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- GARIBALDI
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-This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with almost
-no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it
-under the terms of the Project Gutenberg License included with this
-eBook or online at http://www.gutenberg.org/license.
-
-Title: Garibaldi
-
-Author: Francesco Crispi
-
-Release Date: April 18, 2011 [EBook #35914]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: US-ASCII
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK GARIBALDI ***
-
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-
-Produced by Carlo Traverso and the Online Distributed Proofreading Team
-at http://www.pgdp.net.
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- FRANCESCO CRISPI
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- __Garibaldi__
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- ROMA
- STABILIMENTO TIPOGRAFICO ITALIANO
- diretto da L. Perelli
- --
- 1884.
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- _PROFILO_
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- _tratto dalla_ _Nuova Antologia_, _giugno 1882_
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-La _Nuova Antologia_ vuol rendere anch'essa il suo tributo alla memoria
-di Giuseppe Garibaldi. Ed il suo direttore, con una squisita cortesia,
-della quale gli son grato, ha invitato me, che non sono redattore della
-rinomata effemeride, per adempiere tale ufficio.
-
-Dopo tutto cio, che in questi giorni fu detto e scritto di Garibaldi, e
-un'opera assai difficile il poterne ancora degnamente ragionare. Non gia
-che il tema sia esaurito, ma perche mi sembra esser necessaria
-un'abilita che confesso di non avere, per soddisfare le non ordinarie
-esigenze dei lettori.
-
-
-La biografia di un uomo--sia pure un grande statista od uno
-scienziato--e subito fatta. Ma non si puo tesser la vita di Garibaldi
-senza fare la storia italiana degli ultimi 50 anni. E non basta!
-
-Se Garibaldi, sin dalla prima sua giovinezza, ebbe un culto per la
-patria, se i suoi pensieri, i suoi studi, le sue cure, le sue opere non
-ebbero altro scopo--l'anima sua generosa spaziava nell'infinito; il
-dovere per lui non aveva limiti di territorio, egli era il cavaliere
-dell'umanita. Ed allora come ricordare questa parte della sua vita senza
-toccare il problema ancora insoluto delle nazionalita, senza parlare dei
-popoli, che lo invocarono nei momenti del pericolo, che sperarono in
-lui, ed alla difesa dei quali egli concorse colla spada o con la parola?
-
-Nato dal popolo, educato ai principii della democrazia in un paese dove
-infrenata era la liberta, egli intravide la istituzione della republica
-con un Re. Cio parve una contraddizione agl'ideologi della politica: ai
-republicani che non ritengono possibile e duraturo il regime da essi
-prediletto senza il periodico mutamento delle persone nella suprema
-magistratura dello Stato; ai monarchici, i quali presentono la
-instabilita delle dinastie nel trionfo della democrazia.
-
-Garibaldi al contrario trovava ad armonizzare nella sua mente questi due
-estremi, Popolo e Re. Laonde egli non credeva tradire la sua coscienza
-quando al 1859 ed al 1860 scriveva nella sua bandiera il motto: _Italia
-e Vittorio Emanuele_. Molto meno credeva poter offendere il Re, quando
-parlava della republica italiana e del suo avvenire. S'illudeva intanto,
-quando, pei loro fini particolari, i monarchici al 1859 si vantavano di
-aver conquistato Garibaldi; e piu tardi, al 1879, i republicani
-s'illusero sperando che Garibaldi fosse ritornato a loro e ch'essi
-avrebbero potuto valersi di lui per la distruzione della monarchia.
-
-Io non so come sara governata l'Europa da qui a 50 anni. Penso intanto e
-sono profondamente convinto, che per la monarchia del diritto divino non
-vi sara posto. Quello che valgono i grandi Stati costituiti in
-republiche, ve ne da un esempio la Francia; e pero, per dare pace
-duratura alle nazioni, non ci si offre che un solo rimedio, ed e
-l'attuazione del concetto garibaldino di un Re capo della democrazia.
-Fortunatamente per l'Italia, Garibaldi s'e fidato ad una dinastia, la
-quale comprende le tendenze dei tempi. Essa non puo dimenticare che il
-principato nazionale e sorto dai plebisciti, e che tradirebbe le sue
-origini, se osasse arrestare il progresso.
-
-Fin qui ho definito, senza volerlo, la mente politica del nostro eroe;
-ma cio non basta, perche il quadro sarebbe incompleto, se non delineassi
-l'uomo nella societa. Noi siamo nel secolo delle plebi, e nessuno piu di
-Garibaldi ne presenti il prossimo avvenimento e ne patrocino la
-redenzione. Ma anche in questo s'ingannarono quei socialisti, i quali
-avendolo attirato nei congressi internazionali, credettero valersi del
-suo nome per legittimare le loro teorie.
-
-Le sofferenze dell'operaio e la tirannide della borghesia, gli scioperi
-e le coalizioni, la necessita di mettere l'accordo tra coloro che
-lavorano e coloro che ne profittano, erano tanti problemi la cui
-soluzione egli spingeva col cuore. Ed ammirava il lavoratore della terra
-e degli opifizi, e onorava i sacrifici dei suoi militi sui campi di
-battaglia.
-
-Quando nel 1863 ferveva il brigantaggio nelle Provincie napolitane, e le
-Camere discutevano le leggi eccezionali per estirparlo, egli osservava
-che erano imputabili il governo e la borghesia. Il suo cuore si spezzava
-alle notizie degli stragi e del sangue versato; e quando gli parlavano
-di quegli sciagurati, i quali assaltavano e distruggevano le fattorie,
-scannavano il bestiame, bruciavano gli alberi e le messi, egli
-rispondeva che cola era una questione sociale, la quale non si poteva
-risolvere col ferro e col fuoco. Un giorno, raccontandogli uno de' suoi
-amici che i briganti, condannati dai consigli di guerra, affrontavano
-imperterriti la morte, egli ebbe ad esclamare quanto eroismo miseramente
-sciupato! cotesti uomini, traviati dal delitto, sarebbero stati soldati
-valorosi all'appello della patria.
-
-Il partito internazionale si lusingo un momento di aver l'ausilio di
-Garibaldi, dopo che gli aveva consentito a recarsi al congresso di
-Ginevra. Nulla di piu assurdo; e se i socialisti non se ne sono
-convinti, basterebbe ricordar loro il fatto che Garibaldi si rifiuto al
-1871 di portare la sua spada in difesa della Comune di Parigi, e nol
-permise a suo figlio Menotti, che vi era stato chiamato.
-
-Il partito internazionale rinnega la patria e la famiglia. Pe' suoi
-apostoli la costituzione spartana e un rancidume, perche essi vogliono
-abbattere le frontiere domestiche e le frontiere nazionali.
