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+ Il bacio della contessa Savina, di Antonio Caccianiga
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+Project Gutenberg's Il bacio della contessa Savina, by Antonio Caccianiga
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+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+Title: Il bacio della contessa Savina
+
+Author: Antonio Caccianiga
+
+Release Date: January 25, 2011 [EBook #35065]
+
+Language: Italian
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+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL BACIO DELLA CONTESSA SAVINA ***
+
+
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+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
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+generously made available by The Internet Archive)
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+<div class="center">
+<h1>IL BACIO<br />
+
+<span class="small">DELLA</span><br />
+
+<span class="big">CONTESSA SAVINA</span></h1>
+
+<p>ROMANZO<br />
+<br />
+<span class="small">DI</span><br />
+<br />
+<span class="big">ANTONIO CACCIANIGA</span></p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p>Quarta Edizione</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<p>MILANO<br />
+FRATELLI TREVES, EDITORI<br />
+<span class="small">1888.</span></p>
+</div>
+
+<hr />
+
+<p class="center pad4">PROPRIETÀ LETTERARIA<br />
+<br />
+Tip. Fratelli Treves.</p>
+
+<p>&nbsp;<br />&nbsp;</p>
+
+<hr />
+<p><span class="pagenum">[1]</span></p>
+
+<p class="center pad4">IL BACIO DELLA CONTESSA SAVINA</p>
+
+<hr class="mid" />
+
+<h2><a name="I" id="I"></a>I.</h2>
+
+<p>Il romanzo della mia vita incomincia quando io
+avea diciott'anni, e passavo gran parte del giorno
+al balcone, in casa di mio zio canonico. Allora la
+contessa Savina di Brisnago aveva sedici anni, e
+ricamava, seduta presso al balcone dirimpetto del
+mio. Era una bella giovanetta, aveva un profilo dolcissimo,
+un nasino provocante, una bocca soave,
+capelli neri rilevati sulla fronte, occhi bruni, divini.
+Mi pareva un angelo sceso dal cielo, tanto i suoi
+movimenti erano leggiadri e maestosi. Io non mi
+saziava mai di contemplarla, ella di tratto in tratto
+alzava la testa dal lavoro, si passava una mano
+sulla fronte, si lisciava i capelli, poi con aria distratta
+guardava il cielo, le case di fronte e le tendine
+della finestra. Il suo sguardo percorrendo questa
+linea attraversava naturalmente il mio balcone, e
+quantunque passasse come un lampo, pure mi gettava
+lo scompiglio nell'animo. Non saprei spiegare
+l'arcana attrattiva, che come un filo invisibile mi legava
+<span class="pagenum">[2]</span>
+a quella fanciulla, tenendomi immobile per
+delle ore.</p>
+
+<p>Veronica, entrando nella mia stanza come una
+valanga, rompeva sovente quel fascino annunziandomi
+il pranzo. Allora io scendeva e andava a collocarmi
+a mensa dirimpetto dello zio, che mangiava
+con grande appetito, mentre io inghiottiva ogni
+cibo con ripugnanza. Egli mi interrogava sui miei
+studi, mi parlava di pedagogia, di metodica, d'aritmetica;
+io rispondeva sbadatamente, pensando a
+quella finestra. Finito il pranzo, mio zio si ritirava
+a fare il suo chilo, ed io ritornava alle mie estatiche
+contemplazioni. In casa Brisnago pranzavano
+molto più tardi di noi, e talvolta prima del pranzo
+andavano a fare un giro pel corso. Allora ella si
+alzava da sedere, dava un'occhiata fuori della finestra,
+guardava alla sfuggita la nostra casa, ed io
+sentiva il dardo fatale entrarmi nel cuore e lacerarlo.
+Essa scompariva, e qualche tempo dopo lo
+scalpito dei cavalli e il rumore della carrozza mi
+avvertivano della partenza.</p>
+
+<p>Allora io prendeva il mio cappello, e me ne andava
+girovagando per le vie di Milano sulle traccie
+della mia stella. La trovavo quasi sempre sui bastioni,
+i nostri sguardi si scontravano rapidamente
+ed io rimaneva come sbalordito a contemplare quel
+cocchio che correva portando con sè qualche cosa
+di me stesso; tanto è vero che imbattendomi per
+via in taluno de' miei amici che si arrestava a parlarmi,
+io faceva la figura di un imbecille, e mi restava
+appena appena tanta intelligenza da accorgermene.</p>
+
+<p>Mio zio canonico non s'avvedeva di nulla; rinchiuso
+nella sua sfera d'azione, egli compieva le sue
+evoluzioni quotidiane con esattezza inappuntabile.
+<span class="pagenum">[3]</span>
+La messa e la colazione, le sacre funzioni ed il
+pranzo, il breviario e il passeggio, il chilo ed il
+sonno si succedevano per lui con tale regolarità, che
+i nostri vicini se ne servivano per regolare gli orologi,
+e dicevano: &mdash; il canonico Carletti va a dir
+messa: sono le otto; il canonico va a cantar vespro:
+sono le due. La nostra vita rassomigliava perfettamente
+ad un cronometro; Veronica era la seconda
+ruota, come io era lo scapamento che riceve l'impulso,
+e tutto si muoveva per addentellato del motore
+principale, ossia del padrone di casa.</p>
+
+<p>Mio zio metteva la felicità nella precisione dei
+movimenti, e ciò appunto formava la mia desolazione,
+sentendo il bisogno di muovermi secondo i
+variabili impulsi della mia natura. Ma bisognava
+rassegnarsi a trascinare la catena che mi veniva
+imposta dal mio benefattore, perchè io non era che
+un povero orfano. Privo delle carezze dei genitori,
+in tenera età, mio zio ricoverandomi in casa sua mi
+salvava dalla miseria; io non aveva ereditato che
+una piccola medaglia di bronzo che mia madre teneva
+al collo per divozione, e che dopo la sua morte
+venne appesa al mio letto, come talismano dell'infanzia.
+La mia sommessione era dunque un dovere
+e in pari tempo una necessità, che per mezzo dell'educazione
+mi apparecchiava l'indipendenza per
+l'avvenire.</p>
+
+<p>Ma io mi risarciva della schiavitù personale colla
+libertà dello spirito. Sdraiato sul canapè della mia
+cameretta accendeva uno sigaro e mi metteva in
+viaggio. La mia fantasia usciva dalla finestra sulle
+spire del fumo, e volava per l'ampio orizzonte con
+la rapidità del pensiero. Se potessi rammentarmi
+quelle peregrinazioni meravigliose, scriverei un bel
+volume. Mio zio mi destinava all'istruzione, io accettava
+<span class="pagenum">[4]</span>
+il suo piano come un mezzo d'emanciparmi,
+ma mi pareva di sentire in me stesso una voce che
+mi chiamasse a più alti destini. Quel sentimento
+d'amore che mi agitava l'anima aveva acceso nella
+mia mente una scintilla che mi svelava un nuovo
+mondo; i miei pensieri si elevavano ad un'altezza
+sublime che, rivelata con l'arte, avrebbe destato la
+meraviglia universale. L'amore mi additava il cammino
+della gloria e della fortuna. Avevo incominciato
+una tragedia, il <i>Lucchino Visconti</i>, ove tentava
+rivelare gli arcani d'un'anima innamorata e mi pareva
+che la comparsa del mio lavoro avrebbe introdotto
+una riforma radicale del teatro italiano.
+E mi sembrava già di vedere il pubblico, esaltato
+dall'entusiasmo, portarmi a casa in trionfo.</p>
+
+<p>All'indomani dovevano naturalmente piovermi addosso
+gl'inviti, le onorificenze e il denaro; ad ogni
+produzione l'oro invadeva il mio scrittoio. Una nuova
+poesia era comparsa alla luce col corteggio della
+ricchezza; il poeta tradizionale lacero, tapino e ridicolo
+cedeva il passo al principe delle lettere, del
+quale tutti ambivano i favori. Egli dava vita alle
+sue stupende creazioni in una splendida dimora,
+fra i bronzi, i marmi, le pitture, e il lusso d'un palazzo
+incantato.</p>
+
+<p>Con tali presagi nell'animo mi affacciavo alla finestra;
+gli occhi della mia musa si alzavano, e un
+fluido celeste mi avvolgeva, come in un nimbo di
+gloria. Niente mi pareva impossibile nella vita: io
+sentiva una fiamma che mi rendea onnipotente.</p>
+
+<p>Un giorno fra gli altri me ne stavo assorto in
+una di queste estasi eteree, quando la Veronica
+entrò nella stanza.</p>
+
+<p>&mdash; Daniele, &mdash; essa mi disse, &mdash; avete pensato
+che s'avvicina l'inverno, che il freddo incalza, che
+<span class="pagenum">[5]</span>
+avete il pastrano sdruscito, gli stivali sgualciti, i
+calzoni rattoppati?</p>
+
+<p>&mdash; Veronica, &mdash; io risposi gravemente, battendomi
+sul petto, &mdash; io tengo qua dentro dei tesori che
+possono procurarmi tutti gli agi della vita....</p>
+
+<p>Essa mi guardava con tanto d'occhi spalancati
+credendo che alludessi al mio portafogli, poi mi
+domandò ansiosamente:</p>
+
+<p>&mdash; Avete dunque molto denaro in saccoccia?</p>
+
+<p>&mdash; Io?... non ho che cinquanta centesimi....</p>
+
+<p>&mdash; Ma dunque di che tesori mi parlate?</p>
+
+<p>&mdash; Vi parlo dei sentimenti del cuore che ispirano
+la mia mente... e la rendono capace di produrre quelle
+opere che attirano l'ammirazione degli uomini, e arricchiscono
+gli autori. Sono sicuro dell'avvenire!</p>
+
+<p>&mdash; Tanto meglio.... ma l'avvenire è in mano di
+Dio.... invece i vostri vestiti li tengo nelle mie mani
+ogni giorno, ne conosco tutti i sdruciti e le mende,
+e vedo la necessità che il sartore ve ne faccia di
+nuovi. Monsignore vi vuol bene, ma i canonici non
+possono conoscere tutti i bisogni della gioventù.
+Tocca a voi domandare quanto vi manca.... Su via,
+volete che gliene parli io?...</p>
+
+<p>&mdash; Cara Veronica.... come siete buona!... avete sostituita
+mia madre sulla terra.... che il cielo vi benedica
+mille volte.</p>
+
+<p>E pensando alla mia miseria e all'ottimo cuore
+di quella donna, io piangeva come un fanciullo. Allora
+essa mi calmava chiamandomi matto, smemorato,
+fantastico, epiteti coi quali soleva generalmente
+esprimermi la sua affezione. Poi correva ad
+enumerare i miei bisogni allo zio, ed il buon vecchio
+mi apriva la borsa. Io mi limitava al necessario
+ed egli, dopo pagate le spese, si lodava della
+mia discrezione e modestia.
+</p>
+
+<p><span class="pagenum">[6]</span>Così, io passava la vita tranquilla alla superficie,
+burrascosa nel fondo. Quell'inverno mi fuggì rapidamente;
+meno qualche ora di scuola e di passeggio,
+io viveva in casa, ritirato nella mia cameretta,
+ma col cervello sempre in viaggio. Una finestra e
+dei libri mi davano maggiori occupazioni, gioie,
+ansie, affanni, peripezie che non ne provassero i
+viaggiatori più arditi che investigavano le sorgenti
+del Nilo o l'interno dell'Africa. Difatti la prospettiva
+di quella finestra ove stava seduta la contessa
+Savina corrispondeva per me ai più stupendi panorami
+del globo, e la mia fantasia percorreva le
+ridenti regioni dei sogni, più vaghi di qualunque
+altro paese. E se i viaggiatori avevano a temere i
+selvaggi e le fiere, io pure aveva da paventare i
+potenti rivali che circondavano il mio idolo. Essa
+frequentava le conversazioni, i balli, i teatri, ed io
+non poteva seguirla che col pensiero; e l'accesa immaginazione
+la vedeva corteggiata da giovinotti
+suoi pari nei salotti eleganti, nel palchetto del teatro,
+o trasportata nelle loro braccia nei vortici delle
+danze, fra i doppieri ardenti, il profumo dei fiori,
+e l'ebbrezza d'una musica affascinante.</p>
+
+<p>Quando alla sera io udiva dalla mia cameretta
+il rumore della carrozza che la conduceva ai piaceri
+del mondo, mi sentiva il raccapriccio come un
+uomo assalito dalla febbre. Quante notti insonni ho
+passate a raggirarmi nel letto, quanti strani progetti
+ho concepiti colla fantasia malata, rammentandomi
+il pugnale d'Otello, e di tutti gli amanti
+che vendicarono gli oltraggi ricevuti dalle donne
+adorate! La sola diversione, l'unico conforto dei
+miei affanni era lo studio assiduo ed intenso.</p>
+
+<p>La libreria dello zio non mi forniva che i classici,
+ma un professore che mi voleva bene mi somministrava
+<span class="pagenum">[7]</span>
+un'ampia messe di produzioni moderne.
+Io mi perdeva nelle meditazioni, e passava le lunghe
+sere del verno avvolto in un vecchio tabarro
+del Canonico, a leggere ed annotare i più celebrati
+lavori dello spirito umano: e quando la divina fanciulla,
+reduce dalle feste del gran mondo, dopo la
+mezzanotte, saliva alla sua stanza signorile nel palazzo
+Brisnago, essa poteva vedere il pallido lumicino
+dello studente che vegliava agghiacciato, per
+arricchire la mente di quelle cognizioni che innalzano
+l'uomo sapiente al disopra dei nobili, dei ricchi
+e degli eletti della fortuna.</p>
+
+<p>Mi coricavo assai tardi affranto dalla fatica, intirizzito
+dal freddo, oppresso da pensieri dolorosi
+e da atroci sospetti, ma all'indomani uno sguardo
+di quegli occhi rasserenava il mio spirito, e scacciava
+le ombre dei cupi pensieri, come il sole che
+sorge scaccia le tenebre e ridona alla terra lo splendore
+e la vita.</p>
+
+<p>Tuttavia un dubbio funesto veniva sovente nella
+solitudine a colpirmi con dolorosi tormenti. Quella
+fanciulla che con uno sguardo accendeva nel mio
+cuore una fiamma celeste, che esaltava il mio spirito
+con ispirazioni sublimi, che mi parlava con l'arcano
+linguaggio degli occhi, sentiva essa all'unisono
+colla mia anima, riceveva essa da me le stesse impressioni?...
+O m'ingannavo nel tradurre il sanscrito
+del cuore e i geroglifici della passione?... Tale sospetto
+mi gettava nello sgomento, e mutava i rosei
+sogni della mia fantasia negli abissi della più cupa
+disperazione. Allora attendeva ansiosamente la ricomparsa
+di lei, per rileggere con raddoppiata attenzione
+in quegli occhi misteriosi, eppur tanto fatali.
+E immobile al balcone contava le ore che passavano
+lentamente, fino a che un lieve agitarsi di
+<span class="pagenum">[8]</span>
+seriche tende annunziava la presenza della mia
+sfinge!</p>
+
+<p>Oh Dio, quali momenti!... Essa guardava altrove,
+arrestava il suo sguardo sulla via, il mio cuore batteva
+tanto forte da rompermi il petto, se non lo
+avessi compresso colla mano, il dubbio terribile
+stava per diventare certezza, mi sentivo venir meno,
+e se fosse partita senza alzare lo sguardo, forse mi
+avrebbero trovato morto al mio posto. Ma essa volgeva
+la testa tranquillamente a diritta ed a manca,
+e a poco a poco mi passava davanti col suo sguardo
+profondo, rapido ma penetrante, che m'immergeva
+in un'estasi di amore e di delizie. Ah sì!... quello
+sguardo era una espressione viva e sincera dell'anima,
+un'espressione che non aveva parole corrispondenti
+nell'umano linguaggio, era assai più soave
+d'un profumo, più armonioso d'una melodia, era un
+fluido supremo che m'invadeva, indefinito, indefinibile,
+sottile, impalpabile, ma positivo come la luce
+e l'elettrico.</p>
+
+<p>Quello sguardo mi rassicurava pienamente con
+effetto istantaneo, ma poi a poco a poco, a cagione
+di nuove reazioni, quella persuasione scemava colle
+ore che passavano, col sole che tramontava, col
+buio della notte che mette in dubbio ogni cosa. All'indomani
+nuova prova e nuovo trionfo, indi nuove
+lotte fra la speranza e la ragione, fra la fede ed il
+dubbio.</p>
+
+<p>Tali burrasche mi condussero alla primavera. Alla
+primavera ogni semente germoglia, sboccia ogni
+gemma, ogni pianta fiorisce, ogni cuore si espande.
+Una corrente invisibile attraversa la vita, l'agita,
+la suscita, la rinnova. Io mi sentiva scorrere il
+sangue per le vene con ardore inusitato. Le lotte
+interne del mio animo indicavano il bisogno d'una
+<span class="pagenum">[9]</span>
+prova decisiva. Ma quale prova? un abboccamento
+era impossibile, un viglietto era pericoloso. Il ridicolo,
+la volgarità m'incutevano una ripugnanza
+insormontabile. Il mutuo linguaggio degli occhi esigeva
+una spiegazione discreta, corrispondente al
+mistero usato fino allora, senza imprudenze, nè audacie
+le quali rompessero la catena che legava segretamente
+due anime in celeste armonia.</p>
+
+<p>Ma una prova io la sentiva necessaria, inevitabile.
+Da essa doveva dipendere l'avvenire, cioè la
+vita o la morte.</p>
+
+<p>Pensai per molti giorni al modo più opportuno,
+e lo fissai d'accordo ai miei sogni orientali. Il linguaggio
+dei fiori m'offriva un mezzo analogo a quello
+degli occhi, ma più positivo e sicuro per interrogare
+l'oracolo. Io vedeva ogni giorno che la contessa
+Savina passeggiava per qualche istante nel
+giardino che fiancheggiava il suo palazzo e la strada.
+Mi decisi di procurarmi alcuni fiori, di farne un
+mazzetto, e di gettarlo ai suoi piedi, attendendo la
+mia sorte dal suo contegno. Se non mi amava, sarebbe
+passata oltre con disprezzo, e forse con isdegno,
+se mi amava avrebbe raccolto i miei fiori. Con
+tale determinazione mi recai da un giardiniere ed
+acquistai delle violette mammole e dell'eliotropio.</p>
+
+<p>Il mazzetto voleva dire: &mdash; <i>modestia, vi amo con
+ebbrezza</i>. Avrebbe essa inteso o indovinato il mio
+pensiero? era dubbio; ma in ogni caso i miei fiori avevano
+un significato evidente, e ciò bastava per darmi
+la prova del suo aggradimento o del suo disprezzo.</p>
+
+<p>Me ne tornavo a casa deciso di tentare la sorte,
+quando la Veronica mi venne incontro sulle scale
+annunziandomi che mio zio s'era messo a letto colla
+febbre. Deposi il mazzolino di fiori nella mia stanza,
+e corsi pel medico che condussi subito dal malato.
+</p>
+
+<p><span class="pagenum">[10]</span>Il dottore lo conosceva da molti anni, lo esaminò
+attentamente, e toccandogli il polso lo interrogò.
+Mio zio accusava una prostrazione di forze generale,
+e molte sofferenze nervose.</p>
+
+<p>&mdash; Monsignore ha forse ottemperato con troppo
+rigore ai digiuni quaresimali?</p>
+
+<p>Veronica dietro le tendine del letto dimenava la
+testa in segno negativo.</p>
+
+<p>Mio zio rispose che non potendo alterare le sue
+abitudini senza danno della salute, s'era sempre cibato
+col solito sistema.</p>
+
+<p>&mdash; Ma pure, &mdash; insinuava il dottore, &mdash; deve essere
+avvenuta qualche infrazione al metodo regolare
+di vita.</p>
+
+<p>&mdash; Sicuro, &mdash; rispose Veronica, &mdash; dopo cambiato
+l'orario del coro, Monsignore non è stato più bene.</p>
+
+<p>&mdash; È verissimo, &mdash; soggiunse il malato, trovandosi
+cambiata l'ora del vespro, ho dovuto alterare
+di conformità l'ora della messa, della colazione, del
+passeggio e del pranzo. Il ritardo del vespero ha
+perturbato l'ordine della mia vita e delle mie funzioni.</p>
+
+<p>&mdash; Ecco, ecco, &mdash; soggiunse il medico, &mdash; ecco
+scoperta la causa. Ripareremo facilmente allo sconcerto,
+ma bisogna assolutamente che Monsignore si
+decida a modificare il suo sistema di vita. Non va
+bene rendersi troppo schiavi delle proprie abitudini,
+perchè ad ogni fortuita alterazione s'arrischia
+di cadere malati. Monsignore ha bisogno d'esercizio
+all'aperto, all'aria ossigenata dei monti.</p>
+
+<p>Scrisse la ricetta, poi continuò:</p>
+
+<p>&mdash; Mi pare che Monsignore posseda un poderetto
+in Valtellina?</p>
+
+<p>&mdash; Oh, &mdash; rispose mio zio, &mdash; una casetta e pochi
+campi.
+<span class="pagenum">[11]</span></p>
+
+<p>&mdash; Benissimo. Nella prossima estate bisogna visitare
+la casetta e andare ai bagni di Bormio.</p>
+
+<p>&mdash; Sono tanti anni che non mi muovo da Milano....</p>
+
+<p>&mdash; E appunto per questo bisogna rompere le abitudini
+troppo regolari, per ristabilire le forze. Monsignore
+non è vecchio, ma la vita sedentaria rende
+flosci, e ci apparecchia una vecchiaia precoce e
+piena di sofferenze. Monsignore vada ogni anno a
+prendere i bagni, si muova, respiri l'aria pura dei
+monti....</p>
+
+<p>&mdash; Vedremo, vedremo, &mdash; rispondeva mio zio.</p>
+
+<p>Il dottore avendo date le sue istruzioni alla Veronica,
+raccomandò al malato la quiete, e partì, ma
+le sue idee avevano sconvolto la casa. Mio zio al
+solo pensiero d'un viaggio provò una recrudescenza
+di tutte le sue sofferenze, ed alla sera si sentì raddoppiata
+la febbre.</p>
+
+<p>La Veronica non poteva darsene pace:</p>
+
+<p>&mdash; Benedetti dottori! &mdash; esclamava, &mdash; essi trovano
+tutto facile, ordinano colla stessa indifferenza
+un decotto di camomilla e l'amputazione d'una
+gamba. Bisogna non conoscere il padrone per imporgli
+un viaggio in Valtellina. Misericordia!...</p>
+
+<p>Basti il dire che riceve le visite di riguardo tenendo
+l'occhio fisso sul pendolo, e quando la lancetta
+dei minuti indica il momento preciso destinato
+ad altre occupazioni, si alza, con un pretesto
+rompe il colloquio più interessante, ed obbliga i visitatori
+ad andarsene.</p>
+
+<p>Un giorno mi raccontò che avendo incontrato
+l'Arcivescovo, e questi avendolo invitato a seguirlo
+per intrattenerlo d'un affare importante, sul più
+bello del discorso lo abbandonò in mezzo alla strada
+con una scusa, avendo udito suonare l'ora del pranzo.</p>
+
+<p>Se trova sul piatto il tovagliuolo piegato in bislungo
+<span class="pagenum">[12]</span>
+invece che in quadro, tale disordine gli fa
+perdere l'appetito. Se alla sera quando va a letto
+vede la boccia dell'acqua davanti i fiammiferi, mi
+fa una scena del diavolo enumerando tutti gli inconvenienti
+ai quali lo espongo, caso mai avesse bisogno
+di accendere il lume nella notte. Immaginarsi
+d'esporre un tal uomo ai ritardi delle diligenze e
+dei battelli del lago, è cosa da farlo morire!... &mdash; </p>
+
+<p>Io cercavo di consolarla alla meglio, ma invano.</p>
+
+<p>Il giorno seguente il medico trovò il malato più
+tranquillo, scrisse un'altra ricetta, ordinò dieta più
+sostanziosa, e due dita di vino vecchio... poi soggiunse:</p>
+
+<p>&mdash; Monsignore si troverà bene dopo i bagni di
+Bormio e il suo viaggio nelle montagne....</p>
+
+<p>Veronica alzava gli occhi al cielo e dimenava la
+testa.</p>
+
+<p>Per buona fortuna il malato non tardò molto a
+ristabilirsi ed a riprendere le sue abitudini.</p>
+
+<p>Ma intanto, occupato nell'assistenza di mio zio,
+non ebbi il tempo di fare la progettata esperienza
+e i miei fiori appassirono. Poveri fiori!... ho passato
+una sera a contemplarli come un triste presagio.
+Essi mi presentavano l'immagine della gioventù
+che passa, mentre la mia stella brillava forse
+in qualche festa spargendo dintorno la luce e il
+profumo della sua bellezza! Mi affacciai alla finestra
+odorando distrattamente il mio mazzetto avvizzito.
+Essa comparve improvvisamente, e mi sembrò
+di scorgere nel suo rapido sguardo un leggiero
+indizio di sorpresa, dissimulato ben tosto, ma non
+abbastanza prontamente da non lasciarmi indovinare
+dal cipiglio severo un senso di <a name="tn12" id="tn12"></a>malcontento, che interpretai
+come un effetto di gelosia. Come era bella
+con quel cipiglio che pareva dirmi: &mdash; chi vi diede
+<span class="pagenum">[13]</span>
+quei fiori?... In quell'istante passava per la via uno
+spazzino, io gettai con destrezza il mazzetto di fiori
+nella sua carriola; essa vide il mio atto, i suoi lineamenti
+mutarono espressione, sorrise a fior di
+labbra, mi guardò con soddisfazione e scomparve.</p>
+
+<p>Io aveva letto sul suo volto una nuova prova
+d'amore. Leggiero come l'uomo felice, volai per le
+scale, e accorsi al negozio di fiori. Mi feci approntare
+un nuovo mazzetto più bello del primo. Si componeva
+d'una rosa nel centro, circondata da violette
+mammole ed eliotropi. Quei fiori esalavano un
+profumo soave, e dicevano chiaramente: <i>bellezza e
+modestia, vi amo con ebbrezza</i>. Ritornato a casa,
+aspettai la solita ora nella quale vedevo la contessa
+Savina passeggiare in giardino. Intanto io
+deponeva un bacio sopra i miei fiori e invidiando
+la loro sorte, insegnavo loro che cosa dovessero
+dire se ella si fosse degnata di raccoglierli; e parlavo
+a quegli esseri delicati come si farebbe con
+dei fanciulli, incaricandoli d'una commissione importante.
+E pensavo al destino della vita, alla bontà
+della natura che metteva in mia mano quei simboli
+dell'anima innamorata, affinchè fossero gli interpreti
+del mio affetto giovanile, coi loro vaghi
+colori, e gli olezzi penetranti, sotto gli occhi di una
+leggiadra fanciulla!</p>
+
+<p>Finalmente sonavano le due ore dopo il mezzodì
+quando dalla mia finestra la vidi entrare in giardino
+come un'apparizione celeste.</p>
+
+<p>Era una splendida giornata di maggio, e pareva
+che ne aspirasse con voluttà l'aria oscillante e
+pregna d'atomi fecondi di vita.</p>
+
+<p>Contemplò le piante con ammirazione, innalzò al
+cielo uno sguardo sereno, poi rivolgendo gli occhi,
+mi vide alla finestra coi fiori.
+<span class="pagenum">[14]</span></p>
+
+<p>S'era arrestata un istante, allungando il braccio
+per ispiccare un ramoscello, quando il mio mazzetto
+cadde a' suoi piedi.... Ebbe un leggiero sussulto come
+di paura, lo vide, rimase alquanto perplessa.... mentre
+io sentiva la mia vita sospesa. Poi abbassandosi
+lentamente lo raccolse, l'odorò, se lo pose in seno,
+alzò il capo lanciandomi uno sguardo ineffabile....
+ed io non vidi più nulla.</p>
+
+<p>Una nube mi oscurò la vista, e caddi nella stanza
+come privo di sensi.</p>
+
+<p>Dopo qualche istante ritornai alla finestra, ma
+essa era partita.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="II" id="II"></a>II.</h2>
+
+<p>Erano passati alcuni giorni da quell'istante che
+mi rendeva felice, quando incominciai a scorgere
+una insolita mestizia sul volto della contessa Savina.</p>
+
+<p>Oh come avrei voluto interrogarla, conoscere il
+motivo del suo turbamento, e consolarla. Impossibile!...</p>
+
+<p>Io leggeva bene ne' suoi sguardi un'espressione
+d'affanno, ma come decifrarne la causa? Una sera
+pareva che non potesse staccarsi dalla finestra; il
+suo sguardo melanconico non prendeva più le precauzioni
+del solito giro per giungere a me, ma mi
+colpiva direttamente, e durava a lungo, languido e
+doloroso. Finalmente l'oscurità succedendo al crepuscolo,
+gli oggetti apparivano indistinti, io non
+distingueva più i suoi lineamenti, e solo discerneva
+la sua graziosa persona, flessibile come il gambo
+<span class="pagenum">[15]</span>
+d'un fiore, appoggiata alla finestra; e mi parve di
+scorgere che mettesse una mano sugli occhi, e un'altra
+mano sul cuore.... e poco dopo scomparve.</p>
+
+<p>All'indomani tutte le imposte del palazzo erano
+chiuse, essa era partita. Partita da Milano!... e le
+carrozze continuavano a circolare nelle vie, la gente
+andava e veniva come al solito, tutti i negozi erano
+aperti, il sole brillava sulle aguglie del duomo....
+eppure Milano mi pareva morta, le strade squallide,
+il cielo buio, la folla un assembramento di fantasmi.
+Mi sembrava impossibile che la vita potesse ancora
+durare in quel vuoto, mi pareva che le anime dei
+miei concittadini fossero uscite dalla città, e che i
+corpi continuassero materialmente il loro giro automatico
+in un mondo spento. Entro di me era uno
+sbalordimento, una malattia dell'anima, dalla quale
+s'era staccata una parte, e la migliore. Vagai tutto
+il giorno per le vie come un insensato, urtando i
+passanti, guardando macchinalmente le carrozze,
+ove mi pareva che sedessero donne di legno cogli
+occhi di vetro.</p>
+
+<p>Gli organetti mi mettevano in fuga, la musica mi
+batteva nella testa come un martello, gli uomini
+che ridevano mi parevano matti, e mi facevano
+paura.</p>
+
+<p>Mi trascinai a casa per l'ora del pranzo, pensando
+che un ritardo avrebbe potuto far ricadere malato
+mio zio, e mi misi a tavola senza poter inghiottire
+un boccone. Alle sue interrogazioni risposi confusamente
+accusando un dolore di capo.</p>
+
+<p>Dopo pranzo la Veronica venne a raccontarci
+come la cosa più naturale del mondo, che i nostri
+vicini erano partiti per la campagna. I conti di
+Brisnago lasciavano Milano ogni primavera, e non
+ritornavano che alla fine d'autunno. Io non ne sapeva
+<span class="pagenum">[16]</span>
+nulla. Avevo veduto la Savina per la prima
+volta nel passato novembre, e avanti quell'epoca
+ignoravo perfino chi abitasse il palazzo, e non mi
+accorgevo se fosse chiuso od aperto. Dopo di averla
+veduta, non vidi altro che lei sola in tutto Milano,
+e dentro il mio cuore. Non mi ero mai interessato
+di conoscere la sua famiglia, il padre, la madre, i
+parenti. Vedevo bene una signora attempata al
+suo fianco, nel salotto o in carrozza, ma la vedevo
+come un'ombra, senza arrestarvi sopra nè
+l'occhio, nè il pensiero.</p>
+
+<p>Le notizie di Veronica mi sbalordivano, come
+qualche cosa di straordinario, tanto mi pareva impossibile
+che Savina fosse una donna come le altre.</p>
+
+<p>Alla sera nel mio letto, pensando ai lunghi mesi
+che avrei dovuto passare nella solitudine, inondai
+il mio guanciale di lagrime, e durai alcuni giorni
+trasognato e ingrugnito.</p>
+
+<p>La partenza di mio zio fu il primo diversivo che
+venne a mettermi nuovamente in comunicazione
+colle cose volgari della vita. Malgrado l'opposizione
+insistente di Veronica, il dottore aveva perseverato
+nella sua opinione, dimostrando la necessità di mandare
+mio zio ai bagni di Bormio. Essendo molti
+anni che non visitava la sua casetta in Valtellina,
+appigionata a un vecchio maestro di scuola, mio
+zio contava arrestarsi due giorni dal parroco del
+villaggio di X**, e poi di passare al paese dei bagni.</p>
+
+<p>I preparativi della partenza furono lunghi e laboriosi.
+Da un mese non si parlava d'altro, mio zio
+prendeva continue informazioni sulle ore della partenza
+e dell'arrivo delle vetture, e sulle fermate, i
+prezzi dei posti, le coincidenze dei battelli sul lago,
+sul viaggio da Colico a Bormio, sui locali, e il regime
+dei bagni e le analisi chimiche delle acque.
+<span class="pagenum">[17]</span>
+Poi enumerava i beneficii, gl'inconvenienti, i pericoli,
+i disagi della cura ordinata, le speranze che
+dovevano sostenerlo all'impresa. Veronica apparecchiava
+i sacchi da notte con tutte le precauzioni
+immaginabili, mettendo in ordine i tabarri di
+varie gradazioni, e tutti gli accessorii occorrenti,
+le pastiglie per la tosse e la magnesia calcinata,
+il tabacco da naso e i fiammiferi. Si prendevano
+note per non dimenticare gli oggetti indispensabili,
+per ricordarsi le minime precauzioni, per seguire
+a puntino le raccomandazioni del medico.</p>
+
+<p>La diligenza per Como partiva alle dieci, e al
+giorno fissato mio zio mi fece svegliare col lume,
+prima del levare del sole, per tema di trovarsi in
+ritardo avendo mille commissioni da darmi. Abbiamo
+lasciata la casa un'ora prima della partenza; preceduti
+da un facchino che portava il bagaglio e l'ombrello,
+e seguiti fino alla porta dalla Veronica, che
+piangeva raccomandando a Monsignore di guardarsi
+dalle correnti d'aria, dai cibi pesanti, dal freddo e
+dal caldo, chiedendogli se avesse in saccoccia la
+scatola, gli occhiali, il portafogli, i guanti di lana,
+pregandolo di scriverci subito appena giunto.</p>
+
+<p>Egli voleva fare il disinvolto, ma si vedeva dalla
+sua fisonomia che sentiva tutta la gravità dell'impresa.
+Voleva rassicurarci, ed era più agitato di noi
+e camminava rammentandoci le sue commissioni, la
+lettera al Cancelliere arcivescovile, il libro a Monsignor
+Decano, un piccolo pagamento, una mancia, i
+saluti all'abate X** e a sua sorella.</p>
+
+<p>Finalmente quando piacque a Dio si giunse all'ufficio
+della diligenza. Colà mille domande calorose
+agli impiegati che rispondevano freddamente, senza
+nemmeno alzare la testa dai loro registri. Raccomandazioni
+iterate ai facchini sul collocamento del
+<span class="pagenum">[18]</span>
+bagaglio, che gettavano sulla carrozza col capo ingiù
+e con tale sguaiataggine da far raccapricciare la
+Veronica se li avesse veduti. Quando i viaggiatori
+salirono in carrozza, mio zio mi diede due grossi
+baci sulle gote, io gli raccomandai di aver cura
+della sua salute e rimasi fermo sulla via, rispondendo
+a' suoi saluti, ed ai suoi cenni fino a che la
+vettura scomparve. Allora mi avvidi che volevo
+bene a quel povero vecchio, sentendo come un groppo
+che mi strozzava la gola. Talvolta io lo trovava
+noioso, ed anche ridicolo; ma tali passeggiere impressioni
+non mi rendevano ingrato verso colui che mi
+aveva raccolto come un figliuolo, e mi colmava di
+benefizi. La vita comune ci avvezza all'affetto, ma
+le separazioni lo rivelano. Ritornando sui miei passi
+io faceva caldi voti per la sua salute, e pregava il
+cielo di rimeritarlo del bene che mi aveva prodigato.</p>
+
+<p>La casa mi parve deserta senza di lui, e la Veronica
+ed io non eravamo i soli a provare quel vuoto
+prodotto dall'assenza; anche il suo gatto prediletto
+lo andava cercando per le stanze, miagolando
+con affannosa insistenza. Povera bestia! io che
+prima non lo guardava nemmeno, sentivo il bisogno
+di carezzarlo, e di dargli qualche bocconcino
+in ricompensa dell'affezione che dimostrava pel suo
+buon padrone.</p>
+
+<p>Oh! la vita è tutta un intreccio d'affezioni e di
+distacchi, di legami e di lacerazioni, di conquiste
+e di sconfitte, e il cuore invecchia, come il veterano
+che ha perduto le gambe sui campi di battaglia.</p>
+
+<p>Ho passato l'estate studiando ed apparecchiandomi
+agli ultimi esami, che ebbi la fortuna di compiere
+felicemente procurandomi la soddisfazione
+di annunziare con una lettera a mio zio, che avevo
+<span class="pagenum">[19]</span>
+ottenuta la patente di maestro, con attestati di
+lode.</p>
+
+<p>Finite le occupazioni scolastiche, ripresi con grande
+alacrità la mia tragedia, per dare qualche sfogo alla
+passione che mi esaltava.</p>
+
+<p>L'espressione d'un amore represso mi faceva sgorgare
+dei versi ispirati, e quantunque il palazzo
+Brisnago fosse sempre chiuso, la divina mia musa
+mi appariva come in celeste visione; la lontananza
+aveva idealizzato il mio amore, io la vedeva coll'immaginazione,
+circondata da un'aureola di luce,
+mandarmi un pensiero, che attraversando rapidamente
+lo spazio giungeva nella mia cameretta come
+un raggio vivificante.</p>
+
+<p>Un giorno divagavo la mente in quel modo fantastico
+che sorrideva alla mia solitudine come un
+preludio di gloria e d'amore, quando la Veronica,
+spalancata violentemente la porta, mi annunziò il
+ritorno dello zio, correndo precipitosamente giù dalla
+scala per incontrarlo. Scosso dall'ebbrezza de' miei
+pensieri, come un uomo destato improvvisamente
+dal sonno, gli corsi incontro barcollando. Egli si
+gettò nelle mie braccia e mi strinse affettuosamente
+sul cuore. Mostrava un aspetto floridissimo.
+Il dottore aveva avuto ragione, il viaggio e i bagni
+gli tornarono utilissimi. Mi disse che da principio
+ebbe a soffrire qualche incomodo per le mutate
+abitudini, ma poi l'aria dei monti, l'esercizio, il
+buon regime e la lieta compagnia lo ristabilirono
+perfettamente in salute.</p>
+
+<p>Finiti i reciproci abbracciamenti, e soddisfatta
+pienamente la curiosità di Veronica intorno ai
+minimi incidenti dell'assenza e del viaggio, mio zio
+mi prese per mano con insolita gravità, mi condusse
+nello studio, chiuse la porta, si sedette sulla
+<span class="pagenum">[20]</span>
+sua vecchia e prediletta poltrona di pelle, mi fece
+sedere vicino a lui, e con accento affettuoso incominciò
+a parlarmi in questi termini:</p>
+
+<p>&mdash; La lettera che mi annunziava il risultato finale
+de' tuoi studi mi ha portato somma consolazione, e
+desideravo vivamente di tornarmene a casa per
+farti a voce le mie congratulazioni. Hai finito lodevolmente
+la prima parte della vita, quella che apparecchia
+l'avvenire, quella dalla quale dipende in
+gran parte tutta la nostra esistenza. L'età matura
+e la vecchiaia possono considerarsi come legittime
+conseguenze della gioventù. Le prime impressioni
+riescono più durevoli; appunto perchè sono le prime
+esse trovano il campo libero e fresco, la natura
+ingenua, l'età opportuna a ricevere ogni forma.
+Nella quiete e nella solitudine di questa casa, tu
+non hai ricevuto che buone impressioni, e le hai
+coltivate collo studio assiduo; le lunghe ore passate
+nella tua cameretta daranno i loro risultati, ne sono
+sicuro. Ora è giunto il tempo che devi entrare coraggiosamente
+nella vita sociale, e prendere il posto
+che ti è destinato dalla Provvidenza. Ci hai tu pensato,
+Daniele?...</p>
+
+<p>&mdash; Ci ho pensato sovente, &mdash; io risposi, &mdash; e spero,
+caro zio, che un giorno non avrà a pentirsi di
+avermi raccolto in casa, permettendomi d'attendere
+agli studi.</p>
+
+<p>&mdash; Ne sono sicuro e spero bene tanto della tua
+condotta morale, quanto della tua cultura. Ma per
+giungere ad una meta bisogna mettersi in istrada,
+e compiere il dovere che il Signore prescrisse ad
+Adamo: «&nbsp;mediante il sudore della tua faccia, mangerai
+il tuo pane.&nbsp;»</p>
+
+<p>&mdash; Sono pronto, &mdash; risposi, &mdash; a dimostrarle la
+mia buona volontà alla prima occasione....
+<span class="pagenum">[21]</span></p>
+
+<p>&mdash; L'occasione si presenta opportuna, &mdash; egli soggiunse, &mdash; e
+appunto la tua lettera ti aperse la
+porta....</p>
+
+<p>&mdash; Come mai?...</p>
+
+<p>&mdash; Io la comunicai ad alcune persone influenti,
+che mi accordarono la loro benevolenza, vivendo
+in rapporti quotidiani nello stabilimento balneare
+di Bormio, e mi promisero il posto di maestro appunto
+nel villaggio di X**, ove andresti ad abitare
+la mia casetta....</p>
+
+<p>&mdash; In Valtellina?...</p>
+
+<p>&mdash; In Valtellina! Il vecchio maestro mio locatario
+ha ottenuta una pensione dal Comune, e si ritira a
+Sondrio coi suoi parenti. Io pongo a tua disposizione
+la mia casetta e i pochi campi, una sommetta
+di denaro pei necessari ristauri, ti raccomando
+al mio buon amico il parroco don Vincenzo
+Liserio, ed all'ottima famiglia Bruni, che conosco
+da tanti anni, e te ne vai a vivere beato e felice
+in quell'aria elastica delle montagne che stuzzica
+l'appetito e conserva la salute.... Ecco quanto mi
+premeva di comunicarti, e credo che sarai contento
+di così bella notizia!...</p>
+
+<p>Rimasi sbalordito, e senza parole. Pensando alla
+finestra del palazzo Brisnago, che si sarebbe fra
+poco riaperta, alla riapparizione della divina fanciulla,
+alla felicità di rivederla e di riprendere
+quelle soavi contemplazioni, tanto indispensabili
+alla mia anima, quanto l'aria ai miei polmoni, Milano
+mi appariva in tutta la sua bellezza. Io vedevo come
+in un sogno rapido, intenso, tutti gli splendori della
+città, il lusso, i corsi, i teatri, una scena spettacolosa
+irradiata da uno sguardo che animava ogni
+cosa, mentre le parole dello zio m'indicavano confusamente
+e lontano un povero villaggio deserto
+<span class="pagenum">[22]</span>
+al piede delle Alpi, con un orizzonte di montagne
+nevose nel fondo.</p>
+
+<p>Mio zio mi guardava in silenzio, aspettando tranquillamente
+la mia risposta. Io sentiva tutto l'orrore
+della mia posizione, ed una lotta terribile si
+agitava nel mio animo. Finalmente, vedendomi esitante,
+egli soggiunse:</p>
+
+<p>&mdash; Io confesso che aspettavo tutt'altra accoglienza
+alla mia proposta, e mi sorprendo assai
+della tua esitazione.</p>
+
+<p>&mdash; Caro zio... l'idea di abbandonare Milano mi
+opprime talmente, che forse mi sfuggono i vantaggi
+della proposta che mi fa. Un collocamento che mi
+permettesse di continuare a vivere presso di lei
+sarebbe il mio più ardente desiderio, ma allontanarmi
+dalla sua casa, e da Milano, io solo, per recarmi
+in un ignoto villaggio, è un progetto che mi
+spaventa... le confesso ingenuamente la verità....</p>
+
+<p>&mdash; Ma come vuoi che un giovane appena ottenuta
+la patente di maestro trovi il modo di collocarsi a
+Milano? questa è davvero una strana pretesa! Bisogna
+che ciascheduno percorra la propria strada,
+incominciando dai primi passi; quando avrai acquistati
+dei titoli maggiori potrai ottenere degli avanzamenti,
+e coi meriti e il tempo ritornare anche a
+Milano. Ma dovendo incominciare con un posto
+modesto, dimmi ove potresti essere più felice che
+in un villaggio, nel quale trovi una casa e dei
+campi che ti vengono ceduti gratuitamente, e dei
+vecchi amici della nostra famiglia disposti ad accoglierti
+colle braccia aperte, come un'antica conoscenza?...
+Tutti non hanno di queste fortune... ma
+nessuno sarebbe così difficile di contentare... e devo
+dirtelo francamente, nessuno tanto ingrato verso
+la sorte!...
+</p>
+
+<p><span class="pagenum">[23]</span>Il malcontento di mio zio era evidente, e d'altronde
+l'obbligo di lasciare Milano mi sembrava
+che corrispondesse ad una sentenza di morte. Tuttavia
+per rinunciare ad un impiego, con l'aggiunta
+di eccezionali vantaggi, ci volevano delle ragioni
+importanti. Diventava inevitabile la necessità di
+manifestare il vero motivo che metteva ostacolo
+alla mia riconoscenza per questo nuovo benefizio
+offerto con tanta cordialità. E mi parve che l'amore
+irresistibile che accendeva il mio cuore dovesse
+giustificare pienamente la mia condotta, e spiegare
+la fede che animava i miei lavori letterari, i soli
+che potessero aprirmi la strada della fortuna. Pensai
+dunque che fosse giunto il momento d'aprire sinceramente
+il cuore a chi mi teneva luogo di padre,
+pensai che la mia ingenua confessione l'avrebbe
+commosso e convinto, e che avrei trovato nel suo
+cuore generoso un consiglio e un aiuto. Deciso a
+tale rivelazione, ruppi il silenzio colle seguenti
+parole:</p>
+
+<p>&mdash; Zio!.. la mia gratitudine per tutte le bontà
+che mi ha prodigato avrà fine colla vita.... Ma io
+non posso lasciare Milano; la mia partenza è impossibile.
+Un vincolo superiore alla volontà decide
+del mio destino!... Io non sono più padrone di me
+stesso!...</p>
+
+<p>Il povero canonico cogli occhi spalancati dalla
+sorpresa, colla bocca semichiusa, mi fissava in volto
+attentamente senza pronunziare parola, ma il suo
+sguardo doloroso e severo m'interrogava con ansiosa
+inquietudine. Sentii la necessità di abbreviare le
+sue pene, e soggiunsi:</p>
+
+<p>&mdash; Non tema nulla per la mia onestà, non ho commesso
+veruna azione malvagia, la coscienza non mi
+rimprovera alcuna colpa... ma io amo, amo teneramente
+<span class="pagenum">[24]</span>
+una fanciulla, e tutte le mie aspirazioni tendono
+a meritarmi la sua affezione.... abbia pietà del
+mio cuore....</p>
+
+<p>Mio zio si alzò in piedi, e fece un giro per la
+stanza, come se volesse acquetare l'animo esagitato,
+prima di rispondermi. Io pure m'ero alzato da sedere,
+e diritto in un angolo della stanza, rivolto
+verso il mio giudice, colle mani giunte e con voce
+commossa, andavo ripetendo queste parole:</p>
+
+<p>&mdash; Abbia pietà del mio cuore.</p>
+
+<p>Dopo alcuni giri, egli mi si arrestò dirimpetto,
+esclamando con parole interrotte:</p>
+
+<p>&mdash; Non me l'aspettavo... così presto!... Ah gioventù,
+gioventù! che non sa mettere freno alle sue
+passioni, che si lascia trasportare facilmente in
+balìa del pericolo... che non diffida dei precipizii!...
+mah!.. fragilità dell'umana natura!...</p>
+
+<p>E continuava i suoi giri. Dopo qualche sospiro
+che parve sollevarlo da un peso, raddolcendo a poco
+a poco la voce, come un uomo rassegnato che ha
+preso una determinazione decisiva, soggiunse:</p>
+
+<p>&mdash; Ebbene... pazienza!... pazienza!... vedremo di
+accomodare anche questa.... Sei molto giovane... ma
+privo di famiglia... e talvolta una buona compagna
+può salvare un giovane da pericoli gravi... Iddio
+benedice le buone famiglie... e il mio desiderio è
+di vederti contento.</p>
+
+<p>A tanta bontà caddi ginocchioni ai suoi piedi, io
+sentiva la riconoscenza fino all'entusiasmo, la vita mi
+sorrideva, presi le mani di mio zio e le ricopersi di
+baci, e vidi due grosse lagrime che scendevano sulle
+guance rugose del povero vecchio, commosso dalle
+mie dimostrazioni affettuose. Io mi sentiva rinascere.</p>
+
+<p>Poi dopo breve sosta, guardandomi con occhio
+benevolo,
+<span class="pagenum">[25]</span></p>
+
+<p>&mdash; Su via, &mdash; mi disse, &mdash; ora puoi completare la
+confessione, e dirmi senza altre ambagi il nome
+della tua innamorata!</p>
+
+<p>Mi alzai, e sorrisi ingenuamente, ma esitavo a
+pronunziare il suo nome. Egli mi fece coraggio dicendomi:</p>
+
+<p>&mdash; Su via, sbrigati... andiamo alla fine.</p>
+
+<p>Allora io dissi balbettando:</p>
+
+<p>&mdash; È la contessa Savina Brisnago....</p>
+
+<p>Non mi è possibile descrivere l'effetto prodotto
+sullo zio dalle mie parole.</p>
+
+<p>Dapprima rimase come istupidito dall'impreveduta
+sorpresa, poi diede in uno scroscio così impetuoso
+e violento di risa, che temetti per un istante
+che gli avesse dato di volta il cervello. Furono
+tre assalti successivi, così clamorosi, così sbardellati,
+e irresistibili, che lo facevano evidentemente
+soffrire, ma non poteva calmarsi. Si contorceva
+sopra una sedia, convulso; pareva che si calmasse
+un istante, soffiava e ansava, e poi già un altro
+assalto più sganasciato del primo, accompagnato da
+singhiozzi e da lagrime... una vera tortura.</p>
+
+<p>Ritto, immobile, insensato, io era rimasto al mio
+posto, e un brivido mi percorreva le membra, come
+se mi fosse caduta addosso una doccia d'acqua
+gelata.</p>
+
+<p>&mdash; Mio Dio!... non ne posso più... &mdash; furono le
+prime parole di mio zio... poi il pover'uomo mi
+domandava scusa, voleva riprendere la sua serietà,
+ma ricadeva nelle risa. Dopo una lunga vicenda di
+soste e di ricadute, finalmente giunse a calmarsi
+intieramente, e mi disse:</p>
+
+<p>&mdash; Vedi, Daniele, non è per offenderti, ma la tua
+ingenua rivelazione mi riuscì così impreveduta, così
+strana, così esorbitante, che ne rimasi colpito, e
+<span class="pagenum">[26]</span>
+poi una convulsione irresistibile mi assalì con tale
+violenza, che credevo morire. Che vuoi?... se tu fossi
+uno sciocco, non mi sarei sorpreso di nulla, ma colla
+tua intelligenza, col tuo buon senso, colla tua modestia
+e moderazione in ogni cosa, vederti così
+tranquillamente annunziarmi il nome della contessa
+Savina come la cosa più naturale del mondo...
+ne sono rimasto colpito... e mi hai fatto terribilmente
+soffrire.... Ora che è passata, ti prego di
+dirmi, come mai ti è entrata in testa una simile
+dabbenaggine!... Tu non ignori certamente il numero
+di milioni attribuiti alla famiglia Brisnago?...</p>
+
+<p>&mdash; Non ci ho mai pensato....</p>
+
+<p>&mdash; Non hai mai veduto i dodici cavalli delle scuderie,
+il lusso degli equipaggi, lo sfarzo signorile
+della casa, i numerosi domestici....</p>
+
+<p>&mdash; Ho veduto... e non ho veduto... ho veduto materialmente
+cogli occhi, ma non ci ho mai arrestato
+il pensiero. Non ho mai pensato nè all'ineguaglianza
+sociale che ci divide... nè alla mia miseria...
+nè alla loro opulenza... ho amato! ho adorato con
+entusiasmo... ecco tutto!</p>
+
+<p>Allora raccontai distesamente a mio zio i più
+minuti particolari della mia cieca passione, gli
+sguardi modesti di lei, ma perseveranti che mi colpirono,
+tutti gli atti che interpretai in mio vantaggio
+ed agitarono il mio cuore, l'evidente gelosia
+dei fiori appassiti, il mazzetto raccolto in giardino,
+la mestizia manifestata la vigilia della partenza,
+l'addio misterioso della sera... la mia disperazione...
+e le mie speranze.</p>
+
+<p>Egli mi ascoltò con profonda attenzione, e poi
+mi disse:</p>
+
+<p>&mdash; Pur troppo nei giovani l'amore nasce da un
+nonnulla, vive di tutto, e non ragiona mai. Le
+<span class="pagenum">[27]</span>
+fanciulle hanno l'istinto innato di farsi ammirare.
+Si fanno belle, vogliono piacere a tutti indistintamente,
+e credono che uno sguardo non dica nulla;
+poi, quando travedono d'aver colpito, provano una
+soddisfazione che le spinge a rinnovare la prova
+e ignorando le conseguenze della replica, a poco a
+poco si avanzano con leggerezza nella via pericolosa
+spinte da sentimenti diversi di simpatia, d'ambizione,
+di riconoscenza; animate al giuoco fatale
+dalla voluttà del mistero.... In vero non cercano
+altri trofei che quelli dell'orgoglio soddisfatto, e
+per ottenerli slanciano delle freccie; queste possono
+colpire gravemente, ma i feriti non hanno altro
+vantaggio che di passare all'ambulanza, e soffrirne
+con rassegnazione i dolori, mentre un eroe predestinato
+dalla sorte trionfa senza aver combattuto.
+Talvolta avviene che qualche audace assalitrice rimane
+vittima della propria imprudenza, ed allora
+porta per tutta la vita la cicatrice d'una ferita
+ricevuta scherzando nei ludi giovanili. Per questo
+il candore dell'anima è tanto raro e prezioso, e la
+prudenza è una delle prime virtù che le madri dovrebbero
+insegnare alle fanciulle. Tu sei rimasto
+vittima, povero Daniele, d'uno di questi filtri sociali
+tanto diffusi, e tanto pericolosi, dai quali si guarisce
+però colla ragione e col tempo. Ma quando si
+rimane feriti sul campo di battaglia, bisogna ritirarsi,
+per evitare inutilmente nuovi pericoli. Questa
+tua disgrazia aggiunge nuovi e più forti argomenti
+alla tua partenza. Non tarderai molto, io spero, ad
+aprire gli occhi; intanto ritirati tranquillamente,
+riposa il tuo spirito, richiama il senso comune al
+suo ufficio... un altro giorno parleremo con calma
+del resto.</p>
+
+<p>Uscii dallo studio di mio zio vergognoso e confuso
+<span class="pagenum">[28]</span>
+della triste figura che avevo fatto; e non avendo
+più forza da sostenere una seconda diatriba, non
+dissi una parola sulle mie speranze letterarie; il
+modo col quale era stato accolto il mio amore non
+m'incoraggiava a parlare della gloria con un canonico
+che non poteva conoscere nè una cosa, nè
+l'altra.</p>
+
+<p>Ritirato nella mia stanza, mi gettai sul canapè,
+piansi dirottamente, e mi addormentai oppresso
+dalla stanchezza.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="III" id="III"></a>III.</h2>
+
+<p>Mio zio ebbe la delicatezza di non ritornare a
+parlarmi nè de' suoi progetti, nè de' miei amori,
+lasciando al tempo ed alla riflessione l'incarico di
+accomodare ogni cosa. Intanto io passava giorni
+malinconici e notti irrequiete, rotolandomi nel letto
+senza trovare riposo. Mi sarebbe impossibile raccapezzare
+tutti i torbidi pensieri di quelle notti
+insonni, che inauguravano la mia gioventù come le
+nuvole burrascose dell'aprile annunziano la primavera.
+Ma il pensiero dominante era questo: &mdash; mi
+ama o non mi ama?... Il dileggio e le riflessioni di
+mio zio non avevano ottenuto altro risultato.</p>
+
+<p>L'amore è sempre stato uguale sulla terra, ce lo
+dimostra l'adolescente degli antichi, che porta le
+ali sul dorso, e la benda sugli occhi. L'innamorato
+continua sempre i suoi voli senza saper ove vada;
+esso non conosce gli ostacoli che quando vi batta
+<span class="pagenum">[29]</span>
+sopra col capo, come le vespe alle invetriate. L'amore
+non conosce ineguaglianze prodotte dalle vicende
+o dalle leggi sociali: esso è un impulso della
+natura, è un'aspirazione dell'anima che cerca il
+complemento di cui manca.</p>
+
+<p>Io dunque non pensava più di prima nè alle mie
+tasche vuote, nè ai milioni di casa Brisnago; io
+pensava semplicemente a questo: &mdash; mi ama o non
+mi ama? &mdash; E sentivo dentro di me che mi amava,
+me lo diceva una voce arcana, un senso inesplicabile,
+un fremito irresistibile che ricercava tutte le
+mie fibre, non solo alla sua comparsa, ma semplicemente
+all'udire il suo nome, o nel vedere un
+oggetto qualunque che le appartenesse. Ma per convincere
+i profani, come mio zio, io sentiva il bisogno
+d'una prova materiale, evidente, sicura. Uno
+sguardo, un sospiro, un sorriso, una lagrima, sono
+prove sufficienti per l'innamorato; ma il mondo? Il
+mondo domanda di più. &mdash; E il mazzetto di fiori
+raccolto? &mdash; potrebbe essere un tratto di cortesia,
+di stima, di deferenza, mettiamo anche di simpatia
+e d'amicizia... ma d'amore? Nessuno potrebbe asserirlo.
+Ci vorrebbe qualche cosa di preciso, per persuadere
+mio zio dell'amore di Savina, qualche cosa
+di decisivo anche per me.</p>
+
+<p>E se alla prova essa negasse l'amore... se osasse
+confermare l'accusa di civetteria che le venne slanciata
+da mio zio!... I sospetti sono contagiosi, ed
+io incominciava a dubitare di lei, di me stesso,
+d'ogni cosa. Se mi fossi ingannato! Se si burlasse
+di me! &mdash; quale atroce derisione! Eppure una ricca
+e bella signora può essa amare sinceramente, candidamente
+un povero diavolo! un povero orfano
+senza pane! &mdash; E poi, se ancora mi amasse, che cosa
+ne penserebbero i suoi parenti? &mdash; Forse potrebbero
+<span class="pagenum">[30]</span>
+sospettare che io fossi un ambizioso, spinto
+dall'avidità, innamorato dei milioni!... Quale umiliazione!
+Ci avrà essa pensato!.. quali possono essere
+i suoi progetti? O mi ama come io l'amai sempre...
+senza pensare ad altro che ad amare?... Quali dubbi,
+quali incertezze, quanti sospetti mi entrarono nell'anima!...
+E se tali sospetti dovessero mutarsi
+in realtà!.. partirei da Milano all'istante. &mdash; Ma se
+all'opposto il suo amore fosse puro ed ingenuo come
+il mio, se avesse fiducia nella mia fede, nel mio
+disinteresse, nel mio ingegno, che può offrirmi i
+mezzi d'innalzarmi sino a lei, potrei io abbandonarla,
+tradire le sue speranze, partire, lacerando la
+sua anima!.. no, mai! &mdash; Un'ultima prova è dunque
+necessaria, deve essere franca e decisiva.</p>
+
+<p>Con tale determinazione io aspettava ansiosamente
+il suo ritorno, discutendo in me stesso i
+diversi progetti che si presentavano al mio spirito
+come i più opportuni alla prova fissata. Ma ogni
+piano incontrava insormontabili ostacoli. Impossibile
+parlarle, difficile farle pervenire uno scritto;
+e poi provavo un'insormontabile ripugnanza a confidarmi
+ai domestici, e a comprometterla. Volevo
+qualche cosa che non lasciasse traccia, un cenno davanti
+a Dio, senza altri testimoni.</p>
+
+<p>Ho deciso finalmente, dopo maturo esame, di attendere
+il suo ritorno, e di mandarle un bacio appena
+si presentasse alla finestra. E pensava: se mi
+renderà il bacio, nessuno a questo mondo potrà
+mettere in dubbio il suo amore. Allora il mio dovere
+sarà fissato, &mdash; meritare la sua affezione, ed
+esserle fedele ad ogni costo. Siamo giovani entrambi
+e possiamo aspettare; e col tempo e col lavoro si
+possono fare miracoli. Si videro tanti poveri che
+coll'ingegno e col pertinace volere raggiunsero le
+<span class="pagenum">[31]</span>
+più cospicue posizioni sociali, che il ritentarne la
+prova non può dirsi pazzia. Se mi ama davvero, ho
+trovato il punto d'appoggio che domandava Archimede,
+e posso muovere il mondo!...</p>
+
+<p>Se non mi ama, avrò almeno la forza di partire,
+e di secondare i progetti di mio zio. Se non mi
+ama, che m'importa in quale angolo devo portare
+le mie ossa? &mdash; Contessa Savina Brisnago, ecco un
+uomo in vostra balìa; potete salvarmi od uccidermi.
+Se i vostri occhi non mi hanno ingannato, voi mi
+amate. Se mi amate, vi domando un bacio a dieci
+metri di distanza... ma un vostro bacio darebbe la
+vita anche attraverso l'Oceano! Ritornate dunque
+alla vostra finestra, e decidete della mia vita.</p>
+
+<p>Alla mattina seguente mi affacciai al balcone, ma
+le imposte del palazzo Brisnago erano sempre chiuse
+e le mie invocazioni disperse al vento.</p>
+
+<p>Così passarono molti giorni. Mio zio mi osservava
+e taceva, io dissimulava i miei pensieri, e si tirava
+avanti, egli per lasciarmi agio a riflettere ai miei
+casi, io aspettando nell'ansia dei timori e delle speranze
+il momento fatale che doveva decidere del
+mio avvenire.</p>
+
+<p>Finalmente una mattina essendomi alzato per
+tempo, vidi molte finestre aperte nel palazzo Brisnago.
+I domestici mettevano in ordine gli appartamenti,
+e tutto annunziava il prossimo arrivo.</p>
+
+<p>Quella giornata mi parve un lungo periodo di
+secoli, ogni minuto durava un anno, un anno di
+pensieri, di sogni, di progetti, d'entusiasmo e di
+pene! Guardavo l'orologio, e pensavo: forse ella
+sarà qui fra due ore, e sentendo al pari di me gli
+impeti di una passione che trabocca, che dopo lunga
+compressione domanda imperiosamente di espandersi,
+risponderà al mio bacio ardente con un bacio
+<span class="pagenum">[32]</span>
+modesto, ma soave come il profumo d'un fiore suscitato
+dagli aliti estivi. Sentivo che quel rapido istante
+avrebbe bastato ad infondere il genio nell'anima
+più fredda, era il soffio creatore che dava vita alla
+mia creta, m'innalzava al disopra degli altri mortali,
+m'illuminava di quella luce divina che eguagliando
+l'uomo agli Dei, lo rese talvolta capace di
+creare di quelle opere che eccitano la meraviglia
+dei secoli. E progredendo su questa scala, colla
+accesa fantasia salivo fra le nuvole ove dopo i più
+strani pellegrinaggi finivo all'apoteosi!.. compiuto il
+sogno riguardavo l'orologio, e non erano passati
+che pochi minuti!.. ma dunque le lancette non
+camminavano?... sì, camminavano come i cavalli da
+nolo, mentre il mio cervello volava colla rapidità
+dell'elettrico.</p>
+
+<p>Se fossi morto quella sera mi sarebbe parso di
+aver vissuto una lunga esistenza. Dunque tutto è
+relativo nella vita, il tempo e lo spazio, la miseria
+e la ricchezza, le tenebre e la luce.</p>
+
+<p>Finalmente uno scalpito di cavalli, un rumore di
+carrozze che si arrestarono mi scossero dal letargo.
+Mi slanciai alla finestra, e vidi i grandi cancelli
+del palazzo Brisnago che si aprivano, e gli equipaggi
+che entravano. Risoluto all'atto solenne, mi
+appoggio al balcone ed aspetto. Pochi istanti dopo
+odo un rumore di porte, e vedo un'ombra lontana
+che si avanza... era lei!... &mdash; Ancora col cappellino
+sul capo veniva sorridente alla finestra, a darmi il
+saluto del ritorno. Ebbe appena il tempo di vedermi,
+che io deponendo un bacio ardente sulle estremità
+delle dita della mano diritta raccolta davanti le labbra,
+glielo gettava in faccia, come un oggetto che
+potesse realmente caderle sul viso. Essa spalancò
+gli occhi sbalordita, e fuggì....
+</p>
+
+<p><span class="pagenum">[33]</span>La sua repentina scomparsa mi rese immobile per
+qualche tempo, e quasi asfissiato nel vuoto, e cieco
+come un uomo, che abbagliato dalla luce istantanea,
+rientra immediatamente nelle tenebre.</p>
+
+<p>Illusioni, speranze, amore, tutto era svanito: la
+vita mi sembrava un'ironia atroce, un inganno, un
+supplizio!</p>
+
+<p>Mi trascinai fino ad una sedia, caddi colla testa
+sul tavolino e le braccie penzoloni. Non so quanto
+tempo rimanessi in quella posizione, ma quando
+alzai la testa era notte.</p>
+
+<p>Presi una risoluzione assoluta, corsi dallo zio, gli
+annunziai l'arrivo della famiglia Brisnago e la mia
+partenza per l'indomani.</p>
+
+<p>Mi applaudì, e s'accinse subito ad apparecchiarmi
+le lettere di raccomandazione, mentre io corsi ad
+assicurarmi la vettura, ed a prendere le necessarie
+disposizioni.</p>
+
+<p>Alla sera tutto era pronto, Veronica aveva fatto
+la mia valigia, e collocato in un baule i libri, le
+carte, i vestiti e quanto mi apparteneva. Mio zio
+mi consegnò il denaro necessario al viaggio ed al
+mio assetto, con le lettere pel parroco, don Vincenzo
+Liserio, ed il signor Nicola Bruni, aggiungendo
+istruzioni e raccomandazioni infinite, sugli
+affari della casa e dei campi, e sulla mia condotta
+morale. Poi colle lagrime agli occhi mi diede la
+sua benedizione e mi congedò, non volendo alla
+mattina alzarsi prima dell'alba, per non rompere
+tutto l'ordine della giornata.</p>
+
+<p>Io gli baciai la mano teneramente, assicurandolo
+della mia riconoscenza per tutti i benefizi ricevuti,
+della mia ferma volontà di camminare sulla via dell'onore,
+e lo lasciai balbettando le ultime parole
+strozzate dall'emozione.
+</p>
+
+<p><span class="pagenum">[34]</span>Mi coricai colla testa sconvolta, e piansi tutta la
+notte. Alle quattro del mattino accesi il lume e mi
+alzai. Presi la medaglia che stava da tanti anni
+appesa al mio letto, le diedi un bacio, e mi parve
+di sentire la benedizione di mia madre. Mi posi in
+tasca quella santa reliquia con religioso rispetto.
+Era il solo retaggio di famiglia del povero orfano,
+che ritornava a trovarsi solo sulla terra!...</p>
+
+<p>Apersi il balcone quando le stelle incominciavano
+ad impallidire alla luce del crepuscolo. La finestra
+dicontro era chiusa; la contemplai lungamente, e
+sentivo di non poter distaccare qualche cosa di me
+stesso, forse un lembo dell'anima che rimaneva attaccato
+a quel palazzo.</p>
+
+<p>Intanto ella dormiva certamente d'un sonno tranquillo
+sotto le candide cortine del suo letto, e mentre
+nell'alcova elegante aleggiavano dei sogni color
+di rosa, il povero orfano, ferito mortalmente, abbandonava
+il tetto ospitale, e andava incontro all'ignoto,
+disingannato di quegli sguardi fatali che
+gli promettevano il cielo, e poi lo abbandonavano
+ramingo sulla terra.</p>
+
+<p>Veronica entrò nella stanza, portandomi del caffè
+e latte caldo, del pane abbrustolato e del burro, volendo
+che non partissi digiuno. Cure affettuose d'una
+povera donna che non mi doveva nulla, e che pure
+ebbe sempre tanti delicati riguardi per me.</p>
+
+<p>Non poteva staccarmi dalla mia cameretta, muto
+testimonio di tanti sogni, e girava gli occhi intorno,
+quasi salutando quelle pareti che per tanti anni mi
+avevano ricoverato, e veduto crescere, amare, soffrire
+e vivere d'illusioni.</p>
+
+<p>Ma essendo giunta da un pezzo la vettura, dovetti
+risolvermi, e scendere le scale, accompagnato
+dalla Veronica che singhiozzava. Giunto alla porta,
+<span class="pagenum">[35]</span>
+mi fu impossibile dirle alcuna cosa, le strinsi la
+mano, essa mi gettò le braccia al collo.... ci siamo
+baciati piangendo e partii.</p>
+
+<p>Attraversando le vie di Milano, sentivo di amare
+teneramente tutte le case, i selciati, gli alberi, i
+banchi di pietra della mia città; li conosceva tutti,
+mi ricordavo di averli veduti tante volte e mi pareva
+impossibile di poterli lasciare; ma ero trascinato
+dal destino, rappresentato da una vetturaccia
+da nolo e da un rozzone coi sonagli.</p>
+
+<p>Pochi momenti dopo, essendo uscito dalla città
+ed avviato per la strada postale da Milano a Como,
+mi nicchiai nell'infausto veicolo, e chiusi gli occhi
+per meditare con pieno raccoglimento sulle mie
+sventure.</p>
+
+<p>Non conosco l'intensità del dolore che accompagna
+il viaggio degli esiliati in Siberia, ma non posso
+persuadermi che le loro ambascie giungano a superare
+gli affanni che ho provati in quel giorno.
+Al pari di loro io perdeva la patria, la famiglia,
+le affezioni e le speranze della vita, e mi avanzava
+verso le fredde regioni dell'esilio e della solitudine.</p>
+
+<p>Era il mio primo viaggio, non essendo mai uscito
+da Milano che a piedi e per poche miglia. Altre
+volte l'idea d'un viaggio mi avrebbe acceso d'entusiasmo,
+allora invece mi metteva spavento; le
+montagne della Valtellina mi si presentavano alla
+mente come l'estremo lembo del mondo; chiuso nel
+mio dolore io non sentiva nemmeno il bisogno di
+osservare le campagne che fiancheggiavano la via,
+e i vari paesi che si attraversavano. Il vetturale
+si arrestava ad ogni osteria, il cavallo non andava
+mai avanti, e arrivammo a Como dopo la partenza
+dei battelli a vapore.</p>
+
+<p>Essendo costretto di attendere l'indomani per
+<span class="pagenum">[36]</span>
+continuare il viaggio, avrei potuto visitare la città
+e i suoi monumenti, e percorrere quei deliziosi contorni
+che attirano l'ammirazione dei viaggiatori.
+Invece mi chiusi in una stanza d'albergo coi miei
+pensieri.</p>
+
+<p>Il primo disinganno è forse il massimo dei dolori,
+perchè non siamo ancora avvezzi a soffrire. Le tinte
+rosee che abbellano l'orizzonte all'aurora della vita,
+come il firmamento all'alba d'un giorno sereno, se
+si mutano all'improvviso nelle tetre nubi d'un temporale,
+incutono lo spavento che presentano tutti
+i disordini della natura. Però tanto nella primavera
+quanto nella gioventù l'orizzonte cambia sovente
+d'aspetto, e talvolta un raggio di sole attraversa le
+nuvole dell'uragano. Questo raggio di sole comparve
+al mio spirito sotto la forma d'un dubbio!... &mdash; Se
+ella non avesse osato corrispondere al mio bacio?...
+Io mi era preparato con lunga premeditazione a
+quell'atto decisivo; ma essa fu colta improvvisamente
+dalla sorpresa. È naturale che la mia audacia
+insolita ed inaspettata l'abbia gettata nello sgomento.
+E poi chi sa quale aspetto presentava il mio
+volto agitato e sconvolto da un'esaltazione febbrile
+sopportata per varie ore!... forse le ho fatto paura....
+E poi una fanciulla che non s'adombra ad un tale
+atto ha oramai perduto il fiore più soave della gioventù....
+Essa ignorava completamente le varie peripezie
+che mi trascinarono a tale tentativo, essa
+giungeva calma e tranquilla dalla campagna, desiderosa
+di vedermi, e me ne dava una prova presentandosi
+immediatamente alla finestra. Dapprima
+io doveva mostrarmi grato alla sua bontà, riconoscente
+della sua cortesia, e poi a poco a poco condurla,
+trascinarla per gradi a quella dimostrazione
+decisiva. Invece con un atto brusco ed acerbo ho
+<span class="pagenum">[37]</span>
+precipitato la catastrofe, ho commesso un'azione
+grossolana e volgare, ingiustificabile, che doveva
+produrre un effetto contrario al desiderato. Che
+cosa prova dunque la sua fuga?... poteva essa fare
+altrimenti?... Io non sono che uno sciocco, ho scalzato
+le fondamenta d'un edifizio, e poi mi sorprendo
+che la fabbrica crolli. Io sono un imbecille.... ecco
+la verità! Quella simpatia irresistibile, alimentata
+dalle assidue contemplazioni che andava sempre
+maggiormente prendendo l'aspetto d'una passione
+sincera, rivelata da lunghi e profondi sguardi, e da
+mille prove che non isfuggono al giudizio acuto di
+chi ama, quella passione che progrediva lenta, ma
+tenace nel suo cammino, e già dimostrava d'avere
+resistito alla lontananza ed alle varie distrazioni
+di un'intiera stagione, quella passione soave io l'ho
+troncata con un atto violento, imprudente, inesplicabile,
+io stesso l'ho obbligata ad arrestarsi, a misurare
+il pericolo, a fuggire spaventata!...</p>
+
+<p>Imbecille!... ed ho disertato il mio posto al primo
+rovescio, senza riparare il mio fallo, senza tentare
+una nuova prova! All'indomani avrei potuto dimostrare
+il mio pentimento, e mi avrebbe perdonato.
+Calmata la prima impressione, ella stessa forse
+pensa di riparare la troppo brusca ripulsa, forse il
+suo cuore le spiega l'arcano, ed essa mi attende
+alla finestra, per consolarmi con uno sguardo divino
+del suo rifiuto!...</p>
+
+<p>Oh! non è possibile esitare un istante di più, io
+devo ripartire immediatamente per Milano, e riparare
+il torto della mia fuga precipitosa, una risoluzione
+insensata non deve decidere la sorte di
+tutta la vita.... Con tali pensieri uscii dall'albergo
+per correre in traccia d'una vettura.</p>
+
+<p>Vagai lungamente per le vie senza sapere ove
+<span class="pagenum">[38]</span>
+andassi, lottando fra gli opposti pensieri. Che cosa
+avrei detto a mio zio per giustificare il mio ritorno?
+Come mi avrebbe egli accolto? aveva io il diritto
+di scialacquare il denaro ch'egli aveva destinato
+al mio viaggio ed alla mia dimora mostrandomi
+leggiero, capriccioso, vano, insensato? Una volta
+entrato nella via delle riflessioni non mi mancarono
+argomenti per persuadermi che era tempo di finirla
+colle pazze fantasticherie, e di pensare in sul sodo.
+D'altronde, ritornandomi in mente le savie osservazioni
+del mio benefattore, coll'accompagnamento
+delle risa convulse, mi si risvegliava quel senso di
+dignità che l'amore aveva assopito. Pensai che i
+grandi favori della fortuna non bisogna chiederli,
+ma meritarli, pensai che nella solitudine che mi
+attendeva avrei forse trovato nuove forze per tentare
+la prova letteraria che mi restava ancora come
+un filo di speranza per l'avvenire. Allora mi parve
+nuovamente che il mio <i>Lucchino Visconti</i> rivelasse
+tale novità e altezza di concetti da aprirmi l'adito
+ad una splendida vita letteraria. Tale fiducia nell'avvenire
+mi spinse a tentare nuove prove, e decise
+della mia sorte. &mdash; Partirò per la Valtellina, dissi
+fra me; alcuni mesi di lavoro basteranno a completare
+la mia tragedia ed a perfezionarla. Ritornerò
+a Milano col mio tesoro nel sacco; e quando
+avrò raccolto la palma del trionfo, quando tutti i
+giornali avranno proclamato l'immenso successo del
+<i>Lucchino Visconti</i>.... mi presenterò alla finestra....
+rinnoverò la prova.... allora la gloria mi darà diritto
+all'amore.... forse potrò sperare d'aver meritato
+un bacio dalla contessa Savina.
+</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum">[39]</span></p>
+<h2><a name="IV" id="IV"></a>IV.</h2>
+
+<p>Dopo lungo girovagare, avvicinandosi la notte
+e sentendomi stanco, sfinito, rientrai nell'albergo.
+Nella gioventù le passioni più violente tolgono l'appetito
+ed il sonno fino ad un certo punto, oltre al
+quale la natura si rivolta e reclama i suoi diritti.
+Chiesi da pranzo, e subito da bere, chè mi sentivo
+la gola inaridita. Mi servirono un vinetto bianco
+che mi parve il néttare degli Dei, c'era qualche
+cosa in quel vino che calmava l'anima agitata, esilarava
+lo spirito, sorrideva alle illusioni, rinfrancava
+le speranze. Mangiai con sufficiente appetito
+per un innamorato cotto, e mi sentii rinfrancato lo
+stomaco, ma oppresso dalla stanchezza. Rientrato
+nella stanza mi coricai. La veglia della notte antecedente,
+il viaggio mattinale, la fatica del lungo
+passeggio, il cibo sostanzioso e il vino eccellente
+m'immersero in un sonno così intenso, che non mi
+risvegliai che all'aurora. Era una deliziosa mattina
+d'autunno, io mi sentiva rinvigorito dal riposo, consolato
+da una speranza di gloria, e predisposto dall'amore
+a sentire le bellezze della natura. A vent'anni
+non si possono trovare migliori condizioni
+per godere quello stupendo spettacolo del lago di
+Como. Salito sul ponte del battello a vapore io non
+sapeva ove arrestare gli sguardi, e quando uscii dal
+<span class="pagenum">[40]</span>
+porto la mia sorpresa sorpassò ogni aspettativa, e
+concentrò tutta la mia attenzione.</p>
+
+<p>Un cielo perfettamente sereno, un'aria leggera e
+trasparente permettevano all'occhio di distinguere
+con precisione i monti più lontani colle vette acuminate
+tinte in violetto dai raggi del sole, le colline
+boscose che scendono fino al lago e si specchiano
+nelle acque, colle loro ville sontuose e coi
+paesetti pittoreschi che torreggiano sulle rive. Alcune
+barchette pavesate vagavano sulle acque calme,
+che apparivano verdi o turchine secondo la luce
+del cielo o le ombre delle rive.</p>
+
+<p>Io osservava estatico quel delizioso paesaggio che
+varia lo spettacolo a misura che si avanza, e sentivo
+che l'aspetto di una bella natura è benefico
+agli afflitti, e infonde la rassegnazione e la calma.
+La mestizia dei pensieri mi rendeva più attraente
+l'incanto di quelle delizie che sembrano un sorriso
+di promesse e di gioia. La fantasia mi riportava
+sovente a colei che stava in cima dei miei pensieri,
+e l'immaginazione giovanile si piaceva dipingermi
+la vita al suo fianco in una di quelle villette circondate
+da ombre misteriose di fitte piante, e abbellite
+di fiori che eccitavano la mia ammirazione.
