondo d'ogni buona bottiglia
+si trovano arcane consolazioni, affatto ignote a chi non beve che acqua.
+Ma le passioni intemperanti spingono l'uomo ad abusare di tutto,
+ond'egli avvelena l'aria destinata al suo respiro, intorbida le pure
+sorgenti e guasta i migliori succhi della vite. Con alcuni buoni
+pensieri si possono fare pessimi vini; la colpa è tutta dell'uomo, di
+questo guastamestieri della natura.
+
+Ma non basta fare il vino eccellente, bisogna anche saperne usare con
+moderazione.
+
+Che cosa è più soave negli ardori della canicola d'una immersione in un
+bagno fresco? ma l'uomo non si contenta di tuffarsi nell'acqua fino al
+collo, egli corre ove il fiume è più rapido, ove il mare è più profondo;
+non si limita a nuotare alla superficie, ma vuole entrare sott'acqua
+colla testa, e trova talvolta un pescecane che lo divora.... o un filo
+d'erba che gli lega una gamba.... e l'uomo s'annega.
+
+L'umana intemperanza riduce la vita ad un incubo insopportabile, quando
+si potrebbe goderne come d'un sogno delizioso!
+
+Così pure il vino subì la sorte di tante cose eccellenti e salubri
+ridotte nauseanti e pericolose. Bacco ci offre un frutto che contiene le
+dosi d'un elisire di lunga vita, e noi troviamo il modo di snaturare
+l'essenza di questa divina materia per produrre un tossico ingrato e
+micidiale! E i legislatori che condannano ai lavori forzati il falsario
+delle monete, non trovarono la benchè minima pena per punire i
+falsificatori del vino, che sono causa di gravi mali sociali, che
+avvelenano i loro simili, che guastano gli stomachi e i cervelli, che
+producono coliche e delitti!
+
+L'oste del mio villaggio, come tutti gli osti che godono questa
+impunità, aveva del vino buono e del cattivo. Dapprincipio preferii la
+qualità alla quantità, e ne sentii gli effetti benefici al corpo ed
+all'anima. Il buon vino mi facilitava la digestione e mi disponeva ad
+una benevolenza universale: io sentivo un bisogno di perdonare le
+offese, di tollerare le imposte più gravose, dimenticavo i mali
+sofferti, speravo nell'avvenire. I più dolci pensieri danzavano nella
+mia fantasia come sopra un tappeto di fiori, uno spirito di
+conciliazione animava il mio cuore, e mi addormentavo contento e beato,
+e sognavo che la contessa Savina mi dava un bacio, che la mugnaia me ne
+dava due, e poi si baciavano fra loro, e ci abbracciavamo tutti e tre.
+Erano visioni di paradiso!...
+
+Ma io non ho saputo contenermi nei limiti prescritti dalla ragione, dal
+buon senso e dall'onestà!
+
+Tuttavia, prima di raccontare i particolari di questo nuovo errore della
+mia gioventù, sento il bisogno di reclamare nuovamente le circostanze
+attenuanti, anche a benefizio di Bacco, accusato ingiustamente di
+connivenza ai miei falli.
+
+No, il vino non è la causa della mia intemperanza, come l'acqua non è
+responsabile dei suicidii che si commettono nel suo seno.
+
+Non è l'uso del vino, è l'abuso che mi trascinò... sotto al tavolo.
+
+La giustizia deve passare prima di tutto; nè il vino, nè l'oste sono
+colpevoli; io solo devo subire la censura d'una condotta irregolare.
+
+Se il vino lo avessi portato a casa, e me lo fossi bevuto a pranzo, mi
+avrebbe fatto del bene. M'ha fatto male perchè ho sbevazzato
+all'osteria, senz'ordine e senza misura.
+
+Il vino è assolto.... veniamo all'oste.
+
+L'oste, poveretto! quando s'accorse che il mio cervello divampava, ha
+fatto la parte del pompiere, mettendomi dell'acqua nel vino, procurando
+con sincera filantropia di moderare l'incendio che non poteva più
+spegnere.
+
+È verissimo che nel conto mi ha fatto pagare il vino annacquato come vin
+pretto, ma anche questo è lodevole, tenuto conto dell'intenzione che
+deve averlo guidato d'infliggere una multa alla mia intemperanza.--Ma
+chi ha dato diritto all'oste di far pagare ai suoi avventori più di
+quanto gli è dovuto?... Forse l'agente delle tasse, il quale
+attribuendogli una rendita immaginaria, superiore alla vera, e
+facendogli versare una imposta relativa, aperse la strada
+dell'arbitrario, divenuto indispensabile per pagare l'ingiusto!--Dunque
+si assolva anche l'oste.
+
+I veri colpevoli furono i falsi amici e i cattivi compagni. Alla testa
+di tutti pongo Uguccione della Fagiuola, il quale avendo scoperto in me
+i germi d'una nuova passione, che si andavano sviluppando, invece di
+mostrarmi i pericoli a cui andavo incontro, mi fece coraggio a
+persistere nelle prave abitudini. Egli era molto più vecchio di me, e
+l'esperienza doveva tenergli luogo d'educazione. Avrebbe potuto dirmi
+amichevolmente:--Bada, Daniele, a quello che fai; tu sei costantemente
+innamorato delle cose pericolose, e trapassi con inconcepibile
+leggerezza dall'amore della donna all'amore della botte. Sta in guardia,
+non fidarti troppo nè dell'una nè dell'altra; entrambe ci lusingano da
+principio con prestigiose illusioni, entrambe producono soavi emozioni,
+brillano ai nostri occhi con ismaglianti colori, sorridono ai nostri
+sguardi, ai primi baci esaltano il nostro spirito, ci promettono la
+suprema felicità!... ma poi!... a misura che la passione si riscalda,
+esse abusano della loro fatale influenza, intorbidano la nostra mente,
+ci espongono a mille pericoli, e ci fanno smarrire la ragione ed il
+senno!... Daniele, non fidarti nè della donna nè della botte; tu non sai
+quanto il loro profumo sia ingannatore, tu ignori gl'istinti malvagi che
+ascondono in seno, e i funesti veleni che circolano nel loro sangue.
+Fuggi la donna e la botte. Se m'avesse detto così, io andava frate, e
+tutto sarebbe stato finito; rinunziando alle gioie terrene mi assicuravo
+almeno il paradiso per l'altro mondo, ma Uguccione tenne un altro
+linguaggio.
+
+--Bevi, bevi,--egli mi diceva,--il vino consola di tutto, la vita non ha
+che disinganni e dolori, in fondo della bottiglia si trovano le
+illusioni e le gioie: bevi e cerca l'oblio dei mali nel bicchiere, esso
+ti farà dimenticare la miseria e i tradimenti, gli amori infelici, le
+noie della solitudine, le amarezze del destino; bevi e sarai felice.
+
+Ed io bevevo... ma bevevo come un sifone....
+
+Egli mi faceva compagnia, e si stava allegri. Poi, per tenermi più a
+lungo all'osteria, mi mise in mano le carte. Dapprincipio giuocavo con
+indifferenza, ma a poco a poco m'entrò la passione dei fanti e dei
+cavalli, delle spade e delle coppe; gli assi mi mettevano in
+convulsione, avrei dato cento scudi per un dieci di danari, mi pareva
+impossibile che l'uomo potesse vivere senza le carte, ci pensavo il
+giorno e la notte, e le vicende del giuoco unite al liquore di Bacco mi
+agitavano il sonno terribilmente. Le giornate mi parevano più lunghe, la
+scuola sempre più noiosa; io attendeva con ansietà il momento di fare la
+partita, e quando all'ora della mia passeggiata Bitto voleva condurmi
+per la campagna a respirare l'aria pura e serena, io obbligava la povera
+bestia a rinunziare a questo esercizio salutare per accompagnarmi
+all'osteria a passare la sera in quell'afa infetta di vivande, di vino e
+di tabacco. Le carte non rispettano le affezioni più sacre, non
+riconoscono amici, nè credono ad altri piaceri all'infuori di quelli del
+tavolino.
+
+Così in breve tempo divenni giocatore e beone.
+
+Pare impossibile come è facile diventare viziosi quando il cammino della
+virtù riesce tanto faticoso! Eppure l'esperienza insegna che l'uomo non
+può essere felice se non ha la coscienza tranquilla. Tutti vogliono
+essere felici, ma molti fallano la strada, cercando da lontano e per vie
+remote ciò che si trova da vicino, anzi dentro di noi.
+
+Io giuocavo e bevevo gran parte della notte; le perdite al giuoco mi
+animavano a raddoppiare le partite, e il vino mi eccitava la sete.
+Uguccione della Fagiuola colle carte, e l'oste col conto mi pelavano
+penna a penna, come si farebbe d'un pollo. Io era sempre pronto ad
+essere spiumato da tutti e due; giuocavo come una ruota, bevevo come una
+spugna, ed alla notte soffiavo come un mantice.
+
+Una sera giuocando e bevendo, bevendo e giuocando, ho perduto tutto il
+denaro che doveva bastarmi per vivere un mese; poi non avendo più
+denaro, e volendo prendere la rivincita, ho perduto l'orologio, poi la
+giubba, poi la cravatta... poi il cervello e le gambe, e sono andato a
+finirla sotto al tavolo!...
+
+Dopo un sonno profondo mi svegliai indolenzito, ammaccato, scapigliato,
+sconcio, colla testa pesante e la borsa leggiera, in maniche di camicia.
+
+Ero sotto il tavolo, all'oscuro, dimentico d'ogni cosa, sbalordito.
+
+Chiamai la Rosa. Bitto venne a leccarmi il volto con affezione inquieta,
+e pareva che volesse parlarmi. Non sapevo ove fossi, strepitai tanto che
+finalmente vidi comparire l'oste in mutande e pantofole, con un fanale
+in mano.
+
+--Ha chiamato, signor maestro?
+
+--Altro che chiamato!...
+
+--Ebbene come va?
+
+--Ma!.. mi pare che la vada malissimo... che non potrebbe andar peggio.
+Ditemi un po' che cosa faccio qui in questo arnese... e in questo letto
+un po' duro, ma a padiglione?
+
+--Eh, quando si ha un buon sonno si dorme da per tutto.
+
+--Benissimo... che ora è?
+
+--Incomincia il crepuscolo.
+
+--E perchè mi avete lasciato in terra tutta la notte?
+
+--Per non farle male... gli ubbriachi bisogna rispettarli.
+
+--Vi ringrazio dell'onore... ma come mi trovo qui?
+
+--Vedo che la cotta è stata proprio solenne, se non si ricorda più
+nulla! Ecco come passarono le cose: ha giuocato e bevuto fino a che ha
+potuto reggersi in piedi, poi ha scivolato sotto al tavolo. I suoi
+compagni volevano accompagnarlo a casa, ma erano cotti fino alle
+midolle; ho pensato che andrebbero a dormire in un fosso. Ho detto fra
+me: vadano pure, essi sono veterani avvezzi alle bastonate, ma un
+coscritto non bisogna abbandonarlo. Se si rompe la testa possono darmene
+la colpa, e così mi sono fatto scrupolo di disturbarla. Dormiva tanto
+bene che pareva morto.... L'ho lasciato in pace al posto naturale scelto
+dalla natura... ed io pure sono andato a dormire.
+
+--Nel vostro letto.
+
+--S'intende... nel mio letto.
+
+--Fortunato mortale!... Ed ove sono i miei panni?
+
+--Li ha giuocati e perduti, con l'orologio... povero maestro!
+
+--Ora mi rammento benissimo... pazienza... è stato il fante di spade che
+mi ha tradito!.. Mi dispiace che non avendo più un soldo nè in tasca nè
+in casa, non posso pagarvi il mio debito prima d'aver trovato i
+contanti.
+
+--Di questo non si dia pensiero, signor maestro, mi pagherà un altro
+giorno. Intanto vada a casa a vestirsi finchè le strade sono deserte; e
+non si perda di coraggio per così poco. E mi aperse la porta.
+
+Uscii con Bitto, che vedendomi mezzo spoglio mi guardava con
+compassione.
+
+Io mi vergognavo davanti al mio cane.
+
+Spirava una fresca brezza mattutina, il cielo era sereno, l'aurora
+tingeva i monti d'un roseo dorato. Il sorriso della natura mi faceva
+male. Avevo in saccoccia la chiave di casa, entrai come un ladro,
+penetrando con precauzioni infinite nella mia stanza per non essere
+sorpreso in quello stato miserevole dalla Rosa. Il sole si alzava quando
+io poggiava sul cuscino la mia povera testa pesante, e grave di pensieri
+dolorosi ed umilianti.
+
+All'indomani tutto il villaggio parlava della mia avventura. Uguccione
+della Fagiuola l'aveva raccontata in piazza, il campanaro in canonica,
+il cursore in ufficio, le donnette ai mariti. Le autorità civili ed
+ecclesiastiche censurarono altamente la condotta scandalosa del maestro,
+tutti ciarlavano, commentavano, infioravano, esageravano il fatto e
+ridevano.
+
+Se la coppa dell'amore appressata due volte alle labbra mi lasciò sempre
+deluso, anche in mezzo ai fiaschi... ho fatto fiasco!... Tre delusioni
+successive era troppo! Avrebbero bastato a schiacciare un gigante; io,
+che non era che un insetto, mi trovai polverizzato addirittura.
+
+Più di tutto mi crucciava il pensiero di ciò che avrebbe pensato la
+famiglia Bruni de' miei stravizii, e mandai la Rosa con un pretesto per
+esplorare il terreno. Al suo ritorno le andai incontro per abbreviare la
+mia ansietà.
+
+--Ebbene, che cosa pensano di me?...--le chiesi.
+
+--Dicono,--mi rispose,--che siete un buon ragazzo, onesto e dabbene,
+vittima degli astuti, degl'intriganti, degli arruffoni, che abusando
+della vostra bonarietà vi rendono tributario dei loro disordini, dei
+loro vizii, e poi vi denigrano e vi mettono in ridicolo.... La signora
+Agata vi aspetta dopo pranzo per fare una gita con sua madre, non
+potendo il signor Nicola accompagnarle a motivo delle sue occupazioni.
+
+
+
+
+XIV.
+
+
+All'ora fissata v'andai. M'aspettavo una ramanzina in piena regola,
+invece fui sorpreso che non parlassero nemmeno de' miei malanni. Mi
+accolsero colla solita benevolenza, chiedendomi scusa d'avermi
+incomodato; ma conoscendomi compiacente e gentile, le signore mi
+pregavano di accompagnarle in un sito deserto della montagna, essendo il
+signor Nicola impedito, e non osando avventurarsi sole con Martino in
+quei greppi.
+
+Partimmo subito, seguiti dal domestico che portava un cesto coperto, e
+preceduti da Bitto che andava ad esplorare il terreno, ed abbaiava alle
+pecore che pendevano dall'erta e ci guardavano passare con attenzione e
+diffidenza. Pare che certe bestie non abbiano troppo buona opinione
+dell'uomo.
+
+La strada fu lunga e faticosa per l'ardua salita, ma la buona compagnia,
+l'aria fresca ed elastica e l'aspetto pittoresco e variato del paesaggio
+me la fecero sembrare agevole e breve. Strada facendo aveva chiesto dove
+s'andava, e l'Agata mi aveva risposto:
+
+--Andiamo a fare un po' di bene... ve ne dispiace?
+
+--Ne sono contentissimo, e ne sento bisogno io che faccio tanto sovente
+del male.
+
+Non mi rispose, e poco dopo continuò:
+
+--I nostri montanari hanno l'abitudine d'emigrare in lontani paesi per
+sostentare le loro famiglie col lavoro e fare qualche risparmio.
+Talvolta ritornano a casa ricchi o almeno ben provveduti, talvolta
+affranti dagli stenti, dalle privazioni, ammalati e più poveri di prima.
+Ecco il nostro caso. Si tratta di un padre di famiglia ritornato misero
+e infermo.
+
+Intanto eravamo giunti davanti una catapecchia affumicata che sorgeva
+come una vedetta a picco della valle, in un angolo sporgente a diritta
+della strada maestra. Eravamo ad una grande elevazione; si vedeva al
+basso il torrente come un nastro azzurro, serpeggiante fra le piccole
+colture frastagliate, poi come un anfiteatro a scaglioni ove verdeggiava
+un magro frumento in piccoli spazi di terreno sostenuti da muricciuoli a
+secco, qualche casupola sparsa e biancheggiante fra i cespugli, e più in
+alto i pascoli interrotti dalle frane e dalle valanghe, sparsi di alcuni
+castagni giganti che si aggrappavano ai crepacci colle grosse radici;
+grandi e piccoli macigni franati dalle cime erano sparsi sugli strati
+erbosi che giungevano al margine dei precipizi. In alto e da lontano le
+aride giogaie erano spruzzate di neve, che brillava al sole e spiccava
+sull'orizzonte turchino.
+
+A sinistra della strada s'alzava un bosco di abeti, che secondando le
+curve della montagna andava a perdersi fra le gole lontane. Sul margine
+del bosco in cima al muraglione sostenente il terreno tagliato dalla
+strada, pascolava una capra, vicino alla quale sedeva una bambina bionda
+e ricciuta, bianca e rossa ch'era una bellezza a vederla.
+
+Al nostro avvicinarsi la capra alzò la testa mandando un lungo belato, e
+la bambina s'alzò in piedi per fuggire. Allora s'aperse l'uscio del
+tugurio che stava dirimpetto, e comparve sulla porta una donna giovane
+ancora, ma sparuta, solcata dalle rughe d'una precoce maturità, lacera
+nelle vesti, scapigliata e affranta dalle veglie, squallida dalla
+miseria.
+
+Vedendo l'Agata alzò le mani e gli occhi al cielo esclamando:
+
+--Benedetto Iddio!... ecco la Provvidenza!...
+
+Agata l'interruppe interrogandola ansiosamente:
+
+--Come va il povero Beppo?
+
+--Sempre lo stesso, signora!... sempre la febbre... e i dolori. Ma se
+vuole consolarlo si mostri sulla porta.
+
+--Entriamo, entriamo,--disse l'Agata, e la povera donna c'introdusse
+nella stanza dell'infermo.
+
+Da una sola finestra vestita di carta entrava nello stambugio una luce
+smorta. L'infermo smunto, giallognolo, colle occhiaie incavate e segnate
+da un cerchio livido, cogli zigomi protuberanti, le labbra violacee, i
+capelli rabbuffati, l'occhio semispento, stava seduto sul suo giaciglio
+colle braccia distese sulle coltrici rattoppate, rotolando l'estremità
+del suo lenzuolo di stoppa nelle scarne mani. Al comparire d'Agata
+schiuse le labbra ad un sorriso, i suoi occhi parvero avvivarsi, poi due
+grosse lagrime gli corsero sulle guancie. Ci salutò con un cenno del
+capo accompagnato da un'alzata di mano, e ripeteva con voce fioca:
+
+--Grazie... grazie... ho pregato per voi tutto il giorno... non posso
+far altro, grazie pei poveri bambini... e per le donne... che per la
+vostra carità non hanno più sofferto la fame!... Iddio salverà la vostra
+famiglia dalle disgrazie, io confido in lui... per me sia fatta la sua
+volontà... anch'Egli ha sofferto tanto per il bene, la giustizia e
+l'umanità....--e così dicendo accennava colla mano un Cristo che pendeva
+a capo del letto, un Cristo colla testa cadente incoronata di spine,
+colle piaghe sanguinose, e i piedi insudiciati dai baci di varie
+generazioni di devoti e di moribondi.
+
+La povera moglie ci raccontò allora le lunghe sofferenze di suo marito.
+Egli era partito con profondo rammarico dal suo tugurio, ove lasciava
+quanto aveva di più caro sulla terra: la vecchia madre, la moglie, tre
+bambini che gli saltellavano intorno, sempre allegri e contenti, e
+volevano seguirlo dappertutto. La bambina, la sua delizia, lo
+accompagnava sul monte nella stagione della falciatura del fieno, e
+s'addormentava all'ombra. Egli la coricava sulla sua giubba e le copriva
+il volto col fazzoletto per ripararla dagli insetti. Alla sera se la
+portava a casa in braccio, contenti tutti e due. Lasciare tali
+abitudini, tanti affetti di famiglia, e andar ramingo in lontani paesi
+gli tornava amaro, doloroso, straziante. Ma mancava il lavoro, e quindi
+il pane per tutti. Partì col cuore lacerato quando cadevano le foglie e
+la cattiva stagione s'avvicinava a gran passi. Una mattina, preso sulle
+spalle un piccolo fardello, baciò la madre e i bambini e seguito dalla
+moglie uscì dalla sua capanna, ove avrebbe vissuto felice se avesse
+potuto vivere. La sua donna lo accompagnò fin fuori della valle,
+parlando dei loro interessi. Ma quando non vide più la sua dimora, fu
+inquieto e la rimandò. Si lasciarono con un cenno del capo e della mano,
+senza poter proferire una parola, nè l'uno nè l'altra: il dolore li
+strozzava.
+
+Durante l'inverno quei tapini rimasti alla capanna, quasi sepolti sotto
+la neve, ricevettero qualche soccorso dall'estero. Il cursore comunale
+portava le lettere, e la povera donna sfidando le intemperie scendeva
+dal monte, trovava il danaro assicurato alla posta, faceva le sue
+provviste al capoluogo, e rimontava lentamente colla neve fino al
+ginocchio, e le spalle cariche della gerla piena. Ma sapeva almeno che
+il marito stava bene e pensava a loro, e li sosteneva lontani; i bimbi
+l'aspettavano sulla porta, battevano le mani all'arrivo di lei, facevano
+mille feste alla comparsa di tante buone cose che portava, e la nonna
+riceveva il tabacco e il pane, e tutti avevano da vivere in pace
+aspettando la buona stagione. La solitudine, l'isolamento, il freddo in
+mezzo a quei monti ricoperti di neve non ispaventavano quella povera
+famiglia quando aveva della farina e del sale, del formaggio e del
+latte. Il giorno, se brillava il sole in un cielo sereno, i bambini
+giocavano sulla neve, vi facevano banchi, grotte, edifizi fantastici, e
+quando imperversava la bufera, si raccoglievano colle donne intorno al
+focolare, rannicchiati sotto la cappa del camino, come i pulcini sotto
+la chioccia. Abbruciavano i rami odorosi dell'abete e del ginepro,
+cuocevano le patate sotto la cenere, la fiamma viva li compensava del
+sole assente, il gorgogliare della pentola li consolava dei sibili del
+vento, e i vortici del fumo erano a loro meno molesti delle pungenti
+ambizioni che agitano la società. Nè trovavano verun motivo di lamentare
+la loro sorte, e non si sarebbero mai immaginati che a questo mondo si
+possa desiderare di più!...
+
+Alla sera si mettevano tutti in ginocchio, e dicevano le orazioni tutti
+in comune. Pregavano per la famiglia, per gli assenti, i viandanti, gli
+emigrati, gli infermi, ed invocavano la salute e le benedizioni del
+cielo, e si raccomandavano alla divina Provvidenza che li proteggesse in
+questa vita mortale, rendendoli degni di meritare nella vita eterna il
+compenso delle sofferte afflizioni. Dicevano _requiem_ pei morti, e
+ringraziavano il padre che sta nei cieli del pane quotidiano, lo
+pregavano di perdonare i loro peccati, di difenderli dalle tentazioni,
+di liberarli dal male. Poi indirizzandosi alla Madonna la supplicavano
+della grazia di rivedere presto il loro padre, il marito, il figliuolo,
+in buona salute... e intanto che il Signore lo benedica e difenda dalle
+disgrazie. E si coricavano tranquilli, pieni di fede, di speranza, di
+carità.
+
+Finalmente venne la primavera, sempre gradita a tutti, ma specialmente a
+chi ha vissuto sei mesi sotto la neve. I geli si disciolsero ai tiepidi
+raggi del sole, e ricomparvero le foglie sugli alberi, e il verde
+tappeto sui pascoli. Coll'arrivo delle rondini la madre di famiglia
+attendeva il ritorno del marito assente, e molte volte al giorno gettava
+un'occhiata sulla strada maestra, per vedere se da lontano si vedesse
+comparire qualche viandante. I bambini pure aspettavano il babbo, e si
+ripromettevano dei ghiotti bocconi, coi quali avrebbero celebrato il
+sospirato ritorno. La nonna seduta al sole guardava parimente la strada,
+aspettava e pregava tutto il giorno per lui. Ma le rondini libravano il
+volo da lunghi giorni sulla valle cacciando gl'insetti, i nuovi nidi
+erano già costruiti, le fronde s'addensavano, l'erba e il frumento
+crescevano rigogliosi.... e l'emigrato non compariva. E non solo non si
+vedeva di ritorno, ma non giungevano più nè lettere, nè danaro. I primi
+giorni che oltrepassarono il termine supposto al rimpatrio si cercò
+d'ingannare l'ansietà dell'aspettativa con argomenti immaginari. Un
+lavoro impreveduto, un ritardo prodotto da necessità insuperabili,
+strade cattive, tempi perversi, combinazioni che succedono in viaggio.
+Ma mentre crescevano le inquietudini mancavano i viveri.
+
+Fortunatamente nacque un capriolo, che venne portato al mercato, onde si
+cambiò il danaro negli oggetti più necessari. Poi anche queste piccole
+provvigioni si esaurirono, quantunque misurate a rigore, appena da non
+morire di fame. Bisognava contentarsi d'un po' di polenta senza sale,
+bagnata nel latte di capra. Pazienza anche questo, se almeno il cuore
+fosse stato contento, ma l'amarezza profonda che dilaniava le viscere
+delle povere donne condiva colle lagrime lo scarso alimento.
+
+Alla fine giunse una lettera, scritta da un compagno di sventura, la
+quale annunziava che il loro diletto languiva in uno spedale della
+Germania. Le fatiche di un intenso lavoro, il clima incostante, le
+privazioni imposte dalla necessità di assicurare il vitto all'amata
+famigliuola, avevano stremate le forze dell'infelice, caduto vittima del
+suo coraggio. La ripugnanza d'entrare allo spedale gli aveva fatto
+consumare nei primordi della malattia tutti i suoi risparmi. Affranto
+dal male, e mancante d'ogni mezzo dovette rassegnarsi ad entrare
+all'ospizio. Così passarono due mesi d'incertezza, di terrori, di
+patimenti aggravati dal patema d'animo che l'opprimeva.
+
+Tali notizie gettarono nella desolazione le povere donne.--Forse non lo
+vedremo mai più!... fu il loro primo pensiero, al quale s'aggiunse il
+secondo:--Lontano, povero e infermo, e non abbiamo nessuna probabilità
+di raggiungerlo, di mandargli dei soccorsi, di prodigargli la nostra
+affettuosa assistenza!... noi qui nella miseria, egli più misero di noi
+in mani straniere!... Morirà di crepacuore, e l'agonia non sarà
+consolata da un solo sguardo dei suoi cari. Le donne pensavano queste
+cose, e la moglie ce le raccontò come le fu possibile, col linguaggio
+del cuore.
+
+In tale frangente bisognava pensare ai bambini che avevano fame,
+bisognava ingegnarsi in qualche modo, e lavorare coll'anima lacerata dal
+dolore e col corpo affranto dagli affanni, dalle veglie, dai patimenti
+d'ogni fatta.
+
+La misera donna raccoglieva della legna secca nei boschi, col pericolo
+d'essere arrestata dai guardiani e condotta in prigione, poi la portava
+da lontano sulle spalle attraversando burroni e precipizii, coi piedi
+insanguinati dai frammenti delle roccie. Venduta la sua fascina,
+riportava un po' di pane alla famiglia per incominciare da capo
+all'indomani le stesse tribolazioni.
+
+Quanti stenti, quanta miseria, e quanti dolori!... Nelle città non si
+hanno idee di tali patimenti umani.... E quella povera famiglia si
+prostrava a terra, ogni sera, per ringraziare Iddio d'averla fatta
+campare, offrendo le sue pene, le angoscie e la fame in espiazione dei
+peccati. E supplicava tutti i santi di muoversi a pietà di tante
+sventure. I tre bambini pregavano colle manine giunte e gli occhi
+rivolti al cielo come la madre e la nonna, perchè il dolore si sente a
+tutte le età; esso fa maggiorenni i pupilli prima del tempo legale.
+
+Una sera, mentre stavano tutti ginocchioni davanti il Cristo, videro
+aprirsi la porta e comparire sulla soglia uno spettro che traballava
+sulle gambe... Era lui.
+
+--Grazie, Iddio!...--egli disse con voce sepolcrale....--Grazie, Iddio!
+che mi avete conceduto di venir a morire sul mio letto.
+
+Le donne saltarono in piedi, e giunsero in tempo di sostenerlo fra le
+loro braccia, mentre cadeva privo di sensi.
+
+Il desiderio di rivedere la sua famiglia gli aveva somministrato le
+forze sufficienti per alzarsi dal letto dell'ospitale, dissimulare ai
+medici le sue sofferenze, protestare contro la loro insistenza di
+volerlo curare, e chiedere come un sommo favore di tornarsene a casa.
+Non ci fu verso di persuaderlo che sarebbe morto per via: volle partire.
+
+Senza forze, senza danaro, e colla febbre indosso aveva fatto il viaggio
+a piedi, chiedendo la elemosina per via, e dormendo sulla nuda terra,
+quando al suo aspetto spaventoso i contadini si rifiutavano di lasciarlo
+passare la notte sul fieno.
+
+Un pensiero lo sosteneva nei disagi: abbracciare ancora una volta i suoi
+cari. Egli varcò i monti barcollando, trascinandosi a piccole giornate,
+salendo talvolta sopra qualche carro sul quale veniva raccolto dai
+carrettieri mossi a pietà del suo stato.
+
+L'energia della sua volontà vinse gli ostacoli, lo sostenne nel suo
+proposito, fu più forte del male, e potè trascinarlo fino alla porta del
+suo tugurio. Steso sul letto, lo credettero morto; ebbe un lungo
+svenimento, ma rinvenne. L'aspetto dei volti che stavano contemplandolo
+piangendo lo compensò dello sforzo sovrumano del viaggio. Egli aveva
+raggiunto la meta, si beava in quegli sguardi amorosi, e si lasciava
+morire in pace.
+
+Ma appena riavuto, le donne si misero in traccia di quanto potevano
+offrire al diletto infermo. Santo Dio! mancavano di tutto, non avevano
+da offrire al moribondo che acqua!... Ma era l'acqua del suo torrente,
+l'acqua che scorreva ai piedi del monte che lo vide nascere, quella che
+bevevano sua madre, sua moglie, i suoi bambini; era più che un'acqua
+medicinale... era un'acqua santa!
+
+La bevette con voluttà, e parve che ne sentisse sommo benefizio perchè
+potè dormire per alcune ore. Ma compiuto lo sforzo della natura, il male
+riprendeva il suo vigore. Tuttavia benediceva Iddio, lo ringraziava del
+sommo favore ottenuto, e sperava nella divina misericordia. Colui che
+aveva fatto il miracolo di ricondurlo a casa avrebbe potuto anche
+salvargli la vita, e assistere la famiglia durante la sua infermità. E
+di fatti fece anche questo. La moglie corse a chiamare il dottore
+Canziani, il quale, esaminato il malato, udita la storia dolorosa,
+veduta tanta miseria, raccomandò la povera famiglia all'Agata, avendo
+esperimentato altre volte quanto avesse giovato ai miseri il patrocinio
+di quella pietosa fanciulla.
+
+Agata mandò subito i primi soccorsi, poi volendo conoscere la povera
+moglie, se la fece venire in casa, le somministrò gli oggetti più
+indispensabili ai malati, e i viveri per la famiglia. Finalmente si
+decise di visitare in persona l'infermo e vi andò con suo padre, carica
+di nuovi doni.
+
+Uditi i miei stravizii, pensò che l'aspetto delle umane sofferenze
+potesse essere un farmaco salutare a chi cade in errore senza aver
+l'animo guasto, e colse questa occasione per procurare un doppio
+beneficio, giovando a due malati in una volta, uno colpito nel fisico,
+l'altro nel morale, soccorrendo d'un tratto la miseria e la corruzione.
+
+Ecco il motivo della nostra gita, che l'Agata voleva dissimulare, ma che
+mi venne rivelato dalla coscienza. Lo scopo era raggiunto: io mi sentiva
+commosso fino al fondo del cuore, sentivo il rimorso della mia condotta,
+pensando che mentre un uomo laborioso languiva nello squallore d'uno
+spedale straniero e lontano, mentre una povera moglie desolata, una
+vecchia impotente, dei bambini innocenti soffrivano il freddo e la fame
+sotto la neve, io scialacquavo in una notte sbevazzando e giuocando, in
+crapulosa compagnia, ciò che avrebbe bastato a coprire quei miseri, a
+farli campare per molto tempo, a soccorrere un infermo, a pagare una
+vettura che lo avrebbe ricondotto alla sua famiglia senza disagio.
+
+Chi spreca il danaro in vizio dovrebbe rammentarsi talvolta che al mondo
+non mancano mai miserie da soccorrere, nè sventure da riparare.
+
+Intanto ch'io facevo tali considerazioni, Martino vuotava il cesto, e ne
+uscivano provvigioni d'ogni fatta. Le benedizioni di quegli infelici
+erano largo compenso all'animo gentile delle signore, che frenavano a
+stento le lagrime.
+
+Usciti dalla camera dell'infermo incontrammo gli altri due figliuoli che
+rientravano colla nonna, portando delle erbe per la cena, e della legna
+da fuoco. La madre presentò alle benefiche donne i ragazzi e la vecchia
+rugosa e ricurva, che piangeva dalla consolazione in vederle, mentre la
+bambina ricciuta, superata la sua timidezza in forza della curiosità,
+scendeva tranquillamente dal monte colla sua capra, e veniva a
+completare la famiglia, ed a ricevere i bomboni dell'Agata e i nostri
+baci.
+
+Il sole era tramontato quando partimmo, onde giungemmo al villaggio a
+notte inoltrata. La strada, meno faticosa per la discesa, ci parve anche
+breve, perchè i pensieri che occupavano la nostra mente ci facevano
+passare il tempo con rapidità. Giunti alla porta di casa Bruni, salutai
+la signora Giovanna, e dissi alla ragazza:
+
+--Vi ringrazio, Agata, della buona sera che mi avete fatta passare.
+Sapevo che la beneficenza è un dovere, ma ignoravo che fosse uno dei
+sommi piaceri della vita, di quei piaceri che entrano nell'anima e vi
+lasciano una dolce ricordanza. Vi ringrazio anche della lezione!... essa
+non sarà perduta. Dal rimorso al ravvedimento non c'è che un passo. Vi
+prometto che non avrò mai più ad arrossire della mia condotta.
+
+--Vostra madre vi ascolta!...--mi rispose, e fissandomi con uno sguardo
+significante si ritirò dietro sua madre.
+
+Io rientrai in casa, cenai con appetito, perchè avevo il corpo stanco e
+l'animo lieto, e quando Bitto, secondo il suo costume, mi fece molte
+carezze, sentii che quel giorno non ero indegno dell'affezione del mio
+cane.
+
+
+
+
+XV.
+
+
+Per riparare almeno in parte i passati miei torti io visitai sovente il
+povero infermo, portando il mio obolo al tugurio, e qualche dolciume ai
+fanciulli che mi presero presto in amicizia. La loro ingenua affezione
+mi tornava assai più grata di quella dei miei compagni di disordine, e
+seduto su quei greppi colla bambina, mentre la capra rosicava le foglie
+dei mirtilli e dei roveti, e Bitto vagava pel bosco alla caccia di tutto
+quello che brulicava sulla terra e sugli alberi, io mi sentiva calmo e
+predisposto a fare il bene; l'aria pura ed elastica della montagna mi
+risvegliava teneri sentimenti ed elevati pensieri, l'esalazioni silvane
+esilaravano il mio spirito, il silenzio solenne di quelle solitudini mi
+facevano fantasticare gradevolmente, e mi pareva impossibile di aver per
+qualche tempo abbandonato i miei passeggi e le mie contemplazioni per
+vivere in cattiva società nell'afa dell'osteria, grave ai polmoni, che
+esalta il cervello ed abbrutisce il cuore.
+
+Uguccione della Fagiuola non era contento, e tentò, ma invano,
+d'eccitarmi a non abbandonare gli amici e la partita, rinnovandomi il
+suo panegirico del vino, e dicendomi che il soldato non deve mancare di
+coraggio per una battaglia perduta. Gli risposi con fermezza
+irremovibile che avevo rinunziato per sempre al giuoco ed all'osteria,
+senza rinunziare per questo ai buoni amici e al buon vino, ma aggiunsi
+che non stimavo buoni amici coloro che mi spogliavano mentre ero
+ubbriaco, nè buon vino quello che mi faceva dormire sotto ai tavoli. In
+quanto all'esempio del soldato, gli risposi che chi aveva la testa rotta
+era autorizzato a passare agli invalidi, e che in quanto al coraggio, ce
+ne voleva talvolta di più per sostenere una ritirata che per tornare
+alla lotta. Io parlavo per esperienza, non potendo vantare nella mia
+vita una sola vittoria, ma molte sconfitte.
+
+Uguccione non si mostrava persuaso de' miei argomenti, ma non sapendo
+che cosa rispondere, agitava furiosamente il suo cappellaccio in segno
+di disapprovazione, ed essendo testardo ed organista ad un tempo, mi
+risuonava continuamente lo stesso motivo, con poche e cattive
+variazioni, fermandosi lungamente sopra una nota, come soleva fare
+nell'organo. Il giuoco abbandonato lo crucciava più del dovere.
+
+--Ma non volete nemmeno tentare una rivincita?--mi diceva.--Ma tentate
+dunque una rivincita.... e vedrete i capricci della fortuna.
+
+--La rivincita,--io rispondevo,--l'ho ottenuta il giorno che feci
+solenne giuramento di non prendere più in mano una carta da giuoco; da
+quel momento ho guadagnato tutto quello che avrei perduto giuocando,
+senza tener conto del denaro risparmiato nel vino.... e nell'acqua che
+vi si trova sovente commista, nè della salute perduta a forza di
+disordini, nè della riputazione pregiudicata a mio danno.
+
+A me, caro Tobia, basta una sola lezione, la perdita d'un solo orologio,
+una sola notte funesta!...
+
+Uguccione, vedendo impossibile il convertirmi, si metteva a ridere con
+quella bocca sperticata, spalancando le sue labbra da Cafro con strani
+sberleffi, ed accusandomi di subire le malvagie influenze del clero.