-
-Le frontiere domestiche e le frontiere nazionali erano sacre a
-Garibaldi. Egli aveva una venerazione per la famiglia; e la patria per
-lui era una religione.
-
-Garibaldi voleva l'indipendenza e la liberta di tutti i popoli; ma non
-soffriva che l'Italia perdesse la sua autonomia. Quanto egli amasse la
-famiglia, lo sanno coloro che lo videro in mezzo ai suoi cari, e che dal
-1874 in poi assistettero alle lotte del suo cuore, ardente come egli era
-di assicurare l'avvenire a' suoi bimbi.
-
-Il ministro Mancini ed io abbiamo preziosi autografi di Garibaldi,
-diretti a noi prima e dopo la celebrazione del suo matrimonio. Scelgo
-una delle sue lettere, e ne fo dono ai lettori della _Nuova Antologia_,
-perche nelle parole di lui si rivela la grande anima dell'uomo e del
-patriota.
-
-Agl'internazionalisti varra di lezione:
-
-
- "Caprera 13, 1880.
-
-
-"_Mio carissimo ed illustre Crispi._
-
-"Da molti anni vincolato a voi nel mutuo amore per questa nostra
-Italia--che ebbimo la fortuna di servire insieme sui campi di
-battaglia--io vi devo la generosa cooperazione al compimento del mio
-sacro dovere, che mi ha costituito oggi felice e tranquillo sulla sorte
-dei miei cari.
-
-"Con somma gratitudine sono per la vita
-
-
- "_vostro_ _G. Garibaldi_."
-
-
-Quando fui a Caprera pei funerali del compianto Eroe, la vedova mi volle
-nella sua camera per dirmi, che egli le aveva raccomandato piu volte di
-ringraziare gli amici di quello che avevano fatto per la sua famiglia, e
-che l'aveva incaricata di dichiarar loro che egli moriva tormentato dal
-pensiero che Nizza appartenesse ancora ai francesi.
-
-Coloro che dopo la sua morte han parlato e scritto di Garibaldi, han
-ricordato le cento battaglie da lui vinte, la strategia del gran
-capitano, la preveggenza e la calma di lui sul campo di battaglia.
-
-Io non sento il bisogno di ripetere le stesse cose, perche nulla direi
-di nuovo e nulla aggiungerei a cio che tutti sanno.
-
-Sul campo di battaglia Garibaldi era un veggente. Il suo viso splendeva,
-i suoi occhi fulminei sorridevano, egli vedeva tutto, prevedeva tutto,
-nulla gli sfuggiva, avreste detto che egli assistesse ad una festa:
-_ludum bellicum_.
-
-Era un eroe? No, piu che un eroe: egli creava gli eroi, perche accanto a
-lui non si poteva essere codardi.
-
-E la codardia fu il solo peccato che Garibaldi non perdonava. Ricordero
-un aneddoto.
-
-Il 26 giugno 1860 scoppio in Palermo una di quelle agitazioni, che si
-dicono dimostrazioni popolari. Era la prima del genere, ma
-sventuratamente non fu l'ultima, perche essa fu di esempio ai partiti, i
-quali poscia ne usarono e ne abusarono. Le grida di _morte_ e di
-_evviva_, gli schiamazzi indescrivibili giunsero alle orecchie del
-Dittatore, il quale ordino che una deputazione si presentasse da lui per
-informarlo dei desiderii del popolo. Quattro o cinque tribuni
-improvvisati salirono le scale del palazzo reale e furono tosto alla
-presenza di Garibaldi. Ed egli:
-
---Che vuole il popolo?
-
---La dimissione del Ministero.
-
---Va bene. Ma chi mettereste al posto di coloro che oggi governano?--
-
-E qui, uno della deputazione usci fuori con una carta, nella quale erano
-scritti sette od otto nomi. Il Dittatore, letto il nome di colui che era
-a capo della lista, rispose immantinente:
-
---Non lo voglio, perche questo fugge nei pericoli, e noi abbiamo bisogno
-di persone che affrontino il fuoco.--
-
-E poiche mi e caduto dalla penna la parola _dittatore_, mi permettano i
-lettori che io ne spieghi il significato, e dica in qual modo Garibaldi
-esercitasse il suo ufficio sovrano. Ricordando ch'egli era un soldato e
-che l'unione in un uomo dei poteri civili e militari mena spesso al
-dispotismo, piu d'uno potrebbe in questo argomento cadere in errore.
-
-Garibaldi aveva molta dimestichezza coi classici antichi. Egli conosceva
-a menadito la storia della repubblica romana, ed ammirava il valore e la
-sapienza dei suoi capitani. Egli ricordava sovente, che in tempo di
-guerra la salute della patria s'era dovuta alla dittatura.
-
-Il 12 maggio 1860, alle 4 1/2 del mattino, uscivamo da Marsala per
-avviarci verso i monti vicini. Precedevamo Garibaldi, io ed un altro
-condottiero dei Mille. Il mio compagno impegno il suo discorso sulla
-necessita della costituzione del nuovo governo, e consigliava la
-formazione di Comitati secondo lo stile del 1848. Ed il Generale:
-
---No, mio buon amico. Io non sono del vostro avviso. Coi Comitati
-avremmo il disordine. Un solo, un solo dev'essere alla testa del
-governo.--
-
-Dopo questa sentenza, fu fatto il silenzio.
-
-La sera pernottammo a Rampagallo, ed il 13 verso le 7 pomeridiane
-abbiamo fatto il nostro ingresso a Salemi. Il 14 fu fatto il decreto col
-quale Garibaldi dichiarava di assumere la dittatura in nome di Vittorio
-Emanuele Re d'Italia.
-
-Il 15 maggio abbiamo vinto i Borboni a Calatafimi, il 21 ci siamo
-battuti presso Monreale e S. Martino, il 27 siamo entrati in Palermo, il
-3 giugno abbiamo ricostituito il Governo con la nomina dei segretari di
-Stato pei varii rami della publica amministrazione. Prima di giungere a
-Palermo, un solo segretario di Stato era agli ordini del generale.
-
-La dittatura libero la Sicilia e le provincie napolitane, e fondo
-l'unita della patria italiana. Nessuno dira, che con tanta autorita
-esercitata da un sol uomo la liberta ne rimanesse offesa. Quantunque non
-aiutato dalle assemblee, Garibaldi governando seppe interpretare il
-pensiero del popolo.
-
-Nessuno avrebbe detto che quello fosse un regime militare, perche in
-nissun caso fu vista la spada dominatrice e tiranna. Garibaldi era
-accessibile a tutti, poveri e ricchi, plebei e borghesi; ed il diritto
-di stampa e quel di riunione non furono frenati da legge alcuna. In
-tutta la Sicilia non vennero eseguite che tre sentenze di morte: un
-ribaldo fu fucilato perche, durante la guerra, aveva messo a sacco e
-fuoco alcuni Comuni della provincia di Palermo; altri due furono
-fucilati nella provincia di Trapani, colpevoli di assassinii e di
-rapine.