+E talvolta sognavo che ella fosse divenuta la mia
+compagna, ch'io l'avessi lasciata per qualche giorno
+e ritornassi alla nostra villa; e mi sembrava vederla
+appoggiata ad una terrazza aspettando il mio
+arrivo, e mi sentivo il bisogno di annunziarle la
+mia presenza, sventolando il fazzoletto.</p>
+
+<p>Ma ciò che per me era un sogno, per altri era
+realtà. In ogni paesello, ad ogni approdo, si vedevano
+dei volti sorridenti accogliere gli ospiti, gli
+amici, i congiunti, o salutare i passaggeri. Io solo
+non avevo una mano che si stendesse per mandarmi
+<span class="pagenum">[41]</span>
+un saluto, io povero orfano andavo a guadagnarmi
+il pane in un deserto villaggio delle montagne, e
+fuggivo lontano da colei che avrebbe potuto fare
+la felicità della mia vita. Fantasticando in tal modo
+sugli umani destini, il mio sguardo si arrestava
+sopra le povere casupole dei pescatori, e pareva
+che una mano misteriosa mi additasse quelle catapecchie
+per mostrarmi che dovunque si vada la miseria
+sta al fianco della ricchezza, e talvolta si avvicendano
+sulla ruota della fortuna; la miseria è
+sovente il prodotto dell'ignoranza, come le ricchezze
+sono il frutto del lavoro e dell'ingegno, e appunto
+molti di quei caseggiati sul lago rappresentano il
+guadagno di grandi artisti che col loro genio seppero
+raggiungere la celebrità e la fortuna.</p>
+
+<p>Allora mi parve nuovamente che il <i>Lucchino Visconti</i>
+dovesse aprirmi la strada a lucrosi guadagni,
+che mi avrebbero permesso un giorno di acquistare
+uno di quei deliziosi villini e di condurvi
+la contessa Savina.</p>
+
+<p>A poco a poco il lago si faceva più solitario e
+più grave. Alle villette signorili succedevano i paeselli
+laboriosi e le nude roccie. È sempre così nella
+vita: ai sorrisi della gioventù succedono i pensieri
+dell'età matura, alla poesia che apre lo spettacolo
+dell'esistenza seguono le gravi cure degli affari; la
+vita procede meno bella, ma più seria e più utile;
+voltandoci indietro vediamo il cammino percorso,
+e guardando avanti possiamo calcolare la breve distanza
+che ancora ci divide dal porto.... infatti poco
+dopo il battello giunto davanti Colico si arrestava,
+terminando così le mie divagazioni poetiche e il
+viaggio.</p>
+
+<p>Ogni poeta diventa positivo davanti i fatti volgari
+della vita, ed io ho dovuto abbandonare i miei
+<span class="pagenum">[42]</span>
+sogni per correr dietro al mio bagaglio; ma quando
+mi accorsi che bisognava scendere a terra, il ponte
+del battello era già sgombro, e i viaggiatori s'erano
+precipitati sulla riva. Non potevo staccare il mio
+sguardo da quel panorama del lago, e mentre il mio
+occhio saliva dalle colline ai boschi, dai boschi alle
+nude roccie, ed alle cime imbiancate dalla neve, i
+miei compagni di viaggio entravano nel paese. L'ultimo
+facchino mi offrì i suoi servigi che accettai,
+sbarcando colle mie valigie quando gli altri passeggieri
+erano già molto lontani.</p>
+
+<p>Fra le raccomandazioni di mio zio c'era anche
+quella di non fermarmi a Colico per evitare il pericolo
+delle febbri palustri. Chiesi dunque immediatamente
+un mezzo di trasporto.</p>
+
+<p>&mdash; La diligenza parte in coincidenza col battello
+a vapore, &mdash; mi rispose il facchino.</p>
+
+<p>&mdash; Benissimo. Conducetemi alla diligenza.</p>
+
+<p>&mdash; Ci siamo in due passi.</p>
+
+<p>Mi fece camminare un quarto d'ora, e vi giungemmo
+che l'imperiale era già carico; e i viaggiatori
+più accorti di me erano corsi ad assicurarsi i
+posti migliori. Il <i>coupé</i> era completo, e non restava
+che un solo posto all'interno. Mi affaccio allo sportello
+e vedo cinque persone stipate, che aspettavano
+l'ultimo compagno di sventura, come il ceppo aspetta
+il cuneo che deve spezzarlo. Un'enorme matrona
+raccoglieva le pieghe monumentali delle sue vesti
+per apparecchiarmi una tomba al suo fianco. Retrocessi
+inorridito; la morte non mi spaventa, ma l'idea
+di trovarmi sepolto vivo mi fa orrore!...</p>
+
+<p>Lasciai partire la diligenza senza di me, e ne
+ebbi le benedizioni dei viaggiatori, a me più grate
+della loro compagnia in condizioni inaccettabili.
+Non mi restavano altri mezzi di trasporto che le mie
+<span class="pagenum">[43]</span>
+gambe, le quali a vent'anni sono ancora il migliore
+di tutti, specialmente nelle regioni montuose ove
+l'aspetto della natura compensa largamente la fatica.
+Consegnai all'ufficio della diligenza il mio bagaglio
+da spedirsi l'indomani a Tirano, ove lo avrei fatto
+ricuperare a mio comodo. Feci colazione da un
+trattore, e partii.</p>
+
+<p>Mi ricorderò fin che vivo quel viaggio pedestre
+veramente meraviglioso per un milanese che non
+era mai uscito dal nido. L'aspetto del lago di Como
+aveva attirato la mia attenzione, come il soave preludio
+che apre una sinfonia.</p>
+
+<p>Io entrava per la prima volta nelle regioni sublimi
+delle montagne, a passi lenti, e con rispettoso
+raccoglimento, come un devoto che penetra nel
+tempio di Dio. Le valli ondulate chiuse fra eccelse
+rupi, i boschi d'abeti che s'arrampicano sulle roccie
+fra i precipizii, le acque rumoreggianti che saltavano
+di balzo in balzo fino al profondo torrente
+arrestarono lungamente i miei sguardi incantati.</p>
+
+<p>Solitario in quel sublime deserto, io restava colpito
+da voci e da suoni ignoti, che mi eccitavano sorpresa
+e venerazione. Il vento aveva dei sibili umani
+fra le chiome di quei boschi, le acque imitavano il
+fragore del tuono, e gli uccelletti associavano i
+gorgheggi e le variazioni dei loro canti a quei cupi
+fragori. Tutto eccitava la mia curiosità, dall'orrido
+precipizio che si sprofondava negli abissi, al grazioso
+fiorellino delle Alpi che smaltava le rive. E
+sentivo in me stesso che la mestizia d'un amore
+infelice predispone l'anima soavemente all'ammirazione
+della natura.</p>
+
+<p>In un sito incantevole presso Morbegno mi sedetti
+sulle sponde del torrente Bitto, e rimasi lungo
+tempo in contemplazione. All'aspetto di quei monti
+<span class="pagenum">[44]</span>
+sormontati da altri monti lontani, più alti e scoscesi,
+in quella solitudine completa io sentiva la
+piccolezza dell'uomo, e la coscienza del mio isolamento
+attristava il mio cuore. Ignoto ai mortali,
+lontano dalla società e dalle sue agitazioni, un solo
+filo mi teneva legato alla terra, un filo invisibile
+che mi univa ad una lontana finestra di Milano ove
+una fanciulla attendeva il mio ritorno, guardava
+furtivamente il balcone della mia cameretta deserta,
+pensava tristamente al mio abbandono, si avvedeva
+della mia partenza, e nascondeva una lagrima. Quel
+filo invisibile era però tanto potente da tener legati
+due pensieri lontani, da far battere all'unisono
+due cuori separati violentemente da condizioni fatali;
+alle due estremità di quel filo cadevano due
+lagrime per uno stesso dolore, prodotto dalla lacerazione
+di due anime che la natura voleva congiunte,
+e che la società condannava al distacco. Io
+non potevo sapere ciò che pensava in quel punto
+la contessa Savina; eppure avrei messo pegno la
+vita, che essa pensava a me, come io pensava a
+lei; la grande distanza non poneva ostacolo alla
+nostra arcana corrispondenza, io la sentiva con una
+certezza che non ammetteva dubbio. I presentimenti
+d'amore non sono che rivelazioni profetiche.
+E mentre la mia stella mi attirava co' suoi raggi
+nell'unico angolo dell'universo ove io poteva essere
+felice, io invece vagava solitario per monti e per
+valli, in opposta direzione, abbandonando il sicuro,
+per andare in traccia dell'ignoto!... Pur troppo,
+questo è sovente l'umano destino. La mia compagna,
+quella che la natura mi aveva destinato, mi
+attendeva invano; io era smarrito in un deserto,
+solo, poveretto... solo al mondo!...</p>
+
+<p>Questi erano precisamente i miei pensieri quando
+<span class="pagenum">[45]</span>
+un lieve calpestio sulle foglie secche cadute dagli
+alberi mi fece voltare la testa. Un cane nero mi
+guardava con occhi pietosi dimenando la coda.
+L'osservai dapprima con diffidenza, poi con simpatia.
+Egli s'avvide del cambiamento, e mi si avvicinò
+lentamente, quasi interrogandomi sulle mie
+intenzioni. Lo accarezzai, ed egli appoggiando le
+sue gambe anteriori sui miei ginocchi, allungò il
+muso e si mise a lambirmi il viso, poi seduto sulle
+gambe posteriori continuava a guardarmi. Allora
+pensando che forse il suo padrone lo cercava, m'alzai
+e ripresi la strada, ed egli mi seguì da vicino.
+Guardai lontano a diritta ed a sinistra, sui dirupi
+del monte e sul pendìo della vallata, e non vidi
+nessuno. Allora, additandogli il cammino verso Colico,
+gli dissi:</p>
+
+<p>&mdash; Va', cerca il padrone, va' via.</p>
+
+<p>Il cane, vedendo che lo minacciavo per farlo partire,
+si gettò a terra sul dorso, colle gambe in aria,
+guardandomi con uno sguardo pietoso.</p>
+
+<p>Dunque, dissi fra me, se non vuole andare verso
+Colico, è segno che il suo padrone ha preso la direzione
+di Sondrio; dovendo io fare la stessa strada,
+lo troveremo; e ripresi il viaggio. Il cane mi seguiva
+tranquillamente. Ad una svolta della via m'incontrai
+in uno stradino che acciottolava la strada e
+gli chiesi:</p>
+
+<p>&mdash; Conoscete questo cane?</p>
+
+<p>Egli lo guardò con indifferenza e mi rispose:</p>
+
+<p>&mdash; Non l'ho mai veduto.</p>
+
+<p>Allora mi decisi di abbandonarlo sulla via per
+non distrarlo dalla ricerca del suo padrone, e presi
+un sentiero che salendo in fianco alla strada s'inerpicava
+sulla montagna; ma egli mi seguì tranquillamente;
+mi arrestai a contemplarlo, e pensai: esso
+<span class="pagenum">[46]</span>
+è solo al mondo, povero cane, e il suo istinto lo
+spinge a trovarsi un compagno. Era più brutto che
+bello, ma aveva due occhi umani pieni di bontà, e
+guardandomi con tenerezza pareva mi dicesse:</p>
+
+<p>&mdash; Siamo soli tutti e due, non mi abbandonate,
+possiamo vivere in compagnia.</p>
+
+<p>Mi ricordai d'aver udito varie volte a raccontare
+che due uomini essendosi incontrati per caso,
+ed entrati in intimità senza conoscersi, ne derivarono
+poi gravi disordini, ruberie e disgrazie;
+ma non avendo mai udito che simili conseguenze
+fossero derivate dall'intimità dell'uomo col cane,
+mi decisi di conservare il mio compagno, almeno
+fino a che avesse ritrovato il padrone. E supponendo
+possibile che fosse digiuno da varie ore,
+m'arrestai davanti l'osteria di un villaggio che
+aveva una baracca rizzata sulla via, coperta di paglia,
+con sotto al rustico tetto un tavolo e sedili
+di rozze assi inchiodate sopra quattro pali. Domandai
+pane, vino e dell'acqua.</p>
+
+<p>Povera bestia, con quale ingordigia addentava i
+primi bocconi! Mangiammo insieme pacificamente,
+poi gli diedi dell'acqua nel piatto, e bevette con
+avidità. La più viva riconoscenza brillava nel suo
+occhio, nei suoi movimenti, nel suo dimenar di
+coda.</p>
+
+<p>Rifocillati per bene riprendemmo la via, e passammo
+l'intiera giornata, camminando per la strada
+maestra, con alquante diversioni per boschi e frane
+ove mi attirava o il bisogno di riposo, o il desiderio
+di osservare una cascata, o un punto di vista
+pittoresco. All'ora del tramonto giungemmo a Sondrio,
+ove avevo deciso di passare la notte. Entrai
+in un albergo ove una folla di gente ingombrava il
+pianterreno e il cortile, e in quella confusione non
+<span class="pagenum">[47]</span>
+vidi più il cane. Pensai che avesse trovato il suo
+padrone, e ne provai vero rammarico; &mdash; tanto è
+facile a risvegliarsi l'affetto nelle anime solitarie,
+che sentono il bisogno di un compagno nella vita.</p>
+
+<p>Il cameriere mi serviva da cena nell'angolo d'una
+stanza, quando vidi il cane nella sala vicina, inquieto
+ed ansante, che andava fiutando la terra
+percorrendo il cammino che io aveva percorso. Esso
+cercava di me, mi raggiunse poco dopo, e non potendo
+frenare la sua letizia mi saltò addosso leccandomi
+le mani, e mugolando con acuti guaiti che
+esprimevano il dolore d'avermi smarrito, e la gioia
+immensa d'avermi finalmente ritrovato. Confesso la
+mia debolezza: la sua perdita mi aveva fortemente
+attristato, il suo ritorno mi consolava come una
+felice ventura. Io sentiva di non essere più solo al
+mondo, poichè avevo guadagnato l'amicizia d'un
+cane.</p>
+
+<p>Dopo d'aver cenato in compagnia, dormimmo
+nello stesso letto, essendosi egli coricato ai miei
+piedi, come se fosse una vecchia abitudine.</p>
+
+<p>Risvegliandomi al mattino, osservai ch'egli non
+dormiva più, ma mi guardava immobile, per non
+disturbare il mio sonno. Quando vide che mi mossi
+venne a darmi un saluto affettuoso. Io mi vestii e
+suonai il campanello per chiedere il conto. Ma
+quando udì il cameriere che batteva alla porta, il
+cane si mise ad abbaiare come un disperato, volendosi
+anche dimostrare capace di difendermi.</p>
+
+<p>Dopo una piccola refezione siamo usciti da Sondrio
+entrando in quella strada pittoresca fiancheggiata
+dall'Adda, che conduce a Tirano. Questa
+seconda giornata fu più felice della prima, a motivo
+della compagnia del mio cane. Egli andava e veniva
+allegramente per la via. Talvolta saliva sopra un
+<span class="pagenum">[48]</span>
+sasso, ed osservava con attenzione gli oggetti sottoposti,
+poi ritornava indietro facendomi ogni sorta
+di dimostrazioni affettuose, e si vedeva chiaramente
+ch'egli era contento al pari di me d'aver trovato
+un amico.</p>
+
+<p>Una volta adottato il mio compagno, sentii la
+necessità di mettergli un nome, e cercai lungamente.
+Sulle prime non mi sarei immaginato la
+difficoltà che s'incontra a trovare il nome d'un
+cane, quando si voglia evitare in pari tempo la
+volgarità e la pretesa. Per un cristiano il lunario
+ci aiuta, e poi il nome dell'uomo non indica mai
+nulla, nè si trova inconveniente che si chiami Candido
+un furbo, Amadio un ateo, Leone un timido,
+Adone uno sciancato, Fedele un ladro e Felice un
+ministro. L'uomo si classifica dalla sua condotta,
+dalla moralità, dall'intelligenza, da tutti gli atti
+della vita, il suo nome è un caso; ma per il cane
+non è così. Provate a chiamar Lesbino un molosso,
+o Turco il cagnolino d'una signora. In esitanza mi
+sedetti sulle rive dell'Adda, e chiesi al mio cane:</p>
+
+<p>&mdash; Come devo chiamarti, caro amico?... Egli mi
+guardava tranquillamente. &mdash; Fido?.. è troppo comune.
+Falco?.. non significa niente. &mdash; Azor?... non
+mi piace. Egli stesso si mostrava insensibile a questi
+nomi. Vorrei un nome che ci ricordasse il nostro
+felice incontro sulle rive del torrente Bitto. Se ti
+chiamassi Bitto?... Bitto... Bitto, gli dissi con voce
+carezzevole, vuoi che ti chiami il mio Bitto?...</p>
+
+<p>Egli scodinzolava in segno di assentimento, io gli
+feci una carezza affettuosa, egli venne a lambirmi
+la mano, e così gli diedi, ed egli accettò cordialmente
+il nome di Bitto.</p>
+
+<p>Quel giorno pranzammo lietamente a Tirano, e
+usciti dal paese, prendemmo un'oretta di riposo
+<span class="pagenum">[49]</span>
+sull'erba all'ombra d'antiche piante sui confini d'un
+bosco.</p>
+
+<p>Il villaggio di X** al quale io era diretto trovandosi
+fra Tirano e Bormio, mi mancavano poche miglia
+per arrivarvi, ed avevo deciso di giungervi
+sull'imbrunire per evitare la noia dei curiosi che mi
+avrebbero molestato coi loro sguardi indiscreti.</p>
+
+<p>Ripresa la via, e sentendo avvicinarsi il luogo
+destinato al mio esilio, io provava quell'inquietudine
+che nasce dall'ignoto, e mi doleva d'essere al
+termine di un viaggio pittoresco. Colla sola compagnia
+del mio cane e dei miei pensieri non mi sarei
+stancato di percorrere il mondo. Ma ogni viaggio
+che incomincia deve in qualche maniera finire. Pur
+troppo è così, ed ogni viaggio ci rammenta la vita
+umana. Una volta incominciato il pellegrinaggio,
+ogni ora che passa ci avvicina alla meta....</p>
+
+<p>Con tali pensieri malinconici vidi per la prima
+volta da lontano il campanile acuminato, le casupole
+e le capanne di X**. Entrai nel villaggio
+quando il sole scendeva dietro i monti tingendo in
+rosa le nuvolette spezzate.</p>
+
+<p>Le mandre rientravano dai pascoli salutando la
+sera con lunghi muggiti. I passeri si raccoglievano
+sugli alberi cinguettando, e raccontandosi i loro
+pettegolezzi del giorno.</p>
+
+<p>I camini fumavano, le famiglie si raccoglievano
+per la cena. Tirai fuori dal mio portafogli la lettera
+di raccomandazione di mio zio all'egregio signor
+Nicola Bruni, e domandai della sua dimora
+al primo venuto.</p>
+
+<p>&mdash; È quel palazzino bianco, isolato, sulla collina
+a diritta con molte adiacenze e varie cataste di legna
+intorno.</p>
+
+<p>&mdash; Vi ringrazio.
+<span class="pagenum">[50]</span></p>
+
+<p>Presi la strada indicata sulla salita, e giunto all'uscio
+picchiai. Un ragazzotto mi aperse la porta.</p>
+
+<p>&mdash; È in casa il signor Nicola Bruni?</p>
+
+<p>&mdash; Che cosa dice?</p>
+
+<p>&mdash; Se il signor Nicola Bruni è in casa?</p>
+
+<p>&mdash; Signor no... non è in casa... se fosse in casa
+non sarebbe in cortile... ma è in cortile....</p>
+
+<p>Una voce tonante interruppe il dialogo.</p>
+
+<p>&mdash; Imbecille... perchè tieni la gente sulla porta?</p>
+
+<p>&mdash; Ecco il signor Nicola che mi chiama, &mdash; disse
+il ragazzo, &mdash; è dunque entrato in cucina... se vuole
+parlargli, eccolo qui.</p>
+
+<p>In quel momento vidi un uomo ben tarchiato che
+veniva verso di noi, con un cappello a larghe falde,
+una giubba di fustagno e calzoni simili che entravano
+negli stivali. Mi venne incontro con faccia
+aperta dicendomi:</p>
+
+<p>&mdash; Di chi domanda?</p>
+
+<p>&mdash; Del signor Nicola Bruni.</p>
+
+<p>&mdash; Sono io.... Venga avanti.</p>
+
+<p>&mdash; Io sono Daniele Carletti, nipote di Monsignor
+Giusep....</p>
+
+<p>Non mi lasciò finire, ma gettandomi le braccia al
+collo mi baciò sulle due gote, colla più cordiale
+espansione.</p>
+
+<p>&mdash; Bravo per Dio!... Caro signor Daniele... benissimo;
+venga avanti, e si accomodi... ma non sarà
+solo forse?</p>
+
+<p>&mdash; No, signore, sono in compagnia del mio cane.</p>
+
+<p>&mdash; Ma vengano avanti tutti due... ma dov'è il
+bagaglio?... La vettura, il cavallo? &mdash; Martino, su
+via, presto, corri ad aprire il cancello del cortile, fa
+entrare la vettura che ha condotto il signore... animo,
+corri....</p>
+
+<p>Non era possibile interromperlo, e Martino era
+<span class="pagenum">[51]</span>
+già corso ad aprire, quando ho potuto dirgli ch'ero
+venuto a piedi, spiegandogli il motivo.</p>
+
+<p>&mdash; Oh per Bacco!... quale fatalità! Se mi avesse
+scritto, avrei mandato a prenderlo coi nostri cavalli.
+Io pure, veda, non posso soffrire le diligenze.</p>
+
+<p>Lo assicurai che mi ero divertito moltissimo, e
+che quel viaggio era stato per me un sommo piacere.</p>
+
+<p>&mdash; Benissimo.... Benissimo... bravo da senno. &mdash; Andò
+poi a' piedi della scala e gridò a piena gola: &mdash; Giovanna....
+Agata.... Marta... venite subito abbasso,
+ma presto.</p>
+
+<p>Eravamo entrati in un salotto terreno. Bitto s'era
+accovacciato in un angolo, e ansava colla lingua
+pendente. Il signor Nicola mi fece sedere sul canapè,
+e incominciò a chiedermi notizie della salute
+dello zio, e degli effetti provati dopo la cura dei
+bagni. Quando entrò la signora Giovanna seguita
+dall'Agata, egli si alzò per le presentazioni, e mi
+disse:</p>
+
+<p>&mdash; Mia moglie... mia figlia... &mdash; poi rivolto a loro, &mdash; il
+signor Daniele Carletti, nipote di monsignor
+Canonico, e futuro maestro del nostro villaggio.</p>
+
+<p>Io feci le mie riverenze, e le signore i soliti complimenti;
+e sedemmo tutti in circolo a parlare di
+mille cose.</p>
+
+<p>Il signor Nicola aperse la finestra che guardava
+sul cortile, e chiamò:</p>
+
+<p>&mdash; Martino?</p>
+
+<p>&mdash; Eccolo.... &mdash; rispose il domestico avvicinandosi.</p>
+
+<p>&mdash; Che cosa fai?</p>
+
+<p>&mdash; Ho aperto il cancello.</p>
+
+<p>&mdash; E non hai veduto che non ci sono vetture?</p>
+
+<p>&mdash; Ho veduto.</p>
+
+<p>&mdash; Ebbene, ora che fai?
+<span class="pagenum">[52]</span></p>
+
+<p>&mdash; Aspetto la vettura....</p>
+
+<p>&mdash; Come?... Vuoi che le vetture che conducono i
+viaggiatori arrivino dopo di loro?... Chiudi il cancello...
+chiama la Menica... accendi il fuoco... corri...
+imbecille!...</p>
+
+<p>&mdash; Sì, signore!...</p>
+
+<p>Il signor Nicola chiuse la finestra e mi disse:</p>
+
+<p>&mdash; Caro signor Daniele, non dovete giudicare il
+paese dal campione che vedeste. Abbiamo una
+popolazione intelligente e laboriosa, il mio domestico
+è un asino, ma non ne ho trovati di migliori.
+I nostri montanari sono pronti e svegliati, ma preferiscono
+la vita avventurosa dell'emigrazione alle
+cure servili ed alle meschine risorse del villaggio.
+Tutti gli uomini validi se ne vanno a cercar fortuna,
+la coscrizione porta via la gioventù, e non ci
+restano che gl'imbecilli per farci servire. Non si
+trovano più buoni domestici!...</p>
+
+<p>La signora Giovanna alzava gli occhi al cielo,
+confermando coi moti del capo e delle spalle le
+asserzioni di suo marito; la signora Agata rideva.</p>
+
+<p>Agata era una ragazza bionda cogli occhi chiari,
+ma per me una bionda non era una donna, od era
+una donna incompleta ed incolore. Avevo sempre
+presente come unico modello di bellezza femminea
+la contessa Savina, co' suoi capelli neri, cogli occhi
+e i sopraccigli corvini. L'Agata non poteva piacermi,
+e per giunta era vestita come una bambola
+di Norimberga, senza grazia nè moda, e non poteva
+reggere al confronto delle signorine eleganti di
+Milano, alle quali erano avvezzi i miei occhi.</p>
+
+<p>Essendosi fatta notte, la vecchia Menica venne a
+deporre sul tavolo un'antica lucerna d'ottone che
+mandava una luce rossastra, ed avendo fatto cenno
+alla padrona, questa la seguì accompagnata da sua
+<span class="pagenum">[53]</span>
+figlia. Bitto uscì egli pure dalla stanza, attirato forse
+dall'odore della cucina, ed io rimasi solo col signor
+Nicola, che mi mise al corrente di quanto poteva
+interessarmi.</p>
+
+<p>Il signor Nicola Bruni, antico amico di mio zio,
+che desso pure era oriundo di Valtellina, era diventato
+da tanti anni l'amministratore onorario del piccolo
+patrimonio del Canonico, consistente nella casetta
+appigionata al maestro, con poca terra annessa,
+e l'aggiunta d'un altro ettaro di terreno
+diviso in sei appezzamenti sparsi per la montagna.
+Pagate le imposte e gli ordinari ristauri della casa,
+la terra rendeva circa l'uno e mezzo per cento del
+suo valore. Per altro quell'ettaro di terra così frazionato
+si sarebbe venduto senza la casa, un quattordici
+o quindicimila lire sonanti, tanto si apprezza
+in quelle montagne il diritto di proprietà. La terra
+era data a mezzeria, e produceva castagne, patate,
+legna, fieno, fagioli, e un po' di vino. Potevo calcolare
+in media sopra una rendita di circa dugento
+lire l'anno. Lo stipendio al maestro essendo fissato
+a lire settecento, e non mancando gl'incerti, consistenti
+nei regali dei parenti degli scolari, e qualche
+gratificazione comunale, poteva contare sopra
+una rendita fissa di novecento lire annue, e l'abitazione
+gratuita.</p>
+
+<p>&mdash; Da vivere onestamente.... &mdash; conchiuse il signor
+Nicola.</p>
+
+<p>Io pensava in quel punto ai milioni di casa Brisnago,
+ed alla mia intenzione di ritornare una volta
+o l'altra a Milano a rinnovare il tentativo del bacio.
+Intanto col mio ingegno doveva studiare il modo
+di pareggiare la differenza fra le mie rendite e
+quelle della contessa Savina!.. ma ero innamorato
+stracotto e la parola <i>impossibile</i> non si trova nel
+<span class="pagenum">[54]</span>
+dizionario degli innamorati. E poi avevo sul telaio
+il mio <i>Lucchino Visconti</i>, e nessuno poteva indovinare
+ove mi avrebbe condotto una tragedia.</p>
+
+<p>&mdash; La casa, &mdash; continuò il signor Nicola dopo
+una breve pausa, &mdash; la casa ha bisogno di qualche
+ristauro, ma l'annata è stata buona, ed io ho fatto
+dei risparmi che il vostro buon zio mi ha autorizzato
+di spendere per mettere in assetto conveniente
+la vostra dimora.</p>
+
+<p>&mdash; Non basta, &mdash; io soggiunsi, &mdash; tengo anche un
+gruzzoletto d'oro che il povero vecchio mi ha consegnato
+al momento della partenza, per il viaggio,
+i primi bisogni e gli arredi di casa.</p>
+
+<p>&mdash; Allora siete un signore addirittura, &mdash; disse
+il signor Nicola, &mdash; e con un po' di economia e di
+giudizio, in queste montagne si vive da papi. Tutto
+sta nel non avere delle idee superiori alle forze,
+contentarsi del proprio stato, non aspirare a quelle
+grandezze che non si possono raggiungere....</p>
+
+<p>Voltai la testa, tirai fuori il fazzoletto, e mi soffiai
+il naso tanto da nascondere la mia confusione; perchè
+mi pareva proprio che il signor Nicola mi leggesse
+i pensieri sul viso. Per buona fortuna entrò
+la Menica, che si mise a distendere sulla tavola una
+bianca tovaglia di bucato, poi distribuì i tovagliuoli,
+i piatti, le posate, e apparecchiò in ordine ogni
+cosa. Il signor Nicola tirò fuori da un armadio parecchie
+bottiglie, dicendomi:</p>
+
+<p>&mdash; Ecco il vino di Sassella, onore della nostra
+Valtellina; ed assaggerete anche degli altri vini
+dei nostri monti che non sono privi di merito.</p>
+
+<p>Poco dopo entrarono le signore portando ciascheduna
+qualche cosa. Osservai che Bitto, il quale non
+aveva idee preventive riguardo alle donne, seguiva
+la signora Agata con qualche dimostrazione di simpatia,
+<span class="pagenum">[55]</span>
+ed essendomi venuto vicino continuava ad
+osservare i movimenti di lei, poi mi guardava in
+un certo modo che pareva volesse dire:</p>
+
+<p>&mdash; Sta attento, se hai fame, questa è una buona
+ragazza; e si leccava i baffi.</p>
+
+<p>Finalmente la Menica venne a portare in mezzo
+alla tavola una famosa zuppa di polli, fumante, che
+spandeva un odore appetitoso.</p>
+
+<p>Ci sedemmo tutti in circolo intorno la tavola: alla
+zuppa seguì un arrosto eccellente di beccaccie, del
+prosciutto, del formaggio, della frutta, e con quest'agape
+domestica venne lautamente celebrato il
+mio arrivo. Il signor Nicola mi versava continuamente
+da bere, l'Agata accarezzava Bitto e gli dava
+dei buoni bocconi, egli divorava ogni cosa, e continuava
+a guardarmi con gioconda espressione, quasi
+volesse dirmi:</p>
+
+<p>&mdash; Bravo Daniele, hai trovato una casa ove si
+fanno le cose per bene.</p>
+
+<p>Dopo cena il discorso si fece animato. Io raccontai
+gli episodi del mio viaggio, omettendo od aggiungendo
+quello che mi pareva opportuno, od interessante
+per gli ospiti. La mia ammirazione per le
+montagne produsse un effetto eccellente.</p>
+
+<p>&mdash; Vedrete... vedrete tutto a suo tempo, &mdash; mi
+ripeteva gongolando il signor Nicola, &mdash; in genere
+di montagne abbiamo delle meraviglie; dalle più
+ridenti alle più orride, dal pingue pascolo agli
+arridi burroni, alle nude roccie, erte, diritte, scoscese,
+coperte d'eterne nevi! Vedrete le nostre mandre,
+le nostre vigne, i nostri boschi di castagni e
+d'abeti: e pareva ch'egli fosse felice d'aver trovato
+un ammiratore del suo paese.</p>
+
+<p>Narrai anche il mio incontro con Bitto, e la gioia
+reciproca dei due poveri vagabondi che si fecero
+<span class="pagenum">[56]</span>
+buona compagnia, consolandosi a vicenda della solitudine,
+ma dovetti tagliar corto al racconto, perchè
+mi parve di scorgere sul volto della ragazza dei
+segni non equivoci d'emozione, ed io non intendeva
+d'intorbidire la festa facendo versare delle lagrime.
+Mi sorprese però che una donna incolore potesse
+mostrarsi sensibile per così poco.</p>
+
+<p>Non tardai parimente ad avvedermi che l'Agata
+era la delizia di tutti: sua madre la contemplava
+con tenerezza, suo padre le sceglieva i bocconcini
+più ghiotti, e glieli offriva con compiacenza, la
+Menica girando intorno la tavola l'ammiccava con
+un sorriso, Martino la serviva con diligenza e premura,
+Bitto non si distaccava più dal suo fianco,
+ed era cane di buon naso. Io solo non sapevo trovarle
+veruna attrattiva. I miei occhi non vedevano
+che una bruna fanciulla, resa eterea dalla distanza;
+il mio cuore aveva sete d'un bacio non restituito,
+del quale sentivo d'essere in credito. Quella sera la
+veglia fu prolungata da mille discorsi animati da
+copiose libazioni che mi diedero un alto concetto
+enologico della Valtellina. Io che a Milano m'immaginava
+queste montagne come le gelide regioni del
+polo nord e del mar glaciale, fui ben sorpreso la
+prima sera del mio arrivo di trovare la temperatura
+del Senegal, andando a letto tanto caldo che
+soffiavo come un mantice, e non potevo sopportare
+le coltri.</p>
+
+<p>Il mattino seguente, che era una domenica, mi
+alzai per tempo, apersi la finestra, e respirai a pieni
+polmoni la brezza mattutina, contemplando lo stupendo
+panorama delle Alpi che mi stava davanti,
+e volando colla fantasia attraverso la strada percorsa
+da Tirano a Sondrio, per Morbegno, Colico,
+Como e Milano. Vedevo come in sogno lo zio canonico
+<span class="pagenum">[57]</span>
+che andava a dir messa, il gatto di casa che
+miagolava fregandosi alle sottane di Veronica, mentre
+essa apparecchiava la colazione, entravo nella
+mia cameretta deserta, aprivo il balcone, e stavo
+aspettando che la contessa Savina comparisse alla
+finestra dirimpetto, per pagare il suo debito, restituendomi
+il bacio.</p>
+
+<p>A farmi cadere dalle nuvole non ci voleva altro
+che il confuso pigolìo che saliva dal sottoposto cortile.
+Abbassai gli occhi e vidi l'Agata accoccolata
+che sminuzzava della polenta chiamando i polli.
+Alla sua voce il gallo, le galline, le chioccie e i
+pulcini accorrevano da tutte le parti saltellando,
+svolazzando e cantando, le saltavano d'intorno festosi,
+rubandosi i bocconi dalle mani. Essa parlava
+con loro, incoraggiando i timidi, sgridando gli sfrontati,
+correggendo gl'indiscreti; ed io la guardava
+dall'alto con sorpresa, senza farmi vedere. Poco
+dopo comparve la Menica colle sottane rilevate fino
+al ginocchio, le gambe nude, gli zoccoli di legno, e
+le maniche della camicia rimboccate fino al gomito,
+portando un mastello di lavature, dentro le quali
+gettò una manata di crusca, e poi aperse il porcile.
+Allora ne uscì un mostruoso maiale, che saltellando
+goffamente mandava grugniti nervosi, e immergendo
+il grugno in quella poltiglia lo tirava fuori
+tutto imbrattato e gocciolante, ne spandeva da ogni
+parte, e pareva che se ne ridesse, quell'imbecille....</p>
+
+<p>Ahimè! come ero lontano da Milano, dal corso, da
+quelle strade pulite, da quella vita elegante!... Sentivo
+una profonda tristezza, e in pari tempo un
+certo orgoglio della mia patria, e della nobile missione
+che andavo ad intraprendere, apportando la
+civiltà a quelle rozze popolazioni di montanari.
+Immaginarsi una ragazza che s'alzava mattiniera
+<span class="pagenum">[58]</span>
+per dedicarsi a quelle occupazioni scurrili!... I polli
+mi facevano ridere, il maiale mi faceva ribrezzo.
+Io non ne aveva mai veduto, o solamente qualche
+testa pulita, rasa, incoronata di mortella, nelle
+vetrine dei nostri salumai, e non mi sarei immaginato
+l'immondo animale che mi stava davanti, servito
+da due donne, come un signore.</p>
+
+<p>Agata consigliava la Menica, entrava ed usciva;
+finalmente si mise a chiamare Martino. Alla sua
+voce, Bitto, che dormiva saporitamente ai piedi del
+letto, alzò la testa, e ascoltò attentamente.</p>
+
+<p>&mdash; Martino.... Martino.... &mdash; essa ripeteva.</p>
+
+<p>Bitto diede un guizzo, saltò a terra, si mise a
+gemere presso la porta, raspando colle zampe, guardandomi,
+ed abbaiando. Gli apersi, ed egli in due
+salti fu abbasso. Bisognava vedere le smorfie che
+quel vile adulatore faceva <a name="tn58" id="tn58"></a>alla ragazza! L'attaccamento,
+l'affezione, la riconoscenza verso chi dà
+da mangiare sono le virtù delle bestie, e specialmente
+dei cani. L'uomo invece conserva la sua
+indipendenza, dimentica il beneficio, e mostra la
+dignità dell'ingratitudine.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="V" id="V"></a>V.</h2>
+
+<p>Scendendo incontrai il signor Nicola che mi strinse
+la mano come ad un vecchio amico di casa. Dopo
+colazione mi condusse a visitare i miei possessi dispersi
+in tutti gli angoli del paese. Mi parvero siti
+selvaggi, e li avrei ceduti per un sorriso della mia
+<span class="pagenum">[59]</span>
+lontana divinità, che avrebbe riso sicuramente se
+avesse veduto i miei feudi in dose omeopatica.</p>
+
+<p>La casa si componeva di due piani ed era circondata
+da un appezzamento di terra mal coltivata,
+ove crescevano liberamente i cardi e le ortiche.</p>
+
+<p>Il vecchio maestro mi venne incontro, come collega
+e vassallo ad un tempo, lamentando le miserie
+dei maestri e quelle dei coltivatori. Il signor Nicola
+per consolarmi mi parlava di riforme, di piantagioni,
+di concimi, e di raddoppiati prodotti mediante le
+cure necessarie. Introdotto nella mia futura dimora,
+mi parve scombussolata, rovinosa, sporca, mi metteva
+tristezza. Il signor Nicola la trovava comoda,
+facile a ripararsi con poca spesa; buone stanze ariose.
+Era cosa naturale: quasi tutti i vetri erano rotti,
+e l'aria campeggiava liberamente. La cucina appariva
+tutta adorna di casseruole.... dipinte sul muro
+col carbone. Il salotto mostrava delle teste di guerrieri
+colla pipa in bocca, opere tutte alla maniera
+dei tempi preistorici della pietra, che rivelavano
+un artista primitivo. I pavimenti solcati, le pareti
+bucherate e sparse di chiodi, i soffitti facevano
+ventre da per tutto; i ragni s'erano impadroniti
+degli angoli, e le scope erano state bandite con
+sentenza inesorabile.</p>
+
+<p>E mentre il signor Nicola parlava col mio onorevole
+antecessore, io girava per quelle stanze, pensando
+fra me stesso: &mdash; quale splendido appartamento
+sarebbe questo per la contessa Savina Brisnago,
+e quale giardino! e mi metteva le mani nei
+capelli.</p>
+
+<p>In poche parole fummo d'accordo sulle condizioni
+dello sgombro, che era assai facile; se ne usciva il
+vecchio maestro e le spazzature, la casa poteva consegnarsi
+subito agli operai affinchè la rendessero
+<span class="pagenum">[60]</span>
+abitabile pel nuovo maestro e il suo cane. Ma per tale
+sgombero mi chiesero quattro giorni, che gli vennero
+concessi. Allora credette opportuno di farmi
+conoscere il sistema scolastico e le sue abitudini
+domestiche. Gli scolari per turno gli tenevano in
+ordine la casa (come abbiamo veduto!), lavoravano
+l'orto e andavano ad attinger l'acqua alla fontana.
+Pel vitto s'era accomodato colla vicina famiglia
+dell'organista, uomo gioviale ed onesto. Forse l'organista
+avrebbe accondisceso a continuare le sue
+prestazioni, qualora ci fossimo intesi sulla relativa
+contribuzione.</p>
+
+<p>&mdash; Va benissimo, parleremo di tutto questo con
+quiete, alle mie donne, &mdash; disse il signor Nicola.</p>
+
+<p>Ma quando il maestro si mise a parlare dell'insegnamento,
+del metodo, della severità dei precetti,
+dei testi impiegati, il mio compagno incominciò a
+tirarmi per le falde del vestito, e vedendo che s'annoiava,
+feci i miei saluti a quell'uomo dabbene e
+ringraziandolo delle sue informazioni ci congedavamo,
+per andare alla messa parrocchiale.</p>
+
+<p>Le campane suonavano a festa, e l'eco si ripeteva
+confusamente intorno la valle, riempiendo l'aria di
+onde sonore. I montanari scendevano dalle alture,
+accompagnati dalle loro donne, vestite a varii colori.
+Era una bella giornata d'autunno, e la popolazione
+raccolta sul sagrato della chiesa dava un
+aspetto allegro al villaggio. Tutti mi guardavano
+con curiosità, e salutavano rispettosamente il signor
+Nicola.</p>
+
+<p>Agli ultimi tocchi comparve la signora Giovanna
+con l'Agata, ed al loro passaggio tutti si levavano
+il cappello, e si vedeva chiaramente dalla franca
+cordialità dei saluti che tutti volevano bene a quella
+famiglia.
+</p>
+
+<p><span class="pagenum">[61]</span>Dopo messa andammo a far visita in Canonica, e
+venni presentato a don Vincenzo Liserio parroco
+del villaggio, al quale consegnai la lettera di mio
+zio. M'accolse cortesemente, come maestro e nipote
+d'un canonico, ma con una certa solennità, da uomo
+che misura le parole per non compromettere l'avvenire,
+guardandomi sott'occhio per istudiare la fisonomia.</p>
+
+<p>Mi fece tutte quelle offerte generiche che sono
+dell'occasione, ma non incoraggiano a recare disturbi,
+perchè si capisce subito ciò che valgono.</p>
+
+<p>Ritornati in casa Bruni, entrammo nel salotto, e
+dopo breve conversazione in famiglia, la Menica
+chiamò la signora Giovanna; e Martino si presentò
+sulla porta.</p>
+
+<p>&mdash; Che cosa vuoi? &mdash; gli chiese Nicola.</p>
+
+<p>&mdash; C'è qui Giacomo che aspetta i vostri ordini....
+fino da questa mattina.</p>
+
+<p>&mdash; Giacomo, chi?</p>
+
+<p>&mdash; Giacomo, fratello di Perina, moglie di Pietro
+cognato di Battista.... quello che ha un figlio soldato....
+e un altro che ha emigrato in Germania il
+giorno che si andava a....</p>
+
+<p>&mdash; Non lo conosco.</p>
+
+<p>&mdash; Non si ricorda, che ieri sera mi ha ordinato
+di farlo venire con degli uccelli?</p>
+
+<p>&mdash; Ah! è l'uccellatore?</p>
+
+<p>&mdash; Sicuro.</p>
+
+<p>Il signor Nicola alzò i pugni stretti, ed aveva un
+volto da far paura. L'Agata, che entrava in quel
+momento, dando un colpo d'occhio a suo padre, gli
+fece mutare l'espressione della collera in uno sberleffo.
+Uscì precipitoso dando uno spintone violento
+alla porta. Martino era svignato. Il signor Nicola
+aveva un carattere impetuoso, e sul primo momento
+<span class="pagenum">[62]</span>
+avrebbe schiacciato un uomo come una mosca; ma
+per buona fortuna il suo furore non durava che due
+minuti. Martino, che conosceva bene il padrone,
+quando vedeva negli occhi di lui i primi lampi che
+annunziavano l'uragano, spariva sul momento, e restava
+assente per cinque minuti. Il padrone si gettava
+contro i muri, le porte, le sedie e quanto gli
+stava davanti, e slanciava dei calci, che quegli oggetti
+inanimati non sentivano.... e il domestico non
+li sentiva nemmeno.... &mdash; E poi dicevano che era
+un imbecille! Allora l'Agata mi spiegò che il signor
+Nicola, nella sera antecedente, avendo ordinati degli
+uccelli per il pranzo, l'uccellatore li aveva portati
+per tempo; ma Martino lo tenne varie ore nella stalla
+ad attendere gli ordini del padrone che era uscito
+con me. Intanto le signore aspettavano con impazienza
+l'arrivo del futuro arrosto, il quale aspettava
+per essere apparecchiato chi non doveva arrivare
+che per mangiarlo.</p>
+
+<p>Si dovette ritardare il pranzo d'un'ora, richiamare
+il fuggitivo che almeno venisse a spennare il corpo
+del suo delitto, e mentre il signor Nicola e sua moglie
+erano occupati in altre faccende, l'Agata venne a
+farmi compagnia nel salotto. Mi domandò con interesse
+molte cose di Milano, ed io le descrissi le feste,
+i corsi, gli spettacoli della città, l'eleganza delle
+signore, il lusso delle carrozze....</p>
+
+<p>Essa mostrò di conoscere non solo i principali
+monumenti, ma bensì la vita intellettuale ed artistica,
+e mi sorprendeva assai che una fanciulla che
+si occupava de' suoi polli, parlasse di cose elevate
+con non volgare giudizio. Mi disse che i suoi genitori
+l'avevano condotta a Milano, quando era uscita
+dal collegio di Como, ove era stata in educazione.
+Io arrossivo pensando d'essere stato a Como senza
+<span class="pagenum">[63]</span>
+vederlo. Poi per farmi passare il tempo aspettando
+l'ora del pranzo mi condusse a visitare l'orto e il
+giardino. Nell'orto la mia ignoranza fece la sua
+prima comparsa. Io non distingueva le piante delle
+patate dai pomidoro, le carote dal prezzemolo, confondeva
+il rosmarino colla lavanda, le zucche coi
+poponi. Essa rideva di cuore, e mi diceva:</p>
+
+<p>&mdash; Eppure a Milano si trovano ogni sorta d'erbaggi;
+ne vidi di bellissimi sul mercato.</p>
+
+<p>&mdash; È vero, ma io non li conosco che quando li
+vedo cotti....</p>
+
+<p>Allora mi svelò l'estetica degli erbaggi facendomi
+osservare minutamente l'eleganza e la varietà dei
+loro portamenti, l'increspatura, i frastagli, le tinte
+differenti delle foglie, la bizzarria delle forme, la
+singolarità dei profumi; mi faceva odorare il timo,
+la salvia, il ramerino, il finocchio, il cerfoglio, il
+targone, la rucola, la maggiorana, la menta, e mi
+diceva: &mdash; Vedete la grande varietà di aromi indigeni
+coi quali possiamo condire le vivande senza
+il soccorso delle droghe che andiamo a prendere
+alle Indie. Vi prego di considerare la grazia d'un
+fiore di borragine, ma guardate se può darsi un
+turchino più limpido, un bianco più puro, un nero
+più spiccato: e il frutto del peperone, e la leggerezza
+dello sparagio quando si adorna delle sue sementi
+rosse come coralli. Guardate le foglie glabre
+e frastagliate dei carcioffi come sono ornamentali!...
+e il frutto? non ha esso servito mille volte alle arti
+ed alle industrie? Le zucche e i meloni non sono
+forse piante e frutti magnifici, e i fiori di tutti i
+legumi non sono forse i più vezzosi?... Guardate i
+ceci, i fagiuoli, i piselli! Credetemi, signore, chi non
+vede la bellezza della natura in un orto, non la vede
+intieramente nemmeno sul lago di Como.... Nella
+<span class="pagenum">[64]</span>
+natura come nelle arti non basta apprezzare l'insieme,
+ma bisogna saper conoscere anche i pregi
+d'ogni singola parte. Chi non ama che il frastuono
+d'una sinfonia, e non gusta un motivo melodico,
+non può dire d'intendere la musica; chi non ammira
+che la sublimità delle montagne e non ha mai contemplato
+il fiorellino che cresce sui loro crepacci,
+non conosce la natura. Le scene grandiose le vedono
+tutti, la musica rumorosa colpisce tutte le
+orecchie, ma le anime delicate soltanto sanno scoprire
+il bello nelle cose minute, e godere le delizie
+della natura e dell'arte davanti gli oggetti impercettibili
+agli sguardi volgari.</p>
+
+<p>Rimasi maravigliato de' suoi discorsi!... Passammo
+in giardino, e quivi mi rinnovò la lezione, mostrandomi
+tutto quello che io ignorava delle bellezze delle
+piante. Quivi, credendo opportuno di svelare finalmente
+qualche cognizione, le dissi:</p>
+
+<p>&mdash; Sono sicuro che conoscete il linguaggio dei
+fiori.</p>
+
+<p>&mdash; Lo conosco, &mdash; mi rispose, &mdash; ma lo trovo
+puerile.</p>
+
+<p>&mdash; E perchè?</p>
+
+<p>&mdash; Perchè i fiori parlano un linguaggio che si
+intende da chi ama la natura e vive nella sua intimità,
+senza bisogno di chiedere le loro espressioni
+ad emblemi convenzionali. Un fiore qualunque, il
+più modesto fiore del prato, parla al nostro cuore
+se ci rammenta un istante memorabile della nostra
+esistenza, un paese, un amico, una parola, se la sua
+vista risveglia la memoria assopita d'una persona
+lontana, o d'un giorno felice.</p>
+
+<p>Tali discorsi portavano naturalmente il mio pensiero
+al mazzetto gettato alla contessa Savina, e
+pensavo: chi sa, se vedendo una rosa, delle violette
+<span class="pagenum">[65]</span>
+e degli eliotropi, essa rivolgerà la mente al povero
+esule che non vede al mondo che lei!... e camminavo
+mesto e silenzioso per quel giardino, seguito
+dall'Agata; avevamo l'aspetto di due ombre che
+vanno vagando pei Campi Elisi. Quella conversazione
+e que' fiori che ci stavano d'intorno m'aveano
+rapito in un'estasi poetica, quando Martino venne
+ad annunziarci che il pranzo era servito. A questo
+mondo tutto finisce in prosa!</p>
+
+<p>Durante il desinare venne in campo il discorso
+del mio prossimo sgombero e del sistema di vita
+che mi sarebbe convenuto. Il signor Nicola accennò
+al consiglio che mi venne dato dal vecchio maestro,
+di accomodarmi coll'organista pel vitto, e rivolto
+all'Agata le disse:</p>
+
+<p>&mdash; Che te ne pare?</p>
+
+<p>&mdash; Il vecchio maestro, &mdash; essa rispose, &mdash; si trovava
+in condizioni diverse; la defunta sua moglie
+era sorella di Tobia l'organista, i legami di famiglia
+facilitavano le loro relazioni; ma non so se ciò
+che conveniva a due vecchi cognati di Valtellina
+possa offrire gli stessi vantaggi ad un giovane milanese
+avvezzo ad altro sistema. Poi il signor Daniele
+non conosce Tobia, non l'ha ancora veduto... è
+un buon diavolo, ma originale.... ed ha la lingua un
+po' troppo lunga. I due cognati andavano d'accordo
+in molti punti, per esempio nel giudicare l'ordine
+e la nettezza come cose di lusso; ne sia prova l'abitudine
+del maestro di farsi servire dagli scolari,
+che gli mettevano la casa a soqquadro e ne facevano
+un letamaio.</p>
+
+<p>&mdash; Allora, &mdash; soggiungeva il signor Nicola, &mdash; bisogna
+pensare ad altro. Ci permettete, non è vero,
+Daniele, di trattarvi in amicizia e di occuparci dei
+vostri affari?...
+<span class="pagenum">[66]</span></p>
+
+<p>&mdash; È il massimo favore che possiate farmi....</p>
+
+<p>&mdash; Orbene, che ne pensi, Agata?</p>
+
+<p>&mdash; Mi pare, &mdash; ella soggiunse, &mdash; che si potrebbe
+trovare una buona donna di servizio pel maestro,
+che gli tenesse in ordine la casa, e che sapesse fargli
+da pranzo e il bucato. In fine dei conti la spesa
+sarà eguale, se non minore, la salute se ne troverà
+meglio, e in caso che fosse indisposto non
+sarà solo.</p>
+
+<p>Mi pareva strano che una persona che si occupava
+di polli e dell'orto potesse avere tanto buon
+senso. Io approvai intieramente il suo piano e tutti
+i consigli che vi aggiunsero i genitori, tanto solleciti
+del mio bene.</p>
+
+<p>&mdash; E chi potrà trovare facilmente una donna che
+mi convenga? &mdash; io chiesi.</p>
+
+<p>&mdash; La troverò io, &mdash; soggiunse l'Agata, e mi mostrò
+tanta bontà premurosa, e mi spiegò con tanta
+grazia che cosa dovessi fare, e come contenermi per
+i miei piccoli interessi di casa, che davvero, se non
+fosse stata troppo bionda, l'avrei forse trovata anche
+bella.</p>
+
+<p>Essendo giorno festivo, non fu possibile mandare
+a Tirano a prendere i miei bagagli, ma quell'ottima
+famiglia non mi lasciò mancar nulla che mi fosse
+necessario, mettendo a mia disposizione la più bella
+biancheria del signor Nicola. Una sola cosa mi faceva
+difetto: un libro per la sera. Essendo avvezzo
+da lunghi anni a leggere a letto, e privo da tanti
+giorni d'un tal piacere, ne sentivo vivamente il bisogno;
+onde mi feci animo, e dissi all'Agata:</p>
+
+<p>&mdash; Siete tanto buona, che vorrei domandarvi un
+nuovo favore da aggiungere agli altri.</p>
+
+<p>&mdash; Tutto quello che abbiamo è a vostra disposizione.
+<span class="pagenum">[67]</span></p>
+
+<p>&mdash; Come siete gentile!... vorrei pregarvi di favorirmi
+un libro da leggere.</p>
+
+<p>&mdash; Ben volentieri.... Volete storia, romanzi, viaggi,
+drammi, poesie?...</p>
+
+<p>&mdash; Ve ne lascio la scelta... ben sicuro che mi darete
+il libro che mi conviene di più.</p>
+
+<p>&mdash; Benissimo... farò il possibile per scegliervi una
+lettura utile e piacevole.</p>
+
+<p>&mdash; E di vostro gusto.</p>
+
+<p>&mdash; E di mio gusto.</p>
+
+<p>Alla sera dopo cena mi consegnò il libro; io la
+ringraziai caldamente, e salii tutto contento nella
+mia stanza. Appena entrato mi avvicinai al lume
+per guardare il frontispizio del volume, e ne rimasi
+sorpreso e pensieroso. Era sincerità od ironia?...
+era un atto d'ingenuo interesse od una lezione arguta?...
+Profondo mistero!... Il fatto sta che quel
+libro era <i>l'Ortolano dirozzato di Filippo Re</i>.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="VI" id="VI"></a>VI.</h2>
+
+<p>All'indomani Martino andò a Tirano a prendere
+il mio bagaglio, dimenticandosi nell'ufficio della
+diligenza l'ombrello, che ho potuto ricuperare qualche
+giorno dopo col mezzo d'un amico del signor
+Nicola. Sono incalcolabili le noie e gl'imbarazzi
+causatici dagli imbecilli fra le vicende della vita.
+Siccome non possono essere occupati che in cose
+da nulla, e le fanno male, così ci obbligano a rifarle,
+<span class="pagenum">[68]</span>
+annoiandoci in frivole cure per le quali li avevamo
+pagati. Ma in tutte le condizioni sociali siamo pur
+troppo condannati ad attraversare il pelago dell'umana
+imbecillità, e questa navigazione desolante
+ci ruba delle ore preziose, e quindi ci accorcia la
+vita. Maledetti gli imbecilli!...</p>
+
+<p>Io ero capitato al villaggio appunto per distruggere
+l'ignoranza e l'imbecillità, e mi ripromettevo
+grandi vantaggi da questa nobile e santa missione,
+ed aspettavo l'apertura della scuola per gettarmi
+a corpo perduto nelle cure della pubblica
+istruzione.</p>
+
+<p>Intanto la prosa dell'<i>Ortolano dirozzato</i> mi produceva
+ogni sera il suo effetto infallibile, addormentandomi
+d'un sonno denso, tenace, profondo, e
+talvolta facendomi vedere in sogno una testa bionda
+di donna col sogghigno dell'ironia, fra un cavolo
+navone e un cavolo rapa.</p>
+
+<p>Non mi ero degnato mostrarmi offeso della scelta
+del libro, e tacqui fino a che un giorno l'Agata mi
+domandò se io facessi progressi nell'orticoltura.</p>
+
+<p>Allora gli dissi un po' risentito che non mi sentivo
+davvero chiamato a quel genere di studi.</p>
+
+<p>&mdash; Avete torto, &mdash; mi rispose.</p>
+
+<p>&mdash; Che volete!... se preferisco Monti, Foscolo, Alfieri
+a Filippo Re, la traduzione d'Omero, i Sepolcri
+e le tragedie ai poponi ed alle zucche, non è mia
+colpa... i gusti son gusti.</p>
+
+<p>&mdash; Non si tratta di preferenze, &mdash; essa insisteva &mdash; ma
+di assoluta necessità. Ogni persona di buon
+gusto, dopo pranzo, preferisce un mazzo di fiori ad
+un pezzo di pane; ma se i fiori sono vaghi, profumati
+e deliziosi, non sono necessari come il pane.
+Per coltivare dei fiori bisogna vivere, e per vivere
+bisogna mangiare, dunque il necessario deve passare
+<span class="pagenum">[69]</span>
+prima del dilettevole, i campi prima dei giardini,
+l'orto prima della poesia. La poesia è cosa
+sublime, è un ornamento della vita, ma per vivere
+bisogna lavorare sul positivo e sul sodo. La vita è
+cosa seria, ha doveri e necessità dalle quali non si
+sfugge senza grave danno. Sapete di quell'astronomo
+che camminando assorto nella contemplazione degli
+astri è caduto in un pozzo. Sta bene guardare in
+alto, ma non bisogna cadere nei pozzi, e ce ne sono
+tanti sulla terra.</p>
+
+<p>Ci sono poi certi poeti che cercano le ispirazioni
+in aria, e rapiti dai loro voli pindarici non vedono
+il bello che li circonda, non sanno ammirare i pregi
+della natura che passa davanti i loro occhi, disdegnano
+come volgarità la semplice poesia della vita.
+Io invece trovo la poesia anche nel cortile e nell'orto,
+ove osservo tanti doni della natura che crescono
+a beneficio dell'uomo, e mi rammentano i piaceri
+della mensa, che, raccogliendo la famiglia e
+ristorando le forze, procura anche i piaceri morali
+che provengono dallo scambio dei pensieri e degli
+affetti.</p>
+
+<p>Tali discorsi mi conducevano a serie riflessioni;
+io le chiedeva scusa del mio sussiego, mi desolava
+delle mie idee storte, vane e confuse, e mi battevo
+la fronte. Allora essa rideva, e lodando i miei gusti
+letterari, incoraggiava i miei studi; e mi consigliava
+a ripartire il mio tempo fra la prosa e la poesia,
+fra le cose positive e le amenità.</p>
+
+<p>&mdash; Se dovete vivere in campagna, &mdash; essa aggiungeva, &mdash; avete
+bisogno d'un orto; se sapete coltivarlo
+ne caverete degli utili, e poi imparerete anche
+a coltivare i fiori.</p>
+
+<p>Le promettevo di occuparmene seriamente... ma
+quando aprivo il mio <i>Ortolano dirozzato</i>, e leggevo
+<span class="pagenum">[70]</span>
+quelle elucubrazioni sulla cultura dei cavoli, il libro
+mi cadeva dalle mani, e contro mia volontà mi
+addormentavo.</p>
+
+<p>Il vecchio maestro era partito, il mio casino era
+in ristauro. Il signor Nicola lo aveva consegnato
+ai muratori, falegnami, fabbri-ferrai, ed ogni giorno
+andavamo insieme a visitarne i lavori. Io non vedeva
+che martelli che battevano, seghe ed accette
+che dividevano e sgrossavano legnami, pialle che
+spianavano tavole, lime, raspe, tanaglie che rodevano
+e sconficcavano, cazzuole che muravano, pennelli
+che imbiancavano, tutto ad onore della mia
+persona. Ma il signor Nicola vedeva meglio di me
+che una screpolatura richiedeva un arpese, che un
+muro faceva corpo, che le assi del solaio non erano
+ben commesse, e raccomandava ai muratori l'economia
+della calce, ai manovali di sgomberare i
+pavimenti dai rovinacci, di spazzare i trucioli che
+volavano giù dalle scale. Esaminava l'intonaco, e le
+varie opere del legnaiuolo, e faceva le sue osservazioni.
+Il giorno dopo si tornava a vedere se i
+suoi ordini erano stati eseguiti, e se tutto procedeva
+secondo le convenzioni stipulate cogli operai.</p>
+
+<p>Poi facevamo lunghe escursioni visitando i boschi,
+i pascoli e le cascine; il signor Nicola mi
+parlava di migliorie da introdursi, e dei redditi
+aumentabili, ed io lo ascoltava guardando le belle
+vedute che si stendevano davanti i nostri sguardi.
+Bitto ci seguiva dappertutto, e andava avanti ad
+esplorare il terreno.</p>
+
+<p>Una sera passeggiando con tutta la famiglia
+Bruni alle falde d'una collina, io osservava attentamente
+il mio cane che correva dietro agli uccelli
+svolazzanti sulle siepi, abbaiando furiosamente perchè
+non si lasciavano prendere.
+</p>
+
+<p><span class="pagenum">[71]</span> &mdash; L'ingenuità di Bitto vi sorprende.... &mdash; mi disse
+Agata, &mdash; ma molti uomini fanno come lui: vorrebbero
+volare senza ali e si lamentano di non poter
+raggiungere coloro che s'innalzano perchè hanno
+forze superiori.</p>
+
+<p>La guardai in faccia sospettoso, perchè mi parve
+alludesse al mio caso, ma vidi che la sua fisonomia
+non indicava alcuna malizia, e pensando
+d'altronde ch'essa non poteva conoscere le mie
+aspirazioni mi tacqui, e meditai lungamente sulla
+rassomiglianza dei miei gusti con quelli del mio
+cane.</p>
+
+<p>Quando il mio casinetto mi parve in ordine, pregai
+le signore Bruni di volerlo onorare d'una visita,
+anche per favorirmi i loro consigli sulle ultime
+disposizioni. Accettarono con piacere la mia proposta,
+e v'andammo insieme; ma mentre mi aspettava
+dei complimenti sul mio buon gusto, dovetti
+invece subire le giuste critiche dell'Agata. Infatti
+fui forzato di riconoscere che mi ero dimenticato le
+cose più indispensabili agli usi domestici.</p>
+
+<p>&mdash; Ecco i poeti!... &mdash; mi disse sorridendo la ragazza, &mdash; più
+fortunati di Bitto hanno le ali per
+volare al disopra delle cose terrene, ma però, meno
+positivi degli uccelli, si dimenticano gli agi del
+nido, che hanno pur tanta parte nella poesia della
+vita.</p>
+
+<p>L'Agata era troppo buona per aver l'intenzione
+di pungermi sul vivo, tuttavia ogni qual volta mi
+metteva al confronto cogli altri animali, io figurava
+sempre al di sotto della bestia... Non potevo
+sopportare in pace ogni attacco, nè dissimulare la
+mia stizza, ed essa, invece di mostrarsi dolente
+del mio dispetto, pareva si godesse. Alla fine, convinto
+dalle sue dimostrazioni che gli uomini hanno
+<span class="pagenum">[72]</span>
+meno attitudine delle donne per mettere in ordine
+una casa, la pregai di volermi assistere come una
+buona sorella, incaricandosi di completare le mie
+disposizioni e di compiere l'opera che sembrava
+troppo superiore alla mia capacità. Avendo accettato
+cordialmente l'incarico col consenso dei genitori,
+le consegnai il denaro che restava disponibile
+facendole ampia procura di spenderlo secondo
+i suoi gusti e il suo giudizio. Due giorni dopo
+essa partì per Sondrio, accompagnata dal padre,
+per fare le spese necessarie, ed al suo ritorno
+venne spedito un carro a prendere gli oggetti
+acquistati che giunsero in buon ordine, certo a
+motivo che Martino non faceva parte della spedizione.</p>
+
+<p>Allora l'Agata accordò la Rosa al mio servizio,
+e volle stipulata una convenzione fra noi, cioè
+ch'io non entrassi più nella mia futura dimora fino
+a che l'opera non fosse compiuta. Così, mentre
+l'Agata e la Rosa, accompagnate dal signor Nicola,
+dalla signora Giovanna e da Martino, andavano a
+lavorare a mio vantaggio, e si affaticavano a mettere
+a posto ogni cosa, io non aveva altro incarico
+che di passeggiare dalla parte opposta del paese
+col sigaro in bocca, come un vero sibarita.</p>
+
+<p>In pochi giorni tutto fu messo in assetto, e finalmente
+ottenni il permesso di visitare la casa. La
+trovai trasformata, e ne rimasi sbalordito. Essa
+respirava una modesta agiatezza, piena d'attrattive.
+Si vedeva dappertutto la mano della donna, si sentiva
+la sua influenza e il suo intento. Ogni stanza
+aveva le sue tende, i mobili opportuni, puliti, e
+collocati a dovere. Al pianterreno un allegro salottino,
+con un bel tappeto davanti al canapè, un
+tavolo rotondo nel mezzo; uno studiolo colla stufa,
+<span class="pagenum">[73]</span>
+e gli scaffali pei libri, un tinello colla sua credenza
+a invetriate ove si vedevano le stoviglie, le tazze,
+i cristalli che brillavano per nitidezza; ed una
+cucina ben fornita di pentole e pentolini, casseruole
+e girarrosto. Sugli scaffali si vedevano tutti
+gli oggetti destinati agli usi domestici, ch'io aveva
+dimenticati, dal macinino del caffè allo scaldaletto,
+dalle caffettiere alle lucerne, dai piatti alle scodelle.
+Davanti al focolare due alti seggioloni a
+bracciuoli invitavano a sedersi al fuoco. La catena
+e gli alari lucenti stavano al loro posto. Dopo la
+cucina si entrava in una piccola dispensa collocata
+a settentrione, fresca e ventilata per conservare le
+carni, poi c'era un magazzino ad uso di legnaia e
+cantina, provveduto dell'occorrente.</p>
+
+<p>Al primo piano due belle stanze da letto, una per
+me, un'altra a disposizione dello zio quando volesse
+arrestarsi andando ai bagni di Bormio. Una stanzuccia
+per la Rosa, un'altra ad uso di guardaroba,
+un'altra ancora disponibile e vuota.</p>
+
+<p>Tutte le stanze avevano l'occorrente, ma quello
+che mi colpì di più furono i quadretti appesi ai
+muri, e i vasi di fiori sui tavoli, e vari altri piccoli
+oggetti da collocare i sigari e i fiammiferi. Nel gabinetto
+da studio figuravano le più belle vedute di
+Milano, che mi arrestai a contemplare con uno stringimento
+di cuore. Il tinello aveva due bei panorami
+del lago di Como, e le pareti del salotto portavano
+i ritratti di alcuni fra i più grandi benefattori del
+genere umano.</p>
+
+<p>Sulla porta della cucina stava affisso il lunario,
+e un calendario dell'ortolano, nel quale si leggevano
+i lavori e le semine da farsi ogni mese.</p>
+
+<p>Quella buona ragazza così sensata e positiva,
+visti i miei piccoli mezzi, mi aveva dichiarato non
+<span class="pagenum">[74]</span>
+occuparsi che del solo necessario; essa aveva dunque
+trovato necessario coprire la nudità delle pareti,
+riposare i miei sguardi sulle care memorie
+della patria, ricondurre il mio spirito di quando
+in quando per le vie della mia cara Milano, rammentando
+l'aspetto ridente della natura coi più
+bei siti contemplati sul lago, e richiamandomi alla
+mente le grandi virtù dagli uomini che onorano
+l'umanità.</p>
+
+<p>Di quella povera casa, così deserta, tacita, e nuda,
+essa aveva fatto una dimora piacevole, comoda,
+popolata di ricordi, eloquente d'insegnamenti, fornita
+di graziose opere d'arte, un rifugio tranquillo
+e sereno, che invitava alla pace ed allo studio.</p>
+
+<p>Commosso e riconoscente, non sapevo in qual
+modo dimostrarle la mia gratitudine. Essa aveva
+apparecchiato il nido al povero esule, s'era studiata
+di rendergli meno squallida la vita solitaria. Come
+una buona sorella aveva prodigate le cure più affettuose
+nell'allestimento d'ogni stanza, usando gli
+accorgimenti più delicati, le previsioni più sottili.
+Io andava pensando a qualche regaluccio che le
+provasse la mia piena soddisfazione, ma mi trovavo
+nell'impossibilità di poter acquistare un oggetto
+qualunque al villaggio.</p>
+
+<p>Mi si presentò il pensiero di offrirle la medaglia
+di mia madre.</p>
+
+<p>Era quanto io possedessi di più prezioso, e vi
+tenevo tanto che dapprima respinsi tale idea come
+una tentazione. Non sapevo risolvermi a privarmi
+di quella santa memoria; respingevo il progetto, e
+lo riprendevo esitante e sconvolto da mille diversi
+pensieri, quando la Rosa venne a dirmi che l'Agata
+mi attendeva ansiosa di conoscere l'effetto prodotto
+dalle sue disposizioni.
+</p>
+
+<p><span class="pagenum">[75]</span>Dovetti risolvermi a partire colla medaglia o
+colle mani vuote; o quella o niente!... In tale dolorosa
+alternativa, piuttosto di passare per un ingrato
+ho preferito lacerarmi le fibre del cuore, presi la
+medaglia deciso e rassegnato al dolore di privarmi
+dell'ultimo residuo della famiglia, dell'unico segno
+che mi rammentasse mia madre, e corsi a casa
+Bruni.</p>
+
+<p>L'Agata era nel suo giardinetto aspettando il
+mio ritorno, quando io le comparvi dinanzi tutto
+sconvolto dall'interna lotta delle mie sensazioni.
+Vedendomi ne rimase confusa, temendo di non
+avere incontrato il mio gradimento. La rassicurai
+piuttosto coi gesti che colle parole, perchè
+mi mancava la voce. Poi le presentai la medaglia
+dicendole:</p>
+
+<p>&mdash; Questo è l'oggetto più prezioso che posseggo,
+è l'unico ricordo che mi rimane della mia povera
+madre; vogliate accettarlo come un pegno della mia
+viva riconoscenza.</p>
+
+<p>Fece un moto di sorpresa e rifiutò: una grossa
+lagrima scese sulle sue guancie, indi mi rispose:</p>
+
+<p>&mdash; La vostra soddisfazione mi ricompensa largamente
+del poco che ho fatto. L'allestimento della
+casetta è stato per me un vero divertimento, il dono
+che vorreste farmi mi prova che sono riuscita al
+di là delle mie speranze, io ne sono contentissima
+e non desidero altro.</p>
+
+<p>&mdash; Non rifiutate, vi supplico, di accettare questo
+piccolo segno della mia gratitudine.</p>
+
+<p>&mdash; Ma nemmeno per sogno, caro Daniele, io sarei
+ben crudele se vi privassi d'una tale santa memoria!</p>
+
+<p>&mdash; Eppure, Agata, sento dentro di me una ispirazione
+che mi spinge ad insistere, sento come la
+voce di mia madre che mi ordina di mettere questa
+<span class="pagenum">[76]</span>
+medaglia nelle vostre mani, come un sacro deposito....
+rifiuterete la preghiera di una povera madre morta?</p>
+
+<p>Allora, vedendomi umiliato e dolente della sua
+esitanza, stese la mano dicendomi:</p>
+
+<p>&mdash; Come semplice deposito l'accetto. &mdash; Prese la
+medaglia, la guardò attentamente, le diede un bacio,
+se la pose in seno, ed aggiunse: &mdash; Essa mi darà
+il diritto di trattarvi come fratello.... fin che saremo
+vicini.</p>
+
+<p>&mdash; Mia madre vi ascolta a vi benedirà, &mdash; risposi.</p>
+
+<p>Le baciai la mano con affetto fraterno, mi ritirai
+nella mia stanza, perchè sentivo bisogno di trovarmi
+solo, per piangere in libertà.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="VII" id="VII"></a>VII.</h2>
+
+<p>Il giorno seguente presi possesso della mia nuova
+dimora, dopo di aver dimostrato come seppi meglio
+tutta la profonda riconoscenza per la cordiale ospitalità
+ricevuta in quell'eccellente famiglia. La partenza
+da casa Bruni mi riuscì dolorosa come se vi
+avessi vissuto degli anni. Vi sono a questo mondo
+luoghi ai quali non ci avvezziamo nemmeno dopo
+una lunga dimora; ve ne sono altri nei quali si sta
+bene fin dal primo giorno, e che non si vorrebbero
+lasciare. Generalmente in questi si è destinati a
+passare rapidamente, e negli altri a consumare la
+vita! ecco il nostro destino!
+</p>
+
+<p><span class="pagenum">[77]</span>Pregai quei buoni signori di continuarmi la loro
+amicizia.</p>
+
+<p>&mdash; Nulla è cambiato, &mdash; mi rispose il signor Nicola, &mdash; avete
+due case invece d'una sola, ecco
+tutto!...</p>
+
+<p>Volevo baciargli la mano, ed egli si è rifiutato,
+dandomi due grossi baci sul volto. Mi accompagnarono
+fino alla porta della loro casa, mi strinsero le
+mani affettuosamente. Martino portava il mio sacco
+da notte, le signore mi dicevano:</p>
+
+<p>&mdash; A rivederci.... a rivederci.</p>
+
+<p>&mdash; A rivederci.... questa sera, &mdash; io risposi, &mdash; e
+partii salutando colla mano, seguito da Bitto, che,
+colla coda bassa, dimostrava non essere più contento
+del suo padrone.</p>
+
+<p>La Rosa m'aspettava sulla porta della casa, mi
+venne incontro per alcuni passi, prese il sacco dalle
+mani di Martino, e m'introdusse nel mio nuovo
+possesso.</p>
+
+<p>Salii il primo piano seguito dalla fantesca, ed affacciandomi
+alla finestra che guardava sul cortile
+vidi un bel gallo a penne variopinte, il quale scuoteva
+la cresta orgogliosa, sorvegliando quattro belle
+galline che razzolavano in terra.</p>
+
+<p>&mdash; Ove avete trovato quei bei polli? &mdash; chiesi
+alla Rosa.</p>
+
+<p>&mdash; È un dono della signora Agata, che volle piantarvi
+il pollaio co' suoi allievi. Rammentandosi gli
+elogi fatti a colazione sulla freschezza delle uova,
+desiderò che continuaste a trovarne d'eguali sulla
+vostra tavola.</p>
+
+<p>&mdash; Eccellente creatura!... cuor d'oro!...</p>
+
+<p>&mdash; E testa fina!... &mdash; soggiunse la Rosa.</p>
+
+<p>&mdash; Sicuro!... sicuro!... ma.... ma.... e ripeteva dentro
+di me: ma peccato che sia bionda!
+<span class="pagenum">[78]</span></p>
+
+<p>Io era sempre perdutamente innamorato della
+contessa Savina, alla quale non avevo mai parlato,
+e che aveva rifiutato di restituirmi il bacio. Ma....
+ma!... e andavo girellando per le camere come un
+uomo che cerca qualche cosa. Cercavo infatti lo
+scioglimento d'un problema: &mdash; date due donne giovani,
+ed amabili entrambe, una lontana e inaccessibile
+per la distanza, la nobiltà, la ricchezza, le
+condizioni sociali, e l'altra vicina, accessibile per
+relazioni di famiglia e opportunità d'ogni genere, un
+giovane s'innamora della prima e disdegna la seconda.
+Qual è la forza che lo spinge di preferenza
+verso l'impossibile?... ecco l'incognita.... Ho passato
+il primo giorno nel mio nuovo domicilio occupato
+esclusivamente di questo problema, che mi pareva
+un'equazione algebrica fra le più complicate e difficili.
+Chiuso nel mio studio, coi gomiti appoggiati
+allo scrittoio, e le mani nei capelli, io meditava le
+condizioni della vita e delle umane passioni, inesplicabili.
+Udivo al di fuori della gente che domandava
+alla Rosa:</p>
+
+<p>&mdash; È in casa il signor maestro? &mdash; ed essa rispondeva:</p>
+
+<p>&mdash; Sì, è in casa, ma non posso disturbarlo. Sapete
+che i maestri hanno delle occupazioni.... degli studi
+seri.... ritornate più tardi.</p>
+
+<p>Io lasciava che andassero; infatti che cosa al
+mondo poteva interessarmi di più dello scioglimento
+del mio problema? non era esso il mistero della
+mia vita?... La contessa Savina era per me la più
+bella, la più seducente, l'unica donna!... L'Agata era
+una sorella. Il suo volto? io non lo vedeva! Il viso
+della contessa Savina mi stava impresso nel cuore
+con indelebili tracce. Per vederla viva e presente
+io non aveva che a chiudere gli occhi.... Essa era
+<span class="pagenum">[79]</span>
+lì, alla sua finestra, coi suoi bruni capelli rilevati
+sulla fronte, con quello sguardo penetrante.... con
+quella scintilla che accende e consuma!... Ma e gli
+ostacoli?... Nel dizionario d'amore, ostacolo significa
+eccitamento, stimolo, sprone, prestigio. Tuttavia la
+ragione, il buon senso?... Che ragione! l'amore è
+una pazzia.... lo sento nei lucidi intervalli, che non
+mi servono a nulla. Dopo qualche breve sosta, la
+demenza riprende il suo dominio, e mi fa vedere
+le cose a rovescio. L'impossibile mi sembra facile....
+e sento che in certi momenti posso diventare un
+eroe.... o un imbecille!</p>
+
+<p>Il fatto sta, che quando il cuore è saturo d'un
+amore non ci sta altro, gli occhi non vedono più,
+il cervello è tutto occupato dai fumi del cuore; che
+possano allignare insieme due amori, è credere all'impossibile,
+all'assurdo. Chi s'illudesse di amare
+due donne in una volta, può essere sicuro che non
+ne ama nessuna. Io amo la contessa Savina, l'amo
+perchè l'amo, perchè è stata il primo raggio di luce
+della mia vita, il primo palpito del mio cuore, l'amo....</p>
+
+<p>&mdash; Signor maestro, il pranzo è servito.... &mdash; mi
+disse la Rosa picchiando leggermente all'uscio.... &mdash; mi
+dispiace incomodarlo, ma è l'ora precisa che mi
+ha fissata.</p>
+
+<p>&mdash; Vengo subito, &mdash; risposi, ed aggiunsi fra me: &mdash; maledetta
+prosa della vita!... Massaie indiavolate,
+siete tutte uguali! dalla Veronica alla Menica, dalla
+Menica alla Rosa, dalla Rosa alle sue pari! ogni
+giorno vi fanno discendere il pensiero sulla tavola,
+vi abbassano i vostri sogni al livello del loro focolare!...</p>
+
+<p>&mdash; Il falegname ha portato l'ultima polizza, &mdash; mi
+disse la Rosa quando sedetti a mensa. &mdash; Anche
+il calzolaio voleva consegnarle questa nota, ma non
+<span class="pagenum">[80]</span>
+ho voluto disturbarla. Tobia l'organista m'ha detto
+che i maestri sono come i santi apostoli.... bisogna
+lasciarli in pace, che si preparino ad insegnare agli
+altri.... Va bene di sale?</p>
+
+<p>&mdash; Benissimo, benissimo.... ma dov'è Bitto?...</p>
+
+<p>&mdash; Bitto?... Ah! se sapesse come ho avuto paura
+di perderlo. Si figuri che non si poteva trovarlo. Ma
+dopo averlo cercato in tutto il villaggio finalmente
+l'ho trovato.</p>
+
+<p>&mdash; Ove l'avete trovato?</p>
+
+<p>&mdash; In casa Bruni, si sa; mentre il maestro studiava,
+egli si è ricordato che era l'ora del pranzo
+in casa Bruni, e vedendo che qui il fuoco era ancora
+spento, è andato a chiedere da pranzo alla signora
+Agata. Essa mi ha detto: &mdash; lasciatelo qui
+fin che ha mangiato, povera bestia, mi vuol bene,
+si ricorda di me, gliene sono grata, e non posso
+rimandarlo a digiuno. Bisognava vedere come la
+guardava, che feste, che scodinzoli; pareva che intendesse
+le sue parole, e gli dicesse: &mdash; vi ringrazio.</p>
+
+<p>Poco dopo ecco Bitto che ritorna a casa contento,
+abbaiando e saltandomi addosso come se volesse
+rendermi conto de' fatti suoi.</p>
+
+<p>Da quel giorno prese il suo partito, andando regolarmente
+a pranzo in casa Bruni, colla scrupolosa
+esattezza che metteva mio zio canonico per andare
+a vespero. Io era destinato ad avere sempre sotto
+gli occhi l'esempio dell'ordine, dagli uomini o dalle
+bestie, senza approfittarne. Dopo pranzo Bitto se
+ne tornava a casa, a fare la sua guardia alla porta,
+e guai se qualcuno s'avvicinava. Egli dapprima abbaiava
+francamente, poi incominciava a latrare, e
+finiva con un certo ringhio che metteva tutti in riguardo.