+
+Questo Ghibellino arrabbiato aveva in parte ragione, perchè due giorni
+dopo tal dialogo giungeva al villaggio mio zio, e l'arrivo del canonico
+riconducendomi a visitare il parroco mi gettava nuovamente nelle braccia
+dei Guelfi, capitanati dall'arcivescovo Giovanni.
+
+Uguccione sghignazzava co' suoi amici sulla mia apostasia.... egli aveva
+perduto il suo pollo.
+
+Mio zio, che si recava ai bagni di Bormio, volle farmi il favore di
+arrestarsi qualche giorno al villaggio; ond'io gli feci ammirare i
+restauri del suo casino, la modesta agiatezza succeduta al lurido
+disordine del mio antecessore, ed egli ne rimase soddisfatto.
+
+L'accompagnai in casa Bruni per ringraziare quei buoni signori di tutte
+le bontà che mi andavano prodigando. Essi diedero un pranzo in onore di
+lui, e furono tanto cortesi non solo da tacere la mia condotta, ma anche
+da farmi degli elogi.
+
+Io era tutto contento di rivedere il mio vecchio zio, ambizioso di
+fargli gli onori di casa, lieto di prodigargli le più delicate
+attenzioni, e tutte le cure d'una ospitalità previdente.
+
+Io avevo dato alla Rosa le opportune istruzioni; abbandonare ogni
+grettezza, procurarmi i cibi migliori, i vini più scelti, e far debiti
+in caso di bisogno. Io sedevo a tavola dirimpetto a mio zio, lo servivo
+con sollecitudine affettuosa, gli mettevo sul piatto i migliori bocconi,
+e gli tenevo il bicchiere sempre ricolmo. Egli mi accennava di
+arrestarmi, ma poi cioncava e stava allegro. Tutto procedeva a
+meraviglia. La Rosa faceva miracoli, e Bitto lambiva le mani a mio zio e
+gli faceva mille feste. Il cane ha un istinto che non l'inganna, egli
+sente a usta gli amici e i nemici del padrone, mena la coda o abbaia
+secondo il caso.
+
+L'Agata, alla quale la Rosa s'era raccomandata per avere dei consigli
+risguardanti la cucina, mandava invece dei cibi squisiti, belli e pronti
+da mettersi in tavola. Ah se tutti i consiglieri facessero così!...
+
+La Veronica m'aveva mandato per mezzo dello zio squisiti manicaretti
+milanesi dei quali mi sapeva ghiotto, e così si faceva ogni giorno
+baldoria, e si stava a mensa lungamente.
+
+Io vedeva in mio zio non solo il più prossimo parente, il benefattore ed
+il padre, ma bensì il mio liberatore dall'esilio di Valtellina, che mi
+pesava assai e non aveva più scopo. La contessa Savina maritata, io
+poteva ritornare a Milano. Questa era la mia ambizione e il mio sogno;
+io mi proponevo di svolgere tutti gli argomenti possibili per persuadere
+il mio buon zio a questo passo; e non avevo motivi che mi facessero
+temere un rifiuto. Egli mi chiese conto naturalmente delle mie
+occupazioni e de' miei studi; ed io gli risposi:
+
+--Caro zio, la scuola rurale è un incubo, una penitenza, una espiazione.
+La mia vita è un continuo sacrifizio, e mi è chiuso ogni adito ad una
+carriera onorevole. A che cosa può condurmi l'insegnare l'abbicì ai
+piccoli idioti delle montagne? Senza un avvenire in prospettiva, mi
+manca anche il coraggio di studiare. Per lavorare bisogna avere una
+meta, ogni studio ha bisogno di un fomite. Quivi non posso sperare
+nessuna risorsa, nessun compenso alle mie fatiche.
+
+Volendo evitare ogni allusione al passato, mostrai d'attribuire al mio
+esilio il solo scopo di mettere in assetto l'amministrazione rurale
+della piccola proprietà, e quello d'acquistare un titolo in qualità di
+maestro, incominciando l'insegnamento dal primo scalino, e proseguii:
+
+--Ora, avendo restaurata la casa, diventa più facile affittare
+vantaggiosamente la terra; io ho fatto le prime prove nell'istruzione, e
+posso aspirare ad un posto superiore. Quivi io non istudio, non imparo,
+sono lontano dai superiori e dalle occasioni di farmi onore; mi
+avvilisco, mi scoraggio, non vivo, ma vegeto!...
+
+Mio zio mi ascoltava tacendo. Il suo silenzio mi urtava i nervi, i nervi
+agitati fanno dire delle bestialità, ed io venni alla conclusione
+seguente:
+
+--Vuol dire che oziando, passeggiando e fumando il sigaro, aspetterò un
+migliore avvenire dalla Provvidenza!
+
+Non so se sia stata l'assurdità della frase o la Provvidenza invocata
+che abbia scosso mio zio; ma il fatto sta che si scosse.
+
+Certo era assurdo che la Provvidenza fosse tanto improvvida da
+proteggere un ozioso che ne aspettava i benefizii passeggiando e
+fumando; e mio zio, che per me rappresentava la Provvidenza, se ne
+commosse.
+
+--Hai torto di sragionare,--mi disse,--e di non apparecchiarti una
+strada collo studio e la coltura, ma hai ragione di desiderare una sorte
+migliore, e ti prometto che intendo occuparmene e soddisfarti. Puoi
+credere quanto mi deva esser caro il tuo ritorno a Milano, non avendo
+altri parenti vicini, che possano tenermi compagnia e sostenere la mia
+vecchiaia. Abbi un po' di pazienza, non bisogna precipitare, ma al mio
+ritorno mi darò premura di soddisfare i tuoi voti, e di trovarti un
+collocamento a Milano, che ti permetta di farti conoscere.
+
+Tale promessa mi ridava la vita; m'alzai, presi la mano di mio zio, la
+copersi di baci, la bagnai di lagrime. Il pensiero di ritornare nella
+mia cameretta di Milano m'aveva esaltato. Accorgendomi però che mio zio
+mi guardava con qualche sorpresa, procurai di calmare il mio soverchio
+entusiasmo per non destare sospetti, e poco dopo cambiai discorso.
+
+L'ora del pranzo era quella delle ciarle, delle confidenze, e
+dell'espansioni. All'indomani mio zio mi raccontava le novità di Milano,
+mi rendeva conto degli amici, dei conoscenti, dei vicini.
+
+--A proposito,--diss'io con aria indifferente,--come va il matrimonio
+della contessa Savina?
+
+Mio zio mi guardò in faccia prima di rispondere. Io affettai una tale
+bonarietà che dovette ispirargli fiducia, ed egli un po' esitante
+rispose:
+
+--Veramente.... se devo dire il vero.... non va troppo bene.
+
+--È dunque un matrimonio infelice?
+
+--Non dico questo.... ma non è troppo felice.
+
+--Così presto!...--io esclamai. Poi volendo dissimulare la mia sorpresa
+e l'emozione, mi versai da bere; procurai di mostrarmi freddo e
+distratto, lasciai passare qualche tempo, cacciando giù un boccone per
+forza, poi soggiunsi:
+
+--Se non m'inganno, mi pareva che la contessa Savina avesse sposato un
+signore....
+
+--Sicuro, ha sposato un signore della più alta nobiltà, molto ricco, ma
+scialacquatore.... un vizioso, un donnaiuolo, un beone.... un cattivo
+soggetto.
+
+--Diamine!... come mai ha potuto innamorarsi d'un tal personaggio?
+
+--Innamorarsi,--disse mio zio, chiudendo gli occhi ed alzando le
+spalle,--sai bene che i gran signori si maritano senza conoscersi,
+guardano al nome ed alle sostanze e basta. Il conte Azzone di Montegaldo
+aveva tutte le qualità richieste per fare un eccellente matrimonio.
+Appartiene a famiglia ricchissima e d'antica nobiltà, ed avrebbe potuto
+scegliere fra i migliori partiti; ma non ci pensava nemmeno, vivendo
+gran parte dell'anno a Parigi, ove si dice che tenesse una famiglia....
+illegittima. Sembra che gravi perdite al giuoco lo abbiano costretto a
+cercare una dote, non essendogli possibile di trovare del denaro sugli
+stabili coperti da ipoteche. Col suo matrimonio ha potuto pel momento
+riacquistare il credito e chiudere le breccie.
+
+Meno male se avesse fatto giudizio, ma si pretende a Milano ch'egli
+continui la tresca, e non abbia abbandonato il giuoco, nè gli stravizii.
+Intanto la povera moglie oltraggiata paga le spese.
+
+--È un'infamia!...--io gridai;--questo non è un matrimonio, ma è
+piuttosto la prostituzione legale della donna!... Se le leggi fossero
+giuste per tutti, il conte di Montegaldo dovrebbe essere condannato
+all'ergastolo, come coloro che tradiscono la buona fede e
+l'innocenza!... come i ladri.... come i frodatori.... come i
+sacrileghi....--e non sapendo più frenare la mia esaltazione, fuori di
+me dalla indignazione, acciecato dalla collera, diedi un pugno così
+potente sulla tavola, che feci saltare le stoviglie, le posate, i
+bicchieri, e ruppi una bottiglia inondando la mensa di vino.
+
+Mio zio rimase sbalordito, la Rosa accorse al rumore, io abbassai il
+capo confuso e pentito della mia escandescenza.
+
+Cercai ogni argomento possibile per giustificare tale esaltazione, ma
+era troppo tardi. Mio zio aveva aperto gli occhi, e mi leggeva nel
+cuore; io non dovevo più sperare sulle sue prestazioni per farmi
+ritornare a Milano. Tutto era perduto!... Io conoscevo troppo gli
+scrupoli di mio zio per poter dubitare un solo istante della sua
+risoluzione. Certo egli mi condannava all'esilio perpetuo per salvarmi
+dai pericoli, e per non portare sulla coscienza il rimorso d'aver
+contribuito a facilitare un amore colpevole.
+
+Io non potevo più contare che sopra me stesso, e il pensiero della
+infelicità di colei che mi stava fissa nel cuore mi dava tanto coraggio
+da tentare la mia emancipazione, ad ogni costo, senza il soccorso di
+nessuno. Quando si è giovani ed innamorati tutto sembra facile;
+guardando alla meta lontana non si prevedono gli ostacoli, l'amore è
+cosa troppo elevata e sublime per occuparsi del denaro necessario ad
+ogni impresa; e dopo pranzo, collo stomaco soddisfatto, non si pensa che
+bisogna desinare ogni giorno.
+
+Ho passato una notte d'inferno, raggirandomi smanioso nel letto senza
+trovare riposo. Io vedevo la contessa Savina infelice, derelitta,
+immersa nelle lagrime, e pensavo al modo di vendicarla, di consolarla.
+La nostra santa affezione, inspirata dalla naturale simpatia, ci avrebbe
+resi felici in tutte le condizioni della vita. Le ricchezze erano la
+prima cagione della sua infelicità, come la miseria era il solo ostacolo
+che mi tenesse lontano da lei. Se fossi ricco! io pensavo, andrei a
+stabilirmi a Milano, troverei una finestra dirimpetto al palazzo
+Montegaldo, e un bel giorno le comparirei davanti come al tempo felice
+che dalla casa di mio zio stavo in adorazione davanti al palazzo
+Brisnago. Ma cambiate le circostanze, e avendo imparato dall'esperienza
+a che giovi l'amor platonico, questa volta il nostro amore prenderebbe
+un'altro indirizzo... questa volta, se non rispondesse al primo bacio,
+non vorrei disertare dal posto senza aver tentato il secondo.... e il
+terzo.... e il quarto.... ed avrei parole e mezzi per ottenere sicuro il
+bacio della contessa Savina, quel bacio che certo non vorrebbe negarmi,
+del quale io prelibo la voluttà.... come l'Arabo assetato fra le aride
+sabbie del deserto quando pensa alla fresca fontana dell'oasi.
+
+Con tali pensieri m'addormentai verso il mattino; all'ora che il
+crepuscolo apporta un po' di calma a chi ha passato la notte agitata.
+Dapprima divagai in sonni confusi, poi mi parve di vedere chiaramente la
+contessa Savina ad una finestra bassa d'un palazzo in una strada
+deserta. Io la contemplavo assorto in estasi, quando mi fe' cenno
+d'avvicinarmi. Giunto sotto al balcone, le mandai un lungo bacio
+amoroso. Essa mi guardò con un mesto sorriso e scomparve. Io rimasi
+estatico al mio posto, non so quanto tempo, senza perdere la speranza di
+rivederla.
+
+Essa ricomparve, vestita di bianco, pallida, come una fidanzata che
+aspetta lo sposo per recarsi alla cerimonia nuziale. Io congiunsi le
+mani in atto di preghiera, essa mi guardava fisso, e pareva che mi
+dicesse: t'aspetto.
+
+Le feci cenno che sarei ritornato, e andai non so dove a prendere una
+scala di corda. La scala aveva da un lato due ganci, che gettai sul
+balcone. La contessa Savina non si prestò, nè si oppose; essa aspettava
+sempre pallida e immobile. Io tremavo come una foglia, la scala era
+assicurata, ed io incominciai a salire. Ad ogni scalino che mi
+avvicinava al balcone distinguevo più chiaramente i lineamenti della
+contessa. I suoi occhi leggiadri mi guardavano con affettuosa
+espressione, le sue labbra si atteggiavano ad un mesto sorriso.... ed io
+salivo sempre. Le giunsi tanto vicino che vidi il suo seno agitato dai
+moti violenti del cuore... stavo per afferrare la meta, quando d'un
+tratto si ruppe la corda ed io precipitai nella strada.
+
+Il colpo violento mi risvegliò. Volli dormire nuovamente per riprendere
+il filo del sogno.... impossibile!... Perfino il sonno si rifiutava alla
+mia felicità!...
+
+M'alzai conturbato. Mio zio, vedendomi sofferente, s'accorse che avevo
+passata una cattiva notte.
+
+--Povero Daniele!...--mi disse con affezione,--tu pensi sempre alla
+contessa Savina!...
+
+--Nemmeno in sogno!...--gli risposi, temendo quasi che potesse scoprire
+i misteri della notte, e soggiunsi:--Tutto è finito.
+
+--Finito di sicuro,--osservò mio zio, al quale premeva togliermi ogni
+speranza;--finito per varii motivi: primo, perchè bene o male maritata
+essa appartiene per sempre a suo marito; secondo, perchè è donna onesta
+e virtuosa fino allo scrupolo, e questo te lo diranno tutti; terzo,
+perchè se la natura ti aveva spinto verso di lei con tanta violenza,
+vuole onestà che tu faccia ogni sforzo per starle lontano, evitando ogni
+pericolo che possa aggravare la sua infelicità, e renderti colpevole di
+maggiori sventure.
+
+--Le ripeto che non ci penso nemmeno,--risposi,--e che anche se fossi
+tanto pazzo da pensarci, credo di essere un galantuomo, e di non aver
+mai fatto dubitare della mia condotta.
+
+Lo zio si mostrò soddisfatto della mia dichiarazione, ma io credo che
+egli realmente prestasse poca fede alle mie parole, come io stesso non
+era convinto che fra me e la contessa Savina tutto fosse finito.
+
+
+
+
+XVI.
+
+
+Il giorno seguente mio zio partiva pei bagni, lasciandomi travedere
+d'aver modificato le sue idee sul mio conto, mostrandosi sempre meno
+propenso a favorire il mio ritorno a Milano, e sempre più convinto che
+la ferita che aveva colpito il mio cuore non fosse ancora perfettamente
+cicatrizzata. Io cercavo di persuaderlo della mia completa guarigione,
+ma egli mi ascoltava con diffidenza implacabile, dimenando la testa in
+segno di dubbio, ed atteggiando le labbra ad uno spietato sorriso. Non
+desidero a nessuno d'aver per giudice negli affari d'amore un canonico.
+
+Dopo la partenza di mio zio incominciai a mulinare mille progetti, uno
+più assurdo dell'altro. L'amore eccita l'immaginazione come le bevande
+alcooliche, e suscita la pazzia. Ma ogni pazzia ha i suoi lucidi
+intervalli, e quelli sono i peggiori momenti; infatti la ragione che
+entra in un cervello malato produce l'effetto d'un raggio di sole che
+entra negli occhi di chi soffre d'oftalmia. Nei momenti d'esaltazione
+ero felice. Pensavo che un giovane coraggioso trova mille strade aperte
+per far fortuna; basta muoversi, cercare, abbandonare la squallida
+solitudine per gettarsi nella folla e nell'onda sociale. Maledetta la
+bonaccia! essa tiene sempre immobile allo stesso posto, e lascia morire
+di fame. Nella tempesta sono le grandi emozioni. La burrasca sommerge o
+getta i naufraghi sulla spiaggia. Nel primo caso è finita presto ogni
+pena, nel secondo si va a rompersi le ossa sopra uno scoglio o si arriva
+in un'isola. Meglio morire sopra uno scoglio che in bonaccia; la morte
+più rapida è la migliore. L'isola potrebbe essere abitata dai cannibali,
+ma la cosa è incerta; in ogni caso è sicuro che in società chi non
+mangia sarà mangiato, e quindi un povero diavolo non perde nulla cadendo
+nell'isola dei cannibali.... Ma se fosse un'isola fortunata, gioconda,
+aurifera, piena di tesori? Allora si conquista l'isola, si uccidono gli
+abitanti, e si ritorna al paese ricoperti di gloria e di ricchezze!...
+Le ricchezze sono la potenza universale; colle ricchezze si ottiene ogni
+cosa.... Io ritornerò a Milano in carrozza a quattro cavalli, diventerò
+l'amico del conte di Montegaldo, giuocherò i miei tesori per ottenere
+d'essere presentato a sua moglie. Diventerò l'amico di casa, quello che
+gode piena fiducia.... e potrò fuggire colla contessa Savina, fuggire
+lontano dall'Europa corrotta, lontano da questa vecchia ed inferma
+società che vaneggia inutilmente per legalizzare i suoi disordini, per
+riparare le sue miserie, per trovare il bandolo di tante matasse!
+
+Fuggiremo in un'isola di meravigliosa bellezza e fecondità come Taiti o
+Madera, ridente come il golfo di Napoli.... rinnoveremo la storia del
+Paradiso terrestre.... senza il serpente!
+
+Tali erano le fantasie del mio cervello esaltato.... i momenti migliori
+della mia vita!... un po' di poesia fra la prosa di tante volgari
+realtà.
+
+Nè certo sarei andato a cercare il dottore Canziani per farmi guarire
+colle sue droghe del solo bene che m'era conceduto.... i miei sogni!
+
+Gli uomini gravi diranno che tali pensieri erano divagazioni d'un pazzo,
+io li credo invece l'unico conforto d'un infelice. Ma gli uomini gravi
+non sono talvolta che vecchi panciuti e barbogi che si dimenticano
+d'essere stati giovani leggeri.--Eppure ogni zucca ha avuto il suo
+fiore!
+
+Ciò che generalmente si chiama la ragione mi riconduceva pur troppo alla
+vita positiva... al realismo. Allora svanivano le ridenti fantasie.
+Povere fantasie giovanili!... che ci dipingono la vita più bella del
+vero, che ci fanno sperare supreme felicità non esistenti sulla terra,
+che ci lasciano credere alla gloria, all'amore, alla poesia, a tutte le
+nobili aspirazioni!... E poi, più tardi, s'impara che la vita si compone
+d'un'altra pasta!...
+
+Sogni vaporosi, nel mondo letterario non siete più di moda!... L'arte ha
+le sue vicende come tutti i capricci della vita esterna. Ora all'ideale
+succede il realismo, che non è il naturale ma l'evidente, l'uomo esterno
+a piedi o a cavallo, in ufficio, a tavola, in letto; la donna coi
+capelli posticci, i talloni alti, e le maniche larghe. Il positivo in
+tutto. Ma come si fa quando in vita domina il negativo, quando il
+tessuto d'una esistenza si compone con trame d'illusioni e con ordito di
+sogni?... Per me la vita ideale, intima, invisibile fu tutto; il
+positivo nulla. Lo so che sopprimendo il sentimento e il pensiero
+riuscirei un fantoccio alla moda.... ma io preferisco comparire un uomo
+alla vecchia, intiero e completo, aspettando che il mondo sazio di
+racconti materiali ritorni a gustare le peripezie dell'anima umana.
+
+Tuttavia, se avessi voluto seguire l'andazzo dell'arte moderna, non mi
+sarebbe mancato il realismo!... Pur troppo!... e la Rosa me lo
+rammentava ogni volta che la vita dell'anima me lo facea dimenticare.
+
+Il realismo!... per me consisteva nel riscuotere mensilmente il modico
+stipendio, che unito al ricavo delle patate, delle castagne e dei
+fagiuoli mi serviva a pagare la farina al mugnaio, le polizze ordinarie
+del beccaio e del pizzicagnolo, e le straordinarie del calzolaio e del
+sarto.
+
+Insegnare l'abbicì a idioti impuberi, e far di cappello a idioti virili,
+vivere e conversare coi montanari maliziosi, cogli artigiani furbi e
+viziosi, barcamenando cogli ambiziosi, gli astuti, gl'ipocriti d'ogni
+condizione, lottando contro l'egoismo di tutti, privandomi spesso del
+necessario, dimostrando di godere il superfluo per non umiliarmi cogli
+avversi e non incomodare gli amici, restringendo infine i bisogni
+numerosi e le idee infinite alla smilza figura del borsello: ecco il
+realismo!... Ciascheduno ha il suo, dal villaggio alla borgata, dalla
+città alla capitale; soltanto le passioni, i vizii e i delitti crescono
+in proporzioni relative al numero degli abitanti, e si complicano in
+ragione diretta della coltura. La rappresentazione letteraria di tali
+complicazioni è una moda rifritta come tutte le altre; nulla è nuovo
+sotto al sole; soltanto, quando il buono, il bello e il semplice
+divengono stucchevoli pel lungo uso, si cerca la novità nel turpe, nel
+brutto, nel complesso, e il mondo se ne compiace. Gli ottimi modelli non
+sono d'ostacolo al traviamento. Bernini scolpisce gli svolazzi barocchi
+delle sue statue presso le Veneri greche e il Mosè di Michelangelo. Dopo
+l'Ariosto il Marini, dopo gli oratori vengono gli Accademici, dopo le
+guerre l'Arcadia.
+
+Io non intendo appartenere a nessuna scuola, a nessun sistema; io seguo
+l'istinto che mi spinge a rivelare schiettamente le mie passioni, a
+raccontare con pari ingenuità le avventure e i pensieri della mia vita.
+Ritorno dunque ai miei sogni.
+
+Essi svanivano sovente al tocco della realtà, ma mi restava sempre un
+granello di speranza, come una semente pronta a germogliare in
+condizioni favorevoli.
+
+All'uragano che mi sconvolse colla prima notizia del matrimonio della
+contessa Savina era succeduto quel freddo che segue la grandine. Poi le
+mie illusioni erano cadute come le foglie d'autunno, e l'inverno m'era
+penetrato nell'anima.
+
+Quando le neve ricopre il terreno si crede che la natura sia morta, ma
+alle brezze della primavera i germi assopiti si sviluppano ed una nuova
+vegetazione incomincia.
+
+Il racconto di mio zio, che mi svelò l'infelicità di quel matrimonio e
+le condizioni funeste che amareggiavano l'esistenza della sposa, mi fece
+l'effetto delle meteore d'aprile, che si risolvono in pioggia feconda, e
+risvegliano la natura. Sentii il sangue scorrermi più rapido nelle vene,
+agitando le mie speranze che rigermogliavano ai tepori del cuore....
+Confesso che tali speranze erano colpevoli; secondo i principii sociali,
+la società condanna ogni violazione della proprietà; ma se la legge
+esaminasse a fondo i titoli d'ogni diritto, scoprirebbe sovente che esso
+ha per base l'usurpazione fraudolenta, l'inganno od il furto. Io
+premeditavo di rubare al ladro l'oggetto involato, e la natura m'avrebbe
+assolto, perchè essa riconosce soltanto il diritto di reciproco
+consenso, libero da ogni pressione sociale.
+
+Meno male per la società che ci stava di mezzo un canonico, deciso di
+difendere ad ogni costo i diritti ecclesiastici e civili riconoscendo la
+legalità dei fatti compiuti.... e tanto peggio per me!...
+
+Mentre con tali argomenti io andava fantasticando in balìa del più
+sfrenato idealismo, mio zio, in preda del più crudo realismo, si cavava
+le calze rosse, spogliava le vesti sinodali ed anche quelle che vi
+stanno sotto, e libero d'ogni indumento ecclesiastico e civile, ridotto
+in costume adamitico, entrava in un bagno d'acqua minerale di Bormio.
+Così, deplorando altamente le mie inclinazioni naturali e volendomi
+schiavo dei doveri sociali, egli abbandonava ogni scrupolo, deponeva le
+sacre vesti sacerdotali e ritornava in seno della natura per
+riacquistare la perduta salute.
+
+Ma è lecito invocare le Najadi e non Cupido!... Realismo incompleto....
+Mio zio tuffandosi nelle onde salutari colla voluttà d'un pagano,
+restava teologo per congiurare contro un povero nipote, giudicandolo
+gravemente affetto da un male clandestino dei più perniciosi,
+condannandolo ad espiare colla deportazione colpe non perpetrate, e
+facendo dipendere un'intiera esistenza da un amore tacito, ignoto,
+inoffensivo, innocente!
+
+Tale era mio zio!... inflessibile come il destino, uomo eccellente nel
+fondo, ma canonico fino al midollo!...
+
+Al suo ritorno dai bagni mi significò il decreto d'esilio da Milano, e
+il domicilio coatto in Valtellina. Nessun ragionamento, nessuna promessa
+valsero a smuoverlo dal suo crudele proposito. Era una sentenza
+inappellabile. A questa condizione soltanto mi assicurò del suo affetto
+e della sua protezione, minacciandomi di completo abbandono qualora
+avessi osato emanciparmi.
+
+In tale circostanza ho imparato a conoscere la libertà. Essa venne
+definita in maniere diverse; io offro la mia definizione per quello che
+può valere.
+
+Eccola:--La libertà è un filtro composto d'oro e salute. Con tal filtro,
+l'uomo è libero in qualunque paese del mondo, senza questo filtro può
+credere di esser libero, ma tenta invano di muoversi. Taluno grida, si
+agita, combatte e rovescia un governo dispotico per conquistare la
+libertà, poi dopo di aver fondata la repubblica, mancando d'oro o di
+salute si trova più schiavo di prima. Che cosa deve fare allora?... La
+sola cosa possibile: abbassare il capo e rassegnarsi al destino! È
+quello che ho fatto io stesso, non potendo fare altrimenti.
+
+Mio zio, volendo in qualche modo ricompensare la mia obbedienza, mi
+regalò una piccola somma per far fronte ai bisogni del verno vicino,
+colla quale ho potuto pagare i miei debiti, vestirmi, e comperare un
+orologio migliore di quello che avevo perduto al giuoco nella notte
+memorabile che Bacco mi precipitò nelle braccia di Morfeo, senza
+concedermi il tempo di raggiungere il letto.
+
+E il buon canonico accompagnò il dono con un predicozzo, che mi trovava
+favorevolmente disposto dall'argomento dell'esordio.
+
+--Daniele,--mi disse,--se questo denaro non bastasse a procacciarti il
+benessere d'una vita agiata, non aver riguardo di scrivermi, sono
+disposto a fare maggiori sacrifizii, compatibilmente al mio stato, pur
+di vederti felice, nei limiti delle cose lecite e oneste. Procura di
+star sano ed allegro, cerca le distrazioni permesse, e fa ogni sforzo
+per correggere il tuo carattere capriccioso, leggero, eccitabile,
+fantastico.... e cocciuto nel voler l'impossibile. Avvezzati a prendere
+il mondo come sta; Dio l'ha creato così ne' suoi imperscrutabili
+disegni, e gli uomini si travagliano invano per riformarlo: l'uomo è
+impotente a modificare l'opera di Dio! Cammina dritto per la tua strada,
+non desiderare nè la roba nè la donna d'altri, non fidarti al prestigio
+del frutto proibito che ha perduto i nostri progenitori, contentati di
+quello che puoi raggiungere senza sforzi, nè frode, nè violenza, nè
+colpa. Chi esce dalla propria via per gettarsi nelle avventure non trova
+che precipizi. Domina le tue passioni colla ragione, non chiuderle in
+seno come una mina pericolosa. Non essere ambizioso, non aspirare alla
+conquista del vello d'oro; credi alla mia vecchia esperienza, tutto è
+vanità sulla terra.... vanità delle vanità!... Infine dei conti i
+piaceri leciti sono i migliori: una stanza calda l'inverno e fresca
+l'estate, un buon letto, una buona cucina, una cantina ben fornita,
+vivere nella calma onestà, guidati sempre dalla coscienza
+tranquilla....--
+
+Discorsi da canonico!... Io diceva fra me, ascoltandolo con rispettosa
+attenzione. Lo ringraziai del dono e delle offerte, e gli promisi di
+fare il possibile per contentarlo. Ma io vedevo la vita proprio tutto il
+contrario di lui. Questione di lenti!... Io guardavo le cose attraverso
+la gioventù, ed egli attraverso la vecchiaia.
+
+Essendo il tempo delle vacanze autunnali, m'offersi di accompagnarlo
+fino a Como; ma egli non volle accettare la mia compagnia che fino a
+Colico; e giunti colà, mi diede un abbraccio cordiale e mi obbligò a
+retrocedere. M'avvidi che entrambi avevamo pensato agli incontri
+fortuiti sui battelli a vapore del lago nella stagione d'autunno. Colla
+differenza però ch'egli diceva:
+
+--Guai!...--ed io....--Magari!...
+
+Rifacendo la strada pensavo alle delizie che il mondo m'offriva, ed alle
+misere condizioni che mi obbligavano a rinunziarvi. Io avevo le ali....
+come i polli, che la natura ha forniti di questi organi che potrebbero
+innalzarli al disopra dell'uomo, ed essi si lasciano prendere
+bonariamente, e mettere allo spiedo!
+
+Sentivo dentro di me un bollore di sensazioni diverse, mille desiderii
+confusi, aspirazioni e bisogni contrari, e dovevo rinunziare ad ogni
+cosa.
+
+Amori sublimi ed eterei.... amplessi positivi e terreni, idealismo e
+realismo.... contessa e mugnaia, tutto m'era interdetto.
+
+La prima era troppo alta.... la seconda troppo bassa!... e così la sorte
+mi condannava a girare intorno al mio asse, sempre ad eguale distanza
+dal sole e dalla luna, perduto negli abissi dell'universo come un
+bolide.
+
+Venni assalito da una profonda melanconia, che si alzava nel mio animo
+come la nebbia d'autunno che ci asconde gli oggetti. La vita ha bisogno
+d'uno scopo; vivere per vivere è la cosa più sciocca del mondo.
+
+Andavo vagando colle mani in tasca, il sigaro in bocca, il cappello da
+una banda, e il naso in aria, aspettando che cadesse qualche cosa dal
+cielo per rompere la monotonia della mia vita.
+
+E dopo una lunga aspettativa cadde, finalmente.... la neve.
+
+Di tutte le cose che si attendono, le sole che non mancano mai
+all'appuntamento sono le stagioni. Il mondo gira colla scrupolosa
+precisione di mio zio canonico, ed entrambi hanno il segreto di trovare
+la varietà nella monotonia.
+
+Le disgrazie non vengono mai sole, e quando giunse la neve a chiudere
+gli armenti nelle stalle, io dovetti aprire la scuola per accogliere i
+miei scolari.
+
+La neve e la scuola mi privarono dei passeggi, grave inconveniente,
+perchè le gambe che camminano giovano assai ad un cervello che trotta, e
+quando sono costrette a fermarsi, nasce un disquilibrio: la mente si
+affatica e il corpo riposa, e da tale sconcerto di funzioni fisiche e
+morali nasce come naturale conseguenza la noia, la malinconia, la
+paturna, lo _spleen_ degl'Inglesi.
+
+Dopo la lezione mi chiudevo nello studio, aprivo un libro, ma guardavo
+fuori dalle finestre leggendo in aria tutto quello che sta scritto nel
+firmamento, nelle meteore, nello spazio, nel tempo. La solitudine, il
+silenzio, il cielo nuvoloso, la terra ricoperta dalla neve, come feretro
+d'una fanciulla del candido tappeto simbolico, portavano i miei pensieri
+alle più tetre considerazioni. Meditavo sulla morte della natura, e
+sulla probabilità d'una prossima fine del mondo, quando la Rosa mi
+consegnò una lettera di mio zio che mi annunziava il parto felice della
+contessa Savina, che aveva dato alla luce un bel maschio. Ecco ancora il
+realismo!... Il mondo non era disposto a finirla.--«Il nobile neonato,
+mi scriveva mio zio, promette meraviglie, poichè appena venuto al mondo
+ha assunto le funzioni di giudice conciliatore.» Credevo che mio zio
+diventasse matto, ma invece faceva lo spiritoso, continuando in questi
+termini: «Infatti bastò la sola comparsa di questo rampollo per far
+sparire ogni dissenso fra gli sposi, che dimenticate le passate
+discordie, si sono riconciliati nella gioia del grande avvenimento. Vi
+furono splendide feste, rinfreschi, confetti, e un codazzo di carrozze
+alla porta.» E qui con un lirismo declamatorio, mio zio mi andava
+annoverando le consolazioni materne che compensano largamente le pene
+d'una moglie onesta, la nobile missione di allevare un figlio che porti
+con onore il nome illustre, e contribuisca coll'avito censo al lustro
+della casa e al decoro della patria.
+
+Il parto della contessa aveva messo in vena mio zio canonico, che s'era
+sgravato alla sua volta di tutti i luoghi comuni accumulati da tanti
+anni nel suo cervello dai quaresimali del Duomo, accompagnati da uno
+scialacquo di rettorica. La sua lettera era tutta ingemmata di dilemmi,
+sillogismi, metafore, tropi, pleonasmi ed iperboli, e tutto questo lusso
+di figure per persuadere un nipote spiantato ad abbandonare ogni più
+lontana velleità di affezione verso una contessa milionaria, moglie d'un
+dissoluto, convertito a miglior vita in virtù d'un giudice conciliatore
+neonato!... Egli si diffondeva prolissamente sulla deplorabile insania
+di chi spera nella colpa, sulla atrocità degli attentati alla pace e
+all'onore delle famiglie, sulla imperdonabile depravazione di chi aspira
+alla donna degli altri!... e conchiudeva: «Fortunata la contessa Savina
+d'aver ottenuto dalla Provvidenza il dono prezioso d'un figlio che la
+consola di ogni amarezza, riconduce il marito al focolare abbandonato,
+rende la famiglia completa, e la difende dai pericoli e dalle tentazioni
+del diavolo.»
+
+Presi in mano la penna, per confutare la lettera di mio zio scrissi d'un
+fiato dieci pagine assurde, piene di sarcasmi, di cinismo, d'invettive,
+di bestemmie contro l'amore e il matrimonio, la fede e la virtù, i
+neonati e la rettorica, le donne, i canonici e il diavolo. Poi le
+rilessi, le lacerai, e gettandole sul fuoco accesi il sigaro, e mi misi
+a correre sulla montagna attraverso la neve. Il freddo a sei gradi sotto
+zero mi riuscì sempre giovevole come calmante dell'amore e della
+collera. L'aggiunta di qualche bicchiere di vino scelto ha contribuito
+vantaggiosamente ad ottenere l'effetto. Il ghiaccio ed il vino, cioè
+l'antitesi, mi riesce l'antidoto degli eccessi. L'esperienza m'aveva
+insegnato la dose, limitandomi all'uso, e schivando l'abuso, lasciandomi
+il convincimento che una bottiglia di vino buono sia un farmaco
+eccellente contro i dolori morali. Con tale sistema non sono morto
+disperato, e all'indomani d'una batosta stavo ancora in piedi. Chi sa
+quante vittime del suicidio avrebbero rinunziato al progetto di
+togliersi la vita, se invece di due pistole si fossero trovate nelle
+mani due bottiglie!
+
+Confesso che il matrimonio dapprima, e poi il parto della contessa
+Savina mi gettarono due volte alla disperazione, eppure io non avevo
+diritto di sperare nè al suo celibato nè alla sua sterilità; essa non
+poteva nè correre in Valtellina a chiedermi il favore di divenire mia
+sposa, nè una volta maritata rimaner senza figli; quello che era
+succeduto doveva naturalmente succedere; ma l'uomo si dispera sovente
+non solo di ciò che succede d'impreveduto, bensì dei fatti naturali o
+sociali che stanno nell'ordine delle cose. Chi giuoca si dispera di
+perdere!... e quanto più siamo fantastici, tanto più dobbiamo aspettarci
+di soffrire, perchè oltre alle perdite positive, che sono pur tante,
+avremo anche a deplorare la scomparsa delle illusioni, delle chimere e
+dei sogni.
+
+Ma la speranza è un fiore bizzarro della vita, che sovente si pasce di
+vento, eppur vive e ci consola col suo olezzo; simile a certe orchidee
+delle regioni tropicali, le quali, appese in panierini nelle serre, si
+nutrono d'aria e di vapori, e tuttavia vegetano rigogliose e producono
+fiori stupendi, ed esalano soavi profumi. Mio zio coll'uragano della sua
+rettorica aveva tentato di schiantare la mia orchidea, ma il cuore
+l'aveva assicurata contro i danni della grandine, ed essa viveva
+ancora.... quantunque appesa ad un filo....
+
+
+
+
+XVII.
+
+
+Il tempo, la lontananza, il soffio continuo dei gelidi aquiloni del
+polo, rappresentati dalle lettere di mio zio canonico, il quale coglieva
+ogni occasione favorevole per gettarmi una doccia d'acqua fredda sul
+dorso, finirono collo spegnere quasi intieramente la fiamma che mi
+abbruciava fino dai primi giorni della mia gioventù. Io contemplavo con
+tristezza le ultime faville che salivano al cielo, pensando che, spenta
+la fiamma, manca la luce e il calore e non resta che fumo, cenere e
+carboni.
+
+Dentro di me sentivo il vuoto, di fuori vedevo buio, la vita mi sembrava
+un viaggio notturno in globo areostatico, sotto un velo di nuvole che
+copriva le stelle. Con tali disposizioni entravo nella stagione
+d'inverno.
