diff options
Diffstat (limited to '35065-h')
| -rw-r--r-- | 35065-h/35065-h.htm | 13541 |
1 files changed, 13541 insertions, 0 deletions
diff --git a/35065-h/35065-h.htm b/35065-h/35065-h.htm new file mode 100644 index 0000000..46ed80b --- /dev/null +++ b/35065-h/35065-h.htm @@ -0,0 +1,13541 @@ +<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN" + "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd"> + +<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml" xml:lang="it" lang="it"> +<head> + <meta http-equiv="content-type" content="text/html; charset=iso-8859-1" /> + <title> + Il bacio della contessa Savina, di Antonio Caccianiga + </title> + <style type="text/css"> +body {margin-left: 10%; margin-right: 10%;} + +hr {width: 70%; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em;} +hr.whole {width: 100%; margin-bottom: 0;} +hr.mid {width: 50%;} +hr.minor {width: 20%;} +hr.tiny {width: 10%;} + +p, blockquote {margin-top: .5em; margin-bottom: 0em; line-height: 1.2;} +.blockquote {margin-left: 5%; margin-right: 5%; font-size: 95%;} + +p.indl {text-align: left; margin-left: 5%; margin-top: 2em; font-size: 90%;} +.center {text-align: center; text-indent: 0;} + +h1,h2 {text-align: center; font-style: normal; +font-weight: normal; line-height: 1.5; margin-top: .5em; margin-bottom: .5em;} +h1 {font-size: 200%; margin-top: 2em; margin-bottom: 2em;} +h2 {font-size: 140%; margin-top: 2em; margin-bottom: 2em;} + +.pagenum {position: absolute; left: 95%; font-style: normal; + font-weight: normal; font-size: 65%; text-align: right; color: #999999; + background-color: #ffffff;} + +.pad4 {margin-top: 4em;} /* spazio vert */ +.pad2 {margin-top: 2em;} + +.small {font-size: 70%;} +.larger {font-size: 115%;} +.big {font-size: 130%;} +.bigger {font-size: 220%;} + +.smcap {font-variant: small-caps;} + +div.boxed {border: 2px solid black; padding: 1em; margin: 4em 25%; text-align: center;} +div.boxed p {margin-left: 1.5em; text-indent: -1.5em; font-size: 95%;} +div.dotbox {border: 1px dotted black; padding: 1em; margin: 4em 10%; font-size: 90%;} + +.tnote {background-color: #F5F5DC; color: #000; padding: 1em; + margin: 1em 10%; font-family: sans-serif; font-size: 80%;} +.tnote h2 {font-weight: normal; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em;} +.tnote ul {list-style-type: none;} +.tnote ul li {margin-left: 2.5em; text-indent: -2.5em;} + +.poem {margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; + margin-left: 10%; margin-right: 10%; text-align: left; font-size: 95%;} +.poem p {margin-top: 0; margin-bottom: 0; margin-left: 1em; text-indent: -1.5em;} +.poem p.i2 {margin-left: 2.5em;} + + </style> + </head> +<body> + + +<pre> + +Project Gutenberg's Il bacio della contessa Savina, by Antonio Caccianiga + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Il bacio della contessa Savina + +Author: Antonio Caccianiga + +Release Date: January 25, 2011 [EBook #35065] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL BACIO DELLA CONTESSA SAVINA *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara +Magni and the Online Distributed Proofreading Team at +http://www.pgdp.net (This file was produced from images +generously made available by The Internet Archive) + + + + + + +</pre> + + +<div class="center"> +<h1>IL BACIO<br /> + +<span class="small">DELLA</span><br /> + +<span class="big">CONTESSA SAVINA</span></h1> + +<p>ROMANZO<br /> +<br /> +<span class="small">DI</span><br /> +<br /> +<span class="big">ANTONIO CACCIANIGA</span></p> + +<p> <br /> </p> + +<hr class="minor" /> + +<p>Quarta Edizione</p> + +<hr class="minor" /> + +<p> <br /> </p> + +<p>MILANO<br /> +FRATELLI TREVES, EDITORI<br /> +<span class="small">1888.</span></p> +</div> + +<hr /> + +<p class="center pad4">PROPRIETÀ LETTERARIA<br /> +<br /> +Tip. Fratelli Treves.</p> + +<p> <br /> </p> + +<hr /> +<p><span class="pagenum">[1]</span></p> + +<p class="center pad4">IL BACIO DELLA CONTESSA SAVINA</p> + +<hr class="mid" /> + +<h2><a name="I" id="I"></a>I.</h2> + +<p>Il romanzo della mia vita incomincia quando io +avea diciott'anni, e passavo gran parte del giorno +al balcone, in casa di mio zio canonico. Allora la +contessa Savina di Brisnago aveva sedici anni, e +ricamava, seduta presso al balcone dirimpetto del +mio. Era una bella giovanetta, aveva un profilo dolcissimo, +un nasino provocante, una bocca soave, +capelli neri rilevati sulla fronte, occhi bruni, divini. +Mi pareva un angelo sceso dal cielo, tanto i suoi +movimenti erano leggiadri e maestosi. Io non mi +saziava mai di contemplarla, ella di tratto in tratto +alzava la testa dal lavoro, si passava una mano +sulla fronte, si lisciava i capelli, poi con aria distratta +guardava il cielo, le case di fronte e le tendine +della finestra. Il suo sguardo percorrendo questa +linea attraversava naturalmente il mio balcone, e +quantunque passasse come un lampo, pure mi gettava +lo scompiglio nell'animo. Non saprei spiegare +l'arcana attrattiva, che come un filo invisibile mi legava +<span class="pagenum">[2]</span> +a quella fanciulla, tenendomi immobile per +delle ore.</p> + +<p>Veronica, entrando nella mia stanza come una +valanga, rompeva sovente quel fascino annunziandomi +il pranzo. Allora io scendeva e andava a collocarmi +a mensa dirimpetto dello zio, che mangiava +con grande appetito, mentre io inghiottiva ogni +cibo con ripugnanza. Egli mi interrogava sui miei +studi, mi parlava di pedagogia, di metodica, d'aritmetica; +io rispondeva sbadatamente, pensando a +quella finestra. Finito il pranzo, mio zio si ritirava +a fare il suo chilo, ed io ritornava alle mie estatiche +contemplazioni. In casa Brisnago pranzavano +molto più tardi di noi, e talvolta prima del pranzo +andavano a fare un giro pel corso. Allora ella si +alzava da sedere, dava un'occhiata fuori della finestra, +guardava alla sfuggita la nostra casa, ed io +sentiva il dardo fatale entrarmi nel cuore e lacerarlo. +Essa scompariva, e qualche tempo dopo lo +scalpito dei cavalli e il rumore della carrozza mi +avvertivano della partenza.</p> + +<p>Allora io prendeva il mio cappello, e me ne andava +girovagando per le vie di Milano sulle traccie +della mia stella. La trovavo quasi sempre sui bastioni, +i nostri sguardi si scontravano rapidamente +ed io rimaneva come sbalordito a contemplare quel +cocchio che correva portando con sè qualche cosa +di me stesso; tanto è vero che imbattendomi per +via in taluno de' miei amici che si arrestava a parlarmi, +io faceva la figura di un imbecille, e mi restava +appena appena tanta intelligenza da accorgermene.</p> + +<p>Mio zio canonico non s'avvedeva di nulla; rinchiuso +nella sua sfera d'azione, egli compieva le sue +evoluzioni quotidiane con esattezza inappuntabile. +<span class="pagenum">[3]</span> +La messa e la colazione, le sacre funzioni ed il +pranzo, il breviario e il passeggio, il chilo ed il +sonno si succedevano per lui con tale regolarità, che +i nostri vicini se ne servivano per regolare gli orologi, +e dicevano: — il canonico Carletti va a dir +messa: sono le otto; il canonico va a cantar vespro: +sono le due. La nostra vita rassomigliava perfettamente +ad un cronometro; Veronica era la seconda +ruota, come io era lo scapamento che riceve l'impulso, +e tutto si muoveva per addentellato del motore +principale, ossia del padrone di casa.</p> + +<p>Mio zio metteva la felicità nella precisione dei +movimenti, e ciò appunto formava la mia desolazione, +sentendo il bisogno di muovermi secondo i +variabili impulsi della mia natura. Ma bisognava +rassegnarsi a trascinare la catena che mi veniva +imposta dal mio benefattore, perchè io non era che +un povero orfano. Privo delle carezze dei genitori, +in tenera età, mio zio ricoverandomi in casa sua mi +salvava dalla miseria; io non aveva ereditato che +una piccola medaglia di bronzo che mia madre teneva +al collo per divozione, e che dopo la sua morte +venne appesa al mio letto, come talismano dell'infanzia. +La mia sommessione era dunque un dovere +e in pari tempo una necessità, che per mezzo dell'educazione +mi apparecchiava l'indipendenza per +l'avvenire.</p> + +<p>Ma io mi risarciva della schiavitù personale colla +libertà dello spirito. Sdraiato sul canapè della mia +cameretta accendeva uno sigaro e mi metteva in +viaggio. La mia fantasia usciva dalla finestra sulle +spire del fumo, e volava per l'ampio orizzonte con +la rapidità del pensiero. Se potessi rammentarmi +quelle peregrinazioni meravigliose, scriverei un bel +volume. Mio zio mi destinava all'istruzione, io accettava +<span class="pagenum">[4]</span> +il suo piano come un mezzo d'emanciparmi, +ma mi pareva di sentire in me stesso una voce che +mi chiamasse a più alti destini. Quel sentimento +d'amore che mi agitava l'anima aveva acceso nella +mia mente una scintilla che mi svelava un nuovo +mondo; i miei pensieri si elevavano ad un'altezza +sublime che, rivelata con l'arte, avrebbe destato la +meraviglia universale. L'amore mi additava il cammino +della gloria e della fortuna. Avevo incominciato +una tragedia, il <i>Lucchino Visconti</i>, ove tentava +rivelare gli arcani d'un'anima innamorata e mi pareva +che la comparsa del mio lavoro avrebbe introdotto +una riforma radicale del teatro italiano. +E mi sembrava già di vedere il pubblico, esaltato +dall'entusiasmo, portarmi a casa in trionfo.</p> + +<p>All'indomani dovevano naturalmente piovermi addosso +gl'inviti, le onorificenze e il denaro; ad ogni +produzione l'oro invadeva il mio scrittoio. Una nuova +poesia era comparsa alla luce col corteggio della +ricchezza; il poeta tradizionale lacero, tapino e ridicolo +cedeva il passo al principe delle lettere, del +quale tutti ambivano i favori. Egli dava vita alle +sue stupende creazioni in una splendida dimora, +fra i bronzi, i marmi, le pitture, e il lusso d'un palazzo +incantato.</p> + +<p>Con tali presagi nell'animo mi affacciavo alla finestra; +gli occhi della mia musa si alzavano, e un +fluido celeste mi avvolgeva, come in un nimbo di +gloria. Niente mi pareva impossibile nella vita: io +sentiva una fiamma che mi rendea onnipotente.</p> + +<p>Un giorno fra gli altri me ne stavo assorto in +una di queste estasi eteree, quando la Veronica +entrò nella stanza.</p> + +<p>— Daniele, — essa mi disse, — avete pensato +che s'avvicina l'inverno, che il freddo incalza, che +<span class="pagenum">[5]</span> +avete il pastrano sdruscito, gli stivali sgualciti, i +calzoni rattoppati?</p> + +<p>— Veronica, — io risposi gravemente, battendomi +sul petto, — io tengo qua dentro dei tesori che +possono procurarmi tutti gli agi della vita....</p> + +<p>Essa mi guardava con tanto d'occhi spalancati +credendo che alludessi al mio portafogli, poi mi +domandò ansiosamente:</p> + +<p>— Avete dunque molto denaro in saccoccia?</p> + +<p>— Io?... non ho che cinquanta centesimi....</p> + +<p>— Ma dunque di che tesori mi parlate?</p> + +<p>— Vi parlo dei sentimenti del cuore che ispirano +la mia mente... e la rendono capace di produrre quelle +opere che attirano l'ammirazione degli uomini, e arricchiscono +gli autori. Sono sicuro dell'avvenire!</p> + +<p>— Tanto meglio.... ma l'avvenire è in mano di +Dio.... invece i vostri vestiti li tengo nelle mie mani +ogni giorno, ne conosco tutti i sdruciti e le mende, +e vedo la necessità che il sartore ve ne faccia di +nuovi. Monsignore vi vuol bene, ma i canonici non +possono conoscere tutti i bisogni della gioventù. +Tocca a voi domandare quanto vi manca.... Su via, +volete che gliene parli io?...</p> + +<p>— Cara Veronica.... come siete buona!... avete sostituita +mia madre sulla terra.... che il cielo vi benedica +mille volte.</p> + +<p>E pensando alla mia miseria e all'ottimo cuore +di quella donna, io piangeva come un fanciullo. Allora +essa mi calmava chiamandomi matto, smemorato, +fantastico, epiteti coi quali soleva generalmente +esprimermi la sua affezione. Poi correva ad +enumerare i miei bisogni allo zio, ed il buon vecchio +mi apriva la borsa. Io mi limitava al necessario +ed egli, dopo pagate le spese, si lodava della +mia discrezione e modestia. +</p> + +<p><span class="pagenum">[6]</span>Così, io passava la vita tranquilla alla superficie, +burrascosa nel fondo. Quell'inverno mi fuggì rapidamente; +meno qualche ora di scuola e di passeggio, +io viveva in casa, ritirato nella mia cameretta, +ma col cervello sempre in viaggio. Una finestra e +dei libri mi davano maggiori occupazioni, gioie, +ansie, affanni, peripezie che non ne provassero i +viaggiatori più arditi che investigavano le sorgenti +del Nilo o l'interno dell'Africa. Difatti la prospettiva +di quella finestra ove stava seduta la contessa +Savina corrispondeva per me ai più stupendi panorami +del globo, e la mia fantasia percorreva le +ridenti regioni dei sogni, più vaghi di qualunque +altro paese. E se i viaggiatori avevano a temere i +selvaggi e le fiere, io pure aveva da paventare i +potenti rivali che circondavano il mio idolo. Essa +frequentava le conversazioni, i balli, i teatri, ed io +non poteva seguirla che col pensiero; e l'accesa immaginazione +la vedeva corteggiata da giovinotti +suoi pari nei salotti eleganti, nel palchetto del teatro, +o trasportata nelle loro braccia nei vortici delle +danze, fra i doppieri ardenti, il profumo dei fiori, +e l'ebbrezza d'una musica affascinante.</p> + +<p>Quando alla sera io udiva dalla mia cameretta +il rumore della carrozza che la conduceva ai piaceri +del mondo, mi sentiva il raccapriccio come un +uomo assalito dalla febbre. Quante notti insonni ho +passate a raggirarmi nel letto, quanti strani progetti +ho concepiti colla fantasia malata, rammentandomi +il pugnale d'Otello, e di tutti gli amanti +che vendicarono gli oltraggi ricevuti dalle donne +adorate! La sola diversione, l'unico conforto dei +miei affanni era lo studio assiduo ed intenso.</p> + +<p>La libreria dello zio non mi forniva che i classici, +ma un professore che mi voleva bene mi somministrava +<span class="pagenum">[7]</span> +un'ampia messe di produzioni moderne. +Io mi perdeva nelle meditazioni, e passava le lunghe +sere del verno avvolto in un vecchio tabarro +del Canonico, a leggere ed annotare i più celebrati +lavori dello spirito umano: e quando la divina fanciulla, +reduce dalle feste del gran mondo, dopo la +mezzanotte, saliva alla sua stanza signorile nel palazzo +Brisnago, essa poteva vedere il pallido lumicino +dello studente che vegliava agghiacciato, per +arricchire la mente di quelle cognizioni che innalzano +l'uomo sapiente al disopra dei nobili, dei ricchi +e degli eletti della fortuna.</p> + +<p>Mi coricavo assai tardi affranto dalla fatica, intirizzito +dal freddo, oppresso da pensieri dolorosi +e da atroci sospetti, ma all'indomani uno sguardo +di quegli occhi rasserenava il mio spirito, e scacciava +le ombre dei cupi pensieri, come il sole che +sorge scaccia le tenebre e ridona alla terra lo splendore +e la vita.</p> + +<p>Tuttavia un dubbio funesto veniva sovente nella +solitudine a colpirmi con dolorosi tormenti. Quella +fanciulla che con uno sguardo accendeva nel mio +cuore una fiamma celeste, che esaltava il mio spirito +con ispirazioni sublimi, che mi parlava con l'arcano +linguaggio degli occhi, sentiva essa all'unisono +colla mia anima, riceveva essa da me le stesse impressioni?... +O m'ingannavo nel tradurre il sanscrito +del cuore e i geroglifici della passione?... Tale sospetto +mi gettava nello sgomento, e mutava i rosei +sogni della mia fantasia negli abissi della più cupa +disperazione. Allora attendeva ansiosamente la ricomparsa +di lei, per rileggere con raddoppiata attenzione +in quegli occhi misteriosi, eppur tanto fatali. +E immobile al balcone contava le ore che passavano +lentamente, fino a che un lieve agitarsi di +<span class="pagenum">[8]</span> +seriche tende annunziava la presenza della mia +sfinge!</p> + +<p>Oh Dio, quali momenti!... Essa guardava altrove, +arrestava il suo sguardo sulla via, il mio cuore batteva +tanto forte da rompermi il petto, se non lo +avessi compresso colla mano, il dubbio terribile +stava per diventare certezza, mi sentivo venir meno, +e se fosse partita senza alzare lo sguardo, forse mi +avrebbero trovato morto al mio posto. Ma essa volgeva +la testa tranquillamente a diritta ed a manca, +e a poco a poco mi passava davanti col suo sguardo +profondo, rapido ma penetrante, che m'immergeva +in un'estasi di amore e di delizie. Ah sì!... quello +sguardo era una espressione viva e sincera dell'anima, +un'espressione che non aveva parole corrispondenti +nell'umano linguaggio, era assai più soave +d'un profumo, più armonioso d'una melodia, era un +fluido supremo che m'invadeva, indefinito, indefinibile, +sottile, impalpabile, ma positivo come la luce +e l'elettrico.</p> + +<p>Quello sguardo mi rassicurava pienamente con +effetto istantaneo, ma poi a poco a poco, a cagione +di nuove reazioni, quella persuasione scemava colle +ore che passavano, col sole che tramontava, col +buio della notte che mette in dubbio ogni cosa. All'indomani +nuova prova e nuovo trionfo, indi nuove +lotte fra la speranza e la ragione, fra la fede ed il +dubbio.</p> + +<p>Tali burrasche mi condussero alla primavera. Alla +primavera ogni semente germoglia, sboccia ogni +gemma, ogni pianta fiorisce, ogni cuore si espande. +Una corrente invisibile attraversa la vita, l'agita, +la suscita, la rinnova. Io mi sentiva scorrere il +sangue per le vene con ardore inusitato. Le lotte +interne del mio animo indicavano il bisogno d'una +<span class="pagenum">[9]</span> +prova decisiva. Ma quale prova? un abboccamento +era impossibile, un viglietto era pericoloso. Il ridicolo, +la volgarità m'incutevano una ripugnanza +insormontabile. Il mutuo linguaggio degli occhi esigeva +una spiegazione discreta, corrispondente al +mistero usato fino allora, senza imprudenze, nè audacie +le quali rompessero la catena che legava segretamente +due anime in celeste armonia.</p> + +<p>Ma una prova io la sentiva necessaria, inevitabile. +Da essa doveva dipendere l'avvenire, cioè la +vita o la morte.</p> + +<p>Pensai per molti giorni al modo più opportuno, +e lo fissai d'accordo ai miei sogni orientali. Il linguaggio +dei fiori m'offriva un mezzo analogo a quello +degli occhi, ma più positivo e sicuro per interrogare +l'oracolo. Io vedeva ogni giorno che la contessa +Savina passeggiava per qualche istante nel +giardino che fiancheggiava il suo palazzo e la strada. +Mi decisi di procurarmi alcuni fiori, di farne un +mazzetto, e di gettarlo ai suoi piedi, attendendo la +mia sorte dal suo contegno. Se non mi amava, sarebbe +passata oltre con disprezzo, e forse con isdegno, +se mi amava avrebbe raccolto i miei fiori. Con +tale determinazione mi recai da un giardiniere ed +acquistai delle violette mammole e dell'eliotropio.</p> + +<p>Il mazzetto voleva dire: — <i>modestia, vi amo con +ebbrezza</i>. Avrebbe essa inteso o indovinato il mio +pensiero? era dubbio; ma in ogni caso i miei fiori avevano +un significato evidente, e ciò bastava per darmi +la prova del suo aggradimento o del suo disprezzo.</p> + +<p>Me ne tornavo a casa deciso di tentare la sorte, +quando la Veronica mi venne incontro sulle scale +annunziandomi che mio zio s'era messo a letto colla +febbre. Deposi il mazzolino di fiori nella mia stanza, +e corsi pel medico che condussi subito dal malato. +</p> + +<p><span class="pagenum">[10]</span>Il dottore lo conosceva da molti anni, lo esaminò +attentamente, e toccandogli il polso lo interrogò. +Mio zio accusava una prostrazione di forze generale, +e molte sofferenze nervose.</p> + +<p>— Monsignore ha forse ottemperato con troppo +rigore ai digiuni quaresimali?</p> + +<p>Veronica dietro le tendine del letto dimenava la +testa in segno negativo.</p> + +<p>Mio zio rispose che non potendo alterare le sue +abitudini senza danno della salute, s'era sempre cibato +col solito sistema.</p> + +<p>— Ma pure, — insinuava il dottore, — deve essere +avvenuta qualche infrazione al metodo regolare +di vita.</p> + +<p>— Sicuro, — rispose Veronica, — dopo cambiato +l'orario del coro, Monsignore non è stato più bene.</p> + +<p>— È verissimo, — soggiunse il malato, trovandosi +cambiata l'ora del vespro, ho dovuto alterare +di conformità l'ora della messa, della colazione, del +passeggio e del pranzo. Il ritardo del vespero ha +perturbato l'ordine della mia vita e delle mie funzioni.</p> + +<p>— Ecco, ecco, — soggiunse il medico, — ecco +scoperta la causa. Ripareremo facilmente allo sconcerto, +ma bisogna assolutamente che Monsignore si +decida a modificare il suo sistema di vita. Non va +bene rendersi troppo schiavi delle proprie abitudini, +perchè ad ogni fortuita alterazione s'arrischia +di cadere malati. Monsignore ha bisogno d'esercizio +all'aperto, all'aria ossigenata dei monti.</p> + +<p>Scrisse la ricetta, poi continuò:</p> + +<p>— Mi pare che Monsignore posseda un poderetto +in Valtellina?</p> + +<p>— Oh, — rispose mio zio, — una casetta e pochi +campi. +<span class="pagenum">[11]</span></p> + +<p>— Benissimo. Nella prossima estate bisogna visitare +la casetta e andare ai bagni di Bormio.</p> + +<p>— Sono tanti anni che non mi muovo da Milano....</p> + +<p>— E appunto per questo bisogna rompere le abitudini +troppo regolari, per ristabilire le forze. Monsignore +non è vecchio, ma la vita sedentaria rende +flosci, e ci apparecchia una vecchiaia precoce e +piena di sofferenze. Monsignore vada ogni anno a +prendere i bagni, si muova, respiri l'aria pura dei +monti....</p> + +<p>— Vedremo, vedremo, — rispondeva mio zio.</p> + +<p>Il dottore avendo date le sue istruzioni alla Veronica, +raccomandò al malato la quiete, e partì, ma +le sue idee avevano sconvolto la casa. Mio zio al +solo pensiero d'un viaggio provò una recrudescenza +di tutte le sue sofferenze, ed alla sera si sentì raddoppiata +la febbre.</p> + +<p>La Veronica non poteva darsene pace:</p> + +<p>— Benedetti dottori! — esclamava, — essi trovano +tutto facile, ordinano colla stessa indifferenza +un decotto di camomilla e l'amputazione d'una +gamba. Bisogna non conoscere il padrone per imporgli +un viaggio in Valtellina. Misericordia!...</p> + +<p>Basti il dire che riceve le visite di riguardo tenendo +l'occhio fisso sul pendolo, e quando la lancetta +dei minuti indica il momento preciso destinato +ad altre occupazioni, si alza, con un pretesto +rompe il colloquio più interessante, ed obbliga i visitatori +ad andarsene.</p> + +<p>Un giorno mi raccontò che avendo incontrato +l'Arcivescovo, e questi avendolo invitato a seguirlo +per intrattenerlo d'un affare importante, sul più +bello del discorso lo abbandonò in mezzo alla strada +con una scusa, avendo udito suonare l'ora del pranzo.</p> + +<p>Se trova sul piatto il tovagliuolo piegato in bislungo +<span class="pagenum">[12]</span> +invece che in quadro, tale disordine gli fa +perdere l'appetito. Se alla sera quando va a letto +vede la boccia dell'acqua davanti i fiammiferi, mi +fa una scena del diavolo enumerando tutti gli inconvenienti +ai quali lo espongo, caso mai avesse bisogno +di accendere il lume nella notte. Immaginarsi +d'esporre un tal uomo ai ritardi delle diligenze e +dei battelli del lago, è cosa da farlo morire!... — </p> + +<p>Io cercavo di consolarla alla meglio, ma invano.</p> + +<p>Il giorno seguente il medico trovò il malato più +tranquillo, scrisse un'altra ricetta, ordinò dieta più +sostanziosa, e due dita di vino vecchio... poi soggiunse:</p> + +<p>— Monsignore si troverà bene dopo i bagni di +Bormio e il suo viaggio nelle montagne....</p> + +<p>Veronica alzava gli occhi al cielo e dimenava la +testa.</p> + +<p>Per buona fortuna il malato non tardò molto a +ristabilirsi ed a riprendere le sue abitudini.</p> + +<p>Ma intanto, occupato nell'assistenza di mio zio, +non ebbi il tempo di fare la progettata esperienza +e i miei fiori appassirono. Poveri fiori!... ho passato +una sera a contemplarli come un triste presagio. +Essi mi presentavano l'immagine della gioventù +che passa, mentre la mia stella brillava forse +in qualche festa spargendo dintorno la luce e il +profumo della sua bellezza! Mi affacciai alla finestra +odorando distrattamente il mio mazzetto avvizzito. +Essa comparve improvvisamente, e mi sembrò +di scorgere nel suo rapido sguardo un leggiero +indizio di sorpresa, dissimulato ben tosto, ma non +abbastanza prontamente da non lasciarmi indovinare +dal cipiglio severo un senso di <a name="tn12" id="tn12"></a>malcontento, che interpretai +come un effetto di gelosia. Come era bella +con quel cipiglio che pareva dirmi: — chi vi diede +<span class="pagenum">[13]</span> +quei fiori?... In quell'istante passava per la via uno +spazzino, io gettai con destrezza il mazzetto di fiori +nella sua carriola; essa vide il mio atto, i suoi lineamenti +mutarono espressione, sorrise a fior di +labbra, mi guardò con soddisfazione e scomparve.</p> + +<p>Io aveva letto sul suo volto una nuova prova +d'amore. Leggiero come l'uomo felice, volai per le +scale, e accorsi al negozio di fiori. Mi feci approntare +un nuovo mazzetto più bello del primo. Si componeva +d'una rosa nel centro, circondata da violette +mammole ed eliotropi. Quei fiori esalavano un +profumo soave, e dicevano chiaramente: <i>bellezza e +modestia, vi amo con ebbrezza</i>. Ritornato a casa, +aspettai la solita ora nella quale vedevo la contessa +Savina passeggiare in giardino. Intanto io +deponeva un bacio sopra i miei fiori e invidiando +la loro sorte, insegnavo loro che cosa dovessero +dire se ella si fosse degnata di raccoglierli; e parlavo +a quegli esseri delicati come si farebbe con +dei fanciulli, incaricandoli d'una commissione importante. +E pensavo al destino della vita, alla bontà +della natura che metteva in mia mano quei simboli +dell'anima innamorata, affinchè fossero gli interpreti +del mio affetto giovanile, coi loro vaghi +colori, e gli olezzi penetranti, sotto gli occhi di una +leggiadra fanciulla!</p> + +<p>Finalmente sonavano le due ore dopo il mezzodì +quando dalla mia finestra la vidi entrare in giardino +come un'apparizione celeste.</p> + +<p>Era una splendida giornata di maggio, e pareva +che ne aspirasse con voluttà l'aria oscillante e +pregna d'atomi fecondi di vita.</p> + +<p>Contemplò le piante con ammirazione, innalzò al +cielo uno sguardo sereno, poi rivolgendo gli occhi, +mi vide alla finestra coi fiori. +<span class="pagenum">[14]</span></p> + +<p>S'era arrestata un istante, allungando il braccio +per ispiccare un ramoscello, quando il mio mazzetto +cadde a' suoi piedi.... Ebbe un leggiero sussulto come +di paura, lo vide, rimase alquanto perplessa.... mentre +io sentiva la mia vita sospesa. Poi abbassandosi +lentamente lo raccolse, l'odorò, se lo pose in seno, +alzò il capo lanciandomi uno sguardo ineffabile.... +ed io non vidi più nulla.</p> + +<p>Una nube mi oscurò la vista, e caddi nella stanza +come privo di sensi.</p> + +<p>Dopo qualche istante ritornai alla finestra, ma +essa era partita.</p> + +<hr /> +<h2><a name="II" id="II"></a>II.</h2> + +<p>Erano passati alcuni giorni da quell'istante che +mi rendeva felice, quando incominciai a scorgere +una insolita mestizia sul volto della contessa Savina.</p> + +<p>Oh come avrei voluto interrogarla, conoscere il +motivo del suo turbamento, e consolarla. Impossibile!...</p> + +<p>Io leggeva bene ne' suoi sguardi un'espressione +d'affanno, ma come decifrarne la causa? Una sera +pareva che non potesse staccarsi dalla finestra; il +suo sguardo melanconico non prendeva più le precauzioni +del solito giro per giungere a me, ma mi +colpiva direttamente, e durava a lungo, languido e +doloroso. Finalmente l'oscurità succedendo al crepuscolo, +gli oggetti apparivano indistinti, io non +distingueva più i suoi lineamenti, e solo discerneva +la sua graziosa persona, flessibile come il gambo +<span class="pagenum">[15]</span> +d'un fiore, appoggiata alla finestra; e mi parve di +scorgere che mettesse una mano sugli occhi, e un'altra +mano sul cuore.... e poco dopo scomparve.</p> + +<p>All'indomani tutte le imposte del palazzo erano +chiuse, essa era partita. Partita da Milano!... e le +carrozze continuavano a circolare nelle vie, la gente +andava e veniva come al solito, tutti i negozi erano +aperti, il sole brillava sulle aguglie del duomo.... +eppure Milano mi pareva morta, le strade squallide, +il cielo buio, la folla un assembramento di fantasmi. +Mi sembrava impossibile che la vita potesse ancora +durare in quel vuoto, mi pareva che le anime dei +miei concittadini fossero uscite dalla città, e che i +corpi continuassero materialmente il loro giro automatico +in un mondo spento. Entro di me era uno +sbalordimento, una malattia dell'anima, dalla quale +s'era staccata una parte, e la migliore. Vagai tutto +il giorno per le vie come un insensato, urtando i +passanti, guardando macchinalmente le carrozze, +ove mi pareva che sedessero donne di legno cogli +occhi di vetro.</p> + +<p>Gli organetti mi mettevano in fuga, la musica mi +batteva nella testa come un martello, gli uomini +che ridevano mi parevano matti, e mi facevano +paura.</p> + +<p>Mi trascinai a casa per l'ora del pranzo, pensando +che un ritardo avrebbe potuto far ricadere malato +mio zio, e mi misi a tavola senza poter inghiottire +un boccone. Alle sue interrogazioni risposi confusamente +accusando un dolore di capo.</p> + +<p>Dopo pranzo la Veronica venne a raccontarci +come la cosa più naturale del mondo, che i nostri +vicini erano partiti per la campagna. I conti di +Brisnago lasciavano Milano ogni primavera, e non +ritornavano che alla fine d'autunno. Io non ne sapeva +<span class="pagenum">[16]</span> +nulla. Avevo veduto la Savina per la prima +volta nel passato novembre, e avanti quell'epoca +ignoravo perfino chi abitasse il palazzo, e non mi +accorgevo se fosse chiuso od aperto. Dopo di averla +veduta, non vidi altro che lei sola in tutto Milano, +e dentro il mio cuore. Non mi ero mai interessato +di conoscere la sua famiglia, il padre, la madre, i +parenti. Vedevo bene una signora attempata al +suo fianco, nel salotto o in carrozza, ma la vedevo +come un'ombra, senza arrestarvi sopra nè +l'occhio, nè il pensiero.</p> + +<p>Le notizie di Veronica mi sbalordivano, come +qualche cosa di straordinario, tanto mi pareva impossibile +che Savina fosse una donna come le altre.</p> + +<p>Alla sera nel mio letto, pensando ai lunghi mesi +che avrei dovuto passare nella solitudine, inondai +il mio guanciale di lagrime, e durai alcuni giorni +trasognato e ingrugnito.</p> + +<p>La partenza di mio zio fu il primo diversivo che +venne a mettermi nuovamente in comunicazione +colle cose volgari della vita. Malgrado l'opposizione +insistente di Veronica, il dottore aveva perseverato +nella sua opinione, dimostrando la necessità di mandare +mio zio ai bagni di Bormio. Essendo molti +anni che non visitava la sua casetta in Valtellina, +appigionata a un vecchio maestro di scuola, mio +zio contava arrestarsi due giorni dal parroco del +villaggio di X**, e poi di passare al paese dei bagni.</p> + +<p>I preparativi della partenza furono lunghi e laboriosi. +Da un mese non si parlava d'altro, mio zio +prendeva continue informazioni sulle ore della partenza +e dell'arrivo delle vetture, e sulle fermate, i +prezzi dei posti, le coincidenze dei battelli sul lago, +sul viaggio da Colico a Bormio, sui locali, e il regime +dei bagni e le analisi chimiche delle acque. +<span class="pagenum">[17]</span> +Poi enumerava i beneficii, gl'inconvenienti, i pericoli, +i disagi della cura ordinata, le speranze che +dovevano sostenerlo all'impresa. Veronica apparecchiava +i sacchi da notte con tutte le precauzioni +immaginabili, mettendo in ordine i tabarri di +varie gradazioni, e tutti gli accessorii occorrenti, +le pastiglie per la tosse e la magnesia calcinata, +il tabacco da naso e i fiammiferi. Si prendevano +note per non dimenticare gli oggetti indispensabili, +per ricordarsi le minime precauzioni, per seguire +a puntino le raccomandazioni del medico.</p> + +<p>La diligenza per Como partiva alle dieci, e al +giorno fissato mio zio mi fece svegliare col lume, +prima del levare del sole, per tema di trovarsi in +ritardo avendo mille commissioni da darmi. Abbiamo +lasciata la casa un'ora prima della partenza; preceduti +da un facchino che portava il bagaglio e l'ombrello, +e seguiti fino alla porta dalla Veronica, che +piangeva raccomandando a Monsignore di guardarsi +dalle correnti d'aria, dai cibi pesanti, dal freddo e +dal caldo, chiedendogli se avesse in saccoccia la +scatola, gli occhiali, il portafogli, i guanti di lana, +pregandolo di scriverci subito appena giunto.</p> + +<p>Egli voleva fare il disinvolto, ma si vedeva dalla +sua fisonomia che sentiva tutta la gravità dell'impresa. +Voleva rassicurarci, ed era più agitato di noi +e camminava rammentandoci le sue commissioni, la +lettera al Cancelliere arcivescovile, il libro a Monsignor +Decano, un piccolo pagamento, una mancia, i +saluti all'abate X** e a sua sorella.</p> + +<p>Finalmente quando piacque a Dio si giunse all'ufficio +della diligenza. Colà mille domande calorose +agli impiegati che rispondevano freddamente, senza +nemmeno alzare la testa dai loro registri. Raccomandazioni +iterate ai facchini sul collocamento del +<span class="pagenum">[18]</span> +bagaglio, che gettavano sulla carrozza col capo ingiù +e con tale sguaiataggine da far raccapricciare la +Veronica se li avesse veduti. Quando i viaggiatori +salirono in carrozza, mio zio mi diede due grossi +baci sulle gote, io gli raccomandai di aver cura +della sua salute e rimasi fermo sulla via, rispondendo +a' suoi saluti, ed ai suoi cenni fino a che la +vettura scomparve. Allora mi avvidi che volevo +bene a quel povero vecchio, sentendo come un groppo +che mi strozzava la gola. Talvolta io lo trovava +noioso, ed anche ridicolo; ma tali passeggiere impressioni +non mi rendevano ingrato verso colui che mi +aveva raccolto come un figliuolo, e mi colmava di +benefizi. La vita comune ci avvezza all'affetto, ma +le separazioni lo rivelano. Ritornando sui miei passi +io faceva caldi voti per la sua salute, e pregava il +cielo di rimeritarlo del bene che mi aveva prodigato.</p> + +<p>La casa mi parve deserta senza di lui, e la Veronica +ed io non eravamo i soli a provare quel vuoto +prodotto dall'assenza; anche il suo gatto prediletto +lo andava cercando per le stanze, miagolando +con affannosa insistenza. Povera bestia! io che +prima non lo guardava nemmeno, sentivo il bisogno +di carezzarlo, e di dargli qualche bocconcino +in ricompensa dell'affezione che dimostrava pel suo +buon padrone.</p> + +<p>Oh! la vita è tutta un intreccio d'affezioni e di +distacchi, di legami e di lacerazioni, di conquiste +e di sconfitte, e il cuore invecchia, come il veterano +che ha perduto le gambe sui campi di battaglia.</p> + +<p>Ho passato l'estate studiando ed apparecchiandomi +agli ultimi esami, che ebbi la fortuna di compiere +felicemente procurandomi la soddisfazione +di annunziare con una lettera a mio zio, che avevo +<span class="pagenum">[19]</span> +ottenuta la patente di maestro, con attestati di +lode.</p> + +<p>Finite le occupazioni scolastiche, ripresi con grande +alacrità la mia tragedia, per dare qualche sfogo alla +passione che mi esaltava.</p> + +<p>L'espressione d'un amore represso mi faceva sgorgare +dei versi ispirati, e quantunque il palazzo +Brisnago fosse sempre chiuso, la divina mia musa +mi appariva come in celeste visione; la lontananza +aveva idealizzato il mio amore, io la vedeva coll'immaginazione, +circondata da un'aureola di luce, +mandarmi un pensiero, che attraversando rapidamente +lo spazio giungeva nella mia cameretta come +un raggio vivificante.</p> + +<p>Un giorno divagavo la mente in quel modo fantastico +che sorrideva alla mia solitudine come un +preludio di gloria e d'amore, quando la Veronica, +spalancata violentemente la porta, mi annunziò il +ritorno dello zio, correndo precipitosamente giù dalla +scala per incontrarlo. Scosso dall'ebbrezza de' miei +pensieri, come un uomo destato improvvisamente +dal sonno, gli corsi incontro barcollando. Egli si +gettò nelle mie braccia e mi strinse affettuosamente +sul cuore. Mostrava un aspetto floridissimo. +Il dottore aveva avuto ragione, il viaggio e i bagni +gli tornarono utilissimi. Mi disse che da principio +ebbe a soffrire qualche incomodo per le mutate +abitudini, ma poi l'aria dei monti, l'esercizio, il +buon regime e la lieta compagnia lo ristabilirono +perfettamente in salute.</p> + +<p>Finiti i reciproci abbracciamenti, e soddisfatta +pienamente la curiosità di Veronica intorno ai +minimi incidenti dell'assenza e del viaggio, mio zio +mi prese per mano con insolita gravità, mi condusse +nello studio, chiuse la porta, si sedette sulla +<span class="pagenum">[20]</span> +sua vecchia e prediletta poltrona di pelle, mi fece +sedere vicino a lui, e con accento affettuoso incominciò +a parlarmi in questi termini:</p> + +<p>— La lettera che mi annunziava il risultato finale +de' tuoi studi mi ha portato somma consolazione, e +desideravo vivamente di tornarmene a casa per +farti a voce le mie congratulazioni. Hai finito lodevolmente +la prima parte della vita, quella che apparecchia +l'avvenire, quella dalla quale dipende in +gran parte tutta la nostra esistenza. L'età matura +e la vecchiaia possono considerarsi come legittime +conseguenze della gioventù. Le prime impressioni +riescono più durevoli; appunto perchè sono le prime +esse trovano il campo libero e fresco, la natura +ingenua, l'età opportuna a ricevere ogni forma. +Nella quiete e nella solitudine di questa casa, tu +non hai ricevuto che buone impressioni, e le hai +coltivate collo studio assiduo; le lunghe ore passate +nella tua cameretta daranno i loro risultati, ne sono +sicuro. Ora è giunto il tempo che devi entrare coraggiosamente +nella vita sociale, e prendere il posto +che ti è destinato dalla Provvidenza. Ci hai tu pensato, +Daniele?...</p> + +<p>— Ci ho pensato sovente, — io risposi, — e spero, +caro zio, che un giorno non avrà a pentirsi di +avermi raccolto in casa, permettendomi d'attendere +agli studi.</p> + +<p>— Ne sono sicuro e spero bene tanto della tua +condotta morale, quanto della tua cultura. Ma per +giungere ad una meta bisogna mettersi in istrada, +e compiere il dovere che il Signore prescrisse ad +Adamo: « mediante il sudore della tua faccia, mangerai +il tuo pane. »</p> + +<p>— Sono pronto, — risposi, — a dimostrarle la +mia buona volontà alla prima occasione.... +<span class="pagenum">[21]</span></p> + +<p>— L'occasione si presenta opportuna, — egli soggiunse, — e +appunto la tua lettera ti aperse la +porta....</p> + +<p>— Come mai?...</p> + +<p>— Io la comunicai ad alcune persone influenti, +che mi accordarono la loro benevolenza, vivendo +in rapporti quotidiani nello stabilimento balneare +di Bormio, e mi promisero il posto di maestro appunto +nel villaggio di X**, ove andresti ad abitare +la mia casetta....</p> + +<p>— In Valtellina?...</p> + +<p>— In Valtellina! Il vecchio maestro mio locatario +ha ottenuta una pensione dal Comune, e si ritira a +Sondrio coi suoi parenti. Io pongo a tua disposizione +la mia casetta e i pochi campi, una sommetta +di denaro pei necessari ristauri, ti raccomando +al mio buon amico il parroco don Vincenzo +Liserio, ed all'ottima famiglia Bruni, che conosco +da tanti anni, e te ne vai a vivere beato e felice +in quell'aria elastica delle montagne che stuzzica +l'appetito e conserva la salute.... Ecco quanto mi +premeva di comunicarti, e credo che sarai contento +di così bella notizia!...</p> + +<p>Rimasi sbalordito, e senza parole. Pensando alla +finestra del palazzo Brisnago, che si sarebbe fra +poco riaperta, alla riapparizione della divina fanciulla, +alla felicità di rivederla e di riprendere +quelle soavi contemplazioni, tanto indispensabili +alla mia anima, quanto l'aria ai miei polmoni, Milano +mi appariva in tutta la sua bellezza. Io vedevo come +in un sogno rapido, intenso, tutti gli splendori della +città, il lusso, i corsi, i teatri, una scena spettacolosa +irradiata da uno sguardo che animava ogni +cosa, mentre le parole dello zio m'indicavano confusamente +e lontano un povero villaggio deserto +<span class="pagenum">[22]</span> +al piede delle Alpi, con un orizzonte di montagne +nevose nel fondo.</p> + +<p>Mio zio mi guardava in silenzio, aspettando tranquillamente +la mia risposta. Io sentiva tutto l'orrore +della mia posizione, ed una lotta terribile si +agitava nel mio animo. Finalmente, vedendomi esitante, +egli soggiunse:</p> + +<p>— Io confesso che aspettavo tutt'altra accoglienza +alla mia proposta, e mi sorprendo assai +della tua esitazione.</p> + +<p>— Caro zio... l'idea di abbandonare Milano mi +opprime talmente, che forse mi sfuggono i vantaggi +della proposta che mi fa. Un collocamento che mi +permettesse di continuare a vivere presso di lei +sarebbe il mio più ardente desiderio, ma allontanarmi +dalla sua casa, e da Milano, io solo, per recarmi +in un ignoto villaggio, è un progetto che mi +spaventa... le confesso ingenuamente la verità....</p> + +<p>— Ma come vuoi che un giovane appena ottenuta +la patente di maestro trovi il modo di collocarsi a +Milano? questa è davvero una strana pretesa! Bisogna +che ciascheduno percorra la propria strada, +incominciando dai primi passi; quando avrai acquistati +dei titoli maggiori potrai ottenere degli avanzamenti, +e coi meriti e il tempo ritornare anche a +Milano. Ma dovendo incominciare con un posto +modesto, dimmi ove potresti essere più felice che +in un villaggio, nel quale trovi una casa e dei +campi che ti vengono ceduti gratuitamente, e dei +vecchi amici della nostra famiglia disposti ad accoglierti +colle braccia aperte, come un'antica conoscenza?... +Tutti non hanno di queste fortune... ma +nessuno sarebbe così difficile di contentare... e devo +dirtelo francamente, nessuno tanto ingrato verso +la sorte!... +</p> + +<p><span class="pagenum">[23]</span>Il malcontento di mio zio era evidente, e d'altronde +l'obbligo di lasciare Milano mi sembrava +che corrispondesse ad una sentenza di morte. Tuttavia +per rinunciare ad un impiego, con l'aggiunta +di eccezionali vantaggi, ci volevano delle ragioni +importanti. Diventava inevitabile la necessità di +manifestare il vero motivo che metteva ostacolo +alla mia riconoscenza per questo nuovo benefizio +offerto con tanta cordialità. E mi parve che l'amore +irresistibile che accendeva il mio cuore dovesse +giustificare pienamente la mia condotta, e spiegare +la fede che animava i miei lavori letterari, i soli +che potessero aprirmi la strada della fortuna. Pensai +dunque che fosse giunto il momento d'aprire sinceramente +il cuore a chi mi teneva luogo di padre, +pensai che la mia ingenua confessione l'avrebbe +commosso e convinto, e che avrei trovato nel suo +cuore generoso un consiglio e un aiuto. Deciso a +tale rivelazione, ruppi il silenzio colle seguenti +parole:</p> + +<p>— Zio!.. la mia gratitudine per tutte le bontà +che mi ha prodigato avrà fine colla vita.... Ma io +non posso lasciare Milano; la mia partenza è impossibile. +Un vincolo superiore alla volontà decide +del mio destino!... Io non sono più padrone di me +stesso!...</p> + +<p>Il povero canonico cogli occhi spalancati dalla +sorpresa, colla bocca semichiusa, mi fissava in volto +attentamente senza pronunziare parola, ma il suo +sguardo doloroso e severo m'interrogava con ansiosa +inquietudine. Sentii la necessità di abbreviare le +sue pene, e soggiunsi:</p> + +<p>— Non tema nulla per la mia onestà, non ho commesso +veruna azione malvagia, la coscienza non mi +rimprovera alcuna colpa... ma io amo, amo teneramente +<span class="pagenum">[24]</span> +una fanciulla, e tutte le mie aspirazioni tendono +a meritarmi la sua affezione.... abbia pietà del +mio cuore....</p> + +<p>Mio zio si alzò in piedi, e fece un giro per la +stanza, come se volesse acquetare l'animo esagitato, +prima di rispondermi. Io pure m'ero alzato da sedere, +e diritto in un angolo della stanza, rivolto +verso il mio giudice, colle mani giunte e con voce +commossa, andavo ripetendo queste parole:</p> + +<p>— Abbia pietà del mio cuore.</p> + +<p>Dopo alcuni giri, egli mi si arrestò dirimpetto, +esclamando con parole interrotte:</p> + +<p>— Non me l'aspettavo... così presto!... Ah gioventù, +gioventù! che non sa mettere freno alle sue +passioni, che si lascia trasportare facilmente in +balìa del pericolo... che non diffida dei precipizii!... +mah!.. fragilità dell'umana natura!...</p> + +<p>E continuava i suoi giri. Dopo qualche sospiro +che parve sollevarlo da un peso, raddolcendo a poco +a poco la voce, come un uomo rassegnato che ha +preso una determinazione decisiva, soggiunse:</p> + +<p>— Ebbene... pazienza!... pazienza!... vedremo di +accomodare anche questa.... Sei molto giovane... ma +privo di famiglia... e talvolta una buona compagna +può salvare un giovane da pericoli gravi... Iddio +benedice le buone famiglie... e il mio desiderio è +di vederti contento.</p> + +<p>A tanta bontà caddi ginocchioni ai suoi piedi, io +sentiva la riconoscenza fino all'entusiasmo, la vita mi +sorrideva, presi le mani di mio zio e le ricopersi di +baci, e vidi due grosse lagrime che scendevano sulle +guance rugose del povero vecchio, commosso dalle +mie dimostrazioni affettuose. Io mi sentiva rinascere.</p> + +<p>Poi dopo breve sosta, guardandomi con occhio +benevolo, +<span class="pagenum">[25]</span></p> + +<p>— Su via, — mi disse, — ora puoi completare la +confessione, e dirmi senza altre ambagi il nome +della tua innamorata!</p> + +<p>Mi alzai, e sorrisi ingenuamente, ma esitavo a +pronunziare il suo nome. Egli mi fece coraggio dicendomi:</p> + +<p>— Su via, sbrigati... andiamo alla fine.</p> + +<p>Allora io dissi balbettando:</p> + +<p>— È la contessa Savina Brisnago....</p> + +<p>Non mi è possibile descrivere l'effetto prodotto +sullo zio dalle mie parole.</p> + +<p>Dapprima rimase come istupidito dall'impreveduta +sorpresa, poi diede in uno scroscio così impetuoso +e violento di risa, che temetti per un istante +che gli avesse dato di volta il cervello. Furono +tre assalti successivi, così clamorosi, così sbardellati, +e irresistibili, che lo facevano evidentemente +soffrire, ma non poteva calmarsi. Si contorceva +sopra una sedia, convulso; pareva che si calmasse +un istante, soffiava e ansava, e poi già un altro +assalto più sganasciato del primo, accompagnato da +singhiozzi e da lagrime... una vera tortura.</p> + +<p>Ritto, immobile, insensato, io era rimasto al mio +posto, e un brivido mi percorreva le membra, come +se mi fosse caduta addosso una doccia d'acqua +gelata.</p> + +<p>— Mio Dio!... non ne posso più... — furono le +prime parole di mio zio... poi il pover'uomo mi +domandava scusa, voleva riprendere la sua serietà, +ma ricadeva nelle risa. Dopo una lunga vicenda di +soste e di ricadute, finalmente giunse a calmarsi +intieramente, e mi disse:</p> + +<p>— Vedi, Daniele, non è per offenderti, ma la tua +ingenua rivelazione mi riuscì così impreveduta, così +strana, così esorbitante, che ne rimasi colpito, e +<span class="pagenum">[26]</span> +poi una convulsione irresistibile mi assalì con tale +violenza, che credevo morire. Che vuoi?... se tu fossi +uno sciocco, non mi sarei sorpreso di nulla, ma colla +tua intelligenza, col tuo buon senso, colla tua modestia +e moderazione in ogni cosa, vederti così +tranquillamente annunziarmi il nome della contessa +Savina come la cosa più naturale del mondo... +ne sono rimasto colpito... e mi hai fatto terribilmente +soffrire.... Ora che è passata, ti prego di +dirmi, come mai ti è entrata in testa una simile +dabbenaggine!... Tu non ignori certamente il numero +di milioni attribuiti alla famiglia Brisnago?...</p> + +<p>— Non ci ho mai pensato....</p> + +<p>— Non hai mai veduto i dodici cavalli delle scuderie, +il lusso degli equipaggi, lo sfarzo signorile +della casa, i numerosi domestici....</p> + +<p>— Ho veduto... e non ho veduto... ho veduto materialmente +cogli occhi, ma non ci ho mai arrestato +il pensiero. Non ho mai pensato nè all'ineguaglianza +sociale che ci divide... nè alla mia miseria... +nè alla loro opulenza... ho amato! ho adorato con +entusiasmo... ecco tutto!</p> + +<p>Allora raccontai distesamente a mio zio i più +minuti particolari della mia cieca passione, gli +sguardi modesti di lei, ma perseveranti che mi colpirono, +tutti gli atti che interpretai in mio vantaggio +ed agitarono il mio cuore, l'evidente gelosia +dei fiori appassiti, il mazzetto raccolto in giardino, +la mestizia manifestata la vigilia della partenza, +l'addio misterioso della sera... la mia disperazione... +e le mie speranze.</p> + +<p>Egli mi ascoltò con profonda attenzione, e poi +mi disse:</p> + +<p>— Pur troppo nei giovani l'amore nasce da un +nonnulla, vive di tutto, e non ragiona mai. Le +<span class="pagenum">[27]</span> +fanciulle hanno l'istinto innato di farsi ammirare. +Si fanno belle, vogliono piacere a tutti indistintamente, +e credono che uno sguardo non dica nulla; +poi, quando travedono d'aver colpito, provano una +soddisfazione che le spinge a rinnovare la prova +e ignorando le conseguenze della replica, a poco a +poco si avanzano con leggerezza nella via pericolosa +spinte da sentimenti diversi di simpatia, d'ambizione, +di riconoscenza; animate al giuoco fatale +dalla voluttà del mistero.... In vero non cercano +altri trofei che quelli dell'orgoglio soddisfatto, e +per ottenerli slanciano delle freccie; queste possono +colpire gravemente, ma i feriti non hanno altro +vantaggio che di passare all'ambulanza, e soffrirne +con rassegnazione i dolori, mentre un eroe predestinato +dalla sorte trionfa senza aver combattuto. +Talvolta avviene che qualche audace assalitrice rimane +vittima della propria imprudenza, ed allora +porta per tutta la vita la cicatrice d'una ferita +ricevuta scherzando nei ludi giovanili. Per questo +il candore dell'anima è tanto raro e prezioso, e la +prudenza è una delle prime virtù che le madri dovrebbero +insegnare alle fanciulle. Tu sei rimasto +vittima, povero Daniele, d'uno di questi filtri sociali +tanto diffusi, e tanto pericolosi, dai quali si guarisce +però colla ragione e col tempo. Ma quando si +rimane feriti sul campo di battaglia, bisogna ritirarsi, +per evitare inutilmente nuovi pericoli. Questa +tua disgrazia aggiunge nuovi e più forti argomenti +alla tua partenza. Non tarderai molto, io spero, ad +aprire gli occhi; intanto ritirati tranquillamente, +riposa il tuo spirito, richiama il senso comune al +suo ufficio... un altro giorno parleremo con calma +del resto.</p> + +<p>Uscii dallo studio di mio zio vergognoso e confuso +<span class="pagenum">[28]</span> +della triste figura che avevo fatto; e non avendo +più forza da sostenere una seconda diatriba, non +dissi una parola sulle mie speranze letterarie; il +modo col quale era stato accolto il mio amore non +m'incoraggiava a parlare della gloria con un canonico +che non poteva conoscere nè una cosa, nè +l'altra.</p> + +<p>Ritirato nella mia stanza, mi gettai sul canapè, +piansi dirottamente, e mi addormentai oppresso +dalla stanchezza.</p> + +<hr /> +<h2><a name="III" id="III"></a>III.</h2> + +<p>Mio zio ebbe la delicatezza di non ritornare a +parlarmi nè de' suoi progetti, nè de' miei amori, +lasciando al tempo ed alla riflessione l'incarico di +accomodare ogni cosa. Intanto io passava giorni +malinconici e notti irrequiete, rotolandomi nel letto +senza trovare riposo. Mi sarebbe impossibile raccapezzare +tutti i torbidi pensieri di quelle notti +insonni, che inauguravano la mia gioventù come le +nuvole burrascose dell'aprile annunziano la primavera. +Ma il pensiero dominante era questo: — mi +ama o non mi ama?... Il dileggio e le riflessioni di +mio zio non avevano ottenuto altro risultato.</p> + +<p>L'amore è sempre stato uguale sulla terra, ce lo +dimostra l'adolescente degli antichi, che porta le +ali sul dorso, e la benda sugli occhi. L'innamorato +continua sempre i suoi voli senza saper ove vada; +esso non conosce gli ostacoli che quando vi batta +<span class="pagenum">[29]</span> +sopra col capo, come le vespe alle invetriate. L'amore +non conosce ineguaglianze prodotte dalle vicende +o dalle leggi sociali: esso è un impulso della +natura, è un'aspirazione dell'anima che cerca il +complemento di cui manca.</p> + +<p>Io dunque non pensava più di prima nè alle mie +tasche vuote, nè ai milioni di casa Brisnago; io +pensava semplicemente a questo: — mi ama o non +mi ama? — E sentivo dentro di me che mi amava, +me lo diceva una voce arcana, un senso inesplicabile, +un fremito irresistibile che ricercava tutte le +mie fibre, non solo alla sua comparsa, ma semplicemente +all'udire il suo nome, o nel vedere un +oggetto qualunque che le appartenesse. Ma per convincere +i profani, come mio zio, io sentiva il bisogno +d'una prova materiale, evidente, sicura. Uno +sguardo, un sospiro, un sorriso, una lagrima, sono +prove sufficienti per l'innamorato; ma il mondo? Il +mondo domanda di più. — E il mazzetto di fiori +raccolto? — potrebbe essere un tratto di cortesia, +di stima, di deferenza, mettiamo anche di simpatia +e d'amicizia... ma d'amore? Nessuno potrebbe asserirlo. +Ci vorrebbe qualche cosa di preciso, per persuadere +mio zio dell'amore di Savina, qualche cosa +di decisivo anche per me.</p> + +<p>E se alla prova essa negasse l'amore... se osasse +confermare l'accusa di civetteria che le venne slanciata +da mio zio!... I sospetti sono contagiosi, ed +io incominciava a dubitare di lei, di me stesso, +d'ogni cosa. Se mi fossi ingannato! Se si burlasse +di me! — quale atroce derisione! Eppure una ricca +e bella signora può essa amare sinceramente, candidamente +un povero diavolo! un povero orfano +senza pane! — E poi, se ancora mi amasse, che cosa +ne penserebbero i suoi parenti? — Forse potrebbero +<span class="pagenum">[30]</span> +sospettare che io fossi un ambizioso, spinto +dall'avidità, innamorato dei milioni!... Quale umiliazione! +Ci avrà essa pensato!.. quali possono essere +i suoi progetti? O mi ama come io l'amai sempre... +senza pensare ad altro che ad amare?... Quali dubbi, +quali incertezze, quanti sospetti mi entrarono nell'anima!... +E se tali sospetti dovessero mutarsi +in realtà!.. partirei da Milano all'istante. — Ma se +all'opposto il suo amore fosse puro ed ingenuo come +il mio, se avesse fiducia nella mia fede, nel mio +disinteresse, nel mio ingegno, che può offrirmi i +mezzi d'innalzarmi sino a lei, potrei io abbandonarla, +tradire le sue speranze, partire, lacerando la +sua anima!.. no, mai! — Un'ultima prova è dunque +necessaria, deve essere franca e decisiva.</p> + +<p>Con tale determinazione io aspettava ansiosamente +il suo ritorno, discutendo in me stesso i +diversi progetti che si presentavano al mio spirito +come i più opportuni alla prova fissata. Ma ogni +piano incontrava insormontabili ostacoli. Impossibile +parlarle, difficile farle pervenire uno scritto; +e poi provavo un'insormontabile ripugnanza a confidarmi +ai domestici, e a comprometterla. Volevo +qualche cosa che non lasciasse traccia, un cenno davanti +a Dio, senza altri testimoni.</p> + +<p>Ho deciso finalmente, dopo maturo esame, di attendere +il suo ritorno, e di mandarle un bacio appena +si presentasse alla finestra. E pensava: se mi +renderà il bacio, nessuno a questo mondo potrà +mettere in dubbio il suo amore. Allora il mio dovere +sarà fissato, — meritare la sua affezione, ed +esserle fedele ad ogni costo. Siamo giovani entrambi +e possiamo aspettare; e col tempo e col lavoro si +possono fare miracoli. Si videro tanti poveri che +coll'ingegno e col pertinace volere raggiunsero le +<span class="pagenum">[31]</span> +più cospicue posizioni sociali, che il ritentarne la +prova non può dirsi pazzia. Se mi ama davvero, ho +trovato il punto d'appoggio che domandava Archimede, +e posso muovere il mondo!...</p> + +<p>Se non mi ama, avrò almeno la forza di partire, +e di secondare i progetti di mio zio. Se non mi +ama, che m'importa in quale angolo devo portare +le mie ossa? — Contessa Savina Brisnago, ecco un +uomo in vostra balìa; potete salvarmi od uccidermi. +Se i vostri occhi non mi hanno ingannato, voi mi +amate. Se mi amate, vi domando un bacio a dieci +metri di distanza... ma un vostro bacio darebbe la +vita anche attraverso l'Oceano! Ritornate dunque +alla vostra finestra, e decidete della mia vita.</p> + +<p>Alla mattina seguente mi affacciai al balcone, ma +le imposte del palazzo Brisnago erano sempre chiuse +e le mie invocazioni disperse al vento.</p> + +<p>Così passarono molti giorni. Mio zio mi osservava +e taceva, io dissimulava i miei pensieri, e si tirava +avanti, egli per lasciarmi agio a riflettere ai miei +casi, io aspettando nell'ansia dei timori e delle speranze +il momento fatale che doveva decidere del +mio avvenire.</p> + +<p>Finalmente una mattina essendomi alzato per +tempo, vidi molte finestre aperte nel palazzo Brisnago. +I domestici mettevano in ordine gli appartamenti, +e tutto annunziava il prossimo arrivo.</p> + +<p>Quella giornata mi parve un lungo periodo di +secoli, ogni minuto durava un anno, un anno di +pensieri, di sogni, di progetti, d'entusiasmo e di +pene! Guardavo l'orologio, e pensavo: forse ella +sarà qui fra due ore, e sentendo al pari di me gli +impeti di una passione che trabocca, che dopo lunga +compressione domanda imperiosamente di espandersi, +risponderà al mio bacio ardente con un bacio +<span class="pagenum">[32]</span> +modesto, ma soave come il profumo d'un fiore suscitato +dagli aliti estivi. Sentivo che quel rapido istante +avrebbe bastato ad infondere il genio nell'anima +più fredda, era il soffio creatore che dava vita alla +mia creta, m'innalzava al disopra degli altri mortali, +m'illuminava di quella luce divina che eguagliando +l'uomo agli Dei, lo rese talvolta capace di +creare di quelle opere che eccitano la meraviglia +dei secoli. E progredendo su questa scala, colla +accesa fantasia salivo fra le nuvole ove dopo i più +strani pellegrinaggi finivo all'apoteosi!.. compiuto il +sogno riguardavo l'orologio, e non erano passati +che pochi minuti!.. ma dunque le lancette non +camminavano?... sì, camminavano come i cavalli da +nolo, mentre il mio cervello volava colla rapidità +dell'elettrico.</p> + +<p>Se fossi morto quella sera mi sarebbe parso di +aver vissuto una lunga esistenza. Dunque tutto è +relativo nella vita, il tempo e lo spazio, la miseria +e la ricchezza, le tenebre e la luce.</p> + +<p>Finalmente uno scalpito di cavalli, un rumore di +carrozze che si arrestarono mi scossero dal letargo. +Mi slanciai alla finestra, e vidi i grandi cancelli +del palazzo Brisnago che si aprivano, e gli equipaggi +che entravano. Risoluto all'atto solenne, mi +appoggio al balcone ed aspetto. Pochi istanti dopo +odo un rumore di porte, e vedo un'ombra lontana +che si avanza... era lei!... — Ancora col cappellino +sul capo veniva sorridente alla finestra, a darmi il +saluto del ritorno. Ebbe appena il tempo di vedermi, +che io deponendo un bacio ardente sulle estremità +delle dita della mano diritta raccolta davanti le labbra, +glielo gettava in faccia, come un oggetto che +potesse realmente caderle sul viso. Essa spalancò +gli occhi sbalordita, e fuggì.... +</p> + +<p><span class="pagenum">[33]</span>La sua repentina scomparsa mi rese immobile per +qualche tempo, e quasi asfissiato nel vuoto, e cieco +come un uomo, che abbagliato dalla luce istantanea, +rientra immediatamente nelle tenebre.</p> + +<p>Illusioni, speranze, amore, tutto era svanito: la +vita mi sembrava un'ironia atroce, un inganno, un +supplizio!</p> + +<p>Mi trascinai fino ad una sedia, caddi colla testa +sul tavolino e le braccie penzoloni. Non so quanto +tempo rimanessi in quella posizione, ma quando +alzai la testa era notte.</p> + +<p>Presi una risoluzione assoluta, corsi dallo zio, gli +annunziai l'arrivo della famiglia Brisnago e la mia +partenza per l'indomani.</p> + +<p>Mi applaudì, e s'accinse subito ad apparecchiarmi +le lettere di raccomandazione, mentre io corsi ad +assicurarmi la vettura, ed a prendere le necessarie +disposizioni.</p> + +<p>Alla sera tutto era pronto, Veronica aveva fatto +la mia valigia, e collocato in un baule i libri, le +carte, i vestiti e quanto mi apparteneva. Mio zio +mi consegnò il denaro necessario al viaggio ed al +mio assetto, con le lettere pel parroco, don Vincenzo +Liserio, ed il signor Nicola Bruni, aggiungendo +istruzioni e raccomandazioni infinite, sugli +affari della casa e dei campi, e sulla mia condotta +morale. Poi colle lagrime agli occhi mi diede la +sua benedizione e mi congedò, non volendo alla +mattina alzarsi prima dell'alba, per non rompere +tutto l'ordine della giornata.</p> + +<p>Io gli baciai la mano teneramente, assicurandolo +della mia riconoscenza per tutti i benefizi ricevuti, +della mia ferma volontà di camminare sulla via dell'onore, +e lo lasciai balbettando le ultime parole +strozzate dall'emozione. +</p> + +<p><span class="pagenum">[34]</span>Mi coricai colla testa sconvolta, e piansi tutta la +notte. Alle quattro del mattino accesi il lume e mi +alzai. Presi la medaglia che stava da tanti anni +appesa al mio letto, le diedi un bacio, e mi parve +di sentire la benedizione di mia madre. Mi posi in +tasca quella santa reliquia con religioso rispetto. +Era il solo retaggio di famiglia del povero orfano, +che ritornava a trovarsi solo sulla terra!...</p> + +<p>Apersi il balcone quando le stelle incominciavano +ad impallidire alla luce del crepuscolo. La finestra +dicontro era chiusa; la contemplai lungamente, e +sentivo di non poter distaccare qualche cosa di me +stesso, forse un lembo dell'anima che rimaneva attaccato +a quel palazzo.</p> + +<p>Intanto ella dormiva certamente d'un sonno tranquillo +sotto le candide cortine del suo letto, e mentre +nell'alcova elegante aleggiavano dei sogni color +di rosa, il povero orfano, ferito mortalmente, abbandonava +il tetto ospitale, e andava incontro all'ignoto, +disingannato di quegli sguardi fatali che +gli promettevano il cielo, e poi lo abbandonavano +ramingo sulla terra.</p> + +<p>Veronica entrò nella stanza, portandomi del caffè +e latte caldo, del pane abbrustolato e del burro, volendo +che non partissi digiuno. Cure affettuose d'una +povera donna che non mi doveva nulla, e che pure +ebbe sempre tanti delicati riguardi per me.</p> + +<p>Non poteva staccarmi dalla mia cameretta, muto +testimonio di tanti sogni, e girava gli occhi intorno, +quasi salutando quelle pareti che per tanti anni mi +avevano ricoverato, e veduto crescere, amare, soffrire +e vivere d'illusioni.</p> + +<p>Ma essendo giunta da un pezzo la vettura, dovetti +risolvermi, e scendere le scale, accompagnato +dalla Veronica che singhiozzava. Giunto alla porta, +<span class="pagenum">[35]</span> +mi fu impossibile dirle alcuna cosa, le strinsi la +mano, essa mi gettò le braccia al collo.... ci siamo +baciati piangendo e partii.</p> + +<p>Attraversando le vie di Milano, sentivo di amare +teneramente tutte le case, i selciati, gli alberi, i +banchi di pietra della mia città; li conosceva tutti, +mi ricordavo di averli veduti tante volte e mi pareva +impossibile di poterli lasciare; ma ero trascinato +dal destino, rappresentato da una vetturaccia +da nolo e da un rozzone coi sonagli.</p> + +<p>Pochi momenti dopo, essendo uscito dalla città +ed avviato per la strada postale da Milano a Como, +mi nicchiai nell'infausto veicolo, e chiusi gli occhi +per meditare con pieno raccoglimento sulle mie +sventure.</p> + +<p>Non conosco l'intensità del dolore che accompagna +il viaggio degli esiliati in Siberia, ma non posso +persuadermi che le loro ambascie giungano a superare +gli affanni che ho provati in quel giorno. +Al pari di loro io perdeva la patria, la famiglia, +le affezioni e le speranze della vita, e mi avanzava +verso le fredde regioni dell'esilio e della solitudine.</p> + +<p>Era il mio primo viaggio, non essendo mai uscito +da Milano che a piedi e per poche miglia. Altre +volte l'idea d'un viaggio mi avrebbe acceso d'entusiasmo, +allora invece mi metteva spavento; le +montagne della Valtellina mi si presentavano alla +mente come l'estremo lembo del mondo; chiuso nel +mio dolore io non sentiva nemmeno il bisogno di +osservare le campagne che fiancheggiavano la via, +e i vari paesi che si attraversavano. Il vetturale +si arrestava ad ogni osteria, il cavallo non andava +mai avanti, e arrivammo a Como dopo la partenza +dei battelli a vapore.</p> + +<p>Essendo costretto di attendere l'indomani per +<span class="pagenum">[36]</span> +continuare il viaggio, avrei potuto visitare la città +e i suoi monumenti, e percorrere quei deliziosi contorni +che attirano l'ammirazione dei viaggiatori. +Invece mi chiusi in una stanza d'albergo coi miei +pensieri.</p> + +<p>Il primo disinganno è forse il massimo dei dolori, +perchè non siamo ancora avvezzi a soffrire. Le tinte +rosee che abbellano l'orizzonte all'aurora della vita, +come il firmamento all'alba d'un giorno sereno, se +si mutano all'improvviso nelle tetre nubi d'un temporale, +incutono lo spavento che presentano tutti +i disordini della natura. Però tanto nella primavera +quanto nella gioventù l'orizzonte cambia sovente +d'aspetto, e talvolta un raggio di sole attraversa le +nuvole dell'uragano. Questo raggio di sole comparve +al mio spirito sotto la forma d'un dubbio!... — Se +ella non avesse osato corrispondere al mio bacio?... +Io mi era preparato con lunga premeditazione a +quell'atto decisivo; ma essa fu colta improvvisamente +dalla sorpresa. È naturale che la mia audacia +insolita ed inaspettata l'abbia gettata nello sgomento. +E poi chi sa quale aspetto presentava il mio +volto agitato e sconvolto da un'esaltazione febbrile +sopportata per varie ore!... forse le ho fatto paura.... +E poi una fanciulla che non s'adombra ad un tale +atto ha oramai perduto il fiore più soave della gioventù.... +Essa ignorava completamente le varie peripezie +che mi trascinarono a tale tentativo, essa +giungeva calma e tranquilla dalla campagna, desiderosa +di vedermi, e me ne dava una prova presentandosi +immediatamente alla finestra. Dapprima +io doveva mostrarmi grato alla sua bontà, riconoscente +della sua cortesia, e poi a poco a poco condurla, +trascinarla per gradi a quella dimostrazione +decisiva. Invece con un atto brusco ed acerbo ho +<span class="pagenum">[37]</span> +precipitato la catastrofe, ho commesso un'azione +grossolana e volgare, ingiustificabile, che doveva +produrre un effetto contrario al desiderato. Che +cosa prova dunque la sua fuga?... poteva essa fare +altrimenti?... Io non sono che uno sciocco, ho scalzato +le fondamenta d'un edifizio, e poi mi sorprendo +che la fabbrica crolli. Io sono un imbecille.... ecco +la verità! Quella simpatia irresistibile, alimentata +dalle assidue contemplazioni che andava sempre +maggiormente prendendo l'aspetto d'una passione +sincera, rivelata da lunghi e profondi sguardi, e da +mille prove che non isfuggono al giudizio acuto di +chi ama, quella passione che progrediva lenta, ma +tenace nel suo cammino, e già dimostrava d'avere +resistito alla lontananza ed alle varie distrazioni +di un'intiera stagione, quella passione soave io l'ho +troncata con un atto violento, imprudente, inesplicabile, +io stesso l'ho obbligata ad arrestarsi, a misurare +il pericolo, a fuggire spaventata!...</p> + +<p>Imbecille!... ed ho disertato il mio posto al primo +rovescio, senza riparare il mio fallo, senza tentare +una nuova prova! All'indomani avrei potuto dimostrare +il mio pentimento, e mi avrebbe perdonato. +Calmata la prima impressione, ella stessa forse +pensa di riparare la troppo brusca ripulsa, forse il +suo cuore le spiega l'arcano, ed essa mi attende +alla finestra, per consolarmi con uno sguardo divino +del suo rifiuto!...</p> + +<p>Oh! non è possibile esitare un istante di più, io +devo ripartire immediatamente per Milano, e riparare +il torto della mia fuga precipitosa, una risoluzione +insensata non deve decidere la sorte di +tutta la vita.... Con tali pensieri uscii dall'albergo +per correre in traccia d'una vettura.</p> + +<p>Vagai lungamente per le vie senza sapere ove +<span class="pagenum">[38]</span> +andassi, lottando fra gli opposti pensieri. Che cosa +avrei detto a mio zio per giustificare il mio ritorno? +Come mi avrebbe egli accolto? aveva io il diritto +di scialacquare il denaro ch'egli aveva destinato +al mio viaggio ed alla mia dimora mostrandomi +leggiero, capriccioso, vano, insensato? Una volta +entrato nella via delle riflessioni non mi mancarono +argomenti per persuadermi che era tempo di finirla +colle pazze fantasticherie, e di pensare in sul sodo. +D'altronde, ritornandomi in mente le savie osservazioni +del mio benefattore, coll'accompagnamento +delle risa convulse, mi si risvegliava quel senso di +dignità che l'amore aveva assopito. Pensai che i +grandi favori della fortuna non bisogna chiederli, +ma meritarli, pensai che nella solitudine che mi +attendeva avrei forse trovato nuove forze per tentare +la prova letteraria che mi restava ancora come +un filo di speranza per l'avvenire. Allora mi parve +nuovamente che il mio <i>Lucchino Visconti</i> rivelasse +tale novità e altezza di concetti da aprirmi l'adito +ad una splendida vita letteraria. Tale fiducia nell'avvenire +mi spinse a tentare nuove prove, e decise +della mia sorte. — Partirò per la Valtellina, dissi +fra me; alcuni mesi di lavoro basteranno a completare +la mia tragedia ed a perfezionarla. Ritornerò +a Milano col mio tesoro nel sacco; e quando +avrò raccolto la palma del trionfo, quando tutti i +giornali avranno proclamato l'immenso successo del +<i>Lucchino Visconti</i>.... mi presenterò alla finestra.... +rinnoverò la prova.... allora la gloria mi darà diritto +all'amore.... forse potrò sperare d'aver meritato +un bacio dalla contessa Savina. +</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum">[39]</span></p> +<h2><a name="IV" id="IV"></a>IV.</h2> + +<p>Dopo lungo girovagare, avvicinandosi la notte +e sentendomi stanco, sfinito, rientrai nell'albergo. +Nella gioventù le passioni più violente tolgono l'appetito +ed il sonno fino ad un certo punto, oltre al +quale la natura si rivolta e reclama i suoi diritti. +Chiesi da pranzo, e subito da bere, chè mi sentivo +la gola inaridita. Mi servirono un vinetto bianco +che mi parve il néttare degli Dei, c'era qualche +cosa in quel vino che calmava l'anima agitata, esilarava +lo spirito, sorrideva alle illusioni, rinfrancava +le speranze. Mangiai con sufficiente appetito +per un innamorato cotto, e mi sentii rinfrancato lo +stomaco, ma oppresso dalla stanchezza. Rientrato +nella stanza mi coricai. La veglia della notte antecedente, +il viaggio mattinale, la fatica del lungo +passeggio, il cibo sostanzioso e il vino eccellente +m'immersero in un sonno così intenso, che non mi +risvegliai che all'aurora. Era una deliziosa mattina +d'autunno, io mi sentiva rinvigorito dal riposo, consolato +da una speranza di gloria, e predisposto dall'amore +a sentire le bellezze della natura. A vent'anni +non si possono trovare migliori condizioni +per godere quello stupendo spettacolo del lago di +Como. Salito sul ponte del battello a vapore io non +sapeva ove arrestare gli sguardi, e quando uscii dal +<span class="pagenum">[40]</span> +porto la mia sorpresa sorpassò ogni aspettativa, e +concentrò tutta la mia attenzione.