+La mia voce lo calmava. Egli lasciava passare
+i visitatori che venivano invitati ad entrare,
+<span class="pagenum">[81]</span>
+ma non permetteva che nessuno entrasse senza essere
+invitato.</p>
+
+<p>Quando andavo al passeggio mi accompagnava,
+e se ero diretto a casa Bruni lo indovinava a mezza
+strada, giungeva prima di me, e mi aspettava sulla
+porta; alla notte dormiva sempre ai piedi del mio
+letto: alla mattina divideva la mia colazione, ma
+ripartiva regolarmente pel pranzo, e pareva che mi
+volesse dire: &mdash; la mia fedele amicizia non ti sarà
+troppo a carico, povero maestro; tu pensi che il
+cuore non può contenere che un amore solo, io ti
+mostrerò che l'amicizia è meno esigente, e può vivere
+benissimo in compagnia.</p>
+
+<p>Appena presa residenza stabile in paese, il signor
+Nicola mi condusse a fare le visite di dovere alle
+autorità municipali, che dimoravano nel capoluogo
+del comune, a poche miglia dalla nostra frazione.
+Tutti mi accolsero cortesemente, e mi venne consegnato
+l'atto di nomina a maestro, già deliberato dal
+Consiglio Comunale fino dai primi giorni del mio
+arrivo.</p>
+
+<p>Durando tuttora le vacanze mi misi a lavorare assiduamente
+intorno alla mia tragedia. Nel rileggere
+le pagine scritte a Milano, trovai necessarie alcune
+correzioni e di rifare introducendo nuovi incidenti e
+nuove scene. Fuggivo l'imitazione servile, volevo
+riuscire poeta originale, i personaggi d'Alfieri mi
+parevano convenzionali, io sentiva il bisogno di
+studiare l'uomo dal vero, ma temevo di non trovare
+in un piccolo villaggio di Valtellina i modelli necessari
+alle mie scene del medio evo. Tuttavia, pensando
+che il cuore umano è sempre lo stesso malgrado
+la diversità dei tempi, mi decisi di studiare
+le umane passioni nei soggetti che mi stavano intorno
+tenendo conto delle proporzioni. La distanza
+<span class="pagenum">[82]</span>
+era immensa, formidabile! ma l'anatomico che studia
+l'uomo sul cadavere mi pareva in condizioni
+peggiori di me. Difatti due uomini vivi, anche distanti
+di qualche secolo, devono rassomigliarsi fra
+loro assai più d'un uomo vivo ad un cadavere. I
+tempi modificano le passioni, ma la morte le annulla
+addirittura. Il morto non è più che un misero
+avanzo inanimato dell'uomo. Dall'uomo vivo al cadavere
+la distanza è assai maggiore di quella che
+passa fra Giacobbe che inganna suo padre colle
+pelli d'agnello, e sor Isacchetto, mercante d'abiti
+fatti, che inganna il suo avventore.</p>
+
+<p>Tali considerazioni mi spinsero a far conoscenza
+coi maggiorenti del villaggio, che visitai e ricevetti
+in casa, coll'interesse d'un professore di storia naturale
+che si circonda d'ogni sorta d'animali necessari
+a' suoi studii. Io studiava attentamente i miei
+interlocutori, scrutavo la loro indole, le loro inclinazioni,
+analizzavo minutamente i loro istinti, la
+depravazione, i vizii delle loro nature, e li classificavo
+esattamente, secondo un sistema adottato per
+mia istruzione. Ogni individuo che manifestasse delle
+tendenze virtuose o perverse corrispondenti ad un
+personaggio della mia tragedia, riceveva il suo nome
+relativo e veniva sottoposto ad attento esame.</p>
+
+<p>Assorto nell'intensità della mia osservazione, è
+naturale che io rispondessi talvolta sbadatamente
+alle loro frivole cicalate, e ciò mi valse la riputazione
+d'uomo superficiale, leggiero e distratto; ma
+invece, mentre mi credevano colla testa in aria, io
+era entrato nel loro cervello e nel loro cuore. Con
+questo sistema penetrante pervenni a trovare nel
+villaggio tutti i modelli viventi dei miei personaggi.</p>
+
+<p>Il signor Marco Canziani mi servì di modello pel
+<i>Lucchino Visconti</i>, e offrì tratti magnifici al mio
+<span class="pagenum">[83]</span>
+marito tiranno. La signora Pasquetta, moglie del
+dottore, divenne un'Isabella Fieschi impareggiabile.
+Essa amava segretamente Ugolino Gonzaga, parte
+rappresentata al naturale dal giovane farmacista
+signor Gaspare Zapolini. I caratteri degli amanti,
+le loro ansietà, l'ardore dei loro sguardi, le insidie
+tese al marito, le inquietudini della donna colpevole,
+le aspirazioni impazienti del seduttore, si presentavano
+alla mia osservazione nelle varie circostanze
+che mi mettevano in presenza de' miei modelli.
+La loro ingenuità me li abbandonava in piena
+balìa; ben lontani dal sospettare il particolare interesse
+della mia inchiesta, essi non avevano altra
+mira che fuggire i pericoli che li minacciavano direttamente,
+e così, schivando il marito, cadevano nelle
+braccia del tragico. Il povero don Vincenzo Liserio,
+studiato a rovescio, divenne Giovanni Visconti arcivescovo
+di Milano. Il signor Nicola Bruni, che si
+trova spesso in opposizione col medico, specialmente
+nelle gravi disquisizioni del tarocco ove cercava
+di sbancarlo, conveniva benissimo coll'indole del
+congiurato Francesco Pusterla. Ma il più bello di
+tutti era il mio vicino Tobia, piccolo possidente,
+ma grande filosofo ed organista. Egli passava in
+paese per una lingua malefica, un maldicente velenoso,
+ma per me era un perfetto modello di ghibellino,
+sempre in lotta col parroco, colla camarilla,
+coi seguaci, pronto a battere in breccia la canonica,
+il campanile, la sacrestia e tutti i ridotti del clero.
+Egli s'incarnava a meraviglia nel mio Uguccione
+della Fagiuola, e mi si mostrava, senza sospetto,
+un tipo originale e degno di figurare fra i migliori
+della tragedia. Aveva il portamento bellicoso, quando
+ritto della persona teneva le braccia a semicerchio,
+e alzando la testa in segno di provocazione, faceva
+<span class="pagenum">[84]</span>
+far la ruota al randello, mosso dalle sue mani scarne
+e nodose. Capelli radi, sopraccigli incrociati, orecchie
+larghe e staccate in alto presentavano i segni
+caratteristici del suo volto. Aveva il naso lungo e
+diritto come un dardo, le labbra tumide, le guancie
+scarne, i zigomi spiccati, la barba rasa. La sua parola
+era sentenziosa, i suoi movimenti rapidi, decisivi,
+taglienti; e l'occhio iniettato di sangue gli
+rendeva lo sguardo feroce.</p>
+
+<p>È certo che ci voleva un grande sforzo d'immaginazione
+a trasformare il cappello a cilindro diritto,
+lungo, a tese strette, rosso, spelato, unto, contuso
+di Tobia coll'elmetto a piume di Uguccione;
+la giubba corta e i larghi calzoni di fustagno dell'organista
+colla corazza, i cosciali e le gambiere del
+guerriero, ma le vesti non sono che la scorza dell'uomo,
+ed io trovava sotto quelle spoglie miserande
+un magnifico Uguccione della Fagiuola, con un'anima
+piena d'ardori velenosi, e d'odio profondo pel
+partito avverso.</p>
+
+<p>Così io m'ero formato un medio evo artificiale e
+travestito nel quale vivevo, studiando e meditando
+le umane passioni e traendone ispirazioni al mio
+lavoro. Era una specie di carnevalone di Milano
+trasportato in Valtellina per mio uso e consumo,
+che mi rendeva il clima meno uggioso, mentre se
+ne avvantaggiavano i miei studi sull'uomo, e i versi
+della mia tragedia.</p>
+
+<p>La scuola comunale era collocata a piccola distanza
+dalla mia casa. Io l'aveva aperta all'epoca
+indicata dal regolamento, e mi vi recavo esattamente
+ogni mattina. Poco prima di mezzogiorno,
+Bitto passava per andare a pranzo a casa Bruni,
+e al suo passaggio gli scolari si apparecchiavano
+alla partenza; alla comparsa del maestro si aprivano
+<span class="pagenum">[85]</span>
+le lezioni, a quella del cane si chiudevano;
+il comune era servito a meraviglia da due individui,
+e non ne pagava che uno solo.</p>
+
+<p>Io rientrava in casa, pranzavo, facevo un giro
+pel paese fumando un sigaro, poi mi chiudevo nel
+mio studio per raccogliere le ispirazioni, prender
+nota, e architettare i versi della tragedia. Passavo
+la sera in casa Bruni o alla farmacia, e scoprivo
+sempre dalle mie osservazioni che le medesime passioni
+agitavano gli uomini, cambiando forma ed importanza,
+ma restando sempre eguali nel fondo.</p>
+
+<p>Dall'epoca della mia tragedia ai nostri giorni
+erano passati circa cinque secoli, e mutata anche
+la scena dalla città di Milano ad un piccolo villaggio
+della Valtellina, io trovava gli stessi uomini.</p>
+
+<p>Però uomini e passioni erano ridotti a dose omeopatica.
+L'amante Ugolino Gonzaga, invece di correre
+le giostre colla lancia in resta, imbrandiva
+tranquillamente la spatola e faceva pillole; ma il
+suo amore colpevole aveva le stesse tendenze, le
+medesime astuzie, gli eguali ardori. Il Duca di Milano
+faceva il medico condotto, ma cavava sangue
+e denaro dai suoi soggetti, e condannava a morte
+gl'innocenti, come nel medio evo. La natura tollerante
+dell'arcivescovo Giovanni trovava il suo riscontro
+nella rassegnazione di Don Vincenzo Liserio,
+che cedeva ai fabbricieri il diritto d'amministrare
+la parrocchia, limitando la sua autorità alle cose
+ecclesiastiche. Uguccione della Fagiuola, abbandonato
+il suono dell'armi, si contentava di quello dell'organo,
+ma continuava la guerra ai guelfi, e li feriva
+colla lingua.</p>
+
+<p>Pusterla congiurava sempre contro Lucchino celando
+accuratamente le spade, i bastoni, le coppe
+e i denari che dovevano abbatterlo. L'autorità del
+<span class="pagenum">[86]</span>
+potere era contrastata da mille insidie, e minacciata
+da impreveduti stratagemmi che concentravano
+tutta l'attenzione del tiranno. Uguccione della
+Fagiuola sosteneva i ghibellini, l'Arcivescovo secondava
+il fratello; la lotta dei partiti era accanita,
+e il tarocco contrastato fino all'ultima carta. Frattanto
+Ugolino Gonzaga, approfittando dell'ardore
+della mischia, si allontanava dal campo, chiudeva
+lentamente la porta del suo laboratorio farmaceutico,
+e correva sotto ai balconi d'Isabella Fieschi!...
+Io lo seguiva da lontano con prudenza: e lo udivo
+confabulare colla sua bella:</p>
+
+<p>&mdash; Ove sono?</p>
+
+<p>&mdash; Tutti intenti al tarocco!... apri.... siamo sicuri!...</p>
+
+<p>Isabella chiudeva il verone, scendeva precipitosa,
+e nel buio della notte si vedeva il lumicino che
+percorreva le scale. L'uscio veniva aperto, e Ugolino
+entrava di soppiatto nel covo del tiranno.</p>
+
+<p>Io ritornava tranquillamente in farmacia, Lucchino
+si dibatteva invano.... la partita era perduta!...</p>
+
+<p>O mondaccio perverso! è stato sempre così!... una
+partita di tarocco!</p>
+
+<p>Epoca del ferro o della carta, c'entrarono sempre
+le coppe e le spade, e i mariti dabbene, e le notti
+buie, e i capitani di ventura, e gli speziali. Da Eva
+alla sora Pasquetta le donne furono sempre tentate
+dal serpente e dal pomo. La virtù della resistenza
+è il prezioso prestigio della donna onesta, e beati
+i tiranni, i medici condotti e tutti i giuocatori di
+tarocco, le cui mogli non possono servir di modello
+nè alla commedia, nè alla tragedia.</p>
+
+<p>Io studiava coscienziosamente i miei modelli, e
+ne traevo partito. Quando il medico condotto mi
+compariva davanti col suo aspetto grave ed altero,
+le guancie sostenute dai solini bene inamidati, e il
+<span class="pagenum">[87]</span>
+ciuffo irto sul capo come le aste dell'istrice, io diceva
+a me stesso:</p>
+
+<p>&mdash; Ecco Lucchino Visconti.</p>
+
+<p>Egli lamentava continuamente l'egoismo dei villani,
+l'ingratitudine di coloro, ai quali pretendeva
+d'aver salvata la vita, e che credevano sdebitarsi
+d'un tale beneficio, coll'offrirgli in dono una magra
+ricotta affumicata!... Io afferrava subito il pensiero
+dominante, e lo traducevo in versi tragici:</p>
+
+<div class="poem">
+<p>«&nbsp;Popolo sconoscente... che le gravi</p>
+ <p class="i2">Cure del regno con l'oltraggio paghi</p>
+ <p class="i2">E con l'infame tradimento!...&nbsp;»</p>
+</div>
+
+<p>Una domenica, dopo la messa solenne, i parrocchiani
+usciti di chiesa s'intrattennero sul piazzale
+in conversari amichevoli. Gaspare il farmacista si
+avvicinò alla signora Pasquetta, e mentre il dottore
+scambiava una presa di tabacco con un cliente, io
+udii la signora che diceva sotto voce all'amico:</p>
+
+<p>&mdash; Questa sera fanno il tarocco in casa Bruni....
+io sarò sola....</p>
+
+<p>&mdash; A rivederci.... &mdash; l'altro rispose.</p>
+
+<p>Ed io corsi subito a casa, e presa la penna scrissi:</p>
+
+<div class="poem">
+<p>«&nbsp;Al chiaror della luna, quando il suono</p>
+ <p class="i2">Dell'armi, nel vicino castel, chiama</p>
+ <p class="i2">I guerrieri, vien, mio diletto, involto</p>
+ <p class="i2">Nel tuo bruno mantel, che mi rammenta</p>
+ <p class="i2">I segreti misteri della notte.&nbsp;»</p>
+</div>
+
+<p>Un altro giorno Tobia corse da me tutto ansante
+per isfogare il suo dispetto contro il parroco, che
+avendolo ricevuto pranzando, aveva osato trinciargli
+sotto al naso un pollo arrosto fumante senza
+dargliene un boccone, e vuotare un intiero fiasco
+<span class="pagenum">[88]</span>
+di vino senza offrirgliene un bicchiere.... Egli declamava
+contro l'avidità del clero, ed io pronto col
+mio Uguccione della Fagiuola ad esclamare:</p>
+
+<div class="poem">
+<p>«&nbsp;Ingorda razza!... che il feroce acciaro</p>
+ <p class="i2">Immergi in petto all'innocente! e bevi</p>
+ <p class="i2">Fino all'ultima stilla il sangue puro</p>
+ <p class="i2">Del mio amico fedel.... forse tu ignori</p>
+ <p class="i2">Ch'io ti guardo fremente... e aspetto il giorno</p>
+ <p class="i2">Della vendetta!...&nbsp;»</p>
+</div>
+
+<p>Uguccione della Fagiuola, non trovando nel mio
+sguardo quelle scintille di sdegno che secondo le
+sue idee avrebbero dovuto accendere un incendio
+al racconto dei casi suoi, andava dicendo in
+paese che io era uno scettico, un uomo senza cuore,
+un cervello balzano, un enigma vivente!</p>
+
+<p>Così cavando dei versi tragici dalla prosa slombata
+del villaggio, osservando col microscopio gli
+omuncoli del mio tempo e vestendoli all'antica, io
+passai il primo inverno, col corpo in Valtellina, col
+pensiero nel medio evo, col cuore a Milano; diviso
+in tre parti, una che tremava dal freddo sotto le
+Alpi, l'altra sepolta fra le tenebre del passato, la
+migliore che, accovacciata alla finestra di mio zio
+canonico, aspettava il bacio della contessa Savina.</p>
+
+<p>Finalmente venne la primavera, e coi tiepidi aliti
+dell'aprile io sentii nel mio cuore innalzarsi anche
+la temperatura dell'amore, assopito sotto le nevi
+del verno.
+</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum">[89]</span></p>
+
+<h2><a name="VIII" id="VIII"></a>VIII.</h2>
+
+<p>Chi nega l'influenza della primavera sull'amore
+non ha mai studiato la natura, e vivendo in un
+mondo artificiale non ha mai sentito il profumo
+delle prime mammole rifiorire nel suo cuore le aspirazioni
+alla suprema felicità. Colui che schiude il
+suo cuore nella stagione del gelo, ha vissuto certamente
+nell'atmosfera artificiale delle conversazioni,
+dei balli e dei teatri, e come una pianta esotica in
+serra calda ha fiorito precocemente per effetto dei
+caloriferi. Ma nel libero regno delle montagne, dei
+campi e dei mari, gli animali e i vegetali sono soggetti
+agli stessi fenomeni, dipendono dagli stessi
+agenti, subiscono la stessa influenza delle evoluzioni
+del globo. E quando nelle belle sere d'inverno si
+passeggia solitari al chiaro di luna per le strade
+deserte, mentre la brezza notturna forma delle stalattiti
+di ghiaccio sulle grondaie con l'acqua sgocciolata
+dalle nevi del tetto, quando la brina gelata
+sugli alberi li fa sembrare coperti di candida ciniglia,
+quando spira dalle gole dei monti quel zeffiretto
+del polo a dieci gradi sotto lo zero, che solidifica
+le cascate, io sfido qualunque innamorato lontano
+dalla sua bella, a non sentirsi il cuore indurito
+e la punta del naso rossa.</p>
+
+<p>Invece quando il nostro pianeta si avvicina all'equinozio
+di primavera, e le nevi si sciolgono sui
+<span class="pagenum">[90]</span>
+monti gonfiando i torrenti, e la terra e gli alberi
+si vestono di fiori come per celebrare il risveglio
+della natura, si sente il sangue scorrere più rapido
+per le arterie, il cuore battere più forte, il cervello
+espandersi in soavi pensieri. In tale epoca io pure
+sentii farsi maggiore l'attrazione della lontana finestra
+del palazzo Brisnago.</p>
+
+<p>Era magnetismo?... non saprei dirlo, ma era un
+fatto in armonia col resto della natura: il risveglio
+del mio cuore si trovava all'unisono con quello delle
+piante; e alla sera, scartabellando l'<i>Ortolano dirozzato</i>,
+mi son trovato d'accordo colla fioritura delle
+carote.</p>
+
+<p>Mio zio canonico mi scriveva regolarmente ai quindici
+d'ogni mese, senza mai alterare d'un giorno
+l'epoca precisa della sua corrispondenza periodica.
+Le sue lettere occupavano una pagina e un quarto
+di foglio, e credo anche che avessero lo stesso numero
+di linee. Il giorno 13 aprile ho ricevuto una
+sua lettera. Giorno nefasto! Al solo vederla mi si
+drizzarono i capelli sulla fronte. Era impossibile
+che mio zio avesse anticipato due giorni la sua corrispondenza
+mensile, senza un grave motivo. Apersi
+la lettera con mano tremante, essa portava un poscritto;
+un'altra novità minacciosa!... Nel poscritto
+l'occhio mi corse subito sulla parola «&nbsp;Savina&nbsp;». Mi
+appoggiai al muro per non cadere, e lessi: «&nbsp;Questa
+mattina, nella chiesa di S. Babila, venne celebrato
+solennemente il matrimonio della signora contessa
+Savina di Brisnago col signor conte Azzone di Montegaldo&nbsp;».</p>
+
+<p>Il foglio mi sfuggì dalla mano, dovetti sedermi,
+appoggiai la testa sullo scrittoio, e rimasi lungamente
+sbalordito, come allo scoppio d'un fulmine!...
+Addio bei sogni della primavera che sorridevano
+<span class="pagenum">[91]</span>
+ai miei pensieri, che illuminavano la mia mente
+come il sole che sorge i fiori sul prato! Addio speranze
+di supreme gioie!... addio fede nell'amore della
+donna! addio vane illusioni giovanili!... Ecco il primo
+disinganno... e il più amaro!... Ah! mio zio aveva ben
+ragione di ridere delle mie stolte pretese!... o vanità
+delle vanità!... Io aveva creduto agli sguardi d'una
+fanciulla, come si crede alla santità d'un giuramento...
+ma quegli sguardi non erano che un inganno!...
+il profumo d'un fiore che esala i suoi aromi, che imbalsama
+l'aria, che inebbria e svapora!... Io avevo
+creduto sentire una voce arcana che mi parlasse
+d'amore... e non era altro che l'eco del mio cuore!...
+Io aveva sognata una vita di paradiso, ove l'amore
+era melodia di due anime, che come due arpe unissone
+mandano lo stesso suono!... Ahimè! vane illusioni
+dello spirito umano, che confonde i desiderii
+colla amara realtà!... le due arpe dopo un soave preludio
+ruppero l'incanto &mdash; una ha stonato!... Rotta l'armonia
+succedeva nel mio cervello un caos di suoni
+discordi, rauchi, reboanti, che mi davano il capogiro.</p>
+
+<p>Per raccapezzarmi ripresi la lettera di mio zio, e
+rilessi quelle parole fatali, come l'annunzio funebre
+del mio cuore.... esso era morto!... morto.... ucciso a
+tradimento!... da chi?... da chi?... chi ha ucciso crudelmente
+il mio cuore?... chi l'ha ucciso? io chiedeva &mdash; come
+un giudice inquisitore che cerca un
+assassino &mdash; chi ha ucciso il mio cuore?...</p>
+
+<p>Una voce misteriosa mi rispondeva: &mdash; la contessa
+Savina!... La contessa Savina?... impossibile! quell'angelo
+di bontà!... il sorriso della mia vita!... il
+raggio della mia aurora!... l'immagine soave della
+dolcezza... l'espressione sincera e profonda del primo
+affetto!... impossibile, quella divina creatura non è
+capace d'uccidere un cuore.... un cuore che l'adora....
+<span class="pagenum">[92]</span>
+che confida nel suo amore!... essa non è capace d'un
+tal delitto contro natura!... essa mi ama.... io lo
+sento.... sì, quella voce arcana che parlava al mio
+cuore era la sua.... no, non era un'eco del mio cuore,
+era l'espressione della sua anima ingenua.... che si
+sentiva spinta da un impulso ineffabile ad incontrarsi
+coll'anima mia!</p>
+
+<p>Chi ci ha divisi?... Essa non è colpevole... essa è
+una vittima al pari di me!... Chi ha dunque ucciso
+i nostri cuori innocenti? Chi ha imposto l'atroce
+sacrifizio?.. ove sono dunque gli assassini?...</p>
+
+<p>Io mi scontorceva nelle convulsioni, mi strappavo
+i capelli come un disperato! Ho passato ore spaventose
+chiedendo conto alla società della sua fellonia,
+poichè essa mi rapiva ciò che la natura mi
+aveva dato.</p>
+
+<p>Ah, nell'abbattimento della stanchezza, quando
+la calma della prostrazione succedette alla lotta
+del cuore, meditando sulle umane sorti... ho trovato
+gli assassini!... sì, li ho trovati. &mdash; Sono i
+milioni... quei maledetti milioni... quei miserabili
+milioni che, affluendo nelle casse forti dei Brisnago,
+incatenano quella fanciulla alla schiavitù, la sottomettono
+al loro dominio dispotico, la obbligano a
+rinunziare agli impulsi della natura, alle aspirazioni
+del cuore, ai desiderii dell'anima, per trascinarla
+alle gemonie dei ricchi, sulla strada fatale
+prescritta dalla sorte, condotti alla perdizione a
+quattro cavalli, lacerando i loro cuori, e gettandone
+i frammenti ad altri milionari, al pari di loro
+costretti dalla necessità a seguire le stesse vie, a
+formare delle famiglie senza inclinazioni naturali,
+senz'anima, senza amore... maledetti, miserabili, vili
+milioni!...</p>
+
+<p>Gli abbaiamenti persistenti e reiterati di Bitto
+<span class="pagenum">[93]</span>
+arrestarono il delirio del mio cervello esaltato,
+e la Rosa entrando nella stanza mi annunziò la
+visita del mugnaio <a name="tn93" id="tn93"></a>Zaccheo, che voleva assolutamente
+parlarmi.</p>
+
+<p>&mdash; Non sono in caso di parlare con nessuno!... dite
+al mugnaio....</p>
+
+<p>Ma il mugnaio, che l'aveva seguita con insistenza,
+forzava la consegna, e mi si presentava mio malgrado
+sulla porta, col suo cappello a larghe falde,
+le vesti e il volto infarinati come un pagliaccio.</p>
+
+<p>Era impossibile evitarlo; dovetti subirlo.</p>
+
+<p>&mdash; Venite avanti, &mdash; gli dissi.</p>
+
+<p>&mdash; Signor maestro, scusi il disturbo, ma in due
+parole mi sbrigo.... Siamo al quarto sacco di farina....
+e avrei assoluto bisogno che me ne pagasse
+l'importo.</p>
+
+<p>&mdash; Capisco, avete ragione, ma oggi mi è impossibile
+soddisfarvi.... Aspetto del denaro da Milano;
+quando mi sarà giunto vi pagherò....</p>
+
+<p>&mdash; Mi dispiace, ci avevo contato sopra... l'ultima
+volta che sono venuto a trovarla mi aveva promesso
+il pagamento pei primi del mese... siamo alla metà...
+ho anch'io le mie spese....</p>
+
+<p>&mdash; Avete ragioni da vendere... ma un povero maestro
+non ha il diritto di battere moneta.... Se non ne
+ho, non ne ho... non c'è rimedio....</p>
+
+<p>&mdash; Pazienza... pazienza... &mdash; ripeteva il mugnaio
+con impazienza, &mdash; ma siamo povera gente, l'aspettare
+ci molesta... tuttavia se oggi non può pagarmi,
+ritornerò domani....</p>
+
+<p>&mdash; Domani!.. domani! potrebbe darsi che domani
+fossi nel caso d'oggi, in ventiquattr'ore non si fanno
+miracoli... diamine! per quattro sacchi di farina...
+non avete dunque fiducia nella mia onestà?...</p>
+
+<p>&mdash; Ma che cosa dice? s'immagini!.. le domando
+<span class="pagenum">[94]</span>
+scusa... se non si fosse povera gente... se non ne
+avessi proprio bisogno, non sarei venuto a disturbarla....</p>
+
+<p>&mdash; Abbiate un po' di tolleranza per alcuni giorni...
+verrò io stesso al molino a soddisfare il mio debito....</p>
+
+<p>&mdash; Non s'incomodi per questo... io passo due volte
+al dì, e non mi disturba fermarmi....</p>
+
+<p>&mdash; Verrò io stesso, vi ripeto... fra pochi giorni...
+ve lo prometto....</p>
+
+<p>&mdash; Come crede... dunque mi raccomando....</p>
+
+<p>&mdash; Siamo intesi... che Dio vi benedica... e che il
+diavolo vi porti, mormorai fra i denti, quando quell'importuno
+se ne andava, e mi lasciava finalmente
+tranquillo.</p>
+
+<p>E ritornato solo ripeteva fra me:</p>
+
+<p>&mdash; Quattro sacchi di farina di debito, e non ho
+un soldo in saccoccia!... io mangio il pane a credito,
+molestato dal mugnaio... e chi sa quanto denaro
+si sarà sprecato nei fiori e nei bomboni...
+per celebrare le nozze... senza amore... della contessa
+Savina!...</p>
+
+<p>Maledetti milioni!... sono la rovina del genere
+umano... la rovina di chi li ha... e di chi non li ha!...</p>
+
+<p>E ripensavo al mugnaio che, gettandomi in faccia
+i suoi quattro sacchi di farina, mi faceva vedere
+più chiaramente la mia posizione!... Io era un uomo
+assurdo!... un uomo che nell'amore non vedeva che
+la donna, senza guardarsi in saccoccia!... un uomo
+che si permetteva un affetto... senza farina!... con
+una donna milionaria!... un cieco che aspirava alla
+luce... senza chiederne il prezzo alla direzione del
+gas!... Un aspirante a diventar milionario, senza
+saperlo... che adora un angelo, e si trova davanti
+una barricata di milioni!... &mdash; Miserabile!.. la società
+<span class="pagenum">[95]</span>
+si burla di tali insanie, essa mi avrebbe chiamato
+ambizioso, avido, ingannatore, astuto... ed io non
+sono che un imbecille!... che credeva all'amore ideale,
+segreto, ignoto, misterioso, imprevidente, senza altre
+aspirazioni che d'uno sguardo... senza altro desiderio
+che d'un bacio... l'amore per l'amore... imbecille!...</p>
+
+<p>Forse, nell'assurda ingenuità del mio spirito,
+avrei trovato naturale che una moglie milionaria
+pagasse un po' di farina al marito povero!... quale
+aberrazione! il superfluo che provvede il necessario!...
+La società condanna severamente tali aspirazioni!...
+Meno male ch'io non ci aveva pensato, e
+davanti la mia coscienza era innocente. Ma il mondo
+non lo avrebbe creduto. Il mondo avrebbe creduto
+il mio amore un pretesto, e vero scopo i milioni;
+e la società crede che lo sposo ricco domandi
+la mano della fanciulla pei suoi begli occhi? È
+tutto il contrario che è vero... ma andate mo' a
+dire alla gente che un povero diavolo può innamorarsi
+d'una ricca signora senza ambizione. Nessuno
+gli presterebbe fede. Così vuole il mondo che
+l'oro vada sopra l'oro, e i cenci e la miseria si
+mettano insieme. Questi sono i matrimoni bene
+assortiti. Il mio amore mi conduceva direttamente
+all'infamia!.. la società non mi avrebbe mai perdonato
+di diventar milionario senza averci pensato;
+mio zio mi aveva mostrato il precipizio, ma io camminava
+cogli sguardi rivolti al cielo, io non vedeva
+che in alto, la mia stella, e la terra col suo fango
+sfuggivano alla mia vista!</p>
+
+<p>Quel mio primo amore, ingenuo, fervente, celeste,
+non è stato che un viaggio aereo. La punta d'uno
+spillo aveva forato il globo che mi trasportava in
+aria, il gas era uscito dal forellino, io era precipitato
+al suolo, restando morto sul colpo!.. morto!
+<span class="pagenum">[96]</span></p>
+
+<p>&mdash; Meglio così! &mdash; esclamai, &mdash; tutto è perduto,
+meno l'onore.</p>
+
+<p>Ma se l'anima è volata all'empireo, la materia
+rimane. Eccomi ancora al mondo senz'anima. Eccomi
+solo davanti la nuda realtà, solo!... in un
+mondo scellerato... in mezzo a quattro sacchi di
+farina da pagarsi... e colla borsa vuota. &mdash; Senz'anima
+e senza denaro!.. solo!.. quale parola spaventosa!...</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="IX" id="IX"></a>IX.</h2>
+
+<p>Bitto, venendomi incontro con aria carezzevole,
+con mille affettuose dimostrazioni, guardandomi
+co' suoi grandi occhi pietosi, girandomi d'intorno,
+fregandosi alle mie gambe, e lambendomi le mani,
+pareva mi accusasse d'ingratitudine verso la sua
+razza, e mi dicesse: &mdash; Non diffidare della vita, gli
+uomini sono egoisti, le donne sono leggiere... ma i
+cani sono fedeli!...</p>
+
+<p>Uscimmo insieme come due veri amici che non
+si abbandonano nel dolore, e intendono dividere le
+amarezze della vita. Vagando pel villaggio, io dissimulava
+agl'indifferenti la burrasca che mi agitava
+tutte le passioni dell'animo. Il mio cuore, ch'io
+credeva morto, non era che ferito mortalmente, e
+dava dei guizzi turbinosi, come una balena moribonda
+che si rotola nelle convulsioni, e intorbida
+la profondità dell'oceano, mentre la superficie ne
+<span class="pagenum">[97]</span>
+rimane tranquilla. Guai però al bastimento che naviga
+in quei paraggi! mentre scorre a piene vele
+in un mare senz'onde e sotto un cielo sereno, la
+balena con uno slancio supremo s'innalza dal fondo
+e manda in aria la nave. Toccava al dottore il rappresentare
+la parte del bastimento. L'incontrai per
+via, che andava a fare le sue visite, colla sua aria
+soddisfatta di sè stesso e del mondo. Il suo miele
+mi fece sembrare più amaro il mio assenzio. Mi
+arrestò per raccontarmi i suoi trionfi. Il momento
+era cattivo, anzi pessimo.</p>
+
+<p>&mdash; Sentite, &mdash; mi disse, &mdash; un bel caso d'alienazione
+mentale.</p>
+
+<p>&mdash; Un bel caso!...</p>
+
+<p>&mdash; Sì, un caso di pazzia furiosa... con assalti convulsi
+da rompere le corde più grosse, superando le
+forze riunite di quattro guardiani....</p>
+
+<p>&mdash; Un bel caso!</p>
+
+<p>&mdash; Bellissimo. Sangue, doccie e deprimenti... ho
+potuto domarlo... abbatterlo... risanarlo... non si
+muove più dal suo letto... è tranquillo come un
+fanciullo....</p>
+
+<p>&mdash; Lo credo bene, se lo avete svenato!</p>
+
+<p>&mdash; Non fa niente, il sangue ritorna... ma la pazzia
+è svanita. Figuratevi che il pover'uomo s'era fissato
+in mente d'essere un Dio!...</p>
+
+<p>&mdash; E voi lo avete guarito! &mdash; io esclamai.</p>
+
+<p>&mdash; Guarito perfettamente, &mdash; soggiunse con albagia.</p>
+
+<p>&mdash; Ebbene! &mdash; io gli dissi, &mdash; il matto siete voi!...</p>
+
+<p>Il dottore rimase per un istante sbalordito, poi
+mi fissò in faccia con due occhi di civetta, e fattosi
+tutto rosso, alzò la testa, e m'interrogò come un
+giudice alle assisie:</p>
+
+<p>&mdash; Che cosa intendete dire?...
+<span class="pagenum">[98]</span></p>
+
+<p>&mdash; Intendo dire che colui che d'un Dio ha fatto
+un uomo, è un malfattore. Voi avete trovato un
+essere felice, e ne avete fatto un disgraziato, un
+meschino. L'uomo non è realmente che quello che
+crede di essere. Tutte le umane felicità non sono
+che sogni! Chi risveglia l'uomo felice non è che un
+idiota o un briccone!... La vostra scienza non è che
+malvagità.... La vostra pretesa guarigione non è
+che un'insania. Dunque adesso avrete inteso che
+cosa ho voluto dire. Il sapiente è scomparso, il
+vostro trionfo non è che una corbelleria, avete fatto
+un infelice di più, ecco la vostra opera... il matto
+sussiste sempre... è colui che d'un Dio ha fatto un
+uomo... il matto siete voi!... Ad ognuna delle mie
+frasi, il medico dava uno sbalzo, e i suoi occhi mi
+fulminavano.</p>
+
+<p>&mdash; Signor Daniele Carletti?...</p>
+
+<p>&mdash; Signor Marco Canziani?...</p>
+
+<p>&mdash; Voi avete bisogno d'un salasso... non vi dico
+altro... i vostri occhi sono iniettati di sangue, la
+vostra ragione vacilla... la vostra vita è in pericolo....</p>
+
+<p>&mdash; Andate al diavolo... voi... i vostri salassi... e
+la vostra pazzia!.. ma lasciate dunque vivere e
+morire in pace la gente, abbiate un po' di rispetto
+per l'umanità sofferente che vi serve di zimbello.
+Risanate voi stesso della vostra mania, della vostra
+presunzione, che vi spinge a credere di dar vita alle
+vostre vittime. Voi non siete che un flagello sociale,
+la malattia delle malattie, il tiranno della
+natura... che vi rinnega. Vero tiranno in carne ed
+ossa, coll'eroismo di meno, e il ridicolo di più!...
+Un povero tiranno in caricatura, coi solini inamidati,
+il cappello a cilindro, i ciondoli dell'orologio
+che battono sulla pancia l'ora perpetua della dabbenaggine!
+<span class="pagenum">[99]</span>
+Un vero matto che intende guarire i
+matti felici, ed è più matto di loro... mille volte più
+matto di tutti!...</p>
+
+<p>La balena aveva dato il suo balzo alla superficie.</p>
+
+<p>Il dottore, barcollante come un naviglio che sta
+per affondare, mi faceva veramente pietà. Lo piantai
+sulla strada, in quella posizione disastrosa, e ritornando
+sui miei passi rientrai in casa; dissi alla
+Rosa che un urgente affare mi obbligava a partire
+sul momento, che non sapevo quando sarei ritornato,
+e camminando rapidamente, per non rispondere
+alle sue inquiete interrogazioni, sempre in
+preda d'una grande esaltazione, mi misi a correre
+pel villaggio, seguito dal cane, e presi un sentiero
+che s'inerpicava sui monti.</p>
+
+<p>Gli uomini m'erano venuti in uggia, le donne in
+odio, la società mi faceva paura, io correva in cima
+alle Alpi colla speranza di trovare una tribù d'orsi
+fra i quali potessi eleggere domicilio, e vivere in
+pace e libertà. Il silenzio e la solitudine delle montagne
+erano i soli farmachi convenienti ai miei
+mali. L'Alpe è opportuna a tutte le vittime umane,
+ai rejetti ed ai profughi, ai derelitti che piangono,
+agli innamorati nell'abbandono, che cercano delle
+scene corrispondenti all'immensità dei loro dolori.
+Lo spettacolo che presentano i secoli accumulati
+davanti i grandi fenomeni geologici rende più tollerabile
+ogni affanno mortale, i disinganni della
+politica, dell'ambizione, dell'amore, l'ingratitudine
+della patria e dell'innamorata. In cima delle montagne
+anche i molluschi diventano fossili, il tempo
+e l'alito delle ghiacciaie possono forse pietrificare
+anche il cuore. Così pensando io vagava per le
+cime deserte, cercando la mia tribù degli orsi per
+diventare selvaggio. Non trovai che pastori, i quali,
+<span class="pagenum">[100]</span>
+pascolando gli armenti come gli antichi patriarchi,
+viveano in solitudine e in contemplazione davanti
+le opere più sublimi della natura. Mi sedetti con
+loro, guardando in silenzio l'orizzonte lontano che
+si perdeva nella nebbia, e si confondeva col cielo.
+La natura parla un linguaggio che calma l'anima
+esagitata, e consola gl'infelici con sublimi ispirazioni.</p>
+
+<p>L'acre sentore delle piante alpine sembra assopire
+i dolori morali, come i loro succhi sanano le
+ferite.</p>
+
+<p>Vagai lungamente in quei deserti col mio povero
+Bitto, riposandomi all'ombra aromatica dei boschi,
+dormendo sulle foglie secche, assopito dal suono
+monotono delle cascate, risvegliato dal fischio acuto
+degli uccelli di rapina, cibandomi di latte e pane
+inferigno nelle capanne dei pastori. Ma l'uomo non
+è fatto per vivere lungamente ramingando nella
+solitudine; la società lo reclama, il suo destino lo
+condanna a lottare co' suoi simili, ad impiegare le
+sue forze per il bene comune. Tali saggie riflessioni
+mi vennero suggerite dalla cura debilitante del
+latte, che raccomando caldamente a tutti i giovani
+innamorati senza speranze.</p>
+
+<p>Ritornai a casa, sfinito dalla fatica e dalla fame;
+gli innamorati che hanno perduto l'appetito possono
+tentare una salita sul Monviso o sul Monte
+Rosa con molta probabilità di riacquistarlo.</p>
+
+<p>Appena rientrato in casa, la fantesca mi disse che
+il farmacista, venuto per parlarmi, era ritornato più
+volte per sapere se fossi di ritorno, mostrando gran
+bisogno di vedermi il più presto possibile, e dichiarando
+che mi aspettava con impazienza.</p>
+
+<p>Ma io mi trovava nell'assoluta necessità di rimettere
+le forze esauste con qualche alimento sostanzioso:
+<span class="pagenum">[101]</span>
+ordinai alla Rosa di farmi da pranzo, e rimisi
+ad altro momento la visita alla farmacia. Dopo
+pranzo sentii il bisogno d'un liquido corroborante,
+che in casa mi faceva difetto, e andai a cercarlo
+dove sapevo che i bevitori più intelligenti del paese
+lo trovavano eccellente. Mi rammentavo benissimo
+che anche a Como avevo trovato un valido conforto
+ai miei affanni amorosi nel fondo d'una bottiglia;
+e volli ritentarne la prova.</p>
+
+<p>Aprendo la porta dell'oscura osteria, i fumi del
+vino e del tabacco mi resero esitante, e sarei retrocesso
+se la voce rauca d'Uguccione Della Fagiuola
+non avesse pronunciato il mio nome con accento
+di sorpresa.</p>
+
+<p>&mdash; Oh!... oh!... avanti, avanti, caro maestro... non
+abbia paura.... il dottore non è qui.... egli sfugge
+questi luoghi tenebrosi.... venga avanti, l'asilo è
+sicuro....</p>
+
+<p>E tutti ridevano in coro.</p>
+
+<p>Io entrai, ordinai all'oste il vino migliore, e mi
+sedetti sorridendo tranquillamente, come un idiota
+che non capisce nulla di quanto gli succede dintorno.</p>
+
+<p>&mdash; Via da bravo, non faccia il gnorri.... tutti abbiamo
+cara la nostra pelle....</p>
+
+<p>&mdash; Ma di che cosa si tratta? &mdash; io chiesi.</p>
+
+<p>&mdash; Ah! vuol fare proprio il misterioso! ma è
+troppo tardi, caro lei! tutto il villaggio sa che ella
+ha insultato il dottore.... poi è fuggito, per paura
+di un duello!...</p>
+
+<p>E giù tutti d'accordo con una nuova risata.</p>
+
+<p>Allora compresi finalmente l'enigma, balzai in
+piedi d'un tratto, diedi un pugno sul tavolo, e dissi,
+con volto risoluto:</p>
+
+<p>&mdash; Se il dottore è offeso delle mie parole, sono
+<span class="pagenum">[102]</span>
+pronto a dargli qualunque soddisfazione. Io non
+sono mai fuggito in veruna occasione, perchè non
+ho paura di nessuno, e ne sia prova che dichiaro
+vile chi sostiene il contrario, pronto subito a battermi
+con qualunque arma, fosse anche il coltello.
+Invito a levarsi in piedi chi non mi crede!...</p>
+
+<p>Tutti rimasero seduti e in silenzio. Allora io narrai
+semplicemente la mia diatriba col medico, dissi che
+lo credevo abbastanza punito del suo fallo dalle
+mie parole, che ero andato a fare un'escursione sui
+monti, ignorando il resto; che se il dottore non era
+contento, io era disposto a fare a piacer suo quanto
+fosse possibile per soddisfarlo.</p>
+
+<p>Allora pensando alle visite reiterate del farmacista,
+sospettai che avessero qualche rapporto col
+fatto, e pregai l'organista a seguirmi per avere le
+prove delle mie asserzioni.</p>
+
+<p>Egli si rifiutava, ma io insistetti, e dopo d'aver
+bevuto un bicchiere di vino, ci recammo insieme
+alla farmacia. Il farmacista ci raccontò come era
+passata la storia. Dapprima il dottore credeva ch'io
+vaneggiassi, e supponendomi minacciato di congestione
+cerebrale mi propose un salasso; ma poi, ferito
+sul vivo dalle mie risposte impertinenti, se n'era
+offeso altamente, ed esitava sul partito da prendersi....
+in questo punto la balena lo aveva colpito,
+e andò a naufragare in farmacia.</p>
+
+<p>&mdash; È entrato barellando come un briaco!... &mdash; diceva
+il farmacista, &mdash; ed è caduto su questa sedia
+con tale precipitazione, che l'ho creduto colpito
+d'apoplessia. Gli portai subito dell'acqua fresca, volevo
+bagnargli la fronte, egli me lo impedì, e tutto
+ansante mi raccontò le vostre invettive.... a dire
+il vero un po' troppo vivaci!... Poi, &mdash; continuò il
+farmacista, &mdash; mi chiese consiglio sulla condotta da
+<span class="pagenum">[103]</span>
+tenersi. Cercai di calmarlo, gli dissi che siete un
+giovane dabbene, alquanto strano di carattere, ma
+onesto nel fondo, ch'io non dubitavo punto che ogni
+cosa si sarebbe accomodata senza scandali nè rancori.
+Egli si mostrava inquieto, agitato e ripeteva:</p>
+
+<p>&mdash; È un cervello balzano!... è stata una vera provocazione!...
+Chi sa! Avrà forse bisogno di fare una
+prodezza, e mi ha scelto come capro espiatorio....</p>
+
+<p>Questa idea dì capro espiatorio mi ha fatto sorridere;
+il farmacista abbassò gli occhi, e continuò:</p>
+
+<p>&mdash; Esso ha forse sete del mio sangue! &mdash; egli
+esclamava, &mdash; il duello è divenuta una mania del
+giorno, un atto indispensabile per la gioventù alla
+moda.... questi giovinotti milanesi se ne fanno una
+necessità, guai a colui che non ha da vantare una simile
+fanfaronata!... È certo ch'io diventerò il suo trofeo,
+la vittima della sua ambizione.... io sarò assassinato!!... &mdash; Aveva
+gli occhi stravolti, i lineamenti
+alterati, la faccia accesa e il sudore gli grondava
+dalla fronte a goccioloni.</p>
+
+<p>Per tranquillarlo mi incaricai di mettermi di
+mezzo, e terminare ogni cosa senza lesione d'onore
+e senza disgrazie....</p>
+
+<p>&mdash; Andate, andate, &mdash; egli mi diceva, &mdash; cercatelo
+in casa, procurate di raggiungerlo prima che
+nascano ciarle, pettegolezzi, complicazioni.... è un
+esaltato, procurate di abbonirlo.... chiedetegli una
+ritrattazione semplice.... dichiari ch'io non sono
+matto.... che non ha inteso di offendermi.... non domando
+altro che di salvare il decoro.... che mi rispetti,
+ecco tutto.... tutti abbiamo il diritto d'essere
+rispettati.... non gli domando altro.... andate.... andate
+subito.</p>
+
+<p>Corsi a casa vostra, e la Rosa mi disse che siete
+rientrato per un solo momento, molto agitato, inquieto,
+<span class="pagenum">[104]</span>
+annunziandole un viaggio repentino.... impreveduto....
+e che vi siete posto a correre, senza
+nemmeno prendere un sacco da notte.... e non sapeva
+quando sareste di ritorno. Tornai più volte
+per vedere se foste rientrato; ma essa mi ripeteva le
+stesse cose, aggiungendo ogni volta qualche nuova
+espressione d'inquietudine, di dubbio, sulla vostra
+precipitosa partenza, senza indicare nè il tempo
+dell'assenza, nè il luogo.... infatti, a dire il vero, le
+parole della vostra fantesca indicavano piuttosto
+una fuga che un viaggio, ed io era costretto di riferire
+l'avvenuto.</p>
+
+<p>Alla prima ricerca il dottore rimase inquieto e mi
+spinse a cercarvi con maggior attenzione; alla seconda,
+ed alla terza volta il suo ardire si andava
+rialzando, e quando gli comunicai i miei sospetti
+sulla vostra fuga, e le precise parole della fantesca,
+allora ricominciò ad alzare la testa, a parlarmi con
+gravità magistrale, aggiustandosi il solino, rilevandosi
+il ciuffo, mettendo i pollici nello sparato delle
+maniche del vestito, gettando indietro il soprabito,
+soffiando lentamente dalle labbra strette, e pensando
+fra sè stesso se poteva arrischiarsi a proclamare la
+sua indignazione. Finalmente, avvicinandomisi con
+aria misteriosa, ed urtandomi il petto col gomito,
+mi disse:</p>
+
+<p>&mdash; È fuggito!... fuggito... che cosa ne pensate voi? &mdash; soggiunse.</p>
+
+<p>&mdash; Veramente, &mdash; gli risposi, &mdash; tutto lascia supporre
+che sia fuggito!...</p>
+
+<p>&mdash; È fuggito, &mdash; egli ripeteva, alzando sempre più
+la voce, &mdash; è fuggito dalla mia giusta indignazione....
+mi ero ingannato nel giudicarlo, esso è tutt'altro
+che un rodomonte.... esso è un vero vigliacco!... un
+insolente di cattiva lega, che vi getta in faccia l'oltraggio,
+<span class="pagenum">[105]</span>
+e poi si nasconde; ma le cose non possono
+passare così.... non si offende impunemente il dottore
+Marco Canziani.... Il signor maestro Daniele
+Carletti mi ha offeso, esso intendeva evidentemente
+colle sue parole di macchiare il mio onore, e di
+nuocere alla mia riputazione.... io lo sfido all'ultimo
+sangue.... voi siete il mio primo testimonio, trovatene
+un secondo, stendete un processo verbale, e
+constatate il fatto vergognoso e disonorante pel mio
+avversario, che abbandonando il terreno, è fuggito
+vilmente, rendendosi indegno di qualunque ulteriore
+giustificazione....</p>
+
+<p>&mdash; Vi ha detto proprio così?... &mdash; io chiesi al farmacista.</p>
+
+<p>&mdash; Precisamente!... le stesse parole, aggiungendone
+delle altre. Eccoli, &mdash; egli diceva, &mdash; eccoli
+questi giovanotti, che portano la testa alta, che fanno
+i sacripanti coi timidi e i tapini, eccoli come si mostrano
+davanti chi sente la propria dignità, davanti
+chi non tollera ingiurie, ed alza la testa.... fuggono
+come tanti conigli! Caro Gaspare, voi siete stato
+presente alla mia sfida ed alla sua fuga, non ci rimane
+altro da fare che il processo verbale, nel
+quale dovete constatare esattamente i fatti, autenticandone
+le firme. Vi prego di farne varie copie....
+a tutte mie spese; e vi raccomando la verità, &mdash; cioè
+la mia sfida ad oltranza, e la fuga precipitosa
+dell'avversario e basta così. Ora, come vedete, tutto
+è finito; il mondo pronunzierà la sentenza!...</p>
+
+<p>E lasciandomi tale incarico, se ne andò, tutto
+gonfio e pettoruto, a fare un giro pel villaggio, raccontando
+a tutti, con un sogghigno malizioso, la
+provocazione, la sua risposta, e la vostra fuga.... e
+conchiudeva sempre alzando la mano, movendola
+rapidamente; e dicendo: &mdash; scomparso, fuggitivo,
+<span class="pagenum">[106]</span>
+d'ignota dimora.... corre.... corre.... e non si volta
+nemmeno indietro. Tutto il villaggio ne fece le più
+grasse risate....</p>
+
+<p>La condotta del medico aveva reso impossibile
+ogni accomodamento, ed io dichiarai immediatamente
+che una soddisfazione all'onore era divenuta
+indispensabile. Io non era nè un insolente, nè
+uno spadaccino, nè un vigliacco; io aveva una mia
+opinione, e la sosteneva; io dichiarava, che dato un
+uomo che crede essere un Dio, è pazzo colui che gli
+toglie una così beata illusione; io dichiarava stimare
+malefica la medicina che disinganna un uomo felice,
+dichiarava imbecille colui che sostiene il contrario.
+In quanto alla pretesa mia fuga, essa non era stata
+realmente che un'escursione sui monti durante due
+giorni di vacanza, ed ero rientrato nel villaggio
+ignorando le ciarle del dottore e le sue ricerche.
+Che egli alla sua volta aveva offeso gravemente il
+mio onore, il solo bene ch'io possedevo, e intendendo
+di conservarlo con ogni scrupolo, accettavo la sua
+sfida all'ultimo sangue, deciso di mostrargli che si
+è completamente ingannato sul mio conto, ch'io facevo
+pochissimo caso della vita, ed offrivo il mio
+sangue, per sostenere la mia onesta riputazione.</p>
+
+<p>Pregai l'organista Tobia di volermi servire di padrino,
+e gli diedi l'incarico di riferire esattamente
+tali dichiarazioni al dottore, lasciandogli la scelta
+delle armi, a patto che stesse ferma la sfida all'ultimo
+sangue.</p>
+
+<p>Il farmacista si unì a Tobia, e così Ugolino Gonzaga
+ed Uguccione Della Fagiuola si presentarono
+a Lucchino Visconti.
+</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum">[107]</span></p>
+
+<h2><a name="X" id="X"></a>X.</h2>
+
+<p>Il tiranno s'era appena seduto a mensa davanti
+un bel piatto di maccheroni al sugo, s'era cacciato
+nella cravatta un lembo del tovagliuolo per conservare
+illibato da ogni macchia il panciotto; e dalla
+serenità del suo volto traspariva ad evidenza l'uomo
+doppiamente soddisfatto del suo onore.... e dei suoi
+maccheroni.</p>
+
+<p>L'annunzio del mio ritorno gli fece cadere dalle
+mani la forchetta, l'annunzio della mia accettazione
+alla sfida gli strinse la gola come un capestro. Addio
+maccheroni! non gli restava che l'onore da salvare,
+e poteva costargli la vita. Ecco il mio argomento
+sulla pazzia convalidato da un nuovo avvenimento;
+ove è il matto?... È quello che s'illude sul piacere
+di mangiare un piatto di maccheroni, o colui che
+lo richiama alle amare realtà della vita?... Lasciate
+dunque che l'uomo creda nei maccheroni, e non
+fatevi un vanto di lacerare le sue belle illusioni per
+mostrargli la canna d'una pistola o la punta d'una
+spada. Questo avvenimento che condanna la filosofia
+realista, condanna in pari tempo il duello. Il duello
+non prova nulla. Togliete un uomo ai maccheroni
+per darlo in preda alla morte; che cosa avete salvato?...
+l'onore, la verità, la giustizia?... Credere che
+un uomo che abbandona un piatto appetitoso per
+uccidere o restare ucciso possa salvare qualche cosa
+<span class="pagenum">[108]</span>
+è una vera insania, che ripugna al buon senso. Esso
+non può salvar nulla, e può perdere tutto, i maccheroni
+e la vita. Due buone cose, delle quali ognuno
+ha l'obbligo di tener conto, e che pur troppo si
+giuocano sovente per una chimera!... Ma fin che
+dura il pregiudizio sociale del duello, sarà necessario
+lasciare i maccheroni per battersi coll'avversario,
+e quindi il dottore Canziani dovette alzarsi
+da sedere e disporsi al doppio sacrifizio.</p>
+
+<p>Però tale risoluzione gli pesava assai, non si poteva
+decidere, e siccome nelle più gravi sventure
+la speranza è l'ultima che ci abbandona, così un
+raggio di speranza illuminò la sua mente scomposta.
+Egli esaminò con uno sguardo scrutatore i due testimoni,
+e sembrandogli di scorgere sul loro volto
+la calma dell'uomo senza pensieri, si mise a ridere
+cordialmente.... si sedette di nuovo.... aspirò
+con voluttà l'esalazione gastronomica che gli saliva
+dal piatto, e disse:</p>
+
+<p>&mdash; Ho indovinato tutto!... è uno scherzo!...</p>
+
+<p>Anche la calma dei testimoni lo aveva illuso; i
+testimoni sono sempre sereni, essi non hanno nulla
+da perdere, nè l'onore, nè la vita, nè i maccheroni.
+Ed essi dovettero rispondergli:</p>
+
+<p>&mdash; Dottore carissimo, non si tratta di scherzi, ma
+di pura verità, e pur troppo d'una verità molto
+seria; &mdash; e Tobia soggiunse:</p>
+
+<p>&mdash; Ella ha accusato di viltà il maestro, lo ha reso
+ridicolo a tutto il villaggio, lo ha sfidato all'ultimo
+sangue. Simili provocazioni non si possono accomodare;
+favorisca dunque di seguirci in un luogo più
+opportuno per convenire sulle condizioni.</p>
+
+<p>Allora il tiranno, assumendo una posa tragica, si
+alzò, e dimenticando di togliersi il tovagliuolo, si
+mise a declamare sulla inopportunità di tali pretese.
+<span class="pagenum">[109]</span></p>
+
+<p>&mdash; È troppo tardi!... &mdash; egli diceva dimenandosi
+furiosamente ed agitando il tovagliolo che gli scendeva
+sul petto. &mdash; È troppo tardi!.. il termine fissato
+da ogni convenienza è trascorso, il processo
+verbale è redatto e firmato in pieno ordine, l'ho
+aspettato abbastanza l'avversario, il tempo utile
+per ogni reclamo è trascorso, gravi occupazioni
+umanitarie reclamano le mie cure, e non posso nè
+devo trascurare i doveri del mio stato per secondare
+un capriccio.... &mdash; e si agitava furiosamente,
+guardando di sbieco i maccheroni, che svaporavano
+e diventavano freddi.</p>
+
+<p>Tobia alzava le spalle con impazienza, e quando
+il dottore finì di parlare, gli rispose:</p>
+
+<p>&mdash; Questa volta la prescrizione del medico non
+ha valore, è affatto arbitraria, è priva di diritto.
+Nessuna legge, nessuna abitudine, nessuna convenzione
+ha mai limitato il tempo di chiedere riparazione
+a chi ha ricevuto un oltraggio. Il maestro
+ignorava la sfida e le offese che la accompagnarono:
+appena di ritorno da una escursione, vedendo
+che tutti gli ridono in faccia ne domanda la cagione,
+e viene a scoprire la calunnia che lo rese
+ridicolo. Egli non ha perduto un istante di tempo,
+ci ha mandati ad avvertirla che non solo accetta
+la sfida, ma esige che il duello abbia luogo in modo
+tale da risarcire interamente il suo onore.</p>
+
+<p>Il dottore indispettito, non sapendo come sfuggire
+alla posizione nella quale s'era collocato per
+imprudenza, si strappò con impeto stizzoso il tovagliolo,
+ed alzando la destra in tono tragico
+esclamò:</p>
+
+<p>&mdash; Poichè si esige assolutamente del sangue, ebbene
+sia!... non la giustizia, ma la sorte deciderà
+della vita d'un uomo... e forse d'un innocente assalito
+<span class="pagenum">[110]</span>
+sulla pubblica via, colle ingiurie più scandalose... &mdash; e
+aprendo la porta che metteva al suo
+studio, accennò ai testimoni che volessero entrare.</p>
+
+<p>&mdash; Oh Dio!... Oh Dio!... vogliono assassinare mio
+marito!... &mdash; si mise a gridare la signora Pasquetta,
+che fino a quel momento aveva assistito a quella
+scena, muta e sbalordita... &mdash; Oh Dio! Gaspare...
+per amore del cielo... oh Tobia!.. calmateli, fate la
+pace....</p>
+
+<p>Tobia la guardava impassibile sulla porta, il medico
+uscì mettendosi le mani nei capelli, e la signora
+Pasquetta si precipitò nelle braccia del farmacista,
+che procurava invano di calmarla....</p>
+
+<p>&mdash; Gaspare!.. salvatelo... salvate la sua vita!.. è
+vostro dovere!.. voi sapete ch'egli è innocente... è
+una vittima della sua debolezza.., è un uomo tranquillo...
+pacifico... che non ha mai preso un'arma
+in mano... Gaspare... la vita di mio marito è nelle
+vostre mani.</p>
+
+<p>Tobia mi ha confessato poi che quella scena di
+una ribelle, perorante in favore della legittimità
+nelle braccia dell'usurpatore, sorpassò la commedia
+dei maccheroni.</p>
+
+<p>&mdash; Belle scene! comiche tutte due! &mdash; egli mi ripeteva;
+ma la fisonomia del farmacista superava ogni
+aspettativa. È vero che il disinganno del medico
+davanti i maccheroni fumanti aveva il suo valore,
+ma il disinganno dell'innamorato davanti l'affetto
+coniugale che si risveglia nel pericolo, destava un
+grande interesse morale!... Io stava per iscoppiare
+dalle risa, quando la cuoca, attirata dal rumore,
+entrò nel tinello, proprio in tempo opportuno per
+ricevere fra le sue braccia la padrona svenuta.
+Abbiamo colto il momento favorevole per entrare
+nello studio del medico. Egli ci attendeva nell'attitudine
+<span class="pagenum">[111]</span>
+d'un uomo deciso... a risparmiar la pelle.
+Volle dapprima mostrarsi pronto ad ogni estremità,
+dicendo:</p>
+
+<p>&mdash; Poichè si esige assolutamente ch'io uccida un
+uomo... ebbene, l'ucciderò!...</p>
+
+<p>&mdash; Uno più, uno meno, non fa gran caso!... &mdash; rispose
+Tobia....</p>
+
+<p>Il medico, nuovamente colpito da questo dardo
+fulminava l'organista con isguardi di fuoco... poi
+tentando una nuova scappatoia, saltò su a dire:</p>
+
+<p>&mdash; E che cosa farebbe quel signorino se io mi
+rifiutassi di prestarmi ai suoi capricci... che lo espongono
+a commettere un delitto... e ad essere condannato
+in prigione per omicidio?...</p>
+
+<p>&mdash; Che cosa farebbe! &mdash; soggiunse Tobia, &mdash; le
+darebbe uno schiaffo in pubblico!...</p>
+
+<p>Il dottore diede un balzo, poi, gettandosi violentemente
+sopra Tobia! voleva metterlo alla porta.</p>
+
+<p>&mdash; Insolente!... provocatore!... &mdash; egli esclamava, &mdash; siete
+voi colla vostra lingua di vipera che mettete
+tutto il paese in iscompiglio... voi colle vostre
+punture... colle maldicenze... colle calunnie, che
+spargete il veleno nelle famiglie tranquille, che
+aizzate le collere, che esagerate le offese... che
+inventate mille fandonie per suscitare le discordie
+ed accendere gli animi alla vendetta. Voi siete la
+peste del paese!...</p>
+
+<p>A tali parole Tobia, che tremava per la bile
+concentrata, non potè più reggere, gettò lungi il
+lungo cappello a cilindro che faceva girare nelle
+mani convulse, si alzò in due tratti le maniche
+che gl'ingombravano i polsi, e alzati i pugni in aria
+si slanciò verso il medico. Esso erasi rifugiato dietro
+ad un tavolo; il farmacista fermò l'assalitore per le
+spalle, e nell'impeto della lotta caddero per terra
+<span class="pagenum">[112]</span>
+con gran rumore le sedie, i libri, il calamaio, e
+tutti gli oggetti circostanti. Fu un tafferuglio del
+diavolo, che durò alcuni minuti. A quanto mi si
+raccontò, Uguccione Della Fagiuola era divenuto
+una iena, Lucchino Visconti un serpente a sonagli
+ed Ugolino Gonzaga si trovava trasformato in
+domatore di belve feroci, le quali avevano ridotto
+lo studio del dottore in una gabbia; l'organista
+voleva battere il tempo sulla testa del medico,
+e questi voleva cavar sangue per forza all'avversario.
+Il farmacista, privo d'ogni mezzo terapeutico
+per deprimere quelle convulsioni, non trovava
+al momento altro rimedio pratico all'infuori
+di quello di batterli tutti e due e menava colpi
+a dritta ed a sinistra per dividere i contendenti.</p>
+
+<p>Ci volle tempo e fatica per raggiungere lo scopo.
+La musica dell'avvenire è meno fragorosa di quella
+che sonava l'organista, la medicina antiflogistica
+è più mite di quella che voleva esercitare il medico
+sull'avversario.</p>
+
+<p>&mdash; Ammazzatevi in nome di Dio!... ma da galantuomini, &mdash; gridava
+il farmacista; &mdash; non è lecito
+rompersi la testa a pugni, il decoro esige che gli
+uomini onesti si sbudellino colle regole cavalleresche;
+cessate dunque dalle ceffate e dai cazzotti e
+usate le armi più nobili!... &mdash; Tobia abbrancava
+un dizionario per rompere la testa al medico.... &mdash; Alto!...
+ferma!... gridava il farmacista, arrestando
+il braccio furioso dell'assalitore... urlando
+con quanto fiato aveva in gola: rispettate la casa,
+rispettate l'ospitalità, ascoltatemi, uccidetevi in
+regola, a tempo e luogo opportuni.... Finalmente
+con improba fatica potè calmare quei furibondi e
+dividerli.</p>
+
+<p>Ridotti in due angoli opposti, si guardavano in
+<span class="pagenum">[113]</span>
+cagnesco, quando Gaspare nel mezzo, alzando le
+braccia minacciose verso entrambi, pronunciò la
+sentenza finale: &mdash; Capisco che ogni conciliazione
+è divenuta impossibile... ma cessi ogni lotta ignobile,
+e si porti lealmente sul terreno ogni questione
+per finirla con decoro ed onore. Allora di comune
+accordo vennero fissate le condizioni del duello, e
+scelte le armi. Tobia troverà un altro testimonio
+pel maestro, Gaspare un secondo padrino pel medico.
+Dopo il primo duello si potrà vedere se ci sarà
+motivo per un secondo assalto fra il medico e Tobia;
+per ora non si parli che del primo scontro. L'ora?...
+domattina, al levar del sole. Il luogo?... il prato
+delle quercie dietro il cimitero. Le pistole di misura
+normale, a quindici passi di distanza, col diritto di
+tirare a volontà, e di avanzarsi per iscaricare le
+armi, anche a bruciapelo.</p>
+
+<p>Poichè il dottore ebbe accettate tutte le condizioni,
+i due padrini vennero a farmi la relazione dell'affare
+conchiuso, narrandomi esattamente i più
+minuti particolari di quell'episodio tragico-comico,
+finito con alcune contusioni da ambe le parti, che
+precedevano gli ulteriori ferimenti, come l'antipasto
+il banchetto!</p>
+
+<p>Ascoltai con amarezza il racconto di quelle scene
+volgari, che incominciando la lotta con assalti villani,
+toglievano al duello il carattere cavalleresco
+che solo può renderlo tollerabile. Ma come fare?...
+Non toccava a me decidere quanto i costumi grossolani
+del villaggio avessero pregiudicata la questione
+rendendola ridicola. Io poteva soltanto deplorare
+la sorte che mi condannava a subire una legge
+assurda in sè stessa, resa affatto inconveniente
+dalle circostanze. Ma non mi era possibile ritirarmi
+senza far ricadere sopra di me solo i torti altrui.
+<span class="pagenum">[114]</span>
+Ho dunque accettate tutte le condizioni senza commenti,
+approvando l'incarico assunto dai due primi
+testimoni, da completarsi, trovando gli altri due
+che mancavano.</p>
+
+<p>Era già notte avanzata quando fui lasciato solo,
+e mi restavano poche ore per giungere al momento
+fissato di trovarci sul terreno.</p>
+
+<p>Mi gettai vestito sul letto pensando ai casi miei
+e confesso ingenuamente d'aver passato una pessima
+notte. Il matrimonio della contessa Savina era la
+causa di tutte le mie disgrazie. Essa aveva spente
+le mie illusioni giovanili, aveva acceso il mio furore,
+m'aveva tolto il senno, e forse mi toglieva la
+vita!... Che cosa ero venuto a fare a questo mondo
+io?... Ad amare una fanciulla alla distanza di venti
+metri, per poi fuggirla senza ragione, e vedermela
+rapire senza giustizia... e poi morire per mano d'un
+medico!... Questa seconda parte la trovavo abbastanza
+regolare, e non mi sorprendeva punto.... Ma
+la prima parte mi pareva incompleta... evidentemente
+vi mancava qualche cosa.... Ah! se almeno
+avessi ottenuto quel bacio!... quel bacio e morire...
+la mia vita non mi sarebbe sembrata incompleta!</p>
+
+<p>Facendo il mio esame di coscienza come un moribondo,
+trovavo dapprima che avrei potuto impiegare
+meglio il tempo, e forse se non avessi incominciato
+a vivere con una chimera, ora non arrischierei
+di morire per una imprudenza. Poi, scendendo
+sempre più profondamente nella mia anima,
+vi trovava dei misteri... sentivo che la gioventù,
+l'amore della vita, malgrado i disinganni e i dolori,
+mi tenevano ancora avvinghiato alla terra. La vita
+mi appariva sotto un nuovo aspetto al momento di
+perderla; e mi pareva che non fosse tanto atroce,
+da lasciarla per sempre senza rimpianto. Era forse
+<span class="pagenum">[115]</span>
+viltà?... era paura?... non lo so; ma scrutando attentamente
+nelle più profonde latebre del mio cuore,
+vi trovava di peggio, vi trovava del fango!... Sicuro,
+del fango!.. un desiderio colpevole che serpeggiava
+in quegl'imi recessi della vita!... &mdash; La contessa
+Savina non è morta... io pensava... fin che vive non
+ho perduta ogni probabilità di rivederla.... Rivedendola...
+ed essa rivedendomi... forse... chi sa!... Chi può
+prevedere i casi della vita?... Dunque un atomo
+di speranza agitava ancora il mio cuore; una speranza
+colpevole, la speranza d'un bacio! ecco il
+fango! era una speranza quasi impercettibile, come
+un infusorio... ma era viva!...</p>
+
+<p>La morte vicina mi produceva l'effetto d'una
+lente, m'ingrandiva gli oggetti... la speranza si
+allargava, si moveva, diventava visibile!... il fango
+fermentava, come le materie palustri, e mi dava la
+febbre!...</p>
+
+<p>La natura umana è fatta così; e non sono io che
+l'ho fatta!...</p>
+
+<p>La morte soltanto distrugge ogni speranza d'amore...
+e forse nemmeno la morte la distrugge interamente.</p>
+
+<p>L'amore appartiene alla tribù degli antropofagi...
+che si mangiano fra di loro. La morte raffredda, <a name="tn115" id="tn115"></a>ma
+non distrugge l'antropofago; la distruzione ha
+luogo soltanto quando l'antropofago vivo divora
+l'antropofago morto: allora solamente non resta più
+nulla... tutto è finito.</p>
+
+<p>Divagavo fra gli antropofagi quando la luce del
+crepuscolo venne a richiamarmi alla dura realtà.
+Apersi la finestra, l'aria imbalsamata del mattino
+entrò nella mia stanza, la natura si risvegliava dal
+suo letargo e rivolgeva un sorriso al cielo sereno.
+Il capinero cantava sul biancospino fiorito, le nuove
+<span class="pagenum">[116]</span>
+foglioline degli alberi appena sbocciate oscillavano
+alla brezza mattutina e lucevano al sole. La vita
+mi sembrava bella... e bisognava apparecchiarsi a
+lasciarla... nella primavera della vita e dell'anno.</p>
+
+<p>Rivolsi un pensiero affettuoso a mio zio canonico,
+e un altro pensiero non meno tenero a Bitto. Perchè
+nascondere la verità? Ho avuto delle stranezze,
+ma non sono mai stato un ipocrita: dico sempre
+quello che sento. Non mi vergogno d'aver amato
+un canonico... nè un cane. Entrambi mi diedero
+prove d'affetto, ed io sento riconoscenza eguale per
+chiunque mi fa del bene. Se taluno pretende che si
+devono distinguere gli uomini dalle bestie, mi provi
+che i primi furono sempre superiori alle seconde.
+Intanto, io che ho trovato molte volte la bestia
+superiore all'uomo, li metto insieme, e credo di non
+far torto a nessuno.</p>
+
+<p>Deciso di morire onorato, diedi un addio alla
+vita, e non pensai più che a finirla con una morte
+dignitosa. Volli pulirmi e pettinarmi come un uomo
+che va ad una festa, e uscito tranquillamente di
+casa mi recai al luogo fissato. Poco dopo vidi comparire
+Tobia accompagnato dal signor Nicola Bruni,
+seguiti a piccola distanza dal farmacista e dal suo
+praticante. Mi sorprese alquanto la presenza del
+signor Nicola, che non mi sembrava uomo adatto
+a simili affari; ma l'impreveduto non succede che
+nel nostro cervello, perchè tutto quello che succede
+di fatto doveva naturalmente succedere.</p>
+
+<p>Il signor Nicola mi diede una stretta di mano,
+annunziandosi con brevi parole per mio secondo
+testimonio.</p>
+
+<p>&mdash; Vedendo il caso inevitabile, &mdash; mi disse, &mdash; quantunque
+con sommo rammarico, non ho voluto
+rifiutarvi la mia assistenza in questo momento....
+<span class="pagenum">[117]</span></p>
+
+<p>Lo ringraziai cordialmente della sua bontà, e
+accennai a Tobia la mia soddisfazione per la scelta
+che aveva fatto.</p>
+
+<p>A compiere la tragedia non mancava più che il
+tiranno.</p>
+
+<p>&mdash; È capace di non venire, &mdash; disse Uguccione
+della Fagiuola.</p>
+
+<p>&mdash; Sarete sempre una cattiva lingua, &mdash; soggiunse
+il farmacista, indicando col dito un gruppo d'alberi,
+dietro ai quali compariva il dottore.</p>
+
+<p>&mdash; Domando scusa del ritardo.... &mdash; disse il tiranno
+al suo arrivo.... &mdash; ma anche gli affetti di
+famiglia hanno i loro diritti,... e i loro doveri.... ho
+dovuto ingannare mia moglie....</p>
+
+<p>Tobia alzò le spalle, un impercettibile sorriso
+sfiorò le labbra del farmacista, mentre il dottore
+continuava:</p>
+
+<p>&mdash; Ho dovuto assicurarla che ogni differenza s'era
+appianata amichevolmente, e che il signor Daniele
+non mi aveva rifiutata la sua mano.... &mdash; e così dicendo
+mi stendeva la destra, in atto modesto e quasi
+supplichevole.</p>
+
+<p>In quel momento, dimenticando ogni altra cosa,
+non vidi che il tiranno della mia tragedia divenuto
+affatto ridicolo, n'ebbi dispetto, e girando sui talloni
+gli voltai la schiena.</p>
+
+<p>&mdash; Animo, alla decisione, &mdash; disse Uguccione.</p>
+
+<p>Allora i padrini misurarono la distanza, caricarono
+le pistole, ce le consegnarono montate, e ci
+posero in guardia. In quel momento, avendo paura
+d'aver paura, io non pensava più a nulla. Guardai
+in faccia il dottore, che aveva i capelli irti, ed era
+pallido come un morto. Pareva che la sua testa si
+sostenesse più del solito sui solini, la sua bocca
+faceva uno sberleffo. Egli si teneva immobile colla
+<span class="pagenum">[118]</span>
+pistola tesa. Io mi avanzai verso di lui lentamente,
+e giunto circa alla metà dello spazio che ci divideva,
+mi fermai e lo presi di mira. Eravamo a sei
+passi di distanza. Allora, sentendo il pericolo imminente,
+egli si decise a tirare pel primo, alzò la
+pistola all'altezza del mio petto, e fece partire il
+colpo. Io rimasi incolume, e immobile continuai ad
+osservarlo; egli era divenuto verdognolo. M'avanzai
+lentamente, colla mano ferma e l'indice sul grilletto;
+ad ogni passo che io facevo, i suoi lineamenti si
+alteravano, la tinta del suo volto si oscurava, ed io
+avanti, avanti, avanti. Egli era divenuto livido
+quando gli posai la bocca della pistola sul cuore.
+Chiuse gli occhi, alzò la testa, abbandonò le braccia
+come un uomo che sta per cadere. Allora gli dissi
+lentamente:</p>
+
+<p>&mdash; Signor dottore, se io non fossi matto vi ucciderei,
+ma io sono matto e vi dono la vita. Imparate
+a rispettare i matti, e non occupatevi altro a
+guarirli. &mdash; E così dicendo gettai la pistola sull'erba
+e gli stesi la mano. Egli me la strinse fortemente
+colla sua che era fredda come quella d'un cadavere,
+e stava per profferire qualche parola, quando Uguccione
+della Fagiuola, raccolta la pistola carica, mi
+disse:</p>
+
+<p>&mdash; Adesso tocca a me!... io pure sono stato offeso
+dal dottore, ed esigo che mi domandi scusa.... o si
+apparecchi a morire....</p>
+
+<p>Il tiranno aggrottando le ciglia balbettava parole
+incomprensibili. Le sue mani avevano contrazioni
+nervose, e pareva che si sentisse stuzzicato a gettarsi
+al collo d'Uguccione.... quando il farmacista
+saltò su a dire:</p>
+
+<p>&mdash; Finiamola.... basta così.</p>
+
+<p>&mdash; No, &mdash; rispose l'ostinato, &mdash; è troppo orgoglioso,
+<span class="pagenum">[119]</span>
+voglio castigarlo. Dottore, io rappresento in questo
+momento tutti i cadaveri che avete mandati al diavolo
+prima del tempo. Io rappresento la congiura
+dell'inferno contro l'omicida, raccomandate al cielo
+la vostra anima.... e morite.</p>
+
+<p>E così dicendo lo prese di mira a soli quattro
+passi di distanza, e fece partire il colpo. Io pensai
+che l'organista fosse diventato pazzo improvvisamente;
+feci un salto per isviare il suo braccio, ma
+giunsi troppo tardi, il colpo era partito. Quando il
+fumo mi permise di vedere il dottore, esso traballava....
+e colle mani strette sul petto, come un uomo
+che si sente gravemente ferito, esclamava con voce
+semispenta e interrotta:</p>
+
+<p>&mdash; Sono as....sas....si....nato!...</p>
+
+<p>Tobia dava in uno scroscio di risa sgangherate.</p>
+
+<p>&mdash; È un brutto scherzo, &mdash; soggiunse il signor Nicola, &mdash; ma
+non è un assassinio.</p>
+
+<p>&mdash; Ma io sono ferito.... &mdash; disse il medico con
+voce lamentevole....</p>
+
+<p>&mdash; Dal semplice stoppaccio.... &mdash; rispose il signor
+Nicola.... &mdash; perchè le pistole non erano caricate che
+a polvere....</p>
+
+<p>Io alzai la testa sdegnato a tale notizia, e non volevo
+accettare la burla, ma il signor Nicola, mettendomi
+una mano sulla spalla, mi costrinse a tacere.</p>
+
+<p>&mdash; Giovinotto, &mdash; mi disse, &mdash; basta così. Nessuno
+di noi sarebbe venuto ad assistere ad un omicidio.
+Se voi avete perduta la testa, non l'ho perduta io.
+Le ciarle sono ciarle, ma la vita è cosa seria, nè
+deve togliersi per così poco. Noi ci dobbiamo tutti
+alla famiglia ed al paese. Il diritto di morire da
+galantuomini si acquista studiando, lavorando, affaticando
+pel bene comune; morire da fanfaroni è
+una leggerezza colpevole, uccidere il proprio simile
+<span class="pagenum">[120]</span>
+è un delitto. In ogni questione ci sono torti e ragioni,
+bisogna chiarirli colla giustizia e ripararli
+coll'onestà. Nel nostro caso il maestro offese il dottore
+coi suoi soliti paradossi, il dottore offese il
+maestro accusandolo di vigliaccheria... ebbero torto
+tutti due.... Il medico fa il suo dovere curando i
+malati, il maestro è un giovane incapace d'una viltà.