+
+Un dopo pranzo mi riscaldavo al fuoco del mio focolare deserto, quando
+udii che picchiavano all'uscio. La Rosa corse ad aprire e mi apportò un
+viglietto. L'Agata m'invitava a nome de' suoi genitori a passare il
+Natale con loro, e aggiungeva che c'era un posto anche per la Rosa, fra
+la Menica e Martino, quel giorno nessuno dovendo star solo. Bitto non
+aveva bisogno d'essere invitato, avendo sempre conservata la sua
+abitudine di pranzare in casa Bruni. Tale invito era un omaggio alla
+scuola rurale, rappresentata dalla mia piccola famiglia colla triade del
+maestro, la donna ed il cane: cioè la mente ed il cuore che
+insegnano.... e la bestia che ascolta. Era qualche tempo che non passavo
+un'intiera giornata in quella eccellente famiglia, e il giorno di Natale
+entrai in casa Bruni con l'animo lieto e riconoscente dalla costante e
+cortese amicizia. Essi mi accolsero come un fratello, con cordiale
+domestichezza, scambiando i più sinceri auguri di felicità per il vicino
+capo d'anno.
+
+Li trovai tutti seduti intorno al fuoco, e si restrinsero per farmi
+posto.
+
+--Così mi piace il focolare,--io dissi,--circondato da parenti ed amici,
+non deserto come il mio.
+
+Il ceppo e i tizzoni ardevano crepitando, mentre girava nello spiedo il
+più grasso tacchino delle stie. La pace spirava da tutti quei volti, e
+la serenità predisponeva al buon umore.
+
+Il signor Nicola si burlava di Martino, il quale non osava appressarsi
+al fuoco per timore che le scintille prodotte dallo scoppiettare della
+legna gli abbruciassero l'abito nuovo d'inverno, che dovendolo
+preservare dal freddo, lo obbligava intanto a star lontano dal caldo.
+Dunque lo scopo de' suoi lunghi risparmi era mancato.
+
+--Se tu avessi il vestito vecchio,--gli diceva il signor
+Nicola,--staresti qui vicino a noi a godere la fiammata, e invece sei
+schiavo del lusso!...
+
+Martino rideva come un imbecille, perplesso nel dubbio, se dovesse andar
+superbo delle vesti nuove, o rimpiangere la libertà dei suoi stracci,
+cosicchè quando credeva d'aver raggiunto la meta delle sue aspirazioni,
+un rammarico impreveduto gli avvelenava la gioia. Ecco la vita!... la
+speranza è sovente più bella della realtà. L'orchidea quando vegeta in
+aria sembra un portento, ma presa in mano non è che una cipolla. Martino
+lo sentiva al pari di me, ma non sapeva dirlo; ed entrambi stavamo
+cocciuti nell'opinione, egli di conservare i suoi abiti nuovi, ed io le
+mie vecchie illusioni.
+
+Eppure in quel momento la realtà poteva bastare a tutti i nostri
+bisogni, ed era anche bella a vedersi. Avevamo appetito e quelle
+esalazioni gastronomiche che ci accarezzavano l'olfatto erano larghe di
+promesse. Quel dolce tepore, quel crepitare del fuoco, messi a raffronto
+colla temperatura esterna e il desolante spettacolo dell'inverno, ci
+confortavano le membra. Quella luce calda che inondava la cucina, che
+brillava sugli alari e sui rami lucenti ond'erano ornate le pareti,
+rischiarava una scena d'interna felicità. Intorno a quel focolare si
+raccoglievano le gioie facili e positive d'una buona famiglia. In
+quell'ambiente calmo e sereno io mi sentivo rinascere ad una vita nuova.
+Come alcuni animali che, giunti ad un certo punto del loro sviluppo,
+mutano la pelle, così io credo che l'uomo, passato l'ardore della prima
+gioventù, subisca una crisi che ne modifica l'organismo. Sembra ch'io
+fossi giunto a quel punto, perchè sentivo di subire una trasformazione
+importante. Ed è forse in quell'epoca della vita che le malattie
+ereditarie incominciano a manifestare i loro importanti sintomi
+insidiosi. Difatti, a misura che mi cadevano le spoglie dell'età
+giovanile, mi sentivo circolare nel sangue i gusti di mio zio
+canonico:--l'amore della pace.... una stanza calda, una buona cucina,
+una cantina ben fornita.... e una buona moglie!... aggiungevo io.
+
+Le mie aspirazioni mutavano indirizzo, l'idealismo svaporava ed
+incominciavo ad apprezzare i gusti moderni, a diventare seguace del
+realismo; e andavo rimuginando come fosse possibile di mettere insieme
+una famigliuola come quella che mi stava davanti: semplice, agiata,
+tranquilla, onesta, felice! Ripensando agli amori elevati ai quali avevo
+aspirato, mi ritornavano alla mente gli abiti da festa di Martino, che
+appena indossati gli apparecchiavano un disinganno, e dicevo fra me
+stesso:--Chi sa?... forse sarebbe stata la mia sorte!... e chi cade
+dall'alto s'ammazza. Sarebbe meglio contentarsi del poco, ma sicuro. Ora
+sarei contento d'una vita ragionevole, confacente ai miei casi, senza
+lusso nè sfarzo, senza pernici coi tartufi.... Una moglie modesta, una
+cucina calda, e un tacchino arrosto!... ecco i miei nuovi desiderii.
+
+Pur troppo anche col realismo io ricadevo nei sogni... perchè per me era
+un sogno tutto quello che oltrepassava il valore d'un modico stipendio,
+e il ricavato di poca terra. La base del realismo è il denaro, quindi
+mancandomi la base del nuovo sistema, tornavo mio malgrado idealista.
+
+Tuttavia per quel giorno l'arrosto non era un sogno!... e la cucina
+calda nemmeno... per la moglie ci penserò dopo pranzo: dissi fra me.
+Intanto non mi stancavo mai di contemplare quel quadro che mi stava
+davanti, palpitante di vita nelle persone e nelle cose; tutto si muoveva
+in quello spazio fortunato, dall'uomo allo spiedo, e s'udiva un lieto e
+confuso mormorio di voci umane e di marmitte.
+
+E mi figuravo se fossi io il sor Nicola!... Egli mi rappresentava l'uomo
+felice. Riscaldato dalle fiamme della sua legna, consolato dalle
+emanazioni della sua cucina, amato da sua moglie, da sua figlia,
+circondato da' suoi amici, dissetato a tavola dai suoi vini, egli non
+aveva nulla a desiderare sulla terra che non fosse suo!... e tutte le
+cose sue cooperavano alla sua felicità.... Io non avevo nulla di mio, la
+casa era di mio zio, la scuola del Comune, e quando ero innamorato non
+era mia nemmeno la donna! nè poteva divenirla. Erano mie le noie
+dell'insegnamento... i miei debiti... i miei difetti... e il mio
+cane!... Sì, questi era proprio mio, per l'affetto scambievole che ci
+legava. Un cane sembra poca cosa, ma io ero più soddisfatto di dire: «il
+mio cane,» che certe mogli di dire «mio marito,» certi ministri «il mio
+ministero,» certi sovrani «il mio trono!»
+
+--Signori, la minestra è in tavola,--annunziò la Menica.
+
+Caddi come al solito dalle nuvole, ove mi aveva trasportato la fantasia,
+per recarmi al posto che mi venne destinato.
+
+Il salottino da pranzo faceva voglia a vederlo. La tovaglia e i
+tovaglioli sentivano il bucato, i cristalli limpidissimi brillavano alla
+luce delle candele; piattini d'acciughe, di prosciutto, di butirro
+fresco e di sedani ornavano il servito, mentre sui palchi della credenza
+le frutta di tutti i colori facevano corteggio ad un magnifico panettone
+di Milano, che pareva pavoneggiarsi della sua obesità, fra la mostarda e
+il torrone, come il Figlio del cielo chinese fra i Mandarini.
+
+Io sedevo dirimpetto al signor Nicola, fra l'Agata e la signora
+Giovanna; la Rosa ci serviva, mentre in cucina la Menica e Martino
+approntavano le vivande, e Bitto passava in rivista i piatti di ritorno
+aspettando la sua parte.
+
+La trasformazione morale apparecchiata dal tempo e dai disinganni e
+compiuta all'aspetto della pace domestica intorno d'un focolare
+lautamente ornato, mi aveva eccitato l'appetito. Come il baco da seta
+che dopo cambiata la pelle mangia con voracità, io faceva onore al
+banchetto, d'accordo con mio zio, che la coscienza tranquilla ci fa
+sentire lo stomaco vuoto e ci predispone favorevolmente al nobile
+ufficio di riparare le perdite della natura.
+
+I fumi delle vivande e del vino rendono la conversazione vivace, lo
+spirito pronto, l'animo espansivo ed allegro. Quell'agape fortunata fu
+lieta dal principio alla fine, ed io me ne ricordo i più minuti
+particolari, perchè segna nella mia vita un punto memorabile.
+
+Quel giorno, cadendomi un velo dagli occhi, ho potuto scoprire ciò che
+prima m'era sempre sfuggito alla vista.
+
+Conversando con l'Agata m'avvidi per la prima volta che la bionda
+fanciulla aveva lo sguardo d'una soavità affascinante, una luce viva
+illuminava la sua pupilla, azzurra e profonda come le acque d'un lago.
+Sentivo dentro di me la sublime emozione del cieco che ritrova la vista,
+l'entusiasmo di Colombo davanti una terra ignota, la soddisfazione di
+Galileo che scopre i tesori del cielo.
+
+La fede illumina i credenti, io mi sentivo convertito all'adorazione...
+delle donne bionde! Come mai non avevo ancora veduto quelle fossette
+impresse dalle Grazie su quella pelle di roseo candore? Come mai m'erano
+sfuggiti all'ammirazione quei lineamenti delicati, quella mobilità del
+volto che indica tutti i moti dell'animo? Come mai non ero rimasto
+colpito da quel raggio penetrante che brillava nel suo sguardo?... Come
+potevo guardarla senza vederla, avvicinarmi a lei senza provare quel
+senso arcano che rivela la bellezza, sfiorare le sue vesti senza sentire
+un fremito al contatto della sua persona?... Misteri del magnetismo e
+dell'amore!... Forse le impressioni ricevute dagli occhi non sono che
+superficiali qualora un'immagine fissa nel cuore non permette l'ingresso
+a nuovi oggetti; o forse le emanazioni dell'animo offuscano la vista,
+come i vapori appannano i vetri?... Fatto sta che nelle mie lunghe
+conversazioni con l'Agata io non aveva veduto i pregi di lei, e m'era
+sfuggita la bellezza di quegli occhi, che finalmente mi si rivelava con
+grata sorpresa.
+
+Così senza aspettare gli aliti primaverili, proprio nel mezzo del verno,
+il mio cuore si schiudeva in serra calda, come una pianta forzata ad
+arte, come la semente dei bachi messa a prova, e da tale schiudimento
+nasceva un nuovo amore... quel tale antropofago destinato a mangiare il
+suo simile... già quasi morto di fame.
+
+Passai qualche ora deliziosa e troppo rapida, in adorazione davanti alla
+mia scoperta, chiudendo dentro di me le sensazioni e i pensieri
+tumultuosi che succedevano ai loro antecessori, coll'inevitabile
+scompiglio d'un cambiamento di guarigione; e prima d'incominciare una
+nuova lotta sentivo il bisogno di riorganizzare la truppa.
+
+I nostri dialoghi sulle cose più comuni mi giovarono ad apparecchiare il
+terreno, e furono come una prefazione in prosa davanti un nuovo volume
+di poesia.
+
+Parlando degli incomodi della stagione, l'Agata mi domandò:
+
+--Come passate le sere di queste lunghe notti d'inverno?
+
+--Nel tedio della solitudine,--io risposi,--solo col mio cane!...
+
+--E perchè non venite da noi a farci un po' di lettura?
+
+--Volete che venga a leggervi l'_Ortolano dirozzato_?
+
+--No, no,--mi rispose ridendo,--quello dovete leggerlo voi solo, come
+eccitante al lavoro dei campi... come calmante di certe passioni....
+
+--E come sonnifero,--io soggiunsi,--più potente dell'oppio!
+
+--Quanto ne avete letto finora?
+
+--Cinque pagine.
+
+--Cinque pagine in più d'un anno!...
+
+--Che volete!... non mi entra nel cervello.
+
+--Avete dunque la testa dura?
+
+--Sì,--risposi,--ma il cuore no....
+
+E le piantai uno sguardo negli occhi come una lancia. Ne rimase
+sorpresa, confusa e ferita, perchè il sangue le salì al volto e si fece
+tutta rossa. Non era avvezza a quelle occhiate, abbassò le pupille,
+tacque per qualche istante, poi riprese il discorso.
+
+--Vi assicuro che noi passiamo delle serate deliziose, in eccellente
+compagnia....
+
+--Del dottore, del farmacista e del parroco?
+
+--No, abbiamo abolito il tarocco; e i vecchi amici, fedeli alle loro
+affezioni per le carte da gioco, seguirono i re, i fanti e i cavalli, e
+portarono altrove le loro tende. Adesso vengono a farci qualche visita
+di complimento, alla sfuggita e di giorno, lasciando libera la sera alla
+nuova compagnia.
+
+--Ma che razza di compagnia avete trovato al villaggio?... Forse la
+rustica progenie dei montanari colle loro ubbie in testa e gli zoccoli
+ai piedi.
+
+--V'ingannate. Godiamo d'una scelta società. Chiusi in salotto, con la
+stufa ben calda, una eccellente lucerna con un cappelletto che concentra
+la luce sul tavolo rotondo, noi evochiamo le ombre degli uomini illustri
+di tutti i tempi e di tutte le nazioni. Essi compariscono e spariscono
+ai nostri ordini senza cerimonie. Ci raccontano i loro viaggi, la loro
+storia, i romanzi, le poesie, le memorie che destarono il più vivo
+interesse nei paesi più colti del mondo.... E le notti d'inverno ci
+sembrano brevi, perchè si va lontano da casa senza muoversi, e dalle
+steppe della Russia, dai pampas d'America, dai deserti africani si fa
+una scala e si trova il proprio letto.
+
+--Benissimo!... ho pensato sovente alle delizie della lettura in comune,
+in condizioni gradevoli; ma anche questo diletto, come tanti altri, è
+rimasto per me un vano desiderio.... E che cosa leggete?
+
+--Ve l'ho detto, ogni sorta di buoni libri... esclusi soltanto i noiosi!
+
+--Come l'_Ortolano dirozzato_.
+
+--Sicuro, perchè ci sono libri noiosi che possono tornar utili a chi li
+studia, ma non hanno diritto d'essere ammessi alle riunioni serali del
+circolo di famiglia. Essi devono limitarsi alla cattedra ed allo
+scrittoio dello studioso, ma per entrare in società bisogna deporre la
+toga dottorale, e vestire l'abito del gentiluomo, il quale si fa
+scrupolo d'annoiare gli amici, di far dormire le donne e i fanciulli
+
+--E dove trovate i libri?..
+
+--A Milano, a Firenze, a Torino, a Parigi. Ritornata dal collegio, ove
+una direttrice intelligente mi aveva fatto intendere che alla scuola
+s'impara soltanto a studiare, ma che in casa bisogna completare
+l'istruzione con una scelta lettura, ho voluto che mio padre mi
+promettesse d'introdurre nel bilancio domestico una somma annua per il
+pane intellettuale, necessario quanto il pane di farina. A che cosa
+serve la scuola, se l'educazione non continua? Forse che nei pochi anni
+di studio s'impara lo scibile? S'imparano appena appena gli elementi
+delle scienze più necessarie. Dunque la lettura è il complemento
+indispensabile d'una buona educazione, ed è strano che ogni famiglia non
+spenda ogni anno nei libri una somma proporzionata alle sue rendite.
+Eppure queste idee così naturali sembrarono strane a mio padre, che non
+aveva mai provato il bisogno di acquistare un libro, e leggeva appena un
+cattivo giornale... e il lunario. Essendo figlia unica e amata dai miei
+genitori più che non merito, mio padre accondiscese alla mia domanda,
+chiese ai librai i loro cataloghi, ed ogni mese acquistiamo le novità
+che c'interessano. Mio padre mi diceva l'altro giorno, che adesso gli
+sembra impossibile d'aver potuto vivere tanti anni senza libri, e senza
+sentirne il bisogno. La privazione dei libri sarebbe ora per lui il
+maggiore dei sagrifizii. La lettura serale forma la sua delizia, poi
+legge anche solo nella sua camera e sotto la pergola del giardino.
+Questo sistema è necessario per tutti, ma per chi abita la campagna è
+indispensabile quanto il lume a chi cammina di notte.
+
+--Verissimo... avete sempre delle idee giuste che mi colpiscono... ed
+eccitano la mia ammirazione pel vostro buon senso, in età così
+giovanile. Ah! la lettura dei buoni libri, ecco la spiegazione
+dell'enigma. Ora non mi sorprenderò più udendo dalla vostra bocca
+opinioni, consigli, parole che non si possono intendere da certe donne
+mature, le quali dopo uscite di collegio non hanno letto che il giornale
+delle mode!... Così in un villaggio deserto voi siete più colta di molte
+signore cittadine, che vivono in società come i fiori in un mazzo, cioè
+senza sostanziale alimento, corolle variopinte sopra un fusto di fil di
+ferro, belle una sera al ballo e al teatro, poi all'indomani avvizzite.
+
+Agata m'ascoltava senza falsa modestia, continuando a mostrarmi i
+piaceri e i vantaggi della lettura, ed eccitandomi a far parte del loro
+circolo delle letture serali.
+
+--Verrò di certo,--le risposi con riconoscenza,--e sono sicuro che le
+notti di quest'inverno saranno per me più belle dei giorni estivi, più
+utili di qualunque altro studio, più care d'ogni diletto cittadino.
+
+Mi ringraziò con uno sguardo grazioso; io corrisposi con uno sguardo
+affettuoso, lungo, eloquente. I nostri occhi si scontrarono, e rimasero
+qualche tempo come legati fra loro da una forza irresistibile.
+
+Ed io, che in amore non conoscevo altro linguaggio che quello degli
+occhi, rimproveravo a me stesso di non aver mai saputo leggere, prima
+d'allora, in quelle vaghe pupille.
+
+Era quasi mezzanotte quando uscii di casa Bruni colla Rosa e con Bitto.
+
+Spirava una di quelle brezze che arrestano l'acqua delle cascate
+cambiandole in cristallo, eppure io non sentivo il freddo, tanto era
+elevata la temperatura del mio cuore.
+
+Strada facendo la Rosa mi raccontò che Beppo stava meglio e lo aveva
+saputo dalla moglie di lui che era venuta durante il pranzo a prendersi
+un cesto apparecchiato dall'Agata, nel quale c'era del brodo, del pane,
+del manzo, del vino e dei dolciumi pei bimbi. Così anche il povero
+convalescente e la sua famiglia avranno celebrato lietamente il Natale:
+e i miei ospiti avevano resa completa la loro letizia con un atto
+benefico, non essendo che gli egoisti che possano godere del loro bene
+senza farne parte a chi manca di tutto. A compiere la felicità d'ogni
+animo bennato è necessaria la soddisfazione d'aver alleviate le pene
+degli infelici.
+
+A quella buona giornata tenne dietro una notte tranquilla, e al mattino
+mi svegliai col dolce presagio di giorni migliori.
+
+I miei scolari mi trovarono ilare, indulgente, e ne approfittarono
+subito mostrandosi indisciplinati e tumultuosi. Ma quando il cuore è
+contento anche le scabrosità sembrano liscie, e pare che sorridano
+perfino gli sberleffi.
+
+Alla sera accorsi in casa Bruni, e ritornandovi ogni giorno non tardai
+ad acquistare la più cara abitudine. Se c'era gente io ne approfittava
+per conversare con l'Agata, se la famiglia era sola si faceva la lettura
+in comune.
+
+Allora incominciai ad interessarmi a nuove ed importanti scoperte. E in
+primo luogo, osservando l'Agata quando rideva, vidi che schiudendo le
+labbra fresche come rose, mostrava due file di candidi denti, che mi
+parvero un portento della natura; quando un raggio di luce batteva sui
+suoi capelli si vedevano brillare dei riflessi dorati, come in un campo
+di spiche mature; quando alzava il libro per avvicinarsi alla lucerna le
+dita delle sue piccole mani parevano trasparenti, tanta era la
+delicatezza della sua pelle; quando s'alzava per prendere qualche
+oggetto, il suo corpo flessibile si piegava colla grazia d'un fiore
+agitato dalla brezza, e il suo piedino snello camminava con tale
+leggerezza che appena toccava il pavimento. Quando leggeva delle pagine
+commoventi, degli atti generosi, delle azioni che onorano l'umanità,
+tutti i muscoli del suo viso si atteggiavano alle emozioni dell'animo
+con tale espressione, che io deploravo di non essere fotografo per poter
+fissare sulla carta con una riproduzione istantanea quelle sfuggevoli
+oscillazioni dei suoi lineamenti.
+
+Quale stupenda immagine dell'anima sensibile sotto quella pelle agitata
+da un delizioso movimento nervoso, da una contrazione di muscoli
+ravvivata da un lampo degli occhi, o stemperata in una lagrima!...
+Guardandola, io paragonava il suo viso a quei poemi che ci rivelano
+sempre nuove bellezze ad ogni lettura, e mi sorprendevo meno di non
+averla capita prima. Tornandomi poi alla mente tutto il suo contegno
+verso di me, la sua pietosa vigilanza, il buon senso, le virtù che
+ornavano il suo nobile carattere sotto il velo d'una apparente
+semplicità, lo spirito senza pretesa, l'umore uniforme e benevolo, io
+incominciavo a sentirmi preso da una seria ammirazione, da un affetto
+rispettoso, e andavo alimentando desiderii e speranze superiori alla mia
+povera condizione.
+
+I Bruni non erano certo da paragonarsi ai Brisnago, non avevano nè
+milioni nè lusso; ma vivendo in campagna in agiata semplicità, con
+ordine ed economia, se la passavano egregiamente, e l'Agata, essendo
+figlia unica, assai bella, molto colta, e in pari tempo ottima massaia,
+aveva diritto di trovare un marito, se non superiore per ricchezza,
+almeno pari, e certo in posizione più elevata d'un povero maestro
+rurale, alloggiato per carità in casa d'uno zio canonico.
+
+Questa volta il mio amore ragionava e faceva i suoi conti.
+
+--Ahimè!... cattivo segno,--dirà taluno.
+
+--Niente affatto... io rispondo.
+
+L'amore fantastico a diciott'anni conduce alle stelle, l'amore
+ragionevole dopo i venti conduce al matrimonio. Sovente il primo non è
+che un sogno, un'orchidea che vegeta e fiorisce in aria, il secondo è un
+fatto positivo, che ha per legittima conseguenza la moltiplicazione
+della specie, ed entra nei dominii del realismo.
+
+E un misero maestro rurale incaricato d'istruire gli ignoranti non deve
+ignorare che il suo meschino stipendio lo condanna al celibato perpetuo
+se non trova una moglie più ricca di lui, o che almeno si guadagni il
+pane. L'associazione della miseria gli viene interdetta dal buon senso,
+che lo consiglia a non accrescere il numero degli spiantati che
+ingombrano la terra per loro disgrazia e a grande noia e desolazione del
+corpo sociale.
+
+Tali ragionamenti mi conducevano ad apparecchiare il mio avvenire con
+qualche criterio; e valutando la mia educazione come un fondo
+produttivo, la mia professione come una rendita, e mio zio canonico come
+un capitale messo a mutuo, mi pareva d'aver diritto d'esigere una dote
+corrispondente dalla moglie.
+
+Ah, questa volta la mia speranza non era un'orchidea!... Io non aspiravo
+a voli pindarici, nè mi esponevo a precipizi. Deponevo la mia semente
+sulla terra e coltivandola secondo le norme dell'_Ortolano dirozzato_
+avevo motivo d'aspettarmi che germogliasse.
+
+Che cosa nascerà?... io chiedeva a me stesso... una quercia o una
+carota?... Voglia il cielo salvarmi dalle risa sardoniche dei canonici.
+
+
+
+
+XVIII.
+
+
+Una sera, appoggiato al balcone della mia stanza, contemplavo la
+campagna, fantasticando sul nuovo amore e sulle nuove speranze, e
+pensavo all'oro dei suoi capelli, e, senza pregiudizio della passione,
+anche all'oro della borsa del babbo, che accompagnato ai pregi materiali
+e morali della figliuola poteva comporre una famigliuola felice. Mi
+compiacevo nell'idea d'essere finalmente riuscito a mettere d'accordo il
+cuore e la ragione, quando vidi passare da lontano i coniugi Bruni senza
+la figlia.--L'Agata sarà sola in casa, pensai subito; prendiamo
+l'occasione pei capelli! E corsi difilato in casa Bruni. Infatti l'Agata
+era sola, ma non mi ricevette più nel salotto come soleva fare in
+passato, e invece mi trattenne in cucina con Martino e la Menica. O
+perchè dunque non mi riceveva più come le altre volte, coll'intimità di
+un fratello?... A tale domanda, che io facevo a me stesso, rispose
+subito la mia coscienza: Ecco, essa mi diceva, i tuoi sguardi amorosi le
+hanno rivelata la tua passione. Hai perduto i diritti acquisiti, per
+acquistarne altri, con altro titolo ed altre condizioni.
+
+Il concittadino che diventa pretendente esce dalla legge, deve
+apparecchiarsi alla corona o all'esiglio e rinunziare alla vita comune.
+
+Mi rassegnai al mio destino, e soddisfatto del suo onesto contegno,
+procurai d'apparecchiarmi.... alla corona.
+
+Per fortuna, la Menica andava e veniva senza darsi pensiero dei nostri
+discorsi, Martino intendeva il senso delle parole assai meno di Bitto,
+chè il suo dizionario non aveva che poche pagine, e per lui tutto ciò
+che non era volgare era arabo. Poco dopo la Menica scomparve, Martino la
+seguì e restammo soli. Io mi sedetti al focolare, scaldandomi le mani,
+parlando di cose indifferenti, e guardando l'Agata con affettuosa
+attenzione, mentre essa in piedi raccoglieva i tizzoni colla molle, e
+disegnava dei geroglifici sulla cenere.
+
+Come era bella!... le morbide treccie le cingevano la fronte serena,
+come un diadema; l'occhio limpido e profondo brillava d'una luce
+tranquilla fra i molli contorni del volto, che colla dolcezza del
+sorriso rivelava la soavità del sentire. Le movenze delle sue membra
+snelle e flessibili non accusavano artifizi, ma una naturale mollezza le
+rendeva eleganti.
+
+Confrontando i pregi di lei colla mia tempra e colla riputazione di
+cervello balzano confermata dai miei stravizi, mi mancava affatto il
+coraggio di esprimerle colle parole quello che le avevo già detto cogli
+occhi.
+
+Dopo qualche esitanza, pensai che prima d'espormi con una dichiarazione
+imprudente era meglio mi assicurassi della sua opinione sul mio conto, e
+tremando per la risposta, rivoltomi a lei con uno sguardo supplichevole,
+la interrogai in questi termini:
+
+--Agata... ditemi francamente che cosa pensate di me....
+
+--Che siete un galantuomo... quantunque un poco fantastico; un uomo
+intelligente, quantunque poco studioso... ecco tutto.
+
+--Riconosco la vostra indulgenza... siete buona come siete bella, vorrei
+aprirvi il mio cuore... dirvi che mi foste sempre simpatica... ma che da
+qualche tempo questa simpatia minaccia di far progressi... e di
+trascinarmi... Infatti temo di perdere la vostra stima... non oso
+sperare... nè dirvi di più.
+
+Essa alzando gli occhi, e guardandomi in faccia apertamente, mi
+incoraggiò con uno sguardo che voleva dire:--Vi amo!
+
+Io le risposi con una di quelle occhiate che non lasciano dubbio, che si
+leggono a prima vista anche dagli analfabeti, e che significano
+chiaramente:--Vi adoro!
+
+I nostri occhi scambiarono lungamente i loro raggi, fino a tanto che io
+mi sentii affascinato da quella luce; essa abbassò le pupille facendosi
+rossa come una bella rosa di maggio. Allora, esaltato dall'entusiasmo,
+esclamai:
+
+--Agata... vi ringrazio... ora sono felice!
+
+--Felice di che cosa?...--mi chiese con un'aria che mi fece
+rabbrividire,--e di quale favore mi ringraziate?
+
+Mi sentii vacillare... mi pareva di guardare nel fondo d'un
+precipizio... mi sentivo attratto dal vuoto... i capelli mi si
+drizzavano sulla fronte... Credo che essa abbia avuto paura, perchè mi
+posò una mano sul ginocchio, chiedendomi con inquietudine:
+
+--Che cosa avete?
+
+--Mi sento morire!...--risposi.
+
+--Mio Dio!... come passate rapidamente dalla felicità... alla morte! Su
+via... fatevi animo... qual è il motivo di tali eccessi?
+
+--Voi... voi sola.
+
+--Io?... Ma che cosa vi ho fatto io?
+
+--M'avete detto: vi amo! e poi avete finto d'ignorarlo.
+
+--Ma io non ho mai pronunciate quelle parole!
+
+--È vero... non me lo avete detto colle parole, ma cogli occhi... quelle
+possono mentire, questi non mentono mai... io so leggere negli occhi
+meglio che nei libri... e con essi mi avete detto: vi amo!... Potete
+negarlo?...
+
+Sorrise graziosamente, rinnovò la dolce espressione degli occhi, e mi
+disse:
+
+--Come siete esperto nella conoscenza del linguaggio arcano
+dell'anima!... lo avete dunque studiato lungamente?...
+
+--Domanda insidiosa!...--io soggiunsi.--Risponderò sinceramente a suo
+tempo, ma ora m'interessa di più conchiudere la quistione che mi tiene
+sospeso tra la vita e la morte. Ditemi, ve ne prego: quando io ho
+tradotto nel linguaggio volgare l'espressione dei vostri occhi, mi sono
+ingannato?...
+
+--Siete un traduttore traditore,--mi rispose ridendo.
+
+--Ma vivaddio!... vi costa dunque tanto una spiegazione sincera? temete
+forse di qualche cosa?...
+
+--Avete indovinato anche questa volta. Sì, temo mille cose. Vi sono
+parole che dette una volta segnano il destino della vita, e non si
+possono pronunziare senza esitanza. Bisogna pensarci seriamente; da una
+sillaba dipende talvolta la nostra sorte: sì o no, possono significare
+talvolta una lunga serie d'anni felici o dolorosi, è il dado gettato che
+decide delle gioie o delle sventure non d'una persona, ma d'una famiglia
+e forse d'una lunga generazione! Bisogna pensarci seriamente.
+
+--Ma il cuore?...
+
+--Ah il cuore!... ebbene è appunto il cuore leggiero che più pesa
+gravemente su tutto e su tutti!... È il cuore leggiero che si lascia
+trascinare troppo facilmente dalle sue inclinazioni subitanee, senza dar
+tempo alla mente di ponderarle, che poi trascina alle gemonie i suoi
+seguaci, e li precipita con sè stesso negli abissi di sventure che fanno
+della vita domestica un inferno... macchiano d'infamia i nomi più
+onorati... e talvolta spingono alla disperazione e al delitto!... Vi par
+facile a voi dire sì o no sulla strada da seguire nel pellegrinaggio
+terreno; eppure è la decisione più grave della vita!...
+
+--Ma l'amore è cieco,--io osservai.
+
+--Bisogna guarirlo,--mi rispose.
+
+--Oh sta a vedere,--io soggiunsi,--che voi proponete di mandar l'amore
+in un istituto oftalmico, oppure all'istituto dei ciechi per fargli
+insegnare a leggere sulla scrittura in rilievo, e imparare un mestiere.
+
+--Sicuro, l'amore moderno deve essere ragionevole, ponderato, prudente.
+
+--Agata,--io esclamai,--per una ragazza siete troppo positiva.
+
+--Vi piacerebbe meglio che fossi più fantastica?... più accessibile alle
+illusioni, più facile alle lusinghe... che cercassi l'uomo ideale?!...
+
+--No, per carità, Agata... gli uomini e le donne ideali non si trovano
+che nei romanzi.
+
+--Ebbene siamo dunque d'accordo: l'amore degli antichi non è più dei
+nostri tempi. Noi gli abbiamo tagliato le ali, è vero, ma lo abbiamo
+anche guarito dalla cecità. Ora egli va per la sua strada in costume
+moderno, e non è più pericoloso. Per questo ogni ragazza onesta può
+viaggiare sola e sicura attraverso l'Europa, frequentare le Università e
+le Accademie, rispettata da tutti. Anticamente non era così. Cupido si
+cacciava dovunque. Quel fanciullo colle ali e la benda agli occhi,
+munito d'arco, freccie e faretra, tirava a caso sui passanti, e metteva
+tutti in pericolo. Se lo vedete ancora ai nostri tempi raggirarsi nella
+società, penetrare di soppiatto nelle case coll'astuzia raffinata del
+contrabbandiere, dite pure francamente che è un malfattore... o un
+imbecille. E guai alle sue vittime!...
+
+--Avete ragione... anche nelle affezioni bisogna dar luogo alla ragione,
+e mettere d'accordo il cuore e il buon senso. Io ho fatto anche questo,
+e offrendovi un amor cordiale e profondo, credo in pari tempo di potervi
+assicurare che ho consultato anche la ragione e le convenienze. A meno
+che voi e i vostri parenti non mi troviate troppo povero per aspirare
+alla vostra mano. Questo dubbio mi ritenne di manifestarvi prima d'ora
+la mia affezione.
+
+--I miei genitori vi stimano e vi vogliono bene, e non intendono certo
+di vendermi al maggior offerente, ed io credo che veramente poveri non
+sieno che gli oziosi... e gl'ignoranti. Chi studia e lavora ed ha un
+buon capitale nel cervello, non è mai povero.
+
+--Dunque voi non sarete contraria ai miei voti e non mi stimate indegno
+d'aspirare alla vostra mano?
+
+--Solo una vaga apprensione mi arresta.... un timore indeterminato di
+pericoli ignoti.... di non bastare alla vostra felicità.... di non avere
+virtù sufficiente per fissare la vostra vita.... Ve lo confesso
+francamente: io non avrei la forza di sopravvivere al minimo
+disinganno.... Intendo offrire tutta me stessa a chi mi possa promettere
+altrettanto.... per la vita.... per l'eternità.... senza restrizione di
+sorta.... fino l'ultimo pensiero.... O tutto o niente!...
+
+Dicendomi queste cose il suo occhio aveva assunto un'animazione
+straordinaria, che dava alla sua attitudine una posa decisa ed energica.
+Era un nuovo aspetto della sua bellezza. Fiera come una regina che
+impone le sue condizioni all'alleato, essa attendeva una risposta breve
+ed esplicita come la sua sentenza. Non la feci attendere lungamente:
+
+--Avrete tutto!...--le risposi.--Ve lo giuro sull'anima di mia madre!...
+
+Essa mi stese francamente la mano, dicendomi:
+
+--Sarò vostra per la vita!
+
+--Dunque mi amate veramente?
+
+--Sì, vi amo....
+
+I nostri sguardi dissero molto di più, perchè non vi sono parole in
+nessuna lingua per esprimere certi sentimenti dell'anima. L'eloquenza
+dell'amore sta nel silenzio.
+
+Stemmo fino a notte inoltrata soli ed al buio, senza scambiare una
+parola. Io aveva presa una sua mano nelle mie, e un fluido arcano aveva
+messo in comunicazione i nostri cuori che corrispondevano fra loro.
+
+La Menica rientrando accese il lume, Martino mise della legna sul fuoco
+che era quasi spento, e i signori Bruni, ritornati dalla loro
+escursione, ci trovarono seduti uno vicino all'altro come due colombi in
+un nido.
+
+All'indomani scrissi una lunga lettera a mio zio nella quale gli svelavo
+il mio amore per l'Agata e il progetto di matrimonio chiedendo il suo
+assenso.
+
+Non appena partita la lettera, rammentandomi il passato, incominciò a
+frullarmi per la testa che il lirismo delle mie frasi potesse produrre
+un funesto effetto sull'animo positivo di mio zio. Egli che giudicava
+l'amore coll'aritmetica, che alla poesia d'un primo affetto opponeva
+l'ostacolo dei milioni, che sfoggiava tutta la sua rettorica per
+dimostrarmi che un misero non ha il diritto d'ammirare la bellezza
+risplendente fra i fulgori della fortuna, egli avrebbe riso certamente
+anche questa volta della mia nuova pretesa.
+
+Ma ov'era la mia colpa, s'io non sapevo trovare le perle negli stracci,
+se, attirato dalla bellezza d'un volto e dal prestigio d'un sorriso,
+m'imbattevo sempre nella trappola dello scrigno, senza vederlo?...
+
+È dunque facile immaginare quale fosse la mia sorpresa quando ricevetti
+una lettera dello zio, che aderiva pienamente al mio piano, lodava
+l'ottima scelta, mi muniva d'una commendatizia pel signor Nicola, nella
+quale appoggiava la mia domanda con argomenti decisivi, e prometteva
+d'intervenire alle nozze. Però, secondo i miei presentimenti,
+l'aritmetica non mancava, ma questa volta i calcoli del buon zio non
+erano fatti per dimostrare la mia inferiorità, ma per rialzare il mio
+valore. Non si trattava più d'una sottrazione, ma d'una moltiplica.
+Vedendo la necessità d'accogliere degnamente una sposa, avvezza agli agi
+della vita, esso destinava immediatamente una somma per l'allestimento
+della casa e le spese occorrenti, e mi faceva un annuo assegno, per
+mettere la mia condizione economica in armonia con quella della sposa.
+
+Questi atti generosi mi commossero fino alle lagrime e mi posero in
+condizioni tali da poter chiedere la mano d'Agata senza arrossire. Un
+padre affettuoso non avrebbe potuto fare di più, e la mia risposta fu
+quale doveva essere quella d'un figlio che riconosce il beneficio, e che
+esprime la sua gratitudine con tutta l'espansione del cuore.
+
+L'esito della domanda formale della sposa fu quale potevo desiderarlo.
+
+Il signor Nicola mi gettò le braccia al collo dicendomi che da quel
+momento mi considerava quale suo figlio, la signora Giovanna mi baciò
+con pari affezione, e l'Agata, che ci guardava commossa, mi parve più
+bella che mai; la Menica piangeva della nostra allegrezza, e Martino,
+incerto se dovesse ridere o piangere, restava fra le due, cogli occhi
+lagrimosi e la bocca ridente, come le selci delle sue montagne
+all'aurora d'un giorno sereno, bagnate dalla rugiada e rischiarate dal
+sole.
