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+*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 44714 ***
+
+ I VIAGGI DI MARCO POLO
+
+[Illustrazione: MARCO POLO (_Da un dipinto della Scuola Veneta
+contemporanea del grande viaggiatore_)]
+
+
+
+ GIULIO VERNE
+
+ I VIAGGI DI MARCO POLO
+
+ UNICA VERSIONE ORIGINALE
+ FEDELMENTE RISCONTRATA SUL CODICE MAGLIABECCANO
+ E SULLE OPERE DI CHARTON
+
+ _per cura_
+
+ DI
+
+ EZIO COLOMBO
+
+ Volume Unico
+
+ MILANO
+
+ SERAFINO MUGGIANI e COMP.
+ Via Unione, N. 11, 13.
+
+ 1878
+
+
+
+
+ Proprietà Letteraria
+
+ Tip. Guigoni.
+
+
+
+
+ I VIAGGI DI MARCO POLO[1]
+
+
+
+
+ CAPITOLO I.
+
+ Interesse dei mercanti genovesi e veneziani nel promuovere delle
+ esplorazioni nel centro dell'Asia.--Condizione della famiglia Polo a
+ Venezia.--I due fratelli Niccolò e Matteo Polo.--Vanno da
+ Costantinopoli alla corte dell'Imperatore della China.--Loro
+ ricevimento alla corte di Kublai-Kan.--L'Imperatore li nomina suoi
+ ambasciatori presso il papa.--Loro ritorno a Venezia.--Marco
+ Polo.--Parte col padre Niccolò e lo zio Matteo per la residenza del re
+ tartaro.--Il nuovo papa Gregorio X.--La relazione di Marco Polo scritta
+ in francese, sotto suo dettato, da Rusticano da Pisa, (dal 1253 al
+ 1324).
+
+
+I mercanti genovesi e veneziani non potevano rimanere indifferenti alle
+esplorazioni che arditi viaggiatori tentavano nell'Asia centrale,
+l'India e la China. Essi comprendevano che queste contrade offrirebbero
+in breve un nuovo sfogo ai loro prodotti, e che, d'altra parte, utili
+immensi si ricaverebbero dall'importazione in Occidente di mercanzie di
+fabbricazione orientale. Gl'interessi del commercio dovevano quindi
+lanciare dei nuovi cercatori sulle vie delle scoperte. Queste furono le
+ragioni che decisero due nobili veneziani ad abbandonare la loro patria
+ed a sfidare tutte le fatiche e tutti i pericoli di quei perigliosi
+viaggi, allo scopo d'estendere le loro relazioni commerciali.
+
+Questi due Veneziani appartenevano alla famiglia Polo, la quale traeva
+origine da Sebenico, in Dalmazia, ed erasi stabilita sino dal 1033 in
+Venezia. È nel secolo XIII che noi troviamo questa famiglia divisa in
+due rami; uno dei quali abitava nella contrada di San Felice, l'altro in
+quella di San Geremia.
+
+I Polo di San Felice, datisi già da più anni al commercio, avevano in
+esso trovata larghissima fonte di ricchezze, che aveanli posti a livello
+delle famiglie patrizie di Venezia.
+
+Nel 1260, i fratelli Niccolò e Matteo o Maffio, figliuoli di Andrea, che
+già prima del 1250 avevano stabilito un banco a Costantinopoli, terra
+più veneziana che greca dopo l'impresa del Dandolo[2], si recarono con
+una paccotiglia considerevole di gioielli nel Sudac, in Crimea, ove la
+loro casa possedeva un altro banco diretto da un loro fratello maggiore,
+Andrea Polo. Da quel punto, risalendo verso il nord-est, e traversando
+il paese di Comania, giunsero sul Volga, ove teneva il suo campo
+Berke-Kan signore dei Tartari occidentali. Questo principe mongollo
+accolse benissimo i due negozianti di Venezia, e comperò i gioielli che
+gli offersero pel doppio del valore, facendo inoltre ad essi ricchissimi
+doni.
+
+Niccolò e Matteo rimasero un anno nel campo mongollo; finchè, nel 1262,
+scoppiò una guerra tra Berke ed il principe Ulagù o Alau, signore dei
+Tartari di Levante, e conquistatore della Persia. I due fratelli, non
+volendo avventurarsi in mezzo a contrade battute dai Tartari,
+preferirono recarsi a Boukhara, che era la principale residenza di
+Berke, e colà rimasero tre anni e mezzo. Ma quando Berke fu vinto, e
+presa la sua capitale, un'ambasciata d'Ulagù invitò i due Veneziani a
+seguirli verso la residenza del Gran Kan[3] dei Tartari, che avrebbe
+fatto loro ottima accoglienza. Kublai-Kan, quarto figlio di Gengis-Kan,
+era imperatore della China, e teneva allora la residenza d'estate in
+Mongolia, a Cai-ping-fu, sulla frontiera dell'impero Chinese.
+
+I due mercanti veneziani partirono, e spesero un anno intero nel
+traversare quell'immensa estensione di paese che divide Boukhara dai
+confini settentrionali della China. Kublai-Kan fu lietissimo di ricevere
+quegli stranieri, venuti da paesi occidentali. Fece loro molte feste,
+e li interrogò con premura sugli avvenimenti che accadevano in
+Europa, chiedendo molti particolari intorno agli imperatori e re, alla
+loro amministrazione, ai loro metodi di guerra; poscia li intrattenne
+lungo tempo del pontefice e degli affari della Chiesa latina.
+
+Matteo e Niccolò, già pratici degli usi tartareschi e della lingua,
+risposero francamente a tutte le domande dell'imperatore, al quale tanto
+piacquero i due Veneziani, che pensò d'inviarli come suoi ambasciatori a
+Sua Santità. I mercanti accettarono con riconoscenza, giacchè in tale
+alta condizione il loro ritorno doveva effettuarsi in condizioni
+vantaggiosissime.
+
+Kublai-Kan fece stendere lettere in lingua turca, nelle quali chiedeva a
+Sua Santità Clemente IV, d'inviargli cento missionari per convertire
+gl'idolatri al cristianesimo; poscia licenziò i due Veneziani, dando ad
+essi per compagno di viaggio uno de' suoi baroni, chiamato Cogatal, ed
+incaricandoli di riportargli un vasetto dell'olio della lampada sacra
+che arde continuamente sulla tomba di Gesù Cristo a Gerusalemme.
+
+I due fratelli, muniti di passaporto su tavoletta d'oro, che metteva a
+loro disposizione uomini e cavalli in tutta l'estensione dell'impero,
+presero congedo dal Gran Kan e si misero in viaggio nel 1266. In breve
+però il barone Cogatal cadde ammalato. I Veneziani, costretti a
+separarsi da lui, proseguirono il loro cammino, e, malgrado gli aiuti
+che ricevettero, impiegarono non meno di tre anni per giungere a
+Giazza[4], porto dell'Armenia Minore. Da Giazza si portarono ad Acri,
+ove arrivarono verso la fine dell'anno 1269. Colà seppero della morte di
+papa Clemente IV, verso il quale erano diretti. Ma il legato apostolico
+Tebaldo risiedeva in quella città; egli accolse i due Veneziani, e
+sentendo quale fosse la missione di cui il Gran Kan li aveva incaricati,
+li esortò ad attendere l'elezione del nuovo papa.
+
+Matteo e Niccolò, assenti dalla loro patria da ben diciannove anni,
+pensarono, intanto che il nuovo pontefice fosse eletto, di rivedere
+Venezia e la famiglia. Si recarono a Negroponte, ove s'imbarcarono sopra
+una nave, che li condusse direttamente alla loro città natale.
+
+Sbarcando, Niccolò apprese la morte di sua moglie e la nascita di un
+figlio, nato pochi mesi dopo la sua partenza, nel 1251. Quel figlio si
+chiamava Marco. Egli è ben da credere che al dolore del marito dovesse
+recare grande conforto la gioia del padre che trovava questo figliuolo,
+quasi a tenergli luogo della donna perduta. Durante due anni i fratelli
+Polo, cui stava a cuore di adempiere la loro missione, aspettarono a
+Venezia l'elezione del nuovo papa. Ma poichè questa tardava, parve loro
+di non poter più oltre differire il loro ritorno presso l'imperatore dei
+Mongolli; partirono quindi per Acri, nell'aprile 1271, conducendo seco
+il giovane Marco, che contava allora ben 19 anni. Ad Acri ritrovarono il
+legato Tebaldo, che li autorizzò a recarsi a Gerusalemme a prendere
+l'olio della lampada del Santo Sepolcro. Compiuta quella missione, i
+Veneziani fecero ritorno ad Acri, e mancando ancora il pontefice,
+chiesero al legato lettere per Kublai-Kan, nelle quali sembra fosse
+accennata la morte di Clemente IV. Tebaldo consegnò le lettere, ed i due
+fratelli tornarono a Giazza. Ivi, con grandissima gioja, seppero che il
+legato Tebaldo era stato consacrato papa, sotto il nome di Gregorio X,
+il 1 settembre 1271. Il nuovo pontefice li richiamò immediatamente, ed
+il re d'Armenia pose una galera a loro disposizione, perchè potessero
+recarsi più rapidamente ad Acri. Il papa li accolse con premura,
+consegnò loro lettere per l'imperatore della China, diè loro la
+compagnia di due frati predicatori, Niccolò da Vicenza[5] e Guglielmo da
+Tripoli, e la sua benedizione.
+
+Gli ambasciatori, accommiatatisi da Sua Santità, fecero ritorno ad Acri;
+ma appena giunti in quella città, poco mancò non cadessero prigionieri
+nelle mani di Boibar Bundoctari, Sultano mamelucco del Cairo, che
+infestava allora l'Armenia. Spaventati i due frati predicatori di quel
+brutto principio, rinunciarono a recarsi nella China, e lasciarono ai
+Veneziani la cura di consegnare all'imperatore mongollo le lettere del
+pontefice.
+
+È qui che incominciano i grandi viaggi descritti da Marco Polo, dei
+quali noi parleremo in progresso. Ha egli realmente visitato tutti i
+paesi e tutte le città ch'egli descrive? No, senza dubbio; e nella sua
+narrazione, scritta in francese sotto suo dettato da Rusticano da
+Pisa[6], è formalmente dichiarato che «Marco Polo, savio e nobile
+cittadino di Venezia, vide tutto co' propri occhi, e quello che non vide
+lo seppe dalla bocca di uomini degni di fede.» Ma aggiungiamo che la
+maggior parte delle città e paesi descritti da Marco Polo vennero
+realmente da lui percorse. Seguiremo quindi l'itinerario com'è tracciato
+nel suo racconto, indicando soltanto ciò che il celebre viaggiatore
+seppe da altri durante le importanti missioni di cui lo incaricò
+l'imperatore Kublai-Kan. In questo secondo viaggio i Veneziani non
+seguirono esattamente la medesima strada che Matteo e Niccolò avevano
+presa recandosi la prima volta verso l'imperatore della China. Essi
+erano passati a settentrione dei monti Celesti, che sono i monti
+Thiânscian-pe-lu; il che aveva allungato il loro cammino. Questa volta
+piegarono a mezzodì pei monti stessi; eppure, benchè quella strada fosse
+più corta dell'altra, impiegarono non meno di tre anni a percorrerla, a
+cagione delle pioggie e degli straripamenti dei grandi fiumi. Sarà
+facile seguire questo itinerario sopra una carta dell'Asia, dacchè ai
+nomi antichi della storia di Marco Polo, non facili ad intendersi nel
+suo libro, nel quale non è seguíto l'ordine del viaggio, ed è fatta
+confusione delle cose udite e delle vedute, abbiamo sostituito
+dappertutto i nomi esatti della cartografia moderna.
+
+
+NOTE:
+
+[1] Sarà nostra cura il dare a questi viaggi il maggior sviluppo
+possibile, confrontando il lavoro di G. Verne colla lezione del Codice
+Magliabeccano pubblicato a cura del Bartoli; nonchè coi lavori del
+Francese Charton; giacchè gl'Italiani hanno diritto di pretendere in una
+nuova edizione dei viaggi del grande Veneziano tutta quella estensione
+che ben s'addice al più illustre viaggiatore di quel secolo.
+(_N. del Trad._)
+
+[2] Enrico Dandolo, eletto doge di Venezia nel 1192, benchè ottuagenario
+e cieco divenne celebre alla quarta crociata, durante la quale domò
+Zara, nel 1202. Conquistò Costantinopoli, il 17 luglio 1203, facendo a
+Venezia importantissimi acquisti marittimi sulle coste del Mar di
+Marmara e Mar Nero; s'impadronì di Candia e d'altre isole del
+Mediterraneo, e portò a Venezia i famosi cavalli di S. Marco. Dopo
+l'assassinio dell'imperatore Alessio, eresse l'impero latino col conte
+Baldovino a imperatore. Morì a Costantinopoli il 1^o giugno 1205, al
+ritorno d'una spedizione infelice contro gli abitanti ribellatisi di
+Adrianopoli. (_N. del Trad._)
+
+[3] Gran Signore. (_N. del Trad._)
+
+[4] Questo porto, conosciuto oggidì sotto il nome d'Isso, è posto in
+fondo al golfo Issico.
+
+[5] Il codice Magliabeccano dice _da Vinegia_ (Venezia), ma il testo
+francese, il Ramusiano ed il Riccardiano, _da Vicenza_. Nell'opera di
+Verne, per un errore certamente di tipografia, leggiamo: _de Vienne!_
+(_Nota del Trad._)
+
+[6] È nelle carceri di Genova che Marco Polo dettò il racconto de' suoi
+viaggi a Rusticano da Pisa suo compagno di prigionia. (_Nota del Trad._)
+
+
+
+
+ CAPITOLO II.
+
+ L'Armenia Minore.--La Turcomania.--L'Armenia Maggiore.--Il monte
+ Ararat.--La Georgia.--Mussul, Bagdad, Bassora, Tauris.--La Persia.--La
+ Provincia di Kirman.--Comadi.--Ormuz.--Il Vecchio della
+ Montagna.--Cheburgan.--Balk.--Il
+ Balacian.--Cascemir.--Casceegar.--Samarcanda.--Cotan.--Il
+ deserto.--Tangut.--Caracorum.--Signan-fu.--Tenduc.--La grande Muraglia
+ della China.--Ciandu, la città attuale di Sciang-tu.--La residenza di
+ Kublai-Kan.--Cambaluc, attualmente Pekino.--Le feste
+ dell'Imperatore.--Sue caccie.--Descrizione di Pekino.--La zecca ed i
+ biglietti di banca chinesi.--Le poste dell'Impero.
+
+
+Nel lasciare la città di Isso, Marco Polo parla dell'Armenia Minore come
+d'un paese assai insalubre, i cui abitanti, un tempo valorosi, ora sono
+divenuti vili e molto tristi, nè sanno far altro che ubbriacarsi. Questa
+provincia, ch'è retta da un governatore in nome del Gran-Kan, ha molte
+città e castella, abbonda d'ogni cosa ed in ispecial modo di
+cacciagione. In quanto al porto d'Isso, dice ch'è il deposito delle
+preziose mercanzie dell'Asia, ed il ritrovo dei mercanti d'ogni paese.
+Dall'Armenia Minore Marco Polo passa alla Turcomania, ove annovera tre
+generazioni di popoli: i Turcomanni propriamente detti, seguaci di
+Maometto, le cui tribù, semplici e alquanto selvagge, posseggono pascoli
+eccellenti ed allevano cavalli e muli di gran valore; gli Armeni ed i
+Greci, che dimorano in ville e castelli e sono abilissimi nel fabbricare
+tappeti e stoffe di seta. L'Armenia Maggiore, che Marco Polo visitò in
+seguito, è una vasta provincia che ha per capitale Arzinga[7], città
+ove, al dire del Veneziano, si fabbrica il miglior boccassino del mondo.
+Questa provincia offre, durante l'estate, un accampamento favorevole ai
+Tartari del levante, pei pascoli eccellenti che vi si trovano. Ivi il
+viaggiatore vide il monte Ararat, sul quale, a seconda delle tradizioni
+bibliche, posò l'Arca di Noè dopo il diluvio; egli accenna alle terre
+confinanti col mar Caspio, ove dice trovarsi una fontana dalla quale
+sgorga dell'olio di nafta (petrolio) in tanta abbondanza,
+che cento navi se ne caricherebbero alla volta. Queste sorgenti sono
+oggetto d'un importantissimo commercio[8].
+
+Marco Polo, lasciando l'Armenia Maggiore, si diresse pel nord-est verso
+la Georgia, reame che si stende sul versante meridionale del Caucaso,
+governato da un re, tributario ai Tartari di levante, per nome David
+Melic, ch'è quanto dire, Davide re[9]. Secondo una tradizione, gli
+antichi re di questo paese nascevano «con una figura d'aquila disegnata
+sotto la spalla destra.» I Georgiani, dice il Polo, sono bella gente,
+prodi in arme e valentissimi arcieri. Sono cristiani e vivono a mo' dei
+Greci. Gli operai del paese fabbricano magnifiche stoffe di seta e
+d'oro. Là si vede quella celebre gola lunga quattro leghe, posta tra il
+piede del Caucaso ed il mar Caspio, che i Turchi chiamano la porta di
+Ferro, e gli Europei il Passo di Derbend[10]. È là che si vede anche il
+monastero di S. Leonardo, ai piedi del quale si stende quel lago
+miracoloso in cui dicono si trovi pesce soltanto in quaresima.
+
+Da questo punto, i viaggiatori discesero verso il reame di Mussul e
+guadagnarono la città di questo nome, posta sulla riva destra del Tigri;
+poscia Bagdad, residenza del califfo di tutt'i Saraceni del mondo[11].
+Qui Marco Polo racconta la presa di Bagdad, fatta dai Tartari nel 1258,
+capitanati da Hulakù o Ulagù, figlio di Taulai e fratello di
+Mangu-Kan[12]; e cita una storia maravigliosa in appoggio a quella
+massima cristiana di fede che solleva le montagne[13]; poscia indica ai
+mercanti la via che corre da questa città al golfo Persico, e che si fa
+in diciotto giorni discendendo il fiume, attraversando Bassora ed il
+paese dei datteri.
+
+Da Bagdad a Tauris, città persiana della provincia d'Adzerbaidjan,
+l'itinerario di Marco Polo sembra interrotto.--Checchè ne sia, lo
+ritroviamo a Tauris, città vasta e commerciale, costrutta in mezzo a bei
+giardini, che fa commercio di pietre preziose e d'altre merci di valore;
+ma i suoi abitanti, saraceni, sono malvagi e sleali. È in questo punto
+che Marco stabilisce la divisione della Persia in otto provincie.
+Secondo lui, gli indigeni persiani sono nemici molestissimi pei
+negozianti, i quali non possono viaggiare senza essere armati d'archi e
+di freccie. Il principale commercio del paese è quello dei cavalli e
+degli asini che vengono inviati al mercato di Kis o di Ormuz, e di là
+alle Indie. In quanto alle produzioni del suolo, consistono in frumento,
+in orzo, in miglio ed in uve, che crescono in abbondanza.
+
+Marco Polo discese al sud sino a Yezd, la città più orientale della
+Persia propriamente detta; buona città, nobile ed industriale. Allorchè
+ne uscirono, i viaggiatori dovettero cavalcare per sette giorni
+attraverso magnifiche foreste piene di selvaggina, per giungere alla
+provincia di Kirman. Ivi i minatori raccolgono nelle montagne delle
+turchesi, ferro ed antimonio. I ricami ad ago, la fabbricazione di
+bardature ed armi, l'allevamento dei falchi da caccia, occupano gran
+numero di abitanti.--Lasciata Kirman, Marco Polo ed i suoi due compagni
+impiegarono nove giorni a traversare un paese ricco e popoloso, e
+giunsero alla città di Comadi, che si crede sia la moderna Memaum,
+allora già molto decaduta. La campagna era bellissima; dovunque bei
+montoni grossi e pingui, buoi bianchi come la neve, con corna corte e
+grosse; starne ed altri uccelli a migliaia; alberi magnifici,
+specialmente datteri, aranci e pistacchi.
+
+Dopo cinque giorni di viaggio verso il mezzodì, i tre viaggiatori
+entrarono nella bella pianura di Formosa, oggidì conosciuta sotto il
+nome di Ormuz, bagnata da belle riviere. Dopo due giorni ancora di
+viaggio, Marco Polo si trovò alle rive del golfo Persico, e presso la
+città di Ormuz, che forma il porto marittimo del regno di Kirman. Quel
+paese gli parve caldissimo ed insalubre, ma ricco di datteri e d'altri
+alberi fruttiferi, di gemme, stoffe di seta e d'oro, denti d'elefante e
+vino di palme. Il porto era frequentato da molte navi ad un albero e ad
+una sol vela, le cui tavole erano unite con fili di corteccia e non
+inchiodate; laonde molte perivano nell'attraversare il mare indiano.
+
+Da Ormuz, Marco Polo, risalendo verso il nord-est, tornò a Kirman;
+quindi si avventurò, per sentieri pericolosi, attraverso un arido
+deserto, ove non si trova che acqua salmastra; quello stesso deserto
+che, 1500 anni prima, Alessandro superò col suo esercito, tornando dalle
+bocche dell'Indo, per raggiungere l'ammiraglio Nearco. Sette giorni
+dopo, Marco Polo entrò nella città di Kabis, sulla frazione del regno di
+Kirman[14]. Traversò poi un altro deserto, ed in otto giorni risalì sino
+a Tonocain, che dev'essere l'attuale capitale della provincia di Kumis,
+cioè Damaghan. Qui Marco Polo dà alcune notizie intorno al Vecchio della
+Montagna, il capo degli Hashishins (donde venne il nome di _assassino_),
+setta maomettana che si segnalò pel suo fanatismo religioso e per le sue
+crudeltà spaventevoli[15]. Dopo sei giorni di cammino, entrò in Supunga
+(la Shibbergam dei moderni), la città per eccellenza, ove i poponi sono
+più dolci del miele, e nella nobile città di Balkh, verso le sorgenti
+dell'Oxo. Quindi, traversato un paese ove s'incontrano non di rado
+leoni, giunse a Taikan, gran mercato di sale, che attira gran numero di
+trafficanti, ed a Scasem, che alcuni commentatori ritengono sia la
+moderna Koondooz. In quella contrada si trovavano molti porcispini, e
+quando si dava loro la caccia, dice Marco, quegli animali, unendosi
+tutti, lanciavano contro i cani i dardi che portano sul dorso e sui
+fianchi. È noto ora che questa pretesa facoltà difensiva del porcospino
+è da porsi nel novero delle favole.
