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-The Project Gutenberg EBook of Trasfigurazione, by Sibilla Aleramo
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
-almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
-re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
-with this eBook or online at www.gutenberg.org/license
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-
-Title: Trasfigurazione
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-Author: Sibilla Aleramo
-
-Release Date: March 28, 2016 [EBook #51587]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRASFIGURAZIONE ***
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-
-Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
-Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
-file was produced from images generously made available
-by The Internet Archive)
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- SIBILLA ALERAMO
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- TRASFIGURAZIONE
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- NOVELLA
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- R. BEMPORAD & FIGLIO — EDITORI
- FIRENZE, Via Cavour 20
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- PROPRIETÀ LETTERARIA
- DEGLI EDITORI R. BEMPORAD & FIGLIO
-
- Società per le Industrie Grafiche G. Spinelli & C. Firenze,
- Via S. Reparata 89
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-NOTA DELL'AUTRICE.
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-Questa novella — l'unica ch'io abbia scritta — comparve nel 1914 in
-un fascicolo della _Grande Illustrazione_ ora introvabile. Esce in
-questi giorni in Francia, in fondo al volume che contiene la traduzione
-del “Passaggio”[1] compiuta in modo mirabile da Pierre-Paul Plan,
-nobilissimo amico mio e dell'Italia. C'è fra i miei lettori fedeli
-qualcuno che non ha letto _Trasfigurazione_, e che scherzando m'ha
-chiesto se essa dovrà subire la sorte di quella tale opera di Diderot
-che venne ritradotta dal tedesco perchè l'originale francese era andato
-perduto. A rassicurarlo ecco questa edizioncina.
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- S. A.
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- [1] _Le Passage_ nella Collezione dei “Prosateurs Étrangers
- Modernes”, editori F. Riéder & C., Parigi, 1922.
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-TRASFIGURAZIONE
-
-(LETTERA NON SPEDITA).
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-
-Sono io, sì. Voglio che parliamo un poco; bisogna che io parli, e che
-tu mi ascolti. Ti do del tu, sì. Da tante settimane non fai mentalmente
-lo stesso anche tu?
-
-Da lontano tu hai pianto, a causa mia. Io ho saputo tutto. Proviamo
-ad aver coraggio, proviamo a parlare. Di', vuoi? Ti ricordi della mia
-faccia, dei miei occhi? Una volta mi dicesti che guardandomi ti sentivi
-diventare tanto serena. Adesso tremi, e io sono in volto bianca, come
-tu non mi hai mai veduta. Ma senti che sono forte, e che voglio anche
-tu lo sia? Bisogna che io ti scriva, e tu mi leggerai, piano. Piano,
-perchè soffrirai, com'io soffro. Ma io non ho paura, e perchè devi
-averla tu? Io so quello che faccio, ho esitato molto, ma adesso sono
-sicura nel mio cuore. E i miei occhi non sono cambiati dacchè non ci
-siamo più viste. Ascoltami. Prendi questi fogli e vai a leggerli nella
-tua stanza, o fuori, nei prati, ma che le bambine non vengano intanto
-a cercarti, nè altri. Dobbiamo essere sole. Sole: e l'anima tua vuol
-essere brava quanto l'anima mia, e la mia crede che la tua le sia
-uguale, e ti parla, da sorella a sorella.
-
-È già un mese che tu hai pianto a causa mia. Io l'ho saputo parecchi
-giorni dopo. Tuo marito non mi ha scritto subito, e poi la sua lettera
-ha messo una settimana ad arrivare fin quassù. Egli mi ha detto anche
-che tu andavi già calmandoti, ch'era riuscito a rassicurarti. Dopo non
-mi ha più scritto altro di te: ma soltanto, una volta ancora, di sè,
-del dolore suo e del mio, ch'io anche gli ho detto.
-
-Perchè noi, io e lui, soffriamo, ed è ciò prima di tutto che bisogna tu
-sappia, e bisogna che lo sappia da me, perchè egli non te lo può dire.
-A me, sì, può dire il suo dolore. Con te non osa. Non può sopportare
-che tu pianga, gli fa troppo male. E soffre in silenzio e ti inganna,
-pur che tu non pianga.
-
-Non tremare, guardami ancora negli occhi, sta' qui ferma. Qui siamo
-io e te, e il tuo cuore pare ti si spezzi, lo so, ma anche il mio,
-sentilo, e se tu mi guardi dimentichi il tuo male per il mio, così
-com'io ho pietà di te più forse che di me.... Soffriamo vicine, ecco,
-non fuggiamo. Siamo due donne. Io sono maggiore di te, di quasi dieci
-anni, sono maggiore un poco anche di tuo marito, e tutta la mia vita è
-stata di patimento, tu lo sai. Sai che ho patito tanto più di te, e che
-tuttavia sono ancora forte e ho uno sguardo che dà coraggio e insieme
-dolcezza alle donne più giovani di me. Questo deve bastare per non
-farti fuggire, adesso. Sono gli uomini che hanno paura delle lagrime,
-che credono le donne incapaci di sostenere la verità che fa soffrire.
-E io anche avevo pensato dapprima a te come a una povera bimba con cui
-si deve tacere, che deve esser risparmiata anche a costo di mentire....
-
-Tuo marito ti vuol bene. Se te lo dico io, ora che ti ho già detto che
-voglio tu sia capace di saper tutta la verità, puoi credermi. Ti vuol
-bene, gli sei cara, come son care a te le tue bambine, guarda, che ti
-posso dir di più? Io ho saputo la misura del suo amore per te la prima
-volta che vi ho veduti vicini, proprio come non ci si sbaglia quando
-si vede una madre sorridere al figlio. Ma non abbiam mai molto parlato
-di te. Mi ha detto che t'amava, sempre allo stesso modo. Anche l'ultimo
-giorno che siamo stati insieme, io e lui.
