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diff --git a/35914.txt b/35914.txt deleted file mode 100644 index 15f7cd0..0000000 --- a/35914.txt +++ /dev/null @@ -1,1444 +0,0 @@ - GARIBALDI - - -This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with almost -no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it -under the terms of the Project Gutenberg License included with this -eBook or online at http://www.gutenberg.org/license. - -Title: Garibaldi - -Author: Francesco Crispi - -Release Date: April 18, 2011 [EBook #35914] - -Language: Italian - -Character set encoding: US-ASCII - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK GARIBALDI *** - - - - -Produced by Carlo Traverso and the Online Distributed Proofreading Team -at http://www.pgdp.net. - - - FRANCESCO CRISPI - - - - - - __Garibaldi__ - - - - - ROMA - STABILIMENTO TIPOGRAFICO ITALIANO - diretto da L. Perelli - -- - 1884. - - - - - - - - _PROFILO_ - - - - - _tratto dalla_ _Nuova Antologia_, _giugno 1882_ - - - - -La _Nuova Antologia_ vuol rendere anch'essa il suo tributo alla memoria -di Giuseppe Garibaldi. Ed il suo direttore, con una squisita cortesia, -della quale gli son grato, ha invitato me, che non sono redattore della -rinomata effemeride, per adempiere tale ufficio. - -Dopo tutto cio, che in questi giorni fu detto e scritto di Garibaldi, e -un'opera assai difficile il poterne ancora degnamente ragionare. Non gia -che il tema sia esaurito, ma perche mi sembra esser necessaria -un'abilita che confesso di non avere, per soddisfare le non ordinarie -esigenze dei lettori. - - -La biografia di un uomo--sia pure un grande statista od uno -scienziato--e subito fatta. Ma non si puo tesser la vita di Garibaldi -senza fare la storia italiana degli ultimi 50 anni. E non basta! - -Se Garibaldi, sin dalla prima sua giovinezza, ebbe un culto per la -patria, se i suoi pensieri, i suoi studi, le sue cure, le sue opere non -ebbero altro scopo--l'anima sua generosa spaziava nell'infinito; il -dovere per lui non aveva limiti di territorio, egli era il cavaliere -dell'umanita. Ed allora come ricordare questa parte della sua vita senza -toccare il problema ancora insoluto delle nazionalita, senza parlare dei -popoli, che lo invocarono nei momenti del pericolo, che sperarono in -lui, ed alla difesa dei quali egli concorse colla spada o con la parola? - -Nato dal popolo, educato ai principii della democrazia in un paese dove -infrenata era la liberta, egli intravide la istituzione della republica -con un Re. Cio parve una contraddizione agl'ideologi della politica: ai -republicani che non ritengono possibile e duraturo il regime da essi -prediletto senza il periodico mutamento delle persone nella suprema -magistratura dello Stato; ai monarchici, i quali presentono la -instabilita delle dinastie nel trionfo della democrazia. - -Garibaldi al contrario trovava ad armonizzare nella sua mente questi due -estremi, Popolo e Re. Laonde egli non credeva tradire la sua coscienza -quando al 1859 ed al 1860 scriveva nella sua bandiera il motto: _Italia -e Vittorio Emanuele_. Molto meno credeva poter offendere il Re, quando -parlava della republica italiana e del suo avvenire. S'illudeva intanto, -quando, pei loro fini particolari, i monarchici al 1859 si vantavano di -aver conquistato Garibaldi; e piu tardi, al 1879, i republicani -s'illusero sperando che Garibaldi fosse ritornato a loro e ch'essi -avrebbero potuto valersi di lui per la distruzione della monarchia. - -Io non so come sara governata l'Europa da qui a 50 anni. Penso intanto e -sono profondamente convinto, che per la monarchia del diritto divino non -vi sara posto. Quello che valgono i grandi Stati costituiti in -republiche, ve ne da un esempio la Francia; e pero, per dare pace -duratura alle nazioni, non ci si offre che un solo rimedio, ed e -l'attuazione del concetto garibaldino di un Re capo della democrazia. -Fortunatamente per l'Italia, Garibaldi s'e fidato ad una dinastia, la -quale comprende le tendenze dei tempi. Essa non puo dimenticare che il -principato nazionale e sorto dai plebisciti, e che tradirebbe le sue -origini, se osasse arrestare il progresso. - -Fin qui ho definito, senza volerlo, la mente politica del nostro eroe; -ma cio non basta, perche il quadro sarebbe incompleto, se non delineassi -l'uomo nella societa. Noi siamo nel secolo delle plebi, e nessuno piu di -Garibaldi ne presenti il prossimo avvenimento e ne patrocino la -redenzione. Ma anche in questo s'ingannarono quei socialisti, i quali -avendolo attirato nei congressi internazionali, credettero valersi del -suo nome per legittimare le loro teorie. - -Le sofferenze dell'operaio e la tirannide della borghesia, gli scioperi -e le coalizioni, la necessita di mettere l'accordo tra coloro che -lavorano e coloro che ne profittano, erano tanti problemi la cui -soluzione egli spingeva col cuore. Ed ammirava il lavoratore della terra -e degli opifizi, e onorava i sacrifici dei suoi militi sui campi di -battaglia. - -Quando nel 1863 ferveva il brigantaggio nelle Provincie napolitane, e le -Camere discutevano le leggi eccezionali per estirparlo, egli osservava -che erano imputabili il governo e la borghesia. Il suo cuore si spezzava -alle notizie degli stragi e del sangue versato; e quando gli parlavano -di quegli sciagurati, i quali assaltavano e distruggevano le fattorie, -scannavano il bestiame, bruciavano gli alberi e le messi, egli -rispondeva che cola era una questione sociale, la quale non si poteva -risolvere col ferro e col fuoco. Un giorno, raccontandogli uno de' suoi -amici che i briganti, condannati dai consigli di guerra, affrontavano -imperterriti la morte, egli ebbe ad esclamare quanto eroismo miseramente -sciupato! cotesti uomini, traviati dal delitto, sarebbero stati soldati -valorosi all'appello della patria. - -Il partito internazionale si lusingo un momento di aver l'ausilio di -Garibaldi, dopo che gli aveva consentito a recarsi al congresso di -Ginevra. Nulla di piu assurdo; e se i socialisti non se ne sono -convinti, basterebbe ricordar loro il fatto che Garibaldi si rifiuto al -1871 di portare la sua spada in difesa della Comune di Parigi, e nol -permise a suo figlio Menotti, che vi era stato chiamato. - -Il partito