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Guigoni. + + + + + I VIAGGI DI MARCO POLO[1] + + + + + CAPITOLO I. + + Interesse dei mercanti genovesi e veneziani nel promuovere delle + esplorazioni nel centro dell'Asia.--Condizione della famiglia Polo a + Venezia.--I due fratelli Niccolò e Matteo Polo.--Vanno da + Costantinopoli alla corte dell'Imperatore della China.--Loro + ricevimento alla corte di Kublai-Kan.--L'Imperatore li nomina suoi + ambasciatori presso il papa.--Loro ritorno a Venezia.--Marco + Polo.--Parte col padre Niccolò e lo zio Matteo per la residenza del re + tartaro.--Il nuovo papa Gregorio X.--La relazione di Marco Polo scritta + in francese, sotto suo dettato, da Rusticano da Pisa, (dal 1253 al + 1324). + + +I mercanti genovesi e veneziani non potevano rimanere indifferenti alle +esplorazioni che arditi viaggiatori tentavano nell'Asia centrale, +l'India e la China. Essi comprendevano che queste contrade offrirebbero +in breve un nuovo sfogo ai loro prodotti, e che, d'altra parte, utili +immensi si ricaverebbero dall'importazione in Occidente di mercanzie di +fabbricazione orientale. Gl'interessi del commercio dovevano quindi +lanciare dei nuovi cercatori sulle vie delle scoperte. Queste furono le +ragioni che decisero due nobili veneziani ad abbandonare la loro patria +ed a sfidare tutte le fatiche e tutti i pericoli di quei perigliosi +viaggi, allo scopo d'estendere le loro relazioni commerciali. + +Questi due Veneziani appartenevano alla famiglia Polo, la quale traeva +origine da Sebenico, in Dalmazia, ed erasi stabilita sino dal 1033 in +Venezia. È nel secolo XIII che noi troviamo questa famiglia divisa in +due rami; uno dei quali abitava nella contrada di San Felice, l'altro in +quella di San Geremia. + +I Polo di San Felice, datisi già da più anni al commercio, avevano in +esso trovata larghissima fonte di ricchezze, che aveanli posti a livello +delle famiglie patrizie di Venezia. + +Nel 1260, i fratelli Niccolò e Matteo o Maffio, figliuoli di Andrea, che +già prima del 1250 avevano stabilito un banco a Costantinopoli, terra +più veneziana che greca dopo l'impresa del Dandolo[2], si recarono con +una paccotiglia considerevole di gioielli nel Sudac, in Crimea, ove la +loro casa possedeva un altro banco diretto da un loro fratello maggiore, +Andrea Polo. Da quel punto, risalendo verso il nord-est, e traversando +il paese di Comania, giunsero sul Volga, ove teneva il suo campo +Berke-Kan signore dei Tartari occidentali. Questo principe mongollo +accolse benissimo i due negozianti di Venezia, e comperò i gioielli che +gli offersero pel doppio del valore, facendo inoltre ad essi ricchissimi +doni. + +Niccolò e Matteo rimasero un anno nel campo mongollo; finchè, nel 1262, +scoppiò una guerra tra Berke ed il principe Ulagù o Alau, signore dei +Tartari di Levante, e conquistatore della Persia. I due fratelli, non +volendo avventurarsi in mezzo a contrade battute dai Tartari, +preferirono recarsi a Boukhara, che era la principale residenza di +Berke, e colà rimasero tre anni e mezzo. Ma quando Berke fu vinto, e +presa la sua capitale, un'ambasciata d'Ulagù invitò i due Veneziani a +seguirli verso la residenza del Gran Kan[3] dei Tartari, che avrebbe +fatto loro ottima accoglienza. Kublai-Kan, quarto figlio di Gengis-Kan, +era imperatore della China, e teneva allora la residenza d'estate in +Mongolia, a Cai-ping-fu, sulla frontiera dell'impero Chinese. + +I due mercanti veneziani partirono, e spesero un anno intero nel +traversare quell'immensa estensione di paese che divide Boukhara dai +confini settentrionali della China. Kublai-Kan fu lietissimo di ricevere +quegli stranieri, venuti da paesi occidentali. Fece loro molte feste, +e li interrogò con premura sugli avvenimenti che accadevano in +Europa, chiedendo molti particolari intorno agli imperatori e re, alla +loro amministrazione, ai loro metodi di guerra; poscia li intrattenne +lungo tempo del pontefice e degli affari della Chiesa latina. + +Matteo e Niccolò, già pratici degli usi tartareschi e della lingua, +risposero francamente a tutte le domande dell'imperatore, al quale tanto +piacquero i due Veneziani, che pensò d'inviarli come suoi ambasciatori a +Sua Santità. I mercanti accettarono con riconoscenza, giacchè in tale +alta condizione il loro ritorno doveva effettuarsi in condizioni +vantaggiosissime. + +Kublai-Kan fece stendere lettere in lingua turca, nelle quali chiedeva a +Sua Santità Clemente IV, d'inviargli cento missionari per convertire +gl'idolatri al cristianesimo; poscia licenziò i due Veneziani, dando ad +essi per compagno di viaggio uno de' suoi baroni, chiamato Cogatal, ed +incaricandoli di riportargli un vasetto dell'olio della lampada sacra +che arde continuamente sulla tomba di Gesù Cristo a Gerusalemme. + +I due fratelli, muniti di passaporto su tavoletta d'oro, che metteva a +loro disposizione uomini e cavalli in tutta l'estensione dell'impero, +presero congedo dal Gran Kan e si misero in viaggio nel 1266. In breve +però il barone Cogatal cadde ammalato. I Veneziani, costretti a +separarsi da lui, proseguirono il loro cammino, e, malgrado gli aiuti +che ricevettero, impiegarono non meno di tre anni per giungere a +Giazza[4], porto dell'Armenia Minore. Da Giazza si portarono ad Acri, +ove arrivarono verso la fine dell'anno 1269. Colà seppero della morte di +papa Clemente IV, verso il quale erano diretti. Ma il legato apostolico +Tebaldo risiedeva in quella città; egli accolse i due Veneziani, e +sentendo quale fosse la missione di cui il Gran Kan li aveva incaricati, +li esortò ad attendere l'elezione del nuovo papa. + +Matteo e Niccolò, assenti dalla loro patria da ben diciannove anni, +pensarono, intanto che il nuovo pontefice fosse eletto, di rivedere +Venezia e la famiglia. Si recarono a Negroponte, ove s'imbarcarono sopra +una nave, che li condusse direttamente alla loro città natale. + +Sbarcando, Niccolò apprese la morte di sua moglie e la nascita di un +figlio, nato pochi mesi dopo la sua partenza, nel 1251. Quel figlio si +chiamava Marco. Egli è ben da credere che al dolore del marito dovesse +recare grande conforto la gioia del padre che trovava questo figliuolo, +quasi a tenergli luogo della donna perduta. Durante due anni i fratelli +Polo, cui stava a cuore di adempiere la loro missione, aspettarono a +Venezia l'elezione del nuovo papa. Ma poichè questa tardava, parve loro +di non poter più oltre differire il loro ritorno presso l'imperatore dei +Mongolli; partirono quindi per Acri, nell'aprile 1271, conducendo seco +il giovane Marco, che contava allora ben 19 anni. Ad Acri ritrovarono il +legato Tebaldo, che li autorizzò a recarsi a Gerusalemme a prendere +l'olio della lampada del Santo Sepolcro. Compiuta quella missione, i +Veneziani fecero ritorno ad Acri, e mancando ancora il pontefice, +chiesero al legato lettere per Kublai-Kan, nelle quali sembra fosse +accennata la morte di Clemente IV. Tebaldo consegnò le lettere, ed i due +fratelli tornarono a Giazza. Ivi, con grandissima gioja, seppero che il +legato Tebaldo era stato consacrato papa, sotto il nome di Gregorio X, +il 1 settembre 1271. Il nuovo pontefice li richiamò immediatamente, ed +il re d'Armenia pose una galera a loro disposizione, perchè potessero +recarsi più rapidamente ad Acri. Il papa li accolse con premura, +consegnò loro lettere per l'imperatore della China, diè loro la +compagnia di due frati predicatori, Niccolò da Vicenza[5] e Guglielmo da +Tripoli, e la sua benedizione. + +Gli ambasciatori, accommiatatisi da Sua Santità, fecero ritorno ad Acri; +ma appena giunti in quella città, poco mancò non cadessero prigionieri +nelle mani di Boibar Bundoctari, Sultano mamelucco del Cairo, che +infestava allora l'Armenia. Spaventati i due frati predicatori di quel +brutto principio, rinunciarono a recarsi nella China, e lasciarono ai +Veneziani la cura di consegnare all'imperatore mongollo le lettere del +pontefice. + +È qui che incominciano i grandi viaggi descritti da Marco Polo, dei +quali noi parleremo in progresso. Ha egli realmente visitato tutti i +paesi e tutte le città ch'egli descrive? No, senza dubbio; e nella sua +narrazione, scritta in francese sotto suo dettato da Rusticano da +Pisa[6], è formalmente dichiarato che «Marco Polo, savio e nobile +cittadino di Venezia, vide tutto co' propri occhi, e quello che non vide +lo seppe dalla bocca di uomini degni di fede.» Ma aggiungiamo che la +maggior parte delle città e paesi descritti da Marco Polo vennero +realmente da lui percorse. Seguiremo quindi l'itinerario com'è tracciato +nel suo racconto, indicando soltanto ciò che il celebre viaggiatore +seppe da altri durante le importanti missioni di cui lo incaricò +l'imperatore Kublai-Kan. In questo secondo viaggio i Veneziani non +seguirono esattamente la medesima strada che Matteo e Niccolò avevano +presa recandosi la prima volta verso l'imperatore della China. Essi +erano passati a settentrione dei monti Celesti, che sono i monti +Thiânscian-pe-lu; il che aveva allungato il loro cammino. Questa volta +piegarono a mezzodì pei monti stessi; eppure, benchè quella strada fosse +più corta dell'altra, impiegarono non meno di tre anni a percorrerla, a +cagione delle pioggie e degli straripamenti dei grandi fiumi. Sarà +facile seguire questo itinerario sopra una carta dell'Asia, dacchè ai +nomi antichi della storia di Marco Polo, non facili ad intendersi nel +suo libro, nel quale non è seguíto l'ordine del viaggio, ed è fatta +confusione delle cose udite e delle vedute, abbiamo sostituito +dappertutto i nomi esatti della cartografia moderna. + + +NOTE: + +[1] Sarà nostra cura il dare a questi viaggi il maggior sviluppo +possibile, confrontando il lavoro di G. Verne colla lezione del Codice +Magliabeccano pubblicato a cura del Bartoli; nonchè coi lavori del +Francese Charton; giacchè gl'Italiani hanno diritto di pretendere in una +nuova edizione dei viaggi del grande Veneziano tutta quella estensione +che ben s'addice al più illustre viaggiatore di quel secolo. +(_N. del Trad._) + +[2] Enrico Dandolo, eletto doge di Venezia nel 1192, benchè ottuagenario +e cieco divenne celebre alla quarta crociata, durante la quale domò +Zara, nel 1202. Conquistò Costantinopoli, il 17 luglio 1203, facendo a +Venezia importantissimi acquisti marittimi sulle coste del Mar di +Marmara e Mar Nero; s'impadronì di Candia e d'altre isole del +Mediterraneo, e portò a Venezia i famosi cavalli di S. Marco. Dopo +l'assassinio dell'imperatore Alessio, eresse l'impero latino col conte +Baldovino a imperatore. Morì a Costantinopoli il 1^o giugno 1205, al +ritorno d'una spedizione infelice contro gli abitanti ribellatisi di +Adrianopoli. (_N. del Trad._) + +[3] Gran Signore. (_N. del Trad._) + +[4] Questo porto, conosciuto oggidì sotto il nome d'Isso, è posto in +fondo al golfo Issico. + +[5] Il codice Magliabeccano dice _da Vinegia_ (Venezia), ma il testo +francese, il Ramusiano ed il Riccardiano, _da Vicenza_. Nell'opera di +Verne, per un errore certamente di tipografia, leggiamo: _de Vienne!_ +(_Nota del Trad._) + +[6] È nelle carceri di Genova che Marco Polo dettò il racconto de' suoi +viaggi a Rusticano da Pisa suo compagno di prigionia. (_Nota del Trad._) + + + + + CAPITOLO II. + + L'Armenia Minore.--La Turcomania.--L'Armenia Maggiore.--Il monte + Ararat.--La Georgia.--Mussul, Bagdad, Bassora, Tauris.--La Persia.--La + Provincia di Kirman.--Comadi.--Ormuz.--Il Vecchio della + Montagna.--Cheburgan.--Balk.--Il + Balacian.--Cascemir.--Casceegar.--Samarcanda.--Cotan.--Il + deserto.--Tangut.--Caracorum.--Signan-fu.--Tenduc.--La grande Muraglia + della China.--Ciandu, la città attuale di Sciang-tu.--La residenza di + Kublai-Kan.--Cambaluc, attualmente Pekino.--Le feste + dell'Imperatore.--Sue caccie.--Descrizione di Pekino.--La zecca ed i + biglietti di banca chinesi.--Le poste dell'Impero. + + +Nel lasciare la città di Isso, Marco Polo parla dell'Armenia Minore come +d'un paese assai insalubre, i cui abitanti, un tempo valorosi, ora sono +divenuti vili e molto tristi, nè sanno far altro che ubbriacarsi. Questa +provincia, ch'è retta da un governatore in nome del Gran-Kan, ha molte +città e castella, abbonda d'ogni cosa ed in ispecial modo di +cacciagione. In quanto al porto d'Isso, dice ch'è il deposito delle +preziose mercanzie dell'Asia, ed il ritrovo dei mercanti d'ogni paese. +Dall'Armenia Minore Marco Polo passa alla Turcomania, ove annovera tre +generazioni di popoli: i Turcomanni propriamente detti, seguaci di +Maometto, le cui tribù, semplici e alquanto selvagge, posseggono pascoli +eccellenti ed allevano cavalli e muli di gran valore; gli Armeni ed i +Greci, che dimorano in ville e castelli e sono abilissimi nel fabbricare +tappeti e stoffe di seta. L'Armenia Maggiore, che Marco Polo visitò in +seguito, è una vasta provincia che ha per capitale Arzinga[7], città +ove, al dire del Veneziano, si fabbrica il miglior boccassino del mondo. +Questa provincia offre, durante l'estate, un accampamento favorevole ai +Tartari del levante, pei pascoli eccellenti che vi si trovano. Ivi il +viaggiatore vide il monte Ararat, sul quale, a seconda delle tradizioni +bibliche, posò l'Arca di Noè dopo il diluvio; egli accenna alle terre +confinanti col mar Caspio, ove dice trovarsi una fontana dalla quale +sgorga dell'olio di nafta (petrolio) in tanta abbondanza, +che cento navi se ne caricherebbero alla volta. Queste sorgenti sono +oggetto d'un importantissimo commercio[8]. + +Marco Polo, lasciando l'Armenia Maggiore, si diresse pel nord-est verso +la Georgia, reame che si stende sul versante meridionale del Caucaso, +governato da un re, tributario ai Tartari di levante, per nome David +Melic, ch'è quanto dire, Davide re[9]. Secondo una tradizione, gli +antichi re di questo paese nascevano «con una figura d'aquila disegnata +sotto la spalla destra.» I Georgiani, dice il Polo, sono bella gente, +prodi in arme e valentissimi arcieri. Sono cristiani e vivono a mo' dei +Greci. Gli operai del paese fabbricano magnifiche stoffe di seta e +d'oro. Là si vede quella celebre gola lunga quattro leghe, posta tra il +piede del Caucaso ed il mar Caspio, che i Turchi chiamano la porta di +Ferro, e gli Europei il Passo di Derbend[10]. È là che si vede anche il +monastero di S. Leonardo, ai piedi del quale si stende quel lago +miracoloso in cui dicono si trovi pesce soltanto in quaresima. + +Da questo punto, i viaggiatori discesero verso il reame di Mussul e +guadagnarono la città di questo nome, posta sulla riva destra del Tigri; +poscia Bagdad, residenza del califfo di tutt'i Saraceni del mondo[11]. +Qui Marco Polo racconta la presa di Bagdad, fatta dai Tartari nel 1258, +capitanati da Hulakù o Ulagù, figlio di Taulai e fratello di +Mangu-Kan[12]; e cita una storia maravigliosa in appoggio a quella +massima cristiana di fede che solleva le montagne[13]; poscia indica ai +mercanti la via che corre da questa città al golfo Persico, e che si fa +in diciotto giorni discendendo il fiume, attraversando Bassora ed il +paese dei datteri. + +Da Bagdad a Tauris, città persiana della provincia d'Adzerbaidjan, +l'itinerario di Marco Polo sembra interrotto.--Checchè ne sia, lo +ritroviamo a Tauris, città vasta e commerciale, costrutta in mezzo a bei +giardini, che fa commercio di pietre preziose e d'altre merci di valore; +ma i suoi abitanti, saraceni, sono malvagi e sleali. È in questo punto +che Marco stabilisce la divisione della Persia in otto provincie. +Secondo lui, gli indigeni persiani sono nemici molestissimi pei +negozianti, i quali non possono viaggiare senza essere armati d'archi e +di freccie. Il principale commercio del paese è quello dei cavalli e +degli asini che vengono inviati al mercato di Kis o di Ormuz, e di là +alle Indie. In quanto alle produzioni del suolo, consistono in frumento, +in orzo, in miglio ed in uve, che crescono in abbondanza. + +Marco Polo discese al sud sino a Yezd, la città più orientale della +Persia propriamente detta; buona città, nobile ed industriale. Allorchè +ne uscirono, i viaggiatori dovettero cavalcare per sette giorni +attraverso magnifiche foreste piene di selvaggina, per giungere alla +provincia di Kirman. Ivi i minatori raccolgono nelle montagne delle +turchesi, ferro ed antimonio. I ricami ad ago, la fabbricazione di +bardature ed armi, l'allevamento dei falchi da caccia, occupano gran +numero di abitanti.--Lasciata Kirman, Marco Polo ed i suoi due compagni +impiegarono nove giorni a traversare un paese ricco e popoloso, e +giunsero alla città di Comadi, che si crede sia la moderna Memaum, +allora già molto decaduta. La campagna era bellissima; dovunque bei +montoni grossi e pingui, buoi bianchi come la neve, con corna corte e +grosse; starne ed altri uccelli a migliaia; alberi magnifici, +specialmente datteri, aranci e pistacchi. + +Dopo cinque giorni di viaggio verso il mezzodì, i tre viaggiatori +entrarono nella bella pianura di Formosa, oggidì conosciuta sotto il +nome di Ormuz, bagnata da belle riviere. Dopo due giorni ancora di +viaggio, Marco Polo si trovò alle rive del golfo Persico, e presso la +città di Ormuz, che forma il porto marittimo del regno di Kirman. Quel +paese gli parve caldissimo ed insalubre, ma ricco di datteri e d'altri +alberi fruttiferi, di gemme, stoffe di seta e d'oro, denti d'elefante e +vino di palme. Il porto era frequentato da molte navi ad un albero e ad +una sol vela, le cui tavole erano unite con fili di corteccia e non +inchiodate; laonde molte perivano nell'attraversare il mare indiano. + +Da Ormuz, Marco Polo, risalendo verso il nord-est, tornò a Kirman; +quindi si avventurò, per sentieri pericolosi, attraverso un arido +deserto, ove non si trova che acqua salmastra; quello stesso deserto +che, 1500 anni prima, Alessandro superò col suo esercito, tornando dalle +bocche dell'Indo, per raggiungere l'ammiraglio Nearco. Sette giorni +dopo, Marco Polo entrò nella città di Kabis, sulla frazione del regno di +Kirman[14]. Traversò poi un altro deserto, ed in otto giorni risalì sino +a Tonocain, che dev'essere l'attuale capitale della provincia di Kumis, +cioè Damaghan. Qui Marco Polo dà alcune notizie intorno al Vecchio della +Montagna, il capo degli Hashishins (donde venne il nome di _assassino_), +setta maomettana che si segnalò pel suo fanatismo religioso e per le sue +crudeltà spaventevoli[15]. Dopo sei giorni di cammino, entrò in Supunga +(la Shibbergam dei moderni), la città per eccellenza, ove i poponi sono +più dolci del miele, e nella nobile città di Balkh, verso le sorgenti +dell'Oxo. Quindi, traversato un paese ove s'incontrano non di rado +leoni, giunse a Taikan, gran mercato di sale, che attira gran numero di +trafficanti, ed a Scasem, che alcuni commentatori ritengono sia la +moderna Koondooz. In quella contrada si trovavano molti porcispini, e +quando si dava loro la caccia, dice Marco, quegli animali, unendosi +tutti, lanciavano contro i cani i dardi che portano sul dorso e sui +fianchi. È noto ora che questa pretesa facoltà difensiva del porcospino +è da porsi nel novero delle favole. + +I viaggiatori entrarono quindi sul territorio montuoso di Balacian, +contrada fredda, che produce buoni cavalli, gran corridori, falchi dal +lungo volo, ed ogni specie di selvaggina. Ivi esistono miniere di +rubini, che il re fa scavare a suo profitto in una montagna chiamata +Sighinan, sulla quale nessuno può metter piede sotto pena di morte. Si +raccoglie pure, in altri luoghi, argento, ed altre pietre colle quali si +fa «l'azzurro migliore e più fino del mondo,» cioè il lapislazzuli. A +dieci giornate da Balacian s'incontra una provincia, che