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-The Project Gutenberg EBook of Il lampionaio, by Maria Susanna Cummins
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and most
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-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of
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-
-Title: Il lampionaio
-
-Author: Maria Susanna Cummins
-
-Release Date: May 26, 2017 [EBook #54787]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL LAMPIONAIO ***
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-Produced by Barbara Magni and the Online Distributed
-Proofreading Team at http://www.pgdp.net
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- _Cummins_
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- _Il Lampionaio_
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- _Firenze_
- _Adriano Salani, Editore_
- _Viale dei Mille._
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- _PROPRIETÀ LETTERARIA._ **
- _RISERVATI TUTTI I DIRITTI_
- Tip. Adriano Salani, 1920.
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-IL LAMPIONAIO
-
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-I.
-
- Oh pensare ad un povero
- Bimbo che giorni infantili non ha,
- Che non ruzza e folleggia allegro, indomito,
- Che Dio pregare e lodare non sa!
-
- LANDON.
-
-
-In città era già quasi buio. Fuori, nell'aperta campagna, la luce
-doveva indugiare forse un'altra mezz'ora; ma nelle strette vie dove mi
-conduce la mia storia, l'ombra s'addensava.
-
-Davanti all'uscio d'una casa bassa, nerastra, dall'aria malsana,
-una ragazzetta sedeva sullo scalino di legno della soglia, guardando
-lontano nella strada, con occhi intenti. L'uscio s'apriva accosto al
-marciapiede e la soglia era poco elevata, sicchè i suoi piedini scalzi
-posavano sul gelido ammattonato. In quella fredda sera di novembre, una
-lieve nevicata che faceva tutte candide, tutte nitide le piazze ampie
-ed allegre, circondate da case signorili, rendeva ancor più triste e
-più lurido l'aspetto delle stradette anguste, dei vicoli tetri, dove la
-bella neve, mescolandosi alla mota e alle immondizie sempre abbondanti
-nei luoghi in cui vive agglomerata la povera gente, aveva presto
-perduto la sua purezza.
-
-Non uno fra i numerosi passanti diretti alle varie mète dei loro affari
-o dei loro piaceri, notava la ragazzetta lì seduta, perchè non c'era
-anima al mondo che si curasse di lei. Ell'era scarsamente vestita, e
-di cenci dei più miseri. Aveva i capelli lunghi ed assai folti, ma così
-scarmigliati che non le donavano punto. Invero pareva che nulla potesse
-donare a quel visetto di bimba esile e malaticcia, i cui lineamenti,
-affilato com'era, e d'un colorito scialbo, non offrivano la minima
-attrattiva a chi per caso l'osservasse.
-
-Belli erano certo i suoi occhioni neri; ma a contrasto con una faccia
-tanto minuta e sparuta sembravano smisuratamente grandi, e ne facevano
-risaltare la singolarità senza conferirle bellezza. Se qualcuno le
-avesse voluto bene (non gliene voleva nessuno), se avesse avuto la
-mamma (ahimè, non l'aveva), un'affettuosa parzialità avrebbe forse
-trovato in lei qualche cosa da lodare. Così invece la povera piccina
-si sentiva ripetere dieci volte il giorno ch'ella era la più brutta
-creatura dell'universo; e, purtroppo, era la più maltrattata. Nessuno
-l'amava ed ella non amava nessuno, nessuno le diceva mai una buona
-parola, nessuno si dava pensiero di farla contenta e nemmeno di sapere
-se non fosse infelice. Toccava appena gli otto anni ed era sola sulla
-terra.
-
-Non aveva che un divertimento, uno unico: le piaceva spiare l'arrivo
-del vecchio che accendeva il lampione davanti alla casa, veder la
-fiaccola lucente apparire in fondo alla strada, oscillando al vento,
-e poi l'uomo salire di corsa su per la sua scala portatile e con
-gesto rapido e sicuro far sgorgare dall'oscurità la vivida fiamma
-che diffondeva tutt'intorno la gaiezza del suo chiarore. Un barlume
-di gioia scendeva allora nel piccolo cuore desolato che ignorava la
-giocondità. Il vecchio lampionaio non le parlava, non mostrava neanche
-d'accorgersi della sua presenza, eppure spiando la sua venuta ella
-provava quasi il sentimento con cui avrebbe atteso un amico.
-
-— Gertrude, — gridò dall'interno una voce aspra — sei andata per il
-latte? —
-
-La bambina non rispose. Lesta lesta, scivolò dallo scalino, sgattaiolò
-correndo rasente il muro, e, svoltato il canto della casa, si mise fuor
-di veduta.
-
-La donna che l'aveva chiamata s'affacciò all'uscio.
-
-— O dove sia quella figliolaccia? —
-
-Passava un ragazzo che aveva visto la fuga di Gertrude, un ragazzo che
-sull'esempio dell'intero vicinato ostentava di considerare la piccina
-come una specie di folletto o spirito maligno. Rise forte, additò il
-canto dietro a cui ella si nascondeva, e, curioso di ciò che sarebbe
-seguito, continuò il suo cammino con la testa voltata sulla spalla,
-esclamando:
-
-— Ora sì che ne busca!... Annetta Grant la concia per il dì delle
-feste! —
-
-In meno che non si dica, Gertrude fu tratta dal suo nascondiglio,
-gratificata con un ceffone per la sua bruttezza e un altro per la
-sua impertinenza, poichè prodigava ad Annetta Grant sberleffi a tutta
-possa, e spedita in un viale vicino col bricco del latte. Ella correva
-a perdifiato, temendo che il lampionaio potesse venire e andarsene
-durante la sua assenza. Con grande allegrezza, al ritorno lo scòrse
-davanti alla casa, appunto nell'atto che saliva sulla sua scala. Si
-piantò appiè di questa, e rimase così assorta nella contemplazione
-della fiamma risplendente, che quando l'uomo cominciò a scendere non
-se n'avvide. Ne seguì che trovandosi ella in dirittura del suo slancio,
-egli, nel balzare a terra venne ad urtarla e la mandò ruzzoloni.
-
-— Ohe, bimba! — esclamò, chinandosi a rialzarla. — Com'è
-successo? —
-
-Gertrude si rizzò in un baleno. Era avvezza alle picchiate sode, e non
-si sgomentava per qualche ammaccatura. Ma il latte?... Ah, il latte
-s'era versato fino all'ultima gocciola!
-
-— Uhm! Cotesto è un guaio! — riprese egli. — Che dirà la mamma? —
-
-La guardò in viso per la prima volta, e s'interruppe.
-
-— Affemmia, strano tipo, questa figliuola! Sembra una piccola
-strega!... —
-
-Poi, vedendola mirare con apprensione il latte sparso e volgere uno
-sguardo ansioso verso la casa, soggiunse amorevolmente:
-
-— Via, non vorrà mica infuriarsi contro uno scricciolo come te! Su,
-coraggio, mimmina! Se ti sgrida un po', abbi pazienza... Domani ti
-porterò qualche cosa che ti piacerà, credo.... M'hai l'aria d'esser
-tanto sola, poverina.... E se la tua vecchia strepita, dille pure che
-sono stato io.... Ma non t'ho mica fatto male, eh?... O che ci stavi a
-fare sotto la mia scala, tu?
-
-— Vi guardavo accendere il lampione, — rispose Gertrude. — No, male non
-me ne sono fatta punto, ma vorrei non aver versato il latte.... —
-
-In quella, Annetta Grant apparve sulla soglia, vide ciò ch'era
-accaduto, e principiò dal cacciare in casa la bambina, a spintoni, con
-accompagnamento di bòtte, minacce ed imprecazioni brutali e sacrileghe.
-Il lampionaio tentò di placarla, ma ella gli sbattè l'uscio in faccia.
-Gertrude, caricata di rimproveri e di busse, privata del tozzo di pane
-che soleva esser la sua cena, fu rinchiusa per la notte nella buia
-soffitta ove dormiva.
-
-Povera creatura! Sua madre era morta in quella casa, cinque anni
-addietro, e da allora essa era quivi tollerata, non tanto perchè Ben
-Grant imbarcandosi aveva ordinato alla moglie di custodirla fino al suo
-ritorno (egli era partito da sì lungo tempo che nessuno l'aspettava
-più), quanto per certe ragioni particolari della stessa Annetta, la
-quale, sebbene la considerasse come un peso rimastole sulle braccia,
-non desiderava provocare inchieste cercando di collocarla altrove.
-
-Gertrude aveva orrore e terrore delle tenebre. Quando si trovò sola,
-senza lume, chiusa sotto chiave in quel nero stambugio, stette un
-momento immobile e muta: poi, d'un tratto, cominciò a strillare, a
-pestare i piedi, a menar colpi furiosi contro l'uscio sforzandosi
-d'aprirlo.
-
-— Vi odio, Annetta Grant! — urlava. — Vecchia Annetta, vi odio! —
-
-Ma non venne nessuno. Dopo un poco la sua ira sbollì. Ella andò a
-buttarsi sul suo misero lettuccio, si coprì il viso con le scarne
-manine, e pianse e singhiozzò che pareva le si dovesse spezzare il
-cuore. Alfine, esausta, dopo alcuni singhiozzi ancora, sempre più
-sommessi e interrotti da profondi sospiri, a grado a grado si chetò.
-Rimosse le mani dal viso, e, torcendole convulsamente, alzò gli occhi
-alla finestrella, a lato del letto, solo adito che la luce avesse nella
-stanza: una finestrella con una vetrata di tre piccoli vetri disuguali,
-connessi rozzamente da un contorno di stucco. Non c'era la luna, però
-guardando in alto Gertrude vedeva, attraverso la vetrata, splendere
-incontro a lei un'_unica_ fulgidissima stella, che, ella pensava,
-vinceva in bellezza ogni cosa al mondo. Spesso ell'era stata fuori la
-sera sotto un cielo tutto stellato senza riceverne alcuna particolare
-impressione; ma quella stella solitaria, così grande e sfolgorante,
-e pur d'aspetto così mite, così soave, sembrava sorriderle, sembrava
-dirle: «Gertrude, Gertrude, _povera_ Gertrudina!» Non forse somigliava
-un volto benigno da lei veduto o sognato in un tempo lontano?
-D'improvviso le balenò un'idea.
-
-— Chi l'accese?... Qualcuno di certo.... qualcuno che dev'essere molto
-buono, m'immagino.... O come avrà fatto per salire fin lassù? —
-
-E Gertrude s'addormentò volgendo in mente questo problema: «Chi aveva
-acceso la stella?»
-
-Povera animetta oscurata dall'ignoranza! Chi t'illuminerà? Tu sei
-una creatura di Dio, bambina! Cristo morì per te. Non manderà Egli
-qualcuno, uomo od angelo, a dissipare le tenebre che t'avvolgono, ad
-accendere in te la luce che mai non s'estingue, la luce che risplende
-in eterno?
-
-
-
-
-II.
-
- Chi lenirà i tuoi dolori o «scossa dalla tempesta»?
- Parole chi avrà di conforto, o «sconsolata» per te?
-
- EMILIA TAYLOR.
-
-
-La mattina seguente Gertrude non fu svegliata da un gaio cinguettìo di
-fratellini e sorelline, o dal bacio della mamma, come i bimbi felici,
-i bimbi che mani amorose aiutano a vestirsi e che sanno che una buona
-colazione li aspetta. Ma un suono di voci rudi, giungendole dal piano
-di sotto, l'avvertì che gli uomini d'Annetta Grant, cioè suo figlio
-e due o tre dozzinanti, si mettevano a tavola per il pasto mattutino,
-del quale ella non poteva sperare una qualche parte se non trovandosi
-presente quando essi avevano finito, per prendere quella porzione
-d'avanzi che alla padrona piacesse di gettarle o spingerle davanti.
-Scese furtivamente, e si tenne nascosta, finchè non sentì l'odore
-delle pipe ed i passi degli uomini nel corridoio. Tosto che tutti se ne
-furono andati, schiamazzando, ella entrò quatta quatta nella stanza,
-volgendo in giro uno sguardo pieno di paura e di sospetto. Annetta
-Grant l'accolse male:
-
-— Ah, sei qui?... Faresti meglio a non mostrarla, quella brutta faccia
-agra.... Se hai fame, mangia un boccone, e poi levati di tra i piedi.
-Bada bene di non venir a gironzare intorno al fuoco e a seccarmi mentre
-lavoro, se non vuoi toccarne di nuovo, e peggio di iersera.... —
-
-Gertrude non s'aspettava un'accoglienza migliore, sicchè non ebbe a
-soffrire un disinganno. Contenta di trovare il meschino cibo lasciato
-sulla tavola per lei, lo trangugiò avidamente, e senza provocar
-una seconda intimazione di tenersi al largo, prese il suo vecchio
-cappuccetto, s'avvolse in uno scialle sbrindellato, già di sua madre,
-il quale da anni era l'unico indumento che servisse a ripararla dal
-freddo, e quantunque l'aria frizzante del mattino le gelasse le manine
-e i piedini nudi, scappò di corsa per la strada.
-
-Dietro la casa dove abitava Annetta Grant c'era un cantiere di
-legname e carbone, e di là da questo uno scalo, e l'acqua densa e
-melmosa d'un bacino. In quei paraggi la piccola Gertrude avrebbe
-potuto trovare numerosi compagni per fare il chiasso. Qualche volta
-infatti si mescolava ai branchi di monelli dei due sessi, cenciosi
-come lei, che si trastullavano nel cantiere; ma di rado, perchè fra i
-ragazzi del vicinato c'era una lega contro la disgraziata creatura.
-Poveri essi pure, e, la maggior parte, tenuti male, la sapevano
-però più negletta ancora, e assai più maltrattata che qualunque di
-loro. Spesso avevano veduto menarle bòtte spietate, spesso avevano
-udito chiamarla brutta e maligna, e dirle ch'ella non apparteneva a
-nessuno, che nessuna casa era la sua. Bambini com'erano, sentivano
-nondimeno il proprio vantaggio, e disprezzavano la reietta. Forse non
-sarebbe stato così se Gertrude si fosse messa fra loro francamente e
-avesse cercato di farseli amici. Ma sua madre nel breve tempo ch'era
-vissuta in casa d'Annetta Grant aveva avuto cura di tenerla lontana
-da quella marmaglia; e, morta lei, la bimba resa schiava, forse un
-po' dall'abitudine ma più dalla sua stessa natura, continuava ad
-astenersi dal partecipare ai rozzi loro spassi, benchè nulla glielo
-impedisse. Non aveva dunque dimestichezza co' suoi coetanei. Nè essi
-s'arrischiavano a dimostrarle la loro ostilità se non a parole, perchè
-non uno avrebbe osato affrontare da solo la piccola Gertrude che,
-animosa, impulsiva, violenta, si faceva temere quanto odiare. Una
-volta, tutta una banda di maschi e femmine s'era accordata per darle
-noia e soverchiarla; ma appunto nell'atto che una delle ragazzette
-lanciava nel bacino le scarpe tratte a forza dai piedi della vittima,
-era sopraggiunta Annetta Grant, la quale aveva picchiato di santa
-ragione la monella e posto in fuga i suoi compagni. Da quel giorno
-Gertrude andava scalza; però, caso unico, doveva alla megera un
-benefizio: la ragazzaglia la lasciava in pace.
-
-Era freddo ma splendeva il sole, quando la bambina, cacciata, corse a
-cercare un ricovero nel cantiere. In un angolo che dalle case vicine
-rimaneva quasi fuori della visuale, s'inalzava un'enorme catasta di
-legname da costruzione. Le assi, di lunghezze diverse ed irregolarmente
-collocate, offrivano da una parte una serie di scalini grazie ai
-quali riusciva agevole arrampicarsi fino su in cima, dove alcune delle
-più lunghe sporgevano in guisa da formare una specie di nicchia ben
-riparata, che dal lato aperto dominava il bacino.
-
-Quel recesso era per Gertrude il porto di sicurezza, l'asilo di pace,
-il solo luogo donde non venisse mai espulsa. Là, durante le giornate
-estive la povera creatura solitaria sedeva meditando sulle sue
-afflizioni, le sue malefatte, la sua bruttezza, e talvolta piangendo
-ore ed ore. Quando, di tanto in tanto, accadeva che per alcuni giorni
-consecutivi avesse avuto la fortuna di non irritare nessuno, di
-non attirarsi gravi castighi come l'essere picchiata o rinchiusa al
-buio, l'animo suo in quella tregua si rasserenava alquanto, ed ella
-si divertiva a guardare gli uomini d'una goletta ancorata lì presso,
-mentre lavoravano a bordo, o vogavano di qua e di là, in una barchetta.
-La calda luce del sole infondeva nelle vene un tale benessere, le voci
-dei marinari erano tanto allegre, che la piccola derelitta obliava per
-un poco i suoi dolori.
-
-Ma l'estate se n'era ita; la goletta col suo equipaggio che serviva
-a Gertrude di così piacevole compagnia, se n'era ita anch'essa. Era
-venuta la cattiva stagione, e ultimamente il tempo burrascoso aveva
-costretto la bimba a rimanersene tappata in casa. Non le pareva dunque
-vero quella mattina di poter tornare al suo caro nascondiglio. Con viva
-gioia trovò che il sole c'era arrivato prima di lei e aveva asciugato
-le travi per modo ch'ella se le sentiva tutte calde sotto i piedini
-nudi, il sole che splendeva sempre fulgido e gaio anche nel cielo di
-novembre e le faceva dimenticare Annetta Grant, e il freddo sofferto, e
-il terrore del lungo inverno!
-
-I suoi pensieri vagarono un po' senza mèta, poi si raccolsero sullo
-sguardo benevolo e sulla voce del vecchio lampionaio; infine le si
-affacciò, per la prima volta, alla mente la promessa da lui fatta di
-portarle qualche cosa quando sarebbe venuto la sera prossima. Se ne
-ricorderebbe? Ella non credeva.... Eppure, forse sì, perchè quell'uomo
-aveva l'aria d'esser tanto buono, e tanto s'era rammaricato della sua
-caduta....
-
-Che mai le porterebbe allora? Qualche cosa da mangiare? Oh, fosse
-piuttosto un paio di scarpe! Ma no, egli non poteva aver pensato a
-questo.... Forse non s'era nemmeno accorto che ella non ne aveva....
-
-Gertrude risolse d'andare in ogni caso per il latte prima dell'ora
-d'accendere il lampione, al fine d'esser di ritorno in tempo, senza che
-nulla dovesse impedirle di vederlo.
-
-La giornata le sembrò lunghissima; ma, quando Dio volle, la notte
-venne, e con la notte, True, o meglio, Trueman Flint: così si chiamava
-il lampionaio.
-
-Ella si trovava sul posto ad aspettarlo, badando però di non dar
-nell'occhio ad Annetta Grant.
-
-True era in ritardo quella sera, e aveva gran fretta. Potè appena
-dire alla bambina poche parole, nel suo linguaggio semplice e rozzo,
-ma erano parole che venivano dall'intimo del cuore più generoso ed
-onesto che mai palpitasse nel petto d'un uomo. Le ripetè, posandole
-sul capo con atto benevolo la mano grande e tutta nera di fumo, che gli
-dispiaceva assai ch'ella si fosse fatta male, poi soggiunse:
-
-— E per soprassalto ne buscasti, poverina.... Vergognaccia! Gran danno,
-un po' di latte versato! Era una disgrazia, mica un delitto.... —
-
-Levò la mano dal capo di Gertrude, per isprofondarla in una delle
-vastissime sue tasche.
-
-— Ma eccoti — proseguì — la creaturina che ti promisi ieri. Abbine cura
-e non tormentarlo.... Scommetto che se è come la sua mamma che ho io a
-casa, ti piacerà, e presto presto gli vorrai bene. Addio, mimma! —
-
-E presa in ispalla la sua scala portatile, se n'andò lasciando nelle
-mani della ragazzina un gattino bianco e grigio.
-
-Ella fu così sbalordita nel trovarsi tra le braccia quella cosa viva,
-tanto diversa da tutte le cose da lei immaginate, che per un minuto
-rimase irresoluta, non sapendo che avesse a farne.
-
-C'erano molti gatti, d'ogni grandezza e d'ogni colore, là nel vicinato,
-sia appartenenti ad inquilini delle case, sia rifugiati nel cantiere:
-povere bestie spaurite le quali, come Gertrude, solevano andare attorno
-a passi furtivi o scappando, a gambe levate, e spesso si nascondevano
-tra il legname e il carbone, quasi si sentissero al pari di lei
-malsicuri del diritto di stare in un qualche luogo. Ed ella aveva
-anche provato più volte una certa simpatia per loro, ma non le era mai
-venuta la voglia di pigliarne uno, portarselo a casa e addomesticarlo,
-perchè essendo il nutrimento e il ricovero tanto avaramente concessi a
-lei stessa, ben sapeva di non poterli ottenere per un suo beniamino a
-quattro zampe.
-
-La sua prima idea fu pertanto di deporre il gattino a terra, e
-lasciarlo andare. Ma la bestiola si raccomandò in maniera tale, che
-ella non fu capace di resistere. Dalle braccia le salì fino al collo,
-vi si aggrappò, e spaventato com'era dall'imprigionamento e dal lungo
-viaggio nella tasca del lampionaio, prese a miagolare con una voce
-sommessa e flebile che sembrava implorare la compassione. L'eloquenza
-di quella vocina vinse la paura della collera d'Annetta Grant. E
-Gertrude; stringendosi al seno il micio, risolse, nel suo cuore di
-bimba, d'amarlo, di nutrirlo, e di tenerlo ben lontano dagli occhi
-della vecchia.
-
-A qual punto giungesse in breve il suo amore per quell'animaletto le
-parole non potrebbero dire. La sua natura fiera, indomita, impetuosa,
-non aveva fino allora avuto occasione di manifestarsi che in accessi
-di risentimento appassionato, di torva ostinazione, d'odio perfino. Ma
-v'erano in quella piccola anima sorgenti di caldi affetti ancor chiuse,
-una profondità di tenerezza mai evocata, un ardore di devozione al
-quale non mancava che un oggetto su cui espandersi.
-
-Ella prodigò quindi alla creaturina che dipendeva da lei per il suo
-sostentamento tutta la dovizia d'amore accumulata nel suo povero
-coricino desolato. E tanto più l'amava quanto più era obbligata a
-darsene pensiero, quanto più grandi, erano i disturbi e le ansie che
-le cagionava. Teneva la bestiola quasi sempre fuori, fra il legname
-del cantiere, nel suo rifugio favorito. Trovò un vecchio cappello nel
-quale mise il proprio cappuccetto, e fece così una cuccettina per il
-micio. Gli portava una parte, degli scarsi suoi pasti, osava per lui
-ciò che non avrebbe osato per sè medesima, procacciandogli la cena col
-sottrarre tutti i giorni dal bricco un po' del latte che Annetta Grant
-la mandava a prendere, ed esponendosi al rischio d'essere scoperta e
-punita: solo rischio, solo danno, di cui il furto e la frode potessero
-destare il timore nell'animo della misera bambina ignorante, perchè
-nessuno s'occupava di sviluppare le sue idee del bene e del male
-in senso astratto. Ella si divertiva ore intere a trastullarsi col
-suo gattino fra le cataste di legname, a parlargli, a dirgli quanto
-le fosse caro. Ma nelle giornate più rigide, non avendo modo di
-ripararsi dal freddo all'aperto, ed essendo assai pericoloso portare
-il suo protetto in casa, si trovava in un serio impiccio. Nondimeno,
-coraggiosamente nascondeva il micino in seno, e correva a rifugiarsi
-con lui nella soffittuccia ch'era la sua camera. Là, badando di tener
-l'uscio chiuso, riesciva a far sì che la presenza del suo compagno
-sfuggisse agli occhi ed agli orecchi della terribile Annetta. Due o
-tre volte invero, per sua momentanea distrazione, accadde che la vispa
-bestiola scappasse al piano di sotto, nel corridoio e nella cucina,
-anzi una volta la donna lo vide e lo cacciò con la granata; ma in quel
-popoloso quartiere dove i gatti vagabondi erano tutt'altro che rari, il
-caso non poteva parere così straordinario da provocare un'inchiesta.
-
-Sembrerà strano che Gertrude fosse libera di star fuori a baloccarsi
-dalla mattina alla sera. I fanciulli delle classi povere sogliono
-imparare per tempo a rendersi utili. Sono numerose le creature di
-tenera età che, per le strade, davanti alle porte e nelle corti delle
-case, vediamo andar curve sotto il peso d'una voluminosa fascina, o
-d'un paniere di trucioli, o, più spesso, d'un grosso marmocchio al
-quale si deve badare e prestare ogni sorta di cure. E noi compiangiamo
-un'infanzia soggetta a cotali fatiche, e giudichiamo troppo dura la sua
-sorte. Eppure non è quella, alla perfine, la maggiore delle disgrazie:
-stava per tutti i conti assai peggio la piccola Gertrude, che non era
-costretta a far nulla, e ignorava la sodisfazione d'_aiutare_ qualcuno.
-Annetta Grant non aveva marmocchi, e stimava poco i servigi dei
-ragazzi. Donna attivissima, non sentiva punto il bisogno d'impiegare
-l'orfanella in qualche faccenda domestica; al contrario, desiderava di
-levarsela d'attorno. Sicchè, tolta la corsa quotidiana per il latte,
-Gertrude era sempre in ozio: causa feconda d'infelicità e di scontento,
-se anche non avesse avuto a soffrire per alcun'altra.
-
-Annetta, una scozzese non più giovane, aveva sortito da natura
-un cattivo temperamento, che, con gli anni, era divenuto pessimo.
-Conosceva la vita dal suo lato più rude, era gran lavoratora, e godeva
-la reputazione di femmina sveglia, ardita, e dominatrice. Ell'aveva
-reso al marito così disamena la casa coniugale, che egli, lasciando
-il suo mestiere di falegname, era andato piuttosto per mare. Faceva la
-lavandaia e teneva alcuni dozzinanti. I suoi proventi sarebbero bastati
-a sbarcare comodamente il lunario, se non fosse stata la sregolatezza
-del suo figliuolo, giovinastro turbolento, guastato da lei stessa nella
-prima età con le intemperanze e le ineguaglianze del suo carattere.
-Era un valente operaio quando aveva voglia di lavorare, ma scialacquava
-tutti i propri guadagni e buona parte di quelli della madre. Per certe
-sue ragioni particolari ella seguitava a tenersi seco la bambina: non
-erano però tanto gravi che non pensasse talvolta a liberarsi da quel
-peso.
-
-
-
-
-III.
-
- Misericordia e amor sul tuo cammino
- T'hanno incontrata, o misera reietta.
-
- WORDSWORTH.
-
-
-Gertrude aveva il suo gattino da circa un mese, quando in conseguenza
-del rimanere esposta alle intemperie si buscò una fortissima
-infreddatura. Allora Annetta, per tema delle noie che una seria
-malattia della bambina avrebbe cagionato a lei, le ingiunse di non
-uscire all'aperto, e perfino di starsene nella stanza riscaldata
-dov'essa lavorava.
-
-Certo, con quella tosse terribile, sarebbe stato buono sedere tutto
-il giorno accanto alla stufa, e tenersi calduccina, se non l'avesse
-tormentata il pensiero del micio, che innanzi ch'ella fosse in grado
-di ritornare nel cantiere a custodirlo poteva sperdersi, o perire
-d'inedia, o, pericolo non meno grave, dare una corsa nella casa in
-cerca della sua padrona.
-
-Passò la giornata, senza che la bestiola si facesse vedere. Ma verso
-sera, proprio nel momento che gli uomini venivano a cena, capitò tra
-i piedi d'uno di essi, là, sulla soglia della stanza dove Gertrude si
-trovava con la vecchia Grant ed era preparato il grossolano loro pasto.
-
-— Accidenti! — esclamò l'uomo che tutti chiamavano Iacopino. — È un
-gatto! O Annetta! Credevo che li odiaste i gatti, voi.
-
-— Non è mica mio, — disse ella. — Cacciatelo fuori. —
-
-Iacopino s'accinse a farlo. Il micio balzò indietro e, girando largo,
-andò a precipitarsi tra le braccia di Gertrude, la quale trepidante per
-il suo fato spiava con ansia gli eventi.
-
-Annetta gli domandò:
-
-— O cotesto gatto, di chi è?
-
-— Mio, — rispose coraggiosamente la bambina.
-
-— Tuo? E da quando tieni gatti? Come l'hai avuto? Parla! —
-
-Gli uomini le guardavano. Gertrude aveva paura degli uomini. Essi
-qualche volta le facevano dispetti e sempre erano per lei una sorgente
-d'apprensioni. Ella non osava dire a chi dovesse quel regalo, ben
-sapendo di peggiorare le cose, perchè Annetta Grant non aveva mai
-perdonato al lampionaio le sue dure rimostranze contro la crudeltà di
-picchiare una bimba per aver avuto la disgrazia di versare un bricco
-di latte; nè la soccorreva in quel momento tanta prontezza d'animo
-da inventare qualche fandonia che spiegasse altrimenti la presenza
-del gattino. Del resto non avrebbe esitato punto a mentire. La sua
-deficiente educazione non le aveva inculcato l'amore e l'abitudine
-della verità a segno ch'ella potesse preferirla quando la menzogna
-le faceva più comodo o la salvava da un castigo. Tacque e ruppe in
-lacrime.
-
-— Via, Annetta, — disse Iacopino — dateci la cena e lasciate stare
-cotesta mocciosa fino a poi. —
-
-La donna accondiscese, non però senza brontolare minacciosamente.
-
-La cena fu presto finita. In quella un sonatore d'organetto venne
-a fermarsi davanti alla casa e intonò un'aria popolare. I pigionali
-scendevano e gli si affollavano intorno, attratti dalla scimmietta che
-ballava in cadenza con la musica. Gli uomini andarono a raggiungerli.
-Gertrude impedita di uscire corse alla finestra. I grotteschi sgambetti
-dell'animale la divertivano un mondo; finchè sonatore e scimmia non si
-furono allontanati, ella stette a guardare intensamente assorta nello
-spettacolo, così intensamente da non accorgersi che non teneva più il
-micio, il quale, sfuggitole dalle braccia, era saltato sulla tavola e
-cominciava a divorare gli avanzi del pasto. Ella seguiva ancora con gli
-occhi l'uomo dall'organetto, quando vide apparire in fondo alla strada
-il vecchio lampionaio. Mentre si proponeva di trattenersi finch'egli
-avesse acceso il lampione, un urlo di rabbia la fece sobbalzare.
-Spaventata si volse giusto in tempo per vedere Annetta abbrancare il
-suo caro gattino. Si slanciò alla riscossa, balzò sopra una seggiola,
-afferrò un braccio della donna; ma costei la respinse vigorosamente con
-una mano e con l'altra scaraventò la bestiola attraverso la stanza.
-Gertrude udì un tonfo in un liquido, e un grido straziante. Annetta
-aveva gettato il povero micio in un gran catino pieno d'acqua calda
-a bollore pronta per qualche uso domestico. La piccola vittima si
-contorse un momento e morì in uno spasimo.
-
-Tutto il furore di cui l'impetuosa natura della bambina era capace,
-divampò. Senza titubare, ella raccolse un pezzo di legno che giaceva lì
-presso, e lo scagliò contro la megera. Aveva mirato bene. La vecchia
-Grant era stata colpita alla testa e il sangue grondava dalla ferita;
-ma ella quasi non sentiva il colpo tanto era eccitata dall'ira dinanzi
-all'audacia di Gertrude. Fremente, s'avventò su lei, la pigliò per le
-spalle, aperse l'uscio di strada e la spinse sul marciapiede dicendo:
-
-— Fuori, spirito maligno, e guai a te s'io veggo la tua ombra sulla
-soglia della mia casa! —
-
-Poi rientrò a precipizio abbandonando l'orfanella sola in mezzo alla
-notte fredda e buia.
-
-Quando Gertrude era adirata o afflitta piangeva forte, ma di rado
-singhiozzava come gli altri bambini; invece emetteva a brevi intervalli
-strilli acutissimi fino a rimanere qualche volta esausta di forze.
-Ella prese a strillare così, tosto che Annetta Grant l'ebbe lasciata
-là sulla strada; ma non già per la paura d'essere irremissibilmente
-espulsa dal suo unico ricovero e di doversene andare, sola sola e di
-notte, errando per la città, a rischio di cadere assiderata, innanzi
-l'alba, con quel gran freddo: no, non pensava affatto a sè stessa.
-L'orrore e il dolore della tragica morte inflitta all'unico essere
-ch'ella amasse al mondo empivano tutta la sua piccola anima. Ella
-s'accosciò contro il muro della casa, e si coperse la faccia con le
-mani, inconsapevole del chiasso che faceva, e del trionfo di quella
-monellaccia che le aveva un giorno tratto le scarpe dai piedi, e che
-ora stava spiandola dall'uscio dirimpetto. D'improvviso si sentì
-sollevare da terra, e si trovò seduta su una delle traverse della
-scala di True appoggiata ancora sotto il lampione. Il buon uomo che,
-reggendola saldamente, l'aveva collocata giusto tant'alto da trovarsi
-con lei a viso a viso, riconobbe la sua piccola amica, e con la stessa
-benevolenza dell'altra volta le domandò che le fosse successo.
-
-Ma Gertrude, tutt'ansimante, potè rispondere soltanto:
-
-— Oh, il mio gattino! Il mio gattino!
-
-— Come? Il gattino ch'io ti diedi? L'hai smarrito?... Non piangere,
-via, non piangere.
-
-— Oh no, non l'ho smarrito!... Ah, povero micino mio! —
-
-E la bimba ruppe in un pianto più clamoroso che mai, tossendo nel
-medesimo tempo con tale violenza che il lampionaio ne fu spaventato.
-Egli si sforzò di calmarla, e riuscitovi in parte le disse:
-
-— A star qui fuori tu t'infreddi a morte.... Bisogna rientrare in
-casa....
-
-— Oh, non mi lascerà rientrare! — ella rispose. — E se anche volesse
-lei, non vorrei io....
-
-— Chi non ti lascerà rientrare?... Tua madre?
-
-— No.... Annetta Grant....
-
-— Chi è Annetta Grant?
-
-— Un'orrida, una perfida donna, che ha affogato il mio gattino
-nell'acqua bollente!
-
-— Ma la tua mamma dov'è?
-
-— Io non ce l'ho, la mamma.
-
-— A chi appartieni tu, povera creatura?
-
-— A nessuno, e nessuna casa è la mia.
-
-— Con chi vivi dunque? Chi ha cura di te?
-
-— Vivevo finora con Annetta Grant, ma è troppo cattiva, e io l'odio....
-Le ho scagliato dianzi un pezzo di legno nella testa.... Magari
-l'avessi accoppata, l'avessi....
-
-— Zitta, zitta! Non devi dire di coteste cose.... Ora vo a parlarle
-io.... —
-
-True mosse verso l'uscio della casa cercando di tirarsi dietro
-Gertrude; ma questa resisteva così energicamente ch'egli la lasciò
-fuori. Andò difilato nella stanza dove Annetta stava fasciandosi la
-testa con un vecchio fazzoletto, e senza preamboli le disse che doveva
-richiamar dentro la bambina perchè lasciandola in istrada rischiava di
-farla morire assiderata.
-
-— Non è mia, — rispose la donna — e qui c'è rimasta abbastanza. Non
-esiste al mondo una creatura malvagia come quella: mi maraviglio io
-stessa d'aver trovato la pazienza di tenerla tanto tempo. Spero che non
-mi venga mai più sotto gli occhi, o per meglio dire non voglio. M'ha
-rotto la testa.... meriterebbe d'essere impiccata, meriterebbe! Se mai
-qualcuno ha avuto in corpo uno spirito maligno è di certo lei!
-
-— Ma che sarà della povera piccina? — insistette il buon True. —
-La notte è fredda, terribilmente.... Che vi sentireste in cuore se
-domattina la trovassero morta gelata sulla soglia della vostra casa?
-
-— Che mi sentirei? È forse cosa che vi riguardi? Incaricatevi piuttosto
-di lei voi stesso. Tanto scalpore menate per quell'insettucciaccio?
-Portatevela a casa e provatela un po'.... È la seconda volta che
-venite a parlarmene, e basta.... non voglio ascoltare una parola di
-più. Ci pensi qualcun altro, oramai; io per me n'ho avuto più che la
-mia parte.... Quanto al rischiare che muoia gelata o non gelata, lo
-rischierò.... Eh, i bambini ch'entrano nel mondo di soppiatto sono i
-meno pronti ad uscirne! Quella lì appartiene al comune. Se ne occupi
-chi deve. E voi andatevene per i fatti vostri e non v'immischiate in
-quello che non vi concerne. —
-
-True non se lo fece ripetere. Egli non era uso a trattare con donne,
-e nulla gli pareva più formidabile d'una femmina irata. Ora gli occhi
-fiammeggianti e il minaccioso atteggiamento d'Annetta erano forieri
-d'una tale tempesta che il buon uomo s'affrettò saviamente a ritirarsi
-prima che scoppiasse sul suo capo.
-
-Gertrude, la quale aveva intanto cessato di piangere, gli alzò gli
-occhi in faccia con curiosità ansiosa.
-
-— Ebbene, — egli disse — non vuol riprenderti.
-
-— Oh, che piacere! — ella esclamò ingenuamente.
-
-— Sì, ma dove andrai?
-
-— Non so.... Forse con voi, a veder accendere i lampioni.
-
-— E dove dormirai stanotte?
-
-— Non so.... Io, non ho casa. Bisognerà che dorma fuori, ma così avrò
-il lume delle stelle. Non posso soffrire l'oscurità, io.... Sarà freddò
-però, non è vero?
-
-— Corbezzoli! Freddo da morirne, bambina....
-
-— E allora che succederà di me?
-
-— Dio soltanto potrebbe dirlo! —
-
-Il lampionaio guardò Gertrude, tutto perplesso ed angustiato. Egli,
-punto pratico di bambini, stupiva della sua semplicità. Lasciarla lì,
-esposta, al rigore di quella gelida notte, non poteva; e dall'altro
-canto non sapeva come se la sarebbe cavata se l'avesse portata a casa
-sua, perchè viveva solo ed era povero. Ma un altro violento insulto di
-tosse da cui fu còlta lo fece risolvere a un tratto di dividere con lei
-il suo ricovero, il suo fuoco e il suo pane, per una notte almeno. La
-prese per mano e disse:
-
-— Vieni con me. —
-
-Gertrude si mise a correre al suo fianco, fiduciosa, senza domandare
-dove la conducesse.
-
-True doveva accendere ancora una dozzina di lampioni prima di giungere
-all'estremità della strada dove il suo giro finiva. La bambina stette
-a contemplare l'accensione di ciascuna fiammella con un piacere
-altrettanto vivo e schietto che se si fosse trovata in compagnia del
-lampionaio unicamente per questo. Appena quando, svoltato il canto,
-ebbero camminato un pezzo senza fermarsi, domandò:
-
-— E ora dove si va?
-
-— A casa, — rispose True.
-
-— A casa vostra? Anch'io?
-
-— Sicuro. Eccoci arrivati. —
-
-Egli aperse una porticina che metteva in una stretta corticella estesa
-per tutta la lunghezza d'una decente casa di due piani, dove abitava
-nella parte posteriore. Attraversarono la corte, passarono davanti
-a parecchie finestre e all'ingresso principale, ed entrarono da un
-piccolo uscio sul di dietro. Gertrude tremava dal freddo. Aveva i
-piedini tutti azzurrognoli a forza di camminare scalza sul lastrico
-diaccio. V'era una stufa, nella camera in cui erano entrati, ma senza
-fuoco. La camera era spaziosa e abbastanza ben fornita, ma tenuta male.
-Il lampionaio s'affrettò a deporre in uno sgabuzzino adiacente la scala
-portatile, l'accenditoio e il resto, poi tornò con un fastelletto di
-legna ed accese la stufa. In pochi minuti un'allegra fiammata brillando
-e scoppiettando diffuse intorno un gradevole tepore. Egli trasse
-accanto al fuoco un antico seggiolone di legno, vi stese sopra il
-suo grosso e peloso gabbano che lo trasformò in una comoda poltrona,
-e sollevata delicatamente la bimba ve la pose a sedere. Dopo di che,
-allestì la cena. True era un vecchio scapolo uso a farsi ogni cosa da
-solo. Preparò il tè, poi mesciutolo per Gertrude in una gran ciotola,
-con zucchero a profusione e tutti i suoi venticinque centesimi di
-latte, prese da una credenzina una pagnotta, ne tagliò una bella fetta,
-e invitò la sua piccola ospite a mangiare e bere quanto più potesse,
-giudicando dal suo aspetto ch'ella non doveva essere stata sempre ben
-nutrita. E nel vederla assaporare con sì evidente godimento la miglior
-cenetta che mai le fosse toccata, la sua sodisfazione fu tale, da
-farlo rimanere a contemplarla intenerito dimenticandosi di prendere la
-propria parte.
-
-L'infallibile istinto dell'infanzia aveva guidato Gertrude quand'ella,
-osservando l'uomo che accendeva il lampione, s'era sentita indotta, già
-assai prima ch'egli le parlasse, a considerarlo come un buon amico di
-tutti, perfino della più derelitta bambina di questo mondo!
-
-Trueman Flint, nato e cresciuto nel Nuovo Hampshire, essendo rimasto
-orfano quindicenne appena, era venuto a Boston dove per molti anni
-s'era guadagnato la vita esercitando qualsiasi mestiere in cui potesse
-trovar lavoro; così aveva fatto a vicenda il giornalaio, il facchino,
-il fiaccheraio, lo spaccalegna, insomma di tutto un po'! In alcuni
-de' suoi impieghi era anche durato a lungo perchè s'acquistava sempre
-stima e benevolenza tanto si mostrava onesto, capace e di buona indole.
-Prima di diventare lampionaio aveva servito qualche tempo come facchino
-nei vasti magazzini d'un negoziante ricco e generoso. Un giorno,
-mentre rimoveva certi pesanti barili, uno di questi, per disgrazia,
-venne a cadergli sul petto lasciandolo gravemente malconcio. Il suo
-stato dapprima quasi escludeva ogni speranza di salvezza; e quando
-alfine egli cominciò a migliorare, la guarigione fu lenta a segno, che
-dovette starsene disoccupato un anno intero. La malattia esaurì tutti
-i suoi risparmi, ma il negoziante al cui servizio gli era accaduto
-quell'infortunio, volle che nessun comodo gli mancasse, lo fece curare
-da un medico valentissimo, e gli assicurò una buona assistenza.
-
-Nondimeno da allora True non fu più quello. Quando si levò dal letto
-la sua costituzione fisica era invecchiata di dieci anni, sicchè
-l'indebolimento delle forze lo rendeva inabile oramai a lavori
-faticosi. Il suo antico padrone e benefico amico s'adoperò quindi a
-trovargliene uno relativamente leggero, ed ottenne per lui l'impiego
-di lampionaio, al quale egli di frequente aggiungeva altri discreti
-proventi segando legna o spalando la neve.
-
-Era adesso tra i cinquanta e i sessanta. Alto e membruto, aveva
-fattezze delle più rozzamente modellate da madre natura, ma esprimenti
-una grande bontà d'animo. Viveva molto appartato, essendo per
-temperamento taciturno e ritroso; pochissime persone lo conoscevano,
-e l'unica ch'egli frequentasse era un suo vecchio compare, sagrestano
-d'una chiesa vicina: uomo d'età assai avanzata e in voce d'essere
-oltremodo bisbetico e salvatico.
-
-Ritorniamo a Gertrude. Ella ha terminato la sua cenetta, e ora dorme
-profondamente, adagiata nell'ampio seggiolone, tutta ravvolta in
-una calda coperta di lana, con la testa sorretta da un guanciale.
-True siede accanto a lei, e una delle scarne manine posa sulla sua
-larga palma. Ogni poco, quand'ella si muove, le riaccomoda intorno la
-coperta. Ma ecco che il respiro della bambina diviene affannoso: ella
-dà un sobbalzo, poi parla con rapidità. Che mai turba i suoi sogni?
-Egli ascolta, attento. Prima, è una supplicazione ardente:
-
-— Oh, no, no! Non lo affogate il mio micino! —
-
-Poi un grido di terrore:
-
-— Ah, la viene a ripigliarmi!... Ohimè, mi ripiglia! —
-
-Infine, con accento commovente di flebile e tenera preghiera, ella si
-raccomanda:
-
-— O buon vecchio, caro, caro, lasciatemi rimanere con voi! Per pietà,
-lasciatemi rimanere! —
-
-Grosse lacrime luccicano negli occhi di Trueman Flint, e scorrono nei
-solchi delle sue ruvide gote. Egli posa il capo sul guanciale, accosta
-la faccina di Gertrude alla sua faccia e, lisciandole i lunghi capelli
-scarmigliati, pensa anch'egli ad alta voce.... E che dice?
-
-— Ripigliarti?... No, mai, sta' pur tranquilla.... Vuoi rimanere con
-me? Ci rimani, sì, te lo prometto, povera mimmina mia!... Sola in
-questo immenso mondo, come son io! Se piace al Signore, noi due si
-starà bene insieme.... —
-
-
-
-
-IV.
-
- Per il vegliardo e per il bimbo l'unica
- Speranza è nell'altrui tenera cura.
- Con questa all'uom prima lezione ed ultima
- Insegnar la pietà volle Natura.
-
- YOUNG.
-
-
-La piccola Gertrude aveva trovato un amico e un protettore; ed era
-tempo, perchè le privazioni che soffriva e l'abbandono in cui veniva
-lasciata stavano per troncare la triste sua vita, ponendo fine così
-alle sue pene.
-
-La mattina dopo che True Flint l'ebbe raccolta, ella si destò con
-febbre alta, dolori al capo e alle membra, insomma tutti i sintomi
-d'una malattia grave. Guardò intorno e si vide sola; ma nella stufa
-ardeva un bel fuoco, e la tavola era apparecchiata per la colazione.
-Rimase un momento stupita ed incerta, domandando a sè stessa dove
-si trovasse, e che le fosse accaduto; non riconosceva su quel subito
-la camera, vedendola per la prima volta alla luce del giorno. Ma il
-suo visino sparuto brillò di gioia quando gli avvenimenti della sera
-innanzi le si riaffacciarono alla memoria, ed ella pensò al vecchio
-lampionaio, tanto buono, ed alla nuova casa che sarebbe stata la sua,
-dove sarebbe vissuta con lui. Si levò e andò alla finestra per guardare
-fuori, sebbene le girasse stranamente la testa e le vacillassero le
-gambe a segno che appena poteva camminare! Il suolo era tutto bianco di
-neve, e il tempo ancora burrascoso. Sembrò a Gertrude che il candore
-di quella neve l'abbarbagliasse. D'improvviso la vista le mancò, una
-vertigine la travolse. Barcollò e cadde.
-
-Trueman, rientrato di lì a due minuti, fu spaventatissimo trovandola
-lunga distesa sul pavimento; ma tosto comprese che doveva essere
-svenuta nel tentare di dar qualche passo per la camera, e non se ne
-maravigliò punto, poichè durante la notte s'era avveduto che la bambina
-stava assai male. Portatala sul suo letto, riuscì presto a farle
-ricuperare i sensi; passarono però tre settimane prima ch'ella potesse
-levarsi, salvo quando True la prendeva in collo. True si mostrava
-ruvido e goffo nel maggior numero dei casi, ma non già quando assisteva
-la sua piccola protetta. Egli sapeva molte cose nel fatto di malattie:
-era un po' infermiere, un po' medico, alla sua semplice maniera, e
-quantunque di bambini avesse poca esperienza, il suo cuore affettuoso
-gli suggeriva tutte le cure necessarie a Gertrude, e lo rendeva prodigo
-d'una bontà, d'una tenerezza, di cui nessuno aveva mai dato alla
-poveretta neppure una pallida idea.
-
-Ella, dal canto suo, era molto paziente. Spesso le sofferenze e
-l'estrema stanchezza del giacere da tanto tempo allettata, la tenevano
-sveglia la notte intera senza ch'ella mandasse un gemito o facesse
-il minimo rumore, perchè temeva di destare il buon vecchio il quale
-dormiva per terra, accanto al suo letto, quando la grande ansietà per
-lei non gl'impediva di pigliar sonno. A volte, essendo la bimba più
-fieramente travagliata dal male, egli la reggeva sulle braccia ore
-ed ore, ed anche allora ella si sforzava d'apparir sollevata, benchè
-in realtà non fosse, o fingeva perfino d'addormentarsi per indurlo a
-ricoricarla e prendere anch'egli un po' di riposo. Il suo coricino
-riboccava d'amore e di gratitudine. Un pensiero l'occupava quasi
-unicamente: che avrebbe ella potuto fare per il suo caro benefattore
-quando sarebbe guarita? ma era poi capace d'imparar a fare qualche cosa
-di utile?
-
-True era tuttavia costretto a lasciarla per attendere al suo lavoro.
-Durante la prima settimana della malattia Gertrude restò dunque
-parecchio sola. Egli nell'andarsene le raccomandava con calore di stare
-ben tranquilla sotto le coperte fino al suo ritorno; e intanto ogni
-oggetto di cui ella potesse mai aver bisogno si trovava preparato a
-portata della sua mano. Ma venne il momento che, aumentando la febbre,
-fu presa da delirio, e per alcuni giorni non seppe più come nè da chi
-fosse assistita. Alfine un pomeriggio si destò da un sonno lungo e
-calmo, in pieno possesso del senso e della coscienza, e vide seduta al
-suo capezzale una donna che cuciva.
-
-Ella si rizzò nel letto per guardare la sconosciuta, la quale non
-l'aveva vista aprire gli occhi. Ma, sentitala muoversi, questa dette un
-sobbalzo, e subito esclamò:
-
-— O bambina mia, rimettiti a giacere! —
-
-Così dicendo le pose dolcemente una mano sulla spalla per corroborare
-la sua ingiunzione.
-
-— Non vi conosco, — fece Gertrude. — Dov'è lo zio True? —
-
-Con questo nome il lampionaio le aveva detto di chiamarlo.
-
-— È uscito, cara, ma tornerà presto. Come ti senti? Meglio?
-
-— Oh sì! Molto meglio! Ho dormito un pezzo?
-
-— A sufficienza. Suvvia, sta' giù. Ora ti porto una scodella di
-semolino. Ti farà bene.
-
-— Sa lo zio True che siete qui?
-
-— Sicuro. Sono venuta a tenerti compagnia mentre lui è fuori.
-
-— O di dove siete venuta?
-
-— Dalla mia camera. Io abito nell'altra parte di questa casa.
-
-— Mi pare che siate buona, voi. Davvero, mi piacete. Ma mi fa
-maraviglia di non avervi veduta entrare....
-
-— Non ci hai badato perchè stavi troppo male, poverina.... Basta,
-adesso spero che non tarderai a guarire. —
-
-La donna preparò il semolino, e quando Gertrude l'ebbe preso, si rimise
-al suo lavoro. Coricata con la faccia rivolta verso la sua nuova amica,
-la bambina fissava su lei i suoi occhioni. Stette così a guardarla
-cucire finchè quella a sua volta la guardò, e disse:
-
-— Che pensi tu ch'io stia facendo?
-
-— Non so, io.... — ella rispose. — Che cos'è? —
-
-L'altra alzò la roba che cuciva, di maniera che Gertrude potè vedere
-ch'era una vestina di cotone scuro, per una ragazzetta.
-
-— O che bella veste! — esclamò. — Per chi la fate? Per la vostra
-figliuola?
-
-— No, io non ho figliuole. Ho un figliuolo invece, uno unico: il mio
-Guglielmo.
-
-— Guglielmo? Che bel nome! E lui è un buon ragazzo?
-
-— Buono? Il migliore che ci sia al mondo, ed il più bello! —
-
-Nel proferir queste parole la donna ergeva il capo, e il suo pallido
-viso estenuato raggiava tutto d'orgoglio materno.
-
-Gertrude torse lo sguardo con un'espressione triste, così strana in una
-creatura di quell'età, ch'ella temette che la stanchezza cominciasse
-ad opprimerla, e stimò necessario farla stare in assoluta quiete.
-Glielo disse e le impose di chiudere gli occhi e dormire. La bambina
-li chiuse. Mentre giaceva tranquilla come se avesse obbedito anche alla
-seconda ingiunzione, l'uscio s'aperse e qualcuno entrò pian piano. Era
-True.
-
-— Oh signora Sullivan, — egli fece — siete ancora qui! Vi ringrazio
-tanto d'esservi trattenuta.... Avevo contato di tornare più presto....
-E della bimba che vi sembra?
-
-— Sta meglio, signor Flint, molto meglio. È in sè, ragiona.... Io credo
-che, pur d'avere certi riguardi, oramai tutto andrà bene.... To', è
-desta! —
-
-True s'accostò alla piccola malata, le posò una mano sulla fronte
-mandando indietro i capelli, che erano adesso tagliati corti e
-accuratamente pettinati, poi le toccò il polso, e manifestò con un
-cenno del capo la sua sodisfazione. Gertrude gli afferrò la mano e
-la tenne stretta tra le sue. Egli sedette accanto al letto, gettando
-un'occhiata sul lavoro della signora Sullivan:
-
-— Non mi maraviglierei, signora mia, se ci fosse bisogno de' suoi
-vestiti nuovi prima che non si credesse.... Tra alcuni giorni, secondo
-me, sarà in piedi....
-
-— Lo credo anch'io, ma non siate troppo impaziente. La sua malattia
-è stata grave, e la non può guarire d'un tratto. Avete veduto oggi la
-signorina Graham?
-
-— Sì, l'ho veduta, pover'anima. Che il Signore benedica la sua cara
-faccia! M'ha fatto un visibilio di domande su Gertrudina, e m'ha dato
-questo pacchetto d'_ararutte_.... mi pare almeno che lo chiamasse così.
-Dice ch'è una minestrina eccellente per ammalati. Se voi la conoscete,
-signora Sullivan, siate tanto buona, mostratemi come si fa, perch'io
-confesso non me lo rammento, quantunque la signorina si sia data la
-briga di spiegarmelo....
-
-— Sì, volentieri. È facilissimo. Ve ne preparerò una porzione quando
-ritorno, tra poco. Per ora Gertrude non ne ha bisogno, ha preso dianzi
-un semolino. Ma il babbo è già in casa, e devo apparecchiare il nostro
-tè. Arrivederci a stasera, signor Flint.
-
-— Grazie, signora.... avete un cuore d'oro voi! —
-
-Durante alcuni giorni la signora Sullivan venne ancora ripetute volte a
-prestar le sue cure alla piccola convalescente ed a tenerle compagnia.
-Ell'era una donna dimessa per indole, gentile d'animo e di modi, il cui
-placido viso riconfortava la povera creatura ch'era vissuta nel terrore
-e aveva sofferto ogni sorta di maltrattamenti. Sempre portava con sè il
-suo lavoro di cucito: solitamente qualche indumento da ragazzina.
-
-Una sera Gertrude, già quasi guarita della sua ostinata febbre, sedeva
-in grembo a Trueman Flint, vicino alla stufa, ben bene ravvolta in una
-coperta di lana, e parlava della sua nuova amica. A un tratto alzò gli
-occhi in faccia al buon uomo e uscì a dire:
-
-— Zio True, conoscete voi la bambina per la quale fa un vestitino?
-
-— È una bambina che ha bisogno di vestitini e di molte altre cose,
-perchè ch'io sappia, non ha panni da indossare, tranne pochi cenci....
-E tu, Gertrude, non ne conosci nessuna che sia in questo caso?
-
-— Direi di sì, — rispose ella piegando un po' la testa da un lato, e
-strizzando un occhio.
-
-— Bene, chi è?
-
-— Non vi sta seduta in grembo?
-
-— Che? Tu stessa? Eh via, credi forse che la signora Sullivan voglia
-impiegare il suo tempo a cucire vestiti per te? —
-
-Gertrude chinò il capo.
-
-— Veramente, _io non l'avrei creduto_.... ma _voi diceste_....
-
-— Sentiamo, che cosa dissi io?
-
-— Qualche cosa di vestiti nuovi.... per me....
-
-— Sì, cara, _per te_! — esclamò egli stringendola in un abbraccio
-rustico ma cordiale. — E sono due mute complete, con calze e scarpe per
-soprammercato! —
-
-Ella spalancò i suoi occhioni, in atto di stupore, rise, battè le mani.
-True rise anche lui. Parevano tutti e due molto felici.
-
-— E l'ha comperata lei cotesta roba? È dunque ricca? — domandò ella.
-
-— La signora Sullivan?... Ahimè, punto!... La roba la comperò la
-signorina Graham, e pagherà alla signora Sullivan la fattura.
-
-— Chi è la signorina Graham?
-
-— È una signorina troppo buona per questo mondo.... si può affermarlo!
-Ti parlerò di lei un'altra volta,... Oggi no, perch'è tardi. Dovresti
-già essere a letto e dormire. —
-
-Un sabato Gertrude, che oramai stava benino, era rimasta alzata tutto
-il giorno. Verso sera però si sentì stanca, e si coricò avanti buio.
-Destatasi dopo aver dormito profondamente due o tre ore, vide che True
-aveva compagnia. Accanto alla stufa, un altro vecchio, d'età molto
-più inoltrata della sua, sedeva di faccia a lui, fumando la pipa. Egli
-indossava un abito di foggia antiquata e di tessuto ordinario, ma assai
-lindo; le due sole ciocche di lunghi e candidissimi capelli che ancora
-gli crescevano, proprio dietro le orecchie, erano pettinate con cura
-all'insù, e annodate sul vertice del cranio calvo e lucido. Le sue
-fattezze avevano linee dure e taglienti, e Gertrude pensava che tali
-dovevano essere tutte le parole uscite dalla sua bocca, tanto le pareva
-inverosimile ch'egli potesse mai dire qualche cosa di gentile o di
-piacevole. Il sarcasmo ch'esprimevano gli angoli delle labbra, l'amaro
-scontento che traspariva da tutta la faccia, colpivano la bambina senza
-ch'ella sapesse definirli, e le facevano trarre le sue conclusioni sul
-carattere di quell'uomo. Ben s'apponeva figurandosi ch'egli fosse il
-signor Cooper, padre della signora Sullivan; e nell'opinione fattasi
-di lui alla prima occhiata non si scostava notevolmente dalla maggior
-parte di coloro che lo conoscevano.
-
-Ma l'opinione pubblica e la sua propria faccia calunniavano un poco
-il vecchio sagrestano. Certo egli non era di un naturale allegro
-nè amabile. Sventure domestiche e lo sfavore della volubile fortuna
-lo avevano reso pessimista e portato a non considerare che i dolori
-della vita, a mostrarsi arcigno dinanzi alla gaiezza e alle baldanzose
-speranze dei giovani, i quali, soleva egli sentenziare scrollando
-il capo con un'aria misteriosa, ignorano che sia il mondo. Egli
-non l'ignorava, e diveniva tanto più severo per le sue follie ed
-inesorabile per le sue colpe, quanto più la vecchiezza lo allontanava
-da esso. Anche l'ufficio ch'esercitava da anni in qua, era dei meno
-atti a combattere una disposizione alla malinconia, tenendolo il suo
-servizio in chiesa quasi sempre solitario. Eppure in fondo al cuore
-quel misantropo nascondeva riserve di bontà e di benevolenza, e True
-Flint, che lo sapeva, si divertiva a trarle alla luce. Egli amava
-il vecchio per la sua onestà scrupolosa e il suo animo sincero. Da
-lungo tempo i due amici usavano sedere insieme il sabato sera, nel
-canto del fuoco, discutendo di politica, di istituzioni nazionali,
-di diritti individuali; questioni che ogni buon Americano si sente
-chiamato a sottoporre ai propri speciali criteri. Discorrevano inoltre
-dei loro sentimenti ed interessi privati. Ma qual si fosse il soggetto
-del discorso e per quanto la discussione s'accalorasse, mai la loro
-amicizia non ne aveva sofferto danni o pericoli: caso singolarmente
-notevole, essendo Trueman Flint, nel temperamento e nel carattere,
-la vera antitesi di Paolo Cooper. Animoso, fidente, egli era sempre
-disposto a pigliar le cose dal lato buono, e anche nelle peggiori
-avversità non si scoraggiava, non disperava, si teneva sicuro che alla
-fine tutto s'accomoderebbe.
-
-Quella sera avevano conversato su parecchi dei soliti argomenti, ma nel
-momento che Gertrude si destò parlavano di lei, e s'intende che il loro
-dialogo attrasse vivamente la sua attenzione.
-
-— Dove mi diceste d'averla raccattata? — domandava appunto il
-sagrestano.
-
-— Da Annetta Grant, — rispose True. — Ve la rammentate? È quella donna
-contro il cui figliuolo foste citato come testimonio d'accusa, quando
-furono rotte le vetrate della chiesa la sera innanzi il quattro giugno.
-Eh, no, non potete averla scordata, Cooper.... sembrava una furia,
-al dibattimento, si vendicava non risparmiando nemmeno Suo Onore,
-il giudice! Bene, era inviperita a quel modo e maltrattava la povera
-creatura la prima volta ch'io la vidi: la _seconda_ l'aveva cacciata di
-casa....
-
-— Ah sì, me la rammento!... Un'orca!... Quella lì, m'immagino, non è
-mai stata amorosa neppure coi figliuoli propri, figuriamoci poi con gli
-altrui! Ma voi che ne farete della trovatella?
-
-— Che ne farò?... La terrò meco, caspiteretta, e ne avrò cura. —
-
-Cooper fece una risatina piuttosto sarcastica.
-
-— Sì, capisco, caro vicino, voi giudicate avventata questa risoluzione
-d'adottare una bimba, all'età mia: e forse è. Ma ora vi spiego com'è
-stato. La notte di cui vi raccontai, la piccina sarebbe morta se io non
-l'avessi raccolta; e anche dopo ricoverata qui, fu sul punto di morire,
-più volte; soltanto la grande assistenza che le prestai con l'aiuto
-di vostra figlia, potè salvarla. Ebbene, quella prima notte, parlando
-nel sonno, gridò a me tutto il suo dolore, si raccomandò a me come
-all'unico amico che mai avesse avuto (e credo infatti che sia così),
-supplicandomi di lasciarla rimanere.... Allora deliberai in cuor mio
-di far che rimanesse, ad ogni costo di tenermela come una figliuola e
-dividere con lei il mio ultimo tozzo, avvenga che può.... Il Signore
-è stato misericordioso meco, signor Cooper, molto misericordioso....
-Mi mandò buoni amici nella mia profonda infelicità. Seppi anch'io da
-ragazzo quanto sia triste l'essere solo al mondo, senza babbo nè mamma;
-e quando vidi i patimenti di quella disgraziata creaturina, sentii
-che appunto perchè non era di nessuno apparteneva più particolarmente
-al Signore, e ch'io non potevo fare di più per servirlo nè dovevo far
-meno, che spartire con la poveretta il bene ch'Egli m'ha dato.... Ah,
-voi guardate intorno come per dirmi che qui c'è poco da spartire con
-chicchessia, e, davvero, molto non c'è.... ma, una cosa sì.... e una
-gran cosa per chi non l'ha mai avuta: _una casa_. Io ho ancora le mie
-brave braccia, e cuore gagliardo, e buona volontà. Con l'aiuto di Dio
-sarò un padre per quell'orfanella, e forse verrà il tempo ch'ella sarà
-per me una benedizione incarnata.... —
-
-Il signor Cooper scrollò il capo con aria di dubbio, e borbottò che i
-figliuoli, anche i veri, sogliono essere tutt'altro che benedizioni.
-
-Ma non ebbe il potere di scuotere la ferma fede di True nella
-saviezza e nella bontà della propria risoluzione. Questi, trasportato
-dall'ardore con cui parlava, era sorto in piedi e camminava su e giù
-per la stanza, a passi rapidi, eccitatissimo. Ritornò a sedere, e
-riprese:
-
-— D'altronde, caro Cooper, se anche non mi fossi determinato a tenere
-qui Gertrude la notte stessa che ce la portai, non l'avrei mandata via
-il giorno dopo perchè, io credo, il Signore mi parlò per bocca d'uno
-de' suoi santi angeli, e m'impose di perseverare nel mio proposito.
-
-«Voi conoscete la signorina Graham: frequenta regolarmente la vostra
-chiesa con suo padre, un vecchio signore di bell'aspetto.... Tre
-settimane fa, dopo quel tempaccio, io mi trovavo da loro, a spalare
-la neve nel cortile, ed essa mi fece chiamare in cucina.... Ah, sia
-benedetta la sua angelica faccia! Povera creatura! Il mondo è buio per
-lei, ma essa lo rischiara per gli altri.... Non vede lo splendore del
-cielo con gli occhi, come noi, ma lo vede meglio, perchè lo ha dentro
-l'anima sua, e quando sorride le raggia tutto dal viso, e sembra l'arco
-celeste del buon Dio che appare tra le nubi... Quante cortesie m'ha
-usate da che, or saranno cinque anni, mi toccò quella disgrazia nel
-magazzino del padrone! Anche il giorno della neve, dunque, mi mandò
-a chiamare per domandar notizie della mia salute e sentire se avessi
-bisogno di qualche cosa che potesse chiedere al suo babbo per me. Io
-allora le raccontai il caso di Gertrude, e ve l'assicuro, non avevo
-ancora finito di dire, che si piangeva tutt'e due. Mi pose in mano una
-certa somma di denaro, e m'incaricò di far fare dalla signora Sullivan
-il necessario per vestire la bambina; ma fece ben più: promise di
-venirmi in aiuto se mai mi trovassi in qualche difficoltà a cagione
-dell'impegno assunto; poi quando la salutai mi disse: «Non c'è dubbio,
-True, avete fatto bene: il Signore vi benedirà e vi ricompenserà della
-vostra buona azione.» —
-
-Egli era così commosso, così infervorato nel suo discorso, da non
-essersi avveduto di ciò che il sagrestano, per non interromperlo, aveva
-osservato in silenzio. Gertrude, uscita pian piano dal letto, gli stava
-accanto, e lo ascoltava con gli occhi fissi nel suo volto, e il respiro
-mozzo dall'intensa attenzione. Ella gli toccò una spalla; egli si
-volse, la vide, e le aperse le braccia.
-
-Con la faccetta nascosta nel suo seno, la piccina mormorò ansando, in
-uno scoppio di lacrime che eran lacrime di gioia:
-
-— Starò dunque con voi.... sempre?
-
-— Sì, finchè Dio mi dà vita, — egli rispose — tu sarai la mia
-figliuola! —
-
-
-
-
-V.
-
- Sollecita movea con piè leggero
- Per la piccola casa la massaia,
- Nè mai nell'alveare ape fu tanto
- Alacre e lieta all'opra....
-
- MITFORD.
-
-
-Era una serata di vento. Gertrude, vestita decentemente, coi capelli
-lisci, con la faccia e le mani pulite, aspettava alla finestra il
-ritorno del lampionaio che finiva il suo giro. Stava benissimo adesso,
-meglio che non fosse stata, da anni, prima della sua malattia. Le
-cure e l'affetto avevano operato prodigi per lei. Ell'era sempre la
-bambina esile e palliduccia, dagli occhi e dalla bocca troppo grandi
-nel visetto minuto; ma la dolorosa espressione di sofferenza che le
-era consueta, aveva dato luogo a quella, piuttosto grave tuttavia, di
-un'intima felicità.
-
-Di fronte a Gertrude sedeva sull'ampio davanzale una grossa e veneranda
-gatta, madre del suo perduto tesoro e quindi a lei molto cara.
-Amorosamente ella le andava passando la mano sul dorso, carezza gradita
-alla matrona, che dimostrava la sua sodisfazione facendo le fusa.
-
-D'improvviso s'udirono rimbombare nel muro suoni tumultuosi. La
-casa era vecchia ed offriva un comodo soggiorno ai topi, i quali a
-giudicarne dalla strepitosa allegria cui s'abbandonavano ne avevano
-approfittato quella sera per dare un ballo. Pareva quasi che un camino
-rovinasse mattone per mattone. Gertrude non si spaventò punto. S'era
-tanto assuefatta ai muri abitati da quel genere d'inquilini quando
-dormiva nella soffitta d'Annetta Grant, che non faceva più caso di tali
-rumori. Non così però la veterana felina che subito rizzò le orecchie
-e manifestò con chiari segni la sua brama di correre a battaglia. Mai
-cavallo guerriero fu eccitato dagli squilli delle trombe come la brava
-micia dalle galoppate dell'orda nemica attraverso il solaio.
-
-— Ferma, micina, — ammonì Gertrude — ferma, intendi! Non è tempo di
-dare la caccia ai topi, ora.... Devi sedere qui e star buona finchè tu
-non vegga arrivare lo zio True, per sentire che dirà della camera e di
-_me_! —
-
-Ella si volse e girò gli occhi intorno con immenso compiacimento; poi,
-arrampicatasi sul davanzale ch'era larghissimo, all'uso antico, e di
-dove, rispondendo la finestra nella corte, poteva veder entrare il
-lampionaio, prese la gatta in collo, si spianò le pieghe del vestitino,
-gettò uno sguardo d'ammirazione e d'orgoglio sulla sua calzatura, ed
-assunse un atteggiamento composto col deliberato proposito d'esser
-paziente. Ma era inutile, non ci riesciva; le sembrava ch'egli non
-avesse mai tardato tanto; cominciava anzi a credere che non sarebbe
-venuto più, quando alfine lo vide svoltare entro il cancello. Benchè
-fosse già quasi buio ella notò che qualcuno lo accompagnava. Non
-le pareva il signor Cooper nè alla statura, meno alta, nè al passo;
-pure finì col concludere che doveva esser lui, perchè proseguì fino
-all'uscio suo ed entrò.
-
-Per quanto avesse atteso Trueman con viva impazienza, Gertrude non
-gli corse incontro come di consueto. Stette in ascolto, e non appena
-lo sentì venire dallo stambugio dove soleva fermarsi per appendervi
-al muro la scala e l'accenditoio, e deporre il camiciotto macchiato
-e i larghi calzoni che portava sopra i vestiti durante il lavoro,
-lesta lesta si nascose dietro l'uscio donde egli doveva passare nella
-camera. Senza dubbio ella gli aveva preparato una grande improvvisata
-e intendeva di goderne pienamente l'effetto. Ma la gatta, che non
-era tanto compresa dell'importanza della cosa, non dimenticò le
-buone creanze; e andò secondo il suo costume a dargli il benvenuto
-strofinando il capo alle sue gambe.
-
-— Ohe, mustacchiona! — fece True. — Dov'è la mia mimma? —
-
-Così dicendo chiuse l'uscio dietro a sè, e scoperse Gertrude. Ella d'un
-balzo venne a piantarglisi di fronte, rise; guardò i propri vestiti,
-poi guardò lui, bene in faccia, per vedere che impressione gli facesse
-il suo aspetto.
-
-— Corbezzoli, fa mai una figurona spanta la signorina! — esclamò egli
-sollevandola tra le braccia e portandola più presso al lume. — Tutta
-vestita di nuovo: abito, grembiule, scarpe! E chi t'ha pettinata? In
-verità, non dico che tu sia una bellezza, no, ma per carina sei carina!
-
-— La signora Sullivan m'ha vestita da capo a piedi, e m'ha spazzolato
-i capelli.... Ma ha fatto _anche più_.... o non vedete che _altro_ ha
-fatto? —
-
-True seguì gli occhi di Gertrude, in giro per la camera. Lo stupore
-che il buon uomo andava manifestando era tale da corrispondere
-all'aspettazione della bimba quantunque grandissima: e si capiva.
-Uscito la mattina, trovava la sera la sua casa trasformata.
-Evidentemente mani di donna ci avevano lavorato, facendovi pulizia e
-mettendo ogni cosa in ordine.
-
-Prima che Gertrude venisse ad abitare con lui egli s'era dispensato
-da qualsiasi ingerenza femminile nelle sue faccende domestiche.
-Viveva solo, visite non ne riceveva quasi punte; sicchè gli bastava
-fare il proprio comodo senza riguardo alle apparenze. Nel suo modesto
-quartierino la granata veniva adoperata di rado, l'acqua mai. Le
-due ampie finestre guardanti la corte erano trattate con grande
-ingiustizia, avendo i cristalli così appannati dalla polvere e dal
-fumo, che la gaia luce a cui davano adito nella stanza n'era mezzo
-offuscata. Festoni di ragnatele pendevano agli angoli del soffitto;
-intorno all'alta e vasta cappa del camino s'accumulava un curioso
-miscuglio d'oggetti utili e inutili; un visibilio di ciarpame stava
-raccolto sotto la stufa. I mobili, alcuni dei quali assai buoni, erano
-collocati a casaccio, in modo da ingombrare lo spazio invece di trarne
-partito. Durante la malattia della bambina poi, un letto preparato
-sul pavimento per uso di True, e tutte le diverse cose, necessarie
-all'assistenza della malata, avevano accresciuto la confusione a segno
-tale, che quasi ci sarebbe voluto un pilota per condurre i visitatori a
-salvamento attraverso la camera.
-
-Ora, la signora Sullivan era la nettezza in persona. La sua casa
-poteva gareggiare con una casa olandese. I suoi vestiti, di un'estrema
-semplicità ma esenti da ogni più lieve frittella, da ogni più piccola
-macchia, la facevano sembrare una quacchera; in quelli, anche da
-lavoro, del suo vecchio padre e del suo figliuolo giovanetto si
-scorgeva alla prima occhiata la cura d'una figlia, d'una madre, attenta
-e diligente. A fine d'assistere Gertrude ell'aveva per la prima volta
-posto piede in una stanza che era a quel punto il contrario della sua:
-e non sarebbe agevole comprendere quanto meritoria fosse la sua opera
-di carità, senza considerare che il contrasto era per lei sommamente
-penoso, e che ella ci pativa a passare qualche volta l'intero
-pomeriggio in una casa dove, come soleva poi dire quando rientrava
-nella sua, avrebbe con piacere fatto un po' di pulizia e messo un po'
-d'ordine solo per vedere che figura farebbe e se qualcuno saprebbe
-riconoscerla. Ell'era un minuzzolo di donna mingherlina, piccolina,
-ma aveva più capacità ed energia che non si sarebbe potuto trovarne
-in una qualsiasi tra venti altre grandi e grosse il doppio di lei.
-Ella sentiva una sincera compassione della gente che vive in un caos
-domestico; era sicura che non può esser gente felice. E però non appena
-Gertrude fu ristabilita risolse in cuor suo d'adoperarsi con tutte le
-sue forze per la causa dell'ordine e della nettezza che a' suoi occhi
-era la causa della virtù e della felicità, perchè ella immedesimava la
-purità e la lindura con la pace dell'anima. Se non che, sensibilissima
-com'era su questo punto, s'immaginava che True dovesse provare qualche
-cosa di simile, ed essendo la piccola donnina altrettanto tenera di
-cuore quanto linda e accurata, non avrebbe voluto per nulla al mondo
-mortificarlo; perciò andava studiando come entrargli in materia e
-persuaderlo a una riforma del suo metodo di tenere la casa, quando
-Gertrude stessa le suggerì il modo d'attuare il suo disegno.
-
-Il giorno innanzi quello del gran ripulimento, la signora Sullivan vide
-nel corridoio la bambina che stava timidamente presso l'uscio del suo
-quartierino guardando dentro con viva curiosità.
-
-— Vieni, vieni Gertrude, — disse la donnina benevola — fammi una
-visita! — E notando ch'ella si peritava d'intrudersi così in casa
-d'altri, la incoraggiò: — Mettiti a sedere qui accanto alla tavola e
-guarda che cosa stiro. Gli è proprio il tuo vestitino! Stirato questo,
-i tuoi panni sono bell'e pronti. Sei contenta di rivestirti un po', non
-è vero?
-
-— Oh, tanto contenta, signora! — rispose Gertrude. — Potrò portarmeli
-via, e tenerli tutti da me?
-
-— Sicuro.
-
-— Non so veramente dove riporli.... non c'è posto nella nostra
-camera.... almeno non un posticino a modo.... — E così dicendo la
-bambina gettava un'occhiata ammirativa alla cassetta aperta del
-cassettone dove la signora Sullivan riponeva il vestitino che aveva
-finito di stirare, sopra una pila d'altri indumenti accuratamente
-piegati.
-
-— Ma una parte, s'intende, ne indosserai, e per il resto bisognerà
-trovare un luogo adatto.
-
-— Voi, sì, avete dove metterla la vostra roba, — riprese Gertrude
-girando gli occhi intorno. — Che bella stanza, questa!
-
-— Non c'è mica molta differenza da quella del signor Flint. È circa
-della stessa grandezza e ha due finestre come la sua. Soltanto la mia
-dispensa è più comoda. La vostra non ha che tre angoli; ma quest'è
-tutto il vantaggio.
-
-— Oh, non c'è paragone, per altro! Voi qui non avete letti, e le
-seggiole sono tutte in fila e la tavola è lustra che sembra uno
-specchio, e il pavimento è ben pulito, e la stufa è nuova, e dalle
-finestre c'entra un sole splendido che consola! Ah, magari fosse così
-la nostra camera! Avrei proprio scommesso che è anche più piccola della
-metà.... Figuratevi, lo zio True stamani ha inciampato nelle molle, e
-diceva che non c'è tanto spazio da far dondolare un gatto!
-
-— Dov'erano le molle? — domandò la signora Sullivan.
-
-— Per terra, signora, proprio nel mezzo....
-
-— Vedi, io non tengo la roba per terra. E credo che se la vostra stanza
-fosse ripulita e ogni cosa ci avesse il suo posto, farebbe quasi la
-stessa figura della mia.
-
-— Vorrei pure vederla messa tutta bene in ordine! — disse Gertrude. —
-Ma come fare coi letti?
-
-— Appunto ci pensavo. C'è quella dispensina che doveva essere uno
-stanzino da bagno quando la casa era nuova e abitata da signori;
-è grande abbastanza da collocarvi un lettino e due seggiole;
-potrebb'essere una comoda cameretta per te. Ora non c'è dentro
-che ciarpame da buttar via: se mai ci si trovasse qualche cosa di
-servibile, si riporrebbe nello stambugio.
-
-— Che bella idea! — esclamò la bambina. — Così lo zio True riavrebbe il
-suo letto.... Io dormirei là, sul pavimento.
-
-— Ma no, non è punto necessario che tu dorma sul pavimento. Io ho
-una buona piccola branda dove dormiva il mio Guglielmo quando abitava
-con noi. Te la presterò se mi prometti d'averne cura, e non di quella
-soltanto, ma di tutto ciò che sarà messo nella tua camera.:
-
-— Oh sì! — rispose Gertrude. — Ma — soggiunse esitando — credete che ne
-sarò capace? Non so far nulla io....
-
-— Perchè nessuno t'ha mai insegnato nulla, povera figliuola: una
-ragazzetta d'otto anni può fare molte cose se ha pazienza e volontà
-d'imparare. Io te ne potrei insegnare parecchie che sarebbero utili e
-ti farebbero essere di grande aiuto allo zio True.
-
-— Dite, dite, che cosa posso fare?
-
-— Spazzar la camera tutti giorni, rifare i letti, dandoti qualcuno
-una mano per voltare le materasse, apparecchiare la tavola, tostare
-il pane, rigovernare. Forse da principio non ci riesciresti proprio
-bene bene, ma con la pratica t'andresti perfezionando, e a poco a poco
-finiresti col diventare una brava piccola massaia.
-
-— Desidero tanto di poter fare qualche cosa per lo zio True! Ma di dove
-incominciare?
-
-— Prima di tutto bisogna che la casa sia ripulita e messa in ordine da
-qualcuno. Se sapessi che il signor Flint ne sarebbe contento, chiamerei
-un giorno la Caterina McCarty ad aiutarci, e non dubito che egli poi si
-troverebbe assai meglio nella sua abitazione.
-
-— Io sono sicura che sarebbe contentissimo! Si farebbe una cosa grande!
-Posso aiutare anch'io?
-
-— Sì, farai quello che potrai; ma ci vuole Caterina. Quella è robusta e
-bravissima per la pulizia.
-
-— E chi è Caterina?
-
-— È la figliuola della signora McCarty che abita nella casa qui
-accanto. Il signor Flint rende loro vari servigi, come segar le legna
-e altri. Loro gli lavano la biancheria, ma non sono certo in grado di
-ripagarlo di tutto il bene che egli fece a quella famiglia. Caterina è
-una ragazza assai capace, e attiva. Verrà con molto piacere a lavorare
-per lui, quando che sia. Glielo chiederò.
-
-— Verrà domani?
-
-— Forse sì.
-
-— Domani lo zio True starà fuori tutta la giornata. Va a portare il
-carbone dal signor Eustachio. Non vi pare che sarebbe il momento buono?
-
-— A maraviglia! Procurerò che Caterina venga domani. —
-
-Caterina venne. La stanza fu ripulita in ogni sua parte, vi fu messo
-ogni cosa in perfetto ordine. Gertrude ricevette in consegna i suoi
-vestiti nuovi. Una muta ne indossò, l'altra fu riposta in un armadino
-trovato nella dispensa che pareva proprio fatto per il suo piccolo
-corredo.
-
-Quando Trueman ritornò dal lavoro rimase attonito dinanzi al risultato
-ottenuto col triplice concorso della Signora Sullivan, di Caterina e
-di Gertrude, per la quale il vivo piacere manifestato dal buon uomo
-rese memorabile quel giorno: un giorno ch'ella doveva ricordare per
-tutta la vita come il primo in cui aveva gustato la suprema forse tra
-le felicità terrene, quella d'essere datori di gioia ad altrui. Non già
-che la bambina avesse prestato un valido aiuto: le due vicine avrebbero
-sbrigato la faccenda altrettanto bene, e anzi meglio, s'ella fosse
-andata dove la mandava sempre Annetta Grant.... fuori dei piedi. Ma lei
-questo non lo vedeva; era una delle collaboratrici; aveva partecipato
-al lavoro con tutto il cuore, con tutta l'anima; dovunque le era stato
-permesso di metter mano s'era adoperata con tutte le sue forze. Poteva
-dire a buon dritto: «Lo abbiamo fatto _noi_: la signora Sullivan,
-Caterina ed _io_.»
-
-Una donna che non fosse stata di cuor gentile ed affettuoso come la
-signora Sullivan non avrebbe compreso nè considerato con simpatia il
-sentimento che rendeva Gertrude così bramosa d'_aiutarla_. Ma ella sì:
-perciò le aveva assegnato parecchi piccoli servizi, e la bimba s'era
-applicata a disimpegnarsene, con un giubilo che nessun favore, nessun
-dono largitole avrebbe potuto farle provare.
-
-Ella condusse True in giro per la camera, mostrandogli come la brava
-signora avesse giudiziosamente e ingegnosamente approfittato dello
-spazio nella disposizione dei mobili. Il letto, posto entro una nicchia
-del muro abbastanza larga e fonda da contenerlo, lasciava libera
-l'intera area quadrata della quale, dichiarò egli, era stato fatto
-un vero salotto. Stentava a credere che metà delle sue masserizie non
-fosse svanita in aria, così incomprensibile era per lui che si potesse
-avvantaggiarsi di tanto posto e tante comodità con un po' di sistema e
-d'ordine.
-
-Ma il suo stupore e il gaudio di Gertrude salirono all'apice quando
-ella lo fece entrare nell'antico stanzino del ciarpame trasformato in
-una buona e bella cameretta.
-
-— Affemmia! Affemmia!... —
-
-Il vecchio True non trovava altre parole. Andò a sedere accanto alla
-stufa, lustra che pareva nuova come quella della signora Sullivan,
-affermava Gertrude, si stropicciò le mani, ghiacce dall'essere state
-lungamente esposte al gelo di quella sera invernale, le tese verso
-il fuoco, e abbracciò in un solo sguardo la sua casa rinnovellata e
-la sua piccola massaia, la quale, seguendo le accurate indicazioni
-datele dall'amorevole vicina, si preparava ad apparecchiare la tavola
-e arrostire il pane per la cena. Ritta sopra una seggiola prendeva le
-tazze e i piattini di fra le file regolari dei piatti rilucenti nella
-credenza a tre angoli, dopo aver deposto sul palchetto inferiore, a cui
-poteva arrivare dal suolo, il vassoio contenente le fette di pane fini
-e lisce che la signora Sullivan aveva avuto la previdenza di tagliare
-per lei.
-
-Egli seguì con gli occhi le sue mosse, per due o tre minuti, poi
-s'abbandonò a un breve soliloquio:
-
-— La signora Sullivan è una gran brava donna, quest'è certo, e la mia
-casa è adesso una vera casa, e Gertrude va diventando la pupilla de'
-miei occhi, e io sono felice come.... —
-
-
-
-
-VI.
-
- Sogna talun che quando la tempesta
- Della passione irrompa, egli a sua voglia
- Sedarla possa, e dir: _Pace! T'acqueta!_
-
- COWPER.
-
-
-Ma a questo punto Trueman fu interrotto. D'improvviso qualcuno,
-annunziato da un suono di passi rapidi e rumorosi, aveva aperto
-l'uscio, senza cerimonie.
-
-— Zio True, — disse il nuovo venuto — eccovi il vostro pacco. Voi ve
-n'eravate dimenticato, ci scommetto, e non me ne sono rammentato neppur
-io se non quando la mamma l'ha veduto sulla tavola dove l'avevo posato.
-Che volete, ero tutto preso dal mio ritorno a casa....
-
-— Sicuro, sicuro!... — rispose il lampionaio. — Ti ringrazio,
-Guglielmo, d'esserti dato la briga di portarlo tu.... È roba fragile,
-e probabilmente io l'avrei fatto andare in frantumi prima d'arrivar in
-porto.
-
-— O che cos'è? Non ho potuto indovinare.
-
-— È un gingillo che voglio regalare alla Gertrudina, qui....
-
-— Guglielmo, Guglielmo! — chiamò la signora Sullivan dall'uscio
-dirimpetto. — Hai avuto il tè, caro?
-
-— Veramente no, mamma. E voi?
-
-— Noi, sì. Ma te ne preparo subito dell'altro.
-
-— No, no! — fece Trueman. — Resta, e prendi il tè con noi.... resta,
-ragazzo mio, prendilo con noi, stasera! La mia piccola Gertrude sta
-appunto arrostendo il pane.... Sentirai che famosi crostini! Io intanto
-metto il tè....
-
-— Resto, e con grande piacere! — disse Guglielmo. — Mamma, non occorre
-che mi prepariate nulla da cena: prendo il tè con lo zio True.... Bene,
-vediamo che c'è di bello nell'involto.... Ma no, prima voglio vedere
-cotesta Gertrudina. La mamma mi ha tanto parlato di lei. Dov'è? Sta
-bene, ora? È stata molto malata, non è vero?
-
-— Sì, sta proprio benone. Gertrude, vieni qui! Gertrude!... O dove s'è
-cacciata?
-
-— Là, sotto la panca! — rispose il ragazzo ridendo. — Possibile che
-abbia paura di me?
-
-— Non mi figuravo che fosse salvatica a questo segno! — esclamò True. —
-Suvvia, scioccherella, — soggiunse andando verso di lei — esci di lì e
-guarda Guglielmo. Questo è Guglielmo Sullivan.
-
-— Io non ho nessuna voglia di vederlo, — mormorò Gertrude.
-
-— Non hai voglia di vedere Guglielmo? — replicò il buon uomo. — Tu non
-sai quel che tu ti dica! Guglielmo è il più bravo figliuolo che mai ci
-fu al mondo, e m'immagino che tra poco sarete amiconi.
-
-— Io non gli piacerò, — disse la bambina. — So che non posso piacergli.
-
-— O perchè non dovresti piacermi? — domandò il ragazzo avvicinandosi
-all'angolo dov'ella se ne stava nascosta con la faccia tra le palme,
-com'era suo costume quando qualche cosa l'angosciava. — Scommetto
-invece che mi piacerai moltissimo appena t'avrò veduta! —
-
-Così dicendo si chinò, le scoperse la faccia prendendole le mani e
-tenendole strette tra le sue, le piantò gli occhi addosso, e salutando
-con uno scherzoso cenno del capo disse piacevolmente:
-
-— Come va, cuginetta Gertrude, come va?
-
-— Io non sono tua cugina, — ella rispose.
-
-— Ma sì, sei.... — affermò egli. — Lo zio True è zio tuo e mio,
-sicchè siamo cugini.... non è chiaro? E desidero che facciamo
-conoscenza.... —
-
-Gertrude non seppe resistere alla cordialità di Guglielmo. Si lasciò
-tirar fuori dal suo nascondiglio e condurre verso la parte meglio
-rischiarata della stanza. Ma quando fu presso al lume tentò di liberar
-le mani per coprirsi di nuovo il viso. Egli non glielo permise; e
-attraendo la sua attenzione sul pacchetto non ancora aperto, eccitando
-la sua curiosità circa l'oggetto che poteva contenere, riuscì a
-distrarre il suo pensiero da lei stessa, di guisa ch'ella non tardò a
-rinfrancarsi.
-
-— Lo zio True dice ch'è per te.... Io non ho idea di ciò che possa
-essere.... e tu? Tasta, gli è qualche cosa molto duro.... —
-
-Gertrude tastò, e guardò il lampionaio maravigliata e curiosa.
-
-— Guglielmo, aprilo, — disse questi.
-
-Guglielmo cavò di tasca un coltellino, tagliò lo spago, tolse il foglio
-di carta, e scoperse una di quelle figurine di gesso, tanto comuni,
-rappresentanti il piccolo Samuele in orazione.
-
-— Oh, che bellezza! — esclamò Gertrude brillando di gioia.
-
-— O come non ho indovinato? — disse il ragazzo. — Avrei pur dovuto
-riconoscerlo al tasto!
-
-— Ah, tu l'avevi già veduto? — domandò ella.
-
-— Non questo medesimo, ma tanti altri simili.
-
-— Davvero? Io non ne vidi mai. Non c'è al mondo, credo, una più bella
-cosa. Zio True, dite, è proprio per me? Dove l'avete trovato?
-
-— L'ho avuto grazie a un caso singolare. Minuti prima d'incontrarti,
-Guglielmo, ero fermo all'angolo della strada per accendere il mio
-lampione, quand'ecco vedo venire uno di quei ragazzi forestieri che
-vendono le figurine. Ne aveva dimolte come questa, e anche qualcuna
-nera, tutte messe in bella mostra sopra una tavola, e camminava con
-quella roba in capo. Mentre io lo guardavo pensando come mai facesse
-a reggerle ritte, gli succede d'urtar la tavola nella colonna del
-lampione, e, patatrac, le figurine precipitano di sotto. Fortunatamente
-per lui c'era accosto al marciapiede un bel monte di neve morbida,
-dove sono andate a cascare, la maggior parte senza danno. Solo
-alcune scappate sui mattoni si sono ridotte in briciole. Mi faceva
-compassione, poveretto; era tardi, e sicuro doveva averne vendute
-pochine se gliene restavano tante sulle braccia....
-
-— Sulla testa, volete dire, — osservò Guglielmo.
-
-— Bene, sulla testa, o sulla neve, o dove più vi garba, signorino, —
-fece il lampionaio.
-
-— Ed io so che cosa avete fatto voi, zio True, come se fossi stato
-presente. Avete posato la scala e l'accenditoio, e vi siete messo
-all'opera aiutandolo a raccattarle.... Conosco il vostro costume. Spero
-che se mai aveste a trovarvi in qualche difficoltà voi stesso, qualcuno
-di coloro che aiutaste sarà pronto a contraccambiarvi.
-
-— Quello lì, Guglielmo, non ha aspettato ch'io mi trovassi in qualche
-difficoltà: m'ha contraccambiato subito. Ha strisciato una riverenza,
-toccandosi il cappello, come se io fossi il primo signore del paese,
-e con un discorso nel suo gergo, del quale non capivo una saetta, ha
-insistito perchè accettassi una delle sue figurine. Io stavo per dirgli
-che non la volevo, ma poi ho pensato che forse piacerebbe alla mia
-piccola Gertrude....
-
-— Oh sì, mi piace! — disse la bambina. — L'avrò più caro.... no, non
-_più_, ma quasi altrettanto caro che il mio gattino; non proprio
-altrettanto, perchè quello era vivo.... insomma, _quasi_. Non ha
-un'aria di ragazzino bravo, dite? —
-
-True vedendo Gertrude tutta rapita dalla sua figurina, andò a preparare
-il tè lasciando che i due ragazzi s'intrattenessero tra loro.
-
-— Devi aver cura di non romperla, — disse Guglielmo. — Avevamo una
-volta in bottega un Samuele proprio eguale a questo; io sbadatamente lo
-lasciai cadere sul banco e lo ruppi in mille pezzi.
-
-— Come lo chiami?
-
-— Un Samuele: sono tutti Samueli.
-
-— E che è un _Samuele_?
-
-— È il nome del fanciullo che la figura rappresenta.
-
-— O chi sa perchè sta così sulle ginocchia? —
-
-Guglielmo rise.
-
-— Che? Tu non lo sai?
-
-— No. Perchè?
-
-— Prega.
-
-— E ha per questo anche gli occhi vòlti in alto?
-
-— S'intende: pregando volge gli occhi al cielo.
-
-— Dove?
-
-— Al cielo. —
-
-Gertrude guardò il soffitto seguendo la direzione degli occhi di
-Samuele,, e poi di nuovo la figura. Pareva stupita e insodisfatta.
-
-— Via, non credo che tu non sappia che cosa sia la preghiera, — disse
-Guglielmo.
-
-— Io no. Spiegamelo.
-
-— Tu dunque non preghi mai? Non preghi Dio?
-
-— No. Che cos'è Dio? Dov'è Dio? —
-
-L'ignoranza della bambina scandalizzò Guglielmo profondamente. Egli
-rispose con reverenza:
-
-— Dio è in cielo, Gertrude.
-
-— Ma io non so che luogo sia, cotesto.... Non so nulla delle cose che
-tu dici.
-
-— Infatti, mi pare.... Io _credo_ che Dio sia lassù di là dal cielo che
-noi vediamo, ma il mio maestro della scuola domenicale dice che «Dio è
-dappertutto dov'è la bontà».... o alcun che di simile....
-
-— Le stelle sono in cielo anch'esse, dunque?
-
-— Così sembra. Sono nel firmamento oltre il quale io mi figuro che sia
-il paradiso, il cielo vero.
-
-— Mi piacerebbe andarci, in paradiso.
-
-— Forse, se tu sarai buona, un giorno ci andrai.
-
-— E quelli che non sono buoni non ci possono andare?
-
-— No.
-
-— Sicchè io non ci vo di certo, — disse Gertrude, accorata.
-
-— Perchè mai? Non sei buona tu?
-
-— Oh no! Sono molto cattiva.
-
-— Che strana creatura! — esclamò Guglielmo. — O per qual ragione
-t'immagini d'essere tanto cattiva?
-
-— Per la ragione che una cattiva come me non c'è mai stata, — ella
-rispose con accento d'amara tristezza. — Io sono la peggiore bambina
-del mondo, lo so.
-
-— Ma chi lo dice?
-
-— Tutti. Annetta Grant me lo ripeteva sempre e giurava che tutti lo
-dicono. E poi lo so io stessa.
-
-— Annetta Grant è quella vecchia perversa con la quale tu vivevi?
-
-— Sì. Come sai ch'è perversa?
-
-— La mamma mi ha raccontato tutto. Ebbene, dimmi un po', non ti mandava
-a scuola, non t'insegnava almeno qualche cosa? —
-
-Gertrude scrollò il capo.
-
-— Ah, quanto ti rimane da imparare! Che facevi quando stavi con lei?
-
-— Niente.
-
-— Non facevi niente, e non imparavi niente? Misericordia!
-
-— Ma adesso una cosa l'ho imparata: so arrostire il pane. Me
-l'ha insegnato la tua mamma. Ne ho arrostito una fetta, sul suo
-fuoco.... —
-
-Così dicendo si rammentò a un tratto che trascurava di arrostire quello
-per il tè. Subito mosse verso la stufa, ma era troppo tardi; i crostini
-erano bell'e pronti, e Trueman aveva già messo in tavola.
-
-— Oh zio True! — ella fece. — Volevo prepararlo io, il tè, sapete....
-
-— Lo so, lo so; — diss'egli — ma non importa, lo preparerai
-domani. —
-
-Gli occhi della bambina s'empirono di lacrime. Pareva molto
-mortificata, ma non disse nulla. Sedettero a cena. Guglielmo collocò
-il Samuele nel centro della tavola, come ornamento, e raccontò tante
-lepide storielle, disse tante piacevoli facezie, che Gertrude finì
-col ridere di cuore e dimenticò di non aver arrostito lei il pane,
-dimenticò la sua tristezza, la sua ritrosia, e perfino la sua disgrazia
-d'esser brutta e cattiva. Per la prima volta fu una bimba allegra.
-Dopo il tè sedette accanto a Guglielmo nel gran seggiolone, e alla sua
-maniera tutta speciale, con molte espressioni e osservazioni bizzarre,
-prese a descrivere la sua vita in casa d'Annetta Grant, e concluse
-narrando in termini commoventi la tragica morte del gattino.
-
-I due ragazzi sembravano bene incamminati a diventare amiconi secondo
-il desiderio dello zio True. Questi sedeva di faccia a loro, dall'altro
-lato della stufa, con la pipa tra le labbra e i gomiti sulle ginocchia,
-guardandoli amorosamente, bevendosi le loro parole. La sua presenza non
-li metteva punto in soggezione. Il buon uomo così semplice e tenero di
-cuore, così facile a contentarsi, a divertirsi, e lento a biasimare,
-a disapprovare, non era certo fatto per reprimere la gaiezza e la
-libertà dei giovanetti baldi, dei fanciulli spensierati. Egli rideva
-quando Gertrude e Guglielmo ridevano; pipava a gran boccate, con aria
-di tranquilla sodisfazione, quando parlavano posatamente; smetteva
-di fumare e deponeva la pipa in grembo per asciugarsi di nascosto
-una lacrima quando la bambina narrava le sue dure sofferenze. Aveva
-pianto nell'udire la prima volta quella storia, e per quanto spesso la
-riudisse, non era mai _senza piangere_.
-
-Gertrude, finito ch'ebbe il suo doloroso racconto, interrotto da
-Guglielmo con frequenti esclamazioni di pietà e di sdegno, stette un
-poco in silenzio; poi, avendo il ricordo dei torti patiti eccitato la
-sua natura indomita e impulsiva, proruppe nelle più acerbe invettive
-contro Annetta Grant, parlando adesso in un tono tutt'altro che
-patetico, servendosi di parecchi termini rozzi e triviali usati
-dalla gente priva d'educazione fra cui era vissuta. Il linguaggio
-della piccina palesava un odio implacato e perfino una speranza di
-futura vendetta. True pareva urtato e turbato nel sentirla parlare
-così irosamente. Mai da che l'aveva presa seco non gli era accaduto
-d'assistere a un simile sfogo del suo temperamento; e però, nella
-propria tenerezza per lei, s'era creduto sicuro ch'ella sarebbe sempre
-docile e gentile come durante la sua malattia e le poche settimane
-seguenti. Placido, affettuoso, indulgente com'egli era, non poteva
-immaginarsi che una creatura umana, specie a quell'età, fosse capace
-d'alimentare sentimenti d'ira e di rancore. Gertrude aveva mostrato
-tanta dolcezza, tanta pazienza da quando stava con lui, era stata
-sempre tanto sottomessa a' suoi voleri, ansiosa anzi di prevenirli,
-che mai il timore d'incontrare qualche difficoltà nel governo della
-bambina non aveva attraversato il suo spirito. Ma osservando quegli
-occhi fiammeggianti, notando il piccolo pugno chiuso nell'atto ch'ella
-minacciava da lontano la vecchia Grant del suo inestinguibile furore,
-egli vagamente presentì che sarebbe stata un'ardua impresa disciplinare
-la sua figliuola adottiva, e un senso quasi di sgomento l'assalse
-all'idea d'aver forse assunto un obbligo al quale non era in grado
-di sodisfare. Ella d'un tratto cessava d'essere per lui il cucco, il
-trastullo in cui s'era compiaciuto fino allora. Vedeva in lei qualche
-cosa che necessitava un freno, ed egli si sentiva inetto ad applicarlo.
-
-Nulla di più naturale: True _era_ veramente inetto a tener fronte a
-un carattere come quello di Gertrude. Certo, il grande affetto ch'ella
-gli portava gli conferiva un potente influsso su lei. La sua docilità,
-la sua pazienza durante la malattia, l'ardore della sua gratitudine
-per le cure amorevoli da lui prodigatele, l'ansioso desiderio di
-contraccambiarlo in qualche modo, derivavano unicamente da quell'amore
-per il suo primo amico: amore profondo che, sempre saldo, sempre più
-forte, doveva con gli anni divenire una nobile sorgente d'attività,
-un prezioso incentivo di virtù. Illuminato e invigorito da una luce
-superiore venuta a tempo a santificarlo, esso le diede, mentre non era
-ancora che una tenera giovanetta, il coraggio, la fortezza d'animo,
-l'abnegazione d'una vera donna; e confortò gli ultimi anni del vecchio,
-circonfuse di serena letizia il suo letto di morte.
-
-Ma per il presente non bastava. La riconoscenza aveva addolcito
-il cuore di Gertrude per i suoi benefattori; nondimeno gli effetti
-d'otto anni di mal governo, di cattivi trattamenti, di mancanza d'ogni
-giudiziosa disciplina, non potevano esser distrutti tanto presto. Era
-impossibile domare di colpo quella natura selvaggia, nè sviluppare le
-sue facoltà migliori se non educandole.
-
-La pianta che crescendo in un terreno sterile, priva di sole e di
-buon nutrimento, vien su torta, stenta, infeconda, non può riaversi a
-un tratto da sì crudele strapazzo. Trapiantata in un suolo diverso,
-bisogna raddrizzarla e nutrirla con cura, bisogna ravvivarla alla
-calda luce del cielo innanzi che ripari i danni della negligenza di
-cui sofferse nella prima età, e giunga ad espandere i suoi fiori, a
-maturare i suoi frutti.
-
-Così con la piccola Gertrude: era necessario dare una nuova direzione
-alle sue idee, un nuovo alimento alla sua mente, una nuova luce alla
-sua anima, perchè i più alti fini per cui ell'era creata fossero
-conseguiti.
-
-True lo sentiva, in confuso, e n'era turbato. Non cercò tuttavia di
-reprimere l'irruenza della bambina. Non sapeva che fare, e però non
-fece nulla.
-
-Guglielmo tentò, due o tre volte, d'arrestare quella fiumana di parole
-oltraggiose, ma visto ch'ella non gli dava retta, finì col lasciarla
-dire. Egli non poteva rattenersi dal sorridere del suo puerile furore,
-nè dal parteciparvi in una certa misura: quasi quasi avrebbe voluto
-trovarsi un momento di fronte ad Annetta Grant per manifestarle la
-propria opinione sul suo carattere con quattro solenni pugni. Ma egli
-era un ragazzo bene educato da una madre d'animo mite e gentile, e
-l'escandescenza di Gertrude cominciava a fargli comprendere perchè
-tutti la credessero tanto cattiva.
-
-Dopo aver durato un pezzo a vuotare il sacco, ella si chetò da
-sè, quantunque le rimanesse sul volto un'espressione spiacevole:
-espressione consueta un tempo e che purtroppo la collera faceva
-ricomparire. Svanì presto, però, e quando, più tardi nella serata,
-apparve sull'uscio la signora Sullivan, ella le mosse incontro
-tutta lieta e ridente e ascoltò col più vivo compiacimento i caldi
-ringraziamenti di True per la prodigiosa trasformazione della sua casa.
-E nel dare la buona notte a Guglielmo quand'egli se n'andò con la sua
-mamma, lo pregò di ritornare a farle così gradevole compagnia. I suoi
-occhioni brillavano mentre ritta sulla soglia con la mano nella mano
-del lampionaio salutava i visitatori.
-
-— Curiosa quella bimba! — disse Guglielmo alla madre appena si furono
-allontanati abbastanza da non essere uditi. — Ma a me piace. —
-
-
-
-
-VII.
-
- La preghiera è sospir che allevia il cuore,
- È lacrima cadente
- Dagli occhi vòlti al ciel quando il Signore
- Solo è presente.
-
- MONTGOMERY.
-
-
-Sarebbe stato difficile trovare due fanciulli appartenenti entrambi
-alla classe povera le cui condizioni nella vita presentassero un
-maggior contrasto che, fino allora, quelle di Gertrude e di Guglielmo.
-Alla negletta orfanella erano mancate le cure e più ancora l'affetto
-di cui l'altro aveva sempre goduto. Il marito della signora Sullivan,
-un intelligente pastore di villaggio, venuto a morire mentre il loro
-figlioletto era ancora in tenerissima età, non aveva lasciato sostanze
-che bastassero al mantenimento della piccola famiglia: perciò la vedova
-era ritornata alla casa paterna col bambino. Il vecchio Cooper dal
-canto suo aveva bisogno della figliuola, perchè, da quando ell'era
-andata sposa, la morte aveva fatto strage sotto il suo tetto ed egli
-era restato solo.
-
-Da quel momento i tre vivevano insieme, in un'umile agiatezza
-assicurata dal lavoro e dalla frugalità anche ai poveri.
-
-Guglielmo era l'orgoglio della madre, la sua speranza, il suo costante
-pensiero. Ella non risparmiava a sè stessa nè fatiche nè pene per
-procurargli il benessere fisico e la felicità morale, per fare che egli
-progredisse nel sapere e nella virtù.
-
-E come non doveva ella essere superba di quel ragazzo che con la
-bellezza non comune, i modi attraenti, le precoci manifestazioni
-d'una nobile e virile natura si faceva amare perfino dagli estranei?
-Egli era stato un bel bambino; ma ora che toccava i tredici anni, ciò
-che colpiva nel suo aspetto non era già l'ordinaria bellezza degli
-adolescenti consistente solo in una chioma ricciuta, occhi vivaci, gote
-rosate; era qualche cosa d'assai più notevole: l'ampiezza della fronte
-che denotava un'aperta intelligenza, la calma e la serenità dei larghi
-occhi grigi, l'espressione risoluta eppur tanto dolce della bocca, lo
-sviluppo della ben formata persona, il vigore del colorito indizio
-d'una perfetta salute che prometteva forza e gagliardia nell'uomo
-futuro. Nessuno poteva passare mezz'ora in compagnia di Guglielmo
-senza esser tratto ad amarlo e ammirarlo. Era per indole cordialissimo
-e affettuoso, e la tenerezza materna, la benignità del mondo per lui
-tutto sorriso, favorivano questa sua naturale inclinazione; aveva
-una somma esuberanza di spiriti vitali, ma la temperava il deferente
-rispetto verso i maggiori d'età e i superiori; partecipava con sincera
-simpatia alle gioie e ai dolori altrui; insomma era una di quelle
-creature geniali che si cattivano tutti i cuori senza saper come. Amava
-lo studio, e fino ai dodici anni aveva regolarmente frequentato la
-scuola. Nelle nostre grandi città i figli dei poveri godono in materia
-d'istruzione quasi tutti i vantaggi che può dare la ricchezza. E poichè
-il fanciullo era capacissimo e la madre costantemente lo esortava a
-trarre il maggior profitto possibile dalle opportunità offertegli, i
-suoi progressi furono straordinari.
-
-Dodicenne appena, gli si presentò la buona occasione d'entrare al
-servizio d'un farmacista nella cui bottega c'era molto spaccio e
-occorreva un ragazzo per aiuto. Il signor Bray gli assegnava un salario
-piuttosto modico, ma lasciava sperare un aumento; in ogni caso la
-sua proposta non era disprezzabile date le condizioni di Guglielmo.
-Quantunque fosse attaccato a' suoi libri, egli desiderava ardentemente
-d'impiegarsi al fine di contribuire a sostenere il peso della famiglia.
-E pertanto, ottenuto il consenso della madre e del nonno, accettò.
-
-I giorni di lavoro dormiva nella farmacia, e non aveva quasi mai agio
-di fare una scappatina a casa dove la sua assenza era dolorosamente
-sentita. Soltanto il sabato sera ci veniva per trattenersi a passare
-co' suoi la domenica. Quella era la serata di festa della signora
-Sullivan, e il giorno del Signore le pareva doppiamente benedetto.
-
-Quando, il sabato che fece la conoscenza di Gertrude, Guglielmo
-ritornò nella camera di sua madre, sedette a discorrere con lei e col
-signor Cooper. La conversazione si prolungò per un'ora buona. Egli
-riferiva gli avvenimenti della settimana, raccontava molti piccoli
-aneddoti; aveva sempre da dire tante cose intorno alla farmacia, agli
-avventori, al farmacista suo padrone, alla famiglia di lui, con la
-quale prendeva i suoi pasti. Per la signora Sullivan tutto ciò che
-interessava Guglielmo era attraente, ed un osservatore avrebbe notato
-che anche il vecchio nonno si divertiva a udire il ragazzo più che non
-volesse lasciar scorgere. Infatti, benchè se ne stesse lì zitto, con
-gli occhi a terra, come se non ascoltasse, gli accadeva poi d'alludere
-al soggetto di questo o quel discorso, in modo da provare che lo aveva
-seguìto attentamente. Di rado rivolgeva al nipotino qualche domanda:
-ma invero non ce n'era bisogno, perchè la mamma lo interrogava per due.
-Più di rado ancora faceva commenti; usciva però talvolta in espressioni
-sdegnose e sprezzanti sia contro singole persone sia contro il mondo
-in generale, manifestanti quella disistima della natura umana, quella
-mancanza di fiducia nell'onestà e nella virtù degli uomini, ch'erano un
-tratto rilevante del suo carattere.
-
-Guglielmo, lì per lì, ne rimaneva un po' avvilito: _egli_ amava
-_tutti_, aveva fede in _tutti_, e le parole del vecchio, il tono
-con cui le proferiva, erano come un gelido soffio sull'ardore della
-sua anima giovanile; ma con l'elasticità e il cuor gaio di quell'età
-felice, si riaveva subito, ritornava qual'era per sua natura.
-
-Egli non temeva il nonno, il quale non aveva mai usato severità con
-lui, essendosi astenuto da ogni ingerenza nell'educazione che gli
-dava la madre, ma a volte si sentiva agghiacciare, senza comprenderne
-il perchè, dal disaccordo tra la propria calda cordialità e la sua
-misantropia.
-
-Quella sera, venuti a ragionare di Trueman Flint e della sua
-figlioletta adottiva, Cooper s'era mostrato più amaramente satirico che
-mai, e, prendendo il suo lume per andare a coricarsi, aveva concluso
-che, secondo lui, Gertrude non poteva essere per il buon uomo se non
-una cagione d'impicci e dispiaceri, e ch'era stata una vera pazzia non
-mandarla addirittura all'ospizio.
-
-Uscito il vecchio, madre e figlio rimasero un poco in silenzio. Poi
-Guglielmo domandò:
-
-— Mamma, perchè il nonno odia così la gente?
-
-— Ma no, caro, non odia nessuno.
-
-— Non intendevo dir proprio _odiare_ in senso assoluto; questo non lo
-penso neppure io. Ma infine parla come se non ci fosse persona al mondo
-di cui abbia stima. O non vi pare?
-
-— Sì.... almeno non ne dimostra. Ma di te, ne ha moltissima, e farebbe
-qualunque sacrifizio per risparmiarmi un dolore, e ha molta amicizia
-per il signor Flint, e....
-
-— Sicuro, sicuro.... lo so. Tuttavia non crede che il cuore umano sia
-capace di gran bontà, e gli sembra impossibile che qualcuno si volga al
-bene....
-
-— Capisco, ti fa specie quello che ha detto circa la piccola Gertrude.
-
-— Oh, non è la sola di cui voglio parlare! Quello che ha detto di lei
-m'ha dato occasione d'entrarvi su questa cosa; ma io l'avevo già notata
-parecchie volte, segnatamente da che non sono più a casa che un giorno
-della settimana. Per esempio, voi sapete che uomo sia il signor Bray,
-e in qual considerazione io lo tenga; ebbene, mentre raccontavo dianzi
-quanto buono e benefico è stato verso la povera signora Morris che ha
-la figliuola malata, il nonno aveva l'aria di non crederlo, o di non
-farne alcun conto.
-
-— Ti dirò, Guglielmo, non devi troppo maravigliarti ch'egli sia così:
-ha sofferto tanti disinganni! Riponeva, come sai, molte speranze
-nello zio Riccardo, e invece ebbe per cagion sua affanni e guai senza
-fine; poi, ci fu il marito della zia Sara.... Ah, sembrava un uomo
-tanto ammodo quando Sarina lo sposò, e finì col truffare il babbo
-terribilmente, sicchè fu costretto a ipotecare la sua casa di Via Alta,
-e da ultimo a cederla!... Basta, lo sciagurato è morto, e non voglio
-inveire contro di lui; ma egli deluse la nostra aspettazione, e Sarina,
-credo, ne morì di crepacuore. Fu una prova oltremodo dolorosa per il
-povero babbo, perchè ell'era la minore, e la sua prediletta. E subito
-dopo, la mamma fu colpita dalla malattia a cui soccombette, secondo
-lui non senza colpa d'un ciarlatano di medico il quale le prescrisse
-una cura più dannosa che altro. Una tal somma di disgrazie spiega
-com'egli veda tutto nero adesso nella vita.... Ma tu non devi badarci,
-Guglielmo, devi pensare piuttosto a mantenere le buone promesse che
-dài di te, e vedrai ch'egli ne sarà consolato e superbo. Nulla gli fa
-tanto piacere quanto il sentirti lodare, e aspetta grandi cose dal suo
-nipote! —
-
-Qui la conversazione ebbe termine; ma non senza che il ragazzo
-aggiungesse un nuovo proponimento ai molti già fatti: quello di provare
-al nonno, se Dio gli conservava la salute e il vigore, che le speranze
-non sono sempre ingannevoli nè i timori sempre fondati.
-
-Beato il giovanetto che ha ognora dinanzi a sè l'alta mèta d'un
-sentimento nobile e generoso! Quale stimolo all'attività, alla
-perseveranza, all'abnegazione! Quale impulso a sforzi di più in più
-strenui! Timori che spegnerebbero ogni ardore, scoraggiamenti che
-farebbero perdere ogni baldanza, fatiche che opprimerebbero, ostacoli
-di fronte a cui cadrebbe l'animo, opposizioni che stremerebbero le
-forze, tentazioni che sarebbero irresistibili, tutto tutto è superato,
-abbattuto, domato da colui che con un fine sincero e degno combatte per
-la vittoria!