internazionale rinnega la patria e la famiglia. Pe' suoi -apostoli la costituzione spartana e un rancidume, perche essi vogliono -abbattere le frontiere domestiche e le frontiere nazionali. - -Le frontiere domestiche e le frontiere nazionali erano sacre a -Garibaldi. Egli aveva una venerazione per la famiglia; e la patria per -lui era una religione. - -Garibaldi voleva l'indipendenza e la liberta di tutti i popoli; ma non -soffriva che l'Italia perdesse la sua autonomia. Quanto egli amasse la -famiglia, lo sanno coloro che lo videro in mezzo ai suoi cari, e che dal -1874 in poi assistettero alle lotte del suo cuore, ardente come egli era -di assicurare l'avvenire a' suoi bimbi. - -Il ministro Mancini ed io abbiamo preziosi autografi di Garibaldi, -diretti a noi prima e dopo la celebrazione del suo matrimonio. Scelgo -una delle sue lettere, e ne fo dono ai lettori della _Nuova Antologia_, -perche nelle parole di lui si rivela la grande anima dell'uomo e del -patriota. - -Agl'internazionalisti varra di lezione: - - - "Caprera 13, 1880. - - -"_Mio carissimo ed illustre Crispi._ - -"Da molti anni vincolato a voi nel mutuo amore per questa nostra -Italia--che ebbimo la fortuna di servire insieme sui campi di -battaglia--io vi devo la generosa cooperazione al compimento del mio -sacro dovere, che mi ha costituito oggi felice e tranquillo sulla sorte -dei miei cari. - -"Con somma gratitudine sono per la vita - - - "_vostro_ _G. Garibaldi_." - - -Quando fui a Caprera pei funerali del compianto Eroe, la vedova mi volle -nella sua camera per dirmi, che egli le aveva raccomandato piu volte di -ringraziare gli amici di quello che avevano fatto per la sua famiglia, e -che l'aveva incaricata di dichiarar loro che egli moriva tormentato dal -pensiero che Nizza appartenesse ancora ai francesi. - -Coloro che dopo la sua morte han parlato e scritto di Garibaldi, han -ricordato le cento battaglie da lui vinte, la strategia del gran -capitano, la preveggenza e la calma di lui sul campo di battaglia. - -Io non sento il bisogno di ripetere le stesse cose, perche nulla direi -di nuovo e nulla aggiungerei a cio che tutti sanno. - -Sul campo di battaglia Garibaldi era un veggente. Il suo viso splendeva, -i suoi occhi fulminei sorridevano, egli vedeva tutto, prevedeva tutto, -nulla gli sfuggiva, avreste detto che egli assistesse ad una festa: -_ludum bellicum_. - -Era un eroe? No, piu che un eroe: egli creava gli eroi, perche accanto a -lui non si poteva essere codardi. - -E la codardia fu il solo peccato che Garibaldi non perdonava. Ricordero -un aneddoto. - -Il 26 giugno 1860 scoppio in Palermo una di quelle agitazioni, che si -dicono dimostrazioni popolari. Era la prima del genere, ma -sventuratamente non fu l'ultima, perche essa fu di esempio ai partiti, i -quali poscia ne usarono e ne abusarono. Le grida di _morte_ e di -_evviva_, gli schiamazzi indescrivibili giunsero alle orecchie del -Dittatore, il quale ordino che una deputazione si presentasse da lui per -informarlo dei desiderii del popolo. Quattro o cinque tribuni -improvvisati salirono le scale del palazzo reale e furono tosto alla -presenza di Garibaldi. Ed egli: - ---Che vuole il popolo? - ---La dimissione del Ministero. - ---Va bene. Ma chi mettereste al posto di coloro che oggi governano?-- - -E qui, uno della deputazione usci fuori con una carta, nella quale erano -scritti sette od otto nomi. Il Dittatore, letto il nome di colui che era -a capo della lista, rispose immantinente: - ---Non lo voglio, perche questo fugge nei pericoli, e noi abbiamo bisogno -di persone che affrontino il fuoco.-- - -E poiche mi e caduto dalla penna la parola _dittatore_, mi permettano i -lettori che io ne spieghi il significato, e dica in qual modo Garibaldi -esercitasse il suo ufficio sovrano. Ricordando ch'egli era un soldato e -che l'unione in un uomo dei poteri civili e militari mena spesso al -dispotismo, piu d'uno potrebbe in questo argomento cadere in errore. - -Garibaldi aveva molta dimestichezza coi classici antichi. Egli conosceva -a menadito la storia della repubblica romana, ed ammirava il valore e la -sapienza dei suoi capitani. Egli ricordava sovente, che in tempo di -guerra la salute della patria s'era dovuta alla dittatura. - -Il 12 maggio 1860, alle 4 1/2 del mattino, uscivamo da Marsala per -avviarci verso i monti vicini. Precedevamo Garibaldi, io ed un altro -condottiero dei Mille. Il mio compagno impegno il suo discorso sulla -necessita della costituzione del nuovo governo, e consigliava la -formazione di Comitati secondo lo stile del 1848. Ed il Generale: - ---No, mio buon amico. Io non sono del vostro avviso. Coi Comitati -avremmo il disordine. Un solo, un solo dev'essere alla testa del -governo.-- - -Dopo questa sentenza, fu fatto il silenzio. - -La sera pernottammo a Rampagallo, ed il 13 verso le 7 pomeridiane -abbiamo fatto il nostro ingresso a Salemi. Il 14 fu fatto il decreto col -quale Garibaldi dichiarava di assumere la dittatura in nome di Vittorio -Emanuele Re d'Italia. - -Il 15 maggio abbiamo vinto i Borboni a Calatafimi, il 21 ci siamo -battuti presso Monreale e S. Martino, il 27 siamo entrati in Palermo, il -3 giugno abbiamo ricostituito il Governo con la nomina dei segretari di -Stato pei varii rami della publica amministrazione. Prima di giungere a -Palermo, un solo segretario di Stato era agli ordini del generale. - -La dittatura libero la Sicilia e le provincie napolitane, e fondo -l'unita della patria italiana. Nessuno dira, che con tanta autorita -esercitata da un sol uomo la liberta ne rimanesse offesa. Quantunque non -aiutato dalle assemblee, Garibaldi governando seppe interpretare il -pensiero del popolo. - -Nessuno avrebbe detto che quello fosse un regime militare, perche in -nissun caso fu vista la spada dominatrice e tiranna. Garibaldi era -accessibile a tutti, poveri e ricchi, plebei e borghesi; ed il diritto -di stampa e quel di riunione non furono frenati da legge alcuna. In -tutta la Sicilia non vennero eseguite che tre sentenze di morte: un -ribaldo fu fucilato perche, durante la guerra, aveva messo a sacco e -fuoco alcuni Comuni della provincia di Palermo; altri due furono -fucilati nella provincia di Trapani, colpevoli di assassinii e di -rapine. - -Garibaldi non