dev'essere la +moderna Paishore, i cui abitanti idolatri hanno la pelle scurissima e +vivono di carne e riso; poi, verso mezzodì, il regno di Cascemire, paese +temperato, che ha molte città e villaggi, ed il cui territorio, +frastagliato da gole di monti, è facile a difendere. Giunto a questo +punto, se Marco Polo avesse proseguito più oltre nella stessa direzione, +sarebbe entrato nel territorio dell'India; ma egli risalì invece verso +il nord, e dopo dodici giorni si trovò sul territorio di Vaccan, in +mezzo a magnifici pascoli, ove erravano sterminate greggie di montoni +selvatici chiamati mufloni. Di là, attraversando le contrade di Pamer e +di Belor, territorî montuosi tra i sistemi orografici dell'Altai e +dell'Imalaia, giunsero, dopo quaranta giorni di faticose marcie, alla +provincia di Kaschgar. + +È là che Marco raggiunse l'itinerario di Matteo e Niccolò Polo durante +il loro primo viaggio, quando da Boukhara furono condotti alla residenza +del Gran-Kan. Da Kaschgar Marco Polo si avanzò all'ovest, fino a +Samarcanda, grande città, abitata da cristiani e da saraceni; quindi +toccò Yarkund, città frequentata dalle carovane che fanno il commercio +tra l'India e l'Asia settentrionale; traversando quindi Cotam, Pein, +città che i moderni commentatori non si accordano nello stabilire a +quale corrisponda, posta in una contrada ove si raccoglie in abbondanza +il diaspro ed il calcedonio, giunse ad un certo regno di Ciarcian, che +alcuni commentatori ritengono sia la città detta Karashehr, che +significa _città nera_, descritta come posta sopra un gran fiume +navigabile, formato dalla congiunzione dei due fiumi che vengono +rispettivamente dal Koten e dal Yarkand; poi, dopo un cammino di cinque +giorni attraverso sabbiose pianure prive d'acqua potabile, venne a +riposarsi per otto giorni nella città di Lob, ora distrutta. Ivi fece i +suoi preparativi per attraversare il deserto che si stende verso +Oriente, «deserto sì grande, dice egli, che occorrerebbe un anno per +attraversarlo; deserto popolato da spiriti, ed in mezzo al quale +risuonano tamburi invisibili, ed altri instrumenti»[16]. + +Dopo un mese impiegato nel traversare quel deserto nella sua larghezza, +i tre viaggiatori giunsero nella provincia di Tangut, alla città di +Cha-tcheou, posta al limite occidentale dell'impero chinese. Questa +provincia ha pochi commercianti, chè gli abitanti, la maggior parte +idolatri, vivono dei prodotti dell'agricoltura. Fra i costumi di Tangut, +che fecero maggiore impressione su Marco Polo, dobbiamo citare quello di +non ardere i cadaveri dei morti se non nei giorni fissati dagli +astrologi; «e tutto il tempo che il morto resta in casa, quegli della +casa fanno mettere una tavola dinanzi alla cassa dov'è il morto, con +vino, pane e vivande, com'egli fosse vivo; e questo fanno ogni dì, +infino a che si dee ardere.» + +Verso il nord-ovest, all'uscir dal deserto, Marco Polo ed i suoi +compagni fecero un'escursione sino a Kamil (l'Hamil dei Chinesi), città +fondata in mezzo a due deserti, abitata da idolatri che non conoscono +alcun vincolo di matrimonio. Da Kamil si spinsero sino a Chingitalas, +città sulla quale non sono ancora riusciti ad accordarsi i commentatori, +abitata da idolatri, maomettani e cristiani nestoriani. «Quivi, dice il +Polo, ha montagne ove sono buone vene d'acciaio e d'andanico, e in +questa montagna è un'altra vena, della quale si fa salamandra.»[17] + +Da Chingitalas, Marco Polo ritornò a Chatcheou e riprese la sua via +verso l'est, traverso il Tangut, per la città di Succiur[18], sopra un +territorio coltivato a rabarbaro. «E quivi, dice Marco, si truova il +rebarbero in grande abbondanza, e quivi lo comperano i mercatanti, e +portanlo per tutto il mondo.» Da Succiur passò a Champicion, la +Kam-ceu-fu dei Chinesi, allora capitale di tutto il Tangut. Era una +città importante, popolata da ricchi capi idolatri, che erano poligami, +e sposavano per lo più le loro cugine o le zie[19]. I tre Veneziani +rimasero un anno in quella città. Queste lunghe fermate, e le frequenti +deviazioni dal loro cammino, spiegano perchè il loro viaggio traverso +l'Asia centrale durò più di tre anni. Uscito da Kam-ceu-fu, dopo aver +viaggiato per dodici giornate, a cavallo, Marco Polo giunse sul limite +d'un deserto di sabbia alla città d'Etzina; era un'altra deviazione, +giacchè egli saliva direttamente al nord; ma al viaggiatore stava a +cuore di visitare la celebre città di Caracorum, questa capitale tartara +che Rubruquis aveva visitata nel 1254[20]. + +Marco Polo aveva certo gl'istinti dell'esploratore, e non badava a +fatiche quando si trattava di completare i suoi studî geografici. In +quella circostanza, per giungere alla città tartara, dovette camminare +quaranta giorni in un deserto senza abitazioni e senza arbusti. + +Giunse finalmente a Caracorum. Era una città di tre miglia di +circonferenza. Dopo essere stata per lungo tempo la capitale dell'impero +mongollo, fu conquistata da Gengis-Kan, avo dell'imperatore allora +regnante. Qui Marco Polo fa una digressione storica, in cui narra la +ribellione e le gesta dell'eroe tartaro contro quel famoso Prete Gianni, +che teneva tutto il paese sotto la sua dominazione[21]. + +Marco Polo, tornato a Kam-ceu-fu, viaggiò verso l'est, ed arrivò alla +città d'Erginul, che è probabilmente la città di Liang-ceu, i cui +abitanti si dividono in idolatri, cristiani nestoriani e maomettani. Di +là si spinse alquanto verso il sud, per visitare Si-gnan-fu; passò +traverso un territorio ove pascevano buoi selvaggi grossi come elefanti, +ed il prezioso capretto che fu poi chiamato portamuschio. Ritornati a +Liang-ceu, in otto giorni i viaggiatori si portarono verso l'est a +Cialis, ove si fabbricano i migliori cambellotti[22] di pelo di +cammello; quindi nella provincia di Tenduc, nella città dello stesso +nome, ove regnava un discendente del Prete Gianni, per nome Giorgio, +tributario però del Gran Kan. Era una città industriale e commerciante, +ove, al dire di Marco Polo, «sonvi gli più bianchi uomeni del paese e +più belli, e i più savi, e più uomeni mercatanti.» Di là, facendo un +angolo verso il nord, i Veneziani s'innalzarono per Sinda-cheu, al di là +della gran Muraglia della China, sino a Ciagannor, che dev'essere +Tsaan-Balgassa, bella città sul lago Ciagan-noor, ove risiede volentieri +l'imperatore quando desidera divertirsi alla caccia del girifalco, +giacchè abbondano su quel territorio le gru, le cicogne, i fagiani e le +pernici. + +Finalmente, tre giorni dopo aver lasciato Ciagannor, Marco Polo, col +padre e lo zio, giunse a Giandu, l'attuale Chang-tou o Sciang-tu, ch'è +la stessa città chiamata dal Polo anche Cle-men-fu. Ivi gl'inviati del +pontefice furono ricevuti da Kublai-Kan, che allora abitava quella +residenza d'estate, posta al di là della gran Muraglia, al nord di +Cambaluc, ora Pekino, capitale dell'impero. Il viaggiatore parla poco +dell'accoglienza che gli venne fatta, ma descrive con minuziosa cura il +palagio del Kan, grande edifizio di pietre e di marmo, le cui camere +sono interamente dorate. + +Questo palazzo è costrutto in mezzo ad un parco cinto da mura, ove si +vedono serragli di bestie e fontane, ed inoltre un edificio costrutto +con canne così ben intrecciate, che sono impenetrabili all'acqua: era +una specie di padiglione che si poteva smontare, nel quale il Kan +abitava nei mesi di giugno, luglio ed agosto, cioè nella buona stagione. +Tale stagione doveva esser buona infatti, giacchè, a quanto scrive Marco +Polo, degli astrologi addetti alla persona del Kan erano incaricati di +dissipare coi loro sortilegi qualunque pioggia, nebbia o intemperie. +Sembra che il Veneziano non mettesse in dubbio il potere di quei maghi. +«Questi savi uomini sono chiamati Tebot e Quesmur, e sanno più d'arte +del diavolo che tutta l'altra gente, e fanno credere alla gente, che +questo avviene per santità. E questa gente medesima, ch'io v'ho detto, +hanno una tale usanza, che quando alcuno uomo è morto per la +signoria[23], egli il fanno cuocere e mangianlo, ma no se morisse di sua +morte; e sono sì grandi incantatori, che quando il Gran Kan mangia in +sulla mastra sala, gli coppi pieni di vino e di latte e di altre loro +bevande, che sono d'altra parte della sala, si gli fanno venire senza +che altri gli tocchi, e vegnono dinanzi al Gran Kan, e questo vegiono +bene X mila persone: e questo è vero senza menzogna; e questo ben si +può fare per negromazia.» + +Il Veneziano parla anche di altri monaci che menano una vita di continue +privazioni, cibandosi di crusca bagnata nell'acqua, digiunando buona +parte dell'anno, e tenendosi molte ore in adorazione innanzi agli idoli +ed al fuoco. «Egli hanno badie o monisteri (così il Polo); e si vi dico, +che v'ha una piccola città che hae uno monistero che hanno piue di cc +monaci, e vestonsi più onestamente che tutta l'altra gente.» + +Marco Polo narra quindi la storia dell'imperatore Kublai, il più potente +degli uomini, che possiede più terre e tesori di qualunque uomo da Adamo +in poi. Narra come il Gran Kan avesse allora ottantacinque anni; fosse +un uomo di mediocre statura, pingue, ma ben proporzionato delle membra, +dal volto bianco e roseo, dai begli occhi neri; come salisse al trono +l'anno 1256 dalla nascita di Cristo. Era buon capitano in guerra, e lo +provò quando suo zio Naian, che governava pel nipote alcune provincie +dell'impero, sollevatosi contro di lui, volle disputargli il trono alla +testa di quattrocentomila cavalieri. Kublai-Kan, riuniti in segreto +trecentosessantamila uomini a cavallo e centomila a piedi, mosse contro +lo zio, e lo sorprese sopra una gran pianura, ove il ribelle, di nulla +sospettando, se ne stava tranquillamente accampato. Terribile fu la +battaglia. «Vi morirono tanta gente, tra dell'una e dell'altra parte, +che ciò sarebbe meraviglia a credere. Kublai-Kan rimase vincitore, e +Naian, fatto prigione, fu messo in su uno tappeto, e tanto fu pallato, e +menato in qua e in là che egli morío: e cioè fece, che non voleva che 'l +sangue del lignaggio dello imperatore facesse lamento all'aria; e questo +Naian era di suo lignaggio.» Dopo quella vittoria, l'imperatore rientrò +trionfante nella città capitale del Catai, chiamata Cambalu, che divenne +poi l'attuale Pekino. Giunto in questa città, Marco Polo dovè rimanervi +a lungo, sino all'istante in cui venne incaricato di varie missioni +nell'interno dell'impero. È a Cambalu che sorgeva il magnifico palagio +dell'imperatore, di cui il Veneziano fa la seguente descrizione, che noi +togliamo dal Codice Magliabeccano, e che darà esatta idea dell'opulenza +di quel sovrano mongollo: + +«Sappiate veramente che 'l Gran Cane dimora nella mastra città, ch'è +chiamata Combalu, tre mesi dell'anno, cioè dicembre, gennaio, febbraio, +e in questa città ha suo grande palagio: ed io vi diviserò com'egli è +fatto. Lo palagio è di muro quadro, per ogni verso un miglio, e in su +ciascuno canto di questo palagio è uno molto bel palagio, e quivi si +tiene tutti gli arnesi del Gran Cane, cioè archi, turcassi e selle e +freni, corde e tende, e tutto ciò che bisogna ad oste ed a guerra. E +ancora tra questi palagi hae quattro palagi in questo cercóvito, sì che +in questo muro attorno attorno sono otto palagi, e tutti sono pieni +d'arnesi, e in ciascuno ha pur d'una cosa. E in questo muro verso la +faccia del mezzodì, hae cinque porte, e nel mezzo è una grandissima +porta, che non s'apre mai nè chiude se non quando il Gran Cane vi passa, +cioè entra e esce. E dal lato a questa porta ne sono due piccole, da +ogni lato una, onde entra tutta l'altra gente. Dall'altro lato n'hae +un'altra grande, per la quale entra comunemente tutta l'altra gente, +cioè ogni uomo. E dentro a questo muro hae un altro muro, e attorno +attorno hae otto palagi come nel primaio, e così son fatti; ancora vi +stae gli arnesi del Gran Cane.» + +Fin qui, come si vede, tutti quei palagi costituiscono le rimesse e le +armerie dell'imperatore. Ma non farà meraviglia quel gran numero di +arnesi, ove si sappia che il Gran Kan possedeva una razza di cavalli +bianchi come la neve, fra cui diecimila giumente, il cui latte era +esclusivamente riserbato ai principi di sangue reale. + +Marco Polo continua in questi termini:--«Nella faccia verso mezzodie ha +cinque porti, nell'altra pure una, e in mezzo di questo muro èe il +palagio del Gran Cane, ch'è fatto com'io vi conterò. Egli è il maggiore +che mai fu veduto, egli non v'ha palco, ma lo ispazzo èe alto più che +l'altra terra ben dieci palmi; la copritura è molto altissima. Le mura +delle sale e delle camere sono tutte coperte d'oro e d'ariento; havvi +iscolpite belle istorie di donne, di cavalieri, e d'uccelli e di bestie +e di molte altre belle cose; e la copritura èe altresì fatta che non vi +si può vedere altro che oro e ariento. La sala è sì lunga e sì larga, +che bene vi mangiano sei mila persone, e havvi tante camere, ch'è una +maraviglia a credere. La copritura di sopra, cioè di fuori, è vermiglia +e bionda e verde, e di tutti altri colori, ed è sì bene invernicata, che +luce come oro o cristallo, sì che molto dalla lungie si vede lucere lo +palagio. La copritura è molto ferma. Tra l'uno muro e l'altro, dentro a +quello ch'io v'ho contato di sopra, havvi begli prati e albori, e havvi +molte maniere di bestie selvatiche: cioè cervi bianchi, cavriuoli e +daini, le bestie che fanno il moscado, vaj e ermellini e altre belle +bestie. La terra dentro di questo giardino è tutta piena dentro di +queste bestie, salvo la via donde gli uomeni entrano; e dalla parte +verso il maestro ha un lago molto grande, ove hae molte generazioni di +pesci. E sì vi dico che un gran fiume vi entra e esce, ed èe sì +ordinato, che niuno pesce ne puote uscire (e havvi fatto mettere molte +generazioni di pesci in questo lago); e questo è con rete di ferro. +Anche vi dico, che verso tramontana, da lungi dal palagio una arcata, ha +fatto fare un monte, ch'è alto bene cento passi, e gira bene un miglio; +lo quale monte è pieno d'albori tutto quanto, che di niuno tempo perdono +foglie, ma sempre son verdi. E sappiate, che quando è detto al Gran Kan +di uno bello albore, egli lo fa pigliare con tutte le barbe e con molta +terra, e fallo piantare in quel monte, e sia grande quanto vuole, +ch'egli lo fa portare a' leonfanti. E sì vi dico, ch'egli ha fatto +coprire tutto il monte della terra dello azzurro ch'è tutta verde, sì +che nel monte non ha cosa se non tutta verde, perciò si chiama lo monte +verde. E in sul colmo del monte è un palagio molto grande, sì che a +guatarlo è una grande maraviglia, e non è uomo che 'l guardi, che non ne +prenda allegrezza; e per avere bella vista l'ha fatto fare il Gran +Signore per suo conforto e sollazzo. Ancora vi dico, che appresso di +questo palagio vi hae un altro nè più nè meno fatto, ove istà lo nipote +del Gran Cane, che dee regnare dopo lui, e questi è Temur figliuolo di +Cinghis, ch'era lo maggiore figliuolo del Gran Cane[24]; e questo Temur +che dee regnare tiene tutta la maniera del suo avolo, e ha già bolla +d'oro e sugiello d'imperio, ma non fa l'uficio finchè l'avolo è vivo.» + +Dopo il palazzo del Kan e del suo erede, Marco Polo passa a descrivere +la città di Cambalu, città antica, che ha un circuito di ventiquattro +miglia, cioè sei miglia per ogni lato, essendo di forma quadrata, e che +è separata dalla moderna di Taidu da un canale, che divide l'odierna +Pekino in città chinese e città tartara. Il viaggiatore, sottile +osservatore, ci istruisce poi dei fatti e delle gesta dell'imperatore. +Giusta la sua relazione, Kublai-Kan avrebbe una guardia d'onore di +dodicimila cavalieri chiamati Tau, che significa cavalieri fedeli del +signore, sotto il comando di quattro capitani; «e questo non fae per +paura.» I suoi pasti sono vere cerimonie, regolate da una severa +etichetta. Alla sua tavola, che è più alta delle altre, egli siede al +nord, avendo a sinistra la sua prima moglie, a destra e più basso i +figli, i nipoti, i parenti; è servito dai più nobili baroni, che hanno +cura di turarsi la bocca ed il naso con bei drappi di seta «acciò che lo +loro fiato non andasse nelle vivande del signore.» Quando l'imperatore +s'accinge a bere, tutti gli strumenti suonano, e quando tiene in mano la +tazza tutti i baroni e spettatori s'inginocchiano umilmente. Parlando +della vita domestica del Gran Kan, il Polo osserva che «egli hae quattro +femmine, le quali tiene per sue diritte mogli. E 'l maggiore figliuolo, +ch'egli ha di queste quattro mogli, dee essere signore, per ragione, +dello imperio dopo la morte del suo padre. Elle sono chiamate +imperadricie, e ciascuna è chiamata per suo nome, e ciascuna di queste +donne tiene corte per sè; e non ve n'ha niuna che non abbia trecento +donzelle, e hanno molti valletti e scudieri, e molti altri uomeni e +femmine, sì che ciascuna di queste donne ha bene in sua corte mille +persone. E sappiate che il Gran Cane ha ancora molte amiche, e che ha +venticinque figliuoli di sue amiche, e ciascuno è gran barone; e ancora +dico che degli ventidue figliuoli ch'egli ha delle quattro mogli, gli +sette ne sono re di grandissimi reami, e tutti mantengono bene loro +regni, come savi e prodi uomeni che sono.» Le principali feste del Gran +Kan sono date da lui medesimo, una il giorno anniversario della sua +nascita, l'altra al principio d'ogni anno. Alla prima figurano intorno +al trono dodicimila baroni, ai quali l'imperatore offre annualmente +centocinquantamila vestimenta di drappo di seta d'oro ornati in perle; +mentre i sudditi, idolatri o cristiani, fanno pubbliche preghiere. Alla +seconda festa, al capo d'anno, chiamata dal Polo _la bianca festa_, +l'intera popolazione, uomini e donne, si vestono in abiti bianchi, +perchè, secondo la tradizione, il bianco porta fortuna, e ciascuno porta +al sovrano doni di grandissimo valore in oro, argento, perle e stoffe +preziose. Diecimila cavalli bianchi, cinquemila elefanti coperti di +magnifici drappi e portanti vasellami d'oro e d'argento, ed un numero +ingente di cammelli sfilano innanzi all'imperatore. La festa si chiude +con pubbliche preghiere, e per ultimo con un sontuoso banchetto che il +Gran Kan dà ai dignitarî principali della sua corte e del suo regno. + +Durante i mesi di dicembre, gennaio e febbraio, che il Gran Kan passa +nella sua città d'inverno, tutti i signori, entro un raggio di sessanta +giornate di cammino, sono obbligati a provvederlo di cinghiali, cervi, +daini, caprioli ed orsi. Inoltre Kublai stesso è gran cacciatore, ed il +suo servizio da caccia è veramente superbo. Egli ha leopardi, lupi +cervieri, grandi leoni addestrati a prendere fiere, aquile abbastanza +forti per cacciare i lupi, volpi, daini, caprioli; e finalmente cani che +si contano a migliaia. È verso il mese di marzo che l'imperatore +incomincia le sue grandi caccie, dirigendosi verso il mare, ed è +accompagnato almeno da diecimila falconieri con cinquecento girofalchi, +una quantità innumerevole di astori, falchi pellegrini e falchi sacri. +Durante quella gita il re tartaro, che si compiace di tutto il lusso +della pompa orientale, è seguíto da un palazzo portatile posto su +quattro elefanti accoppiati, coperto da pelli di leoni, e foderato da +drappo d'oro. Egli procede così fino al campo di Chakiri-Mondu, alle +sorgenti del fiume Usuri, nella Manciuria, ed ivi rizza la sua tenda, +abbastanza vasta da capire diecimila cavalieri o baroni. Ivi è la sua +sala da ricevimento; ivi dà le sue udienze. Quando vuole ritirarsi o +dormire, trova in un'altra tenda una sala meravigliosa tappezzata da +pelliccie