-
-Perciò gli uomini venuti al mondo in mezzo agli onori e alle ricchezze,
-allevati nel lusso, di rado compiono grandi cose. Non sono _nati_ per
-la fatica, e senza fatica nulla che abbia un reale valore può essere
-ottenuto. Oh, perchè non si propongono essi, come movente supremo
-delle loro azioni, come unica mèta della loro vita, di trionfare
-d'una condizione così svantaggiosa, d'acquistare dottrina, saviezza,
-virtù, nonostante quelle ricchezze perniciose, quei vani onori, quel
-lusso snervante che agli occhi chiaroveggenti dei savi e degli angeli
-sono la più mortale delle insidie? Guglielmo aveva un incitamento al
-bene fin dai suoi teneri anni. Il suo nonno era di grave età, la sua
-mamma di debole complessione. Egli doveva divenire il sostegno della
-loro vecchiaia, doveva lavorare per mettersi in grado di provvedere
-al loro sostentamento e al loro benessere; doveva fare ancor _più_:
-essi speravano da lui cose egregie, e _bisognava_ che le loro speranze
-non fossero deluse. Non dimenticava però il presente, mentre s'armava
-per il futuro conflitto col mondo. Si mise a tavolino e imparò le
-sue lezioni per la scuola domenicale. Poi, secondo il costume, lesse
-ad alta voce qualche passo della Bibbia. Infine la signora Sullivan,
-ponendo la mano sul capo del suo figliuolo, offerse per lui al Signore
-una semplice e fervida preghiera: una di quelle preghiere materne che
-il fanciullo ascolta con reverenza ed amore, e l'uomo maturo ricorda;
-preghiere che ci tengono lontani dalle tentazioni e ci liberano dal
-male.
-
-Quella sera la piccola Gertrude, quando, partito Guglielmo, restò sola
-con True, sedette su un panchettino basso, accanto a lui, e rimase un
-pezzo senza parlare, fissando tutta intenta la bianca figurina di gesso
-che si teneva in grembo. Ma certo, la sua mente infantile lavorava,
-perchè l'espressione del pensiero le appariva manifesta nel viso.
-True, il quale di rado era il primo a rompere il silenzio, vedendola
-così insolitamente cheta, le alzò il mento e la guardò con aria
-interrogativa.
-
-— Ebbene, — disse poi — non ti pare che Guglielmo Sullivan sia un gran
-bravo ragazzo?
-
-— Sì, — rispose Gertrude, ma come se, assorta in un'altra idea, non
-sapesse bene che diceva.
-
-— Ti piace, dunque? — domandò egli.
-
-— Moltissimo, — fece lei, sempre distratta.
-
-Egli aspettava ch'ella cominciasse a discorrere della sua nuova
-conoscenza; ma per un minuto o due la bambina seguitò a tacere, poi,
-alzando gli occhi, uscì a dire:
-
-— Zio True?
-
-— Che vuoi, cara?
-
-— Perchè prega Dio, Samuele? —
-
-True inarcò le ciglia.
-
-— Samuele?... Prega?... In verità, non so di che tu voglia parlare....
-
-— Ecco, — riprese Gertrude sollevando la figurina — Guglielmo dice che
-questo ragazzino si chiama Samuele, e che sta in ginocchio, e tiene
-le mani giunte, _così_, e guarda in alto, perchè prega Dio che abita
-lassù, in cielo. Io non capisco che cosa sia quel cielo che intende
-lui.... E voi? —
-
-Il buon uomo presa la statuina la osservò attentamente, si dimenò sulla
-seggiola, si grattò il capo: alfine disse:
-
-— Eh sì, credo ch'egli abbia ragione.... Questo bambino prega, non c'è
-dubbio; io non ci avevo badato. Ma non so proprio perchè lo chiami un
-Samuele. Glielo domanderemo uno di questi giorni.
-
-— Bene. E perchè Samuele preghi Dio, lo sapete?
-
-— Lo prega perchè lo faccia buono. Le persone che pregano Dio diventano
-buone.
-
-— Può Dio far buona la gente?
-
-— Sicuro. Dio è grande. Egli può tutto.
-
-— E come arriva a _udire_ chi prega?
-
-— Dio ode e vede ogni cosa, nel mondo.
-
-— E vive su in cielo? Dove sono le stelle?
-
-— Sì, nell'alto del cielo. —
-
-Gertrude fece molte altre domande: domande strane alle quali il povero
-True non sapeva rispondere, domande ch'egli si maravigliava di non aver
-mai rivolte a nessuno. Egli aveva un cuore umile e amoroso ed una fede
-infantile; se non era fornito che d'una scarsa istruzione religiosa, si
-sforzava però di mettere a buon profitto i lumi che possedeva. E forse
-nella sua pratica fedele delle virtù cristiane, specie nell'obbedienza
-alla gran legge della carità, egli s'avvicinava allo spirito del Divino
-Maestro, più di molti che grazie a lunghi studi e quotidiane letture si
-sono resi familiari con le sacre dottrine. Ma non aveva mai scrutato
-le sorgenti profonde di quelle credenze sulle quali non cadeva dubbio
-nell'animo suo, e non si trovava affatto preparato a risolvere le
-questioni che la piccola Gertrude gli andava proponendo in quel subito
-svegliarsi della sua mente acuta e indagatrice. Le rispondeva tuttavia
-come poteva meglio, e quando non ci arrivava, non esitava punto a
-rimandarla a Guglielmo, che, diceva egli, frequentando la scuola
-domenicale doveva sapere un visibilio di cose in tale materia. Tutto
-ciò ch'ella giunse a ricavarne si ridusse alla cognizione di questi tre
-fatti: Dio è in cielo, il suo potere è grande, la preghiera rende gli
-uomini migliori.
-
-Il suo cervellino in effervescenza era così pieno delle nuove idee,
-che, venuta l'ora di coricarsi, neppure il piacere d'andar a dormire
-per la prima volta nella sua cameretta potè distrarnela. E quando fu
-nel suo lettino, e True ebbe portato via il lume, non s'addormentò.
-Aveva giusto di faccia la finestra, come nella soffitta d'Annetta
-Grant; però una finestra molto più grande, che offriva a' suoi occhi
-una più ampia veduta. Il cielo era tutto sfavillante di stelle, e
-quello spettacolo ravvivò in lei la maraviglia e la curiosità che
-un'altra volta le aveva destato. «Chi accendeva quei lumi così fulgidi
-e così lontani?» Ma adesso, contemplandoli, un subito pensiero le
-attraversò la mente come un baleno di luce:
-
-— Li accende _Dio_! Oh, Egli dev'esser pur grande e potente! Ma anche
-un bambino può pregarlo! —
-
-Balzò dal letto, andò davanti alla finestra, e s'inginocchiò giungendo
-le mani e alzando lo sguardo al cielo, nell'atteggiamento stesso del
-piccolo Samuele. Le sue labbra non proferivano parole, ma gli occhi
-le splendevano irrorati dalla rugiada di due lacrime. Non era forse
-ciascuna lacrima una preghiera? Ella non chiedeva alcuna grazia, ma
-ardeva tutta del desiderio di Dio e della virtù. Non era forse quel
-desiderio una preghiera? Il suo piccolo cuore levato in alto palpitava
-con veemenza. Non era forse ogni palpito una preghiera? E Dio, senza il
-cui volere non cade foglia dal ramo, non udiva, non gradiva forse, quel
-primo omaggio d'una povera creaturina ignorante, non scendeva forse su
-quel capo innocente la Sua benedizione?
-
-Molte grazie chiese a Dio Gertrude negli anni che seguirono; spesso
-ella ricorse a Lui per aiuto; in più di un'ora d'amaro dolore attinse
-conforto alla medesima inesauribile sorgente: quando la forza le
-falliva quando il cuore le mancava, Egli diveniva la forza del suo
-cuore. Ma ella non s'appressò mai al Suo trono con un'offerta più
-pura, con un sacrifizio più degno, che la notte in cui nella prima sua
-profonda penitenza, nel primo suo atto di ferma fede, nel primo ardore
-della sua speranza, s'inginocchiò con le mani giunte e gli occhi al
-cielo, come il piccolo Samuele, e il suo cuore espresse, benchè le sue
-labbra non le proferissero, le parole del profeta fanciullo: «Eccomi, o
-Signore!»
-
-
-
-
-VIII.
-
- Dolce nel primo gusto è la vendetta
- Ma in breve amara torna....
-
- MILTON.
-
-
-Il giorno seguente era una domenica. True aveva per costume di
-trattenersi buona parte della domenica in chiesa con la famiglia del
-sagrestano; ma Gertrude non avendo cappello non poteva andarci, ed egli
-non volle lasciarla sola. Ella dunque s'appuntò in capo il suo vecchio
-scialletto, e passarono la mattinata insieme passeggiando lungo le
-banchine e guardando i bastimenti. Nel pomeriggio True dormì accanto
-alla stufa, e la bambina si trastullò con la gatta. Guglielmo venne
-la sera, però soltanto per accomiatarsi prima di ritornare dal signor
-Bray. Aveva gran fretta, non poteva nemmeno sedere un momentino: in
-casa del suo principale si faceva vita assai morigerata, e la porta
-era chiusa di buon'ora, specie le domeniche. Il vecchio Cooper fece la
-consueta sua visita. Quand'egli se n'andò, il lampionaio trovò Gertrude
-immersa in un sonno beato, e pensando ch'era peccato destarla, la mise
-a letto così come stava.
-
-Ed ella non si destò, infatti, fino al mattino. Grande fu allora la
-sua maraviglia vedendosi bell'e vestita. Esilarata da questo caso
-bizzarro saltò su e corse a domandare a Trueman come fosse successo.
-Egli stava accendendo il fuoco, e Gertrude, avute sodisfacenti risposte
-alle sue numerose interrogazioni, s'applicò ad aiutarlo del suo
-meglio preparando la colazione e assettando la stanza. Ella seguiva
-appuntino gl'insegnamenti della signora Sullivan, rammentandoli tutti,
-e dimostrava notevole capacità in ogni cosa che intraprendeva. Nel
-corso di poche settimane, a forza di perseveranza era giunta a rendersi
-utile in mille maniere. Prometteva davvero di far onore alla profezia
-della sua maestra, diventando un'ottima piccola massaia. Certo i suoi
-servizi erano lievi; ma quei piedini agili e pronti risparmiavano molti
-passi al vecchio True, e segnatamente ella prestava un aiuto essenziale
-nella pulizia delle camere, sua particolare ambizione. Adesso che la
-polvere e i ragnateli non c'erano più, la signora Sullivan s'aspettava
-da lei che non s'accumulassero daccapo. Ella lo sentiva. E bisognava
-vederla quando, la mattina, mentre il lampionaio era fuori a nettare e
-riempire i suoi lampioni, accudiva alle faccende munita d'una vecchia
-granata il cui manico era stato accorciato a fine d'agevolargliene
-l'uso! Con che zelo, con che diligenza l'adoprava! Spesso la buona
-vicina dava una capata nel quartierino per lodarla ed assisterla. Nulla
-rendeva più felice la piccola Gertrude che l'imparare qualche cosa di
-nuovo. Beninteso, dovette anche lei pagare il noviziato. Vi furono
-due o tre casi di completa carbonizzazione dei crostini; e, peggio
-ancora, ell'ebbe a versare copiose lacrime sui frantumi di una tazza
-da tè dipinta, sgusciatale di mano. Ma lo zio True non la rimproverava
-mai; sicchè ella scordava presto queste disgrazie che d'altronde
-l'esperienza le insegnava ad evitare.
-
-Caterina Mc Carty, la quale l'aveva in concetto della più svegliata e
-destra bambina del mondo, veniva di tanto in tanto a lavare i pavimenti
-e far altri lavori troppo gravi o difficili per lei.
-
-Animata dal desiderio di rispondere all'aspettazione della signora
-Sullivan, e soprattutto di essere utile al suo benefattore, di
-manifestare nel miglior modo il grande affetto che gli portava,
-Gertrude era di solito buona, paziente, compiacente, quanto solerte.
-Invero l'indulgenza di True verso la piccina era tale, che di rado egli
-le imponeva la sua volontà. Ella rimaneva dunque libera di seguire il
-proprio talento; ma per indisciplinata che fosse, obbediva volentieri
-ad uno che mai la contrariava, e però non le accadeva di mostrare
-dinanzi a lui la violenza della sua natura che una volta eccitata non
-conosceva più freno. Tuttavia, se nella vita tranquilla di cui godeva
-adesso tra le pareti domestiche, mancava ogni causa d'irritazione, si
-diedero talora occasioni nelle quali fu palese che covava sempre il
-fuoco sotto la cenere.
-
-Una domenica Gertrude, che ora possedeva un bel cappuccetto comperatole
-dallo zio True, aveva assistito con questi al servizio divino della
-sera, e ritornavano a casa accompagnati dal signor Cooper e da
-Guglielmo. I due vecchi erano ingolfati in una delle loro consuete
-discussioni, e i fanciulli, rimasti un po' indietro, discorrevano
-vivamente della chiesa, del ministro, dell'uditorio, della musica, che
-per la bambina erano tutte cose nuove ed avevano destato in lei gran
-maraviglia.
-
-Cominciava a farsi buio nelle strade. Guglielmo l'osservò, e chinando
-lo sguardo verso la sua piccola compagna che teneva per mano,
-soggiunse:
-
-— Di', Gertrude, vai qualche volta con lo zio True a vederlo accendere
-i lampioni?
-
-— Non ci sono andata mai, dopo la notte che mi portò a casa sua, — ella
-rispose. — Io ne avevo una voglia matta, ma era sempre tanto freddo che
-lui non me lo permise: diceva che mi sarei buscata di nuovo la febbre.
-
-— Oggi non è punto freddo; sarà una bellissima notte: se lo zio True
-è contento, si va tutt'e due con lui. Io ci andai più volte.... Ci si
-diverte un mondo a guardare dentro dalle finestre nei salotti dove i
-signori stanno a prendere il tè o a conversare in circolo, davanti al
-fuoco....
-
-— E io godo di veder accendere quei grandi lumi che fanno tutt'intorno
-una luce così bella, così allegra! Spero che dirà di sì.... Lo
-pregheremo.... Vieni, — proseguì tirandosi dietro Guglielmo —
-raggiungiamolo, diciamoglielo subito....
-
-— No, aspetta, ora sta ragionando col nonno.... Glielo diremo poi,
-quando saremo a casa. Già poco ci manca. —
-
-A stento però il ragazzo poteva contenere l'impazienza di Gertrude. Non
-appena furono giunti al cancello della corte ella si strappò da lui,
-si precipitò verso Trueman, fece la sua richiesta che fu benevolmente
-accolta. E i tre partirono per il loro giro.
-
-Da principio l'attenzione della piccina si concentrò tutta nelle
-fiammelle che via via s'accendevano. Non aveva occhi per altro. Ma
-svoltato il canto della strada si trovò di faccia alla vetrina d'una
-grande farmacia che la fece rimanere incantata. I vivi colori dei
-liquidi brillanti nei vasi di cristallo che per la prima volta vedeva
-di sera, così illuminati, cattivarono la sua fantasia. Ed avendole
-Guglielmo detto che la bottega del suo principale era simile a quella,
-pensò che doveva essere una delizia passar la vita in un luogo tanto
-bello. Si maravigliò poi che fosse aperta la domenica mentre tutti gli
-altri negozi erano chiusi. Egli si fermò per spiegargliene la ragione e
-appagare la sua curiosità su varie coserelle; sicchè quando si mossero
-s'avvide che True li precedeva d'un buon tratto. Sollecitò allora
-Gertrude dicendole che si trovavano adesso nella più signorile delle
-vie per cui dovevano passare, e che bisognava far presto se volevano
-vedere a loro agio la casa che più gli premeva di mostrarle. Infatti
-il lampionaio nel momento che lo raggiunsero già appoggiava le sua
-scala a un lampione di fronte a un'isola di bei fabbricati. Molte delle
-finestre avevano le tende chiuse, dimodochè i fanciulli non potevano
-guardar dentro; ma in alcune le tende non c'erano, o non erano ancora
-tirate. In un salotto si vedeva un bel fuoco di ceppi e davanti al
-caminetto signori e signore che conversavano: Gertrude non si sarebbe
-più staccata di là. In un altro era accesa una splendida lumiera, e
-sebbene non ci fosse nessuno, la sontuosità del mobilio, l'appariscenza
-di tutto l'insieme la rapirono. Ella battè le mani dall'allegrezza, e
-non s'indusse a seguire Guglielmo se non dopo ch'egli l'ebbe assicurata
-che un po' più oltre c'era una casa non meno stupenda, dove forse
-avrebbe anche veduto certi bellissimi bambini.
-
-— O come sai che ci saranno? — domandò ella mentre s'incamminavano.
-
-— Io non lo so positivamente, ma credo. C'erano sempre alla finestra
-quando andavo con lo zio True, l'inverno passato.
-
-— Quanti?
-
-— Tre, mi pare. Ricordo una bellezza di bimba coi ricci biondi e un
-visino dolce eppure furbetto. Sembrava una bambola di cera, ma molto
-molto più carina.
-
-— Oh, spero che la vedremo! — esclamò Gertrude ballando sulle punte de'
-piedi, tanto era eccitata dal piacere.
-
-— Eccoli! — disse Guglielmo. — Ci sono tutti e tre, come allora!
-
-— Dove? dove?
-
-— Là, dirimpetto, in quella grande casa di pietra. Su, attraversiamo la
-strada.... Ma c'è una mota!... Aspetta, ti porto. —
-
-Prese la ragazzetta in collo e la portò fino al marciapiede opposto.
-True doveva ancora arrivare. I bambini aspettavano lui, alla finestra.
-Gertrude non era la sola che si divertisse a veder accendere i
-lampioni.
-
-Oramai faceva notte, e le persone che si trovavano nelle stanze
-illuminate non potevano distinguere quelle ch'erano fuori; ma così
-Guglielmo e la sua compagna avevano maggior opportunità di guardare
-nell'interno della casa. Una bella casa davvero: senza dubbio v'abitava
-gente assai ricca. Il salotto era gaiamente rischiarato dalla viva
-luce d'un gran lume sospeso e dal riverbero del fulgido fuoco di
-carbone che ardeva nel caminetto. I sontuosi tappeti, le tende di
-stoffe smaglianti, i quadri in cornice dorata, i grandi specchi che
-riflettevano l'insieme da ogni lato, diedero a Gertrude la sua prima
-idea del lusso. E le comodità che si combinavano con quell'eleganza
-conferendole un'aria di piacevole intimità la rendevano ancor più
-affascinante per la povera creatura cresciuta nella miseria. Una tavola
-era squisitamente apparecchiata per il tè; la tovaglia damascata,
-candidissima, la lucida argenteria, e soprattutto la teiera di famiglia
-col suo placido ronzio, avevano un aspetto seducentissimo. Un signore
-in pantofole ricamate stava adagiato in un'ampia poltrona accanto al
-fuoco; una signora con una cuffietta riccamente guarnita invigilava la
-cameriera che finiva d'apparecchiare; i bambini, tutti sorridenti come
-sono i bambini felici, s'erano radunati davanti alla finestra e, ritti
-sopra un panchetto, guardavano in istrada.
-
-Guglielmo li aveva descritti bene. Erano tre belle e graziose
-creature, specie una ragazzina, la maggiore, che toccava circa l'età
-di Gertrude. I capelli biondi scendenti in folti ricci lungo il collo
-d'una bianchezza nivea, gli occhi azzurri, le guance pienotte e rosee,
-i lineamenti gentili, la facevano somigliare a un cherubino. Gertrude
-non trovava modo d'esprimere la sua ardente ammirazione che con grida
-di gioia, e risa, e salti, o indicando a Guglielmo or questa cosa or
-quella, in confuso.
-
-— Di', non è un amore di bimba?... Guarda che splendido fuoco!... E
-la signora com'è bella!... O le scarpe del signore, le hai vedute?...
-Che sarà quella roba sulla tavola? Qualche cosa di buono, sicuro....
-C'è uno specchio sterminato.... Ah Guglielmo, che cari bambini! Vere
-bellezze!... —
-
-E sempre cominciava e finiva con le lodi dei bambini. Guglielmo
-era sodisfatto. La sua piccola amica si divertiva quanto egli s'era
-ripromesso.
-
-Ma True arrivava, e il lume della sua torcia scorreva lungo il
-marciapiede. Allora essi furono alla lor volta osservati e divennero
-il soggetto di un'animata conversazione. La ricciutella li vide e
-li additò agli altri due. Sebbene Gertrude non potesse indovinare
-che dicessero, l'idea d'essere sottoposta all'esame e ai commenti
-di qualcuno le dispiaceva forte. Lesta lesta si nascose dietro la
-colonna del lampione, e non volle più muoversi nè alzar gli occhi
-alla finestra, per quanto Guglielmo la canzonasse e le dicesse che ora
-_toccava a lei_ d'essere guardata.
-
-Quando il lampionaio ripigliò la sua scala e proseguì il cammino, ella
-si slanciò dietro a lui di corsa per isfuggire agli sguardi curiosi;
-ma tosto che il ragazzo la richiamò dicendole che i bambini s'erano
-ritirati, non seppe resistere alla tentazione di gettare ancora
-un'occhiata nel bel salotto e fece giusto a tempo per vederli prender
-posto alla tavola del tè. Un momento dopo la cameriera venne a tirar
-giù le tende, Gertrude prese la mano di Guglielmo e affrettarono il
-passo per raggiungere True.
-
-— Non ti piacerebbe vivere in una casa come quella? — domandò egli.
-
-— Oh sì! — rispose lei. — Non è una magnificenza?
-
-— Io ne vorrei una così. E l'avrò un giorno o l'altro. —
-
-Questa presunzione sbalordì Gertrude.
-
-— L'avrai? E in che maniera?
-
-— Lavorerò, diverrò ricco, e me la comprerò.
-
-— Impossibile. Ci vuole un monte di quattrini.
-
-— Lo so. Ma io ne guadagnerò dimolti. Il signore che abita in quel
-magnifico appartamento era un ragazzo povero quando arrivò a Boston: o
-perchè non ho da potere anch'io arricchire al pari di lui? E ne ho la
-ferma intenzione.
-
-— Come avrà fatto a guadagnare tanto?
-
-— Come abbia fatto _lui_ non so. Ci sono parecchi modi. Certuni dicono
-che tutto dipende dalla fortuna.... ma secondo me la bravura non è meno
-necessaria.
-
-— Sei bravo, tu? —
-
-Egli rise.
-
-— Non ti pare? Bene, se non verrà il giorno che mi vedrai ricco potrai
-dire di no.
-
-— Io lo so che farei se fossi ricca.
-
-— Che faresti?
-
-— Prima di tutto comprerei una bella poltrona grande per lo zio True,
-con dentro cuscini e sopra splendidi fiori, come quella dove sedeva
-quel signore; e poi per me una gran lumiera, con tanti tanti lumi tutti
-in un mazzo, da far nella stanza una luce.... la luce più chiara che ci
-possa essere.
-
-— Mi sembra che tu vada pazza per la luce, Gertrudina.
-
-— Io sì! Odio le case vecchie, nere, buie.... A me piacciono le stelle,
-il sole, e i fuochi, e la torcia dello zio True....
-
-— E a me gli occhi fulgenti. I tuoi appunto brillano come due stelle,
-stasera. Non ci divertiamo, di'?
-
-— Oh, molto! —
-
-Gertrude non faceva che saltare e ballare lungo il marciapiede, e
-Guglielmo partecipava al suo giubilo, tutto lieto e superbo d'aver a
-proteggere la strana e fiera bambina nel tempo stesso che le procurava
-un tale godimento. Cammin facendo seguitarono a intrattenersi sull'uso
-delle ricchezze che con balda speranza l'uno e l'altra contavano
-di possedere prima o poi: giacchè la fidente audacia del giovanetto
-s'era comunicata alla sua piccola compagna, e anch'ella si proponeva
-di lavorare e diventare facoltosa. Egli le descriveva gli agi ed il
-lusso di cui avrebbe circondato la sua mamma, il suo nonno, e perfino
-lo zio True e lei. Era quanto di più sontuoso egli avesse mai veduto o
-sognato. Tra altro, la mamma doveva portare una cuffietta guarnita come
-quella della signora che avevano veduta dalla finestra. Gertrude ruppe
-in una franca risata. Il buon gusto è innato, ed ella, che ne aveva,
-sentiva che la modesta vedovetta dall'aspetto placido e grave sarebbe
-stata ridicola con in capo un'acconciatura di fiori gai. Qualunque
-eleganza meno sobria della semplice lindezza non poteva che snaturare
-la signora Sullivan. Quanto a sè medesimo, il generoso figliuolo non ci
-pensava affatto. Nessuna sodisfazione di desiderî egoistici entrava ne'
-suoi disegni. Egli intendeva di lavorare per i suoi cari, e in loro e
-da loro aspettava la sua ricompensa.
-
-Beati i fanciulli! Beati come essi soli possono essere! Che bisogno
-hanno della ricchezza? Che bisogno di qualsiasi bene più materiale
-e tangibile dei beni che posseggono? Questi valgono assai più
-dell'oro o della fama. Sono la candida fede, la speranza ingenua
-dell'infanzia. Con tutta la potenza immaginativa d'una fantasia non
-frenata da disinganni e delusioni, ogni fanciullo fabbrica gli stessi
-castelli in aria che milioni e milioni d'altri hanno fabbricato
-o fabbricheranno fino alla fine dei secoli. Veggono splendere in
-lontananza vaghe figure, e non sanno che sono fantasmi. Le veggono
-adergersi e rifulgere, e i loro occhi affascinati si fissano in quelle,
-sorvolando sugli spazi tenebrosi che si frappongono, senza scorgere i
-perigli dell'aspra via, senza sospetto dei precipizi e delle insidie
-in cui molti dovranno cadere. Fiduciosi di guadagnare la gloriosa
-mèta, imprendono l'arduo cammino esultando. Sia benedetta l'illusione
-infantile, se pure è illusione! Non togliete d'inganno quei credenti, o
-uomini savi! Non soffocate quella buona speranza che è un dono di Dio,
-e che forse nel suo aereo volo li porterà a salvamento sopra qualche
-passo scabroso, qualche abisso della vita. Ahimè, già dura poco, e una
-volta spenta, la via si fa più dura!
-
-Certo la gioia che faceva brillare il cuore a Guglielmo e Gertrude
-derivava in gran parte dalla generosità del sentimento che li
-commoveva. Nei loro sogni ambiziosi essi vagheggiavano solo la
-consolazione d'allietare i vecchi giorni di coloro che amavano. Era un
-nobile spirito di carità filiale, di tenera gratitudine quello che li
-animava: naturale in entrambi, ma in lui tanto alimentato dalla pia
-educazione ricevuta da aver assunto il carattere d'un principio, in
-lei mèro impulso. E guai alla misera natura umana quando è governata
-unicamente dalle sue passioni! La povera bambina aveva altri impulsi
-meno felici (chi non ne ha?), e se il primo meritava d'essere
-incoraggiato e fortificato, era necessario sradicare e distruggere i
-secondi.
-
-True, acceso l'ultimo lampione di quella strada, svoltò in un'altra
-seguito dai due fanciulli. Ma dopo una dozzina di passi Gertrude si
-fermò di botto, risoluta a non proseguire, e tirando Guglielmo per la
-mano, tentò di farlo tornare indietro.
-
-— Che hai, Gertrudina? — domandò egli. — Sei stanca?
-
-— Oh no! Ma non posso andar più oltre.
-
-— Perchè mai?
-
-— Perchè.... perchè.... — e abbassando la voce la piccina accostò le
-labbra all'orecchio del suo compagno — qui ci sta Annetta Grant. Vedo
-la casa.... M'ero dimenticata che lo zio True deve andarci.... E io ho
-paura.
-
-— Oho! — fece Guglielmo rizzandosi con aria dignitosa. — Vorrei un
-po' sapere di che hai paura quando io sono con te! Si provi, mo', a
-toccarti, se n'ha il coraggio. Te, o lo zio True! Riderei. —
-
-E con parole affettuose e piacevoli prese a persuaderla, dicendole che
-secondo ogni probabilità Annetta Grant non li avrebbe veduti, ma che
-forse _loro_ avrebbero veduto _lei_; il che appunto egli vivamente
-desiderava. I timori di Gertrude furono presto vinti. Ella non era
-timida, per natura. L'improvvisa scossa provata rivedendo l'antica
-sua casa, aveva ridestato in lei il suo orrore, il suo terrore della
-vecchia Annetta; ma non ci vollero gran ragionamenti per dissipare
-quello sgomento dimostrandole che oramai ella era al sicuro; e
-bentosto vi succedette il desiderio di far conoscere a Guglielmo
-la sua persecutrice d'un tempo. Sicchè quando giunsero davanti alla
-casa aborrita ella sperava anzichè temere di vederla. E per vederla
-l'occasione non poteva essere migliore. Annetta era affacciata alla
-finestra e leticava furiosamente con una vicina. Il suo volto esprimeva
-tutta la violenza della collera che le bolliva dentro, e, brutto
-com'era sempre, offriva in quel momento una così chiara impronta del
-suo carattere, che nessuno le avrebbe potuto contrastare il diritto al
-titolo di megera, virago, dragone, o altro di simile significato.
-
-— Quale delle due? — domandò Guglielmo. — Quella alta che gesticola con
-una caffettiera in mano? Scommetto che or ora, se non ci bada, rompe il
-manico....
-
-— Sì, quella.
-
-— O che fa?
-
-— Letica con la signorina Birch. Sempre ce l'ha con qualcuno. Non ci
-vede mica, noi, non è vero?
-
-— No, è troppo occupata. Vieni, non ci fermiamo qui. È brutta quanto me
-la figuravo. Io per me l'ho veduta abbastanza, e tu pure, credo. Tira
-via. —
-
-Ma Gertrude indugiava. Resa coraggiosa dalla certezza che la nemica non
-s'accorgeva della sua presenza, la fissava intentamente, e i suoi occhi
-scintillavano animati non più dall'eccitazione d'una sana e innocente
-allegrezza come poco prima, ma dal fuoco dell'ira e dell'odio, un fuoco
-che Annetta Grant le aveva acceso nel cuore da anni e che non ancora
-estinto ridivampava in tutta la sua forza alla vista di lei.
-
-Guglielmo, pensando ch'era tardi e vedendo la torcia del lampionaio
-già in fondo alla strada, usò, per indurre la bambina a seguirlo,
-l'espediente di lasciarla e andarsene dicendole:
-
-— Se tu non vieni, Gertrude, io non posso aspettare. —
-
-Ella si volse, attese ch'egli s'allontanasse alquanto, poi, ratta come
-il baleno, si chinò, raccattò un ciottolo sul marciapiede, e lo scagliò
-contro la finestra. S'udì un fracasso di vetri rotti e un'esclamazione
-della nota voce d'Annetta Grant; ma Gertrude non stette ad osservare il
-risultato della sua prodezza. Quel fracasso, quella voce, ridestarono i
-suoi terrori; perdutamente, se la dette a gambe, oltrepassò Guglielmo,
-nè si fermò finchè non si sentì sicura a fianco di Trueman. Guglielmo
-non li raggiunse che vicino a casa.
-
-— Gertrude, — egli gridò correndo verso di lei tutto ansante — sai che
-cos'hai fatto? Hai rotto la vetrata della finestra! —
-
-La bambina lo evitò voltando le spalle, fece il grugno, e dichiarò che
-questa era stata appunto la sua intenzione.
-
-Il lampionaio domandò di che finestra parlassero. Ella confessò tutto,
-senz'ambagi, e soggiunse che l'aveva fatto apposta. True e Guglielmo
-tacquero, scandalizzati. Gertrude anch'essa non aperse bocca durante
-il resto del percorso. Aveva il visetto rannuvolato e un senso
-d'infelicità nel piccolo cuore. Ella non comprendeva sè stessa nè
-le proprie sensazioni. Ma l'espressione di quel visetto palesava che
-quando il male prevaleva violentemente sull'anima sua, la pace e la
-giocondità ne fuggivano. Povera creatura! Hai pur bisogno che ti sia
-insegnata la verità! Piaccia a Dio che la luce interiore ti divenga un
-giorno cara come t'è oggi la luce esteriore.
-
-Guglielmo s'accomiatò da True e da lei sulla soglia della casa, e,
-secondo il solito, non lo rividero per tutta la settimana.
-
-
-
-
-IX.
-
- Ma silenzio. Contendere di un'alta
- Legge non debbo col voler che forse
- Ha reconditi fini a cui non giunge
- Il mio intelletto....
-
- MILTON.
-
-
-— Babbo, — disse la signora Sullivan al vecchio Cooper, il quale,
-pronto per uscire, raccoglieva i vari oggetti che gli occorrevano in
-chiesa il sabato sera — perchè non fate venire con voi Gertrude? Vi
-porterebbe una parte di quella roba che non potete pigliare tutta in
-una volta, e le farebbe tanto piacere.
-
-— Non mi sarebbe che d'impaccio, — rispose egli. — Io posso benissimo
-portare ogni cosa da me. —
-
-Ma quando ebbe una lanterna e un secchietto da carbone in una mano, una
-piccola accetta e un paniere di trucioli nell'altra, e una scaletta a
-piuoli in ispalla, dovette riconoscere che non trovava modo di prendere
-anche il martello e l'involto dei chiodi.
-
-La signora Sullivan dunque chiamò Gertrude e le domandò se voleva
-andare in chiesa col signor Cooper e aiutarlo a portare i suoi arnesi.
-
-La bambina fu lietissima della proposta, e presi i chiodi e il martello
-s'incamminò allegramente.
-
-Giunti alla chiesa, il vecchio sagrestano la lasciò libera dicendole
-che poteva baloccarsi a suo talento purchè non facesse chiasso e non
-sciupasse nulla; e passò nella sagrestia dove principiò il suo lavoro
-di spazzatura e spolveratura e preparò i fuochi. Gertrude intanto,
-rimasta sola, si divertì qualche tempo a girellare per le navate
-deserte e tra le panche, osservando da vicino tutto quello che fino
-allora non aveva veduto che da un angolo della galleria; poi salì nel
-pulpito e s'immaginò di tenere un bel sermone a un numeroso uditorio.
-Tuttavia cominciava ad annoiarsi, quando l'organista, entrato senza
-che ella se n'avvedesse, si mise a sonare una musica sommessa e dolce;
-allora scese, sedette sugli scalini, e ascoltò con attenzione e piacere
-vivissimo. Ma di lì a poco la porta in fondo alla navata maggiore si
-aperse, e una coppia di visitatori venne a distrarre Gertrude attirando
-tutta la sua curiosità. L'uno era un uomo anziano vestito come un
-ecclesiastico, piccolo, smilzo, con capelli grigi e radi, fronte alta,
-lineamenti piuttosto aguzzi, ma quantunque di poca appariscenza,
-notevole per l'espressione serena e benigna della sua fisonomia;
-l'altra una giovane signora sui venticinque anni, la quale s'appoggiava
-al suo braccio. Ella indossava un abito semplicissimo, di colore bruno
-scuro come il cappellino chiuso nel quale spiccava soltanto, intorno
-al viso, una guarnizione di nastro celeste. L'unica parte del suo
-vestiario che fosse ricca ed elegante era un boa di zibellino fermato
-sotto la gola da un prezioso anello d'oro smaltato. Di statura alquanto
-inferiore alla media, aveva però un personalino grazioso e ben tornito;
-i lineamenti erano fini e regolari, la carnagione fresca sebbene un
-poco pallida, i capelli d'un castagno chiaro e acconciati con gusto.
-Ella non alzava mai gli occhi mentre veniva lentamente avanzandosi
-nella navata, e le lunghe ciglia quasi le toccavano le gote. I due
-passarono davanti al pulpito senza notar la bambina seduta sugli
-scalini.
-
-— Sono lieto che l'organo vi piaccia, — disse il signore. — Io non
-posso chiamarmi giudice competente in fatto di musica; ma dicono che
-lo strumento è di rara eccellenza e che Hermann lo suona con somma
-perizia.
-
-— Neppure l'opinione mia è di molto valore, — rispose la signora. —
-La musica è per me un gran diletto senza ch'io ne abbia cognizioni
-profonde. Ma questa sinfonia è davvero deliziosa: da lungo tempo non
-avevo sentito melodie che mi commovessero così il cuore. Forse è anche
-perchè le voci dell'organo risuonano tanto dolcemente nella quiete
-solenne della chiesa. Io amo la solitudine delle grandi chiese nei
-giorni feriali. Vi ringrazio d'esser venuto a prendermi stasera. Come
-mai ci avete pensato?
-
-— M'immaginavo che vi farebbe piacere. Sapevo che Hermann sonerebbe
-a quest'ora; e poi, vedendovi così pallidina, m'è parso che un po' di
-moto vi dovesse giovare.
-
-— Infatti. Non mi sentivo bene, e l'aria aperta e frizzante era proprio
-quello che mi ci voleva. Desideravo perciò fare una passeggiata, ma la
-signora Ellis era occupatissima, e io non posso uscire sola.
-
-— Credevo di trovar qui il sagrestano.... Ho da parlargli circa
-la luce; i giorni sono corti ora, e fa buio presto; bisogna che lo
-preghi d'aprire un po' più le gelosie, altrimenti domani non ci veggo
-a leggere il mio sermone. Forse è nella sagrestia.... C'è sempre
-in qualche parte della chiesa, il sabato. Sarà meglio ch'io vada a
-cercarlo.... —
-
-In quella entrò appunto il signor Cooper, il quale, visto il
-pastore, venne a lui, e dopo ricevuti i suoi ordini, gli parlò piano
-chiedendogli senza dubbio d'accompagnarlo in un luogo, perchè questi
-esitò, guardò la signora e disse:
-
-— Già, sarebbe opportuno ch'io ci andassi oggi, tanto più che ci siete
-anche voi. Peccato perder l'occasione.... Ma.... non so.... —
-
-Poi, rivolgendosi alla giovane, soggiunse:
-
-— Emilia, il signor Cooper vorrebbe ch'io mi recassi con lui dalla
-signora Glass, e, certo, dovrei rimaner fuori qualche tempo. Vi
-dispiacerebbe aspettarmi qui fino al mio ritorno? È vero che abita
-nella via attigua, ma può darsi ch'io debba trattenermi un poco,
-perchè si tratta di quei volumi della biblioteca così maliziosamente
-sfregiati; io ho gran paura che il suo figliuolo maggiore c'entri per
-molto in questa birbonata. Sarebbe necessario chiarire la cosa prima
-di domani; e difficilmente io potrei stasera ritornare così lontano.
-Altrimenti non avrei pensato a lasciarvi.
-
-— Andate, signor Arnold, — rispose Emilia — e quanto a me siate
-pur tranquillo. Starmene seduta qui in chiesa e ascoltare la musica
-dell'organo non sarà che un piacere. Il signor Hermann suona ch'è un
-incanto; il tempo non mi parrà lungo, ve l'assicuro. Dunque non abbiate
-fretta per causa mia, ve ne prego. —
-
-Il signor Arnold, acquetati i suoi scrupoli, risolse d'andare. Condusse
-la signora a sedere accanto al pulpito, e uscì col vecchio sagrestano.
-
-Durante tutto questo tempo Gertrude, ritiratasi quatta quatta
-sull'ultimo scalino in alto, e mezzo nascosta dalla cattedra, era
-rimasta inosservata. Ma non appena udì la porta chiudersi con un
-colpo fragoroso dietro i due uomini, si rizzò e cominciò a scendere.
-Al primo suo passo la giovane diede un sobbalzo ed esclamò piuttosto
-bruscamente:
-
-— Chi c'è? —
-
-Gertrude si fermò e non rispose. Cosa strana, la signora non aveva
-guardato in su quantunque dovesse pur avere percepito che il rumore
-veniva di sopra il suo capo. Seguì un momento di silenzio. Poi la
-bambina continuò a scendere, correndo. Questa volta l'altra balzò in
-piedi, e stendendo un braccio dinanzi a sè, ripetette vivamente la
-domanda:
-
-— Chi c'è?
-
-— Sono io, — disse Gertrude guardandola in viso — io sola.
-
-— Volete fermarvi un poco e parlare con me? —
-
-Gertrude attratta dalla voce più soave che mai avesse udita, venne a
-fermarsi proprio accosto ad Emilia, la quale le pose una mano sul capo
-e la trasse a sè chiedendole:
-
-— Chi sei tu, bambina?
-
-— Gertrude.
-
-— E poi?
-
-— Niente.
-
-— O l'altro tuo nome l'hai dimenticato?
-
-— Io non ho nessun altro nome.
-
-— Con chi sei venuta in chiesa?
-
-— Ci sono venuta col signor Cooper. L'ho aiutato a portare i suoi
-arnesi.
-
-— E t'ha lasciata qui ad aspettarlo come sono stata lasciata io. Dunque
-dobbiamo tenerci compagnia, non ti pare? —
-
-La bambina rise.
-
-— Dov'eri? Sulla scaletta del pulpito?
-
-— Sì.
-
-— Bene, siedi su questo scalino basso, vicino alla mia seggiola, e
-discorriamo un poco. Voglio vedere se mi riesce di trovare il tuo
-secondo nome. Con chi abiti?
-
-— Con lo zio True.
-
-— True?
-
-— Sì: il signor True Flint. Adesso abito con lui perchè mi portò a casa
-sua la notte che Annetta Grant mi cacciò fuori, sul marciapiede.
-
-— Che? Sei tu quella? Ho dunque già inteso parlare di te! Il signor
-Flint mi raccontò tutta la tua storia.
-
-— Voi conoscete mio zio True?
-
-— Sì, moltissimo.
-
-— E come vi chiamate, voi?
-
-— Emilia Graham.
-
-— Oh, — esclamò la bambina rizzandosi con un salto e battendo le mani
-— so, so chi siete! Voi gli avete raccomandato di tenermi seco, lo
-disse lui, ed io lo sentii.... Voi m'avete dato i miei vestiti....
-E siete buona, e siete bella, ed io vi voglio bene.... tanto, tanto
-bene! —
-
-Mentre Gertrude proferiva queste parole con voce commossa,
-un'espressione strana, di viva ed inquieta curiosità appariva nel volto
-della signorina Graham come se i toni di quella voce facessero vibrare
-una corda della sua memoria. Ella non parlò, ma passando un braccio
-intorno alla vita della piccina se la trasse ancor più accosto. Il suo
-aspetto riprese la serena compostezza abituale. Gertrude la guardava
-con l'aria di maraviglia che aveva da quando era incominciato il loro
-colloquio; e ad un tratto uscì a dire:
-
-— Avete sonno?
-
-— Punto. Perchè?
-
-— Perchè tenete gli occhi chiusi.
-
-— Sono chiusi sempre, bimba mia.
-
-— Sempre! O per qual ragione?
-
-— Io sono cieca. Non posso veder nulla.
-
-— Non potete vedere! Proprio nulla nulla? Sicchè, me non mi vedete?
-
-— No.
-
-— Ah! — proruppe Gertrude facendo un respirone. — Quanto ne sono
-_contenta_!
-
-— _Contenta!_ — esclamò la cieca con l'accento più doloroso che mai
-fosse udito.
-
-— Oh sì, sono contenta che non mi vediate, perchè così forse mi
-amerete! — disse la bambina.
-
-— E non t'amerei se ti vedessi? — domandò Emilia strisciandole
-lievemente la mano sul viso.
-
-— No di certo! — ella rispose. — Sono tanto brutta! E però mi fa
-piacere che non possiate saper come io sia.
-
-— Ma pensa, Gertrude, — riprese la signorina Graham con immensa
-tristezza — che proveresti se tu non potessi vedere la luce, nè le
-cose, nè le persone?
-
-— Ma voi dunque non vedete neppure il sole, le stelle, il cielo?...
-Siete nel buio?
-
-— Nel buio, sempre, notte e giorno. —
-
-Gertrude dette in un violento scoppio di pianto.
-
-— Oh! — fece quando potè ritrovare un fil di voce tra i singhiozzi. —
-L'è troppo dura! Troppo, troppo, troppo! —
-
-La sua disperazione fu contagiosa. Per la prima volta la giovane cieca
-versò amare lacrime sulla propria sventura.
-
-Ma fu un breve momento. Si dominò subito e cercò di calmare la piccina.
-
-— Chetati! Non piangere! Non dire ch'è troppo dura la mia sorte....
-Io, sai, la sopporto benissimo.... Essendo avvezza così, sono felice lo
-stesso.
-
-— Io invece nel buio sarei infelicissima. Lo _odio_. Non sono
-_contenta_, no, che siate cieca.... _Me ne dispiace_ anzi _assai_....
-Vorrei che vedeste ogni cosa, e me pure.... O non ci sarebbe un qualche
-modo d'aprirveli, gli occhi?
-
-— No, non c'è. Ma non parliamo più di questo; parliamo di te,
-piuttosto. Dimmi perchè ti figuri d'essere tanto brutta.
-
-— Perchè la gente lo dice. E i bambini brutti nessuno li ama.
-
-— Sì, anche i bambini brutti sono amati, purchè siano buoni.
-
-— Ma io non sono buona. Al contrario. Cattivissima.
-
-— _Puoi diventar buona_, però, e allora t'ameranno tutti.
-
-— Credete ch'io _possa_?
-
-— Se ti ci sforzi, sì.
-
-— Mi ci sforzerò.
-
-— Lo spero. Il signor Flint aspetta grandi consolazioni dalla sua
-bimba, e tu devi fare tutto il possibile per dargliele. —
-
-Emilia le rivolse poi molte domande sulla sua vita in casa d'Annetta
-Grant. E il racconto che l'orfanella le fece de' suoi molteplici
-patimenti, le prese l'animo a segno ch'ella non avvertì la fuga del
-tempo nè la partenza dell'organista il quale, cessato di sonare, aveva
-chiuso il suo strumento e se n'era andato.
-
-Gertrude era molto comunicativa. Benchè di primo acchito si mostrasse
-ritrosa con gli estranei, bastava qualche buona parola per guadagnarne
-la confidenza; e nel caso presente la voce dolcissima d'Emilia, il
-suo tono di simpatia, le andavano diritto al cuore. Cosa singolare,
-ella, vissuta sempre fra gente d'umile condizione, anzi, fino a
-poco addietro, dell'infima plebe, non sentiva punto quel timore,
-quell'impaccio, che sarebbero parsi naturali in lei nel parlare per la
-prima volta a una vera signora, nata in mezzo all'opulenza, educata con
-tutte le raffinatezze del lusso, cólta, di modi eletti. Ella invece
-si stringeva affettuosamente alla giovane e accarezzava il suo boa
-con altrettanta libertà che se fosse anch'essa venuta al mondo in un
-palazzo e le pellicce di zibellino l'avessero avvolta fin nella culla.
-Non si peritò neppure di prendere ripetutamente la fine mano inguantata
-della signorina Graham e tenerla tra le sue, premendola forte: sua
-maniera favorita d'esprimere una calda gratitudine, un'ammirazione
-entusiastica. Ma non meno profondi erano i sentimenti destati
-dall'eccitabile e strana creatura nel cuore d'Emilia. Questa ben vedeva
-a qual segno la povera bambina fosse stata negletta, comprendeva
-quanto dovessero essere perniciosi gli effetti dei mali trattamenti
-sofferti nell'infanzia su quella natura capace di virtù ma impetuosa,
-e quanto importasse combatterli con un'accurata educazione affinchè
-non ne distruggessero in germe le felici disposizioni. Le due novelle
-amiche s'intrattenevano così, senza pensare all'ora già tarda, quando
-il signor Arnold entrò a passi accelerati, un po' trafelato, chiamando
-Emilia fin dal fondo della navata.
-
-— Cara, temo che abbiate pensato ch'io vi dimenticassi.... Mi son
-dovuto indugiare assai più che non credevo. Non vi ritrovo stanca e
-scoraggiata?
-
-— Proprio tanto, siete stato? A me non sembra! — ella rispose. — Gli è
-che, come vedete, ho una compagnia.
-
-— Una bimba? O di dove è sbucato cotesto topolino? — fece il pastore,
-gioviale e bonario.
-
-— È venuta in chiesa col signor Cooper. Non è ritornato ancora a
-prenderla?
-
-— Cooper? No, è andato direttamente a casa, dopo che ci siamo lasciati.
-Sicuro, non se ne ricordava per nulla.... E ora che si fa?
-
-— Non possiamo ricondurla a casa noi? È lontano?
-
-— Ci sono da qui due o tre lunghe vie, tutte fuori della nostra
-direzione. Voi non dovete camminar tanto.
-
-— Oh, sono già rimessa in forze! Non mi stancherò. E dovessi anche
-stancarmi un poco, sarebbe meno male per me che non sapere questa
-piccina a casa sua sana e salva. —
-
-Se Emilia avesse potuto vedere in quel momento il viso di Gertrude,
-la viva gratitudine che ne spirava l'avrebbe compensata di qualsiasi
-fatica.
-
-Il signor Arnold e la signorina Graham accompagnarono dunque Gertrude a
-casa, e sulla soglia la signorina la baciò, ed ella fu quella notte una
-bimba felice.
-
-
-
-
-X.
-
- Col voler che lo spirito governa
- Con ogni fiero torto perdonato
- Con quanto svelle il cuore del peccato
- La donna acquista la salute eterna.
-
- N. P. WILLIS.
-
-
-La fanciulla cieca non dimenticò la piccola Gertrude. Nè mai Emilia
-Graham dimenticava le pene e i bisogni altrui. Ella non poteva vedere
-il mondo esteriore, ma aveva in sè un mondo d'amore e di compassione
-che si manifestava in sentimenti e in atti di generosa benevolenza e
-di carità. Ella viveva una vita d'amore. Amava Dio con tutta l'anima
-e il prossimo come sè stessa. La sventura sua propria, la sua propria
-miseria, non avevano rimedio, ed ella le sopportava senza lamenti;
-ma le sventure e le miserie degli altri erano divenute la sua cura,
-e l'alleviarle la sua gioia. Nel fare il bene era instancabile.
-Numerose benedizioni venivano implorate sul suo capo da giovani e
-vecchi, per benefizi ottenuti; numerose preghiere le venivano rivolte
-per ottenerne. A tutti ella era pietosa. Ma nessuna storia di dolore
-l'aveva mai così profondamente commossa come quella di Gertrude. Pronta
-sempre ad ascoltare chi le narrava i propri guai, ella sapeva che molte
-creature nascono in povertà, crescono nell'indigenza; sapeva che non
-pochi sono i fanciulli maltrattati, negletti, abbandonati. Fin qui non
-era una storia nuova per lei. Ma qualche cosa nella bambina stessa
-l'attirava, l'appassionava in modo straordinario. I toni della sua
-voce, l'accento patetico e il calore con cui parlava, il suo tenero e
-confidente abbandono quand'ella l'aveva tratta a sè, quell'afferrarle e
-stringerle la mano con atto così spontaneo, e soprattutto la veemenza
-del suo cordoglio nel comprendere alfine tutta l'immensità della
-sciagura onde ella era colpita, non le uscivano più di mente. Sognò
-Gertrude la notte, pensò a lei durante il giorno. Ella non si rendeva
-ragione del sentimento che la spingeva verso quella piccola estranea,
-ma era un impulso irresistibile; tanto che mandò a chiamare True Flint
-struggendosi d'essere più minutamente ragguagliata sul conto suo.
-
-Egli venne, e parlarono a lungo dell'orfanella. Il buon uomo giubilava
-ascoltando la signorina Graham. Era una grande consolazione per lui
-che la sua figlioletta adottiva si fosse cattivata la benevolenza
-d'una persona ch'egli rispettava ed ammirava in sommo grado. Anche
-Gertrude gli aveva raccontato il loro incontro in chiesa, e parlato
-con ardore della cara signora ch'era stata così amorosa con lei, e che
-l'aveva accompagnata a casa, mentre il vecchio Cooper s'era addirittura
-dimenticato d'averla lasciata lì: ma egli non s'immaginava che quel
-subito attaccamento fosse reciproco.
-
-Emilia gli domandò se non intendesse di mandare la ragazzina a scuola.
-
-— Veramente, non so.... — rispose True. — È piccina ancora, e poco
-avvezza a stare con altri bambini. E poi mi dispiacerebbe privarmi
-della sua compagnia: io godo di vedermela dattorno. —
-
-Ella osservò ch'era tempo che Gertrude imparasse a leggere e a
-scrivere, e che quanto più presto avrebbe cominciato a stare co' suoi
-coetanei, tanto più agevolmente ci si sarebbe avvezzata.
-
-— Sicuro, sicuro, — fece egli — è giustissimo. Se dunque credete per il
-suo meglio che vada a scuola, gliene parlerò. Sentiremo che dice.
-
-— Ma sì. Io credo che ci piglierebbe gusto e farebbe grandi progressi.
-Circa i vestiti, se qualche cosa le manca, io...
-
-— Oh no, no, signorina Emilia, non occorre nulla! È ben rimpannucciata
-per ora, grazie alla bontà vostra....
-
-— Basta, ricordatevi che in caso di bisogno dovete ricorrere a me.
-L'abbiamo adottata insieme quella figliuola, e io mi sono assunta
-l'impegno di fare per lei tutto ciò che posso. Quindi, se mai, non
-esitate. Sarò lieta di potervi esser utile, credetelo. Mio padre si
-sente sempre obbligatissimo verso di voi, signor Flint, per i vostri
-fedeli servigi che hanno finito col costarvi tanto caro.
-
-— Oh, signorina Emilia, il signor Graham è stato per me il migliore
-degli amici, e quanto all'infortunio che mi toccò lavorando ne' suoi
-magazzini nessuno n'ebbe colpa fuori di me; la sbadataggine mia fu la
-sola causa di tutto il male!...
-
-— So, so che voi lo dite, ma il nostro rincrescimento non è minore per
-questo. Ve lo ripeto, non dimenticate ch'io mi stimerò felice di poter
-venire in aiuto alla piccola Gertrude. Mi piacerebbe d'averla qui un
-giorno, se voi permettete, e se essa è contenta di venire....
-
-— Figuratevi se sarà contenta! Grazie, grazie di cuore.... —
-
-Alcuni giorni dopo Gertrude andò con True a casa Graham per visitare
-la signorina; ma la governante che incontrarono nell'atrio disse loro
-ch'ella era malata e non riceveva nessuno; sicchè tornarono indietro
-pieni di rammarico.
-
-Seppero poi che Emilia si era buscata una forte infreddatura la sera
-che troppo a lungo era rimasta a sedere in chiesa, e che appunto quel
-giorno si trovava molto incomodata; nondimeno avrebbe di buon grado
-fatto passare in camera sua Gertrude di cui desiderava la visita, e
-assai si dolse con la signora Ellis per averli ella di proprio arbitrio
-rimandati così bruscamente.
-
-True aspettò il sabato a fine di comunicare alla piccina, in presenza
-di Guglielmo, il divisamento di mandarla a scuola. Gertrude su quel
-subito recalcitrò; ma Guglielmo approvava l'idea calorosamente,
-e quando lo zio True ebbe soggiunto che gliel'aveva suggerita la
-signorina Graham, ella acconsentì, sebbene non senza riluttanza, a
-cominciare la settimana ventura, per prova. Quindi il lunedì seguente
-egli la condusse a una scuola elementare. Vi fu ammessa, e la sua
-educazione incominciò. Il sabato dopo, il ragazzo, non appena venuto a
-casa, secondo il solito, entrò come una folata di vento nella camera
-del vicino, tanto lo pungeva la curiosità di sapere che impressione
-avesse fatto la scuola a Gertrudina. La trovò seduta alla tavola con
-davanti il suo abbecedario aperto.
-
-— O Guglielmo, o Guglielmo! — gridò ella vedendolo apparire. — Vieni a
-sentirmi leggere! —
-
-«Leggere» era forse dir troppo. Le sue cognizioni non s'estendevano
-oltre l'alfabeto e qualche sillaba compitata. Ma Guglielmo non le
-fu parco d'elogi, ben meritati del resto, perchè era stata veramente
-diligentissima. Egli rimase stupito udendola dichiarare che le piaceva
-la scuola, le piaceva la maestra, le piacevano le condiscepole.
-S'aspettava invece che tutta la baracca le dispiacesse tanto da farla
-«andar nei nuvoli»; espressione da lui usata per indicare i suoi
-accessi di collera. S'era ingannato. Finora almeno, le cose procedevano
-a maraviglia. Gertrude non gli era mai sembrata così allegra, così
-felice come quella sera. Egli le promise d'assisterla ne' suoi studi; e
-i programmi letterari dei due fanciulli salirono tanto alto, che pareva
-di sentir discorrere un poeta laureato e un filosofo.
-
-Durante alcune settimane tutto infatti andò per la piana. Gertrude
-frequentava la scuola regolarmente e seguitava a fare rapidi progressi.
-Guglielmo veniva tutti i sabati a sentirla leggere, e l'aiutava,
-l'incoraggiava con le sue lodi. Il perspicace ragazzo però ebbe presto
-il sospetto che ella avesse già avuto qualche attrito con certune delle
-scolare più grandi contro le quali cominciava a manifestare sintomi
-d'avversione. Insomma, qual si fosse l'origine dell'ostilità latente,
-la crisi non tardò a scoppiare.
-
-Un giorno, mentre le bambine erano radunate nel cortile della scuola
-per la ricreazione, venne a passare di là, lungo il marciapiede,
-Trueman in abito da lavoro, con la scala portatile e il vaso dell'olio.
-Gertrude lo vide, e saltando, ridendo, chiamandolo forte, corse
-in istrada, lo raggiunse. Trattenutasi due o tre minuti, rientrò
-di galoppo, trafelata ed allegra, eccitatissima dalla gioia di
-quell'incontro insperato. La truppa delle «grandi» che da un pezzo le
-si mostravano poco benevole, l'aveva osservata, e tosto ch'ella fu di
-ritorno una di loro le domandò:
-
-— O chi è quell'uomo?
-
-— È mio zio True.
-
-— Tuo.... che cosa?
-
-— Mio zio, il signor Flint. Io sto con lui.
-
-— Sicchè tu appartieni al lampionaio? — fece la ragazza con tono
-insolente. — Ah, ah, ah!
-
-— Che c'è da ridere? — disse fieramente Gertrude.
-
-— Uh! Io con lui non ci starei davvero, sudicio affumicato com'è....
-Vecchio Negrone! —
-
-L'epiteto ebbe fortuna, e in un baleno circolò da un angolo all'altro
-del cortile, fra matte risa.
-
-Gertrude era furibonda. Con gli occhi scintillanti e i pugni stretti,
-si slanciò senza esitare contro la folla, sfidandola a battaglia. Ma
-sopraffatta dal numero delle avversarie, ed accecata dalla propria
-collera, ebbe naturalmente la peggio e fu cacciata fuori.
-
-Ella si diresse a tutta corsa verso casa, piangendo e urlando con
-quanto n'aveva in canna. Nella sua fuga precipitosa dette di cozzo, sul
-marciapiede, in una signora alta e massiccia, dal portamento piuttosto
-rigido, la quale camminava lentamente nella direzione medesima, con
-un'altra d'assai minore statura, appoggiata al suo braccio.
-
-— Misericordia! — esclamò il donnone che tra la violenza dell'urto
-improvviso e il suo spavento aveva quasi perduto l'equilibrio. — Orrida
-monella! —
-
-E così dicendo scoteva Gertrude ch'ella era giunta ad afferrare per una
-spalla. Quest'incidente non servì che a raddoppiare il furore della
-piccina, e insieme la sua velocità. In pochi minuti ella fu nella
-camera di Trueman, acquattata in un cantuccio dietro il letto, con la
-faccia contro il muro e coperta dalle mani, secondo il suo costume nei
-momenti critici. Là si trovò libera di strillare quanto voleva, perchè
-la signora Sullivan era uscita e nessun altro l'udiva; favorevole
-circostanza di cui approfittò largamente.
-
-Non a lungo però. A un tratto sentì chiudere il cancello della corte
-con un colpo secco, e passi che al suono le parvero d'estranei
-attirarono la sua attenzione, avvicinandosi all'entrata del
-quartierino. Ella fece uno sforzo per dominarsi, e dopo due ultimi
-singhiozzi spasmodici riescì a tacere. Fu picchiato all'uscio. Non
-rispose nè si mosse dal suo nascondiglio. Senza ripicchiare, qualcuno
-alzò il saliscendi, ed entrò.
-
-— Non dev'esserci nessuno, — disse una voce femminile. — Peccato!
-
-— No? Me ne dispiace, — disse un'altra i cui dolci toni musicali
-rivelarono subito a Gertrude la presenza d'Emilia Graham.
-
-— Lo sapevo io che avreste fatto meglio a non venire qui voi stessa! —
-riprese la prima, ch'era quella della signora Ellis: il donnone a cui
-Gertrude aveva fatto pigliare quel grosso spavento.
-
-— Oh, non mi dolgo d'esser venuta! — rispose la signorina. — Potete
-benissimo lasciarmi qui e andare da vostra sorella. Intanto, o il
-signor Flint o la bimba, probabilmente ritornerà a casa.
-
-— Non è convenienza, signorina Emilia, che voi siate portata in giro
-come un pacco che si depone qua o là e si viene a riprendere. L'altro
-giorno aspettando il pastore in chiesa vi buscaste una terribile
-infreddatura di cui siete a mala pena guarita.... Il signor Graham
-finirà con l'inquietarsi....
-
-— Oh, non vi mettete in pensiero, signora Ellis! Qui si sta veramente
-bene. La chiesa è un po' umida io credo. Via, mettetemi nel seggiolone
-del signor Flint; io son contenta così.
-
-— E sia, allora. Ma per ogni conto, farò un buon fuoco in quella stufa
-prima d'andarmene. —
-
-L'energica governante afferrò l'attizzatoio, accozzò i carboni, usò
-senza risparmio le fascine di True, e dopo aver aspettato di veder
-alzarsi la fiamma e sentirla scoppiettare, mise da parte il boa ed il
-cappellino d'Emilia, e uscì col suo passo grave e sonoro, il quale,
-quando erano venute, aveva reso così impercettibile quello leggerissimo
-della giovane, da far credere a Gertrude che una sola persona
-attraversasse la corte. Tosto che il rumore del cancello avvertì che
-la signora Ellis era davvero partita, la bambina cessò il suo sforzo,
-trasse un profondo sospiro, e si sfogò, ansimando:
-
-— Ohimè! Ohimè!
-
-— Come! — esclamò Emilia. — Tu sei qui, Gertrude?
-
-— Sì, — rispose ella tra i singhiozzi.
-
-— Vieni accanto a me, figliuola. —
-
-Gertrude non se lo fece dire due volte. Balzò in piedi, corse a lei,
-e gettatasi per terra nascose il capo nel suo grembo, ricominciando a
-pianger forte con tal violenza, che tutto il suo corpicino ne tremava.
-
-— Ebbene, che t'è successo? — le domandò la cieca.
-
-Ma ella non era in istato di rispondere. Quella lo comprese, e senza
-più interrogarla se la pigliò sulle ginocchia, le fece posar la testa
-sulla sua spalla, e asciugò con la propria pezzuola le lacrime che le
-inondavano la faccia.
-
-Le sue tenere parole, le sue carezze, calmarono la piccina; e quando si
-fu chetata, invece d'insistere subito per conoscere la causa di quella
-disperazione, ella molto giudiziosamente le diresse altre domande;
-infine però le chiese se andasse a scuola.
-
-— _Ci sono andata,_ — rispose Gertrude sollevando la testa. — Ma non ci
-vo mai più, _mai_!
-
-— Che dici? E perchè no?
-
-— Perchè _odio_ quelle ragazzacce, — proruppe la bimba, irosamente. —
-Sì le odio! Brutte! Maligne!
-
-— Gertrude, Gertrude, — ammonì Emilia — non parlare così. Tu non devi
-odiare nessuno.
-
-— Perchè non devo?
-
-— Perchè è un gran peccato.
-
-— No che non è un _peccato_! Io vi dico di no! E le odio quelle
-maligne, e odio Annetta Grant, e l'odierò sempre!... Voi non odiate
-dunque nessuno?
-
-— Io _no_.
-
-— Ma nessuno mai affogò il vostro gattino? Nessuno mai chiamò vostro
-padre Vecchio Negrone sudicio affumicato? Se ve n'avessero fatte di
-questa posta, odiereste voi pure come me!
-
-— Gertrude, — disse la giovane cieca, solennemente — tu mi dicesti
-l'altro giorno che sei una bimba cattiva, ma che desideri diventar
-buona e ti sforzerai di riescirvi. Vero? Ebbene, se vuoi diventar buona
-e farti perdonare, bisogna che tu perdoni agli altri. —
-
-Gertrude tacque.
-
-— Non brami che Dio ti conceda il suo perdono ed il suo amore?
-
-— Dio che sta lassù in cielo e ha fatto le stelle?
-
-— Sì.
-
-— Credete che mi amerà e permetterà che vada in cielo anch'io una volta
-o l'altra?
-
-— Sì, se tu sarai buona e amerai tutti quanti. —
-
-Dopo avere riflettuto un poco la bambina concluse:
-
-— Signorina Emilia, proprio non posso. Sicchè non ci andrò mai, lo
-veggo. —
-
-In quella sentì cadere una lacrima sulla sua fronte. Alzò gli occhi, e
-fissò nel volto della cieca uno sguardo pensoso.
-
-— Cara signorina Emilia, voi ci andrete?
-
-— Procuro di meritarlo.
-
-— Mi piacerebbe andarci con voi, — disse Gertrude scotendo la testa.
-
-E s'immerse in una profonda meditazione. Emilia stimò di non doverla
-interrompere.
-
-— Sentite, — riprese alfine la bambina con voce così sommessa ch'era
-appena un mormorio — vorrei _provarmici_ ma temo di _non potere_.
-
-— Dio ti benedica e t'aiuti, figliuola mia, — disse la cieca ponendole
-la destra sul capo.
-
-Nessuna delle due parlò più. Passò così un buon quarto d'ora. Emilia,
-la quale teneva sempre Gertrude in grembo, s'era accorta, notando la
-regolarità del suo respiro, che, esausta dalla febbrile agitazione a
-cui era stata in preda, aveva finito col cadere in un placido sonno.
-Quando la governante fu di ritorno, ella, mostrandole la piccina
-addormentata, la pregò di portarla sul letto. La signora Ellis la
-compiacque, con un'aria di stupore, poi si volse a lei esclamando:
-
-— Affemmia, signorina Emilia, quest'è la medesima spiritata
-creatura urlante che per poco non è stata dianzi causa della nostra
-morte! —
-
-La giovane sorrise all'idea d'una bambinetta di otto anni che atterrava
-e annientava una donna delle dimensioni della signora Ellis, ma non
-disse nulla.
-
-Perchè pianse Emilia quella notte, ricordando la scena della mattinata?
-Perchè, china, in ginocchio, lottò aspramente contro un fiero dolore?
-Perchè con sì fervida istanza chiese a Dio di darle nuova forza e nuovo
-coraggio, e implorò la Sua benedizione sul capo della fanciulletta?
-Perchè in lunghi anni di tenebre desolate, in molte ore di lotta
-terribile, di disperata angoscia, ella aveva sentito che un carattere
-come quello manifestato da Gertrude poteva, in un momento di suo
-tremendo predominio, funestare tutta una vita, bandirne per sempre ogni
-felicità terrena.
-
-E però quella notte ella inalzò al Cielo un'ardente preghiera per
-impetrare la grazia di rimaner ferma nel suo proposito, di poter con
-l'aiuto divino conseguire il suo fine immortale curando quella piccola
-anima della cecità che l'affliggeva.
-
-
-
-
-XI.
-
- Un influsso da lei spira che il cuore
- Dell'afflitto, alla vita, alla speranza,
- Richiama dagli abissi del dolore.
-
- HEMANS.
-
-
-Il pomeriggio della domenica seguente trovò Gertrude seduta su un
-panchetto davanti a un piacevole focherello di legna, nella camera
-d'Emilia. I suoi grandi occhi erano fissi nel volto della fanciulla
-cieca che sembrava esercitare su lei un vero fascino, tale era
-l'attenzione con cui ella seguiva tutte le più fugaci espressioni di
-quei lineamenti. — Molte altre persone maggiori d'anni e di senno
-ne avevano, come Gertrude, sentito il dolce incanto senza poterlo
-definire. Non era la bellezza: almeno non una bellezza appariscente,
-perchè Emilia non l'aveva mai posseduta, neppure al tempo che due
-begli occhi color nocciuola illuminavano il suo viso; nè era quella
-potente attrattiva che danno ad alcune donne la voce e le maniere;
-la voce sua, benchè armoniosa, era così piana, e le sue maniere così
-semplici, che non conquistavano la fantasia d'assalto. Non era, infine,
-la compassione per la sua cecità. Quest'immensa sventura, certo,
-destava intorno a lei sentimenti di calda simpatia; ma i suoi amici
-dimenticavano spesso ch'ella _non vedeva_. Prima di tutto non erano
-costretti a rammentarsene, posto che Emilia non si lamentava mai, mai
-non intratteneva egoisticamente gli altri sulla propria infermità; e
-poi non c'era nulla di penoso nell'aspetto delle sue palpebre chiuse,
-ombreggiate da lunghissime ciglia. Accadeva quindi che, conversando
-con lei, qualcuno le parlasse di cose evidenti soltanto per il senso
-della vista, o perfino richiamasse la sua attenzione su questo o
-quell'oggetto: ed ella non rimproverava lo smemorato nemmeno con un
-sospiro, nè mostrava di non curarsi del mondo visibile da cui era
-esclusa; ma, paga in apparenza delle descrizioni che le venivano
-fatte e delle immagini che si formava nella mente, discorreva con
-piacevolezza su qualsiasi argomento preferito da' suoi interlocutori.
-Alcuni dicevano che Emilia Graham aveva una bocca graziosissima, e ne
-amavano le variabili espressioni; secondo altri nulla era più seducente
-in lei che la pozzetta nella sua guancia destra; parecchie ragazze
-desiderose di piacere confessavano che se avessero sperato di riescir a
-ondulare i loro capelli come quelli d'Emilia, li avrebbero intrecciati
-ogni sera: donava tanto! Ma i pochi eletti che grazie alla propria
-spiritualità erano capaci di comprendere e apprezzare il carattere
-della giovane cieca, i pochissimi suoi intimi che avevano saputo le
-sue lotte e veduto i suoi trionfi, se si fossero studiati di spiegarsi
-donde ella derivasse il potere di rapire i cuori e guadagnar l'amore e
-l'ammirazione di tutti, giovani e vecchi, avrebbero detto come Gertrude
-quella domenica che sedeva ai suoi piedi, fissandola intensamente:
-«Signorina Emilia, voi siete stata con Dio!»
-
-Gertrude, certo, era una strana bambina. Per quanto ignorante,
-sentiva la superiorità d'Emilia Graham su ogni persona da lei finora
-conosciuta; e nella sua fede ch'ella appartenesse a un ordine di
-creature sovrumane, credeva implicitamente alla verità delle sue
-parole, si lasciava di buon grado guidare ove ella voleva, sicura che
-non cercava se non di giovarle perchè l'amava.
-
-Con la sua voce soave Emilia impartiva alla piccola uditrice seduta
-dinanzi a lei sul panchettino, la prima lezione per insegnarle a
-distinguere il bene dal male. Ella non vedeva il visetto pensoso levato
-verso il suo viso; ma la profonda attenzione di Gertrude, che non
-fiatava, non si moveva, e più la stretta delle manine che avevano preso
-una sua mano e la tenevano, le provavano che di già un gran punto era
-vinto.
-
-Gertrude non era più ritornata a scuola dopo il suo conflitto con
-le «grandi». A tutte le esortazioni di True ella aveva opposto
-un'ostinazione invincibile. Ma la signorina Graham, la quale
-comprendeva meglio di lui la natura della bambina, fece valere ragioni
-ben più forti di quelle che aveva potuto adoperare egli, e riuscì
-nell'intento che a lui era fallito. Ciò che eccitava così fieramente
-l'indignazione di Gertrude era l'insulto recato al suo vecchio amico;
-ma ella le presentò la cosa sotto un diverso aspetto, e la persuase
-che se amava davvero lo zio True, glielo avrebbe dimostrato in assai
-miglior modo obbedendo a' suoi desiderî che non ostinandosi in una
-pazza collera. Ottenuta così da lei la promessa che la mattina seguente
-sarebbe andata a scuola, le diede savi consigli circa il contegno da
-osservare verso le condiscepole che avevano provocato la sua avversione
-contro di loro, e la tranquillò dicendole che il signor Flint l'avrebbe
-certo accompagnata e fatto alla maestra le debite scuse per la sua
-assenza, nel qual caso ella non aveva più da temere difficoltà nè
-dispiaceri.
-
-True, infatti, lietissimo della sua resipiscenza, andò alla scuola
-con lei, chiese della maestra, e nella sua maniera un po' rozza, ma
-schietta, le espose il caso e le affidò la bambina.
-
-La signorina Browne era una giovane di buon senso e buoni sentimenti.
-Vide le cose nella vera luce. E chiamate in disparte le ragazze che con
-la loro malevola petulanza avevano eccitato la collera della piccola,
-parlò in guisa che si vergognarono della loro condotta e s'astennero
-in seguito dal molestare Gertrude. Questa poi strinse amicizia con due
-scolarette dell'età sua, ch'erano tra le più tranquille; nelle ore di
-ricreazione si divertiva con loro, e non ci furono altri guai.
-
-Passò l'inverno. Ritornarono le tiepide giornate di primavera, liete
-di sole, in cui Gertrude poteva sedere davanti alla finestra aperta o
-sulla soglia dell'uscio, quando gli uccelli cantavano, la mattina, tra
-i rami d'una vecchia acacia piantata nella stretta corte, o il tramonto
-raggiava la sua luce d'oro nella vasta camera di True e ci si vedeva a
-leggere fin quasi all'ora di coricarsi.
-
-Ella aveva frequentato la scuola durante tutto l'inverno scorso, e
-fatto rapidi progressi, come sogliono i fanciulli intelligenti cui
-non s'è offerta l'opportunità d'istruirsi che ad un'età nella quale
-la mente già stimolata dall'ambizione è più pronta ad apprendere e
-più capace di buon profitto. Era fiorente di salute, e sempre linda,
-perchè Emilia la provvedeva generosamente di vestiti e biancheria, e la
-signora Sullivan prendeva cura della sua guardaroba. Ed era felice ed
-allegra, e saltellava per la casa, così vispa, così leggera, che True
-diceva che il suo uccellino non toccava mai la terra col tallone ma
-svolazzava attorno sulle punte dei piedini.
-
-Il vecchio non avrebbe potuto amare con maggior tenerezza la sua
-figlioletta adottiva, se ne fosse stato il vero padre. Quando egli
-sedeva al suo fianco sulla grande panca che venuta la bella stagione
-era stata portata fuori, nella corte, e ascoltava, paziente ed attento
-le storie ch'ella gli leggeva ad alta voce, storie di bambine che non
-dicevano mai bugie, di ragazzini che obbedivano sempre i genitori, e
-specie di fanciulli che sapevano dominare il loro temperamento focoso,
-sembravano proprio fatti l'uno per l'altra, com'erano realmente. Il
-piacere che il buon uomo trovava in quei libri, donati da Emilia e
-letti e riletti da Gertrude, era così vivo e costante come se fosse
-stato un ragazzo anch'egli. Coi gomiti sulle ginocchia e il mento
-sulle palme, True stava a sentire gl'ingenui raccontini ridendo quando
-ella rideva, commovendosi non meno cordialmente di lei alle peripezie
-delle piccole eroine, e godendo del finale trionfo della verità,
-dell'obbedienza, della pazienza.
-
-Emilia sapeva quale profonda impressione spesso facciano queste
-prime letture sull'animo dei bambini, e sceglieva i libri per la sua
-protetta con molta cura e molto criterio. La vita di Gertrude era
-adesso prospera e tranquilla quanto in passato misera e tormentata.
-Sei mesi innanzi si sentiva sola al mondo, negletta, non amata da
-nessuno. Adesso aveva parecchi amici e sapeva che vuol dire essere
-oggetto di cure affettuose, provveduta del necessario, accarezzata.
-Tutti i giorni della settimana avevano le loro gioie, ma il sabato e
-la domenica erano, come per la signora Sullivan, giorni beati, perchè
-Guglielmo veniva a udirla recitare le sue lezioni, a condurla a spasso,
-a ridere, a fare il chiasso con lei. Egli aveva sempre tante cose
-amene da raccontarle, era tanto pieno di vita, di brio, tanto pronto
-a partecipare a tutti i suoi disegni, a divertirla in mille maniere,
-ch'ella già dal lunedì mattina cominciava a contare i giorni fino al
-sabato venturo. E poi, allora, se c'era qualche piccolo guaio, se per
-esempio il vecchio orologio a pendolo s'era fermato, o s'era rotto un
-balocco, o peggio ancora le lezioni erano troppo difficili, Guglielmo
-rimediava a tutto, la traeva da ogni difficoltà, la consolava d'ogni
-suo puerile dispiacere. La madre stessa non lo attendeva con più
-ansiosa impazienza di Gertrude.
-
-Ma il pomeriggio della domenica ella lo passava sempre con Emilia,
-nella camera di lei, ascoltando la sua voce soave, imbevendosi del
-dolce suo spirito. Emilia non le faceva prediche, non la stancava
-con esortazioni e precetti. La bambina neppur si sognava d'esser là
-per _imparare_ qualche cosa. E intanto la giovane cieca diffondeva a
-grado a grado la luce in quell'anima oscura. Gl'insegnamenti divini,
-le verità generatrici di virtù, vi s'impiantavano per opera sua,
-con forza, ma in modo così naturale che Gertrude non s'accorgeva
-dell'azione esercitata su di lei. In progresso di tempo, però, quando
-la bontà fu appieno fortificata nell'intimo del suo essere, e le prime
-sue deboli resistenze al male, le prime sue infantili risoluzioni
-di perseveranza nel bene si furono maturate in principî saldamente
-radicati, e confermate nella pratica, ella riandando il passato
-comprese che là, in quelle domeniche benedette, mentre ascoltava Emilia
-sedendo su un panchetto a' suoi ginocchi, aveva ricevuto nel cuore i
-primi raggi della luce immortale che mai non s'estingue.
-
-Così la sua tacita preghiera a Dio era stata esaudita. Egli aveva
-mandato alla fanciulletta ignara un suo messaggero terrestre, perchè
-la guidasse verso la pace sempiterna; un messaggero a' cui occhi
-suggellati erano invisibili i sentieri del mondo, ma che per lunga
-esperienza conosceva la via del cielo. E chi poteva guidarla meglio di
-colei che aveva così pazientemente appreso il cammino? Chi poteva esser
-atto a dissipare le tenebre di un'altra anima, più di colei alla quale
-Dio aveva dato una fiaccola divina per rischiarare la notte ond'era
-avvolta la sua vita?
-
-Fu per Gertrude un gran dolore l'apprendere che la sua protettrice
-sarebbe tra poco andata in campagna per passarvi l'estate. Il signor
-Graham possedeva una villa amenissima a circa sei miglia da Boston,
-dove tutti gli anni si recava immancabilmente appena giunto il tempo
-delle piantagioni. Attivissimo uomo d'affari durante l'inverno, quando
-cominciava la stagione calda evadeva dal suo scrittoio, abbandonava il
-libro maestro e la corrispondenza commerciale, per dedicarsi tutto alle
-salubri fatiche e alle delizie del giardinaggio. Emilia promise alla
-bambina che un giorno di bel tempo l'avrebbe fatta venire alla villa,
-e sarebbero state insieme dalla mattina alla sera. Di questa visita
-Gertrude godette tre mesi avanti, nell'immaginazione, e più di tre mesi
-dopo, nella memoria.
-
-La compensò alquanto dell'assenza d'Emilia il piacere di veder più
-spesso Guglielmo, il quale grazie alla lunghezza delle giornate trovava
-ora modo di fare qualche scappatina a casa, la sera. E Guglielmo sapeva
-confortarla qualunque fosse la causa del suo dolore.
-
-
-
-
-XII.
-
- Ogni minuto scoccando
- T'apporti di saper nova ricchezza,
- Ogni minuto volando
- Canti la tua bontà, la tua saggezza.
-
- COTTON.
-
-
-Una bella sera, sul finir dell'aprile, Gertrude, che era stata a
-salutare la signorina Graham prima della sua partenza per la campagna,
-sedeva in fondo alla corte, piangendo amaramente. Ella teneva in
-mano un libro e una lavagna nuova; i doni che Emilia le aveva fatto
-nell'accomiatarsi. Ma il libro era sempre involtato in un foglio, e la
-lavagna cosparsa di lacrime. Assorta nel dolore di quel distacco (il
-primo per lei dei tanti da cui la vita è contristata) non udì i passi
-che s'avvicinavano, nè s'avvide che qualcuno le stava dappresso, finchè
-non sentì due mani posarsi sulle sue spalle. Si voltò e si trovò tra
-le braccia di Guglielmo, con la faccia lacrimosa contro la sua faccia
-ridente.
-
-— Olà, Gertrude! — esclamò egli. — Cotesta accoglienza tu mi fai
-quand'io vengo a casa una sera entro la settimana per passarla con
-voialtri? La mamma e il nonno sono fuori, cerco di te, e ti trovo
-immersa in un mare di lacrime che non mi lascia nemmeno vederti
-in viso. Via, via, smetti di piangere! Se tu ti figurassi come sei
-orribile così!
-
-— O Guglielmo! — ella balbettò tra i singhiozzi. — Non sai che la
-signorina Emilia se n'è ita?
-
-— Ita, dove?
-
-— Lontano, a sei miglia da Boston, per rimanerci tutta l'estate. —
-
-Ma Guglielmo dette in una risata.
-
-— Sei miglia! Una distanza enorme, affemmia!
-
-— Io però non posso più vederla.
-
-— La vedrai l'inverno venturo.
-
-— Ohimè, l'è lunga!
-
-— Perchè le vuoi tanto bene?
-
-— Perchè lei ne vuole tanto a me. Non mi vede, poverina, eppure mi ama,
-quanto, eccettuato lo zio True, nessuno al mondo.
-
-— Io non lo credo.... no, non credo che t'ami quanto t'amo io. Anzi
-ne sono _certo_. E come potrebbe amarti del pari, lei che non t'ha mai
-veduta, mentre io ti vedo, e tu sei la persona che ho più cara dopo la
-mamma?
-
-— _Davvero_, Guglielmo?
-
-— Sì, davvero. Quando m'incammino verso casa, penso sempre: «Or ora
-vedrò la Gertrudina.» Quando durante la settimana succede qualche cosa
-di nuovo dico in cuor mio; «Questo lo racconterò alla Gertrudina.»
-
-— Io invece m'ero immaginata che non potevo piacerti.
-
-— O perchè no?
-
-— Perchè tu sei molto bello, e io punto. Sentii l'altro giorno Elena
-Chase dire a Lucrezia Davis, che Gertrude Flint è la più brutta della
-classe.
-
-— Si vergogni! Scommetto ch'è brutta lei, piuttosto. A me sarebbe
-sicuro antipatica; non potrei soffrire nessuna ragazza che avesse detto
-questo.
-
-— Oh, ma è la verità, Guglielmo, la pura verità! — esclamò Gertrude
-vivamente.
-
-— No, che non è! — protestò egli. — Certo, tu non hai lunghi ricci
-biondi, e un visino tondo, e occhi celesti, come Bella Clinton, e
-nessuno pretenderebbe che tu sia una bellezza. Ma quando corri un
-po' e le tue guance diventano color di rosa, e i tuoi occhioni neri
-brillano, quando ridi così di cuore per qualche cosa di buffo, tu mi
-sembri piacente più di tutte le ragazzine che ho mai vedute in vita
-mia: e posto che piaci a me, l'opinione degli altri non ha peso. Se tu
-piangi, se tu soffri, io me ne affliggo come d'una pena mia e peggio.
-Ieri Giorgio Bray picchiò sua sorella Maria perchè aveva strappato il
-suo cervo volante: avrei voluto rendergliele di santa ragione.... Oh,
-Gertrudina, io non ti picchierei neanche se tu facessi a pezzi tutti i
-miei balocchi! —
-
-Guglielmo faceva spesso di queste affettuose dichiarazioni, e Gertrude
-vi rispondeva con egual calore. Nè erano mère parole. I due fanciulli
-s'amavano teneramente. I loro caratteri differivano assai: egli era
-serio, perseverante, paziente e calmo, di temperamento equilibrato;
-ella eccitabilissima, impetuosa, irrequieta, era pronta alla collera,
-d'umore variabile, oltremodo sensitiva in tutta la sua natura. Per
-lui, amato sempre, amato da tutti, farsi amare era un'abitudine.
-Gertrude, priva d'affetti nella sua infanzia derelitta, non cercava
-l'altrui simpatia, nè invero la destava se non nei pochi che avevano
-occasione di conoscerla a fondo, e in circostanze favorevoli. Eppure
-si volevano un gran bene; su ciò non poteva esserci dubbio. E il legame
-che li univa, si stringeva ogni giorno più: già forte nella primavera,
-nell'autunno era divenuto fortissimo, perchè Guglielmo durante
-l'assenza d'Emilia aveva fatto anche la parte di questa, oltre che
-la propria, e sebbene Gertrude non dimenticasse la sua amica lontana,
-l'estate trascorse per lei molto piacevolmente. A scuola continuava a
-progredire in modo tale che la signorina Graham ne rimase maravigliata
-quando, in ottobre, ritornò dalla campagna.
-
-L'inverno seguente non fu meno felice. Il tenero sentimento della
-giovane cieca verso la sua piccola protetta, anzichè diminuito,
-sembrava aumentato dal tempo e dalla lontananza. Le visite di Gertrude
-si fecero più frequenti che mai, e più che mai profittevoli; ma non
-a lei sola. Emilia, la quale l'inverno passato soleva farla leggere
-di tanto in tanto per giudicare de' suoi progressi, trovò, alla
-prima prova, che la scolaretta era giunta, nell'arte della lettura,
-a un grado d'eccellenza non comune tra le persone adulte. Ella non
-solo leggeva con molta intelligenza, ma aveva intonazioni ed accenti
-ammirabili. La cieca gustava nell'udirla un sì raro piacere, che ella,
-conciliando la propria sodisfazione con un benefizio per la bambina, le
-propose di venire a prestarle ufficio di lettrice un'ora ogni giorno.
-
-Gertrude non capiva in sè dalla gioia all'idea di esser utile alla sua
-cara signorina; giacchè ella le aveva presentato la sua proposta come
-la richiesta d'un favore, dicendole che così i suoi occhi servirebbero
-a tutt'e due. Fu dunque convenuto che Trueman, quando usciva per il suo
-giro di lampionaio, l'avrebbe condotta in casa Graham, e sarebbe venuto
-a riprenderla al suo ritorno; accomodamento che permetteva alla piccola
-lettrice d'essere puntualissima. Soltanto chi ne ha fatto l'esperienza
-può sapere quanta roba s'arrivi a leggere nel corso di sei mesi
-dedicando costantemente a quest'occupazione un'ora quotidiana. Emilia
-non restringeva la scelta dei libri a quelli che non oltrepassano
-le ordinarie capacità dei fanciulli, stimando non a torto che una
-ragazzetta dotata di così vivace intelligenza, non avrebbe sofferto
-per lo sforzo d'intuire cose superiori alla sua comprensione, in cui
-le poteva accadere d'imbattersi, ma che al contrario il suo ingegno
-ne sarebbe acuito e accresciuto il suo desiderio di sapere. Opere di
-storia, biografie, descrizioni di viaggi, furono scorse da Gertrude
-a un'età in cui generalmente i lettori non si compiacciono che nelle
-fiabe e nelle figure. E la bambina pareva anzi preferire queste letture
-serie. Con l'aiuto delle pazienti spiegazioni d'Emilia, ella andava
-accumulando nel suo piccolo cervello molti fatti importanti, molte
-nozioni utili. In quegli anni la memoria è forte, e grazie alla potenza
-della ritenitiva le cose impresse allora nella mente si ricordano quasi
-sempre meglio di quelle apprese più tardi quando i pensieri sono più
-disturbati e divisi.
-
-Il suo libro favorito era un trattatello d'astronomia che la
-confondeva co' suoi enigmi, ma tanto maggiormente l'attraeva, perchè
-chiarendole alcuni punti, lasciava per lei tutto il resto in un mistero
-affascinante: mistero ch'ella si riprometteva d'esplorare un giorno,
-in tutta la sua profondità. Quest'ambizione d'imparare sempre più, di
-comprendere sempre meglio, era in fin dei fini il preziosissimo tra i
-benefizi derivatile da' suoi studi. Destate una tale ambizione in un
-fanciullo, ispirategli l'amore della lettura, e otterrete risultati
-migliori che da anni di sgobbo sulle panche della scuola dove il cuore
-non lavora insieme con la testa.
-
-Gertrude frequentò la scuola pubblica fino ai dodici anni compiuti,
-passando rapidamente di promozione in promozione; ma ciò che aveva
-imparato con la signorina Graham e con Guglielmo rappresentava una
-parte considerevole delle sue cognizioni. Guglielmo, amantissimo
-dello studio, era lieto dell'ardore con cui la sua piccola amica lo
-secondava.
-
-E realmente la loro collaborazione, il mutuo incoraggiamento che
-trovavano nella comunanza dei loro gusti intellettuali, erano di grande
-vantaggio ad entrambi. Due anni dopo che avevano stretto amicizia egli
-già non poteva più esser detto un fanciullo: passava i quindici, e
-cominciava ad avere un aspetto virile. Ma la diligenza e il fervore
-di Gertrude esercitavano su di lui un influsso ancor più vivo: perchè
-se la bambina di dieci anni, nel suo desiderio d'istruirsi, stava
-volonterosamente a tavolino fin oltre le nove di sera, il giovanetto
-quindicenne non doveva stropicciarsi gli occhi e addurre la scusa della
-stanchezza.
-
-Fu appunto in su quel tempo che principiarono a studiare il francese.
-L'antico maestro di Guglielmo conservava una gran benevolenza verso
-l'alunno che era stato sempre il migliore della classe, e che avrebbe
-certo riportato i primi premi se un dovere imperioso non lo avesse
-costretto ad interrompere il corso degli studi avanti gli esami finali,
-per darsi a più umili occupazioni. Ogni qualvolta lo imbatteva, sia
-in istrada, sia altrove, gli domandava che facesse, e se continuasse
-a coltivare il suo bell'ingegno. Saputo ch'egli aveva parecchie ore di
-libertà, caldamente lo consigliò d'imparare la lingua francese la cui
-cognizione gli sarebbe senza dubbio tornata utilissima, qualunque fosse
-la carriera che avesse intrapresa; e s'offerse di prestargli tutti i
-libri necessari.
-
-Guglielmo non mancò d'approfittare del consiglio e dell'offerta, e ci
-si mise di buzzo buono. Quando era a casa la sera, veniva a studiare
-nella camera di True, parte per amore della quiete che vi godeva (True
-era il più quieto uomo del mondo e rispettava troppo la scienza perchè
-osasse disturbare gli studenti con domande oziose), parte per amore
-di Gertrude, la quale a quell'ora faceva di solito i suoi compiti.
-Come era da aspettarsi, inteso che Guglielmo imparava il francese,
-questa s'invogliò forte d'impararlo anche lei. Egli acconsentì a
-farla provare, però senza gran fiducia ch'ella avrebbe perseverato
-nell'intento. Con sua maraviglia, Gertrude invece manifestò non solo
-una perseveranza mirabile, ma una grande disposizione allo studio delle
-lingue; e avendola Emilia fornita degli stessi libri che aveva egli,
-ella progredì di pari passo con lui. E spesso, in capo alla settimana,
-era riuscita a tradurre più esercizi che non avesse trovato tempo di
-fare Guglielmo. Il sabato era la loro gran serata; True sedeva nel suo
-vecchio seggiolone accanto al fuoco, e contemplava i due ragazzi seduti
-fianco a fianco davanti alla tavola, intenti e chini su una pagina che
-a lui faceva l'effetto d'un labirinto oltremodo complicato. Gertrude
-cercava le parole: aveva un'abilità particolare a questo lavoro; i suoi
-occhi sfavillanti colpivano sempre giusto nel cuore del dizionario,
-infilzando i vocaboli voluti. A Guglielmo toccava «fare il senso». La
-prima volta che True colse a volo quest'espressione fu la sola che si
-fece lecito d'interromperli con un'ingenua facezia.
-
-— Fai «il senso» Guglielmo?... Il «buon senso» mi raccomando.... Ce n'è
-tanto bisogno in questo mondo! —
-
-Era ben naturale che nelle condizioni propizie di cui fruiva Gertrude,
-guidata e consigliata da Emilia, assistita e incoraggiata da Guglielmo,
-il suo intelletto dovesse rapidamente svilupparsi e irrobustirsi. Ma
-che n'era del piccolo suo cuore che ad un tempo teneramente affettuoso
-ed impulsivo, sensitivo ed appassionato, ora palpitava d'amore e di
-gratitudine, ora bruciava nel fuoco divorante che il sentimento d'un
-torto ricevuto, la coscienza di un'offesa, recata a lei o ad uno dei
-suoi amici, v'accendeva d'improvviso? Nei suoi due anni d'infanzia
-felice, aveva ella imparato a padroneggiarsi? Era giunta a distinguere
-chiaramente il bene dal male, il vero dal falso? In una parola, era
-Emilia stata fedele alla missione impostasi di sua spontanea volontà,
-al suo nobile proposito d'addolcire il cuore, d'illuminare l'anima
-della creatura ignorante? Aveva Gertrude appreso la religione, trovato
-Dio, cominciato a seguire pazientemente il sentiero ch'è rischiarato da
-una luce santa e conduce alla pace eterna?
-
-Sì, aveva _cominciato_, e sebbene spesso le fallisse il piede, sebbene
-talvolta la pazienza le venisse meno nell'angusta via, ed ella ne
-uscisse per rallentare il freno al suo irascibile temperamento,
-bambina qual'era ancora, si poteva fondare una ragionevole speranza
-sulla sincerità delle sue buone intenzioni, sulla profondità della
-sua contrizione quando accadeva che il male riprendesse l'antico
-predominio. Emilia non si risparmiava alcuna pena per insegnarle dove
-ella dovesse riporre la sua intera fiducia, e già la piccola Gertrude
-aveva imparato a invocare un soccorso più alto del suo, ad appoggiarsi
-a un braccio più forte.
-
-La signorina Graham s'era messa a un'ardua impresa assumendosi
-d'educare il cuore e la mente di una fanciulletta lasciata crescere
-nell'assoluta ignoranza d'ogni virtù. Su alcuni punti, tuttavia, e
-dei più importanti, ella non trovò le difficoltà che s'aspettava. Per
-esempio, dopo avere spiegato una volta la differenza tra l'onestà e
-la disonestà, la verità e la menzogna, non ebbe occasione alcuna di
-far rimostranze a Gertrude che, leale per sua natura, non aveva mai
-commesso la bassezza di mentire se non indottavi da un estremo terrore.
-Infatti i caratteri fieri ed impetuosi come quello, ch'era in lei il
-maggior difetto, appunto perchè tali, sono generalmente altrettanto
-franchi e sinceri. Anche innanzi d'esser divenuta virtuosa, l'orgoglio
-quasi sempre la ratteneva dal dissimulare la verità. Pochi mesi dopo
-averla conosciuta, Emilia era ben sicura di poter fidare nella sua
-parola. E questa certezza che la verità, radice d'ogni cosa santa,
-aveva così presto preso dimora in quell'anima infantile, era stata il
-maggiore incoraggiamento a perdurare nei suoi sforzi. Ma l'alterezza
-e la sensitività di Gertrude sembravano innate; la tirannia, i
-cattivi trattamenti non avevano potuto soffocarle, anzi s'erano
-vigorosamente sviluppate in mezzo alle circostanze più sfavorevoli.
-La bontà, la benevolenza ottenevano tutto da lei, la persuadevano, la
-soggiogavano; ma ella non sarebbe stata capace di tollerare un freno
-imposto severamente, per opportuno, per necessario che fosse. Emilia
-sapeva che spesso l'autorità stessa dei genitori non basta a governare
-questi spiriti indocili. Ella non conosceva che un potere tanto forte
-da vincere l'orgoglio umano, da spegnere le passioni terrene: quello
-dell'umiltà cristiana, innestata nel cuore: umiltà di _principio_,
-umiltà di _coscienza_. L'unico potere a cui l'orgoglio ingenito presti
-omaggio, e la passione ceda.
-
-Invero ella sapeva pure che un ordine, di qualsiasi natura, dato a
-Gertrude da lei o dallo zio True sarebbe prontamente obbedito, perchè
-la bambina, conscia che l'amore lo dettava, per amore vi si sarebbe
-sottomessa; ma a fine di provvedere ad ogni contingenza, di fare che
-il cuore fosse retto come la vita, occorreva ch'ella mirasse a un
-fine più sublime che quello di compiacere le persone a lei care; e
-insegnandole la dottrina del suo Divino Maestro, Emilia le infondeva
-la forza di fare e di patire, di sopportare e di perdonare, per quando,
-indipendente, non avrebbe più avuto altra guida che sè medesima.
-
-Qual profitto Gertrude avesse tratto dalle cure e dall'istruzione
-ricevute in questi due anni, mostrò il seguito della sua storia. Passò
-per molte prove, sostenne molte lotte, ebbe sconfitte e vittorie.
-
-La signorina Graham era sodisfatta e piena di speranza, True superbo ed
-esultante, la signora Sullivan e perfino il vecchio Cooper dicevano che
-il suo contegno e il suo aspetto s'erano maravigliosamente mutati in
-meglio, e ch'ella aveva maniere assai garbate per una bambina della sua
-condizione.
-
-
-
-
-XIII.
-
- Non fantasia capricciosa
- Nè d'ora oziosa influsso passeggero,
- Nè clamore di folla, nè aura popolare
- Potrà mai farlo errare fuor del retto sentiero.
-
- W. G. SIMMS.
-
-
-Era il terzo inverno da che Gertrude stava con True. Un sabato sera
-Guglielmo entrò, al solito, con la grammatica francese e il dizionario
-sotto il braccio, ed esclamò, gettando i libri sulla tavola:
-
-— Oh, Gertrude, prima di metterci a studiare bisogna ch'io racconti a
-te e allo zio True la comica avventura che m'è capitata quest'oggi! Ne
-ho tanto riso dianzi con la mamma!
-
-— Sì, vi sentivo ridere, — disse Gertrude. — Se non avessi avuto troppo
-da fare sarei anzi venuta a vedere che c'era di così straordinariamente
-buffo. Suvvia, racconta.
-
-— Non pensate che sia uno scherzo.... Non sarei esilarato a questo
-segno se la non fosse stata la più bizzarra vecchietta ch'io abbia mai
-visto in vita mia.
-
-— Che vecchietta?... Non ci hai detto nulla di vecchie nè di giovani,
-finora!
-
-— Bene, incomincio.... ecco!... Avete visto come ogni cosa era coperta
-di ghiaccio stamani? Che splendore! Quando il sole è arrivato al
-grande olmo di fronte all'ingresso della farmacia, e lo ha fatto
-brillare tutto, ho pensato che non poteva esserci al mondo nulla di più
-bello.... Ma questo non ha che vedere con la mia vecchietta.... salvo
-che i marciapiedi erano abbaglianti come tutto il resto....
-
-— Eh, lo so! — interruppe Gertrude. — Nell'andare a scuola sono
-sdrucciolata....
-
-— Davvero? — disse Guglielmo. — Non ti sei mica fatta male?
-
-— No, punto. Ma prosegui. Sono impaziente di sapere della vecchietta.
-
-— Verso le undici stavo sull'uscio, guardando fuori, quand'ecco,
-vedo venire avanti la più strana persona che uno si possa immaginare.
-Devo descrivervi la sua abbigliatura. Aveva una specie di veste nera,
-non so se di seta o di raso, stretta stretta e con tutt'in giro una
-guarnizione di trina d'un bruno incerto: probabilmente una volta era
-nera anche quella, ma adesso non più. Sulla veste portava un mantello
-di seta bigia che pareva uscito dall'arca di Noè, e sul mantello una
-baverina di colore diverso, la quale data, io credo, da una generazione
-anteriore. Non tento di darvi un'esatta idea del suo cappello: vi
-dirò soltanto ch'era grande il doppio dei più grandi che sfoggino le
-altre donne, e che ne scendeva, fin quasi ai piedi, un velo trinato, a
-disegni vistosi, gettato da una parte. Ma il colmo della stravaganza
-erano i suoi occhiali, con due lenti enormi, come non se ne sono mai
-viste; qualche cosa d'orrendo. Un sacchetto da lavoro, fatto di seta
-nera con cucitevi sopra a zig-zag numerose listerelle di stoffe di
-tutti i colori dell'arcobaleno, era appeso al suo braccio sinistro, e
-al sacchetto stavano appuntati, mediante spilli d'ottone, la pezzuola,
-un immenso ventaglio di penne (te lo figuri, con questo fresco?),
-un fazzoletto da involtare roba, un giornale.... Misericordia! Non
-mi rammento neanche la metà degli oggetti che ne penzolavano, tutti
-in un mazzo, raccomandati alla resistenza del cordone! Eppure il suo
-vestiario non poteva dirsi la maggiore stranezza in lei. Ciò che la
-rendeva singolarmente ridicola era la sua andatura: camminava come una
-vecchia male in gambe, durando fatica a muovere il passo sul ghiaccio,
-ma con un sorrisetto lezioso sulle labbra e una cert'aria d'importanza!
-Oh, Gertrude, fortuna che tu non l'hai veduta! Non avresti ancora
-cessato di ridere....
-
-— Qualche povera pazza, non è vero? — domandò True.
-
-— Oibò! — fece Guglielmo. — Stravagante, certo, ma pazza no....
-almeno non pare. Proprio nel momento che passava davanti all'uscio
-della bottega le è scivolato un piede, ed eccotela bocconi per terra,
-lunga distesa.... Io accorro spaventato, pensando che quella meschina
-creatura poteva essere rimasta uccisa da una tale caduta.... Il signor
-Bray e un altro signore ch'egli stava servendo, mi seguono. Era tutta
-stordita, ma portata in farmacia è rinvenuta subito. Mi domandate
-se è pazza? Nemmen per ombra, zio True. Lucida come un dollaro! Il
-suo primo pensiero, non appena riaperti gli occhi e tornata in sè, è
-stato d'assicurarsi che teneva sempre il suo sacchetto con le relative
-appendici; poi le ha contate ad una ad una e, trovato il numero
-completo, ha scosso il capo in segno di sodisfazione. E ora viene
-il bello. Il signor Bray mesce un bicchierino di cordiale e glielo
-offre. Essa, che aveva già riacquistato la sua prosopopea e le sue
-graziette, retrocede con una riverenza alla moda antica, e protende
-le mani per esprimere il suo orrore all'idea di bere quella roba.
-Il signore che era presente alla scena sorride e l'esorta a vuotare
-il bicchierino senza paura. La vecchietta si volta verso di lui, fa
-un'altra riverenza, e dice con una vocettina fessa: «Potete affermarmi
-sulla vostra parola di leale e cortese gentiluomo che non è un liquore
-inebriante?». Il signore, rattenendo a stento una risata, le ripete
-che non le avrebbe fatto alcun male. «Allora» dice lei «m'arrischierò a
-sorseggiare il beveraggio.... Ha una fragranza molto aromatica.» Sembra
-che non le riescisse meno gradito al palato che all'odorato, perchè,
-assaggiatolo, ha finito col tracannarlo fino all'ultima gocciola.
-Posato il bicchiere sul banco, s'è rivolta a me con questo discorsetto:
-«Giovanottino, senza l'esplicita dichiarazione di cotesto signore circa
-l'innocuità del liquido, non l'avrei bevuto in vostra presenza non
-foss'altro per l'_esempio_: io non ho formalmente assunto l'obbligo
-della temperanza, ma sono astemia perchè si conviene a una signora: per
-me gli è affar d'elezione, affar di _gusto_.»
-
-«Pareva che oramai si fosse riavuta. Infatti si disponeva a rimettersi
-in cammino, ma l'avventurarsi di nuovo sola sul ghiaccio era una vera
-imprudenza, e il signor Bray doveva pensarlo, giacchè le ha domandato
-dove andasse. Con le circonlocuzioni del suo fiorito linguaggio ella ha
-risposto che andava a passar la giornata dalla signora tale, dimorante
-nei pressi dei Prati. Io allora tocco una manica al principale e gli
-dico piano che se non ha bisogno di me, vo ad accompagnarla. Il signor
-Bray mi dà licenza, per un'ora. Io offro il braccio alla vecchietta
-dicendole che sarebbe un piacere per me il servirla. Ah, miei cari,
-bisognava vedere! Se io fossi stato un giovane adulto e lei una
-ragazza, non avrebbe fatto più vezzosamente la ritrosa, con mossettine
-del capo e mezzi sorrisetti.... Ma infine prende il mio braccio
-e partiamo. Sapevo che il signor Bray e l'avventore ridevano alle
-nostre spalle, ma non me ne importava;. la vecchia signora mi faceva
-compassione, e non volevo che cascasse una seconda volta.
-
-«I passanti si voltavano a guardarci, e non c'è da maravigliarsene,
-perchè eravamo senza dubbio una coppia dimolto buffa. Non soltanto essa
-aveva accettato l'appoggio offerto, ma vi s'aggrappava di peso, con
-tutte e due le mani, arrotondando le braccia come due anse. Qui però
-non dovrei ridere di quella poveretta, perchè aveva gran necessità che
-qualcuno l'aiutasse e la sostenesse per non sdrucciolare sul ghiaccio,
-e non pesava già tanto da stancarmi. Sarei curioso di sapere chi siano
-i suoi. È strano che la lascino uscire sola, specie quando le strade
-sono nello stato d'oggi....
-
-— Come si chiama? — domandò Gertrude. — Non te l'ha detto?
-
-— No, non ha voluto. Io gliel'ho chiesto, ma mi ha risposto
-semplicemente, con la sua vocettina fessa — e Guglielmo ricominciava
-a sbellicarsi dalle risa — che ella era la dama incognita, e ch'è
-l'impegno d'un vero e galante cavaliere scoprire il nome della sua
-bella. In fede mia, un'avventura impagabile! Non ho sentito mai nessuno
-parlare in modo così ridicolo. Le ho domandato la sua età.... La
-mamma dice che ho commesso un'inciviltà madornale, ma in compenso è
-l'unica.... La vecchia signora lo attesterebbe se fosse qui.
-
-— Ebbene, quanti anni ha?
-
-— Sedici.
-
-— Eh via, Guglielmo! Mi burli?
-
-— No, è l'età che m'ha detto lei. E un vero e galante cavaliere è in
-obbligo di credere ciecamente alla sua bella dama.
-
-— Povera creatura! — esclamò Trueman. — È rimbambita!
-
-— Non mica, zio True. A momenti parrebbe, quando sballa certe
-sciocchezze, ma poi subito si mette a parlare sensatamente quanto
-voi e me. M'ha ringraziato protestandosi gratissima e lodando il
-raro «spirito di cortesia» che dimostravo col pigliarmi tanta pena
-d'una vecchia signora come lei. Nello svoltare in via Beacon ci siamo
-incontrati in un intero collegio di ragazze, tutte bellezze fiorenti,
-«bellezze da ammazzare un uomo» diceva la mia vecchietta. Appena
-vedutele apparire da lontano doveva aver tenuto sicuro ch'io cercherei
-di liberarmi per correre dietro a qualcuna di loro, tanto furiosamente
-s'attaccava al mio braccio. Sorte ch'io non avessi punto la prava
-intenzione d'abbandonarla, perchè mi sarebbe stato impossibile. Alcune
-delle ragazze si fermavano un momento a guardarci con curiosità; io,
-s'intende, non ne facevo caso, ma la mia dama sembrava credere che ne
-fossi terribilmente mortificato, e, passate alfine tutte quante, ha
-rilodato il mio «spirito di cortesia»: sua espressione favorita. —
-
-Guglielmo tacque, sfiatato. True gli pose una mano sulla spalla:
-
-— Sei un bravo e buon ragazzo! — disse; — Tu onori i vecchi, e fai
-bene, quantunque il tuo nonno pretenda che non sia più di moda.
-
-— Non so di mode, io, zio True, ma stimerei tristo e di basso animo
-un ragazzo che vedesse una vecchia sdrucciolare sul ghiaccio, e non
-l'accompagnasse a casa per risparmiarle una nuova caduta.
-
-— Guglielmo è sempre stato buono con tutti, — osservò Gertrude.
-
-— O Guglielmo è un eroe, — disse il giovanetto — o ha due cari amici
-che lo giudicano con troppa benevolenza, com'è più verosimile. Ma
-vieni, Gertrude, Carlo XII ci aspetta, e dobbiamo studiare molto oggi,
-perchè può darsi che non ci capiti tanto presto un'altra occasione. Il
-signor Bray non istava bene stasera; pare che lo minacci la febbre.
-Gli ho promesso di ritornar a bottega domani, dopo desinato. Se, Dio
-guardi, s'ammala, sarò occupatissimo, e non potrò affatto venire a
-casa.
-
-— Oh, speriamo che non s'ammali! — esclamarono Trueman e Gertrude, a
-una voce.
-
-— È un così brav'uomo! — soggiunse il vecchio.
-
-— E tratta Guglielmo con tanta bontà! — aggiunse la bambina.
-
-Anche Guglielmo sperava, ma le sue speranze si mutarono in ansiosi
-timori quando il giorno seguente seppe che il suo ottimo padrone non si
-trovava in grado di lasciare il letto, e che il medico era impensierito
-dai sintomi riscontrati.
-
-Si manifestò una febbre tifoidea che in pochi giorni condusse il
-farmacista alla tomba.
-
-La sua morte fu per Guglielmo un colpo tanto improvviso e terribile,
-che su quel subito egli non comprese le importanti conseguenze
-che da questo evento derivavano a lui stesso, nel suo avvenire. La
-farmacia venne chiusa, essendosi la vedova risolta a vendere i fondi
-per ritirarsi a vivere in campagna; sicchè rimase privo a un tempo
-dell'impiego e del prezioso appoggio che aveva nel signor Bray.
-
-Nell'ultimo anno i guadagni del giovanetto erano stati considerevoli,
-e avevano migliorato le condizioni de' suoi cari, permettendo loro di
-diminuire le proprie quotidiane fatiche. Il pensiero d'essere a carico
-della mamma e del nonno anche per un solo giorno era intollerabile al
-suo spirito indipendente ed energico. E però si mise sollecitamente
-alla ricerca d'un nuovo posto. Incominciò dal rivolgersi ai farmacisti
-della città: a nessuno di essi occorreva un ragazzo dell'età sua, e la
-giornata fu spesa in gite inutili.
-
-Ritornò a casa la sera, disilluso, ma punto scoraggiato. Se non trovava
-da impiegarsi in una farmacia, avrebbe fatto qualche altra cosa.
-
-Ma che cosa? Questo era il nodo. Dibattè a lungo la questione con sua
-madre. Ella sentiva che l'ingegno e l'educazione del suo figliuolo gli
-davano diritto a un posto almeno pari a quello che aveva occupato fino
-allora, e non poteva sopportare l'idea ch'egli scendesse a servigi
-più bassi. Guglielmo stesso, senz'essere presuntuoso, non pensava
-diversamente. Egli ben si sapeva capace di tenere uffici richiedenti
-assai maggior coltura e attitudine agli affari che non le incombenze
-affidategli dal signor Bray. Ma se per ora non era possibile conseguire
-ciò che desiderava, avrebbe preso ciò che si sarebbe offerto. E cercò
-da tutte le parti. Il guaio era che non aveva nessuno da far dire una
-buona parola in suo favore, e certo non si può pretendere che la gente
-abbia fiducia in un ragazzo sconosciuto e senza raccomandazioni.
-
-Tutti i suoi passi riuscivano dunque infruttuosi, e un giorno dopo
-l'altro se ne tornava a casa silenzioso e depresso, temendo la vista
-del nonno e della mamma. Quando questa volgeva verso di lui piena
-di speranza il pallido viso che portava l'impronta di tante cure, di
-tante fatiche, era uno strazio per il suo cuore doverla rattristare con
-nuovi disinganni; e non meno lo tormentava il pessimismo del vecchio,
-il quale addirittura non credeva alla possibilità ch'egli trovasse
-un'altra occupazione, nè si sarebbe persuaso del contrario finchè
-non glielo provasse un fatto di cui non si vedeva ancora speranza.
-In capo a due settimane la signora Sullivan finì con l'astenersi
-dall'interrogarlo sui risultati delle pratiche fatte, avendo il suo
-vigile occhio materno scorto tutta la pena che gli cagionavano quelle
-domande. Aspettava pazientemente che egli le comunicasse le sue
-notizie, se ne aveva.
-
-Spesso così avveniva che non fosse scambiata tra loro una parola sul
-modo in cui Guglielmo aveva impiegato la giornata. E molte trepide
-istanze egli fece per ottenere lavoro, molte mortificanti repulse ebbe
-a soffrire, di cui sua madre nulla mai seppe.
-
-
-
-
-XIV.
-
- Se peso egual di tema e di speranza
- Tiene in forse l'evento, io, per natura
- Sempre a sperar più che a temere inclino.
-
- COMUS.
-
-
-Era questa una prova non conosciuta fino allora da Guglielmo, e la più
-dura per lui a sostenersi. Eppure la sostenne, e strenuamente: nascose
-le più aspre sue lotte alla madre ansiosa, al nonno scorato, e con
-virile risoluzione sperò contro la speranza, Gertrude era adesso il suo
-maggior conforto. A lei confidava le sue pene, e quantunque non fosse
-che una fanciulletta, ella sapeva essere una mirabile consolatrice.
-Presentandogli sempre le cose nella luce più favorevole, predicendo
-un domani più fortunato, faceva molto per ravvivare la sua fiducia,
-per fortificare il suo proposito. Dotata d'uno spirito pronto, sagace,
-osservatore, ella vedeva, assai meglio che non sogliano i fanciulli,
-le diverse vie per cui poteva esser condotta a termine una faccenda;
-e spesso dava a Guglielmo utili consigli di cui egli volentieri
-approfittava. Un giorno gli domandò se non avesse mai pensato a
-ricorrere ad una agenzia d'informazioni. Egli infatti non ci aveva
-pensato, e se ne maravigliò seco stesso. Lo fece senza indugio. Gli
-furono date lusinghiere speranze che per qualche tempo lo rianimarono,
-ma riuscirono fallaci. E oramai cominciava a disperare, quando gli
-cadde sott'occhio un annunzio in un giornale che parve offrirgli una
-probabilità di buon successo. Lo mostrò a Gertrude. Era proprio il
-fatto suo. Non aveva che da presentarsi. Si chiedeva appunto un ragazzo
-come lui: quindici anni, svegliato, capace, fidatissimo, disposto ad
-entrare come socio nella ditta, dopo acquistata la necessaria pratica
-degli affari. Ella era sicura che nessuno poteva meglio di Guglielmo
-convenire al richiedente.