trovo ostacoli nell'esercizio delle sue funzioni. Appena -nel giugno 1860, i borbonici ebbero lasciato Palermo tutto procedette -come nei tempi normali, le imposte furon riscosse senza difficolta, i -commerci ripresero il loro movimento, i cittadini ritornarono alle loro -abituali occupazioni. Quello che meraviglio gli uomini d'affari, fu il -pagamento delle cedole del debito publico, ordinato sin dai primi giorni -del nuovo Governo e regolarmente eseguito. - -I siciliani, i quali ricordavano il governo parlamentare del 1848, i -disordini di allora, le difficolta finanziarie e politiche, non sapevano -darsi ragione come da Garibaldi si fosse mantenuto tanto ordine con -tanta liberta. Era la Dittatura con tutti i beneficii, senza i suoi -vizii, l'unita del potere illuminata dalla publica opinione, la -sovranita della ragione, senza violenze e senza i traviamenti della -passione. - -Fin qui, l'uomo di Stato ed il Capitano. - -Ma non sento aver compiuto il debito mio, senza inoltrarmi nei penetrali -del gabinetto, e senza aver detto quello che era Garibaldi tra le -quattro mura. - -La reggia di Palermo e quella di Napoli non turbarono la mente sua, ed a -Palermo e a Napoli egli aveva scelto una modesta cameretta, e dormiva in -un letticciuolo non dissimile da quello nel quale ultimamente giaceva -nella sua Caprera. - -Ed in tanta potenza egli non dimentico gli amici, non i compagni de' -suoi primi anni, non i patrioti coi quali aveva comunanza di aspirazioni -e di affetti. - -Il 3 ottobre 1860 Giorgio Pallavicino fu nominato prodittatore nelle -provincie napoletane. Prima che ricevesse il decreto--egli l'ebbe da me -nel pomeriggio del giorno 4--aveva fatto stampare nei giornali una -lettera a Mazzini, nella quale lo consigliava ad allontanarsi dalle -provincie meridionali, dicendogli che la sua presenza creava imbarazzi e -metteva a repentaglio quella concordia che tanto era necessaria al -trionfo della causa italiana. - -Quella lettera feri gravemente il cuore di Garibaldi. La coincidenza di -quelle parole col contemporaneo decreto, che investiva Pallavicino dei -supremi poteri dello Stato, avrebbe potuto suscitar dubbii che Garibaldi -voleva dissipati. Volle veder Mazzini per potersi spiegare con lui, e -Mazzini venne a Caserta la sera del 4 ottobre. - -Garibaldi era nel letto, e i due, appena furon vicini, si strinsero -cordialmente la mano, come amici che si vedono la prima volta dopo lunga -e penosa lontananza. Garibaldi fu il primo a parlare: - ---Spero che non vorrete lasciar Napoli dopo i consigli che vi furono -dati. La lettera di Pallavicino e un'aberrazione e capirete, che io non -posso diffidare di voi, ne supporre che la vostra presenza in Napoli sia -d'imbarazzo al trionfo della causa nazionale, per la quale ambedue -abbiamo lavorato. - ---Generale, io era sicuro dell'animo vostro; ma la lettera ha fatto -profonda impressione nel paese, perche scritta dal vostro prodittatore. - ---Pallavicino e da poche ore prodittatore, e quello che egli ha scritto -e di sua competenza, e non puo essere un atto di governo. Comunque sia, -io domando che non vi moviate, e vi assicuro che nissuno osera portarvi -molestia.-- - -Mazzini e Garibaldi, dopo questo incidente personale, scambiarono poche -altre parole sulle condizioni d'Italia, sulla necessita di compiere -l'opera nazionale. Verso le 8 pomeridiane l'antico triumviro si levo, e, -congedatosi, riprese la via di Napoli. - -Questo episodio, ignoto a molti, compie il ritratto del nostro eroe. - -Il dottor Riboli, il quale nella sua permanenza a Caprera nel 1861, -studio fisicamente Garibaldi, scriveva che la craniologia della di lui -testa presentava un fenomeno originale dei piu rari, anzi, senza -precedenti: l'armonia di tutti gli organi perfetta, e la risultante -matematica del loro insieme, la quale, indicava: l'abnegazione -anzitutto, e ovunque la prudenza, il sangue freddo, l'austerita naturale -dei costumi, la meditazione quasi continua, l'eloquenza grave ed esatta, -la lealta dominante. - - - - - - - _DISCORSO_ - - - - - _improvvisato al Teatro Brunetti di Bologna, per invito del Circolo - Universitario Vittorio Emanuele il 1o Giugno 1884_ - - - -_Signore e Signori_, - -Io non so se debba ringraziare piu il Circolo universitario il quale mi -volle onorare dell'incarico di commemorare Giuseppe Garibaldi, o questo -eletto uditorio che non mi attendevo. - -Io credeva che sarei venuto a fare una conferenza ai giovani -dell'Universita; trovo invece tutto un popolo innanzi a me. - -La conferenza per la sua modestia, parrebbe inferiore ad un discorso che -converrebbe tenere innanzi a voi. - - -Il popolo di Bologna per me e stato uno dei piu simpatici dell'Italia. - -Non dimentichero, signori, quello che fu fatto da questa eroica citta -nei momenti terribili in cui il governo del prete, baldanzoso delle -baionette austriache, insolentiva su voi, e come voi piu di una volta -tentaste di rompere le catene che vi tenevano nella schiavitu. - -Non dimentichero che in questa citta sorse il primo Ateneo scientifico -del mondo, che qui fu la sede del diritto, e che innanzi ai vostri -giureconsulti si inchinavano reverenti gli imperatori di Germania, -quando anche erano padroni del paese nostro. - -Comprenderete dunque con quale animo io debba parlare, e come sia -titubante al pensiero se potro riuscire a soddisfare le vostre legittime -esigenze. - - ---- - -Oggi, signori, e la festa dell'unita nazionale; domani sara -l'anniversario della morte di Garibaldi. - -Ben fecero gli studenti nell'aver voluto commemorare il luttuoso -anniversario in questo giorno sacro alla patria, alla quale e -indissolubilmente legato il nome dell'Eroe. - - -La festa dell'unita nazionale ricorda a tutti noi che lo Statuto di -Carlo Alberto, promulgato spontaneamente al 1859 e al 1860 dai governi -insurrezionali, fu completato dai plebisciti. Con essi sorse e si -consolido il nuovo giure publico italiano, contemperandosi il diritto -regio col diritto popolare, l'autorita di Vittorio Emanuele colla -volonta di Garibaldi, il quale fu ai tempi suoi la vera personificazione -del popolo. (_Applausi_). - -E poiche dovro parlare di Garibaldi, che potro dire di lui che voi non -sappiate? - -Nei due anni che sono corsi dopo la