d'ermellino e di zibetto, di cui ciascuna vale duemila bisanti +d'oro, circa ventimila franchi. L'imperatore rimane così fino a Pasqua, +cacciando gru, cigni, lepri, daini, caprioli, quindi ritorna verso la +sua metropoli di Cambalu. Parlando delle leggi che regolano la caccia, +il Polo così si esprime: «Ancora sappiate, che in tutte le parti ove il +Gran Cane ha signoria, niuno nè barone nè alcuno altro uomo non può +prendere, nè cacciare nè lepre nè daini nè cavriuoli nè cierbi, nè di +niuna bestia che moltiplichi, dal mese di marzo infino all'ottobre. E +chi contra ciò facesse, sarebbe bene punito. E si vi dico ch'egli è sì +bene ubbidito, che le lepre e daini e cavriuoli e l'altre bestie, ch'io +v'ho contato, vegniono più volte insino all'uomo, e non le tocca, e non +le fa male.» + +Marco Polo completa in questo punto la descrizione di questa magnifica +città. Egli enumera i dodici sobborghi che la compongono, nei quali i +più ricchi mercanti fanno fabbricare magnifici palagi. Questa città è +commerciale al massimo grado: vi affluiscono le più preziose mercanzie +come in nessun' altra città del mondo. Mille carri carichi di seta vi +entrano ogni giorno; è il deposito ed il mercato dei più ricchi prodotti +dell'India, come le perle e le pietre preziose, e vi accorre gente a +comperare da oltre duecento leghe tutto all'intorno. Per provvedere ai +bisogni del commercio, il Gran Khan ha stabilito quindi una zecca, ch'è +per lui una sorgente perenne di ricchezze. Aggiungeremo che questa +moneta non è altro che un biglietto di banca, lo stesso di cui oggidì +ogni nazione ha portato il proprio contingente sui mercati europei. Ma +qui lasciamo ancora la parola al Veneziano: «Il Gran Kan fa prendere +iscorza d'uno albore ch'à nome gelso[25]; è l'albore, le cui foglie +mangiano gli vermini che fanno la seta. E colgono la buccia sottile, +ch'è tra la buccia grossa e l'albore, o vogli tu legno dentro, e di +quella buccia fa fare carte, come di bambagia, e sono tutte nere. Quando +queste carte sono fatte così, egli ne fa delle piccole, che vagliono una +medaglia di tornesello piccolo, e l'altra vale un tornesello, e l'altra +vale un grosso d'argento da Vinegia, e l'altra un mezzo, e l'altra due +grossi, e l'altra cinque, e l'altra dieci, e l'altra un bisante d'oro, e +l'altra due, e l'altra tre: e così va infino in dieci bisanti. E tutte +queste carte sono sugiellate col sugiello del Gran Sire, e hanne fatte +fare tante, che tutto il suo tesoro ne pagherebbe. E quando queste carte +son fatte, egli ne fa fare tutti i pagamenti, e fagli ispendere per +tutte le provincie e regni e terre dov'egli ha signoria; e nessuno gli +osa rifiutare, a pena della vita. E sì vi dico, che tutte le genti e +regni che sono sotto sua signoria si pagano di questa moneta, d'ogni +mercatanzia di perle, d'oro e d'ariento e di pietre preziose, e +generalmente d'ogni altra cosa, e sì vi dico che la carta che si mette +per dieci bisanti, non ne pesa uno; e sì vi dico che gli mercatanti le +più volte cambiano questa moneta a perle, o a oro, e altre cose rare. E +molte volte è recato al Gran Sire per gli mercatanti tanta mercatanzia +in oro e in ariento che vale quattrocentomila di bisanti; e 'l Gran Sire +fa tutto pagare di quelle carte; e' mercatanti le pigliano volentieri, +perchè le spendono per tutto il paese. E molte volte fa bandire il Gran +Cane, che ogni uomo che ha oro e ariento, perle o pietre preziose o +alcuna altra cara cosa, che incontanente la debbiano avere apresentata +alla tavola del Gran Sire, ed egli lo fa pagare di queste carte; e tanto +gliene viene di questa mercatanzia, ch'è un miracolo. E quando ad alcuno +si rompe o guastasi niuna di quelle carte, egli va alla tavola del Gran +Sire, e incontanente gliene cambia, ed ègli data bella e nuova ma si +gliene lascia tre per cento. Ancora sappiate, che se alcuno vuol fare +vasellamenta d'ariento o cinture, egli va alla tavola del Gran Sire, ed +ègli dato per queste carte ariento quant'e' ne vuole, contandosi le +carte secondo che si ispendono. E questa è la ragione perchè il Gran +Sire dee avere più oro e più ariento, che signore del mondo.[26]» + +Secondo Marco Polo, il sistema del governo imperiale riposa sopra una +centralizzazione eccessiva. Il reame, diviso in 34 provincie, è +amministrato da dodici nobilissimi baroni, che abitano nella stessa +città di Cambalu; ivi, nel palazzo di questi baroni, dimorano gli +intendenti e gli impiegati tutti che trattano gli affari d'ogni singola +provincia. Intorno alla città si diramano molte strade ben tenute, che +metton capo ai diversi punti del regno. Su queste strade, ad ogni +ventidue miglia, sorgono stazioni postali; ed in essa duecentomila +cavalli sono sempre pronti a trasportare i messaggieri dell'imperatore. +Più, fra le stazioni, ad ogni tre miglia, trovasi un villaggio composto +di circa quaranta case, in cui abitano i corrieri che portano a piedi i +messaggi del Gran Kan. Questi uomini, con cinghie al ventre, col capo +compresso da una benda, hanno una cintura munita di campanelli che li fa +udire da lontano; partono al galoppo, fanno rapidamente le tre miglia, +rimettono il messaggio al corriere che li attende, e per tal modo +l'imperatore riceve in un giorno ed una notte le notizie da dieci +giornate di distanza. Questo mezzo di comunicazione costa ben poco a +Kublai-Kan, perchè egli si limita, per retribuzione, ad esentuare dalle +imposte i corrieri; in quanto ai cavalli delle stazioni, sono +somministrati gratuitamente dagli abitanti delle provincie. + +Ma se il re tartaro usa in maniera così assoluta del suo potere, se fa +pesare sì gravi imposte sui propri sudditi, d'altra parte s'occupa +attivamente dei loro bisogni, e sovente viene loro in aiuto. Quando la +grandine ha devastato le messi, non solo egli non esige l'usato tributo, +ma fa distribuire grano ai suoi sudditi, tolto ai suoi granai. Quando +una mortalità accidentale ha colpito i bestiami d'una provincia, egli ne +la riprovvede a sue spese. Ha cura, nelle buone annate, di mettere nei +granai un'enorme quantità d'orzo, di miglio, di frumento, di riso ed +altre derrate, in modo da mantener i grani ad un prezzo mite in tutto +l'impero. Inoltre, porta particolare affetto ai poveri della sua buona +città di Cambalu. «Ora vi conterò, dice il Polo, come il Gran Cane fa +carità alli poveri che stanno a Cambulù. A tutte le famiglie povere +della città, che sono in famiglia sei o sette, o più o meno, che non +hanno che mangiare, egli li fa dare grano e altra biada: e questo fa +fare a grandissima quantità di famiglie. Ancor non è vietato lo pane del +signore a niuna persona che voglia andare per esso. E sappiate che ve ne +vanno più di trenta mila; e questo fa fare tutto l'anno: e questo è gran +bontà di signore; e per questo è adorato come Iddio dal popolo.» +Aggiungeremo che tutto l'impero è amministrato con somma cura; le vie +ben tenute e piantate ad alberi magnifici, che servono sopratutto a +farle riconoscere al viaggiatore, nei paesi deserti. La legna è quindi +abbondantissima dappertutto; «senza contare, dice il Veneziano, che per +tutta la provincia del Catai hae una maniera di pietre nere che si +cavano dalle montagne come vena, che ardono come bucce, e tengono più lo +fuoco che non fanno la legna.» Queste pietre nere non sono altro che il +carbone fossile, che in grandissima quantità trovasi nelle montagne +delle provincie di Cheu-sì e di Pe-che-li. + +Marco Polo soggiornò lungo tempo nella città di Cambalu. È certo che, +grazie alla sua vivace intelligenza, al suo spirito, alla facilità di +apprendere gl'idiomi dell'impero, venne molto in grazia all'imperatore. +Incaricato da lui di diverse missioni, non solo nella China, ma nei mari +dell'India, a Ceylan, sulle coste del Coromandel e del Malabar, e nella +parte della Cocincina presso il Cambodge; fu nominato, probabilmente tra +il 1277 ed il 1280, governatore della città di Yang-tsceu e di +ventisette altre città, comprese nella giurisdizione di questa. Grazie a +queste missioni, egli percorse un bel tratto di paese e ne riportò utili +documenti, tanto geografici, che etnologici. Noi lo seguiremo +facilmente, colla carta geografica alla mano, in quei viaggi dai quali +la scienza doveva trarre immenso profitto. + + +NOTE: + +[7] L'_Jerzenga_ dei moderni. + +[8] La _nafta_ propriamente detta è un bitume liquido, +infiammabilissimo, incoloro, della stessa origine del petrolio; è +volatile, di odore speciale fortissimo e penetrantissimo. La _nafta_ si +trova raramente pura in natura. S'incontra in Persia, in Media, sulle +sponde del mar Caspio, in Sicilia ed in Calabria. Il petrolio distillato +le somiglia perfettamente. Il territorio di Bacu e tutta la penisola di +Apsercon sul Caspio sono sparsi di sorgenti di _nafta_, cinerea e +bianca. La _nafta bianca_ arde benissimo, ma n'è scarsa la quantità; +all'incontro la _cinerea_ è abbondantissima, e sgorga talora in piccoli +ruscelli. La _nafta_, in medicina, è stata adoperata, come il petrolio, +come vermifuga e antispasmodica. (_Nota del Trad._) + +[9] _Melic_ è voce araba, usata anche nella lingua mongolla, e significa +_re_. + +[10] Gli indigeni credono che Alessandro Magno fondasse la città di +Derbend, e facesse erigere quella gran muraglia che corre sino al Mar +Nero, per proteggere la Persia dalle invasioni degli Sciti. + +[11] _Califfo_, titolo assunto dai luogotenenti e successori di +Maometto, nel nuovo imperio temporale e spirituale fondato dal grande +legislatore. (_Nota del Trad._) + +[12] Ecco quanto riferisce il Polo intorno alla presa di Bagdad: + +«Egli è vero che negli anni Domini 1258 lo Gran Tartero, ch'avea nome +Alau, fratello del signore che in quel tempo regnava, ragunò grande +oste, e venne sopra lo califfo in Baudac (_Bagdad_), e presela per +forza. E questo fu grande fatto, imperocchè in Baudac aveva piue di +cento mila cavalieri senza gli pedoni. E quando Alau l'ebbe presa, trovò +al califfo piena una torre d'oro e d'argento e d'altro tesoro, tanto che +giammai non se ne trovò tanto insieme. Quando Alau vide tanto tesoro, +molto se ne maravigliò, e mandò per lo califfo ch'era preso, e sì gli +disse: _califfo, perchè ragunasti tanto tesoro? che ne volevi tu fare? E +quando tu sapesti ch'io veniva sopra te, come non soldavi cavalieri e +gente per difendere te e la terra tua e la tua gente?_ Lo califfo non li +seppe rispondere. Allotta (_allora_) disse Alau: _califfo, da che tue +ami tanto l'avere, io te ne voglio dare a mangiare_. E fecelo mettere in +quella torre, e comandò che non gli fosse dato nè bere nè mangiare, e +disse: _Ora ti satolla del tuo tesoro._ E quattro dì vivette, e poscia +si trovò morto. E perciò meglio fosse che lo avesse dato a gente per +difendere sua terra.» + +[13] Ecco la storia meravigliosa citata dal Polo: + +«Ora vi conterò una maraviglia che avvenne a Baudac (Bagdad) e a Mosul. +Negli anni MCCLXXV era uno califfo in Baudac che molto odiava gli +cristiani; e ciò è naturale alli saracini. Egli pensò di fare tornare +gli cristiani, saracini, o di uccidergli tutti, e a questo aveva suoi +consiglieri saracini. Ora mandò lo califfo per tutti i cristiani +ch'erano di là, e misse loro dinanzi questo punto; che egli trovava in +uno vasello iscritto, che se alcuno cristiano avesse tanta fede quanto +un granello di senape, per suo prego che facesse a Dio, farebbe giungere +due montagne insieme; e mostrò loro il vasello. Gli cristiani dissero +che bene era vero.--Dunque, disse il califfo, tra voi tutti dee essere +tanta fede, quanto un granello di senape; or dunque fate rimuovere +quella montagna, od io vi ucciderò tutti, o voi vi farete saracini, chè +chi non ha fede dee essere morto.--E di questo fare diede loro termine +dieci dì. Quando gli cristiani udirono ciò che il califfo avea detto, +ebbono grandissima paura; e non sapevano che si fare. Ragunaronsi tutti, +piccoli e grandi, maschi e femmine, l'arcivescovo e 'l vescovo, e +pregarono assai Iddio; e istettono otto dì tutti in orazione, pregando +che Iddio loro aitasse, e guardassegli da sì crudele morte. La nona +notte apparve l'angiolo al vescovo, ch'era molto santo uomo, e dissegli +che andasse la mattina al cotale calzolaio, e che gli dicesse che la +montagna si muterebbe. Quello calzolaio era buono uomo, ed era di sì +buona vita, che un dì una femmina venne a sua bottega, molto bella, +nella quale un poco peccò cogli occhi, ed egli colla lesina vi si +percosse, sicchè mai non ne vidde; sicchè egli era santo e buono uomo. +Quando questa visione venne al vescovo, che per lo calzolaio si dovea +mutare la montagna, fece ragunare tutti gli cristiani, e disse loro la +visione. Allora lo vescovo pregò lo calzolaio che pregasse Iddio che +mutasse la montagna; ed egli disse ch'egli non era uomo sufficiente a +ciò: tanto fu pregato per gli cristiani, che lo calzolaio si misse in +orazione. Quando il termine fu compiuto, la mattina tutti gli cristiani +n'andarono alla chiesa, e feciono cantare la messa, pregando Iddio che +gli aiutasse; poscia tolsero la croce e andarono nel piano dinanzi a +questa montagna, e quivi era, tra maschi e femmine, piccoli e grandi, +bene centomila. E 'l califfo vi venne con molti saracini armati per +uccidere tutti gli cristiani, credendo che la montagna non si mutasse. +Istando gli cristiani in orazione dinanzi alla croce ginocchioni, e +pregando Iddio di questo fatto, la montagna cominciò a rovinare e a +mutarsi. Gli saracini veggendo ciò si maravigliarono molto, e il califfo +si convertì con molti saracini; e quando lo califfo morìo, si trovò una +croce a collo, e gli saracini vedendo questo nol sotterrarono nel +monimento con gli altri califfi passati, anzi lo missono in un altro +luogo.» + +[14] L'Oasi di Kabis era un giorno asilo delle carovane, florida sede di +commercio e d'industria, e governata da un luogotenente del principe di +Seiestan. + +[15] Crediamo opportuno di riprodurre integralmente dal Codice +Magliabeccano, questo interessante capitolo: + +«Milice è una contrada dove il Veglio della Montagna soleva dimorare +anticamente. Or vi conteremo l'affare, secondo che messer Marco intese +da più uomini. Lo Veglio è chiamato in lor lingua Aloodyn. Egli aveva +fatto fare fra due montagne, in una valle, lo più bello giardino, e 'l +più grande del mondo; quivi avea tutti frutti, e li più belli palagi del +mondo, tutti dipinti ad oro e a bestie e a uccelli. Quivi era condotti: +per tale veniva acqua e per tale miele e per tale vino. Quivi era +donzelli e donzelle, gli più belli del mondo, e che meglio sapevano +cantare e sonare e ballare; e faceva lo Veglio credere a costoro che +quello era lo paradiso. E perciò il fece, perchè Malcometto disse, che +chi andasse in paradiso avrebbe di belle femmine tante quante volesse, +quivi troverebbe fiumi di latte e di miele e di vino; e perciò lo fece +simile a quello che avea detto Malcometto. E gli saracini di quella +contrada credevano veramente che quello fosse lo paradiso; e in questo +giardino non entrava se non colui, cui egli voleva fare assassino. +All'entrata del giardino avea un castello sì forte, che non temeva niuno +uomo del mondo. Lo Veglio teneva in sua corte tutti giovani di 12 anni, +li quali li paressero da diventare prodi uomini. Quando lo Veglio ne +faceva mettere nel giardino, a 4, a 10, a 20, egli faceva loro dare bere +oppio, e quegli dormivano bene tre dì, e facevagli portare nel giardino, +e al tempo gli faceva isvegliare. + +«Quando gli giovani si svegliavano, e gli si trovavano là entro, e +vedevano tutte queste cose, veramente si credevano essere in paradiso; e +queste donzelle sempre istavano con loro in canti e in grandi sollazzi; +donde egli aveano sì quello che volevano, che mai per loro volere non si +sarebbono partiti di quello giardino. Il Veglio tiene bella corte e +ricca, e fa credere a quegli di quella montagna, che così sia com'io +v'ho detto. E quando egli ne vuole mandare niuno di quelli giovani, in +niuno luogo, li fa loro dare beveraggio che dormono, e fagli recare +fuori del giardino in sul suo palagio. Quando coloro si svegliano, +trovansi quivi, molto si maravigliano, e sono molto tristi, chè si +trovano fuori del paradiso. Egli se ne vanno incontanente dinanzi al +Veglio, credendo che sia un gran profeta, e inginocchiansi. Egli gli +domanda: _Onde venite?_ Rispondono: _Dal paradiso_, e contangli quello +che v'hanno veduto entro, e hanno gran voglia di ritornarvi. E quando il +Veglio vuole fare uccidere alcuna persona, egli fa tôrre quello lo quale +sia più vigoroso, e fagli uccidere cui egli vuole; e coloro lo fanno +volentieri, per ritornare nel paradiso. Se scampano, ritornano al loro +signore; se è preso, vuole morire, credendo ritornare al paradiso. E +quando lo Veglio vuole fare uccidere niuno uomo, egli lo prende e dice: +_Va', fa tal cosa: e questo ti fo perchè ti voglio fare ritornare al +paradiso._ E gli assassini vanno e fannolo molto volentieri. E in questa +maniera non campa niuno uomo dinanzi al Veglio della Montagna, a cui +egli lo vuole fare: e sì vi dico che più re li fanno tributo per quella +paura. Egli è vero che negli anni 1277, Alau signore dei Tartari del +levante, che sapeva tutte queste malvagità, pensò tra sè medesimo di +volerlo distruggere, e mandò e' suoi baroni a questo giardino, e +istettonvi tre anni attorno al castello prima che l'avessono; nè mai non +lo avrebbono avuto, se non per fame. Allotta per fame fu preso, e fu +morto lo Veglio e sua gente tutta; e d'allora in qua non vi fu più +Veglio niuno: in lui fu finita tutta la signoria.» + +[16] Ecco il testo preciso delle parole del Polo, secondo il Codice +Magliabeccano: + +«E quivi si trova tale maraviglia: quando l'uomo cavalca di notte per lo +deserto, egli avviene questo, che se alcuno rimane addietro delli +compagni per dormire o per altro, quando vuole poi andare per giungere +li compagni, ode parlare i spiriti in àiere, che somigliano li suoi +compagni, e più volte è chiamato per lo suo nome proprio, e è fatto +disviare talvolta in tal modo che mai non si trova; e molti ne sono già +perduti; e molte volte ode l'uomo molti stromenti in aria, e +propriamente tamburi.» + +Qualche commentatore ha trovato ragioni per credere che il passare delle +carovane sia accompagnato, in questo deserto, da un suono speciale, +prodotto dalla sabbia messa in movimento da molti animali. + +[17] La falsa credenza popolare che la _salamandra_ possa resistere al +fuoco, indusse probabilmente il Veneziano a dare questo nome a quella +pietra che noi conosciamo sotto il nome di _amianto_, minerale che si +presenta in filamenti sottili bianchi alquanto madreperlacei, morbidi +come seta, infusibili, _incombustibili_. Nelle Alpi del Piemonte +l'amianto è comune; la sua quantità non è però tale da farne grandi +applicazioni: si adopera a mo' di lucignolo per le lampade ad alcool; si +è pensato pure a farne filacce per gli usi della chirurgia. Pei chimici, +l'amianto è un _silicato di magnesia_. (_Nota del Trad._) + +[18] La moderna Su-ceu, nella provincia di Can-su, al termine +occidentale della grande muraglia. + +[19] Nel testo francese si legge: «_il prenent le cousines por feme, et +prenent la feme sun pere._» + +[20] Rubruquis, o Ruysbroeck (Guglielmo di), frate cordeliere celebre +pei suoi viaggi, nato nel Brabante verso il 1215, fu inviato nel 1253 da +S. Luigi, re di Francia, ad un capo dei Tartari che aveva, dicesi, +abbracciato il cristianesimo. Accompagnato dal cordeliere Bartolomeo da +Cremona, traversò il Mar Nero, ed incontrò Sortach presso il Volga; ma +questo capo non era cristiano, e Rubruquis