-
-Tanto n'era sicura, che la mattina appresso Guglielmo si presentò
-al recapito indicato, franco e fiducioso come mai per l'innanzi. Il
-principale, che aveva l'aria d'un uomo assai fine e scaltro, lo fissò
-con uno sguardo penetrante, lo tempestò di domande, lo sconcertò
-manifestando qualche dubbio sulla sua capacità e la sua onestà; e dopo
-averlo fatto discorrere un pezzo, concluse col dichiarargli che anche
-nel migliore dei casi e con le più valide raccomandazioni, egli non
-poteva accettare se non un giovanetto la cui famiglia acconsentisse
-a interessarlo negli affari della Casa investendovi per conto suo una
-piccola somma.
-
-Questa condizione chiudeva a Guglielmo l'adito a quel posto, quando
-pure l'uomo gli fosse piaciuto: ma non gli piaceva punto, perchè
-sentiva in cuor suo ch'era un furfante o giù di lì.
-
-Finora egli non s'era mai perduto d'animo; ma quest'ultimo disinganno
-l'avvilì per modo che, ritornato a casa, gli mancò il coraggio di
-trovarsi faccia a faccia con sua madre. Entrò dunque direttamente nella
-camera di True.
-
-Era la vigilia di Natale. Dagli sportelli aperti della stufa il
-riverbero d'un bel fuoco di carbone veniva a confondersi coi riflessi
-del tramonto in una luce purpurea che rischiarava fievolmente la
-stanza.
-
-Guglielmo trovò Gertrude sola ed occupata a preparare una certa
-focaccia per il tè, la quale era uno dei pochi prodotti dell'arte
-culinaria in cui fosse giunta a farsi onore. Ella giusto usciva dalla
-dispensa con in mano un ramaiuolo colmo di farina, quando lo vide
-entrare. Egli gettò il suo berretto sulla panca e sedette alla tavola
-nascondendo il volto tra le palme, con un atto di sconforto che le fece
-subito indovinare la nuova disfatta patita dal povero ragazzo nella
-sua lotta contro l'avversa fortuna. Era tanto contrario all'indole di
-Guglielmo l'entrare così senza dir parola, tanto strano vedere quella
-radiosa testa giovanile curvarsi sotto il peso del dolore, quel corpo
-agile e gagliardo accasciarsi, come fosse d'un tratto invecchiato,
-ch'ella comprese che il valoroso suo cuore cadeva infine vinto.
-
-Posò il ramaiuolo, e pian piano venne a lui, gli toccò un braccio,
-alzandogli in faccia i grandi occhi ansiosi. La compassione ch'egli
-sentì nella timida carezza, nello sguardo amoroso, gli diede l'ultimo
-crollo. Chinò la faccia sulla tavola, e un momento dopo Gertrude udì
-uno scoppio d'angosciosi singhiozzi che si ripercotevano ad uno ad
-uno nel più profondo dell'anima sua. Ella piangeva spesso e le pareva
-una cosa naturale: ma Guglielmo, il gaio, l'animoso Guglielmo, non
-l'aveva veduto pianger mai: credeva ch'_egli non sapesse_ piangere. Si
-arrampicò sulla seggiola del giovanetto e cingendogli il collo con le
-braccia mormorò:
-
-— Io non mi rammaricherei di non averlo ottenuto quel posto: credo che
-non sia un posto _buono_.
-
-— Neppur io lo credo; — disse egli sollevando la testa — ma come fare?
-Non ne trovo _nessuno_, e non posso star qui senza far _nulla_.
-
-— Noi siamo ben contenti d'averti a casa.
-
-— Oh, essere a casa è una gran bella cosa.... Godevo di venirci quando
-stavo col signor Bray, e guadagnavo un po' di quattrini, e sentivo che
-tutti mi vedevano con piacere....
-
-— Ma anche adesso tutti ti vedono con piacere.
-
-— Non però come _allora_, — replicò Guglielmo alquanto impazientito.
-— La mamma mi guarda sempre come se s'aspettasse l'annunzio che
-finalmente ho trovato un'occupazione; il nonno ha l'aria di pensare
-ch'io non sarò mai buono a nulla.... Ah, proprio nel momento che
-cominciavo a guadagnare e ad aiutarli, mi tocca la disgrazia ti perdere
-il mio impiego!
-
-— Non è colpa tua se il signor Bray è morto; tu non potevi mica
-guarirlo. Mi sembra impossibile che il signor Cooper ti biasimi perchè
-_ora_ sei disoccupato....
-
-— Non mi _biasima_, no.... Ma se tu fossi ne' miei panni proveresti
-quello che provo io nel vederlo là, seduto nella sua poltrona, tutta
-la sera, gemendo e borbottando, e guardandomi come se volesse dire: «A
-cagion tua mi dispero».... Egli pensa che il mondo è tristo, che lui
-non ci ha mai avuto sorte, e che così non nè avrò io....
-
-— Tu ne avrai.... Sono sicura che sarai ricco un giorno. Allora sì che
-il nonno rimarrà stupito!
-
-— Gertrude, tu sei una cara bambina.... Hai fede in me.... Se mai
-divento ricco, ti prometto di farti partecipare alla mia fortuna.
-Ahimè, — soggiunse, scorato — non è tanto facile! Io m'immaginavo che
-quando sarei grande, guadagnerei subito dimolto denaro.... Invece veggo
-che ce ne vuole per arrivarci! —
-
-Chinò di nuovo il capo, volle nascondersi la faccia tra le mani;
-ma Gertrude gliele afferrò e non gli permise d'abbandonarsi alla
-malinconia.
-
-— Via, Guglielmo, — ella disse — non fissarti più in questo pensiero.
-Non c'è chi non abbia i suoi dispiaceri, ma tutti li superano, infine.
-Forse la settimana ventura ti troverai in una bottega anche meglio che
-quella del signor Bray, e sarai più contento di prima. Sai, — fece, per
-mutare discorso, tattica che i fanciulli sanno usare quanto gli adulti
-— oggi compiono due anni da che sono venuta qui.
-
-— Davvero? Lo zio True ti portò a casa sua la vigilia di Natale?
-
-— Precisamente.
-
-— Vale a dire che Santo Claus portò te verso le buone cose, invece di
-portartele, non è vero? —
-
-Gertrude non sapeva nulla di Santo Claus, il grande amico dei bambini;
-e Guglielmo, il quale aveva ultimamente letto la leggenda del buon
-vecchio che la vigilia di Natale distribuisce balocchi a piene mani,
-prese a raccontargliela, per esteso.
-
-Quand'ella vide che, infervorato nella sua storia, egli si distraeva
-senza volerlo, ritornò alla focaccia, pur non cessando d'ascoltarlo
-con attenzione mentre lavorava la pasta. Giusto nell'atto che stava
-infornandola, Guglielmo fece punto. Inginocchiata davanti alla stufa,
-aprendo e chiudendo macchinalmente lo sportello del forno, ella
-rimaneva pensosa, con un sì vivo sfavillìo negli occhi, che egli le
-domandò:
-
-— Gertrudina, perchè hai cotest'aria maliziosetta?
-
-— Pensavo — ella rispose — che Santo Claus potrebbe forse venire per
-te, stanotte; giacchè viene per chi ha bisogno di qualche cosa e porta
-ai bravi figliuoli ciò che desiderano, spero che ti porti un buon posto
-dove tu abbia occasione di farti ricco.
-
-— Sicuro! — disse Guglielmo. — Mi ficcherà nel suo sacco, e mi
-strascinerà fino a un palazzo per offrirmi come dono natalizio a un
-vecchio Creso, il quale mi regalerà un patrimonio, in contraccambio....
-Ci fo assegnamento, perchè se non mi capita una fortuna prima di capo
-d'anno, devo darmi per disperato. —
-
-In quella i due ragazzi furono interrotti da Trueman che entrò portando
-trionfalmente un magnifico tacchino, regalo del signor Graham, e un
-libro per Gertrude, regalo d'Emilia.
-
-— Oh, non è curioso? — esclamò la bambina. — Guglielmo diceva appunto
-che voi, zio True, siete il mio Santo Claus.... Pare anche a me,
-davvero! —
-
-Così parlando apriva il libro. E nel frontespizio le si presentò il
-ritratto del leggendario personaggio. Ella proruppe, giubilante:
-
-— O, guarda, guarda, Guglielmo, come gli somiglia! È tutto lui! C'è
-il berretto di pelliccia, e la pipa, e il buon viso ridente proprio
-come il suo.... Ah, zio True, se soltanto aveste invece del tacchino e
-della lanterna un sacco di balocchi in ispalla, sareste un Santo Claus
-perfetto!... A proposito, per Guglielmo non avete nulla?
-
-— Sì, una cosuccia... Ma temo che non gliene importerà molto. Non è che
-un bigliettino.
-
-— Un biglietto per me? — domandò il ragazzo. — Di chi può essere?
-
-— Questo non so dirtelo, — rispose il lampionaio frugando nelle
-capaci sue tasche. — Svoltavo il canto quando un uomo m'ha fermato
-domandandomi dove abita la signora Sullivan. Io gli indico la casa.
-Allora, veduto che ci abito anch'io, mi consegna questo pezzetto di
-carta, e mi prega di rimetterlo al signorino Guglielmo Sullivan, che,
-m'immagino, siete voi. —
-
-Guglielmo prese con una mano il biglietto e con l'altra l'accenditoio
-di True, e sollevando il foglio all'altezza del lume, lesse forte:
-
-«R. H. Clinton desidera vedere Guglielmo Sullivan giovedì mattina, tra
-le dieci e le undici, al numero 13. Panchina....»
-
-Egli era sbalordito.
-
-— Che vorrà mai? — disse. — Io non conosco nessuno di questo nome.
-
-— So io chi è, — fece True. — È il signore che abita nella grande casa
-di pietra, in via ***; un riccone. Il recapito dato nel biglietto è
-proprio il suo banco....
-
-— Che? Il babbo di quei bellissimi bambini che vedevamo spesso alla
-finestra?
-
-— Precisamente.
-
-— O che cosa può desiderare da me?
-
-— Probabilmente ha bisogno de' tuoi servizi, — disse il vecchio.
-
-— Ma dunque è un posto! — gridò Gertrude. — E un posto buono! Santo
-Claus è venuto e te l'ha portato.... Lo dicevo io! Oh, come sono
-contenta! —
-
-Guglielmo tuttavia non sapeva se dovesse rallegrarsi o no. Gli sembrava
-assai strano quel messaggio da parte d'un signore che non lo conosceva
-affatto. Certo sarebbe stato naturale sperare con la sua piccola
-amica e con lo zio True che fosse l'alba d'una nuova fortuna; ma egli
-aveva ragioni particolari, da loro ignorate, per credere che di questa
-fortuna, se pur gli si offriva, non avrebbe potuto approfittare. E però
-si fece promettere da entrambi di non far cenno della cosa nè a sua
-madre, nè al signor Cooper.
-
-Il giovedì, ch'era il giorno dopo il Natale, egli si presentò
-puntualmente nel luogo indicatogli. Il signor Clinton, uomo di maniere
-finissime e d'aspetto benevolo, l'accolse con molta gentilezza, gli
-diresse poche domande, non chiese nemmeno se avesse raccomandazioni,
-o attestati del suo antico principale, ma senz'altro gli disse che
-aveva bisogno d'un giovanetto per le mansioni di secondo commesso nel
-suo banco, e gli offerse il posto. Guglielmo esitò, perchè quantunque
-l'offerta fosse molto vantaggiosa per il suo avvenire, non era
-accettabile per il presente, se, come pareva, il signor Clinton non gli
-assegnava uno stipendio. Questi, vedendolo titubante, gli domandò:
-
-— Forse la mia proposta non vi conviene, o avete già qualche impegno?
-
-— No, — rispose egli prontamente. — Mi dimostrate una gran bontà
-onorando me, estraneo, di tanta fiducia da essere disposto ad
-ammettermi nella vostra Casa, e la proposta mi giunge gradita quanto
-inaspettata; ma io, finora, avevo servito in un negozio di spaccio al
-minuto, dove percepivo un regolare salario sul quale mia madre e mio
-nonno facevano conto.... Certo, preferirei di gran lunga un banco quale
-il vostro, e credo, signore, che imparerei presto a rendermi utile:
-se non che, lo so, molti giovanetti di famiglie ricche si stimerebbero
-fortunatissimi d'essere impiegati da voi senza alcuna rimunerazione, e
-quindi io non potrei sperare uno stipendio, almeno per i primi anni.
-Comprendo bene che in capo a un certo tempo mi troverei compensato
-ad usura dalle cognizioni acquistate nella pratica degli affari
-mercantili: disgraziatamente non sono in istato di procurarmi questo
-vantaggio, più che di proseguire gli studi. —
-
-Il signor Clinton sorrise.
-
-— Come mai, giovanotto, siete così informato di queste cose?
-
-— Ho inteso dire da parecchi ragazzi miei condiscepoli, ora commessi
-in case commerciali, che non ricevono paga, e ho sempre giudicato equo
-cotesto trattamento; ma per tale ragione appunto mi sono sentito in
-obbligo di contentarmi del posto che occupavo in una farmacia, perchè
-sebbene non fosse di mio gusto, mi dava modo di bastare a me stesso e
-di venire in aiuto a mia madre ch'è vedova, e a mio nonno ch'è vecchio
-e povero.
-
-— Il vostro nonno, chi è?...
-
-— Il signor Cooper, sagrestano nella chiesa del signor Arnold.
-
-— Ah sì, lo conosco! — disse il signor Clinton; e dopo una pausa
-soggiunse: — Quello che avete detto, Guglielmo, è esattissimo: non
-è nostro costume assegnare un qualsiasi stipendio ai nostri giovani
-commessi, e ciò nonostante siamo tempestati di profferte; ma ho avuto
-ottime informazioni sul conto vostro, ragazzo mio (non vi dirò da
-qual fonte per quanto io vegga la vostra curiosità), e inoltre voi
-mi piacete: credo che mi servirete fedelmente. Ditemi dunque che
-cosa avevate dal signor Bray: io vi darò altrettanto il primo anno,
-e in seguito andrò aumentando la vostra paga, se lo meriterete. Siete
-contento? Allora potete entrare nel mio banco al principio del gennaio
-prossimo. —
-
-Guglielmo lo ringraziò il più concisamente possibile, e s'affrettò ad
-accomiatarsi.
-
-Il commesso principale, chino su' suoi registri, ascoltava il dialogo,
-e pensò che il ragazzo avrebbe dovuto esprimere maggiore riconoscenza
-dinanzi a una così insolita generosità. Ma il negoziante, osservando
-Guglielmo mentre gli parlava, ben aveva scorto nei mutamenti del suo
-viso il succedersi della maraviglia allo scoramento, e della speranza,
-della gioia alla maraviglia; una gioia piena di gratitudine sincera
-e così profonda che, egli lo comprendeva, non trovava parole per
-manifestarsi. E s'era ricordato del tempo in cui, giovanetto e figlio
-unico di una povera vedova, egli era venuto solo nella grande città,
-in cerca d'un impiego, e trovatolo dopo lunghi stenti, aveva subito
-scritto alla mamma per dirle che sperava di poter presto guadagnare
-abbastanza da provvedere a sè ed a lei.
-
-Da vent'anni cresceva l'erba sulla tomba ove ella dormiva l'eterno
-sonno, laggiù nella lontana campagna natia, e la faccia del negoziante
-era solcata dalle rughe che vi avevano impresse i pensieri e le cure;
-ma quando, ritornato a sedere, egli tracciò quasi inconsciamente su
-un foglio bianco, con la penna asciutta, le parole: «Cara mamma», ella
-rivisse per lui e rivisse egli stesso nella propria giovinezza. Quelle
-parole invisibili incominciavano la lettera che le recava la buona
-novella.
-
-No, Guglielmo non era ingrato, altrimenti non avrebbe destato nel
-signor Clinton i ricordi del tempo in cui il suo cuore provava le
-stesse commozioni.
-
-E tutte le madri che hanno pianto e pregato e ringraziato Dio ricevendo
-simili notizie da figliuoli teneramente amati, possono intendere qual
-fosse la felicità della buona piccola signora Sullivan quando Guglielmo
-le annunziò l'insperata fortuna. Il signor Cooper e Gertrude hanno
-pure i loro prototipi in tanti vecchi ne' cui occhi smorti e stanchi si
-riaccende il bagliore della speranza, che sebbene sia stata fallace per
-essi, vagheggiano ancora per i nipotini; in tante sorelline superbe e
-liete di vedere il nobile fratello apprezzato alfine dagli altri come
-fu sempre da loro. Nè in tali occasioni deve mancare l'amico cordiale
-che, come il bravo True, entra d'improvviso e battendo una spalla al
-ragazzo esclama:
-
-— Avevo ragione, io? Non c'era bisogno che si rammaricassero tanto,
-i tuoi.... Glielo dicevo sempre al nonno che le cose si sarebbero
-accomodate, e bene! —
-
-Ma un punto rimaneva misterioso. Da chi il signor Clinton aveva udito
-parlare di Guglielmo? La signora Sullivan passò in rivista le sue non
-numerose conoscenze, e fece mille supposizioni, una più inverosimile
-dell'altra. E però, visto che il congetturare non serviva a nulla,
-finirono con l'attribuire, come Gertrude, tutto il merito a Santo
-Claus.
-
-
-
-
-XV.
-
- Rinnovi in cielo il dì l'usato corso
- O avvolta d'ombra la notte silente
- Vigili sulla terra, ella paziente
- E fida attende all'opera pietosa
- Di lenire la pena sua angosciosa
- E nel bisogno porgergli soccorso.
-
- BLACKLOCK.
-
-
-— Sarei curiosa di sapere, — diceva la signorina Peekout appoggiando
-le mani al davanzale per sporgersi meglio, e guardando su e giù
-per la strada, occupazione a cui soleva dedicare dieci minuti dopo
-rigovernato gli utensili della colazione e prima di preparar la sua
-«lampada solare» — sarei curiosa di sapere chi sia quella ragazzina
-snella che passa di qui tutte le mattine conducendo a braccetto quel
-vecchio cadente. Li vedo sempre a quest'ora quando il tempo è buono e
-si cammina bene. È una cara creatura, senza dubbio, e dev'essere molto
-affezionata al pover'uomo.... probabilmente suo nonno. Ho osservato
-che ha cura di lasciargli la miglior parte del marciapiede, e vigila
-ogni suo passo; cosa necessaria, del resto, perchè lui vacilla ch'è una
-passione. Poverina, è pallida, e tutt'ansiosa.... Chi sa se assiste il
-vecchio lei sola?... Sarei curiosa.... —
-
-Ma la coppia è già fuori della sua veduta ed ella va a vedere se la
-lampada solare ha bisogno d'una calza nuova.
-
-— Sarei curiosa di sapere, — diceva la signora Grumble, seduta a
-una finestra d'una casa un po' più in là nella stessa via — se nel
-caso ch'io fossi un giorno vecchia ed inferma — (la signora Grumble
-passava i settanta ma non soffriva finora d'altra infermità che il suo
-temperamento irascibile) — qualcuno m'assisterebbe e si prenderebbe
-cura di me come quella figliuola lì del suo nonno! Mai e poi mai, ci
-scommetto! Che pazienza, per una bambina! Chi può essere?
-
-— Guarda, Bella! — diceva una fanciulla ad un'altra con la quale si
-recava a scuola passando per quella strada, dove si tenevano dalla
-parte dell'ombra. — Ecco là il vecchio e la ragazzina che incontriamo
-ogni giorno.... Come puoi dire che non è carina? Io l'ammiro!
-
-— Oh, tu, Rina, hai la particolarità d'ammirare ciò che a tutti gli
-altri pare orribile!
-
-— Orribile!. — esclamò Rina indignata. — Tutt'altro! Osserva ora quando
-l'incontriamo, quanto è dolce l'espressione del suo viso nell'atto
-di guardare il vecchio e di parlargli! Sarei curiosa di sapere che
-cos'ha quel disgraziato.... Vedi come gli trema il braccio? Quello che
-appoggia sul braccio di lei.... —
-
-Le due coppie s'incontrano, quasi sfiorandosi, passano, in silenzio.
-
-— Ebbene, non è forse simpaticissima? — domanda Rina, vivamente, non
-appena sicura di non essere udita.
-
-— Ha begli occhi, — risponde Bella — ma non c'è in lei nient'altro di
-notevole. Sarei curiosa di sapere come sopporta la noia di passeggiare
-con quel vecchio che si trascina a stento, pesandole sul braccio e
-tremando per modo che appena si regge.... E incontro al sole che la
-ferisce proprio in faccia.... Ah, io non lo farei per nulla al mondo!
-
-— Oh, Bella! Come hai cuore di parlare così? Io lo compiango il
-poveretto, immensamente!
-
-— Dio buono, a che giova il compianto? Se tu ti metti a compiangere
-tutti, non avrai da far altro dalla mattina alla sera. — Bella
-s'interruppe e urtò il gomito alla compagna: — Guarda lì, Guglielmo
-Sullivan, il commesso del babbo.... O non è una bellezza? Aspetta,
-voglio fermarlo. —
-
-Ma innanzi ch'ella giungesse a rivolgergli la parola, Guglielmo, il
-quale camminava prestissimo, l'oltrepassò salutandola con un inchino
-e un garbato: «Buon giorno, signorina Isabella!» e s'allontanò
-rapidamente.
-
-Quando la vezzosa Isabella si fu riavuta dallo stupore e dal dispetto
-che l'avevano ammutolita, non era più il caso di richiamarlo.
-
-— Gentilissimo! — ella mormorò.
-
-— Vedi, vedi, — fece Rina che s'era voltata a guardare indietro —
-ha raggiunto il vecchio e la simpatica bambina. Oh, prende l'altro
-braccio dell'infermo.... e proseguono tutti e tre insieme.... Non è una
-singolare coincidenza?
-
-— Io non ci veggo nulla di singolare, — disse Bella, un po' seccata. —
-Suvvia, allunghiamo il passo, o arriveremo a scuola in ritardo! —
-
-Lettore! Sei anche tu «curioso di sapere» chi siano quel vecchio e
-quella ragazzina? O hai già ravvisato True Flint e Gertrude? Il povero
-True non è più il forte e coraggioso protettore della debole creatura
-derelitta. Le parti sono invertite. Egli è stato colpito da paralisi.
-Il suo vigore se n'è ito, non gliene resta nemmeno tanto da camminar
-solo. Sta tutto il giorno a sedere nel suo seggiolone o sulla vecchia
-panca, salvo quando esce a passeggiare con la sua figliuola adottiva.
-Il colpo fu improvviso, e atterrò l'uomo robusto, lo lasciò debole
-come un fanciullo. E la piccola estranea, l'orfanella che, malata,
-abbandonata, priva del necessario, aveva trovato in lui un babbo e una
-mamma, ora per lui è tutto: il suo sostegno, la sua speranza, il suo
-conforto. Durante i quattro o cinque anni che egli ha amorosamente
-coltivato quella gracile pianticella, ella ha acquistato forza per
-il tempo in cui doveva esser egli a sua volta bisognoso d'appoggio e
-trovarlo in lei. Quel tempo è venuto, ahimè, troppo presto; ella era
-pronta e ha risposto all'appello. Con la semplicità e l'ardore d'una
-bambina, ma con la fermezza, la perseveranza, la capacità d'una donna,
-la piccola Gertrude presta da mane a sera, infaticabile, la sua opera
-d'infermiera fedele, di diligente massaia in servigio del suo primo,
-del suo più caro amico. Sempre al suo fianco, sempre attenta ad ogni
-suo bisogno, ella tuttavia riesce miracolosamente a fare molte cose,
-senza ch'egli pur se n'avvegga. Come l'ottimo uomo aveva predetto, ella
-è davvero ne' suoi vecchi giorni la benedizione di Dio incarnata che
-gl'illumina e fiorisce di gioie soavi fino il sentiero della tomba.
-
-Se l'infermità privava Trueman dell'uso delle membra, aveva per fortuna
-risparmiato la sua mente, ch'era lucida e serena come sempre: e il
-pio cuore si riposava, con umile fiducia, in quel Dio di cui egli
-riconosceva l'amore e la presenza, in cui sperava così fermamente, che
-nell'amarezza di quella prova poteva sottomettersi appieno e ripetere:
-«Sia fatta la tua volontà e non la mia!»
-
-Coloro che tutti i giorni notavano l'invalido e la sua piccola custode,
-e si maravigliavano della devozione, dell'abnegazione di quella
-fanciulletta, erano lungi dal comprendere i sentimenti d'affetto e di
-gratitudine ond'era animata Gertrude, dall'immaginarsi qual contentezza
-fosse la sua nel sostenere, nell'aiutare l'amato suo benefattore. Meno
-ancora la superbiosa che si sarebbe vergognata di passeggiare col
-vecchio paralitico, intuiva qual fosse il suo orgoglio. Come poteva
-ella credere che la ragazzina che avrebbe compianta, se avesse trovato
-tempo di compiangere qualcuno, si sentiva colmare il cuore della più
-viva, della più nobile sodisfazione provata in vita sua, quando porgeva
-l'appoggio del suo braccio al vecchio tremulo, ed era per lei una
-gloria portare quella croce?
-
-Il mondo esteriore le era indifferente. Non si curava dei commenti
-della gente oziosa, curiosa, vana. Non viveva ora che per True; per
-meglio dire viveva _in lui_, tanto esclusivamente pensava a consolarlo,
-a prolungare e allietare i suoi giorni.
-
-Da due mesi soltanto egli versava in così affliggenti condizioni.
-Già prima la sua salute aveva cominciato a declinare, ma era sempre
-in grado d'attendere al suo lavoro quotidiano, finchè una mattina di
-giugno Gertrude, entrando nella sua camera, vide con maraviglia che
-non s'era levato quantunque fosse molto più tardi dell'ora consueta.
-Accostatasi al suo letto domandandogliene il perchè, s'accòrse
-ch'egli aveva un aspetto strano e non poteva risponderle. Sbalordita
-e spaventata, chiamò la signora Sullivan. Fu mandato per un medico.
-Questi dichiarò ch'era un attacco di paralisi, molto grave. Parve
-infatti per qualche giorno che True dovesse soccombervi: ma poi andò
-migliorando. Ricuperò la favella, e in capo a due settimane fu in
-istato di camminare con l'aiuto di Gertrude.
-
-Il dottore aveva raccomandato quanto più moto fosse possibile senza
-stancarlo, e però tutte le mattine, innanzi le ore calde, se il
-tempo era buono, ella si presentava vestita di tutto punto e in
-cappellino, per condurlo a fare quella passeggiata con cui attiravano
-inconsapevolmente tanta attenzione.
-
-La piccola massaia, approfittando di questa opportunità faceva la
-spesa, a fine di non dover poi uscire un'altra volta e lasciare
-l'infermo solo, cosa che evitava se non v'era costretta. Così la
-mattina che Guglielmo li aveva raggiunti a gran dispetto di Bella,
-si diressero accompagnati da lui alla bottega di commestibili dove
-solevano provvedersi delle cose necessarie. Il giovanotto fece sedere
-comodamente True, e proseguì verso la panchina ***, mentre Gertrude
-andava al banco a contrattar gli acquisti per il desinare. Comprò un
-pezzo di vitello da fare un buon brodo, gettò uno sguardo di desiderio
-su certi panieri di legumi scelti, e si voltò in là, con un sospiro.
-Ella aveva in mano la borsa contenente tutto il loro denaro; la teneva
-lei da alcune settimane, e la sentiva ogni giorno più leggera: sicché
-sapeva bene che alle primizie non bisognava pensarci, e sospirava
-ricordando con quale piacere lo zio True mangiava i pisellini novelli,
-l'anno scorso....
-
-— Quant'è la carne? — ella domandò al rubicondo macellaro che la stava
-involtando in un foglio.
-
-Egli disse quanto. Era _poco, tanto poco_ che a Gertrude sembrò che
-quell'uomo avesse veduto dentro la sua borsa, e anche dentro il suo
-pensiero, e sapesse come sarebbe contenta che non costasse di più.
-Mentre le dava il resto, egli si chinò sul banco, e le chiese sottovoce
-che genere di cibi convenisse al signor Flint.
-
-— Qualunque cibo sano, dice il medico, — ella rispose.
-
-— Credete dunque che mangerebbe un po' di pisellini? Ne ho di prima
-qualità, arrivati freschi freschi dalla campagna, e se gli piacciono,
-ve ne manderò volentieri. Il mio garzone deve portarne in giro mezzo
-staio.... Metterò nello stesso paniere anche la carne.
-
-— Oh, grazie, — fece Gertrude — gli piacciono moltissimo!
-
-— Benone, benone. Vedrete che bellezza! —
-
-Ed egli si volse a un'altra avventora così prontamente da lasciar
-credere a Gertrude che non si fosse potuto avvedere del rossore che le
-saliva alle gote, delle lacrime che le spuntavano negli occhi. Ma egli
-_se n'era avveduto_, e appunto per questo aveva avuto tanta fretta di
-servire l'altra.... Era un gran brav'uomo quel rubicondo macellaro!
-
-True conservava un ottimo appetito. Egli gustò e lodò assai il
-desinaretto, e dopo aver mangiato abbondantemente, s'addormentò nel suo
-seggiolone.
-
-Nell'atto che si destava, Gertrude balzò al suo fianco, gridando:
-
-— Zio True, c'è la signorina Emilia!... La buona signorina Emilia che
-viene a farvi una visita!
-
-— Iddio vi benedica, mia cara signorina! — disse il vecchio tentando di
-rizzarsi per muoverle incontro.
-
-— Non vi rizzate, no, ve ne prego! — esclamò la giovane cieca il cui
-raffinato orecchio aveva percepito la sua mossa. — A quanto mi dice
-Gertrude temo che vi sia penoso.... Figliuola, portami una seggiola
-accanto allo zio True.... —
-
-Ella s'accostò al paralitico, gli prese la mano, e parve oltremodo
-turbata nel sentirla tremare così.
-
-— Ah, signorina Emilia, — egli disse — non sono più l'uomo che ero
-quando vi parlai ultimamente.... Il Signore mi ha mandato un avviso, e
-devo dispormi a partirmene dà questo mondo!
-
-— Mi duole assai di non aver saputo nulla della vostra malattia, —
-disse la visitatrice. — Sarei venuta prima a trovarvi.... Ma ho avuto
-la notizia soltanto oggi.... Stamani Giorgio, il servitore di mio
-padre, vi ha visto in una bottega con Gertrude, e me l'ha detto non
-appena ritornato di città. Cotesta bambina doveva pur scrivermi un
-rigo.... —
-
-Gertrude stava ritta presso il vecchio accarezzando con le dita sottili
-le sue ciocche grige. Egli, all'udire Emilia menzionarla, si voltò
-verso di lei e la guardò.... Ah, quale sguardo d'amore! Mai Gertrude
-potè scordarlo.
-
-— Cara signorina, — rispose True — non era necessario disturbare
-nessuno. Dio stesso ha provveduto. Tutti insieme i dottori e tutte le
-infermiere del paese, non avrebbero fatto per me la metà di quello
-che ha saputo fare questa mia piccina. Cinque anni sono, quando me
-la portai a casa, povera scricciola, scalza e livida dal freddo,
-quando, in questa medesima stanza, me la reggevo sulle braccia, notte
-e giorno, malata, quasi morente, non mi sarei immaginato che verrebbe
-così presto la sua volta. No, signorina Emilia, non mi sarei immaginato
-che il Signore mi abbatterebbe così profondamente, che quei piedini
-correrebbero tanto di qua e di là per servirmi, che quelle manine
-verrebbero nelle tristi notti ad accomodare i miei guanciali, che
-il giorno camminerei appoggiato al suo debole braccio.... Davvero le
-vie di Dio non sono le nostre vie, nè i suoi pensieri come i nostri
-pensieri.
-
-— Oh, zio True, — disse Gertrude — io non fo molto per voi! Vorrei fare
-assai più, vorrei ridarvi la vostra forza.
-
-— Per questo mondo non è più possibile.... Ma tu mi dài ben altra forza
-che quella del corpo.... Ah, signorina Emilia, — proseguì rivolto alla
-fanciulla cieca — a voi dobbiamo ogni nostro bene! Io amavo il mio
-uccellino, ma ero uno sciocco e non sarei riescito che a viziarlo.
-Invece voi sapevate quello che ci voleva per il suo meglio e per il
-mio. Voi avete fatto di lei ciò ch'è adesso: uno degli agnelli di
-Cristo, un'ancella del Signore. Se qualcuno m'avesse detto sei mesi
-addietro ch'io sarei divenuto un povero invalido, inchiodato in una
-poltrona, senza sapere chi provvederebbe al necessario per me e per
-il mio uccellino caro, avrei risposto che non è possibile sopportare
-con pazienza una tal sorte, e il cuore mi sarebbe venuto meno. Ma ho
-imparato una gran lezione da questa bambina! Dopo l'attacco, appena
-ebbi ricuperato la parola, e potei esprimere le idee che mi venivano
-alla mente, turbato com'ero pensando al mio caso e alle condizioni
-di Gertrude che non aveva più chi lavorasse per lei, tanto turbato da
-sentirmi peggio, dissi gemendo: «E che faremo ora?... Che faremo?» Ed
-essa mi sussurrò nell'orecchio: «Dio avrà cura di noi, zio True.» E
-quando, dimenticata quella sua risposta, domandai un'altra volta: «Chi
-ci nutrirà ora, chi ci vestirà?» essa di nuovo disse: «Provvederà il
-Signore!» Una notte, nel più profondo della mia angoscia, crucciandomi
-per la mia piccina, esclamai: «Se io muoio, chi s'occuperà di
-Gertrude?» E la cara creatura ch'io credevo a letto, bene addormentata,
-posò la testa accanto alla mia, e rispose: «Zio True, la sera ch'io
-fui messa fuori nella strada buia, ed abbandonata là, sola, senza più
-casa, senza un amico al mondo, il nostro Padre Celeste vi mandò in mio
-soccorso; così se mai volesse chiamarvi a Sè e non prendere me pure,
-mi manderà qualcun altro per sostenermi durante il tempo ch'io devo
-restare ancora quaggiù.» Da quel momento, signorina Emilia, ho cessato
-di disperarmi. Le sue parole e i santi insegnamenti della Bibbia
-ch'ella mi legge tutti i giorni, hanno penetrato il mio cuore, e sono
-in pace.
-
-«Io pensavo sempre che se fossi vissuto e rimasto sano e forte,
-Gertrude avrebbe potuto frequentare la scuola e istruirsi, giacchè ha
-una grande inclinazione allo studio, e impara con molta facilità. È una
-bambina piuttosto gracile; e poi, non pare proprio fatta per i lavori
-grossolani e faticosi, perciò mi dispiaceva troppo l'idea che avesse a
-guadagnarsi la vita duramente. Speravo di vederla diventare maestra di
-scuola come la signorina Browne, o qualche cosa di simile.... Ma adesso
-non mi tormento più. Sono persuaso che, come dice lei, tutto avviene
-per il nostro meglio, perchè altrimenti non avverrebbe. —
-
-Gertrude che, mentre egli parlava, aveva tenuto la faccia nascosta
-contro la sua spalla, alzò la testa e disse, risolutamente:
-
-— Zio True, io mi sento capace di fare qualsiasi lavoro materiale, o
-quasi. Per esempio, la signora Sullivan dice ch'io cucio molto bene;
-potrei far la sarta o la modista. Questi non sono mestieri faticosi.
-
-— Signor Flint, — domandò Emilia — affidereste volentieri a me la
-vostra bambina? Se Dio vi separasse da lei, la credereste sicura sotto
-la mia custodia?
-
-— Oh, signorina Emilia! — esclamò l'infermo. — Come non la crederei
-sicura sotto la custodia d'un angelo? E voi....
-
-— No, non dite questo, — interruppe ella — o mi periterò d'assumere
-un impegno così solenne. So purtroppo che la mia cecità, la mia debole
-salute, la mia inesperienza, mi rendono poco atta ad incaricarmi d'una
-bambina come Gertrude. Ma poichè voi approvate l'istruzione che le ho
-dato finora, e, per bontà vostra, mi tenete in miglior concetto ch'io
-non meriti, almeno sarete certo del mio sincero desiderio d'esserle
-utile. E s'è un conforto per voi il sapere che in caso di vostra morte
-io sarò lieta di prenderla meco, d'aver cura della sua educazione, e
-di provvedere a lei finchè io viva, abbiatevi la mia formale promessa
-— e così dicendo pose la sua destra su quella di True — che questo
-sarà fatto e che m'adoprerò con tutte le mie forze perchè ella sia
-felice. —
-
-Il primo impulso di Gertrude fu di slanciarsi verso Emilia e gettarle
-le braccia al collo, ma la rattenne nell'atto la vista di True che
-piangeva come un fanciullo. Ella fece posare la testa del vecchio sul
-suo seno e asciugò con la mano le lacrime che gli sgorgavano dagli
-occhi: lacrime di gioia però, della gioia che lo soverchiava in quel
-suo stato di debolezza, di prostrazione.
-
-La proposta della signorina Graham gli giungeva così inopinata e di
-tanto superava le sue aspettazioni, da sembrargli una speranza troppo
-bella perchè osasse affidarvisi: e ad un tratto un dubbio gli balenò,
-ed accrebbe la sua trepidanza:
-
-— Ma vostro padre! — disse esitando. — Il signor Graham! Egli ha le sue
-idee particolari, le sue consuetudini, e non è più giovane.... Ho gran
-paura che non gli garberà avere in casa una bambina....
-
-— Mio padre è molto indulgente con _me_, — rispose Emilia. — Certo non
-vorrà opporsi a un disegno che mi sta a cuore. Io mi sono affezionata a
-Gertrude; la sua presenza mi sarebbe utile e vi troverei un conforto.
-Mi confido, signor Flint, che voi riacquisterete, almeno in parte,
-la salute e le forze, e rimarrete con lei ancora molti anni: ma
-affinchè non siate in ansia per la sua sorte, colgo quest'occasione
-d'assicurarvi che s'io vi sopravvivo la mia casa sarà la sua.
-
-— Ah, signorina Emilia! — esclamò il vecchio — il mio tempo quaggiù
-è finito, lo sento; e giacchè volete incaricarvi di questa creatura,
-sarete presto chiamata a compiere la vostra opera di carità. Ricordo
-com'ero turbato il giorno dopo ch'io me l'ebbi portata qui, pensando
-che forse non ero capace d'educarla, e non avevo la possibilità
-di tenerla ammodo. E voi, cara signorina, ricordate che mi diceste
-per incoraggiarmi? «Avete fatto bene,» mi diceste, «e il Signore vi
-benedice e vi ricompenserà.» Quante volte da allora ho ripetuto in cuor
-mio che le vostre parole erano state una vera profezia, che il Signore
-stesso ve le aveva ispirate! Ed ora che voi vi proponete di prendere il
-mio posto perchè Egli mi chiama a Sè, e ch'io vedo più chiaramente che
-mai le sue vie, _vi dico a mia volta_, signorina Emilia: «Fate bene!»
-E se Dio vi ricompensa come ha ricompensato me, verrà il giorno che
-l'amore e la gratitudine di questa orfanella vi ripagheranno di ciò che
-avrete fatto per lei.... Gertrude?
-
-— Non è qui, — disse la cieca — l'ho udita correre nella sua camera.
-
-— Povero uccellino! — fece True. — Non le piace sentirmi parlare
-del momento che dovrò lasciarla. Mi rattrista il pensiero della sua
-desolazione. Mi par di vederla struggersi il cuore in lacrime dietro
-il suo vecchio zio. Basta, non importa. Io volevo raccomandarle
-d'essere una buona figliuola per voi, ma credo che non ci sia bisogno
-di raccomandazioni.... Le dirò quando torna quel che ho da dirle.
-Addio, cara signorina, — egli soggiunse, poichè Emilia s'era rizzata
-e Giorgio, il servitore, l'aspettava sulla soglia — se non vi rivedo
-più, sappiate che voi avete reso un povero vecchio tanto felice, da non
-lasciargli nulla da desiderare sulla terra, e che portate con voi la
-benedizione d'un morente. Vi conceda Iddio di finire i vostri giorni in
-perfetta pace come io finisco i miei! —
-
-Quella sera, quando Trueman si fu coricato, e che Gertrude ebbe finito
-di leggergli secondo il consueto qualche pagina della sua piccola
-Bibbia, egli, chiamatala al suo capezzale, la pregò, come spesso faceva
-ultimamente, di ripetere la preghiera per i malati, da lui prediletta.
-
-Ella s'inginocchiò, e con solenne e commovente ardore sodisfece alla
-sua richiesta.
-
-— E adesso, tesoro, la preghiera per i moribondi.... Ce n'è una, non è
-vero, nel tuo libriccino? —
-
-Gertrude tremò. Sì, _c'era_, e bellissima. La pensosa fanciulla, cui
-l'idea della morte era familiare, la sapeva a memoria. Ma come avrebbe
-potuto proferirne ad alta voce le parole senza tradire la commozione
-che la scoteva tutta? Eppure doveva provarvisi. Lo zio True desiderava
-udirla, e sarebbe stato un conforto per lui. Concentrando tutta
-la propria energia, dominandosi con uno sforzo, ella incominciò, e
-guadagnando vigore man mano che proseguiva, arrivò fino in fondo. Due o
-tre volte la voce le fallì, soffocata nel nodo che le serrava la gola,
-ma subito, per un nuovo sforzo della volontà, risonò tanto limpida e
-calma, che la divozione dell'infermo non fu disturbata dal dolore della
-sua bimba diletta. Fortunatamente egli non poteva sentire i palpiti del
-piccolo cuore spasimante che minacciavano di spezzarlo.
-
-Recitata la preghiera, ella rimase in ginocchio, accanto al letto, con
-la faccia nascosta nelle coperte. Non era in grado di rizzarsi. Per
-qualche minuto un silenzio solenne regnò nella stanza. Poi il vecchio
-le posò una mano sul capo.
-
-Ella alzò gli occhi verso di lui, ed egli disse:
-
-— Tu ami la signorina Emilia, non è vero, uccellino mio?
-
-— Oh, sì, molto!
-
-— Mi prometti d'essere una buona figliuola per lei quando io me ne sarò
-andato? —
-
-Gertrude ruppe in singhiozzi.
-
-— O zio True, non mi lasciate! _Caro, caro_ zio True, io non posso
-vivere senza di voi!
-
-— Dio vuole ch'io vada a Lui, Gertrude. Egli è stato sempre buono con
-noi, e non dobbiamo ora dubitare della Sua bontà. La signorina Emilia
-può fare per te più ch'io non potessi. Tu con lei sarai felice.
-
-— No, no! Mai più non sarò felice in questo mondo! Non fui mai felice
-prima d'esser venuta a stare con voi! E se voi morite, desidero di
-morire anch'io....
-
-— Tu non devi desiderare questo, mio tesoro: sei giovane, e il tuo
-dovere è di compiere sulla terra il tempo che t'è assegnato procurando
-di fare il bene. Io sono vecchio, e oramai non altro che un peso
-inutile....
-
-— Non lo dite, zio True, non lo dite! Voi non siete, non potete
-essere di peso a nessuno. Vorrei io piuttosto non aver cagionato tanto
-incomodo a voi....
-
-— Al contrario, uccellino, Dio sa che tu sei stata tutti questi
-anni la gioia del mio cuore. Ciò che mi affligge è il vederti adesso
-sempre sacrificata qui in casa a sfaticare invece d'andar a scuola.
-Ma quaggiù, noi dipendiamo gli uni dagli altri.... in primo luogo da
-Dio.... e poi gli uni dagli altri.... E questo mi rammenta le cose
-che ho da dirti. Io sento che il Signore mi chiamerà presto, assai
-più presto che tu non creda. E tu allora piangerai e sarai oltremodo
-afflitta, senza dubbio.... Ma la signorina Emilia ti prenderà seco, e
-ti dirà parole sante che ti conforteranno, ti dirà come ci rivedremo
-e saremo felici in un mondo migliore; dove non ci separeremo più....
-Anche Guglielmo farà tutto il suo possibile per consolarti nel tuo
-dolore.... E, col tempo, sorriderai di nuovo.... Da principio, ed a
-lungo forse, tu sarai a carico della signorina Emilia che avrà da
-pensare a tutto per te: scuola, vestiario, e via dicendo. Ebbene,
-questo ti voglio dire: lo zio True s'aspetta che tu ti comporti con
-lei da buona figliuola, e l'obbedisca sempre. E quando sarai più
-grande forse potrai fare a tua volta qualche cosa per provarle la
-tua gratitudine. Ella è cieca, e i tuoi occhi dovranno essere i suoi:
-non è robusta, e tu dovrai essere il suo sostegno come sei stata il
-mio. Se tu sarai buona e paziente, Gertrude, Dio ti darà la pace e
-la serenità dell'anima per aver fatto quanto potevano le tue forze,
-in pro degli altri. E quando avrai qualche dispiacere (nessuno ne va
-esente) ricordati dello zio True che ti diceva in questi casi: «Su,
-allegri, uccellino, perchè a parer mio tutto finirà bene!» Andiamo,
-non addolorarti ora: va' a letto, cara.... E domani faremo una bella
-passeggiatina; sai che Guglielmo verrà con noi.... —
-
-Gertrude si fece cuore per amor suo, e andò a coricarsi. Stette qualche
-ora vegliando, ma alfine cadde in un sonno profondo e non si destò fino
-a giorno.
-
-Sognò ch'era già il mattino e che lei, lo zio True e Guglielmo facevano
-una passeggiata deliziosa; lo zio True aveva ricuperato la salute e le
-forze, camminava con passo fermo, gli occhi gli brillavano; Guglielmo e
-lei erano felici e ridenti.
-
-E mentre ella sognava il suo bel sogno, ed era tanto lontana dal
-pensare che mai più non avrebbe calcato a fianco del suo primo amico
-le vie terrestri, il messaggero venne, un dolce e tacito messaggero, e
-nella quiete della notte avvolgente il mondo sopito, prese l'anima del
-buon True e la portò a Dio!
-
-
-
-
-XVI.
-
- Le stelle son magioni edificate
- Da natura, ove forse la celeste
- Lor dimora hanno l'anime beate
- Nella luce immortal che le riveste.
-
- WORDSWORTH.
-
-
-Sono trascorsi due mesi dalla morte di True, e da otto giorni Gertrude
-è stabilita in casa del signor Graham.
-
-Emilia aveva saputo per mezzo d'un giornale la notizia della perdita
-che così improvvisamente colpiva la bambina. Senz'indugio comunicò
-allora a suo padre il suo desiderio e i suoi propositi rispetto
-all'orfanella, ed egli non vi si oppose. Le fece però notare
-gl'inconvenienti che avrebbe cagionato in quel momento la venuta
-di questa alla villa, posto che erano in procinto di partire per
-una visita a parenti dimoranti in un paese lontano, e non sarebbero
-ritornati che quasi al tempo di rientrare in città per l'inverno.
-Emilia comprese la giustezza dell'obiezione. Invero la signora Ellis
-restava a custodia della casa, ma ella ben sapeva che quand'anche
-avesse acconsentito ad occuparsi di Gertrude durante la loro assenza,
-era la persona meno atta a consolarla nella sua afflizione.
-
-Questo pensiero la turbava considerandosi ella oramai come l'unica
-tutela di quell'orfana, e si doleva in cuor suo d'essere così
-inopportunamente costretta a un insolito viaggio. Ma non c'era rimedio:
-il signor Graham aveva divisato di farlo, ed ella doveva guardarsi
-dal contrariare la sua intenzione perchè la presenza della piccola
-Gertrude non riuscisse, proprio da bel principio, importuna e sgradita,
-E la mattina dopo il suo colloquio col padre, si recò in città, assai
-perplessa circa il modo di regolarsi in quelle imprevedute circostanze.
-
-Era una domenica, ma Emilia aveva uno scopo di carità e d'amore, che
-non ammetteva dilazioni. Un'ora innanzi l'uffizio del mattino, la
-signora Sullivan, affacciata alla finestra che dava sulla strada, vide
-fermarsi alla porta di casa la carrozza del signor Graham. Ella corse
-incontro alla giovane cieca, e con la gentilezza e la bontà in lei
-naturali la condusse nel suo modesto ma pulitissimo salotto, la fece
-sedere in una comoda poltrona, le mise in mano un ventaglio, (era una
-giornata caldissima) poi le disse quanto lieta, grata, fosse della sua
-visita, e quanto le dispiacesse che appunto Gertrude non si trovasse in
-casa.
-
-— E dov'è? — domandò Emilia, maravigliata.
-
-— È uscita a passeggiare col mio Guglielmo, — rispose la signora
-Sullivan.
-
-Molte altre domande seguirono a quella, da parte della visitatrice,
-e la buona donnina raccontò tutta la lunga e commovente storia del
-disperato dolore di Gertrude, dolore inconsolabile, e tanto profondo da
-farle temere ch'ella ne morisse.
-
-— Io non potevo nulla, con lei. Durante la settimana scorsa passò
-le giornate seduta sul suo panchetto davanti alla poltrona dello zio
-True, con la testa sul cuscino, e non c'era caso d'indurla a levarsi
-di lì e a mangiare qualche cosa. Quando le parlavo sembrava che non
-udisse: s'io tentavo di smuoverla a forza non si dibatteva, (era sempre
-tranquilla), ma mi si abbandonava tra le braccia come un corpo morto;
-e non osavo costringerla a venire nel mio quartierino benchè sapessi
-che il mutar luogo le avrebbe giovato. Se non ci fosse stato Guglielmo,
-io non so davvero come avrei fatto con quella povera creatura; era
-una gran pena! Ma lui sa maneggiarla molto meglio di me. Nelle ore
-che è in casa, adesso va benino. Figuratevi, se la piglia in collo,
-perchè è forte quel ragazzo, e lei è leggera come una piuma, la porta
-in un'altra stanza o fuori nella corte, e trova sempre la maniera di
-rasserenarla, ch'è una maraviglia. La persuade a mangiare, la conduce a
-far una lunga passeggiata tutte le sere, quando ritorna dal magazzino.
-Ieri andarono fin oltre il ponte di Chelsea, dove si gode l'aria buona
-e il fresco, e pare che fosse riuscito a distrarla, a divertirla
-perfino, perchè me la riportò più colorita e più animata che non
-l'avessi ancora veduta. Era tanto stanca, che si lasciò mettere a letto
-nella mia camera, e dormì saporitamente tutta la notte. Tant'è vero
-che oggi è la Gertrude di prima. Sono usciti insieme stamani; essendo
-domenica Guglielmo sta tutto il giorno con noi, e non dubito che finirà
-di consolarla, se è umanamente possibile.
-
-— Guglielmo dimostra molto criterio cercando di distrarla, conducendola
-fuori di casa, — disse Emilia. — Sono lieta ch'ella abbia amici tanto
-benevoli. Io promisi al signor Flint che se la sua figliuola adottiva
-avesse la sventura di perderlo, la prenderei meco, e la mia casa
-sarebbe la sua. Non ho avuto notizia della morte di quel brav'uomo se
-non ieri; e considero come un gran favore usato a me non meno che a
-Gertrude, l'avere intanto preso così amorosamente cura di lei. Ma io
-ero certa della vostra bontà: altrimenti non mi sarei data pace di non
-aver saputo subito che il povero True già era venuto a mancare.
-
-— Oh, signorina Emilia, — disse la signora Sullivan — Gertrude ci
-è tanto cara, e soffrivamo talmente anche noi vedendola soffrire,
-ch'era bontà verso noi stessi fare tutto il possibile per confortarla.
-Io credo che Guglielmo e lei non s'amerebbero con maggior tenerezza
-se fossero fratello e sorella. Il mio figliuolo e lo zio True erano
-grandi amici. Ah sentiamo tutti vivamente la perdita del nostro buon
-casigliano, credetelo. Il mio vecchio padre non ne parla molto, ma io
-vedo bene com'è addolorato e depresso. —
-
-Nel corso della conversazione che si prolungò ancora, la vedova disse
-che una sua cugina moglie d'un fittaiuolo, la quale viveva nei dintorni
-di Boston alla distanza di circa venti miglia dalla città, l'aveva
-invitata, insieme co' suoi, a passare una quindicina di giorni alla
-fattoria; e che coincidendo l'invito con l'usata vacanza estiva di
-Guglielmo, si proponevano d'accettarlo.
-
-Ella parlò di Gertrude come se fosse inteso che li accompagnerebbe, e
-s'estese sul vantaggio che le avrebbe procurato il respirare l'aria di
-campagna e scorrazzare per campi e boschi, dopo le fatiche sostenute e
-la lunga reclusione.
-
-Emilia, visto che la ragazzina sarebbe un'ospite attesa e bene accolta,
-approvò di cuore questa visita, e convenne inoltre con la signora
-Sullivan che ella rimarrebbe affidata a lei, fino al ritorno del signor
-Graham a Boston per la stagione invernale. Poi dovette accomiatarsi,
-senz'aspettare Gertrude; ma lasciò alla vedova un affettuoso messaggio
-per la loro protetta, e una somma sufficiente ai bisogni di questa
-durante il tempo stabilito.
-
-Così Gertrude andò in campagna, dove la novità d'ogni cosa intorno a
-lei, l'abbondanza di cibo sostanzioso, la salubrità del moto all'aria
-aperta tra il verde, la cordialità e la simpatia delle persone con cui
-si trovava, fecero rifiorire le rose sulle sue guance e ridonarono al
-suo cuore la calma e la serenità se non la gioia.
-
-Poco dopo ritornati i Sullivan dalla loro villeggiatura, si
-trasferirono in città anche i Graham, e l'orfanella passò nella sua
-nuova casa.
-
-— Sei ancora alla finestra, Gertrude? Che ci stai a fare, cara?
-
-— Aspetto di vedere accendersi i lumi, signorina Emilia.
-
-— Ma non li accendono stasera. Alle otto si leva la luna che
-rischiarerà le strade a sufficienza per tutta la notte.
-
-— Non intendevo parlare dei lampioni.
-
-— E di che, dunque? — domandò Emilia avvicinandosi alla finestra e
-posando le mani sulle spalle della fanciulla.
-
-— Delle stelle, cara signorina. Ah, vorrei pure che poteste vederle
-anche voi!
-
-— Brillano e scintillano, non è vero?
-
-— Oh, sono belle, belle! E tante! Il cielo n'è gremito....
-
-— Come ricordo il tempo ch'io solevo stare a questa medesima finestra,
-guardando le stelle che tu guardi ora! Mi sembra di vederle con gli
-occhi tanto le ho presenti nella memoria!
-
-— Io le amo tutte quante, ma la mia più d'ogni altra!
-
-— E qual'è la tua stella?
-
-— È quella fulgidissima, là, sul campanile della chiesa. Ogni notte
-splende di contro alla mia camera e mi guarda fisso nel viso....
-Signorina Emilia, — e la voce di Gertrude si fece sommessa — provo
-un sentimento come se quella stella splendesse apposta per me, e mi
-figuro che l'accenda lo zio True, e ch'egli nella sua luce mi sorrida
-e mi dica: «Vedi, Gertrudina, ho acceso la tua lampada!» Caro zio True!
-Credete, signorina, che egli mi ami sempre?
-
-— Sì, lo credo fermamente; e credo pure che se tu seguirai il suo
-esempio e procurerai d'esser buona e paziente al pari di lui, egli sarà
-in effetto il lume che guiderà i tuoi passi brillando sul tuo cammino
-di luce altrettanto viva che se la sua faccia ti sorridesse nel fulgore
-della stella.
-
-— Io ero paziente, e buona quando vivevo con lui.... quasi sempre
-almeno.... e sono buona quando sono con voi; ma la signora Ellis mi
-urta. Si direbbe che cerchi di tormentarmi, di provocarmi, e allora
-io vo in collera; e non so più quel che dico e quel che faccio. Non
-intendevo d'essere impertinente con lei, oggi, e mi rincresce d'avere
-sbattuto l'uscio; ma come non perdere la pazienza, signorina Emilia,
-nel sentirla sostenere davanti al signor Graham che avevo strappato
-io il _Journal_ di ieri, mentre non era vero? Quello in cui mi vide
-involtare le vostre pantofole era un altro vecchio foglio, e sono
-sicura che ella stessa, invece, deve aver acceso il fuoco nella
-biblioteca col _Journal_ scomparso; ma il signor Graham crederà sempre
-che sono stata io.
-
-— Non dubito, Gertrude, che tu avevi qualche ragione di sentirti
-sdegnata, e che, come affermi, quel giornale non è andato perduto per
-colpa tua. Ma devi ricordarti, mia cara, che non c'è nessun merito
-a esser buoni e pazienti quando nulla ci irrita. Io desidero che tu
-impari a sopportare anche le ingiustizie senza perdere la padronanza
-di te. Sai che la signora Ellis è qui da molti anni; finora ha sempre
-fatto a modo suo, e non è avvezza coi ragazzi. S'immagina che la
-tua presenza in questa casa le porterà nuove faccende, la disturberà
-nelle sue consuetudini; e pero non è da maravigliarsi che, a volte, se
-qualche cosa va di traverso se la pigli teco. È una donna fidatissima,
-buona e premurosa per me e per il mio babbo che la tiene in gran
-conto. Sarei infelice se dovessi temere che tu e lei non potrete vivere
-insieme amichevolmente.
-
-— Io non voglio farvi infelice! Non voglio disturbare nessuno! — disse
-Gertrude, eccitata. — Andrò via piuttosto, dovunque, lontano, e non
-sentirete più parlare di me!
-
-— Gertrude! — esclamò Emilia con tono grave e triste.
-
-Ella teneva sempre le mani sulle spalle della ragazzina, e, parlando,
-la fece voltare di faccia a lei.
-
-— Gertrude, desideri dunque d'abbandonare la tua amica cieca? Non mi
-vuoi punto bene? —
-
-Il volto in cui s'incontrò lo sguardo della piccola sdegnosa aveva
-un'espressione di dolore così commovente, che il suo orgoglio e la sua
-ira caddero di colpo.
-
-— No, no, cara signorina Emilia! — ella proruppe gettando le braccia
-al collo della giovane. — Non vorrei lasciarvi per nulla al mondo.
-Farò tutto quello che voi desiderate! Non andrò più in collera con la
-signora Ellis, per amor vostro!
-
-— Non per amor mio, Gertrude, — replicò Emilia — per amor di te stessa,
-per amor del tuo dovere e di Dio! Qualche anno fa non avrei aspettato
-da te un contegno remissivo e benevolo verso una persona da cui tu
-fossi stata trattata con ingiustizia; ma adesso che sai distinguere il
-bene dal male, adesso che t'è familiare la vita del divino Maestro,
-il quale perdonava le ingiurie, adesso che hai imparato a compiere
-fedelmente tanti alti doveri, speravo che tu sapessi anche sostenere
-con pazienza e indulgenza ogni più duro cimento. Ma s'io t'ammonisco
-quando hai errato, non dispero già che tu divenga un giorno come ti
-bramo. Poichè tu ti trovi sottoposta ora a una novella prova, t'è
-necessario raccogliere novelle forze per sopportarla; e ho tanta
-fiducia in te da credere che, conoscendo i miei desiderî, procurerai
-di condurti convenevolmente verso la signora Ellis, in qualsiasi
-occasione.
-
-— Lo farò, cara signorina, lo farò. Non le risponderò mai quando sarà
-cattiva con me, dovessi mordermi le labbra per tenerle chiuse.
-
-— Oh le cose non arriveranno a questo punto! — disse Emilia sorridendo.
-— Le sue maniere sono un po' ruvide, ma ti ci assuefarai col
-tempo. —
-
-Proprio in quel momento s'udì una voce nell'anticamera:
-
-— Vedere _la signorina Flint_! Davvero? Ebbene, _la signorina Flint_ è
-nella camera della signorina Graham. O che si mette a ricever visite,
-ora? —
-
-Gertrude avvampò in viso, fino alle tempie. La voce era quella della
-signora Ellis e parlava in tono di derisione.
-
-Emilia andò all'uscio e l'aperse.
-
-— Signora Ellis!
-
-— Che volete, Emilia?
-
-— C'è qualcuno da basso?
-
-— Sì, un giovanotto che chiede di Gertrude. Quel certo Sullivan, credo.
-
-— Guglielmo! — gridò Gertrude slanciandosi avanti.
-
-— Scendi pure, e quando avrai finito d'intrattenerti con lui torna
-qui, — disse Emilia. — Voi, signora Ellis, fatemi il piacere di venir a
-mettere un po' in ordine la mia camera. Credo che troverete sul tappeto
-molti ritagli di roba per il vostro sacco dei cenci. La signorina
-Randolph ne semina sempre in abbondanza quando viene a tagliare un
-vestito. —
-
-La governante fece la sua collezione, poi sedette sul canapè coi
-ritagli di colore in una mano e i bianchi nell'altra, e cominciò,
-parlando di Gertrude:
-
-— Che farete di lei, Emilia? La manderete a scuola?
-
-— Sì, andrà dal signor W. l'inverno prossimo.
-
-— Oh! Non è una scuola troppo costosa per una ragazzina della sua
-condizione?
-
-— È costosa, sicuro, ma io desidero darle il miglior maestro che
-conosco, e il babbo non fa obiezioni circa la spesa. Pensa anche lui
-che se vogliamo destinarla a istruire altre bambine, bisogna che sia
-bene istruita ella stessa. Gliene parlai la prima sera dopo tornati
-in città per la stagione, e convenne con me ch'era meglio metterla
-subito a imparare un mestiere, anzichè farne con una mezza educazione
-una signorina buona a nulla. Egli acconsentì a lasciarmi libera di
-regolarmi come mi parrebbe meglio, e ho risolto di mandarla dal W.
-Resterà dunque con noi per ora. È mia intenzione tenermela dappresso
-quanto più a lungo sia possibile, non solo perchè le sono molto
-affezionata, ma perchè è tanto delicata e sensitiva; la morte del
-vecchio Flint l'ha addolorata immensamente, e dobbiamo cercare in ogni
-modo di consolarla, di renderla felice.... non vi pare, signora Ellis?
-
-— Io ho sempre badato a fare il mio dovere, — rispose la governante,
-piuttosto seccamente. — Dove dormirà quando la casa sarà ordinata?
-
-— Nella camerina in fondo al corridoio.
-
-— E allora dove metterò l'armadio della biancheria?
-
-— Non può stare nell'entrata sul di dietro? Io credo che troverà posto
-benissimo tra le due finestre....
-
-— Bisognerà che lo trovi, — disse la signora Ellis; e uscì dimenandosi
-e brontolando tra i denti: — Tutto sossopra a cagione di quella piccola
-villana rifatta! —
-
-I motivi del suo dispetto erano parecchi. Preposta da lungo tempo al
-governo delle faccende domestiche in casa Graham, esercitava le sue
-mansioni con un'autorità assoluta, diventata un po' tirannica. Era
-brava, metodica, scrupolosa in materia d'ordine e di pulizia. A' suoi
-occhi, dopo tanti anni che viveva tranquilla in una famiglia poco
-numerosa e non aveva più da fare con bambini, Gertrude era apparsa
-come un'intrusa, di cui nulla giustificava la presenza, e che non
-poteva se non commettere malestri, seminar zizzania e guastarle le
-uova nel paniere. Inoltre usciva dal «basso popolo», come s'esprimeva
-la governante, la quale non era in fondo di cuor duro ed approvava la
-carità pubblica e privata, ma aveva un debole per gli «alti natali».
-Si vantava anzi d'esser nata bene ella stessa, quantunque ridotta
-dalla fortuna in una condizione inferiore, e le pareva un'offesa
-alla sua dignità il pretendere ch'ella avesse a prestarsi in servigio
-di una persona tanto al di sotto di lei nella gerarchia sociale. Ma
-soprattutto vedeva in quell'ospite sgradita una rivale formidabile
-nell'affetto della signorina Graham, che, afflitta da cecità e
-piuttosto cagionevole, era stata fino allora interamente affidata alle
-sue cure, e in cui aveva riposto tutta la tenerezza che la sua aspra
-natura le concedeva di sentire per qualcuno.
-
-Date queste circostanze, si comprende che la signora Ellis era lungi
-dal sentirsi favorevolmente disposta verso Gertrude; e Gertrude dal
-canto suo non era ancor preparata ad amare cordialmente la signora
-Ellis.
-
-
-
-
-XVII.
-
- Imprendere su questo mare un lungo
- Venturoso viaggio è tuo destino.
- _Può_ il saggio naufragar, lo stolto _deve_.
- Or dunque a tempo di saggezza t'arma.
-
- WARE.
-
-
-Emilia sedeva sola nella sua camera. Il signor Graham era andato a
-un'assemblea dei direttori delle banche. La signora Ellis mondava
-dell'uva passa nel salotto da pranzo. Gertrude s'intratteneva
-ancora con Guglielmo nella piccola biblioteca a pianterreno. Ed
-Emilia s'abbandonava al corso de' suoi pensieri mentre il lume della
-luna invadeva la stanza non meno buia per lei. Ella appoggiava la
-fronte sulla mano; il suo volto abitualmente placido e sereno aveva
-un'espressione di profonda mestizia, la sua persona era accasciata in
-un'attitudine di dolore e di scoramento. E man mano che i ricordi le
-si affollavano nella mente, e i passati affanni le si ridestavano nel
-cuore, ella veniva reclinando il capo sui cuscini dell'agrippina, e
-lente lacrime stillavano di tra le sue dita.
-
-D'improvviso una manina leggera la toccò. Ella diede un sobbalzo, come
-sempre quand'era sorpresa, perchè, tutt'assorta nella sua meditazione,
-non aveva udito i passi di Gertrude.
-
-— Avete qualche dispiacere, signorina Emilia? — domandò la fanciulla. —
-Desiderate che vi lasci sola, o mi permettete di rimanere? —
-
-Il tono affettuoso, la delicatezza della domanda, commossero la cieca.
-
-— Oh, sì, rimani! — le rispose traendola a sè e cingendole con un
-braccio la vita. — Ma tu che hai? — soggiunse, poichè in quell'atto
-aveva sentito che ella era violentemente agitata. — Tremi tutta, sei
-scossa da singhiozzi.... Che t'è accaduto? —
-
-Gertrude proruppe:
-
-— Ah, cara signorina! Mi sembrava che piangeste quando sono entrata,
-e speravo che mi lascereste piangere con voi.... Sono in tanta
-desolazione! Non posso far altro. —
-
-Emilia si calmò dinanzi all'intensa angoscia della sua piccola
-protetta, evidentemente cagionata da una nuova e grave afflizione.
-Ella volle conoscerla. E seppe questo: Guglielmo era venuto a dirle
-che partiva, che lasciava l'America, per andare, diceva lei, «in capo
-al mondo»: nell'India. Il signor Clinton essendo cointeressato in una
-casa commerciale di Calcutta, aveva offerto al giovane Sullivan di
-mandarvelo in qualità di commesso a condizioni vantaggiosissime. Gli
-si schiudeva così un avvenire ben più splendido di quello che poteva
-sperare in patria: già fin d'ora lo stipendio assegnatogli era tale
-da bastare non solo a tutte le sue spese personali, ma altresì al
-benessere de' suoi che d'anno in anno avevano maggior bisogno del suo
-aiuto; ed anche le probabilità d'avanzamento erano grandi. Pertanto,
-sebbene l'amoroso suo cuore sanguinasse al pensiero del distacco dal
-paese nativo e da coloro che amava, egli non esitò un momento a seguire
-il consiglio datogli a un tempo dal suo dovere e dal suo interesse.
-Accettò la proposta, e per fiere che fossero le sue intime lotte nel
-prendere questa risoluzione che lo condannava a un esilio di cinque
-anni almeno, di dieci forse, vi si mantenne con virile fermezza, e ne
-parlò gaiamente a sua madre ed al nonno.
-
-— Signorina Emilia, — disse Gertrude quando si fu quetata alquanto —
-come sopporterò io la partenza di Guglielmo? Come potrò vivere senza
-di lui? È tanto buono, mi vuol tanto bene! Sempre è stato per me più
-che un fratello, e da quando lo zio True è morto, che non ha fatto
-per confortarmi? Io credo che la morte dello zio True non l'avrei
-sopportata, se non avessi avuto Guglielmo.... E ora ho da rassegnarmi a
-lasciarlo andar via?
-
-— È un gran dolore — fece benevolmente Emilia — ma, senza dubbio,
-si tratta della sua fortuna. Tu devi pensare a questo, e farti una
-ragione.
-
-— Lo so, lo so, sarà un vantaggio per lui.... Ma voi non potete
-immaginarvi a qual segno io lo ami.... Siamo stati tanto tempo insieme;
-eravamo noi due soli, e si viveva l'uno per l'altro.... Egli è molto
-più grande, e mi proteggeva, aveva cura di me.... No, è impossibile che
-vi facciate un'idea della nostra amicizia.... —
-
-Gertrude aveva inconsciamente toccato una corda che faceva vibrare
-tutta l'anima d'Emilia.
-
-— Io, figliuola mia, _non potermelo immaginare_? — cominciò questa. —
-Ah, comprendo meglio che tu non te lo figuri, quanto egli ti sia caro!
-Anch'io ebbi.... —
-
-La voce le tremava; s'interruppe bruscamente, s'alzò da sedere, mosse a
-rapidi passi verso la finestra, e premette la fronte bruciante contro
-il gelido cristallo; poi ritornò alla fanciulla dicendo con un tono
-ridivenuto calmo:
-
-— O Gertrude! Nel dolore che t'opprime tu non vedi il gran conforto che
-ti è concesso.... Pensa, cara, che Guglielmo potrà darti di frequente
-sue notizie e ricevere le tue.... È una felicità questa di cui devi
-render grazie a Dio.
-
-— Sì, m'ha detto che scriverà spessissimo alla sua mamma ed a me....
-
-— Inoltre tu dovresti esser lieta della buona opinione che il signor
-Clinton ha di lui. La piena fiducia che mostra nella sua intelligenza
-e nella sua probità scegliendolo per quel posto così importante, è un
-grande onore.
-
-— È vero; non l'avevo considerato.
-
-— E voi due siete stati sempre felici insieme, e vi separerete in
-perfetta pace. O, Gertrude, Gertrude, una separazione come la vostra
-non deve affliggerti così: ve n'hanno di ben più crudeli.... Sii
-paziente, figliuola mia, fa' il tuo dovere, e forse il giorno che vi
-rivedrete vi recherà tanta gioia, da compensarvi ampiamente di quanto
-v'avrà fatto soffrire la lontananza. —
-
-Nel proferir queste parole la voce d'Emilia di nuovo tremava. Gli occhi
-di Gertrude erano fissi nel suo viso con un'espressione di maraviglia.
-
-— Signorina Emilia, — ella disse — comincio a credere che tutti abbiano
-le loro pene.
-
-— Certo, cara. Come potresti dubitarne?
-
-— Non lo credevo, una volta: io, sì, ne avevo molte, ma stimavo gli
-altri più fortunati. M'immaginavo che i ricchi, poi, non avessero
-niente da desiderare; benchè voi siate cieca, e che questa sia una cosa
-terribile, vedendovi sempre di buon umore e tranquilla avevo finito
-col persuadermi che essendovici assuefatta non ne soffriste più, e
-che adesso nulla mai vi tormentasse. E Guglielmo! Era sempre così
-allegro ch'io non potevo nemmeno figurarmelo con un viso triste; ma un
-giorno, quando non riesciva a trovare un'occupazione, lo vidi piangere
-a calde lacrime; e così per la morte dello zio True; e stasera, mentre
-mi diceva che sarebbe andato via, i singhiozzi gli facevano nodo alla
-gola. Sicchè se anche voi, anche lui, avete i vostri dolori, e in certi
-momenti non rattenete il pianto, vuol dire che il mondo è pieno di
-triboli e che ad ognuno ne tocca la sua parte.
-
-— È questa la sorte dell'umanità, Gertrude, e non dobbiamo lusingarci
-di sfuggirvi.
-
-— Ma allora chi può essere felice?
-
-— Soltanto coloro che hanno imparato a sottomettersi; coloro che
-perfino nelle più gravi afflizioni vedono la mano d'un Padre amoroso, e
-obbedienti al suo volere baciano la verga che li castiga.
-
-— Dura prova, signorina Emilia!
-
-— Sì, molto dura, e perciò ben pochi in questo mondo possono veramente
-chiamarsi felici. Ma se in mezzo alle nostre miserie leviamo lo sguardo
-a Dio con fede ed amore, ci è dato, mentre tutto s'oscura intorno a
-noi, gustare una pace foriera della beatitudine celeste. —
-
-Emilia aveva ragione. Chi, tra quelli che tendono con sincero sforzo
-verso la mèta d'una vita cristiana, non ha provato, volgendo nelle ore
-di supremo sconforto il cuore amante e fidente a Colui dal quale ogni
-nostra virtù deriva, commozioni di gioia estatica, di sublime speranza,
-ignote ai gaudenti che il mondo chiama felici? Il cristiano che ha così
-sognato un sogno di pace eterna, può farsi un qualche concetto di ciò
-ch'è serbato al popolo di Dio, se l'anima con amore indiviso, con fede
-immacolata, si riposa nel suo Creatore.
-
-Spesso Gertrude aveva trovato nell'influsso delle credenze religiose un
-sollievo alle sue pene; ma non aveva ancora come quella sera sentito
-uno spirito non terreno sorgere dal medesimo turbine di dolore che la
-travolgeva e accendere in lei la fiamma della più nobile, della più
-pura sensazione che mai l'avesse commossa.
-
-Quand'ella uscì dalla camera d'Emilia era serena, di quella serenità
-ch'è una forza; e se l'anima dello zio True, guardandola dalla
-fulgida stella a lei tanto cara, sospirò nel veder le lacrime che le
-imperlavano le ciglia, la consolò il sorriso della luce divina che
-splendeva nel suo volto, e che quando ella ebbe chiuso gli occhi al
-sonno, v'impresse il suggello della pace.
-
-La partenza di Guglielmo fu così affrettata, che la signora Sullivan
-ebbe appena una settimana per fare tutti i preparativi che la sua
-previdenza materna stimava indispensabili. Ella era sopraccarica di
-lavoro, e Gertrude, alla quale Emilia aveva dato libertà di passare
-quel tempo da lei, le fu di grande aiuto. Guglielmo, occupatissimo
-durante la giornata, tornava a casa tutte le sere per stare qualche ora
-con loro.
-
-Una volta rincasò sull'imbrunire. Sua madre e il nonno Cooper erano
-fuori; e poichè Gertrude aveva appunto terminato il suo lavoro di
-cucito, egli le disse:
-
-— Se non hai paura di pigliar freddo, vieni a sedere con me sullo
-scalino dell'uscio, come facevamo in passato: oggi la temperatura è
-abbastanza mite, ma non c'è da sperare che duri.... E chi sa se avremo
-più occasione di sederci insieme su questa soglia e guardar la luna
-sorgere sopra la vecchia casa all'angolo della strada....
-
-— Oh, Guglielmo, — ella l'interruppe — non parlare di non ritrovarci
-più insieme qui! Mi fa tanta pena la sola idea.... Non c'è una casa in
-tutta Boston che possa mai piacermi come questa!
-
-— E neanche a me.... Ma non credo a una probabilità contro cento che
-al mio ritorno tra cinque anni io non trovi al suo posto un bel blocco
-di magazzini, quando verrò a cercarla.... Vorrei che non fosse, perchè
-sento che avrò la nostalgia della nostra antica dimora....
-
-— Ma se la demoliscono, che faranno tua madre e tuo nonno?
-
-— Non è facile dire che farà uno qualsiasi di noi a quel tempo; ma
-se saranno costretti a sgomberare, mi confido d'essere in grado di
-provvederli di un'abitazione migliore.
-
-— Però tu non ci sarai, Guglielmo.
-
-— Lo so, ma ci scriveremo sempre, e potremo parlarne e regolare ogni
-cosa per lettera. Il pensiero degl'inevitabili mutamenti è ciò che più
-mi turba nel lasciarli; temo che si risentano della mia assenza, che
-abbiano bisogno di me.... Gertrude, tu avrai cura de' miei cari, non è
-vero?
-
-— _Io!_ — esclamò ella, sbalordita. — Una bambina come me che può fare?
-
-— Se rimarrò lontano da cinque a dieci anni, tu non sarai sempre una
-bambina, e in molti casi vale più l'appoggio d'una donna che quello
-d'un uomo; specie d'una buona e brava donna quale tu diverrai senza
-fallo. Io non ho dimenticato l'ammirabile assistenza che prestasti allo
-zio True; e quando mi figuro la mamma e il nonno vecchi ed infermi,
-penso a te sperando che ti saprei accanto a loro; perchè sono certo che
-tu li potresti aiutare meglio assai che non possa io. E però li lascio
-affidati a te, Gertrude, benchè tu non sia che una bambina _ora_.
-
-— Grazie, Guglielmo, della tua fiducia ch'io farò per loro tutto ciò
-che starà nelle mie forze. E lo farò finchè avrò vita. Ma è possibile
-ch'_essi_ siano vegeti e sani durante tutto il tempo della tua assenza,
-e che invece io, sebbene tanto giovane, mi ammali e venga a morire.
-
-— Ahimè, non è che troppo vero! — disse egli con accento di tristezza.
-— E potrei morire anch'io. Ma è inutile pensare a questo.... Mi
-pare che non avrei il coraggio d'andarmene se non mi confidassi di
-ritrovarvi tutti in buona salute e contenti, al mio ritorno. Tu devi
-scrivermi ogni mese, perchè sarebbe un compito assai più faticoso per
-la mamma che per te, e, sicuro, essa t'incaricherà quasi interamente
-della corrispondenza; sarà tutt'uno che le mie lettere siano dirette
-all'una o all'altra.... E tu, Gertrude, non mi scordare, sai....
-voglimi sempre bene come se fossi presente.... Me lo prometti, cara?
-
-— Scordarti, Guglielmo!... Io non penserò che a te, e t'amerò più che
-mai.... Come potrebb'essere diversamente? Ma tu sarai lontano in un
-paese straniero, dove tutto ti sarà nuovo, tutto ti distrarrà.... e non
-penserai di certo a me, altrettanto.
-
-— Se tu lo credi, Gertrude, vuol dire che _non mi conosci_ abbastanza.
-Tu qui avrai dintorno tanti buoni amici, io mi troverò solo laggiù in
-mezzo a gente estranea; ma il mio cuore sarà sempre con te e con la
-mamma, e vivrò più tra voi, che dove sarò in persona. —
-
-Furono interrotti dal ritorno del signor Cooper e non riannodarono
-più il discorso su questo soggetto. Ma la mattina della partenza,
-mentre nella stanza attigua la signora Sullivan, china su un baule ben
-riempito, cercava di nascondere le sue lacrime, e il vecchio stava a
-testa bassa più del solito, con in mano la pipa spenta, Guglielmo disse
-sottovoce a Gertrude che ritta sopra una cassetta di libri ne premeva
-il coperchio affinchè egli potesse chiudere il lucchetto:
-
-— Cara, per amor mio, abbi cura di _nostra_ madre e del _nostro_
-nonno.... Sono _tuoi_ quasi quanto miei. —
-
-Nel momento che il giovanetto lasciava così, la prima volta, la
-sua casa, e andava a sostenere fra gli uomini la lotta per la vita,
-il signor Cooper, il quale nel suo scetticismo non poteva crederlo
-capace di vincere contro la fortuna, lo ammonì ripetutamente di non
-vagheggiare speranze che non si sarebbero mai avverate, e gli rammentò
-con insistenza quanto fosse inesperto del mondo.
-
-La signora Sullivan invece non si diffuse in consigli al figliuolo
-che partiva, ma fidando negli insegnamenti da lui ricevuti fin dalla
-più tenera infanzia si contentò di riassumere il suo monito materno in
-queste semplici parole:
-
-— Ama e temi Dio, Guglielmo, e fa' ciò che tua madre s'aspetta da
-te! —
-
-La sera innanzi ella aveva recitato con lui la preghiera usata; quella
-mattina, lo aveva ancora una volta benedetto. Dopo la colazione, a cui
-Gertrude prese parte, furono scambiati gli ultimi abbracci, gli ultimi
-addii. E Guglielmo s'imbarcò.
-
-La pia e amorosa donna, che da diciott'anni riponeva le sue speranze,
-il suo orgoglio, la sua tenerezza in quell'unico figliuolo, mantenne
-anche nel sacrificio supremo il suo spirito d'abnegazione, si separò
-da lui senza un lamento. Nessuno sapeva con quali sforzi penosi ella
-domasse il cuore spasimante che si ribellava, nè donde le derivasse
-la virtù che la sosteneva. E nessuno quindi le attribuiva la forza
-d'animo di cui diede prova. I vicini rimasero vedendo la piccola vedova
-attendere tranquillamente come di consueto alle sue faccende il giorno
-innanzi che il suo figliuolo s'imbarcasse per l'India, e riprenderle il
-giorno dopo, con la calma e la paziente umiltà che la caratterizzavano.
-
-Oggi che l'emigrazione offre ai giovani l'allettamento di straordinarie
-speranze, non v'è nella Nuova Inghilterra città nè villaggio, per
-quanto minuscolo e remoto, dove non sanguinino cuori di madri separate,
-forse per sempre, da figli adorati. Speriamo, _crediamo_ anzi, che tra
-questi erranti cercatori di fortuna, ve ne sia più d'uno mosso non
-da brama d'oro, o d'avventure, o di mutamento, ma dall'amore stesso
-della mamma che lasciano, dal desiderio ardente di toglierla da una
-vita di travagli e di povertà. Sia benedetto e prosperi colui che
-varca il mare con questo fine! E se perisce, non sarà vissuto invano;
-perchè, soccombendo alla malattia o cadendo colpito da mano violenta,
-nel fervore della lotta e del lavoro, egli attesta con la sua morte la
-consolante verità che vi sono ancora figliuoli degni dell'amor materno;
-l'amore ch'è il più sublime, il più santo, il più puro tipo di Dio
-sulla terra.
-
-Dopo la partenza di Guglielmo, Gertrude si stabilì definitivamente
-in casa Graham. Cominciò subito a frequentare la scuola, e fino alla
-primavera s'applicò allo studio con somma diligenza. La sua vita
-era piuttosto uniforme, perchè Emilia riceveva, per costume, poche
-persone, anzi, l'inverno, in città, quasi punte, ed ella non aveva
-stretto amicizia intima con alcuna delle sue condiscepole. Ma con la
-sua protettrice passava molte ore felici, facevano insieme piacevoli
-passeggiate, leggevano buoni libri, conversavano. Attraverso gli
-occhi penetranti di Gertrude che tutto osservava, e le sue vive e
-pittoresche descrizioni delle cose che le cadevano sotto lo sguardo,
-la giovane cieca andava rinnovellando la propria conoscenza del mondo
-esteriore. Nelle opere di carità e di misericordia la fanciulla era la
-sua compagna o la sua messaggera. Tutti i dipendenti della famiglia,
-dalla cuoca al ragazzino che veniva a prendere, sull'uscio, i rimasugli
-di pane, s'accordavano nell'amare e lodare la piccola Gertrude, la
-quale non era bella, a rigore, nè vestita con eleganza; ma aveva
-un'aerea leggerezza nel passo, una grazia nelle movenze, una dignità
-nel portamento, tali da farli certi che in lei non albergava l'anima
-d'una pitocca, qualunque fosse la sua nascita o il suo stato; infatti,
-rivolgendole la parola, la chiamavano sempre «signorina».
-
-I pregiudizi della signora Ellis contro «l'intrusa» non erano vinti:
-nondimeno, essendo Gertrude sempre manierosa, e tenendole Emilia
-prudentemente distanti l'una dall'altra quanto più era possibile, non
-avvenivano conflitti.
-
-Il signor Graham, da principio, vedendola pensierosa e mesta, non
-s'occupò di lei; ma dopo che ebbe parecchie volte ritrovato il suo
-giornale accuratamente ripiegato, e veduto miracolosamente ricomparire
-i suoi occhiali rimasti irreperibili per lui ad onta di lunghe
-ricerche, cominciò a pensare che ella era una ragazza svegliata: e
-quando poi un giorno, prendendo in mano l'ultimo numero del _Buon
-Agricoltore_, vide che le pagine della rivista erano già tagliate e
-ben cucite insieme, egli, immaginandosi che Gertrude l'avesse fatto per
-proprio uso, la dichiarò una ragazza _davvero intelligente_.
-
-Ella visitava spesso la signora Sullivan. La primavera s'avvicinava, ed
-esse oramai attendevano notizie di Guglielmo; ma non ne erano tuttavia
-venute al tempo che i Graham andarono in campagna per passarvi la
-stagione estiva. Dalla villa, Gertrude scrisse all'amico lontano una
-lunga lettera che dava un'idea della sua condizione e del suo modo di
-vita.
-
-Dopo avergli diffusamente espresso il proprio dispiacere di non saper
-ancora nulla di lui, e raccontato l'ultima visita da lei fatta a sua
-madre prima di lasciare la città proseguiva:
-
-
-«Ma tu mi facesti promettere, caro Guglielmo, di parlarti di me,
-dicendomi che desideravi conoscere tutto ciò che mi concerne in casa
-del signor Graham. E però se la mia lettera è più noiosa del solito, la
-colpa è tua, perchè ho molti particolari da riferirti circa il nostro
-soggiorno a D***.
-
-«Qui si vive in tutt'altro modo che a Boston.... Ma a questo punto mi
-par di sentirti esclamare: «Ohimè, Gertrude si rimette a descrivermi
-la villa Graham....» No, non temere: mi rammento sempre come l'ultima
-volta, non appena incominciato, tu mi ponesti una mano sulla bocca per
-interrompermi, e m'assicurasti che il luogo t'era già familiare quanto
-se tu ci avessi abitato fin da bambino, posto ch'io dagli otto anni
-in su te lo descrivevo almeno una volta la settimana. Ti costrinsi
-allora a chiedermi perdono della tua inciviltà: ma, devo confessarlo,
-t'ho parlato tanto della mia prima visita qui, che tu sei scusabile se
-il soggetto t'è venuto a noia. Voglio dirti solo la disillusione che
-ho provata: tutto nella villa de' miei ricordi mi sembra più piccolo
-e meno bello; l'ingresso e il portico non sono così spaziosi come me
-li figuravo, nè le stanze così alte, nè il giardino e i chioschi e le
-serre così grandi. No, no, non ti ridescrivo nulla.... Giorni sono la
-signorina Emilia mi domandò se il luogo mi piacesse e corrispondesse
-all'impressione che ne avevo serbata. Io le dissi la verità, ed ella
-non se n'ebbe a male: rise anzi di quelle mie immagini fantastiche
-della casa e delle sue adiacenze, ed osservò che questo succede sempre
-quando si rivedono cose vedute nell'infanzia.
-
-«Non ho bisogno di ripeterti ch'ella m'è prodiga di bontà e di
-gentilezza: chi la conosce come te sa bene che non può esservi al
-mondo persona migliore nè più amabile. Io non sono in grado di fare
-che una minima parte di quello che vorrei per contraccambiar la sua
-benevolenza: ma ella gradisce tanto ogni umile dono, è tanto grata
-d'ogni piccola attenzione, che par possibile a tutti di procurarle
-qualche gioia. Per esempio, ieri, trovate alcune viole mammole
-nell'erba, gliele portai: ella mi baciò e mi ringraziò come se fossero
-state diamanti. L'altro giorno un bambino, che si chiama Beniamino
-Gately, venne a sonare alla porta d'ingresso, con una cappellata di
-maceroni, còlti senza gambi, e chiese della signorina Emilia per
-offrirglieli egli stesso: e la signorina lo accolse graziosamente
-e lo compensò con un dolce sorriso e un «grazie, Ben» che egli non
-dimenticherà tanto presto.... Non fu atto gentile, di', Guglielmo?
-
-«Il signor Graham mi ha dato un giardinetto, e mi propongo di
-coltivarvi i più bei fiori, per lei: sempre che la signora Ellis non
-se ne immischi. Ma ho gran paura del contrario, perchè s'immischia in
-tutto. Ah, Guglielmo, caro, la signora Ellis è la mia croce, la mia
-_gran croce_! È proprio il genere di donna che io non posso soffrire.
-Credo che certe persone siano antipatiche a certe altre per natura; e
-quest'è il caso tra me e la detta signora. Non lo direi a nessun altro
-perchè so che non sta bene; e forse non dovrei dirlo neppure a te: ma
-non so nasconderti nessun mio sentimento. La signorina Emilia ragiona
-spesso meco sul proposito della governante e sostiene che io devo
-imparare ad amarla e che quando l'amerò sarò un angelo.
-
-«Sicuro tu penserai che qui ricompare il temperamento della Gertrude
-d'una volta, e forse è vero, ma tu non sai a che dure prove ella
-mette la mia pazienza; gli è in piccole cose che mi sarebbe difficile
-raccontare, nè vorrei annoiarti con sì fatti pettegolezzi se anche
-potessi; non ti parlo dunque più di lei. Farò ogni sforzo per essere
-perfetta ed amarla caramente.
-
-«Non credere che io adesso non andando a scuola me ne stia con le mani
-in mano: sono occupatissima invece. La prima settimana della nostra
-villeggiatura, tuttavia, le mattinate mi riescivano uggiose. Io, tu lo
-sai, mi levo col sole; la signorina Emilia però non può essere tanto
-mattiniera, e non la vedo mai prima delle otto, cioè oltre due ore
-dopo ch'io sono alzata e vestita. A Boston, questo tempo lo passavo
-studiando; ma poichè sul principio della primavera ella s'accòrse
-che crescevo in fretta, e udì il signor Arnold osservare ch'ero molto
-pallida, giudicò nocivo per me lo stare troppo sui libri, e, venute
-in campagna, stabilì che dedicherei allo studio soltanto poche ore
-dopo la colazione, nella sua camera. Mi consigliò pure di dormire più
-tardi la mattina, se potevo; io proprio non posso, sicchè esco sempre
-dal letto prestissimo e scendo in giardino. Un giorno, mentre v'andavo
-girellando, trovai il signor Graham già al lavoro; non senza mia
-maraviglia, perchè l'inverno, in città, non è questo il suo costume. Ma
-egli è un uomo bizzarro. Mi chiamò e mi chiese d'aiutarlo a piantare
-semi di cipolle; a quanto sembra me la cavai benino, posto che da
-allora pianto tutti i giorni insieme con lui ogni sorta di cose, delle
-quali mi fa scrivere i nomi su cartellini attaccati a bastoncelli che
-mette sulle rispettive piantagioni; e, infine, con mia viva gioia m'ha
-offerto un pezzo di terra per coltivarvi fiori a mio piacere. A lui,
-vera _stranezza_, de' fiori non importa affatto; coltiva esclusivamente
-ortaggi e alberi da frutto.
-
-«Dunque io avrò un giardino! Ma ti vo facendo una storia lunga, mio
-Guglielmo; eppure vorrei prolungarla ancora tanto, se me ne rimanesse
-tempo! O potessi vederti, potessi parlarti! A voce ti direi in un'ora
-più che non in una settimana scrivendoti. Tra cinque minuti sentirò il
-campanello della signorina Emilia che mi manderà a chiamare per farle
-un po' di lettura....
-
-«Mi struggo di ricevere tue lettere, caro, e prego Dio mattina e sera
-che t'abbia in Sua custodia e mandi presto le bramate notizie alla tua
-affezionatissima
-
- «Gertrude.»
-
-
-
-
-XVIII.
-
- Dolce cosa! La fata ove dimora
- Che far seppe un incanto così bello?
- In te, dici? La buona fata allora
- Come il cuor del tuo cuore ama, o fratello!
-
- DANA.
-
-
-Alcune settimane dopo la data di quella sua missiva Gertrude seppe da
-Giorgio, il quale andava giornalmente in città a fare la spesa, che
-la signora Sullivan aveva lasciato detto per lei nella bottega del
-rubicondo macellaro, loro antico conoscente, ch'era giunta una lettera
-di Guglielmo, e che venisse a leggerla non appena le fosse possibile.
-Emilia acconsentì di buon grado a permetterle d'andarci subito, ma
-c'era una difficoltà: Carlotto, l'unico cavallo che il signor Graham
-teneva, appunto era fuori, e non si presentava nessun'altra occasione.
-
-— O perchè non la mandate con l'omnibus? — domandò la signora Ellis.
-
-Gertrude le rivolse uno sguardo di gratitudine. Era la prima volta che
-quella donna favoriva un suo desiderio.
-
-— Sola? — disse Emilia. — Non la crederei abbastanza sicura.
-
-— Non abbastanza sicura? Una ragazza così grande! — esclamò la
-governante che, considerata quale una persona di famiglia, usava
-parlare alla signorina senza soggezione.
-
-— Vi pare?... Infatti, a me sembra sempre una bambina; ma oramai è
-quasi una ragazza, come voi dite, e dev'essere capace di badarsi da
-sè. Gertrude, sei certa di conoscere la strada, dalla stazione degli
-omnibus, in Boston, alla casa della signora Sullivan?
-
-— Oh, benissimo, signorina Emilia! — rispose la fanciulla.
-
-Senz'altre esitazioni, le furono posti in mano due biglietti per
-l'andata e il ritorno con la vettura pubblica, ed ella partì tutta
-raggiante e palpitante di gioia. Trovò la vedova e il vecchio Cooper
-in buona salute, e lietissimi delle ottime notizie avute da Guglielmo,
-il quale, dopo un lungo ma pur piacevole viaggio, era arrivato a
-Calcutta sano e salvo. Egli descriveva la sua nuova casa e le sue nuove
-occupazioni, parlava de' suoi nuovi principali: il rimanente della
-lettera era dedicato ad affettuosi messaggi, a domande riguardanti
-i suoi cari, e Gertrude v'aveva gran parte. Questa desinò con la
-signora Sullivan, poi ritornò sollecitamente a prendere il suo posto
-nell'omnibus.
-
-Mentre aspettava la partenza si divertiva a guardare i passanti.
-Mancava poco alle tre, ed ella cominciava a credere che non avrebbe
-avuto compagni di viaggio, quando la colpì la voce d'una persona da
-lei non veduta: una voce strana. Andò verso l'uscio, e le apparve
-dietro la vettura la figura più bizzarra che mai si fosse offerta a'
-suoi occhi. Era una vecchia signora, piccola e assai curva. Alla prima
-occhiata Gertrude riconobbe un medesimo spirito originale nell'idea e
-nell'esecuzione di ciascuna parte del suo straordinario abbigliamento.
-Ma non aveva ancora bene osservato i numerosi particolari di
-quell'insieme stupendamente grottesco, che la sua attenzione fu
-cattivata dal contegno non meno curioso della vecchietta.
-
-Dopo vani tentativi di salire nel piuttosto incomodo veicolo, ella era
-rimasta con un piede sul primo scalino e chiamava in suo soccorso il
-conduttore. L'uomo venne a lei.
-
-— Signore, — ella domandò con tono dignitoso — cotesto cocchio
-viaggiante è affidato alle vostre onorevoli cure?
-
-— Come dite?... — fece egli. — Ah! Gnora sì, sono il cocchiere. —
-
-Così dicendo aperse l'uscio, e senz'aspettare la cerimoniosa richiesta
-ch'era sulle labbra della passeggera, le pose una mano sotto un gomito,
-e innanzi ch'ella s'accorgesse della sua intenzione, la issò fin dentro
-l'omnibus, e richiuse.
-
-— Ohimè! — ella gemette sedendosi di faccia a Gertrude e accomodando le
-pieghe del suo velo e gli altri suoi panneggiamenti. — Quell'individuo
-non è versato nell'arte di porgere aiuto a una signora senza detrimento
-della sua abbigliatura. Oh Dio, oh Dio! — proseguì tutto d'un fiato. —
-Ho perduto il mio parasole! —
-
-Si rizzò per cercarlo; ma giusto in quel momento l'omnibus partiva, e
-l'improvvisa scossa le fece perdere anche l'equilibrio. Se non cadde fu
-grazie a Gertrude che lesta lesta l'afferrò per un braccio e la rimise
-a sedere.
-
-— Non vi sgomentate, signora, — disse la fanciulla — eccolo qui! —
-
-E le mostrò il parasole che, quantunque avesse quasi le dimensioni
-d'un «parapioggia», ella portava attaccato alla cintola, con un
-nastro verde, e non s'era che spostato. Ma non quel solo oggetto
-vedevano pendere dal medesimo nastro gli occhi attoniti di Gertrude:
-c'erano inoltre una borsa enorme, dei più vivi e più diversi colori,
-una berretta di trina nera, un gran ventaglio di penne, un rotolo
-di carta da fiori finti, e altre cose ancora parzialmente nascoste
-da uno scialle nero di seta leggera. Ella faceva alla sua giovane
-compagna l'effetto d'una ladruncola reduce da una spedizione fortunata.
-In tal caso, però, la rea aveva una mirabile disinvoltura, giacchè
-tranquillamente appoggiò i piedi sulla panchetta di contro e si mise a
-fare il proprio comodo. Cominciò con l'inorridire Gertrude togliendosi
-di bocca i denti che ripose nella borsa: poi sostituì ai guanti di
-seta nera che calzava, altri di cotone, staccò il suo lungo velo di
-trina, lo ripiegò e lo appuntò alla cintola tra il resto, sciolse i
-nastri del cappello, gettò su questo una larga pezzuola colorata per
-ripararlo dalla polvere, infine slegò, non senza fatica, il ventaglio e
-prese a sventolarsi coscienziosamente, socchiudendo gli occhi come se
-avesse voglia di fare un pisolo. Infatti di lì a poco stette quieta:
-segno che s'era addormentata. Gertrude, assorta ne' suoi pensieri,
-guardava i nuvoloni che venivano levandosi da ponente, e quasi aveva
-dimenticato la sua singolare compagna di viaggio, quando una mano
-posatasi d'improvviso sulla sua ed una viva esclamazione le fecero dare
-un sobbalzo.
-
-— Mia cara damigella, — disse la vecchietta — non vi sembra che quelle
-negre nubi siano foriere d'un temporale?
-
-— Credo, sì, che voglia piovere, — ella rispose.
-
-— Quando sono uscita, stamani, — seguitò l'altra — il sole rifulgeva in
-un cielo sereno; fin gli alati cantori dell'aria proclamavano nei loro
-inni la gioia dell'universo; ed ecco che innanzi ch'io sia pervenuta al
-mio ritiro, le mie delicate gale di trina, — e chinava lo sguardo sul
-suo corpetto — rischiano d'esser vittime della spietata tempesta.
-
-— Non passa l'omnibus davanti alla vostra porta? — domandò la ragazza
-impietosita dall'evidente angoscia della vecchia signora.
-
-— No, ahimè, no! C'è almeno mezzo miglio.... E voi siete più fortunata,
-gentile signorina?
-
-— Al contrario. Ho un miglio intero di cammino dalla stazione,
-io. —
-
-Mossa da un impulso di simpatia la vecchia s'accostò a Gertrude dicendo
-con querulo accento:
-
-— Ah, me ne duole per l'immacolata bianchezza dei nastri del vostro
-cappellino! —
-
-L'omnibus intanto era arrivato alla sua destinazione. Le due passeggere
-scesero. Gertrude rimise al conduttore il suo biglietto, e fece per
-avviarsi; ma la bizzarra signora l'afferrò per la veste a la pregò
-d'attenderla, visto che seguivano la medesima strada. L'attesa fu
-lunga perchè insorse una difficoltà. La vecchietta si rifiutava
-di pagare il prezzo chiestole per il suo posto, affermando che non
-era il prezzo ordinario, e accusando «l'individuo» dell'intenzione
-d'appropriarsi l'eccedenza di due _centini_[1]. Gertrude stava sulle
-spine, perchè s'aspettava da un momento all'altro acqua a torrenti.
-Finalmente, venuto il conduttore a una transazione con la sua troppo
-tirata passeggera, si misero in cammino. Avevano fatto un quarto
-di miglio, circa, a passo di lumaca, quando cominciarono a cadere
-i primi goccioloni. E Gertrude dovette staccare dalla cintura della
-sua compagna l'ampio parasole, e reggerlo in guisa da riparare sè e
-lei. Proseguirono così sotto la pioggia, sempre più fitta. Dopo un
-altro quarto di miglio, mentre sembrava che si fossero aperte tutte le
-cateratte del cielo, la fanciulla udì qualcuno correre dietro a loro, e
-voltandosi vide Giorgio, il servitore del signor Graham, che andava di
-volo in direzione della villa.
-
-— Oh, signorina Gertrude! — esclamò l'uomo riconoscendola. — Vi
-bagnerete fino alle ossa, voi, e la signorina Pace.... Sarà bene che vi
-rifugiate in casa sua, dove sarete al sicuro. Su, lesta! —
-
-Così dicendo pigliò in braccio la vecchietta, e accennato a Gertrude di
-seguirlo, si slanciò attraverso la strada, nè si fermò finchè non ebbe
-deposto il suo fardello nell'entrata d'un casinetto vicino. Quasi nello
-stesso punto vi arrivò anche la fanciulla.
-
-La signorina Pace, giacchè così si chiamava la bizzarra creatura, era
-tanto sbalordita che le ci volle qualche minuto prima di raccapezzare
-come si trovasse di botto a salvamento sotto il proprio tetto: intanto
-Giorgio convenne con Gertrude ch'ella rimarrebbe lì un paio d'ore,
-finch'egli ripassasse a prenderla col legno al suo ritorno dalla
-stazione ferroviaria dove andava regolarmente tre volte la settimana,
-per il suo padrone.
-
-Marta Pace non godeva fama di persona ospitale. Ella era proprietaria
-del casinetto in cui abitava, e ci viveva affatto sola, senza
-neppure una serva. Non riceveva mai visite, ma in compenso ne faceva
-moltissime; e poichè tutti i suoi parenti e i suoi amici stavano a
-Boston, o ancor più lontano da D***, dove ella dimorava soltanto da
-qualche tempo, era una costante frequentatrice degli omnibus e altre
-vetture pubbliche. Per questo, e per la sua assiduità agli uffizi
-divini, molta gente la conosceva; nondimeno Gertrude forse era la prima
-ospite che varcava la sua soglia: ospite, del resto, non invitata.
-
-E dovette ella stessa, alla porta, prendere la chiave, aprire, far
-entrare la padrona di casa nel salotto, aiutarla a levarsi le bavere,
-gli scialli, i veli in cui era avvolta. Quando però la signorina
-Marta Pace si fu riavuta, si comportò con l'elegante urbanità che
-la distingueva. Benchè vivissimo fosse il suo rammarico per i danni
-sofferti dai propri indumenti, seppe abbastanza padroneggiarlo, da
-manifestare quasi altrettanto eloquentemente i suoi timori circa quelli
-di Gertrude. Bisognò che questa l'assicurasse che i suoi stivaletti
-erano appena bagnati, che il suo vestito e la sua mantellina di
-ghingano sfidavano la pioggia, e che il suo bel cappellino di paglia
-era stato ben protetto dalla sciarpa gettatavi sopra, perchè ella si
-risolvesse a trascurar un momento i doveri dell'ospitalità a fine di
-mutare l'abito trinato con uno più casalingo.
-
-Lasciata sola, Gertrude, la cui curiosità già era punta dalla strana
-apparenza del salotto, prese ad esaminare più da vicino i diversi
-oggetti d'uso e d'ornamento che lo riempivano.
-
-Il salotto veramente non era meno singolare della signora. Come
-l'abbigliatura di lei, la sua mobilia si componeva di parti eterogenee
-rappresentanti varie mode di varie età, cominciando da certe seggiole
-dell'epoca del «Fior di Maggio»[2] fino ai guancialini da spilli che
-volevano essere moderni, e ai saggi mal riusciti d'erbe cristallizzate.
-
-L'acuto sguardo osservatore di Gertrude si pasceva con delizia in
-quell'originale miscuglio di poche reliquie d'antica eleganza e di
-numerosi esempi di cattivo gusto e d'aberrazione, quando la padrona di
-casa rientrò.
-
-Ella aveva indossato una veste di lana nera, semplice benchè di foggia
-un po' strana, in cui pareva signora di miglior qualità che con le
-sue gale di trina da lei tanto pregiate. Portava un gran bicchierone
-d'acqua pepata, che offerse alla sua ospite dicendole che le avrebbe
-scaldato lo stomaco ed evitato un'infreddatura; ma la ragazza,
-rattenendo a stento le risa, ricusò il beveraggio. Allora la signorina
-Marta sedette e, mentre andava sorbendo con voluttà quello stravagante
-rinfresco, incominciò una conversazione la quale a momenti induceva
-la sua interlocutrice a crederla una donna molto sensata, a momenti la
-persuadeva ch'ella era pazza addirittura.
-
-Gertrude faceva su di lei un'impressione più precisa. La giovane
-damigella, com'essa diceva, era incantevole, possedeva un intelletto
-degno d'una regina, aveva le forme snelle, e l'andatura leggera di una
-gazzella, e movenze più graziose di quelle del cigno.
-
-Quando Giorgio venne a riprenderla, la signorina Pace mostrò un
-sincero rincrescimento di separarsi da lei, e l'invitò cordialmente a
-ritornare. Ella glielo promise.
-
-Le consolanti notizie di Guglielmo e le divertenti avventure della
-sua gita avevano infuso a Gertrude una così briosa allegrezza,
-ch'ella balzò dal legno e salì le scale con quella sua aerea rapidità
-di piccola fata che lo zio True tanto amava, e che l'abbattimento
-cagionatole dalla morte del buon uomo le aveva fatto perdere. Di corsa
-si diresse verso la sua camera per deporre il cappello e mutar vestito
-prima d'andare in cerca d'Emilia a cui si struggeva di raccontare gli
-avvenimenti della giornata.
-
-Ma sulla soglia incontrò Brigida, la donna di servizio, che ne usciva
-con in mano la granata, la cassetta, e il resto. E, domandatole che ci
-fosse venuta a fare a quell'ora insolita, seppe che la signora Ellis
-durante la sua assenza aveva ordinato di ripulire la stanzina da cima
-a fondo e mettere a posto i mobili da lei destinativi, giacchè era
-stata allestita provvisoriamente, e si trovava finora un poco sossopra.
-Turbata, senza ben sapere perchè, all'idea di quest'invasione del suo
-dominio da parte della governante, ella s'affrettò ad ispezionarlo
-con un lieve senso d'inquietudine che man mano venne trasformandosi in
-collera veemente.
-
-Nel lasciare la casa della signora Sullivan per quella del signor
-Graham a Boston, Gertrude aveva portato seco, oltre il baule contenente
-i vestiti e la biancheria, una certa vecchia scatola di latta, e
-l'aveva accuratamente riposta sul palchetto d'un armadio a muro nella
-sua camera, dov'era rimasta tutto l'inverno chiusa, senz'esser mai
-notata da nessuno.
-
-Quando la famiglia si trasferì in campagna la scatola v'accompagnò la
-sua proprietaria, portata da questa e vigilata con grande attenzione.
-Là, non essendovi nella nuova camera di Gertrude alcun ripostiglio,
-essa la nascose in un angolo dietro il letto. Ora appunto la sera
-innanzi la sua gita in città ne aveva estratto e rimirato parte degli
-oggetti custoditivi. Ognuno era per lei un caro e mesto ricordo, e
-molte lacrime aveva sparso la fanciulla su quel suo piccolo tesoro.
-C'era il Samuele di gesso, primo regalo dello zio True, assai
-deteriorato dal tempo e dai disastri. Esaminando una grave contusione
-alla nuca, effetto d'un colpo datogli sbadatamente dallo stesso
-donatore, e rammentando come il buon vecchio si fosse pazientemente
-ingegnato a riparare il danno, sentiva che non si sarebbe privata
-della povera figurina per tutto l'oro del mondo. E c'erano le sue
-pipe, annerite dal lungo uso, umili pipe d'argilla, ma pensando che a
-lui avevano procurato tanto piacere, ella trovava una consolazione nel
-conservarle piamente. S'era portata via anche la sua lanterna, perchè
-non poteva scordare la gaia fiammella che aveva recato il primo raggio
-di luce nell'oscurità della sua vita. E come poi avrebbe trascurato
-il vecchio berretto di pelo sotto cui le sembrava di rivedere il
-benevolo sorriso che tante volte v'aveva cercato, e mai invano?... A
-queste reliquie s'aggiungevano alcuni balocchi, qualche libro figurato
-donatole da Guglielmo, un minuscolo panierino ch'egli aveva intagliato
-per lei in un guscio di noce, e altre coserelle.
-
-Tutti quei vari oggetti, tranne il berretto di pelo e la lanterna,
-ella li aveva lasciati sul caminetto. Ed ora, entrando nella camera,
-il suo sguardo corse subito in cerca dei preziosi ricordi. Non c'erano
-più. Il caminetto era diligentemente spolverato, e affatto sgombro.
-Si precipitò verso l'angolo dove teneva la scatola di latta. Scomparsa
-anche questa. In un baleno Gertrude raggiunse la serva, la chiamò, la
-tempestò di domande ansiose.
-
-Brigida serviva in quella casa da poco, ed era uno dei più stupidi
-esemplari della sua specie; ma la fanciulla seppe così bene
-interrogarla, che riuscì a chiarirsi di ogni cosa. La figurina, la
-lanterna e le pipe erano state buttate in un mucchio di vetri rotti e
-di cocci e ridotte in briciole, come Brigida affermava; il berretto,
-dichiarato invaso dalle tignuole e condannato al fuoco; quanto agli
-altri ammennicoli, ella non era proprio sicura, ma supponeva che
-avessero finito anch'essi nel camino. E tutto questo, in obbedienza
-agli ordini formali della signora Ellis. Gertrude lasciò andare Brigida
-senza farle conoscere la gravità della perdita che soffriva, e chiuso
-l'uscio si gettò sul letto e dette in un violento scoppio di pianto.
-
-— Ah, questa, — ella pensava — questa era la ragione che la induceva
-ad agevolare la mia gita! Ed io credevo che volesse compiacere al mio
-desiderio! Venire qui voleva, per derubarmi, la ladra! —
-
-Saltò giù dal letto con impeto, come vi s'era gettata, e si slanciò per
-uscire; ma subitamente frenata da un nuovo pensiero, tornò indietro,
-cadde in ginocchio singhiozzando forte, e nascose la faccia tra le
-palme. Due o tre volte alzò il capo, quasi in procinto di rizzarsi
-e correre ad affrontare la sua nemica; ma sempre quel pensiero le
-riattraversò la mente e la rattenne. Non era paura; oh, no, Gertrude
-non temeva nessuno. Doveva essere qualche cosa di più forte, e che
-tuttavia aveva un influsso calmante; giacchè dopo ogni lotta vinta
-diveniva più tranquilla. Infine si levò, andò a sedersi accanto alla
-finestra aperta, appoggiò la fronte a una mano e guardò fuori.
-
-La pioggia era cessata, e il sorriso della terra tutta bella, tutta
-fresca, si rifletteva in uno splendido arcobaleno che misurava
-l'orizzonte orientale. Un uccellino venne a posarsi sopra un ramo
-d'un albero vicino alla finestra, e intonò il suo _Te Deum_. Ondate
-di deliziosa fragranza s'espandevano da un arbusto di lilla in piena
-fioritura. E nell'anima di Gertrude si diffondeva una pace prodigiosa.
-Ella sentì «la grazia che arreca la pace succedere alle passioni
-che conturbano». Usciva trionfante dal conflitto; aveva riportato la
-massima delle vittorie umane: la vittoria sopra sè stessa. Più bella
-di tutte le cose belle che rallegravano la terra dopo la tempesta,
-dall'iride fulgente incontro al sole, al canto della creatura alata tra
-le fronde, al ravvivato profumo dei fiori, una luce serena splendeva
-nel viso della fanciulla, mentr'ella alzava gli occhi al cielo e dal
-suo cuore, dove l'intima tempesta era sedata, saliva a Dio la tacita
-offerta del sacrificio.
-
-Il suono della campanina che annunziava il tè la scosse. In fretta
-bagnò la faccia nell'acqua fredda, si ravviò i capelli e scese. Nella
-sala da pranzo non trovò che la signora Ellis; il signor Graham era in
-città, Emilia aveva una fiera emicrania. Per conseguenza ella prese il
-tè sola con la governante. Costei, sebbene non sapesse quanto preziose
-fossero per Gertrude le vecchie reliquie distrutte, era conscia d'aver
-commesso un'azione maligna, e dinanzi al contegno dell'offesa che
-non dimostrava ombra di collera nè d'astio, anzi s'asteneva fin dal
-menzionare il fatto, ella si sentiva più confusa e mortificata che non
-avrebbe voluto confessare. La cosa passò dunque sotto silenzio, allora
-e poi: ma la signora Ellis provò sempre il cocente sentimento della
-superiorità di quella fanciulla su lei, in materia di generosità e di
-pazienza.
-
-Il giorno seguente la cuoca bussò all'uscio d'Emilia, e fatta entrare
-disse tirando fuori il guscio di noce tagliato in forma di panierino:
-
-— Vorrei sapere, signorina Emilia, dove sia la signorina Gertrude; ho
-trovato il suo panierino nella cassetta del carbone, e credo che sarà
-molto contenta di riaverlo. Non s'è sciupato punto.
-
-— Quale panierino? — domandò la cieca.
-
-La donna le mise il ninnolo in mano, e con tono assai concitato le
-raccontò la distruzione degli oggetti appartenenti a Gertrude, di cui
-ella stessa era stata testimone indignatissima. Descrisse pure in modo
-commovente l'angoscia della ragazza nell'interrogare Brigida, avendo
-ella udito tutto dalla sua camera dove si trovava mentre esse parlavano
-poco lontano.
-
-Emilia, ascoltando la pietosa storia, si rammentò che nel pomeriggio
-del giorno innanzi le era parso di sentir Gertrude singhiozzare nella
-sua stanza alla quale quella di lei era adiacente, ma aveva poi creduto
-d'essersi ingannata.