-
-E l'ha ripetuto anche a te, quando tu hai tanto pianto per quella
-lettera mia ch'egli non ha voluto farti leggere, ch'egli ha strappata
-piuttosto che darti, quella lettera che ti ha confitto in cuore il
-sospetto che io e lui ci amassimo, o almeno cominciassimo ad amarci,
-a parlarci da lontano più che da amici. Che cosa poteva dirti per
-rassicurarti, se non che egli ti ama, e fartelo sentire, con tutto
-l'impeto della sua pietà e della sua pena? Pietà per te e per noi, pena
-per il tuo dolore di quel giorno e di quella notte e per il dolore suo
-e mio di chissà quanto tempo. Ma egli ti parlava solamente di te, di
-quel che sei stata per lui e potrai essere ancora. E tu lo ascoltavi
-avida fra il pianto sempre meno violento, fin che gli riposasti sul
-cuore, nevvero? Oh, egli non m'ha raccontato questo, sta' tranquilla:
-ma io so. Egli m'ha scritto che hai sofferto e che ha avuto tanta
-compassione di te....
-
-E m'ha scritto....
-
-Aspetta. Vedi bene che anch'io devo farmi forza, che anche a me
-l'affanno strozza la gola. Tu non sapevi ch'io amassi tuo marito tanto,
-vero? E adesso mi guardi con terrore, perchè comprendi, incominci a
-capire un poco.... Sì, sto male, non so se sto più male di te.... Ma
-non piango, ecco, e tu, non è forse vero che tu ti senti già un'altra,
-come se fossero passati degli anni su di te in pochi minuti, e mi
-dici di continuare, che nonostante il terrore ti senti capace adesso
-di sapere tutto, e capisci che di dolore non si muore, adesso che mi
-vedi? E sei gelosa, non del mio amore, ma del mio dolore, in questo
-momento.... Non vorresti che io soffrissi tanto, per lui, più di quel
-che hai sofferto tu, lo senti.
-
-Eppure non è per mostrarti il mio spasimo che mi son mossa. E non
-credere di averlo misurato, sai? Neanch'io potrei dire quanto esso sia
-grande, come vada giù, giù, nelle radici mie più vive. Ma smetti di
-guardarmi così, come se volessi prendertelo tu: non posso dartelo, è
-mio, è nel mio sangue, è nel mio respiro, non posso fartene dono, di
-questo, non posso sacrificartelo.
-
-Non muoio, non temere. Sono sempre io, quella di cui tuo marito ti
-parlava quest'inverno con rispetto, e che tu, tutte le volte che
-ci siamo incontrate, salutavi timida eppur con fiducia. Pensiamo
-un momento a quel tempo. Lo so che tu hai sofferto anche per questo
-ricordo, perchè avevi avuto per me una silenziosa tenerezza, perchè
-ti aveva fatto bene al cuore il mio sorriso, perchè avevi sentito
-ch'ero sincera interessandomi con semplicità alla tua semplice vita.
-Le bambine ripetevano il mio nome, nella vostra piccola casa. Tutto
-ciò era nuovo, era inatteso, ma appariva anche tanto naturale, ricordi?
-Di', non era forse stato il medesimo senso, sebben tanto più forte, che
-t'aveva colto quando fosti amata e sposata, tu piccola oscura operaia,
-da lui artista, celebre, grande? Come da lui allora, tu ti sei sentita
-quest'inverno compresa da me, senza che niente di me potesse offendere
-od umiliare la tua anima. Forse non te lo sei detto: ma è stato come se
-tuo marito avesse riconosciuto in me d'improvviso una sorella perduta
-quand'era ancor bimbo, e che non sperava più ritrovare. Egli è di poche
-parole, non dice la sua gioia come non dice la sua tristezza. Ma tu hai
-visto ch'era contento. E lo sei stata anche tu. Lo siamo stati tutti e
-tre, per qualche mese, silenziosamente, senza quasi pensarvi. Io avevo
-i miei antichi tormenti. Niente era mutato per nessuno, solo c'era nei
-cuori come un poco più di caldo, un poco più di vita....
-
-Quando tu sei partita per la campagna, ti ho baciata sulla fronte.
-
-Quando tuo marito è tornato in città è stato qualche giorno ammalato:
-poi è venuto a trovarmi come prima. Poi è ripartito, per riveder te e
-le bimbe, è tornato di nuovo, ci siamo di nuovo rivisti qualche volta,
-da me o in strada. Tutto questo egli te l'ha detto. Ma non ti ha detto
-che ogni volta rivedendoci ci sentivamo più inquieti e nello stesso
-tempo come più persuasi, persuasi d'ogni minuto che scorreva tra noi,
-che non avremmo voluto mai diverso. Un giorno egli m'ha teso le sue
-due mani e io le ho tenute un minuto nelle mie. Dopo è scomparso, siamo
-stati settimane e settimane lontani, senza notizie l'uno dell'altro. Ma
-per tutto quel tempo era come se io tenessi sempre le sue mani fra le
-mie. Ci siamo ritrovati, finalmente, quando mancavan pochi giorni alla
-mia partenza; egli tremava un poco; io, non so, perchè sentivo soltanto
-il tremor suo. Gli ho preso, piano, la testa, e l'ho posata sul mio
-petto. Si è calmato. M'ha sorriso.
-
-Che vuoi sapere di più? Che cosa ti può importare tutto il resto?
-Piangi, piangi, e taci, creatura, che anch'io piango nel mio cuore,
-anche per te, sai, anche per te....