fu spogliato di tutto quel +che possedeva. Ei riconobbe il Mar Caspio, visitò il Khan Batu, andò a +Carakorum, presso Mangu, successore di Gengis-Khan, e tornò per +l'Armenia. Da San Giovanni d'Acri rese conto della sua missione a S. +Luigi; la sua narrazione, scritta in buona fede, è piena di particolari +curiosi sui Tartari e si trova nelle raccolte Hakluyt e Purchas. +(_Nota del Trad._) + +[21] Verso la metà del secolo XII, si sparse in Europa la vaga notizia +dell'esistenza in Asia di un sovrano, spirituale e temporale ad un +tempo, chiamato Prete Gianni. Dalle ricerche fatte dagli storici +risulterebbe in fatti che al tempo della presa d'Antiochia era re del +Cara-Catay, Coir-can, e che dopo la sua morte usurpò il trono un prete +nestoriano, capo dei Naimans, generalmente chiamato il Prete Giovanni. + +[22] Specie di tessuto di peli di cammello, molto compatto e molto +solido, che un giorno si fabbricava in Oriente, ed oggi si fabbrica +anche da noi con peli di capra. Ai nostri dì il _cambellotto_ è pure una +stoffa di lana pura, o mista di lana e seta, che si prepara tanto in +Francia che in Italia. (_Nota del Trad._) + +[23] Cioè, è condannato a morte dalla giustizia. (_J. V._) + +[24] Cinghis Cane, figlio maggiore dell'imperatore, essendo venuto a +morte, l'eredità del trono spettava di diritto al primogenito del +defunto. Come ognuno vede, questa legge è la stessa che regola le +successioni delle monarchie europee. (_Nota del Trad._) + +[25] _Morus papyrifera._ Parlando di queste specie di gelso, il Capitano +Mayne-Reid così si esprime: «Il _morus papyrifera_ è originario della +China, del Giappone o delle isole dell'Oceano Pacifico: ma come gli +altri gelsi, venne portato in Europa ed in America, ove lo si coltiva +oggidì a titolo d'ornamento. Il suo frutto, di colore scarlatto, è +sferico, in luogo d'essere oblungo come quelli dei gelsi propriamente +detti. È per questa ragione che i botanici fanno un genere a parte, di +cui è l'unico campione: le sue foglie non servono di cibo al baco da +seta, ma costituiscono, in cambio, un eccellente foraggio pel bestiame. +Però la parte più interessante del _gelso-papiro_ è senza dubbio la +corteccia, che serve a fabbricare la carta nella China e nel Giappone. È +appunto con questa sostanza che si fabbrica la magnifica carta della +China, che serve nell'incisione, ed è con questa stessa corteccia che i +naturali delle isole della Società tessono quella superba stoffa bianca, +che causò tanta sorpresa agli Europei allorchè la videro per la prima +volta.» (_Nota del Trad._) + +[26] Malgrado la pomposa dissertazione che fa il Polo intorno ai meriti +ed i vantaggi della _carta monetata_, diremo che questa istituzione, di +cui i Chinesi avevano già sperimentato tutti i beni e tutti i mali, +essendo stata introdotta in China (secondo le dotte ricerche del +Klapreth) sino dall'807 dell'èra volgare, regnando Ian-tsunh, della +dinastia dei Tang, fu causa di gravissimi scompigli nelle finanze +chinesi, sia per la spaventosa falsificazione di quelle carte, sia pei +fallimenti delle banche autorizzate all'emissione di questi cenci +rappresentativi delle ricchezze. Nel 1287 Kublai-Khan, adottando il +progetto del ministro Lusci-iung, piantò il credito sulla base fallace +della violenza: la rovina del commercio, il depauperamento de' privati, +la perdita d'ogni fiducia nel principe, furono gli effetti inevitabili +di questo pericoloso sistema. Invano la dinastia dei Ming cercò di +sostenere il credito periclitante: il governo passava da un fallimento +all'altro; e verso la metà del secolo XV^o una crisi finale fece +scomparire nella China, per sempre, la carta monetata. + +Vorremmo ingannarci, ma tale è pure la sorte serbata alla circolazione +cartacea presso le nazioni europee. (_Nota del Trad._) + + + + + CAPITOLO III. + + Tso-tcheu.--Tainfu.--Pin-yang-fu.--Il fiume Giallo.--Chaciafu. + --Si-gnan-fu.--Il Sze-tchuen.--Ching-tu-fu.--Il Tibet.--Li-Kiang-fu. + --Il Caragia.--Yung-chang.--Mien.--Il Bengala.--L'Annam.--Il Tai-ping. + --Sinuglil.--Sindi-fu.--Chacafu.--Ciaglu.--Ciagli.--Codifu. + --Lin-tsin-tcheu.--Lin-tching-hien.--Il Mangi.--Yang-tcheou. + --Città del litorale.--Quinsay o Hang-tcheu.--Il Fu-chian. + + +Marco Polo, dopo aver soggiornato a Cambalu, venne dal Gran Kan +incaricato d'una missione che lo tenne lontano ben quattro mesi dalla +capitale. Lontano dieci miglia circa da Cambaluc, verso il sud, traversò +il magnifico fiume Pehonor, che egli chiama Pulinzanchiz; lo valicò +sopra un bel ponte di marmo di ventiquattro arcate, lungo trecento +passi, il quale non ha il simile in tutto il mondo. A trenta miglia di +là incontrò Tso-tcheu, città industriale che ha eccellenti alberghi pei +viaggiatori, ed ove si lavora specialmente in legno di sandalo, tessuti +di seta e d'oro. + +A dieci giornate da Tso-tcheu, giunse nella moderna città di Tainfu, che +fu un tempo sede di un governo indipendente. Tutta quella provincia gli +parve ricca di viti e di gelsi; la principale industria della città era +allora la fabbricazione delle armature per conto dell'imperatore. Sette +giornate più oltre trovò la bella città di Pianfu, oggidì Pin-yang-fu, +tutta dedita al commercio ed al lavoro della seta. Marco Polo, dopo aver +visitata questa città, giunse sulle rive del celebre fiume Giallo, +ch'egli chiama Charamera, ossia _fiume nero_, forse a causa delle sue +acque oscurate dalle piante acquatiche. Attraversato il fiume, giunse ad +una nobile città chiamata Chaciafu, nella quale alcuni commentatori +ravvisano la moderna Pu-ceu-fu (che allora chiamavasi O-ciung-fu) sulla +riva orientale del fiume Giallo[27], e che è ai nostri dì una delle più +ragguardevoli città del Scian-si. Lasciata quella città, ove non vide +nulla che meritasse menzione, Marco Polo percorse a cavallo una bella +contrada, sparsa di castella, di città, di giardini, e ricca di +cacciagione. Dopo otto giorni di cammino, giunse alla nobile città di +Si-gnan-fu, allora chiamata Quengianfu, antica capitale della dinastia +dei Thang. Ivi regnava un figlio del Gran Kan, per nome Manghala, +principe giusto ed amato dal suo popolo; egli abitava, fuori della +città, un magnifico palazzo costrutto in mezzo ad un parco, le cui mura +merlate avevano circa cinque miglia di circonferenza. Quella città +presentava allora un mercato importantissimo di gioie, stoffe ed +armature d'ogni genere. + +Da Si-gnan-fu il nostro viaggiatore si diresse verso il Tibet, +attraversando una contrada montuosa ch'egli chiama Chunchum, e che +probabilmente corrisponde alla moderna provincia di Sze-tchuen. «Egli ha +per monti e per valli città e castella assai, e sono idoli, e vivono di +loro lavorio di terra e di boscaglie; e havvi molti boschi, ove sono +molte belle bestie selvatiche, come sono lioni e orsi e cavriuoli, lupi +cervieri, daini e cierbi, e altre bestie assai, sì che troppo n'hanno +grande utilità.» + +Dopo aver viaggiato ventitre giorni, toccò i confini della immensa +pianura di Ambalet-Mangi. Quel paese è fertile, ricco d'ogni sorta di +produzioni e particolarmente di zenzero, di cui fornisce tutta la +provincia del Cattai. Ed è tale la fertilità del suolo, che, secondo un +viaggiatore francese, E. Simon, lo si vende oggidì a 30,000 franchi +all'ettara, cioè tre franchi al metro. Nel secolo XIII quella pianura +era coperta di città e castella, e gli abitanti vivevano dei frutti del +terreno, dei prodotti del bestiame e della selvaggina, che forniva ai +cacciatori una preda facile ed abbondante. + +Continuando il suo viaggio verso ponente, Marco Polo penetrò nella +provincia di Sze-tchuen, e giunse alla nobile città di Sindi-fu, la +moderna Chin-tu-fu, la cui popolazione attuale supera 1,500,000 +abitanti. Sindi-fu misurava allora un circuito di venti miglia, era +divisa in tre parti, ognuna delle quali, circondata d'un muro +particolare, aveva il proprio re prima che Kublai-Kan se ne +impadronisse. «E sappiate, dice il Polo meravigliato, che per mezzo +questa città passa un gran fiume d'acqua dolce, ed è largo bene mezzo +miglio, ov'ha molti pesci, e va infine al mare Oceano, e havvi bene da +ottanta in cento miglia, ed è chiamato Quiia-fu.» + +Questo fiume non è altro che l'Yang-tse-kiang, che attraversa la China +da ovest ad est, e n'è il fiume più importante. Sulle nostre carte lo +troviamo indicato col nome di Fiume Bleu. + +«E in su questo fiume, prosegue il Veneziano, ha città e castella assai, +e havvi tante navi, che appena si potrebbe credere chi nol vedesse; e +v'ha tanta moltitudine di mercatanti, che vanno giuso e suso, ch'è una +grande meraviglia. E il fiume è sì largo, che pare un mare a vedere, non +fiume. E dentro della città in su questo fiume è un ponte tutto di +pietre, ed è lungo bene un mezzo miglio, e largo otto passi: e su per +quello ponte ha colonne di marmo, che sostengono la copritura del ponte; +e sappiate ch'egli è coperto di bella copritura, e tutto dipinto di +belle istorie, e havvi suso più magioni ove si tiene molta mercatanzia e +favvisi arti: ma si vi dico che quelle case sono di legno, che la sera +si disfanno e la mattina si rifanno. E quivi è lo camarlingo del Gran +Sire, che riceve lo diritto della mercatanzia che si vende in su quel +ponte; e si vi dico che il diritto di quel ponte vale l'anno bene mille +bisanti[28].» + +Uscito da quella città commerciale e industriosa, Marco Polo, dopo +cinque giorni di marcia, attraverso vaste foreste, giunse alla provincia +del Tibet, ch'egli dice «molto guasta dalla guerra fattavi da +Mogut-Kan.» + +La provincia del Tibet, alla quale i Chinesi dànno nome di Si-tsang o +Tsang occidentale, è abitata da leoni, orsi ed altre belve, da cui i +viaggiatori durerebbero fatica a difendersi, se non vi crescessero in +gran copia quelle canne meravigliosamente grosse e alte, che noi +chiamiamo bambù.[29] Infatti «gli mercatanti e gli viandanti prendono +quelle canne la notte e fannole ardere nel fuoco; perchè fanno sì grande +iscoppiata, che tutti gli lioni e orsi e altre bestie fiere hanno paura +e fuggono, e non si accosterebbero al fuoco per cosa del mondo. E +questo si fanno per paura di quelle bestie chè ve n'ha assai. Le canne +iscoppiono, perchè si mettono verdi nel fuoco, e quelle si torcono e +fendono per mezzo, e per questo fendere fanno tanto romore, che s'odono +dalla lunga presso a cinque miglia di notte, e piue; ed è sì terribile +cosa a udire, che chi non fosse d'udirlo usato, ogni uomo n'avrebbe gran +paura, e gli cavagli che non ne sono usi, si spaventano sì forte che +rompono capresti, e ogni cosa e fuggono; e questo avviene spesse volte. +E a ciò prendere rimedio, a cavagli che non ne sono usi, e' gli fanno +incapestrati di tutti e quattro li piedi, e fasciare gli occhi, e turare +gli orecchi; si che non può fuggire quando ode questo iscoppio; e così +campano gli uomeni, la notte, loro e le loro bestie.» + +Lo stratagemma riferitoci dal Polo viene ancora impiegato nelle contrade +che producono il bambù, e per vero lo scoppio delle canne divorate dalle +fiamme può paragonarsi ai più violenti petardi d'un fuoco d'artifizio. + +Secondo la relazione del viaggiatore veneziano, il Tibet è una +vastissima provincia divisa in otto reami, con molte città e castella, +bagnata da fiumi e laghi ed attraversata da montagne dalle quali si trae +oro in quantità. I fiumi che hanno origine nel Tibet e sopratutto il +Kin-cha-kiang (Yang-tse-kiang), il cui nome significa _fiume dall'aurea +sabbia_, sono ricchi di pagliuzze d'oro. Gli abitanti sono idolatri e +malvagi, e formano una razza di terribili ladroni. Vivono dei frutti +della terra, di bestie e d'uccelli. Le donne sono impudiche, e fanno, +per doni, di sè mercato ai viaggiatori che attraversano quella +provincia. Quantunque il Tibet fosse allora sotto la dominazione del +Gran Kan, non vi si conoscevano nè le monete nè le banconote +dell'impero; all'incontro vi si spendeva il corallo, di cui gli abitanti +adornavano il collo delle loro femmine ed i loro idoli. + +Marco Polo, nel lasciare Si-gnan-fu, erasi diretto verso l'ovest. +Traversò il regno di Gaindu che secondo alcuni corrisponderebbe al +territorio settentrionale dei Birmani, secondo altri invece a quella +montuosa regione circondata dai territorî del Bengala, Arracan, abitata +da schiatte indigene dette Cain, Chien o Chiaen, lungo le rive del +braccio sinistro del fiume Arracan, e visitò un bel lago, che produceva +ostriche perlifere, la cui pesca era riservata all'imperatore. Vide +anche una montagna dalla quale si cavavano quelle pietre conosciute +sotto il nome di turchese. Il garofano, lo zenzero, la cannella ed altre +spezie davano in quel paese abbondantissimi raccolti. + +Gli abitanti di questa provincia non hanno denaro, ed impiegano come +moneta dei pezzi di sale di mezza libbra, una libbra, ecc. ecc. Non +conoscono vergogna alcuna, giacchè trovano naturale il far marcato delle +proprie mogli, figlie e sorelle ai forestieri che attraversano la +contrada. + +Lasciato il regno di Gaindu, e traversato un gran fiume da lui chiamato +Brunis che pare fosse il Kincha-kiang, fiume a rena d'oro, Marco Polo +tornò direttamente al sud-est, e penetrò nella provincia di Garagia, +regione che si crede formi la parte nord-ovest dell'Yun-nan, chiamata +tutt'ora, dagli indigeni e dai maomettani dell'Asia Centrale, Caraian; e +ch'era allora governata da Jesau Temur, nipote di Kublai. + +Secondo il Veneziano, gli abitanti di quella provincia, eccellenti +cavalcatori, mangiavano la carne cruda dei polli, dei montoni, dei +bufali e dei buoi; i ricchi soltanto la condivano d'una salsa composta +d'aglio e di buone spezie. Quel reame era altresì frequentato da grossi +serpenti orribili a vedersi. + +Quei rettili, probabilmente alligatori, erano lunghi dieci passi; +avevano due gambe poste sul davanti presso il capo ed armate d'un +unghione che era smisurato; la loro gola poteva inghiottire un uomo in +un boccone. + +La capitale di questa provincia è una città che il Polo chiama Jaci, e +che si crede corrisponda alla moderna Tsu-iong-fu. Gli abitanti sono +parte maomettani, parte cristiani nestoriani, ed il rimanente idolatri. +«Quivi hae mercatanti ed artefici, dice il nostro viaggiatore, e +spendono per moneta _porcellane bianche_, che si truovano nel mare.» È +questa una specie di conchiglia che noi conosciamo sotto il nome di +_Cyproea moneta_, che gli Indiani chiamano _Cooris_, usata anche ai dì +nostri come moneta alle Maldive ed in diverse parti delle Indie. + +Marco Polo passa quindi a descrivere la maniera impiegata dagli +indigeni di quella contrada per impadronirsi dei terribili alligatori +che infestano i loro corsi d'acqua, e dice che il fiele di questi +anfibî, preso come beveraggio, è reputato nel paese come medicina contro +la morsicatura d'un cane rabbioso.[30] + +A cinque giornate all'ovest di Caragia, Marco Polo, continuando ancora +verso mezzodì, penetrò nella provincia di Ardanda, la cui capitale, +Vaciau, sembra corrispondere alla moderna città di Yung-chang. Tutti gli +abitanti di questa città avevano denti d'oro, cioè usavano coprirli con +laminette d'oro, che levavano per mangiare. Gli uomini di quella +provincia, tutti cavalieri, «non fanno nulla salvo che uccellare, andare +a caccia od andare in oste (_in guerra_)»: i lavori faticosi sono +riservati alle donne ed agli schiavi. Gli abitanti di Ardanda non hanno +idoli, nè chiese, ma adorano il più vecchio della famiglia; + cioè il nonno, il patriarca. Siccome non conoscono scrittura di +sorta, così «quando hanno, dice il Polo, affare l'uno con l'altro, fanno +tacche di legno, e l'uno tiene l'una metà, e l'altro l'altra metà; +quando colui dee pagare la moneta, egli la paga e fassi dare l'altra +metà della tacca.» Non hanno medici, ma bensì dei maghi od incantatori, +che saltano, danzano, cantano e suonano strumenti presso il malato; e +quindi ordinano sacrifizi e banchetti, finchè l'infermo muore o risana. + +Nel lasciare la provincia ove gli abitanti avevano i denti d'oro, Marco +Polo seguì la grande strada che serve al traffico tra l'India e +l'Indo-Cina, e passò per Bamo ove, tre volte la settimana, si teneva un +gran mercato, che attirava i negozianti dei paesi più lontani. Dopo aver +cavalcato quindici giorni in mezzo a foreste popolate da elefanti, +liocorni ed altre fiere, giunse a Mye, o a Mien, cioè in quella parte +dell'alto Birman la cui capitale, di recente costruzione, si chiama +Arampura. Questa città di Mien, che fu probabilmente l'antica Ava, +chiamata dagli indigeni Miamma, ora in ruina; oppure la vecchia Paghau, +situata sull'Irraonady, possedeva una vera meraviglia architettonica; +erane due torri, l'una costrutta di belle pietre ed interamente coperta +da una lamina d'oro dello spessore d'un dito, l'altra ricoperta da una +lamina d'argento, ambe fatte costruire da un re di Mien, prima che quel +reame cadesse in potere del Kan. + +Dopo di aver visitata quella provincia, Marco Polo discese fino a +Baugala, l'attuale Bengala, oggidì una delle tre grandi divisioni +dell'India Inglese, e che a quei tempi, nel 1290, non apparteneva ancora +a Kublai-Kan. Le armate dell'imperatore si adoperavano allora a +conquistare quel paese fertile, ricco di cotone, di zenzero, di canne da +zucchero, e i cui magnifici buoi eguagliavano in grossezza gli elefanti. +Poscia, di là, il viaggiatore si avventurò fino alla città di Cangigu, +nella provincia dello stesso nome. Alcuni credono che sotto questo nome +abbia ad intendersi il regno di Tonkino, altri invece il territorio di +Cangcur. Gli abitanti di quel regno praticavano il tatuaggio, e mediante +aghi si disegnavano sul volto, sul collo, sul ventre, sulle mani, sulle +gambe, immagini di leoni, di draghi, d'uccelli, «e chi più n'ha di +queste dipinture più si tiene gentile e bello.» + +Cangigu è il punto più meridionale raggiunto da Marco Polo in questo +viaggio. A partire da questa città risalì verso il nord-est, e pel paese +d'Amu, che credesi sia il territorio di Bamu, in mezzo all'Impero +Birmano ed alla provincia del Yun-nan, giunse nella provincia di Toloma, +oggidì conosciuta sotto il nome di Tai-ping. Ivi trovò begli uomini, +bruni di pelle, valenti guerrieri, i cui monti sono muniti di castelli +fortificati e che si nutrono abitualmente di carne, riso e spezie. +«Quando muoiono fanno ardere i loro corpi, e l'osse che non possono +ardere sì le mettono in piccole cassette, e portanle alle montagne, e +fannole istare appicate caverne, si che niuno uomo nè altra bestia non +puote toccare. L'oro abbonda nel paese; usano però come piccola moneta +la _porcellana_, ossia quella conchiglia (_Cyproea moneta_) di cui +abbiamo già parlato più addietro. Vivono di carne, di latte, di riso e +di spezie. + +Qui il signor Charton fa giustamente osservare che il viaggiatore si +allontana dal paese conosciuto sotto il nome d'India al di là del +Gange, e ritorna verso la China. Infatti, lasciata Toloma, Marco Polo +seguì per dodici giorni, verso levante, un fiume sulle cui rive +sorgevano molte città e castella; e giunse alla città di Sinuglil, che +si crede sia la moderna Sou-tcheou, capitale della provincia di Guinguì, +che dev'essere, scrive il Lazari, il territorio bagnato dalle acque del +Chin-scia-chiang. Ciò che lo colpì dippiù in questa contrada,--e si ha +ragione di credere che l'ardito esploratore fosse anche un valente +cacciatore,--fu il gran numero di leoni che infestavano le pianure e le +montagne. Tutti i commentatori sono però d'accordo nel ritenere che i +leoni di Marco Polo non fossero altro che tigri, non essendovi leoni +nella China. Ecco quanto ne dice