+
+I viaggiatori entrarono quindi sul territorio montuoso di Balacian,
+contrada fredda, che produce buoni cavalli, gran corridori, falchi dal
+lungo volo, ed ogni specie di selvaggina. Ivi esistono miniere di
+rubini, che il re fa scavare a suo profitto in una montagna chiamata
+Sighinan, sulla quale nessuno può metter piede sotto pena di morte. Si
+raccoglie pure, in altri luoghi, argento, ed altre pietre colle quali si
+fa «l'azzurro migliore e più fino del mondo,» cioè il lapislazzuli. A
+dieci giornate da Balacian s'incontra una provincia, che dev'essere la
+moderna Paishore, i cui abitanti idolatri hanno la pelle scurissima e
+vivono di carne e riso; poi, verso mezzodì, il regno di Cascemire, paese
+temperato, che ha molte città e villaggi, ed il cui territorio,
+frastagliato da gole di monti, è facile a difendere. Giunto a questo
+punto, se Marco Polo avesse proseguito più oltre nella stessa direzione,
+sarebbe entrato nel territorio dell'India; ma egli risalì invece verso
+il nord, e dopo dodici giorni si trovò sul territorio di Vaccan, in
+mezzo a magnifici pascoli, ove erravano sterminate greggie di montoni
+selvatici chiamati mufloni. Di là, attraversando le contrade di Pamer e
+di Belor, territorî montuosi tra i sistemi orografici dell'Altai e
+dell'Imalaia, giunsero, dopo quaranta giorni di faticose marcie, alla
+provincia di Kaschgar.
+
+È là che Marco raggiunse l'itinerario di Matteo e Niccolò Polo durante
+il loro primo viaggio, quando da Boukhara furono condotti alla residenza
+del Gran-Kan. Da Kaschgar Marco Polo si avanzò all'ovest, fino a
+Samarcanda, grande città, abitata da cristiani e da saraceni; quindi
+toccò Yarkund, città frequentata dalle carovane che fanno il commercio
+tra l'India e l'Asia settentrionale; traversando quindi Cotam, Pein,
+città che i moderni commentatori non si accordano nello stabilire a
+quale corrisponda, posta in una contrada ove si raccoglie in abbondanza
+il diaspro ed il calcedonio, giunse ad un certo regno di Ciarcian, che
+alcuni commentatori ritengono sia la città detta Karashehr, che
+significa _città nera_, descritta come posta sopra un gran fiume
+navigabile, formato dalla congiunzione dei due fiumi che vengono
+rispettivamente dal Koten e dal Yarkand; poi, dopo un cammino di cinque
+giorni attraverso sabbiose pianure prive d'acqua potabile, venne a
+riposarsi per otto giorni nella città di Lob, ora distrutta. Ivi fece i
+suoi preparativi per attraversare il deserto che si stende verso
+Oriente, «deserto sì grande, dice egli, che occorrerebbe un anno per
+attraversarlo; deserto popolato da spiriti, ed in mezzo al quale
+risuonano tamburi invisibili, ed altri instrumenti»[16].
+
+Dopo un mese impiegato nel traversare quel deserto nella sua larghezza,
+i tre viaggiatori giunsero nella provincia di Tangut, alla città di
+Cha-tcheou, posta al limite occidentale dell'impero chinese. Questa
+provincia ha pochi commercianti, chè gli abitanti, la maggior parte
+idolatri, vivono dei prodotti dell'agricoltura. Fra i costumi di Tangut,
+che fecero maggiore impressione su Marco Polo, dobbiamo citare quello di
+non ardere i cadaveri dei morti se non nei giorni fissati dagli
+astrologi; «e tutto il tempo che il morto resta in casa, quegli della
+casa fanno mettere una tavola dinanzi alla cassa dov'è il morto, con
+vino, pane e vivande, com'egli fosse vivo; e questo fanno ogni dì,
+infino a che si dee ardere.»
+
+Verso il nord-ovest, all'uscir dal deserto, Marco Polo ed i suoi
+compagni fecero un'escursione sino a Kamil (l'Hamil dei Chinesi), città
+fondata in mezzo a due deserti, abitata da idolatri che non conoscono
+alcun vincolo di matrimonio. Da Kamil si spinsero sino a Chingitalas,
+città sulla quale non sono ancora riusciti ad accordarsi i commentatori,
+abitata da idolatri, maomettani e cristiani nestoriani. «Quivi, dice il
+Polo, ha montagne ove sono buone vene d'acciaio e d'andanico, e in
+questa montagna è un'altra vena, della quale si fa salamandra.»[17]
+
+Da Chingitalas, Marco Polo ritornò a Chatcheou e riprese la sua via
+verso l'est, traverso il Tangut, per la città di Succiur[18], sopra un
+territorio coltivato a rabarbaro. «E quivi, dice Marco, si truova il
+rebarbero in grande abbondanza, e quivi lo comperano i mercatanti, e
+portanlo per tutto il mondo.» Da Succiur passò a Champicion, la
+Kam-ceu-fu dei Chinesi, allora capitale di tutto il Tangut. Era una
+città importante, popolata da ricchi capi idolatri, che erano poligami,
+e sposavano per lo più le loro cugine o le zie[19]. I tre Veneziani
+rimasero un anno in quella città. Queste lunghe fermate, e le frequenti
+deviazioni dal loro cammino, spiegano perchè il loro viaggio traverso
+l'Asia centrale durò più di tre anni. Uscito da Kam-ceu-fu, dopo aver
+viaggiato per dodici giornate, a cavallo, Marco Polo giunse sul limite
+d'un deserto di sabbia alla città d'Etzina; era un'altra deviazione,
+giacchè egli saliva direttamente al nord; ma al viaggiatore stava a
+cuore di visitare la celebre città di Caracorum, questa capitale tartara
+che Rubruquis aveva visitata nel 1254[20].
+
+Marco Polo aveva certo gl'istinti dell'esploratore, e non badava a
+fatiche quando si trattava di completare i suoi studî geografici. In
+quella circostanza, per giungere alla città tartara, dovette camminare
+quaranta giorni in un deserto senza abitazioni e senza arbusti.
+
+Giunse finalmente a Caracorum. Era una città di tre miglia di
+circonferenza. Dopo essere stata per lungo tempo la capitale dell'impero
+mongollo, fu conquistata da Gengis-Kan, avo dell'imperatore allora
+regnante. Qui Marco Polo fa una digressione storica, in cui narra la
+ribellione e le gesta dell'eroe tartaro contro quel famoso Prete Gianni,
+che teneva tutto il paese sotto la sua dominazione[21].
+
+Marco Polo, tornato a Kam-ceu-fu, viaggiò verso l'est, ed arrivò alla
+città d'Erginul, che è probabilmente la città di Liang-ceu, i cui
+abitanti si dividono in idolatri, cristiani nestoriani e maomettani. Di
+là si spinse alquanto verso il sud, per visitare Si-gnan-fu; passò
+traverso un territorio ove pascevano buoi selvaggi grossi come elefanti,
+ed il prezioso capretto che fu poi chiamato portamuschio. Ritornati a
+Liang-ceu, in otto giorni i viaggiatori si portarono verso l'est a
+Cialis, ove si fabbricano i migliori cambellotti[22] di pelo di
+cammello; quindi nella provincia di Tenduc, nella città dello stesso
+nome, ove regnava un discendente del Prete Gianni, per nome Giorgio,
+tributario però del Gran Kan. Era una città industriale e commerciante,
+ove, al dire di Marco Polo, «sonvi gli più bianchi uomeni del paese e
+più belli, e i più savi, e più uomeni mercatanti.» Di là, facendo un
+angolo verso il nord, i Veneziani s'innalzarono per Sinda-cheu, al di là
+della gran Muraglia della China, sino a Ciagannor, che dev'essere
+Tsaan-Balgassa, bella città sul lago Ciagan-noor, ove risiede volentieri
+l'imperatore quando desidera divertirsi alla caccia del girifalco,
+giacchè abbondano su quel territorio le gru, le cicogne, i fagiani e le
+pernici.
+
+Finalmente, tre giorni dopo aver lasciato Ciagannor, Marco Polo, col
+padre e lo zio, giunse a Giandu, l'attuale Chang-tou o Sciang-tu, ch'è
+la stessa città chiamata dal Polo anche Cle-men-fu. Ivi gl'inviati del
+pontefice furono ricevuti da Kublai-Kan, che allora abitava quella
+residenza d'estate, posta al di là della gran Muraglia, al nord di
+Cambaluc, ora Pekino, capitale dell'impero. Il viaggiatore parla poco
+dell'accoglienza che gli venne fatta, ma descrive con minuziosa cura il
+palagio del Kan, grande edifizio di pietre e di marmo, le cui camere
+sono interamente dorate.
+
+Questo palazzo è costrutto in mezzo ad un parco cinto da mura, ove si
+vedono serragli di bestie e fontane, ed inoltre un edificio costrutto
+con canne così ben intrecciate, che sono impenetrabili all'acqua: era
+una specie di padiglione che si poteva smontare, nel quale il Kan
+abitava nei mesi di giugno, luglio ed agosto, cioè nella buona stagione.
+Tale stagione doveva esser buona infatti, giacchè, a quanto scrive Marco
+Polo, degli astrologi addetti alla persona del Kan erano incaricati di
+dissipare coi loro sortilegi qualunque pioggia, nebbia o intemperie.
+Sembra che il Veneziano non mettesse in dubbio il potere di quei maghi.
+«Questi savi uomini sono chiamati Tebot e Quesmur, e sanno più d'arte
+del diavolo che tutta l'altra gente, e fanno credere alla gente, che
+questo avviene per santità. E questa gente medesima, ch'io v'ho detto,
+hanno una tale usanza, che quando alcuno uomo è morto per la
+signoria[23], egli il fanno cuocere e mangianlo, ma no se morisse di sua
+morte; e sono sì grandi incantatori, che quando il Gran Kan mangia in
+sulla mastra sala, gli coppi pieni di vino e di latte e di altre loro
+bevande, che sono d'altra parte della sala, si gli fanno venire senza
+che altri gli tocchi, e vegnono dinanzi al Gran Kan, e questo vegiono
+bene X mila persone: e questo è vero senza menzogna; e questo ben si
+può fare per negromazia.»
+
+Il Veneziano parla anche di altri monaci che menano una vita di continue
+privazioni, cibandosi di crusca bagnata nell'acqua, digiunando buona
+parte dell'anno, e tenendosi molte ore in adorazione innanzi agli idoli
+ed al fuoco. «Egli hanno badie o monisteri (così il Polo); e si vi dico,
+che v'ha una piccola città che hae uno monistero che hanno piue di cc
+monaci, e vestonsi più onestamente che tutta l'altra gente.»
+
+Marco Polo narra quindi la storia dell'imperatore Kublai, il più potente
+degli uomini, che possiede più terre e tesori di qualunque uomo da Adamo
+in poi. Narra come il Gran Kan avesse allora ottantacinque anni; fosse
+un uomo di mediocre statura, pingue, ma ben proporzionato delle membra,
+dal volto bianco e roseo, dai begli occhi neri; come salisse al trono
+l'anno 1256 dalla nascita di Cristo. Era buon capitano in guerra, e lo
+provò quando suo zio Naian, che governava pel nipote alcune provincie
+dell'impero, sollevatosi contro di lui, volle disputargli il trono alla
+testa di quattrocentomila cavalieri. Kublai-Kan, riuniti in segreto
+trecentosessantamila uomini a cavallo e centomila a piedi, mosse contro
+lo zio, e lo sorprese sopra una gran pianura, ove il ribelle, di nulla
+sospettando, se ne stava tranquillamente accampato. Terribile fu la
+battaglia. «Vi morirono tanta gente, tra dell'una e dell'altra parte,
+che ciò sarebbe meraviglia a credere. Kublai-Kan rimase vincitore, e
+Naian, fatto prigione, fu messo in su uno tappeto, e tanto fu pallato, e
+menato in qua e in là che egli morío: e cioè fece, che non voleva che 'l
+sangue del lignaggio dello imperatore facesse lamento all'aria; e questo
+Naian era di suo lignaggio.» Dopo quella vittoria, l'imperatore rientrò
+trionfante nella città capitale del Catai, chiamata Cambalu, che divenne
+poi l'attuale Pekino. Giunto in questa città, Marco Polo dovè rimanervi
+a lungo, sino all'istante in cui venne incaricato di varie missioni
+nell'interno dell'impero. È a Cambalu che sorgeva il magnifico palagio
+dell'imperatore, di cui il Veneziano fa la seguente descrizione, che noi
+togliamo dal Codice Magliabeccano, e che darà esatta idea dell'opulenza
+di quel sovrano mongollo:
+
+«Sappiate veramente che 'l Gran Cane dimora nella mastra città, ch'è
+chiamata Combalu, tre mesi dell'anno, cioè dicembre, gennaio, febbraio,
+e in questa città ha suo grande palagio: ed io vi diviserò com'egli è
+fatto. Lo palagio è di muro quadro, per ogni verso un miglio, e in su
+ciascuno canto di questo palagio è uno molto bel palagio, e quivi si
+tiene tutti gli arnesi del Gran Cane, cioè archi, turcassi e selle e
+freni, corde e tende, e tutto ciò che bisogna ad oste ed a guerra. E
+ancora tra questi palagi hae quattro palagi in questo cercóvito, sì che
+in questo muro attorno attorno sono otto palagi, e tutti sono pieni
+d'arnesi, e in ciascuno ha pur d'una cosa. E in questo muro verso la
+faccia del mezzodì, hae cinque porte, e nel mezzo è una grandissima
+porta, che non s'apre mai nè chiude se non quando il Gran Cane vi passa,
+cioè entra e esce. E dal lato a questa porta ne sono due piccole, da
+ogni lato una, onde entra tutta l'altra gente. Dall'altro lato n'hae
+un'altra grande, per la quale entra comunemente tutta l'altra gente,
+cioè ogni uomo. E dentro a questo muro hae un altro muro, e attorno
+attorno hae otto palagi come nel primaio, e così son fatti; ancora vi
+stae gli arnesi del Gran Cane.»
+
+Fin qui, come si vede, tutti quei palagi costituiscono le rimesse e le
+armerie dell'imperatore. Ma non farà meraviglia quel gran numero di
+arnesi, ove si sappia che il Gran Kan possedeva una razza di cavalli
+bianchi come la neve, fra cui diecimila giumente, il cui latte era
+esclusivamente riserbato ai principi di sangue reale.
+
+Marco Polo continua in questi termini:--«Nella faccia verso mezzodie ha
+cinque porti, nell'altra pure una, e in mezzo di questo muro èe il
+palagio del Gran Cane, ch'è fatto com'io vi conterò. Egli è il maggiore
+che mai fu veduto, egli non v'ha palco, ma lo ispazzo èe alto più che
+l'altra terra ben dieci palmi; la copritura è molto altissima. Le mura
+delle sale e delle camere sono tutte coperte d'oro e d'ariento; havvi
+iscolpite belle istorie di donne, di cavalieri, e d'uccelli e di bestie
+e di molte altre belle cose; e la copritura èe altresì fatta che non vi
+si può vedere altro che oro e ariento. La sala è sì lunga e sì larga,
+che bene vi mangiano sei mila persone, e havvi tante camere, ch'è una
+maraviglia a credere. La copritura di sopra, cioè di fuori, è vermiglia
+e bionda e verde, e di tutti altri colori, ed è sì bene invernicata, che
+luce come oro o cristallo, sì che molto dalla lungie si vede lucere lo
+palagio. La copritura è molto ferma. Tra l'uno muro e l'altro, dentro a
+quello ch'io v'ho contato di sopra, havvi begli prati e albori, e havvi
+molte maniere di bestie selvatiche: cioè cervi bianchi, cavriuoli e
+daini, le bestie che fanno il moscado, vaj e ermellini e altre belle
+bestie. La terra dentro di questo giardino è tutta piena dentro di
+queste bestie, salvo la via donde gli uomeni entrano; e dalla parte
+verso il maestro ha un lago molto grande, ove hae molte generazioni di
+pesci. E sì vi dico che un gran fiume vi entra e esce, ed èe sì
+ordinato, che niuno pesce ne puote uscire (e havvi fatto mettere molte
+generazioni di pesci in questo lago); e questo è con rete di ferro.
+Anche vi dico, che verso tramontana, da lungi dal palagio una arcata, ha
+fatto fare un monte, ch'è alto bene cento passi, e gira bene un miglio;
+lo quale monte è pieno d'albori tutto quanto, che di niuno tempo perdono
+foglie, ma sempre son verdi. E sappiate, che quando è detto al Gran Kan
+di uno bello albore, egli lo fa pigliare con tutte le barbe e con molta
+terra, e fallo piantare in quel monte, e sia grande quanto vuole,
+ch'egli lo fa portare a' leonfanti. E sì vi dico, ch'egli ha fatto
+coprire tutto il monte della terra dello azzurro ch'è tutta verde, sì
+che nel monte non ha cosa se non tutta verde, perciò si chiama lo monte
+verde. E in sul colmo del monte è un palagio molto grande, sì che a
+guatarlo è una grande maraviglia, e non è uomo che 'l guardi, che non ne
+prenda allegrezza; e per avere bella vista l'ha fatto fare il Gran
+Signore per suo conforto e sollazzo. Ancora vi dico, che appresso di
+questo palagio vi hae un altro nè più nè meno fatto, ove istà lo nipote
+del Gran Cane, che dee regnare dopo lui, e questi è Temur figliuolo di
+Cinghis, ch'era lo maggiore figliuolo del Gran Cane[24]; e questo Temur
+che dee regnare tiene tutta la maniera del suo avolo, e ha già bolla
+d'oro e sugiello d'imperio, ma non fa l'uficio finchè l'avolo è vivo.»
+
+Dopo il palazzo del Kan e del suo erede, Marco Polo passa a descrivere
+la città di Cambalu, città antica, che ha un circuito di ventiquattro
+miglia, cioè sei miglia per ogni lato, essendo di forma quadrata, e che
+è separata dalla moderna di Taidu da un canale, che divide l'odierna
+Pekino in città chinese e città tartara. Il viaggiatore, sottile
+osservatore, ci istruisce poi dei fatti e delle gesta dell'imperatore.
+Giusta la sua relazione, Kublai-Kan avrebbe una guardia d'onore di
+dodicimila cavalieri chiamati Tau, che significa cavalieri fedeli del
+signore, sotto il comando di quattro capitani; «e questo non fae per
+paura.» I suoi pasti sono vere cerimonie, regolate da una severa
+etichetta. Alla sua tavola, che è più alta delle altre, egli siede al
+nord, avendo a sinistra la sua prima moglie, a destra e più basso i
+figli, i nipoti, i parenti; è servito dai più nobili baroni, che hanno
+cura di turarsi la bocca ed il naso con bei drappi di seta «acciò che lo
+loro fiato non andasse nelle vivande del signore.» Quando l'imperatore
+s'accinge a bere, tutti gli strumenti suonano, e quando tiene in mano la
+tazza tutti i baroni e spettatori s'inginocchiano umilmente. Parlando
+della vita domestica del Gran Kan, il Polo osserva che «egli hae quattro
+femmine, le quali tiene per sue diritte mogli. E 'l maggiore figliuolo,
+ch'egli ha di queste quattro mogli, dee essere signore, per ragione,
+dello imperio dopo la morte del suo padre. Elle sono chiamate
+imperadricie, e ciascuna è chiamata per suo nome, e ciascuna di queste
+donne tiene corte per sè; e non ve n'ha niuna che non abbia trecento
+donzelle, e hanno molti valletti e scudieri, e molti altri uomeni e
+femmine, sì che ciascuna di queste donne ha bene in sua corte mille
+persone. E sappiate che il Gran Cane ha ancora molte amiche, e che ha
+venticinque figliuoli di sue amiche, e ciascuno è gran barone; e ancora
+dico che degli ventidue figliuoli ch'egli ha delle quattro mogli, gli
+sette ne sono re di grandissimi reami, e tutti mantengono bene loro
+regni, come savi e prodi uomeni che sono.» Le principali feste del Gran
+Kan sono date da lui medesimo, una il giorno anniversario della sua
+nascita, l'altra al principio d'ogni anno. Alla prima figurano intorno
+al trono dodicimila baroni, ai quali l'imperatore offre annualmente
+centocinquantamila vestimenta di drappo di seta d'oro ornati in perle;
+mentre i sudditi, idolatri o cristiani, fanno pubbliche preghiere. Alla
+seconda festa, al capo d'anno, chiamata dal Polo _la bianca festa_,
+l'intera popolazione, uomini e donne, si vestono in abiti bianchi,
+perchè, secondo la tradizione, il bianco porta fortuna, e ciascuno porta
+al sovrano doni di grandissimo valore in oro, argento, perle e stoffe
+preziose. Diecimila cavalli bianchi, cinquemila elefanti coperti di
+magnifici drappi e portanti vasellami d'oro e d'argento, ed un numero
+ingente di cammelli sfilano innanzi all'imperatore. La festa si chiude
+con pubbliche preghiere, e per ultimo con un sontuoso banchetto che il
+Gran Kan dà ai dignitarî principali della sua corte e del suo regno.
+
+Durante i mesi di dicembre, gennaio e febbraio, che il Gran Kan passa
+nella sua città d'inverno, tutti i signori, entro un raggio di sessanta
+giornate di cammino, sono obbligati a provvederlo di cinghiali, cervi,
+daini, caprioli ed orsi. Inoltre Kublai stesso è gran cacciatore, ed il
+suo servizio da caccia è veramente superbo. Egli ha leopardi, lupi
+cervieri, grandi leoni addestrati a prendere fiere, aquile abbastanza
+forti per cacciare i lupi, volpi, daini, caprioli; e finalmente cani che
+si contano a migliaia. È verso il mese di marzo che l'imperatore
+incomincia le sue grandi caccie, dirigendosi verso il mare, ed è
+accompagnato almeno da diecimila falconieri con cinquecento girofalchi,
+una quantità innumerevole di astori, falchi pellegrini e falchi sacri.