-
-
-Ma non per le tue lagrime soffro, nè per le mie. Anche le lagrime più
-brucianti hanno qualcosa di santo che ce le fa care. Non soffro di
-vederti piangere; non è contrario alla vita il pianto. Soffro perchè
-sento che la vita continua di là da queste lagrime tue e mie, e perchè
-non so se c'è in noi il potere di continuare ad amarla, ad amarla
-nell'uomo per cui piangiamo....
-
-Mi puoi comprendere? Asciuga gli occhi, guardami, cerca di ascoltare
-come se non fossi io a parlare, io che ti ho fatto del male, ma una che
-non conosci, e che ti tien stretta per i polsi, e ha una voce ferma,
-che ti entra chiara nel cervello. Capisci perchè sono qui? Non per
-l'orribile gusto di straziarti. Non per farti impazzire. Non perchè sia
-pazza io. Se ho tanto pianto, in tutti questi giorni, ho anche tanto
-pensato. E pensato cose che bisogna tu senta, che tu devi sentire e
-capire, se è vero che ami come io amo.
-
-Perchè non si tratta del nostro dolore, più. Si tratta del nostro
-amore, si tratta di lui, dell'uomo che amiamo. Non siamo solamente io
-e te a soffrire. C'è lui, lo sai?
-
-Come l'hai amato tu, fin qui? L'hai amato perchè ti amava, e perchè
-ha fatto divenire la tua vita una cosa buona e dolce. Perchè è sempre
-stato verso te buono e dolce, anche quand'era triste, no?
-
-Ma per tutto quello ch'egli ti ha dato, per tutto ciò che, egli
-solo, ti ha insegnato, per quella sua tenerezza mesta, per quelle
-sue lunghe ore di silenzio che tu hai imparato a rispettare, come il
-bambino impara da solo a rispettare le grandi chiese deserte, per la
-luce pensosa che le tue figliole non avrebbero nello sguardo se non
-fossero nate dal suo amore, di', di', non t'ha mai oppresso il cuore un
-desiderio disperato di saperlo felice, più felice di quel che tu non
-potessi renderlo, un desiderio di dargli più che il tuo sorriso e il
-tuo bacio e la tua fedeltà, un desiderio di morire per lui, di sapere
-che la tua morte potrebbe far più grande la sua vita?
-
-No, forse no.
-
-E non hai mai desiderato ch'egli ti chiedesse, non di morire, che
-sarebbe stato ancor poco, ma di vivere lontana da lui, per lui?
-Ch'egli te lo chiedesse, per una necessità della sua vita, che tu
-neppure potessi comprendere? Non hai mai sognato ch'egli ti offrisse
-di provargli così il tuo amore? Anche senza chiedertelo, ma che tu
-indovinassi, e partissi?
-
-Hai creduto proprio che il tuo sorriso e il tuo bacio e la tua fedeltà
-fossero quanto di meglio avevi a dargli, fossero sufficienti per sempre
-a ricambiarlo di ciò ch'egli t'ha donato? Così l'hai amato, tranquilla
-nel pensiero di bastargli per sempre, senza struggerti nella certezza
-di non poter essere per lui tutto l'universo?
-
-Tu vedevi ch'egli aveva i suoi libri, la sua musica, qualche amico;
-vedevi che accarezzava i capelli e gli occhi delle figliolette con mano
-più leggera e più tenera anche della tua. Eri tranquilla!
-
-Così voleva lui, lo so.
-
-Senti, che adesso ti dico la cosa più crudele, ciò che tu non hai mai
-sospettato in tutti gli anni del vostro matrimonio. Egli ti ha sposata
-perchè era stanco della vita, perchè voleva la pace, la pace che è un
-principio di morte.
-
-Non ti ingiurio. Tu eri un cuore innocente, che cosa potevi sapere? E
-anche adesso, dopo tanto tempo che gli respiri accanto, che cosa sai di
-quello che è la vita e di quello che è la morte? Ah, ch'egli si è ben
-guardato dall'insegnarti questo!
-
-E forse neppur lui sa quanto è stato colpevole verso te. Forse neppure
-nella cupa volontà di sacrificio che adesso lo preme, c'è l'esatta
-coscienza della sua colpa antica.
-
-Ma noi lo amiamo, e lo assolviamo.
-
-Tu hai amato la bontà del suo cuore. Io ho amato il dolore dell'anima
-sua, la tenacia con cui l'anima sua sa soffrire, anche quando è
-nell'errore.
-
-Non c'è stato un giorno della sua vita, io credo, in cui egli non abbia
-sofferto.
-
-Anche quando tu l'hai innamorato, lui così triste e scontroso e non
-bello, anche il giorno delle vostre nozze, non illuderti.
-
-Pativa da solo, era solo con la sua pena, non ne parlava a nessuno.
-
-Neanche a me ne ha parlato. Ma ha sentito che il suo dolore io
-l'abbracciavo, tutto, in silenzio anch'io.
-
-Siamo stati felici per questo! Qualche ora, qualche giorno, d'una
-felicità ch'era destino noi conoscessimo soltanto l'uno per l'altro,
-dolorosa e meravigliosa come la vita.
-
-Egli non credeva, prima d'incontrarmi, che una donna potesse amare la
-vita, la vita intera, la vita qual'è, grande e tremenda. E scoprendo
-questa potenza nell'anima mia, egli è come una seconda volta nato, per
-godere e per combattere, per conoscere e per cantare.
-
-Io non lo accarezzavo perchè si addormentasse, perchè dimenticasse
-d'esser uomo, uomo e fanciullo, con una musica inesprimibile in petto,
-col tormentoso istinto di crescere senza mai tregua, e con la perpetua
-visione dell'ora estrema, forse imminente, forse ancor tanto lontana,
-oltre la quale l'anima non può più ingrandire.