+Le offese si complicarono per imperizia dei testimoni;
+non era più possibile calmare i contendenti,
+bisognava dare qualche soddisfazione da ambe le
+parti, e finirla alla meno peggio. Ma non ci potevano
+essere scuse per permettere un omicidio. Bisognava
+salvare l'onore e la vita di tutti due. Io
+ho accettato d'essere padrino a tali condizioni, e
+gli altri secondarono la proposta con animo lieto.
+Gaspare per il primo si prestò con ogni argomento
+a convincere Tobia della necessità di non commettere
+delitti nè imprudenze, a non versar sangue,
+a risparmiare le lagrime alle famiglie, e a non dar
+motivo ai Tribunali di aprire processi togliendo la
+pace al nostro tranquillo villaggio.</p>
+
+<p>Tobia è un po' mordace talvolta, è una testa calda,
+ma ha buon cuore, e non si fece troppo pregare per
+deporre i rancori e finirla a modo nostro. D'altronde,
+siccome i duellanti ignoravano completamente il nostro
+piano, così il duello fu leale e soddisfacente anche
+per gli scrupolosi e pei battaglieri. I campioni
+non hanno certo passato una buona notte, nè l'uno nè
+l'altro; dico questo senza offendere il loro onore,
+perchè sul terreno si mostrarono coraggiosi e decisi.
+Per altro è stata una buona lezione, e vi furono
+momenti terribili.... Non ne parliamo più,
+l'onore è intieramente soddisfatto.... stringetevi tutti
+la mano.... e come siete stati avversari leali, siate
+in seguito amici costanti, e noi, salvando due vite,
+<span class="pagenum">[121]</span>
+egualmente utili alla società, abbiamo fatto il nostro
+dovere.</p>
+
+<p>Ci stringemmo tutti la mano, e la pace fu fatta.</p>
+
+<p>Tuttavia mi restava un dubbio nell'animo, cioè
+se quella mistificazione fosse lodevole o censurabile,
+se i più validi argomenti contro il duello potessero
+autorizzare una burla. Mi pareva di no. Impedire
+un duello sta bene, ma renderlo fittizio mi pareva
+poco decoroso. Solo le circostanze eccezionali potevano
+giustificare la condotta dei nostri padrini.
+Le cose erano spinte a tal punto, che una prova di
+coraggio era divenuta indispensabile per togliere
+ogni sospetto che potesse offendere il nostro onore.
+Fecero dunque bene mettendoci alla prova, e salvandoci
+in pari tempo da ogni pericolo.</p>
+
+<p>Mentre tali pensieri mi giravano pel cervello,
+udimmo i tocchi della campana maggiore che annunziavano
+un funerale. E infatti poco dopo entrava
+in cimitero il morto portato dai becchini, seguito
+dagli amici e parenti che lo accompagnavano mestamente
+all'estrema dimora.</p>
+
+<p>Quel nero drappo che copriva la bara, le preci
+dei sacerdoti, la fossa aperta che attendeva il cadavere,
+mi fecero passare un brivido per le ossa,
+e furono l'argomento finale che mi persuase dell'infamia
+del duello, che non appiana veruna questione,
+ma uccide spietatamente, ciecamente, ingiustamente,
+leggermente, impunemente. Una sola parola, un malinteso,
+un atto fortuito basta per condannare un
+uomo alla morte, mentre sommi filosofi e giureconsulti
+accumulano argomenti <a name="tn121" id="tn121"></a>incontrastabili a provare
+la necessità di abolire la pena di morte, anche
+per gli assassini!.... Ci arrestammo tutti con tacito
+consenso davanti a quella fossa, ed assistemmo col
+cappello in mano alla mesta cerimonia, pensando
+<span class="pagenum">[122]</span>
+che l'indomani uno di noi avrebbe potuto subire la
+stessa sorte, non chiamato dalla natura, ma da un
+fatale pregiudizio, il quale continua a mietere le
+sue vittime alla luce di civili costumi.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="XI" id="XI"></a>XI.</h2>
+
+<p>Finiti i funerali, il signor Nicola ci annunziò che
+le donne ci aspettavano tutti a pranzo in casa sua,
+per suggellare la pace fra i bicchieri. Don Vincenzo
+Liserio venne invitato a seguirci, e avendogli comunicato
+il motivo del nostro ritrovo ne rimase
+tanto sbalordito, che continuò per tutta la strada a
+trattenerci colle sue interrogazioni, colle sue sorprese,
+co' suoi fremiti e co' suoi applausi.</p>
+
+<p>La comitiva raccoglieva i personaggi principali
+della mia tragedia, e mi pareva d'essere un capocomico
+che conduce al teatro la sua compagnia. E
+infatti dovevamo assistere ad una commedia o ad
+una farsa in casa Bruni.</p>
+
+<p>La commedia incominciò al nostro ingresso. Isabella
+Fieschi, che attendeva ansiosamente il marito,
+per dimostrargli la gioia che sentiva rivedendolo
+incolume, si gettò fra le braccia del suo Lucchino
+Visconti riconquistato, con attitudini degne d'un
+quadro storico.</p>
+
+<p>Ugolino Gonzaga, trovando quell'entusiasmo esagerato,
+si mordeva le labbra, e pareva quasi pentito
+d'aver cooperato a salvare il tiranno. Uguccione
+<span class="pagenum">[123]</span>
+della Fagiuola, al quale nulla sfuggiva, mi accennava
+con due occhiacci stralunati, e con un sogghigno
+sardonico quel marito soddisfatto, quella
+moglie affettuosa e quell'amico malcontento; indicandomi
+in pari tempo la beata fisonomia dell'arcivescovo
+Giovanni, che ammirava in quegli amplessi
+la santità del matrimonio.</p>
+
+<p>Francesco Pusterla congiurava come al solito, apparecchiando
+una serie di bottiglie, destinate, come
+la macchina infernale di Fieschi, a far saltare in
+aria o cadere in terra la comitiva, Uguccione della
+Fagiuola, all'aspetto di quegli apparecchi, rasserenava
+il volto, mostrava uno sguardo benigno, dal
+quale traspariva un'intima soddisfazione, piena
+di promesse per darsi un contegno conveniente:
+egli andava lustrando coll'avambraccio il suo lungo
+e speluccato cappello a cilindro, il quale, partecipando
+dell'indole testereccia del cervello che proteggeva
+dalle intemperie, si mostrava ribelle ad
+ogni pulitura e si conservava a strapelo.</p>
+
+<p>Il tiranno aveva assunto l'aspetto dignitoso dell'uomo
+importante; la moglie, rassicurata sulla vita
+del marito, temeva di avere oltrepassato i limiti
+dell'entusiasmo, e procurava di riprendere il terreno
+perduto sbirciando i più teneri sguardi verso Ugolino
+Gonzaga, che trovandoli irresistibili, deponeva
+il sussiego della illegittima gelosia, per corrispondere
+degnamente al nuovo invito.</p>
+
+<p>Infatti pareva che tutto si disponesse a rientrare
+nell'ordine.... o nel disordine normale, quando un
+improvviso fracasso proveniente dalla cucina venne
+ad annunziarci un nuovo avvenimento. Finita la
+commedia, incominciava la farsa.</p>
+
+<p>Attirati dal rumore siamo corsi tutti in cucina,
+e vedemmo una finestra caduta in frantumi, una damigiana
+<span class="pagenum">[124]</span>
+rovesciata, un lago di vino sul pavimento,
+la Menica colle mani nei capelli, Martino che fuggiva
+per evitare il primo impeto del padrone. Che
+cosa era avvenuto per causare tanti disordini?...
+Una piccolissima causa aveva prodotto quei terribili
+effetti, proprio come molte questioni di duelli.
+Ogni momento che passava ci portava il suo insegnamento.
+Ecco il fatto. Un sorcio era entrato in
+cucina, la Menica aveva chiamato Martino in aiuto,
+ed esso, armato d'un bastone, pieno d'ardore contro il
+nemico, s'era slanciato nella lotta con un colpo decisivo....
+che gettò in terra la damigiana, facendola
+in pezzi, poi cadde sulla finestra e ruppe quattro
+vetri, aprendo una larga breccia, per la quale il
+sorcio spaventato, ma incolume, aveva battuto la ritirata.
+Cosicchè tutti correvano: noi per assistere
+allo spettacolo correvamo sul teatro dell'avvenimento,
+il vino correva per la cucina, il sorcio correva
+pei campi, Martino correva per la corte, il signor
+Nicola correva dietro a Martino, la Menica correva
+dietro al signor Nicola, e lo raggiunse abbastanza
+in tempo per salvare il domestico da un colpo di
+bastone, che avrebbe dovuto piuttosto uccidere il
+sorcio.</p>
+
+<p>&mdash; Calmatevi.... &mdash; gridò Ugolino Gonzaga, &mdash; è
+meglio spargere il vino che il sangue....</p>
+
+<p>&mdash; Non sono di questa opinione! &mdash; rispose Uguccione
+della Fagiuola, &mdash; e questa volta vado d'accordo
+col medico....</p>
+
+<p>&mdash; Che cosa volete dire?... &mdash; gli chiese il dottore,
+offeso di trovarsi d'accordo in qualche cosa con un
+individuo che gli era antipatico.</p>
+
+<p>&mdash; Intendo dire che voi coi vostri salassi spillate
+più sangue che vino, e questo va bene, perchè un
+eccesso di sangue può togliere la vita, quando un
+<span class="pagenum">[125]</span>
+eccesso di vino non fa che esilararla, o tutto al più
+addormenta tranquillamente per alcune ore. È meglio
+dunque spargere il sangue.... e riservare il vino,
+per beverlo in buona compagnia. Per me avrei preferito
+che Martino avesse rotta la testa al sorcio
+e salvata la damigiana. Se il dottore pensa diversamente,
+le opinioni sono libere.... ed anche le bestie
+hanno diritto di difendersi.... e avvicinandosi
+a me, mi ripetè sottovoce guardando il dottore....
+anche le bestie hanno il diritto di difendersi scambievolmente.</p>
+
+<p>Il dottore non gli rispose, ma gli diede un'occhiata
+incendiaria che voleva dire:</p>
+
+<p>&mdash; Linguaccia malefica, se ti potessi cavar sangue,
+te lo caverei fino all'ultima stilla!</p>
+
+<p>Il signor Nicola, passato il primo impeto, ritornò
+tranquillamente in cucina, rimproverando la
+Menica d'aver chiamato Martino per uccidere un
+sorcio.</p>
+
+<p>&mdash; È un imbecille, &mdash; egli continuava, &mdash; capace
+di demolire una casa per prendere una mosca....</p>
+
+<p>Allora il dottore aggiunse sentenziosamente:</p>
+
+<p>&mdash; Per liberarci dai nemici interni, non dobbiamo
+mai contare sull'intervento degli stranieri!...</p>
+
+<p>&mdash; Che ne dite, Tobia?... &mdash; chiese il signor Nicola
+all'organista. Ed egli rispose:</p>
+
+<p>&mdash; Io penso sempre il contrario di quello che
+pensano i medici e sto benissimo.</p>
+
+<p>&mdash; Cattiva lingua.... &mdash; soggiunse il signor Nicola
+ridendo. Il medico finse di ridere esso pure, per
+mostrarsi disinvolto, ma la sua fisonomia tradiva i
+suoi pensieri. Esso aveva l'aspetto d'un uomo che
+mastica fiele e vuol far credere che gli trova il
+gusto dello zucchero.</p>
+
+<p>Per attendere l'ora del pranzo si misero a giuocare
+<span class="pagenum">[126]</span>
+alle carte su due tavolini: il dottore ed il parroco
+dirimpetto al farmacista e all'organista; la signora
+Pasquetta col signor Nicola a fronte della signora
+Giovanna e del giovane allievo del farmacista,
+che aveva servito di secondo padrino al dottore.</p>
+
+<p>Io accompagnai l'Agata che andava in cerca di
+Martino fuggiasco, per annunziargli l'amnistia ottenutagli
+dal padre.</p>
+
+<p>Desideroso di sapere come fossero passate le cose
+ch'io ignoravo intorno alle predisposizioni del famoso
+duello, gliene chiesi qualche notizia ed ella
+mi disse ingenuamente:</p>
+
+<p>&mdash; Dopo la partenza dei testimoni dalla casa del
+dottore, la signora Pasquetta, spiritata, era corsa
+in casa Bruni.</p>
+
+<p>&mdash; Presto... presto per carità... chiamatemi il signor
+Nicola... che ci salvi tutti... Vogliono uccidere
+mio marito... mio marito vuol uccidere Daniele e
+Tobia; domani sarà un macello, che farà inorridire
+il paese.</p>
+
+<p>Mentre essa raccontava gli orrori e le lotte di
+quella sera e la sfida per l'indomani, comparvero
+i testimoni che erano stati da me, e che si recavano
+dal signor Nicola per tenere consiglio intorno
+alla condotta da adottarsi. La signora Pasquetta
+venne congedata con promessa formale di accomodamento,
+prima però che si fosse nulla deciso intorno
+al partito da prendersi, raccomandandole caldamente
+di evitare nuovi scandali, di lasciare che
+suo marito si recasse all'indomani al suo posto, ed
+ella confidasse in loro.</p>
+
+<p>Ma la conferenza dei testimoni che si protrasse
+a tarda notte non sapeva trovare uno scioglimento
+che appagasse ogni esigenza, quando l'Agata manifestò
+modestamente il suo parere.
+<span class="pagenum">[127]</span></p>
+
+<p>&mdash; Impedire il duello, &mdash; disse, &mdash; mi pare impossibile;
+lasciare che si ammazzino è ancor peggio; o
+dunque perchè non dareste ai duellanti due pistole
+cariche a sola polvere, ond'essi ignorandolo possano
+provare tutte le peripezie del duello, senza subirne
+le terribili conseguenze? Dopo lunghe discussioni
+venne accettata la proposta, con giuramento solenne
+di conservare il segreto fino al termine dell'affare.
+E così fu fatto.</p>
+
+<p>&mdash; In tal modo, &mdash; io dissi all'Agata, &mdash; voi avete
+inventato un nuovo genere di duello, che tuttavia
+non può aver luogo più di una volta sola.</p>
+
+<p>&mdash; A me bastava salvare la vita e l'onore di due
+persone; al resto non ci pensavo.</p>
+
+<p>&mdash; E come avete fatto a scoprire questo stratagemma?</p>
+
+<p>&mdash; È stata una ispirazione, &mdash; ella soggiunse, &mdash; un'ispirazione
+d'un'anima santa che veglia in cielo
+sopra di voi. Mentre mio padre parlava concitato
+con Gaspare e Tobia, cercando di persuaderli ad
+evitare una disgrazia, io sentiva sul mio seno la
+medaglia di vostra madre, che pareva mi pulsasse
+per chiamare la mia attenzione. Allora mi parve
+ch'ella mi dicesse dall'alto «&nbsp;salvate l'onore e
+la vita a mio figlio&nbsp;» e certo i miei pensieri mi vennero
+infusi dalla potenza sovrumana d'una madre. &mdash; Qui,
+ritirando dal seno la medaglia, me la porse
+dicendomi:</p>
+
+<p>&mdash; Datele un bacio, e un'altra volta siate più savio.</p>
+
+<p>Io baciai affettuosamente la medaglia, ella se la
+ripose in seno, e camminammo lungamente in silenzio.
+Sentivo qualche cosa che mi strozzava la
+gola e mi toglieva la facoltà di parlare.</p>
+
+<p>A mezzogiorno preciso Bitto comparve, come al
+solito, ad annunziare l'ora del pranzo.
+<span class="pagenum">[128]</span></p>
+
+<p>La riunione intorno alla mensa ospitale fu lieta
+e conciliante. Il vino ingurgitato ci fece dimenticare
+quello perduto. E succede sempre così a
+questo mondo: i piaceri che consolano i nostri
+sensi ci fanno dimenticare i mali sofferti... dagli
+altri.</p>
+
+<p>Alla fine del pranzo abbiamo chiamato Martino
+e ci siamo fatti raccontare la sua lotta col sorcio,
+ma nel punto più interessante, la vivacità del racconto
+esponendoci al rischio di veder rinnovata
+la catastrofe, abbiamo dovuto rimandarne la continuazione
+ad un altro giorno... come le appendici
+dei giornali.</p>
+
+<p>&mdash; Tregua ai pericoli, &mdash; diss'io, &mdash; non bisogna
+provocare troppo la sorte. Oggi ci dovevano essere
+dei feriti e degli uccisi, e tutti furono salvi... uomini
+e bestie.</p>
+
+<p>&mdash; Meno la damigiana!... &mdash; soggiunse Uguccione
+con rammarico, chè, quantunque saturo di vino, non
+ne era ancor sazio.</p>
+
+<p>Quando la conversazione si fece generale, e tutti
+parlavano in una volta, l'Agata, che mi sedeva vicina,
+mi disse all'orecchio:</p>
+
+<p>&mdash; Gli uomini furono salvi senza loro merito...
+invece la bestia dovette la salute alla propria
+intelligenza, evitando il pericolo con destrezza, cogliendo
+il momento opportuno per cavarsela dalla
+sola uscita possibile, schivando i colpi malaccorti
+d'un uomo stupido.</p>
+
+<p>&mdash; L'uomo, &mdash; io le risposi, &mdash; non si fa merito
+di evitare i pericoli colla fuga, ma preferisce di salvar
+l'onore a rischio della vita.</p>
+
+<p>&mdash; Ma se le bestie, &mdash; ella soggiunse, &mdash; non sentono
+il bisogno della riparazione delle offese, gli è
+perchè fra loro non corre l'uso dell'oltraggio. Vivono
+<span class="pagenum">[129]</span>
+più concordi degli uomini, hanno il coraggio
+di difendersi contro i propri nemici, quando ne
+vedono la possibilità, ma non si espongono leggermente
+a tanti pericoli.</p>
+
+<p>&mdash; Perchè non possono contare sull'intervento
+della donna, &mdash; io aggiunsi, &mdash; la quale, rappresentando
+la Provvidenza, trova sovente il modo di
+accomodare col cuore ciò che l'uomo guasta colla
+testa!...</p>
+
+<p>Abbassò gli occhi e tacque. &mdash; Alla sera, separandoci,
+eravamo tutti ritornati amici... almeno
+in apparenza.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="XII" id="XII"></a>XII.</h2>
+
+<p>Un buon sonno mi riposò di tutte le scosse morali
+del giorno. Il sonno è lo spazio vuoto che
+divide le strofe del poema della vita. In quei giorni
+nei quali hanno termine i più gravi avvenimenti
+finisce anche il canto.</p>
+
+<p>All'indomani del mio duello io cominciai dunque
+un altro canto colla sua nuova serie di strofe,
+cioè ripresi la vita, colle sue note liete e dolorose,
+colle sue rime obbligate e monotone, colla sua misura
+prescritta dalla prosodia, positiva come il
+materialismo del verso.</p>
+
+<p>Le note liete mi venivano dalla natura in fiore,
+che consolava la vista coi sorrisi della primavera;
+le note dolorose erano l'eco del primo amore perduto,
+<span class="pagenum">[130]</span>
+delle speranze deluse, dei dolci sogni svaniti.
+La monotonia la trovavo nella scuola, ove un gregge
+d'idioti imparava a leggere per conoscere anche
+i mali passati, a scrivere per offendere la grammatica,
+a far conti per ingannare il prossimo. Il
+lato positivo della vita mi veniva rappresentato da
+quattro sacchi di farina che mi pesavano sulle spalle,
+come all'asino del mugnaio!... Bitto, che non aveva
+di questi pensieri, russava tranquillamente a' miei
+piedi, aspettando l'ora del pranzo, che non gli sapeva
+di sale quantunque andasse a chiederlo in
+casa altrui.</p>
+
+<p>All'amore deluso avevo tempo da pensarci, la
+scuola andava avanti da sè, ma la farina bisognava
+pagarla.</p>
+
+<p>Mi decisi al taglio d'un boschetto che avrebbe
+aspettato con vantaggio per qualche anno; ma
+quando si ha assoluta necessità di denaro, e si può
+trovarlo in un bosco senza assassinare un cristiano,
+si assassina il bosco, e si lasciano cantare i giornali,
+che deplorano il diboscamento delle pendici,
+perchè non hanno boschi da tagliare... ma tagliano
+i panni addosso ai galantuomini, come se fossero
+meno sensibili delle montagne!</p>
+
+<p>Venduta la legna e intascato il danaro, partii per
+pagare il mio debito al mugnaio.</p>
+
+<p>Il mulino è collocato in posizione pittoresca, alle
+falde d'una montagna vestita d'abeti, sulle rive
+scoscese d'un torrente, alimentato da una cascata.</p>
+
+<p>Al cupo fragore della cascata, al gorgogliare
+delle acque spumanti che s'infrangono sui macigni
+caduti dall'alto, e serpeggiano fra i sassi e le ghiaie
+del torrente, si confonde il tonfo regolare delle
+ruote nella gora, e i battiti dei palmenti. Tutti
+questi suoni formano un accompagnamento grave
+<span class="pagenum">[131]</span>
+e solenne al gorgheggio melodioso di qualche uccello
+sugli alberi, e al cigolare degli assi di ferro
+che girano sui perni asciutti. Questo è per l'udito.
+Per gli occhi, essi nuotano in un tal lusso di colori
+da restarne inebbriati. Dal tenero arbusto che si
+agita alla brezza sulla sponda del torrente, all'albero
+gigantesco colla cima infranta dal fulmine che
+protende le antiche fronde sui crepacci delle roccie
+ingombri delle sue tortuose radici, dal musco che
+copre di velluto i legnami fradici del mulino alla
+vitalba vagabonda che s'arrampica sulle piante
+vicine e ricade in festoni, dall'edera che tappezza
+i vecchi muri crollanti alle cupe ramificazioni degli
+abeti che ascondono i precipizi, si possono annoverare
+tutte le gradazioni del verde, e le sue decomposizioni
+dal giallo bruno al dorato, dal più cupo
+azzurro al turchino. Il candore delle spume del torrente
+illuminate dal sole, la lucida trasparenza
+delle acque bianche e cilestri nel letto di ciottoli,
+le nude roccie del fondo di colore cenerino contrastano
+colle tinte forti dei vicini clivi boscosi, e
+colle dense ombre che confondono l'acqua col terreno
+e le pietre, e il folto degli alberi coll'angolo
+della casa.</p>
+
+<p>La scena era stupenda, ma il personaggio ch'io
+andava a visitare mi era antipatico come un creditore
+impaziente, come un orco che mi aveva divorato
+un bosco. Ma quale non fu la mia sorpresa
+quando, avvicinandomi al mulino, vidi comparire
+sul pianerottolo delle chiaviche la più bella testa
+di donna che possa aspettarsi un pittore in cerca
+del suo modello nella campagna di Roma. Era proprio
+uno di quei bei tipi della Sabinia che si vedono
+sovente alle esposizioni sotto al vago costume romano.
+Bruni i capelli e la pelle, l'occhio grande e
+<span class="pagenum">[132]</span>
+vivace sotto due lunghi sopraccigli; un busto rigoglioso,
+due braccia ben tornite che finivano con
+una mano pienotta, un complesso di donna vigorosa
+e fresca, ecco l'aspetto della mugnaia. Un fiore
+di geranio rosso collocato leggiadramente sui capelli
+armonizzava cogli orecchini che le pendevano
+dalle orecchie, e con un filo di corallo che le cingeva
+il collo. Una leggierissima velatura di farina
+copriva quella deliziosa apparizione, e dava al suo
+viso il vellutato delle pesche non ancora spiccate
+dall'albero. È certo che l'aspetto d'una bella mugnaia
+deve aver ispirato la moda della cipria sui
+capelli e sulla pelle. Pareva che un nume propizio
+volesse ricompensarmi a misura di carbone dell'esile
+brunetta perduta a Milano, mettendomi davanti
+una bruna raddoppiata, e incipriata per giunta.
+Sorrisi della bizzaria del caso, e se mi fossi contentato
+di ammirarla da lontano come la prima,
+non ci sarebbe stato nulla di reprensibile... ma un
+pensiero infernale attraversò la mia mente, come
+una tentazione del diavolo!.. Se mi vendicassi?.. io
+pensai... ah! l'uomo che ha ricevuto le lezioni dell'amore
+impara a vivere, dissi fra me... e passati
+i vent'anni l'amor platonico non è più di stagione...
+Io non intendo, &mdash; ripetevo a me stesso, &mdash; io non
+intendo passare la vita adorando le donne a venti
+metri di distanza... perchè si burlino poi di me, e
+mi voltino le spalle... E meditando l'abbandono della
+contessa Savina... e pensando alla offesa ricevuta
+dal mugnaio... mi passò per la mente questa idea
+infernale: se mi vendicassi con una vendetta complessiva
+degli oltraggi dell'amore... e della farina?...
+della contessa... e del mugnaio?...</p>
+
+<p>Come se la contessa Savina fosse obbligata ad
+amarmi per forza... ed il mugnaio a fornirmi la
+<span class="pagenum">[133]</span>
+farina per amore!... Ma la natura perversa dell'uomo
+gli fa confondere sovente il desiderio col
+diritto, ed esso scompiglia la società per tradurre
+i suoi desiderii intemperanti in fatti compiuti. Fatto
+sta che l'aspetto della mugnaia fomentava le mie
+cattive inclinazioni, provocando in me un vile desiderio
+di rappresaglie. Non era un nuovo amore
+incipiente che mi spingesse verso di lei; era l'amore
+deluso, che m'indicava una vittima sulla quale potevo
+esercitare la mia vendetta. Pareva che la sorte
+offrisse un'occasione di sfogo ai miei rancori. Una
+brunetta m'era sfuggita di mano, un marito mi tormentava
+per cavarmi del denaro... eccomi una bruna
+forte... e forse una moglie debole... che poteva saziare
+la mia avidità di vendetta.... Bisogna conquistare
+quella mugnaia, come la più bella delle vendette
+possibili!... Con tali atroci sentimenti entrai
+nel mulino.</p>
+
+<p>Io sperava che il mugnaio fosse assente, ma avevo
+fatto i conti senza l'oste.</p>
+
+<p>Egli se ne stava in cucina, e tenendosi un marmocchio
+sui ginocchi, gli dava la pappa.</p>
+
+<p>&mdash; Cospetto!... &mdash; dissi, &mdash; sor Zaccheo, siete nel
+pieno esercizio delle vostre funzioni di balio....</p>
+
+<p>Mi guardò sorridendo, e continuando tranquillamente
+il suo ufficio, mi rispose:</p>
+
+<p>&mdash; Che vuole! dopo le fatiche ho diritto anch'io
+di godere qualche consolazione, l'affetto del mio
+bimbo; e la sua gioia quando gli dò la pappa è il
+massimo dei miei piaceri... veda come mangia con
+appetito!</p>
+
+<p>&mdash; È un vero Gargantua, un lupo cerviere....</p>
+
+<p>&mdash; Ha la buona salute di sua madre... poveretto... &mdash; poi
+rivolto al marmocchio gli diceva: &mdash; Mangia,
+mangia, il mio bimbo, che la fatica di guadagnarti
+<span class="pagenum">[134]</span>
+il pane mi è più cara dell'ozio del milionario che
+non ha figli.</p>
+
+<p>Io interruppi le considerazioni patetiche del mugnaio
+per dirgli:</p>
+
+<p>&mdash; Sor Zaccheo... sono venuto a pagare il mio
+debito.</p>
+
+<p>&mdash; Ha voluto proprio disturbarsi a fare questa
+gita... poteva farmi avvertire....</p>
+
+<p>&mdash; Ho fatto la passeggiata con vero piacere... ora
+eccovi il denaro.</p>
+
+<p>&mdash; Prenda una sedia e s'accomodi, &mdash; mi rispose; &mdash; poi
+si mise a chiamare: Giustina.... Giustina....
+Giustinaaa.</p>
+
+<p>La bella moglie comparve sulla soglia colla testa
+alta, le mani sulle anche, i gomiti sporgenti.</p>
+
+<p>&mdash; Ohè... che c'è di nuovo?.. &mdash; e quando mi vide
+seduto in un angolo, mi fece una riverenza.</p>
+
+<p>&mdash; È il signor Daniele Carletti....</p>
+
+<p>&mdash; Ah... benvenuto, signor maestro, sta bene? &mdash; mi
+chiese come se fosse una vecchia conoscenza.</p>
+
+<p>&mdash; Grazie, sto benissimo....</p>
+
+<p>&mdash; Tanto meglio... la salute è la prima cosa di
+questo mondo... chi ha salute ha denaro... perchè
+quando si sta bene si lavora... e si mangia... &mdash; soggiunse,
+guardando con compiacenza il suo marmocchio
+che spalancava la bocca, dimenando allegramente
+le braccia, e le gambe, mentre Zaccheo
+prendeva la zuppa col cucchiaio di legno, vi soffiava
+sopra, l'avvicinava alle labbra per sentire se
+scottava, poi coll'indice l'accompagnava lentamente
+nella voragine di suo figlio.</p>
+
+<p>&mdash; Giustina, &mdash; disse il mugnaio, &mdash; puoi fare il
+conto al maestro, che si è disturbato venendo in
+persona a pagarlo.</p>
+
+<p>&mdash; Come? &mdash; essa domandò con sorpresa, &mdash; ella
+<span class="pagenum">[135]</span>
+è venuto in questi greppi deserti per tale bazzecola?..
+è una stradaccia rotta e faticosa.</p>
+
+<p>&mdash; Non me ne sono accorto, &mdash; risposi. &mdash; Sono
+siti che mi piacciono assai, ho percorso un cammino
+delizioso, per giungere in un eden... ove si
+vedono le più belle cose del mondo! &mdash; e così
+dicendo la guardavo con un sorriso significante...
+ma essa non intendeva nulla, e rimase indifferente,
+anzi sorpresa del mio entusiasmo, talchè mi rispose
+ridendo:</p>
+
+<p>&mdash; Tutti i gusti son gusti... ma questi orridi siti
+piacciono a poca gente... nessun viandante s'arresta
+fra i nostri burroni... anche i pastori vi passano in
+fretta per condurre le pecore sulle cime. Sono boschi
+e montagne senza paesi... buoni solo pei mugnai,
+che hanno bisogno d'acqua per far girare il
+mulino.</p>
+
+<p>&mdash; A me sembrano siti deliziosi... incantevoli... vi
+passerei volentieri la vita.... &mdash; e le lanciai una
+occhiata assassina... Ma che! fu come se avessi
+scagliato un uovo in una roccia!... quella donna
+era un macigno!... Essa alzò le spalle ridendo, e
+concluse:</p>
+
+<p>&mdash; Se venisse qui al tempo della neve e del ghiaccio,
+scapperebbe via spaventato.</p>
+
+<p>Non c'era verso di persuaderla; intanto il marmocchio
+avea vuotata la scodella della zuppa e
+piangeva. Zaccheo se lo prese in braccio, e cullandolo
+leggermente gli disse alcune parole senza
+significato, ma carezzevoli tanto che lo calmarono.</p>
+
+<p>Allora la donna prese da uno scaffale un libraccio
+infarinato, un vero dizionario della crusca, perchè
+conteneva tutti i conti del mulino, ove si registravano
+i tesori della lingua: il pane e la polenta
+che alimentano la popolazione. Deposto il volume
+<span class="pagenum">[136]</span>
+sul tavolo, si sedette gravemente, e sfogliandone le
+sacre pagine andò a cercare il mio nome fra i
+debitori morosi. Il marito si teneva in piedi dietro
+di lei col bimbo fra le braccia; io, sedutole vicino
+mentre essa calcolava il mio debito, contemplavo
+la fina lanugine che ombrava leggermente il suo
+labbro superiore, e pensavo che le avrei dato volentieri
+molto più di quanto mi domandava....</p>
+
+<p>Contatole il denaro, se lo pose in tasca, intinse
+una penna di tacchino in un calamaio di legno, e
+con solenne gravità prese nota del pagamento.</p>
+
+<p>Allora si parlò e si rise sopra varii argomenti.
+Io canzonavo Zaccheo sulle funzioni muliebri, egli
+accarezzava il bimbo, mi rispondeva che i giovinotti
+si burlano di ciò che non conoscono, che il
+cuore non ride mai... che nelle affezioni si confondono
+i sessi e le età, che il padre è come la madre,
+il nonno è come il nipote.</p>
+
+<p>Mi disse che sua moglie era occupata negli affari,
+che fra l'uno e l'altro bisognava aiutare la barca.
+In tal modo presi conoscenza del loro sistema di
+famiglia, nel quale la donna primeggiava col pensiero
+e l'uomo con l'opera manuale; la prima ordinava,
+dirigeva, registrava le entrate e le spese, il
+secondo la serviva come un famiglio, andava a
+prendere il grano per le case dei villaggi vicini, lo
+gettava nella tramoggia, e ne riportava la farina.
+Infatti la moglie aveva la suprema direzione degli
+affari, il marito e l'asino facevano il resto.</p>
+
+<p>Lo squallore del volto del mugnaio, aumentato
+dalla velatura di farina che avvolgeva tutta la sua
+persona, contrastava grandemente colla freschezza
+della moglie, la cui rara avvenenza era rilevata da
+una salute così vegeta che sforzava le cuciture.</p>
+
+<p>Osservandola attentamente io andava sempre più
+<span class="pagenum">[137]</span>
+confermandomi nel sinistro progetto di farne la
+conquista, e per facilitarmi le operazioni dell'assedio
+trovai necessario di prendere alcune precauzioni,
+predisponendo le cose in modo che gli approcci
+alla fortezza non riuscissero sospetti. Dissi
+che mi dilettavo di pittura, occupando le ore che
+mi restavano libere dopo la scuola a riprodurre le
+più belle vedute del paese. Mostrai il desiderio di
+copiare quella stupenda cascata; e questo primo
+stratagemma mi riuscì a meraviglia. Mi rispose
+ch'io non ero il primo che mandasse ad effetto tale
+divisamento, avendo già veduto varii artisti seduti
+per intiere giornate sotto un albero disegnando
+il paesaggio. Mi offersero anzi l'ospitalità, se avessi
+bisogno di riposo, e la loro ingenua cordialità
+avrebbe dovuto farmi subito desistere dalla mia
+scellerata macchinazione.</p>
+
+<p>Non intendo giustificare un attentato che ora risveglia
+i miei rimorsi e mi fa arrossire di vergogna,
+ma credo d'aver diritto di reclamare le circostanze
+attenuanti. Se la bellezza della greca Frine
+la fece uscire dall'Areopago assolta da ogni accusa,
+io sono convinto che all'aspetto della mugnaia i
+miei giudici non potrebbero essere più severi dei
+vecchi senatori d'Atene e dovrebbero giudicare con
+indulgenza un giovane di vent'anni che aspirava
+alla conquista della Frine del mulino.</p>
+
+<p>Fatto sta che alcuni giorni dopo la prima visita
+volli eseguire alcune ricognizioni nei dintorni della
+fortezza, per conoscere i movimenti del nemico, e
+riuscii a scoprire le ore precise delle uscite giornaliere
+del presidio.</p>
+
+<p>Il presidio nemico si concentrava naturalmente
+nel mugnaio, ed io, nascosto dietro una roccia, lo
+vidi varie volte alla solita ora comparire sopra il
+<span class="pagenum">[138]</span>
+suo asino, sul vertice d'una collina dietro la quale
+s'ascondeva il mulino. E dopo tanti anni mi pare
+ancora di vederlo. L'asino, il sacco ed il mugnaio
+formavano un gruppo d'una mezza tinta uniforme
+come il marmo piramidale secondo le leggi scultorie,
+e spiccava pittorescamente sul verde scuro
+del bosco che formava il fondo del quadro. Mi riuscì
+dunque agevole impadronirmi del mulino in un
+momento opportuno, e gettare qualche razzo incendiario,
+in via d'esperimento. Tentativo fallito!...
+La minaccia d'una vigorosa risposta mi consigliò
+subito a battere la ritirata, aspettando una migliore
+occasione per ritornare all'assalto.</p>
+
+<p>L'assedio procedeva regolarmente, con tutte le
+regole indicate dall'arte. Al mattino andavo a disegnare
+la cascata: era una finta necessaria per ingannare
+il nemico sui miei movimenti; più tardi rientravo
+al bivacco, cioè facevo colazione al mulino
+coi commestibili che portava meco per alimentare
+la truppa all'assedio. Talvolta mi procacciai qualche
+ghiotto boccone, e dell'ottimo vino... sperando di
+prenderla per la gola, ma i miei tentativi riuscirono
+vani. La mugnaia accettava cordialmente le
+mie offerte, se le divorava senza cerimonie, e colla
+stessa semplicità mi obbligava di prendere i suoi
+frutti secchi, il pesce fritto e la polenta del mulino.
+Era uno scambio di cortesie leali e nulla più. Io
+approfittava di quei momenti per avanzarmi di
+qualche passo, colle parallele del sentimento, ma
+essa mi rispondeva con un'artiglieria che distruggeva
+le mie operazioni preparatorie, e rendeva vane
+anche le piccole scaramuccie.</p>
+
+<p>Stanco e annoiato di perdere tanto tempo senza
+frutto, un giorno, con un rapido movimento, girando
+la posizione di fronte per l'ala sinistra, volli
+<span class="pagenum">[139]</span>
+tentare di prendere la piazza con un ardito colpo
+di mano. Ma anche questa sorpresa ebbe un esito
+infelice... e pericoloso. Sono sfuggito per miracolo
+ad un rovescio, che mi avrebbe causato delle gravi
+perdite, se avessi mancato di quel genio che guidava
+il principe Carlo d'Austria nelle sue ritirate
+davanti l'impeto degli eserciti del primo Napoleone.</p>
+
+<p>Con destrezza insuperabile ho salvata la testa!
+le difficoltà si facevano sempre più gravi, la fortezza
+presentava una resistenza insormontabile, ed
+io rientrava sovente nei miei quartieri ferito nell'orgoglio,
+e talvolta anche altrove, ma spinto da
+ogni nuova ripulsa a tentativi più arditi.</p>
+
+<p>Una sera me ne tornavo dall'attacco rimuginando
+col pensiero qualche astuzia guerresca, quando sentii
+Bitto da lontano che abbaiava allegramente, come
+soleva fare incontrando gli amici. Infatti alla svolta
+del monte vidi una brigata di persone che avanzava
+dalla mia parte. Era la famiglia Bruni, e il
+dottore con sua moglie che facevano una passeggiata
+vespertina.</p>
+
+<p>Quando mi furono dappresso, m'avvidi che si scambiavano
+delle occhiate d'intelligenza, e che ciascheduno
+aveva un sorriso o un sogghigno sulle labbra.</p>
+
+<p>&mdash; Oh... quale sorpresa! &mdash; esclamò il signor Nicola, &mdash; il
+maestro Daniele da queste parti... a
+quest'ora....</p>
+
+<p>&mdash; Nessuna sorpresa... &mdash; io risposi... &mdash; perchè
+vedo che mi siete venuti incontro.</p>
+
+<p>&mdash; Sì... no... è vero... non è vero, &mdash; tutti volevano
+dissimulare la verità, ma colla franchezza della
+mia risposta io avevo gettato il disordine nel campo
+nemico.</p>
+
+<p>&mdash; Infatti, &mdash; soggiunse il signor Nicola, &mdash; è
+lecito sapere che cosa vi attira da queste parti?...
+<span class="pagenum">[140]</span></p>
+
+<p>&mdash; Perbacco, &mdash; io risposi, &mdash; vogliono che io
+faccia dei misteri?... vado a studiare una cascata....</p>
+
+<p>&mdash; Ah!... ah!... ah!... benissimo... è ben trovata, &mdash; osservò
+il signor Nicola.</p>
+
+<p>&mdash; Va a prendere delle doccie.... &mdash; proseguì il
+medico.</p>
+
+<p>&mdash; Ha ragione, signor maestro, fin che è giovane
+si diverta, &mdash; continuò la signora Pasquetta, che si
+mostrava sempre indulgente pei peccatuzzi dell'umana
+fragilità.</p>
+
+<p>&mdash; Eppure, &mdash; riprendeva il signor Nicola, &mdash; quella
+cattiva lingua di Tobia pretende che abbiate
+degli interessi al mulino.... e siate infarinato a
+dovere!...</p>
+
+<p>&mdash; Ahimè, povero Zaccheo!... &mdash; replicava il dottore
+levandosi il cappello, e simulando colle dita
+sulla testa certi ornamenti animaleschi, che facevano
+arrossire la signora Pasquetta fino al bianco
+degli occhi.</p>
+
+<p>Vedendo il dottore a fare quegli scherzi, non ho
+potuto trattenere le risa, e diedi in uno scroscio
+sgangherato accompagnato dai singulti del signor
+Nicola, che scoppiava nella pelle. La signora Giovanna
+rideva essa pure, ma il dottore rideva più
+di tutti.... Agata era andata avanti con Bitto, e
+gettava dei sassi, che egli correva a prendere, riportava
+e depositava a' suoi piedi, abbaiando con insistenza
+per ottenere che la ragazza li gettasse
+nuovamente.</p>
+
+<p>Intanto noi si rideva allegramente vedendo il
+dottore contento come una pasqua dell'effetto irresistibile
+prodotto da' suoi scherzi; egli, incoraggiato
+dal buon successo, continuava a burlarsi di Zaccheo,
+malgrado le preghiere di desistere che gl'indirizzava
+la moglie, divenuta pavonazza dalla tortura.
+<span class="pagenum">[141]</span></p>
+
+<p>Essendoci accorti che la signora soffriva davvero,
+abbiamo abbandonato il soggetto scabroso, cambiando
+discorso.</p>
+
+<p>Era l'ora del tramonto, e volendo rientrare al villaggio
+prima di notte abbiamo abbandonata la strada
+maestra, prendendo una scorciatoia per un sentiero
+tortuoso fra due siepi.</p>
+
+<p>La viuzza angusta non permetteva il passaggio
+che a due sole persone di fronte. Io precedeva la
+comitiva insieme con l'Agata, poco dopo seguiva il
+signor Nicola colla signora Pasquetta, ed ultimi il
+dottore colla signora Giovanna. Bitto andava avanti
+e indietro, su e giù per l'erta, come sogliono fare
+i cani... e gl'innamorati.</p>
+
+<p>Il sole, dardeggiando i suoi ultimi raggi dietro la
+montagna, tingeva di porpora e d'oro le nuvolette
+increspate che vagavano pel firmamento.</p>
+
+<p>&mdash; Come sono stupende queste scene della sera
+fra i monti!... &mdash; io osservava.</p>
+
+<p>&mdash; Soltanto dopo un giorno sereno.... &mdash; mi rispondeva
+l'Agata. &mdash; Ma i giorni burrascosi hanno un
+tetro tramonto, senza luce, senza splendore, con
+un corteggio di nuvoloni neri, minacciosi.... Avete
+mai pensato alla rassomiglianza fra il periodo d'un
+giorno e l'intiero corso della nostra vita?</p>
+
+<p>&mdash; Ci ho pensato sovente.... &mdash; io soggiunsi, &mdash; e
+se dipendesse da me, vorrei che ogni giorno fosse
+sereno, ogni vita felice, ogni tramonto bello come
+quello di questa sera....</p>
+
+<p>&mdash; Il giorno bisogna prenderlo come ci vien dato
+dalla natura.... ma dipende da noi che la nostra vita
+sia calma o burrascosa, senza macchie, senza rimorsi,
+senza nuvole al tramonto, come una giornata serena.</p>
+
+<p>La guardai in volto tacendo, e mi parve grave e
+severa.
+<span class="pagenum">[142]</span></p>
+
+<p>Camminavo in silenzio dopo qualche istante, quando
+un magnifico falco attraversando la valle ci passò
+rapidamente davanti gli occhi, penetrando nel bosco
+vicino, dal quale dopo uno stormire di fronde s'intese
+un confuso cinguettìo, e si videro uscire alcuni
+uccelletti spaventati.</p>
+
+<p>&mdash; Un bel falco!... &mdash; dissi io.</p>
+
+<p>&mdash; Bello, ma crudele!... &mdash; essa mi rispose. &mdash; La
+bellezza è un dono della sorte, non è un merito; e, &mdash; proseguì, &mdash; se
+la bellezza non è accompagnata
+da buon cuore e da onestà, io la compiango. Quando
+vedo un falco, non penso alla sua bellezza, ma al
+dolore dei poveri uccelletti che avranno il nido invaso
+e insanguinato dal rapitore, che, portandosi via
+la madre a tradimento, mette il padre in disperazione,
+e lascia i piccini nell'abbandono.... Mio Dio!
+quante vittime per una preda!...</p>
+
+<p>Io sentiva che i colpi venivano al mio indirizzo....
+e che erano meritati.</p>
+
+<p>Pensai seriamente alla colpevole leggerezza che
+mi valeva quella severa lezione. Anch'io come il
+falco grifagno tentava rapire la pace ad una onesta
+e tranquilla famiglia... che nel suo eremo, ai piedi
+delle Alpi, non era ancora abbastanza riparata
+dalla rapacità d'un cuore spietato.... Ma almeno il
+falco cercava una preda per vivere.... io invece facevo
+il male per soddisfare un vano capriccio....
+per saziare un desiderio colpevole.... per distrarmi
+da un dolore profondo con una insidia.... per vendicarmi
+contro persone innocenti dei mali prodotti
+dalla mia dabbenaggine!... ed ecco che come al solito
+io compariva peggiore della bestia.... più crudele
+del falco.... e meno fortunato di lui, perchè non
+avevo nè la sua destrezza per cogliere la preda, nè
+le ali per fuggire dalle maledizioni delle vittime!...
+<span class="pagenum">[143]</span></p>
+
+<p>Io invidiava la sorte di quell'uccello di rapina, che
+dopo il delitto poteva almeno volare in lontane regioni,
+ove si ignoravano le sue prodezze sanguinose!...
+io invece non potevo nascondere la vergogna davanti
+al mio giudice.</p>
+
+<p>Tuttavia sentivo il bisogno di rispondere qualche
+cosa; ma misurando i miei torti non trovavo giustificazioni
+ammissibili, e mi sentivo così aggravato,
+che proruppi in queste parole:</p>
+
+<p>&mdash; Agata, avete ragione, disprezzatemi, io sono
+un uomo abbietto!.... se fossi vicino ad un precipizio,
+mi vedreste scomparire dai vostri sguardi....</p>
+
+<p>&mdash; Con un delitto non si ripara una colpa.... &mdash; mi
+rispose freddamente.</p>
+
+<p>Allora mi venne il pensiero ch'essa mi credesse
+forse più colpevole che in fatto non era, e volli
+giustificarmi.... per non essere condannato in contumacia.</p>
+
+<p>Le confessai ingenuamente la mia ammirazione
+per la bellezza plastica della moglie di Zaccheo,
+assicurandola però che tale ammirazione non ebbe
+altro effetto che alcune visite senza conseguenza....
+Tacqui dell'assedio tentato invano, della resistenza
+valorosa e dell'artiglieria formidabile della mugnaia,
+e promisi che avrei abbandonato per sempre il mulino,
+e gli studi delle cascate!...</p>
+
+<p>&mdash; Me lo promettete seriamente?... &mdash; mi chiese.</p>
+
+<p>&mdash; Ve lo prometto sulla mia parola d'onore.</p>
+
+<p>&mdash; Accetto la promessa in nome di vostra madre, &mdash; ella
+mi rispose, &mdash; della quale m'avete impartita
+l'autorità. &mdash; Così dicendo mi sporse la mano.</p>
+
+<p>Io gliela strinsi coll'animo commosso e le chiesi
+umilmente:</p>
+
+<p>&mdash; E mi perdonate?...</p>
+
+<p>&mdash; Vi perdono, &mdash; mi rispose, &mdash; a condizione che
+<span class="pagenum">[144]</span>
+siate galantuomo... ricordandovi che chi ruba la
+donna altrui è un ladro più infame di chi invola il denaro...
+Il denaro rapito può lasciare le vittime nella
+povertà... ma la donna che tradisce il marito lo lascia
+nel disonore, che è peggior cosa d'ogni miseria!...</p>
+
+<p>Eravamo giunti al villaggio e dopo i soliti saluti
+rientrammo nelle nostre case.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="XIII" id="XIII"></a>XIII.</h2>
+
+<p>Ho dunque abbandonato l'assedio, e ripiegata la
+tenda; non più marcie forzate, nè speranze, nè timori,
+nè tutte le emozioni della lotta. Ho battuto
+la ritirata, per riprendere la vita monotona del soldato
+di guarnigione.</p>
+
+<p>A vent'anni avevo già spasimato d'un amore ideale,
+e raccoglievo un amaro disinganno; avevo tentato
+l'amore positivo, materiale, il frutto vietato; e ne
+riportavo qualche ferita e un rimorso. In complesso
+erano due fiaschi solenni coi quali inauguravo la
+mia esistenza, due fiaschi che mi mettevano in uggia
+le ragazze e le donne.</p>
+
+<p>Ora, a vent'anni, senza un amore che riscaldi il
+cuore, come si fa a vivere in un gelido villaggio
+della Valtellina?...</p>
+
+<p>La scuola?... me ne appello a tutti i maestri spregiudicati:
+la scuola, tanto per chi insegna quanto per
+chi ascolta, non è che una fabbrica di noia perfezionata.
+La tragedia?... essa giaceva abbandonata sul
+<span class="pagenum">[145]</span>
+tavolo, ogni ispirazione era svanita, il fuoco sacro
+s'era spento alla scomparsa della Vestale; non avvi
+poesia senza musa, nè arte senza donna!... L'orto?...
+era incolto, vi crescevano i cardi selvatici e le
+ortiche. Senza famiglia non si hanno nè fiori.... nè
+legumi. L'uomo, solo, vive di qua e di là, senza centro
+e senza circonferenza. Avrei potuto cercare qualche
+divagamento nella coltura delle piante, ma ignoravo
+ancora quest'arte, trovandomi sempre alle prime pagine
+dell'<i>Ortolano dirozzato</i>.</p>
+
+<p>Non sapevo più a che santi votarmi. Psiche, Venere
+e Melpomene mi erano sfuggite di mano; del
+divino Olimpo non mi restava altro che Bacco. Mi
+sono dato alla divozione del suo culto, e mi parve
+che mi si mostrasse propizio.</p>
+
+<p>Questo nume benefico agli infelici, esiliato dagli
+altari dell'umana ingratitudine, andò vagabondo e
+ramingo sulla terra, arrestandosi di preferenza sui
+clivi ridenti di vigneti, ove continua in modo clandestino
+l'esercizio dei sacri suoi riti. Tutto il bene
+e il male del mondo, l'amore o l'odio, le gioie e le
+lagrime, la poesia e i dolori della vita umana, l'incenso
+profumato, e il fumo graveolente dei roghi,
+tutto svapora, tutto sale all'empireo, tutto si confonde
+nell'etere. Le meteore raccolgono tutte le emanazioni
+della terra, materiali e morali, visibili ed invisibili;
+il vento le agita, il tuono le scuote, il fulmine le
+riscalda, l'umidità le discioglie, e quando piove tutto
+ricade sulla terra. Questo è il circolo eterno dello
+spirito e della materia; nulla si perde nell'universo,
+tutto si rinnova. Colla pioggia benefica ritornano al
+nostro globo gli elementi vitali del corpo e dell'anima
+umana. Le piante assorbono quegli umori, li elaborano,
+ed essi ritornano all'uomo cogli alimenti. Le
+pioggie benefiche apportano la gioia; le grandini
+<span class="pagenum">[146]</span>
+sono maledizioni retrocesse, le rugiade baci ed amplessi
+che brillano nuovamente sulla superficie terrestre,
+e ingemmano l'erbe ed i fiori colla loro comparsa.
+Per questo sulla terra germogliano sempre
+le stesse piante e le stesse passioni, nascono gli
+stessi animali, e si ripetono le medesime vicende.</p>
+
+<p>Ogni pianta ha le sue facoltà assorbenti, non solamente
+per i principii materiali che somministra
+la terra, ma altre pei principii spirituali che oscillano
+nell'aria, riscaldati dal sole. Il frumento non assorbe
+soltanto i fosfati, ma raccoglie dall'aria gli
+elementi confusi del bene e del male; e l'uomo, nutrendosi
+di pane, inghiotte non solo un alimento sostanzioso,
+ma altresì gli elementi delle gioie e dei
+dolori che si manifesteranno nella sua vita.</p>
+
+<p>Alcune piante godono lo speciale privilegio di
+non assorbire che un solo principio. Se è il principio
+del male sono piante velenose, come la cicuta, la
+belladonna, il giusquiamo; se è il principio del bene
+sono piante benefiche, come la china del Perù,
+l'arancio, la vite. Le prime uccidono, le seconde risanano
+l'uomo.</p>
+
+<p>È certo che le dosi modificano la loro azione, potendo
+tornar giovevole una piccola dose di veleno,
+e micidiale una forte dose di vino. Ma nel mondo
+morale succede lo stesso: un eccesso di gioia uccide,
+un dolore corregge un vizio.</p>
+
+<p>La vite ha la specialità di non raccogliere colle
+sue radici, e di non assorbire colle sue foglie altro
+che gli umori soavi ed esilaranti: lo spirito, l'ilarità
+e l'entusiasmo. Ecco il motivo pel quale mi sono
+votato a Bacco: mi pareva nelle mie critiche circostanze
+d'aver sommo bisogno della particolare assistenza
+di questo dio. Infatti esso distilla nel succo dei
+grappoli la quintessenza dell'umana felicità. Questa
+<span class="pagenum">[147]</span>
+si assimila al vino, entra nelle botti e nelle bottiglie,
+brilla nei bicchieri come i rubini e i topazi d'oro, esala
+nell'aria gli effluvi de' suoi aromi sottili. Buon vino
+e buon umore sono sinonimi, e chi ne ha ne usi
+moderatamente per goderne a lungo, e chiuda le
+bottiglie con tappi solidi di sovero di Spagna, e
+metta capsule metalliche sul turacciolo per conservare
+scrupolosamente il profumo e lo spirito dell'umana
+felicità distillata. Nel fondo d'ogni buona
+bottiglia si trovano arcane consolazioni, affatto
+ignote a chi non beve che acqua. Ma le passioni intemperanti
+spingono l'uomo ad abusare di tutto, ond'egli
+avvelena l'aria destinata al suo respiro, intorbida
+le pure sorgenti e guasta i migliori succhi
+della vite. Con alcuni buoni pensieri si possono fare
+pessimi vini; la colpa è tutta dell'uomo, di questo
+guastamestieri della natura.</p>
+
+<p>Ma non basta fare il vino eccellente, bisogna anche
+saperne usare con moderazione.</p>
+
+<p>Che cosa è più soave negli ardori della canicola
+d'una immersione in un bagno fresco? ma l'uomo
+non si contenta di tuffarsi nell'acqua fino al collo,
+egli corre ove il fiume è più rapido, ove il mare è
+più profondo; non si limita a nuotare alla superficie,
+ma vuole entrare sott'acqua colla testa, e trova talvolta
+un pescecane che lo divora.... o un filo d'erba
+che gli lega una gamba.... e l'uomo s'annega.</p>
+
+<p>L'umana intemperanza riduce la vita ad un incubo
+insopportabile, quando si potrebbe goderne come
+d'un sogno delizioso!</p>
+
+<p>Così pure il vino subì la sorte di tante cose eccellenti
+e salubri ridotte nauseanti e pericolose. Bacco
+ci offre un frutto che contiene le dosi d'un elisire
+di lunga vita, e noi troviamo il modo di snaturare
+l'essenza di questa divina materia per produrre un
+<span class="pagenum">[148]</span>
+tossico ingrato e micidiale! E i legislatori che condannano
+ai lavori forzati il falsario delle monete, non
+trovarono la benchè minima pena per punire i falsificatori
+del vino, che sono causa di gravi mali sociali,
+che avvelenano i loro simili, che guastano gli stomachi
+e i cervelli, che producono coliche e delitti!</p>
+
+<p>L'oste del mio villaggio, come tutti gli osti che
+godono questa impunità, aveva del vino buono e del
+cattivo. Dapprincipio preferii la qualità alla quantità,
+e ne sentii gli effetti benefici al corpo ed all'anima.
+Il buon vino mi facilitava la digestione e mi disponeva
+ad una benevolenza universale: io sentivo un
+bisogno di perdonare le offese, di tollerare le imposte
+più gravose, dimenticavo i mali sofferti, speravo
+nell'avvenire. I più dolci pensieri danzavano
+nella mia fantasia come sopra un tappeto di fiori,
+uno spirito di conciliazione animava il mio cuore,
+e mi addormentavo contento e beato, e sognavo
+che la contessa Savina mi dava un bacio, che la
+mugnaia me ne dava due, e poi si baciavano fra
+loro, e ci abbracciavamo tutti e tre. Erano visioni
+di paradiso!...</p>
+
+<p>Ma io non ho saputo contenermi nei limiti prescritti
+dalla ragione, dal buon senso e dall'onestà!</p>
+
+<p>Tuttavia, prima di raccontare i particolari di questo
+nuovo errore della mia gioventù, sento il bisogno
+di reclamare nuovamente le circostanze attenuanti,
+anche a benefizio di Bacco, accusato ingiustamente
+di connivenza ai miei falli.</p>
+
+<p>No, il vino non è la causa della mia intemperanza,
+come l'acqua non è responsabile dei suicidii che si
+commettono nel suo seno.</p>
+
+<p>Non è l'uso del vino, è l'abuso che mi trascinò...
+sotto al tavolo.</p>
+
+<p>La giustizia deve passare prima di tutto; nè il
+<span class="pagenum">[149]</span>
+vino, nè l'oste sono colpevoli; io solo devo subire
+la censura d'una condotta irregolare.</p>
+
+<p>Se il vino lo avessi portato a casa, e me lo fossi
+bevuto a pranzo, mi avrebbe fatto del bene. M'ha
+fatto male perchè ho sbevazzato all'osteria, senz'ordine
+e senza misura.</p>
+
+<p>Il vino è assolto.... veniamo all'oste.</p>
+
+<p>L'oste, poveretto! quando s'accorse che il mio
+cervello divampava, ha fatto la parte del pompiere,
+mettendomi dell'acqua nel vino, procurando con sincera
+filantropia di moderare l'incendio che non poteva
+più spegnere.</p>
+
+<p>È verissimo che nel conto mi ha fatto pagare il
+vino annacquato come vin pretto, ma anche questo
+è lodevole, tenuto conto dell'intenzione che deve
+averlo guidato d'infliggere una multa alla mia intemperanza. &mdash; Ma
+chi ha dato diritto all'oste di far
+pagare ai suoi avventori più di quanto gli è dovuto?...
+Forse l'agente delle tasse, il quale attribuendogli una
+rendita immaginaria, superiore alla vera, e facendogli
+versare una imposta relativa, aperse la strada
+dell'arbitrario, divenuto indispensabile per pagare
+l'ingiusto! &mdash; Dunque si assolva anche l'oste.</p>
+
+<p>I veri colpevoli furono i falsi amici e i cattivi compagni.
+Alla testa di tutti pongo Uguccione della Fagiuola,
+il quale avendo scoperto in me i germi d'una
+nuova passione, che si andavano sviluppando, invece
+di mostrarmi i pericoli a cui andavo incontro,
+mi fece coraggio a persistere nelle prave abitudini.
+Egli era molto più vecchio di me, e l'esperienza doveva
+tenergli luogo d'educazione. Avrebbe potuto
+dirmi amichevolmente: &mdash; Bada, Daniele, a quello
+che fai; tu sei costantemente innamorato delle cose
+pericolose, e trapassi con inconcepibile leggerezza
+dall'amore della donna all'amore della botte. Sta in
+<span class="pagenum">[150]</span>
+guardia, non fidarti troppo nè dell'una nè dell'altra;
+entrambe ci lusingano da principio con prestigiose
+illusioni, entrambe producono soavi emozioni,
+brillano ai nostri occhi con ismaglianti colori, sorridono
+ai nostri sguardi, ai primi baci esaltano il
+nostro spirito, ci promettono la suprema felicità!...
+ma poi!... a misura che la passione si riscalda, esse
+abusano della loro fatale influenza, intorbidano la
+nostra mente, ci espongono a mille pericoli, e ci
+fanno smarrire la ragione ed il senno!... Daniele,
+non fidarti nè della donna nè della botte; tu non
+sai quanto il loro profumo sia ingannatore, tu ignori
+gl'istinti malvagi che ascondono in seno, e i funesti
+veleni che circolano nel loro sangue. Fuggi la donna
+e la botte. Se m'avesse detto così, io andava frate, e
+tutto sarebbe stato finito; rinunziando alle gioie terrene
+mi assicuravo almeno il paradiso per l'altro
+mondo, ma Uguccione tenne un altro linguaggio.</p>
+
+<p>&mdash; Bevi, bevi, &mdash; egli mi diceva, &mdash; il vino consola
+di tutto, la vita non ha che disinganni e dolori,
+in fondo della bottiglia si trovano le illusioni e
+le gioie: bevi e cerca l'oblio dei mali nel bicchiere,
+esso ti farà dimenticare la miseria e i tradimenti,
+gli amori infelici, le noie della solitudine,
+le amarezze del destino; bevi e sarai felice.</p>
+
+<p>Ed io bevevo... ma bevevo come un sifone....</p>
+
+<p>Egli mi faceva compagnia, e si stava allegri. Poi,
+per tenermi più a lungo all'osteria, mi mise in mano
+le carte. Dapprincipio giuocavo con indifferenza,
+ma a poco a poco m'entrò la passione dei fanti e dei
+cavalli, delle spade e delle coppe; gli assi mi mettevano
+in convulsione, avrei dato cento scudi per
+un dieci di danari, mi pareva impossibile che l'uomo
+potesse vivere senza le carte, ci pensavo il giorno
+e la notte, e le vicende del giuoco unite al liquore
+<span class="pagenum">[151]</span>
+di Bacco mi agitavano il sonno terribilmente. Le
+giornate mi parevano più lunghe, la scuola sempre
+più noiosa; io attendeva con ansietà il momento di
+fare la partita, e quando all'ora della mia passeggiata
+Bitto voleva condurmi per la campagna a respirare
+l'aria pura e serena, io obbligava la povera
+bestia a rinunziare a questo esercizio salutare per
+accompagnarmi all'osteria a passare la sera in quell'afa
+infetta di vivande, di vino e di tabacco. Le
+carte non rispettano le affezioni più sacre, non riconoscono
+amici, nè credono ad altri piaceri all'infuori
+di quelli del tavolino.</p>
+
+<p>Così in breve tempo divenni giocatore e beone.</p>
+
+<p>Pare impossibile come è facile diventare viziosi
+quando il cammino della virtù riesce tanto faticoso!
+Eppure l'esperienza insegna che l'uomo non
+può essere felice se non ha la coscienza tranquilla.
+Tutti vogliono essere felici, ma molti fallano la
+strada, cercando da lontano e per vie remote ciò
+che si trova da vicino, anzi dentro di noi.</p>
+
+<p>Io giuocavo e bevevo gran parte della notte; le
+perdite al giuoco mi animavano a raddoppiare le
+partite, e il vino mi eccitava la sete. Uguccione
+della Fagiuola colle carte, e l'oste col conto mi
+pelavano penna a penna, come si farebbe d'un pollo.
+Io era sempre pronto ad essere spiumato da tutti
+e due; giuocavo come una ruota, bevevo come una
+spugna, ed alla notte soffiavo come un mantice.</p>
+
+<p>Una sera giuocando e bevendo, bevendo e giuocando,
+ho perduto tutto il denaro che doveva bastarmi
+per vivere un mese; poi non avendo più
+denaro, e volendo prendere la rivincita, ho perduto
+l'orologio, poi la giubba, poi la cravatta... poi il
+cervello e le gambe, e sono andato a finirla sotto
+al tavolo!...
+<span class="pagenum">[152]</span></p>
+
+<p>Dopo un sonno profondo mi svegliai indolenzito,
+ammaccato, scapigliato, sconcio, colla testa pesante
+e la borsa leggiera, in maniche di camicia.</p>
+
+<p>Ero sotto il tavolo, all'oscuro, dimentico d'ogni
+cosa, sbalordito.</p>
+
+<p>Chiamai la Rosa. Bitto venne a leccarmi il volto
+con affezione inquieta, e pareva che volesse parlarmi.
+Non sapevo ove fossi, strepitai tanto che
+finalmente vidi comparire l'oste in mutande e pantofole,
+con un fanale in mano.</p>
+
+<p>&mdash; Ha chiamato, signor maestro?</p>
+
+<p>&mdash; Altro che chiamato!...</p>
+
+<p>&mdash; Ebbene come va?</p>
+
+<p>&mdash; Ma!.. mi pare che la vada malissimo... che non
+potrebbe andar peggio. Ditemi un po' che cosa faccio
+qui in questo arnese... e in questo letto un po' duro,
+ma a padiglione?</p>
+
+<p>&mdash; Eh, quando si ha un buon sonno si dorme da
+per tutto.</p>
+
+<p>&mdash; Benissimo... che ora è?</p>
+
+<p>&mdash; Incomincia il crepuscolo.</p>
+
+<p>&mdash; E perchè mi avete lasciato in terra tutta la
+notte?</p>
+
+<p>&mdash; Per non farle male... gli ubbriachi bisogna
+rispettarli.</p>
+
+<p>&mdash; Vi ringrazio dell'onore... ma come mi trovo
+qui?</p>
+
+<p>&mdash; Vedo che la cotta è stata proprio solenne, se
+non si ricorda più nulla! Ecco come passarono le
+cose: ha giuocato e bevuto fino a che ha potuto
+reggersi in piedi, poi ha scivolato sotto al tavolo.
+I suoi compagni volevano accompagnarlo a casa,
+ma erano cotti fino alle midolle; ho pensato che
+andrebbero a dormire in un fosso. Ho detto fra
+me: vadano pure, essi sono veterani avvezzi alle
+<span class="pagenum">[153]</span>
+bastonate, ma un coscritto non bisogna abbandonarlo.
+Se si rompe la testa possono darmene la
+colpa, e così mi sono fatto scrupolo di disturbarla.
+Dormiva tanto bene che pareva morto.... L'ho
+lasciato in pace al posto naturale scelto dalla natura...
+ed io pure sono andato a dormire.</p>
+
+<p>&mdash; Nel vostro letto.</p>
+
+<p>&mdash; S'intende... nel mio letto.</p>
+
+<p>&mdash; Fortunato mortale!... Ed ove sono i miei panni?</p>
+
+<p>&mdash; Li ha giuocati e perduti, con l'orologio... povero
+maestro!</p>
+
+<p>&mdash; Ora mi rammento benissimo... pazienza... è
+stato il fante di spade che mi ha tradito!.. Mi dispiace
+che non avendo più un soldo nè in tasca nè
+in casa, non posso pagarvi il mio debito prima
+d'aver trovato i contanti.</p>
+
+<p>&mdash; Di questo non si dia pensiero, signor maestro,
+mi pagherà un altro giorno. Intanto vada a casa
+a vestirsi finchè le strade sono deserte; e non si
+perda di coraggio per così poco. E mi aperse la
+porta.</p>
+
+<p>Uscii con Bitto, che vedendomi mezzo spoglio mi
+guardava con compassione.</p>
+
+<p>Io mi vergognavo davanti al mio cane.</p>
+
+<p>Spirava una fresca brezza mattutina, il cielo era
+sereno, l'aurora tingeva i monti d'un roseo dorato.
+Il sorriso della natura mi faceva male. Avevo in
+saccoccia la chiave di casa, entrai come un ladro,
+penetrando con precauzioni infinite nella mia stanza
+per non essere sorpreso in quello stato miserevole
+dalla Rosa. Il sole si alzava quando io poggiava
+sul cuscino la mia povera testa pesante, e grave di
+pensieri dolorosi ed umilianti.</p>
+
+<p>All'indomani tutto il villaggio parlava della mia
+avventura. Uguccione della Fagiuola l'aveva raccontata
+<span class="pagenum">[154]</span>
+in piazza, il campanaro in canonica, il cursore
+in ufficio, le donnette ai mariti. Le autorità
+civili ed ecclesiastiche censurarono altamente la
+condotta scandalosa del maestro, tutti ciarlavano,
+commentavano, infioravano, esageravano il fatto e
+ridevano.</p>
+
+<p>Se la coppa dell'amore appressata due volte alle
+labbra mi lasciò sempre deluso, anche in mezzo ai
+fiaschi... ho fatto fiasco!... Tre delusioni successive
+era troppo! Avrebbero bastato a schiacciare un
+gigante; io, che non era che un insetto, mi trovai
+polverizzato addirittura.</p>
+
+<p>Più di tutto mi crucciava il pensiero di ciò che
+avrebbe pensato la famiglia Bruni de' miei stravizii,
+e mandai la Rosa con un pretesto per esplorare
+il terreno. Al suo ritorno le andai incontro
+per abbreviare la mia ansietà.</p>
+
+<p>&mdash; Ebbene, che cosa pensano di me?... &mdash; le
+chiesi.</p>
+
+<p>&mdash; Dicono, &mdash; mi rispose, &mdash; che siete un buon
+ragazzo, onesto e dabbene, vittima degli astuti, degl'intriganti,
+degli arruffoni, che abusando della
+vostra bonarietà vi rendono tributario dei loro
+disordini, dei loro vizii, e poi vi denigrano e vi
+mettono in ridicolo.... La signora Agata vi aspetta
+dopo pranzo per fare una gita con sua madre, non
+potendo il signor Nicola accompagnarle a motivo
+delle sue occupazioni.
+</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum">[155]</span></p>
+
+<h2><a name="XIV" id="XIV"></a>XIV.</h2>
+
+<p>All'ora fissata v'andai. M'aspettavo una ramanzina
+in piena regola, invece fui sorpreso che non
+parlassero nemmeno de' miei malanni. Mi accolsero
+colla solita benevolenza, chiedendomi scusa d'avermi
+incomodato; ma conoscendomi compiacente e gentile,
+le signore mi pregavano di accompagnarle in
+un sito deserto della montagna, essendo il signor
+Nicola impedito, e non osando avventurarsi sole
+con Martino in quei greppi.</p>
+
+<p>Partimmo subito, seguiti dal domestico che portava
+un cesto coperto, e preceduti da Bitto che
+andava ad esplorare il terreno, ed abbaiava alle
+pecore che pendevano dall'erta e ci guardavano
+passare con attenzione e diffidenza. Pare che certe
+bestie non abbiano troppo buona opinione dell'uomo.</p>
+
+<p>La strada fu lunga e faticosa per l'ardua salita,
+ma la buona compagnia, l'aria fresca ed elastica
+e l'aspetto pittoresco e variato del paesaggio me
+la fecero sembrare agevole e breve. Strada facendo
+aveva chiesto dove s'andava, e l'Agata mi aveva
+risposto:</p>
+
+<p>&mdash; Andiamo a fare un po' di bene... ve ne dispiace?</p>
+
+<p>&mdash; Ne sono contentissimo, e ne sento bisogno
+io che faccio tanto sovente del male.
+<span class="pagenum">[156]</span></p>
+
+<p>Non mi rispose, e poco dopo continuò:</p>
+
+<p>&mdash; I nostri montanari hanno l'abitudine d'emigrare
+in lontani paesi per sostentare le loro famiglie
+col lavoro e fare qualche risparmio. Talvolta
+ritornano a casa ricchi o almeno ben provveduti,
+talvolta affranti dagli stenti, dalle privazioni, ammalati
+e più poveri di prima. Ecco il nostro caso.
+Si tratta di un padre di famiglia ritornato misero
+e infermo.</p>
+
+<p>Intanto eravamo giunti davanti una catapecchia
+affumicata che sorgeva come una vedetta a picco
+della valle, in un angolo sporgente a diritta della
+strada maestra. Eravamo ad una grande elevazione;
+si vedeva al basso il torrente come un nastro azzurro,
+serpeggiante fra le piccole colture frastagliate,
+poi come un anfiteatro a scaglioni ove verdeggiava
+un magro frumento in piccoli spazi di
+terreno sostenuti da muricciuoli a secco, qualche
+casupola sparsa e biancheggiante fra i cespugli, e
+più in alto i pascoli interrotti dalle frane e dalle
+valanghe, sparsi di alcuni castagni giganti che si
+aggrappavano ai crepacci colle grosse radici; grandi
+e piccoli macigni franati dalle cime erano sparsi
+sugli strati erbosi che giungevano al margine dei
+precipizi. In alto e da lontano le aride giogaie
+erano spruzzate di neve, che brillava al sole e
+spiccava sull'orizzonte turchino.</p>
+
+<p>A sinistra della strada s'alzava un bosco di abeti,
+che secondando le curve della montagna andava a
+perdersi fra le gole lontane. Sul margine del bosco
+in cima al muraglione sostenente il terreno tagliato
+dalla strada, pascolava una capra, vicino alla
+quale sedeva una bambina bionda e ricciuta, bianca
+e rossa ch'era una bellezza a vederla.</p>
+
+<p>Al nostro avvicinarsi la capra alzò la testa mandando
+<span class="pagenum">[157]</span>
+un lungo belato, e la bambina s'alzò in piedi
+per fuggire. Allora s'aperse l'uscio del tugurio che
+stava dirimpetto, e comparve sulla porta una donna
+giovane ancora, ma sparuta, solcata dalle rughe
+d'una precoce maturità, lacera nelle vesti, scapigliata
+e affranta dalle veglie, squallida dalla miseria.</p>
+
+<p>Vedendo l'Agata alzò le mani e gli occhi al cielo
+esclamando:</p>
+
+<p>&mdash; Benedetto Iddio!... ecco la Provvidenza!...</p>
+
+<p>Agata l'interruppe interrogandola ansiosamente:</p>
+
+<p>&mdash; Come va il povero Beppo?</p>
+
+<p>&mdash; Sempre lo stesso, signora!... sempre la febbre...
+e i dolori. Ma se vuole consolarlo si mostri sulla
+porta.</p>
+
+<p>&mdash; Entriamo, entriamo, &mdash; disse l'Agata, e la
+povera donna c'introdusse nella stanza dell'infermo.</p>
+
+<p>Da una sola finestra vestita di carta entrava nello
+stambugio una luce smorta. L'infermo smunto, giallognolo,
+colle occhiaie incavate e segnate da un cerchio
+livido, cogli zigomi protuberanti, le labbra violacee,
+i capelli rabbuffati, l'occhio semispento, stava
+seduto sul suo giaciglio colle braccia distese sulle
+coltrici rattoppate, rotolando l'estremità del suo
+lenzuolo di stoppa nelle scarne mani. Al comparire
+d'Agata schiuse le labbra ad un sorriso, i suoi
+occhi parvero avvivarsi, poi due grosse lagrime gli
+corsero sulle guancie. Ci salutò con un cenno del
+capo accompagnato da un'alzata di mano, e ripeteva
+con voce fioca:</p>
+
+<p>&mdash; Grazie... grazie... ho pregato per voi tutto il
+giorno... non posso far altro, grazie pei poveri bambini...
+e per le donne... che per la vostra carità non
+hanno più sofferto la fame!... Iddio salverà la vostra
+famiglia dalle disgrazie, io confido in lui... per me
+sia fatta la sua volontà... anch'Egli ha sofferto tanto
+<span class="pagenum">[158]</span>
+per il bene, la giustizia e l'umanità.... &mdash; e così dicendo
+accennava colla mano un Cristo che pendeva
+a capo del letto, un Cristo colla testa cadente
+incoronata di spine, colle piaghe sanguinose, e i
+piedi insudiciati dai baci di varie generazioni di
+devoti e di moribondi.</p>
+
+<p>La povera moglie ci raccontò allora le lunghe
+sofferenze di suo marito. Egli era partito con profondo
+rammarico dal suo tugurio, ove lasciava
+quanto aveva di più caro sulla terra: la vecchia
+madre, la moglie, tre bambini che gli saltellavano
+intorno, sempre allegri e contenti, e volevano seguirlo
+dappertutto. La bambina, la sua delizia, lo
+accompagnava sul monte nella stagione della falciatura
+del fieno, e s'addormentava all'ombra. Egli
+la coricava sulla sua giubba e le copriva il volto
+col fazzoletto per ripararla dagli insetti. Alla sera
+se la portava a casa in braccio, contenti tutti e due.
+Lasciare tali abitudini, tanti affetti di famiglia, e
+andar ramingo in lontani paesi gli tornava amaro,
+doloroso, straziante. Ma mancava il lavoro, e quindi
+il pane per tutti. Partì col cuore lacerato quando
+cadevano le foglie e la cattiva stagione s'avvicinava
+a gran passi. Una mattina, preso sulle spalle
+un piccolo fardello, baciò la madre e i bambini e
+seguito dalla moglie uscì dalla sua capanna, ove
+avrebbe vissuto felice se avesse potuto vivere. La
+sua donna lo accompagnò fin fuori della valle, parlando
+dei loro interessi. Ma quando non vide più la
+sua dimora, fu inquieto e la rimandò. Si lasciarono
+con un cenno del capo e della mano, senza poter
+proferire una parola, nè l'uno nè l'altra: il dolore
+li strozzava.</p>
+
+<p>Durante l'inverno quei tapini rimasti alla capanna,
+quasi sepolti sotto la neve, ricevettero qualche soccorso
+<span class="pagenum">[159]</span>
+dall'estero. Il cursore comunale portava le lettere,
+e la povera donna sfidando le intemperie scendeva
+dal monte, trovava il danaro assicurato alla posta,
+faceva le sue provviste al capoluogo, e rimontava
+lentamente colla neve fino al ginocchio, e le spalle
+cariche della gerla piena. Ma sapeva almeno che
+il marito stava bene e pensava a loro, e li sosteneva
+lontani; i bimbi l'aspettavano sulla porta,
+battevano le mani all'arrivo di lei, facevano mille
+feste alla comparsa di tante buone cose che portava,
+e la nonna riceveva il tabacco e il pane, e
+tutti avevano da vivere in pace aspettando la buona
+stagione. La solitudine, l'isolamento, il freddo in
+mezzo a quei monti ricoperti di neve non ispaventavano
+quella povera famiglia quando aveva
+della farina e del sale, del formaggio e del latte.
+Il giorno, se brillava il sole in un cielo sereno, i
+bambini giocavano sulla neve, vi facevano banchi,
+grotte, edifizi fantastici, e quando imperversava
+la bufera, si raccoglievano colle donne
+intorno al focolare, rannicchiati sotto la cappa
+del camino, come i pulcini sotto la chioccia. Abbruciavano
+i rami odorosi dell'abete e del ginepro,
+cuocevano le patate sotto la cenere, la fiamma
+viva li compensava del sole assente, il gorgogliare
+della pentola li consolava dei sibili del vento, e i
+vortici del fumo erano a loro meno molesti delle
+pungenti ambizioni che agitano la società. Nè trovavano
+verun motivo di lamentare la loro sorte, e
+non si sarebbero mai immaginati che a questo mondo
+si possa desiderare di più!...</p>
+
+<p>Alla sera si mettevano tutti in ginocchio, e dicevano
+le orazioni tutti in comune. Pregavano per la
+famiglia, per gli assenti, i viandanti, gli emigrati,
+gli infermi, ed invocavano la salute e le benedizioni
+<span class="pagenum">[160]</span>
+del cielo, e si raccomandavano alla divina
+Provvidenza che li proteggesse in questa vita mortale,
+rendendoli degni di meritare nella vita eterna
+il compenso delle sofferte afflizioni. Dicevano <i>requiem</i>
+pei morti, e ringraziavano il padre che sta
+nei cieli del pane quotidiano, lo pregavano di perdonare
+i loro peccati, di difenderli dalle tentazioni,
+di liberarli dal male. Poi indirizzandosi alla Madonna
+la supplicavano della grazia di rivedere presto
+il loro padre, il marito, il figliuolo, in buona
+salute... e intanto che il Signore lo benedica e difenda
+dalle disgrazie. E si coricavano tranquilli,
+pieni di fede, di speranza, di carità.</p>
+
+<p>Finalmente venne la primavera, sempre gradita
+a tutti, ma specialmente a chi ha vissuto sei mesi
+sotto la neve. I geli si disciolsero ai tiepidi raggi
+del sole, e ricomparvero le foglie sugli alberi, e il
+verde tappeto sui pascoli. Coll'arrivo delle rondini
+la madre di famiglia attendeva il ritorno del marito
+assente, e molte volte al giorno gettava un'occhiata
+sulla strada maestra, per vedere se da lontano si
+vedesse comparire qualche viandante. I bambini
+pure aspettavano il babbo, e si ripromettevano dei
+ghiotti bocconi, coi quali avrebbero celebrato il sospirato
+ritorno. La nonna seduta al sole guardava
+parimente la strada, aspettava e pregava tutto il
+giorno per lui. Ma le rondini libravano il volo da
+lunghi giorni sulla valle cacciando gl'insetti, i nuovi
+nidi erano già costruiti, le fronde s'addensavano,
+l'erba e il frumento crescevano rigogliosi.... e l'emigrato
+non compariva. E non solo non si vedeva di
+ritorno, ma non giungevano più nè lettere, nè danaro.