+
+L'epoca del matrimonio venne fissata per le vacanze autunnali; allora
+gli sposi sarebbero liberi, lo zio avrebbe risparmiato di fare il
+viaggio apposta fermandosi al villaggio dopo i bagni, e intanto ci
+restavano alcuni mesi di tempo per mettere in assetto la casa e
+apparecchiare il corredo. Quell'inverno scorse rapidamente, e fu uno dei
+più fausti della mia vita. La felicità dell'aspettativa d'un bene
+assicurato è superiore alla felicità del bene conseguito, perchè alla
+più dolce realtà si accoppia sempre qualche piccola dose d'amarezza.
+L'assoluto non esiste che nel cervello.
+
+Facevamo ogni sera lunghe letture confacenti allo stato dell'animo.
+Leggevamo dei romanzi nei quali la vita era una burrasca, e l'amore
+trovava ogni sorta d'ostacoli per giungere al suo scopo; il confronto
+colla tranquilla esistenza, che sorrideva ai nostri voti, accresceva il
+valore di quella pacifica condizione, che ci rendeva tanto facile ciò
+che a personaggi eroici costava sforzi inauditi.
+
+I nostri occhi s'incontravano sovente, e mettevano i cuori in
+comunicazione; talvolta l'Agata poggiava leggermente il suo piede sopra
+il mio, e quella dolce pressione rendeva più soave l'armonia delle
+nostre anime, producendo l'effetto dei pedali sul pianoforte.
+
+Al di fuori, il nostro matrimonio era divenuto il soggetto principale di
+tutti i discorsi. Si parlava della mia fortuna, e si diceva che il
+signor Nicola sacrificava l'unica figlia, concedendola in isposa ad un
+povero maestro. Altri rispondevano che un maestro foderato d'un canonico
+diventava morbido come un cuscino imbottito. Le donne citavano le mie
+prodezze al mulino e mettevano fuori dei cattivi pronostici; chi
+ricordava la notte all'osteria, il vizio del giuoco e del vino, chi mi
+dipingeva come uno scioperato, senz'ordine e senza giudizio, e tutti
+facevano le meraviglie della incredibile condiscendenza dei Bruni.
+
+Basta avere una fortuna a questo mondo perchè gli oziosi e i malevoli si
+scaraventino contro di voi, vi facciano l'esame di coscienza come i
+giudici inquisitori, vi contino in tasca i quattrini, e vi taglino i
+panni indosso. Tutta invidia!... Nella pentola sociale bolle sempre
+l'antico intingolo delle streghe, composto di mille sozzure, ove si
+confondono i rospi coi serpenti, e tutte le carogne che appestano
+l'aria. Non c'è rimedio, bisogna lasciare che la pentola bolla senza
+coperchio, affinchè il vapore non si condensi e scoppii con grave
+pericolo.
+
+Uguccione della Fagiuola, che era stato il primo a trascinarmi
+all'osteria e a mettermi in mano le carte, era il primo anche a
+denigrarmi ed a pungermi colla sua lingua di vipera. Egli sosteneva che
+tutti i canonici hanno dei nipoti che vengono rappresentati sulla cappa
+magna da quelle code nere che spiccano sulla pelle dell'ermellino, come
+tante macchie!... Colui ch'era stato il fomite principale de' miei
+stravizi diventava il propagatore più maligno delle contumelie. I
+malvagi sono sempre funesti; bisogna fuggire il loro contatto. Essi
+vivono nei siti uggiosi e nel fango come i funghi velenosi; e sono
+veramente i funghi sociali.
+
+Uguccione coll'organo della chiesa scorticava le orecchie ai divoti, e
+coll'organo della sua voce cavava la pelle ai galantuomini. Esso
+rappresentava a perfezione la maldicenza con tutte le sue voci discordi
+ed abbominevoli. Invece il campanaro, venuto a cognizione del mio
+matrimonio, raddoppiò le sue riverenze, coll'intenzione di raddoppiare
+il suono dei sacri bronzi, il giorno delle nozze, a gloria ed onore
+degli sposi.... e della mancia che si aspettava in ricompensa del
+frastuono col quale assordava il paese. Esso era l'avidità in persona.
+
+Ugolino Gonzaga si struggeva di rancore, vedendo un maestruncolo del
+villaggio salire più in alto di lui, che credeva di rappresentare la
+scienza medica colla scatola delle pillole, e non poteva rassegnarsi che
+il sillabario avesse soperchiato la terapeutica. Esso faceva la parte
+dell'invidia. Il medico censurava il possidente più ricco del paese che
+scendeva a stringersi in parentela con un orfano sprovveduto di censo,
+quando avrebbe potuto maritare la figlia a un signore.
+
+Insomma la maldicenza, l'avidità, l'invidia, la superbia serpeggiavano
+nel piccolo villaggio, unitamente all'ignoranza e ai pregiudizii che ne
+formavano il fondo.
+
+Nauseato di tante ciarle volgari, irritato da tante calunnie, inasprito
+da così malevoli insinuazioni accolte da una ciurmaglia d'idioti, io
+esclamava:
+
+--La natura è bella al villaggio, ma sarebbe più gioconda se si potesse
+distruggere la razza malvagia degli abitanti!...
+
+Poi ritornato in calma, e moderato dalla ragione e dal cuore,
+riprendevo:
+
+--Distruggerla moralmente, come si distrugge l'ignoranza, col mezzo
+dell'educazione, trasformando quegli animali selvaggi in uomini
+ragionevoli, onesti e civili.
+
+
+
+
+XIX.
+
+
+Amore e sdegno risvegliarono la mia musa; il miraggio della gloria
+ritornò a inebbriarmi, i sogni teatrali di Milano vennero nuovamente a
+cullare le mie speranze, ripresi la tragedia, ispirato dalle diverse
+passioni che mi agitavano l'anima innamorata e sdegnosa.
+
+Scrivevo lunghe tirate di versi da perdere il fiato, volavo all'empireo
+sull'ali dell'iperbole, vedevo gli uomini al basso piccini piccini che
+si raggiravano come formiche intorno al formicaio, e la mia elevazione
+mi lusingava di giungere agli astri.
+
+Finalmente finito, corretto, messo in netto, declamato nella solitudine
+della mia stanza, il mio _Lucchino Visconti_ mi parve un capolavoro.
+Desideroso di farne una prima prova, senza esporre il mio nome, dissi di
+aver ricevuto da un amico di Milano il manoscritto di una tragedia, e
+pregai l'Agata di fare degli inviti per darne lettura.
+
+Per tale trattenimento letterario venne fissata una domenica, si
+apparecchiarono dei rinfreschi e si mandarono ad invitare i notabili del
+villaggio e dintorni. Tutti coloro che senza saperlo mi avevano servito
+di modello facevano parte del pubblico: il parroco, il medico e sua
+moglie, il farmacista, l'organista, il signor Nicola, e per giunta i
+miei colleghi del circondario, i curati delle vicine parrocchie, i
+cappellani, i fabbricieri, i sagrestani, i segretari comunali e i
+cursori.
+
+Alla sera del giorno fissato io giunsi col mio manoscritto sotto il
+braccio, e trovai la società raccolta che mi attendeva con grande
+aspettativa. Il salotto era stato apparecchiato opportunamente, le sedie
+formavano un semicerchio intorno d'un tavolo coperto d'un tappeto verde,
+e munito d'un bicchier d'acqua e d'una lucerna. Il paralume,
+concentrando la luce sul manoscritto, lasciava nella penombra gli
+uditori, ch'io non vedevo. La lettura incominciata alle otto finì alle
+dieci. Tutto concentrato in me stesso io declamava con passione, con
+impeto, con ardore o con tenerezza secondo i casi. Alla fine d'ogni atto
+mi riposava pochi istanti, ed allora scoppiavano degli applausi
+clamorosi che raddoppiavano la mia forza.
+
+Finita la lettura, il battere delle mani e dei piedi, le acclamazioni
+iterate, le esclamazioni di sorpresa, gli elogi enfatici ed entusiastici
+annunziarono un vero trionfo.
+
+--È un capolavoro!... stupendo.... inarrivabile!...--dicevano in
+coro,--è un'opera destinata ad uno strepitoso successo.... l'autore è un
+genio.... altro che Alfieri!...
+
+Incominciò il rinfresco; vini fini, pasticcerie, salumi, liquori, caffè,
+una gozzoviglia improvvisata, ma abbondante e saporita; tutto si
+consumava, tutto scompariva nelle bocche spalancate come voragini, i
+tavoli forniti di squisiti manicaretti restavano spogli come le campagne
+dopo il passaggio delle cavallette. Uguccione della Fagiuola, l'uomo più
+mordace del paese, non aveva il tempo da biasimare la tragedia: la
+maldicenza tace quando ha la bocca piena.
+
+Calmato il primo furore dell'entusiasmo e dell'appetito, s'erano formati
+dei gruppi secondo le condizioni e le tendenze delle persone, chi per
+digerire in pace e tranquillità quanto aveva divorato, chi per sputare
+sentenze, chi per udire modestamente le opinioni dei giudici più
+competenti.
+
+Il dottore, colla solita prosopopea, lisciandosi i capelli, alzando la
+testa, accomodandosi i solini, circolava pettoruto e tronfio come un
+diplomatico ad un ballo di corte, ascoltando le conversazioni con un
+sorrisetto beffardo, alzando le spalle di tempo in tempo in aria di
+canzonatura, con evidente desiderio d'essere invitato a dire il suo
+reputato parere.
+
+Molti se ne avvidero, e finita la refezione, divorate perfino le
+bricciole, e tracannata fino all'ultima goccia, egli venne pregato da
+varie parti di presentare una critica assennata e sapiente di quel
+lavoro letterario, lasciando da parte le opinioni volgari ed
+incompetenti, pronunziando un giudizio definitivo e inappellabile. Dopo
+essersi fatto pregare alquanto, colle solite giustificazioni della falsa
+modestia, finse di cedere per cortesia al voto generale, e andò a
+sedersi nel centro dell'uditorio, come un professore che deve dare la
+sua lezione. Incominciò a soffiarsi il naso e a tabaccare con gravità,
+poi chiuse gli occhi e si passò una mano sulla fronte, come per
+raccogliere i reconditi pensieri che vagavano nelle cellule del suo
+cervello, e finalmente, accennando di far silenzio, diede un'occhiata
+all'intorno e incominciò in questi termini:
+
+--Signore... e signori, è cosa ardua ed ardita ad un tempo il voler
+giudicare un lavoro importante dopo una sola audizione. Tuttavia, senza
+veruna pretesa, eccovi per sommi capi il mio giudizio: prima di tutto
+questa produzione drammatica non può dirsi tragedia, a stretto rigore di
+termine, e secondo le classiche tradizioni. Se gli antichi devono essere
+maestri, essi ci fecero vedere che ogni catastrofe che non finisca col
+ferro non ha diritto di vestire il coturno....
+
+Siccome la maggior parte dell'uditorio non intendeva niente alle
+elucubrazioni dottrinarie del dottore, così le trovava sublimi. Per
+gl'idioti il sublime sta nell'ignoto. Egli continuava con sussiego
+magistrale:
+
+--Il brando e il pugnale sono i soli arnesi degni degli eroi da
+tragedia, il veleno è cosa volgare, buono pei drammi prosaici dei teatri
+diurni. La tragedia vuol sangue!... sangue, non droghe!... Lucchino
+avvelenato fa la figura d'un marito babbeo vittima di un farmacista!...
+
+Qui scoppiarono delle risa da varii punti della sala, il farmacista
+fremeva, la signora Pasquetta si dimenava sulla sedia come se fosse
+seduta sulle spine. Soddisfatto dell'effetto prodotto, il dottore
+sorrise alla sua volta, e poi riprese il discorso:
+
+--L'intervento della farmacia mi guasta la tragedia, il decotto fa
+nausea, il tiranno colla colica diventa ridicolo.
+
+Allora le risa ripresero con maggior forza di prima, e l'oratore dovette
+subire una lunga interruzione. Egli stesso cercava invano di frenare la
+ilarità che lo invadeva, e non riusciva che a singhiozzi interrotti.
+
+Finalmente si giunse a ristabilire il silenzio ed egli riprese:
+
+--Se il tiranno è un babbeo, suo fratello, l'arcivescovo Giovanni,
+lasciato in disparte negli affari di Stato, fa la figura d'un idiota!...
+
+--È giusto....--disse il parroco don Vincenzo Liserio.
+
+--Ed Uguccione della Fagiuola,--soggiunse il dottore,--è un
+imbecille!...
+
+--Verissimo!--esclamò Tobia.
+
+--Ma ciò che toglie all'azione ogni dignità, ciò che fa cadere il fatto
+principale a livello degli intrecci comici di Pulcinella, si è la
+balordaggine del protagonista che non s'avvede d'essere tradito dalla
+moglie....
+
+La signora Pasquetta diventò pallida, il farmacista si fece rosso, il
+pubblico non osava fiatare, e il dottore imperturbabile proseguì:
+
+--Per me dichiaro apertamente che _Lucchino Visconti_ non merita gli
+onori della tragedia, la quale non deve occuparsi che degli eroi... o
+degli scellerati, e lasciar da banda i minchioni. L'eroe, tradito
+nell'onore, immerge la spada fino all'elsa nel cuore dei traditori!...
+
+La signora Pasquetta diede un guizzo dal raccapriccio, ma uno sguardo
+rassicurante del farmacista parve calmarla.... Il pubblico rideva sempre
+di più.
+
+--Avete ragione di ridere,--continuava il dottore,--i mariti ignoranti
+non sono fatti per la tragedia, ma per la commedia. Lucchino è una
+vittima come se ne vedono tante! La moglie infedele lo rende ridicolo
+facendolo morire nel suo letto per mezzo di un farmacista, dopo
+d'avergli gettato nel fango la corona ducale, e d'avergli messo sulla
+testa la corona... del martire!...
+
+A questo punto le risa sbardellate divennero convulse, non si sentivano
+che gemiti e guaiti, pareva che subissasse la camera, anzi la casa; la
+mimica che accompagnò le ultime parole del dottore era riuscita
+irresistibile. Bisognava ridere o morire.
+
+Il critico ebbe un successo molto superiore a quello ottenuto dal
+tragico; così alla tragedia promessa era succeduta una farsa
+impreveduta, e lo spettacolo fu completo.
+
+Il dottore assaporava il successo con ebbrezza, vedeva in lui l'uomo
+felice, e a chi gli faceva degli elogi, egli rispondeva:
+
+--Ecco, io son fatto così!... non ho riguardi per nessuno... a chi tocca
+tocca... io intendo la critica in questo modo... tanto peggio per le
+vittime... non c'è merito... la franchezza del mio carattere è un dono
+di natura.
+
+Così finì allegramente quella serata, con grandissima soddisfazione
+degli intervenuti, e specialmente del dottore, che ritornandosene a casa
+a braccetto della moglie, gongolava del suo trionfo e ripeteva al
+farmacista che li accompagnava:
+
+--Dite la verità, Gaspare, vi pare che io abbia sfoderato dello
+spirito?... Non voglio adulazioni, ma dovete confessare che ero in vena.
+È inutile, ci vogliono delle occasioni favorevoli per farsi conoscere.
+Io era nato per il fôro e la tribuna!... sarebbe la mia passione
+demolire gli avversari. Povero _Lucchino Visconti_, l'ho
+polverizzato!... Ma è un fatto positivo: il tempo delle tragedie è
+finito!...
+
+All'indomani, entrando in casa Bruni, il signor Nicola mi venne incontro
+dicendomi:
+
+--Ti prego per carità di non venirmi più a leggere delle tragedie, se
+non vuoi farmi morire dal ridere... mio Dio! Dopo iersera mi duole
+ancora la milza!...
+
+Io corsi dall'Agata per sentire il suo parere, essendomi stato
+impossibile di chiederglielo la sera antecedente.
+
+--Avrei due cose da dirti in proposito,--mi rispose,--ma non posso
+dirtene che una sola.
+
+--Bene, intanto sentiamo questa.
+
+--Tu sei l'autore della tragedia.
+
+--È vero. Chi te l'ha detto?
+
+--L'ho sentito dentro di me. Oramai ti conosco, e quando si conosce
+l'albero, si conoscono le frutta.
+
+--Questa è un'idea... orticola. Ma nelle lettere non è così: l'arte
+copia la natura, o crea degli esseri immaginari che non hanno verun
+rapporto coll'indole dell'autore.
+
+--Scusami, ma io scopro sempre l'autore nel libro, qualunque sia il suo
+prodotto.
+
+--Dunque tu credi che un autore che racconta una storia di briganti
+omicidi abbia nell'anima qualche cosa dei delitti de' suoi personaggi?
+
+--È tutto il contrario. Io credo invece che i briganti assassini d'un
+racconto abbiano sempre qualche cosa dell'autore... che li ha messi al
+mondo. Per esempio: un'anima mite e serena non è capace, non solo
+d'inventare, ma nemmeno di copiare esattamente dal vero personaggi
+turbolenti e feroci; nè una mente fiera, esaltata, rabbiosa sarebbe
+capace di creare tipi delicati ed angelici.
+
+--Potrei citarti mille esempi contrari a quanto asserisci....
+
+--Contrari in apparenza, ma in realtà no... sarebbe assurdo; dovresti
+provarmi che in un libro manca l'autore... L'uomo non vede che la
+superficie, e quando tiene in mano un bel pomo non si immagina che
+dentro vi sia un verme che lo divora. Il crogiuolo per fondere le anime
+non è ancora trovato, quindi non è possibile scoprire ciò che si mescola
+a questa parte ignota dell'uomo; però sappiamo che la natura ha le sue
+armonie, e possiamo dedurre dal noto all'ignoto che, come ogni rosa ha
+le sue spine, ogni limpido ruscello il suo fango, così può anche darsi
+che nell'anima dell'uomo più mite ed onesto si nasconda qualche punto
+nero che sfugge ai nostri sguardi, come nell'anima dell'uomo tenebroso
+si rifletta qualche raggio di luce.
+
+--Potrebbe essere così, ma nel caso concreto della mia tragedia io non
+vedo che un marito tiranno, un rivale ribaldo, una moglie infedele, un
+amante insidioso... o vuoi forse farmi figurare sotto le spoglie
+dell'amante insidioso?
+
+--Non dico questo... lo vedremo in seguito; finora veramente non ti
+posso ravvisare sotto quel triste soggetto.
+
+--Dunque ove mi vedi?...
+
+--Ti vedo e non ti vedo... ti sento piuttosto, mi pare di scorgerti fra
+le linee, dietro i punti e le virgole. Tu cerchi di nasconderti nei
+vani... dietro una parentesi... ti metti in maschera... ma io ti
+conosco, e sento il tuo alito.
+
+--Il tuo occhio inquisitore mi fa paura!
+
+--Non fare il male... e non abbi paura.
+
+--In ogni modo, questa è una teoria affatto nuova....
+
+--Ebbene, domanderò il brevetto d'invenzione, col privilegio di tenerlo
+a mio vantaggio per un decennio.
+
+--Siamo intesi.... Ora ritorniamo alla tragedia, e dimmi francamente la
+tua opinione.
+
+--Questa è la seconda parte... che non posso dire.
+
+--Cattivo segno!... vedo che non ti piace.
+
+--Ti prego di dispensarmi da un giudizio... io non so mentire... e temo
+che l'esser sincera mi faccia torto.
+
+--Nulla può farti torto nel mio cuore; anzi la tua sincerità mi sarà
+grata, come una nuova prova della rettitudine del tuo carattere.
+
+--Ebbene, poichè vuoi assolutamente che ti dica la verità, devo
+confessarti che la tragedia in generale non piacque....
+
+--Ma e gli applausi?
+
+--Meno poche eccezioni, dormivano tutti. Quando alla fine dell'atto non
+intendevano più il suono della tua voce, si svegliavano ed applaudivano
+con frenesia, per far credere che ascoltassero. Gli applausi più
+clamorosi li udisti alla fine, e volevano dire: finalmente è finita la
+noia, e incomincerà la refezione. È vero che i più intelligenti
+ascoltavano, ma non potevano dissimulare interamente la fatica; a certi
+punti tragici ridevano per alcune analogie trasparenti....
+
+--E il dottore non li vedeva ridere?
+
+--Sai bene che il dottore non vede niente!
+
+--Ma dimmi finalmente la tua opinione.
+
+--Giudica dall'effetto generale... la tragedia riuscì a tutti noiosa.
+
+--Ma io non faccio caso di quel pubblico... idiota. Tu sei più
+intelligente di tutti coloro... e tu non dormisti.
+
+--Non tieni conto del mio affetto?... ogni tuo lavoro non può che
+interessarmi assai... ma altro è l'interesse dell'affezione... altro un
+giudizio imparziale e spassionato.
+
+--Dunque il tuo giudizio imparziale si è che la mia tragedia è noiosa?
+
+--In complesso è noiosa... è inutile farsi illusioni. Vi sono però varie
+parti interessanti. Per esempio, quando parli d'amore vi sono
+espressioni vere, sentite profondamente, veramente ispirate e
+sublimi!... ma il resto è troppo lungo, prolisso... insomma noioso.
+
+--Ti ringrazio,--io conchiusi,--apprezzo il valore della tua sincerità,
+e saprò trarne partito.
+
+--Ma figurati!... nemmeno per sogno!--e parlammo d'altro.
+
+Ora confesso che non solo m'ero offeso, ma dentro di me avevo giudicato
+l'Agata una saccentina sconclusionata, incapace di dare un giudizio
+apprezzabile sopra un simile lavoro. Dissimulai la stizza dell'amor
+proprio oltraggiato, e presi le mie misure in segreto per ottenere un
+giudice competente.
+
+Avendo saputo che c'era a Sondrio in quel momento un capocomico
+generalmente stimato come uomo esperto nell'arte sua non solo, ma
+altresì di molto merito letterario, gli mandai il manoscritto pregandolo
+di leggerlo, e di dirmene francamente la sua opinione.
+
+Pochi giorni dopo mi restituì la tragedia, con una lettera cortesissima,
+ma sincera. Mi diceva in poche parole: «Non voglio ingannarvi, nè
+adularvi, sarebbe far torto a chi non lo merita. Si vede in voi un
+giovine ingenuo ed onesto, esaltato da una passione che gl'ispira
+pensieri elevati, sogni poetici, qualche buon verso. Tutto il resto non
+ha valore.
+
+«Non siete chiamato pel teatro, ne ignorate completamente l'arte, e
+tutti gli amminicoli che assicurano il buon successo, e vi manca la
+scintilla che rischiara la via. Smettete l'immane sforzo che deve
+costarvi un lavoro letterario; e pensate che la mediocrità si affatica
+invano per arrivare alla gloria, riservata al solo genio.
+
+«Attribuite la mia severità al desiderio d'esservi utile. Una indulgente
+reticenza che vi lasciasse nel dubbio potrebbe nuocere al vostro
+avvenire. Basta talvolta una vana speranza per mantenerci sulla via
+dell'errore.
+
+«Credendo di saper nuotare, l'uomo s'affoga; invece di fargli animo a
+proseguire con nuovi tentativi è meglio prenderlo addirittura pei
+capelli, e gettarlo sulla riva. Il vostro lavoro rivela un intelletto
+ricco di molti doni di natura. Ogni uomo intelligente e laborioso può
+raggiungere una meta che ricompensi le sue opere. Voi avete fallato
+indirizzo, siete entrato in una foresta piena di triboli. Uscite di là,
+cercate altrove la vostra strada, e vivete felice.»
+
+La parola franca ed onesta di quell'uomo dabbene fece svanire
+intieramente il sogno de' miei trionfi e della fortuna chimerica che
+aveva illuso la mia gioventù, e risparmiò al pubblico dei teatri quelle
+noie alle quali è condannato sovente dalla caparbietà dei mediocri, che,
+prendendo per genio la loro boria, si ostinano a voli ripetuti, i quali
+finiscono in vergognose cadute.
+
+Icari della scena, colle ali saldate a cera, e che, per uscire dal
+labirinto sociale, vanno a cadere nel mare drammatico; gente cui torna
+più caro un biasimo che la classifica fra le persone in marsina, di un
+elogio che la metta colle giacchette; vogliono essere piuttosto autori
+seccanti e fischiati che onesti pizzicagnoli: aristocrazia della
+democrazia!...
+
+Ma non si deve disputare dei gusti.
+
+Io invece ringraziai il capocomico con pari sincerità della sua, ed ho
+avuto mille occasioni di benedirlo. Senza la sua leale franchezza, chi
+sa di quanti piaceri mi sarei privato nella vita, di quanti ameni
+passeggi mattinali pei campi, di quante buone letture sul canapè!... per
+abortire qualche sconcia tragedia, o qualche dramma turpe e
+sonnifero!--Benedetto il capocomico che mi ha aperto gli occhi,
+tenendomi abbassato il sipario.
+
+Cadutomi il velo che mi offuscava la vista e riconosciuto l'acume che
+avea guidato l'Agata nel suo giudizio, le confessai francamente la
+colpevole diffidenza che mi spinse al nuovo tentativo; manifestandole in
+pari tempo l'effetto ottenuto e chiedendole scusa del mio stolto
+orgoglio, le giurai che la mia prima tragedia sarebbe stata anche
+l'ultima.
+
+--Ho tracannato un fiasco solenne!...--le dissi,--e ne sono morto. I
+fiaschetti ubbriacano, i fiasconi uccidono addirittura. Se almeno mi
+fossi contentato del tuo giudizio!... ma la vanità si ribella alle
+critiche sincere e benevole; l'orgoglioso si ostina a credersi un
+destriero, fino a che un giudice competente gli dica chiaro: sei un
+ciuco!... Ho avuto torto! e ti ringrazio della tua sincerità....
+
+--Ho preferito il coraggio di dirti il vero, quantunque amaro, alla
+viltà d'una menzogna,--essa mi rispose; e dopo breve pausa, riprese:--ho
+sempre pensato che questa deve essere la norma costante di coloro che
+vogliono vivere insieme onestamente, formando una famiglia proba e leale
+fino allo scrupolo... Del resto,--essa aggiunse,--se ti manca
+l'attitudine a scrivere pel teatro, ti confesso alla mia volta che non
+ne sono troppo dolente, e mi pare, da quello che ne dicono i libri e i
+giornali, che dietro le scene non si tenga scuola di morale, e piuttosto
+si celino dei pericoli per la pace delle famiglie, che è miglior cosa
+evitare.
+
+--Saresti forse gelosa?
+
+--Sì.... sono molta gelosa, te lo dichiaro. Chi non teme non ama. Non
+ambisco se non a ciò che ho diritto d'ottenere, ma non ammetto
+restrizioni ai miei diritti: ad un affetto leale e santo esigo
+condizioni pari. Le doppiezze e l'inganno nella vita domestica mi paiono
+delitti; il giorno in cui il cuore vacilla è meglio dirlo francamente, e
+dividersi subito: preferisco la più atroce lacerazione all'onta d'una
+finta carezza; la morte non mi fa paura, ma l'oltraggio si!...--Tutto o
+niente!... ecco il mio motto... se non sai custodire il pensiero...
+siamo ancora in tempo... puoi scegliere altrove altra moglie.
+
+Le baciai la mano con effusione d'affetto, dicendole:
+
+--Ti prometto sull'onore che divido perfettamente le tue idee su questo
+punto. Ho sempre detestato ogni inganno, ma nel matrimonio lo trovo
+obbrobrioso. Se il cuore esce di casa, uscite con lui... ma uccidere col
+ridicolo chi porta il vostro nome, è peggio che uccidere col
+coltello.... No, mai... te lo giuro: sarò fedele per la vita.... e caso
+mai.... caso impossibile.... ma lo noto per rassicurarti.... caso mai
+non mi sentissi più degno di te.... non mi vedrai più!... saprò
+scomparire dalla terra.... Non ti domando nemmeno se il tuo cuore sarà
+costante....
+
+--Il mio cuore!... è tuo per sempre....
+
+--E pel tuo amore io rinunzio a tutto!...
+
+--No, questa sarebbe un'ingiusta pretesa,--soggiunse,--e non l'accetto.
+Se hai un'attitudine qualunque che possa renderti utile alla società e
+alla famiglia, non posso che incoraggiarla, e desiderarti la migliore
+riuscita. La buona moglie divide col marito le pene e gli onori. Studia,
+lavora, e se ti senti inclinato alle lettere, scrivi dei libri.
+
+--Veramente non ne sento proprio il bisogno. I clamorosi successi del
+teatro mi sorridevano con abbagliante prestigio. Mi elettrizzavo
+all'idea della folla plaudente in massa, e vedevo in sogno delizioso il
+bagliore delle faci, lo splendore delle gemme e dei fiori sulle donne
+eleganti, commosse alle mie parole. Dopo il trionfo, la fama porta il
+nome dell'autore da un capo all'altro del paese e racconta a tutti
+quella notte di entusiasmo che fece palpitare il cuore di mille persone,
+raccolte e frementi davanti la scena.
+
+--Il libro non mi presenta tali attrattive. Dopo le lunghe fatiche che
+costa la sua composizione, esso si presenta modestamente nelle vetrine
+dei librai, confuso co' suoi confratelli di tutti i colori, taluno anche
+più vistoso di lui. La folla passa, e non se ne cura. Chi lo guarda il
+povero libro?... qualche raro letterato con pochi soldi in saccoccia,
+che esamina le novità, e che vorrebbe anche comperarne taluna, se lo
+stomaco non fosse più esigente del cervello, e il trattore più
+indispensabile del libraio. Il giornalista non parla che degli amici, il
+critico volgare non esamina che i libri che gli vengono offerti in dono,
+l'artigiano vuol leggere a macca, e trova nelle biblioteche popolari,
+come nelle cucine economiche, da saziare la fame.
+
+Il ricco ha altro per la testa! il lusso dei libri è l'ultimo della
+casa; esso vien dopo gli arredi, la cucina e la stalla, meno le
+eccezioni delle famiglie veramente distinte per solida e completa
+educazione, che sono tanto rare. Come farà dunque il povero libro a
+farsi largo tra la folla, a farsi conoscere, ad entrare nelle famiglie,
+e cadere sul tavolo degli sfaccendati, a penetrare nello studio del
+marito e nel salotto della dama?... Ci vuol altro!... è una lotteria;
+per essere fortunati, bisogna avere un buon numero; ma molti sono i
+chiamati e pochi gli eletti.
+
+Intanto i nuovi volumi cadono come valanghe sul dorso del povero libro
+in aspettativa, e il libraio, costretto di far posto ai nuovi venuti, lo
+relega negli ultimi scaffali della bottega, all'ombra, sotto la polvere
+e le ragnatele, ove non uscirà dalla nicchia se non per mano d'un
+modesto bibliofilo, che si contenta di conservarlo intonso nelle sue
+collezioni; o per bocca d'un ardito sorcio che lo riduce in frantumi.
+
+In conclusione, se la scena m'invitava alle sue lotte, la vita solitaria
+del libro mi spaventa. Ce ne sono anche troppi, e non so a che cosa
+potrà un giorno servire tanta carta imbrattata d'inchiostro. Bando
+dunque anche ai libri.... cioè ai miei libri!...
+
+--Hai torto di preferire la vampa alla cinigia. Essa è luminosa come una
+meteora, ma abbaglia più che non riscaldi, è una baldoria che presto
+passa, scottando gl'imprudenti, e non lasciando talvolta che
+l'impressione del fumo.... e dopo la sua scomparsa l'aria sembra più
+fredda di prima....
+
+Al contrario la cinigia, più modesta, non abbaglia, è vero, ma non
+nuoce, nè incomoda, e col blando calore, riscalda lungamente.... Con ciò
+intendo dire che il trionfo d'un dramma può essere clamoroso, ma
+effimero. Talvolta un'arte sottile lo impone alla folla che cerca forti
+emozioni, ma il suo rapido effetto non dura. I lumi non sono ancora
+spenti, la folla plaudente non è ancora dispersa, e già nuovi pensieri
+la occupano, nuove correnti la travolgono, nuovi piaceri la chiamano.
+Del dramma non resta altro che una debole memoria, misurata alla stregua
+d'un'ora perduta.
+
+Il libro invece non fa tanto chiasso, anzi fugge dai luoghi clamorosi,
+ma, modesto e tranquillo, va a trovare chi lo accoglie come un amico.
+Esso racconta, istruisce, diverte, riposa dalle gravi fatiche del
+giorno, fa dimenticare le lunghe sere del verno alla famiglia raccolta,
+consola il solitario e il derelitto, riempie gradevolmente le notti
+insonni, distrae l'ammalato da' suoi dolori, il convalescente dalla
+noia, porta fuori del carcere il prigioniero, fa sopportare al soldato
+il tedio della vita di guarnigione, al viaggiatore gl'incomodi del
+viaggio, alle donne la vita casalinga! Onorato dalle lagrime, dai
+sorrisi, dalla simpatia dei suoi amici, il libro li accompagna dovunque,
+e sovente riposa con loro sotto al capezzale. Le impressioni che
+produce, essendo più prolungate, sono maggiormente durevoli di quelle
+del dramma, e se ha saputo meritarsi la nostra stima e la nostra
+riconoscenza per le buone ore che ci ha fatte passare, vien legato in
+pelle con fregi d'oro come un gioiello, e conservato con cura.
+Finalmente, il libro rappresenta l'autore che sopravvive a sè stesso; è
+una parte della sua anima che rimane sulla terra dopo la morte, è il suo
+pensiero che vola attraverso i tempi, e manifesta ai venturi una voce
+del passato!
+
+Daniele, essa concluse, dovresti fare un buon libro.
+
+--Preferisco,--io risposi,--passare la vita in pace al tuo fianco,
+lavorare per la famiglia, contento di sopravvivere nei figli, e di
+rivivere nell'eternità indiviso dalla mia compagna.
+
+--Così,--ella mi disse,--potrai un giorno servir di modello a qualche
+autore che voglia descrivere il tipo d'un marito perfetto.
+
+--Non c'è pericolo!... non si scrivono che le vite degli uomini
+illustri.... e quelle dei bricconi.
+
+--Se fosse possibile scrivere la vita d'ogni persona, io credo che molti
+terrebbero una diversa condotta, per non passare alla posterità come
+cattivi arnesi.
+
+--Non lo credo. La pubblicità delle cause celebri non ha impedito un
+solo assassinio. In quanto al gusto dei lettori, è positivo che le gesta
+degli assassini vengono sempre preferite a quelle dei galantuomini, e
+lette col più vivo interesse. Nella vita sociale il galantuomo è
+stimato, ma in letteratura riesce noioso. Io sono convinto che la vita
+veramente felice d'un uomo possa raccontarsi in una mezza pagina, in
+istile epigrafico o telegrafico. Si dicono fortunate quelle nazioni che
+non hanno storia; io credo parimente fortunate quelle famiglie che non
+hanno romanzi.... o avventure romanzesche.
+
+--È ben vero!... il turbinìo delle passioni mi spaventa.... mi piace
+meglio l'idillio....
+
+--È un genere falso, ma molte volte è preferibile al vero. Non ti
+ricordi la nostra lettura sulla rivoluzione francese? Le scene pastorali
+di Trianon erano false e mi piacevano tanto!... Maria Antonietta,
+vestita da pastorella, distribuiva il latte delle sue cascine, pescava
+nello stagno, leggeva sotto l'ombre profumate del parco fra i figli e il
+marito... una regina che preferisce la vita rustica agli splendori del
+trono!... è falso!... ma a me piaceva quella falsità. La prigione, gli
+insulti d'una plebe selvaggia, i processi, il patibolo... furono veri...
+e mi fecero raccapriccio.
+
+--Prendiamo la vita come viene,--io dissi,--senza forzarne gli
+avvenimenti. Non sarà nè un idillio, nè un romanzo, ma avrà giorni lieti
+e tristi come al solito.... sarà una vita naturale.... senza artifizii.
+
+--E nemmeno questo mi piace,--rispose con vivacità.--Non faremo nè
+romanzi, nè idilli, ma dobbiamo fuggire il male con fermezza, volere il
+bene con energia e pertinacia, e prendere per guida d'ogni azione la
+virtù....
+
+--E l'amore....--io soggiunsi.
+
+--Siamo intesi;--e con dolce sorriso mi porse la mano, ch'io baciai con
+tale tenerezza ch'ella fu costretta di ritirarla.
+
+E così facevamo sovente lunghe conversazioni, con divagazioni
+interminabili, e le ore volavano rapide, mentre stavamo predisponendo a
+modo nostro l'avvenire... l'avvenire sempre incerto, che dipende in
+parte da forze superiori alla nostra volontà, e ci apparecchia soventi
+volte sorprese imprevedute.
+
+
+
+
+XX.
+
+
+Mio zio capitò nel mese di luglio, e gli feci quelle festose accoglienze
+che meritava. In casa Bruni vi furono banchetti d'onore, brindisi, e
+mille felici pronostici per gli sposi. Il buon canonico si fermò qualche
+giorno al villaggio, esaminando e lodando i nuovi restauri della casa, e
+tutte le mie disposizioni pel prossimo matrimonio. Doveva rimanere
+convinto della mia perfetta conversione, tuttavia non mancò di
+raccomandarmi di far giudizio, d'essere ragionevole, sodo e ponderato,
+apparecchiandomi ad una vita positiva ed onesta, senza chimere nè sogni.
+
+Io non avevo bisogno di tali consigli; amavo l'Agata teneramente, d'un
+amore pieno di stima, avevo rinunziato spontaneamente ad ogni idea che
+non avesse rapporto diretto col futuro mio stato, m'ero quasi
+dimenticato il passato... o perchè dunque è venuto fuori a parlarmi di
+chimere e di sogni?... Precauzioni balorde!... parlandomi di ciò che
+avevo dimenticato, me l'ha fatto tornare in mente.
+
+Mio zio canonico colle sue reticenze irritava il mio carattere,
+suscitava i miei nervi, mi faceva l'effetto d'una mosca molesta, o d'un
+indiscreto che con un fuscello stuzzica un uomo che dorme!... non ci può
+essere di peggio!... Quando un cavallo cammina tranquillamente,
+lasciatelo andare in pace per la sua strada; se lo toccate colla frusta,
+imbizzarrisce, e forse vi trascina in un fosso!...