-
-Garibaldi non trovo ostacoli nell'esercizio delle sue funzioni. Appena
-nel giugno 1860, i borbonici ebbero lasciato Palermo tutto procedette
-come nei tempi normali, le imposte furon riscosse senza difficolta, i
-commerci ripresero il loro movimento, i cittadini ritornarono alle loro
-abituali occupazioni. Quello che meraviglio gli uomini d'affari, fu il
-pagamento delle cedole del debito publico, ordinato sin dai primi giorni
-del nuovo Governo e regolarmente eseguito.
-
-I siciliani, i quali ricordavano il governo parlamentare del 1848, i
-disordini di allora, le difficolta finanziarie e politiche, non sapevano
-darsi ragione come da Garibaldi si fosse mantenuto tanto ordine con
-tanta liberta. Era la Dittatura con tutti i beneficii, senza i suoi
-vizii, l'unita del potere illuminata dalla publica opinione, la
-sovranita della ragione, senza violenze e senza i traviamenti della
-passione.
-
-Fin qui, l'uomo di Stato ed il Capitano.
-
-Ma non sento aver compiuto il debito mio, senza inoltrarmi nei penetrali
-del gabinetto, e senza aver detto quello che era Garibaldi tra le
-quattro mura.
-
-La reggia di Palermo e quella di Napoli non turbarono la mente sua, ed a
-Palermo e a Napoli egli aveva scelto una modesta cameretta, e dormiva in
-un letticciuolo non dissimile da quello nel quale ultimamente giaceva
-nella sua Caprera.
-
-Ed in tanta potenza egli non dimentico gli amici, non i compagni de'
-suoi primi anni, non i patrioti coi quali aveva comunanza di aspirazioni
-e di affetti.
-
-Il 3 ottobre 1860 Giorgio Pallavicino fu nominato prodittatore nelle
-provincie napoletane. Prima che ricevesse il decreto--egli l'ebbe da me
-nel pomeriggio del giorno 4--aveva fatto stampare nei giornali una
-lettera a Mazzini, nella quale lo consigliava ad allontanarsi dalle
-provincie meridionali, dicendogli che la sua presenza creava imbarazzi e
-metteva a repentaglio quella concordia che tanto era necessaria al
-trionfo della causa italiana.
-
-Quella lettera feri gravemente il cuore di Garibaldi. La coincidenza di
-quelle parole col contemporaneo decreto, che investiva Pallavicino dei
-supremi poteri dello Stato, avrebbe potuto suscitar dubbii che Garibaldi
-voleva dissipati. Volle veder Mazzini per potersi spiegare con lui, e
-Mazzini venne a Caserta la sera del 4 ottobre.
-
-Garibaldi era nel letto, e i due, appena furon vicini, si strinsero
-cordialmente la mano, come amici che si vedono la prima volta dopo lunga
-e penosa lontananza. Garibaldi fu il primo a parlare:
-
---Spero che non vorrete lasciar Napoli dopo i consigli che vi furono
-dati. La lettera di Pallavicino e un'aberrazione e capirete, che io non
-posso diffidare di voi, ne supporre che la vostra presenza in Napoli sia
-d'imbarazzo al trionfo della causa nazionale, per la quale ambedue
-abbiamo lavorato.
-
---Generale, io era sicuro dell'animo vostro; ma la lettera ha fatto
-profonda impressione nel paese, perche scritta dal vostro prodittatore.
-
---Pallavicino e da poche ore prodittatore, e quello che egli ha scritto
-e di sua competenza, e non puo essere un atto di governo. Comunque sia,
-io domando che non vi moviate, e vi assicuro che nissuno osera portarvi
-molestia.--
-
-Mazzini e Garibaldi, dopo questo incidente personale, scambiarono poche
-altre parole sulle condizioni d'Italia, sulla necessita di compiere
-l'opera nazionale. Verso le 8 pomeridiane l'antico triumviro si levo, e,
-congedatosi, riprese la via di Napoli.
-
-Questo episodio, ignoto a molti, compie il ritratto del nostro eroe.
-
-Il dottor Riboli, il quale nella sua permanenza a Caprera nel 1861,
-studio fisicamente Garibaldi, scriveva che la craniologia della di lui
-testa presentava un fenomeno originale dei piu rari, anzi, senza
-precedenti: l'armonia di tutti gli organi perfetta, e la risultante
-matematica del loro insieme, la quale, indicava: l'abnegazione
-anzitutto, e ovunque la prudenza, il sangue freddo, l'austerita naturale
-dei costumi, la meditazione quasi continua, l'eloquenza grave ed esatta,
-la lealta dominante.
-
-
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- _DISCORSO_
-
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-
- _improvvisato al Teatro Brunetti di Bologna, per invito del Circolo
- Universitario Vittorio Emanuele il 1o Giugno 1884_
-
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-
-_Signore e Signori_,
-
-Io non so se debba ringraziare piu il Circolo universitario il quale mi
-volle onorare dell'incarico di commemorare Giuseppe Garibaldi, o questo
-eletto uditorio che non mi attendevo.
-
-Io credeva che sarei venuto a fare una conferenza ai giovani
-dell'Universita; trovo invece tutto un popolo innanzi a me.
-
-La conferenza per la sua modestia, parrebbe inferiore ad un discorso che
-converrebbe tenere innanzi a voi.
-
-
-Il popolo di Bologna per me e stato uno dei piu simpatici dell'Italia.
-
-Non dimentichero, signori, quello che fu fatto da questa eroica citta
-nei momenti terribili in cui il governo del prete, baldanzoso delle
-baionette austriache, insolentiva su voi, e come voi piu di una volta
-tentaste di rompere le catene che vi tenevano nella schiavitu.
-
-Non dimentichero che in questa citta sorse il primo Ateneo scientifico
-del mondo, che qui fu la sede del diritto, e che innanzi ai vostri
-giureconsulti si inchinavano reverenti gli imperatori di Germania,
-quando anche erano padroni del paese nostro.
-
-Comprenderete dunque con quale animo io debba parlare, e come sia
-titubante al pensiero se potro riuscire a soddisfare le vostre legittime
-esigenze.
-
- ----
-
-Oggi, signori, e la festa dell'unita nazionale; domani sara
-l'anniversario della morte di Garibaldi.
-
-Ben fecero gli studenti nell'aver voluto commemorare il luttuoso
-anniversario in questo giorno sacro alla patria, alla quale e
-indissolubilmente legato il nome dell'Eroe.