+I primi giorni che oltrepassarono il termine supposto
+al rimpatrio si cercò d'ingannare l'ansietà
+dell'aspettativa con argomenti immaginari. Un lavoro
+<span class="pagenum">[161]</span>
+impreveduto, un ritardo prodotto da necessità
+insuperabili, strade cattive, tempi perversi, combinazioni
+che succedono in viaggio. Ma mentre crescevano
+le inquietudini mancavano i viveri.</p>
+
+<p>Fortunatamente nacque un capriolo, che venne portato
+al mercato, onde si cambiò il danaro negli oggetti
+più necessari. Poi anche queste piccole provvigioni
+si esaurirono, quantunque misurate a rigore, appena
+da non morire di fame. Bisognava contentarsi d'un
+po' di polenta senza sale, bagnata nel latte di capra.
+Pazienza anche questo, se almeno il cuore fosse
+stato contento, ma l'amarezza profonda che dilaniava
+le viscere delle povere donne condiva colle
+lagrime lo scarso alimento.</p>
+
+<p>Alla fine giunse una lettera, scritta da un compagno
+di sventura, la quale annunziava che il loro
+diletto languiva in uno spedale della Germania.
+Le fatiche di un intenso lavoro, il clima incostante,
+le privazioni imposte dalla necessità di assicurare
+il vitto all'amata famigliuola, avevano stremate le
+forze dell'infelice, caduto vittima del suo coraggio.
+La ripugnanza d'entrare allo spedale gli aveva
+fatto consumare nei primordi della malattia tutti i
+suoi risparmi. Affranto dal male, e mancante d'ogni
+mezzo dovette rassegnarsi ad entrare all'ospizio.
+Così passarono due mesi d'incertezza, di terrori, di
+patimenti aggravati dal patema d'animo che l'opprimeva.</p>
+
+<p>Tali notizie gettarono nella desolazione le povere
+donne. &mdash; Forse non lo vedremo mai più!... fu il
+loro primo pensiero, al quale s'aggiunse il secondo: &mdash; Lontano,
+povero e infermo, e non abbiamo
+nessuna probabilità di raggiungerlo, di mandargli
+dei soccorsi, di prodigargli la nostra affettuosa assistenza!...
+noi qui nella miseria, egli più misero di
+<span class="pagenum">[162]</span>
+noi in mani straniere!... Morirà di crepacuore, e
+l'agonia non sarà consolata da un solo sguardo dei
+suoi cari. Le donne pensavano queste cose, e la
+moglie ce le raccontò come le fu possibile, col linguaggio
+del cuore.</p>
+
+<p>In tale frangente bisognava pensare ai bambini
+che avevano fame, bisognava ingegnarsi in qualche
+modo, e lavorare coll'anima lacerata dal dolore e
+col corpo affranto dagli affanni, dalle veglie, dai
+patimenti d'ogni fatta.</p>
+
+<p>La misera donna raccoglieva della legna secca
+nei boschi, col pericolo d'essere arrestata dai guardiani
+e condotta in prigione, poi la portava da lontano
+sulle spalle attraversando burroni e precipizii,
+coi piedi insanguinati dai frammenti delle roccie.
+Venduta la sua fascina, riportava un po' di pane
+alla famiglia per incominciare da capo all'indomani
+le stesse tribolazioni.</p>
+
+<p>Quanti stenti, quanta miseria, e quanti dolori!...
+Nelle città non si hanno idee di tali patimenti
+umani.... E quella povera famiglia si prostrava a
+terra, ogni sera, per ringraziare Iddio d'averla fatta
+campare, offrendo le sue pene, le angoscie e la fame
+in espiazione dei peccati. E supplicava tutti i santi
+di muoversi a pietà di tante sventure. I tre bambini
+pregavano colle manine giunte e gli occhi
+rivolti al cielo come la madre e la nonna, perchè
+il dolore si sente a tutte le età; esso fa maggiorenni
+i pupilli prima del tempo legale.</p>
+
+<p>Una sera, mentre stavano tutti ginocchioni davanti
+il Cristo, videro aprirsi la porta e comparire sulla soglia
+uno spettro che traballava sulle gambe... Era lui.</p>
+
+<p>&mdash; Grazie, Iddio!... &mdash; egli disse con voce sepolcrale.... &mdash; Grazie,
+Iddio! che mi avete conceduto
+di venir a morire sul mio letto.
+<span class="pagenum">[163]</span></p>
+
+<p>Le donne saltarono in piedi, e giunsero in tempo
+di sostenerlo fra le loro braccia, mentre cadeva
+privo di sensi.</p>
+
+<p>Il desiderio di rivedere la sua famiglia gli aveva
+somministrato le forze sufficienti per alzarsi dal
+letto dell'ospitale, dissimulare ai medici le sue sofferenze,
+protestare contro la loro insistenza di volerlo
+curare, e chiedere come un sommo favore di tornarsene
+a casa. Non ci fu verso di persuaderlo che
+sarebbe morto per via: volle partire.</p>
+
+<p>Senza forze, senza danaro, e colla febbre indosso
+aveva fatto il viaggio a piedi, chiedendo la elemosina
+per via, e dormendo sulla nuda terra, quando
+al suo aspetto spaventoso i contadini si rifiutavano
+di lasciarlo passare la notte sul fieno.</p>
+
+<p>Un pensiero lo sosteneva nei disagi: abbracciare
+ancora una volta i suoi cari. Egli varcò i monti barcollando,
+trascinandosi a piccole giornate, salendo
+talvolta sopra qualche carro sul quale veniva raccolto
+dai carrettieri mossi a pietà del suo stato.</p>
+
+<p>L'energia della sua volontà vinse gli ostacoli, lo
+sostenne nel suo proposito, fu più forte del male, e
+potè trascinarlo fino alla porta del suo tugurio.
+Steso sul letto, lo credettero morto; ebbe un lungo
+svenimento, ma rinvenne. L'aspetto dei volti che
+stavano contemplandolo piangendo lo compensò dello
+sforzo sovrumano del viaggio. Egli aveva raggiunto
+la meta, si beava in quegli sguardi amorosi, e si
+lasciava morire in pace.</p>
+
+<p>Ma appena riavuto, le donne si misero in traccia
+di quanto potevano offrire al diletto infermo. Santo
+Dio! mancavano di tutto, non avevano da offrire
+al moribondo che acqua!... Ma era l'acqua del suo
+torrente, l'acqua che scorreva ai piedi del monte
+che lo vide nascere, quella che bevevano sua madre,
+<span class="pagenum">[164]</span>
+sua moglie, i suoi bambini; era più che un'acqua
+medicinale... era un'acqua santa!</p>
+
+<p>La bevette con voluttà, e parve che ne sentisse
+sommo benefizio perchè potè dormire per alcune ore.
+Ma compiuto lo sforzo della natura, il male riprendeva
+il suo vigore. Tuttavia benediceva Iddio, lo ringraziava
+del sommo favore ottenuto, e sperava nella
+divina misericordia. Colui che aveva fatto il miracolo
+di ricondurlo a casa avrebbe potuto anche salvargli
+la vita, e assistere la famiglia durante la sua infermità.
+E di fatti fece anche questo. La moglie corse
+a chiamare il dottore Canziani, il quale, esaminato
+il malato, udita la storia dolorosa, veduta tanta
+miseria, raccomandò la povera famiglia all'Agata,
+avendo esperimentato altre volte quanto avesse
+giovato ai miseri il patrocinio di quella pietosa
+fanciulla.</p>
+
+<p>Agata mandò subito i primi soccorsi, poi volendo
+conoscere la povera moglie, se la fece venire in
+casa, le somministrò gli oggetti più indispensabili
+ai malati, e i viveri per la famiglia. Finalmente si
+decise di visitare in persona l'infermo e vi andò con
+suo padre, carica di nuovi doni.</p>
+
+<p>Uditi i miei stravizii, pensò che l'aspetto delle
+umane sofferenze potesse essere un farmaco salutare
+a chi cade in errore senza aver l'animo guasto,
+e colse questa occasione per procurare un doppio
+beneficio, giovando a due malati in una volta, uno
+colpito nel fisico, l'altro nel morale, soccorrendo
+d'un tratto la miseria e la corruzione.</p>
+
+<p>Ecco il motivo della nostra gita, che l'Agata
+voleva dissimulare, ma che mi venne rivelato dalla
+coscienza. Lo scopo era raggiunto: io mi sentiva
+commosso fino al fondo del cuore, sentivo il rimorso
+della mia condotta, pensando che mentre un uomo
+<span class="pagenum">[165]</span>
+laborioso languiva nello squallore d'uno spedale
+straniero e lontano, mentre una povera moglie desolata,
+una vecchia impotente, dei bambini innocenti
+soffrivano il freddo e la fame sotto la neve,
+io scialacquavo in una notte sbevazzando e giuocando,
+in crapulosa compagnia, ciò che avrebbe
+bastato a coprire quei miseri, a farli campare per
+molto tempo, a soccorrere un infermo, a pagare una
+vettura che lo avrebbe ricondotto alla sua famiglia
+senza disagio.</p>
+
+<p>Chi spreca il danaro in vizio dovrebbe rammentarsi
+talvolta che al mondo non mancano mai miserie
+da soccorrere, nè sventure da riparare.</p>
+
+<p>Intanto ch'io facevo tali considerazioni, Martino
+vuotava il cesto, e ne uscivano provvigioni d'ogni
+fatta. Le benedizioni di quegli infelici erano largo
+compenso all'animo gentile delle signore, che frenavano
+a stento le lagrime.</p>
+
+<p>Usciti dalla camera dell'infermo incontrammo gli
+altri due figliuoli che rientravano colla nonna, portando
+delle erbe per la cena, e della legna da
+fuoco. La madre presentò alle benefiche donne i
+ragazzi e la vecchia rugosa e ricurva, che piangeva
+dalla consolazione in vederle, mentre la bambina
+ricciuta, superata la sua timidezza in forza
+della curiosità, scendeva tranquillamente dal monte
+colla sua capra, e veniva a completare la famiglia,
+ed a ricevere i bomboni dell'Agata e i nostri baci.</p>
+
+<p>Il sole era tramontato quando partimmo, onde
+giungemmo al villaggio a notte inoltrata. La strada,
+meno faticosa per la discesa, ci parve anche breve,
+perchè i pensieri che occupavano la nostra mente
+ci facevano passare il tempo con rapidità. Giunti
+alla porta di casa Bruni, salutai la signora Giovanna,
+e dissi alla ragazza:
+<span class="pagenum">[166]</span></p>
+
+<p>&mdash; Vi ringrazio, Agata, della buona sera che mi
+avete fatta passare. Sapevo che la beneficenza è un
+dovere, ma ignoravo che fosse uno dei sommi piaceri
+della vita, di quei piaceri che entrano nell'anima
+e vi lasciano una dolce ricordanza. Vi ringrazio
+anche della lezione!... essa non sarà perduta. Dal
+rimorso al ravvedimento non c'è che un passo. Vi
+prometto che non avrò mai più ad arrossire della
+mia condotta.</p>
+
+<p>&mdash; Vostra madre vi ascolta!... &mdash; mi rispose, e
+fissandomi con uno sguardo significante si ritirò
+dietro sua madre.</p>
+
+<p>Io rientrai in casa, cenai con appetito, perchè
+avevo il corpo stanco e l'animo lieto, e quando
+Bitto, secondo il suo costume, mi fece molte carezze,
+sentii che quel giorno non ero indegno dell'affezione
+del mio cane.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="XV" id="XV"></a>XV.</h2>
+
+<p>Per riparare almeno in parte i passati miei torti
+io visitai sovente il povero infermo, portando il
+mio obolo al tugurio, e qualche dolciume ai fanciulli
+che mi presero presto in amicizia. La loro
+ingenua affezione mi tornava assai più grata di
+quella dei miei compagni di disordine, e seduto su
+quei greppi colla bambina, mentre la capra rosicava
+le foglie dei mirtilli e dei roveti, e Bitto vagava
+pel bosco alla caccia di tutto quello che brulicava
+<span class="pagenum">[167]</span>
+sulla terra e sugli alberi, io mi sentiva calmo
+e predisposto a fare il bene; l'aria pura ed elastica
+della montagna mi risvegliava teneri sentimenti ed
+elevati pensieri, l'esalazioni silvane esilaravano il
+mio spirito, il silenzio solenne di quelle solitudini
+mi facevano fantasticare gradevolmente, e mi pareva
+impossibile di aver per qualche tempo abbandonato
+i miei passeggi e le mie contemplazioni per
+vivere in cattiva società nell'afa dell'osteria, grave
+ai polmoni, che esalta il cervello ed abbrutisce il
+cuore.</p>
+
+<p>Uguccione della Fagiuola non era contento, e
+tentò, ma invano, d'eccitarmi a non abbandonare
+gli amici e la partita, rinnovandomi il suo panegirico
+del vino, e dicendomi che il soldato non deve mancare
+di coraggio per una battaglia perduta. Gli risposi
+con fermezza irremovibile che avevo rinunziato
+per sempre al giuoco ed all'osteria, senza rinunziare
+per questo ai buoni amici e al buon vino, ma aggiunsi
+che non stimavo buoni amici coloro che mi
+spogliavano mentre ero ubbriaco, nè buon vino quello
+che mi faceva dormire sotto ai tavoli. In quanto
+all'esempio del soldato, gli risposi che chi aveva la
+testa rotta era autorizzato a passare agli invalidi, e
+che in quanto al coraggio, ce ne voleva talvolta di
+più per sostenere una ritirata che per tornare alla
+lotta. Io parlavo per esperienza, non potendo vantare
+nella mia vita una sola vittoria, ma molte sconfitte.</p>
+
+<p>Uguccione non si mostrava persuaso de' miei argomenti,
+ma non sapendo che cosa rispondere, agitava
+furiosamente il suo cappellaccio in segno di disapprovazione,
+ed essendo testardo ed organista ad un
+tempo, mi risuonava continuamente lo stesso motivo,
+con poche e cattive variazioni, fermandosi lungamente
+sopra una nota, come soleva fare nell'organo.
+<span class="pagenum">[168]</span>
+Il giuoco abbandonato lo crucciava più del
+dovere.</p>
+
+<p>&mdash; Ma non volete nemmeno tentare una rivincita? &mdash; mi
+diceva. &mdash; Ma tentate dunque una rivincita....
+e vedrete i capricci della fortuna.</p>
+
+<p>&mdash; La rivincita, &mdash; io rispondevo, &mdash; l'ho ottenuta
+il giorno che feci solenne giuramento di non prendere
+più in mano una carta da giuoco; da quel
+momento ho guadagnato tutto quello che avrei perduto
+giuocando, senza tener conto del denaro risparmiato
+nel vino.... e nell'acqua che vi si trova sovente
+commista, nè della salute perduta a forza di disordini,
+nè della riputazione pregiudicata a mio danno.</p>
+
+<p>A me, caro Tobia, basta una sola lezione, la perdita
+d'un solo orologio, una sola notte funesta!...</p>
+
+<p>Uguccione, vedendo impossibile il convertirmi, si
+metteva a ridere con quella bocca sperticata, spalancando
+le sue labbra da Cafro con strani sberleffi, ed
+accusandomi di subire le malvagie influenze del clero.</p>
+
+<p>Questo Ghibellino arrabbiato aveva in parte ragione,
+perchè due giorni dopo tal dialogo giungeva
+al villaggio mio zio, e l'arrivo del canonico riconducendomi
+a visitare il parroco mi gettava nuovamente
+nelle braccia dei Guelfi, capitanati dall'arcivescovo
+Giovanni.</p>
+
+<p>Uguccione sghignazzava co' suoi amici sulla mia
+apostasia.... egli aveva perduto il suo pollo.</p>
+
+<p>Mio zio, che si recava ai bagni di Bormio, volle
+farmi il favore di arrestarsi qualche giorno al villaggio;
+ond'io gli feci ammirare i restauri del suo casino,
+la modesta agiatezza succeduta al lurido disordine
+del mio antecessore, ed egli ne rimase soddisfatto.</p>
+
+<p>L'accompagnai in casa Bruni per ringraziare quei
+buoni signori di tutte le bontà che mi andavano
+prodigando. Essi diedero un pranzo in onore di lui,
+<span class="pagenum">[169]</span>
+e furono tanto cortesi non solo da tacere la mia
+condotta, ma anche da farmi degli elogi.</p>
+
+<p>Io era tutto contento di rivedere il mio vecchio
+zio, ambizioso di fargli gli onori di casa, lieto di
+prodigargli le più delicate attenzioni, e tutte le
+cure d'una ospitalità previdente.</p>
+
+<p>Io avevo dato alla Rosa le opportune istruzioni;
+abbandonare ogni grettezza, procurarmi i cibi migliori,
+i vini più scelti, e far debiti in caso di bisogno.
+Io sedevo a tavola dirimpetto a mio zio, lo servivo
+con sollecitudine affettuosa, gli mettevo sul piatto i
+migliori bocconi, e gli tenevo il bicchiere sempre
+ricolmo. Egli mi accennava di arrestarmi, ma poi
+cioncava e stava allegro. Tutto procedeva a meraviglia.
+La Rosa faceva miracoli, e Bitto lambiva le
+mani a mio zio e gli faceva mille feste. Il cane ha
+un istinto che non l'inganna, egli sente a usta gli
+amici e i nemici del padrone, mena la coda o abbaia
+secondo il caso.</p>
+
+<p>L'Agata, alla quale la Rosa s'era raccomandata
+per avere dei consigli risguardanti la cucina, mandava
+invece dei cibi squisiti, belli e pronti da mettersi
+in tavola. Ah se tutti i consiglieri facessero
+così!...</p>
+
+<p>La Veronica m'aveva mandato per mezzo dello
+zio squisiti manicaretti milanesi dei quali mi sapeva
+ghiotto, e così si faceva ogni giorno baldoria, e si
+stava a mensa lungamente.</p>
+
+<p>Io vedeva in mio zio non solo il più prossimo parente,
+il benefattore ed il padre, ma bensì il mio
+liberatore dall'esilio di Valtellina, che mi pesava
+assai e non aveva più scopo. La contessa Savina
+maritata, io poteva ritornare a Milano. Questa era
+la mia ambizione e il mio sogno; io mi proponevo
+di svolgere tutti gli argomenti possibili per persuadere
+<span class="pagenum">[170]</span>
+il mio buon zio a questo passo; e non avevo
+motivi che mi facessero temere un rifiuto. Egli mi
+chiese conto naturalmente delle mie occupazioni e
+de' miei studi; ed io gli risposi:</p>
+
+<p>&mdash; Caro zio, la scuola rurale è un incubo, una penitenza,
+una espiazione. La mia vita è un continuo sacrifizio,
+e mi è chiuso ogni adito ad una carriera onorevole.
+A che cosa può condurmi l'insegnare l'abbicì
+ai piccoli idioti delle montagne? Senza un avvenire
+in prospettiva, mi manca anche il coraggio di studiare.
+Per lavorare bisogna avere una meta, ogni studio
+ha bisogno di un fomite. Quivi non posso sperare
+nessuna risorsa, nessun compenso alle mie fatiche.</p>
+
+<p>Volendo evitare ogni allusione al passato, mostrai
+d'attribuire al mio esilio il solo scopo di mettere in
+assetto l'amministrazione rurale della piccola proprietà,
+e quello d'acquistare un titolo in qualità di
+maestro, incominciando l'insegnamento dal primo
+scalino, e proseguii:</p>
+
+<p>&mdash; Ora, avendo restaurata la casa, diventa più
+facile affittare vantaggiosamente la terra; io ho fatto
+le prime prove nell'istruzione, e posso aspirare ad
+un posto superiore. Quivi io non istudio, non imparo,
+sono lontano dai superiori e dalle occasioni di farmi
+onore; mi avvilisco, mi scoraggio, non vivo, ma
+vegeto!...</p>
+
+<p>Mio zio mi ascoltava tacendo. Il suo silenzio mi
+urtava i nervi, i nervi agitati fanno dire delle bestialità,
+ed io venni alla conclusione seguente:</p>
+
+<p>&mdash; Vuol dire che oziando, passeggiando e fumando
+il sigaro, aspetterò un migliore avvenire dalla
+Provvidenza!</p>
+
+<p>Non so se sia stata l'assurdità della frase o la
+Provvidenza invocata che abbia scosso mio zio; ma
+il fatto sta che si scosse.
+<span class="pagenum">[171]</span></p>
+
+<p>Certo era assurdo che la Provvidenza fosse tanto
+improvvida da proteggere un ozioso che ne aspettava
+i benefizii passeggiando e fumando; e mio zio, che
+per me rappresentava la Provvidenza, se ne commosse.</p>
+
+<p>&mdash; Hai torto di sragionare, &mdash; mi disse, &mdash; e di
+non apparecchiarti una strada collo studio e la coltura,
+ma hai ragione di desiderare una sorte migliore,
+e ti prometto che intendo occuparmene e
+soddisfarti. Puoi credere quanto mi deva esser caro
+il tuo ritorno a Milano, non avendo altri parenti
+vicini, che possano tenermi compagnia e sostenere
+la mia vecchiaia. Abbi un po' di pazienza, non bisogna
+precipitare, ma al mio ritorno mi darò premura
+di soddisfare i tuoi voti, e di trovarti un collocamento
+a Milano, che ti permetta di farti conoscere.</p>
+
+<p>Tale promessa mi ridava la vita; m'alzai, presi la
+mano di mio zio, la copersi di baci, la bagnai di
+lagrime. Il pensiero di ritornare nella mia cameretta
+di Milano m'aveva esaltato. Accorgendomi però che
+mio zio mi guardava con qualche sorpresa, procurai
+di calmare il mio soverchio entusiasmo per non
+destare sospetti, e poco dopo cambiai discorso.</p>
+
+<p>L'ora del pranzo era quella delle ciarle, delle
+confidenze, e dell'espansioni. All'indomani mio zio
+mi raccontava le novità di Milano, mi rendeva conto
+degli amici, dei conoscenti, dei vicini.</p>
+
+<p>&mdash; A proposito, &mdash; diss'io con aria indifferente, &mdash; come
+va il matrimonio della contessa Savina?</p>
+
+<p>Mio zio mi guardò in faccia prima di rispondere.
+Io affettai una tale bonarietà che dovette ispirargli
+fiducia, ed egli un po' esitante rispose:</p>
+
+<p>&mdash; Veramente.... se devo dire il vero.... non va
+troppo bene.</p>
+
+<p>&mdash; È dunque un matrimonio infelice?
+<span class="pagenum">[172]</span></p>
+
+<p>&mdash; Non dico questo.... ma non è troppo felice.</p>
+
+<p>&mdash; Così presto!... &mdash; io esclamai. Poi volendo dissimulare
+la mia sorpresa e l'emozione, mi versai da
+bere; procurai di mostrarmi freddo e distratto,
+lasciai passare qualche tempo, cacciando giù un
+boccone per forza, poi soggiunsi:</p>
+
+<p>&mdash; Se non m'inganno, mi pareva che la contessa
+Savina avesse sposato un signore....</p>
+
+<p>&mdash; Sicuro, ha sposato un signore della più alta
+nobiltà, molto ricco, ma scialacquatore.... un vizioso,
+un donnaiuolo, un beone.... un cattivo soggetto.</p>
+
+<p>&mdash; Diamine!... come mai ha potuto innamorarsi
+d'un tal personaggio?</p>
+
+<p>&mdash; Innamorarsi, &mdash; disse mio zio, chiudendo gli
+occhi ed alzando le spalle, &mdash; sai bene che i gran
+signori si maritano senza conoscersi, guardano al
+nome ed alle sostanze e basta. Il conte Azzone di
+Montegaldo aveva tutte le qualità richieste per fare
+un eccellente matrimonio. Appartiene a famiglia
+ricchissima e d'antica nobiltà, ed avrebbe potuto
+scegliere fra i migliori partiti; ma non ci pensava
+nemmeno, vivendo gran parte dell'anno a Parigi,
+ove si dice che tenesse una famiglia.... illegittima.
+Sembra che gravi perdite al giuoco lo abbiano
+costretto a cercare una dote, non essendogli possibile
+di trovare del denaro sugli stabili coperti da
+ipoteche. Col suo matrimonio ha potuto pel momento
+riacquistare il credito e chiudere le breccie.</p>
+
+<p>Meno male se avesse fatto giudizio, ma si pretende
+a Milano ch'egli continui la tresca, e non abbia
+abbandonato il giuoco, nè gli stravizii. Intanto la
+povera moglie oltraggiata paga le spese.</p>
+
+<p>&mdash; È un'infamia!... &mdash; io gridai; &mdash; questo non è
+un matrimonio, ma è piuttosto la prostituzione legale
+della donna!... Se le leggi fossero giuste per
+<span class="pagenum">[173]</span>
+tutti, il conte di Montegaldo dovrebbe essere condannato
+all'ergastolo, come coloro che tradiscono
+la buona fede e l'innocenza!... come i ladri.... come i
+frodatori.... come i sacrileghi.... &mdash; e non sapendo più
+frenare la mia esaltazione, fuori di me dalla indignazione,
+acciecato dalla collera, diedi un pugno così
+potente sulla tavola, che feci saltare le stoviglie,
+le posate, i bicchieri, e ruppi una bottiglia inondando
+la mensa di vino.</p>
+
+<p>Mio zio rimase sbalordito, la Rosa accorse al
+rumore, io abbassai il capo confuso e pentito della
+mia escandescenza.</p>
+
+<p>Cercai ogni argomento possibile per giustificare
+tale esaltazione, ma era troppo tardi. Mio zio aveva
+aperto gli occhi, e mi leggeva nel cuore; io non
+dovevo più sperare sulle sue prestazioni per farmi
+ritornare a Milano. Tutto era perduto!... Io conoscevo
+troppo gli scrupoli di mio zio per poter dubitare
+un solo istante della sua risoluzione. Certo egli
+mi condannava all'esilio perpetuo per salvarmi dai
+pericoli, e per non portare sulla coscienza il rimorso
+d'aver contribuito a facilitare un amore colpevole.</p>
+
+<p>Io non potevo più contare che sopra me stesso, e il
+pensiero della infelicità di colei che mi stava fissa
+nel cuore mi dava tanto coraggio da tentare la mia
+emancipazione, ad ogni costo, senza il soccorso di
+nessuno. Quando si è giovani ed innamorati tutto
+sembra facile; guardando alla meta lontana non si
+prevedono gli ostacoli, l'amore è cosa troppo elevata
+e sublime per occuparsi del denaro necessario
+ad ogni impresa; e dopo pranzo, collo stomaco soddisfatto,
+non si pensa che bisogna desinare ogni
+giorno.</p>
+
+<p>Ho passato una notte d'inferno, raggirandomi
+smanioso nel letto senza trovare riposo. Io vedevo
+<span class="pagenum">[174]</span>
+la contessa Savina infelice, derelitta, immersa nelle
+lagrime, e pensavo al modo di vendicarla, di consolarla.
+La nostra santa affezione, inspirata dalla naturale
+simpatia, ci avrebbe resi felici in tutte le condizioni
+della vita. Le ricchezze erano la prima cagione
+della sua infelicità, come la miseria era il solo ostacolo
+che mi tenesse lontano da lei. Se fossi ricco! io
+pensavo, andrei a stabilirmi a Milano, troverei una
+finestra dirimpetto al palazzo Montegaldo, e un bel
+giorno le comparirei davanti come al tempo felice
+che dalla casa di mio zio stavo in adorazione davanti
+al palazzo Brisnago. Ma cambiate le circostanze,
+e avendo imparato dall'esperienza a che giovi l'amor
+platonico, questa volta il nostro amore prenderebbe
+un'altro indirizzo... questa volta, se non rispondesse
+al primo bacio, non vorrei disertare dal posto senza
+aver tentato il secondo.... e il terzo.... e il quarto....
+ed avrei parole e mezzi per ottenere sicuro il bacio
+della contessa Savina, quel bacio che certo non
+vorrebbe negarmi, del quale io prelibo la voluttà....
+come l'Arabo assetato fra le aride sabbie del deserto
+quando pensa alla fresca fontana dell'oasi.</p>
+
+<p>Con tali pensieri m'addormentai verso il mattino;
+all'ora che il crepuscolo apporta un po' di calma a
+chi ha passato la notte agitata. Dapprima divagai
+in sonni confusi, poi mi parve di vedere chiaramente
+la contessa Savina ad una finestra bassa d'un palazzo
+in una strada deserta. Io la contemplavo assorto
+in estasi, quando mi fe' cenno d'avvicinarmi.
+Giunto sotto al balcone, le mandai un lungo bacio
+amoroso. Essa mi guardò con un mesto sorriso e
+scomparve. Io rimasi estatico al mio posto, non so
+quanto tempo, senza perdere la speranza di rivederla.</p>
+
+<p>Essa ricomparve, vestita di bianco, pallida, come
+una fidanzata che aspetta lo sposo per recarsi alla
+<span class="pagenum">[175]</span>
+cerimonia nuziale. Io congiunsi le mani in atto di
+preghiera, essa mi guardava fisso, e pareva che mi
+dicesse: t'aspetto.</p>
+
+<p>Le feci cenno che sarei ritornato, e andai non so
+dove a prendere una scala di corda. La scala aveva
+da un lato due ganci, che gettai sul balcone. La
+contessa Savina non si prestò, nè si oppose; essa
+aspettava sempre pallida e immobile. Io tremavo
+come una foglia, la scala era assicurata, ed io incominciai
+a salire. Ad ogni scalino che mi avvicinava
+al balcone distinguevo più chiaramente i lineamenti
+della contessa. I suoi occhi leggiadri mi guardavano
+con affettuosa espressione, le sue labbra si atteggiavano
+ad un mesto sorriso.... ed io salivo sempre. Le
+giunsi tanto vicino che vidi il suo seno agitato dai
+moti violenti del cuore... stavo per afferrare la meta,
+quando d'un tratto si ruppe la corda ed io precipitai
+nella strada.</p>
+
+<p>Il colpo violento mi risvegliò. Volli dormire nuovamente
+per riprendere il filo del sogno.... impossibile!...
+Perfino il sonno si rifiutava alla mia felicità!...</p>
+
+<p>M'alzai conturbato. Mio zio, vedendomi sofferente,
+s'accorse che avevo passata una cattiva notte.</p>
+
+<p>&mdash; Povero Daniele!... &mdash; mi disse con affezione, &mdash; tu
+pensi sempre alla contessa Savina!...</p>
+
+<p>&mdash; Nemmeno in sogno!... &mdash; gli risposi, temendo
+quasi che potesse scoprire i misteri della notte, e
+soggiunsi: &mdash; Tutto è finito.</p>
+
+<p>&mdash; Finito di sicuro, &mdash; osservò mio zio, al quale
+premeva togliermi ogni speranza; &mdash; finito per varii
+motivi: primo, perchè bene o male maritata essa
+appartiene per sempre a suo marito; secondo, perchè
+è donna onesta e virtuosa fino allo scrupolo, e questo
+te lo diranno tutti; terzo, perchè se la natura ti
+aveva spinto verso di lei con tanta violenza, vuole
+<span class="pagenum">[176]</span>
+onestà che tu faccia ogni sforzo per starle lontano,
+evitando ogni pericolo che possa aggravare la sua
+infelicità, e renderti colpevole di maggiori sventure.</p>
+
+<p>&mdash; Le ripeto che non ci penso nemmeno, &mdash; risposi, &mdash; e
+che anche se fossi tanto pazzo da pensarci,
+credo di essere un galantuomo, e di non aver mai
+fatto dubitare della mia condotta.</p>
+
+<p>Lo zio si mostrò soddisfatto della mia dichiarazione,
+ma io credo che egli realmente prestasse poca
+fede alle mie parole, come io stesso non era convinto
+che fra me e la contessa Savina tutto fosse finito.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="XVI" id="XVI"></a>XVI.</h2>
+
+<p>Il giorno seguente mio zio partiva pei bagni, lasciandomi
+travedere d'aver modificato le sue idee
+sul mio conto, mostrandosi sempre meno propenso
+a favorire il mio ritorno a Milano, e sempre più
+convinto che la ferita che aveva colpito il mio cuore
+non fosse ancora perfettamente cicatrizzata. Io cercavo
+di persuaderlo della mia completa guarigione,
+ma egli mi ascoltava con diffidenza implacabile, dimenando
+la testa in segno di dubbio, ed atteggiando
+le labbra ad uno spietato sorriso. Non desidero a
+nessuno d'aver per giudice negli affari d'amore un
+canonico.</p>
+
+<p>Dopo la partenza di mio zio incominciai a mulinare
+mille progetti, uno più assurdo dell'altro.
+L'amore eccita l'immaginazione come le bevande
+<span class="pagenum">[177]</span>
+alcooliche, e suscita la pazzia. Ma ogni pazzia ha i
+suoi lucidi intervalli, e quelli sono i peggiori momenti;
+infatti la ragione che entra in un cervello malato
+produce l'effetto d'un raggio di sole che entra
+negli occhi di chi soffre d'oftalmia. Nei momenti d'esaltazione
+ero felice. Pensavo che un giovane coraggioso
+trova mille strade aperte per far fortuna; basta
+muoversi, cercare, abbandonare la squallida solitudine
+per gettarsi nella folla e nell'onda sociale.
+Maledetta la bonaccia! essa tiene sempre immobile
+allo stesso posto, e lascia morire di fame. Nella tempesta
+sono le grandi emozioni. La burrasca sommerge
+o getta i naufraghi sulla spiaggia. Nel primo caso
+è finita presto ogni pena, nel secondo si va a rompersi
+le ossa sopra uno scoglio o si arriva in un'isola.
+Meglio morire sopra uno scoglio che in bonaccia;
+la morte più rapida è la migliore. L'isola potrebbe
+essere abitata dai cannibali, ma la cosa è incerta; in
+ogni caso è sicuro che in società chi non mangia
+sarà mangiato, e quindi un povero diavolo non perde
+nulla cadendo nell'isola dei cannibali.... Ma se fosse
+un'isola fortunata, gioconda, aurifera, piena di tesori?
+Allora si conquista l'isola, si uccidono gli abitanti, e
+si ritorna al paese ricoperti di gloria e di ricchezze!...
+Le ricchezze sono la potenza universale; colle ricchezze
+si ottiene ogni cosa.... Io ritornerò a Milano
+in carrozza a quattro cavalli, diventerò l'amico del
+conte di Montegaldo, giuocherò i miei tesori per
+ottenere d'essere presentato a sua moglie. Diventerò
+l'amico di casa, quello che gode piena fiducia.... e
+potrò fuggire colla contessa Savina, fuggire lontano
+dall'Europa corrotta, lontano da questa vecchia ed
+inferma società che vaneggia inutilmente per legalizzare
+i suoi disordini, per riparare le sue miserie,
+per trovare il bandolo di tante matasse!
+<span class="pagenum">[178]</span></p>
+
+<p>Fuggiremo in un'isola di meravigliosa bellezza e
+fecondità come Taiti o Madera, ridente come il golfo
+di Napoli.... rinnoveremo la storia del Paradiso terrestre....
+senza il serpente!</p>
+
+<p>Tali erano le fantasie del mio cervello esaltato.... i
+momenti migliori della mia vita!... un po' di poesia
+fra la prosa di tante volgari realtà.</p>
+
+<p>Nè certo sarei andato a cercare il dottore Canziani
+per farmi guarire colle sue droghe del solo bene
+che m'era conceduto.... i miei sogni!</p>
+
+<p>Gli uomini gravi diranno che tali pensieri erano
+divagazioni d'un pazzo, io li credo invece l'unico
+conforto d'un infelice. Ma gli uomini gravi non sono
+talvolta che vecchi panciuti e barbogi che si dimenticano
+d'essere stati giovani leggeri. &mdash; Eppure ogni
+zucca ha avuto il suo fiore!</p>
+
+<p>Ciò che generalmente si chiama la ragione mi riconduceva
+pur troppo alla vita positiva... al realismo.
+Allora svanivano le ridenti fantasie. Povere fantasie
+giovanili!... che ci dipingono la vita più bella del
+vero, che ci fanno sperare supreme felicità non
+esistenti sulla terra, che ci lasciano credere alla
+gloria, all'amore, alla poesia, a tutte le nobili aspirazioni!...
+E poi, più tardi, s'impara che la vita si
+compone d'un'altra pasta!...</p>
+
+<p>Sogni vaporosi, nel mondo letterario non siete più
+di moda!... L'arte ha le sue vicende come tutti i
+capricci della vita esterna. Ora all'ideale succede il
+realismo, che non è il naturale ma l'evidente, l'uomo
+esterno a piedi o a cavallo, in ufficio, a tavola, in
+letto; la donna coi capelli posticci, i talloni alti, e
+le maniche larghe. Il positivo in tutto. Ma come si
+fa quando in vita domina il negativo, quando il
+tessuto d'una esistenza si compone con trame d'illusioni
+e con ordito di sogni?... Per me la vita ideale,
+<span class="pagenum">[179]</span>
+intima, invisibile fu tutto; il positivo nulla. Lo so
+che sopprimendo il sentimento e il pensiero riuscirei
+un fantoccio alla moda.... ma io preferisco comparire
+un uomo alla vecchia, intiero e completo, aspettando
+che il mondo sazio di racconti materiali ritorni a
+gustare le peripezie dell'anima umana.</p>
+
+<p>Tuttavia, se avessi voluto seguire l'andazzo dell'arte
+moderna, non mi sarebbe mancato il realismo!...
+Pur troppo!... e la Rosa me lo rammentava ogni
+volta che la vita dell'anima me lo facea dimenticare.</p>
+
+<p>Il realismo!... per me consisteva nel riscuotere
+mensilmente il modico stipendio, che unito al ricavo
+delle patate, delle castagne e dei fagiuoli mi
+serviva a pagare la farina al mugnaio, le polizze
+ordinarie del beccaio e del pizzicagnolo, e le straordinarie
+del calzolaio e del sarto.</p>
+
+<p>Insegnare l'abbicì a idioti impuberi, e far di
+cappello a idioti virili, vivere e conversare coi
+montanari maliziosi, cogli artigiani furbi e viziosi,
+barcamenando cogli ambiziosi, gli astuti, gl'ipocriti
+d'ogni condizione, lottando contro l'egoismo
+di tutti, privandomi spesso del necessario, dimostrando
+di godere il superfluo per non umiliarmi
+cogli avversi e non incomodare gli amici, restringendo
+infine i bisogni numerosi e le idee infinite
+alla smilza figura del borsello: ecco il realismo!...
+Ciascheduno ha il suo, dal villaggio alla borgata,
+dalla città alla capitale; soltanto le passioni, i vizii
+e i delitti crescono in proporzioni relative al numero
+degli abitanti, e si complicano in ragione diretta
+della coltura. La rappresentazione letteraria di tali
+complicazioni è una moda rifritta come tutte le altre;
+nulla è nuovo sotto al sole; soltanto, quando il buono,
+il bello e il semplice divengono stucchevoli pel lungo
+uso, si cerca la novità nel turpe, nel brutto, nel
+<span class="pagenum">[180]</span>
+complesso, e il mondo se ne compiace. Gli ottimi
+modelli non sono d'ostacolo al traviamento. Bernini
+scolpisce gli svolazzi barocchi delle sue statue presso
+le Veneri greche e il Mosè di Michelangelo. Dopo
+l'Ariosto il Marini, dopo gli oratori vengono gli
+Accademici, dopo le guerre l'Arcadia.</p>
+
+<p>Io non intendo appartenere a nessuna scuola, a
+nessun sistema; io seguo l'istinto che mi spinge a
+rivelare schiettamente le mie passioni, a raccontare
+con pari ingenuità le avventure e i pensieri della
+mia vita. Ritorno dunque ai miei sogni.</p>
+
+<p>Essi svanivano sovente al tocco della realtà, ma
+mi restava sempre un granello di speranza, come
+una semente pronta a germogliare in condizioni
+favorevoli.</p>
+
+<p>All'uragano che mi sconvolse colla prima notizia
+del matrimonio della contessa Savina era succeduto
+quel freddo che segue la grandine. Poi le mie illusioni
+erano cadute come le foglie d'autunno, e l'inverno
+m'era penetrato nell'anima.</p>
+
+<p>Quando le neve ricopre il terreno si crede che la
+natura sia morta, ma alle brezze della primavera i
+germi assopiti si sviluppano ed una nuova vegetazione
+incomincia.</p>
+
+<p>Il racconto di mio zio, che mi svelò l'infelicità di
+quel matrimonio e le condizioni funeste che amareggiavano
+l'esistenza della sposa, mi fece l'effetto delle
+meteore d'aprile, che si risolvono in pioggia feconda,
+e risvegliano la natura. Sentii il sangue scorrermi
+più rapido nelle vene, agitando le mie speranze che
+rigermogliavano ai tepori del cuore.... Confesso che
+tali speranze erano colpevoli; secondo i principii
+sociali, la società condanna ogni violazione della
+proprietà; ma se la legge esaminasse a fondo i titoli
+d'ogni diritto, scoprirebbe sovente che esso ha per
+<span class="pagenum">[181]</span>
+base l'usurpazione fraudolenta, l'inganno od il furto.
+Io premeditavo di rubare al ladro l'oggetto involato,
+e la natura m'avrebbe assolto, perchè essa riconosce
+soltanto il diritto di reciproco consenso, libero da
+ogni pressione sociale.</p>
+
+<p>Meno male per la società che ci stava di mezzo
+un canonico, deciso di difendere ad ogni costo i
+diritti ecclesiastici e civili riconoscendo la legalità
+dei fatti compiuti.... e tanto peggio per me!...</p>
+
+<p>Mentre con tali argomenti io andava fantasticando
+in balìa del più sfrenato idealismo, mio zio, in preda
+del più crudo realismo, si cavava le calze rosse,
+spogliava le vesti sinodali ed anche quelle che vi
+stanno sotto, e libero d'ogni indumento ecclesiastico e
+civile, ridotto in costume adamitico, entrava in un
+bagno d'acqua minerale di Bormio. Così, deplorando
+altamente le mie inclinazioni naturali e volendomi
+schiavo dei doveri sociali, egli abbandonava ogni
+scrupolo, deponeva le sacre vesti sacerdotali e ritornava
+in seno della natura per riacquistare la
+perduta salute.</p>
+
+<p>Ma è lecito invocare le Najadi e non Cupido!...
+Realismo incompleto.... Mio zio tuffandosi nelle onde
+salutari colla voluttà d'un pagano, restava teologo
+per congiurare contro un povero nipote, giudicandolo
+gravemente affetto da un male clandestino dei più
+perniciosi, condannandolo ad espiare colla deportazione
+colpe non perpetrate, e facendo dipendere
+un'intiera esistenza da un amore tacito, ignoto,
+inoffensivo, innocente!</p>
+
+<p>Tale era mio zio!... inflessibile come il destino,
+uomo eccellente nel fondo, ma canonico fino al
+midollo!...</p>
+
+<p>Al suo ritorno dai bagni mi significò il decreto
+d'esilio da Milano, e il domicilio coatto in Valtellina.
+<span class="pagenum">[182]</span>
+Nessun ragionamento, nessuna promessa valsero a
+smuoverlo dal suo crudele proposito. Era una sentenza
+inappellabile. A questa condizione soltanto mi
+assicurò del suo affetto e della sua protezione, minacciandomi
+di completo abbandono qualora avessi
+osato emanciparmi.</p>
+
+<p>In tale circostanza ho imparato a conoscere la
+libertà. Essa venne definita in maniere diverse; io
+offro la mia definizione per quello che può valere.</p>
+
+<p>Eccola: &mdash; La libertà è un filtro composto d'oro
+e salute. Con tal filtro, l'uomo è libero in qualunque
+paese del mondo, senza questo filtro può credere di
+esser libero, ma tenta invano di muoversi. Taluno
+grida, si agita, combatte e rovescia un governo dispotico
+per conquistare la libertà, poi dopo di aver
+fondata la repubblica, mancando d'oro o di salute
+si trova più schiavo di prima. Che cosa deve fare
+allora?... La sola cosa possibile: abbassare il capo e
+rassegnarsi al destino! È quello che ho fatto io
+stesso, non potendo fare altrimenti.</p>
+
+<p>Mio zio, volendo in qualche modo ricompensare la
+mia obbedienza, mi regalò una piccola somma per
+far fronte ai bisogni del verno vicino, colla quale ho
+potuto pagare i miei debiti, vestirmi, e comperare un
+orologio migliore di quello che avevo perduto al
+giuoco nella notte memorabile che Bacco mi precipitò
+nelle braccia di Morfeo, senza concedermi il
+tempo di raggiungere il letto.</p>
+
+<p>E il buon canonico accompagnò il dono con un
+predicozzo, che mi trovava favorevolmente disposto
+dall'argomento dell'esordio.</p>
+
+<p>&mdash; Daniele, &mdash; mi disse, &mdash; se questo denaro non
+bastasse a procacciarti il benessere d'una vita agiata,
+non aver riguardo di scrivermi, sono disposto a
+fare maggiori sacrifizii, compatibilmente al mio
+<span class="pagenum">[183]</span>
+stato, pur di vederti felice, nei limiti delle cose
+lecite e oneste. Procura di star sano ed allegro,
+cerca le distrazioni permesse, e fa ogni sforzo per
+correggere il tuo carattere capriccioso, leggero,
+eccitabile, fantastico.... e cocciuto nel voler l'impossibile.
+Avvezzati a prendere il mondo come sta; Dio
+l'ha creato così ne' suoi imperscrutabili disegni, e
+gli uomini si travagliano invano per riformarlo:
+l'uomo è impotente a modificare l'opera di Dio!
+Cammina dritto per la tua strada, non desiderare nè la
+roba nè la donna d'altri, non fidarti al prestigio del
+frutto proibito che ha perduto i nostri progenitori,
+contentati di quello che puoi raggiungere senza
+sforzi, nè frode, nè violenza, nè colpa. Chi esce dalla
+propria via per gettarsi nelle avventure non trova
+che precipizi. Domina le tue passioni colla ragione,
+non chiuderle in seno come una mina pericolosa.
+Non essere ambizioso, non aspirare alla conquista
+del vello d'oro; credi alla mia vecchia esperienza,
+tutto è vanità sulla terra.... vanità delle vanità!...
+Infine dei conti i piaceri leciti sono i migliori: una
+stanza calda l'inverno e fresca l'estate, un buon letto,
+una buona cucina, una cantina ben fornita, vivere
+nella calma onestà, guidati sempre dalla coscienza
+tranquilla.... &mdash; </p>
+
+<p>Discorsi da canonico!... Io diceva fra me, ascoltandolo
+con rispettosa attenzione. Lo ringraziai del
+dono e delle offerte, e gli promisi di fare il possibile
+per contentarlo. Ma io vedevo la vita proprio tutto
+il contrario di lui. Questione di lenti!... Io guardavo
+le cose attraverso la gioventù, ed egli attraverso la
+vecchiaia.</p>
+
+<p>Essendo il tempo delle vacanze autunnali, m'offersi
+di accompagnarlo fino a Como; ma egli non volle
+accettare la mia compagnia che fino a Colico; e
+<span class="pagenum">[184]</span>
+giunti colà, mi diede un abbraccio cordiale e mi
+obbligò a retrocedere. M'avvidi che entrambi avevamo
+pensato agli incontri fortuiti sui battelli a
+vapore del lago nella stagione d'autunno. Colla differenza
+però ch'egli diceva:</p>
+
+<p>&mdash; Guai!... &mdash; ed io.... &mdash; Magari!...</p>
+
+<p>Rifacendo la strada pensavo alle delizie che il
+mondo m'offriva, ed alle misere condizioni che mi
+obbligavano a rinunziarvi. Io avevo le ali.... come i
+polli, che la natura ha forniti di questi organi che potrebbero
+innalzarli al disopra dell'uomo, ed essi si
+lasciano prendere bonariamente, e mettere allo spiedo!</p>
+
+<p>Sentivo dentro di me un bollore di sensazioni diverse,
+mille desiderii confusi, aspirazioni e bisogni
+contrari, e dovevo rinunziare ad ogni cosa.</p>
+
+<p>Amori sublimi ed eterei.... amplessi positivi e terreni,
+idealismo e realismo.... contessa e mugnaia, tutto
+m'era interdetto.</p>
+
+<p>La prima era troppo alta.... la seconda troppo
+bassa!... e così la sorte mi condannava a girare
+intorno al mio asse, sempre ad eguale distanza dal
+sole e dalla luna, perduto negli abissi dell'universo
+come un bolide.</p>
+
+<p>Venni assalito da una profonda melanconia, che si
+alzava nel mio animo come la nebbia d'autunno che
+ci asconde gli oggetti. La vita ha bisogno d'uno
+scopo; vivere per vivere è la cosa più sciocca del
+mondo.</p>
+
+<p>Andavo vagando colle mani in tasca, il sigaro in
+bocca, il cappello da una banda, e il naso in aria,
+aspettando che cadesse qualche cosa dal cielo per
+rompere la monotonia della mia vita.</p>
+
+<p>E dopo una lunga aspettativa cadde, finalmente....
+la neve.</p>
+
+<p>Di tutte le cose che si attendono, le sole che non
+<span class="pagenum">[185]</span>
+mancano mai all'appuntamento sono le stagioni. Il
+mondo gira colla scrupolosa precisione di mio zio
+canonico, ed entrambi hanno il segreto di trovare
+la varietà nella monotonia.</p>
+
+<p>Le disgrazie non vengono mai sole, e quando giunse
+la neve a chiudere gli armenti nelle stalle, io dovetti
+aprire la scuola per accogliere i miei scolari.</p>
+
+<p>La neve e la scuola mi privarono dei passeggi,
+grave <a name="tn185" id="tn185"></a>inconveniente, perchè le gambe che camminano
+giovano assai ad un cervello che trotta, e quando
+sono costrette a fermarsi, nasce un disquilibrio: la
+mente si affatica e il corpo riposa, e da tale sconcerto
+di funzioni fisiche e morali nasce come naturale
+conseguenza la noia, la malinconia, la paturna,
+lo <i>spleen</i> degl'Inglesi.</p>
+
+<p>Dopo la lezione mi chiudevo nello studio, aprivo
+un libro, ma guardavo fuori dalle finestre leggendo
+in aria tutto quello che sta scritto nel firmamento,
+nelle meteore, nello spazio, nel tempo. La solitudine,
+il silenzio, il cielo nuvoloso, la terra ricoperta dalla
+neve, come feretro d'una fanciulla del candido tappeto
+simbolico, portavano i miei pensieri alle più
+tetre considerazioni. Meditavo sulla morte della natura,
+e sulla probabilità d'una prossima fine del mondo,
+quando la Rosa mi consegnò una lettera di mio zio
+che mi annunziava il parto felice della contessa Savina,
+che aveva dato alla luce un bel maschio. Ecco
+ancora il realismo!... Il mondo non era disposto a
+finirla. &mdash; «&nbsp;Il nobile neonato, mi scriveva mio zio,
+promette meraviglie, poichè appena venuto al mondo
+ha assunto le funzioni di giudice conciliatore.&nbsp;»
+Credevo che mio zio diventasse matto, ma invece
+faceva lo spiritoso, continuando in questi termini:
+«&nbsp;Infatti bastò la sola comparsa di questo rampollo
+per far sparire ogni dissenso fra gli sposi, che
+<span class="pagenum">[186]</span>
+dimenticate le passate discordie, si sono riconciliati
+nella gioia del grande avvenimento. Vi furono splendide
+feste, rinfreschi, confetti, e un codazzo di
+carrozze alla porta.&nbsp;» E qui con un lirismo declamatorio,
+mio zio mi andava annoverando le consolazioni
+materne che compensano largamente le pene
+d'una moglie onesta, la nobile missione di allevare
+un figlio che porti con onore il nome illustre, e
+contribuisca coll'avito censo al lustro della casa e
+al decoro della patria.</p>
+
+<p>Il parto della contessa aveva messo in vena mio
+zio canonico, che s'era sgravato alla sua volta di
+tutti i luoghi comuni accumulati da tanti anni nel
+suo cervello dai quaresimali del Duomo, accompagnati
+da uno scialacquo di rettorica. La sua lettera era
+tutta ingemmata di dilemmi, sillogismi, metafore,
+tropi, pleonasmi ed iperboli, e tutto questo lusso di
+figure per persuadere un nipote spiantato ad abbandonare
+ogni più lontana velleità di affezione verso una
+contessa milionaria, moglie d'un dissoluto, convertito
+a miglior vita in virtù d'un giudice conciliatore
+neonato!... Egli si diffondeva prolissamente sulla
+deplorabile insania di chi spera nella colpa, sulla
+atrocità degli attentati alla pace e all'onore delle
+famiglie, sulla imperdonabile depravazione di chi
+aspira alla donna degli altri!... e conchiudeva: «&nbsp;Fortunata
+la contessa Savina d'aver ottenuto dalla
+Provvidenza il dono prezioso d'un figlio che la consola
+di ogni amarezza, riconduce il marito al focolare
+abbandonato, rende la famiglia completa, e la
+difende dai pericoli e dalle tentazioni del diavolo.&nbsp;»</p>
+
+<p>Presi in mano la penna, per confutare la lettera
+di mio zio scrissi d'un fiato dieci pagine assurde,
+piene di sarcasmi, di cinismo, d'invettive, di bestemmie
+contro l'amore e il matrimonio, la fede e la
+<span class="pagenum">[187]</span>
+virtù, i neonati e la rettorica, le donne, i canonici
+e il diavolo. Poi le rilessi, le lacerai, e gettandole
+sul fuoco accesi il sigaro, e mi misi a correre sulla
+montagna attraverso la neve. Il freddo a sei gradi
+sotto zero mi riuscì sempre giovevole come calmante
+dell'amore e della collera. L'aggiunta di qualche
+bicchiere di vino scelto ha contribuito vantaggiosamente
+ad ottenere l'effetto. Il ghiaccio ed il vino,
+cioè l'antitesi, mi riesce l'antidoto degli eccessi.
+L'esperienza m'aveva insegnato la dose, limitandomi
+all'uso, e schivando l'abuso, lasciandomi il convincimento
+che una bottiglia di vino buono sia un farmaco
+eccellente contro i dolori morali. Con tale
+sistema non sono morto disperato, e all'indomani
+d'una batosta stavo ancora in piedi. Chi sa quante
+vittime del suicidio avrebbero rinunziato al progetto
+di togliersi la vita, se invece di due pistole si fossero
+trovate nelle mani due bottiglie!</p>
+
+<p>Confesso che il matrimonio dapprima, e poi il
+parto della contessa Savina mi gettarono due volte
+alla disperazione, eppure io non avevo diritto di
+sperare nè al suo celibato nè alla sua sterilità; essa
+non poteva nè correre in Valtellina a chiedermi
+il favore di divenire mia sposa, nè una volta maritata
+rimaner senza figli; quello che era succeduto
+doveva naturalmente succedere; ma l'uomo si dispera
+sovente non solo di ciò che succede d'impreveduto,
+bensì dei fatti naturali o sociali che stanno
+nell'ordine delle cose. Chi giuoca si dispera di
+perdere!... e quanto più siamo fantastici, tanto più
+dobbiamo aspettarci di soffrire, perchè oltre alle
+perdite positive, che sono pur tante, avremo anche
+a deplorare la scomparsa delle illusioni, delle chimere
+e dei sogni.</p>
+
+<p>Ma la speranza è un fiore bizzarro della vita, che
+<span class="pagenum">[188]</span>
+sovente si pasce di vento, eppur vive e ci consola
+col suo olezzo; simile a certe orchidee delle regioni
+tropicali, le quali, appese in panierini nelle serre, si
+nutrono d'aria e di vapori, e tuttavia vegetano rigogliose
+e producono fiori stupendi, ed esalano soavi
+profumi. Mio zio coll'uragano della sua rettorica
+aveva tentato di schiantare la mia orchidea, ma il
+cuore l'aveva assicurata contro i danni della grandine,
+ed essa viveva ancora.... quantunque appesa
+ad un filo....</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="XVII" id="XVII"></a>XVII.</h2>
+
+<p>Il tempo, la lontananza, il soffio continuo dei gelidi
+aquiloni del polo, rappresentati dalle lettere di
+mio zio canonico, il quale coglieva ogni occasione
+favorevole per gettarmi una doccia d'acqua fredda
+sul dorso, finirono collo spegnere quasi intieramente
+la fiamma che mi abbruciava fino dai primi giorni
+della mia gioventù. Io contemplavo con tristezza le
+ultime faville che salivano al cielo, pensando che,
+spenta la fiamma, manca la luce e il calore e non
+resta che fumo, cenere e carboni.</p>
+
+<p>Dentro di me sentivo il vuoto, di fuori vedevo
+buio, la vita mi sembrava un viaggio notturno in
+globo areostatico, sotto un velo di nuvole che copriva
+le stelle. Con tali disposizioni entravo nella stagione
+d'inverno.</p>
+
+<p>Un dopo pranzo mi riscaldavo al fuoco del mio focolare
+<span class="pagenum">[189]</span>
+deserto, quando udii che picchiavano all'uscio.
+La Rosa corse ad aprire e mi apportò un viglietto.
+L'Agata m'invitava a nome de' suoi genitori a passare
+il Natale con loro, e aggiungeva che c'era un
+posto anche per la Rosa, fra la Menica e Martino,
+quel giorno nessuno dovendo star solo. Bitto non
+aveva bisogno d'essere invitato, avendo sempre conservata
+la sua abitudine di pranzare in casa Bruni.
+Tale invito era un omaggio alla scuola rurale, rappresentata
+dalla mia piccola famiglia colla triade del
+maestro, la donna ed il cane: cioè la mente ed il
+cuore che insegnano.... e la bestia che ascolta. Era
+qualche tempo che non passavo un'intiera giornata
+in quella eccellente famiglia, e il giorno di Natale
+entrai in casa Bruni con l'animo lieto e riconoscente
+dalla costante e cortese amicizia. Essi mi accolsero
+come un fratello, con cordiale domestichezza, scambiando
+i più sinceri auguri di felicità per il vicino
+capo d'anno.</p>
+
+<p>Li trovai tutti seduti intorno al fuoco, e si restrinsero
+per farmi posto.</p>
+
+<p>&mdash; Così mi piace il focolare, &mdash; io dissi, &mdash; circondato
+da parenti ed amici, non deserto come
+il mio.</p>
+
+<p>Il ceppo e i tizzoni ardevano crepitando, mentre
+girava nello spiedo il più grasso tacchino delle stie.
+La pace spirava da tutti quei volti, e la serenità
+predisponeva al buon umore.</p>
+
+<p>Il signor Nicola si burlava di Martino, il quale non
+osava appressarsi al fuoco per timore che le scintille
+prodotte dallo scoppiettare della legna gli abbruciassero
+l'abito nuovo d'inverno, che dovendolo preservare
+dal freddo, lo obbligava intanto a star lontano
+dal caldo. Dunque lo scopo de' suoi lunghi risparmi
+era mancato.
+<span class="pagenum">[190]</span></p>
+
+<p>&mdash; Se tu avessi il vestito vecchio, &mdash; gli diceva il
+signor Nicola, &mdash; staresti qui vicino a noi a godere
+la fiammata, e invece sei schiavo del lusso!...</p>
+
+<p>Martino rideva come un imbecille, perplesso nel
+dubbio, se dovesse andar superbo delle vesti nuove,
+o rimpiangere la libertà dei suoi stracci, cosicchè
+quando credeva d'aver raggiunto la meta delle sue
+aspirazioni, un rammarico impreveduto gli avvelenava
+la gioia. Ecco la vita!... la speranza è sovente
+più bella della realtà. L'orchidea quando vegeta in
+aria sembra un portento, ma presa in mano non è
+che una cipolla. Martino lo sentiva al pari di me,
+ma non sapeva dirlo; ed entrambi stavamo cocciuti
+nell'opinione, egli di conservare i suoi abiti nuovi,
+ed io le mie vecchie illusioni.</p>
+
+<p>Eppure in quel momento la realtà poteva bastare
+a tutti i nostri bisogni, ed era anche bella a vedersi.
+Avevamo appetito e quelle esalazioni gastronomiche
+che ci accarezzavano <a name="tn190" id="tn190"></a>l'olfatto erano larghe di promesse.
+Quel dolce tepore, quel crepitare del fuoco,
+messi a raffronto colla temperatura esterna e il desolante
+spettacolo dell'inverno, ci confortavano le
+membra. Quella luce calda che inondava la cucina,
+che brillava sugli alari e sui rami lucenti ond'erano
+ornate le pareti, rischiarava una scena d'interna felicità.
+Intorno a quel focolare si raccoglievano le gioie
+facili e positive d'una buona famiglia. In quell'ambiente
+calmo e sereno io mi sentivo rinascere ad una vita
+nuova. Come alcuni animali che, giunti ad un certo
+punto del loro sviluppo, mutano la pelle, così io credo
+che l'uomo, passato l'ardore della prima gioventù,
+subisca una crisi che ne modifica l'organismo. Sembra
+ch'io fossi giunto a quel punto, perchè sentivo
+di subire una trasformazione importante. Ed è forse
+in quell'epoca della vita che le malattie ereditarie incominciano
+<span class="pagenum">[191]</span>
+a manifestare i loro importanti sintomi
+insidiosi. Difatti, a misura che mi cadevano le spoglie
+dell'età giovanile, mi sentivo circolare nel sangue i
+gusti di mio zio canonico: &mdash; l'amore della pace....
+una stanza calda, una buona cucina, una cantina ben
+fornita.... e una buona moglie!... aggiungevo io.</p>
+
+<p>Le mie aspirazioni mutavano indirizzo, l'idealismo
+svaporava ed incominciavo ad apprezzare i gusti moderni,
+a diventare seguace del realismo; e andavo
+rimuginando come fosse possibile di mettere insieme
+una famigliuola come quella che mi stava davanti:
+semplice, agiata, tranquilla, onesta, felice! Ripensando
+agli amori elevati ai quali avevo aspirato,
+mi ritornavano alla mente gli abiti da festa di Martino,
+che appena indossati gli apparecchiavano un
+disinganno, e dicevo fra me stesso: &mdash; Chi sa?...
+forse sarebbe stata la mia sorte!... e chi cade dall'alto
+s'ammazza. Sarebbe meglio contentarsi del
+poco, ma sicuro. Ora sarei contento d'una vita ragionevole,
+confacente ai miei casi, senza lusso nè
+sfarzo, senza pernici coi tartufi.... Una moglie modesta,
+una cucina calda, e un tacchino arrosto!...
+ecco i miei nuovi desiderii.</p>
+
+<p>Pur troppo anche col realismo io ricadevo nei
+sogni... perchè per me era un sogno tutto quello che
+oltrepassava il valore d'un modico stipendio, e il
+ricavato di poca terra. La base del realismo è il
+denaro, quindi mancandomi la base del nuovo sistema,
+tornavo mio malgrado idealista.</p>
+
+<p>Tuttavia per quel giorno l'arrosto non era un
+sogno!... e la cucina calda nemmeno... per la moglie
+ci penserò dopo pranzo: dissi fra me. Intanto non
+mi stancavo mai di contemplare quel quadro che
+mi stava davanti, palpitante di vita nelle persone
+e nelle cose; tutto si muoveva in quello spazio fortunato,
+<span class="pagenum">[192]</span>
+dall'uomo allo spiedo, e s'udiva un lieto e
+confuso mormorio di voci umane e di marmitte.</p>
+
+<p>E mi figuravo se fossi io il sor Nicola!... Egli
+mi rappresentava l'uomo felice. Riscaldato dalle
+fiamme della sua legna, consolato dalle emanazioni
+della sua cucina, amato da sua moglie, da sua figlia,
+circondato da' suoi amici, dissetato a tavola dai
+suoi vini, egli non aveva nulla a desiderare sulla
+terra che non fosse suo!... e tutte le cose sue cooperavano
+alla sua felicità.... Io non avevo nulla di
+mio, la casa era di mio zio, la scuola del Comune,
+e quando ero innamorato non era mia nemmeno la
+donna! nè poteva divenirla. Erano mie le noie dell'insegnamento...
+i miei debiti... i miei difetti... e il
+mio cane!... Sì, questi era proprio mio, per l'affetto
+scambievole che ci legava. Un cane sembra poca
+cosa, ma io ero più soddisfatto di dire: «&nbsp;il mio
+cane,&nbsp;» che certe mogli di dire «&nbsp;mio marito,&nbsp;» certi
+ministri «&nbsp;il mio ministero,&nbsp;» certi sovrani «&nbsp;il mio
+trono!&nbsp;»</p>
+
+<p>&mdash; Signori, la minestra è in tavola, &mdash; annunziò
+la Menica.</p>
+
+<p>Caddi come al solito dalle nuvole, ove mi aveva
+trasportato la fantasia, per recarmi al posto che mi
+venne destinato.</p>
+
+<p>Il salottino da pranzo faceva voglia a vederlo.
+La tovaglia e i tovaglioli sentivano il bucato, i
+cristalli limpidissimi brillavano alla luce delle candele;
+piattini d'acciughe, di prosciutto, di butirro
+fresco e di sedani ornavano il servito, mentre sui
+palchi della credenza le frutta di tutti i colori facevano
+corteggio ad un magnifico panettone di Milano,
+che pareva pavoneggiarsi della sua obesità, fra la
+mostarda e il torrone, come il Figlio del cielo chinese
+fra i Mandarini.
+<span class="pagenum">[193]</span></p>
+
+<p>Io sedevo dirimpetto al signor Nicola, fra l'Agata
+e la signora Giovanna; la Rosa ci serviva, mentre
+in cucina la Menica e Martino approntavano le
+vivande, e Bitto passava in rivista i piatti di ritorno
+aspettando la sua parte.</p>
+
+<p>La trasformazione morale apparecchiata dal tempo
+e dai disinganni e compiuta all'aspetto della pace
+domestica intorno d'un focolare lautamente ornato,
+mi aveva eccitato l'appetito. Come il baco da seta
+che dopo cambiata la pelle mangia con voracità,
+io faceva onore al banchetto, d'accordo con mio zio,
+che la coscienza tranquilla ci fa sentire lo stomaco
+vuoto e ci predispone favorevolmente al nobile
+ufficio di riparare le perdite della natura.</p>
+
+<p>I fumi delle vivande e del vino rendono la conversazione
+vivace, lo spirito pronto, l'animo espansivo
+ed allegro. Quell'agape fortunata fu lieta dal
+principio alla fine, ed io me ne ricordo i più minuti
+particolari, perchè segna nella mia vita un punto
+memorabile.</p>
+
+<p>Quel giorno, cadendomi un velo dagli occhi, ho
+potuto scoprire ciò che prima m'era sempre sfuggito
+alla vista.</p>
+
+<p>Conversando con l'Agata m'avvidi per la prima
+volta che la bionda fanciulla aveva lo sguardo d'una
+soavità affascinante, una luce viva illuminava la
+sua pupilla, azzurra e profonda come le acque d'un
+lago. Sentivo dentro di me la sublime emozione del
+cieco che ritrova la vista, l'entusiasmo di Colombo
+davanti una terra ignota, la soddisfazione di Galileo
+che scopre i tesori del cielo.</p>
+
+<p>La fede illumina i credenti, io mi sentivo convertito
+all'adorazione... delle donne bionde! Come
+mai non avevo ancora veduto quelle fossette impresse
+dalle Grazie su quella pelle di roseo candore?
+<span class="pagenum">[194]</span>
+Come mai m'erano sfuggiti all'ammirazione
+quei lineamenti delicati, quella mobilità del volto
+che indica tutti i moti dell'animo? Come mai non ero
+rimasto colpito da quel raggio penetrante che brillava
+nel suo sguardo?... Come potevo guardarla
+senza vederla, avvicinarmi a lei senza provare quel
+senso arcano che rivela la bellezza, sfiorare le sue
+vesti senza sentire un fremito al contatto della sua
+persona?... Misteri del magnetismo e dell'amore!...
+Forse le impressioni ricevute dagli occhi non sono
+che superficiali qualora un'immagine fissa nel cuore
+non permette l'ingresso a nuovi oggetti; o forse le
+emanazioni dell'animo offuscano la vista, come i vapori
+appannano i vetri?... Fatto sta che nelle mie lunghe
+conversazioni con l'Agata io non aveva veduto i
+pregi di lei, e m'era sfuggita la bellezza di quegli occhi,
+che finalmente mi si rivelava con grata sorpresa.</p>
+
+<p>Così senza aspettare gli aliti primaverili, proprio
+nel mezzo del verno, il mio cuore si schiudeva in
+serra calda, come una pianta forzata ad arte, come
+la semente dei bachi messa a prova, e da tale schiudimento
+nasceva un nuovo amore... quel tale antropofago
+destinato a mangiare il suo simile... già quasi
+morto di fame.</p>
+
+<p>Passai qualche ora deliziosa e troppo rapida, in
+adorazione davanti alla mia scoperta, chiudendo
+dentro di me le sensazioni e i pensieri tumultuosi
+che succedevano ai loro antecessori, coll'inevitabile
+scompiglio d'un cambiamento di guarigione; e prima
+d'incominciare una nuova lotta sentivo il bisogno
+di riorganizzare la truppa.</p>
+
+<p>I nostri dialoghi sulle cose più comuni mi giovarono
+ad apparecchiare il terreno, e furono come una
+prefazione in prosa davanti un nuovo volume di
+poesia.
+<span class="pagenum">[195]</span></p>
+
+<p>Parlando degli incomodi della stagione, l'Agata
+mi domandò:</p>
+
+<p>&mdash; Come passate le sere di queste lunghe notti
+d'inverno?</p>
+
+<p>&mdash; Nel tedio della solitudine, &mdash; io risposi, &mdash; solo
+col mio cane!...</p>
+
+<p>&mdash; E perchè non venite da noi a farci un po' di
+lettura?</p>
+
+<p>&mdash; Volete che venga a leggervi l'<i>Ortolano dirozzato</i>?</p>
+
+<p>&mdash; No, no, &mdash; mi rispose ridendo, &mdash; quello dovete
+leggerlo voi solo, come eccitante al lavoro dei campi...
+come calmante di certe passioni....</p>
+
+<p>&mdash; E come sonnifero, &mdash; io soggiunsi, &mdash; più potente
+dell'oppio!</p>
+
+<p>&mdash; Quanto ne avete letto finora?</p>
+
+<p>&mdash; Cinque pagine.</p>
+
+<p>&mdash; Cinque pagine in più d'un anno!...</p>
+
+<p>&mdash; Che volete!... non mi entra nel cervello.</p>
+
+<p>&mdash; Avete dunque la testa dura?</p>
+
+<p>&mdash; Sì, &mdash; risposi, &mdash; ma il cuore no....</p>
+
+<p>E le piantai uno sguardo negli occhi come una
+lancia. Ne rimase sorpresa, confusa e ferita, perchè
+il sangue le salì al volto e si fece tutta rossa.
+Non era avvezza a quelle occhiate, abbassò le pupille,
+tacque per qualche istante, poi riprese il
+discorso.</p>
+
+<p>&mdash; Vi assicuro che noi passiamo delle serate deliziose,
+in eccellente compagnia....</p>
+
+<p>&mdash; Del dottore, del farmacista e del parroco?</p>
+
+<p>&mdash; No, abbiamo abolito il tarocco; e i vecchi
+amici, fedeli alle loro affezioni per le carte da
+gioco, seguirono i re, i fanti e i cavalli, e portarono
+altrove le loro tende. Adesso vengono a farci
+qualche visita di complimento, alla sfuggita e di
+<span class="pagenum">[196]</span>
+giorno, lasciando libera la sera alla nuova compagnia.</p>
+
+<p>&mdash; Ma che razza di compagnia avete trovato
+al villaggio?... Forse la rustica progenie dei montanari
+colle loro ubbie in testa e gli zoccoli ai
+piedi.</p>
+
+<p>&mdash; V'ingannate. Godiamo d'una scelta società.
+Chiusi in salotto, con la stufa ben calda, una eccellente
+lucerna con un cappelletto che concentra la
+luce sul tavolo rotondo, noi evochiamo le ombre degli
+uomini illustri di tutti i tempi e di tutte le nazioni.
+Essi compariscono e spariscono ai nostri ordini
+senza cerimonie. Ci raccontano i loro viaggi, la
+loro storia, i romanzi, le poesie, le memorie che
+destarono il più vivo interesse nei paesi più colti
+del mondo.... E le notti d'inverno ci sembrano brevi,
+perchè si va lontano da casa senza muoversi, e dalle
+steppe della Russia, dai pampas d'America, dai deserti
+africani si fa una scala e si trova il proprio letto.</p>
+
+<p>&mdash; Benissimo!... ho pensato sovente alle delizie
+della lettura in comune, in condizioni gradevoli; ma
+anche questo diletto, come tanti altri, è rimasto per
+me un vano desiderio.... E che cosa leggete?</p>
+
+<p>&mdash; Ve l'ho detto, ogni sorta di buoni libri...
+esclusi soltanto i noiosi!</p>
+
+<p>&mdash; Come l'<i>Ortolano dirozzato</i>.</p>
+
+<p>&mdash; Sicuro, perchè ci sono libri noiosi che possono
+tornar utili a chi li studia, ma non hanno
+diritto d'essere ammessi alle riunioni serali del circolo
+di famiglia. Essi devono limitarsi alla cattedra
+ed allo scrittoio dello studioso, ma per entrare
+in società bisogna deporre la toga dottorale, e vestire
+l'abito del gentiluomo, il quale si fa scrupolo
+d'annoiare gli amici, di far dormire le donne e i
+fanciulli
+<span class="pagenum">[197]</span></p>
+
+<p>&mdash; E dove trovate i libri?..</p>
+
+<p>&mdash; A Milano, a Firenze, a Torino, a Parigi. Ritornata
+dal collegio, ove una direttrice intelligente
+mi aveva fatto intendere che alla scuola s'impara
+soltanto a studiare, ma che in casa bisogna completare
+l'istruzione con una scelta lettura, ho voluto
+che mio padre mi promettesse d'introdurre nel
+bilancio domestico una somma annua per il pane
+intellettuale, necessario quanto il pane di farina.
+A che cosa serve la scuola, se l'educazione non
+continua? Forse che nei pochi anni di studio s'impara
+lo scibile? S'imparano appena appena gli elementi
+delle scienze più necessarie. Dunque la lettura
+è il complemento indispensabile d'una buona
+educazione, ed è strano che ogni famiglia non spenda
+ogni anno nei libri una somma proporzionata alle
+sue rendite. Eppure queste idee così naturali sembrarono
+strane a mio padre, che non aveva mai
+provato il bisogno di acquistare un libro, e leggeva
+appena un cattivo giornale... e il lunario.
+Essendo figlia unica e amata dai miei genitori più
+che non merito, mio padre accondiscese alla mia
+domanda, chiese ai librai i loro cataloghi, ed ogni
+mese acquistiamo le novità che c'interessano. Mio
+padre mi diceva l'altro giorno, che adesso gli sembra
+impossibile d'aver potuto vivere tanti anni
+senza libri, e senza sentirne il bisogno. La privazione
+dei libri sarebbe ora per lui il maggiore dei
+sagrifizii. La lettura serale forma la sua delizia,
+poi legge anche solo nella sua camera e sotto la
+pergola del giardino. Questo sistema è necessario
+per tutti, ma per chi abita la campagna è indispensabile
+quanto il lume a chi cammina di notte.</p>
+
+<p>&mdash; Verissimo... avete sempre delle idee giuste
+che mi colpiscono... ed eccitano la mia ammirazione
+<span class="pagenum">[198]</span>
+pel vostro buon senso, in età così giovanile.
+Ah! la lettura dei buoni libri, ecco la spiegazione
+dell'enigma. Ora non mi sorprenderò più udendo
+dalla vostra bocca opinioni, consigli, parole che
+non si possono intendere da certe donne mature,
+le quali dopo uscite di collegio non hanno letto
+che il giornale delle mode!... Così in un villaggio
+deserto voi siete più colta di molte signore
+cittadine, che vivono in società come i fiori in un
+mazzo, cioè senza sostanziale alimento, corolle variopinte
+sopra un fusto di fil di ferro, belle una
+sera al ballo e al teatro, poi all'indomani avvizzite.</p>
+
+<p>Agata m'ascoltava senza falsa modestia, continuando
+a mostrarmi i piaceri e i vantaggi della
+lettura, ed eccitandomi a far parte del loro circolo
+delle letture serali.</p>
+
+<p>&mdash; Verrò di certo, &mdash; le risposi con riconoscenza, &mdash; e
+sono sicuro che le notti di quest'inverno saranno
+per me più belle dei giorni estivi, più utili
+di qualunque altro studio, più care d'ogni diletto
+cittadino.</p>
+
+<p>Mi ringraziò con uno sguardo grazioso; io corrisposi
+con uno sguardo affettuoso, lungo, eloquente.
+I nostri occhi si scontrarono, e rimasero qualche
+tempo come legati fra loro da una forza irresistibile.</p>
+
+<p>Ed io, che in amore non conoscevo altro linguaggio
+che quello degli occhi, rimproveravo a me stesso
+di non aver mai saputo leggere, prima d'allora, in
+quelle vaghe pupille.</p>
+
+<p>Era quasi mezzanotte quando uscii di casa Bruni
+colla Rosa e con Bitto.</p>
+
+<p>Spirava una di quelle brezze che arrestano l'acqua
+delle cascate cambiandole in cristallo, eppure io
+non sentivo il freddo, tanto era elevata la temperatura
+del mio cuore.