+Durante quella gita il re tartaro, che si compiace di tutto il lusso
+della pompa orientale, è seguíto da un palazzo portatile posto su
+quattro elefanti accoppiati, coperto da pelli di leoni, e foderato da
+drappo d'oro. Egli procede così fino al campo di Chakiri-Mondu, alle
+sorgenti del fiume Usuri, nella Manciuria, ed ivi rizza la sua tenda,
+abbastanza vasta da capire diecimila cavalieri o baroni. Ivi è la sua
+sala da ricevimento; ivi dà le sue udienze. Quando vuole ritirarsi o
+dormire, trova in un'altra tenda una sala meravigliosa tappezzata da
+pelliccie d'ermellino e di zibetto, di cui ciascuna vale duemila bisanti
+d'oro, circa ventimila franchi. L'imperatore rimane così fino a Pasqua,
+cacciando gru, cigni, lepri, daini, caprioli, quindi ritorna verso la
+sua metropoli di Cambalu. Parlando delle leggi che regolano la caccia,
+il Polo così si esprime: «Ancora sappiate, che in tutte le parti ove il
+Gran Cane ha signoria, niuno nè barone nè alcuno altro uomo non può
+prendere, nè cacciare nè lepre nè daini nè cavriuoli nè cierbi, nè di
+niuna bestia che moltiplichi, dal mese di marzo infino all'ottobre. E
+chi contra ciò facesse, sarebbe bene punito. E si vi dico ch'egli è sì
+bene ubbidito, che le lepre e daini e cavriuoli e l'altre bestie, ch'io
+v'ho contato, vegniono più volte insino all'uomo, e non le tocca, e non
+le fa male.»
+
+Marco Polo completa in questo punto la descrizione di questa magnifica
+città. Egli enumera i dodici sobborghi che la compongono, nei quali i
+più ricchi mercanti fanno fabbricare magnifici palagi. Questa città è
+commerciale al massimo grado: vi affluiscono le più preziose mercanzie
+come in nessun' altra città del mondo. Mille carri carichi di seta vi
+entrano ogni giorno; è il deposito ed il mercato dei più ricchi prodotti
+dell'India, come le perle e le pietre preziose, e vi accorre gente a
+comperare da oltre duecento leghe tutto all'intorno. Per provvedere ai
+bisogni del commercio, il Gran Khan ha stabilito quindi una zecca, ch'è
+per lui una sorgente perenne di ricchezze. Aggiungeremo che questa
+moneta non è altro che un biglietto di banca, lo stesso di cui oggidì
+ogni nazione ha portato il proprio contingente sui mercati europei. Ma
+qui lasciamo ancora la parola al Veneziano: «Il Gran Kan fa prendere
+iscorza d'uno albore ch'à nome gelso[25]; è l'albore, le cui foglie
+mangiano gli vermini che fanno la seta. E colgono la buccia sottile,
+ch'è tra la buccia grossa e l'albore, o vogli tu legno dentro, e di
+quella buccia fa fare carte, come di bambagia, e sono tutte nere. Quando
+queste carte sono fatte così, egli ne fa delle piccole, che vagliono una
+medaglia di tornesello piccolo, e l'altra vale un tornesello, e l'altra
+vale un grosso d'argento da Vinegia, e l'altra un mezzo, e l'altra due
+grossi, e l'altra cinque, e l'altra dieci, e l'altra un bisante d'oro, e
+l'altra due, e l'altra tre: e così va infino in dieci bisanti. E tutte
+queste carte sono sugiellate col sugiello del Gran Sire, e hanne fatte
+fare tante, che tutto il suo tesoro ne pagherebbe. E quando queste carte
+son fatte, egli ne fa fare tutti i pagamenti, e fagli ispendere per
+tutte le provincie e regni e terre dov'egli ha signoria; e nessuno gli
+osa rifiutare, a pena della vita. E sì vi dico, che tutte le genti e
+regni che sono sotto sua signoria si pagano di questa moneta, d'ogni
+mercatanzia di perle, d'oro e d'ariento e di pietre preziose, e
+generalmente d'ogni altra cosa, e sì vi dico che la carta che si mette
+per dieci bisanti, non ne pesa uno; e sì vi dico che gli mercatanti le
+più volte cambiano questa moneta a perle, o a oro, e altre cose rare. E
+molte volte è recato al Gran Sire per gli mercatanti tanta mercatanzia
+in oro e in ariento che vale quattrocentomila di bisanti; e 'l Gran Sire
+fa tutto pagare di quelle carte; e' mercatanti le pigliano volentieri,
+perchè le spendono per tutto il paese. E molte volte fa bandire il Gran
+Cane, che ogni uomo che ha oro e ariento, perle o pietre preziose o
+alcuna altra cara cosa, che incontanente la debbiano avere apresentata
+alla tavola del Gran Sire, ed egli lo fa pagare di queste carte; e tanto
+gliene viene di questa mercatanzia, ch'è un miracolo. E quando ad alcuno
+si rompe o guastasi niuna di quelle carte, egli va alla tavola del Gran
+Sire, e incontanente gliene cambia, ed ègli data bella e nuova ma si
+gliene lascia tre per cento. Ancora sappiate, che se alcuno vuol fare
+vasellamenta d'ariento o cinture, egli va alla tavola del Gran Sire, ed
+ègli dato per queste carte ariento quant'e' ne vuole, contandosi le
+carte secondo che si ispendono. E questa è la ragione perchè il Gran
+Sire dee avere più oro e più ariento, che signore del mondo.[26]»
+
+Secondo Marco Polo, il sistema del governo imperiale riposa sopra una
+centralizzazione eccessiva. Il reame, diviso in 34 provincie, è
+amministrato da dodici nobilissimi baroni, che abitano nella stessa
+città di Cambalu; ivi, nel palazzo di questi baroni, dimorano gli
+intendenti e gli impiegati tutti che trattano gli affari d'ogni singola
+provincia. Intorno alla città si diramano molte strade ben tenute, che
+metton capo ai diversi punti del regno. Su queste strade, ad ogni
+ventidue miglia, sorgono stazioni postali; ed in essa duecentomila
+cavalli sono sempre pronti a trasportare i messaggieri dell'imperatore.
+Più, fra le stazioni, ad ogni tre miglia, trovasi un villaggio composto
+di circa quaranta case, in cui abitano i corrieri che portano a piedi i
+messaggi del Gran Kan. Questi uomini, con cinghie al ventre, col capo
+compresso da una benda, hanno una cintura munita di campanelli che li fa
+udire da lontano; partono al galoppo, fanno rapidamente le tre miglia,
+rimettono il messaggio al corriere che li attende, e per tal modo
+l'imperatore riceve in un giorno ed una notte le notizie da dieci
+giornate di distanza. Questo mezzo di comunicazione costa ben poco a
+Kublai-Kan, perchè egli si limita, per retribuzione, ad esentuare dalle
+imposte i corrieri; in quanto ai cavalli delle stazioni, sono
+somministrati gratuitamente dagli abitanti delle provincie.
+
+Ma se il re tartaro usa in maniera così assoluta del suo potere, se fa
+pesare sì gravi imposte sui propri sudditi, d'altra parte s'occupa
+attivamente dei loro bisogni, e sovente viene loro in aiuto. Quando la
+grandine ha devastato le messi, non solo egli non esige l'usato tributo,
+ma fa distribuire grano ai suoi sudditi, tolto ai suoi granai. Quando
+una mortalità accidentale ha colpito i bestiami d'una provincia, egli ne
+la riprovvede a sue spese. Ha cura, nelle buone annate, di mettere nei
+granai un'enorme quantità d'orzo, di miglio, di frumento, di riso ed
+altre derrate, in modo da mantener i grani ad un prezzo mite in tutto
+l'impero. Inoltre, porta particolare affetto ai poveri della sua buona
+città di Cambalu. «Ora vi conterò, dice il Polo, come il Gran Cane fa
+carità alli poveri che stanno a Cambulù. A tutte le famiglie povere
+della città, che sono in famiglia sei o sette, o più o meno, che non
+hanno che mangiare, egli li fa dare grano e altra biada: e questo fa
+fare a grandissima quantità di famiglie. Ancor non è vietato lo pane del
+signore a niuna persona che voglia andare per esso. E sappiate che ve ne
+vanno più di trenta mila; e questo fa fare tutto l'anno: e questo è gran
+bontà di signore; e per questo è adorato come Iddio dal popolo.»
+Aggiungeremo che tutto l'impero è amministrato con somma cura; le vie
+ben tenute e piantate ad alberi magnifici, che servono sopratutto a
+farle riconoscere al viaggiatore, nei paesi deserti. La legna è quindi
+abbondantissima dappertutto; «senza contare, dice il Veneziano, che per
+tutta la provincia del Catai hae una maniera di pietre nere che si
+cavano dalle montagne come vena, che ardono come bucce, e tengono più lo
+fuoco che non fanno la legna.» Queste pietre nere non sono altro che il
+carbone fossile, che in grandissima quantità trovasi nelle montagne
+delle provincie di Cheu-sì e di Pe-che-li.
+
+Marco Polo soggiornò lungo tempo nella città di Cambalu. È certo che,
+grazie alla sua vivace intelligenza, al suo spirito, alla facilità di
+apprendere gl'idiomi dell'impero, venne molto in grazia all'imperatore.
+Incaricato da lui di diverse missioni, non solo nella China, ma nei mari
+dell'India, a Ceylan, sulle coste del Coromandel e del Malabar, e nella
+parte della Cocincina presso il Cambodge; fu nominato, probabilmente tra
+il 1277 ed il 1280, governatore della città di Yang-tsceu e di
+ventisette altre città, comprese nella giurisdizione di questa. Grazie a
+queste missioni, egli percorse un bel tratto di paese e ne riportò utili
+documenti, tanto geografici, che etnologici. Noi lo seguiremo
+facilmente, colla carta geografica alla mano, in quei viaggi dai quali
+la scienza doveva trarre immenso profitto.
+
+
+NOTE:
+
+[7] L'_Jerzenga_ dei moderni.
+
+[8] La _nafta_ propriamente detta è un bitume liquido,
+infiammabilissimo, incoloro, della stessa origine del petrolio; è
+volatile, di odore speciale fortissimo e penetrantissimo. La _nafta_ si
+trova raramente pura in natura. S'incontra in Persia, in Media, sulle
+sponde del mar Caspio, in Sicilia ed in Calabria. Il petrolio distillato
+le somiglia perfettamente. Il territorio di Bacu e tutta la penisola di
+Apsercon sul Caspio sono sparsi di sorgenti di _nafta_, cinerea e
+bianca. La _nafta bianca_ arde benissimo, ma n'è scarsa la quantità;
+all'incontro la _cinerea_ è abbondantissima, e sgorga talora in piccoli
+ruscelli. La _nafta_, in medicina, è stata adoperata, come il petrolio,
+come vermifuga e antispasmodica. (_Nota del Trad._)
+
+[9] _Melic_ è voce araba, usata anche nella lingua mongolla, e significa
+_re_.
+
+[10] Gli indigeni credono che Alessandro Magno fondasse la città di
+Derbend, e facesse erigere quella gran muraglia che corre sino al Mar
+Nero, per proteggere la Persia dalle invasioni degli Sciti.
+
+[11] _Califfo_, titolo assunto dai luogotenenti e successori di
+Maometto, nel nuovo imperio temporale e spirituale fondato dal grande
+legislatore. (_Nota del Trad._)
+
+[12] Ecco quanto riferisce il Polo intorno alla presa di Bagdad:
+
+«Egli è vero che negli anni Domini 1258 lo Gran Tartero, ch'avea nome
+Alau, fratello del signore che in quel tempo regnava, ragunò grande
+oste, e venne sopra lo califfo in Baudac (_Bagdad_), e presela per
+forza. E questo fu grande fatto, imperocchè in Baudac aveva piue di
+cento mila cavalieri senza gli pedoni. E quando Alau l'ebbe presa, trovò
+al califfo piena una torre d'oro e d'argento e d'altro tesoro, tanto che
+giammai non se ne trovò tanto insieme. Quando Alau vide tanto tesoro,
+molto se ne maravigliò, e mandò per lo califfo ch'era preso, e sì gli
+disse: _califfo, perchè ragunasti tanto tesoro? che ne volevi tu fare? E
+quando tu sapesti ch'io veniva sopra te, come non soldavi cavalieri e
+gente per difendere te e la terra tua e la tua gente?_ Lo califfo non li
+seppe rispondere. Allotta (_allora_) disse Alau: _califfo, da che tue
+ami tanto l'avere, io te ne voglio dare a mangiare_. E fecelo mettere in
+quella torre, e comandò che non gli fosse dato nè bere nè mangiare, e
+disse: _Ora ti satolla del tuo tesoro._ E quattro dì vivette, e poscia
+si trovò morto. E perciò meglio fosse che lo avesse dato a gente per
+difendere sua terra.»
+
+[13] Ecco la storia meravigliosa citata dal Polo:
+
+«Ora vi conterò una maraviglia che avvenne a Baudac (Bagdad) e a Mosul.
+Negli anni MCCLXXV era uno califfo in Baudac che molto odiava gli
+cristiani; e ciò è naturale alli saracini. Egli pensò di fare tornare
+gli cristiani, saracini, o di uccidergli tutti, e a questo aveva suoi
+consiglieri saracini. Ora mandò lo califfo per tutti i cristiani
+ch'erano di là, e misse loro dinanzi questo punto; che egli trovava in
+uno vasello iscritto, che se alcuno cristiano avesse tanta fede quanto
+un granello di senape, per suo prego che facesse a Dio, farebbe giungere
+due montagne insieme; e mostrò loro il vasello. Gli cristiani dissero
+che bene era vero.--Dunque, disse il califfo, tra voi tutti dee essere
+tanta fede, quanto un granello di senape; or dunque fate rimuovere
+quella montagna, od io vi ucciderò tutti, o voi vi farete saracini, chè
+chi non ha fede dee essere morto.--E di questo fare diede loro termine
+dieci dì. Quando gli cristiani udirono ciò che il califfo avea detto,
+ebbono grandissima paura; e non sapevano che si fare. Ragunaronsi tutti,
+piccoli e grandi, maschi e femmine, l'arcivescovo e 'l vescovo, e
+pregarono assai Iddio; e istettono otto dì tutti in orazione, pregando
+che Iddio loro aitasse, e guardassegli da sì crudele morte. La nona
+notte apparve l'angiolo al vescovo, ch'era molto santo uomo, e dissegli
+che andasse la mattina al cotale calzolaio, e che gli dicesse che la
+montagna si muterebbe. Quello calzolaio era buono uomo, ed era di sì
+buona vita, che un dì una femmina venne a sua bottega, molto bella,
+nella quale un poco peccò cogli occhi, ed egli colla lesina vi si
+percosse, sicchè mai non ne vidde; sicchè egli era santo e buono uomo.
+Quando questa visione venne al vescovo, che per lo calzolaio si dovea
+mutare la montagna, fece ragunare tutti gli cristiani, e disse loro la
+visione. Allora lo vescovo pregò lo calzolaio che pregasse Iddio che
+mutasse la montagna; ed egli disse ch'egli non era uomo sufficiente a
+ciò: tanto fu pregato per gli cristiani, che lo calzolaio si misse in
+orazione. Quando il termine fu compiuto, la mattina tutti gli cristiani
+n'andarono alla chiesa, e feciono cantare la messa, pregando Iddio che
+gli aiutasse; poscia tolsero la croce e andarono nel piano dinanzi a
+questa montagna, e quivi era, tra maschi e femmine, piccoli e grandi,
+bene centomila. E 'l califfo vi venne con molti saracini armati per
+uccidere tutti gli cristiani, credendo che la montagna non si mutasse.
+Istando gli cristiani in orazione dinanzi alla croce ginocchioni, e
+pregando Iddio di questo fatto, la montagna cominciò a rovinare e a
+mutarsi. Gli saracini veggendo ciò si maravigliarono molto, e il califfo
+si convertì con molti saracini; e quando lo califfo morìo, si trovò una
+croce a collo, e gli saracini vedendo questo nol sotterrarono nel
+monimento con gli altri califfi passati, anzi lo missono in un altro
+luogo.»
+
+[14] L'Oasi di Kabis era un giorno asilo delle carovane, florida sede di
+commercio e d'industria, e governata da un luogotenente del principe di
+Seiestan.
+
+[15] Crediamo opportuno di riprodurre integralmente dal Codice
+Magliabeccano, questo interessante capitolo:
+
+«Milice è una contrada dove il Veglio della Montagna soleva dimorare
+anticamente. Or vi conteremo l'affare, secondo che messer Marco intese
+da più uomini. Lo Veglio è chiamato in lor lingua Aloodyn. Egli aveva
+fatto fare fra due montagne, in una valle, lo più bello giardino, e 'l
+più grande del mondo; quivi avea tutti frutti, e li più belli palagi del
+mondo, tutti dipinti ad oro e a bestie e a uccelli. Quivi era condotti:
+per tale veniva acqua e per tale miele e per tale vino. Quivi era
+donzelli e donzelle, gli più belli del mondo, e che meglio sapevano
+cantare e sonare e ballare; e faceva lo Veglio credere a costoro che
+quello era lo paradiso. E perciò il fece, perchè Malcometto disse, che
+chi andasse in paradiso avrebbe di belle femmine tante quante volesse,
+quivi troverebbe fiumi di latte e di miele e di vino; e perciò lo fece
+simile a quello che avea detto Malcometto. E gli saracini di quella
+contrada credevano veramente che quello fosse lo paradiso; e in questo
+giardino non entrava se non colui, cui egli voleva fare assassino.
+All'entrata del giardino avea un castello sì forte, che non temeva niuno
+uomo del mondo. Lo Veglio teneva in sua corte tutti giovani di 12 anni,
+li quali li paressero da diventare prodi uomini. Quando lo Veglio ne
+faceva mettere nel giardino, a 4, a 10, a 20, egli faceva loro dare bere
+oppio, e quegli dormivano bene tre dì, e facevagli portare nel giardino,
+e al tempo gli faceva isvegliare.
+
+«Quando gli giovani si svegliavano, e gli si trovavano là entro, e
+vedevano tutte queste cose, veramente si credevano essere in paradiso; e
+queste donzelle sempre istavano con loro in canti e in grandi sollazzi;
+donde egli aveano sì quello che volevano, che mai per loro volere non si
+sarebbono partiti di quello giardino. Il Veglio tiene bella corte e
+ricca, e fa credere a quegli di quella montagna, che così sia com'io
+v'ho detto. E quando egli ne vuole mandare niuno di quelli giovani, in
+niuno luogo, li fa loro dare beveraggio che dormono, e fagli recare
+fuori del giardino in sul suo palagio. Quando coloro si svegliano,
+trovansi quivi, molto si maravigliano, e sono molto tristi, chè si
+trovano fuori del paradiso. Egli se ne vanno incontanente dinanzi al
+Veglio, credendo che sia un gran profeta, e inginocchiansi. Egli gli
+domanda: _Onde venite?_ Rispondono: _Dal paradiso_, e contangli quello
+che v'hanno veduto entro, e hanno gran voglia di ritornarvi. E quando il
+Veglio vuole fare uccidere alcuna persona, egli fa tôrre quello lo quale
+sia più vigoroso, e fagli uccidere cui egli vuole; e coloro lo fanno
+volentieri, per ritornare nel paradiso. Se scampano, ritornano al loro
+signore; se è preso, vuole morire, credendo ritornare al paradiso. E
+quando lo Veglio vuole fare uccidere niuno uomo, egli lo prende e dice:
+_Va', fa tal cosa: e questo ti fo perchè ti voglio fare ritornare al
+paradiso._ E gli assassini vanno e fannolo molto volentieri. E in questa
+maniera non campa niuno uomo dinanzi al Veglio della Montagna, a cui
+egli lo vuole fare: e sì vi dico che più re li fanno tributo per quella
+paura. Egli è vero che negli anni 1277, Alau signore dei Tartari del
+levante, che sapeva tutte queste malvagità, pensò tra sè medesimo di
+volerlo distruggere, e mandò e' suoi baroni a questo giardino, e
+istettonvi tre anni attorno al castello prima che l'avessono; nè mai non
+lo avrebbono avuto, se non per fame. Allotta per fame fu preso, e fu
+morto lo Veglio e sua gente tutta; e d'allora in qua non vi fu più
+Veglio niuno: in lui fu finita tutta la signoria.»
+
+[16] Ecco il testo preciso delle parole del Polo, secondo il Codice
+Magliabeccano:
+
+«E quivi si trova tale maraviglia: quando l'uomo cavalca di notte per lo
+deserto, egli avviene questo, che se alcuno rimane addietro delli
+compagni per dormire o per altro, quando vuole poi andare per giungere
+li compagni, ode parlare i spiriti in àiere, che somigliano li suoi
+compagni, e più volte è chiamato per lo suo nome proprio, e è fatto
+disviare talvolta in tal modo che mai non si trova; e molti ne sono già
+perduti; e molte volte ode l'uomo molti stromenti in aria, e
+propriamente tamburi.»
+
+Qualche commentatore ha trovato ragioni per credere che il passare delle
+carovane sia accompagnato, in questo deserto, da un suono speciale,
+prodotto dalla sabbia messa in movimento da molti animali.
+
+[17] La falsa credenza popolare che la _salamandra_ possa resistere al
+fuoco, indusse probabilmente il Veneziano a dare questo nome a quella
+pietra che noi conosciamo sotto il nome di _amianto_, minerale che si
+presenta in filamenti sottili bianchi alquanto madreperlacei, morbidi
+come seta, infusibili, _incombustibili_. Nelle Alpi del Piemonte
+l'amianto è comune; la sua quantità non è però tale da farne grandi
+applicazioni: si adopera a mo' di lucignolo per le lampade ad alcool; si
+è pensato pure a farne filacce per gli usi della chirurgia. Pei chimici,
+l'amianto è un _silicato di magnesia_. (_Nota del Trad._)
+
+[18] La moderna Su-ceu, nella provincia di Can-su, al termine
+occidentale della grande muraglia.
+
+[19] Nel testo francese si legge: «_il prenent le cousines por feme, et
+prenent la feme sun pere._»
+
+[20] Rubruquis, o Ruysbroeck (Guglielmo di), frate cordeliere celebre
+pei suoi viaggi, nato nel Brabante verso il 1215, fu inviato nel 1253 da
+S. Luigi, re di Francia, ad un capo dei Tartari che aveva, dicesi,
+abbracciato il cristianesimo. Accompagnato dal cordeliere Bartolomeo da
+Cremona, traversò il Mar Nero, ed incontrò Sortach presso il Volga; ma
+questo capo non era cristiano, e Rubruquis fu spogliato di tutto quel
+che possedeva. Ei riconobbe il Mar Caspio, visitò il Khan Batu, andò a
+Carakorum, presso Mangu, successore di Gengis-Khan, e tornò per
+l'Armenia. Da San Giovanni d'Acri rese conto della sua missione a S.