morte dell'Eroe, furono scritti su -lui opuscoli e libri di ogni genere. E possibile, signori, che la sua -vita sia una miniera non esaurita, e che io possa dirvi cose nuove, e -dipingere con nuovi colori la figura dell'uomo che ha tanto operato per -la patria? - -E possibile che io vi parli convenientemente e come si deve dell'uomo -innanzi al quale si inchinarono reverenti popoli e principi? - - ---- - -Garibaldi a 25 anni fu affigliato alla _Giovane Italia_ e si fece -cospiratore; a 27 anni fu proscritto. - - -Presa la via dell'esilio, si rivelo grande ammiraglio e potente -capitano. Al 1860 quando compie l'impresa di Sicilia, si scopri ch'era -in lui la mente del legislatore. - -I suoi storici non hanno saputo dirci dove abbia fatto gli studii; quale -Universita abbia frequentato, in qual collegio militare, in quale -istituto di marina abbia appreso l'arte della guerra: e non lo potevano. - -Dal 1837 al 1846, nelle libere terre di America, nei tempestosi flutti -dell'Oceano egli apprese a combattere e a vincere. Ivi il suo genio si -scopri ai popoli attoniti, o l'eco lontana ripercosse sulla vecchia -Europa, mentre la patria nostra era schiava, i plausi delle citta -redente dal valore italiano. - -Garibaldi come matematico non ebbe rivali. Gli erano famigliari i nostri -grandi poeti e i nostri publicisti. - -Seppe la storia meglio di uno dei nostri accademici: e fu entusiasta di -quella di Roma, i cui ruderi aveva visitato all'eta di 15 anni, e n'era -rimasto meravigliato. - -Ai nostri giorni si oso dubitare che fossero sue alcune considerazioni -di diritto publico internazionale, fatte al Parlamento subalpino, sol -perche si era avvezzi a vedere in lui il marinaio e il soldato. Orbene, -nell'aprile 1860, quando si preparava la spedizione dei Mille, Bixio ed -io lo trovammo collo Statuto in mano che commentava meglio dei -professori emeriti delle nostre Universita. - -Allora l'animo suo era tutto compreso nella difesa della sua Nizza -nativa che una crudele ragione di Stato aveva deciso di strappare alla -madre Italia (_Applausi prolungati_). - -Dissi che, presa la via dell'esilio, egli si e rivelato gran capitano e -grande ammiraglio. Permettetemi, signori, che io accenni, senza -estendermi, ai primi anni della sua vita militare, e che non vi narri in -tutti i particolari quello che egli abbia fatto prima del 1860. A -Montevideo ed a Roma, in Lombardia, in Tirolo, e poscia nei Vosgi egli -non era signore di se, altri esercitando l'impero e l'autorita nei paesi -in cui ebbe a combattere. - -La storia ricordera le virtu del gran Capitano, la strategia, le risorse -sul campo di battaglia, il coraggio col quale seppe vincere un nemico -dieci volte superiore di forze; ma l'epopea di Garibaldi, il suo grande -poema e la campagna del 1860. Dittatore e capitano, libero delle sue -azioni, ha provato quanto egli sapeva e quanto poteva. - -La storia del 1860 fu scritta da parecchi, ma non tutti seppero e -poterono farla con precisione e senza commettere errori. - -Certamente non ve la faro io oggi questa storia, cosi ampiamente come la -vorrei, imperocche il breve spazio di una conferenza, non me lo -permetterebbe. - -Ve ne diro abbastanza, perche ve ne formiate un esatto concetto. - - ---- - -La notte del 5 maggio i Volontari si raccolsero a Quarto; la mattina del -6 si imbarcarono sul _Piemonte_ e sul _Lombardo_ che una mano poderosa -di nostri giovani amici aveva strappato al porto di Genova. I primi due -giorni, tutti ignoravano dove andasse la piccola flotta, la quale -veramente questa volta portava i destini d'Italia. - -Taluni credevano che andasse nel territorio allora pontificio; altri in -Calabria; pochi ancora si persuadevano che l'impresa era destinata per -la Sicilia. - -Quando fu saputo che Garibaldi il 7 maggio era stato a Talamone, che si -era provveduto di munizioni e n'era partito, la mente degli uomini di -Stato vago in mille fantasie. Quando un pugno di Garibaldini sconfino il -territorio romano, le paure crebbero; si credette che Garibaldi avrebbe -attuato quel progetto che gli era stato impedito alla Cattolica, e ne fu -ordinato l'arresto. - -Navigammo in alto mare, e per vie non consuete ai nocchieri. Abbiamo -fatto in sei giorni un viaggio che suol farsi in ventiquattr'ore. - -All'alba dell'11 maggio la piccola flotta surse vicino alle Egadi. - -Quando partimmo da Quarto, Garibaldi aveva deciso di sbarcare a Porto -Palo, fra Trapani e Girgenti; ma essendo presso le Egadi, seppe che le -truppe borboniche avevano lasciato Marsala la notte prima, e che la -flotta di re Francesco aveva preso per le coste del Levante; Garibaldi -decise per Marsala. - -Non saprei esprimervi lo stato degli animi nostri quando fu preparata la -spedizione, durante il viaggio ed al nostro arrivo in Sicilia. Erano gli -anni della poesia (_Grandi applausi_). - -Accanto a Garibaldi tutto pareva possibile; non si vedevano pericoli, -non si temevano ostacoli. - -Il desiderio affrettava il momento dell'azione; a nessuno pareva che -l'azione potesse essere inferiore alla volonta, e che il piu ardito -desiderio potesse essere una esagerazione (_Approvazioni_). - -Siamo entrati nel porto. Garibaldi approdo a sinistra, sul _Piemonte_. -Bixio con quella furia che fu memorabile in lui, viro a destra, arenando -col _Lombardo_; La flotta napoletana, informata col Semaforo del nostro -arrivo, ci corse subito incontro; siamo scesi in mezzo alla mitraglia, -ma Marsala fu occupata. - -La notte dall'11 al 12 maggio la passammo vegliando ed aspettando il -nemico, che non si fece vedere. Abbiamo dovuto marciare su Calatafimi -per incontrarlo. - -A Calatafimi il generale Landi disponeva di 8 mila uomini di ogni arma; -cavalleria, artiglieria, fanteria e cacciatori. - -Garibaldi aveva il comando di appena 1600 uomini con cattivi fucili, -meno le 100 carabine, che erano in mano ai genovesi; e dei 1600 uomini -non tutti entrarono in battaglia. - -Il nemico era postato sopra una collina, la quale chiamasi il _pianto -dei Romani_. - - -Questa collina e sottostante al monte sul quale siede la citta di -Calatafimi. - -Fummo piu volte provocati dal nemico; ma Garibaldi impose di stare -tranquilli, anche quando il nemico era alla portata del fucile. - -Finalmente la