+
+Esso evitava di parlarmi della contessa Savina.
+
+Ma di che cosa aveva paura!... il mio prossimo matrimonio doveva
+rassicurarlo pienamente. Qualunque notizia m'avrebbe trovato
+indifferente; invece il suo silenzio provocava i miei sospetti e mi
+faceva fantasticare.
+
+Finalmente lo zio essendo partito pei bagni di Bormio senza rompere il
+silenzio su tale soggetto, il mio umore se ne risentì, mi parve una
+ingiusta diffidenza, me ne crucciai fortemente, e per qualche giorno mi
+fu impossibile di nascondere l'uggia all'occhio chiaroveggente
+dell'Agata.
+
+Dovetti giustificarmi con pretesti che vennero accolti freddamente,
+senza fiducia; ed ecco come un semplice vapore, sollevato dal fondo
+d'una palude, s'innalza a poco a poco e diventa una nuvola capace
+d'oscurare anche il sole, se non spira qualche brezza che la disperda.
+
+Le dolci parole della mia fidanzata fecero l'ufficio della brezza: in
+breve tempo dispersero ogni vapore, e l'animo ritornò sereno e
+illuminato della luce benefica de' suoi sguardi.
+
+Avendo dato termine anche in quell'anno alla scuola, e messo all'ordine
+ogni cosa, al ritorno dello zio venne fissato il giorno delle nozze.
+
+Agata manifestò il desiderio di partire dal villaggio appena compiuta la
+cerimonia, per apparecchiarsi con qualche giorno di raccoglimento alla
+nuova vita. I parenti approvarono tale divisamento, mio zio ci propose
+un viaggio in Toscana, perchè non mi venisse l'idea di condurre la sposa
+a Milano. Io propendeva per Venezia. Le mie letture m'avevano
+affascinato, io vedevo quella città di marmo sulla laguna, coronata di
+cupole, cinta di navi, adorna di monumenti insigni. Pensavo alla bruna
+gondoletta che mi avrebbe condotto colla sposa attraverso quei canali
+misteriosi, davanti quelle basiliche e quei musei, ove quattordici
+secoli d'indipendenza e di gloria lasciarono traccie immortali. Sognavo
+la voluttà di quelle notti rischiarate dalla luna riflessa dalle onde,
+sentivo l'eco lontano delle serenate, immaginavo le gite sul mare, e il
+mio cuore palpitava d'ammirazione....
+
+Ma la scelta spettava di pieno diritto alla sposa. Senza esitare un solo
+istante essa scelse la Svizzera.
+
+
+La mattina del giorno solenne apersi per tempo la finestra dopo una
+notte insonne, e respirai con voluttà l'aria refrigerante dell'aurora.
+Era un bel giorno d'autunno, e mi pareva strano che tutti non
+celebrassero la mia festa. I pastori uscivano al pascolo col gregge, il
+belato delle pecore risuonava nella valle, unitamente al tintinnìo dei
+campanacci delle capre.
+
+Le povere donne colla gerla sulle spalle salivano ai monti, l'operaio si
+metteva al lavoro, tutti seguivano le loro abitudini quotidiane.
+
+Le abitudini non cambiavano che per me solo, io incominciavo una nuova
+vita.
+
+Indossati gli abiti da sposo, corsi in casa Bruni. Agata era pronta; il
+pallore del suo volto, il languore de' suoi occhi, l'aspetto esitante
+raddoppiavano la sua bellezza. Il velo nuziale, assicurato ai capelli da
+qualche fiorellino d'arancio, le scendeva sulla candida veste,
+avvolgendo l'elegante persona. Il suo sguardo, inumidito da una lagrima,
+chiedeva pietà e tenerezza. Le baciai la mano tremante, col rispetto con
+cui da fanciullo baciavo la Madonna. Essa, trattomi nel vano d'una
+finestra, mi mostrò la medaglia di mia madre che teneva sul seno,
+dicendomi con tremula voce:
+
+--Essa ci accompagna... quando saremo davanti l'altare, tua madre ci
+guarderà dal cielo... Daniele!... preghiamola insieme che ci benedica.
+
+I miei occhi si gonfiarono di lagrime.
+
+Di quel giorno non ricordo con precisione che quel momento. So che in
+chiesa mi pareva di vedere mia madre fra gli angeli, e pregai l'Essere
+Supremo di purificare la mia anima, e di rendermi degno della sposa che
+il cielo mi aveva destinata. Poi non mi rammento più nulla.
+
+Alla nostra partenza le lagrime e i singhiozzi di tutti ci
+accompagnarono; i parenti non potevano distaccarsi dalla figlia; mio
+zio, impaziente, coll'orologio alla mano, ci dava premura, dicendoci che
+la vettura ci aspettava da un pezzo, che l'ora si faceva tarda, che non
+era prudente trovarsi fra le montagne di notte, e parve felice quando,
+entrati in carrozza, chiuse lo sportello, accennando al cocchiere di
+partire, e salutandoci colla mano e colle benedizioni del cielo.
+
+
+Dalla Valtellina, attraversando lo Spluga, entrammo nel Cantone dei
+Grigioni. Agata piangeva, io cercava di consolarla senza impedire le sue
+lagrime, sfogo necessario del dolore che provava lasciando i genitori e
+la casa paterna, ove aveva vissuto fino allora felice. Guardando
+attraverso lo sportello, io non vedeva che squallide rupi pendenti
+minacciose sul nostro capo, e precipizi spaventosi ai nostri piedi.
+
+Incominciavo la vita matrimoniale fra gli orrori di nude e brulle
+giogaie, trascinato a gran fatica da cavalli ansanti che salivano
+l'ardua montagna.
+
+Io mettevo le Alpi fra il celibato e il matrimonio, deciso di difendere
+con vigore il mio nuovo stato dalle invasioni dell'antico. Ahimè!... io
+pensava, le Alpi non furono riparo sufficiente alla patria contro gli
+stranieri, potranno esse salvarmi dalle insidie delle passioni che
+assalgono l'anima umana?... In ogni caso sono deciso a vincere o morire,
+piuttosto di darmi prigioniero al nemico. La leggiadria che spirava da
+tutta la persona della mia sposa convalidava i miei santi propositi.
+
+Chi ha viaggiato nelle regioni pastorali della Svizzera con una donna
+adorata al fianco crederà facilmente alla sincerità delle mie
+risoluzioni e all'entusiasmo della mia luna di miele.
+
+Le aride montagne e i torrenti hanno un termine anche nella Svizzera...
+come le lagrime sul ciglio delle spose. Allora si rivede il sole.
+Varcata l'ultima gola, spariscono le roccie ferrigne, le nevi perpetue e
+i ghiacci eterni, e si scoprono le vallate ridenti di verdura, irrigate
+da limpidi ruscelli, sparse di casolari, circondate da boschi, popolate
+d'armenti vaganti sui pingui pascoli.
+
+Nei deliziosi pellegrinaggi pei monti e per le valli, la natura alpina
+lussureggiante eccitava la nostra ammirazione fino all'entusiasmo.
+Quando un sito incantevole ci attirava gli sguardi, volevamo
+raggiungerlo ad ogni costo, «quali colombe dal desio chiamate,» si
+saliva, e si arrivava trafelati, ma contenti, alla meta. Seduti
+sull'erba al rezzo d'un antico albero scapigliato, in qualche sito
+aprico, davanti allo stupendo panorama delle Alpi, si dimenticava la
+vita mortale, si respirava in un etere superiore alle umane miserie, lo
+spazio ci appariva infinito come il firmamento, il tempo non aveva più
+misura, e il sole soltanto, scendendo dietro le rupi, ci annunziava la
+prossima fine d'un giorno felice, e ci avvertiva di ritornare fra gli
+uomini, per non smarrirci di notte tempo fra i precipizi.
+
+Un giorno fra gli altri, uscimmo a passeggiare lungo la riva sinistra
+del lago di Zurigo. Graziose villette suburbane fiancheggiano la strada
+adorne di aristolochie, di bignonie, di glicini, che salgono sulle
+colonnette delle loggie, corrono sui ballatoi, circondano di festoni i
+terrazzini, e tappezzano i muri fino alle cornici. I giardini spiegano
+gran lusso di fiori in eleganti canestri che spiccano sul verde smeraldo
+dei prati e sul fondo cupo degli alberi, sotto alle cui ombre si perdono
+tortuosi sentieri.
+
+Ammirando quelle dimore campestri, e le acque cerulee del lago, e le
+punte acuminate dei campanili sul fondo violetto delle montagne, e
+quelle gradazioni infinite di colori e di tinte armoniose, ci siamo
+allontanati assai dalla città e siam giunti stanchi, sfiniti, in un
+piccolo paesello che si specchiava nell'acqua.
+
+Seduti sotto un rustico pergolato, che sorgeva davanti un'osteria, si
+fece colazione all'aperto, con cibi semplici, ma con appetito
+complicato.
+
+Non si vedeva degli abitanti del villaggio che la nostra ostessa e il
+suo gatto, che faceva il chilo sopra un tavolo. Tuttavia ci parve che il
+luogo fosse ancora troppo popolato, e finita la refezione ci siamo
+allontanati per cercare la solitudine completa. L'abbiamo trovata sotto
+un salice piangente, in un angolo romito, ove l'acqua lambiva i ciottoli
+ai nostri piedi. Il sole era splendido, l'aria olezzante, la natura
+incantevole; il silenzio non era interrotto che dal lieve mormorio delle
+onde che si frangevano sulla riva, e dallo stormir delle foglie agitate
+dalla brezza. Gli uccelli svolazzavano sui cespugli vicini senza timore,
+pascolavano sui greti saltellando d'intorno, mandando qualche allegro
+garrito a mezza voce, mentre il capinero solfeggiava sugli alberi e
+l'allodola intuonava un a solo melodioso innalzandosi sull'orizzonte.
+
+Le acque erano limpide come l'aria, azzurre come il cielo, dolcemente
+agitate come le anime che contemplavano quello spettacolo. Una sublime
+armonia univa i nostri sensi alla natura esterna; i nostri pensieri, la
+nostra anima rispondevano unisoni al creato. Non potevamo rompere quella
+malìa, nè abbandonare quel posto. Io manifestava alla mia giovane sposa
+la pienezza delle emozioni: essa mi rispose:
+
+--Tu mi esprimi benissimo tutto quello che sente il tuo cuore e che
+pensa la tua mente; se la tua anima potesse custodire come un tesoro le
+impressioni di questo giorno, la mia felicità sarebbe assicurata....
+
+E ritornando verso Zurigo, osservò:
+
+La vita sarebbe troppo bella se potesse scorrere sempre così, a
+contemplare le meraviglie della natura, ad amare teneramente, ad essere
+amati ardentemente, davanti a questo lago, a questi monti in un'eterna
+verdura, senza nuvole, senza uragani, e senza inverno. Tuttavia si può
+essere felici anche in condizioni assai più semplici e modeste. La
+felicità nasce in noi, si espande nel mondo esterno, e lo abbella co'
+suoi raggi; ma la natura più splendida non ha il potere di riscaldare il
+nostro entusiasmo se la felicità si è spenta nel suo focolare. Il
+sorriso della natura fa oltraggio alle lagrime degli infelici, esso non
+può trovare ricambio che nelle anime soddisfatte, le quali però,
+quantunque predisposte favorevolmente ad ammirare gli spettacoli più
+sublimi, sanno anche contentarsi delle cose più schiette. Un breve
+angolo di terra abbellito dalle nostre mani può bastare alla felicità,
+se l'affezione costante ci conserva la serenità dell'anima. A tale patto
+si soffrono con rassegnazione anche le disgrazie; senza di ciò tornano
+vane tutte le delizie del mondo.
+
+A Friburgo passammo trepidando sul ponte di fil di ferro sospeso fra due
+montagne; io le dissi:
+
+--Guarda... fa raccappriccio a pensare che la rottura d'una corda ci
+potrebbe precipitare nell'abisso!...
+
+--Pensa,--mi rispose,--che anche la felicità non è attaccata che a un
+filo!...
+
+Nel viaggio da Losanna a Ginevra, passando vicino a Coppet, siamo venuti
+naturalmente in discorso di Madama di Staël. Io manifestavo la mia
+ammirazione per questa donna insigne, che sotto al giogo napoleonico
+fece vergognare gli uomini della loro bassa servilità ed ebbe il
+coraggio virile di protestare contro la tirannide, spronando le nazioni
+alla libertà.
+
+Agata mi ascoltava in silenzio, non osando contraddire ai miei
+sentimenti; ma, eccitata a dirmi francamente la sua opinione, rispose:
+
+--Riconosco il genio di Madama di Staël, ma come donna mi è antipatica.
+Essa amava il rumore e gli splendori della gloria, io il silenzio e
+l'ombra del focolare domestico. Non ho stolti pregiudizi sulle
+letterate, non nego alle donne il diritto d'avere dell'ingegno e
+d'impiegarlo in onore della patria; i soli letterati gelosi possono dire
+il contrario: ove il genio risplende è un delitto il mettere lo
+spegnitoio. Non trovo strano che ogni rosa d'odore esali il suo profumo,
+ma come il fiore olezza al suo posto, così penso debba fare la donna.
+
+Abbiamo esempi d'illustri poetesse, che furono ottime madri di famiglia
+e mogli affettuose. Madama di Staël mise per condizione del suo
+matrimonio l'obbligo del marito svedese di non costringere la moglie a
+seguirlo in Isvezia. Vedi che non è la letterata che mi sciupa la donna,
+è la moglie bizzarra che mi disgusta della letterata.
+
+A Ginevra nuove discussioni intorno Rousseau. D'accordo entrambi
+nell'ammirare il profondo sentimento della natura del filosofo, non
+potevamo intenderci sulle altre qualità. L'Agata mi diceva:
+
+--Un uomo che mette all'ospizio dei trovatelli i propri figli non ha
+cuore.
+
+Io, deplorando questa macchia della sua vita, difendevo il cuore di lui,
+citando le sue passioni amorose.
+
+--Troppe donne!...--essa mi rispondeva,--troppe donne!... Rousseau fu un
+giovane leggiero... e divenne un vecchio pazzo. È sempre così!... ogni
+causa ha i suoi effetti: l'uomo non è altro che la continuazione del
+giovane, la vita è una catena, il primo anello trascina all'ultimo, le
+abitudini della vecchiaia sono la legittima conseguenza delle abitudini
+giovanili; il giovane è il fiore, il vecchio è il frutto; l'uomo rimane
+sempre quello che è: il serpe resta serpe, e così l'uccello; chi ha
+volato in gioventù continua a svolazzare fino alla fine!...
+
+Dovetti tacere, e ripiegarmi sopra me stesso meditando sulla mia sorte.
+
+Attraverso il Lago Maggiore, siamo passati a Como e arrestandoci qualche
+giorno in Tremezzina, andavamo vagando nei paesi più pittoreschi del
+Lario. La nostra vita era un sogno delizioso nel paradiso terrestre.
+
+Finalmente il bisogno di riposo ci spingeva verso il nido, ed avendo
+annunziato il nostro ritorno, siamo giunti al villaggio una bella sera
+al tramonto del sole.
+
+I parenti, che ci aspettavano sulla porta del Casino, si gettarono nelle
+nostre braccia, mentre Bitto, esaltato da parossismo di gioia, mugolava
+correndo su e giù per le scale, le stanze e la strada, saltando addosso
+ai passanti, ed entrando dai vicini con latrati convulsi per manifestare
+la sua immensa gioia del nostro felice ritorno. Poi si slanciava sopra
+di noi dimostrandoci in mille modi la sua irrefrenabile contentezza.
+
+La Rosa mi raccontò che i primi giorni della nostra partenza egli
+rifiutava gli alimenti, vagava continuamente dal casino a casa Bruni, e
+sulla sera si gettava sulla soglia collo sguardo fisso dalla parte dalla
+quale eravamo partiti e ci aspettava tristamente mandando qualche gemito
+che faceva pietà.
+
+Dopo il nostro arrivo non abbandonò più la casa all'ora del mezzogiorno;
+egli vedeva i suoi amici riuniti sotto un medesimo tetto, e viveva
+contento.
+
+Quell'autunno fu impiegato dall'Agata a completare l'assetto del nostro
+nido, e a far lavorare la terra circostante, secondo i suoi disegni.
+Beppo, il povero emigrato, era guarito, e per dargli lavoro vicino alla
+sua famiglia, lo prendemmo a giornata, e veniva occupato tutto il giorno
+con Martino a saccheggiare gli orti e il giardino de' miei suoceri. Mia
+moglie voleva abbellire la nostra dimora con piante robuste che
+producessero pronto effetto, e prendeva quelle che aveva educate con
+tanta cura nella terra paterna. Era un viavai di carriole cariche
+d'alberi, di cespugli, di fiori, di terricci, di concime, di vasi e
+d'innaffiatoi, ed io stesso dovevo prestarmi aiutando a trapiantare e
+lavorare colla vanga e colle mani, quantunque fossi ancora un ortolano
+assai poco dirozzato.
+
+Quando l'inverno ci chiuse in casa, trovai la mia piccola dimora piena
+di vita. Agata vi aveva trasportato i suoi canarini che cantavano a
+squarciagola, un gatto che faceva le fusa e si lisciava il capo colla
+zampa o stava in contemplazione sui balconi, e de' bei colombi che
+beccavano le briciole sul pavimento o tubavano sulle porte. Aveva fatto
+un cuscino ben soffice per Bitto, che se lo godeva in santa pace
+russando tutto il giorno e svegliandosi soltanto per esprimere la sua
+soddisfazione alla padrona con occhiate piene d'affetto, ogni volta che
+gli passava dappresso.
+
+Tutto era lindo, pulito, elegante, tiepido. Alcuni vasi di tulipani e
+giacinti vegetavano sulla stufa del salotto e mentre di fuori nevicava
+ed infuriavano gli aquiloni, la cucina ben riparata offriva un asilo
+gradevole, ove si alzava la fiamma viva e crepitante di ginepri, e i
+fornelli esalavano odori appetitosi. Gli scaffali della libreria s'erano
+arricchiti di nuovi libri acquistati in viaggio, che ci deliziavano
+nelle ore tranquille della sera.
+
+Qualche buon giornale ci teneva in comunicazione col resto del mondo, e
+ci convinceva sempre più coi fatti diversi che la società è piena di
+trappole e di miserie, che le gioie strepitose non valgono le gioie
+della vita tranquilla, che le ambizioni smodate costano care e sovente
+si risolvono in disinganni, che la vera felicità rifugge dalla folla, e
+si nasconde di preferenza in luoghi romiti.
+
+Al Carnevale si rideva leggendo le relazioni dei baccanali popolari e
+delle feste ufficiali, ove la diplomazia banchettava, faceva brindisi e
+alzava le gambe in cadenza musicale al suono di violini, viole e
+violoncelli, nell'interesse dei popoli... i quali intanto correvano per
+le vie in maschera da pantaloni, meneghini, gianduie, stenterelli,
+brighelli, pulcinelli, arlecchini e pagliacci. I più moderati col naso
+posticcio, per ridere, e far ridere. E noi ridevamo infatti!... di
+pietà.
+
+I bagordi carnevaleschi, colla ciurmaglia che li accompagna, ci
+passavano danzando davanti gli sguardi, come i ballerini sulla scena
+davanti il Re e la Regina. I racconti di quei sollazzi letti davanti il
+severo aspetto delle Alpi, in un villaggio silenzioso, coperto di neve,
+producono l'effetto preciso d'una relazione medica sull'alienazione
+mentale, colla descrizione di tutti i sintomi della demenza, e di tutte
+le stranezze dei matti.
+
+Alla primavera mi fu dato d'ammirare gli effetti dei lavori autunnali
+colle prime foglie che produssero un cambiamento completo di scena. Al
+momento dei trapianti non avevo veduto che ramoscelli sfrondati; la
+bella stagione, vestendoli di foglie e fiori, trasformò il casino e il
+suo giardinetto in un piccolo Eden. Una bella glicine s'arrampicava
+sulla facciata e passando sotto i balconi del primo piano profumava
+l'appartamento col soave odore esalato da' suoi grappoli violetti. I
+peri del Giappone erano coperti di fiori rossi, le spiree e i citisi di
+fiori bianchi e gialli. Gli anemoni, i mughetti, le primule schiudevano
+i loro bottoncini ai tepori primaverili. Le rose spiegavano la pompa dei
+loro colori, la grazia delle forme, l'olezzo soave che imbalsamava
+l'aria. Ogni pianta prometteva i suoi doni di fiori e di frutti, il suo
+tributo di colori, di balsami, di aromi o di sapori squisiti. Tutto
+questo lusso della natura mi rendeva gradito il soggiorno della casa.
+
+Dietro una siepe viva di biancospini e cotogni s'udiva chiocciare,
+stridere, squittire, pigolare. Avvicinandosi si vedeva una coorte di
+vaghi volatili, anitre, tacchini, galline e pulcini che razzolavano sul
+lettame, svolazzavano, beccavano e correvano allegramente, e un bel
+gallo a penne variopinte, baldanzoso colla cresta e i bargigli
+rubicondi, pareva che dominasse sugli altri, e di tratto in tratto
+dirizzava il collo e mandava un superbo cucurucù.
+
+Un maiale grugniva nel porcile, e sporgendo la testa dal foro che
+s'apriva sulla mangiatoia, v'immergeva il grugno, e poi lo alzava
+coperto di crusca che sbocconcellava avidamente, disperdendone d'intorno
+con agitazione convulsa, come quello che avevo veduto al mio arrivo in
+casa Bruni. Dall'altra parte c'era l'orto dapprima pieno d'ortiche e
+cardi selvaggi, ora tirato a cordetta, colle sue aiuole ricche d'erbaggi
+e pulite dalle male erbe, colle piante sarchiate a dovere, diradate in
+ordine, circondato da spalliere di viti, fiancheggiate da orli di
+fragole in fiori. Infatti il regno animale e il vegetale gareggiavano
+per farci ghiotte promesse, e l'occhio si riposava dovunque
+sull'abbondanza d'ogni bene. Ma una più lieta sorpresa mi attendeva
+nelle intime confidenze domestiche. Un bel giorno l'Agata commossa mi
+annunziò che sentiva la suprema consolazione di divenir madre. Allora
+incominciò a prodigare le sue cure al corredo che stimava necessario al
+fortunato mortale, atteso tanto ansiosamente, come il necessario
+complemento della nostra felicità, e lavorava tutto il giorno in fascie
+e guanciali, in benduccie, camicine, gonnellini, bavagli e cuffiette a
+pizzi che era una vaghezza a vederli.
+
+Poi comparve una bella culla imbottita, e posata sugli arcioni per poter
+cullare il bambino, e questo era un dono dei futuri nonni.
+
+La regia posta apportò l'annunzio a mio zio che alla sua venuta
+troverebbe la triade domestica completa. Mi rispose subito cortesemente
+ch'egli intendeva gli venisse riservato il piacere d'essere il padrino,
+e così correvano lettere, timbri postali, e fattorini a motivo d'un
+individuo che non era ancora venuto al mondo, e che già esercitava
+un'influenza sociale ed economica. Non dico niente dei nostri
+pensieri!... sarà un maschio od una femmina?... qual nome dobbiamo
+dargli?... e si studiava sul lunario la lista dei santi. Poi si pensava
+all'educazione, agli studi universitari, alla carriera. Vorrà fare il
+medico, l'ingegnere, l'avvocato o il notaio?... Sarà sindaco, deputato,
+ministro?... era quasi ministro, e ancora non era comparso nel mondo!
+
+Finalmente, un anno circa dopo le nozze, nasceva, non un maschio, ma la
+mia cara bimba, che il reverendissimo Monsignor Canonico Don Giuseppe
+Carletti teneva al sacro fonte battesimale, imponendole il nome di
+Giuseppina.
+
+Tutti dicevano che era belloccia, a me pareva un angelo addirittura, e
+non mi saziava mai di guardarla, compiacendomi con mia moglie di tanta
+delizia.
+
+--Guarda,--le dicevo,--guarda le sue manine, guarda l'unghia del suo
+dito mignolo, guarda la sua boccuccia, e quel nasino, e quegli
+occhietti, come è carina!... come dorme tranquilla... senza rimorsi!
+
+Mia moglie sorrideva d'un sorriso celeste, se la voleva sempre vicina,
+se la teneva stretta alla mammella, la guardava teneramente, le
+scacciava le mosche dal viso, la copriva di baci. Appese alla sua culla
+la medaglia di mia madre come una benedizione della povera nonna morta,
+e quando piangeva le cantava subito la ninna nanna per farla dormire.
+
+Quando dopo un lungo sonno la bimba apriva i suoi occhietti, incontrava
+subito lo sguardo e il sorriso di sua madre che sorvegliava il suo
+riposo e aspettava che si svegliasse. Allora la chiamava con cento nomi
+diversi, pina... nina... tina... etta... nanina... e la bimba rideva
+come un angelo.
+
+La nostra felicità era perfetta, e chi non crede alla felicità non ha
+mai avuto figli da una donna adorata. È certo che la felicità perfetta
+sulla terra guizza come il lampo.
+
+Quella che proviene dai figli, se non s'ammalano prima, dura fino a che
+mettono i denti. Colla dentizione incominciano i primi affanni, che ci
+accompagnano, con corti intervalli, per tutta la vita.
+
+Durante il suo puerperio mia moglie mi raccomandò caldamente di
+osservare con attenzione i suoi animaletti e le piante, affinchè ai
+primi non mancasse il cibo, nè alle seconde l'innaffiamento o i
+sostegni.
+
+Mi ricordo d'un giorno che la Rosa essendo occupata nella stanza,
+l'Agata sentì un pipilare smanioso nel cortile, e se ne mostrò inquieta.
+Per tranquillarla scesi al pollaio, e vidi che il cibo mancava. Andai
+subito a provvederne, e ritornato in corte me ne stavo rannicchiato a
+sminuzzare della polenta ai pulcini che mi saltellavano intorno e mi
+beccavano le mani, quando udii una smascellata di risa dalla parte della
+strada. Alzai la testa e vidi il mugnaio Zaccheo sul deretano
+dell'asino, che guardandomi attentamente si sganasciava dal ridere.
+
+--Buon giorno, Zaccheo,--gli dissi,--me ne consolo che siete di buon
+umore.
+
+--Non può essere altrimenti,--mi rispose,--quando mi rammento che vi
+siete burlato di me perchè davo la pappa al mio bambino, ed ora vi vedo
+dare il pasto ai pulcini.
+
+--Ridete che avete ragione,--soggiunsi,--quando mi burlavo di voi ero un
+imbecille, e non capivo che non si deve vergognarsi che a fare il
+male....
+
+L'asino e il mugnaio si allontanarono, il primo camminando lentamente
+sotto il peso del secondo, il quale continuava a ridere della sua
+scoperta, bastonando in pari tempo la sua vittima, per farla andare
+avanti con maggior sollecitudine.
+
+Io lo guardai lungamente pensando che il mio giudizio si maturava cogli
+anni, i quali apportano la calma della ragione; e sentivo finalmente con
+imparzialità i miei torti verso il mugnaio... e i torti di lui verso di
+me. Nè io dovevo ridere d'un padre affettuoso, nè egli d'un marito
+dabbene. Quando il maestro insultava il mugnaio, questi valeva più di
+lui; ma quando il mugnaio rideva del maestro, egli era un imbecille,
+perchè mentre io facevo del bene alle bestie, egli faceva loro del male,
+aggravando un asino laborioso del peso d'un uomo ozioso.
+
+Chiunque lavora onestamente ha diritto d'essere rispettato, qualunque
+sia la sua posizione sociale, sia un maestro od un asino. Al mulino la
+macina e il mugnaio non fanno che girare, ma non lavora seriamente che
+l'asino, il quale apporta il grano sulle sue povere spalle, e riporta la
+farina, col peso del padrone sopra i sacchi. Per questo la tassa sul
+macinato, trovata troppo pesante dai contribuenti, riesce troppo mite
+per gli asini, che lascerebbero volentieri al mulino, per conto
+dell'erario, una dose maggiore di farina... ed anche il mugnaio per
+giunta.
+
+Io richiamavo sovente alla memoria dei miei scolari l'esempio dell'asino
+e del mugnaio, e dicevo loro:
+
+--Osservate l'uomo infingardo che pesa sulla bestia laboriosa... e
+ditemi francamente chi merita la lode e chi il biasimo?... O gioventù,
+imitate sempre l'asino: esso vi offre l'esempio del lavoro, della
+rassegnazione, della obbedienza!... quando il mugnaio rappresenta
+l'egoismo, la crudeltà, l'ozio gaudente e la spietata tirannide!...
+
+Quando l'Agata m'udiva declamare con enfasi magistrale tali
+insegnamenti, essa pretendeva che mi restasse ancora sullo stomaco un
+po' di rancore indigesto, prodotto dal fiasco del mulino, ma non è vero;
+è proprio l'istinto naturale che mi ha sempre ispirato una viva simpatia
+per gli asini, e un grande rispetto per le loro virtù!...
+
+
+
+
+XXI.
+
+
+La scuola progrediva migliorando, per le buone massime ch'io inculcava
+agli scolari, e m'avvedevo che un padre di famiglia è più opportuno
+d'uno scapolo all'insegnamento; le sue idee sono più posate, la moralità
+più sicura, la pazienza più longanime, e l'amore verso i fanciulli più
+naturale e sincero. E il maestro ammogliato trova esso pure maggiori
+compensi alle sue fatiche, perchè rientrando in famiglia dopo le ore di
+scuola, si rasserena alla vista dei bambini che gli corrono incontro,
+della moglie che gli sorride, del desco che lo attende, povero sì, ma
+consolato dalla presenza de' suoi cari. Eppure certi paesi civili che
+soppressero i conventi, ove il celibato spontaneo trovava una famiglia
+di confratelli, condanna i poveri maestri, con un meschino stipendio, a
+vivere nel celibato forzato senza famiglia.
+
+Chi deve istruire i giovinetti, apparecchiando i materiali del futuro
+edifizio sociale, non conosce sovente le fondamenta della società: la
+famiglia.
+
+La sua povera condizione l'ha costretto ad abbandonare il tetto paterno
+per recarsi lontano a guadagnarsi il poco pane che basta appena per la
+sua esistenza, e quindi gli viene interdetto il matrimonio dalla
+povertà. Egli non ha mai veduto una moglie affettuosa nella sua casa
+deserta, non ha mai udito nè il caro vagito dei bimbi, nè la voce
+stridula dei fratellini maggiori, non ha mai parlato di sante affezioni
+intorno al suo squallido focolare... esso è cieco, sordo e muto!... e
+deve mostrare la luce ai figli altrui, e udire le loro obbiezioni, e
+parlare il linguaggio paterno ad estranei.
+
+Dura condizione, e funesta al paese!
+
+Io era una delle rare eccezioni, e la mia vita diveniva sempre più lieta
+per le cure affettuose di una moglie che metteva la sua gioia nell'amore
+della figlia e del marito, e impiegava tutta la giornata a farli felici.
+Al mio ritorno dalla scuola l'Agata mi aspettava sulla porta colla bimba
+in braccio, e le insegnava a farmi festa. Io le baciavo entrambe,
+prendevo la piccina con me fin che la madre apparecchiava la colazione
+od il pranzo, e si mangiava lietamente, colla bambina sui ginocchi,
+godendo de' suoi attucci, de' suoi movimenti vezzosi, del sorriso, della
+grazia colla quale chiedeva di far bombo, o mostrava di volere il cucco.
+Dopo pranzo, sparecchiata la mensa, la piccina vi danzava sopra
+sostenuta da sua madre, ed io passava un'ora senza accorgermi a farle il
+bau bau; e questo era il mio teatro. Altro che tragedie!...
+
+Mia moglie si compiaceva di farmi delle grate sorprese. Un giorno
+trovavo sullo scrittoio del mio studio un bel mazzo di fiori, un'altra
+volta un lavoruccio di panno per pulire le penne, o una ghiotta pietanza
+in tavola, o un bel piatto di frutta. E sempre con qualche delicata
+attenzione mi faceva vedere che pensava a me anche quando ero assente.
+Se aveva delle buone notizie da darmi, mi veniva incontro per
+annunziarmele più presto; e mi faceva parte d'ogni minuzia, dicendomi
+che tutto doveva essere in comune nella vita domestica, e non mi
+risparmiava nulla:
+
+--Sono nati i poponi; i piselli sono maturi, la magnolia ha fiorito, e
+ti aspettavo per condurti a vederla.
+
+Un'altra volta trattavasi di casi più gravi. Erano nati venti pulcini da
+ventidue uova, uno s'era rotto, l'altro non si sapeva perchè si fosse
+ostinato a restare nel guscio. Un giorno poi la nonna aveva mandato in
+dono alla sua mimma un bel dente di cinghiale guarnito in argento, con
+una campanellina, da appendere al collo, e quello fu un vero
+avvenimento.
+
+Ma quando aveva da darmi delle cattive notizie mi disponeva a poco a
+poco a riceverle con rassegnazione, evitandomi la scossa delle
+impressioni dirette e imprevedute, e così me le rendeva meno dolorose.
+Talvolta me le lasciava anche ignorare per evitarmi inutili amarezze, ed
+ordinava a tutti il silenzio. E se me ne accorgevo più tardi, e chiedevo
+conto d'un tacchino o d'un vaso di porcellana che non vedevo più, tutti,
+tutti d'accordo mi rispondevano: «Eh, eh!... è tanto tempo che è
+morto!... sono tanti mesi che è rotto!...» e non se ne parlava più. Non
+c'era rimedio, e se tutti s'erano consolati, non mi restava che a fare
+come gli altri.
+
+Ma chi potrebbe descrivere con verità l'entusiasmo materno e paterno
+alla prima parola balbettata dai propri figli? Ma qual lingua è più
+eloquente di quella d'un bimbo che dice per la prima volta mamma e
+babbo?
+
+Forse chi non ha mai inteso questo linguaggio dai proprii figli troverà
+più ameno e interessante un discorso accademico. Per me protesto
+altamente contro tale eresia. E chi potrà spiegare fedelmente l'effetto
+prodotto nei genitori dai primi passi della loro creatura? quantunque il
+bimbo si regga appena col sostegno d'una mano sotto l'ascella e avanzi
+esitando il piede tremante, tuttavia la mamma esclama con ammirazione:
+
+--Vedi.... Vedi come cammina bene!...
+
+E il primo dentino che spunta, ancora impercettibile, che appena si
+sente col dito, esso è più prezioso pei parenti del dente d'avorio d'un
+elefante trasportato in Europa colle carovane attraverso le steppe e i
+deserti!
+
+Queste sono le piccole gioie e i piccoli dolori della vita domestica, ma
+pur troppo vengono anche i grandi. È appunto coi dolori della dentizione
+che incominciano le prime ansietà e le prime paure. Talvolta tali
+sofferenze producono la febbre. Quando un bambino ha la febbre, la buona
+madre non vive più, prostrata davanti la culla essa studia tutti i moti,
+gli sguardi, i gemiti più lievi e i sospiri del piccolo infermo, lo
+ricopre con somma cura e delicatezza, gli tocca la testa e le gote
+accese, lo bacia e lo inonda di lagrime. Vorrebbe dare la vita per
+vederlo guarito, e non può fargli nulla. Per essa quella febbre è il più
+grande avvenimento del giorno. Annunziatele la morte d'un uomo
+illustre... la perdita d'una battaglia... la caduta d'un regno... essa
+non se ne cura, non ascolta, non intende nulla; il suo bambino è
+ammalato, essa attende ansiosamente la visita del medico, e quando esso
+è giunto davanti la culla gli racconta minutamente i più piccoli sintomi
+scoperti e indovinati dalla sua chiaroveggenza e colle pupille intente
+nel volto del dottore ne indaga le intime impressioni, ne scruta il
+pronostico sulla fisonomia, teme d'essere ingannata per pietà, e
+vorrebbe indovinare il futuro.
+
+Le malattie dei bambini!... ecco l'amaro realismo che attossica il dolce
+idillio, ecco il primo scoglio che incontra la felicità coniugale.
+Quante angosce, quanti spasimi che succedono imprevveduti e repentini
+alle delizie della culla!...
+
+Eppure gli stessi dolori servono a serrare sempre più il sacro nodo che
+stringe la famiglia, e ne rende più prezioso il legame. Che cosa resta
+nella sventura se manca il compianto di chi ha divisa la gioia?!...
+
+Nei giorni nefasti, quando la mia Giuseppina cadde ammalata per la
+dentizione e il morbillo, la desolazione aleggiava sulla casa, e la
+nostra vita sembrava sospesa. Agata non abbandonava un minuto la sua
+creatura, nè di giorno nè di notte; beveva appena qualche sorso di brodo
+per sostenersi, e non chiudeva gli occhi oppressi dal sonno che col capo
+appoggiato al capezzale della piccola inferma, svegliandosi al rumore
+d'una mosca. Mia suocera era accorsa ad assisterci e a farci coraggio,
+la Menica aiutava la Rosa, Bitto non lasciava che di rado la camera
+dell'ammalata, ed io avevo perduta la testa, e non servivo che
+d'imbarazzo.
+
+Ogni gemito della bambina ci gettava tutti nell'angoscia, ad un suo
+sorriso i nostri volti si illuminavano come l'orizzonte alla comparsa
+del sole, e quando migliorava sensibilmente, era una gioia universale.
+
+Giuseppina era dotata d'una costituzione robusta; sua madre colle cure
+intelligenti del cuore aiutava potentemente la natura e la scienza, e
+grazie al cielo nostra figlia ci fu conservata, e passate le burrasche
+d'infanzia crebbe in buona salute, acquistando vigore dall'esercizio
+delle membra nell'aria pura ed elastica delle montagne.
+
+Agata la sorvegliava e dirigeva con intelletto d'amore, secondando il
+bisogno costante dei fanciulli di muoversi, di correre e saltellare, ma
+occupandosi in pari tempo dello sviluppo del corpo, della mente e del
+cuore. Non rispondeva mai alle sue domande con quelle erronee asserzioni
+che lasciano nei fanciulli un lievito d'idee false e di pregiudizi. Le
+spiegava ogni cosa con verità e precisione; evitando soltanto ciò che
+sfiora il candore e l'ingenuità giovanile, ma aguzzando il suo
+intelletto, ed alzando il suo pensiero ad elevati concetti; coltivando
+nel suo cuore i sentimenti più nobili, delicati, gentili, che avvezzano
+a pensare agli altri prima che a sè, godendo maggiormente del bene
+operato in favore altrui, che d'un piacere personale. E la bambina
+cresceva sana e affettuosa, forte e sensibile, e con gusti semplici.