-
-— Andate, signora Prime, — disse alla benevola cuoca — andate a
-portarle il panierino: è nella piccola biblioteca. Ma, ve ne prego, non
-le dite d'avermi parlato della cosa. —
-
-Ella attese parecchi giorni che la sua protetta si lamentasse con lei
-del torto patito: ma la brava figliuola tenne dentro il suo dolore e lo
-sopportò in silenzio.
-
-Era la prima volta che Gertrude giungeva a padroneggiarsi così
-perfettamente, e fu l'ultima che il farlo le costò una così aspra
-lotta. Da quel momento ella andò acquistando sempre maggior potere nel
-governo di sè, e accrescendosi il suo vigore con ogni nuovo sforzo ella
-divenne un esempio mirabile agli occhi di coloro che sapevano con quale
-temperamento avesse a combattere.
-
-Toccava quasi i quattordici anni ed era cresciuta così rapidamente,
-che adesso la sua statura superava l'ordinaria delle ragazze di pari
-età, anzichè rimanervi inferiore come fino allora. Ma non ne soffriva,
-grazie al riposo intellettuale, all'attività fisica, all'aria aperta
-della campagna.
-
-Il suo giardino era per lei una sorgente di vivi piaceri. I fiori
-ch'ella educava con assidua cura, prosperavano, e tutti i giorni, a
-colazione, Emilia trovava accanto al suo piatto un bel mazzo fragrante.
-
-Di tanto in tanto visitava la sua vecchia amica, che l'accoglieva
-cordialmente. La signorina Marta si dilettava di fare fiori
-artificiali, e i modelli le erano forniti dal giardino di Gertrude
-la quale perciò di rado arrivava a mani vuote. Ma i risultati
-corrispondevano così male alle buone intenzioni della fiorista,
-che sarebbe stato calunniar la natura chiamare le sue fantastiche
-imitazioni copie fedeli degli originali. Ella però n'era sodisfatta; ed
-è da sperare che fossero sodisfatti anche i suoi amici a cui destinava
-i grossi mazzi che portava in giro attaccati alla cintura col famoso
-nastro verde.
-
-Gli amici di Marta Pace erano numerosi. Parlandone con Gertrude
-nominava tanta gente da farle pensare che doveva conoscere mezza
-Boston. Aveva imparato in gioventù l'arte della tappezzeria da lei per
-molti anni esercitata prestando l'opera sua, come ella raccontava,
-nelle più cospicue famiglie della città, dove si soleva dire che
-«Marta Pace possedeva due occhi davanti e due di dietro, e due paia
-d'orecchie», così acuta osservatrice ella era e di così fine criterio.
-Nonostante queste sue straordinarie facoltà di visione e comprensione,
-ella non aveva mai cagionato discordie nè pettegolezzi nelle case che
-frequentava: Era prudente e coscienziosa, e quantunque assai singolare
-ne' suoi costumi e nel suo linguaggio, e stravagante in certe sue
-fantasie a segno d'essere tenuta dagli estranei per una mezza pazza,
-aveva saputo guadagnarsi e conservare la benevolenza di buone persone,
-signore e signori, che la ricevevano e la trattavano con grande
-cortesia. Ella si regolava in modo da visitare per turno, nel corso di
-ciascun anno, queste famiglie amiche, ogni membro delle quali le stava
-a cuore, e mantenere viva l'antica intimità.
-
-Un solo dispiacere affliggeva la vecchia zittella: quello di non avere
-uno sposo. E lo versava spesso nel seno di Gertrude.
-
-— Ah, cara signorina, — ella esclamava allora, dimenticando, a quanto
-pareva, la sua età ed i suoi acciacchi — camperei pur bene in questo
-mondo, se avessi un compagno! — E con una mossettina del capo e una
-cert'aria civettuola, soggiungeva: — Sappiate, bella mia, ch'io qualche
-volta ci penso a prendere marito! — Poi, accorgendosi della maraviglia
-e dell'ilarità che questa sua idea destava nella fanciulla, le esponeva
-le ragioni per cui aveva tanto a lungo differito l'attuazione d'un
-disegno vagheggiato sempre, e benchè ammettesse di non esser più
-giovane come nei giorni andati, concludeva invariabilmente: — È vero
-che il tempo è inesorabile, ma io m'aggrappo alla vita, signorina
-Gertrude, io m'aggrappo alla vita, e posso ancora maritarmi! —
-
-La moda era un altro soggetto su cui soleva intrattenerla con enfatiche
-declamazioni, confessando che quanto a lei, ella intendeva d'esserne
-rigida seguace, a costo di qualunque sacrifizio. Gertrude non poteva
-astenersi dal pensare che quest'intenzione della signorina Marta non
-andava meno miseramente fallita di quella d'innamorare un giovanotto.
-Si persuase anche, a poco a poco, che la vecchietta, quali si fossero
-le sue possibilità, era oltremodo avara.
-
-Emilia, che la conosceva assai bene e spesso le aveva dato commissioni,
-non s'oppose alle visite della sua protetta; anzi l'accompagnava più
-volte. Ella gradiva le occasioni di distrarsi un poco, e la bizzarra
-conversazione di Marta Pace era per lei un vero divertimento come
-per Gertrude. Queste visite, del resto, venivano restituite con una
-sollecitudine che provava la preferenza della vecchia zittella per
-la parte di visitatrice; e la signorina Graham avendolo osservato,
-l'invitò a frequentare la villa a suo piacimento: invito di cui quella
-approfittò largamente.
-
-
-
-
-XIX.
-
- Dolce è la tua presenza, o giovanetta,
- E salutare più che un mite e puro
- Cielo, e ch'ogni virtù d'acque sorgive.
-
- Mrs. BARBAULD.
-
-
-Coloro che posseggono una villa a poche miglia da una grande città,
-non vi godono propriamente la vita campestre. Hanno spaziosi giardini,
-spesso anche vasti orti dove coltivano le frutta e i legumi per loro
-uso; quasi tutti tengono cavalli e fanno amene gite nei dintorni.
-C'è perfino chi ha la sua piccola fattoria, e può vantare il grasso
-bestiame e i polli di Shanghai che alleva. Ma queste villeggiature
-suburbane non offrono le attrattive della vera campagna. Non ci sono
-folti boschi, nè ruscelli mormoranti tra l'erba, nè campi di spighe
-ondeggianti al vento, nè ampie distese di prati. Da ogni altura si
-vede la metropoli, tanto vicina che par di sentirne il rumorio; ad
-ogni ora, omnibus e treni portano al gran mercato degli affari o di là
-riconducono i villeggianti e i loro ospiti.
-
-Eppure le persone che desiderano un quieto ritiro per viverci appartate
-nell'intimità della famiglia, sono più sicure di trovarlo in quelle
-dimore tra campestri e cittadine, che non altrove. Perciò una estate
-dopo l'altra ritornano al medesimo angolo tranquillo, e non disturbate
-da visite nè da pettegolezzi conservano un'indipendenza che sarebbe
-impossibile sia nelle affollate vie della città dove passano sempre
-conoscenti che vi fermano o salgono da voi, sia nei villaggi dove i
-forestieri sono oggetto di curiosità e di ciarle, e tutti vogliono
-conoscerli da presso.
-
-La villa del signor Graham era comoda, però non sontuosa, e non
-attirava affatto l'attenzione. Il giardino certo era bellissimo, ricco
-di lussureggianti macchiette d'arbusti, di chioschi, di grandi pergole
-coperte di viti; ma un'alta palizzata lo nascondeva agli sguardi dei
-passanti; e la casa, discosta dalla strada, aveva un'apparenza modesta
-e punto moderna.
-
-Il signor Graham s'occupava con passione d'orticoltura; tuttavia le sue
-abitudini e i suoi interessi lo tenevano attaccato a Boston. Emilia,
-non essendo in istato di far vita mondana, non riceveva che i vicini,
-nelle occasioni di prammatica, e pochi intimi, come il pastore Arnold,
-il quale faceva spesso verso sera una giterella per vederla e mangiare
-un po' di frutta.
-
-L'estate trascorreva in una quiete felice. Gertrude trovava nella
-compagnia della sua benefica amica e nella coscienza d'esserle utile
-in molte maniere, una viva sorgente di sodisfazione e di gioia, quando
-d'improvviso ogni suo piacere fu troncato.
-
-Emilia venne còlta da una febbre assai forte, e la prima volta che
-la fanciulla si presentò alla sua porta desiderosa d'assisterla, la
-signora Ellis, che intendeva d'esser l'unica infermiera, la respinse
-rudemente. Alle sue calde istanze replicò che quella febbre era
-contagiosa, e che la signorina non aveva bisogno di lei, e d'altronde
-quando stava male non voleva dattorno altri che la sua fida governante.
-
-Da tre o quattro giorni Gertrude errava per la casa, inconsolabile.
-La mattina del quinto, dopo il suo bando dalla camera della malata,
-vide la cuoca salire al primo piano con una minestrina: e, mettendole
-in mano alcuni bellissimi bocciuoli di rose, còlti allora, la pregò di
-darli ad Emilia e di domandarle se non le poteva permettere d'entrare e
-vederla un momento.
-
-Aspettò ansiosamente, in cucina, il ritorno della signora Prime nella
-speranza che le recasse almeno qualche affettuosa parola. Ma la buona
-donna ridiscese coi fiori, che gettò sulla tavola, sfogando così i suoi
-sentimenti:
-
-— Cospetto! Si dice che le brave cuoche e le brave infermiere sono
-garbate come orsi! Non tocca a me dire se sia vero rispetto alle
-cuoche, ma rispetto alle infermiere, non c'è dubbio! S'io fossi voi,
-signorina Gertrude, non m'arrischierei d'andarci.... Ho gran paura,
-sapete, che vi morda!
-
-— E la signorina Emilia non ha accettato le rose? — domandò la
-giovanetta, profondamente accorata.
-
-— Lei, poverina, non c'entra per nulla. Capirete, non le ha mica
-vedute.... La signora Ellis le ha scaraventate fuori dell'uscio
-protestando che tanto valeva portare un veleno a una malata con la
-febbre, che quei fiori. Ho tentato di parlare io alla signorina, ma
-quella cara signora m'ha interrotta con un tale «ss-ss-st» da farmi
-pensare che la fosse per pigliar sonno, sicchè non ho più osato e me
-ne sono andata pian piano.... Uf! Diventa mai ringhiosa quando per
-disgrazia c'è qualcuno di malato in casa?... —
-
-Gertrude uscì in giardino e andò vagando come un'anima in pena. Temeva
-che Emilia fosse molto aggravata, nè poteva pensare ad altro. I suoi
-libri, il suo lavoro, erano nella camera di questa, dove li teneva
-usualmente; la biblioteca, che le avrebbe offerto qualche distrazione,
-era chiusa. Non le rimaneva dunque che quel rifugio, e là passò
-il resto della mattinata. Così fu non quella mattina soltanto, ma
-parecchie delle seguenti, perchè Emilia continuava a peggiorare. In
-capo a due settimane Gertrude non aveva ancora ottenuto di vederla,
-e non sapeva della sua salute se non quanto ne sentiva dire dalla
-governante al signor Graham. Questi però parlava ogni giorno col
-medico, e faceva frequenti visite alla figliuola, sicchè non richiedeva
-da lei quelle minuziose informazioni che la fanciulla avrebbe tanto
-desiderato. Una volta ella ardì interrogare direttamente la signora
-Ellis, ma l'arcigna matrona le rispose:
-
-— Non mi seccate con le vostre domande. Che potete intendere voi di
-malattie? —
-
-Un pomeriggio, seduta in un grande chiosco in fondo al giardino, presso
-le aiuole ch'ella coltivava ed erano allora tutte fiorite di reseda e
-di verbene, Gertrude stava legando e segnando gl'involtini dei semi
-che aveva raccolti da varie piante. Ella era tutta assorta nel suo
-lavoro, quando il suono d'un passo vicinissimo la fece sobbalzare. Alzò
-gli occhi e vide il dottor Jeremy, medico della famiglia, entrare nel
-chiosco.
-
-— Che fate di bello? — egli domandò, nella rapida e brusca maniera che
-gli era abituale. — Un assortimento di semi, eh?
-
-— Sì, signore, — rispose ella arrossendo nel vedere i penetranti occhi
-neri del dottore scrutarla in faccia.
-
-— O dove fu che c'imbattemmo la prima volta? — disse egli con lo stesso
-fare.
-
-— In casa del signor Flint.
-
-— True Flint! Già.... mi rammento. Voi siete la sua ragazzina. Una
-brava figliuola. E il povero True, è morto. Peccato, è una perdita
-per tutti. Questa è dunque la piccola infermiera che vedevo là.... Dio
-buono, come crescono in furia i bambini!
-
-— Dottor Jeremy, — chiese Gertrude con accento supplichevole — ditemi,
-ve ne prego, come sta la signorina Emilia?
-
-— Emilia? Non troppo bene in questo momento.
-
-— Oh! Temete forse che abbia a morire?
-
-— Ma no, ma no! Perchè dovrebbe morire? Io non la lascerò morire se voi
-mi aiutate a tenerla in vita. Come mai non siete in casa ad assisterla?
-
-— Ah, se potessi! — ella esclamò balzando in piedi. — Se potessi!
-
-— E chi ve lo impedisce?
-
-— La signora Ellis. Non mi lascia neanche entrare, dottore; dice che la
-signorina non vuole altri che lei.
-
-— La signora Ellis non ha voce in capitolo, ed Emilia neppure: quest'è
-affar mio, ed io voglio voi. Affiderei più volentieri i miei pazienti a
-voi che a tutte le signore Ellis del mondo. Quella lì non se n'intende
-d'assistere malati; rimandatela alle sue conserve di coccole rosse, e
-a' suoi pasticci di zucca. Dunque, è fissato; domani prendete il vostro
-posto.
-
-— Grazie, dottore, grazie!
-
-— Non mi ringraziate ancora; aspettate di esservici provata. È opera
-faticosa prestar le cure necessarie agl'infermi. Di chi è l'orto
-attiguo?
-
-— Della signora Bruce.
-
-— E cotesto pero è suo?
-
-— Sì, signore.
-
-— Per san Giorgio, signora Bruce, farò onore alle vostre pere! —
-
-Così dicendo il dottor Jeremy, uomo sui sessantacinque, ma robusto
-ed agile, scavalcò il muretto di pietra che divideva il giardino
-dall'orto, lanciandosi con tale impeto, da arrivare d'un balzo appiè
-dell'albero.
-
-Gertrude, la quale, esilarata, osservava le sue gesta, lo vide
-inciampare in un ostacolo e salvarsi dal cader bocconi stendendo le
-mani e reggendosi al grosso tronco del vecchio e bellissimo pero. In
-quella una testa ornata d'uno zucchettino di velluto si levò lentamente
-di tra le alte erbe, e apparvero la faccia e il busto d'un giovanetto
-di sedici in diciassett'anni che, appoggiato a un gomito, mirava con
-stupore l'intruso.
-
-Ma questi, punto intimidito, prese immediatamente l'offensiva contro il
-primo occupante, gridando:
-
-— Rizzati, poltrone! A che stai costì sdraiato facendo gambetta alle
-persone per bene?
-
-— Chi chiamate voi persone per bene? — domandò il giovane senza
-risentirsi nè dell'epiteto nè dell'interrogazione.
-
-— Me e la mia piccola amica qui presente, — replicò il dottor Jeremy
-ammiccando verso Gertrude che affacciata al muretto rideva di cuore del
-modo in cui egli era stato còlto sul fatto.
-
-Gli occhi dell'altro seguirono la direzione de' suoi e si fissarono sul
-viso della fanciulla che brillava tutto di gaiezza.
-
-— Posso fare qualche cosa per servirvi, signore? — disse egli poi,
-rivolgendosi a lui.
-
-— Sicuro! — rispose il dottore. — Io sono venuto qui per cogliere di
-coteste belle pere; ma voi siete più alto di me, a con l'aiuto della
-vostra mazza che ha la gruccia ricurva, arriverete meglio al ramo più
-carico.
-
-— Onorevole ed onesto proposito, — mormorò il giovane. — Sarò lieto di
-prestarmi per una così buona causa. —
-
-Sollevò la mazza che giaceva accanto a lui, abbassò con essa un ramo
-fino a portata del suo braccio, e lo scosse vigorosamente. Le frutta
-mature si sparsero sull'erba. Il dottor Jeremy se ne empì le tasche e
-le mani, e mosse verso il muro divisorio.
-
-— Ne avete abbastanza? — gli domandò il giovane con voce lenta e
-strascicata.
-
-— A iosa, a iosa! — rispose egli.
-
-— Tanto piacere! — fece l'altro, buttandosi di nuovo giù,
-indolentemente, senza cessare di fissar Gertrude.
-
-— Dovete esser molto stanco, — disse Jeremy tornando indietro di due
-passi. — Io sono medico, e vi consiglierei un pisolino.
-
-— Ah, siete medico? — riprese il pigrone nello stesso tono tra languido
-ed ironico in cui aveva parlato fino allora. — Seguirò dunque il vostro
-consiglio. —
-
-E adagiatosi nell'erba, resupino, chiuse gli occhi.
-
-Il dottore vuotò le tasche sulla panchetta del chiosco e invitò
-Gertrude a pigliarsi la sua parte del bottino. Egli addentava le belle
-pere sugose, ridendo così forte di quella sua allegra monellata, che
-quasi i bocconi gli andavano di traverso. A un tratto gli venne in
-mente di guardar l'orologio.
-
-— Le quattro e mezzo! — esclamò. — Il treno parte tra dieci minuti. Chi
-mi condurrà alla stazione?
-
-— Non so, signore, — rispose la fanciulla pensando che la domanda fosse
-diretta a lei.
-
-— Dov'è Giorgio?
-
-— E andato sul prato a prendere il fieno, ma ha lasciato Carlotto,
-il cavallo bianco, nella corte, con i finimenti e tutto. Ho visto che
-l'attaccava alla catena dopo avervi portato qui dalla ferrovia.
-
-— Ah! Ebbene, allora, conducetemi voi.
-
-— Impossibile, signor dottore, io non so guidare.
-
-— Bisogna che impariate: v'insegnerò io. Non avete mica paura?
-
-— Oh, no! Ma il signor Graham....
-
-— Non v'occupate del signor Graham. Date retta a me. Rispondo io che
-ritornerete a casa sana e salva. —
-
-Gertrude era per sua natura coraggiosa. Non aveva mai guidato
-un cavallo, ma essendocisi messa senza timori, vinse la prova a
-maraviglia: e poichè il dottor Jeremy continuò a farsi condurre da
-lei, ella acquistò presto molta perizia nell'uso delle redini. Non è
-forse questa una bravura particolarmente desiderabile in una donna: a
-Gertrude tuttavia fu assai utile.
-
-Il medico mantenne la promessa di stabilirla al capezzale della malata.
-La prima volta che dopo quel loro colloquio visitò Emilia, parlò a
-questa della fanciulla in termini di grande encomio per la devozione al
-vecchio True e le qualità di buona infermiera da lei mostrate; poi le
-domandò per qual ragione fosse stata espulsa dalla sua camera.
-
-— È tanto apprensiva, — ella rispose — teme che la febbre le s'attacchi.
-
-— Non dovete crederlo. È troppo contrario al suo carattere.
-
-— Vi pare? — fece vivamente la cieca. — Ma la signora Ellis....
-
-— V'ha detto una bugia, — l'interruppe egli. — Gertrude invece si
-strugge di venire ad assistervi. E n'è capace quanto la signora Ellis,
-anzi meglio, perchè la cosa più necessaria per voi è la quiete, e
-proprio questa non la potete avere con quel donnone loquace dattorno.
-Pertanto, io, la signora Ellis la mando a Gerico, fin da oggi, e vi
-porto qui la mia piccola Gertrude, che non è più rumorosa d'un topolino
-e ha una buona testa sulle spalle. —
-
-Certo, non era possibile che la fanciulla fosse in grado di provvedere
-a tutti i bisogni d'Emilia meglio della governante, e neppure
-altrettanto bene, ed Emilia che lo sapeva non permise che questa
-venisse mandata a Gerico, perchè quantunque il dottor Jeremy non la
-potesse soffrire, ella disimpegnava ottimamente le proprie mansioni
-e sarebbe stato difficile privarsi de' suoi servigi; ma anche in caso
-diverso non avrebbe voluto umiliarla.
-
-Quindi, per quanto l'ammissione di Gertrude all'ufficio d'infermiera
-seguisse con gran gioia sua, della paziente, e del medico, fu
-risparmiata alla signora Ellis la vergogna di sapere che la slealtà
-della sua condotta nell'averla tenuta lontana da Emilia dando una falsa
-ragione di quell'assenza, era stata scoperta.
-
-Gertrude assisteva la malata con la vigile e tenera cura che solo un
-profondo affetto può insegnare.
-
-Quando, la notte, la cieca si destava da un sonno agitato, una bevanda
-refrigerante s'offriva alle sue labbra, e udendo la signora Ellis
-russare sonoramente, ella sapeva che non le era porta da lei; durante
-il giorno non una mosca la molestava ronzando intorno al suo capezzale;
-il suo tormentoso mal di capo era lenito dalle applicazioni d'acqua
-fredda sulla fronte ardente, ripetute con pazienza per ore; e i passi
-dei piccoli piedi instancabili che andavano e venivano erano leggeri
-e piani.... Notando tutte queste cose, ella comprendeva quale prezioso
-rimedio le avesse portato il buon dottore.
-
-In capo a due settimane era migliorata a segno da passare la giornata
-intera fuori del letto, sebbene non potesse ancora lasciar la camera.
-Quando fu in condizione d'uscire, il medico prescrisse aria e moto.
-
-— Fate una trottatina in carrozza, due o tre volte il giorno, — egli
-ordinò.
-
-— Ma come sarebbe possibile? — rispose Emilia. — Giorgio è tanto
-occupato, e chi lo sostituirebbe?
-
-— Vi condurrà Gertrude, — insistette il dottor Jeremy. — È bravissima,
-sapete. —
-
-Emilia sorrise.
-
-— Gertrude, — ella disse — vedo che il dottore fa gran capitale di te.
-Crede che tu possa fare qualunque cosa. Ma guidato, tu non hai certo in
-vita tua, di'?
-
-— O se mi conduce lei tutti i giorni alla stazione, da sei settimane in
-qua! — replicò egli.
-
-— Dite davvero? — esclamò la signorina Graham alla quale riesciva
-strana l'idea che un cavallo fosse governato da mano femminile.
-
-E poichè il dottore le assicurava ch'era proprio così, e che non aveva
-da temere alcun pericolo, Carlotto fu attaccato al legno, ed ella
-fece la sua trottatina accompagnata dalla signora Ellis e condotta
-da Gertrude. L'esperimento ebbe esito felicissimo. Queste giterelle,
-spesso ripetute, giovarono molto alla convalescente, e furono
-piacevolissime per tutte e tre.
-
-Sul principio d'autunno la salute d'Emilia era rifiorita. Il vecchio
-Carlotto veniva requisito ogni giorno: ed essendo di solito la
-governante trattenuta dai suoi doveri di massaia, Emilia e Gertrude
-andavano sole in un gran _buggy_ di forma antiquata. Così la perizia
-acquistata dalla fanciulla nel guidare divenne per la cieca, come
-questa diceva, la sorgente del maggior piacere ch'ella avesse gustato
-da anni.
-
-Gertrude rivide due o tre volte il pigro giovanottino in cui il dottor
-Jeremy era andato ad inciampare saltando nell'orto della signora Bruce
-per rubarvi pere.
-
-Una mattina egli venne a sedersi sul muretto mentre ella era al lavoro
-tra le sue aiuole, e dopo avere espresso la propria maraviglia per la
-sua diligenza, e parlato un po' con lei di fiori, le rivolse alcune
-domande intorno al dottor Jeremy, e finì col chiederle come ella si
-chiamasse.
-
-Gertrude arrossì. Era molto sensibile su questo punto. Benchè tutti
-le dessero il cognome di Flint, ed ella solesse portarlo senza
-pensarci, pure, quando veniva interrogata direttamente, non poteva non
-rammentarsi che nè quello nè alcun altro le apparteneva.
-
-Emilia aveva fatto cercare Annetta Grant per cavarne qualche cosa sulle
-origini della bambina; ma costei non abitava più da anni nella sua casa
-d'allora, e nessuno del vicinato sapeva dove si trovasse nè che fosse
-avvenuto di lei.
-
-Gertrude, dunque, arrossì alla domanda del giovanetto; nondimeno
-rispose con dignità che se egli voleva conoscere il suo nome, doveva
-prima dire il proprio.
-
-— Non ve lo dirò punto! — replicò questi sfrontatamente. — E se non
-volete dirmi il vostro non me ne importa. —
-
-Ciò dichiarato, se ne andò spingendosi davanti a calci una mela che
-giaceva sull'erba.
-
-Ed ella rimase dell'opinione che non poteva esserci un ragazzaccio più
-maleducato.
-
-
-
-
-XX.
-
- Per sua nobil natura una perfetta
- Donna che consigliar sa e comandare,
- Eppur nel mite spirito sereno
- Dell'angelica luce un raggio splende.
-
- WORDSWORTH.
-
-
-Era il crepuscolo di un'afosa giornata di settembre. Emilia,
-illanguidita da molte ore d'un caldo insolitamente eccessivo per
-la stagione, sedeva sotto il portico davanti alla casa, godendo il
-refrigerio d'una deliziosa brezzolina levatasi al cader del sole. A
-ponente gli ultimi splendori d'un maraviglioso tramonto s'indugiavano
-nel cielo listato di porpora, mentre la luna, quasi piena, già saliva
-trionfante nel vespro, cominciando il suo regno notturno. Sempre più
-vivi, i suoi raggi illuminavano la bianca veste d'Emilia, e davano
-l'apparenza d'un marmo polito alle mani e alle braccia bellissime,
-uscenti nude dai drappeggi delle ampie maniche, e posate sui bracciuoli
-d'una poltrona rustica.
-
-Dieci anni erano trascorsi da quando ella s'era incontrata la prima
-volta con Gertrude nella chiesa del signor Arnold, eppure sembrava
-appena meno giovane d'allora tanto lievemente il tempo aveva sfiorato
-il suo volto e la sua persona.
-
-Ma anche allora ella conosceva le dure prove della vita, e aveva
-già imparato a distillare dall'amara feccia del dolore il balsamo
-che lenisce ogni male. Anche allora quest'esperienza e la sapienza
-derivatane, erano del pari impresse nella sua fisonomia: l'una in
-un'espressione grave e sommessa, propria di un'età più matura, l'altra
-nel dolce e calmo sorriso di fiducia e di speranza che rivela i fedeli
-di Dio.
-
-Perciò il tempo non poteva molto su di lei, ed ella era sempre la
-stessa: amabile nel suo aspetto esteriore, più amabile ancora nel cuore
-e nei costumi. Un osservatore attento avrebbe tuttavia potuto scorgere
-in Emilia una maggior briosità di spirito, una più viva partecipazione
-alle cose che avvenivano intorno a lei, infine un godimento della vita
-ch'ella non aveva mai manifestato per l'innanzi. E questi mutamenti
-erano dovuti, com'ella sentiva e riconosceva, all'intima sua convivenza
-con una compagna a cui la legava un profondo affetto, e che con la sua
-calda simpatia, la sua devozione costante, l'acuto suo senso tanto del
-comico e dell'ameno, quanto del bello e del vero, l'ardore inesauribile
-dei suoi sforzi per far gustare all'amica diletta i piaceri che gustava
-ella stessa, aveva ridestato in lei facoltà quasi sopite nelle tenebre
-ond'era avvolta. Così Gertrude era divenuta veramente, come lo zio True
-le aveva raccomandato d'essere, «gli occhi della sua benefattrice».
-
-Quella sera però Emilia pareva mesta mentre sedeva sola sotto il
-portico, esclusa dall'incantevole spettacolo del tramonto, inconscia
-dei giuochi d'ombra e di luce che faceva sulla sua bianca figura la
-luna saliente nel cielo. Ella reclinava un poco la testa da un lato,
-nell'atteggiamento di chi tende l'orecchio a un suono lontano, e
-ogni volta che il cancello cigolava, investito dalla brezza, dava un
-sobbalzo, e un'ansietà quasi dolorosa appariva nel suo viso.
-
-Alfine qualcuno spunta di dietro l'alto riparo di legno che sottrae
-il giardino agli sguardi dei passanti. Solo il raffinato udito della
-cieca poteva aver distinto quel passo leggero. Ed ella si leva dalla
-poltrona, e muove incontro alla giovanetta ch'è entrata: una giovanetta
-in cui sarebbe difficile ravvisare la piccola Gertrude di dieci anni
-addietro perchè su _lei_ il tempo non è sorvolato senza mutarla.
-
-La Gertrude presente è oramai una signorina, più alta d'Emilia. Ha una
-bella persona, snella, fine, e carnagione brunetta, ma nitidissima
-e soffusa alle gote di un color di rosa che le conferisce grande
-splendore: questo però potrebb'essere l'effetto della rapida camminata
-dalla stazione alla villa. S'è tolta il cappello, e lo porta in mano
-dondolandolo per i nastri: abitudine che aveva già da bambina, sicchè
-non bisogna vederci l'intenzione vanitosa o civettuola di mettere in
-mostra la rara opulenza della capigliatura.
-
-I suoi occhioni neri sono sempre fulgidi, ma non più di grandezza
-sproporzionata con la faccia, e se la bocca non è rigorosamente
-conforme ai cànoni classici, se lo fa perdonare grazie a due file di
-denti piccoli, regolari, d'un puro candore di perla.
-
-Ella veste un lindo abitino di mussolina operata, molto accollato, e
-una semplice mantellina nera che non nasconde la rotondità della sua
-vita sottile.
-
-Ebbene? È Gertrude una bellezza?
-
-No. I suoi lineamenti, le sue forme, possono provocare giudizi assai
-diversi, ma pochi la proclamerebbero veramente bella. V'hanno però
-certi visi piacevoli a osservarsi per la loro variabile espressione,
-visi eloquenti, che dicono la verità e palesano l'intimo sentimento;
-visi ora illuminati dall'intelligenza, ora sfavillanti d'allegrezza,
-ora velati di mestizia dinanzi a un caso pietoso, ora accesi di
-nobile indignazione contro ciò che l'anima aborre, ora santificati
-dalla presenza divina, quando il cuore si distoglie dal mondo e da sè
-medesimo, e s'inalza devotamente a Dio. Tale è il viso di Gertrude.
-
-Vi sono personali di donna che senza suggerire paragoni con una regina
-o con una fata, posseggono una grazia, una flessuosità, una dignità che
-incantano, ed hanno il potere di muoversi nella loro sfera con sì aerea
-leggerezza, che mai non riescono d'ingombro. Tale è il personale di
-Gertrude.
-
-Quali si siano le attrattive della fanciulla, (nè manca chi le pregia
-altamente) ella non sa d'averle, e questa sua inconsapevolezza ne
-raddoppia il prestigio. È ancor sempre nella persuasione d'essere
-brutta, radicata in lei da' suoi teneri anni, ma non se ne sente più
-mortificata e indispettita come una volta.
-
-Tosto che vide Emilia venirle incontro, Gertrude affrettò il passo, e
-raggiuntala presso la soglia, le passò con gesto affettuoso un braccio
-dietro le spalle, come soleva per guidarla, adesso ch'ella era più
-alta di lei, e la fece svoltare a destra in un vialetto conducente nel
-giardino.
-
-— Eccomi di ritorno! — disse ravvolgendo più strettamente nello
-sciallino la sua amica cieca. — Siete stata sempre sola, Emilia, da
-quando v'ho lasciata?
-
-— Sì, cara, quasi sempre, e ho pensato con affanno che tu giravi per
-Boston in una giornata di caldo così eccessivo.
-
-— Non ne ho sofferto punto, e godo ora tanto più questa fresca
-brezzolina, che fa un così gradevole contrasto con l'afa e la polvere
-della città.
-
-— Ma, Gertrude, — fece la signorina Graham fermandosi — perchè non sei
-entrata in casa? Devi prendere il tè, figliuola.
-
-— Non ne ho voglia, stasera. —
-
-Camminarono un poco, lentamente, in silenzio; poi la cieca riprese:
-
-— Gertrude, non hai dunque nulla da dirmi?
-
-— Oh, sì, tante cose!... Ma....
-
-— Ma tu sai che saranno tristi per me, e però esiti a parlare. Non è
-vero?
-
-— Mi parrebbe vanità da parte mia credere che possano affliggervi
-molto, cara Emilia; ma iersera, quando vi comunicai quello che m'aveva
-detto il signor W. e quanto io avevo in animo di fare, mi sembraste
-così turbata al pensiero della nostra separazione, che non mi sono più
-sentita sicura di far bene.
-
-— E io mi sono rimproverata d'averti lasciato scorgere il mio
-rammarico, a rischio di distoglierti dal tuo dovere, o di rendertelo
-più penoso. Sì, comprendo che tu hai ragione, Gertrude; e che invece
-d'oppormi a' tuoi disegni, dovrei favorirli con tutte le mie forze.
-
-— Ah, cara Emilia! — esclamò vivamente la fanciulla. — Se vi fa pensare
-così ciò che vi raccontai ieri, sarete persuasa sapendo ciò che ho
-veduto e udito oggi....
-
-— Come? Le cose vanno forse ancora peggio, dalla signora Sullivan?
-
-— Assai peggio di quel che vi descrissi. Non conoscevo allora le
-terribili difficoltà contro cui ha da lottare la poveretta.... ma
-ho passato in casa sua tutta la giornata, perchè il signor W. m'ha
-trattenuta appena cinque minuti, e mi son potuta accertare che non è
-prudenza lasciar una donna timida e debole come quella, sola col signor
-Cooper, adesso che il vecchio si trova in uno stato di mente così
-spaventoso....
-
-— Ma, sarai poi davvero in grado d'aiutarla, tu?
-
-— Sì, Emilia; so dominarlo meglio di lei, e posso nello stesso tempo
-far di più per il suo benessere e la sua contentezza. È come un bambino
-oramai, pieno di capricci. E quando non sia materialmente impossibile,
-la signora Sullivan lo compiace, a costo di qualsiasi inconveniente, e
-fin di qualsiasi pericolo; prima di tutto perchè è suo padre e si tiene
-in obbligo di non contrariarlo, ma adesso, credo, anche per paura....
-È tanto irritabile e violento! Mi diceva che spesso gli saltano
-ghiribizzi oltremodo strani, come d'uscire di notte, con suo gran
-rischio, o di dormire a finestre spalancate benchè la sua camera dia
-sulla strada al pianterreno.
-
-— Povera donna! — sospirò Emilia. — E che fa in simili casi?
-
-— Ve lo posso dire perchè ne ho veduto un esempio quest'oggi. Quando
-sono arrivata lì, il vecchio era in procinto d'accendere un gran fuoco
-nella stufa nonostante il caldo che in città era intensissimo.
-
-— E la signora Sullivan?
-
-— Sedeva sullo scalino dell'uscio di casa, piangendo.
-
-— Disgraziata!
-
-— Non poteva far nulla con lui, e aveva ceduto per disperazione.
-
-— Dovrebbe avere una donna robusta o un uomo che lo vigilasse e gli
-prestasse le cure necessarie.
-
-— È precisamente questa l'idea che la sgomenta più di ogni cosa. Dice
-che morrebbe d'angoscia se vedesse suo padre trattato senza riguardi
-come lo tratterebbe di certo una persona estranea; e inoltre capisco
-che rifugge dal mettersi questa persona in casa. Ella è estremamente
-scrupolosa in materia d'ordine e di pulizia, ed ha sempre fatto tutte
-le sue faccende da sè: l'ho udita dichiarare più volte che vorrebbe
-piuttosto tener in famiglia una bestia feroce che una serva irlandese.
-
-— La sua nuova abitazione non le ha procurato finora molto piacere, non
-è vero?
-
-— Oh, no! Mi faceva appunto notare, oggi, la sua singolare sfortuna:
-dopo aver tanto desiderato un quartierino con tutti i suoi comodi,
-in un bello stabile nuovo, ecco che non appena lo ha ottenuto e
-ammobiliato a modo suo, le piomba addosso una tale disgrazia.
-
-— Ma è strano che non l'abbia veduta venire già prima. Io durante le
-ultime visite che le feci con te nell'altra casa, m'ero accorta della
-decadenza intellettuale di quel vecchio.
-
-— L'avevo osservata anch'io, da un pezzo, ma a lei non ne dissi mai
-nulla, e credo ch'ella non ne abbia avuto il minimo sospetto fino al
-momento dello sgombero, quando il distacco da tutto ciò che gli era
-consueto ebbe sul povero signor Cooper gli effetti più funesti.
-
-— Non pensi, Gertrude, che la demolizione della chiesa e la conseguente
-perdita del suo posto di sagrestano abbiano dato un gran crollo alla
-sua mente inferma?
-
-— Sì, ne sono anzi sicura. Dopo d'allora non fu più lui, e anche nella
-casa vecchia si mostrava inquieto e malcontento: ma la disdetta data
-alla signora Sullivan dai proprietari che avevano risolto di fabbricare
-su quel fondo magazzini, cagionò il totale sconvolgimento della poca
-ragione che gli rimaneva.
-
-— Triste cosa! Quanti anni ha?
-
-— Non so esattamente, ma certo moltissimi. Rammento che tempo fa la
-signora Sullivan mi disse ch'era sugli ottanta.
-
-— È vecchio assai; non è da maravigliarsi se cambiamenti grandi e
-repentini nella sua vita lo hanno fatto rimbambire.
-
-— Oh, no! E per triste che sia, è infine la sorte che può toccare a
-chiunque viva fino a un'età così tarda. D'altronde, non soffre, nè
-il suo umore, a quanto io mi ricordo, è mai stato più lieto; sicchè
-m'affliggo meno per lui che per sua figlia. Io sono in gran pena,
-Emilia, sul conto di _lei_.
-
-— Non ha la forza di sopportare questa sventura?
-
-— Credo che l'avrebbe se fosse in buona salute. Ma non istà bene, e
-temo che la cosa sia più seria di quanto ella voglia ammettere, perchè
-è tanto pallida, e ha ultimamente avuto parecchie manifestazioni di
-sintomi che danno da pensare.
-
-— Ha consultato un medico?
-
-— No, non vuol saperne, e s'ostina a ripetere che si rimetterà presto;
-io però ne dubito, specie se seguita a non aversi nessuna cura. Questa
-è la ragione principale che mi fa desiderare d'essere in città il più
-presto possibile. Sono ansiosa di farla vedere al dottor Jeremy, e
-spero di riuscirvi senza ch'ella sappia ch'egli viene per lei. Avrò una
-forte infreddatura io stessa, se non ci sarà altro modo.
-
-— Tu parli d'essere in città come d'una cosa sicura; m'immagino dunque
-che tutto è già stabilito.
-
-— Ah, non v'ho raccontato la mia visita al signor W.? È vero,
-scusate.... Ottimo uomo, quanta riconoscenza gli debbo! Mi ha promesso
-il posto.
-
-— N'ero certa, dopo ciò che v'aveva detto dalla signora Bruce.
-
-— Certa! E io che quasi mi peritavo di parlargliene!... Mi pareva
-impossibile che avesse tanta fiducia in me.... Invece è stato così
-buono, benevolo! Non oso riferirvi le parole che m'ha detto circa la
-mia capacità d'insegnare.... temerei di sembrarvi troppo vana.
-
-— Non hai bisogno di riferirmele, cara; so da lui stesso come egli
-apprezzi le tue felici attitudini. Non potresti dirmi nulla di più
-lusinghiero per te, delle cose che ho udite dalle sue labbra.
-
-— Il mio amato zio True voleva ch'io diventassi maestra: era l'apice
-della sua ambizione. Sarebbe contento ora, non è vero, cara Emilia?
-
-— Senza dubbio si glorierebbe di vederti assistente in una scuola come
-quella del signor W. Forse però penserebbe come penso io che ti assumi
-impegni superiori alle tue forze. Tu sarai occupata le intere mattinate
-a far lezione, e tuttavia ti proponi d'esser l'infermiera della signora
-Sullivan, e la custode del suo vecchio padre demente. Bambina mia,
-tu non sei assuefatta a coteste eccessive fatiche, e io mi tormenterò
-incessantemente con la tema che la tua salute non vi resista.
-
-— Oh, cara Emilia, non dovete affatto mettervi in pena per me! Io sono
-sana e robusta, e mi sento capacissima di tutto ciò che ho divisato.
-Il mio solo timore è che voi possiate soffrire alquanto a cagione della
-mia lontananza, e il pensare che io, lasciandovi....
-
-— So che intendi dire, Gertrude: ma non averlo cotesto timore. Io
-sono sicura del tuo affetto. Ho fede che non mi posponi se non al tuo
-dovere, e non vorrei per nulla al mondo che tu mi dessi la preferenza.
-Caccia dunque dalla tua mente quel pensiero, e non credere ch'io
-sia tanto egoista da desiderare di trattenerti. Solamente sarei più
-tranquilla se tu rinunziassi per ora alla scuola. Potresti andare
-dalla signora Sullivan e stare con lei finchè ha bisogno del tuo aiuto;
-forse al tempo della nostra partenza per il Mezzogiorno ti troveresti
-libera d'accompagnarci in quel viaggio, che certo sarà allora per te un
-ristoro necessario.
-
-— Ma, cara Emilia, come conciliare le cose? Io non posso piantarmi
-in casa della signora Sullivan a titolo di ospite, sia pure con
-l'intenzione di renderle servigio, e nemmeno offrirmi a lei in qualità
-d'infermiera, posto che non vuol riconoscere d'esser malata. Ho
-ponderato la questione, e veduto che anche usando tutta la finezza
-e tutta la delicatezza immaginabili, non c'era verso di risolverla.
-Inoltre, dopo tanto tempo che sto con voi, essa deve credere ch'io non
-sia più adatta alla semplice vita d'una volta. Ma quando il signor
-W. mi disse che gli occorreva un'assistente, facendomi comprendere
-che non gli sarebbe dispiaciuto di dare a me quel posto, mi balenò un
-modo d'effettuare il mio disegno. Ero certa che se la signora Sullivan
-avesse saputo che io entravo come insegnante in quella scuola e dovevo
-cercarmi una dozzina per l'inverno perchè voi l'avreste passato nel
-Mezzogiorno, invece di ritornare in città, non solo non si sarebbe
-ricusata d'accogliermi in casa sua, ma non avrebbe permesso che andassi
-altrove.
-
-— E così è stato?
-
-— Precisamente. Ed io mi sono ancor più persuasa del bisogno ch'ella
-sente d'un appoggio, tanto l'ha consolata il pensiero d'avermi seco.
-
-— Tu sarai un tesoro per lei, Gertrude: lo so bene!
-
-— Oh, no! Purtroppo non spero d'essere di grande utilità. Ma per
-poco ch'io possa, sarà sempre più di quanto potrebbe in questo
-caso qualsiasi altra. La signora Sullivan, essendo vissuta sempre
-ritiratissima, non ha nessuna amica intima, e davvero non vedo, me
-eccettuata, chi ammetterebbe volentieri sotto il suo tetto. Con me
-c'è avvezza, e mi vuol bene. Io non le do impaccio, anzi mi concede
-perfino d'aiutarla nelle sue faccende, benchè spesso dica ch'io sono
-diventata una signorina, non usa alle fatiche materiali. Sa poi che
-ho un certo influsso sul signor Cooper: vi parrà forse strano, e io
-stessa non so spiegarmelo, ma _l'ho_, positivamente. Io credo che sia
-in parte perchè egli non mi fa punto paura e m'oppongo con fermezza a'
-suoi insensati capricci, in parte perchè gli sono meno familiare di sua
-figlia. Ma c'è anche un'altra cosa che mi conferisce un gran potere su
-quel povero vecchio. Egli, com'è naturale, m'associa nella sua memoria
-con Guglielmo: ci ha veduti per tanti anni sempre insieme, abbiamo
-lasciato la casa quasi ad un tempo, e non ignora che la corrispondenza
-con lui è tenuta principalmente da me. Sembra che da quando la sua
-mente si è indebolita, egli non pensi che al suo nipote, sicchè in
-qualunque momento, e per quanto eccitato e caparbio si mostri, io
-riesco a calmarlo proferendogli le ultime notizie dell'assente; e
-non importa se gli ripeto cento volte il contenuto d'una medesima
-lettera: per lui è sempre nuovo. Non avete idea, cara Emilia, di come
-io giunga a dominarlo, grazie a questo piccolo fatto. Ho notato oggi
-che la mia facoltà di dirigere i suoi pensieri sollevava la signora
-Sullivan d'un gran peso; ed ella pareva tanto felice, quando mi sono
-accomiatata stasera, parlava con sì lieta speranza del conforto che
-sarebbe per lei l'avermi presso di sè quest'inverno, ch'io mi sono
-sentita compensata del mio sacrificio. Ma poi, non appena vi ho veduta,
-al mio ritorno, e ho pensato che voi andate via, lontano, e che passerà
-chi sa quanto tempo prima ch'io sia di nuovo la vostra compagna, ho
-provato.... —
-
-Gertrude non potè proseguire. Chinò la testa sulla spalla d'Emilia, e
-pianse.
-
-La signorina Graham la consolò con immensa tenerezza.
-
-— Siamo state felici insieme, — ella disse — e tu mi mancherai,
-dolorosamente. La metà almeno di ciò che ho goduto della vita in questi
-ultimi anni la devo a te; ma non t'ho mai tanto amata come in questo
-momento che ti accingi a lasciarmi, perchè nel tuo sacrificio di te
-stessa vedo la più nobile, la più preziosa virtù di cui possa fregiarsi
-una donna. So che i Sullivan ti sono molto cari, e ben a ragione, e
-comprendo il tuo desiderio di riconoscere le tue antiche obbligazioni
-con loro; tuttavia il preferirli a noi, ora, rinunziando senza un
-lamento al bel viaggio dal quale ti ripromettevi tanto piacere, mi
-prova che la mia Gertrude è la buona e brava fanciulla ch'io speravo
-di vederla divenire e pregavo Dio di farla. Tu sei nella via del
-dovere, figliuola mia, e sarai ricompensata dall'approvazione della tua
-coscienza se non altrimenti. —
-
-Mentre Emilia terminava di dire queste parole, svoltavano in un
-viale del giardino dove incontrarono una servetta che le cercava
-per avvertirle che la signora Bruce e suo figlio erano nel salotto e
-chiedevano di tutt'e due.
-
-— Le hai comprato i suoi bottoni, in città? — domandò la signorina
-Graham a Gertrude.
-
-— Sì, — rispose questa — e li ho trovati adattatissimi al vestito;
-probabilmente le preme di sapere se ho eseguito bene la commissione; ma
-come mi presento, così?
-
-— Io mi fo accompagnare da Caterina; tu entra in casa dalla porta
-laterale e vai alla tua camera senza che ti vedano. Ti scuserò intanto
-con la signora Bruce; poi, quando ti sarai rinfrescata gli occhi e ti
-sentirai più calma, scendi in salotto. —
-
-
-
-
-XXI.
-
- Ma non forse sarà miglior consiglio
- Ritirarci? S'appressa una tempesta.
-
- MILTON.
-
-
-Quando, mezz'ora dopo, Gertrude entrò nel salotto, il suo viso non
-mostrava più traccia della commozione d'animo che l'aveva tanto
-turbata. La signora Bruce le mandò dal canapè un amichevole cenno di
-saluto: il signor Bruce si rizzò e le offerse la sua seggiola, mentre
-il signor Graham le indicava un posto accanto a lui, nel vano della
-finestra, dicendo con tono benevolo:
-
-— Vieni qui, Gertrude. —
-
-Ella non accettò nè l'una nè l'altra profferta. Andò a sedersi invece
-sull'ottomana, ch'era presso a una porta vetrata aperta a due battenti,
-di dove una scalinata metteva nel giardino. Subito il giovanotto la
-raggiunse, e adagiatosi in un atteggiamento d'indolenza sui primi
-scalini, prese a discorrere con lei.
-
-Il figlio della signora Bruce non era altri che il signorino dallo
-zucchetto di velluto, che anni addietro soleva schiacciare dormitine
-nell'erba, sotto il pero. Egli aveva fatto di recente un viaggio in
-Europa, e superbo della rinomanza che gli davano i suoi baffi, il suo
-sarto francese, e il possesso d'un bel patrimonio, si compiaceva più
-che mai in sè medesimo.
-
-— Avete dunque passato tutta la giornata a Boston, signorina Flint?
-
-— Sì, quasi tutta.
-
-— Ci avrete trovato un caldo terribile, eh?
-
-— Piuttosto!
-
-— Dovevo andare in città anch'io per certi affari che premevano
-moltissimo alla mamma. Facendo uno sforzo sono arrivato fino alla
-stazione; ma non ho potuto proseguire.
-
-— Il caldo v'aveva disfatto?
-
-— Sì.
-
-— Poverino! — esclamò Gertrude con un accento tra compassionevole e
-ironico.
-
-Egli alzò gli occhi verso di lei, cercando d'indovinare
-dall'espressione del suo viso s'ella lo dicesse sul serio o volesse
-canzonarlo, ma essendo il salotto scarsamente illuminato, a fine
-di godervi un po' di fresco, non potè pronunziare un giudizio nella
-propria mente, e però riprese, per chiarirsi:
-
-— Io aborro il caldo eccessivo, signorina Gertrude. O perchè mi ci
-sarei esposto senza necessità?
-
-— Perdonate, m'era parso che parlaste d'affari importanti....
-
-— Affari della mamma. Nulla che importasse a me. E per lei quella
-temperatura era una scusa. Se avessi saputo che voi eravate nel treno,
-come ho scoperto poi, avrei perseverato nel mio proposito, attratto dal
-piacere di percorrere la via Washington al vostro fianco.
-
-— Io non ho preso per via Washington.
-
-— Ma l'avreste fatto con una scorta conveniente.
-
-— Se avessi dovuto far un giro vizioso per accompagnare la mia scorta,
-il vantaggio d'essere scortata sarebbe stato assai dubbio, convenitene!
-— ella disse ridendo.
-
-— Che spirito pratico avete, signorina! Intendete dire che quando
-andate in città è sempre con un programma d'operazioni prestabilito, e
-che niente al mondo può stornarvi da quanto vi siete proposta?
-
-— No, no. Credo anzi che sia facile persuadermi o dissuadermi,
-adducendo ragioni sufficienti. —
-
-Il giovane si morse le labbra.
-
-— Dunque, voi non fate cosa alcuna senza la sua brava ragione. Allora,
-ditemi, di grazia, qual'è quella per cui portate quel cappellone a
-larghe tese lavorando in giardino?
-
-— È un'antica consuetudine mantenutasi per la sua comodità ad onta
-delle invenzioni moderne che certo offrirebbero un migliore riparo
-dal sole. Devo riconoscermi colpevole di un po' d'ostinazione nel mio
-debole per quel vecchio cappello.
-
-— Perchè non confessare piuttosto la verità, ossia che lo portate per
-avere quell'aria seducente e pittoresca a segno che la vostra immagine
-turba i sonni dei vicini? Per esempio i miei sogni del mattino sono,
-come voi non l'ignorate, ossessionati da quel cappello non scompagnato
-dalla faccia della sua proprietaria; tant'è vero ch'io mi sento
-attirato, quasi da una forza magnetica, verso il vostro giardino,
-tutti i giorni, di buon'ora.... Ah, signorina Gertrude, voi avrete
-da regolare un gran conto con Morfeo, che defraudate così de' suoi
-diritti; e la coscienza vi rimorderà per i danni cagionati alla mia
-salute dall'espormi alla rugiada mattutina....
-
-— È una dura ingiustizia il condannarmi per misfatti assolutamente
-involontari; ma poichè le vostre visite in giardino sono per me una
-minaccia di rimorsi futuri, mi vedo in obbligo di proibirle.
-
-— Oh, non sarete così barbara! Specie dopo che mi son dato tanta pena
-per impartirvi tutte le mie poche nozioni d'orticoltura....
-
-— Devono esser poche davvero, oppure ho io poca memoria, — fece
-Gertrude ridendo.
-
-— Ingrata! Avete dimenticato quanto m'affannai anche ieri a farvi
-conoscere le differenti varietà di rose? Non ricordate più quello che
-ve ne dissi, diffusamente, cominciando dalle rose di Damasco? E come,
-nel finire, non trovavo parole adeguate in lode delle rose umane,
-soprattutto di quella tanto soave, tanto leggiadra che mi stava dinanzi
-mentre parlavo?
-
-— Ricordo che diceste un visibilio di sciocchezze; ma v'ingannate se
-credete ch'io le ascoltassi.
-
-— Oh, signorina Gertrude! È fiato sprecato dir cose gentili a voi;
-tenete sempre i miei complimenti in conto di buffonate.
-
-— V'ho dichiarato parecchie volte ch'era inutile prodigarmi tante
-parole lusinghiere. Sono sprecate, sicuro, e ho piacere che finalmente
-lo abbiate capito.
-
-— Bene, sarò serio. O dove eravate stamani?
-
-— A che ora?
-
-— Alle sette e mezzo.
-
-— In treno, sulla via di Boston.
-
-— Possibile? Così presto? Io credevo che foste partita alle dieci.
-Sicchè, mentre io spiavo dal muro del giardino l'occasione di darvi
-il buon giorno, voi eravate lontana cinque o sei miglia. Rimpiango
-quell'ora di buon sonno, perduta!
-
-— Davvero, è gran peccato!
-
-— E altra mezz'ora, stasera. Perchè vi siete fatta aspettar tanto?
-
-— Io? Quando?
-
-— Quando sono venuto qui.
-
-— Oh, non pensavo affatto che la vostra visita fosse per me.
-
-— Non è che per voi sola.
-
-— Ben, — disse al giovane il signor Graham avvicinandosi e
-intromettendosi un po' bruscamente nella loro conversazione — siete
-amante del giardinaggio? V'ho sentito parlare di rose....
-
-— Già.... La signorina Flint ed io abbiamo avuto una vera discussione
-sui fiori, sulle rose in particolare.... —
-
-Gertrude tentò di trar partito da quell'intervento per svignarsela
-e andare presso le signore che sedevano sul canapè; ma Ben Bruce, il
-quale s'era rizzato vedendo l'altro venire a lui, s'accòrse della sua
-intenzione e le sbarrò il cammino in modo che ella non poteva passar
-oltre senza respingerlo con aperta sgarbatezza.
-
-Il signor Graham ripigliò:
-
-— Ho in idea di mettere una piccola fontana nel giardinetto della
-signorina Flint. Volete venire con me? Mi darete un consiglio....
-
-— Ma signore, non è troppo buio?...
-
-— Che, che! Per quello che abbiamo da fare ci si vede abbastanza. Di
-qua, prego.... —
-
-E benchè ad onta delle sue maniere parigine torcesse il muso e scotesse
-la testa con aria minacciosa, il giovanotto fu costretto a seguire il
-padrone di casa.
-
-La ragazza potè allora riferire alla signora Bruce i risultati delle
-commissioni ch'ella le aveva affidate, e darle i bottoni che le
-piacquero moltissimo.
-
-Quando i due signori rientrarono, la conversazione divenne generale.
-
-— Signor Graham, — cominciò la signora Bruce — domandavo ad Emilia che
-giro farete nel Mezzogiorno: a quanto vedo dall'itinerario, vi siete
-proposto un viaggio delizioso.
-
-— Così credo. Lo avevamo divisato da un pezzo. Per Emilia sarà ottima
-cosa: e mi figuro il piacere di Gertrude che non ha mai viaggiato
-finora!
-
-— Ah, andate anche voi, signorina Flint?
-
-— Sicuro, sicuro, — disse il signor Graham prima che l'interrogata
-rispondesse da sè — Gertrude ci è necessaria: non possiamo far senza di
-lei.
-
-— Quanto vi divertirete! — riprese la signora fissando sempre la
-giovanetta.
-
-— Io speravo d'accompagnare il signor Graham e la signorina Emilia, —
-rispose Gertrude — e pensavo a questo viaggio con ardente desiderio;
-ma dovrò invece rimanere l'inverno a Boston, come oggi appunto ho
-risoluto.
-
-— Che diamine dici? — domandò il signor Graham. — Spiegati! Cotesta è
-nuova per me!
-
-— E per me pure, signore; altrimenti vi avrei informato prima.
-M'immaginavo ch'era vostra intenzione ch'io venissi con voi, e
-nulla, credetelo, mi sarebbe stato più gradito. Purtroppo sono sorte
-circostanze che me lo impediscono; se non ve l'avevo ancora detto, gli
-è perchè io stessa le ignoravo.
-
-— Ma noi non possiamo mica privarci della tua compagnia, Gertrude: non
-voglio sentirli cotesti discorsi. Tu devi venire, a dispetto d'ogni
-circostanza.
-
-— Temo assai che non potrò, assolutamente, — replicò ella, sorridendo
-con grazia, ma senza perdere la sua fermezza. — È gran bontà da parte
-vostra il desiderarlo.
-
-— Desiderarlo?... Ti dico che insisto su questo punto. Tu sei sotto
-la mia tutela, bambina, e io ho diritto di stabilire ciò che devi
-fare. —
-
-Il signor Graham cominciava ad irritarsi. Gertrude ed Emilia erano
-turbate ma tacevano.
-
-— Dimmi le tue ragioni, almeno, se ne hai, — egli ripigliò con
-veemenza. — E intendo di sapere chi t'ha messo in capo cotesta idea
-stravagante.
-
-— Vi spiegherò tutto domani, signore.
-
-— Domani? No, cara, subito. —
-
-La signora Bruce, vedendo addensarsi una burrasca domestica, si rizzò
-per battere prudentemente in ritirata.
-
-Il signor Graham contenne l'ira finchè ella e suo figlio non si furono
-accomiatati, ma chiuso appena l'uscio dietro a loro, proruppe:
-
-— Ora mi dirai che significa cotesta novità! Io prendo tutte le mie
-disposizioni, regolo i miei affari in modo da rimaner libero di passare
-l'inverno in viaggio, e ciò non tanto per mia propria sodisfazione
-quanto per procurare un piacere a voi due; ed ecco che quando è fissato
-ogni cosa, e siamo quasi in procinto di partire, Gertrude annunzia che
-ha risoluto di non accompagnarci. Sono davvero curioso di conoscere le
-sue ragioni. —
-
-Emilia s'assunse d'esporre i motivi della condotta di Gertrude e
-concluse approvandola pienamente. Suo padre, che l'aveva ascoltata con
-impazienza e interrotta con molti _poh!_ ed _uh!_, finito ch'ella ebbe
-scattò di nuovo, più indignato che mai:
-
-— Dunque, essa preferisce i Sullivan a noi, e tu incoraggi questi suoi
-sentimenti! Vorrei un po' sapere che cosa hanno fatto loro per lei, a
-paragone di quello che ho fatto io!
-
-— Le hanno dato le maggiori prove d'affetto, per anni, e adesso che
-sono colpiti da una grave disgrazia non ha cuore d'abbandonarli. Io per
-me confesso che stimo giusta la sua risoluzione.
-
-— E io invece no. Giusta? Vuole farsi schiava nella scuola del W. e
-peggio che schiava nella famiglia Sullivan, piuttosto che stare con noi
-che l'abbiamo tenuta sempre come una signorina, e, meglio ancora, come
-una figliuola!
-
-— Oh, signor Graham! — l'interruppe Gertrude vivamente. — Non si tratta
-di preferenza o di scelta, ma di dovere!
-
-— E che te lo crea cotesto dovere? Forse l'essere stata qualche anno
-loro casigliana? O l'averti mandato quel ragazzo ch'è laggiù a Calcutta
-una sciarpa di pelo di cammello, una gabbia di miseri uccellini, e un
-monte di lettere, ti pone in obbligo di tradire i tuoi propri interessi
-per prenderti cura dei suoi parenti malati o pazzi? Non posso davvero
-ammettere che i loro diritti su te siano da compararsi ai miei. Non
-t'ho io dato un'ottima educazione? Ho forse risparmiato spese, sia per
-farti istruire sia per renderti felice?
-
-— Signore, — rispose Gertrude umilmente eppure con serena dignità —
-io non ho mai pensato a numerare i benefizi ricevuti e proporzionarvi
-la mia condotta. Certo in tal caso devo riconoscere che le mie
-obbligazioni verso di voi sono immense, e che avete i diritti più ampi
-a' miei servigi.
-
-— Servigi! Io non ho bisogno dei tuoi _servigi_, bambina. La signora
-Ellis può fare altrettanto bene le cose necessarie ad Emilia ed a me;
-ma mi è cara la tua _compagnia_, e tu ti mostri molto ingrata parlando
-di lasciarci come fai.
-
-— Babbo, — disse Emilia — io ho creduto sempre che il vostro fine
-nel dare una buona educazione a Gertrude fosse quello di renderla
-indipendente da tutti e non già dipendente da noi.
-
-— Ed io ti dico, figliuola mia, che questa è una questione di
-sentimento. Tu la consideri diversamente da me; basta; posto che mi
-date contro tutt'e due, non voglio più discutere. —
-
-Così dicendo egli prese un lume, andò nel suo studio, chiudendosi
-dietro l'uscio con forza o per dir meglio sbattendolo, e non si fece
-più vedere tutta la sera.
-
-Povera Gertrude! Il signor Graham, che era stato sempre così buono,
-indulgente, generoso, che non le aveva quasi mai parlato con severità,
-si sentiva profondamente offeso da lei. La chiamava ingrata, credeva
-ch'ella avesse deluso la sua benevolenza, che posponesse lui e sua
-figlia ad altri amici secondo il suo parere assai meno meritevoli.
-Addolorata, ferita nell'intimo del cuore, ella non tardò a dar la buona
-notte ad Emilia, afflitta del pari, e corse a rifugiarsi nella sua
-camera ove diede a' suoi sentimenti uno sfogo che la lasciò spossata. E
-non chiuse occhio.
-
-
-
-
-XXII.
-
- La virtù è ardita e la bontà
- non conosce paura.
-
- SHAKESPEARE.
-
-
-Lasciata in età di tre anni alla mercè della compassione e della carità
-d'un mondo ove ella non apparteneva a nessuno, e nessuno l'amava,
-Gertrude finchè era vissuta con Annetta Grant aveva trovato ben poca
-di quella compassione e ancor meno di quella carità. Ma sebbene il suo
-spirito turbolento si ribellasse contro i mali trattamenti usatile,
-ella era allora troppo piccina per poter ragionare su tale soggetto
-e venire a conclusioni filosofiche sulla durezza e la crudeltà degli
-uomini. E fosse anche stato altrimenti, queste impressioni sarebbero
-svanite in quell'atmosfera di bontà e d'amore che l'aveva circondata
-nel periodo seguente della sua vita, quando, tenuta cara e protetta
-nella casa dell'ottimo suo padre adottivo, ella aveva goduto assai più
-di tenerezza paterna che non soglia toccare in sorte agli orfani.
-
-E avendo, grazie a un simile caso provvidenziale, incontrato nella
-dolce Emilia una seconda prova del fatto che i vincoli del sangue
-non sono sempre necessari ad unire strettamente due cuori in un vivo
-reciproco affetto, ella, per questa sua singolar fortuna, non aveva
-fino allora conosciuto alcuno dei mali derivanti da una condizione
-dipendente dalla generosità altrui. Il contegno ostile della signora
-Ellis era stato a volte per lei una fonte d'irritanti molestie; ma
-la governante dipendendo anch'essa dalla buona opinione di coloro che
-serviva, doveva frenarsi, e d'altronde la pazienza e la remissività di
-Gertrude avevano finito col vincere la sua inimicizia.
-
-Il signor Graham le si era mostrato sempre benevolo. Da principio,
-naturalmente, egli aveva badato poco all'orfanella accolta in casa sua
-per compiacere la figliuola cieca: purchè fosse tranquilla e manierosa,
-e non disturbasse nessuno, il resto non gl'importava. Vedeva che Emilia
-le voleva un gran bene, che trovava un conforto nella sua compagnia,
-e quantunque gli paresse un gusto bizzarro, era lieto di contentarla.
-Ma in capo a qualche tempo cominciò a notare nella favorita di sua
-figlia una vivacità di mente, una correttezza di modi che gliela fecero
-entrare in grazia; e quand'ebbe scoperto le attitudini di Gertrude
-al giardinaggio e veduto con qual amore e quale perseveranza ella
-coltivasse i fiori, tutte le sue simpatie le furono cattivate. Non solo
-le assegnò un pezzo di terra per suo uso, ma maravigliato dei felici
-risultati da lei conseguiti nella prima stagione, ampliò il giardinetto
-donatole e lo abbellì con vari ornamenti ponendovi mano egli stesso.
-Emilia non esprimeva un desiderio rispetto all'educazione della
-fanciulla, che suo padre non fosse pronto ad esaudire; e Gertrude,
-grata di tutto cuore a tanta bontà, si studiava di manifestargli
-il suo profondo sentimento delle obbligazioni ch'ella aveva con
-lui, trattandolo col maggiore rispetto e usandogli i più affettuosi
-riguardi.
-
-Sfortunatamente per la stabilità delle loro amichevoli relazioni, il
-signor Graham non possedeva nè lo spirito indulgente e disinteressato
-dello zio True, nè la pazienza angelica e l'abnegazione d'Emilia.
-Era un uomo liberale e stimabilissimo, godeva fama d'essere d'animo
-retto ed alto, e in molte occasioni la sua condotta aveva giustificato
-quest'opinione del mondo sul conto suo. Ma, ahimè, era _egoista_ e
-spesso considerava le cose solo in quanto lo concernevano. Egli aveva
-mantenuto e fatto educare Gertrude; ella gli piaceva, la preferiva
-ad ogni altra persona come compagna di viaggio per Emilia e per sè;
-nessuno vantava su lei diritti pari ai suoi; e però non _poteva_ nè
-_voleva_ ammettere doveri che la sottraessero alla sua autorità.
-
-Eppure, mentre faceva la parte del tiranno, egli s'illudeva stimandosi
-il migliore amico che la fanciulla avesse sulla terra. Incapace di
-comprendere la generosa sodisfazione d'adoperarsi per l'altrui bene,
-presente o futuro, senza connettervi alcun vantaggio proprio, aveva
-sfogato la collera suscitatagli dai suoi meschini sentimenti egoistici,
-mortificando per la prima volta Gertrude con parole dure e severe.
-
-Nel corso delle lunghe ore d'una notte insonne ella ebbe tempo
-d'esaminare le circostanze in cui si trovava, e meditare sui casi suoi.
-Lì per lì non aveva sentito che una commozione simile al dolore e allo
-sgomento d'un bambino aspramente sgridato; ma questa era a poco a poco
-svanita dinanzi a più amari pensieri che sorgevano nella sua mente.
-
-— Quale diritto ha il signor Graham di trattarmi in tal guisa, — diceva
-a sè stessa — di significarmi ch'io _devo_ accompagnarli nel loro
-viaggio di piacere, e di parlare degli altri miei amici come se, non
-contando nulla per lui, _non dovessero_ contar nulla per me? Esige egli
-dunque che la mia libertà sia il prezzo dell'educazione datami, e ho io
-perduto la facoltà di dire sì e no? Emilia non pensa così; Emilia che
-m'ama e ha bisogno della mia compagnia mille volte più di lui, giudica
-che la mia risoluzione è giusta, e dianzi m'esortava a porre in atto
-i miei disegni, m'assicurava che questo è il mio dovere. E la solenne
-promessa fatta a Guglielmo? Mi può essere forse imposto di mancarvi?
-No, sarebbe tirannia il pretendere ch'io rimanga con loro, e sono lieta
-d'aver deliberato di sciogliermi da questo servaggio. E poi ho studiato
-per diventare maestra; e il signor W. dice che bisogna dedicarsi
-all'insegnamento subito, finchè s'è ancor freschi di studi. Se cedessi
-ora e continuassi a vivere qui in mezzo al lusso, probabilmente finirei
-col non trovar più la via di riacquistare la mia indipendenza. È una
-crudeltà da parte del signor Graham il voler privarmi del mio libero
-arbitrio! —
-
-Così parlava l'orgoglio: e il cuore di Gertrude, che v'inclinava per
-natura ed era tenuto in freno soltanto dalla forza d'una rigida e
-coscienziosa volontà, ascoltò per qualche momento le sue suggestioni.
-Ma si dominò tosto. Ella s'era accostumata a considerare la condotta
-altrui con quello spirito di carità cristiana, che desiderava in chi
-giudicasse la sua; e più miti sentimenti succedettero all'ira che
-l'aveva eccitata.
-
-— Forse, — ella pensò riandando i discorsi di quella sera — il signor
-Graham è mosso, in fin dei fini, da pura benevolenza; può darsi
-che pensi come Emilia ch'io mi sobbarco a fatiche troppo gravi. È
-impossibile ch'egli sappia quanto forti siano le ragioni che m'inducono
-a questo passo, da quali vincoli di gratitudine io sia legata ai
-Sullivan, e qual bisogno abbiano di me adesso. E dal canto mio non
-credevo che facesse proprio assegnamento sulla mia compagnia per il
-giro nel Mezzogiorno. Emilia, è vero, parlava come se fosse sottinteso
-ch'io andrei con loro, ma lui non me ne toccò mai per nulla, non
-mi fece alcun invito; sicchè non potevo presumere di cagionargli un
-gran rammarico nè un gran disturbo. Certo, se aveva divisato questo
-viaggio col fine di procurare un piacere a tutt'e due come ha detto,
-si comprende che debba essere alquanto stizzito. D'altronde, avendomi
-tenuta così a lungo sotto la sua tutela, gli pare d'avere un diritto
-a dettarmi la mia condotta. Ed è stato sempre tanto pieno di bontà
-e d'indulgenza per me, per un'estranea verso cui non ha nessunissimo
-obbligo! Oh, mi tortura l'idea ch'egli abbia a giudicarmi ingrata!
-
-«Rinunzierò dunque al mio posto d'insegnante, viaggerò con loro, e
-lascerò la cara signora Sullivan soffrire, senz'assisterla, morire
-forse durante la mia assenza? No, questo è impossibile! Mai non tradirò
-in tal modo il mio proprio cuore, il mio senso della rettitudine e
-della lealtà. Per quanto mi dolga l'offendere il signor Graham, non
-devo permettere che il timore della sua collera mi distolga dal mio
-dovere! —
-
-Deliberato così di sfidare la tempesta a cui sapeva di non poter
-sottrarsi, e raccomandata la sua causa a Colui che giudica secondo
-la giustizia, Gertrude tentò d'acquetare la sua angoscia nel sonno;
-ma invano. Non appena il sopore che le invadeva la mente cominciava a
-sollevarla del peso ond'era oppressa, sogni di non meno dolorosa natura
-ridestarono in lei la coscienza della realtà. Ora vedeva il signor
-Graham offeso e sdegnato come la sera innanzi, e l'udiva minacciarla
-delle più severe manifestazioni del suo malcontento s'ella avesse osato
-contrariare i suoi disegni: ora le appariva Guglielmo, il Guglielmo
-giovanetto che era partito cinque anni addietro, e con aria afflitta
-le additava la camera dove sua madre giaceva in deliquio, pallida d'un
-pallore di morte, come ella l'aveva trovata, visitandola ultimamente.
-
-Esausta da questa successione di visioni affannose, Gertrude, quando
-fu interrotto quel sonno senza riposo, non cercò di riaddormentarsi.
-Levatasi, andò a sedere presso la finestra, e stette a contemplare
-la luna che scendeva sull'orizzonte mentre si diffondevano nel cielo
-i primi albori. Là, nella tranquilla comunione con sè stessa, ella
-raccolse la forza e il coraggio di cui, lo sentiva, avrebbe avuto gran
-bisogno per attraversare con calma e fermezza il giorno che sorgeva:
-triste giorno che doveva vedere la sua separazione da Emilia, e il suo
-addio al signor Graham, il quale minacciava d'essere d'un carattere
-ancor più penoso.
-
-Parrà strano che occorresse a Gertrude una straordinaria energia
-morale per sostenersi in quell'emergente. Ma fatto sta che non sono
-comuni in una fanciulla diciottenne tanto ardire e tanta risolutezza
-da affrontare la collera d'un uomo anziano, dalla cui liberalità è
-dipesa lungo tempo, vivendo nella sua casa, dove il suo volere è legge,
-e spezzare di schianto i legami delle antiche abitudini col proposito
-d'aprirsi da sè una via nel mondo in opposizione ai desiderî e alle
-intenzioni di quell'uomo: nè la grata e pacifica Gertrude sarebbe stata
-capace d'un tal passo, se non l'avesse spinta un urgente motivo. Il
-signor Graham governava la famiglia con un'autorità dispotica, che
-l'aveva assuefatta a rispettare ogni suo capriccio, e sebbene egli
-fosse sempre indulgente, e in generale buono e cortese, nessuno osava
-provocare ad ira un temperamento che, eccitato, diveniva violentissimo.
-
-Non può quindi far maraviglia che la giovanetta si sentisse mancare il
-cuore nell'atto in cui, mezz'ora innanzi la colazione, stava davanti
-all'uscio della sala da pranzo, con la mano sulla gruccia. Indugiò un
-momento, chiamò di nuovo a raccolta tutte le sue forze per cimentarsi
-contro il formidabile avversario, poi, risolutamente, aperse ed entrò.
-
-Com'ella s'aspettava, il signor Graham era già lì seduto nella sua
-poltrona, e sulla tavola presso a lui giaceva il giornale ch'ella
-soleva leggergli tutte le mattine. Per questo appunto era venuta.
-
-S'avanzò verso il vecchio signore salutandolo col consueto «buon
-giorno».
-
-Quegli rispose al saluto ostentando un certo sussiego. Gertrude sedette
-e si sporse per prendere il foglio, ma egli vi posò sopra la mano.
-
-— Volevo leggervi le notizie, signore.
-
-— Ed io non voglio che tu legga nè faccia nessuna cosa per me, finchè
-non so se tu sia disposta a trattarmi col dovuto rispetto.
-
-— Oh, io non ho mai inteso di trattarvi altrimenti!
-
-— Quando i ragazzi si mettono a contrasto con le persone maggiori di
-età e di senno, mancano loro di rispetto nel modo più grave; ma io sono
-pronto a perdonare il passato se tu m'assicuri, come spero farai dopo
-aver avuto agio di riflettere da iersera in qua, che hai riacquistato
-il retto senso del tuo dovere.
-
-— Non posso dire, signore, che le mie idee circa il mio dovere siano
-mutate.
-
-— Intendi forse di significarmi che persisti nella tua follia? —
-esclamò il signor Graham rizzandosi e parlandole con un tono che le
-fece tremare il cuore a dispetto de' suoi coraggiosi propositi.
-
-— Stimate follia fare ciò ch'è giusto?
-
-— Giusto? C'è una gran differenza tra la tua opinione e la mia su ciò
-ch'è giusto in questo caso.
-
-— Eppure, signor Graham, credo che se voi conosceste tutte le
-circostanze, non biasimereste la mia condotta. Ho esposto ad Emilia le
-ragioni che la determinano, ed essa....
-
-— Non mi citare Emilia! — l'interruppe egli camminando a gran passi
-per la stanza. — Sono persuaso che quella buona figliuola darebbe
-senz'esitare la sua testa a chiunque gliela chiedesse: ma io so un
-po' meglio di lei ciò ch'è dovuto a me; e, ve lo dico chiaro e tondo,
-signorina Gertrude Flint: se voi lasciate la mia casa come vi proponete
-di fare, la lasciate con la mia riprovazione, _la quale_ potrebbe
-avere per voi, uno di questi giorni, conseguenze non lievi; tanto più,
-— soggiunse borbottando tra i denti — che v'incorrete senza nessuna
-necessità.
-
-— Mi duole nell'anima di dispiacervi, signore, ma io....
-
-— No, che non te ne duole, altrimenti non t'opporresti a' miei desiderî
-con tanta audacia, — ribattè il signor Graham avvedendosi che il
-viso di Gertrude, per quanto triste sempre e turbato, aveva preso
-un'espressione di maggior fermezza dopo le severe e pungenti parole con
-cui egli credeva di sgomentarla. — Ma ho detto abbastanza, in materia
-d'una cosa che non merita davvero tanto scalpore. Va' o resta, come
-ti pare. T'avverto però che se te ne vai non puoi contare più affatto
-sulla mia protezione e sul mio aiuto. Dovrai provvedere a te stessa o
-ricorrere ad estranei. Tu, m'immagino, ti confidi che il tuo amico di
-Calcutta s'incarichi di mantenerti, o anzi ritorni in patria e pigli
-cura speciale di te; ma, bambina, se questa è la tua speranza vuol
-dire che conosci ben poco il mondo; scommetto che oramai quello lì
-ha sposato un'Indiana.... E comunque sia, sta' pur certa che te t'ha
-bell'e scordata.
-
-— Signor Graham, — rispose con alterezza la fanciulla — il signor
-Sullivan probabilmente non rimpatrierà che tra parecchi anni, e
-v'assicuro ch'io non fo assegnamento su lui nè su alcun'altra persona
-per mantenermi; intendo di guadagnarmi la vita col mio lavoro.
-
-— Eroica risoluzione! — fece egli, sprezzante. — E annunziata con una
-dignità che spero sarai in grado di sostenere. Devo dunque considerarla
-come irrevocabile?
-
-— Sì! — disse Gertrude che nei sarcasmi del signor Graham aveva attinto
-la forza di proferire la temuta parola definitiva.
-
-— E ci lasci?
-
-— È necessario. Credo che questo sia il mio dovere, e però sacrifico
-volenterosamente, non solo il mio benessere, ma ciò che per me, non ne
-dubitate, è ben più prezioso: la vostra amicizia. —
-
-Il signor Graham non mostrò d'aver udito: anzi, dimentico della
-gentilezza in lui abituale, mentre la giovanetta parlava ancora,
-coperse la sua voce con una violenta scampanellata.
-
-Caterina vi rispose portando la colazione. Emilia e la signora Ellis
-entrarono dietro a lei e sedettero a tavola. Il pasto mattutino
-cominciò in mezzo a un silenzio insolito dei commensali che parevano
-tutti più o meno impacciati. Infatti Emilia aveva inteso da lontano
-la voce di suo padre vibrare con tono irato, ed era piena d'ansietà; e
-la governante vedeva chiaramente nelle facce dei tre altri che qualche
-cosa di spiacevole era accaduto.
-
-Il signor Graham tuttavia fece onore alla copiosa colazione col
-consueto appetito; poi, terminato che ebbe, si rivolse alla signora
-Ellis e l'invitò formalmente ad accompagnare sua figlia e lui nel
-loro prossimo viaggio, di cui parlò accennando alla probabilità d'un
-soggiorno di alcune settimane all'Avana.
-
-La signora Ellis, che non sapeva nulla del divisato giro nel Mezzodì,
-accettò con grande piacere, e tutta alacre e lieta si mise a fare
-un visibilio di domande sull'itinerario e sulla durata della loro
-assenza, mentre la cieca nascondeva il viso turbato dietro la sua
-tazza, e Gertrude, la quale aveva letto ultimamente le _Lettere
-di Cuba_ e parlato al signor Graham dell'incantevole idea che le
-davano di quell'isola, ponderava in cuor suo se fosse mai possibile
-ch'egli volesse vendicarsi scendendo a una così bassa piccineria per
-mortificarla.
-
-Tosto che si furono levati da tavola, Emilia si ritirò nella sua camera
-dove la giovanetta non tardò a raggiungerla.
-
-Interrogata da lei ansiosamente, questa, nel riferirle la scena di
-poc'anzi, si guardò dal ripetere le acri e ingiuriose osservazioni
-del vecchio, perchè la buona amica le palesava con l'angoscia tradita
-dal suo aspetto un sentimento profondo quanto il suo proprio del torto
-che le veniva fatto giudicandola e trattandola con tale ingiustizia.
-Le disse però che la sua partenza era già cosa intesa, e che, essendo
-il signor Graham poco benevolmente disposto verso di lei, stimava
-opportuno andarsene senz'indugio, tanto più che la sua presenza in
-casa della signora Sullivan non sarebbe forse mai stata utile come in
-quel momento. Emilia comprese la ragionevolezza del suo proposito, lo
-approvò, e s'offerse d'accompagnarla in città nel pomeriggio; ella si
-rassegnava piuttosto a questo brusco distacco che a vedere Gertrude
-umiliata dal contegno di suo padre, perchè il pensiero d'un dispregio
-usato alla sua protetta le era intollerabile.
-
-Il rimanente della giornata fu dunque impiegato dalla fanciulla nel
-fare le valigie e altri preparativi. La signorina Graham sedeva presso
-all'amata figliuola adottiva, e le dava consigli sulla sua futura
-condotta, deplorando la necessità della loro separazione e scambiando
-con lei promesse reiterate d'imperituro e immutabile affetto.
-
-— Oh, se almeno poteste scrivermi, cara Emilia! Sarebbe un gran
-conforto durante la vostra lunga assenza!
-
-— Ti farò avere quelle notizie che mi sarà possibile mandarti con
-l'aiuto della signora Ellis; ma per quanto rare e scarse debbano
-essere, sii certa ch'io penserò sempre a te, e non dimenticherò mai di
-raccomandare la mia diletta alla protezione e alla cura di Colui che
-può esserle miglior amico e miglior consigliere di me! —
-
-Gertrude andò poi a cercar la governante e la fece restare attonita
-dicendole che veniva ad accomiatarsi da lei. Ma la maraviglia e la
-curiosità della brava signora furono presto soverchiate dal bisogno
-d'esaltare la cortesia e la generosità del signor Graham, e le delizie
-d'un viaggio come quello a cui ella s'apparecchiava. Dopo averle
-augurato molto piacere, la giovanetta la pregò di scriverle qualche
-volta; ma parve che la sua richiesta non fosse udita, perchè la signora
-Ellis invece di rispondere le domandò se credeva che un abito di
-casimiro fosse adatto per viaggiare nel Mezzogiorno; essa allora la
-ripetè con maggior calore, ma l'altra l'eluse di nuovo, manifestando il
-desiderio di sapere quante paia di sottomaniche avrebbe dovuto mettere
-nel suo bagaglio. La postulante di favori epistolari non si diede per
-vinta; sodisfatto a tutte le sue domande, tornò alla carica, riescì
-finalmente a farsi ascoltare, ed ottenne la promessa d'_una_ lettera,
-che, dichiarò la signora Ellis, sarebbe stata la sola da lei scritta
-nel corso di anni ed anni.
-
-Prima di lasciar la casa, Gertrude si presentò al signor Graham nella
-speranza d'un amichevole commiato; ma egli al suo timido «addio» non
-rispose che mormorando appena percettibilmente la semplice e universale
-formula di saluto, d'un significato così profondo quand'esce dal cuore,
-e così gelida quand'è proferita con indifferenza, a fior di labbra; poi
-le voltò le spalle e, prese le molle, si mise ad accomodare il fuoco
-nel caminetto.
-
-Ed ella se n'andò con le lacrime agli occhi e l'animo contristato,
-perchè il signor Graham era stato sempre buono con lei.
-
-Ma trovò una ben diversa accoglienza in cucina dove salì per salutare
-la cuoca e la serva.
-
-— Cara signorina Gertrude, Dio vi benedica! — esclamò la signora
-Prime inciampando su per la scaletta che metteva nella stanza di
-sotto, e asciugandosi le mani nel grembiule. — Come sentiremo la
-vostra mancanza! La casa ci sembrerà vuota quando voi non ci sarete
-più. Affemmia, se non ritornate, noi qui si muore in capo a quindici
-giorni. L'anima e la vita di questo luogo siete voi. Ma avete tanto
-senno, che certo fate quel che va fatto; se ve ne andate bisogna dunque
-rassegnarsi, si avesse anche a consumarci gli occhi dal piangere,
-Caterina ed io!
-
-— Sicuro, sicuro! — disse la serva irlandese. — Siete tanto buona, che
-fin ci venite a cercare in cucina per darci un saluto. Non vi scordate
-di nessuno, voi, signorina Gertrude.... Ah, non potrete mai essere più
-felice di quanto noi vi desideriamo! Vi devono portar fortuna tutte le
-benedizioni che vi accompagnano!
-
-— Grazie, Caterina, grazie! — rispose Gertrude commossa dall'ingenua
-tenerezza di quelle buone e semplici creature. — Dovete venire a
-trovarmi qualche volta, a Boston; e anche voi, signora Prime; vi
-aspetto, sapete. Addio! —
-
-L'«addio» che contraccambiò il suo, _ora_ fu cordiale e sincero, e la
-seguì attraverso l'atrio, e risonò ancora al suo orecchio tra il rumore
-delle ruote mentre la vettura si metteva in moto.
-
-
-
-
-XXIII.
-
- Uno di quei caparbi egli è che quando
- Sposano un'opinione, onore, e fede,
- Ed onestà la chiamano, e piuttosto
- Dalla vita si parton che da quella.
-
- ROWE.
-
-
-Da circa due mesi Gertrude, lasciata la casa del signor Graham e
-separatasi da Emilia, abitava con la signora Sullivan che l'aveva
-cordialmente accolta, e faceva lezione nella scuola del signor W.
-
-Era un mattino di novembre.
-
-Alzata col sole, ella si lavava e pettinava in una camera così fredda,
-che prima d'aver finito si sentì le dita mezzo intorpidite: nondimeno,
-innanzi di cominciare i lavori della giornata, non omise d'implorar
-sovr'essi la benedizione del Cielo. Poi entrò pian piano nella camera
-attigua dove la madre di Guglielmo dormiva ancora, accese una piccola
-stufa di ferro, al quale fine i materiali erano già accuratamente
-preparati, e ciò fatto, scese con passo leggero al pianterreno per
-accendere il fuoco nella cucina, ch'era una comoda stanza in cui
-d'inverno la famiglia prendeva i suoi pasti.
-
-La tavola era apparecchiata e la colazione quasi pronta, quando giunse
-la signora Sullivan. Tutta ravvolta in un ampio scialle, più pallida ed
-esile che mai, ella appariva assai debole e malaticcia.
-
-— Gertrude, — disse alla fanciulla — perchè mi lasci dormire la mattina
-mentre tu sei in piedi e lavori? È stato così ogni giorno questa
-settimana.
-
-— Per un'ottima ragione, zietta: — rispose quella — io dormo la notte
-e mi desto all'alba, voi invece fate proprio l'opposto. D'altronde, mi
-ci diverto a preparar la colazione.... Guardate che bellezza di caffè!
-— Ne versò un poco in una tazza e lo riversò nella caffettiera. — È mai
-chiaro? O non vi struggete di berlo, stamani, con questo freddo?
-
-La signora Sullivan sorrise. Le aveva insegnato lei a farlo, perchè
-ella non ne era pratica avendo lo zio True preferito sempre il tè.
-
-— Ora, — proseguì Gertrude scherzosamente, tirando una poltrona nel
-canto del fuoco — bisogna che vi mettiate qui e che badiate al ramino
-finchè l'acqua non bolla; io intanto scappo a vedere se il signor
-Cooper è levato e vuol permettermi di pettinare il suo codino. —
-
-Uscì, mentre la vedova pensava in cuor suo che una figliuola buona a
-quel modo non poteva esserci al mondo, e di lì ad alcuni minuti ritornò
-col vecchio, ch'era molto pulitamente vestito, lo condusse al suo posto
-a tavola, aspettò che fosse seduto come avrebbe fatto con un bambino,
-poi gli appuntò il tovagliuolo al collo e servì la colazione.
-
-Nel tempo che la signora Sullivan mesceva il caffè, Gertrude, evitando
-delicatamente d'attirare i suoi sguardi, sbucciò una patata arrostita,
-sgusciò un uovo sodo, e pose l'uno e l'altra nel piatto del signor
-Cooper; il che risparmiava a questi la difficoltà per lui sempre
-maggiore di compiere quelle operazioni da sè, e a sua figlia l'angoscia
-che soffriva notando la sua inettitudine e la crescente sua negligenza
-in materia di quella pulizia ch'era per la brava massaia una cosa
-sacra.
-
-La povera donna non aveva appetito. A fatica la fanciulla potè indurla
-a prendere qualche cosa; però certe ostriche fritte che si trovò
-inaspettatamente dinanzi la tentarono, e assaggiatane una finì col
-mangiarne parecchie gustandole come da un pezzo non gustava più alcun
-cibo. Gertrude, osservando la sua faccia patita, il languore che
-denotava l'atteggiamento della sua persona, si confermò nell'opinione
-che soltanto un'infermità grave poteva aver trasformato in tal guisa
-l'energica benchè piccola signora Sullivan, e risolse di non lasciar
-trascorrere un altro giorno senza che un medico la vedesse.
-
-Terminata la colazione bisognava rigovernare, mettere in ordine le
-camere, far la spesa per il desinare e prepararlo in parte: faccende
-che la giovanetta sbrigò quasi tutte ella stessa, prima di vestirsi per
-andare alla scuola dove da due mesi era maestra assistente. Alle nove
-meno un quarto comparve sull'uscio di cucina, e disse con tono gaio al
-vecchio che stava accoccolato davanti alla stufa guardando tetramente
-il fuoco:
-
-— Venite, signor Cooper! Non volete vedere un po' come va la fabbrica
-della nuova chiesa? Il signor Miller v'aspetta: diceva ieri che spera
-nella vostra compagnia durante il lavoro. —
-
-Il vecchio si rizzò, prese dalle mani di Gertrude il suo pastrano e
-l'indossò aiutato da lei, poi la seguì macchinalmente, con un'aria
-d'indifferenza. Andare o restare, per lui era tutt'uno. Camminando
-in silenzio al suo fianco, lungo la strada, ella fu tratta a meditare
-sulla strana coincidenza che la faceva una seconda volta la compagna
-d'un vecchio infermo, in passeggiate quasi giornaliere; nè potè
-astenersi da una comparazione tra il buon zio True, tanto affettuoso e
-gioviale, e quel Paolo Cooper, misantropo e sempre malcontento, in cui
-la demenza senile esagerava ancora le naturali tendenze d'un carattere
-mai stato amabile. Ma per quanto sfavorevole a quest'ultimo riescisse
-il paragone, non diminuiva la sua benevolenza e le sue premure verso il
-disgraziato ch'era per lei oggetto di sincera pietà.
-
-Giunsero presto alla chiesa nuova; un bell'edifizio che sorgeva nel
-posto medesimo di quella demolita, dove il signor Cooper aveva tenuto
-per molti anni l'ufficio di sagrestano. L'interno non era tuttavia
-finito, e numerosi operai vi lavoravano alacremente.
-
-Un uomo che precedeva Gertrude e il suo compagno sulla scalinata della
-porta maggiore, portando un trogolo colmo di calcina, si fermò nel
-vestibolo udendosi chiamare per nome da una voce ben nota, e deposto il
-suo carico si volse a rispondere:
-
-— Buon giorno, signorina Flint! State bene, non è vero? Gran bel tempo
-oggi.... Ah, signor Cooper, siete venuto ad aiutarmi un poco; bravo! Ci
-sembra di non poter fare nulla di buono senza di voi, tanto pratico di
-questa chiesa. Per di qua, signore.... Se favorite di venir con me vi
-mostrerò quello che abbiamo fatto dopo la vostra ultima visita, e mi
-direte il vostro parere. —
-
-Così parlando s'avviò con l'antico sagrestano; ma la giovanetta lo
-trattenne un momento per pregarlo d'accompagnare il vecchio a casa
-quando sarebbe andato a desinare, giacchè doveva passar di lì.
-
-— Sicuro, signorina, con molto piacere, — rispose l'uomo. — Mi segue
-sempre volentieri quando lo lasciate sotto la mia custodia. —
-
-Ottenuta questa promessa, Gertrude si diresse a passi affrettati
-verso la scuola, rallegrandosi nella certezza che il signor Cooper
-era al sicuro per tutta la mattinata in un luogo dove avrebbe trovato
-una gradevole distrazione, e che la signora Sullivan, sollevata
-dell'obbligo di vigilarlo e occuparsi di lui, si sarebbe concessa in
-pace il riposo a lei tanto necessario.
-
-Quegli che così cordialmente coadiuvava Gertrude nella sua opera
-pietosa, era un bravo muratore che aveva spesso lavorato per il signor
-Graham, e del quale ella s'era guadagnata la stima e la gratitudine
-assistendo amorevolmente, nell'inverno scorso, la sua famiglia afflitta
-allora da malattie. La fanciulla, che passava ogni giorno davanti
-alla chiesa in costruzione, l'aveva veduto, e le era nata l'idea
-d'affidargli per qualche ora il signor Cooper pensando che questi si
-sarebbe forse divertito ad osservare gli operai al lavoro. Durò fatica
-a persuadere il vecchio, che non voleva saperne di visitare l'edifizio
-alla cui erezione era stato tanto avverso, non solo perchè contraria a'
-suoi interessi, ma anche per il grande amore che lo legava all'antica
-sua chiesa. Tuttavia quando fu lì, la fabbrica, gradatamente,
-cattivò la sua attenzione, e poichè il Miller si dava cura ch'egli si
-trovasse bene, e perfino gli faceva credere d'esser utile, egli finì
-col passarvi quasi le intere mattinate, immaginandosi di vigilare i
-muratori e tutti i diversi lavoranti. Taluni giorni Gertrude passava
-ella stessa a riprenderlo, altri pregava il Miller d'accompagnarlo.
-
-Un notevole mutamento si manifestava nello stato del demente da
-che ella aveva preso dimora in casa della vedova Sullivan. Egli era
-divenuto più docile, e si mostrava più contento e meno irritabile. Da
-principio la maggior tranquillità e la consolante presenza di Gertrude
-parevano aver prodotto un effetto benefico anche sulla salute della
-povera donna; ma ultimamente la sua debolezza andava aumentando, e due
-o tre volte ella era d'improvviso caduta in deliquio. La giovanetta
-sentì ridestarsi tutti i suoi timori, più vivi che mai. Perciò quella
-mattina uscì col fermo proposito di recarsi dal dottor Jeremy, non
-appena libera da' suoi doveri di scuola, per chiedergli di visitare la
-malata.
-
-Ella esercitava il suo ufficio d'insegnante con piena sodisfazione del
-signor W., e non v'incontrava difficoltà alcuna, fuor delle piccole
-noie e dei momentanei scoraggiamenti cui vanno soggetti tutti i maestri
-a cagione della pigrizia, della caparbietà o della stupidità di certi
-alunni. Varie cause la costrinsero a indugiarsi quel giorno un'ora più
-del solito. Battevano le due quand'ella sonava il campanello alla porta
-del medico. Le aperse una cameriera che la conosceva di vista essendo
-ella venuta altre volte in casa dei suoi padroni. La ragazza le disse
-che stavano per mettersi a tavola, ma che senza dubbio il dottore
-l'avrebbe ricevuta lo stesso, e la fece entrare nel tinello dov'egli
-si trovava. Ritto con la schiena contro la stufa, mangiava una mela,
-com'era suo invariabile costume, avanti pranzo. Vedendo Gertrude posò
-il frutto e le mosse incontro a mani tese.
-
-— Gertrude Flint, se non m'inganno! Bene, ho piacere di vedervi,
-finalmente! Sarei curioso di sapere perchè vi siete fatta così
-desiderare. —
-
-Ella si giustificò spiegandogli che viveva con una donna inferma e un
-vecchio cadente i quali avevano bisogno d'assistenza, e che il resto
-del suo tempo era tutto preso dalla scuola, sicchè non gliene avanzava
-per fare visite agli amici.
-
-— Magre scuse, — esclamò il dottore — magre scuse! Ma ora che vi
-teniamo, non vi lasceremo scappare tanto presto. — E, andato a piè
-della scala conducente alle stanze superiori, gridò con quanto n'aveva
-in canna: — Signora Jerry! Signora Jerry! Scendete lesta per quanto è
-possibile, e mettetevi la vostra berretta più bella: abbiamo un'ospite
-a pranzo!... Pover'anima! — soggiunse sottovoce, volgendosi a Gertrude
-con un sorriso bonario. — Non può spicciarsi in furia, che ve ne
-pare?... E grassa! —
-
-Ma Gertrude protestò che doveva affrettarsi a ritornare a casa, e disse
-il fine della sua visita, esponendo al medico lo stato della signora
-Sullivan.
-
-— Un'ora non porta conseguenze in un caso come cotesto, — insistette
-egli. — Voi dovete desinare con me e poi andrò dove vorrete, anzi ci
-andremo insieme nel mio carrozzino. —
-
-Ella esitò un poco. Il cielo s'era annuvolato, e cominciava a cadere
-qualche fiocco di neve; la strada era lunga; d'altronde, sarebbe stato
-meglio che ella accompagnasse il dottore, perchè nella via dove abitava
-gli stabili erano quasi tutti nuovi e non ancora numerati, e forse da
-solo egli avrebbe stentato a trovare la casa.
-
-Intanto scese la signora Jeremy. Per grassa era grassa bracata, e in
-quel momento l'insolita celerità de' suoi movimenti, e l'ansia d'avere
-inaspettatamente a pranzo una persona estranea, le tingevano il viso di
-porpora. Ella diede a Gertrude un bacio affettuoso, poi girò gli occhi
-intorno, e visto che non c'era nessun altro, li fissò sul marito, con
-uno sguardo di rimprovero.
-
-— Via, dottor Jerry, non vi vergognate? Mai più non presterò fede alle
-vostre parole.... Farmi credere che ci fosse capitato un qualche ospite
-straordinario....
-
-— E qual ospite più straordinario di Gertrude Flint, in casa
-nostra? —
-
-— Quanto a cotesto, è vero; — disse la signora — Gertrude _s'è fatta_
-realmente straniera qui, e le tengo in serbo una solenne ramanzina su
-questo proposito. Però, dottor Jerry, sapevate che non mi sarei messa
-la berretta rosa e lilla per comparire con lei, che mi vede altrettanto
-volentieri in quella vecchia coi nastri gialli.... sebbene mi dicesse,
-la birichina, quando la comprai, ch'io avevo scelto la più brutta
-berretta di Boston. Te ne rammenti, eh? —
-
-Gertrude rise di cuore ricordando la divertente scenetta nella bottega
-della modista dove aveva accompagnato la signora Jeremy.
-
-— Ma vieni, figliuola, — riprese questa — il desinare è pronto. Levati
-il mantello e il cappellino, e passiamo di là. Il dottore ha molte cose
-da dirti e se ne strugge. —
-
-Erano a tavola da alcuni minuti, senz'avere ancora scambiato altre
-parole che le consuete, quando a un tratto il medico posò il coltello
-e la forchetta, e scoppiò a ridere, a ridere tanto che n'ebbe gli occhi
-pieni di lacrime.
-
-La fanciulla lo guardò con aria interrogativa; sua moglie disse:
-
-— Figurati, Gertrude, che durante un'intera settimana ha seguitato a
-dare, due o tre volte il giorno, in una di queste risatone sterminate.
-Io sulle prime n'ero sbalordita come te; e confesso che ancora non
-capisco bene che cosa possa essere avvenuto di tanto buffo tra il
-signor Graham e lui.
-
-— Andiamo, signora Jerry, — egli l'interruppe frenando la propria
-ilarità — non mi prevenite; voglio raccontarla io. Non credo — disse
-poi volgendosi alla sua ospite — che voi siate vissuta cinque anni con
-quel signore lì senza aver conosciuto che razza d'animale protervo,
-caparbio, ostinato, egli sia.
-
-— Dottore! — ammonì la signora, severamente, scotendo il capo.
-
-— Cara moglie, nè le strizzatine d'occhi nè le scrollatine di testa mi
-fanno senso: io non ho peli sulla lingua; la mia opinione sul conto
-del signor Graham è questa, e non dubito punto che sia anche quella
-di Gertrude; soltanto, essendo la buona figliuola ch'ella è, non la
-manifesta.
-
-— Io non ho mai notato in lui nulla di simile, — disse la signora
-Jeremy — eppure lo conosco bene quanto voi. Lo incontro spesso per la
-strada, e sempre mi saluta con un sorriso raggiante e un bell'inchino.
-
-— Eh, sì, Gertrude ed io sappiamo che cortese gentiluomo egli sia, con
-chi dice e fa a modo suo; ma se qualcuno è di parer contrario....
-
-— In politica, per esempio, — suggerì ella. — Certo la divergenza delle
-vostre vedute politiche è la sola causa di cotesta antipatia.
-
-— Ma no, ma no! — egli ribattè. — Si può riscaldarsi disputando di
-politica, come mi riscaldo anch'io, ed essere nondimeno una buona
-pasta d'uomo. Non intendevo parlare di questo.... Quello che non
-posso patire nel signor Graham, è la sua pretensione di dettar legge a
-chiunque abbia da trattare con lui, i suoi procedimenti dispotici che
-par ch'egli sia il Gran Mogol della Cocincina. Credevo che si fosse
-corretto un poco, dopo la seria lezione ch'ebbe anni sono con quel caso
-doloroso del povero Filippo Amory; ma a quanto vedo ricomincia da capo.
-Ah, ah, ah! — proruppe di nuovo il buon dottore ridendo, e sporgendosi
-verso Gertrude per darle una picchiatina su una spalla. — Ci ho proprio
-gusto che abbia trovato un'opposizione ragionevole, e dove meno se
-l'aspettava! —
-
-Lo sguardo della fanciulla espresse un così profondo stupore a questa
-chiara allusione al suo dissenso col signor Graham, ch'egli s'affrettò
-a rispondervi:
-
-— Siete curiosa di sapere come io ne sia informato? Ve lo dico subito.
-In parte lo ricavai dal signor Graham stesso, e mi diverto ancora
-ricordando con qual furberia il vecchio volpone cercasse, a furia
-d'arzigogoli, di nascondere la sua disfatta, e persuadermi anzi che in
-fin dei conti aveva fatto valere la propria autorità, mentre io capivo
-benissimo che era stato battuto da un campione più forte di lui....
-
-— Dottor Jeremy, — fece Gertrude — non crederete, spero....
-
-— No, cara, non credo che vi dilettiate di pugilato, ma so che siete
-una ragazza di senso retto, che discernete ciò ch'è giusto e lo fareste
-a dispetto di chiunque, non escluso il signor Graham. Quando v'avrò
-raccontato tutto, comprenderete in qual modo io sia giunto alle mie
-conclusioni e abbia intuito le cose più a fondo che il detto signore
-non avrebbe voluto. Un giorno, circa due mesi fa se non erro.... è
-una data che voi rammentate certo meglio di me.... io fui chiamato dal
-signor W. per i suoi bambini attaccati dal «crup». Mentre discorrevo
-con lui, gli venne annunziata una visita. Andò a riceverla, e al suo
-ritorno mi disse che vi aveva in quel momento fissata come assistente
-nella sua scuola. Io non me ne maravigliai sapendo che Emilia vi
-destinava all'insegnamento, e mi compiacqui che vi fosse toccato un
-così buon posto. Uscito appena di là, ecco che m'imbatto nel signor
-Graham, il quale s'accompagna con me per un tratto di strada, e mi
-parla del viaggio che intende fare nell'inverno.
-
-«— Però, — gli dico io — Gertrude Flint non viene con voi, non è vero?
-— Gertrude? — fa egli. — Ma sì, beninteso. — Ne siete proprio sicuro?
-— gli domando. — L'avete invitata? — Invitata? No, — risponde — ma sono
-certo che sarà ben contenta d'approfittare d'una così bell'opportunità:
-è una fortuna rara per una ragazza nelle sue condizioni. — Allora
-io, un po' urtato da quel suo modo di parlare, gli replico con tono
-altrettanto positivo: — Secondo me invece non è probabile che accetti
-l'invito. —
-
-«Ah, bisognava vedere, cara Gertrude, come si rimpettì la Dignità
-Sua!... E mi snocciolò un discorsetto.... no, non posso ricordarmene
-senza ridere, specie se penso che se l'è dovuto rimangiare.... Mi
-sarebbe difficile ripeterlo parola per parola, ma insomma, a sentir
-lui, non solo era impossibile che voi osaste opporvi a' suoi desiderî,
-ma io commettevo un atto di fellonia facendo questa temeraria
-supposizione. Mi guardai bene dal dirgli ciò che mi aveva comunicato il
-signor W.; e rimasi con una enorme curiosità di sapere come l'andrebbe
-a finire.
-
-«Divisai due o tre volte di fare una giterella alla villa dei Graham
-con mia moglie, per vedere Emilia ed essere informato da lei; ma un
-medico non è padrone del proprio tempo, sicchè ne fui sempre impedito.
-
-«Finalmente, una domenica, la signora Prime viene a trovare sua nipote
-ch'è in servizio qui da noi. Sento dalla cucina la sua voce, e scendo
-subito, smanioso d'interrogarla. La buona donna vi vuole molto bene,
-Gertrude, e vede con gli occhi del cuore ciò che vi concerne. Mi disse,
-senza dubbio, la verità, benchè forse non tutti gli esatti particolari.
-
-«Due giorni dopo incontro di nuovo il signor Graham. — Ebbene, —
-gli domando — quando partite? — Domani, — mi risponde. — Davvero! —
-esclamo io. — Dunque non avrò il piacere di salutare le vostre signore.
-Vorreste in cortesia incaricarvi d'una mia commissione per Gertrude?
-— Io non so dove si trovi Gertrude, — dice lui con sussiego. E io,
-affettando una gran maraviglia: — Che? V'ha lasciato? — Sì, — conferma
-seccamente. — Ed ha osato venir meno al rispetto dovutovi? — proseguo
-io citando le sue stesse parole. — Farsi giuoco della vostra dignità?
-— Dottor Jeremy! — egli esclama. — Desidero non sentir più menzionare
-quella ragazza che s'è condotta con altrettanta ingratitudine che
-stoltezza. — Poh, Graham! — io replico. — Quanto all'ingratitudine,
-dicevate che prender Gertrude per compagna di viaggio non era da parte
-vostra se non largirle un nuovo favore: e visto che ella vi rinunzia
-al fine di rendersi indipendente, mi pare che dia piuttosto prova
-di saviezza. Me ne rincresce bensì per voi e per Emilia. Sentirete
-tanto la sua mancanza! — Egli ribatte: — Potete risparmiarvi di
-compiangerci, dottore. Noi non ci perdiamo nulla. — Ah! — dico io. —
-Mi sembrava che anzi vi dispiacesse molto perdere la sua compagnia. —
-Viene con noi _la signora Ellis!_ — risponde con un'enfasi che vuol
-significare tutta l'esuberanza del compenso. — E io: — Amabilissima
-donna! — Graham pareva seccato perchè sa che la signora Ellis è la mia
-antipatia. —
-
-Sua moglie, la quale era di buon cuore, gli osservò:
-
-— Andiamo, dottor Jerry, non avreste dovuto attaccare così un uomo nel
-suo punto debole. Perchè eccitar la sua collera per nulla?
-
-— Facevo le vendette di Gertrude.
-
-— E io sono certa che Gertrude non provava punto il bisogno d'essere
-vendicata: e non sente verso il signor Graham che affezione e rispetto.
-
-— Oh, sì, è vero, Signora Jeremy! — disse la fanciulla. — È stato tanto
-generoso con me, tanto indulgente....
-
-— Salvo quando intendevate far uso della vostra volontà! — l'interruppe
-il dottore.
-
-— La mia volontà era ben di rado in opposizione co' suoi desiderî.
-
-— Ma quando era?
-
-— Mi sottomettevo come giudicai sempre mio obbligo finchè un dovere più
-alto non mi costrinse a fare diversamente.
-
-— E fu per te un gran dolore il dispiacergli, — disse la signora. —
-Questo è il retto sentimento d'una donna, e sta' pur sicura che il
-dottor Jerry in cuor suo lo loda, quantunque cianci come se fosse una
-bella cosa in una giovanetta il trovar sodisfazione nel mortificare un
-vecchio signore. Basta, lasciamo questo discorso. Egli ha detto quel
-che aveva da dire: ora tocca a me. Io vorrei sapere in che modo sei
-sistemata, con chi vivi, e se ti piace insegnare a scuola. —
-
-Gertrude rispose a tutte le sue domande; poi il medico la interrogò
-sullo stato di salute della signora Sullivan, che quando egli curava lo
-zio True gli era stata spesso menzionata da lui e dalla fanciulla come
-una loro buona vicina ed amica. Intanto la neve fioccava sempre più
-fitta; ed essendo Gertrude manifestamente ansiosa di ritornare a casa,
-i suoi benevoli ospiti non cercarono più dì trattenerla.
-
-Ella promise di ripetere la sua visita non appena le fosse possibile;
-il dottor Jeremy fece attaccare, e partirono insieme.
-
-
-
-
-XXIV.
-
- Non ha la vita un umile
- Dover ch'ella non curi,
- Nè miseri ed oscuri
- Luoghi ov'ella non scenda,
- Perchè un raggio benefico
- Di sole vi risplenda.
-
- LOWELL.
-
-
-— Ho pensato, dottore, come faremo perchè la signora Sullivan non si
-spaventi, — disse Gertrude mentre stavano per giungere alla casa.
-
-— O che dovrebbe spaventarla? — egli domandò.
-
-— Voi, se sa a bella prima che siete un medico. Vi presenterò come
-un amico che m'ha condotta a casa nel suo legno, essendo sopravvenuta
-questa burrasca di neve.
-
-— S'ha dunque a recitare una piccola farsa, eh? Capocomica: Gertrude
-Flint. Un incognito: il dottor Jeremy. E che dovrò dire nella prima
-scena?
-
-— Di questo lascio la cura a voi che ne sapete più di me. M'affido
-interamente alla vostra accortezza per ottenere dalla signora Sullivan
-qualche cognizione de' suoi sintomi, senza palesarle se non a poco a
-poco la vostra qualità di medico.
-
-— Ah, capisco! Devo cominciar dal passare per uno di quei curiosi che
-tempestano il prossimo di domande. Sì, sì, credo che la parte sia nelle
-mie corde. —
-
-Entrarono. All'udire aprir l'uscio la vedova si levò dalla sua
-poltrona, col viso turbato, e dato appena a Gertrude il tempo di
-presentarle l'amico che l'accompagnava, le domandò ansiosamente se suo
-padre non fosse con loro.
-
-— No, — ella rispose. — Non è ritornato a casa?
-
-— Non l'ho più riveduto da stamani. —
-
-La giovanetta, mostrando una tranquillità ch'era lungi dal sentirsi
-nel cuore, le disse che il Miller aveva promesso di vegliare sul signor
-Cooper, il quale era certo con lui, al sicuro.
-
-— Del resto, — soggiunse — vo io a pigliarlo.
-
-— Oh, mi duole assai che tu esca di nuovo con questo tempaccio!... Ma
-sono in tanta pena per il nonno!... E tu no, figliuola?
-
-— Io no, davvero. Non dubito ch'è in chiesa, sano e salvo. Ci vo
-immediatamente. Sapete bene, zietta, che la neve non mi sgomenta.
-
-— Mettiti allora il mio scialle grande. —
-
-La signora Sullivan andò a prendere lo scialle da un armadio ch'era
-nell'anticamera, e Gertrude approfittò della sua assenza per pregare il
-dottor Jeremy d'aspettar il suo ritorno, posto che l'agitazione d'animo
-spesso faceva cadere la povera donna in deliquio, ed ella temeva di
-lasciarla sola nell'inquietudine in cui si trovava a cagione della
-prolungata assenza di suo padre.
-
-Il tempo era infatti pessimo, e oramai calava la sera. La forza del
-vento impediva a Gertrude di reggere un ombrello aperto, sicchè i
-turbinanti fiocchi di neve l'accecavano mentre affrettava il passo
-lungo i marciapiedi bagnati. Percorse così parecchie vie innanzi di
-arrivare alla chiesa. Entrò nell'edifizio già quasi deserto avendo i
-muratori terminato la loro giornata, e vide subito che il signor Cooper
-non c'era. Disperava di potersene procurare notizie, quando le venne
-incontro il Miller che scendeva dalla galleria. Egli pareva stupito
-di vederla, e le domandò se il vecchio non fosse a casa. Udito che
-no, le disse ch'egli non aveva potuto in nessuna maniera persuaderlo
-a lasciarvisi condurre all'ora di desinare; perciò se l'era dovuto
-portare seco, ma credeva che avanti sera si sarebbe indotto a farsi
-accompagnare alla propria abitazione da uno dei ragazzi.
-
-Dunque era probabile che fosse tuttavia coi Miller. La famiglia aveva
-di recente sgomberato, e Gertrude non sapeva dove abitasse adesso;
-nondimeno non volle permettere che il muratore, il quale doveva ancora
-finire un lavoro, venisse con lei, e s'avviò sollecitamente seguendo le
-sue indicazioni. Fu un'altra camminata disagiosa. Trovate, non senza
-qualche difficoltà, la strada e la casa, salì e picchiò all'uscio
-esterno ch'era socchiuso. Nessuno rispose. Aspettò un poco, poi si
-risolse ad entrare. Da una stanza a destra giungeva un tale schiamazzo
-di voci infantili ch'ella non tentò nemmeno di farsi intendere, e,
-tralasciando le cerimonie, entrò anche in quella. Alla sua comparsa uno
-stormo di bambini si disperse tutt'intorno e si rimpiattò negli angoli,
-mentre la signora Miller, piena di confusione vedendosi sorpresa
-in mezzo al disordine della sua cucina, spingeva contro il muro un
-cavalletto carico di panni da asciugare, scoprendo così agli sguardi
-di Gertrude quegli ch'ella cercava, accoccolato presso il fuoco nel
-consueto suo atteggiamento malinconico. Ma la fanciulla aveva appena
-mosso un passo dalla soglia per andare a lui, quando successe una
-cosa strana che la fece indietreggiare esterrefatta. Da un tettuccio
-collocato lungo la parete, dirimpetto all'uscio, si rizzò di scatto una
-persona che vi giaceva, la quale guardandola fissamente stese una mano
-verso di lei come per respingerla, e mandò un acuto strido.
-
-Quella voce, quella figura non le erano che troppo note. E, pallida,
-tremante, ella quasi si sentiva ripresa dall'antico terrore in presenza
-d'Annetta Grant.
-
-— Va' via! Va' via! — gridava costei, poichè dopo un momento
-d'esitazione Gertrude s'inoltrava nella stanza. Di nuovo ella s'arrestò
-dinanzi agli occhi fiammeggianti e alla faccia sconvolta della vecchia,
-temendo d'eccitarla maggiormente.
-
-La signora Miller s'interpose.
-
-— O che vi gira, zi' Annetta? Questa è la signorina Flint: una
-signorina buona come ce n'è poche.
-
-— No, è un'altra.... so io chi! — affermò Annetta con veemenza.