battaglia si impegno; i volontari, Garibaldi alla testa, -montarono all'assalto, decimati dalla mitraglia; si giunse sul luogo nel -quale era schierato il nemico; la lotta divenne ostinata e dura; piu -volte si venne all'attacco, e piu volte i soldati regi soperchianti con -forze nuove, pareva volessero superarci. La bandiera italiana, sulla -quale era lo scudo di Savoia, fu poderosamente contrastata, e Schiaffino -cadde morto stringendola e impedendo che altri la prendesse; Menotti -allora l'afferra, e la lotta continua, senza permettere ai Borbonici che -si impossessassero del sacro vessillo; Garibaldi, in mezzo a suoi, -grida: - -"Qui bisogna vincere o morire. Non si indietreggia (_Applausi -frenetici_)." - -Ancora una carica alla baionetta; ed il nemico e vinto (_Nuovi applausi -prolungati_). - - ---- - -La presa di Palermo si dovette non solo al valore dei legionarii e del -loro capitano, ma sopratutto alla sua strategia. - -La marcia su Palermo, quanti uomini dell'arte l'han giudicata, la -ritennero come uno dei fatti piu memorabili delle guerre moderne. - -Dopo alcune avvisaglie, sui monti presso Monreale, Garibaldi ordino che -si piegasse a destra; il nemico era superiore di forze a noi. - -Il giorno 24 fu ordinata l'ascensione del monte vicino, nella cui valle, -che e al lato opposto, siede il comune di Piana dei Greci. - -Non si perde tempo: erano le 6 di sera, e ci trovammo in un bivio che -tiene a destra la strada rotabile che conduce a Corleone e Giuliana; a -sinistra un sentiero che porta al bosco di Ficuzza (questo nome vi -ricordera altre date ed altri fatti). - -Garibaldi, Bixio, Sirtori ed io ci siamo raccolti a consiglio. Era la -prima volta che si teneva un consiglio di guerra, perche Garibaldi -preferiva deliberare lui e comandare. - -Dopo che gli fu fatta una descrizione dei luoghi, il generale decise di -mandare Orsini coi cannoni e con quanti volontari avrebbero voluto -seguirlo, su Corleone e Giuliana; nessuno ne capi lo scopo. Il grosso -dei volontari resto con lui e pernotto alla Ficuzza. Quando Orsini -marciava coi suoi compagni, Garibaldi si abbasso, si avvicino ai mio -orecchio, e pronuncio queste parole che parevano misteriose: "Povero -Orsini! Lo mandiamo al sagrifizio:" per me era un' incognita. - -Siccome dissi, la notte dal 24 al 25 pernottammo nel bosco di Ficuzza. - -La mattina seguente fummo a Marineo, la sera a Misilmeri, dove il -Comitato insurrezionale di Palermo aveva mandato i suoi emissarii a -raggiungerci. Il 26 fummo a Gibilrossa, e li 27 eravamo padroni di -Palermo. - -Il colonnello Bosco, credendo di correre dietro a Garibaldi, trovo -Orsini; la diversione era mirabilmente riuscita. - -Garibaldi, innanzi a Palermo trovo i 16 mila uomini che il generale -Lanza, alto commissario del Borbone, teneva a difesa della capitale. -Anche ivi la lotta fu calda; si passo dal ponte dell'Ammiraglio al ponte -delle Teste in mezzo al saettare dei cacciatori che erano appostati ai -due lati della via; ma al piano di Sant'Erasmo le truppe borboniche -dovettero battere in ritirata; siamo subito corsi dietro di loro, lungo -la strada che oggi porta il nome di Lincoln. - -Era bello il vedere Garibaldi in quei momenti. - -Sui campi di battaglia il suo volto era radiante di gioia; non pareva -che fosse in una lotta dove cadevano da ogni parte morti e feriti, ma ad -una danza di nozze. - -Egli si fermo sul suo cavallo, dinanzi alla via che oggi porta il suo -nome e dietro all'altra che ha quello di Lincoln. A destra la flotta -napoletana fulminava colla mitraglia, a sinistra i cacciatori borbonici -saettavano colle palle. Fermo, impassibile non si mosse se non quando -l'ultimo dei suoi volontari fu entrato in citta (_Vivissimi applausi_). - -In otto giorni, Palermo fu sgombra dalle truppe regie, e Garibaldi le -ando a raggiungere a Milazzo, e le vinse. Passato il faro, corse -trionfante fino a Napoli con pochi o niuni contrasti; entro quale Cesare -vincitore nella grande citta, e le truppe borboniche, sbalordite, gli -resero gli onori. Il Borbone era partito sin dal giorno innanzi. - - ---- - -Il 1o ottobre, fu il giorno della piu difficile, della piu terribile -battaglia del 1860; Re Francesco era alla testa di 42 mila uomini, -quanto vi era di piu fresco nei suo esercito; Garibaldi non ne comandava -che appena 20 mila. La lotta fu lunga, ostinata, da Santa Maria a -Maddaloni, in tutta la linea del Volturno; ma anche quel giorno l'Eroe -fu vincitore, e prima che la battaglia fosse finita, annuncio la -vittoria telegraficamente a Napoli (_Applausi vivissimi_). - -La battaglia di Calatafimi segno la liberazione della Sicilia; la -battaglia del Volturno la caduta materiale della dinastia dei Borboni. - -La battaglia di Calatafimi--avvertite che essa avvenne il 15 maggio -1860--vendico le vittime del 15 maggio 1848; la battaglia del Volturno -getto le basi dell'unita italiana (_Applausi_). - -Al Volturno Garibaldi provo ai suoi detrattori che egli non era un -semplice _guerrigliero_, ma che era un grande capitano e che aveva -l'intelletto e l'arte di muovere grandi masse di truppe. La vittoria -dell'1 e del 2 ottobre si deve agli ordini dati da Garibaldi ed alla sua -presenza sul campo di battaglia, non meno che al valore, all'energia ed -all'intelligenza dei suoi luogotenenti che sapevano ubbidirlo. -Avvertite, signori, che Garibaldi non risparmio mai la sua persona, come -certi colonnelli e certi generali che comandano, stando lontani dal -campo. - - ---- - -Signori, abbiamo visto Garibaldi sotto un solo aspetto, che del resto -era da voi conosciuto: il guerriero; e niuno neghera che dopo Napoleone, -sia stato il piu grande capitano del secolo. - -Vediamolo ora sotto un altro aspetto, quello del legislatore, che molti -ignorano, e che taluni forse non sospettano che egli fosse. - -Avvertite, signori, che non e legislatore colui che redige le leggi, ma -colui che le concepisce. - -I codici francesi non furono scritti da Napoleone I, ma ne ebbero il -pensiero, e ne portarono l'impronta: potrei dire lo stesso di tutti i -legislatori del mondo. - - ---- - -Signori, molti di voi forse non sanno quello che sia un popolo in -rivoluzione. - -Voi non avete forse visto un popolo, agitato, incerto, talora ardito, -talora