il Veneziano: «V'ha tanti leoni, che se +neuno dormisse la notte fuori di casa, sarebbe incontanente mangiato. E +chi di notte va per questo fiume, se la barca non istà ben di lungi +dalla terra, quando si riposa la barca, andrebbe alcuno leone, e +piglierebbe uno di questi uomeni, e mangerebbolo; ma gli uomeni se ne +sanno bene guardare. Gli leoni vi sono grandissimi e pericolosi. E sì vi +dico una grande maraviglia, che due cani vanno a un gran leone, e sono +questi cani di questa contrada, e sì lo uccidono, tanto sono arditi. E +dirovvi come. Quando un uomo è a cavallo con due di questi buon cani, +come i cani veggono il leone, tosto corrono a lui, l'uno dinanzi e +l'altro di dietro, ma sono sie (_sì_) ammaestrati e leggieri che 'l +lione non gli tocca, perciò che 'l lione riguarda molto l'uomo; poi il +lione si mette a partire per trovare albore (_albero_), ove ponga le +reni per mostrare il viso agli cani, e gli cani tuttavia lo mordono alle +coscie, e fannolo rivolgere or qua or là, e l'uomo ch'è a cavallo, sì lo +seguita percotendolo con sue saette molte volte, tanto che 'l lione cade +morto, sì che non si puote difendere da uno uomo a cavallo con due buoni +cani.» + +Parlando degli abitanti di questa provincia, dice che «hanno sete assai, +che sono idolatri, sottoposti al Gran Cane, e spendono monete di carta.» + +Da quella provincia, Marco Polo risalì direttamente il fiume, ed in capo +a dodici giorni fu di ritorno a Sindi-fu, capitale della provincia di +Szet-chuen, dalla quale era partito per compiere la sua escursione nel +Tibet. Di là, riprendendo la via già percorsa, fece ritorno presso +Kublai-Kan, dopo aver felicemente compiuta la sua missione +nell'Indo-China. + +Sembra che allora Marco Polo venisse incaricato dall'imperatore +d'un'altra missione nella parte sud-est della China «la parte più ricca +e più commerciale di quel vasto impero, dice il Pauthier nel suo bel +lavoro sul viaggiatore veneziano, e quella altresì su cui, dopo il +secolo XVI, si ebbero in Europa maggiori notizie.» + +Se stiamo all'itinerario tracciato sulla carta del Pauthier, Marco +Polo, lasciando Cambalu, si diresse al mezzodì verso Chacafu, ch'è la +moderna Ho-hien-fu, una delle più ragguardevoli città del Peche-li; di +là a Ciaglu, oggidì Tsan-tcheou, ove si fabbricava il sale, che veniva +esportato nelle circostanti contrade, indi a Ciagli, città industriosa +che i commentatori ritengono sia la moderna Tetcheu, sulle rive +dell'Eu-ho, all'entrare della provincia di Shan-tung; finalmente a +Codifu o Codiufu, l'attuale Tsi-nan-fu, capitale della provincia di +Shan-tung, patria del grande filosofo e legislatore Confucio[31]. Codifu +era a quel tempo una grande città, la più nobile di tutte quelle +contrade, frequentatissima dai negozianti di seta, ed i cui meravigliosi +giardini producevano gran quantità di frutti deliziosi. A tre giornate +di cammino da Codiufu, Marco Polo trovò la città di Siugni, che credesi +corrisponda alla moderna Lin-tsin-sceu, posta all'imboccatura del gran +canale di Yun-no, punto di convegno delle innumerevoli navi che «recano +nelle provincie del Mangi e del Cattai grandi mercatanzie, tanto, ch'è +maraviglia a credere.» + +[Illustrazione: Quel paese gli parve caldissimo ed insalubre, ma ricco di +datteri e d'altri alberi fruttiferi.... Cap. II, _pag._ 22] + +Otto giorni dopo traversava Lingni, che sembra corrispondere all'odierna +città di Lin-tching-hien; quindi passava per Pigni, oggidì Pi-tcheou; +Cigni, che si crede sia la moderna Sut-zi-hien, e giungeva al Caramera o +Fiume Giallo, che aveva già traversato nel suo corso superiore, mentre +dirigevasi verso l'Indo-China. + +Parlando dell'importanza di questo fiume nella navigazione e nel +commercio dell'impero, ecco le parole testuali del Polo: «Sappiate che +il gran fiume di Caramera, che viene dalla terra del Prete Gianni, è +largo un miglio; ed è molto profondo, sì che bene vi puote andare gran +nave; egli ha questo fiume bene quindicimila navi, che tutti sono del +Gran Cane, per portare sue cose, quando fa oste (_guerra_), all'isole +del mare, che 'l mare è presso a una giornata. E ciascuna di queste navi +vuole bene quindici marinari, e portano in ognuna quindici cavagli +cogli uomeni, co' loro arnesi e vivande.» + +Il nostro viaggiatore attraversò quel fiume, e si trovò nella provincia +di Mangi, un tempo distinta col nome d'Impero dei Song, e sottomesso da +Kublai solo dal 1278. + +Questo impero, prima di appartenere a Kublai-Kan, era governato da un re +pacifico, che abborriva la guerra, ed era pietoso verso gl'infelici. Il +testo francese dei viaggi di Marco Polo parla di lui alquanto +diffusamente nei termini, seguenti, che traduciamo: «Quell'ultimo +imperatore della dinastia dei Song poteva spendere tanto, che era un +prodigio; vi racconterò di lui due tratti nobilissimi. Ogni anno egli +faceva allattare ben ventimila bambini; dacchè è costume in quei paesi, +che le povere donne gettino via i figli appena nati, quando non possono +nutrirli. Il re li faceva raccoglier tutti, faceva inscrivere sotto qual +segno e sotto qual pianeta erano nati, poi li dava a nutrire in diversi +luoghi, perchè manteneva nutrici in quantità[32]. Quando un ricco +non aveva figli, andava dal re e si faceva dare quanti bambini +voleva, e quelli che voleva; poi il re, quando i giovani e le fanciulle +erano in età da unirsi in matrimonio, li sposava fra loro, e dava loro +da vivere; in tal modo ogni anno ne allevava ben ventimila tra maschi e +femmine. Se passando in qualche strada vedeva una casa piccola fra due +grandi, domandava perchè quella casetta non era grande come le altre, e +se gli dicevano ciò essere perchè apparteneva ad un povero, tosto la +faceva ridurre bella ed alta come le altre. Quel re si faceva sempre +servire da mille paggi e da mille damigelle. Manteneva nel suo regno una +giustizia così severa, che non vi si commetteva nessun delitto; durante +la notte le case del mercanti rimanevano aperte, nè alcuno vi prendeva +nulla; si poteva viaggiare di notte come di giorno.» + +Entrando nella città di Mangi, Marco Polo trovò Chygiagni, oggidì +Hoai-gnan-fou, nella provincia di Kiang-nan, città posta sulle rive del +fiume Giallo, la cui principale industria è la fabbricazione del sale, +che si cava da alcune paludi salmastre. Ad una giornata da quella città, +seguendo una strada lastricata di belle pietre, il viaggiatore giunse +alla città di Pauchi, oggidì Pao-yng, rinomata pe' drappi d'oro, Chayu o +Kac-yeou, i cui abitanti sono cacciatori e pescatori valenti, poi a +Tai-tcheou, ove approdano navigli in gran numero; ed arrivò finalmente a +Yangui. + +Questa città di Yangui è l'odierna Yang-tsceu, di cui Marco Polo fu +governatore durante tre anni. È città popolatissima e molto +commerciante, ed ha non meno di due leghe di circuito. Marco Polo partì +da Yangui per diverse esplorazioni, che gli permisero di studiare +minutamente le città del litorale e dell'interno. + +Dapprima il viaggiatore si diresse verso ponente e giunse a Nangi (da +non confondersi colla moderna Nan-king), città posta in una provincia +fertilissima, i cui abitanti, dice il Polo, «vivono di mercatanzie e +d'arti, e hanno seta assai e uccellazioni e cacciagioni, e ogni cosa da +vivere, e hanno lioni assai.» Proseguendo il suo viaggio, visitò +Saianfu, oggidì Siang-yang-fou, nella provincia Hon-quang. Fu questa +l'ultima città del Mangi che resistette alla dominazione di Kublai-Kan. +L'imperatore vi tenne l'assedio per tre anni, e se ne impadronì da +ultimo mercè i tre Polo, i quali costrussero potenti baliste che +schiacciarono gli assediati sotto una grandine di sassi, alcuni dei +quali pesavano fin trecento libbre. + +Da Saianfu Marco Polo tornò sui suoi passi per esplorare le città del +litorale. Egli rientrò senza dubbio a Yang-tcheou; visitò Sigui, città +posta sul fiume Yang-tse-kiang, che nel suo corso superiore è chiamato +Kin-scia-kiang. Questa città di Sigui (da non confondersi con quella di +cui il Polo ha parlato indietro) di cui non sanno che congetturare i +commentatori, sorge in un punto ove il fiume è largo più d'una lega, e +riceve più di mille navigli in una volta. Da Sigui si portò a Chiagui +(la moderna Chua-tcheou), posta nel luogo ove il canale imperiale entra +nel Yang-tse-kiang. È questa la città che fornisce di biade la massima +parte della corte imperiale. Visitò Cinghiafu (Tching-kian-fou) di +faccia a Chua-tcheou, ov'erano due chiese di cristiani nestoriani; +Cinghingiu (Tchang-tcheou-fou), presso il Canale, città commerciale ed +industriale, e Su-tcheu o Sut-sen, grande città di sei leghe di +circuito, che, secondo la relazione esageratissima del viaggiatore +veneziano, possedeva allora non meno di seimila ponti. Soggiornò qualche +tempo a Ingiu, città posta ad una giornata da Su-tcheu, e che credesi +corrisponda alla moderna Ho-tcheu; indi a Cianghi (Kia-hing); per ultimo +entrò nella nobile città di Quinsay, l'antica e famosa Hang-tcheu, +capitale della provincia di Tche-kiang, che divenne sede degli +imperatori quando i Song, incalzati da Nu-tché, vi si rifugiarono, nel +1132, e allora essa fu chiamata King-se, onde la Quinsay del Polo, la +King-sai di Rascideddin, e la Cansa d'Ihn-Batuta; che a torto alcuni +arguirono significasse la _città del cielo_. + +Quinsay, che corrisponde alla moderna Hang-tcheou-fou, ha cento miglia +di circuito, ed è traversata dal fiume Tsientang-kiang, che, diramandosi +all'infinito, fa di Quinsay un'altra Venezia. Quell'antica capitale dei +Song è popolosa quasi quanto Pekino; le vie sono selciate di pietre e +mattoni: si contano, secondo Marco Polo, «dodicimila ponti di pietra, e +sotto la maggior parte di questi ponti vi potrebbe passare, sotto +l'arco, una gran nave, e per gli altri bene mezza nave.» In quella città +vivono i più ricchi negozianti del mondo, le cui mogli «stanno così +delicatamente come se fossero cose angeliche.» Quivi è la residenza d'un +vicerè che governa per l'imperatore più di centoquaranta città. Vi si +vedeva ancora il palagio dell'antico sovrano del Mangi, circondato da +bei giardini, con laghi, fontane, e contenente più di mille camere. Il +Gran Kan ricava da quella città e dalla provincia rendite immense, fra +cui va contato il prodotto del sale, dello zuccaro, delle spezie e della +seta, che costituiscono la principale produzione del paese. + +«A quindici miglia da Quinsay, tra greco e levante, dice il Polo, è il +mare Oceano, e quine (_quivi_) è una città che ha nome Giafu, ove ha +molto buon porto, e havvi molte navi che vengono d'India e d'altri +paesi. E da questa città al mare hae un gran fiume, onde le navi possono +venire infino alla terra.» Questa Giafu credesi dai commentatori sia la +moderna città di Kuang-teheu o Canton, una delle più grandi e più +ricche città commerciali della China. + +«Quando l'uomo si parte di Quinsay, dice il Veneziano, e' vae una +giornata verso iscirocco, tuttavia trovando palagi e giardini molti +belli, ove si truova tutte cose da vivere; di capo di questa giornata si +truova questa città, c'ha nome Tapigni, molto bella e grande, ed è +disotto a Quinsay.» Qualche commentatore ha ravvisato nella Tapigni del +Polo la moderna Fu-yang; altri invece Chao-hing-fou. + +In seguito il nostro viaggiatore visitò: Nugui (Hon-tcheou), Chegui +(Tchu-ki, o, secondo altri, Yen-tcheou-fou), Ciafia (Kin-tcheou), e +finalmente Chagu (Kiang-chan-fu), l'ultima città del reame del Quinsay. + +Marco Polo entrò quindi nel regno di Fugui. Secondo la sua relazione, +gli abitanti di questa contrada sarebbero gente crudele, antropofaghi, +«che tutto dì vanno uccidendo gli uomeni e bevendo il sangue, e poscia +gli mangiano tutti, e altro non procacciano.» Visitò Quellafu +(Kien-ning-fou) sulle rive del Min, bellissima città che ha ponti di +pietra lunghi un miglio; e dove «avvi galline che non hanno penni ma +peli come gatte, e tutte nere, e fanno uove come le nostre, e sono molto +buone da mangiare;» Ungue, città che i commentatori non hanno saputo +trovare, ma che si suppone sia la moderna Mingtsing, sebbene non siavi +veruna somiglianza di nome. + +Poco dopo il Veneziano entrò nella città di Fugui, capitale del regno di +Cancha; nella quale i commentatori hanno ravvisato Fu-ceu, capitale del +Fu-chian, che giace a breve distanza dal mare, sopra un braccio del +Niao-tung-chiang (Min). Ivi gli abitanti sono idolatri e dediti al +commercio delle pietre preziose, dello zucchero e d'altre mercanzie che +vengono per mare dall'India. + +Da Fugui, dopo aver viaggiato per cinque giornate verso sud-ovest, +attraversando valli e pianure seminate di città e castelli, raggiunse +Zarton, nella quale i commentatori hanno riconosciuto l'odierna +Tsiuan-ceu, celebre porto della China meridionale, nella provincia di +Fu-chian, detto eziandio volgarmente Tseu-tung, che anche sotto la +dominazione dei Ming era assai frequentato dagli Arabi, dai Persiani e +dagli Indiani. + +Dopo di aver parlato dei tesori che trae il Gran Kan da questa città, +pel commercio importante ch'ivi si esercita in spezie e prodotti d'ogni +genere dell'India, Marco Polo dice che in questa provincia havvi una +città per nome Tenugnise (Ting-tcheou, nella parte occidentale del +Fo-kien) ove si fabbricano le migliori scodelle di porcellana del mondo, +ad un prezzo veramente tenuissimo. + +Il Polo rimase qualche tempo nella città di Zarton, che i commentatori +ritengono l'estremo punto da lui visitato in questo viaggio nella China +sud-orientale.[33] + + +NOTE: + +[27] I Chinesi dànno a questo fiume il nome di: Hoang-ho. +(_Nota del Trad._) + +[28] Pari a L. 20,220.--Il _Bisante_ è un antica moneta d'oro, +coll'impronta di due santi, così appellata da Bisanzio, ora +Costantinopoli, ove questa moneta coniavasi primamente. Equivaleva a +lire 20 e cent. 22 di nostra moneta. (_N. del Trad._) + +[29] Il _Bambu_ comune (_Arundo Bambos_) ha sovente l'altezza di 20 +metri. (_N. del Trad._) + +[30] Qualche commentatore crede che questi terribili mostri di cui parla +il Polo, sieno boa (_boa constrictor_), frequentissimi nella China +Meridionale, massime nell'Yun-nan, e che sono spesso lunghi da 25 a 30 +piedi. Essi inghiottono gli animali, come i caprioli ed altri. La carne +di questi boa è squisita a mangiarsi; il fiele estrattone vendesi caro +per medicina; della pelle si fanno tamburi e vagine di pugnali e spade. + +[31] Confucio (_Khung-fu-tseu_ o _Khung-tseu_), nato verso il 551 av. +Cristo nella città di Tsi-nan-fu, di cui suo padre era governatore, +discendeva, dicesi, da _Hoang-ti_, legislatore della Cina. Fino dalla +prima gioventù sostenne uffici governativi; a 24 anni, dopo la morte +della madre, si consacrò alla meditazione e formò il disegno di +riformare i costumi della sua patria. Percorse parecchie provincie e si +vide in breve circondato da un gran numero di discepoli. Il re di +Tsi-nan-fu lo nominò suo primo ministro. Corresse i costumi, riformò la +giustizia e fece prosperare l'agricoltura ed il commercio, ma ben presto +fu costretto a ritirarsi. Dopo aver di nuovo percorso le provincie per +predicare la morale, scrisse i libri che lo resero immortale, e morì +verso il 479 av. Cristo, circondato dai suoi discepoli, che gli resero +una specie di culto. I suoi discendenti esistono ancora nella Cina e vi +godono di parecchi privilegi.--Confucio rivide i _Kings_, libri sacri +dei Cinesi, riorganizzò il culto e divenne così il capo o restauratore +della religione, o piuttosto della setta filosofica religiosa che vige +tuttodì nella Cina. Scrisse l'_Yih-King_ (libro delle Trasformazioni), +lo _Sciu-King_ (Libro per eccellenza), che contiene un sunto storico +sulla storia della Cina fino al 770 av. C.; il _Sci-King_ (Libro dei +versi), raccolta di canti popolari, nazionali e religiosi: il _Li-Ki_ +(Rituale), sul quale poggia tutto il sistema religioso; lo _Sciun-Sieu_ +(primavera ed autunno), storia del reame di Lu; il _Hiao-King_ (dialogo +sulla pietà filiale), che contiene gli apoftegmi di Confucio; e ciò che +precede il _Ta-hio_ (la grande scienza), uno dei quattro libri scritti +dai suoi discepoli. (_Nota del Trad._) + +[32] Oggidì la carità dei missionari cristiani si è sostituita a quella +del buon principe, là ove madri snaturate abbandonano per le vie i +proprî nati, che, non di rado, divengono pasto ai porci od ai cani. +(_Nota del Trad._) + +[33] Qui finisce la seconda parte dei Viaggi, nella quale descrivesi la +China. + + + + + CAPITOLO IV. + + L'India.--Cipango o Zipagu (il Giappone).--Partenza dei tre Polo colla + figlia dell'imperatore e gli ambasciatori + persiani.--Saigon.--Giava.--Condor.--Bintang.--Sumatra.--I + Nicobari.--Ceylan.--La costa di Coromandel.--La costa di Malabar.--Il + mar d'Oman.--L'isola di Gocotora.--Madagascar.--Zanzibar e la costa + africana.--L'Abissinia.--Aden.--Schehr.--Dafur.--Kalhat.--Hormuz.--Il + Golfo Persico.--Ritorno a Venezia.--Una festa in casa Polo.--Marco Polo + prigioniero dei Genovesi.--Morte di Marco Polo verso l'anno 1323.--Suoi + discendenti.--Ricordi della famiglia Polo. + + +Marco Polo, terminata felicemente quell'esplorazione, ritornò senza +dubbio alla corte di Kublai-Kan. Egli fu ancora incaricato di varie +missioni, che gli furono agevolate e dalla sua conoscenza della lingua +mongolla, della turca, della cinese e della mantchou. Pare ch'egli +facesse parte d'una spedizione intrapresa nelle isole dell'India, ed al +suo ritorno stese un rapporto particolareggiato sulla navigazione di +quei mari ancora poco conosciuti. + +«Sappiate, dice egli, che nell'India sono molte navi, ch'elle sono d'un +legno chiamato abete e di sapino; elle hanno una coverta e in su questa +coverta hae bene 40 camere, ove in ciascuna puote istare un mercatante +agiatamente; e hanno un timone e quattro alberi, e molte vi giungono due +alberi che si levano e pongono. Queste navi vogliono bene duecento +marinai; ma elle sono tali che portano bene cinquemila isporte di pepe, +e di datteli seimila. E' vogano co' remi, che a ciascuno remo vogliono +essere quattro marinai, e hanno queste navi tali barche, che porta l'una +bene mille isporte di pepe. E sì vi dico che questa barca mena bene +quaranta marinai, e vanno a remi, e molte volte aiutano tirare la gran +nave; ancora mena la nave dieci battelli per prendere pesci.» La +relazione del Polo fornisce notizie assai dettagliate ed interessanti +sull'isola di Cipango, nome applicato al gruppo d'isole che compongono +il Giappone, ch'era allora un paese rinomato per le sue ricchezze.