-
-
-La festa dell'unita nazionale ricorda a tutti noi che lo Statuto di
-Carlo Alberto, promulgato spontaneamente al 1859 e al 1860 dai governi
-insurrezionali, fu completato dai plebisciti. Con essi sorse e si
-consolido il nuovo giure publico italiano, contemperandosi il diritto
-regio col diritto popolare, l'autorita di Vittorio Emanuele colla
-volonta di Garibaldi, il quale fu ai tempi suoi la vera personificazione
-del popolo. (_Applausi_).
-
-E poiche dovro parlare di Garibaldi, che potro dire di lui che voi non
-sappiate?
-
-Nei due anni che sono corsi dopo la morte dell'Eroe, furono scritti su
-lui opuscoli e libri di ogni genere. E possibile, signori, che la sua
-vita sia una miniera non esaurita, e che io possa dirvi cose nuove, e
-dipingere con nuovi colori la figura dell'uomo che ha tanto operato per
-la patria?
-
-E possibile che io vi parli convenientemente e come si deve dell'uomo
-innanzi al quale si inchinarono reverenti popoli e principi?
-
- ----
-
-Garibaldi a 25 anni fu affigliato alla _Giovane Italia_ e si fece
-cospiratore; a 27 anni fu proscritto.
-
-
-Presa la via dell'esilio, si rivelo grande ammiraglio e potente
-capitano. Al 1860 quando compie l'impresa di Sicilia, si scopri ch'era
-in lui la mente del legislatore.
-
-I suoi storici non hanno saputo dirci dove abbia fatto gli studii; quale
-Universita abbia frequentato, in qual collegio militare, in quale
-istituto di marina abbia appreso l'arte della guerra: e non lo potevano.
-
-Dal 1837 al 1846, nelle libere terre di America, nei tempestosi flutti
-dell'Oceano egli apprese a combattere e a vincere. Ivi il suo genio si
-scopri ai popoli attoniti, o l'eco lontana ripercosse sulla vecchia
-Europa, mentre la patria nostra era schiava, i plausi delle citta
-redente dal valore italiano.
-
-Garibaldi come matematico non ebbe rivali. Gli erano famigliari i nostri
-grandi poeti e i nostri publicisti.
-
-Seppe la storia meglio di uno dei nostri accademici: e fu entusiasta di
-quella di Roma, i cui ruderi aveva visitato all'eta di 15 anni, e n'era
-rimasto meravigliato.
-
-Ai nostri giorni si oso dubitare che fossero sue alcune considerazioni
-di diritto publico internazionale, fatte al Parlamento subalpino, sol
-perche si era avvezzi a vedere in lui il marinaio e il soldato. Orbene,
-nell'aprile 1860, quando si preparava la spedizione dei Mille, Bixio ed
-io lo trovammo collo Statuto in mano che commentava meglio dei
-professori emeriti delle nostre Universita.
-
-Allora l'animo suo era tutto compreso nella difesa della sua Nizza
-nativa che una crudele ragione di Stato aveva deciso di strappare alla
-madre Italia (_Applausi prolungati_).
-
-Dissi che, presa la via dell'esilio, egli si e rivelato gran capitano e
-grande ammiraglio. Permettetemi, signori, che io accenni, senza
-estendermi, ai primi anni della sua vita militare, e che non vi narri in
-tutti i particolari quello che egli abbia fatto prima del 1860. A
-Montevideo ed a Roma, in Lombardia, in Tirolo, e poscia nei Vosgi egli
-non era signore di se, altri esercitando l'impero e l'autorita nei paesi
-in cui ebbe a combattere.
-
-La storia ricordera le virtu del gran Capitano, la strategia, le risorse
-sul campo di battaglia, il coraggio col quale seppe vincere un nemico
-dieci volte superiore di forze; ma l'epopea di Garibaldi, il suo grande
-poema e la campagna del 1860. Dittatore e capitano, libero delle sue
-azioni, ha provato quanto egli sapeva e quanto poteva.
-
-La storia del 1860 fu scritta da parecchi, ma non tutti seppero e
-poterono farla con precisione e senza commettere errori.
-
-Certamente non ve la faro io oggi questa storia, cosi ampiamente come la
-vorrei, imperocche il breve spazio di una conferenza, non me lo
-permetterebbe.
-
-Ve ne diro abbastanza, perche ve ne formiate un esatto concetto.
-
- ----
-
-La notte del 5 maggio i Volontari si raccolsero a Quarto; la mattina del
-6 si imbarcarono sul _Piemonte_ e sul _Lombardo_ che una mano poderosa
-di nostri giovani amici aveva strappato al porto di Genova. I primi due
-giorni, tutti ignoravano dove andasse la piccola flotta, la quale
-veramente questa volta portava i destini d'Italia.
-
-Taluni credevano che andasse nel territorio allora pontificio; altri in
-Calabria; pochi ancora si persuadevano che l'impresa era destinata per
-la Sicilia.
-
-Quando fu saputo che Garibaldi il 7 maggio era stato a Talamone, che si
-era provveduto di munizioni e n'era partito, la mente degli uomini di
-Stato vago in mille fantasie. Quando un pugno di Garibaldini sconfino il
-territorio romano, le paure crebbero; si credette che Garibaldi avrebbe
-attuato quel progetto che gli era stato impedito alla Cattolica, e ne fu
-ordinato l'arresto.
-
-Navigammo in alto mare, e per vie non consuete ai nocchieri. Abbiamo
-fatto in sei giorni un viaggio che suol farsi in ventiquattr'ore.
-
-All'alba dell'11 maggio la piccola flotta surse vicino alle Egadi.
-
-Quando partimmo da Quarto, Garibaldi aveva deciso di sbarcare a Porto
-Palo, fra Trapani e Girgenti; ma essendo presso le Egadi, seppe che le
-truppe borboniche avevano lasciato Marsala la notte prima, e che la
-flotta di re Francesco aveva preso per le coste del Levante; Garibaldi
-decise per Marsala.
-
-Non saprei esprimervi lo stato degli animi nostri quando fu preparata la
-spedizione, durante il viaggio ed al nostro arrivo in Sicilia. Erano gli
-anni della poesia (_Grandi applausi_).
-
-Accanto a Garibaldi tutto pareva possibile; non si vedevano pericoli,
-non si temevano ostacoli.
-
-Il desiderio affrettava il momento dell'azione; a nessuno pareva che
-l'azione potesse essere inferiore alla volonta, e che il piu ardito
-desiderio potesse essere una esagerazione (_Approvazioni_).
-
-Siamo entrati nel porto. Garibaldi approdo a sinistra, sul _Piemonte_.
-Bixio con quella furia che fu memorabile in lui, viro a destra, arenando
-col _Lombardo_; La flotta napoletana, informata col Semaforo del nostro
-arrivo, ci corse subito incontro; siamo scesi in mezzo alla mitraglia,
-ma Marsala fu occupata.