+<span class="pagenum">[199]</span></p>
+
+<p>Strada facendo la Rosa mi raccontò che Beppo
+stava meglio e lo aveva saputo dalla moglie di lui
+che era venuta durante il pranzo a prendersi un
+cesto apparecchiato dall'Agata, nel quale c'era del
+brodo, del pane, del manzo, del vino e dei dolciumi
+pei bimbi. Così anche il povero convalescente e la
+sua famiglia avranno celebrato lietamente il Natale:
+e i miei ospiti avevano resa completa la loro letizia
+con un atto benefico, non essendo che gli egoisti che
+possano godere del loro bene senza farne parte a
+chi manca di tutto. A compiere la felicità d'ogni
+animo bennato è necessaria la soddisfazione d'aver
+alleviate le pene degli infelici.</p>
+
+<p>A quella buona giornata tenne dietro una notte
+tranquilla, e al mattino mi svegliai col dolce presagio
+di giorni migliori.</p>
+
+<p>I miei scolari mi trovarono ilare, indulgente, e
+ne approfittarono subito mostrandosi indisciplinati
+e tumultuosi. Ma quando il cuore è contento anche
+le scabrosità sembrano liscie, e pare che sorridano
+perfino gli sberleffi.</p>
+
+<p>Alla sera accorsi in casa Bruni, e ritornandovi
+ogni giorno non tardai ad acquistare la più cara
+abitudine. Se c'era gente io ne approfittava per conversare
+con l'Agata, se la famiglia era sola si faceva
+la lettura in comune.</p>
+
+<p>Allora incominciai ad interessarmi a nuove ed
+importanti scoperte. E in primo luogo, osservando
+l'Agata quando rideva, vidi che schiudendo le labbra
+fresche come rose, mostrava due file di candidi
+denti, che mi parvero un portento della natura;
+quando un raggio di luce batteva sui suoi capelli
+si vedevano brillare dei riflessi dorati, come in un
+campo di spiche mature; quando alzava il libro per
+avvicinarsi alla lucerna le dita delle sue piccole
+<span class="pagenum">[200]</span>
+mani parevano trasparenti, tanta era la delicatezza
+della sua pelle; quando s'alzava per prendere qualche
+oggetto, il suo corpo flessibile si piegava colla
+grazia d'un fiore agitato dalla brezza, e il suo piedino
+snello camminava con tale leggerezza che appena
+toccava il pavimento. Quando leggeva delle pagine
+commoventi, degli atti generosi, delle azioni che
+onorano l'umanità, tutti i muscoli del suo viso si
+atteggiavano alle emozioni dell'animo con tale
+espressione, che io deploravo di non essere fotografo
+per poter fissare sulla carta con una riproduzione
+istantanea quelle sfuggevoli oscillazioni dei
+suoi lineamenti.</p>
+
+<p>Quale stupenda immagine dell'anima sensibile
+sotto quella pelle agitata da un delizioso movimento
+nervoso, da una contrazione di muscoli ravvivata
+da un lampo degli occhi, o stemperata in
+una lagrima!... Guardandola, io paragonava il suo
+viso a quei poemi che ci rivelano sempre nuove
+bellezze ad ogni lettura, e mi sorprendevo meno
+di non averla capita prima. Tornandomi poi alla
+mente tutto il suo contegno verso di me, la sua
+pietosa vigilanza, il buon senso, le virtù che ornavano
+il suo nobile carattere sotto il velo d'una
+apparente semplicità, lo spirito senza pretesa, l'umore
+uniforme e benevolo, io incominciavo a sentirmi
+preso da una seria ammirazione, da un affetto
+rispettoso, e andavo alimentando desiderii e speranze
+superiori alla mia povera condizione.</p>
+
+<p>I Bruni non erano certo da paragonarsi ai Brisnago,
+non avevano nè milioni nè lusso; ma vivendo
+in campagna in agiata semplicità, con ordine ed
+economia, se la passavano egregiamente, e l'Agata,
+essendo figlia unica, assai bella, molto colta, e in
+pari tempo ottima massaia, aveva diritto di trovare
+<span class="pagenum">[201]</span>
+un marito, se non superiore per ricchezza, almeno
+pari, e certo in posizione più elevata d'un povero
+maestro rurale, alloggiato per carità in casa d'uno
+zio canonico.</p>
+
+<p>Questa volta il mio amore ragionava e faceva i
+suoi conti.</p>
+
+<p>&mdash; Ahimè!... cattivo segno, &mdash; dirà taluno.</p>
+
+<p>&mdash; Niente affatto... io rispondo.</p>
+
+<p>L'amore fantastico a diciott'anni conduce alle
+stelle, l'amore ragionevole dopo i venti conduce al
+matrimonio. Sovente il primo non è che un sogno,
+un'orchidea che vegeta e fiorisce in aria, il secondo
+è un fatto positivo, che ha per legittima conseguenza
+la moltiplicazione della specie, ed entra nei dominii
+del realismo.</p>
+
+<p>E un misero maestro rurale incaricato d'istruire
+gli ignoranti non deve ignorare che il suo meschino
+stipendio lo condanna al celibato perpetuo se non
+trova una moglie più ricca di lui, o che almeno si
+guadagni il pane. L'associazione della miseria gli
+viene interdetta dal buon senso, che lo consiglia a
+non accrescere il numero degli spiantati che ingombrano
+la terra per loro disgrazia e a grande noia
+e desolazione del corpo sociale.</p>
+
+<p>Tali ragionamenti mi conducevano ad apparecchiare
+il mio avvenire con qualche criterio; e valutando
+la mia educazione come un fondo produttivo,
+la mia professione come una rendita, e mio zio
+canonico come un capitale messo a mutuo, mi pareva
+d'aver diritto d'esigere una dote corrispondente
+dalla moglie.</p>
+
+<p>Ah, questa volta la mia speranza non era un'orchidea!...
+Io non aspiravo a voli pindarici, nè mi
+esponevo a precipizi. Deponevo la mia semente
+sulla terra e coltivandola secondo le norme
+<span class="pagenum">[202]</span>
+dell'<i>Ortolano dirozzato</i> avevo motivo d'aspettarmi che
+germogliasse.</p>
+
+<p>Che cosa nascerà?... io chiedeva a me stesso... una
+quercia o una carota?... Voglia il cielo salvarmi dalle
+risa sardoniche dei canonici.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="XVIII" id="XVIII"></a>XVIII.</h2>
+
+<p>Una sera, appoggiato al balcone della mia stanza,
+contemplavo la campagna, fantasticando sul nuovo
+amore e sulle nuove speranze, e pensavo all'oro dei
+suoi capelli, e, senza pregiudizio della passione,
+anche all'oro della borsa del babbo, che accompagnato
+ai pregi materiali e morali della figliuola
+poteva comporre una famigliuola felice. Mi compiacevo
+nell'idea d'essere finalmente riuscito a mettere
+d'accordo il cuore e la ragione, quando vidi passare
+da lontano i coniugi Bruni senza la figlia. &mdash; L'Agata
+sarà sola in casa, pensai subito; prendiamo l'occasione
+pei capelli! E corsi difilato in casa Bruni.
+Infatti l'Agata era sola, ma non mi ricevette più
+nel salotto come soleva fare in passato, e invece
+mi trattenne in cucina con Martino e la Menica.
+O perchè dunque non mi riceveva più come le
+altre volte, coll'intimità di un fratello?... A tale
+domanda, che io facevo a me stesso, rispose subito
+la mia coscienza: Ecco, essa mi diceva, i tuoi
+sguardi amorosi le hanno rivelata la tua passione.
+<span class="pagenum">[203]</span>
+Hai perduto i diritti acquisiti, per acquistarne altri,
+con altro titolo ed altre condizioni.</p>
+
+<p>Il concittadino che diventa pretendente esce dalla
+legge, deve apparecchiarsi alla corona o all'esiglio
+e rinunziare alla vita comune.</p>
+
+<p>Mi rassegnai al mio destino, e soddisfatto del
+suo onesto contegno, procurai d'apparecchiarmi....
+alla corona.</p>
+
+<p>Per fortuna, la Menica andava e veniva senza
+darsi pensiero dei nostri discorsi, Martino intendeva
+il senso delle parole assai meno di Bitto, chè il
+suo dizionario non aveva che poche pagine, e per lui
+tutto ciò che non era volgare era arabo. Poco dopo
+la Menica scomparve, Martino la seguì e restammo
+soli. Io mi sedetti al focolare, scaldandomi le mani,
+parlando di cose indifferenti, e guardando l'Agata
+con affettuosa attenzione, mentre essa in piedi raccoglieva
+i tizzoni colla molle, e disegnava dei geroglifici
+sulla cenere.</p>
+
+<p>Come era bella!... le morbide treccie le cingevano
+la fronte serena, come un diadema; l'occhio
+limpido e profondo brillava d'una luce tranquilla
+fra i molli contorni del volto, che colla dolcezza
+del sorriso rivelava la soavità del sentire. Le movenze
+delle sue membra snelle e flessibili non accusavano
+artifizi, ma una naturale mollezza le rendeva
+eleganti.</p>
+
+<p>Confrontando i pregi di lei colla mia tempra e
+colla riputazione di cervello balzano confermata
+dai miei stravizi, mi mancava affatto il coraggio
+di esprimerle colle parole quello che le avevo già
+detto cogli occhi.</p>
+
+<p>Dopo qualche esitanza, pensai che prima d'espormi
+con una dichiarazione imprudente era meglio mi
+assicurassi della sua opinione sul mio conto, e
+<span class="pagenum">[204]</span>
+tremando per la risposta, rivoltomi a lei con uno
+sguardo supplichevole, la interrogai in questi termini:</p>
+
+<p>&mdash; Agata... ditemi francamente che cosa pensate
+di me....</p>
+
+<p>&mdash; Che siete un galantuomo... quantunque un poco
+fantastico; un uomo intelligente, quantunque poco
+studioso... ecco tutto.</p>
+
+<p>&mdash; Riconosco la vostra indulgenza... siete buona
+come siete bella, vorrei aprirvi il mio cuore... dirvi
+che mi foste sempre simpatica... ma che da qualche
+tempo questa simpatia minaccia di far progressi...
+e di trascinarmi... Infatti temo di perdere
+la vostra stima... non oso sperare... nè dirvi
+di più.</p>
+
+<p>Essa alzando gli occhi, e guardandomi in faccia
+apertamente, mi incoraggiò con uno sguardo che
+voleva dire: &mdash; Vi amo!</p>
+
+<p>Io le risposi con una di quelle occhiate che non
+lasciano dubbio, che si leggono a prima vista anche
+dagli analfabeti, e che significano chiaramente: &mdash; Vi
+adoro!</p>
+
+<p>I nostri occhi scambiarono lungamente i loro
+raggi, fino a tanto che io mi sentii affascinato da
+quella luce; essa abbassò le pupille facendosi rossa
+come una bella rosa di maggio. Allora, esaltato
+dall'entusiasmo, esclamai:</p>
+
+<p>&mdash; Agata... vi ringrazio... ora sono felice!</p>
+
+<p>&mdash; Felice di che cosa?... &mdash; mi chiese con un'aria
+che mi fece rabbrividire, &mdash; e di quale favore mi
+ringraziate?</p>
+
+<p>Mi sentii vacillare... mi pareva di guardare nel
+fondo d'un precipizio... mi sentivo attratto dal
+vuoto... i capelli mi si drizzavano sulla fronte...
+Credo che essa abbia avuto paura, perchè mi posò
+<span class="pagenum">[205]</span>
+una mano sul ginocchio, chiedendomi con inquietudine:</p>
+
+<p>&mdash; Che cosa avete?</p>
+
+<p>&mdash; Mi sento morire!... &mdash; risposi.</p>
+
+<p>&mdash; Mio Dio!... come passate rapidamente dalla felicità...
+alla morte! Su via... fatevi animo... qual è
+il motivo di tali eccessi?</p>
+
+<p>&mdash; Voi... voi sola.</p>
+
+<p>&mdash; Io?... Ma che cosa vi ho fatto io?</p>
+
+<p>&mdash; M'avete detto: vi amo! e poi avete finto d'ignorarlo.</p>
+
+<p>&mdash; Ma io non ho mai pronunciate quelle parole!</p>
+
+<p>&mdash; È vero... non me lo avete detto colle parole,
+ma cogli occhi... quelle possono mentire, questi non
+mentono mai... io so leggere negli occhi meglio che
+nei libri... e con essi mi avete detto: vi amo!...
+Potete negarlo?...</p>
+
+<p>Sorrise graziosamente, rinnovò la dolce espressione
+degli occhi, e mi disse:</p>
+
+<p>&mdash; Come siete esperto nella conoscenza del linguaggio
+arcano dell'anima!... lo avete dunque studiato
+lungamente?...</p>
+
+<p>&mdash; Domanda insidiosa!... &mdash; io soggiunsi. &mdash; Risponderò
+sinceramente a suo tempo, ma ora m'interessa
+di più conchiudere la quistione che mi tiene
+sospeso tra la vita e la morte. Ditemi, ve ne prego:
+quando io ho tradotto nel linguaggio volgare l'espressione
+dei vostri occhi, mi sono ingannato?...</p>
+
+<p>&mdash; Siete un traduttore traditore, &mdash; mi rispose
+ridendo.</p>
+
+<p>&mdash; Ma vivaddio!... vi costa dunque tanto una spiegazione
+sincera? temete forse di qualche cosa?...</p>
+
+<p>&mdash; Avete indovinato anche questa volta. Sì, temo
+mille cose. Vi sono parole che dette una volta segnano
+il destino della vita, e non si possono pronunziare
+<span class="pagenum">[206]</span>
+senza esitanza. Bisogna pensarci seriamente;
+da una sillaba dipende talvolta la nostra
+sorte: sì o no, possono significare talvolta una
+lunga serie d'anni felici o dolorosi, è il dado gettato
+che decide delle gioie o delle sventure non
+d'una persona, ma d'una famiglia e forse d'una
+lunga generazione! Bisogna pensarci seriamente.</p>
+
+<p>&mdash; Ma il cuore?...</p>
+
+<p>&mdash; Ah il cuore!... ebbene è appunto il cuore leggiero
+che più pesa gravemente su tutto e su tutti!...
+È il cuore leggiero che si lascia trascinare troppo
+facilmente dalle sue inclinazioni subitanee, senza
+dar tempo alla mente di ponderarle, che poi trascina
+alle gemonie i suoi seguaci, e li precipita con
+sè stesso negli abissi di sventure che fanno della
+vita domestica un inferno... macchiano d'infamia i
+nomi più onorati... e talvolta spingono alla disperazione
+e al delitto!... Vi par facile a voi dire sì
+o no sulla strada da seguire nel pellegrinaggio
+terreno; eppure è la decisione più grave della
+vita!...</p>
+
+<p>&mdash; Ma l'amore è cieco, &mdash; io osservai.</p>
+
+<p>&mdash; Bisogna guarirlo, &mdash; mi rispose.</p>
+
+<p>&mdash; Oh sta a vedere, &mdash; io soggiunsi, &mdash; che voi
+proponete di mandar l'amore in un istituto oftalmico,
+oppure all'istituto dei ciechi per fargli insegnare
+a leggere sulla scrittura in rilievo, e imparare
+un mestiere.</p>
+
+<p>&mdash; Sicuro, l'amore moderno deve essere ragionevole,
+ponderato, prudente.</p>
+
+<p>&mdash; Agata, &mdash; io esclamai, &mdash; per una ragazza siete
+troppo positiva.</p>
+
+<p>&mdash; Vi piacerebbe meglio che fossi più fantastica?...
+più accessibile alle illusioni, più facile alle lusinghe...
+che cercassi l'uomo ideale?!...
+<span class="pagenum">[207]</span></p>
+
+<p>&mdash; No, per carità, Agata... gli uomini e le donne
+ideali non si trovano che nei romanzi.</p>
+
+<p>&mdash; Ebbene siamo dunque d'accordo: l'amore degli
+antichi non è più dei nostri tempi. Noi gli abbiamo
+tagliato le ali, è vero, ma lo abbiamo anche guarito
+dalla cecità. Ora egli va per la sua strada in
+costume moderno, e non è più pericoloso. Per questo
+ogni ragazza onesta può viaggiare sola e sicura
+attraverso l'Europa, frequentare le Università e le
+Accademie, rispettata da tutti. Anticamente non era
+così. Cupido si cacciava dovunque. Quel fanciullo
+colle ali e la benda agli occhi, munito d'arco, freccie
+e faretra, tirava a caso sui passanti, e metteva
+tutti in pericolo. Se lo vedete ancora ai nostri tempi
+raggirarsi nella società, penetrare di soppiatto nelle
+case coll'astuzia raffinata del contrabbandiere, dite
+pure francamente che è un malfattore... o un imbecille.
+E guai alle sue vittime!...</p>
+
+<p>&mdash; Avete ragione... anche nelle affezioni bisogna
+dar luogo alla ragione, e mettere d'accordo il cuore
+e il buon senso. Io ho fatto anche questo, e offrendovi
+un amor cordiale e profondo, credo in pari
+tempo di potervi assicurare che ho consultato anche
+la ragione e le convenienze. A meno che voi e i
+vostri parenti non mi troviate troppo povero per
+aspirare alla vostra mano. Questo dubbio mi ritenne
+di manifestarvi prima d'ora la mia affezione.</p>
+
+<p>&mdash; I miei genitori vi stimano e vi vogliono bene,
+e non intendono certo di vendermi al maggior offerente,
+ed io credo che veramente poveri non sieno
+che gli oziosi... e gl'ignoranti. Chi studia e lavora
+ed ha un buon capitale nel cervello, non è mai
+povero.</p>
+
+<p>&mdash; Dunque voi non sarete contraria ai miei voti e
+non mi stimate indegno d'aspirare alla vostra mano?
+<span class="pagenum">[208]</span></p>
+
+<p>&mdash; Solo una vaga apprensione mi arresta.... un
+timore indeterminato di pericoli ignoti.... di non bastare
+alla vostra felicità.... di non avere virtù sufficiente
+per fissare la vostra vita.... Ve lo confesso
+francamente: io non avrei la forza di sopravvivere
+al minimo disinganno.... Intendo offrire tutta me stessa
+a chi mi possa promettere altrettanto.... per la vita....
+per l'eternità.... senza restrizione di sorta.... fino
+l'ultimo pensiero.... O tutto o niente!...</p>
+
+<p>Dicendomi queste cose il suo occhio aveva assunto
+un'animazione straordinaria, che dava alla sua attitudine
+una posa decisa ed energica. Era un nuovo
+aspetto della sua bellezza. Fiera come una regina
+che impone le sue condizioni all'alleato, essa attendeva
+una risposta breve ed esplicita come la sua
+sentenza. Non la feci attendere lungamente:</p>
+
+<p>&mdash; Avrete tutto!... &mdash; le risposi. &mdash; Ve lo giuro sull'anima
+di mia madre!...</p>
+
+<p>Essa mi stese francamente la mano, dicendomi:</p>
+
+<p>&mdash; Sarò vostra per la vita!</p>
+
+<p>&mdash; Dunque mi amate veramente?</p>
+
+<p>&mdash; Sì, vi amo....</p>
+
+<p>I nostri sguardi dissero molto di più, perchè non
+vi sono parole in nessuna lingua per esprimere certi
+sentimenti dell'anima. L'eloquenza dell'amore sta
+nel silenzio.</p>
+
+<p>Stemmo fino a notte inoltrata soli ed al buio, senza
+scambiare una parola. Io aveva presa una sua mano
+nelle mie, e un fluido arcano aveva messo in comunicazione
+i nostri cuori che corrispondevano fra loro.</p>
+
+<p>La Menica rientrando accese il lume, Martino mise
+della legna sul fuoco che era quasi spento, e i signori
+Bruni, ritornati dalla loro escursione, ci trovarono
+seduti uno vicino all'altro come due colombi
+in un nido.
+<span class="pagenum">[209]</span></p>
+
+<p>All'indomani scrissi una lunga lettera a mio zio
+nella quale gli svelavo il mio amore per l'Agata e
+il progetto di matrimonio chiedendo il suo assenso.</p>
+
+<p>Non appena partita la lettera, rammentandomi il
+passato, incominciò a frullarmi per la testa che il
+lirismo delle mie frasi potesse produrre un funesto
+effetto sull'animo positivo di mio zio. Egli che giudicava
+l'amore coll'aritmetica, che alla poesia d'un
+primo affetto opponeva l'ostacolo dei milioni, che
+sfoggiava tutta la sua rettorica per dimostrarmi che
+un misero non ha il diritto d'ammirare la bellezza
+risplendente fra i fulgori della fortuna, egli avrebbe
+riso certamente anche questa volta della mia nuova
+pretesa.</p>
+
+<p>Ma ov'era la mia colpa, s'io non sapevo trovare
+le perle negli stracci, se, attirato dalla bellezza d'un
+volto e dal prestigio d'un sorriso, m'imbattevo sempre
+nella trappola dello scrigno, senza vederlo?...</p>
+
+<p>È dunque facile immaginare quale fosse la mia sorpresa
+quando ricevetti una lettera dello zio, che aderiva
+pienamente al mio piano, lodava l'ottima scelta,
+mi muniva d'una commendatizia pel signor Nicola,
+nella quale appoggiava la mia domanda con argomenti
+decisivi, e prometteva d'intervenire alle nozze.
+Però, secondo i miei presentimenti, l'aritmetica non
+mancava, ma questa volta i calcoli del buon zio non
+erano fatti per dimostrare la mia inferiorità, ma per
+rialzare il mio valore. Non si trattava più d'una sottrazione,
+ma d'una moltiplica. Vedendo la necessità
+d'accogliere degnamente una sposa, avvezza agli agi
+della vita, esso destinava immediatamente una somma
+per l'allestimento della casa e le spese occorrenti,
+e mi faceva un annuo assegno, per mettere la mia
+condizione economica in armonia con quella della
+sposa.
+<span class="pagenum">[210]</span></p>
+
+<p>Questi atti generosi mi commossero fino alle lagrime
+e mi posero in condizioni tali da poter chiedere
+la mano d'Agata senza arrossire. Un padre
+affettuoso non avrebbe potuto fare di più, e la mia
+risposta fu quale doveva essere quella d'un figlio
+che riconosce il beneficio, e che esprime la sua gratitudine
+con tutta l'espansione del cuore.</p>
+
+<p>L'esito della domanda formale della sposa fu
+quale potevo desiderarlo.</p>
+
+<p>Il signor Nicola mi gettò le braccia al collo dicendomi
+che da quel momento mi considerava quale suo
+figlio, la signora Giovanna mi baciò con pari affezione,
+e l'Agata, che ci guardava commossa, mi parve
+più bella che mai; la Menica piangeva della nostra
+allegrezza, e Martino, incerto se dovesse ridere o
+piangere, restava fra le due, cogli occhi lagrimosi e
+la bocca ridente, come le selci delle sue montagne
+all'aurora d'un giorno sereno, bagnate dalla rugiada
+e rischiarate dal sole.</p>
+
+<p>L'epoca del matrimonio venne fissata per le vacanze
+autunnali; allora gli sposi sarebbero liberi, lo
+zio avrebbe risparmiato di fare il viaggio apposta
+fermandosi al villaggio dopo i bagni, e intanto ci
+restavano alcuni mesi di tempo per mettere in assetto
+la casa e apparecchiare il corredo. Quell'inverno
+scorse rapidamente, e fu uno dei più fausti della mia
+vita. La felicità dell'aspettativa d'un bene assicurato
+è superiore alla felicità del bene conseguito, perchè
+alla più dolce realtà si accoppia sempre qualche
+piccola dose d'amarezza. L'assoluto non esiste che
+nel cervello.</p>
+
+<p>Facevamo ogni sera lunghe letture confacenti
+allo stato dell'animo. Leggevamo dei romanzi nei
+quali la vita era una burrasca, e l'amore trovava
+ogni sorta d'ostacoli per giungere al suo scopo; il
+<span class="pagenum">[211]</span>
+confronto colla tranquilla esistenza, che sorrideva ai
+nostri voti, accresceva il valore di quella pacifica
+condizione, che ci rendeva tanto facile ciò che a
+personaggi eroici costava sforzi inauditi.</p>
+
+<p>I nostri occhi s'incontravano sovente, e mettevano
+i cuori in comunicazione; talvolta l'Agata poggiava
+leggermente il suo piede sopra il mio, e quella dolce
+pressione rendeva più soave l'armonia delle nostre
+anime, producendo l'effetto dei pedali sul pianoforte.</p>
+
+<p>Al di fuori, il nostro matrimonio era divenuto il
+soggetto principale di tutti i discorsi. Si parlava della
+mia fortuna, e si diceva che il signor Nicola sacrificava
+l'unica figlia, concedendola in isposa ad un povero
+maestro. Altri rispondevano che un maestro
+foderato d'un canonico diventava morbido come un
+cuscino imbottito. Le donne citavano le mie prodezze
+al mulino e mettevano fuori dei cattivi pronostici;
+chi ricordava la notte all'osteria, il vizio del giuoco
+e del vino, chi mi dipingeva come uno scioperato,
+senz'ordine e senza giudizio, e tutti facevano le meraviglie
+della incredibile condiscendenza dei Bruni.</p>
+
+<p>Basta avere una fortuna a questo mondo perchè
+gli oziosi e i malevoli si scaraventino contro di voi,
+vi facciano l'esame di coscienza come i giudici inquisitori,
+vi contino in tasca i quattrini, e vi taglino
+i panni indosso. Tutta invidia!... Nella pentola sociale
+bolle sempre l'antico intingolo delle streghe, composto
+di mille sozzure, ove si confondono i rospi coi
+serpenti, e tutte le carogne che appestano l'aria.
+Non c'è rimedio, bisogna lasciare che la pentola
+bolla senza coperchio, affinchè il vapore non si condensi
+e scoppii con grave pericolo.</p>
+
+<p>Uguccione della Fagiuola, che era stato il primo a
+trascinarmi all'osteria e a mettermi in mano le carte,
+era il primo anche a denigrarmi ed a pungermi colla
+<span class="pagenum">[212]</span>
+sua lingua di vipera. Egli sosteneva che tutti i canonici
+hanno dei nipoti che vengono rappresentati
+sulla cappa magna da quelle code nere che spiccano
+sulla pelle dell'ermellino, come tante macchie!...
+Colui ch'era stato il fomite principale de' miei stravizi
+diventava il propagatore più maligno delle contumelie.
+I malvagi sono sempre funesti; bisogna fuggire
+il loro contatto. Essi vivono nei siti uggiosi e
+nel fango come i funghi velenosi; e sono veramente
+i funghi sociali.</p>
+
+<p>Uguccione coll'organo della chiesa scorticava le
+orecchie ai divoti, e coll'organo della sua voce cavava
+la pelle ai galantuomini. Esso rappresentava a
+perfezione la maldicenza con tutte le sue voci discordi
+ed abbominevoli. Invece il campanaro, venuto
+a cognizione del mio matrimonio, raddoppiò le sue
+riverenze, coll'intenzione di raddoppiare il suono
+dei sacri bronzi, il giorno delle nozze, a gloria ed
+onore degli sposi.... e della mancia che si aspettava
+in ricompensa del frastuono col quale assordava il
+paese. Esso era l'avidità in persona.</p>
+
+<p>Ugolino Gonzaga si struggeva di rancore, vedendo
+un maestruncolo del villaggio salire più in alto di
+lui, che credeva di rappresentare la scienza medica
+colla <a name="tn212" id="tn212"></a>scatola delle pillole, e non poteva rassegnarsi
+che il sillabario avesse soperchiato la terapeutica.
+Esso faceva la parte dell'invidia. Il medico censurava
+il possidente più ricco del paese che scendeva
+a stringersi in parentela con un orfano sprovveduto
+di censo, quando avrebbe potuto maritare la figlia
+a un signore.</p>
+
+<p>Insomma la maldicenza, l'avidità, l'invidia, la superbia
+serpeggiavano nel piccolo villaggio, unitamente
+all'ignoranza e ai pregiudizii che ne formavano
+il fondo.
+<span class="pagenum">[213]</span></p>
+
+<p>Nauseato di tante ciarle volgari, irritato da tante
+calunnie, inasprito da così malevoli insinuazioni
+accolte da una ciurmaglia d'idioti, io esclamava:</p>
+
+<p>&mdash; La natura è bella al villaggio, ma sarebbe più
+gioconda se si potesse distruggere la razza malvagia
+degli abitanti!...</p>
+
+<p>Poi ritornato in calma, e moderato dalla ragione
+e dal cuore, riprendevo:</p>
+
+<p>&mdash; Distruggerla moralmente, come si distrugge
+l'ignoranza, col mezzo dell'educazione, trasformando
+quegli animali selvaggi in uomini ragionevoli, onesti
+e civili.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="XIX" id="XIX"></a>XIX.</h2>
+
+<p>Amore e sdegno risvegliarono la mia musa; il miraggio
+della gloria ritornò a inebbriarmi, i sogni teatrali
+di Milano vennero nuovamente a cullare le mie
+speranze, ripresi la tragedia, ispirato dalle diverse
+passioni che mi agitavano l'anima innamorata e
+sdegnosa.</p>
+
+<p>Scrivevo lunghe tirate di versi da perdere il
+fiato, volavo all'empireo sull'ali dell'iperbole, vedevo
+gli uomini al basso piccini piccini che si raggiravano
+come formiche intorno al formicaio, e la mia elevazione
+mi lusingava di giungere agli astri.</p>
+
+<p>Finalmente finito, corretto, messo in netto, declamato
+nella solitudine della mia stanza, il mio <i>Lucchino
+Visconti</i> mi parve un capolavoro. Desideroso
+<span class="pagenum">[214]</span>
+di farne una prima prova, senza esporre il mio nome,
+dissi di aver ricevuto da un amico di Milano il
+manoscritto di una tragedia, e pregai l'Agata di
+fare degli inviti per darne lettura.</p>
+
+<p>Per tale trattenimento letterario venne fissata una
+domenica, si apparecchiarono dei rinfreschi e si mandarono
+ad invitare i notabili del villaggio e dintorni.
+Tutti coloro che senza saperlo mi avevano servito
+di modello facevano parte del pubblico: il parroco,
+il medico e sua moglie, il farmacista, l'organista, il
+signor Nicola, e per giunta i miei colleghi del circondario,
+i curati delle vicine parrocchie, i cappellani,
+i fabbricieri, i sagrestani, i segretari comunali
+e i cursori.</p>
+
+<p>Alla sera del giorno fissato io giunsi col mio manoscritto
+sotto il braccio, e trovai la società raccolta
+che mi attendeva con grande aspettativa. Il salotto
+era stato apparecchiato opportunamente, le sedie formavano
+un semicerchio intorno d'un tavolo coperto
+d'un tappeto verde, e munito d'un bicchier d'acqua
+e d'una lucerna. Il paralume, concentrando la luce
+sul manoscritto, lasciava nella penombra gli uditori,
+ch'io non vedevo. La lettura incominciata alle otto
+finì alle dieci. Tutto concentrato in me stesso io
+declamava con passione, con impeto, con ardore o
+con tenerezza secondo i casi. Alla fine d'ogni atto
+mi riposava pochi istanti, ed allora scoppiavano
+degli applausi clamorosi che raddoppiavano la mia
+forza.</p>
+
+<p>Finita la lettura, il battere delle mani e dei piedi,
+le acclamazioni iterate, le esclamazioni di sorpresa,
+gli elogi enfatici ed entusiastici annunziarono un
+vero trionfo.</p>
+
+<p>&mdash; È un capolavoro!... stupendo.... inarrivabile!... &mdash; dicevano
+in coro, &mdash; è un'opera destinata ad uno
+<span class="pagenum">[215]</span>
+strepitoso successo.... l'autore è un genio.... altro
+che Alfieri!...</p>
+
+<p>Incominciò il rinfresco; vini fini, pasticcerie, salumi,
+liquori, caffè, una gozzoviglia improvvisata, ma
+abbondante e saporita; tutto si consumava, tutto
+scompariva nelle bocche spalancate come voragini, i
+tavoli forniti di squisiti manicaretti restavano spogli
+come le campagne dopo il passaggio delle cavallette.
+Uguccione della Fagiuola, l'uomo più mordace del
+paese, non aveva il tempo da biasimare la tragedia:
+la maldicenza tace quando ha la bocca piena.</p>
+
+<p>Calmato il primo furore dell'entusiasmo e dell'appetito,
+s'erano formati dei gruppi secondo le condizioni
+e le tendenze delle persone, chi per digerire in
+pace e tranquillità quanto aveva divorato, chi per
+sputare sentenze, chi per udire modestamente le
+opinioni dei giudici più competenti.</p>
+
+<p>Il dottore, colla solita prosopopea, lisciandosi i
+capelli, alzando la testa, accomodandosi i solini, circolava
+pettoruto e tronfio come un diplomatico ad un
+ballo di corte, ascoltando le conversazioni con un
+sorrisetto beffardo, alzando le spalle di tempo in
+tempo in aria di canzonatura, con evidente desiderio
+d'essere invitato a dire il suo reputato parere.</p>
+
+<p>Molti se ne avvidero, e finita la refezione, divorate
+perfino le bricciole, e tracannata fino all'ultima goccia,
+egli venne pregato da varie parti di presentare
+una critica assennata e sapiente di quel lavoro letterario,
+lasciando da parte le opinioni volgari ed
+incompetenti, pronunziando un giudizio definitivo e
+inappellabile. Dopo essersi fatto pregare alquanto,
+colle solite giustificazioni della falsa modestia, finse
+di cedere per cortesia al voto generale, e andò a
+sedersi nel centro dell'uditorio, come un professore
+che deve dare la sua lezione. Incominciò a soffiarsi
+<span class="pagenum">[216]</span>
+il naso e a tabaccare con gravità, poi chiuse gli
+occhi e si passò una mano sulla fronte, come per
+raccogliere i reconditi pensieri che vagavano nelle
+cellule del suo cervello, e finalmente, accennando di
+far silenzio, diede un'occhiata all'intorno e incominciò
+in questi termini:</p>
+
+<p>&mdash; Signore... e signori, è cosa ardua ed ardita ad
+un tempo il voler giudicare un lavoro importante
+dopo una sola audizione. Tuttavia, senza veruna
+pretesa, eccovi per sommi capi il mio giudizio:
+prima di tutto questa produzione drammatica non
+può dirsi tragedia, a stretto rigore di termine, e
+secondo le classiche tradizioni. Se gli antichi devono
+essere maestri, essi ci fecero vedere che ogni catastrofe
+che non finisca col ferro non ha diritto di
+vestire il coturno....</p>
+
+<p>Siccome la maggior parte dell'uditorio non intendeva
+niente alle elucubrazioni dottrinarie del dottore,
+così le trovava sublimi. Per gl'idioti il sublime
+sta nell'ignoto. Egli continuava con sussiego magistrale:</p>
+
+<p>&mdash; Il brando e il pugnale sono i soli arnesi degni
+degli eroi da tragedia, il veleno è cosa volgare,
+buono pei drammi prosaici dei teatri diurni. La
+tragedia vuol sangue!... sangue, non droghe!... Lucchino
+avvelenato fa la figura d'un marito babbeo
+vittima di un farmacista!...</p>
+
+<p>Qui scoppiarono delle risa da varii punti della
+sala, il farmacista fremeva, la signora Pasquetta si
+dimenava sulla sedia come se fosse seduta sulle
+spine. Soddisfatto dell'effetto prodotto, il dottore
+sorrise alla sua volta, e poi riprese il discorso:</p>
+
+<p>&mdash; L'intervento della farmacia mi guasta la tragedia,
+il decotto fa nausea, il tiranno colla colica
+diventa ridicolo.
+<span class="pagenum">[217]</span></p>
+
+<p>Allora le risa ripresero con maggior forza di
+prima, e l'oratore dovette subire una lunga interruzione.
+Egli stesso cercava invano di frenare la
+ilarità che lo invadeva, e non riusciva che a singhiozzi
+interrotti.</p>
+
+<p>Finalmente si giunse a ristabilire il silenzio ed
+egli riprese:</p>
+
+<p>&mdash; Se il tiranno è un babbeo, suo fratello, l'arcivescovo
+Giovanni, lasciato in disparte negli affari
+di Stato, fa la figura d'un idiota!...</p>
+
+<p>&mdash; È giusto.... &mdash; disse il parroco don Vincenzo
+Liserio.</p>
+
+<p>&mdash; Ed Uguccione della Fagiuola, &mdash; soggiunse il
+dottore, &mdash; è un imbecille!...</p>
+
+<p>&mdash; Verissimo! &mdash; esclamò Tobia.</p>
+
+<p>&mdash; Ma ciò che toglie all'azione ogni dignità, ciò
+che fa cadere il fatto principale a livello degli
+intrecci comici di Pulcinella, si è la balordaggine
+del protagonista che non s'avvede d'essere tradito
+dalla moglie....</p>
+
+<p>La signora Pasquetta diventò pallida, il farmacista
+si fece rosso, il pubblico non osava fiatare, e
+il dottore imperturbabile proseguì:</p>
+
+<p>&mdash; Per me dichiaro apertamente che <i>Lucchino
+Visconti</i> non merita gli onori della tragedia, la
+quale non deve occuparsi che degli eroi... o degli
+scellerati, e lasciar da banda i minchioni. L'eroe,
+tradito nell'onore, immerge la spada fino all'elsa
+nel cuore dei traditori!...</p>
+
+<p>La signora Pasquetta diede un guizzo dal raccapriccio,
+ma uno sguardo rassicurante del farmacista
+parve calmarla.... Il pubblico rideva sempre
+di più.</p>
+
+<p>&mdash; Avete ragione di ridere, &mdash; continuava il
+dottore, &mdash; i mariti ignoranti non sono fatti per la
+<span class="pagenum">[218]</span>
+tragedia, ma per la commedia. Lucchino è una vittima
+come se ne vedono tante! La moglie infedele
+lo rende ridicolo facendolo morire nel suo letto per
+mezzo di un farmacista, dopo d'avergli gettato nel
+fango la corona ducale, e d'avergli messo sulla
+testa la corona... del martire!...</p>
+
+<p>A questo punto le risa sbardellate divennero convulse,
+non si sentivano che gemiti e guaiti, pareva
+che subissasse la camera, anzi la casa; la mimica
+che accompagnò le ultime parole del dottore era
+riuscita irresistibile. Bisognava ridere o morire.</p>
+
+<p>Il critico ebbe un successo molto superiore a
+quello ottenuto dal tragico; così alla tragedia promessa
+era succeduta una farsa impreveduta, e lo
+spettacolo fu completo.</p>
+
+<p>Il dottore assaporava il successo con ebbrezza,
+vedeva in lui l'uomo felice, e a chi gli faceva degli
+elogi, egli rispondeva:</p>
+
+<p>&mdash; Ecco, io son fatto così!... non ho riguardi per
+nessuno... a chi tocca tocca... io intendo la critica
+in questo modo... tanto peggio per le vittime... non
+c'è merito... la franchezza del mio carattere è un
+dono di natura.</p>
+
+<p>Così finì allegramente quella serata, con grandissima
+soddisfazione degli intervenuti, e specialmente
+del dottore, che ritornandosene a casa a braccetto
+della moglie, gongolava del suo trionfo e ripeteva
+al farmacista che li accompagnava:</p>
+
+<p>&mdash; Dite la verità, Gaspare, vi pare che io abbia
+sfoderato dello spirito?... Non voglio adulazioni, ma
+dovete confessare che ero in vena. È inutile, ci
+vogliono delle occasioni favorevoli per farsi conoscere.
+Io era nato per il fôro e la tribuna!... sarebbe
+la mia passione demolire gli avversari. Povero
+<i>Lucchino Visconti</i>, l'ho polverizzato!... Ma è
+<span class="pagenum">[219]</span>
+un fatto positivo: il tempo delle tragedie è finito!...</p>
+
+<p>All'indomani, entrando in casa Bruni, il signor
+Nicola mi venne incontro dicendomi:</p>
+
+<p>&mdash; Ti prego per carità di non venirmi più a leggere
+delle tragedie, se non vuoi farmi morire dal
+ridere... mio Dio! Dopo iersera mi duole ancora la
+milza!...</p>
+
+<p>Io corsi dall'Agata per sentire il suo parere, essendomi
+stato impossibile di chiederglielo la sera
+antecedente.</p>
+
+<p>&mdash; Avrei due cose da dirti in proposito, &mdash; mi
+rispose, &mdash; ma non posso dirtene che una sola.</p>
+
+<p>&mdash; Bene, intanto sentiamo questa.</p>
+
+<p>&mdash; Tu sei l'autore della tragedia.</p>
+
+<p>&mdash; È vero. Chi te l'ha detto?</p>
+
+<p>&mdash; L'ho sentito dentro di me. Oramai ti conosco,
+e quando si conosce l'albero, si conoscono le frutta.</p>
+
+<p>&mdash; Questa è un'idea... orticola. Ma nelle lettere
+non è così: l'arte copia la natura, o crea degli esseri
+immaginari che non hanno verun rapporto
+coll'indole dell'autore.</p>
+
+<p>&mdash; Scusami, ma io scopro sempre l'autore nel
+libro, qualunque sia il suo prodotto.</p>
+
+<p>&mdash; Dunque tu credi che un autore che racconta
+una storia di briganti omicidi abbia nell'anima
+qualche cosa dei delitti de' suoi personaggi?</p>
+
+<p>&mdash; È tutto il contrario. Io credo invece che i
+briganti assassini d'un racconto abbiano sempre
+qualche cosa dell'autore... che li ha messi al mondo.
+Per esempio: un'anima mite e serena non è capace,
+non solo d'inventare, ma nemmeno di copiare esattamente
+dal vero personaggi turbolenti e feroci;
+nè una mente fiera, esaltata, rabbiosa sarebbe capace
+di creare tipi delicati ed angelici.
+<span class="pagenum">[220]</span></p>
+
+<p>&mdash; Potrei citarti mille esempi contrari a quanto
+asserisci....</p>
+
+<p>&mdash; Contrari in apparenza, ma in realtà no... sarebbe
+assurdo; dovresti provarmi che in un libro
+manca l'autore... L'uomo non vede che la superficie,
+e quando tiene in mano un bel pomo non si immagina
+che dentro vi sia un verme che lo divora. Il
+crogiuolo per fondere le anime non è ancora trovato,
+quindi non è possibile scoprire ciò che si mescola
+a questa parte ignota dell'uomo; però sappiamo che
+la natura ha le sue armonie, e possiamo dedurre
+dal noto all'ignoto che, come ogni rosa ha le sue
+spine, ogni limpido ruscello il suo fango, così può
+anche darsi che nell'anima dell'uomo più mite ed
+onesto si nasconda qualche punto nero che sfugge
+ai nostri sguardi, come nell'anima dell'uomo
+tenebroso si rifletta qualche raggio di luce.</p>
+
+<p>&mdash; Potrebbe essere così, ma nel caso concreto della
+mia tragedia io non vedo che un marito tiranno, un
+rivale ribaldo, una moglie infedele, un amante insidioso...
+o vuoi forse farmi figurare sotto le spoglie
+dell'amante insidioso?</p>
+
+<p>&mdash; Non dico questo... lo vedremo in seguito; finora
+veramente non ti posso ravvisare sotto quel triste
+soggetto.</p>
+
+<p>&mdash; Dunque ove mi vedi?...</p>
+
+<p>&mdash; Ti vedo e non ti vedo... ti sento piuttosto, mi
+pare di scorgerti fra le linee, dietro i punti e le
+virgole. Tu cerchi di nasconderti nei vani... dietro
+una parentesi... ti metti in maschera... ma io ti
+conosco, e sento il tuo alito.</p>
+
+<p>&mdash; Il tuo occhio inquisitore mi fa paura!</p>
+
+<p>&mdash; Non fare il male... e non abbi paura.</p>
+
+<p>&mdash; In ogni modo, questa è una teoria affatto
+nuova....
+<span class="pagenum">[221]</span></p>
+
+<p>&mdash; Ebbene, domanderò il brevetto d'invenzione,
+col privilegio di tenerlo a mio vantaggio per un
+decennio.</p>
+
+<p>&mdash; Siamo intesi.... Ora ritorniamo alla tragedia, e
+dimmi francamente la tua opinione.</p>
+
+<p>&mdash; Questa è la seconda parte... che non posso dire.</p>
+
+<p>&mdash; Cattivo segno!... vedo che non ti piace.</p>
+
+<p>&mdash; Ti prego di dispensarmi da un giudizio... io
+non so mentire... e temo che l'esser sincera mi faccia
+torto.</p>
+
+<p>&mdash; Nulla può farti torto nel mio cuore; anzi la
+tua sincerità mi sarà grata, come una nuova prova
+della rettitudine del tuo carattere.</p>
+
+<p>&mdash; Ebbene, poichè vuoi assolutamente che ti dica
+la verità, devo confessarti che la tragedia in generale
+non piacque....</p>
+
+<p>&mdash; Ma e gli applausi?</p>
+
+<p>&mdash; Meno poche eccezioni, dormivano tutti. Quando
+alla fine dell'atto non intendevano più il suono della
+tua voce, si svegliavano ed applaudivano con frenesia,
+per far credere che ascoltassero. Gli applausi
+più clamorosi li udisti alla fine, e volevano dire:
+finalmente è finita la noia, e incomincerà la refezione.
+È vero che i più intelligenti ascoltavano, ma
+non potevano dissimulare interamente la fatica; a
+certi punti tragici ridevano per alcune analogie
+trasparenti....</p>
+
+<p>&mdash; E il dottore non li vedeva ridere?</p>
+
+<p>&mdash; Sai bene che il dottore non vede niente!</p>
+
+<p>&mdash; Ma dimmi finalmente la tua opinione.</p>
+
+<p>&mdash; Giudica dall'effetto generale... la tragedia riuscì
+a tutti noiosa.</p>
+
+<p>&mdash; Ma io non faccio caso di quel pubblico... idiota.
+Tu sei più intelligente di tutti coloro... e tu non
+dormisti.
+<span class="pagenum">[222]</span></p>
+
+<p>&mdash; Non tieni conto del mio affetto?... ogni tuo
+lavoro non può che interessarmi assai... ma altro
+è l'interesse dell'affezione... altro un giudizio imparziale
+e spassionato.</p>
+
+<p>&mdash; Dunque il tuo giudizio imparziale si è che la
+mia tragedia è noiosa?</p>
+
+<p>&mdash; In complesso è noiosa... è inutile farsi illusioni.
+Vi sono però varie parti interessanti. Per
+esempio, quando parli d'amore vi sono espressioni
+vere, sentite profondamente, veramente ispirate e
+sublimi!... ma il resto è troppo lungo, prolisso...
+insomma noioso.</p>
+
+<p>&mdash; Ti ringrazio, &mdash; io conchiusi, &mdash; apprezzo il
+valore della tua sincerità, e saprò trarne partito.</p>
+
+<p>&mdash; Ma figurati!... nemmeno per sogno! &mdash; e parlammo
+d'altro.</p>
+
+<p>Ora confesso che non solo m'ero offeso, ma dentro
+di me avevo giudicato l'Agata una saccentina sconclusionata,
+incapace di dare un giudizio apprezzabile
+sopra un simile lavoro. Dissimulai la stizza
+dell'amor proprio oltraggiato, e presi le mie misure
+in segreto per ottenere un giudice competente.</p>
+
+<p>Avendo saputo che c'era a Sondrio in quel momento
+un capocomico generalmente stimato come
+uomo esperto nell'arte sua non solo, ma altresì di
+molto merito letterario, gli mandai il manoscritto
+pregandolo di leggerlo, e di dirmene francamente
+la sua opinione.</p>
+
+<p>Pochi giorni dopo mi restituì la tragedia, con una
+lettera cortesissima, ma sincera. Mi diceva in poche
+parole: «&nbsp;Non voglio ingannarvi, nè adularvi, sarebbe
+far torto a chi non lo merita. Si vede in voi un giovine
+ingenuo ed onesto, esaltato da una passione che
+gl'ispira pensieri elevati, sogni poetici, qualche
+buon verso. Tutto il resto non ha valore.
+<span class="pagenum">[223]</span></p>
+
+<p>«&nbsp;Non siete chiamato pel teatro, ne ignorate completamente
+l'arte, e tutti gli amminicoli che assicurano
+il buon successo, e vi manca la scintilla che rischiara
+la via. Smettete l'immane sforzo che deve
+costarvi un lavoro letterario; e pensate che la mediocrità
+si affatica invano per arrivare alla gloria,
+riservata al solo genio.</p>
+
+<p>«&nbsp;Attribuite la mia severità al desiderio d'esservi
+utile. Una indulgente reticenza che vi lasciasse nel
+dubbio potrebbe nuocere al vostro avvenire. Basta
+talvolta una vana speranza per mantenerci sulla
+via dell'errore.</p>
+
+<p>«&nbsp;Credendo di saper nuotare, l'uomo s'affoga; invece
+di fargli animo a proseguire con nuovi tentativi
+è meglio prenderlo addirittura pei capelli, e
+gettarlo sulla riva. Il vostro lavoro rivela un intelletto
+ricco di molti doni di natura. Ogni uomo
+intelligente e laborioso può raggiungere una meta
+che ricompensi le sue opere. Voi avete fallato indirizzo,
+siete entrato in una foresta piena di triboli.
+Uscite di là, cercate altrove la vostra strada, e
+vivete felice.&nbsp;»</p>
+
+<p>La parola franca ed onesta di quell'uomo dabbene
+fece svanire intieramente il sogno de' miei trionfi e
+della fortuna chimerica che aveva illuso la mia
+gioventù, e risparmiò al pubblico dei teatri quelle
+noie alle quali è condannato sovente dalla caparbietà
+dei mediocri, che, prendendo per genio la loro
+boria, si ostinano a voli ripetuti, i quali finiscono
+in vergognose cadute.</p>
+
+<p>Icari della scena, colle ali saldate a cera, e che,
+per uscire dal labirinto sociale, vanno a cadere nel
+mare drammatico; gente cui torna più caro un biasimo
+che la classifica fra le persone in marsina, di un
+elogio che la metta colle giacchette; vogliono essere
+<span class="pagenum">[224]</span>
+piuttosto autori seccanti e fischiati che onesti pizzicagnoli:
+aristocrazia della democrazia!...</p>
+
+<p>Ma non si deve disputare dei gusti.</p>
+
+<p>Io invece ringraziai il capocomico con pari sincerità
+della sua, ed ho avuto mille occasioni di benedirlo.
+Senza la sua leale franchezza, chi sa di
+quanti piaceri mi sarei privato nella vita, di quanti
+ameni passeggi mattinali pei campi, di quante buone
+letture sul canapè!... per abortire qualche sconcia
+tragedia, o qualche dramma turpe e sonnifero! &mdash; Benedetto
+il capocomico che mi ha aperto gli occhi,
+tenendomi abbassato il sipario.</p>
+
+<p>Cadutomi il velo che mi offuscava la vista e riconosciuto
+l'acume che avea guidato l'Agata nel
+suo giudizio, le confessai francamente la colpevole
+diffidenza che mi spinse al nuovo tentativo; manifestandole
+in pari tempo l'effetto ottenuto e chiedendole
+scusa del mio stolto orgoglio, le giurai
+che la mia prima tragedia sarebbe stata anche
+l'ultima.</p>
+
+<p>&mdash; Ho tracannato un fiasco solenne!... &mdash; le dissi, &mdash; e
+ne sono morto. I fiaschetti ubbriacano, i fiasconi
+uccidono addirittura. Se almeno mi fossi contentato
+del tuo giudizio!... ma la vanità si ribella
+alle critiche sincere e benevole; l'orgoglioso si ostina
+a credersi un destriero, fino a che un giudice competente
+gli dica chiaro: sei un ciuco!... Ho avuto
+torto! e ti ringrazio della tua sincerità....</p>
+
+<p>&mdash; Ho preferito il coraggio di dirti il vero, quantunque
+amaro, alla viltà d'una menzogna, &mdash; essa
+mi rispose; e dopo breve pausa, riprese: &mdash; ho sempre
+pensato che questa deve essere la norma costante
+di coloro che vogliono vivere insieme onestamente,
+formando una famiglia proba e leale fino allo scrupolo...
+Del resto, &mdash; essa aggiunse, &mdash; se ti manca
+<span class="pagenum">[225]</span>
+l'attitudine a scrivere pel teatro, ti confesso alla mia
+volta che non ne sono troppo dolente, e mi pare, da
+quello che ne dicono i libri e i giornali, che dietro
+le scene non si tenga scuola di morale, e piuttosto
+si celino dei pericoli per la pace delle famiglie, che
+è miglior cosa evitare.</p>
+
+<p>&mdash; Saresti forse gelosa?</p>
+
+<p>&mdash; Sì.... sono molta gelosa, te lo dichiaro. Chi non
+teme non ama. Non ambisco se non a ciò che ho diritto
+d'ottenere, ma non ammetto restrizioni ai miei
+diritti: ad un affetto leale e santo esigo condizioni
+pari. Le doppiezze e l'inganno nella vita domestica
+mi paiono delitti; il giorno in cui il cuore vacilla
+è meglio dirlo francamente, e dividersi subito: preferisco
+la più atroce lacerazione all'onta d'una finta
+carezza; la morte non mi fa paura, ma l'oltraggio
+si!... &mdash; Tutto o niente!... ecco il mio motto... se non
+sai custodire il pensiero... siamo ancora in tempo...
+puoi scegliere altrove altra moglie.</p>
+
+<p>Le baciai la mano con effusione d'affetto, dicendole:</p>
+
+<p>&mdash; Ti prometto sull'onore che divido perfettamente
+le tue idee su questo punto. Ho sempre detestato
+ogni inganno, ma nel matrimonio lo trovo obbrobrioso.
+Se il cuore esce di casa, uscite con lui... ma
+uccidere col ridicolo chi porta il vostro nome, è
+peggio che uccidere col coltello.... No, mai... te lo
+giuro: sarò fedele per la vita.... e caso mai.... caso
+impossibile.... ma lo noto per rassicurarti.... caso
+mai non mi sentissi più degno di te.... non mi vedrai
+più!... saprò scomparire dalla terra.... Non ti domando
+nemmeno se il tuo cuore sarà costante....</p>
+
+<p>&mdash; Il mio cuore!... è tuo per sempre....</p>
+
+<p>&mdash; E pel tuo amore io rinunzio a tutto!...</p>
+
+<p>&mdash; No, questa sarebbe un'ingiusta pretesa, &mdash; soggiunse, &mdash; e
+non l'accetto. Se hai un'attitudine qualunque
+<span class="pagenum">[226]</span>
+che possa renderti utile alla società e alla
+famiglia, non posso che incoraggiarla, e desiderarti
+la migliore riuscita. La buona moglie divide col
+marito le pene e gli onori. Studia, lavora, e se ti
+senti inclinato alle lettere, scrivi dei libri.</p>
+
+<p>&mdash; Veramente non ne sento proprio il bisogno. I
+clamorosi successi del teatro mi sorridevano con abbagliante
+prestigio. Mi elettrizzavo all'idea della
+folla plaudente in massa, e vedevo in sogno delizioso
+il bagliore delle faci, lo splendore delle gemme e dei
+fiori sulle donne eleganti, commosse alle mie parole.
+Dopo il trionfo, la fama porta il nome dell'autore da
+un capo all'altro del paese e racconta a tutti quella
+notte di entusiasmo che fece palpitare il cuore di
+mille persone, raccolte e frementi davanti la scena.</p>
+
+<p>&mdash; Il libro non mi presenta tali attrattive. Dopo le
+lunghe fatiche che costa la sua composizione, esso si
+presenta modestamente nelle vetrine dei librai, confuso
+co' suoi confratelli di tutti i colori, taluno anche
+più vistoso di lui. La folla passa, e non se ne
+cura. Chi lo guarda il povero libro?... qualche raro
+letterato con pochi soldi in saccoccia, che esamina
+le novità, e che vorrebbe anche comperarne taluna,
+se lo stomaco non fosse più esigente del cervello,
+e il trattore più indispensabile del libraio. Il giornalista
+non parla che degli amici, il critico volgare non
+esamina che i libri che gli vengono offerti in dono,
+l'artigiano vuol leggere a macca, e trova nelle biblioteche
+popolari, come nelle cucine economiche,
+da saziare la fame.</p>
+
+<p>Il ricco ha altro per la testa! il lusso dei libri
+è l'ultimo della casa; esso vien dopo gli arredi, la
+cucina e la stalla, meno le eccezioni delle famiglie
+veramente distinte per solida e completa educazione,
+che sono tanto rare. Come farà dunque il povero
+<span class="pagenum">[227]</span>
+libro a farsi largo tra la folla, a farsi conoscere, ad
+entrare nelle famiglie, e cadere sul tavolo degli sfaccendati,
+a penetrare nello studio del marito e nel
+salotto della dama?... Ci vuol altro!... è una lotteria;
+per essere fortunati, bisogna avere un buon numero;
+ma molti sono i chiamati e pochi gli eletti.</p>
+
+<p>Intanto i nuovi volumi cadono come valanghe sul
+dorso del povero libro in aspettativa, e il libraio,
+costretto di far posto ai nuovi venuti, lo relega negli
+ultimi scaffali della bottega, all'ombra, sotto la polvere
+e le ragnatele, ove non uscirà dalla nicchia se
+non per mano d'un modesto bibliofilo, che si contenta
+di conservarlo intonso nelle sue collezioni; o per
+bocca d'un ardito sorcio che lo riduce in frantumi.</p>
+
+<p>In conclusione, se la scena m'invitava alle sue
+lotte, la vita solitaria del libro mi spaventa. Ce ne
+sono anche troppi, e non so a che cosa potrà un
+giorno servire tanta carta imbrattata d'inchiostro.
+Bando dunque anche ai libri.... cioè ai miei libri!...</p>
+
+<p>&mdash; Hai torto di preferire la vampa alla cinigia.
+Essa è luminosa come una meteora, ma abbaglia più
+che non riscaldi, è una baldoria che presto passa,
+scottando gl'imprudenti, e non lasciando talvolta
+che l'impressione del fumo.... e dopo la sua scomparsa
+l'aria sembra più fredda di prima....</p>
+
+<p>Al contrario la cinigia, più modesta, non abbaglia,
+è vero, ma non nuoce, nè incomoda, e col blando calore,
+riscalda lungamente.... Con ciò intendo dire che
+il trionfo d'un dramma può essere clamoroso, ma effimero.
+Talvolta un'arte sottile lo impone alla folla
+che cerca forti emozioni, ma il suo rapido effetto
+non dura. I lumi non sono ancora spenti, la folla
+plaudente non è ancora dispersa, e già nuovi pensieri
+la occupano, nuove correnti la travolgono,
+nuovi piaceri la chiamano. Del dramma non resta
+<span class="pagenum">[228]</span>
+altro che una debole memoria, misurata alla stregua
+d'un'ora perduta.</p>
+
+<p>Il libro invece non fa tanto chiasso, anzi fugge
+dai luoghi clamorosi, ma, modesto e tranquillo, va a
+trovare chi lo accoglie come un amico. Esso racconta,
+istruisce, diverte, riposa dalle gravi fatiche del giorno,
+fa dimenticare le lunghe sere del verno alla famiglia
+raccolta, consola il solitario e il derelitto, riempie
+gradevolmente le notti insonni, distrae l'ammalato
+da' suoi dolori, il convalescente dalla noia, porta
+fuori del carcere il prigioniero, fa sopportare al soldato
+il tedio della vita di guarnigione, al viaggiatore
+gl'incomodi del viaggio, alle donne la vita casalinga!
+Onorato dalle lagrime, dai sorrisi, dalla simpatia dei
+suoi amici, il libro li accompagna dovunque, e sovente
+riposa con loro sotto al capezzale. Le impressioni
+che produce, essendo più prolungate, sono maggiormente
+durevoli di quelle del dramma, e se ha
+saputo meritarsi la nostra stima e la nostra riconoscenza
+per le buone ore che ci ha fatte passare,
+vien legato in pelle con fregi d'oro come un gioiello,
+e conservato con cura. Finalmente, il libro rappresenta
+l'autore che sopravvive a sè stesso; è una
+parte della sua anima che rimane sulla terra dopo
+la morte, è il suo pensiero che vola attraverso i
+tempi, e manifesta ai venturi una voce del passato!</p>
+
+<p>Daniele, essa concluse, dovresti fare un buon
+libro.</p>
+
+<p>&mdash; Preferisco, &mdash; io risposi, &mdash; passare la vita in
+pace al tuo fianco, lavorare per la famiglia, contento
+di sopravvivere nei figli, e di rivivere nell'eternità
+indiviso dalla mia compagna.</p>
+
+<p>&mdash; Così, &mdash; ella mi disse, &mdash; potrai un giorno
+servir di modello a qualche autore che voglia descrivere
+il tipo d'un marito perfetto.
+<span class="pagenum">[229]</span></p>
+
+<p>&mdash; Non c'è pericolo!... non si scrivono che le vite
+degli uomini illustri.... e quelle dei bricconi.</p>
+
+<p>&mdash; Se fosse possibile scrivere la vita d'ogni persona,
+io credo che molti terrebbero una diversa
+condotta, per non passare alla posterità come cattivi
+arnesi.</p>
+
+<p>&mdash; Non lo credo. La pubblicità delle cause celebri
+non ha impedito un solo assassinio. In quanto al
+gusto dei lettori, è positivo che le gesta degli assassini
+vengono sempre preferite a quelle dei galantuomini,
+e lette col più vivo interesse. Nella vita sociale
+il galantuomo è stimato, ma in letteratura
+riesce noioso. Io sono convinto che la vita veramente
+felice d'un uomo possa raccontarsi in una mezza
+pagina, in istile epigrafico o telegrafico. Si dicono
+fortunate quelle nazioni che non hanno storia; io
+credo parimente fortunate quelle famiglie che non
+hanno romanzi.... o avventure romanzesche.</p>
+
+<p>&mdash; È ben vero!... il turbinìo delle passioni mi
+spaventa.... mi piace meglio l'idillio....</p>
+
+<p>&mdash; È un genere falso, ma molte volte è preferibile
+al vero. Non ti ricordi la nostra lettura sulla rivoluzione
+francese? Le scene pastorali di Trianon erano
+false e mi piacevano tanto!... Maria Antonietta, vestita
+da pastorella, distribuiva il latte delle sue cascine,
+pescava nello stagno, leggeva sotto l'ombre profumate
+del parco fra i figli e il marito... una regina
+che preferisce la vita rustica agli splendori del
+trono!... è falso!... ma a me piaceva quella falsità. La
+prigione, gli insulti d'una plebe selvaggia, i processi,
+il patibolo... furono veri... e mi fecero raccapriccio.</p>
+
+<p>&mdash; Prendiamo la vita come viene, &mdash; io dissi, &mdash; senza
+forzarne gli avvenimenti. Non sarà nè un idillio,
+nè un romanzo, ma avrà giorni lieti e tristi come
+al solito.... sarà una vita naturale.... senza artifizii.
+<span class="pagenum">[230]</span></p>
+
+<p>&mdash; E nemmeno questo mi piace, &mdash; rispose con vivacità. &mdash; Non
+faremo nè romanzi, nè idilli, ma dobbiamo
+fuggire il male con fermezza, volere il bene
+con energia e pertinacia, e prendere per guida d'ogni
+azione la virtù....</p>
+
+<p>&mdash; E l'amore.... &mdash; io soggiunsi.</p>
+
+<p>&mdash; Siamo intesi; &mdash; e con dolce sorriso mi porse
+la mano, ch'io baciai con tale tenerezza ch'ella
+fu costretta di ritirarla.</p>
+
+<p>E così facevamo sovente lunghe conversazioni,
+con divagazioni interminabili, e le ore volavano
+rapide, mentre stavamo predisponendo a modo nostro
+l'avvenire... l'avvenire sempre incerto, che dipende
+in parte da forze superiori alla nostra volontà,
+e ci apparecchia soventi volte sorprese imprevedute.</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="XX" id="XX"></a>XX.</h2>
+
+<p>Mio zio capitò nel mese di luglio, e gli feci quelle
+festose accoglienze che meritava. In casa Bruni vi
+furono banchetti d'onore, brindisi, e mille felici pronostici
+per gli sposi. Il buon canonico si fermò qualche
+giorno al villaggio, esaminando e lodando i
+nuovi restauri della casa, e tutte le mie disposizioni
+pel prossimo matrimonio. Doveva rimanere convinto
+della mia perfetta conversione, tuttavia non
+mancò di raccomandarmi di far giudizio, d'essere
+ragionevole, sodo e ponderato, apparecchiandomi
+<span class="pagenum">[231]</span>
+ad una vita positiva ed onesta, senza chimere nè
+sogni.</p>
+
+<p>Io non avevo bisogno di tali consigli; amavo
+l'Agata teneramente, d'un amore pieno di stima,
+avevo rinunziato spontaneamente ad ogni idea che
+non avesse rapporto diretto col futuro mio stato,
+m'ero quasi dimenticato il passato... o perchè dunque
+è venuto fuori a parlarmi di chimere e di
+sogni?... Precauzioni balorde!... parlandomi di ciò
+che avevo dimenticato, me l'ha fatto tornare in
+mente.</p>
+
+<p>Mio zio canonico colle sue reticenze irritava il
+mio carattere, suscitava i miei nervi, mi faceva
+l'effetto d'una mosca molesta, o d'un indiscreto che
+con un fuscello stuzzica un uomo che dorme!... non
+ci può essere di peggio!... Quando un cavallo cammina
+tranquillamente, lasciatelo andare in pace per
+la sua strada; se lo toccate colla frusta, imbizzarrisce,
+e forse vi trascina in un fosso!...</p>
+
+<p>Esso evitava di parlarmi della contessa Savina.</p>
+
+<p>Ma di che cosa aveva paura!... il mio prossimo
+matrimonio doveva rassicurarlo pienamente. Qualunque
+notizia m'avrebbe trovato indifferente; invece
+il suo silenzio provocava i miei sospetti e mi
+faceva fantasticare.</p>
+
+<p>Finalmente lo zio essendo partito pei bagni di
+Bormio senza rompere il silenzio su tale soggetto,
+il mio umore se ne risentì, mi parve una ingiusta
+diffidenza, me ne crucciai fortemente, e per qualche
+giorno mi fu impossibile di nascondere l'uggia all'occhio
+chiaroveggente dell'Agata.</p>
+
+<p>Dovetti giustificarmi con pretesti che vennero
+accolti freddamente, senza fiducia; ed ecco come un
+semplice vapore, sollevato dal fondo d'una palude,
+s'innalza a poco a poco e diventa una nuvola capace
+<span class="pagenum">[232]</span>
+d'oscurare anche il sole, se non spira qualche
+brezza che la disperda.</p>
+
+<p>Le dolci parole della mia fidanzata fecero l'ufficio
+della brezza: in breve tempo dispersero ogni vapore,
+e l'animo ritornò sereno e illuminato della
+luce benefica de' suoi sguardi.</p>
+
+<p>Avendo dato termine anche in quell'anno alla
+scuola, e messo all'ordine ogni cosa, al ritorno dello
+zio venne fissato il giorno delle nozze.</p>
+
+<p>Agata manifestò il desiderio di partire dal villaggio
+appena compiuta la cerimonia, per apparecchiarsi
+con qualche giorno di raccoglimento alla
+nuova vita. I parenti approvarono tale divisamento,
+mio zio ci propose un viaggio in Toscana, perchè
+non mi venisse l'idea di condurre la sposa a Milano.
+Io propendeva per Venezia. Le mie letture
+m'avevano affascinato, io vedevo quella città di
+marmo sulla laguna, coronata di cupole, cinta di
+navi, adorna di monumenti insigni. Pensavo alla
+bruna gondoletta che mi avrebbe condotto colla
+sposa attraverso quei canali misteriosi, davanti
+quelle basiliche e quei musei, ove quattordici secoli
+d'indipendenza e di gloria lasciarono traccie immortali.
+Sognavo la voluttà di quelle notti rischiarate
+dalla luna riflessa dalle onde, sentivo l'eco lontano
+delle serenate, immaginavo le gite sul mare, e il
+mio cuore palpitava d'ammirazione....</p>
+
+<p>Ma la scelta spettava di pieno diritto alla sposa.
+Senza esitare un solo istante essa scelse la Svizzera.</p>
+
+<p class="pad2">La mattina del giorno solenne apersi per tempo
+la finestra dopo una notte insonne, e respirai con
+voluttà l'aria refrigerante dell'aurora. Era un bel
+giorno d'autunno, e mi pareva strano che tutti non
+<span class="pagenum">[233]</span>
+celebrassero la mia festa. I pastori uscivano al
+pascolo col gregge, il belato delle pecore risuonava
+nella valle, unitamente al tintinnìo dei campanacci
+delle capre.</p>
+
+<p>Le povere donne colla gerla sulle spalle salivano
+ai monti, l'operaio si metteva al lavoro, tutti seguivano
+le loro abitudini quotidiane.</p>
+
+<p>Le abitudini non cambiavano che per me solo, io
+incominciavo una nuova vita.</p>
+
+<p>Indossati gli abiti da sposo, corsi in casa Bruni.
+Agata era pronta; il pallore del suo volto, il languore
+de' suoi occhi, l'aspetto esitante raddoppiavano
+la sua bellezza. Il velo nuziale, assicurato ai
+capelli da qualche fiorellino d'arancio, le scendeva
+sulla candida veste, avvolgendo l'elegante persona.
+Il suo sguardo, inumidito da una lagrima, chiedeva
+pietà e tenerezza. Le baciai la mano tremante, col rispetto
+con cui da fanciullo baciavo la Madonna. Essa,
+trattomi nel vano d'una finestra, mi mostrò la medaglia
+di mia madre che teneva sul seno, dicendomi
+con tremula voce:</p>
+
+<p>&mdash; Essa ci accompagna... quando saremo davanti
+l'altare, tua madre ci guarderà dal cielo... Daniele!...
+preghiamola insieme che ci benedica.</p>
+
+<p>I miei occhi si gonfiarono di lagrime.</p>
+
+<p>Di quel giorno non ricordo con precisione che
+quel momento. So che in chiesa mi pareva di vedere
+mia madre fra gli angeli, e pregai l'Essere Supremo
+di purificare la mia anima, e di rendermi degno
+della sposa che il cielo mi aveva destinata. Poi non
+mi rammento più nulla.</p>
+
+<p>Alla nostra partenza le lagrime e i singhiozzi di
+tutti ci accompagnarono; i parenti non potevano
+distaccarsi dalla figlia; mio zio, impaziente, coll'orologio
+alla mano, ci dava premura, dicendoci che la
+<span class="pagenum">[234]</span>
+vettura ci aspettava da un pezzo, che l'ora si faceva
+tarda, che non era prudente trovarsi fra le montagne
+di notte, e parve felice quando, entrati in carrozza,
+chiuse lo sportello, accennando al cocchiere
+di partire, e salutandoci colla mano e colle benedizioni
+del cielo.</p>
+
+<p class="pad2">Dalla Valtellina, attraversando lo Spluga, entrammo
+nel Cantone dei Grigioni. Agata piangeva,
+io cercava di consolarla senza impedire le sue lagrime,
+sfogo necessario del dolore che provava lasciando
+i genitori e la casa paterna, ove aveva vissuto
+fino allora felice. Guardando attraverso lo sportello,
+io non vedeva che squallide rupi pendenti
+minacciose sul nostro capo, e precipizi spaventosi
+ai nostri piedi.</p>
+
+<p>Incominciavo la vita matrimoniale fra gli orrori
+di nude e brulle giogaie, trascinato a gran fatica
+da cavalli ansanti che salivano l'ardua montagna.</p>
+
+<p>Io mettevo le Alpi fra il celibato e il matrimonio,
+deciso di difendere con vigore il mio nuovo stato
+dalle invasioni dell'antico. Ahimè!... io pensava, le
+Alpi non furono riparo sufficiente alla patria contro
+gli stranieri, potranno esse salvarmi dalle insidie
+delle passioni che assalgono l'anima umana?... In
+ogni caso sono deciso a vincere o morire, piuttosto
+di darmi prigioniero al nemico. La leggiadria che
+spirava da tutta la persona della mia sposa convalidava
+i miei santi propositi.</p>
+
+<p>Chi ha viaggiato nelle regioni pastorali della
+Svizzera con una donna adorata al fianco crederà
+facilmente alla sincerità delle mie risoluzioni e
+all'entusiasmo della mia luna di miele.</p>
+
+<p>Le aride montagne e i torrenti hanno un termine
+anche nella Svizzera... come le lagrime sul ciglio
+<span class="pagenum">[235]</span>
+delle spose. Allora si rivede il sole. Varcata l'ultima
+gola, spariscono le roccie ferrigne, le nevi perpetue
+e i ghiacci eterni, e si scoprono le vallate ridenti
+di verdura, irrigate da limpidi ruscelli, sparse di
+casolari, circondate da boschi, popolate d'armenti
+vaganti sui pingui pascoli.</p>
+
+<p>Nei deliziosi pellegrinaggi pei monti e per le valli,
+la natura alpina lussureggiante eccitava la nostra
+ammirazione fino all'entusiasmo. Quando un sito
+incantevole ci attirava gli sguardi, volevamo raggiungerlo
+ad ogni costo, «&nbsp;quali colombe dal desio chiamate,&nbsp;»
+si saliva, e si arrivava trafelati, ma contenti,
+alla meta. Seduti sull'erba al rezzo d'un antico albero
+scapigliato, in qualche sito aprico, davanti allo
+stupendo panorama delle Alpi, si dimenticava la
+vita mortale, si respirava in un etere superiore alle
+umane miserie, lo spazio ci appariva infinito come
+il firmamento, il tempo non aveva più misura, e il
+sole soltanto, scendendo dietro le rupi, ci annunziava
+la prossima fine d'un giorno felice, e ci avvertiva di
+ritornare fra gli uomini, per non smarrirci di notte
+tempo fra i precipizi.</p>
+
+<p>Un giorno fra gli altri, uscimmo a passeggiare
+lungo la riva sinistra del lago di Zurigo. Graziose
+villette suburbane fiancheggiano la strada adorne di
+aristolochie, di bignonie, di glicini, che salgono sulle
+colonnette delle loggie, corrono sui ballatoi, circondano
+di festoni i terrazzini, e tappezzano i muri
+fino alle cornici. I giardini spiegano gran lusso di
+fiori in eleganti canestri che spiccano sul verde smeraldo
+dei prati e sul fondo cupo degli alberi, sotto
+alle cui ombre si perdono tortuosi sentieri.</p>
+
+<p>Ammirando quelle dimore campestri, e le acque
+cerulee del lago, e le punte acuminate dei campanili
+sul fondo violetto delle montagne, e quelle gradazioni
+<span class="pagenum">[236]</span>
+infinite di colori e di tinte armoniose, ci
+siamo allontanati assai dalla città e siam giunti
+stanchi, sfiniti, in un piccolo paesello che si specchiava
+nell'acqua.</p>
+
+<p>Seduti sotto un rustico pergolato, che sorgeva
+davanti un'osteria, si fece colazione all'aperto, con
+cibi semplici, ma con appetito complicato.</p>
+
+<p>Non si vedeva degli abitanti del villaggio che la
+nostra ostessa e il suo gatto, che faceva il chilo
+sopra un tavolo. Tuttavia ci parve che il luogo
+fosse ancora troppo popolato, e finita la refezione
+ci siamo allontanati per cercare la solitudine completa.
+L'abbiamo trovata sotto un salice piangente,
+in un angolo romito, ove l'acqua lambiva i ciottoli
+ai nostri piedi. Il sole era splendido, l'aria olezzante,
+la natura incantevole; il silenzio non era
+interrotto che dal lieve mormorio delle onde che
+si frangevano sulla riva, e dallo stormir delle foglie
+agitate dalla brezza. Gli uccelli svolazzavano sui
+cespugli vicini senza timore, pascolavano sui greti
+saltellando d'intorno, mandando qualche allegro
+garrito a mezza voce, mentre il capinero solfeggiava
+sugli alberi e l'allodola intuonava un a solo
+melodioso innalzandosi sull'orizzonte.</p>
+
+<p>Le acque erano limpide come l'aria, azzurre come
+il cielo, dolcemente agitate come le anime che contemplavano
+quello spettacolo. Una sublime armonia
+univa i nostri sensi alla natura esterna; i nostri
+pensieri, la nostra anima rispondevano unisoni al
+creato. Non potevamo rompere quella malìa, nè
+abbandonare quel posto. Io manifestava alla mia
+giovane sposa la pienezza delle emozioni: essa mi
+rispose:</p>
+
+<p>&mdash; Tu mi esprimi benissimo tutto quello che sente
+il tuo cuore e che pensa la tua mente; se la tua
+<span class="pagenum">[237]</span>
+anima potesse custodire come un tesoro le impressioni
+di questo giorno, la mia felicità sarebbe assicurata....</p>
+
+<p>E ritornando verso Zurigo, osservò:</p>
+
+<p>La vita sarebbe troppo bella se potesse scorrere
+sempre così, a contemplare le meraviglie della
+natura, ad amare teneramente, ad essere amati
+ardentemente, davanti a questo lago, a questi monti
+in un'eterna verdura, senza nuvole, senza uragani,
+e senza inverno. Tuttavia si può essere felici anche
+in condizioni assai più semplici e modeste. La felicità
+nasce in noi, si espande nel mondo esterno, e
+lo abbella co' suoi raggi; ma la natura più splendida
+non ha il potere di riscaldare il nostro entusiasmo
+se la felicità si è spenta nel suo focolare. Il
+sorriso della natura fa oltraggio alle lagrime degli
+infelici, esso non può trovare ricambio che nelle
+anime soddisfatte, le quali però, quantunque predisposte
+favorevolmente ad ammirare gli spettacoli
+più sublimi, sanno anche contentarsi delle cose più
+schiette. Un breve angolo di terra abbellito dalle
+nostre mani può bastare alla felicità, se l'affezione
+costante ci conserva la serenità dell'anima. A tale
+patto si soffrono con rassegnazione anche le disgrazie;
+senza di ciò tornano vane tutte le delizie
+del mondo.</p>
+
+<p>A Friburgo passammo trepidando sul ponte di
+fil di ferro sospeso fra due montagne; io le dissi:</p>
+
+<p>&mdash; Guarda... fa raccappriccio a pensare che la
+rottura d'una corda ci potrebbe precipitare nell'abisso!...</p>
+
+<p>&mdash; Pensa, &mdash; mi rispose, &mdash; che anche la felicità
+non è attaccata che a un filo!...</p>
+
+<p>Nel viaggio da Losanna a Ginevra, passando vicino
+a Coppet, siamo venuti naturalmente in discorso di
+<span class="pagenum">[238]</span>
+Madama di Staël. Io manifestavo la mia ammirazione
+per questa donna insigne, che sotto al giogo
+napoleonico fece vergognare gli uomini della loro
+bassa servilità ed ebbe il coraggio virile di protestare
+contro la tirannide, spronando le nazioni alla
+libertà.</p>
+
+<p>Agata mi ascoltava in silenzio, non osando contraddire
+ai miei sentimenti; ma, eccitata a dirmi
+francamente la sua opinione, rispose:</p>
+
+<p>&mdash; Riconosco il genio di Madama di Staël, ma
+come donna mi è antipatica. Essa amava il rumore
+e gli splendori della gloria, io il silenzio e l'ombra
+del focolare domestico. Non ho stolti pregiudizi
+sulle letterate, non nego alle donne il diritto d'avere
+dell'ingegno e d'impiegarlo in onore della patria; i
+soli letterati gelosi possono dire il contrario: ove
+il genio risplende è un delitto il mettere lo spegnitoio.
+Non trovo strano che ogni rosa d'odore
+esali il suo profumo, ma come il fiore olezza al suo
+posto, così penso debba fare la donna.</p>
+
+<p>Abbiamo esempi d'illustri poetesse, che furono
+ottime madri di famiglia e mogli affettuose. Madama
+di Staël mise per condizione del suo matrimonio
+l'obbligo del marito svedese di non costringere
+la moglie a seguirlo in Isvezia. Vedi che non
+è la letterata che mi sciupa la donna, è la moglie
+bizzarra che mi disgusta della letterata.</p>
+
+<p>A Ginevra nuove discussioni intorno Rousseau.
+D'accordo entrambi nell'ammirare il profondo sentimento
+della natura del filosofo, non potevamo
+intenderci sulle altre qualità. L'Agata mi diceva:</p>
+
+<p>&mdash; Un uomo che mette all'ospizio dei trovatelli i
+propri figli non ha cuore.</p>
+
+<p>Io, deplorando questa macchia della sua vita, difendevo
+il cuore di lui, citando le sue passioni amorose.
+<span class="pagenum">[239]</span></p>
+
+<p>&mdash; Troppe donne!... &mdash; essa mi rispondeva, &mdash; troppe
+donne!... Rousseau fu un giovane leggiero...