+
+Quando muoveva i primi passi ancora incerti, si abbrancava al pelo dello
+schiena di Bitto, e si teneva salda al suo appoggio, ed egli andava
+avanti pian piano, l'aiutava a camminare, mostrandosi altamente compreso
+della sua responsabilità. Bitto fu il primo amico di Giuseppina, e certo
+il più devoto e fedele; compagno inseparabile della sua infanzia, fu in
+pari tempo il suo protettore e la sua vittima. Egli la seguiva dovunque,
+coll'intento evidente di sorvegliare i suoi passi, e guai se un uomo od
+una bestia le bazzicava troppo vicino! egli li avvertiva con un grugnito
+significante, di passare al largo, e nessuno se lo faceva dire due
+volte, nè aveva voglia di scherzare quando il guardiano mostrava i
+denti.
+
+Quando il cane si sdraiava maestosamente sulla soglia, la bambina andava
+a sedergli in grembo, egli si acconciava in semicerchio per riuscire più
+comodo, e talvolta essa, appoggiando la bionda testa ricciuta sul nero
+pelo del suo amico, s'addormentava tranquilla; e non c'era pericolo che
+Bitto si movesse fin che durava quel sonno. Quando essa apriva gli occhi
+egli la guardava con affezione, e se la piccina piangeva, le lambiva il
+viso e le mani per consolarla.
+
+La vita intima e solitaria sprona naturalmente alle confidenze.
+Parlavamo con mia moglie del passato, dei parenti morti, dei giuochi
+d'infanzia, delle prime conoscenze, si voleva che nulla rimanesse
+segreto fra noi. Agata mi raccontò i primi anni della sua vita, passati
+come la nostra Giuseppina fra le carezze dei genitori e i fiori del
+giardino; la sua dolorosa partenza pel collegio di Como, i giuochi colle
+compagne, le amicizie, le gelosie di quel piccolo mondo, i sogni color
+di rosa dell'educanda, il lieto ritorno alla casa paterna, i giorni
+sereni passati accanto alla madre, le occupazioni della vita domestica,
+i piaceri del giardino e dell'orto, i passeggi, le letture, le opere di
+carità verso i poveri e finalmente la mia fatale comparsa.
+
+Pare ch'io portassi meco da Milano una cert'aria che produsse l'effetto
+dei venti alisei sul mare in bonaccia. Io ascoltava con naturale
+soddisfazione le ingenue confessioni dei primi torbidi prodotti dalla
+mia presenza in quell'anima pura. La mia fredda indifferenza ispirandole
+piena fiducia, essa si era abbandonata senza timore, e senza sospetti, a
+studiare il fenomeno interessante della caduta d'un Milanese in
+Valtellina. Ma non si scherza col fuoco, signorine!... ed è certo che
+l'amore intenso che ardeva nel mio petto per la contessa Savina emanava
+un calore latente, che pervenne a scottare il cuore dell'Agata.
+
+Potrei paragonarmi ad una stufa ignara delle sue facoltà.
+
+Da tali confidenze venni anche a scoprire che la simpatia dell'Agata sul
+mio conto fu dapprima combattuta da' suoi parenti, e ritengo per fermo
+che ciò abbia contribuito non poco a sviluppare l'amore successivo,
+perchè le figlie d'Eva conservano sempre una tendenza ereditaria pel
+frutto proibito; perciò avviene sovente che l'opposizione ad un
+matrimonio fa l'effetto del mantice nella fucina: ravviva la fiamma.
+
+Le mie scappatelle offersero validi argomenti ai signori Bruni per farmi
+la guerra, ma l'Agata mi difendeva accusando i perversi compagni che mi
+trascinavano mio malgrado sulla strada del male e così dimostrava senza
+saperlo che i cattivi soggetti sono talvolta più fortunati dei buoni
+anche presso le donne oneste. Ed è naturale: i piatti ghiotti non sono i
+più semplici.
+
+Le dissidenze domestiche rimasero sospese fino al momento della mia
+dichiarazione d'amore, la quale avendo gettato della paglia sul fuoco
+fece divampare un incendio irresistibile. Allora i parenti cedettero
+perchè non siamo più ai tempi dei Capuleti e Montechi; essendo soppressi
+i conventi, Giulietta non trova più il frate Lorenzo che le somministri
+il sonnifero, e i buoni genitori volendo vedere l'unica figlia felice,
+lasciano che sposi il suo Romeo, anche se questi non è che un povero
+maestro rurale.
+
+D'altronde le idee dell'Agata erano assai modeste. Essa non aveva che un
+solo desiderio: trovare un marito che non fosse un piffero di montagna,
+e vivere vicino ai genitori, nel villaggio ove era nata, occupandosi del
+suo compagno, dei figli, coltivando i fiori, allevando degli animali, e
+rendendo tutti felici, uomini e bestie. Era convinta che non occorre
+cercar la felicità da lontano, che sta dentro di noi, e che da per tutto
+le buone mogli fanno i buoni mariti, e viceversa.
+
+Non faccio per vantarmi, ma essa poteva dire di aver guadagnato al
+lotto, sposando un galantuomo, che in fine dei conti non era nè un
+allocco nè un povero, essendo milanese e nipote d'un zio canonico.
+
+Io pure alla mia volta le feci le mie confidenze esplicite, franche ed
+ingenue, senza restrizioni mentali. Le raccontai per filo e per segno il
+mio amore petrarchesco per la contessa Savina, muto ma profondo come il
+silenzio, e condensato come l'acqua bollente nelle caldaie a vapore;
+alimentato dalla fiamma di due occhi più vivaci del sole. E non le
+tacqui le mie ridicole illusioni intorno all'amore e alla gloria, nè le
+feci mistero del mazzetto di fiori raccolto e del bacio respinto, e le
+narrai fedelmente le mie follie, le lagrime versate, le ansietà e le
+speranze, i disinganni e i dolori che furono le conseguenze di questo
+errore giovanile.
+
+Agata mi ascoltava attentamente richiedendomi sempre nuovi particolari,
+e obbligandomi di disotterrare le minuzie insignificanti che stavano
+sepolte nella mia mente sotto la motta degli anni. Poi si arrestava a
+considerare tutti i motivi che potevano aver spinto la contessa Savina a
+raccogliere il mio mazzolino di fiori, a mostrarsene soddisfatta, e poi
+a non corrispondere al mio bacio. Analizzava con sottili argomenti il
+cuore della fanciulla, e volendo giudicarla dai risultati, conchiudeva
+accusandola di leggerezza, d'ambizione, di civetteria. Tale giudizio
+sembrandomi ingiusto, la difendevo, forse con troppo calore, e allora
+l'Agata mi guardava fisso e impallidiva... e io tacevo.
+
+Talvolta voleva una esatta descrizione della persona e delle vesti, e
+doveva spiegarle come era pettinata, quali fossero i suoi gioielli e i
+colori preferiti, e tutto questo mi faceva ripensare a molte cose
+dimenticate, e in fine si soffriva tutti e due.
+
+Ero quasi pentito d'aver toccato un tasto doloroso; forse commettevo
+un'imprudenza scoprendo una mina che non aveva scoppiato, ma mi sembrava
+un dovere di coscienza non aver segreti per mia moglie, alla quale avevo
+oramai dedicata tutta intiera la vita.
+
+Siccome il cielo non può rimanere sempre sereno, ed anche nei climi
+migliori si vedono delle nuvole, così la più onesta e felice esistenza
+ha i suoi giorni burrascosi. La gelosia venne a intorbidare la nostra
+pace, una gelosia retrospettiva, la peggiore di tutte; e perchè è
+impossibile annullare il passato, e siccome è una passione cieca, che si
+pasce di vani fantasmi, che si adombra del vuoto, così la ragione non
+basta a calmarla, nè a premunirci contro le uggiose sorprese di questa
+strega, che rode sè stessa e rende ingiusti e cattivi. Erano piccoli
+attacchi, ma essendo immeritati, irritavano il mio carattere onesto, mi
+toglievano la pace, e mi mettevano di pessimo umore.
+
+Agata, prendendo nelle braccia la nostra bimba, mi diceva:
+
+--Ti pare che rassomigli alla tua contessa?
+
+La mia contessa!... questa parola mi urtava i nervi, e rispondevo con
+troppa vivacità, o con sdegnosa ironia.
+
+--Ecco!...--essa continuava,--non si può parlare di lei senza metterti
+in agitazione.
+
+--Ma non è perchè mi parli di lei, che mi fai dispetto, sibbene perchè
+ne parli come non hai diritto!...
+
+--Scusami se manco di rispetto... ad una civettuola.
+
+Io prendevo il cappello e fuggivo, coll'intenzione di lasciarla sola un
+paio d'ore per infliggerle una punizione e tenerla nell'inquietudine...
+ma dieci minuti dopo tornavo indietro per darle un bacio e la trovavo
+cogli occhi rossi.
+
+--Ma, santo Dio!... che cosa hai adesso?... Che cosa vai sognando per
+intorbidare la nostra vita onesta e tranquilla?... Grazie al cielo
+nessun dolore ci opprime, nessuna pena ci affanna, e tu vai cercando il
+pelo nell'uovo!... Che cosa hai bisogno di andare a pescare in un
+passato remoto... che è scomparso per sempre!...
+
+--Per sempre!...--essa riprendeva,--chi ti assicura per sempre!... Puoi
+tu conoscere quello che ci riserva l'avvenire?... Ho sempre udito dire
+che il fuoco più pericoloso è quello che cova sotto la cenere... la
+contessa è ancora giovane... e poi che può fare l'età?... gli anni
+passano egualmente per l'uno e per l'altro, e così si resta eguali. Le
+passioni più violente non sono le prime, ma le ultime... se poi sono le
+prime, riprese dopo un desiderio infinito, allora ti voglio!...
+
+--Ti prego in grazia, lasciami tranquillo; sei ingiusta e un po' troppo
+caparbia!... non rispetti la mia onestà... e nemmeno l'evidenza... noi
+siamo in Valtellina, e la contessa è a Milano... o forse altrove.
+
+--Le montagne stanno ferme, ma gli uomini camminano.
+
+--Insomma non mi seccare... e basta.
+
+Essa abbassava il capo e taceva, ma si sentiva nella stanza la
+temperatura della Siberia; io non mi potevo rassegnare, e saltava su
+nuovamente.
+
+--Dimmi, Agata... tu hai dunque perduto la stima di tuo marito?
+
+--No... ma...
+
+--Ma che cosa?
+
+--Che so io?... ho sempre un pensiero molesto che mi tormenta, e che
+cerco invano di soffocare... o almeno di rinchiudere in me sola....
+
+--Qual è questo maledetto pensiero!
+
+--Penso a quel bacio!...
+
+--Ebbene quel bacio... che cosa significa quel bacio?... Allora io non
+ti conoscevo, non avevo ancora vent'anni, ero un ragazzo senza testa...
+ma libero delle mie azioni... ti ho confessato che ero innamorato...
+come tutti i giovani della mia età... e non mi pare d'aver perpetrato un
+delitto... irreparabile per aver mandato un bacio ad una ragazza... a
+venti e più metri di distanza!... e che essa non ha nemmeno
+restituito!...
+
+--Si vede che te ne dispiace ancora!...
+
+--Invece ti giuro che adesso non me ne importa affatto!
+
+--Essa forse non pensa così!... e vorrà pagare il suo debito!
+
+Per non cadere in escandescenza io fuggivo precipitosamente, chiudendo
+le porte con violenza, e correvo attraverso i prati decapitando col mio
+bastoncello tutti i fiori che alzavano la testa sugli altri e
+maledicendo la sorte, il passato, il presente, ed avrei mandato a rotoli
+il mondo.
+
+--Come mai!...--io dicevo fra me,--come mai!... un marito fedele... una
+moglie virtuosa, con una bimba diletta!... che si adorano, vivono
+onestamente, non hanno disgrazie, e non possono essere felici!... Che
+diavolo! il mondo è dunque una trappola, dove si trovano dei sorci
+arrabbiati che si divorano fra loro?... ma l'onestà non è dunque altro
+che un infame chiappoleria per ingannare i babbei!... e mandava
+sospironi che minacciavano di convertirsi in bestemmie....
+
+E meditando sul mio caso speciale io ritornava su quel misero bacio, un
+bacio in aria, una puerilità, una bolla di sapone, scoppiata da tanti
+anni! e quella inezia aveva la forza di farmi infelice! ma perchè?...
+perchè mia moglie mi amava talmente, che era gelosa perfino del
+passato!... Dunque era l'eccesso della mia felicità che mi rendeva
+infelice! era la dolce sorgente d'amore che avvelenava i miei giorni,
+era il miele che mi sembrava sì amaro!... era per un bacio e in mezzo a
+due amori che io mi struggevo d'odio contro la vita!...
+
+I paradossi mi riconducevano al domicilio coniugale, rassegnato a vivere
+o a morire, secondo il destino.
+
+Non ho potuto mai sopportare lungamente i musi lunghi, ho sempre
+preferito l'odio al rancore, la morte ai tormenti; perciò dopo le lotte
+fui sempre il primo a presentare i preliminari di pace, e siccome
+l'avversario aveva quasi sempre consumate le munizioni e bruciate tutte
+le polveri, così si andava presto d'accordo. A poco a poco il barometro
+segnava il sereno, ed il termometro indicava una temperatura più calda.
+
+Ma le vicissitudini dell'atmosfera e i quarti di luna esercitano
+realmente una costante influenza sul carattere della donna: e mi era
+impossibile di realizzare sotto al piccolo tetto domestico la felicità
+della pace perpetua, sognata da certi filosofi per l'umanità tutta
+intiera.
+
+Un nonnulla dava soggetto talvolta alle nostre beghe; uno scherzo
+degenerava in alterco, o finiva in considerazioni melanconiche.
+
+Un giorno, passeggiando in giardino, l'Agata venne a posarmi un fiore
+nell'occhiello dell'abito. La ringraziai con un bacio sulla fronte, ed
+essa mi disse:
+
+--Te lo pongo a credito... ma a condizione che se l'altra paga, io
+sospendo i pagamenti.
+
+--Che cosa vuoi che paghi?...--io risposi con qualche
+impazienza,--nessuna donna ha debiti verso di me.
+
+--Sta zitto!...--riprese,--non negare almeno che sei in credito d'un
+bacio!...
+
+--È una strana pretesa davvero,--io soggiunsi,--la tua gelosia ti
+esagera di molto il diritto degli innamorati. Essi non tengono conto nè
+scrittura doppia dei crediti e dei debiti delle loro passioni, nè
+possono esigere la liquidazione di partite abbandonate da un pezzo.
+
+--Eppure scommetto cento contro uno che la contessa desidera pagarti il
+suo debito.
+
+--Prima di tutto questo è un oltraggio che offende gratuitamente una
+persona onesta, ma è il solito della gelosia. In secondo luogo ti ripeto
+per la millesima volta che la contessa non ha verun debito verso di
+me... io non le ho fatto cambiali, e se un bacio è una cambiale, essa
+non l'ha pagata alla scadenza, io non le ho fatto in tempo il protesto,
+e quindi non ho più diritto all'esazione. Metti che sia fallita, e
+finiamola.
+
+--Io conosco dei falliti galantuomini,--essa riprese,--che sono andati a
+far fortuna in America, e al loro ritorno hanno soddisfatto interamente
+ai loro impegni.
+
+--Consolati, sono casi tanto rari,--io le risposi,--che non hai nulla a
+temere.
+
+Ed essa di rimando:
+
+--Ciò che è raro non è impossibile!...--e dopo una lunga pausa, quando
+io sperava che fosse caduto il discorso, essa esalò un profondo sospiro
+e riprese:--le donne hanno una seconda vista e presentimenti che non
+fallano. Io sento dentro di me che un giorno tu riceverai un bacio dalla
+contessa Savina!...
+
+--No... no... mille volte no, nè essa vorrebbe darmelo, nè io vorrei
+riceverlo; i nostri cuori vennero separati per sempre, noi non siamo più
+liberi, siamo onesti, abbiamo figli e famiglia che non vorremmo tradire,
+e sante affezioni che c'impongono dei doveri....
+
+--I doveri cedono sovente alle passioni... che sono più forti della
+volontà. Verrà un giorno!...--e qui alzava il braccio in aria fatidica,
+quando io le chiusi la bocca con una mano, e con l'altra arrestai il
+gesto minaccioso, dicendole:
+
+--Basta così... Agata, tu metti troppo a cimento la mia pazienza, e la
+tua ostinazione nelle accuse ingiuste e irritanti potrebbe condurci
+nostro malgrado a ciò che vogliamo e dobbiamo fuggire!... basta così.
+
+La nostra bambina col suo celeste sorriso comparve tra i fiori, come un
+angelo disceso dal cielo a calmare le nostre anime, raddolcite
+dall'amore... e amareggiate dalla gelosia.
+
+
+
+
+XXII.
+
+
+Così fra il dolce e l'amaro, coi quali si compone la vita, passavano gli
+anni, e la nostra bimba era diventata una bella ragazzina, sapeva
+leggere, scrivere e far conti. Sua madre ed io andavamo a gara
+nell'istruirla, ma il pensiero di completare la sua educazione ci
+preoccupava gravemente. Non essendo possibile conservarla al villaggio
+ove mancano tutti i maestri, ci venne l'idea di collocarla nel collegio
+di Como, ove sua madre era stata educata con ottimo risultato. Mio
+suocero scrisse in proposito ad un suo corrispondente per nuove
+informazioni, e gli fu risposto che, essendo morta la vecchia
+direttrice, il collegio era caduto in discredito. Non bisognava più
+pensarci. Allora scrissi a mio zio canonico, il quale ci propose subito
+un eccellente istituto di Milano, diretto da una donna di molto senno e
+gran cuore. Di più egli si profferiva cordialmente di visitare spesso la
+fanciulla e di renderci esatto conto della sua salute e de' suoi
+progressi, e questo era per noi un argomento di gran valore. Ma l'idea
+d'una separazione ci spaventava: la Giuseppina era la nostra delizia, e
+si temeva che la vita rinchiusa la facesse ammalare. Essa era avvezza
+all'aria libera, e manifestava un continuo bisogno di agreste libertà.
+Nel breve tempo delle sue lezioni stava seduta per forza, e appena
+finito il còmpito correva dietro alle farfalle, seguita da Bitto, e
+spariva su per le colline, cantando allegramente le sue canzoni. Poi
+ritornava a casa ansante colle braccia piene di erbe e di fiori odorosi
+raccolti sui poggi. Sua madre la sgridava, essa rispondeva con baci che
+rasserenavano il volto materno. Ella era l'amore dei parenti, l'amica
+dei fanciulli, la provvidenza dei poveri, la vaghezza del villaggio. Il
+pensiero di allontanarla era sentito da tutti come una privazione
+comune. Tuttavia bisognava pensarci seriamente, aveva raggiunto i dieci
+anni e la sua bella intelligenza meritava un'accurata coltura; il nostro
+affetto era troppo indulgente, mancava dell'energia necessaria ad
+imbrigliare la sua eccessiva vivacità. L'interesse della nostra creatura
+c'imponeva il sacrifizio del cuore, e quindi si discusse lungamente la
+proposta dello zio. La troppa distanza dalla Valtellina veniva
+compensata dal valore dell'istituto, e dall'affettuosa oculatezza d'un
+parente di nostra piena fiducia. Ci siamo dunque decisi per Milano, e
+prese le opportune disposizioni, venne fissato il principio di novembre
+per condurla in collegio.
+
+L'Agata ed io dovevamo accompagnarla, quando negli ultimi giorni
+d'ottobre mio suocero cadde gravemente ammalato. Avevamo deciso di
+ritardar la partenza, ma mio zio ci scriveva lettere sopra lettere,
+eccitandomi all'esattezza, osservando che la direttrice non intendeva
+transigere sui regolamenti del collegio, perchè la regolarità
+dell'istruzione non permetteva di ammettere nuove educande, oltrepassata
+la metà del novembre.
+
+Il termine si avvicinava, e la malattia di mio suocero si andava
+aggravando; esso non gradiva che le cure della moglie e della figlia, la
+quale non poteva abbandonarlo. Bisognava dunque che io solo
+accompagnassi la Giuseppina a Milano; necessità non ha legge.
+
+Una tale prospettiva conturbò fortemente il mio spirito, mettendomi in
+seria apprensione per le noie che mi sarebbero cagionate dalla gelosia
+di mia moglie. Infatti non m'ingannavo, ed essa incominciò colle solite
+insinuazioni a manifestarmi i più atroci sospetti. Che fare?... Io
+rinunziava di buon grado a tal viaggio. Agata lottava fra il desiderio
+di rimandarlo all'anno venturo, e il timore di privare sua figlia della
+necessaria istruzione; ma l'età della fanciulla esigeva una sorveglianza
+resa sempre più difficile dalla necessità che legava mia moglie al letto
+del padre infermo. Mio zio c'insinuava il sospetto che, oltrepassata
+l'età normale, nostra figlia non sarebbe più ammessa in collegio; ella
+stessa desiderava compiere il suo destino e dedicarsi interamente allo
+studio: perciò dopo mature considerazioni, secondando anche l'opinione
+espressa dai miei suoceri, venne finalmente deciso che la Giuseppina
+entrasse in collegio, e che io solo andassi ad accompagnarla. Mi dovetti
+rassegnare; ma qualche giorno prima della partenza i sospetti di mia
+moglie si accrebbero in modo tale da farmi perdere la pazienza.
+Tempestai pieno di sdegno per così insana ingiustizia: le parole che mi
+sfuggirono dall'irritazione della collera la persuasero maggiormente
+ch'io avessi cessato d'amarla, la mia indignazione per tale assurdità la
+riconfermava nel suo giudizio. Essa era profondamente convinta che la
+contessa Savina mi amasse ancora, e che io non saprei resistere alla
+minima seduzione; il mio racconto, troppo ingenuo e imprudente, l'aveva
+persuasa che quell'amore non fosse che semplicemente sospeso in causa di
+forze contrarie, come una pianta che ritarda la sua fioritura a motivo
+delle brine d'una primavera tardiva, ma che schiuderà i suoi bottoni
+nella stagione più avanzata, e non avrà minore profumo per aver
+sbocciato più tardi, sotto l'influsso d'una temperatura elevata. Essa mi
+sosteneva che il primo amore è il solo vero, sincero, durevole; lo
+diceva per prova, non avendo essa amato che me solo.
+
+--Tu dunque non ammetti secondi amori?...--io le chiedeva.
+
+--No...--mi rispondeva sospirando,--non sono che ripieghi....
+
+--Allora perchè mi hai sposato?
+
+--È stata forse una follìa... prodotta anche questa dal primo amore che
+ne fa tante!... forse sarà una disgrazia... perchè ti dichiaro che io
+non sono donna da sopravvivere a un tradimento!... pensaci bene!...
+
+--Non hai dunque fiducia nella mia affezione... nel mio onore... nella
+mia onestà?...
+
+--Tutte parole... che svaporano al soffio delle passioni!... più forti
+della volontà... specialmente per certi uomini... troppo leggieri!...
+
+--Ma che cosa puoi dire sul mio conto?
+
+E qui saltava fuori la storia della mugnaia!...
+
+--Ebbene, manda la bimba con chi vuoi, ma io non parto.
+
+Allora nuove scene, perchè diceva che tradivo la mia debolezza, e non mi
+sentivo abbastanza forte per affrontare il pericolo!
+
+--Ebbene... partirò!...
+
+Allora le pareva sicuro che il mio soggiorno a Milano avrebbe servito a
+rannodare il passato al presente. Diceva che se la contessa ed io
+avevamo perduta l'ingenuità e la freschezza giovanile, avevamo
+d'altronde guadagnato in esperienza e coraggio, che la donna doveva aver
+deplorata la soverchia timidità della fanciulla, e che certamente
+aspettava la prima occasione favorevole per rifarsi. Infatti io potevo
+contare di sicuro per questa volta sul bacio della contessa Savina!
+
+Io sentivo invece dentro di me il profondo convincimento che mia moglie
+aveva torto, che la mia coscienza era forte della sua onestà, e quindi
+quegl'ingiusti pronostici mi accendevano di sdegno; accusavo l'Agata di
+essere un'ingrata, visionaria, e taccagna!... ma invece di calmarla,
+l'esasperava... e si passavano notti d'inferno!...
+
+E mentre forse molti bricconi dormivano in pace, noi, onesti entrambi,
+legati da un'affezione leale, sincera, scambievole, con una cara bambina
+che cementava la nostra unione, noi eravamo agitati da fiere burrasche,
+infelici senza giusto motivo e senza colpa! A furia di giuramenti sulla
+medaglia di mia madre, sulla vita della mia bambina, giunsi finalmente a
+moderare la sua fantasia, e ad assicurare alquanto il suo cuore.
+Vedendola, se non più ragionevole, almeno più rassegnata, aggiunsi tutti
+quegli argomenti che militavano in mio favore; e il più importante di
+tutti era questo: la contessa Savina aveva un marito, essa lo aveva
+seguito al domicilio coniugale, in conseguenza non dimorava più in casa
+Brisnago, ed io non sarei certo andato a cercarla davanti al palazzo di
+Montegaldo, che non sapevo nemmeno dove fosse. Di più non mi sarei
+fermato a Milano che il tempo necessario per completare il corredo della
+bambina in collegio: e sarei ritornato subito a casa, sperando di
+trovarla più ragionevole, altrimenti malgrado la mia sincera affezione,
+e tutta la sua, mi sarei gettato nel lago con una pietra al collo per
+finire una vita sciocca, insopportabile e immeritata. Ed essa di rimando
+con nuove spiegazioni, accompagnate da lagrime e singhiozzi, mi
+dichiarava il suo affetto profondo, del quale pretendeva che le sue
+inquietudini dovessero essere la prova più convincente.
+
+--Grazie tante!--io rispondeva,--se queste scene sono prove d'amore,
+preferisco l'odio che mi assicura la pace.
+
+Ed era davvero l'amore d'una moglie riamata che pesava sulle mie spalle,
+come peserebbe un carico di miele.
+
+Giunse anche il giorno della partenza. Il povero nonno, accasciato dalla
+malattia nel suo letto di sofferenze, non poteva lasciarci partire, e si
+teneva la bimba stretta per mano, quasi avesse timore che le sfuggisse
+per sempre; voleva ancora un altro bacio, poi un altro, e ancora un
+saluto, e una carezza sui capelli, poi non potendo più reggere
+all'angoscia ricadde sull'origliere con un singhiozzo... e ci lasciò
+andare.
+
+La nonna ci accompagnò in anticamera, ma sentendosi soffocare
+dall'emozione, baciò più volte la Giuseppina, la strinse al seno
+teneramente, e ritornò presso il malato. L'Agata aveva dimenticato i
+pericoli del marito per occuparsi intieramente della figlia che stava
+per lasciare. Quella separazione lacerava crudelmente il suo cuore,
+eppure si forzava di dissimulare il dolore per non aggravare quello
+della sua creatura, già troppo intenso. Sono momenti terribili, e chi si
+trova in condizioni tali da poterli evitare, fa benissimo a tenersi le
+figlie vicine, educandole in casa sotto la sorveglianza materna. In
+quanto poi a quelle madri che senza assoluta necessità mettono le loro
+figlie in collegio, per sollevarsi da un peso importuno, fanno ancora
+meglio; le figlie non possono che guadagnare nel cambio.
+
+Dopo ripetute raccomandazioni, baci, amplessi e sospiri, l'Agata ci
+accompagnò sulla porta, e saliti nella vettura che ci aspettava da un
+pezzo siamo partiti, mentre tutti ci mandavano i più cordiali saluti coi
+cenni delle mani, e coi fazzoletti spiegati.
+
+La gioventù si rassegna più facilmente dell'età matura, e l'aspetto dei
+paesaggi pittoreschi della Valtellina, e poi il panorama incantevole del
+lago di Como valsero a calmare nella bambina l'affanno provato per
+lasciare la madre, i nonni e il villaggio, e a distrarla dai suoi
+dolorosi pensieri.
+
+Appoggiati al parapetto del battello a vapore, io le indicava i più bei
+siti delle due sponde, i paeselli pittoreschi e le splendide ville, e le
+facevo osservare col cannocchiale le note cime dei nostri monti lontani,
+già spruzzati del primo nevischio.
+
+È cosa piacevole assai servire di guida ai fanciulli nelle loro prime
+escursioni, e specialmente ai propri figli; l'assistere alle continue
+sorprese che li colpisce, il rispondere alle ingenue domande,
+l'osservare l'intensità della loro ammirazione.
+
+Alcuni viaggiatori stranieri, che entravano per la prima volta in
+Italia, arrestarono i loro sguardi con viva simpatia e somma benevolenza
+sulla vispa e svegliata ragazzina italiana, che davanti le opere
+stupende della natura e dell'arte manifestava tanto entusiasmo, con
+precoce intelletto del bello. Ed io andava superbo e soddisfatto che il
+primo successo di mia figlia facesse onore alla patria.
+
+Giunti a Como, la condussi a visitare la città, poi ci siamo rimessi
+subito in viaggio. Quando vidi da lontano l'aguglia maggiore del Duomo
+di Milano, sentii dentro di me un rimescolamento di gioia e di paura.
+Godeva di rivedere alfine il mio paese, e mi pareva d'essere minacciato
+da un pericolo imminente. Erano circa dodici anni che non entravo nella
+diletta città, impedito dapprima da mio zio, poi da mia moglie,
+sospettando entrambi che io volessi scalare il cielo di nuovo. La mia
+insania giovanile li spaventava ancora, e per avere osato, come
+Prometeo, alzare gli occhi al fuoco celeste, ero condannato in perpetuo
+a restare incatenato ad un monte, e dilaniato il cuore da un avoltoio
+col becco a due mascelle taglienti: l'amore e la gelosia.
+
+Entrammo in Milano sulla sera, quando i fattorini del gas accendevano i
+fanali. Il rumore delle carrozze, il movimento animato delle vie, lo
+splendore dei magazzini, l'eleganza delle donne, il suono degli
+organetti, mi allucinavano lo spirito. Mi pareva di destarmi da un lungo
+sonno, nel quale avessi sognato un matrimonio fra i monti e conosciuto
+dei personaggi fantastici, bizzarri, impossibili. La vettura ci
+trascinava attraverso quelle vie che mi ricordavano la gioventù e
+l'amore. Ogni signora che attraversava la strada mi sembrava la contessa
+Savina.... Le interpellanze di mia figlia mi richiamarono alla realtà,
+essa mi manifestava la sua ammirazione per quello spettacolo nuovo per
+lei, per quelle belle vie larghe e pulite, per quell'elegante brulichìo
+di gente ammodo, così diversa dai rustici montanari del villaggio.
+
+Alfine giungemmo alla porta della casa di mio zio, e suonando il
+campanello, non potea frenare la mia curiosità, e diedi un'occhiata in
+isbieco al palazzo Brisnago. Tutte le gelosie erano chiuse.
+
+Al suono della mia voce, Veronica mi corse incontro precipitosa, seguita
+da mio zio che mi aperse le braccia, fra le quali gettai la mia
+Giuseppina, che esso strinse al seno teneramente. Salite le scale, mi
+ricomparvero dinanzi quelle stanze piene di ricordi giovanili, riconobbi
+l'odore speciale di quei luoghi poco ventilati; quei mobili, quei quadri
+mi facevano l'effetto d'antiche conoscenze che sorridessero al mio
+ritorno. La Veronica non si saziava di contemplare la bambina e di
+accarezzarla:
+
+--Come è bella... e grande...--essa ripeteva;--mi pare proprio
+impossibile che sia vostra figlia!
+
+Mio zio mi chiedeva conto dell'Agata, della suocera, della malattia del
+signor Nicola, del parroco, del dottore, e di tutte le sue conoscenze.
+
+La cena ci venne servita nel solito tinello, ove il canonico, durante il
+pranzo, soleva in altri tempi chiedermi conto de' miei studi pedagogici
+e delle mie occupazioni del giorno, quando io gli rispondeva di
+straforo, non potendo parlargli nè dell'amore, nè della tragedia. Dopo
+alcune ore di ciarle, di domande, risposte ed esclamazioni, ci siamo
+alzati da sedere per andare a letto. Mio zio si ritirò nella sua stanza,
+augurandoci un buon riposo.
+
+Veronica mi annunziò che condurrebbe la Giuseppina nella bella camera
+vicina alla sua, e mettendomi in mano il lume acceso, mi disse:
+
+--Voi non avete bisogno che v'insegni la vostra camera; felice notte,
+Daniele, dormite bene.
+
+Diedi un bacio alla bimba, e ripetendo gli augurii di buona notte, mi
+ritirai alla mia volta.
+
+Era nella modesta ma cara cameretta dello studente ch'io rientrava
+finalmente dopo lunga assenza, quando i varii casi della vita avevano
+fissato il mio destino in modo impreveduto. Chiusi la porta e m'arrestai
+alquanto sulla soglia, contemplando con mesto raccoglimento quell'asilo
+ove s'era ricoverata la mia gioventù; quella serra calda ove avevano
+fiorito i pensieri della mia primavera; poi ne feci il giro lentamente,
+come i divoti nei luoghi santi, guardando attentamente quelle pareti
+ch'io conosceva perfino nei minuti rilievi e nelle minime anfrattuosità,
+come un monaco la sua cella, come un prigioniero il suo carcere; e ne
+scoprivo ancora i segni tracciati colla matita, e gli spruzzi delle
+penne; indi osservai con pari interesse il letticciuolo de' miei sogni
+giovanili, il canapè dei sospiri, delle lagrime, delle illusioni, il
+tavolino di studio sul quale scartabellai tante carte, raccolsi tanti
+concetti, formulai tante idee, e ne riconobbi ancora le macchie
+d'inchiostro, rammentandomi gli accidenti che le produssero.
+
+Sedetti e meditai lungamente, e ripensando al passato dimenticavo il
+presente, e gli oggetti che mi stavano sotto gli occhi mi facevano
+scomparire i lontani: la distanza offuscava la vista come la nebbia.
+
+In Valtellina mi pareva di veder Milano nascosto dietro i monti, i
+laghi, le campagne, lontano, lontano, nell'ombre semibuie del vespero.
+Nella mia cameretta di Milano la Valtellina mi compariva alla sua volta
+sfumata in un'atmosfera brumale, come una catena di montagne grigie che
+si confondono colle nuvole in fondo d'un quadro.
+
+Quei muri, quei mobili, quella finestra mi parlavano come amici da lungo
+tempo abbandonati, io stavo ascoltandoli con religiosa attenzione.
+
+Rivivendo nel passato si vive due volte, e la natura ci spinge con
+istinto irresistibile a raddoppiare la vita.
+
+Quando la stanchezza eccessiva ed il sonno persistente mi chiudevano le
+pupille mi coricai, e dormii profondamente, ma la luce del crepuscolo
+entrando per gl'interstizii delle gelosie mi trovò desto. Balzai dal
+letto, mi vestii, ed aperta la finestra aspirai avidamente le brezze
+mattinali.
+
+Il palazzo Brisnago era sempre chiuso, le piante del giardino erano
+cresciute: tanto meglio! potevo guardare francamente senza scrupoli. La
+finestra e il giardino mi rammentavano naturalmente il mazzetto raccolto
+e il bacio respinto, ma mi dicevano in pari tempo: tutto è finito!...
+
+E chiedevo a me stesso: Chi sa in qual angolo di Milano sarà collocato
+il palazzo Montegaldo?...
+
+Sarebbe bene che lo sapessi, per evitare quella via, e non offrire il
+minimo pretesto di sospetti al mio ritorno.
+
+L'Agata mi chiederà subito:--l'hai veduta?...--ed io potrò
+rispondere:--non solo non l'ho veduta, ma non sono nemmeno passato
+davanti la sua casa.... No... no... non devo dire così... io devo
+ignorare la sua dimora. Non potrei mai persuadere l'Agata d'aver
+ricercato la località del palazzo Montegaldo per evitarlo. Nel dubbio,
+la gelosia preferisce sempre di credere al peggio; la gelosia ha bisogno
+di tormentarsi, e quando non trova motivi di farlo, li crea. Essa non
+crede a nulla che possa calmarla, e presta fede a tutto quello che può
+sconvolgerla; essa costringe gli onesti a farsi ipocriti per dissimulare
+il vero... il quale viene spesso interpretato a rovescio!... quale
+fatalità!...
+
+E se mio malgrado incontrassi la contessa per via?... Spero che non mi
+toccherà questa tentazione!... Milano è grande, ed io posso evitare
+benissimo i luoghi frequentati dalle signore.
+
+Però quel palazzo chiuso mi rattristava. I vecchi saranno tutti morti!
+io pensava, i mobili dispersi, le stanze nude e deserte.
+
+Divagavo in questi pensieri, quando lo scricchiolare d'una gelosia mi
+fece alzare la testa. Una finestra al terzo piano del palazzo si apriva
+lentamente:--C'è un guardiano... dissi fra me. Le gelosie rimasero
+semichiuse durante una mezz'ora, poi vennero spalancate d'un tratto, ed
+una donna vestita di bianco apparve davanti i miei occhi... era la
+contessa Savina!...
+
+A prima vista non la conobbi: la ragazza s'era fatta donna, al fiore era
+succeduto il frutto. Era bella d'un'altra bellezza. I lineamenti avevano
+acquistato un carattere deciso, lo sguardo s'era fatto più grave e
+melanconico, le forme s'erano arrotondate, e un certo abbandono della
+persona indicava la fatica di pensieri dolorosi.
+
+Appena aperte le imposte, la contessa si arrestò un istante come
+attonita a guardarmi, forse al pari di me stupefatta dalla sorpresa, e
+dubbiosa della scoperta. Poi mi parve, da una contrazione quasi
+impercettibile del volto, che mi avesse riconosciuto: chiuse le
+invetriate e si ritirò lentamente. Io rientrai, caddi sul canapè,
+sopraffatto da confuse emozioni, nelle quali però dominava una strana
+paura... paura di quel fantasma che mi perseguitava con implacabile
+fatalità... paura di me stesso... paura di nuovi tormenti, di nuove noie
+sotto al tetto domestico. Avrei voluto fuggire ogni pericolo, sottrarmi
+alla sorte che si ostinava a rendermi vittima di nuove complicazioni,
+allontanarmi subito da quella malìa che si faceva giuoco della fermezza
+delle mie buone intenzioni... ma come avrei potuto partire?...