-
-La donna trasse Gertrude in disparte, nell'ombra del cavalletto, e
-le parlò sottovoce. La vecchia, appoggiata sul gomito, le spiava dal
-lettuccio, in atto d'ansiosa attenzione.
-
-Gertrude apprese che la signora Miller era una nipote di Ben Grant;
-ma da molti anni non aveva saputo più nulla di lui nè di sua moglie,
-finchè questa, giorni addietro, le era piombata in casa nel più
-deplorevole stato di miseria e minacciata dalla febbre a cui ora si
-trovava in preda.
-
-— Io certo non potevo negarle un ricovero; — soggiunse la Miller —
-però, come vedete, non ho posto da alloggiarla ammodo, e non solo è un
-grande inconveniente per me avere una malata nella cucina, ma temo che
-tra il chiasso dei bambini e tutti gli altri disagi, la disgraziata
-vecchia non regga, e mi muoia qui.
-
-— Non avete di sopra una cameretta che non vi sia proprio
-indispensabile?
-
-— Ci sarebbe quella della nostra Giannina; anzi, lei, da figliuola
-di buon cuore com'è, s'era subito offerta di cederla alla povera
-zia Annetta, e andar a dormire coi piccoli; ma noi non s'ha mica la
-possibilità di mantenere due fuochi; e però io ho pensato di farle
-intanto alla meglio un letto in cucina e star un po' a vedere....
-Purtroppo oggi è assai peggiorata, e ora dalle sue stranezze capisco
-che vagella.
-
-— Ha bisogno di quiete. Vogliate riscaldare la camera di Giannina a
-mie spese, e accomodarvi la malata. Io procurerò di mandare domani un
-medico a visitarla. —
-
-La moglie del muratore cominciò a profondersi in ringraziamenti.
-Gertrude l'interruppe:
-
-— Non mi ringraziate, signora Miller. Annetta non è un'estranea per me.
-La conobbi in passato, e forse mi preme più che a voi stessa. —
-
-L'altra la guardò con maraviglia, ma ella non aveva tempo da perdere in
-spiegazioni. Desiderosa di parlare con la vecchia Grant e assicurarla
-dei suoi sentimenti benevoli, s'accostò franca e risoluta al suo
-lettuccio sfidando l'ira selvaggia che ardeva negli occhi della
-delirante, fissi su lei.
-
-— Annetta, — le disse — mi ravvisate?
-
-— Sì, sì, — mormorò quella, rapidamente, ansimando. — Che siete venuta
-a fare?
-
-— Ad aiutarvi, spero. —
-
-Ma Annetta pareva piuttosto incredula. Nello stesso tono soffocato e
-ansioso domandò:
-
-— E Gertrude dov'è?... l'avete veduta?
-
-— Sta bene, — rispose la fanciulla, stupita, perchè non aveva fino
-allora dubitato che la riconoscesse.
-
-— Che dice di me?
-
-— Dice che vi perdona e vi compiange, e che si confida di potervi
-soccorrere, di farvi guarire.
-
-— Davvero? Dunque non volete uccidermi?
-
-— Uccidervi? Ma tutt'al contrario. Vi dico che speriamo di confortarvi
-e vedervi rimessa in salute. —
-
-La signora Miller s'avvicinò con una tazza di tè che aveva intanto
-preparata. Gertrude la prese e la porse alla vecchia, la quale
-avidamente bevve, continuando tuttavia a fissarle gli occhi in viso
-di sopra l'orlo della tazza. Bevuto ch'ebbe, lasciò ricader la testa
-sul guanciale, e si mise a borbottare frasi sconnesse in cui non si
-distinguevano le parole, eccettuato il nome di suo figlio Stefano.
-Visto che i suoi pensieri sembravano rivolti altrove, la fanciulla, cui
-premeva di ritornar a casa per non abusare della cortesia del dottor
-Jeremy, rimasto con la signora Sullivan, si scostò dal letto, dicendo:
-
-— Arrivederci. Verrò presto a trovarvi.
-
-— E non mi farete male? — gridò Annetta rizzandosi di nuovo.
-
-— Oh, no, davvero! Anzi vi porterò qualche cosa che vi piacerà.
-
-— Non conducete qui Gertrude! Non voglio vederla!
-
-— Sarò sola. —
-
-La vecchia Grant si ripose a giacere, e non parlò più, ma non cessò dal
-seguitare con gli occhi la visitatrice, spiando attenta ogni sua mossa,
-finchè non fu uscita dalla stanza. Il signor Cooper tenne docilmente
-dietro alla sua giovane guida, e arrivarono a casa tutti ammollati, ma
-senz'altri guai.
-
-La spedizione di Gertrude era durata circa un'ora.
-
-Il dottor Jeremy, seduto presso alla stufa di ferro, coi piedi sul
-parafuoco, aveva l'aria contenta d'un uomo che si trovi a casa propria
-con tutti i suoi comodi. Sembrava ch'egli fosse lì per compiacere a
-sè stesso anzichè a un assente il cui ritorno doveva rimetterlo in
-libertà. Egli s'era intrattenuto con la signora Sullivan in amichevoli
-discorsi, ricordando la gente d'una cittadetta rurale dove tutt'e due
-avevano passato qualche anno della loro infanzia, e le sue maniere
-cordiali, la sua piacevole conversazione erano così bene riuscite a
-vincere la ritrosia della timida e schiva donnina, che quantunque
-gli fosse inavvertitamente accaduto di palesarsi, ella si lasciò
-interrogare sullo stato della sua salute senza ombra di quell'angoscia
-che s'immaginava, nella sua eccitazione nervosa, di dover provare alla
-sola vista d'un medico. Quando Gertrude ritornò, il dottore s'era già
-fatto una chiara idea del caso, e tosto che si trovò solo con lei,
-essendo l'altra andata a provvedere il vecchio di roba asciutta da
-mutarsi, le comunicò la sua opinione.
-
-— Cara Gertrude, — disse — quella è una donna molto malata.
-
-— Davvero? — mormorò la giovanetta, inquietissima, lasciandosi cadere
-sopra una seggiola.
-
-— Sì, — rispose egli con aria pensosa. — Vorrei averla veduta sei mesi
-prima!
-
-— Come, dottore? La sua malattia risale a tanto tempo addietro?
-
-— A ben più addietro, anzi. È una malattia grave che s'è andata
-sviluppando a grado a grado, e temo che oramai la scienza medica sia
-impotente a combatterla.
-
-— Dottor Jeremy, — disse Gertrude angosciata — non intendete mica dirmi
-che la mia zietta morrà senza rivedere Guglielmo, e ci lascerà soli,
-me e il suo povero vecchio padre? Oh, non mi figuravo che si trattasse
-d'una cosa tanto seria!
-
-— Calmatevi, figliuola mia, — fece amorevolmente il dottore — io non
-volevo spaventarvi. Può vivere ancora qualche tempo. Giudicherò meglio
-il suo caso dopo averla osservata altri due o tre giorni. Ma è una
-_pericolosa imprudenza_ il rimaner qui sola con questi due vostri amici
-infermi: anche non considerando che rischiate d'ammalarvi voi pure
-se abusate così delle vostre forze. Manca alla signora Sullivan la
-possibilità di tenere un'infermiera o almeno una persona di servizio?
-Mi diceva che non ha nessuno....
-
-— Oh, no, il suo figliuolo provvede largamente ai suoi bisogni! So
-che non spende mai tutto l'assegno ch'egli le manda pregandola di non
-risparmiare.
-
-— Allora dovete senz'indugio persuaderla a prendere qualcuno che
-v'aiuti; e se non lo fate voi lo farò io.
-
-— Sì, gliene parlerò; è un pezzo che vedo quanto sia necessario; ma le
-fa tanta paura l'idea di mettersi in casa una donna estranea, che non
-ho osato mai toccare questo tasto.
-
-— Sciocchezze! Mèra immaginazione! State pur sicura che s'avvezzerà
-presto a essere servita. —
-
-La signora Sullivan rientrò. Gertrude raccontò allora il suo
-inaspettato incontro con Annetta Grant, e pregò caldamente il dottor
-Jeremy, che conosceva la storia della sua dolorosa infanzia, di voler
-visitare la malata.
-
-— Sarà una visita di pura carità, — ella soggiunse — perchè Annetta è
-di certo senza quattrini, e sebbene i Miller, vostri antichi clienti,
-l'abbiano ricoverata, non vi sono tra loro vincoli di parentela tanto
-stretti da obbligarli a pagare per lei. Ma questo a voi non importa, lo
-so bene.
-
-— Punto, punto, — rispose il medico. — Ci andrò stasera stessa, giacchè
-il suo stato lo richiede, e domattina passerò qui per darvi notizie e
-sentire quel che la signora Sullivan ha ancora da dirmi circa le sue
-notti insonni. Ma voi, Gertrude, non tardate più a mutarvi le scarpe
-e le calze. O volete che uno di questi giorni io conti fra i miei
-pazienti anche voi? —
-
-Il buon dottore aveva conquistato la vedova Sullivan. Quando fu partito
-ella intonò le sue lodi:
-
-— Che differenza dal comune dei medici! — (tutta la classe le destava
-una inesplicabile avversione). — Così socievole, così amabile! Davvero,
-Gertrude, con lui mi pareva di poter parlare liberamente del mio male
-come con te stessa. —
-
-La fanciulla fece anch'ella i più caldi elogi dell'ottimo suo amico,
-e venne l'ora del tè prima che avessero mutato il soggetto dei loro
-discorsi. Preso il tè, il vecchio Cooper, stanco delle insolite fatiche
-di quella giornata, si lasciò agevolmente persuadere a coricarsi,
-e la signora Sullivan s'adagiò sul sofà. Era, com'ella soleva dire,
-il suo momento più felice. Gertrude arrischiò allora la proposta di
-prendere una persona di servizio, secondo che il dottor Jeremy le
-aveva raccomandato. Con sua maraviglia la malata non oppose alcuna
-obiezione. Infatti ella riconosceva di non poter più sbrigare da sè le
-faccende domestiche, nè permettere che Gertrude, già tanto occupata, ne
-sopportasse tutto il peso come la settimana scorsa. Questa la consigliò
-di prendere la Giannina Miller, una ragazza che faceva proprio al caso
-loro; e fu convenuto di mandarla a chiamare la mattina seguente.
-
-Sono le dieci. Tutto è silenzio e quiete nella casa. Gertrude sola
-veglia ancora. Ha teso l'orecchio all'uscio del signor Cooper,
-e il rumoroso respiro del vecchio l'ha accertata ch'egli dorme
-profondamente. La signora Sullivan, grazie all'effetto d'una
-pozione calmante ordinatale dal dottor Jeremy, è caduta in un sonno
-tranquillo, benefizio che non godeva da tempo. I dieci uccellini di
-Calcutta dormono anch'essi tutti in fila serrata, sul medesimo sottile
-ballatoio, nella spaziosa loro gabbia appesa davanti alla finestra
-e coperta da un panno di lana a fine di ripararli dall'aria fredda
-della notte. La giovanetta ha chiuso gli usci, preparato ogni cosa
-per la mattina appresso, spento i lumi. La casa è in ordine e sicura.
-Ed ora ella s'è ritirata nella sua camera, a leggere, a meditare,
-a pregare. Le sue cure si moltiplicano, le prove cui è sottoposta
-sono sempre più severe. Ella si vede di fronte un grande dolore e
-una grande responsabilità, ma non rifugge nè dall'uno nè dall'altra.
-Anzi, ringrazia Dio d'averle dato la forza di rinunziare agli agi ed
-ai piaceri, nonostante la propria fralezza e l'ira d'un uomo che non
-avrebbe voluto offendere, per trovarsi là al suo posto, a combattere la
-battaglia della vita e aspettarne coraggiosamente l'esito. Ringrazia
-Dio di sapere a chi ricorrere, poichè fra le amare tristezze della
-sua infanzia e della sua prima giovinezza non le è mai venuto meno
-il soccorso dell'amore di Colui che muta le tenebre in luce. Nessuna
-sventura, quantunque grave, potrà più gettare un'ombra in quell'anima
-che illuminano i raggi emanati dal trono divino. Ma per salda che
-sia la sua fede, per valoroso che sia il suo cuore, Gertrude è una
-tenera natura femminile: ed ella piange, mentre siede soletta nella
-sua camera, piange sopra sè stessa e sopra il giovane che, lontano in
-paese straniero, conta i giorni e i mesi e gli anni fra cui si confida
-di ritornare a sua madre ch'egli invece non rivedrà mai più!... Ma col
-ricordo della sua promessa di tener ella presso quella madre il luogo
-d'una figliuola la cui mano amorosa deve ora assisterla e servirla
-nella malattia che la travaglia, le si riaffaccia la necessità di
-dominare i propri sentimenti; ferrea necessità, alla quale ella ha
-imparato per tempo a sottomettersi. Raccoglie allora tutta la sua
-energia, si calma, asciuga le lacrime che le offuscano la vista, e si
-raccomanda a Quegli ch'è la fortezza dei deboli e la consolazione degli
-afflitti: poi, confortata dalla comunione del suo spirito col Padre
-celeste, va a coricarsi anch'ella, e vinta dalla stanchezza, dopo una
-giornata fisicamente e moralmente faticosa per lei, non tarda a seguire
-gli altri inquilini della casa nel regno dei sogni.
-
-
-
-
-XXV.
-
- .... V'ha chi dice
- Che barlumi d'un mondo più remoto
- Da noi, visitan l'anima nel sonno.
-
- SHELLEY.
-
-
-Fu una vera fortuna per Gertrude che ricorresse appunto la settimana
-del Rendimento di Grazie, tempo di vacanza nella scuola del signor
-W., perchè così ebbe agio d'attendere alle molteplici sue faccende.
-Un'altra fortuna ella stimava l'aver ottenuto Giannina, la quale,
-lieta di compiacerla, accettò volentieri la sua proposta, quantunque,
-ella diceva, l'idea d'andar a servire fuor della sua famiglia non le
-fosse mai garbata; ma come rifiutarsi d'aiutare la cara signorina
-Flint ch'era stata tanto buona con lei e co' suoi? C'era piuttosto
-da temere che la signora Miller, avendo in casa Annetta Grant malata
-gravemente, non potesse privarsi della sua figliuola maggiore; anche
-questa difficoltà però fu tolta dal ritorno inaspettato di Maria, la
-secondogenita.
-
-Dopo alcuni giorni di tirocinio sotto la direzione di Gertrude,
-Giannina, ragazza molto accurata e capace, si trovò in grado di
-sollevare la signora Sullivan de' suoi più faticosi doveri di massaia,
-e prestarle i servizi personali che il suo stato richiedeva. Gertrude
-quindi fu libera di fare frequenti visite alla vecchia Grant, la quale
-era nel colmo della febbre e aveva gran bisogno d'assistenza.
-
-La memoria delle sevizie patite sotto la potestà di quella megera
-durava ancor viva nella fanciulla, ma scevra oramai d'ogni senso
-d'amarezza, d'ogni desiderio di vendetta. S'ella ricordava il passato,
-era soltanto per compiangere la sua persecutrice e perdonarle;
-se pensava al modo di contenersi verso la sua tiranna, già tanto
-detestata, era con l'unico fine d'esserle utile e di consolarla.
-
-Vegliò notti e notti al capezzale della malata, che sebbene sempre in
-delirio, non mostrava più ombra del terrore destatole sulle prime dalla
-sua presenza.
-
-Costei le parlava molto della piccola Gertrude, talvolta in modo da
-farle credere che l'avesse riconosciuta, ma più spesso come se fosse
-altrove; infine, dopo un pezzo, ella comprese che la scambiava per
-sua madre alla quale doveva somigliare notevolmente. Questa, invero,
-era stata assistita nell'ultima sua malattia dalla stessa Annetta,
-ma la sciagurata, assalita dagli antichi rimorsi nel vagellamento
-della febbre, si figurava che la morta fosse ritornata al mondo per
-chiederle conto della sua creatura. Solo le continue assicurazioni di
-benevolenza e le tenere cure prodigatele dalla giovanetta con pazienza
-instancabile, l'indussero da ultimo nella persuasione che la madre
-offesa avesse ritrovato la sua bambina in buona salute e al sicuro, ed
-ignorasse i torti e i crudeli trattamenti da lei sofferti.
-
-Una notte, l'estrema della vita d'Annetta Grant, Gertrude, che
-non aveva lasciato la malata se non per poche ore ed era venuta a
-riprendere il suo posto d'infermiera, udì il proprio nome insieme coi
-nomi d'altre persone nelle rapide frasi sconnesse che la vecchia andava
-borbottando. Ella s'accostò al letto, tendendo l'orecchio, perchè
-sempre sperava di cogliere in mezzo a quei vaniloqui incoerenti un
-qualche indizio sulle proprie origini. Ma il suo nome non fu ripetuto,
-e il resto si perdette in un mormorio indistinto.
-
-A un tratto la delirante si rizzò, e rivolgendosi a qualcuno ch'ella
-vedeva nella sua allucinazione, gridò forte:
-
-— Stefanino! Stefanino! Rendimi l'orologio e dimmi che hai fatto degli
-anelli!... Ne chiederanno.... quei tali.... e io che dirò? —
-
-Fece una pausa. Poi, tenendo gli occhi fissi verso la parete, soggiunse
-con voce più debole, ma vibrante d'intensa commozione:
-
-— No, no, Stefanino, non lo dirò mai a nessuno.... _mai, mai...._ —
-
-Aveva appena proferito queste parole, che diede un sobbalzo, si volse,
-e vista Gertrude accanto a lei, le domandò urlando:
-
-— Avete udito, eh? Avete udito?... Sì, lo so.... e volete
-raccontarlo.... Ma _se parlate!..._ —
-
-Ella tentò di slanciarsi fuori del letto, e ricadde esausta sui
-guanciali.
-
-Gertrude corse a chiamare il Miller e sua moglie, i quali, aspettandosi
-d'avere a levarsi quella notte, s'erano coricati vestiti nella camera
-attigua; poi, per tema che la sua presenza turbasse ancor più la
-morente, si ritirò lasciandola affidata alle loro cure.
-
-Circa un'ora dopo la donna venne a trovarla in cucina, dove aveva
-cercato la quiete di cui sentivano bisogno i suoi nervi scossi e il
-suo animo contristato, e le disse che Annetta s'era calmata; ma giaceva
-in uno stato di grande prostrazione, e pareva prossima alla sua fine.
-Tuttavia ella credette meglio non rientrare nella camera. Sedette
-presso la stufa e prese a meditare sulla strana scena di cui era stata
-testimone. Spuntava l'alba quando la signora Miller le annunziò che la
-vecchia Grant aveva reso l'ultimo sospiro.
-
-La sua opera di misericordia, di perdono, d'amore cristiano, era dunque
-compita. Ed ella s'affrettò a tornarsene a casa per riposare. Doveva
-armarsi di nuova forza, di nuovo coraggio, a fine di sostenere le
-fatiche e le pene che la sorte ancora le preparava.
-
-E forza e coraggio non comuni erano necessari alla fanciulla per
-attraversare una di quelle funeste sequele di malattie e di morti fra
-le persone più prossime, che si danno nella vita, e in cui un colpo
-succede all'altro con tale fulminea rapidità, che prima d'esserci
-riavuti già veniamo atterrati novamente.
-
-Meno di tre settimane dopo sepolta Annetta Grant, Paolo Cooper
-soccombette a una breve malattia. Quantunque nessuno di questi due
-casi toccasse Gertrude nei sentimenti più profondi del suo cuore,
-pure l'adempimento dei doveri ch'ella s'era volontariamente imposti
-richiedeva uno sforzo fisico e morale assai grave per una giovanetta di
-diciotto anni, già tormentata dalla minaccia d'una terza disgrazia, e
-ben più dolorosa.
-
-Anche l'assenza d'Emilia era una dura prova, perchè nelle ore
-d'angoscia ella soleva ricorrere alla buona amica per consiglio e
-conforto, e da lei imparava la pazienza e la rassegnazione, virtù di
-cui le offriva un vivente esempio. Un'unica lettera, scritta dalla
-signora Ellis, le aveva recato notizie del suo viaggio, e queste non
-erano molto sodisfacenti.
-
-I Graham soggiornavano all'Avana, dove avevano preso alloggio in una
-pensione tenuta da una signora loro connazionale, e affollatissima
-d'ospiti venuti da Boston, Nuova York e altre città settentrionali.
-
-«Non è mica un viaggio molto piacevole, in fin dei fini!» scriveva
-la governante. «V'assicuro, Gertrude, ch'io vorrei piuttosto essere
-in pace, a casa, e non tanto per me quanto per Emilia. Già non può
-trovarsi bene, qui, poverina, perchè l'abitazione manca d'ogni comodo:
-le finestre invece di cristalli hanno grate come nelle prigioni, non
-c'è un tappeto in nessuna stanza, nè un caminetto, nè un braciere,
-sebbene qualche volta la mattina il freddo si faccia sentire. E poi
-c'è una vedova, con un fratello e le nipoti: la quale vedova è una
-donna frivola e vana e secondo me, credetemi o no, ha messo gli occhi
-sul signor Graham, o vuol pigliarsi giuoco di lui. Veste pomposamente,
-parla forte, ha modi imperiosi: a lei piace dominare, e lui è tanto
-grullo da seguirla come un cagnolino, e prender parte ad ogni sorta
-di gite, a piedi, in vettura, a cavallo.... Non è ridicolo? Un uomo di
-sessantacinque anni sonati! Emilia ed io non scendiamo più che di rado
-nel salotto, giacchè l'allegra brigata non tiene il minimo conto della
-nostra presenza. Essa non si lagna, non fiata nemmeno, ma io vedo che
-non è felice, e desidera di ritornare a Boston: lo desidererei anch'io
-se non ci fosse quella terribile traversata.... Ah, Gertrude, mi sembra
-un miracolo ch'io non sia morta dal mal di mare nel venir qui, e la
-sola idea di risalire a bordo d'un piroscafo mi sgomenta a segno, che
-non so proprio come farò a tornarmene indietro!...»
-
-Gertrude scriveva spesso alla signorina Graham; però, non potendo
-questa leggere le sue lettere che mediante gli occhi della signora
-Ellis, non le era dato di manifestarvi i suoi pensieri e sentimenti
-più intimi come usava nei colloqui con l'amica piena d'indulgenza e di
-simpatia, perchè avrebbe dovuto esporli alla censura della governante.
-
-Ogni corriere delle Indie orientali portava notizie di Guglielmo
-Sullivan, i cui affari prosperavano e ch'era contento nell'esilio
-pensando che i suoi cari godevano, lietamente com'egli credeva, i
-frutti delle sue fatiche. Egli scriveva quindi sempre nel consueto suo
-tono gaio e vivace.
-
-Una domenica sera, poche settimane dopo la morte del vecchio Cooper,
-Gertrude sedeva accanto alla signora Sullivan, stesa sul suo letto, e
-teneva in mano una lettera aperta di cui le leggeva per la terza volta
-il contenuto. I numerosi bolli postali sulla facciata esterna del
-foglio ne mostravano la provenienza. Era arrivata il giorno stesso.
-La madre ascoltava intenta quella lettura, e così dolorosamente la
-colpiva il contrasto tra le proprie riflessioni e le fulgide speranze
-di quel figliuolo ignaro della fosca nube che s'addensava sul suo capo,
-ch'ella chiudeva le palpebre, abbandonandosi, oppressa da una tristezza
-profonda come non mai; mentre la giovanetta, ripetendo le parole con
-cui Guglielmo esprimeva la gioia del momento agognato in cui avrebbe
-potuto stringere di nuovo tra le sue braccia «la cara piccola mamma»
-che si struggeva di rivedere, gettava uno sguardo furtivo sul corpo
-consunto, sul viso emaciato della povera donna, e si sentiva gelare il
-cuore.
-
-I primi timori del dottor Jeremy non erano infondati. E l'inferma,
-aggravatasi ancora per l'ansietà cagionatale dalla malattia del padre e
-per il dolore della sua morte, declinava rapidamente verso la tomba.
-
-Gertrude non era tuttavia riuscita a comprendere se ella ne fosse
-consapevole o no. Mai la signora Sullivan aveva parlato su questo
-soggetto, nè accennato in alcun modo a un presentimento della sua
-prossima fine. Anche ora, osservando la sua placida apparenza, la
-fanciulla propendeva a credere ch'ella s'illudesse sul proprio stato.
-
-Ma il dubbio fu rimosso. Dopo essere rimasta qualche minuto assorta
-nella sua intensa meditazione, ch'era forse una preghiera, la malata
-riaperse gli occhi, e fissandoli in quelli della sua giovane amica,
-disse con voce chiara è calma:
-
-— Gertrude, io non rivedrò più Guglielmo! —
-
-Gertrude non rispose.
-
-— Vorrei scrivergli e dirglielo io stessa, — ella proseguì — ma sarà
-meglio, se non ti spiace, di scrivere tu per me, come tante volte,
-ch'io ti detti ciò che devo dirgli.... Non c'è tempo da perdere; perchè
-sento che vo mancando, e non è probabile che mi duri a lungo la forza
-di farlo.... Toccherà a te, figliuola mia, dargli la notizia, quando
-tutto sarà finito; ne hai abbastanza di tristi doveri, tu; voglio
-almeno risparmiarti la pena di prepararlo al colpo che l'aspetta....
-Sei disposta a cominciare la lettera oggi?
-
-— Sicuro, zietta mia, se vi pare che sia bene così.
-
-— Sì, cara, mi pare. Ciò che gli scrivesti l'ultima volta, concerneva
-soltanto la malattia e la morte del nonno, non è vero? Di me non gli
-dicesti nulla che lo potesse impensierire?
-
-— Nulla affatto.
-
-— Allora è tempo d'avvertirlo, povero ragazzo! Non c'è bisogno che il
-dottor Jeremy me lo dica, perchè io sappia che muoio!
-
-— Ma ve l'ha forse detto? — domandò Gertrude, andando al tavolino e
-preparando l'occorrente per scrivere.
-
-— Oh, no! È troppo prudente. Però, quando _glielo dissi io_, s'astenne
-dal contraddirmi. Tu lo sapevi? — ella domandò, guardando intensamente
-la fanciulla ch'era venuta a sedersi sulla sponda del letto e china
-verso di lei le lisciava i capelli.
-
-— Da alcune settimane, — mormorò Gertrude imprimendo un bacio sulla
-pallida fronte della malata.
-
-— Perchè me l'hai taciuto?
-
-— Non era necessario ch'io parlassi, — rispose la pia giovanetta. —
-Sapevo che il Signore non poteva chiamarvi in un momento che la vostra
-lampada non fosse alimentata ed accesa.
-
-— Arde, ma fievolmente, — disse la donna con cristiana umiltà.
-
-— E qual fiamma sarà vivida se la vostra langue? Non siete voi stata
-per lunghi anni un esempio mirabile di pietà e di pazienza? Eccettuata
-Emilia, non conosco persona al mondo altrettanto degna del Cielo.
-
-— No, no, Gertrude, non sono che una povera peccatrice, piena di
-debolezza. Per quanto fervidamente io desideri di giungere al cospetto
-del nostro Salvatore, il mio cuore terreno si strugge di rivedere
-un'ultima volta il mio figliuolo, e a tutti i miei sogni della
-beatitudine celeste si mescola il cocente rammarico che questa gioia,
-l'unica ch'io bramassi ancora quaggiù, debba essermi negata.
-
-— Oh, zietta, siamo tutti creature umane! Finchè la vostra anima
-immortale è chiusa nelle spoglie mortali, come _potreste_ cessar di
-pensare a Guglielmo, e non bramare la sua presenza nell'ora della prova
-suprema? Un sentimento naturale come questo non può essere un peccato.
-
-— Non so.... Forse anche non è. E se fosse, spero d'ottenere, innanzi
-di lasciar la terra, la grazia di espiare con un perfetto spirito di
-sottomissione le rivolte d'un cuore materno. Leggimi, cara, qualche
-santa parola di conforto: sembra che tu abbia il dono d'aprire sempre
-il buon libro alla pagina che meglio conviene al mio bisogno. Ah,
-sì, davvero, è un peccato in me ogni querela, assistita come sono
-dall'affetto e dalle cure di quella in cui Dio m'ha dato una figliuola
-benamata! —
-
-Gertrude prese la Bibbia, e avendola aperta al Vangelo di San Marco le
-cadde lo sguardo sul passo dell'agonia di Gesù nell'orto di Getsemani.
-Con savio criterio ella stimò che nulla poteva essere appropriato allo
-stato d'animo della signora Sullivan più che la commovente descrizione
-della lotta sostenuta dal Salvatore contro la propria umanità; nulla
-più atto a quetare il suo spirito, a sedare la ribellione della sua
-natura umana, che il visibile conflitto tra l'umano e il divino, con
-tanta patetica evidenza narrato dall'Apostolo; nulla più efficace che
-l'esempio del Figlio di Dio, il quale alla Sua preghiera, tre volte
-ripetuta, che venisse allontanato da Lui, se era possibile, il calice
-amaro, aggiungeva piamente: «Sia fatta la Tua volontà e non la mia!»
-
-Senza esitare ella lesse, ed ebbe la sodisfazione di vedere che la
-lettura aveva avuto lo sperato effetto, perchè quando tacque, indovinò
-sulle labbra della madre di Guglielmo, giacente in un atteggiamento di
-calma serena, le parole del Redentore. Non volendo disturbarla nelle
-sue meditazioni, non le rammentò la lettera al figliuolo, e sedette
-presso il letto in silenzio. Mezz'ora dopo la malata dormiva d'un
-placido sonno. Il suo volto aveva un'espressione di pace e di letizia
-così soave, che la fanciulla godeva nel contemplarlo. Innanzi ch'ella
-si destasse, l'ombra della notte invase la stanza. Gertrude, invisibile
-nel buio, sussultò udendo il suo nome. Prontamente accese una candela,
-e s'accostò a lei.
-
-— Oh, cara, che bel sogno ho fatto! — disse la signora Sullivan. —
-Siedi qui accanto a me: voglio raccontartelo. La realtà stessa non può
-essere più viva. Mi pareva d'attraversar l'aria a volo, librandomi
-sopra le nubi, in mezzo a fulgide stelle. Benchè rapido, il moto
-era tanto dolce che non mi stancava. Ed io viaggiavo, viaggiavo,
-passando in alto su terre e su mari. Infine vidi sotto di me una città
-bellissima, con chiese, torri, monumenti e un visibilio di gente che
-andava e veniva in tutte le direzioni. Avvicinatami, potei distinguere
-le facce di quegli uomini e quelle donne, e in una strada affollata
-notai un giovane che mi ricordava Guglielmo. Gli tenni dietro, e tosto
-mi sentii sicura ch'era lui stesso. Egli naturalmente mostrava un'età
-maggiore di quando ci lasciò, e il suo aspetto era proprio quale me
-lo sono sempre figurata, secondo le descrizioni che ci ha date nelle
-sue lettere dei cambiamenti fatti in questi anni. Lo seguii attraverso
-parecchie strade, finchè egli entrò in un vasto e bell'edifizio che
-sorgeva nel centro della città. Entrai anch'io. Passammo per ampie
-sale e altre stanze, tutte riccamente mobiliate, e ci fermammo in un
-salotto da pranzo. Nel mezzo c'era una tavola coperta di bottiglie, di
-bicchieri, e d'un magnifico servito ove restavano ancora dolci e frutta
-quali mai non ne vidi in vita mia. Vi sedeva intorno una brigata di
-giovanotti, molto ben vestiti, ed alcuni di così attraente apparenza,
-ch'io ne sarei rimasta incantata se non avessi avuto lo strano potere
-di leggere nei loro cuori e scoprire il male che vi s'annidava.
-
-«Uno aveva un viso piacentissimo in cui brillava l'intelligenza;
-era infatti dotato di non comuni facoltà mentali; ma io, vedendo più
-addentro che non si vegga d'ordinario, m'accorgevo, grazie a una specie
-d'istinto, che tutto il suo acume, tutta la sua genialità, non erano
-per lui se non mezzi d'ingannare gli uomini abbastanza folli od ingenui
-da lasciarsi cogliere a' suoi lacci; e portava in tasca, io lo sapevo,
-un paio di dadi falsati.
-
-«Un altro era la delizia della compagnia per il suo spirito arguto
-e faceto; ma a me non sfuggivano i primi indizi dell'ebbrezza, e non
-dubitavo che di lì a un'ora non sarebbe più stato padrone dei propri
-atti.
-
-«Un terzo si sforzava invano di sembrare felice; al mio sguardo
-scrutatore la sua anima appariva a nudo, e io non ignoravo ch'egli era
-torturato dall'angoscia d'aver perduto il giorno innanzi, al giuoco,
-tutto il suo denaro e parte di quello del suo principale, e dalla paura
-di non aver tanta fortuna da rivincere quella sera l'ingente somma.
-
-«E come questi tre, tutti i presenti erano sulla china d'una vita
-viziosa, e più o meno prossimi alla rovina. Nondimeno avevano un'aria
-piacevole e gaia, da cui Guglielmo, gli occhi del quale andavano
-dall'uno all'altro, pareva attirato e sedotto.
-
-«Uno di loro gli offerse un posto alla tavola, che tutti lo
-sollecitarono a prendere. Sedette, e il giovanotto che stava alla sua
-destra colmò un bicchiere di vino limpido e generoso invitandolo a
-bere. Egli esitò un momento, poi lo accostò alle labbra. In quella
-io gli toccai una spalla. Si volse, mi vide, e subito il bicchiere
-gli cadde di mano, e il vino si sparse a terra in mezzo ai frantumi
-del cristallo. Gli feci un cenno. Egli si rizzò e mi seguì. L'allegra
-compagnia lo richiamava a gran voce; anzi, uno dei commensali gli
-afferrò un braccio e tentò di trattenerlo, ma egli si liberò con
-una scossa nè volle ascoltare le loro proteste. Non eravamo però
-ancora usciti dal palazzo, quando colui ch'io avevo osservato per il
-primo e che sapevo essere il più astuto e il più pericoloso della
-brigata, sbucò da una stanza vicina al portone dov'era arrivato da
-un'altra parte, e sussurrò qualche parola all'orecchio di Guglielmo.
-Il mio figliuolo titubò, si voltò indietro, e forse avrebbe ceduto
-alla tentazione, s'io non mi fossi piantata di fronte a lui, alzando
-l'indice con un gesto di minaccia, e scotendo il capo. Allora egli
-respinse risolutamente il tentatore, si slanciò fuori, e scese
-a precipizio la lunga scalinata d'ingresso, prima che potessi
-raggiungerlo.
-
-«Ma io mi movevo con grande rapidità, sicchè non tardai a ritrovarmi al
-suo fianco, e presi a guidarlo attraverso le vie formicolanti di gente.
-Molte furono le avventure che incontrammo, e da ogni parte scorgevo
-tranelli tesi agl'incauti ed agl'inesperti. Più d'una volta il mio
-occhio vigile salvò lo spensierato ragazzo da qualche insidia in cui
-senza la sua mamma sarebbe certo caduto. Di tanto in tanto lo perdevo
-di vista, e dovevo ritornare sui miei passi: ora lo aveva diviso da
-me la folla, ora s'era volontariamente indugiato dove il popolino si
-divertiva, per assistere da spettatore a' suoi sollazzi o mescolarvisi.
-Però sempre obbediva al mio ammonimento e proseguivamo insieme il
-cammino. Intanto calava la sera.
-
-«A un tratto, passando per una via rischiarata da numerosi lampioni,
-m'avvidi che Guglielmo non mi accompagnava più. Lo cercai di qua e
-di là, ma non riuscii a trovarlo. Ansiosa, corsi un'ora di strada in
-strada chiamandolo a nome: nessuna risposta. Alfine, spiegate le mie
-ali, m'inalzai sopra la città popolosa e l'esplorai con lo sguardo
-nella speranza di scoprirvi il mio figliuolo come già appena arrivata.
-
-«Non fui delusa. Egli m'apparve in una sontuosa sala, illuminata
-a giorno, tra un'accolta di gaudenti del gran mondo. Una splendida
-giovane s'appoggiava al suo braccio, e io le vedevo nel cuore che la
-virile bellezza e le attrattive dello spirito di lui non la lasciavano
-indifferente. Allora tremai per Guglielmo! Ella era avvenentissima
-e ricca, ed anche molto elegante e corteggiata, come mostravano la
-ricercatezza del suo abbigliamento e l'ammirazione che destava intorno
-a sè. Ma io penetravo l'anima sua, e sapevo quanto ella fosse vana,
-superba, frivola, gelidamente egoista; sapevo che se amava Guglielmo
-era perchè la seducevano i suoi pregi esteriori, le sue piacevoli
-maniere, il suo radioso sorriso, e non per la nobiltà della sua
-natura, che non poteva apprezzare. Mentre essi passeggiavano nella
-sala e quella ch'era decantata come la regina della festa dava a lui
-solo il suo tempo e i suoi pensieri, io scesi invisibile accanto a
-mio figlio e di nuovo gli toccai una spalla. Egli guardò in giro, ma
-prima che avesse scorto il volto materno, la voce della sirena cattivò
-tutta la sua attenzione, ed ogni mio sforzo per staccarlo da lei fu
-inutile, poichè non mi udiva nemmeno. Infine ella disse alcune parole
-che svelarono all'alta mente del mio Guglielmo la follia e l'egoismo
-di quell'anima mondana. Allora, io, cogliendo il momento in cui ella
-stessa aveva indebolito il suo fascino su di lui, me lo strinsi tra
-le braccia, e, aperte le ali, volai lontano lontano, portando meco il
-premio conquistato. Salendo così nell'aria sentivo il mio figliuolo
-abbandonarsi sul mio petto, e il giovane nel fiore della virilità
-ridivenire il bambino che soleva posarvi come in un caldo nido la
-bionda testolina ricciuta. A rapido volo ritornavamo al luogo natio,
-passando su terre e su mari. E non sostammo finchè io non vidi la mia
-diletta Gertrude che ci aspettava in un verde prato, sul pendio d'una
-collina, all'ombra di grandi alberi. Volavo verso di lei per deporre a'
-suoi piedi la preziosa mia creatura, quando mi destai pronunziando il
-tuo nome....
-
-«Ah, cara, l'amarezza del calice che debbo vuotare è oramai svanita!
-Un angelo del Cielo me lo porge. Io non desidero più di rivedere mio
-figlio in questo mondo, perchè sono persuasa che la mia dipartita
-s'accorda coi disegni d'una misericordiosa Provvidenza. Adesso credo
-che nella mia veste mortale sarei forse impotente a salvare Guglielmo
-dalle tentazioni, a distorlo dal peccato; ma il puro spirito materno
-avrà maggiore virtù. Nella certezza che la mamma veglia su lui dalla
-sua dimora celeste, che s'adopra a mantenerlo nel retto sentiero, egli
-troverà una più valida difesa contro il pericolo, un più sicuro rifugio
-per l'anima insidiata, ch'ella non potrebbe offrirgli se fosse sulla
-terra. Adesso, o Padre, io posso dire dal profondo del cuore: «Sia
-fatta la Tua volontà e non la mia!» —
-
-Da quell'ora fino alla sua morte, che seguì circa un mese dopo, la
-signora Sullivan conservò la stessa tranquillità d'animo, la stessa
-perfetta rassegnazione. Come ella diceva, il suo dolore aveva perduto
-ogni amarezza. La lettera che dettò per Guglielmo esprimeva la sua
-piena fede nella bontà e nella saggezza della Provvidenza divina,
-e lo esortava a sottomettersi con reverenza ed amore ai decreti
-dell'Onnisciente. Gli ricordava le prime lezioni ch'ella gli aveva
-date, la pietà e la padronanza di sè inculcategli fin dai più teneri
-anni, e gli rivolgeva come estrema sua preghiera la raccomandazione
-che il suo influsso su di lui venisse aumentato anzichè diminuito
-dalla morte, che la sua presenza fosse da lui sentita come reale e
-continua. Infine ella che fedelmente aveva lottato contro le avversità,
-lo ammoniva di guardarsi dai pericoli e dalle insidie che accompagnano
-la prospera fortuna, e di non smentire mai, nè screditare l'educazione
-ricevuta.
-
-Gertrude piegò la lettera credendola finita, poi uscì per recarsi
-alla scuola dove insegnava. Ma tosto che si fu allontanata, la signora
-Sullivan la riaperse, e con la sua mano debole e tremante aggiunse sul
-foglio già quasi riempito alcune righe che dicevano la disinteressata,
-paziente, amorosa devozione della fanciulla, chiudendo con queste
-parole: «Figliuolo mio, finchè avrai cara la memoria del tuo nonno e
-della tua mamma, non cessar di mostrare tutta la gratitudine di cui
-il tuo cuore è capace a colei che le mie forze non mi consentono di
-lodarti quanto merita.»
-
-Ella si spense così lentamente, a grado a grado, che la catastrofe
-quasi fu un colpo inaspettato per Gertrude, la quale, pur vedendo
-l'opera distruttrice della malattia, non poteva risolversi a credere
-che sarebbe una volta compiuta.
-
-E fu nel silenzio della notte, senza nessuno fuor della giovane
-Giannina tutta sgomenta, per aiutarla e sostenerla, ch'ella assistette
-alla dipartita di quell'anima a lei tanto cara.
-
-— Ti fa paura vedermi morire? — le domandò la signora Sullivan circa
-un'ora innanzi la sua fine.
-
-— No, — ella rispose.
-
-— Ebbene, volgimi un poco verso di te, — disse la morente — affinchè il
-tuo viso, figliuola mia buona, sia l'ultimo aspetto terrestre su cui si
-posino i miei occhi. —
-
-Gertrude obbedì. E la madre di Guglielmo spirò, con la mano nella mano
-di lei, e uno sguardo di profondo affetto negli occhi che la fissavano
-mentre si spegneva.
-
-
-
-
-XXVI.
-
- Quale la gioia si fosse o il dolore
- Che in sorte avesse a lei dato il Signore,
- Dirittamente ognor la vera via
- Della virtù cristiana ella seguia.
-
- GIOVANNA BAILLIE.
-
-
-Soltanto quando la sua opera d'amore fu così terminata, Gertrude
-s'avvide che le continue fatiche, sostenute notte e giorno, avevano
-fatto soffrire il suo organismo ed esaurito le sue forze. Durante la
-prima settimana seguita alla morte della signora Sullivan il dottor
-Jeremy temette per lei una grave malattia. Ma dopo aver lottato
-parecchi giorni contro sintomi assai minacciosi, ella si rimise,
-e sebbene ancor pallida e patita potè riassumere il suo ufficio di
-maestra e occuparsi della ricerca d'una nuova casa.
-
-Già più d'una famiglia amica le aveva offerto ospitalità,
-sollecitandola ad accettare l'invito con un calore così cordiale che
-rendeva difficile il ricusarlo; ma per quanto commossa profondamente
-dalla benevolenza manifestatale nel suo dolore e nella sua solitudine,
-ella volle piuttosto tenersi alla risoluzione presa di trovare
-addirittura una dozzina fissa. E quando le ragioni su cui la fondava
-furono intese dagli amici cortesi, essi non poterono che approvare la
-sua condotta e cessando d'importunarla le prestarono invece con gran
-premura, il loro aiuto per attuare il suo proposito.
-
-La signora Jeremy sulle prime era rimasta male e si sentiva quasi
-offesa dal rifiuto della giovanetta di stabilirsi subito in casa sua e
-rimanerci finchè volesse, magari sempre; e anche il dottore insisteva
-con un così perentorio «Su, Gertrude, vieni da noi immediatamente e
-zitta!» ch'ella aveva paura, date le sue condizioni di salute, d'essere
-portata via senza _poter protestare_. Ma dopo aver di propria autorità
-ordinato a Giannina d'impaccare la roba della signorina Flint, chiudere
-la casa, e ritornarsene dai suoi genitori, egli acconsentì a sentir
-che cosa Gertrude sapesse dire a giustificazione della sua ritrosia. I
-ragionamenti su principî generali con cui ella spiegò perchè credesse
-di non dover accettare la generosa profferta, non valsero per altro a
-persuadere quell'ottima coppia.
-
-— Voleva, per la sua dignità, uno stato indipendente? Scusa che non si
-reggeva ritta! O non sarebbe indipendente lo stesso, stando con loro?
-La sua compagnia era tanto gradita a tutt'e due, ch'ella poteva esser
-sicura di fare anzichè ricevere un favore, sicchè le obbligazioni non
-le avrebbe lei, ma viceversa. —
-
-Allora si trovò costretta ad usare l'argomento che veramente aveva
-avuto il maggior peso sull'animo suo, e che, ella non ne dubitava,
-doveva parere decisivo anche al dottor Jeremy.
-
-— Dottore, — ella disse — voi, spero, non condannerete in me un
-sentimento che, lo confesso, ha molto corroborata la mia risoluzione.
-Io vi menzionerei malvolentieri questo motivo che più d'ogni altro mi
-ha indotta a prenderla, se già non conosceste lo stato delle cose tra
-me e il signor Graham, abbastanza a fondo da potermi comprendere e,
-almeno fino a un certo punto, approvare. Sapete ch'egli era contrario
-alla mia determinazione di non accompagnarli nel loro viaggio,
-quest'inverno, e di stabilirmi a Boston; quindi sospetterete che lui
-ed io non ci siamo lasciati in buona armonia. Egli mi disse che io
-non sarei certo capace di guadagnarmi la vita e mi troverei ridotta a
-dipendere da estranei. Ora, giacchè lo stipendio che ricevo dal signor
-W. è sufficiente a tutti i miei bisogni, sono ardentemente desiderosa
-di collocarmi in modo da mostrargli al suo ritorno che affermando, o,
-se si vuole, vantandomi d'essere in grado di bastare a me stessa, non
-presumevo troppo delle mie forze!
-
-— Dunque, Graham supponeva che senza il suo potente appoggio voi
-sareste ridotta alla mendicità? — fece il dottore. — Col vostro ingegno
-e la vostra cultura? L'è da par suo!
-
-— Oh, no, no, non volevo dir questo! — esclamò la fanciulla. — Mi
-considerava semplicemente come una bambina, e non comprendeva che
-facendomi educare ed istruire, aveva provveduto al mio sostentamento in
-anticipazione. Era naturalissimo che non avesse troppa fede nella mia
-capacità di lavorare: non m'ha veduta mai alla prova.
-
-— Capisco, capisco. Pensava che dovreste un giorno chiamarvi ben
-contenta di ritornare in casa Graham.... Da par suo, sì, da par suo!
-
-— Via, non credo poi che arrivasse a cotesto segno! — osservò
-la signora Jeremy. — Era adirato e non badava a quel che diceva.
-Scommetterei dieci contro uno che non se ne rammenta più nemmeno, e
-a me pare una specie d'orgoglio da parte di Gertrude il darvi tanta
-importanza.
-
-— Non saprei, signora Jerry, — obiettò suo marito. — Se è orgoglio, è
-però un orgoglio onorevole ch'io lodo, e non giuro che se mi trovassi
-ne' panni di lei, i miei sentimenti non sarebbero identici. Perciò io
-non insisto più per distorla dal suo proposito. Può stare a dozzina,
-e tuttavia passar una buona parte del suo tempo con noi, sia ore,
-sia giornate; e non occorre dirle che caso mai s'ammalasse o fosse
-altrimenti disturbata, la nostra porta è sempre aperta.
-
-— Ma sicuro! — disse la signora. — Se proprio sei risoluta, cara
-Gertrude, fa' dunque come credi meglio; soltanto in una cosa tu devi
-assolutamente compiacermi. Lascia questa casa vuota e triste; vieni
-via con me, oggi stesso, e rimani da noi finchè tu abbia trovato una
-dozzina conveniente. —
-
-Per un breve soggiorno, Gertrude accettò la cordiale ospitalità ben
-volentieri; quindi seguì i suoi amici, senz'indugio. E fu soprattutto
-grazie alle assidue cure del valentissimo medico, e all'assistenza
-della signora Jeremy, la quale vegliò su lei con materna sollecitudine,
-ch'ella potè sfuggire alla malattia che seriamente la minacciava.
-
-Il signor W. e sua moglie conoscevano le dure prove sostenute dalla
-fanciulla quell'inverno, ed erano per lei pieni di benevolenza e di
-simpatia. Essi pure le offersero la loro casa fino al ritorno del
-signor Graham e d'Emilia, facendole vive istanze perchè accettasse; ma
-quando ella ebbe spiegato che non sapeva quanto durerebbe l'assenza
-loro, e che del resto probabilmente non avrebbe più vissuto coi
-signori Graham in avvenire, convennero ch'ella si regolava con saviezza
-provvedendo a stabilirsi addirittura da sè.
-
-Così i coniugi Arnold, i quali avevano costantemente usato affettuose
-attenzioni alla signora Sullivan e a Gertrude, ed erano stati le sole
-persone ammesse oltre il dottore nella camera dell'inferma, volevano
-ad ogni costo che la giovanetta, due volte orfana, su cui credevano
-d'avere quasi un diritto di tutela, stesse con loro, sotto la loro
-protezione, fino ch'Emilia non fosse ritornata dal suo viaggio: perchè
-come i W. limitavano a questo termine il loro invito. Ma la famiglia
-del pastore essendo numerosa, e la sua casa relativamente piccola,
-come la sua paga, l'offerta era mossa da un puro sentimento benevolo:
-pertanto egli, e la prudente ed economa sua consorte, udito da Gertrude
-ch'ella guadagnava abbastanza da potersi mantenere con decoro, e
-aveva risolto di conservare la propria indipendenza, l'approvarono
-entrambi vivamente; anzi la signora la consigliò e l'aiutò nel modo più
-efficace.
-
-Ella aveva una sorella vedova che suppliva alla deficienza della sua
-rendituccia tenendo a dozzina alcune signorine venute a Boston per
-compiere i loro studi. Gertrude non la conosceva, ma ne aveva spesso
-inteso parlare con molti elogi; e la sua speranza di trovare da lei
-una dimora gradevole e non troppo costosa, non fu delusa. La signora
-Warren, avendo appunto libera una bella camera sul davanti, grande
-e chiara, acconsentì di buon grado a darla alla giovane maestra
-che la sorella caldamente le raccomandava. Le condizioni erano
-convenientissime, e Gertrude poteva prendere subito possesso della sua
-nuova abitazione.
-
-La signora Sullivan le aveva lasciato tutti i suoi mobili, parecchi
-dei quali comperati di recente, e scelti, secondo il desiderio
-di Guglielmo, tra i migliori per qualità e fattura. A fine di
-risparmiarle le fatiche dello sgombero, dopo i tanti strapazzi a cui
-s'era sottoposta, la signora Arnold e le sue due figliuole maggiori
-insistettero amorevolmente perchè ella non s'occupasse che della scuola
-e affidasse a loro l'incarico di far trasportare e disporre nella sua
-stanza i mobili che desiderava collocarvi, ed invigilare l'imballaggio
-del resto: giacchè la fanciulla non voleva che alcun oggetto fosse
-venduto. Fu per lei un gran sollievo l'essere dispensata dall'assistere
-al doloroso spettacolo dello spogliamento e dell'abbandono di quella
-casa ch'era stata il piacere e l'orgoglio della cara amica perduta. E
-quando entrò nella camera cedutale dalla signora Warren, sebbene le si
-stringesse il cuore alla vista di quei mobili a lei tanto familiari,
-ella, ammirando la cura e il buon gusto con cui ogni cosa era disposta
-per riceverla, pensò che avrebbe commesso un peccato desolandosi e
-chiamandosi sola al mondo, mentre v'erano anime così buone e mani così
-operose, pronte a venirle amorosamente in aiuto.
-
-La sera, passò nel salotto da pranzo, dove s'aspettava di trovare alla
-tavola del tè soltanto persone sconosciute; ma con sua grata maraviglia
-vide tra le commensali Fanny Bruce, la quale, lasciata a Boston dalla
-madre e dal fratello che viaggiavano per diporto, era già da parecchie
-settimane nel numero delle dozzinanti della signora Warren. Fanny, ora
-una scolaretta dai dodici ai tredici anni, aveva spesso avuto occasione
-d'incontrarsi con Gertrude durante la villeggiatura estiva, ed ammirava
-fervidamente la sua vicina da cui sempre otteneva doni di fiori,
-prestiti di libri, aiuto in lavoretti di fantasia. La notizia della
-sua venuta data dalla padrona di casa, le aveva fatto concepire la
-speranza di stringere con lei più intima amicizia, e quando nei grandi
-occhi neri e nel sorriso della giovanetta scòrse la gioia che anch'essa
-provava rivedendola, si sentì incoraggiata, a segno che facendosi
-innanzi salutò la cara signorina Flint con una vigorosa stretta di
-mano, e pregò d'esserle messa accanto a tavola.
-
-La piccola Bruce era una ragazzina di buone disposizioni e cuore
-affettuoso, ma negletta dalla madre che riponeva tutto il suo orgoglio
-nel figliuolo, il famoso Ben, egli pure ammiratore di Gertrude. Più
-volte quella mamma troppo amante dei divertimenti e quell'indolente
-fratello l'avevano così piantata in qualche dozzina mentre essi
-facevano un viaggio di piacere; nè sempre era capitata bene come dalla
-signora Warren.
-
-La povera creatura, non incorata da alcuna simpatia negli sforzi della
-sua buona volontà, sentiva che i suoi progressi, il suo benessere
-morale, non importavano a nessuno, neppure a' suoi, e questo senso
-d'abbandono era per lei una sorgente d'infelicità profonda.
-
-Gertrude presto s'accòrse che Fanny viveva molto appartata. Ella era
-d'alcuni anni minore delle sue compagne, tre signorine eleganti, che
-non accondiscendevano ad ammettere quella bambina nella loro intimità;
-e la signora Warren, tutta presa dai suoi doveri di padrona di casa,
-non s'occupava di lei in particolare. La sua solitudine doveva destar
-la compassione d'una in cui era sempre vivo il dolore per la morte o
-la lontananza delle persone più dilette. Questo sentimento induceva
-Gertrude a invitarla frequentemente nella sua camera, quantunque nulla
-le fosse gradito a quel tempo, come la quiete ed il silenzio. Anzi
-giungeva a dimenticare la propria afflizione fino a cercar di divertire
-un po' la sua piccola ospite, la quale invece si stimava già abbastanza
-fortunata di poterle tenere compagnia nel suo ritiro, leggere i suoi
-libri, vedersi sicura della sua amicizia. Durante il mese di marzo,
-che fu insolitamente burrascoso, Fanny passò quasi tutte le serate con
-Gertrude; e questa, che dapprima sentiva di fare un sacrifizio col
-dar continuo accesso ad un'estranea in camera sua, privandosi così
-della sua libertà intima, a poco a poco riconobbe quanto vera fosse
-la profezia dello zio True ch'ella sforzandosi di fare felici gli
-altri avrebbe fatto la felicità propria. La conversazione animata e
-spesso piacevole della ragazzina la distraeva, le impediva di troppo
-concentrarsi nel suo cordoglio: e l'affezione reciproca che l'avvinceva
-a lei la salvava dallo scoramento della coscienza d'esser sola al
-mondo.
-
-Venne l'aprile. E nessuna notizia d'Emilia dopo quella lettera della
-signora Ellis. Il cuore di Gertrude si struggeva nell'angoscioso
-desiderio di poter versare come una volta le sue pene nel seno
-dell'amica tanto cara, di dirle quante volte in quel triste inverno
-ella avesse sospirato il dolce tocco della mano leggera che soleva
-posarsi amorosamente sul suo capo, il suono della voce soave che la
-confortava al solo udirla, e qual bisogno provasse del buon consiglio,
-dell'incoraggiamento, della consolazione che sempre trovava in lei.
-Per qualche tempo la fanciulla aveva scritto regolarmente; ma poi, non
-sapendo ella più dove dirigere le lettere, l'ultima delle quali spedita
-innanzi la morte della signora Sullivan, ogni sua comunicazione coi
-viaggiatori era troncata.
-
-Una sera Gertrude sedeva alla sua finestra, pensando agli amici ch'ella
-aveva amati con amore di figliuola e di sorella e da cui la morte o
-le vicende della vita l'avevano divisa, quando fu pregata di scendere
-al pianterreno per ricevere il pastore Arnold e la signorina Anna, sua
-figlia, venuti a farle visita.
-
-Dopo i complimenti d'uso, Anna le disse:
-
-— Avrete, sicuro, saputo la notizia, Gertrude?
-
-— No, non ho inteso nulla di speciale, — rispose ella.
-
-— Come! — esclamò il signor Arnold. — Ignorate il matrimonio del signor
-Graham? —
-
-Gertrude sussultò, sbalordita.
-
-— Dite sul serio? Il signor Graham s'è ammogliato! Quando? Con chi?
-
-— Con la vedova Holbrook, una cognata del signor Clinton. Si sono
-conosciuti all'Avana dove la signora soggiornava anch'essa, in
-compagnia d'altri Americani settentrionali.
-
-— Ma è strano che voi ne siate rimasta così all'oscuro! — osservò Anna.
-— Eppure c'era l'annunzio in tutti i giornali: «Maritati alla Nuova
-Orléans J. H. Graham Esq.[3] di Boston e la signora N. N. Holbrook.»
-
-— Non vedo giornali da due o tre giorni, — disse Gertrude.
-
-— La cecità della signorina Emilia le impedisce di scrivervi,
-naturalmente, — riprese l'altra. — Il signor Graham, però, avrebbe
-dovuto mandarvi la partecipazione delle sue nozze. — E poichè Gertrude
-taceva, soggiunse ridendo: — Forse la sposina ha accaparrato tutta la
-sua attenzione.
-
-— Sapete qualche cosa, voi, di cotesta signora Holbrook? — domandò
-quella.
-
-— Non molto, — rispose il signor Arnold. — La vidi poche volte, in casa
-Clinton. È una bella donna, molto appariscente, che ama il lusso e i
-ritrovi mondani, a quanto pare.
-
-— Oh, io ebbi occasione di vederla spesso! — fece Anna. — E vi so dire
-ch'è grossolana, chiassosa, impetuosa.!... Proprio un genere di persona
-da ridurre la signorina Emilia alla disperazione! —
-
-Una viva angoscia apparve nel viso di Gertrude. Il pastore guardò sua
-figlia con aria di rimprovero.
-
-— Anna, — egli disse — sei ben sicura di non parlare inconsideratamente?
-
-— La mia autorità è Isabella Clinton, babbo. Il mio giudizio si
-fonda su ciò che l'udivo dire a scuola circa sua zia _Bella_, come la
-chiamava sempre.
-
-— E Isabella dipingeva sua zia in modo così sfavorevole?
-
-— Non mica con cattiva intenzione; al contrario, credeva di lodarla; ma
-a me quelle lodi non davano una gran buona idea della signora.
-
-— Non dobbiamo condannarla prima d'averla conosciuta meglio, — replicò
-benignamente il signor Arnold. — Potrebbe darsi che sia invece tutto
-l'opposto di quello che tu ti figuri.
-
-— E di Emilia non potete dirmi nulla? — chiese Gertrude. — Ritorneranno
-presto?
-
-— Non so altro che la notizia letta nei giornali, — rispose egli. —
-Voi, quando aveste lettere? —
-
-Ella disse la data dell'unica missiva della signora Ellis, e riferendo
-ciò che questa le aveva raccontato di un'allegra compagnia di Americani
-degli Stati settentrionali incontrata all'Avana, espresse l'opinione
-che la nuova signora Graham fosse appunto quella tal vedova che le
-descriveva.
-
-— Senza dubbio, — affermò il signor Arnold.
-
-Sapendo tanto poco dei fatti, non avevano materia da continuare il
-discorso su questo soggetto, e parlarono d'altro. Ma Gertrude non
-poteva pensare se non ad Emilia: quel matrimonio aveva conseguenze di
-così vitale importanza per la sua diletta amica, che la sua mente vi
-ritornava sempre, ed ella durava fatica a seguire il senso delle parole
-che fluivano rapidamente dalla bocca della giovane Anna Arnold.
-
-Per fortuna la necessità di rispondere a una domanda che non aveva
-inteso affatto, venne rimossa dall'improvvisa comparsa dei Jeremy. Il
-dottore teneva nella destra una lettera suggellata diretta a Gertrude
-Flint: la scrittura del recapito era quella del signor Graham.
-Egli la porse subito alla destinataria, poi disse guardando Anna e
-stropicciandosi le mani:
-
-— Ora, signorina Arnold, saremo informati su queste famose nozze. —
-
-La viva curiosità dei presenti dispensava Gertrude dalle cerimonie.
-Ella ruppe il suggello e scorse rapidamente il contenuto della busta.
-
-Questo consisteva in una lettera di due o tre pagine fittamente coperte
-dei caratteri della signora Ellis, e d'un biglietto, non tanto breve,
-del signor Graham stesso. Per quanto maravigliata di ricevere una
-missiva da parte d'un signore che aveva dichiarato con tanta collera
-di non voler sapere più nulla di lei, ella era soprattutto ansiosa
-d'aver notizie d'Emilia, e però dette la precedenza al documento della
-governante in cui era più probabile trovarle. Diceva così:
-
- Nuova York, 31 marzo 1852.
-
- «Cara Gertrude,
-
-«Posto che allo sposalizio assistevano molte persone di Boston, credo
-che oramai vi sarà giunta all'orecchio la gran nuova. Il signor Graham
-s'è riammogliato. E la sposa è la vedova Holbrook: la medesima vedova
-di cui vi scrissi. L'ha voluto e l'ha avuto. Non esito a dire che non è
-lui quello dei due che ha fatto un buon affare. Ama la vita tranquilla
-e, pover'uomo, può farne il pianto, perchè alla signora invece
-piacciono i divertimenti e l'allegra compagnia. Bisognava vedere come
-essa gli dava la caccia, all'Avana; scommetterei però che egli in fondo
-non intendeva di lasciarsi pigliare. Ma lo raggiunse anche alla Nuova
-Orléans, e insomma la conclusione è che l'ha spuntata ed oggi è sua
-moglie.
-
-«Emilia s'è contenuta ammirabilmente; mai non ha detto una parola
-contro questo matrimonio, nè avrebbe potuto trattare la vedova in modo
-più benevolo e grazioso: ma, ohimè, come si troverà, poverina, in
-mezzo alla gioventù spensierata che invade ora la casa e la riempie
-di chiasso e di confusione? Io non ci sono avvezza, e mi garba
-poco; figuratevi poi la nostra Emilia! La nuova signora del resto
-è abbastanza gentile con me, adesso ch'è maritata. Considera che lo
-richiedono le convenienze, essendo io da tanto tempo nella famiglia di
-cui è venuta a far parte.
-
-«M'immagino, cara Gertrude, che sarete stata desiderosa di sapere che
-ne fosse di noi, e apprenderete con maraviglia che siamo già a Nuova
-York, sulla via del ritorno: ossia, per essere esatta, sulla via del
-ritorno sono io sola. Avrei voluto scrivervi dalla Nuova Orléans, ma
-c'era un da fare, un andirivieni tali, che non riuscivo mai a cogliere
-il momento opportuno; e dopo quell'orrida traversata in piroscafo
-da Charleston a qui, mi sentivo disfatta; per una settimana non sono
-stata proprio buona a nulla. Non posso però più differire perchè Emilia
-è oltremodo ansiosa di darvi sue notizie e avere le vostre. Povera
-Emilia! Non istà punto bene.... mi spiego, non voglio dire che sia
-malata; è piuttosto in uno stato d'abbattimento morale, d'irritazione
-nervosa. Si stanca presto, per ogni minima cagione si scuote, si
-sconturba, contro l'usato. Io credo che ne siano causa la nuova signora
-Graham, e lo sciame delle nipoti e compagnia bella, e altre cose
-sgradevoli. Non si lagna mai, si direbbe anzi che sia lieta delle terze
-nozze di suo padre; ma a me è sembrata sempre tutt'altro che felice
-durante questo inverno, e ora ha qualche volta un aspetto così triste
-che m'impensierisce. Parla molto di voi ed è un grande rammarico per
-lei non avere più vostre lettere.
-
-«Basta, veniamo ora al punto principale. Sappiate che hanno stabilito
-d'andare tutti insieme in Europa, Emilia compresa. Secondo me l'idea
-è della sposa; comunque sia, il viaggio è deciso. Il signor Graham
-intendeva ch'io li accompagnassi: ma vorrei essere impiccata anzichè
-avventurarmi un'altra volta per mare, e glielo dissi chiaro e tondo.
-Perciò egli vi scrive chiedendovi d'accompagnare Emilia. Se il mal
-di mare non fa paura anche a voi, spero che non ricuserete l'invito,
-perchè sarebbe una cosa terribile per lei doversi mettere nelle mani
-d'una estranea; e purtroppo, cieca com'è, non può far senza di qualcuno
-che l'assista. Io sono certa ch'essa non ha la minima voglia di prender
-parte a questo viaggio; ma non osa pregare suo padre di lasciarla a
-casa, per tema ch'egli la creda avversa alla sua nuova moglie.
-
-«Tosto che s'imbarcheranno, cioè alla fine d'aprile, io ritornerò alla
-villa per badarvi durante la loro assenza.
-
-«Ora Emilia mi detterà un poscritto a questa lettera: di mio non
-v'aggiungo altro, salvo che siamo impazientissime di sentire la vostra
-risposta, e che, lo ripeto, mi confido che voi non vi negherete di
-partire con lei.
-
- «Vostra sinceramente
- «SARA H. ELLIS.»
-
-Il poscritto era il seguente:
-
-«Non ho bisogno di dire alla mia amata Gertrude quanto ho sentito la
-privazione della sua compagnia, quanto vivamente ho desiderato d'averla
-di nuovo accanto a me; nè che ho pensato a lei giorno e notte e pregato
-il Signore di sostenerla nelle prove dolorose e nelle fatiche in cui
-doveva cimentare la sua forza e il suo coraggio.
-
-«La lettera scritta dopo la morte del signor Cooper fu l'ultima che mi
-pervenne, e non so se la signora Sullivan sia ancora viva. Scrivimi
-subito, figliuola mia, nel caso che tu non possa venire con noi. Il
-babbo ti dirà i nostri disegni e ti chiederà d'accompagnarci in Europa;
-sarà per me un gran sollievo e una gran gioia l'aver meco la mia cara
-Gertrudina, a condizione però ch'ella non abbandoni alcun altro dovere.
-Io m'affido al tuo cuore perchè tu risolva di fare ciò ch'è giusto.
-
-«Come già sai, il babbo s'è riammogliato. Questo è per noi tutti un
-grande cambiamento, ma non dubito che i risultati ne saranno felici. La
-signora Graham ha con sè qui all'albergo due nipoti le quali saranno
-anch'esse del viaggio in Europa. Due bellissime ragazze, mi dicono;
-specie Bella Clinton che tu vedesti a Boston qualche anno fa.
-
-«La signora Ellis è stanca di scrivere, e però chiudo assicurando la
-mia Gertrude del devoto affetto di
-
- «EMILIA GRAHAM.»
-
-Non senza curiosità, la giovanetta aperse poi l'epistola del signor
-Graham. Ella pensava che questi doveva essersi trovato impacciatissimo
-nello scriverle: avrebbe egli mantenuto il suo tono severo e imperioso,
-o si sarebbe degnato di spiegarsi e scusarsi? Se Gertrude l'avesse
-conosciuto meglio non avrebbe fatto la seconda ipotesi: il signor
-Graham non si scusava mai, posto che mai non credeva d'avere il torto.
-Ecco la lettera:
-
- «Signorina Gertrude Flint,
-
-«Sono passato a terze nozze, e ho divisato di fare un viaggio in
-Europa. C'imbarcheremo il 28 aprile. Mia figlia viene con noi, e
-poichè la signora Ellis teme il mare, mi trovo indotto a proporvi di
-raggiungerci a Nuova York, ed accompagnarci per assistere Emilia.
-Certo, non ho dimenticato l'ingratitudine con cui già dispregiaste
-un'altra simile mia offerta, e nulla avrebbe potuto spingermi a darvi
-una nuova opportunità di manifestare sentimenti di tal natura, se non
-il desiderio di rendere felice la mia figliuola, e insieme d'esser
-utile a una giovane ch'è stata così a lungo nella mia famiglia,
-provvedendola con sincera benevolenza d'un onorevole collocamento.
-
-«Vi pongo dunque nella possibilità di cancellare dalla mia mente il
-ricordo della vostra condotta verso di me, col compiacerci questa
-volta; e se vi risolvete a ritornare da noi, vi darò modo di tenere nel
-mondo il posto d'una signora.
-
-«Dato che partiamo per l'Europa alla fine del mese venturo, sarà bene
-che siate qui entro la quindicina. Scrivete e indicatemi il giorno del
-vostro arrivo: verrò io stesso ad aspettarvi allo sbarco. La signora
-Ellis ha gran premura di essere a Boston; spero dunque che vorrete
-sollecitare la vostra venuta.
-
-«Voi dovrete incontrare varie spese, e però v'includo una somma
-sufficiente a coprirle. Se avete debiti, fatemi sapere a quanto montano
-e sarà mia cura che tutte le pendenze vengano regolate prima della
-vostra partenza.
-
-«Confidandomi che abbiate oramai riacquistato il senso del vostro
-dovere, sono disposto a chiamarmi l'amico vostro
-
- «J. H. GRAHAM.»
-
-Gertrude sedeva presso a un lume rischiarante in pieno la sua
-faccia, la quale, nello scorrere lo scritto del superbo signore,
-avvampava tutta di sdegno e d'orgoglio offeso. Il dottor Jeremy che
-spiava le sue impressioni la vide farsi rossa e lanciò un'occhiata
-diffidente verso la lettera; poi, non appena il signor Arnold e la sua
-figliuola, trattenutisi ancora pochi minuti per udire le notizie, se
-ne furono andati, pregò la fanciulla di comunicargliene il contenuto,
-assicurandola che se si rifiutava avrebbe creduto le parole del signor
-Graham assai più insultanti di quanto forse erano in realtà.
-
-— Mi scrive per invitarmi ad accompagnarli in Europa, — rispose ella.
-
-— Davvero! — fece il dottore con un fischio sommesso. — E s'immagina
-che voi sarete tanto grulla da fare i bagagli e partire immediatamente,
-al suo comando?
-
-— Ma, Gertrudina, — disse la signora Jeremy — tu ci andrai di certo
-volentieri!... Figurati, cara, che piacere, un viaggio in Europa!
-
-— Non dite sciocchezze, signora Jerry! — esclamò il dottore. — Bel
-piacere viaggiare con un vecchio tiranno, e la figlia cieca, e la
-moglie volgare e prepotente, e le nipoti vanitose e smorfiose.... In
-una bella condizione si troverebbe Gertrude, schiava dei capricci di
-tutta la compagnia!...
-
-— Dottor Jerry, — l'interruppe la signora — dimenticate Emilia.
-
-— Emilia.... sicuro, essa è un angelo, e non tratterebbe mai nessuno
-senza riguardo, men che meno poi la sua favorita; ma ora anche lei
-rappresenta una parte secondaria, e non credo di sbagliare dicendo che
-stenterà a difendere i propri diritti, e mantenersi al posto che le si
-compete, nell'allargata cerchia della famiglia di suo padre.
-
-— È dunque necessario che qualcuno la sostenga, e vegli su lei per
-salvarla da noie e dispiaceri, — disse Gertrude.
-
-— Sicchè intendete di piantarvi sulla breccia? — domandò egli.
-
-— Intendo d'accettare la proposta del signor Graham, e raggiungere
-subito Emilia, — ella rispose. — Ma spero che la buona armonia
-esistente a quanto pare tra lei e le sue nuove parenti, rimarrà
-indisturbata, e che non avrò quindi da prendere le armi per conto suo;
-quanto _a me stessa_ non ho ombra di paura.
-
-— Allora, sei risoluta di partire? — disse la signora Jeremy.
-
-— Sì. Nulla fuorchè il mio dovere verso la signora Sullivan e suo padre
-avrebbe mai potuto indurmi a lasciarla. Questo dovere è compiuto,
-e poichè io posso esserle utile e ch'ella mi desidera, non esito un
-momento. Vedo assai chiaramente dalla lettera della signora Ellis che
-Emilia non è felice; io non devo negligere nessuna cosa che mi sia dato
-fare per consolarla. Pensate quale amica è stata per me!
-
-— Oh, lo so! Io credo che, in fin dei fini, tu godrai il viaggio a
-dispetto degli spauracchi che il dottore ti rizza contro; nondimeno è
-un sacrificio da parte tua lasciare la tua bella camera e tutti i tuoi
-comodi per l'incerto genere di vita che t'offre il viaggiare in così
-numerosa compagnia. —
-
-Il dottore interruppe:
-
-— Se fa un sacrificio? La grazia! Non ne ho mai visto fare uno
-maggiore, perchè si tratta non solo di perdere i trecentocinquanta
-dollari l'anno che si guadagna, e la sua piacevole e tranquilla
-abitazione di Boston, ma d'abbandonare quell'indipendenza per cui
-ha tanto lottato e che le premeva a segno di non voler accettare
-l'ospitalità in casa d'amici se non per un brevissimo soggiorno.
-
-— No, dottor Jeremy! — esclamò la fanciulla con calore. — Nulla ch'io
-faccia per amore d'Emilia può essere chiamato sacrificio. È una gran
-gioia per me.
-
-— Per te è sempre una gioia fare il bene, — osservò la signora.
-
-— Oh, non oserei affermarlo! — disse Gertrude. — Spesso anzi i miei
-desiderî tenderebbero a sviarmi. Ma in questo caso no. Il pensiero
-che la nostra cara Emilia abbia a dipendere da un'estranea per quei
-piccoli servigi che soltanto il suo affetto verso chi glieli presta può
-renderle accettabili, mi torturerebbe. Durante anni abbiamo vissuto
-l'una per l'altra, goduto e sofferto insieme: _devo_ andare con lei;
-non posso neanche sognarmi di fare diversamente.
-
-— Vorrei essere persuaso che il vostro sacrificio sarà, almeno fino a
-un certo punto, apprezzato, — borbottò il dottore. — Ma scommetto che
-invece Graham s'immaginerà di obbligarvi enormemente riprendendovi
-seco. Forse vi parla come a una mendicante, in quella lettera: non
-sarebbe la prima volta in vita sua che si comporta in cotesto modo.
-Sicuro, niente al mondo avrebbe indotto il povero Filippo Amory a
-ritornarci. — Poi a voce più alta soggiunse: — Vi fa qualche scusa per
-la scortesia con cui vi trattò quando lo lasciaste?
-
-— Pare che stimi di non avere alcun torto.
-
-— Neppure scusarsi, dopo essersi condotto come non dovrebbe un
-gentiluomo! Già me lo figuravo. Io protesto ch'è una pazzia esporvi
-di nuovo a simili trattamenti. Ma ho sempre _udito dire_ che le donne
-sono piene d'abnegazione nelle loro amicizie: ora ne veggo la prova.
-Gertrude è un'eccellente amica. Signora Jerry, dobbiamo coltivare le
-sue buone disposizioni; chi sa che una volta o l'altra non si dia il
-caso anche per noi d'avere a chiederle qualche gran servigio.
-
-— E io sarò lieta se potrò rendervelo. Nessuno più di me è in debito
-verso il consorzio umano. Sento che il mondo è tacciato d'egoismo,
-di durezza, d'insensibilità: ma verso di me fu pietoso. Sarei ingrata
-se non alimentassi nel mio cuore uno spirito d'amore universale: più
-ingrata ancora se non fossi pronta a fare quanto sta nelle mie forze
-per i cari amici che mi hanno prodigato tesori d'affetto quali mai
-toccarono in sorte a un orfano!
-
-— Gertrude, — disse la signora Jeremy — io credo veramente che tu
-facesti bene lasciando Emilia quando te ne partisti da casa Graham,
-e che fai bene adesso ritornando a lei. E se l'essere tu la buona
-figliuola che sei è in qualche modo merito suo, certo ella ha sopra di
-te un sacro diritto.
-
-— Oh, sì, lo ha! Fu lei quella che per la prima m'insegnò a distinguere
-il bene dal male.
-
-— Ed ora coglie il frutto di questa conoscenza, in voi, — aggiunse
-il dottore. — Sì, è una cosa molto bella! Ma se siete determinata
-di farlo, cotesto giro in Europa, dovete occuparvi senz'indugio dei
-vostri preparativi. E, prima di tutto, il signor W. acconsentirà egli a
-sciogliervi dai vostri impegni?
-
-— Lo spero. Mi dispiace assai d'essere costretta a chiederglielo,
-perchè già l'inverno scorso dovetti mancare da scuola due settimane, e
-fu tanto indulgente con me; ma posto che di qui a pochi mesi siamo alle
-vacanze estive, forse non gli sarà difficile farmi supplire. Gliene
-parlerò domani.... —
-
-La signora Jeremy offerse a Gertrude una soffitta per riporvi i suoi
-mobili, le cedette la sarta che aveva fissato appunto per sè, infine
-stabilì con lei ogni cosa perchè ella in una settimana fosse pronta
-alla partenza.
-
-Il signor W., sebbene a malincuore, la lasciò libera, manifestandole
-il suo vivo rammarico di perdere, com'egli disse, una così preziosa
-assistente; e dopo alcuni giorni di grandi faccende per gli affrettati
-preparativi, ella s'accomiatò da Fanny tutta in lacrime, dal premuroso
-dottore e dall'ottima sua moglie, i quali l'avevano accompagnata
-alla stazione. Gertrude promise di scrivere ai Jeremy, e questi
-s'incaricarono di spedirle le lettere di Guglielmo.
-
-Di lì a meno d'una quindicina la signora Ellis ritornò a Boston e portò
-notizie della giovanetta, che era arrivata a Nuova York felicemente.
-Una settimana appresso la signora Jeremy ricevette una lettera, in cui
-Gertrude le diceva che si sarebbero imbarcati il 28. Grande quindi fu
-la sua maraviglia quando gliene pervenne una seconda recante la data
-del 29, giorno in cui ella credeva la famiglia del signor Graham in
-viaggio per l'Europa. E lesse quanto segue:
-
- Nuova York, 29 aprile.
-
- «Mia cara signora Jeremy,
-
-«Certo, sapendo che ieri era il giorno fissato per la nostra
-partenza, sarete stupita di vedere che siamo sempre qui, e più ancora
-d'apprendere che il nostro viaggio all'estero è differito a tempo
-indeterminato.
-
-«Ier l'altro il signor Graham venne còlto dall'antico suo male, la
-gotta, e l'accesso fu tanto grave, da minacciare seriamente la sua
-vita. Benchè oggi sia alquanto sollevato e il medico lo dichiari fuori
-di pericolo, soffre tuttavia molto, e non è, nè sarà per mesi, in grado
-d'avventurarsi ad attraversare l'oceano. Egli ha un ansioso desiderio
-d'essere a casa sua, e non appena si troverà abbastanza ristabilito
-da poter viaggiare, ritorneremo alla villa di D. Includo un biglietto
-per la signora Ellis, contenente varie indicazioni che Emilia la prega
-di seguire. Lo mando a voi perchè non sappiamo dove dirigerlo, fidando
-nella vostra bontà per farglielo pervenire.
-
-«La signora Graham e le sue nipoti che si ripromettevano un grande
-piacere dal giro in Europa, sono dolenti d'aver dovuto così mutare
-tutti i loro disegni per l'estate: specie la signorina Clinton, la
-quale sperava d'incontrarsi a Parigi con suo padre, assente da più
-d'un anno. Quanto ad Emilia ed a me, non possiamo davvero rimpiangere
-un viaggio che ci faceva solo paura, e se la causa del differimento
-non fosse la malattia del signor Graham, confesso che mai sapremmo
-difenderci da un senso d'egoistica sodisfazione al pensiero di
-ritornare alla cara vecchia villa, dove noi contiamo d'essere stabiliti
-entro il corso del mese venturo.
-
-«Dico _noi_ perchè nè Emilia nè suo padre vogliono sentir parlare di
-separarsi novamente da me.
-
-«Saluti cordiali a voi e all'ottimo mio amico, dottor Jeremy. Abbiatemi
-sempre per la vostra devota
-
- «GERTRUDE FLINT.»
-
-
-
-
-XXVII.
-
- La vedo.
- Fluente in ricci d'or libera scende
- Per gli omeri la chioma, e sulla bella
- Bocca suona una voce melodiosa.
- Non ella!
- Di beltà più soave un'altra splende.
- Nè melodia sgorgar sì dolce, io credo,
- S'ode qual dalle labbra sue di rosa.
- La vedo.
- Non forse è quella dalla fronte pura
- E bianca al par di netto avorio? Quella
- Dai grandi occhi celesti? Ell'è l'amata?
- Non ella!
- È più leggiadra un'altra creatura
- Di mente saggia e volontà temprata.
-
- CAROLINA GILMAN.
-
-
-La casa di campagna del signor Graham aveva un grande atrio con due
-porte, l'una in dirittura dell'altra, le quali durante le giornate
-calde rimanevano aperte dando adito a una fresca corrente d'aria.
-Perciò le vicinanze dell'ingresso principale donde l'ombreggiato
-cortile esterno che scendeva fino alla strada, in lieve pendio, offriva
-una vista piacevole, erano divenute un ridotto favorito della famiglia,
-specie nelle ore mattutine innanzi che il sole v'arrivasse. E là, in un
-gaio mattino di giugno, Isabella Clinton e sua cugina Rina Ray s'erano
-comodamente stabilite, ciascuna secondo le proprie idee della comodità.
-
-Isabella, sprofondata in una gran poltrona che aveva spinta fin presso
-la soglia, teneva in mano un lavoro di tappezzeria, ma non faceva che
-guardare oziosamente verso la strada. Ella era una bellissima ragazza,
-alta, snella, fine, di colorito delicato, con chiari occhi azzurri e
-folti capelli biondi pioventi in lunghi ricci. La vezzosa bambina che
-Gertrude aveva contemplato incantata, mentre questa dalla finestra
-osservava lo zio True nell'atto d'accendere il lampione di fronte alla
-casa di suo padre, era divenuta una non meno vezzosa giovane. La sua
-rara bellezza, posta in rilievo da tutta l'eleganza che il buon gusto
-può suggerire e tutto il lusso che il denaro può permettere, destava
-intorno a lei l'ammirazione della gente, le attirava le lusinghe e le
-carezze di quanti l'accostavano.
-
-Rimasta orfana di madre in tenera età, e lasciata per qualche anno in
-cura a donne di servizio, ella aveva imparato presto ad apprezzare
-più che non valgano le attrattive esteriori onde natura era stata
-con lei tanto prodiga; e sua zia, sotto la cui tutela si trovava da
-quando aveva lasciato la scuola, non era certo la persona più atta a
-combattere questa vanitosa idolatria di sè stessa.
-
-Non si sarebbe ingannato chi avesse attribuito la sua aria di conscia
-superiorità e il gesto protervo con cui il piccolo piede batteva
-lo scalino della soglia, alla persuasione che Isabella Clinton, la
-bellissima e ricchissima damigella, era quanto mai seducente nel suo
-abito da mattina, di casimiro celeste, ornato di sontuosi ricami,
-e aperto davanti su una sottana bianca, di cambrì, per metterne in
-mostra le non meno sontuose gale. Nè poteva far maraviglia ch'ella
-si compiacesse della propria apparenza, la quale avrebbe pienamente
-sodisfatto i critici più severi.
-
-A' suoi piedi, su uno degli scalini bassi, sedeva Rina Ray, che
-nell'aspetto e nelle maniere, come in molti punti del carattere,
-presentava un vivo contrasto con la cugina. Ella era una di quelle
-creature vivaci, giocherellone, carezzevoli, che il mondo chiama
-care bambine, tanto piccina che i suoi modi fanciulleschi non le si
-disdicevano; tanto spiritosa da farsi perdonare qualche infrazione
-delle buone creanze; troppo spensierata perchè potesse essere
-costantemente savia e gentile: ma di cuore così affettuoso, così
-fervente di generosi entusiasmi, che i suoi difetti erano scusati dalle
-persone disposte ad amarla come ella desiderava e cercava d'essere
-amata da tutti. Avvenente d'altronde, e sempre animata, allegra,
-contenta. Ammirava Isabella, le voleva bene, e fino a un certo segno
-si lasciava dominare da lei; però sapeva tenerle testa con fermezza nei
-casi in cui i loro sentimenti non s'accordavano.
-
-All'opposto dell'elegantissima signorina Clinton, ella di rado era
-ben messa per la ragione che, quantunque ne avesse ampiamente la
-possibilità, non se ne curava. Quella mattina aveva infilato sulla sua
-veste di seta scura una cappa di flanella rossa, e, freddolosamente,
-se la teneva stretta intorno alla persona, dicendo ch'era mezzo
-assiderata, e che volentieri sarebbe andata a scaldarsi al fuoco in
-cucina, se non avesse avuto paura d'incontrarvi quel dragone femmina
-della signora Ellis.
-
-— O perchè, Bella, se proprio bisogna star qui a sedere sulla soglia,
-non sediamo piuttosto su quella dell'uscio di dietro, dove c'è il sole?
-— domandò alla cugina. — Ah, capisco! — soggiunse. — La carnagione!
-
-— La carnagione! — fece Isabella. — Io non temo di sciuparla, più di
-quanto lo temi tu. Sono sicura di non andar soggetta a lentiggini, nè
-ad abbronzamenti.
-
-— Sì, lo so; ma diventi rossa ch'è uno sgomento.
-
-— E se anche non fosse non andrei lo stesso dall'altra parte. Mi piace
-sedere qui, sul davanti, e guardar la gente che passa. Chi saranno quei
-due laggiù sulla strada? È un pezzo che li vedo venire; però non li
-distinguo ancora bene. —
-
-Rina guardò nella direzione indicatale, e, dopo aver osservato un
-minuto la coppia che s'avanzava, esclamò:
-
-— Ma è Gertrude Flint! Sarei curiosa di sapere dov'è stata. Il signore
-che l'accompagna mi pare e non mi pare.... Non credevo che ci fosse da
-avere un cavaliere elegante in questi paraggi.
-
-— Elegante! — disse Isabella con sarcasmo.
-
-— E perchè no, cara cugina? T'assicuro che questo è un figurino.
-
-— Oh, io non darei un quattrin bacato di tutti i galanti della
-signorina Gertrude!
-
-— Davvero? Eppure faresti meglio ad aspettare d'aver veduto bene
-prima d'affermarlo. Voialtri miopi non dovete pronunziare giudizi
-così affrettati. Ti dico ch'è un cavaliere col quale tu stessa non
-disdegneresti di mostrarti: è il signor Bruce.... quello che conoscemmo
-alla Nuova Orléans.
-
-— Impossibile! — esclamò Isabella rizzandosi di scatto.
-
-— Te ne accerterai coi tuoi propri occhi, — replicò Rina — giacchè
-viene qui con lei.
-
-— Curioso! Perchè mai l'avrà accompagnata?
-
-— Per dar prova del suo buon gusto. Non avrebbe potuto trovare una
-compagnia più amabile.
-
-— Io non sono del tuo parere su questo punto. Confesso che non vedo
-nulla di tanto amabile in quella ragazza.
-
-— Perchè non vuoi. Tutti la dicono attraentissima. Il signor Bruce apre
-il cancello per farla passare, con altrettanto rispetto che se fosse
-una regina. Mi piace questo suo contegno.
-
-— Guarda! Ha quel famoso cappellino chiuso, bianco. E quell'abito di
-ghingano a scacchi! Che ne deve pensare il signor Bruce, critico tanto
-fine in materia d'abbigliamenti femminili? —
-
-Gertrude e il suo compagno intanto s'avvicinavano alla casa. Ella alzò
-gli occhi, vide le due signorine sulla soglia, e sorrise piacevolmente
-a Rina, la quale faceva comici sberleffi e le lanciava occhiate
-significanti, dietro le spalle d'Isabella. Ma il giovanotto, la cui
-attenzione era tutta rivolta a lei, non s'accòrse delle altre, e queste
-lo udirono distintamente dire, nell'atto che le porgeva un involto che
-egli aveva galantemente portato:
-
-— Penso che non entrerò. Sarebbe una tal seccatura doversi mettere
-a conversare con estranei! Ditemi, non lavorate più in giardino, la
-mattina?
-
-— No, — rispose Gertrude — del mio giardino non esiste più se non la
-memoria!
-
-— Come! — esclamò egli. — Spero che i nuovi venuti non avranno
-osato.... —
-
-S'interruppe accorgendosi che la fanciulla guardava verso la casa, e
-guardò anch'egli nella medesima direzione. Vedute Isabella e Rina ritte
-di fronte a lui, fu costretto a riconoscerle e salutarle. S'avanzò
-dunque verso di loro, e confidandosi che non avessero inteso le sue
-parole, porse a entrambe la mano.
-
-Esse, invece, le avevano intese, ma credevano che egli ignorasse di chi
-parlava; per tanto s'astennero dal farne cenno.
-
-S'ingannavano però. Il signor Bruce sapeva benissimo che le nipoti
-della nuova signora Graham erano precisamente la signorina Clinton e la
-signorina Ray da lui conosciute alla Nuova Orléans; tuttavia non aveva
-nessuna voglia di ritrovarsi con loro. Ma il manifesto piacere delle
-giovanette nel rivederlo lusingò la sua vanità, e la conversazione
-divenne tosto così animata, che Gertrude potè entrare in casa e salire
-senza ch'essi avvertissero la sua scomparsa.
-
-Ella andò nella camera d'Emilia dove aveva sempre libero accesso.
-Mentre raccontava la sua gita mattutina e l'esito delle varie
-commissioni di cui s'era incaricata, la governante sporse la testa
-dall'uscio, e con una faccia e una voce che palesavano una grande
-inquietudine, domandò:
-
-— Non è ritornata Gertrude? Ah, meno male, siete qui! Presto, ditemi se
-la signora Wilkins ha le fragole....
-
-— Ne ho accaparrate i tre quarti. Non le ha ancora mandate?
-
-— No, ma sono contenta di sapere che vengono. Mi dà tante noie questo
-pranzo! —
-
-La signora Ellis finì d'entrare, chiuse l'uscio, e sedette mandando un
-gemito che somigliava a un grugnito:
-
-— Affemmia, cara Emilia, non potete farvi una idea di quello che
-le nostre ragazze hanno avuto da stirare oggi! — ella esclamò. — La
-signora Graham e le sue nipoti mettono nel nostro bucato un visibilio
-di biancheria fina, trinata, ricamata.... O non è una vergogna? Ricche
-come sono, dovrebbero dar da lavare e stirare fuori, mi sembra.... Ho
-aiutato _io stessa_ quanto potevo, ma dice bene la signora Prime: non
-s'ha che due mani per una. E io avevo da parlare col macellaro, e fare
-i budini e il _blancmanger_, e per giunta mi tormentavo a cagione di
-quelle benedette fragole che m'ero dimenticata d'ordinare.... Dunque la
-signora Wilkins non aveva ancora spedito le sue frutta al mercato?
-
-— No, ma le stava preparando in fretta; se tardavo un poco, non trovavo
-più nulla.
-
-— Fortuna che siete arrivata prima! Non so che avrei fatto senza le
-fragole, perchè mi sarebbe mancato il tempo d'andare a caccia d'altra
-frutta. Ne avrò appena abbastanza per tutto quello che mi rimane da
-sbrigare avanti pranzo! La signora Graham non aveva mai tenuto una casa
-finora, e non sa quanto ce ne vuole per le diverse faccende. Quando
-ritorna di città pretende di trovar ogni cosa in perfetto ordine, e non
-domanda nè cura chi abbia spicciato il lavoro. —
-
-In quella s'udì la cuoca chiamare dalla scala di servizio:
-
-— Signora Ellis! Il garzone dell'ortolana ha portato le fragole, ma non
-sono mondate: dice che non c'era tempo.
-
-— Ohimè! — esclamò la governante, stanca e seccata. — E chi le monderà,
-vorrei un po' sapere? Caterina non ha un minuto d'avanzo, e io men che
-meno.
-
-— Le monderò io, — disse Gertrude seguendo la governante che scendeva.
-— Lasciate fare a me, signora Ellis!
-
-— No, no! — fece la cuoca. — Vi macchiereste le dita, signorina
-Gertrude; non le toccate.
-
-— E che importa? Le mie mani non hanno mica pelle di guanto: sono
-lavabili con acqua e sapone. —
-
-La governante accettò con gratitudine l'aiuto della giovanetta, la
-quale sedette nel salotto da pranzo, e si mise all'opera.
-
-Intanto Bella e Rina facevano tutto il possibile per intrattenere
-piacevolmente il signor Bruce, che seduto sulla scalinata
-dell'ingresso, con la testa appoggiata a un pilastro del portico,
-lanciava ogni tanto un'occhiatina verso l'atrio, e su per la scala,
-nella dolce speranza di veder riapparire Gertrude. Infine, non
-contandoci più, stava per accomiatarsi, quando sua sorella Fanny entrò
-dal cancello, e attraversato di corsa il cortile passò davanti al trio,
-precipitosamente, con l'intenzione di salire in casa difilato.
-
-Ma Ben stese un braccio, la colse a volo, e le sussurrò qualche parola
-all'orecchio prima di lasciarla andare.
-
-— Chi è cotesta piccola selvaggia? — domandò Rina Ray, mentre Fanny
-spariva nell'atrio come un baleno.
-
-— Mia sorella, — rispose il giovane col suo tono di noncurante
-indolenza.
-
-— Davvero? — disse vivamente la fanciulla. — La vidi qui altre volte,
-ma non feci attenzione a lei. Non sapevo che fosse _vostra_ sorella.
-Che bella ragazzina!
-
-— Vi pare? — fece Ben. — M'incresce di non poter dire come voi. Secondo
-me è uno spauracchio. —
-
-Fanny ricomparve, si fermò un momento a piè di scala, e gridò senza
-cerimonie:
-
-— Dice che non può venire perchè è occupata.
-
-— Chi? — le chiese Rina afferrandola a sua volta e trattenendola.
-
-— La signorina Flint. —
-
-Il viso di Ben si tinse d'un lieve rossore che non isfuggì a Bella
-Clinton.
-
-Rina domandò:
-
-— E che sta facendo?
-
-— Monda le fragole.
-
-— Dove vai, Fanny? — disse alla ragazzina il fratello.
-
-— Di sopra.
-
-— Hai dunque il permesso di girare per tutta la casa?
-
-— La signorina Flint m'ha detto che posso andar a prendere gli uccelli.
-
-— Che uccelli?
-
-— I suoi. Metterò la gabbia al sole e canteranno stupendamente. —
-
-Corse su per le scale, e non tardò a ritornare con la gabbia contenente
-i minuscoli monias che Guglielmo aveva mandati da Calcutta.
-
-— To', Rina, devono essere quelli lì gli uccelli che ci destano tutte
-le mattine col loro schiamazzo! — esclamò Isabella.
-
-— È probabile, — disse Rina. — Fanny, portateli qui, vi prego. Vorrei
-vederli. Dio, che piccole creaturine! Guardate, signor Bruce....
-Bellini, carini!
-
-— Posa la gabbia là, sulla soglia, perchè possiamo vederli meglio, —
-disse il giovane.
-
-— Temo che li spaventiate, — rispose Fanny. — La signorina Flint non
-vuole che si spaventino.
-
-— Sta' tranquilla, — replicò egli — tratteremo gli uccellini della
-signorina Flint coi più benevoli riguardi. Di dove li ha avuti? Lo sai?
-
-— Vengono dalle Indie orientali. Glieli mandò il signor Sullivan.
-
-— Chi è cotesto signore?
-
-— Un suo grande amico. Ella riceve spesso lettere da lui.
-
-— Quale signor Sullivan? — domandò Isabella. — Conoscete il suo nome di
-battesimo?
-
-— Credo sia Guglielmo, — disse Fanny. — La signorina Emilia chiama
-sempre questi uccelli i Guglielmini.
-
-— Bella! — esclamò Rina. — Gli è il _tuo_ Guglielmo Sullivan!
-
-— Che uomo fortunato! — fece Ben con accento sarcastico. — Proprietà
-d'una bellissima signorina, e grande amico di un'altra!
-
-— Non so che tu voglia intendere, — disse agramente Isabella alla
-cuginetta. — Il signor Sullivan è un giovane socio di mio padre, ma
-sono anni ch'io non lo vedo.
-
-— Fuorchè ne' tuoi sogni, Bella, — insistette l'altra. — Tu
-dimentichi.... —
-
-La signorina Clinton pareva ora adirata sul serio.
-
-— Sognate il signor Sullivan, voi? — escì a dire Fanny piantandole gli
-occhi in faccia. — Voglio andar a domandare alla signorina Flint se
-accade anche a lei.
-
-— Brava, — disse Rina — vengo anch'io. —
-
-Attraversarono l'atrio correndo, apersero l'uscio della sala da pranzo,
-e fecero l'interrogazione ad una voce.
-
-Còlta così di sorpresa, Gertrude non arrossì nè si confuse; rispose
-tranquillamente:
-
-— Sì, qualche volta. Ma che ne sapete voi due del signor Sullivan?
-Perchè mi fate cotesta domanda?
-
-— Oh, per nulla! — rispose Rina. — _Anche altre persone lo sognano_, e
-facciamo un'inchiesta per sapere quante sono. —
-
-Richiuse l'uscio e tornò indietro di volo.
-
-— Gertrude Flint è stata più franca e sincera di te! — gridò alla
-cugina con aria di trionfo. — Era meglio confessare la tua piccola
-debolezza che arrossire e negar la verità! —
-
-Ma lo scherzo, a Bella, non garbava; n'era vivamente offesa, e non
-lo nascondeva. Il signor Bruce, impacciato e seccato, s'affrettò a
-lasciare che le due ragazze accomodassero la questione tra loro. Tosto
-ch'egli se ne fu andato, la signorina Clinton piegò il suo lavoro
-di ricamo, e con gran dignità salì nella sua camera, mentre Rina, la
-quale rideva ancora, si trattenne da basso, desiderando d'approfittare
-dell'occasione per stringere amicizia con Fanny Bruce. Questo desiderio
-nasceva dal fatto che le piaceva non poco il fratello, e ch'ella aveva
-concepito la tanto comune ma spesso erronea speranza d'avvantaggiare
-la propria causa entrando in dimestichezza con la sorella. Fors'anche
-l'induceva a questo passo l'aver osservato che Gertrude sembrava godere
-le simpatie dell'uno e dell'altra.
-
-Invitò dunque Fanny a sedere accanto a lei, le cinse la vita con un
-braccio, poi cominciò dal discorrere della signorina Flint, e indagare
-quali fossero le origini dell'intimità di questa con la famiglia Bruce,
-e se fosse più o meno grande di quanto pareva.
-
-La ragazzina, comunicativa per sua natura, l'informò, senza farsi
-pregare, delle circostanze che l'avevano condotta a legarsi così
-strettamente con una amica d'alcuni anni maggiore.
-
-— Anche vostro fratello la conosce da un pezzo, non è vero?
-
-— Sì, credo, — rispose Fanny in tono di noncuranza.
-
-— E a lui, piace?
-
-— Non so, ma penso che debba piacergli; come potrebb'essere
-diversamente?
-
-— Che v'ha sussurrato in un orecchio quando ci siete passata accanto
-sulla scalinata? —
-
-Ella non se ne rammentava lì per lì; ma avendole Rina ripetuto ciò
-ch'era venuta a riferire, non esitò a rispondere:
-
-— M'aveva detto di domandarle se non sarebbe tornata presto a
-intrattenersi un po' con lui, e di dirle che si tediava mortalmente ad
-aspettarla. —
-
-Rina sporse le labbra in atto di dispetto.
-
-— Vorrei sapere — ella ripigliò — se la signorina Flint usa ricevere
-visite qui, ed è trattata da pari a pari.
-
-— Ma sicuro! — la rimbeccò Fanny con prontezza. — E perchè no? È
-la più compita signorina ch'io abbia mai conosciuta. La mamma dice
-che le sue maniere sono finissime, e mi raccomanda di prenderle per
-modello. —
-
-In quella Gertrude, che era andata a mettere le fragole nella
-ghiacciaia, attraversava la parte posteriore del lungo atrio. La
-ragazzina la chiamò:
-
-— Signorina Gertrude, siete lesta?
-
-— Or ora vengo, Fanny, — rispose la giovane.
-
-— A far che? — interrogò di nuovo Rina.
-
-— A leggere, — disse la piccola Bruce. — Oggi essa leggerà alla
-signorina Emilia il rimanente dell'_Amleto_ di cui le lesse ieri i tre
-primi atti, ed io ho il permesso di star con loro, ad ascoltare. Ci
-capisco poco o nulla, quando lo leggo da me, ma sentito da lei diventa
-tutto piano. È una lettrice maravigliosa. Sono venuta apposta per udire
-la fine della tragedia. —
-
-Restata sola, Rina si stese sul sofà che era nell'atrio, e
-s'addormentò. Fu destata dalla signora Graham, la quale arrivava da
-Boston poco innanzi l'ora d'andare a tavola, e trovatala lì a dormire,,
-ancora in veste da mattina, la scosse per un braccio e le disse con
-quella sua voce che ad onta delle migliori intenzioni non poteva essere
-se non grossa e rude:
-
-— Su, su, Rina Ray, svegliati e va' a vestirti per il pranzo! Ho veduto
-alla finestra Bella già pronta e veramente splendida. Vorrei che ti
-dessi anche tu un po' di cura d'abbellirti, di comparire! —
-
-Ella sbadigliò, e, col suo comodo, obbedì all'ordine della zia. Era
-sua politica, quando aveva offeso in qualche modo la cugina, contenersi
-come se ne fosse inconsapevole; Isabella dal canto proprio faceva bensì
-il broncio, ma lo smetteva presto, troppo essendole necessaria la sua
-compagnia. E così non tardavano a ritornare amiche più di prima.
-
-— Bella, — disse Rina, mentre si ravviava i capelli, allo specchio —
-ti rammenti quella ragazzetta che tutte le mattine nell'andare a scuola
-incontravamo in compagnia d'un vecchio paralitico?
-
-— Sì.
-
-— Io credo, sai, che fosse Gertrude Flint. Ha fatto un gran
-cambiamento, sicuro: ma i lineamenti sono sempre gli stessi, e certo
-non c'è al mondo un altro par d'occhi come quelli.
-
-— Non dubito punto che sia la medesima persona, — rispose Isabella
-freddamente.
-
-— L'avevi già pensato?
-
-— Sì, quando Fanny ha detto che conosce Guglielmo Sullivan.
-
-— E perchè l'hai taciuto?
-
-— Oh Dio, Rina, io non m'appassiono tanto per lei, come te e qualcun
-altro!
-
-— Chi altro? —
-
-Isabella a sua volta punzecchiava la cuginetta.
-
-— Il signor Bruce, bambina. O non vedi ch'è mezzo innamorato di lei?
-
-— No, non lo vedo, punto. Si conoscono da molto tempo, così mi ha
-detto Fanny, ed è naturale che tratti con gentilezza e con rispetto una
-ragazza tenuta dai Graham in tanto conto. Ma non credo davvero ch'egli
-voglia prendersi d'amore per una che, oltre l'esser povera, non ha
-nemmeno una famiglia.
-
-— Forse infatti _non vorrebbe_.
-
-— E _non è_. Gertrude Flint non fa per lui. Egli ha frequentato
-molto il bel mondo non solo a Boston ma a Parigi, e gli si conviene
-una moglie di spirito gaio, amante della buona compagnia, che sappia
-spendere e figurare.
-
-— Dici bene.... Una Rina Ray, per esempio.
-
-— Questa è ridicola, Bella!... Parrebbe che non si possa parlare senza
-pensar a sè stessi! Che me ne importa a me di Ben Bruce?
-
-— Io non so se te ne importi: ma so che non mi strapperei i capelli a
-proposito di lui, come fai tu in questo momento. Suona la campana per
-il pranzo, e tu sarai in ritardo, al solito. —
-
-
-
-
-XXVIII.
-
- Dalla natura sua, savia, sincera,
- Schiettamente leale, a lei deriva
- La dignità ch'è salda come un centro.
-
- LOWELL.
-
-
-Il crepuscolo di quel medesimo giorno trovò Gertrude ed Emilia sedute
-a una finestra che s'apriva verso ponente e dominava una magnifica
-veduta. La giovanetta descriveva alla sua amica cieca il pomposo
-spettacolo offerto dai cumuli di splendide nuvole tinte di porpora e
-d'oro; questa, ascoltando la maravigliosa descrizione dell'aspetto
-assunto dalla natura nell'ora più cara ad entrambe, partecipava al
-godimento della compagna.
-
-Lentamente la gloria del tramonto svanì. Solo una lunga striscia d'oro
-pallido listava ancora l'orizzonte, mentre le stelle spuntavano ad una
-ad una, e sembravano guardare entro quella finestra con un sorriso di
-saluto.
-
-Nel salotto terreno c'era gente venuta di città: suoni di voci allegre
-e di risa salivano portati dalla brezza vespertina, ma così addolciti
-per la lontananza che contrastavano con la quiete della camera senza
-turbarla.
-
-— Dovresti scendere, Gertrude, — disse Emilia. — Pare che si divertano,
-e mi farebbe piacere sentire le tue risa fra quelle degli altri.
-
-— No, no, cara, sto più volentieri con voi; — rispose la fanciulla —
-costoro sono quasi tutti estranei per me.
-
-— Come vuoi, figliuola; ma mi rincresce tenerti appartata dalla
-gioventù.
-
-— Non potreste mai tenermi in vostra compagnia più a lungo di quanto io
-desideri starci; sapete che vi preferisco ad ogni altra persona. —
-
-E ripresero la loro conversazione che, sebbene misurata e calma, non
-mancava d'amenità, e neppure d'arguzia.
-
-Furono interrotte da Caterina mandata dalla signora Graham ad
-annunziare la visita della signora Bruce, la quale desiderava salutare
-Emilia.
-
-— Bisogna dunque ch'io scenda, — disse la cieca. — Vieni anche tu,
-Gertrude?
-
-— No, non vorrei, salvo che non abbia chiesto di me. Caterina, m'ha
-menzionata, la signora Graham?
-
-— Ha «minzionato» soltanto la signorina Emilia, — rispose la ragazza.
-
-— Allora resto qui. —
-
-Emilia non insistette e andò senza di lei.
-
-Ma poco dopo il campanello della porta di casa squillò di nuovo.
-Pareva una serata di ricevimento. E questa volta Gertrude fu invitata
-espressamente a scendere, perchè il dottor Jeremy e la sua signora
-volevano vederla.
-
-Il salotto era pieno quand'ella entrò; non rimaneva una seggiola
-libera. Tutti gli occhi si fissarono sulla giovanetta che si presentava
-inaspettata dai più, e sola. Al contrario di ciò che s'attendevano
-Isabella e Rina, le quali l'osservavano curiose, ella non mostrò pur
-ombra d'impaccio nè di goffaggine: ma girato placidamente lo sguardo di
-gruppo in gruppo finch'ebbe scoperto la signora Jeremy, attraversò la
-vasta sala con la grazia che la distingueva, e altrettanta franchezza e
-disinvoltura che se non ci fosse stato nessuno.
-
-Salutò la signora, cordialmente come sempre, poi si volse in cerca
-del dottore. Questi sedeva nel vano d'una finestra, con Fanny, mezzo
-nascosto dalla tenda. Prima ch'egli potesse venire a lei, la signora
-Bruce le diresse un cenno amichevole, da un angolo nella parte opposta
-della stanza. Ella andò a stringerle la mano. Ben, il quale si trovava
-lì presso in un circolo di signorine e giovanotti eleganti, ed era
-così assorto nello spiare ogni sua mossa che lasciava senza risposta
-una domanda di Rina Ray, s'alzò prontamente e le offerse la seggiola
-dicendo:
-
-— Sedete qui, signorina Gertrude, ve ne prego.
-
-— Grazie, — ella rispose — ma vedo là il mio buon amico dottor Jeremy,
-che m'aspetta; non vi disturbate dunque.... —
-
-Il dottore le venne incontro fino a metà della sala, le prese tutt'e
-due le mani, e la condusse nel vano della finestra dove la fece sedere
-al posto prima occupato da lui accanto a Fanny. Allora Ben Bruce, con
-grande stupore di quanti lo conoscevano, gli portò la propria seggiola,
-collocandola di faccia a Gertrude. Nessuno avrebbe creduto capace di
-tanto rispetto per l'età canuta quello zerbinotto che vantava la sua
-educazione moderna.
-
-— È forse una figlia del signor Graham? — domandò a Isabella Clinton
-una giovanetta seduta vicino a lei.
-
-— Oh, no! — rispose questa. — È una ragazza che la signorina Graham ha
-fatto educare, e ora tiene seco: una specie di lettrice e damigella di
-compagnia. Il suo nome è Flint.
-
-— Come dite che si chiama quella signorina? — domandò un galante
-ufficialetto sporgendosi verso Isabella.
-
-— Signorina Flint.
-
-— Flint.... Ah, una graziosa persona, assai fine! Con che gusto
-originale s'acconcia i capelli!
-
-— Sì, quella pettinatura dona molto al suo tipo, — osservò la
-giovanetta che aveva interrogato per la prima la nipote della signora
-Graham. — Non vi sembra?
-
-— Non saprei, — rispose il tenente. — Ma qualche cosa le dona
-certo, perchè ha un aspetto piacentissimo. Bruce, — egli soggiunse
-rivolgendosi a Ben che ritornava dopo aver compiuto il suo
-straordinario sforzo di gentilezza — chi è cotesta signorina Flint?
-Sono stato qui altre volte, ma non l'avevo mai veduta.
-
-— Non ve ne maravigliate. Si mostra di rado, — disse quegli. — Carina,
-eh?
-
-— Ha una bella figura, ma non mi sono ancora fatto una chiara idea di
-lei. Prima di tutto, chi è?
-
-— Una specie di figlia adottiva del signor Graham, credo.... una
-protetta della signorina Emilia.
-
-— Ah, poverina! Un'orfana?
-
-— Sì, m'immagino, — mormorò Ben mordendosi le labbra.
-
-— Peccato! Poverina! — riprese l'altro. — Ma avete ragione, Ben,
-è carina assai, segnatamente quando sorride; v'è un non so che
-d'attrattivo nel suo viso. —
-
-V'era senza dubbio per Ben Bruce, perchè pochi minuti dopo Rina
-s'avvide ch'egli non era più nel salotto, e lo scoperse affacciato
-dal portico alla finestra nel cui vano sedevano il dottore, Gertrude e
-Fanny, discorrendo con loro. La conversazione era animatissima: pareva
-ci fosse una battaglia di frizzi fra gl'interlocutori; il vecchio
-medico rideva forte, e le due ragazze spesso gli facevano eco. Rina
-sopportò finchè potè, poi con atto risoluto attraversò a rapidi passi
-la sala, e s'unì al loro gruppo, curiosa di conoscere la causa di tanta
-ilarità.
-
-Ma per lei era un enigma: si parlava d'un buffonesco berretto con una
-lunga nappina, e di pisoli sull'erba nelle ore pomeridiane; il dottor
-Jeremy faceva bizzarre allusioni a un vecchio pero, a trappole tese ai
-ladri, e altre ancora che ricordavano a Gertrude le circostanze del suo
-primo incontro con lui e col giovane Bruce.
-
-La signorina Ray cominciava a comprendere che essendole il soggetto
-del discorso affatto estraneo, ella aveva un po' l'aria di un'intrusa;
-ma Gertrude accortasi del suo impaccio l'invitò gentilmente a sedersi,
-facendole posto accanto a sè, e disse:
-
-— Il dottore parla del tempo ch'egli, o se vuole, che _noi_, lui ed
-_io_, s'andava a rubare frutta nell'orto della signora Bruce, dove il
-signor Bruce ci colse in flagrante.
-
-— Volete dire, mia cara, — l'interruppe Jeremy — che noi cogliemmo
-il signor Bruce. Credo che s'io non l'avessi risvegliato così
-energicamente, questo giovanotto dormirebbe ancora!
-
-— Certo, quel primo nostro incontro fu il più gran risveglio della mia
-vita! — disse Ben parlando in apparenza al dottore, ma rivolgendo a
-Gertrude uno sguardo significativo. — E non mi costò un pisolo solo....
-Quanto mi dispiace, signorina, che abbiate cessato di coltivare le
-vostre aiuole, come allora! Di grazia, perchè mai?
-
-— La signora Graham ha fatto rimodernare tutto il giardino, e il nuovo
-giardiniere non ha bisogno de' miei servigi nè li desidera. Egli ha
-i suoi metodi e i suoi disegni: non m'è lecito di competere con un
-professore dell'arte. Io non farei che guastare.
-
-— Ma io invece dubito che i risultati ottenuti da lui siano altrettanto
-felici. Non vedo più la quantità di bei fiori che c'era nelle stanze a
-tempo _vostro_.
-
-— A lui non piace coglierli come piaceva a me. Io desideravo ornare di
-fiori l'appartamento anzichè curarmi dell'apparenza del giardino; il
-giardiniere ha idee affatto opposte alle mie. —
-
-Rina diresse al signor Bruce alcune domande sul soggetto del
-giardinaggio, e il dottore continuò a discorrere animatamente con
-Gertrude, finchè la signora Jeremy si levò per accomiatarsi ed
-avvicinatasi alla finestra disse:
-
-— Dottor Jerry, avete dato a Gertrude la sua lettera?
-
-— Oh, povero me! — esclamò il dottore. — Per poco non l'ho
-dimenticata.... — Frugò nelle sue tasche e tirò fuori una busta coperta
-di francobolli d'ogni colore che ne denotavano la provenienza esotica.
-— Guardate, Gertrude, roba di Calcutta, genuina. —
-
-Ella prese la lettera, e ringraziò il dottore, palesando con
-l'espressione del suo viso ch'era lieta di riceverla; quel piacere
-però si velava di mestizia, perchè non le erano pervenute ancora se
-non una volta sola notizie di Guglielmo dopo ch'egli aveva saputo
-la morte della madre, e il suo scritto era stato uno sfogo di dolore
-così veemente, che la vista de' suoi caratteri quasi le faceva male,
-prevedendone ella un altro non meno disperato.
-
-Il signor Bruce, che la fissava aspettandosi di vederla mutar colore e
-conturbarsi nel ricevere quella lettera in presenza di tanti testimoni,
-fu tranquillato dalla compostezza con cui essa la tolse dalla mano del
-dottore e la tenne, senza dissimularla, nella propria, mentre salutava
-lui e la signora. Ella li accompagnò fino alla porta di casa, poi
-s'avviò per salire alla sua camera; ma a piè della scala incontrò il
-giovane, il quale, indovinata la sua intenzione, era venuto in fretta
-dal portico raggiungendola nell'atrio, a tempo per impedirle il passo.