-
-La mia carezza gli diceva che il suo stesso tormento era in me, la mia
-carezza aveva lo stesso spasimo intenso della sua musica, suscitava
-nel suo petto, assieme alla gioia assieme al dolce delirio assieme
-anche alla voluttà, sì, tutte le voci dell'infinito; ed egli sentiva
-che quelle voci echeggiavano anche in me, e se cercava i miei occhi
-li trovava grandi aperti, e vi vedeva raggiare, io lo so, un'attesa
-profonda. La morte, la morte! Poteva giungere la morte, mentre noi ci
-baciavamo, e avrebbe trovato le nostre anime sveglie, senza paura e
-senza rimorsi e senza rimpianti: vivi ci avrebbe trovati, intenti e
-belli, e non saremmo fuggiti!
-
-Senti, senti, se tu lo ami non maledire ciò che è avvenuto.
-
-Egli ha messo le sue mani nelle mie, egli ha guardato dentro i miei
-occhi, ha ascoltato battere il mio cuore nella notte, e per la prima
-volta dacchè era uomo, per la prima volta, intendi, ha compreso che
-cos'è l'amore, ha sentito nell'amore esaltare tutto il proprio essere,
-e le sue mani e i suoi occhi e il suo petto gli son apparsi sacri
-quanto l'anima sua. Un sacramento è stato il nostro abbraccio.
-
-E tu non maledire.
-
-Lo ami ancora, non è vero?
-
-Non pensi più a me, lo vedo, non è per quel ch'è avvenuto fra me e lui
-che adesso singhiozzi piano, con una desolazione che ti pare non debba
-aver mai più fine.
-
-Guardi nel passato, che d'un colpo ti si è fatto tanto più lontano.
-Guardi lontano. Sì, è allora ch'egli t'ha ingannato, che ti ha
-tradito; quando ti ha detto che lo facevi felice, e non era vero;
-quando ti baciava e tu credevi ti baciasse per la gioia di vivere, per
-ringraziare la vita, fiero d'esser uomo e creatore, ed invece egli si
-sentiva nell'intimo una cosa spregevole, una cosa vile.... Baciava la
-tua bocca, abbracciava il tuo corpo, come chi è preso dalla vertigine,
-e non ha più coscienza: come chi precipita nel nulla. Non disprezzava
-te, intendimi, ma se stesso, per quel piacere che il suo corpo godeva
-e che non gli toccava l'anima, a cui l'anima sua non partecipava. Pure
-ti voleva bene. Ma questo era anche più atroce. Perchè ti voleva bene
-come ad una piccola dolce bambina, a una creaturina cui si rivolgono
-parolette senza senso, care moine e sorrisi inteneriti, ma che non
-capisce ancora il nostro linguaggio....
-
-E tu non capivi, invero, non capivi il suo silenzio. Non perchè tu
-fossi una bimba. Ma perchè la tua anima aveva fede nell'uomo che ti
-aveva raccolta. Innocente eri, ma non bimba: donna, e il tuo amore era
-semplice, ma intero e puro.
-
-Egli non ti ha mai detto nulla, tu non potevi indovinare.
-
-Perdonalo, sai!
-
-La sua colpa egli l'ha espiata.
-
-Tu lo ami ancora, tu lo ami lo stesso, ora che lo vedi tanto diverso da
-quello che credevi, è vero?
-
-Senti anche tu che la vita continua, malgrado tutto il tuo dolore?
-
-Ma ti trovi stanca, vorresti che io tacessi, nascondi il capo fra
-le mani, vorresti un sonno lungo, un sonno di anni e anni.... Non
-è una delle tue piccine che, quando qualcosa la fa soffrire, grida
-fra il pianto: “Ho sonno, ho sonno!” e va da sola a gettarsi sul suo
-letticciuolo?
-
-Chiudi gli occhi, ma pensa. Tu non puoi sentirti sola come si sente in
-quei momenti la tua piccola. Tu sai che tutto intorno a te continua
-a vivere. Pensa a lui, che ami ancora. Pensa che quando egli ti ha
-incontrata, tanto tempo fa, era molto più stanco di quel che tu ti
-senta adesso. Non aveva ancora trent'anni, aveva già conquistato una
-prima cima alla sua arte, il mondo gli aveva dato la gloria: ma al suo
-cuore non ne era venuta nè dolcezza nè esaltazione. Pensa a lui con
-amore, amalo per quella cupa e fredda angoscia che la sua giovinezza
-e il suo genio non valsero a vincere allora, che gli fece desiderare
-la morte, e poi, il giorno in cui i tuoi occhi gli brillarono dinanzi
-ridenti, si tramutò in disperata bramosia d'oblio. Sai? Gli uomini,
-anche i più grandi, si stancano più facilmente che noi della vita,
-disperano della vita più facilmente che noi. E sempre, sai, le donne
-sono state per gli uomini come inerti tronchi ai naufraghi, cose che
-si afferrano nell'ora orrenda in cui soltanto più l'istinto sospinge.