sgomento, una societa che si scioglie ed un'altra che si -ricompone, un governo che rovescia ed un altro che si ricostituisce. - - -Grave e la responsabilita di coloro i quali mentre imprendono a -distruggere un governo il quale ha i suoi publici funzionari; la sua -polizia, la sua truppa, devono ricomporne un altro al quale mancano -tutte le forze organiche, per esistere e farsi rispettare. - -Vi e un momento di transizione nei quale nessuno puo comandare; e la che -si sperimenta il vero uomo di Stato per sapere uscire dall'imbarazzo in -cui si trova e per assicurare la societa che nulla e caduto e che tutti -gli interessi sono rispettati coi nuovo regime. - - ---- - -Il primo scopo di Garibaldi era di gettare le basi dell'unita italiana -con Vittorio Emanuele, re; il mezzo era l'ordinamento delle forze -nazionali per distruggere il nemico, il quale era di ostacolo al -conseguimento dell'unita. A questo scopo il 13 maggio 1860 furono fatti -i decreti di Salemi. Ma cio non bastava. - -Era necessario rendere impossibile ai Borboni di governare, ed -organizzare intanto l'amministrazione nostra. Tanto fu stabilito coi -decreti di Alcamo. Il governo politico, l'ordinamento dei municipii, le -finanze furono materia di varii decreti allora publicati. - - -E per le finanze fu principale intendimento di alleviare le classi non -abbienti, e cosi fu abolita la tassa sul macinato e la tassa di -importazione sui cereali. (_Sensazione_) - -Al tempo stesso, fu ordinato alle popolazioni di rifiutare il tributo al -governo illegittimo, avvisandoli che da quel giorno tutto apparteneva -alla nazione. - -Voi comprendete che la difficolta maggiore non era nel consigliare il -rifiuto dell'imposta al nemico, ma nel persuadere i contribuenti di -pagare al governo che nasceva. Al tempo stesso bisognava persuadere i -cittadini che il governo che nasceva non era ne avido ne dissipatore, e -pero Garibaldi ordino che i suoi compagni non fossero trattati che colla -razione da soldato. - -E cio non bastava. - -Il 18 maggio, quando fummo a Partinico, trovammo i principali edifizi -della citta arsi dalle truppe borboniche. - -Garibaldi comprese quale guerra selvaggia si faceva in quei momenti dal -nemico, e senti che bisognava incoraggiare il popolo e assicurarlo -dell'avvenire. A tale scopo fu fatto il decreto che ordinava il -risarcimento dei danni di guerra dallo Stato, e piu tardi, a non -aggravare della fortissima spesa l'erario nazionale, furono invertite a -cotesto beneficio tutte le rendite di quelle Opere Pie di stato -incerto--e ve ne sono ancora molte in Italia e non si sa chi le mangia -(_Ilarita, applausi_)--escluse le rendite destinate agli Ospedali, -all'indigenza, al publico insegnamento, e a tutto cio che veramente -dovrebbe essere la provvidenza dei governi. - -Giunti al _passo di Renna_, vennero desolanti notizie dalle terre -vicine. Bande di scorridori portavano lo sconforto nelle tranquille -popolazioni, col saccheggio e la rapina. - -Fu in conseguenza una necessita il fare leggi di guerra. - -Garibaldi allora istitui tribunali militari, a cui fu data la -giurisdizione, per tutti i reati, durante il tempo della guerra. Piu -tardi di questi tribunali ne furono istituiti in ogni capoluogo di -circondario. - -Nulla a Garibaldi faceva maggior ribrezzo del furto. Talora aveva -compassione dell'imputato per reati di sangue nei quali poteva vedersi -la conseguenza dell'affetto. Disinteressato, generoso, non tollerava gli -abusi contro la proprieta altrui. - - -Occupata Palermo, furono completate codeste leggi, e si riordino con -forme stabili l'amministrazione civile. - -E poiche le popolazioni giudicano la bonta dei governi dal bene che alle -medesime ne deriva, il Dittatore decreto la divisione dei demanii -comunali col diritto di una quota speciale a coloro che avevan prese le -armi nelle guerre nazionali. - -In questo modo era doppio il vantaggio: avevamo una legge agraria colla -ripartizione dei latifondi, la creazione di nuovi proprietarii e la -soddisfazione alle plebi che per quell'atto di suprema economia si -interessavano all'opera dell'emancipazione politica, dalla quale -ricavavano il beneficio. - -Ne cio soltanto. - -Furono fatte varie leggi per la educazione militare dei fanciulli e per -provvedere, con pensioni, agli orfani e alle vedove dei morti per la -patria. - - ---- - -Signori, da taluno fu censurato Garibaldi perche egli aveva richiamato -in vigore le leggi del 1848. Riflettendoci bene, i critici severi -dovranno finire per dare ragione a lui che ne ebbe il pensiero ed a -colui che ne fu l'esecutore. - - -Le Insurrezioni del 1859 e del 1860 non furono che una rivendicazione -del diritto italiano, affermato e sancito al 1848. - -Al 1848 furono distrutti i trattati di Vienna, che erano un vincolo -internazionale per le dinastie straniere in Italia; e fu dichiarata la -decadenza dei Borboni e degli altri principi che allora governavano -nella penisola. Caduti al 1849 sotto il giogo delle vecchie tirannidi -dovemmo subire la violenza, ma il diritto italiano non rimase spento; e -solo si aspettava la risurrezione dei popoli per rivendicarlo e -rimetterlo in onore. - -Il richiamo adunque delle leggi politiche del 1848 fu una logica -necessita, e Garibaldi lo comprese e vi die complemento col plebiscito -del 21 ottobre 1860 che dichiaro l'Italia una e indivisibile dalle Alpi -ai due mari (_Applausi_). - - ---- - -Signori, io fo ora a me stesso una domanda: il mondo ufficiale ebbe fede -in Garibaldi? Non posso affermarlo, e non oso negarlo. - -I fatti apparenti piu di una volta mi han dato ragione di dubitarne. - -Prego intanto di non esser frainteso. In tutto questo non c'entra la -monarchia, e molto meno Vittorio Emanuele, il piu leale dei principi, il -miglior amico di Garibaldi (_Applausi_). - -Signori, il mondo ufficiale consiste nel sistema, nelle abitudini, nei -cortigiani che circondano il trono, nei bigotti che stanno sotto i -gradini del trono, che temono le innovazioni e che non hanno fede nelle -forze popolari (_Applausi_). - -Al 1848 quando Garibaldi venne da Montevideo, gli fu negato di comandare -un corpo di truppe. Al 1849, dopo la caduta di Roma, si finse--lui nato -a Nizza la quale allora faceva parte del regno--che