+Impossibile! bisognava abbassare il capo davanti il destino e
+lottare!...
+
+Allora mi spiegavo il motivo della desolazione eccessiva dimostrata da
+mio zio per la malattia di mio suocero!... egli rimaneva deluso nella
+speranza che venissi a Milano con mia moglie. Tuttavia, vedendomi al
+fianco la Giuseppina, mi pareva più fiducioso del solito. Divagavo nelle
+smanie della mia posizione imbarazzante, quando la Veronica entrò nella
+stanza. Non era in caso d'aspettare lungamente la spiegazione di tanti
+misteri, e le dissi subito senza esitare:
+
+--Ditemi francamente, Veronica, qual è il motivo per cui la contessa
+Savina di Montegaldo si trova nel palazzo Brisnago?
+
+--Come?... non sapete nulla?
+
+--Non so nulla....
+
+--Il conte di Montegaldo è morto, or son tre anni, coperto di debiti. La
+contessa ha dovuto vendere il palazzo del marito per soddisfare agli
+impegni che egli aveva incontrati co' suoi vizii... ed essa è ritornata
+a casa sua.
+
+--La contessa è vedova?...
+
+--Vedova... e la credo meno infelice di quando viveva il marito, che
+gliene ha fatte passare d'ogni sorta! Figuratevi... un giuocatore... un
+donnaiuolo.... un dissipatore.... insomma uno scapestrato!...
+
+--Ma... e perchè l'aveva essa sposato?...
+
+--Sapete bene, i signori!... l'ha sposato senza conoscerlo... imposto
+dai genitori, perchè dicevano ch'era d'antico casato... un bel nome
+insomma... e lo credevano ricco... e lo sarebbe stato senza i suoi
+vizi....
+
+--La contessa fu dunque infelice?
+
+--Infelicissima... e già pochi mesi dopo le nozze si parlava di
+divorzio... poi venne alla luce il figliuolo....
+
+--Ah sì!... il giudice conciliatore!
+
+--Che cosa dite?
+
+--Dico che questo rampollo fece le veci d'un giudice conciliatore, e
+ricongiunse il marito alla moglie....
+
+--Come il galeotto al suo compagno di catena,--soggiunse Veronica,
+alzando le spalle con aria sprezzante.--Bene o male rimasero legati per
+riguardi di famiglia, fino alla morte.
+
+--E il figliuolo è con lei?
+
+--È la consolazione della madre; un buon ragazzo!... La contessa gli
+darà un'educazione che lo tenga lontano dalle abitudini paterne... e ne
+farà un uomo onesto.
+
+--Che il cielo l'aiuti!...--io risposi.
+
+E la Veronica si mise a parlarmi di mia moglie, del suo desiderio di
+conoscerla, e non finiva mai di farmi gli elogi della bambina. Io la
+ringraziai della sua costante affezione e dei regalucci che non mancava
+di mandarmi ogni anno cogliendo l'occasione del viaggio dello zio quando
+recavasi ai bagni, ed ella, per sottrarsi alla dimostrazione della mia
+gratitudine, si ritirò, col pretesto d'apparecchiare la colazione.
+
+Rimasto solo, incominciai a rimuginare le cose udite, considerando gli
+effetti fatali d'una inclinazione giovanile, che, quantunque soffocata
+in germe, continuava a far sentire il suo influsso sulla esistenza di
+due persone. E mi proposi d'evitare con ogni cura un simile destino a
+mia figlia chiudendola per tempo in collegio, e riservandomi a
+sorvegliarla attentamente al suo ritorno in famiglia. Intanto doveva
+pensare a sorvegliare seriamente me stesso, per evitare, non pericoli
+impossibili, ma le occasioni più innocenti che potessero offrire il
+benchè minimo pretesto alla cieca gelosia di mia moglie. E pensavo con
+raccapriccio a quel momento terribile nel quale sarei costretto di
+raccontarle la impreveduta ricomparsa della contessa Savina davanti la
+famosa finestra!
+
+La infelicità del suo matrimonio verrà attribuita certamente alla sua
+inclinazione per me, la sua vedovanza le darà indizio d'imminente
+pericolo, il suo ritorno alla casa paterna verrà interpretato come
+un'insidia, la sua innocente ricomparsa come un tentativo di seduzione.
+E troverà le prove evidenti di tutto!... Se le racconto questi fatti,
+dirà che non posso tacere nemmeno con lei di ciò che mi trabocca dal
+cuore; se non gliene parlo, quando li sentirà raccontare dagli altri,
+dirà che il mio silenzio rivela la colpa!...
+
+Che fare in posizione così imbarazzante?... questo mi pareva un problema
+più insolubile della quadratura del circolo!
+
+Incominciai allora a fantasticare sulle probabilità compromettenti: per
+esempio, se realmente la contessa mi amasse davvero?... e rimpiangesse
+gli anni giovanili, e disingannata della vita positiva volesse ritentare
+un affetto sincero?... Se per vendicarsi dei pregiudizii sociali che la
+condannarono ad un'unione forzata, volesse reclamare i diritti naturali
+che ci spingono nelle braccia dell'amore spontaneo?
+
+Chi sa!... forse essa deplora di non aver corrisposto alla mia
+dimostrazione d'affetto!... forse mia moglie ha ragione, e i suoi
+presentimenti non l'ingannano!... forse la contessa Savina desidera
+restituirmi il mio bacio!...
+
+Sarei quasi curioso di farne il tentativo, io pensava fra me, e questa
+non sarebbe una colpa d'amore, ma una vendetta!... Essa ha rinnegato il
+mio amore per orgoglio, quando era libera d'accettarlo. Io ho diritto di
+dirle:--vedi? il tuo rifiuto ti rese infelice!... te ne penti ora?--Sì,
+me ne pento, ed eccoti un bacio!...--Ebbene, io risponderei, questa
+volta sono io che non l'accetto, non sono più libero, e riprendi il tuo
+bacio... e che tutto sia finito!... Se facessi così!... e andavo
+scrutando se un bacio possa considerarsi sempre come una colpa... e mi
+pareva di no. E cavillando sull'argomento, mi andavo persuadendo esservi
+baci che non costituiscono un'infedeltà, e peroravo col calore e
+l'eloquenza di un avvocato il quale si sforza di dimostrare che vi sono
+assassini galantuomini, e che si può anche ammazzare un uomo senza
+essere colpevoli d'omicidio, o almeno almeno con circostanze
+attenuanti... e aspettavo la sentenza del giudice.... Questa volta il
+giudice era la mia coscienza... ed essa con voce severa mi diceva:--sei
+pazzo!... tu mediti un tradimento. Gli assassini sono sempre
+assassini... e i baci sempre baci... talvolta più pericolosi degli
+assassini!...
+
+E in quel punto mi rammentavo d'aver promesso davanti l'altare d'essere
+fedele a mia moglie, e poi avevo giurato sulla medaglia di mia madre, e
+sulla vita di mia figlia, di mantenere la promessa. Mio Dio!... la vita
+di mia figlia!... al solo pensiero di esporre ad un pericolo la vita
+della mia creatura, di attirare la vendetta del cielo sul suo capo
+innocente, di colpire con una colpa due vite in una volta... perchè
+l'Agata sarebbe morta se avesse perduta la Giuseppina!.., mi si
+dirizzarono i capelli sulla fronte, mi sentii i brividi della febbre....
+Corsi tutto ansante nella stanza della bambina che terminava di
+vestirsi, mi parve di vedere l'Agata col suo sorriso e il suo sguardo,
+le baciai teneramente la fronte, e sentii che la coscienza soddisfatta
+mi rendeva forte contro ogni pericolo.
+
+Rientrato nella mia stanza, scrissi una lettera affettuosa a mia moglie,
+nella quale le parlava del viaggio, della nostra bambina, e del
+desiderio di ritornare nel mio nido tranquillo... e felice!
+
+Quel giorno mi recai al collegio in compagnia di mio zio, e, prese le
+debite informazioni, venni a sapere che, mancando molti oggetti
+necessarii al completo corredo dell'educanda, era costretto di
+trattenermi a Milano più di quanto avrei desiderato.
+
+Scrissi nuovamente all'Agata annunziandole l'indispensabile ritardo,
+pregandola d'aver pazienza, perchè gli operai non sono sempre esatti
+nella consegna dei loro lavori.
+
+Intanto io andavo sollecitando le commissioni, mentre Veronica conduceva
+la Giuseppina a spasso e a fare le spese minute.
+
+Le ore che mi restavano libere girovagavo per la città visitando le
+strade nuove, o passeggiando negli antichi quartieri per rammentarmi le
+cose vecchie. Poi andavo a riposarmi sul canapè della mia cameretta, e
+colà ricostruivo la passata gioventù. L'inveterata abitudine
+d'affacciarmi alla finestra mi vi spingeva sovente senza pensarci;
+l'affetto per l'Agata e la paura della contessa mi allontanavano, la
+curiosità di contemplare sul volto della vedovella le modificazioni
+prodotte dagli anni e dalle prove della vita mi veniva contrastata dal
+timore di compromettermi, e mi pareva debolezza tanto il cedere quanto
+il resistere, perciò i miei brevi riposi venivano paralizzati da una
+continua lotta, e quei giorni passati a Milano dopo una lunga assenza,
+che avrebbero dovuto formare la mia delizia, furono invece un continuo
+tormento. Non volendo espormi ad un'imprudenza, cadevo in una
+sguaiataggine: tutto mi faceva ombra, ogni accidente mi si presentava
+come un pericolo.
+
+Quando udivo aprire una finestra del palazzo Brisnago, io chiudeva
+rapidamente le gelosie; quando vedevo un movimento dietro le invetriate,
+mi ritiravo in fretta abbassando le tendine; era una pantomima continua,
+che poteva dare negli occhi e suscitare sospetti.
+
+O non sarebbe stato meglio abbandonare addirittura la finestra?...
+
+È più facile il dire che il fare: e dice anche il proverbio che la
+lingua batte dove il dente duole. Chi si propone di non rivolgere lo
+sguardo ad un oggetto qualunque, si trova spinto dalla parte vietata con
+irresistibile impulso. Ignoro il nome di quella forza arcana che mi
+faceva roteare nello spazio, ma è positivo ch'io mi trovavo
+nell'identica condizione di un pianeta che gira intorno a due stelle.
+
+Per determinare la mia orbita bisognerebbe calcolare le forze complesse
+che lottavano fra loro. Io amavo l'Agata sinceramente, essa aveva tutto
+il vantaggio dell'attrazione e tutto il danno della distanza, la
+contessa Savina perdeva nell'attrazione in forza della mia onestà, ma la
+distanza quasi nulla che mi divideva da lei le dava un grande vantaggio.
+E credo che, se l'uomo fosse costretto di subire le leggi che trascinano
+gli astri, io sarei caduto come un bolide nel palazzo Brisnago.
+
+Per buona sorte non fu così, ed anche per quella volta la profezia di
+mia moglie non si è avverata; il creditore fuggiva la debitrice morosa,
+la quale forse, come molti debitori, non aveva nessuna volontà di
+pagare.
+
+È però vero altresì che finchè vivono i debitori, e finchè sono
+solventi, non è tolta la possibilità di riscuotere, quantunque certe
+partite, che passano agli arretrati, vadano scemando di continuo il
+valore.
+
+Avendo finalmente collocata la figliuola in collegio, mi decisi di
+partire immediatamente per la Valtellina, sollecitato anche da lettere
+pressanti dell'Agata, che mi annunziavano un progressivo peggioramento
+nella salute di suo padre.
+
+Desideravo sinceramente rivedere mia moglie, rientrare nella mia casa,
+riprendere le mie tranquille abitudini; ma devo confessare con pari
+franchezza che al momento di lasciare la mia cameretta mi sentii una
+spina al cuore!... O perchè?... Domandatelo a chi può conoscere a fondo
+gli atomi più riposti del nostro fango!... io non comprendevo me stesso.
+Qual legame poteva sussistere ancora fra me e la casa Brisnago, se io
+con deliberato proposito aveva fuggito il benchè minimo rapporto,
+cancellata ogni traccia del passato, spento, o supposto di spegnere,
+ogni lievito che potesse minacciare il futuro?... Misteri
+incomprensibili!
+
+Mia moglie aveva dunque ragione co' suoi presagi? ed io tentavo invano
+di far scomparire intieramente le traccie della gioventù; nè la probità,
+nè le oneste intenzioni, nè gli affetti domestici potevano assicurarmi
+la pace dell'età matura.
+
+Quel primo amore, così esile in apparenza, resisteva a tutte le
+vicissitudini della vita, come quelle sementi minute, impercettibili,
+che gettate una volta sul terreno, sfidano l'inclemenza delle stagioni,
+e presto o tardi germogliano.
+
+Dunque la spada di Damocle pendeva continuamente sul mio capo, ed era
+vana ogni speranza di liberarmene?...
+
+Dunque quel bacio fatale stava sempre scritto nel libro della vita come
+una partita da liquidarsi?... Io aveva rinunziato fermamente ad ogni
+pretesa, io non voleva nulla... che cosa poteva restarmi nel cuore?...
+c'è forse al mondo qualche cosa di più forte d'una volontà
+indipendente?...
+
+Ma!... l'antica sapienza giudicava inutili gli sforzi umani contro i
+decreti del fato!...
+
+
+
+
+XXIII.
+
+
+Giunto al villaggio, trovai l'Agata che piangeva nella braccia di sua
+madre; il mio povero suocero era agli estremi, tuttavia mi riconobbe, mi
+sorrise tristamente, e con voce semispenta mi chiese nuove di
+Giuseppina.
+
+L'amor figliale davanti al letto del padre moribondo assopiva tutti gli
+altri sentimenti nel cuore dell'Agata, la quale mi domandò poche cose di
+Milano, che non avessero diretto rapporto con nostra figlia, e si tenne
+paga delle mie risposte sommarie.
+
+Il dottore mi avvertì che ogni speranza di salvare il signor Nicola era
+perduta, l'Agata non abbandonava più la camera dell'infermo, nè il
+giorno nè la notte, prodigandogli le cure più affettuose insieme alla
+madre.
+
+Una mattina egli volle ricevere i sacramenti, circondato da tutti i suoi
+cari. Sono momenti solenni, che si scolpiscono indelebilmente nella
+memoria.
+
+Eravamo tutti inginocchiati intorno al suo letto, le lagrime ci
+offuscavano la vista, e quando il sacerdote uscì dalla stanza, il
+moribondo ci chiamò da vicino, e con voce fioca ed interrotta pronunciò
+poche parole d'addio:
+
+--Sono rassegnato...--ci disse,--quantunque mi dolga lasciarvi, per non
+vedervi più sulla terra... vi ho sempre amati teneramente... ero felice
+con voi.... Giovanna, perdona il mio carattere e ricordati il mio
+cuore.... Daniele, ti raccomando mia moglie... e l'Agata... sii
+fedele... e vogliatevi bene. Agata, tu fosti sempre la delizia della mia
+vita... tu parlerai alla nostra bambina del suo povero nonno... Vivete
+in famiglia uniti, e modestamente... sarete felici.... Io vi benedico
+tutti... e spero di rivedervi nell'eternità....
+
+Poco dopo entrò nell'agonia, che pareva un'estasi consolata da soavi
+visioni. Sulla sera, quando l'ultimo raggio del sole illuminava il suo
+pallido volto, spirò tranquillamente, come un fanciullo che
+s'addormenta.
+
+Tutto il villaggio seguì la bara che trasportava al cimitero le spoglie
+mortali del buon padre di famiglia. Alcuni devoti cantavano le preci dei
+morti con aria distratta, ma il mio caro Bitto seguiva il corteo in
+attitudine di profonda tristezza.
+
+Il testamento nominava l'Agata erede di tutta la sostanza, assicurava
+alla vedova una rendita vitalizia, destinava a me l'orologio del defunto
+in ricordo, e fissava alcuni piccoli legati a parenti lontani e ai
+domestici.
+
+L'eredità risultò superiore di molto a quello che lasciavano supporre i
+semplici costumi conservati da mio suocero nella famiglia. Eravamo
+ricchi, e siccome l'amministrazione della sostanza richiedeva le assidue
+mie cure, rinunziai alla scuola, e appigionato il casino al maestro mio
+successore, fissammo la nostra dimora in casa Bruni, insieme colla
+vedova.
+
+Se fui arcicontento di sbarazzarmi delle noie scolastiche, lasciai
+invece con rammarico la casa che parlava al mio cuore con dolci memorie.
+Mia moglie raccomandò caldamente le piante al nuovo maestro, e sofferse
+al pari di me nell'abbandonare il piccolo nido.
+
+Gli affari attirarono tutta la mia attenzione, e la nostra vita prese un
+andare tranquillo ed uniforme come la superficie d'un lago in bonaccia.
+
+Le lettere dello zio e della Giuseppina ci annunziavano la buona salute
+d'entrambi, e ci assicuravano dei progressi di nostra figlia.
+
+Ogni anno facevamo una gita a Milano per visitare la nostra bambina; ma
+la corsa era così rapida e piena d'occupazioni, che non mi lasciava il
+tempo d'arrestarmi davanti le finestre del palazzo Brisnago... cosicchè
+il bacio della contessa Savina restava sempre iscritto a suo debito
+senza ch'io pensassi più a reclamarlo.
+
+Intanto gli anni passavano, e quantunque il cuore si conservasse sempre
+giovane, tuttavia i capelli bianchi che spuntavano, e le rughe che mi
+solcavano la fronte, sembravano un buon antidoto contro la gelosia:
+infatti mia moglie aveva deposti i sospetti, e non mi parlava più della
+mia contessa.
+
+Dico deposti, non spenti, chè guai se, prevedendo il futuro, taluno le
+avesse detto:--Verrà un giorno nel quale il debito contratto alla
+finestra del palazzo Brisnago sarà pareggiato... il bacio verrà
+restituito a vostro marito dalla contessa Savina!--Guai!... Guai!...
+Eppure doveva essere così.... Ma chi può prevedere il futuro?!
+
+L'educazione di nostra figlia era finita, e stavamo facendo i
+preparativi per recarci a Milano a levarla dal collegio, quando una
+lettera pressante venne a precipitare il nostro viaggio. Eravamo
+minacciati da una nuova disgrazia. Il nostro medico di Milano mi
+scriveva che mio zio era stato colpito da un accidente apoplettico, e
+che lasciava poche speranze. Giunti ad una certa età, siamo sorpresi
+sovente da così dolorose notizie. È la generazione antecedente che cade
+negli abissi dell'eternità e ci scopre le sponde del precipizio.
+Invitati a raccogliere gli estremi aneliti dei nostri cari, i battelli a
+vapore e le ferrovie ci sembrano lenti, e pur troppo noi siamo giunti a
+Milano troppo tardi. Al nostro arrivo la Veronica ci accolse
+singhiozzando, col triste annunzio della morte del povero zio.
+
+Interrotta dalle lagrime, essa ci faceva l'elogio del suo padrone, e
+conchiudeva dicendomi:
+
+--È morto esattamente, come ha vissuto, avendo chiusi gli occhi al sonno
+eterno all'ora precisa che li chiudeva ogni sera per dormire una
+notte!...
+
+Il capitolo della cattedrale l'onorò di solenni funerali ed io gli feci
+collocare sulla tomba una lapide che ricorda il suo nome e le sue virtù;
+ma non potevo consolarmi di non esser giunto in tempo di chiudere gli
+occhi al mio benefattore, del quale conserverò fin che vivo la più grata
+ed affettuosa memoria.
+
+Nominato erede universale, col solo obbligo d'una pensione vitalizia
+alla Veronica, anche questa volta mi sono trovato più ricco di quanto
+poteva supporre. Il buon vecchio metteva a mutuo i suoi risparmi a
+benefizio del nipote, e ne aveva raccolto un bel gruzzolo.
+
+Il denaro capita quasi sempre quando non se ne ha bisogno. In gioventù,
+col cervello pieno di sogni e col cuore riboccante di desiderii, io
+avevo le tasche vuote. Quando l'età matura venne a consigliarmi la
+sobrietà in ogni cosa, mi son trovato a nuotare nell'abbondanza. È una
+delle tante ironie della vita!
+
+Dopo la morte del povero zio avendo fatta uscire di collegio la
+Giuseppina, ci siamo decisi di passare l'inverno a Milano per regolare i
+diversi interessi della successione. Mia suocera si rassegnò ad
+attenderci in Valtellina, avendo potuto ottenere che una lontana parente
+andasse a tenerle compagnia durante la nostra assenza.
+
+La Veronica, quantunque potesse vivere indipendente colla sua pensione,
+desiderò rimanere con noi, e così ci siamo accomodati nella casa
+ereditata, mia moglie ed io nella stanza dello zio, e nostra figlia
+nella mia cameretta di studente.
+
+La natura aveva prodigato i suoi doni alla nostra ragazza; ell'era
+leggiadra di forme, e vispa come uno spiritello. Aveva i capelli biondi,
+gli occhi azzurri, e la candida pelle di sua madre, ma il tipo s'era
+perfezionato e raddolcito, presentando i lineamenti d'un antico cameo.
+In quanto ai doni morali, mostrava molta intelligenza, e l'umore un po'
+bizzarro e gioviale del babbo, con qualche reminiscenza degli impeti del
+nonno.
+
+Le modiste e le sarte di Milano, con arte elegante, ne avevano fatto
+spiccare le grazie native della persona, mettendo in rilievo le forme
+agili e snelle. Il bruno delle vesti dava gran risalto alla delicatezza
+del volto ed una certa gravità all'aspetto giovanile.
+
+Dovunque si andasse, il suo passaggio attirava la simpatia e
+l'ammirazione, e l'Agata ed io ne andavamo superbi.
+
+Abbiamo passato l'inverno mestamente, occupandoci degli affari,
+visitando i monumenti della città, e facendo lunghe passeggiate. Il
+vuoto lasciato nella casa dalla morte del povero zio mi aveva prodotto
+una profonda tristezza, e fatto dimenticare intieramente la contessa
+Savina. Mia moglie, partecipando al mio lutto, aveva abbandonato le
+ubbie sospettose, e fidente nella mia onestà, mi lasciava tranquillo.
+Tutti gli affetti s'erano concentrati sull'unica figlia, che colla sua
+vivacità giovanile leniva le nostre afflizioni. Avevamo adottato delle
+usanze urbane regolari e casalinghe, ma quando gli aliti primaverili ci
+apportarono gli effluvi delle prime violette, ci si ridestò il desiderio
+dei monti. Oramai io era avvezzo da tanti anni a respirare l'aria libera
+della campagna, che a lungo andare i muri della città mi opprimevano:
+poi le memorie, le abitudini, gli affari ci creano bisogni ai quali non
+è facile sottrarsi.
+
+Mia moglie assai più di me anelava al ritorno, desiderosa di
+riabbracciare la vecchia madre che ci aspettava ansiosamente, di
+rivedere i fiori, gli alberi e gli animali che reclamavano le sue cure,
+e di rimettersi alle occupazioni domestiche, alle quali doveva iniziare
+la figlia. Aggiungasi che, sbrigati gli affari pressanti, s'incominciava
+a sentire la noia della vita disoccupata, che ci spingeva al ritorno; ma
+la Giuseppina ci tirava in lungo con sempre nuovi progetti. Un giorno
+voleva ritornare alle gallerie di Brera, un'altra volta desiderava
+rivedere il Museo, o risalire sul Duomo o rivisitare qualche chiesa, o
+passeggiare in piazza Castello fino all'Arco della Pace, o fare il giro
+dei bastioni.
+
+Il nostro affetto ci portava alle concessioni, eravamo felici di
+sacrificarci per contentarla e si diventava schiavi de' suoi capricci.
+
+Talvolta, sorpreso da domande di nuove dilazioni, le chiedevo con
+impazienza:
+
+--Come mai non desideri ancora di rivedere il tuo paese?... e la buona
+nonna che ti aspetta con tanta impazienza per stringerti finalmente al
+seno?...
+
+--Anzi, lo desidero moltissimo,--mi rispondeva,--ma abbiamo tempo... la
+vita è così lunga!...
+
+--Ma chi ti ha detto che la vita è lunga?
+
+--Lo sento io... il tempo non passa mai!... a te dunque non parvero
+lunghi i sei anni che ho passati in collegio?... a me sembrarono
+eterni!... chiusa in prigione... e lontana da voi!...
+
+--Ma ora che sei libera, che hai veduto tre o quattro volte tutti i
+monumenti, i giardini, i passeggi, i corsi di Milano, non sei ancora
+sazia di questa vita scucita, scioperata, monotona?
+
+--Io la trovo deliziosa!... non mi stancherei mai di Milano, sento che
+ho del sangue milanese nelle vene... questo movimento continuo, questa
+vita romorosa e svariata mi occupa immensamente. Ogni giorno si vedono
+novità interessanti, le industrie fanno un'esposizione perenne dei loro
+prodotti, le vie sono popolose, allegre, la musica echeggia da ogni
+parte, tutto si muove, sorride, cammina, svolazza; qui si sente di far
+parte d'una società intelligente, elegante, vivace.
+
+--Ma bisogna pure una volta o l'altra rassegnarsi a partire.
+
+--Pur troppo!...--conchiudeva con un sospiro, e alzando gli occhi al
+cielo. Poi mi supplicava con tanta grazia di concederle ancora qualche
+giorno, che non era possibile resistere. Sua madre, che era la prima
+vittima di tale sacrifizio, diventava il suo avvocato patrocinante, ed
+io cedeva, sempre rassegnato ad aspettare senza limiti.
+
+Non sapevo però spiegarmi tanta renitenza al ritorno, quando una
+catastrofe impreveduta venne a sciogliermi l'enigma.
+
+Un giorno ch'io ero uscito solo di casa, rientravo col naso in aria,
+guardando sbadatamente la nota finestra del palazzo Brisnago, quando--oh
+meraviglia!... vedo un mazzetto di fiori che vola attraverso la strada,
+e partendo dal palazzo va a cadere sulla finestra della mia antica
+cameretta.
+
+Sbigottito, commosso, confuso, mille pensieri mi assalgono, e mi par di
+sognare. Dopo tanti anni!... il mio mazzetto ritorna indietro!... che
+cosa significa questo mistero?... Mi agito, mi scuoto, mi decido a voler
+vedere che cosa succede, mi colloco in posizione opportuna per osservare
+nella stanza del palazzo... e vedo con sorpresa il figlio della contessa
+Savina, il conte Saverio di Montegaldo, il giudice conciliatore, che
+gettava baci alla mia finestra, e li gettava con tale entusiasmo, che
+pareva diventato cieco e insensibile a quanto lo circondava.
+
+Balzo rapidamente dalla parte opposta, e vedo mia figlia che, tenendo in
+mano il mazzetto di fiori, lo copriva di baci, e poi li soffiava
+dall'altra parte!...
+
+Gli occhi mi si offuscarono, le gambe mi traballarono come se dovesse
+mancarmi il terreno sotto ai piedi, dovetti appoggiarmi al muro per non
+cadere. Il mondo mi pareva trasformato, capovolto. Una volta... ai miei
+tempi... la contessa era fuggita... adesso mia figlia rimane... e
+ricambia i baci... ah civettuola!... non c'è dunque più ritenutezza, nè
+pudore, nè modestia... nemmeno nelle fanciulle!... ed io pensavo alla
+mia timidità giovanile... alle mie esitazioni!... È vero che io non ero
+stato educato in un collegio femminile... ma tuttavia!... o poveri
+genitori!...
+
+Mi feci coraggio, rientrai, salii rapidamente le scale, e senza chiedere
+ove fosse mia moglie, corsi difilato verso la mia antica cameretta, e
+spalancata la porta con un calcio, comparvi improvvisamente davanti a
+mia figlia.
+
+Allo strepito della mia entrata il conte sparì, Giuseppina diede un
+guizzo, ed esclamò:
+
+--Oh Dio!... papà... mi hai fatto paura!...
+
+Era pallida, ed appoggiandosi una mano sul cuore, con l'altra sosteneva
+impassibilmente il suo mazzolino.
+
+La fissai per qualche istante in silenzio, chiusi la porta, indi
+proruppi con accento severo reso più grave dalla situazione:
+
+--Giuseppina!... so tutto!...
+
+--Che cosa sai, papà?...--mi rispose tranquillamente.
+
+--O come?... Osi ancora mostrarti indifferente alla desolazione di tuo
+padre?... dopo esserti lasciata sedurre dalle moine del conte di
+Montegaldo?...
+
+--Allora vedo che non sai proprio niente!...--mi rispose con
+imperturbabile calma.
+
+--Come!... oseresti ancora negare?
+
+--Sicuro!... devo negare ciò che non è... non è il conte Saverio che mi
+ha sedotta... sono io che ho sedotto lui!...
+
+Tale risposta mi parve d'un cinismo così rivoltante... che mi venne la
+tentazione di darle uno schiaffo... e feci due passi avanti col volto
+tanto sconvolto, che essa ne ebbe paura e fece due passi indietro.
+Allora procurai di moderarmi, chiusi anche le invetriate, tirai le
+tendine, e sentendo che le forze mi venivano meno, mi gettai sopra una
+sedia, mi tersi il sudore dalla fronte, e le dissi:
+
+--La vostra impudenza richiede una spiegazione....
+
+Ed essa di rimando:
+
+--Ecco la spiegazione: i primi giorni che abitai questa cameretta mi
+alzavo per tempo, come è mio costume, e mi mettevo a ricamare al
+balcone. Il conte Saverio veniva a fumare il suo sigaro alla finestra
+dirimpetto e mi salutava cortesemente....
+
+--Egli ti salutava?... e tu?
+
+--Ed io naturalmente rispondevo al saluto....
+
+--Ma dunque in collegio non ti hanno insegnato che una ragazza onesta
+non deve rispondere al saluto d'un uomo che non conosce?...
+
+--Me l'hanno insegnato benissimo... come mi hanno anche insegnato che
+non è creanza non rispondere al saluto di chi si conosce. Ed io che
+conosco il conte Saverio....
+
+--Come?... tu conosci il conte Saverio?
+
+--Eh eh!... lo conosco, non solo, ma siamo vecchi amici!
+
+--Amici da quanto tempo?
+
+--Da sei anni; cioè dall'epoca che siamo venuti a Milano, quando mi hai
+condotto in collegio.
+
+--Allora tu eri una fanciulla di dieci anni, ed egli ne poteva aver
+dodici... e come avete fatto a conoscervi?
+
+--La Veronica, vedendo che io ammiravo dalla finestra gli alberi e i
+fiori, promise di condurmi a vedere il giardino Brisnago, a condizione
+che tenessi la cosa in segreto, perchè altrimenti sarebbe stata sgridata
+da Monsignore, che non voleva aver relazione con quei signori. Io giurai
+di star zitta, e tenni la mia parola fino a questo momento!... Quando tu
+e il povero zio canonico eravate andati pei fatti vostri, Veronica
+scendeva a far conversazione col portinaio che era suo amico, e mi
+faceva entrare in giardino.
+
+Io non la vedevo più per un pezzo, mi diceva che andava a far la spesa,
+e veniva a prendermi più tardi.
+
+Colà conobbi Saverio, egli mi fece gli onori di casa guidandomi intorno
+a quelle belle piante, poi mi propose di saltare la corda e di giocare a
+gatta cieca, e così ci siamo divertiti più volte.
+
+Un giorno me ne tornavo a casa colla Veronica, mentre rientrava la
+contessa Savina. La Veronica volle ch'io baciassi la mano alla signora
+quando discese dalla carrozza. Avendo udito chi fossi, mi diede un bacio
+e mi accarezzò lungamente i capelli, guardandomi con bontà, e facendo il
+mio elogio. Mi fu subito molto simpatica, e la rividi sempre con piacere
+in collegio quando veniva con suo figlio a visitare una mia compagna
+loro parente. Portava sempre dei bomboni anche per me, dicendo: povera
+ragazzina che ha i genitori lontani!... E la contessa mi dava dei
+baci!... Ma che cosa hai, papà, che ti vengono gli occhi rossi?..
+
+--Io?... t'inganni, non ho altro che il dolore di scoprire tanti
+intrighi, che finiscono con un altro amore impossibile!...
+
+--Impossibile!... e perchè?... se ci amiamo, l'amore non è
+impossibile!... infatti....
+
+--Infatti come è finita?...
+
+--Ma!... devo ripeterlo... è finita che l'ho sedotto!...
+
+--Ma come diamine l'hai sedotto?
+
+--Oh bella!... non sai come si seduce?... Stando seduta al lavoro. Egli
+mi guardava lungamente... io fingevo di non vederlo, e lo facevo
+aspettare un bel pezzo... poi alzavo la testa con aria indifferente e
+gli davo un'occhiata. Poi le occhiate divennero più frequenti... e più
+lunghe....
+
+--Tutte compagne!...--dissi fra me, ed essa continuò:
+
+--Finalmente un giorno mi disse ch'io l'avevo sedotto!...
+
+--Ma che!... vi parlate dunque attraverso la strada?...
+
+--Oh!... come puoi credere ad un simile scandalo?...
+
+--Ma dunque?...
+
+--Diavolo!... ci scriviamo.
+
+--Come?... avete anche l'audacia di scrivervi?
+
+--L'audacia!... perchè l'audacia?... A che cosa servirebbe l'aver
+imparato a scrivere, se non fosse per esprimere i propri pensieri?... a
+che cosa servirebbe la posta, se non fosse incaricata di trasportare i
+segreti di chi non è in caso di parlarsi?...
+
+--Ma ricevi le sue lettere per la posta?
+
+--È il mezzo più sicuro... e più economico.
+
+--Ma tua madre non legge le tue lettere?
+
+--Vuoi che mi faccia un simile oltraggio!... non siamo più ai tempi
+dell'inquisizione... la mamma mi domanda chi mi scrive... io nomino una
+compagna di collegio, che mi scrive realmente... accompagnandomi, per
+favore, le lettere di Saverio.
+
+--Una volta non si osava tanto!... i tempi sono cambiati.
+
+--Sono cambiati in bene, lo sai!... lo dicono tutti!...
+
+--Ma non ti è mai venuta l'idea che la tua condotta fosse censurabile?
+
+--Altro che!... m'è venuta sovente questa idea....
+
+--E dunque?
+
+--E dunque ho pensato di attendere i consigli dal tempo, per scegliere
+con maturità e con sicurezza il partito da prendersi.
+
+--E non sarebbe stato meglio, prima di abbandonarti a simili avventure,
+di pensarci sopra, e di consultare tua madre?...
+
+--È vero... è verissimo... ti assicuro che queste cose me le sono
+ripetuta le cento volte... ma che vuoi?... quella maledetta finestra...
+io non so che cosa abbia... c'è un'attrattiva fatale... irresistibile
+che mi trascinava al suo davanzale, che mi obbligava a girar la testa...
+e allora vedevo Saverio dall'altra parte... e tutte le ragioni
+svaporavano!...
+
+--È una vera fatalità!...--io esclamai abbassando il capo, e meditai
+lungamente questo pensiero.
+
+Si dice che Napoleone I, avendo saputo che ogni notte una sentinella si
+suicidava nella stessa garetta, l'abbia fatta abbruciare, e non si
+ebbero più a deplorare suicidii in quel posto. Ci sono ancora tanti
+misteri inesplicabili nella vita!... Se dopo la mia partenza mio zio
+avesse fatto murare il balcone della mia camera, mia figlia, molti anni
+dopo, non sarebbe rimasta vittima della stessa malìa....
+
+Sentii compassione di lei, e le dissi:
+
+--Se non fossi tuo padre, potrei burlarmi della tua leggerezza e riderti
+in faccia!... figlia d'un povero maestro, tu aspiravi dunque a diventare
+contessa?... vergognati del tuo orgoglio, e rassegnati al destino che ti
+condanna a non guardar tanto in alto!... Procura d'aver coraggio... e
+rinunzia a questa prima affezione!...
+
+--È troppo tardi!...--mi rispose con voce solenne.
+
+Diedi un guizzo sulla sedia, feci un salto fino a lei, presi le sue mani
+nelle mie, e fissandole gli occhi in faccia, le chiesi con ansia
+convulsa:
+
+--Oh perchè è troppo tardi?... rispondi la verità... subito... tutta la
+verità....
+
+Rimase imperturbabile, e mi rispose tranquillamente:
+
+--Perchè il mio primo amore sarà anche l'ultimo!...
+
+--Mi parve di udire ne' suoi accenti la voce dell'Agata quand'era
+ragazza, dopo d'aver sentito nelle sue rivelazioni il mio cuore
+giovanile rivivere in lei!...
+
+Dopo una breve pausa ripresi il mio posto, e le dissi:
+
+--Non hai dunque pensato mai alla distanza che divide la tua modesta
+famiglia dal nobile casato dei Montegaldo?
+
+--Oh papà, queste sono idee vecchie!...
+
+--Benissimo!... e il denaro?...
+
+--Ebbene, del denaro ne abbiamo anche noi... dicesti l'altro ieri che
+siamo ricchi.
+
+--Sì, relativamente alla mia passata miseria... ma in confronto dei
+Montegaldo... e dei Brisnago, le nostre rendite non basterebbero a
+comperare il fieno pei loro cavalli.
+
+--Tanto meglio.... Sarò sicura che non mi sposerà per la dote!...
+
+--In quanto poi alle qualità personali del conte Saverio non le conosco,
+ma ti faccio osservare che è figlio d'un scialacquatore, d'un giocatore,
+d'un vizioso, che rese infelice la moglie, lasciando di sè una triste
+memoria!...
+
+--I figli--mi rispose gravemente--non sono responsabili dei torti dei
+genitori. Saverio è un ottimo ragazzo, mi vuol bene e sarà mio
+marito!...
+
+--Non fidarti!...--le dissi.--Quando i giovani hanno rette intenzioni,
+si presentano i genitori. Non ti dirò che cosa io pensi d'un signorino
+che getta baci dalla finestra alle ragazze... sono cose che si sono
+vedute ancora... ma non si è mai veduto che una fanciulla onesta li
+accetti... e li rimandi!...
+
+--Credi dunque che il caso sia nuovo?...
+
+--Se non è nuovo, non merita d'essere imitato....
+
+--A venti passi di distanza!... ne ho avuto l'assoluzione dal
+confessore... e tu non sarai più severo di lui!...
+
+--Non lo so,--risposi bruscamente,--ma intanto apparecchiati a fare la
+penitenza, perchè domani partiremo per la Valtellina....