-
-La notte dall'11 al 12 maggio la passammo vegliando ed aspettando il
-nemico, che non si fece vedere. Abbiamo dovuto marciare su Calatafimi
-per incontrarlo.
-
-A Calatafimi il generale Landi disponeva di 8 mila uomini di ogni arma;
-cavalleria, artiglieria, fanteria e cacciatori.
-
-Garibaldi aveva il comando di appena 1600 uomini con cattivi fucili,
-meno le 100 carabine, che erano in mano ai genovesi; e dei 1600 uomini
-non tutti entrarono in battaglia.
-
-Il nemico era postato sopra una collina, la quale chiamasi il _pianto
-dei Romani_.
-
-
-Questa collina e sottostante al monte sul quale siede la citta di
-Calatafimi.
-
-Fummo piu volte provocati dal nemico; ma Garibaldi impose di stare
-tranquilli, anche quando il nemico era alla portata del fucile.
-
-Finalmente la battaglia si impegno; i volontari, Garibaldi alla testa,
-montarono all'assalto, decimati dalla mitraglia; si giunse sul luogo nel
-quale era schierato il nemico; la lotta divenne ostinata e dura; piu
-volte si venne all'attacco, e piu volte i soldati regi soperchianti con
-forze nuove, pareva volessero superarci. La bandiera italiana, sulla
-quale era lo scudo di Savoia, fu poderosamente contrastata, e Schiaffino
-cadde morto stringendola e impedendo che altri la prendesse; Menotti
-allora l'afferra, e la lotta continua, senza permettere ai Borbonici che
-si impossessassero del sacro vessillo; Garibaldi, in mezzo a suoi,
-grida:
-
-"Qui bisogna vincere o morire. Non si indietreggia (_Applausi
-frenetici_)."
-
-Ancora una carica alla baionetta; ed il nemico e vinto (_Nuovi applausi
-prolungati_).
-
- ----
-
-La presa di Palermo si dovette non solo al valore dei legionarii e del
-loro capitano, ma sopratutto alla sua strategia.
-
-La marcia su Palermo, quanti uomini dell'arte l'han giudicata, la
-ritennero come uno dei fatti piu memorabili delle guerre moderne.
-
-Dopo alcune avvisaglie, sui monti presso Monreale, Garibaldi ordino che
-si piegasse a destra; il nemico era superiore di forze a noi.
-
-Il giorno 24 fu ordinata l'ascensione del monte vicino, nella cui valle,
-che e al lato opposto, siede il comune di Piana dei Greci.
-
-Non si perde tempo: erano le 6 di sera, e ci trovammo in un bivio che
-tiene a destra la strada rotabile che conduce a Corleone e Giuliana; a
-sinistra un sentiero che porta al bosco di Ficuzza (questo nome vi
-ricordera altre date ed altri fatti).
-
-Garibaldi, Bixio, Sirtori ed io ci siamo raccolti a consiglio. Era la
-prima volta che si teneva un consiglio di guerra, perche Garibaldi
-preferiva deliberare lui e comandare.
-
-Dopo che gli fu fatta una descrizione dei luoghi, il generale decise di
-mandare Orsini coi cannoni e con quanti volontari avrebbero voluto
-seguirlo, su Corleone e Giuliana; nessuno ne capi lo scopo. Il grosso
-dei volontari resto con lui e pernotto alla Ficuzza. Quando Orsini
-marciava coi suoi compagni, Garibaldi si abbasso, si avvicino ai mio
-orecchio, e pronuncio queste parole che parevano misteriose: "Povero
-Orsini! Lo mandiamo al sagrifizio:" per me era un' incognita.
-
-Siccome dissi, la notte dal 24 al 25 pernottammo nel bosco di Ficuzza.
-
-La mattina seguente fummo a Marineo, la sera a Misilmeri, dove il
-Comitato insurrezionale di Palermo aveva mandato i suoi emissarii a
-raggiungerci. Il 26 fummo a Gibilrossa, e li 27 eravamo padroni di
-Palermo.
-
-Il colonnello Bosco, credendo di correre dietro a Garibaldi, trovo
-Orsini; la diversione era mirabilmente riuscita.
-
-Garibaldi, innanzi a Palermo trovo i 16 mila uomini che il generale
-Lanza, alto commissario del Borbone, teneva a difesa della capitale.
-Anche ivi la lotta fu calda; si passo dal ponte dell'Ammiraglio al ponte
-delle Teste in mezzo al saettare dei cacciatori che erano appostati ai
-due lati della via; ma al piano di Sant'Erasmo le truppe borboniche
-dovettero battere in ritirata; siamo subito corsi dietro di loro, lungo
-la strada che oggi porta il nome di Lincoln.
-
-Era bello il vedere Garibaldi in quei momenti.
-
-Sui campi di battaglia il suo volto era radiante di gioia; non pareva
-che fosse in una lotta dove cadevano da ogni parte morti e feriti, ma ad
-una danza di nozze.
-
-Egli si fermo sul suo cavallo, dinanzi alla via che oggi porta il suo
-nome e dietro all'altra che ha quello di Lincoln. A destra la flotta
-napoletana fulminava colla mitraglia, a sinistra i cacciatori borbonici
-saettavano colle palle. Fermo, impassibile non si mosse se non quando
-l'ultimo dei suoi volontari fu entrato in citta (_Vivissimi applausi_).
-
-In otto giorni, Palermo fu sgombra dalle truppe regie, e Garibaldi le
-ando a raggiungere a Milazzo, e le vinse. Passato il faro, corse
-trionfante fino a Napoli con pochi o niuni contrasti; entro quale Cesare
-vincitore nella grande citta, e le truppe borboniche, sbalordite, gli
-resero gli onori. Il Borbone era partito sin dal giorno innanzi.
-
- ----
-
-Il 1o ottobre, fu il giorno della piu difficile, della piu terribile
-battaglia del 1860; Re Francesco era alla testa di 42 mila uomini,
-quanto vi era di piu fresco nei suo esercito; Garibaldi non ne comandava
-che appena 20 mila. La lotta fu lunga, ostinata, da Santa Maria a
-Maddaloni, in tutta la linea del Volturno; ma anche quel giorno l'Eroe
-fu vincitore, e prima che la battaglia fosse finita, annuncio la
-vittoria telegraficamente a Napoli (_Applausi vivissimi_).
-
-La battaglia di Calatafimi segno la liberazione della Sicilia; la
-battaglia del Volturno la caduta materiale della dinastia dei Borboni.
-
-La battaglia di Calatafimi--avvertite che essa avvenne il 15 maggio
-1860--vendico le vittime del 15 maggio 1848; la battaglia del Volturno
-getto le basi dell'unita italiana (_Applausi_).