</p> + +<p>Un cielo perfettamente sereno, un'aria leggera e +trasparente permettevano all'occhio di distinguere +con precisione i monti più lontani colle vette acuminate +tinte in violetto dai raggi del sole, le colline +boscose che scendono fino al lago e si specchiano +nelle acque, colle loro ville sontuose e coi +paesetti pittoreschi che torreggiano sulle rive. Alcune +barchette pavesate vagavano sulle acque calme, +che apparivano verdi o turchine secondo la luce +del cielo o le ombre delle rive.</p> + +<p>Io osservava estatico quel delizioso paesaggio che +varia lo spettacolo a misura che si avanza, e sentivo +che l'aspetto di una bella natura è benefico +agli afflitti, e infonde la rassegnazione e la calma. +La mestizia dei pensieri mi rendeva più attraente +l'incanto di quelle delizie che sembrano un sorriso +di promesse e di gioia. La fantasia mi riportava +sovente a colei che stava in cima dei miei pensieri, +e l'immaginazione giovanile si piaceva dipingermi +la vita al suo fianco in una di quelle villette circondate +da ombre misteriose di fitte piante, e abbellite +di fiori che eccitavano la mia ammirazione. +E talvolta sognavo che ella fosse divenuta la mia +compagna, ch'io l'avessi lasciata per qualche giorno +e ritornassi alla nostra villa; e mi sembrava vederla +appoggiata ad una terrazza aspettando il mio +arrivo, e mi sentivo il bisogno di annunziarle la +mia presenza, sventolando il fazzoletto.</p> + +<p>Ma ciò che per me era un sogno, per altri era +realtà. In ogni paesello, ad ogni approdo, si vedevano +dei volti sorridenti accogliere gli ospiti, gli +amici, i congiunti, o salutare i passaggeri. Io solo +non avevo una mano che si stendesse per mandarmi +<span class="pagenum">[41]</span> +un saluto, io povero orfano andavo a guadagnarmi +il pane in un deserto villaggio delle montagne, e +fuggivo lontano da colei che avrebbe potuto fare +la felicità della mia vita. Fantasticando in tal modo +sugli umani destini, il mio sguardo si arrestava +sopra le povere casupole dei pescatori, e pareva +che una mano misteriosa mi additasse quelle catapecchie +per mostrarmi che dovunque si vada la miseria +sta al fianco della ricchezza, e talvolta si avvicendano +sulla ruota della fortuna; la miseria è +sovente il prodotto dell'ignoranza, come le ricchezze +sono il frutto del lavoro e dell'ingegno, e appunto +molti di quei caseggiati sul lago rappresentano il +guadagno di grandi artisti che col loro genio seppero +raggiungere la celebrità e la fortuna.</p> + +<p>Allora mi parve nuovamente che il <i>Lucchino Visconti</i> +dovesse aprirmi la strada a lucrosi guadagni, +che mi avrebbero permesso un giorno di acquistare +uno di quei deliziosi villini e di condurvi +la contessa Savina.</p> + +<p>A poco a poco il lago si faceva più solitario e +più grave. Alle villette signorili succedevano i paeselli +laboriosi e le nude roccie. È sempre così nella +vita: ai sorrisi della gioventù succedono i pensieri +dell'età matura, alla poesia che apre lo spettacolo +dell'esistenza seguono le gravi cure degli affari; la +vita procede meno bella, ma più seria e più utile; +voltandoci indietro vediamo il cammino percorso, +e guardando avanti possiamo calcolare la breve distanza +che ancora ci divide dal porto.... infatti poco +dopo il battello giunto davanti Colico si arrestava, +terminando così le mie divagazioni poetiche e il +viaggio.</p> + +<p>Ogni poeta diventa positivo davanti i fatti volgari +della vita, ed io ho dovuto abbandonare i miei +<span class="pagenum">[42]</span> +sogni per correr dietro al mio bagaglio; ma quando +mi accorsi che bisognava scendere a terra, il ponte +del battello era già sgombro, e i viaggiatori s'erano +precipitati sulla riva. Non potevo staccare il mio +sguardo da quel panorama del lago, e mentre il mio +occhio saliva dalle colline ai boschi, dai boschi alle +nude roccie, ed alle cime imbiancate dalla neve, i +miei compagni di viaggio entravano nel paese. L'ultimo +facchino mi offrì i suoi servigi che accettai, +sbarcando colle mie valigie quando gli altri passeggieri +erano già molto lontani.</p> + +<p>Fra le raccomandazioni di mio zio c'era anche +quella di non fermarmi a Colico per evitare il pericolo +delle febbri palustri. Chiesi dunque immediatamente +un mezzo di trasporto.</p> + +<p>— La diligenza parte in coincidenza col battello +a vapore, — mi rispose il facchino.</p> + +<p>— Benissimo. Conducetemi alla diligenza.</p> + +<p>— Ci siamo in due passi.</p> + +<p>Mi fece camminare un quarto d'ora, e vi giungemmo +che l'imperiale era già carico; e i viaggiatori +più accorti di me erano corsi ad assicurarsi i +posti migliori. Il <i>coupé</i> era completo, e non restava +che un solo posto all'interno. Mi affaccio allo sportello +e vedo cinque persone stipate, che aspettavano +l'ultimo compagno di sventura, come il ceppo aspetta +il cuneo che deve spezzarlo. Un'enorme matrona +raccoglieva le pieghe monumentali delle sue vesti +per apparecchiarmi una tomba al suo fianco. Retrocessi +inorridito; la morte non mi spaventa, ma l'idea +di trovarmi sepolto vivo mi fa orrore!...</p> + +<p>Lasciai partire la diligenza senza di me, e ne +ebbi le benedizioni dei viaggiatori, a me più grate +della loro compagnia in condizioni inaccettabili. +Non mi restavano altri mezzi di trasporto che le mie +<span class="pagenum">[43]</span> +gambe, le quali a vent'anni sono ancora il migliore +di tutti, specialmente nelle regioni montuose ove +l'aspetto della natura compensa largamente la fatica. +Consegnai all'ufficio della diligenza il mio bagaglio +da spedirsi l'indomani a Tirano, ove lo avrei fatto +ricuperare a mio comodo. Feci colazione da un +trattore, e partii.</p> + +<p>Mi ricorderò fin che vivo quel viaggio pedestre +veramente meraviglioso per un milanese che non +era mai uscito dal nido. L'aspetto del lago di Como +aveva attirato la mia attenzione, come il soave preludio +che apre una sinfonia.</p> + +<p>Io entrava per la prima volta nelle regioni sublimi +delle montagne, a passi lenti, e con rispettoso +raccoglimento, come un devoto che penetra nel +tempio di Dio. Le valli ondulate chiuse fra eccelse +rupi, i boschi d'abeti che s'arrampicano sulle roccie +fra i precipizii, le acque rumoreggianti che saltavano +di balzo in balzo fino al profondo torrente +arrestarono lungamente i miei sguardi incantati.</p> + +<p>Solitario in quel sublime deserto, io restava colpito +da voci e da suoni ignoti, che mi eccitavano sorpresa +e venerazione. Il vento aveva dei sibili umani +fra le chiome di quei boschi, le acque imitavano il +fragore del tuono, e gli uccelletti associavano i +gorgheggi e le variazioni dei loro canti a quei cupi +fragori. Tutto eccitava la mia curiosità, dall'orrido +precipizio che si sprofondava negli abissi, al grazioso +fiorellino delle Alpi che smaltava le rive. E +sentivo in me stesso che la mestizia d'un amore +infelice predispone l'anima soavemente all'ammirazione +della natura.</p> + +<p>In un sito incantevole presso Morbegno mi sedetti +sulle sponde del torrente Bitto, e rimasi lungo +tempo in contemplazione. All'aspetto di quei monti +<span class="pagenum">[44]</span> +sormontati da altri monti lontani, più alti e scoscesi, +in quella solitudine completa io sentiva la +piccolezza dell'uomo, e la coscienza del mio isolamento +attristava il mio cuore. Ignoto ai mortali, +lontano dalla società e dalle sue agitazioni, un solo +filo mi teneva legato alla terra, un filo invisibile +che mi univa ad una lontana finestra di Milano ove +una fanciulla attendeva il mio ritorno, guardava +furtivamente il balcone della mia cameretta deserta, +pensava tristamente al mio abbandono, si avvedeva +della mia partenza, e nascondeva una lagrima. Quel +filo invisibile era però tanto potente da tener legati +due pensieri lontani, da far battere all'unisono +due cuori separati violentemente da condizioni fatali; +alle due estremità di quel filo cadevano due +lagrime per uno stesso dolore, prodotto dalla lacerazione +di due anime che la natura voleva congiunte, +e che la società condannava al distacco. Io +non potevo sapere ciò che pensava in quel punto +la contessa Savina; eppure avrei messo pegno la +vita, che essa pensava a me, come io pensava a +lei; la grande distanza non poneva ostacolo alla +nostra arcana corrispondenza, io la sentiva con una +certezza che non ammetteva dubbio. I presentimenti +d'amore non sono che rivelazioni profetiche. +E mentre la mia stella mi attirava co' suoi raggi +nell'unico angolo dell'universo ove io poteva essere +felice, io invece vagava solitario per monti e per +valli, in opposta direzione, abbandonando il sicuro, +per andare in traccia dell'ignoto!... Pur troppo, +questo è sovente l'umano destino. La mia compagna, +quella che la natura mi aveva destinato, mi +attendeva invano; io era smarrito in un deserto, +solo, poveretto... solo al mondo!...</p> + +<p>Questi erano precisamente i miei pensieri quando +<span class="pagenum">[45]</span> +un lieve calpestio sulle foglie secche cadute dagli +alberi mi fece voltare la testa. Un cane nero mi +guardava con occhi pietosi dimenando la coda. +L'osservai dapprima con diffidenza, poi con simpatia. +Egli s'avvide del cambiamento, e mi si avvicinò +lentamente, quasi interrogandomi sulle mie +intenzioni. Lo accarezzai, ed egli appoggiando le +sue gambe anteriori sui miei ginocchi, allungò il +muso e si mise a lambirmi il viso, poi seduto sulle +gambe posteriori continuava a guardarmi. Allora +pensando che forse il suo padrone lo cercava, m'alzai +e ripresi la strada, ed egli mi seguì da vicino. +Guardai lontano a diritta ed a sinistra, sui dirupi +del monte e sul pendìo della vallata, e non vidi +nessuno. Allora, additandogli il cammino verso Colico, +gli dissi:</p> + +<p>— Va', cerca il padrone, va' via.</p> + +<p>Il cane, vedendo che lo minacciavo per farlo partire, +si gettò a terra sul dorso, colle gambe in aria, +guardandomi con uno sguardo pietoso.</p> + +<p>Dunque, dissi fra me, se non vuole andare verso +Colico, è segno che il suo padrone ha preso la direzione +di Sondrio; dovendo io fare la stessa strada, +lo troveremo; e ripresi il viaggio. Il cane mi seguiva +tranquillamente. Ad una svolta della via m'incontrai +in uno stradino che acciottolava la strada e +gli chiesi:</p> + +<p>— Conoscete questo cane?</p> + +<p>Egli lo guardò con indifferenza e mi rispose:</p> + +<p>— Non l'ho mai veduto.</p> + +<p>Allora mi decisi di abbandonarlo sulla via per +non distrarlo dalla ricerca del suo padrone, e presi +un sentiero che salendo in fianco alla strada s'inerpicava +sulla montagna; ma egli mi seguì tranquillamente; +mi arrestai a contemplarlo, e pensai: esso +<span class="pagenum">[46]</span> +è solo al mondo, povero cane, e il suo istinto lo +spinge a trovarsi un compagno. Era più brutto che +bello, ma aveva due occhi umani pieni di bontà, e +guardandomi con tenerezza pareva mi dicesse:</p> + +<p>— Siamo soli tutti e due, non mi abbandonate, +possiamo vivere in compagnia.</p> + +<p>Mi ricordai d'aver udito varie volte a raccontare +che due uomini essendosi incontrati per caso, +ed entrati in intimità senza conoscersi, ne derivarono +poi gravi disordini, ruberie e disgrazie; +ma non avendo mai udito che simili conseguenze +fossero derivate dall'intimità dell'uomo col cane, +mi decisi di conservare il mio compagno, almeno +fino a che avesse ritrovato il padrone. E supponendo +possibile che fosse digiuno da varie ore, +m'arrestai davanti l'osteria di un villaggio che +aveva una baracca rizzata sulla via, coperta di paglia, +con sotto al rustico tetto un tavolo e sedili +di rozze assi inchiodate sopra quattro pali. Domandai +pane, vino e dell'acqua.</p> + +<p>Povera bestia, con quale ingordigia addentava i +primi bocconi! Mangiammo insieme pacificamente, +poi gli diedi dell'acqua nel piatto, e bevette con +avidità. La più viva riconoscenza brillava nel suo +occhio, nei suoi movimenti, nel suo dimenar di +coda.</p> + +<p>Rifocillati per bene riprendemmo la via, e passammo +l'intiera giornata, camminando per la strada +maestra, con alquante diversioni per boschi e frane +ove mi attirava o il bisogno di riposo, o il desiderio +di osservare una cascata, o un punto di vista +pittoresco. All'ora del tramonto giungemmo a Sondrio, +ove avevo deciso di passare la notte. Entrai +in un albergo ove una folla di gente ingombrava il +pianterreno e il cortile, e in quella confusione non +<span class="pagenum">[47]</span> +vidi più il cane. Pensai che avesse trovato il suo +padrone, e ne provai vero rammarico; — tanto è +facile a risvegliarsi l'affetto nelle anime solitarie, +che sentono il bisogno di un compagno nella vita.</p> + +<p>Il cameriere mi serviva da cena nell'angolo d'una +stanza, quando vidi il cane nella sala vicina, inquieto +ed ansante, che andava fiutando la terra +percorrendo il cammino che io aveva percorso. Esso +cercava di me, mi raggiunse poco dopo, e non potendo +frenare la sua letizia mi saltò addosso leccandomi +le mani, e mugolando con acuti guaiti che +esprimevano il dolore d'avermi smarrito, e la gioia +immensa d'avermi finalmente ritrovato. Confesso la +mia debolezza: la sua perdita mi aveva fortemente +attristato, il suo ritorno mi consolava come una +felice ventura. Io sentiva di non essere più solo al +mondo, poichè avevo guadagnato l'amicizia d'un +cane.</p> + +<p>Dopo d'aver cenato in compagnia, dormimmo +nello stesso letto, essendosi egli coricato ai miei +piedi, come se fosse una vecchia abitudine.</p> + +<p>Risvegliandomi al mattino, osservai ch'egli non +dormiva più, ma mi guardava immobile, per non +disturbare il mio sonno. Quando vide che mi mossi +venne a darmi un saluto affettuoso. Io mi vestii e +suonai il campanello per chiedere il conto. Ma +quando udì il cameriere che batteva alla porta, il +cane si mise ad abbaiare come un disperato, volendosi +anche dimostrare capace di difendermi.</p> + +<p>Dopo una piccola refezione siamo usciti da Sondrio +entrando in quella strada pittoresca fiancheggiata +dall'Adda, che conduce a Tirano. Questa +seconda giornata fu più felice della prima, a motivo +della compagnia del mio cane. Egli andava e veniva +allegramente per la via. Talvolta saliva sopra un +<span class="pagenum">[48]</span> +sasso, ed osservava con attenzione gli oggetti sottoposti, +poi ritornava indietro facendomi ogni sorta +di dimostrazioni affettuose, e si vedeva chiaramente +ch'egli era contento al pari di me d'aver trovato +un amico.</p> + +<p>Una volta adottato il mio compagno, sentii la +necessità di mettergli un nome, e cercai lungamente. +Sulle prime non mi sarei immaginato la +difficoltà che s'incontra a trovare il nome d'un +cane, quando si voglia evitare in pari tempo la +volgarità e la pretesa. Per un cristiano il lunario +ci aiuta, e poi il nome dell'uomo non indica mai +nulla, nè si trova inconveniente che si chiami Candido +un furbo, Amadio un ateo, Leone un timido, +Adone uno sciancato, Fedele un ladro e Felice un +ministro. L'uomo si classifica dalla sua condotta, +dalla moralità, dall'intelligenza, da tutti gli atti +della vita, il suo nome è un caso; ma per il cane +non è così. Provate a chiamar Lesbino un molosso, +o Turco il cagnolino d'una signora. In esitanza mi +sedetti sulle rive dell'Adda, e chiesi al mio cane:</p> + +<p>— Come devo chiamarti, caro amico?... Egli mi +guardava tranquillamente. — Fido?.. è troppo comune. +Falco?.. non significa niente. — Azor?... non +mi piace. Egli stesso si mostrava insensibile a questi +nomi. Vorrei un nome che ci ricordasse il nostro +felice incontro sulle rive del torrente Bitto. Se ti +chiamassi Bitto?... Bitto... Bitto, gli dissi con voce +carezzevole, vuoi che ti chiami il mio Bitto?...</p> + +<p>Egli scodinzolava in segno di assentimento, io gli +feci una carezza affettuosa, egli venne a lambirmi +la mano, e così gli diedi, ed egli accettò cordialmente +il nome di Bitto.</p> + +<p>Quel giorno pranzammo lietamente a Tirano, e +usciti dal paese, prendemmo un'oretta di riposo +<span class="pagenum">[49]</span> +sull'erba all'ombra d'antiche piante sui confini d'un +bosco.</p> + +<p>Il villaggio di X** al quale io era diretto trovandosi +fra Tirano e Bormio, mi mancavano poche miglia +per arrivarvi, ed avevo deciso di giungervi +sull'imbrunire per evitare la noia dei curiosi che mi +avrebbero molestato coi loro sguardi indiscreti.</p> + +<p>Ripresa la via, e sentendo avvicinarsi il luogo +destinato al mio esilio, io provava quell'inquietudine +che nasce dall'ignoto, e mi doleva d'essere al +termine di un viaggio pittoresco. Colla sola compagnia +del mio cane e dei miei pensieri non mi sarei +stancato di percorrere il mondo. Ma ogni viaggio +che incomincia deve in qualche maniera finire. Pur +troppo è così, ed ogni viaggio ci rammenta la vita +umana. Una volta incominciato il pellegrinaggio, +ogni ora che passa ci avvicina alla meta....</p> + +<p>Con tali pensieri malinconici vidi per la prima +volta da lontano il campanile acuminato, le casupole +e le capanne di X**. Entrai nel villaggio +quando il sole scendeva dietro i monti tingendo in +rosa le nuvolette spezzate.</p> + +<p>Le mandre rientravano dai pascoli salutando la +sera con lunghi muggiti. I passeri si raccoglievano +sugli alberi cinguettando, e raccontandosi i loro +pettegolezzi del giorno.</p> + +<p>I camini fumavano, le famiglie si raccoglievano +per la cena. Tirai fuori dal mio portafogli la lettera +di raccomandazione di mio zio all'egregio signor +Nicola Bruni, e domandai della sua dimora +al primo venuto.</p> + +<p>— È quel palazzino bianco, isolato, sulla collina +a diritta con molte adiacenze e varie cataste di legna +intorno.</p> + +<p>— Vi ringrazio. +<span class="pagenum">[50]</span></p> + +<p>Presi la strada indicata sulla salita, e giunto all'uscio +picchiai. Un ragazzotto mi aperse la porta.</p> + +<p>— È in casa il signor Nicola Bruni?</p> + +<p>— Che cosa dice?</p> + +<p>— Se il signor Nicola Bruni è in casa?</p> + +<p>— Signor no... non è in casa... se fosse in casa +non sarebbe in cortile... ma è in cortile....</p> + +<p>Una voce tonante interruppe il dialogo.</p> + +<p>— Imbecille... perchè tieni la gente sulla porta?</p> + +<p>— Ecco il signor Nicola che mi chiama, — disse +il ragazzo, — è dunque entrato in cucina... se vuole +parlargli, eccolo qui.</p> + +<p>In quel momento vidi un uomo ben tarchiato che +veniva verso di noi, con un cappello a larghe falde, +una giubba di fustagno e calzoni simili che entravano +negli stivali. Mi venne incontro con faccia +aperta dicendomi:</p> + +<p>— Di chi domanda?</p> + +<p>— Del signor Nicola Bruni.</p> + +<p>— Sono io.... Venga avanti.</p> + +<p>— Io sono Daniele Carletti, nipote di Monsignor +Giusep....</p> + +<p>Non mi lasciò finire, ma gettandomi le braccia al +collo mi baciò sulle due gote, colla più cordiale +espansione.</p> + +<p>— Bravo per Dio!... Caro signor Daniele... benissimo; +venga avanti, e si accomodi... ma non sarà +solo forse?</p> + +<p>— No, signore, sono in compagnia del mio cane.</p> + +<p>— Ma vengano avanti tutti due... ma dov'è il +bagaglio?... La vettura, il cavallo? — Martino, su +via, presto, corri ad aprire il cancello del cortile, fa +entrare la vettura che ha condotto il signore... animo, +corri....</p> + +<p>Non era possibile interromperlo, e Martino era +<span class="pagenum">[51]</span> +già corso ad aprire, quando ho potuto dirgli ch'ero +venuto a piedi, spiegandogli il motivo.</p> + +<p>— Oh per Bacco!... quale fatalità! Se mi avesse +scritto, avrei mandato a prenderlo coi nostri cavalli. +Io pure, veda, non posso soffrire le diligenze.</p> + +<p>Lo assicurai che mi ero divertito moltissimo, e +che quel viaggio era stato per me un sommo piacere.</p> + +<p>— Benissimo.... Benissimo... bravo da senno. — Andò +poi a' piedi della scala e gridò a piena gola: — Giovanna.... +Agata.... Marta... venite subito abbasso, +ma presto.</p> + +<p>Eravamo entrati in un salotto terreno. Bitto s'era +accovacciato in un angolo, e ansava colla lingua +pendente. Il signor Nicola mi fece sedere sul canapè, +e incominciò a chiedermi notizie della salute +dello zio, e degli effetti provati dopo la cura dei +bagni. Quando entrò la signora Giovanna seguita +dall'Agata, egli si alzò per le presentazioni, e mi +disse:</p> + +<p>— Mia moglie... mia figlia... — poi rivolto a loro, — il +signor Daniele Carletti, nipote di monsignor +Canonico, e futuro maestro del nostro villaggio.</p> + +<p>Io feci le mie riverenze, e le signore i soliti complimenti; +e sedemmo tutti in circolo a parlare di +mille cose.</p> + +<p>Il signor Nicola aperse la finestra che guardava +sul cortile, e chiamò:</p> + +<p>— Martino?</p> + +<p>— Eccolo.... — rispose il domestico avvicinandosi.</p> + +<p>— Che cosa fai?</p> + +<p>— Ho aperto il cancello.</p> + +<p>— E non hai veduto che non ci sono vetture?</p> + +<p>— Ho veduto.</p> + +<p>— Ebbene, ora che fai? +<span class="pagenum">[52]</span></p> + +<p>— Aspetto la vettura....</p> + +<p>— Come?... Vuoi che le vetture che conducono i +viaggiatori arrivino dopo di loro?... Chiudi il cancello... +chiama la Menica... accendi il fuoco... corri... +imbecille!...</p> + +<p>— Sì, signore!...</p> + +<p>Il signor Nicola chiuse la finestra e mi disse:</p> + +<p>— Caro signor Daniele, non dovete giudicare il +paese dal campione che vedeste. Abbiamo una +popolazione intelligente e laboriosa, il mio domestico +è un asino, ma non ne ho trovati di migliori. +I nostri montanari sono pronti e svegliati, ma preferiscono +la vita avventurosa dell'emigrazione alle +cure servili ed alle meschine risorse del villaggio. +Tutti gli uomini validi se ne vanno a cercar fortuna, +la coscrizione porta via la gioventù, e non ci +restano che gl'imbecilli per farci servire. Non si +trovano più buoni domestici!...</p> + +<p>La signora Giovanna alzava gli occhi al cielo, +confermando coi moti del capo e delle spalle le +asserzioni di suo marito; la signora Agata rideva.</p> + +<p>Agata era una ragazza bionda cogli occhi chiari, +ma per me una bionda non era una donna, od era +una donna incompleta ed incolore. Avevo sempre +presente come unico modello di bellezza femminea +la contessa Savina, co' suoi capelli neri, cogli occhi +e i sopraccigli corvini. L'Agata non poteva piacermi, +e per giunta era vestita come una bambola +di Norimberga, senza grazia nè moda, e non poteva +reggere al confronto delle signorine eleganti di +Milano, alle quali erano avvezzi i miei occhi.</p> + +<p>Essendosi fatta notte, la vecchia Menica venne a +deporre sul tavolo un'antica lucerna d'ottone che +mandava una luce rossastra, ed avendo fatto cenno +alla padrona, questa la seguì accompagnata da sua +<span class="pagenum">[53]</span> +figlia. Bitto uscì egli pure dalla stanza, attirato forse +dall'odore della cucina, ed io rimasi solo col signor +Nicola, che mi mise al corrente di quanto poteva +interessarmi.</p> + +<p>Il signor Nicola Bruni, antico amico di mio zio, +che desso pure era oriundo di Valtellina, era diventato +da tanti anni l'amministratore onorario del piccolo +patrimonio del Canonico, consistente nella casetta +appigionata al maestro, con poca terra annessa, +e l'aggiunta d'un altro ettaro di terreno +diviso in sei appezzamenti sparsi per la montagna. +Pagate le imposte e gli ordinari ristauri della casa, +la terra rendeva circa l'uno e mezzo per cento del +suo valore. Per altro quell'ettaro di terra così frazionato +si sarebbe venduto senza la casa, un quattordici +o quindicimila lire sonanti, tanto si apprezza +in quelle montagne il diritto di proprietà. La terra +era data a mezzeria, e produceva castagne, patate, +legna, fieno, fagioli, e un po' di vino. Potevo calcolare +in media sopra una rendita di circa dugento +lire l'anno. Lo stipendio al maestro essendo fissato +a lire settecento, e non mancando gl'incerti, consistenti +nei regali dei parenti degli scolari, e qualche +gratificazione comunale, poteva contare sopra +una rendita fissa di novecento lire annue, e l'abitazione +gratuita.</p> + +<p>— Da vivere onestamente.... — conchiuse il signor +Nicola.</p> + +<p>Io pensava in quel punto ai milioni di casa Brisnago, +ed alla mia intenzione di ritornare una volta +o l'altra a Milano a rinnovare il tentativo del bacio. +Intanto col mio ingegno doveva studiare il modo +di pareggiare la differenza fra le mie rendite e +quelle della contessa Savina!.. ma ero innamorato +stracotto e la parola <i>impossibile</i> non si trova nel +<span class="pagenum">[54]</span> +dizionario degli innamorati. E poi avevo sul telaio +il mio <i>Lucchino Visconti</i>, e nessuno poteva indovinare +ove mi avrebbe condotto una tragedia.</p> + +<p>— La casa, — continuò il signor Nicola dopo +una breve pausa, — la casa ha bisogno di qualche +ristauro, ma l'annata è stata buona, ed io ho fatto +dei risparmi che il vostro buon zio mi ha autorizzato +di spendere per mettere in assetto conveniente +la vostra dimora.</p> + +<p>— Non basta, — io soggiunsi, — tengo anche un +gruzzoletto d'oro che il povero vecchio mi ha consegnato +al momento della partenza, per il viaggio, +i primi bisogni e gli arredi di casa.</p> + +<p>— Allora siete un signore addirittura, — disse +il signor Nicola, — e con un po' di economia e di +giudizio, in queste montagne si vive da papi. Tutto +sta nel non avere delle idee superiori alle forze, +contentarsi del proprio stato, non aspirare a quelle +grandezze che non si possono raggiungere....</p> + +<p>Voltai la testa, tirai fuori il fazzoletto, e mi soffiai +il naso tanto da nascondere la mia confusione; perchè +mi pareva proprio che il signor Nicola mi leggesse +i pensieri sul viso. Per buona fortuna entrò +la Menica, che si mise a distendere sulla tavola una +bianca tovaglia di bucato, poi distribuì i tovagliuoli, +i piatti, le posate, e apparecchiò in ordine ogni +cosa. Il signor Nicola tirò fuori da un armadio parecchie +bottiglie, dicendomi:</p> + +<p>— Ecco il vino di Sassella, onore della nostra +Valtellina; ed assaggerete anche degli altri vini +dei nostri monti che non sono privi di merito.</p> + +<p>Poco dopo entrarono le signore portando ciascheduna +qualche cosa. Osservai che Bitto, il quale non +aveva idee preventive riguardo alle donne, seguiva +la signora Agata con qualche dimostrazione di simpatia, +<span class="pagenum">[55]</span> +ed essendomi venuto vicino continuava ad +osservare i movimenti di lei, poi mi guardava in +un certo modo che pareva volesse dire:</p> + +<p>— Sta attento, se hai fame, questa è una buona +ragazza; e si leccava i baffi.</p> + +<p>Finalmente la Menica venne a portare in mezzo +alla tavola una famosa zuppa di polli, fumante, che +spandeva un odore appetitoso.</p> + +<p>Ci sedemmo tutti in circolo intorno la tavola: alla +zuppa seguì un arrosto eccellente di beccaccie, del +prosciutto, del formaggio, della frutta, e con quest'agape +domestica venne lautamente celebrato il +mio arrivo. Il signor Nicola mi versava continuamente +da bere, l'Agata accarezzava Bitto e gli dava +dei buoni bocconi, egli divorava ogni cosa, e continuava +a guardarmi con gioconda espressione, quasi +volesse dirmi:</p> + +<p>— Bravo Daniele, hai trovato una casa ove si +fanno le cose per bene.</p> + +<p>Dopo cena il discorso si fece animato. Io raccontai +gli episodi del mio viaggio, omettendo od aggiungendo +quello che mi pareva opportuno, od interessante +per gli ospiti. La mia ammirazione per le +montagne produsse un effetto eccellente.</p> + +<p>— Vedrete... vedrete tutto a suo tempo, — mi +ripeteva gongolando il signor Nicola, — in genere +di montagne abbiamo delle meraviglie; dalle più +ridenti alle più orride, dal pingue pascolo agli +arridi burroni, alle nude roccie, erte, diritte, scoscese, +coperte d'eterne nevi! Vedrete le nostre mandre, +le nostre vigne, i nostri boschi di castagni e +d'abeti: e pareva ch'egli fosse felice d'aver trovato +un ammiratore del suo paese.</p> + +<p>Narrai anche il mio incontro con Bitto, e la gioia +reciproca dei due poveri vagabondi che si fecero +<span class="pagenum">[56]</span> +buona compagnia, consolandosi a vicenda della solitudine, +ma dovetti tagliar corto al racconto, perchè +mi parve di scorgere sul volto della ragazza dei +segni non equivoci d'emozione, ed io non intendeva +d'intorbidire la festa facendo versare delle lagrime. +Mi sorprese però che una donna incolore potesse +mostrarsi sensibile per così poco.</p> + +<p>Non tardai parimente ad avvedermi che l'Agata +era la delizia di tutti: sua madre la contemplava +con tenerezza, suo padre le sceglieva i bocconcini +più ghiotti, e glieli offriva con compiacenza, la +Menica girando intorno la tavola l'ammiccava con +un sorriso, Martino la serviva con diligenza e premura, +Bitto non si distaccava più dal suo fianco, +ed era cane di buon naso. Io solo non sapevo trovarle +veruna attrattiva. I miei occhi non vedevano +che una bruna fanciulla, resa eterea dalla distanza; +il mio cuore aveva sete d'un bacio non restituito, +del quale sentivo d'essere in credito. Quella sera la +veglia fu prolungata da mille discorsi animati da +copiose libazioni che mi diedero un alto concetto +enologico della Valtellina. Io che a Milano m'immaginava +queste montagne come le gelide regioni del +polo nord e del mar glaciale, fui ben sorpreso la +prima sera del mio arrivo di trovare la temperatura +del Senegal, andando a letto tanto caldo che +soffiavo come un mantice, e non potevo sopportare +le coltri.</p> + +<p>Il mattino seguente, che era una domenica, mi +alzai per tempo, apersi la finestra, e respirai a pieni +polmoni la brezza mattutina, contemplando lo stupendo +panorama delle Alpi che mi stava davanti, +e volando colla fantasia attraverso la strada percorsa +da Tirano a Sondrio, per Morbegno, Colico, +Como e Milano. Vedevo come in sogno lo zio canonico +<span class="pagenum">[57]</span> +che andava a dir messa, il gatto di casa che +miagolava fregandosi alle sottane di Veronica, mentre +essa apparecchiava la colazione, entravo nella +mia cameretta deserta, aprivo il balcone, e stavo +aspettando che la contessa Savina comparisse alla +finestra dirimpetto, per pagare il suo debito, restituendomi +il bacio.</p> + +<p>A farmi cadere dalle nuvole non ci voleva altro +che il confuso pigolìo che saliva dal sottoposto cortile. +Abbassai gli occhi e vidi l'Agata accoccolata +che sminuzzava della polenta chiamando i polli. +Alla sua voce il gallo, le galline, le chioccie e i +pulcini accorrevano da tutte le parti saltellando, +svolazzando e cantando, le saltavano d'intorno festosi, +rubandosi i bocconi dalle mani. Essa parlava +con loro, incoraggiando i timidi, sgridando gli sfrontati, +correggendo gl'indiscreti; ed io la guardava +dall'alto con sorpresa, senza farmi vedere. Poco +dopo comparve la Menica colle sottane rilevate fino +al ginocchio, le gambe nude, gli zoccoli di legno, e +le maniche della camicia rimboccate fino al gomito, +portando un mastello di lavature, dentro le quali +gettò una manata di crusca, e poi aperse il porcile. +Allora ne uscì un mostruoso maiale, che saltellando +goffamente mandava grugniti nervosi, e immergendo +il grugno in quella poltiglia lo tirava fuori +tutto imbrattato e gocciolante, ne spandeva da ogni +parte, e pareva che se ne ridesse, quell'imbecille....</p> + +<p>Ahimè! come ero lontano da Milano, dal corso, da +quelle strade pulite, da quella vita elegante!... Sentivo +una profonda tristezza, e in pari tempo un +certo orgoglio della mia patria, e della nobile missione +che andavo ad intraprendere, apportando la +civiltà a quelle rozze popolazioni di montanari. +Immaginarsi una ragazza che s'alzava mattiniera +<span class="pagenum">[58]</span> +per dedicarsi a quelle occupazioni scurrili!... I polli +mi facevano ridere, il maiale mi faceva ribrezzo. +Io non ne aveva mai veduto, o solamente qualche +testa pulita, rasa, incoronata di mortella, nelle +vetrine dei nostri salumai, e non mi sarei immaginato +l'immondo animale che mi stava davanti, servito +da due donne, come un signore.</p> + +<p>Agata consigliava la Menica, entrava ed usciva; +finalmente si mise a chiamare Martino. Alla sua +voce, Bitto, che dormiva saporitamente ai piedi del +letto, alzò la testa, e ascoltò attentamente.</p> + +<p>— Martino.... Martino.... — essa ripeteva.</p> + +<p>Bitto diede un guizzo, saltò a terra, si mise a +gemere presso la porta, raspando colle zampe, guardandomi, +ed abbaiando. Gli apersi, ed egli in due +salti fu abbasso. Bisognava vedere le smorfie che +quel vile adulatore faceva <a name="tn58" id="tn58"></a>alla ragazza! L'attaccamento, +l'affezione, la riconoscenza verso chi dà +da mangiare sono le virtù delle bestie, e specialmente +dei cani. L'uomo invece conserva la sua +indipendenza, dimentica il beneficio, e mostra la +dignità dell'ingratitudine.</p> + +<hr /> +<h2><a name="V" id="V"></a>V.</h2> + +<p>Scendendo incontrai il signor Nicola che mi strinse +la mano come ad un vecchio amico di casa. Dopo +colazione mi condusse a visitare i miei possessi dispersi +in tutti gli angoli del paese. Mi parvero siti +selvaggi, e li avrei ceduti per un sorriso della mia +<span class="pagenum">[59]</span> +lontana divinità, che avrebbe riso sicuramente se +avesse veduto i miei feudi in dose omeopatica.</p> + +<p>La casa si componeva di due piani ed era circondata +da un appezzamento di terra mal coltivata, +ove crescevano liberamente i cardi e le ortiche.</p> + +<p>Il vecchio maestro mi venne incontro, come collega +e vassallo ad un tempo, lamentando le miserie +dei maestri e quelle dei coltivatori. Il signor Nicola +per consolarmi mi parlava di riforme, di piantagioni, +di concimi, e di raddoppiati prodotti mediante le +cure necessarie. Introdotto nella mia futura dimora, +mi parve scombussolata, rovinosa, sporca, mi metteva +tristezza. Il signor Nicola la trovava comoda, +facile a ripararsi con poca spesa; buone stanze ariose. +Era cosa naturale: quasi tutti i vetri erano rotti, +e l'aria campeggiava liberamente. La cucina appariva +tutta adorna di casseruole.... dipinte sul muro +col carbone. Il salotto mostrava delle teste di guerrieri +colla pipa in bocca, opere tutte alla maniera +dei tempi preistorici della pietra, che rivelavano +un artista primitivo. I pavimenti solcati, le pareti +bucherate e sparse di chiodi, i soffitti facevano +ventre da per tutto; i ragni s'erano impadroniti +degli angoli, e le scope erano state bandite con +sentenza inesorabile.</p> + +<p>E mentre il signor Nicola parlava col mio onorevole +antecessore, io girava per quelle stanze, pensando +fra me stesso: — quale splendido appartamento +sarebbe questo per la contessa Savina Brisnago, +e quale giardino! e mi metteva le mani nei +capelli.</p> + +<p>In poche parole fummo d'accordo sulle condizioni +dello sgombro, che era assai facile; se ne usciva il +vecchio maestro e le spazzature, la casa poteva consegnarsi +subito agli operai affinchè la rendessero +<span class="pagenum">[60]</span> +abitabile pel nuovo maestro e il suo cane. Ma per tale +sgombero mi chiesero quattro giorni, che gli vennero +concessi. Allora credette opportuno di farmi +conoscere il sistema scolastico e le sue abitudini +domestiche. Gli scolari per turno gli tenevano in +ordine la casa (come abbiamo veduto!), lavoravano +l'orto e andavano ad attinger l'acqua alla fontana. +Pel vitto s'era accomodato colla vicina famiglia +dell'organista, uomo gioviale ed onesto. Forse l'organista +avrebbe accondisceso a continuare le sue +prestazioni, qualora ci fossimo intesi sulla relativa +contribuzione.</p> + +<p>— Va benissimo, parleremo di tutto questo con +quiete, alle mie donne, — disse il signor Nicola.</p> + +<p>Ma quando il maestro si mise a parlare dell'insegnamento, +del metodo, della severità dei precetti, +dei testi impiegati, il mio compagno incominciò a +tirarmi per le falde del vestito, e vedendo che s'annoiava, +feci i miei saluti a quell'uomo dabbene e +ringraziandolo delle sue informazioni ci congedavamo, +per andare alla messa parrocchiale.</p> + +<p>Le campane suonavano a festa, e l'eco si ripeteva +confusamente intorno la valle, riempiendo l'aria di +onde sonore. I montanari scendevano dalle alture, +accompagnati dalle loro donne, vestite a varii colori. +Era una bella giornata d'autunno, e la popolazione +raccolta sul sagrato della chiesa dava un +aspetto allegro al villaggio. Tutti mi guardavano +con curiosità, e salutavano rispettosamente il signor +Nicola.</p> + +<p>Agli ultimi tocchi comparve la signora Giovanna +con l'Agata, ed al loro passaggio tutti si levavano +il cappello, e si vedeva chiaramente dalla franca +cordialità dei saluti che tutti volevano bene a quella +famiglia. +</p> + +<p><span class="pagenum">[61]</span>Dopo messa andammo a far visita in Canonica, e +venni presentato a don Vincenzo Liserio parroco +del villaggio, al quale consegnai la lettera di mio +zio. M'accolse cortesemente, come maestro e nipote +d'un canonico, ma con una certa solennità, da uomo +che misura le parole per non compromettere l'avvenire, +guardandomi sott'occhio per istudiare la fisonomia.</p> + +<p>Mi fece tutte quelle offerte generiche che sono +dell'occasione, ma non incoraggiano a recare disturbi, +perchè si capisce subito ciò che valgono.</p> + +<p>Ritornati in casa Bruni, entrammo nel salotto, e +dopo breve conversazione in famiglia, la Menica +chiamò la signora Giovanna; e Martino si presentò +sulla porta.</p> + +<p>— Che cosa vuoi? — gli chiese Nicola.</p> + +<p>— C'è qui Giacomo che aspetta i vostri ordini.... +fino da questa mattina.</p> + +<p>— Giacomo, chi?</p> + +<p>— Giacomo, fratello di Perina, moglie di Pietro +cognato di Battista.... quello che ha un figlio soldato.... +e un altro che ha emigrato in Germania il +giorno che si andava a....</p> + +<p>— Non lo conosco.</p> + +<p>— Non si ricorda, che ieri sera mi ha ordinato +di farlo venire con degli uccelli?</p> + +<p>— Ah! è l'uccellatore?</p> + +<p>— Sicuro.</p> + +<p>Il signor Nicola alzò i pugni stretti, ed aveva un +volto da far paura. L'Agata, che entrava in quel +momento, dando un colpo d'occhio a suo padre, gli +fece mutare l'espressione della collera in uno sberleffo. +Uscì precipitoso dando uno spintone violento +alla porta. Martino era svignato. Il signor Nicola +aveva un carattere impetuoso, e sul primo momento +<span class="pagenum">[62]</span> +avrebbe schiacciato un uomo come una mosca; ma +per buona fortuna il suo furore non durava che due +minuti. Martino, che conosceva bene il padrone, +quando vedeva negli occhi di lui i primi lampi che +annunziavano l'uragano, spariva sul momento, e restava +assente per cinque minuti. Il padrone si gettava +contro i muri, le porte, le sedie e quanto gli +stava davanti, e slanciava dei calci, che quegli oggetti +inanimati non sentivano.... e il domestico non +li sentiva nemmeno.... — E poi dicevano che era +un imbecille! Allora l'Agata mi spiegò che il signor +Nicola, nella sera antecedente, avendo ordinati degli +uccelli per il pranzo, l'uccellatore li aveva portati +per tempo; ma Martino lo tenne varie ore nella stalla +ad attendere gli ordini del padrone che era uscito +con me. Intanto le signore aspettavano con impazienza +l'arrivo del futuro arrosto, il quale aspettava +per essere apparecchiato chi non doveva arrivare +che per mangiarlo.</p> + +<p>Si dovette ritardare il pranzo d'un'ora, richiamare +il fuggitivo che almeno venisse a spennare il corpo +del suo delitto, e mentre il signor Nicola e sua moglie +erano occupati in altre faccende, l'Agata venne a +farmi compagnia nel salotto. Mi domandò con interesse +molte cose di Milano, ed io le descrissi le feste, +i corsi, gli spettacoli della città, l'eleganza delle +signore, il lusso delle carrozze....</p> + +<p>Essa mostrò di conoscere non solo i principali +monumenti, ma bensì la vita intellettuale ed artistica, +e mi sorprendeva assai che una fanciulla che +si occupava de' suoi polli, parlasse di cose elevate +con non volgare giudizio. Mi disse che i suoi genitori +l'avevano condotta a Milano, quando era uscita +dal collegio di Como, ove era stata in educazione. +Io arrossivo pensando d'essere stato a Como senza +<span class="pagenum">[63]</span> +vederlo. Poi per farmi passare il tempo aspettando +l'ora del pranzo mi condusse a visitare l'orto e il +giardino. Nell'orto la mia ignoranza fece la sua +prima comparsa. Io non distingueva le piante delle +patate dai pomidoro, le carote dal prezzemolo, confondeva +il rosmarino colla lavanda, le zucche coi +poponi. Essa rideva di cuore, e mi diceva:</p> + +<p>— Eppure a Milano si trovano ogni sorta d'erbaggi; +ne vidi di bellissimi sul mercato.</p> + +<p>— È vero, ma io non li conosco che quando li +vedo cotti....</p> + +<p>Allora mi svelò l'estetica degli erbaggi facendomi +osservare minutamente l'eleganza e la varietà dei +loro portamenti, l'increspatura, i frastagli, le tinte +differenti delle foglie, la bizzarria delle forme, la +singolarità dei profumi; mi faceva odorare il timo, +la salvia, il ramerino, il finocchio, il cerfoglio, il +targone, la rucola, la maggiorana, la menta, e mi +diceva: — Vedete la grande varietà di aromi indigeni +coi quali possiamo condire le vivande senza +il soccorso delle droghe che andiamo a prendere +alle Indie. Vi prego di considerare la grazia d'un +fiore di borragine, ma guardate se può darsi un +turchino più limpido, un bianco più puro, un nero +più spiccato: e il frutto del peperone, e la leggerezza +dello sparagio quando si adorna delle sue sementi +rosse come coralli. Guardate le foglie glabre +e frastagliate dei carcioffi come sono ornamentali!... +e il frutto? non ha esso servito mille volte alle arti +ed alle industrie? Le zucche e i meloni non sono +forse piante e frutti magnifici, e i fiori di tutti i +legumi non sono forse i più vezzosi?... Guardate i +ceci, i fagiuoli, i piselli! Credetemi, signore, chi non +vede la bellezza della natura in un orto, non la vede +intieramente nemmeno sul lago di Como.... Nella +<span class="pagenum">[64]</span> +natura come nelle arti non basta apprezzare l'insieme, +ma bisogna saper conoscere anche i pregi +d'ogni singola parte. Chi non ama che il frastuono +d'una sinfonia, e non gusta un motivo melodico, +non può dire d'intendere la musica; chi non ammira +che la sublimità delle montagne e non ha mai contemplato +il fiorellino che cresce sui loro crepacci, +non conosce la natura. Le scene grandiose le vedono +tutti, la musica rumorosa colpisce tutte le +orecchie, ma le anime delicate soltanto sanno scoprire +il bello nelle cose minute, e godere le delizie +della natura e dell'arte davanti gli oggetti impercettibili +agli sguardi volgari.</p> + +<p>Rimasi maravigliato de' suoi discorsi!... Passammo +in giardino, e quivi mi rinnovò la lezione, mostrandomi +tutto quello che io ignorava delle bellezze delle +piante. Quivi, credendo opportuno di svelare finalmente +qualche cognizione, le dissi:</p> + +<p>— Sono sicuro che conoscete il linguaggio dei +fiori.</p> + +<p>— Lo conosco, — mi rispose, — ma lo trovo +puerile.</p> + +<p>— E perchè?</p> + +<p>— Perchè i fiori parlano un linguaggio che si +intende da chi ama la natura e vive nella sua intimità, +senza bisogno di chiedere le loro espressioni +ad emblemi convenzionali. Un fiore qualunque, il +più modesto fiore del prato, parla al nostro cuore +se ci rammenta un istante memorabile della nostra +esistenza, un paese, un amico, una parola, se la sua +vista risveglia la memoria assopita d'una persona +lontana, o d'un giorno felice.</p> + +<p>Tali discorsi portavano naturalmente il mio pensiero +al mazzetto gettato alla contessa Savina, e +pensavo: chi sa, se vedendo una rosa, delle violette +<span class="pagenum">[65]</span> +e degli eliotropi, essa rivolgerà la mente al povero +esule che non vede al mondo che lei!... e camminavo +mesto e silenzioso per quel giardino, seguito +dall'Agata; avevamo l'aspetto di due ombre che +vanno vagando pei Campi Elisi. Quella conversazione +e que' fiori che ci stavano d'intorno m'aveano +rapito in un'estasi poetica, quando Martino venne +ad annunziarci che il pranzo era servito. A questo +mondo tutto finisce in prosa!</p> + +<p>Durante il desinare venne in campo il discorso +del mio prossimo sgombero e del sistema di vita +che mi sarebbe convenuto. Il signor Nicola accennò +al consiglio che mi venne dato dal vecchio maestro, +di accomodarmi coll'organista pel vitto, e rivolto +all'Agata le disse:</p> + +<p>— Che te ne pare?</p> + +<p>— Il vecchio maestro, — essa rispose, — si trovava +in condizioni diverse; la defunta sua moglie +era sorella di Tobia l'organista, i legami di famiglia +facilitavano le loro relazioni; ma non so se ciò +che conveniva a due vecchi cognati di Valtellina +possa offrire gli stessi vantaggi ad un giovane milanese +avvezzo ad altro sistema. Poi il signor Daniele +non conosce Tobia, non l'ha ancora veduto... è +un buon diavolo, ma originale.... ed ha la lingua un +po' troppo lunga. I due cognati andavano d'accordo +in molti punti, per esempio nel giudicare l'ordine +e la nettezza come cose di lusso; ne sia prova l'abitudine +del maestro di farsi servire dagli scolari, +che gli mettevano la casa a soqquadro e ne facevano +un letamaio.</p> + +<p>— Allora, — soggiungeva il signor Nicola, — bisogna +pensare ad altro. Ci permettete, non è vero, +Daniele, di trattarvi in amicizia e di occuparci dei +vostri affari?... +<span class="pagenum">[66]</span></p> + +<p>— È il massimo favore che possiate farmi....</p> + +<p>— Orbene, che ne pensi, Agata?</p> + +<p>— Mi pare, — ella soggiunse, — che si potrebbe +trovare una buona donna di servizio pel maestro, +che gli tenesse in ordine la casa, e che sapesse fargli +da pranzo e il bucato. In fine dei conti la spesa +sarà eguale, se non minore, la salute se ne troverà +meglio, e in caso che fosse indisposto non +sarà solo.</p> + +<p>Mi pareva strano che una persona che si occupava +di polli e dell'orto potesse avere tanto buon +senso. Io approvai intieramente il suo piano e tutti +i consigli che vi aggiunsero i genitori, tanto solleciti +del mio bene.</p> + +<p>— E chi potrà trovare facilmente una donna che +mi convenga? — io chiesi.</p> + +<p>— La troverò io, — soggiunse l'Agata, e mi mostrò +tanta bontà premurosa, e mi spiegò con tanta +grazia che cosa dovessi fare, e come contenermi per +i miei piccoli interessi di casa, che davvero, se non +fosse stata troppo bionda, l'avrei forse trovata anche +bella.</p> + +<p>Essendo giorno festivo, non fu possibile mandare +a Tirano a prendere i miei bagagli, ma quell'ottima +famiglia non mi lasciò mancar nulla che mi fosse +necessario, mettendo a mia disposizione la più bella +biancheria del signor Nicola. Una sola cosa mi faceva +difetto: un libro per la sera. Essendo avvezzo +da lunghi anni a leggere a letto, e privo da tanti +giorni d'un tal piacere, ne sentivo vivamente il bisogno; +onde mi feci animo, e dissi all'Agata:</p> + +<p>— Siete tanto buona, che vorrei domandarvi un +nuovo favore da aggiungere agli altri.</p> + +<p>— Tutto quello che abbiamo è a vostra disposizione. +<span class="pagenum">[67]</span></p> + +<p>— Come siete gentile!... vorrei pregarvi di favorirmi +un libro da leggere.</p> + +<p>— Ben volentieri.... Volete storia, romanzi, viaggi, +drammi, poesie?...</p> + +<p>— Ve ne lascio la scelta... ben sicuro che mi darete +il libro che mi conviene di più.</p> + +<p>— Benissimo... farò il possibile per scegliervi una +lettura utile e piacevole.</p> + +<p>— E di vostro gusto.</p> + +<p>— E di mio gusto.</p> + +<p>Alla sera dopo cena mi consegnò il libro; io la +ringraziai caldamente, e salii tutto contento nella +mia stanza. Appena entrato mi avvicinai al lume +per guardare il frontispizio del volume, e ne rimasi +sorpreso e pensieroso. Era sincerità od ironia?... +era un atto d'ingenuo interesse od una lezione arguta?... +Profondo mistero!... Il fatto sta che quel +libro era <i>l'Ortolano dirozzato di Filippo Re</i>.</p> + +<hr /> +<h2><a name="VI" id="VI"></a>VI.</h2> + +<p>All'indomani Martino andò a Tirano a prendere +il mio bagaglio, dimenticandosi nell'ufficio della +diligenza l'ombrello, che ho potuto ricuperare qualche +giorno dopo col mezzo d'un amico del signor +Nicola. Sono incalcolabili le noie e gl'imbarazzi +causatici dagli imbecilli fra le vicende della vita. +Siccome non possono essere occupati che in cose +da nulla, e le fanno male, così ci obbligano a rifarle, +<span class="pagenum">[68]</span> +annoiandoci in frivole cure per le quali li avevamo +pagati. Ma in tutte le condizioni sociali siamo pur +troppo condannati ad attraversare il pelago dell'umana +imbecillità, e questa navigazione desolante +ci ruba delle ore preziose, e quindi ci accorcia la +vita. Maledetti gli imbecilli!...</p> + +<p>Io ero capitato al villaggio appunto per distruggere +l'ignoranza e l'imbecillità, e mi ripromettevo +grandi vantaggi da questa nobile e santa missione, +ed aspettavo l'apertura della scuola per gettarmi +a corpo perduto nelle cure della pubblica +istruzione.</p> + +<p>Intanto la prosa dell'<i>Ortolano dirozzato</i> mi produceva +ogni sera il suo effetto infallibile, addormentandomi +d'un sonno denso, tenace, profondo, e +talvolta facendomi vedere in sogno una testa bionda +di donna col sogghigno dell'ironia, fra un cavolo +navone e un cavolo rapa.</p> + +<p>Non mi ero degnato mostrarmi offeso della scelta +del libro, e tacqui fino a che un giorno l'Agata mi +domandò se io facessi progressi nell'orticoltura.</p> + +<p>Allora gli dissi un po' risentito che non mi sentivo +davvero chiamato a quel genere di studi.</p> + +<p>— Avete torto, — mi rispose.</p> + +<p>— Che volete!... se preferisco Monti, Foscolo, Alfieri +a Filippo Re, la traduzione d'Omero, i Sepolcri +e le tragedie ai poponi ed alle zucche, non è mia +colpa... i gusti son gusti.</p> + +<p>— Non si tratta di preferenze, — essa insisteva — ma +di assoluta necessità. Ogni persona di buon +gusto, dopo pranzo, preferisce un mazzo di fiori ad +un pezzo di pane; ma se i fiori sono vaghi, profumati +e deliziosi, non sono necessari come il pane. +Per coltivare dei fiori bisogna vivere, e per vivere +bisogna mangiare, dunque il necessario deve passare +<span class="pagenum">[69]</span> +prima del dilettevole, i campi prima dei giardini, +l'orto prima della poesia. La poesia è cosa +sublime, è un ornamento della vita, ma per vivere +bisogna lavorare sul positivo e sul sodo. La vita è +cosa seria, ha doveri e necessità dalle quali non si +sfugge senza grave danno. Sapete di quell'astronomo +che camminando assorto nella contemplazione degli +astri è caduto in un pozzo. Sta bene guardare in +alto, ma non bisogna cadere nei pozzi, e ce ne sono +tanti sulla terra.</p> + +<p>Ci sono poi certi poeti che cercano le ispirazioni +in aria, e rapiti dai loro voli pindarici non vedono +il bello che li circonda, non sanno ammirare i pregi +della natura che passa davanti i loro occhi, disdegnano +come volgarità la semplice poesia della vita. +Io invece trovo la poesia anche nel cortile e nell'orto, +ove osservo tanti doni della natura che crescono +a beneficio dell'uomo, e mi rammentano i piaceri +della mensa, che, raccogliendo la famiglia e +ristorando le forze, procura anche i piaceri morali +che provengono dallo scambio dei pensieri e degli +affetti.</p> + +<p>Tali discorsi mi conducevano a serie riflessioni; +io le chiedeva scusa del mio sussiego, mi desolava +delle mie idee storte, vane e confuse, e mi battevo +la fronte. Allora essa rideva, e lodando i miei gusti +letterari, incoraggiava i miei studi; e mi consigliava +a ripartire il mio tempo fra la prosa e la poesia, +fra le cose positive e le amenità.</p> + +<p>— Se dovete vivere in campagna, — essa aggiungeva, — avete +bisogno d'un orto; se sapete coltivarlo +ne caverete degli utili, e poi imparerete anche +a coltivare i fiori.</p> + +<p>Le promettevo di occuparmene seriamente... ma +quando aprivo il mio <i>Ortolano dirozzato</i>, e leggevo +<span class="pagenum">[70]</span> +quelle elucubrazioni sulla cultura dei cavoli, il libro +mi cadeva dalle mani, e contro mia volontà mi +addormentavo.</p> + +<p>Il vecchio maestro era partito, il mio casino era +in ristauro. Il signor Nicola lo aveva consegnato +ai muratori, falegnami, fabbri-ferrai, ed ogni giorno +andavamo insieme a visitarne i lavori. Io non vedeva +che martelli che battevano, seghe ed accette +che dividevano e sgrossavano legnami, pialle che +spianavano tavole, lime, raspe, tanaglie che rodevano +e sconficcavano, cazzuole che muravano, pennelli +che imbiancavano, tutto ad onore della mia +persona. Ma il signor Nicola vedeva meglio di me +che una screpolatura richiedeva un arpese, che un +muro faceva corpo, che le assi del solaio non erano +ben commesse, e raccomandava ai muratori l'economia +della calce, ai manovali di sgomberare i +pavimenti dai rovinacci, di spazzare i trucioli che +volavano giù dalle scale. Esaminava l'intonaco, e le +varie opere del legnaiuolo, e faceva le sue osservazioni. +Il giorno dopo si tornava a vedere se i +suoi ordini erano stati eseguiti, e se tutto procedeva +secondo le convenzioni stipulate cogli operai.</p> + +<p>Poi facevamo lunghe escursioni visitando i boschi, +i pascoli e le cascine; il signor Nicola mi +parlava di migliorie da introdursi, e dei redditi +aumentabili, ed io lo ascoltava guardando le belle +vedute che si stendevano davanti i nostri sguardi. +Bitto ci seguiva dappertutto, e andava avanti ad +esplorare il terreno.</p> + +<p>Una sera passeggiando con tutta la famiglia +Bruni alle falde d'una collina, io osservava attentamente +il mio cane che correva dietro agli uccelli +svolazzanti sulle siepi, abbaiando furiosamente perchè +non si lasciavano prendere. +</p> + +<p><span class="pagenum">[71]</span> — L'ingenuità di Bitto vi sorprende.... — mi disse +Agata, — ma molti uomini fanno come lui: vorrebbero +volare senza ali e si lamentano di non poter +raggiungere coloro che s'innalzano perchè hanno +forze superiori.</p> + +<p>La guardai in faccia sospettoso, perchè mi parve +alludesse al mio caso, ma vidi che la sua fisonomia +non indicava alcuna malizia, e pensando +d'altronde ch'essa non poteva conoscere le mie +aspirazioni mi tacqui, e meditai lungamente sulla +rassomiglianza dei miei gusti con quelli del mio +cane.</p> + +<p>Quando il mio casinetto mi parve in ordine, pregai +le signore Bruni di volerlo onorare d'una visita, +anche per favorirmi i loro consigli sulle ultime +disposizioni. Accettarono con piacere la mia proposta, +e v'andammo insieme; ma mentre mi aspettava +dei complimenti sul mio buon gusto, dovetti +invece subire le giuste critiche dell'Agata. Infatti +fui forzato di riconoscere che mi ero dimenticato le +cose più indispensabili agli usi domestici.</p> + +<p>— Ecco i poeti!... — mi disse sorridendo la ragazza, — più +fortunati di Bitto hanno le ali per +volare al disopra delle cose terrene, ma però, meno +positivi degli uccelli, si dimenticano gli agi del +nido, che hanno pur tanta parte nella poesia della +vita.</p> + +<p>L'Agata era troppo buona per aver l'intenzione +di pungermi sul vivo, tuttavia ogni qual volta mi +metteva al confronto cogli altri animali, io figurava +sempre al di sotto della bestia... Non potevo +sopportare in pace ogni attacco, nè dissimulare la +mia stizza, ed essa, invece di mostrarsi dolente +del mio dispetto, pareva si godesse. Alla fine, convinto +dalle sue dimostrazioni che gli uomini hanno +<span class="pagenum">[72]</span> +meno attitudine delle donne per mettere in ordine +una casa, la pregai di volermi assistere come una +buona sorella, incaricandosi di completare le mie +disposizioni e di compiere l'opera che sembrava +troppo superiore alla mia capacità. Avendo accettato +cordialmente l'incarico col consenso dei genitori, +le consegnai il denaro che restava disponibile +facendole ampia procura di spenderlo secondo +i suoi gusti e il suo giudizio. Due giorni dopo +essa partì per Sondrio, accompagnata dal padre, +per fare le spese necessarie, ed al suo ritorno +venne spedito un carro a prendere gli oggetti +acquistati che giunsero in buon ordine, certo a +motivo che Martino non faceva parte della spedizione.</p> + +<p>Allora l'Agata accordò la Rosa al mio servizio, +e volle stipulata una convenzione fra noi, cioè +ch'io non entrassi più nella mia futura dimora fino +a che l'opera non fosse compiuta. Così, mentre +l'Agata e la Rosa, accompagnate dal signor Nicola, +dalla signora Giovanna e da Martino, andavano a +lavorare a mio vantaggio, e si affaticavano a mettere +a posto ogni cosa, io non aveva altro incarico +che di passeggiare dalla parte opposta del paese +col sigaro in bocca, come un vero sibarita.</p> + +<p>In pochi giorni tutto fu messo in assetto, e finalmente +ottenni il permesso di visitare la casa. La +trovai trasformata, e ne rimasi sbalordito. Essa +respirava una modesta agiatezza, piena d'attrattive. +Si vedeva dappertutto la mano della donna, si sentiva +la sua influenza e il suo intento. Ogni stanza +aveva le sue tende, i mobili opportuni, puliti, e +collocati a dovere. Al pianterreno un allegro salottino, +con un bel tappeto davanti al canapè, un +tavolo rotondo nel mezzo; uno studiolo colla stufa, +<span class="pagenum">[73]</span> +e gli scaffali pei libri, un tinello colla sua credenza +a invetriate ove si vedevano le stoviglie, le tazze, +i cristalli che brillavano per nitidezza; ed una +cucina ben fornita di pentole e pentolini, casseruole +e girarrosto. Sugli scaffali si vedevano tutti +gli oggetti destinati agli usi domestici, ch'io aveva +dimenticati, dal macinino del caffè allo scaldaletto, +dalle caffettiere alle lucerne, dai piatti alle scodelle. +Davanti al focolare due alti seggioloni a +bracciuoli invitavano a sedersi al fuoco. La catena +e gli alari lucenti stavano al loro posto. Dopo la +cucina si entrava in una piccola dispensa collocata +a settentrione, fresca e ventilata per conservare le +carni, poi c'era un magazzino ad uso di legnaia e +cantina, provveduto dell'occorrente.</p> + +<p>Al primo piano due belle stanze da letto, una per +me, un'altra a disposizione dello zio quando volesse +arrestarsi andando ai bagni di Bormio. Una stanzuccia +per la Rosa, un'altra ad uso di guardaroba, +un'altra ancora disponibile e vuota.</p> + +<p>Tutte le stanze avevano l'occorrente, ma quello +che mi colpì di più furono i quadretti appesi ai +muri, e i vasi di fiori sui tavoli, e vari altri piccoli +oggetti da collocare i sigari e i fiammiferi. Nel gabinetto +da studio figuravano le più belle vedute di +Milano, che mi arrestai a contemplare con uno stringimento +di cuore. Il tinello aveva due bei panorami +del lago di Como, e le pareti del salotto portavano +i ritratti di alcuni fra i più grandi benefattori del +genere umano.</p> + +<p>Sulla porta della cucina stava affisso il lunario, +e un calendario dell'ortolano, nel quale si leggevano +i lavori e le semine da farsi ogni mese.</p> + +<p>Quella buona ragazza così sensata e positiva, +visti i miei piccoli mezzi, mi aveva dichiarato non +<span class="pagenum">[74]</span> +occuparsi che del solo necessario; essa aveva dunque +trovato necessario coprire la nudità delle pareti, +riposare i miei sguardi sulle care memorie +della patria, ricondurre il mio spirito di quando +in quando per le vie della mia cara Milano, rammentando +l'aspetto ridente della natura coi più +bei siti contemplati sul lago, e richiamandomi alla +mente le grandi virtù dagli uomini che onorano +l'umanità.</p> + +<p>Di quella povera casa, così deserta, tacita, e nuda, +essa aveva fatto una dimora piacevole, comoda, +popolata di ricordi, eloquente d'insegnamenti, fornita +di graziose opere d'arte, un rifugio tranquillo +e sereno, che invitava alla pace ed allo studio.</p> + +<p>Commosso e riconoscente, non sapevo in qual +modo dimostrarle la mia gratitudine. Essa aveva +apparecchiato il nido al povero esule, s'era studiata +di rendergli meno squallida la vita solitaria. Come +una buona sorella aveva prodigate le cure più affettuose +nell'allestimento d'ogni stanza, usando gli +accorgimenti più delicati, le previsioni più sottili. +Io andava pensando a qualche regaluccio che le +provasse la mia piena soddisfazione, ma mi trovavo +nell'impossibilità di poter acquistare un oggetto +qualunque al villaggio.</p> + +<p>Mi si presentò il pensiero di offrirle la medaglia +di mia madre.</p> + +<p>Era quanto io possedessi di più prezioso, e vi +tenevo tanto che dapprima respinsi tale idea come +una tentazione. Non sapevo risolvermi a privarmi +di quella santa memoria; respingevo il progetto, e +lo riprendevo esitante e sconvolto da mille diversi +pensieri, quando la Rosa venne a dirmi che l'Agata +mi attendeva ansiosa di conoscere l'effetto prodotto +dalle sue disposizioni. +</p> + +<p><span class="pagenum">[75]</span>Dovetti risolvermi a partire colla medaglia o +colle mani vuote; o quella o niente!... In tale dolorosa +alternativa, piuttosto di passare per un ingrato +ho preferito lacerarmi le fibre del cuore, presi la +medaglia deciso e rassegnato al dolore di privarmi +dell'ultimo residuo della famiglia, dell'unico segno +che mi rammentasse mia madre, e corsi a casa +Bruni.</p> + +<p>L'Agata era nel suo giardinetto aspettando il +mio ritorno, quando io le comparvi dinanzi tutto +sconvolto dall'interna lotta delle mie sensazioni. +Vedendomi ne rimase confusa, temendo di non +avere incontrato il mio gradimento. La rassicurai +piuttosto coi gesti che colle parole, perchè +mi mancava la voce. Poi le presentai la medaglia +dicendole:</p> + +<p>— Questo è l'oggetto più prezioso che posseggo, +è l'unico ricordo che mi rimane della mia povera +madre; vogliate accettarlo come un pegno della mia +viva riconoscenza.</p> + +<p>Fece un moto di sorpresa e rifiutò: una grossa +lagrima scese sulle sue guancie, indi mi rispose:</p> + +<p>— La vostra soddisfazione mi ricompensa largamente +del poco che ho fatto. L'allestimento della +casetta è stato per me un vero divertimento, il dono +che vorreste farmi mi prova che sono riuscita al +di là delle mie speranze, io ne sono contentissima +e non desidero altro.</p> + +<p>— Non rifiutate, vi supplico, di accettare questo +piccolo segno della mia gratitudine.</p> + +<p>— Ma nemmeno per sogno, caro Daniele, io sarei +ben crudele se vi privassi d'una tale santa memoria!</p> + +<p>— Eppure, Agata, sento dentro di me una ispirazione +che mi spinge ad insistere, sento come la +voce di mia madre che mi ordina di mettere questa +<span class="pagenum">[76]</span> +medaglia nelle vostre mani, come un sacro deposito.... +rifiuterete la preghiera di una povera madre morta?</p> + +<p>Allora, vedendomi umiliato e dolente della sua +esitanza, stese la mano dicendomi:</p> + +<p>— Come semplice deposito l'accetto. — Prese la +medaglia, la guardò attentamente, le diede un bacio, +se la pose in seno, ed aggiunse: — Essa mi darà +il diritto di trattarvi come fratello.... fin che saremo +vicini.</p> + +<p>— Mia madre vi ascolta a vi benedirà, — risposi.</p> + +<p>Le baciai la mano con affetto fraterno, mi ritirai +nella mia stanza, perchè sentivo bisogno di trovarmi +solo, per piangere in libertà.</p> + +<hr /> +<h2><a name="VII" id="VII"></a>VII.</h2> + +<p>Il giorno seguente presi possesso della mia nuova +dimora, dopo di aver dimostrato come seppi meglio +tutta la profonda riconoscenza per la cordiale ospitalità +ricevuta in quell'eccellente famiglia. La partenza +da casa Bruni mi riuscì dolorosa come se vi +avessi vissuto degli anni. Vi sono a questo mondo +luoghi ai quali non ci avvezziamo nemmeno dopo +una lunga dimora; ve ne sono altri nei quali si sta +bene fin dal primo giorno, e che non si vorrebbero +lasciare. Generalmente in questi si è destinati a +passare rapidamente, e negli altri a consumare la +vita! ecco il nostro destino! +</p> + +<p><span class="pagenum">[77]</span>Pregai quei buoni signori di continuarmi la loro +amicizia.</p> + +<p>— Nulla è cambiato, — mi rispose il signor Nicola, — avete +due case invece d'una sola, ecco +tutto!...</p> + +<p>Volevo baciargli la mano, ed egli si è rifiutato, +dandomi due grossi baci sul volto. Mi accompagnarono +fino alla porta della loro casa, mi strinsero le +mani affettuosamente. Martino portava il mio sacco +da notte, le signore mi dicevano:</p> + +<p>— A rivederci.... a rivederci.</p> + +<p>— A rivederci.... questa sera, — io risposi, — e +partii salutando colla mano, seguito da Bitto, che, +colla coda bassa, dimostrava non essere più contento +del suo padrone.</p> + +<p>La Rosa m'aspettava sulla porta della casa, mi +venne incontro per alcuni passi, prese il sacco dalle +mani di Martino, e m'introdusse nel mio nuovo +possesso.</p> + +<p>Salii il primo piano seguito dalla fantesca, ed affacciandomi +alla finestra che guardava sul cortile +vidi un bel gallo a penne variopinte, il quale scuoteva +la cresta orgogliosa, sorvegliando quattro belle +galline che razzolavano in terra.</p> + +<p>— Ove avete trovato quei bei polli? — chiesi +alla Rosa.</p> + +<p>— È un dono della signora Agata, che volle piantarvi +il pollaio co' suoi allievi. Rammentandosi gli +elogi fatti a colazione sulla freschezza delle uova, +desiderò che continuaste a trovarne d'eguali sulla +vostra tavola.</p> + +<p>— Eccellente creatura!... cuor d'oro!...</p> + +<p>— E testa fina!... — soggiunse la Rosa.</p> + +<p>— Sicuro!... sicuro!... ma.... ma.... e ripeteva dentro +di me: ma peccato che sia bionda! +<span class="pagenum">[78]</span></p> + +<p>Io era sempre perdutamente innamorato della +contessa Savina, alla quale non avevo mai parlato, +e che aveva rifiutato di restituirmi il bacio. Ma.... +ma!... e andavo girellando per le camere come un +uomo che cerca qualche cosa. Cercavo infatti lo +scioglimento d'un problema: — date due donne giovani, +ed amabili entrambe, una lontana e inaccessibile +per la distanza, la nobiltà, la ricchezza, le +condizioni sociali, e l'altra vicina, accessibile per +relazioni di famiglia e opportunità d'ogni genere, un +giovane s'innamora della prima e disdegna la seconda. +Qual è la forza che lo spinge di preferenza +verso l'impossibile?... ecco l'incognita.... Ho passato +il primo giorno nel mio nuovo domicilio occupato +esclusivamente di questo problema, che mi pareva +un'equazione algebrica fra le più complicate e difficili. +Chiuso nel mio studio, coi gomiti appoggiati +allo scrittoio, e le mani nei capelli, io meditava le +condizioni della vita e delle umane passioni, inesplicabili. +Udivo al di fuori della gente che domandava +alla Rosa:</p> + +<p>— È in casa il signor maestro? — ed essa rispondeva:</p> + +<p>— Sì, è in casa, ma non posso disturbarlo. Sapete +che i maestri hanno delle occupazioni.... degli studi +seri.... ritornate più tardi.</p> + +<p>Io lasciava che andassero; infatti che cosa al +mondo poteva interessarmi di più dello scioglimento +del mio problema? non era esso il mistero della +mia vita?... La contessa Savina era per me la più +bella, la più seducente, l'unica donna!... L'Agata era +una sorella. Il suo volto? io non lo vedeva! Il viso +della contessa Savina mi stava impresso nel cuore +con indelebili tracce. Per vederla viva e presente +io non aveva che a chiudere gli occhi.... Essa era +<span class="pagenum">[79]</span> +lì, alla sua finestra, coi suoi bruni capelli rilevati +sulla fronte, con quello sguardo penetrante.... con +quella scintilla che accende e consuma!... Ma e gli +ostacoli?... Nel dizionario d'amore, ostacolo significa +eccitamento, stimolo, sprone, prestigio. Tuttavia la +ragione, il buon senso?... Che ragione! l'amore è +una pazzia.... lo sento nei lucidi intervalli, che non +mi servono a nulla. Dopo qualche breve sosta, la +demenza riprende il suo dominio, e mi fa vedere +le cose a rovescio. L'impossibile mi sembra facile.... +e sento che in certi momenti posso diventare un +eroe.... o un imbecille!</p> + +<p>Il fatto sta, che quando il cuore è saturo d'un +amore non ci sta altro, gli occhi non vedono più, +il cervello è tutto occupato dai fumi del cuore; che +possano allignare insieme due amori, è credere all'impossibile, +all'assurdo. Chi s'illudesse di amare +due donne in una volta, può essere sicuro che non +ne ama nessuna. Io amo la contessa Savina, l'amo +perchè l'amo, perchè è stata il primo raggio di luce +della mia vita, il primo palpito del mio cuore, l'amo....</p> + +<p>— Signor maestro, il pranzo è servito.... — mi +disse la Rosa picchiando leggermente all'uscio.... — mi +dispiace incomodarlo, ma è l'ora precisa che mi +ha fissata.</p> + +<p>— Vengo subito, — risposi, ed aggiunsi fra me: — maledetta +prosa della vita!... Massaie indiavolate, +siete tutte uguali! dalla Veronica alla Menica, dalla +Menica alla Rosa, dalla Rosa alle sue pari! ogni +giorno vi fanno discendere il pensiero sulla tavola, +vi abbassano i vostri sogni al livello del loro focolare!...</p> + +<p>— Il falegname ha portato l'ultima polizza, — mi +disse la Rosa quando sedetti a mensa. — Anche +il calzolaio voleva consegnarle questa nota, ma non +<span class="pagenum">[80]</span> +ho voluto disturbarla. Tobia l'organista m'ha detto +che i maestri sono come i santi apostoli.... bisogna +lasciarli in pace, che si preparino ad insegnare agli +altri.... Va bene di sale?</p> + +<p>— Benissimo, benissimo.... ma dov'è Bitto?...</p> + +<p>— Bitto?... Ah! se sapesse come ho avuto paura +di perderlo. Si figuri che non si poteva trovarlo. Ma +dopo averlo cercato in tutto il villaggio finalmente +l'ho trovato.</p> + +<p>— Ove l'avete trovato?</p> + +<p>— In casa Bruni, si sa; mentre il maestro studiava, +egli si è ricordato che era l'ora del pranzo +in casa Bruni, e vedendo che qui il fuoco era ancora +spento, è andato a chiedere da pranzo alla signora +Agata. Essa mi ha detto: — lasciatelo qui +fin che ha mangiato, povera bestia, mi vuol bene, +si ricorda di me, gliene sono grata, e non posso +rimandarlo a digiuno. Bisognava vedere come la +guardava, che feste, che scodinzoli; pareva che intendesse +le sue parole, e gli dicesse: — vi ringrazio.</p> + +<p>Poco dopo ecco Bitto che ritorna a casa contento, +abbaiando e saltandomi addosso come se volesse +rendermi conto de' fatti suoi.</p> + +<p>Da quel giorno prese il suo partito, andando regolarmente +a pranzo in casa Bruni, colla scrupolosa +esattezza che metteva mio zio canonico per andare +a vespero. Io era destinato ad avere sempre sotto +gli occhi l'esempio dell'ordine, dagli uomini o dalle +bestie, senza approfittarne. Dopo pranzo Bitto se +ne tornava a casa, a fare la sua guardia alla porta, +e guai se qualcuno s'avvicinava. Egli dapprima abbaiava +francamente, poi incominciava a latrare, e +finiva con un certo ringhio che metteva tutti in riguardo. +La mia voce lo calmava. Egli lasciava passare +i visitatori che venivano invitati ad entrare, +<span class="pagenum">[81]</span> +ma non permetteva che nessuno entrasse senza essere +invitato.