-
-— È dunque una lettera molto importante, — diss'egli — giacchè private
-la compagnia della vostra gradita presenza per l'ansietà di conoscerne
-il contenuto.
-
-— È d'un amico delle cui notizie sono infatti ansiosa, — ella rispose
-gravemente. — Vogliate, prego, scusarmi con vostra madre, se chiede di
-me; quanto agli altri ospiti, io sono per loro un'estranea, e nessuno
-s'accorgerà della mia assenza.
-
-— Oh, signorina Gertrude, è inutile venir qui per vedervi; siete per lo
-più invisibile.... In qual parte del giorno c'è maggior probabilità di
-trovarvi libera da impegni?
-
-— Quasi in nessuna. Sono oltremodo occupata, io. Ma signor Bruce,
-non voglio più tenervi lontano dalle altre signorine.... Buona
-notte! —
-
-E Gertrude così dicendo corse su per le scale, lasciando Ben incerto se
-stizzirsi contro di lei o contro sè medesimo.
-
-All'opposto di quanto la fanciulla s'immaginava, la lettera di
-Guglielmo lenì il dolore ch'ella aveva anticipatamente provato pensando
-a lui. La morte del nonno, e specie quella della madre, perdita ben più
-grave, avevano così profondamente abbattuto l'animo del giovane, che
-la prima sua risposta alle comunicazioni di Gertrude era stata scritta
-in un tono di scoramento e d'angoscia tale, da spaventarla, da farle
-temere perfino che la cristiana virtù della fortezza gli fosse venuta
-meno sotto il peso della doppia sventura.
-
-Fu dunque un grande sollievo per lei il vedere che egli adesso scriveva
-con maggior calma. S'era preso a cuore l'ultima preghiera della
-madre in cui ella lo esortava a sottomettersi ai voleri di Dio, e
-quantunque sempre intensamente afflitto, andava acquistando pazienza
-e rassegnazione. Ma in questa lettera non parlava a lungo di sè e del
-proprio cordoglio.
-
-Le tre pagine coperte di fitti caratteri erano quasi tutte dedicate
-a Gertrude. Con fervide parole egli le manifestava la sua gratitudine
-per l'attiva bontà e l'amore con cui ella aveva rallegrato e confortato
-gli ultimi giorni de' suoi cari, e pregava il Signore di benedirla, e
-ricompensarla della abnegazione e della sua costanza. Chiudeva dicendo:
-
- «Tu sei tutto quanto mi resta al mondo; le mie speranze, le mie
- fatiche, le mie orazioni, sono per te sola. Se prima t'amavo,
- Gertrude, ora mi sento avvinto a te da un vincolo più forte d'ogni
- legame terreno. Mi conceda il Cielo di potere un giorno rivederti!»
-
-Per più di un'ora, dopo finito di leggere, ella rimase assorta nelle
-sue meditazioni. Ritornava col pensiero alla casa dello zio True
-divenuta la sua, ai giorni in cui Guglielmo e lei passavano insieme,
-da buoni compagni, tante ore felici e non si sognavano nemmeno la lunga
-separazione che doveva seguire così presto; riandava nella memoria gli
-eventi successivi che l'avevano recata alle sue condizioni odierne.
-Le voci dei visitatori che s'accomiatavano la scossero dalla sua
-fantasticheria.
-
-La signora Bruce ed i suoi figliuoli si trattennero ancora finchè
-furono partite le carrozze con gli ospiti venuti dalla città, e
-nell'atto che, fermi sotto la finestra di Gertrude, salutavano la
-signora Graham, questa disse:
-
-— Rammentatevi, signor Bruce, noi pranziamo alle due. Verrete anche
-voi, spero, signorina Fanny. Conto poi su tutt'e due per la nostra
-gita. —
-
-Dunque, Ben Bruce, uno dei prossimi giorni pranzerebbe in casa
-Graham; Gertrude udì, e i suoi pensieri, abbandonando il passato, si
-concentrarono nel presente.
-
-Le attenzioni del giovane per lei erano state osservate quella sera;
-ed ancor più l'ammirazione che egli aveva trovato modo di manifestarle
-coi complimenti sussurrati al suo orecchio. Nè questa nè quelle erano
-cercate o desiderate dalla fanciulla, che, d'alta mente e aliena
-d'ogni civetteria quale era, non se ne sentiva affatto lusingata;
-anzi l'offendeva nel suo rispetto di sè stessa l'aria presuntuosa
-e sicura con cui le faceva la corte. Giovanetto diciassettenne, lo
-aveva giudicato indolente e ineducato. Il suo senso di giustizia
-tuttavia l'avrebbe fatta recedere da questo giudizio se quando
-la loro conoscenza s'era rinnovata, dopo alcuni anni, egli avesse
-mostrato un mutamento vantaggioso nel carattere e nelle maniere.
-Ma così non era, nè l'esteriore politezza data dall'uso del mondo
-e dalla studiata eleganza poteva abbagliare il discernimento di
-Gertrude: ella aveva quindi presto avvertito che gli antichi difetti
-permanevano, rafforzati, anzi, e posti in rilievo da una mal celata
-vanità. Adolescente, egli aveva fissato la fanciulla con insistenza,
-per sfrontatezza, e chiesto il suo nome per curiosità oziosa: giovane
-bellimbusto, voleva amoreggiare con lei perchè il tempo gli pesava e
-non sapeva che fare di meglio.
-
-Ma con somma sua maraviglia Ben Bruce aveva trovato che la
-«campagnuola», com'egli soleva chiamarla avendola sempre veduta in
-campagna, era totalmente insensibile alle sue lusinghe, alla sua
-preferenza ambita da più d'una bellezza cittadina. Ella pareva non
-curarsi dell'ammirazione che le tributava, e s'egli ricorreva ai
-motti pungenti aveva la peggio. Se la cercava, come soleva quando ella
-coltivava il suo giardino, non giungeva a distrarla dal suo lavoro nè a
-trattenerla dopo finito; se l'incontrava per via e s'accompagnava a lei
-lasciandole scorgere nella sua fatuità che presumeva di farle un grande
-onore, ella opponeva alle stucchevoli adulazioni un contegno fermamente
-dignitoso; quando poi egli arrischiava qualche complimento più diretto,
-lo pigliava nel senso d'uno scherzo e ribatteva con tanta giocosità e
-tanta arguzia, da suscitare nell'opaco spirito del povero Ben il dubbio
-d'essersi reso ridicolo. E ciò non perchè Gertrude si compiacesse nel
-ferire i sentimenti d'un uomo disposto ad amarla, ma perchè comprendeva
-ch'egli non era sincero, e il suo nobile orgoglio non tollerava di
-venir preso a giuoco.
-
-Era una cosa nuova per Ben Bruce il vedere una signorina indifferente
-a' suoi meriti; e la sua ambizione ne fu stimolata al punto, ch'egli
-si propose di guadagnarsi ad ogni costo le grazie della fanciulla. Non
-trascurava dunque nessuna occasione di trovarsi con lei.
-
-Ma mentre si sforzava di conquistarla, rimase còlto egli stesso
-nel proprio laccio; poichè pur non riuscendo a destare simpatia in
-Gertrude, non poteva essere insensibile anche lui a' suoi pregi.
-Perfino la comparativamente ottusa intelligenza di Ben arrivava a
-riconoscere la grande superiorità di quella giovanetta sulla maggior
-parte delle sue coetanee, a sentire nella sua vivace originalità,
-in contrasto con l'insipida vita mondana, un incanto che finì col
-vincerlo.
-
-L'ardore e la perseveranza del giovane nel manifestarle la sua
-ammirazione avevano già cominciato ad importunarla quando, sul
-principio dell'autunno, ella aveva lasciato la casa del signor Graham;
-s'era perciò rallegrata udendo, poco appresso, che egli accompagnava
-sua madre a Washington, e sarebbe stato assente parecchi mesi.
-
-Ben, invece, si staccò a malincuore da Gertrude; tuttavia, in
-mezzo alla spensierata gaiezza delle città meridionali, trovò modo
-d'ingannare il tempo abbastanza piacevolmente. Si ricordò di lei
-incontrandosi alla Nuova Orléans coi Graham e la loro compagnia: anzi,
-bisogna dire ad onore del suo criterio, che più la comparava con le
-vane figlie della moda, e più alto ella saliva nella sua stima.
-
-Glielo aveva detto senza esitare, rivedendola per la prima volta,
-la mattina che con grande maraviglia delle due cugine era venuto ad
-accompagnarla fino a casa: e da allora la crescente passione delle
-sue parole e delle sue maniere, in cui appariva una sincerità che vi
-mancava per l'innanzi, impensieriva la fanciulla. Ella risolse pertanto
-quella sera d'evitare il signor Bruce in ogni possibile occasione; ma
-dovette bentosto persuadersi che non era facile.
-
-Il giorno seguente il signor Graham ritornò di città verso mezzogiorno
-e andò a sedere nell'atrio dove stavano, al solito, le due signorine;
-poi, spiegato il suo giornale, lo porse a Rina chiedendole di leggergli
-le notizie.
-
-— Che debbo leggere? — domandò ella prendendo il foglio, piuttosto di
-mala voglia.
-
-— L'articolo di fondo, prego. —
-
-Rina voltò e rivoltò le pagine del giornale, le scorse in fretta con
-l'occhio, e dichiarò che non sapeva quale articolo fosse quello. Il
-signor Graham la guardò attonito, e le additò in silenzio la colonna
-desiderata. La ragazza incominciò, ma aveva appena letto alcune righe
-ch'egli l'interruppe dicendo con impazienza:
-
-— Meno furia! Non arrivo ad afferrare una parola! —
-
-Ella cadde nell'eccesso opposto, strascicando le sillabe, così
-intollerabilmente da farsi interrompere di nuovo dal suo uditore, il
-quale le ordinò di dare il foglio a Isabella.
-
-Questa lo prese dalle mani dell'imbronciata Rina, e finì di leggere
-l'articolo, non però senza essere due o tre volte ammonita a
-pronunziare in modo più intelligibile.
-
-— Desiderate qualche altra cosa, signore? — ella domandò.
-
-— Sì, ti prego, cerca le notizie marittime, e leggimi la lista dopo i
-piroscafi. —
-
-Più fortunata di sua cugina, Bella trovò subito il posto, e lesse:
-
-«A Canton, aprile 30, nave mercantile Anna Maria, Ray, s. c. r. n.
-t....» O che significa?
-
-— Scaricante, s'intende. Avanti. —
-
-Bella seguitò a compitare con aria perplessa due o tre altre
-enigmatiche abbreviazioni, finchè il signor Graham quasi le strappò di
-mano il giornale mormorando:
-
-— Stupida! Non saper leggere le notizie marittime! Dov'è Gertrude?
-Dov'è Gertrude Flint? Quella è la sola ragazza capace a qualche
-cosa ch'io abbia mai veduta.... Rina, fa' il piacere d'andare a
-chiamarla. —
-
-Sebbene alquanto riluttante, Rina andò, e disse a Gertrude ciò di
-cui era richiesta. Ella ne fu stupita; da quando aveva resistito alla
-volontà del vecchio signore mantenendo con fermezza il suo proposito di
-lasciare la casa, egli non le aveva più chiesto di fargli la consueta
-lettura. Nondimeno obbedì sollecitamente alla sua chiamata, e sedutasi
-nella poltrona accanto alla porta, abbandonata da Isabella, cominciò
-dalle notizie marittime, e senz'altre domande passò d'articolo in
-articolo nell'ordine che sapeva preferito dal signor Graham.
-
-Sdraiato nel suo ampio seggiolone, di faccia a un'ottomana su cui
-poggiava il piede gottoso, egli pareva quanto mai sodisfatto, e quando
-Bella e Rina furono salite nella loro camera, osservò:,
-
-— Non sembra d'essere tornati ai giorni antichi, eh, Gertrude? —
-
-Poi chiuse gli occhi, e di lì a pochi minuti il suo respiro profondo e
-regolare avvertì la giovanetta ch'egli s'era addormentato.
-
-Visto che non le sarebbe stato possibile passare senza rischio di
-destarlo, ella posò il giornale, e si chinò per prendere dalla sua
-tasca un lavoretto, giacchè ben di rado rimaneva un momento oziosa.
-In quell'atto notò sulla soglia un'ombra, e alzando il viso si vide
-davanti proprio la persona che s'era proposta d'evitare.
-
-Il signor Bruce la fissava con la sua aria indolente d'uomo sicuro di
-sè, da cui sempre tanto si sentiva offesa. Egli teneva in una mano un
-mazzo di rose reggendolo in modo da presentarlo alla sua ammirazione.
-
-— Bellissime! — ella disse gettando uno sguardo ai ramicelli carichi
-d'una lussureggiante fioritura di rose muscose ancora in bocciuolo: ve
-n'erano di porporine e di bianche.
-
-Parlava a voce sommessa temendo di rompere il sonno del signor Graham.
-Egli abbassò la sua fino a un mormorio appena percettibile per dirle,
-mentre faceva oscillare le rose sul capo di lei:
-
-— Le credevo belle quando le ho còlte, ma adesso il paragone le fa
-scomparire. —
-
-E guardava espressivamente le gote della fanciulla.
-
-Questo vieto complimento, parve a Gertrude oltremodo insulso, venuto
-dalla bocca del signor Bruce. Ella si rizzò, per uscire dalla porta
-della facciata, dicendo:
-
-— Attraverso il portico e mando a dire alle signore che siete qui.
-
-— Oh, no, ve ne prego! — fece egli sbarrandole il passo. — Sarebbe una
-crudeltà. Io non ho il minimo desiderio di vederle. —
-
-Il suo gesto era così risoluto, che Gertrude si trovò costretta
-a ritrarsi dalla soglia e sedere di nuovo. Ma nel farlo una viva
-contrarietà si mostrava nel suo viso. Tolse di tasca un lavoro di
-cucito e vi si applicò.
-
-Ben Bruce trionfava. E tentò d'approfittare della vittoria:
-
-— Signorina Gertrude, volete farmi l'onore di portare oggi questi fiori
-nei capelli?
-
-— Io non porto fiori vistosi, — ella rispose senza levar gli occhi
-dalla mussolina che cuciva.
-
-Egli s'immaginò che fosse a cagione d'un lutto, perchè ella indossava
-un semplicissimo abito nero, e scelti tutti i bocciuoli di rose bianche
-glieli offerse pregandola di ornarne per amor suo quei serici capelli
-bruni con cui il loro candore avrebbe fatto un mirabile contrasto.
-
-— Vi sono obbligatissima, — disse Gertrude — non ho mai veduto rose più
-belle, ma io non sto punto sulle gale, lo sapete, e credetemi, dovete
-scusarmi.
-
-— Sicchè voi rifiutate i miei fiori?
-
-— Ma no, li accetto con piacere, — ella replicò, rizzandosi — se mi
-permettete d'andar a prendere un vaso d'acqua e metterli nel salotto
-dove tutti potremo goderli.
-
-— Io non li ho recisi e portati qui a benefizio dell'intera famiglia,
-— replicò Ben, con tono quasi di risentimento. — Se voi non volete
-ornarvene, li offrirò a qualcuno che lo farà volentieri. —
-
-Egli pensava che questa minaccia la spaventerebbe, perchè la sua vanità
-era tale, che ascriveva il contegno della fanciulla a mèra civetteria,
-e posto che in altri casi simili esso non aveva potuto se non aumentare
-la sua ammirazione per lei, lo credeva dettato dal desiderio di
-produrre quest'effetto.
-
-— La punirò, — disse in cuor suo, rifacendo accuratamente il suo mazzo
-di rose, col proposito di presentarlo a Rina la quale senza dubbio
-sarebbe stata lieta di riceverlo.
-
-— Dov'è Fanny, oggi? — domandò Gertrude, premendole di mutare discorso.
-
-— Non so, — rispose Ben secco secco, per significare che non aveva
-nessuna voglia d'intrattenersi su Fanny.
-
-Seguì un breve silenzio, durante il quale egli stette a fissare le dita
-della fanciulla intenta a cucire.
-
-— Come siete assorta nel vostro lavoro! — disse infine. — Non alzate
-gli occhi un momento.... Vorrei essere attraente come quel pezzo di
-mussolina!
-
-— E io vorrei che foste altrettanto innocuo! — pensò ella.
-
-— Non vi date gran pena per far passare piacevolmente il tempo a un
-ospite venuto col solo fine di vedervi. —
-
-— Credevo che veniste perchè invitato dalla signora Graham.
-
-— E non dovetti corteggiare Rina un'ora buona, per ottenerlo, l'invito?
-
-— Se l'avete carpito con inganno non meritate che vi si faccia festa, —
-ella ribattè, sorridendo.
-
-— È molto più facile piacere a Rina che a voi, — osservò egli.
-
-— Rina è molto affabile e graziosa.
-
-— Sì, ma io non darei un vostro sorriso per.... —
-
-Gertrude l'interruppe:
-
-— Ah, una visita! È una nostra vecchia amica.... Lasciatemi passare, vi
-prego, signor Bruce. —
-
-Mentre parlava, il cancello del cortile era stato aperto e richiuso,
-e il giovanotto, voltatosi a guardare in quella direzione, vide venire
-innanzi la signora a cui Gertrude era così ansiosa d'andare incontro.
-
-— Non abbiate tanta fretta d'abbandonarmi, — egli disse. — Quella
-piccola centenaria, che a quanto sembra vi procura una grande
-sodisfazione con la sua comparsa, ci metterà mezz'oretta ad arrivare
-fin qui camminando del suo passo!
-
-— È una vecchia amica, vi ripeto, bisogna ch'io vada a riceverla. —
-
-L'aspetto di Gertrude s'era fatto serio. Il giovane si vergognò
-d'insistere più oltre nella sua incivile opposizione, e, rizzandosi,
-lasciò libera la soglia che ingombrava.
-
-La signorina Marta Pace, giacchè era lei la vecchietta che
-faticosamente attraversava il cortile, vedendo la fanciulla diede
-segni di viva gioia, e si mise ad agitare con gesto teatrale un enorme
-ventaglio di penne, suo favorito modo di saluto. Quando questa le
-fu presso, ella le prese tutt'e due le mani e si trattenne un poco a
-discorrere; poi proseguirono insieme verso la casa dove entrarono dalla
-porta di dietro.
-
-Ben, deluso, capì ch'era inutile aspettare il ritorno di Gertrude, e
-si diresse verso il giardino nella speranza d'attirare l'attenzione di
-Rina.
-
-Il signor Bruce era troppo fidente nel potere della ricchezza e d'un
-grado elevato nel bel mondo, perchè non si tenesse sicuro che l'orfana
-sarebbe pronta ad accettare come un'insperata fortuna il suo nome e
-il godimento del suo patrimonio, se glieli avesse offerti. Per quanto
-fredda, per quanto disdegnosa ella gli si mostrasse, nulla gli avrebbe
-fatto ammettere che una ragazza senza famiglia e senza un centesimo,
-volesse lasciar perdere una tale occasione di collocarsi.
-
-Più d'una madre fornita di prudenza e mondana saviezza aveva cercato
-la sua amicizia; più d'una signorina, anche tra quelle di cospicuo
-parentado, e ricche, aveva gradito le sue attenzioni; e persuaso
-com'egli era che col molto denaro da lui posseduto poteva comperarsi
-per isposa la fanciulla preferita, chiunque ella fosse, gli sarebbe
-parsa risibile l'idea che Gertrude si stimasse al di sopra delle altre.
-
-Egli non era tuttavia risoluto al grave passo di una deliberata
-rinunzia ai numerosi vantaggi di cui godeva. S'era proposto di
-conquistare la considerazione e l'amore della ritrosa giovanetta,
-e benchè ne fosse preso più che non credesse, per ora non mirava
-ad altro. Costretto a riconoscere di non aver fatto breccia fino a
-quel momento, meditava di ricorrere a una tattica diversa, e, con un
-egoismo e una bassezza troppo comuni, s'appigliò a un artifizio che,
-se conseguiva il suo fine, doveva cagionare la mortificazione, e forse
-l'infelicità d'una terza persona. Appunto col disegno di fare la corte
-a Rina per ingelosire Gertrude, egli si dirigeva verso il giardino dove
-si confidava che la sua presenza l'avrebbe attirata.
-
-Oh, quale vergognoso e colpevole inganno! Rina già era inclinata ad
-amare Ben Bruce, e il suo cuore tanto tenero e anche tanto credulo, la
-disponeva a cader vittima della duplicità di costui.
-
-
-
-
-XXIX.
-
- È questo il mondo che ammiriamo? Questa
- L'umanità che chiamasi civile?
-
- ANNA MORE.
-
-
-Mentre, mezz'ora innanzi il pranzo, la signora Graham, le sue nipoti,
-Ben e Fanny Bruce, e il tenente Osborne, sedevano nel salotto, la
-sovrastante camera d'Emilia risonava di un'allegria che pungeva la
-loro curiosità. Non un'allegria clamorosa o sguaiata, ma schietta. Si
-distinguevano le risate argentine di Gertrude, a cui Emilia stessa
-univa in qualche scoppio le sue. Ed alle loro voci si mescolava una
-terza, oltremodo strana.
-
-Rina Ray corse due o tre volte alla porta anteriore dell'atrio per udir
-meglio, e indovinare il soggetto di quell'ilarità cordiale; l'ultima,
-rientrò annunziando che Gertrude scendeva con la regina delle streghe.
-
-Gertrude aperse l'uscio chiuso di colpo da Rina dietro a sè, e fece
-entrare la signorina Marta Pace, la quale s'avanzò a passettini
-misurati e minuti verso la signora Graham, e si fermò davanti a lei con
-una profonda riverenza.
-
-— Come state, signora? — disse questa, che quasi sospettava Gertrude
-d'averle fatto una burla.
-
-— La padrona di casa, m'immagino, — disse la signorina Marta.
-
-L'altra confermò il proprio diritto a quel titolo.
-
-— Una signora maestosa! — mormorò la bizzarra vecchietta a Gertrude,
-ma in modo d'essere udita, e spiccicando le sillabe con l'enfasi che le
-era particolare.
-
-Poi si rivolse a Bella Clinton, che cercava di nascondersi nell'ombra
-d'una tenda, e avvicinandosi a lei con le mani alzate in atto di
-stupore, esclamò:
-
-— La signorina Isabella, com'è vero ch'io godo la luce del giorno! E
-radiosa come un'aurora! Bontà celeste! S'è mai prodigiosamente espanso
-il fiore della vostra bellezza! —
-
-La fanciulla aveva riconosciuto Marta Pace non appena comparsa nel
-salotto, ma nel suo sciocco orgoglio si vergognava di passar per
-familiare d'una persona così eccentrica, e avrebbe voluto fingere di
-non sapere chi ella fosse. Non glielo permise Rina, la quale venne
-avanti dicendo forte:
-
-— O, signorina Pace, di dove siete capitata? —
-
-La vecchietta le strinse le mani con aria estatica:
-
-— _Voi dunque mi riconoscete_, signorina Caterina! Iddio versi le Sue
-benedizioni sul vostro capo per la memoria che serbate d'una vecchia
-amica!
-
-— Certo, v'ho riconosciuta alla prima occhiata! Non vi si dimentica
-facilmente, voi.... Bella, non ravvisi la signorina Marta? Eppure io la
-vidi sempre in casa tua....
-
-— Ah, è lei? — disse la superbiosa, mal tentando di far credere ch'ella
-in realtà non aveva ravvisato una persona che visitava spesso i suoi
-genitori, un tempo, ed era da loro tenuta in molta stima.
-
-— Temo, — sussurrò udibilmente, come dianzi, Marta Pace, volgendosi a
-Rina — temo che in quel petto si celi un cuore orgoglioso! — Poi, senza
-mostrare d'accorgersi di Ben Bruce e del tenente ai quali voltava le
-spalle, soggiunse:
-
-— Galanti, a quanto veggo.... giovani galanti.... Vostri o suoi? —
-
-Rina, avvedutasi ch'essi avevano inteso e se ne divertivano, rideva dai
-precordi.
-
-— Oh, miei, signorina Marta, — rispose senza esitare — miei tutt'e
-due! —
-
-La vecchia zittella girò gli occhi intorno, e non trovando il signor
-Graham andò a domandare a sua moglie:
-
-— Signora, dov'è il novello sposo? —
-
-Un po' confusa, la signora Graham disse che suo marito sarebbe venuto
-tra poco, e l'invitò a sedersi.
-
-— No, grazie, vi sono obbligata, ma io ho uno spirito investigatore,
-e, col vostro permesso, ispezionerò la sala. Vedo volentieri tutto ciò
-ch'è moderno. —
-
-Ella incominciò dall'esaminare i quadri che ornavano le pareti. Ad
-un tratto si volse a Gertrude e domandò, abbastanza forte da essere
-distintamente udita:
-
-— Cara, dite un po', che ne hanno fatto della seconda moglie? — E
-poichè la fanciulla la guardava stupita, si spiegò meglio: — Oh,
-intendo parlare dell'effigie: so bene che l'originale se n'è partito
-dal mondo, or è gran tempo: ma l'effigie della seconda signora
-Graham dove sarà? Stava sempre appesa qui, se la memoria non mi
-tradisce. —
-
-Gertrude le mormorò all'orecchio la sua risposta, che provocò questo
-soliloquio della signorina Pace:
-
-— Nel solaio! Già, gli è il corso della natura: il nuovo oblitererà
-_fin la memoria_ dell'antico! —
-
-E presa la giovanetta a braccetto terminò con lei il suo giro
-d'ispezione; poi, fermandosi davanti al gaio crocchio che si divertiva
-a guardarla, chiese di far la conoscenza del signor Bruce e d'essere
-presentata al «membro del compartimento della guerra» come designava
-l'ufficiale. Rina compì con aria cerimoniosa questa formalità e
-presentò il tenente Osborne anche a Gertrude, perchè l'indignava la
-trascuranza di sua zia che aveva creduto di potersene dispensare. Fu
-portata una seggiola alla signorina Marta, e questa sedette nel circolo
-dei giovani, che seguitò a intrattenere piacevolmente fino all'ora del
-pranzo.
-
-Gertrude era risalita a prender Emilia per accompagnarla a tavola,
-dove il suo posto era accanto a lei. Occupata da un lato a servire la
-sua amica cieca, come sempre soleva, e avendo dall'altro la loquace
-vecchietta, non le rimaneva tempo di badare ad altri, con vivo
-rincrescimento del signor Bruce ch'era ansioso di farle notare le sue
-premure per Rina, la quale aveva i capelli ornati di rose muscose e il
-viso raggiante di sorrisi.
-
-Anche Isabella godeva della manifesta ammirazione del suo tenentino.
-Le due ragazze, felici, conversavano animatamente coi loro adoratori,
-e nessuno pensava a disturbarle. Soltanto la signorina Marta di quando
-in quando attirava l'attenzione generale con le sue osservazioni, che,
-volessero essere facete o serie, non mancavano di suscitare un'ilarità
-qualche volta fuori di luogo, ma sempre irresistibile.
-
-Il padrone di casa si mostrava pieno di riguardi verso quell'ospite
-singolare, e la signora, che sapeva render soavissime le sue maniere se
-le pareva opportuno, ed era amante degli spassi, nulla risparmiava per
-eccitarla a discorrere; tanto più che Marta Pace conosceva mezzo mondo,
-e faceva commenti appropriati e divertentissimi su quasi tutte le
-persone nominate nel corso della conversazione. Infine il signor Graham
-l'indusse a parlare di sè medesima e della sua vita solitaria: e Fanny
-Bruce che le sedeva a fianco le domandò arditamente perchè non si fosse
-maritata.
-
-— Ah, mia graziosa damigella, — rispose la vecchietta — viene per
-ognuna la sua ora, e anch'io posso ancora prendere un compagno!
-
-— Dovreste farlo, signorina Pace, — disse Graham che conosceva il suo
-punto debole. — Adesso avete un patrimonio, e vi converrebbe un marito
-per bene, che v'aiutasse ad amministrarlo saviamente.
-
-— Oh, io non posseggo che una minima porzione di ricchezze mondane,
-e non sono più nel primo fiore; — fece Marta — nondimeno conto di non
-rimaner sola: approvo il matrimonio, e ho già posto gli occhi sopra un
-giovanotto.
-
-— _Un giovanotto!_ — esclamò Fanny scoppiando a ridere.
-
-— Sicuro, signorina Francesca! — ella replicò. — Amo la gioventù, io,
-e tutto ciò ch'è moderno. Mi aggrappo alla vita, sì, mi aggrappo alla
-vita!
-
-— Ma certo, — osservò la signora Graham — la signorina Pace deve
-sposare un uomo più giovane di lei; qualcuno a cui possa lasciare i
-suoi averi se mai dovesse sopravviverle.
-
-— È vero, — rincalzò suo marito. — Presentemente, signorina, voi non
-sapreste in favore di chi fare un testamento, salvo che non vogliate
-nominare erede Gertrude: _ella_, credo, farebbe ottimo uso del vostro
-denaro.
-
-— Questa sarebbe per me una considerazione di gran peso, — disse la
-vecchia zittella. — Fremo all'idea che i miei piccoli risparmi vadano
-scialacquati. Ora, io so bene che di poveraglia ce n'è abbondanza, e
-che i legati fanno gola a molti: ma io non intendo largire il mio a
-gente di tal fatta. Credetemi, signore, nove decimi di costoro saranno
-_sempre poveri_, checchè facciate.... No, a questi nulla! Ho altre
-intenzioni. —
-
-Il signor Graham domandò, poi:
-
-— Che n'è della famiglia del generale Pace?
-
-— _Tutti morti,_ — rispose Marta vivamente — _tutti morti!_ Feci un
-pellegrinaggio alla tomba di quel ramo del parentado. Fu una scena
-mesta e commovente! — ella proseguì in tono patetico. — Sopra un
-tumulo erboso circondato da una ringhiera di ferro sorge un monumento
-bellissimo, di marmo bianco, _nel quale_ sono sepolti tutti quanti. E
-sul puro suo candore alabastrino spiccano incise queste lettere:
-
- PACE
-
-— Come dice cotesta epigrafe? — chiese la signora Graham, credendo di
-non avere ben udito.
-
-— _Pace_, signora, _Pace_: niente altro. —
-
-Per solenne che fosse il soggetto, i commensali rattenevano a stento le
-risa; e la padrona di casa, visto che Rina e Fanny erano in procinto di
-lasciarle scoppiare irrefrenabilmente, invitò le signore a levarsi da
-tavola dandone l'esempio.
-
-I signori, poco desiderosi di trattenersi, le seguirono nel vasto atrio
-che offriva un grato refrigerio durante le calde ore dei giorni estivi.
-La signorina Marta e Fanny Bruce costrinsero Gertrude a rimanere contro
-sua voglia con la compagnia, la quale pertanto non fu scemata se non
-della signora Graham a cui era difficile privarsi della sua siesta.
-
-L'originale vecchietta eccitava la curiosità degli astanti a segno
-tale, che le conversazioni particolari furono sospese per concentrare
-l'attenzione in ciò che diceva e faceva lei.
-
-Bella, invero, aveva sempre la sua aria un poco sprezzante, e si
-sforzava d'attrarre i pensieri del tenente Osborne verso altri
-soggetti, riuscendovi in parte: ma Rina si divertiva un mondo, e
-contenta che il signor Bruce le fosse accanto e godesse con lei del
-medesimo piacere, non cercava di meglio.
-
-Il discorso non tardò a cadere sugli abbigliamenti femminili e la moda,
-due temi favoriti di Marta Pace. Dopo essersi dilungata sul suo amore
-del bello, specie nell'arte della sarta e della modista, ella s'alzò
-da sedere con un gesto deliberato, andò a Isabella Clinton, l'unica
-che mostrasse di voler evitarla, e prese ad esaminare la stoffa del
-suo vestito; poi, la pregò di rizzarsi e permetterle di studiarne la
-fattura, dichiarando che la descrizione d'un così perfetto e moderno
-capolavoro sarebbe una festa per le orecchie delle sue amiche giovani.
-
-Ma la fanciulla si rifiutò di compiacerla; anzi, sdegnosamente, si
-scosse di dosso la mano della vecchia signora come se quel contatto la
-contaminasse.
-
-— Via, Bella, — le sussurrò la cugina — rizzati, non essere così
-dispettosa.
-
-— Perchè non ti rizzi tu e non le fai vedere il tuo vestito a benefizio
-delle sue volgari amiche?
-
-— A me non l'ha chiesto, ma lo farò ben volentieri se si
-contenta. —
-
-E Rina, tutta gaia e ridente, andò a piantarsi davanti a Marta, dicendo:
-
-— Signorina Pace, ammirate il mio abito finchè volete, e magari, se vi
-piace, prendetene un modello: sarò superba dell'onore. —
-
-Caso raro, l'abito di Rina era veramente bellino e degno
-d'osservazione. Marta fece i suoi commenti, e specie lodò quell'inutile
-e uggioso prolungamento della gonna ch'è lo strascico. Sodisfatta la
-sua curiosità, si volse a guardare se la seggiola da lei lasciata era
-sempre libera, poi cominciò a ritirarsi in quella direzione con un
-movimento retrogrado composto d'una serie di riverenze.
-
-Fanny Bruce, la quale occupava una seggiola vicina, notò ch'ella aveva
-calcolato esattamente quanti passi doveva fare per finire l'ultima
-riverenza sedendosi, e mossa da una maliziosa tentazione mise una mano
-sulla spalliera. Uno sguardo e un sorriso d'Isabella l'incoraggiarono;
-ella tirò la seggiola indietro, impercettibilmente, ma abbastanza da
-minacciare la sicurezza della vecchietta.
-
-Questa, cercando di posarvisi, perdette l'equilibrio, e sarebbe caduta
-se Gertrude, che vigilava, essendosi accorta delle intenzioni di
-Fanny, non fosse balzata verso di lei a tempo per gettarle un braccio
-intorno alla vita e metterla a sedere, incolume, non senza lanciare in
-quell'atto alla ragazzina un'occhiata di rimprovero. Tutta confusa, la
-piccola Bruce, rapidamente si voltò dall'altra parte, e per disgrazia
-pestò il piede gottoso del signor Graham, al quale il dolore strappò
-una viva esclamazione.
-
-— Fan, — le disse suo fratello che aveva veduto soltanto la seconda
-malefatta — vorrei che tu imparassi un po' di gentilezza.
-
-— E da chi ho da impararla? — lo rimbeccò Fanny con petulanza. — Da te,
-forse? —
-
-Ben parve adirato, ma s'astenne dal redarguirla. La vecchia zittella
-còlse la parola a volo.
-
-— Gentilezza! Ah, virtù rara, quanto amabile! Notevolmente sviluppata
-però nelle maniere della mia cara amica Gertrude, che ben si
-converrebbero a una principessa. —
-
-Bella increspò le labbra e sorrise, disdegnosa.
-
-— Tenente Osborne, — ella disse — non pare a voi che la signorina
-Devereux abbia bellissime maniere?
-
-— Perfette! Lo stile de' suoi ricevimenti è l'eleganza stessa.
-
-— Di chi parlate, — domandò Rina. — Della signora Harry Noble?
-
-— No, della signorina Devereux, — rispose Bella. — Ma anche la signora
-Noble è finissima.
-
-— È vero, — confermò Ben. — Senti, Fanny? Abbiamo trovato un modello
-per te. Tu devi imitare la signora Noble.
-
-— Io non so nulla di cotesta signora, — ribattè la ragazzina. — Voglio
-imitare piuttosto la signorina Flint. — E rivolgendosi a questa con una
-serietà che le esprimeva chiaramente un sincero rincrescimento della
-villania commessa, domandò: — Signorina Gertrude, come _devo_ imparare
-la gentilezza?
-
-— Vi rammentate — le disse ella sottovoce e guardandola in modo
-significativo — ciò che il vostro maestro di musica vi rispose quando
-gli domandaste come dovevate imparare a sonare con espressione? Ebbene,
-io vi darei la stessa regola rispetto alla gentilezza. —
-
-Fanny si fece di bragia.
-
-— Che v'ha detto? — chiese il signor Graham. — Via, Fan, fateci
-conoscere la regola di Gertrude.
-
-— M'ha detto ch'è quella datami dal maestro di musica lo scorso inverno.
-
-— Ossia? — disse Ben vivamente.
-
-— Io domandai al signor Hermann come avrei potuto imparar a sonare
-con espressione, ed egli mi rispose: «Coltivate il vostro _cuore_,
-signorina Bruce, coltivate il vostro _cuore_.» —
-
-Questo nuovo precetto d'educazione venne accolto con espressioni di
-sentimenti diversi quanto i caratteri degli uditori. Il signor Graham
-si morse le labbra e s'allontanò: la sua gentilezza non si fondava nel
-cuore, ma quella di Gertrude sì, ed egli lo sapeva; Isabella sorrise
-con aria di superbo disdegno; Rina e Ben Bruce erano mezzo stupiti e
-mezzo esilarati; il tenente Osborne mostrò di non essere inaccessibile
-alla nobilissima verità enunciata, perchè volse a Gertrude uno sguardo
-d'ammirazione e simpatia; il viso d'Emilia manifestò quanto pienamente
-ella partecipasse all'opinione della sua protetta, la quale era un po'
-confusa nel vederla così divulgata e commentata; la signorina Marta poi
-non esitò ad approvarla con un forbito elogio:
-
-— Le parole della signorina Gertrude sono d'oro. L'unica gentilezza
-vera è la spontanea offerta del cuore. Forse quest'eletta compagnia
-di giovani e donzelle accondiscenderà ad ascoltare dalla bocca d'una
-vecchierella la storia d'un raro esempio di sì fatta gentilezza
-cordiale, ch'ebbe la sua degna ricompensa. —
-
-Tutti si dichiararono ardentemente desiderosi di sentir la storia della
-signorina Marta, ed essa incominciò:
-
-— Un giorno d'inverno, alcuni anni or sono, una vecchia signora, piena
-di debolezze, ma dotata d'una certa perspicacia, e della sua parte
-d'esperienza del mondo, (Marta Pace è il suo nome) si pose in cammino,
-per speciale invito, alla volta della casa d'un degno gentiluomo:
-l'onorevole signor Clinton, padre della signorina Isabella, la vezzosa
-damigella qui presente. Tutti i grandi alberi della nostra buona città
-di Boston scintillavano di diacciuoli più fulgidi dei diamanti che
-brillano nelle miniere di Golconda, e i marciapiedi erano insidiosi per
-i passi malfermi od incauti.
-
-«Io perdetti l'equilibrio e caddi. Due galanti signori mi sollevarono
-e mi portarono in un vicino emporio farmaceutico, dove mi fecero
-riacquistare i sensi smarriti e mi ravvivarono con un fragrante
-cordiale. Io ripresi la perigliosa via trepidando, e certo non sarei
-giunta alla mèta con le ossa incolumi, senza l'aiuto d'un cavaliere
-dalle guance rosate, il quale mi raggiunse, e, passato il mio debole
-braccio sotto il suo, più giovane e forte, protesse i miei passi fino
-al termine del viaggio non breve.
-
-«Nè il coraggio di cui doveva far prova la nobile mia scorta per
-compiere la sua impresa, era men che straordinario, mie graziose
-damigelle! Figuratevi nella vostra immaginazione un giovanetto fresco e
-bello come un raggio di sole, snello come una freccia, un vero Apollo
-insomma, attaccato al piccolo corpo curvo d'una povera vecchina quale
-Marta Pace. Io non mi risparmio, signorine; se m'aveste veduta in quel
-momento, senza dubbio direste che ora ho molto migliore apparenza.
-Avevo la dentiera in tasca invece che in bocca, il fintino di
-riccioli era stato spinto indietro dalla mia recente caduta, e i miei
-occhialoni, gli stessi che portava mio padre, così grandi da coprirmi
-mezza faccia, sarebbero bastati da soli ad eccitare la curiosità dei
-passanti. Ma egli procedeva imperterrito; e nonostante gli sguardi
-lusinghieri e i seducenti sorrisi che venivano a lui da una doppia fila
-di bellissime fanciulle in cui c'imbattemmo, nonostante le sghignazzate
-dei giovanottini dell'età sua, sosteneva la mia fragile persona con
-altrettanta cura che se fossi stata un'imperatrice, e moderava il baldo
-suo passo in accordo con la lentezza a cui mi costringevano le mie
-infermità. Ah, quale spirito di cortesia manifestò il mio cavaliere
-dalle guance di rosa! Se l'aveste incontrato, signorina Caterina, o
-voi, signorina Francesca, i vostri cuori palpitanti sarebbero involati
-per sempre! Era un modello incomparabile!
-
-«Dov'egli fosse diretto non so, perchè seguì il mio cammino, e non
-mi lasciò prima d'avermi recata a salvamento alla dimora del signor
-Clinton. Certo non penso ch'egli ambisse la conquista del mio vecchio
-cuore, ma credo ch'esso lo seguì, perchè spesso ancora il mio pensiero
-ritorna a lui.
-
-— Ah, fu _questa_ dunque la sua ricompensa! — esclamò Rina.
-
-— No. Cercate d'indovinar meglio.
-
-— Ma io non so nulla di più desiderabile, signorina Marta.
-
-— La _sua fortuna nella vita_ signorina Caterina! Ecco la ricompensa
-ch'egli ebbe: e forse ancora non ne misura tutta la grandezza!
-
-— Come sarebbe a dire? — domandò Fanny.
-
-— Narrerò in succinto il rimanente. La signora Clinton m'incoraggiava
-sempre a discorrere durante le mie visite. Ella, conoscendo il mio
-gusto, lo secondava, e io godevo della sua indulgenza. Le raccontai
-pertanto l'avventura occorsami, ed esaltai i meriti del nobile
-giovanetto, il mirabile spirito di cortesia da lui dimostrato. Era
-presente il degno gentiluomo e prestava orecchio attento alle mie
-parole, perchè egli pregia la buona educazione: e quando raccomandai
-il mio cavalierino spiegando tutta l'eloquenza di cui ero capace,
-vidi che m'ascoltava con piacere, benevolenza e simpatia. Promise di
-parlare col ragazzo, e così fece. Gli lesse nel prestante aspetto la
-nobiltà dell'animo, e questa favorevole impressione fruttò al bravo
-figliuolo un posto di commesso dal quale salì di grado in grado fino a
-quello di socio e agente fiduciario che ora occupa in una cospicua casa
-commerciale. Signorina Isabella, mi rallegrerebbe il cuore sentire le
-ultime notizie di Guglielmo Sullivan.
-
-— Sta bene, a quanto credo, — rispose la bella fanciulla seccamente. —
-Non mi consta nulla in contrario.
-
-— Oh, Gertrude può informarvi! — disse Fanny. — Nessuno ne sa quanto
-lei circa il signor Sullivan. Essa vi dirà ogni cosa. —
-
-Tutti gli sguardi si volsero a Gertrude che stava appoggiata
-alla seggiola d'Emilia, col viso acceso e gli occhi lucenti
-per la commozione destatale dal racconto di Marta Pace. Questa,
-maravigliatissima d'udire ch'ella conosceva quel tanto ammirato
-cavaliere di cui serbava sempre una dolce memoria, s'affrettò a
-interrogarla. Gertrude venne a sedere accanto a lei, e senza nessuna
-esitazione, nessun impaccio, rispose a tutte le sue domande. Ella
-parlava a voce sommessa, nè d'altronde le notizie di Guglielmo
-importavano al resto della compagnia; sicchè furono riprese
-le conversazioni particolari, e anche loro due rimasero libere
-d'intrattenersi del comune amico.
-
-Brevemente la giovanetta disse quali fossero lo stupore e la curiosità
-del ragazzo, della sua famiglia, de' suoi amici, che non avevano mai
-potuto indovinare l'origine di quella fortuna: e le vane congetture
-suscitate dalla inattesa chiamata del signor Clinton, e chiuse con
-l'attribuire tutto il merito all'agenzia di Santo Claus, divertirono
-la vecchia zittella a segno che le sue risate erano quasi altrettanto
-sonore, e punto meno allegre di quelle della gaia compagnia raccolta
-più in là presso alla soglia, e provocata ora ad un'ilarità più viva
-che mai dalla birichineria di Rina e di Fanny.
-
-Mentre la signorina Pace incaricava Gertrude di interminabili messaggi
-e complimenti da inserirsi nella sua prossima lettera a Guglielmo,
-ricomparve la signora Graham che aveva rinfrescato l'abbigliatura e
-la faccia, e interruppe tutti esclamando con quel suo vocione dai toni
-bruschi:
-
-— Come, ancora qui? Vi credevo già in cammino attraverso i boschi.
-Rina, hai forse abbandonato l'idea di salire il _Sunset Hill_[4] dopo
-averla tanto accarezzata?
-
-— Ho proposto la gita, zia, un'ora fa; ma Bella dice ch'è troppo caldo.
-A me pare invece un tempo adattatissimo per una passeggiata.
-
-— Tra poco raffresca, — ripigliò la signora Graham — e credo che
-fareste bene a partire senz'indugio, perchè se volete prendere per i
-boschi la distanza non è tanto breve.
-
-— Chi conosce la strada? — domandò Rina.
-
-Nessuno rispose; e interrogati uno per uno, tutti dichiararono la
-propria ignoranza in proposito, con grande maraviglia di Gertrude la
-quale credeva che ogni parte del terreno boscoso e del colle fosse
-familiare al signor Bruce. Ma ella non stette ad ascoltare le loro
-discussioni, perchè s'accòrse che Emilia si sentiva stanca ed aveva un
-principio d'emicrania, e la persuase a ritirarsi nella quiete della sua
-camera dove l'accompagnò. Nell'atto che ne chiudeva l'uscio, Fanny le
-gridò da piè della scala:
-
-— O non venite con noi, signorina Flint?
-
-— No, — ella disse — oggi non vengo.
-
-— Allora non vo neppur io. Ma perchè non volete venire?
-
-— Farò più tardi una passeggiata con la signorina Emilia, purchè stia
-abbastanza bene: voi potete accompagnarci, se vi fa piacere, ma vi
-divertireste assai più andando sul colle. —
-
-Intanto, nell'atrio, la compagnia teneva consiglio a bassa voce.
-Qualcuno aveva detto che Gertrude era pratica dei sentieri attraverso
-i boschi: ma Bella s'opponeva alla proposta d'invitarla a partecipare
-alla gita, Rina esitava tra la sua simpatia per lei e la tema di
-un'infedeltà del signor Bruce, il tenente Osborne s'asteneva dal
-mostrarsi propenso a ciò che Bella disapprovava, e il signor Bruce
-taceva fidando nella necessità di prendere Gertrude per guida, posto
-ch'egli aveva con subdola astuzia celato la propria perfetta idoneità a
-prestare questo servigio. Infatti, come aveva preveduto, si finì con lo
-spedire Rina a farle l'ambasciata.
-
-
-
-
-XXX.
-
- .... gente
- Che la terra calcar vuole premendo
- Degli umili sul collo il piè superbo.
-
- Miss L. P. SMITH.
-
-
-Gertrude avrebbe voluto rifiutare scusandosi con l'obbligo di tener
-compagnia ad Emilia; ma Emilia stessa, la quale pensava che un po' di
-moto sarebbe stato benefico per la fanciulla, intervenne pregandola
-d'accettar l'invito, in apparenza cordialissimo, di Rina; e avendo
-questa dichiarato che altrimenti si doveva rinunziare alla gita
-desiderata, ella acconsentì a prendervi parte. In pochi minuti fu
-lesta, bastandole mutare le scarpine da casa con un paio di solidi
-stivaletti; se non che perdette un po' di tempo nella vana ricerca del
-suo cappello di paglia a larghe tese che mancava dall'armadione del
-corridoio dove soleva appenderlo.
-
-— Che cerchi? — le domandò Emilia, udendo aprire e chiudere
-ripetutamente l'armadio.
-
-— Il mio cappello; ma non lo trovo. Vedo che sarò costretta a farmi
-prestare ancora una volta il vostro. —
-
-Così dicendo prese di sul letto il cappello da sole, di stoffa bianca,
-che la signorina Graham aveva portato la mattina.
-
-— Ma certo, cara, — disse questa.
-
-— Comincerò a credere che sia mio, — fece Gertrude scappando in fretta
-— lo porto tanto più spesso di voi! —
-
-Fanny l'aspettava; il resto della compagnia s'era avviato, e le
-precedeva già d'un buon tratto di strada. Emilia chiamò dalla scala:
-
-— Gertrude, ti sei messa gli stivaletti grossi? Sai, figliuola mia, che
-i prati sono molto umidi di là dalla fattoria Thornton. —
-
-La ragazza rispose che li aveva messi; ma temendo che le altre fossero
-state meno previdenti, domandò alla signora Graham se Bella e Rina
-avessero calzature adatte contro l'umidità, e, forse, la mota, che
-avrebbero trovato per via.
-
-— Ohimè, no! — disse la signora. — E adesso come si fa? Sono già
-lontane, fuor di veduta, e sicuro le disturberebbe assai dover tornare
-indietro.
-
-— Io ho certe soprascarpe di gomma elastica, leggerissime, — disse
-Gertrude. — Le porterò meco, e Fanny ed io raggiungeremo le signorine
-in tempo, prima che arrivino al prato. —
-
-Non era difficile raggiungere Isabella e il tenente, perchè camminavano
-adagio, e non sembravano malcontenti di fare la retroguardia. L'altra
-coppia, all'incontro, sollecitava il passo, apposta per essere avanti:
-Rina, mossa dal desiderio d'impedire che venisse interrotto quel
-dolce _tête à tête_, Ben smanioso di offrirsi alla vista di Gertrude,
-affinchè ella osservasse la sua galanteria verso la signorina Ray,
-galanteria che raddoppiò quando gli apparve da lontano colei che
-sperava ingelosire.
-
-Avevano oltrepassato la fattoria Thornton, e un solo campo li separava
-dal prato, il quale sebbene rallegrasse l'occhio con la fresca
-verdezza dell'erba che lo copriva, era nel mezzo un vero pantano,
-e non si poteva attraversare, neppur muniti di grosse calzature, se
-non contornando il margine, strettamente accosto al muro. Gertrude e
-Fanny si trovavano ancora a non piccola distanza dietro a loro, ed
-erano quasi trafelate dallo sforzo che facevano per raggiungerli,
-mentr'essi andavano presto e avevano tanto vantaggio. Nel momento
-che passavano davanti alla fattoria, la signora Thornton s'affacciò
-all'uscio e parlò a Gertrude. Questa, prevedendo d'essere costretta a
-trattenersi qualche minuto, disse a Fanny di proseguire immediatamente
-ed avvertire suo fratello e Rina della natura del terreno su cui
-stavano per avventurarsi, pregandoli d'aspettare il resto della
-compagnia alla barriera. Fanny arrivò troppo tardi, quantunque si fosse
-sfiatata a correre; i due già s'erano inoltrati nel prato insidioso. Ma
-procedevano senza pericolo, posto che Ben guidava la fanciulla lungo
-il muro, facendole tenere il solo cammino praticabile: il che provò a
-Gertrude, sopraggiunta poco appresso, ch'egli conosceva benissimo il
-luogo. A metà strada parve che avessero incontrato qualche ostacolo,
-perchè Rina si fermò con un piede alzato, reggendosi al muro intanto
-che il suo cavaliere disponeva per terra, dinanzi a lei, alcune pietre.
-Egli l'aiutò a passare sull'improvvisato ponticello, poi continuarono
-felicemente la traversata e infine disparvero nel boschetto vicino.
-
-Isabella e il tenente Osborne tardavano tanto ad arrivare, che Fanny,
-spazientita, consigliò Gertrude d'abbandonarli al loro fato. Quando
-Dio volle svoltarono il canto della fattoria; ma la superba giovanetta,
-benchè vedesse che le altre due l'aspettavano, seguitò ad avanzarsi con
-la stessa lentezza.
-
-— Signorina Clinton, — le gridò la piccola Bruce tosto che furono a
-portata di voce — o che vi siete azzoppata?
-
-— Azzoppata! — esclamò Bella. — Che intendete dire?
-
-— Camminate così piano! — rispose Fanny. — Credevo proprio che vi foste
-sciupato un piede. —
-
-Bella s'astenne dal replicare, fuorchè con una sdegnosa scrollata
-di capo, ed entrò nell'umido prato, discorrendo fitto fitto col
-suo tenentino, senza degnare d'uno sguardo Gertrude; la quale non
-mostrò d'accorgersi del suo altezzoso contegno, ma presa per mano
-la ragazzina, s'avviò per costeggiare il terreno infido invece
-d'attraversarlo, e disse con tono calmo e disinvolto quanto cortese:
-
-— Pigliate di qua, prego, signorina Clinton: v'abbiamo aspettata a fine
-di guidarvi, perchè il prato è pieno d'acqua.
-
-— Pieno d'acqua? — domandò Isabella inquieta, guardando le sue
-finissime scarpine; e soggiunse stizzosamente: — Credevo che conosceste
-una buona strada, e ci portate invece in un pantano! Io non vo oltre.
-
-— Ebbene, tornate indietro, — disse l'impertinente Fanny. — Nessuno
-piangerà. —
-
-Gertrude rispose con dolcezza, quantunque le sue gote si fossero accese
-d'un vivo rossore:
-
-— Non la proposi io la gita; ma posso trarvi da quest'impaccio. La
-signora Graham temeva che foste calzata di scarpe troppo leggiere, e
-però v'ho portato un paio di calosce. —
-
-Bella prese l'involto, senza ringraziare, e aprendolo domandò:
-
-— Di chi sono?
-
-— Mie, — disse Gertrude.
-
-— Oh, allora non credo di potermene servire, — borbottò l'altra. —
-Saranno immense, mi figuro.
-
-— Permettete, — fece il tenente Osborne, prendendo una delle calosce.
-
-Egli si chinò per calzarne Isabella, ma non gli riuscì: era troppo
-piccola. Ella lo vide, e cercò di mettersela da sè, trattando la
-proprietà di Gertrude con tale irosa violenza, che strappò la sottile
-strisciolina di cuoio passante sulla caviglia: nondimeno neppure allora
-giunse a far entrare perfettamente il piede nella soprascarpa.
-
-Mentre ella stava così piegata in avanti, l'attenzione di Fanny
-Bruce fu attratta dall'elegante cappello di paglia a larga tesa che
-portava con graziosa civetteria inclinato da una banda. La ragazzina
-lo riconobbe per quello della sua amica. Era d'un modello di fantasia
-che Gertrude non avrebbe scelto ella stessa: ma glielo aveva donato
-l'estate scorsa il signor Graham, in sostituzione d'un comune cappello
-da giardino che gli era accaduto di schiacciare in modo irrimediabile,
-ed essendo semplice e di buon gusto lo usava per le sue passeggiate
-in campagna. Isabella, scopertolo nell'armadio del corridoio dov'ella
-lo riponeva solitamente, non aveva esitato ad appropriarselo. A Fanny
-esso era noto, avendolo osservato nella camera di Gertrude in casa
-della signora Warren, e anche portato una volta, col suo permesso,
-per rappresentare una parte in una sciarada in azione: non poteva
-dunque ingannarsi. E ora, dopo averla udita dire ad Emilia che non
-lo ritrovava, lo vedeva, con sommo stupore, ornare l'altera signorina
-Clinton. Ritta dietro a costei faceva segni all'amica spalancando gli
-occhi, storcendo il viso, indicando l'oggetto usurpato, con una mimica
-che manifestava eloquentemente l'intenzione di strapparlo dal capo
-dell'usurpatrice e collocarlo su quello della legittima proprietaria.
-
-Gertrude era in procinto di perdere la sua gravità; rattenendo a fatica
-le risa, la minacciava col dito, le accennava di smettere; infine,
-presala di nuovo per mano, affrettò il passo, nascondendo la faccia
-esilarata sotto il bianco cappellone, e lasciò che Bella e il suo bello
-le seguissero, se volevano.
-
-— Fanny, — ella disse — non istà bene farmi ridere così; se la
-signorina Clinton se ne fosse avveduta ne sarebbe stata molto offesa.
-
-— Essa non ha diritto di portare il vostro cappello, e non lo porterà.
-
-— Ma sì, quanto vuole: le sta a maraviglia. Mi fa piacere che se lo
-metta, e voi non dovete farle intendere che è mio. —
-
-Fanny non promise nulla, e ne' suoi occhi passò un lampo di malizia che
-presagiva un qualche tiro birbone.
-
-La passeggiata attraverso i boschi fu deliziosa, Gertrude e la sua
-piccola compagna quasi avevano dimenticato in quel tranquillo godimento
-che facevano parte d'una gaia compagnia, quando a un tratto videro Ben
-Bruce e Rina seduti a piè d'una vecchia quercia. La fanciulla aveva
-intessuto una ghirlanda di foglie ed era tutt'intenta ad ornarne il
-cappello del suo cavaliere, il quale stava indolentemente appoggiato al
-tronco dell'albero in un atteggiamento d'indifferenza. Ma non appena
-egli si accòrse che Gertrude e Fanny s'avvicinavano, si chinò verso
-Rina, guardò con aria d'ammirazione il suo lavoro, e quando fu sicuro
-che esse potevano udirlo, si profuse in complimenti e ringraziamenti.
-L'ingenua li riceveva sorridendo e arrossendo, con manifesto piacere:
-piacere raddoppiato dal fatto apparente che la temuta rivale non
-distraeva da lei l'attenzione di Ben, poichè questi seguitava a
-mormorarle all'orecchio, in atto confidenziale, galanti inezie,
-lasciando l'altra sedersi a qualche distanza. Pover'anima semplicetta!
-Ella lo credeva onesto, mentre egli la traeva a' suoi fini con un basso
-inganno.
-
-— Signorina Gertrude, — disse Fanny — vorrei andare un po' laggiù nella
-pineta a cercare pine da farne panierini e cornici.
-
-— Se ne trovano in abbondanza, — rispose la giovane.
-
-— Oh, andiamoci, ve ne prego! Saremo di ritorno prima che Bella Clinton
-arrivi fin qui. —
-
-Gertrude accondiscese di buon grado, e s'allontanarono insieme, dopo
-aver appeso i loro cappelli ad un ramo. Stettero assenti un certo
-tempo, perchè le pine infatti abbondavano, e la ragazzina volle farne
-una scelta e copiosa collezione. Ma adunate che le ebbe, fu molto
-impacciata per portarle via. Riflettè alquanto, e disse:
-
-— Penso di dare una corsa e chiedere a Ben che mi presti la sua
-pezzuola; oppure, se non vuole prestarmela, prenderò il mio cappello e
-ce ne metterò quante ne può contenere. —
-
-Avuta da Gertrude la promessa d'aspettarla, tornò di volo al luogo
-dove avevano lasciato suo fratello e Rina Ray. Già da lontano scoppi
-di voci e di risa l'avvertirono che v'erano giunti anche Bella ed
-Osborne, e che qualche cosa forniva loro un soggetto di spasso. Bella
-si era impadronita del cappello bianco, lo aveva deformato in modo da
-farlo parere una berretta da vecchia e guarnito con erbacce e maceroni;
-infine, appuntatavi una pezzuola in guisa di velo, e tenendolo
-sollevato con la mazza del tenentino, chiese chi fosse il miglior
-offerente per il cappello da sposa della signorina Flint.
-
-Fanny la sorprese in quell'atto, e si fermò un momento, nascosta, ad
-ascoltarla, fremendo d'indignazione; poi venne avanti d'un balzo come
-se arrivasse difilato dal bosco. Rina l'afferrò per un lembo della
-veste esclamando:
-
-— Ah, siete qui Fanny! E dov'è Gertrude?
-
-— Nella pineta; e ci ritorno anch'io. Mi ha mandata soltanto a prendere
-il suo cappello, perchè c'è molto sole laggiù.
-
-— Ah, sì, — fece Isabella — il suo cappellino di Parigi! Prego di
-presentarglielo coi nostri complimenti. —
-
-E le porse il copricapo da lei reso veramente ridicolo.
-
-— No, — ribattè la fanciulla — _cotesto_ non è il _suo_, è quello della
-signorina Emilia. Il _suo_ è _questo qui_. —
-
-Così dicendo pose la mano sul cappello di paglia che rendeva Bella
-tanto seducente, come le avevano anche poc'anzi ripetuto i due
-giovanotti, e, senza cerimonie, glielo strappò dalla testa.
-
-Gli occhi della signorina Clinton fiammeggiarono di collera.
-
-— Che volete dire? — ella gridò. — Piccola petulante! Datemi quel
-cappello, e subito!
-
-— No, che non ve lo do! È di Gertrude. Lo cercava, dopo pranzo, ma ha
-finito col concludere che doveva essere perduto o che qualcuno l'aveva
-rubato, e s'è fatta prestare il cappello da giardino della signorina
-Graham; sarà contenta però di ricuperarlo. Vo a portarglielo.... Del
-resto, — soggiunse voltandosi a guardarla di sopra la spalla, mentre
-correva via — sono sicura che alla signorina Graham non dispiacerà che
-vi mettiate il suo, purchè abbiate cura di non sciuparlo! —
-
-Bella rimase confusa e adontata; Rina e Bruce ridevano apertamente,
-Osborne rideva sotto i baffi. Ma pochi minuti dopo videro venire dal
-bosco Gertrude, a passi affrettati, col famoso cappello in mano. Fanny
-la seguiva, e approfittando della posizione d'Isabella che le volgeva
-il dorso, rifaceva la sua pantomima d'accuse e di minacce.
-
-— Signorina Clinton, — disse Gertrude posando il cappello sulle
-ginocchia di questa — temo che Fanny sia stata assai scortese in
-mio nome. Io non l'avevo mandata a prender nulla.... Sarò lieta se
-gradirete di portarlo quando vi può servire.
-
-— Non ne ho bisogno, — ella rispose con accento sprezzante. — Neanche
-m'immaginavo che appartenesse a voi.
-
-— Lo so bene, — riprese l'altra — ma spero che vorrete consentire a
-rimettervelo almeno oggi. —
-
-Senza più insistere su ciò, diede il consiglio di proseguire
-speditamente verso il colle, perchè non sarebbe stato, se no, possibile
-di toccare la vetta innanzi il tramonto; e corroborandoli con l'esempio
-s'incamminò. Tutti le tennero dietro: Fanny strappando le grottesche
-guarnizioni del vituperato cappello bianco, Isabella annodandosi sotto
-il mento un fazzoletto ricamato, e Ben Bruce dondolando il negletto
-cappello di paglia che aveva appeso al braccio per i nastri.
-
-Eccettuata Isabella che non smise il broncio, la comitiva godette
-molto la gita sul colle. Era già quasi buio quando ripassarono davanti
-alla fattoria. Lì Gertrude s'accomiatò perchè aveva promesso alla
-signora Thornton di fermarsi per visitare uno de' suoi figliuoli che
-frequentava la classe da lei tenuta nella scuola domenicale, ed era
-malato di febbre. Fanny avrebbe voluto restare in sua compagnia, ma
-ella non lo permise pensando che la signora Bruce non sarebbe forse
-stata contenta se la ragazzina fosse entrata in quella casa dove
-c'erano parecchi malati.
-
-Circa un'ora più tardi, la giovanetta che se ne ritornava sola,
-e un po' ansiosa d'essere arrivata, fu raggiunta nei pressi della
-villa Graham dal signor Bruce il quale col cappello di paglia sempre
-dondolante dal suo braccio sembrava essersi appostato per aspettarla.
-Ella dette un sobbalzo perchè nell'oscurità della notte già scesa non
-lo aveva riconosciuto e credeva che fosse un estraneo.
-
-— Signorina Gertrude, — egli disse — non v'ho spaventata, spero.
-
-— Oh, no! — fece ella, rassicurata dal suono della sua voce. — Non
-sapevo che foste voi. —
-
-Ben le offerse il braccio, ed ella lo prese. La corte assidua fatta
-quel giorno dal giovane a Rina aveva servito a diminuire i suoi
-timori che le dimostrazioni d'amore prodigate a lei fossero serie, e
-concludendo ch'egli semplicemente si dilettava di galanteria, accettò
-di lasciarsi scortare fino a casa.
-
-— È stata davvero una gita deliziosa, — incominciò il signor Bruce —
-per _me_ almeno. La signorina Ray è una compagna assai gradevole.
-
-— Oh, sì, — rispose Gertrude. — Mi piacciono tanto quelle sue maniere
-vivaci e franche.
-
-— Temo invece che Fanny vi abbia annoiato: io mi sarei volentieri
-occupato anche di voi, ma non riescivo a staccarmi un minuto dalla
-signorina Ray, assorti com'eravamo nella nostra conversazione.
-
-— Fanny ed io siamo abituate l'una all'altra, e ci troviamo benissimo
-insieme.
-
-— Sapete che ci proponiamo di fare una piacevolissima scarrozzata,
-domani?
-
-— No, non ne so nulla.,
-
-— La signorina Rina, m'immagino, aspetta che la inviti a venire con me;
-ma, supposto ch'io vi dessi la preferenza, che rispondereste?
-
-— Che vi sono grata, ma ho già un impegno per una passeggiata in
-carrozza con la signorina Emilia, — ella disse prontamente.
-
-— Ah! — fece Ben in tono di maraviglia e di stizza. — Io mi figuravo
-che verreste volentieri. Bene, la signorina Ray accetterà. Entro un
-momento per invitarla, — soggiunse, poichè erano giunti alla villa. —
-Ecco il vostro cappello.
-
-— Grazie, — ella rispose facendo l'atto di prenderlo; ma egli lo
-trattenne per un nastro.
-
-— Signorina Gertrude, — insistette — proprio non volete venire?
-
-— Ho promesso alla signorina Emilia e non potrei posporre quest'impegno
-a un altro invito, — replicò la fanciulla, lieta d'avere una scusa che
-giustificava il suo rifiuto.
-
-— Eh, via! Trovereste il modo, se voleste.... In caso contrario, offro
-il posto nel mio carrozzino a Rina Ray. —
-
-Il peso ch'egli pareva dare a questa minaccia stupì Gertrude.
-
-— È mai possibile — ella pensò — che si lusinghi di pungermi e di
-conturbarmi? Ma io mi rallegro all'idea di procurare così a Rina il
-piacere di cotesta scarrozzata! È tanto amante dei divertimenti, e ha
-rare occasioni d'appagare i suoi gusti! —
-
-Entrarono nel salotto. Ben Bruce cercò la signorina Ray, seduta nel
-vano d'una finestra; Gertrude, non trovando Emilia, non si fermò a
-lungo, ma abbastanza tuttavia da vedere le esagerate premure ch'egli
-ostentava verso la ragazza e che non furono notate da lei sola.
-
-Rina promise di buon grado d'accompagnarlo nella gita divisata per il
-giorno appresso, e mantenne la parola. La signora Graham, la signora
-Bruce, Isabella e il tenente, li seguivano in un altro legno. Quanto
-ad Emilia e Gertrude, fecero attaccare Carlotto, il cavallo bianco,
-al vecchio _buggy_ e, presa la diversa direzione che già prima avevano
-scelta, si godettero tranquillamente la loro passeggiata.
-
-
-
-
-XXXI.
-
- Giuoca (e del giuoco fa un'arte)
- Con quella povera cosa
- Sacra ch'è un cuore umano.
-
- NEW TIMON.
-
-
-Passarono giorni e settimane senza che nulla accadesse di notevole
-in casa del signor Graham. La stagione oramai era torrida e non si
-facevano più gite, nè a piedi nè in vettura. Il tenente Osborne aveva
-lasciato Boston che nell'estate veniva abbandonata da quasi tutti gli
-amici della signora Graham e delle sue nipoti. Isabella Clinton, la
-quale non sapeva sopportare con pazienza nè i calori eccessivi nè la
-solitudine, diventava ogni giorno più irritabile e più stizzosa.
-
-Per la sua cuginetta invece quelle giornate estive erano piene
-di commozioni. Il signor Bruce rimaneva nel vicinato, visitava
-costantemente la famiglia, ed esercitava un grande influsso tanto sul
-contegno esteriore che sullo stato d'animo della fanciulla, ch'erano
-fluttuanti e mutevoli a seconda delle sue attenzioni o della sua
-negligenza verso di lei. Nè può far maraviglia che la povera Rina
-fosse confusa e turbata dinanzi alla sua condotta, la quale doveva
-riescire incomprensibile a chi non ne conoscesse il segreto movente.
-Persuaso che Gertrude cercherebbe di riconquistarlo se temesse di
-vederselo sfuggire davvero, Ben corteggiava un'altra con l'unico fine
-d'eccitare un senso di gelosia e di seria apprensione in quella ragazza
-povera, protetta dai Graham, che osava spregiare le sue profferte
-d'amore. E però non si mostrava preso di Rina se non sotto gli occhi
-di Gertrude, o quando era sicuro che questa avrebbe risaputo le
-premure da lui prodigate all'illusa. Il suo comportamento era quindi
-oltremodo ineguale, e ora faceva credere all'ingenua ed affettuosa
-creatura ch'egli sentisse per lei la tenerezza appassionata d'un
-innamorato, ora le faceva temere d'averlo inconsapevolmente offeso con
-la sua spensierata gaiezza e il suo franco linguaggio. Per disgrazia
-anche la zia Graham non mancava in nessuna occasione di motteggiarla
-o complimentarla sulla sua conquista, ribadendo così nel cuore della
-semplicetta la fede che la simpatia manifestatale dal signor Bruce
-fosse sincera.
-
-La finzione di costui cagionava una tormentosa inquietudine a Gertrude,
-che presto l'aveva indovinata e n'era dolente ed inquieta per la
-felicità e la pace di Rina che con tenera sollecitudine avrebbe voluto
-difendere. I sospetti destati in lei fin da principio, dall'ambigua
-condotta di Ben, erano divenuti certezza, perchè, spesso, dopo aver
-dato ostentate prove di devozione alla signorina Ray, egli giudicava
-opportuno di sperimentarne l'effetto sull'altra, tentandola con qualche
-nuova lusinga, anzi lasciandole chiaramente intendere ch'ella aveva
-sempre il potere di togliere a Rina ogni diritto alle sue grazie.
-
-Gertrude tutte le volte che le si offriva il destro, non meno
-chiaramente gli significava ch'egli aveva scelto proprio il vero modo
-di rendersi odioso ricorrendo a così bassi artifizi per mortificarla;
-ma il giovane egoista, il quale attribuiva il suo sdegno a quella
-gelosia che desiderava appunto provocare, persisteva ne' suoi
-procedimenti folli e malvagi.
-
-Ella, d'altronde, posto che Ben le faceva il galante senza profferirle
-il cuore e la mano, non credeva affatto alle sue dichiarazioni amorose
-e le considerava dirette soltanto a sviarla per propria sodisfazione da
-quella savia condotta in cui si manteneva con fermezza. Ma comprendeva
-bene che per quanto vani e leggeri fossero i sentimenti da cui veniva
-attratto a lei, peggio erano quelli che lo spingevano a corteggiare
-Rina Ray; e la manifesta inconsapevolezza dell'ingenua fanciulla
-profondamente l'affliggeva.
-
-Cosa strana: Rina, che poche settimane addietro vedeva nella signorina
-Flint una rivale, ora l'aveva eletta per amica intima e confidente. Sua
-zia era troppo materiale e rude, Isabella troppo egoista e vana, perchè
-potesse pensare a farle partecipi delle sue piccole vicende di cuore.
-Invero neppure a Gertrude confessava apertamente d'amare Ben Bruce, ma
-la trasparenza del suo carattere era tale, che ella aveva tradito il
-suo segreto senza immaginarselo.
-
-Fuor di Gertrude nessuno pareva accorgersi del cambiamento avvenuto in
-lei. La gaia, ridente, spensierata Rina, aveva accessi di malinconica
-fantasticheria; la sua faccia, una volta raggiante sempre come il sole,
-si rannuvolava d'improvviso, perdeva tutto il suo splendore; ora ella
-era briosa e spigliata più del naturale, ora aveva un'aria pensosa,
-e furtivamente alzava uno sguardo ansioso sul volto del signor Bruce
-come per studiar il suo umore o spiare i suoi sentimenti. S'ella vedeva
-Gertrude passeggiare in giardino o la sapeva sola nella sua camera,
-andava a lei, le metteva un braccio intorno alla vita, s'appoggiava
-alla sua spalla, e prendeva a chiacchierare sul soggetto favorito.
-Raccontava, con un misto di semplicità e di follia, le gentili
-attenzioni del signor Bruce, i suoi complimentosi discorsi; parlava
-di lui per un'ora interrogando l'amica sull'opinione ch'ella aveva de'
-suoi meriti e della sincerità di quell'ammirazione ch'egli apertamente
-le professava. Toccava anche d'un qualche difetto del giovane che
-ai suoi occhi era quasi la perfezione stessa: ma quando Gertrude ne
-conveniva, ed esprimeva il suo rincrescimento di quel difetto evidente,
-ella si sforzava con ingenuo ardore a provarle che tutt'e due s'erano
-ingannate, e che se mai egli ne aveva uno, era proprio l'opposto. Le
-domandava se ella credeva che Ben parlasse sul serio, soggiungendo che
-lei, per conto suo, non lo credeva affatto: erano tutte sciocchezze....
-E poi quando Gertrude, cogliendo la palla al balzo, cercava di
-confermarla in questo parere e la consigliava di non fidarsi delle
-sue smaccate adulazioni, il viso della povera Rina si rabbuiava tutto,
-ed ella si diffondeva in sottili ragionamenti per dimostrare che pur
-_qualche volta_ era sincero: la lealtà, la serietà, si sentivano nel
-suo accento, nelle sue espressioni....
-
-Era inutile ogni accenno a un pericolo, ogni tentativo di porla in
-guardia: Ben Bruce l'aveva infatuata.
-
-Un giorno egli pensò di mettere alla prova la saldezza di Gertrude
-offrendole un ricco anello. Non poco stupita da tanta presunzione, ella
-lo rifiutò senza esitare nè far cerimonie; ma il giorno seguente lo
-vide al dito di Rina, la quale si struggeva di raccontarle come e da
-chi lo avesse avuto.
-
-— E voi lo avete _accettato_? — fece Gertrude guardandola con un'aria
-così attonita, che ella non osò riconoscere il fatto, ed eluse subito
-la domanda, arrossendo:
-
-— Ho acconsentito soltanto a portarlo per qualche tempo....
-
-— Io non avrei acconsentito.
-
-— Perchè no?
-
-— In primo luogo perchè non credo che sia di buon gusto ricevere
-presenti di valore da uomini: e poi perchè se persone estranee se ne
-accorgono, possono fare sul vostro conto osservazioni spiacevoli e
-severe.
-
-— E, allora, voi come vi regolereste?
-
-— Glielo restituirei subito. —
-
-Rina titubava; però, riflettendo meglio, risolse di rendere l'anello
-al signor Bruce e ripetergli ciò che Gertrude aveva detto. Non mancò
-di farlo, ma egli, lungi dall'apprezzare la condotta di quest'ultima,
-vide nel suo consiglio il desiderio di suscitare discordie tra Rina e
-lui, e prontamente concluse che aveva alfine conquistato il cuore della
-ritrosa, e che il suo trionfo sarebbe oramai pieno ed intero.
-
-Rimase male, pertanto, quando fatta una visita a villa Graham, per
-accertarsene, fu da lei trattato con fredda urbanità, come sempre da
-qualche tempo; ed anzi gli parve che si mostrasse più insensibile che
-mai alle sue attrattive. Accomiatatosi frettolosamente (con grande
-affanno di Rina che passò il resto della giornata investigando se
-avesse detto o fatto cosa che potesse dispiacergli), andò a cercare,
-secondo l'antico suo costume, quiete, solitudine, sotto il pero, e si
-diede tutto a ponderare una grave questione.
-
-Avveniva di rado che Ben Bruce si sentisse chiamato a fare
-considerazioni su qualche soggetto, a raccogliere le forze del suo
-spirito, e ordinarle al fine d'esaminar deliberatamente i due lati d'un
-argomento. Vivendo com'egli viveva, senz'alcuna mira più alta che la
-propria egoistica sodisfazione, si era avvezzato ad approfittare di
-tutte le occasioni di divertirsi e compiacere a sè stesso, nè rifuggiva
-da bassi e gretti artifizi per favorire i propri disegni. Nonostante
-la ristrettezza della sua mente, egli possedeva ciò che suol chiamarsi
-«un buon colpo d'occhio» e non era facile ingannarlo o defraudarlo de'
-suoi diritti. Conosceva il valore del suo denaro e della sua condizione
-sociale, e non soffriva d'essere sacrificato a benefizio di coloro che
-cercavano di trarre un vantaggio dalla sua amicizia. L'_abnegazione_
-era una virtù che egli non aveva mai praticata nè ammirava negli altri.
-
-Ma ecco che inopinatamente era sopraggiunta una crisi, in cui i
-suoi desiderî e i suoi interessi cozzavano tra loro, e la necessità
-richiedeva che egli scegliesse ed immolasse questi a quelli o
-viceversa. E se Ben Bruce, per la prima volta in vita sua, dedicava un
-intero pomeriggio a una meditazione profonda e all'accurata misura di
-due forze opposte, il caso va attribuito al fatto che egli dibatteva
-nella sua mente il più grave problema che mai l'avesse agitata.
-
-— Dovrò io — pensava — sposare quella ragazza che non ha un centesimo?
-Io padrone d'un cospicuo patrimonio, erede d'altri beni ancora,
-rinunzierò ai vantaggi d'uno splendido parentado che il mio stato
-di fortuna m'assicura, per fare partecipe delle mie ricchezze e del
-grado che occupo nel gran mondo, l'orfana adottata dai Graham, la
-quale non mi concederà un sorriso se non a prezzo di quanto posseggo?
-Se fosse appena un poco meno seducente, come vorrei deluderla! Chi sa
-che proverebbe se sposassi Rina? Ma credo ch'io non avrei il gusto di
-saperlo; è orgogliosa a segno che sarebbe capace di venire alle mie
-nozze e dirmi, chinando il suo collo di cigno con la grazia consueta:
-_Buona sera, signor Bruce_, nello stesso tono calmo e gentile che usa
-ora.... Mi fa ira vedere tanta alterezza in una fanciulla povera; ma
-nella _signora Bruce_ quelle sue maniere mi piacerebbero, ne andrei
-anzi superbo. Non arrivo a capire come io mi sia innamorato di lei....
-no, proprio.... Non è bella: almeno così dicono la mamma e Isabella
-Clinton. Eppure il tenente Osborne la notò subito, quella sera, quando
-entrò nel salotto: e Fanny non fa che esaltare la sua bellezza. Quanto
-a me, non so che io ne pensi.... credo che m'abbia stregato, sicchè
-non sono più in grado di giudicare. Ma se non è bella, ha dunque un
-prestigio superiore alla bellezza stessa.... —
-
-Così Ben Bruce discuteva seco medesimo: e sempre ricominciava
-dall'insistere sull'immensità del suo sacrificio, per finire con
-riflessioni sui rari pregi di Gertrude, prova chiarissima ch'egli
-sentiva di avere a soffrir meno deponendo le sue ricchezze ai piedi
-della fanciulla povera, che cercando di goderne senza di lei.
-
-Durante alcuni giorni dopo presa la gran risoluzione, egli non ebbe
-opportunità di rivolgere una parola a Gertrude, la quale adesso era
-doppiamente ansiosa d'evitarlo, e non scendeva quasi mai entro la
-giornata, salvo che Emilia non la pregasse d'accompagnarla nel salotto;
-ma anche allora vi si tratteneva pochissimo e aveva cura di non
-scostarsi dalla sua amica cieca.
-
-In quel mentre la signora Graham e la signora Bruce con le loro
-famiglie ricevettero un invito per una serata di ricevimento in casa
-di conoscenti, a circa cinque miglia di distanza. Era nell'occasione
-del matrimonio d'una antica condiscepola d'Isabella, e tanto questa
-che Rina desideravano d'assistervi. La signora Bruce, che aveva una
-carrozza chiusa, offerse di condurre seco le due cugine, e posto che il
-legno del signor Graham, quand'era chiuso, non poteva contenere se non
-lui e la signora, la proposta venne accettata con piacere.
-
-L'idea di brillare in una gaia e sontuosa festa rianimava lo spirito
-depresso d'Isabella, ridestava le sue energie. Tutte le sue ricche
-abbigliature di gala furono cavate fuori, per scegliere la più elegante
-e più adatta. Ritta davanti allo specchio ella provava l'una dopo
-l'altra le sue ghirlande, e appariva con ciascuna così mirabilmente
-bella, che non sapeva quale preferire. Invano Rina tentava di farsi
-ascoltare dalla vanitosa fanciulla, ottenere un consiglio circa la
-foggia e il colore più convenienti a lei. Finalmente, disperando di
-riuscirvi, corse a consultare Gertrude.
-
-La trovò nella sua camera; leggeva, e posò tosto il libro, vedendola
-entrare come una folata di vento, pronta a prestarle tutta la sua
-attenzione.
-
-— Gertrude, — disse Rina — che devo mettermi stasera? Ho cercato di
-chiederlo a Bella, ma non c'è stato caso che mi desse retta; quando
-è occupata delle sue gale, non conosce altro.... Oh, è terribilmente
-egoista.
-
-— E _lei_ chi la consiglia?
-
-— Nessuno. Sceglie da sè.... Ma essa ha molto buon gusto, e io, invece,
-punto.... Ditemi dunque voi, Gertrude, come mi vesto?
-
-— Io dubito d'essere in grado di rispondervi: non sono mai stata ad un
-ricevimento in vita mia.
-
-— Oh, non importa! Sono sicura che se ci andaste, fareste miglior
-figura di qualunque tra noi, e m'affido senza temer di sbagliare al
-vostro parere perchè non v'ho mai veduta portar nulla che non avesse
-un'aria di signorilità: perfino la vostra veste di ghingano, da
-mattina, non manca di stile.
-
-— Adagio, adagio, Rina cara, andate troppo oltre; non dovete eccedere
-se volete ch'io vi creda.
-
-— Ebbene, senza parlare di voi.... (voi siete superiore ai complimenti
-lusinghieri, lo so.... _qualcuno_ me l'ha detto....) chi fornisce la
-guardaroba della signorina Emilia? Chi sceglie i suoi vestiti?
-
-— Io, adesso. Ma....
-
-— Me l'immaginavo, me l'immaginavo! Sapevo che la povera signorina
-Graham lo deve a voi se è sempre così elegante e bella.
-
-— No, v'ingannate; io non ho mai veduto Emilia meglio vestita che
-il giorno del nostro primo incontro; e la sua bellezza non deriva
-dall'arte: è naturale in lei.
-
-— Oh, certo ella è avvenentissima, e tutti l'ammirano; ma non pare
-verosimile che si dia pena di mettersi così belle cose e portarle con
-tanta grazia, per sua propria sodisfazione.
-
-— Non lo fa soltanto per sè medesima: è soprattutto per compiacere suo
-padre che ha cura di vestire lindamente e con gusto. A quanto ho udito,
-quand'ebbe la disgrazia di perdere la vista si abbandonò da prima a
-una grande noncuranza del suo esteriore, ma avendo scoperto che con ciò
-accresceva l'afflizione del signor Graham, si fece animo, aiutata dalla
-signora Ellis; da allora lo ha sempre contentato in questo particolare.
-Avrete però notato, Rina, che non porta mai nulla di ricco e di
-vistoso.
-
-— È vero; ed appunto la sua squisita semplicità mi piace tanto. Ma
-dunque, Gertrude, essa non è cieca dalla nascita?
-
-— No; fino ai sedici anni ebbe occhi bellissimi che vedevano bene
-quanto i vostri.
-
-— Che le accadde? Come accecò?
-
-— Lo ignoro.
-
-— Non gliel'avete mai domandato?
-
-— No.
-
-— Curioso! O perchè?
-
-— So che non ne parla volentieri.
-
-— Ma a voi non si sarebbe ricusata di dirlo. V'idolatra!
-
-— Se avesse voluto dirmelo lo avrebbe fatto spontaneamente. —
-
-Rina guardò Gertrude con maraviglia. Era colpita da un tale esempio di
-delicatezza e di rispetto della sventura, ed ammirava per istinto un
-ritegno di cui, lo sentiva, ella non sarebbe stata capace.
-
-— Ma il vostro abbigliamento? — domandò sorridendo la sua amica. — Lo
-dimenticate?
-
-— Ah, sì, avete ragione! Quasi m'era uscito di mente.... E sono venuta
-per questo! Che mi metto dunque stasera? Un abito grave o leggero?
-Bianco, celeste o rosa?
-
-— Che ha scelto Isabella?
-
-— Una splendida seta celeste: è il suo colore favorito. Ma a me non va.
-
-— Infatti, preferirei un altro per voi.... Bene, venite, Rina,
-andiamo nella vostra camera; mi mostrerete i vestiti e vi dirò il mio
-parere. —
-
-Ispezionata la guardaroba della signorina Ray, Gertrude osservò che per
-la stagione erano più adatte le stoffe leggiere e vaporose, e la scelta
-cadde sopra un finissimo crespo bianco. Ma sorse una nuova difficoltà.
-Nessuna delle acconciature da testa che Rina possedeva era d'una
-perfetta freschezza, nè, men che meno, poteva sostenere il paragone con
-la leggiadra ghirlanda, nuova fiammante, che Isabella stava accomodando
-sui suoi ricci biondi.
-
-— Non ce n'è una ch'io possa portare senza sfigurar troppo accanto a
-lei! — sospirò Rina. Ma volgendo gli occhi alla toelette dove c'era una
-scatola aperta, esclamò vivamente: — Oh, ecco quello che mi piacerebbe!
-Isabella, di dove li hai avuti, questi magnifici garofani rosa? —
-
-Così dicendo prese alcuni dei fiori, i quali erano un vero miracolo
-d'imitazione, e mostrandoli a Gertrude soggiunse che facevano proprio
-al caso suo.
-
-— Non toccare i miei garofani! — gridò irosamente Isabella, spiccandosi
-dallo specchio. — Me li sciupi! —
-
-E li strappò di mano alla cugina, li ripose nella scatola, chiuse
-questa in una cassetta del cassettone, poi mise la chiave in tasca:
-atto di cui Gertrude fu testimone attonita e indignatissima.
-
-— Rina, — ella disse — io vi farò, se volete, una ghirlanda di fiori
-naturali.
-
-— Davvero? — rispose Rina ch'era rimasta male. — Oh, che felice idea!
-Non ci può esser nulla di più bello! Isabella, vecchia avaraccia
-stizzosa, tientele pure tutte le tue ghirlande! Peccato che tu non
-possa metterne due in una volta! —
-
-Fedele alla sua promessa, Gertrude preparò un'acconciatura da sera
-per la signorina Ray: e seppe contessere con gusto tanto squisito i
-più bei fiori del giardino, che quando Bella Clinton vide la cugina
-così elegantemente ornata, grazie ad affettuose cure di cui non soleva
-essere oggetto, ella, nonostante la superba coscienza della propria
-singolare bellezza, sentì un acuto morso di gelosia contro Rina e una
-fiera avversione contro Gertrude.
-
-Per lei, che non poteva sopportare d'essere eclissata, la manifesta
-corte fatta a Rina da Ben Bruce mentre ella rimaneva negletta, era
-causa di gran dispetto. Non già che inclinasse ad amare il giovane
-cui l'altra desiderava piacere; ma la gloria derivante alla cugina
-dalla preferenza ottenuta, il vivo interessamento della zia, le
-occhiate significative della signora Bruce, le facevano sentire ch'ella
-era scesa al secondo posto: e però bramava oltremodo di offuscare
-quella sera la piccola Ray tanto meno appariscente di lei, attirando
-l'ammirazione generale. Quando la signora Graham complimentò Rina
-sulla sua straordinaria eleganza, dicendole che non era mai stata
-così incantevole e soggiungendo che _qualcuno_ glielo avrebbe provato,
-Isabella atteggiò le labbra a un sorriso di sprezzo e di sfida. E Rina,
-col viso invermigliato dalla gioia, si volse a Gertrude e le mormorò
-all'orecchio:
-
-— Il bianco piace al signor Bruce; me lo disse l'altro giorno
-mentre appunto passavate per il salotto vestita del vostro abito di
-mussolina. —
-
-
-
-
-XXXII.
-
- Sappiate dunque che io ho sostenuto
- le mie pretensioni alla vostra
- mano nella maniera che meglio si
- conveniva al mio carattere.
-
- IVANHOE.
-
-
-Emilia non stava bene quella sera. Accadeva spesso da qualche tempo che
-l'emicrania, o una stanchezza insolita, una nervosa insofferenza d'ogni
-rumore, d'ogni eccitazione, la costringessero a ritirarsi nella sua
-camera e anche a coricarsi presto.
-
-Dopo che la signora Graham e le sue nipoti furono scese nel salotto
-ad aspettare che il signor Graham fosse pronto e che arrivasse la
-signora Bruce, Gertrude, la quale aveva lasciato l'amica per alcuni
-minuti, ritornò a lei, e la trovò più che mai molestata da quella
-ch'ella chiamava l'importuna sua testa. Agevolmente l'indusse a cercare
-nel sonno l'unico infallibile rimedio; e sedutasi accanto al letto
-le fece bagnuoli alle tempie, come soleva in questi casi, finchè non
-la vide quetarsi in un placido sopore. Parve disturbata un momento
-quando giunse la carrozza dei Bruce, ma si riaddormentò subito, e così
-profondamente da non essere scossa nemmeno dalla voce sonora della
-padrona di casa che prima di partire dava ordini a una delle persone di
-servizio.
-
-La giovanetta rimase ancora un poco senza muoversi; poi, pian piano,
-si rizzò, preparò ogni cosa per la notte, secondo i desiderî d'Emilia
-ch'ella ben conosceva, e chiuso con riguardo l'uscio dietro a sè andò
-nella propria camera a prendere un libro, col quale scese nel deserto
-salotto dove c'era più fresco.
-
-Sedette a un tavolino, e si dispose a godersi quell'ora di pace e
-libertà: occasione rara per lei.
-
-Aperse il volume portato seco; ma fossero i suoi pensieri più
-avvincenti di quella lettura, o le dessero noia le farfalline attirate
-dalla vivida fiamma del lume, o la seducesse l'incanto della serena
-notte estiva, ella non tardò a levarsi di lì per andare a sedere presso
-la grande porta vetrata.
-
-Stava immersa nelle sue meditazioni, con la fronte reclinata sulla
-mano, quando udì nel salotto un passo, e voltandosi vide accanto a sè
-Ben Bruce. Ella dette un sobbalzo ed esclamò:
-
-— Come! Voi qui, signor Bruce?... Credevo che foste alle nozze.
-
-— No, v'era qualche cosa di più attraente per me a villa Graham....
-Vi pare ch'io possa trovar piacere in una festa alla quale voi non
-partecipate?
-
-— Non ho mica tanta vanità da presumere il contrario.
-
-— Vorrei che ne aveste un po' più, signorina Gertrude. Forse allora
-prestereste qualche volta maggior fede alle mie parole.
-
-— Sono lieta del candore con cui riconoscete che senza questo requisito
-è impossibile credere alle vostre belle frasi, — diss'ella sorridendo.
-
-— Io non riconosco nulla di simile. Ciò che dico a voi sarebbe creduto,
-e volentieri, da qualunque altra ragazza; ma in qual modo persuadervi
-ch'io sono serio, e merito d'essere ascoltato, indurvi a trattar meco
-liberamente, a non sfuggire la mia compagnia?
-
-— Parlandomi con semplicità e sincerità, risparmiandomi quei discorsi e
-quelle galanterie che, come mi sforzo sempre di provarvi, io non posso
-gradire, e a voi non fanno onore.
-
-— Ma io ho un fine, Gertrude, un fine _onorevole_. Da parecchi giorni
-cerco un'opportunità di comunicarvi la mia risoluzione; voi _dovete_
-ascoltarmi. _Dovete_ — proseguì con forza vedendola mutar colore e
-mostrar segni d'inquietudine — darmi una pronta risposta; e mi confido
-che sarà favorevole ai miei desiderî. Vi piace che si parli schietto;
-ebbene, così parlerò ora che ho preso un partito con animo deliberato.
-I miei parenti e i miei amici facciano pure le maraviglie e dicano quel
-che vogliono quando sapranno che ho scelto in isposa una fanciulla
-senza beni di fortuna e senza famiglia: io sono risoluto a sfidarli
-tutti e ad offrirvi il mio nome. In fin dei conti, a che serve il
-denaro se non rende l'uomo indipendente e padrone di fare il piacer
-suo? Quanto al mondo, non vedo perchè voi non vi portereste alta la
-testa al pari di chiunque. Sicchè, se non avete obiezioni, cessiamo
-questa scherma di parole, e consideriamo la cosa come regolata. —
-
-Così dicendo cercò di prenderle la mano.
-
-Ma Gertrude si ritrasse vivamente; aveva le fiamme al viso, e gli occhi
-le sfolgoravano nel fissarsi in quelli di lui con un'espressione di
-stupore e d'orgoglio offeso, tale ch'egli non poteva illudersi.
-
-Lo sguardo calmo e penetrante di quei grandi occhi neri era
-pieno d'eloquenza; Ben Bruce non lo sostenne e rispose alla muta
-interrogazione:
-
-— Spero che la mia franchezza non vi sia dispiaciuta....
-
-— No, la franchezza non può mai dispiacermi, — ella disse con dignità.
-— Ma che ho fatto io inconsciamente perchè abbiate a tenervi così
-sicuro di me che mentre vi vantate di sfidare l'opposizione dei vostri,
-quasi vi pare superfluo chiedere qual sia il mio sentimento? —
-
-Egli si scusò:
-
-— Nulla, al contrario anzi.... Soltanto io pensavo che la vostra
-ritrosia derivasse dall'impressione ch'io vi lusingassi per giuoco, e
-che se aveste conosciuto la serietà delle mie intenzioni non m'avreste
-sfuggito nè trattato con sì sdegnosa alterezza; ma, credetemelo, quel
-dignitoso contegno non faceva che accrescere la mia ammirazione, e
-se ho presunto di poter essere amato da voi dovete perdonarmelo. Mi
-stimerò felicissimo d'ottenere il vostro consenso e lo riceverò come un
-favore. —
-
-L'espressione d'orgoglio offeso svanì dagli occhi di Gertrude.
-
-— Non è sua colpa; — ella disse tra sè — è fatto così. Io devo
-compiangerlo per la sua vanità e la sua ignoranza, e compatirlo per il
-disinganno che gli cagiono. —
-
-Quindi, pur dichiarando al signor Bruce in modo esplicito e positivo
-ch'egli non aveva destato in lei simpatie più tenere della benevolenza
-di un'antica e buona conoscente, procurò d'addolcire il rifiuto
-dandogli una forma cortese, evitando ogni parola che potesse affliggere
-il giovane o mortificarlo. Ella sentiva, come sente in simili casi
-una vera donna, di dover gratitudine e riguardo all'uomo che, per
-quanto poca stima ella facesse di lui, le rendeva il maggior onore
-possibile; e sebbene il suo rincrescimento fosse temperato dal pensiero
-di Rina e della strana condotta di Ben verso la fanciulla, condotta
-ora doppiamente inesplicabile, nemmeno _questa_ riflessione le impedì
-di comportarsi non soltanto da perfetta signora, ma da persona che,
-costretta a dare ad altri un dispiacere, è addolorata dalla necessità
-di farlo.
-
-Comprese però che la sua delicatezza era quasi sprecata quando scòrse
-qual fosse l'animo del signor Bruce nel vedersi opporre quel rifiuto
-inaspettato.
-
-— Gertrude, — egli disse — cotesto è un prendere a giuoco o me o voi
-medesima. Se siete ancora disposta a far la ritrosa per civetteria,
-desidero che sappiate ch'io non m'umilierò a sollecitarvi più oltre; ma
-se, dimenticando i vostri propri interessi, ricusate deliberatamente
-una fortuna come quella ch'io v'offro, è davvero gran peccato che non
-abbiate amici da cui siate bene consigliata. Non si presentano tutti
-i giorni di tali occasioni, specie a una povera maestrina di scuola; e
-se vi lasciate scappare questa, oso dire che non ve ne capiterà mai una
-seconda. —
-
-A tale linguaggio insultante, _l'antico temperamento_ di Gertrude si
-ridestò, l'ira agitò il suo spirito, si tradì nel lieve tremito delle
-sue dita appoggiate alla tavola presso cui stava ritta, essendosi
-alzata di scatto mentre egli parlava; ma per quanto insolita e
-improvvisa fosse la ribellione del vecchio nemico vinto, i suoi
-sentimenti erano da troppo tempo assoggettati a una severa disciplina
-perchè ella cedesse a quell'impulso, e rispose con voce commossa ma
-pacata:
-
-— Signor Bruce, ammesso ch'io potessi fino a tal punto dimenticare _me
-stessa_, non vorrei fare _a voi_ l'ingiuria di sposarvi per il vostro
-denaro. Io non dispregio la ricchezza: so il bene di cui può esser
-fonte. Ma il mio amore non si compera a prezzo d'oro. —
-
-Così dicendo mosse verso l'uscio. Egli le afferrò una mano.
-
-— Fermatevi! Vogliate ascoltarmi un momento, permettermi una
-domanda.... Siete gelosa delle attenzioni da me prodigate ultimamente
-ad un'altra?
-
-— No, punto. Confesso però che non mi posso spiegare la vostra ambigua
-condotta.
-
-— Avete forse creduto ch'io mi curassi davvero di quella scioccherella?
-— proseguì Ben con ardore. — Ch'io avessi alcun altro desiderio che
-di mostrarvi se fossero apprezzabili i miei omaggi?... No, non ho mai
-provato ombra di passione per Rina Ray.... Il mio cuore è stato sempre
-tutto vostro, e se mi fingevo attratto da _lei_, era soltanto nella
-speranza d'ottenere uno sguardo da _voi_.... uno sguardo _ansioso_,
-intendete? Oh, quanto ho spesso bramato di vedervi manifestare la
-metà del piacere che manifestava Rina in mia compagnia.... arrossire
-e sorridere così.... brillare in viso quand'ero allegro, esser triste
-del mio malumore, farmi sperare infine d'aver conquistato l'amor
-vostro, come il suo.... Ma amarla, io? Poh! La canina della signora
-Graham non potrebbe essere una rivale meno pericolosa per voi di quella
-puerile....
-
-— Tacete, tacete! — gridò Gertrude interrompendolo. — Per _me_, se non
-per rispetto di _voi stesso_! Oh, è mai possibile.... —
-
-Non potè continuare. Si lasciò cadere in una poltrona, scoppiò in
-lacrime, e nascondendo la faccia tra le palme, al modo che soleva
-quand'era bambina, pianse irrefrenabilmente.
-
-Ben Bruce era sbalordito. S'accostò a lei e chiese in tono sommesso:
-
-— Perchè piangete? Che ho fatto? —
-
-Ella non fu in grado di rispondere se non in capo a qualche minuto.
-Sollevò la testa, si scosse dalla fronte i capelli scomposti, e
-mostrando un viso che esprimeva solo un intenso dolore, disse con voce
-rotta:
-
-— Che avete fatto? E potete domandarlo? Ella è una dolce creatura,
-gentile, affettuosa. Ha un cuore amante e fidente. E voi l'avete
-_ingannata_, ingannata per causa mia.... Oh, come, come ne foste
-capace!... —
-
-Il giovanotto ora pareva sconcertato, e mormorò, non senza esitare:
-
-— Le passerà.
-
-— Le passerà, _che cosa_? — replicò Gertrude. — Il suo amore per voi?
-Può ben darsi. Io non so quanto profondo sia. Ma pensate alla sua
-felice e amorosa natura, e al tradimento con cui l'avete contristata!
-Pensate ch'ella credeva sincere le vostre parole, mentre erano tutte
-vuote, tutte false! Abusando così della sua fiducia, voi avete dato una
-perniciosa lezione di scetticismo ad una giovanetta, orfana di padre e
-di madre, che ha diritto alla simpatia e alla protezione di tutti.
-
-— Non m'immaginavo che voi la pigliereste in cotesto senso, — disse Ben.
-
-— E in quale altro potrei pigliarla? — ella rispose. — Speravate forse
-che una tale condotta vi concilierebbe la mia stima?
-
-— Date troppo peso alla cosa, Gertrude: siffatti corteggiamenti sono
-comunissimi.
-
-— Tanto peggio. Per me, che non ho pratica del bel mondo, il
-trastullarsi con un cuore umano è una mala azione. Se Rina vi ami, io
-non so; ma quale opinione può avere della vostra lealtà?
-
-— Mi pare che non dovreste essere tanto dura, signorina Gertrude, posto
-ch'io sono stato mosso unicamente dall'amore che vi porto.
-
-— Forse sarò dura. Non ho autorità di censurare: parlo soltanto per
-impulso del cuore. Che un'orfana prenda la difesa di un'orfana è
-naturale. Forse anche Rina stessa considera il fatto meno grave che
-a me non sembri, e non ha bisogno d'avvocati. Ma, signor Bruce, non
-abbiate del mio sesso una così bassa opinione da credere che si possa
-guadagnare l'amore e il rispetto d'una donna con un tradimento verso
-un'altra. Sarebbe l'infima tra le femmine colei che rinnegasse così i
-principî della rettitudine e dell'onore.
-
-— Tradimento! Che paroloni! Voi esagerate per troppo orgoglio.
-
-— Tant'è vero che mezz'ora fa mi sentivo disposta a piangere
-vedendo che voi avevate riposto il vostro affetto in chi non poteva
-corrispondervi, e se ora piango per colei che ha dato ascolto alle
-vostre parole menzognere, e la cui pace fu per lo meno _minacciata_ a
-cagion mia, dovete ascriverlo al non essersi ancora inaridito il mio
-cuore nel contatto col mondo. —
-
-Seguì un breve silenzio. Ben Bruce fece alcuni passi verso l'uscio, poi
-si fermò, tornò indietro, e disse:
-
-— Dopo tutto, Gertrude Flint, io credo che verrà un tempo in cui le
-vostre idee saranno meno romantiche, e ricordando questa sera vi dorrà
-di non aver proceduto diversamente. V'accorgerete, non dubitatene, che
-questo è un mondo ove ciascuno deve provvedere a sè. —
-
-E uscì concitato, senza soggiungere verbo. Un momento appresso Gertrude
-l'udì chiudere la porta di casa d'un colpo violento.
-
-Allora la quiete del salotto che più non risonava delle loro voci
-commosse, fu di nuovo turbata da un lieve gemito il quale veniva dal
-vano d'una finestra. Ella sussultò. Avvicinatasi, intese un singhiozzo
-represso. Alzò la tenda drappeggiata, e, là, sul largo sedile che
-occupava un lato dell'ampio strombo, vide la povera Rina Ray col viso
-affondato nei cuscini, e la sottile personcina contorta in uno strano
-atteggiamento di abbandono disperato, come di bimba accasciata sotto il
-peso d'un gran dolore. L'abito di crespo bianco gualcito, la ghirlanda
-di fiori naturali avvizzita e spostata, che le pendeva dietro fin sul
-collo, il piccolo pugno che stringeva convulsamente un cordone della
-tenda, rendevano ancor più penosa quell'espressione d'estrema angoscia.
-
-— Rina! — esclamò Gertrude la quale aveva indovinato chi era prima
-ancora di vederla.
-
-Al suono della sua voce la fanciulla si rizzò d'un balzo, e si gettò
-tra le sue braccia, le posò il capo sulla spalla. Non piangeva, non
-_poteva_ piangere, ma un tremito che non giungeva a dominare la scoteva
-tutta. La mano premente la mano dell'amica, era gelida da far paura,
-gli occhi sembravano fissi, e lo stesso gemito isterico che l'aveva
-tradita nel suo nascondiglio, le usciva ad intervalli dalla gola,
-spaventando Gertrude a cui ella s'aggrappava come presa da un subito
-terrore.
-
-Questa, sorreggendola, la trasse fino a un divano, le sedette accanto,
-e si strinse dolcemente al petto la personcina tremante, scaldò le
-manine diacce, baciò e ribaciò le labbra irrigidite, finchè ottenne di
-ricomporla almeno in un'apparenza di calma. Per un'ora Rina stette così
-abbracciata a lei, ricevendo le sue carezze con evidente piacere, e
-rendendole ogni tanto con impeto convulso, ma senza proferir parola.
-
-Guidata da un savio criterio e da una perfetta delicatezza, la sua
-giovane protettrice s'astenne dall'interrogarla o accennare comunque
-al colloquio certo udito di nascosto, senza perderne sillaba; ma
-aspettato pazientemente che fosse in realtà più tranquilla, le preparò
-un cordiale, poi, vedendola prostrata di corpo e d'anima, le cinse
-con un braccio la vita, la condusse di sopra, e la fece entrare, senza
-cerimonie, nella propria camera, dove, se non doveva godere il ristoro
-del sonno, le sarebbero state risparmiate almeno le osservazioni e la
-curiosità d'Isabella. Stretta sempre all'amica, la povera fanciulla,
-che finalmente uno sfogo di pianto aveva alquanto sollevata, finì però
-con l'assopirsi fra i singhiozzi; e tutte le sue pene furono per allora
-sepolte nel profondo oblio in cui l'infanzia e la giovinezza trovano
-una tregua al dolore, e talvolta un balsamo che lo sana.
-
-Non fu così di Gertrude, la quale, benchè fosse circa della stessa
-età, aveva già conosciuto troppe afflizioni e troppe cure perchè
-potesse conservare il beato privilegio d'addormentarsi agevolmente
-anche in mezzo alle inquietudini. Era necessario, d'altronde, ch'ella
-vegliasse per aspettare il ritorno della signorina Clinton e spiegarle
-l'assenza di sua cugina dalla camera da esse occupata in comune. Seduta
-alla finestra, tendeva l'orecchio, impensierita, poichè Rina aveva
-cominciato ad agitarsi sui guanciali e mormorava parole incoerenti,
-evidentemente turbata nel suo sonno da sogni affannosi. Era passata
-la mezzanotte quando arrivarono i signori Graham con la nipote. Ella
-s'affrettò ad avvertire quest'ultima che la signorina Ray, indisposta,
-s'era coricata nella camera sua.
-
-Ma il rumore delle carrozze aveva destato la dormente. Quando Gertrude
-rientrò, la trovò in atto di stropicciarsi gli occhi cercando di
-raccogliere i propri pensieri. Subitamente la scena della sera innanzi
-le balenò nella memoria, e con un sospirone ella esclamò:
-
-— Oh, Gertrude! Sognavo il signor Bruce.... Dite, l'avreste creduto
-capace di trattarmi in tal modo?
-
-— No, di certo.... Ma s'io fossi in voi, non lo sognerei, nè vorrei
-pensarci da sveglia.... Dormiamo e dimentichiamolo.
-
-— Eh, per voi è un'altra cosa! — fece Rina con semplicità. — Egli vi
-ama e voi non l'amate.... mentre io.... io.... —
-
-S'interruppe, soverchiata dalla sua passione, e nascose il volto nei
-guanciali.
-
-Gertrude s'accostò al letto, pose una mano sul capo della povera
-fanciulla, e terminò la frase per lei.
-
-— Il vostro cuore è così grande, Rina, ch'egli forse v'ha trovato un
-posticino; ma è un cuore troppo buono, dove non sono degni d'entrare
-i vili. Non dovete pensare più a colui; è immeritevole della vostra
-stima.
-
-— Ahimè, non posso! Come ha detto, sono una scioccherella....
-
-— No, non è vero, — disse Gertrude con un tono incoraggiante. — E
-dovete provarglielo.
-
-— In qual maniera?
-
-— Facendogli vedere che nonostante la sua dolcezza, Rina Ray
-è coraggiosa e forte, ch'ella non crede più alle sue menzogne
-lusinghiere, e tiene le sue galanterie per ciò che valgono.
-
-— Mi aiuterete, Gertrude? Voi siete la mia migliore amica; avete
-preso le mie difese, gli avete mostrato quanto malvagia è stata la
-sua condotta verso di me. Mi permetterete di venire a voi, quando non
-mi sentirò la forza di nascondere il mio dolore a lui, alla zia, ad
-Isabella? —
-
-Un caldo abbraccio di Gertrude l'assicurò che avrebbe sempre trovato in
-lei aiuto e simpatia.
-
-— Vedrete, — affermò questa — che tra poche settimane sarete di nuovo
-serena ed allegra come prima. Non vi riuscirà difficile cessar d'amare
-una persona che avete cessato di stimare. —
-
-L'innamorata protestò che mai più non sarebbe stata felice; ma
-Gertrude, sebbene novizia anch'essa nelle vie del cuore umano, era più
-fiduciosa, perchè dalla violenza medesima dello sfogo comprendeva che
-il dolore di Rina somigliava un po' a uno di quegl'impetuosi dolori
-infantili che si esauriscono in lacrime e singhiozzi, e pensava che
-i più intimi recessi dell'anima sua fossero rimasti immuni dai danni
-della tempesta.
-
-Sentiva nondimeno per lei una profonda compassione, e insieme temeva
-ch'ella non avesse tanta forza di carattere da comportarsi di fronte
-al signor Bruce come richiedeva la sua dignità di donna, ed evitare
-d'esporsi ai dileggi d'Isabella e al disprezzo della zia palesando col
-suo aspetto e il suo contegno la grave mortificazione patita.
-
-Fortunatamente, quanto al giovane la prova le fu risparmiata, giacchè
-egli non si presentò più a villa Graham, e si seppe ch'era partito per
-tutto il rimanente della stagione estiva. La maraviglia e la curiosità
-suscitate nelle due famiglie da questa improvvisa partenza furono
-dunque la sola causa di difficoltà esteriori contro cui ebbe a lottare
-la povera Rina, sulla quale veniva a cadere il sospetto ch'ella non
-fosse estranea al brusco allontanamento del suo corteggiatore. La zia e
-la cugina la tempestavano di domande: «L'aveva ella rifiutato? Si erano
-bisticciati? E perchè?»
-
-Ella negava l'una cosa e l'altra, ma non le credevano, e il mistero
-persisteva, strano e solleticante.
-
-La signora Graham e Isabella non ignoravano che la sera della festa
-Rina si era, all'ultimo momento, ricusata d'andarci, con un pretesto,
-perchè mentre s'aspettava la carrozza della signora Bruce aveva per
-caso risaputo che Ben non ci sarebbe stato; ed essendo riescite a
-farle confessare ch'egli era poi venuto alla villa, ne trassero la
-naturalissima ipotesi d'un dissenso tra i due supposti innamorati.
-
-Isabella, dall'altro canto, conoscendo troppo bene i sentimenti
-della cugina, non poteva già credere ch'ella avesse rinunziato di sua
-spontanea volontà a un adoratore tenuto in sì gran pregio, e vedeva la
-sensitiva giovanetta sussultare ad ogni accenno alla costui diserzione.
-Quindi l'affetto di parente e d'amica, e un senso di delicatezza
-avrebbero dovuto vietarle di toccare il penoso soggetto. Ma invece il
-signor Bruce e la sua enigmatica scomparsa erano il tema favorito de'
-suoi discorsi, e al minimo disaccordo tra lei e Rina, ella non mancava
-di confonderla e chiuderle la bocca con qualche pungente sarcasmo
-allusivo al suo amore andato a male.
-
-Rina allora si rifugiava presso Gertrude, le confidava le sue pene,
-invocava il conforto della sua simpatia, trovando non soltanto benevolo
-ascolto, ma attingendo in quell'amicizia maggior coraggio e serenità
-d'animo che non potessero venirle in soccorso da alcun'altra parte.
-E a grado a grado la loro familiarità divenne per lei così dolce,
-ch'ella le doveva le sole sue buone ore di pace. Gertrude si prendeva
-teneramente a cuore la sorte della fanciulla che aveva sofferto un
-crudele disinganno di cui ella era l'involontaria cagione. Lo spirito
-depresso, l'aria mesta e pensosa della piccola Rina Ray, per sua
-natura così viva, così gaia, le dicevano con eloquenza commovente il
-suo intimo dolore; ed ella procurava in ogni modo di distrarla, di
-ricrearla, di farle prender gusto a quelle occupazioni e quei piaceri
-in cui ella stessa aveva spesso trovato un sollievo negli affanni
-tormentosi, nelle contrarietà irritanti.
-
-Certo, quasi tutto il suo tempo era dedicato ad Emilia, la sua amica
-più cara, la sua benefattrice; ma Emilia non aveva abitudini esclusive;
-quando non l'affliggevano quelle indisposizioni alle quali andava
-soggetta, era sempre disposta a ricevere cordialmente i visitatori cui
-la sua compagnia poteva esser grata o utile; perfino la indisciplinata
-e spensierata Fanny Bruce sentiva di non riuscire importuna, tanto
-era gentile il sorriso che l'accoglieva e tollerante l'indulgenza
-concessa alle sue monellerie. Rina dunque approfittava anche lei di
-questa cortese ospitalità; e poichè la cieca, col suo raro intuito,
-comprendeva che la fanciulla non era più la felice e folle creatura
-di prima, e aveva bisogno della sua benevolenza, questa era per lei
-doppiamente benvenuta.
-
-Tutte le volte che Isabella si divertiva a punzecchiare e mortificare
-la cuginetta oltre i limiti della pazienza umana, e che Gertrude
-si trovava occupata nella camera della signorina Graham, una snella
-figurina s'affacciava timidamente all'uscio socchiuso, e una voce soave
-come nessuna diceva dall'interno:
-
-— Vi sento, Rina; entrate, cara; la vostra compagnia ci è sempre
-gradita. —
-
-E Rina entrava, si sedeva accanto a Gertrude, imparava da lei qualche
-artistico lavoro d'ago, o ascoltava qualche piacevole lettura, o godeva
-dell'ancor più piacevole conversazione d'Emilia. Passava così ore
-indimenticabili: ore calme, serene, ch'erano tanto diverse da quelle
-vissute fino allora, e lasciavano in lei un'impressione duratura,
-benefica per il suo spirito e il suo cuore.