-
-Al Volturno Garibaldi provo ai suoi detrattori che egli non era un
-semplice _guerrigliero_, ma che era un grande capitano e che aveva
-l'intelletto e l'arte di muovere grandi masse di truppe. La vittoria
-dell'1 e del 2 ottobre si deve agli ordini dati da Garibaldi ed alla sua
-presenza sul campo di battaglia, non meno che al valore, all'energia ed
-all'intelligenza dei suoi luogotenenti che sapevano ubbidirlo.
-Avvertite, signori, che Garibaldi non risparmio mai la sua persona, come
-certi colonnelli e certi generali che comandano, stando lontani dal
-campo.
-
- ----
-
-Signori, abbiamo visto Garibaldi sotto un solo aspetto, che del resto
-era da voi conosciuto: il guerriero; e niuno neghera che dopo Napoleone,
-sia stato il piu grande capitano del secolo.
-
-Vediamolo ora sotto un altro aspetto, quello del legislatore, che molti
-ignorano, e che taluni forse non sospettano che egli fosse.
-
-Avvertite, signori, che non e legislatore colui che redige le leggi, ma
-colui che le concepisce.
-
-I codici francesi non furono scritti da Napoleone I, ma ne ebbero il
-pensiero, e ne portarono l'impronta: potrei dire lo stesso di tutti i
-legislatori del mondo.
-
- ----
-
-Signori, molti di voi forse non sanno quello che sia un popolo in
-rivoluzione.
-
-Voi non avete forse visto un popolo, agitato, incerto, talora ardito,
-talora sgomento, una societa che si scioglie ed un'altra che si
-ricompone, un governo che rovescia ed un altro che si ricostituisce.
-
-
-Grave e la responsabilita di coloro i quali mentre imprendono a
-distruggere un governo il quale ha i suoi publici funzionari; la sua
-polizia, la sua truppa, devono ricomporne un altro al quale mancano
-tutte le forze organiche, per esistere e farsi rispettare.
-
-Vi e un momento di transizione nei quale nessuno puo comandare; e la che
-si sperimenta il vero uomo di Stato per sapere uscire dall'imbarazzo in
-cui si trova e per assicurare la societa che nulla e caduto e che tutti
-gli interessi sono rispettati coi nuovo regime.
-
- ----
-
-Il primo scopo di Garibaldi era di gettare le basi dell'unita italiana
-con Vittorio Emanuele, re; il mezzo era l'ordinamento delle forze
-nazionali per distruggere il nemico, il quale era di ostacolo al
-conseguimento dell'unita. A questo scopo il 13 maggio 1860 furono fatti
-i decreti di Salemi. Ma cio non bastava.
-
-Era necessario rendere impossibile ai Borboni di governare, ed
-organizzare intanto l'amministrazione nostra. Tanto fu stabilito coi
-decreti di Alcamo. Il governo politico, l'ordinamento dei municipii, le
-finanze furono materia di varii decreti allora publicati.
-
-
-E per le finanze fu principale intendimento di alleviare le classi non
-abbienti, e cosi fu abolita la tassa sul macinato e la tassa di
-importazione sui cereali. (_Sensazione_)
-
-Al tempo stesso, fu ordinato alle popolazioni di rifiutare il tributo al
-governo illegittimo, avvisandoli che da quel giorno tutto apparteneva
-alla nazione.
-
-Voi comprendete che la difficolta maggiore non era nel consigliare il
-rifiuto dell'imposta al nemico, ma nel persuadere i contribuenti di
-pagare al governo che nasceva. Al tempo stesso bisognava persuadere i
-cittadini che il governo che nasceva non era ne avido ne dissipatore, e
-pero Garibaldi ordino che i suoi compagni non fossero trattati che colla
-razione da soldato.
-
-E cio non bastava.
-
-Il 18 maggio, quando fummo a Partinico, trovammo i principali edifizi
-della citta arsi dalle truppe borboniche.
-
-Garibaldi comprese quale guerra selvaggia si faceva in quei momenti dal
-nemico, e senti che bisognava incoraggiare il popolo e assicurarlo
-dell'avvenire. A tale scopo fu fatto il decreto che ordinava il
-risarcimento dei danni di guerra dallo Stato, e piu tardi, a non
-aggravare della fortissima spesa l'erario nazionale, furono invertite a
-cotesto beneficio tutte le rendite di quelle Opere Pie di stato
-incerto--e ve ne sono ancora molte in Italia e non si sa chi le mangia
-(_Ilarita, applausi_)--escluse le rendite destinate agli Ospedali,
-all'indigenza, al publico insegnamento, e a tutto cio che veramente
-dovrebbe essere la provvidenza dei governi.
-
-Giunti al _passo di Renna_, vennero desolanti notizie dalle terre
-vicine. Bande di scorridori portavano lo sconforto nelle tranquille
-popolazioni, col saccheggio e la rapina.
-
-Fu in conseguenza una necessita il fare leggi di guerra.
-
-Garibaldi allora istitui tribunali militari, a cui fu data la
-giurisdizione, per tutti i reati, durante il tempo della guerra. Piu
-tardi di questi tribunali ne furono istituiti in ogni capoluogo di
-circondario.
-
-Nulla a Garibaldi faceva maggior ribrezzo del furto. Talora aveva
-compassione dell'imputato per reati di sangue nei quali poteva vedersi
-la conseguenza dell'affetto. Disinteressato, generoso, non tollerava gli
-abusi contro la proprieta altrui.
-
-
-Occupata Palermo, furono completate codeste leggi, e si riordino con
-forme stabili l'amministrazione civile.
-
-E poiche le popolazioni giudicano la bonta dei governi dal bene che alle
-medesime ne deriva, il Dittatore decreto la divisione dei demanii
-comunali col diritto di una quota speciale a coloro che avevan prese le
-armi nelle guerre nazionali.
-
-In questo modo era doppio il vantaggio: avevamo una legge agraria colla
-ripartizione dei latifondi, la creazione di nuovi proprietarii e la
-soddisfazione alle plebi che per quell'atto di suprema economia si
-interessavano all'opera dell'emancipazione politica, dalla quale
-ricavavano il beneficio.
-
-Ne cio soltanto.
-
-Furono fatte varie leggi per la educazione militare dei fanciulli e per
-provvedere, con pensioni, agli orfani e alle vedove dei morti per la
-patria.
-
- ----
-
-Signori, da taluno fu censurato Garibaldi perche egli aveva richiamato
-in vigore le leggi del 1848. Riflettendoci bene, i critici severi
-dovranno finire per dare ragione a lui che ne ebbe il pensiero ed a
-colui che ne fu l'esecutore.