</p> + +<p>Quando andavo al passeggio mi accompagnava, +e se ero diretto a casa Bruni lo indovinava a mezza +strada, giungeva prima di me, e mi aspettava sulla +porta; alla notte dormiva sempre ai piedi del mio +letto: alla mattina divideva la mia colazione, ma +ripartiva regolarmente pel pranzo, e pareva che mi +volesse dire: — la mia fedele amicizia non ti sarà +troppo a carico, povero maestro; tu pensi che il +cuore non può contenere che un amore solo, io ti +mostrerò che l'amicizia è meno esigente, e può vivere +benissimo in compagnia.</p> + +<p>Appena presa residenza stabile in paese, il signor +Nicola mi condusse a fare le visite di dovere alle +autorità municipali, che dimoravano nel capoluogo +del comune, a poche miglia dalla nostra frazione. +Tutti mi accolsero cortesemente, e mi venne consegnato +l'atto di nomina a maestro, già deliberato dal +Consiglio Comunale fino dai primi giorni del mio +arrivo.</p> + +<p>Durando tuttora le vacanze mi misi a lavorare assiduamente +intorno alla mia tragedia. Nel rileggere +le pagine scritte a Milano, trovai necessarie alcune +correzioni e di rifare introducendo nuovi incidenti e +nuove scene. Fuggivo l'imitazione servile, volevo +riuscire poeta originale, i personaggi d'Alfieri mi +parevano convenzionali, io sentiva il bisogno di +studiare l'uomo dal vero, ma temevo di non trovare +in un piccolo villaggio di Valtellina i modelli necessari +alle mie scene del medio evo. Tuttavia, pensando +che il cuore umano è sempre lo stesso malgrado +la diversità dei tempi, mi decisi di studiare +le umane passioni nei soggetti che mi stavano intorno +tenendo conto delle proporzioni. La distanza +<span class="pagenum">[82]</span> +era immensa, formidabile! ma l'anatomico che studia +l'uomo sul cadavere mi pareva in condizioni +peggiori di me. Difatti due uomini vivi, anche distanti +di qualche secolo, devono rassomigliarsi fra +loro assai più d'un uomo vivo ad un cadavere. I +tempi modificano le passioni, ma la morte le annulla +addirittura. Il morto non è più che un misero +avanzo inanimato dell'uomo. Dall'uomo vivo al cadavere +la distanza è assai maggiore di quella che +passa fra Giacobbe che inganna suo padre colle +pelli d'agnello, e sor Isacchetto, mercante d'abiti +fatti, che inganna il suo avventore.</p> + +<p>Tali considerazioni mi spinsero a far conoscenza +coi maggiorenti del villaggio, che visitai e ricevetti +in casa, coll'interesse d'un professore di storia naturale +che si circonda d'ogni sorta d'animali necessari +a' suoi studii. Io studiava attentamente i miei +interlocutori, scrutavo la loro indole, le loro inclinazioni, +analizzavo minutamente i loro istinti, la +depravazione, i vizii delle loro nature, e li classificavo +esattamente, secondo un sistema adottato per +mia istruzione. Ogni individuo che manifestasse delle +tendenze virtuose o perverse corrispondenti ad un +personaggio della mia tragedia, riceveva il suo nome +relativo e veniva sottoposto ad attento esame.</p> + +<p>Assorto nell'intensità della mia osservazione, è +naturale che io rispondessi talvolta sbadatamente +alle loro frivole cicalate, e ciò mi valse la riputazione +d'uomo superficiale, leggiero e distratto; ma +invece, mentre mi credevano colla testa in aria, io +era entrato nel loro cervello e nel loro cuore. Con +questo sistema penetrante pervenni a trovare nel +villaggio tutti i modelli viventi dei miei personaggi.</p> + +<p>Il signor Marco Canziani mi servì di modello pel +<i>Lucchino Visconti</i>, e offrì tratti magnifici al mio +<span class="pagenum">[83]</span> +marito tiranno. La signora Pasquetta, moglie del +dottore, divenne un'Isabella Fieschi impareggiabile. +Essa amava segretamente Ugolino Gonzaga, parte +rappresentata al naturale dal giovane farmacista +signor Gaspare Zapolini. I caratteri degli amanti, +le loro ansietà, l'ardore dei loro sguardi, le insidie +tese al marito, le inquietudini della donna colpevole, +le aspirazioni impazienti del seduttore, si presentavano +alla mia osservazione nelle varie circostanze +che mi mettevano in presenza de' miei modelli. +La loro ingenuità me li abbandonava in piena +balìa; ben lontani dal sospettare il particolare interesse +della mia inchiesta, essi non avevano altra +mira che fuggire i pericoli che li minacciavano direttamente, +e così, schivando il marito, cadevano nelle +braccia del tragico. Il povero don Vincenzo Liserio, +studiato a rovescio, divenne Giovanni Visconti arcivescovo +di Milano. Il signor Nicola Bruni, che si +trova spesso in opposizione col medico, specialmente +nelle gravi disquisizioni del tarocco ove cercava +di sbancarlo, conveniva benissimo coll'indole del +congiurato Francesco Pusterla. Ma il più bello di +tutti era il mio vicino Tobia, piccolo possidente, +ma grande filosofo ed organista. Egli passava in +paese per una lingua malefica, un maldicente velenoso, +ma per me era un perfetto modello di ghibellino, +sempre in lotta col parroco, colla camarilla, +coi seguaci, pronto a battere in breccia la canonica, +il campanile, la sacrestia e tutti i ridotti del clero. +Egli s'incarnava a meraviglia nel mio Uguccione +della Fagiuola, e mi si mostrava, senza sospetto, +un tipo originale e degno di figurare fra i migliori +della tragedia. Aveva il portamento bellicoso, quando +ritto della persona teneva le braccia a semicerchio, +e alzando la testa in segno di provocazione, faceva +<span class="pagenum">[84]</span> +far la ruota al randello, mosso dalle sue mani scarne +e nodose. Capelli radi, sopraccigli incrociati, orecchie +larghe e staccate in alto presentavano i segni +caratteristici del suo volto. Aveva il naso lungo e +diritto come un dardo, le labbra tumide, le guancie +scarne, i zigomi spiccati, la barba rasa. La sua parola +era sentenziosa, i suoi movimenti rapidi, decisivi, +taglienti; e l'occhio iniettato di sangue gli +rendeva lo sguardo feroce.</p> + +<p>È certo che ci voleva un grande sforzo d'immaginazione +a trasformare il cappello a cilindro diritto, +lungo, a tese strette, rosso, spelato, unto, contuso +di Tobia coll'elmetto a piume di Uguccione; +la giubba corta e i larghi calzoni di fustagno dell'organista +colla corazza, i cosciali e le gambiere del +guerriero, ma le vesti non sono che la scorza dell'uomo, +ed io trovava sotto quelle spoglie miserande +un magnifico Uguccione della Fagiuola, con un'anima +piena d'ardori velenosi, e d'odio profondo pel +partito avverso.</p> + +<p>Così io m'ero formato un medio evo artificiale e +travestito nel quale vivevo, studiando e meditando +le umane passioni e traendone ispirazioni al mio +lavoro. Era una specie di carnevalone di Milano +trasportato in Valtellina per mio uso e consumo, +che mi rendeva il clima meno uggioso, mentre se +ne avvantaggiavano i miei studi sull'uomo, e i versi +della mia tragedia.</p> + +<p>La scuola comunale era collocata a piccola distanza +dalla mia casa. Io l'aveva aperta all'epoca +indicata dal regolamento, e mi vi recavo esattamente +ogni mattina. Poco prima di mezzogiorno, +Bitto passava per andare a pranzo a casa Bruni, +e al suo passaggio gli scolari si apparecchiavano +alla partenza; alla comparsa del maestro si aprivano +<span class="pagenum">[85]</span> +le lezioni, a quella del cane si chiudevano; +il comune era servito a meraviglia da due individui, +e non ne pagava che uno solo.</p> + +<p>Io rientrava in casa, pranzavo, facevo un giro +pel paese fumando un sigaro, poi mi chiudevo nel +mio studio per raccogliere le ispirazioni, prender +nota, e architettare i versi della tragedia. Passavo +la sera in casa Bruni o alla farmacia, e scoprivo +sempre dalle mie osservazioni che le medesime passioni +agitavano gli uomini, cambiando forma ed importanza, +ma restando sempre eguali nel fondo.</p> + +<p>Dall'epoca della mia tragedia ai nostri giorni +erano passati circa cinque secoli, e mutata anche +la scena dalla città di Milano ad un piccolo villaggio +della Valtellina, io trovava gli stessi uomini.</p> + +<p>Però uomini e passioni erano ridotti a dose omeopatica. +L'amante Ugolino Gonzaga, invece di correre +le giostre colla lancia in resta, imbrandiva +tranquillamente la spatola e faceva pillole; ma il +suo amore colpevole aveva le stesse tendenze, le +medesime astuzie, gli eguali ardori. Il Duca di Milano +faceva il medico condotto, ma cavava sangue +e denaro dai suoi soggetti, e condannava a morte +gl'innocenti, come nel medio evo. La natura tollerante +dell'arcivescovo Giovanni trovava il suo riscontro +nella rassegnazione di Don Vincenzo Liserio, +che cedeva ai fabbricieri il diritto d'amministrare +la parrocchia, limitando la sua autorità alle cose +ecclesiastiche. Uguccione della Fagiuola, abbandonato +il suono dell'armi, si contentava di quello dell'organo, +ma continuava la guerra ai guelfi, e li feriva +colla lingua.</p> + +<p>Pusterla congiurava sempre contro Lucchino celando +accuratamente le spade, i bastoni, le coppe +e i denari che dovevano abbatterlo. L'autorità del +<span class="pagenum">[86]</span> +potere era contrastata da mille insidie, e minacciata +da impreveduti stratagemmi che concentravano +tutta l'attenzione del tiranno. Uguccione della +Fagiuola sosteneva i ghibellini, l'Arcivescovo secondava +il fratello; la lotta dei partiti era accanita, +e il tarocco contrastato fino all'ultima carta. Frattanto +Ugolino Gonzaga, approfittando dell'ardore +della mischia, si allontanava dal campo, chiudeva +lentamente la porta del suo laboratorio farmaceutico, +e correva sotto ai balconi d'Isabella Fieschi!... +Io lo seguiva da lontano con prudenza: e lo udivo +confabulare colla sua bella:</p> + +<p>— Ove sono?</p> + +<p>— Tutti intenti al tarocco!... apri.... siamo sicuri!...</p> + +<p>Isabella chiudeva il verone, scendeva precipitosa, +e nel buio della notte si vedeva il lumicino che +percorreva le scale. L'uscio veniva aperto, e Ugolino +entrava di soppiatto nel covo del tiranno.</p> + +<p>Io ritornava tranquillamente in farmacia, Lucchino +si dibatteva invano.... la partita era perduta!...</p> + +<p>O mondaccio perverso! è stato sempre così!... una +partita di tarocco!</p> + +<p>Epoca del ferro o della carta, c'entrarono sempre +le coppe e le spade, e i mariti dabbene, e le notti +buie, e i capitani di ventura, e gli speziali. Da Eva +alla sora Pasquetta le donne furono sempre tentate +dal serpente e dal pomo. La virtù della resistenza +è il prezioso prestigio della donna onesta, e beati +i tiranni, i medici condotti e tutti i giuocatori di +tarocco, le cui mogli non possono servir di modello +nè alla commedia, nè alla tragedia.</p> + +<p>Io studiava coscienziosamente i miei modelli, e +ne traevo partito. Quando il medico condotto mi +compariva davanti col suo aspetto grave ed altero, +le guancie sostenute dai solini bene inamidati, e il +<span class="pagenum">[87]</span> +ciuffo irto sul capo come le aste dell'istrice, io diceva +a me stesso:</p> + +<p>— Ecco Lucchino Visconti.</p> + +<p>Egli lamentava continuamente l'egoismo dei villani, +l'ingratitudine di coloro, ai quali pretendeva +d'aver salvata la vita, e che credevano sdebitarsi +d'un tale beneficio, coll'offrirgli in dono una magra +ricotta affumicata!... Io afferrava subito il pensiero +dominante, e lo traducevo in versi tragici:</p> + +<div class="poem"> +<p>« Popolo sconoscente... che le gravi</p> + <p class="i2">Cure del regno con l'oltraggio paghi</p> + <p class="i2">E con l'infame tradimento!... »</p> +</div> + +<p>Una domenica, dopo la messa solenne, i parrocchiani +usciti di chiesa s'intrattennero sul piazzale +in conversari amichevoli. Gaspare il farmacista si +avvicinò alla signora Pasquetta, e mentre il dottore +scambiava una presa di tabacco con un cliente, io +udii la signora che diceva sotto voce all'amico:</p> + +<p>— Questa sera fanno il tarocco in casa Bruni.... +io sarò sola....</p> + +<p>— A rivederci.... — l'altro rispose.</p> + +<p>Ed io corsi subito a casa, e presa la penna scrissi:</p> + +<div class="poem"> +<p>« Al chiaror della luna, quando il suono</p> + <p class="i2">Dell'armi, nel vicino castel, chiama</p> + <p class="i2">I guerrieri, vien, mio diletto, involto</p> + <p class="i2">Nel tuo bruno mantel, che mi rammenta</p> + <p class="i2">I segreti misteri della notte. »</p> +</div> + +<p>Un altro giorno Tobia corse da me tutto ansante +per isfogare il suo dispetto contro il parroco, che +avendolo ricevuto pranzando, aveva osato trinciargli +sotto al naso un pollo arrosto fumante senza +dargliene un boccone, e vuotare un intiero fiasco +<span class="pagenum">[88]</span> +di vino senza offrirgliene un bicchiere.... Egli declamava +contro l'avidità del clero, ed io pronto col +mio Uguccione della Fagiuola ad esclamare:</p> + +<div class="poem"> +<p>« Ingorda razza!... che il feroce acciaro</p> + <p class="i2">Immergi in petto all'innocente! e bevi</p> + <p class="i2">Fino all'ultima stilla il sangue puro</p> + <p class="i2">Del mio amico fedel.... forse tu ignori</p> + <p class="i2">Ch'io ti guardo fremente... e aspetto il giorno</p> + <p class="i2">Della vendetta!... »</p> +</div> + +<p>Uguccione della Fagiuola, non trovando nel mio +sguardo quelle scintille di sdegno che secondo le +sue idee avrebbero dovuto accendere un incendio +al racconto dei casi suoi, andava dicendo in +paese che io era uno scettico, un uomo senza cuore, +un cervello balzano, un enigma vivente!</p> + +<p>Così cavando dei versi tragici dalla prosa slombata +del villaggio, osservando col microscopio gli +omuncoli del mio tempo e vestendoli all'antica, io +passai il primo inverno, col corpo in Valtellina, col +pensiero nel medio evo, col cuore a Milano; diviso +in tre parti, una che tremava dal freddo sotto le +Alpi, l'altra sepolta fra le tenebre del passato, la +migliore che, accovacciata alla finestra di mio zio +canonico, aspettava il bacio della contessa Savina.</p> + +<p>Finalmente venne la primavera, e coi tiepidi aliti +dell'aprile io sentii nel mio cuore innalzarsi anche +la temperatura dell'amore, assopito sotto le nevi +del verno. +</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum">[89]</span></p> + +<h2><a name="VIII" id="VIII"></a>VIII.</h2> + +<p>Chi nega l'influenza della primavera sull'amore +non ha mai studiato la natura, e vivendo in un +mondo artificiale non ha mai sentito il profumo +delle prime mammole rifiorire nel suo cuore le aspirazioni +alla suprema felicità. Colui che schiude il +suo cuore nella stagione del gelo, ha vissuto certamente +nell'atmosfera artificiale delle conversazioni, +dei balli e dei teatri, e come una pianta esotica in +serra calda ha fiorito precocemente per effetto dei +caloriferi. Ma nel libero regno delle montagne, dei +campi e dei mari, gli animali e i vegetali sono soggetti +agli stessi fenomeni, dipendono dagli stessi +agenti, subiscono la stessa influenza delle evoluzioni +del globo. E quando nelle belle sere d'inverno si +passeggia solitari al chiaro di luna per le strade +deserte, mentre la brezza notturna forma delle stalattiti +di ghiaccio sulle grondaie con l'acqua sgocciolata +dalle nevi del tetto, quando la brina gelata +sugli alberi li fa sembrare coperti di candida ciniglia, +quando spira dalle gole dei monti quel zeffiretto +del polo a dieci gradi sotto lo zero, che solidifica +le cascate, io sfido qualunque innamorato lontano +dalla sua bella, a non sentirsi il cuore indurito +e la punta del naso rossa.</p> + +<p>Invece quando il nostro pianeta si avvicina all'equinozio +di primavera, e le nevi si sciolgono sui +<span class="pagenum">[90]</span> +monti gonfiando i torrenti, e la terra e gli alberi +si vestono di fiori come per celebrare il risveglio +della natura, si sente il sangue scorrere più rapido +per le arterie, il cuore battere più forte, il cervello +espandersi in soavi pensieri. In tale epoca io pure +sentii farsi maggiore l'attrazione della lontana finestra +del palazzo Brisnago.</p> + +<p>Era magnetismo?... non saprei dirlo, ma era un +fatto in armonia col resto della natura: il risveglio +del mio cuore si trovava all'unisono con quello delle +piante; e alla sera, scartabellando l'<i>Ortolano dirozzato</i>, +mi son trovato d'accordo colla fioritura delle +carote.</p> + +<p>Mio zio canonico mi scriveva regolarmente ai quindici +d'ogni mese, senza mai alterare d'un giorno +l'epoca precisa della sua corrispondenza periodica. +Le sue lettere occupavano una pagina e un quarto +di foglio, e credo anche che avessero lo stesso numero +di linee. Il giorno 13 aprile ho ricevuto una +sua lettera. Giorno nefasto! Al solo vederla mi si +drizzarono i capelli sulla fronte. Era impossibile +che mio zio avesse anticipato due giorni la sua corrispondenza +mensile, senza un grave motivo. Apersi +la lettera con mano tremante, essa portava un poscritto; +un'altra novità minacciosa!... Nel poscritto +l'occhio mi corse subito sulla parola « Savina ». Mi +appoggiai al muro per non cadere, e lessi: « Questa +mattina, nella chiesa di S. Babila, venne celebrato +solennemente il matrimonio della signora contessa +Savina di Brisnago col signor conte Azzone di Montegaldo ».</p> + +<p>Il foglio mi sfuggì dalla mano, dovetti sedermi, +appoggiai la testa sullo scrittoio, e rimasi lungamente +sbalordito, come allo scoppio d'un fulmine!... +Addio bei sogni della primavera che sorridevano +<span class="pagenum">[91]</span> +ai miei pensieri, che illuminavano la mia mente +come il sole che sorge i fiori sul prato! Addio speranze +di supreme gioie!... addio fede nell'amore della +donna! addio vane illusioni giovanili!... Ecco il primo +disinganno... e il più amaro!... Ah! mio zio aveva ben +ragione di ridere delle mie stolte pretese!... o vanità +delle vanità!... Io aveva creduto agli sguardi d'una +fanciulla, come si crede alla santità d'un giuramento... +ma quegli sguardi non erano che un inganno!... +il profumo d'un fiore che esala i suoi aromi, che imbalsama +l'aria, che inebbria e svapora!... Io avevo +creduto sentire una voce arcana che mi parlasse +d'amore... e non era altro che l'eco del mio cuore!... +Io aveva sognata una vita di paradiso, ove l'amore +era melodia di due anime, che come due arpe unissone +mandano lo stesso suono!... Ahimè! vane illusioni +dello spirito umano, che confonde i desiderii +colla amara realtà!... le due arpe dopo un soave preludio +ruppero l'incanto — una ha stonato!... Rotta l'armonia +succedeva nel mio cervello un caos di suoni +discordi, rauchi, reboanti, che mi davano il capogiro.</p> + +<p>Per raccapezzarmi ripresi la lettera di mio zio, e +rilessi quelle parole fatali, come l'annunzio funebre +del mio cuore.... esso era morto!... morto.... ucciso a +tradimento!... da chi?... da chi?... chi ha ucciso crudelmente +il mio cuore?... chi l'ha ucciso? io chiedeva — come +un giudice inquisitore che cerca un +assassino — chi ha ucciso il mio cuore?...</p> + +<p>Una voce misteriosa mi rispondeva: — la contessa +Savina!... La contessa Savina?... impossibile! quell'angelo +di bontà!... il sorriso della mia vita!... il +raggio della mia aurora!... l'immagine soave della +dolcezza... l'espressione sincera e profonda del primo +affetto!... impossibile, quella divina creatura non è +capace d'uccidere un cuore.... un cuore che l'adora.... +<span class="pagenum">[92]</span> +che confida nel suo amore!... essa non è capace d'un +tal delitto contro natura!... essa mi ama.... io lo +sento.... sì, quella voce arcana che parlava al mio +cuore era la sua.... no, non era un'eco del mio cuore, +era l'espressione della sua anima ingenua.... che si +sentiva spinta da un impulso ineffabile ad incontrarsi +coll'anima mia!</p> + +<p>Chi ci ha divisi?... Essa non è colpevole... essa è +una vittima al pari di me!... Chi ha dunque ucciso +i nostri cuori innocenti? Chi ha imposto l'atroce +sacrifizio?.. ove sono dunque gli assassini?...</p> + +<p>Io mi scontorceva nelle convulsioni, mi strappavo +i capelli come un disperato! Ho passato ore spaventose +chiedendo conto alla società della sua fellonia, +poichè essa mi rapiva ciò che la natura mi +aveva dato.</p> + +<p>Ah, nell'abbattimento della stanchezza, quando +la calma della prostrazione succedette alla lotta +del cuore, meditando sulle umane sorti... ho trovato +gli assassini!... sì, li ho trovati. — Sono i +milioni... quei maledetti milioni... quei miserabili +milioni che, affluendo nelle casse forti dei Brisnago, +incatenano quella fanciulla alla schiavitù, la sottomettono +al loro dominio dispotico, la obbligano a +rinunziare agli impulsi della natura, alle aspirazioni +del cuore, ai desiderii dell'anima, per trascinarla +alle gemonie dei ricchi, sulla strada fatale +prescritta dalla sorte, condotti alla perdizione a +quattro cavalli, lacerando i loro cuori, e gettandone +i frammenti ad altri milionari, al pari di loro +costretti dalla necessità a seguire le stesse vie, a +formare delle famiglie senza inclinazioni naturali, +senz'anima, senza amore... maledetti, miserabili, vili +milioni!...</p> + +<p>Gli abbaiamenti persistenti e reiterati di Bitto +<span class="pagenum">[93]</span> +arrestarono il delirio del mio cervello esaltato, +e la Rosa entrando nella stanza mi annunziò la +visita del mugnaio <a name="tn93" id="tn93"></a>Zaccheo, che voleva assolutamente +parlarmi.</p> + +<p>— Non sono in caso di parlare con nessuno!... dite +al mugnaio....</p> + +<p>Ma il mugnaio, che l'aveva seguita con insistenza, +forzava la consegna, e mi si presentava mio malgrado +sulla porta, col suo cappello a larghe falde, +le vesti e il volto infarinati come un pagliaccio.</p> + +<p>Era impossibile evitarlo; dovetti subirlo.</p> + +<p>— Venite avanti, — gli dissi.</p> + +<p>— Signor maestro, scusi il disturbo, ma in due +parole mi sbrigo.... Siamo al quarto sacco di farina.... +e avrei assoluto bisogno che me ne pagasse +l'importo.</p> + +<p>— Capisco, avete ragione, ma oggi mi è impossibile +soddisfarvi.... Aspetto del denaro da Milano; +quando mi sarà giunto vi pagherò....</p> + +<p>— Mi dispiace, ci avevo contato sopra... l'ultima +volta che sono venuto a trovarla mi aveva promesso +il pagamento pei primi del mese... siamo alla metà... +ho anch'io le mie spese....</p> + +<p>— Avete ragioni da vendere... ma un povero maestro +non ha il diritto di battere moneta.... Se non ne +ho, non ne ho... non c'è rimedio....</p> + +<p>— Pazienza... pazienza... — ripeteva il mugnaio +con impazienza, — ma siamo povera gente, l'aspettare +ci molesta... tuttavia se oggi non può pagarmi, +ritornerò domani....</p> + +<p>— Domani!.. domani! potrebbe darsi che domani +fossi nel caso d'oggi, in ventiquattr'ore non si fanno +miracoli... diamine! per quattro sacchi di farina... +non avete dunque fiducia nella mia onestà?...</p> + +<p>— Ma che cosa dice? s'immagini!.. le domando +<span class="pagenum">[94]</span> +scusa... se non si fosse povera gente... se non ne +avessi proprio bisogno, non sarei venuto a disturbarla....</p> + +<p>— Abbiate un po' di tolleranza per alcuni giorni... +verrò io stesso al molino a soddisfare il mio debito....</p> + +<p>— Non s'incomodi per questo... io passo due volte +al dì, e non mi disturba fermarmi....</p> + +<p>— Verrò io stesso, vi ripeto... fra pochi giorni... +ve lo prometto....</p> + +<p>— Come crede... dunque mi raccomando....</p> + +<p>— Siamo intesi... che Dio vi benedica... e che il +diavolo vi porti, mormorai fra i denti, quando quell'importuno +se ne andava, e mi lasciava finalmente +tranquillo.</p> + +<p>E ritornato solo ripeteva fra me:</p> + +<p>— Quattro sacchi di farina di debito, e non ho +un soldo in saccoccia!... io mangio il pane a credito, +molestato dal mugnaio... e chi sa quanto denaro +si sarà sprecato nei fiori e nei bomboni... +per celebrare le nozze... senza amore... della contessa +Savina!...</p> + +<p>Maledetti milioni!... sono la rovina del genere +umano... la rovina di chi li ha... e di chi non li ha!...</p> + +<p>E ripensavo al mugnaio che, gettandomi in faccia +i suoi quattro sacchi di farina, mi faceva vedere +più chiaramente la mia posizione!... Io era un uomo +assurdo!... un uomo che nell'amore non vedeva che +la donna, senza guardarsi in saccoccia!... un uomo +che si permetteva un affetto... senza farina!... con +una donna milionaria!... un cieco che aspirava alla +luce... senza chiederne il prezzo alla direzione del +gas!... Un aspirante a diventar milionario, senza +saperlo... che adora un angelo, e si trova davanti +una barricata di milioni!... — Miserabile!.. la società +<span class="pagenum">[95]</span> +si burla di tali insanie, essa mi avrebbe chiamato +ambizioso, avido, ingannatore, astuto... ed io non +sono che un imbecille!... che credeva all'amore ideale, +segreto, ignoto, misterioso, imprevidente, senza altre +aspirazioni che d'uno sguardo... senza altro desiderio +che d'un bacio... l'amore per l'amore... imbecille!...</p> + +<p>Forse, nell'assurda ingenuità del mio spirito, +avrei trovato naturale che una moglie milionaria +pagasse un po' di farina al marito povero!... quale +aberrazione! il superfluo che provvede il necessario!... +La società condanna severamente tali aspirazioni!... +Meno male ch'io non ci aveva pensato, e +davanti la mia coscienza era innocente. Ma il mondo +non lo avrebbe creduto. Il mondo avrebbe creduto +il mio amore un pretesto, e vero scopo i milioni; +e la società crede che lo sposo ricco domandi +la mano della fanciulla pei suoi begli occhi? È +tutto il contrario che è vero... ma andate mo' a +dire alla gente che un povero diavolo può innamorarsi +d'una ricca signora senza ambizione. Nessuno +gli presterebbe fede. Così vuole il mondo che +l'oro vada sopra l'oro, e i cenci e la miseria si +mettano insieme. Questi sono i matrimoni bene +assortiti. Il mio amore mi conduceva direttamente +all'infamia!.. la società non mi avrebbe mai perdonato +di diventar milionario senza averci pensato; +mio zio mi aveva mostrato il precipizio, ma io camminava +cogli sguardi rivolti al cielo, io non vedeva +che in alto, la mia stella, e la terra col suo fango +sfuggivano alla mia vista!</p> + +<p>Quel mio primo amore, ingenuo, fervente, celeste, +non è stato che un viaggio aereo. La punta d'uno +spillo aveva forato il globo che mi trasportava in +aria, il gas era uscito dal forellino, io era precipitato +al suolo, restando morto sul colpo!.. morto! +<span class="pagenum">[96]</span></p> + +<p>— Meglio così! — esclamai, — tutto è perduto, +meno l'onore.</p> + +<p>Ma se l'anima è volata all'empireo, la materia +rimane. Eccomi ancora al mondo senz'anima. Eccomi +solo davanti la nuda realtà, solo!... in un +mondo scellerato... in mezzo a quattro sacchi di +farina da pagarsi... e colla borsa vuota. — Senz'anima +e senza denaro!.. solo!.. quale parola spaventosa!...</p> + +<hr /> +<h2><a name="IX" id="IX"></a>IX.</h2> + +<p>Bitto, venendomi incontro con aria carezzevole, +con mille affettuose dimostrazioni, guardandomi +co' suoi grandi occhi pietosi, girandomi d'intorno, +fregandosi alle mie gambe, e lambendomi le mani, +pareva mi accusasse d'ingratitudine verso la sua +razza, e mi dicesse: — Non diffidare della vita, gli +uomini sono egoisti, le donne sono leggiere... ma i +cani sono fedeli!...</p> + +<p>Uscimmo insieme come due veri amici che non +si abbandonano nel dolore, e intendono dividere le +amarezze della vita. Vagando pel villaggio, io dissimulava +agl'indifferenti la burrasca che mi agitava +tutte le passioni dell'animo. Il mio cuore, ch'io +credeva morto, non era che ferito mortalmente, e +dava dei guizzi turbinosi, come una balena moribonda +che si rotola nelle convulsioni, e intorbida +la profondità dell'oceano, mentre la superficie ne +<span class="pagenum">[97]</span> +rimane tranquilla. Guai però al bastimento che naviga +in quei paraggi! mentre scorre a piene vele +in un mare senz'onde e sotto un cielo sereno, la +balena con uno slancio supremo s'innalza dal fondo +e manda in aria la nave. Toccava al dottore il rappresentare +la parte del bastimento. L'incontrai per +via, che andava a fare le sue visite, colla sua aria +soddisfatta di sè stesso e del mondo. Il suo miele +mi fece sembrare più amaro il mio assenzio. Mi +arrestò per raccontarmi i suoi trionfi. Il momento +era cattivo, anzi pessimo.</p> + +<p>— Sentite, — mi disse, — un bel caso d'alienazione +mentale.</p> + +<p>— Un bel caso!...</p> + +<p>— Sì, un caso di pazzia furiosa... con assalti convulsi +da rompere le corde più grosse, superando le +forze riunite di quattro guardiani....</p> + +<p>— Un bel caso!</p> + +<p>— Bellissimo. Sangue, doccie e deprimenti... ho +potuto domarlo... abbatterlo... risanarlo... non si +muove più dal suo letto... è tranquillo come un +fanciullo....</p> + +<p>— Lo credo bene, se lo avete svenato!</p> + +<p>— Non fa niente, il sangue ritorna... ma la pazzia +è svanita. Figuratevi che il pover'uomo s'era fissato +in mente d'essere un Dio!...</p> + +<p>— E voi lo avete guarito! — io esclamai.</p> + +<p>— Guarito perfettamente, — soggiunse con albagia.</p> + +<p>— Ebbene! — io gli dissi, — il matto siete voi!...</p> + +<p>Il dottore rimase per un istante sbalordito, poi +mi fissò in faccia con due occhi di civetta, e fattosi +tutto rosso, alzò la testa, e m'interrogò come un +giudice alle assisie:</p> + +<p>— Che cosa intendete dire?... +<span class="pagenum">[98]</span></p> + +<p>— Intendo dire che colui che d'un Dio ha fatto +un uomo, è un malfattore. Voi avete trovato un +essere felice, e ne avete fatto un disgraziato, un +meschino. L'uomo non è realmente che quello che +crede di essere. Tutte le umane felicità non sono +che sogni! Chi risveglia l'uomo felice non è che un +idiota o un briccone!... La vostra scienza non è che +malvagità.... La vostra pretesa guarigione non è +che un'insania. Dunque adesso avrete inteso che +cosa ho voluto dire. Il sapiente è scomparso, il +vostro trionfo non è che una corbelleria, avete fatto +un infelice di più, ecco la vostra opera... il matto +sussiste sempre... è colui che d'un Dio ha fatto un +uomo... il matto siete voi!... Ad ognuna delle mie +frasi, il medico dava uno sbalzo, e i suoi occhi mi +fulminavano.</p> + +<p>— Signor Daniele Carletti?...</p> + +<p>— Signor Marco Canziani?...</p> + +<p>— Voi avete bisogno d'un salasso... non vi dico +altro... i vostri occhi sono iniettati di sangue, la +vostra ragione vacilla... la vostra vita è in pericolo....</p> + +<p>— Andate al diavolo... voi... i vostri salassi... e +la vostra pazzia!.. ma lasciate dunque vivere e +morire in pace la gente, abbiate un po' di rispetto +per l'umanità sofferente che vi serve di zimbello. +Risanate voi stesso della vostra mania, della vostra +presunzione, che vi spinge a credere di dar vita alle +vostre vittime. Voi non siete che un flagello sociale, +la malattia delle malattie, il tiranno della +natura... che vi rinnega. Vero tiranno in carne ed +ossa, coll'eroismo di meno, e il ridicolo di più!... +Un povero tiranno in caricatura, coi solini inamidati, +il cappello a cilindro, i ciondoli dell'orologio +che battono sulla pancia l'ora perpetua della dabbenaggine! +<span class="pagenum">[99]</span> +Un vero matto che intende guarire i +matti felici, ed è più matto di loro... mille volte più +matto di tutti!...</p> + +<p>La balena aveva dato il suo balzo alla superficie.</p> + +<p>Il dottore, barcollante come un naviglio che sta +per affondare, mi faceva veramente pietà. Lo piantai +sulla strada, in quella posizione disastrosa, e ritornando +sui miei passi rientrai in casa; dissi alla +Rosa che un urgente affare mi obbligava a partire +sul momento, che non sapevo quando sarei ritornato, +e camminando rapidamente, per non rispondere +alle sue inquiete interrogazioni, sempre in +preda d'una grande esaltazione, mi misi a correre +pel villaggio, seguito dal cane, e presi un sentiero +che s'inerpicava sui monti.</p> + +<p>Gli uomini m'erano venuti in uggia, le donne in +odio, la società mi faceva paura, io correva in cima +alle Alpi colla speranza di trovare una tribù d'orsi +fra i quali potessi eleggere domicilio, e vivere in +pace e libertà. Il silenzio e la solitudine delle montagne +erano i soli farmachi convenienti ai miei +mali. L'Alpe è opportuna a tutte le vittime umane, +ai rejetti ed ai profughi, ai derelitti che piangono, +agli innamorati nell'abbandono, che cercano delle +scene corrispondenti all'immensità dei loro dolori. +Lo spettacolo che presentano i secoli accumulati +davanti i grandi fenomeni geologici rende più tollerabile +ogni affanno mortale, i disinganni della +politica, dell'ambizione, dell'amore, l'ingratitudine +della patria e dell'innamorata. In cima delle montagne +anche i molluschi diventano fossili, il tempo +e l'alito delle ghiacciaie possono forse pietrificare +anche il cuore. Così pensando io vagava per le +cime deserte, cercando la mia tribù degli orsi per +diventare selvaggio. Non trovai che pastori, i quali, +<span class="pagenum">[100]</span> +pascolando gli armenti come gli antichi patriarchi, +viveano in solitudine e in contemplazione davanti +le opere più sublimi della natura. Mi sedetti con +loro, guardando in silenzio l'orizzonte lontano che +si perdeva nella nebbia, e si confondeva col cielo. +La natura parla un linguaggio che calma l'anima +esagitata, e consola gl'infelici con sublimi ispirazioni.</p> + +<p>L'acre sentore delle piante alpine sembra assopire +i dolori morali, come i loro succhi sanano le +ferite.</p> + +<p>Vagai lungamente in quei deserti col mio povero +Bitto, riposandomi all'ombra aromatica dei boschi, +dormendo sulle foglie secche, assopito dal suono +monotono delle cascate, risvegliato dal fischio acuto +degli uccelli di rapina, cibandomi di latte e pane +inferigno nelle capanne dei pastori. Ma l'uomo non +è fatto per vivere lungamente ramingando nella +solitudine; la società lo reclama, il suo destino lo +condanna a lottare co' suoi simili, ad impiegare le +sue forze per il bene comune. Tali saggie riflessioni +mi vennero suggerite dalla cura debilitante del +latte, che raccomando caldamente a tutti i giovani +innamorati senza speranze.</p> + +<p>Ritornai a casa, sfinito dalla fatica e dalla fame; +gli innamorati che hanno perduto l'appetito possono +tentare una salita sul Monviso o sul Monte +Rosa con molta probabilità di riacquistarlo.</p> + +<p>Appena rientrato in casa, la fantesca mi disse che +il farmacista, venuto per parlarmi, era ritornato più +volte per sapere se fossi di ritorno, mostrando gran +bisogno di vedermi il più presto possibile, e dichiarando +che mi aspettava con impazienza.</p> + +<p>Ma io mi trovava nell'assoluta necessità di rimettere +le forze esauste con qualche alimento sostanzioso: +<span class="pagenum">[101]</span> +ordinai alla Rosa di farmi da pranzo, e rimisi +ad altro momento la visita alla farmacia. Dopo +pranzo sentii il bisogno d'un liquido corroborante, +che in casa mi faceva difetto, e andai a cercarlo +dove sapevo che i bevitori più intelligenti del paese +lo trovavano eccellente. Mi rammentavo benissimo +che anche a Como avevo trovato un valido conforto +ai miei affanni amorosi nel fondo d'una bottiglia; +e volli ritentarne la prova.</p> + +<p>Aprendo la porta dell'oscura osteria, i fumi del +vino e del tabacco mi resero esitante, e sarei retrocesso +se la voce rauca d'Uguccione Della Fagiuola +non avesse pronunciato il mio nome con accento +di sorpresa.</p> + +<p>— Oh!... oh!... avanti, avanti, caro maestro... non +abbia paura.... il dottore non è qui.... egli sfugge +questi luoghi tenebrosi.... venga avanti, l'asilo è +sicuro....</p> + +<p>E tutti ridevano in coro.</p> + +<p>Io entrai, ordinai all'oste il vino migliore, e mi +sedetti sorridendo tranquillamente, come un idiota +che non capisce nulla di quanto gli succede dintorno.</p> + +<p>— Via da bravo, non faccia il gnorri.... tutti abbiamo +cara la nostra pelle....</p> + +<p>— Ma di che cosa si tratta? — io chiesi.</p> + +<p>— Ah! vuol fare proprio il misterioso! ma è +troppo tardi, caro lei! tutto il villaggio sa che ella +ha insultato il dottore.... poi è fuggito, per paura +di un duello!...</p> + +<p>E giù tutti d'accordo con una nuova risata.</p> + +<p>Allora compresi finalmente l'enigma, balzai in +piedi d'un tratto, diedi un pugno sul tavolo, e dissi, +con volto risoluto:</p> + +<p>— Se il dottore è offeso delle mie parole, sono +<span class="pagenum">[102]</span> +pronto a dargli qualunque soddisfazione. Io non +sono mai fuggito in veruna occasione, perchè non +ho paura di nessuno, e ne sia prova che dichiaro +vile chi sostiene il contrario, pronto subito a battermi +con qualunque arma, fosse anche il coltello. +Invito a levarsi in piedi chi non mi crede!...</p> + +<p>Tutti rimasero seduti e in silenzio. Allora io narrai +semplicemente la mia diatriba col medico, dissi che +lo credevo abbastanza punito del suo fallo dalle +mie parole, che ero andato a fare un'escursione sui +monti, ignorando il resto; che se il dottore non era +contento, io era disposto a fare a piacer suo quanto +fosse possibile per soddisfarlo.</p> + +<p>Allora pensando alle visite reiterate del farmacista, +sospettai che avessero qualche rapporto col +fatto, e pregai l'organista a seguirmi per avere le +prove delle mie asserzioni.</p> + +<p>Egli si rifiutava, ma io insistetti, e dopo d'aver +bevuto un bicchiere di vino, ci recammo insieme +alla farmacia. Il farmacista ci raccontò come era +passata la storia. Dapprima il dottore credeva ch'io +vaneggiassi, e supponendomi minacciato di congestione +cerebrale mi propose un salasso; ma poi, ferito +sul vivo dalle mie risposte impertinenti, se n'era +offeso altamente, ed esitava sul partito da prendersi.... +in questo punto la balena lo aveva colpito, +e andò a naufragare in farmacia.</p> + +<p>— È entrato barellando come un briaco!... — diceva +il farmacista, — ed è caduto su questa sedia +con tale precipitazione, che l'ho creduto colpito +d'apoplessia. Gli portai subito dell'acqua fresca, volevo +bagnargli la fronte, egli me lo impedì, e tutto +ansante mi raccontò le vostre invettive.... a dire +il vero un po' troppo vivaci!... Poi, — continuò il +farmacista, — mi chiese consiglio sulla condotta da +<span class="pagenum">[103]</span> +tenersi. Cercai di calmarlo, gli dissi che siete un +giovane dabbene, alquanto strano di carattere, ma +onesto nel fondo, ch'io non dubitavo punto che ogni +cosa si sarebbe accomodata senza scandali nè rancori. +Egli si mostrava inquieto, agitato e ripeteva:</p> + +<p>— È un cervello balzano!... è stata una vera provocazione!... +Chi sa! Avrà forse bisogno di fare una +prodezza, e mi ha scelto come capro espiatorio....</p> + +<p>Questa idea dì capro espiatorio mi ha fatto sorridere; +il farmacista abbassò gli occhi, e continuò:</p> + +<p>— Esso ha forse sete del mio sangue! — egli +esclamava, — il duello è divenuta una mania del +giorno, un atto indispensabile per la gioventù alla +moda.... questi giovinotti milanesi se ne fanno una +necessità, guai a colui che non ha da vantare una simile +fanfaronata!... È certo ch'io diventerò il suo trofeo, +la vittima della sua ambizione.... io sarò assassinato!!... — Aveva +gli occhi stravolti, i lineamenti +alterati, la faccia accesa e il sudore gli grondava +dalla fronte a goccioloni.</p> + +<p>Per tranquillarlo mi incaricai di mettermi di +mezzo, e terminare ogni cosa senza lesione d'onore +e senza disgrazie....</p> + +<p>— Andate, andate, — egli mi diceva, — cercatelo +in casa, procurate di raggiungerlo prima che +nascano ciarle, pettegolezzi, complicazioni.... è un +esaltato, procurate di abbonirlo.... chiedetegli una +ritrattazione semplice.... dichiari ch'io non sono +matto.... che non ha inteso di offendermi.... non domando +altro che di salvare il decoro.... che mi rispetti, +ecco tutto.... tutti abbiamo il diritto d'essere +rispettati.... non gli domando altro.... andate.... andate +subito.</p> + +<p>Corsi a casa vostra, e la Rosa mi disse che siete +rientrato per un solo momento, molto agitato, inquieto, +<span class="pagenum">[104]</span> +annunziandole un viaggio repentino.... impreveduto.... +e che vi siete posto a correre, senza +nemmeno prendere un sacco da notte.... e non sapeva +quando sareste di ritorno. Tornai più volte +per vedere se foste rientrato; ma essa mi ripeteva le +stesse cose, aggiungendo ogni volta qualche nuova +espressione d'inquietudine, di dubbio, sulla vostra +precipitosa partenza, senza indicare nè il tempo +dell'assenza, nè il luogo.... infatti, a dire il vero, le +parole della vostra fantesca indicavano piuttosto +una fuga che un viaggio, ed io era costretto di riferire +l'avvenuto.</p> + +<p>Alla prima ricerca il dottore rimase inquieto e mi +spinse a cercarvi con maggior attenzione; alla seconda, +ed alla terza volta il suo ardire si andava +rialzando, e quando gli comunicai i miei sospetti +sulla vostra fuga, e le precise parole della fantesca, +allora ricominciò ad alzare la testa, a parlarmi con +gravità magistrale, aggiustandosi il solino, rilevandosi +il ciuffo, mettendo i pollici nello sparato delle +maniche del vestito, gettando indietro il soprabito, +soffiando lentamente dalle labbra strette, e pensando +fra sè stesso se poteva arrischiarsi a proclamare la +sua indignazione. Finalmente, avvicinandomisi con +aria misteriosa, ed urtandomi il petto col gomito, +mi disse:</p> + +<p>— È fuggito!... fuggito... che cosa ne pensate voi? — soggiunse.</p> + +<p>— Veramente, — gli risposi, — tutto lascia supporre +che sia fuggito!...</p> + +<p>— È fuggito, — egli ripeteva, alzando sempre più +la voce, — è fuggito dalla mia giusta indignazione.... +mi ero ingannato nel giudicarlo, esso è tutt'altro +che un rodomonte.... esso è un vero vigliacco!... un +insolente di cattiva lega, che vi getta in faccia l'oltraggio, +<span class="pagenum">[105]</span> +e poi si nasconde; ma le cose non possono +passare così.... non si offende impunemente il dottore +Marco Canziani.... Il signor maestro Daniele +Carletti mi ha offeso, esso intendeva evidentemente +colle sue parole di macchiare il mio onore, e di +nuocere alla mia riputazione.... io lo sfido all'ultimo +sangue.... voi siete il mio primo testimonio, trovatene +un secondo, stendete un processo verbale, e +constatate il fatto vergognoso e disonorante pel mio +avversario, che abbandonando il terreno, è fuggito +vilmente, rendendosi indegno di qualunque ulteriore +giustificazione....</p> + +<p>— Vi ha detto proprio così?... — io chiesi al farmacista.</p> + +<p>— Precisamente!... le stesse parole, aggiungendone +delle altre. Eccoli, — egli diceva, — eccoli +questi giovanotti, che portano la testa alta, che fanno +i sacripanti coi timidi e i tapini, eccoli come si mostrano +davanti chi sente la propria dignità, davanti +chi non tollera ingiurie, ed alza la testa.... fuggono +come tanti conigli! Caro Gaspare, voi siete stato +presente alla mia sfida ed alla sua fuga, non ci rimane +altro da fare che il processo verbale, nel +quale dovete constatare esattamente i fatti, autenticandone +le firme. Vi prego di farne varie copie.... +a tutte mie spese; e vi raccomando la verità, — cioè +la mia sfida ad oltranza, e la fuga precipitosa +dell'avversario e basta così. Ora, come vedete, tutto +è finito; il mondo pronunzierà la sentenza!...</p> + +<p>E lasciandomi tale incarico, se ne andò, tutto +gonfio e pettoruto, a fare un giro pel villaggio, raccontando +a tutti, con un sogghigno malizioso, la +provocazione, la sua risposta, e la vostra fuga.... e +conchiudeva sempre alzando la mano, movendola +rapidamente; e dicendo: — scomparso, fuggitivo, +<span class="pagenum">[106]</span> +d'ignota dimora.... corre.... corre.... e non si volta +nemmeno indietro. Tutto il villaggio ne fece le più +grasse risate....</p> + +<p>La condotta del medico aveva reso impossibile +ogni accomodamento, ed io dichiarai immediatamente +che una soddisfazione all'onore era divenuta +indispensabile. Io non era nè un insolente, nè +uno spadaccino, nè un vigliacco; io aveva una mia +opinione, e la sosteneva; io dichiarava, che dato un +uomo che crede essere un Dio, è pazzo colui che gli +toglie una così beata illusione; io dichiarava stimare +malefica la medicina che disinganna un uomo felice, +dichiarava imbecille colui che sostiene il contrario. +In quanto alla pretesa mia fuga, essa non era stata +realmente che un'escursione sui monti durante due +giorni di vacanza, ed ero rientrato nel villaggio +ignorando le ciarle del dottore e le sue ricerche. +Che egli alla sua volta aveva offeso gravemente il +mio onore, il solo bene ch'io possedevo, e intendendo +di conservarlo con ogni scrupolo, accettavo la sua +sfida all'ultimo sangue, deciso di mostrargli che si +è completamente ingannato sul mio conto, ch'io facevo +pochissimo caso della vita, ed offrivo il mio +sangue, per sostenere la mia onesta riputazione.</p> + +<p>Pregai l'organista Tobia di volermi servire di padrino, +e gli diedi l'incarico di riferire esattamente +tali dichiarazioni al dottore, lasciandogli la scelta +delle armi, a patto che stesse ferma la sfida all'ultimo +sangue.</p> + +<p>Il farmacista si unì a Tobia, e così Ugolino Gonzaga +ed Uguccione Della Fagiuola si presentarono +a Lucchino Visconti. +</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum">[107]</span></p> + +<h2><a name="X" id="X"></a>X.</h2> + +<p>Il tiranno s'era appena seduto a mensa davanti +un bel piatto di maccheroni al sugo, s'era cacciato +nella cravatta un lembo del tovagliuolo per conservare +illibato da ogni macchia il panciotto; e dalla +serenità del suo volto traspariva ad evidenza l'uomo +doppiamente soddisfatto del suo onore.... e dei suoi +maccheroni.</p> + +<p>L'annunzio del mio ritorno gli fece cadere dalle +mani la forchetta, l'annunzio della mia accettazione +alla sfida gli strinse la gola come un capestro. Addio +maccheroni! non gli restava che l'onore da salvare, +e poteva costargli la vita. Ecco il mio argomento +sulla pazzia convalidato da un nuovo avvenimento; +ove è il matto?... È quello che s'illude sul piacere +di mangiare un piatto di maccheroni, o colui che +lo richiama alle amare realtà della vita?... Lasciate +dunque che l'uomo creda nei maccheroni, e non +fatevi un vanto di lacerare le sue belle illusioni per +mostrargli la canna d'una pistola o la punta d'una +spada. Questo avvenimento che condanna la filosofia +realista, condanna in pari tempo il duello. Il duello +non prova nulla. Togliete un uomo ai maccheroni +per darlo in preda alla morte; che cosa avete salvato?... +l'onore, la verità, la giustizia?... Credere che +un uomo che abbandona un piatto appetitoso per +uccidere o restare ucciso possa salvare qualche cosa +<span class="pagenum">[108]</span> +è una vera insania, che ripugna al buon senso. Esso +non può salvar nulla, e può perdere tutto, i maccheroni +e la vita. Due buone cose, delle quali ognuno +ha l'obbligo di tener conto, e che pur troppo si +giuocano sovente per una chimera!... Ma fin che +dura il pregiudizio sociale del duello, sarà necessario +lasciare i maccheroni per battersi coll'avversario, +e quindi il dottore Canziani dovette alzarsi +da sedere e disporsi al doppio sacrifizio.</p> + +<p>Però tale risoluzione gli pesava assai, non si poteva +decidere, e siccome nelle più gravi sventure +la speranza è l'ultima che ci abbandona, così un +raggio di speranza illuminò la sua mente scomposta. +Egli esaminò con uno sguardo scrutatore i due testimoni, +e sembrandogli di scorgere sul loro volto +la calma dell'uomo senza pensieri, si mise a ridere +cordialmente.... si sedette di nuovo.... aspirò +con voluttà l'esalazione gastronomica che gli saliva +dal piatto, e disse:</p> + +<p>— Ho indovinato tutto!... è uno scherzo!...</p> + +<p>Anche la calma dei testimoni lo aveva illuso; i +testimoni sono sempre sereni, essi non hanno nulla +da perdere, nè l'onore, nè la vita, nè i maccheroni. +Ed essi dovettero rispondergli:</p> + +<p>— Dottore carissimo, non si tratta di scherzi, ma +di pura verità, e pur troppo d'una verità molto +seria; — e Tobia soggiunse:</p> + +<p>— Ella ha accusato di viltà il maestro, lo ha reso +ridicolo a tutto il villaggio, lo ha sfidato all'ultimo +sangue. Simili provocazioni non si possono accomodare; +favorisca dunque di seguirci in un luogo più +opportuno per convenire sulle condizioni.</p> + +<p>Allora il tiranno, assumendo una posa tragica, si +alzò, e dimenticando di togliersi il tovagliuolo, si +mise a declamare sulla inopportunità di tali pretese. +<span class="pagenum">[109]</span></p> + +<p>— È troppo tardi!... — egli diceva dimenandosi +furiosamente ed agitando il tovagliolo che gli scendeva +sul petto. — È troppo tardi!.. il termine fissato +da ogni convenienza è trascorso, il processo +verbale è redatto e firmato in pieno ordine, l'ho +aspettato abbastanza l'avversario, il tempo utile +per ogni reclamo è trascorso, gravi occupazioni +umanitarie reclamano le mie cure, e non posso nè +devo trascurare i doveri del mio stato per secondare +un capriccio.... — e si agitava furiosamente, +guardando di sbieco i maccheroni, che svaporavano +e diventavano freddi.</p> + +<p>Tobia alzava le spalle con impazienza, e quando +il dottore finì di parlare, gli rispose:</p> + +<p>— Questa volta la prescrizione del medico non +ha valore, è affatto arbitraria, è priva di diritto. +Nessuna legge, nessuna abitudine, nessuna convenzione +ha mai limitato il tempo di chiedere riparazione +a chi ha ricevuto un oltraggio. Il maestro +ignorava la sfida e le offese che la accompagnarono: +appena di ritorno da una escursione, vedendo +che tutti gli ridono in faccia ne domanda la cagione, +e viene a scoprire la calunnia che lo rese +ridicolo. Egli non ha perduto un istante di tempo, +ci ha mandati ad avvertirla che non solo accetta +la sfida, ma esige che il duello abbia luogo in modo +tale da risarcire interamente il suo onore.</p> + +<p>Il dottore indispettito, non sapendo come sfuggire +alla posizione nella quale s'era collocato per +imprudenza, si strappò con impeto stizzoso il tovagliolo, +ed alzando la destra in tono tragico +esclamò:</p> + +<p>— Poichè si esige assolutamente del sangue, ebbene +sia!... non la giustizia, ma la sorte deciderà +della vita d'un uomo... e forse d'un innocente assalito +<span class="pagenum">[110]</span> +sulla pubblica via, colle ingiurie più scandalose... — e +aprendo la porta che metteva al suo +studio, accennò ai testimoni che volessero entrare.</p> + +<p>— Oh Dio!... Oh Dio!... vogliono assassinare mio +marito!... — si mise a gridare la signora Pasquetta, +che fino a quel momento aveva assistito a quella +scena, muta e sbalordita... — Oh Dio! Gaspare... +per amore del cielo... oh Tobia!.. calmateli, fate la +pace....</p> + +<p>Tobia la guardava impassibile sulla porta, il medico +uscì mettendosi le mani nei capelli, e la signora +Pasquetta si precipitò nelle braccia del farmacista, +che procurava invano di calmarla....</p> + +<p>— Gaspare!.. salvatelo... salvate la sua vita!.. è +vostro dovere!.. voi sapete ch'egli è innocente... è +una vittima della sua debolezza.., è un uomo tranquillo... +pacifico... che non ha mai preso un'arma +in mano... Gaspare... la vita di mio marito è nelle +vostre mani.</p> + +<p>Tobia mi ha confessato poi che quella scena di +una ribelle, perorante in favore della legittimità +nelle braccia dell'usurpatore, sorpassò la commedia +dei maccheroni.</p> + +<p>— Belle scene! comiche tutte due! — egli mi ripeteva; +ma la fisonomia del farmacista superava ogni +aspettativa. È vero che il disinganno del medico +davanti i maccheroni fumanti aveva il suo valore, +ma il disinganno dell'innamorato davanti l'affetto +coniugale che si risveglia nel pericolo, destava un +grande interesse morale!... Io stava per iscoppiare +dalle risa, quando la cuoca, attirata dal rumore, +entrò nel tinello, proprio in tempo opportuno per +ricevere fra le sue braccia la padrona svenuta. +Abbiamo colto il momento favorevole per entrare +nello studio del medico. Egli ci attendeva nell'attitudine +<span class="pagenum">[111]</span> +d'un uomo deciso... a risparmiar la pelle. +Volle dapprima mostrarsi pronto ad ogni estremità, +dicendo:</p> + +<p>— Poichè si esige assolutamente ch'io uccida un +uomo... ebbene, l'ucciderò!...</p> + +<p>— Uno più, uno meno, non fa gran caso!... — rispose +Tobia....</p> + +<p>Il medico, nuovamente colpito da questo dardo +fulminava l'organista con isguardi di fuoco... poi +tentando una nuova scappatoia, saltò su a dire:</p> + +<p>— E che cosa farebbe quel signorino se io mi +rifiutassi di prestarmi ai suoi capricci... che lo espongono +a commettere un delitto... e ad essere condannato +in prigione per omicidio?...</p> + +<p>— Che cosa farebbe! — soggiunse Tobia, — le +darebbe uno schiaffo in pubblico!...</p> + +<p>Il dottore diede un balzo, poi, gettandosi violentemente +sopra Tobia! voleva metterlo alla porta.</p> + +<p>— Insolente!... provocatore!... — egli esclamava, — siete +voi colla vostra lingua di vipera che mettete +tutto il paese in iscompiglio... voi colle vostre +punture... colle maldicenze... colle calunnie, che +spargete il veleno nelle famiglie tranquille, che +aizzate le collere, che esagerate le offese... che +inventate mille fandonie per suscitare le discordie +ed accendere gli animi alla vendetta. Voi siete la +peste del paese!...</p> + +<p>A tali parole Tobia, che tremava per la bile +concentrata, non potè più reggere, gettò lungi il +lungo cappello a cilindro che faceva girare nelle +mani convulse, si alzò in due tratti le maniche +che gl'ingombravano i polsi, e alzati i pugni in aria +si slanciò verso il medico. Esso erasi rifugiato dietro +ad un tavolo; il farmacista fermò l'assalitore per le +spalle, e nell'impeto della lotta caddero per terra +<span class="pagenum">[112]</span> +con gran rumore le sedie, i libri, il calamaio, e +tutti gli oggetti circostanti. Fu un tafferuglio del +diavolo, che durò alcuni minuti. A quanto mi si +raccontò, Uguccione Della Fagiuola era divenuto +una iena, Lucchino Visconti un serpente a sonagli +ed Ugolino Gonzaga si trovava trasformato in +domatore di belve feroci, le quali avevano ridotto +lo studio del dottore in una gabbia; l'organista +voleva battere il tempo sulla testa del medico, +e questi voleva cavar sangue per forza all'avversario. +Il farmacista, privo d'ogni mezzo terapeutico +per deprimere quelle convulsioni, non trovava +al momento altro rimedio pratico all'infuori +di quello di batterli tutti e due e menava colpi +a dritta ed a sinistra per dividere i contendenti.</p> + +<p>Ci volle tempo e fatica per raggiungere lo scopo. +La musica dell'avvenire è meno fragorosa di quella +che sonava l'organista, la medicina antiflogistica +è più mite di quella che voleva esercitare il medico +sull'avversario.</p> + +<p>— Ammazzatevi in nome di Dio!... ma da galantuomini, — gridava +il farmacista; — non è lecito +rompersi la testa a pugni, il decoro esige che gli +uomini onesti si sbudellino colle regole cavalleresche; +cessate dunque dalle ceffate e dai cazzotti e +usate le armi più nobili!... — Tobia abbrancava +un dizionario per rompere la testa al medico.... — Alto!... +ferma!... gridava il farmacista, arrestando +il braccio furioso dell'assalitore... urlando +con quanto fiato aveva in gola: rispettate la casa, +rispettate l'ospitalità, ascoltatemi, uccidetevi in +regola, a tempo e luogo opportuni.... Finalmente +con improba fatica potè calmare quei furibondi e +dividerli.</p> + +<p>Ridotti in due angoli opposti, si guardavano in +<span class="pagenum">[113]</span> +cagnesco, quando Gaspare nel mezzo, alzando le +braccia minacciose verso entrambi, pronunciò la +sentenza finale: — Capisco che ogni conciliazione +è divenuta impossibile... ma cessi ogni lotta ignobile, +e si porti lealmente sul terreno ogni questione +per finirla con decoro ed onore. Allora di comune +accordo vennero fissate le condizioni del duello, e +scelte le armi. Tobia troverà un altro testimonio +pel maestro, Gaspare un secondo padrino pel medico. +Dopo il primo duello si potrà vedere se ci sarà +motivo per un secondo assalto fra il medico e Tobia; +per ora non si parli che del primo scontro. L'ora?... +domattina, al levar del sole. Il luogo?... il prato +delle quercie dietro il cimitero. Le pistole di misura +normale, a quindici passi di distanza, col diritto di +tirare a volontà, e di avanzarsi per iscaricare le +armi, anche a bruciapelo.</p> + +<p>Poichè il dottore ebbe accettate tutte le condizioni, +i due padrini vennero a farmi la relazione dell'affare +conchiuso, narrandomi esattamente i più +minuti particolari di quell'episodio tragico-comico, +finito con alcune contusioni da ambe le parti, che +precedevano gli ulteriori ferimenti, come l'antipasto +il banchetto!</p> + +<p>Ascoltai con amarezza il racconto di quelle scene +volgari, che incominciando la lotta con assalti villani, +toglievano al duello il carattere cavalleresco +che solo può renderlo tollerabile. Ma come fare?... +Non toccava a me decidere quanto i costumi grossolani +del villaggio avessero pregiudicata la questione +rendendola ridicola. Io poteva soltanto deplorare +la sorte che mi condannava a subire una legge +assurda in sè stessa, resa affatto inconveniente +dalle circostanze. Ma non mi era possibile ritirarmi +senza far ricadere sopra di me solo i torti altrui. +<span class="pagenum">[114]</span> +Ho dunque accettate tutte le condizioni senza commenti, +approvando l'incarico assunto dai due primi +testimoni, da completarsi, trovando gli altri due +che mancavano.</p> + +<p>Era già notte avanzata quando fui lasciato solo, +e mi restavano poche ore per giungere al momento +fissato di trovarci sul terreno.</p> + +<p>Mi gettai vestito sul letto pensando ai casi miei +e confesso ingenuamente d'aver passato una pessima +notte. Il matrimonio della contessa Savina era la +causa di tutte le mie disgrazie. Essa aveva spente +le mie illusioni giovanili, aveva acceso il mio furore, +m'aveva tolto il senno, e forse mi toglieva la +vita!... Che cosa ero venuto a fare a questo mondo +io?... Ad amare una fanciulla alla distanza di venti +metri, per poi fuggirla senza ragione, e vedermela +rapire senza giustizia... e poi morire per mano d'un +medico!... Questa seconda parte la trovavo abbastanza +regolare, e non mi sorprendeva punto.... Ma +la prima parte mi pareva incompleta... evidentemente +vi mancava qualche cosa.... Ah! se almeno +avessi ottenuto quel bacio!... quel bacio e morire... +la mia vita non mi sarebbe sembrata incompleta!</p> + +<p>Facendo il mio esame di coscienza come un moribondo, +trovavo dapprima che avrei potuto impiegare +meglio il tempo, e forse se non avessi incominciato +a vivere con una chimera, ora non arrischierei +di morire per una imprudenza. Poi, scendendo +sempre più profondamente nella mia anima, +vi trovava dei misteri... sentivo che la gioventù, +l'amore della vita, malgrado i disinganni e i dolori, +mi tenevano ancora avvinghiato alla terra. La vita +mi appariva sotto un nuovo aspetto al momento di +perderla; e mi pareva che non fosse tanto atroce, +da lasciarla per sempre senza rimpianto. Era forse +<span class="pagenum">[115]</span> +viltà?... era paura?... non lo so; ma scrutando attentamente +nelle più profonde latebre del mio cuore, +vi trovava di peggio, vi trovava del fango!... Sicuro, +del fango!.. un desiderio colpevole che serpeggiava +in quegl'imi recessi della vita!... — La contessa +Savina non è morta... io pensava... fin che vive non +ho perduta ogni probabilità di rivederla.... Rivedendola... +ed essa rivedendomi... forse... chi sa!... Chi può +prevedere i casi della vita?... Dunque un atomo +di speranza agitava ancora il mio cuore; una speranza +colpevole, la speranza d'un bacio! ecco il +fango! era una speranza quasi impercettibile, come +un infusorio... ma era viva!...</p> + +<p>La morte vicina mi produceva l'effetto d'una +lente, m'ingrandiva gli oggetti... la speranza si +allargava, si moveva, diventava visibile!... il fango +fermentava, come le materie palustri, e mi dava la +febbre!...</p> + +<p>La natura umana è fatta così; e non sono io che +l'ho fatta!...</p> + +<p>La morte soltanto distrugge ogni speranza d'amore... +e forse nemmeno la morte la distrugge interamente.</p> + +<p>L'amore appartiene alla tribù degli antropofagi... +che si mangiano fra di loro. La morte raffredda, <a name="tn115" id="tn115"></a>ma +non distrugge l'antropofago; la distruzione ha +luogo soltanto quando l'antropofago vivo divora +l'antropofago morto: allora solamente non resta più +nulla... tutto è finito.</p> + +<p>Divagavo fra gli antropofagi quando la luce del +crepuscolo venne a richiamarmi alla dura realtà. +Apersi la finestra, l'aria imbalsamata del mattino +entrò nella mia stanza, la natura si risvegliava dal +suo letargo e rivolgeva un sorriso al cielo sereno. +Il capinero cantava sul biancospino fiorito, le nuove +<span class="pagenum">[116]</span> +foglioline degli alberi appena sbocciate oscillavano +alla brezza mattutina e lucevano al sole. La vita +mi sembrava bella... e bisognava apparecchiarsi a +lasciarla... nella primavera della vita e dell'anno.</p> + +<p>Rivolsi un pensiero affettuoso a mio zio canonico, +e un altro pensiero non meno tenero a Bitto. Perchè +nascondere la verità? Ho avuto delle stranezze, +ma non sono mai stato un ipocrita: dico sempre +quello che sento. Non mi vergogno d'aver amato +un canonico... nè un cane. Entrambi mi diedero +prove d'affetto, ed io sento riconoscenza eguale per +chiunque mi fa del bene. Se taluno pretende che si +devono distinguere gli uomini dalle bestie, mi provi +che i primi furono sempre superiori alle seconde. +Intanto, io che ho trovato molte volte la bestia +superiore all'uomo, li metto insieme, e credo di non +far torto a nessuno.</p> + +<p>Deciso di morire onorato, diedi un addio alla +vita, e non pensai più che a finirla con una morte +dignitosa. Volli pulirmi e pettinarmi come un uomo +che va ad una festa, e uscito tranquillamente di +casa mi recai al luogo fissato. Poco dopo vidi comparire +Tobia accompagnato dal signor Nicola Bruni, +seguiti a piccola distanza dal farmacista e dal suo +praticante. Mi sorprese alquanto la presenza del +signor Nicola, che non mi sembrava uomo adatto +a simili affari; ma l'impreveduto non succede che +nel nostro cervello, perchè tutto quello che succede +di fatto doveva naturalmente succedere.</p> + +<p>Il signor Nicola mi diede una stretta di mano, +annunziandosi con brevi parole per mio secondo +testimonio.</p> + +<p>— Vedendo il caso inevitabile, — mi disse, — quantunque +con sommo rammarico, non ho voluto +rifiutarvi la mia assistenza in questo momento.... +<span class="pagenum">[117]</span></p> + +<p>Lo ringraziai cordialmente della sua bontà, e +accennai a Tobia la mia soddisfazione per la scelta +che aveva fatto.</p> + +<p>A compiere la tragedia non mancava più che il +tiranno.</p> + +<p>— È capace di non venire, — disse Uguccione +della Fagiuola.</p> + +<p>— Sarete sempre una cattiva lingua, — soggiunse +il farmacista, indicando col dito un gruppo d'alberi, +dietro ai quali compariva il dottore.</p> + +<p>— Domando scusa del ritardo.... — disse il tiranno +al suo arrivo.... — ma anche gli affetti di +famiglia hanno i loro diritti,... e i loro doveri.... ho +dovuto ingannare mia moglie....</p> + +<p>Tobia alzò le spalle, un impercettibile sorriso +sfiorò le labbra del farmacista, mentre il dottore +continuava:</p> + +<p>— Ho dovuto assicurarla che ogni differenza s'era +appianata amichevolmente, e che il signor Daniele +non mi aveva rifiutata la sua mano.... — e così dicendo +mi stendeva la destra, in atto modesto e quasi +supplichevole.</p> + +<p>In quel momento, dimenticando ogni altra cosa, +non vidi che il tiranno della mia tragedia divenuto +affatto ridicolo, n'ebbi dispetto, e girando sui talloni +gli voltai la schiena.</p> + +<p>— Animo, alla decisione, — disse Uguccione.</p> + +<p>Allora i padrini misurarono la distanza, caricarono +le pistole, ce le consegnarono montate, e ci +posero in guardia. In quel momento, avendo paura +d'aver paura, io non pensava più a nulla. Guardai +in faccia il dottore, che aveva i capelli irti, ed era +pallido come un morto. Pareva che la sua testa si +sostenesse più del solito sui solini, la sua bocca +faceva uno sberleffo. Egli si teneva immobile colla +<span class="pagenum">[118]</span> +pistola tesa. Io mi avanzai verso di lui lentamente, +e giunto circa alla metà dello spazio che ci divideva, +mi fermai e lo presi di mira. Eravamo a sei +passi di distanza. Allora, sentendo il pericolo imminente, +egli si decise a tirare pel primo, alzò la +pistola all'altezza del mio petto, e fece partire il +colpo. Io rimasi incolume, e immobile continuai ad +osservarlo; egli era divenuto verdognolo. M'avanzai +lentamente, colla mano ferma e l'indice sul grilletto; +ad ogni passo che io facevo, i suoi lineamenti si +alteravano, la tinta del suo volto si oscurava, ed io +avanti, avanti, avanti. Egli era divenuto livido +quando gli posai la bocca della pistola sul cuore. +Chiuse gli occhi, alzò la testa, abbandonò le braccia +come un uomo che sta per cadere. Allora gli dissi +lentamente:</p> + +<p>— Signor dottore, se io non fossi matto vi ucciderei, +ma io sono matto e vi dono la vita. Imparate +a rispettare i matti, e non occupatevi altro a +guarirli. — E così dicendo gettai la pistola sull'erba +e gli stesi la mano. Egli me la strinse fortemente +colla sua che era fredda come quella d'un cadavere, +e stava per profferire qualche parola, quando Uguccione +della Fagiuola, raccolta la pistola carica, mi +disse:</p> + +<p>— Adesso tocca a me!... io pure sono stato offeso +dal dottore, ed esigo che mi domandi scusa.... o si +apparecchi a morire....</p> + +<p>Il tiranno aggrottando le ciglia balbettava parole +incomprensibili. Le sue mani avevano contrazioni +nervose, e pareva che si sentisse stuzzicato a gettarsi +al collo d'Uguccione.... quando il farmacista +saltò su a dire:</p> + +<p>— Finiamola.... basta così.</p> + +<p>— No, — rispose l'ostinato, — è troppo orgoglioso, +<span class="pagenum">[119]</span> +voglio castigarlo. Dottore, io rappresento in questo +momento tutti i cadaveri che avete mandati al diavolo +prima del tempo. Io rappresento la congiura +dell'inferno contro l'omicida, raccomandate al cielo +la vostra anima.... e morite.</p> + +<p>E così dicendo lo prese di mira a soli quattro +passi di distanza, e fece partire il colpo. Io pensai +che l'organista fosse diventato pazzo improvvisamente; +feci un salto per isviare il suo braccio, ma +giunsi troppo tardi, il colpo era partito. Quando il +fumo mi permise di vedere il dottore, esso traballava.... +e colle mani strette sul petto, come un uomo +che si sente gravemente ferito, esclamava con voce +semispenta e interrotta:</p> + +<p>— Sono as....sas....si....nato!...</p> + +<p>Tobia dava in uno scroscio di risa sgangherate.</p> + +<p>— È un brutto scherzo, — soggiunse il signor Nicola, — ma +non è un assassinio.</p> + +<p>— Ma io sono ferito.... — disse il medico con +voce lamentevole....</p> + +<p>— Dal semplice stoppaccio.... — rispose il signor +Nicola.... — perchè le pistole non erano caricate che +a polvere....</p> + +<p>Io alzai la testa sdegnato a tale notizia, e non volevo +accettare la burla, ma il signor Nicola, mettendomi +una mano sulla spalla, mi costrinse a tacere.</p> + +<p>— Giovinotto, — mi disse, — basta così. Nessuno +di noi sarebbe venuto ad assistere ad un omicidio. +Se voi avete perduta la testa, non l'ho perduta io. +Le ciarle sono ciarle, ma la vita è cosa seria, nè +deve togliersi per così poco. Noi ci dobbiamo tutti +alla famiglia ed al paese. Il diritto di morire da +galantuomini si acquista studiando, lavorando, affaticando +pel bene comune; morire da fanfaroni è +una leggerezza colpevole, uccidere il proprio simile +<span class="pagenum">[120]</span> +è un delitto. In ogni questione ci sono torti e ragioni, +bisogna chiarirli colla giustizia e ripararli +coll'onestà. Nel nostro caso il maestro offese il dottore +coi suoi soliti paradossi, il dottore offese il +maestro accusandolo di vigliaccheria... ebbero torto +tutti due.... Il medico fa il suo dovere curando i +malati, il maestro è un giovane incapace d'una viltà. +Le offese si complicarono per imperizia dei testimoni; +non era più possibile calmare i contendenti, +bisognava dare qualche soddisfazione da ambe le +parti, e finirla alla meno peggio. Ma non ci potevano +essere scuse per permettere un omicidio. Bisognava +salvare l'onore e la vita di tutti due. Io +ho accettato d'essere padrino a tali condizioni, e +gli altri secondarono la proposta con animo lieto. +Gaspare per il primo si prestò con ogni argomento +a convincere Tobia della necessità di non commettere +delitti nè imprudenze, a non versar sangue, +a risparmiare le lagrime alle famiglie, e a non dar +motivo ai Tribunali di aprire processi togliendo la +pace al nostro tranquillo villaggio.</p> + +<p>Tobia è un po' mordace talvolta, è una testa calda, +ma ha buon cuore, e non si fece troppo pregare per +deporre i rancori e finirla a modo nostro. D'altronde, +siccome i duellanti ignoravano completamente il nostro +piano, così il duello fu leale e soddisfacente anche +per gli scrupolosi e pei battaglieri. I campioni +non hanno certo passato una buona notte, nè l'uno nè +l'altro; dico questo senza offendere il loro onore, +perchè sul terreno si mostrarono coraggiosi e decisi. +Per altro è stata una buona lezione, e vi furono +momenti terribili.... Non ne parliamo più, +l'onore è intieramente soddisfatto.... stringetevi tutti +la mano.... e come siete stati avversari leali, siate +in seguito amici costanti, e noi, salvando due vite, +<span class="pagenum">[121]</span> +egualmente utili alla società, abbiamo fatto il nostro +dovere.</p> + +<p>Ci stringemmo tutti la mano, e la pace fu fatta.</p> + +<p>Tuttavia mi restava un dubbio nell'animo, cioè +se quella mistificazione fosse lodevole o censurabile, +se i più validi argomenti contro il duello potessero +autorizzare una burla. Mi pareva di no. Impedire +un duello sta bene, ma renderlo fittizio mi pareva +poco decoroso. Solo le circostanze eccezionali potevano +giustificare la condotta dei nostri padrini. +Le cose erano spinte a tal punto, che una prova di +coraggio era divenuta indispensabile per togliere +ogni sospetto che potesse offendere il nostro onore. +Fecero dunque bene mettendoci alla prova, e salvandoci +in pari tempo da ogni pericolo.</p> + +<p>Mentre tali pensieri mi giravano pel cervello, +udimmo i tocchi della campana maggiore che annunziavano +un funerale. E infatti poco dopo entrava +in cimitero il morto portato dai becchini, seguito +dagli amici e parenti che lo accompagnavano mestamente +all'estrema dimora.