[34] +«Zipagu, dice il nostro esploratore, è un'isola in levante, ch'è +nell'alto mare millecinquecento miglia. L'isola è molto grande, le genti +sono bianche, di bella maniera e belle, e sono idolatri, e non +obbediscono ad alcuno. Qui si trova l'oro, però n'hanno assai; niuno +uomo non vi va, e niuno mercante non leva di questo oro; perciò n'hanno +eglino cotanto. Il palagio del signore dell'isola è molto grande, ed è +coperto d'oro, come si cuoprono di qua le chiese di piombo; e tutto lo +spazzo delle camere è coperto d'oro, ed èvvi alto bene due dita, e tutte +le finestre e mura e ogni cosa e anche le sale sono coperte d'oro; e non +si potrebbe dire la sua valuta. E gli hanno perle assai, e sono rosse e +tonde e grosse, e sono più care che le bianche; ancora v'ha molte pietre +preziose, e non si potrebbe contare la ricchezza di questa isola.» + +La fama delle ricchezze del Giappone era giunta sino in China, ed aveva +risvegliata la cupidigia di Kublai-Kan, che, verso il 1264, pochi anni +prima della venuta di Marco Polo alla corte tartara, aveva tentato +d'impadronirsi di quell'isola. La sua flotta, comandata da due baroni, +approdò felicemente a Cipango, s'impadronì d'una cittadella, i cui +difensori furono passati a fil di spada; ma una tempesta disperse le +navi tartare, e la spedizione non ebbe risultato. I due baroni che +avevano condotta quella sciagurata impresa vennero, d'ordine +dell'imperatore, decapitati. Marco Polo racconta circostanziatamente +questo tentativo, e cita varî particolari intorno ai costumi dei +Giapponesi. + +«Sappiate, dice il Veneziano, che quando alcuno di questa isola prende +alcuno uomo, che non si possa ricomperare, convita suoi parenti e i suoi +compagni, e fallo cuocere, e dàllo mangiare a costoro, e dicono ch'è la +migliore carne che si mangi.» + +Secondo il Polo, all'epoca in cui egli visitò la China, i Giapponesi +sarebbero stati antropofaghi, come lo sono ancora oggidì gl'indigeni di +molte isole dell'oceano Pacifico. + +Intanto Marco Polo, suo zio Matteo e suo padre Niccolò, trovavansi da +ben diciassette anni al servizio dell'imperatore, senza contare gli anni +spesi nel viaggio dall'Europa alla Cina. Avevano vivo desiderio di +rivedere la patria; ma Kublai-Kan, che era loro affezionatissimo, e ne +apprezzava i meriti, non sapeva risolversi a lasciarli partire. Tutto +tentò egli per vincere la loro risoluzione, ed offerse loro immense +ricchezze se acconsentivano a non più abbandonarlo. I tre Veneziani +persistettero nel disegno di tornare in Europa, ma l'imperatore rifiutò +loro assolutamente la licenza di partire. Marco Polo non sapeva come +deludere la vigilanza dell'imperatore, quando un avvenimento mutò la +determinazione di Kublai-Kan. + +Un principe mongollo, Arghum, che regnava in Persia, avea mandato +un'ambasciata all'imperatore per chiedergli in matrimonio una +principessa del sangue reale. Kublai-Kan accordò al principe Arghum la +mano di sua figlia Cogatra, e la fece partire accompagnata d'un seguito +numeroso. + +Ma le contrade che la scorta volle traversare per recarsi in Persia non +erano sicure; turbolenze, ribellioni, l'arrestarono ben presto, e la +carovana dovè ritornare, dopo alcuni mesi, alla residenza di Kublai-Kan. +Allora gli ambasciatori persiani, avendo sentito parlare di Marco Polo +come d'un valente navigatore che aveva conoscenza del mare Indiano, +supplicarono l'imperatore di confidare a lui la principessa Cogatra, +affinchè la conducesse al suo fidanzato, traversando quei mari meno +pericolosi del continente. + +Kublai-Kan cedè, non senza difficoltà, a quella domanda. Egli fece +allestire una flotta di quattordici navi a quattro alberi, ed +approvigionolla per un viaggio di due anni. Qualcuna di quelle navi +contava persino duecentocinquanta uomini di equipaggio. Come si vede, +era una spedizione importante, e degna dell'opulento sovrano dell'impero +chinese. + +Matteo, Niccolò e Marco Polo s'imbarcarono colla principessa Cogatra e +cogli ambasciatori persiani. Fu in quel tragitto, che durò non meno di +diciotto mesi, che Marco Polo visitò le isole della Sonda e dell'India, +di cui fa una descrizione tanto completa? Noi possiam fino ad un certo +punto ammetterlo, sopratutto per quanto riguarda Ceylan ed il litorale +della penisola indiana. Lo seguiremo quindi durante la sua navigazione, +e riferiremo le descrizioni ch'egli dà di quei paesi, fino allora +imperfettamente conosciuti. + +Fu verso il 1291 o 1292 che la flotta comandata da Marco Polo lasciò il +porto di Zaiton, ove il viaggiatore era giunto nel suo viaggio traverso +le provincie meridionali della Cina. Da questo punto, egli si diresse +direttamente verso la vasta contrada di Ciamba, nella quale tutti i +commentatori s'accordano nel ravvisare Tsiampa o Bintuan, provincia +della Cocincina meridionale.[35] Il viaggiatore veneziano aveva già +visitato quella provincia, probabilmente verso l'anno 1280, durante una +missione di cui l'imperatore l'aveva incaricato. + +«Sappiate, dice il Polo, che quando l'uomo si parte del porto di Zaiton +e navica verso ponente, e alcuna verso gorbi (_garbino_, ossia +_libeccio_) milleduecento miglia, sì si trova una contrada c'ha nome +Ciamba, ch'è molto ricca terra e grande, e hanno re per loro; e sono +idoli (_idolatri_); e fanno trebuto al Gran Cane ciascuno anno 20 +leofanti, e non gli dànno altro, li più belli, che vi si possono +trovare, che n'hanno assai. E questo fece conquistare il Gran Cane negli +anni Domini 1278.» + +Allorchè Marco Polo percorse quel paese prima della conquista, il re che +lo governava aveva non meno di trecentoventisei figliuoli, di cui +centocinquanta atti a portare le armi. In quel regno non si usava +maritare niuna bella pulzella senza il consenso del re, il quale poteva +disporne a suo talento. + +Lasciando la penisola cambodgiana, la flotta si diresse verso l'isoletta +di Condor; ma prima di descriverla, Marco Polo cita la grande isola di +Giava, di cui Kublai-Kan non aveva mai potuto impadronirsi, «per lo +pericolo del navicare e della via, sì è lunga.» Quest'isola possiede +grandi ricchezze e produce in abbondanza pepe, noci moscate, garofano ed +altre droghe preziose. Qualche commentatore ha creduto che sotto il nome +di _Java_ intendesse il Polo di parlare di Borneo, a cui gl'indigeni +dànno infatti il nome di _Jana Java_ (paese di Giava) e _Nusa Java_ +(isola di Giava). E quì giova rammentare ai nostri lettori che il Polo +non visitò questi luoghi, ma ne parla «per quello che seppe dalla bocca +di uomini degni di fede» secondo le stesse sue parole. Dopo aver fatto +sosta alle isole di Sodur e Codur, che sono, a quanto sembra, le isole +di Pulo Condor nel mare della China, ove vide oro in abbondanza, Marco +Polo giunse all'isola di Petam, che si crede sia l'isola di Buitang, +posta vicino all'entrata orientale dello stretto di Malacca, e presso +l'isola di Sumatra, ch'egli chiama la Piccola-Giava. + +«Quest'isola, egli dice, è tanto verso mezzodì che la tramontana +(_l'Orsa_) non si vede nè poco nè assai. Sappiate che in su quest'isola +hae otto re coronati, e sono tutti idolatri, e ciascuno di questi reami +ha lingua per sè. Quì ha grande abbondanza di tesoro e di tutte care +ispezierie.» Sumatra è infatti una delle più fertili isole del gruppo, +ove l'aloè vi cresce meravigliosamente: vi si trovano elefanti selvatici +e rinoceronti, che Marco Polo chiama _unicorni_, e scimmie che vanno a +frotte numerose. La flotta fu trattenuta cinque mesi presso quella +costa, in causa del cattivo tempo, ed il viaggiatore ne approfittò per +visitare le principali provincie dell'isola, come Ferbet (Tandjong +Perlak), i cui abitanti delle montagne sono feroci ed antropofaghi; +Basma, che secondo alcuni sarebbe Pasem o Pasé dei moderni: secondo +altri, Pasaumak, nell'interno del Palembang; Samarcha, che secondo +l'opinione del Murray corrisponderebbe all'odierno porto di Samangca, i +cui abitanti, dice il Veneziano, «hanno alberi, che tagliano gli rami e +quelli gocciola, e quella acqua che ne cade è vino; ed empiesene tra dì +e notte un gran coppo che sta appiccato al troncone, ed è molto buono.» +È questo il tanto rinomato liquore della palma, che fornisce un vino che +in poche ore fermenta e diviene inebbriante. Anche le noci di cocco sono +quivi abbondantissime. Marco Polo visitò inoltre i reami di Dragouayu +(probabilmente l'Ayer Aje dei moderni) i cui abitanti sono antropofaghi; +di Lambri (Nalabu, sulla costa occidentale dell'isola) ove sono +moltissimi uomini colla coda (scimmie senza dubbio), e Fransur, cioè +l'isola di Pauchor, ove cresce il _cicade_, da cui si trae una farina +buona per pane, che noi chiamiamo _sagù_. Finalmente i venti permisero +alle navi di lasciare la Piccola Giava; dopo aver toccato l'isola di +Necaran, che dev'essere una delle Nicobari, ed il gruppo delle Andaman, +i cui abitanti sono ancora antropofaghi, come ai tempi di Marco Polo, la +flotta, presa la direzione del sud-ovest, andò a prender terra alle +coste di Ceylan. «Quest'isola, dice la relazione, anticamente fu via +maggiore, che girava 4600 miglia; ma il vento alla tramontana vien sì +forte, che una gran parte ne ha fatta andare sott'acqua.» Questa +tradizione sussiste ancora fra gli abitanti di Ceylan. «E sappiate, +continua il Polo, che in questa isola nascono i buoni e nobili rubini, e +non nascono in niuno luogo del mondo piue, e quì nascono zaffiri e +topazi e amatisti, e alcune altre pietre preziose. E si vi dico che il +re di quest'isola, che si chiama Sedemay, hae il piue bello rubino del +mondo, e che mai fosse veduto; e dirovvi com'è fatto. È lungo presso che +un palmo, ed è grosso bene altrettanto, come sia un braccio di uomo, +egli è piue ispredente (_splendente_) cosa del mondo, egli non ha niuna +tacca, egli è vermiglio come fuoco, ed è di sì gran valuta che non si +potrebbe comperare. E il Gran Cane mandò per questo rubino, e gliene +voleva dare la valuta d'una buona città, ed egli disse che nol darebbe +per cosa del mondo, però ch'egli fue degli suoi antichi.» + +A sessanta miglia all'ovest di Ceylan, i naviganti trovarono la gran +provincia di Maabar, che non bisogna confondere col Malabar, posto sulla +costa occidentale della penisola indiana, come erroneamente è scritto +nel codice Ramusiano. Questo Maabar forma il sud della costa di +Coromandel, molto stimata per le sue peschiere di perle. Ivi sono certi +incantatori che rendono i mostri marini innocui ai pescatori, specie +d'astrologhi la cui razza si perpetuò fino ai tempi moderni. Qui Marco +Polo dà interessanti particolari sui costumi degli indigeni; sulla morte +dei re del paese, in onore dei quali i signori si gettano nel fuoco; sui +suicidî religiosi, che sono frequenti; sul sacrificio delle vedove, che +il rogo reclama dopo la morte dei mariti; sulle abluzioni biquotidiane, +di cui la religione fa un dovere; sull'attitudine di quegli indigeni a +diventare buoni fisonomisti; sulla loro fiducia nelle arti degli +astrologhi ed indovini. + +Dopo di aver soggiornato qualche tempo sulla costa del Coromandel, Marco +Polo si diresse al nord sino al reame di Muftili, che corrisponde al +territorio su cui giace la moderna città di Masulipatam, che formò parte +una volta del regno di Telingana, di cui era capitale Golconda, famosa +per le sue miniere di diamante. + +«Questo regno, dice il Polo, è ad una reina molto savia, che rimase +vedova bene quarant'anni, e voleva sì gran bene al suo signore, che +giammai non volle prendere altro marito; e costei hae tenuto questo +regno in grande istato, ed era più amata che mai fosse o re o reina. Ora +in questo reame si truova diamanti; e dirovvi come. Questo reame hae +grandi montagne, e quando piove, l'acqua viene rovinando giuso per +queste montagne; e gli uomeni vanno cercando per la via ove l'acqua è +ita, e trovane assai di diamanti; e la state che non vi piove si se ne +trova su per quelle montagne; ma e' v'ha sì grande caldo che a pena vi +si puote sofferire. E su per le montagne ha tanti serpenti e sì grandi, +che gli uomeni vivono a grande dottanza (_timore_), e sono molto +velenosi, e non sono arditi d'andare presso alle loro caverne di quelli +serpenti. Ancora gli uomeni hanno gli diamanti per un altro modo, +ch'egli hanno sì grandi fossati e sì profondi, che veruno vi puote +andare; ed egli vi gettano entro pezzi di carne, e gittanla in questi +fossati di che la carne cade in su questi diamanti, e ficcansi nella +carne. E in su queste montagne istanno aguglie (_aquile_) bianche che +stanno tra questi serpenti: quando l'aguglie sentono questa carne in +questi fossati, elle si vanno colà giuso, e reconla in sulla riva di +questi fossati, e questi vanno incontro all'aguglie, e l'aguglie +fuggono, e gli uomeni truovano in questa carne questi diamanti; ed +ancora ne truovano, che queste aguglie sì ne beccano di questi diamanti +colla carne insieme, e gli uomeni vanno la mattina al nidio +dell'aguglia, e trovano coll'uscita (_escrementi_) loro di questi +diamanti. So che così si truovano i diamanti per questi modi, nè in +luogo del mondo non se ne truova di questi diamanti se non in questo +reame. E non crediate che gli buoni diamanti si rechino di qua tra gli +cristiani; anzi si portano al Gran Cane, ed agli altri re e baroni di +quelle contrade che hanno lo gran tesoro.» + +Dopo aver visitato la piccola città di San Tomaso, situata ad alcune +miglia al sud di Madras, e ch'è l'odierna Mailapur (città dei pavoni) +degli Indiani, San Tomé degli Europei, Beita-Tuma o tempio di S. Tomaso +degli antichi viaggiatori arabi, nella quale riposa il corpo di S. +Tomaso apostolo, Marco Polo esplorò il regno di Masbar, e più +particolarmente la provincia di Lar, da cui sono originari tutti i +«Bregomani» del mondo (probabilmente i Bramani). Quegli uomini, secondo +la relazione, vivono vecchissimi grazie alla loro sobrietà ed astinenza; +alcuni dei loro monaci giungono ai cencinquanta o dugento anni, non +mangiando che riso e latte, e bevendo un miscuglio di zolfo ed argento +vivo. I Bregomani sono destri mercanti, superstiziosi però, ma +lealissimi; non rubano, non uccidono essere vivente, ed adorano il bue, +che tengono in conto d'animale sacro. «Si conoscono, dice il Polo, per +un filo di bambagia ch'egli portano sotto la spalla diritta, sì che gli +viene il filo a traverso il petto e le ispalle.» + +Da quel punto della costa la flotta ritornò a Ceylan, ove nel 1284 +Kublai-Kan aveva spedito un'ambasceria, che gli riportò le credute +reliquie d'Adamo, e fra le altre cose i suoi due denti mascellari; +giacchè, stando alle tradizioni dei Saracini, la tomba del nostro primo +padre sarebbe posta sulla vetta della montagna dirupata che forma il +punto più culminante dell'isola, e che chiamasi appunto per ciò il Picco +di Adamo. Dopo aver perduto di vista Ceylan, Marco Polo andò a Cail, +porto che pare sia scomparso dalle carte moderne, dove approdavano +allora tutte le navi che venivano da Hormuz Kis, Aden e dalle coste +dell'Arabia. Di là, girando il capo Comorino, all'estremità della +penisola, giunsero i navigatori in vista di Culam, che al secolo XIII +era una città molto commerciale, ed ove, dice il Polo, «gli abitanti +sono tutti neri, maschi e femmine, e vanno tutti ignudi.» Ivi si +raccoglie particolarmente il legno di sandalo, ed i mercanti del Levante +e del Ponente vi accorrono a negoziare in gran numero. Il paese del +Malabar è feracissimo di riso; ha leopardi, che Marco Polo chiama «leoni +tutti neri», pappagalli di varie specie, e pavoni assai più belli e più +grossi dei loro congeneri d'Europa. + +La flotta, lasciato Coilum, seguì verso il nord la costa del Malabar, e +giunse sulle sponde del reame di Ely, che sembra corrispondere a +Mangalore, nell'antico regno di Samorin. «Qui, dice il Veneziano, nasce +pepe, giengiavo (_ginepro_) e molte altre ispezierie.» + +Al nord di quel regno stendevasi quella contrada che il viaggiatore +veneziano chiama Melibar, e che è situata al nord del Malabar +propriamente detto. Le navi dei negozianti del Mangi venivano spesso a +trafficare cogli indigeni di questa parte dell'India, che loro fornivano +carichi di droghe eccellenti, bugrani preziosi ed altre mercanzie di +gran valore; ma i loro vascelli erano troppo sovente saccheggiati dai +pirati della costa, che avevano fama di terribili uomini di mare. Quei +pirati abitavano più particolarmente la penisola di Gohurat, oggi +Gudgiarate, verso la quale la flottiglia si diresse dopo aver veduto +Tanat, contrada ove si raccoglie l'incenso bruno, Kambaget, città che fa +gran traffico di cuoio. Visitato che ebbero Sumenat, città della +penisola, i cui abitanti sono idolatri, crudeli e feroci, e poi +Kesmacoram, probabilmente l'attuale Kedge, ultima città delle Indie tra +occidente e settentrione, Marco Polo, in luogo di risalire verso la +Persia, ove l'attendeva il fidanzato della principessa tartara, +s'inoltrò verso occidente, traverso il vasto mare d'Oman. + +La sua insaziabile passione d'esploratore lo trascinò così per +cinquecento miglia sino alle rive dell'Arabia, ove gettò l'áncora alle +isole Maschio e Femmina, così chiamate perchè una è unicamente abitata +da uomini, l'altra da donne, che vengono visitate da quelli durante i +mesi di marzo, aprile e maggio. «Questi uomini, dice il nostro +esploratore, sono cristiani battezzati e non hanno signore, salvo che +hanno un vescovo ch'è sotto l'arcivescovo di Scara.» Lasciate quelle +isolette, la flotta fece vela a mezzodì verso l'isola di Scara, ch'è +veramente Socotora, l'antica _Dioscorides Insula_ dei Greci, ch'è posta +all'ingresso del golfo d'Aden, e di cui Marco Polo riconobbe diverse +parti. Egli parla degli abitanti di Socotora come di abili incantatori, +che con le loro arti ottengono quanto vogliono e comandano agli uragani +ed alle tempeste. Poi, discendendo ancora di miglio in miglio verso il +sud, spinse la sua flotta sino alle coste del Madagascar. + +Agli occhi del nostro viaggiatore, Madagascar è una delle più grandi e +più nobili isole del mondo, d'un circuito di ben quattromila miglia. Gli +abitanti sono per la maggior parte maomettani, e vivono sotto la +signoria di dodici governatori. Sono molto dediti al commercio, e +particolarmente al traffico dei denti di elefanti e dell'ambra. Si +nutrono specialmente di carne di cammello, che è migliore e più sana di +qualsiasi altra. I negozianti che vengono dalle coste dell'India non +impiegano più di venti giorni a traversare il mar d'Oman; ma nel ritorno +ci spendono non meno di tre mesi, in causa delle correnti contrarie che +tendono sempre a respingerli verso il sud. Nondimeno, frequentano +quell'isola perchè fornisce loro il legno di sandalo, di cui sonvi +intere foreste, e l'ambra, ch'essi scambiano con drappi d'oro e di seta, +con grande guadagno e profitto. Secondo Marco Polo, non mancano in quel +reame le fiere e la cacciagione: leopardi, leoni, orsi, cervi, +cinghiali, giraffe, asini selvaggi, caprioli, daini, bestie da pascolo +vi si incontrano a mandre numerose; ma ciò che gli parve meraviglioso fu +l'uccello grifone, ossia il _roc_, di cui si parla tanto nelle _Mille ed +una notte_. «Questi uccelli, dic'egli, non sono fatti com'e' si dice di +qua, cioè mezzo uccello e mezzo lione, ma sono fatti come aguglie +(_aquile_) e sono capaci di sollevare un elefante negli artigli.» +Quest'uccello meraviglioso è probabilmente l'_epyornis maximus_, di cui +si trovano ancora delle uova al Madagascar. + +Da quell'isola Marco Polo, risalendo verso il nord-ovest, venne a +riconoscere Zanzibar e la costa africana, ch'egli prese per un'isola. +Gli abitanti gli sembrarono smisuratamente robusti e capaci di portare +il carico di quattro uomini, «e questo non è maraviglia, chè mangia +l'uno bene per cinque persone.» Quegli indigeni erano negri e +camminavano nudi; avevano la bocca grande, il naso «rabbuffato in suso,» +le labbra e gli occhi grossi; descrizione esattissima, che s'adatta +ancora ai naturali di quella parte dell'Africa. Quegli Africani vivono +di riso, latte, carne e datteri, e fabbricano il vino con riso, zuccaro +e droghe. Sono valenti guerrieri, nè temono la morte; combattono sopra +cammelli o elefanti, armati di scudi di cuojo, di spade e di lancie, ed +eccitano le loro cavalcature inebbriandole di bevande spiritose. «Qui, +soggiunge il nostro viaggiatore, si hanno le più sozze femmine del +mondo, ch'elle hanno la bocca grande, e il naso grosso e corto, e le +mani grosse quattro cotanti che l'altre.» + +Ai tempi di Marco Polo, secondo l'osservazione del Charton, i paesi +compresi sotto la denominazione d'India si dividevano in tre parti: +l'India Maggiore, cioè l'Indostan e tutto il paese posto fra il Gange e +l'Indo; l'India Minore, cioè la contrada al di là del Gange, dalla costa +occidentale della penisola fino alla costa della Cocincina; finalmente +l'India Media, cioè l'Abissinia e le rive arabe fino al golfo Persico. + +Lasciando Zanzibar, Marco Polo si diresse verso quest'India Media, +ch'egli chiama Nabasce (_Abissinia_), risalendo verso il nord ed +esplorando il litorale di quel paese fertilissimo. «Nabasce, dice il +nostro viaggiatore, è una grandissima provincia; e sappiate che 'l +maggiore re di questa provincia si è cristiano, e tutti gli altri re +della provincia sono sottoposti a lui, i quali sono sei re, tre +cristiani e tre saracini. Il re maggiore dimora nel mezzo della +provincia, e i saracini dimorano verso Edenti (_Aden_), nella quale +contrada messer San Tomaso convertì molta gente, poscia se ne partío, e +andonne a Nabar, colà dove fu morto.» Parlando della vita degli abitanti +e della fauna del paese, dice che «la vita loro si è riso e carne, e +hanno leonfanti, e non ch'egli vi naschino, ma vengono d'altri paesi. +Nasconvi molte giraffe e molte altre bestie, e hanno molte bellissime +galline, e sì hanno istruzzoli (_struzzi_) grandi come asini, o poco +meno; e sì hanno molte altre cose, ch'a volerle tutte contare sarebbe +troppo lunga mena. Cacciagioni e uccellagioni si hanno assai, e si hanno +pappagalli bellissimi e di più fatte, e si hanno gatti mamoni e iscimmie +assai.» + +Lasciato il litorale dell'Abissinia, la flotta toccò Edenti, la moderna +Aden, vicino all'imboccatura del Mar Rosso. Aden era a quel tempo una +città importantissima pel traffico dell'Oriente, e nel suo porto +convenivano tutti i navigli che commerciavano coll'India e colla China. +La flotta visitò quindi Icier (la moderna Schehr nell'Hadzamauth, sulla +costa meridionale dell'Arabia), «grande città, dice il Veneziano, la +quale è sotto il soldano d'Edenti ed ha un porto eccellente, al quale +càpitano molte navi, le quali vengono dall'India con molta mercatanzia;» +Dufar (Dafur, sulla costa arabica meridionale), che produce un incenso +di prima qualità; Chalatu (Kalhat, sulla costa arabica orientale), +«città posta sulla bocca del golfo di Chalatu, sì che veruna nave vi può +passare nè usare senza la volontà di questa città;» e per ultimo Curmaso +(Hormuz), che Marco Polo aveva già visitata, quando da Venezia si recò +alla corte del re tartaro. + +È a quel porto del golfo Persico che terminò la traversata della flotta +allestita dall'imperatore mongollo. La principessa era finalmente giunta +ai confini della Persia, dopo una navigazione che aveva durato non meno +di diciotto mesi. Ma nel frattempo il principe Arghum, suo fidanzato, +era morto, ed il regno era straziato dalla guerra civile. La principessa +fu dunque consegnata al figlio d'Arghum, il principe Ghazan, che salì al +trono nel 1295, dopo che l'usurpatore, fratello d'Arghum, fu +strangolato. Non si sa che avvenisse della principessa; ma prima di +separarsi da Marco, Matteo e Niccolò Polo, ella lasciò loro segni +dell'alto favore in cui li teneva. + +Fu probabilmente durante il suo soggiorno in Persia che Marco Polo +raccolse documenti interessanti sulla Gran Turchia; sono documenti +staccati ch'egli dà al termine della sua relazione, vera storia dei kan +mongolli della Persia. Ma i suoi viaggi d'esplorazione erano terminati. +Preso commiato dalla principessa tartara, i tre Veneziani, bene +scortati, presero la via di terra per tornare in patria. Si recarono a +Trebisonda e Costantinopoli, da Costantinopoli a Negroponte, ed ivi +s'imbarcarono per Venezia. + +Fu nel 1295, ventiquattro anni dopo esserne partito, che Marco Polo +rientrò nella sua città natale. I tre viaggiatori, abbronzati dal sole, +vestiti grossolanamente di stoffe tartare, avendo conservato nei loro +modi e nel linguaggio le abitudini mongolle, disavvezzi al dialetto +veneto, non furono neppure riconosciuti dai loro più prossimi parenti. +Inoltre, da gran tempo era corsa voce della loro morte, e non si +sperava più di rivederli. Si recarono alla loro casa nel quartiere di +San Giovanni Grisostomo, e la trovarono occupata da varî individui della +famiglia Polo. Questi accolsero i viaggiatori con diffidenza, +giustificata certo dalla loro deplorabile apparenza, e prestarono poca +fede al racconto, alquanto straordinario infatti, che fece loro Marco +Polo. Tuttavia, dietro le loro istanze, li ammisero in quella casa, di +cui erano veramente i legittimi possessori. Alcuni giorni dopo, Niccolò, +Matteo e Marco, volendo distruggere il più piccolo dubbio circa la loro +identità, diedero a tutti i loro parenti uno splendido convito. E quì +lasceremo la parola al Veneziano Ramusio, che dice d'averlo saputo per +tradizione: + +«.....Invitati molti suoi parenti ad un convito, il quale volsero che +fosse preparato onoratissimo con molta magnificenza, nella detta sua +casa, e venuta l'ora del sedere a tavola, uscirono fuori di camera tutti +tre vestiti di raso cremosino in vesti lunghe fino in terra, come +solevano, standosi in casa, usare in quei tempi, e data l'acqua alle +mani e fatto seder gli altri, spogliatesi le dette vesti, se ne misero +altre di damasco cremosino, e le prime di suo ordine furono tagliate in +pezzi e divise fra li servitori. Da poi mangiate alcune vivande, +tornarono di nuovo a vestirsi di velluto cremosino, e posti di nuovo a +tavola, le vesti seconde furono divise fra li servitori, ed in fine del +convito il simil fecero di quelle di velluto, avendosi poi rivestiti +nell'abito de' panni consueti che usavano tutti gli altri. + +«Questa cosa fece maravigliare, anzi restar come attoniti tutti +gl'invitati; ma tolti via li mantelli, e fatti andar fuori della sala +tutti i servitori, Messer Marco, come il più giovane, levatosi dalla +tavola, andò in una delle camere, e portò fuori le tre vesti di panno +grosso consumate, con le quali erano venuti a casa, e quivi con alcuni +coltelli taglienti cominciarono a discucir alcuni orli e cuciture +doppie, e cavar fuori gioje preziosissime in gran quantità, cioè rubini, +zafiri, carboni, diamanti e smeraldi, che in cadauna di dette vesti +erano stati cuciti con molto artificio, ed in maniera ch'alcuno non si +averia potuto imaginare che ivi fussero state. Perchè al partir del Gran +Kan tutte le ricchezze ch'egli aveva loro donate cambiarono in tanti +rubini, smeraldi ed altre gioje, sapendo certo che s'altrimente avessero +fatto per sì lungo, difficile ed estremo cammino, non saria mai stato +possibile che seco avessero potuto portare tanto oro. + +«Or questa dimostrazione di così grande ed infinito tesoro di gioje e +pietre preziose che furono poste sopra la tavola riempiè di nuovo gli +astanti di così fatta maraviglia, che restarono come stupidi e fuori di +sè stessi, e conobbero veramente ch'erano quegli onorati e valorosi +gentil'uomini da Ca' Polo di che prima dubitavano, e fecero loro +grandissimo onore e riverenzia. + +«Divulgata che fu questa cosa per Venezia, subito tutta la città, sì de' +nobili che de' populari, corse a casa loro ad abbracciargli e fare tutte +quelle maggiori carezze e dimostrazioni d'amorevolezza e riverenzia che +si potessero immaginare; e Messer Maffio, ch'era il più vecchio, +onorarono d'un magistrato che nella città in que' tempi era di molta +autorità; e tutta la gioventù ogni giorno andava continuamente a +visitare e trattare M. Marco, ch'era umanissimo e graziosissimo, e gli +domandavano delle cose del Cataio e del Kan; il quale rispondeva con +tanta benignità e cortesia che tutti gli restavano in un certo modo +obligati. E perchè nel continuo raccontare ch'egli faceva più e più +volte della grandezza del Gran Kan, dicendo l'entrate di quello essere +da 10 in 15 milioni d'oro; e così di molt'altre ricchezze di quelli +paesi riferiva tutte a milioni, lo cognominarono Messer Marco Milioni, +che così ancora ne' libri pubblici di questa repubblica, dove si fa +menzion di lui, ho veduto notato; e la corte della sua casa a San Giovan +Grisostomo, da quel tempo in qua, è ancora volgarmente chiamata la Corte +dei Milioni.» + +E per questo, anche il libro de' suoi viaggi ebbe l'appellativo di +_Milione_, _Liber Milionis_, come leggesi nel Codice Ambrosiano. + +Un uomo celebre come Marco Polo non poteva certamente sfuggire agli +onori civili; ed infatti si vide chiamato alle prime magistrature di +Venezia. + +Fu verso quell'epoca, nel 1296, che scoppiò una guerra tra Venezia e +Genova. Una flotta genovese, comandata da Lampa Doria, solcava +l'Adriatico, minacciando il litorale. L'ammiraglio veneziano, Andrea +Dandolo, armò tosto una flotta superiore in numero alla genovese, ed +affidò il comando d'una galera a Marco Polo, che, a ragione, era in fama +di valentissimo navigatore. + +Tuttavia, in quella battaglia navale dell'8 settembre 1296, i Veneziani +furono battuti, e Marco Polo, gravemente ferito, cadde in potere dei +Genovesi. I vincitori, conoscendo ed apprezzando il valore del loro +prigioniero, lo trattarono con molti riguardi. Fu condotto a Genova, ove +le primarie famiglie, avide di ascoltare la sua storia, gli fecero le +più graziose accoglienze. Ma se gli altri non si stancavano +d'ascoltarlo, Marco Polo alla perfine si stancò di raccontare, ed avendo +fatto nel 1298, durante la sua cattività, la conoscenza del Pisano +Rusticano, gli dettò il racconto de' suoi viaggi. + +Restituitosi a Venezia, dopo la pace del 1299, Marco Polo prese in +moglie una Donata, e n'ebbe tre figliuole: Fantina, Bellela e Moretta. +Suo padre Niccolò morì nel 1300, e fu da lui fatto seppellire +nell'angiporto della chiesa di S. Lorenzo. Nell'anno 1323, a lui +settantaduesimo, Marco fece il suo testamento; e sebbene resti ignoto +(dice il Ramusio) l'anno della morte, può congetturarsi che non fosse di +molto posteriore. Fu sepolto nella chiesa di San Lorenzo. + +Tale fu la vita del celebre viaggiatore, le cui relazioni ebbero molta +influenza sul progresso delle scienze geografiche; e dovevano un secolo +dopo schiudere a Colombo la via al Nuovo Mondo. Egli possedeva in sommo +grado il genio d'osservazione; sapeva vedere, come sapeva narrare; e le +scoperte, le esplorazioni posteriori, non fecero che confermare la +veracità del suo racconto. Sino alla metà del secolo XVIII i documenti +tratti dalla relazione di Marco Polo servirono di base agli studî +geografici, come alle spedizioni commerciali fatte nella Cina, +nell'India e nel centro dell'Asia. + + * * * * * + +La famiglia Polo si estinse nel 1418 in Marco Polo, castellano a Verona, +essendo rimasta erede di tutta la sostanza Polo, Maria vedova di Zuanne +Bon e rimaritata nel 1424 in Azzo Trevisan; dalla quale discendenza +nacque Marcantonio Trevisan. + +Nel secolo XVII una famiglia patrizia onorò la memoria dell'illustre +viaggiatore con una statua di pietra d'Istria di poco maggiore del +naturale, che oggi si vede nell'atrio del palazzo Morosini a Santo +Stefano. Più tardi, la modesta carità dell'abate Zenier segnò d'una +lapide la casa abitata dall'immortale viaggiatore, di fianco alla chiesa +di San Grisostomo. Nella corte attigua si vede ancora una porta, il cui +arco, di forma decisamente orientale, è adorno di leggiadre sculture, ed +una parte dell'antica cornice non meno ornata ed elegante. La corte +portò, fino all'epoca del Ramusio, lo storico nome di «_Corte del +Milione_.» + + +NOTE: + +[34] _Cipango_ o _Zipagu_ è il Giappone, che il Polo fu il primo a far +conoscere all'Europa; ed il nome da lui datogli è probabilmente la +corruzione del chinese _Sci-pen-cuo_, regno dell'oriente, trovandosi +all'est della China. Gl'indigeni del Giappone chiamano il loro paese +Nipon o Nifon, che ha lo stesso significato. (_N. del Trad._) + +[35] Questa provincia, conosciuta anche sotto il nome di Saïgon, +appartiene oggidì alla Francia. + + + + + APPENDICE + + + _Togliamo dall'edizione Le-Monnier del Codice Magliabeccano alcuni + documenti interessanti risguardanti la storia della Gran Turchia, che, + come già abbiamo detto a pag. 110, vennero raccolti da Marco Polo + durante il suo soggiorno in Persia._ + + + + + I. + + Della Gran Turchia. + + +Turchia si ha un re c'ha nome Chaidu, lo quale è nipote del Gran Cane, +che fu figliolo d'uno suo fratello cugino. Questi sono tarteri, valentri +uomeni d'arme, perchè sempre istanno in guerra e in brighe. Questa Gran +Turchia è verso maestro. Quando l'uomo si parte da Curmaso, e passa per +lo fiume di Geon, e dura di verso tramontana insino alle terre del Gran +Cane, sappiate ch'e' truova Chaidu. E tra questo Chaidu e lo Gran Cane +sì ha grandissima guerra, perchè Chaidu vorebbe conquistare parte delle +terre del Chattai e de' Magi; ma il Gran Cane vuole che lo seguiti, sì +come fanno gli altri che tengono terra da lui: questi nol vuol fare, +perchè non si fida, e perciò sono istate tra loro molte battaglie. E si +fa questo re Chaidu bene C mila cavalieri; e più volte hae isconfitto i +baroni e i cavalieri del Gran Cane, perciò che questo re Chaidu è molto +prode dell'arme, egli, e sua gente. Or sappiate, che questo re Chaidu +avea una sua figliuola, la quale era chiamata in tartaresco Aigiarne, +cioè viene a dire in latino, lucente luna. Questa donzella era sì forte, +che non si trovava persona che vincere la potesse di veruna prova; lo re +suo padre si la volle maritare: quella disse, che mai non si mariterebbe +s'ella non trovasse un gentile uomo che la vincesse di forza o d'altra +pruova. Lo re si le avea largito ch'ella si potesse maritare a sua +volontà. Quando la donzella ebbe questo dal re, si ne fu molto allegra; +e allora mandò per tutte le contrade, che, se alcuno gentile uomo fosse, +che si volesse provare colla figliuola del re Caidu, si andasse a sua +corte, sappiendo, che qual fosse quegli che la vincesse, ella il +torrebbe per suo marito. Quando la novella fu saputa per ogni parte +eccoti venire molti gentili uomeni alla corte del re; or fu ordinata la +pruova in questo modo. Nella mastra sala del palagio si era lo re e la +reina con molti cavalieri e con molte donne e donzelle: ed ecco venire +la donzella tutta sola, vestita d'una cotta di zendado molta acconcia. +La donzella era molto bella e ben fatta di tutte bellezze. Or conveniva +che si levasse il donzello, che si voleva provare con lei, a questi +patti com'io vi dirò: che se 'l donzello vincesse la donzella, ella lo +dovea prendere per suo marito, ed egli dovea avere lei per sua moglie; e +se cosa fosse che la donzella vincesse l'uomo, si conveniva che l'uomo +desse a lei C cavalli; e in questo modo avea la donzella guadagnati bene +X mila cavagli. E sappiate che questo non era maraviglia, che questa +donzella era sì ben fatta e sì informata, ch'ella pareva pure una +gigantessa. Eravi venuto un donzello, lo quale era figliuolo del re di +Pumar per provarsi con questa donzella; e menò seco molta bella e nobile +compagnia, e si menò M cavagli per mettere alla pruova: ma 'l cuore li +stava molto franco di vincere, di ciò gli pareva essere troppo bene +sicuro: e questo fu nel MCCLXXX anni. Quando il re Caidu vidde venire +questo donzello, sì ne fu molto allegro, e molto disiderava nel suo +cuore che questo donzello la vincesse, perciò ch'egli era bel giovane e +figliuolo di un gran re: e allora si fece pregare la figliuola che si +lasciasse vincere a costui; ed ella sì rispuose: sappiate, padre, che +per veruna cosa del mondo non farei altro che diritto e ragione. Or +eccoti la donzella entrata nella sala alla pruova, tutta la gente che +stava a vedere, pregavano che desse a perdere alla donzella, acciò che +così bella coppia fossero accompagnati insieme. E sappiate che questo +donzello era forte e prode, e non trovava uomo che 'l vincesse, nè che +si potesse con lui in ogni pruova. Or vennono insieme il donzello e la +donzella alle prese, e furonsi presi insieme alle braccia, e feciono una +molto bella incominciata, ma poco durò, che convenne pure che il +donzello perdesse la prova. Allora si levò in sulla sala il maggior +duolo del mondo, perchè il donzello avea così perduto, ch'era uno de' +piue belli uomeni che vi fosse ancora venuto, o che mai fosse veduto; e +allotta ebbe la donzella questi M cavalli, e 'l donzello si partío, ed +andossene in sua contrada molto vergognoso. E voglio che voi sappiate +che lo re Caidu menò questa sua figliola in più battaglie, e quando ella +era alla battaglia, ella si gittava tra' nemici sì fieramente, che non +era cavaliere sie ardito nè si forte ch'ella nol prendesse per forza, e +menavalo via; e faceva molte prodezze d'arme. Or lasciamo di questa +materia, e udirete d'una battaglia che fu tra lo re Caidu ed Argo +figliuolo dello re Abagha signore del Levante. + + + + + II. + + D'una battaglia. + + +Sappiate che lo re Abagha, signore del Levante, si tiene molte terre e +molte provincie, e confina le terre sue con quelle del re Caidu, cioè, +dalla parte dell'Albero Solo, lo quale noi chiamiamo l'Albero Secco. Lo +re Abaga, per cagione che lo re Caidu non facesse danno alle terre sue, +si mandò il suo figliuolo Argo con grande gente a cavallo e a piede +nelle contrade dell'Albero Solo infino al fiume di Geon, perchè +guardasse quelle terre che sono alli confini. Ora avenne che lo re Caidu +si mandò un suo fratello, molto valentre cavaliere, lo quale avea nome +Barac, con molta gente, per fare danno alle terre, ove questo Argo era. +Quando Argo seppe che costoro venivano, fece asembiare sua gente, e +venne incontro a nemici. Quando furono asembiati l'una parte e l'altra, +e gli istormenti cominciarono a sonare dall'una parte e dall'altra, +allora fu cominciata la più crudele battaglia, che mai fosse veduta al +mondo; ma pure alla fine Barac e sua gente non poterono durare; sì che +Argo gli sconfisse, e cacciogli di là dal fiume. Da che n'abbiamo +cominciato a dire d'Argo, dirovvi com'egli fu preso, e com'egli +signoreggiò poscia, dopo la morte del suo padre. + +Quando Argo ebbe vinta questa battaglia, vennegli novelle come lo padre +era passato di questa vita. Quand'egli intese questa novella, funne +molto cruccioso, e mossesi per venire a pigliare la signoria; ma egli +era di lungi bene XL giornate. Ora avenne che il fratello che fu +d'Abagha, lo quale si era soldano ed era fatto saracino, si vi giunse +prima che giugnesse Argo, e incontanente entrò in sulla signoria, e +riformò la terra per sè, e si vi trovò sì grandissimo tesoro, che a pena +si potrebbe credere: e si ne donò sì largamente a' baroni e a' cavalieri +della terra, che costoro dissoro che mai non volevano altro signore. +Questo soldano faceva a tutta gente appiacere e onore. Ora quando il +soldano seppe che Argo veniva con molta gente, sì si apparecchiò con +tutta sua gente e fece tutto suo isforzo in una settimana. E questa +gente per amore del soldano andavano molto volentieri contro ad Argo, +per pigliarlo e per ucciderlo a tutto loro podere. + +Quando il soldano ebbe fatto tutto suo isforzo, sì si missono e andarono +incontro ad Argo, e quando fu presso a lui sì si attendò in un molto bel +piano, e disse alla sua gente: signori, e' ci conviene essere prodi +uomeni, però che noi difendiamo la ragione, chè questo regno fu del mio +padre, il mio fratello Abagha si lo ha tenuto, quanto a tutta sua vita, +ed io si doveva avere lo mezzo, ma per cortesia, si gliele lasciai. Ora +da ch'egli è morto, si è ragione ch'io l'abbia tutto; ma io si vi dico, +ch'io non voglio altro che l'onore della signoria, e vostro sia tutto il +frutto. Questo soldano avea bene XL mila cavalieri e grande quantità di +pedoni. La gente rispuosono e dissero tutti, che andrebbono con lui +insino alla morte. + +Argo, quando