-Ma cerchiamo, cerchiamo di vedere se non c'è un disegno nascosto in
-questo destino. Cerchiamolo noi, che amiamo, che amiamo anche quando
-come adesso siamo così stanche, così ferite. Guarda: io voglio benedire
-nonostante tutto l'ora in cui voi due v'incontraste, voglio benedire
-quello che so essere stato in lui errore e colpa. Egli forse non aveva
-più la forza di proseguire, egli forse si sarebbe ucciso, ucciso
-nel corpo oltre che nell'anima. È vissuto. Con l'anima sepolta, ma
-che importa, se presto o tardi essa doveva risorgere, rinnovata? La
-vita è grande, la vita è miracolosa. Sentilo anche tu, dillo anche
-tu. Anche nel tuo cuore qualcosa si trasfigura in questo momento! Tu
-pure ti senti assolta, non sai ancora chiaramente da quale peccato,
-e sebbene io ti abbia detto che sei stata innocente. È così. Tu hai
-ugualmente da sopportare una tua parte di patimenti, per tutta la
-felicità che godesti e che non t'eri conquistata col tuo sangue, che
-era sopraggiunta come un premio a te cui nulla ancora la vita aveva
-chiesto. Non è vero che la vita sia ingiusta. Ma la sua giustizia è più
-alta e più silenziosa di quella degli uomini. E c'è tanta misericordia
-nella sua fierezza. Essa ci vuole forti, ci vuole infaticabili. Non
-soltanto vuole che ci guadagnamo il pane col sudore della nostra
-fronte, ma che si accettino tante ore di tenebre quante sono le ore
-di luce. Tutti i suoi doni più meravigliosi, l'amore, la bellezza, il
-genio, vuole che noi li paghiamo, ed è giusto, ed è giusto. Ella non
-è mai inerte, non è mai vuota. E se noi non riconosciamo la grandezza
-della sua legge, siamo pari a quelle piccole vili femmine che dopo un
-primo figlio, dopo lo strappo e lo strazio subìto dalle loro viscere in
-una prima maternità si rifiutano a procrearne ancora....
-
-Di', tu, non è vero che ogni nuova creatura vale che si soffrano i
-dolori del parto?
-
-Anch'io sono stata mamma. Mio figlio l'ho perduto.
-
-Vieni qui, metti un momento la tua mano sulla mia fronte.
-
-Siamo due donne, siamo due madri.
-
-Stiamo un poco in silenzio.
-
-
-Che cosa hai pensato?
-
-Non è miracoloso che tu abbia pensato a me, soltanto a me e alla mia
-sorte per qualche minuto?
-
-E adesso ti sembra d'esser qui sul mio cuore, e piangi, di un pianto
-che trovi santo....
-
-
-Ti ricorderai?
-
-In tutto questo tempo di strazio orribile, per resistere alla minaccia
-della follìa, per non cedere alla tentazione spasmodica di buttarmi
-a terra e di lacerarmi il volto, oppure di fuggire nella notte e di
-andar a frangermi contro le rupi, io mi ripetevo, a mani giunte, così
-come una volta si pregava: “Ma egli è vivo.... La felicità è ch'egli
-sia vivo.... S'io ricevessi domani l'annuncio della sua morte, io
-ripenserei a queste ore in cui egli era ancor vivo, sebben lontano,
-sebben non mio, come ad una felicità immensa.... Egli è vivo. E
-potrebbe anche lui esser più sventurato ancora di quel ch'è. Se le sue
-bambine si ammalassero, se sua moglie si uccidesse. Egli ha bisogno
-della loro vita. Ha bisogno anche della mia, sebben abbia rinunciato
-a me. Mi ha scritto che ha bisogno della mia forza, che ha bisogno
-di sapere che c'è, sia pur lontano, qualcuno ch'è più forte di lui,
-qualcuno che resiste a un dolore più grande del suo....”
-
-Per ogni ora di luce un'ora di tenebra....
-
-Poche ore raggianti io m'ebbi, e queste buie sono tante, tante. Non
-importa. So di gente che fu beata per lunghi anni, e quando cominciò il
-sole a declinare lo maledì. Non io, non io.
-
-È giusto ch'io sia la più sciagurata, se sono la più forte. Non
-ho bimbi, non ho compagno, non ho casa, sono sola. È giusto che il
-sacrificio si chieda a me, che ho già dato da tanto tempo prova di
-saper sopportare qualunque crudeltà della sorte. Non importa che chi
-mi ha amato abbia sentito come sia avido il mio cuore di dolcezza, e
-com'io sia fatta per la gioia, per dare e ricevere gioia. Io ho saputo
-altre volte abbandonare volontariamente i beni più cari, io ho perfino
-fatto come il lupo che si strappa amputato dalla tagliola: tocca ancora
-a me d'essere la più brava....
-
-Non sono impazzita: vivrò.
-
-Ci eravamo staccati, dopo quei pochi giorni — una settimana soltanto
-— senza nulla prometterci, senza aver parlato del tempo a venire. Non
-una parola. Tanta era stata la felicità di amarci, di guardarci, di
-trasmetterci interi: in poche ore, ma incisa per tutta la vita. Non
-cercare tu di spiegarti questo ch'è un mistero abbagliante anche per
-me, anche per lui. Io ti posso dire soltanto che non gli ho chiesto
-nulla, che nulla ho aspettato, e che credo anch'egli non abbia neppur
-un istante pensato ad offrirmi di partir con me, subito o più tardi,
-di non lasciarmi allontanar sola. Credo che vagamente noi sentissimo
-che nulla era cambiato intorno: il miracolo consisteva tutto nel saluto
-delle nostre due anime: bisognava lasciarsene avvolgere, come abbiam
-fatto, in silenzio.
-
-Ma quando io me ne sono andata, come avevo prima di quei giorni
-stabilito, ed egli è tornato da te; quando ci siamo scambiati l'ultimo
-sguardo; io non ho avuto lagrime e non ho sofferto: viveva sotto il
-cielo la pianta del nostro amore, ed io la vedevo, vedevo ch'era di
-quelle che crescono alte per sfidare la folgore.
-
-Tu pensi che m'ingannavo?
-
-Perchè dopo pochi altri giorni, tornato da te, tuo marito ha avuto
-pietà del tuo terrore, e mi ha supplicato di non scrivergli più.
-Perchè tu hai sentito che gli sei cara, che troppo gli fa male vederti
-soffrire, vero? E pensi che ha potuto invece dare a me, lontana e sola,
-tanto dolore, senza esitare.