</p> + +<p>Quel nero drappo che copriva la bara, le preci +dei sacerdoti, la fossa aperta che attendeva il cadavere, +mi fecero passare un brivido per le ossa, +e furono l'argomento finale che mi persuase dell'infamia +del duello, che non appiana veruna questione, +ma uccide spietatamente, ciecamente, ingiustamente, +leggermente, impunemente. Una sola parola, un malinteso, +un atto fortuito basta per condannare un +uomo alla morte, mentre sommi filosofi e giureconsulti +accumulano argomenti <a name="tn121" id="tn121"></a>incontrastabili a provare +la necessità di abolire la pena di morte, anche +per gli assassini!.... Ci arrestammo tutti con tacito +consenso davanti a quella fossa, ed assistemmo col +cappello in mano alla mesta cerimonia, pensando +<span class="pagenum">[122]</span> +che l'indomani uno di noi avrebbe potuto subire la +stessa sorte, non chiamato dalla natura, ma da un +fatale pregiudizio, il quale continua a mietere le +sue vittime alla luce di civili costumi.</p> + +<hr /> +<h2><a name="XI" id="XI"></a>XI.</h2> + +<p>Finiti i funerali, il signor Nicola ci annunziò che +le donne ci aspettavano tutti a pranzo in casa sua, +per suggellare la pace fra i bicchieri. Don Vincenzo +Liserio venne invitato a seguirci, e avendogli comunicato +il motivo del nostro ritrovo ne rimase +tanto sbalordito, che continuò per tutta la strada a +trattenerci colle sue interrogazioni, colle sue sorprese, +co' suoi fremiti e co' suoi applausi.</p> + +<p>La comitiva raccoglieva i personaggi principali +della mia tragedia, e mi pareva d'essere un capocomico +che conduce al teatro la sua compagnia. E +infatti dovevamo assistere ad una commedia o ad +una farsa in casa Bruni.</p> + +<p>La commedia incominciò al nostro ingresso. Isabella +Fieschi, che attendeva ansiosamente il marito, +per dimostrargli la gioia che sentiva rivedendolo +incolume, si gettò fra le braccia del suo Lucchino +Visconti riconquistato, con attitudini degne d'un +quadro storico.</p> + +<p>Ugolino Gonzaga, trovando quell'entusiasmo esagerato, +si mordeva le labbra, e pareva quasi pentito +d'aver cooperato a salvare il tiranno. Uguccione +<span class="pagenum">[123]</span> +della Fagiuola, al quale nulla sfuggiva, mi accennava +con due occhiacci stralunati, e con un sogghigno +sardonico quel marito soddisfatto, quella +moglie affettuosa e quell'amico malcontento; indicandomi +in pari tempo la beata fisonomia dell'arcivescovo +Giovanni, che ammirava in quegli amplessi +la santità del matrimonio.</p> + +<p>Francesco Pusterla congiurava come al solito, apparecchiando +una serie di bottiglie, destinate, come +la macchina infernale di Fieschi, a far saltare in +aria o cadere in terra la comitiva, Uguccione della +Fagiuola, all'aspetto di quegli apparecchi, rasserenava +il volto, mostrava uno sguardo benigno, dal +quale traspariva un'intima soddisfazione, piena +di promesse per darsi un contegno conveniente: +egli andava lustrando coll'avambraccio il suo lungo +e speluccato cappello a cilindro, il quale, partecipando +dell'indole testereccia del cervello che proteggeva +dalle intemperie, si mostrava ribelle ad +ogni pulitura e si conservava a strapelo.</p> + +<p>Il tiranno aveva assunto l'aspetto dignitoso dell'uomo +importante; la moglie, rassicurata sulla vita +del marito, temeva di avere oltrepassato i limiti +dell'entusiasmo, e procurava di riprendere il terreno +perduto sbirciando i più teneri sguardi verso Ugolino +Gonzaga, che trovandoli irresistibili, deponeva +il sussiego della illegittima gelosia, per corrispondere +degnamente al nuovo invito.</p> + +<p>Infatti pareva che tutto si disponesse a rientrare +nell'ordine.... o nel disordine normale, quando un +improvviso fracasso proveniente dalla cucina venne +ad annunziarci un nuovo avvenimento. Finita la +commedia, incominciava la farsa.</p> + +<p>Attirati dal rumore siamo corsi tutti in cucina, +e vedemmo una finestra caduta in frantumi, una damigiana +<span class="pagenum">[124]</span> +rovesciata, un lago di vino sul pavimento, +la Menica colle mani nei capelli, Martino che fuggiva +per evitare il primo impeto del padrone. Che +cosa era avvenuto per causare tanti disordini?... +Una piccolissima causa aveva prodotto quei terribili +effetti, proprio come molte questioni di duelli. +Ogni momento che passava ci portava il suo insegnamento. +Ecco il fatto. Un sorcio era entrato in +cucina, la Menica aveva chiamato Martino in aiuto, +ed esso, armato d'un bastone, pieno d'ardore contro il +nemico, s'era slanciato nella lotta con un colpo decisivo.... +che gettò in terra la damigiana, facendola +in pezzi, poi cadde sulla finestra e ruppe quattro +vetri, aprendo una larga breccia, per la quale il +sorcio spaventato, ma incolume, aveva battuto la ritirata. +Cosicchè tutti correvano: noi per assistere +allo spettacolo correvamo sul teatro dell'avvenimento, +il vino correva per la cucina, il sorcio correva +pei campi, Martino correva per la corte, il signor +Nicola correva dietro a Martino, la Menica correva +dietro al signor Nicola, e lo raggiunse abbastanza +in tempo per salvare il domestico da un colpo di +bastone, che avrebbe dovuto piuttosto uccidere il +sorcio.</p> + +<p>— Calmatevi.... — gridò Ugolino Gonzaga, — è +meglio spargere il vino che il sangue....</p> + +<p>— Non sono di questa opinione! — rispose Uguccione +della Fagiuola, — e questa volta vado d'accordo +col medico....</p> + +<p>— Che cosa volete dire?... — gli chiese il dottore, +offeso di trovarsi d'accordo in qualche cosa con un +individuo che gli era antipatico.</p> + +<p>— Intendo dire che voi coi vostri salassi spillate +più sangue che vino, e questo va bene, perchè un +eccesso di sangue può togliere la vita, quando un +<span class="pagenum">[125]</span> +eccesso di vino non fa che esilararla, o tutto al più +addormenta tranquillamente per alcune ore. È meglio +dunque spargere il sangue.... e riservare il vino, +per beverlo in buona compagnia. Per me avrei preferito +che Martino avesse rotta la testa al sorcio +e salvata la damigiana. Se il dottore pensa diversamente, +le opinioni sono libere.... ed anche le bestie +hanno diritto di difendersi.... e avvicinandosi +a me, mi ripetè sottovoce guardando il dottore.... +anche le bestie hanno il diritto di difendersi scambievolmente.</p> + +<p>Il dottore non gli rispose, ma gli diede un'occhiata +incendiaria che voleva dire:</p> + +<p>— Linguaccia malefica, se ti potessi cavar sangue, +te lo caverei fino all'ultima stilla!</p> + +<p>Il signor Nicola, passato il primo impeto, ritornò +tranquillamente in cucina, rimproverando la +Menica d'aver chiamato Martino per uccidere un +sorcio.</p> + +<p>— È un imbecille, — egli continuava, — capace +di demolire una casa per prendere una mosca....</p> + +<p>Allora il dottore aggiunse sentenziosamente:</p> + +<p>— Per liberarci dai nemici interni, non dobbiamo +mai contare sull'intervento degli stranieri!...</p> + +<p>— Che ne dite, Tobia?... — chiese il signor Nicola +all'organista. Ed egli rispose:</p> + +<p>— Io penso sempre il contrario di quello che +pensano i medici e sto benissimo.</p> + +<p>— Cattiva lingua.... — soggiunse il signor Nicola +ridendo. Il medico finse di ridere esso pure, per +mostrarsi disinvolto, ma la sua fisonomia tradiva i +suoi pensieri. Esso aveva l'aspetto d'un uomo che +mastica fiele e vuol far credere che gli trova il +gusto dello zucchero.</p> + +<p>Per attendere l'ora del pranzo si misero a giuocare +<span class="pagenum">[126]</span> +alle carte su due tavolini: il dottore ed il parroco +dirimpetto al farmacista e all'organista; la signora +Pasquetta col signor Nicola a fronte della signora +Giovanna e del giovane allievo del farmacista, +che aveva servito di secondo padrino al dottore.</p> + +<p>Io accompagnai l'Agata che andava in cerca di +Martino fuggiasco, per annunziargli l'amnistia ottenutagli +dal padre.</p> + +<p>Desideroso di sapere come fossero passate le cose +ch'io ignoravo intorno alle predisposizioni del famoso +duello, gliene chiesi qualche notizia ed ella +mi disse ingenuamente:</p> + +<p>— Dopo la partenza dei testimoni dalla casa del +dottore, la signora Pasquetta, spiritata, era corsa +in casa Bruni.</p> + +<p>— Presto... presto per carità... chiamatemi il signor +Nicola... che ci salvi tutti... Vogliono uccidere +mio marito... mio marito vuol uccidere Daniele e +Tobia; domani sarà un macello, che farà inorridire +il paese.</p> + +<p>Mentre essa raccontava gli orrori e le lotte di +quella sera e la sfida per l'indomani, comparvero +i testimoni che erano stati da me, e che si recavano +dal signor Nicola per tenere consiglio intorno +alla condotta da adottarsi. La signora Pasquetta +venne congedata con promessa formale di accomodamento, +prima però che si fosse nulla deciso intorno +al partito da prendersi, raccomandandole caldamente +di evitare nuovi scandali, di lasciare che +suo marito si recasse all'indomani al suo posto, ed +ella confidasse in loro.</p> + +<p>Ma la conferenza dei testimoni che si protrasse +a tarda notte non sapeva trovare uno scioglimento +che appagasse ogni esigenza, quando l'Agata manifestò +modestamente il suo parere. +<span class="pagenum">[127]</span></p> + +<p>— Impedire il duello, — disse, — mi pare impossibile; +lasciare che si ammazzino è ancor peggio; o +dunque perchè non dareste ai duellanti due pistole +cariche a sola polvere, ond'essi ignorandolo possano +provare tutte le peripezie del duello, senza subirne +le terribili conseguenze? Dopo lunghe discussioni +venne accettata la proposta, con giuramento solenne +di conservare il segreto fino al termine dell'affare. +E così fu fatto.</p> + +<p>— In tal modo, — io dissi all'Agata, — voi avete +inventato un nuovo genere di duello, che tuttavia +non può aver luogo più di una volta sola.</p> + +<p>— A me bastava salvare la vita e l'onore di due +persone; al resto non ci pensavo.</p> + +<p>— E come avete fatto a scoprire questo stratagemma?</p> + +<p>— È stata una ispirazione, — ella soggiunse, — un'ispirazione +d'un'anima santa che veglia in cielo +sopra di voi. Mentre mio padre parlava concitato +con Gaspare e Tobia, cercando di persuaderli ad +evitare una disgrazia, io sentiva sul mio seno la +medaglia di vostra madre, che pareva mi pulsasse +per chiamare la mia attenzione. Allora mi parve +ch'ella mi dicesse dall'alto « salvate l'onore e +la vita a mio figlio » e certo i miei pensieri mi vennero +infusi dalla potenza sovrumana d'una madre. — Qui, +ritirando dal seno la medaglia, me la porse +dicendomi:</p> + +<p>— Datele un bacio, e un'altra volta siate più savio.</p> + +<p>Io baciai affettuosamente la medaglia, ella se la +ripose in seno, e camminammo lungamente in silenzio. +Sentivo qualche cosa che mi strozzava la +gola e mi toglieva la facoltà di parlare.</p> + +<p>A mezzogiorno preciso Bitto comparve, come al +solito, ad annunziare l'ora del pranzo. +<span class="pagenum">[128]</span></p> + +<p>La riunione intorno alla mensa ospitale fu lieta +e conciliante. Il vino ingurgitato ci fece dimenticare +quello perduto. E succede sempre così a +questo mondo: i piaceri che consolano i nostri +sensi ci fanno dimenticare i mali sofferti... dagli +altri.</p> + +<p>Alla fine del pranzo abbiamo chiamato Martino +e ci siamo fatti raccontare la sua lotta col sorcio, +ma nel punto più interessante, la vivacità del racconto +esponendoci al rischio di veder rinnovata +la catastrofe, abbiamo dovuto rimandarne la continuazione +ad un altro giorno... come le appendici +dei giornali.</p> + +<p>— Tregua ai pericoli, — diss'io, — non bisogna +provocare troppo la sorte. Oggi ci dovevano essere +dei feriti e degli uccisi, e tutti furono salvi... uomini +e bestie.</p> + +<p>— Meno la damigiana!... — soggiunse Uguccione +con rammarico, chè, quantunque saturo di vino, non +ne era ancor sazio.</p> + +<p>Quando la conversazione si fece generale, e tutti +parlavano in una volta, l'Agata, che mi sedeva vicina, +mi disse all'orecchio:</p> + +<p>— Gli uomini furono salvi senza loro merito... +invece la bestia dovette la salute alla propria +intelligenza, evitando il pericolo con destrezza, cogliendo +il momento opportuno per cavarsela dalla +sola uscita possibile, schivando i colpi malaccorti +d'un uomo stupido.</p> + +<p>— L'uomo, — io le risposi, — non si fa merito +di evitare i pericoli colla fuga, ma preferisce di salvar +l'onore a rischio della vita.</p> + +<p>— Ma se le bestie, — ella soggiunse, — non sentono +il bisogno della riparazione delle offese, gli è +perchè fra loro non corre l'uso dell'oltraggio. Vivono +<span class="pagenum">[129]</span> +più concordi degli uomini, hanno il coraggio +di difendersi contro i propri nemici, quando ne +vedono la possibilità, ma non si espongono leggermente +a tanti pericoli.</p> + +<p>— Perchè non possono contare sull'intervento +della donna, — io aggiunsi, — la quale, rappresentando +la Provvidenza, trova sovente il modo di +accomodare col cuore ciò che l'uomo guasta colla +testa!...</p> + +<p>Abbassò gli occhi e tacque. — Alla sera, separandoci, +eravamo tutti ritornati amici... almeno +in apparenza.</p> + +<hr /> +<h2><a name="XII" id="XII"></a>XII.</h2> + +<p>Un buon sonno mi riposò di tutte le scosse morali +del giorno. Il sonno è lo spazio vuoto che +divide le strofe del poema della vita. In quei giorni +nei quali hanno termine i più gravi avvenimenti +finisce anche il canto.</p> + +<p>All'indomani del mio duello io cominciai dunque +un altro canto colla sua nuova serie di strofe, +cioè ripresi la vita, colle sue note liete e dolorose, +colle sue rime obbligate e monotone, colla sua misura +prescritta dalla prosodia, positiva come il +materialismo del verso.</p> + +<p>Le note liete mi venivano dalla natura in fiore, +che consolava la vista coi sorrisi della primavera; +le note dolorose erano l'eco del primo amore perduto, +<span class="pagenum">[130]</span> +delle speranze deluse, dei dolci sogni svaniti. +La monotonia la trovavo nella scuola, ove un gregge +d'idioti imparava a leggere per conoscere anche +i mali passati, a scrivere per offendere la grammatica, +a far conti per ingannare il prossimo. Il +lato positivo della vita mi veniva rappresentato da +quattro sacchi di farina che mi pesavano sulle spalle, +come all'asino del mugnaio!... Bitto, che non aveva +di questi pensieri, russava tranquillamente a' miei +piedi, aspettando l'ora del pranzo, che non gli sapeva +di sale quantunque andasse a chiederlo in +casa altrui.</p> + +<p>All'amore deluso avevo tempo da pensarci, la +scuola andava avanti da sè, ma la farina bisognava +pagarla.</p> + +<p>Mi decisi al taglio d'un boschetto che avrebbe +aspettato con vantaggio per qualche anno; ma +quando si ha assoluta necessità di denaro, e si può +trovarlo in un bosco senza assassinare un cristiano, +si assassina il bosco, e si lasciano cantare i giornali, +che deplorano il diboscamento delle pendici, +perchè non hanno boschi da tagliare... ma tagliano +i panni addosso ai galantuomini, come se fossero +meno sensibili delle montagne!</p> + +<p>Venduta la legna e intascato il danaro, partii per +pagare il mio debito al mugnaio.</p> + +<p>Il mulino è collocato in posizione pittoresca, alle +falde d'una montagna vestita d'abeti, sulle rive +scoscese d'un torrente, alimentato da una cascata.</p> + +<p>Al cupo fragore della cascata, al gorgogliare +delle acque spumanti che s'infrangono sui macigni +caduti dall'alto, e serpeggiano fra i sassi e le ghiaie +del torrente, si confonde il tonfo regolare delle +ruote nella gora, e i battiti dei palmenti. Tutti +questi suoni formano un accompagnamento grave +<span class="pagenum">[131]</span> +e solenne al gorgheggio melodioso di qualche uccello +sugli alberi, e al cigolare degli assi di ferro +che girano sui perni asciutti. Questo è per l'udito. +Per gli occhi, essi nuotano in un tal lusso di colori +da restarne inebbriati. Dal tenero arbusto che si +agita alla brezza sulla sponda del torrente, all'albero +gigantesco colla cima infranta dal fulmine che +protende le antiche fronde sui crepacci delle roccie +ingombri delle sue tortuose radici, dal musco che +copre di velluto i legnami fradici del mulino alla +vitalba vagabonda che s'arrampica sulle piante +vicine e ricade in festoni, dall'edera che tappezza +i vecchi muri crollanti alle cupe ramificazioni degli +abeti che ascondono i precipizi, si possono annoverare +tutte le gradazioni del verde, e le sue decomposizioni +dal giallo bruno al dorato, dal più cupo +azzurro al turchino. Il candore delle spume del torrente +illuminate dal sole, la lucida trasparenza +delle acque bianche e cilestri nel letto di ciottoli, +le nude roccie del fondo di colore cenerino contrastano +colle tinte forti dei vicini clivi boscosi, e +colle dense ombre che confondono l'acqua col terreno +e le pietre, e il folto degli alberi coll'angolo +della casa.</p> + +<p>La scena era stupenda, ma il personaggio ch'io +andava a visitare mi era antipatico come un creditore +impaziente, come un orco che mi aveva divorato +un bosco. Ma quale non fu la mia sorpresa +quando, avvicinandomi al mulino, vidi comparire +sul pianerottolo delle chiaviche la più bella testa +di donna che possa aspettarsi un pittore in cerca +del suo modello nella campagna di Roma. Era proprio +uno di quei bei tipi della Sabinia che si vedono +sovente alle esposizioni sotto al vago costume romano. +Bruni i capelli e la pelle, l'occhio grande e +<span class="pagenum">[132]</span> +vivace sotto due lunghi sopraccigli; un busto rigoglioso, +due braccia ben tornite che finivano con +una mano pienotta, un complesso di donna vigorosa +e fresca, ecco l'aspetto della mugnaia. Un fiore +di geranio rosso collocato leggiadramente sui capelli +armonizzava cogli orecchini che le pendevano +dalle orecchie, e con un filo di corallo che le cingeva +il collo. Una leggierissima velatura di farina +copriva quella deliziosa apparizione, e dava al suo +viso il vellutato delle pesche non ancora spiccate +dall'albero. È certo che l'aspetto d'una bella mugnaia +deve aver ispirato la moda della cipria sui +capelli e sulla pelle. Pareva che un nume propizio +volesse ricompensarmi a misura di carbone dell'esile +brunetta perduta a Milano, mettendomi davanti +una bruna raddoppiata, e incipriata per giunta. +Sorrisi della bizzaria del caso, e se mi fossi contentato +di ammirarla da lontano come la prima, +non ci sarebbe stato nulla di reprensibile... ma un +pensiero infernale attraversò la mia mente, come +una tentazione del diavolo!.. Se mi vendicassi?.. io +pensai... ah! l'uomo che ha ricevuto le lezioni dell'amore +impara a vivere, dissi fra me... e passati +i vent'anni l'amor platonico non è più di stagione... +Io non intendo, — ripetevo a me stesso, — io non +intendo passare la vita adorando le donne a venti +metri di distanza... perchè si burlino poi di me, e +mi voltino le spalle... E meditando l'abbandono della +contessa Savina... e pensando alla offesa ricevuta +dal mugnaio... mi passò per la mente questa idea +infernale: se mi vendicassi con una vendetta complessiva +degli oltraggi dell'amore... e della farina?... +della contessa... e del mugnaio?...</p> + +<p>Come se la contessa Savina fosse obbligata ad +amarmi per forza... ed il mugnaio a fornirmi la +<span class="pagenum">[133]</span> +farina per amore!... Ma la natura perversa dell'uomo +gli fa confondere sovente il desiderio col +diritto, ed esso scompiglia la società per tradurre +i suoi desiderii intemperanti in fatti compiuti. Fatto +sta che l'aspetto della mugnaia fomentava le mie +cattive inclinazioni, provocando in me un vile desiderio +di rappresaglie. Non era un nuovo amore +incipiente che mi spingesse verso di lei; era l'amore +deluso, che m'indicava una vittima sulla quale potevo +esercitare la mia vendetta. Pareva che la sorte +offrisse un'occasione di sfogo ai miei rancori. Una +brunetta m'era sfuggita di mano, un marito mi tormentava +per cavarmi del denaro... eccomi una bruna +forte... e forse una moglie debole... che poteva saziare +la mia avidità di vendetta.... Bisogna conquistare +quella mugnaia, come la più bella delle vendette +possibili!... Con tali atroci sentimenti entrai +nel mulino.</p> + +<p>Io sperava che il mugnaio fosse assente, ma avevo +fatto i conti senza l'oste.</p> + +<p>Egli se ne stava in cucina, e tenendosi un marmocchio +sui ginocchi, gli dava la pappa.</p> + +<p>— Cospetto!... — dissi, — sor Zaccheo, siete nel +pieno esercizio delle vostre funzioni di balio....</p> + +<p>Mi guardò sorridendo, e continuando tranquillamente +il suo ufficio, mi rispose:</p> + +<p>— Che vuole! dopo le fatiche ho diritto anch'io +di godere qualche consolazione, l'affetto del mio +bimbo; e la sua gioia quando gli dò la pappa è il +massimo dei miei piaceri... veda come mangia con +appetito!</p> + +<p>— È un vero Gargantua, un lupo cerviere....</p> + +<p>— Ha la buona salute di sua madre... poveretto... — poi +rivolto al marmocchio gli diceva: — Mangia, +mangia, il mio bimbo, che la fatica di guadagnarti +<span class="pagenum">[134]</span> +il pane mi è più cara dell'ozio del milionario che +non ha figli.</p> + +<p>Io interruppi le considerazioni patetiche del mugnaio +per dirgli:</p> + +<p>— Sor Zaccheo... sono venuto a pagare il mio +debito.</p> + +<p>— Ha voluto proprio disturbarsi a fare questa +gita... poteva farmi avvertire....</p> + +<p>— Ho fatto la passeggiata con vero piacere... ora +eccovi il denaro.</p> + +<p>— Prenda una sedia e s'accomodi, — mi rispose; — poi +si mise a chiamare: Giustina.... Giustina.... +Giustinaaa.</p> + +<p>La bella moglie comparve sulla soglia colla testa +alta, le mani sulle anche, i gomiti sporgenti.</p> + +<p>— Ohè... che c'è di nuovo?.. — e quando mi vide +seduto in un angolo, mi fece una riverenza.</p> + +<p>— È il signor Daniele Carletti....</p> + +<p>— Ah... benvenuto, signor maestro, sta bene? — mi +chiese come se fosse una vecchia conoscenza.</p> + +<p>— Grazie, sto benissimo....</p> + +<p>— Tanto meglio... la salute è la prima cosa di +questo mondo... chi ha salute ha denaro... perchè +quando si sta bene si lavora... e si mangia... — soggiunse, +guardando con compiacenza il suo marmocchio +che spalancava la bocca, dimenando allegramente +le braccia, e le gambe, mentre Zaccheo +prendeva la zuppa col cucchiaio di legno, vi soffiava +sopra, l'avvicinava alle labbra per sentire se +scottava, poi coll'indice l'accompagnava lentamente +nella voragine di suo figlio.</p> + +<p>— Giustina, — disse il mugnaio, — puoi fare il +conto al maestro, che si è disturbato venendo in +persona a pagarlo.</p> + +<p>— Come? — essa domandò con sorpresa, — ella +<span class="pagenum">[135]</span> +è venuto in questi greppi deserti per tale bazzecola?.. +è una stradaccia rotta e faticosa.</p> + +<p>— Non me ne sono accorto, — risposi. — Sono +siti che mi piacciono assai, ho percorso un cammino +delizioso, per giungere in un eden... ove si +vedono le più belle cose del mondo! — e così +dicendo la guardavo con un sorriso significante... +ma essa non intendeva nulla, e rimase indifferente, +anzi sorpresa del mio entusiasmo, talchè mi rispose +ridendo:</p> + +<p>— Tutti i gusti son gusti... ma questi orridi siti +piacciono a poca gente... nessun viandante s'arresta +fra i nostri burroni... anche i pastori vi passano in +fretta per condurre le pecore sulle cime. Sono boschi +e montagne senza paesi... buoni solo pei mugnai, +che hanno bisogno d'acqua per far girare il +mulino.</p> + +<p>— A me sembrano siti deliziosi... incantevoli... vi +passerei volentieri la vita.... — e le lanciai una +occhiata assassina... Ma che! fu come se avessi +scagliato un uovo in una roccia!... quella donna +era un macigno!... Essa alzò le spalle ridendo, e +concluse:</p> + +<p>— Se venisse qui al tempo della neve e del ghiaccio, +scapperebbe via spaventato.</p> + +<p>Non c'era verso di persuaderla; intanto il marmocchio +avea vuotata la scodella della zuppa e +piangeva. Zaccheo se lo prese in braccio, e cullandolo +leggermente gli disse alcune parole senza +significato, ma carezzevoli tanto che lo calmarono.</p> + +<p>Allora la donna prese da uno scaffale un libraccio +infarinato, un vero dizionario della crusca, perchè +conteneva tutti i conti del mulino, ove si registravano +i tesori della lingua: il pane e la polenta +che alimentano la popolazione. Deposto il volume +<span class="pagenum">[136]</span> +sul tavolo, si sedette gravemente, e sfogliandone le +sacre pagine andò a cercare il mio nome fra i +debitori morosi. Il marito si teneva in piedi dietro +di lei col bimbo fra le braccia; io, sedutole vicino +mentre essa calcolava il mio debito, contemplavo +la fina lanugine che ombrava leggermente il suo +labbro superiore, e pensavo che le avrei dato volentieri +molto più di quanto mi domandava....</p> + +<p>Contatole il denaro, se lo pose in tasca, intinse +una penna di tacchino in un calamaio di legno, e +con solenne gravità prese nota del pagamento.</p> + +<p>Allora si parlò e si rise sopra varii argomenti. +Io canzonavo Zaccheo sulle funzioni muliebri, egli +accarezzava il bimbo, mi rispondeva che i giovinotti +si burlano di ciò che non conoscono, che il +cuore non ride mai... che nelle affezioni si confondono +i sessi e le età, che il padre è come la madre, +il nonno è come il nipote.</p> + +<p>Mi disse che sua moglie era occupata negli affari, +che fra l'uno e l'altro bisognava aiutare la barca. +In tal modo presi conoscenza del loro sistema di +famiglia, nel quale la donna primeggiava col pensiero +e l'uomo con l'opera manuale; la prima ordinava, +dirigeva, registrava le entrate e le spese, il +secondo la serviva come un famiglio, andava a +prendere il grano per le case dei villaggi vicini, lo +gettava nella tramoggia, e ne riportava la farina. +Infatti la moglie aveva la suprema direzione degli +affari, il marito e l'asino facevano il resto.</p> + +<p>Lo squallore del volto del mugnaio, aumentato +dalla velatura di farina che avvolgeva tutta la sua +persona, contrastava grandemente colla freschezza +della moglie, la cui rara avvenenza era rilevata da +una salute così vegeta che sforzava le cuciture.</p> + +<p>Osservandola attentamente io andava sempre più +<span class="pagenum">[137]</span> +confermandomi nel sinistro progetto di farne la +conquista, e per facilitarmi le operazioni dell'assedio +trovai necessario di prendere alcune precauzioni, +predisponendo le cose in modo che gli approcci +alla fortezza non riuscissero sospetti. Dissi +che mi dilettavo di pittura, occupando le ore che +mi restavano libere dopo la scuola a riprodurre le +più belle vedute del paese. Mostrai il desiderio di +copiare quella stupenda cascata; e questo primo +stratagemma mi riuscì a meraviglia. Mi rispose +ch'io non ero il primo che mandasse ad effetto tale +divisamento, avendo già veduto varii artisti seduti +per intiere giornate sotto un albero disegnando +il paesaggio. Mi offersero anzi l'ospitalità, se avessi +bisogno di riposo, e la loro ingenua cordialità +avrebbe dovuto farmi subito desistere dalla mia +scellerata macchinazione.</p> + +<p>Non intendo giustificare un attentato che ora risveglia +i miei rimorsi e mi fa arrossire di vergogna, +ma credo d'aver diritto di reclamare le circostanze +attenuanti. Se la bellezza della greca Frine +la fece uscire dall'Areopago assolta da ogni accusa, +io sono convinto che all'aspetto della mugnaia i +miei giudici non potrebbero essere più severi dei +vecchi senatori d'Atene e dovrebbero giudicare con +indulgenza un giovane di vent'anni che aspirava +alla conquista della Frine del mulino.</p> + +<p>Fatto sta che alcuni giorni dopo la prima visita +volli eseguire alcune ricognizioni nei dintorni della +fortezza, per conoscere i movimenti del nemico, e +riuscii a scoprire le ore precise delle uscite giornaliere +del presidio.</p> + +<p>Il presidio nemico si concentrava naturalmente +nel mugnaio, ed io, nascosto dietro una roccia, lo +vidi varie volte alla solita ora comparire sopra il +<span class="pagenum">[138]</span> +suo asino, sul vertice d'una collina dietro la quale +s'ascondeva il mulino. E dopo tanti anni mi pare +ancora di vederlo. L'asino, il sacco ed il mugnaio +formavano un gruppo d'una mezza tinta uniforme +come il marmo piramidale secondo le leggi scultorie, +e spiccava pittorescamente sul verde scuro +del bosco che formava il fondo del quadro. Mi riuscì +dunque agevole impadronirmi del mulino in un +momento opportuno, e gettare qualche razzo incendiario, +in via d'esperimento. Tentativo fallito!... +La minaccia d'una vigorosa risposta mi consigliò +subito a battere la ritirata, aspettando una migliore +occasione per ritornare all'assalto.</p> + +<p>L'assedio procedeva regolarmente, con tutte le +regole indicate dall'arte. Al mattino andavo a disegnare +la cascata: era una finta necessaria per ingannare +il nemico sui miei movimenti; più tardi rientravo +al bivacco, cioè facevo colazione al mulino +coi commestibili che portava meco per alimentare +la truppa all'assedio. Talvolta mi procacciai qualche +ghiotto boccone, e dell'ottimo vino... sperando di +prenderla per la gola, ma i miei tentativi riuscirono +vani. La mugnaia accettava cordialmente le +mie offerte, se le divorava senza cerimonie, e colla +stessa semplicità mi obbligava di prendere i suoi +frutti secchi, il pesce fritto e la polenta del mulino. +Era uno scambio di cortesie leali e nulla più. Io +approfittava di quei momenti per avanzarmi di +qualche passo, colle parallele del sentimento, ma +essa mi rispondeva con un'artiglieria che distruggeva +le mie operazioni preparatorie, e rendeva vane +anche le piccole scaramuccie.</p> + +<p>Stanco e annoiato di perdere tanto tempo senza +frutto, un giorno, con un rapido movimento, girando +la posizione di fronte per l'ala sinistra, volli +<span class="pagenum">[139]</span> +tentare di prendere la piazza con un ardito colpo +di mano. Ma anche questa sorpresa ebbe un esito +infelice... e pericoloso. Sono sfuggito per miracolo +ad un rovescio, che mi avrebbe causato delle gravi +perdite, se avessi mancato di quel genio che guidava +il principe Carlo d'Austria nelle sue ritirate +davanti l'impeto degli eserciti del primo Napoleone.</p> + +<p>Con destrezza insuperabile ho salvata la testa! +le difficoltà si facevano sempre più gravi, la fortezza +presentava una resistenza insormontabile, ed +io rientrava sovente nei miei quartieri ferito nell'orgoglio, +e talvolta anche altrove, ma spinto da +ogni nuova ripulsa a tentativi più arditi.</p> + +<p>Una sera me ne tornavo dall'attacco rimuginando +col pensiero qualche astuzia guerresca, quando sentii +Bitto da lontano che abbaiava allegramente, come +soleva fare incontrando gli amici. Infatti alla svolta +del monte vidi una brigata di persone che avanzava +dalla mia parte. Era la famiglia Bruni, e il +dottore con sua moglie che facevano una passeggiata +vespertina.</p> + +<p>Quando mi furono dappresso, m'avvidi che si scambiavano +delle occhiate d'intelligenza, e che ciascheduno +aveva un sorriso o un sogghigno sulle labbra.</p> + +<p>— Oh... quale sorpresa! — esclamò il signor Nicola, — il +maestro Daniele da queste parti... a +quest'ora....</p> + +<p>— Nessuna sorpresa... — io risposi... — perchè +vedo che mi siete venuti incontro.</p> + +<p>— Sì... no... è vero... non è vero, — tutti volevano +dissimulare la verità, ma colla franchezza della +mia risposta io avevo gettato il disordine nel campo +nemico.</p> + +<p>— Infatti, — soggiunse il signor Nicola, — è +lecito sapere che cosa vi attira da queste parti?... +<span class="pagenum">[140]</span></p> + +<p>— Perbacco, — io risposi, — vogliono che io +faccia dei misteri?... vado a studiare una cascata....</p> + +<p>— Ah!... ah!... ah!... benissimo... è ben trovata, — osservò +il signor Nicola.</p> + +<p>— Va a prendere delle doccie.... — proseguì il +medico.</p> + +<p>— Ha ragione, signor maestro, fin che è giovane +si diverta, — continuò la signora Pasquetta, che si +mostrava sempre indulgente pei peccatuzzi dell'umana +fragilità.</p> + +<p>— Eppure, — riprendeva il signor Nicola, — quella +cattiva lingua di Tobia pretende che abbiate +degli interessi al mulino.... e siate infarinato a +dovere!...</p> + +<p>— Ahimè, povero Zaccheo!... — replicava il dottore +levandosi il cappello, e simulando colle dita +sulla testa certi ornamenti animaleschi, che facevano +arrossire la signora Pasquetta fino al bianco +degli occhi.</p> + +<p>Vedendo il dottore a fare quegli scherzi, non ho +potuto trattenere le risa, e diedi in uno scroscio +sgangherato accompagnato dai singulti del signor +Nicola, che scoppiava nella pelle. La signora Giovanna +rideva essa pure, ma il dottore rideva più +di tutti.... Agata era andata avanti con Bitto, e +gettava dei sassi, che egli correva a prendere, riportava +e depositava a' suoi piedi, abbaiando con insistenza +per ottenere che la ragazza li gettasse +nuovamente.</p> + +<p>Intanto noi si rideva allegramente vedendo il +dottore contento come una pasqua dell'effetto irresistibile +prodotto da' suoi scherzi; egli, incoraggiato +dal buon successo, continuava a burlarsi di Zaccheo, +malgrado le preghiere di desistere che gl'indirizzava +la moglie, divenuta pavonazza dalla tortura. +<span class="pagenum">[141]</span></p> + +<p>Essendoci accorti che la signora soffriva davvero, +abbiamo abbandonato il soggetto scabroso, cambiando +discorso.</p> + +<p>Era l'ora del tramonto, e volendo rientrare al villaggio +prima di notte abbiamo abbandonata la strada +maestra, prendendo una scorciatoia per un sentiero +tortuoso fra due siepi.</p> + +<p>La viuzza angusta non permetteva il passaggio +che a due sole persone di fronte. Io precedeva la +comitiva insieme con l'Agata, poco dopo seguiva il +signor Nicola colla signora Pasquetta, ed ultimi il +dottore colla signora Giovanna. Bitto andava avanti +e indietro, su e giù per l'erta, come sogliono fare +i cani... e gl'innamorati.</p> + +<p>Il sole, dardeggiando i suoi ultimi raggi dietro la +montagna, tingeva di porpora e d'oro le nuvolette +increspate che vagavano pel firmamento.</p> + +<p>— Come sono stupende queste scene della sera +fra i monti!... — io osservava.</p> + +<p>— Soltanto dopo un giorno sereno.... — mi rispondeva +l'Agata. — Ma i giorni burrascosi hanno un +tetro tramonto, senza luce, senza splendore, con +un corteggio di nuvoloni neri, minacciosi.... Avete +mai pensato alla rassomiglianza fra il periodo d'un +giorno e l'intiero corso della nostra vita?</p> + +<p>— Ci ho pensato sovente.... — io soggiunsi, — e +se dipendesse da me, vorrei che ogni giorno fosse +sereno, ogni vita felice, ogni tramonto bello come +quello di questa sera....</p> + +<p>— Il giorno bisogna prenderlo come ci vien dato +dalla natura.... ma dipende da noi che la nostra vita +sia calma o burrascosa, senza macchie, senza rimorsi, +senza nuvole al tramonto, come una giornata serena.</p> + +<p>La guardai in volto tacendo, e mi parve grave e +severa. +<span class="pagenum">[142]</span></p> + +<p>Camminavo in silenzio dopo qualche istante, quando +un magnifico falco attraversando la valle ci passò +rapidamente davanti gli occhi, penetrando nel bosco +vicino, dal quale dopo uno stormire di fronde s'intese +un confuso cinguettìo, e si videro uscire alcuni +uccelletti spaventati.</p> + +<p>— Un bel falco!... — dissi io.</p> + +<p>— Bello, ma crudele!... — essa mi rispose. — La +bellezza è un dono della sorte, non è un merito; e, — proseguì, — se +la bellezza non è accompagnata +da buon cuore e da onestà, io la compiango. Quando +vedo un falco, non penso alla sua bellezza, ma al +dolore dei poveri uccelletti che avranno il nido invaso +e insanguinato dal rapitore, che, portandosi via +la madre a tradimento, mette il padre in disperazione, +e lascia i piccini nell'abbandono.... Mio Dio! +quante vittime per una preda!...</p> + +<p>Io sentiva che i colpi venivano al mio indirizzo.... +e che erano meritati.</p> + +<p>Pensai seriamente alla colpevole leggerezza che +mi valeva quella severa lezione. Anch'io come il +falco grifagno tentava rapire la pace ad una onesta +e tranquilla famiglia... che nel suo eremo, ai piedi +delle Alpi, non era ancora abbastanza riparata +dalla rapacità d'un cuore spietato.... Ma almeno il +falco cercava una preda per vivere.... io invece facevo +il male per soddisfare un vano capriccio.... +per saziare un desiderio colpevole.... per distrarmi +da un dolore profondo con una insidia.... per vendicarmi +contro persone innocenti dei mali prodotti +dalla mia dabbenaggine!... ed ecco che come al solito +io compariva peggiore della bestia.... più crudele +del falco.... e meno fortunato di lui, perchè non +avevo nè la sua destrezza per cogliere la preda, nè +le ali per fuggire dalle maledizioni delle vittime!... +<span class="pagenum">[143]</span></p> + +<p>Io invidiava la sorte di quell'uccello di rapina, che +dopo il delitto poteva almeno volare in lontane regioni, +ove si ignoravano le sue prodezze sanguinose!... +io invece non potevo nascondere la vergogna davanti +al mio giudice.</p> + +<p>Tuttavia sentivo il bisogno di rispondere qualche +cosa; ma misurando i miei torti non trovavo giustificazioni +ammissibili, e mi sentivo così aggravato, +che proruppi in queste parole:</p> + +<p>— Agata, avete ragione, disprezzatemi, io sono +un uomo abbietto!.... se fossi vicino ad un precipizio, +mi vedreste scomparire dai vostri sguardi....</p> + +<p>— Con un delitto non si ripara una colpa.... — mi +rispose freddamente.</p> + +<p>Allora mi venne il pensiero ch'essa mi credesse +forse più colpevole che in fatto non era, e volli +giustificarmi.... per non essere condannato in contumacia.</p> + +<p>Le confessai ingenuamente la mia ammirazione +per la bellezza plastica della moglie di Zaccheo, +assicurandola però che tale ammirazione non ebbe +altro effetto che alcune visite senza conseguenza.... +Tacqui dell'assedio tentato invano, della resistenza +valorosa e dell'artiglieria formidabile della mugnaia, +e promisi che avrei abbandonato per sempre il mulino, +e gli studi delle cascate!...</p> + +<p>— Me lo promettete seriamente?... — mi chiese.</p> + +<p>— Ve lo prometto sulla mia parola d'onore.</p> + +<p>— Accetto la promessa in nome di vostra madre, — ella +mi rispose, — della quale m'avete impartita +l'autorità. — Così dicendo mi sporse la mano.</p> + +<p>Io gliela strinsi coll'animo commosso e le chiesi +umilmente:</p> + +<p>— E mi perdonate?...</p> + +<p>— Vi perdono, — mi rispose, — a condizione che +<span class="pagenum">[144]</span> +siate galantuomo... ricordandovi che chi ruba la +donna altrui è un ladro più infame di chi invola il denaro... +Il denaro rapito può lasciare le vittime nella +povertà... ma la donna che tradisce il marito lo lascia +nel disonore, che è peggior cosa d'ogni miseria!...</p> + +<p>Eravamo giunti al villaggio e dopo i soliti saluti +rientrammo nelle nostre case.</p> + +<hr /> +<h2><a name="XIII" id="XIII"></a>XIII.</h2> + +<p>Ho dunque abbandonato l'assedio, e ripiegata la +tenda; non più marcie forzate, nè speranze, nè timori, +nè tutte le emozioni della lotta. Ho battuto +la ritirata, per riprendere la vita monotona del soldato +di guarnigione.</p> + +<p>A vent'anni avevo già spasimato d'un amore ideale, +e raccoglievo un amaro disinganno; avevo tentato +l'amore positivo, materiale, il frutto vietato; e ne +riportavo qualche ferita e un rimorso. In complesso +erano due fiaschi solenni coi quali inauguravo la +mia esistenza, due fiaschi che mi mettevano in uggia +le ragazze e le donne.</p> + +<p>Ora, a vent'anni, senza un amore che riscaldi il +cuore, come si fa a vivere in un gelido villaggio +della Valtellina?...</p> + +<p>La scuola?... me ne appello a tutti i maestri spregiudicati: +la scuola, tanto per chi insegna quanto per +chi ascolta, non è che una fabbrica di noia perfezionata. +La tragedia?... essa giaceva abbandonata sul +<span class="pagenum">[145]</span> +tavolo, ogni ispirazione era svanita, il fuoco sacro +s'era spento alla scomparsa della Vestale; non avvi +poesia senza musa, nè arte senza donna!... L'orto?... +era incolto, vi crescevano i cardi selvatici e le +ortiche. Senza famiglia non si hanno nè fiori.... nè +legumi. L'uomo, solo, vive di qua e di là, senza centro +e senza circonferenza. Avrei potuto cercare qualche +divagamento nella coltura delle piante, ma ignoravo +ancora quest'arte, trovandomi sempre alle prime pagine +dell'<i>Ortolano dirozzato</i>.</p> + +<p>Non sapevo più a che santi votarmi. Psiche, Venere +e Melpomene mi erano sfuggite di mano; del +divino Olimpo non mi restava altro che Bacco. Mi +sono dato alla divozione del suo culto, e mi parve +che mi si mostrasse propizio.</p> + +<p>Questo nume benefico agli infelici, esiliato dagli +altari dell'umana ingratitudine, andò vagabondo e +ramingo sulla terra, arrestandosi di preferenza sui +clivi ridenti di vigneti, ove continua in modo clandestino +l'esercizio dei sacri suoi riti. Tutto il bene +e il male del mondo, l'amore o l'odio, le gioie e le +lagrime, la poesia e i dolori della vita umana, l'incenso +profumato, e il fumo graveolente dei roghi, +tutto svapora, tutto sale all'empireo, tutto si confonde +nell'etere. Le meteore raccolgono tutte le emanazioni +della terra, materiali e morali, visibili ed invisibili; +il vento le agita, il tuono le scuote, il fulmine le +riscalda, l'umidità le discioglie, e quando piove tutto +ricade sulla terra. Questo è il circolo eterno dello +spirito e della materia; nulla si perde nell'universo, +tutto si rinnova. Colla pioggia benefica ritornano al +nostro globo gli elementi vitali del corpo e dell'anima +umana. Le piante assorbono quegli umori, li elaborano, +ed essi ritornano all'uomo cogli alimenti. Le +pioggie benefiche apportano la gioia; le grandini +<span class="pagenum">[146]</span> +sono maledizioni retrocesse, le rugiade baci ed amplessi +che brillano nuovamente sulla superficie terrestre, +e ingemmano l'erbe ed i fiori colla loro comparsa. +Per questo sulla terra germogliano sempre +le stesse piante e le stesse passioni, nascono gli +stessi animali, e si ripetono le medesime vicende.</p> + +<p>Ogni pianta ha le sue facoltà assorbenti, non solamente +per i principii materiali che somministra +la terra, ma altre pei principii spirituali che oscillano +nell'aria, riscaldati dal sole. Il frumento non assorbe +soltanto i fosfati, ma raccoglie dall'aria gli +elementi confusi del bene e del male; e l'uomo, nutrendosi +di pane, inghiotte non solo un alimento sostanzioso, +ma altresì gli elementi delle gioie e dei +dolori che si manifesteranno nella sua vita.</p> + +<p>Alcune piante godono lo speciale privilegio di +non assorbire che un solo principio. Se è il principio +del male sono piante velenose, come la cicuta, la +belladonna, il giusquiamo; se è il principio del bene +sono piante benefiche, come la china del Perù, +l'arancio, la vite. Le prime uccidono, le seconde risanano +l'uomo.</p> + +<p>È certo che le dosi modificano la loro azione, potendo +tornar giovevole una piccola dose di veleno, +e micidiale una forte dose di vino. Ma nel mondo +morale succede lo stesso: un eccesso di gioia uccide, +un dolore corregge un vizio.</p> + +<p>La vite ha la specialità di non raccogliere colle +sue radici, e di non assorbire colle sue foglie altro +che gli umori soavi ed esilaranti: lo spirito, l'ilarità +e l'entusiasmo. Ecco il motivo pel quale mi sono +votato a Bacco: mi pareva nelle mie critiche circostanze +d'aver sommo bisogno della particolare assistenza +di questo dio. Infatti esso distilla nel succo dei +grappoli la quintessenza dell'umana felicità. Questa +<span class="pagenum">[147]</span> +si assimila al vino, entra nelle botti e nelle bottiglie, +brilla nei bicchieri come i rubini e i topazi d'oro, esala +nell'aria gli effluvi de' suoi aromi sottili. Buon vino +e buon umore sono sinonimi, e chi ne ha ne usi +moderatamente per goderne a lungo, e chiuda le +bottiglie con tappi solidi di sovero di Spagna, e +metta capsule metalliche sul turacciolo per conservare +scrupolosamente il profumo e lo spirito dell'umana +felicità distillata. Nel fondo d'ogni buona +bottiglia si trovano arcane consolazioni, affatto +ignote a chi non beve che acqua. Ma le passioni intemperanti +spingono l'uomo ad abusare di tutto, ond'egli +avvelena l'aria destinata al suo respiro, intorbida +le pure sorgenti e guasta i migliori succhi +della vite. Con alcuni buoni pensieri si possono fare +pessimi vini; la colpa è tutta dell'uomo, di questo +guastamestieri della natura.</p> + +<p>Ma non basta fare il vino eccellente, bisogna anche +saperne usare con moderazione.</p> + +<p>Che cosa è più soave negli ardori della canicola +d'una immersione in un bagno fresco? ma l'uomo +non si contenta di tuffarsi nell'acqua fino al collo, +egli corre ove il fiume è più rapido, ove il mare è +più profondo; non si limita a nuotare alla superficie, +ma vuole entrare sott'acqua colla testa, e trova talvolta +un pescecane che lo divora.... o un filo d'erba +che gli lega una gamba.... e l'uomo s'annega.</p> + +<p>L'umana intemperanza riduce la vita ad un incubo +insopportabile, quando si potrebbe goderne come +d'un sogno delizioso!</p> + +<p>Così pure il vino subì la sorte di tante cose eccellenti +e salubri ridotte nauseanti e pericolose. Bacco +ci offre un frutto che contiene le dosi d'un elisire +di lunga vita, e noi troviamo il modo di snaturare +l'essenza di questa divina materia per produrre un +<span class="pagenum">[148]</span> +tossico ingrato e micidiale! E i legislatori che condannano +ai lavori forzati il falsario delle monete, non +trovarono la benchè minima pena per punire i falsificatori +del vino, che sono causa di gravi mali sociali, +che avvelenano i loro simili, che guastano gli stomachi +e i cervelli, che producono coliche e delitti!</p> + +<p>L'oste del mio villaggio, come tutti gli osti che +godono questa impunità, aveva del vino buono e del +cattivo. Dapprincipio preferii la qualità alla quantità, +e ne sentii gli effetti benefici al corpo ed all'anima. +Il buon vino mi facilitava la digestione e mi disponeva +ad una benevolenza universale: io sentivo un +bisogno di perdonare le offese, di tollerare le imposte +più gravose, dimenticavo i mali sofferti, speravo +nell'avvenire. I più dolci pensieri danzavano +nella mia fantasia come sopra un tappeto di fiori, +uno spirito di conciliazione animava il mio cuore, +e mi addormentavo contento e beato, e sognavo +che la contessa Savina mi dava un bacio, che la +mugnaia me ne dava due, e poi si baciavano fra +loro, e ci abbracciavamo tutti e tre. Erano visioni +di paradiso!...</p> + +<p>Ma io non ho saputo contenermi nei limiti prescritti +dalla ragione, dal buon senso e dall'onestà!</p> + +<p>Tuttavia, prima di raccontare i particolari di questo +nuovo errore della mia gioventù, sento il bisogno +di reclamare nuovamente le circostanze attenuanti, +anche a benefizio di Bacco, accusato ingiustamente +di connivenza ai miei falli.</p> + +<p>No, il vino non è la causa della mia intemperanza, +come l'acqua non è responsabile dei suicidii che si +commettono nel suo seno.</p> + +<p>Non è l'uso del vino, è l'abuso che mi trascinò... +sotto al tavolo.</p> + +<p>La giustizia deve passare prima di tutto; nè il +<span class="pagenum">[149]</span> +vino, nè l'oste sono colpevoli; io solo devo subire +la censura d'una condotta irregolare.</p> + +<p>Se il vino lo avessi portato a casa, e me lo fossi +bevuto a pranzo, mi avrebbe fatto del bene. M'ha +fatto male perchè ho sbevazzato all'osteria, senz'ordine +e senza misura.</p> + +<p>Il vino è assolto.... veniamo all'oste.</p> + +<p>L'oste, poveretto! quando s'accorse che il mio +cervello divampava, ha fatto la parte del pompiere, +mettendomi dell'acqua nel vino, procurando con sincera +filantropia di moderare l'incendio che non poteva +più spegnere.</p> + +<p>È verissimo che nel conto mi ha fatto pagare il +vino annacquato come vin pretto, ma anche questo +è lodevole, tenuto conto dell'intenzione che deve +averlo guidato d'infliggere una multa alla mia intemperanza. — Ma +chi ha dato diritto all'oste di far +pagare ai suoi avventori più di quanto gli è dovuto?... +Forse l'agente delle tasse, il quale attribuendogli una +rendita immaginaria, superiore alla vera, e facendogli +versare una imposta relativa, aperse la strada +dell'arbitrario, divenuto indispensabile per pagare +l'ingiusto! — Dunque si assolva anche l'oste.</p> + +<p>I veri colpevoli furono i falsi amici e i cattivi compagni. +Alla testa di tutti pongo Uguccione della Fagiuola, +il quale avendo scoperto in me i germi d'una +nuova passione, che si andavano sviluppando, invece +di mostrarmi i pericoli a cui andavo incontro, +mi fece coraggio a persistere nelle prave abitudini. +Egli era molto più vecchio di me, e l'esperienza doveva +tenergli luogo d'educazione. Avrebbe potuto +dirmi amichevolmente: — Bada, Daniele, a quello +che fai; tu sei costantemente innamorato delle cose +pericolose, e trapassi con inconcepibile leggerezza +dall'amore della donna all'amore della botte. Sta in +<span class="pagenum">[150]</span> +guardia, non fidarti troppo nè dell'una nè dell'altra; +entrambe ci lusingano da principio con prestigiose +illusioni, entrambe producono soavi emozioni, +brillano ai nostri occhi con ismaglianti colori, sorridono +ai nostri sguardi, ai primi baci esaltano il +nostro spirito, ci promettono la suprema felicità!... +ma poi!... a misura che la passione si riscalda, esse +abusano della loro fatale influenza, intorbidano la +nostra mente, ci espongono a mille pericoli, e ci +fanno smarrire la ragione ed il senno!... Daniele, +non fidarti nè della donna nè della botte; tu non +sai quanto il loro profumo sia ingannatore, tu ignori +gl'istinti malvagi che ascondono in seno, e i funesti +veleni che circolano nel loro sangue. Fuggi la donna +e la botte. Se m'avesse detto così, io andava frate, e +tutto sarebbe stato finito; rinunziando alle gioie terrene +mi assicuravo almeno il paradiso per l'altro +mondo, ma Uguccione tenne un altro linguaggio.</p> + +<p>— Bevi, bevi, — egli mi diceva, — il vino consola +di tutto, la vita non ha che disinganni e dolori, +in fondo della bottiglia si trovano le illusioni e +le gioie: bevi e cerca l'oblio dei mali nel bicchiere, +esso ti farà dimenticare la miseria e i tradimenti, +gli amori infelici, le noie della solitudine, +le amarezze del destino; bevi e sarai felice.</p> + +<p>Ed io bevevo... ma bevevo come un sifone....</p> + +<p>Egli mi faceva compagnia, e si stava allegri. Poi, +per tenermi più a lungo all'osteria, mi mise in mano +le carte. Dapprincipio giuocavo con indifferenza, +ma a poco a poco m'entrò la passione dei fanti e dei +cavalli, delle spade e delle coppe; gli assi mi mettevano +in convulsione, avrei dato cento scudi per +un dieci di danari, mi pareva impossibile che l'uomo +potesse vivere senza le carte, ci pensavo il giorno +e la notte, e le vicende del giuoco unite al liquore +<span class="pagenum">[151]</span> +di Bacco mi agitavano il sonno terribilmente. Le +giornate mi parevano più lunghe, la scuola sempre +più noiosa; io attendeva con ansietà il momento di +fare la partita, e quando all'ora della mia passeggiata +Bitto voleva condurmi per la campagna a respirare +l'aria pura e serena, io obbligava la povera +bestia a rinunziare a questo esercizio salutare per +accompagnarmi all'osteria a passare la sera in quell'afa +infetta di vivande, di vino e di tabacco. Le +carte non rispettano le affezioni più sacre, non riconoscono +amici, nè credono ad altri piaceri all'infuori +di quelli del tavolino.</p> + +<p>Così in breve tempo divenni giocatore e beone.</p> + +<p>Pare impossibile come è facile diventare viziosi +quando il cammino della virtù riesce tanto faticoso! +Eppure l'esperienza insegna che l'uomo non +può essere felice se non ha la coscienza tranquilla. +Tutti vogliono essere felici, ma molti fallano la +strada, cercando da lontano e per vie remote ciò +che si trova da vicino, anzi dentro di noi.</p> + +<p>Io giuocavo e bevevo gran parte della notte; le +perdite al giuoco mi animavano a raddoppiare le +partite, e il vino mi eccitava la sete. Uguccione +della Fagiuola colle carte, e l'oste col conto mi +pelavano penna a penna, come si farebbe d'un pollo. +Io era sempre pronto ad essere spiumato da tutti +e due; giuocavo come una ruota, bevevo come una +spugna, ed alla notte soffiavo come un mantice.</p> + +<p>Una sera giuocando e bevendo, bevendo e giuocando, +ho perduto tutto il denaro che doveva bastarmi +per vivere un mese; poi non avendo più +denaro, e volendo prendere la rivincita, ho perduto +l'orologio, poi la giubba, poi la cravatta... poi il +cervello e le gambe, e sono andato a finirla sotto +al tavolo!... +<span class="pagenum">[152]</span></p> + +<p>Dopo un sonno profondo mi svegliai indolenzito, +ammaccato, scapigliato, sconcio, colla testa pesante +e la borsa leggiera, in maniche di camicia.</p> + +<p>Ero sotto il tavolo, all'oscuro, dimentico d'ogni +cosa, sbalordito.</p> + +<p>Chiamai la Rosa. Bitto venne a leccarmi il volto +con affezione inquieta, e pareva che volesse parlarmi. +Non sapevo ove fossi, strepitai tanto che +finalmente vidi comparire l'oste in mutande e pantofole, +con un fanale in mano.</p> + +<p>— Ha chiamato, signor maestro?</p> + +<p>— Altro che chiamato!...</p> + +<p>— Ebbene come va?</p> + +<p>— Ma!.. mi pare che la vada malissimo... che non +potrebbe andar peggio. Ditemi un po' che cosa faccio +qui in questo arnese... e in questo letto un po' duro, +ma a padiglione?</p> + +<p>— Eh, quando si ha un buon sonno si dorme da +per tutto.</p> + +<p>— Benissimo... che ora è?</p> + +<p>— Incomincia il crepuscolo.</p> + +<p>— E perchè mi avete lasciato in terra tutta la +notte?</p> + +<p>— Per non farle male... gli ubbriachi bisogna +rispettarli.</p> + +<p>— Vi ringrazio dell'onore... ma come mi trovo +qui?</p> + +<p>— Vedo che la cotta è stata proprio solenne, se +non si ricorda più nulla! Ecco come passarono le +cose: ha giuocato e bevuto fino a che ha potuto +reggersi in piedi, poi ha scivolato sotto al tavolo. +I suoi compagni volevano accompagnarlo a casa, +ma erano cotti fino alle midolle; ho pensato che +andrebbero a dormire in un fosso. Ho detto fra +me: vadano pure, essi sono veterani avvezzi alle +<span class="pagenum">[153]</span> +bastonate, ma un coscritto non bisogna abbandonarlo. +Se si rompe la testa possono darmene la +colpa, e così mi sono fatto scrupolo di disturbarla. +Dormiva tanto bene che pareva morto.... L'ho +lasciato in pace al posto naturale scelto dalla natura... +ed io pure sono andato a dormire.</p> + +<p>— Nel vostro letto.</p> + +<p>— S'intende... nel mio letto.</p> + +<p>— Fortunato mortale!... Ed ove sono i miei panni?</p> + +<p>— Li ha giuocati e perduti, con l'orologio... povero +maestro!</p> + +<p>— Ora mi rammento benissimo... pazienza... è +stato il fante di spade che mi ha tradito!.. Mi dispiace +che non avendo più un soldo nè in tasca nè +in casa, non posso pagarvi il mio debito prima +d'aver trovato i contanti.</p> + +<p>— Di questo non si dia pensiero, signor maestro, +mi pagherà un altro giorno. Intanto vada a casa +a vestirsi finchè le strade sono deserte; e non si +perda di coraggio per così poco. E mi aperse la +porta.</p> + +<p>Uscii con Bitto, che vedendomi mezzo spoglio mi +guardava con compassione.</p> + +<p>Io mi vergognavo davanti al mio cane.</p> + +<p>Spirava una fresca brezza mattutina, il cielo era +sereno, l'aurora tingeva i monti d'un roseo dorato. +Il sorriso della natura mi faceva male. Avevo in +saccoccia la chiave di casa, entrai come un ladro, +penetrando con precauzioni infinite nella mia stanza +per non essere sorpreso in quello stato miserevole +dalla Rosa. Il sole si alzava quando io poggiava +sul cuscino la mia povera testa pesante, e grave di +pensieri dolorosi ed umilianti.</p> + +<p>All'indomani tutto il villaggio parlava della mia +avventura. Uguccione della Fagiuola l'aveva raccontata +<span class="pagenum">[154]</span> +in piazza, il campanaro in canonica, il cursore +in ufficio, le donnette ai mariti. Le autorità +civili ed ecclesiastiche censurarono altamente la +condotta scandalosa del maestro, tutti ciarlavano, +commentavano, infioravano, esageravano il fatto e +ridevano.</p> + +<p>Se la coppa dell'amore appressata due volte alle +labbra mi lasciò sempre deluso, anche in mezzo ai +fiaschi... ho fatto fiasco!... Tre delusioni successive +era troppo! Avrebbero bastato a schiacciare un +gigante; io, che non era che un insetto, mi trovai +polverizzato addirittura.</p> + +<p>Più di tutto mi crucciava il pensiero di ciò che +avrebbe pensato la famiglia Bruni de' miei stravizii, +e mandai la Rosa con un pretesto per esplorare +il terreno. Al suo ritorno le andai incontro +per abbreviare la mia ansietà.</p> + +<p>— Ebbene, che cosa pensano di me?... — le +chiesi.</p> + +<p>— Dicono, — mi rispose, — che siete un buon +ragazzo, onesto e dabbene, vittima degli astuti, degl'intriganti, +degli arruffoni, che abusando della +vostra bonarietà vi rendono tributario dei loro +disordini, dei loro vizii, e poi vi denigrano e vi +mettono in ridicolo.... La signora Agata vi aspetta +dopo pranzo per fare una gita con sua madre, non +potendo il signor Nicola accompagnarle a motivo +delle sue occupazioni. +</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum">[155]</span></p> + +<h2><a name="XIV" id="XIV"></a>XIV.</h2> + +<p>All'ora fissata v'andai. M'aspettavo una ramanzina +in piena regola, invece fui sorpreso che non +parlassero nemmeno de' miei malanni. Mi accolsero +colla solita benevolenza, chiedendomi scusa d'avermi +incomodato; ma conoscendomi compiacente e gentile, +le signore mi pregavano di accompagnarle in +un sito deserto della montagna, essendo il signor +Nicola impedito, e non osando avventurarsi sole +con Martino in quei greppi.</p> + +<p>Partimmo subito, seguiti dal domestico che portava +un cesto coperto, e preceduti da Bitto che +andava ad esplorare il terreno, ed abbaiava alle +pecore che pendevano dall'erta e ci guardavano +passare con attenzione e diffidenza. Pare che certe +bestie non abbiano troppo buona opinione dell'uomo.</p> + +<p>La strada fu lunga e faticosa per l'ardua salita, +ma la buona compagnia, l'aria fresca ed elastica +e l'aspetto pittoresco e variato del paesaggio me +la fecero sembrare agevole e breve. Strada facendo +aveva chiesto dove s'andava, e l'Agata mi aveva +risposto:</p> + +<p>— Andiamo a fare un po' di bene... ve ne dispiace?</p> + +<p>— Ne sono contentissimo, e ne sento bisogno +io che faccio tanto sovente del male. +<span class="pagenum">[156]</span></p> + +<p>Non mi rispose, e poco dopo continuò:</p> + +<p>— I nostri montanari hanno l'abitudine d'emigrare +in lontani paesi per sostentare le loro famiglie +col lavoro e fare qualche risparmio. Talvolta +ritornano a casa ricchi o almeno ben provveduti, +talvolta affranti dagli stenti, dalle privazioni, ammalati +e più poveri di prima. Ecco il nostro caso. +Si tratta di un padre di famiglia ritornato misero +e infermo.</p> + +<p>Intanto eravamo giunti davanti una catapecchia +affumicata che sorgeva come una vedetta a picco +della valle, in un angolo sporgente a diritta della +strada maestra. Eravamo ad una grande elevazione; +si vedeva al basso il torrente come un nastro azzurro, +serpeggiante fra le piccole colture frastagliate, +poi come un anfiteatro a scaglioni ove verdeggiava +un magro frumento in piccoli spazi di +terreno sostenuti da muricciuoli a secco, qualche +casupola sparsa e biancheggiante fra i cespugli, e +più in alto i pascoli interrotti dalle frane e dalle +valanghe, sparsi di alcuni castagni giganti che si +aggrappavano ai crepacci colle grosse radici; grandi +e piccoli macigni franati dalle cime erano sparsi +sugli strati erbosi che giungevano al margine dei +precipizi. In alto e da lontano le aride giogaie +erano spruzzate di neve, che brillava al sole e +spiccava sull'orizzonte turchino.</p> + +<p>A sinistra della strada s'alzava un bosco di abeti, +che secondando le curve della montagna andava a +perdersi fra le gole lontane. Sul margine del bosco +in cima al muraglione sostenente il terreno tagliato +dalla strada, pascolava una capra, vicino alla +quale sedeva una bambina bionda e ricciuta, bianca +e rossa ch'era una bellezza a vederla.</p> + +<p>Al nostro avvicinarsi la capra alzò la testa mandando +<span class="pagenum">[157]</span> +un lungo belato, e la bambina s'alzò in piedi +per fuggire. Allora s'aperse l'uscio del tugurio che +stava dirimpetto, e comparve sulla porta una donna +giovane ancora, ma sparuta, solcata dalle rughe +d'una precoce maturità, lacera nelle vesti, scapigliata +e affranta dalle veglie, squallida dalla miseria.</p> + +<p>Vedendo l'Agata alzò le mani e gli occhi al cielo +esclamando:</p> + +<p>— Benedetto Iddio!... ecco la Provvidenza!...</p> + +<p>Agata l'interruppe interrogandola ansiosamente:</p> + +<p>— Come va il povero Beppo?</p> + +<p>— Sempre lo stesso, signora!... sempre la febbre... +e i dolori. Ma se vuole consolarlo si mostri sulla +porta.</p> + +<p>— Entriamo, entriamo, — disse l'Agata, e la +povera donna c'introdusse nella stanza dell'infermo.</p> + +<p>Da una sola finestra vestita di carta entrava nello +stambugio una luce smorta. L'infermo smunto, giallognolo, +colle occhiaie incavate e segnate da un cerchio +livido, cogli zigomi protuberanti, le labbra violacee, +i capelli rabbuffati, l'occhio semispento, stava +seduto sul suo giaciglio colle braccia distese sulle +coltrici rattoppate, rotolando l'estremità del suo +lenzuolo di stoppa nelle scarne mani. Al comparire +d'Agata schiuse le labbra ad un sorriso, i suoi +occhi parvero avvivarsi, poi due grosse lagrime gli +corsero sulle guancie. Ci salutò con un cenno del +capo accompagnato da un'alzata di mano, e ripeteva +con voce fioca:</p> + +<p>— Grazie... grazie... ho pregato per voi tutto il +giorno... non posso far altro, grazie pei poveri bambini... +e per le donne... che per la vostra carità non +hanno più sofferto la fame!... Iddio salverà la vostra +famiglia dalle disgrazie, io confido in lui... per me +sia fatta la sua volontà... anch'Egli ha sofferto tanto +<span class="pagenum">[158]</span> +per il bene, la giustizia e l'umanità.... — e così dicendo +accennava colla mano un Cristo che pendeva +a capo del letto, un Cristo colla testa cadente +incoronata di spine, colle piaghe sanguinose, e i +piedi insudiciati dai baci di varie generazioni di +devoti e di moribondi.</p> + +<p>La povera moglie ci raccontò allora le lunghe +sofferenze di suo marito. Egli era partito con profondo +rammarico dal suo tugurio, ove lasciava +quanto aveva di più caro sulla terra: la vecchia +madre, la moglie, tre bambini che gli saltellavano +intorno, sempre allegri e contenti, e volevano seguirlo +dappertutto. La bambina, la sua delizia, lo +accompagnava sul monte nella stagione della falciatura +del fieno, e s'addormentava all'ombra. Egli +la coricava sulla sua giubba e le copriva il volto +col fazzoletto per ripararla dagli insetti. Alla sera +se la portava a casa in braccio, contenti tutti e due. +Lasciare tali abitudini, tanti affetti di famiglia, e +andar ramingo in lontani paesi gli tornava amaro, +doloroso, straziante. Ma mancava il lavoro, e quindi +il pane per tutti. Partì col cuore lacerato quando +cadevano le foglie e la cattiva stagione s'avvicinava +a gran passi. Una mattina, preso sulle spalle +un piccolo fardello, baciò la madre e i bambini e +seguito dalla moglie uscì dalla sua capanna, ove +avrebbe vissuto felice se avesse potuto vivere. La +sua donna lo accompagnò fin fuori della valle, parlando +dei loro interessi. Ma quando non vide più la +sua dimora, fu inquieto e la rimandò. Si lasciarono +con un cenno del capo e della mano, senza poter +proferire una parola, nè l'uno nè l'altra: il dolore +li strozzava.</p> + +<p>Durante l'inverno quei tapini rimasti alla capanna, +quasi sepolti sotto la neve, ricevettero qualche soccorso +<span class="pagenum">[159]</span> +dall'estero. Il cursore comunale portava le lettere, +e la povera donna sfidando le intemperie scendeva +dal monte, trovava il danaro assicurato alla posta, +faceva le sue provviste al capoluogo, e rimontava +lentamente colla neve fino al ginocchio, e le spalle +cariche della gerla piena. Ma sapeva almeno che +il marito stava bene e pensava a loro, e li sosteneva +lontani; i bimbi l'aspettavano sulla porta, +battevano le mani all'arrivo di lei, facevano mille +feste alla comparsa di tante buone cose che portava, +e la nonna riceveva il tabacco e il pane, e +tutti avevano da vivere in pace aspettando la buona +stagione. La solitudine, l'isolamento, il freddo in +mezzo a quei monti ricoperti di neve non ispaventavano +quella povera famiglia quando aveva +della farina e del sale, del formaggio e del latte. +Il giorno, se brillava il sole in un cielo sereno, i +bambini giocavano sulla neve, vi facevano banchi, +grotte, edifizi fantastici, e quando imperversava +la bufera, si raccoglievano colle donne +intorno al focolare, rannicchiati sotto la cappa +del camino, come i pulcini sotto la chioccia. Abbruciavano +i rami odorosi dell'abete e del ginepro, +cuocevano le patate sotto la cenere, la fiamma +viva li compensava del sole assente, il gorgogliare +della pentola li consolava dei sibili del vento, e i +vortici del fumo erano a loro meno molesti delle +pungenti ambizioni che agitano la società. Nè trovavano +verun motivo di lamentare la loro sorte, e +non si sarebbero mai immaginati che a questo mondo +si possa desiderare di più!...</p> + +<p>Alla sera si mettevano tutti in ginocchio, e dicevano +le orazioni tutti in comune. Pregavano per la +famiglia, per gli assenti, i viandanti, gli emigrati, +gli infermi, ed invocavano la salute e le benedizioni +<span class="pagenum">[160]</span> +del cielo, e si raccomandavano alla divina +Provvidenza che li proteggesse in questa vita mortale, +rendendoli degni di meritare nella vita eterna +il compenso delle sofferte afflizioni. Dicevano <i>requiem</i> +pei morti, e ringraziavano il padre che sta +nei cieli del pane quotidiano, lo pregavano di perdonare +i loro peccati, di difenderli dalle tentazioni, +di liberarli dal male. Poi indirizzandosi alla Madonna +la supplicavano della grazia di rivedere presto +il loro padre, il marito, il figliuolo, in buona +salute... e intanto che il Signore lo benedica e difenda +dalle disgrazie. E si coricavano tranquilli, +pieni di fede, di speranza, di carità.</p> + +<p>Finalmente venne la primavera, sempre gradita +a tutti, ma specialmente a chi ha vissuto sei mesi +sotto la neve. I geli si disciolsero ai tiepidi raggi +del sole, e ricomparvero le foglie sugli alberi, e il +verde tappeto sui pascoli. Coll'arrivo delle rondini +la madre di famiglia attendeva il ritorno del marito +assente, e molte volte al giorno gettava un'occhiata +sulla strada maestra, per vedere se da lontano si +vedesse comparire qualche viandante. I bambini +pure aspettavano il babbo, e si ripromettevano dei +ghiotti bocconi, coi quali avrebbero celebrato il sospirato +ritorno. La nonna seduta al sole guardava +parimente la strada, aspettava e pregava tutto il +giorno per lui. Ma le rondini libravano il volo da +lunghi giorni sulla valle cacciando gl'insetti, i nuovi +nidi erano già costruiti, le fronde s'addensavano, +l'erba e il frumento crescevano rigogliosi.... e l'emigrato +non compariva. E non solo non si vedeva di +ritorno, ma non giungevano più nè lettere, nè danaro. +I primi giorni che oltrepassarono il termine supposto +al rimpatrio si cercò d'ingannare l'ansietà +dell'aspettativa con argomenti immaginari. Un lavoro +<span class="pagenum">[161]</span> +impreveduto, un ritardo prodotto da necessità +insuperabili, strade cattive, tempi perversi, combinazioni +che succedono in viaggio. Ma mentre crescevano +le inquietudini mancavano i viveri.</p> + +<p>Fortunatamente nacque un capriolo, che venne portato +al mercato, onde si cambiò il danaro negli oggetti +più necessari. Poi anche queste piccole provvigioni +si esaurirono, quantunque misurate a rigore, appena +da non morire di fame. Bisognava contentarsi d'un +po' di polenta senza sale, bagnata nel latte di capra. +Pazienza anche questo, se almeno il cuore fosse +stato contento, ma l'amarezza profonda che dilaniava +le viscere delle povere donne condiva colle +lagrime lo scarso alimento.</p> + +<p>Alla fine giunse una lettera, scritta da un compagno +di sventura, la quale annunziava che il loro +diletto languiva in uno spedale della Germania. +Le fatiche di un intenso lavoro, il clima incostante, +le privazioni imposte dalla necessità di assicurare +il vitto all'amata famigliuola, avevano stremate le +forze dell'infelice, caduto vittima del suo coraggio. +La ripugnanza d'entrare allo spedale gli aveva +fatto consumare nei primordi della malattia tutti i +suoi risparmi. Affranto dal male, e mancante d'ogni +mezzo dovette rassegnarsi ad entrare all'ospizio. +Così passarono due mesi d'incertezza, di terrori, di +patimenti aggravati dal patema d'animo che l'opprimeva.</p> + +<p>Tali notizie gettarono nella desolazione le povere +donne. — Forse non lo vedremo mai più!... fu il +loro primo pensiero, al quale s'aggiunse il secondo: — Lontano, +povero e infermo, e non abbiamo +nessuna probabilità di raggiungerlo, di mandargli +dei soccorsi, di prodigargli la nostra affettuosa assistenza!... +noi qui nella miseria, egli più misero di +<span class="pagenum">[162]</span> +noi in mani straniere!... Morirà di crepacuore, e +l'agonia non sarà consolata da un solo sguardo dei +suoi cari. Le donne pensavano queste cose, e la +moglie ce le raccontò come le fu possibile, col linguaggio +del cuore.</p> + +<p>In tale frangente bisognava pensare ai bambini +che avevano fame, bisognava ingegnarsi in qualche +modo, e lavorare coll'anima lacerata dal dolore e +col corpo affranto dagli affanni, dalle veglie, dai +patimenti d'ogni fatta.</p> + +<p>La misera donna raccoglieva della legna secca +nei boschi, col pericolo d'essere arrestata dai guardiani +e condotta in prigione, poi la portava da lontano +sulle spalle attraversando burroni e precipizii, +coi piedi insanguinati dai frammenti delle roccie. +Venduta la sua fascina, riportava un po' di pane +alla famiglia per incominciare da capo all'indomani +le stesse tribolazioni.</p> + +<p>Quanti stenti, quanta miseria, e quanti dolori!... +Nelle città non si hanno idee di tali patimenti +umani.... E quella povera famiglia si prostrava a +terra, ogni sera, per ringraziare Iddio d'averla fatta +campare, offrendo le sue pene, le angoscie e la fame +in espiazione dei peccati. E supplicava tutti i santi +di muoversi a pietà di tante sventure. I tre bambini +pregavano colle manine giunte e gli occhi +rivolti al cielo come la madre e la nonna, perchè +il dolore si sente a tutte le età; esso fa maggiorenni +i pupilli prima del tempo legale.</p> + +<p>Una sera, mentre stavano tutti ginocchioni davanti +il Cristo, videro aprirsi la porta e comparire sulla soglia +uno spettro che traballava sulle gambe... Era lui.