seppe che 'l soldano era attendato apresso di lui, ebbe sua +gente, e disse così: signori e fratelli ed amici miei, voi sapete bene +che 'l mio padre insino ch'egli vivette egli vi tenne tutti per fratelli +e per figliuoli, e sapete bene come voi e vostri padri siete istati con +lui in molte battaglie, e a conquistare molte terre; e sì sapete bene +come io sono suo figliuolo, e com'egli vi amò assai, ed io ancora si +v'amo di tutto il mio cuore; dunque è bene ragione che voi m'atiate +riconquistare quello che fu del mio padre e vostro, ch'è contro colui +che viene contro a ragione, e vuolci deretare delle nostre terre, e +cacciar via tutte le nostre famiglie. E anche sapete bene, ch'egli non +è di nostra legge, ma è saracino e adora Malcometto; ancora vedete come +sarebbe degna cosa che gli saracini avessono signoria sopra gli +cristiani: dacchè voi vedete bene ch'egli è così, ben dovete essere +prodi e valentri. Sì come buoni fratelli m'aitate in difendere lo +nostro, ed io hoe isperanza in Dio, che noi il metteremo a morte, sì +come egli è degno; perciò si vi prego catuno che facciate più che suo +podere non porta, sì che noi vinciamo la battaglia. Li baroni e li +cavalieri, quando ebbono inteso il parlamento, che avea fatto Argo, +tutti rispuosono e dissono, ch'egli avea detto bene e saviamente: e +fermarono tutti comunemente, che volevano innanzi morire con lui, che +vivere senza lui, o che niuno gli venisse meno. Allora si levò un +barone, e disse ad Argo: messere, ciò che avete detto èe tutta verità, +ma si voglio dir questo, che a me si parebbe, che si mandassono +ambasciadori al soldano per sapere la cagione di quello che fa, e per +sapere quello che vuole: e cosie fue fermato di fare. E quando egliono +ebbono questo fermato, feciono due ambasciadori, che andassono al +soldano ed isponessongli queste cose, come in tra loro non dovea essere +battaglia, perciò ch'erano una cosa; e che 'l soldano dovesse lasciare +la terra e renderla ad Argo. Lo soldano rispuose agli ambasciadori, e +disse: andate ad Argo, e ditegli ch'io il voglio tenere per nipote e per +figliolo, sì com'io debbo; e che gli voleva dare signoria, ch'egli si +venisse e che istesse sotto lui; ma non voleva che egli fosse signore; e +se così non vuol fare, si gli dite che si apparecchi della battaglia. + +Argo, quando ebbe intesa questa novella, ebbe grande ira, e disse: non +ci è da udire nulla. Allora si mosse con sua gente, e fu giunto al +campo, ove dovea essere la battaglia; e quando furono apparecchiati +l'una parte e l'altra, e gli istormenti cominciarono a suonare da +ciascuna parte, allora si cominciò la battaglia molto forte e molto +crudele da ciascuna delle parti. Argo fece il dì grandissima prodezza, +egli e sua gente, ma non gli valse. Tanto fu la disaventura, che Argo si +fu preso, e perdè allora nella battaglia del soldano. Si era uno uomo +molto lussurioso, sì che si pensò di tornare alla terra, e di pigliare +molte belle donne che v'erano; allora si partío, e lasciò un suo vicaro +nell'oste che avea nome Melichi, che dovesse guardare bene Argo; e così +se ne andò alla terra, e Melichi rimase. + +Ora avenne che uno barone tartero, lo quale era aguale sotto il soldano, +vidde il suo signore Argo, lo quale dovea essere di ragione: vennegli un +gran pensiero al quore, e l'animo gli cominciò a gonfiare; e diceva +infra sè stesso, che male gli pareva che 'l suo signore fosse preso, e +pensò di fare suo podere, sì che gli fosse lasciato; e allora cominciò a +parlare con altri baroni dell'oste. E a ciascuno parve in buon volere e +in buono animo di volersi pentere di ciò e ch'avevano fatto. E quando +furono bene accordati, un barone ch'avea nome Baga si fue cominciatore, +e levaronsi suso tutti a romore, e andarono alla prigione dove Argo era +preso, e dissongli, com'egli s'erano riconosciuti, e che aveano fatto +male, e che volevano ritornare alla misericordia e fare e dire bene, e +lui tenere per signore; e così s'acordarono; e Argo perdonò loro tutto +ciò ch'aveano fatto contra di lui. E incontanente si mossono tutti +questi baroni, e andarono al padiglione dov'era Melichi lo vicaro del +soldano, ed ebbonlo morto; ed allora tutti quelli dell'oste si +confermarono Argo per loro diritto signore. + +Di presente giunse la novella al soldano, come il fatto era istato, e +come Milichi suo vicaro era morto. Quando ebbe inteso questo, si ebbe +gran paura, e pensossi di fuggire in Bambellonia, e missesi a partire +con quella gente che avea. Un barone lo quale era grande amico d'Argo, +si stava ad un passo, e quando lo soldano passava, sì l'ebbe conosciuto, +e incontanente gli fu dinanzi in sul passo, ed ebbolo preso per forza, e +menollo preso dinanzi ad Argo alla città, che v'era già giunto di tre +dì. E Argo, quando il vidde, sì ne fu molto allegro, e incontanente +comandò che gli fosse dato la morte, si come a traditore. Quando fu così +fatto, ed Argo mandò un suo figliuolo a guardare le terre dell'Albero +Solo, e mandò con lui trenta mila cavalieri. A questo tempo che Argo +entrò nella signoria corre anni MCCLXXXV, e regnò signore VI anni, e fu +avelenato, e cosie morìo. E morto che egli fu Argo, un suo zio entrò +nella signoria (perchè il figliuolo d'Argo era molto di lungi), e tenne +la signoria due anni, e in capo di due anni fue anche morto di +beveraggio. Or vi lascio qui, che non ci hae altro da dire, e dirovvi un +poco delle parti di verso tramontana. + + + + + III. + + Delle parti di verso tramontana. + + +In tramontana si ha uno re ch'è chiamato lo re Chonci, e sono tarteri, e +sono genti molto bestiali. Costoro si hanno un loro domenedio fatto di +feltro, e chiamanlo Fattighai, e fannogli anche la moglie, e dicono che +sono l'iddii terreni, che guardano tutti i loro beni terreni, e così li +dànno mangiare, e fanno a questo cotale iddio, secondo che fanno gli +altri tarteri, de' quali v'abbiamo contato adrietro. Questo re Chonci è +della ischiatta di Cinghy Cane, ed è parente del Gran Cane. Questa gente +non hanno città nè castella, anzi si stanno sempre o in piani o in +montagne, e sono grande gente delle persone; vivono di latte di bestie +e di carne; biada non hanno, e non son gente che mai facciano guerra ad +altrui, anzi istanno tutti in grande pace, e hanno molte bestie, ed +hanno orsi che sono tutti bianchi, e sono lunghi XX palmi, ed hanno +volpi che sono tutte nere, e asini salvatichi assai, e hanno +giambelline, cioè, quelle di che si fanno le care pelle, che una pelle, +da uomo, val bene M bisanti; e vaj hanno assai. Questo re si e di quella +contrada, dove i cavagli non possono andare, perciò che v'ha grandi +laghi e molte fontane, e sonvi i ghiacci sì grandi, che non vi si può +menare cavallo; e dura questa mala contrada XIII giornate; ed in capo di +ciascuna giornata si ha una posta, ove albergano i messi, che passano e +che vengono. E a catuna di queste poste istanno XL cani, gli quali +istanno per portare gli messaggi dall'una posta all'altra, sì com'io vi +dirò. Sappiate che queste XIII giornate si sono due montagne, e tra +queste due montagne si ha una valle, e in questa valle è si grande il +fango e il ghiaccio, che cavallo non vi potrebbe andare; e fanno +ordinare tregge senza ruote, che le ruote non vi potrebbono andare, però +ch'elle si ficcherebbono tutte nel fango, e per lo ghiaccio +correrebbono troppo. In su questa treggia pongono un cuoio d'orso, e +vannovi suso questi cotali messaggi, e questa treggia mena sei di questi +cani, e questi cani sanno bene la via, e vanno infine all'altra posta, e +così vanno di posta in posta tutte queste XIII giornate di quella mala +via, e quegli che guarda la posta si monta in su 'n una altra treggia, e +menangli per la migliore via. E si vi dico, che gli uomeni che stanno su +per queste montagne sono buoni cacciatori, e pigliano di molte buone +bestiole, e fannone molto grande guadagno, sì come sono giambellini e +vaj ed ermellini e coccolini e volpi nere e altre bestie assai, onde si +fanno le care pelli; e piglianle in questo modo, ch'e' fanno loro reti, +che non ve ne può campare veruna. Qui si ha grandissima freddura. +Andiamo più innanzi, e udirete quello che noi troviamo, ciò fu la Valle +Iscura. + + + + + IV. + + Della Valle Iscura. + + +Andiamo più innanzi per tramontana, e trovamo una contrada chiamata +Iscurità, e certo ella hae bene nome a ragione, ch'ella è sempre mai +iscura; quivi sì non appare mai sole nè luna nè stelle, sempre mai v'è +notte; la gente che v'è vivono come bestie, e non hanno signore. Ma +talvolta vi mandono gli tarteri com'io vi dirò: che gli uomeni che vi +vanno si tolgono giumente ch'abbiano pulledri dietro, e lasciano gli +puledri di fuori dalla scurità, e poi vanno rubando ciò che possono +trovare, e poi le giumente si ritornano a' loro pulledri di fuori dalla +iscurità: e in questo modo riede la gente che vi si mette ad andare. +Queste genti hanno molto di queste pelli così care ed altre cose assai, +perciò che sono maravigliosi cacciatori, e ammassono molto di queste +care pelli che avemo contato di sopra. La gente che vi sta, son gente +palida e di mal colore. Partiamoci di qui, e andiamone alla città di +Rossia. + + + + + V. + + Della provincia di Rossia. + + +Rossia èe una grandissima provincia verso tramontana, e sono cristiani, +e tengono maniera di greci, ed havvi molti re, e hanno loro linguaggio, +e non rendono trebuto se non ad uno re di tartari, e quello è poco. La +contrada si ha fortissimi passi ad entrarvi. Costoro non sono +mercatanti, ma si hanno assai delle pelle, che abbiamo detto di sopra. +La gente è molto bella, maschi e femmine, sono bianchi e biondi, e sono +semprici genti. In questa contrada si ha molte argentiere, e cavanne +molto argento. In questo paese non ha altro da dire: dirovvi della +provincia la quale ha nome Lacca, perchè confina colla provincia di +Rossia. + + + + + VI. + + Della provincia di Lacca. + + +Quando noi ci partiamo di Rossia sie entriamo nella provincia di Lacca; +qui vi troviamo gente che sono di cristiani e di saracini. Non ci ha +quasi altra novità che abbiamo da quelle di sopra; ma vovvi dire d'una +cosa, che m'era dimenticata della provincia di Rossia. In quella +provincia si ha sì grandissimo freddo, che a pena vi si può campare, e +dura infino al mare oceano. Ancora vi dico che v'ha isole dove nascono +molti girfalchi e molti falconi pellegrini, i quali si portano per più +parti del mondo; e sappiate che da Rossia ad Orbeche non v'ha grande +via, ma per lo grande freddo che v'è, si non vi si puote bene andare. Or +vi lascio a dire di questa provincia, che non ci ha altro da dire, e +vogliovi dire un poco di tarteri di ponente e di loro signore, e quanti +signori hanno avuti. Comincio del primo signore. + + + + + VII. + + De' signori de' tarteri del ponente. + + +Lo primo signore ch'ebbono gli tarteri del ponente si fu uno ch'ebbe +nome Frai. Questo Frai fu uomo molto possente, e conquistò molte +provincie e molte terre, ch'egli conquistò Rossia e Chomania e Alanai e +Lacca e Megia e Ziziri e Scozia e Gazarie. Queste furono tutte prese per +cagione che non si tenevano insieme, che se elle fossero istate tutte +bene insieme, non sarebbono istate prese. Ora dopo la morte di Frai fu +signore Patu, dopo Patu si fu Bergho, dopo Bergo Mogleten, poscia fu +Catomachu, dopo costui fu il re ch'è oggi, lo quale ha nome lo re +Tocchai. Ora avete inteso di signori che sono istati delli tarteri del +ponente; vogliovi dire d'una battaglia, che fu molta grande tra lo re +Alau signore del levante, e dello re Barga signore del ponente. + + + + + VIII. + + D'una gran battaglia. + + +Al tempo degli anni Domini MCCLXI sì si cominciò una grande discordia +tra gli tarteri del ponente e quegli del levante, e questo si fu per una +provincia, che l'uno signore e l'altro la voleva, sì che ciascuno fece +suo isforzo e suo apparecchiamento in sei mesi. Quando venne in capo +degli sei mesi, e ciascuno sie uscie fuori a campo, e ciascuno avea bene +in sul campo bene ccc mila cavalieri, bene apparecchiati d'ogni cosa da +battaglia, secondo loro usanza. Sappiate che lo re Barga avea bene CCCL +mila di cavalieri. Or si puose a campo a X miglia presso l'uno +all'altro; e voglio che voi sappiate, che questi campi erano i più +ricchi campi che mai fossono veduti, di padiglioni e di trabacche, tutti +forniti di sciamiti e d'oro e d'ariento; e costì istettoro tre dì. +Quando venne la sera, che la battaglia dovea essere la mattina +vegnente, ciascuno confortò bene sua gente, ed amonìo, sì come si +conveniva. Quando venne la mattina, e ciascuno signore fu in sul campo, +e feciono loro ischiere bene e ordinatamente. Lo re Barga fece XXXV +ischiere, lo re Alau ne fece pure XXX, perchè avea meno di gente, e ogni +ischiera era da X mila uomeni a cavallo. Lo campo era molto bello e +grande, e bene faceva bisogno, che giammai non si ricorda che tanta +gente s'asembiasse in su 'n un campo; e sappiate che ciascuna gente +erano prodi ed arditi. Questi due signori furono amendue discesi della +ischiatta di Cinghy Cane, ma poi sono divisi, che l'uno è signore del +levante, e l'altro del ponente. Quando furono acconci l'una parte e +l'altra, e gli naccheri incominciarono a sonare da ciascuna parte, +allora fu cominciata la battaglia colle saette; le saette cominciarono +ad andare per l'aria tante, che tutta l'aria era piena di saette, e +tante ne saettarono che più non n'avevano. Tutto il campo era pieno +d'uomeni morti e di feriti; poi missoro mano alle ispade; quella era +tale tagliata di teste e di braccia e di mani di cavalieri, che giammai +tale non fu veduta nè udita, e tanti cavalieri a terra, ch'era una +maraviglia a vedere da ciascuna parte; nè giammai non morì tanta gente +in un campo, che niuno non poteva andare per terra, se no su per gli +uomeni morti e feriti. Tutto il mondo pareva sangue, che gli cavagli +andavano nel sangue insino a mezza gamba. Lo romore e il pianto era sì +grande di feriti ch'erano in terra, ch'era una maraviglia a udire lo +dolore che facevano. E lo re Alau fece sì grande maraviglie di sua +persona che non pareva uomo, anzi pareva una tempesta; sì che il re +Barga non potè durare, anzi gli convenne alla per fine lasciare il +campo, e missesi a fuggire: e lo re Alau gli seguì dietro con sua gente, +tuttavia uccidendo quantunque ne giugnevano. Quando lo re Barga fu +isconfitto con tutta sua gente, e il re Alau si ritornò in sul campo, e' +comandò che tutti gli morti fossono arsi, così gli nemici come gli +amici, però ch'era loro usanza d'ardere i morti; e fatto ch'ebbono +questo, sì si partirono, e ritornarono in loro terre. Avete inteso tutti +i fatti di tarteri e di saracini, quanto se ne può dire, e di loro +costumi, e degli altri paesi che sono per lo mondo, quanto se ne puote +cercare e sapere; salvo che del Mar Maggiore non vi abbiamo parlato nè +detto nulla, nè delle provincie che gli sono d'intorno, avegnachè noi il +ciercamo ben tutto, perciò il lascio a dire, che mi pare che sia fatica +a dire quello, che non sia bisogno nè utile, nè quello ch'altri fa tutto +dì; che tanti sono coloro che il cercano e 'l navicano ogni dì che bene +si sa, sì come sono viniziani e genovesi e pisani, e molta altra gente +che fanno quel viaggio ispesso, che catuno sa ciò che v'è; e perciò mi +taccio e non ve ne parlo nulla di ciò. Della nostra partita, come noi ci +partimmo dal Gran Cane, avete inteso nel cominciamento del libro in uno +capitolo, ove parla della briga e fatica ch'ebbe messer Matteo e messer +Niccolò e messer Marco in domandare commiato dal Gran Cane; e in quello +capitolo conta la ventura ch'avemo nella nostra partita. E sappiate, se +quella aventura non fosse istata, a gran fatica e con molta pena saremo +mai partiti, sì che appena saremo mai tornati in nostro paese. Ma credo +che fosse piacere di Dio nostra tornata, acciò che si potessero sapere +le cose che sono per lo mondo, che secondo ch'avemo contato in capo del +libro nel titolo primaio, e' non fu mai uomo nè cristiano nè saracino nè +tartero nè pagano, che mai cercasse tanto del mondo, quanto fece messer +Marco figliuolo di messer Niccolò Polo, nobile e grande cittadino della +città di Vinegia. Deo gratias. Amen. Amen. + + + FINE. + + + + + INDICE + + + CAPITOLO I. + + Interesse dei mercanti genovesi e veneziani nel promuovere delle + esplorazioni nel centro dell'Asia.--Condizione della famiglia Polo a + Venezia.--I due fratelli Niccolò e Matteo Polo.--Vanno da + Costantinopoli alla corte dell'Imperatore della China.--Loro + ricevimento alla corte di Kublai-Kan.--L'Imperatore li nomina suoi + ambasciatori presso il papa.--Loro ritorno a Venezia.--Marco + Polo.--Parte col padre Niccolò e lo zio Matteo per la residenza del re + tartaro.--Il nuovo papa Gregorio X.--La relazione di Marco Polo scritta + in francese, sotto suo dettato, da Rusticano da Pisa, (dal 1253 al + 1324) Pag. 5 + + CAPITOLO II. + + L'Armenia Minore.--La Turcomania.--L'Armenia Maggiore.--Il monte + Ararat.--La Georgia.--Mussul, Bagdad, Bassora, Tauris.--La Persia.--La + Provincia di Kirman.--Comadi.--Ormuz.--Il Vecchio della + Montagna.--Cheburgan.--Balk.--Il + Balacian.--Cascemir.--Cascegar.--Samarcanda.--Cotan.--Il + deserto.--Tangut.--Caracorum.--Signan-fu.--Tenduc.--La grande Muraglia + della China.--Ciandu, la città attuale di Sciang-tu.--La residenza di + Kublai-Kan.--Cambaluc, attualmente Pekino.--Le feste + dell'Imperatore.--Sue caccie.--Descrizione di Pekino.--La zecca ed i + biglietti di banca chinesi.--Le poste dell'Impero » 15 + + CAPITOLO III. + + Tso-tcheu.--Tainfu.--Pin-yang-fu.--Il fiume Giallo.--Chaciafu. + --Si-gnan-fu.--Il Sze-tchuen.--Ching-tu-fu.--Il Tibet.--Li-Kiang-fu. + --Il Caragia.--Yung-chang.--Mien.--Il Bengala.--L'Annam.--Il Tai-ping. + --Sinuglil.--Sindi-fu.--Chacafu.--Ciaglu.--Ciagli.--Codifu. + --Lin-tsin-tcheu.--Lin-tching-hien.--Il Mangi.--Yang-tcheou. + --Città del litorale.--Quinsay o Hang-tcheu.--Il Fu-chian. + Fuchian » 55 + + CAPITOLO IV. + + L'India.--Cipango o Zipagu (il Giappone).--Partenza dei tre Polo colla + figlia dell'imperatore e gli ambasciatori + persiani.--Saigon.--Giava.--Condor.--Bintang.--Sumatra.--I + Nicobari.--Ceylan.--La costa di Coromandel.--La costa di Malabar.--Il + mar d'Oman.--L'isola di Gocotora.--Madagascar.--Zanzibar e la costa + africana.--L'Abissinia.--Aden.--Schehr.--Dafur.--Kalhat.--Hormuz.--Il + Golfo Persico.--Ritorno a Venezia.--Una festa in casa Polo.--Marco Polo + prigioniero dei Genovesi.--Morte di Marco Polo verso l'anno 1323.--Suoi + discendenti.--Ricordi della famiglia Polo » 85 + + APPENDICE. + + I. Della Gran Turchia Pag. 117 + + II. D'una battaglia » 121 + + III. Delle parti di verso tramontana » 129 + + IV. Della Valle Iscura » 132 + + V. Della provincia di Rossia » 133 + + VI. Della provincia di Lacca » 134 + + VII. De' signori de' tarteri del ponente » 135 + + VIII. D'una gran battaglia » 136 + + + + + PRESSO GLI STESSI EDITORI + + + GRANT e SPEKE + + LE + SORGENTI DEL NILO + + Volumi 2 illustrati L. 1-- + + + K. B. JOHNSON + + IL + PAESE DELL'ORO + + AVVENTURE + DI UN EMIGRATO NELLA COLOMBIA INGLESE + + Volumi 2 illust. L. 1-- + + + MAYNE-REID + + LE FORESTE VERGINI + + Volumi 2 illustrati L. 1-- + + + MAYNE-REID + + IL + PAESE DEGLI ELEFANTI + + Volumi 2 illustrati L. 1-- + + + + + +Nota del Trascrittore. + +Corretti gli ovvii errori tipografici. +Uniformate le varie grafie diverse utilizzate dall'autore per indicare +la stessa località. + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of I Viaggi di Marco Polo, by Jules Verne + +*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 44714 *** |