+Luigi; la sua narrazione, scritta in buona fede, è piena di particolari
+curiosi sui Tartari e si trova nelle raccolte Hakluyt e Purchas.
+(_Nota del Trad._)
+
+[21] Verso la metà del secolo XII, si sparse in Europa la vaga notizia
+dell'esistenza in Asia di un sovrano, spirituale e temporale ad un
+tempo, chiamato Prete Gianni. Dalle ricerche fatte dagli storici
+risulterebbe in fatti che al tempo della presa d'Antiochia era re del
+Cara-Catay, Coir-can, e che dopo la sua morte usurpò il trono un prete
+nestoriano, capo dei Naimans, generalmente chiamato il Prete Giovanni.
+
+[22] Specie di tessuto di peli di cammello, molto compatto e molto
+solido, che un giorno si fabbricava in Oriente, ed oggi si fabbrica
+anche da noi con peli di capra. Ai nostri dì il _cambellotto_ è pure una
+stoffa di lana pura, o mista di lana e seta, che si prepara tanto in
+Francia che in Italia. (_Nota del Trad._)
+
+[23] Cioè, è condannato a morte dalla giustizia. (_J. V._)
+
+[24] Cinghis Cane, figlio maggiore dell'imperatore, essendo venuto a
+morte, l'eredità del trono spettava di diritto al primogenito del
+defunto. Come ognuno vede, questa legge è la stessa che regola le
+successioni delle monarchie europee. (_Nota del Trad._)
+
+[25] _Morus papyrifera._ Parlando di queste specie di gelso, il Capitano
+Mayne-Reid così si esprime: «Il _morus papyrifera_ è originario della
+China, del Giappone o delle isole dell'Oceano Pacifico: ma come gli
+altri gelsi, venne portato in Europa ed in America, ove lo si coltiva
+oggidì a titolo d'ornamento. Il suo frutto, di colore scarlatto, è
+sferico, in luogo d'essere oblungo come quelli dei gelsi propriamente
+detti. È per questa ragione che i botanici fanno un genere a parte, di
+cui è l'unico campione: le sue foglie non servono di cibo al baco da
+seta, ma costituiscono, in cambio, un eccellente foraggio pel bestiame.
+Però la parte più interessante del _gelso-papiro_ è senza dubbio la
+corteccia, che serve a fabbricare la carta nella China e nel Giappone. È
+appunto con questa sostanza che si fabbrica la magnifica carta della
+China, che serve nell'incisione, ed è con questa stessa corteccia che i
+naturali delle isole della Società tessono quella superba stoffa bianca,
+che causò tanta sorpresa agli Europei allorchè la videro per la prima
+volta.» (_Nota del Trad._)
+
+[26] Malgrado la pomposa dissertazione che fa il Polo intorno ai meriti
+ed i vantaggi della _carta monetata_, diremo che questa istituzione, di
+cui i Chinesi avevano già sperimentato tutti i beni e tutti i mali,
+essendo stata introdotta in China (secondo le dotte ricerche del
+Klapreth) sino dall'807 dell'èra volgare, regnando Ian-tsunh, della
+dinastia dei Tang, fu causa di gravissimi scompigli nelle finanze
+chinesi, sia per la spaventosa falsificazione di quelle carte, sia pei
+fallimenti delle banche autorizzate all'emissione di questi cenci
+rappresentativi delle ricchezze. Nel 1287 Kublai-Khan, adottando il
+progetto del ministro Lusci-iung, piantò il credito sulla base fallace
+della violenza: la rovina del commercio, il depauperamento de' privati,
+la perdita d'ogni fiducia nel principe, furono gli effetti inevitabili
+di questo pericoloso sistema. Invano la dinastia dei Ming cercò di
+sostenere il credito periclitante: il governo passava da un fallimento
+all'altro; e verso la metà del secolo XV^o una crisi finale fece
+scomparire nella China, per sempre, la carta monetata.
+
+Vorremmo ingannarci, ma tale è pure la sorte serbata alla circolazione
+cartacea presso le nazioni europee. (_Nota del Trad._)
+
+
+
+
+ CAPITOLO III.
+
+ Tso-tcheu.--Tainfu.--Pin-yang-fu.--Il fiume Giallo.--Chaciafu.
+ --Si-gnan-fu.--Il Sze-tchuen.--Ching-tu-fu.--Il Tibet.--Li-Kiang-fu.
+ --Il Caragia.--Yung-chang.--Mien.--Il Bengala.--L'Annam.--Il Tai-ping.
+ --Sinuglil.--Sindi-fu.--Chacafu.--Ciaglu.--Ciagli.--Codifu.
+ --Lin-tsin-tcheu.--Lin-tching-hien.--Il Mangi.--Yang-tcheou.
+ --Città del litorale.--Quinsay o Hang-tcheu.--Il Fu-chian.
+
+
+Marco Polo, dopo aver soggiornato a Cambalu, venne dal Gran Kan
+incaricato d'una missione che lo tenne lontano ben quattro mesi dalla
+capitale. Lontano dieci miglia circa da Cambaluc, verso il sud, traversò
+il magnifico fiume Pehonor, che egli chiama Pulinzanchiz; lo valicò
+sopra un bel ponte di marmo di ventiquattro arcate, lungo trecento
+passi, il quale non ha il simile in tutto il mondo. A trenta miglia di
+là incontrò Tso-tcheu, città industriale che ha eccellenti alberghi pei
+viaggiatori, ed ove si lavora specialmente in legno di sandalo, tessuti
+di seta e d'oro.
+
+A dieci giornate da Tso-tcheu, giunse nella moderna città di Tainfu, che
+fu un tempo sede di un governo indipendente. Tutta quella provincia gli
+parve ricca di viti e di gelsi; la principale industria della città era
+allora la fabbricazione delle armature per conto dell'imperatore. Sette
+giornate più oltre trovò la bella città di Pianfu, oggidì Pin-yang-fu,
+tutta dedita al commercio ed al lavoro della seta. Marco Polo, dopo aver
+visitata questa città, giunse sulle rive del celebre fiume Giallo,
+ch'egli chiama Charamera, ossia _fiume nero_, forse a causa delle sue
+acque oscurate dalle piante acquatiche. Attraversato il fiume, giunse ad
+una nobile città chiamata Chaciafu, nella quale alcuni commentatori
+ravvisano la moderna Pu-ceu-fu (che allora chiamavasi O-ciung-fu) sulla
+riva orientale del fiume Giallo[27], e che è ai nostri dì una delle più
+ragguardevoli città del Scian-si. Lasciata quella città, ove non vide
+nulla che meritasse menzione, Marco Polo percorse a cavallo una bella
+contrada, sparsa di castella, di città, di giardini, e ricca di
+cacciagione. Dopo otto giorni di cammino, giunse alla nobile città di
+Si-gnan-fu, allora chiamata Quengianfu, antica capitale della dinastia
+dei Thang. Ivi regnava un figlio del Gran Kan, per nome Manghala,
+principe giusto ed amato dal suo popolo; egli abitava, fuori della
+città, un magnifico palazzo costrutto in mezzo ad un parco, le cui mura
+merlate avevano circa cinque miglia di circonferenza. Quella città
+presentava allora un mercato importantissimo di gioie, stoffe ed
+armature d'ogni genere.
+
+Da Si-gnan-fu il nostro viaggiatore si diresse verso il Tibet,
+attraversando una contrada montuosa ch'egli chiama Chunchum, e che
+probabilmente corrisponde alla moderna provincia di Sze-tchuen. «Egli ha
+per monti e per valli città e castella assai, e sono idoli, e vivono di
+loro lavorio di terra e di boscaglie; e havvi molti boschi, ove sono
+molte belle bestie selvatiche, come sono lioni e orsi e cavriuoli, lupi
+cervieri, daini e cierbi, e altre bestie assai, sì che troppo n'hanno
+grande utilità.»
+
+Dopo aver viaggiato ventitre giorni, toccò i confini della immensa
+pianura di Ambalet-Mangi. Quel paese è fertile, ricco d'ogni sorta di
+produzioni e particolarmente di zenzero, di cui fornisce tutta la
+provincia del Cattai. Ed è tale la fertilità del suolo, che, secondo un
+viaggiatore francese, E. Simon, lo si vende oggidì a 30,000 franchi
+all'ettara, cioè tre franchi al metro. Nel secolo XIII quella pianura
+era coperta di città e castella, e gli abitanti vivevano dei frutti del
+terreno, dei prodotti del bestiame e della selvaggina, che forniva ai
+cacciatori una preda facile ed abbondante.
+
+Continuando il suo viaggio verso ponente, Marco Polo penetrò nella
+provincia di Sze-tchuen, e giunse alla nobile città di Sindi-fu, la
+moderna Chin-tu-fu, la cui popolazione attuale supera 1,500,000
+abitanti. Sindi-fu misurava allora un circuito di venti miglia, era
+divisa in tre parti, ognuna delle quali, circondata d'un muro
+particolare, aveva il proprio re prima che Kublai-Kan se ne
+impadronisse. «E sappiate, dice il Polo meravigliato, che per mezzo
+questa città passa un gran fiume d'acqua dolce, ed è largo bene mezzo
+miglio, ov'ha molti pesci, e va infine al mare Oceano, e havvi bene da
+ottanta in cento miglia, ed è chiamato Quiia-fu.»
+
+Questo fiume non è altro che l'Yang-tse-kiang, che attraversa la China
+da ovest ad est, e n'è il fiume più importante. Sulle nostre carte lo
+troviamo indicato col nome di Fiume Bleu.
+
+«E in su questo fiume, prosegue il Veneziano, ha città e castella assai,
+e havvi tante navi, che appena si potrebbe credere chi nol vedesse; e
+v'ha tanta moltitudine di mercatanti, che vanno giuso e suso, ch'è una
+grande meraviglia. E il fiume è sì largo, che pare un mare a vedere, non
+fiume. E dentro della città in su questo fiume è un ponte tutto di
+pietre, ed è lungo bene un mezzo miglio, e largo otto passi: e su per
+quello ponte ha colonne di marmo, che sostengono la copritura del ponte;
+e sappiate ch'egli è coperto di bella copritura, e tutto dipinto di
+belle istorie, e havvi suso più magioni ove si tiene molta mercatanzia e
+favvisi arti: ma si vi dico che quelle case sono di legno, che la sera
+si disfanno e la mattina si rifanno. E quivi è lo camarlingo del Gran
+Sire, che riceve lo diritto della mercatanzia che si vende in su quel
+ponte; e si vi dico che il diritto di quel ponte vale l'anno bene mille
+bisanti[28].»
+
+Uscito da quella città commerciale e industriosa, Marco Polo, dopo
+cinque giorni di marcia, attraverso vaste foreste, giunse alla provincia
+del Tibet, ch'egli dice «molto guasta dalla guerra fattavi da
+Mogut-Kan.»
+
+La provincia del Tibet, alla quale i Chinesi dànno nome di Si-tsang o
+Tsang occidentale, è abitata da leoni, orsi ed altre belve, da cui i
+viaggiatori durerebbero fatica a difendersi, se non vi crescessero in
+gran copia quelle canne meravigliosamente grosse e alte, che noi
+chiamiamo bambù.[29] Infatti «gli mercatanti e gli viandanti prendono
+quelle canne la notte e fannole ardere nel fuoco; perchè fanno sì grande
+iscoppiata, che tutti gli lioni e orsi e altre bestie fiere hanno paura
+e fuggono, e non si accosterebbero al fuoco per cosa del mondo. E
+questo si fanno per paura di quelle bestie chè ve n'ha assai. Le canne
+iscoppiono, perchè si mettono verdi nel fuoco, e quelle si torcono e
+fendono per mezzo, e per questo fendere fanno tanto romore, che s'odono
+dalla lunga presso a cinque miglia di notte, e piue; ed è sì terribile
+cosa a udire, che chi non fosse d'udirlo usato, ogni uomo n'avrebbe gran
+paura, e gli cavagli che non ne sono usi, si spaventano sì forte che
+rompono capresti, e ogni cosa e fuggono; e questo avviene spesse volte.
+E a ciò prendere rimedio, a cavagli che non ne sono usi, e' gli fanno
+incapestrati di tutti e quattro li piedi, e fasciare gli occhi, e turare
+gli orecchi; si che non può fuggire quando ode questo iscoppio; e così
+campano gli uomeni, la notte, loro e le loro bestie.»
+
+Lo stratagemma riferitoci dal Polo viene ancora impiegato nelle contrade
+che producono il bambù, e per vero lo scoppio delle canne divorate dalle
+fiamme può paragonarsi ai più violenti petardi d'un fuoco d'artifizio.
+
+Secondo la relazione del viaggiatore veneziano, il Tibet è una
+vastissima provincia divisa in otto reami, con molte città e castella,
+bagnata da fiumi e laghi ed attraversata da montagne dalle quali si trae
+oro in quantità. I fiumi che hanno origine nel Tibet e sopratutto il
+Kin-cha-kiang (Yang-tse-kiang), il cui nome significa _fiume dall'aurea
+sabbia_, sono ricchi di pagliuzze d'oro. Gli abitanti sono idolatri e
+malvagi, e formano una razza di terribili ladroni. Vivono dei frutti
+della terra, di bestie e d'uccelli. Le donne sono impudiche, e fanno,
+per doni, di sè mercato ai viaggiatori che attraversano quella
+provincia. Quantunque il Tibet fosse allora sotto la dominazione del
+Gran Kan, non vi si conoscevano nè le monete nè le banconote
+dell'impero; all'incontro vi si spendeva il corallo, di cui gli abitanti
+adornavano il collo delle loro femmine ed i loro idoli.
+
+Marco Polo, nel lasciare Si-gnan-fu, erasi diretto verso l'ovest.
+Traversò il regno di Gaindu che secondo alcuni corrisponderebbe al
+territorio settentrionale dei Birmani, secondo altri invece a quella
+montuosa regione circondata dai territorî del Bengala, Arracan, abitata
+da schiatte indigene dette Cain, Chien o Chiaen, lungo le rive del
+braccio sinistro del fiume Arracan, e visitò un bel lago, che produceva
+ostriche perlifere, la cui pesca era riservata all'imperatore. Vide
+anche una montagna dalla quale si cavavano quelle pietre conosciute
+sotto il nome di turchese. Il garofano, lo zenzero, la cannella ed altre
+spezie davano in quel paese abbondantissimi raccolti.
+
+Gli abitanti di questa provincia non hanno denaro, ed impiegano come
+moneta dei pezzi di sale di mezza libbra, una libbra, ecc. ecc. Non
+conoscono vergogna alcuna, giacchè trovano naturale il far marcato delle
+proprie mogli, figlie e sorelle ai forestieri che attraversano la
+contrada.
+
+Lasciato il regno di Gaindu, e traversato un gran fiume da lui chiamato
+Brunis che pare fosse il Kincha-kiang, fiume a rena d'oro, Marco Polo
+tornò direttamente al sud-est, e penetrò nella provincia di Garagia,
+regione che si crede formi la parte nord-ovest dell'Yun-nan, chiamata
+tutt'ora, dagli indigeni e dai maomettani dell'Asia Centrale, Caraian; e
+ch'era allora governata da Jesau Temur, nipote di Kublai.
+
+Secondo il Veneziano, gli abitanti di quella provincia, eccellenti
+cavalcatori, mangiavano la carne cruda dei polli, dei montoni, dei
+bufali e dei buoi; i ricchi soltanto la condivano d'una salsa composta
+d'aglio e di buone spezie. Quel reame era altresì frequentato da grossi
+serpenti orribili a vedersi.
+
+Quei rettili, probabilmente alligatori, erano lunghi dieci passi;
+avevano due gambe poste sul davanti presso il capo ed armate d'un
+unghione che era smisurato; la loro gola poteva inghiottire un uomo in
+un boccone.
+
+La capitale di questa provincia è una città che il Polo chiama Jaci, e
+che si crede corrisponda alla moderna Tsu-iong-fu. Gli abitanti sono
+parte maomettani, parte cristiani nestoriani, ed il rimanente idolatri.
+«Quivi hae mercatanti ed artefici, dice il nostro viaggiatore, e
+spendono per moneta _porcellane bianche_, che si truovano nel mare.» È
+questa una specie di conchiglia che noi conosciamo sotto il nome di
+_Cyproea moneta_, che gli Indiani chiamano _Cooris_, usata anche ai dì
+nostri come moneta alle Maldive ed in diverse parti delle Indie.
+
+Marco Polo passa quindi a descrivere la maniera impiegata dagli
+indigeni di quella contrada per impadronirsi dei terribili alligatori
+che infestano i loro corsi d'acqua, e dice che il fiele di questi
+anfibî, preso come beveraggio, è reputato nel paese come medicina contro
+la morsicatura d'un cane rabbioso.[30]
+
+A cinque giornate all'ovest di Caragia, Marco Polo, continuando ancora
+verso mezzodì, penetrò nella provincia di Ardanda, la cui capitale,
+Vaciau, sembra corrispondere alla moderna città di Yung-chang. Tutti gli
+abitanti di questa città avevano denti d'oro, cioè usavano coprirli con
+laminette d'oro, che levavano per mangiare. Gli uomini di quella
+provincia, tutti cavalieri, «non fanno nulla salvo che uccellare, andare
+a caccia od andare in oste (_in guerra_)»: i lavori faticosi sono
+riservati alle donne ed agli schiavi. Gli abitanti di Ardanda non hanno
+idoli, nè chiese, ma adorano il più vecchio della famiglia;
+ cioè il nonno, il patriarca. Siccome non conoscono scrittura di
+sorta, così «quando hanno, dice il Polo, affare l'uno con l'altro, fanno
+tacche di legno, e l'uno tiene l'una metà, e l'altro l'altra metà;
+quando colui dee pagare la moneta, egli la paga e fassi dare l'altra
+metà della tacca.» Non hanno medici, ma bensì dei maghi od incantatori,
+che saltano, danzano, cantano e suonano strumenti presso il malato; e
+quindi ordinano sacrifizi e banchetti, finchè l'infermo muore o risana.
+
+Nel lasciare la provincia ove gli abitanti avevano i denti d'oro, Marco
+Polo seguì la grande strada che serve al traffico tra l'India e
+l'Indo-Cina, e passò per Bamo ove, tre volte la settimana, si teneva un
+gran mercato, che attirava i negozianti dei paesi più lontani. Dopo aver
+cavalcato quindici giorni in mezzo a foreste popolate da elefanti,
+liocorni ed altre fiere, giunse a Mye, o a Mien, cioè in quella parte
+dell'alto Birman la cui capitale, di recente costruzione, si chiama
+Arampura. Questa città di Mien, che fu probabilmente l'antica Ava,
+chiamata dagli indigeni Miamma, ora in ruina; oppure la vecchia Paghau,
+situata sull'Irraonady, possedeva una vera meraviglia architettonica;
+erane due torri, l'una costrutta di belle pietre ed interamente coperta
+da una lamina d'oro dello spessore d'un dito, l'altra ricoperta da una
+lamina d'argento, ambe fatte costruire da un re di Mien, prima che quel
+reame cadesse in potere del Kan.
+
+Dopo di aver visitata quella provincia, Marco Polo discese fino a
+Baugala, l'attuale Bengala, oggidì una delle tre grandi divisioni
+dell'India Inglese, e che a quei tempi, nel 1290, non apparteneva ancora
+a Kublai-Kan. Le armate dell'imperatore si adoperavano allora a
+conquistare quel paese fertile, ricco di cotone, di zenzero, di canne da
+zucchero, e i cui magnifici buoi eguagliavano in grossezza gli elefanti.
+Poscia, di là, il viaggiatore si avventurò fino alla città di Cangigu,
+nella provincia dello stesso nome. Alcuni credono che sotto questo nome
+abbia ad intendersi il regno di Tonkino, altri invece il territorio di
+Cangcur. Gli abitanti di quel regno praticavano il tatuaggio, e mediante
+aghi si disegnavano sul volto, sul collo, sul ventre, sulle mani, sulle
+gambe, immagini di leoni, di draghi, d'uccelli, «e chi più n'ha di
+queste dipinture più si tiene gentile e bello.»
+
+Cangigu è il punto più meridionale raggiunto da Marco Polo in questo
+viaggio. A partire da questa città risalì verso il nord-est, e pel paese
+d'Amu, che credesi sia il territorio di Bamu, in mezzo all'Impero
+Birmano ed alla provincia del Yun-nan, giunse nella provincia di Toloma,
+oggidì conosciuta sotto il nome di Tai-ping. Ivi trovò begli uomini,
+bruni di pelle, valenti guerrieri, i cui monti sono muniti di castelli
+fortificati e che si nutrono abitualmente di carne, riso e spezie.
+«Quando muoiono fanno ardere i loro corpi, e l'osse che non possono
+ardere sì le mettono in piccole cassette, e portanle alle montagne, e
+fannole istare appicate caverne, si che niuno uomo nè altra bestia non
+puote toccare. L'oro abbonda nel paese; usano però come piccola moneta
+la _porcellana_, ossia quella conchiglia (_Cyproea moneta_) di cui
+abbiamo già parlato più addietro. Vivono di carne, di latte, di riso e
+di spezie.