</p> + +<p>— Grazie, Iddio!... — egli disse con voce sepolcrale.... — Grazie, +Iddio! che mi avete conceduto +di venir a morire sul mio letto. +<span class="pagenum">[163]</span></p> + +<p>Le donne saltarono in piedi, e giunsero in tempo +di sostenerlo fra le loro braccia, mentre cadeva +privo di sensi.</p> + +<p>Il desiderio di rivedere la sua famiglia gli aveva +somministrato le forze sufficienti per alzarsi dal +letto dell'ospitale, dissimulare ai medici le sue sofferenze, +protestare contro la loro insistenza di volerlo +curare, e chiedere come un sommo favore di tornarsene +a casa. Non ci fu verso di persuaderlo che +sarebbe morto per via: volle partire.</p> + +<p>Senza forze, senza danaro, e colla febbre indosso +aveva fatto il viaggio a piedi, chiedendo la elemosina +per via, e dormendo sulla nuda terra, quando +al suo aspetto spaventoso i contadini si rifiutavano +di lasciarlo passare la notte sul fieno.</p> + +<p>Un pensiero lo sosteneva nei disagi: abbracciare +ancora una volta i suoi cari. Egli varcò i monti barcollando, +trascinandosi a piccole giornate, salendo +talvolta sopra qualche carro sul quale veniva raccolto +dai carrettieri mossi a pietà del suo stato.</p> + +<p>L'energia della sua volontà vinse gli ostacoli, lo +sostenne nel suo proposito, fu più forte del male, e +potè trascinarlo fino alla porta del suo tugurio. +Steso sul letto, lo credettero morto; ebbe un lungo +svenimento, ma rinvenne. L'aspetto dei volti che +stavano contemplandolo piangendo lo compensò dello +sforzo sovrumano del viaggio. Egli aveva raggiunto +la meta, si beava in quegli sguardi amorosi, e si +lasciava morire in pace.</p> + +<p>Ma appena riavuto, le donne si misero in traccia +di quanto potevano offrire al diletto infermo. Santo +Dio! mancavano di tutto, non avevano da offrire +al moribondo che acqua!... Ma era l'acqua del suo +torrente, l'acqua che scorreva ai piedi del monte +che lo vide nascere, quella che bevevano sua madre, +<span class="pagenum">[164]</span> +sua moglie, i suoi bambini; era più che un'acqua +medicinale... era un'acqua santa!</p> + +<p>La bevette con voluttà, e parve che ne sentisse +sommo benefizio perchè potè dormire per alcune ore. +Ma compiuto lo sforzo della natura, il male riprendeva +il suo vigore. Tuttavia benediceva Iddio, lo ringraziava +del sommo favore ottenuto, e sperava nella +divina misericordia. Colui che aveva fatto il miracolo +di ricondurlo a casa avrebbe potuto anche salvargli +la vita, e assistere la famiglia durante la sua infermità. +E di fatti fece anche questo. La moglie corse +a chiamare il dottore Canziani, il quale, esaminato +il malato, udita la storia dolorosa, veduta tanta +miseria, raccomandò la povera famiglia all'Agata, +avendo esperimentato altre volte quanto avesse +giovato ai miseri il patrocinio di quella pietosa +fanciulla.</p> + +<p>Agata mandò subito i primi soccorsi, poi volendo +conoscere la povera moglie, se la fece venire in +casa, le somministrò gli oggetti più indispensabili +ai malati, e i viveri per la famiglia. Finalmente si +decise di visitare in persona l'infermo e vi andò con +suo padre, carica di nuovi doni.</p> + +<p>Uditi i miei stravizii, pensò che l'aspetto delle +umane sofferenze potesse essere un farmaco salutare +a chi cade in errore senza aver l'animo guasto, +e colse questa occasione per procurare un doppio +beneficio, giovando a due malati in una volta, uno +colpito nel fisico, l'altro nel morale, soccorrendo +d'un tratto la miseria e la corruzione.</p> + +<p>Ecco il motivo della nostra gita, che l'Agata +voleva dissimulare, ma che mi venne rivelato dalla +coscienza. Lo scopo era raggiunto: io mi sentiva +commosso fino al fondo del cuore, sentivo il rimorso +della mia condotta, pensando che mentre un uomo +<span class="pagenum">[165]</span> +laborioso languiva nello squallore d'uno spedale +straniero e lontano, mentre una povera moglie desolata, +una vecchia impotente, dei bambini innocenti +soffrivano il freddo e la fame sotto la neve, +io scialacquavo in una notte sbevazzando e giuocando, +in crapulosa compagnia, ciò che avrebbe +bastato a coprire quei miseri, a farli campare per +molto tempo, a soccorrere un infermo, a pagare una +vettura che lo avrebbe ricondotto alla sua famiglia +senza disagio.</p> + +<p>Chi spreca il danaro in vizio dovrebbe rammentarsi +talvolta che al mondo non mancano mai miserie +da soccorrere, nè sventure da riparare.</p> + +<p>Intanto ch'io facevo tali considerazioni, Martino +vuotava il cesto, e ne uscivano provvigioni d'ogni +fatta. Le benedizioni di quegli infelici erano largo +compenso all'animo gentile delle signore, che frenavano +a stento le lagrime.</p> + +<p>Usciti dalla camera dell'infermo incontrammo gli +altri due figliuoli che rientravano colla nonna, portando +delle erbe per la cena, e della legna da +fuoco. La madre presentò alle benefiche donne i +ragazzi e la vecchia rugosa e ricurva, che piangeva +dalla consolazione in vederle, mentre la bambina +ricciuta, superata la sua timidezza in forza +della curiosità, scendeva tranquillamente dal monte +colla sua capra, e veniva a completare la famiglia, +ed a ricevere i bomboni dell'Agata e i nostri baci.</p> + +<p>Il sole era tramontato quando partimmo, onde +giungemmo al villaggio a notte inoltrata. La strada, +meno faticosa per la discesa, ci parve anche breve, +perchè i pensieri che occupavano la nostra mente +ci facevano passare il tempo con rapidità. Giunti +alla porta di casa Bruni, salutai la signora Giovanna, +e dissi alla ragazza: +<span class="pagenum">[166]</span></p> + +<p>— Vi ringrazio, Agata, della buona sera che mi +avete fatta passare. Sapevo che la beneficenza è un +dovere, ma ignoravo che fosse uno dei sommi piaceri +della vita, di quei piaceri che entrano nell'anima +e vi lasciano una dolce ricordanza. Vi ringrazio +anche della lezione!... essa non sarà perduta. Dal +rimorso al ravvedimento non c'è che un passo. Vi +prometto che non avrò mai più ad arrossire della +mia condotta.</p> + +<p>— Vostra madre vi ascolta!... — mi rispose, e +fissandomi con uno sguardo significante si ritirò +dietro sua madre.</p> + +<p>Io rientrai in casa, cenai con appetito, perchè +avevo il corpo stanco e l'animo lieto, e quando +Bitto, secondo il suo costume, mi fece molte carezze, +sentii che quel giorno non ero indegno dell'affezione +del mio cane.</p> + +<hr /> +<h2><a name="XV" id="XV"></a>XV.</h2> + +<p>Per riparare almeno in parte i passati miei torti +io visitai sovente il povero infermo, portando il +mio obolo al tugurio, e qualche dolciume ai fanciulli +che mi presero presto in amicizia. La loro +ingenua affezione mi tornava assai più grata di +quella dei miei compagni di disordine, e seduto su +quei greppi colla bambina, mentre la capra rosicava +le foglie dei mirtilli e dei roveti, e Bitto vagava +pel bosco alla caccia di tutto quello che brulicava +<span class="pagenum">[167]</span> +sulla terra e sugli alberi, io mi sentiva calmo +e predisposto a fare il bene; l'aria pura ed elastica +della montagna mi risvegliava teneri sentimenti ed +elevati pensieri, l'esalazioni silvane esilaravano il +mio spirito, il silenzio solenne di quelle solitudini +mi facevano fantasticare gradevolmente, e mi pareva +impossibile di aver per qualche tempo abbandonato +i miei passeggi e le mie contemplazioni per +vivere in cattiva società nell'afa dell'osteria, grave +ai polmoni, che esalta il cervello ed abbrutisce il +cuore.</p> + +<p>Uguccione della Fagiuola non era contento, e +tentò, ma invano, d'eccitarmi a non abbandonare +gli amici e la partita, rinnovandomi il suo panegirico +del vino, e dicendomi che il soldato non deve mancare +di coraggio per una battaglia perduta. Gli risposi +con fermezza irremovibile che avevo rinunziato +per sempre al giuoco ed all'osteria, senza rinunziare +per questo ai buoni amici e al buon vino, ma aggiunsi +che non stimavo buoni amici coloro che mi +spogliavano mentre ero ubbriaco, nè buon vino quello +che mi faceva dormire sotto ai tavoli. In quanto +all'esempio del soldato, gli risposi che chi aveva la +testa rotta era autorizzato a passare agli invalidi, e +che in quanto al coraggio, ce ne voleva talvolta di +più per sostenere una ritirata che per tornare alla +lotta. Io parlavo per esperienza, non potendo vantare +nella mia vita una sola vittoria, ma molte sconfitte.</p> + +<p>Uguccione non si mostrava persuaso de' miei argomenti, +ma non sapendo che cosa rispondere, agitava +furiosamente il suo cappellaccio in segno di disapprovazione, +ed essendo testardo ed organista ad un +tempo, mi risuonava continuamente lo stesso motivo, +con poche e cattive variazioni, fermandosi lungamente +sopra una nota, come soleva fare nell'organo. +<span class="pagenum">[168]</span> +Il giuoco abbandonato lo crucciava più del +dovere.</p> + +<p>— Ma non volete nemmeno tentare una rivincita? — mi +diceva. — Ma tentate dunque una rivincita.... +e vedrete i capricci della fortuna.</p> + +<p>— La rivincita, — io rispondevo, — l'ho ottenuta +il giorno che feci solenne giuramento di non prendere +più in mano una carta da giuoco; da quel +momento ho guadagnato tutto quello che avrei perduto +giuocando, senza tener conto del denaro risparmiato +nel vino.... e nell'acqua che vi si trova sovente +commista, nè della salute perduta a forza di disordini, +nè della riputazione pregiudicata a mio danno.</p> + +<p>A me, caro Tobia, basta una sola lezione, la perdita +d'un solo orologio, una sola notte funesta!...</p> + +<p>Uguccione, vedendo impossibile il convertirmi, si +metteva a ridere con quella bocca sperticata, spalancando +le sue labbra da Cafro con strani sberleffi, ed +accusandomi di subire le malvagie influenze del clero.</p> + +<p>Questo Ghibellino arrabbiato aveva in parte ragione, +perchè due giorni dopo tal dialogo giungeva +al villaggio mio zio, e l'arrivo del canonico riconducendomi +a visitare il parroco mi gettava nuovamente +nelle braccia dei Guelfi, capitanati dall'arcivescovo +Giovanni.</p> + +<p>Uguccione sghignazzava co' suoi amici sulla mia +apostasia.... egli aveva perduto il suo pollo.</p> + +<p>Mio zio, che si recava ai bagni di Bormio, volle +farmi il favore di arrestarsi qualche giorno al villaggio; +ond'io gli feci ammirare i restauri del suo casino, +la modesta agiatezza succeduta al lurido disordine +del mio antecessore, ed egli ne rimase soddisfatto.</p> + +<p>L'accompagnai in casa Bruni per ringraziare quei +buoni signori di tutte le bontà che mi andavano +prodigando. Essi diedero un pranzo in onore di lui, +<span class="pagenum">[169]</span> +e furono tanto cortesi non solo da tacere la mia +condotta, ma anche da farmi degli elogi.</p> + +<p>Io era tutto contento di rivedere il mio vecchio +zio, ambizioso di fargli gli onori di casa, lieto di +prodigargli le più delicate attenzioni, e tutte le +cure d'una ospitalità previdente.</p> + +<p>Io avevo dato alla Rosa le opportune istruzioni; +abbandonare ogni grettezza, procurarmi i cibi migliori, +i vini più scelti, e far debiti in caso di bisogno. +Io sedevo a tavola dirimpetto a mio zio, lo servivo +con sollecitudine affettuosa, gli mettevo sul piatto i +migliori bocconi, e gli tenevo il bicchiere sempre +ricolmo. Egli mi accennava di arrestarmi, ma poi +cioncava e stava allegro. Tutto procedeva a meraviglia. +La Rosa faceva miracoli, e Bitto lambiva le +mani a mio zio e gli faceva mille feste. Il cane ha +un istinto che non l'inganna, egli sente a usta gli +amici e i nemici del padrone, mena la coda o abbaia +secondo il caso.</p> + +<p>L'Agata, alla quale la Rosa s'era raccomandata +per avere dei consigli risguardanti la cucina, mandava +invece dei cibi squisiti, belli e pronti da mettersi +in tavola. Ah se tutti i consiglieri facessero +così!...</p> + +<p>La Veronica m'aveva mandato per mezzo dello +zio squisiti manicaretti milanesi dei quali mi sapeva +ghiotto, e così si faceva ogni giorno baldoria, e si +stava a mensa lungamente.</p> + +<p>Io vedeva in mio zio non solo il più prossimo parente, +il benefattore ed il padre, ma bensì il mio +liberatore dall'esilio di Valtellina, che mi pesava +assai e non aveva più scopo. La contessa Savina +maritata, io poteva ritornare a Milano. Questa era +la mia ambizione e il mio sogno; io mi proponevo +di svolgere tutti gli argomenti possibili per persuadere +<span class="pagenum">[170]</span> +il mio buon zio a questo passo; e non avevo +motivi che mi facessero temere un rifiuto. Egli mi +chiese conto naturalmente delle mie occupazioni e +de' miei studi; ed io gli risposi:</p> + +<p>— Caro zio, la scuola rurale è un incubo, una penitenza, +una espiazione. La mia vita è un continuo sacrifizio, +e mi è chiuso ogni adito ad una carriera onorevole. +A che cosa può condurmi l'insegnare l'abbicì +ai piccoli idioti delle montagne? Senza un avvenire +in prospettiva, mi manca anche il coraggio di studiare. +Per lavorare bisogna avere una meta, ogni studio +ha bisogno di un fomite. Quivi non posso sperare +nessuna risorsa, nessun compenso alle mie fatiche.</p> + +<p>Volendo evitare ogni allusione al passato, mostrai +d'attribuire al mio esilio il solo scopo di mettere in +assetto l'amministrazione rurale della piccola proprietà, +e quello d'acquistare un titolo in qualità di +maestro, incominciando l'insegnamento dal primo +scalino, e proseguii:</p> + +<p>— Ora, avendo restaurata la casa, diventa più +facile affittare vantaggiosamente la terra; io ho fatto +le prime prove nell'istruzione, e posso aspirare ad +un posto superiore. Quivi io non istudio, non imparo, +sono lontano dai superiori e dalle occasioni di farmi +onore; mi avvilisco, mi scoraggio, non vivo, ma +vegeto!...</p> + +<p>Mio zio mi ascoltava tacendo. Il suo silenzio mi +urtava i nervi, i nervi agitati fanno dire delle bestialità, +ed io venni alla conclusione seguente:</p> + +<p>— Vuol dire che oziando, passeggiando e fumando +il sigaro, aspetterò un migliore avvenire dalla +Provvidenza!</p> + +<p>Non so se sia stata l'assurdità della frase o la +Provvidenza invocata che abbia scosso mio zio; ma +il fatto sta che si scosse. +<span class="pagenum">[171]</span></p> + +<p>Certo era assurdo che la Provvidenza fosse tanto +improvvida da proteggere un ozioso che ne aspettava +i benefizii passeggiando e fumando; e mio zio, che +per me rappresentava la Provvidenza, se ne commosse.</p> + +<p>— Hai torto di sragionare, — mi disse, — e di +non apparecchiarti una strada collo studio e la coltura, +ma hai ragione di desiderare una sorte migliore, +e ti prometto che intendo occuparmene e +soddisfarti. Puoi credere quanto mi deva esser caro +il tuo ritorno a Milano, non avendo altri parenti +vicini, che possano tenermi compagnia e sostenere +la mia vecchiaia. Abbi un po' di pazienza, non bisogna +precipitare, ma al mio ritorno mi darò premura +di soddisfare i tuoi voti, e di trovarti un collocamento +a Milano, che ti permetta di farti conoscere.</p> + +<p>Tale promessa mi ridava la vita; m'alzai, presi la +mano di mio zio, la copersi di baci, la bagnai di +lagrime. Il pensiero di ritornare nella mia cameretta +di Milano m'aveva esaltato. Accorgendomi però che +mio zio mi guardava con qualche sorpresa, procurai +di calmare il mio soverchio entusiasmo per non +destare sospetti, e poco dopo cambiai discorso.</p> + +<p>L'ora del pranzo era quella delle ciarle, delle +confidenze, e dell'espansioni. All'indomani mio zio +mi raccontava le novità di Milano, mi rendeva conto +degli amici, dei conoscenti, dei vicini.</p> + +<p>— A proposito, — diss'io con aria indifferente, — come +va il matrimonio della contessa Savina?</p> + +<p>Mio zio mi guardò in faccia prima di rispondere. +Io affettai una tale bonarietà che dovette ispirargli +fiducia, ed egli un po' esitante rispose:</p> + +<p>— Veramente.... se devo dire il vero.... non va +troppo bene.</p> + +<p>— È dunque un matrimonio infelice? +<span class="pagenum">[172]</span></p> + +<p>— Non dico questo.... ma non è troppo felice.</p> + +<p>— Così presto!... — io esclamai. Poi volendo dissimulare +la mia sorpresa e l'emozione, mi versai da +bere; procurai di mostrarmi freddo e distratto, +lasciai passare qualche tempo, cacciando giù un +boccone per forza, poi soggiunsi:</p> + +<p>— Se non m'inganno, mi pareva che la contessa +Savina avesse sposato un signore....</p> + +<p>— Sicuro, ha sposato un signore della più alta +nobiltà, molto ricco, ma scialacquatore.... un vizioso, +un donnaiuolo, un beone.... un cattivo soggetto.</p> + +<p>— Diamine!... come mai ha potuto innamorarsi +d'un tal personaggio?</p> + +<p>— Innamorarsi, — disse mio zio, chiudendo gli +occhi ed alzando le spalle, — sai bene che i gran +signori si maritano senza conoscersi, guardano al +nome ed alle sostanze e basta. Il conte Azzone di +Montegaldo aveva tutte le qualità richieste per fare +un eccellente matrimonio. Appartiene a famiglia +ricchissima e d'antica nobiltà, ed avrebbe potuto +scegliere fra i migliori partiti; ma non ci pensava +nemmeno, vivendo gran parte dell'anno a Parigi, +ove si dice che tenesse una famiglia.... illegittima. +Sembra che gravi perdite al giuoco lo abbiano +costretto a cercare una dote, non essendogli possibile +di trovare del denaro sugli stabili coperti da +ipoteche. Col suo matrimonio ha potuto pel momento +riacquistare il credito e chiudere le breccie.</p> + +<p>Meno male se avesse fatto giudizio, ma si pretende +a Milano ch'egli continui la tresca, e non abbia +abbandonato il giuoco, nè gli stravizii. Intanto la +povera moglie oltraggiata paga le spese.</p> + +<p>— È un'infamia!... — io gridai; — questo non è +un matrimonio, ma è piuttosto la prostituzione legale +della donna!... Se le leggi fossero giuste per +<span class="pagenum">[173]</span> +tutti, il conte di Montegaldo dovrebbe essere condannato +all'ergastolo, come coloro che tradiscono +la buona fede e l'innocenza!... come i ladri.... come i +frodatori.... come i sacrileghi.... — e non sapendo più +frenare la mia esaltazione, fuori di me dalla indignazione, +acciecato dalla collera, diedi un pugno così +potente sulla tavola, che feci saltare le stoviglie, +le posate, i bicchieri, e ruppi una bottiglia inondando +la mensa di vino.</p> + +<p>Mio zio rimase sbalordito, la Rosa accorse al +rumore, io abbassai il capo confuso e pentito della +mia escandescenza.</p> + +<p>Cercai ogni argomento possibile per giustificare +tale esaltazione, ma era troppo tardi. Mio zio aveva +aperto gli occhi, e mi leggeva nel cuore; io non +dovevo più sperare sulle sue prestazioni per farmi +ritornare a Milano. Tutto era perduto!... Io conoscevo +troppo gli scrupoli di mio zio per poter dubitare +un solo istante della sua risoluzione. Certo egli +mi condannava all'esilio perpetuo per salvarmi dai +pericoli, e per non portare sulla coscienza il rimorso +d'aver contribuito a facilitare un amore colpevole.</p> + +<p>Io non potevo più contare che sopra me stesso, e il +pensiero della infelicità di colei che mi stava fissa +nel cuore mi dava tanto coraggio da tentare la mia +emancipazione, ad ogni costo, senza il soccorso di +nessuno. Quando si è giovani ed innamorati tutto +sembra facile; guardando alla meta lontana non si +prevedono gli ostacoli, l'amore è cosa troppo elevata +e sublime per occuparsi del denaro necessario +ad ogni impresa; e dopo pranzo, collo stomaco soddisfatto, +non si pensa che bisogna desinare ogni +giorno.</p> + +<p>Ho passato una notte d'inferno, raggirandomi +smanioso nel letto senza trovare riposo. Io vedevo +<span class="pagenum">[174]</span> +la contessa Savina infelice, derelitta, immersa nelle +lagrime, e pensavo al modo di vendicarla, di consolarla. +La nostra santa affezione, inspirata dalla naturale +simpatia, ci avrebbe resi felici in tutte le condizioni +della vita. Le ricchezze erano la prima cagione +della sua infelicità, come la miseria era il solo ostacolo +che mi tenesse lontano da lei. Se fossi ricco! io +pensavo, andrei a stabilirmi a Milano, troverei una +finestra dirimpetto al palazzo Montegaldo, e un bel +giorno le comparirei davanti come al tempo felice +che dalla casa di mio zio stavo in adorazione davanti +al palazzo Brisnago. Ma cambiate le circostanze, +e avendo imparato dall'esperienza a che giovi l'amor +platonico, questa volta il nostro amore prenderebbe +un'altro indirizzo... questa volta, se non rispondesse +al primo bacio, non vorrei disertare dal posto senza +aver tentato il secondo.... e il terzo.... e il quarto.... +ed avrei parole e mezzi per ottenere sicuro il bacio +della contessa Savina, quel bacio che certo non +vorrebbe negarmi, del quale io prelibo la voluttà.... +come l'Arabo assetato fra le aride sabbie del deserto +quando pensa alla fresca fontana dell'oasi.</p> + +<p>Con tali pensieri m'addormentai verso il mattino; +all'ora che il crepuscolo apporta un po' di calma a +chi ha passato la notte agitata. Dapprima divagai +in sonni confusi, poi mi parve di vedere chiaramente +la contessa Savina ad una finestra bassa d'un palazzo +in una strada deserta. Io la contemplavo assorto +in estasi, quando mi fe' cenno d'avvicinarmi. +Giunto sotto al balcone, le mandai un lungo bacio +amoroso. Essa mi guardò con un mesto sorriso e +scomparve. Io rimasi estatico al mio posto, non so +quanto tempo, senza perdere la speranza di rivederla.</p> + +<p>Essa ricomparve, vestita di bianco, pallida, come +una fidanzata che aspetta lo sposo per recarsi alla +<span class="pagenum">[175]</span> +cerimonia nuziale. Io congiunsi le mani in atto di +preghiera, essa mi guardava fisso, e pareva che mi +dicesse: t'aspetto.</p> + +<p>Le feci cenno che sarei ritornato, e andai non so +dove a prendere una scala di corda. La scala aveva +da un lato due ganci, che gettai sul balcone. La +contessa Savina non si prestò, nè si oppose; essa +aspettava sempre pallida e immobile. Io tremavo +come una foglia, la scala era assicurata, ed io incominciai +a salire. Ad ogni scalino che mi avvicinava +al balcone distinguevo più chiaramente i lineamenti +della contessa. I suoi occhi leggiadri mi guardavano +con affettuosa espressione, le sue labbra si atteggiavano +ad un mesto sorriso.... ed io salivo sempre. Le +giunsi tanto vicino che vidi il suo seno agitato dai +moti violenti del cuore... stavo per afferrare la meta, +quando d'un tratto si ruppe la corda ed io precipitai +nella strada.</p> + +<p>Il colpo violento mi risvegliò. Volli dormire nuovamente +per riprendere il filo del sogno.... impossibile!... +Perfino il sonno si rifiutava alla mia felicità!...</p> + +<p>M'alzai conturbato. Mio zio, vedendomi sofferente, +s'accorse che avevo passata una cattiva notte.</p> + +<p>— Povero Daniele!... — mi disse con affezione, — tu +pensi sempre alla contessa Savina!...</p> + +<p>— Nemmeno in sogno!... — gli risposi, temendo +quasi che potesse scoprire i misteri della notte, e +soggiunsi: — Tutto è finito.</p> + +<p>— Finito di sicuro, — osservò mio zio, al quale +premeva togliermi ogni speranza; — finito per varii +motivi: primo, perchè bene o male maritata essa +appartiene per sempre a suo marito; secondo, perchè +è donna onesta e virtuosa fino allo scrupolo, e questo +te lo diranno tutti; terzo, perchè se la natura ti +aveva spinto verso di lei con tanta violenza, vuole +<span class="pagenum">[176]</span> +onestà che tu faccia ogni sforzo per starle lontano, +evitando ogni pericolo che possa aggravare la sua +infelicità, e renderti colpevole di maggiori sventure.</p> + +<p>— Le ripeto che non ci penso nemmeno, — risposi, — e +che anche se fossi tanto pazzo da pensarci, +credo di essere un galantuomo, e di non aver mai +fatto dubitare della mia condotta.</p> + +<p>Lo zio si mostrò soddisfatto della mia dichiarazione, +ma io credo che egli realmente prestasse poca +fede alle mie parole, come io stesso non era convinto +che fra me e la contessa Savina tutto fosse finito.</p> + +<hr /> +<h2><a name="XVI" id="XVI"></a>XVI.</h2> + +<p>Il giorno seguente mio zio partiva pei bagni, lasciandomi +travedere d'aver modificato le sue idee +sul mio conto, mostrandosi sempre meno propenso +a favorire il mio ritorno a Milano, e sempre più +convinto che la ferita che aveva colpito il mio cuore +non fosse ancora perfettamente cicatrizzata. Io cercavo +di persuaderlo della mia completa guarigione, +ma egli mi ascoltava con diffidenza implacabile, dimenando +la testa in segno di dubbio, ed atteggiando +le labbra ad uno spietato sorriso. Non desidero a +nessuno d'aver per giudice negli affari d'amore un +canonico.</p> + +<p>Dopo la partenza di mio zio incominciai a mulinare +mille progetti, uno più assurdo dell'altro. +L'amore eccita l'immaginazione come le bevande +<span class="pagenum">[177]</span> +alcooliche, e suscita la pazzia. Ma ogni pazzia ha i +suoi lucidi intervalli, e quelli sono i peggiori momenti; +infatti la ragione che entra in un cervello malato +produce l'effetto d'un raggio di sole che entra +negli occhi di chi soffre d'oftalmia. Nei momenti d'esaltazione +ero felice. Pensavo che un giovane coraggioso +trova mille strade aperte per far fortuna; basta +muoversi, cercare, abbandonare la squallida solitudine +per gettarsi nella folla e nell'onda sociale. +Maledetta la bonaccia! essa tiene sempre immobile +allo stesso posto, e lascia morire di fame. Nella tempesta +sono le grandi emozioni. La burrasca sommerge +o getta i naufraghi sulla spiaggia. Nel primo caso +è finita presto ogni pena, nel secondo si va a rompersi +le ossa sopra uno scoglio o si arriva in un'isola. +Meglio morire sopra uno scoglio che in bonaccia; +la morte più rapida è la migliore. L'isola potrebbe +essere abitata dai cannibali, ma la cosa è incerta; in +ogni caso è sicuro che in società chi non mangia +sarà mangiato, e quindi un povero diavolo non perde +nulla cadendo nell'isola dei cannibali.... Ma se fosse +un'isola fortunata, gioconda, aurifera, piena di tesori? +Allora si conquista l'isola, si uccidono gli abitanti, e +si ritorna al paese ricoperti di gloria e di ricchezze!... +Le ricchezze sono la potenza universale; colle ricchezze +si ottiene ogni cosa.... Io ritornerò a Milano +in carrozza a quattro cavalli, diventerò l'amico del +conte di Montegaldo, giuocherò i miei tesori per +ottenere d'essere presentato a sua moglie. Diventerò +l'amico di casa, quello che gode piena fiducia.... e +potrò fuggire colla contessa Savina, fuggire lontano +dall'Europa corrotta, lontano da questa vecchia ed +inferma società che vaneggia inutilmente per legalizzare +i suoi disordini, per riparare le sue miserie, +per trovare il bandolo di tante matasse! +<span class="pagenum">[178]</span></p> + +<p>Fuggiremo in un'isola di meravigliosa bellezza e +fecondità come Taiti o Madera, ridente come il golfo +di Napoli.... rinnoveremo la storia del Paradiso terrestre.... +senza il serpente!</p> + +<p>Tali erano le fantasie del mio cervello esaltato.... i +momenti migliori della mia vita!... un po' di poesia +fra la prosa di tante volgari realtà.</p> + +<p>Nè certo sarei andato a cercare il dottore Canziani +per farmi guarire colle sue droghe del solo bene +che m'era conceduto.... i miei sogni!</p> + +<p>Gli uomini gravi diranno che tali pensieri erano +divagazioni d'un pazzo, io li credo invece l'unico +conforto d'un infelice. Ma gli uomini gravi non sono +talvolta che vecchi panciuti e barbogi che si dimenticano +d'essere stati giovani leggeri. — Eppure ogni +zucca ha avuto il suo fiore!</p> + +<p>Ciò che generalmente si chiama la ragione mi riconduceva +pur troppo alla vita positiva... al realismo. +Allora svanivano le ridenti fantasie. Povere fantasie +giovanili!... che ci dipingono la vita più bella del +vero, che ci fanno sperare supreme felicità non +esistenti sulla terra, che ci lasciano credere alla +gloria, all'amore, alla poesia, a tutte le nobili aspirazioni!... +E poi, più tardi, s'impara che la vita si +compone d'un'altra pasta!...</p> + +<p>Sogni vaporosi, nel mondo letterario non siete più +di moda!... L'arte ha le sue vicende come tutti i +capricci della vita esterna. Ora all'ideale succede il +realismo, che non è il naturale ma l'evidente, l'uomo +esterno a piedi o a cavallo, in ufficio, a tavola, in +letto; la donna coi capelli posticci, i talloni alti, e +le maniche larghe. Il positivo in tutto. Ma come si +fa quando in vita domina il negativo, quando il +tessuto d'una esistenza si compone con trame d'illusioni +e con ordito di sogni?... Per me la vita ideale, +<span class="pagenum">[179]</span> +intima, invisibile fu tutto; il positivo nulla. Lo so +che sopprimendo il sentimento e il pensiero riuscirei +un fantoccio alla moda.... ma io preferisco comparire +un uomo alla vecchia, intiero e completo, aspettando +che il mondo sazio di racconti materiali ritorni a +gustare le peripezie dell'anima umana.</p> + +<p>Tuttavia, se avessi voluto seguire l'andazzo dell'arte +moderna, non mi sarebbe mancato il realismo!... +Pur troppo!... e la Rosa me lo rammentava ogni +volta che la vita dell'anima me lo facea dimenticare.</p> + +<p>Il realismo!... per me consisteva nel riscuotere +mensilmente il modico stipendio, che unito al ricavo +delle patate, delle castagne e dei fagiuoli mi +serviva a pagare la farina al mugnaio, le polizze +ordinarie del beccaio e del pizzicagnolo, e le straordinarie +del calzolaio e del sarto.</p> + +<p>Insegnare l'abbicì a idioti impuberi, e far di +cappello a idioti virili, vivere e conversare coi +montanari maliziosi, cogli artigiani furbi e viziosi, +barcamenando cogli ambiziosi, gli astuti, gl'ipocriti +d'ogni condizione, lottando contro l'egoismo +di tutti, privandomi spesso del necessario, dimostrando +di godere il superfluo per non umiliarmi +cogli avversi e non incomodare gli amici, restringendo +infine i bisogni numerosi e le idee infinite +alla smilza figura del borsello: ecco il realismo!... +Ciascheduno ha il suo, dal villaggio alla borgata, +dalla città alla capitale; soltanto le passioni, i vizii +e i delitti crescono in proporzioni relative al numero +degli abitanti, e si complicano in ragione diretta +della coltura. La rappresentazione letteraria di tali +complicazioni è una moda rifritta come tutte le altre; +nulla è nuovo sotto al sole; soltanto, quando il buono, +il bello e il semplice divengono stucchevoli pel lungo +uso, si cerca la novità nel turpe, nel brutto, nel +<span class="pagenum">[180]</span> +complesso, e il mondo se ne compiace. Gli ottimi +modelli non sono d'ostacolo al traviamento. Bernini +scolpisce gli svolazzi barocchi delle sue statue presso +le Veneri greche e il Mosè di Michelangelo. Dopo +l'Ariosto il Marini, dopo gli oratori vengono gli +Accademici, dopo le guerre l'Arcadia.</p> + +<p>Io non intendo appartenere a nessuna scuola, a +nessun sistema; io seguo l'istinto che mi spinge a +rivelare schiettamente le mie passioni, a raccontare +con pari ingenuità le avventure e i pensieri della +mia vita. Ritorno dunque ai miei sogni.</p> + +<p>Essi svanivano sovente al tocco della realtà, ma +mi restava sempre un granello di speranza, come +una semente pronta a germogliare in condizioni +favorevoli.</p> + +<p>All'uragano che mi sconvolse colla prima notizia +del matrimonio della contessa Savina era succeduto +quel freddo che segue la grandine. Poi le mie illusioni +erano cadute come le foglie d'autunno, e l'inverno +m'era penetrato nell'anima.</p> + +<p>Quando le neve ricopre il terreno si crede che la +natura sia morta, ma alle brezze della primavera i +germi assopiti si sviluppano ed una nuova vegetazione +incomincia.</p> + +<p>Il racconto di mio zio, che mi svelò l'infelicità di +quel matrimonio e le condizioni funeste che amareggiavano +l'esistenza della sposa, mi fece l'effetto delle +meteore d'aprile, che si risolvono in pioggia feconda, +e risvegliano la natura. Sentii il sangue scorrermi +più rapido nelle vene, agitando le mie speranze che +rigermogliavano ai tepori del cuore.... Confesso che +tali speranze erano colpevoli; secondo i principii +sociali, la società condanna ogni violazione della +proprietà; ma se la legge esaminasse a fondo i titoli +d'ogni diritto, scoprirebbe sovente che esso ha per +<span class="pagenum">[181]</span> +base l'usurpazione fraudolenta, l'inganno od il furto. +Io premeditavo di rubare al ladro l'oggetto involato, +e la natura m'avrebbe assolto, perchè essa riconosce +soltanto il diritto di reciproco consenso, libero da +ogni pressione sociale.</p> + +<p>Meno male per la società che ci stava di mezzo +un canonico, deciso di difendere ad ogni costo i +diritti ecclesiastici e civili riconoscendo la legalità +dei fatti compiuti.... e tanto peggio per me!...</p> + +<p>Mentre con tali argomenti io andava fantasticando +in balìa del più sfrenato idealismo, mio zio, in preda +del più crudo realismo, si cavava le calze rosse, +spogliava le vesti sinodali ed anche quelle che vi +stanno sotto, e libero d'ogni indumento ecclesiastico e +civile, ridotto in costume adamitico, entrava in un +bagno d'acqua minerale di Bormio. Così, deplorando +altamente le mie inclinazioni naturali e volendomi +schiavo dei doveri sociali, egli abbandonava ogni +scrupolo, deponeva le sacre vesti sacerdotali e ritornava +in seno della natura per riacquistare la +perduta salute.</p> + +<p>Ma è lecito invocare le Najadi e non Cupido!... +Realismo incompleto.... Mio zio tuffandosi nelle onde +salutari colla voluttà d'un pagano, restava teologo +per congiurare contro un povero nipote, giudicandolo +gravemente affetto da un male clandestino dei più +perniciosi, condannandolo ad espiare colla deportazione +colpe non perpetrate, e facendo dipendere +un'intiera esistenza da un amore tacito, ignoto, +inoffensivo, innocente!</p> + +<p>Tale era mio zio!... inflessibile come il destino, +uomo eccellente nel fondo, ma canonico fino al +midollo!...</p> + +<p>Al suo ritorno dai bagni mi significò il decreto +d'esilio da Milano, e il domicilio coatto in Valtellina. +<span class="pagenum">[182]</span> +Nessun ragionamento, nessuna promessa valsero a +smuoverlo dal suo crudele proposito. Era una sentenza +inappellabile. A questa condizione soltanto mi +assicurò del suo affetto e della sua protezione, minacciandomi +di completo abbandono qualora avessi +osato emanciparmi.</p> + +<p>In tale circostanza ho imparato a conoscere la +libertà. Essa venne definita in maniere diverse; io +offro la mia definizione per quello che può valere.</p> + +<p>Eccola: — La libertà è un filtro composto d'oro +e salute. Con tal filtro, l'uomo è libero in qualunque +paese del mondo, senza questo filtro può credere di +esser libero, ma tenta invano di muoversi. Taluno +grida, si agita, combatte e rovescia un governo dispotico +per conquistare la libertà, poi dopo di aver +fondata la repubblica, mancando d'oro o di salute +si trova più schiavo di prima. Che cosa deve fare +allora?... La sola cosa possibile: abbassare il capo e +rassegnarsi al destino! È quello che ho fatto io +stesso, non potendo fare altrimenti.</p> + +<p>Mio zio, volendo in qualche modo ricompensare la +mia obbedienza, mi regalò una piccola somma per +far fronte ai bisogni del verno vicino, colla quale ho +potuto pagare i miei debiti, vestirmi, e comperare un +orologio migliore di quello che avevo perduto al +giuoco nella notte memorabile che Bacco mi precipitò +nelle braccia di Morfeo, senza concedermi il +tempo di raggiungere il letto.</p> + +<p>E il buon canonico accompagnò il dono con un +predicozzo, che mi trovava favorevolmente disposto +dall'argomento dell'esordio.</p> + +<p>— Daniele, — mi disse, — se questo denaro non +bastasse a procacciarti il benessere d'una vita agiata, +non aver riguardo di scrivermi, sono disposto a +fare maggiori sacrifizii, compatibilmente al mio +<span class="pagenum">[183]</span> +stato, pur di vederti felice, nei limiti delle cose +lecite e oneste. Procura di star sano ed allegro, +cerca le distrazioni permesse, e fa ogni sforzo per +correggere il tuo carattere capriccioso, leggero, +eccitabile, fantastico.... e cocciuto nel voler l'impossibile. +Avvezzati a prendere il mondo come sta; Dio +l'ha creato così ne' suoi imperscrutabili disegni, e +gli uomini si travagliano invano per riformarlo: +l'uomo è impotente a modificare l'opera di Dio! +Cammina dritto per la tua strada, non desiderare nè la +roba nè la donna d'altri, non fidarti al prestigio del +frutto proibito che ha perduto i nostri progenitori, +contentati di quello che puoi raggiungere senza +sforzi, nè frode, nè violenza, nè colpa. Chi esce dalla +propria via per gettarsi nelle avventure non trova +che precipizi. Domina le tue passioni colla ragione, +non chiuderle in seno come una mina pericolosa. +Non essere ambizioso, non aspirare alla conquista +del vello d'oro; credi alla mia vecchia esperienza, +tutto è vanità sulla terra.... vanità delle vanità!... +Infine dei conti i piaceri leciti sono i migliori: una +stanza calda l'inverno e fresca l'estate, un buon letto, +una buona cucina, una cantina ben fornita, vivere +nella calma onestà, guidati sempre dalla coscienza +tranquilla.... — </p> + +<p>Discorsi da canonico!... Io diceva fra me, ascoltandolo +con rispettosa attenzione. Lo ringraziai del +dono e delle offerte, e gli promisi di fare il possibile +per contentarlo. Ma io vedevo la vita proprio tutto +il contrario di lui. Questione di lenti!... Io guardavo +le cose attraverso la gioventù, ed egli attraverso la +vecchiaia.</p> + +<p>Essendo il tempo delle vacanze autunnali, m'offersi +di accompagnarlo fino a Como; ma egli non volle +accettare la mia compagnia che fino a Colico; e +<span class="pagenum">[184]</span> +giunti colà, mi diede un abbraccio cordiale e mi +obbligò a retrocedere. M'avvidi che entrambi avevamo +pensato agli incontri fortuiti sui battelli a +vapore del lago nella stagione d'autunno. Colla differenza +però ch'egli diceva:</p> + +<p>— Guai!... — ed io.... — Magari!...</p> + +<p>Rifacendo la strada pensavo alle delizie che il +mondo m'offriva, ed alle misere condizioni che mi +obbligavano a rinunziarvi. Io avevo le ali.... come i +polli, che la natura ha forniti di questi organi che potrebbero +innalzarli al disopra dell'uomo, ed essi si +lasciano prendere bonariamente, e mettere allo spiedo!</p> + +<p>Sentivo dentro di me un bollore di sensazioni diverse, +mille desiderii confusi, aspirazioni e bisogni +contrari, e dovevo rinunziare ad ogni cosa.</p> + +<p>Amori sublimi ed eterei.... amplessi positivi e terreni, +idealismo e realismo.... contessa e mugnaia, tutto +m'era interdetto.</p> + +<p>La prima era troppo alta.... la seconda troppo +bassa!... e così la sorte mi condannava a girare +intorno al mio asse, sempre ad eguale distanza dal +sole e dalla luna, perduto negli abissi dell'universo +come un bolide.</p> + +<p>Venni assalito da una profonda melanconia, che si +alzava nel mio animo come la nebbia d'autunno che +ci asconde gli oggetti. La vita ha bisogno d'uno +scopo; vivere per vivere è la cosa più sciocca del +mondo.</p> + +<p>Andavo vagando colle mani in tasca, il sigaro in +bocca, il cappello da una banda, e il naso in aria, +aspettando che cadesse qualche cosa dal cielo per +rompere la monotonia della mia vita.</p> + +<p>E dopo una lunga aspettativa cadde, finalmente.... +la neve.</p> + +<p>Di tutte le cose che si attendono, le sole che non +<span class="pagenum">[185]</span> +mancano mai all'appuntamento sono le stagioni. Il +mondo gira colla scrupolosa precisione di mio zio +canonico, ed entrambi hanno il segreto di trovare +la varietà nella monotonia.</p> + +<p>Le disgrazie non vengono mai sole, e quando giunse +la neve a chiudere gli armenti nelle stalle, io dovetti +aprire la scuola per accogliere i miei scolari.</p> + +<p>La neve e la scuola mi privarono dei passeggi, +grave <a name="tn185" id="tn185"></a>inconveniente, perchè le gambe che camminano +giovano assai ad un cervello che trotta, e quando +sono costrette a fermarsi, nasce un disquilibrio: la +mente si affatica e il corpo riposa, e da tale sconcerto +di funzioni fisiche e morali nasce come naturale +conseguenza la noia, la malinconia, la paturna, +lo <i>spleen</i> degl'Inglesi.</p> + +<p>Dopo la lezione mi chiudevo nello studio, aprivo +un libro, ma guardavo fuori dalle finestre leggendo +in aria tutto quello che sta scritto nel firmamento, +nelle meteore, nello spazio, nel tempo. La solitudine, +il silenzio, il cielo nuvoloso, la terra ricoperta dalla +neve, come feretro d'una fanciulla del candido tappeto +simbolico, portavano i miei pensieri alle più +tetre considerazioni. Meditavo sulla morte della natura, +e sulla probabilità d'una prossima fine del mondo, +quando la Rosa mi consegnò una lettera di mio zio +che mi annunziava il parto felice della contessa Savina, +che aveva dato alla luce un bel maschio. Ecco +ancora il realismo!... Il mondo non era disposto a +finirla. — « Il nobile neonato, mi scriveva mio zio, +promette meraviglie, poichè appena venuto al mondo +ha assunto le funzioni di giudice conciliatore. » +Credevo che mio zio diventasse matto, ma invece +faceva lo spiritoso, continuando in questi termini: +« Infatti bastò la sola comparsa di questo rampollo +per far sparire ogni dissenso fra gli sposi, che +<span class="pagenum">[186]</span> +dimenticate le passate discordie, si sono riconciliati +nella gioia del grande avvenimento. Vi furono splendide +feste, rinfreschi, confetti, e un codazzo di +carrozze alla porta. » E qui con un lirismo declamatorio, +mio zio mi andava annoverando le consolazioni +materne che compensano largamente le pene +d'una moglie onesta, la nobile missione di allevare +un figlio che porti con onore il nome illustre, e +contribuisca coll'avito censo al lustro della casa e +al decoro della patria.</p> + +<p>Il parto della contessa aveva messo in vena mio +zio canonico, che s'era sgravato alla sua volta di +tutti i luoghi comuni accumulati da tanti anni nel +suo cervello dai quaresimali del Duomo, accompagnati +da uno scialacquo di rettorica. La sua lettera era +tutta ingemmata di dilemmi, sillogismi, metafore, +tropi, pleonasmi ed iperboli, e tutto questo lusso di +figure per persuadere un nipote spiantato ad abbandonare +ogni più lontana velleità di affezione verso una +contessa milionaria, moglie d'un dissoluto, convertito +a miglior vita in virtù d'un giudice conciliatore +neonato!... Egli si diffondeva prolissamente sulla +deplorabile insania di chi spera nella colpa, sulla +atrocità degli attentati alla pace e all'onore delle +famiglie, sulla imperdonabile depravazione di chi +aspira alla donna degli altri!... e conchiudeva: « Fortunata +la contessa Savina d'aver ottenuto dalla +Provvidenza il dono prezioso d'un figlio che la consola +di ogni amarezza, riconduce il marito al focolare +abbandonato, rende la famiglia completa, e la +difende dai pericoli e dalle tentazioni del diavolo. »</p> + +<p>Presi in mano la penna, per confutare la lettera +di mio zio scrissi d'un fiato dieci pagine assurde, +piene di sarcasmi, di cinismo, d'invettive, di bestemmie +contro l'amore e il matrimonio, la fede e la +<span class="pagenum">[187]</span> +virtù, i neonati e la rettorica, le donne, i canonici +e il diavolo. Poi le rilessi, le lacerai, e gettandole +sul fuoco accesi il sigaro, e mi misi a correre sulla +montagna attraverso la neve. Il freddo a sei gradi +sotto zero mi riuscì sempre giovevole come calmante +dell'amore e della collera. L'aggiunta di qualche +bicchiere di vino scelto ha contribuito vantaggiosamente +ad ottenere l'effetto. Il ghiaccio ed il vino, +cioè l'antitesi, mi riesce l'antidoto degli eccessi. +L'esperienza m'aveva insegnato la dose, limitandomi +all'uso, e schivando l'abuso, lasciandomi il convincimento +che una bottiglia di vino buono sia un farmaco +eccellente contro i dolori morali. Con tale +sistema non sono morto disperato, e all'indomani +d'una batosta stavo ancora in piedi. Chi sa quante +vittime del suicidio avrebbero rinunziato al progetto +di togliersi la vita, se invece di due pistole si fossero +trovate nelle mani due bottiglie!</p> + +<p>Confesso che il matrimonio dapprima, e poi il +parto della contessa Savina mi gettarono due volte +alla disperazione, eppure io non avevo diritto di +sperare nè al suo celibato nè alla sua sterilità; essa +non poteva nè correre in Valtellina a chiedermi +il favore di divenire mia sposa, nè una volta maritata +rimaner senza figli; quello che era succeduto +doveva naturalmente succedere; ma l'uomo si dispera +sovente non solo di ciò che succede d'impreveduto, +bensì dei fatti naturali o sociali che stanno +nell'ordine delle cose. Chi giuoca si dispera di +perdere!... e quanto più siamo fantastici, tanto più +dobbiamo aspettarci di soffrire, perchè oltre alle +perdite positive, che sono pur tante, avremo anche +a deplorare la scomparsa delle illusioni, delle chimere +e dei sogni.</p> + +<p>Ma la speranza è un fiore bizzarro della vita, che +<span class="pagenum">[188]</span> +sovente si pasce di vento, eppur vive e ci consola +col suo olezzo; simile a certe orchidee delle regioni +tropicali, le quali, appese in panierini nelle serre, si +nutrono d'aria e di vapori, e tuttavia vegetano rigogliose +e producono fiori stupendi, ed esalano soavi +profumi. Mio zio coll'uragano della sua rettorica +aveva tentato di schiantare la mia orchidea, ma il +cuore l'aveva assicurata contro i danni della grandine, +ed essa viveva ancora.... quantunque appesa +ad un filo....</p> + +<hr /> +<h2><a name="XVII" id="XVII"></a>XVII.</h2> + +<p>Il tempo, la lontananza, il soffio continuo dei gelidi +aquiloni del polo, rappresentati dalle lettere di +mio zio canonico, il quale coglieva ogni occasione +favorevole per gettarmi una doccia d'acqua fredda +sul dorso, finirono collo spegnere quasi intieramente +la fiamma che mi abbruciava fino dai primi giorni +della mia gioventù. Io contemplavo con tristezza le +ultime faville che salivano al cielo, pensando che, +spenta la fiamma, manca la luce e il calore e non +resta che fumo, cenere e carboni.</p> + +<p>Dentro di me sentivo il vuoto, di fuori vedevo +buio, la vita mi sembrava un viaggio notturno in +globo areostatico, sotto un velo di nuvole che copriva +le stelle. Con tali disposizioni entravo nella stagione +d'inverno.</p> + +<p>Un dopo pranzo mi riscaldavo al fuoco del mio focolare +<span class="pagenum">[189]</span> +deserto, quando udii che picchiavano all'uscio. +La Rosa corse ad aprire e mi apportò un viglietto. +L'Agata m'invitava a nome de' suoi genitori a passare +il Natale con loro, e aggiungeva che c'era un +posto anche per la Rosa, fra la Menica e Martino, +quel giorno nessuno dovendo star solo. Bitto non +aveva bisogno d'essere invitato, avendo sempre conservata +la sua abitudine di pranzare in casa Bruni. +Tale invito era un omaggio alla scuola rurale, rappresentata +dalla mia piccola famiglia colla triade del +maestro, la donna ed il cane: cioè la mente ed il +cuore che insegnano.... e la bestia che ascolta. Era +qualche tempo che non passavo un'intiera giornata +in quella eccellente famiglia, e il giorno di Natale +entrai in casa Bruni con l'animo lieto e riconoscente +dalla costante e cortese amicizia. Essi mi accolsero +come un fratello, con cordiale domestichezza, scambiando +i più sinceri auguri di felicità per il vicino +capo d'anno.</p> + +<p>Li trovai tutti seduti intorno al fuoco, e si restrinsero +per farmi posto.</p> + +<p>— Così mi piace il focolare, — io dissi, — circondato +da parenti ed amici, non deserto come +il mio.</p> + +<p>Il ceppo e i tizzoni ardevano crepitando, mentre +girava nello spiedo il più grasso tacchino delle stie. +La pace spirava da tutti quei volti, e la serenità +predisponeva al buon umore.</p> + +<p>Il signor Nicola si burlava di Martino, il quale non +osava appressarsi al fuoco per timore che le scintille +prodotte dallo scoppiettare della legna gli abbruciassero +l'abito nuovo d'inverno, che dovendolo preservare +dal freddo, lo obbligava intanto a star lontano +dal caldo. Dunque lo scopo de' suoi lunghi risparmi +era mancato. +<span class="pagenum">[190]</span></p> + +<p>— Se tu avessi il vestito vecchio, — gli diceva il +signor Nicola, — staresti qui vicino a noi a godere +la fiammata, e invece sei schiavo del lusso!...</p> + +<p>Martino rideva come un imbecille, perplesso nel +dubbio, se dovesse andar superbo delle vesti nuove, +o rimpiangere la libertà dei suoi stracci, cosicchè +quando credeva d'aver raggiunto la meta delle sue +aspirazioni, un rammarico impreveduto gli avvelenava +la gioia. Ecco la vita!... la speranza è sovente +più bella della realtà. L'orchidea quando vegeta in +aria sembra un portento, ma presa in mano non è +che una cipolla. Martino lo sentiva al pari di me, +ma non sapeva dirlo; ed entrambi stavamo cocciuti +nell'opinione, egli di conservare i suoi abiti nuovi, +ed io le mie vecchie illusioni.</p> + +<p>Eppure in quel momento la realtà poteva bastare +a tutti i nostri bisogni, ed era anche bella a vedersi. +Avevamo appetito e quelle esalazioni gastronomiche +che ci accarezzavano <a name="tn190" id="tn190"></a>l'olfatto erano larghe di promesse. +Quel dolce tepore, quel crepitare del fuoco, +messi a raffronto colla temperatura esterna e il desolante +spettacolo dell'inverno, ci confortavano le +membra. Quella luce calda che inondava la cucina, +che brillava sugli alari e sui rami lucenti ond'erano +ornate le pareti, rischiarava una scena d'interna felicità. +Intorno a quel focolare si raccoglievano le gioie +facili e positive d'una buona famiglia. In quell'ambiente +calmo e sereno io mi sentivo rinascere ad una vita +nuova. Come alcuni animali che, giunti ad un certo +punto del loro sviluppo, mutano la pelle, così io credo +che l'uomo, passato l'ardore della prima gioventù, +subisca una crisi che ne modifica l'organismo. Sembra +ch'io fossi giunto a quel punto, perchè sentivo +di subire una trasformazione importante. Ed è forse +in quell'epoca della vita che le malattie ereditarie incominciano +<span class="pagenum">[191]</span> +a manifestare i loro importanti sintomi +insidiosi. Difatti, a misura che mi cadevano le spoglie +dell'età giovanile, mi sentivo circolare nel sangue i +gusti di mio zio canonico: — l'amore della pace.... +una stanza calda, una buona cucina, una cantina ben +fornita.... e una buona moglie!... aggiungevo io.</p> + +<p>Le mie aspirazioni mutavano indirizzo, l'idealismo +svaporava ed incominciavo ad apprezzare i gusti moderni, +a diventare seguace del realismo; e andavo +rimuginando come fosse possibile di mettere insieme +una famigliuola come quella che mi stava davanti: +semplice, agiata, tranquilla, onesta, felice! Ripensando +agli amori elevati ai quali avevo aspirato, +mi ritornavano alla mente gli abiti da festa di Martino, +che appena indossati gli apparecchiavano un +disinganno, e dicevo fra me stesso: — Chi sa?... +forse sarebbe stata la mia sorte!... e chi cade dall'alto +s'ammazza. Sarebbe meglio contentarsi del +poco, ma sicuro. Ora sarei contento d'una vita ragionevole, +confacente ai miei casi, senza lusso nè +sfarzo, senza pernici coi tartufi.... Una moglie modesta, +una cucina calda, e un tacchino arrosto!... +ecco i miei nuovi desiderii.</p> + +<p>Pur troppo anche col realismo io ricadevo nei +sogni... perchè per me era un sogno tutto quello che +oltrepassava il valore d'un modico stipendio, e il +ricavato di poca terra. La base del realismo è il +denaro, quindi mancandomi la base del nuovo sistema, +tornavo mio malgrado idealista.</p> + +<p>Tuttavia per quel giorno l'arrosto non era un +sogno!... e la cucina calda nemmeno... per la moglie +ci penserò dopo pranzo: dissi fra me. Intanto non +mi stancavo mai di contemplare quel quadro che +mi stava davanti, palpitante di vita nelle persone +e nelle cose; tutto si muoveva in quello spazio fortunato, +<span class="pagenum">[192]</span> +dall'uomo allo spiedo, e s'udiva un lieto e +confuso mormorio di voci umane e di marmitte.</p> + +<p>E mi figuravo se fossi io il sor Nicola!... Egli +mi rappresentava l'uomo felice. Riscaldato dalle +fiamme della sua legna, consolato dalle emanazioni +della sua cucina, amato da sua moglie, da sua figlia, +circondato da' suoi amici, dissetato a tavola dai +suoi vini, egli non aveva nulla a desiderare sulla +terra che non fosse suo!... e tutte le cose sue cooperavano +alla sua felicità.... Io non avevo nulla di +mio, la casa era di mio zio, la scuola del Comune, +e quando ero innamorato non era mia nemmeno la +donna! nè poteva divenirla. Erano mie le noie dell'insegnamento... +i miei debiti... i miei difetti... e il +mio cane!... Sì, questi era proprio mio, per l'affetto +scambievole che ci legava. Un cane sembra poca +cosa, ma io ero più soddisfatto di dire: « il mio +cane, » che certe mogli di dire « mio marito, » certi +ministri « il mio ministero, » certi sovrani « il mio +trono! »</p> + +<p>— Signori, la minestra è in tavola, — annunziò +la Menica.</p> + +<p>Caddi come al solito dalle nuvole, ove mi aveva +trasportato la fantasia, per recarmi al posto che mi +venne destinato.</p> + +<p>Il salottino da pranzo faceva voglia a vederlo. +La tovaglia e i tovaglioli sentivano il bucato, i +cristalli limpidissimi brillavano alla luce delle candele; +piattini d'acciughe, di prosciutto, di butirro +fresco e di sedani ornavano il servito, mentre sui +palchi della credenza le frutta di tutti i colori facevano +corteggio ad un magnifico panettone di Milano, +che pareva pavoneggiarsi della sua obesità, fra la +mostarda e il torrone, come il Figlio del cielo chinese +fra i Mandarini. +<span class="pagenum">[193]</span></p> + +<p>Io sedevo dirimpetto al signor Nicola, fra l'Agata +e la signora Giovanna; la Rosa ci serviva, mentre +in cucina la Menica e Martino approntavano le +vivande, e Bitto passava in rivista i piatti di ritorno +aspettando la sua parte.</p> + +<p>La trasformazione morale apparecchiata dal tempo +e dai disinganni e compiuta all'aspetto della pace +domestica intorno d'un focolare lautamente ornato, +mi aveva eccitato l'appetito. Come il baco da seta +che dopo cambiata la pelle mangia con voracità, +io faceva onore al banchetto, d'accordo con mio zio, +che la coscienza tranquilla ci fa sentire lo stomaco +vuoto e ci predispone favorevolmente al nobile +ufficio di riparare le perdite della natura.</p> + +<p>I fumi delle vivande e del vino rendono la conversazione +vivace, lo spirito pronto, l'animo espansivo +ed allegro. Quell'agape fortunata fu lieta dal +principio alla fine, ed io me ne ricordo i più minuti +particolari, perchè segna nella mia vita un punto +memorabile.</p> + +<p>Quel giorno, cadendomi un velo dagli occhi, ho +potuto scoprire ciò che prima m'era sempre sfuggito +alla vista.</p> + +<p>Conversando con l'Agata m'avvidi per la prima +volta che la bionda fanciulla aveva lo sguardo d'una +soavità affascinante, una luce viva illuminava la +sua pupilla, azzurra e profonda come le acque d'un +lago. Sentivo dentro di me la sublime emozione del +cieco che ritrova la vista, l'entusiasmo di Colombo +davanti una terra ignota, la soddisfazione di Galileo +che scopre i tesori del cielo.</p> + +<p>La fede illumina i credenti, io mi sentivo convertito +all'adorazione... delle donne bionde! Come +mai non avevo ancora veduto quelle fossette impresse +dalle Grazie su quella pelle di roseo candore? +<span class="pagenum">[194]</span> +Come mai m'erano sfuggiti all'ammirazione +quei lineamenti delicati, quella mobilità del volto +che indica tutti i moti dell'animo? Come mai non ero +rimasto colpito da quel raggio penetrante che brillava +nel suo sguardo?... Come potevo guardarla +senza vederla, avvicinarmi a lei senza provare quel +senso arcano che rivela la bellezza, sfiorare le sue +vesti senza sentire un fremito al contatto della sua +persona?... Misteri del magnetismo e dell'amore!... +Forse le impressioni ricevute dagli occhi non sono +che superficiali qualora un'immagine fissa nel cuore +non permette l'ingresso a nuovi oggetti; o forse le +emanazioni dell'animo offuscano la vista, come i vapori +appannano i vetri?... Fatto sta che nelle mie lunghe +conversazioni con l'Agata io non aveva veduto i +pregi di lei, e m'era sfuggita la bellezza di quegli occhi, +che finalmente mi si rivelava con grata sorpresa.</p> + +<p>Così senza aspettare gli aliti primaverili, proprio +nel mezzo del verno, il mio cuore si schiudeva in +serra calda, come una pianta forzata ad arte, come +la semente dei bachi messa a prova, e da tale schiudimento +nasceva un nuovo amore... quel tale antropofago +destinato a mangiare il suo simile... già quasi +morto di fame.</p> + +<p>Passai qualche ora deliziosa e troppo rapida, in +adorazione davanti alla mia scoperta, chiudendo +dentro di me le sensazioni e i pensieri tumultuosi +che succedevano ai loro antecessori, coll'inevitabile +scompiglio d'un cambiamento di guarigione; e prima +d'incominciare una nuova lotta sentivo il bisogno +di riorganizzare la truppa.</p> + +<p>I nostri dialoghi sulle cose più comuni mi giovarono +ad apparecchiare il terreno, e furono come una +prefazione in prosa davanti un nuovo volume di +poesia. +<span class="pagenum">[195]</span></p> + +<p>Parlando degli incomodi della stagione, l'Agata +mi domandò:</p> + +<p>— Come passate le sere di queste lunghe notti +d'inverno?</p> + +<p>— Nel tedio della solitudine, — io risposi, — solo +col mio cane!...</p> + +<p>— E perchè non venite da noi a farci un po' di +lettura?</p> + +<p>— Volete che venga a leggervi l'<i>Ortolano dirozzato</i>?</p> + +<p>— No, no, — mi rispose ridendo, — quello dovete +leggerlo voi solo, come eccitante al lavoro dei campi... +come calmante di certe passioni....</p> + +<p>— E come sonnifero, — io soggiunsi, — più potente +dell'oppio!</p> + +<p>— Quanto ne avete letto finora?</p> + +<p>— Cinque pagine.</p> + +<p>— Cinque pagine in più d'un anno!...</p> + +<p>— Che volete!... non mi entra nel cervello.</p> + +<p>— Avete dunque la testa dura?</p> + +<p>— Sì, — risposi, — ma il cuore no....</p> + +<p>E le piantai uno sguardo negli occhi come una +lancia. Ne rimase sorpresa, confusa e ferita, perchè +il sangue le salì al volto e si fece tutta rossa. +Non era avvezza a quelle occhiate, abbassò le pupille, +tacque per qualche istante, poi riprese il +discorso.</p> + +<p>— Vi assicuro che noi passiamo delle serate deliziose, +in eccellente compagnia....</p> + +<p>— Del dottore, del farmacista e del parroco?</p> + +<p>— No, abbiamo abolito il tarocco; e i vecchi +amici, fedeli alle loro affezioni per le carte da +gioco, seguirono i re, i fanti e i cavalli, e portarono +altrove le loro tende. Adesso vengono a farci +qualche visita di complimento, alla sfuggita e di +<span class="pagenum">[196]</span> +giorno, lasciando libera la sera alla nuova compagnia.</p> + +<p>— Ma che razza di compagnia avete trovato +al villaggio?... Forse la rustica progenie dei montanari +colle loro ubbie in testa e gli zoccoli ai +piedi.</p> + +<p>— V'ingannate. Godiamo d'una scelta società. +Chiusi in salotto, con la stufa ben calda, una eccellente +lucerna con un cappelletto che concentra la +luce sul tavolo rotondo, noi evochiamo le ombre degli +uomini illustri di tutti i tempi e di tutte le nazioni. +Essi compariscono e spariscono ai nostri ordini +senza cerimonie. Ci raccontano i loro viaggi, la +loro storia, i romanzi, le poesie, le memorie che +destarono il più vivo interesse nei paesi più colti +del mondo.... E le notti d'inverno ci sembrano brevi, +perchè si va lontano da casa senza muoversi, e dalle +steppe della Russia, dai pampas d'America, dai deserti +africani si fa una scala e si trova il proprio letto.</p> + +<p>— Benissimo!... ho pensato sovente alle delizie +della lettura in comune, in condizioni gradevoli; ma +anche questo diletto, come tanti altri, è rimasto per +me un vano desiderio.... E che cosa leggete?</p> + +<p>— Ve l'ho detto, ogni sorta di buoni libri... +esclusi soltanto i noiosi!</p> + +<p>— Come l'<i>Ortolano dirozzato</i>.</p> + +<p>— Sicuro, perchè ci sono libri noiosi che possono +tornar utili a chi li studia, ma non hanno +diritto d'essere ammessi alle riunioni serali del circolo +di famiglia. Essi devono limitarsi alla cattedra +ed allo scrittoio dello studioso, ma per entrare +in società bisogna deporre la toga dottorale, e vestire +l'abito del gentiluomo, il quale si fa scrupolo +d'annoiare gli amici, di far dormire le donne e i +fanciulli +<span class="pagenum">[197]</span></p> + +<p>— E dove trovate i libri?..</p> + +<p>— A Milano, a Firenze, a Torino, a Parigi. Ritornata +dal collegio, ove una direttrice intelligente +mi aveva fatto intendere che alla scuola s'impara +soltanto a studiare, ma che in casa bisogna completare +l'istruzione con una scelta lettura, ho voluto +che mio padre mi promettesse d'introdurre nel +bilancio domestico una somma annua per il pane +intellettuale, necessario quanto il pane di farina. +A che cosa serve la scuola, se l'educazione non +continua? Forse che nei pochi anni di studio s'impara +lo scibile? S'imparano appena appena gli elementi +delle scienze più necessarie. Dunque la lettura +è il complemento indispensabile d'una buona +educazione, ed è strano che ogni famiglia non spenda +ogni anno nei libri una somma proporzionata alle +sue rendite. Eppure queste idee così naturali sembrarono +strane a mio padre, che non aveva mai +provato il bisogno di acquistare un libro, e leggeva +appena un cattivo giornale... e il lunario. +Essendo figlia unica e amata dai miei genitori più +che non merito, mio padre accondiscese alla mia +domanda, chiese ai librai i loro cataloghi, ed ogni +mese acquistiamo le novità che c'interessano. Mio +padre mi diceva l'altro giorno, che adesso gli sembra +impossibile d'aver potuto vivere tanti anni +senza libri, e senza sentirne il bisogno. La privazione +dei libri sarebbe ora per lui il maggiore dei +sagrifizii. La lettura serale forma la sua delizia, +poi legge anche solo nella sua camera e sotto la +pergola del giardino. Questo sistema è necessario +per tutti, ma per chi abita la campagna è indispensabile +quanto il lume a chi cammina di notte.</p> + +<p>— Verissimo... avete sempre delle idee giuste +che mi colpiscono... ed eccitano la mia ammirazione +<span class="pagenum">[198]</span> +pel vostro buon senso, in età così giovanile. +Ah! la lettura dei buoni libri, ecco la spiegazione +dell'enigma. Ora non mi sorprenderò più udendo +dalla vostra bocca opinioni, consigli, parole che +non si possono intendere da certe donne mature, +le quali dopo uscite di collegio non hanno letto +che il giornale delle mode!... Così in un villaggio +deserto voi siete più colta di molte signore +cittadine, che vivono in società come i fiori in un +mazzo, cioè senza sostanziale alimento, corolle variopinte +sopra un fusto di fil di ferro, belle una +sera al ballo e al teatro, poi all'indomani avvizzite.</p> + +<p>Agata m'ascoltava senza falsa modestia, continuando +a mostrarmi i piaceri e i vantaggi della +lettura, ed eccitandomi a far parte del loro circolo +delle letture serali.</p> + +<p>— Verrò di certo, — le risposi con riconoscenza, — e +sono sicuro che le notti di quest'inverno saranno +per me più belle dei giorni estivi, più utili +di qualunque altro studio, più care d'ogni diletto +cittadino.</p> + +<p>Mi ringraziò con uno sguardo grazioso; io corrisposi +con uno sguardo affettuoso, lungo, eloquente. +I nostri occhi si scontrarono, e rimasero qualche +tempo come legati fra loro da una forza irresistibile.</p> + +<p>Ed io, che in amore non conoscevo altro linguaggio +che quello degli occhi, rimproveravo a me stesso +di non aver mai saputo leggere, prima d'allora, in +quelle vaghe pupille.</p> + +<p>Era quasi mezzanotte quando uscii di casa Bruni +colla Rosa e con Bitto.</p> + +<p>Spirava una di quelle brezze che arrestano l'acqua +delle cascate cambiandole in cristallo, eppure io +non sentivo il freddo, tanto era elevata la temperatura +del mio cuore. +<span class="pagenum">[199]</span></p> + +<p>Strada facendo la Rosa mi raccontò che Beppo +stava meglio e lo aveva saputo dalla moglie di lui +che era venuta durante il pranzo a prendersi un +cesto apparecchiato dall'Agata, nel quale c'era del +brodo, del pane, del manzo, del vino e dei dolciumi +pei bimbi. Così anche il povero convalescente e la +sua famiglia avranno celebrato lietamente il Natale: +e i miei ospiti avevano resa completa la loro letizia +con un atto benefico, non essendo che gli egoisti che +possano godere del loro bene senza farne parte a +chi manca di tutto. A compiere la felicità d'ogni +animo bennato è necessaria la soddisfazione d'aver +alleviate le pene degli infelici.</p> + +<p>A quella buona giornata tenne dietro una notte +tranquilla, e al mattino mi svegliai col dolce presagio +di giorni migliori.</p> + +<p>I miei scolari mi trovarono ilare, indulgente, e +ne approfittarono subito mostrandosi indisciplinati +e tumultuosi. Ma quando il cuore è contento anche +le scabrosità sembrano liscie, e pare che sorridano +perfino gli sberleffi.</p> + +<p>Alla sera accorsi in casa Bruni, e ritornandovi +ogni giorno non tardai ad acquistare la più cara +abitudine. Se c'era gente io ne approfittava per conversare +con l'Agata, se la famiglia era sola si faceva +la lettura in comune.</p> + +<p>Allora incominciai ad interessarmi a nuove ed +importanti scoperte. E in primo luogo, osservando +l'Agata quando rideva, vidi che schiudendo le labbra +fresche come rose, mostrava due file di candidi +denti, che mi parvero un portento della natura; +quando un raggio di luce batteva sui suoi capelli +si vedevano brillare dei riflessi dorati, come in un +campo di spiche mature; quando alzava il libro per +avvicinarsi alla lucerna le dita delle sue piccole +<span class="pagenum">[200]</span> +mani parevano trasparenti, tanta era la delicatezza +della sua pelle; quando s'alzava per prendere qualche +oggetto, il suo corpo flessibile si piegava colla +grazia d'un fiore agitato dalla brezza, e il suo piedino +snello camminava con tale leggerezza che appena +toccava il pavimento. Quando leggeva delle pagine +commoventi, degli atti generosi, delle azioni che +onorano l'umanità, tutti i muscoli del suo viso si +atteggiavano alle emozioni dell'animo con tale +espressione, che io deploravo di non essere fotografo +per poter fissare sulla carta con una riproduzione +istantanea quelle sfuggevoli oscillazioni dei +suoi lineamenti.</p> + +<p>Quale stupenda immagine dell'anima sensibile +sotto quella pelle agitata da un delizioso movimento +nervoso, da una contrazione di muscoli ravvivata +da un lampo degli occhi, o stemperata in +una lagrima!... Guardandola, io paragonava il suo +viso a quei poemi che ci rivelano sempre nuove +bellezze ad ogni lettura, e mi sorprendevo meno +di non averla capita prima. Tornandomi poi alla +mente tutto il suo contegno verso di me, la sua +pietosa vigilanza, il buon senso, le virtù che ornavano +il suo nobile carattere sotto il velo d'una +apparente semplicità, lo spirito senza pretesa, l'umore +uniforme e benevolo, io incominciavo a sentirmi +preso da una seria ammirazione, da un affetto +rispettoso, e andavo alimentando desiderii e speranze +superiori alla mia povera condizione.</p> + +<p>I Bruni non erano certo da paragonarsi ai Brisnago, +non avevano nè milioni nè lusso; ma vivendo +in campagna in agiata semplicità, con ordine ed +economia, se la passavano egregiamente, e l'Agata, +essendo figlia unica, assai bella, molto colta, e in +pari tempo ottima massaia, aveva diritto di trovare +<span class="pagenum">[201]</span> +un marito, se non superiore per ricchezza, almeno +pari, e certo in posizione più elevata d'un povero +maestro rurale, alloggiato per carità in casa d'uno +zio canonico.</p> + +<p>Questa volta il mio amore ragionava e faceva i +suoi conti.</p> + +<p>— Ahimè!... cattivo segno, — dirà taluno.</p> + +<p>— Niente affatto... io rispondo.</p> + +<p>L'amore fantastico a diciott'anni conduce alle +stelle, l'amore ragionevole dopo i venti conduce al +matrimonio. Sovente il primo non è che un sogno, +un'orchidea che vegeta e fiorisce in aria, il secondo +è un fatto positivo, che ha per legittima conseguenza +la moltiplicazione della specie, ed entra nei dominii +del realismo.</p> + +<p>E un misero maestro rurale incaricato d'istruire +gli ignoranti non deve ignorare che il suo meschino +stipendio lo condanna al celibato perpetuo se non +trova una moglie più ricca di lui, o che almeno si +guadagni il pane. L'associazione della miseria gli +viene interdetta dal buon senso, che lo consiglia a +non accrescere il numero degli spiantati che ingombrano +la terra per loro disgrazia e a grande noia +e desolazione del corpo sociale.</p> + +<p>Tali ragionamenti mi conducevano ad apparecchiare +il mio avvenire con qualche criterio; e valutando +la mia educazione come un fondo produttivo, +la mia professione come una rendita, e mio zio +canonico come un capitale messo a mutuo, mi pareva +d'aver diritto d'esigere una dote corrispondente +dalla moglie.</p> + +<p>Ah, questa volta la mia speranza non era un'orchidea!... +Io non aspiravo a voli pindarici, nè mi +esponevo a precipizi. Deponevo la mia semente +sulla terra e coltivandola secondo le norme +<span class="pagenum">[202]</span> +dell'<i>Ortolano dirozzato</i> avevo motivo d'aspettarmi che +germogliasse.</p> + +<p>Che cosa nascerà?... io chiedeva a me stesso... una +quercia o una carota?... Voglia il cielo salvarmi dalle +risa sardoniche dei canonici.</p> + +<hr /> +<h2><a name="XVIII" id="XVIII"></a>XVIII.</h2> + +<p>Una sera, appoggiato al balcone della mia stanza, +contemplavo la campagna, fantasticando sul nuovo +amore e sulle nuove speranze, e pensavo all'oro dei +suoi capelli, e, senza pregiudizio della passione, +anche all'oro della borsa del babbo, che accompagnato +ai pregi materiali e morali della figliuola +poteva comporre una famigliuola felice. Mi compiacevo +nell'idea d'essere finalmente riuscito a mettere +d'accordo il cuore e la ragione, quando vidi passare +da lontano i coniugi Bruni senza la figlia. — L'Agata +sarà sola in casa, pensai subito; prendiamo l'occasione +pei capelli! E corsi difilato in casa Bruni. +Infatti l'Agata era sola, ma non mi ricevette più +nel salotto come soleva fare in passato, e invece +mi trattenne in cucina con Martino e la Menica. +O perchè dunque non mi riceveva più come le +altre volte, coll'intimità di un fratello?... A tale +domanda, che io facevo a me stesso, rispose subito +la mia coscienza: Ecco, essa mi diceva, i tuoi +sguardi amorosi le hanno rivelata la tua passione. +<span class="pagenum">[203]</span> +Hai perduto i diritti acquisiti, per acquistarne altri, +con altro titolo ed altre condizioni.</p> + +<p>Il concittadino che diventa pretendente esce dalla +legge, deve apparecchiarsi alla corona o all'esiglio +e rinunziare alla vita comune.</p> + +<p>Mi rassegnai al mio destino, e soddisfatto del +suo onesto contegno, procurai d'apparecchiarmi.... +alla corona.</p> + +<p>Per fortuna, la Menica andava e veniva senza +darsi pensiero dei nostri discorsi, Martino intendeva +il senso delle parole assai meno di Bitto, chè il +suo dizionario non aveva che poche pagine, e per lui +tutto ciò che non era volgare era arabo. Poco dopo +la Menica scomparve, Martino la seguì e restammo +soli. Io mi sedetti al focolare, scaldandomi le mani, +parlando di cose indifferenti, e guardando l'Agata +con affettuosa attenzione, mentre essa in piedi raccoglieva +i tizzoni colla molle, e disegnava dei geroglifici +sulla cenere.