egli, militando a -Roma, avesse perduto la nazionalita sarda; e pero fu mandato in esilio. -Pei ministri che allora governavano egli era il condannato politico del -1834, il socio della _Giovane Italia_. - -Al 1859, contro la volonta del Re e del suo primo ministro, Garibaldi fu -chiuso entro un angusto campo di battaglia, con pochi uomini e senza -artiglierie, lungi dall'orbita degli eserciti alleati, quasi -dimenticato. - -Alla testa dei Cacciatori delle Alpi egli fece miracoli di valore, vinse -il famigerato Urban; ma, per mancati aiuti, talora dovette sgombrare le -terre da lui redente, non potendo resistere alle forze soverchianti del -nemico. - -Al 1860, salpato da Quarto, poco manco che non lo arrestassero nelle -acque di Sardegna. - -Dittatore di Sicilia e di Napoli, la sua amministrazione fa -continuamente insidiata e i suoi uomini bersagliati dalle calunnie. -Nulladimeno, giunto a Marsala, egli aveva proclamato Vittorio Emanuele -Re d'Italia; tutti i suoi decreti portavano in capo le parole: "Vittorio -Emanuele" ed erano in nome del Re intestate le sentenze dell'autorita -giudiziaria e tutti gli atti publici. - -Dopo il suo ingresso a Palermo fu elevato lo stemma reale in tutti i -publici edifizi e lo stemma reale fu impresso nelle bandiere. - -E dopo cio perche dubitare di lui? perche dubitare degli uomini suoi? - -Vi era forse un solo fra coloro che lo circondavano che non volesse -l'unita colla monarchia? - -Garibaldi, imbarcandosi a Quarto, aveva inalberato la bandiera collo -scudo di Savoia; tanto che alcuni cittadini i quali non credevano in -quella bandiera, non vollero imbarcarsi, ed altri scesero a Talamone. - - -Sul finire del luglio 1860, il mondo ufficiale gli suscito ostacoli per -passare il faro. Ed avvertite che l'impresa siciliana sarebbe rimasta -infeconda, se i Garibaldini non avessero cacciato Francesco Borbone -dalla sua capitale. - -Allora si teme che se la rivoluzione fosse penetrata sul continente, la -monarchia italiana ne avrebbe patito. Impertanto i nostri avversarii -congiurarono con un generale borbonico e con un ministro fedifrago, e -mandarono emissarii perche avessero provocato una insurrezione militare -(_Profonda sensazione_). - -Si ideo--strano progetto--che si desse provvisoriamente il governo ad un -principe borbonico, affinche questi avesse preparato il nuovo regno di -Vittorio Emanuele. - -Vani conati che spiegavano il malvolere e suscitavano sospetti in un -momento in cui era necessaria la concordia per il compimento dell'unita -nazionale. - -Coteste son macchie che non salgono in alto, ma si arrestano sotto i -gradini del trono. Il 7 settembre 1860 Garibaldi entro trionfante in -Napoli, e il primo suo atto fu di affidare la squadra napoletana -all'ammiraglio Persano. - - -Quale pegno maggiore si poteva avere da lui? - - ---- - -Quest'uomo singolare, disinteressato, generoso, provvidenziale, vera -personificazione del popolo, aveva del soprannaturale. - -Nella vita di quest'uomo parrebbe che ci fosse del divino. - -L'Ercole e l'Achille degli antichi non valevano lui. - -Se fosse nato in Atene o in Roma, gli avrebbero alzato altari -(_Applausi_). - -Percorriamo a brevi tratti i punti singolari di questa vita, -straordinaria, tempestosa, difficile, e vedrete che le mie parole non -sono una esagerazione. - -In America alla testa di 70 uomini contro 1000 nemici, al comando di due -povere barche contro la flotta brasiliana, seppe uscire vincitore. - -Un giorno trascino le sue barche sull'Oceano che le ingoio; egli si -salva a nuoto, ritorna a terra, ricompone la legione, combatte e vince. - -Quando nei principii del 1848 ebbe notizia del movimento italiano, si -imbarco sopra un facile brigantino che fu battezzato la _Speranza_ e con -85 legionari prese la via del mare. A meta del cammino, scoppia il fuoco -e tutti si credono perduti, e lui con sangue freddo spegne le fiamme -divoratrici e tutti giungono salvi in Italia. - -Il 26 agosto 1848, dopo aver vinto due volte gli austriaci, stremato di -forze, scioglie la piccola legione, passa in mezzo all'esercito nemico, -lo delude, entra non visto nella Svizzera, e ritorna per altre vie in -Italia a combattere nuove battaglie. - -Il 2 luglio 1849, resa inutile la difesa di Roma, esce dalla porta -opposta a quella dalla quale entravano i francesi; tenta di prendere la -via di Venezia, e non gli riesce. Gli austriaci lo cercano, lo spiano, -lo attendono, ed egli scioglie la legione, amareggiato il cuore per la -perdita della sua compagna, sconfina il territorio toscano e si salva. - -Non vi diro, signori, quale lo vidi a Calatafimi e a Palermo, in mezzo -alle palle borboniche, sereno, raggiante il viso; fu sempre cosi in -tutti i combattimenti. - -Ricordero soltanto un episodio della battaglia di Milazzo. - -Il 20 luglio 1860 s'era impegnata la battaglia; e le sorti per un -momento parvero incerte. - - -Spunta da una viuzza un mezzo squadrone di cacciatori con un maggiore -alla testa. - -Garibaldi, Missori e il giovane Bertini erano a poca distanza; -l'ufficiale napoletano non se ne accorse, intento a correre per -riprendere un cannone che i garibaldini avevano preso al nemico; ma i -cacciatori borbonici sono ricevuti dalle fucilate dei nostri e ritornano -indietro. - -Garibaldi, si getta sulla via, colla sciabola sguainata, e osa intimar -loro la resa; Missori imbraccia la carabina ed uccide il cavallo del -comandante. Costui alza il fendente sul capo di Garibaldi, e l'Eroe para -il colpo e taglia la gola al nemico. Qui si impegna una lotta corpo a -corpo; tre contro quindici; e dei soldati della tirannide, alcuni sono -presi, altri sono fatti prigionieri (_Applausi vivissimi_). - -Ho detto, un momento fa, come il primo ottobre 1860 Francesco Borbone -avesse raccolto tutte le sue forze; 42 mila uomini, la parte piu scelta -delle sue truppe, lungo la linea del Volturno, contro 20 mila volontari. - -Impegnata la battaglia, Garibaldi si dirige in carrozza da Santa Maria -verso Monte Sant'Angelo, dove soleva stare ogni giorno per osservare il -nemico e per dirigere i suoi. Improvvisamente da alcune vie coperte, -sino ad allora ignorate, spunta un nugolo di nemici e la carrozza e -circondata. - -Ferito il cavallo, ucciso il cocchiere, la carrozza