-
-
-Le Insurrezioni del 1859 e del 1860 non furono che una rivendicazione
-del diritto italiano, affermato e sancito al 1848.
-
-Al 1848 furono distrutti i trattati di Vienna, che erano un vincolo
-internazionale per le dinastie straniere in Italia; e fu dichiarata la
-decadenza dei Borboni e degli altri principi che allora governavano
-nella penisola. Caduti al 1849 sotto il giogo delle vecchie tirannidi
-dovemmo subire la violenza, ma il diritto italiano non rimase spento; e
-solo si aspettava la risurrezione dei popoli per rivendicarlo e
-rimetterlo in onore.
-
-Il richiamo adunque delle leggi politiche del 1848 fu una logica
-necessita, e Garibaldi lo comprese e vi die complemento col plebiscito
-del 21 ottobre 1860 che dichiaro l'Italia una e indivisibile dalle Alpi
-ai due mari (_Applausi_).
-
- ----
-
-Signori, io fo ora a me stesso una domanda: il mondo ufficiale ebbe fede
-in Garibaldi? Non posso affermarlo, e non oso negarlo.
-
-I fatti apparenti piu di una volta mi han dato ragione di dubitarne.
-
-Prego intanto di non esser frainteso. In tutto questo non c'entra la
-monarchia, e molto meno Vittorio Emanuele, il piu leale dei principi, il
-miglior amico di Garibaldi (_Applausi_).
-
-Signori, il mondo ufficiale consiste nel sistema, nelle abitudini, nei
-cortigiani che circondano il trono, nei bigotti che stanno sotto i
-gradini del trono, che temono le innovazioni e che non hanno fede nelle
-forze popolari (_Applausi_).
-
-Al 1848 quando Garibaldi venne da Montevideo, gli fu negato di comandare
-un corpo di truppe. Al 1849, dopo la caduta di Roma, si finse--lui nato
-a Nizza la quale allora faceva parte del regno--che egli, militando a
-Roma, avesse perduto la nazionalita sarda; e pero fu mandato in esilio.
-Pei ministri che allora governavano egli era il condannato politico del
-1834, il socio della _Giovane Italia_.
-
-Al 1859, contro la volonta del Re e del suo primo ministro, Garibaldi fu
-chiuso entro un angusto campo di battaglia, con pochi uomini e senza
-artiglierie, lungi dall'orbita degli eserciti alleati, quasi
-dimenticato.
-
-Alla testa dei Cacciatori delle Alpi egli fece miracoli di valore, vinse
-il famigerato Urban; ma, per mancati aiuti, talora dovette sgombrare le
-terre da lui redente, non potendo resistere alle forze soverchianti del
-nemico.
-
-Al 1860, salpato da Quarto, poco manco che non lo arrestassero nelle
-acque di Sardegna.
-
-Dittatore di Sicilia e di Napoli, la sua amministrazione fa
-continuamente insidiata e i suoi uomini bersagliati dalle calunnie.
-Nulladimeno, giunto a Marsala, egli aveva proclamato Vittorio Emanuele
-Re d'Italia; tutti i suoi decreti portavano in capo le parole: "Vittorio
-Emanuele" ed erano in nome del Re intestate le sentenze dell'autorita
-giudiziaria e tutti gli atti publici.
-
-Dopo il suo ingresso a Palermo fu elevato lo stemma reale in tutti i
-publici edifizi e lo stemma reale fu impresso nelle bandiere.
-
-E dopo cio perche dubitare di lui? perche dubitare degli uomini suoi?
-
-Vi era forse un solo fra coloro che lo circondavano che non volesse
-l'unita colla monarchia?
-
-Garibaldi, imbarcandosi a Quarto, aveva inalberato la bandiera collo
-scudo di Savoia; tanto che alcuni cittadini i quali non credevano in
-quella bandiera, non vollero imbarcarsi, ed altri scesero a Talamone.
-
-
-Sul finire del luglio 1860, il mondo ufficiale gli suscito ostacoli per
-passare il faro. Ed avvertite che l'impresa siciliana sarebbe rimasta
-infeconda, se i Garibaldini non avessero cacciato Francesco Borbone
-dalla sua capitale.
-
-Allora si teme che se la rivoluzione fosse penetrata sul continente, la
-monarchia italiana ne avrebbe patito. Impertanto i nostri avversarii
-congiurarono con un generale borbonico e con un ministro fedifrago, e
-mandarono emissarii perche avessero provocato una insurrezione militare
-(_Profonda sensazione_).
-
-Si ideo--strano progetto--che si desse provvisoriamente il governo ad un
-principe borbonico, affinche questi avesse preparato il nuovo regno di
-Vittorio Emanuele.
-
-Vani conati che spiegavano il malvolere e suscitavano sospetti in un
-momento in cui era necessaria la concordia per il compimento dell'unita
-nazionale.
-
-Coteste son macchie che non salgono in alto, ma si arrestano sotto i
-gradini del trono. Il 7 settembre 1860 Garibaldi entro trionfante in
-Napoli, e il primo suo atto fu di affidare la squadra napoletana
-all'ammiraglio Persano.
-
-
-Quale pegno maggiore si poteva avere da lui?
-
- ----
-
-Quest'uomo singolare, disinteressato, generoso, provvidenziale, vera
-personificazione del popolo, aveva del soprannaturale.
-
-Nella vita di quest'uomo parrebbe che ci fosse del divino.
-
-L'Ercole e l'Achille degli antichi non valevano lui.
-
-Se fosse nato in Atene o in Roma, gli avrebbero alzato altari
-(_Applausi_).
-
-Percorriamo a brevi tratti i punti singolari di questa vita,
-straordinaria, tempestosa, difficile, e vedrete che le mie parole non
-sono una esagerazione.
-
-In America alla testa di 70 uomini contro 1000 nemici, al comando di due
-povere barche contro la flotta brasiliana, seppe uscire vincitore.
-
-Un giorno trascino le sue barche sull'Oceano che le ingoio; egli si
-salva a nuoto, ritorna a terra, ricompone la legione, combatte e vince.
-
-Quando nei principii del 1848 ebbe notizia del movimento italiano, si
-imbarco sopra un facile brigantino che fu battezzato la _Speranza_ e con
-85 legionari prese la via del mare. A meta del cammino, scoppia il fuoco
-e tutti si credono perduti, e lui con sangue freddo spegne le fiamme
-divoratrici e tutti giungono salvi in Italia.
-
-Il 26 agosto 1848, dopo aver vinto due volte gli austriaci, stremato di
-forze, scioglie la piccola legione, passa in mezzo all'esercito nemico,
-lo delude, entra non visto nella Svizzera, e ritorna per altre vie in
-Italia a combattere nuove battaglie.