-
-Nessuno poteva trattare familiarmente con Emilia Graham, ascoltare
-le sue parole, vedere la radiosità del suo celeste sorriso, respirare
-nella pura atmosfera che la circondava, senz'acquistar almeno l'_amore_
-della virtù e della santità, se non qualche particella della loro
-_essenza_. Ella era così scevra di egoismo, così paziente e rassegnata
-nonostante le sue privazioni, che Rina avrebbe sentito vergogna di
-lamentarsi in sua presenza; ed intorno a lei regnavano una pace e una
-giocondità il cui influsso irresistibile faceva spesso scordare alla
-giovanetta la causa della sua infelicità a segno ch'ella ripigliava
-senz'avvedersene la naturale gaiezza. Di giorno in giorno, oramai,
-la sua passione, il suo rammarico, tanto cocenti, tanto veementi
-sulle prime, andavano dissipandosi rapidamente come sogliono questi
-turbini di dolore, e mentre la guarigione progrediva in una tranquilla
-inconsapevolezza, un'altra opera non meno salutare ed importante
-s'iniziava in quell'anima. Frequentando una creatura eletta come
-Emilia, di cuore puro e di mente alta, vivendo in ancor più intima
-familiarità con la degna sua discepola, Rina apprendeva ad elevare
-i suoi pensieri, a mirare nelle sue azioni a nobili fini cui la vita
-ch'ella aveva condotta per l'innanzi era affatto estranea.
-
-Ammaestrata in parte dai precetti e dall'esempio delle sue nuove
-amiche, in parte dalla propria amara esperienza, la «scioccherella»
-che s'era lasciata prendere alle lusinghe di Ben Bruce vedeva adesso
-tutta la vanità e tutta la follia di cui s'era fino allora nutrito il
-suo spirito; e risolvendo per la prima volta di coltivare amorosamente
-le facoltà immortali, cominciò a sviluppare i germi della sua miglior
-natura, i quali, maturati col tempo e con l'aiuto di nuovi benefici
-influssi, trasformarono la frivola e leggera fanciulla mondana in una
-donna seria, utile e amabile.
-
-
-
-
-XXXIII.
-
- Lievi dispregi, forse d'odio scevri,
- Il mal che non potrebbero col peso
- Fan col numero, e i piccoli dolori
- A mille ci corrodono la vita.
-
- ANNA MORE.
-
-
-Gertrude era lungi dall'immaginarsi che mentre ella s'adoperava
-piamente, con tutte le sue forze, a procacciare la felicità e il
-benessere morale di Rina, affidatasi al suo affetto e alla sua cura,
-andava eccitando la gelosia e la malevolenza d'altre persone.
-
-Isabella Clinton, la quale non aveva mai veduto di buon occhio quella
-fanciulla il cui carattere, la cui condotta parevano un continuo
-rimprovero alla sua vanità e al suo egoismo, e per giunta rea del
-delitto d'essere l'amica prediletta d'un giovane che, adolescente,
-aveva lasciato nel superbo suo cuore un sentimentale ricordo, aspettava
-con impazienza un'occasione di denigrarla dinanzi alla signora Graham.
-La grande intimità nata tra Gertrude e Rina non era sfuggita alla sua
-osservazione e destava in lei un vivo risentimento, sebbene ella stessa
-la ribadisse e la rafforzasse con la propria freddezza e la propria
-ingenerosità verso la povera delusa. Ora, rammentando che sua cugina,
-precisamente la sera della supposta rottura di questa col signor
-Bruce, aveva disertato la loro camera comune per rifugiarsi in quella
-di Gertrude, s'affrettò a comunicare alla zia il sospetto che costei
-avesse suscitato e fomentato qualche discordia tra i due innamorati e
-fosse riuscita a mandare a monte il matrimonio.
-
-La signora Graham non esitò ad accettare la sua opinione.
-
-— Rina — ella disse — è d'animo debole ed evidentemente si lascia
-dominare dalla signorina Flint. Non mi farebbe maraviglia che tu ti
-fossi apposta, cara Bella! —
-
-Così collegate, cercarono di strappare a Rina, per via di sorpresa o
-d'astuzia, una confessione circa il modo in cui Gertrude sarebbe giunta
-ad allontanare il suo pretendente e a raggirare lei. La fanciulla negò,
-indignata, che la sua amica si fosse resa colpevole di questa mala
-azione, e seguitò ostinatamente a ricusarsi di rivelare ciò ch'era
-avvenuto alla villa la sera della festa nuziale. Era il primo segreto
-ch'ella serbava: ma il suo orgoglio femminile vi si trovava coinvolto,
-e sì l'onore che la saggezza le imponevano di custodirlo con rigorosa
-cura.
-
-La collera d'Isabella e della signora Graham si rinfocolò. Molto
-discussero in segreto la questione, molte vane congetture fecero; di
-giorno in giorno s'esasperavano contro Gertrude, e il loro contegno
-verso di lei cominciò a manifestarlo. La fanciulla presto s'avvide
-d'esser fatta segno di meditate scortesie, poichè quantunque non
-dipendesse dalle loro grazie, non mancavano, vivendo sotto lo stesso
-tetto, occasioni in cui potessero ferirla con maniere sgarbate, le
-quali divennero sempre più provocanti e sarebbero state insopportabili
-senza la severa disciplina morale che frenava il suo temperamento.
-
-Con mirabile pazienza ella mantenne la sua equanimità. Non aveva mai
-aspettato benevolenza nè riguardi da parte della signora Graham e
-della signorina Clinton. Fin da principio s'era persuasa che tra lei
-e loro ci poteva essere poca simpatia, e adesso che le mostravano
-aperta avversione, lottava strenuamente seco stessa per conservare
-non soltanto la calma e il dominio dei propri sentimenti, ma un
-costante spirito di carità. E fu bene che non cedesse a quella prima
-prova cui veniva sottoposta la sua tolleranza, perchè un'assai
-più grave e inopinata provocazione le riserbavano le sue maligne
-persecutrici. Irritate da quella paziente e dignitosa condotta che
-non avevano preveduta, accese dal dispetto di picchiare a vuoto,
-risolsero d'attaccarla da un altro lato: ed Emilia, la dolce, amabile,
-inoffensiva Emilia, fu il nuovo oggetto contro cui diressero le loro
-ostilità.
-
-Gertrude sapeva soffrire le ingiustizie, i dispregi, perfino le parole
-ingiuriose e crudeli finchè non colpivano che lei; però il sangue
-le bollì nelle vene quando vide che la sua diletta amica diveniva
-la vittima d'una bassa animosità palesata da vergognose piccole
-trascuranze, da malevoli procedimenti. Rivolgersi alla gentile creatura
-in termini men che cortesi pareva quasi impossibile; più impossibile
-ancora trovar qualche cosa a ridire sul conto d'una persona la cui vita
-era tutta bellezza e bontà; e la sventura che la teneva in certo modo
-appartata, sembrava doverla mettere al riparo d'ogni aggressione. Ma la
-signora Graham era grossolana e impulsiva, Isabella egoista e dura. Già
-molto prima che la cieca s'accorgesse delle loro nemiche intenzioni,
-Gertrude aveva sentito il suo cuore fremere e ribellarsi dinanzi ad
-atti e discorsi che tradivano il proposito di dar noia ad Emilia o
-d'affliggerla, tanto erano propri a ferire, se rilevati, la sensibilità
-di un'anima delicata. Ed ella vigilava: più d'un colpo veniva da lei
-stornato; più d'una mancanza riparata a tempo; più d'un disegno ch'esse
-contrariavano perchè lo sapevano favorito dalla signorina Graham, era
-portato a compimento grazie alla sua perseveranza e alla sua energia.
-Così durante alcune settimane Emilia ignorò che vari piccoli uffici
-servili le erano prestati adesso da Gertrude perchè Brigida aveva
-ricevuto dalla sua padrona ordini incompatibili col disbrigo di tutte
-le faccende per conto della signorina.
-
-Il signor Graham era allora assente, avendolo certe difficoltà che
-intralciavano i suoi affari chiamato a Nuova York nella stagione in
-cui egli soleva godere ozi beati, libero da ogni cura. La sua presenza
-sarebbe stata un freno potente per la moglie, la quale ben conosceva
-il tenero e devoto affetto che egli portava alla propria figliuola e
-il suo desiderio che il benessere di lei fosse considerato in casa
-sua come cosa di capitale importanza. E appunto il suo amore e le
-sue cure per Emilia, il rispetto, l'adorazione quasi, di cui tutti
-i familiari la circondavano, avevano destato fin dal primo giorno la
-gelosia della nuova signora Graham; e però ella approfittava di buon
-grado del pretesto offertole da Isabella, per dare sfogo al suo astio.
-Infatti ciò che concerneva Rina e la sua diserzione, com'esse dicevano,
-nel campo nemico, non era che una causa secondaria di diffidenza e
-d'avversione.
-
-Tuttavia la brusca e misteriosa partenza del signor Bruce, ed il
-sospetto che Gertrude, appoggiata dalla sua protettrice, avesse messo
-male tra lui e la fanciulla, forniva loro un motivo ostensibile di
-risentimento, ed erano determinate a trarre da questa scusa tutto il
-partito possibile.
-
-Un giorno, poco innanzi il ritorno del signor Graham, mentre Isabella
-e sua zia sedute nell'atrio cercavano d'ingannare le ore tediose di
-quell'afoso pomeriggio d'agosto sparlando di tutto il resto della
-famiglia, fu recata alla signora una lettera di suo marito. Ella ne
-scorse rapidamente il contenuto e disse con aria di sodisfazione:
-
-— Buone notizie, Bella! Pare che ci sia per noi la speranza di qualche
-piacere in questo mondo.... —
-
-E lesse ad alta voce il seguente passo:
-
- «Il molesto affare che m'ha costretto a venir qui è già quasi
- regolato, e nel modo più favorevole ai miei desiderî e ai miei
- disegni. Non veggo più alcun ostacolo al nostro viaggio in Europa;
- dunque partiremo nella seconda metà del mese venturo. Le ragazze
- facciano i loro preparativi. Dite ad Emilia che non risparmi nulla
- per provvedere dell'occorrente sè e Gertrude.»
-
-Isabella osservò ghignando:
-
-— Parla di Gertrude come fosse una di noi! Confesso ch'io non mi
-riprometto un piacere molto grande dal viaggiare per l'Europa con una
-cieca e la sua sgradevole appendice. Non capisco proprio perchè il
-signor Graham voglia portarsele dietro.
-
-— Magari le lasciasse a casa! — sospirò la zia. — Sarebbe per Gertrude
-un buon castigo. Ma, ohimè, sta' pur sicura, egli partirebbe piuttosto
-senza la mano destra che senza Emilia!
-
-— Spero che se mai mi marito, — esclamò la ragazza — non sarà con uno
-che abbia una figlia cieca! E per giunta una persona così terribilmente
-virtuosa, che tutti sono in obbligo d'idolatrarla, ammirarla e
-servirla.
-
-— _Io_ non ho da servirla; cotesto è l'ufficio di Gertrude: non è qui
-per altro.
-
-— E quest'è il peggio: la cieca ha bisogno d'una camerista, e la
-camerista è una gran dama che non si perita di sottrarre alle vostre
-nipoti i loro innamorati e guastarle tra loro.
-
-— E che ci posso fare io, Bella? Puoi credere che io non desidero
-la compagnia della Flint più di te; ma non so davvero in che modo
-riuscirei a liberarmene.
-
-— Io vi consiglio di raccontare un po' al signor Graham il male che
-ha già fatto. Se avete qualche potere su lui, non vi sarà difficile
-impedirle di partecipare al nostro viaggio.
-
-— Sarebbe soltanto ciò che merita; e non dico che non gli toccherò
-della sua condotta. Certo rimarrà stupito di quella subitanea fuga di
-Ben Bruce, perchè non dubitava che avrebbe sposato Rina. —
-
-In quella la signorina Clinton dovette interrompere la conversazione
-per andare a ricevere visite che arrivavano, e lasciò la signora Graham
-in una disposizione d'animo feconda di gravi conseguenze.
-
-Mentre Isabella scendeva la gradinata d'ingresso per andare incontro
-con sorrisi e complimenti agli ospiti che nell'intimo del suo cuore
-ella desiderava a cento miglia di distanza in quel torrido pomeriggio
-estivo, Gertrude saliva dalla cucina per la scala di dietro, e
-attraversava un corridoio conducente nella sua camera. Ella portava
-sulle braccia un abito di fine mussolina bianca, un buon numero di
-golette ricamate, di maniche e manichetti a piegoline, e altro, ogni
-cosa stirato di fresco. Era rossa in viso, e pareva molto stanca.
-Entrata, depose sul letto, accuratamente, il suo fardello, si scostò i
-capelli dalla fronte, aprì una persiana, e traendo un respirone sedette
-accanto alla finestra per godere un soffio d'aria fresca, se c'era. La
-signora Prime, che passava appunto per il corridoio, sporse la testa
-dall'uscio socchiuso, e visto che Gertrude era sola venne avanti.
-Guardò in atto di maraviglia la roba stirata, poi guardò lei, notò gli
-effetti del faticoso lavoro, e proruppe con indignazione:
-
-— Affemmia, signorina Gertrude, scommetto che avete stirato voi stessa
-l'abito di mussolina e il resto! —
-
-La giovanetta sorrise ma non rispose.
-
-— Oh, quest'è troppo! — esclamò la buona donna. — Pensare che voi avete
-lavorato in quella cucina ch'è un forno nelle ore calde, mentre noi si
-faceva la siesta!... Sono certa che la signorina Emilia non vorrebbe
-metterselo mai più cotesto abito bianco, se lo sapesse!
-
-— Dite piuttosto che non è quasi da mettersi.... Io non ho pratica di
-stirare, e ho durato gran fatica; una parte mi s'asciugava prima che
-avessi finito di passare il ferro sull'altra.
-
-— È una galanteria, invece; ma non so davvero perchè abbiate da far voi
-il lavoro di Brigida.
-
-— Brigida è sempre tanto occupata, — disse Gertrude evitando una
-risposta diretta — e poi è bene ch'io impari. Nessuna cognizione è
-inutile, signora Prime.
-
-— Ma dopo pranzo, con questo po' di caldo, non è il tempo adatto per
-simili sperimenti. E oso dire che neppur voi l'avreste scelto se non
-fosse stato il pensiero che la signorina Emilia poteva aver bisogno
-della sua roba e non trovarla pronta. Che mutamenti in casa Graham!
-La figliuola del padrone, una volta al primo posto, adesso è ridotta
-ad aspettare che sia stirata la biancheria degli altri per ottenere
-la propria. Brigida dovrebbe aver tanto giudizio da non dar retta a
-quelle villane rivestite quando le ordinano, per esempio, come sentii
-giusto ieri la signora, di lasciare stare «quel mucchio di mussoline»
-per occuparsi di faccende «più importanti....» La nostra Caterina non
-sarebbe stata così grulla: ma Brigida è anch'essa una nuova capitata. E
-io pensai subito: «Che direbbe la signorina Gertrude vedendo trascurare
-così la signorina Emilia?» Eh, com'è vero ch'io mi chiamo Prime,
-voglio che la padroncina sappia quel che succede qui!... Voi non vi
-scalmanerete più a stirare: se le sue vesti e la sua biancheria fine,
-e specie la vostra, non possono più esser lavate e stirate in casa,
-si daranno fuori. Denaro ce n'è, e se ne deve spendere un poco anche
-per i bisogni delle signore vere. Vorrei pure che l'Isabella andasse
-a cambiar aria: le farebbe buono! Mi feriscono nel cuore le vessazioni
-che si commettono contro voi due.... Io non ci reggo più; vo difilato
-dalla signorina e vuoto il sacco.
-
-— No, che non ci andrete, signora Prime, — disse Gertrude in tono
-persuasivo — posto ch'io vi prego di non farlo. Voi dimenticate quale
-dispiacere proverebbe Emilia se risapesse questa mancanza di riguardo
-della signora Graham. Io vorrei stirare vestiti di mussolina tutti
-i giorni piuttosto che lasciarle pur _sospettare_ una volontaria
-scortesia di qualcuno verso di lei. —
-
-La cuoca esitò. Infine disse:
-
-— Signorina Gertrude, io credevo che nessuno potesse amare la nostra
-cara Emilia più di me, ora capisco però che voi l'amate _meglio_,
-perchè usate tanta prudenza e saviezza per amor suo. Io tacerei se
-non vi andaste di mezzo _voi_: siete venuta in questa casa ch'eravate
-ancora una bambina, e tutti v'abbiamo posto affetto e vi teniamo in
-gran conto.... Io non posso tollerare di veder quella gente mettervi i
-piedi sul collo come ne ha l'intenzione.
-
-— So che mi volete bene, signora Prime, e ad Emilia pure: dunque
-tanto per me che per lei non dovete fiatare con anima viva su questi
-cambiamenti nel governo della famiglia. Facciamo quanto è possibile per
-risparmiarle il dolore di conoscerli: circa il resto, non dateci peso.
-Se anche non mi tratteranno con l'amorevolezza e l'indulgenza a cui gli
-altri m'avevano avvezzata, qui, il miglior consiglio è di non mostrare
-d'accorgersene: e voi, non vi mettete gli occhiali per veder torbido.
-
-— Dio vi benedica, signorina Gertrude! Quelle persone hanno fortuna
-d'aver a fare con un cuore come il vostro: nessuno, io credo, sarebbe
-capace d'una tale pazienza. A me, grazie al cielo, non hanno occasione
-di dar noia. Io lasciai subito intendere alla signora Graham che non
-soffro ingerenze di chicchessia nelle mie faccende: i diritti delle
-cuoche sono privilegiati, e le feci passare presto la voglia d'invadere
-i miei dominî, ve l'assicuro.... M'è doloroso assai veder le mie care
-signorine soverchiate così; nondimeno, poichè voi mi dite «zitto!»,
-frenerò la lingua finchè potrò. Ma l'è una vergogna, questo lo
-dichiaro! —
-
-E la signora Prime se n'andò, borbottando.
-
-Un'ora più tardi Gertrude era allo specchio, intrecciando i suoi lunghi
-capelli, quando entrò la signora Ellis dopo avere leggermente picchiato
-all'uscio.
-
-— Ah, — fece la governante — non avrei creduto che s'arriverebbe a
-questo segno!
-
-— Che c'è di nuovo? — domandò con ansia la fanciulla.
-
-— Pare che ci sfrattino dalle nostre camere.
-
-— Chi?
-
-— Voi, prima, e poi me, mi figuro. —
-
-Gertrude avvampò in viso ma tacque. La signora Ellis le raccontò come
-avesse ricevuto l'ordine di adattare la camera di lei per due ospiti
-aspettati il giorno seguente, e fu maravigliatissima d'udire che
-Gertrude non era stata consultata nè avvertita. La signora Graham le
-aveva parlato della cosa con aria di così tranquilla indifferenza,
-mostrandosi anzi tanto sicura che alla signorina Emilia e alla sua
-giovane amica sarebbe tornato comodo e gradito occupare la medesima
-stanza, ch'ella aveva creduto la cosa già stabilita di comune accordo.
-
-Profondamente offesa e sdegnata per conto proprio e d'Emilia, Gertrude
-stette un poco irresoluta, in silenzio. Poi domandò alla governante se
-avesse già informato la signorina di questa novità. Quella rispose di
-no. Ella la pregò allora di non dirgliene nulla.
-
-— M'è insopportabile — soggiunse — l'idea di farle sapere ch'io vengo
-espulsa senza cerimonie dal piccolo santuario da lei preparato per me
-con amorosa cura. Io dormo spessissimo nella sua camera, è vero: ma
-ella desiderava ch'io ne avessi una mia dove potessi stare in libertà,
-leggere, studiare.... Se permettete ch'io porti la mia scrivania
-nella camera vostra, signora Ellis, e di dormire lì qualche volta
-sull'agrippina, potremo tacerle la verità. —
-
-La signora Ellis acconsentì subito. Era divenuta molto umile e
-arrendevole, da qualche mese, e Gertrude le era entrata pienamente in
-grazia, prima con la sua esemplare pazienza, e da ultimo col cortese
-e valido aiuto prestatole nelle numerose occasioni in cui si trovava
-sopraccarica di faccende. Pertanto, non solo le accordò senza obiezioni
-ospitalità nella propria camera, ma s'offerse d'aiutarla a trasportarvi
-i suoi vestiti, i suoi libri, il tavolino da lavoro.
-
-Quantunque compiacente e gentile verso Gertrude, che adesso ella
-considerava come Emilia, la signora Prime e sè medesima, un membro del
-partito oppresso ed angariato, ritornava però all'antica asprezza per
-esprimere la sua indignazione parlando della condotta della signora
-Graham e d'Isabella.
-
-— È tutta una trama! Qualche volta penso perfino ch'è meglio per
-Emilia esser cieca e non vedere quanto succede in questa casa! Avrei
-voluto schiaffeggiare Isabella, ieri, quand'ebbe la sfacciataggine
-di prendere il vostro posto a tavola accanto a lei, e poi trascurare
-d'aiutarla a servirsi! E quell'angelo sedeva lì inconsapevole del suo
-vergognoso contegno, e le chiedeva un po' di burro con altrettanta
-dolcezza che se, per un mèro caso, voi foste stata mandata altrove
-e lei abbandonata a sè stessa. Davanti a tutti quegli estranei, poi!
-Io vedevo ogni cosa dallo stanzino della porcellana.... E i vestiti
-e le golette e i manichetti d'Emilia che stavano nell'armadio della
-biancheria aspettando d'essere stirati da tanto tempo ch'io credevo che
-finirebbero con l'ammuffire?... Sono contenta di vedere che Brigida
-ha potuto finalmente spicciarli, perchè davvero temevo che uno di
-questi caldi giorni la poverina non avrebbe più avuto roba leggera da
-mettersi. Ma è inutile discorrerne.... Io desidero soltanto che possano
-presto andarsene in Europa, e lasciarci respirare. A voi non importa
-mica d'andar con loro, eh, Gertrude?
-
-— Se ci va Emilia, sì.
-
-— Bene, siete migliore di me; io non sarei capace di sottopormi a un
-tale martirio neanche per amor suo. —
-
-Molte erano le molestie piccine e maligne a cui Gertrude veniva
-giornalmente fatta segno, specie dopo l'arrivo degli ospiti attesi:
-gente del mondo elegante, gaia e frivola, indotta dalla padrona di
-casa e da Isabella a riguardare lei come un'intrusa, ed Emilia come un
-noioso ingombro. Nè quest'ultima potè esser tenuta sempre all'oscuro
-del poco caso che si faceva di loro. Rina, indignata degl'incivili
-procedimenti di sua cugina e di sua zia, e indifferente verso gli
-estranei ospitati alla villa, poichè cominciava a discernere la
-leggerezza di carattere e di mente delle persone di quel genere, non
-esitò a manifestare alle sue amiche il vivo rincrescimento ch'ella
-provava nel vederle così indegnamente trattate e il desiderio di
-difenderle. Ma Rina era un'assai debole antagonista di fronte alla
-signora Graham, e soprattutto di fronte a Bella, i cui sarcasmi la
-sgomentavano; depressa di spirito dopo la mortificazione patita,
-era divenuta codarda, e non osava più, come avrebbe osato una volta,
-sventare i loro disegni e frapporsi tra chi ella amava e la malevolenza
-altrui.
-
-Ma la signora Graham, donna avventata, andò tropp'oltre, e s'impigliò
-nei propri intrighi. Il ritorno imminente di suo marito rendeva
-necessario un freno alla sua insolenza e a quella d'Isabella, cui era
-più difficile applicarlo. Quanto a lei, essendo abbastanza accorta
-da percepire fino a qual punto la tolleranza del signor Graham poteva
-giungere e la sua perspicacia essere ingannata, sapeva in presenza sua
-dominarsi e governarsi in modo da non cozzare contro quella imperiosa
-volontà. Lui lontano, s'era condotta senza ritegno, aveva permesso alla
-nipote d'empire la casa di gioventù chiassosa e petulante, e chiuso un
-occhio su molte aperte e flagranti violazioni delle regole di civiltà
-verso la figliuola dell'ospite assente, e la sua giovane compagna ed
-amica. Ora però conveniva reprimere questa indecorosa oltracotanza, ed
-ella lo comprendeva. Sfortunatamente, innanzi che mettesse in opera
-le sue precauzioni, il capo della famiglia ritornò inaspettato, e in
-circostanze che non le permisero d'avvertir nessuno nè preparar nulla.
-
-Egli arrivò sull'imbrunire, avendo preso l'omnibus, cosa contraria
-alle sue consuetudini. Era una serata fresca; finestre ed usci erano
-chiusi. La splendida illuminazione del salotto gli fece sospettare che
-sua moglie ricevesse una numerosa compagnia. Ne fu contrariato, essendo
-un sabato; egli, fedele agli antichi costumi della Nuova Inghilterra,
-desiderava che la vigilia del giorno del Signore la sua famiglia
-rimanesse quieta e raccolta. Per di più aveva un forte mal di capo. Non
-entrò dunque nel salotto, e passò invece prima nella biblioteca, poi
-nella sala da pranzo. Le trovò l'una e l'altra deserte e fredde. Salì
-al piano superiore, attraversò parecchie stanze, osservando non senza
-indignazione la trascuratezza con cui erano tenute, perchè egli amava
-l'ordine e la pulizia meticolosa, e andò difilato alla camera d'Emilia.
-Aperse l'uscio pian piano, è guardò dentro.
-
-Un bel fuoco ardeva nel caminetto a un canto del quale era stata
-spinta un'agrippina su cui sedeva Emilia; la piccola sedia a dondolo
-di Gertrude occupava l'altro. I riflessi della fiamma guizzavano
-sulle tende candide; da un panierino di fiori che ornava la tavola
-si diffondevano intorno soavi fragranze; ogni cosa era al suo posto
-e splendente di nettezza. L'aspetto della stanza, il viso placido
-e sereno della figliuola, il raggiante sorriso della giovanetta
-che alzando gli occhi aveva veduto con sua gran gioia il padre, il
-protettore della sua amica cieca, contemplarle in atto amorevole di
-sulla soglia, offrivano al signor Graham un così grato contrasto con
-quanto s'era offerto al suo sguardo fino allora, ch'egli, mosso da
-un sentimento più caldo del solito, strinse in un tenero amplesso
-paterno Emilia stupita dalla sua improvvisa comparsa, salutò non
-meno affettuosamente Gertrude. Questa avvicinò al fuoco una poltrona
-dov'egli sedette esclamando:
-
-— Brave ragazze, qui si sta bene e c'è un'aria di pace casalinga che
-consola! Ma che cosa succede al pianterreno? E perchè tanto disordine,
-tanta confusione? —
-
-Emilia spiegò che parecchi ospiti soggiornavano alla villa.
-
-— Uh! Ospiti? _Me lo dovevo immaginare!_ — brontolò il vecchio signore
-con tono di malcontento. — E si direbbe che ciascuno abbia vuotato il
-suo sacco di cenci nelle camere.... —
-
-Gertrude gli domandò se avesse preso il tè.
-
-Non l'aveva preso, e lo desiderava; era stanco. Mentr'ella s'avviava
-per scendere e prepararglielo, egli la richiamò:
-
-— Gertrudina, non dire a nessuno che sono ritornato. Ho bisogno d'esser
-lasciato tranquillo almeno _stasera_. —
-
-Rimasto solo con Emilia, s'informò dei preparativi per il viaggio in
-Europa; e con sua maraviglia apprese ch'ella ignorava totalmente le
-sue intenzioni su questo proposito, perchè la signora Graham s'era
-dispensata dal comunicarle il messaggio contenuto nella sua lettera.
-Sebbene sdegnato quanto stupito, egli si represse: non gli garbava
-confessare a sè stesso, e meno ancora alla figliuola, che sua moglie
-aveva trasgredito i suoi ordini. Risolse però d'occuparsene poi.
-
-Dopo essersi riconfortato con un tè ben guarnito, tornò di sopra e
-chiese il _Giornale della Sera_.
-
-— Vo a cercarlo, — disse Gertrude, rizzandosi.
-
-— No, suona, — fece il signor Graham, imperioso.
-
-A tavola aveva notato che quando la giovane, la quale assisteva al
-suo pasto, sonava il campanello, non si teneva conto della chiamata, e
-voleva conoscere la causa di questa strana negligenza.
-
-Gertrude sonò ripetute volte senza ottenere risposta. Alfine udì il
-passo di Brigida nel corridoio, ed aperto l'uscio disse alla ragazza:
-
-— Brigida, vi prego, cercate il _Giornale della Sera_ e portatelo qui,
-per la signorina Emilia. —
-
-Quella andò e ritornò presto, rispondendo che il giornale lo leggeva la
-signorina Isabella e ch'essa si ricusava di cederlo.
-
-Una tempesta si addensò sulla fronte del signor Graham.
-
-— Come! Una tale imbasciata a mia figlia! — esclamò egli. — Gertrude,
-va' tu stessa, e di' a quell'impertinente che dia subito il giornale,
-perchè lo voglio _io_. O che contegno è mai cotesto? — soggiunse
-borbottando.
-
-Gertrude entrò nel salotto con grande compostezza, e sotto gli sguardi
-curiosi di tutta la compagnia parlò piano alla signorina Clinton, che,
-rossa e confusa, le consegnò senz'indugio il foglio. Bella temeva il
-signor Graham; e quand'ebbe informato sua zia dell'inaspettato arrivo
-di questi, anche la signora si turbò. Ella aveva fatto calcolo di
-parlare col marito prima ch'egli vedesse Emilia, come molto le premeva,
-ben sapendo quanto importasse predisporlo in favore delle sue mire.
-
-Adesso era troppo tardi. Stimò meglio non andare in cerca di lui, e
-affidarsi piuttosto alla fortuna. Con arte, disperse la compagnia di
-buon'ora, e diede una capatina nella sala da pranzo dove infatti trovò
-il signor Graham che fumava.
-
-Egli era di malumore (grazioso come un orso, ella disse poi ad
-Isabella), ma la signora fu conciliante, evitò d'irritarlo toccando
-soggetti scabrosi, e seppe fare così bene, che il giorno seguente potè
-presentare a' suoi ospiti un padrone di casa, almeno in apparenza,
-affabile e cortese.
-
-Ma la serenità venne turbata assai prima che quella domenica giungesse
-a sera. Mentre il vecchio signore s'avanzava nella navata destra
-della chiesa dove stava per incominciare l'uffizio del mattino,
-conducendo, secondo il suo costume, la figliuola cieca appoggiata al
-suo braccio, la sua faccia si rabbuiò vedendo Isabella seduta con aria
-di compiacenza in quell'angolo dell'antica panca di famiglia che tutti
-sapevano essere da anni riservato alla signorina Graham. Sua moglie,
-la quale li accompagnava, ammiccò verso la nipote; ma costei era
-piuttosto ottusa, e però non isfuggì alla mortificazione d'essere da
-lui deliberatamente presa per la mano e rimossa dal posto usurpato dove
-egli collocò Emilia. La sfrattata, che già da tre domeniche commetteva
-la bassezza di privarla, per dispetto, del suo diritto, fu costretta
-a sedere durante il servizio divino accanto al signor Graham, con le
-spalle al pulpito, essendo tutti gli altri posti occupati. Ella fremeva
-di collera osservando i sorrisi mal repressi di parecchie persone delle
-panche vicine: specie l'afflisse il vedere nella contigua, proprio
-accosto a lei, Fanny Bruce che gongolava addirittura.
-
-Se Emilia fosse stata consapevole del trionfo ottenuto ne avrebbe
-sofferto. Ma il suo cuore e i suoi pensieri erano vòlti in alto, e
-come non aveva sentito nè ira nè pena dinanzi alla prepotenza di Bella
-Clinton, così non provava ora altra sodisfazione che quella di trovarsi
-più a suo agio nel posto a cui era abituata da tanto tempo.
-
-In capo a una settimana da che era ritornato, il signor Graham aveva
-compreso chiaramente i sentimenti di sua moglie e d'Isabella, e i loro
-probabili effetti sulla sua felicità domestica. Vedeva che Emilia
-sdegnava di lagnarsi; sapeva che non s'era lagnata mai: notava la
-devozione di Gertrude alla sua figliuola diletta, e considerava la
-fanciulla meritevole di tutta la sua stima e di riguardi che nessuno
-avrebbe potuto contrastarle. E quando la signora tentò con arte
-sopraffina d'insinuargli le accuse meditate contro la sua giovane
-protetta, egli le accolse con indifferenza e disprezzo.
-
-Conosceva Gertrude fin da bambina; ella era fiera, e qualche volta
-l'aveva giudicata caparbia: _mai_ vile nè falsa. Inutile venire a
-raccontare a lui quelle sciocchezze; se non s'era concluso nulla tra
-Ben Bruce e Rina, tanto meglio; il giovanotto era un fannullone, e non
-poteva essere un buon marito; quanto alla ragazza, gli pareva che fosse
-divenuta più savia e più gentile, e se questo era il risultato della
-sua amicizia con Gertrude, bisognava anzi favorire la loro intimità.
-
-La signora Graham era disperata.
-
-— Non c'è rimedio, — diceva a Bella. — È saldo come una ròcca, e se
-andremo _noi_ in Europa, con lui, indubitatamente Emilia e la sua
-fedele ci verranno _anche loro_. —
-
-Rimase dunque sbalordita come da un eccesso di gioia, quando seppe
-che la coppia con cui tanto le spiaceva di dover fare il desiderato
-viaggio, restava a casa, e per istanza della stessa signorina Graham.
-Gli scrupoli che avevano rattenuto Emilia dal dimostrare a suo padre
-quanto poco gradevole sarebbe riuscito per lei il giro all'estero,
-erano svaniti tosto che s'era persuasa che Gertrude, il cui bene le
-stava sempre a cuore, avrebbe sofferto ancor più viaggiando sottoposta
-alla compagnia delle sue nemiche.
-
-Quantunque cieca, ella afferrava e comprendeva quasi tutto ciò che
-avveniva intorno a lei. Dotata di prontissima percezione mentale
-e d'un finissimo udito reso doppiamente acuto dalla mancanza della
-vista, era giunta a conoscere, forse più addentro di ogni altro, gli
-eventi della scorsa estate. Indovinava il vero stato delle cose tra Ben
-Bruce e Gertrude, benchè questa non gliene avesse mai fatto parola, e
-s'immaginava in qual modo vi fosse coinvolta Rina, il che d'altronde
-non era difficile arguire, date le involontarie ma continue confidenze
-che l'ingenua fanciulla le andava facendo nelle loro conversazioni.
-
-Poichè gli abusi di potere della signora Graham e di Bella divenivano
-sempre più aperti e audaci, la governante e la cuoca stimarono tolto
-il divieto di palesarli alla padroncina: ma il dolore d'Emilia ebbe
-largo compenso nelle novelle prove che quei fatti le fornivano del
-devoto affetto di colei ch'ella si compiaceva di chiamare sua figliuola
-adottiva.
-
-Con perfetta calma, senza esitazioni come senza ira, ella risolse di
-procedere in guisa che Gertrude fosse liberata dalla servitù a cui
-s'assoggettava con tale abnegazione. Suo padre s'oppose sulle prime
-al suo desiderio di non accompagnarlo in Europa: ma egli troppo bene
-sapeva che quel viaggio, in cui per lei le intime sofferenze dello
-spirito si sarebbero aggiunte alle privazioni esteriori, non poteva
-essere che un sacrificio, perchè egli s'ostinasse a obbligarvela;
-e considerato che, dopo tutto, quella era l'unica via di conciliare
-gl'interessi contrari e che Emilia gli offriva il partito migliore
-nelle presenti circostanze, determinò di rassegnarsi alla lunga
-separazione dalla figliuola e permettere a questa di cercare la propria
-felicità dove la trovava. Egli aveva veduto durante l'inverno passato
-nel Mezzogiorno quanto la sua cecità le rendesse penoso il viaggiare,
-specie senza il soccorso dei vigili occhi di Gertrude, e riconosceva
-ora che i suoi gusti e il suo costume di vita erano proprio l'opposto
-di quelli della nuova signora Graham e delle costei nipoti; sicchè,
-punto voglioso d'esser convinto dai fatti della follia commessa con
-quel terzo matrimonio che minacciava di diventare per lui una sorgente
-d'infelicità domestica, apprezzò la saggezza di quel consiglio e si
-sentì sollevato prendendo una risoluzione che contentava tutti.
-
-
-
-
-XXXIV.
-
- Una serie di giorni che compone
- Mesi felici.
-
- WORDSWORTH.
-
-
-La casa della signora Warren, che offriva ai dozzinanti un soggiorno
-comodo e gradevole, fu prescelta da Emilia per passarvi l'inverno con
-Gertrude. Il signor Graham circa un mese dopo il suo ritorno da Nuova
-York s'era imbarcato alla volta dell'Havre con la moglie, Isabella
-e Rina; la signora Ellis era andata a godere un ben meritato riposo
-da certe sue cugine che dimoravano in campagna, e la villa era stata
-chiusa. La signora Prime, entrata come cuoca nella pensione Warren,
-brontolava tutte le mattine per il cresciuto lavoro, e tutte le sere
-benediceva la sua stella che l'aveva condotta ancora sotto il medesimo
-tetto con le sue care signorine.
-
-Quantunque il signor Graham avesse ampiamente provveduto al
-mantenimento della figliuola e della sua compagna, Gertrude era
-desiderosa d'occuparsi di nuovo in modo proficuo, e riassunse perciò
-una parte delle sue lezioni nella scuola del signor W. Ed Emilia, per
-gradita che le fosse la compagnia della giovanetta, se ne privava di
-buon grado durante alcune ore, lieta del nobile sentimento onde ella
-era animata, e la incoraggiava con le sue lodi. Nella loro indisturbata
-intimità, e in mezzo a pochi ma eletti amici, passarono un inverno
-tranquillo e felice. Leggevano e passeggiavano insieme secondo l'antica
-consuetudine. Insieme assistevano a conferenze e concerti; visitavano
-le gallerie di belle arti. Dinanzi ai capolavori della pittura e della
-scultura Emilia ascoltava attenta la sua guida, che con gli occhi
-scintillanti e il viso raggiante d'entusiasmo, le descriveva, ponendovi
-la più minuziosa diligenza, i soggetti dei marmi e delle tele, la
-maniera in cui l'artista aveva reso il concetto originale della sua
-mente, gli atteggiamenti, le figure, le espressioni dei visi, il colore
-dei paesaggi, e infine le impressioni prodotte nel suo spirito e nel
-suo cuore, i pensieri destativi dalle opere d'arte che esaminava. E
-tali erano l'eloquenza dell'una e la simpatia con cui l'altra pendeva,
-intenta, dalle sue labbra, ch'esse medesime in quell'atto offrivano
-un soggetto pieno di commovente contrasto, se non al pittore almeno
-all'osservatore della natura umana manifestata in nuove forme e scevra
-da vanità ed affettazione.
-
-Nelle passeggiate quotidiane, o contemplando la fulgida bellezza
-d'una serena notte invernale, Gertrude, rapita, lasciava sgorgare dal
-profondo dell'anima tutta l'ardente ammirazione di cui l'opera del
-sommo Artefice la colmava; dipingeva all'amica cieca la pompa d'uno
-splendido tramonto, o al cader della dolce ora crepuscolare, seduta
-accanto a lei, spiava nel cielo invaso dall'ombra notturna le stelle
-che s'accendevano ad una ad una: e allora Emilia attingeva alle segrete
-fonti della sua illuminata natura tali verità della vita interiore
-che sembrava ch'ella sola godesse la vera luce, e chi vedeva il mondo
-materiale fosse, al paragone, avvolto nelle tenebre.
-
-Felice e profittevole fu quell'inverno che trascorsero così. E non
-vivevano per sè soltanto: i poveri le benedicevano, gli afflitti
-venivano a loro per conforto, i familiari le amavano con predilezione.
-Gertrude spesso lo ricordò nella sua vita come il tempo in cui Emilia
-e lei erano vissute in un loro proprio mondo incantevole e beato.
-Venne la primavera, passò, ed esse s'indugiavano ancora, riluttanti a
-lasciare un luogo dove si trovavano tanto bene: forse non si sarebbero
-mosse dalla città neppure nell'estate senza una subita alterazione
-della salute d'Emilia e l'ordine perentorio del dottor Jeremy, il quale
-prescriveva l'aria di campagna come il migliore ricostituente.
-
-All'ansietà che Gertrude provava per l'amica s'aggiungeva ora una
-crescente inquietudine per il lungo silenzio di Guglielmo. Da quasi tre
-mesi non le era più giunta una parola da lui. Egli certo non l'aveva
-dimenticata nè la trascurava volontariamente. Questo era impossibile.
-Che cosa cagionava dunque una così strana sospensione della loro
-corrispondenza? Si sforzò tuttavia di non lasciarsi turbare l'animo, e
-dedicò tutte le sue cure ad Emilia che cominciava ad averne veramente
-bisogno.
-
-Andarono al mare per alcune settimane; ma quell'aria pura e viva
-non ridonò vigore all'indebolito organismo della cieca. Ella dovette
-tralasciare le sue passeggiate; una continua stanchezza le toglieva
-l'elasticità delle membra, il suo spirito così placido ed eguale andava
-soggetto a insolite depressioni, i suoi nervi erano divenuti irritabili
-a segno ch'era necessario preservarla con gran cura da ogni causa
-d'eccitazione.
-
-Il buon dottore veniva di frequente a visitare la favorita tra le sue
-pazienti; e la trovava sempre piuttosto peggiorata che non migliorata;
-infine le ordinò di ritornare a Boston dicendo che la signora Jerry
-aveva una bella camera sul davanti, altrettanto fresca e più comoda che
-le stanzette anguste della gremita pensione di Nahant, e insistendo
-perchè Emilia e Gertrude accettassero d'alloggiarvi durante una
-quindicina di giorni in capo a cui egli sperava d'esser libero di
-condurre la signorina Graham a cercar salute altrove se non si fosse
-ancora rimessa.
-
-Ella lo assicurò che a Nahant non ci stava male: temeva di recare
-troppo disturbo alla signora Jeremy.
-
-— Non parlate di disturbo! — protestò egli. — Credo che oramai dovreste
-conoscerci bene, mia moglie e me. Venite domani: v'aspetterò alla
-stazione. Arrivederci! —
-
-E pigliato il suo cappello se n'andò. Gertrude lo seguì.
-
-— A quanto veggo, dottore, — ella disse — non trovate Emilia molto bene.
-
-— No; e non è da maravigliarsene. Fra il ruggito dell'oceano da un lato
-e il piagnisteo dei bimbi della signora Fellow dall'altro, ce n'è più
-che abbastanza per estenuare le sue forze. Non posso permettere che
-seguiti cotesto strapazzo. Nahant non fa per lei. Portatela domani a
-casa mia, inteso?
-
-— I bimbi non piangono sempre come oggi, — disse Gertrude sorridendo
-— e quanto all'oceano, Emilia ama tanto il sussurro delle onde che si
-frangono sulla spiaggia! Sta ore ed ore ad ascoltarlo.
-
-— Me lo figuravo! Mal fatto. Cosa che l'attrista senza ch'ella sappia
-il perchè. Portatela a Boston, vi ripeto! —
-
-Passarono buoni venti giorni dopo l'arrivo delle sue ospiti innanzi
-che il rinomato medico potesse sottrarsi a' suoi pazienti e concedersi
-qualche settimana di vacanza. Per conto proprio egli non avrebbe mai
-pensato a intraprendere un viaggio di diporto, e la signora Jeremy
-anch'essa preferiva tanto la sua casa a qualunque altro luogo, che
-l'idea di partire alla volta di paesi sconosciuti non la seduceva
-affatto: ma tutti e due erano pronti a sacrificare, e volentieri, le
-loro antiche consuetudini al benessere delle care giovani amiche.
-
-Emilia stava positivamente assai meglio, e considerava come un piacere,
-fino per sè medesima, il visitar West Point, Catskill, e Saratoga;
-se pensava poi al godimento che avrebbe procurato questo viaggetto
-a Gertrude, si sentiva animata da nuove forze. Certo, la giovanetta
-abbisognava quanto lei di un cambiamento, e di distrazione. Il caldo
-eccessivo delle ultime settimane, la reclusione quasi continua nella
-camera della cara malata, avevano fatto impallidire le rose delle sue
-gote; le cure e le angosce avevano pesato sul suo spirito. Il grande
-miglioramento d'Emilia, l'alacrità con cui partecipava ai disegni del
-dottore, dissipavano adesso i suoi timori; e mentre ella attendeva ai
-pochi preparativi necessari per il loro vestiario, il suo passo era
-leggero, e la sua voce gaia, com'erano agili ed attive le sue dita.
-
-A Nuova York fecero la prima tappa: ma l'afa e la polvere della città
-rendevano assai sgradevole l'andare in giro per le strade, sicchè
-durante l'unica giornata che vi si trattennero, il dottore fu il solo
-della comitiva che s'avventurasse fuor dell'albergo, salvo una breve
-spedizione della signora Jeremy e di Gertrude in cerca di berrette
-guarnite non avendone, quella, altre che la gialla e la rosa e lilla
-famose, e temendo che non fossero abbastanza eleganti per Saratoga.
-
-La temperatura, quasi insoffribile, non isgomentava tuttavia il bravo
-dottore, il quale appena la sentiva tanto era infervorato nelle visite
-a parecchi suoi confratelli, di cui alcuni suoi antichi compagni
-di studi, non riveduti da anni. Dopo ch'egli ebbe impiegato così la
-giornata intera, riannodando conoscenze, ravvivando amicizie, molti
-dei cordiali amici ritrovati vennero la sera all'albergo per farsi
-presentare alla signora Jeremy e alle signorine che l'accompagnavano.
-Il salottino del loro appartamento fu animato fino ad ora tarda dalla
-piacevole e allegra conversazione d'uomini anziani che ricordando
-il passato, riandando le scene della loro vita di studenti, si
-riaccendevano di giovanile ardore. Ciascuno per turno raccontava i suoi
-aneddoti, e scoppiavano intorno gioconde risate; era un'eccitazione
-generale. Il dottor Jeremy, a quel tempo uno dei prediletti del loro
-circolo, rappresentava onorevolmente la parte dell'eroe in quasi
-tutte le avventure raccontate (fuorchè da lui); e le tre uditrici,
-segnatamente Gertrude che teneva in alto concetto il suo vecchio amico,
-godevano trionfanti di questa probativa testimonianza dei suoi meriti.
-
-La conversazione non era di tal carattere da escluderne le signore
-nè impedir loro di goderne, e la giovanetta che sapeva trattare con
-le persone d'età, e che il dottor Jeremy si compiaceva di porre in
-rilievo, contribuì non poco a divertire la compagnia con le sue argute
-osservazioni e con la prontezza delle sue risposte alle interrogazioni
-astute e talvolta un po' astruse ed ironiche, scherzosamente rivoltele
-da un vecchio medico scapolo il quale fin dal primo momento era rimasto
-incantato di lei.
-
-Emilia ascoltava con diletto quei discorsi pieni di tante e varie
-attrattive e divideva con Gertrude l'ammirazione degli amici del
-dottore in cui la sua sventura destava pietà e simpatia; e la signora
-Jeremy tutta lieta e ridente s'insuperbiva degli elogi retrospettivi
-prodigati al suo sposo, e troneggiava nella sua poltrona con un'aria
-così radiosa che Gertrude quando le diede la buona notte le dichiarò
-ch'ella stava tanto bene quella sera con la vecchia berretta gialla da
-farle quasi giudicar superflue le nuove.
-
-Il dottor Gryseworth di Filadelfia, già discepolo di Jeremy molti anni
-addietro, udendo che i viaggiatori avrebbero preso la mattina seguente
-il piroscafo che risaliva l'Hudson, manifestò grande sodisfazione
-perchè si sarebbero ritrovati insieme a bordo, ed egli avrebbe
-presentato alla signorina Flint le sue due figliuole, le quali andavano
-a Saratoga per passarvi l'estate con la loro nonna già stabilità
-all'Albergo del Congresso.
-
-Sonò la mezzanotte prima che l'immaginazione di Gertrude, vivissima
-sempre ed ora quanto mai eccitata dal piacere che il domani prometteva,
-potesse calmarsi tanto da permetterle di pensare a ristorar le forze
-nel sonno. Emilia dovette porre un freno alla sua ilarità e alla sua
-loquacità ricusandosi deliberatamente di far più eco a una risata o
-ascoltare una parola. Costretta così al silenzio, cadde in un sonno
-profondo. Non seppe quindi che la sua compagna aveva procurato questo
-benefizio a lei sola, perchè ella, contro il solito, non riusciva ad
-assopirsi, e l'alba la sorprese desta ed incerta se avesse mai avuto in
-tutta la notte un momento di perfetto riposo.
-
-Gertrude dormì saporitamente finchè non fu svegliata dalla signorina
-Graham. Al vedere questa ritta presso il suo letto e vestita, ella
-balzò su, attonita, posto che il caso rovesciava l'ordine consueto
-delle cose: era suo costume annunziare ogni mattina all'amica cieca,
-con un bacio, che il giorno incominciava.
-
-— Sono le sei, Gertrudina, e il piroscafo parte alle sette! Il dottore
-ha già picchiato al nostro uscio.
-
-— Come ho dormito! Sarà una bella giornata?
-
-— Bellissima, però assai calda. Ho dovuto chiudere le persiane a
-cagione del sole che si faceva sentire. —
-
-La fanciulla si dette fretta a fine di riguadagnare il tempo perduto,
-ma quando vennero a chiamarle per la colazione non aveva ancora finito
-di vestirsi e le rimaneva da chiudere le valigie d'Emilia e le proprie;
-insistette dunque perchè gli altri scendessero intanto senza di lei
-promettendo di raggiungerli tra pochi minuti.
-
-I viaggiatori radunati alla tavola della prima colazione, a quell'ora
-mattutina, non erano numerosi: due comitive oltre quella dei Jeremy,
-e alcuni signori soli, quasi tutti uomini d'affari, i quali, mangiato
-a scappa e fuggi, se n'andarono solleciti pei fatti loro. Tra i pochi
-che si trattenevano tuttavia quando giunse Gertrude, uno unico fu da
-lei particolarmente notato durante i brevi momenti che il dottore le
-concesse per sdigiunarsi. Era un signore seduto dal lato opposto della
-tavola, a qualche distanza. Terminato il suo pasto egli s'indugiava,
-come uno che può fare il proprio comodo, divertendosi a tenere in
-equilibrio il cucchiaino da tè sull'orlo della tazza; e innanzi
-ch'ella entrasse aveva suscitato l'animavversione della signora Jeremy
-manifestando una certa velleità d'osservare il gruppo di cui questa
-faceva parte con occhio più critico che non le garbasse.
-
-— Ve ne prego, dottor Jerry, — aveva ella detto al marito — mandate
-il cameriere ad invitare quel signore a prender qualche cosa: m'è
-insopportabile essere guardata mentre mangio.
-
-— Non guarda voi, signora mia.... È la nostra Emilia quella che
-gli piace. Emilia cara, c'è qui dirimpetto un signore che v'ammira
-oltremodo.
-
-— Davvero? — fece la signorina Graham sorridendo. — Gliene sono molto
-obbligata. E posso contraccambiare il complimento?
-
-— Sicuro, è un bell'uomo, di nobile aspetto, quantunque alla signora
-Jerry non sia simpatico. —
-
-In quel punto Gertrude venne a prender posto accanto a loro,
-salutandoli e scusandosi gaiamente del suo ritardo. Le fresche rose
-delle sue gote, il vivido fulgore de' suoi grandi occhi neri che la
-facevano contemplare con affettuosa ammirazione dalla coppia de' suoi
-vecchi amici, furono forse la causa per cui lo sconosciuto distolse lo
-sguardo dall'amabile e commovente viso d'Emilia, per fissarlo su quello
-più giovanile e tanto radioso ed espressivo di lei.
-
-Ella s'accòrse subito dell'attenzione che attirava, e si sentì un po'
-impacciata. Fu lieta pertanto quando quegli, lasciato cadere il suo
-cucchiaino da tè, si rizzò e uscì dalla sala. Nell'atto che le passava
-davanti ella potè osservarlo un momento, come non aveva osato fare
-mentre le sedeva quasi di faccia.
-
-Era di statura notevolmente superiore alla media, snello, ben fatto,
-di portamento grazioso e dignitoso. I suoi lineamenti erano piuttosto
-rilevati, ma espressivi e anche belli; gli occhi scuri, vivi,
-penetranti, avevano uno sguardo scrutatore; la bocca, dalle labbra
-ferme ed energicamente chiuse, rivelava un animo franco e risoluto ed
-una gran forza di volontà.
-
-Ma la più singolare particolarità della sua figura consisteva nel
-contrasto dei suoi capelli molto brizzolati d'argento e sulle tempie
-d'una bianchezza quasi nivea, col fuoco giovanile di quegli occhi,
-con la leggerezza del passo e la disinvoltura delle mosse; contrasto
-così strano che lungi dal parere un effetto dell'età e dargli un'aria
-venerabile, faceva risaltare le apparenze di gioventù e di vigore.
-
-— Che tipo bizzarro! — esclamò la signora Jeremy appena egli fu passato.
-
-— Ma elegante, non è vero? — disse Gertrude.
-
-— Elegante! — ribattè l'altra, — Con quel capo grigio?
-
-— A me pare bello, — replicò la fanciulla. — Peccato che sembri così
-malinconico: mi rattrista, guardarlo.
-
-— Quanti anni credete che abbia? — domandò il dottore.
-
-— Circa cinquanta, — rispose sua moglie.
-
-— Circa trenta, — rispose Gertrude ad una voce con lei.
-
-— Il divario è grande, — osservò Emilia. — Dottore, dovete decidere la
-questione, voi.
-
-— Impossibile! Io non m'attenterei a determinare l'età di quell'uomo
-entro un limite di dieci anni.... Mia moglie certo l'ha giudicato
-troppo vecchio, ma non sono sicuro che Gertrude non l'abbia giudicato
-troppo giovane. Affermo soltanto che i _suoi_ capelli non sono
-imbiancati per opera del tempo! —
-
-Un cameriere venne ad avvertire i viaggiatori che volevano prendere
-il piroscafo di tenersi pronti, e tutte le vane discussioni sulla
-probabile età dello sconosciuto furono troncate.
-
-
-
-
-XXXV.
-
- Ha un figlio altero, ma lo sguardo fiso
- Tradisce la vagante anima in pena;
- Strano un baglior talora d'improvviso
- Nel profondo dei neri occhi balena.
- E dal mesto suo volto che si vela
- Spesso dell'ombra cupa d'un mistero
- Spira un'inquieta fierezza che cela
- Qualche suo imperscrutabile pensiero.
-
- Mrs. HEMANS.
-
-
-Oggi, per la maggior parte dei cittadini di Boston, recarsi in qualche
-posto dello Stato di Nuova York è una giterella comunissima che non
-merita il nome di viaggio; ma per il dottor Jeremy era un evento
-importantissimo che lo toglieva dalla consuetudine delle quotidiane sue
-visite professionali, non più interrotta, durante gli ultimi vent'anni,
-da una settimana d'assenza dalla sua casa, e lo gettava a un tratto
-nel turbine di fretta ansiosa e tumultuosa che regna sulle principali
-strade percorse dai viaggiatori, specie nella stagione estiva in
-America quando il popolino fa le sue gite di piacere.
-
-Il buon dottore era per natura e per abitudine un uomo socievole;
-lungi dallo sfuggire il commercio coi suoi simili, lo cercava in ogni
-occasione e ne godeva. Sapeva piacere ai giovani e ai vecchi, ai ricchi
-ed ai poveri, e la vita della città gli era familiarissima in tutte
-le sue forme. Nell'arte del viaggiare però, arte che non s'acquista se
-non con la pratica, egli non era punto versato. Doveva ancora imparare
-l'uso di certe molle che, toccate destramente nel momento opportuno da
-mano esperta, raddolciscono il duro cuore degli albergatori, ottengono
-il devoto servizio dei camerieri, infondono negl'impiegati ferroviari
-e negli ufficiali di bordo uno spirito conciliativo, e convertono
-i chiassosi e prepotenti fiaccherai in quieti, obbedienti ed umili
-servitori.
-
-Ai tempi della sua gioventù, il veicolo più conveniente e più
-celere era la diligenza. Il conduttore aveva maniere cortesi, ogni
-viaggiatore veniva considerato come una persona degna di riguardo,
-e il suo bagaglio come una cosa non disprezzabile. Adesso invece la
-gente viaggiava a frotte; un singolo individuo non contava nulla per
-sè stesso, era una semplice unità nel gran totale, e le sue valigie
-tanto preziose per lui diventavano, così almeno pareva al dottor
-Jeremy, un bersaglio di colpi spietati. Davanti a siffatte novità
-gli cascavano le braccia, e non riusciva ad accordarvi i suoi gusti e
-il suo temperamento. L'albergatore moderno gli faceva l'effetto d'un
-direttore d'agenzia di collocamento, che con aria di condiscendenza
-dà un'occhiata ai suoi registri per vedere se può procurare un posto
-all'umile supplicante, e spesso lo rimanda deluso e mortificato;
-i camerieri, cui l'integro e schietto dottore disdegnava dare
-un'untatina, erano un branco di valletti impudenti e neghittosi; gli
-addetti ai treni e ai piroscafi, superbi tiranni, e i fiaccherai uno
-sciame di vespe fameliche, ronzanti, pungenti, lanciato sulle banchine
-dei porti e nelle stazioni delle strade ferrate per tormento delle loro
-vittime.
-
-Così tutti questi importanti membri del consorzio civile venivano
-stigmatizzati e spregiati dall'inesperto viaggiatore il quale al
-principio e alla fine di ciascun tratto dell'itinerario andava
-immancabilmente sulle furie, eccitato dalle sopraffazioni e dalle
-indegnità a cui gli toccava sottostare. Era curioso però vedere come
-presto sbollivano le sue ire, e si trovava a suo agio e contento
-non appena accomodato a bordo o nel treno, od ottenute buone camere
-in un albergo. Allora ritornava subito l'uomo socievole, cordiale,
-obbligante, ch'era in realtà, faceva conoscenza con quanti lo
-attorniavano, parlava e si conteneva come una persona senza pensieri,
-che fa conto d'essere a posto per tutta la vita ed è sodisfattissimo di
-ciò che la sorte gli ha assegnato.
-
-Non parve dunque vero alle signore che l'accompagnavano di trovarsi
-al sicuro sul piroscafo, e se ne congratulavano ancora seco stesse
-e reciprocamente, mentre accatastavano in un angolo del salone gli
-scialli pesanti e altri indumenti da viaggio, quando la sua voce si
-fece di nuovo udire dal fondo del salotto lungo:
-
-— Su, su, moglie, Gertrude, Emilia, spicciatevi! Che state a fare qui
-sotto? Perderete le vedute più belle! —
-
-Entrò, e prese Gertrude a braccetto per condurla via lasciando che
-le altre due li seguissero appena sarebbero pronte: ma ella non volle
-affidare a nessuno la cura di guidar la cieca su per la scaletta, e dal
-canto suo la signora Jeremy impegnò il marito in un'animata discussione
-sull'opportunità di mettersi il cappello di paglia, ch'ella, consorte
-amorosa e previdente, aveva portato in mano, da Boston, e che si
-struggeva pertanto di veder servire al suo uso. Nel tempo ch'essi
-dibattevano la questione, e che Emilia, persuasa da Gertrude, mutava la
-sua mantellina con un leggero mantello, precauzione consigliata dalla
-fresca brezza che spirava sul fiume, il piroscafo aveva già percorso un
-buon tratto di cammino, e quando la comitiva sbucò di sotto coperta e
-girò gli occhi intorno cercando dove sedersi, non c'era più sulla tolda
-nè una panchetta nè una seggiola libera. Il numero dei passeggeri era
-stragrande, e quasi tutti s'erano radunati a poppa. Il dottor Jeremy
-fu costretto ad allontanarsi dalle sue signore per andare in traccia di
-seggiole.
-
-— Non restiamo qui ritte, — disse piano la signora Jeremy alle sue
-compagne — battiamo in ritirata prima ch'egli torni. Ci sono certe
-belle poltrone a dondolo nel salottino delle signore, e non un'anima
-che le occupi.... Nessuno ci aspetta quassù; e io non posso soffrire
-di vedermi fissata da tutta questa gente che gongola in cuor suo d'aver
-trovato da sedere così bene.... E voi, Emilia? —
-
-La buona donna era una di coloro che dimenticavano sempre che Emilia
-non ci vedeva.
-
-Ma Gertrude non lo dimenticava mai; ella cingeva leggermente con un
-braccio la vita dell'amica cieca per impedire che i moti del bastimento
-le facessero perdere l'equilibrio, nè era da maravigliarsi se in
-quell'atto esse attraevano l'attenzione degli astanti: l'una splendente
-di giovinezza e di salute, alta, forte, invero fatta per proteggere
-quella che s'appoggiava così fidentemente a lei; l'altra dolce e
-gentile nella sua debolezza.
-
-— Penso che se troviamo posto all'ombra godremo più fresco qui che
-da basso, — rispose la signorina Graham alla proposta di fuga in
-assenza del dottore. — Voi preferite, credo, i luoghi freschi, signora
-Jeremy....
-
-— Sì, ma ho notato che nel salotto delle signore c'è una deliziosa
-corrente d'aria, e.... —
-
-L'argomentazione della brava signora fu interrotta dal cordiale saluto
-del dottor Gryseworth, che sedeva dando loro le spalle e s'era voltato
-al suono dell'armoniosa voce d'Emilia; quella voce, una volta udita,
-lasciava nella memoria un'impressione indelebile. Stretta ch'ebbe
-la mano a tutte e tre, egli insistette perchè la signora Jeremy
-prendesse la sua seggiola, e nel momento stesso un altro signore, che
-esse non avevano osservato tra la folla dei passeggeri, si rizzò,
-e, inchinandosi, offerse urbanamente la propria per Emilia, poi
-s'allontanò a rapidi passi. Era lo sconosciuto che aveva destato la
-loro curiosità durante la colazione, all'albergo. Gertrude lo riconobbe
-al suo sguardo acuto e penetrante, prima ancora che alla strana
-precoce canizie, e mentre lo ringraziava e faceva sedere la cieca
-sentì un lieve rossore invaderle il volto, sotto gli occhi ardenti
-che la fissavano. Ma il dottor Gryseworth distolse immediatamente i
-pensieri della giovanetta dall'incognito che s'affrettava a ritirarsi,
-presentandole le sue figliuole.
-
-Le signorine Gryseworth erano ragazze intelligenti; la maggiore, da
-poco tornata dall'Europa dove aveva fatto un lungo viaggio col padre,
-veniva tenuta in concetto di persona superiore ed elegante; ambedue
-piacquero moltissimo a Gertrude per la graziosa cordialità con cui
-fecero la sua conoscenza, e soprattutto per le delicate attenzioni,
-piene di simpatia, che prodigarono ad Emilia.
-
-Intanto il dottor Jeremy ritornò con l'unica seggiola che gli fosse
-riuscito di procacciarsi, e poichè il dottor Gryseworth s'era ingegnato
-destramente di accomodare Gertrude e sè, egli approfittò della sua
-conquista per proprio uso, e si riabbandonò subito a quella gaia
-spensieratezza che conveniva mirabilmente al suo carattere amabile e
-geniale.
-
-Già assai prima che il piroscafo toccasse West Point dove i Jeremy
-dovevano sbarcare, era evidente che le tre giovani signorine se
-l'intendevano a maraviglia, e che un po' di tempo avrebbe agevolmente
-trasformato la loro conoscenza in amicizia.
-
-Gertrude non era di quelle fanciulle che considerano qualunque
-loro coetanea come fornita d'un titolo naturale alla loro intimità.
-Ella aveva le sue preferenze, e sebbene garbata ed obbligante con
-tutti, di rado propendeva ad ammettere nuovi membri nella sacra
-cerchia dei suoi amici. Era pronta però a riconoscere uno spirito
-fraterno; e incontratolo, la sua anima fervida d'entusiasmo, il suo
-cuore affettuoso, l'avvincevano ad esso con vincoli non meno forti e
-tenaci di quelli del sangue. Quando ella amava una persona, l'amava
-costantemente, l'amava bene, perseverava con fedeltà nei suoi sforzi
-per servirla, per procurare la sua felicità che le era cara quanto la
-propria.
-
-Forse Elena Gryseworth indovinava questa nobile qualità del suo
-carattere, ed apprezzava il valore di un'amicizia così salda e
-profonda, perchè sembrava desiderosa di guadagnarsela; e suo padre,
-al quale il dottor Jeremy aveva raccontato la storia di Gertrude,
-sorrideva nel vedere la premura che la signorina allevata in mezzo
-al lusso e piuttosto aristocratica si dava per piacere a una ragazza
-la cui condizione sociale non aveva nulla che potesse farle ambire
-d'acquistarne le grazie, e che si raccomandava soltanto col suo
-aspetto, la sua intellettualità, le sue maniere.
-
-Da circa un'ora conversavano insieme piacevolmente, e godevano d'una
-successione di vedute che sono tra le più incantevoli del mondo, quando
-Netta Gryseworth toccò un braccio della sorella, e disse sottovoce,
-guardando verso l'altro capo del bastimento:
-
-— Elena, invita il signor Phillips a ritornare qui con noi, e
-presentalo alla signorina Flint. Vedi come è triste e solo, pover
-uomo.... —
-
-Gertrude seguì la direzione de' suoi occhi, e vide lo sconosciuto di
-poc'anzi, il quale passeggiava in su e in giù, a qualche distanza da
-loro, con aria malinconica e distratta.
-
-— È un'ora buona che se ne sta lì in disparte, — proseguì Netta. — Ha
-le lune, temo....
-
-— Spero che non l'abbiamo fatto fuggire noialtre il vostro amico, —
-disse Gertrude.
-
-— Oh, no! — fece Elena. — Benchè la nostra conoscenza col signor
-Phillips sia molto recente, abbiamo avuto campo d'osservare che è un
-uomo di carattere indipendente, e, a volte, così fantastico che io
-non stupisco mai del suo modo di fare, nè mi sento mortificata quando
-d'improvviso ci pianta.... Vi sono persone, sapete, per le quali è
-sempre scusa sufficiente il dire: «Sono così.» Eppure vorrei che ci
-concedesse di nuovo la sua compagnia: sarei lieta di presentarvelo,
-signorina.
-
-— Ma non le piacerebbe, — osservò la sorella.
-
-Elena esclamò:
-
-— Andiamo, Netta, non istà bene indisporre la signorina Flint contro
-il mio amico. Non le badate! — soggiunse rivolgendosi a Gertrude. —
-A me che lo conosco da maggior tempo di lei, non dispiace affatto.
-La mia franca sorellina non ha simpatia per la gente bizzarra, e devo
-confessare che il signor Phillips è alquanto eccentrico; ma appunto per
-questo m'attira, e mi pare che voi e lui dobbiate avere comuni molte
-idee, molti sentimenti.
-
-— Come puoi pensarlo, Elena? — protestò Netta. — Io dico invece che
-differiscono totalmente l'uno dall'altra.
-
-— Signorina Flint, dovete prendere queste sue parole nel senso
-d'un complimento, — disse Elena bonariamente — ma dette da me non
-l'avrebbero.
-
-— Tuttavia, — notò Gertrude rivolgendosi a Netta — avete espresso voi
-il desiderio di farmi fare conoscenza col vostro curioso originale.
-Sospetto che abbiate voluto confermare il principio che dobbiamo
-sostenere coi nostri amici il peso delle loro disgrazie. —
-
-La fanciulla rise.
-
-— No, non precisamente: sono stata mossa piuttosto da compassione _per
-lui_; non posso reprimere un senso di pietà verso quell'uomo quando
-vedo la sua aria di nostalgia, e pensavo che il conversare con voi lo
-avrebbe rasserenato.
-
-— Ah, Netta, Netta! — esclamò la sorella maggiore. — Ha dunque finito
-col destarti simpatia. Non mi maraviglierei se tra qualche giorno tu
-l'ammirassi più di me.... Se è così, guardati, trasparente creatura,
-dal tradire la tua inconsistenza! — E proseguì parlando a Gertrude:
-— Essa vide ieri il signor Phillips per la prima volta, e non le fece
-una impressione troppo favorevole. Il babbo ed io fummo suoi compagni
-di viaggio sul piroscafo col quale veniva da Liverpool, settimane
-sono. Durante il principio della traversata sofferse una forte
-indisposizione, e appunto in qualità di medico il babbo ebbe occasione
-di conoscerlo. La sua presenza a bordo stamani m'ha stupita, perchè
-ieri non ci disse nulla in proposito. —
-
-Balenò a Gertrude il sospetto che l'amabile signorina ne fosse
-ella medesima la causa, ma la sua naturale delicatezza, e la poca
-confidenza che c'era ancora tra loro, le vietavano di manifestarlo. La
-conversazione volse su altri soggetti, e il signor Phillips non venne
-più menzionato. Ma ella, nel momento dell'arrivo a West Point, osservò
-che il dottor Gryseworth e il dottor Jeremy s'erano accostati a lui, e
-che i tre discorrevano insieme animatamente.
-
-La giovanetta s'accomiatò dalle sue nuove amiche, le quali augurarono
-con molto calore di ritrovarla presto a Saratoga. Prima che la
-tumultuosa confusione dello sbarco fosse cessata e ch'ella avesse
-potuto rifugiarsi con Emilia in un posto sicuro sullo stretto
-molo, il piroscafo era già lontano e le signorine Gryseworth non si
-distinguevano più in mezzo ai passeggeri affollati a poppa.
-
-La fermata a West Point fu d'una notte soltanto. La temperatura
-seguitava ad essere caldissima, e il dottore, vedendo che Emilia
-languiva in quell'atmosfera opprimente, desiderava toccar la cima della
-montagna di Catskill prima della prossima domenica.
-
-Grazie alla chiarità del sereno plenilunio Gertrude potè in quell'unica
-sera farsi un'idea delle bellezze del luogo. Ella non aveva agio di
-notare i particolari; ma l'insieme che le appariva come in una dolce
-visione di sogno nell'incanto della notte estiva, destava nell'animo
-suo, vergine e ardente, un senso vago di maraviglia e di piacere; e
-la scena che s'offriva al suo sguardo era così divinamente armoniosa e
-circonfusa di tanta soavità e tanta pace, che le pareva di contemplare
-un miraggio del paradiso anzichè un paese terrestre.
-
-— Emilia, tesoro mio, — ella diceva mentre stavano insieme sotto un
-pergolato donde si dominava una magnifica veduta del fiume e delle sue
-rive — è qualche cosa di simile a voi! Dovreste vivere qui ed essere la
-sacerdotessa d'un tempio sì bello! —
-
-Con la mano nella mano dell'amica cieca ella versava nell'attento
-orecchio di lei la piena dei santi e sublimi sentimenti suscitati dal
-luogo e dall'ora; dire i suoi pensieri ad Emilia era come parlare al
-suo proprio cuore, e la risposta era non meno sicura e certa.
-
-Così trascorse la serata. Di primo mattino la comitiva di nuovo
-navigava sul Hudson. Ammaestrati dall'esperienza del giorno innanzi,
-s'affrettarono ad accaparrarsi buoni posti sulla tolda, sempre
-affollata; ma appena le rive di West Point erano scomparse, il vigile
-occhio di Gertrude scòrse nell'aspetto d'Emilia i noti segni di
-spossatezza e languore. Tosto, sacrificando senz'esitazione l'intenso
-piacere ch'ella provava nel mirare i deliziosi paesaggi tra cui passa
-il piroscafo in quel tratto del fiume, ella propose di scendere sotto
-coperta dove la signorina Graham sarebbe potuta stare più quieta e più
-comoda.
-
-Questa ricusò: le rincresceva troppo privare la fanciulla del raro
-diletto ch'ella gustava.
-
-— La bellezza del panorama non esiste più per me, cara Emilia; io non
-vedo che il vostro viso stanco. Ve ne prego, scendiamo e coricatevi,
-non foss'altro che per compiacermi; non avete dormito quasi punto la
-notte scorsa.
-
-— Parlate di scendere? — domandò la signora Jeremy. — Io davvero non mi
-fo pregare. Nel salotto delle signore si sta meglio che quassù, e le
-belle vedute possiamo goderle abbastanza dalle finestre, non vi pare,
-Emilia?
-
-— Proprio, lo preferite? — disse la cieca.
-
-— Oh, sì! — esclamò ella con un'enfasi che non lasciava dubbi sulla sua
-sincerità.
-
-— Allora, Gertrude, — riprese la signorina Graham — se mi prometti di
-rimanere qui, tranquilla, io scenderò con la signora Jeremy. —
-
-Gertrude aderì alla proposta, ma volle accompagnarle da basso a fine di
-trovare una cuccetta libera per accomodarvi la sua amica ed assicurarsi
-che ella fosse in condizioni di riposare veramente.
-
-Il dottore era andato a informarsi circa il pranzo, ed esse fecero
-senza indugio come avevano stabilito. Emilia si sentiva infatti così
-debole, che il chiasso e la confusione di sopra coperta le davano gran
-molestia. Fattala coricare nel salotto quasi deserto e silenzioso,
-Gertrude s'indugiò accanto a lei, lisciandole e rimovendole dalla
-fronte i capelli, osservando la sua faccia sbiancata, finchè s'udì
-accusare di violazione dei patti, e venne cacciata dall'ottima e vivace
-signora Jeremy.
-
-— Sono buona anch'io di badare alla nostra Emilia, sai! Tu ritorna
-a prendere il tuo posto a poppa, se non vuoi perderlo; e, mi
-raccomando, Gertrudina, non permettere al dottore di venire da
-noi; vorrebbe forzarci a tornare di sopra, e non è questa la nostra
-intenzione. —
-
-Così dicendo sciolse i nastri del suo cappello, poggiò i piedi su una
-seggiola messa di contro alla sua poltrona, e intimò alla fanciulla
-d'andarsene battendo le mani per metterla in fuga.
-
-Gertrude scappò ridendo e un sorriso le brillava ancora sulle labbra e
-negli occhi mentre saliva la scaletta, col suo passo rapido e leggero.
-Un uomo, d'alta statura, si trasse in disparte per lasciarla passare.
-Era il signor Phillips. Egli s'inchinò. Ella gli rese il saluto e
-si diresse verso il posto da lei occupato prima, maravigliandosi
-tra sè del caso che li faceva un'altra volta compagni di viaggio.
-Egli non poteva essere stato già a bordo quando ella era scesa nel
-salotto con Emilia: ne era sicura, perchè altrimenti l'avrebbe veduto
-e riconosciuto tra mille. Senza dubbio doveva essersi imbarcato a
-Newburgh dove il piroscafo aveva fatto una breve fermata intanto che
-ella si tratteneva da basso.
-
-Volgendo in mente queste riflessioni, riprese la sua seggiola,
-collocata sul davanti della poppa, sicchè dava le spalle alla maggior
-parte dei passeggeri, e contemplò il fiume. Da cinque minuti i suoi
-pensieri erano così divisi tra la scena pittoresca e l'attraente figura
-del singolare gentiluomo, allorchè un'ombra le passò dinanzi. Ella
-alzò gli occhi preparata a vedere il dottor Jeremy e a rivolgergli la
-parola, nè potè celare la sua confusione incontrando invece quello
-sguardo ardente, quasi magnetico, che aveva il potere di turbarla e
-d'affascinarla. Distolse il suo in modo piuttosto brusco; ma il signor
-Phillips le disse gentilmente:
-
-— Buon giorno, signorina. Vedo che il vostro itinerario e il mio ci
-conducono nella medesima direzione. Volete farmi l'onore di servirvi
-della mia guida? —
-
-Così parlando le offerse un libretto contenente una carta topografica
-dell'Hudson e delle sue rive. Gertrude lo prese e ringraziò. Mentre
-ella spiegava la carta, egli s'allontanò di alcuni passi da lei, si
-chinò sul parapetto con un'aria, in apparenza, molto distratta, e
-durante alcuni minuti stette in silenzio; poi a un tratto si voltò
-domandandole:
-
-— Vi piace molto questo panorama?
-
-— Oh moltissimo! — ella rispose.
-
-— Non avete mai visto nulla di così incantevole in vita vostra. —
-
-Pareva che non l'interrogasse, ma affermasse una cosa saputa.
-
-— Per voi invece è uno spettacolo familiare, — disse la giovanetta.
-
-— Che v'induce a crederlo? — fece egli sorridendo.
-
-Di nuovo il suo sguardo la turbò e più ancora il suo sorriso che lo
-trasfigurava, lo faceva sembrare tanto bello e tanto malinconico. Ella
-arrossì, e non trovò una risposta. Il signor Phillips le risparmiò la
-pena di cercarla seguitando:
-
-— La domanda è indiscreta, non è vero? Voi pensate che la vostra
-supposizione è fondata quanto la mia.... V'ingannate però. Io non sono
-mai stato in questi luoghi. Ma ad un vecchio viaggiatore non brilla
-l'entusiasmo negli occhi.... — S'interruppe, fissandola, poi soggiunse:
-— .... come a voi. —
-
-Quasi s'accorgesse per la prima volta dell'impaccio in cui la metteva
-scrutando così le sue sembianze, guardò da un'altra parte, e il suo
-bel viso si oscurò, prese un'espressione amara e insieme patetica, la
-quale svanì tosto, ma bastò a dissipare il turbamento cagionato alla
-fanciulla da quell'audace modo di presentarsi da sè e fare curiose
-osservazioni; ed ella dimenticò tutto, fuorchè la strana simpatia che
-destava in lei l'uomo singolare.
-
-Egli, approfittando d'una seggiola rimasta libera, sedette accanto a
-Gertrude, le fece notare una splendida villa sulla riva destra, parlò
-del suo antico proprietario ch'egli aveva conosciuto all'estero, e
-raccontò parecchi dilettevoli aneddoti concernenti un venturoso viaggio
-intrapreso con lui: questo discorso condusse ad altri, principalmente
-sul soggetto di peregrinazioni in paesi remoti, quasi sconosciuti
-ancora anche in questo secolo esploratore; e così ricca e varia era la
-conversazione del signor Phillips, così pittoresche le sue descrizioni,
-così fervida ed esuberante la sua immaginativa, e potente la sua
-padronanza della parola nel dar forma e colore ai suoi pensieri, che la
-giovanetta ascoltava rapita, ammirando e godendo.
-
-L'alta intellettualità di Gertrude armonizzava appieno con l'ardore e
-la poesia d'una mente sensibile al pari della sua al grande, al bello,
-al maraviglioso nella natura e nell'arte; e conquistate in tal guisa la
-sua fantasia e la sua attenzione, il suo interlocutore, che l'osservava
-senza parere, ebbe presto la sodisfazione d'accertarsi ch'era riuscito
-a vincere il senso di diffidenza e d'impaccio da lei provato sulle
-prime, poichè mentre ella stava ad udirlo e perfino quando i loro occhi
-talvolta s'incontravano, nessun segno di timore o di sospetto appariva
-più in quel viso animato, raggiante.
-
-Egli non abusò tuttavia del suo confidente abbandono, e continuando ad
-intrattenerla sui soggetti che naturalmente s'offrivano, ebbe cura di
-non turbarle l'animo con quell'acuto sguardo scrutatore che tanto la
-sconcertava. Sicchè il dottor Jeremy, venuto in cerca di lei, li trovò
-conversando insieme con tanta amenità e libertà, che sgranò due occhi
-attoniti e scotendo le spalle diede in un'esclamazione:
-
-— Ah, bene, me ne congratulo! —
-
-Gertrude, la quale non l'aveva veduto avvicinarsi, riconobbe il suono
-della sua voce, e voltandosi a guardarlo arrossì lievemente, conscia
-della maraviglia che doveva fargli il sorprenderla in familiare
-colloquio con un estraneo; ma notando che il signor Phillips non era
-punto sgomentato dalla sua brusca apostrofe, e anzi la riceveva con un
-sorriso, si sentì anch'ella piuttosto esilarata che confusa: giacchè,
-strana cosa, il suo primo sentimento di ritrosia era svanito, ed ella
-aveva oramai la più intera fiducia nel compagno di viaggio. Questi si
-rizzò, strinse la mano al dottore, cui era stato presentato il giorno
-innanzi, e disse con perfetta calma:
-
-— Volete, signore, in cortesia presentarmi alla signorina? Abbiamo
-un po' conversato insieme, ma non sappiamo con che nome rivolgerci la
-parola. —
-
-Il dottor Jeremy compì la formalità richiesta. Il signor Phillips,
-inchinandosi, guardò Gertrude con una tale espressione di paterna
-benevolenza, ch'ella non esitò a porre la sua mano in quella offertale.
-Egli la trattenne un momento, dicendo:
-
-— Non abbiate paura di me quando mi vedete. —
-
-S'allontanò e continuò a camminare in su e in giù, a passi lenti,
-finchè i viaggiatori diretti a Catskill furono chiamati per il pranzo;
-scese allora nella sala anch'egli.
-
-Il dottore motteggiò alquanto Gertrude sul suo canuto ammiratore,
-affermando che era ancor giovane e bello, e soggiungendo che quanto ai
-capelli avrebbe potuto farglieli tingere nel colore ch'ella preferiva:
-ma non riesci a pungerla, perchè la simpatia che sentiva per lui e che
-non negava, era affatto indipendente dalla sua apparenza personale.
-
-Ma il trambusto del pranzo e dello sbarco bandirono dal capo del buon
-Jeremy ogni altro pensiero fuor di quello della salvezza propria, delle
-sue signore, e delle loro valigie: causa d'ansietà, del resto, anche
-per qualche viaggiatore più esperto di lui, perchè il tempo concesso
-ai passeggeri per scendere a terra era così breve, e tali eran la
-confusione e la furia con cui venivano cacciati da bordo scaraventando
-dietro a loro i bagagli, che quando la macchina ansante e sbuffante
-rimise in moto il piroscafo, la piccola folla raccolta sulla banchina
-sembrava piuttosto un branco di pecore spaurite, che creature umane in
-possesso d'una libera volontà.
-
-Emilia, il cui sistema nervoso era un poco irritato, s'aggrappava,
-tremante, a Gertrude, e Gertrude si trovava, senza saper come,
-appoggiata al braccio del signor Phillips, alle cui tacite premure
-tutte e due dovevano l'essere sbarcate felicemente. La signora Jeremy
-intanto contava le valigie, e suo marito, con un piede sopra una
-di queste e una sacca in mano, tempestava ad alta voce contro il
-piroscafo, il suo equipaggio, e l'intera frettolosa e precipitosa
-nazione degli _yankee_.
-
-Due diligenze aspettavano sulla banchina di Catskill i passeggeri per
-la montagna, e prima che il dottor Jeremy avesse voltato le spalle
-al fiume, Emilia e Gertrude erano bell'e accomodate in una di esse
-per cura del signor Phillips, il quale senza fare domande, e nemmeno
-parlare, s'era assunto quest'incarico, e poi ne aveva informato il
-loro compagno affinchè sapesse dove trovarle. I Jeremy le raggiunsero
-tosto; gli altri posti della vettura furono occupati da una comitiva di
-persone che non conoscevano. E incominciò il viaggio.
-
-
-
-
-XXXVI.
-
- Credi, o mortale, in Dio come tu credi
- Nel sole.... e vedi!
- Entro l'anima tua risplende ancora
- La giovinezza d'una nova aurora.
- Dormi come la terra, o cuor turbato,
- E dissipato
- Il nembo che s'aggrava minaccioso
- Su te, sarà nel placido riposo.
-
- NEW TIMON.
-
-
-Prima che la diligenza avesse attraversato il polveroso villaggio e
-guadagnato la strada maestra conducente all'Albergo della Montagna,
-la grandissima differenza di temperatura tra l'aria infocata delle
-campagne interne e la fresca brezza che spirava sul fiume, si fece
-penosamente sentire ai passeggeri. Durante le prime miglia l'attenzione
-di Gertrude fu occupata nel difendere Emilia e sè medesima dai cocenti
-raggi del sole, i quali le ferivano in piena faccia; provarono un vero
-sollievo quando giunsero alfine sulla bella strada, erta ma ben tenuta
-e deliziosamente ombreggiata che saliva la pendice.
-
-La limpidità dell'atmosfera permetteva di godere in tutta la sua
-estensione la veduta di più in più vasta, e magnifica tanto che
-Gertrude incantata, rapita, sopportava a stento il freno imposto dal
-decoro al suo entusiasmo. E però quando la salita divenne faticosa e i
-signori furono pregati di scendere per diminuire il peso che i cavalli
-già stanchi dovevano trascinare, ella accettò con gioia la proposta di
-fare un paio di miglia a piedi, in compagnia del dottor Jeremy.
-
-La giovanetta era una strenua camminatrice, e il vecchio medico
-sempre arzillo e bene in gamba, sicchè non tardarono a precedere la
-vettura d'un buon tratto. Ad una brusca svoltata della strada la scena
-maravigliosa che si schiuse sotto i loro occhi li fece sostare. Mentre
-rimanevano assorti in silenziosa ammirazione, godendo la bellezza e la
-quiete del luogo, una voce molto vicina li scosse d'improvviso.
-
-— Incantevole paesaggio, non è vero? —
-
-Guardarono intorno e videro il signor Phillips che sedeva sopra
-una roccia rivestita di musco alla quale Gertrude in quel momento
-s'appoggiava. Il suo atteggiamento era naturale e disinvolto; un
-cappello di paglia a larga tesa giaceva a terra, presso a lui, e
-la sua capigliatura cosparsa di neve ma ancora foltissima e ondosa,
-rigettata indietro, lasciava scoperta la sua fronte alta ed ampia. Si
-sarebbe detto, vedendolo là con quell'aria di fanciullo in ozio, il
-capo reclinato sulla mano, ch'egli ci fosse da ore e ci si sentisse a
-casa propria. Ma prontamente si rizzò e mosse verso i suoi compagni di
-viaggio.
-
-— Siete smontato prima di noi, — disse il dottore.
-
-— Sì, già al villaggio; è mio costume camminare di preferenza, quando
-la vettura non fa guadagnar tempo. —
-
-Parlando, egli pose nella destra della giovane, senza guardarla nè
-quasi parer conscio di ciò che faceva, un bel mazzo di ramicelli
-d'alloro in fiore, còlti probabilmente durante la sua passeggiata.
-Ella avrebbe voluto ringraziarlo, ma non ne ebbe l'opportunità, perchè
-egli con un fare distratto si mise a discorrere col dottor Jeremy come
-s'ella non fosse presente.
-
-Proseguirono il cammino insieme. I due uomini conversavano con grande
-animazione, e Gertrude, ben contenta della parte d'uditrice, osservò
-ch'ella non era l'unica persona a cui il signor Phillips avesse il dono
-di piacere. Il medico toccò vari soggetti, e su tutti l'interlocutore
-era versato. La fanciulla sorrideva notando che il suo vecchio amico
-si stropicciava spesso le mani: suo modo d'esprimere una sodisfazione
-straordinaria, da lei ben conosciuto.
-
-Ora ella pensava che il loro nuovo conoscente fosse un professore di
-botanica, tanto si mostrava dotto in questo ramo della scienza; ora
-propendeva a credere che si fosse del pari dedicato alla geologia, così
-familiare della madre terra egli appariva; e queste due impressioni si
-cancellarono quando lo udì, volta a volta, parlare dell'oceano come un
-marinaro, d'affari come un negoziante, di Parigi come un uomo del bel
-mondo.
-
-Gli camminava a fianco silenziosa ma non dimenticata nè trascurata:
-perchè giunti a una salita molto ripida e malagevole, egli le porse
-il braccio e manifestò la sua tema che si stancasse troppo. Ella gli
-assicurò che non c'era pericolo; e il dottor Jeremy aggiunse che la
-Gertrudina sarebbe stata capace di lasciarseli addietro tutti e due.
-Tranquillato su questo punto, il signor Phillips riprese il filo
-interrotto della loro conversazione, a cui Gertrude ben tosto partecipò
-quasi inavvertitamente.
-
-Egli era un uomo che sapeva incutere rispetto e anche timore, quando
-voleva; ma non gli riusciva meno facile di rincorare gl'intimiditi,
-d'infondere negli animi fiducia e simpatia, di forzare i caratteri a
-spiegarsi dinanzi a lui. Gertrude già non lo considerava più come un
-estraneo: egli era ancora per lei un mistero, ma un mistero attraente.
-Ella si struggeva di conoscere qualche cosa di più sul conto suo,
-d'apprendere la storia d'una vita, che come s'indovinava da alcuni
-singoli casi ch'egli ne aveva narrati doveva esser piena di strane
-vicissitudini; soprattutto il suo cuore tanto inclinato verso di lui
-desiderava penetrare la causa della profonda malinconia che gettava
-un'ombra sulla sua nobile figura, e rendeva triste perfino il suo
-sorriso.
-
-Il dottor Jeremy, alquanto incuriosito egli pure, tentò certe domande
-suggestive nella speranza d'indurre il suo nuovo amico a dar qualche
-cenno sulla propria biografia: ma invano. Le labbra del signor Phillips
-rimasero suggellate, o non s'apersero che per deludere la curiosità
-dell'interrogatore.
-
-Alfine il buon vecchio fu costretto a cedere ad una stanchezza che non
-poteva più dissimulare nè a se stesso nè a' suoi compagni, per quanto
-gli spiacesse confessarla: e tutti e tre sedettero sul margine della
-strada, ad aspettare l'arrivo delle diligenze.
-
-Dopo un breve silenzio il dottore osservò, guardando la fanciulla:
-
-— Non avremo nessuna chiesa, qui, domani, Gertrudina.
-
-— Nessuna chiesa? — esclamò ella volgendo intorno lo sguardo reverente.
-— Come potete dirlo? —
-
-Il signor Phillips la mirò sorridendo in atto benevolo e scrutatore.
-
-— Qui non v'è domenica, — egli fece — non sale a quest'altezza. —
-
-Il tono era singolare, le parole erano leggiere: troppo leggiere, pensò
-Gertrude.
-
-Ella rispose con una certa serietà e con molta dolcezza:
-
-— Spesso mi rallegro che la domenica sia stata mandata a noi _quaggiù_
-su questa _bassa_ terra: più si sale, e più ci si appressa, io mi
-confido, alla Domenica eterna. —
-
-Il signor Phillips si morse le labbra e non replicò. La sua bocca aveva
-preso un'espressione che a Gertrude veramente non piaceva; ma ella non
-trovava in fondo al cuore un rimprovero per l'ironia che appariva nelle
-sue maniere piuttosto che nel suo viso sul quale, mentre egli rimaneva
-un momento distratto, con lo sguardo fisso nel vuoto, si dipinse un
-così cupo dolore, che ella non potè sentire se non pietà e maraviglia.
-
-Le due vetture arrivavano. Quando egli aiutò Gertrude a riprender posto
-in quella dov'era attesa, sorrideva di nuovo con la sua aria serena e
-benigna, e la fanciulla restò persuasa che gli rendeva semplicemente
-giustizia pensando che nulla poteva nascondersi dietro a quell'aperta e
-franca fisonomia, di men che onorevole per l'uomo.
-
-Un'ora dopo i viaggiatori scendevano all'Albergo della Montagna. Con
-grande loro sodisfazione il dottor Jeremy e le sue signore furono
-subito accomodati in due delle camere migliori. Gertrude, stando
-alla finestra di quella assegnata a lei e ad Emilia, udì parecchi dei
-compagni di viaggio lamentarsi forte di non aver potuto ottenere un
-alloggio conveniente, e stupì che al dottore, contro il solito, fosse
-toccata la fortuna d'essere trattato con sì favorevole parzialità.
-
-Emilia, stanchissima del faticoso tragitto, si fece servire la cena
-in camera; la giovanetta stette con lei, e tutt'e due si coricarono di
-buon'ora.
-
-L'ultima cosa che Gertrude intese prima d'addormentarsi, fu la voce del
-dottor Jeremy il quale gridò passando davanti al loro uscio:
-
-— Badate, Gertrudina, di alzarvi a tempo per vedere la levata del
-sole. —
-
-Ma ella non s'alzò a tempo, e il dottore nemmeno: nè l'uno nè l'altra
-avevano creduto che il sole fosse tanto mattiniero. Sebbene Gertrude,
-memore dell'esortazione, balzasse dal letto prima d'avere aperto gli
-occhi, un torrente di luce irrompeva già dalla finestra: però la scena
-che le si presentò allora era tale da dissipare ogni rimpianto; nulla,
-ella pensava, avrebbe potuto vincerla in bellezza e solennità.
-
-Dal ripiano roccioso su cui la casa era edificata, fino all'estremo
-orizzonte si estendeva un mare di nuvole candidissime, che coprivano
-la terra sottostante nascondendola affatto alla vista. Erano
-immensi cumuli nivei, luminosi, occupanti tutto lo spazio visibile
-senza lasciar tra loro pur un minimo crepaccio, come una spessa e
-ininterrotta cortina tesa a dividere la terra dal cielo.
-
-E mentre, in basso, il mondo era escluso dalla chiara luce mattutina,
-la vetta del monte gioiva nella gloria d'una maravigliosa aurora, di
-cui le stesse nubi che oscuravano con la loro ombra le dimore degli
-uomini accrescevano la bellezza. La navicella d'una fata avrebbe
-galleggiato su quelle onde vaporose splendenti al sole come neve
-recente, che offrivano col contrasto tra il proprio immacolato candore
-e il purissimo azzurro delle regioni aeree superiori uno spettacolo
-grandiosamente pittoresco. Il denso fogliame delle querce, degli
-abeti, dei larici, che avevano posto radice in quell'alta zona montana,
-luccicava tutto fresco e rugiadoso, e gli uccelli che vi albergavano,
-sicuri e lieti, facevano risonare le varie note dei loro canti.
-
-Gertrude, dopo aver guardato a lungo, lasciò la finestra, si vestì in
-fretta, e uscì sul ripiano, davanti alla casa che pareva ancora immersa
-nel silenzio del sonno. Ella rimase qualche tempo immobile, col respiro
-quasi mozzo, compresa di reverenza e d'ammirazione.
-
-Alfine un rumore di passi la scosse. Si voltò e vide i Jeremy che
-venivano a lei. Il dottore pieno di vita, come sempre, si tirava dietro
-la sua sposa riluttante e assonnata, il cui aspetto diceva quanto a
-malincuore ella avesse tralasciato il suo ultimo pisolo del mattino.
-
-— Bello, eh, Gertrudina? — fece egli stropicciandosi le mani. — Una
-magnificenza che sorpassa ogni mia aspettazione. —
-
-Ella volse verso di lui i suoi occhi raggianti, senza proferir parola.
-Pago di quella muta ma eloquente risposta, il dottor Jeremy s'avanzò
-fin sull'orlo della roccia piana, su cui stavano, incrociò le mani
-sotto le falde dell'abito, e s'abbandonò a un monologo fatto di
-frasi esclamative e d'interiezioni, esprimenti la sua contentezza,
-corroborate da rapidi e regolari inchini del capo.
-
-— Non c'è che dire, è una cosa singolare, — mormorò la signora Jeremy
-soffregandosi gli occhi e girandoli attorno — ma di qui a un'ora o due
-sarebbe stata la medesima. Non so proprio perchè il dottore m'abbia
-forzata a levarmi così presto. —
-
-In quella lo sguardo le cadde su suo marito, e tutta sgomenta sì
-slanciò avanti gridando:
-
-— Per carità, dottor Jerry, non v'arrischiate così sull'orlo d'un
-precipizio! Siete pazzo, benedett'uomo? Mi fate morire dallo spavento!
-Cadrete di sotto e vi romperete il collo, come è vero che siamo al
-mondo! —
-
-Trovandolo sordo alle sue supplicazioni, lo afferrò per un lembo
-dell'abito e tentò di trarlo indietro; placidamente egli si volse
-domandando:
-
-— Ebbene, che c'è? —
-
-Vista l'ansietà della povera donna egli retrocedette prudentemente
-d'alcuni passi; ma un momento dopo era di nuovo nella stessa condizione
-precaria. La scena si ripetè cinque o sei volte, finchè stanca di
-spasimare tra angosce che si ridestavano non appena sopite, ella
-implorò l'aiuto di Gertrude per istrappare al pericolo il temerario che
-a sentir lei si sarebbe senza fallo accoppato.
-
-— Vogliamo esplorare un po' quel sentiero a destra della casa? —
-suggerì la fanciulla. — Pare delizioso....
-
-— Oh, sì! — rincalzò la signora Jeremy. — Un deliziosissimo sentiero
-ombreggiato! Venite, dottore; Gertrude ed io si va su, di qua....
-venite! —
-
-Egli guardò nella direzione da lei indicata.
-
-— Ah! — disse. — È quello di cui parlava il direttore dell'albergo.
-Conduce alla pineta. Bene, arrampichiamoci lassù, e vediamo che c'è di
-bello. —
-
-Gertrude fece l'avanguardia; i due coniugi la seguirono. Camminavano
-in fila, uno ad uno, essendo la via angustissima. La ripidità della
-salita era tale che prima d'averne fatta mezza la signora Jeremy,
-trafelata per il caldo e la fatica, si fermò di botto, dichiarandosi
-incapace d'arrivare in cima: se avesse saputo di dover inerpicarsi
-su per quell'erta orribile non ci sarebbe venuta davvero! Tuttavia,
-incoraggiata e assistita da' suoi compagni, si lasciò indurre a
-provare un altro po'; ma di lì a qualche minuto Gertrude, ch'era
-avanti d'alcuni passi, l'udì gettare un fievole grido. Ella si voltò
-a guardare che accadesse: il dottore rideva dai precordi, mentre
-sua moglie, la quale sembrava l'effigie della costernazione, faceva
-inutili sforzi per passare di fianco a lui nello stretto sentiero, e
-ridiscendere la china.
-
-— Gertrude, — ella chiamò — vieni, vieni! Seguimi!
-
-— Che cos'è stato? — domandò la giovanetta.
-
-— Ah, che cosa? Quest'altura è popolata di serpenti a sonagli, e
-rischiamo di esser tutti morsi a morte!
-
-— Ma no, ma no, Gertrudina, — disse il dottore, ridendo sempre. — Le ho
-detto soltanto che ce n'è stato ucciso qui uno quest'estate, e subito
-ha còlto l'occasione d'una scusa per tornare indietro.
-
-— Dite quel che volete, — replicò la buona donna che quasi rideva anche
-lei a dispetto delle sue paure — se ce n'era uno, ce ne possono essere
-degli altri, e io non voglio trattenermi un momento di più! Il luogo
-mi piaceva poco già prima, e ora intendo ritornamene giù più presto che
-non sono salita. —
-
-Il dottore vedendola così determinata si risolse ad accompagnarla.
-Nell'andare, gridò a Gertrude di star tranquilla perchè non c'era
-ombra di pericolo e la pregò d'aspettarlo sulla vetta dove l'avrebbe
-raggiunta non appena condotta a salvamento la moglie nell'albergo.
-
-Ella proseguì sola, non senza guardarsi attorno con un po'
-d'apprensione; ma il sentiero era così ben tenuto, che certo doveva
-essere frequentatissimo e secondo ogni probabilità sicuro, sicchè
-bentosto non pensò più che alla bellezza del paesaggio. Guadagnata
-vigorosamente la cima si trovò in un ripiano boscoso donde il suo
-sguardo spaziava di nuovo sul vasto mare di nubi.
-
-Sedette a piè d'un gran pino, si tolse il cappello, perchè era
-accaldata dallo sforzo durato, e aspirando la fresca aria montanina
-riprese il corso d'una meditazione che i Jeremy avevano interrotta.
-
-Ma d'improvviso un lieve sussurro la fece trasalire; si rammentò dei
-serpenti a sonagli, e scattò in piedi; ma udendo un suono sommesso, che
-le parve il respiro d'un dormente, guardò dalla parte donde veniva, e
-infatti vide un uomo che giaceva a terra e sembrava immerso nel sonno.
-Ella gli si avvicinò, cautamente. Prima che potesse scorgere la sua
-faccia, il cappello di paglia a larga tesa, e la lunga capigliatura
-ondulata, quasi bianca, glielo fecero riconoscere. Il signor Phillips
-dormiva, o pareva: la testa posava sul braccio ripiegato, gli occhi
-erano chiusi, l'atteggiamento denotava riposo perfetto. Ma nel momento
-che la fanciulla, pian piano, si fermava accanto a lui, mirandolo, egli
-s'alterò nel viso: l'espressione di pace disparve, si mutò in quella di
-profonda tristezza che già aveva destato in lei compassione e simpatia.
-Le sue labbra si mossero: agitato da un sogno egli proferì, o per dir
-meglio, gridò tre volte: «No, no, no!» e ciascuna con maggior enfasi
-e maggior veemenza; poi bruscamente alzò il braccio libero sopra il
-suo capo, e lo lasciò ricadere di peso al suolo; i suoi lineamenti si
-ricomposero, e mormorò in un sospiro: «Oh, Dio!» con l'accento d'un
-bimbo che, afflitto e stanco, reclina la testa sulle ginocchia della
-madre.
-
-Gertrude si sentiva intensamente commossa. Dimenticò che quell'uomo era
-un estraneo: vide soltanto ch'egli soffriva. Un insetto venne a posarsi
-sulla bella e aperta sua fronte: ella si chinò verso di lui, scacciò la
-creatura avida di sangue, e, nel farlo, una delle lacrime ch'empivano i
-suoi occhi cadde sulla guancia del dormente.
-
-Calmo, senza alcun movimento, egli si destò e guardò in faccia la
-fanciulla che, tutta confusa, dette un sobbalzo e si sarebbe voluta
-rapidamente allontanare; ma il signor Phillips, rizzandosi sul gomito,
-le afferrò una mano, e dopo averla fissata un momento senza parlare,
-disse con voce grave:
-
-— Figliuola mia, avete versato quella lacrima per me? —
-
-Ella non rispose che con gli occhi lucenti ancora della pietosa rugiada.
-
-— Sì, lo credo, — egli riprese — e vi benedico dall'intimo del cuore!
-Ma non piangete mai più per un ignoto: ne avrete abbastanza dei dolori
-vostri se vivrete fino all'età mia.
-
-— Se non avessi avuto dolori miei, non sarei capace di sentire quelli
-degli altri; se non avessi spesso pianto per me stessa, non piangerei
-ora per voi.
-
-— Ma siete felice?
-
-— Sì.
-
-— Molti scordano agevolmente il passato.
-
-— Io non lo scordo.
-
-— I dolori dei fanciulli sono inezie, e voi siete quasi tuttora una
-bambina.
-
-— Io non fui _mai_ bambina.
-
-— Strana creatura! — fece egli come parlando a sè medesimo. — Volete
-sedervi qui e intrattenervi meco alcuni minuti? —
-
-Gertrude esitò.
-
-— Non vi ricusate; io sono un uomo già vecchio, e affatto innocuo. Via,
-sedetevi sotto quell'albero e ditemi se vi piace la veduta che si gode
-di qui. —
-
-Ella sorrise pensando ch'egli si chiamava vecchio, e chiamava lei
-bambina; ma vecchio o giovane, non trovava nessuna ragione di temerlo,
-nè di negargli quel colloquio. Sedette, dunque, ed egli si pose accanto
-a lei, ma non parlò della veduta; rimasto un poco in silenzio, le
-domandò senza preamboli:
-
-— Voi non siete mai stata infelice, non è vero?
-
-— Mai stata infelice! — ella esclamò. — Oh, spesso, invece!
-
-— Non a lungo, però?
-
-— Sì, posso ricordare anni interi durante i quali non sognavo nemmeno
-che la felicità esistesse.
-
-— Ma il conforto venne, alfine. Che pensate di coloro per cui non viene
-mai?
-
-— Ho conosciuto troppo il dolore perch'io non desideri di consolarli.
-
-— E che potete fare per essi?
-
-— _Sperare e pregare!_ — ella rispose con un tono vibrante di
-sentimento.
-
-— Ma se non hanno più speranze, se la preghiera non può più nulla in
-loro pro? —
-
-Ella affermò risolutamente:
-
-— Nessuno è in tal caso.
-
-— Vedete, — disse il signor Phillips — questa fitta cortina di nubi
-che proietta ora la sua ombra sulla terra? Vi sono cuori su cui grava
-un'opprimente e impenetrabile oscurità.
-
-— Ma in alto, sopra le nubi, rifulge il sole.
-
-— In alto! Sia pure; però che giova a chi non lo vede?
-
-— Il sentiero che conduce in vetta alla montagna è spesso aspro e
-faticoso, ma il pellegrino è compensato d'ogni pena quando giunge _al
-di sopra delle nubi_, — rispose la giovane con entusiasmo.
-
-— Sono pochi quelli che trovano la via per salire a tanta altezza!
-— replicò il malinconico suo compagno. — E anche tra essi non tutti
-possono respirare a lungo quella sublime atmosfera. Parecchi devono
-ridiscendere al piano, mescolarsi di nuovo al gregge volgare,
-ricominciar la lotta coi vili, i maligni, i crudeli; nubi più gravi che
-mai s'addensano sul loro capo, e si trovano sepolti in un'oscurità più
-nera.
-
-— Ma hanno veduto la gloria della luce, sanno che risplende sempre
-lassù, e debbono essere sostenuti dalla fede ch'essa un giorno vincerà
-le tenebre. Guardate, guardate! — esclamò con fervore, brillando
-negli occhi. — Le nuvole si squarciano, presto il sole rischiarerà la
-terra. —
-
-Indicava così parlando le ampie fessure che apparivano tra i cumuli
-di vapori fino allora compatti. Si volse poi al signor Phillips per
-accertarsi se osservasse il mutamento; ma col medesimo sorriso sul
-suo volto impassibile, egli contemplava lo spettacolo che la natura
-gli offriva non già lontano nel cielo, ma al suo fianco, nell'aspetto
-della giovane e ardente adoratrice del vero e del bello. E studiando
-quei lineamenti, scrutandone la viva espressione, egli pareva così
-profondamente assorto nei suoi pensieri, ch'ella lo credette caduto in
-uno dei suoi accessi di fantasticheria e cessò di discorrere, in modo
-piuttosto reciso; ma nel momento che distoglieva lo sguardo da lui,
-egli disse:
-
-— Proseguite, felice fanciulla! Insegnatemi, se potete, a vedere il
-mondo nel roseo colore di cui si riveste per voi, insegnatemi ad amare
-e compatire, come voi, la miserabile creatura chiamata _uomo_. Vi
-assumerete, ve ne avverto, una difficile missione, ma siete così piena
-di fede e di speranza!
-
-— Odiate dunque il mondo? — ella domandò, con franchezza e semplicità.
-
-— Quasi, — fu la risposta.
-
-— Anch'io, un tempo, — ella disse, pensosa.
-
-— E forse l'odierete ancora.
-
-— No, è impossibile: a me, orfana, prodigò cure materne, ed io l'amo
-teneramente.
-
-— V'è stato benigno, davvero? — egli chiese vivamente. — Estranei senza
-cuore hanno meritato l'affetto che, sembra, sentite per loro?
-
-— Estranei senza cuore! — ella esclamò con gli occhi pieni di lacrime.
-— Oh, signor Phillips, vorrei che aveste conosciuto il mio buon zio
-True, che conosceste la mia cara Emilia, cieca! Basterebbero essi a
-darvi una miglior opinione del mondo!
-
-— Parlatemi di loro, ve ne prego, — egli disse con voce sommessa e
-malferma, figgendo lo sguardo nel precipizio che s'apriva ai suoi
-piedi.
-
-— Non c'è molto da dire: l'uno era vecchio e povero, l'altra è affatto
-priva della vista, eppure hanno reso il mondo splendido e bello per me
-misera bimba, maltrattata, desolata....
-
-— Maltrattata! Dunque foste una volta anche voi fatta segno di
-malevolenza e d'ingiustizia?
-
-— Io? Ma tutti i miei primi ricordi non sono che di privazioni,
-sofferenze, e grandi cattiverie....
-
-— Gli amici che m'avete menzionati ebbero compassione di voi?
-
-— Sì. Lo zio True divenne il mio padre terreno, Emilia m'insegnò dov'è
-il mio padre celeste.
-
-— E da allora siete sempre stata libera e leggera come l'aria, senza
-cure, senza desiderî insodisfatti?
-
-— Oh, no, non intendevo dir questo!... Dovetti perdere il mio primo
-benefattore, ed altri cari amici.... o da qualcuno separarmi per anni.
-Sostenni molte dure prove, passai molte ore di tristezza e solitudine,
-ed anche adesso sono oppressa da più d'una causa d'ansietà e di timori.
-
-— Come potete dunque esser così serena, così lieta? — egli domandò.
-
-Gertrude, levatasi da sedere vedendo avvicinarsi il dottor Jeremy,
-teneva una mano posata sul saldo masso di pietra a piè del quale s'era
-posta nell'ombra protettrice. Ella sorrise pensosamente alla domanda
-rivoltale dal signor Phillips, e, gettando uno sguardo nella fonda
-valle sottostante, poi alzando in faccia a lui gli occhi raggianti di
-fede, mormorò con fervido accento:
-
-— Vedo l'abisso aperto sotto di me, ma io m'appoggio alla Roccia dei
-secoli. —
-
-Com'ella aveva detto, ansietà e timori l'opprimevano anche allora:
-tremava per la salute d'Emilia, e alla crescente apprensione che
-già s'approssimasse il tempo in cui la sua cara le sarebbe tolta,
-s'aggiungeva un altro tormentoso pensiero: Guglielmo, verso il quale
-il suo cuore anelava palpitante d'affetto più che fraterno, sembrava
-scordare l'amica della sua adolescenza o almeno non amarla più con
-la stessa tenerezza. Erano oramai alcuni mesi che ella non riceveva
-lettere dall'India, e l'ultima piuttosto breve mostrava un'insolita
-fretta di cui egli si scusava adducendo l'urgenza degli affari ond'era
-sopraccarico. Per quanto riluttante ad ammetterlo, ella non poteva
-cacciare il gelido presentimento che dopo la morte della madre e del
-nonno, i vincoli che univano ancora l'esule alla terra natia s'erano
-dimolto rilassati.
-
-Nulla avrebbe potuto indurla ad accennare, neppure ad Emilia, un
-sospetto di negligenza da parte di Guglielmo; nulla avrebbe potuto
-offenderla più che una tale imputazione a lui fatta da altri; ma nel
-suo intimo ella qualche volta meditava dolorosamente sul suo enigmatico
-e prolungato silenzio che diminuiva la loro antica familiarità.
-Durante parecchie settimane, priva com'era di sue notizie, ella
-aveva continuato a scrivergli secondo l'usato, sicura che ciascun
-corriere gli recava le sue missive. Quali cause, se non una malattia o
-l'indifferenza, avrebbero reso ragione della persistente mancanza di
-risposta alle lettere da lei fedelmente inviate? Spesso ella cercava
-di bandire dal suo spirito ogni ipotesi sopra una questione avvolta
-in tanta incertezza; ma talora una tristezza amara la invadeva, nè
-riusciva a dissiparla se non elevando i suoi pensieri a Dio con la fede
-e la speranza che sempre l'avevano sorretta nelle ore di sconforto.
-E appunto da uno di questi alti voli dell'anima ella era scesa per
-volgersi piena di dolce pietà nelle parole e negli occhi, a un altro
-afflitto cui il dolore strappava gemiti fino ne' suoi sogni.
-
-Arrivò il dottor Jeremy, e scambiati cordiali saluti e complimenti
-col signor Phillips, cominciò a conversare animatamente com'egli
-soleva, lodò la bellezza e la pace di quel sereno mattino domenicale
-sulla montagna; e il suo interlocutore, costretto a sforzarsi di
-nascondere, se non di sperdere, la tetra mestizia che gli pesava sullo
-spirito, discorreva con disinvoltura e perfino con una piacevolezza che
-stupiva Gertrude. Ella rifece in silenzio il cammino verso l'albergo,
-riflettendo sulla stranezza e l'apparente incoerenza di quell'uomo.
-A colazione non lo videro, e a pranzo egli prese posto a una certa
-distanza da loro, nè diede segno di riconoscerli se non inchinandosi
-graziosamente alla giovanetta mentre ella usciva dalla sala.
-
-Più tardi comparve sull'ampia terrazza dove Gertrude ed Emilia sedevano
-insieme. Secondo il consueto, un paio d'occhi serviva alla visione
-mentale d'entrambe. C'era stato un violento acquazzone, accompagnato
-da lampi e tuoni, ma al cader del sole il temporale s'era dileguato;
-uno splendido arcobaleno e il suo riflesso quasi altrettanto vivace
-sorgevano sull'orizzonte, in apparenza assai più bassi della montagna,
-e il giuoco delle ombre e delle luci nella valle e sul suo fiume
-scintillante offriva uno spettacolo d'incantevole bellezza. Gertrude
-sperava che il signor Phillips venisse a intrattenersi con loro; sapeva
-che Emilia avrebbe gustato la sua amena e istruttiva conversazione,
-e, istintivamente, si confidava che la voce soave, amata e benedetta
-da molti a cui aveva dato conforto, infonderebbe nel cuore di lui
-un balsamo di pace. Ma sperò invano. Egli sussultò ravvisandole, e
-s'allontanò in fretta. Poco dopo ella lo vide inerpicarsi su per l'erto
-sentiero che li aveva attirati tutt'e due di primo mattino; e la sera
-egli non si mostrò all'albergo.
-
-I Jeremy si trattennero lassù altri due giorni, perchè l'aria montanina
-rinvigoriva Emilia, la quale pareva più forte che non fosse stata
-da settimane, ed era in grado di fare qualche passeggiatina nelle
-vicinanze della casa.
-
-Gertrude non si stancava mai d'ammirare il magnifico panorama. Una
-gita a piedi ch'ella fece col dottore a una fenditura aperta nel cuore
-della montagna dove un fiumicello balza giù nella valle da un'altezza
-di duecento piedi, le fornì il tema di deliziose fantasie descrittive,
-nelle quali la cieca aveva la sua parte di godimento.
-
-Il signor Phillips non si lasciò più vedere, senza che essi sapessero
-perchè. Il dottore chiese di lui al padrone dell'albergo; questi gli
-disse ch'era partito il lunedì, molto per tempo, a piedi. Egli ne fu
-maravigliato e dolente perchè quel bizzarro gentiluomo gli piaceva
-oltremodo, e s'era lusingato, per certe domande da lui fattegli circa
-il loro itinerario, che intendesse d'unirsi alla loro comitiva.
-
-— Ma non temere, Gertrudina, — disse alla ragazza con tono di faceta
-condoglianza — io scommetto che lo incontreremo di nuovo, e quando meno
-ce l'aspetteremo. —
-
-
-
-
-XXXVII.
-
- .... da una divina
- Semplicità guidata, ella piacea
- Nè di brillar cercava....
-
- ANNA MORE.
-
-
-Da Catskill il dottor Jeremy proseguì direttamente per Saratoga. La
-città rigurgitava di forestieri, essendo la stagione al suo apice, e
-i viaggiatori imprevidenti che avevano trascurato di fissar le camere
-anticipatamente, non potevano sperare di trovar alloggio.