-
-Anch'io mi son detto questo, nei momenti di maggior spasimo. Sono donna
-anch'io. Vuoi ti confessi che mi sono ficcata le unghie nel collo in
-quei momenti, pensando al legame che unisce le sue fibre alle tue?
-E ho avuto disgusto di questo mio povero corpo che pur tanti hanno
-desiderato, disgusto e odio per questo carcame che non ha saputo
-avvinghiarsi al suo e non più lasciarlo....
-
-Poi la nausea ha tentato di penetrare fin nel mio cuore, ha tentato
-di farmi maledire questo cuore che malgrado tutto, malgrado tutto, ha
-continuato a battere per lui, a battere di amore, a battere di pietà.
-
-Allora, da lontano, senza vederlo, senza più nulla sapere di lui, dopo
-tanta onda nera di disperazione, ho ritrovata improvvisa, limpida come
-nello specchio del suo sguardo, la certezza ch'egli mi ama. Egli mi
-ama, io sono in lui, niente può far che egli mi dimentichi.
-
-E questo può bastarmi, sì, può bastare per me, per quella stilla
-d'egoismo ch'è pur anche in me, nel mio istinto, nella mia passione.
-Può, in luogo della felicità, esaltarmi in un sentimento doloroso e
-ardente di orgoglio.
-
-Ma lui, ma lui che cosa raccoglierà in cambio della gioia?
-
-È di lui che m'importa. Lo amo. Non posso avere per il suo destino la
-cruda indifferenza che sono ancora capace di assumere per il mio.
-
-Egli sa che mi amerà sempre, se ora mi perde, che niente mai potrà
-consolarlo d'avermi perduta appena incontrata.
-
-E non si sente fiero del sacrificio del nostro amore, perchè l'ha
-voluto la sua debolezza, non la sua forza. Mi ha scritto: “Sono debole,
-sono infelice. Ma non ho il coraggio di rompere la felicità di questi
-tre esseri.”
-
-Soffre senza fierezza. E deve mentire, deve fingere. Ha dinanzi tutto
-un avvenire di finzione, capisci, pur se io non lo rivedessi mai; ha
-la bocca amara per questo tradimento alla verità, ch'egli compie per
-paura....
-
-Ti vuol bene, sì, vuol bene alle bimbe. Si illude di poter fare almeno
-la felicità vostra, di poter difendervi dalla sciagura, come se non
-foste anche voi creature umane.
-
-E tu, adesso che sai, ti senti altera di un tale amore?
-
-Ma se anche io non ti avessi parlato, saresti stata felice, dopo che il
-dubbio sulla sua fedeltà ti ha assalito? Poichè lo ami, non ti saresti
-accorta del dolore ch'egli vuole celarti?
-
-Oh questa paura della realtà, sempre, dovunque!
-
-Ed è così, sai, che si finisce per odiarci gli uni, gli altri, e
-coll'odiare l'esistenza!
-
-La realtà, quando le anime sono pure, può essere terribile, ma non è
-mai brutta, non è mai odiosa: è la menzogna che la fa tale. Gli uomini
-per paura mentono, e poi maledicono, e poi muoiono ròsi dal rimpianto
-vano....
-
-
-C'è anche in me un germe di viltà. Mentre ti scrivo, così, dominando
-i sussulti, io non so ancora se ti spedirò questi fogli, se oserò
-mandarteli. Non per te, sai. Ma per lui. Io che condanno la sua
-debolezza, il suo terrore di colpirti svelandoti la verità, io ho a mia
-volta paura per lui....
-
-E se tu non mi capissi? Se tutte le mie parole ti riuscissero senza
-senso e tu ne traessi soltanto la nozione orrenda della fine del vostro
-matrimonio, e volessi morire?
-
-Anch'egli morrebbe. Io ne sono sicura.
-
-E le vostre bimbe?
-
-Verrebbero a me.
-
-Non ti dico una mostruosità, no! Io mi prenderei le bimbe, col cuore
-piagato ma senza rimorsi. Sarei per loro madre e padre.
-
-Vivrai, se ti mando questi fogli?
-
-Non ti ho chiesto nulla, ancora, fuor che di guardarmi in volto e di
-non fuggire.
-
-Non fuggire. Hai le bimbe. Esse vivrebbero e crescerebbero anche senza
-di te. Non è per dovere che tu non le lascerai, è per amore.
-
-Non toglierle neanche al padre.
-
-Perchè non dovrebbero continuare a sorridergli, a guardarlo negli
-occhi fondi? Le loro anime hanno la sua impronta, sono già foggiate
-a sua somiglianza. Cresceranno presto, comprenderanno presto tante
-cose. Anche se il padre non restasse loro vicino per tutto il tempo
-dell'adolescenza, credi ch'esse non saprebbero ugualmente amarlo, che
-non vorrebbero ugualmente pensarlo fiero di sè e fiero della vita
-per le vie del mondo? I giovani hanno bisogno soltanto di sapersi
-nati da creature valide, che abbiano sorriso sulla loro culla. Tutta
-l'esistenza, quando ci sia questa certezza, essi possono conquistarsela
-da soli con la propria volontà, e sarà loro più preziosa.
-
-Non le bambine hanno necessità di lui, è lui che non può privarsi per
-sempre di loro.
-
-Dimmi: dovevo tacere, poichè egli vi ama?
-
-Ma egli ama anche me.
-
-Ci sono anch'io, adesso, nella sua vita. Anche se non ci rivediamo,
-anche se non ci parliamo.
-
-Ci sono anch'io. Ed egli non può dimenticarmi, e soffre, più di quanto
-aveva mai sofferto.