-
-Il 2 luglio 1849, resa inutile la difesa di Roma, esce dalla porta
-opposta a quella dalla quale entravano i francesi; tenta di prendere la
-via di Venezia, e non gli riesce. Gli austriaci lo cercano, lo spiano,
-lo attendono, ed egli scioglie la legione, amareggiato il cuore per la
-perdita della sua compagna, sconfina il territorio toscano e si salva.
-
-Non vi diro, signori, quale lo vidi a Calatafimi e a Palermo, in mezzo
-alle palle borboniche, sereno, raggiante il viso; fu sempre cosi in
-tutti i combattimenti.
-
-Ricordero soltanto un episodio della battaglia di Milazzo.
-
-Il 20 luglio 1860 s'era impegnata la battaglia; e le sorti per un
-momento parvero incerte.
-
-
-Spunta da una viuzza un mezzo squadrone di cacciatori con un maggiore
-alla testa.
-
-Garibaldi, Missori e il giovane Bertini erano a poca distanza;
-l'ufficiale napoletano non se ne accorse, intento a correre per
-riprendere un cannone che i garibaldini avevano preso al nemico; ma i
-cacciatori borbonici sono ricevuti dalle fucilate dei nostri e ritornano
-indietro.
-
-Garibaldi, si getta sulla via, colla sciabola sguainata, e osa intimar
-loro la resa; Missori imbraccia la carabina ed uccide il cavallo del
-comandante. Costui alza il fendente sul capo di Garibaldi, e l'Eroe para
-il colpo e taglia la gola al nemico. Qui si impegna una lotta corpo a
-corpo; tre contro quindici; e dei soldati della tirannide, alcuni sono
-presi, altri sono fatti prigionieri (_Applausi vivissimi_).
-
-Ho detto, un momento fa, come il primo ottobre 1860 Francesco Borbone
-avesse raccolto tutte le sue forze; 42 mila uomini, la parte piu scelta
-delle sue truppe, lungo la linea del Volturno, contro 20 mila volontari.
-
-Impegnata la battaglia, Garibaldi si dirige in carrozza da Santa Maria
-verso Monte Sant'Angelo, dove soleva stare ogni giorno per osservare il
-nemico e per dirigere i suoi. Improvvisamente da alcune vie coperte,
-sino ad allora ignorate, spunta un nugolo di nemici e la carrozza e
-circondata.
-
-Ferito il cavallo, ucciso il cocchiere, la carrozza forata dalle palle,
-Garibaldi e i suoi aiutanti scendono e si mettono in difesa.
-
-La meraviglia nei nemici per cotesto atto audace fu tanta che fu dato
-tempo a Simonetta ed a Mosto di accorrere coi cacciatori.
-
-Garibaldi e salvo; e riprende il comando della battaglia; il Borbone e
-vinto (_Applausi prolungati_).
-
-E inutile, signori, che io ricordi i pericoli corsi in altre battaglie,
-nel Tirolo, a Mentana, nei Vosgi, la, sulla terra francese, dove mentre
-tutta la Francia era sconfitta, Garibaldi solo era vincitore. Nulla
-dimanco non se n'ebbe riconoscenza all'Eroe, il quale piu tardi venne
-fischiato a Bordeaux.
-
-Nelle cento battaglie se il suo corpo non resto sempre illeso, la sua
-vita fu sempre salva. Avvenne di lui come di Napoleone I, che i nemici
-non seppero fondere la palla che lo doveva uccidere.
-
-
-Signori, in certi periodi storici, nei momenti in cui l'umanita soffre
-ed attende la sua liberazione, avviene che la provvidenza faccia sorgere
-nel mondo una creatura straordinaria, i cui atti e le cui virtu escono
-dal comune.
-
-Dei suoi prodigi le immaginazioni restano colpite, e le popolazioni
-vedono in quella creatura un essere sovrumano.
-
-E lo dissi e lo ripeto: se Garibaldi fosse nato in Atene od in Roma, i
-popoli ne avrebbero fatto un semi-dio e gli avrebbero alzato dei templi.
-
-Ai nostri giorni siamo piu modesti; l'altare di Garibaldi e nel cuore di
-ogni patriota, senza distinzione di partito ne di classe. Hanno un culto
-per lui, hanno venerazione per l'eroe quanti vogliono l'Italia quale la
-fecero i plebisciti, una dalle Alpi ai due mari, quanti amano la patria,
-forte, grande, prospera e rispettata (_Applausi prolungati_).
-
- ----
-
-Questo, o signori, dovevo dire ai giovani dell'Universita, ai Bolognesi
-che mi hanno con tanta benevolenza ascoltato, alle popolazioni lontane
-alle quali forse giungera l'eco della mia parola (_Applausi
-prolungatissimi insistenti_).
-
-
-
-
-
-
- _Nota dei trascrittori_
-
-
-
-Sono stati corretti i seguenti evidenti refusi (tra parentesi il testo
-originale):
-
- p.8 - Garibaldi s'e [s e] fidato ad una dinastia
- p.9 - le leggi eccezionali per estirparlo [estiparlo]
- p.10 - Agl'internazionalisti [interzionalisti] varra di lezione
- p.13 - alle 4 1/2 [4 1|2] del mattino
- p.14 - Dopo questa sentenza, fu [fa] fatto il silenzio.
- p.23 - il [i] Circolo universitario
- p.24 - rompere le [la] catene che vi tenevano
- p.36 - ed un'altra [un' altra] che si ricompone
- p.36 - un altro che si ricostituisce [ricostituisco]
- p.41 - dalle Alpi [alpi] ai due mari
- p.43 - portavano [portavavano] in capo le parole
-
-La E maisucola accentata (nell'originale E') e stata trascritta come E.
-
-Per il resto (punteggiatura, grafie alternative o desuete, date
-incomplete, ecc.) si e mantenuto invariato il testo originale.
-
-
-
-
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK GARIBALDI ***
-
-
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- _Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg(tm)_
-
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-Literary Archive Foundation was created to provide a secure and
-permanent future for Project Gutenberg(tm) and future generations. To
-learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and
-how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 and the
-Foundation web page at http://www.pglaf.org .
-
-
-
- _Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
- Foundation_
-
-
-
-The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
-501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the state
-of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal Revenue
-Service. The Foundation's EIN or federal tax identification number is
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-
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-business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
-information can be found at the Foundation's web site and official page
-at http://www.pglaf.org
-
-For additional contact information:
-
- Dr. Gregory B. Newby
- Chief Executive and Director
- gbnewby@pglaf.org
-
-
-
- _Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
- Literary Archive Foundation_
-
-
-
-Project Gutenberg(tm) depends upon and cannot survive without wide
-spread public support and donations to carry out its mission of
-increasing the number of public domain and licensed works that can be
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- _Section 5. General Information About Project Gutenberg(tm) electronic
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-
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