+e divenne un vecchio pazzo. È sempre così!... ogni
+causa ha i suoi effetti: l'uomo non è altro che la
+continuazione del giovane, la vita è una catena, il
+primo anello trascina all'ultimo, le abitudini della
+vecchiaia sono la legittima conseguenza delle abitudini
+giovanili; il giovane è il fiore, il vecchio è
+il frutto; l'uomo rimane sempre quello che è: il
+serpe resta serpe, e così l'uccello; chi ha volato
+in gioventù continua a svolazzare fino alla fine!...</p>
+
+<p>Dovetti tacere, e ripiegarmi sopra me stesso meditando
+sulla mia sorte.</p>
+
+<p>Attraverso il Lago Maggiore, siamo passati a
+Como e arrestandoci qualche giorno in Tremezzina,
+andavamo vagando nei paesi più pittoreschi del
+Lario. La nostra vita era un sogno delizioso nel
+paradiso terrestre.</p>
+
+<p>Finalmente il bisogno di riposo ci spingeva verso
+il nido, ed avendo annunziato il nostro ritorno,
+siamo giunti al villaggio una bella sera al tramonto
+del sole.</p>
+
+<p>I parenti, che ci aspettavano sulla porta del Casino,
+si gettarono nelle nostre braccia, mentre Bitto,
+esaltato da parossismo di gioia, mugolava correndo
+su e giù per le scale, le stanze e la strada, saltando
+addosso ai passanti, ed entrando dai vicini
+con latrati convulsi per manifestare la sua immensa
+gioia del nostro felice ritorno. Poi si slanciava sopra
+di noi dimostrandoci in mille modi la sua irrefrenabile
+contentezza.</p>
+
+<p>La Rosa mi raccontò che i primi giorni della
+nostra partenza egli rifiutava gli alimenti, vagava
+continuamente dal casino a casa Bruni, e sulla sera si
+gettava sulla soglia collo sguardo fisso dalla parte
+<span class="pagenum">[240]</span>
+dalla quale eravamo partiti e ci aspettava tristamente
+mandando qualche gemito che faceva pietà.</p>
+
+<p>Dopo il nostro arrivo non abbandonò più la
+casa all'ora del mezzogiorno; egli vedeva i suoi
+amici riuniti sotto un medesimo tetto, e viveva
+contento.</p>
+
+<p>Quell'autunno fu impiegato dall'Agata a completare
+l'assetto del nostro nido, e a far lavorare
+la terra circostante, secondo i suoi disegni. Beppo,
+il povero emigrato, era guarito, e per dargli lavoro
+vicino alla sua famiglia, lo prendemmo a giornata,
+e veniva occupato tutto il giorno con Martino a
+saccheggiare gli orti e il giardino de' miei suoceri.
+Mia moglie voleva abbellire la nostra dimora con
+piante robuste che producessero pronto effetto, e
+prendeva quelle che aveva educate con tanta cura
+nella terra paterna. Era un viavai di carriole cariche
+d'alberi, di cespugli, di fiori, di terricci, di concime,
+di vasi e d'innaffiatoi, ed io stesso dovevo
+prestarmi aiutando a trapiantare e lavorare colla
+vanga e colle mani, quantunque fossi ancora un
+ortolano assai poco dirozzato.</p>
+
+<p>Quando l'inverno ci chiuse in casa, trovai la mia
+piccola dimora piena di vita. Agata vi aveva trasportato
+i suoi canarini che cantavano a squarciagola,
+un gatto che faceva le fusa e si lisciava il
+capo colla zampa o stava in contemplazione sui balconi,
+e de' bei colombi che beccavano le briciole sul
+pavimento o tubavano sulle porte. Aveva fatto un
+cuscino ben soffice per Bitto, che se lo godeva in
+santa pace russando tutto il giorno e svegliandosi
+soltanto per esprimere la sua soddisfazione alla
+padrona con occhiate piene d'affetto, ogni volta che
+gli passava dappresso.</p>
+
+<p>Tutto era lindo, pulito, elegante, tiepido. Alcuni
+<span class="pagenum">[241]</span>
+vasi di tulipani e giacinti vegetavano sulla stufa del
+salotto e mentre di fuori nevicava ed infuriavano
+gli aquiloni, la cucina ben riparata offriva un asilo
+gradevole, ove si alzava la fiamma viva e crepitante
+di ginepri, e i fornelli esalavano odori appetitosi.
+Gli scaffali della libreria s'erano arricchiti
+di nuovi libri acquistati in viaggio, che ci deliziavano
+nelle ore tranquille della sera.</p>
+
+<p>Qualche buon giornale ci teneva in comunicazione
+col resto del mondo, e ci convinceva sempre
+più coi fatti diversi che la società è piena di trappole
+e di miserie, che le gioie strepitose non valgono
+le gioie della vita tranquilla, che le ambizioni
+smodate costano care e sovente si risolvono in
+disinganni, che la vera felicità rifugge dalla folla,
+e si nasconde di preferenza in luoghi romiti.</p>
+
+<p>Al Carnevale si rideva leggendo le relazioni dei
+baccanali popolari e delle feste ufficiali, ove la diplomazia
+banchettava, faceva brindisi e alzava le
+gambe in cadenza musicale al suono di violini, viole
+e violoncelli, nell'interesse dei popoli... i quali
+intanto correvano per le vie in maschera da pantaloni,
+meneghini, gianduie, stenterelli, brighelli,
+pulcinelli, arlecchini e pagliacci. I più moderati
+col naso posticcio, per ridere, e far ridere. E noi
+ridevamo infatti!... di pietà.</p>
+
+<p>I bagordi carnevaleschi, colla ciurmaglia che li
+accompagna, ci passavano danzando davanti gli
+sguardi, come i ballerini sulla scena davanti il Re e
+la Regina. I racconti di quei sollazzi letti davanti
+il severo aspetto delle Alpi, in un villaggio silenzioso,
+coperto di neve, producono l'effetto preciso
+d'una relazione medica sull'alienazione mentale, colla
+descrizione di tutti i sintomi della demenza, e di
+tutte le stranezze dei matti.
+<span class="pagenum">[242]</span></p>
+
+<p>Alla primavera mi fu dato d'ammirare gli effetti
+dei lavori autunnali colle prime foglie che produssero
+un cambiamento completo di scena. Al momento
+dei trapianti non avevo veduto che ramoscelli
+sfrondati; la bella stagione, vestendoli di foglie
+e fiori, trasformò il casino e il suo giardinetto in
+un piccolo Eden. Una bella glicine s'arrampicava
+sulla facciata e passando sotto i balconi del primo
+piano profumava l'appartamento col soave odore
+esalato da' suoi grappoli violetti. I peri del Giappone
+erano coperti di fiori rossi, le spiree e i citisi
+di fiori bianchi e gialli. Gli anemoni, i mughetti, le
+primule schiudevano i loro bottoncini ai tepori primaverili.
+Le rose spiegavano la pompa dei loro
+colori, la grazia delle forme, l'olezzo soave che
+imbalsamava l'aria. Ogni pianta prometteva i suoi
+doni di fiori e di frutti, il suo tributo di colori, di
+balsami, di aromi o di sapori squisiti. Tutto questo
+lusso della natura mi rendeva gradito il soggiorno
+della casa.</p>
+
+<p>Dietro una siepe viva di biancospini e cotogni
+s'udiva chiocciare, stridere, squittire, pigolare. Avvicinandosi
+si vedeva una coorte di vaghi volatili,
+anitre, tacchini, galline e pulcini che razzolavano
+sul lettame, svolazzavano, beccavano e correvano
+allegramente, e un bel gallo a penne variopinte,
+baldanzoso colla cresta e i bargigli rubicondi, pareva
+che dominasse sugli altri, e di tratto in
+tratto dirizzava il collo e mandava un superbo
+cucurucù.</p>
+
+<p>Un maiale grugniva nel porcile, e sporgendo la
+testa dal foro che s'apriva sulla mangiatoia, v'immergeva
+il grugno, e poi lo alzava coperto di crusca
+che sbocconcellava avidamente, disperdendone
+d'intorno con agitazione convulsa, come quello che
+<span class="pagenum">[243]</span>
+avevo veduto al mio arrivo in casa Bruni. Dall'altra
+parte c'era l'orto dapprima pieno d'ortiche e
+cardi selvaggi, ora tirato a cordetta, colle sue aiuole
+ricche d'erbaggi e pulite dalle male erbe, colle
+piante sarchiate a dovere, diradate in ordine,
+circondato da spalliere di viti, fiancheggiate da
+orli di fragole in fiori. Infatti il regno animale
+e il vegetale gareggiavano per farci ghiotte promesse,
+e l'occhio si riposava dovunque sull'abbondanza
+d'ogni bene. Ma una più lieta sorpresa mi
+attendeva nelle intime confidenze domestiche. Un
+bel giorno l'Agata commossa mi annunziò che sentiva
+la suprema consolazione di divenir madre.
+Allora incominciò a prodigare le sue cure al corredo
+che stimava necessario al fortunato mortale,
+atteso tanto ansiosamente, come il necessario complemento
+della nostra felicità, e lavorava tutto il
+giorno in fascie e guanciali, in benduccie, camicine,
+gonnellini, bavagli e cuffiette a pizzi che era una
+vaghezza a vederli.</p>
+
+<p>Poi comparve una bella culla imbottita, e posata
+sugli arcioni per poter cullare il bambino, e questo
+era un dono dei futuri nonni.</p>
+
+<p>La regia posta apportò l'annunzio a mio zio che
+alla sua venuta troverebbe la triade domestica completa.
+Mi rispose subito cortesemente ch'egli intendeva
+gli venisse riservato il piacere d'essere il
+padrino, e così correvano lettere, timbri postali, e
+fattorini a motivo d'un individuo che non era ancora
+venuto al mondo, e che già esercitava un'influenza
+sociale ed economica. Non dico niente dei nostri
+pensieri!... sarà un maschio od una femmina?... qual
+nome dobbiamo dargli?... e si studiava sul lunario
+la lista dei santi. Poi si pensava all'educazione,
+agli studi universitari, alla carriera. Vorrà fare il
+<span class="pagenum">[244]</span>
+medico, l'ingegnere, l'avvocato o il notaio?... Sarà
+sindaco, deputato, ministro?... era quasi ministro, e
+ancora non era comparso nel mondo!</p>
+
+<p>Finalmente, un anno circa dopo le nozze, nasceva,
+non un maschio, ma la mia cara bimba, che il
+reverendissimo Monsignor Canonico Don Giuseppe
+Carletti teneva al sacro fonte battesimale, imponendole
+il nome di Giuseppina.</p>
+
+<p>Tutti dicevano che era belloccia, a me pareva
+un angelo addirittura, e non mi saziava mai di
+guardarla, compiacendomi con mia moglie di tanta
+delizia.</p>
+
+<p>&mdash; Guarda, &mdash; le dicevo, &mdash; guarda le sue manine,
+guarda l'unghia del suo dito mignolo, guarda la
+sua boccuccia, e quel nasino, e quegli occhietti, come
+è carina!... come dorme tranquilla... senza rimorsi!</p>
+
+<p>Mia moglie sorrideva d'un sorriso celeste, se la
+voleva sempre vicina, se la teneva stretta alla
+mammella, la guardava teneramente, le scacciava
+le mosche dal viso, la copriva di baci. Appese alla
+sua culla la medaglia di mia madre come una
+benedizione della povera nonna morta, e quando
+piangeva le cantava subito la ninna nanna per
+farla dormire.</p>
+
+<p>Quando dopo un lungo sonno la bimba apriva i
+suoi occhietti, incontrava subito lo sguardo e il
+sorriso di sua madre che sorvegliava il suo riposo
+e aspettava che si svegliasse. Allora la chiamava
+con cento nomi diversi, pina... nina... tina... etta...
+nanina... e la bimba rideva come un angelo.</p>
+
+<p>La nostra felicità era perfetta, e chi non crede
+alla felicità non ha mai avuto figli da una donna
+adorata. È certo che la felicità perfetta sulla terra
+guizza come il lampo.</p>
+
+<p>Quella che proviene dai figli, se non s'ammalano
+<span class="pagenum">[245]</span>
+prima, dura fino a che mettono i denti. Colla dentizione
+incominciano i primi affanni, che ci accompagnano,
+con corti intervalli, per tutta la vita.</p>
+
+<p>Durante il suo puerperio mia moglie mi raccomandò
+caldamente di osservare con attenzione i
+suoi animaletti e le piante, affinchè ai primi non
+mancasse il cibo, nè alle seconde l'innaffiamento o
+i sostegni.</p>
+
+<p>Mi ricordo d'un giorno che la Rosa essendo occupata
+nella stanza, l'Agata sentì un pipilare smanioso
+nel cortile, e se ne mostrò inquieta. Per
+tranquillarla scesi al pollaio, e vidi che il cibo
+mancava. Andai subito a provvederne, e ritornato
+in corte me ne stavo rannicchiato a sminuzzare
+della polenta ai pulcini che mi saltellavano intorno
+e mi beccavano le mani, quando udii una smascellata
+di risa dalla parte della strada. Alzai la testa
+e vidi il mugnaio Zaccheo sul deretano dell'asino,
+che guardandomi attentamente si sganasciava dal
+ridere.</p>
+
+<p>&mdash; Buon giorno, Zaccheo, &mdash; gli dissi, &mdash; me ne
+consolo che siete di buon umore.</p>
+
+<p>&mdash; Non può essere altrimenti, &mdash; mi rispose, &mdash; quando
+mi rammento che vi siete burlato di me
+perchè davo la pappa al mio bambino, ed ora vi
+vedo dare il pasto ai pulcini.</p>
+
+<p>&mdash; Ridete che avete ragione, &mdash; soggiunsi, &mdash; quando
+mi burlavo di voi ero un imbecille, e non
+capivo che non si deve vergognarsi che a fare il
+male....</p>
+
+<p>L'asino e il mugnaio si allontanarono, il primo
+camminando lentamente sotto il peso del secondo,
+il quale continuava a ridere della sua scoperta,
+bastonando in pari tempo la sua vittima, per farla
+andare avanti con maggior sollecitudine.
+<span class="pagenum">[246]</span></p>
+
+<p>Io lo guardai lungamente pensando che il mio
+giudizio si maturava cogli anni, i quali apportano
+la calma della ragione; e sentivo finalmente con
+imparzialità i miei torti verso il mugnaio... e i
+torti di lui verso di me. Nè io dovevo ridere d'un
+padre affettuoso, nè egli d'un marito dabbene.
+Quando il maestro insultava il mugnaio, questi valeva
+più di lui; ma quando il mugnaio rideva del
+maestro, egli era un imbecille, perchè mentre io
+facevo del bene alle bestie, egli faceva loro del
+male, aggravando un asino laborioso del peso d'un
+uomo ozioso.</p>
+
+<p>Chiunque lavora onestamente ha diritto d'essere
+rispettato, qualunque sia la sua posizione sociale,
+sia un maestro od un asino. Al mulino la macina
+e il mugnaio non fanno che girare, ma non lavora
+seriamente che l'asino, il quale apporta il grano
+sulle sue povere spalle, e riporta la farina, col peso
+del padrone sopra i sacchi. Per questo la tassa sul
+macinato, trovata troppo pesante dai contribuenti,
+riesce troppo mite per gli asini, che lascerebbero
+volentieri al mulino, per conto dell'erario, una
+dose maggiore di farina... ed anche il mugnaio per
+giunta.</p>
+
+<p>Io richiamavo sovente alla memoria dei miei
+scolari l'esempio dell'asino e del mugnaio, e dicevo
+loro:</p>
+
+<p>&mdash; Osservate l'uomo infingardo che pesa sulla
+bestia laboriosa... e ditemi francamente chi merita
+la lode e chi il biasimo?... O gioventù, imitate sempre
+l'asino: esso vi offre l'esempio del lavoro, della
+rassegnazione, della obbedienza!... quando il mugnaio
+rappresenta l'egoismo, la crudeltà, l'ozio
+gaudente e la spietata tirannide!...</p>
+
+<p>Quando l'Agata m'udiva declamare con enfasi
+<span class="pagenum">[247]</span>
+magistrale tali insegnamenti, essa pretendeva che
+mi restasse ancora sullo stomaco un po' di rancore
+indigesto, prodotto dal fiasco del mulino, ma non
+è vero; è proprio l'istinto naturale che mi ha sempre
+ispirato una viva simpatia per gli asini, e un
+grande rispetto per le loro virtù!...</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="XXI" id="XXI"></a>XXI.</h2>
+
+<p>La scuola progrediva migliorando, per le buone
+massime ch'io inculcava agli scolari, e m'avvedevo
+che un padre di famiglia è più opportuno d'uno
+scapolo all'insegnamento; le sue idee sono più
+posate, la moralità più sicura, la pazienza più <a name="tn247" id="tn247"></a>longanime,
+e l'amore verso i fanciulli più naturale e sincero.
+E il maestro ammogliato trova esso pure maggiori
+compensi alle sue fatiche, perchè rientrando in
+famiglia dopo le ore di scuola, si rasserena alla
+vista dei bambini che gli corrono incontro, della
+moglie che gli sorride, del desco che lo attende,
+povero sì, ma consolato dalla presenza de' suoi cari.
+Eppure certi paesi civili che soppressero i conventi,
+ove il celibato spontaneo trovava una famiglia
+di confratelli, condanna i poveri maestri, con
+un meschino stipendio, a vivere nel celibato forzato
+senza famiglia.</p>
+
+<p>Chi deve istruire i giovinetti, apparecchiando i
+materiali del futuro edifizio sociale, non conosce
+sovente le fondamenta della società: la famiglia.
+<span class="pagenum">[248]</span></p>
+
+<p>La sua povera condizione l'ha costretto ad abbandonare
+il tetto paterno per recarsi lontano a guadagnarsi
+il poco pane che basta appena per la sua
+esistenza, e quindi gli viene interdetto il matrimonio
+dalla povertà. Egli non ha mai veduto una
+moglie affettuosa nella sua casa deserta, non ha
+mai udito nè il caro vagito dei bimbi, nè la voce
+stridula dei fratellini maggiori, non ha mai parlato
+di sante affezioni intorno al suo squallido focolare...
+esso è cieco, sordo e muto!... e deve mostrare la
+luce ai figli altrui, e udire le loro obbiezioni, e
+parlare il linguaggio paterno ad estranei.</p>
+
+<p>Dura condizione, e funesta al paese!</p>
+
+<p>Io era una delle rare eccezioni, e la mia vita
+diveniva sempre più lieta per le cure affettuose di
+una moglie che metteva la sua gioia nell'amore
+della figlia e del marito, e impiegava tutta la giornata
+a farli felici. Al mio ritorno dalla scuola
+l'Agata mi aspettava sulla porta colla bimba in
+braccio, e le insegnava a farmi festa. Io le baciavo
+entrambe, prendevo la piccina con me fin che la
+madre apparecchiava la colazione od il pranzo, e
+si mangiava lietamente, colla bambina sui ginocchi,
+godendo de' suoi attucci, de' suoi movimenti vezzosi,
+del sorriso, della grazia colla quale chiedeva
+di far bombo, o mostrava di volere il cucco. Dopo
+pranzo, sparecchiata la mensa, la piccina vi danzava
+sopra sostenuta da sua madre, ed io passava
+un'ora senza accorgermi a farle il bau bau; e questo
+era il mio teatro. Altro che tragedie!...</p>
+
+<p>Mia moglie si compiaceva di farmi delle grate
+sorprese. Un giorno trovavo sullo scrittoio del mio
+studio un bel mazzo di fiori, un'altra volta un lavoruccio
+di panno per pulire le penne, o una ghiotta
+pietanza in tavola, o un bel piatto di frutta. E
+<span class="pagenum">[249]</span>
+sempre con qualche delicata attenzione mi faceva
+vedere che pensava a me anche quando ero assente.
+Se aveva delle buone notizie da darmi, mi veniva
+incontro per annunziarmele più presto; e mi faceva
+parte d'ogni minuzia, dicendomi che tutto doveva
+essere in comune nella vita domestica, e non mi
+risparmiava nulla:</p>
+
+<p>&mdash; Sono nati i poponi; i piselli sono maturi, la
+magnolia ha fiorito, e ti aspettavo per condurti a
+vederla.</p>
+
+<p>Un'altra volta trattavasi di casi più gravi. Erano
+nati venti pulcini da ventidue uova, uno s'era rotto,
+l'altro non si sapeva perchè si fosse ostinato a restare
+nel guscio. Un giorno poi la nonna aveva mandato
+in dono alla sua mimma un bel dente di cinghiale
+guarnito in argento, con una campanellina, da appendere
+al collo, e quello fu un vero avvenimento.</p>
+
+<p>Ma quando aveva da darmi delle cattive notizie
+mi disponeva a poco a poco a riceverle con rassegnazione,
+evitandomi la scossa delle impressioni
+dirette e imprevedute, e così me le rendeva meno
+dolorose. Talvolta me le lasciava anche ignorare
+per evitarmi inutili amarezze, ed ordinava a tutti
+il silenzio. E se me ne accorgevo più tardi, e chiedevo
+conto d'un tacchino o d'un vaso di porcellana
+che non vedevo più, tutti, tutti d'accordo mi rispondevano:
+«&nbsp;Eh, eh!... è tanto tempo che è morto!...
+sono tanti mesi che è rotto!...&nbsp;» e non se ne parlava
+più. Non c'era rimedio, e se tutti s'erano
+consolati, non mi restava che a fare come gli altri.</p>
+
+<p>Ma chi potrebbe descrivere con verità l'entusiasmo
+materno e paterno alla prima parola balbettata
+dai propri figli? Ma qual lingua è più eloquente
+di quella d'un bimbo che dice per la prima volta
+mamma e babbo?
+<span class="pagenum">[250]</span></p>
+
+<p>Forse chi non ha mai inteso questo linguaggio
+dai proprii figli troverà più ameno e interessante
+un discorso accademico. Per me protesto altamente
+contro tale eresia. E chi potrà spiegare fedelmente
+l'effetto prodotto nei genitori dai primi passi della
+loro creatura? quantunque il bimbo si regga appena
+col sostegno d'una mano sotto l'ascella e avanzi
+esitando il piede tremante, tuttavia la mamma
+esclama con ammirazione:</p>
+
+<p>&mdash; Vedi.... Vedi come cammina bene!...</p>
+
+<p>E il primo dentino che spunta, ancora impercettibile,
+che appena si sente col dito, esso è più prezioso
+pei parenti del dente d'avorio d'un elefante
+trasportato in Europa colle carovane attraverso le
+steppe e i deserti!</p>
+
+<p>Queste sono le piccole gioie e i piccoli dolori
+della vita domestica, ma pur troppo vengono anche
+i grandi. È appunto coi dolori della dentizione che
+incominciano le prime ansietà e le prime paure.
+Talvolta tali sofferenze producono la febbre. Quando
+un bambino ha la febbre, la buona madre non vive
+più, prostrata davanti la culla essa studia tutti i
+moti, gli sguardi, i gemiti più lievi e i sospiri del
+piccolo infermo, lo ricopre con somma cura e delicatezza,
+gli tocca la testa e le gote accese, lo bacia
+e lo inonda di lagrime. Vorrebbe dare la vita per
+vederlo guarito, e non può fargli nulla. Per essa
+quella febbre è il più grande avvenimento del giorno.
+Annunziatele la morte d'un uomo illustre... la perdita
+d'una battaglia... la caduta d'un regno... essa
+non se ne cura, non ascolta, non intende nulla; il
+suo bambino è ammalato, essa attende ansiosamente
+la visita del medico, e quando esso è giunto davanti
+la culla gli racconta minutamente i più piccoli sintomi
+scoperti e indovinati dalla sua chiaroveggenza
+<span class="pagenum">[251]</span>
+e colle pupille intente nel volto del dottore ne indaga
+le intime impressioni, ne scruta il pronostico sulla
+fisonomia, teme d'essere ingannata per pietà, e vorrebbe
+indovinare il futuro.</p>
+
+<p>Le malattie dei bambini!... ecco l'amaro realismo
+che attossica il dolce idillio, ecco il primo scoglio
+che incontra la felicità coniugale. Quante angosce,
+quanti spasimi che succedono imprevveduti e repentini
+alle delizie della culla!...</p>
+
+<p>Eppure gli stessi dolori servono a serrare sempre
+più il sacro nodo che stringe la famiglia, e ne rende
+più prezioso il legame. Che cosa resta nella sventura
+se manca il compianto di chi ha divisa la
+gioia?!...</p>
+
+<p>Nei giorni nefasti, quando la mia Giuseppina
+cadde ammalata per la dentizione e il morbillo, la
+desolazione aleggiava sulla casa, e la nostra vita
+sembrava sospesa. Agata non abbandonava un minuto
+la sua creatura, nè di giorno nè di notte; beveva
+appena qualche sorso di brodo per sostenersi,
+e non chiudeva gli occhi oppressi dal sonno che
+col capo appoggiato al capezzale della piccola inferma,
+svegliandosi al rumore d'una mosca. Mia
+suocera era accorsa ad assisterci e a farci coraggio,
+la Menica aiutava la Rosa, Bitto non lasciava che
+di rado la camera dell'ammalata, ed io avevo perduta
+la testa, e non servivo che d'imbarazzo.</p>
+
+<p>Ogni gemito della bambina ci gettava tutti nell'angoscia,
+ad un suo sorriso i nostri volti si illuminavano
+come l'orizzonte alla comparsa del sole,
+e quando migliorava sensibilmente, era una gioia
+universale.</p>
+
+<p>Giuseppina era dotata d'una costituzione robusta;
+sua madre colle cure intelligenti del cuore aiutava
+potentemente la natura e la scienza, e grazie al
+<span class="pagenum">[252]</span>
+cielo nostra figlia ci fu conservata, e passate le
+burrasche d'infanzia crebbe in buona salute, acquistando
+vigore dall'esercizio delle membra nell'aria
+pura ed elastica delle montagne.</p>
+
+<p>Agata la sorvegliava e dirigeva con intelletto
+d'amore, secondando il bisogno costante dei fanciulli
+di muoversi, di correre e saltellare, ma occupandosi
+in pari tempo dello sviluppo del corpo,
+della mente e del cuore. Non rispondeva mai alle
+sue domande con quelle erronee asserzioni che lasciano
+nei fanciulli un lievito d'idee false e di
+pregiudizi. Le spiegava ogni cosa con verità e precisione;
+evitando soltanto ciò che sfiora il candore
+e l'ingenuità giovanile, ma aguzzando il suo intelletto,
+ed alzando il suo pensiero ad elevati concetti;
+coltivando nel suo cuore i sentimenti più
+nobili, delicati, gentili, che avvezzano a pensare
+agli altri prima che a sè, godendo maggiormente
+del bene operato in favore altrui, che d'un piacere
+personale. E la bambina cresceva sana e affettuosa,
+forte e sensibile, e con gusti semplici.</p>
+
+<p>Quando muoveva i primi passi ancora incerti, si
+abbrancava al pelo dello schiena di Bitto, e si
+teneva salda al suo appoggio, ed egli andava avanti
+pian piano, l'aiutava a camminare, mostrandosi altamente
+compreso della sua responsabilità. Bitto fu
+il primo amico di Giuseppina, e certo il più devoto
+e fedele; compagno inseparabile della sua infanzia,
+fu in pari tempo il suo protettore e la sua vittima.
+Egli la seguiva dovunque, coll'intento evidente di
+sorvegliare i suoi passi, e guai se un uomo od una
+bestia le bazzicava troppo vicino! egli li avvertiva
+con un grugnito significante, di passare al largo, e
+nessuno se lo faceva dire due volte, nè aveva voglia
+di scherzare quando il guardiano mostrava i denti.
+<span class="pagenum">[253]</span></p>
+
+<p>Quando il cane si sdraiava maestosamente sulla
+soglia, la bambina andava a sedergli in grembo,
+egli si acconciava in semicerchio per riuscire più
+comodo, e talvolta essa, appoggiando la bionda testa
+ricciuta sul nero pelo del suo amico, s'addormentava
+tranquilla; e non c'era pericolo che Bitto si
+movesse fin che durava quel sonno. Quando essa
+apriva gli occhi egli la guardava con affezione, e se
+la piccina piangeva, le lambiva il viso e le mani
+per consolarla.</p>
+
+<p>La vita intima e solitaria sprona naturalmente
+alle confidenze. Parlavamo con mia moglie del passato,
+dei parenti morti, dei giuochi d'infanzia, delle
+prime conoscenze, si voleva che nulla rimanesse
+segreto fra noi. Agata mi raccontò i primi anni
+della sua vita, passati come la nostra Giuseppina
+fra le carezze dei genitori e i fiori del giardino;
+la sua dolorosa partenza pel collegio di Como, i
+giuochi colle compagne, le amicizie, le gelosie di
+quel piccolo mondo, i sogni color di rosa dell'educanda,
+il lieto ritorno alla casa paterna, i giorni sereni
+passati accanto alla madre, le occupazioni della
+vita domestica, i piaceri del giardino e dell'orto, i
+passeggi, le letture, le opere di carità verso i poveri
+e finalmente la mia fatale comparsa.</p>
+
+<p>Pare ch'io portassi meco da Milano una cert'aria
+che produsse l'effetto dei venti alisei sul mare in
+bonaccia. Io ascoltava con naturale soddisfazione
+le ingenue confessioni dei primi torbidi prodotti
+dalla mia presenza in quell'anima pura. La mia
+fredda indifferenza ispirandole piena fiducia, essa
+si era abbandonata senza timore, e senza sospetti,
+a studiare il fenomeno interessante della caduta
+d'un Milanese in Valtellina. Ma non si scherza col
+fuoco, signorine!... ed è certo che l'amore intenso
+<span class="pagenum">[254]</span>
+che ardeva nel mio petto per la contessa Savina
+emanava un calore latente, che pervenne a scottare
+il cuore dell'Agata.</p>
+
+<p>Potrei paragonarmi ad una stufa ignara delle sue
+facoltà.</p>
+
+<p>Da tali confidenze venni anche a scoprire che la
+simpatia dell'Agata sul mio conto fu dapprima combattuta
+da' suoi parenti, e ritengo per fermo che
+ciò abbia contribuito non poco a sviluppare l'amore
+successivo, perchè le figlie d'Eva conservano sempre
+una tendenza ereditaria pel frutto proibito;
+perciò avviene sovente che l'opposizione ad un
+matrimonio fa l'effetto del mantice nella fucina:
+ravviva la fiamma.</p>
+
+<p>Le mie scappatelle offersero validi argomenti
+ai signori Bruni per farmi la guerra, ma l'Agata
+mi difendeva accusando i perversi compagni che
+mi trascinavano mio malgrado sulla strada del male
+e così dimostrava senza saperlo che i cattivi soggetti
+sono talvolta più fortunati dei buoni anche
+presso le donne oneste. Ed è naturale: i piatti ghiotti
+non sono i più semplici.</p>
+
+<p>Le dissidenze domestiche rimasero sospese fino al
+momento della mia dichiarazione d'amore, la quale
+avendo gettato della paglia sul fuoco fece divampare
+un incendio irresistibile. Allora i parenti
+cedettero perchè non siamo più ai tempi dei Capuleti
+e Montechi; essendo soppressi i conventi, Giulietta
+non trova più il frate Lorenzo che le somministri
+il sonnifero, e i buoni genitori volendo
+vedere l'unica figlia felice, lasciano che sposi il
+suo Romeo, anche se questi non è che un povero
+maestro rurale.</p>
+
+<p>D'altronde le idee dell'Agata erano assai modeste.
+Essa non aveva che un solo desiderio: trovare un
+<span class="pagenum">[255]</span>
+marito che non fosse un piffero di montagna, e vivere
+vicino ai genitori, nel villaggio ove era nata,
+occupandosi del suo compagno, dei figli, coltivando
+i fiori, allevando degli animali, e rendendo tutti
+felici, uomini e bestie. Era convinta che non occorre
+cercar la felicità da lontano, che sta dentro di noi,
+e che da per tutto le buone mogli fanno i buoni
+mariti, e viceversa.</p>
+
+<p>Non faccio per vantarmi, ma essa poteva dire
+di aver guadagnato al lotto, sposando un galantuomo,
+che in fine dei conti non era nè un allocco
+nè un povero, essendo milanese e nipote d'un zio
+canonico.</p>
+
+<p>Io pure alla mia volta le feci le mie confidenze
+esplicite, franche ed ingenue, senza restrizioni mentali.
+Le raccontai per filo e per segno il mio amore
+petrarchesco per la contessa Savina, muto ma profondo
+come il silenzio, e condensato come l'acqua
+bollente nelle caldaie a vapore; alimentato dalla
+fiamma di due occhi più vivaci del sole. E non le
+tacqui le mie ridicole illusioni intorno all'amore e
+alla gloria, nè le feci mistero del mazzetto di fiori
+raccolto e del bacio respinto, e le narrai fedelmente
+le mie follie, le lagrime versate, le ansietà
+e le speranze, i disinganni e i dolori che furono le
+conseguenze di questo errore giovanile.</p>
+
+<p>Agata mi ascoltava attentamente richiedendomi
+sempre nuovi particolari, e obbligandomi di disotterrare
+le minuzie insignificanti che stavano sepolte
+nella mia mente sotto la motta degli anni. Poi si
+arrestava a considerare tutti i motivi che potevano
+aver spinto la contessa Savina a raccogliere il mio
+mazzolino di fiori, a mostrarsene soddisfatta, e poi
+a non corrispondere al mio bacio. Analizzava con
+sottili argomenti il cuore della fanciulla, e volendo
+<span class="pagenum">[256]</span>
+giudicarla dai risultati, conchiudeva accusandola di
+leggerezza, d'ambizione, di civetteria. Tale giudizio
+sembrandomi ingiusto, la difendevo, forse con troppo
+calore, e allora l'Agata mi guardava fisso e impallidiva...
+e io tacevo.</p>
+
+<p>Talvolta voleva una esatta descrizione della persona
+e delle vesti, e doveva spiegarle come era pettinata,
+quali fossero i suoi gioielli e i colori preferiti,
+e tutto questo mi faceva ripensare a molte cose
+dimenticate, e in fine si soffriva tutti e due.</p>
+
+<p>Ero quasi pentito d'aver toccato un tasto doloroso;
+forse commettevo un'imprudenza scoprendo una mina
+che non aveva scoppiato, ma mi sembrava un dovere
+di coscienza non aver segreti per mia moglie, alla
+quale avevo oramai dedicata tutta intiera la vita.</p>
+
+<p>Siccome il cielo non può rimanere sempre sereno,
+ed anche nei climi migliori si vedono delle nuvole,
+così la più onesta e felice esistenza ha i suoi giorni
+burrascosi. La gelosia venne a intorbidare la nostra
+pace, una gelosia retrospettiva, la peggiore di tutte;
+e perchè è impossibile annullare il passato, e siccome
+è una passione cieca, che si pasce di vani
+fantasmi, che si adombra del vuoto, così la ragione
+non basta a calmarla, nè a premunirci contro le
+uggiose sorprese di questa strega, che rode sè stessa
+e rende ingiusti e cattivi. Erano piccoli attacchi,
+ma essendo immeritati, irritavano il mio carattere
+onesto, mi toglievano la pace, e mi mettevano di
+pessimo umore.</p>
+
+<p>Agata, prendendo nelle braccia la nostra bimba,
+mi diceva:</p>
+
+<p>&mdash; Ti pare che rassomigli alla tua contessa?</p>
+
+<p>La mia contessa!... questa parola mi urtava i
+nervi, e rispondevo con troppa vivacità, o con sdegnosa
+ironia.
+<span class="pagenum">[257]</span></p>
+
+<p>&mdash; Ecco!... &mdash; essa continuava, &mdash; non si può parlare
+di lei senza metterti in agitazione.</p>
+
+<p>&mdash; Ma non è perchè mi parli di lei, che mi fai dispetto,
+sibbene perchè ne parli come non hai diritto!...</p>
+
+<p>&mdash; Scusami se manco di rispetto... ad una civettuola.</p>
+
+<p>Io prendevo il cappello e fuggivo, coll'intenzione
+di lasciarla sola un paio d'ore per infliggerle una
+punizione e tenerla nell'inquietudine... ma dieci
+minuti dopo tornavo indietro per darle un bacio e
+la trovavo cogli occhi rossi.</p>
+
+<p>&mdash; Ma, santo Dio!... che cosa hai adesso?... Che
+cosa vai sognando per intorbidare la nostra vita
+onesta e tranquilla?... Grazie al cielo nessun dolore
+ci opprime, nessuna pena ci affanna, e tu vai cercando
+il pelo nell'uovo!... Che cosa hai bisogno di
+andare a pescare in un passato remoto... che è scomparso
+per sempre!...</p>
+
+<p>&mdash; Per sempre!... &mdash; essa riprendeva, &mdash; chi ti assicura
+per sempre!... Puoi tu conoscere quello che
+ci riserva l'avvenire?... Ho sempre udito dire che il
+fuoco più pericoloso è quello che cova sotto la cenere...
+la contessa è ancora giovane... e poi che può
+fare l'età?... gli anni passano egualmente per l'uno
+e per l'altro, e così si resta eguali. Le passioni più
+violente non sono le prime, ma le ultime... se poi
+sono le prime, riprese dopo un desiderio infinito,
+allora ti voglio!...</p>
+
+<p>&mdash; Ti prego in grazia, lasciami tranquillo; sei
+ingiusta e un po' troppo caparbia!... non rispetti la
+mia onestà... e nemmeno l'evidenza... noi siamo <a name="tn257" id="tn257"></a>in
+Valtellina, e la contessa è a Milano... o forse
+altrove.</p>
+
+<p>&mdash; Le montagne stanno ferme, ma gli uomini
+camminano.
+<span class="pagenum">[258]</span></p>
+
+<p>&mdash; Insomma non mi seccare... e basta.</p>
+
+<p>Essa abbassava il capo e taceva, ma si sentiva
+nella stanza la temperatura della Siberia; io non
+mi potevo rassegnare, e saltava su nuovamente.</p>
+
+<p>&mdash; Dimmi, Agata... tu hai dunque perduto la stima
+di tuo marito?</p>
+
+<p>&mdash; No... ma...</p>
+
+<p>&mdash; Ma che cosa?</p>
+
+<p>&mdash; Che so io?... ho sempre un pensiero molesto
+che mi tormenta, e che cerco invano di soffocare...
+o almeno di rinchiudere in me sola....</p>
+
+<p>&mdash; Qual è questo maledetto pensiero!</p>
+
+<p>&mdash; Penso a quel bacio!...</p>
+
+<p>&mdash; Ebbene quel bacio... che cosa significa quel
+bacio?... Allora io non ti conoscevo, non avevo ancora
+vent'anni, ero un ragazzo senza testa... ma
+libero delle mie azioni... ti ho confessato che ero
+innamorato... come tutti i giovani della mia età... e
+non mi pare d'aver perpetrato un delitto... irreparabile
+per aver mandato un bacio ad una ragazza...
+a venti e più metri di distanza!... e che essa non ha
+nemmeno restituito!...</p>
+
+<p>&mdash; Si vede che te ne dispiace ancora!...</p>
+
+<p>&mdash; Invece ti giuro che adesso non me ne importa
+affatto!</p>
+
+<p>&mdash; Essa forse non pensa così!... e vorrà pagare il
+suo debito!</p>
+
+<p>Per non cadere in escandescenza io fuggivo precipitosamente,
+chiudendo le porte con violenza, e
+correvo attraverso i prati decapitando col mio bastoncello
+tutti i fiori che alzavano la testa sugli altri
+e maledicendo la sorte, il passato, il presente, ed
+avrei mandato a rotoli il mondo.</p>
+
+<p>&mdash; Come mai!... &mdash; io dicevo fra me, &mdash; come mai!...
+un marito fedele... una moglie virtuosa, con una
+<span class="pagenum">[259]</span>
+bimba diletta!... che si adorano, vivono onestamente,
+non hanno disgrazie, e non possono essere felici!...
+Che diavolo! il mondo è dunque una trappola, dove
+si trovano dei sorci arrabbiati che si divorano fra
+loro?... ma l'onestà non è dunque altro che un infame
+chiappoleria per ingannare i babbei!... e mandava
+sospironi che minacciavano di convertirsi in
+bestemmie....</p>
+
+<p>E meditando sul mio caso speciale io ritornava
+su quel misero bacio, un bacio in aria, una puerilità,
+una bolla di sapone, scoppiata da tanti anni!
+e quella inezia aveva la forza di farmi infelice!
+ma perchè?... perchè mia moglie mi amava talmente,
+che era gelosa perfino del passato!... Dunque
+era l'eccesso della mia felicità che mi rendeva
+infelice! era la dolce sorgente d'amore che avvelenava
+i miei giorni, era il miele che mi sembrava
+sì amaro!... era per un bacio e in mezzo a due
+amori che io mi struggevo d'odio contro la vita!...</p>
+
+<p>I paradossi mi riconducevano al domicilio coniugale,
+rassegnato a vivere o a morire, secondo il
+destino.</p>
+
+<p>Non ho potuto mai sopportare lungamente i musi
+lunghi, ho sempre preferito l'odio al rancore, la
+morte ai tormenti; perciò dopo le lotte fui sempre
+il primo a presentare i preliminari di pace, e siccome
+l'avversario aveva quasi sempre consumate le
+munizioni e bruciate tutte le polveri, così si andava
+presto d'accordo. A poco a poco il barometro segnava
+il sereno, ed il termometro indicava una
+temperatura più calda.</p>
+
+<p>Ma le vicissitudini dell'atmosfera e i quarti di
+luna esercitano realmente una costante influenza sul
+carattere della donna: e mi era impossibile di realizzare
+sotto al piccolo tetto domestico la felicità della
+<span class="pagenum">[260]</span>
+pace perpetua, sognata da certi filosofi per l'umanità
+tutta intiera.</p>
+
+<p>Un nonnulla dava soggetto talvolta alle nostre
+beghe; uno scherzo degenerava in alterco, o finiva
+in considerazioni melanconiche.</p>
+
+<p>Un giorno, passeggiando in giardino, l'Agata
+venne a posarmi un fiore nell'occhiello dell'abito.
+La ringraziai con un bacio sulla fronte, ed essa
+mi disse:</p>
+
+<p>&mdash; Te lo pongo a credito... ma a condizione che
+se l'altra paga, io sospendo i pagamenti.</p>
+
+<p>&mdash; Che cosa vuoi che paghi?... &mdash; io risposi con
+qualche impazienza, &mdash; nessuna donna ha debiti
+verso di me.</p>
+
+<p>&mdash; Sta zitto!... &mdash; riprese, &mdash; non negare almeno
+che sei in credito d'un bacio!...</p>
+
+<p>&mdash; È una strana pretesa davvero, &mdash; io soggiunsi, &mdash; la
+tua gelosia ti esagera di molto il diritto degli
+innamorati. Essi non tengono conto nè scrittura
+doppia dei crediti e dei debiti delle loro passioni,
+nè possono esigere la liquidazione di partite abbandonate
+da un pezzo.</p>
+
+<p>&mdash; Eppure scommetto cento contro uno che la
+contessa desidera pagarti il suo debito.</p>
+
+<p>&mdash; Prima di tutto questo è un oltraggio che offende
+gratuitamente una persona onesta, ma è il
+solito della gelosia. In secondo luogo ti ripeto per
+la millesima volta che la contessa non ha verun
+debito verso di me... io non le ho fatto cambiali, e
+se un bacio è una cambiale, essa non l'ha pagata
+alla scadenza, io non le ho fatto in tempo il protesto,
+e quindi non ho più diritto all'esazione. Metti
+che sia fallita, e finiamola.</p>
+
+<p>&mdash; Io conosco dei falliti galantuomini, &mdash; essa
+riprese, &mdash; che sono andati a far fortuna in America,
+<span class="pagenum">[261]</span>
+e al loro ritorno hanno soddisfatto interamente
+ai loro impegni.</p>
+
+<p>&mdash; Consolati, sono casi tanto rari, &mdash; io le risposi, &mdash; che
+non hai nulla a temere.</p>
+
+<p>Ed essa di rimando:</p>
+
+<p>&mdash; Ciò che è raro non è impossibile!... &mdash; e dopo
+una lunga pausa, quando io sperava che fosse caduto
+il discorso, essa esalò un profondo sospiro e
+riprese: &mdash; le donne hanno una seconda vista e
+presentimenti che non fallano. Io sento dentro di
+me che un giorno tu riceverai un bacio dalla contessa
+Savina!...</p>
+
+<p>&mdash; No... no... mille volte no, nè essa vorrebbe
+darmelo, nè io vorrei riceverlo; i nostri cuori vennero
+separati per sempre, noi non siamo più liberi,
+siamo onesti, abbiamo figli e famiglia che non vorremmo
+tradire, e sante affezioni che c'impongono
+dei doveri....</p>
+
+<p>&mdash; I doveri cedono sovente alle passioni... che
+sono più forti della volontà. Verrà un giorno!... &mdash; e
+qui alzava il braccio in aria fatidica, quando io le
+chiusi la bocca con una mano, e con l'altra arrestai
+il gesto minaccioso, dicendole:</p>
+
+<p>&mdash; Basta così... Agata, tu metti troppo a cimento
+la mia pazienza, e la tua ostinazione nelle accuse
+ingiuste e irritanti potrebbe condurci nostro malgrado
+a ciò che vogliamo e dobbiamo fuggire!...
+basta così.</p>
+
+<p>La nostra bambina col suo celeste sorriso comparve
+tra i fiori, come un angelo disceso dal cielo
+a calmare le nostre anime, raddolcite dall'amore...
+e amareggiate dalla gelosia.
+</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum">[262]</span></p>
+
+<h2><a name="XXII" id="XXII"></a>XXII.</h2>
+
+<p>Così fra il dolce e l'amaro, coi quali si compone
+la vita, passavano gli anni, e la nostra bimba era
+diventata una bella ragazzina, sapeva leggere, scrivere
+e far conti. Sua madre ed io andavamo a gara
+nell'istruirla, ma il pensiero di completare la sua
+educazione ci preoccupava gravemente. Non essendo
+possibile conservarla al villaggio ove mancano tutti
+i maestri, ci venne l'idea di collocarla nel collegio
+di Como, ove sua madre era stata educata con
+ottimo risultato. Mio suocero scrisse in proposito
+ad un suo corrispondente per nuove informazioni,
+e gli fu risposto che, essendo morta la vecchia direttrice,
+il collegio era caduto in discredito. Non
+bisognava più pensarci. Allora scrissi a mio zio
+canonico, il quale ci propose subito un eccellente
+istituto di Milano, diretto da una donna di molto
+senno e gran cuore. Di più egli si profferiva cordialmente
+di visitare spesso la fanciulla e di renderci
+esatto conto della sua salute e de' suoi progressi,
+e questo era per noi un argomento di gran
+valore. Ma l'idea d'una separazione ci spaventava:
+la Giuseppina era la nostra delizia, e si temeva che
+la vita rinchiusa la facesse ammalare. Essa era
+avvezza all'aria libera, e manifestava un continuo
+bisogno di agreste libertà. Nel breve tempo delle
+sue lezioni stava seduta per forza, e appena finito
+<span class="pagenum">[263]</span>
+il còmpito correva dietro alle farfalle, seguita da
+Bitto, e spariva su per le colline, cantando allegramente
+le sue canzoni. Poi ritornava a casa ansante
+colle braccia piene di erbe e di fiori odorosi
+raccolti sui poggi. Sua madre la sgridava, essa
+rispondeva con baci che rasserenavano il volto
+materno. Ella era l'amore dei parenti, l'amica dei
+fanciulli, la provvidenza dei poveri, la vaghezza del
+villaggio. Il pensiero di allontanarla era sentito da
+tutti come una privazione comune. Tuttavia bisognava
+pensarci seriamente, aveva raggiunto i dieci
+anni e la sua bella intelligenza meritava un'accurata
+coltura; il nostro affetto era troppo indulgente,
+mancava dell'energia necessaria ad imbrigliare la
+sua eccessiva vivacità. L'interesse della nostra creatura
+c'imponeva il sacrifizio del cuore, e quindi si
+discusse lungamente la proposta dello zio. La troppa
+distanza dalla Valtellina veniva compensata dal
+valore dell'istituto, e dall'affettuosa oculatezza d'un
+parente di nostra piena fiducia. Ci siamo dunque
+decisi per Milano, e prese le opportune disposizioni,
+venne fissato il principio di novembre per
+condurla in collegio.</p>
+
+<p>L'Agata ed io dovevamo accompagnarla, quando
+negli ultimi giorni d'ottobre mio suocero cadde gravemente
+ammalato. Avevamo deciso di ritardar la
+partenza, ma mio zio ci scriveva lettere sopra lettere,
+eccitandomi all'esattezza, osservando che la
+direttrice non intendeva transigere sui regolamenti
+del collegio, perchè la regolarità dell'istruzione
+non permetteva di ammettere nuove educande, oltrepassata
+la metà del novembre.</p>
+
+<p>Il termine si avvicinava, e la malattia di mio
+suocero si andava aggravando; esso non gradiva
+che le cure della moglie e della figlia, la quale non
+<span class="pagenum">[264]</span>
+poteva abbandonarlo. Bisognava dunque che io solo
+accompagnassi la Giuseppina a Milano; necessità
+non ha legge.</p>
+
+<p>Una tale prospettiva conturbò fortemente il mio
+spirito, mettendomi in seria apprensione per le noie
+che mi sarebbero cagionate dalla gelosia di mia
+moglie. Infatti non m'ingannavo, ed essa incominciò
+colle solite insinuazioni a manifestarmi i più atroci
+sospetti. Che fare?... Io rinunziava di buon grado a
+tal viaggio. Agata lottava fra il desiderio di rimandarlo
+all'anno venturo, e il timore di privare sua
+figlia della necessaria istruzione; ma l'età della fanciulla
+esigeva una sorveglianza resa sempre più difficile
+dalla necessità che legava mia moglie al letto
+del padre infermo. Mio zio c'insinuava il sospetto
+che, oltrepassata l'età normale, nostra figlia non
+sarebbe più ammessa in collegio; ella stessa desiderava
+compiere il suo destino e dedicarsi interamente
+allo studio: perciò dopo mature considerazioni,
+secondando anche l'opinione espressa dai miei
+suoceri, venne finalmente deciso che la Giuseppina
+entrasse in collegio, e che io solo andassi ad accompagnarla.
+Mi dovetti rassegnare; ma qualche giorno
+prima della partenza i sospetti di mia moglie si
+accrebbero in modo tale da farmi perdere la pazienza.
+Tempestai pieno di sdegno per così insana
+ingiustizia: le parole che mi sfuggirono dall'irritazione
+della collera la persuasero maggiormente ch'io
+avessi cessato d'amarla, la mia indignazione per
+tale assurdità la riconfermava nel suo giudizio. Essa
+era profondamente convinta che la contessa Savina
+mi amasse ancora, e che io non saprei resistere alla
+minima seduzione; il mio racconto, troppo ingenuo
+e imprudente, l'aveva persuasa che quell'amore
+non fosse che semplicemente sospeso in causa di
+<span class="pagenum">[265]</span>
+forze contrarie, come una pianta che ritarda la
+sua fioritura a motivo delle brine d'una primavera
+tardiva, ma che schiuderà i suoi bottoni nella stagione
+più avanzata, e non avrà minore profumo
+per aver sbocciato più tardi, sotto l'influsso d'una
+temperatura elevata. Essa mi sosteneva che il
+primo amore è il solo vero, sincero, durevole; lo
+diceva per prova, non avendo essa amato che me
+solo.</p>
+
+<p>&mdash; Tu dunque non ammetti secondi amori?... &mdash; io
+le chiedeva.</p>
+
+<p>&mdash; No... &mdash; mi rispondeva sospirando, &mdash; non sono
+che ripieghi....</p>
+
+<p>&mdash; Allora perchè mi hai sposato?</p>
+
+<p>&mdash; È stata forse una follìa... prodotta anche questa
+dal primo amore che ne fa tante!... forse sarà
+una disgrazia... perchè ti dichiaro che io non sono
+donna da sopravvivere a un tradimento!... pensaci
+bene!...</p>
+
+<p>&mdash; Non hai dunque fiducia nella mia affezione...
+nel mio onore... nella mia onestà?...</p>
+
+<p>&mdash; Tutte parole... che svaporano al soffio delle
+passioni!... più forti della volontà... specialmente
+per certi uomini... troppo leggieri!...</p>
+
+<p>&mdash; Ma che cosa puoi dire sul mio conto?</p>
+
+<p>E qui saltava fuori la storia della mugnaia!...</p>
+
+<p>&mdash; Ebbene, manda la bimba con chi vuoi, ma io
+non parto.</p>
+
+<p>Allora nuove scene, perchè diceva che tradivo
+la mia debolezza, e non mi sentivo abbastanza forte
+per affrontare il pericolo!</p>
+
+<p>&mdash; Ebbene... partirò!...</p>
+
+<p>Allora le pareva sicuro che il mio soggiorno a
+Milano avrebbe servito a rannodare il passato al
+presente. Diceva che se la contessa ed io avevamo
+<span class="pagenum">[266]</span>
+perduta l'ingenuità e la freschezza giovanile, avevamo
+d'altronde guadagnato in esperienza e coraggio,
+che la donna doveva aver deplorata la soverchia
+timidità della fanciulla, e che certamente aspettava
+la prima occasione favorevole per rifarsi. Infatti
+io potevo contare di sicuro per questa volta
+sul bacio della contessa Savina!</p>
+
+<p>Io sentivo invece dentro di me il profondo convincimento
+che mia moglie aveva torto, che la mia
+coscienza era forte della sua onestà, e quindi quegl'ingiusti
+pronostici mi accendevano di sdegno;
+accusavo l'Agata di essere un'ingrata, visionaria,
+e taccagna!... ma invece di calmarla, l'esasperava...
+e si passavano notti d'inferno!...</p>
+
+<p>E mentre forse molti bricconi dormivano in pace,
+noi, onesti entrambi, legati da un'affezione leale,
+sincera, scambievole, con una cara bambina che
+cementava la nostra unione, noi eravamo agitati
+da fiere burrasche, infelici senza giusto motivo e
+senza colpa! A furia di giuramenti sulla medaglia
+di mia madre, sulla vita della mia bambina, giunsi
+finalmente a moderare la sua fantasia, e ad assicurare
+alquanto il suo cuore. Vedendola, se non
+più ragionevole, almeno più rassegnata, aggiunsi
+tutti quegli argomenti che militavano in mio favore;
+e il più importante di tutti era questo: la contessa
+Savina aveva un marito, essa lo aveva seguito al
+domicilio coniugale, in conseguenza non dimorava
+più in casa Brisnago, ed io non sarei certo andato
+a cercarla davanti al palazzo di Montegaldo, che
+non sapevo nemmeno dove fosse. Di più non mi
+sarei fermato a Milano che il tempo necessario per
+completare il corredo della bambina in collegio: e
+sarei ritornato subito a casa, sperando di trovarla
+più ragionevole, altrimenti malgrado la mia sincera
+<span class="pagenum">[267]</span>
+affezione, e tutta la sua, mi sarei gettato nel lago
+con una pietra al collo per finire una vita sciocca,
+insopportabile e immeritata. Ed essa di rimando
+con nuove spiegazioni, accompagnate da lagrime e
+singhiozzi, mi dichiarava il suo affetto profondo,
+del quale pretendeva che le sue inquietudini dovessero
+essere la prova più convincente.</p>
+
+<p>&mdash; Grazie tante! &mdash; io rispondeva, &mdash; se queste
+scene sono prove d'amore, preferisco l'odio che mi
+assicura la pace.</p>
+
+<p>Ed era davvero l'amore d'una moglie riamata che
+pesava sulle mie spalle, come peserebbe un carico
+di miele.</p>
+
+<p>Giunse anche il giorno della partenza. Il povero
+nonno, accasciato dalla malattia nel suo letto di
+sofferenze, non poteva lasciarci partire, e si teneva
+la bimba stretta per mano, quasi avesse timore che
+le sfuggisse per sempre; voleva ancora un altro
+bacio, poi un altro, e ancora un saluto, e una carezza
+sui capelli, poi non potendo più reggere all'angoscia
+ricadde sull'origliere con un singhiozzo...
+e ci lasciò andare.</p>
+
+<p>La nonna ci accompagnò in anticamera, ma sentendosi
+soffocare dall'emozione, baciò più volte la
+Giuseppina, la strinse al seno teneramente, e ritornò
+presso il malato. L'Agata aveva dimenticato
+i pericoli del marito per occuparsi intieramente
+della figlia che stava per lasciare. Quella separazione
+lacerava crudelmente il suo cuore, eppure si
+forzava di dissimulare il dolore per non aggravare
+quello della sua creatura, già troppo intenso. Sono
+momenti terribili, e chi si trova in condizioni tali
+da poterli evitare, fa benissimo a tenersi le figlie
+vicine, educandole in casa sotto la sorveglianza
+materna. In quanto poi a quelle madri che senza
+<span class="pagenum">[268]</span>
+assoluta necessità mettono le loro figlie in collegio,
+per sollevarsi da un peso importuno, fanno ancora
+meglio; le figlie non possono che guadagnare nel
+cambio.</p>
+
+<p>Dopo ripetute raccomandazioni, baci, amplessi e
+sospiri, l'Agata ci accompagnò sulla porta, e saliti
+nella vettura che ci aspettava da un pezzo siamo
+partiti, mentre tutti ci mandavano i più cordiali
+saluti coi cenni delle mani, e coi fazzoletti spiegati.</p>
+
+<p>La gioventù si rassegna più facilmente dell'età
+matura, e l'aspetto dei paesaggi pittoreschi della
+Valtellina, e poi il panorama incantevole del lago
+di Como valsero a calmare nella bambina l'affanno
+provato per lasciare la madre, i nonni e il villaggio,
+e a distrarla dai suoi dolorosi pensieri.</p>
+
+<p>Appoggiati al parapetto del battello a vapore, io
+le indicava i più bei siti delle due sponde, i paeselli
+pittoreschi e le splendide ville, e le facevo
+osservare col cannocchiale le note cime dei nostri
+monti lontani, già spruzzati del primo nevischio.</p>
+
+<p>È cosa piacevole assai servire di guida ai fanciulli
+nelle loro prime escursioni, e specialmente
+ai propri figli; l'assistere alle continue sorprese
+che li colpisce, il rispondere alle ingenue domande,
+l'osservare l'intensità della loro ammirazione.</p>
+
+<p>Alcuni viaggiatori stranieri, che entravano per
+la prima volta in Italia, arrestarono i loro sguardi
+con viva simpatia e somma benevolenza sulla vispa
+e svegliata ragazzina italiana, che davanti le
+opere stupende della natura e dell'arte manifestava
+tanto entusiasmo, con precoce intelletto del bello.
+Ed io andava superbo e soddisfatto che il primo
+successo di mia figlia facesse onore alla patria.</p>
+
+<p>Giunti a Como, la condussi a visitare la città,
+<span class="pagenum">[269]</span>
+poi ci siamo rimessi subito in viaggio. Quando
+vidi da lontano l'aguglia maggiore del Duomo di
+Milano, sentii dentro di me un rimescolamento di
+gioia e di paura. Godeva di rivedere alfine il mio
+paese, e mi pareva d'essere minacciato da un pericolo
+imminente. Erano circa dodici anni che non
+entravo nella diletta città, impedito dapprima da
+mio zio, poi da mia moglie, sospettando entrambi
+che io volessi scalare il cielo di nuovo. La mia insania
+giovanile li spaventava ancora, e per avere osato,
+come Prometeo, alzare gli occhi al fuoco celeste, ero
+condannato in perpetuo a restare incatenato ad un
+monte, e dilaniato il cuore da un avoltoio col becco
+a due mascelle taglienti: l'amore e la gelosia.</p>
+
+<p>Entrammo in Milano sulla sera, quando i fattorini
+del gas accendevano i fanali. Il rumore delle
+carrozze, il movimento animato delle vie, lo splendore
+dei magazzini, l'eleganza delle donne, il suono
+degli organetti, mi allucinavano lo spirito. Mi pareva
+di destarmi da un lungo sonno, nel quale
+avessi sognato un matrimonio fra i monti e conosciuto
+dei personaggi fantastici, bizzarri, impossibili.
+La vettura ci trascinava attraverso quelle vie
+che mi ricordavano la gioventù e l'amore. Ogni signora
+che attraversava la strada mi sembrava la
+contessa Savina.... Le interpellanze di mia figlia mi
+richiamarono alla realtà, essa mi manifestava la
+sua ammirazione per quello spettacolo nuovo per
+lei, per quelle belle vie larghe e pulite, per quell'elegante
+brulichìo di gente ammodo, così diversa
+dai rustici montanari del villaggio.</p>
+
+<p>Alfine giungemmo alla porta della casa di mio
+zio, e suonando il campanello, non potea frenare
+la mia curiosità, e diedi un'occhiata in isbieco al
+palazzo Brisnago. Tutte le gelosie erano chiuse.
+<span class="pagenum">[270]</span></p>
+
+<p>Al suono della mia voce, Veronica mi corse incontro
+precipitosa, seguita da mio zio che mi aperse
+le braccia, fra le quali gettai la mia Giuseppina,
+che esso strinse al seno teneramente. Salite le scale,
+mi ricomparvero dinanzi quelle stanze piene di ricordi
+giovanili, riconobbi l'odore speciale di quei
+luoghi poco ventilati; quei mobili, quei quadri mi
+facevano l'effetto d'antiche conoscenze che sorridessero
+al mio ritorno. La Veronica non si saziava
+di contemplare la bambina e di accarezzarla:</p>
+
+<p>&mdash; Come è bella... e grande... &mdash; essa ripeteva; &mdash; mi
+pare proprio impossibile che sia vostra figlia!</p>
+
+<p>Mio zio mi chiedeva conto dell'Agata, della suocera,
+della malattia del signor Nicola, del parroco,
+del dottore, e di tutte le sue conoscenze.</p>
+
+<p>La cena ci venne servita nel solito tinello, ove
+il canonico, durante il pranzo, soleva in altri tempi
+chiedermi conto de' miei studi pedagogici e delle
+mie occupazioni del giorno, quando io gli rispondeva
+di straforo, non potendo parlargli nè dell'amore,
+nè della tragedia. Dopo alcune ore di ciarle,
+di domande, risposte ed esclamazioni, ci siamo alzati
+da sedere per andare a letto. Mio zio si ritirò
+nella sua stanza, augurandoci un buon riposo.</p>
+
+<p>Veronica mi annunziò che condurrebbe la Giuseppina
+nella bella camera vicina alla sua, e mettendomi
+in mano il lume acceso, mi disse:</p>
+
+<p>&mdash; Voi non avete bisogno che v'insegni la vostra
+camera; felice notte, Daniele, dormite bene.</p>
+
+<p>Diedi un bacio alla bimba, e ripetendo gli augurii
+di buona notte, mi ritirai alla mia volta.</p>
+
+<p>Era nella modesta ma cara cameretta dello studente
+ch'io rientrava finalmente dopo lunga assenza,
+quando i varii casi della vita avevano fissato
+il mio destino in modo impreveduto. Chiusi
+<span class="pagenum">[271]</span>
+la porta e m'arrestai alquanto sulla soglia, contemplando
+con mesto raccoglimento quell'asilo ove
+s'era ricoverata la mia gioventù; quella serra calda
+ove avevano fiorito i pensieri della mia primavera;
+poi ne feci il giro lentamente, come i divoti nei
+luoghi santi, guardando attentamente quelle pareti
+ch'io conosceva perfino nei minuti rilievi e nelle
+minime anfrattuosità, come un monaco la sua cella,
+come un prigioniero il suo carcere; e ne scoprivo
+ancora i segni tracciati colla matita, e gli spruzzi
+delle penne; indi osservai con pari interesse il
+letticciuolo de' miei sogni giovanili, il canapè dei
+sospiri, delle lagrime, delle illusioni, il tavolino di
+studio sul quale scartabellai tante carte, raccolsi
+tanti concetti, formulai tante idee, e ne riconobbi
+ancora le macchie d'inchiostro, rammentandomi gli
+accidenti che le produssero.</p>
+
+<p>Sedetti e meditai lungamente, e ripensando al
+passato dimenticavo il presente, e gli oggetti che
+mi stavano sotto gli occhi mi facevano scomparire
+i lontani: la distanza offuscava la vista come la
+nebbia.</p>
+
+<p>In Valtellina mi pareva di veder Milano nascosto
+dietro i monti, i laghi, le campagne, lontano,
+lontano, nell'ombre semibuie del vespero. Nella mia
+cameretta di Milano la Valtellina mi compariva
+alla sua volta sfumata in un'atmosfera brumale,
+come una catena di montagne grigie che si confondono
+colle nuvole in fondo d'un quadro.</p>
+
+<p>Quei muri, quei mobili, quella finestra mi parlavano
+come amici da lungo tempo abbandonati, io
+stavo ascoltandoli con religiosa attenzione.</p>
+
+<p>Rivivendo nel passato si vive due volte, e la natura
+ci spinge con istinto irresistibile a raddoppiare
+la vita.
+<span class="pagenum">[272]</span></p>
+
+<p>Quando la stanchezza eccessiva ed il sonno persistente
+mi chiudevano le pupille mi coricai, e dormii
+profondamente, ma la luce del crepuscolo entrando
+per gl'interstizii delle gelosie mi trovò desto.
+Balzai dal letto, mi vestii, ed aperta la finestra
+aspirai avidamente le brezze mattinali.</p>
+
+<p>Il palazzo Brisnago era sempre chiuso, le piante
+del giardino erano cresciute: tanto meglio! potevo
+guardare francamente senza scrupoli. La finestra
+e il giardino mi rammentavano naturalmente il
+mazzetto raccolto e il bacio respinto, ma mi dicevano
+in pari tempo: tutto è finito!...</p>
+
+<p>E chiedevo a me stesso: Chi sa in qual angolo
+di Milano sarà collocato il palazzo Montegaldo?...</p>
+
+<p>Sarebbe bene che lo sapessi, per evitare quella
+via, e non offrire il minimo pretesto di sospetti
+al mio ritorno.</p>
+
+<p>L'Agata mi chiederà subito: &mdash; l'hai veduta?... &mdash; ed
+io potrò rispondere: &mdash; non solo non l'ho veduta,
+ma non sono nemmeno passato davanti la sua
+casa.... No... no... non devo dire così... io devo ignorare
+la sua dimora. Non potrei mai persuadere l'Agata
+d'aver ricercato la località del palazzo Montegaldo
+per evitarlo. Nel dubbio, la gelosia preferisce
+sempre di credere al peggio; la gelosia ha
+bisogno di tormentarsi, e quando non trova motivi
+di farlo, li crea. Essa non crede a nulla che possa
+calmarla, e presta fede a tutto quello che può
+sconvolgerla; essa costringe gli onesti a farsi ipocriti
+per dissimulare il vero... il quale viene spesso
+interpretato a rovescio!... quale fatalità!...</p>
+
+<p>E se mio malgrado incontrassi la contessa per
+via?... Spero che non mi toccherà questa tentazione!...
+Milano è grande, ed io posso evitare benissimo
+i luoghi frequentati dalle signore.
+<span class="pagenum">[273]</span></p>
+
+<p>Però quel palazzo chiuso mi rattristava. I vecchi
+saranno tutti morti! io pensava, i mobili dispersi,
+le stanze nude e deserte.</p>
+
+<p>Divagavo in questi pensieri, quando lo scricchiolare
+d'una gelosia mi fece alzare la testa. Una finestra al
+terzo piano del palazzo si apriva lentamente: &mdash; C'è
+un guardiano... dissi fra me. Le gelosie rimasero semichiuse
+durante una mezz'ora, poi vennero spalancate
+d'un tratto, ed una donna vestita di bianco apparve
+davanti i miei occhi... era la contessa Savina!...</p>
+
+<p>A prima vista non la conobbi: la ragazza s'era
+fatta donna, al fiore era succeduto il frutto. Era
+bella d'un'altra bellezza. I lineamenti avevano acquistato
+un carattere deciso, lo sguardo s'era fatto
+più grave e melanconico, le forme s'erano arrotondate,
+e un certo abbandono della persona indicava
+la fatica di pensieri dolorosi.</p>
+
+<p>Appena aperte le imposte, la contessa si arrestò
+un istante come attonita a guardarmi, forse al
+pari di me stupefatta dalla sorpresa, e dubbiosa
+della scoperta. Poi mi parve, da una contrazione
+quasi impercettibile del volto, che mi avesse riconosciuto:
+chiuse le invetriate e si ritirò lentamente.
+Io rientrai, caddi sul canapè, sopraffatto
+da confuse emozioni, nelle quali però dominava
+una strana paura... paura di quel fantasma che mi
+perseguitava con implacabile fatalità... paura di
+me stesso... paura di nuovi tormenti, di nuove noie
+sotto al tetto domestico. Avrei voluto fuggire ogni
+pericolo, sottrarmi alla sorte che si ostinava a rendermi
+vittima di nuove complicazioni, allontanarmi
+subito da quella malìa che si faceva giuoco della
+fermezza delle mie buone intenzioni... ma come
+avrei potuto partire?... Impossibile! bisognava abbassare
+il capo davanti il destino e lottare!...
+<span class="pagenum">[274]</span></p>
+
+<p>Allora mi spiegavo il motivo della desolazione
+eccessiva dimostrata da mio zio per la malattia
+di mio suocero!... egli rimaneva deluso nella speranza
+che venissi a Milano con mia moglie. Tuttavia,
+vedendomi al fianco la Giuseppina, mi pareva
+più fiducioso del solito. Divagavo nelle smanie
+della mia posizione imbarazzante, quando la
+Veronica entrò nella stanza. Non era in caso d'aspettare
+lungamente la spiegazione di tanti misteri,
+e le dissi subito senza esitare:</p>
+
+<p>&mdash; Ditemi francamente, Veronica, qual è il motivo
+per cui la contessa Savina di Montegaldo si
+trova nel palazzo Brisnago?</p>
+
+<p>&mdash; Come?... non sapete nulla?</p>
+
+<p>&mdash; Non so nulla....</p>
+
+<p>&mdash; Il conte di Montegaldo è morto, or son tre
+anni, coperto di debiti. La contessa ha dovuto vendere
+il palazzo del marito per soddisfare agli impegni
+che egli aveva incontrati co' suoi vizii... ed
+essa è ritornata a casa sua.</p>
+
+<p>&mdash; La contessa è vedova?...</p>
+
+<p>&mdash; Vedova... e la credo meno infelice di quando
+viveva il marito, che gliene ha fatte passare d'ogni
+sorta! Figuratevi... un giuocatore... un donnaiuolo....
+un dissipatore.... insomma uno scapestrato!...</p>
+
+<p>&mdash; Ma... e perchè l'aveva essa sposato?...</p>
+
+<p>&mdash; Sapete bene, i signori!... l'ha sposato senza
+conoscerlo... imposto dai genitori, perchè dicevano
+ch'era d'antico casato... un bel nome insomma... e
+lo credevano ricco... e lo sarebbe stato senza i suoi
+vizi....</p>
+
+<p>&mdash; La contessa fu dunque infelice?</p>
+
+<p>&mdash; Infelicissima... e già pochi mesi dopo le nozze si
+parlava di divorzio... poi venne alla luce il figliuolo....
+<span class="pagenum">[275]</span></p>
+
+<p>&mdash; Ah sì!... il giudice conciliatore!</p>
+
+<p>&mdash; Che cosa dite?</p>
+
+<p>&mdash; Dico che questo rampollo fece le veci d'un
+giudice conciliatore, e ricongiunse il marito alla
+moglie....</p>
+
+<p>&mdash; Come il galeotto al suo compagno di catena, &mdash; soggiunse
+Veronica, alzando le spalle con aria
+sprezzante. &mdash; Bene o male rimasero legati per riguardi
+di famiglia, fino alla morte.</p>
+
+<p>&mdash; E il figliuolo è con lei?</p>
+
+<p>&mdash; È la consolazione della madre; un buon ragazzo!...
+La contessa gli darà un'educazione che lo
+tenga lontano dalle abitudini paterne... e ne farà
+un uomo onesto.</p>
+
+<p>&mdash; Che il cielo l'aiuti!... &mdash; io risposi.</p>
+
+<p>E la Veronica si mise a parlarmi di mia moglie,
+del suo desiderio di conoscerla, e non finiva mai
+di farmi gli elogi della bambina. Io la ringraziai
+della sua costante affezione e dei regalucci che
+non mancava di mandarmi ogni anno cogliendo
+l'occasione del viaggio dello zio quando recavasi
+ai bagni, ed ella, per sottrarsi alla dimostrazione
+della mia gratitudine, si ritirò, col pretesto d'apparecchiare
+la colazione.</p>
+
+<p>Rimasto solo, incominciai a rimuginare le cose
+udite, considerando gli effetti fatali d'una inclinazione
+giovanile, che, quantunque soffocata in germe,
+continuava a far sentire il suo influsso sulla esistenza
+di due persone. E mi proposi d'evitare con
+ogni cura un simile destino a mia figlia chiudendola
+per tempo in collegio, e riservandomi a sorvegliarla
+attentamente al suo ritorno in famiglia.
+Intanto doveva pensare a sorvegliare seriamente
+me stesso, per evitare, non pericoli impossibili,
+ma le occasioni più innocenti che potessero offrire
+<span class="pagenum">[276]</span>
+il benchè minimo pretesto alla cieca gelosia
+di mia moglie. E pensavo con raccapriccio a quel
+momento terribile nel quale sarei costretto di raccontarle
+la impreveduta ricomparsa della contessa
+Savina davanti la famosa finestra!</p>
+
+<p>La infelicità del suo matrimonio verrà attribuita
+certamente alla sua inclinazione per me, la sua vedovanza
+le darà indizio d'imminente pericolo, il suo
+ritorno alla casa paterna verrà interpretato come
+un'insidia, la sua innocente ricomparsa come un
+tentativo di seduzione. E troverà le prove evidenti
+di tutto!... Se le racconto questi fatti, dirà che non
+posso tacere nemmeno con lei di ciò che mi trabocca
+dal cuore; se non gliene parlo, quando li sentirà
+raccontare dagli altri, dirà che il mio silenzio
+rivela la colpa!...</p>
+
+<p>Che fare in posizione così imbarazzante?... questo
+mi pareva un problema più insolubile della
+quadratura del circolo!</p>
+
+<p>Incominciai allora a fantasticare sulle probabilità
+compromettenti: per esempio, se realmente la
+contessa mi amasse davvero?... e rimpiangesse gli
+anni giovanili, e disingannata della vita positiva
+volesse ritentare un affetto sincero?... Se per vendicarsi
+dei pregiudizii sociali che la condannarono
+ad un'unione forzata, volesse reclamare i diritti
+naturali che ci spingono nelle braccia dell'amore
+spontaneo?</p>
+
+<p>Chi sa!... forse essa deplora di non aver corrisposto
+alla mia dimostrazione d'affetto!... forse mia
+moglie ha ragione, e i suoi presentimenti non l'ingannano!...
+forse la contessa Savina desidera restituirmi
+il mio bacio!...</p>
+
+<p>Sarei quasi curioso di farne il tentativo, io pensava
+fra me, e questa non sarebbe una colpa d'amore,
+<span class="pagenum">[277]</span>
+ma una vendetta!... Essa ha rinnegato il mio
+amore per orgoglio, quando era libera d'accettarlo.
+Io ho diritto di dirle: &mdash; vedi? il tuo rifiuto ti rese
+infelice!... te ne penti ora? &mdash; Sì, me ne pento, ed
+eccoti un bacio!... &mdash; Ebbene, io risponderei, questa
+volta sono io che non l'accetto, non sono più
+libero, e riprendi il tuo bacio... e che tutto sia finito!...
+Se facessi così!... e andavo scrutando se un
+bacio possa considerarsi sempre come una colpa...
+e mi pareva di no. E cavillando sull'argomento, mi
+andavo persuadendo esservi baci che non costituiscono
+un'infedeltà, e peroravo col calore e l'eloquenza
+di un avvocato il quale si sforza di dimostrare
+che vi sono assassini galantuomini, e che si
+può anche ammazzare un uomo senza essere colpevoli
+d'omicidio, o almeno almeno con circostanze
+attenuanti... e aspettavo la sentenza del giudice....
+Questa volta il giudice era la mia coscienza... ed
+essa con voce severa mi diceva: &mdash; sei pazzo!... tu
+mediti un tradimento. Gli assassini sono sempre
+assassini... e i baci sempre baci... talvolta più pericolosi
+degli assassini!...</p>
+
+<p>E in quel punto mi rammentavo d'aver promesso
+davanti l'altare d'essere fedele a mia moglie, e poi
+avevo giurato sulla medaglia di mia madre, e sulla
+vita di mia figlia, di mantenere la promessa. Mio
+Dio!... la vita di mia figlia!... al solo pensiero di
+esporre ad un pericolo la vita della mia creatura,
+di attirare la vendetta del cielo sul suo capo innocente,
+di colpire con una colpa due vite in una
+volta... perchè l'Agata sarebbe morta se avesse perduta
+la Giuseppina!.., mi si dirizzarono i capelli
+sulla fronte, mi sentii i brividi della febbre.... Corsi
+tutto ansante nella stanza della bambina che terminava
+di vestirsi, mi parve di vedere l'Agata col
+<span class="pagenum">[278]</span>
+suo sorriso e il suo sguardo, le baciai teneramente
+la fronte, e sentii che la coscienza soddisfatta mi
+rendeva forte contro ogni pericolo.</p>
+
+<p>Rientrato nella mia stanza, scrissi una lettera
+affettuosa a mia moglie, nella quale le parlava del
+viaggio, della nostra bambina, e del desiderio di
+ritornare nel mio nido tranquillo... e felice!</p>
+
+<p>Quel giorno mi recai al collegio in compagnia
+di mio zio, e, prese le debite informazioni, venni
+a sapere che, mancando molti oggetti necessarii al
+completo corredo dell'educanda, era costretto di
+trattenermi a Milano più di quanto avrei desiderato.</p>
+
+<p>Scrissi nuovamente all'Agata annunziandole l'indispensabile
+ritardo, pregandola d'aver pazienza,
+perchè gli operai non sono sempre esatti nella
+consegna dei loro lavori.</p>
+
+<p>Intanto io andavo sollecitando le commissioni,
+mentre Veronica conduceva la Giuseppina a spasso
+e a fare le spese minute.</p>
+
+<p>Le ore che mi restavano libere girovagavo per
+la città visitando le strade nuove, o passeggiando
+negli antichi quartieri per rammentarmi le cose
+vecchie. Poi andavo a riposarmi sul canapè della
+mia cameretta, e colà ricostruivo la passata gioventù.
+L'inveterata abitudine d'affacciarmi alla finestra
+mi vi spingeva sovente senza pensarci; l'affetto
+per l'Agata e la paura della contessa mi allontanavano,
+la curiosità di contemplare sul volto
+della vedovella le modificazioni prodotte dagli anni
+e dalle prove della vita mi veniva contrastata dal
+timore di compromettermi, e mi pareva debolezza
+tanto il cedere quanto il resistere, perciò i miei brevi
+riposi venivano paralizzati da una continua lotta,
+e quei giorni passati a Milano dopo una lunga assenza,
+<span class="pagenum">[279]</span>
+che avrebbero dovuto formare la mia delizia,
+furono invece un continuo tormento. Non volendo
+espormi ad un'imprudenza, cadevo in una
+sguaiataggine: tutto mi faceva ombra, ogni accidente
+mi si presentava come un pericolo.</p>
+
+<p>Quando udivo aprire una finestra del palazzo
+Brisnago, io chiudeva rapidamente le gelosie; quando
+vedevo un movimento dietro le invetriate, mi ritiravo
+in fretta abbassando le tendine; era una pantomima
+continua, che poteva dare negli occhi e suscitare
+sospetti.</p>
+
+<p>O non sarebbe stato meglio abbandonare addirittura
+la finestra?...</p>
+
+<p>È più facile il dire che il fare: e dice anche il
+proverbio che la lingua batte dove il dente duole.