+
+Qui il signor Charton fa giustamente osservare che il viaggiatore si
+allontana dal paese conosciuto sotto il nome d'India al di là del
+Gange, e ritorna verso la China. Infatti, lasciata Toloma, Marco Polo
+seguì per dodici giorni, verso levante, un fiume sulle cui rive
+sorgevano molte città e castella; e giunse alla città di Sinuglil, che
+si crede sia la moderna Sou-tcheou, capitale della provincia di Guinguì,
+che dev'essere, scrive il Lazari, il territorio bagnato dalle acque del
+Chin-scia-chiang. Ciò che lo colpì dippiù in questa contrada,--e si ha
+ragione di credere che l'ardito esploratore fosse anche un valente
+cacciatore,--fu il gran numero di leoni che infestavano le pianure e le
+montagne. Tutti i commentatori sono però d'accordo nel ritenere che i
+leoni di Marco Polo non fossero altro che tigri, non essendovi leoni
+nella China. Ecco quanto ne dice il Veneziano: «V'ha tanti leoni, che se
+neuno dormisse la notte fuori di casa, sarebbe incontanente mangiato. E
+chi di notte va per questo fiume, se la barca non istà ben di lungi
+dalla terra, quando si riposa la barca, andrebbe alcuno leone, e
+piglierebbe uno di questi uomeni, e mangerebbolo; ma gli uomeni se ne
+sanno bene guardare. Gli leoni vi sono grandissimi e pericolosi. E sì vi
+dico una grande maraviglia, che due cani vanno a un gran leone, e sono
+questi cani di questa contrada, e sì lo uccidono, tanto sono arditi. E
+dirovvi come. Quando un uomo è a cavallo con due di questi buon cani,
+come i cani veggono il leone, tosto corrono a lui, l'uno dinanzi e
+l'altro di dietro, ma sono sie (_sì_) ammaestrati e leggieri che 'l
+lione non gli tocca, perciò che 'l lione riguarda molto l'uomo; poi il
+lione si mette a partire per trovare albore (_albero_), ove ponga le
+reni per mostrare il viso agli cani, e gli cani tuttavia lo mordono alle
+coscie, e fannolo rivolgere or qua or là, e l'uomo ch'è a cavallo, sì lo
+seguita percotendolo con sue saette molte volte, tanto che 'l lione cade
+morto, sì che non si puote difendere da uno uomo a cavallo con due buoni
+cani.»
+
+Parlando degli abitanti di questa provincia, dice che «hanno sete assai,
+che sono idolatri, sottoposti al Gran Cane, e spendono monete di carta.»
+
+Da quella provincia, Marco Polo risalì direttamente il fiume, ed in capo
+a dodici giorni fu di ritorno a Sindi-fu, capitale della provincia di
+Szet-chuen, dalla quale era partito per compiere la sua escursione nel
+Tibet. Di là, riprendendo la via già percorsa, fece ritorno presso
+Kublai-Kan, dopo aver felicemente compiuta la sua missione
+nell'Indo-China.
+
+Sembra che allora Marco Polo venisse incaricato dall'imperatore
+d'un'altra missione nella parte sud-est della China «la parte più ricca
+e più commerciale di quel vasto impero, dice il Pauthier nel suo bel
+lavoro sul viaggiatore veneziano, e quella altresì su cui, dopo il
+secolo XVI, si ebbero in Europa maggiori notizie.»
+
+Se stiamo all'itinerario tracciato sulla carta del Pauthier, Marco
+Polo, lasciando Cambalu, si diresse al mezzodì verso Chacafu, ch'è la
+moderna Ho-hien-fu, una delle più ragguardevoli città del Peche-li; di
+là a Ciaglu, oggidì Tsan-tcheou, ove si fabbricava il sale, che veniva
+esportato nelle circostanti contrade, indi a Ciagli, città industriosa
+che i commentatori ritengono sia la moderna Tetcheu, sulle rive
+dell'Eu-ho, all'entrare della provincia di Shan-tung; finalmente a
+Codifu o Codiufu, l'attuale Tsi-nan-fu, capitale della provincia di
+Shan-tung, patria del grande filosofo e legislatore Confucio[31]. Codifu
+era a quel tempo una grande città, la più nobile di tutte quelle
+contrade, frequentatissima dai negozianti di seta, ed i cui meravigliosi
+giardini producevano gran quantità di frutti deliziosi. A tre giornate
+di cammino da Codiufu, Marco Polo trovò la città di Siugni, che credesi
+corrisponda alla moderna Lin-tsin-sceu, posta all'imboccatura del gran
+canale di Yun-no, punto di convegno delle innumerevoli navi che «recano
+nelle provincie del Mangi e del Cattai grandi mercatanzie, tanto, ch'è
+maraviglia a credere.»
+
+[Illustrazione: Quel paese gli parve caldissimo ed insalubre, ma ricco di
+datteri e d'altri alberi fruttiferi.... Cap. II, _pag._ 22]
+
+Otto giorni dopo traversava Lingni, che sembra corrispondere all'odierna
+città di Lin-tching-hien; quindi passava per Pigni, oggidì Pi-tcheou;
+Cigni, che si crede sia la moderna Sut-zi-hien, e giungeva al Caramera o
+Fiume Giallo, che aveva già traversato nel suo corso superiore, mentre
+dirigevasi verso l'Indo-China.
+
+Parlando dell'importanza di questo fiume nella navigazione e nel
+commercio dell'impero, ecco le parole testuali del Polo: «Sappiate che
+il gran fiume di Caramera, che viene dalla terra del Prete Gianni, è
+largo un miglio; ed è molto profondo, sì che bene vi puote andare gran
+nave; egli ha questo fiume bene quindicimila navi, che tutti sono del
+Gran Cane, per portare sue cose, quando fa oste (_guerra_), all'isole
+del mare, che 'l mare è presso a una giornata. E ciascuna di queste navi
+vuole bene quindici marinari, e portano in ognuna quindici cavagli
+cogli uomeni, co' loro arnesi e vivande.»
+
+Il nostro viaggiatore attraversò quel fiume, e si trovò nella provincia
+di Mangi, un tempo distinta col nome d'Impero dei Song, e sottomesso da
+Kublai solo dal 1278.
+
+Questo impero, prima di appartenere a Kublai-Kan, era governato da un re
+pacifico, che abborriva la guerra, ed era pietoso verso gl'infelici. Il
+testo francese dei viaggi di Marco Polo parla di lui alquanto
+diffusamente nei termini, seguenti, che traduciamo: «Quell'ultimo
+imperatore della dinastia dei Song poteva spendere tanto, che era un
+prodigio; vi racconterò di lui due tratti nobilissimi. Ogni anno egli
+faceva allattare ben ventimila bambini; dacchè è costume in quei paesi,
+che le povere donne gettino via i figli appena nati, quando non possono
+nutrirli. Il re li faceva raccoglier tutti, faceva inscrivere sotto qual
+segno e sotto qual pianeta erano nati, poi li dava a nutrire in diversi
+luoghi, perchè manteneva nutrici in quantità[32]. Quando un ricco
+non aveva figli, andava dal re e si faceva dare quanti bambini
+voleva, e quelli che voleva; poi il re, quando i giovani e le fanciulle
+erano in età da unirsi in matrimonio, li sposava fra loro, e dava loro
+da vivere; in tal modo ogni anno ne allevava ben ventimila tra maschi e
+femmine. Se passando in qualche strada vedeva una casa piccola fra due
+grandi, domandava perchè quella casetta non era grande come le altre, e
+se gli dicevano ciò essere perchè apparteneva ad un povero, tosto la
+faceva ridurre bella ed alta come le altre. Quel re si faceva sempre
+servire da mille paggi e da mille damigelle. Manteneva nel suo regno una
+giustizia così severa, che non vi si commetteva nessun delitto; durante
+la notte le case del mercanti rimanevano aperte, nè alcuno vi prendeva
+nulla; si poteva viaggiare di notte come di giorno.»
+
+Entrando nella città di Mangi, Marco Polo trovò Chygiagni, oggidì
+Hoai-gnan-fou, nella provincia di Kiang-nan, città posta sulle rive del
+fiume Giallo, la cui principale industria è la fabbricazione del sale,
+che si cava da alcune paludi salmastre. Ad una giornata da quella città,
+seguendo una strada lastricata di belle pietre, il viaggiatore giunse
+alla città di Pauchi, oggidì Pao-yng, rinomata pe' drappi d'oro, Chayu o
+Kac-yeou, i cui abitanti sono cacciatori e pescatori valenti, poi a
+Tai-tcheou, ove approdano navigli in gran numero; ed arrivò finalmente a
+Yangui.
+
+Questa città di Yangui è l'odierna Yang-tsceu, di cui Marco Polo fu
+governatore durante tre anni. È città popolatissima e molto
+commerciante, ed ha non meno di due leghe di circuito. Marco Polo partì
+da Yangui per diverse esplorazioni, che gli permisero di studiare
+minutamente le città del litorale e dell'interno.
+
+Dapprima il viaggiatore si diresse verso ponente e giunse a Nangi (da
+non confondersi colla moderna Nan-king), città posta in una provincia
+fertilissima, i cui abitanti, dice il Polo, «vivono di mercatanzie e
+d'arti, e hanno seta assai e uccellazioni e cacciagioni, e ogni cosa da
+vivere, e hanno lioni assai.» Proseguendo il suo viaggio, visitò
+Saianfu, oggidì Siang-yang-fou, nella provincia Hon-quang. Fu questa
+l'ultima città del Mangi che resistette alla dominazione di Kublai-Kan.
+L'imperatore vi tenne l'assedio per tre anni, e se ne impadronì da
+ultimo mercè i tre Polo, i quali costrussero potenti baliste che
+schiacciarono gli assediati sotto una grandine di sassi, alcuni dei
+quali pesavano fin trecento libbre.
+
+Da Saianfu Marco Polo tornò sui suoi passi per esplorare le città del
+litorale. Egli rientrò senza dubbio a Yang-tcheou; visitò Sigui, città
+posta sul fiume Yang-tse-kiang, che nel suo corso superiore è chiamato
+Kin-scia-kiang. Questa città di Sigui (da non confondersi con quella di
+cui il Polo ha parlato indietro) di cui non sanno che congetturare i
+commentatori, sorge in un punto ove il fiume è largo più d'una lega, e
+riceve più di mille navigli in una volta. Da Sigui si portò a Chiagui
+(la moderna Chua-tcheou), posta nel luogo ove il canale imperiale entra
+nel Yang-tse-kiang. È questa la città che fornisce di biade la massima
+parte della corte imperiale. Visitò Cinghiafu (Tching-kian-fou) di
+faccia a Chua-tcheou, ov'erano due chiese di cristiani nestoriani;
+Cinghingiu (Tchang-tcheou-fou), presso il Canale, città commerciale ed
+industriale, e Su-tcheu o Sut-sen, grande città di sei leghe di
+circuito, che, secondo la relazione esageratissima del viaggiatore
+veneziano, possedeva allora non meno di seimila ponti. Soggiornò qualche
+tempo a Ingiu, città posta ad una giornata da Su-tcheu, e che credesi
+corrisponda alla moderna Ho-tcheu; indi a Cianghi (Kia-hing); per ultimo
+entrò nella nobile città di Quinsay, l'antica e famosa Hang-tcheu,
+capitale della provincia di Tche-kiang, che divenne sede degli
+imperatori quando i Song, incalzati da Nu-tché, vi si rifugiarono, nel
+1132, e allora essa fu chiamata King-se, onde la Quinsay del Polo, la
+King-sai di Rascideddin, e la Cansa d'Ihn-Batuta; che a torto alcuni
+arguirono significasse la _città del cielo_.
+
+Quinsay, che corrisponde alla moderna Hang-tcheou-fou, ha cento miglia
+di circuito, ed è traversata dal fiume Tsientang-kiang, che, diramandosi
+all'infinito, fa di Quinsay un'altra Venezia. Quell'antica capitale dei
+Song è popolosa quasi quanto Pekino; le vie sono selciate di pietre e
+mattoni: si contano, secondo Marco Polo, «dodicimila ponti di pietra, e
+sotto la maggior parte di questi ponti vi potrebbe passare, sotto
+l'arco, una gran nave, e per gli altri bene mezza nave.» In quella città
+vivono i più ricchi negozianti del mondo, le cui mogli «stanno così
+delicatamente come se fossero cose angeliche.» Quivi è la residenza d'un
+vicerè che governa per l'imperatore più di centoquaranta città. Vi si
+vedeva ancora il palagio dell'antico sovrano del Mangi, circondato da
+bei giardini, con laghi, fontane, e contenente più di mille camere. Il
+Gran Kan ricava da quella città e dalla provincia rendite immense, fra
+cui va contato il prodotto del sale, dello zuccaro, delle spezie e della
+seta, che costituiscono la principale produzione del paese.
+
+«A quindici miglia da Quinsay, tra greco e levante, dice il Polo, è il
+mare Oceano, e quine (_quivi_) è una città che ha nome Giafu, ove ha
+molto buon porto, e havvi molte navi che vengono d'India e d'altri
+paesi. E da questa città al mare hae un gran fiume, onde le navi possono
+venire infino alla terra.» Questa Giafu credesi dai commentatori sia la
+moderna città di Kuang-teheu o Canton, una delle più grandi e più
+ricche città commerciali della China.
+
+«Quando l'uomo si parte di Quinsay, dice il Veneziano, e' vae una
+giornata verso iscirocco, tuttavia trovando palagi e giardini molti
+belli, ove si truova tutte cose da vivere; di capo di questa giornata si
+truova questa città, c'ha nome Tapigni, molto bella e grande, ed è
+disotto a Quinsay.» Qualche commentatore ha ravvisato nella Tapigni del
+Polo la moderna Fu-yang; altri invece Chao-hing-fou.
+
+In seguito il nostro viaggiatore visitò: Nugui (Hon-tcheou), Chegui
+(Tchu-ki, o, secondo altri, Yen-tcheou-fou), Ciafia (Kin-tcheou), e
+finalmente Chagu (Kiang-chan-fu), l'ultima città del reame del Quinsay.
+
+Marco Polo entrò quindi nel regno di Fugui. Secondo la sua relazione,
+gli abitanti di questa contrada sarebbero gente crudele, antropofaghi,
+«che tutto dì vanno uccidendo gli uomeni e bevendo il sangue, e poscia
+gli mangiano tutti, e altro non procacciano.» Visitò Quellafu
+(Kien-ning-fou) sulle rive del Min, bellissima città che ha ponti di
+pietra lunghi un miglio; e dove «avvi galline che non hanno penni ma
+peli come gatte, e tutte nere, e fanno uove come le nostre, e sono molto
+buone da mangiare;» Ungue, città che i commentatori non hanno saputo
+trovare, ma che si suppone sia la moderna Mingtsing, sebbene non siavi
+veruna somiglianza di nome.
+
+Poco dopo il Veneziano entrò nella città di Fugui, capitale del regno di
+Cancha; nella quale i commentatori hanno ravvisato Fu-ceu, capitale del
+Fu-chian, che giace a breve distanza dal mare, sopra un braccio del
+Niao-tung-chiang (Min). Ivi gli abitanti sono idolatri e dediti al
+commercio delle pietre preziose, dello zucchero e d'altre mercanzie che
+vengono per mare dall'India.
+
+Da Fugui, dopo aver viaggiato per cinque giornate verso sud-ovest,
+attraversando valli e pianure seminate di città e castelli, raggiunse
+Zarton, nella quale i commentatori hanno riconosciuto l'odierna
+Tsiuan-ceu, celebre porto della China meridionale, nella provincia di
+Fu-chian, detto eziandio volgarmente Tseu-tung, che anche sotto la
+dominazione dei Ming era assai frequentato dagli Arabi, dai Persiani e
+dagli Indiani.
+
+Dopo di aver parlato dei tesori che trae il Gran Kan da questa città,
+pel commercio importante ch'ivi si esercita in spezie e prodotti d'ogni
+genere dell'India, Marco Polo dice che in questa provincia havvi una
+città per nome Tenugnise (Ting-tcheou, nella parte occidentale del
+Fo-kien) ove si fabbricano le migliori scodelle di porcellana del mondo,
+ad un prezzo veramente tenuissimo.
+
+Il Polo rimase qualche tempo nella città di Zarton, che i commentatori
+ritengono l'estremo punto da lui visitato in questo viaggio nella China
+sud-orientale.[33]
+
+
+NOTE:
+
+[27] I Chinesi dànno a questo fiume il nome di: Hoang-ho.
+(_Nota del Trad._)
+
+[28] Pari a L. 20,220.--Il _Bisante_ è un antica moneta d'oro,
+coll'impronta di due santi, così appellata da Bisanzio, ora
+Costantinopoli, ove questa moneta coniavasi primamente. Equivaleva a
+lire 20 e cent. 22 di nostra moneta. (_N. del Trad._)
+
+[29] Il _Bambu_ comune (_Arundo Bambos_) ha sovente l'altezza di 20
+metri. (_N. del Trad._)
+
+[30] Qualche commentatore crede che questi terribili mostri di cui parla
+il Polo, sieno boa (_boa constrictor_), frequentissimi nella China
+Meridionale, massime nell'Yun-nan, e che sono spesso lunghi da 25 a 30
+piedi. Essi inghiottono gli animali, come i caprioli ed altri. La carne
+di questi boa è squisita a mangiarsi; il fiele estrattone vendesi caro
+per medicina; della pelle si fanno tamburi e vagine di pugnali e spade.
+
+[31] Confucio (_Khung-fu-tseu_ o _Khung-tseu_), nato verso il 551 av.
+Cristo nella città di Tsi-nan-fu, di cui suo padre era governatore,
+discendeva, dicesi, da _Hoang-ti_, legislatore della Cina. Fino dalla
+prima gioventù sostenne uffici governativi; a 24 anni, dopo la morte
+della madre, si consacrò alla meditazione e formò il disegno di
+riformare i costumi della sua patria. Percorse parecchie provincie e si
+vide in breve circondato da un gran numero di discepoli. Il re di
+Tsi-nan-fu lo nominò suo primo ministro. Corresse i costumi, riformò la
+giustizia e fece prosperare l'agricoltura ed il commercio, ma ben presto
+fu costretto a ritirarsi. Dopo aver di nuovo percorso le provincie per
+predicare la morale, scrisse i libri che lo resero immortale, e morì
+verso il 479 av. Cristo, circondato dai suoi discepoli, che gli resero
+una specie di culto. I suoi discendenti esistono ancora nella Cina e vi
+godono di parecchi privilegi.--Confucio rivide i _Kings_, libri sacri
+dei Cinesi, riorganizzò il culto e divenne così il capo o restauratore
+della religione, o piuttosto della setta filosofica religiosa che vige
+tuttodì nella Cina. Scrisse l'_Yih-King_ (libro delle Trasformazioni),
+lo _Sciu-King_ (Libro per eccellenza), che contiene un sunto storico
+sulla storia della Cina fino al 770 av. C.; il _Sci-King_ (Libro dei
+versi), raccolta di canti popolari, nazionali e religiosi: il _Li-Ki_
+(Rituale), sul quale poggia tutto il sistema religioso; lo _Sciun-Sieu_
+(primavera ed autunno), storia del reame di Lu; il _Hiao-King_ (dialogo
+sulla pietà filiale), che contiene gli apoftegmi di Confucio; e ciò che
+precede il _Ta-hio_ (la grande scienza), uno dei quattro libri scritti
+dai suoi discepoli. (_Nota del Trad._)
+
+[32] Oggidì la carità dei missionari cristiani si è sostituita a quella
+del buon principe, là ove madri snaturate abbandonano per le vie i
+proprî nati, che, non di rado, divengono pasto ai porci od ai cani.
+(_Nota del Trad._)
+
+[33] Qui finisce la seconda parte dei Viaggi, nella quale descrivesi la
+China.
+
+
+
+
+ CAPITOLO IV.
+
+ L'India.--Cipango o Zipagu (il Giappone).--Partenza dei tre Polo colla
+ figlia dell'imperatore e gli ambasciatori
+ persiani.--Saigon.--Giava.--Condor.--Bintang.--Sumatra.--I
+ Nicobari.--Ceylan.--La costa di Coromandel.--La costa di Malabar.--Il
+ mar d'Oman.--L'isola di Gocotora.--Madagascar.--Zanzibar e la costa
+ africana.--L'Abissinia.--Aden.--Schehr.--Dafur.--Kalhat.--Hormuz.--Il
+ Golfo Persico.--Ritorno a Venezia.--Una festa in casa Polo.--Marco Polo
+ prigioniero dei Genovesi.--Morte di Marco Polo verso l'anno 1323.--Suoi
+ discendenti.--Ricordi della famiglia Polo.
+
+
+Marco Polo, terminata felicemente quell'esplorazione, ritornò senza
+dubbio alla corte di Kublai-Kan. Egli fu ancora incaricato di varie
+missioni, che gli furono agevolate e dalla sua conoscenza della lingua
+mongolla, della turca, della cinese e della mantchou. Pare ch'egli
+facesse parte d'una spedizione intrapresa nelle isole dell'India, ed al
+suo ritorno stese un rapporto particolareggiato sulla navigazione di
+quei mari ancora poco conosciuti.
+
+«Sappiate, dice egli, che nell'India sono molte navi, ch'elle sono d'un
+legno chiamato abete e di sapino; elle hanno una coverta e in su questa
+coverta hae bene 40 camere, ove in ciascuna puote istare un mercatante
+agiatamente; e hanno un timone e quattro alberi, e molte vi giungono due
+alberi che si levano e pongono. Queste navi vogliono bene duecento
+marinai; ma elle sono tali che portano bene cinquemila isporte di pepe,
+e di datteli seimila. E' vogano co' remi, che a ciascuno remo vogliono
+essere quattro marinai, e hanno queste navi tali barche, che porta l'una
+bene mille isporte di pepe. E sì vi dico che questa barca mena bene
+quaranta marinai, e vanno a remi, e molte volte aiutano tirare la gran
+nave; ancora mena la nave dieci battelli per prendere pesci.» La
+relazione del Polo fornisce notizie assai dettagliate ed interessanti
+sull'isola di Cipango, nome applicato al gruppo d'isole che compongono
+il Giappone, ch'era allora un paese rinomato per le sue ricchezze.[34]
+«Zipagu, dice il nostro esploratore, è un'isola in levante, ch'è
+nell'alto mare millecinquecento miglia. L'isola è molto grande, le genti
+sono bianche, di bella maniera e belle, e sono idolatri, e non
+obbediscono ad alcuno. Qui si trova l'oro, però n'hanno assai; niuno
+uomo non vi va, e niuno mercante non leva di questo oro; perciò n'hanno
+eglino cotanto. Il palagio del signore dell'isola è molto grande, ed è
+coperto d'oro, come si cuoprono di qua le chiese di piombo; e tutto lo
+spazzo delle camere è coperto d'oro, ed èvvi alto bene due dita, e tutte
+le finestre e mura e ogni cosa e anche le sale sono coperte d'oro; e non
+si potrebbe dire la sua valuta. E gli hanno perle assai, e sono rosse e
+tonde e grosse, e sono più care che le bianche; ancora v'ha molte pietre
+preziose, e non si potrebbe contare la ricchezza di questa isola.»