</p> + +<p>Come era bella!... le morbide treccie le cingevano +la fronte serena, come un diadema; l'occhio +limpido e profondo brillava d'una luce tranquilla +fra i molli contorni del volto, che colla dolcezza +del sorriso rivelava la soavità del sentire. Le movenze +delle sue membra snelle e flessibili non accusavano +artifizi, ma una naturale mollezza le rendeva +eleganti.</p> + +<p>Confrontando i pregi di lei colla mia tempra e +colla riputazione di cervello balzano confermata +dai miei stravizi, mi mancava affatto il coraggio +di esprimerle colle parole quello che le avevo già +detto cogli occhi.</p> + +<p>Dopo qualche esitanza, pensai che prima d'espormi +con una dichiarazione imprudente era meglio mi +assicurassi della sua opinione sul mio conto, e +<span class="pagenum">[204]</span> +tremando per la risposta, rivoltomi a lei con uno +sguardo supplichevole, la interrogai in questi termini:</p> + +<p>— Agata... ditemi francamente che cosa pensate +di me....</p> + +<p>— Che siete un galantuomo... quantunque un poco +fantastico; un uomo intelligente, quantunque poco +studioso... ecco tutto.</p> + +<p>— Riconosco la vostra indulgenza... siete buona +come siete bella, vorrei aprirvi il mio cuore... dirvi +che mi foste sempre simpatica... ma che da qualche +tempo questa simpatia minaccia di far progressi... +e di trascinarmi... Infatti temo di perdere +la vostra stima... non oso sperare... nè dirvi +di più.</p> + +<p>Essa alzando gli occhi, e guardandomi in faccia +apertamente, mi incoraggiò con uno sguardo che +voleva dire: — Vi amo!</p> + +<p>Io le risposi con una di quelle occhiate che non +lasciano dubbio, che si leggono a prima vista anche +dagli analfabeti, e che significano chiaramente: — Vi +adoro!</p> + +<p>I nostri occhi scambiarono lungamente i loro +raggi, fino a tanto che io mi sentii affascinato da +quella luce; essa abbassò le pupille facendosi rossa +come una bella rosa di maggio. Allora, esaltato +dall'entusiasmo, esclamai:</p> + +<p>— Agata... vi ringrazio... ora sono felice!</p> + +<p>— Felice di che cosa?... — mi chiese con un'aria +che mi fece rabbrividire, — e di quale favore mi +ringraziate?</p> + +<p>Mi sentii vacillare... mi pareva di guardare nel +fondo d'un precipizio... mi sentivo attratto dal +vuoto... i capelli mi si drizzavano sulla fronte... +Credo che essa abbia avuto paura, perchè mi posò +<span class="pagenum">[205]</span> +una mano sul ginocchio, chiedendomi con inquietudine:</p> + +<p>— Che cosa avete?</p> + +<p>— Mi sento morire!... — risposi.</p> + +<p>— Mio Dio!... come passate rapidamente dalla felicità... +alla morte! Su via... fatevi animo... qual è +il motivo di tali eccessi?</p> + +<p>— Voi... voi sola.</p> + +<p>— Io?... Ma che cosa vi ho fatto io?</p> + +<p>— M'avete detto: vi amo! e poi avete finto d'ignorarlo.</p> + +<p>— Ma io non ho mai pronunciate quelle parole!</p> + +<p>— È vero... non me lo avete detto colle parole, +ma cogli occhi... quelle possono mentire, questi non +mentono mai... io so leggere negli occhi meglio che +nei libri... e con essi mi avete detto: vi amo!... +Potete negarlo?...</p> + +<p>Sorrise graziosamente, rinnovò la dolce espressione +degli occhi, e mi disse:</p> + +<p>— Come siete esperto nella conoscenza del linguaggio +arcano dell'anima!... lo avete dunque studiato +lungamente?...</p> + +<p>— Domanda insidiosa!... — io soggiunsi. — Risponderò +sinceramente a suo tempo, ma ora m'interessa +di più conchiudere la quistione che mi tiene +sospeso tra la vita e la morte. Ditemi, ve ne prego: +quando io ho tradotto nel linguaggio volgare l'espressione +dei vostri occhi, mi sono ingannato?...</p> + +<p>— Siete un traduttore traditore, — mi rispose +ridendo.</p> + +<p>— Ma vivaddio!... vi costa dunque tanto una spiegazione +sincera? temete forse di qualche cosa?...</p> + +<p>— Avete indovinato anche questa volta. Sì, temo +mille cose. Vi sono parole che dette una volta segnano +il destino della vita, e non si possono pronunziare +<span class="pagenum">[206]</span> +senza esitanza. Bisogna pensarci seriamente; +da una sillaba dipende talvolta la nostra +sorte: sì o no, possono significare talvolta una +lunga serie d'anni felici o dolorosi, è il dado gettato +che decide delle gioie o delle sventure non +d'una persona, ma d'una famiglia e forse d'una +lunga generazione! Bisogna pensarci seriamente.</p> + +<p>— Ma il cuore?...</p> + +<p>— Ah il cuore!... ebbene è appunto il cuore leggiero +che più pesa gravemente su tutto e su tutti!... +È il cuore leggiero che si lascia trascinare troppo +facilmente dalle sue inclinazioni subitanee, senza +dar tempo alla mente di ponderarle, che poi trascina +alle gemonie i suoi seguaci, e li precipita con +sè stesso negli abissi di sventure che fanno della +vita domestica un inferno... macchiano d'infamia i +nomi più onorati... e talvolta spingono alla disperazione +e al delitto!... Vi par facile a voi dire sì +o no sulla strada da seguire nel pellegrinaggio +terreno; eppure è la decisione più grave della +vita!...</p> + +<p>— Ma l'amore è cieco, — io osservai.</p> + +<p>— Bisogna guarirlo, — mi rispose.</p> + +<p>— Oh sta a vedere, — io soggiunsi, — che voi +proponete di mandar l'amore in un istituto oftalmico, +oppure all'istituto dei ciechi per fargli insegnare +a leggere sulla scrittura in rilievo, e imparare +un mestiere.</p> + +<p>— Sicuro, l'amore moderno deve essere ragionevole, +ponderato, prudente.</p> + +<p>— Agata, — io esclamai, — per una ragazza siete +troppo positiva.</p> + +<p>— Vi piacerebbe meglio che fossi più fantastica?... +più accessibile alle illusioni, più facile alle lusinghe... +che cercassi l'uomo ideale?!... +<span class="pagenum">[207]</span></p> + +<p>— No, per carità, Agata... gli uomini e le donne +ideali non si trovano che nei romanzi.</p> + +<p>— Ebbene siamo dunque d'accordo: l'amore degli +antichi non è più dei nostri tempi. Noi gli abbiamo +tagliato le ali, è vero, ma lo abbiamo anche guarito +dalla cecità. Ora egli va per la sua strada in +costume moderno, e non è più pericoloso. Per questo +ogni ragazza onesta può viaggiare sola e sicura +attraverso l'Europa, frequentare le Università e le +Accademie, rispettata da tutti. Anticamente non era +così. Cupido si cacciava dovunque. Quel fanciullo +colle ali e la benda agli occhi, munito d'arco, freccie +e faretra, tirava a caso sui passanti, e metteva +tutti in pericolo. Se lo vedete ancora ai nostri tempi +raggirarsi nella società, penetrare di soppiatto nelle +case coll'astuzia raffinata del contrabbandiere, dite +pure francamente che è un malfattore... o un imbecille. +E guai alle sue vittime!...</p> + +<p>— Avete ragione... anche nelle affezioni bisogna +dar luogo alla ragione, e mettere d'accordo il cuore +e il buon senso. Io ho fatto anche questo, e offrendovi +un amor cordiale e profondo, credo in pari +tempo di potervi assicurare che ho consultato anche +la ragione e le convenienze. A meno che voi e i +vostri parenti non mi troviate troppo povero per +aspirare alla vostra mano. Questo dubbio mi ritenne +di manifestarvi prima d'ora la mia affezione.</p> + +<p>— I miei genitori vi stimano e vi vogliono bene, +e non intendono certo di vendermi al maggior offerente, +ed io credo che veramente poveri non sieno +che gli oziosi... e gl'ignoranti. Chi studia e lavora +ed ha un buon capitale nel cervello, non è mai +povero.</p> + +<p>— Dunque voi non sarete contraria ai miei voti e +non mi stimate indegno d'aspirare alla vostra mano? +<span class="pagenum">[208]</span></p> + +<p>— Solo una vaga apprensione mi arresta.... un +timore indeterminato di pericoli ignoti.... di non bastare +alla vostra felicità.... di non avere virtù sufficiente +per fissare la vostra vita.... Ve lo confesso +francamente: io non avrei la forza di sopravvivere +al minimo disinganno.... Intendo offrire tutta me stessa +a chi mi possa promettere altrettanto.... per la vita.... +per l'eternità.... senza restrizione di sorta.... fino +l'ultimo pensiero.... O tutto o niente!...</p> + +<p>Dicendomi queste cose il suo occhio aveva assunto +un'animazione straordinaria, che dava alla sua attitudine +una posa decisa ed energica. Era un nuovo +aspetto della sua bellezza. Fiera come una regina +che impone le sue condizioni all'alleato, essa attendeva +una risposta breve ed esplicita come la sua +sentenza. Non la feci attendere lungamente:</p> + +<p>— Avrete tutto!... — le risposi. — Ve lo giuro sull'anima +di mia madre!...</p> + +<p>Essa mi stese francamente la mano, dicendomi:</p> + +<p>— Sarò vostra per la vita!</p> + +<p>— Dunque mi amate veramente?</p> + +<p>— Sì, vi amo....</p> + +<p>I nostri sguardi dissero molto di più, perchè non +vi sono parole in nessuna lingua per esprimere certi +sentimenti dell'anima. L'eloquenza dell'amore sta +nel silenzio.</p> + +<p>Stemmo fino a notte inoltrata soli ed al buio, senza +scambiare una parola. Io aveva presa una sua mano +nelle mie, e un fluido arcano aveva messo in comunicazione +i nostri cuori che corrispondevano fra loro.</p> + +<p>La Menica rientrando accese il lume, Martino mise +della legna sul fuoco che era quasi spento, e i signori +Bruni, ritornati dalla loro escursione, ci trovarono +seduti uno vicino all'altro come due colombi +in un nido. +<span class="pagenum">[209]</span></p> + +<p>All'indomani scrissi una lunga lettera a mio zio +nella quale gli svelavo il mio amore per l'Agata e +il progetto di matrimonio chiedendo il suo assenso.</p> + +<p>Non appena partita la lettera, rammentandomi il +passato, incominciò a frullarmi per la testa che il +lirismo delle mie frasi potesse produrre un funesto +effetto sull'animo positivo di mio zio. Egli che giudicava +l'amore coll'aritmetica, che alla poesia d'un +primo affetto opponeva l'ostacolo dei milioni, che +sfoggiava tutta la sua rettorica per dimostrarmi che +un misero non ha il diritto d'ammirare la bellezza +risplendente fra i fulgori della fortuna, egli avrebbe +riso certamente anche questa volta della mia nuova +pretesa.</p> + +<p>Ma ov'era la mia colpa, s'io non sapevo trovare +le perle negli stracci, se, attirato dalla bellezza d'un +volto e dal prestigio d'un sorriso, m'imbattevo sempre +nella trappola dello scrigno, senza vederlo?...</p> + +<p>È dunque facile immaginare quale fosse la mia sorpresa +quando ricevetti una lettera dello zio, che aderiva +pienamente al mio piano, lodava l'ottima scelta, +mi muniva d'una commendatizia pel signor Nicola, +nella quale appoggiava la mia domanda con argomenti +decisivi, e prometteva d'intervenire alle nozze. +Però, secondo i miei presentimenti, l'aritmetica non +mancava, ma questa volta i calcoli del buon zio non +erano fatti per dimostrare la mia inferiorità, ma per +rialzare il mio valore. Non si trattava più d'una sottrazione, +ma d'una moltiplica. Vedendo la necessità +d'accogliere degnamente una sposa, avvezza agli agi +della vita, esso destinava immediatamente una somma +per l'allestimento della casa e le spese occorrenti, +e mi faceva un annuo assegno, per mettere la mia +condizione economica in armonia con quella della +sposa. +<span class="pagenum">[210]</span></p> + +<p>Questi atti generosi mi commossero fino alle lagrime +e mi posero in condizioni tali da poter chiedere +la mano d'Agata senza arrossire. Un padre +affettuoso non avrebbe potuto fare di più, e la mia +risposta fu quale doveva essere quella d'un figlio +che riconosce il beneficio, e che esprime la sua gratitudine +con tutta l'espansione del cuore.</p> + +<p>L'esito della domanda formale della sposa fu +quale potevo desiderarlo.</p> + +<p>Il signor Nicola mi gettò le braccia al collo dicendomi +che da quel momento mi considerava quale suo +figlio, la signora Giovanna mi baciò con pari affezione, +e l'Agata, che ci guardava commossa, mi parve +più bella che mai; la Menica piangeva della nostra +allegrezza, e Martino, incerto se dovesse ridere o +piangere, restava fra le due, cogli occhi lagrimosi e +la bocca ridente, come le selci delle sue montagne +all'aurora d'un giorno sereno, bagnate dalla rugiada +e rischiarate dal sole.</p> + +<p>L'epoca del matrimonio venne fissata per le vacanze +autunnali; allora gli sposi sarebbero liberi, lo +zio avrebbe risparmiato di fare il viaggio apposta +fermandosi al villaggio dopo i bagni, e intanto ci +restavano alcuni mesi di tempo per mettere in assetto +la casa e apparecchiare il corredo. Quell'inverno +scorse rapidamente, e fu uno dei più fausti della mia +vita. La felicità dell'aspettativa d'un bene assicurato +è superiore alla felicità del bene conseguito, perchè +alla più dolce realtà si accoppia sempre qualche +piccola dose d'amarezza. L'assoluto non esiste che +nel cervello.</p> + +<p>Facevamo ogni sera lunghe letture confacenti +allo stato dell'animo. Leggevamo dei romanzi nei +quali la vita era una burrasca, e l'amore trovava +ogni sorta d'ostacoli per giungere al suo scopo; il +<span class="pagenum">[211]</span> +confronto colla tranquilla esistenza, che sorrideva ai +nostri voti, accresceva il valore di quella pacifica +condizione, che ci rendeva tanto facile ciò che a +personaggi eroici costava sforzi inauditi.</p> + +<p>I nostri occhi s'incontravano sovente, e mettevano +i cuori in comunicazione; talvolta l'Agata poggiava +leggermente il suo piede sopra il mio, e quella dolce +pressione rendeva più soave l'armonia delle nostre +anime, producendo l'effetto dei pedali sul pianoforte.</p> + +<p>Al di fuori, il nostro matrimonio era divenuto il +soggetto principale di tutti i discorsi. Si parlava della +mia fortuna, e si diceva che il signor Nicola sacrificava +l'unica figlia, concedendola in isposa ad un povero +maestro. Altri rispondevano che un maestro +foderato d'un canonico diventava morbido come un +cuscino imbottito. Le donne citavano le mie prodezze +al mulino e mettevano fuori dei cattivi pronostici; +chi ricordava la notte all'osteria, il vizio del giuoco +e del vino, chi mi dipingeva come uno scioperato, +senz'ordine e senza giudizio, e tutti facevano le meraviglie +della incredibile condiscendenza dei Bruni.</p> + +<p>Basta avere una fortuna a questo mondo perchè +gli oziosi e i malevoli si scaraventino contro di voi, +vi facciano l'esame di coscienza come i giudici inquisitori, +vi contino in tasca i quattrini, e vi taglino +i panni indosso. Tutta invidia!... Nella pentola sociale +bolle sempre l'antico intingolo delle streghe, composto +di mille sozzure, ove si confondono i rospi coi +serpenti, e tutte le carogne che appestano l'aria. +Non c'è rimedio, bisogna lasciare che la pentola +bolla senza coperchio, affinchè il vapore non si condensi +e scoppii con grave pericolo.</p> + +<p>Uguccione della Fagiuola, che era stato il primo a +trascinarmi all'osteria e a mettermi in mano le carte, +era il primo anche a denigrarmi ed a pungermi colla +<span class="pagenum">[212]</span> +sua lingua di vipera. Egli sosteneva che tutti i canonici +hanno dei nipoti che vengono rappresentati +sulla cappa magna da quelle code nere che spiccano +sulla pelle dell'ermellino, come tante macchie!... +Colui ch'era stato il fomite principale de' miei stravizi +diventava il propagatore più maligno delle contumelie. +I malvagi sono sempre funesti; bisogna fuggire +il loro contatto. Essi vivono nei siti uggiosi e +nel fango come i funghi velenosi; e sono veramente +i funghi sociali.</p> + +<p>Uguccione coll'organo della chiesa scorticava le +orecchie ai divoti, e coll'organo della sua voce cavava +la pelle ai galantuomini. Esso rappresentava a +perfezione la maldicenza con tutte le sue voci discordi +ed abbominevoli. Invece il campanaro, venuto +a cognizione del mio matrimonio, raddoppiò le sue +riverenze, coll'intenzione di raddoppiare il suono +dei sacri bronzi, il giorno delle nozze, a gloria ed +onore degli sposi.... e della mancia che si aspettava +in ricompensa del frastuono col quale assordava il +paese. Esso era l'avidità in persona.</p> + +<p>Ugolino Gonzaga si struggeva di rancore, vedendo +un maestruncolo del villaggio salire più in alto di +lui, che credeva di rappresentare la scienza medica +colla <a name="tn212" id="tn212"></a>scatola delle pillole, e non poteva rassegnarsi +che il sillabario avesse soperchiato la terapeutica. +Esso faceva la parte dell'invidia. Il medico censurava +il possidente più ricco del paese che scendeva +a stringersi in parentela con un orfano sprovveduto +di censo, quando avrebbe potuto maritare la figlia +a un signore.</p> + +<p>Insomma la maldicenza, l'avidità, l'invidia, la superbia +serpeggiavano nel piccolo villaggio, unitamente +all'ignoranza e ai pregiudizii che ne formavano +il fondo. +<span class="pagenum">[213]</span></p> + +<p>Nauseato di tante ciarle volgari, irritato da tante +calunnie, inasprito da così malevoli insinuazioni +accolte da una ciurmaglia d'idioti, io esclamava:</p> + +<p>— La natura è bella al villaggio, ma sarebbe più +gioconda se si potesse distruggere la razza malvagia +degli abitanti!...</p> + +<p>Poi ritornato in calma, e moderato dalla ragione +e dal cuore, riprendevo:</p> + +<p>— Distruggerla moralmente, come si distrugge +l'ignoranza, col mezzo dell'educazione, trasformando +quegli animali selvaggi in uomini ragionevoli, onesti +e civili.</p> + +<hr /> +<h2><a name="XIX" id="XIX"></a>XIX.</h2> + +<p>Amore e sdegno risvegliarono la mia musa; il miraggio +della gloria ritornò a inebbriarmi, i sogni teatrali +di Milano vennero nuovamente a cullare le mie +speranze, ripresi la tragedia, ispirato dalle diverse +passioni che mi agitavano l'anima innamorata e +sdegnosa.</p> + +<p>Scrivevo lunghe tirate di versi da perdere il +fiato, volavo all'empireo sull'ali dell'iperbole, vedevo +gli uomini al basso piccini piccini che si raggiravano +come formiche intorno al formicaio, e la mia elevazione +mi lusingava di giungere agli astri.</p> + +<p>Finalmente finito, corretto, messo in netto, declamato +nella solitudine della mia stanza, il mio <i>Lucchino +Visconti</i> mi parve un capolavoro. Desideroso +<span class="pagenum">[214]</span> +di farne una prima prova, senza esporre il mio nome, +dissi di aver ricevuto da un amico di Milano il +manoscritto di una tragedia, e pregai l'Agata di +fare degli inviti per darne lettura.</p> + +<p>Per tale trattenimento letterario venne fissata una +domenica, si apparecchiarono dei rinfreschi e si mandarono +ad invitare i notabili del villaggio e dintorni. +Tutti coloro che senza saperlo mi avevano servito +di modello facevano parte del pubblico: il parroco, +il medico e sua moglie, il farmacista, l'organista, il +signor Nicola, e per giunta i miei colleghi del circondario, +i curati delle vicine parrocchie, i cappellani, +i fabbricieri, i sagrestani, i segretari comunali +e i cursori.</p> + +<p>Alla sera del giorno fissato io giunsi col mio manoscritto +sotto il braccio, e trovai la società raccolta +che mi attendeva con grande aspettativa. Il salotto +era stato apparecchiato opportunamente, le sedie formavano +un semicerchio intorno d'un tavolo coperto +d'un tappeto verde, e munito d'un bicchier d'acqua +e d'una lucerna. Il paralume, concentrando la luce +sul manoscritto, lasciava nella penombra gli uditori, +ch'io non vedevo. La lettura incominciata alle otto +finì alle dieci. Tutto concentrato in me stesso io +declamava con passione, con impeto, con ardore o +con tenerezza secondo i casi. Alla fine d'ogni atto +mi riposava pochi istanti, ed allora scoppiavano +degli applausi clamorosi che raddoppiavano la mia +forza.</p> + +<p>Finita la lettura, il battere delle mani e dei piedi, +le acclamazioni iterate, le esclamazioni di sorpresa, +gli elogi enfatici ed entusiastici annunziarono un +vero trionfo.</p> + +<p>— È un capolavoro!... stupendo.... inarrivabile!... — dicevano +in coro, — è un'opera destinata ad uno +<span class="pagenum">[215]</span> +strepitoso successo.... l'autore è un genio.... altro +che Alfieri!...</p> + +<p>Incominciò il rinfresco; vini fini, pasticcerie, salumi, +liquori, caffè, una gozzoviglia improvvisata, ma +abbondante e saporita; tutto si consumava, tutto +scompariva nelle bocche spalancate come voragini, i +tavoli forniti di squisiti manicaretti restavano spogli +come le campagne dopo il passaggio delle cavallette. +Uguccione della Fagiuola, l'uomo più mordace del +paese, non aveva il tempo da biasimare la tragedia: +la maldicenza tace quando ha la bocca piena.</p> + +<p>Calmato il primo furore dell'entusiasmo e dell'appetito, +s'erano formati dei gruppi secondo le condizioni +e le tendenze delle persone, chi per digerire in +pace e tranquillità quanto aveva divorato, chi per +sputare sentenze, chi per udire modestamente le +opinioni dei giudici più competenti.</p> + +<p>Il dottore, colla solita prosopopea, lisciandosi i +capelli, alzando la testa, accomodandosi i solini, circolava +pettoruto e tronfio come un diplomatico ad un +ballo di corte, ascoltando le conversazioni con un +sorrisetto beffardo, alzando le spalle di tempo in +tempo in aria di canzonatura, con evidente desiderio +d'essere invitato a dire il suo reputato parere.</p> + +<p>Molti se ne avvidero, e finita la refezione, divorate +perfino le bricciole, e tracannata fino all'ultima goccia, +egli venne pregato da varie parti di presentare +una critica assennata e sapiente di quel lavoro letterario, +lasciando da parte le opinioni volgari ed +incompetenti, pronunziando un giudizio definitivo e +inappellabile. Dopo essersi fatto pregare alquanto, +colle solite giustificazioni della falsa modestia, finse +di cedere per cortesia al voto generale, e andò a +sedersi nel centro dell'uditorio, come un professore +che deve dare la sua lezione. Incominciò a soffiarsi +<span class="pagenum">[216]</span> +il naso e a tabaccare con gravità, poi chiuse gli +occhi e si passò una mano sulla fronte, come per +raccogliere i reconditi pensieri che vagavano nelle +cellule del suo cervello, e finalmente, accennando di +far silenzio, diede un'occhiata all'intorno e incominciò +in questi termini:</p> + +<p>— Signore... e signori, è cosa ardua ed ardita ad +un tempo il voler giudicare un lavoro importante +dopo una sola audizione. Tuttavia, senza veruna +pretesa, eccovi per sommi capi il mio giudizio: +prima di tutto questa produzione drammatica non +può dirsi tragedia, a stretto rigore di termine, e +secondo le classiche tradizioni. Se gli antichi devono +essere maestri, essi ci fecero vedere che ogni catastrofe +che non finisca col ferro non ha diritto di +vestire il coturno....</p> + +<p>Siccome la maggior parte dell'uditorio non intendeva +niente alle elucubrazioni dottrinarie del dottore, +così le trovava sublimi. Per gl'idioti il sublime +sta nell'ignoto. Egli continuava con sussiego magistrale:</p> + +<p>— Il brando e il pugnale sono i soli arnesi degni +degli eroi da tragedia, il veleno è cosa volgare, +buono pei drammi prosaici dei teatri diurni. La +tragedia vuol sangue!... sangue, non droghe!... Lucchino +avvelenato fa la figura d'un marito babbeo +vittima di un farmacista!...</p> + +<p>Qui scoppiarono delle risa da varii punti della +sala, il farmacista fremeva, la signora Pasquetta si +dimenava sulla sedia come se fosse seduta sulle +spine. Soddisfatto dell'effetto prodotto, il dottore +sorrise alla sua volta, e poi riprese il discorso:</p> + +<p>— L'intervento della farmacia mi guasta la tragedia, +il decotto fa nausea, il tiranno colla colica +diventa ridicolo. +<span class="pagenum">[217]</span></p> + +<p>Allora le risa ripresero con maggior forza di +prima, e l'oratore dovette subire una lunga interruzione. +Egli stesso cercava invano di frenare la +ilarità che lo invadeva, e non riusciva che a singhiozzi +interrotti.</p> + +<p>Finalmente si giunse a ristabilire il silenzio ed +egli riprese:</p> + +<p>— Se il tiranno è un babbeo, suo fratello, l'arcivescovo +Giovanni, lasciato in disparte negli affari +di Stato, fa la figura d'un idiota!...</p> + +<p>— È giusto.... — disse il parroco don Vincenzo +Liserio.</p> + +<p>— Ed Uguccione della Fagiuola, — soggiunse il +dottore, — è un imbecille!...</p> + +<p>— Verissimo! — esclamò Tobia.</p> + +<p>— Ma ciò che toglie all'azione ogni dignità, ciò +che fa cadere il fatto principale a livello degli +intrecci comici di Pulcinella, si è la balordaggine +del protagonista che non s'avvede d'essere tradito +dalla moglie....</p> + +<p>La signora Pasquetta diventò pallida, il farmacista +si fece rosso, il pubblico non osava fiatare, e +il dottore imperturbabile proseguì:</p> + +<p>— Per me dichiaro apertamente che <i>Lucchino +Visconti</i> non merita gli onori della tragedia, la +quale non deve occuparsi che degli eroi... o degli +scellerati, e lasciar da banda i minchioni. L'eroe, +tradito nell'onore, immerge la spada fino all'elsa +nel cuore dei traditori!...</p> + +<p>La signora Pasquetta diede un guizzo dal raccapriccio, +ma uno sguardo rassicurante del farmacista +parve calmarla.... Il pubblico rideva sempre +di più.</p> + +<p>— Avete ragione di ridere, — continuava il +dottore, — i mariti ignoranti non sono fatti per la +<span class="pagenum">[218]</span> +tragedia, ma per la commedia. Lucchino è una vittima +come se ne vedono tante! La moglie infedele +lo rende ridicolo facendolo morire nel suo letto per +mezzo di un farmacista, dopo d'avergli gettato nel +fango la corona ducale, e d'avergli messo sulla +testa la corona... del martire!...</p> + +<p>A questo punto le risa sbardellate divennero convulse, +non si sentivano che gemiti e guaiti, pareva +che subissasse la camera, anzi la casa; la mimica +che accompagnò le ultime parole del dottore era +riuscita irresistibile. Bisognava ridere o morire.</p> + +<p>Il critico ebbe un successo molto superiore a +quello ottenuto dal tragico; così alla tragedia promessa +era succeduta una farsa impreveduta, e lo +spettacolo fu completo.</p> + +<p>Il dottore assaporava il successo con ebbrezza, +vedeva in lui l'uomo felice, e a chi gli faceva degli +elogi, egli rispondeva:</p> + +<p>— Ecco, io son fatto così!... non ho riguardi per +nessuno... a chi tocca tocca... io intendo la critica +in questo modo... tanto peggio per le vittime... non +c'è merito... la franchezza del mio carattere è un +dono di natura.</p> + +<p>Così finì allegramente quella serata, con grandissima +soddisfazione degli intervenuti, e specialmente +del dottore, che ritornandosene a casa a braccetto +della moglie, gongolava del suo trionfo e ripeteva +al farmacista che li accompagnava:</p> + +<p>— Dite la verità, Gaspare, vi pare che io abbia +sfoderato dello spirito?... Non voglio adulazioni, ma +dovete confessare che ero in vena. È inutile, ci +vogliono delle occasioni favorevoli per farsi conoscere. +Io era nato per il fôro e la tribuna!... sarebbe +la mia passione demolire gli avversari. Povero +<i>Lucchino Visconti</i>, l'ho polverizzato!... Ma è +<span class="pagenum">[219]</span> +un fatto positivo: il tempo delle tragedie è finito!...</p> + +<p>All'indomani, entrando in casa Bruni, il signor +Nicola mi venne incontro dicendomi:</p> + +<p>— Ti prego per carità di non venirmi più a leggere +delle tragedie, se non vuoi farmi morire dal +ridere... mio Dio! Dopo iersera mi duole ancora la +milza!...</p> + +<p>Io corsi dall'Agata per sentire il suo parere, essendomi +stato impossibile di chiederglielo la sera +antecedente.</p> + +<p>— Avrei due cose da dirti in proposito, — mi +rispose, — ma non posso dirtene che una sola.</p> + +<p>— Bene, intanto sentiamo questa.</p> + +<p>— Tu sei l'autore della tragedia.</p> + +<p>— È vero. Chi te l'ha detto?</p> + +<p>— L'ho sentito dentro di me. Oramai ti conosco, +e quando si conosce l'albero, si conoscono le frutta.</p> + +<p>— Questa è un'idea... orticola. Ma nelle lettere +non è così: l'arte copia la natura, o crea degli esseri +immaginari che non hanno verun rapporto +coll'indole dell'autore.</p> + +<p>— Scusami, ma io scopro sempre l'autore nel +libro, qualunque sia il suo prodotto.</p> + +<p>— Dunque tu credi che un autore che racconta +una storia di briganti omicidi abbia nell'anima +qualche cosa dei delitti de' suoi personaggi?</p> + +<p>— È tutto il contrario. Io credo invece che i +briganti assassini d'un racconto abbiano sempre +qualche cosa dell'autore... che li ha messi al mondo. +Per esempio: un'anima mite e serena non è capace, +non solo d'inventare, ma nemmeno di copiare esattamente +dal vero personaggi turbolenti e feroci; +nè una mente fiera, esaltata, rabbiosa sarebbe capace +di creare tipi delicati ed angelici. +<span class="pagenum">[220]</span></p> + +<p>— Potrei citarti mille esempi contrari a quanto +asserisci....</p> + +<p>— Contrari in apparenza, ma in realtà no... sarebbe +assurdo; dovresti provarmi che in un libro +manca l'autore... L'uomo non vede che la superficie, +e quando tiene in mano un bel pomo non si immagina +che dentro vi sia un verme che lo divora. Il +crogiuolo per fondere le anime non è ancora trovato, +quindi non è possibile scoprire ciò che si mescola +a questa parte ignota dell'uomo; però sappiamo che +la natura ha le sue armonie, e possiamo dedurre +dal noto all'ignoto che, come ogni rosa ha le sue +spine, ogni limpido ruscello il suo fango, così può +anche darsi che nell'anima dell'uomo più mite ed +onesto si nasconda qualche punto nero che sfugge +ai nostri sguardi, come nell'anima dell'uomo +tenebroso si rifletta qualche raggio di luce.</p> + +<p>— Potrebbe essere così, ma nel caso concreto della +mia tragedia io non vedo che un marito tiranno, un +rivale ribaldo, una moglie infedele, un amante insidioso... +o vuoi forse farmi figurare sotto le spoglie +dell'amante insidioso?</p> + +<p>— Non dico questo... lo vedremo in seguito; finora +veramente non ti posso ravvisare sotto quel triste +soggetto.</p> + +<p>— Dunque ove mi vedi?...</p> + +<p>— Ti vedo e non ti vedo... ti sento piuttosto, mi +pare di scorgerti fra le linee, dietro i punti e le +virgole. Tu cerchi di nasconderti nei vani... dietro +una parentesi... ti metti in maschera... ma io ti +conosco, e sento il tuo alito.</p> + +<p>— Il tuo occhio inquisitore mi fa paura!</p> + +<p>— Non fare il male... e non abbi paura.</p> + +<p>— In ogni modo, questa è una teoria affatto +nuova.... +<span class="pagenum">[221]</span></p> + +<p>— Ebbene, domanderò il brevetto d'invenzione, +col privilegio di tenerlo a mio vantaggio per un +decennio.</p> + +<p>— Siamo intesi.... Ora ritorniamo alla tragedia, e +dimmi francamente la tua opinione.</p> + +<p>— Questa è la seconda parte... che non posso dire.</p> + +<p>— Cattivo segno!... vedo che non ti piace.</p> + +<p>— Ti prego di dispensarmi da un giudizio... io +non so mentire... e temo che l'esser sincera mi faccia +torto.</p> + +<p>— Nulla può farti torto nel mio cuore; anzi la +tua sincerità mi sarà grata, come una nuova prova +della rettitudine del tuo carattere.</p> + +<p>— Ebbene, poichè vuoi assolutamente che ti dica +la verità, devo confessarti che la tragedia in generale +non piacque....</p> + +<p>— Ma e gli applausi?</p> + +<p>— Meno poche eccezioni, dormivano tutti. Quando +alla fine dell'atto non intendevano più il suono della +tua voce, si svegliavano ed applaudivano con frenesia, +per far credere che ascoltassero. Gli applausi +più clamorosi li udisti alla fine, e volevano dire: +finalmente è finita la noia, e incomincerà la refezione. +È vero che i più intelligenti ascoltavano, ma +non potevano dissimulare interamente la fatica; a +certi punti tragici ridevano per alcune analogie +trasparenti....</p> + +<p>— E il dottore non li vedeva ridere?</p> + +<p>— Sai bene che il dottore non vede niente!</p> + +<p>— Ma dimmi finalmente la tua opinione.</p> + +<p>— Giudica dall'effetto generale... la tragedia riuscì +a tutti noiosa.</p> + +<p>— Ma io non faccio caso di quel pubblico... idiota. +Tu sei più intelligente di tutti coloro... e tu non +dormisti. +<span class="pagenum">[222]</span></p> + +<p>— Non tieni conto del mio affetto?... ogni tuo +lavoro non può che interessarmi assai... ma altro +è l'interesse dell'affezione... altro un giudizio imparziale +e spassionato.</p> + +<p>— Dunque il tuo giudizio imparziale si è che la +mia tragedia è noiosa?</p> + +<p>— In complesso è noiosa... è inutile farsi illusioni. +Vi sono però varie parti interessanti. Per +esempio, quando parli d'amore vi sono espressioni +vere, sentite profondamente, veramente ispirate e +sublimi!... ma il resto è troppo lungo, prolisso... +insomma noioso.</p> + +<p>— Ti ringrazio, — io conchiusi, — apprezzo il +valore della tua sincerità, e saprò trarne partito.</p> + +<p>— Ma figurati!... nemmeno per sogno! — e parlammo +d'altro.</p> + +<p>Ora confesso che non solo m'ero offeso, ma dentro +di me avevo giudicato l'Agata una saccentina sconclusionata, +incapace di dare un giudizio apprezzabile +sopra un simile lavoro. Dissimulai la stizza +dell'amor proprio oltraggiato, e presi le mie misure +in segreto per ottenere un giudice competente.</p> + +<p>Avendo saputo che c'era a Sondrio in quel momento +un capocomico generalmente stimato come +uomo esperto nell'arte sua non solo, ma altresì di +molto merito letterario, gli mandai il manoscritto +pregandolo di leggerlo, e di dirmene francamente +la sua opinione.</p> + +<p>Pochi giorni dopo mi restituì la tragedia, con una +lettera cortesissima, ma sincera. Mi diceva in poche +parole: « Non voglio ingannarvi, nè adularvi, sarebbe +far torto a chi non lo merita. Si vede in voi un giovine +ingenuo ed onesto, esaltato da una passione che +gl'ispira pensieri elevati, sogni poetici, qualche +buon verso. Tutto il resto non ha valore. +<span class="pagenum">[223]</span></p> + +<p>« Non siete chiamato pel teatro, ne ignorate completamente +l'arte, e tutti gli amminicoli che assicurano +il buon successo, e vi manca la scintilla che rischiara +la via. Smettete l'immane sforzo che deve +costarvi un lavoro letterario; e pensate che la mediocrità +si affatica invano per arrivare alla gloria, +riservata al solo genio.</p> + +<p>« Attribuite la mia severità al desiderio d'esservi +utile. Una indulgente reticenza che vi lasciasse nel +dubbio potrebbe nuocere al vostro avvenire. Basta +talvolta una vana speranza per mantenerci sulla +via dell'errore.</p> + +<p>« Credendo di saper nuotare, l'uomo s'affoga; invece +di fargli animo a proseguire con nuovi tentativi +è meglio prenderlo addirittura pei capelli, e +gettarlo sulla riva. Il vostro lavoro rivela un intelletto +ricco di molti doni di natura. Ogni uomo +intelligente e laborioso può raggiungere una meta +che ricompensi le sue opere. Voi avete fallato indirizzo, +siete entrato in una foresta piena di triboli. +Uscite di là, cercate altrove la vostra strada, e +vivete felice. »</p> + +<p>La parola franca ed onesta di quell'uomo dabbene +fece svanire intieramente il sogno de' miei trionfi e +della fortuna chimerica che aveva illuso la mia +gioventù, e risparmiò al pubblico dei teatri quelle +noie alle quali è condannato sovente dalla caparbietà +dei mediocri, che, prendendo per genio la loro +boria, si ostinano a voli ripetuti, i quali finiscono +in vergognose cadute.</p> + +<p>Icari della scena, colle ali saldate a cera, e che, +per uscire dal labirinto sociale, vanno a cadere nel +mare drammatico; gente cui torna più caro un biasimo +che la classifica fra le persone in marsina, di un +elogio che la metta colle giacchette; vogliono essere +<span class="pagenum">[224]</span> +piuttosto autori seccanti e fischiati che onesti pizzicagnoli: +aristocrazia della democrazia!...</p> + +<p>Ma non si deve disputare dei gusti.</p> + +<p>Io invece ringraziai il capocomico con pari sincerità +della sua, ed ho avuto mille occasioni di benedirlo. +Senza la sua leale franchezza, chi sa di +quanti piaceri mi sarei privato nella vita, di quanti +ameni passeggi mattinali pei campi, di quante buone +letture sul canapè!... per abortire qualche sconcia +tragedia, o qualche dramma turpe e sonnifero! — Benedetto +il capocomico che mi ha aperto gli occhi, +tenendomi abbassato il sipario.</p> + +<p>Cadutomi il velo che mi offuscava la vista e riconosciuto +l'acume che avea guidato l'Agata nel +suo giudizio, le confessai francamente la colpevole +diffidenza che mi spinse al nuovo tentativo; manifestandole +in pari tempo l'effetto ottenuto e chiedendole +scusa del mio stolto orgoglio, le giurai +che la mia prima tragedia sarebbe stata anche +l'ultima.</p> + +<p>— Ho tracannato un fiasco solenne!... — le dissi, — e +ne sono morto. I fiaschetti ubbriacano, i fiasconi +uccidono addirittura. Se almeno mi fossi contentato +del tuo giudizio!... ma la vanità si ribella +alle critiche sincere e benevole; l'orgoglioso si ostina +a credersi un destriero, fino a che un giudice competente +gli dica chiaro: sei un ciuco!... Ho avuto +torto! e ti ringrazio della tua sincerità....</p> + +<p>— Ho preferito il coraggio di dirti il vero, quantunque +amaro, alla viltà d'una menzogna, — essa +mi rispose; e dopo breve pausa, riprese: — ho sempre +pensato che questa deve essere la norma costante +di coloro che vogliono vivere insieme onestamente, +formando una famiglia proba e leale fino allo scrupolo... +Del resto, — essa aggiunse, — se ti manca +<span class="pagenum">[225]</span> +l'attitudine a scrivere pel teatro, ti confesso alla mia +volta che non ne sono troppo dolente, e mi pare, da +quello che ne dicono i libri e i giornali, che dietro +le scene non si tenga scuola di morale, e piuttosto +si celino dei pericoli per la pace delle famiglie, che +è miglior cosa evitare.</p> + +<p>— Saresti forse gelosa?</p> + +<p>— Sì.... sono molta gelosa, te lo dichiaro. Chi non +teme non ama. Non ambisco se non a ciò che ho diritto +d'ottenere, ma non ammetto restrizioni ai miei +diritti: ad un affetto leale e santo esigo condizioni +pari. Le doppiezze e l'inganno nella vita domestica +mi paiono delitti; il giorno in cui il cuore vacilla +è meglio dirlo francamente, e dividersi subito: preferisco +la più atroce lacerazione all'onta d'una finta +carezza; la morte non mi fa paura, ma l'oltraggio +si!... — Tutto o niente!... ecco il mio motto... se non +sai custodire il pensiero... siamo ancora in tempo... +puoi scegliere altrove altra moglie.</p> + +<p>Le baciai la mano con effusione d'affetto, dicendole:</p> + +<p>— Ti prometto sull'onore che divido perfettamente +le tue idee su questo punto. Ho sempre detestato +ogni inganno, ma nel matrimonio lo trovo obbrobrioso. +Se il cuore esce di casa, uscite con lui... ma +uccidere col ridicolo chi porta il vostro nome, è +peggio che uccidere col coltello.... No, mai... te lo +giuro: sarò fedele per la vita.... e caso mai.... caso +impossibile.... ma lo noto per rassicurarti.... caso +mai non mi sentissi più degno di te.... non mi vedrai +più!... saprò scomparire dalla terra.... Non ti domando +nemmeno se il tuo cuore sarà costante....</p> + +<p>— Il mio cuore!... è tuo per sempre....</p> + +<p>— E pel tuo amore io rinunzio a tutto!...</p> + +<p>— No, questa sarebbe un'ingiusta pretesa, — soggiunse, — e +non l'accetto. Se hai un'attitudine qualunque +<span class="pagenum">[226]</span> +che possa renderti utile alla società e alla +famiglia, non posso che incoraggiarla, e desiderarti +la migliore riuscita. La buona moglie divide col +marito le pene e gli onori. Studia, lavora, e se ti +senti inclinato alle lettere, scrivi dei libri.</p> + +<p>— Veramente non ne sento proprio il bisogno. I +clamorosi successi del teatro mi sorridevano con abbagliante +prestigio. Mi elettrizzavo all'idea della +folla plaudente in massa, e vedevo in sogno delizioso +il bagliore delle faci, lo splendore delle gemme e dei +fiori sulle donne eleganti, commosse alle mie parole. +Dopo il trionfo, la fama porta il nome dell'autore da +un capo all'altro del paese e racconta a tutti quella +notte di entusiasmo che fece palpitare il cuore di +mille persone, raccolte e frementi davanti la scena.</p> + +<p>— Il libro non mi presenta tali attrattive. Dopo le +lunghe fatiche che costa la sua composizione, esso si +presenta modestamente nelle vetrine dei librai, confuso +co' suoi confratelli di tutti i colori, taluno anche +più vistoso di lui. La folla passa, e non se ne +cura. Chi lo guarda il povero libro?... qualche raro +letterato con pochi soldi in saccoccia, che esamina +le novità, e che vorrebbe anche comperarne taluna, +se lo stomaco non fosse più esigente del cervello, +e il trattore più indispensabile del libraio. Il giornalista +non parla che degli amici, il critico volgare non +esamina che i libri che gli vengono offerti in dono, +l'artigiano vuol leggere a macca, e trova nelle biblioteche +popolari, come nelle cucine economiche, +da saziare la fame.</p> + +<p>Il ricco ha altro per la testa! il lusso dei libri +è l'ultimo della casa; esso vien dopo gli arredi, la +cucina e la stalla, meno le eccezioni delle famiglie +veramente distinte per solida e completa educazione, +che sono tanto rare. Come farà dunque il povero +<span class="pagenum">[227]</span> +libro a farsi largo tra la folla, a farsi conoscere, ad +entrare nelle famiglie, e cadere sul tavolo degli sfaccendati, +a penetrare nello studio del marito e nel +salotto della dama?... Ci vuol altro!... è una lotteria; +per essere fortunati, bisogna avere un buon numero; +ma molti sono i chiamati e pochi gli eletti.</p> + +<p>Intanto i nuovi volumi cadono come valanghe sul +dorso del povero libro in aspettativa, e il libraio, +costretto di far posto ai nuovi venuti, lo relega negli +ultimi scaffali della bottega, all'ombra, sotto la polvere +e le ragnatele, ove non uscirà dalla nicchia se +non per mano d'un modesto bibliofilo, che si contenta +di conservarlo intonso nelle sue collezioni; o per +bocca d'un ardito sorcio che lo riduce in frantumi.</p> + +<p>In conclusione, se la scena m'invitava alle sue +lotte, la vita solitaria del libro mi spaventa. Ce ne +sono anche troppi, e non so a che cosa potrà un +giorno servire tanta carta imbrattata d'inchiostro. +Bando dunque anche ai libri.... cioè ai miei libri!...</p> + +<p>— Hai torto di preferire la vampa alla cinigia. +Essa è luminosa come una meteora, ma abbaglia più +che non riscaldi, è una baldoria che presto passa, +scottando gl'imprudenti, e non lasciando talvolta +che l'impressione del fumo.... e dopo la sua scomparsa +l'aria sembra più fredda di prima....</p> + +<p>Al contrario la cinigia, più modesta, non abbaglia, +è vero, ma non nuoce, nè incomoda, e col blando calore, +riscalda lungamente.... Con ciò intendo dire che +il trionfo d'un dramma può essere clamoroso, ma effimero. +Talvolta un'arte sottile lo impone alla folla +che cerca forti emozioni, ma il suo rapido effetto +non dura. I lumi non sono ancora spenti, la folla +plaudente non è ancora dispersa, e già nuovi pensieri +la occupano, nuove correnti la travolgono, +nuovi piaceri la chiamano. Del dramma non resta +<span class="pagenum">[228]</span> +altro che una debole memoria, misurata alla stregua +d'un'ora perduta.</p> + +<p>Il libro invece non fa tanto chiasso, anzi fugge +dai luoghi clamorosi, ma, modesto e tranquillo, va a +trovare chi lo accoglie come un amico. Esso racconta, +istruisce, diverte, riposa dalle gravi fatiche del giorno, +fa dimenticare le lunghe sere del verno alla famiglia +raccolta, consola il solitario e il derelitto, riempie +gradevolmente le notti insonni, distrae l'ammalato +da' suoi dolori, il convalescente dalla noia, porta +fuori del carcere il prigioniero, fa sopportare al soldato +il tedio della vita di guarnigione, al viaggiatore +gl'incomodi del viaggio, alle donne la vita casalinga! +Onorato dalle lagrime, dai sorrisi, dalla simpatia dei +suoi amici, il libro li accompagna dovunque, e sovente +riposa con loro sotto al capezzale. Le impressioni +che produce, essendo più prolungate, sono maggiormente +durevoli di quelle del dramma, e se ha +saputo meritarsi la nostra stima e la nostra riconoscenza +per le buone ore che ci ha fatte passare, +vien legato in pelle con fregi d'oro come un gioiello, +e conservato con cura. Finalmente, il libro rappresenta +l'autore che sopravvive a sè stesso; è una +parte della sua anima che rimane sulla terra dopo +la morte, è il suo pensiero che vola attraverso i +tempi, e manifesta ai venturi una voce del passato!</p> + +<p>Daniele, essa concluse, dovresti fare un buon +libro.</p> + +<p>— Preferisco, — io risposi, — passare la vita in +pace al tuo fianco, lavorare per la famiglia, contento +di sopravvivere nei figli, e di rivivere nell'eternità +indiviso dalla mia compagna.</p> + +<p>— Così, — ella mi disse, — potrai un giorno +servir di modello a qualche autore che voglia descrivere +il tipo d'un marito perfetto. +<span class="pagenum">[229]</span></p> + +<p>— Non c'è pericolo!... non si scrivono che le vite +degli uomini illustri.... e quelle dei bricconi.</p> + +<p>— Se fosse possibile scrivere la vita d'ogni persona, +io credo che molti terrebbero una diversa +condotta, per non passare alla posterità come cattivi +arnesi.</p> + +<p>— Non lo credo. La pubblicità delle cause celebri +non ha impedito un solo assassinio. In quanto al +gusto dei lettori, è positivo che le gesta degli assassini +vengono sempre preferite a quelle dei galantuomini, +e lette col più vivo interesse. Nella vita sociale +il galantuomo è stimato, ma in letteratura +riesce noioso. Io sono convinto che la vita veramente +felice d'un uomo possa raccontarsi in una mezza +pagina, in istile epigrafico o telegrafico. Si dicono +fortunate quelle nazioni che non hanno storia; io +credo parimente fortunate quelle famiglie che non +hanno romanzi.... o avventure romanzesche.</p> + +<p>— È ben vero!... il turbinìo delle passioni mi +spaventa.... mi piace meglio l'idillio....</p> + +<p>— È un genere falso, ma molte volte è preferibile +al vero. Non ti ricordi la nostra lettura sulla rivoluzione +francese? Le scene pastorali di Trianon erano +false e mi piacevano tanto!... Maria Antonietta, vestita +da pastorella, distribuiva il latte delle sue cascine, +pescava nello stagno, leggeva sotto l'ombre profumate +del parco fra i figli e il marito... una regina +che preferisce la vita rustica agli splendori del +trono!... è falso!... ma a me piaceva quella falsità. La +prigione, gli insulti d'una plebe selvaggia, i processi, +il patibolo... furono veri... e mi fecero raccapriccio.</p> + +<p>— Prendiamo la vita come viene, — io dissi, — senza +forzarne gli avvenimenti. Non sarà nè un idillio, +nè un romanzo, ma avrà giorni lieti e tristi come +al solito.... sarà una vita naturale.... senza artifizii. +<span class="pagenum">[230]</span></p> + +<p>— E nemmeno questo mi piace, — rispose con vivacità. — Non +faremo nè romanzi, nè idilli, ma dobbiamo +fuggire il male con fermezza, volere il bene +con energia e pertinacia, e prendere per guida d'ogni +azione la virtù....</p> + +<p>— E l'amore.... — io soggiunsi.</p> + +<p>— Siamo intesi; — e con dolce sorriso mi porse +la mano, ch'io baciai con tale tenerezza ch'ella +fu costretta di ritirarla.</p> + +<p>E così facevamo sovente lunghe conversazioni, +con divagazioni interminabili, e le ore volavano +rapide, mentre stavamo predisponendo a modo nostro +l'avvenire... l'avvenire sempre incerto, che dipende +in parte da forze superiori alla nostra volontà, +e ci apparecchia soventi volte sorprese imprevedute.</p> + +<hr /> +<h2><a name="XX" id="XX"></a>XX.</h2> + +<p>Mio zio capitò nel mese di luglio, e gli feci quelle +festose accoglienze che meritava. In casa Bruni vi +furono banchetti d'onore, brindisi, e mille felici pronostici +per gli sposi. Il buon canonico si fermò qualche +giorno al villaggio, esaminando e lodando i +nuovi restauri della casa, e tutte le mie disposizioni +pel prossimo matrimonio. Doveva rimanere convinto +della mia perfetta conversione, tuttavia non +mancò di raccomandarmi di far giudizio, d'essere +ragionevole, sodo e ponderato, apparecchiandomi +<span class="pagenum">[231]</span> +ad una vita positiva ed onesta, senza chimere nè +sogni.</p> + +<p>Io non avevo bisogno di tali consigli; amavo +l'Agata teneramente, d'un amore pieno di stima, +avevo rinunziato spontaneamente ad ogni idea che +non avesse rapporto diretto col futuro mio stato, +m'ero quasi dimenticato il passato... o perchè dunque +è venuto fuori a parlarmi di chimere e di +sogni?... Precauzioni balorde!... parlandomi di ciò +che avevo dimenticato, me l'ha fatto tornare in +mente.</p> + +<p>Mio zio canonico colle sue reticenze irritava il +mio carattere, suscitava i miei nervi, mi faceva +l'effetto d'una mosca molesta, o d'un indiscreto che +con un fuscello stuzzica un uomo che dorme!... non +ci può essere di peggio!... Quando un cavallo cammina +tranquillamente, lasciatelo andare in pace per +la sua strada; se lo toccate colla frusta, imbizzarrisce, +e forse vi trascina in un fosso!...</p> + +<p>Esso evitava di parlarmi della contessa Savina.</p> + +<p>Ma di che cosa aveva paura!... il mio prossimo +matrimonio doveva rassicurarlo pienamente. Qualunque +notizia m'avrebbe trovato indifferente; invece +il suo silenzio provocava i miei sospetti e mi +faceva fantasticare.</p> + +<p>Finalmente lo zio essendo partito pei bagni di +Bormio senza rompere il silenzio su tale soggetto, +il mio umore se ne risentì, mi parve una ingiusta +diffidenza, me ne crucciai fortemente, e per qualche +giorno mi fu impossibile di nascondere l'uggia all'occhio +chiaroveggente dell'Agata.</p> + +<p>Dovetti giustificarmi con pretesti che vennero +accolti freddamente, senza fiducia; ed ecco come un +semplice vapore, sollevato dal fondo d'una palude, +s'innalza a poco a poco e diventa una nuvola capace +<span class="pagenum">[232]</span> +d'oscurare anche il sole, se non spira qualche +brezza che la disperda.</p> + +<p>Le dolci parole della mia fidanzata fecero l'ufficio +della brezza: in breve tempo dispersero ogni vapore, +e l'animo ritornò sereno e illuminato della +luce benefica de' suoi sguardi.</p> + +<p>Avendo dato termine anche in quell'anno alla +scuola, e messo all'ordine ogni cosa, al ritorno dello +zio venne fissato il giorno delle nozze.</p> + +<p>Agata manifestò il desiderio di partire dal villaggio +appena compiuta la cerimonia, per apparecchiarsi +con qualche giorno di raccoglimento alla +nuova vita. I parenti approvarono tale divisamento, +mio zio ci propose un viaggio in Toscana, perchè +non mi venisse l'idea di condurre la sposa a Milano. +Io propendeva per Venezia. Le mie letture +m'avevano affascinato, io vedevo quella città di +marmo sulla laguna, coronata di cupole, cinta di +navi, adorna di monumenti insigni. Pensavo alla +bruna gondoletta che mi avrebbe condotto colla +sposa attraverso quei canali misteriosi, davanti +quelle basiliche e quei musei, ove quattordici secoli +d'indipendenza e di gloria lasciarono traccie immortali. +Sognavo la voluttà di quelle notti rischiarate +dalla luna riflessa dalle onde, sentivo l'eco lontano +delle serenate, immaginavo le gite sul mare, e il +mio cuore palpitava d'ammirazione....</p> + +<p>Ma la scelta spettava di pieno diritto alla sposa. +Senza esitare un solo istante essa scelse la Svizzera.</p> + +<p class="pad2">La mattina del giorno solenne apersi per tempo +la finestra dopo una notte insonne, e respirai con +voluttà l'aria refrigerante dell'aurora. Era un bel +giorno d'autunno, e mi pareva strano che tutti non +<span class="pagenum">[233]</span> +celebrassero la mia festa. I pastori uscivano al +pascolo col gregge, il belato delle pecore risuonava +nella valle, unitamente al tintinnìo dei campanacci +delle capre.</p> + +<p>Le povere donne colla gerla sulle spalle salivano +ai monti, l'operaio si metteva al lavoro, tutti seguivano +le loro abitudini quotidiane.</p> + +<p>Le abitudini non cambiavano che per me solo, io +incominciavo una nuova vita.</p> + +<p>Indossati gli abiti da sposo, corsi in casa Bruni. +Agata era pronta; il pallore del suo volto, il languore +de' suoi occhi, l'aspetto esitante raddoppiavano +la sua bellezza. Il velo nuziale, assicurato ai +capelli da qualche fiorellino d'arancio, le scendeva +sulla candida veste, avvolgendo l'elegante persona. +Il suo sguardo, inumidito da una lagrima, chiedeva +pietà e tenerezza. Le baciai la mano tremante, col rispetto +con cui da fanciullo baciavo la Madonna. Essa, +trattomi nel vano d'una finestra, mi mostrò la medaglia +di mia madre che teneva sul seno, dicendomi +con tremula voce:</p> + +<p>— Essa ci accompagna... quando saremo davanti +l'altare, tua madre ci guarderà dal cielo... Daniele!... +preghiamola insieme che ci benedica.</p> + +<p>I miei occhi si gonfiarono di lagrime.</p> + +<p>Di quel giorno non ricordo con precisione che +quel momento. So che in chiesa mi pareva di vedere +mia madre fra gli angeli, e pregai l'Essere Supremo +di purificare la mia anima, e di rendermi degno +della sposa che il cielo mi aveva destinata. Poi non +mi rammento più nulla.</p> + +<p>Alla nostra partenza le lagrime e i singhiozzi di +tutti ci accompagnarono; i parenti non potevano +distaccarsi dalla figlia; mio zio, impaziente, coll'orologio +alla mano, ci dava premura, dicendoci che la +<span class="pagenum">[234]</span> +vettura ci aspettava da un pezzo, che l'ora si faceva +tarda, che non era prudente trovarsi fra le montagne +di notte, e parve felice quando, entrati in carrozza, +chiuse lo sportello, accennando al cocchiere +di partire, e salutandoci colla mano e colle benedizioni +del cielo.</p> + +<p class="pad2">Dalla Valtellina, attraversando lo Spluga, entrammo +nel Cantone dei Grigioni. Agata piangeva, +io cercava di consolarla senza impedire le sue lagrime, +sfogo necessario del dolore che provava lasciando +i genitori e la casa paterna, ove aveva vissuto +fino allora felice. Guardando attraverso lo sportello, +io non vedeva che squallide rupi pendenti +minacciose sul nostro capo, e precipizi spaventosi +ai nostri piedi.</p> + +<p>Incominciavo la vita matrimoniale fra gli orrori +di nude e brulle giogaie, trascinato a gran fatica +da cavalli ansanti che salivano l'ardua montagna.</p> + +<p>Io mettevo le Alpi fra il celibato e il matrimonio, +deciso di difendere con vigore il mio nuovo stato +dalle invasioni dell'antico. Ahimè!... io pensava, le +Alpi non furono riparo sufficiente alla patria contro +gli stranieri, potranno esse salvarmi dalle insidie +delle passioni che assalgono l'anima umana?... In +ogni caso sono deciso a vincere o morire, piuttosto +di darmi prigioniero al nemico. La leggiadria che +spirava da tutta la persona della mia sposa convalidava +i miei santi propositi.</p> + +<p>Chi ha viaggiato nelle regioni pastorali della +Svizzera con una donna adorata al fianco crederà +facilmente alla sincerità delle mie risoluzioni e +all'entusiasmo della mia luna di miele.</p> + +<p>Le aride montagne e i torrenti hanno un termine +anche nella Svizzera... come le lagrime sul ciglio +<span class="pagenum">[235]</span> +delle spose. Allora si rivede il sole. Varcata l'ultima +gola, spariscono le roccie ferrigne, le nevi perpetue +e i ghiacci eterni, e si scoprono le vallate ridenti +di verdura, irrigate da limpidi ruscelli, sparse di +casolari, circondate da boschi, popolate d'armenti +vaganti sui pingui pascoli.</p> + +<p>Nei deliziosi pellegrinaggi pei monti e per le valli, +la natura alpina lussureggiante eccitava la nostra +ammirazione fino all'entusiasmo. Quando un sito +incantevole ci attirava gli sguardi, volevamo raggiungerlo +ad ogni costo, « quali colombe dal desio chiamate, » +si saliva, e si arrivava trafelati, ma contenti, +alla meta. Seduti sull'erba al rezzo d'un antico albero +scapigliato, in qualche sito aprico, davanti allo +stupendo panorama delle Alpi, si dimenticava la +vita mortale, si respirava in un etere superiore alle +umane miserie, lo spazio ci appariva infinito come +il firmamento, il tempo non aveva più misura, e il +sole soltanto, scendendo dietro le rupi, ci annunziava +la prossima fine d'un giorno felice, e ci avvertiva di +ritornare fra gli uomini, per non smarrirci di notte +tempo fra i precipizi.</p> + +<p>Un giorno fra gli altri, uscimmo a passeggiare +lungo la riva sinistra del lago di Zurigo. Graziose +villette suburbane fiancheggiano la strada adorne di +aristolochie, di bignonie, di glicini, che salgono sulle +colonnette delle loggie, corrono sui ballatoi, circondano +di festoni i terrazzini, e tappezzano i muri +fino alle cornici. I giardini spiegano gran lusso di +fiori in eleganti canestri che spiccano sul verde smeraldo +dei prati e sul fondo cupo degli alberi, sotto +alle cui ombre si perdono tortuosi sentieri.</p> + +<p>Ammirando quelle dimore campestri, e le acque +cerulee del lago, e le punte acuminate dei campanili +sul fondo violetto delle montagne, e quelle gradazioni +<span class="pagenum">[236]</span> +infinite di colori e di tinte armoniose, ci +siamo allontanati assai dalla città e siam giunti +stanchi, sfiniti, in un piccolo paesello che si specchiava +nell'acqua.</p> + +<p>Seduti sotto un rustico pergolato, che sorgeva +davanti un'osteria, si fece colazione all'aperto, con +cibi semplici, ma con appetito complicato.</p> + +<p>Non si vedeva degli abitanti del villaggio che la +nostra ostessa e il suo gatto, che faceva il chilo +sopra un tavolo. Tuttavia ci parve che il luogo +fosse ancora troppo popolato, e finita la refezione +ci siamo allontanati per cercare la solitudine completa. +L'abbiamo trovata sotto un salice piangente, +in un angolo romito, ove l'acqua lambiva i ciottoli +ai nostri piedi. Il sole era splendido, l'aria olezzante, +la natura incantevole; il silenzio non era +interrotto che dal lieve mormorio delle onde che +si frangevano sulla riva, e dallo stormir delle foglie +agitate dalla brezza. Gli uccelli svolazzavano sui +cespugli vicini senza timore, pascolavano sui greti +saltellando d'intorno, mandando qualche allegro +garrito a mezza voce, mentre il capinero solfeggiava +sugli alberi e l'allodola intuonava un a solo +melodioso innalzandosi sull'orizzonte.</p> + +<p>Le acque erano limpide come l'aria, azzurre come +il cielo, dolcemente agitate come le anime che contemplavano +quello spettacolo. Una sublime armonia +univa i nostri sensi alla natura esterna; i nostri +pensieri, la nostra anima rispondevano unisoni al +creato. Non potevamo rompere quella malìa, nè +abbandonare quel posto. Io manifestava alla mia +giovane sposa la pienezza delle emozioni: essa mi +rispose:</p> + +<p>— Tu mi esprimi benissimo tutto quello che sente +il tuo cuore e che pensa la tua mente; se la tua +<span class="pagenum">[237]</span> +anima potesse custodire come un tesoro le impressioni +di questo giorno, la mia felicità sarebbe assicurata....</p> + +<p>E ritornando verso Zurigo, osservò:</p> + +<p>La vita sarebbe troppo bella se potesse scorrere +sempre così, a contemplare le meraviglie della +natura, ad amare teneramente, ad essere amati +ardentemente, davanti a questo lago, a questi monti +in un'eterna verdura, senza nuvole, senza uragani, +e senza inverno. Tuttavia si può essere felici anche +in condizioni assai più semplici e modeste. La felicità +nasce in noi, si espande nel mondo esterno, e +lo abbella co' suoi raggi; ma la natura più splendida +non ha il potere di riscaldare il nostro entusiasmo +se la felicità si è spenta nel suo focolare. Il +sorriso della natura fa oltraggio alle lagrime degli +infelici, esso non può trovare ricambio che nelle +anime soddisfatte, le quali però, quantunque predisposte +favorevolmente ad ammirare gli spettacoli +più sublimi, sanno anche contentarsi delle cose più +schiette. Un breve angolo di terra abbellito dalle +nostre mani può bastare alla felicità, se l'affezione +costante ci conserva la serenità dell'anima. A tale +patto si soffrono con rassegnazione anche le disgrazie; +senza di ciò tornano vane tutte le delizie +del mondo.</p> + +<p>A Friburgo passammo trepidando sul ponte di +fil di ferro sospeso fra due montagne; io le dissi:</p> + +<p>— Guarda... fa raccappriccio a pensare che la +rottura d'una corda ci potrebbe precipitare nell'abisso!...</p> + +<p>— Pensa, — mi rispose, — che anche la felicità +non è attaccata che a un filo!...</p> + +<p>Nel viaggio da Losanna a Ginevra, passando vicino +a Coppet, siamo venuti naturalmente in discorso di +<span class="pagenum">[238]</span> +Madama di Staël. Io manifestavo la mia ammirazione +per questa donna insigne, che sotto al giogo +napoleonico fece vergognare gli uomini della loro +bassa servilità ed ebbe il coraggio virile di protestare +contro la tirannide, spronando le nazioni alla +libertà.</p> + +<p>Agata mi ascoltava in silenzio, non osando contraddire +ai miei sentimenti; ma, eccitata a dirmi +francamente la sua opinione, rispose:</p> + +<p>— Riconosco il genio di Madama di Staël, ma +come donna mi è antipatica. Essa amava il rumore +e gli splendori della gloria, io il silenzio e l'ombra +del focolare domestico. Non ho stolti pregiudizi +sulle letterate, non nego alle donne il diritto d'avere +dell'ingegno e d'impiegarlo in onore della patria; i +soli letterati gelosi possono dire il contrario: ove +il genio risplende è un delitto il mettere lo spegnitoio. +Non trovo strano che ogni rosa d'odore +esali il suo profumo, ma come il fiore olezza al suo +posto, così penso debba fare la donna.</p> + +<p>Abbiamo esempi d'illustri poetesse, che furono +ottime madri di famiglia e mogli affettuose. Madama +di Staël mise per condizione del suo matrimonio +l'obbligo del marito svedese di non costringere +la moglie a seguirlo in Isvezia. Vedi che non +è la letterata che mi sciupa la donna, è la moglie +bizzarra che mi disgusta della letterata.</p> + +<p>A Ginevra nuove discussioni intorno Rousseau. +D'accordo entrambi nell'ammirare il profondo sentimento +della natura del filosofo, non potevamo +intenderci sulle altre qualità. L'Agata mi diceva:</p> + +<p>— Un uomo che mette all'ospizio dei trovatelli i +propri figli non ha cuore.</p> + +<p>Io, deplorando questa macchia della sua vita, difendevo +il cuore di lui, citando le sue passioni amorose. +<span class="pagenum">[239]</span></p> + +<p>— Troppe donne!... — essa mi rispondeva, — troppe +donne!... Rousseau fu un giovane leggiero... +e divenne un vecchio pazzo. È sempre così!... ogni +causa ha i suoi effetti: l'uomo non è altro che la +continuazione del giovane, la vita è una catena, il +primo anello trascina all'ultimo, le abitudini della +vecchiaia sono la legittima conseguenza delle abitudini +giovanili; il giovane è il fiore, il vecchio è +il frutto; l'uomo rimane sempre quello che è: il +serpe resta serpe, e così l'uccello; chi ha volato +in gioventù continua a svolazzare fino alla fine!...</p> + +<p>Dovetti tacere, e ripiegarmi sopra me stesso meditando +sulla mia sorte.</p> + +<p>Attraverso il Lago Maggiore, siamo passati a +Como e arrestandoci qualche giorno in Tremezzina, +andavamo vagando nei paesi più pittoreschi del +Lario. La nostra vita era un sogno delizioso nel +paradiso terrestre.</p> + +<p>Finalmente il bisogno di riposo ci spingeva verso +il nido, ed avendo annunziato il nostro ritorno, +siamo giunti al villaggio una bella sera al tramonto +del sole.</p> + +<p>I parenti, che ci aspettavano sulla porta del Casino, +si gettarono nelle nostre braccia, mentre Bitto, +esaltato da parossismo di gioia, mugolava correndo +su e giù per le scale, le stanze e la strada, saltando +addosso ai passanti, ed entrando dai vicini +con latrati convulsi per manifestare la sua immensa +gioia del nostro felice ritorno. Poi si slanciava sopra +di noi dimostrandoci in mille modi la sua irrefrenabile +contentezza.</p> + +<p>La Rosa mi raccontò che i primi giorni della +nostra partenza egli rifiutava gli alimenti, vagava +continuamente dal casino a casa Bruni, e sulla sera si +gettava sulla soglia collo sguardo fisso dalla parte +<span class="pagenum">[240]</span> +dalla quale eravamo partiti e ci aspettava tristamente +mandando qualche gemito che faceva pietà.</p> + +<p>Dopo il nostro arrivo non abbandonò più la +casa all'ora del mezzogiorno; egli vedeva i suoi +amici riuniti sotto un medesimo tetto, e viveva +contento.</p> + +<p>Quell'autunno fu impiegato dall'Agata a completare +l'assetto del nostro nido, e a far lavorare +la terra circostante, secondo i suoi disegni. Beppo, +il povero emigrato, era guarito, e per dargli lavoro +vicino alla sua famiglia, lo prendemmo a giornata, +e veniva occupato tutto il giorno con Martino a +saccheggiare gli orti e il giardino de' miei suoceri. +Mia moglie voleva abbellire la nostra dimora con +piante robuste che producessero pronto effetto, e +prendeva quelle che aveva educate con tanta cura +nella terra paterna. Era un viavai di carriole cariche +d'alberi, di cespugli, di fiori, di terricci, di concime, +di vasi e d'innaffiatoi, ed io stesso dovevo +prestarmi aiutando a trapiantare e lavorare colla +vanga e colle mani, quantunque fossi ancora un +ortolano assai poco dirozzato.</p> + +<p>Quando l'inverno ci chiuse in casa, trovai la mia +piccola dimora piena di vita. Agata vi aveva trasportato +i suoi canarini che cantavano a squarciagola, +un gatto che faceva le fusa e si lisciava il +capo colla zampa o stava in contemplazione sui balconi, +e de' bei colombi che beccavano le briciole sul +pavimento o tubavano sulle porte. Aveva fatto un +cuscino ben soffice per Bitto, che se lo godeva in +santa pace russando tutto il giorno e svegliandosi +soltanto per esprimere la sua soddisfazione alla +padrona con occhiate piene d'affetto, ogni volta che +gli passava dappresso.</p> + +<p>Tutto era lindo, pulito, elegante, tiepido. Alcuni +<span class="pagenum">[241]</span> +vasi di tulipani e giacinti vegetavano sulla stufa del +salotto e mentre di fuori nevicava ed infuriavano +gli aquiloni, la cucina ben riparata offriva un asilo +gradevole, ove si alzava la fiamma viva e crepitante +di ginepri, e i fornelli esalavano odori appetitosi. +Gli scaffali della libreria s'erano arricchiti +di nuovi libri acquistati in viaggio, che ci deliziavano +nelle ore tranquille della sera.</p> + +<p>Qualche buon giornale ci teneva in comunicazione +col resto del mondo, e ci convinceva sempre +più coi fatti diversi che la società è piena di trappole +e di miserie, che le gioie strepitose non valgono +le gioie della vita tranquilla, che le ambizioni +smodate costano care e sovente si risolvono in +disinganni, che la vera felicità rifugge dalla folla, +e si nasconde di preferenza in luoghi romiti.</p> + +<p>Al Carnevale si rideva leggendo le relazioni dei +baccanali popolari e delle feste ufficiali, ove la diplomazia +banchettava, faceva brindisi e alzava le +gambe in cadenza musicale al suono di violini, viole +e violoncelli, nell'interesse dei popoli... i quali +intanto correvano per le vie in maschera da pantaloni, +meneghini, gianduie, stenterelli, brighelli, +pulcinelli, arlecchini e pagliacci. I più moderati +col naso posticcio, per ridere, e far ridere. E noi +ridevamo infatti!... di pietà.</p> + +<p>I bagordi carnevaleschi, colla ciurmaglia che li +accompagna, ci passavano danzando davanti gli +sguardi, come i ballerini sulla scena davanti il Re e +la Regina. I racconti di quei sollazzi letti davanti +il severo aspetto delle Alpi, in un villaggio silenzioso, +coperto di neve, producono l'effetto preciso +d'una relazione medica sull'alienazione mentale, colla +descrizione di tutti i sintomi della demenza, e di +tutte le stranezze dei matti. +<span class="pagenum">[242]</span></p> + +<p>Alla primavera mi fu dato d'ammirare gli effetti +dei lavori autunnali colle prime foglie che produssero +un cambiamento completo di scena. Al momento +dei trapianti non avevo veduto che ramoscelli +sfrondati; la bella stagione, vestendoli di foglie +e fiori, trasformò il casino e il suo giardinetto in +un piccolo Eden. Una bella glicine s'arrampicava +sulla facciata e passando sotto i balconi del primo +piano profumava l'appartamento col soave odore +esalato da' suoi grappoli violetti. I peri del Giappone +erano coperti di fiori rossi, le spiree e i citisi +di fiori bianchi e gialli. Gli anemoni, i mughetti, le +primule schiudevano i loro bottoncini ai tepori primaverili. +Le rose spiegavano la pompa dei loro +colori, la grazia delle forme, l'olezzo soave che +imbalsamava l'aria. Ogni pianta prometteva i suoi +doni di fiori e di frutti, il suo tributo di colori, di +balsami, di aromi o di sapori squisiti. Tutto questo +lusso della natura mi rendeva gradito il soggiorno +della casa.</p> + +<p>Dietro una siepe viva di biancospini e cotogni +s'udiva chiocciare, stridere, squittire, pigolare. Avvicinandosi +si vedeva una coorte di vaghi volatili, +anitre, tacchini, galline e pulcini che razzolavano +sul lettame, svolazzavano, beccavano e correvano +allegramente, e un bel gallo a penne variopinte, +baldanzoso colla cresta e i bargigli rubicondi, pareva +che dominasse sugli altri, e di tratto in +tratto dirizzava il collo e mandava un superbo +cucurucù.</p> + +<p>Un maiale grugniva nel porcile, e sporgendo la +testa dal foro che s'apriva sulla mangiatoia, v'immergeva +il grugno, e poi lo alzava coperto di crusca +che sbocconcellava avidamente, disperdendone +d'intorno con agitazione convulsa, come quello che +<span class="pagenum">[243]</span> +avevo veduto al mio arrivo in casa Bruni. Dall'altra +parte c'era l'orto dapprima pieno d'ortiche e +cardi selvaggi, ora tirato a cordetta, colle sue aiuole +ricche d'erbaggi e pulite dalle male erbe, colle +piante sarchiate a dovere, diradate in ordine, +circondato da spalliere di viti, fiancheggiate da +orli di fragole in fiori. Infatti il regno animale +e il vegetale gareggiavano per farci ghiotte promesse, +e l'occhio si riposava dovunque sull'abbondanza +d'ogni bene. Ma una più lieta sorpresa mi +attendeva nelle intime confidenze domestiche. Un +bel giorno l'Agata commossa mi annunziò che sentiva +la suprema consolazione di divenir madre. +Allora incominciò a prodigare le sue cure al corredo +che stimava necessario al fortunato mortale, +atteso tanto ansiosamente, come il necessario complemento +della nostra felicità, e lavorava tutto il +giorno in fascie e guanciali, in benduccie, camicine, +gonnellini, bavagli e cuffiette a pizzi che era una +vaghezza a vederli.</p> + +<p>Poi comparve una bella culla imbottita, e posata +sugli arcioni per poter cullare il bambino, e questo +era un dono dei futuri nonni.</p> + +<p>La regia posta apportò l'annunzio a mio zio che +alla sua venuta troverebbe la triade domestica completa. +Mi rispose subito cortesemente ch'egli intendeva +gli venisse riservato il piacere d'essere il +padrino, e così correvano lettere, timbri postali, e +fattorini a motivo d'un individuo che non era ancora +venuto al mondo, e che già esercitava un'influenza +sociale ed economica. Non dico niente dei nostri +pensieri!... sarà un maschio od una femmina?... qual +nome dobbiamo dargli?... e si studiava sul lunario +la lista dei santi. Poi si pensava all'educazione, +agli studi universitari, alla carriera. Vorrà fare il +<span class="pagenum">[244]</span> +medico, l'ingegnere, l'avvocato o il notaio?... Sarà +sindaco, deputato, ministro?... era quasi ministro, e +ancora non era comparso nel mondo!