forata dalle palle, -Garibaldi e i suoi aiutanti scendono e si mettono in difesa. - -La meraviglia nei nemici per cotesto atto audace fu tanta che fu dato -tempo a Simonetta ed a Mosto di accorrere coi cacciatori. - -Garibaldi e salvo; e riprende il comando della battaglia; il Borbone e -vinto (_Applausi prolungati_). - -E inutile, signori, che io ricordi i pericoli corsi in altre battaglie, -nel Tirolo, a Mentana, nei Vosgi, la, sulla terra francese, dove mentre -tutta la Francia era sconfitta, Garibaldi solo era vincitore. Nulla -dimanco non se n'ebbe riconoscenza all'Eroe, il quale piu tardi venne -fischiato a Bordeaux. - -Nelle cento battaglie se il suo corpo non resto sempre illeso, la sua -vita fu sempre salva. Avvenne di lui come di Napoleone I, che i nemici -non seppero fondere la palla che lo doveva uccidere. - - -Signori, in certi periodi storici, nei momenti in cui l'umanita soffre -ed attende la sua liberazione, avviene che la provvidenza faccia sorgere -nel mondo una creatura straordinaria, i cui atti e le cui virtu escono -dal comune. - -Dei suoi prodigi le immaginazioni restano colpite, e le popolazioni -vedono in quella creatura un essere sovrumano. - -E lo dissi e lo ripeto: se Garibaldi fosse nato in Atene od in Roma, i -popoli ne avrebbero fatto un semi-dio e gli avrebbero alzato dei templi. - -Ai nostri giorni siamo piu modesti; l'altare di Garibaldi e nel cuore di -ogni patriota, senza distinzione di partito ne di classe. Hanno un culto -per lui, hanno venerazione per l'eroe quanti vogliono l'Italia quale la -fecero i plebisciti, una dalle Alpi ai due mari, quanti amano la patria, -forte, grande, prospera e rispettata (_Applausi prolungati_). - - ---- - -Questo, o signori, dovevo dire ai giovani dell'Universita, ai Bolognesi -che mi hanno con tanta benevolenza ascoltato, alle popolazioni lontane -alle quali forse giungera l'eco della mia parola (_Applausi -prolungatissimi insistenti_). - - - - - - - _Nota dei trascrittori_ - - - -Sono stati corretti i seguenti evidenti refusi (tra parentesi il testo -originale): - - p.8 - Garibaldi s'e [s e] fidato ad una dinastia - p.9 - le leggi eccezionali per estirparlo [estiparlo] - p.10 - Agl'internazionalisti [interzionalisti] varra di lezione - p.13 - alle 4 1/2 [4 1|2] del mattino - p.14 - Dopo questa sentenza, fu [fa] fatto il silenzio. - p.23 - il [i] Circolo universitario - p.24 - rompere le [la] catene che vi tenevano - p.36 - ed un'altra [un' altra] che si ricompone - p.36 - un altro che si ricostituisce [ricostituisco] - p.41 - dalle Alpi [alpi] ai due mari - p.43 - portavano [portavavano] in capo le parole - -La E maisucola accentata (nell'originale E') e stata trascritta come E. - -Per il resto (punteggiatura, grafie alternative o desuete, date -incomplete, ecc.) si e mantenuto invariato il testo originale. - - - - - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK GARIBALDI *** - - - - - - _A Word from Project Gutenberg_ - - - -We will update this book if we find any errors. - -This book can be found under: http://www.gutenberg.org/ebooks/35914 - -Creating the works from public domain print editions means that no one -owns a United States copyright in these works, so the Foundation (and -you!) can copy and distribute it in the United States without permission -and without paying copyright royalties. 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Information about the Mission of Project Gutenberg(tm)_ - - - -Project Gutenberg(tm) is synonymous with the free distribution of -electronic works in formats readable by the widest variety of computers -including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists -because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from -people in all walks of life. - -Volunteers and financial support to provide volunteers with the -assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg(tm)'s -goals and ensuring that the Project Gutenberg(tm) collection will remain -freely available for generations to come. In 2001, the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation was created to provide a secure and -permanent future for Project Gutenberg(tm) and future generations. To -learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and -how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 and the -Foundation web page at http://www.pglaf.org . - - - - _Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive - Foundation_ - - - -The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit -501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the state -of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal Revenue -Service. The Foundation's EIN or federal tax identification number is -64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at -http://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf . Contributions to the -Project Gutenberg Literary Archive Foundation are tax deductible to the -full extent permitted by U.S. federal laws and your state's laws. - -The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. -Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered -throughout numerous locations. Its business office is located at 809 -North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email -business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact -information can be found at the Foundation's web site and official page -at http://www.pglaf.org - -For additional contact information: - - Dr. Gregory B. Newby - Chief Executive and Director - gbnewby@pglaf.org - - - - _Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg - Literary Archive Foundation_ - - - -Project Gutenberg(tm) depends upon and cannot survive without wide -spread public support and donations to carry out its mission of -increasing the number of public domain and licensed works that can be -freely distributed in machine readable form accessible by the widest -array of equipment including outdated equipment. Many small donations -($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt -status with the IRS. - -The Foundation is committed to complying with the laws regulating -charities and charitable donations in all 50 states of the United -States. 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