+
+La fama delle ricchezze del Giappone era giunta sino in China, ed aveva
+risvegliata la cupidigia di Kublai-Kan, che, verso il 1264, pochi anni
+prima della venuta di Marco Polo alla corte tartara, aveva tentato
+d'impadronirsi di quell'isola. La sua flotta, comandata da due baroni,
+approdò felicemente a Cipango, s'impadronì d'una cittadella, i cui
+difensori furono passati a fil di spada; ma una tempesta disperse le
+navi tartare, e la spedizione non ebbe risultato. I due baroni che
+avevano condotta quella sciagurata impresa vennero, d'ordine
+dell'imperatore, decapitati. Marco Polo racconta circostanziatamente
+questo tentativo, e cita varî particolari intorno ai costumi dei
+Giapponesi.
+
+«Sappiate, dice il Veneziano, che quando alcuno di questa isola prende
+alcuno uomo, che non si possa ricomperare, convita suoi parenti e i suoi
+compagni, e fallo cuocere, e dàllo mangiare a costoro, e dicono ch'è la
+migliore carne che si mangi.»
+
+Secondo il Polo, all'epoca in cui egli visitò la China, i Giapponesi
+sarebbero stati antropofaghi, come lo sono ancora oggidì gl'indigeni di
+molte isole dell'oceano Pacifico.
+
+Intanto Marco Polo, suo zio Matteo e suo padre Niccolò, trovavansi da
+ben diciassette anni al servizio dell'imperatore, senza contare gli anni
+spesi nel viaggio dall'Europa alla Cina. Avevano vivo desiderio di
+rivedere la patria; ma Kublai-Kan, che era loro affezionatissimo, e ne
+apprezzava i meriti, non sapeva risolversi a lasciarli partire. Tutto
+tentò egli per vincere la loro risoluzione, ed offerse loro immense
+ricchezze se acconsentivano a non più abbandonarlo. I tre Veneziani
+persistettero nel disegno di tornare in Europa, ma l'imperatore rifiutò
+loro assolutamente la licenza di partire. Marco Polo non sapeva come
+deludere la vigilanza dell'imperatore, quando un avvenimento mutò la
+determinazione di Kublai-Kan.
+
+Un principe mongollo, Arghum, che regnava in Persia, avea mandato
+un'ambasciata all'imperatore per chiedergli in matrimonio una
+principessa del sangue reale. Kublai-Kan accordò al principe Arghum la
+mano di sua figlia Cogatra, e la fece partire accompagnata d'un seguito
+numeroso.
+
+Ma le contrade che la scorta volle traversare per recarsi in Persia non
+erano sicure; turbolenze, ribellioni, l'arrestarono ben presto, e la
+carovana dovè ritornare, dopo alcuni mesi, alla residenza di Kublai-Kan.
+Allora gli ambasciatori persiani, avendo sentito parlare di Marco Polo
+come d'un valente navigatore che aveva conoscenza del mare Indiano,
+supplicarono l'imperatore di confidare a lui la principessa Cogatra,
+affinchè la conducesse al suo fidanzato, traversando quei mari meno
+pericolosi del continente.
+
+Kublai-Kan cedè, non senza difficoltà, a quella domanda. Egli fece
+allestire una flotta di quattordici navi a quattro alberi, ed
+approvigionolla per un viaggio di due anni. Qualcuna di quelle navi
+contava persino duecentocinquanta uomini di equipaggio. Come si vede,
+era una spedizione importante, e degna dell'opulento sovrano dell'impero
+chinese.
+
+Matteo, Niccolò e Marco Polo s'imbarcarono colla principessa Cogatra e
+cogli ambasciatori persiani. Fu in quel tragitto, che durò non meno di
+diciotto mesi, che Marco Polo visitò le isole della Sonda e dell'India,
+di cui fa una descrizione tanto completa? Noi possiam fino ad un certo
+punto ammetterlo, sopratutto per quanto riguarda Ceylan ed il litorale
+della penisola indiana. Lo seguiremo quindi durante la sua navigazione,
+e riferiremo le descrizioni ch'egli dà di quei paesi, fino allora
+imperfettamente conosciuti.
+
+Fu verso il 1291 o 1292 che la flotta comandata da Marco Polo lasciò il
+porto di Zaiton, ove il viaggiatore era giunto nel suo viaggio traverso
+le provincie meridionali della Cina. Da questo punto, egli si diresse
+direttamente verso la vasta contrada di Ciamba, nella quale tutti i
+commentatori s'accordano nel ravvisare Tsiampa o Bintuan, provincia
+della Cocincina meridionale.[35] Il viaggiatore veneziano aveva già
+visitato quella provincia, probabilmente verso l'anno 1280, durante una
+missione di cui l'imperatore l'aveva incaricato.
+
+«Sappiate, dice il Polo, che quando l'uomo si parte del porto di Zaiton
+e navica verso ponente, e alcuna verso gorbi (_garbino_, ossia
+_libeccio_) milleduecento miglia, sì si trova una contrada c'ha nome
+Ciamba, ch'è molto ricca terra e grande, e hanno re per loro; e sono
+idoli (_idolatri_); e fanno trebuto al Gran Cane ciascuno anno 20
+leofanti, e non gli dànno altro, li più belli, che vi si possono
+trovare, che n'hanno assai. E questo fece conquistare il Gran Cane negli
+anni Domini 1278.»
+
+Allorchè Marco Polo percorse quel paese prima della conquista, il re che
+lo governava aveva non meno di trecentoventisei figliuoli, di cui
+centocinquanta atti a portare le armi. In quel regno non si usava
+maritare niuna bella pulzella senza il consenso del re, il quale poteva
+disporne a suo talento.
+
+Lasciando la penisola cambodgiana, la flotta si diresse verso l'isoletta
+di Condor; ma prima di descriverla, Marco Polo cita la grande isola di
+Giava, di cui Kublai-Kan non aveva mai potuto impadronirsi, «per lo
+pericolo del navicare e della via, sì è lunga.» Quest'isola possiede
+grandi ricchezze e produce in abbondanza pepe, noci moscate, garofano ed
+altre droghe preziose. Qualche commentatore ha creduto che sotto il nome
+di _Java_ intendesse il Polo di parlare di Borneo, a cui gl'indigeni
+dànno infatti il nome di _Jana Java_ (paese di Giava) e _Nusa Java_
+(isola di Giava). E quì giova rammentare ai nostri lettori che il Polo
+non visitò questi luoghi, ma ne parla «per quello che seppe dalla bocca
+di uomini degni di fede» secondo le stesse sue parole. Dopo aver fatto
+sosta alle isole di Sodur e Codur, che sono, a quanto sembra, le isole
+di Pulo Condor nel mare della China, ove vide oro in abbondanza, Marco
+Polo giunse all'isola di Petam, che si crede sia l'isola di Buitang,
+posta vicino all'entrata orientale dello stretto di Malacca, e presso
+l'isola di Sumatra, ch'egli chiama la Piccola-Giava.
+
+«Quest'isola, egli dice, è tanto verso mezzodì che la tramontana
+(_l'Orsa_) non si vede nè poco nè assai. Sappiate che in su quest'isola
+hae otto re coronati, e sono tutti idolatri, e ciascuno di questi reami
+ha lingua per sè. Quì ha grande abbondanza di tesoro e di tutte care
+ispezierie.» Sumatra è infatti una delle più fertili isole del gruppo,
+ove l'aloè vi cresce meravigliosamente: vi si trovano elefanti selvatici
+e rinoceronti, che Marco Polo chiama _unicorni_, e scimmie che vanno a
+frotte numerose. La flotta fu trattenuta cinque mesi presso quella
+costa, in causa del cattivo tempo, ed il viaggiatore ne approfittò per
+visitare le principali provincie dell'isola, come Ferbet (Tandjong
+Perlak), i cui abitanti delle montagne sono feroci ed antropofaghi;
+Basma, che secondo alcuni sarebbe Pasem o Pasé dei moderni: secondo
+altri, Pasaumak, nell'interno del Palembang; Samarcha, che secondo
+l'opinione del Murray corrisponderebbe all'odierno porto di Samangca, i
+cui abitanti, dice il Veneziano, «hanno alberi, che tagliano gli rami e
+quelli gocciola, e quella acqua che ne cade è vino; ed empiesene tra dì
+e notte un gran coppo che sta appiccato al troncone, ed è molto buono.»
+È questo il tanto rinomato liquore della palma, che fornisce un vino che
+in poche ore fermenta e diviene inebbriante. Anche le noci di cocco sono
+quivi abbondantissime. Marco Polo visitò inoltre i reami di Dragouayu
+(probabilmente l'Ayer Aje dei moderni) i cui abitanti sono antropofaghi;
+di Lambri (Nalabu, sulla costa occidentale dell'isola) ove sono
+moltissimi uomini colla coda (scimmie senza dubbio), e Fransur, cioè
+l'isola di Pauchor, ove cresce il _cicade_, da cui si trae una farina
+buona per pane, che noi chiamiamo _sagù_. Finalmente i venti permisero
+alle navi di lasciare la Piccola Giava; dopo aver toccato l'isola di
+Necaran, che dev'essere una delle Nicobari, ed il gruppo delle Andaman,
+i cui abitanti sono ancora antropofaghi, come ai tempi di Marco Polo, la
+flotta, presa la direzione del sud-ovest, andò a prender terra alle
+coste di Ceylan. «Quest'isola, dice la relazione, anticamente fu via
+maggiore, che girava 4600 miglia; ma il vento alla tramontana vien sì
+forte, che una gran parte ne ha fatta andare sott'acqua.» Questa
+tradizione sussiste ancora fra gli abitanti di Ceylan. «E sappiate,
+continua il Polo, che in questa isola nascono i buoni e nobili rubini, e
+non nascono in niuno luogo del mondo piue, e quì nascono zaffiri e
+topazi e amatisti, e alcune altre pietre preziose. E si vi dico che il
+re di quest'isola, che si chiama Sedemay, hae il piue bello rubino del
+mondo, e che mai fosse veduto; e dirovvi com'è fatto. È lungo presso che
+un palmo, ed è grosso bene altrettanto, come sia un braccio di uomo,
+egli è piue ispredente (_splendente_) cosa del mondo, egli non ha niuna
+tacca, egli è vermiglio come fuoco, ed è di sì gran valuta che non si
+potrebbe comperare. E il Gran Cane mandò per questo rubino, e gliene
+voleva dare la valuta d'una buona città, ed egli disse che nol darebbe
+per cosa del mondo, però ch'egli fue degli suoi antichi.»
+
+A sessanta miglia all'ovest di Ceylan, i naviganti trovarono la gran
+provincia di Maabar, che non bisogna confondere col Malabar, posto sulla
+costa occidentale della penisola indiana, come erroneamente è scritto
+nel codice Ramusiano. Questo Maabar forma il sud della costa di
+Coromandel, molto stimata per le sue peschiere di perle. Ivi sono certi
+incantatori che rendono i mostri marini innocui ai pescatori, specie
+d'astrologhi la cui razza si perpetuò fino ai tempi moderni. Qui Marco
+Polo dà interessanti particolari sui costumi degli indigeni; sulla morte
+dei re del paese, in onore dei quali i signori si gettano nel fuoco; sui
+suicidî religiosi, che sono frequenti; sul sacrificio delle vedove, che
+il rogo reclama dopo la morte dei mariti; sulle abluzioni biquotidiane,
+di cui la religione fa un dovere; sull'attitudine di quegli indigeni a
+diventare buoni fisonomisti; sulla loro fiducia nelle arti degli
+astrologhi ed indovini.
+
+Dopo di aver soggiornato qualche tempo sulla costa del Coromandel, Marco
+Polo si diresse al nord sino al reame di Muftili, che corrisponde al
+territorio su cui giace la moderna città di Masulipatam, che formò parte
+una volta del regno di Telingana, di cui era capitale Golconda, famosa
+per le sue miniere di diamante.
+
+«Questo regno, dice il Polo, è ad una reina molto savia, che rimase
+vedova bene quarant'anni, e voleva sì gran bene al suo signore, che
+giammai non volle prendere altro marito; e costei hae tenuto questo
+regno in grande istato, ed era più amata che mai fosse o re o reina. Ora
+in questo reame si truova diamanti; e dirovvi come. Questo reame hae
+grandi montagne, e quando piove, l'acqua viene rovinando giuso per
+queste montagne; e gli uomeni vanno cercando per la via ove l'acqua è
+ita, e trovane assai di diamanti; e la state che non vi piove si se ne
+trova su per quelle montagne; ma e' v'ha sì grande caldo che a pena vi
+si puote sofferire. E su per le montagne ha tanti serpenti e sì grandi,
+che gli uomeni vivono a grande dottanza (_timore_), e sono molto
+velenosi, e non sono arditi d'andare presso alle loro caverne di quelli
+serpenti. Ancora gli uomeni hanno gli diamanti per un altro modo,
+ch'egli hanno sì grandi fossati e sì profondi, che veruno vi puote
+andare; ed egli vi gettano entro pezzi di carne, e gittanla in questi
+fossati di che la carne cade in su questi diamanti, e ficcansi nella
+carne. E in su queste montagne istanno aguglie (_aquile_) bianche che
+stanno tra questi serpenti: quando l'aguglie sentono questa carne in
+questi fossati, elle si vanno colà giuso, e reconla in sulla riva di
+questi fossati, e questi vanno incontro all'aguglie, e l'aguglie
+fuggono, e gli uomeni truovano in questa carne questi diamanti; ed
+ancora ne truovano, che queste aguglie sì ne beccano di questi diamanti
+colla carne insieme, e gli uomeni vanno la mattina al nidio
+dell'aguglia, e trovano coll'uscita (_escrementi_) loro di questi
+diamanti. So che così si truovano i diamanti per questi modi, nè in
+luogo del mondo non se ne truova di questi diamanti se non in questo
+reame. E non crediate che gli buoni diamanti si rechino di qua tra gli
+cristiani; anzi si portano al Gran Cane, ed agli altri re e baroni di
+quelle contrade che hanno lo gran tesoro.»
+
+Dopo aver visitato la piccola città di San Tomaso, situata ad alcune
+miglia al sud di Madras, e ch'è l'odierna Mailapur (città dei pavoni)
+degli Indiani, San Tomé degli Europei, Beita-Tuma o tempio di S. Tomaso
+degli antichi viaggiatori arabi, nella quale riposa il corpo di S.
+Tomaso apostolo, Marco Polo esplorò il regno di Masbar, e più
+particolarmente la provincia di Lar, da cui sono originari tutti i
+«Bregomani» del mondo (probabilmente i Bramani). Quegli uomini, secondo
+la relazione, vivono vecchissimi grazie alla loro sobrietà ed astinenza;
+alcuni dei loro monaci giungono ai cencinquanta o dugento anni, non
+mangiando che riso e latte, e bevendo un miscuglio di zolfo ed argento
+vivo. I Bregomani sono destri mercanti, superstiziosi però, ma
+lealissimi; non rubano, non uccidono essere vivente, ed adorano il bue,
+che tengono in conto d'animale sacro. «Si conoscono, dice il Polo, per
+un filo di bambagia ch'egli portano sotto la spalla diritta, sì che gli
+viene il filo a traverso il petto e le ispalle.»
+
+Da quel punto della costa la flotta ritornò a Ceylan, ove nel 1284
+Kublai-Kan aveva spedito un'ambasceria, che gli riportò le credute
+reliquie d'Adamo, e fra le altre cose i suoi due denti mascellari;
+giacchè, stando alle tradizioni dei Saracini, la tomba del nostro primo
+padre sarebbe posta sulla vetta della montagna dirupata che forma il
+punto più culminante dell'isola, e che chiamasi appunto per ciò il Picco
+di Adamo. Dopo aver perduto di vista Ceylan, Marco Polo andò a Cail,
+porto che pare sia scomparso dalle carte moderne, dove approdavano
+allora tutte le navi che venivano da Hormuz Kis, Aden e dalle coste
+dell'Arabia. Di là, girando il capo Comorino, all'estremità della
+penisola, giunsero i navigatori in vista di Culam, che al secolo XIII
+era una città molto commerciale, ed ove, dice il Polo, «gli abitanti
+sono tutti neri, maschi e femmine, e vanno tutti ignudi.» Ivi si
+raccoglie particolarmente il legno di sandalo, ed i mercanti del Levante
+e del Ponente vi accorrono a negoziare in gran numero. Il paese del
+Malabar è feracissimo di riso; ha leopardi, che Marco Polo chiama «leoni
+tutti neri», pappagalli di varie specie, e pavoni assai più belli e più
+grossi dei loro congeneri d'Europa.
+
+La flotta, lasciato Coilum, seguì verso il nord la costa del Malabar, e
+giunse sulle sponde del reame di Ely, che sembra corrispondere a
+Mangalore, nell'antico regno di Samorin. «Qui, dice il Veneziano, nasce
+pepe, giengiavo (_ginepro_) e molte altre ispezierie.»
+
+Al nord di quel regno stendevasi quella contrada che il viaggiatore
+veneziano chiama Melibar, e che è situata al nord del Malabar
+propriamente detto. Le navi dei negozianti del Mangi venivano spesso a
+trafficare cogli indigeni di questa parte dell'India, che loro fornivano
+carichi di droghe eccellenti, bugrani preziosi ed altre mercanzie di
+gran valore; ma i loro vascelli erano troppo sovente saccheggiati dai
+pirati della costa, che avevano fama di terribili uomini di mare. Quei
+pirati abitavano più particolarmente la penisola di Gohurat, oggi
+Gudgiarate, verso la quale la flottiglia si diresse dopo aver veduto
+Tanat, contrada ove si raccoglie l'incenso bruno, Kambaget, città che fa
+gran traffico di cuoio. Visitato che ebbero Sumenat, città della
+penisola, i cui abitanti sono idolatri, crudeli e feroci, e poi
+Kesmacoram, probabilmente l'attuale Kedge, ultima città delle Indie tra
+occidente e settentrione, Marco Polo, in luogo di risalire verso la
+Persia, ove l'attendeva il fidanzato della principessa tartara,
+s'inoltrò verso occidente, traverso il vasto mare d'Oman.
+
+La sua insaziabile passione d'esploratore lo trascinò così per
+cinquecento miglia sino alle rive dell'Arabia, ove gettò l'áncora alle
+isole Maschio e Femmina, così chiamate perchè una è unicamente abitata
+da uomini, l'altra da donne, che vengono visitate da quelli durante i
+mesi di marzo, aprile e maggio. «Questi uomini, dice il nostro
+esploratore, sono cristiani battezzati e non hanno signore, salvo che
+hanno un vescovo ch'è sotto l'arcivescovo di Scara.» Lasciate quelle
+isolette, la flotta fece vela a mezzodì verso l'isola di Scara, ch'è
+veramente Socotora, l'antica _Dioscorides Insula_ dei Greci, ch'è posta
+all'ingresso del golfo d'Aden, e di cui Marco Polo riconobbe diverse
+parti. Egli parla degli abitanti di Socotora come di abili incantatori,
+che con le loro arti ottengono quanto vogliono e comandano agli uragani
+ed alle tempeste. Poi, discendendo ancora di miglio in miglio verso il
+sud, spinse la sua flotta sino alle coste del Madagascar.
+
+Agli occhi del nostro viaggiatore, Madagascar è una delle più grandi e
+più nobili isole del mondo, d'un circuito di ben quattromila miglia. Gli
+abitanti sono per la maggior parte maomettani, e vivono sotto la
+signoria di dodici governatori. Sono molto dediti al commercio, e
+particolarmente al traffico dei denti di elefanti e dell'ambra. Si
+nutrono specialmente di carne di cammello, che è migliore e più sana di
+qualsiasi altra. I negozianti che vengono dalle coste dell'India non
+impiegano più di venti giorni a traversare il mar d'Oman; ma nel ritorno
+ci spendono non meno di tre mesi, in causa delle correnti contrarie che
+tendono sempre a respingerli verso il sud. Nondimeno, frequentano
+quell'isola perchè fornisce loro il legno di sandalo, di cui sonvi
+intere foreste, e l'ambra, ch'essi scambiano con drappi d'oro e di seta,
+con grande guadagno e profitto. Secondo Marco Polo, non mancano in quel
+reame le fiere e la cacciagione: leopardi, leoni, orsi, cervi,
+cinghiali, giraffe, asini selvaggi, caprioli, daini, bestie da pascolo
+vi si incontrano a mandre numerose; ma ciò che gli parve meraviglioso fu
+l'uccello grifone, ossia il _roc_, di cui si parla tanto nelle _Mille ed
+una notte_. «Questi uccelli, dic'egli, non sono fatti com'e' si dice di
+qua, cioè mezzo uccello e mezzo lione, ma sono fatti come aguglie
+(_aquile_) e sono capaci di sollevare un elefante negli artigli.»
+Quest'uccello meraviglioso è probabilmente l'_epyornis maximus_, di cui
+si trovano ancora delle uova al Madagascar.
+
+Da quell'isola Marco Polo, risalendo verso il nord-ovest, venne a
+riconoscere Zanzibar e la costa africana, ch'egli prese per un'isola.
+Gli abitanti gli sembrarono smisuratamente robusti e capaci di portare
+il carico di quattro uomini, «e questo non è maraviglia, chè mangia
+l'uno bene per cinque persone.» Quegli indigeni erano negri e
+camminavano nudi; avevano la bocca grande, il naso «rabbuffato in suso,»
+le labbra e gli occhi grossi; descrizione esattissima, che s'adatta
+ancora ai naturali di quella parte dell'Africa. Quegli Africani vivono
+di riso, latte, carne e datteri, e fabbricano il vino con riso, zuccaro
+e droghe. Sono valenti guerrieri, nè temono la morte; combattono sopra
+cammelli o elefanti, armati di scudi di cuojo, di spade e di lancie, ed
+eccitano le loro cavalcature inebbriandole di bevande spiritose. «Qui,
+soggiunge il nostro viaggiatore, si hanno le più sozze femmine del
+mondo, ch'elle hanno la bocca grande, e il naso grosso e corto, e le
+mani grosse quattro cotanti che l'altre.»
+
+Ai tempi di Marco Polo, secondo l'osservazione del Charton, i paesi
+compresi sotto la denominazione d'India si dividevano in tre parti:
+l'India Maggiore, cioè l'Indostan e tutto il paese posto fra il Gange e
+l'Indo; l'India Minore, cioè la contrada al di là del Gange, dalla costa
+occidentale della penisola fino alla costa della Cocincina; finalmente
+l'India Media, cioè l'Abissinia e le rive arabe fino al golfo Persico.