</p> + +<p>Finalmente, un anno circa dopo le nozze, nasceva, +non un maschio, ma la mia cara bimba, che il +reverendissimo Monsignor Canonico Don Giuseppe +Carletti teneva al sacro fonte battesimale, imponendole +il nome di Giuseppina.</p> + +<p>Tutti dicevano che era belloccia, a me pareva +un angelo addirittura, e non mi saziava mai di +guardarla, compiacendomi con mia moglie di tanta +delizia.</p> + +<p>— Guarda, — le dicevo, — guarda le sue manine, +guarda l'unghia del suo dito mignolo, guarda la +sua boccuccia, e quel nasino, e quegli occhietti, come +è carina!... come dorme tranquilla... senza rimorsi!</p> + +<p>Mia moglie sorrideva d'un sorriso celeste, se la +voleva sempre vicina, se la teneva stretta alla +mammella, la guardava teneramente, le scacciava +le mosche dal viso, la copriva di baci. Appese alla +sua culla la medaglia di mia madre come una +benedizione della povera nonna morta, e quando +piangeva le cantava subito la ninna nanna per +farla dormire.</p> + +<p>Quando dopo un lungo sonno la bimba apriva i +suoi occhietti, incontrava subito lo sguardo e il +sorriso di sua madre che sorvegliava il suo riposo +e aspettava che si svegliasse. Allora la chiamava +con cento nomi diversi, pina... nina... tina... etta... +nanina... e la bimba rideva come un angelo.</p> + +<p>La nostra felicità era perfetta, e chi non crede +alla felicità non ha mai avuto figli da una donna +adorata. È certo che la felicità perfetta sulla terra +guizza come il lampo.</p> + +<p>Quella che proviene dai figli, se non s'ammalano +<span class="pagenum">[245]</span> +prima, dura fino a che mettono i denti. Colla dentizione +incominciano i primi affanni, che ci accompagnano, +con corti intervalli, per tutta la vita.</p> + +<p>Durante il suo puerperio mia moglie mi raccomandò +caldamente di osservare con attenzione i +suoi animaletti e le piante, affinchè ai primi non +mancasse il cibo, nè alle seconde l'innaffiamento o +i sostegni.</p> + +<p>Mi ricordo d'un giorno che la Rosa essendo occupata +nella stanza, l'Agata sentì un pipilare smanioso +nel cortile, e se ne mostrò inquieta. Per +tranquillarla scesi al pollaio, e vidi che il cibo +mancava. Andai subito a provvederne, e ritornato +in corte me ne stavo rannicchiato a sminuzzare +della polenta ai pulcini che mi saltellavano intorno +e mi beccavano le mani, quando udii una smascellata +di risa dalla parte della strada. Alzai la testa +e vidi il mugnaio Zaccheo sul deretano dell'asino, +che guardandomi attentamente si sganasciava dal +ridere.</p> + +<p>— Buon giorno, Zaccheo, — gli dissi, — me ne +consolo che siete di buon umore.</p> + +<p>— Non può essere altrimenti, — mi rispose, — quando +mi rammento che vi siete burlato di me +perchè davo la pappa al mio bambino, ed ora vi +vedo dare il pasto ai pulcini.</p> + +<p>— Ridete che avete ragione, — soggiunsi, — quando +mi burlavo di voi ero un imbecille, e non +capivo che non si deve vergognarsi che a fare il +male....</p> + +<p>L'asino e il mugnaio si allontanarono, il primo +camminando lentamente sotto il peso del secondo, +il quale continuava a ridere della sua scoperta, +bastonando in pari tempo la sua vittima, per farla +andare avanti con maggior sollecitudine. +<span class="pagenum">[246]</span></p> + +<p>Io lo guardai lungamente pensando che il mio +giudizio si maturava cogli anni, i quali apportano +la calma della ragione; e sentivo finalmente con +imparzialità i miei torti verso il mugnaio... e i +torti di lui verso di me. Nè io dovevo ridere d'un +padre affettuoso, nè egli d'un marito dabbene. +Quando il maestro insultava il mugnaio, questi valeva +più di lui; ma quando il mugnaio rideva del +maestro, egli era un imbecille, perchè mentre io +facevo del bene alle bestie, egli faceva loro del +male, aggravando un asino laborioso del peso d'un +uomo ozioso.</p> + +<p>Chiunque lavora onestamente ha diritto d'essere +rispettato, qualunque sia la sua posizione sociale, +sia un maestro od un asino. Al mulino la macina +e il mugnaio non fanno che girare, ma non lavora +seriamente che l'asino, il quale apporta il grano +sulle sue povere spalle, e riporta la farina, col peso +del padrone sopra i sacchi. Per questo la tassa sul +macinato, trovata troppo pesante dai contribuenti, +riesce troppo mite per gli asini, che lascerebbero +volentieri al mulino, per conto dell'erario, una +dose maggiore di farina... ed anche il mugnaio per +giunta.</p> + +<p>Io richiamavo sovente alla memoria dei miei +scolari l'esempio dell'asino e del mugnaio, e dicevo +loro:</p> + +<p>— Osservate l'uomo infingardo che pesa sulla +bestia laboriosa... e ditemi francamente chi merita +la lode e chi il biasimo?... O gioventù, imitate sempre +l'asino: esso vi offre l'esempio del lavoro, della +rassegnazione, della obbedienza!... quando il mugnaio +rappresenta l'egoismo, la crudeltà, l'ozio +gaudente e la spietata tirannide!...</p> + +<p>Quando l'Agata m'udiva declamare con enfasi +<span class="pagenum">[247]</span> +magistrale tali insegnamenti, essa pretendeva che +mi restasse ancora sullo stomaco un po' di rancore +indigesto, prodotto dal fiasco del mulino, ma non +è vero; è proprio l'istinto naturale che mi ha sempre +ispirato una viva simpatia per gli asini, e un +grande rispetto per le loro virtù!...</p> + +<hr /> +<h2><a name="XXI" id="XXI"></a>XXI.</h2> + +<p>La scuola progrediva migliorando, per le buone +massime ch'io inculcava agli scolari, e m'avvedevo +che un padre di famiglia è più opportuno d'uno +scapolo all'insegnamento; le sue idee sono più +posate, la moralità più sicura, la pazienza più <a name="tn247" id="tn247"></a>longanime, +e l'amore verso i fanciulli più naturale e sincero. +E il maestro ammogliato trova esso pure maggiori +compensi alle sue fatiche, perchè rientrando in +famiglia dopo le ore di scuola, si rasserena alla +vista dei bambini che gli corrono incontro, della +moglie che gli sorride, del desco che lo attende, +povero sì, ma consolato dalla presenza de' suoi cari. +Eppure certi paesi civili che soppressero i conventi, +ove il celibato spontaneo trovava una famiglia +di confratelli, condanna i poveri maestri, con +un meschino stipendio, a vivere nel celibato forzato +senza famiglia.</p> + +<p>Chi deve istruire i giovinetti, apparecchiando i +materiali del futuro edifizio sociale, non conosce +sovente le fondamenta della società: la famiglia. +<span class="pagenum">[248]</span></p> + +<p>La sua povera condizione l'ha costretto ad abbandonare +il tetto paterno per recarsi lontano a guadagnarsi +il poco pane che basta appena per la sua +esistenza, e quindi gli viene interdetto il matrimonio +dalla povertà. Egli non ha mai veduto una +moglie affettuosa nella sua casa deserta, non ha +mai udito nè il caro vagito dei bimbi, nè la voce +stridula dei fratellini maggiori, non ha mai parlato +di sante affezioni intorno al suo squallido focolare... +esso è cieco, sordo e muto!... e deve mostrare la +luce ai figli altrui, e udire le loro obbiezioni, e +parlare il linguaggio paterno ad estranei.</p> + +<p>Dura condizione, e funesta al paese!</p> + +<p>Io era una delle rare eccezioni, e la mia vita +diveniva sempre più lieta per le cure affettuose di +una moglie che metteva la sua gioia nell'amore +della figlia e del marito, e impiegava tutta la giornata +a farli felici. Al mio ritorno dalla scuola +l'Agata mi aspettava sulla porta colla bimba in +braccio, e le insegnava a farmi festa. Io le baciavo +entrambe, prendevo la piccina con me fin che la +madre apparecchiava la colazione od il pranzo, e +si mangiava lietamente, colla bambina sui ginocchi, +godendo de' suoi attucci, de' suoi movimenti vezzosi, +del sorriso, della grazia colla quale chiedeva +di far bombo, o mostrava di volere il cucco. Dopo +pranzo, sparecchiata la mensa, la piccina vi danzava +sopra sostenuta da sua madre, ed io passava +un'ora senza accorgermi a farle il bau bau; e questo +era il mio teatro. Altro che tragedie!...</p> + +<p>Mia moglie si compiaceva di farmi delle grate +sorprese. Un giorno trovavo sullo scrittoio del mio +studio un bel mazzo di fiori, un'altra volta un lavoruccio +di panno per pulire le penne, o una ghiotta +pietanza in tavola, o un bel piatto di frutta. E +<span class="pagenum">[249]</span> +sempre con qualche delicata attenzione mi faceva +vedere che pensava a me anche quando ero assente. +Se aveva delle buone notizie da darmi, mi veniva +incontro per annunziarmele più presto; e mi faceva +parte d'ogni minuzia, dicendomi che tutto doveva +essere in comune nella vita domestica, e non mi +risparmiava nulla:</p> + +<p>— Sono nati i poponi; i piselli sono maturi, la +magnolia ha fiorito, e ti aspettavo per condurti a +vederla.</p> + +<p>Un'altra volta trattavasi di casi più gravi. Erano +nati venti pulcini da ventidue uova, uno s'era rotto, +l'altro non si sapeva perchè si fosse ostinato a restare +nel guscio. Un giorno poi la nonna aveva mandato +in dono alla sua mimma un bel dente di cinghiale +guarnito in argento, con una campanellina, da appendere +al collo, e quello fu un vero avvenimento.</p> + +<p>Ma quando aveva da darmi delle cattive notizie +mi disponeva a poco a poco a riceverle con rassegnazione, +evitandomi la scossa delle impressioni +dirette e imprevedute, e così me le rendeva meno +dolorose. Talvolta me le lasciava anche ignorare +per evitarmi inutili amarezze, ed ordinava a tutti +il silenzio. E se me ne accorgevo più tardi, e chiedevo +conto d'un tacchino o d'un vaso di porcellana +che non vedevo più, tutti, tutti d'accordo mi rispondevano: +« Eh, eh!... è tanto tempo che è morto!... +sono tanti mesi che è rotto!... » e non se ne parlava +più. Non c'era rimedio, e se tutti s'erano +consolati, non mi restava che a fare come gli altri.</p> + +<p>Ma chi potrebbe descrivere con verità l'entusiasmo +materno e paterno alla prima parola balbettata +dai propri figli? Ma qual lingua è più eloquente +di quella d'un bimbo che dice per la prima volta +mamma e babbo? +<span class="pagenum">[250]</span></p> + +<p>Forse chi non ha mai inteso questo linguaggio +dai proprii figli troverà più ameno e interessante +un discorso accademico. Per me protesto altamente +contro tale eresia. E chi potrà spiegare fedelmente +l'effetto prodotto nei genitori dai primi passi della +loro creatura? quantunque il bimbo si regga appena +col sostegno d'una mano sotto l'ascella e avanzi +esitando il piede tremante, tuttavia la mamma +esclama con ammirazione:</p> + +<p>— Vedi.... Vedi come cammina bene!...</p> + +<p>E il primo dentino che spunta, ancora impercettibile, +che appena si sente col dito, esso è più prezioso +pei parenti del dente d'avorio d'un elefante +trasportato in Europa colle carovane attraverso le +steppe e i deserti!</p> + +<p>Queste sono le piccole gioie e i piccoli dolori +della vita domestica, ma pur troppo vengono anche +i grandi. È appunto coi dolori della dentizione che +incominciano le prime ansietà e le prime paure. +Talvolta tali sofferenze producono la febbre. Quando +un bambino ha la febbre, la buona madre non vive +più, prostrata davanti la culla essa studia tutti i +moti, gli sguardi, i gemiti più lievi e i sospiri del +piccolo infermo, lo ricopre con somma cura e delicatezza, +gli tocca la testa e le gote accese, lo bacia +e lo inonda di lagrime. Vorrebbe dare la vita per +vederlo guarito, e non può fargli nulla. Per essa +quella febbre è il più grande avvenimento del giorno. +Annunziatele la morte d'un uomo illustre... la perdita +d'una battaglia... la caduta d'un regno... essa +non se ne cura, non ascolta, non intende nulla; il +suo bambino è ammalato, essa attende ansiosamente +la visita del medico, e quando esso è giunto davanti +la culla gli racconta minutamente i più piccoli sintomi +scoperti e indovinati dalla sua chiaroveggenza +<span class="pagenum">[251]</span> +e colle pupille intente nel volto del dottore ne indaga +le intime impressioni, ne scruta il pronostico sulla +fisonomia, teme d'essere ingannata per pietà, e vorrebbe +indovinare il futuro.</p> + +<p>Le malattie dei bambini!... ecco l'amaro realismo +che attossica il dolce idillio, ecco il primo scoglio +che incontra la felicità coniugale. Quante angosce, +quanti spasimi che succedono imprevveduti e repentini +alle delizie della culla!...</p> + +<p>Eppure gli stessi dolori servono a serrare sempre +più il sacro nodo che stringe la famiglia, e ne rende +più prezioso il legame. Che cosa resta nella sventura +se manca il compianto di chi ha divisa la +gioia?!...</p> + +<p>Nei giorni nefasti, quando la mia Giuseppina +cadde ammalata per la dentizione e il morbillo, la +desolazione aleggiava sulla casa, e la nostra vita +sembrava sospesa. Agata non abbandonava un minuto +la sua creatura, nè di giorno nè di notte; beveva +appena qualche sorso di brodo per sostenersi, +e non chiudeva gli occhi oppressi dal sonno che +col capo appoggiato al capezzale della piccola inferma, +svegliandosi al rumore d'una mosca. Mia +suocera era accorsa ad assisterci e a farci coraggio, +la Menica aiutava la Rosa, Bitto non lasciava che +di rado la camera dell'ammalata, ed io avevo perduta +la testa, e non servivo che d'imbarazzo.</p> + +<p>Ogni gemito della bambina ci gettava tutti nell'angoscia, +ad un suo sorriso i nostri volti si illuminavano +come l'orizzonte alla comparsa del sole, +e quando migliorava sensibilmente, era una gioia +universale.</p> + +<p>Giuseppina era dotata d'una costituzione robusta; +sua madre colle cure intelligenti del cuore aiutava +potentemente la natura e la scienza, e grazie al +<span class="pagenum">[252]</span> +cielo nostra figlia ci fu conservata, e passate le +burrasche d'infanzia crebbe in buona salute, acquistando +vigore dall'esercizio delle membra nell'aria +pura ed elastica delle montagne.</p> + +<p>Agata la sorvegliava e dirigeva con intelletto +d'amore, secondando il bisogno costante dei fanciulli +di muoversi, di correre e saltellare, ma occupandosi +in pari tempo dello sviluppo del corpo, +della mente e del cuore. Non rispondeva mai alle +sue domande con quelle erronee asserzioni che lasciano +nei fanciulli un lievito d'idee false e di +pregiudizi. Le spiegava ogni cosa con verità e precisione; +evitando soltanto ciò che sfiora il candore +e l'ingenuità giovanile, ma aguzzando il suo intelletto, +ed alzando il suo pensiero ad elevati concetti; +coltivando nel suo cuore i sentimenti più +nobili, delicati, gentili, che avvezzano a pensare +agli altri prima che a sè, godendo maggiormente +del bene operato in favore altrui, che d'un piacere +personale. E la bambina cresceva sana e affettuosa, +forte e sensibile, e con gusti semplici.</p> + +<p>Quando muoveva i primi passi ancora incerti, si +abbrancava al pelo dello schiena di Bitto, e si +teneva salda al suo appoggio, ed egli andava avanti +pian piano, l'aiutava a camminare, mostrandosi altamente +compreso della sua responsabilità. Bitto fu +il primo amico di Giuseppina, e certo il più devoto +e fedele; compagno inseparabile della sua infanzia, +fu in pari tempo il suo protettore e la sua vittima. +Egli la seguiva dovunque, coll'intento evidente di +sorvegliare i suoi passi, e guai se un uomo od una +bestia le bazzicava troppo vicino! egli li avvertiva +con un grugnito significante, di passare al largo, e +nessuno se lo faceva dire due volte, nè aveva voglia +di scherzare quando il guardiano mostrava i denti. +<span class="pagenum">[253]</span></p> + +<p>Quando il cane si sdraiava maestosamente sulla +soglia, la bambina andava a sedergli in grembo, +egli si acconciava in semicerchio per riuscire più +comodo, e talvolta essa, appoggiando la bionda testa +ricciuta sul nero pelo del suo amico, s'addormentava +tranquilla; e non c'era pericolo che Bitto si +movesse fin che durava quel sonno. Quando essa +apriva gli occhi egli la guardava con affezione, e se +la piccina piangeva, le lambiva il viso e le mani +per consolarla.</p> + +<p>La vita intima e solitaria sprona naturalmente +alle confidenze. Parlavamo con mia moglie del passato, +dei parenti morti, dei giuochi d'infanzia, delle +prime conoscenze, si voleva che nulla rimanesse +segreto fra noi. Agata mi raccontò i primi anni +della sua vita, passati come la nostra Giuseppina +fra le carezze dei genitori e i fiori del giardino; +la sua dolorosa partenza pel collegio di Como, i +giuochi colle compagne, le amicizie, le gelosie di +quel piccolo mondo, i sogni color di rosa dell'educanda, +il lieto ritorno alla casa paterna, i giorni sereni +passati accanto alla madre, le occupazioni della +vita domestica, i piaceri del giardino e dell'orto, i +passeggi, le letture, le opere di carità verso i poveri +e finalmente la mia fatale comparsa.</p> + +<p>Pare ch'io portassi meco da Milano una cert'aria +che produsse l'effetto dei venti alisei sul mare in +bonaccia. Io ascoltava con naturale soddisfazione +le ingenue confessioni dei primi torbidi prodotti +dalla mia presenza in quell'anima pura. La mia +fredda indifferenza ispirandole piena fiducia, essa +si era abbandonata senza timore, e senza sospetti, +a studiare il fenomeno interessante della caduta +d'un Milanese in Valtellina. Ma non si scherza col +fuoco, signorine!... ed è certo che l'amore intenso +<span class="pagenum">[254]</span> +che ardeva nel mio petto per la contessa Savina +emanava un calore latente, che pervenne a scottare +il cuore dell'Agata.</p> + +<p>Potrei paragonarmi ad una stufa ignara delle sue +facoltà.</p> + +<p>Da tali confidenze venni anche a scoprire che la +simpatia dell'Agata sul mio conto fu dapprima combattuta +da' suoi parenti, e ritengo per fermo che +ciò abbia contribuito non poco a sviluppare l'amore +successivo, perchè le figlie d'Eva conservano sempre +una tendenza ereditaria pel frutto proibito; +perciò avviene sovente che l'opposizione ad un +matrimonio fa l'effetto del mantice nella fucina: +ravviva la fiamma.</p> + +<p>Le mie scappatelle offersero validi argomenti +ai signori Bruni per farmi la guerra, ma l'Agata +mi difendeva accusando i perversi compagni che +mi trascinavano mio malgrado sulla strada del male +e così dimostrava senza saperlo che i cattivi soggetti +sono talvolta più fortunati dei buoni anche +presso le donne oneste. Ed è naturale: i piatti ghiotti +non sono i più semplici.</p> + +<p>Le dissidenze domestiche rimasero sospese fino al +momento della mia dichiarazione d'amore, la quale +avendo gettato della paglia sul fuoco fece divampare +un incendio irresistibile. Allora i parenti +cedettero perchè non siamo più ai tempi dei Capuleti +e Montechi; essendo soppressi i conventi, Giulietta +non trova più il frate Lorenzo che le somministri +il sonnifero, e i buoni genitori volendo +vedere l'unica figlia felice, lasciano che sposi il +suo Romeo, anche se questi non è che un povero +maestro rurale.</p> + +<p>D'altronde le idee dell'Agata erano assai modeste. +Essa non aveva che un solo desiderio: trovare un +<span class="pagenum">[255]</span> +marito che non fosse un piffero di montagna, e vivere +vicino ai genitori, nel villaggio ove era nata, +occupandosi del suo compagno, dei figli, coltivando +i fiori, allevando degli animali, e rendendo tutti +felici, uomini e bestie. Era convinta che non occorre +cercar la felicità da lontano, che sta dentro di noi, +e che da per tutto le buone mogli fanno i buoni +mariti, e viceversa.</p> + +<p>Non faccio per vantarmi, ma essa poteva dire +di aver guadagnato al lotto, sposando un galantuomo, +che in fine dei conti non era nè un allocco +nè un povero, essendo milanese e nipote d'un zio +canonico.</p> + +<p>Io pure alla mia volta le feci le mie confidenze +esplicite, franche ed ingenue, senza restrizioni mentali. +Le raccontai per filo e per segno il mio amore +petrarchesco per la contessa Savina, muto ma profondo +come il silenzio, e condensato come l'acqua +bollente nelle caldaie a vapore; alimentato dalla +fiamma di due occhi più vivaci del sole. E non le +tacqui le mie ridicole illusioni intorno all'amore e +alla gloria, nè le feci mistero del mazzetto di fiori +raccolto e del bacio respinto, e le narrai fedelmente +le mie follie, le lagrime versate, le ansietà +e le speranze, i disinganni e i dolori che furono le +conseguenze di questo errore giovanile.</p> + +<p>Agata mi ascoltava attentamente richiedendomi +sempre nuovi particolari, e obbligandomi di disotterrare +le minuzie insignificanti che stavano sepolte +nella mia mente sotto la motta degli anni. Poi si +arrestava a considerare tutti i motivi che potevano +aver spinto la contessa Savina a raccogliere il mio +mazzolino di fiori, a mostrarsene soddisfatta, e poi +a non corrispondere al mio bacio. Analizzava con +sottili argomenti il cuore della fanciulla, e volendo +<span class="pagenum">[256]</span> +giudicarla dai risultati, conchiudeva accusandola di +leggerezza, d'ambizione, di civetteria. Tale giudizio +sembrandomi ingiusto, la difendevo, forse con troppo +calore, e allora l'Agata mi guardava fisso e impallidiva... +e io tacevo.</p> + +<p>Talvolta voleva una esatta descrizione della persona +e delle vesti, e doveva spiegarle come era pettinata, +quali fossero i suoi gioielli e i colori preferiti, +e tutto questo mi faceva ripensare a molte cose +dimenticate, e in fine si soffriva tutti e due.</p> + +<p>Ero quasi pentito d'aver toccato un tasto doloroso; +forse commettevo un'imprudenza scoprendo una mina +che non aveva scoppiato, ma mi sembrava un dovere +di coscienza non aver segreti per mia moglie, alla +quale avevo oramai dedicata tutta intiera la vita.</p> + +<p>Siccome il cielo non può rimanere sempre sereno, +ed anche nei climi migliori si vedono delle nuvole, +così la più onesta e felice esistenza ha i suoi giorni +burrascosi. La gelosia venne a intorbidare la nostra +pace, una gelosia retrospettiva, la peggiore di tutte; +e perchè è impossibile annullare il passato, e siccome +è una passione cieca, che si pasce di vani +fantasmi, che si adombra del vuoto, così la ragione +non basta a calmarla, nè a premunirci contro le +uggiose sorprese di questa strega, che rode sè stessa +e rende ingiusti e cattivi. Erano piccoli attacchi, +ma essendo immeritati, irritavano il mio carattere +onesto, mi toglievano la pace, e mi mettevano di +pessimo umore.</p> + +<p>Agata, prendendo nelle braccia la nostra bimba, +mi diceva:</p> + +<p>— Ti pare che rassomigli alla tua contessa?</p> + +<p>La mia contessa!... questa parola mi urtava i +nervi, e rispondevo con troppa vivacità, o con sdegnosa +ironia. +<span class="pagenum">[257]</span></p> + +<p>— Ecco!... — essa continuava, — non si può parlare +di lei senza metterti in agitazione.</p> + +<p>— Ma non è perchè mi parli di lei, che mi fai dispetto, +sibbene perchè ne parli come non hai diritto!...</p> + +<p>— Scusami se manco di rispetto... ad una civettuola.</p> + +<p>Io prendevo il cappello e fuggivo, coll'intenzione +di lasciarla sola un paio d'ore per infliggerle una +punizione e tenerla nell'inquietudine... ma dieci +minuti dopo tornavo indietro per darle un bacio e +la trovavo cogli occhi rossi.</p> + +<p>— Ma, santo Dio!... che cosa hai adesso?... Che +cosa vai sognando per intorbidare la nostra vita +onesta e tranquilla?... Grazie al cielo nessun dolore +ci opprime, nessuna pena ci affanna, e tu vai cercando +il pelo nell'uovo!... Che cosa hai bisogno di +andare a pescare in un passato remoto... che è scomparso +per sempre!...</p> + +<p>— Per sempre!... — essa riprendeva, — chi ti assicura +per sempre!... Puoi tu conoscere quello che +ci riserva l'avvenire?... Ho sempre udito dire che il +fuoco più pericoloso è quello che cova sotto la cenere... +la contessa è ancora giovane... e poi che può +fare l'età?... gli anni passano egualmente per l'uno +e per l'altro, e così si resta eguali. Le passioni più +violente non sono le prime, ma le ultime... se poi +sono le prime, riprese dopo un desiderio infinito, +allora ti voglio!...</p> + +<p>— Ti prego in grazia, lasciami tranquillo; sei +ingiusta e un po' troppo caparbia!... non rispetti la +mia onestà... e nemmeno l'evidenza... noi siamo <a name="tn257" id="tn257"></a>in +Valtellina, e la contessa è a Milano... o forse +altrove.</p> + +<p>— Le montagne stanno ferme, ma gli uomini +camminano. +<span class="pagenum">[258]</span></p> + +<p>— Insomma non mi seccare... e basta.</p> + +<p>Essa abbassava il capo e taceva, ma si sentiva +nella stanza la temperatura della Siberia; io non +mi potevo rassegnare, e saltava su nuovamente.</p> + +<p>— Dimmi, Agata... tu hai dunque perduto la stima +di tuo marito?</p> + +<p>— No... ma...</p> + +<p>— Ma che cosa?</p> + +<p>— Che so io?... ho sempre un pensiero molesto +che mi tormenta, e che cerco invano di soffocare... +o almeno di rinchiudere in me sola....</p> + +<p>— Qual è questo maledetto pensiero!</p> + +<p>— Penso a quel bacio!...</p> + +<p>— Ebbene quel bacio... che cosa significa quel +bacio?... Allora io non ti conoscevo, non avevo ancora +vent'anni, ero un ragazzo senza testa... ma +libero delle mie azioni... ti ho confessato che ero +innamorato... come tutti i giovani della mia età... e +non mi pare d'aver perpetrato un delitto... irreparabile +per aver mandato un bacio ad una ragazza... +a venti e più metri di distanza!... e che essa non ha +nemmeno restituito!...</p> + +<p>— Si vede che te ne dispiace ancora!...</p> + +<p>— Invece ti giuro che adesso non me ne importa +affatto!</p> + +<p>— Essa forse non pensa così!... e vorrà pagare il +suo debito!</p> + +<p>Per non cadere in escandescenza io fuggivo precipitosamente, +chiudendo le porte con violenza, e +correvo attraverso i prati decapitando col mio bastoncello +tutti i fiori che alzavano la testa sugli altri +e maledicendo la sorte, il passato, il presente, ed +avrei mandato a rotoli il mondo.</p> + +<p>— Come mai!... — io dicevo fra me, — come mai!... +un marito fedele... una moglie virtuosa, con una +<span class="pagenum">[259]</span> +bimba diletta!... che si adorano, vivono onestamente, +non hanno disgrazie, e non possono essere felici!... +Che diavolo! il mondo è dunque una trappola, dove +si trovano dei sorci arrabbiati che si divorano fra +loro?... ma l'onestà non è dunque altro che un infame +chiappoleria per ingannare i babbei!... e mandava +sospironi che minacciavano di convertirsi in +bestemmie....</p> + +<p>E meditando sul mio caso speciale io ritornava +su quel misero bacio, un bacio in aria, una puerilità, +una bolla di sapone, scoppiata da tanti anni! +e quella inezia aveva la forza di farmi infelice! +ma perchè?... perchè mia moglie mi amava talmente, +che era gelosa perfino del passato!... Dunque +era l'eccesso della mia felicità che mi rendeva +infelice! era la dolce sorgente d'amore che avvelenava +i miei giorni, era il miele che mi sembrava +sì amaro!... era per un bacio e in mezzo a due +amori che io mi struggevo d'odio contro la vita!...</p> + +<p>I paradossi mi riconducevano al domicilio coniugale, +rassegnato a vivere o a morire, secondo il +destino.</p> + +<p>Non ho potuto mai sopportare lungamente i musi +lunghi, ho sempre preferito l'odio al rancore, la +morte ai tormenti; perciò dopo le lotte fui sempre +il primo a presentare i preliminari di pace, e siccome +l'avversario aveva quasi sempre consumate le +munizioni e bruciate tutte le polveri, così si andava +presto d'accordo. A poco a poco il barometro segnava +il sereno, ed il termometro indicava una +temperatura più calda.</p> + +<p>Ma le vicissitudini dell'atmosfera e i quarti di +luna esercitano realmente una costante influenza sul +carattere della donna: e mi era impossibile di realizzare +sotto al piccolo tetto domestico la felicità della +<span class="pagenum">[260]</span> +pace perpetua, sognata da certi filosofi per l'umanità +tutta intiera.</p> + +<p>Un nonnulla dava soggetto talvolta alle nostre +beghe; uno scherzo degenerava in alterco, o finiva +in considerazioni melanconiche.</p> + +<p>Un giorno, passeggiando in giardino, l'Agata +venne a posarmi un fiore nell'occhiello dell'abito. +La ringraziai con un bacio sulla fronte, ed essa +mi disse:</p> + +<p>— Te lo pongo a credito... ma a condizione che +se l'altra paga, io sospendo i pagamenti.</p> + +<p>— Che cosa vuoi che paghi?... — io risposi con +qualche impazienza, — nessuna donna ha debiti +verso di me.</p> + +<p>— Sta zitto!... — riprese, — non negare almeno +che sei in credito d'un bacio!...</p> + +<p>— È una strana pretesa davvero, — io soggiunsi, — la +tua gelosia ti esagera di molto il diritto degli +innamorati. Essi non tengono conto nè scrittura +doppia dei crediti e dei debiti delle loro passioni, +nè possono esigere la liquidazione di partite abbandonate +da un pezzo.</p> + +<p>— Eppure scommetto cento contro uno che la +contessa desidera pagarti il suo debito.</p> + +<p>— Prima di tutto questo è un oltraggio che offende +gratuitamente una persona onesta, ma è il +solito della gelosia. In secondo luogo ti ripeto per +la millesima volta che la contessa non ha verun +debito verso di me... io non le ho fatto cambiali, e +se un bacio è una cambiale, essa non l'ha pagata +alla scadenza, io non le ho fatto in tempo il protesto, +e quindi non ho più diritto all'esazione. Metti +che sia fallita, e finiamola.</p> + +<p>— Io conosco dei falliti galantuomini, — essa +riprese, — che sono andati a far fortuna in America, +<span class="pagenum">[261]</span> +e al loro ritorno hanno soddisfatto interamente +ai loro impegni.</p> + +<p>— Consolati, sono casi tanto rari, — io le risposi, — che +non hai nulla a temere.</p> + +<p>Ed essa di rimando:</p> + +<p>— Ciò che è raro non è impossibile!... — e dopo +una lunga pausa, quando io sperava che fosse caduto +il discorso, essa esalò un profondo sospiro e +riprese: — le donne hanno una seconda vista e +presentimenti che non fallano. Io sento dentro di +me che un giorno tu riceverai un bacio dalla contessa +Savina!...</p> + +<p>— No... no... mille volte no, nè essa vorrebbe +darmelo, nè io vorrei riceverlo; i nostri cuori vennero +separati per sempre, noi non siamo più liberi, +siamo onesti, abbiamo figli e famiglia che non vorremmo +tradire, e sante affezioni che c'impongono +dei doveri....</p> + +<p>— I doveri cedono sovente alle passioni... che +sono più forti della volontà. Verrà un giorno!... — e +qui alzava il braccio in aria fatidica, quando io le +chiusi la bocca con una mano, e con l'altra arrestai +il gesto minaccioso, dicendole:</p> + +<p>— Basta così... Agata, tu metti troppo a cimento +la mia pazienza, e la tua ostinazione nelle accuse +ingiuste e irritanti potrebbe condurci nostro malgrado +a ciò che vogliamo e dobbiamo fuggire!... +basta così.</p> + +<p>La nostra bambina col suo celeste sorriso comparve +tra i fiori, come un angelo disceso dal cielo +a calmare le nostre anime, raddolcite dall'amore... +e amareggiate dalla gelosia. +</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum">[262]</span></p> + +<h2><a name="XXII" id="XXII"></a>XXII.</h2> + +<p>Così fra il dolce e l'amaro, coi quali si compone +la vita, passavano gli anni, e la nostra bimba era +diventata una bella ragazzina, sapeva leggere, scrivere +e far conti. Sua madre ed io andavamo a gara +nell'istruirla, ma il pensiero di completare la sua +educazione ci preoccupava gravemente. Non essendo +possibile conservarla al villaggio ove mancano tutti +i maestri, ci venne l'idea di collocarla nel collegio +di Como, ove sua madre era stata educata con +ottimo risultato. Mio suocero scrisse in proposito +ad un suo corrispondente per nuove informazioni, +e gli fu risposto che, essendo morta la vecchia direttrice, +il collegio era caduto in discredito. Non +bisognava più pensarci. Allora scrissi a mio zio +canonico, il quale ci propose subito un eccellente +istituto di Milano, diretto da una donna di molto +senno e gran cuore. Di più egli si profferiva cordialmente +di visitare spesso la fanciulla e di renderci +esatto conto della sua salute e de' suoi progressi, +e questo era per noi un argomento di gran +valore. Ma l'idea d'una separazione ci spaventava: +la Giuseppina era la nostra delizia, e si temeva che +la vita rinchiusa la facesse ammalare. Essa era +avvezza all'aria libera, e manifestava un continuo +bisogno di agreste libertà. Nel breve tempo delle +sue lezioni stava seduta per forza, e appena finito +<span class="pagenum">[263]</span> +il còmpito correva dietro alle farfalle, seguita da +Bitto, e spariva su per le colline, cantando allegramente +le sue canzoni. Poi ritornava a casa ansante +colle braccia piene di erbe e di fiori odorosi +raccolti sui poggi. Sua madre la sgridava, essa +rispondeva con baci che rasserenavano il volto +materno. Ella era l'amore dei parenti, l'amica dei +fanciulli, la provvidenza dei poveri, la vaghezza del +villaggio. Il pensiero di allontanarla era sentito da +tutti come una privazione comune. Tuttavia bisognava +pensarci seriamente, aveva raggiunto i dieci +anni e la sua bella intelligenza meritava un'accurata +coltura; il nostro affetto era troppo indulgente, +mancava dell'energia necessaria ad imbrigliare la +sua eccessiva vivacità. L'interesse della nostra creatura +c'imponeva il sacrifizio del cuore, e quindi si +discusse lungamente la proposta dello zio. La troppa +distanza dalla Valtellina veniva compensata dal +valore dell'istituto, e dall'affettuosa oculatezza d'un +parente di nostra piena fiducia. Ci siamo dunque +decisi per Milano, e prese le opportune disposizioni, +venne fissato il principio di novembre per +condurla in collegio.</p> + +<p>L'Agata ed io dovevamo accompagnarla, quando +negli ultimi giorni d'ottobre mio suocero cadde gravemente +ammalato. Avevamo deciso di ritardar la +partenza, ma mio zio ci scriveva lettere sopra lettere, +eccitandomi all'esattezza, osservando che la +direttrice non intendeva transigere sui regolamenti +del collegio, perchè la regolarità dell'istruzione +non permetteva di ammettere nuove educande, oltrepassata +la metà del novembre.</p> + +<p>Il termine si avvicinava, e la malattia di mio +suocero si andava aggravando; esso non gradiva +che le cure della moglie e della figlia, la quale non +<span class="pagenum">[264]</span> +poteva abbandonarlo. Bisognava dunque che io solo +accompagnassi la Giuseppina a Milano; necessità +non ha legge.</p> + +<p>Una tale prospettiva conturbò fortemente il mio +spirito, mettendomi in seria apprensione per le noie +che mi sarebbero cagionate dalla gelosia di mia +moglie. Infatti non m'ingannavo, ed essa incominciò +colle solite insinuazioni a manifestarmi i più atroci +sospetti. Che fare?... Io rinunziava di buon grado a +tal viaggio. Agata lottava fra il desiderio di rimandarlo +all'anno venturo, e il timore di privare sua +figlia della necessaria istruzione; ma l'età della fanciulla +esigeva una sorveglianza resa sempre più difficile +dalla necessità che legava mia moglie al letto +del padre infermo. Mio zio c'insinuava il sospetto +che, oltrepassata l'età normale, nostra figlia non +sarebbe più ammessa in collegio; ella stessa desiderava +compiere il suo destino e dedicarsi interamente +allo studio: perciò dopo mature considerazioni, +secondando anche l'opinione espressa dai miei +suoceri, venne finalmente deciso che la Giuseppina +entrasse in collegio, e che io solo andassi ad accompagnarla. +Mi dovetti rassegnare; ma qualche giorno +prima della partenza i sospetti di mia moglie si +accrebbero in modo tale da farmi perdere la pazienza. +Tempestai pieno di sdegno per così insana +ingiustizia: le parole che mi sfuggirono dall'irritazione +della collera la persuasero maggiormente ch'io +avessi cessato d'amarla, la mia indignazione per +tale assurdità la riconfermava nel suo giudizio. Essa +era profondamente convinta che la contessa Savina +mi amasse ancora, e che io non saprei resistere alla +minima seduzione; il mio racconto, troppo ingenuo +e imprudente, l'aveva persuasa che quell'amore +non fosse che semplicemente sospeso in causa di +<span class="pagenum">[265]</span> +forze contrarie, come una pianta che ritarda la +sua fioritura a motivo delle brine d'una primavera +tardiva, ma che schiuderà i suoi bottoni nella stagione +più avanzata, e non avrà minore profumo +per aver sbocciato più tardi, sotto l'influsso d'una +temperatura elevata. Essa mi sosteneva che il +primo amore è il solo vero, sincero, durevole; lo +diceva per prova, non avendo essa amato che me +solo.</p> + +<p>— Tu dunque non ammetti secondi amori?... — io +le chiedeva.</p> + +<p>— No... — mi rispondeva sospirando, — non sono +che ripieghi....</p> + +<p>— Allora perchè mi hai sposato?</p> + +<p>— È stata forse una follìa... prodotta anche questa +dal primo amore che ne fa tante!... forse sarà +una disgrazia... perchè ti dichiaro che io non sono +donna da sopravvivere a un tradimento!... pensaci +bene!...</p> + +<p>— Non hai dunque fiducia nella mia affezione... +nel mio onore... nella mia onestà?...</p> + +<p>— Tutte parole... che svaporano al soffio delle +passioni!... più forti della volontà... specialmente +per certi uomini... troppo leggieri!...</p> + +<p>— Ma che cosa puoi dire sul mio conto?</p> + +<p>E qui saltava fuori la storia della mugnaia!...</p> + +<p>— Ebbene, manda la bimba con chi vuoi, ma io +non parto.</p> + +<p>Allora nuove scene, perchè diceva che tradivo +la mia debolezza, e non mi sentivo abbastanza forte +per affrontare il pericolo!</p> + +<p>— Ebbene... partirò!...</p> + +<p>Allora le pareva sicuro che il mio soggiorno a +Milano avrebbe servito a rannodare il passato al +presente. Diceva che se la contessa ed io avevamo +<span class="pagenum">[266]</span> +perduta l'ingenuità e la freschezza giovanile, avevamo +d'altronde guadagnato in esperienza e coraggio, +che la donna doveva aver deplorata la soverchia +timidità della fanciulla, e che certamente aspettava +la prima occasione favorevole per rifarsi. Infatti +io potevo contare di sicuro per questa volta +sul bacio della contessa Savina!</p> + +<p>Io sentivo invece dentro di me il profondo convincimento +che mia moglie aveva torto, che la mia +coscienza era forte della sua onestà, e quindi quegl'ingiusti +pronostici mi accendevano di sdegno; +accusavo l'Agata di essere un'ingrata, visionaria, +e taccagna!... ma invece di calmarla, l'esasperava... +e si passavano notti d'inferno!...</p> + +<p>E mentre forse molti bricconi dormivano in pace, +noi, onesti entrambi, legati da un'affezione leale, +sincera, scambievole, con una cara bambina che +cementava la nostra unione, noi eravamo agitati +da fiere burrasche, infelici senza giusto motivo e +senza colpa! A furia di giuramenti sulla medaglia +di mia madre, sulla vita della mia bambina, giunsi +finalmente a moderare la sua fantasia, e ad assicurare +alquanto il suo cuore. Vedendola, se non +più ragionevole, almeno più rassegnata, aggiunsi +tutti quegli argomenti che militavano in mio favore; +e il più importante di tutti era questo: la contessa +Savina aveva un marito, essa lo aveva seguito al +domicilio coniugale, in conseguenza non dimorava +più in casa Brisnago, ed io non sarei certo andato +a cercarla davanti al palazzo di Montegaldo, che +non sapevo nemmeno dove fosse. Di più non mi +sarei fermato a Milano che il tempo necessario per +completare il corredo della bambina in collegio: e +sarei ritornato subito a casa, sperando di trovarla +più ragionevole, altrimenti malgrado la mia sincera +<span class="pagenum">[267]</span> +affezione, e tutta la sua, mi sarei gettato nel lago +con una pietra al collo per finire una vita sciocca, +insopportabile e immeritata. Ed essa di rimando +con nuove spiegazioni, accompagnate da lagrime e +singhiozzi, mi dichiarava il suo affetto profondo, +del quale pretendeva che le sue inquietudini dovessero +essere la prova più convincente.</p> + +<p>— Grazie tante! — io rispondeva, — se queste +scene sono prove d'amore, preferisco l'odio che mi +assicura la pace.</p> + +<p>Ed era davvero l'amore d'una moglie riamata che +pesava sulle mie spalle, come peserebbe un carico +di miele.</p> + +<p>Giunse anche il giorno della partenza. Il povero +nonno, accasciato dalla malattia nel suo letto di +sofferenze, non poteva lasciarci partire, e si teneva +la bimba stretta per mano, quasi avesse timore che +le sfuggisse per sempre; voleva ancora un altro +bacio, poi un altro, e ancora un saluto, e una carezza +sui capelli, poi non potendo più reggere all'angoscia +ricadde sull'origliere con un singhiozzo... +e ci lasciò andare.</p> + +<p>La nonna ci accompagnò in anticamera, ma sentendosi +soffocare dall'emozione, baciò più volte la +Giuseppina, la strinse al seno teneramente, e ritornò +presso il malato. L'Agata aveva dimenticato +i pericoli del marito per occuparsi intieramente +della figlia che stava per lasciare. Quella separazione +lacerava crudelmente il suo cuore, eppure si +forzava di dissimulare il dolore per non aggravare +quello della sua creatura, già troppo intenso. Sono +momenti terribili, e chi si trova in condizioni tali +da poterli evitare, fa benissimo a tenersi le figlie +vicine, educandole in casa sotto la sorveglianza +materna. In quanto poi a quelle madri che senza +<span class="pagenum">[268]</span> +assoluta necessità mettono le loro figlie in collegio, +per sollevarsi da un peso importuno, fanno ancora +meglio; le figlie non possono che guadagnare nel +cambio.</p> + +<p>Dopo ripetute raccomandazioni, baci, amplessi e +sospiri, l'Agata ci accompagnò sulla porta, e saliti +nella vettura che ci aspettava da un pezzo siamo +partiti, mentre tutti ci mandavano i più cordiali +saluti coi cenni delle mani, e coi fazzoletti spiegati.</p> + +<p>La gioventù si rassegna più facilmente dell'età +matura, e l'aspetto dei paesaggi pittoreschi della +Valtellina, e poi il panorama incantevole del lago +di Como valsero a calmare nella bambina l'affanno +provato per lasciare la madre, i nonni e il villaggio, +e a distrarla dai suoi dolorosi pensieri.</p> + +<p>Appoggiati al parapetto del battello a vapore, io +le indicava i più bei siti delle due sponde, i paeselli +pittoreschi e le splendide ville, e le facevo +osservare col cannocchiale le note cime dei nostri +monti lontani, già spruzzati del primo nevischio.</p> + +<p>È cosa piacevole assai servire di guida ai fanciulli +nelle loro prime escursioni, e specialmente +ai propri figli; l'assistere alle continue sorprese +che li colpisce, il rispondere alle ingenue domande, +l'osservare l'intensità della loro ammirazione.</p> + +<p>Alcuni viaggiatori stranieri, che entravano per +la prima volta in Italia, arrestarono i loro sguardi +con viva simpatia e somma benevolenza sulla vispa +e svegliata ragazzina italiana, che davanti le +opere stupende della natura e dell'arte manifestava +tanto entusiasmo, con precoce intelletto del bello. +Ed io andava superbo e soddisfatto che il primo +successo di mia figlia facesse onore alla patria.</p> + +<p>Giunti a Como, la condussi a visitare la città, +<span class="pagenum">[269]</span> +poi ci siamo rimessi subito in viaggio. Quando +vidi da lontano l'aguglia maggiore del Duomo di +Milano, sentii dentro di me un rimescolamento di +gioia e di paura. Godeva di rivedere alfine il mio +paese, e mi pareva d'essere minacciato da un pericolo +imminente. Erano circa dodici anni che non +entravo nella diletta città, impedito dapprima da +mio zio, poi da mia moglie, sospettando entrambi +che io volessi scalare il cielo di nuovo. La mia insania +giovanile li spaventava ancora, e per avere osato, +come Prometeo, alzare gli occhi al fuoco celeste, ero +condannato in perpetuo a restare incatenato ad un +monte, e dilaniato il cuore da un avoltoio col becco +a due mascelle taglienti: l'amore e la gelosia.</p> + +<p>Entrammo in Milano sulla sera, quando i fattorini +del gas accendevano i fanali. Il rumore delle +carrozze, il movimento animato delle vie, lo splendore +dei magazzini, l'eleganza delle donne, il suono +degli organetti, mi allucinavano lo spirito. Mi pareva +di destarmi da un lungo sonno, nel quale +avessi sognato un matrimonio fra i monti e conosciuto +dei personaggi fantastici, bizzarri, impossibili. +La vettura ci trascinava attraverso quelle vie +che mi ricordavano la gioventù e l'amore. Ogni signora +che attraversava la strada mi sembrava la +contessa Savina.... Le interpellanze di mia figlia mi +richiamarono alla realtà, essa mi manifestava la +sua ammirazione per quello spettacolo nuovo per +lei, per quelle belle vie larghe e pulite, per quell'elegante +brulichìo di gente ammodo, così diversa +dai rustici montanari del villaggio.</p> + +<p>Alfine giungemmo alla porta della casa di mio +zio, e suonando il campanello, non potea frenare +la mia curiosità, e diedi un'occhiata in isbieco al +palazzo Brisnago. Tutte le gelosie erano chiuse. +<span class="pagenum">[270]</span></p> + +<p>Al suono della mia voce, Veronica mi corse incontro +precipitosa, seguita da mio zio che mi aperse +le braccia, fra le quali gettai la mia Giuseppina, +che esso strinse al seno teneramente. Salite le scale, +mi ricomparvero dinanzi quelle stanze piene di ricordi +giovanili, riconobbi l'odore speciale di quei +luoghi poco ventilati; quei mobili, quei quadri mi +facevano l'effetto d'antiche conoscenze che sorridessero +al mio ritorno. La Veronica non si saziava +di contemplare la bambina e di accarezzarla:</p> + +<p>— Come è bella... e grande... — essa ripeteva; — mi +pare proprio impossibile che sia vostra figlia!</p> + +<p>Mio zio mi chiedeva conto dell'Agata, della suocera, +della malattia del signor Nicola, del parroco, +del dottore, e di tutte le sue conoscenze.</p> + +<p>La cena ci venne servita nel solito tinello, ove +il canonico, durante il pranzo, soleva in altri tempi +chiedermi conto de' miei studi pedagogici e delle +mie occupazioni del giorno, quando io gli rispondeva +di straforo, non potendo parlargli nè dell'amore, +nè della tragedia. Dopo alcune ore di ciarle, +di domande, risposte ed esclamazioni, ci siamo alzati +da sedere per andare a letto. Mio zio si ritirò +nella sua stanza, augurandoci un buon riposo.</p> + +<p>Veronica mi annunziò che condurrebbe la Giuseppina +nella bella camera vicina alla sua, e mettendomi +in mano il lume acceso, mi disse:</p> + +<p>— Voi non avete bisogno che v'insegni la vostra +camera; felice notte, Daniele, dormite bene.</p> + +<p>Diedi un bacio alla bimba, e ripetendo gli augurii +di buona notte, mi ritirai alla mia volta.</p> + +<p>Era nella modesta ma cara cameretta dello studente +ch'io rientrava finalmente dopo lunga assenza, +quando i varii casi della vita avevano fissato +il mio destino in modo impreveduto. Chiusi +<span class="pagenum">[271]</span> +la porta e m'arrestai alquanto sulla soglia, contemplando +con mesto raccoglimento quell'asilo ove +s'era ricoverata la mia gioventù; quella serra calda +ove avevano fiorito i pensieri della mia primavera; +poi ne feci il giro lentamente, come i divoti nei +luoghi santi, guardando attentamente quelle pareti +ch'io conosceva perfino nei minuti rilievi e nelle +minime anfrattuosità, come un monaco la sua cella, +come un prigioniero il suo carcere; e ne scoprivo +ancora i segni tracciati colla matita, e gli spruzzi +delle penne; indi osservai con pari interesse il +letticciuolo de' miei sogni giovanili, il canapè dei +sospiri, delle lagrime, delle illusioni, il tavolino di +studio sul quale scartabellai tante carte, raccolsi +tanti concetti, formulai tante idee, e ne riconobbi +ancora le macchie d'inchiostro, rammentandomi gli +accidenti che le produssero.</p> + +<p>Sedetti e meditai lungamente, e ripensando al +passato dimenticavo il presente, e gli oggetti che +mi stavano sotto gli occhi mi facevano scomparire +i lontani: la distanza offuscava la vista come la +nebbia.</p> + +<p>In Valtellina mi pareva di veder Milano nascosto +dietro i monti, i laghi, le campagne, lontano, +lontano, nell'ombre semibuie del vespero. Nella mia +cameretta di Milano la Valtellina mi compariva +alla sua volta sfumata in un'atmosfera brumale, +come una catena di montagne grigie che si confondono +colle nuvole in fondo d'un quadro.</p> + +<p>Quei muri, quei mobili, quella finestra mi parlavano +come amici da lungo tempo abbandonati, io +stavo ascoltandoli con religiosa attenzione.</p> + +<p>Rivivendo nel passato si vive due volte, e la natura +ci spinge con istinto irresistibile a raddoppiare +la vita. +<span class="pagenum">[272]</span></p> + +<p>Quando la stanchezza eccessiva ed il sonno persistente +mi chiudevano le pupille mi coricai, e dormii +profondamente, ma la luce del crepuscolo entrando +per gl'interstizii delle gelosie mi trovò desto. +Balzai dal letto, mi vestii, ed aperta la finestra +aspirai avidamente le brezze mattinali.</p> + +<p>Il palazzo Brisnago era sempre chiuso, le piante +del giardino erano cresciute: tanto meglio! potevo +guardare francamente senza scrupoli. La finestra +e il giardino mi rammentavano naturalmente il +mazzetto raccolto e il bacio respinto, ma mi dicevano +in pari tempo: tutto è finito!...</p> + +<p>E chiedevo a me stesso: Chi sa in qual angolo +di Milano sarà collocato il palazzo Montegaldo?...</p> + +<p>Sarebbe bene che lo sapessi, per evitare quella +via, e non offrire il minimo pretesto di sospetti +al mio ritorno.</p> + +<p>L'Agata mi chiederà subito: — l'hai veduta?... — ed +io potrò rispondere: — non solo non l'ho veduta, +ma non sono nemmeno passato davanti la sua +casa.... No... no... non devo dire così... io devo ignorare +la sua dimora. Non potrei mai persuadere l'Agata +d'aver ricercato la località del palazzo Montegaldo +per evitarlo. Nel dubbio, la gelosia preferisce +sempre di credere al peggio; la gelosia ha +bisogno di tormentarsi, e quando non trova motivi +di farlo, li crea. Essa non crede a nulla che possa +calmarla, e presta fede a tutto quello che può +sconvolgerla; essa costringe gli onesti a farsi ipocriti +per dissimulare il vero... il quale viene spesso +interpretato a rovescio!... quale fatalità!...</p> + +<p>E se mio malgrado incontrassi la contessa per +via?... Spero che non mi toccherà questa tentazione!... +Milano è grande, ed io posso evitare benissimo +i luoghi frequentati dalle signore. +<span class="pagenum">[273]</span></p> + +<p>Però quel palazzo chiuso mi rattristava. I vecchi +saranno tutti morti! io pensava, i mobili dispersi, +le stanze nude e deserte.</p> + +<p>Divagavo in questi pensieri, quando lo scricchiolare +d'una gelosia mi fece alzare la testa. Una finestra al +terzo piano del palazzo si apriva lentamente: — C'è +un guardiano... dissi fra me. Le gelosie rimasero semichiuse +durante una mezz'ora, poi vennero spalancate +d'un tratto, ed una donna vestita di bianco apparve +davanti i miei occhi... era la contessa Savina!...</p> + +<p>A prima vista non la conobbi: la ragazza s'era +fatta donna, al fiore era succeduto il frutto. Era +bella d'un'altra bellezza. I lineamenti avevano acquistato +un carattere deciso, lo sguardo s'era fatto +più grave e melanconico, le forme s'erano arrotondate, +e un certo abbandono della persona indicava +la fatica di pensieri dolorosi.</p> + +<p>Appena aperte le imposte, la contessa si arrestò +un istante come attonita a guardarmi, forse al +pari di me stupefatta dalla sorpresa, e dubbiosa +della scoperta. Poi mi parve, da una contrazione +quasi impercettibile del volto, che mi avesse riconosciuto: +chiuse le invetriate e si ritirò lentamente. +Io rientrai, caddi sul canapè, sopraffatto +da confuse emozioni, nelle quali però dominava +una strana paura... paura di quel fantasma che mi +perseguitava con implacabile fatalità... paura di +me stesso... paura di nuovi tormenti, di nuove noie +sotto al tetto domestico. Avrei voluto fuggire ogni +pericolo, sottrarmi alla sorte che si ostinava a rendermi +vittima di nuove complicazioni, allontanarmi +subito da quella malìa che si faceva giuoco della +fermezza delle mie buone intenzioni... ma come +avrei potuto partire?... Impossibile! bisognava abbassare +il capo davanti il destino e lottare!... +<span class="pagenum">[274]</span></p> + +<p>Allora mi spiegavo il motivo della desolazione +eccessiva dimostrata da mio zio per la malattia +di mio suocero!... egli rimaneva deluso nella speranza +che venissi a Milano con mia moglie. Tuttavia, +vedendomi al fianco la Giuseppina, mi pareva +più fiducioso del solito. Divagavo nelle smanie +della mia posizione imbarazzante, quando la +Veronica entrò nella stanza. Non era in caso d'aspettare +lungamente la spiegazione di tanti misteri, +e le dissi subito senza esitare:</p> + +<p>— Ditemi francamente, Veronica, qual è il motivo +per cui la contessa Savina di Montegaldo si +trova nel palazzo Brisnago?</p> + +<p>— Come?... non sapete nulla?</p> + +<p>— Non so nulla....</p> + +<p>— Il conte di Montegaldo è morto, or son tre +anni, coperto di debiti. La contessa ha dovuto vendere +il palazzo del marito per soddisfare agli impegni +che egli aveva incontrati co' suoi vizii... ed +essa è ritornata a casa sua.</p> + +<p>— La contessa è vedova?...</p> + +<p>— Vedova... e la credo meno infelice di quando +viveva il marito, che gliene ha fatte passare d'ogni +sorta! Figuratevi... un giuocatore... un donnaiuolo.... +un dissipatore.... insomma uno scapestrato!...</p> + +<p>— Ma... e perchè l'aveva essa sposato?...</p> + +<p>— Sapete bene, i signori!... l'ha sposato senza +conoscerlo... imposto dai genitori, perchè dicevano +ch'era d'antico casato... un bel nome insomma... e +lo credevano ricco... e lo sarebbe stato senza i suoi +vizi....</p> + +<p>— La contessa fu dunque infelice?</p> + +<p>— Infelicissima... e già pochi mesi dopo le nozze si +parlava di divorzio... poi venne alla luce il figliuolo.... +<span class="pagenum">[275]</span></p> + +<p>— Ah sì!... il giudice conciliatore!</p> + +<p>— Che cosa dite?</p> + +<p>— Dico che questo rampollo fece le veci d'un +giudice conciliatore, e ricongiunse il marito alla +moglie....</p> + +<p>— Come il galeotto al suo compagno di catena, — soggiunse +Veronica, alzando le spalle con aria +sprezzante. — Bene o male rimasero legati per riguardi +di famiglia, fino alla morte.</p> + +<p>— E il figliuolo è con lei?</p> + +<p>— È la consolazione della madre; un buon ragazzo!... +La contessa gli darà un'educazione che lo +tenga lontano dalle abitudini paterne... e ne farà +un uomo onesto.</p> + +<p>— Che il cielo l'aiuti!... — io risposi.</p> + +<p>E la Veronica si mise a parlarmi di mia moglie, +del suo desiderio di conoscerla, e non finiva mai +di farmi gli elogi della bambina. Io la ringraziai +della sua costante affezione e dei regalucci che +non mancava di mandarmi ogni anno cogliendo +l'occasione del viaggio dello zio quando recavasi +ai bagni, ed ella, per sottrarsi alla dimostrazione +della mia gratitudine, si ritirò, col pretesto d'apparecchiare +la colazione.</p> + +<p>Rimasto solo, incominciai a rimuginare le cose +udite, considerando gli effetti fatali d'una inclinazione +giovanile, che, quantunque soffocata in germe, +continuava a far sentire il suo influsso sulla esistenza +di due persone. E mi proposi d'evitare con +ogni cura un simile destino a mia figlia chiudendola +per tempo in collegio, e riservandomi a sorvegliarla +attentamente al suo ritorno in famiglia. +Intanto doveva pensare a sorvegliare seriamente +me stesso, per evitare, non pericoli impossibili, +ma le occasioni più innocenti che potessero offrire +<span class="pagenum">[276]</span> +il benchè minimo pretesto alla cieca gelosia +di mia moglie. E pensavo con raccapriccio a quel +momento terribile nel quale sarei costretto di raccontarle +la impreveduta ricomparsa della contessa +Savina davanti la famosa finestra!</p> + +<p>La infelicità del suo matrimonio verrà attribuita +certamente alla sua inclinazione per me, la sua vedovanza +le darà indizio d'imminente pericolo, il suo +ritorno alla casa paterna verrà interpretato come +un'insidia, la sua innocente ricomparsa come un +tentativo di seduzione. E troverà le prove evidenti +di tutto!... Se le racconto questi fatti, dirà che non +posso tacere nemmeno con lei di ciò che mi trabocca +dal cuore; se non gliene parlo, quando li sentirà +raccontare dagli altri, dirà che il mio silenzio +rivela la colpa!...</p> + +<p>Che fare in posizione così imbarazzante?... questo +mi pareva un problema più insolubile della +quadratura del circolo!</p> + +<p>Incominciai allora a fantasticare sulle probabilità +compromettenti: per esempio, se realmente la +contessa mi amasse davvero?... e rimpiangesse gli +anni giovanili, e disingannata della vita positiva +volesse ritentare un affetto sincero?... Se per vendicarsi +dei pregiudizii sociali che la condannarono +ad un'unione forzata, volesse reclamare i diritti +naturali che ci spingono nelle braccia dell'amore +spontaneo?</p> + +<p>Chi sa!... forse essa deplora di non aver corrisposto +alla mia dimostrazione d'affetto!... forse mia +moglie ha ragione, e i suoi presentimenti non l'ingannano!... +forse la contessa Savina desidera restituirmi +il mio bacio!...</p> + +<p>Sarei quasi curioso di farne il tentativo, io pensava +fra me, e questa non sarebbe una colpa d'amore, +<span class="pagenum">[277]</span> +ma una vendetta!... Essa ha rinnegato il mio +amore per orgoglio, quando era libera d'accettarlo. +Io ho diritto di dirle: — vedi? il tuo rifiuto ti rese +infelice!... te ne penti ora? — Sì, me ne pento, ed +eccoti un bacio!... — Ebbene, io risponderei, questa +volta sono io che non l'accetto, non sono più +libero, e riprendi il tuo bacio... e che tutto sia finito!... +Se facessi così!... e andavo scrutando se un +bacio possa considerarsi sempre come una colpa... +e mi pareva di no. E cavillando sull'argomento, mi +andavo persuadendo esservi baci che non costituiscono +un'infedeltà, e peroravo col calore e l'eloquenza +di un avvocato il quale si sforza di dimostrare +che vi sono assassini galantuomini, e che si +può anche ammazzare un uomo senza essere colpevoli +d'omicidio, o almeno almeno con circostanze +attenuanti... e aspettavo la sentenza del giudice.... +Questa volta il giudice era la mia coscienza... ed +essa con voce severa mi diceva: — sei pazzo!... tu +mediti un tradimento. Gli assassini sono sempre +assassini... e i baci sempre baci... talvolta più pericolosi +degli assassini!...</p> + +<p>E in quel punto mi rammentavo d'aver promesso +davanti l'altare d'essere fedele a mia moglie, e poi +avevo giurato sulla medaglia di mia madre, e sulla +vita di mia figlia, di mantenere la promessa. Mio +Dio!... la vita di mia figlia!... al solo pensiero di +esporre ad un pericolo la vita della mia creatura, +di attirare la vendetta del cielo sul suo capo innocente, +di colpire con una colpa due vite in una +volta... perchè l'Agata sarebbe morta se avesse perduta +la Giuseppina!.., mi si dirizzarono i capelli +sulla fronte, mi sentii i brividi della febbre.... Corsi +tutto ansante nella stanza della bambina che terminava +di vestirsi, mi parve di vedere l'Agata col +<span class="pagenum">[278]</span> +suo sorriso e il suo sguardo, le baciai teneramente +la fronte, e sentii che la coscienza soddisfatta mi +rendeva forte contro ogni pericolo.</p> + +<p>Rientrato nella mia stanza, scrissi una lettera +affettuosa a mia moglie, nella quale le parlava del +viaggio, della nostra bambina, e del desiderio di +ritornare nel mio nido tranquillo... e felice!</p> + +<p>Quel giorno mi recai al collegio in compagnia +di mio zio, e, prese le debite informazioni, venni +a sapere che, mancando molti oggetti necessarii al +completo corredo dell'educanda, era costretto di +trattenermi a Milano più di quanto avrei desiderato.</p> + +<p>Scrissi nuovamente all'Agata annunziandole l'indispensabile +ritardo, pregandola d'aver pazienza, +perchè gli operai non sono sempre esatti nella +consegna dei loro lavori.</p> + +<p>Intanto io andavo sollecitando le commissioni, +mentre Veronica conduceva la Giuseppina a spasso +e a fare le spese minute.</p> + +<p>Le ore che mi restavano libere girovagavo per +la città visitando le strade nuove, o passeggiando +negli antichi quartieri per rammentarmi le cose +vecchie. Poi andavo a riposarmi sul canapè della +mia cameretta, e colà ricostruivo la passata gioventù. +L'inveterata abitudine d'affacciarmi alla finestra +mi vi spingeva sovente senza pensarci; l'affetto +per l'Agata e la paura della contessa mi allontanavano, +la curiosità di contemplare sul volto +della vedovella le modificazioni prodotte dagli anni +e dalle prove della vita mi veniva contrastata dal +timore di compromettermi, e mi pareva debolezza +tanto il cedere quanto il resistere, perciò i miei brevi +riposi venivano paralizzati da una continua lotta, +e quei giorni passati a Milano dopo una lunga assenza, +<span class="pagenum">[279]</span> +che avrebbero dovuto formare la mia delizia, +furono invece un continuo tormento. Non volendo +espormi ad un'imprudenza, cadevo in una +sguaiataggine: tutto mi faceva ombra, ogni accidente +mi si presentava come un pericolo.</p> + +<p>Quando udivo aprire una finestra del palazzo +Brisnago, io chiudeva rapidamente le gelosie; quando +vedevo un movimento dietro le invetriate, mi ritiravo +in fretta abbassando le tendine; era una pantomima +continua, che poteva dare negli occhi e suscitare +sospetti.</p> + +<p>O non sarebbe stato meglio abbandonare addirittura +la finestra?...</p> + +<p>È più facile il dire che il fare: e dice anche il +proverbio che la lingua batte dove il dente duole. +Chi si propone di non rivolgere lo sguardo ad un +oggetto qualunque, si trova spinto dalla parte vietata +con irresistibile impulso. Ignoro il nome di +quella forza arcana che mi faceva roteare nello +spazio, ma è positivo ch'io mi trovavo nell'identica +condizione di un pianeta che gira intorno a due +stelle.</p> + +<p>Per determinare la mia orbita bisognerebbe calcolare +le forze complesse che lottavano fra loro. Io +amavo l'Agata sinceramente, essa aveva tutto il +vantaggio dell'attrazione e tutto il danno della distanza, +la contessa Savina perdeva nell'attrazione +in forza della mia onestà, ma la distanza quasi +nulla che mi divideva da lei le dava un grande +vantaggio. E credo che, se l'uomo fosse costretto di +subire le leggi che trascinano gli astri, io sarei +caduto come un bolide nel palazzo Brisnago.</p> + +<p>Per buona sorte non fu così, ed anche per quella +volta la profezia di mia moglie non si è avverata; +il creditore fuggiva la debitrice morosa, la quale +<span class="pagenum">[280]</span> +forse, come molti debitori, non aveva nessuna volontà +di pagare.</p> + +<p>È però vero altresì che finchè vivono i debitori, +e finchè sono solventi, non è tolta la possibilità di +riscuotere, quantunque certe partite, che passano +agli arretrati, vadano scemando di continuo il valore.</p> + +<p>Avendo finalmente collocata la figliuola in collegio, +mi decisi di partire immediatamente per la +Valtellina, sollecitato anche da lettere pressanti +dell'Agata, che mi annunziavano un progressivo +peggioramento nella salute di suo padre.</p> + +<p>Desideravo sinceramente rivedere mia moglie, +rientrare nella mia casa, riprendere le mie tranquille +abitudini; ma devo confessare con pari franchezza +che al momento di lasciare la mia cameretta +mi sentii una spina al cuore!... O perchè?... +Domandatelo a chi può conoscere a fondo gli atomi +più riposti del nostro fango!... io non comprendevo +me stesso. Qual legame poteva sussistere ancora +fra me e la casa Brisnago, se io con deliberato +proposito aveva fuggito il benchè minimo rapporto, +cancellata ogni traccia del passato, spento, o supposto +di spegnere, ogni lievito che potesse minacciare +il futuro?... Misteri incomprensibili!</p> + +<p>Mia moglie aveva dunque ragione co' suoi presagi? +ed io tentavo invano di far scomparire intieramente +le traccie della gioventù; nè la probità, nè +le oneste intenzioni, nè gli affetti domestici potevano +assicurarmi la pace dell'età matura.</p> + +<p>Quel primo amore, così esile in apparenza, resisteva +a tutte le vicissitudini della vita, come quelle +sementi minute, impercettibili, che gettate una +volta sul terreno, sfidano l'inclemenza delle stagioni, +e presto o tardi germogliano. +<span class="pagenum">[281]</span></p> + +<p>Dunque la spada di Damocle pendeva continuamente +sul mio capo, ed era vana ogni speranza di +liberarmene?...</p> + +<p>Dunque quel bacio fatale stava sempre scritto +nel libro della vita come una partita da liquidarsi?... +Io aveva rinunziato fermamente ad ogni pretesa, +io non voleva nulla... che cosa poteva restarmi nel +cuore?... c'è forse al mondo qualche cosa di più +forte d'una volontà indipendente?...</p> + +<p>Ma!... l'antica sapienza giudicava inutili gli sforzi +umani contro i decreti del fato!...</p> + +<hr /> +<h2><a name="XXIII" id="XXIII"></a>XXIII.</h2> + +<p>Giunto al villaggio, trovai l'Agata che piangeva +nella braccia di sua madre; il mio povero suocero +era agli estremi, tuttavia mi riconobbe, mi sorrise +tristamente, e con voce semispenta mi chiese nuove +di Giuseppina.</p> + +<p>L'amor figliale davanti al letto del padre moribondo +assopiva tutti gli altri sentimenti nel cuore +dell'Agata, la quale mi domandò poche cose di Milano, +che non avessero diretto rapporto con nostra +figlia, e si tenne paga delle mie risposte sommarie.</p> + +<p>Il dottore mi avvertì che ogni speranza di salvare +il signor Nicola era perduta, l'Agata non abbandonava +più la camera dell'infermo, nè il giorno +<span class="pagenum">[282]</span> +nè la notte, prodigandogli le cure più affettuose +insieme alla madre.</p> + +<p>Una mattina egli volle ricevere i sacramenti, +circondato da tutti i suoi cari. Sono momenti solenni, +che si scolpiscono indelebilmente nella memoria.</p> + +<p>Eravamo tutti inginocchiati intorno al suo letto, +le lagrime ci offuscavano la vista, e quando il sacerdote +uscì dalla stanza, il moribondo ci chiamò +da vicino, e con voce fioca ed interrotta pronunciò +poche parole d'addio:</p> + +<p>— Sono rassegnato... — ci disse, — quantunque +mi dolga lasciarvi, per non vedervi più sulla terra... +vi ho sempre amati teneramente... ero felice con +voi.... Giovanna, perdona il mio carattere e ricordati +il mio cuore.... Daniele, ti raccomando mia +moglie... e l'Agata... sii fedele... e vogliatevi bene. +Agata, tu fosti sempre la delizia della mia vita... tu +parlerai alla nostra bambina del suo povero nonno... +Vivete in famiglia uniti, e modestamente... sarete +felici.... Io vi benedico tutti... e spero di rivedervi +nell'eternità....</p> + +<p>Poco dopo entrò nell'agonia, che pareva un'estasi +consolata da soavi visioni. Sulla sera, quando l'ultimo +raggio del sole illuminava il suo pallido volto, +spirò tranquillamente, come un fanciullo che s'addormenta.</p> + +<p>Tutto il villaggio seguì la bara che trasportava +al cimitero le spoglie mortali del buon padre di +famiglia. Alcuni devoti cantavano le preci dei +morti con aria distratta, ma il mio caro Bitto seguiva +il corteo in attitudine di profonda tristezza.</p> + +<p>Il testamento nominava l'Agata erede di tutta +la sostanza, assicurava alla vedova una rendita vitalizia, +destinava a me l'orologio del defunto in ricordo, +<span class="pagenum">[283]</span> +e fissava alcuni piccoli legati a parenti lontani +e ai domestici.</p> + +<p>L'eredità risultò superiore di molto a quello che +lasciavano supporre i semplici costumi conservati +da mio suocero nella famiglia. Eravamo ricchi, e +siccome l'amministrazione della sostanza richiedeva +le assidue mie cure, rinunziai alla scuola, e appigionato +il casino al maestro mio successore, fissammo +la nostra dimora in casa Bruni, insieme +colla vedova.</p> + +<p>Se fui arcicontento di sbarazzarmi delle noie scolastiche, +lasciai invece con rammarico la casa che +parlava al mio cuore con dolci memorie. Mia moglie +raccomandò caldamente le piante al nuovo +maestro, e sofferse al pari di me nell'abbandonare +il piccolo nido.</p> + +<p>Gli affari attirarono tutta la mia attenzione, e +la nostra vita prese un andare tranquillo ed uniforme +come la superficie d'un lago in bonaccia.</p> + +<p>Le lettere dello zio e della Giuseppina ci annunziavano +la buona salute d'entrambi, e ci assicuravano +dei progressi di nostra figlia.</p> + +<p>Ogni anno facevamo una gita a Milano per visitare +la nostra bambina; ma la corsa era così rapida +e piena d'occupazioni, che non mi lasciava il tempo +d'arrestarmi davanti le finestre del palazzo Brisnago... +cosicchè il bacio della contessa Savina restava +sempre iscritto a suo debito senza ch'io pensassi +più a reclamarlo.</p> + +<p>Intanto gli anni passavano, e quantunque il +cuore si conservasse sempre giovane, tuttavia i +capelli bianchi che spuntavano, e le rughe che mi +solcavano la fronte, sembravano un buon antidoto +contro la gelosia: infatti mia moglie aveva deposti +i sospetti, e non mi parlava più della mia contessa. +<span class="pagenum">[284]</span></p> + +<p>Dico deposti, non spenti, chè guai se, prevedendo +il futuro, taluno le avesse detto: — Verrà un giorno +nel quale il debito contratto alla finestra del palazzo +Brisnago sarà pareggiato... il bacio verrà restituito +a vostro marito dalla contessa Savina! — Guai!... +Guai!... Eppure doveva essere così.... Ma +chi può prevedere il futuro?!</p> + +<p>L'educazione di nostra figlia era finita, e stavamo +facendo i preparativi per recarci a Milano a levarla +dal collegio, quando una lettera pressante +venne a precipitare il nostro viaggio. Eravamo minacciati +da una nuova disgrazia. Il nostro medico +di Milano mi scriveva che mio zio era stato colpito +da un accidente apoplettico, e che lasciava poche +speranze. Giunti ad una certa età, siamo sorpresi +sovente da così dolorose notizie. È la generazione +antecedente che cade negli abissi dell'eternità +e ci scopre le sponde del precipizio. Invitati a +raccogliere gli estremi aneliti dei nostri cari, i battelli +a vapore e le ferrovie ci sembrano lenti, e pur +troppo noi siamo giunti a Milano troppo tardi. Al +nostro arrivo la Veronica ci accolse singhiozzando, +col triste annunzio della morte del povero zio.</p> + +<p>Interrotta dalle lagrime, essa ci faceva l'elogio +del suo padrone, e conchiudeva dicendomi:</p> + +<p>— È morto esattamente, come ha vissuto, avendo +chiusi gli occhi al sonno eterno all'ora precisa che +li chiudeva ogni sera per dormire una notte!...</p> + +<p>Il capitolo della cattedrale l'onorò di solenni +funerali ed io gli feci collocare sulla tomba una +lapide che ricorda il suo nome e le sue virtù; ma +non potevo consolarmi di non esser giunto in tempo +di chiudere gli occhi al mio benefattore, del quale +conserverò fin che vivo la più grata ed affettuosa +memoria. +<span class="pagenum">[285]</span></p> + +<p>Nominato erede universale, col solo obbligo d'una +pensione vitalizia alla Veronica, anche questa volta +mi sono trovato più ricco di quanto poteva supporre. +Il buon vecchio metteva a mutuo i suoi risparmi +a benefizio del nipote, e ne aveva raccolto +un bel gruzzolo.