-
-S'egli non può fare a meno di voi, non può neppure far a meno di
-me, comprendi? O nulla o tutto, nella vita. Io peso quanto voi sulla
-bilancia. Non c'è ragione — per noi che riconosciamo solamente leggi
-interne — non c'è ragione perch'egli, se non sa rinunciare al bene che
-voi gli siete, riesca a rinunciare a quest'altro bene che sono io.
-
-Ah, ma io sto per parlarti con labbra insidiate dal freddo e
-dall'amaro! Non voglio, non voglio.
-
-Anche se il diritto è dalla mia parte, non è per dimostrarti questo che
-t'ho cercata.
-
-Io voglio che tu pensi solo al suo dolore. Io voglio che tu lo ami,
-mentre ti dico del suo dolore. Voglio che sia il tuo amore a farmi
-continuare a parlare, adesso che sai.
-
-Egli non ti dice nulla. Puoi vederlo in ogni minuto della giornata;
-puoi spiarlo — io so che tu lo fai, povera creatura, e anche lui lo
-sa — per sorprendere se egli pieghi la testa sul tavolino con atto
-di troppa stanchezza, se gli esca dal petto un gemito involontario, o
-se mi mandi qualche parola delirante: nulla egli ti rivela, in nulla
-si tradisce e ti si mostra cambiato. A me non ha più scritto, te lo
-ripeto. Non ha più avuto mie lettere. Ti è vicino, non tornerà in città
-che con te. Ha il suo solito timbro di voce velato e calmo. Giuoca con
-le bimbe, corregge il suo ultimo lavoro. Dalla falce della luna, la
-sera quando egli riposa sul prato, scende il vento a rinfrescargli gli
-occhi.
-
-Tu puoi pensare d'aver fatto un tristo sogno. Io non esisto, nessuno ha
-mai sentito parlare di me.
-
-Ci sono sere che il cielo ha ombre più profonde, sere che sembra
-ritornino sul mondo dopo millenni, e l'anima si chiede se già non ne
-vide una uguale millenni innanzi. Ci sono sere che il mondo si avvolge
-nell'ombra cantando di nostalgia, e l'anima non sa se ascolta la sera
-o se ascolta se stessa.
-
-Egli scruta coi suoi occhi di sogno il prato oscuro accanto a sè,
-allunga il braccio sull'erba dolce. Non mi trova. Richiude gli occhi,
-affonda la fronte tra i fili sino a sentire il duro della terra, un
-attimo, poi si stende di nuovo, la faccia contro il cielo, e resta
-immobile ad aspettare la notte.
-
-Perchè non sono io lì?
-
-Tra le sue palpebre chiuse e il cielo passano fantasmi. Un viaggio
-era cominciato sulla terra, appena cominciato, fra lui e una che con
-lui coglieva i più secreti ritmi delle ore.... Perchè si è interrotto?
-Nessuno dei due che s'erano avviati è morto. Perchè egli è solo? Quando
-lo raggiungerò? Vede il mio volto com'era quand'egli mi parlava. Mi
-parlava, con labbra che non avevan mai potuto prima aprirsi, mi parlava
-ancora esitante, ed era come se piangesse d'un pianto che solleva il
-cuore dopo un tempo infinito. Ha tutto da dirmi, ancora. Ogni giorno
-che passa è una parola ch'egli mette in serbo per me, per cercarne con
-me il senso più vero. Perchè tardo tanto a tornare?
-
-E s'illude, mentre la notte giunge e la silenziosa febbre lo consuma e
-tu lo chiami per il riposo. S'illude che quest'inverno ci rivedremo, ci
-rivedremo come amici, e tu non avrai più timori, e potremo, mentendo a
-te e a noi stessi, vivere con forza e con dignità....
-
-Rivederlo!
-
-Ma se noi ritorniamo l'uno dinanzi all'altra, io gli prendo come quel
-giorno il capo fra le mani, lo poso sul mio petto, ed egli ascolta
-battere il mio cuore, come quel giorno, e nonostante tutto il sangue
-che ho versato nel frattempo egli trova ancora che il mio cuore batte
-con impeto meraviglioso, egli ascolta incantato, e se la morte giunge
-ci trova beati.
-
-Se noi ci rivediamo, sarà vana ogni volontà di mentire. Noi ci amiamo.
-E se anche rinunciassimo a dirci il nostro amore, tu lo indovineresti
-ugualmente su le nostre fronti. Tu che già hai sospettato, non potrai
-più ingannarti. S'io non ti mando questi fogli tu ci giudicherai
-traditori, e sarà vero, anche se noi staremo crudelmente fermi nel
-patto di silenzio. Esigerai, minacciando altrimenti di ucciderti, che
-noi si rinunci anche a vederci come amici, esigerai un distacco totale.
-
-Ma questi fogli, eccoteli, tu li leggi. Da ore tu mi ascolti. Tu
-sai tutto, adesso. E non puoi più accusarci di nulla, nè di ciò che
-è stato, nè di ciò che potrà avvenire. Io ti ho chiamata fra noi,
-perchè tu ci veda in fondo agli occhi, perchè tu veda ch'egli ti ama
-tanto da voler sacrificarti ciò che di più alto ha raggiunto la sua
-vita, e ch'io ti stimo nostra uguale, un'anima degna di non essere
-ingannata, un'anima alla quale possiamo confidare la nostra angoscia,
-ecco. Guardaci. Nessuno ti tradisce, nessuno ti umilia. Davanti a te
-c'è soltanto la verità. C'è il suo amore per me, ma c'è anche il suo
-dolore per te. Ci sono io, già sacrificata, ma che prima di rinunciare
-per sempre a dargli quel ch'è in mio potere per fargli più grande
-l'esistenza, il mio amore attivo, la mia fede vigile, la mia forza
-appassionata, ho voluto tentare l'impossibile, ho chiamato qui, davanti
-a noi, il miracolo a presentarsi.