+Chi si propone di non rivolgere lo sguardo ad un
+oggetto qualunque, si trova spinto dalla parte vietata
+con irresistibile impulso. Ignoro il nome di
+quella forza arcana che mi faceva roteare nello
+spazio, ma è positivo ch'io mi trovavo nell'identica
+condizione di un pianeta che gira intorno a due
+stelle.</p>
+
+<p>Per determinare la mia orbita bisognerebbe calcolare
+le forze complesse che lottavano fra loro. Io
+amavo l'Agata sinceramente, essa aveva tutto il
+vantaggio dell'attrazione e tutto il danno della distanza,
+la contessa Savina perdeva nell'attrazione
+in forza della mia onestà, ma la distanza quasi
+nulla che mi divideva da lei le dava un grande
+vantaggio. E credo che, se l'uomo fosse costretto di
+subire le leggi che trascinano gli astri, io sarei
+caduto come un bolide nel palazzo Brisnago.</p>
+
+<p>Per buona sorte non fu così, ed anche per quella
+volta la profezia di mia moglie non si è avverata;
+il creditore fuggiva la debitrice morosa, la quale
+<span class="pagenum">[280]</span>
+forse, come molti debitori, non aveva nessuna volontà
+di pagare.</p>
+
+<p>È però vero altresì che finchè vivono i debitori,
+e finchè sono solventi, non è tolta la possibilità di
+riscuotere, quantunque certe partite, che passano
+agli arretrati, vadano scemando di continuo il valore.</p>
+
+<p>Avendo finalmente collocata la figliuola in collegio,
+mi decisi di partire immediatamente per la
+Valtellina, sollecitato anche da lettere pressanti
+dell'Agata, che mi annunziavano un progressivo
+peggioramento nella salute di suo padre.</p>
+
+<p>Desideravo sinceramente rivedere mia moglie,
+rientrare nella mia casa, riprendere le mie tranquille
+abitudini; ma devo confessare con pari franchezza
+che al momento di lasciare la mia cameretta
+mi sentii una spina al cuore!... O perchè?...
+Domandatelo a chi può conoscere a fondo gli atomi
+più riposti del nostro fango!... io non comprendevo
+me stesso. Qual legame poteva sussistere ancora
+fra me e la casa Brisnago, se io con deliberato
+proposito aveva fuggito il benchè minimo rapporto,
+cancellata ogni traccia del passato, spento, o supposto
+di spegnere, ogni lievito che potesse minacciare
+il futuro?... Misteri incomprensibili!</p>
+
+<p>Mia moglie aveva dunque ragione co' suoi presagi?
+ed io tentavo invano di far scomparire intieramente
+le traccie della gioventù; nè la probità, nè
+le oneste intenzioni, nè gli affetti domestici potevano
+assicurarmi la pace dell'età matura.</p>
+
+<p>Quel primo amore, così esile in apparenza, resisteva
+a tutte le vicissitudini della vita, come quelle
+sementi minute, impercettibili, che gettate una
+volta sul terreno, sfidano l'inclemenza delle stagioni,
+e presto o tardi germogliano.
+<span class="pagenum">[281]</span></p>
+
+<p>Dunque la spada di Damocle pendeva continuamente
+sul mio capo, ed era vana ogni speranza di
+liberarmene?...</p>
+
+<p>Dunque quel bacio fatale stava sempre scritto
+nel libro della vita come una partita da liquidarsi?...
+Io aveva rinunziato fermamente ad ogni pretesa,
+io non voleva nulla... che cosa poteva restarmi nel
+cuore?... c'è forse al mondo qualche cosa di più
+forte d'una volontà indipendente?...</p>
+
+<p>Ma!... l'antica sapienza giudicava inutili gli sforzi
+umani contro i decreti del fato!...</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="XXIII" id="XXIII"></a>XXIII.</h2>
+
+<p>Giunto al villaggio, trovai l'Agata che piangeva
+nella braccia di sua madre; il mio povero suocero
+era agli estremi, tuttavia mi riconobbe, mi sorrise
+tristamente, e con voce semispenta mi chiese nuove
+di Giuseppina.</p>
+
+<p>L'amor figliale davanti al letto del padre moribondo
+assopiva tutti gli altri sentimenti nel cuore
+dell'Agata, la quale mi domandò poche cose di Milano,
+che non avessero diretto rapporto con nostra
+figlia, e si tenne paga delle mie risposte sommarie.</p>
+
+<p>Il dottore mi avvertì che ogni speranza di salvare
+il signor Nicola era perduta, l'Agata non abbandonava
+più la camera dell'infermo, nè il giorno
+<span class="pagenum">[282]</span>
+nè la notte, prodigandogli le cure più affettuose
+insieme alla madre.</p>
+
+<p>Una mattina egli volle ricevere i sacramenti,
+circondato da tutti i suoi cari. Sono momenti solenni,
+che si scolpiscono indelebilmente nella memoria.</p>
+
+<p>Eravamo tutti inginocchiati intorno al suo letto,
+le lagrime ci offuscavano la vista, e quando il sacerdote
+uscì dalla stanza, il moribondo ci chiamò
+da vicino, e con voce fioca ed interrotta pronunciò
+poche parole d'addio:</p>
+
+<p>&mdash; Sono rassegnato... &mdash; ci disse, &mdash; quantunque
+mi dolga lasciarvi, per non vedervi più sulla terra...
+vi ho sempre amati teneramente... ero felice con
+voi.... Giovanna, perdona il mio carattere e ricordati
+il mio cuore.... Daniele, ti raccomando mia
+moglie... e l'Agata... sii fedele... e vogliatevi bene.
+Agata, tu fosti sempre la delizia della mia vita... tu
+parlerai alla nostra bambina del suo povero nonno...
+Vivete in famiglia uniti, e modestamente... sarete
+felici.... Io vi benedico tutti... e spero di rivedervi
+nell'eternità....</p>
+
+<p>Poco dopo entrò nell'agonia, che pareva un'estasi
+consolata da soavi visioni. Sulla sera, quando l'ultimo
+raggio del sole illuminava il suo pallido volto,
+spirò tranquillamente, come un fanciullo che s'addormenta.</p>
+
+<p>Tutto il villaggio seguì la bara che trasportava
+al cimitero le spoglie mortali del buon padre di
+famiglia. Alcuni devoti cantavano le preci dei
+morti con aria distratta, ma il mio caro Bitto seguiva
+il corteo in attitudine di profonda tristezza.</p>
+
+<p>Il testamento nominava l'Agata erede di tutta
+la sostanza, assicurava alla vedova una rendita vitalizia,
+destinava a me l'orologio del defunto in ricordo,
+<span class="pagenum">[283]</span>
+e fissava alcuni piccoli legati a parenti lontani
+e ai domestici.</p>
+
+<p>L'eredità risultò superiore di molto a quello che
+lasciavano supporre i semplici costumi conservati
+da mio suocero nella famiglia. Eravamo ricchi, e
+siccome l'amministrazione della sostanza richiedeva
+le assidue mie cure, rinunziai alla scuola, e appigionato
+il casino al maestro mio successore, fissammo
+la nostra dimora in casa Bruni, insieme
+colla vedova.</p>
+
+<p>Se fui arcicontento di sbarazzarmi delle noie scolastiche,
+lasciai invece con rammarico la casa che
+parlava al mio cuore con dolci memorie. Mia moglie
+raccomandò caldamente le piante al nuovo
+maestro, e sofferse al pari di me nell'abbandonare
+il piccolo nido.</p>
+
+<p>Gli affari attirarono tutta la mia attenzione, e
+la nostra vita prese un andare tranquillo ed uniforme
+come la superficie d'un lago in bonaccia.</p>
+
+<p>Le lettere dello zio e della Giuseppina ci annunziavano
+la buona salute d'entrambi, e ci assicuravano
+dei progressi di nostra figlia.</p>
+
+<p>Ogni anno facevamo una gita a Milano per visitare
+la nostra bambina; ma la corsa era così rapida
+e piena d'occupazioni, che non mi lasciava il tempo
+d'arrestarmi davanti le finestre del palazzo Brisnago...
+cosicchè il bacio della contessa Savina restava
+sempre iscritto a suo debito senza ch'io pensassi
+più a reclamarlo.</p>
+
+<p>Intanto gli anni passavano, e quantunque il
+cuore si conservasse sempre giovane, tuttavia i
+capelli bianchi che spuntavano, e le rughe che mi
+solcavano la fronte, sembravano un buon antidoto
+contro la gelosia: infatti mia moglie aveva deposti
+i sospetti, e non mi parlava più della mia contessa.
+<span class="pagenum">[284]</span></p>
+
+<p>Dico deposti, non spenti, chè guai se, prevedendo
+il futuro, taluno le avesse detto: &mdash; Verrà un giorno
+nel quale il debito contratto alla finestra del palazzo
+Brisnago sarà pareggiato... il bacio verrà restituito
+a vostro marito dalla contessa Savina! &mdash; Guai!...
+Guai!... Eppure doveva essere così.... Ma
+chi può prevedere il futuro?!</p>
+
+<p>L'educazione di nostra figlia era finita, e stavamo
+facendo i preparativi per recarci a Milano a levarla
+dal collegio, quando una lettera pressante
+venne a precipitare il nostro viaggio. Eravamo minacciati
+da una nuova disgrazia. Il nostro medico
+di Milano mi scriveva che mio zio era stato colpito
+da un accidente apoplettico, e che lasciava poche
+speranze. Giunti ad una certa età, siamo sorpresi
+sovente da così dolorose notizie. È la generazione
+antecedente che cade negli abissi dell'eternità
+e ci scopre le sponde del precipizio. Invitati a
+raccogliere gli estremi aneliti dei nostri cari, i battelli
+a vapore e le ferrovie ci sembrano lenti, e pur
+troppo noi siamo giunti a Milano troppo tardi. Al
+nostro arrivo la Veronica ci accolse singhiozzando,
+col triste annunzio della morte del povero zio.</p>
+
+<p>Interrotta dalle lagrime, essa ci faceva l'elogio
+del suo padrone, e conchiudeva dicendomi:</p>
+
+<p>&mdash; È morto esattamente, come ha vissuto, avendo
+chiusi gli occhi al sonno eterno all'ora precisa che
+li chiudeva ogni sera per dormire una notte!...</p>
+
+<p>Il capitolo della cattedrale l'onorò di solenni
+funerali ed io gli feci collocare sulla tomba una
+lapide che ricorda il suo nome e le sue virtù; ma
+non potevo consolarmi di non esser giunto in tempo
+di chiudere gli occhi al mio benefattore, del quale
+conserverò fin che vivo la più grata ed affettuosa
+memoria.
+<span class="pagenum">[285]</span></p>
+
+<p>Nominato erede universale, col solo obbligo d'una
+pensione vitalizia alla Veronica, anche questa volta
+mi sono trovato più ricco di quanto poteva supporre.
+Il buon vecchio metteva a mutuo i suoi risparmi
+a benefizio del nipote, e ne aveva raccolto
+un bel gruzzolo.</p>
+
+<p>Il denaro capita quasi sempre quando non se
+ne ha bisogno. In gioventù, col cervello pieno di
+sogni e col cuore riboccante di desiderii, io avevo
+le tasche vuote. Quando l'età matura venne a consigliarmi
+la sobrietà in ogni cosa, mi son trovato a
+nuotare nell'abbondanza. È una delle tante ironie
+della vita!</p>
+
+<p>Dopo la morte del povero zio avendo fatta uscire
+di collegio la Giuseppina, ci siamo decisi di passare
+l'inverno a Milano per regolare i diversi interessi
+della successione. Mia suocera si rassegnò ad attenderci
+in Valtellina, avendo potuto ottenere che una
+lontana parente andasse a tenerle compagnia durante
+la nostra assenza.</p>
+
+<p>La Veronica, quantunque potesse vivere indipendente
+colla sua pensione, desiderò rimanere con noi,
+e così ci siamo accomodati nella casa ereditata, mia
+moglie ed io nella stanza dello zio, e nostra figlia
+nella mia cameretta di studente.</p>
+
+<p>La natura aveva prodigato i suoi doni alla nostra
+ragazza; ell'era leggiadra di forme, e vispa come uno
+spiritello. Aveva i capelli biondi, gli occhi azzurri,
+e la candida pelle di sua madre, ma il tipo s'era
+perfezionato e raddolcito, presentando i lineamenti
+d'un antico cameo. In quanto ai doni morali, mostrava
+molta intelligenza, e l'umore un po' bizzarro
+e gioviale del babbo, con qualche reminiscenza degli
+impeti del nonno.</p>
+
+<p>Le modiste e le sarte di Milano, con arte elegante,
+<span class="pagenum">[286]</span>
+ne avevano fatto spiccare le grazie native
+della persona, mettendo in rilievo le forme agili e
+snelle. Il bruno delle vesti dava gran risalto alla
+delicatezza del volto ed una certa gravità all'aspetto
+giovanile.</p>
+
+<p>Dovunque si andasse, il suo passaggio attirava la
+simpatia e l'ammirazione, e l'Agata ed io ne andavamo
+superbi.</p>
+
+<p>Abbiamo passato l'inverno mestamente, occupandoci
+degli affari, visitando i monumenti della città,
+e facendo lunghe passeggiate. Il vuoto lasciato
+nella casa dalla morte del povero zio mi aveva prodotto
+una profonda tristezza, e fatto dimenticare
+intieramente la contessa Savina. Mia moglie, partecipando
+al mio lutto, aveva abbandonato le ubbie
+sospettose, e fidente nella mia onestà, mi lasciava
+tranquillo. Tutti gli affetti s'erano concentrati sull'unica
+figlia, che colla sua vivacità giovanile leniva
+le nostre afflizioni. Avevamo adottato delle usanze
+urbane regolari e casalinghe, ma quando gli aliti
+primaverili ci apportarono gli effluvi delle prime
+violette, ci si ridestò il desiderio dei monti. Oramai
+io era avvezzo da tanti anni a respirare l'aria libera
+della campagna, che a lungo andare i muri della
+città mi opprimevano: poi le memorie, le abitudini,
+gli affari ci creano bisogni ai quali non è facile
+sottrarsi.</p>
+
+<p>Mia moglie assai più di me anelava al ritorno,
+desiderosa di riabbracciare la vecchia madre che
+ci aspettava ansiosamente, di rivedere i fiori, gli
+alberi e gli animali che reclamavano le sue cure,
+e di rimettersi alle occupazioni domestiche, alle
+quali doveva iniziare la figlia. Aggiungasi che, sbrigati
+gli affari pressanti, s'incominciava a sentire la
+noia della vita disoccupata, che ci spingeva al
+<span class="pagenum">[287]</span>
+ritorno; ma la Giuseppina ci tirava in lungo con
+sempre nuovi progetti. Un giorno voleva ritornare
+alle gallerie di Brera, un'altra volta desiderava
+rivedere il Museo, o risalire sul Duomo o rivisitare
+qualche chiesa, o passeggiare in piazza Castello
+fino all'Arco della Pace, o fare il giro dei bastioni.</p>
+
+<p>Il nostro affetto ci portava alle concessioni, eravamo
+felici di sacrificarci per contentarla e si diventava
+schiavi de' suoi capricci.</p>
+
+<p>Talvolta, sorpreso da domande di nuove dilazioni,
+le chiedevo con impazienza:</p>
+
+<p>&mdash; Come mai non desideri ancora di rivedere il
+tuo paese?... e la buona nonna che ti aspetta con
+tanta impazienza per stringerti finalmente al seno?...</p>
+
+<p>&mdash; Anzi, lo desidero moltissimo, &mdash; mi rispondeva, &mdash; ma
+abbiamo tempo... la vita è così lunga!...</p>
+
+<p>&mdash; Ma chi ti ha detto che la vita è lunga?</p>
+
+<p>&mdash; Lo sento io... il tempo non passa mai!... a te
+dunque non parvero lunghi i sei anni che ho passati
+in collegio?... a me sembrarono eterni!... chiusa
+in prigione... e lontana da voi!...</p>
+
+<p>&mdash; Ma ora che sei libera, che hai veduto tre o
+quattro volte tutti i monumenti, i giardini, i passeggi,
+i corsi di Milano, non sei ancora sazia di
+questa vita scucita, scioperata, monotona?</p>
+
+<p>&mdash; Io la trovo deliziosa!... non mi stancherei mai
+di Milano, sento che ho del sangue milanese nelle
+vene... questo movimento continuo, questa vita romorosa
+e svariata mi occupa immensamente. Ogni
+giorno si vedono novità interessanti, le industrie
+fanno un'esposizione perenne dei loro prodotti, le
+vie sono popolose, allegre, la musica echeggia da
+ogni parte, tutto si muove, sorride, cammina, svolazza;
+qui si sente di far parte d'una società intelligente,
+elegante, vivace.
+<span class="pagenum">[288]</span></p>
+
+<p>&mdash; Ma bisogna pure una volta o l'altra rassegnarsi
+a partire.</p>
+
+<p>&mdash; Pur troppo!... &mdash; conchiudeva con un sospiro,
+e alzando gli occhi al cielo. Poi mi supplicava con
+tanta grazia di concederle ancora qualche giorno,
+che non era possibile resistere. Sua madre, che era
+la prima vittima di tale sacrifizio, diventava il suo
+avvocato patrocinante, ed io cedeva, sempre rassegnato
+ad aspettare senza limiti.</p>
+
+<p>Non sapevo però spiegarmi tanta renitenza al
+ritorno, quando una catastrofe impreveduta venne
+a sciogliermi l'enigma.</p>
+
+<p>Un giorno ch'io ero uscito solo di casa, rientravo
+col naso in aria, guardando sbadatamente la nota
+finestra del palazzo Brisnago, quando &mdash; oh meraviglia!...
+vedo un mazzetto di fiori che vola attraverso
+la strada, e partendo dal palazzo va a cadere
+sulla finestra della mia antica cameretta.</p>
+
+<p>Sbigottito, commosso, confuso, mille pensieri mi
+assalgono, e mi par di sognare. Dopo tanti anni!...
+il mio mazzetto ritorna indietro!... che cosa significa
+questo mistero?... Mi agito, mi scuoto, mi decido
+a voler vedere che cosa succede, mi colloco
+in posizione opportuna per osservare nella stanza
+del palazzo... e vedo con sorpresa il figlio della
+contessa Savina, il conte Saverio di Montegaldo,
+il giudice conciliatore, che gettava baci alla mia
+finestra, e li gettava con tale entusiasmo, che pareva
+diventato cieco e insensibile a quanto lo circondava.</p>
+
+<p>Balzo rapidamente dalla parte opposta, e vedo
+mia figlia che, tenendo in mano il mazzetto di
+fiori, lo copriva di baci, e poi li soffiava dall'altra
+parte!...</p>
+
+<p>Gli occhi mi si offuscarono, le gambe mi traballarono
+<span class="pagenum">[289]</span>
+come se dovesse mancarmi il terreno sotto
+ai piedi, dovetti appoggiarmi al muro per non
+cadere. Il mondo mi pareva trasformato, capovolto.
+Una volta... ai miei tempi... la contessa era fuggita...
+adesso mia figlia rimane... e ricambia i baci...
+ah civettuola!... non c'è dunque più ritenutezza, nè
+pudore, nè modestia... nemmeno nelle fanciulle!... ed
+io pensavo alla mia timidità giovanile... alle mie
+esitazioni!... È vero che io non ero stato educato
+in un collegio femminile... ma tuttavia!... o poveri
+genitori!...</p>
+
+<p>Mi feci coraggio, rientrai, salii rapidamente le
+scale, e senza chiedere ove fosse mia moglie, corsi
+difilato verso la mia antica cameretta, e spalancata
+la porta con un calcio, comparvi improvvisamente
+davanti a mia figlia.</p>
+
+<p>Allo strepito della mia entrata il conte sparì,
+Giuseppina diede un guizzo, ed esclamò:</p>
+
+<p>&mdash; Oh Dio!... papà... mi hai fatto paura!...</p>
+
+<p>Era pallida, ed appoggiandosi una mano sul cuore,
+con l'altra sosteneva impassibilmente il suo mazzolino.</p>
+
+<p>La fissai per qualche istante in silenzio, chiusi la
+porta, indi proruppi con accento severo reso più
+grave dalla situazione:</p>
+
+<p>&mdash; Giuseppina!... so tutto!...</p>
+
+<p>&mdash; Che cosa sai, papà?... &mdash; mi rispose tranquillamente.</p>
+
+<p>&mdash; O come?... Osi ancora mostrarti indifferente
+alla desolazione di tuo padre?... dopo esserti lasciata
+sedurre dalle moine del conte di Montegaldo?...</p>
+
+<p>&mdash; Allora vedo che non sai proprio niente!... &mdash; mi
+rispose con imperturbabile calma.</p>
+
+<p>&mdash; Come!... oseresti ancora negare?
+<span class="pagenum">[290]</span></p>
+
+<p>&mdash; Sicuro!... devo negare ciò che non è... non è
+il conte Saverio che mi ha sedotta... sono io che
+ho sedotto lui!...</p>
+
+<p>Tale risposta mi parve d'un cinismo così rivoltante...
+che mi venne la tentazione di darle uno
+schiaffo... e feci due passi avanti col volto tanto
+sconvolto, che essa ne ebbe paura e fece due passi
+indietro. Allora procurai di moderarmi, chiusi anche
+le invetriate, tirai le tendine, e sentendo che le
+forze mi venivano meno, mi gettai sopra una sedia,
+mi tersi il sudore dalla fronte, e le dissi:</p>
+
+<p>&mdash; La vostra impudenza richiede una spiegazione....</p>
+
+<p>Ed essa di rimando:</p>
+
+<p>&mdash; Ecco la spiegazione: i primi giorni che abitai
+questa cameretta mi alzavo per tempo, come è mio
+costume, e mi mettevo a ricamare al balcone. Il conte
+Saverio veniva a fumare il suo sigaro alla finestra
+dirimpetto e mi salutava cortesemente....</p>
+
+<p>&mdash; Egli ti salutava?... e tu?</p>
+
+<p>&mdash; Ed io naturalmente rispondevo al saluto....</p>
+
+<p>&mdash; Ma dunque in collegio non ti hanno insegnato
+che una ragazza onesta non deve rispondere al saluto
+d'un uomo che non conosce?...</p>
+
+<p>&mdash; Me l'hanno insegnato benissimo... come mi
+hanno anche insegnato che non è creanza non rispondere
+al saluto di chi si conosce. Ed io che conosco
+il conte Saverio....</p>
+
+<p>&mdash; Come?... tu conosci il conte Saverio?</p>
+
+<p>&mdash; Eh eh!... lo conosco, non solo, ma siamo vecchi
+amici!</p>
+
+<p>&mdash; Amici da quanto tempo?</p>
+
+<p>&mdash; Da sei anni; cioè dall'epoca che siamo venuti
+a Milano, quando mi hai condotto in collegio.</p>
+
+<p>&mdash; Allora tu eri una fanciulla di dieci anni, ed
+<span class="pagenum">[291]</span>
+egli ne poteva aver dodici... e come avete fatto a
+conoscervi?</p>
+
+<p>&mdash; La Veronica, vedendo che io ammiravo dalla
+finestra gli alberi e i fiori, promise di condurmi a
+vedere il giardino Brisnago, a condizione che tenessi
+la cosa in segreto, perchè altrimenti sarebbe stata
+sgridata da Monsignore, che non voleva aver relazione
+con quei signori. Io giurai di star zitta, e
+tenni la mia parola fino a questo momento!... Quando
+tu e il povero zio canonico eravate andati pei fatti
+vostri, Veronica scendeva a far conversazione col
+portinaio che era suo amico, e mi faceva entrare
+in giardino.</p>
+
+<p>Io non la vedevo più per un pezzo, mi diceva che
+andava a far la spesa, e veniva a prendermi più tardi.</p>
+
+<p>Colà conobbi Saverio, egli mi fece gli onori di
+casa guidandomi intorno a quelle belle piante, poi
+mi propose di saltare la corda e di giocare a gatta
+cieca, e così ci siamo divertiti più volte.</p>
+
+<p>Un giorno me ne tornavo a casa colla Veronica,
+mentre rientrava la contessa Savina. La Veronica
+volle ch'io baciassi la mano alla signora quando discese
+dalla carrozza. Avendo udito chi fossi, mi diede
+un bacio e mi accarezzò lungamente i capelli, guardandomi
+con bontà, e facendo il mio elogio. Mi fu
+subito molto simpatica, e la rividi sempre con piacere
+in collegio quando veniva con suo figlio a visitare
+una mia compagna loro parente. Portava sempre
+dei bomboni anche per me, dicendo: povera
+ragazzina che ha i genitori lontani!... E la contessa
+mi dava dei baci!... Ma che cosa hai, papà, che ti
+vengono gli occhi rossi?..</p>
+
+<p>&mdash; Io?... t'inganni, non ho altro che il dolore di
+scoprire tanti intrighi, che finiscono con un altro
+amore impossibile!...
+<span class="pagenum">[292]</span></p>
+
+<p>&mdash; Impossibile!... e perchè?... se ci amiamo, l'amore
+non è impossibile!... infatti....</p>
+
+<p>&mdash; Infatti come è finita?...</p>
+
+<p>&mdash; Ma!... devo ripeterlo... è finita che l'ho sedotto!...</p>
+
+<p>&mdash; Ma come diamine l'hai sedotto?</p>
+
+<p>&mdash; Oh bella!... non sai come si seduce?... Stando
+seduta al lavoro. Egli mi guardava lungamente... io
+fingevo di non vederlo, e lo facevo aspettare un bel
+pezzo... poi alzavo la testa con aria indifferente e
+gli davo un'occhiata. Poi le occhiate divennero più
+frequenti... e più lunghe....</p>
+
+<p>&mdash; Tutte compagne!... &mdash; dissi fra me, ed essa continuò:</p>
+
+<p>&mdash; Finalmente un giorno mi disse ch'io l'avevo
+sedotto!...</p>
+
+<p>&mdash; Ma che!... vi parlate dunque attraverso la
+strada?...</p>
+
+<p>&mdash; Oh!... come puoi credere ad un simile scandalo?...</p>
+
+<p>&mdash; Ma dunque?...</p>
+
+<p>&mdash; Diavolo!... ci scriviamo.</p>
+
+<p>&mdash; Come?... avete anche l'audacia di scrivervi?</p>
+
+<p>&mdash; L'audacia!... perchè l'audacia?... A che cosa
+servirebbe l'aver imparato a scrivere, se non fosse
+per esprimere i propri pensieri?... a che cosa servirebbe
+la posta, se non fosse incaricata di trasportare
+i segreti di chi non è in caso di parlarsi?...</p>
+
+<p>&mdash; Ma ricevi le sue lettere per la posta?</p>
+
+<p>&mdash; È il mezzo più sicuro... e più economico.</p>
+
+<p>&mdash; Ma tua madre non legge le tue lettere?</p>
+
+<p>&mdash; Vuoi che mi faccia un simile oltraggio!... non
+siamo più ai tempi dell'inquisizione... la mamma mi
+domanda chi mi scrive... io nomino una compagna
+di collegio, che mi scrive realmente... accompagnandomi,
+per favore, le lettere di Saverio.
+<span class="pagenum">[293]</span></p>
+
+<p>&mdash; Una volta non si osava tanto!... i tempi sono
+cambiati.</p>
+
+<p>&mdash; Sono cambiati in bene, lo sai!... lo dicono
+tutti!...</p>
+
+<p>&mdash; Ma non ti è mai venuta l'idea che la tua condotta
+fosse censurabile?</p>
+
+<p>&mdash; Altro che!... m'è venuta sovente questa idea....</p>
+
+<p>&mdash; E dunque?</p>
+
+<p>&mdash; E dunque ho pensato di attendere i consigli
+dal tempo, per scegliere con maturità e con sicurezza
+il partito da prendersi.</p>
+
+<p>&mdash; E non sarebbe stato meglio, prima di abbandonarti
+a simili avventure, di pensarci sopra, e di
+consultare tua madre?...</p>
+
+<p>&mdash; È vero... è verissimo... ti assicuro che queste
+cose me le sono ripetuta le cento volte... ma che
+vuoi?... quella maledetta finestra... io non so che
+cosa abbia... c'è un'attrattiva fatale... irresistibile
+che mi trascinava al suo davanzale, che mi obbligava
+a girar la testa... e allora vedevo Saverio
+dall'altra parte... e tutte le ragioni svaporavano!...</p>
+
+<p>&mdash; È una vera fatalità!... &mdash; io esclamai abbassando
+il capo, e meditai lungamente questo pensiero.</p>
+
+<p>Si dice che Napoleone I, avendo saputo che ogni
+notte una sentinella si suicidava nella stessa garetta,
+l'abbia fatta abbruciare, e non si ebbero più
+a deplorare suicidii in quel posto. Ci sono ancora
+tanti misteri inesplicabili nella vita!... Se dopo la
+mia partenza mio zio avesse fatto murare il balcone
+della mia camera, mia figlia, molti anni dopo, non
+sarebbe rimasta vittima della stessa malìa....</p>
+
+<p>Sentii compassione di lei, e le dissi:</p>
+
+<p>&mdash; Se non fossi tuo padre, potrei burlarmi della
+tua leggerezza e riderti in faccia!... figlia d'un povero
+maestro, tu aspiravi dunque a diventare contessa?...
+<span class="pagenum">[294]</span>
+vergognati del tuo orgoglio, e rassegnati
+al destino che ti condanna a non guardar tanto in
+alto!... Procura d'aver coraggio... e rinunzia a questa
+prima affezione!...</p>
+
+<p>&mdash; È troppo tardi!... &mdash; mi rispose con voce solenne.</p>
+
+<p>Diedi un guizzo sulla sedia, feci un salto fino a
+lei, presi le sue mani nelle mie, e fissandole gli
+occhi in faccia, le chiesi con ansia convulsa:</p>
+
+<p>&mdash; Oh perchè è troppo tardi?... rispondi la verità...
+subito... tutta la verità....</p>
+
+<p>Rimase imperturbabile, e mi rispose tranquillamente:</p>
+
+<p>&mdash; Perchè il mio primo amore sarà anche l'ultimo!...</p>
+
+<p>&mdash; Mi parve di udire ne' suoi accenti la voce
+dell'Agata quand'era ragazza, dopo d'aver sentito
+nelle sue rivelazioni il mio cuore giovanile rivivere
+in lei!...</p>
+
+<p>Dopo una breve pausa ripresi il mio posto, e le
+dissi:</p>
+
+<p>&mdash; Non hai dunque pensato mai alla distanza che
+divide la tua modesta famiglia dal nobile casato
+dei Montegaldo?</p>
+
+<p>&mdash; Oh papà, queste sono idee vecchie!...</p>
+
+<p>&mdash; Benissimo!... e il denaro?...</p>
+
+<p>&mdash; Ebbene, del denaro ne abbiamo anche noi...
+dicesti l'altro ieri che siamo ricchi.</p>
+
+<p>&mdash; Sì, relativamente alla mia passata miseria...
+ma in confronto dei Montegaldo... e dei Brisnago,
+le nostre rendite non basterebbero a comperare il
+fieno pei loro cavalli.</p>
+
+<p>&mdash; Tanto meglio.... Sarò sicura che non mi sposerà
+per la dote!...</p>
+
+<p>&mdash; In quanto poi alle qualità personali del conte
+<span class="pagenum">[295]</span>
+Saverio non le conosco, ma ti faccio osservare che
+è figlio d'un scialacquatore, d'un giocatore, d'un
+vizioso, che rese infelice la moglie, lasciando di sè
+una triste memoria!...</p>
+
+<p>&mdash; I figli &mdash; mi rispose gravemente &mdash; non sono
+responsabili dei torti dei genitori. Saverio è un
+ottimo ragazzo, mi vuol bene e sarà mio marito!...</p>
+
+<p>&mdash; Non fidarti!... &mdash; le dissi. &mdash; Quando i giovani
+hanno rette intenzioni, si presentano i genitori.
+Non ti dirò che cosa io pensi d'un signorino
+che getta baci dalla finestra alle ragazze... sono
+cose che si sono vedute ancora... ma non si è mai
+veduto che una fanciulla onesta li accetti... e li
+rimandi!...</p>
+
+<p>&mdash; Credi dunque che il caso sia nuovo?...</p>
+
+<p>&mdash; Se non è nuovo, non merita d'essere imitato....</p>
+
+<p>&mdash; A venti passi di distanza!... ne ho avuto l'assoluzione
+dal confessore... e tu non sarai più severo
+di lui!...</p>
+
+<p>&mdash; Non lo so, &mdash; risposi bruscamente, &mdash; ma intanto
+apparecchiati a fare la penitenza, perchè domani
+partiremo per la Valtellina....</p>
+
+<p>Uscito dalla stanza mi recai subito a partecipare
+all'Agata la mia scoperta. Essa ne rimase colpita
+ed esclamò:</p>
+
+<p>&mdash; Maledetta finestra!... sentivo dentro di me che
+mi doveva essere fatale!...</p>
+
+<p>Corse subito dalla Giuseppina, che si gettò nelle
+braccia materne piangendo.</p>
+
+<p>Piansero insieme, mentre io faceva i preparativi
+della partenza.</p>
+
+<p>Alla mattina seguente, lasciando la casa in custodia
+alla Veronica, prima del levar del sole eravamo
+in vettura.
+</p>
+
+<hr />
+
+<p><span class="pagenum">[296]</span></p>
+
+<h2><a name="XXIV" id="XXIV"></a>XXIV.</h2>
+
+<p>Il viaggio fu malinconico. Giuseppina era pallida
+e pensierosa, Agata accorata, io malcontento ed
+inquieto. Mia suocera, che ci aspettava con espansiva
+letizia, ci trovò tutti oppressi da incomprensibile
+tristezza, e ne rimase rammaricata, quantunque
+sua nipote le prodigasse le più affettuose carezze.
+Giuseppina, salita nella cameretta che sua madre
+le aveva allestita con tante cure delicate, ne rimase
+commossa, ed accorse a baciarla teneramente, per
+esprimerle la sua viva riconoscenza; ma l'Agata ed
+io pensavamo che quella maledetta finestra di Milano,
+che aveva attristata la mia gioventù, avrebbe
+continuato a molestare col suo influsso la nostra
+famiglia e ad amareggiarci la vita.</p>
+
+<p>Un'ora dopo l'arrivo la cena era pronta, e ci
+sedemmo intorno al solito tavolo rotondo del tinello,
+ma il posto vuoto del povero nonno Nicola ridestò
+il dolore della sua perdita, e Giuseppina, non potendo
+più oltre frenare l'affanno che l'opprimeva,
+diede in uno scoppio di pianto. Ci volle molto tempo
+a calmarla, pareva che i singhiozzi la soffocassero.
+Così nei giorni più solenni della vita, il pane della
+famiglia è sovente bagnato di lagrime, ma quelle
+lagrime cementano le sante affezioni e le onorate
+memorie, mentre le risa dei baccanali sono lampi
+fra le tenebre, nella solitudine del cuore.
+<span class="pagenum">[297]</span></p>
+
+<p>Bitto, oramai vecchio decrepito, trascinandosi
+lentamente ai piedi dell'antica sua amica, che vedeva
+immersa nel dolore, le posò il muso sui ginocchi,
+e guardandola con occhio pietoso, pareva le
+dicesse: divido le tue pene.</p>
+
+<p>I primi giorni del ritorno al villaggio furono
+dunque piuttosto tristi che lieti; e forse, se alcuni
+anni dopo la morte ritornassimo al mondo, avremmo
+parimente più motivi di piangere che di rallegrarci,
+anche senza tener calcolo dell'accoglienza
+degli eredi!</p>
+
+<p>Giuseppina ricevette le visite di tutti gli antichi
+amici, li accolse con affettuosa cortesia, ma dopo
+che erano partiti faceva le meraviglie trovandoli
+tanto invecchiati.</p>
+
+<p>Il parroco avea i capelli bianchi, Tobia era calvo
+e stecchito, il farmacista aveva le rughe, il medico
+s'era fatto floscio e panciuto; la signora Pasquetta
+sola era ringiovanita, il bruno de' suoi capelli aveva
+acquistata una tinta così intensa, che in qualche
+sito si fondeva sulla pelle.</p>
+
+<p>In complesso il villaggio non presentava a nostra
+figlia quelle attrattive che avremmo desiderato.
+Essa parlava continuamente delle belle cose di
+Milano, del buon gusto delle signore, del lusso delle
+carrozze, della vita che pullulava in tutti gli angoli
+della città.</p>
+
+<p>Desideroso di ricondurla ai gusti materni, un
+giorno le presentai l'<i>Ortolano dirozzato</i> eccitandola
+alla lettura.</p>
+
+<p>&mdash; Lo conosco, &mdash; mi disse guardandomi con malizia, &mdash; l'ho
+spolverato per tanti anni sul tuo scrittoio! &mdash; Poi
+si mise a scartabellarlo sbadatamente,
+e trovato il segnale alla pagina 10, me lo restituì
+con un sorriso, soggiungendo:
+<span class="pagenum">[298]</span></p>
+
+<p>&mdash; Ti prego di non privartene; me lo darai quando
+avrai finito di leggerlo.</p>
+
+<p>M'avvidi pur troppo che, per sua disgrazia, essa
+aveva molti gusti del babbo, e procurai con buoni
+consigli di persuaderla a moderare la fantasia per
+non esporsi ai disinganni, evitando, per quanto
+fosse possibile, di apprendere la vita dall'esperienza,
+e attenendosi agl'insegnamenti di chi ne aveva
+subìte le dure lezioni. Ma non c'era più verso di
+ridurla a crearsi delle abitudini semplici e confacenti
+alla nostra condizione. Essa tagliava, disfaceva
+e riformava ogni tratto i suoi abiti nuovi, per
+ridurli alla foggia del giorno; alzava od abbassava
+i capelli secondo le indicazioni dell'ultimo figurino.
+In breve tempo divenne il modello dei paesi vicini;
+le signore dei dintorni venivano a passeggiare nel
+nostro villaggio per vedere come era tagliato il
+suo abito, ed imitarla.</p>
+
+<p>Essa consigliava le amiche e le vicine sul modo
+di vestirsi, e si udivano lunghe e gravi discussioni
+sopra la dimensione delle gonne, gli svolazzi, lo
+sparato delle maniche, le guarniture di frangie o
+di sghembi, e si questionava seriamente sul nodo
+vagabondo della cintura. La signora Pasquetta esprimeva
+il suo debole parere, mia figlia sorrideva
+sdegnosamente, presentava obiezioni irresistibili,
+e dichiarava con profondo convincimento che quella
+foggia era divenuta impossibile, che quel tale oggetto
+si doveva bandire.</p>
+
+<p>&mdash; Ma perchè?... se è tanto bello!... se fa tanto
+effetto!</p>
+
+<p>&mdash; Non si porta più!... &mdash; rispondeva mia figlia,
+con sentenza assoluta ed inappellabile.</p>
+
+<p>Tutto il circolo femmineo che la stava ascoltando
+la guardava con ammirazione. Così i giovani impongono
+<span class="pagenum">[299]</span>
+ai vecchi i nuovi usi e costumi, e portano dal
+collegio alla casa ed alla società nuove idee che
+modificano le arti e le industrie, e producono rivoluzioni
+politiche, letterarie ed artistiche, le quali
+sconvolgono il mondo con nuovi sistemi, nuove
+poesie, o nuove giubbe, secondo la forza degl'innovatori.
+Peccato che le cose recenti non sieno sempre
+migliori delle antiche; ma bisogna tacere, altrimenti
+dicono che si diventa vecchi.</p>
+
+<p>Intanto che mia figlia si occupava delle frivolezze
+della moda, io andava mulinando le cose
+serie pensando come sarebbe finita la faccenda
+della finestra; e mia moglie, come al solito, accumulava
+sospetti sopra timori, calcolando tutte le
+conseguenze d'una passione rinchiusa nel cuore
+d'una fanciulla; prevedendo che un'idea fissa le
+avrebbe fatto perdere delle buone occasioni di matrimonio,
+condannandola ad accettare più tardi un
+partito qualunque, per non restare zitella.</p>
+
+<p>Agata rievocava lo spettro della mia gioventù,
+vedendo che mia figlia mi somigliava nelle mie inclinazioni
+fantastiche, e negli amori vaporosi e
+perfino nelle ambizioni sfrenate; io le avevo avute
+per la tragedia del medio evo, essa le aveva ancora
+per la commedia... della moda.</p>
+
+<p>Io mi forzavo dimostrarle, che le conseguenze
+dei miei errori giovanili non furono poi disastrose,
+e non mi avevano impedito di diventare buon marito
+e buon padre, e abbastanza felice, per quanto lo
+consenta l'umano destino... e la turbolenza femminea.</p>
+
+<p>Si rabboniva, dovendo confessare che non ero
+una cattiva pasta, che dopo il matrimonio la mia
+condotta fu sempre regolare ed incensurabile; ma
+non poteva dimenticare la fatale influenza di quella
+finestra sulla nostra famiglia.
+<span class="pagenum">[300]</span></p>
+
+<p>Infatti quella finestra coi nuovi amori ci dava
+sempre dei pensieri smaniosi. Che fare?... Dobbiamo
+distrarre l'innamorata con un viaggio od
+attendere? interpellarla o tacere?... e dopo lunghe
+discussioni intorno al partito da prendersi, si restava
+sempre nell'incertezza.</p>
+
+<p>Eravamo in questi termini, quando una mattina
+il procaccino mi consegnò una lettera col timbro
+di Milano, e con soprascritta di carattere ignoto.
+L'apro, corro con l'occhio alla firma, e leggo &mdash; Savina
+Brisnago di Montegaldo!...</p>
+
+<p>Essendo la prima volta che mi venivano alla
+mano i suoi caratteri, non è da sorprendersi se
+un'emozione indefinibile mi corse per le vene, e
+per qualche istante me ne rese impossibile la lettura.</p>
+
+<p>Finalmente ho potuto scorrere la lettera da capo
+a fondo. La contessa, coi modi più garbati, mi
+chiedeva la mano di Giuseppina pel conte Saverio
+suo figlio.</p>
+
+<p>Corsi dall'Agata e le dissi:</p>
+
+<p>&mdash; Giuseppina mi ha dichiarato a Milano che il
+primo suo amore sarà anche l'ultimo. Tu vedi che
+non somiglia a me solo, essa ha le cattive qualità
+del babbo, e le buone della mamma. Vuoi renderla
+felice e uscire da ogni incertezza?... Ebbene; tu sai
+che il segreto per sciogliere lodevolmente il nodo
+di tutti gli amori si trova nel matrimonio. Se concedi
+tua figlia in isposa al conte Saverio di Montegaldo,
+tutto è finito per il meglio, nel migliore
+dei modi.</p>
+
+<p>&mdash; È una bella scoperta, ma come se ne può fare
+l'applicazione?</p>
+
+<p>&mdash; Rispondendo favorevolmente alla domanda
+della contessa Savina... &mdash; e così dicendo le porsi
+la lettera.
+<span class="pagenum">[301]</span></p>
+
+<p>Mia moglie la lesse rapidamente, e ne rimase
+sbalordita... La prima impressione fu buona, essa
+non pensò che a sua figlia... poco dopo, pensando
+al resto, esclamò:</p>
+
+<p>&mdash; Povere madri!... a quanta abnegazione siete
+costrette talvolta, per assicurare la felicità dei vostri
+figli!...</p>
+
+<p>Tacque qualche istante, indi soggiunse:</p>
+
+<p>&mdash; Daniele, rendimi giustizia, confessa che i miei
+presentimenti avevano ragione... io sentiva che
+quella finestra doveva rapirmi qualche cosa!... è
+meglio però che prenda mia figlia, e mi lasci il
+marito!... Almeno le nostre questioni saranno finite!</p>
+
+<p>Ci voleva proprio il giudice conciliatore per
+terminarle, &mdash; io osservai; &mdash; è un originale venuto
+al mondo a bella posta per accomodare le differenze
+fra mogli e mariti.</p>
+
+<p>Chiamata la Giuseppina, le abbiamo subito comunicata
+la nuova. Ci parve lieta, ma non sorpresa.</p>
+
+<p>&mdash; Sei contenta, &mdash; le domandai, &mdash; se mandando
+alla contessa la nostra adesione, invitiamo lo sposo
+a sollecitare la sua venuta?</p>
+
+<p>&mdash; Non occorre, &mdash; mi rispose, &mdash; perchè è qui
+da varii giorni.</p>
+
+<p>&mdash; Poffare del mondo! &mdash; esclamai... &mdash; io non
+sono di questo secolo!</p>
+
+<p>Il conte Saverio era infatti al villaggio, accomodato
+alla meno peggio all'osteria, aspettando
+la lettera di sua madre e il nostro consenso. Durante
+il giorno si teneva nascosto, riservandosi di
+confabulare colla sua bella al chiaro di luna,
+quando tutto il villaggio dormiva. Al segnale convenuto
+Giuseppina apriva pian piano le persiane
+<span class="pagenum">[302]</span>
+della sua cameretta, e si affacciava alla finestra,
+Saverio era lì che l'aspettava, e passavano lunghe
+ore, egli in mezzo alla strada, ed essa al balcone,
+facendo la serenata colle armonie del cuore,
+e trovando sempre nuove variazioni sullo stesso
+motivo.</p>
+
+<p>Dopo ricevuta la lettera della contessa, e udita
+la narrazione di mia figlia, andai io stesso a liberare
+Saverio dalla sua prigione, e gli apersi le
+porte di casa. Mia moglie e mia suocera lo accolsero
+come un figlio. Egli non ebbe parimente a
+lodarsi di Bitto, che lo ricevette come un ladro,
+abbaiando furiosamente, e minacciandolo se avesse
+osato avanzare. L'intervento della promessa sposa
+calmò i furori del cane, che anche questa volta
+dovette rassegnarsi alla volontà della sua amica;
+ma non lo fece però senza malcontento, continuando
+a ringhiare per qualche tempo sotto al tavolo,
+e guardando di cattivo occhio colui che ci
+veniva a rapire il tesoro più prezioso della casa.</p>
+
+<p>Io mi ritirai per rispondere alla contessa Savina,
+che onorati altamente della sua domanda, ci eravamo
+affrettati di accogliere il conte Saverio come
+un figliuolo, lieti di affidargli la felicità di nostra
+figlia; e proseguivo con rispettose espressioni, che
+mi venivano suggerite dalla circostanza. Scrissi
+quattro pagine e mi recai a sottoporle al giudizio
+di mia moglie.</p>
+
+<p>Leggendo attentamente la lettera, essa dimenava
+la testa in segno di disapprovazione, dicendomi: &mdash; Questa
+frase ha un doppio senso... questa è
+un'evidente allusione al passato... questa espressione
+è troppo sentimentale... l'altra è poco rispettosa. &mdash; Trovava
+altre frasi che non erano
+assolutamente necessarie, nè convenienti, nè del
+<span class="pagenum">[303]</span>
+caso. Perciò, finite le amputazioni, non restavano
+che poche righe e la firma. Dovetti passare due
+ore con l'Agata, pesando tutte le parole, e credo
+che nessun diplomatico al mondo avrà ponderato
+un dispaccio che decideva dei destini d'una nazione
+con precauzioni maggiori di quelle che vennero
+usate da mia moglie per accettare una semplice
+domanda di matrimonio.</p>
+
+<p>Pochi mesi dopo si celebrarono le nozze, e gli
+sposi partirono il giorno stesso per fare un viaggetto
+in Toscana.</p>
+
+<p>Non racconto la storia del distacco per non rinnovarne
+il dolore. Agata ne fu ammalata parecchi
+giorni, e non poteva riaversi, e da quel momento
+incominciò a coltivare l'idea di abbandonare il villaggio,
+e di fissare la nostra dimora a Milano per
+vivere presso la figlia. Ma due gravi ostacoli si
+opponevano alla esecuzione di tal disegno: l'età
+avanzata di mia suocera, che non avrebbe abbandonato
+senza pericolo le vecchie abitudini, e un
+fondo persistente di gelosia, che la consigliava di
+tenermi sempre lontano dalla contessa Savina.</p>
+
+<p>Sei mesi dopo il matrimonio gli sposi vennero
+a farci visita, e dieci mesi appresso l'Agata riceveva
+una lettera di Giuseppina che la pregava di
+recarsi a Milano per assistere al suo primo parto.
+Essendo la stagione del taglio dei boschi, mi era
+impossibile di abbandonare il paese; perciò mi limitai
+ad accompagnare mia moglie fino a Como,
+ove mio genero l'aspettava per condurla a Milano.
+Io ritornai in Valtellina e la settimana seguente ricevetti
+il lieto annunzio che nostra figlia aveva
+dato alla luce felicemente una bambina, e che la
+neonata e la puerpera godevano una perfetta salute.
+Mia moglie ritornò a casa pochi giorni dopo,
+<span class="pagenum">[304]</span>
+e dandomi buone notizie della nuova famiglia, mi
+raccontò le cortesi accoglienze ricevute dalla contessa
+Savina, la quale, &mdash; aggiungeva mia moglie, &mdash; malgrado
+gli anni è sempre una bella donna! e
+così dicendo si mordeva il labbro inferiore e mi
+fissava con due occhi scintillanti, che indicavano
+chiaramente i sospetti della gelosia risvegliati alla
+vista d'una bellezza che, quantunque matura, non
+escludeva il pericolo. Oramai ero avvezzo alla sua
+cecità, e non tentavo nemmeno di guarirla, proponendomi
+il solo scopo di fuggire tutte le occasioni
+che potessero aggiungere esca a quel fuoco.</p>
+
+<p>L'inverno successivo sarebbe passato tranquillamente,
+se una perdita dolorosa non fosse venuta
+ad amareggiarlo: il povero Bitto morì di vecchiaia.
+Da qualche tempo la paralisi delle gambe lo obbligava
+a non muoversi dal cuscino, e solo le nostre
+assidue cure lo tenevano in vita. Giunto agli
+estremi, fissò l'occhio affettuoso ne' suoi amici e
+spirò.</p>
+
+<p>Avendo confessate francamente tutte le nostre
+debolezze, non vedo il motivo di nascondere le lagrime
+che abbiamo versate per la sua morte, nè
+di tacere della modesta ma decente sepoltura che
+gli abbiamo eretta in giardino, in memoria della
+sua fedele amicizia. Chi non è contento di ciò se ne
+dolga pure con quegli amici che ci abbandonano
+nella sventura, e con quegli uomini che non sanno
+meritare l'affetto che ispirano i cani.</p>
+
+<p>I nostri figli vennero due volte in Valtellina,
+ma la loro bimba era rimasta a Milano colla sua
+balia. Io desiderava vivamente di vederla, tuttavia
+i soliti motivi d'affari e di prudenza mi vi tenevano
+lontano. La malferma salute di mia suocera impediva
+a mia moglie d'allontanarsi di casa, ed io non
+<span class="pagenum">[305]</span>
+volevo andar solo a Milano, senza un motivo plausibile
+che giustificasse il mio viaggio. Non mi sentivo
+ancora abbastanza forte per affrontare un pericolo
+che mi esponeva a perdere per sempre la pace
+domestica, e a compromettere l'onore di due famiglie.
+I sospetti di mia moglie accrescevano la mia paura.</p>
+
+<p>Ma l'occasione venne a tirarmi per i capelli, ed
+io ho dovuto ubbidire. Una lettera pressante d'affari
+mi chiamava a Milano; si trattava di salvare
+o di perdere un capitale importante, onde mia moglie
+stessa dovette spingermi alla partenza.</p>
+
+<p>Apparecchiai in fretta la mia valigia, presi congedo
+da mia suocera inferma e mi avviavo verso
+la vettura che stava attendendo, quando mia moglie,
+accompagnandomi all'uscio, mi disse con un
+profondo sospiro:</p>
+
+<p>&mdash; Finalmente potrai avvicinarti per la prima
+volta alla contessa Savina, guardarla negli occhi,
+udire la sua voce, stringere la sua mano!...</p>
+
+<p>&mdash; M'immagino, &mdash; le risposi freddamente, &mdash; che
+non mi tratterai da briccone! Non vorrai dimenticare
+i nostri figli!...</p>
+
+<p>&mdash; È così bella!... &mdash; essa mi rispose mostrandosi
+indifferente a ogni altra considerazione. &mdash; Infatti, &mdash; soggiunse, &mdash; va,
+che Dio ti benedica; a
+questo mondo nessuno può fuggire alla sorte che
+gli è riservata!... Io ti stimo abbastanza per pensare
+che, se cadi, la forza che ti spinge è irresistibile....
+Va... e ritorna presto... che sia decisa una
+volta, se posso vivere in pace gli ultimi anni della
+vita... o se devo morire desolata!...</p>
+
+<p>Era inutile di discutere. Le diedi un bacio sulla
+fronte, essa mi strinse la mano; e, allontanandomi,
+lessi nel suo sguardo ciò che non osava dirmi col
+labbro.
+<span class="pagenum">[306]</span></p>
+
+<p>Partii amareggiato da così persistente ingiustizia,
+considerando fra me stesso l'infamia della gelosia, che
+espone l'accusato a compromettersi colle goffaggini
+che fa per salvarsi, che spinge insensibilmente l'innocente
+verso la colpa, la quale gli procura dei benefizi
+che non peggiorano la sua condizione, ed anzi
+la rendono più sopportabile, perchè le giuste accuse
+riescono sempre meno dolorose delle false.</p>
+
+<p>Giunsi a Milano a notte avanzata, triste e pensieroso,
+tanto mi crucciava trovarmi costretto all'intimità
+della contessa Savina. Ma questa volta
+non potevo fuggire.</p>
+
+<p>La Veronica, che mi aspettava, m'aveva apparecchiata
+la mia cameretta ed allestita la cena;
+mi sentivo stanco, era troppo tardi per recarmi in
+casa Brisnago; andai dunque subito a letto, rimettendo
+la visita all'indomani. Ho dormito inquieto,
+agitato, con sogni paurosi; m'alzai al mattino colla
+testa pesante, e le idee confuse.</p>
+
+<p>Apersi la finestra quando le imposte del palazzo
+Brisnago erano ancora chiuse, e mi sedetti davanti
+al tavolino per prendere varie note intorno ai miei
+affari. Ma quella benedetta camera era così pregna
+di memorie giovanili, che mi faceva dimenticare
+il presente, respingendo tutti i miei pensieri
+al passato.</p>
+
+<p>La mia mente era ritornata, mio malgrado, ai
+bei giorni della gioventù, ai primi sogni d'amore,
+quando entrò la Veronica, dicendomi che aveva
+già fatto annunziare il mio arrivo in casa Brisnago.
+Mi versò nella tazza il caffè che aveva apportato,
+e mentre io lo andavo sorseggiando col
+pensiero sempre fisso al passato, essa guardava
+fuori dalla fatale finestra. Tutto d'un tratto vedo
+che si volta rapidamente e mi dice:
+<span class="pagenum">[307]</span></p>
+
+<p>&mdash; Venite... presto... la contessa Savina vi manda
+un bacio!...</p>
+
+<p>Mi è caduta la tazza dalle mani, le forze mi
+mancarono per alzarmi.</p>
+
+<p>&mdash; Mio Dio!... che cosa avete?... &mdash; mi chiese ansiosamente
+la Veronica.</p>
+
+<p>&mdash; Lasciatemi tranquillo... è un'indisposizione che
+passerà subito... &mdash; il cuore mi batteva, la testa
+mi girava, vedevo tutto buio....</p>
+
+<p>Veronica mi offriva dell'acqua... io la respinsi.</p>
+
+<p>&mdash; Non è nulla! &mdash; balbettai... &mdash; incomincio a
+rimettermi... &mdash; e poco dopo mi alzai macchinalmente.</p>
+
+<p>&mdash; Venite... venite dunque, &mdash; mi ripeteva la Veronica.</p>
+
+<p>Avanzai barcollando, e senza sapere ove andassi,
+mi affacciai alla finestra. Oh quale spettacolo!...
+una vezzosa bimba, portata sulle braccia d'una contadina
+brianzola, mi mandava un bacio.</p>
+
+<p>Era il primo bacio della contessa Savina... a suo
+nonno.</p>
+
+<p>Assorto ne' pensieri remoti, io aveva completamente
+dimenticato che la mia piccola nipote portava
+il nome... della nonna.</p>
+
+<p>Così il debito della contessa Savina di Brisnago
+veniva pagato dalla contessa Savina di Montegaldo,
+discendente diretta della prima, erede legittima e
+responsabile della sostanza attiva e passiva degli
+avi.</p>
+
+<p>Liquidata in tal modo la partita pendente, scomparvero
+le allucinazioni che mi avevano lungamente
+molestato. La luce serena del vero, illuminando
+il numeroso corteggio degli anni che mi
+trascinavano alla vecchiaia, e l'ilare aspetto dell'innocenza
+che apriva la serie de' miei discendenti
+<span class="pagenum">[308]</span>
+ristabilirono pienamente nel mio spirito la
+calma serenità della ragione.</p>
+
+<p>Tirata una linea di demarcazione sui conti arretrati,
+ho potuto presentarmi in casa Brisnago col
+solo titolo di parente, e in conseguenza con puri e
+santi affetti nell'animo.</p>
+
+<p>Mia figlia e mio genero si gettarono fra le mie
+braccia colla loro bimba, e quando entrò nella
+stanza la contessa Savina, ci siamo stretti la mano
+in mezzo alla nostra famiglia, come dovevano stringersela
+due nonni....</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="XXV" id="XXV"></a>XXV.</h2>
+
+<p>Sono passati molti anni da quel giorno. Poco
+dopo morì la mia buona suocera in Valtellina: noi
+abbiamo appigionate le terre, e siamo venuti a
+prendere stabile dimora a Milano, nella casa ereditata
+dallo zio canonico dirimpetto ai nostri figli
+e nipoti, la serie dei quali si è arricchita di due
+maschi, Azzone e Daniele, e dell'ultima bambina,
+che si chiama Agata.</p>
+
+<p>La povera nonna Savina è mancata ai vivi nel
+mese decorso.</p>
+
+<p>Incaricato da mio genero di ricercare un documento
+di famiglia in un armadio di sua madre, che
+egli non osava dischiudere per non inasprire la
+ferita troppo recente, io andavo rovistando con
+mano tremante le carte della defunta, quando mi
+capitò sotto gli occhi un involto legato da un nastro
+nero.
+<span class="pagenum">[309]</span></p>
+
+<p>Avendolo aperto, cadde sul tavolo il mazzetto di
+mammole ed eliotropii colla rosa nel mezzo, che io
+le aveva gettato dalla finestra nella mia gioventù.</p>
+
+<p>Diseccato dagli anni, non aveva ancora perduto
+ogni profumo. Lo tenni lungamente fra le mani
+piangendo. Era il mio ultimo tributo al passato.</p>
+
+<p>Un mazzetto di fiori secchi, bagnati di lagrime...
+ecco quanto restava d'un primo amore!...</p>
+
+<p>Però quel mazzetto, reliquia insignificante ai profani,
+era per il mio cuore pieno di eloquenti e supreme
+rivelazioni.... In esso io leggeva la seconda
+parte del romanzo della mia vita... la più interessante,
+ma che resterà inedita per sempre... Essa
+non mi appartiene, è il segreto d'un nobile cuore
+coperto da un drappo funebre.... Io non ho nè la
+potenza di far rivivere quel cuore, nè il diritto di
+profanare un morto con postume inquisizioni.</p>
+
+<p>Ho narrato la sola parte che mi riguarda nell'interesse
+de' miei nipoti.</p>
+
+<p>Leggendo un giorno il racconto del nonno potranno
+forse sfuggire a quei sottili prestigi che
+affascinano l'incauta gioventù con allucinazioni che
+sembrano inoffensive, ma che talvolta esercitano
+una fatale influenza su tutta la vita.</p>
+
+<p>Voglia il cielo preservare i miei cari dal benchè
+minimo pericolo, rendendoli modesti e prudenti in
+gioventù, e sempre virtuosi, assennati e felici, fra
+le cure operose del loro stato e nella pace della
+vita domestica.</p>
+
+<p class="indl">Villa Saltore, 25 maggio 1874.</p>
+
+<p class="center pad4">FINE.</p>
+
+<div class="boxed">
+<p>DEL MEDESIMO AUTORE:</p>
+
+<p class="pad2">Villa Ortensia. L. 3&nbsp;&mdash; </p>
+
+<p>Il Roccolo di Sant'Alipio. L.&nbsp;3&nbsp;50</p>
+
+<p>Sotto i ligustri, novelle e memorie dell'esilio. L.&nbsp;3&nbsp;50</p>
+
+<p>Il Convento. <i>Seconda edizione.</i> L.&nbsp;3&nbsp;50</p>
+
+<p>Il dolce far niente. <i>Seconda edizione.</i> L.&nbsp;3&nbsp;50</p>
+
+<p>La famiglia Bonifazio. L.&nbsp;4&nbsp;&mdash;</p>
+</div>
+
+<div class="dotbox">
+<p class="center">MILANO &mdash; FRATELLI TREVES, EDITORI &mdash; MILANO</p>
+
+<hr class="whole" />
+
+<p class="center big">OPERE DI EDMONDO DE AMICIS</p>
+
+<hr class="mid" />
+
+<p><b>La vita militare.</b> 10.ª impressione della nuova edizione
+del 1880 riveduta e completamente rifusa dall'autore, con
+l'aggiunta di due bozzetti.&nbsp; 4&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p>&mdash;&mdash; Edizione illustrata da disegni originali di Vespasiano
+Bignami, E. Matania, D. Paolocci, Ed. Ximenes.&nbsp; 15&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p><b>Racconti militari.</b> (estratto per le scuole militari).&nbsp; 1&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p><b>Marocco.</b> 11.ª edizione.&nbsp; 5&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p>&mdash;&mdash; Edizione illustrata da 171 disegni di Stefano Ussi e
+C. Biseo.&nbsp; 15&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p><b>Costantinopoli.</b> 14.ª edizione.&nbsp; 6&nbsp;50</p>
+
+<p>&mdash;&mdash; Ediz. illustrata da 202 disegni di C. Biseo.&nbsp; 20&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p><b>Olanda.</b> 10.ª edizione riveduta dall'autore.&nbsp; 4&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p>&mdash;&mdash; Edizione illustrata da 40 incisioni.&nbsp; 10&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p><b>Novelle.</b> Nuova edizione riveduta e ampliata dall'autore.
+7.ª impressione. Illustrata da 7 disegni di Vespasiano Bignami.&nbsp; 4&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p><b>Ricordi di Parigi.</b> 6.ª edizione.&nbsp; 3&nbsp;50</p>
+
+<p><b>Ricordi di Londra.</b> 9.ª edizione. Con 22 incis.&nbsp; 1&nbsp;50</p>
+
+<p><b>Poesie.</b> Un volume diamante. 4.ª edizione.&nbsp; 4&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p><b>Ritratti letterari.</b> 3.ª edizione.&nbsp; 4&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p><b>Gli amici.</b> 9.ª edizione. Due volumi.&nbsp; 7&nbsp;&mdash;</p>
+
+<hr class="mid" />
+
+<p class="center"><span class="bigger">CUORE</span><br />
+
+LIBRO PER I RAGAZZI</p>
+
+<hr class="tiny" />
+
+<p class="center"><b>69.ª</b> EDIZIONE.<br />
+
+<i>Un volume in-16 di 320 pagine, con caratteri nuovi.</i><br />
+
+<span class="larger">LIRE DUE.</span></p>
+
+<p class="center"><i>Aggiungere 20 cent. ogni volume per le spese postali.</i></p>
+
+<hr class="whole" />
+
+<p class="center">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p>
+</div>
+
+<div class="dotbox">
+<p class="center">MILANO &mdash; FRATELLI TREVES, EDITORI &mdash; MILANO</p>
+
+<hr class="whole" />
+
+<p class="center"><span class="bigger">TESTA</span><br />
+<br />
+LIBRO PEI GIOVANETTI<br />
+
+DI<br />
+
+<span class="larger">PAOLO MANTEGAZZA</span></p>
+
+<hr class="mid" />
+
+<p>Non è l'antitesi nè la contraddizione del <i>Cuore</i>; ne è il complemento. &mdash; Il
+concetto dell'opera è detto dall'epigrafe; <i>Seminare
+idee perchè nascano opere</i>. &mdash; Il libro insegna con esempii
+e racconti che le tre virtù fondamentali della vita sono <i>onestà</i>,
+<i>lavoro</i>, e <i>idealità</i>. &mdash; Protagonista è l'Enrico del <i>Cuore</i>. Il libro
+è dedicato a De Amicis.</p>
+
+<hr class="mid" />
+
+<p class="center">Un vol. di 320 pag. &mdash; <span class="larger"><b>LIRE DUE</b></span> &mdash; Un vol. di 320 pag.</p>
+
+<hr class="whole" />
+
+<p class="center">Quarta edizione popolare illustrata dell'<br />
+
+<span class="bigger">INDIA</span><br />
+<br />
+DI<br />
+
+<span class="larger">PAOLO MANTEGAZZA</span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p>Questa ristampa può dirsi un libro nuovo. Essa è
+compresa in un solo volume e ne abbiamo ridotto
+il prezzo, per rendere sempre più popolare quest'opera
+eminente del celebre nostro scrittore.
+Inoltre, la nuova edizione è illustrata da numerose
+incisioni, e preceduta da una nuova prefazione
+scritta appositamente dall'autore.</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p><i>Un volume in-16 di 550 pagine, illustrato da 32 incisioni,
+e preceduto da una nuova prefazione dell'autore</i></p>
+
+<p class="center"><b>Lire 3.50.</b></p>
+
+<hr class="whole" />
+
+<p class="center">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+</p>
+</div>
+
+<div class="dotbox">
+<p class="center">
+MILANO &mdash; FRATELLI TREVES, EDITORI &mdash; MILANO</p>
+
+<hr class="whole" />
+
+<p class="center bigger">I CODICI D'ITALIA</p>
+
+<p class="pad2">conformi al testo ufficiale, col riferimento degli articoli fra
+essi, e colle Leggi, Decreti, Regolamenti, Circolari, ecc., che
+completano, spiegano e modificano le disposizioni dei Codici:
+nonchè con tutte le principali Leggi e Regolamenti, ecc.; con
+indice alfabetico analitico ragionato delle materie. L'ordinamento
+e le note sono dovute all'avvocato <b>Enrico Rosmini</b>.</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="center larger">I.
+Codice Civile.</p>
+
+<p><i>Statuto</i>, <i>Codice civile</i>, Codice
+di procedura civile.&nbsp; L.&nbsp;3&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p class="center larger">II.
+Codice Commerciale.</p>
+
+<p><i>Il nuovo codice di commercio
+del 1882</i>, col regolamento; <i>codice
+di marina mercantile</i>, col regolamento;
+Leggi commerciali;
+<i>Privative industriali; Cassa depositi
+e prestiti; Diritti d'autore;</i>
+Convenzione di Berna; <i>Magazzini
+generali; Credito fondiario</i>.&nbsp; L.&nbsp;3&nbsp;50</p>
+
+<p class="center larger">III.
+Codice politico-amministrativo.</p>
+
+<p><i>Nuova legge elettorale del 1882
+e scrutinio di lista</i>, Consiglio di
+Stato, Senato e Camera dei deputati.
+<i>Legge delle guarentigie.
+Legge comunale e provinciale.</i>
+Opere pubbliche, Consorzi d'irrigazione,
+Cave e miniere, Patrimonio
+dello Stato e contabilità
+generale, ecc.&nbsp; L.&nbsp;3&nbsp;50</p>
+
+<p class="center larger">IV.
+Codice Penale.</p>
+
+<p><i>Codice penale</i>; Codice di procedura
+penale; Disposizioni per le
+assise e i giurati; <i>Codice penale
+per l'esercito e per la marina</i>;
+Legge e regolamento sulla <i>Pubblica
+sicurezza</i>; <i>Leggi sulla
+stampa</i>.&nbsp; L.&nbsp;3&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p class="center larger">V.
+Codice Finanziario.</p>
+
+<p><i>Imposte dirette</i>: Leggi e regolamenti
+sui fabbricati; Perequazione
+fondiaria; ricchezza
+mobile; riscossione. &mdash; <i>Tasse sugli
+affari</i>: Registro e bollo; manomorta;
+ipoteche; concessioni
+governative; carte da giuoco. &mdash; <i>Dogane,
+Dazi, Privative</i>, compreso
+il testo completo della
+<i>nuova Tariffa Generale</i>. &mdash; <i>Dazi
+di consumo.</i> &mdash; <i>Tasse di fabbricazione.</i> &mdash; <i>Provvedimenti
+finanziari</i> del 1887. &mdash; Leggi del
+<i>Debito Pubblico</i>.&nbsp; L.&nbsp;4&nbsp;50</p>
+</div>
+<p>Questa importante raccolta, divisa in varie parti, può darsi,
+grazie alla stereotipia, ad un prezzo favolosamente economico
+ed inferiore a quello di tutte le raccolte dei Codici fatte sinora.
+Il suo formato tascabile, la copia dei riferimenti, l'esattezza
+delle correzioni, la estensione degli indici, ne forma la edizione
+preferita così dai magistrati e dagli avvocati, come dalle famiglie.</p>
+
+<p><i>Le nuove edizioni che si ripetono annualmente contengono
+le leggi nuove o modificate, in ogni materia.</i></p>
+
+<hr class="whole" />
+
+<p class="center">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p>
+</div>
+
+<div class="dotbox">
+<p class="center">MILANO &mdash; FRATELLI TREVES, EDITORI &mdash; MILANO</p>
+
+<hr class="whole" />
+
+<p class="center">COMPENDIO POPOLARE<br />
+<br />
+<span class="bigger">del Codice Civile del Regno d'Italia</span><br />
+<br />
+<span class="small">PER CURA DELL'AVVOCATO</span><br />
+
+<span class="big">ENRICO ROSMINI</span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p>Terza edizione <i>completamente rifusa dall'autore, con numerose
+aggiunte</i>. Un volume in-16 di 260 pagine.&nbsp; L.&nbsp;1&nbsp;50</p>
+
+<hr class="mid" />
+
+<p>La nuova <b>LEGGE ELETTORALE</b>, testo unico del 24 settembre
+1882, con lo scrutinio di lista e le nuove circoscrizioni,
+e la legge sulle incompatibilità amministrative.&nbsp; Cent.&nbsp;30</p>
+
+<p>Il nuovo <b>CODICE DI COMMERCIO</b>, promulgato il 31
+ottobre 1882.&nbsp; L.&nbsp;1&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p><b>LA TARIFFA GENERALE</b> che col 1.º marzo 1888 è entrata
+in vigore verso la Francia. È aggiunta la <b>Tariffa
+Francese</b> del 1888 per le provenienze dall'Italia.&nbsp; &mdash;&nbsp;50</p>
+
+<p><i>Queste leggi sono pubblicate a parte, nello stesso formato
+tascabile dei nostri Codici, per uso dei possessori delle precedenti
+edizioni.</i></p>
+
+<hr class="mid" />
+
+<p><b>LA CAMBIALE</b> nel nuovo Codice di Commercio, note illustrative
+dell'avvocato <span class="smcap">L. Gallavresi</span> ad uso dei legali e
+dei commercianti, con raffronti colle altre legislazioni cambiarie
+(1883). Quarta edizione.&nbsp; L.&nbsp;2&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p><b>L'ASSEGNO BANCARIO (chèque)</b>, studio teorico-pratico
+dell'avvocato <span class="smcap">L. Gallavresi</span>.&nbsp; 5&nbsp;&mdash;</p>
+
+<hr class="mid" />
+
+<p><b>IL NUOVO CODICE PENALE PER IL REGNO D'ITALIA</b>,
+progetto presentato dal Ministro di Grazia e Giustizia
+<span class="smcap">Vigliani</span> al Senato nel febbraio 1874, preceduto dalla
+relazione del Ministro. Seconda edizione.&nbsp; 1&nbsp;&mdash;</p>
+
+<p><b>CODICE PENALE PER L'ESERCITO DEL REGNO
+D'ITALIA</b> (promulgato col Regio Decreto 28 novembre 1869),
+spiegato colla giurisprudenza pratica, per cura dell'avvocato
+<span class="smcap">Antonio Vismara</span>. Seconda edizione.&nbsp; 1&nbsp;&mdash;</p>
+
+<hr class="whole" />
+
+<p class="center">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p>
+</div>
+
+<div class="dotbox">
+<p class="center">MILANO &mdash; FRATELLI TREVES, EDITORI &mdash; MILANO</p>
+
+<hr class="whole" />
+
+<p class="center">NOVO DIZIONARIO UNIVERSALE<br />
+
+DELLA<br />
+
+<span class="bigger">LINGUA ITALIANA</span><br />
+
+<span class="small">compilato dal professore</span><br />
+
+<span class="larger">P. PETROCCHI</span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p>Nello stesso formato dei nostri grandi Dizionarii di <i>Geografia,
+Storia e Biografia</i>, &mdash; di <i>Scienze, Lettere ed Arti</i>, &mdash; di <i>Economia
+politica e Commercio</i>, &mdash; abbiamo impreso la pubblicazione
+di questo della lingua.</p>
+
+<p>Il migliore Vocabolario, fu detto, è quello che rimanda più
+raramente senza risposta chi lo consulta. Perciò il nostro nuovo
+Dizionario, compilato da un egregio filologo toscano con la scorta
+di tutti i dizionarii fin qui pubblicati, comprende:</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>1.º) la lingua dell'uso, o lingua viva, giovandosi dei grandi vocabolari
+del Giorgini, del Tommaseo, del Rigutini e del Fanfani.</p>
+
+<p>2.º) la lingua fuori d'uso, o lingua morta, con la scorta del Vocabolario
+della Crusca, del Nannucci, ecc., e aggiungendo una gran
+quantità di vocaboli che si trovano ne' primi scrittori della nostra
+letteratura.</p>
+
+<p>La lingua d'uso e la fuori d'uso si trovano nella stessa pagina,
+ma affatto separate, in forma nuova, a due piani: in alto
+la lingua viva; in basso, la lingua fuori d'uso, scientifica, ecc.</p>
+
+<p>3.º) la lingua delle varie città toscane; &mdash; la lingua contadinesca e
+delle montagne toscane.</p>
+
+<p>4.º) la lingua d'arti e mestieri; i forestierismi entrati nell'uso.</p>
+
+<p>5.º) la retta pronuncia di ogni parola, indicata con segni speciali.</p>
+
+<p>6.º) le coniugazioni de' verbi irregolari, e le flessioni o formazioni
+irregolari storiche o dell'uso, non registrate dalle grammatiche.</p>
+
+<p>7.º) gli esempi: per la lingua viva, tratti semplicemente dall'uso; &mdash; per
+la lingua morta, dagli autori.</p>
+
+<p>8.º) in fine un elenco di nomi propri di paesi e di persone per insegnarne
+la pronunzia e la misura.</p>
+</div>
+
+<p>Questo nuovo Dizionario viene pubblicato nel formato dei Dizionarii-Treves,
+in caratteri fusi appositamente.</p>
+
+<p>Ogni mese esce una dispensa di 64 pagine a 2 colonne.</p>
+
+<hr class="mid" />
+
+<p class="center"><b>Ogni Dispensa, <span class="larger">UNA LIRA.</span></b><br />
+<br />
+<i>Il primo volume, ora completo, va dall'A alla K</i><br />
+
+<span class="larger">LIRE 20.</span><br />
+
+Legato in tela e oro, L. 25.<br />
+
+<b>Sono uscite cinque dispense del secondo volume.</b></p>
+
+<hr class="whole" />
+
+<p class="center">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p>
+</div>
+
+<div class="dotbox">
+<p class="center">MILANO &mdash; FRATELLI TREVES, EDITORI &mdash; MILANO</p>
+
+<hr class="whole" />
+
+<p class="center">NUOVO DIZIONARIO<br />
+
+<span class="bigger">FRANCESE-ITALIANO</span><br />
+
+<span class="small">E</span><br />
+
+<span class="big">ITALIANO-FRANCESE</span><br />
+
+ARRICCHITO</p>
+
+<p class="center">1.º Dai vocaboli scientifici, tecnici, commerciali, militari,
+marinareschi, ecc.;</p>
+
+<p class="center">2.º D'un gran numero di locuzioni, gallicismi ed idiotismi più in uso
+coi segni dei diversi significati;</p>
+
+<p class="center">3.º Di oltre 20,000 esempii nelle due lingue;</p>
+
+<p class="center">4.º Delle voci dell'uso toscano; 5.º Dei vocaboli antiquati;</p>
+
+<p class="center">6.º Della retta pronuncia delle parole nei casi dubbii;</p>
+
+<p class="center">7.º D'un dizionario di nomi proprii, sì personali che storici,
+geografici e mitologici.</p>
+
+<p class="center">COMPILATO DA<br />
+
+<span class="big"><b>B. MELZI</b></span><br />
+
+autore del <i>Nuovo Vocabolario Universale della Lingua Italiana</i>,
+già Direttore de l'<i>École de Langues Modernes</i>, in Parigi, ecc.</p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p class="center">Due volumi di complessive 1116 pagine in-12 a 2 col.<br />
+
+<span class="larger"><b>Lire CINQUE.</b></span></p>
+
+<p class="center">Legati in tela e oro riuniti in un volume: Lire&nbsp;6.<br />
+Separati in due volumi, Lire&nbsp;7.</p>
+
+<hr class="mid" />
+
+<p class="center">In preparazione i nuovi Dizionarii:</p>
+
+<p class="center"><span class="big">INGLESE-ITALIANO</span><br />
+
+<span class="small">E</span><br />
+
+<span class="larger">ITALIANO-INGLESE</span><br />
+
+compilato da<br />
+
+<span class="larger"><b>B. MELZI</b></span></p>
+
+<hr class="minor" />
+
+<p class="center"><span class="big">TEDESCO-ITALIANO</span><br />
+
+<span class="small">E</span><br />
+
+<span class="larger">ITALIANO-TEDESCO</span><br />
+
+compilato da<br />
+
+<span class="larger"><b>B. MELZI e F. OBEROSLER</b></span></p>
+
+<hr class="whole" />
+
+<p class="center">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p>
+</div>
+
+<div class="tnote">
+<h2>Nota del Trascrittore</h2>
+
+<p>Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i seguenti refusi [tra parentesi il testo originale]:</p>
+
+<ul>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#tn12">12</a> - un senso di malcontento [malcotento]</li>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#tn58">58</a> - faceva alla [alle] ragazza!</li>
+<li>&nbsp;&nbsp;<a href="#tn93">93</a> - visita del mugnaio Zaccheo [Zacheo]</li>
+<li><a href="#tn115">115</a> - La morte raffredda, ma [ma ma]</li>
+<li><a href="#tn121">121</a> - accumulano argomenti incontrastabili [incostrastabili]</li>
+<li><a href="#tn185">185</a> - grave inconveniente [incoveniente]</li>
+<li><a href="#tn190">190</a> - ci accarezzavano l'olfatto [olfato]</li>
+<li><a href="#tn212">212</a> - colla scatola [spatola] delle pillole</li>
+<li><a href="#tn247">247</a> - la pazienza più longanime [longamine]</li>
+<li><a href="#tn257">257</a> - siamo in [in in] Valtellina</li>
+</ul>
+
+</div>
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Il bacio della contessa Savina, by
+Antonio Caccianiga
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL BACIO DELLA CONTESSA SAVINA ***
+
+***** This file should be named 35065-h.htm or 35065-h.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/3/5/0/6/35065/
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara
+Magni and the Online Distributed Proofreading Team at
+http://www.pgdp.net (This file was produced from images
+generously made available by The Internet Archive)
+
+
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+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
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+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
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+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
+
+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
+PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
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+electronic works
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+electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
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+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
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+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
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+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
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+ of receipt of the work.
+
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+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
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+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
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+the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
+refund. If you received the work electronically, the person or entity
+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
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