+
+Uscito dalla stanza mi recai subito a partecipare all'Agata la mia
+scoperta. Essa ne rimase colpita ed esclamò:
+
+--Maledetta finestra!... sentivo dentro di me che mi doveva essere
+fatale!...
+
+Corse subito dalla Giuseppina, che si gettò nelle braccia materne
+piangendo.
+
+Piansero insieme, mentre io faceva i preparativi della partenza.
+
+Alla mattina seguente, lasciando la casa in custodia alla Veronica,
+prima del levar del sole eravamo in vettura.
+
+
+
+
+XXIV.
+
+
+Il viaggio fu malinconico. Giuseppina era pallida e pensierosa, Agata
+accorata, io malcontento ed inquieto. Mia suocera, che ci aspettava con
+espansiva letizia, ci trovò tutti oppressi da incomprensibile tristezza,
+e ne rimase rammaricata, quantunque sua nipote le prodigasse le più
+affettuose carezze. Giuseppina, salita nella cameretta che sua madre le
+aveva allestita con tante cure delicate, ne rimase commossa, ed accorse
+a baciarla teneramente, per esprimerle la sua viva riconoscenza; ma
+l'Agata ed io pensavamo che quella maledetta finestra di Milano, che
+aveva attristata la mia gioventù, avrebbe continuato a molestare col suo
+influsso la nostra famiglia e ad amareggiarci la vita.
+
+Un'ora dopo l'arrivo la cena era pronta, e ci sedemmo intorno al solito
+tavolo rotondo del tinello, ma il posto vuoto del povero nonno Nicola
+ridestò il dolore della sua perdita, e Giuseppina, non potendo più oltre
+frenare l'affanno che l'opprimeva, diede in uno scoppio di pianto. Ci
+volle molto tempo a calmarla, pareva che i singhiozzi la soffocassero.
+Così nei giorni più solenni della vita, il pane della famiglia è sovente
+bagnato di lagrime, ma quelle lagrime cementano le sante affezioni e le
+onorate memorie, mentre le risa dei baccanali sono lampi fra le tenebre,
+nella solitudine del cuore.
+
+Bitto, oramai vecchio decrepito, trascinandosi lentamente ai piedi
+dell'antica sua amica, che vedeva immersa nel dolore, le posò il muso
+sui ginocchi, e guardandola con occhio pietoso, pareva le dicesse:
+divido le tue pene.
+
+I primi giorni del ritorno al villaggio furono dunque piuttosto tristi
+che lieti; e forse, se alcuni anni dopo la morte ritornassimo al mondo,
+avremmo parimente più motivi di piangere che di rallegrarci, anche senza
+tener calcolo dell'accoglienza degli eredi!
+
+Giuseppina ricevette le visite di tutti gli antichi amici, li accolse
+con affettuosa cortesia, ma dopo che erano partiti faceva le meraviglie
+trovandoli tanto invecchiati.
+
+Il parroco avea i capelli bianchi, Tobia era calvo e stecchito, il
+farmacista aveva le rughe, il medico s'era fatto floscio e panciuto; la
+signora Pasquetta sola era ringiovanita, il bruno de' suoi capelli aveva
+acquistata una tinta così intensa, che in qualche sito si fondeva sulla
+pelle.
+
+In complesso il villaggio non presentava a nostra figlia quelle
+attrattive che avremmo desiderato. Essa parlava continuamente delle
+belle cose di Milano, del buon gusto delle signore, del lusso delle
+carrozze, della vita che pullulava in tutti gli angoli della città.
+
+Desideroso di ricondurla ai gusti materni, un giorno le presentai
+l'_Ortolano dirozzato_ eccitandola alla lettura.
+
+--Lo conosco,--mi disse guardandomi con malizia,--l'ho spolverato per
+tanti anni sul tuo scrittoio!--Poi si mise a scartabellarlo
+sbadatamente, e trovato il segnale alla pagina 10, me lo restituì con un
+sorriso, soggiungendo:
+
+--Ti prego di non privartene; me lo darai quando avrai finito di
+leggerlo.
+
+M'avvidi pur troppo che, per sua disgrazia, essa aveva molti gusti del
+babbo, e procurai con buoni consigli di persuaderla a moderare la
+fantasia per non esporsi ai disinganni, evitando, per quanto fosse
+possibile, di apprendere la vita dall'esperienza, e attenendosi
+agl'insegnamenti di chi ne aveva subìte le dure lezioni. Ma non c'era
+più verso di ridurla a crearsi delle abitudini semplici e confacenti
+alla nostra condizione. Essa tagliava, disfaceva e riformava ogni tratto
+i suoi abiti nuovi, per ridurli alla foggia del giorno; alzava od
+abbassava i capelli secondo le indicazioni dell'ultimo figurino. In
+breve tempo divenne il modello dei paesi vicini; le signore dei dintorni
+venivano a passeggiare nel nostro villaggio per vedere come era tagliato
+il suo abito, ed imitarla.
+
+Essa consigliava le amiche e le vicine sul modo di vestirsi, e si
+udivano lunghe e gravi discussioni sopra la dimensione delle gonne, gli
+svolazzi, lo sparato delle maniche, le guarniture di frangie o di
+sghembi, e si questionava seriamente sul nodo vagabondo della cintura.
+La signora Pasquetta esprimeva il suo debole parere, mia figlia
+sorrideva sdegnosamente, presentava obiezioni irresistibili, e
+dichiarava con profondo convincimento che quella foggia era divenuta
+impossibile, che quel tale oggetto si doveva bandire.
+
+--Ma perchè?... se è tanto bello!... se fa tanto effetto!
+
+--Non si porta più!...--rispondeva mia figlia, con sentenza assoluta ed
+inappellabile.
+
+Tutto il circolo femmineo che la stava ascoltando la guardava con
+ammirazione. Così i giovani impongono ai vecchi i nuovi usi e costumi, e
+portano dal collegio alla casa ed alla società nuove idee che modificano
+le arti e le industrie, e producono rivoluzioni politiche, letterarie ed
+artistiche, le quali sconvolgono il mondo con nuovi sistemi, nuove
+poesie, o nuove giubbe, secondo la forza degl'innovatori. Peccato che le
+cose recenti non sieno sempre migliori delle antiche; ma bisogna tacere,
+altrimenti dicono che si diventa vecchi.
+
+Intanto che mia figlia si occupava delle frivolezze della moda, io
+andava mulinando le cose serie pensando come sarebbe finita la faccenda
+della finestra; e mia moglie, come al solito, accumulava sospetti sopra
+timori, calcolando tutte le conseguenze d'una passione rinchiusa nel
+cuore d'una fanciulla; prevedendo che un'idea fissa le avrebbe fatto
+perdere delle buone occasioni di matrimonio, condannandola ad accettare
+più tardi un partito qualunque, per non restare zitella.
+
+Agata rievocava lo spettro della mia gioventù, vedendo che mia figlia mi
+somigliava nelle mie inclinazioni fantastiche, e negli amori vaporosi e
+perfino nelle ambizioni sfrenate; io le avevo avute per la tragedia del
+medio evo, essa le aveva ancora per la commedia... della moda.
+
+Io mi forzavo dimostrarle, che le conseguenze dei miei errori giovanili
+non furono poi disastrose, e non mi avevano impedito di diventare buon
+marito e buon padre, e abbastanza felice, per quanto lo consenta l'umano
+destino... e la turbolenza femminea.
+
+Si rabboniva, dovendo confessare che non ero una cattiva pasta, che dopo
+il matrimonio la mia condotta fu sempre regolare ed incensurabile; ma
+non poteva dimenticare la fatale influenza di quella finestra sulla
+nostra famiglia.
+
+Infatti quella finestra coi nuovi amori ci dava sempre dei pensieri
+smaniosi. Che fare?... Dobbiamo distrarre l'innamorata con un viaggio od
+attendere? interpellarla o tacere?... e dopo lunghe discussioni intorno
+al partito da prendersi, si restava sempre nell'incertezza.
+
+Eravamo in questi termini, quando una mattina il procaccino mi consegnò
+una lettera col timbro di Milano, e con soprascritta di carattere
+ignoto. L'apro, corro con l'occhio alla firma, e leggo--Savina Brisnago
+di Montegaldo!...
+
+Essendo la prima volta che mi venivano alla mano i suoi caratteri, non è
+da sorprendersi se un'emozione indefinibile mi corse per le vene, e per
+qualche istante me ne rese impossibile la lettura.
+
+Finalmente ho potuto scorrere la lettera da capo a fondo. La contessa,
+coi modi più garbati, mi chiedeva la mano di Giuseppina pel conte
+Saverio suo figlio.
+
+Corsi dall'Agata e le dissi:
+
+--Giuseppina mi ha dichiarato a Milano che il primo suo amore sarà anche
+l'ultimo. Tu vedi che non somiglia a me solo, essa ha le cattive qualità
+del babbo, e le buone della mamma. Vuoi renderla felice e uscire da ogni
+incertezza?... Ebbene; tu sai che il segreto per sciogliere lodevolmente
+il nodo di tutti gli amori si trova nel matrimonio. Se concedi tua
+figlia in isposa al conte Saverio di Montegaldo, tutto è finito per il
+meglio, nel migliore dei modi.
+
+--È una bella scoperta, ma come se ne può fare l'applicazione?
+
+--Rispondendo favorevolmente alla domanda della contessa Savina...--e
+così dicendo le porsi la lettera.
+
+Mia moglie la lesse rapidamente, e ne rimase sbalordita... La prima
+impressione fu buona, essa non pensò che a sua figlia... poco dopo,
+pensando al resto, esclamò:
+
+--Povere madri!... a quanta abnegazione siete costrette talvolta, per
+assicurare la felicità dei vostri figli!...
+
+Tacque qualche istante, indi soggiunse:
+
+--Daniele, rendimi giustizia, confessa che i miei presentimenti avevano
+ragione... io sentiva che quella finestra doveva rapirmi qualche
+cosa!... è meglio però che prenda mia figlia, e mi lasci il marito!...
+Almeno le nostre questioni saranno finite!
+
+Ci voleva proprio il giudice conciliatore per terminarle,--io
+osservai;--è un originale venuto al mondo a bella posta per accomodare
+le differenze fra mogli e mariti.
+
+Chiamata la Giuseppina, le abbiamo subito comunicata la nuova. Ci parve
+lieta, ma non sorpresa.
+
+--Sei contenta,--le domandai,--se mandando alla contessa la nostra
+adesione, invitiamo lo sposo a sollecitare la sua venuta?
+
+--Non occorre,--mi rispose,--perchè è qui da varii giorni.
+
+--Poffare del mondo!--esclamai...--io non sono di questo secolo!
+
+Il conte Saverio era infatti al villaggio, accomodato alla meno peggio
+all'osteria, aspettando la lettera di sua madre e il nostro consenso.
+Durante il giorno si teneva nascosto, riservandosi di confabulare colla
+sua bella al chiaro di luna, quando tutto il villaggio dormiva. Al
+segnale convenuto Giuseppina apriva pian piano le persiane della sua
+cameretta, e si affacciava alla finestra, Saverio era lì che
+l'aspettava, e passavano lunghe ore, egli in mezzo alla strada, ed essa
+al balcone, facendo la serenata colle armonie del cuore, e trovando
+sempre nuove variazioni sullo stesso motivo.
+
+Dopo ricevuta la lettera della contessa, e udita la narrazione di mia
+figlia, andai io stesso a liberare Saverio dalla sua prigione, e gli
+apersi le porte di casa. Mia moglie e mia suocera lo accolsero come un
+figlio. Egli non ebbe parimente a lodarsi di Bitto, che lo ricevette
+come un ladro, abbaiando furiosamente, e minacciandolo se avesse osato
+avanzare. L'intervento della promessa sposa calmò i furori del cane, che
+anche questa volta dovette rassegnarsi alla volontà della sua amica; ma
+non lo fece però senza malcontento, continuando a ringhiare per qualche
+tempo sotto al tavolo, e guardando di cattivo occhio colui che ci veniva
+a rapire il tesoro più prezioso della casa.
+
+Io mi ritirai per rispondere alla contessa Savina, che onorati altamente
+della sua domanda, ci eravamo affrettati di accogliere il conte Saverio
+come un figliuolo, lieti di affidargli la felicità di nostra figlia; e
+proseguivo con rispettose espressioni, che mi venivano suggerite dalla
+circostanza. Scrissi quattro pagine e mi recai a sottoporle al giudizio
+di mia moglie.
+
+Leggendo attentamente la lettera, essa dimenava la testa in segno di
+disapprovazione, dicendomi:--Questa frase ha un doppio senso... questa è
+un'evidente allusione al passato... questa espressione è troppo
+sentimentale... l'altra è poco rispettosa.--Trovava altre frasi che non
+erano assolutamente necessarie, nè convenienti, nè del caso. Perciò,
+finite le amputazioni, non restavano che poche righe e la firma. Dovetti
+passare due ore con l'Agata, pesando tutte le parole, e credo che nessun
+diplomatico al mondo avrà ponderato un dispaccio che decideva dei
+destini d'una nazione con precauzioni maggiori di quelle che vennero
+usate da mia moglie per accettare una semplice domanda di matrimonio.
+
+Pochi mesi dopo si celebrarono le nozze, e gli sposi partirono il giorno
+stesso per fare un viaggetto in Toscana.
+
+Non racconto la storia del distacco per non rinnovarne il dolore. Agata
+ne fu ammalata parecchi giorni, e non poteva riaversi, e da quel momento
+incominciò a coltivare l'idea di abbandonare il villaggio, e di fissare
+la nostra dimora a Milano per vivere presso la figlia. Ma due gravi
+ostacoli si opponevano alla esecuzione di tal disegno: l'età avanzata di
+mia suocera, che non avrebbe abbandonato senza pericolo le vecchie
+abitudini, e un fondo persistente di gelosia, che la consigliava di
+tenermi sempre lontano dalla contessa Savina.
+
+Sei mesi dopo il matrimonio gli sposi vennero a farci visita, e dieci
+mesi appresso l'Agata riceveva una lettera di Giuseppina che la pregava
+di recarsi a Milano per assistere al suo primo parto. Essendo la
+stagione del taglio dei boschi, mi era impossibile di abbandonare il
+paese; perciò mi limitai ad accompagnare mia moglie fino a Como, ove mio
+genero l'aspettava per condurla a Milano. Io ritornai in Valtellina e la
+settimana seguente ricevetti il lieto annunzio che nostra figlia aveva
+dato alla luce felicemente una bambina, e che la neonata e la puerpera
+godevano una perfetta salute. Mia moglie ritornò a casa pochi giorni
+dopo, e dandomi buone notizie della nuova famiglia, mi raccontò
+le cortesi accoglienze ricevute dalla contessa Savina, la
+quale,--aggiungeva mia moglie,--malgrado gli anni è sempre una bella
+donna! e così dicendo si mordeva il labbro inferiore e mi fissava con
+due occhi scintillanti, che indicavano chiaramente i sospetti della
+gelosia risvegliati alla vista d'una bellezza che, quantunque matura,
+non escludeva il pericolo. Oramai ero avvezzo alla sua cecità, e non
+tentavo nemmeno di guarirla, proponendomi il solo scopo di fuggire tutte
+le occasioni che potessero aggiungere esca a quel fuoco.
+
+L'inverno successivo sarebbe passato tranquillamente, se una perdita
+dolorosa non fosse venuta ad amareggiarlo: il povero Bitto morì di
+vecchiaia. Da qualche tempo la paralisi delle gambe lo obbligava a non
+muoversi dal cuscino, e solo le nostre assidue cure lo tenevano in vita.
+Giunto agli estremi, fissò l'occhio affettuoso ne' suoi amici e spirò.
+
+Avendo confessate francamente tutte le nostre debolezze, non vedo il
+motivo di nascondere le lagrime che abbiamo versate per la sua morte, nè
+di tacere della modesta ma decente sepoltura che gli abbiamo eretta in
+giardino, in memoria della sua fedele amicizia. Chi non è contento di
+ciò se ne dolga pure con quegli amici che ci abbandonano nella sventura,
+e con quegli uomini che non sanno meritare l'affetto che ispirano i
+cani.
+
+I nostri figli vennero due volte in Valtellina, ma la loro bimba era
+rimasta a Milano colla sua balia. Io desiderava vivamente di vederla,
+tuttavia i soliti motivi d'affari e di prudenza mi vi tenevano lontano.
+La malferma salute di mia suocera impediva a mia moglie d'allontanarsi
+di casa, ed io non volevo andar solo a Milano, senza un motivo
+plausibile che giustificasse il mio viaggio. Non mi sentivo ancora
+abbastanza forte per affrontare un pericolo che mi esponeva a perdere
+per sempre la pace domestica, e a compromettere l'onore di due famiglie.
+I sospetti di mia moglie accrescevano la mia paura.
+
+Ma l'occasione venne a tirarmi per i capelli, ed io ho dovuto ubbidire.
+Una lettera pressante d'affari mi chiamava a Milano; si trattava di
+salvare o di perdere un capitale importante, onde mia moglie stessa
+dovette spingermi alla partenza.
+
+Apparecchiai in fretta la mia valigia, presi congedo da mia suocera
+inferma e mi avviavo verso la vettura che stava attendendo, quando mia
+moglie, accompagnandomi all'uscio, mi disse con un profondo sospiro:
+
+--Finalmente potrai avvicinarti per la prima volta alla contessa Savina,
+guardarla negli occhi, udire la sua voce, stringere la sua mano!...
+
+--M'immagino,--le risposi freddamente,--che non mi tratterai da
+briccone! Non vorrai dimenticare i nostri figli!...
+
+--È così bella!...--essa mi rispose mostrandosi indifferente a ogni
+altra considerazione.--Infatti,--soggiunse,--va, che Dio ti benedica; a
+questo mondo nessuno può fuggire alla sorte che gli è riservata!... Io
+ti stimo abbastanza per pensare che, se cadi, la forza che ti spinge è
+irresistibile.... Va... e ritorna presto... che sia decisa una volta, se
+posso vivere in pace gli ultimi anni della vita... o se devo morire
+desolata!...
+
+Era inutile di discutere. Le diedi un bacio sulla fronte, essa mi
+strinse la mano; e, allontanandomi, lessi nel suo sguardo ciò che non
+osava dirmi col labbro.
+
+Partii amareggiato da così persistente ingiustizia, considerando fra me
+stesso l'infamia della gelosia, che espone l'accusato a compromettersi
+colle goffaggini che fa per salvarsi, che spinge insensibilmente
+l'innocente verso la colpa, la quale gli procura dei benefizi che non
+peggiorano la sua condizione, ed anzi la rendono più sopportabile,
+perchè le giuste accuse riescono sempre meno dolorose delle false.
+
+Giunsi a Milano a notte avanzata, triste e pensieroso, tanto mi
+crucciava trovarmi costretto all'intimità della contessa Savina. Ma
+questa volta non potevo fuggire.
+
+La Veronica, che mi aspettava, m'aveva apparecchiata la mia cameretta ed
+allestita la cena; mi sentivo stanco, era troppo tardi per recarmi in
+casa Brisnago; andai dunque subito a letto, rimettendo la visita
+all'indomani. Ho dormito inquieto, agitato, con sogni paurosi; m'alzai
+al mattino colla testa pesante, e le idee confuse.
+
+Apersi la finestra quando le imposte del palazzo Brisnago erano ancora
+chiuse, e mi sedetti davanti al tavolino per prendere varie note intorno
+ai miei affari. Ma quella benedetta camera era così pregna di memorie
+giovanili, che mi faceva dimenticare il presente, respingendo tutti i
+miei pensieri al passato.
+
+La mia mente era ritornata, mio malgrado, ai bei giorni della gioventù,
+ai primi sogni d'amore, quando entrò la Veronica, dicendomi che aveva
+già fatto annunziare il mio arrivo in casa Brisnago. Mi versò nella
+tazza il caffè che aveva apportato, e mentre io lo andavo sorseggiando
+col pensiero sempre fisso al passato, essa guardava fuori dalla fatale
+finestra. Tutto d'un tratto vedo che si volta rapidamente e mi dice:
+
+--Venite... presto... la contessa Savina vi manda un bacio!...
+
+Mi è caduta la tazza dalle mani, le forze mi mancarono per alzarmi.
+
+--Mio Dio!... che cosa avete?...--mi chiese ansiosamente la Veronica.
+
+--Lasciatemi tranquillo... è un'indisposizione che passerà subito...--il
+cuore mi batteva, la testa mi girava, vedevo tutto buio....
+
+Veronica mi offriva dell'acqua... io la respinsi.
+
+--Non è nulla!--balbettai...--incomincio a rimettermi...--e poco dopo mi
+alzai macchinalmente.
+
+--Venite... venite dunque,--mi ripeteva la Veronica.
+
+Avanzai barcollando, e senza sapere ove andassi, mi affacciai alla
+finestra. Oh quale spettacolo!... una vezzosa bimba, portata sulle
+braccia d'una contadina brianzola, mi mandava un bacio.
+
+Era il primo bacio della contessa Savina... a suo nonno.
+
+Assorto ne' pensieri remoti, io aveva completamente dimenticato che la
+mia piccola nipote portava il nome... della nonna.
+
+Così il debito della contessa Savina di Brisnago veniva pagato dalla
+contessa Savina di Montegaldo, discendente diretta della prima, erede
+legittima e responsabile della sostanza attiva e passiva degli avi.
+
+Liquidata in tal modo la partita pendente, scomparvero le allucinazioni
+che mi avevano lungamente molestato. La luce serena del vero,
+illuminando il numeroso corteggio degli anni che mi trascinavano alla
+vecchiaia, e l'ilare aspetto dell'innocenza che apriva la serie de' miei
+discendenti ristabilirono pienamente nel mio spirito la calma serenità
+della ragione.
+
+Tirata una linea di demarcazione sui conti arretrati, ho potuto
+presentarmi in casa Brisnago col solo titolo di parente, e in
+conseguenza con puri e santi affetti nell'animo.
+
+Mia figlia e mio genero si gettarono fra le mie braccia colla loro
+bimba, e quando entrò nella stanza la contessa Savina, ci siamo stretti
+la mano in mezzo alla nostra famiglia, come dovevano stringersela due
+nonni....
+
+
+
+
+XXV.
+
+
+Sono passati molti anni da quel giorno. Poco dopo morì la mia buona
+suocera in Valtellina: noi abbiamo appigionate le terre, e siamo venuti
+a prendere stabile dimora a Milano, nella casa ereditata dallo zio
+canonico dirimpetto ai nostri figli e nipoti, la serie dei quali si è
+arricchita di due maschi, Azzone e Daniele, e dell'ultima bambina, che
+si chiama Agata.
+
+La povera nonna Savina è mancata ai vivi nel mese decorso.
+
+Incaricato da mio genero di ricercare un documento di famiglia in un
+armadio di sua madre, che egli non osava dischiudere per non inasprire
+la ferita troppo recente, io andavo rovistando con mano tremante le
+carte della defunta, quando mi capitò sotto gli occhi un involto legato
+da un nastro nero.
+
+Avendolo aperto, cadde sul tavolo il mazzetto di mammole ed eliotropii
+colla rosa nel mezzo, che io le aveva gettato dalla finestra nella mia
+gioventù.
+
+Diseccato dagli anni, non aveva ancora perduto ogni profumo. Lo tenni
+lungamente fra le mani piangendo. Era il mio ultimo tributo al passato.
+
+Un mazzetto di fiori secchi, bagnati di lagrime... ecco quanto restava
+d'un primo amore!...
+
+Però quel mazzetto, reliquia insignificante ai profani, era per il mio
+cuore pieno di eloquenti e supreme rivelazioni.... In esso io leggeva la
+seconda parte del romanzo della mia vita... la più interessante, ma che
+resterà inedita per sempre... Essa non mi appartiene, è il segreto d'un
+nobile cuore coperto da un drappo funebre.... Io non ho nè la potenza di
+far rivivere quel cuore, nè il diritto di profanare un morto con postume
+inquisizioni.
+
+Ho narrato la sola parte che mi riguarda nell'interesse de' miei nipoti.
+
+Leggendo un giorno il racconto del nonno potranno forse sfuggire a quei
+sottili prestigi che affascinano l'incauta gioventù con allucinazioni
+che sembrano inoffensive, ma che talvolta esercitano una fatale
+influenza su tutta la vita.
+
+Voglia il cielo preservare i miei cari dal benchè minimo pericolo,
+rendendoli modesti e prudenti in gioventù, e sempre virtuosi, assennati
+e felici, fra le cure operose del loro stato e nella pace della vita
+domestica.
+
+ Villa Saltore, 25 maggio 1874.
+
+ FINE.
+
+
+
+
+ DEL MEDESIMO AUTORE:
+
+ Villa Ortensia L. 3 --
+
+ Il Roccolo di Sant'Alipio 3 50
+
+ Sotto i ligustri, novelle e memorie dell'esilio 3 50
+
+ Il Convento. _Seconda edizione_ 3 50
+
+ Il dolce far niente. _Seconda edizione_ 3 50
+
+ La famiglia Bonifazio 4 --
+
+
+ MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+ OPERE DI EDMONDO DE AMICIS
+
+ =La vita militare.= 10.ª impressione della nuova edizione
+ del 1880 riveduta e completamente rifusa dall'autore, con
+ l'aggiunta di due bozzetti 4 --
+
+ ---- Edizione illustrata da disegni originali di
+ Vespasiano Bignami, E. Matania, D. Paolocci, Ed. Ximenes 15 --
+
+ =Racconti militari.= (estratto per le scuole militari) 1 --
+
+ =Marocco.= 11.ª edizione 5 --
+
+ ---- Edizione illustrata da 171 disegni di Stefano Ussi e
+ C. Biseo 15 --
+
+ =Costantinopoli.= 14.ª edizione 6 50
+
+ ---- Ediz. illustrata da 202 disegni di C. Biseo 20 --
+
+ =Olanda.= 10.ª edizione riveduta dall'autore 4 --
+
+ ---- Edizione illustrata da 40 incisioni 10 --
+
+ =Novelle.= Nuova edizione riveduta e ampliata dall'autore.
+ 7.ª impressione. Illustrata da 7 disegni di Vespasiano
+ Bignami 4 --
+
+ =Ricordi di Parigi.= 6.ª edizione 3 50
+
+ =Ricordi di Londra.= 9.ª edizione. Con 22 incis. 1 50
+
+ =Poesie.= Un volume diamante. 4.ª edizione 4 --
+
+ =Ritratti letterari.= 3.ª edizione 4 --
+
+ =Gli amici.= 9.ª edizione. Due volumi 7 --
+
+ CUORE
+ LIBRO PER I RAGAZZI
+
+ =69.ª= EDIZIONE.
+
+ _Un volume in-16 di 320 pagine, con caratteri nuovi._
+
+ LIRE DUE.
+
+ _Aggiungere 20 cent. ogni volume per le spese postali._
+
+ Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+
+
+ MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+ TESTA
+ LIBRO PEI GIOVANETTI
+
+ DI
+ PAOLO MANTEGAZZA
+
+ Non è l'antitesi nè la contraddizione del _Cuore_; ne è il
+ complemento.--Il concetto dell'opera è detto dall'epigrafe;
+ _Seminare idee perchè nascano opere_.--Il libro insegna
+ con esempii e racconti che le tre virtù fondamentali della
+ vita sono _onestà_, _lavoro_, e _idealità_.--Protagonista è
+ l'Enrico del _Cuore_. Il libro è dedicato a De Amicis.
+
+ Un vol. di 320 pag.--=LIRE DUE=--Un vol. di 320 pag.
+
+ Quarta edizione popolare illustrata dell'
+
+ INDIA
+
+ DI
+ PAOLO MANTEGAZZA
+
+ Questa ristampa può dirsi un libro nuovo. Essa è compresa in
+ un solo volume e ne abbiamo ridotto il prezzo, per rendere
+ sempre più popolare quest'opera eminente del celebre nostro
+ scrittore. Inoltre, la nuova edizione è illustrata da
+ numerose incisioni, e preceduta da una nuova prefazione
+ scritta appositamente dall'autore.
+
+ _Un volume in-16 di 550 pagine, illustrato da 32 incisioni,
+ e preceduto da una nuova prefazione dell'autore_
+
+ =Lire 3.50.=
+
+ Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+
+
+ MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+ I CODICI D'ITALIA
+
+ conformi al testo ufficiale, col riferimento degli articoli
+ fra essi, e colle Leggi, Decreti, Regolamenti, Circolari,
+ ecc., che completano, spiegano e modificano le disposizioni
+ dei Codici: nonchè con tutte le principali Leggi e
+ Regolamenti, ecc.; con indice alfabetico analitico ragionato
+ delle materie. L'ordinamento e le note sono dovute
+ all'avvocato =Enrico Rosmini=.
+
+ I.
+ Codice Civile.
+
+ _Statuto_, _Codice civile_, Codice di procedura civile L. 3 --
+
+ II.
+ Codice Commerciale.
+
+ _Il nuovo codice di commercio del 1882_, col regolamento;
+ _codice di marina mercantile_, col regolamento; Leggi
+ commerciali; _Privative industriali; Cassa depositi e
+ prestiti; Diritti d'autore;_ Convenzione di Berna;
+ _Magazzini generali; Credito fondiario_ L. 3 50
+
+ III.
+ Codice politico-amministrativo.
+
+ _Nuova legge elettorale del 1882 e scrutinio di lista_,
+ Consiglio di Stato, Senato e Camera dei deputati.
+ _Legge delle guarentigie. Legge comunale e provinciale._
+ Opere pubbliche, Consorzi d'irrigazione, Cave e miniere,
+ Patrimonio dello Stato e contabilità generale, ecc. L. 3 50
+
+ IV.
+ Codice Penale.
+
+ _Codice penale_; Codice di procedura penale; Disposizioni
+ per le assise e i giurati; _Codice penale per l'esercito
+ e per la marina_; Legge e regolamento sulla _Pubblica
+ sicurezza_; _Leggi sulla stampa_ L. 3 --
+
+ V.
+ Codice Finanziario.
+
+ _Imposte dirette_: Leggi e regolamenti sui fabbricati;
+ Perequazione fondiaria; ricchezza mobile;
+ riscossione.--_Tasse sugli affari_: Registro e bollo;
+ manomorta; ipoteche; concessioni governative; carte da
+ giuoco.--_Dogane, Dazi, Privative_, compreso il testo
+ completo della _nuova Tariffa Generale_.--_Dazi di
+ consumo._--_Tasse di fabbricazione._--_Provvedimenti
+ finanziari_ del 1887.--Leggi del _Debito Pubblico_ L. 4 50
+
+ Questa importante raccolta, divisa in varie parti, può
+ darsi, grazie alla stereotipia, ad un prezzo favolosamente
+ economico ed inferiore a quello di tutte le raccolte dei
+ Codici fatte sinora. Il suo formato tascabile, la copia
+ dei riferimenti, l'esattezza delle correzioni, la
+ estensione degli indici, ne forma la edizione preferita
+ così dai magistrati e dagli avvocati, come dalle famiglie.
+
+ _Le nuove edizioni che si ripetono annualmente contengono
+ le leggi nuove o modificate, in ogni materia._
+
+ Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+
+
+ MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+ COMPENDIO POPOLARE
+ del Codice Civile del Regno d'Italia
+
+ PER CURA DELL'AVVOCATO
+ ENRICO ROSMINI
+
+ Terza edizione _completamente rifusa dall'autore, con
+ numerose aggiunte_. Un volume in-16 di 260 pagine. L. 1 50
+
+ La nuova =LEGGE ELETTORALE=, testo unico del 24 settembre
+ 1882, con lo scrutinio di lista e le nuove circoscrizioni,
+ e la legge sulle incompatibilità amministrative. Cent. 30
+
+ Il nuovo =CODICE DI COMMERCIO=, promulgato il 31
+ ottobre 1882. L. 1 --
+
+ =LA TARIFFA GENERALE= che col 1.º marzo 1888 è entrata
+ in vigore verso la Francia. È aggiunta la =Tariffa
+ Francese= del 1888 per le provenienze dall'Italia. -- 50
+
+ _Queste leggi sono pubblicate a parte, nello stesso formato
+ tascabile dei nostri Codici, per uso dei possessori delle
+ precedenti edizioni._
+
+ =LA CAMBIALE= nel nuovo Codice di Commercio, note
+ illustrative dell'avvocato L. GALLAVRESI ad uso dei legali
+ e dei commercianti, con raffronti colle altre legislazioni
+ cambiarie (1883). Quarta edizione. L. 2 --
+
+ =L'ASSEGNO BANCARIO (chèque)=, studio teorico-pratico
+ dell'avvocato L. GALLAVRESI. 5 --
+
+ =IL NUOVO CODICE PENALE PER IL REGNO D'ITALIA=,
+ progetto presentato dal Ministro di Grazia e Giustizia
+ VIGLIANI al Senato nel febbraio 1874, preceduto dalla
+ relazione del Ministro. Seconda edizione. 1 --
+
+ =CODICE PENALE PER L'ESERCITO DEL REGNO
+ D'ITALIA= (promulgato col Regio Decreto 28 novembre 1869),
+ spiegato colla giurisprudenza pratica, per cura
+ dell'avvocato ANTONIO VISMARA. Seconda edizione. 1 --
+
+ Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+
+
+ MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+ NOVO DIZIONARIO UNIVERSALE
+ DELLA
+ LINGUA ITALIANA
+
+ compilato dal professore
+
+ P. PETROCCHI
+
+ Nello stesso formato dei nostri grandi Dizionarii di _Geografia,
+ Storia e Biografia_,--di _Scienze, Lettere ed Arti_,--di _Economia
+ politica e Commercio_,--abbiamo impreso la pubblicazione di questo
+ della lingua.
+
+ Il migliore Vocabolario, fu detto, è quello che rimanda più
+ raramente senza risposta chi lo consulta. Perciò il nostro nuovo
+ Dizionario, compilato da un egregio filologo toscano con la scorta
+ di tutti i dizionarii fin qui pubblicati, comprende:
+
+ 1.º) la lingua dell'uso, o lingua viva, giovandosi dei
+ grandi vocabolari del Giorgini, del Tommaseo, del
+ Rigutini e del Fanfani.
+
+ 2.º) la lingua fuori d'uso, o lingua morta, con la
+ scorta del Vocabolario della Crusca, del Nannucci,
+ ecc., e aggiungendo una gran quantità di vocaboli che
+ si trovano ne' primi scrittori della nostra
+ letteratura.
+
+ La lingua d'uso e la fuori d'uso si trovano nella
+ stessa pagina, ma affatto separate, in forma nuova, a
+ due piani: in alto la lingua viva; in basso, la lingua
+ fuori d'uso, scientifica, ecc.
+
+ 3.º) la lingua delle varie città toscane;--la lingua
+ contadinesca e delle montagne toscane.
+
+ 4.º) la lingua d'arti e mestieri; i forestierismi
+ entrati nell'uso.
+
+ 5.º) la retta pronuncia di ogni parola, indicata con
+ segni speciali.
+
+ 6.º) le coniugazioni de' verbi irregolari, e le
+ flessioni o formazioni irregolari storiche o dell'uso,
+ non registrate dalle grammatiche.
+
+ 7.º) gli esempi: per la lingua viva, tratti
+ semplicemente dall'uso;--per la lingua morta, dagli
+ autori.
+
+ 8.º) in fine un elenco di nomi propri di paesi e di
+ persone per insegnarne la pronunzia e la misura.
+
+ Questo nuovo Dizionario viene pubblicato nel formato dei
+ Dizionarii-Treves, in caratteri fusi appositamente.
+
+ Ogni mese esce una dispensa di 64 pagine a 2 colonne.
+
+ =Ogni Dispensa, UNA LIRA.=
+
+ _Il primo volume, ora completo, va dall'A alla K_
+
+ LIRE 20.
+
+ Legato in tela e oro, L. 25.
+
+ =Sono uscite cinque dispense del secondo volume.=
+
+ Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+
+
+ MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+ NUOVO DIZIONARIO
+ FRANCESE-ITALIANO
+ E
+ ITALIANO-FRANCESE
+ ARRICCHITO
+
+ 1.º Dai vocaboli scientifici, tecnici, commerciali,
+ militari, marinareschi, ecc.;
+
+ 2.º D'un gran numero di locuzioni, gallicismi ed
+ idiotismi più in uso coi segni dei diversi
+ significati;
+
+ 3.º Di oltre 20,000 esempii nelle due lingue;
+
+ 4.º Delle voci dell'uso toscano; 5.º Dei vocaboli
+ antiquati;
+
+ 6.º Della retta pronuncia delle parole nei casi
+ dubbii;
+
+ 7.º D'un dizionario di nomi proprii, sì personali che
+ storici, geografici e mitologici.
+
+ COMPILATO DA
+ B. MELZI
+
+ autore del _Nuovo Vocabolario Universale della Lingua Italiana_,
+ già Direttore de l'_École de Langues Modernes_, in Parigi, ecc.
+
+ Due volumi di complessive 1116 pagine in-12 a 2 col.
+
+ Lire CINQUE.
+
+ Legati in tela e oro riuniti in un volume: Lire 6.
+ Separati in due volumi, Lire 7.
+
+ In preparazione i nuovi Dizionarii:
+
+ INGLESE-ITALIANO
+ E
+ ITALIANO-INGLESE
+
+ compilato da
+ B. MELZI
+
+ TEDESCO-ITALIANO
+ E
+ ITALIANO-TEDESCO
+
+ compilato da
+ B. MELZI e F. OBEROSLER
+
+ Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore
+
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
+senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i
+seguenti refusi [tra parentesi il testo originale]:
+
+ 12 - un senso di malcontento [malcotento]
+ 58 - faceva alla [alle] ragazza!
+ 93 - visita del mugnaio Zaccheo [Zacheo]
+ 115 - La morte raffredda, ma [ma ma]
+ 121 - accumulano argomenti incontrastabili [incostrastabili]
+ 185 - grave inconveniente [incoveniente]
+ 190 - ci accarezzavano l'olfatto [olfato]
+ 212 - colla scatola [spatola] delle pillole
+ 247 - la pazienza più longanime [longamine]
+ 257 - siamo in [in in] Valtellina
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Il bacio della contessa Savina, by
+Antonio Caccianiga
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL BACIO DELLA CONTESSA SAVINA ***
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+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
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+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
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+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
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+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
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+License as specified in paragraph 1.E.1.
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+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
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+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
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+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
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+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
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