-
-Per l'amore che tu ed io portiamo a quest'uomo. Per la vita che in lui
-amiamo.
-
-Non hai nulla tu da gettare nel fuoco?
-
-Non sono io che te lo chiedo, è la vita.
-
-Io non ho altro da dirti. Mi sento stanca io, adesso. E mi pare,
-strano, che se il miracolo non si produrrà non ne soffrirò, soltanto mi
-addormenterò, immediatamente e profondamente.
-
-Tutto è rimesso nelle tue mani.
-
-C'è il sole, oggi, sui vostri prati?
-
-Quassù la luce ferve intorno alle rupi.
-
-Tu cerchi di lui, lo prendi per mano, vi avviate sulla collina. I
-tuoi occhi si sono fatti più larghi, ma tu li tieni volti a terra, e
-così andando gli parli. Non gli dici ancora di questa mia lettera.
-Gli chiedi se io ho più scritto, e la tua voce la senti tu stessa
-mutata. Egli si china per vedere il tuo sguardo, ma tu continui a
-nasconderglielo. Gli dici che la notte scorsa hai fatto un sogno, che
-non ti vuol uscir di mente. In quel sogno c'ero io, con qualche anno
-di più, e parlavo a te, e parlavo a lui, e davo del tu ad entrambi, e
-sorridevamo tutti, un po' gravi.
-
-Egli ti alza con moto brusco il mento. La tua fronte, il fondo delle
-tue pupille, tutto il tuo volto ha un chiarore nuovo. Somigli, adesso,
-alla tua figliuola maggiore, a quella che lei sarà quando diverrà
-donna. La vostra prima figlia, che ha lo sguardo di lui....
-
-E tu gli accenni di sì, che sei la sua creatura, che è stato lui a
-farti così.
-
-Gli dici che sei forte, che non tema per te, che parta, che dovunque
-vada, con chiunque si trovi, tu gli farai sempre sapere di te e delle
-bimbe. Gli dici che anche da lontano lo amerai e lo farai amare dalle
-bimbe: che vuoi intanto continuare a crescere anche tu, che la tua
-anima ha bisogno di prepararsi per quando egli ritornerà.
-
-Egli ti piange sul cuore.
-
-Tu non mi invidii più, una pace alta ti ha invasa.
-
-
-Guardami ancora una volta, vienmi più vicino, ti parlo piano.
-
-Senti. Io non so che cosa tu farai, come non lo sai neppur tu in
-questo istante. Ma ti devo dire ancora qualcosa, ti devo dire che se
-nell'anima tua non potesse compiersi il prodigio, io m'inchinerei al
-destino, in silenzio. Quando tutto s'è tentato, e il destino non muta,
-non c'è luogo per l'imprecazione amara, non c'è più che da inchinarsi
-e tacere. Ma senti: se un giorno egli mi chiamasse, io verrei; se un
-giorno egli mi raggiungesse, io non lo respingerei. O forse potresti
-esser tu a chiamarmi nel tempo.... Verrei. Metti ancora un momento la
-tua mano nella mia. D'or innanzi, qualunque cosa accada, vedrai la vita
-come ti si è mostrata in fondo ai miei occhi. Addio.
-
-
-1912.
-
-
-
-
-Opere di Sibilla Aleramo
-
-(ed. Bemporad, Firenze)
-
-
- Una Donna, romanzo, 3ª ediz. Lire 7,50
- Il Passaggio, romanzo, 2ª ediz. Lire 7,00
- Andando e stando, prose, 2ª ediz. Lire 7,00
- Momenti, liriche, 2ª ediz. L. 6,00
- Trasfigurazione, novella, L. 5,00
-
- _In corso di stampa:_
-
- Endimione, poema drammatico.
-
-
-
-
-
-Nota del Trascrittore
-
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
-senza annotazione minimi errori tipografici.
-
-
-
-
-
-End of the Project Gutenberg EBook of Trasfigurazione, by Sibilla Aleramo
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK TRASFIGURAZIONE ***
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-Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the Online
-Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
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-and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
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-
-Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
-Foundation
-
-The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
-501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
-state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
-Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
-number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
-http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
-Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
-permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
-
-The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
-Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
-throughout numerous locations. Its business office is located at
-809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
-business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
-information can be found at the Foundation's web site and official
-page at http://pglaf.org
-
-For additional contact information:
- Dr. Gregory B. Newby
- Chief Executive and Director
- gbnewby@pglaf.org
-
-
-Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
-Literary Archive Foundation
-
-Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
-spread public support and donations to carry out its mission of
-increasing the number of public domain and licensed works that can be
-freely distributed in machine readable form accessible by the widest
-array of equipment including outdated equipment. Many small donations
-($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
-status with the IRS.
-
-The Foundation is committed to complying with the laws regulating
-charities and charitable donations in all 50 states of the United
-States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
-considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
-with these requirements. We do not solicit donations in locations
-where we have not received written confirmation of compliance. To
-SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
-particular state visit http://pglaf.org
-
-While we cannot and do not solicit contributions from states where we
-have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
-against accepting unsolicited donations from donors in such states who
-approach us with offers to donate.
-
-International donations are gratefully accepted, but we cannot make
-any statements concerning tax treatment of donations received from
-outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
-
-Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
-methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
-ways including checks, online payments and credit card donations.
-To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
-
-
-Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
-works.
-
-Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
-concept of a library of electronic works that could be freely shared
-with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
-Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
-
-
-Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
-editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
-unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
-keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
-
-
-Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
-
- http://www.gutenberg.org
-
-This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
-including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
-Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
-subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.