+
+Lasciando Zanzibar, Marco Polo si diresse verso quest'India Media,
+ch'egli chiama Nabasce (_Abissinia_), risalendo verso il nord ed
+esplorando il litorale di quel paese fertilissimo. «Nabasce, dice il
+nostro viaggiatore, è una grandissima provincia; e sappiate che 'l
+maggiore re di questa provincia si è cristiano, e tutti gli altri re
+della provincia sono sottoposti a lui, i quali sono sei re, tre
+cristiani e tre saracini. Il re maggiore dimora nel mezzo della
+provincia, e i saracini dimorano verso Edenti (_Aden_), nella quale
+contrada messer San Tomaso convertì molta gente, poscia se ne partío, e
+andonne a Nabar, colà dove fu morto.» Parlando della vita degli abitanti
+e della fauna del paese, dice che «la vita loro si è riso e carne, e
+hanno leonfanti, e non ch'egli vi naschino, ma vengono d'altri paesi.
+Nasconvi molte giraffe e molte altre bestie, e hanno molte bellissime
+galline, e sì hanno istruzzoli (_struzzi_) grandi come asini, o poco
+meno; e sì hanno molte altre cose, ch'a volerle tutte contare sarebbe
+troppo lunga mena. Cacciagioni e uccellagioni si hanno assai, e si hanno
+pappagalli bellissimi e di più fatte, e si hanno gatti mamoni e iscimmie
+assai.»
+
+Lasciato il litorale dell'Abissinia, la flotta toccò Edenti, la moderna
+Aden, vicino all'imboccatura del Mar Rosso. Aden era a quel tempo una
+città importantissima pel traffico dell'Oriente, e nel suo porto
+convenivano tutti i navigli che commerciavano coll'India e colla China.
+La flotta visitò quindi Icier (la moderna Schehr nell'Hadzamauth, sulla
+costa meridionale dell'Arabia), «grande città, dice il Veneziano, la
+quale è sotto il soldano d'Edenti ed ha un porto eccellente, al quale
+càpitano molte navi, le quali vengono dall'India con molta mercatanzia;»
+Dufar (Dafur, sulla costa arabica meridionale), che produce un incenso
+di prima qualità; Chalatu (Kalhat, sulla costa arabica orientale),
+«città posta sulla bocca del golfo di Chalatu, sì che veruna nave vi può
+passare nè usare senza la volontà di questa città;» e per ultimo Curmaso
+(Hormuz), che Marco Polo aveva già visitata, quando da Venezia si recò
+alla corte del re tartaro.
+
+È a quel porto del golfo Persico che terminò la traversata della flotta
+allestita dall'imperatore mongollo. La principessa era finalmente giunta
+ai confini della Persia, dopo una navigazione che aveva durato non meno
+di diciotto mesi. Ma nel frattempo il principe Arghum, suo fidanzato,
+era morto, ed il regno era straziato dalla guerra civile. La principessa
+fu dunque consegnata al figlio d'Arghum, il principe Ghazan, che salì al
+trono nel 1295, dopo che l'usurpatore, fratello d'Arghum, fu
+strangolato. Non si sa che avvenisse della principessa; ma prima di
+separarsi da Marco, Matteo e Niccolò Polo, ella lasciò loro segni
+dell'alto favore in cui li teneva.
+
+Fu probabilmente durante il suo soggiorno in Persia che Marco Polo
+raccolse documenti interessanti sulla Gran Turchia; sono documenti
+staccati ch'egli dà al termine della sua relazione, vera storia dei kan
+mongolli della Persia. Ma i suoi viaggi d'esplorazione erano terminati.
+Preso commiato dalla principessa tartara, i tre Veneziani, bene
+scortati, presero la via di terra per tornare in patria. Si recarono a
+Trebisonda e Costantinopoli, da Costantinopoli a Negroponte, ed ivi
+s'imbarcarono per Venezia.
+
+Fu nel 1295, ventiquattro anni dopo esserne partito, che Marco Polo
+rientrò nella sua città natale. I tre viaggiatori, abbronzati dal sole,
+vestiti grossolanamente di stoffe tartare, avendo conservato nei loro
+modi e nel linguaggio le abitudini mongolle, disavvezzi al dialetto
+veneto, non furono neppure riconosciuti dai loro più prossimi parenti.
+Inoltre, da gran tempo era corsa voce della loro morte, e non si
+sperava più di rivederli. Si recarono alla loro casa nel quartiere di
+San Giovanni Grisostomo, e la trovarono occupata da varî individui della
+famiglia Polo. Questi accolsero i viaggiatori con diffidenza,
+giustificata certo dalla loro deplorabile apparenza, e prestarono poca
+fede al racconto, alquanto straordinario infatti, che fece loro Marco
+Polo. Tuttavia, dietro le loro istanze, li ammisero in quella casa, di
+cui erano veramente i legittimi possessori. Alcuni giorni dopo, Niccolò,
+Matteo e Marco, volendo distruggere il più piccolo dubbio circa la loro
+identità, diedero a tutti i loro parenti uno splendido convito. E quì
+lasceremo la parola al Veneziano Ramusio, che dice d'averlo saputo per
+tradizione:
+
+«.....Invitati molti suoi parenti ad un convito, il quale volsero che
+fosse preparato onoratissimo con molta magnificenza, nella detta sua
+casa, e venuta l'ora del sedere a tavola, uscirono fuori di camera tutti
+tre vestiti di raso cremosino in vesti lunghe fino in terra, come
+solevano, standosi in casa, usare in quei tempi, e data l'acqua alle
+mani e fatto seder gli altri, spogliatesi le dette vesti, se ne misero
+altre di damasco cremosino, e le prime di suo ordine furono tagliate in
+pezzi e divise fra li servitori. Da poi mangiate alcune vivande,
+tornarono di nuovo a vestirsi di velluto cremosino, e posti di nuovo a
+tavola, le vesti seconde furono divise fra li servitori, ed in fine del
+convito il simil fecero di quelle di velluto, avendosi poi rivestiti
+nell'abito de' panni consueti che usavano tutti gli altri.
+
+«Questa cosa fece maravigliare, anzi restar come attoniti tutti
+gl'invitati; ma tolti via li mantelli, e fatti andar fuori della sala
+tutti i servitori, Messer Marco, come il più giovane, levatosi dalla
+tavola, andò in una delle camere, e portò fuori le tre vesti di panno
+grosso consumate, con le quali erano venuti a casa, e quivi con alcuni
+coltelli taglienti cominciarono a discucir alcuni orli e cuciture
+doppie, e cavar fuori gioje preziosissime in gran quantità, cioè rubini,
+zafiri, carboni, diamanti e smeraldi, che in cadauna di dette vesti
+erano stati cuciti con molto artificio, ed in maniera ch'alcuno non si
+averia potuto imaginare che ivi fussero state. Perchè al partir del Gran
+Kan tutte le ricchezze ch'egli aveva loro donate cambiarono in tanti
+rubini, smeraldi ed altre gioje, sapendo certo che s'altrimente avessero
+fatto per sì lungo, difficile ed estremo cammino, non saria mai stato
+possibile che seco avessero potuto portare tanto oro.
+
+«Or questa dimostrazione di così grande ed infinito tesoro di gioje e
+pietre preziose che furono poste sopra la tavola riempiè di nuovo gli
+astanti di così fatta maraviglia, che restarono come stupidi e fuori di
+sè stessi, e conobbero veramente ch'erano quegli onorati e valorosi
+gentil'uomini da Ca' Polo di che prima dubitavano, e fecero loro
+grandissimo onore e riverenzia.
+
+«Divulgata che fu questa cosa per Venezia, subito tutta la città, sì de'
+nobili che de' populari, corse a casa loro ad abbracciargli e fare tutte
+quelle maggiori carezze e dimostrazioni d'amorevolezza e riverenzia che
+si potessero immaginare; e Messer Maffio, ch'era il più vecchio,
+onorarono d'un magistrato che nella città in que' tempi era di molta
+autorità; e tutta la gioventù ogni giorno andava continuamente a
+visitare e trattare M. Marco, ch'era umanissimo e graziosissimo, e gli
+domandavano delle cose del Cataio e del Kan; il quale rispondeva con
+tanta benignità e cortesia che tutti gli restavano in un certo modo
+obligati. E perchè nel continuo raccontare ch'egli faceva più e più
+volte della grandezza del Gran Kan, dicendo l'entrate di quello essere
+da 10 in 15 milioni d'oro; e così di molt'altre ricchezze di quelli
+paesi riferiva tutte a milioni, lo cognominarono Messer Marco Milioni,
+che così ancora ne' libri pubblici di questa repubblica, dove si fa
+menzion di lui, ho veduto notato; e la corte della sua casa a San Giovan
+Grisostomo, da quel tempo in qua, è ancora volgarmente chiamata la Corte
+dei Milioni.»
+
+E per questo, anche il libro de' suoi viaggi ebbe l'appellativo di
+_Milione_, _Liber Milionis_, come leggesi nel Codice Ambrosiano.
+
+Un uomo celebre come Marco Polo non poteva certamente sfuggire agli
+onori civili; ed infatti si vide chiamato alle prime magistrature di
+Venezia.
+
+Fu verso quell'epoca, nel 1296, che scoppiò una guerra tra Venezia e
+Genova. Una flotta genovese, comandata da Lampa Doria, solcava
+l'Adriatico, minacciando il litorale. L'ammiraglio veneziano, Andrea
+Dandolo, armò tosto una flotta superiore in numero alla genovese, ed
+affidò il comando d'una galera a Marco Polo, che, a ragione, era in fama
+di valentissimo navigatore.
+
+Tuttavia, in quella battaglia navale dell'8 settembre 1296, i Veneziani
+furono battuti, e Marco Polo, gravemente ferito, cadde in potere dei
+Genovesi. I vincitori, conoscendo ed apprezzando il valore del loro
+prigioniero, lo trattarono con molti riguardi. Fu condotto a Genova, ove
+le primarie famiglie, avide di ascoltare la sua storia, gli fecero le
+più graziose accoglienze. Ma se gli altri non si stancavano
+d'ascoltarlo, Marco Polo alla perfine si stancò di raccontare, ed avendo
+fatto nel 1298, durante la sua cattività, la conoscenza del Pisano
+Rusticano, gli dettò il racconto de' suoi viaggi.
+
+Restituitosi a Venezia, dopo la pace del 1299, Marco Polo prese in
+moglie una Donata, e n'ebbe tre figliuole: Fantina, Bellela e Moretta.
+Suo padre Niccolò morì nel 1300, e fu da lui fatto seppellire
+nell'angiporto della chiesa di S. Lorenzo. Nell'anno 1323, a lui
+settantaduesimo, Marco fece il suo testamento; e sebbene resti ignoto
+(dice il Ramusio) l'anno della morte, può congetturarsi che non fosse di
+molto posteriore. Fu sepolto nella chiesa di San Lorenzo.
+
+Tale fu la vita del celebre viaggiatore, le cui relazioni ebbero molta
+influenza sul progresso delle scienze geografiche; e dovevano un secolo
+dopo schiudere a Colombo la via al Nuovo Mondo. Egli possedeva in sommo
+grado il genio d'osservazione; sapeva vedere, come sapeva narrare; e le
+scoperte, le esplorazioni posteriori, non fecero che confermare la
+veracità del suo racconto. Sino alla metà del secolo XVIII i documenti
+tratti dalla relazione di Marco Polo servirono di base agli studî
+geografici, come alle spedizioni commerciali fatte nella Cina,
+nell'India e nel centro dell'Asia.
+
+ * * * * *
+
+La famiglia Polo si estinse nel 1418 in Marco Polo, castellano a Verona,
+essendo rimasta erede di tutta la sostanza Polo, Maria vedova di Zuanne
+Bon e rimaritata nel 1424 in Azzo Trevisan; dalla quale discendenza
+nacque Marcantonio Trevisan.
+
+Nel secolo XVII una famiglia patrizia onorò la memoria dell'illustre
+viaggiatore con una statua di pietra d'Istria di poco maggiore del
+naturale, che oggi si vede nell'atrio del palazzo Morosini a Santo
+Stefano. Più tardi, la modesta carità dell'abate Zenier segnò d'una
+lapide la casa abitata dall'immortale viaggiatore, di fianco alla chiesa
+di San Grisostomo. Nella corte attigua si vede ancora una porta, il cui
+arco, di forma decisamente orientale, è adorno di leggiadre sculture, ed
+una parte dell'antica cornice non meno ornata ed elegante. La corte
+portò, fino all'epoca del Ramusio, lo storico nome di «_Corte del
+Milione_.»
+
+
+NOTE:
+
+[34] _Cipango_ o _Zipagu_ è il Giappone, che il Polo fu il primo a far
+conoscere all'Europa; ed il nome da lui datogli è probabilmente la
+corruzione del chinese _Sci-pen-cuo_, regno dell'oriente, trovandosi
+all'est della China. Gl'indigeni del Giappone chiamano il loro paese
+Nipon o Nifon, che ha lo stesso significato. (_N. del Trad._)
+
+[35] Questa provincia, conosciuta anche sotto il nome di Saïgon,
+appartiene oggidì alla Francia.
+
+
+
+
+ APPENDICE
+
+
+ _Togliamo dall'edizione Le-Monnier del Codice Magliabeccano alcuni
+ documenti interessanti risguardanti la storia della Gran Turchia, che,
+ come già abbiamo detto a pag. 110, vennero raccolti da Marco Polo
+ durante il suo soggiorno in Persia._
+
+
+
+
+ I.
+
+ Della Gran Turchia.
+
+
+Turchia si ha un re c'ha nome Chaidu, lo quale è nipote del Gran Cane,
+che fu figliolo d'uno suo fratello cugino. Questi sono tarteri, valentri
+uomeni d'arme, perchè sempre istanno in guerra e in brighe. Questa Gran
+Turchia è verso maestro. Quando l'uomo si parte da Curmaso, e passa per
+lo fiume di Geon, e dura di verso tramontana insino alle terre del Gran
+Cane, sappiate ch'e' truova Chaidu. E tra questo Chaidu e lo Gran Cane
+sì ha grandissima guerra, perchè Chaidu vorebbe conquistare parte delle
+terre del Chattai e de' Magi; ma il Gran Cane vuole che lo seguiti, sì
+come fanno gli altri che tengono terra da lui: questi nol vuol fare,
+perchè non si fida, e perciò sono istate tra loro molte battaglie. E si
+fa questo re Chaidu bene C mila cavalieri; e più volte hae isconfitto i
+baroni e i cavalieri del Gran Cane, perciò che questo re Chaidu è molto
+prode dell'arme, egli, e sua gente. Or sappiate, che questo re Chaidu
+avea una sua figliuola, la quale era chiamata in tartaresco Aigiarne,
+cioè viene a dire in latino, lucente luna. Questa donzella era sì forte,
+che non si trovava persona che vincere la potesse di veruna prova; lo re
+suo padre si la volle maritare: quella disse, che mai non si mariterebbe
+s'ella non trovasse un gentile uomo che la vincesse di forza o d'altra
+pruova. Lo re si le avea largito ch'ella si potesse maritare a sua
+volontà. Quando la donzella ebbe questo dal re, si ne fu molto allegra;
+e allora mandò per tutte le contrade, che, se alcuno gentile uomo fosse,
+che si volesse provare colla figliuola del re Caidu, si andasse a sua
+corte, sappiendo, che qual fosse quegli che la vincesse, ella il
+torrebbe per suo marito. Quando la novella fu saputa per ogni parte
+eccoti venire molti gentili uomeni alla corte del re; or fu ordinata la
+pruova in questo modo. Nella mastra sala del palagio si era lo re e la
+reina con molti cavalieri e con molte donne e donzelle: ed ecco venire
+la donzella tutta sola, vestita d'una cotta di zendado molta acconcia.
+La donzella era molto bella e ben fatta di tutte bellezze. Or conveniva
+che si levasse il donzello, che si voleva provare con lei, a questi
+patti com'io vi dirò: che se 'l donzello vincesse la donzella, ella lo
+dovea prendere per suo marito, ed egli dovea avere lei per sua moglie; e
+se cosa fosse che la donzella vincesse l'uomo, si conveniva che l'uomo
+desse a lei C cavalli; e in questo modo avea la donzella guadagnati bene
+X mila cavagli. E sappiate che questo non era maraviglia, che questa
+donzella era sì ben fatta e sì informata, ch'ella pareva pure una
+gigantessa. Eravi venuto un donzello, lo quale era figliuolo del re di
+Pumar per provarsi con questa donzella; e menò seco molta bella e nobile
+compagnia, e si menò M cavagli per mettere alla pruova: ma 'l cuore li
+stava molto franco di vincere, di ciò gli pareva essere troppo bene
+sicuro: e questo fu nel MCCLXXX anni. Quando il re Caidu vidde venire
+questo donzello, sì ne fu molto allegro, e molto disiderava nel suo
+cuore che questo donzello la vincesse, perciò ch'egli era bel giovane e
+figliuolo di un gran re: e allora si fece pregare la figliuola che si
+lasciasse vincere a costui; ed ella sì rispuose: sappiate, padre, che
+per veruna cosa del mondo non farei altro che diritto e ragione. Or
+eccoti la donzella entrata nella sala alla pruova, tutta la gente che
+stava a vedere, pregavano che desse a perdere alla donzella, acciò che
+così bella coppia fossero accompagnati insieme. E sappiate che questo
+donzello era forte e prode, e non trovava uomo che 'l vincesse, nè che
+si potesse con lui in ogni pruova. Or vennono insieme il donzello e la
+donzella alle prese, e furonsi presi insieme alle braccia, e feciono una
+molto bella incominciata, ma poco durò, che convenne pure che il
+donzello perdesse la prova. Allora si levò in sulla sala il maggior
+duolo del mondo, perchè il donzello avea così perduto, ch'era uno de'
+piue belli uomeni che vi fosse ancora venuto, o che mai fosse veduto; e
+allotta ebbe la donzella questi M cavalli, e 'l donzello si partío, ed
+andossene in sua contrada molto vergognoso. E voglio che voi sappiate
+che lo re Caidu menò questa sua figliola in più battaglie, e quando ella
+era alla battaglia, ella si gittava tra' nemici sì fieramente, che non
+era cavaliere sie ardito nè si forte ch'ella nol prendesse per forza, e
+menavalo via; e faceva molte prodezze d'arme. Or lasciamo di questa
+materia, e udirete d'una battaglia che fu tra lo re Caidu ed Argo
+figliuolo dello re Abagha signore del Levante.
+
+
+
+
+ II.
+
+ D'una battaglia.
+
+
+Sappiate che lo re Abagha, signore del Levante, si tiene molte terre e
+molte provincie, e confina le terre sue con quelle del re Caidu, cioè,
+dalla parte dell'Albero Solo, lo quale noi chiamiamo l'Albero Secco. Lo
+re Abaga, per cagione che lo re Caidu non facesse danno alle terre sue,
+si mandò il suo figliuolo Argo con grande gente a cavallo e a piede
+nelle contrade dell'Albero Solo infino al fiume di Geon, perchè
+guardasse quelle terre che sono alli confini. Ora avenne che lo re Caidu
+si mandò un suo fratello, molto valentre cavaliere, lo quale avea nome
+Barac, con molta gente, per fare danno alle terre, ove questo Argo era.
+Quando Argo seppe che costoro venivano, fece asembiare sua gente, e
+venne incontro a nemici. Quando furono asembiati l'una parte e l'altra,
+e gli istormenti cominciarono a sonare dall'una parte e dall'altra,
+allora fu cominciata la più crudele battaglia, che mai fosse veduta al
+mondo; ma pure alla fine Barac e sua gente non poterono durare; sì che
+Argo gli sconfisse, e cacciogli di là dal fiume. Da che n'abbiamo
+cominciato a dire d'Argo, dirovvi com'egli fu preso, e com'egli
+signoreggiò poscia, dopo la morte del suo padre.
+
+Quando Argo ebbe vinta questa battaglia, vennegli novelle come lo padre
+era passato di questa vita. Quand'egli intese questa novella, funne
+molto cruccioso, e mossesi per venire a pigliare la signoria; ma egli
+era di lungi bene XL giornate. Ora avenne che il fratello che fu
+d'Abagha, lo quale si era soldano ed era fatto saracino, si vi giunse
+prima che giugnesse Argo, e incontanente entrò in sulla signoria, e
+riformò la terra per sè, e si vi trovò sì grandissimo tesoro, che a pena
+si potrebbe credere: e si ne donò sì largamente a' baroni e a' cavalieri
+della terra, che costoro dissoro che mai non volevano altro signore.
+Questo soldano faceva a tutta gente appiacere e onore. Ora quando il
+soldano seppe che Argo veniva con molta gente, sì si apparecchiò con
+tutta sua gente e fece tutto suo isforzo in una settimana. E questa
+gente per amore del soldano andavano molto volentieri contro ad Argo,
+per pigliarlo e per ucciderlo a tutto loro podere.
+
+Quando il soldano ebbe fatto tutto suo isforzo, sì si missono e andarono
+incontro ad Argo, e quando fu presso a lui sì si attendò in un molto bel
+piano, e disse alla sua gente: signori, e' ci conviene essere prodi
+uomeni, però che noi difendiamo la ragione, chè questo regno fu del mio
+padre, il mio fratello Abagha si lo ha tenuto, quanto a tutta sua vita,
+ed io si doveva avere lo mezzo, ma per cortesia, si gliele lasciai. Ora
+da ch'egli è morto, si è ragione ch'io l'abbia tutto; ma io si vi dico,
+ch'io non voglio altro che l'onore della signoria, e vostro sia tutto il
+frutto. Questo soldano avea bene XL mila cavalieri e grande quantità di
+pedoni. La gente rispuosono e dissero tutti, che andrebbono con lui
+insino alla morte.