</p> + +<p>Il denaro capita quasi sempre quando non se +ne ha bisogno. In gioventù, col cervello pieno di +sogni e col cuore riboccante di desiderii, io avevo +le tasche vuote. Quando l'età matura venne a consigliarmi +la sobrietà in ogni cosa, mi son trovato a +nuotare nell'abbondanza. È una delle tante ironie +della vita!</p> + +<p>Dopo la morte del povero zio avendo fatta uscire +di collegio la Giuseppina, ci siamo decisi di passare +l'inverno a Milano per regolare i diversi interessi +della successione. Mia suocera si rassegnò ad attenderci +in Valtellina, avendo potuto ottenere che una +lontana parente andasse a tenerle compagnia durante +la nostra assenza.</p> + +<p>La Veronica, quantunque potesse vivere indipendente +colla sua pensione, desiderò rimanere con noi, +e così ci siamo accomodati nella casa ereditata, mia +moglie ed io nella stanza dello zio, e nostra figlia +nella mia cameretta di studente.</p> + +<p>La natura aveva prodigato i suoi doni alla nostra +ragazza; ell'era leggiadra di forme, e vispa come uno +spiritello. Aveva i capelli biondi, gli occhi azzurri, +e la candida pelle di sua madre, ma il tipo s'era +perfezionato e raddolcito, presentando i lineamenti +d'un antico cameo. In quanto ai doni morali, mostrava +molta intelligenza, e l'umore un po' bizzarro +e gioviale del babbo, con qualche reminiscenza degli +impeti del nonno.</p> + +<p>Le modiste e le sarte di Milano, con arte elegante, +<span class="pagenum">[286]</span> +ne avevano fatto spiccare le grazie native +della persona, mettendo in rilievo le forme agili e +snelle. Il bruno delle vesti dava gran risalto alla +delicatezza del volto ed una certa gravità all'aspetto +giovanile.</p> + +<p>Dovunque si andasse, il suo passaggio attirava la +simpatia e l'ammirazione, e l'Agata ed io ne andavamo +superbi.</p> + +<p>Abbiamo passato l'inverno mestamente, occupandoci +degli affari, visitando i monumenti della città, +e facendo lunghe passeggiate. Il vuoto lasciato +nella casa dalla morte del povero zio mi aveva prodotto +una profonda tristezza, e fatto dimenticare +intieramente la contessa Savina. Mia moglie, partecipando +al mio lutto, aveva abbandonato le ubbie +sospettose, e fidente nella mia onestà, mi lasciava +tranquillo. Tutti gli affetti s'erano concentrati sull'unica +figlia, che colla sua vivacità giovanile leniva +le nostre afflizioni. Avevamo adottato delle usanze +urbane regolari e casalinghe, ma quando gli aliti +primaverili ci apportarono gli effluvi delle prime +violette, ci si ridestò il desiderio dei monti. Oramai +io era avvezzo da tanti anni a respirare l'aria libera +della campagna, che a lungo andare i muri della +città mi opprimevano: poi le memorie, le abitudini, +gli affari ci creano bisogni ai quali non è facile +sottrarsi.</p> + +<p>Mia moglie assai più di me anelava al ritorno, +desiderosa di riabbracciare la vecchia madre che +ci aspettava ansiosamente, di rivedere i fiori, gli +alberi e gli animali che reclamavano le sue cure, +e di rimettersi alle occupazioni domestiche, alle +quali doveva iniziare la figlia. Aggiungasi che, sbrigati +gli affari pressanti, s'incominciava a sentire la +noia della vita disoccupata, che ci spingeva al +<span class="pagenum">[287]</span> +ritorno; ma la Giuseppina ci tirava in lungo con +sempre nuovi progetti. Un giorno voleva ritornare +alle gallerie di Brera, un'altra volta desiderava +rivedere il Museo, o risalire sul Duomo o rivisitare +qualche chiesa, o passeggiare in piazza Castello +fino all'Arco della Pace, o fare il giro dei bastioni.</p> + +<p>Il nostro affetto ci portava alle concessioni, eravamo +felici di sacrificarci per contentarla e si diventava +schiavi de' suoi capricci.</p> + +<p>Talvolta, sorpreso da domande di nuove dilazioni, +le chiedevo con impazienza:</p> + +<p>— Come mai non desideri ancora di rivedere il +tuo paese?... e la buona nonna che ti aspetta con +tanta impazienza per stringerti finalmente al seno?...</p> + +<p>— Anzi, lo desidero moltissimo, — mi rispondeva, — ma +abbiamo tempo... la vita è così lunga!...</p> + +<p>— Ma chi ti ha detto che la vita è lunga?</p> + +<p>— Lo sento io... il tempo non passa mai!... a te +dunque non parvero lunghi i sei anni che ho passati +in collegio?... a me sembrarono eterni!... chiusa +in prigione... e lontana da voi!...</p> + +<p>— Ma ora che sei libera, che hai veduto tre o +quattro volte tutti i monumenti, i giardini, i passeggi, +i corsi di Milano, non sei ancora sazia di +questa vita scucita, scioperata, monotona?</p> + +<p>— Io la trovo deliziosa!... non mi stancherei mai +di Milano, sento che ho del sangue milanese nelle +vene... questo movimento continuo, questa vita romorosa +e svariata mi occupa immensamente. Ogni +giorno si vedono novità interessanti, le industrie +fanno un'esposizione perenne dei loro prodotti, le +vie sono popolose, allegre, la musica echeggia da +ogni parte, tutto si muove, sorride, cammina, svolazza; +qui si sente di far parte d'una società intelligente, +elegante, vivace. +<span class="pagenum">[288]</span></p> + +<p>— Ma bisogna pure una volta o l'altra rassegnarsi +a partire.</p> + +<p>— Pur troppo!... — conchiudeva con un sospiro, +e alzando gli occhi al cielo. Poi mi supplicava con +tanta grazia di concederle ancora qualche giorno, +che non era possibile resistere. Sua madre, che era +la prima vittima di tale sacrifizio, diventava il suo +avvocato patrocinante, ed io cedeva, sempre rassegnato +ad aspettare senza limiti.</p> + +<p>Non sapevo però spiegarmi tanta renitenza al +ritorno, quando una catastrofe impreveduta venne +a sciogliermi l'enigma.</p> + +<p>Un giorno ch'io ero uscito solo di casa, rientravo +col naso in aria, guardando sbadatamente la nota +finestra del palazzo Brisnago, quando — oh meraviglia!... +vedo un mazzetto di fiori che vola attraverso +la strada, e partendo dal palazzo va a cadere +sulla finestra della mia antica cameretta.</p> + +<p>Sbigottito, commosso, confuso, mille pensieri mi +assalgono, e mi par di sognare. Dopo tanti anni!... +il mio mazzetto ritorna indietro!... che cosa significa +questo mistero?... Mi agito, mi scuoto, mi decido +a voler vedere che cosa succede, mi colloco +in posizione opportuna per osservare nella stanza +del palazzo... e vedo con sorpresa il figlio della +contessa Savina, il conte Saverio di Montegaldo, +il giudice conciliatore, che gettava baci alla mia +finestra, e li gettava con tale entusiasmo, che pareva +diventato cieco e insensibile a quanto lo circondava.</p> + +<p>Balzo rapidamente dalla parte opposta, e vedo +mia figlia che, tenendo in mano il mazzetto di +fiori, lo copriva di baci, e poi li soffiava dall'altra +parte!...</p> + +<p>Gli occhi mi si offuscarono, le gambe mi traballarono +<span class="pagenum">[289]</span> +come se dovesse mancarmi il terreno sotto +ai piedi, dovetti appoggiarmi al muro per non +cadere. Il mondo mi pareva trasformato, capovolto. +Una volta... ai miei tempi... la contessa era fuggita... +adesso mia figlia rimane... e ricambia i baci... +ah civettuola!... non c'è dunque più ritenutezza, nè +pudore, nè modestia... nemmeno nelle fanciulle!... ed +io pensavo alla mia timidità giovanile... alle mie +esitazioni!... È vero che io non ero stato educato +in un collegio femminile... ma tuttavia!... o poveri +genitori!...</p> + +<p>Mi feci coraggio, rientrai, salii rapidamente le +scale, e senza chiedere ove fosse mia moglie, corsi +difilato verso la mia antica cameretta, e spalancata +la porta con un calcio, comparvi improvvisamente +davanti a mia figlia.</p> + +<p>Allo strepito della mia entrata il conte sparì, +Giuseppina diede un guizzo, ed esclamò:</p> + +<p>— Oh Dio!... papà... mi hai fatto paura!...</p> + +<p>Era pallida, ed appoggiandosi una mano sul cuore, +con l'altra sosteneva impassibilmente il suo mazzolino.</p> + +<p>La fissai per qualche istante in silenzio, chiusi la +porta, indi proruppi con accento severo reso più +grave dalla situazione:</p> + +<p>— Giuseppina!... so tutto!...</p> + +<p>— Che cosa sai, papà?... — mi rispose tranquillamente.</p> + +<p>— O come?... Osi ancora mostrarti indifferente +alla desolazione di tuo padre?... dopo esserti lasciata +sedurre dalle moine del conte di Montegaldo?...</p> + +<p>— Allora vedo che non sai proprio niente!... — mi +rispose con imperturbabile calma.</p> + +<p>— Come!... oseresti ancora negare? +<span class="pagenum">[290]</span></p> + +<p>— Sicuro!... devo negare ciò che non è... non è +il conte Saverio che mi ha sedotta... sono io che +ho sedotto lui!...</p> + +<p>Tale risposta mi parve d'un cinismo così rivoltante... +che mi venne la tentazione di darle uno +schiaffo... e feci due passi avanti col volto tanto +sconvolto, che essa ne ebbe paura e fece due passi +indietro. Allora procurai di moderarmi, chiusi anche +le invetriate, tirai le tendine, e sentendo che le +forze mi venivano meno, mi gettai sopra una sedia, +mi tersi il sudore dalla fronte, e le dissi:</p> + +<p>— La vostra impudenza richiede una spiegazione....</p> + +<p>Ed essa di rimando:</p> + +<p>— Ecco la spiegazione: i primi giorni che abitai +questa cameretta mi alzavo per tempo, come è mio +costume, e mi mettevo a ricamare al balcone. Il conte +Saverio veniva a fumare il suo sigaro alla finestra +dirimpetto e mi salutava cortesemente....</p> + +<p>— Egli ti salutava?... e tu?</p> + +<p>— Ed io naturalmente rispondevo al saluto....</p> + +<p>— Ma dunque in collegio non ti hanno insegnato +che una ragazza onesta non deve rispondere al saluto +d'un uomo che non conosce?...</p> + +<p>— Me l'hanno insegnato benissimo... come mi +hanno anche insegnato che non è creanza non rispondere +al saluto di chi si conosce. Ed io che conosco +il conte Saverio....</p> + +<p>— Come?... tu conosci il conte Saverio?</p> + +<p>— Eh eh!... lo conosco, non solo, ma siamo vecchi +amici!</p> + +<p>— Amici da quanto tempo?</p> + +<p>— Da sei anni; cioè dall'epoca che siamo venuti +a Milano, quando mi hai condotto in collegio.</p> + +<p>— Allora tu eri una fanciulla di dieci anni, ed +<span class="pagenum">[291]</span> +egli ne poteva aver dodici... e come avete fatto a +conoscervi?</p> + +<p>— La Veronica, vedendo che io ammiravo dalla +finestra gli alberi e i fiori, promise di condurmi a +vedere il giardino Brisnago, a condizione che tenessi +la cosa in segreto, perchè altrimenti sarebbe stata +sgridata da Monsignore, che non voleva aver relazione +con quei signori. Io giurai di star zitta, e +tenni la mia parola fino a questo momento!... Quando +tu e il povero zio canonico eravate andati pei fatti +vostri, Veronica scendeva a far conversazione col +portinaio che era suo amico, e mi faceva entrare +in giardino.</p> + +<p>Io non la vedevo più per un pezzo, mi diceva che +andava a far la spesa, e veniva a prendermi più tardi.</p> + +<p>Colà conobbi Saverio, egli mi fece gli onori di +casa guidandomi intorno a quelle belle piante, poi +mi propose di saltare la corda e di giocare a gatta +cieca, e così ci siamo divertiti più volte.</p> + +<p>Un giorno me ne tornavo a casa colla Veronica, +mentre rientrava la contessa Savina. La Veronica +volle ch'io baciassi la mano alla signora quando discese +dalla carrozza. Avendo udito chi fossi, mi diede +un bacio e mi accarezzò lungamente i capelli, guardandomi +con bontà, e facendo il mio elogio. Mi fu +subito molto simpatica, e la rividi sempre con piacere +in collegio quando veniva con suo figlio a visitare +una mia compagna loro parente. Portava sempre +dei bomboni anche per me, dicendo: povera +ragazzina che ha i genitori lontani!... E la contessa +mi dava dei baci!... Ma che cosa hai, papà, che ti +vengono gli occhi rossi?..</p> + +<p>— Io?... t'inganni, non ho altro che il dolore di +scoprire tanti intrighi, che finiscono con un altro +amore impossibile!... +<span class="pagenum">[292]</span></p> + +<p>— Impossibile!... e perchè?... se ci amiamo, l'amore +non è impossibile!... infatti....</p> + +<p>— Infatti come è finita?...</p> + +<p>— Ma!... devo ripeterlo... è finita che l'ho sedotto!...</p> + +<p>— Ma come diamine l'hai sedotto?</p> + +<p>— Oh bella!... non sai come si seduce?... Stando +seduta al lavoro. Egli mi guardava lungamente... io +fingevo di non vederlo, e lo facevo aspettare un bel +pezzo... poi alzavo la testa con aria indifferente e +gli davo un'occhiata. Poi le occhiate divennero più +frequenti... e più lunghe....</p> + +<p>— Tutte compagne!... — dissi fra me, ed essa continuò:</p> + +<p>— Finalmente un giorno mi disse ch'io l'avevo +sedotto!...</p> + +<p>— Ma che!... vi parlate dunque attraverso la +strada?...</p> + +<p>— Oh!... come puoi credere ad un simile scandalo?...</p> + +<p>— Ma dunque?...</p> + +<p>— Diavolo!... ci scriviamo.</p> + +<p>— Come?... avete anche l'audacia di scrivervi?</p> + +<p>— L'audacia!... perchè l'audacia?... A che cosa +servirebbe l'aver imparato a scrivere, se non fosse +per esprimere i propri pensieri?... a che cosa servirebbe +la posta, se non fosse incaricata di trasportare +i segreti di chi non è in caso di parlarsi?...</p> + +<p>— Ma ricevi le sue lettere per la posta?</p> + +<p>— È il mezzo più sicuro... e più economico.</p> + +<p>— Ma tua madre non legge le tue lettere?</p> + +<p>— Vuoi che mi faccia un simile oltraggio!... non +siamo più ai tempi dell'inquisizione... la mamma mi +domanda chi mi scrive... io nomino una compagna +di collegio, che mi scrive realmente... accompagnandomi, +per favore, le lettere di Saverio. +<span class="pagenum">[293]</span></p> + +<p>— Una volta non si osava tanto!... i tempi sono +cambiati.</p> + +<p>— Sono cambiati in bene, lo sai!... lo dicono +tutti!...</p> + +<p>— Ma non ti è mai venuta l'idea che la tua condotta +fosse censurabile?</p> + +<p>— Altro che!... m'è venuta sovente questa idea....</p> + +<p>— E dunque?</p> + +<p>— E dunque ho pensato di attendere i consigli +dal tempo, per scegliere con maturità e con sicurezza +il partito da prendersi.</p> + +<p>— E non sarebbe stato meglio, prima di abbandonarti +a simili avventure, di pensarci sopra, e di +consultare tua madre?...</p> + +<p>— È vero... è verissimo... ti assicuro che queste +cose me le sono ripetuta le cento volte... ma che +vuoi?... quella maledetta finestra... io non so che +cosa abbia... c'è un'attrattiva fatale... irresistibile +che mi trascinava al suo davanzale, che mi obbligava +a girar la testa... e allora vedevo Saverio +dall'altra parte... e tutte le ragioni svaporavano!...</p> + +<p>— È una vera fatalità!... — io esclamai abbassando +il capo, e meditai lungamente questo pensiero.</p> + +<p>Si dice che Napoleone I, avendo saputo che ogni +notte una sentinella si suicidava nella stessa garetta, +l'abbia fatta abbruciare, e non si ebbero più +a deplorare suicidii in quel posto. Ci sono ancora +tanti misteri inesplicabili nella vita!... Se dopo la +mia partenza mio zio avesse fatto murare il balcone +della mia camera, mia figlia, molti anni dopo, non +sarebbe rimasta vittima della stessa malìa....</p> + +<p>Sentii compassione di lei, e le dissi:</p> + +<p>— Se non fossi tuo padre, potrei burlarmi della +tua leggerezza e riderti in faccia!... figlia d'un povero +maestro, tu aspiravi dunque a diventare contessa?... +<span class="pagenum">[294]</span> +vergognati del tuo orgoglio, e rassegnati +al destino che ti condanna a non guardar tanto in +alto!... Procura d'aver coraggio... e rinunzia a questa +prima affezione!...</p> + +<p>— È troppo tardi!... — mi rispose con voce solenne.</p> + +<p>Diedi un guizzo sulla sedia, feci un salto fino a +lei, presi le sue mani nelle mie, e fissandole gli +occhi in faccia, le chiesi con ansia convulsa:</p> + +<p>— Oh perchè è troppo tardi?... rispondi la verità... +subito... tutta la verità....</p> + +<p>Rimase imperturbabile, e mi rispose tranquillamente:</p> + +<p>— Perchè il mio primo amore sarà anche l'ultimo!...</p> + +<p>— Mi parve di udire ne' suoi accenti la voce +dell'Agata quand'era ragazza, dopo d'aver sentito +nelle sue rivelazioni il mio cuore giovanile rivivere +in lei!...</p> + +<p>Dopo una breve pausa ripresi il mio posto, e le +dissi:</p> + +<p>— Non hai dunque pensato mai alla distanza che +divide la tua modesta famiglia dal nobile casato +dei Montegaldo?</p> + +<p>— Oh papà, queste sono idee vecchie!...</p> + +<p>— Benissimo!... e il denaro?...</p> + +<p>— Ebbene, del denaro ne abbiamo anche noi... +dicesti l'altro ieri che siamo ricchi.</p> + +<p>— Sì, relativamente alla mia passata miseria... +ma in confronto dei Montegaldo... e dei Brisnago, +le nostre rendite non basterebbero a comperare il +fieno pei loro cavalli.</p> + +<p>— Tanto meglio.... Sarò sicura che non mi sposerà +per la dote!...</p> + +<p>— In quanto poi alle qualità personali del conte +<span class="pagenum">[295]</span> +Saverio non le conosco, ma ti faccio osservare che +è figlio d'un scialacquatore, d'un giocatore, d'un +vizioso, che rese infelice la moglie, lasciando di sè +una triste memoria!...</p> + +<p>— I figli — mi rispose gravemente — non sono +responsabili dei torti dei genitori. Saverio è un +ottimo ragazzo, mi vuol bene e sarà mio marito!...</p> + +<p>— Non fidarti!... — le dissi. — Quando i giovani +hanno rette intenzioni, si presentano i genitori. +Non ti dirò che cosa io pensi d'un signorino +che getta baci dalla finestra alle ragazze... sono +cose che si sono vedute ancora... ma non si è mai +veduto che una fanciulla onesta li accetti... e li +rimandi!...</p> + +<p>— Credi dunque che il caso sia nuovo?...</p> + +<p>— Se non è nuovo, non merita d'essere imitato....</p> + +<p>— A venti passi di distanza!... ne ho avuto l'assoluzione +dal confessore... e tu non sarai più severo +di lui!...</p> + +<p>— Non lo so, — risposi bruscamente, — ma intanto +apparecchiati a fare la penitenza, perchè domani +partiremo per la Valtellina....</p> + +<p>Uscito dalla stanza mi recai subito a partecipare +all'Agata la mia scoperta. Essa ne rimase colpita +ed esclamò:</p> + +<p>— Maledetta finestra!... sentivo dentro di me che +mi doveva essere fatale!...</p> + +<p>Corse subito dalla Giuseppina, che si gettò nelle +braccia materne piangendo.</p> + +<p>Piansero insieme, mentre io faceva i preparativi +della partenza.</p> + +<p>Alla mattina seguente, lasciando la casa in custodia +alla Veronica, prima del levar del sole eravamo +in vettura. +</p> + +<hr /> + +<p><span class="pagenum">[296]</span></p> + +<h2><a name="XXIV" id="XXIV"></a>XXIV.</h2> + +<p>Il viaggio fu malinconico. Giuseppina era pallida +e pensierosa, Agata accorata, io malcontento ed +inquieto. Mia suocera, che ci aspettava con espansiva +letizia, ci trovò tutti oppressi da incomprensibile +tristezza, e ne rimase rammaricata, quantunque +sua nipote le prodigasse le più affettuose carezze. +Giuseppina, salita nella cameretta che sua madre +le aveva allestita con tante cure delicate, ne rimase +commossa, ed accorse a baciarla teneramente, per +esprimerle la sua viva riconoscenza; ma l'Agata ed +io pensavamo che quella maledetta finestra di Milano, +che aveva attristata la mia gioventù, avrebbe +continuato a molestare col suo influsso la nostra +famiglia e ad amareggiarci la vita.</p> + +<p>Un'ora dopo l'arrivo la cena era pronta, e ci +sedemmo intorno al solito tavolo rotondo del tinello, +ma il posto vuoto del povero nonno Nicola ridestò +il dolore della sua perdita, e Giuseppina, non potendo +più oltre frenare l'affanno che l'opprimeva, +diede in uno scoppio di pianto. Ci volle molto tempo +a calmarla, pareva che i singhiozzi la soffocassero. +Così nei giorni più solenni della vita, il pane della +famiglia è sovente bagnato di lagrime, ma quelle +lagrime cementano le sante affezioni e le onorate +memorie, mentre le risa dei baccanali sono lampi +fra le tenebre, nella solitudine del cuore. +<span class="pagenum">[297]</span></p> + +<p>Bitto, oramai vecchio decrepito, trascinandosi +lentamente ai piedi dell'antica sua amica, che vedeva +immersa nel dolore, le posò il muso sui ginocchi, +e guardandola con occhio pietoso, pareva le +dicesse: divido le tue pene.</p> + +<p>I primi giorni del ritorno al villaggio furono +dunque piuttosto tristi che lieti; e forse, se alcuni +anni dopo la morte ritornassimo al mondo, avremmo +parimente più motivi di piangere che di rallegrarci, +anche senza tener calcolo dell'accoglienza +degli eredi!</p> + +<p>Giuseppina ricevette le visite di tutti gli antichi +amici, li accolse con affettuosa cortesia, ma dopo +che erano partiti faceva le meraviglie trovandoli +tanto invecchiati.</p> + +<p>Il parroco avea i capelli bianchi, Tobia era calvo +e stecchito, il farmacista aveva le rughe, il medico +s'era fatto floscio e panciuto; la signora Pasquetta +sola era ringiovanita, il bruno de' suoi capelli aveva +acquistata una tinta così intensa, che in qualche +sito si fondeva sulla pelle.</p> + +<p>In complesso il villaggio non presentava a nostra +figlia quelle attrattive che avremmo desiderato. +Essa parlava continuamente delle belle cose di +Milano, del buon gusto delle signore, del lusso delle +carrozze, della vita che pullulava in tutti gli angoli +della città.</p> + +<p>Desideroso di ricondurla ai gusti materni, un +giorno le presentai l'<i>Ortolano dirozzato</i> eccitandola +alla lettura.</p> + +<p>— Lo conosco, — mi disse guardandomi con malizia, — l'ho +spolverato per tanti anni sul tuo scrittoio! — Poi +si mise a scartabellarlo sbadatamente, +e trovato il segnale alla pagina 10, me lo restituì +con un sorriso, soggiungendo: +<span class="pagenum">[298]</span></p> + +<p>— Ti prego di non privartene; me lo darai quando +avrai finito di leggerlo.</p> + +<p>M'avvidi pur troppo che, per sua disgrazia, essa +aveva molti gusti del babbo, e procurai con buoni +consigli di persuaderla a moderare la fantasia per +non esporsi ai disinganni, evitando, per quanto +fosse possibile, di apprendere la vita dall'esperienza, +e attenendosi agl'insegnamenti di chi ne aveva +subìte le dure lezioni. Ma non c'era più verso di +ridurla a crearsi delle abitudini semplici e confacenti +alla nostra condizione. Essa tagliava, disfaceva +e riformava ogni tratto i suoi abiti nuovi, per +ridurli alla foggia del giorno; alzava od abbassava +i capelli secondo le indicazioni dell'ultimo figurino. +In breve tempo divenne il modello dei paesi vicini; +le signore dei dintorni venivano a passeggiare nel +nostro villaggio per vedere come era tagliato il +suo abito, ed imitarla.</p> + +<p>Essa consigliava le amiche e le vicine sul modo +di vestirsi, e si udivano lunghe e gravi discussioni +sopra la dimensione delle gonne, gli svolazzi, lo +sparato delle maniche, le guarniture di frangie o +di sghembi, e si questionava seriamente sul nodo +vagabondo della cintura. La signora Pasquetta esprimeva +il suo debole parere, mia figlia sorrideva +sdegnosamente, presentava obiezioni irresistibili, +e dichiarava con profondo convincimento che quella +foggia era divenuta impossibile, che quel tale oggetto +si doveva bandire.</p> + +<p>— Ma perchè?... se è tanto bello!... se fa tanto +effetto!</p> + +<p>— Non si porta più!... — rispondeva mia figlia, +con sentenza assoluta ed inappellabile.</p> + +<p>Tutto il circolo femmineo che la stava ascoltando +la guardava con ammirazione. Così i giovani impongono +<span class="pagenum">[299]</span> +ai vecchi i nuovi usi e costumi, e portano dal +collegio alla casa ed alla società nuove idee che +modificano le arti e le industrie, e producono rivoluzioni +politiche, letterarie ed artistiche, le quali +sconvolgono il mondo con nuovi sistemi, nuove +poesie, o nuove giubbe, secondo la forza degl'innovatori. +Peccato che le cose recenti non sieno sempre +migliori delle antiche; ma bisogna tacere, altrimenti +dicono che si diventa vecchi.</p> + +<p>Intanto che mia figlia si occupava delle frivolezze +della moda, io andava mulinando le cose +serie pensando come sarebbe finita la faccenda +della finestra; e mia moglie, come al solito, accumulava +sospetti sopra timori, calcolando tutte le +conseguenze d'una passione rinchiusa nel cuore +d'una fanciulla; prevedendo che un'idea fissa le +avrebbe fatto perdere delle buone occasioni di matrimonio, +condannandola ad accettare più tardi un +partito qualunque, per non restare zitella.</p> + +<p>Agata rievocava lo spettro della mia gioventù, +vedendo che mia figlia mi somigliava nelle mie inclinazioni +fantastiche, e negli amori vaporosi e +perfino nelle ambizioni sfrenate; io le avevo avute +per la tragedia del medio evo, essa le aveva ancora +per la commedia... della moda.</p> + +<p>Io mi forzavo dimostrarle, che le conseguenze +dei miei errori giovanili non furono poi disastrose, +e non mi avevano impedito di diventare buon marito +e buon padre, e abbastanza felice, per quanto lo +consenta l'umano destino... e la turbolenza femminea.</p> + +<p>Si rabboniva, dovendo confessare che non ero +una cattiva pasta, che dopo il matrimonio la mia +condotta fu sempre regolare ed incensurabile; ma +non poteva dimenticare la fatale influenza di quella +finestra sulla nostra famiglia. +<span class="pagenum">[300]</span></p> + +<p>Infatti quella finestra coi nuovi amori ci dava +sempre dei pensieri smaniosi. Che fare?... Dobbiamo +distrarre l'innamorata con un viaggio od +attendere? interpellarla o tacere?... e dopo lunghe +discussioni intorno al partito da prendersi, si restava +sempre nell'incertezza.</p> + +<p>Eravamo in questi termini, quando una mattina +il procaccino mi consegnò una lettera col timbro +di Milano, e con soprascritta di carattere ignoto. +L'apro, corro con l'occhio alla firma, e leggo — Savina +Brisnago di Montegaldo!...</p> + +<p>Essendo la prima volta che mi venivano alla +mano i suoi caratteri, non è da sorprendersi se +un'emozione indefinibile mi corse per le vene, e +per qualche istante me ne rese impossibile la lettura.</p> + +<p>Finalmente ho potuto scorrere la lettera da capo +a fondo. La contessa, coi modi più garbati, mi +chiedeva la mano di Giuseppina pel conte Saverio +suo figlio.</p> + +<p>Corsi dall'Agata e le dissi:</p> + +<p>— Giuseppina mi ha dichiarato a Milano che il +primo suo amore sarà anche l'ultimo. Tu vedi che +non somiglia a me solo, essa ha le cattive qualità +del babbo, e le buone della mamma. Vuoi renderla +felice e uscire da ogni incertezza?... Ebbene; tu sai +che il segreto per sciogliere lodevolmente il nodo +di tutti gli amori si trova nel matrimonio. Se concedi +tua figlia in isposa al conte Saverio di Montegaldo, +tutto è finito per il meglio, nel migliore +dei modi.</p> + +<p>— È una bella scoperta, ma come se ne può fare +l'applicazione?</p> + +<p>— Rispondendo favorevolmente alla domanda +della contessa Savina... — e così dicendo le porsi +la lettera. +<span class="pagenum">[301]</span></p> + +<p>Mia moglie la lesse rapidamente, e ne rimase +sbalordita... La prima impressione fu buona, essa +non pensò che a sua figlia... poco dopo, pensando +al resto, esclamò:</p> + +<p>— Povere madri!... a quanta abnegazione siete +costrette talvolta, per assicurare la felicità dei vostri +figli!...</p> + +<p>Tacque qualche istante, indi soggiunse:</p> + +<p>— Daniele, rendimi giustizia, confessa che i miei +presentimenti avevano ragione... io sentiva che +quella finestra doveva rapirmi qualche cosa!... è +meglio però che prenda mia figlia, e mi lasci il +marito!... Almeno le nostre questioni saranno finite!</p> + +<p>Ci voleva proprio il giudice conciliatore per +terminarle, — io osservai; — è un originale venuto +al mondo a bella posta per accomodare le differenze +fra mogli e mariti.</p> + +<p>Chiamata la Giuseppina, le abbiamo subito comunicata +la nuova. Ci parve lieta, ma non sorpresa.</p> + +<p>— Sei contenta, — le domandai, — se mandando +alla contessa la nostra adesione, invitiamo lo sposo +a sollecitare la sua venuta?</p> + +<p>— Non occorre, — mi rispose, — perchè è qui +da varii giorni.</p> + +<p>— Poffare del mondo! — esclamai... — io non +sono di questo secolo!</p> + +<p>Il conte Saverio era infatti al villaggio, accomodato +alla meno peggio all'osteria, aspettando +la lettera di sua madre e il nostro consenso. Durante +il giorno si teneva nascosto, riservandosi di +confabulare colla sua bella al chiaro di luna, +quando tutto il villaggio dormiva. Al segnale convenuto +Giuseppina apriva pian piano le persiane +<span class="pagenum">[302]</span> +della sua cameretta, e si affacciava alla finestra, +Saverio era lì che l'aspettava, e passavano lunghe +ore, egli in mezzo alla strada, ed essa al balcone, +facendo la serenata colle armonie del cuore, +e trovando sempre nuove variazioni sullo stesso +motivo.</p> + +<p>Dopo ricevuta la lettera della contessa, e udita +la narrazione di mia figlia, andai io stesso a liberare +Saverio dalla sua prigione, e gli apersi le +porte di casa. Mia moglie e mia suocera lo accolsero +come un figlio. Egli non ebbe parimente a +lodarsi di Bitto, che lo ricevette come un ladro, +abbaiando furiosamente, e minacciandolo se avesse +osato avanzare. L'intervento della promessa sposa +calmò i furori del cane, che anche questa volta +dovette rassegnarsi alla volontà della sua amica; +ma non lo fece però senza malcontento, continuando +a ringhiare per qualche tempo sotto al tavolo, +e guardando di cattivo occhio colui che ci +veniva a rapire il tesoro più prezioso della casa.</p> + +<p>Io mi ritirai per rispondere alla contessa Savina, +che onorati altamente della sua domanda, ci eravamo +affrettati di accogliere il conte Saverio come +un figliuolo, lieti di affidargli la felicità di nostra +figlia; e proseguivo con rispettose espressioni, che +mi venivano suggerite dalla circostanza. Scrissi +quattro pagine e mi recai a sottoporle al giudizio +di mia moglie.</p> + +<p>Leggendo attentamente la lettera, essa dimenava +la testa in segno di disapprovazione, dicendomi: — Questa +frase ha un doppio senso... questa è +un'evidente allusione al passato... questa espressione +è troppo sentimentale... l'altra è poco rispettosa. — Trovava +altre frasi che non erano +assolutamente necessarie, nè convenienti, nè del +<span class="pagenum">[303]</span> +caso. Perciò, finite le amputazioni, non restavano +che poche righe e la firma. Dovetti passare due +ore con l'Agata, pesando tutte le parole, e credo +che nessun diplomatico al mondo avrà ponderato +un dispaccio che decideva dei destini d'una nazione +con precauzioni maggiori di quelle che vennero +usate da mia moglie per accettare una semplice +domanda di matrimonio.</p> + +<p>Pochi mesi dopo si celebrarono le nozze, e gli +sposi partirono il giorno stesso per fare un viaggetto +in Toscana.</p> + +<p>Non racconto la storia del distacco per non rinnovarne +il dolore. Agata ne fu ammalata parecchi +giorni, e non poteva riaversi, e da quel momento +incominciò a coltivare l'idea di abbandonare il villaggio, +e di fissare la nostra dimora a Milano per +vivere presso la figlia. Ma due gravi ostacoli si +opponevano alla esecuzione di tal disegno: l'età +avanzata di mia suocera, che non avrebbe abbandonato +senza pericolo le vecchie abitudini, e un +fondo persistente di gelosia, che la consigliava di +tenermi sempre lontano dalla contessa Savina.</p> + +<p>Sei mesi dopo il matrimonio gli sposi vennero +a farci visita, e dieci mesi appresso l'Agata riceveva +una lettera di Giuseppina che la pregava di +recarsi a Milano per assistere al suo primo parto. +Essendo la stagione del taglio dei boschi, mi era +impossibile di abbandonare il paese; perciò mi limitai +ad accompagnare mia moglie fino a Como, +ove mio genero l'aspettava per condurla a Milano. +Io ritornai in Valtellina e la settimana seguente ricevetti +il lieto annunzio che nostra figlia aveva +dato alla luce felicemente una bambina, e che la +neonata e la puerpera godevano una perfetta salute. +Mia moglie ritornò a casa pochi giorni dopo, +<span class="pagenum">[304]</span> +e dandomi buone notizie della nuova famiglia, mi +raccontò le cortesi accoglienze ricevute dalla contessa +Savina, la quale, — aggiungeva mia moglie, — malgrado +gli anni è sempre una bella donna! e +così dicendo si mordeva il labbro inferiore e mi +fissava con due occhi scintillanti, che indicavano +chiaramente i sospetti della gelosia risvegliati alla +vista d'una bellezza che, quantunque matura, non +escludeva il pericolo. Oramai ero avvezzo alla sua +cecità, e non tentavo nemmeno di guarirla, proponendomi +il solo scopo di fuggire tutte le occasioni +che potessero aggiungere esca a quel fuoco.</p> + +<p>L'inverno successivo sarebbe passato tranquillamente, +se una perdita dolorosa non fosse venuta +ad amareggiarlo: il povero Bitto morì di vecchiaia. +Da qualche tempo la paralisi delle gambe lo obbligava +a non muoversi dal cuscino, e solo le nostre +assidue cure lo tenevano in vita. Giunto agli +estremi, fissò l'occhio affettuoso ne' suoi amici e +spirò.</p> + +<p>Avendo confessate francamente tutte le nostre +debolezze, non vedo il motivo di nascondere le lagrime +che abbiamo versate per la sua morte, nè +di tacere della modesta ma decente sepoltura che +gli abbiamo eretta in giardino, in memoria della +sua fedele amicizia. Chi non è contento di ciò se ne +dolga pure con quegli amici che ci abbandonano +nella sventura, e con quegli uomini che non sanno +meritare l'affetto che ispirano i cani.</p> + +<p>I nostri figli vennero due volte in Valtellina, +ma la loro bimba era rimasta a Milano colla sua +balia. Io desiderava vivamente di vederla, tuttavia +i soliti motivi d'affari e di prudenza mi vi tenevano +lontano. La malferma salute di mia suocera impediva +a mia moglie d'allontanarsi di casa, ed io non +<span class="pagenum">[305]</span> +volevo andar solo a Milano, senza un motivo plausibile +che giustificasse il mio viaggio. Non mi sentivo +ancora abbastanza forte per affrontare un pericolo +che mi esponeva a perdere per sempre la pace +domestica, e a compromettere l'onore di due famiglie. +I sospetti di mia moglie accrescevano la mia paura.</p> + +<p>Ma l'occasione venne a tirarmi per i capelli, ed +io ho dovuto ubbidire. Una lettera pressante d'affari +mi chiamava a Milano; si trattava di salvare +o di perdere un capitale importante, onde mia moglie +stessa dovette spingermi alla partenza.</p> + +<p>Apparecchiai in fretta la mia valigia, presi congedo +da mia suocera inferma e mi avviavo verso +la vettura che stava attendendo, quando mia moglie, +accompagnandomi all'uscio, mi disse con un +profondo sospiro:</p> + +<p>— Finalmente potrai avvicinarti per la prima +volta alla contessa Savina, guardarla negli occhi, +udire la sua voce, stringere la sua mano!...</p> + +<p>— M'immagino, — le risposi freddamente, — che +non mi tratterai da briccone! Non vorrai dimenticare +i nostri figli!...</p> + +<p>— È così bella!... — essa mi rispose mostrandosi +indifferente a ogni altra considerazione. — Infatti, — soggiunse, — va, +che Dio ti benedica; a +questo mondo nessuno può fuggire alla sorte che +gli è riservata!... Io ti stimo abbastanza per pensare +che, se cadi, la forza che ti spinge è irresistibile.... +Va... e ritorna presto... che sia decisa una +volta, se posso vivere in pace gli ultimi anni della +vita... o se devo morire desolata!...</p> + +<p>Era inutile di discutere. Le diedi un bacio sulla +fronte, essa mi strinse la mano; e, allontanandomi, +lessi nel suo sguardo ciò che non osava dirmi col +labbro. +<span class="pagenum">[306]</span></p> + +<p>Partii amareggiato da così persistente ingiustizia, +considerando fra me stesso l'infamia della gelosia, che +espone l'accusato a compromettersi colle goffaggini +che fa per salvarsi, che spinge insensibilmente l'innocente +verso la colpa, la quale gli procura dei benefizi +che non peggiorano la sua condizione, ed anzi +la rendono più sopportabile, perchè le giuste accuse +riescono sempre meno dolorose delle false.</p> + +<p>Giunsi a Milano a notte avanzata, triste e pensieroso, +tanto mi crucciava trovarmi costretto all'intimità +della contessa Savina. Ma questa volta +non potevo fuggire.</p> + +<p>La Veronica, che mi aspettava, m'aveva apparecchiata +la mia cameretta ed allestita la cena; +mi sentivo stanco, era troppo tardi per recarmi in +casa Brisnago; andai dunque subito a letto, rimettendo +la visita all'indomani. Ho dormito inquieto, +agitato, con sogni paurosi; m'alzai al mattino colla +testa pesante, e le idee confuse.</p> + +<p>Apersi la finestra quando le imposte del palazzo +Brisnago erano ancora chiuse, e mi sedetti davanti +al tavolino per prendere varie note intorno ai miei +affari. Ma quella benedetta camera era così pregna +di memorie giovanili, che mi faceva dimenticare +il presente, respingendo tutti i miei pensieri +al passato.</p> + +<p>La mia mente era ritornata, mio malgrado, ai +bei giorni della gioventù, ai primi sogni d'amore, +quando entrò la Veronica, dicendomi che aveva +già fatto annunziare il mio arrivo in casa Brisnago. +Mi versò nella tazza il caffè che aveva apportato, +e mentre io lo andavo sorseggiando col +pensiero sempre fisso al passato, essa guardava +fuori dalla fatale finestra. Tutto d'un tratto vedo +che si volta rapidamente e mi dice: +<span class="pagenum">[307]</span></p> + +<p>— Venite... presto... la contessa Savina vi manda +un bacio!...</p> + +<p>Mi è caduta la tazza dalle mani, le forze mi +mancarono per alzarmi.</p> + +<p>— Mio Dio!... che cosa avete?... — mi chiese ansiosamente +la Veronica.</p> + +<p>— Lasciatemi tranquillo... è un'indisposizione che +passerà subito... — il cuore mi batteva, la testa +mi girava, vedevo tutto buio....</p> + +<p>Veronica mi offriva dell'acqua... io la respinsi.</p> + +<p>— Non è nulla! — balbettai... — incomincio a +rimettermi... — e poco dopo mi alzai macchinalmente.</p> + +<p>— Venite... venite dunque, — mi ripeteva la Veronica.</p> + +<p>Avanzai barcollando, e senza sapere ove andassi, +mi affacciai alla finestra. Oh quale spettacolo!... +una vezzosa bimba, portata sulle braccia d'una contadina +brianzola, mi mandava un bacio.</p> + +<p>Era il primo bacio della contessa Savina... a suo +nonno.</p> + +<p>Assorto ne' pensieri remoti, io aveva completamente +dimenticato che la mia piccola nipote portava +il nome... della nonna.</p> + +<p>Così il debito della contessa Savina di Brisnago +veniva pagato dalla contessa Savina di Montegaldo, +discendente diretta della prima, erede legittima e +responsabile della sostanza attiva e passiva degli +avi.</p> + +<p>Liquidata in tal modo la partita pendente, scomparvero +le allucinazioni che mi avevano lungamente +molestato. La luce serena del vero, illuminando +il numeroso corteggio degli anni che mi +trascinavano alla vecchiaia, e l'ilare aspetto dell'innocenza +che apriva la serie de' miei discendenti +<span class="pagenum">[308]</span> +ristabilirono pienamente nel mio spirito la +calma serenità della ragione.</p> + +<p>Tirata una linea di demarcazione sui conti arretrati, +ho potuto presentarmi in casa Brisnago col +solo titolo di parente, e in conseguenza con puri e +santi affetti nell'animo.</p> + +<p>Mia figlia e mio genero si gettarono fra le mie +braccia colla loro bimba, e quando entrò nella +stanza la contessa Savina, ci siamo stretti la mano +in mezzo alla nostra famiglia, come dovevano stringersela +due nonni....</p> + +<hr /> +<h2><a name="XXV" id="XXV"></a>XXV.</h2> + +<p>Sono passati molti anni da quel giorno. Poco +dopo morì la mia buona suocera in Valtellina: noi +abbiamo appigionate le terre, e siamo venuti a +prendere stabile dimora a Milano, nella casa ereditata +dallo zio canonico dirimpetto ai nostri figli +e nipoti, la serie dei quali si è arricchita di due +maschi, Azzone e Daniele, e dell'ultima bambina, +che si chiama Agata.</p> + +<p>La povera nonna Savina è mancata ai vivi nel +mese decorso.</p> + +<p>Incaricato da mio genero di ricercare un documento +di famiglia in un armadio di sua madre, che +egli non osava dischiudere per non inasprire la +ferita troppo recente, io andavo rovistando con +mano tremante le carte della defunta, quando mi +capitò sotto gli occhi un involto legato da un nastro +nero. +<span class="pagenum">[309]</span></p> + +<p>Avendolo aperto, cadde sul tavolo il mazzetto di +mammole ed eliotropii colla rosa nel mezzo, che io +le aveva gettato dalla finestra nella mia gioventù.</p> + +<p>Diseccato dagli anni, non aveva ancora perduto +ogni profumo. Lo tenni lungamente fra le mani +piangendo. Era il mio ultimo tributo al passato.</p> + +<p>Un mazzetto di fiori secchi, bagnati di lagrime... +ecco quanto restava d'un primo amore!...</p> + +<p>Però quel mazzetto, reliquia insignificante ai profani, +era per il mio cuore pieno di eloquenti e supreme +rivelazioni.... In esso io leggeva la seconda +parte del romanzo della mia vita... la più interessante, +ma che resterà inedita per sempre... Essa +non mi appartiene, è il segreto d'un nobile cuore +coperto da un drappo funebre.... Io non ho nè la +potenza di far rivivere quel cuore, nè il diritto di +profanare un morto con postume inquisizioni.</p> + +<p>Ho narrato la sola parte che mi riguarda nell'interesse +de' miei nipoti.</p> + +<p>Leggendo un giorno il racconto del nonno potranno +forse sfuggire a quei sottili prestigi che +affascinano l'incauta gioventù con allucinazioni che +sembrano inoffensive, ma che talvolta esercitano +una fatale influenza su tutta la vita.</p> + +<p>Voglia il cielo preservare i miei cari dal benchè +minimo pericolo, rendendoli modesti e prudenti in +gioventù, e sempre virtuosi, assennati e felici, fra +le cure operose del loro stato e nella pace della +vita domestica.</p> + +<p class="indl">Villa Saltore, 25 maggio 1874.</p> + +<p class="center pad4">FINE.</p> + +<div class="boxed"> +<p>DEL MEDESIMO AUTORE:</p> + +<p class="pad2">Villa Ortensia. L. 3 — </p> + +<p>Il Roccolo di Sant'Alipio. L. 3 50</p> + +<p>Sotto i ligustri, novelle e memorie dell'esilio. L. 3 50</p> + +<p>Il Convento. <i>Seconda edizione.</i> L. 3 50</p> + +<p>Il dolce far niente. <i>Seconda edizione.</i> L. 3 50</p> + +<p>La famiglia Bonifazio. L. 4 —</p> +</div> + +<div class="dotbox"> +<p class="center">MILANO — FRATELLI TREVES, EDITORI — MILANO</p> + +<hr class="whole" /> + +<p class="center big">OPERE DI EDMONDO DE AMICIS</p> + +<hr class="mid" /> + +<p><b>La vita militare.</b> 10.ª impressione della nuova edizione +del 1880 riveduta e completamente rifusa dall'autore, con +l'aggiunta di due bozzetti. 4 —</p> + +<p>—— Edizione illustrata da disegni originali di Vespasiano +Bignami, E. Matania, D. Paolocci, Ed. Ximenes. 15 —</p> + +<p><b>Racconti militari.</b> (estratto per le scuole militari). 1 —</p> + +<p><b>Marocco.</b> 11.ª edizione. 5 —</p> + +<p>—— Edizione illustrata da 171 disegni di Stefano Ussi e +C. Biseo. 15 —</p> + +<p><b>Costantinopoli.</b> 14.ª edizione. 6 50</p> + +<p>—— Ediz. illustrata da 202 disegni di C. Biseo. 20 —</p> + +<p><b>Olanda.</b> 10.ª edizione riveduta dall'autore. 4 —</p> + +<p>—— Edizione illustrata da 40 incisioni. 10 —</p> + +<p><b>Novelle.</b> Nuova edizione riveduta e ampliata dall'autore. +7.ª impressione. Illustrata da 7 disegni di Vespasiano Bignami. 4 —</p> + +<p><b>Ricordi di Parigi.</b> 6.ª edizione. 3 50</p> + +<p><b>Ricordi di Londra.</b> 9.ª edizione. Con 22 incis. 1 50</p> + +<p><b>Poesie.</b> Un volume diamante. 4.ª edizione. 4 —</p> + +<p><b>Ritratti letterari.</b> 3.ª edizione. 4 —</p> + +<p><b>Gli amici.</b> 9.ª edizione. Due volumi. 7 —</p> + +<hr class="mid" /> + +<p class="center"><span class="bigger">CUORE</span><br /> + +LIBRO PER I RAGAZZI</p> + +<hr class="tiny" /> + +<p class="center"><b>69.ª</b> EDIZIONE.<br /> + +<i>Un volume in-16 di 320 pagine, con caratteri nuovi.</i><br /> + +<span class="larger">LIRE DUE.</span></p> + +<p class="center"><i>Aggiungere 20 cent. ogni volume per le spese postali.</i></p> + +<hr class="whole" /> + +<p class="center">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p> +</div> + +<div class="dotbox"> +<p class="center">MILANO — FRATELLI TREVES, EDITORI — MILANO</p> + +<hr class="whole" /> + +<p class="center"><span class="bigger">TESTA</span><br /> +<br /> +LIBRO PEI GIOVANETTI<br /> + +DI<br /> + +<span class="larger">PAOLO MANTEGAZZA</span></p> + +<hr class="mid" /> + +<p>Non è l'antitesi nè la contraddizione del <i>Cuore</i>; ne è il complemento. — Il +concetto dell'opera è detto dall'epigrafe; <i>Seminare +idee perchè nascano opere</i>. — Il libro insegna con esempii +e racconti che le tre virtù fondamentali della vita sono <i>onestà</i>, +<i>lavoro</i>, e <i>idealità</i>. — Protagonista è l'Enrico del <i>Cuore</i>. Il libro +è dedicato a De Amicis.</p> + +<hr class="mid" /> + +<p class="center">Un vol. di 320 pag. — <span class="larger"><b>LIRE DUE</b></span> — Un vol. di 320 pag.</p> + +<hr class="whole" /> + +<p class="center">Quarta edizione popolare illustrata dell'<br /> + +<span class="bigger">INDIA</span><br /> +<br /> +DI<br /> + +<span class="larger">PAOLO MANTEGAZZA</span></p> + +<hr class="minor" /> + +<p>Questa ristampa può dirsi un libro nuovo. Essa è +compresa in un solo volume e ne abbiamo ridotto +il prezzo, per rendere sempre più popolare quest'opera +eminente del celebre nostro scrittore. +Inoltre, la nuova edizione è illustrata da numerose +incisioni, e preceduta da una nuova prefazione +scritta appositamente dall'autore.</p> + +<hr class="minor" /> + +<p><i>Un volume in-16 di 550 pagine, illustrato da 32 incisioni, +e preceduto da una nuova prefazione dell'autore</i></p> + +<p class="center"><b>Lire 3.50.</b></p> + +<hr class="whole" /> + +<p class="center">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano. +</p> +</div> + +<div class="dotbox"> +<p class="center"> +MILANO — FRATELLI TREVES, EDITORI — MILANO</p> + +<hr class="whole" /> + +<p class="center bigger">I CODICI D'ITALIA</p> + +<p class="pad2">conformi al testo ufficiale, col riferimento degli articoli fra +essi, e colle Leggi, Decreti, Regolamenti, Circolari, ecc., che +completano, spiegano e modificano le disposizioni dei Codici: +nonchè con tutte le principali Leggi e Regolamenti, ecc.; con +indice alfabetico analitico ragionato delle materie. L'ordinamento +e le note sono dovute all'avvocato <b>Enrico Rosmini</b>.</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="center larger">I. +Codice Civile.</p> + +<p><i>Statuto</i>, <i>Codice civile</i>, Codice +di procedura civile. L. 3 —</p> + +<p class="center larger">II. +Codice Commerciale.</p> + +<p><i>Il nuovo codice di commercio +del 1882</i>, col regolamento; <i>codice +di marina mercantile</i>, col regolamento; +Leggi commerciali; +<i>Privative industriali; Cassa depositi +e prestiti; Diritti d'autore;</i> +Convenzione di Berna; <i>Magazzini +generali; Credito fondiario</i>. L. 3 50</p> + +<p class="center larger">III. +Codice politico-amministrativo.</p> + +<p><i>Nuova legge elettorale del 1882 +e scrutinio di lista</i>, Consiglio di +Stato, Senato e Camera dei deputati. +<i>Legge delle guarentigie. +Legge comunale e provinciale.</i> +Opere pubbliche, Consorzi d'irrigazione, +Cave e miniere, Patrimonio +dello Stato e contabilità +generale, ecc. L. 3 50</p> + +<p class="center larger">IV. +Codice Penale.</p> + +<p><i>Codice penale</i>; Codice di procedura +penale; Disposizioni per le +assise e i giurati; <i>Codice penale +per l'esercito e per la marina</i>; +Legge e regolamento sulla <i>Pubblica +sicurezza</i>; <i>Leggi sulla +stampa</i>. L. 3 —</p> + +<p class="center larger">V. +Codice Finanziario.</p> + +<p><i>Imposte dirette</i>: Leggi e regolamenti +sui fabbricati; Perequazione +fondiaria; ricchezza +mobile; riscossione. — <i>Tasse sugli +affari</i>: Registro e bollo; manomorta; +ipoteche; concessioni +governative; carte da giuoco. — <i>Dogane, +Dazi, Privative</i>, compreso +il testo completo della +<i>nuova Tariffa Generale</i>. — <i>Dazi +di consumo.</i> — <i>Tasse di fabbricazione.</i> — <i>Provvedimenti +finanziari</i> del 1887. — Leggi del +<i>Debito Pubblico</i>. L. 4 50</p> +</div> +<p>Questa importante raccolta, divisa in varie parti, può darsi, +grazie alla stereotipia, ad un prezzo favolosamente economico +ed inferiore a quello di tutte le raccolte dei Codici fatte sinora. +Il suo formato tascabile, la copia dei riferimenti, l'esattezza +delle correzioni, la estensione degli indici, ne forma la edizione +preferita così dai magistrati e dagli avvocati, come dalle famiglie.</p> + +<p><i>Le nuove edizioni che si ripetono annualmente contengono +le leggi nuove o modificate, in ogni materia.</i></p> + +<hr class="whole" /> + +<p class="center">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p> +</div> + +<div class="dotbox"> +<p class="center">MILANO — FRATELLI TREVES, EDITORI — MILANO</p> + +<hr class="whole" /> + +<p class="center">COMPENDIO POPOLARE<br /> +<br /> +<span class="bigger">del Codice Civile del Regno d'Italia</span><br /> +<br /> +<span class="small">PER CURA DELL'AVVOCATO</span><br /> + +<span class="big">ENRICO ROSMINI</span></p> + +<hr class="minor" /> + +<p>Terza edizione <i>completamente rifusa dall'autore, con numerose +aggiunte</i>. Un volume in-16 di 260 pagine. L. 1 50</p> + +<hr class="mid" /> + +<p>La nuova <b>LEGGE ELETTORALE</b>, testo unico del 24 settembre +1882, con lo scrutinio di lista e le nuove circoscrizioni, +e la legge sulle incompatibilità amministrative. Cent. 30</p> + +<p>Il nuovo <b>CODICE DI COMMERCIO</b>, promulgato il 31 +ottobre 1882. L. 1 —</p> + +<p><b>LA TARIFFA GENERALE</b> che col 1.º marzo 1888 è entrata +in vigore verso la Francia. È aggiunta la <b>Tariffa +Francese</b> del 1888 per le provenienze dall'Italia. — 50</p> + +<p><i>Queste leggi sono pubblicate a parte, nello stesso formato +tascabile dei nostri Codici, per uso dei possessori delle precedenti +edizioni.</i></p> + +<hr class="mid" /> + +<p><b>LA CAMBIALE</b> nel nuovo Codice di Commercio, note illustrative +dell'avvocato <span class="smcap">L. Gallavresi</span> ad uso dei legali e +dei commercianti, con raffronti colle altre legislazioni cambiarie +(1883). Quarta edizione. L. 2 —</p> + +<p><b>L'ASSEGNO BANCARIO (chèque)</b>, studio teorico-pratico +dell'avvocato <span class="smcap">L. Gallavresi</span>. 5 —</p> + +<hr class="mid" /> + +<p><b>IL NUOVO CODICE PENALE PER IL REGNO D'ITALIA</b>, +progetto presentato dal Ministro di Grazia e Giustizia +<span class="smcap">Vigliani</span> al Senato nel febbraio 1874, preceduto dalla +relazione del Ministro. Seconda edizione. 1 —</p> + +<p><b>CODICE PENALE PER L'ESERCITO DEL REGNO +D'ITALIA</b> (promulgato col Regio Decreto 28 novembre 1869), +spiegato colla giurisprudenza pratica, per cura dell'avvocato +<span class="smcap">Antonio Vismara</span>. Seconda edizione. 1 —</p> + +<hr class="whole" /> + +<p class="center">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p> +</div> + +<div class="dotbox"> +<p class="center">MILANO — FRATELLI TREVES, EDITORI — MILANO</p> + +<hr class="whole" /> + +<p class="center">NOVO DIZIONARIO UNIVERSALE<br /> + +DELLA<br /> + +<span class="bigger">LINGUA ITALIANA</span><br /> + +<span class="small">compilato dal professore</span><br /> + +<span class="larger">P. PETROCCHI</span></p> + +<hr class="minor" /> + +<p>Nello stesso formato dei nostri grandi Dizionarii di <i>Geografia, +Storia e Biografia</i>, — di <i>Scienze, Lettere ed Arti</i>, — di <i>Economia +politica e Commercio</i>, — abbiamo impreso la pubblicazione +di questo della lingua.</p> + +<p>Il migliore Vocabolario, fu detto, è quello che rimanda più +raramente senza risposta chi lo consulta. Perciò il nostro nuovo +Dizionario, compilato da un egregio filologo toscano con la scorta +di tutti i dizionarii fin qui pubblicati, comprende:</p> + +<div class="blockquote"> +<p>1.º) la lingua dell'uso, o lingua viva, giovandosi dei grandi vocabolari +del Giorgini, del Tommaseo, del Rigutini e del Fanfani.</p> + +<p>2.º) la lingua fuori d'uso, o lingua morta, con la scorta del Vocabolario +della Crusca, del Nannucci, ecc., e aggiungendo una gran +quantità di vocaboli che si trovano ne' primi scrittori della nostra +letteratura.</p> + +<p>La lingua d'uso e la fuori d'uso si trovano nella stessa pagina, +ma affatto separate, in forma nuova, a due piani: in alto +la lingua viva; in basso, la lingua fuori d'uso, scientifica, ecc.</p> + +<p>3.º) la lingua delle varie città toscane; — la lingua contadinesca e +delle montagne toscane.</p> + +<p>4.º) la lingua d'arti e mestieri; i forestierismi entrati nell'uso.</p> + +<p>5.º) la retta pronuncia di ogni parola, indicata con segni speciali.</p> + +<p>6.º) le coniugazioni de' verbi irregolari, e le flessioni o formazioni +irregolari storiche o dell'uso, non registrate dalle grammatiche.</p> + +<p>7.º) gli esempi: per la lingua viva, tratti semplicemente dall'uso; — per +la lingua morta, dagli autori.</p> + +<p>8.º) in fine un elenco di nomi propri di paesi e di persone per insegnarne +la pronunzia e la misura.</p> +</div> + +<p>Questo nuovo Dizionario viene pubblicato nel formato dei Dizionarii-Treves, +in caratteri fusi appositamente.</p> + +<p>Ogni mese esce una dispensa di 64 pagine a 2 colonne.</p> + +<hr class="mid" /> + +<p class="center"><b>Ogni Dispensa, <span class="larger">UNA LIRA.</span></b><br /> +<br /> +<i>Il primo volume, ora completo, va dall'A alla K</i><br /> + +<span class="larger">LIRE 20.</span><br /> + +Legato in tela e oro, L. 25.<br /> + +<b>Sono uscite cinque dispense del secondo volume.</b></p> + +<hr class="whole" /> + +<p class="center">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p> +</div> + +<div class="dotbox"> +<p class="center">MILANO — FRATELLI TREVES, EDITORI — MILANO</p> + +<hr class="whole" /> + +<p class="center">NUOVO DIZIONARIO<br /> + +<span class="bigger">FRANCESE-ITALIANO</span><br /> + +<span class="small">E</span><br /> + +<span class="big">ITALIANO-FRANCESE</span><br /> + +ARRICCHITO</p> + +<p class="center">1.º Dai vocaboli scientifici, tecnici, commerciali, militari, +marinareschi, ecc.;</p> + +<p class="center">2.º D'un gran numero di locuzioni, gallicismi ed idiotismi più in uso +coi segni dei diversi significati;</p> + +<p class="center">3.º Di oltre 20,000 esempii nelle due lingue;</p> + +<p class="center">4.º Delle voci dell'uso toscano; 5.º Dei vocaboli antiquati;</p> + +<p class="center">6.º Della retta pronuncia delle parole nei casi dubbii;</p> + +<p class="center">7.º D'un dizionario di nomi proprii, sì personali che storici, +geografici e mitologici.</p> + +<p class="center">COMPILATO DA<br /> + +<span class="big"><b>B. MELZI</b></span><br /> + +autore del <i>Nuovo Vocabolario Universale della Lingua Italiana</i>, +già Direttore de l'<i>École de Langues Modernes</i>, in Parigi, ecc.</p> + +<hr class="minor" /> + +<p class="center">Due volumi di complessive 1116 pagine in-12 a 2 col.<br /> + +<span class="larger"><b>Lire CINQUE.</b></span></p> + +<p class="center">Legati in tela e oro riuniti in un volume: Lire 6.<br /> +Separati in due volumi, Lire 7.</p> + +<hr class="mid" /> + +<p class="center">In preparazione i nuovi Dizionarii:</p> + +<p class="center"><span class="big">INGLESE-ITALIANO</span><br /> + +<span class="small">E</span><br /> + +<span class="larger">ITALIANO-INGLESE</span><br /> + +compilato da<br /> + +<span class="larger"><b>B. MELZI</b></span></p> + +<hr class="minor" /> + +<p class="center"><span class="big">TEDESCO-ITALIANO</span><br /> + +<span class="small">E</span><br /> + +<span class="larger">ITALIANO-TEDESCO</span><br /> + +compilato da<br /> + +<span class="larger"><b>B. MELZI e F. OBEROSLER</b></span></p> + +<hr class="whole" /> + +<p class="center">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p> +</div> + +<div class="tnote"> +<h2>Nota del Trascrittore</h2> + +<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i seguenti refusi [tra parentesi il testo originale]:</p> + +<ul> +<li> <a href="#tn12">12</a> - un senso di malcontento [malcotento]</li> +<li> <a href="#tn58">58</a> - faceva alla [alle] ragazza!</li> +<li> <a href="#tn93">93</a> - visita del mugnaio Zaccheo [Zacheo]</li> +<li><a href="#tn115">115</a> - La morte raffredda, ma [ma ma]</li> +<li><a href="#tn121">121</a> - accumulano argomenti incontrastabili [incostrastabili]</li> +<li><a href="#tn185">185</a> - grave inconveniente [incoveniente]</li> +<li><a href="#tn190">190</a> - ci accarezzavano l'olfatto [olfato]</li> +<li><a href="#tn212">212</a> - colla scatola [spatola] delle pillole</li> +<li><a href="#tn247">247</a> - la pazienza più longanime [longamine]</li> +<li><a href="#tn257">257</a> - siamo in [in in] Valtellina</li> +</ul> + +</div> + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Il bacio della contessa Savina, by +Antonio Caccianiga + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL BACIO DELLA CONTESSA SAVINA *** + +***** This file should be named 35065-h.htm or 35065-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/5/0/6/35065/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara +Magni and the Online Distributed Proofreading Team at +http://www.pgdp.net (This file was produced from images +generously made available by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. Special rules, +set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to +copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to +protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project +Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you +charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you +do not charge anything for copies of this eBook, complying with the +rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose +such as creation of derivative works, reports, performances and +research. They may be modified and printed and given away--you may do +practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is +subject to the trademark license, especially commercial +redistribution. + + + +*** START: FULL LICENSE *** + +THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE +PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK + +To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free +distribution of electronic works, by using or distributing this work +(or any other work associated in any way with the phrase "Project +Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project +Gutenberg-tm License (available with this file or online at +http://gutenberg.org/license). + + +Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm +electronic works + +1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm +electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to +and accept all the terms of this license and intellectual property +(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all +the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy +all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession. +If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project +Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the +terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or +entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8. + +1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be +used on or associated in any way with an electronic work by people who +agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few +things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works +even without complying with the full terms of this agreement. See +paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project +Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement +and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic +works. See paragraph 1.E below. + +1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation" +or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project +Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the +collection are in the public domain in the United States. If an +individual work is in the public domain in the United States and you are +located in the United States, we do not claim a right to prevent you from +copying, distributing, performing, displaying or creating derivative +works based on the work as long as all references to Project Gutenberg +are removed. Of course, we hope that you will support the Project +Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by +freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of +this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with +the work. You can easily comply with the terms of this agreement by +keeping this work in the same format with its attached full Project +Gutenberg-tm License when you share it without charge with others. + +1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern +what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in +a constant state of change. If you are outside the United States, check +the laws of your country in addition to the terms of this agreement +before downloading, copying, displaying, performing, distributing or +creating derivative works based on this work or any other Project +Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning +the copyright status of any work in any country outside the United +States. + +1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg: + +1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate +access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently +whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the +phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project +Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed, +copied or distributed: + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + +1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived +from the public domain (does not contain a notice indicating that it is +posted with permission of the copyright holder), the work can be copied +and distributed to anyone in the United States without paying any fees +or charges. If you are redistributing or providing access to a work +with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the +work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1 +through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the +Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or +1.E.9. + +1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted +with the permission of the copyright holder, your use and distribution +must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional +terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked +to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the +permission of the copyright holder found at the beginning of this work. + +1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm +License terms from this work, or any files containing a part of this +work or any other work associated with Project Gutenberg-tm. + +1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this +electronic work, or any part of this electronic work, without +prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with +active links or immediate access to the full terms of the Project +Gutenberg-tm License. + +1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary, +compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any +word processing or hypertext form. However, if you provide access to or +distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than +"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version +posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org), +you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a +copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon +request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other +form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm +License as specified in paragraph 1.E.1. + +1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying, +performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works +unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9. + +1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing +access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided +that + +- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from + the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method + you already use to calculate your applicable taxes. The fee is + owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he + has agreed to donate royalties under this paragraph to the + Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments + must be paid within 60 days following each date on which you + prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax + returns. Royalty payments should be clearly marked as such and + sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the + address specified in Section 4, "Information about donations to + the Project Gutenberg Literary Archive Foundation." + +- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies + you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he + does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm + License. You must require such a user to return or + destroy all copies of the works possessed in a physical medium + and discontinue all use of and all access to other copies of + Project Gutenberg-tm works. + +- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any + money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the + electronic work is discovered and reported to you within 90 days + of receipt of the work. + +- You comply with all other terms of this agreement for free + distribution of Project Gutenberg-tm works. + +1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm +electronic work or group of works on different terms than are set +forth in this agreement, you must obtain permission in writing from +both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael +Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the +Foundation as set forth in Section 3 below. + +1.F. + +1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable +effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread +public domain works in creating the Project Gutenberg-tm +collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic +works, and the medium on which they may be stored, may contain +"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or +corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual +property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a +computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by +your equipment. + +1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right +of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project +Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project +Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all +liability to you for damages, costs and expenses, including legal +fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT +LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE +PROVIDED IN PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE +TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE +LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR +INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH +DAMAGE. + +1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a +defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can +receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a +written explanation to the person you received the work from. If you +received the work on a physical medium, you must return the medium with +your written explanation. The person or entity that provided you with +the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a +refund. If you received the work electronically, the person or entity +providing it to you may choose to give you a second opportunity to +receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy +is also defective, you may demand a refund in writing without further +opportunities to fix the problem. + +1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth +in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER +WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO +WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE. + +1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied +warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages. +If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the +law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be +interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by +the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any +provision of this agreement shall not void the remaining provisions. + +1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the +trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone +providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance +with this agreement, and any volunteers associated with the production, +promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works, +harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees, +that arise directly or indirectly from any of the following which you do +or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm +work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any +Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause. + + +Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm + +Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of +electronic works in formats readable by the widest variety of computers +including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at http://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. Compliance requirements are not uniform and it takes a +considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up +with these requirements. We do not solicit donations in locations +where we have not received written confirmation of compliance. To +SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any +particular state visit http://pglaf.org + +While we cannot and do not solicit contributions from states where we +have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition +against accepting unsolicited donations from donors in such states who +approach us with offers to donate. + +International donations are gratefully accepted, but we cannot make +any statements concerning tax treatment of donations received from +outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff. + +Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation +methods and addresses. Donations are accepted in a number of other +ways including checks, online payments and credit card donations. +To donate, please visit: http://pglaf.org/donate + + +Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic +works. + +Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm +concept of a library of electronic works that could be freely shared +with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project +Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support. + + +Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed +editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S. +unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. + + +</pre> + +</body> +</html> |