+
+Argo, quando seppe che 'l soldano era attendato apresso di lui, ebbe sua
+gente, e disse così: signori e fratelli ed amici miei, voi sapete bene
+che 'l mio padre insino ch'egli vivette egli vi tenne tutti per fratelli
+e per figliuoli, e sapete bene come voi e vostri padri siete istati con
+lui in molte battaglie, e a conquistare molte terre; e sì sapete bene
+come io sono suo figliuolo, e com'egli vi amò assai, ed io ancora si
+v'amo di tutto il mio cuore; dunque è bene ragione che voi m'atiate
+riconquistare quello che fu del mio padre e vostro, ch'è contro colui
+che viene contro a ragione, e vuolci deretare delle nostre terre, e
+cacciar via tutte le nostre famiglie. E anche sapete bene, ch'egli non
+è di nostra legge, ma è saracino e adora Malcometto; ancora vedete come
+sarebbe degna cosa che gli saracini avessono signoria sopra gli
+cristiani: dacchè voi vedete bene ch'egli è così, ben dovete essere
+prodi e valentri. Sì come buoni fratelli m'aitate in difendere lo
+nostro, ed io hoe isperanza in Dio, che noi il metteremo a morte, sì
+come egli è degno; perciò si vi prego catuno che facciate più che suo
+podere non porta, sì che noi vinciamo la battaglia. Li baroni e li
+cavalieri, quando ebbono inteso il parlamento, che avea fatto Argo,
+tutti rispuosono e dissono, ch'egli avea detto bene e saviamente: e
+fermarono tutti comunemente, che volevano innanzi morire con lui, che
+vivere senza lui, o che niuno gli venisse meno. Allora si levò un
+barone, e disse ad Argo: messere, ciò che avete detto èe tutta verità,
+ma si voglio dir questo, che a me si parebbe, che si mandassono
+ambasciadori al soldano per sapere la cagione di quello che fa, e per
+sapere quello che vuole: e cosie fue fermato di fare. E quando egliono
+ebbono questo fermato, feciono due ambasciadori, che andassono al
+soldano ed isponessongli queste cose, come in tra loro non dovea essere
+battaglia, perciò ch'erano una cosa; e che 'l soldano dovesse lasciare
+la terra e renderla ad Argo. Lo soldano rispuose agli ambasciadori, e
+disse: andate ad Argo, e ditegli ch'io il voglio tenere per nipote e per
+figliolo, sì com'io debbo; e che gli voleva dare signoria, ch'egli si
+venisse e che istesse sotto lui; ma non voleva che egli fosse signore; e
+se così non vuol fare, si gli dite che si apparecchi della battaglia.
+
+Argo, quando ebbe intesa questa novella, ebbe grande ira, e disse: non
+ci è da udire nulla. Allora si mosse con sua gente, e fu giunto al
+campo, ove dovea essere la battaglia; e quando furono apparecchiati
+l'una parte e l'altra, e gli istormenti cominciarono a suonare da
+ciascuna parte, allora si cominciò la battaglia molto forte e molto
+crudele da ciascuna delle parti. Argo fece il dì grandissima prodezza,
+egli e sua gente, ma non gli valse. Tanto fu la disaventura, che Argo si
+fu preso, e perdè allora nella battaglia del soldano. Si era uno uomo
+molto lussurioso, sì che si pensò di tornare alla terra, e di pigliare
+molte belle donne che v'erano; allora si partío, e lasciò un suo vicaro
+nell'oste che avea nome Melichi, che dovesse guardare bene Argo; e così
+se ne andò alla terra, e Melichi rimase.
+
+Ora avenne che uno barone tartero, lo quale era aguale sotto il soldano,
+vidde il suo signore Argo, lo quale dovea essere di ragione: vennegli un
+gran pensiero al quore, e l'animo gli cominciò a gonfiare; e diceva
+infra sè stesso, che male gli pareva che 'l suo signore fosse preso, e
+pensò di fare suo podere, sì che gli fosse lasciato; e allora cominciò a
+parlare con altri baroni dell'oste. E a ciascuno parve in buon volere e
+in buono animo di volersi pentere di ciò e ch'avevano fatto. E quando
+furono bene accordati, un barone ch'avea nome Baga si fue cominciatore,
+e levaronsi suso tutti a romore, e andarono alla prigione dove Argo era
+preso, e dissongli, com'egli s'erano riconosciuti, e che aveano fatto
+male, e che volevano ritornare alla misericordia e fare e dire bene, e
+lui tenere per signore; e così s'acordarono; e Argo perdonò loro tutto
+ciò ch'aveano fatto contra di lui. E incontanente si mossono tutti
+questi baroni, e andarono al padiglione dov'era Melichi lo vicaro del
+soldano, ed ebbonlo morto; ed allora tutti quelli dell'oste si
+confermarono Argo per loro diritto signore.
+
+Di presente giunse la novella al soldano, come il fatto era istato, e
+come Milichi suo vicaro era morto. Quando ebbe inteso questo, si ebbe
+gran paura, e pensossi di fuggire in Bambellonia, e missesi a partire
+con quella gente che avea. Un barone lo quale era grande amico d'Argo,
+si stava ad un passo, e quando lo soldano passava, sì l'ebbe conosciuto,
+e incontanente gli fu dinanzi in sul passo, ed ebbolo preso per forza, e
+menollo preso dinanzi ad Argo alla città, che v'era già giunto di tre
+dì. E Argo, quando il vidde, sì ne fu molto allegro, e incontanente
+comandò che gli fosse dato la morte, si come a traditore. Quando fu così
+fatto, ed Argo mandò un suo figliuolo a guardare le terre dell'Albero
+Solo, e mandò con lui trenta mila cavalieri. A questo tempo che Argo
+entrò nella signoria corre anni MCCLXXXV, e regnò signore VI anni, e fu
+avelenato, e cosie morìo. E morto che egli fu Argo, un suo zio entrò
+nella signoria (perchè il figliuolo d'Argo era molto di lungi), e tenne
+la signoria due anni, e in capo di due anni fue anche morto di
+beveraggio. Or vi lascio qui, che non ci hae altro da dire, e dirovvi un
+poco delle parti di verso tramontana.
+
+
+
+
+ III.
+
+ Delle parti di verso tramontana.
+
+
+In tramontana si ha uno re ch'è chiamato lo re Chonci, e sono tarteri, e
+sono genti molto bestiali. Costoro si hanno un loro domenedio fatto di
+feltro, e chiamanlo Fattighai, e fannogli anche la moglie, e dicono che
+sono l'iddii terreni, che guardano tutti i loro beni terreni, e così li
+dànno mangiare, e fanno a questo cotale iddio, secondo che fanno gli
+altri tarteri, de' quali v'abbiamo contato adrietro. Questo re Chonci è
+della ischiatta di Cinghy Cane, ed è parente del Gran Cane. Questa gente
+non hanno città nè castella, anzi si stanno sempre o in piani o in
+montagne, e sono grande gente delle persone; vivono di latte di bestie
+e di carne; biada non hanno, e non son gente che mai facciano guerra ad
+altrui, anzi istanno tutti in grande pace, e hanno molte bestie, ed
+hanno orsi che sono tutti bianchi, e sono lunghi XX palmi, ed hanno
+volpi che sono tutte nere, e asini salvatichi assai, e hanno
+giambelline, cioè, quelle di che si fanno le care pelle, che una pelle,
+da uomo, val bene M bisanti; e vaj hanno assai. Questo re si e di quella
+contrada, dove i cavagli non possono andare, perciò che v'ha grandi
+laghi e molte fontane, e sonvi i ghiacci sì grandi, che non vi si può
+menare cavallo; e dura questa mala contrada XIII giornate; ed in capo di
+ciascuna giornata si ha una posta, ove albergano i messi, che passano e
+che vengono. E a catuna di queste poste istanno XL cani, gli quali
+istanno per portare gli messaggi dall'una posta all'altra, sì com'io vi
+dirò. Sappiate che queste XIII giornate si sono due montagne, e tra
+queste due montagne si ha una valle, e in questa valle è si grande il
+fango e il ghiaccio, che cavallo non vi potrebbe andare; e fanno
+ordinare tregge senza ruote, che le ruote non vi potrebbono andare, però
+ch'elle si ficcherebbono tutte nel fango, e per lo ghiaccio
+correrebbono troppo. In su questa treggia pongono un cuoio d'orso, e
+vannovi suso questi cotali messaggi, e questa treggia mena sei di questi
+cani, e questi cani sanno bene la via, e vanno infine all'altra posta, e
+così vanno di posta in posta tutte queste XIII giornate di quella mala
+via, e quegli che guarda la posta si monta in su 'n una altra treggia, e
+menangli per la migliore via. E si vi dico, che gli uomeni che stanno su
+per queste montagne sono buoni cacciatori, e pigliano di molte buone
+bestiole, e fannone molto grande guadagno, sì come sono giambellini e
+vaj ed ermellini e coccolini e volpi nere e altre bestie assai, onde si
+fanno le care pelli; e piglianle in questo modo, ch'e' fanno loro reti,
+che non ve ne può campare veruna. Qui si ha grandissima freddura.
+Andiamo più innanzi, e udirete quello che noi troviamo, ciò fu la Valle
+Iscura.
+
+
+
+
+ IV.
+
+ Della Valle Iscura.
+
+
+Andiamo più innanzi per tramontana, e trovamo una contrada chiamata
+Iscurità, e certo ella hae bene nome a ragione, ch'ella è sempre mai
+iscura; quivi sì non appare mai sole nè luna nè stelle, sempre mai v'è
+notte; la gente che v'è vivono come bestie, e non hanno signore. Ma
+talvolta vi mandono gli tarteri com'io vi dirò: che gli uomeni che vi
+vanno si tolgono giumente ch'abbiano pulledri dietro, e lasciano gli
+puledri di fuori dalla scurità, e poi vanno rubando ciò che possono
+trovare, e poi le giumente si ritornano a' loro pulledri di fuori dalla
+iscurità: e in questo modo riede la gente che vi si mette ad andare.
+Queste genti hanno molto di queste pelli così care ed altre cose assai,
+perciò che sono maravigliosi cacciatori, e ammassono molto di queste
+care pelli che avemo contato di sopra. La gente che vi sta, son gente
+palida e di mal colore. Partiamoci di qui, e andiamone alla città di
+Rossia.
+
+
+
+
+ V.
+
+ Della provincia di Rossia.
+
+
+Rossia èe una grandissima provincia verso tramontana, e sono cristiani,
+e tengono maniera di greci, ed havvi molti re, e hanno loro linguaggio,
+e non rendono trebuto se non ad uno re di tartari, e quello è poco. La
+contrada si ha fortissimi passi ad entrarvi. Costoro non sono
+mercatanti, ma si hanno assai delle pelle, che abbiamo detto di sopra.
+La gente è molto bella, maschi e femmine, sono bianchi e biondi, e sono
+semprici genti. In questa contrada si ha molte argentiere, e cavanne
+molto argento. In questo paese non ha altro da dire: dirovvi della
+provincia la quale ha nome Lacca, perchè confina colla provincia di
+Rossia.
+
+
+
+
+ VI.
+
+ Della provincia di Lacca.
+
+
+Quando noi ci partiamo di Rossia sie entriamo nella provincia di Lacca;
+qui vi troviamo gente che sono di cristiani e di saracini. Non ci ha
+quasi altra novità che abbiamo da quelle di sopra; ma vovvi dire d'una
+cosa, che m'era dimenticata della provincia di Rossia. In quella
+provincia si ha sì grandissimo freddo, che a pena vi si può campare, e
+dura infino al mare oceano. Ancora vi dico che v'ha isole dove nascono
+molti girfalchi e molti falconi pellegrini, i quali si portano per più
+parti del mondo; e sappiate che da Rossia ad Orbeche non v'ha grande
+via, ma per lo grande freddo che v'è, si non vi si puote bene andare. Or
+vi lascio a dire di questa provincia, che non ci ha altro da dire, e
+vogliovi dire un poco di tarteri di ponente e di loro signore, e quanti
+signori hanno avuti. Comincio del primo signore.
+
+
+
+
+ VII.
+
+ De' signori de' tarteri del ponente.
+
+
+Lo primo signore ch'ebbono gli tarteri del ponente si fu uno ch'ebbe
+nome Frai. Questo Frai fu uomo molto possente, e conquistò molte
+provincie e molte terre, ch'egli conquistò Rossia e Chomania e Alanai e
+Lacca e Megia e Ziziri e Scozia e Gazarie. Queste furono tutte prese per
+cagione che non si tenevano insieme, che se elle fossero istate tutte
+bene insieme, non sarebbono istate prese. Ora dopo la morte di Frai fu
+signore Patu, dopo Patu si fu Bergho, dopo Bergo Mogleten, poscia fu
+Catomachu, dopo costui fu il re ch'è oggi, lo quale ha nome lo re
+Tocchai. Ora avete inteso di signori che sono istati delli tarteri del
+ponente; vogliovi dire d'una battaglia, che fu molta grande tra lo re
+Alau signore del levante, e dello re Barga signore del ponente.
+
+
+
+
+ VIII.
+
+ D'una gran battaglia.
+
+
+Al tempo degli anni Domini MCCLXI sì si cominciò una grande discordia
+tra gli tarteri del ponente e quegli del levante, e questo si fu per una
+provincia, che l'uno signore e l'altro la voleva, sì che ciascuno fece
+suo isforzo e suo apparecchiamento in sei mesi. Quando venne in capo
+degli sei mesi, e ciascuno sie uscie fuori a campo, e ciascuno avea bene
+in sul campo bene ccc mila cavalieri, bene apparecchiati d'ogni cosa da
+battaglia, secondo loro usanza. Sappiate che lo re Barga avea bene CCCL
+mila di cavalieri. Or si puose a campo a X miglia presso l'uno
+all'altro; e voglio che voi sappiate, che questi campi erano i più
+ricchi campi che mai fossono veduti, di padiglioni e di trabacche, tutti
+forniti di sciamiti e d'oro e d'ariento; e costì istettoro tre dì.
+Quando venne la sera, che la battaglia dovea essere la mattina
+vegnente, ciascuno confortò bene sua gente, ed amonìo, sì come si
+conveniva. Quando venne la mattina, e ciascuno signore fu in sul campo,
+e feciono loro ischiere bene e ordinatamente. Lo re Barga fece XXXV
+ischiere, lo re Alau ne fece pure XXX, perchè avea meno di gente, e ogni
+ischiera era da X mila uomeni a cavallo. Lo campo era molto bello e
+grande, e bene faceva bisogno, che giammai non si ricorda che tanta
+gente s'asembiasse in su 'n un campo; e sappiate che ciascuna gente
+erano prodi ed arditi. Questi due signori furono amendue discesi della
+ischiatta di Cinghy Cane, ma poi sono divisi, che l'uno è signore del
+levante, e l'altro del ponente. Quando furono acconci l'una parte e
+l'altra, e gli naccheri incominciarono a sonare da ciascuna parte,
+allora fu cominciata la battaglia colle saette; le saette cominciarono
+ad andare per l'aria tante, che tutta l'aria era piena di saette, e
+tante ne saettarono che più non n'avevano. Tutto il campo era pieno
+d'uomeni morti e di feriti; poi missoro mano alle ispade; quella era
+tale tagliata di teste e di braccia e di mani di cavalieri, che giammai
+tale non fu veduta nè udita, e tanti cavalieri a terra, ch'era una
+maraviglia a vedere da ciascuna parte; nè giammai non morì tanta gente
+in un campo, che niuno non poteva andare per terra, se no su per gli
+uomeni morti e feriti. Tutto il mondo pareva sangue, che gli cavagli
+andavano nel sangue insino a mezza gamba. Lo romore e il pianto era sì
+grande di feriti ch'erano in terra, ch'era una maraviglia a udire lo
+dolore che facevano. E lo re Alau fece sì grande maraviglie di sua
+persona che non pareva uomo, anzi pareva una tempesta; sì che il re
+Barga non potè durare, anzi gli convenne alla per fine lasciare il
+campo, e missesi a fuggire: e lo re Alau gli seguì dietro con sua gente,
+tuttavia uccidendo quantunque ne giugnevano. Quando lo re Barga fu
+isconfitto con tutta sua gente, e il re Alau si ritornò in sul campo, e'
+comandò che tutti gli morti fossono arsi, così gli nemici come gli
+amici, però ch'era loro usanza d'ardere i morti; e fatto ch'ebbono
+questo, sì si partirono, e ritornarono in loro terre. Avete inteso tutti
+i fatti di tarteri e di saracini, quanto se ne può dire, e di loro
+costumi, e degli altri paesi che sono per lo mondo, quanto se ne puote
+cercare e sapere; salvo che del Mar Maggiore non vi abbiamo parlato nè
+detto nulla, nè delle provincie che gli sono d'intorno, avegnachè noi il
+ciercamo ben tutto, perciò il lascio a dire, che mi pare che sia fatica
+a dire quello, che non sia bisogno nè utile, nè quello ch'altri fa tutto
+dì; che tanti sono coloro che il cercano e 'l navicano ogni dì che bene
+si sa, sì come sono viniziani e genovesi e pisani, e molta altra gente
+che fanno quel viaggio ispesso, che catuno sa ciò che v'è; e perciò mi
+taccio e non ve ne parlo nulla di ciò. Della nostra partita, come noi ci
+partimmo dal Gran Cane, avete inteso nel cominciamento del libro in uno
+capitolo, ove parla della briga e fatica ch'ebbe messer Matteo e messer
+Niccolò e messer Marco in domandare commiato dal Gran Cane; e in quello
+capitolo conta la ventura ch'avemo nella nostra partita. E sappiate, se
+quella aventura non fosse istata, a gran fatica e con molta pena saremo
+mai partiti, sì che appena saremo mai tornati in nostro paese. Ma credo
+che fosse piacere di Dio nostra tornata, acciò che si potessero sapere
+le cose che sono per lo mondo, che secondo ch'avemo contato in capo del
+libro nel titolo primaio, e' non fu mai uomo nè cristiano nè saracino nè
+tartero nè pagano, che mai cercasse tanto del mondo, quanto fece messer
+Marco figliuolo di messer Niccolò Polo, nobile e grande cittadino della
+città di Vinegia. Deo gratias. Amen. Amen.
+
+
+ FINE.
+
+
+
+
+ INDICE
+
+
+ CAPITOLO I.
+
+ Interesse dei mercanti genovesi e veneziani nel promuovere delle
+ esplorazioni nel centro dell'Asia.--Condizione della famiglia Polo a
+ Venezia.--I due fratelli Niccolò e Matteo Polo.--Vanno da
+ Costantinopoli alla corte dell'Imperatore della China.--Loro
+ ricevimento alla corte di Kublai-Kan.--L'Imperatore li nomina suoi
+ ambasciatori presso il papa.--Loro ritorno a Venezia.--Marco
+ Polo.--Parte col padre Niccolò e lo zio Matteo per la residenza del re
+ tartaro.--Il nuovo papa Gregorio X.--La relazione di Marco Polo scritta
+ in francese, sotto suo dettato, da Rusticano da Pisa, (dal 1253 al
+ 1324) Pag. 5
+
+ CAPITOLO II.
+
+ L'Armenia Minore.--La Turcomania.--L'Armenia Maggiore.--Il monte
+ Ararat.--La Georgia.--Mussul, Bagdad, Bassora, Tauris.--La Persia.--La
+ Provincia di Kirman.--Comadi.--Ormuz.--Il Vecchio della
+ Montagna.--Cheburgan.--Balk.--Il
+ Balacian.--Cascemir.--Cascegar.--Samarcanda.--Cotan.--Il
+ deserto.--Tangut.--Caracorum.--Signan-fu.--Tenduc.--La grande Muraglia
+ della China.--Ciandu, la città attuale di Sciang-tu.--La residenza di
+ Kublai-Kan.--Cambaluc, attualmente Pekino.--Le feste
+ dell'Imperatore.--Sue caccie.--Descrizione di Pekino.--La zecca ed i
+ biglietti di banca chinesi.--Le poste dell'Impero » 15
+
+ CAPITOLO III.
+
+ Tso-tcheu.--Tainfu.--Pin-yang-fu.--Il fiume Giallo.--Chaciafu.
+ --Si-gnan-fu.--Il Sze-tchuen.--Ching-tu-fu.--Il Tibet.--Li-Kiang-fu.
+ --Il Caragia.--Yung-chang.--Mien.--Il Bengala.--L'Annam.--Il Tai-ping.
+ --Sinuglil.--Sindi-fu.--Chacafu.--Ciaglu.--Ciagli.--Codifu.
+ --Lin-tsin-tcheu.--Lin-tching-hien.--Il Mangi.--Yang-tcheou.
+ --Città del litorale.--Quinsay o Hang-tcheu.--Il Fu-chian.
+ Fuchian » 55
+
+ CAPITOLO IV.
+
+ L'India.--Cipango o Zipagu (il Giappone).--Partenza dei tre Polo colla
+ figlia dell'imperatore e gli ambasciatori
+ persiani.--Saigon.--Giava.--Condor.--Bintang.--Sumatra.--I
+ Nicobari.--Ceylan.--La costa di Coromandel.--La costa di Malabar.--Il
+ mar d'Oman.--L'isola di Gocotora.--Madagascar.--Zanzibar e la costa
+ africana.--L'Abissinia.--Aden.--Schehr.--Dafur.--Kalhat.--Hormuz.--Il
+ Golfo Persico.--Ritorno a Venezia.--Una festa in casa Polo.--Marco Polo
+ prigioniero dei Genovesi.--Morte di Marco Polo verso l'anno 1323.--Suoi
+ discendenti.--Ricordi della famiglia Polo » 85
+
+ APPENDICE.
+
+ I. Della Gran Turchia Pag. 117
+
+ II. D'una battaglia » 121
+
+ III. Delle parti di verso tramontana » 129
+
+ IV. Della Valle Iscura » 132
+
+ V. Della provincia di Rossia » 133
+
+ VI. Della provincia di Lacca » 134
+
+ VII. De' signori de' tarteri del ponente » 135
+
+ VIII. D'una gran battaglia » 136
+
+
+
+
+ PRESSO GLI STESSI EDITORI
+
+
+ GRANT e SPEKE
+
+ LE
+ SORGENTI DEL NILO
+
+ Volumi 2 illustrati L. 1--
+
+
+ K. B. JOHNSON
+
+ IL
+ PAESE DELL'ORO
+
+ AVVENTURE
+ DI UN EMIGRATO NELLA COLOMBIA INGLESE
+
+ Volumi 2 illust. L. 1--
+
+
+ MAYNE-REID
+
+ LE FORESTE VERGINI
+
+ Volumi 2 illustrati L. 1--
+
+
+ MAYNE-REID
+
+ IL
+ PAESE DEGLI ELEFANTI
+
+ Volumi 2 illustrati L. 1--
+
+
+
+
+
+Nota del Trascrittore.
+
+Corretti gli ovvii errori tipografici.
+Uniformate le varie grafie diverse utilizzate dall'autore per indicare
+la stessa località.
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of I Viaggi di Marco Polo, by Jules Verne
+
+*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 44714 ***