-
-— Dove scenderete? — domandò al medico un suo conoscente, in cui s'era
-imbattuto nel treno.
-
-— All'Albergo del Congresso, — egli rispose. — Un soggiorno tranquillo
-per noi, vecchi, e per la signorina Graham, ch'è cagionevole.
-
-— Siete dunque aspettati?
-
-— Aspettati! Ma no.... Chi dovrebbe aspettarci?
-
-— L'albergatore, caspita! Se non avete fissato le camere sarà un affar
-serio, perchè gli alberghi sono tutti pieni zeppi.
-
-— Ebbene, ci affideremo alla fortuna! — fece il buon dottore con
-un'indifferenza che l'abbandonò quando, giunto alla sua destinazione,
-ebbe a toccar con mano la veracità delle parole dettegli dall'amico.
-
-— Non so proprio che faremo, — disse alle signore, lasciate un momento
-nell'atrio della stazione mentre egli s'informava — pare che in nessuna
-casa ci sia un bugigattolo libero. Non ci resta altro che ripigliare il
-treno, se non vogliamo dormire sul lastrico.
-
-— Vettura, signore? — domandò un fiaccheraio sporgendosi da una
-ringhiera, e gesticolando a tutta possa verso il dottor Jeremy, mentre,
-più audace, un addetto a un omnibus gli picchiava una spalla facendogli
-un'offerta analoga, con voce insinuante.
-
-— Vettura! — esclamò egli in un tono più che mai irritato. — E per che
-farne? Dove ci condurreste, di grazia? Non c'è da ottenere ricovero
-neanche in una soffitta nella vostra Saratoga, nè per amor di Dio, nè
-per quattrini sonanti!
-
-— Ebbene, — ripigliò il secondo sollecitatore, togliendosi il berretto
-e asciugandosi la fronte con un cencio di pezzuola poco pulita — se non
-c'è posto nell'albergo vi _colonizzeranno_ fuori.
-
-— Fuori? — gridò il dottore, incollerito. — Ci siamo già, mi sembra.
-Quel che a me preme, è d'esser _dentro_, in qualche luogo. Dove va il
-vostro omnibus?
-
-— All'Albergo del Congresso.
-
-— Basta, portateci lì; ma badate, se non ci ricevono, dovete tenerci
-finchè non abbiamo trovato un alloggio pur che sia. —
-
-La signora Jeremy, Emilia e Gertrude furono fatte salire in un omnibus
-piccoletto e ficcate a stento tra una mezza dozzina di signore e di
-ragazzi, stanchi e polverosi, che facevano esercizio di pazienza e
-s'incoraggiavano mutuamente con vaghe speranze. Il dottore prese posto
-all'esterno. Non appena il veicolo si fermò, egli balzò a terra e corse
-a presentarsi all'albergatore; ma, come temeva, non c'era in tutto
-l'albergo un angolo vacante. Desideroso nondimeno d'accomodarlo, quegli
-accennò alla possibilità di procurargli avanti sera _una_ camera in una
-casa della strada attigua.
-
-— _Una_ camera! Nella strada attigua! — gridò il dottore. — Ah, questo
-si chiama essere _colonizzati_ fuori, non è vero? Ma, signore mio, per
-me non fa. Io devo alloggiare le mie signore e subito. O perchè diamine
-non avete alberghi sufficienti a ricevere i vostri ospiti?
-
-— È il culmine della stagione, e....
-
-— Oh, il dottor Jeremy! — esclamò la voce giovanile di Netta
-Gryseworth, la quale attraversava l'atrio con la nonna. — Come state?
-La signorina Flint e la signorina Graham sono con voi? Vi tratterrete
-qualche tempo? —
-
-Innanzi ch'egli potesse rispondere alle sue domande e salutare
-la signora Gryseworth, una veneranda matrona che aveva conosciuta
-trent'anni addietro, l'albergatore s'accostò a lui dicendo:
-
-— Il dottor Jeremy?... Scusatemi, non vi conoscevo. Il dottor Jeremy di
-Boston?
-
-— In petto e in persona, — egli rispose inchinandosi.
-
-— Ma allora il caso è diverso. Le vostre camere sono impegnate, e
-saranno pronte tra pochi minuti. Si trovano libere da due giorni, e
-nessuno le ha occupate più. —
-
-L'onesto dottore dichiarò, stupefatto:
-
-— Non capisco.... Io non ho fissato camere!
-
-— Allora le fissò per voi un amico. Sorte che ne abbia avuto
-l'idea, specialmente se siete in compagnia di signore. Saratoga è
-affollatissima in questa stagione: c'erano ieri in città settemila
-forestieri. —
-
-Jeremy ringraziò la sua buona stella e l'amico ignoto, e chiamò le sue
-compagne a godere dell'insperata fortuna.
-
-— Siamo capitati bene, eh? — fece la signora entrando nella comoda
-camera assegnata a lei e volgendo in giro uno sguardo di compiacenza.
-Passò poi a visitare quella delle signorine dall'altro lato dello
-stretto corridoio, e soggiunse: — Se penso a tutto quello che si
-raccontava della ressa di gente che s'arrabatta per strapparsi un
-posticino, proprio non mi par vero! —
-
-Il dottore, venuto a raggiungerle, dopo aver dato gli ordini
-concernenti i bagagli, udì questa sua osservazione, e, ponendosi
-l'indice sulle labbra, bisbigliò con una burlesca aria di mistero:
-
-— Zitto, zitto! Non vi fate sentire! Noi profittiamo d'un felicissimo
-equivoco del nostro ottimo albergatore. Queste camere erano fissate
-per qualcuno, senza dubbio, ma non per noi. Poh, in fin dei conti, il
-peggio che ci può toccare è d'esser messi fuori quando arriveranno
-gli «aventi diritto», e intanto godiamoci il buon alloggio che ci
-favoriscono. —
-
-Ma gli «aventi diritto», se non erano i Jeremy, non vennero, e in
-capo a una settimana il dottore cessò di temere lo sfratto, ed ebbe
-perfino il coraggio di chiedere e la fortuna d'ottenere una camera più
-conveniente per Emilia, al primo piano, e comunicante con la sala,
-risparmiandole così la molestia di scendere e salire le scale dove
-c'era quasi sempre un grande andirivieni.
-
-La sera del loro arrivo, verso l'ora del tè, la signorina Graham e
-Gertrude, che avevano appunto finito di vestirsi, udirono picchiare
-leggermente all'uscio. Gertrude aperse e vide Elena Gryseworth, la
-quale, pur salutandola con calore meridionale, rimase sulla soglia,
-esitando.
-
-— Temo di parervi indiscreta, — ella disse — ma ho saputo da mia
-sorella che siete arrivate, e dianzi, per caso, dalla cameriera, che
-occupate questa camera attigua alla mia; sicchè non ho potuto resistere
-al desiderio di fermarmi un momento, passando, per dirvi quanto sono
-lieta di rivedervi. —
-
-Tutt'e due l'accolsero con vivo piacere, la ringraziarono d'avere
-tralasciato le cerimonie, e insistettero perchè entrasse e rimanesse
-con loro finchè il _gong_ annunziasse il tè. Elena gradì l'invito,
-sedette sopra un baule, e s'informò della salute d'Emilia e del loro
-viaggio da quando s'erano lasciate a West Point.
-
-Tra le altre avventure, Gertrude raccontò il loro nuovo incontro col
-signor Phillips.
-
-— Ha proprio il dono dell'ubiquità quell'uomo! — fece la signorina
-Gryseworth. — Era a Saratoga due giorni or sono, in quest'albergo:
-sedeva di faccia a me, a tavola; ma poi non lo vidi più. Faceste la sua
-conoscenza, signorina Graham?
-
-— No, con mio rincrescimento, — rispose Emilia. E, sorridendo,
-soggiunse: — Gertrude era tanto ansiosa di presentarmelo, che mi dolse
-di vederla delusa.
-
-— Vi è dunque piaciuto? — domandò Elena a quest'ultima, con tono grave.
-— Ne ero sicura.
-
-— Sì, esercita su me una grande attrazione. È molto amabile, molto
-originale, e tanto incomprensibile!
-
-— Nulla di compromettente, insomma, — disse l'altra con malizia. —
-Spero che vi si presenterà l'occasione di farvi un concetto più chiaro
-del suo carattere, cosa che a me, lo confesso, non riesce, perchè ogni
-volta che mi trovo in sua compagnia, ne scuopro qualche particolarità
-insospettata. Per esempio, il giorno che pranzammo insieme, a Nuova
-York, s'adirò così fieramente contro uno dei camerieri, ch'io ne fui
-quasi spaventata. Ma i miei timori, credo, erano infondati, perchè
-un così perfetto gentiluomo non viene a parole con un inferiore, e
-quantunque i suoi occhi fiammeggiassero come carboni accesi, seppe
-contenere il fuoco che gli divampava dentro. È obbligo di giustizia
-dire che la sua collera non era provocata da una mancanza commessa
-verso di lui, ma dal grossolano disprezzo con cui quell'uomo trascurava
-due semplici campagnuole, le quali non avendo pensato a raccomandarsi
-mediante una mancia, non ottennero qualche cosa da mangiare se non
-quando tutti ebbero finito, e stavano a guardare, poverine, confuse e
-vergognose come fossero uscite allora dal carcere.
-
-— Che cattiveria! — esclamò Gertrude con energia. — Non mi
-maraviglia che il contegno di quel mercenario destasse così vivamente
-l'indignazione del signor Phillips. Questo suo sentimento mi piace.
-
-— Sì, una vera cattiveria; anche a me facevano compassione. La
-più giovane delle due, una ragazza che aveva lasciato la zangola e
-indossato il suo bell'abito bianco per figurare in città, era sul punto
-di scoppiare a piangere.
-
-— Voglio sperare che cotesti casi non siano frequenti, — disse
-Gertrude. — Ho gran paura che se è il contrario, Emilia ed io saremo
-nel numero dei mortificati, perchè il dottore non dà mai mance
-anticipate ai camerieri: dice ch'è una bassezza e che egli disdegna di
-comprare le loro attenzioni in sì fatta guisa.
-
-— Oh, non temete! — rispose Elena Gryseworth. — Le persone un po'
-pratiche della vita d'albergo sono sempre servite con discreta cura,
-specie in una casa ben regolata come questa. La nonna la pensa a
-modo del dottor Jeremy circa le anticipazioni, eppure non viene mai
-negletta, qui. Il caso di Nuova York è un brutto esempio di quella
-parzialità che in buona misura è da imputarsi al pubblico stesso. I
-camerieri conoscono alla prima occhiata chi possono sopraffare e chi
-no; l'aria impacciata e goffa delle due campagnuole che trovarono nel
-signor Phillips un caldo difensore, bastava per esporle a qualunque
-insolente trascuranza. —
-
-Fu di nuovo picchiato all'uscio da una mano leggera. Questa volta era
-Netta, che s'avanzò esclamando:
-
-— Sento la voce di mia sorella, e però credo di poter entrare anch'io!
-— Baciò la mano ad Emilia e la scosse a Gertrude con una libertà e
-una vivacità derivanti un po' da fanciullesca petulanza, un po' dalla
-aristocratica indipendenza di maniere che la giovanetta volentieri
-ostentava, poi ripigliò: — Sono stizzita, sono! Da mezz'ora io facevo
-la guardia alla porta della sala per vedervi appena foste scese, e
-intanto Elena se ne stava nella vostra camera, seduta sopra un baule,
-godendosi la vostra compagnia, e raccontandovi lei sola tutte le
-novità.
-
-— Non tutte, Netta, — disse Elena — ho lasciato parecchie coserelle
-ghiotte per tua sodisfazione.
-
-— Hai detto alla signorina Flint qualche cosa dei Fox e dei Cox
-ch'erano qui ieri?... No?
-
-— Neanche una parola, — rispose Gertrude.
-
-— E dello spavento, a bordo?
-
-— Nemmeno.
-
-— E del signor Phillips?
-
-— Sì, m'ha detto che l'ha veduto a Saratoga.
-
-— Ah, quello non l'ha dimenticato? — fece Netta lanciando uno sguardo
-malizioso alla sorella che arrossì lievemente. — E v'ha raccontato
-pure che occupava questa camera, e che tutta la notte lo sentivamo
-attraverso la sottile parete camminare in su e in giù, la qual cosa
-m'impediva di dormire e mi costò un formidabile mal di capo?
-
-— No, di questo non m'ha detto nulla.
-
-— Voi non avete nè l'una nè l'altra il costume di camminare per la
-camera, la notte?
-
-— Oh, il costume, non direi!
-
-— Bene, possiamo rallegrarci allora d'avere invece voi per vicine! Se
-quel terribile signore fosse rimasto qui e avesse continuato a tenerci
-deste col suono de' suoi passi cadenzati, ci sarebbe stato, una di
-queste notti, un suicidio, o nella sua camera o nella nostra.
-
-— Credete che stesse male? — domandò Gertrude.
-
-— No, punto, — disse Elena. — Non era nulla di straordinario.... per
-lui almeno. Tutte le sue abitudini sono strane. Netta perse un'ora o
-due del suo placido sonno, e non può perdonarglielo.
-
-— Ah, un'ora o due? — gridò Netta. — La notte intera, cara la mia
-Elena, la notte intera.
-
-— Via, sorellina, non sai che cosa sia una notte intera, tu: non la
-vedesti in vita tua. —
-
-Una piccola questione minacciava di sorgere tra le due sorelle sulla
-durata delle passeggiate notturne del signor Phillips e le conseguenti
-veglie di Netta Gryseworth; ma fortunatamente il _gong_ sonò, e questa
-scappò nella loro camera per rinfrescare un po' le sue gale prima di
-presentarsi alla tavola del tè.
-
-Saratoga è un luogo bizzarro. Vi si vedono raccolti, al culmine della
-stagione, non solo numerosi Americani degli Stati Uniti, ma stranieri
-d'ogni paese. La scala della moda è trasportata là e tutti gli scalini
-ne sono occupati. La bellezza, la ricchezza, l'orgoglio, la follia, vi
-hanno degni rappresentanti; ma non mancano quelli dello spirito, del
-genio, della scienza. L'ozio vi regna sovrano, assoluto, e nessuno,
-neppure il più attivo, il più affaccendato, il più industrioso dei
-cittadini di questa nostra terra di lavoratori, osa contendergli il
-suo passeggero ma legittimo dominio. Tutti i ceti sociali, tutte
-le professioni, quasi anche tutti i mestieri, vi s'incontrano,
-amichevolmente. I possessori d'un nome aristocratico o d'una borsa ben
-fornita, la beltà famosa, l'uomo celebre, artista, poeta o scienziato,
-brillano ciascuno nella propria sfera. Certo vi sono molti idoli falsi.
-Gente che a casa sua è _zero_ qui trova una probabilità di esser tenuta
-in conto di qualche cosa, mentre altri che in una città lontana sono
-dei _maggiorenti_, seggono in un cantuccio, imbronciati, vedendosi
-d'improvviso ridotti alla parte di comparse senza importanza. Ma tutti
-vengono con un medesimo fine: divertirsi, distrarsi, riposarsi; e nella
-comune ricerca del piacere, generalmente un sentimento benevolo prevale
-tra loro. La gaia folla è sempre in moto; e le comitive eleganti che
-girano a piedi, in carrozza, a cavallo, o si radunano sulle terrazze
-degli alberghi, offrono uno spettacolo vivace e festevole; chi ama
-osservare la natura umana può qui studiarla nelle sue forme più
-animate.
-
-Era un nuovo mondo per Gertrude; e sebbene l'Albergo del Congresso
-fosse comparativamente un tranquillo ritiro ov'ella vedeva soltanto un
-riflesso degli splendori di Saratoga e non udiva che l'eco lontana del
-suo brusio, pure c'era di che maravigliare e divertire una giovanetta
-novizia nella vita mondana. In quell'eletto circolo di persone fini,
-intelligenti, cólte, che si raccoglieva intorno alla signora Gryseworth
-e dove il dottor Jeremy e la sua compagnia avevano subito avuto
-onorevole accoglienza, ella trovava molto di confacente agli elevati
-suoi gusti intellettuali, e fu subito apprezzata ed ammirata come
-meritava.
-
-La signora Gryseworth era una gentildonna della vecchia scuola,
-vissuta sempre nella miglior società, di cui nonostante la sua età
-avanzata continuava a godere i piaceri e ad essere un ornamento. Alta,
-di portamento maestoso, ella conservava ancora un aspetto elegante;
-e quantunque un po' superba e ritrosa con gli estranei, diveniva
-presto un'amabilissima compagna per i suoi nuovi amici, fossero
-vecchi o giovani. Nei primi giorni la povera signora Jeremy si sentiva
-intimidita dinanzi a lei, e oltremodo impacciata, ma quest'impressione
-svanì con prodigiosa rapidità, a segno che la piccola e tonda moglie
-del dottore non tardò ad essere quanto mai bonariamente familiare e
-loquace con l'augusta dama.
-
-Una sera, nell'atto che Emilia e Gertrude, le quali erano a Saratoga
-da circa una settimana, lasciavano la sala da pranzo dopo aver preso il
-tè, Netta Gryseworth le raggiunse, e pigliata a braccetto la fanciulla,
-disse col consueto suo tono di gaiezza:
-
-— Gertrude, io mi guasto con voi uno di questi giorni.
-
-— Davvero! E per quale motivo?
-
-— Gelosia. —
-
-Un lieve rossore salì al viso della signorina Flint.
-
-— Oh, è inutile che vi facciate rossa! Non è a cagione del canuto
-ammiratore che vi contempla durante tutto il pranzo, dall'altro capo
-della tavola. No, su questo proposito rimango affatto indifferente. La
-preferenza del signor Phillips potrà essere il pomo della discordia tra
-voi ed Elena; quanto a me, sono gelosa d'un altro.
-
-— Spero che Gertrude non sia d'ostacolo alla vostra felicità, — disse
-Emilia sorridendo.
-
-— Sì, che è.... La mia felicità, il mio orgoglio, il mio benessere
-sono sacrificati a lei! Ella mi rovina: certo, signorina Graham, non
-oserebbe comportarsi così se voi la vedeste!
-
-— Confidatevi con me, — riprese Emilia carezzevolmente — vi prometto di
-prendere le vostre parti.
-
-— Ne dubito: sospetto piuttosto che siate sua complice, Nondimeno
-esporrò le mie lagnanze. Non avete notato ch'ella si cattiva tutta
-l'attenzione d'un importante personaggio? Non sapete che Pietro non ha
-più occhi che per lei sola? Io intanto non arrivo ad ottener più nulla
-da mangiare o da bere finchè non è servita la signorina Flint, e però
-sono risoluta a chiedere al babbo di cambiar posto a tavola. Non già
-ch'io sia golosa, ma mi sento profondamente ferita nel mio orgoglio,
-mi sento oltraggiata! Ancora otto giorni fa nessuno era più di me nelle
-grazie di Pietro; io mi trovavo sempre davanti i miei piatti favoriti.
-Ma adesso è mutato registro; anche stasera, per esempio, l'ho veduto
-passare a Gertrude le more di cui, e l'indegno lo sa, io vo pazza,
-mentre spingeva, verso di me i mirtilli con un gesto sprezzante che
-significava: «Per _voi_, signorina, sono buoni questi!»
-
-— Ho infatti osservato che i camerieri si mostrano molto premurosi
-con noi, — disse la signorina Graham. — Credete che Gertrude li abbia
-segretamente corrotti?
-
-— Dice di no; non me raffermaste ieri, quando facevo un paragone
-simile, tra le attenzioni che usano a voi due, e il contegno meno
-lusinghiero che hanno con noialtre? E non m'assicuraste che nè da voi
-nè dal dottore, Pietro ebbe mai un centesimo?
-
-— Certo, — disse Gertrude — le sue gentilezze sono spontanee; ma io
-le attribuisco all'influsso della dolcezza d'Emilia, che lo rende
-desideroso di servirla.
-
-— Che, che! — fece Netta scotendo il capo con una cert'aria di mistero.
-— È stregoneria bell'e buona; cara Gertrude, voi praticate l'arte nera,
-e bisognerà ch'io metta in guardia quell'uomo. —
-
-Così parlando erano giunte nell'angolo del salone dove la signora
-Gryseworth e la signora Jeremy sedevano insieme su un sofà, impegnate
-in una conversazione animatissima. Elena e suo padre, ritornati allora
-da una passeggiata in carrozza, discorrevano col signor Petrancourt
-ch'era arrivato quella sera da Nuova York.
-
-Le due vecchie signore fecero posto sul loro sofà ad Emilia, e le
-giovanette sedettero presso a loro. Di tanto in tanto la signora
-Gryseworth gettava una occhiata d'impazienza verso un crocchio di
-bambini, che dall'estremità opposta della sala le impedivano, a
-momenti, col loro schiamazzo, di comprendere ciò che diceva la sua
-interlocutrice, o la costringevano ad interrompersi. Ma i piccoli
-disturbatori attiravano ancor più l'attenzione di Gertrude, la quale
-era così assorta nell'osservarli, che non udiva nemmeno la metà delle
-frizzanti arguzie e delle graziose sciocchezze che la vispa Netta
-seguitava a versare nel suo orecchio distratto.
-
-— Ebbene, Gertrude, — disse questa al fine — andate a fare il chiasso
-con quei marmocchi: si vede che ve ne struggete.
-
-— Mi struggo invece di farli smettere, — rispose quella.
-
-Non sembrava un desiderio benevolo, ma era giustificato. Sei o
-sette ragazzini, maschi e femmine, in abiti di colori gai e fogge
-fantastiche, approfittando dell'assenza delle mamme, sparse per
-le terrazze, e delle governanti o bambinaie, che cenavano, s'erano
-radunati intorno a una loro coetanea, nuova capitata dall'aspetto
-un po' strano, e si divertivano a tormentarla. La poverina vestiva
-a bruno; i suoi indumenti, ricchi ma privi di garbo, erano gualciti
-e impolverati dal viaggio. Pareva ch'ella fosse cresciuta fuor della
-sua vestina di seta nera, assai più corta delle sottane, e tutto nel
-suo esteriore denotava la negligenza de' suoi genitori o delle altre
-persone che l'avevano in cura.
-
-Quando, avvertita dalle manifestazioni di contrarietà della signora
-Gryseworth, Gertrude aveva osservato la scena, la bambina, ritta
-in mezzo ai suoi persecutori, si guardava intorno, spaventata, come
-cercando una via di fuga: ma essi le impedivano il passo, seguitando
-a tempestarla di domande ognuna delle quali provocava uno scoppio
-di risa beffarde da parte di tutti, eccettuata la piccola vittima,
-che, viceversa, stava per rompere in lacrime. Sia che si ridestasse
-nella mente della giovanetta la memoria delle antiche sue sofferenze,
-o vibrasse nel suo cuore la corda dell'universale simpatia per gli
-oppressi, ella non poteva staccar gli occhi da quel gruppo; e mentre
-Netta s'infervorava sul suo soggetto favorito, cioè sul signor Phillips
-e la sua bizzarra condotta, ella si rizzò di scatto esclamando:
-
-— No, non tormenteranno così quella bambina! —
-
-E mosse rapidamente alla riscossa.
-
-Il riso cordiale di Netta esilarata dall'entusiastico ardore del suo
-gesto, e il vederla attraversare il vasto e affollato salone a passi
-affrettati, e sola, cosa affatto inusata, provocarono la curiosità del
-circolo di persone da cui s'era partita, e durante la sua assenza,
-ella, inconsapevolmente, fornì loro un argomento d'osservazioni e
-discussioni.
-
-— Che è stato? — domandò la signora Gryseworth alla nipote. — Dove va
-Gertrude?
-
-— Entra in lizza, nonna, quale campione di quel fagotto di bimbetta.
-
-— È quella lì che fa tanto baccano?
-
-— No davvero, ma credo che ne sia la causa.
-
-— Non sono molte — notò Elena — le ragazze che possano attraversare una
-sala così grande con la grazia di Gertrude Flint.
-
-— Ella ha una bella figura, — disse la vecchia signora — e sa
-camminare, abilità rara al giorno d'oggi.
-
-— È molto ben fatta, — affermò il dottor Gryseworth che aveva seguitato
-con gli occhi la fanciulla, e udendo i commenti di cui ella era oggetto
-volle manifestare anch'egli il suo giudizio critico — ma il vero
-segreto del suo nobile portamento sta tutto nella non comune dignità
-del suo carattere, nel non sapere nè desiderare d'essere osservata, e
-nel contenersi pertanto con semplicità. Inoltre veste bene. Elena, mi
-piacerebbe che tu imitassi la signorina Flint nel modo di vestire: il
-suo gusto è ottimo.
-
-— Ed economico, babbo, — mormorò Netta. — La vostra borsa se ne
-avvantaggerebbe assai, perchè Gertrude ama la semplicità anche in
-cotesto.
-
-— Lo stile della signorina Flint non converrebbe alla signorina
-Gryseworth, — disse al dottore la signora Petrancourt avvicinatasi
-mentre egli parlava. — La vostra figliuola è una splendida bellezza
-aristocratica, e può portare le abbigliature più sontuose.
-
-— Anche il manichino d'una sarta lo può. Tuttavia credo che in un certo
-senso abbiate ragione. Le due ragazze non sono abbastanza simili l'una
-all'altra da rassomigliarsi se anche i loro vestiti fossero eguali con
-un'esattezza cinese.
-
-— Rassomigliarsi! Non vorreste mica che la vostra bellissima
-Elena facesse il paio con una persona che non ha la metà delle sue
-attrattive?
-
-— Conoscete da vicino la signorina Flint?
-
-— No, di vista soltanto. Netta me la indicò ieri, alla tavola del tè,
-dicendomi ch'ella è una sua cara amica.
-
-— Allora dovete scusarmi, signora Petrancourt, se vi osservo che non
-potete avere alcun'idea delle attrattive di quella giovane, posto che
-non sono superficiali.
-
-— Dunque confessate che non è bella?
-
-— A dir vero, non ci ho mai badato. Domandatelo a Petrancourt; egli è
-un giudice competente. —
-
-E s'inchinò in atto lusinghiero alla signora che era stata la «bella»
-della stagione al tempo che suo marito l'aveva chiesta in isposa.
-
-— Lo farò non appena mi si offra l'opportunità; ora è troppo occupato
-della signorina cieca.... la zia della signorina Flint, se non erro?
-
-— No, non la zia: un'amica intima. —
-
-Questo dialogo era tenuto a voce bassa perchè non fosse udito da
-Emilia. Non tutti però si davano tanto pensiero della sua presenza. La
-vecchia Gryseworth parlava di Gertrude apertamente:
-
-— Bisogna vederla in certe circostanze perchè la sua bellezza colpisca
-a un tratto; per esempio come la vidi ieri io, quando tornava da una
-cavalcata, col viso acceso dal moto e dal piacere, o nell'atto che
-ascolta, appassionata ed intenta, un parlatore eloquente, o che una
-subita commozione le fa risplendere tutta l'anima negli occhi lucenti
-di lacrime.
-
-— Nonnina, mi diventi una parlatrice eloquente anche tu! — fece Netta.
-
-— Gertrude è così in quei momenti. Una fanciulla, secondo il mio
-cuore....
-
-— Dev'essere dunque una signorina molto amabile, disse il signor
-Petrancourt. — Ci farete, spero, fare la sua conoscenza.
-
-— Voi la troverete assai diversa dalla maggior parte delle ragazze
-che s'incontrano nei circoli mondani. Voglio riferirvi il giudizio che
-diede di lei Orazio Willard. È un uomo di vaglia, è un erudito: la sua
-opinione ha qualche peso. Stette a Saratoga due settimane: alloggiava
-all'Albergo degli Stati Uniti, ma venne qui più volte a visitarci. Il
-giorno che s'accomiatò, mi disse: «Dov'è la signorina Flint? Voglio
-ricrearmi l'animo ancora una volta nella sua conversazione, prima di
-partire. Io gusto un perfetto _riposo_ spirituale in sua compagnia,
-perchè ella non fa alcuno sforzo per discorrere meco, nè sembra
-attendere che ne faccia io in suo onore. È una di quelle poche ragazze
-che parlano soltanto se hanno qualche cosa da dire....» O vedete com'è
-riuscita a chetare quei monelli. —
-
-Il signor Petrancourt seguiva la direzione degli sguardi della signora
-Gryseworth.
-
-— La giovanetta di cui fate l'elogio è quella con grandi occhi neri
-e una capigliatura stupenda? — egli domandò. — L'avevo notata da un
-pezzo.
-
-— Sì, quella che parla con la bambina vestita a bruno.
-
-— Signora Gryseworth, — disse il dottor Jeremy entrando da un uscio a
-vetrata, aperto, dopo aver guardato dentro un momento — godo di sentire
-che apprezzate la nostra Gertrudina. Non ho esagerato lodandovi il suo
-buon senso, non è vero?
-
-— Tutt'altro. È una fanciulla intelligentissima, e anche molto buona,
-credo.
-
-— Buona! — esclamò il dottore. — Non m'immaginavo che la bontà fosse
-pregiata in questi luoghi; ma se merita di parlarne, vorrei dirvi
-qualche cosa del grado a cui giunge in quella figliuola.... —
-
-E senza diffondersi in minuti particolari, parlò con calore della
-nobile e generosa condotta di Gertrude in difficili circostanze, poi,
-sempre più infervorandosi, raccontò con parole commoventi la sua
-devozione ad un vecchio paralitico, ad un altro infermo colpito da
-demenza senile e di pessimo temperamento, a una donna consunta da lenta
-malattia, e forse avrebbe continuato esaltando l'abnegazione con cui si
-dedicava alla signorina Graham, quando questa gli toccò un braccio e lo
-interruppe, dicendogli alcune parole a voce sommessa.
-
-— Cara Emilia, — egli disse troncando di botto il suo primo discorso —
-vi chieggo scusa, non v'avevo veduta. Ma avete ben ragione.... Gertrude
-è una persona privata, e io non ho il diritto di narrare la sua vita in
-pubblico. Sono un vecchio imbecille.... Basta, qui almeno siamo in un
-circolo d'amici. —
-
-Girò gli occhi intorno con un poco d'ansietà, lanciò una rapida
-occhiata sospettosa ai Petrancourt, e infine li fermò sull'uomo che
-stava ritto dietro Elena Gryseworth. La giovane così resa accorta della
-presenza fino allora inavvertita di qualcuno presso a lei, si volse e
-si trovò a faccia a faccia col signor Phillips.
-
-— Oh, buona sera, signore! — fece, tutta maravigliata, ravvisandolo.
-
-Ma egli rimase immobile, come se non la vedesse nè l'udisse.
-
-La signora Gryseworth non lo conosceva, e guardò la nipotina con aria
-interrogativa:
-
-— Signor Phillips, — riprese Elena — permettetemi di presentarvi
-alla.... —
-
-Innanzi ch'ella avesse terminato la frase, egli guizzò fuor dell'uscio
-aperto e attraversò la terrazza a gran passi, asciugandosi con la
-pezzuola la fronte madida di sudore, e, furtivamente, anche una lacrima
-che nessuno vide.
-
-
-
-
-XXXVIII.
-
- Ah non così, non così nel passato
- Tu solevi incontrarmi.... A te insegnato
- La lontananza e il tempo hanno l'oblio?
-
- Mrs. HEMANS.
-
-
-Gertrude aveva rimesso la sua piccola protetta nelle mani della
-bambinaia venuta a cercarla, ed era ritornata a sedersi fra i suoi
-amici, quando l'attenzione generale fu attratta da una bellissima
-giovane, vestita splendidamente, che entrò nella sala scortata da
-tre cavalieri. Ella guardò in giro per trovar la persona che veniva a
-visitare, poi andò verso la signora Petrancourt, la quale a sua volta
-le mosse incontro.
-
-Quantunque nulla fosse per Gertrude più inaspettato di
-quell'apparizione, ella riconobbe subito Isabella Clinton; ma questa
-passò davanti a lei e ad Emilia senza notarle. Non essendovi seggiole
-libere, prese posto con la signora sur un'agrippina, a qualche distanza
-da loro, e incominciò una conversazione animatissima e familiare.
-Mentre discorreva non si volse mai, ed accomiatatasi sarebbe ripassata
-sotto gli occhi del dottor Jeremy e delle sue compagne, fingendo di non
-accorgersi della loro presenza, se in quel momento il dottor Gryseworth
-non avesse diretto la parola alla signorina Flint, chiamandola per
-nome. Girò allora lievemente il capo da quel lato, e còlta dallo
-sguardo della fanciulla fisso nel suo, mormorò un «Buona sera» in tono
-di noncuranza, come si saluta qualcuno che si conosce appena, gettò
-un'occhiata furtiva su Emilia, squadrò con impertinente curiosità il
-circolo di cui esse facevano parte, e, senza fermarsi, s'allontanò
-sussurrando ai suoi cavalieri commenti satirici sull'Albergo del
-Congresso e sugli ospiti che v'alloggiavano.
-
-— Oh, che bellezza! — disse Netta alla signora Petrancourt. — Chi
-è? —
-
-La signora Petrancourt comunicò quanto sapeva d'Isabella Clinton;
-avevano viaggiato insieme in Isvizzera, s'erano incontrate a Parigi
-dove la bella Americana era molto ammirata.
-
-— Voi la conoscete? — domandò poi a Gertrude.
-
-— La conobbi prima che partisse per l'Europa, — rispose questa — ma
-dopo il suo ritorno non l'avevo più riveduta.
-
-— È arrivata da poco, — disse la signora — con l'ultimo piroscafo,
-in compagnia di suo padre. Si trova a Saratoga da due o tre giorni
-soltanto. All'Albergo degli Stati Uniti fa furore, a quanto ho inteso,
-e ha legioni d'adoratori.
-
-— I più dei quali probabilmente sanno che uno di questi giorni sarà in
-possesso d'un grosso patrimonio, — osservò suo marito.
-
-Emilia, che conversava con Elena Gryseworth, udì questo discorso, e
-rivolgendosi a Gertrude, domandò se parlassero della signorina Clinton.
-
-— Sì, — rispose per lei il dottor Jeremy — e se ella non fosse la più
-maleducata ragazza del mondo, voi, cara, avreste saputo prima d'ora
-ch'è stata qui. —
-
-La cieca s'astenne da ogni commento. Non le faceva maraviglia che
-i Clinton fossero ritornati soli, perchè in Europa s'erano separati
-dai Graham quasi subito, ed ella non ne aveva più avuto notizie: e
-nemmeno la stupiva l'inciviltà d'Isabella, per enorme che fosse, posto
-che costei sembrava ignorare fin le regole più elementari delle buone
-creanze. Anche Gertrude tacque: ma, dentro, ardeva di sdegno perchè una
-mancanza commessa verso la gentile Emilia la feriva nel cuore.
-
-Gertrude e il dottor Jeremy erano mattinieri e si trovavano sempre fra
-i primi alla sorgente. Il medico diceva di gustar meglio, di buon'ora,
-quell'acqua salutare, e giacchè alla fanciulla levata col sole, secondo
-il suo costume, piaceva far moto avanti colazione, voleva che lo
-accompagnasse nelle sue allegre camminate mattutine, non senza aver
-assaggiato anch'ella il beveraggio di cui egli era tanto amante. La
-signora Jeremy ed Emilia prolungavano i loro sonni finchè ne sentivano
-il bisogno, e l'ora della colazione era quella del loro risveglio.
-
-Così la mattina seguente alla serata dell'incontro con Isabella,
-dopo che il dottore ebbe tracannato il suo settimo bicchiere e
-Gertrude stessa per compiacerlo si fu indotta con rara abnegazione ad
-ingurgitare il contenuto d'uno colmo, benchè quell'acqua le riuscisse
-molto ingrata al palato, intrapresero la consueta passeggiata. Avevano
-già percorso un bel tratto di cammino quando Jeremy s'avvide d'esser
-privo della sua mazza, e sicuro d'averla dimenticata alla sorgente,
-manifestò l'intenzione di tornare indietro a cercarla.
-
-La giovanetta si proponeva di seguirlo, ma egli, pensando che forse
-non avrebbe ricuperato l'oggetto smarrito senza qualche difficoltà
-e sarebbe stato costretto a indugiarsi, insistette perchè ella
-continuasse la sua via in direzione della strada ferrata circolare,
-promettendole di venire a raggiungerla girando dall'altra parte.
-Ella camminava da alcuni minuti, sola e pensosa, quando a una brusca
-svoltata d'un sentiero del parco, vide venire innanzi una giovane
-coppia. Non distingueva il viso dell'uomo mezzo nascosto da un largo
-cappello di paglia, ma nell'elegante signorina appoggiata al suo
-braccio aveva tosto ravvisato Bella Clinton. Era evidente che anche
-Bella ravvisava lei, ed in pari tempo che non voleva riconoscerla,
-poichè dopo il primo sguardo, tenne gli occhi ostinatamente fissi
-sul proprio compagno o al suolo. Questo contegno non turbò affatto
-Gertrude; ella non sentiva maggior desiderio dell'amicizia di
-quell'altezzosa creatura che costei della sua. Ma essendo così
-dispensata dall'aspettare e ricambiare il saluto della signorina,
-naturalmente la sua attenzione si fermò un istante sul cavaliere che
-la scortava. Egli pure, passandole accanto, volse a lei i suoi grandi
-occhi grigi, con indifferenza, come un estraneo guarda un estraneo
-in cui s'imbatte, poi nello stesso modo li distolse, parlando in tono
-leggero alla sua dama.
-
-E i due proseguirono, s'allontanarono. Ma Gertrude rimaneva immobile,
-sbalordita, oppressa dai palpiti violenti del suo cuore. Ella conosceva
-quegli occhi, quella voce, sapeva chi era quel giovane come se l'avesse
-veduto e udito pur ieri. Poteva ella forse scordare Guglielmo Sullivan?
-
-Ma egli, sì, l'ha scordata. Deve corrergli dietro, afferrargli le mani,
-forzarlo a guardarla, a riconoscerla, a parlarle?
-
-Mosse un passo dietro alla coppia, esitò, s'arrestò. Una folla
-di commozioni l'assaliva, l'accecava, la soffocava, e mentre ella
-lottava seco stessa, Guglielmo e Isabella svoltarono in un sentiero,
-scomparvero. Ella si coperse il volto con le mani (sempre suo primo
-impulso nei momenti d'angoscia) e s'addossò al tronco d'un albero.
-
-Era Guglielmo: quanto a questo nessun dubbio. Ma non il _suo_
-Guglielmo, non il _caro ragazzo_, il tenero suo amico d'infanzia.
-Invero il tempo non aveva aggiunto molto alla statura e allo sviluppo
-del giovane diciannovenne, alto e già ben complesso, ch'era partito per
-le Indie. Tuttavia sei anni trascorsi in Oriente, tra fatiche e cure
-dello spirito, strapazzi fisici, frequenti viaggi lo avevano mutato
-assai più che se fosse rimasto a condurre una vita tranquilla nel suo
-paese. Al fresco carnato dell'adolescenza era succeduto un colorito più
-pallido, un poco abbronzato, e ombrato dalla barba, che mostrava una
-matura virilità; negli occhi ridenti adesso appariva più profondo il
-pensiero; l'elastico passo era più fermo e misurato; il viso, raggiante
-allora come un sole, aveva preso un'espressione calma e grave che dava
-un'impronta caratteristica ai suoi lineamenti quando erano in riposo.
-
-Ma le attrattive che avevano cattivato al giovanetto tutti i cuori,
-erano sostituite nell'uomo da qualità di pregio eguale, se non
-superiore. Egli era sempre straordinariamente bello, e dotato di
-quella grazia naturale e disinvolta del portamento che tanto piace. La
-fronte ampia ed aperta, la bocca dalle linee denotanti un animo mite
-ma insieme forte e risoluto, le maniere franche e balde, rimanevano
-inalterate, e sarebbero bastate esse sole a farlo riconoscere da colei
-in cui la sua immagine era indelebilmente impressa, anche se ella
-non avesse udito il suono della nota voce, nel momento stesso. Tutto,
-tutto proclamava al suo cuore palpitante che Guglielmo Sullivan l'aveva
-incontrata a faccia a faccia, ed era passato oltre, senza ravvisarla,
-e, secondo ogni apparenza, immemore o noncurante, lasciandola sola col
-suo immenso dolore!
-
-Dapprima quest'unico amarissimo pensiero fu presente al suo
-spirito: «Egli non mi conosce più!» Esso riempiva e dominava la sua
-immaginazione, le faceva correre nelle più profonde fibre dell'essere
-un fremito di stupore ed angoscia. Non rifletteva ch'ella era tuttavia
-una bambina quando Guglielmo l'aveva veduta l'ultima volta, e che
-doveva apparirgli adesso ben diversa. Meno ancora pensava a rallegrarsi
-d'una trasformazione di cui ogni particolare tornava a suo vantaggio.
-La penosa idea che l'amico diletto della sua fanciullezza l'aveva
-dimenticata, ch'ella era morta per lui, cancellava qualunque altro
-ricordo.
-
-Fossero stati tutt'e due ragazzi come al tempo della loro fraterna
-intimità, le sarebbe parso naturalissimo spiccare una corsa,
-raggiungerlo, chiamarlo. Ma gli anni e i mutamenti che avevano operato,
-alzavano tra loro una potente barriera. Gertrude era una donna oramai,
-e ne aveva l'alterezza; l'animo suo delicato, la modestia virginale la
-distoglievano dal seguire l'impulso dell'antico affetto. Bentosto però
-altri sentimenti l'assalsero confusamente. Come mai Guglielmo Sullivan
-si trovava là, e con Isabella Clinton appoggiata al suo braccio? Quando
-aveva ripassato l'Oceano? E perchè non era andato anzi tutto in cerca
-di lei, della prima sua amica, dell'unica, per quanto ella avesse fino
-allora saputo, da cui egli aspettasse d'essere accolto al suo ritorno
-in patria? Possibile che non si fosse nemmeno curato d'avvertirla del
-suo arrivo? In qual modo spiegarsi quello strano silenzio, e il fatto
-più strano ancora della sua premura d'accorrere a un ritrovo mondano
-prima di visitare la sua città natale e la sorella d'adozione?
-
-Domande su domande, dubbi su dubbi s'accavallavano nella sua mente,
-in tale scompiglio ch'ella non poteva ragionare nè venire ad una
-conclusione. Non poteva che sentire e piangere. E sopraffatta da tante
-dolorose commozioni ruppe in lacrime.
-
-Povera fanciulla! Era assai diverso quell'incontro da ciò che aveva
-immaginato e sperato! Durante sei anni, mentre la donna si maturava
-in lei, il ritorno di Guglielmo era stato il sogno delle sue veglie,
-e la realtà fugace ma dolcissima de' suoi sonni felici. Egli non si
-sarebbe potuto presentare in nessun'ora del giorno o della notte,
-nè sotto nessun travestimento, senza essere atteso e indovinato. Di
-nessuna formula di saluto si sarebbe potuto servire che già ella non
-avesse inteso sonare nella sua fantasia. Il suo primo sguardo, ella
-lo vedeva, le era familiare. Le parole che direbbe venendo a lei, le
-sue esclamazioni, le sue domande, le risposte che ella farebbe, la
-felicità d'entrambi (velata di mestizia dopo la dipartita dei loro cari
-perduti), tutte insomma le particolarità dell'incontro agognato ella le
-aveva già evocate mille volte nello spirito, ogni tanto in nuove forme,
-e con l'aggiunta di qualche nuova circostanza.
-
-Ma non mai nelle sue visioni era apparsa pur un'ombra della triste
-verità che d'improvviso l'aveva precipitata nel dolore di quel
-disinganno. Nemmeno i sogni più oscuri erano stati presaghi d'una così
-gelida indifferenza, nemmeno i presentimenti più affannosi, non rari,
-da ultimo, le avevano fatto temere qualche cosa di così straziante come
-quell'assoluto oblio, quella totale distruzione del tenero e intenso
-affetto che aveva lungamente unito a lei l'esule in terre lontane.
-
-Addossata al tronco del vecchio albero, col petto gonfio di profondi
-singhiozzi che non trovavano sfogo, e il viso mal celato dalle piccole
-mani tra le cui dita affusolate scorrevano copiose lacrime, ella
-piangeva, dimentica del luogo, del tempo, di tutto fuorchè della sua
-soverchiante ambascia.
-
-Il rumore d'un passo che s'avvicinava la scosse. Con rapido gesto
-si slanciò avanti senza guardare nella direzione in cui l'udiva,
-calò il velo di trina che portava in luogo di cappello, per modo da
-nascondere la faccia turbata, s'asciugò gli occhi grondanti di pianto,
-e s'allontanò in fretta volendo evitare d'essere raggiunta e osservata
-da qualcuno dei numerosi forestieri che passeggiavano nel parco a
-quell'ora.
-
-Le pieghe del fitto velo e le lacrime risgorganti le offuscavano la
-vista, ed ella non sapeva dove la conducesse la sua fuga ansiosa,
-quando a un tratto un rombo e un sibilo acuto le risonarono
-all'orecchio, in gran prossimità, spaventandola e confondendola a segno
-ch'ella si fermò incerta della via da prendere; ma in quella si sentì
-afferrare per la vita e sollevare da terra con prontezza e facilità,
-come se fosse stata una bimba, e prima ch'ella potesse acquistar
-coscienza di ciò che le accadeva, mentre lo stesso braccio robusto la
-reggeva trattenendola, si vide passare davanti con vertiginosa celerità
-una vetturetta della ferrovia in miniatura, dove sedevano due persone.
-Un passo di più, e si sarebbe trovata sul binario, esposta all'urto,
-forse mortale, del veicolo lanciato a tutta corsa.
-
-Rimosse il velo, e volse al suo salvatore, il quale, cessato il
-pericolo l'aveva subito sciolta dalla stretta, un viso ch'esprimeva
-insieme una viva gratitudine e un gran turbamento, reso più sensibile
-ancora dalle tracce della dolorosa commozione di poco prima.
-
-Il signor Phillips, poichè era lui, la guardò con tenerezza e pietà
-profonda.
-
-— Povera figliuola! — egli disse dolcemente, prendendola a braccetto. —
-Vi siete molto spaurita. Venite a sedervi su quel banco. —
-
-Ma ella scosse il capo e accennò che desiderava piuttosto proseguire
-verso l'albergo. Non era in grado di parlare; la benevolenza di quello
-sguardo, di quella voce, non faceva che accrescere la sua penosa
-confusione e le toglieva la facoltà della favella.
-
-Egli non insistette, l'accompagnò in silenzio, ma sorreggendola con
-amorosa cura, e gettando su lei sguardi pieni d'ansietà. Alfine, con
-uno sforzo ella riescì a calmarsi alquanto. Allora egli osò rivolgerle
-di nuovo la parola, e domandò:
-
-— V'avevo forse spaventata _io_?
-
-— Voi! — fece ella con tono sommesso e malfermo. — Oh, no! Siete tanto
-buono....
-
-— Mi duole di vedervi così conturbata. Quella ferrovia circolare con le
-sue vetturette è inutile e pericolosa.... Dovrebbero sopprimerla.
-
-— La ferrovia? — mormorò Gertrude, come smarrita. — Ah, sicuro.... non
-mi rammentavo....
-
-— Mi sembrate un po' nervosa.... Dovreste chiedere al dottor Jeremy un
-calmante.
-
-— Il dottore? È tornato indietro per cercare la sua mazza, credo. —
-
-Egli comprese che lo spirito della fanciulla era sconvolto, perchè
-ne conosceva la vivacità e l'acume essendosi in quei giorni la loro
-amicizia fatta più intrinseca. S'astenne dunque da altri tentativi di
-conversazione, e non apersero più bocca finchè, giunti all'albergo,
-nell'accomiatarsi, egli, tenendole un momento la mano stretta nella
-sua, disse con accento commosso:
-
-— Potrei forse fare qualche cosa per voi? Potrei aiutarvi? —
-
-Gertrude lo guardò, e vide al suo aspetto ch'egli l'intendeva, che
-capiva com'ella fosse non già nervosa ma infelice. I suoi occhi lucenti
-di nuove lacrime lo ringraziarono.
-
-— No.... no.... — rispose ansante. — Ma siete buono, molto buono. —
-
-E rapidamente entrò nell'atrio. Per più d'un minuto il signor Phillips
-restò fermo dov'ella lo aveva lasciato, fissando la porta quasi volesse
-vedere la fanciulla arrivata a salvamento.
-
-Il primo pensiero di Gertrude fu di nascondere quanto meglio potesse
-a tutti i suoi amici, e specie alla signorina Graham, il grave dolore
-che l'opprimeva. Certo avrebbe trovato in Emilia simpatia e conforto;
-ma per grandi che fossero il suo amore e il suo rispetto verso la sua
-benefattrice, ella rifuggiva con gelosa delicatezza da ogni confidenza
-atta ad abbassare Guglielmo Sullivan nella stima d'una persona dinanzi
-alla quale desiderava ardentemente mostrarlo degno dell'alto concetto
-che di lui le avevano dato le sue lodi.
-
-Emilia quasi non conosceva fino allora il giovane se non da ciò che
-gliene diceva Gertrude, e però un sentimento misto di tenerezza per
-l'amico d'infanzia, e d'amor proprio, vietava a questa di palesarle
-ch'egli, ritornato in patria dopo tanti anni d'assenza, l'aveva
-riveduta per la prima volta in un pubblico passeggio di Saratoga, e le
-era passato accanto senza curarsi di lei.
-
-Naturalmente le s'era affacciata l'idea che Guglielmo poteva averla
-cercata a Boston e, appreso ch'ella si trovava a Saratoga, esserci
-venuto appunto col fine di vederla: nè, riflettendo a mente calma,
-questa ipotesi pareva contraddetta dal fatto che, incontratala per
-caso, una fugace occhiata non bastasse perchè egli la riconoscesse
-subito, mutata com'era nel volto e nella persona. Ma quel raggio di
-speranza svanì quand'ella si rammentò d'una lettera ricevuta il giorno
-innanzi da parte della signora Ellis, la quale custodiva ora la casa
-dei Jeremy. Come ammettere che scrivendole avesse omesso di menzionarle
-una visita per lei tanto importante? Pure, una possibilità rimaneva:
-cioè che la data della concisa epistola fosse anteriore all'arrivo
-di Guglielmo, o che questi, sbarcato appena, non fosse ancor giunto a
-scoprire la sua temporanea dimora. Nonostante i dubbi cui dava adito
-la poca premura ch'egli mostrava di rintracciarla, passeggiando invece
-con Isabella, Gertrude s'aggrappava appassionatamente a quest'altra
-fragile speranza; e confidandosi ch'entro la giornata egli si sarebbe
-presentato all'albergo, si propose di concentrare tutte le sue energie
-nello sforzo di mantenersi calma e composta. Conveniva aspettare
-d'acquistar una certezza.
-
-Durò gran fatica a parere come il solito ed eludere l'amorosa e
-attenta vigilanza d'Emilia che, conscia dei doveri assunti verso la
-figliuola adottiva, e timorosa di non essere atta, causa la sua cecità,
-a proteggere abbastanza quella creatura così ardente ed eccitabile,
-notava, sempre all'erta, le sensazioni e le commozioni provate da
-Gertrude, e soprattutto ogni variazione del suo umore, ordinariamente
-gaio.
-
-Ora, per quanto la fanciulla si fosse armata di fiducia, e incoraggiata
-con la speranza che Guglielmo non sarebbe infedele alla loro antica
-amicizia, il suo spirito era depresso dall'evidenza con cui si era
-presentato ai suoi occhi il fatto ch'egli non poteva più essere per lei
-ciò ch'era stato una volta, che mai più non avrebbero potuto trattarsi
-con fraterna dimestichezza come fino a quando s'erano separati: egli
-era adesso un uomo del gran mondo, aveva nuove conoscenze, nuove cure,
-nuovi interessi, ed ella doveva riconoscere d'essersi abbandonata a una
-folle quanto tenera illusione, accarezzando l'idea che nel loro caso le
-leggi della natura sarebbero sospese, che il tempo non avrebbe alterato
-l'indole nè l'intensità del loro mutuo affetto.
-
-Segnatamente l'induceva in questa persuasione la circostanza d'averlo
-veduto in quel primo casuale incontro a fianco d'Isabella Clinton, la
-signorina mondana per eccellenza, tra la quale e lei non c'era ombra
-d'affinità o di simpatia. Isabella, invero, era la figlia dell'uomo
-generoso che a lui giovanetto aveva aperto la via della fortuna
-impiegandolo nella sua casa commerciale di cui adesso egli faceva parte
-in qualità di socio; nulla di più naturale quindi che Guglielmo non
-soltanto la conoscesse, ma si sentisse in obbligo d'usarle deferenza
-e prodigarle le sue attenzioni. Gertrude tuttavia provava un senso
-di distacco, e non riusciva a cacciare un doloroso presentimento che
-le agghiacciava il cuore, pensando alla sua familiarità con una che
-aveva sempre ostentato verso di lei un superbo disprezzo trattandola
-incivilmente.
-
-Un'unica via di condotta le rimaneva: dominarsi con tutte le sue
-forze, chiamare in suo soccorso perfino l'orgoglio, e mantenersi in
-qualunque evento calma e serena. Il timore che già un occhio perspicace
-avesse penetrato parzialmente il suo segreto indovinando che ella era
-afflitta, la metteva in guardia; e però, entrando nella camera dove
-Emilia l'aspettava, diede al suo «buon giorno» un tono gaio ed aiutò
-la cieca a vestirsi come di consueto. Certo il suo viso mostrava le
-tracce del pianto recente, ma quella non le vedeva, e prima di andare a
-colazione ella ebbe cura di farle sparire.
-
-Subito fu posta a nuovi cimenti. Il dottor Jeremy, che ricuperata la
-sua mazza era andato a cercarla nel luogo convenuto, e non l'aveva
-trovata nè là nè altrove nel parco, la tempestò di domande sul cammino
-da lei seguito e sulle ragioni per le quali lo aveva piantato in asso.
-
-Ella cadde dalle nuvole. Non s'era più ricordata affatto del vecchio
-signore, nè del loro accordo, secondo cui era stabilito ch'ella
-proseguirebbe sempre nella medesima direzione; e còlta così di
-sorpresa, senza che avesse preparato una risposta, arrossì, restò
-confusa. La verità era questa: ansiosa d'evitare l'ignoto passante
-che udiva venire dalla parte per dove ella doveva muovere incontro
-al dottore, aveva preso la direzione opposta, e, raggiunta dal signor
-Phillips, era tornata in sua compagnia all'albergo rifacendo la strada
-di prima e deludendo per conseguenza il buon Jeremy a cui non pensava
-più.
-
-Ma prima ch'ella potesse addurre qualche scusa, arrivò di corsa Netta
-Gryseworth evidentemente piena d'allegra malizia, e chinandosi su una
-spalla di lei, le disse all'orecchio, abbastanza forte da essere udita
-dagli altri della loro piccola comitiva, che si erano fermati mentre il
-dottore chiedeva spiegazioni a Gertrude:
-
-— Cara amica, certi commoventi addii dovrebbero esser fatti fuor degli
-sguardi indiscreti; mi maraviglio che li abbiate permessi sulla soglia
-dell'albergo! —
-
-Questa osservazione non era propria a scemare l'impaccio della
-fanciulla, che s'accrebbe a mille doppi quando il dottor Jeremy,
-ghermita per un braccio Netta la quale già scappava, insistette perchè
-spiegasse che intendeva dire, dichiarando che egli sospettava qualche
-cosa, e voleva sapere chi fosse il cavaliere di Gertrude.
-
-— Oh, un bel giovane alto, suo adoratore!... Bisognava vedere come
-stava lì piantato a seguirla con gli occhi! In verità cominciavo a
-temere che la crudele lo avesse cambiato in sasso! Che gli avevate
-fatto, Gertrude?
-
-— Nulla, — rispose questa. — M'ha salvata da una vetturetta della
-ferrovia circolare che era sul punto d'investirmi e m'ha accompagnata a
-casa. —
-
-Il suo tono era serio. In altri momenti avrebbe riso e motteggiato con
-Netta; ora un peso troppo grave le opprimeva il cuore. Ma il dottor
-Jeremy non s'accòrse della sua crescente agitazione, e spinse lo
-scherzo ancor più oltre.
-
-— Romantica avventura! Un pericolo imminente! Soccorso provvidenziale!
-Passeggiata da solo a sola, evitando il vecchio dottore che sarebbe
-stato il terzo incomodo! Ho capito.... —
-
-La povera Gertrude, rossa scarlatta e confusa da far pietà, cercò
-di giustificarsi, balbettò, finì col dire che non sapeva più, non
-rammentava....
-
-Elena Gryseworth le gettò uno sguardo scrutatore, Emilia volse verso di
-lei la faccia ansiosa, e Netta, mezzo impietosita e mezzo esilarata, la
-trasse nella sala da pranzo dicendo:
-
-— Non vi confondete, Gertrude, non c'è poi niente di terribile, dopo
-tutto. —
-
-Ella volle sforzarsi di far colazione, ma non potè nascondere la
-sua mancanza d'appetito, e fu lieta d'accompagnare Emilia nella
-loro camera appena questa ebbe finito il leggero suo pasto. Là le
-raccontò minuziosamente il pericolo che aveva corso, e come il signor
-Phillips l'avesse salvata: racconto di cui la signorina Graham parve
-contentarsi. Poi sedette in apparenza tranquilla, e lesse ad alta
-voce alcune pagine d'un libro a loro prestato da quel gentiluomo, che,
-singolare sfortuna, ella non era ancora riuscita a presentare alla sua
-amica non essendosene mai offerta l'opportunità.
-
-Trascorse l'intera mattinata senza che Guglielmo si facesse vivo.
-Ogni volta che una persona di servizio passava per il corridoio,
-Gertrude palpitava di speranza; e se qualcuno picchiava all'uscio,
-come ripetutamente accadde, la sua mano tremante poteva appena alzar
-la gruccia. Questo continuo alternarsi d'illusioni e disinganni la
-teneva in uno stato d'eccitazione tale, ch'ella era tutta accesa in
-viso, e verso mezzogiorno cominciò a sentire i sintomi di un violento
-mal di capo, cosa molto insolita in lei. Nondimeno, comprendendo che
-s'ella si fosse astenuta con una scusa qualunque di comparire quel
-giorno a pranzo, la sua condotta avrebbe certo provocato commenti
-erronei, si vestì accuratamente secondo il solito, e andò a prendere
-il suo posto a tavola. Soffriva, ma le guance imporporate e gli
-occhioni neri scintillanti la rendevano più che mai attraente; nè
-era da maravigliarsi se nell'atto che traversava la sala e durante il
-breve tempo che vi si trattenne, gli sguardi del signor Phillips, che
-sedeva a qualche distanza, e d'altri ancora, si fissavano su lei con
-attenzione.
-
-
-
-
-XXXIX.
-
- .... solo
- Nell'alta notte, dal cielo silente
- Sul torturato cuor veglia pietoso
- l'occhio eterno....
-
- NEW TIMON.
-
-
-Quando Gertrude, fatta accomodare Emilia nel salotto, accanto alla
-signora Gryseworth, ritornò sollecitamente nella sua camera, vi trovò
-un bellissimo mazzo dei fiori più scelti che la cameriera, come le
-disse, era stata incaricata di rimettere a lei. Ella indovinò subito
-da chi quel dono gentile ed accettabile provenisse, e quali sentimenti
-di benevolenza e simpatia avessero mosso il donatore; se da qualcuno
-poteva ricevere un conforto era dal signor Phillips, il solo quasi la
-cui pietà non esacerbasse la sua pena.
-
-Ad onta delle maliziose supposizioni di Netta, ella non sospettava
-affatto che altri motivi fuor d'una grande bontà d'animo e una sincera
-compassione lo avessero indotto ad offrirle quei vaghissimi fiori.
-Ed a ragione; perchè le sue maniere verso di lei erano piuttosto di
-padre affettuoso che d'innamorato, e quantunque ella cominciasse a
-considerarlo come un prezioso amico, non vedeva altro in lui nè pensava
-ch'egli desiderasse d'esser altro.
-
-Mise i fiori in un vaso d'acqua, ritornò nel salotto, e, facendosi
-forza, prese parte alla conversazione, discorrendo su vari soggetti,
-finchè, con suo sollievo, il circolo dei suoi amici si sciolse, e chi
-andò a far una passeggiata in carrozza o a cavallo, chi a schiacciare
-un sonnellino. Tra questi ultimi fu ella stessa; era contro il suo
-costume, ma giustificò dinanzi ad Emilia quest'eccezionale mollezza col
-mal di capo che l'aveva assalita. Non riesci però a dormire, e il resto
-della giornata le sembrò interminabile.
-
-Venne alfine la sera. Gertrude ricevette un premuroso invito
-d'accompagnare le signorine Gryseworth, che col loro babbo e i
-Petrancourt andavano a un concerto dato all'Albergo degli Stati Uniti.
-Ella si scusò, e persistette nel suo rifiuto nonostante le più vive
-istanze. Sentiva che se si fosse esposta al cimento d'un nuovo incontro
-come quello della mattina si sarebbe di certo tradita. Poichè Guglielmo
-aveva lasciato passare la giornata intera senza cercar di vederla,
-non avrebbe voluto per nulla al mondo mettersi lei sulla sua via, e
-correre il rischio di essere scoperta da lui e riconosciuta in una sala
-affollata di gente. No: aspetterebbe. Dovevano di sicuro incontrarsi o
-prima o poi. Nelle presenti circostanze ella non sapeva ancor bene come
-contenersi; era meglio serbare per ora l'incognito.
-
-Rimase dunque all'albergo. Oltre i Gryseworth e i Petrancourt, molti
-altri andarono agli «Stati Uniti», sicchè nel salotto, quasi deserto,
-regnava una insolita quiete, grata all'animo agitato e alla testa
-dolente di Gertrude. Emilia discorreva con un ecclesiastico anziano
-che le era stato presentato; il dottor Jeremy conversava con la
-signora Gryseworth, e sua moglie intanto sonnecchiava. La fanciulla,
-visto che nessuno aveva bisogno di lei, uscì inosservata dalla stanza
-proponendosi di star un po' a sedere fuori, al lume di luna; ma nel
-vestibolo s'imbattè nel signor Phillips.
-
-— Che fate qui, sola sola? — egli domandò. — Perchè non siete andata al
-concerto?
-
-— Mi duole il capo.
-
-— Me ne sono avveduto, a pranzo. Non va punto meglio?
-
-— No, non direi.
-
-— Venite a passeggiare un po' con me sulla terrazza. Vi farà
-bene. —
-
-Ella accettò. Egli l'intrattenne piacevolmente, le raccontò molti
-aneddoti divertenti, riuscì a farla sorridere, e perfino ridere,
-del che parve compiacersi assai. Parlò argutamente delle varie cose
-vedute e udite da che si trovava a Saratoga dove faceva la parte
-di spettatore, e terminò domandandole se non giudicava anche lei lo
-spettacolo una pompa di vanità e d'egoismo.
-
-Gertrude, maravigliata della domanda, non seppe rispondere.
-
-— Perchè? — disse.
-
-— Non è forse ridicolo che tante migliaia di persone convengano qui col
-fine di divertirsi? — egli riprese.
-
-— Non saprei, — replicò ella. — A me almeno non sembra. Divertirsi è
-un'ottima cosa per chi _può_ godere.
-
-— E quanti possono?
-
-— La maggior parte, m'immagino.
-
-— Che! Quasi nessuno, invece! Più di mezzi se ne vanno infelicissimi, e
-il resto malcontenti.
-
-— Credete? E io, al contrario, pensavo che l'attrattiva del luogo fosse
-appunto il vedervi tante facce raggianti d'allegrezza. Mi parevano
-tutti gente felice.
-
-— Oh, superficialmente! E poi, se osservate bene, vedrete che quelli
-che sembrano felici un giorno, hanno il seguente un'aria desolata....
-Per esempio, la vostra era una delle facce raggianti, ieri, ma oggi non
-è più così, povera figliuola.... —
-
-Accortosi che queste ultime parole facevano tremare lievemente la mano
-posata sul suo braccio, e vedendo i grandi occhi neri levati verso di
-lui riabbassarsi ad un tratto sotto le lunghe ciglia, soggiunse:
-
-— Speriamo però che torni presto serena come prima. Ma non avrebbero
-dovuto portarvi qui. La montagna di Catskill si confaceva meglio alla
-vostra fervida fantasia e alla vostra mente riflessiva; non bisogna
-esporre una natura di sensitività così delicata alle offese della
-malignità e dell'invidia che non mancano mai in questi affollati
-ritrovi della bassa, egoista e crudele umanità.
-
-— Oh! — esclamò Gertrude la quale ora comprendeva che il signor
-Phillips in cuor suo sospettava ch'ella soffrisse per qualche ferita
-dell'amor proprio, qualche torto, forse ingiurioso, da lei patito. —
-Voi parlate troppo severamente: non tutti sono egoisti, non tutti sono
-malevoli.
-
-— Ah, voi siete giovane e piena di fede! Fidate pure in chi potete,
-finchè potete. Io non fido più in _nessuno_.
-
-— Nessuno? Non v'è dunque una persona al mondo che voi amiate, in cui
-abbiate fiducia?
-
-— Quasi nessuna: non più d'una, certo. In chi dovrei fidare?
-
-— Nei buoni, nei puri, nei magnanimi.
-
-— E quali sono? Come distinguerli? Secondo la mia esperienza, ed è
-stata vasta, sì, molto vasta, — egli stringeva i denti e il suo tono
-era di profonda amarezza — i così detti buoni, gli uomini stimati probi
-e onorevoli, spesso non sono che ipocriti bene inverniciati, peccatori
-di fine e polita apparenza. Sì, — continuò con voce più grave, e
-in modo più concitato — penso a un tale, gentiluomo rispettabile,
-personaggio _cospicuo_, membro della Chiesa, la cui durezza, la cui
-ingiustizia, la cui crudeltà hanno fatto della mia vita ciò che è....
-un desolato deserto, e peggio; e penso a un altro, un vecchio marinaro
-rozzo e intemperante, sul capo del quale non passava giorno senza
-ch'egli proferisse il nome di Dio invano, e che tuttavia aveva in fondo
-al cuore una goccia di così pura essenza di virtù, che non riescireste
-a distillarla dalle anime di diecimila dei vostri educatissimi
-birbanti. In chi dunque devo fidare, nell'uomo buono e religioso, o
-nell'abietto ed empio blasfematore?
-
-— Fidate nella _bontà_ dovunque si trovi, — rispose Gertrude. — Ma non
-diffidate di _nessuno_ piuttosto che di _tutti_.... oh, no!
-
-— Il vostro mondo, la vostra religione, tracciano un cerchio meno ampio.
-
-— Non dite il _mio_ mondo, la _mia_ religione. Io non mi chiudo in
-cotesto cerchio, e non conosco altra religione che quella del cuore.
-Cristo morì per l'umanità intera. E se poche sono le anime così
-profondamente inabissate nel peccato, che non serbino una scintilla di
-virtù e di verità, chi può dire in quali non scaturirà alfine la luce
-grazie a cui potranno trovare la via di Dio?
-
-— Voi siete una buona creatura piena di carità e di speranza, — fece
-il signor Phillips premendo più forte il braccio della fanciulla. —
-Voglio aver fede in _voi_. Ma, guardate, i nostri amici ritornano dal
-concerto. Andiamo loro incontro. —
-
-Avevano passato ore deliziose. L'Alboni aveva superato sè stessa.
-Quanto dispiaceva a tutti che Gertrude non ci fosse stata!
-
-— Ma forse — le sussurrò Netta — vi siete divertita meglio
-qui.... —
-
-Le erano appena sfuggite dalle labbra queste maliziose parolette, che
-già n'era mezzo pentita, perchè Gertrude, appoggiata al braccio del
-signor Phillips tranquillamente, senza ombra di confusione, respingeva
-col semplice candore del suo contegno il folle sospetto.
-
-— C'era la signorina Clinton, — proseguì l'altra — splendidamente
-bella. Aveva intorno una folla di adoratori.... Ma, — soggiunse
-rivolgendosi alla signora Petrancourt — avete notato qual'era
-il favorito? Tanto favorito che non so come gli altri non si
-scoraggissero.... Parlo di quel bel giovane, alto, che l'ha
-accompagnata nella sala, e s'è ritirato dopo un poco. Finchè c'è
-rimasto, ella s'è dedicata tutta a lui.
-
-— Era il medesimo, non è vero, che è rientrato per alcuni minuti verso
-la fine del concerto? — domandò Elena. — Quello che stava ritto contro
-la parete?
-
-— Precisamente. Ha aspettato che l'Alboni finisse di cantare, poi s'è
-accostato alla signorina Clinton e s'è chinato a mormorarle qualche
-parola all'orecchio. Ella s'è rizzata subito e sono usciti insieme,
-lasciando gli altri corteggiatori piuttosto mortificati. Io, sedendo
-presso la finestra, li ho veduti passare e allontanarsi nel parco.
-
-— Proprio nel mezzo di quel magnifico pezzo della _Lucia_! — disse
-Elena. — Come hanno potuto andarsene così?
-
-— Oh, non c'è nulla di strano, dato lo stato delle cose, se la
-signorina Clinton preferisce una passeggiata col signor Sullivan alla
-miglior musica del mondo! — osservò il signor Petrancourt.
-
-— Ah! — fece Netta. — È molto simpatico quel giovane? Credete che sarà
-il fortunato?
-
-— Io non ne dubito, — rispose quegli. — Si crede anzi generalmente
-che siano fidanzati. Egli era a Parigi in compagnia della signorina
-e di suo padre, la scorsa primavera, e sono ritornati con lo stesso
-piroscafo. Tutti sanno che il signor Clinton desidera vivamente questo
-matrimonio, e l'Isabella non nasconde la sua preferenza.
-
-— Certo, — confermò la signora Petrancourt — è una cosa stabilita. L'ho
-sentito dire anche stasera da due o tre persone. —
-
-Che n'era di Gertrude durante questi discorsi? Poteva ella, dopo avere
-per sei anni alimentato la cara speranza d'esser l'unico amore di
-Guglielmo, rimaner lì pazientemente a udire quegli estranei disporre di
-lui, darlo ad un'altra?
-
-Sì, potè; ma non grazie a sè stessa, perchè la testa le girava, ed ella
-sarebbe caduta senza il saldo sostegno del signor Phillips, il quale la
-reggeva al suo braccio con tanta forza, che sebbene egli sentisse come
-tremava tutta, gli altri non se ne avvidero punto. Per fortuna, anche
-nessuno osservò la sua faccia sbiancata, e stando essi nell'ombra,
-il solo che sapeva la sua agitazione, notava gli occhi stralunati e
-ardenti in quel pallore mortale, le labbra semiaperte e convulsamente
-rigide.
-
-Come sotto l'incubo d'un sogno spaventoso, ella, col cuore in tumulto,
-ascoltava, immobile, e udiva e comprendeva ogni parola. Ma non sarebbe
-stata in grado di parlare o fare un gesto: un momento di più, e qualche
-caso inevitabile avrebbe tradito il suo turbamento ch'era tale da far
-paura. Ma il signor Phillips parlò e si mosse _per lei_, risparmiandole
-la pena di vedersi esposta alla curiosità degli astanti, da cui certo
-il suo spirito delicato e sensitivo rifuggiva con orrore.
-
-— Il signor Sullivan! — egli esclamò. — Un bravo giovanotto! Lo
-conosco.... Signorina Gertrude, devo raccontarvi un aneddoto che lo
-concerne.... —
-
-E proseguendo nella direzione in cui erano venuti incontro alla
-comitiva che tornava dal concerto, fece come se volessero continuare
-la loro passeggiata; ma adesso camminava egli solo perchè Gertrude era
-addirittura portata da lui.
-
-Gli altri entrarono presto nel salotto, lasciandolo con la sua compagna
-in piena libertà nella terrazza da quella parte già vuota.
-
-Finchè non furono scomparsi egli seguitò a narrare come il signor
-Sullivan fosse stato, anni addietro, suo compagno di viaggio in un
-deserto dell'Arabia, e gli avesse reso un segnalato servigio aiutandolo
-a salvarsi da un improvviso attacco d'una tribù d'Arabi erranti. Ma
-tosto assicuratosi che non c'era più pericolo d'essere osservati,
-s'interruppe bruscamente, e senza scuse nè cerimonie la mise a sedere
-in una poltrona che si trovava lì presso, dicendo:
-
-— State qui mentre io vado a prendervi un bicchier d'acqua.... —
-
-L'avviluppò ben bene nella mantellina e s'allontanò rapidamente.
-
-Oh, quanto gli fu grata Gertrude in cuor suo della delicatezza con cui
-la lasciava sola per darle il tempo di riaversi! Era la condotta più
-giudiziosa, e insieme più benevola ch'egli potesse tenere. Egli sapeva
-che non sarebbe svenuta, che avrebbe raccolto tutte le sue energie,
-e sperava perfino d'essere riuscito a darle l'illusione che neppur
-a lui fosse stata palese tutta la profondità del suo turbamento, e
-soprattutto che ne ignorasse affatto la causa.
-
-Quando il signor Phillips ritornò dopo alcuni minuti, ella era calma.
-Portò alle labbra il bicchier d'acqua, ma egli non insistette perchè
-bevesse: vedeva che non ne aveva bisogno.
-
-— V'ho trattenuta fuori troppo, — disse. — Venite, è meglio che
-rientriate. —
-
-La fanciulla si rizzò, s'appoggiò di nuovo al suo braccio. Egli,
-guidati i suoi deboli passi fino all'uscio vetrato che dalla terrazza
-metteva nella camera occupata da lei e da Emilia, si fermò un momento,
-dicendole con tono significativo, e figgendo ne' suoi occhi uno sguardo
-che corroborava le parole:
-
-— Signorina Gertrude, voi m'esortate ad aver fede in tutti; ma io
-vi consiglio che, inesperta della vita come siete, vi guardiate dal
-credere ciecamente a chiunque. Dove la vostra fiducia è ben fondata,
-mantenetela con fermezza e coraggio, ma non tenete per vero se non
-ciò ch'è provato; specie poi siate sicura che gli oziosi pettegolezzi
-circolanti in luoghi come questo, non meritano alcun credito. Buona
-notte. —
-
-Quale rivoluzione produsse quest'ammonimento nei sentimenti di
-Gertrude! Esso risonò al suo orecchio come una profezia e si ripercosse
-nell'intimo del suo cuore. Non era pieno di saggezza il consiglio del
-signor Phillips? Naturalmente, ella pensava, egli esponeva un assioma
-dettato dalla sua lunga esperienza; ma come s'applicava, al caso suo!
-Non aveva ella ceduto senza riflessione ai suoi timori, ai suoi neri
-presagi, non aveva ascoltato con inconsiderata prontezza le querele
-della sua gelosa immaginazione, e più inconsiderata credulità le ciarle
-riferite da estranei, mentre così tradiva un più alto diritto alla sua
-fede? Chi durante i lunghi anni della loro amicizia s'era mostrato più
-degno di fiducia che Guglielmo? Non era egli stato fin dall'adolescenza
-un esempio d'ogni virtù, superiore ad ogni bassezza, esente da ogni
-vizio? Non aveva abbandonato nella prima gioventù ogni cosa più cara,
-per andar a lavorare faticosamente sotto il sole dell'India a fine di
-procurare l'agiatezza, e il lusso, col tempo, a coloro di cui ambiva
-essere il sostegno e la consolazione? Non aveva sempre manifestato
-coi fatti un animo nobile, un carattere onorevole, un cuore sincero ed
-affettuoso? E, soprattutto, non era egli imbevuto fin dall'infanzia dei
-più sublimi e puri principî cristiani?
-
-Sì, questo era innegabile. E ricordandolo, riandando ciascuna fase
-della retta sua vita, Gertrude doveva riconoscere che egli, ragazzo
-d'indole generosa e amorevole, giovanetto ardimentoso ed energico, uomo
-fortunato e rispettato ma pure provato dal dolore, aveva costantemente
-mantenuto per lei lo stesso profondo e ardentissimo affetto, che anzi
-pareva essere andato crescendo ogni giorno, ogni mese, ogni anno,
-da quando l'aveva amata e protetta bambina, sostenuta e confortata
-durante la malattia e dopo la morte dello zio True, fino al presente,
-attraverso la lunga loro separazione.
-
-Non v'era una tra le numerose e regolari lettere di Guglielmo da
-cui non spirasse il più tenero e devoto amore per Gertrude: un amore
-esclusivo nel quale non poteva esservi rivalità. In tutti i suoi sogni
-di futura felicità domestica ella aveva parte; e sebbene la signora
-Sullivan, con quell'istintivo riserbo ch'era nella sua natura, si
-fosse astenuta dal parlargliene, il modo in cui la trattava le aveva
-sempre attestato chiaramente che considerava il matrimonio tra lei
-e suo figlio come cosa certissima. L'aperta dichiarazione fattale da
-Guglielmo nella lettera in risposta all'annunzio della morte di sua
-madre, che le sue speranze, le sue preghiere, le sue fatiche erano
-adesso per lei sola, non le dava una prova più sicura che già non fosse
-tutta la sua antecedente condotta, della tenerezza con cui l'amava?
-
-E doveva ella ora dubitare di lui? Non tener più conto, d'un tratto,
-di fatti che così evidentemente lo mostravano meritevole d'alta stima
-e credere senza altro alla subita defezione del suo amico d'infanzia?
-No! Risolse di bandire l'indegno pensiero, di confidarsi che presto una
-spiegazione sodisfacente ridarebbe la pace al suo cuore angosciato.
-Fino a quel momento manterrebbe la sua fede in Guglielmo: la
-manterrebbe con fermezza e coraggio, perchè era ben fondata.
-
-Facendo quest'eroico proposito rialzò la fronte china, e sprofondò lo
-sguardo nella serenità della notte. La luna era tramontata e il cielo
-scintillava tutto di fulgidissime stelle. Gertrude amava le notti
-stellate. Quello spettacolo le infondeva novello vigore. E guardando in
-alto vide splendere sul suo capo la stella prediletta, la stella che la
-sua fantasia, una volta, amorosamente immaginava accesa per lei dallo
-spirito beato dello zio True. E allora, come nel tempo lontano quando
-dai lumi celesti le scendeva nell'anima un raggio di conforto, le
-parve d'udir sonare al suo orecchio il detto familiare del caro padre
-adottivo: «Fa' cuore, uccellino, perchè è mia opinione che tutto da
-ultimo riuscirà a bene.»
-
-Durante il breve resto della serata rimase in questo stato d'elevazione
-morale e quasi di gioia; così sostenuta, potè ritornare nel salotto
-a prendere Emilia, dar la buona notte agli amici con voce gaia, e
-coricarsi tranquillamente. Avanti la mezzanotte, dormiva.
-
-Ma quella calma era in gran parte un effetto della stessa sua
-sovreccitazione, e però non poteva durare. La mattina seguente,
-destandosi, ricadde nella tristezza e nell'abbattimento di prima,
-e lo sforzo che fece per levarsi, vestirsi e andare a colazione
-fu macchinale. Si scusò col dottor Jeremy non essendo in grado di
-accompagnarlo nella solita passeggiata. Il suo più vivo desiderio era
-di lasciare Saratoga. Le pareva mill'anni d'essere a casa, in quiete,
-di non aver tanti occhi addosso.
-
-Quando il dottore venne a portare le lettere arrivate con la posta
-della mattina, ella vi gettò uno sguardo così avido ch'egli disse
-sorridendo:
-
-— Nulla per voi, Gertrude; ma ce n'è una per Emilia; un certo compenso,
-non è vero? —
-
-Meglio ancora. Era una lettera del signor Graham, lungamente attesa,
-che avrebbe certo menzionato la data del suo ritorno dall'Europa, e
-determinato quindi la durata del soggiorno d'Emilia a Saratoga.
-
-Con grande loro maraviglia, egli era già bell'e arrivato a Nuova York,
-e desiderava che la figliuola e Gertrude venissero a raggiungerlo
-subito. Gertrude stentava a nascondere la sua sodisfazione, che del
-resto poteva essere attribuita al piacere di riveder lui e la signora,
-ed Emilia, realmente felice di riabbracciare suo padre al quale era
-affezionatissima, la pregò di sollecitare i preparativi della partenza.
-
-Si ritirarono dunque nella loro camera, e fino all'ora del pranzo
-la giovanetta fu occupata nel fare i bagagli. Ella aveva passato il
-giorno innanzi ansiosamente sperando che Guglielmo si presenterebbe
-all'albergo; ora al contrario temeva oltremodo la sua visita. L'idea
-che il loro primo incontro avvenisse in un luogo pubblico, le era
-intollerabile nel suo presente stato d'animo: e s'ella ieri s'era
-tormentata aspettandolo invano, oggi soffriva ancor più per il terrore
-di vederlo comparire.
-
-Fu un vero sollievo al suo affanno la proposta gentilmente fattale dal
-signor Phillips dopo il pranzo, d'una scarrozzata al lago. Il dottor
-Gryseworth e una delle sue figliuole avevano accettato due dei posti
-nel legno da lui procuratosi, ed egli si confidava, come le disse,
-ch'ella avrebbe gradito il quarto. Poichè Emilia non aveva allora
-bisogno di lei, e poichè ella così era sicura d'evitare Guglielmo,
-acconsentì ben volentieri.
-
-Si trovavano in riva al lago da circa un'ora. Il dottore ed Elena
-s'erano lasciati indurre da una comitiva di loro conoscenti a giocare
-una partita alle bocce. Il signor Phillips e Gertrude non avevano
-voluto prendervi parte, ma stettero un tempo a guardare. Poi, essendo
-la giornata caldissima e l'aria nella sala chiusa soffocante, andarono
-piuttosto a sedersi fuori, finchè il giuoco fosse finito. Mentre
-contemplavano la bella distesa d'acque tinta di rosa dai riflessi del
-tramonto, una coppia venne a fermarsi poco lontano dal loro sedile.
-Un tronco d'albero gigantesco le nascondeva totalmente il signor
-Phillips e riparava anche Gertrude abbastanza da non essere osservata,
-quantunque un subitaneo pallore si diffondesse sulla sua faccia al
-vederla apparire. Quel pallore mostrava ch'ella aveva riconosciuto
-Guglielmo Sullivan e Isabella Clinton. Le loro parole giungevano ben
-distinte al suo orecchio.
-
-— Sarà dunque tanto sentita la mia assenza? — domandava Bella guardando
-intensamente il suo compagno che fissava il lago con aria grave.
-
-— Se sarà sentita? — disse il giovane volgendosi a lei con un accento
-di mite rimprovero. — E come non sarebbe? Chi può tenere il vostro
-luogo?
-
-— Ma, infine, due soli giorni....
-
-— Brevissimo tempo in circostanze ordinarie, però un'eternità.... —
-
-S'interruppe come se facesse uno sforzo per frenarsi, e con una brusca
-mossa proseguì il cammino.
-
-Isabella gli tenne dietro dicendo:
-
-— Aspetterete il mio ritorno, non è vero? —
-
-Guglielmo si voltò, e questa volta Gertrude vide in tutto il suo
-aspetto l'espressione di rimprovero che aveva sentito nella sua voce
-dianzi.
-
-— Certo, — egli rispose, serio. — Come potete dubitarne? —
-
-L'angoscia crescente della fanciulla nell'udir questo dialogo per lei
-pieno di significato, si manifestava nei lineamenti scomposti, nello
-sguardo strano, innaturale dei suoi occhi fissi, con una veemenza da
-far paura.
-
-— Gertrude! — esclamò il signor Phillips dopo averla mirata un
-momento. — Gertrude, per amor di Dio, non v'alterate così! Che vi
-succede? —
-
-Ma ella non lo guardò, il suo volto rimase impietrito: evidentemente
-non aveva inteso. Egli le prese la mano. Era fredda come un marmo.
-Un'angoscia quasi pari alla sua si dipingeva ora nel viso del suo
-amico: egli aveva gli occhi pieni di lacrime che colavano lente
-lungo le gote. Una volta stese le braccia in atto di voler stringersi
-l'afflitta al seno e consolarla come una bambina: ma represse con forza
-la sua commozione.
-
-— Gertrude, — riprese, sporgendosi verso di lei e fissandola negli
-occhi — che v'hanno fatto quei due? Se quel giovane v'ha offesa, il
-ribaldo ne dovrà rispondere! —
-
-E così dicendo balzò in piedi.
-
-Quelle parole, quel gesto, richiamarono Gertrude in sè.
-
-— No, no! — ella rispose. — Non è tale! Sto già meglio.... Non ne
-parlate.... non raccontate a nessuno.... — e gettò un'occhiata ansiosa
-nella direzione del viale dov'era il giuoco di bocce. — Sto meglio,
-molto meglio. —
-
-Non senza grande stupore del signor Phillips, che la rigidità del suo
-aspetto aveva spaventato, ella si rizzò con perfetta compostezza, e
-propose di ritornare all'albergo.
-
-Egli l'accompagnò, in silenzio; prima d'essere arrivati a mezza costa
-del poggio ove avevano lasciato la carrozza furono raggiunti dai
-Gryseworth, e di lì a pochi minuti i cavalli trottavano verso Saratoga.
-
-Tutta la sera Gertrude ebbe quell'aria di rigidità innaturale. Durante
-il tragitto il dottore le domandò due o tre volte se fosse indisposta,
-e il signor Phillips non cessò di osservarla furtivamente con sguardi
-inquieti. Fino i toni della sua voce erano alterati a segno che Emilia
-non appena l'udì parlare domandò:
-
-— Che hai, figliuola mia? —
-
-Ma ella rispose che stava benissimo, e fece tutto ciò che doveva
-fare nella serata, secondo il consueto; poi s'accomiatò dagli amici,
-convenne anzi con le Gryseworth di rivedersi il domani mattina.
-
-A un meno che acuto osservatore Emilia sarebbe parsa la più conturbata
-delle due. La cieca non poteva essere ingannata, e le celate sofferenze
-della sua cara si riflettevano nel contegno di lei. Gertrude parlava
-e si moveva macchinalmente, nè potè mai in seguito rammentar bene i
-casi di quella serata. Ella non comprendeva che cosa la sostenesse
-e la rendesse capace di recitare la sua parte, quasi inconsciamente.
-Come era riuscita a dissimulare le torture che soffriva? Non avrebbe
-saputo spiegarlo. Ella non serbava che la memoria confusa d'un sogno
-affannoso.
-
-Solo nelle quiete ore della notte, quando Emilia parve profondamente
-addormentata al suo fianco, osò sciogliersi un momento dai ferrei
-vincoli della costrizione che s'era imposta; ma allora il torrente
-del suo dolore irruppe senza più ostacoli. Si levò dal letto, e
-affondato il viso nei cuscini di un'agrippina bassa ch'era accanto
-alla finestra, diede libero sfogo alle lacrime benedette ogni cui
-stilla era un sollievo per la sua anima dolorante. Mai, dopo la prima
-fanciullezza, s'era abbandonata ad un così lungo e irrefrenato pianto;
-e l'ansare del suo petto, la violenza dei singhiozzi che ne sfuggivano,
-provavano l'intensità della sua angoscia. Tutti gli altri suoi dolori
-l'avevano trovata forte, ben preparata a sostenerli, armata d'una
-religiosa fiducia e incorata da una santa speranza; ma sotto questo
-colpo improvviso e inaspettato, ella si curvava e s'agitava come un
-arboscello cresciuto ai soli estivi si contorce e trema investito dal
-gelido soffio dell'inverno.
-
-Che Guglielmo fosse infedele al suo primo amore, ella non poteva
-oramai più dubitare, e questa certezza le faceva sentire che l'unico
-suo appoggio nella vita era caduto. Lo zio True e la signora Sullivan
-erano stati l'uno e l'altra suoi benefattori ed Emilia era sempre la
-sua cara e fida amica: ma essi avevano tutti avuto più o meno bisogno
-di lei, e sebbene ella potesse riposarsi nella sicurezza del loro
-affetto, i due primi, per lungo tempo innanzi di partirsi dal mondo, si
-trovavano ridotti a non aver altro sostegno che il suo braccio amoroso,
-e l'ultima, la sola che le rimanesse ancora, affidava a lei la guida
-degl'incerti suoi passi, i quali, ahimè, parevano già vòlti verso la
-tomba!
-
-A chi dunque si sarebbe appoggiata Gertrude? Chi avrebbe guidato
-l'inesperta sua giovinezza? A chi doveva ella rivolgersi con fiducia
-per chiedere protezione, consiglio, aiuto, amore, se non a Guglielmo?
-Ma Guglielmo aveva dato il suo cuore ad un'altra.... E presto, forse,
-ella resterebbe sola al mondo!
-
-Ella piangeva, dunque, come piangono i desolati; e pianse finchè la
-fonte delle sue lacrime fu esaurita. Affranta, debole, sconvolta, si
-rizzò, andò alla finestra, e, rimosse dalla fronte le dense ciocche dei
-suoi lunghi capelli, si sporse a respirare la fresca brezza notturna
-che la ristorò alquanto.
-
-La tempesta dell'anima sua si calmava mentre, fissi gli occhi alle
-vive luci splendenti su lei dall'alto, così placide e soavi nel loro
-fulgore, ella sembrava comunicare con cose divine. Anche ora le stelle
-la compassionavano come nelle notti della sua infanzia solitaria,
-anche ora le sussurravano: «Gertrudina! Gertrudina! Povera piccola
-Gertrudina!»
-
-Intenerita, commossa dal loro sguardo pietoso, ella cadde, lentamente,
-in ginocchio. E la sua faccia levata verso il cielo, le mani giunte, la
-dolce rassegnazione espressa da tutto il suo aspetto, manifestavano che
-come quando ella aveva inalzato la prima tacita preghiera al Dio allora
-ignoto, la sua anima adesso illuminata era in profonda comunione col
-suo Creatore, e ripeteva le semplici parole: «Signore, eccomi!»
-
-Oh, benedetta la religione che può sostenerci in ore come quella! Oh,
-benedetta la fede che quando ogni appoggio terreno ci manca e la nostra
-più salda colonna risulta essere di sabbia, eleva l'anima al di sopra
-d'ogni altro bisogno, e la ricovera nel seno di Dio!
-
-Ma ecco che la giovanetta sente una mano gentile posarsi sul suo capo.
-Si volge, e vede Emilia, che ella credeva immersa nel sonno, ma che
-invece l'ansietà teneva desta, e i cui timori s'erano raddoppiati
-all'udire un suono di singhiozzi mal repressi.
-
-— Gertrude, — disse questa con tono addolorato — tu sei afflitta e me
-lo nascondi? Non distoglierti da me! — Le gettò le braccia al collo, le
-fece posare la testa sul suo petto, mormorando: — Dimmi tutto, tesoro!
-Ch'è accaduto alla mia povera figliuola? —
-
-E Gertrude versò la piena del suo dolore nel cuore d'Emilia, confidò
-al suo orecchio attento l'unico segreto che mai avesse esitato a
-confessarle; ed Emilia pianse ascoltandola, e quand'ella ebbe finito,
-se la strinse ripetutamente al seno, esclamando con un'eccitazione che
-la fanciulla non aveva mai veduta nella sua amica cieca sempre calma e
-serena:
-
-— Strano, strano, che tu pure abbia avuto questa sorte! O Gertrude,
-figliuola mia, possiamo piangere insieme. Ma, credilo, il tuo cordoglio
-è assai meno amaro del mio. —
-
-Nell'oscurità della notte alta, Gertrude ricevette in compenso della
-sua confidenza la rivelazione della storia di dolore che aveva desolato
-la gioventù d'Emilia, e che nonostante la fuga del tempo era sempre
-viva nella sua memoria e gettava sulla sua vita una negra ombra che non
-era soltanto quella della sua cecità.
-
-
-
-
-XL.
-
- Ed ecco a me venir, nella sua veste
- Di luce avvolta, una ninfa celeste,
- Che rischiarò la mia vista turbata:
- Religione tra gli uomini è nomata.
- Il castigo divin mi fe' provare,
- Poi la verga m'impose di baciare;
- Così insegnò al ribelle cuore mio
- La sommissione ai voleri di Dio.
-
- ANNA MORE.
-
-
-— Ero più giovane di te, Gertrude, — cominciò Emilia — quando fui
-sottoposta alla mia prova, e per ogni rispetto una persona assai
-diversa da quella che tu hai conosciuta. Tu sai forse ch'io perdetti
-la mamma in così tenera età, che non serbo alcuna memoria di lei. Ma
-mio padre si riammogliò presto, e nella matrigna ch'io ricordo come
-se fosse stata la mia vera madre, trovai tanto amore e tante cure da
-compensarmi pienamente della mia perdita. Io la rammento qual'era negli
-ultimi anni della sua vita: alta, gracile, delicata, con un viso dolce
-ma piuttosto malinconico. Vedova anch'ella d'un primo marito, aveva un
-figliuolo che divenne subito il mio solo compagno. Tutti i miei piaceri
-infantili furono divisi con lui. Quando mi dicesti, molto tempo fa,
-ch'io non potevo immaginarmi quanto tu amassi Guglielmo, fui sul punto
-di confidarti una parte di questa storia della mia prima giovinezza, a
-fine di persuaderti che nessuno meglio di me poteva comprendere un tale
-affetto: ma mi rattenni, perchè tu eri allora troppo bambina, e non
-volevo contristarti col racconto di casi dolorosi come i miei. Perciò
-tacqui. Le mie parole non potranno mai esprimerti quanto caro mi fosse
-quel compagno della mia infanzia. Ciò che eravamo l'una per l'altro, e
-l'influsso che l'una esercitava sull'altro ci univano coi legami d'una
-reciproca dipendenza: perchè sebbene egli fosse lo spirito dirigente,
-la volontà forte e determinata, ed io mi sottomettessi di buon grado a
-una dominazione cui la mia docile natura non ripugnava, c'era una cosa
-nella quale il mio baldo protettore e signore aveva bisogno del mio
-aiuto e del mio appoggio. Ero io quella che serviva da mediatrice tra
-lui e mio padre. Idolatrato dalla sua mamma, il ragazzo all'incontro
-era sempre trattato con freddezza e diffidenza dal patrigno che non
-lo comprendeva, e lungi dall'apprezzar le sue nobili qualità, pareva
-considerarlo con sospetto e antipatia. Ma ai miei sguardi imploranti,
-alle mie supplichevoli preghiere egli prestava benevolo orecchio, e il
-mio compagno sapeva che io ero pronta a spendere tutta la mia eloquenza
-in suo servigio ogni volta che gli occorreva ottenere un favore o far
-valere una scusa.
-
-«Certo per nostra madre la durezza del marito verso il figliuolo di
-lei doveva essere una causa di grande infelicità. Ricordo bene con
-quale ansia si sforzava di nascondere i suoi falli, le sue imprudenze,
-e come spesso m'insegnasse ella stessa ciò che avevo da dire a fine
-di propiziare il mio babbo, che per amor mio molte volte perdonava al
-ragazzo il cui carattere ardimentoso e indipendente lo metteva non di
-rado in conflitto con un uomo severo oltremodo contro chi sia incorso
-nella sua collera.... E tu hai avuto occasione di giudicarne.
-
-«Durante la sua vedovanza la mia matrigna era stata poverissima, e
-suo figlio, non avendo ereditato nulla dal proprio padre, si trovava
-alla mercè della generosità del mio. Questa era una pungentissima
-mortificazione per lui, e metteva a fiera prova il suo orgoglio già
-potente; spesso io lo vidi irritato e inasprito da benefizi che egli
-sapeva non essere largiti con mano paterna, mentre il signor Graham,
-che non intendeva questo sentimento, lo accusava in cuor suo di grossa
-ingratitudine.
-
-«Finchè nostra madre ci fu conservata, si visse in discreta armonia:
-ma disgraziatamente quando io toccavo i sedici anni, fu colta da una
-malattia fulminante e morì. Ho presente sempre alla memoria l'ultima
-notte della sua vita. Ella mi chiamò al suo letto e mi disse con voce
-solenne: «Emilia, io ti rivolgo morendo questa preghiera: sii l'angelo
-custode del mio figliuolo!»
-
-«Dio mi perdoni, — e così esclamando gli occhi spenti della cieca
-s'empirono di lacrime — se fui infedele alla mia missione!
-
-«Quegli di cui ti parlo, — Emilia si guardava dal proferirne il nome —
-era allora un giovanetto diciottenne. Mio padre l'aveva da poco fatto
-entrare in qualità di commesso nel proprio banco, a mal suo grado,
-perchè egli desiderava seguire i corsi degli studi superiori; ma sua
-madre ed io l'avevamo indotto a cedere, vista l'irremovibile volontà
-del capo di famiglia. La morte della signora Graham strinse più che
-mai i vincoli tra suo figlio e me. Egli continuò ad abitare con noi,
-e passava in mia compagnia tutte le sue ore di libertà. Il babbo
-stava molto fuori, e quando era in casa si chiudeva nella biblioteca
-lasciando che lui ed io c'intrattenessimo a piacer nostro. Frequentavo
-allora la scuola ed ero un'alunna diligente, amantissima dei libri.
-Quante volte, quando tu mi parlavi dell'assistenza che ti prestava
-Guglielmo nei tuoi studi, mi ricordasti il tempo in cui io venivo
-così aiutata e incoraggiata dal mio tenero amico, sempre volonteroso
-d'adoprarsi per me con l'intelligenza e con l'opera.
-
-«Ma la nostra felicità non era indisturbata. Spesso io vedevo sul volto
-di mio padre quella dura espressione che temevo sopra ogni cosa, mentre
-manifesti segni d'irritazione, d'ira talvolta, nell'aspetto del suo
-figliastro, m'avvertivano che una tempesta era scoppiata, probabilmente
-nel banco, senza ch'io potessi averne idea fuorchè dagli effetti.
-Nè potevo più intromettermi come mediatrice, perchè i guai insorti
-derivavano di solito da qualche negligenza reale o supposta, o qualche
-errore in materia d'affari, del giovane e inesperto commesso; colpe
-per le quali il babbo, negoziante fin nelle midolle, e ragioniere di
-scrupolosa esattezza, non aveva indulgenza, e in cui lo spensierato
-delinquente, privo d'attitudine all'ufficio impostogli, era proclive a
-ricadere.
-
-«Le cose andavano innanzi così da sei mesi, quando a un tratto avvenne
-un grave mutamento. Evidentemente mio padre aveva ceduto a suggestioni
-di terze persone, o concepito egli stesso dubbi che l'inquietavano.
-Egli, come tu sai, è un uomo franco, onesto e schietto nei suoi
-propositi, quali si siano, che se anche volesse ricorrere a qualche
-artifizio non avrebbe l'astuzia necessaria per condurlo a termine con
-buon successo. Quindi ci avvedemmo presto della sua risoluzione di
-porre immediatamente un freno alla dimestichezza tra il suo figliastro
-e me. A tal fine introdusse nella famiglia una governante: la signora
-Ellis, che da allora non ci ha più lasciati. La presenza quasi continua
-di quella estranea, e gli ostacoli ch'egli cominciò a frapporre alle
-antiche consuetudini che favorivano la nostra intimità provavano
-abbastanza come egli intendesse sradicare e distruggere, se possibile,
-l'affezione da cui eravamo uniti. Nè invero è da maravigliarsene ove si
-rifletta che essendo io oramai donna, essa non era più da considerarsi
-come un'affezione fanciullesca, mentre un'altra sua forma non avrebbe
-ottenuto l'approvazione del babbo, posto che il figliuolo della sua
-seconda moglie, tanto adorato dalla madre, non godeva punto la sua
-benevolenza.
-
-«Il dolore cagionatomi da sì fatti procedimenti non poteva compararsi
-che all'indignazione del mio compagno di sventura, il quale non s'era
-mai così fieramente risentito d'alcun altro atto ostile del patrigno:
-nè la tattica di questi riuscì a staccarlo da me, perchè sebbene
-evitasse con cura di mostrarsi sotto gli occhi della «spia», come
-denominava la signora Ellis, il suo genio inventivo escogitava numerose
-occasioni di vedermi e intrattenersi meco durante l'assenza di lei;
-condotta sommamente propria ad eccitare più che mai i sospetti di mio
-padre.
-
-«Io sono persuasa ch'egli v'era spinto soprattutto da un profondo
-senso della malevolenza e dell'ingiustizia usategli e dal desiderio
-di manifestare la sua indipendenza da ciò che stimava un'inescusabile
-tirannia: non ho nessuna ragione di credere che l'idea d'un idillio
-romantico o di un futuro matrimonio entrasse nei suoi calcoli. E io
-che allora non conoscevo legge superiore alla sua volontà o almeno non
-vi obbedivo, mi prestavo senza esitare a questi piccoli inganni per
-eludere la vigilanza da cui saremmo stati separati.
-
-«Ma mio padre, come non è raro il caso tra le persone poco socievoli,
-e in apparenza poco osservatrici, vedeva i nostri sotterfugi meglio
-che noi non si pensasse, e si figurava più cose che non esistessero
-in realtà. Egli ci spiava attentamente, ma contro il solito suo modo
-di procedere s'astenne per qualche tempo dal frapporsi tra noi. Ben
-ponderando pensai poi che allora egli si proponesse di separarci
-in maniera più naturale di quella tentata, approfittando della
-prima opportunità per trasferire il suo figliastro in qualche posto
-connesso con la sua casa di commercio, sia all'estero sia in una
-città lontana degli Stati Uniti, e volesse evitare, finchè il suo
-disegno non fosse maturo, d'affliggermi cedendo al dispetto e alla
-collera che gli bollivano dentro; perchè ha sempre avuto, come adesso,
-per l'immeritevole sua figliuola tutta la tenerezza e l'indulgenza
-conciliabili col mantenimento della sua autorità.
-
-«Ma prima che questo proposito fosse attuato, succedettero casi e
-sorsero sospetti i quali condussero alla sua perdita l'uno, e immersero
-l'altra.... —
-
-La voce mancò ad Emilia.
-
-Ella chinò il capo sulla spalla di Gertrude e pianse amaramente.
-
-— Non vi forzate di narrarmi il resto, cara, — disse la giovanetta. —
-So, ora, quanto siete infelice, e basta. Risparmiatevi, ve ne prego, lo
-strazio di ridestare per amor mio i dolori passati.
-
-— Passati! — esclamò la cieca ritrovando la voce, ed asciugando le
-sue lacrime. — No, non sono passati mai.... Gli è soltanto perchè non
-soglio parlarne che m'hanno in questo momento sopraffatta così...
-Non credere però ch'io sia infelice, Gertrude. La mia pace di rado
-è turbata, nè avrei permesso ai deboli miei nervi di rilassarsi,
-comunicandoti i segreti di quel mio duro tempo di prova che mai potrò
-dimenticare, se non fosse che, conoscendo tu quanto dolcemente e
-armoniosamente volga la mia vita verso il grande ed eterno risveglio,
-desidero provare alla diletta mia figliuola il potere di quella fede
-divina per cui le mie tenebre furono mutate in luce maravigliosa, e
-un'afflizione come la mia fu la benedetta foriera della gioia suprema.
-Ma non mi rimane più molto da narrare, e lo dirò il più brevemente
-possibile. —
-
-Ella proseguì con voce ferma benchè sommessa e un po' soffocata.
-
-— Io m'ammalai d'improvviso. Avevo una gran febbre. La signora Ellis,
-da me trattata sempre con freddezza e spesso con disdegno (ero, devi
-sapere, una bambina viziata), m'assistette giorno e notte mostrandomi
-una premura e una devozione ch'io non avevo diritto d'aspettare
-da lei. Grazie alle sue cure e alla scienza del dottor Jeremy, già
-allora nostro medico di famiglia, dopo alcune settimane entrai in
-convalescenza. Stavo già abbastanza bene da essere in grado di rimanere
-alzata e vestita parecchie ore, quando, un pomeriggio, per mutare aria
-e scena, passai dalla mia camera nella biblioteca del babbo, ch'era
-la stanza attigua, e mi posi quasi a giacere sul divano. Restai sola
-perchè la signora Ellis doveva attendere alle faccende domestiche;
-ma prima di lasciarmi aveva portato lì e collocato in modo ch'io
-v'arrivassi con la mano un tavolinetto su cui si trovavano varie
-boccette, bicchieri e altre cose delle quali potevo aver bisogno
-durante la sua assenza.
-
-«Era verso la fine d'una giornata di giugno, e io, dal divano,
-guardavo il calar del sole, prossimo al tramonto. Un senso di
-solitudine m'opprimeva, perchè da sei settimane non avevo più avuto
-altra compagnia che quella della mia infermiera, salvo le periodiche
-visite del babbo. Figurati l'immenso mio piacere quando insperatamente
-vidi comparire il compagno per me più geniale, e adesso poco men che
-proibito! Non c'eravamo riveduti da che mi ero ammalata, e dopo quella
-lunga e crudele separazione il nostro incontro fu più affettuoso che
-mai. Egli, insieme con un temperamento focoso e indomito, aveva una
-profondità di sentimento, una tenerezza di cuore, una dolcezza di
-maniere quasi femminili. Come ricordo sempre l'espressione del nobile
-suo viso, i maschi toni della sua voce, mentre seduto accanto a me
-sull'ampio divano, bagnandomi le tempie doloranti con acqua di Colonia
-presa da una delle boccette ch'erano sul tavolino, mi ripeteva tutta la
-sua gioia di rivedermi!
-
-«Da quanto tempo fossimo là non saprei dire, ma il crepuscolo già
-invadeva la stanza quando fummo interrotti da mio padre, il quale
-entrò bruscamente, venne diritto verso di noi a passi affrettati, e
-fermandosi di botto a una certa distanza incrociò le braccia e squadrò
-il suo figliastro con tale aria d'iroso disprezzo, ch'io nulla avevo
-mai visto di più terribile. Il giovane si rizzò e l'affrontò con uno
-sguardo di sfida, in atto superbo. Non posso nè vorrei descriverti la
-scena che seguì.
-
-«Mi basti dire che mio padre, eccitatissimo, scagliava contro
-l'oggetto del suo furore una doppia accusa, ove poneva in secondo
-luogo la bassezza, così egli diceva, di cercare d'acquistarsi mediante
-spregevoli arti l'amore e con esso le ricchezze dell'unica sua
-figliuola, colpa veniale a paragone del nero, dell'infame delitto di
-falso di cui appunto l'aveva scoperto reo, un falso in cambiali, per
-una somma ingente, servendosi del nome del suo benefattore.
-
-«Fino ad oggi, per quanto io sappia, — continuò Emilia, commossa
-intensamente — questa imputazione non fu contraddetta, ma io non l'ho
-creduta _mai_ fondata, nè allora nè poi. Quali si fossero i suoi errori
-(e a non pochi lo trascinò il suo temperamento impetuoso) di questa
-criminosa azione, sebbene nemmeno la sua parola me lo attesti, non
-esito a dichiararlo innocente.
-
-«Non ti farà maraviglia, Gertrude, che debole e ancora malata
-com'ero, io non fossi capace di notare in quel momento, e ancor meno
-possa rammentarmi ora distintamente, i fatti che le parole funeste
-provocarono. Però alcune immagini confuse, le ultime dipintesi nei
-miei poveri occhi, mi sono tuttora impresse nella memoria e visibili in
-pensiero. Mio padre dava le spalle alla finestra, e dal punto ch'entrò
-quella sera nella biblioteca non ho più riveduto la sua faccia; ma la
-figura dell'altro, dell'accusato, illuminata com'era dagli estremi
-raggi d'un tramonto d'oro, m'è presente sempre in pieno rilievo. La
-testa era fieramente rigettata all'indietro; negli occhi chiari e calmi
-che sostenevano uno sguardo scrutatore s'affermava l'innocenza sicura
-sotto l'oltraggio; il pugno stretto sembrava fare un vano sforzo per
-frenare la collera violenta manifestata dalle labbra compresse, dai
-denti serrati, dal viso fremente di viva e profonda indignazione. Egli
-non parlava: la voce gli rimaneva soffocata nella gola. Pure il suo
-patrigno seguitava ad inveire con un linguaggio senza dubbio duro e
-offensivo, benchè io non rammenti i termini. Faceva paura osservare le
-alterazioni che scomponevano i lineamenti del giovane, mentre ritto di
-fronte a lui ascoltava le ingiurie e i cocenti rimproveri che quegli
-per certo credeva in buona fede giusti e meritati, ma che accendevano
-nell'animo dell'offeso un'ira furibonda, spaventosa.
-
-«A un tratto egli fece un passo innanzi sollevando lentamente la mano
-chiusa che aveva lasciato fino allora pendere lungo il fianco. Io
-non so se volesse prendere il Cielo a testimone della sua innocenza
-del crimine imputatogli, o se intendesse colpire mio padre, perchè a
-quel gesto balzai in piedi risoluta a gettarmi tra loro e supplicarli
-di placarsi, per amor mio; ma le forze mi fallirono, e, con un acuto
-grido, ricaddi sul divano, svenuta.
-
-«Oh, l'orrore del mio ritorno alla vita! Come troverò le parole
-per dirtelo?... Ascolta, Gertrude.... Egli.... il povero ragazzo
-perduto.... fuori di sè, si slanciò in mio soccorso.... Reso folle
-dall'ingiustizia atroce non sapeva ciò che facesse. A Dio è noto
-che mai, mai glielo apposi a colpa, e se nella mia disperazione
-proferii parole che sonavano come un rimprovero, fu perchè anch'io ero
-frenetica, e non sapevo ciò che dicessi.
-
-— Come! — esclamò Gertrude. — Avrebbe dunque egli...?
-
-— No, no! Non egli.... _non egli_ spense i miei occhi!... Fu una
-disgrazia. Volle prendere di sul tavolino la boccetta dell'acqua
-di Colonia che aveva adoprata poc'anzi. Di boccette ve n'erano là
-parecchie.... Nella sua furia ne afferrò invece una contenente non
-so che forte acido usato dalla signora Ellis nella mia camera di
-malata.... Aveva un tappo di cristallo, assai aderente.... ed egli....
-la sua mano era mal ferma, egli, stappandola con uno sforzo.... versò
-il liquido....
-
-— Sui vostri occhi? — gridò la giovane.
-
-Emilia chinò il capo.
-
-— Oh, sventurata Emilia!... E, misero, misero giovane!
-
-— Misero davvero! Serba a lui tutta quanta la tua pietà, Gertrude,
-perchè egli fu di gran lunga il più infelice dei due.
-
-— Oh, amica mia buona! Quanto dev'essere stato terribile il vostro
-dolore! Come avete potuto soffrirlo e vivere?
-
-— Intendi il dolore per i miei occhi? Oh, sì, fu terribile assai! Ma lo
-strazio dell'anima fu ben peggio ancora....
-
-— E che avvenne di lui? Che fece poi il signor Graham?
-
-— Non posso darti un'esatta relazione di ciò che seguì. Io non ero in
-condizioni da poter sapere come fosse stato trattato da mio padre il
-suo figliastro. Puoi immaginartelo però. Bandì il giovane dalla sua
-casa, per sempre, dichiarò di non conoscerlo più; nè certo mitigò la
-sentenza con nessuna gentilezza, perchè ormai, oltre le accuse che gli
-moveva prima, aveva disgraziatamente da imputargli la cecità della sua
-figliuola.
-
-— E voi non sapeste più nulla di lui?
-
-— Sì. Mediante il buon dottore, il solo che fosse informato di
-tutto, seppi dopo qualche tempo ch'egli era partito per l'America
-meridionale; e nella speranza di poter ancora una volta comunicare col
-povero esiliato, ed assicurarlo del mio immutabile affetto, cominciai
-a rimettermi in salute; la febbre cessò, lo stato de' miei occhi
-migliorò alquanto, e il dottore perfino non escludeva la possibilità
-di restituirmi a grado a grado la vista. Passarono alcuni mesi. Quel
-benevolo amico, perseverando con diligenza nelle sue ricerche, giunse
-a scoprire alfine dove precisamente si trovasse lo sventurato giovane
-e quale fosse il suo recapito. Ma mentre, con l'aiuto della signora
-Ellis che la pietà aveva guadagnata alla mia causa, io principiavo
-una lettera piena d'amore, supplicandolo di ritornare, tutte le
-mie speranze terrene furono fatalmente troncate. Egli morì in terra
-d'esilio, solo, senz'assistenza, senza conforto: morì vittima di quel
-tremendo malore che rende i paesi meridionali inospiti allo straniero.
-Ed io, apprendendo la dolorosa notizia, ricaddi in condizioni più
-miserabili di prima, e a forza di piangere spensi quel barlume che
-incoraggiava il buon dottore, nè la vista potè esser più ridonata ai
-miei occhi.... —
-
-Emilia tacque. Gertrude la cinse con le braccia, e rimasero strette
-l'una all'altra, in un tenero amplesso. Il comune dolore cementava la
-loro amicizia, la rendeva più cara che mai.
-
-La cieca riprese:
-
-— Io, Gertrude, ero allora una creatura del mondo, avida de' suoi
-piaceri, ignorante d'ogni altro bene. Dapprima perciò giacqui nelle
-tenebre più cupe, le tenebre della disperazione. Andavo intanto
-ricuperando le forze fisiche, e la vita mi si riapriva dinanzi, inutile
-e sconsolata. Tu non puoi farti un'idea della desolazione assoluta in
-cui trascorrevano i miei giorni. Spesso mi sono poi rimproverata il
-male che devo aver cagionato così al mio povero babbo, il quale, benchè
-non ne parlasse mai, era, ne sono sicura, profondamente afflitto dalle
-scene terribili avvenute, ed avrebbe dato tesori per riedificare il
-passato. Ma alfine un'alba sorse nella mia notte in apparenza eterna. E
-la luce mi fu recata da un ministro della Chiesa, il nostro caro signor
-Arnold. Egli dischiuse gli occhi del mio intelletto, accese la lampada
-sacra della religione nella mia anima placata, m'insegnò le vie della
-pace, e guidò gl'incerti miei passi verso quel beato riposo che già
-sulla terra è concesso ai fedeli di Dio. Per il mondo io sono sempre la
-disgraziata cieca che il triste suo fato esclude da ogni godimento; ma
-il mio risveglio alla vera luce è tale, che per me la mia sorte è ben
-diversa, ed io posso esclamare come colui che provò la virtù sanatrice
-del suo Salvatore: «Una volta ero cieca, ma adesso veggo!» —
-
-Gertrude quasi dimenticò le proprie pene ascoltando la straziante
-storia d'Emilia; e quando questa le pose una mano sul capo, ed implorò
-dal Signore la grazia che anche ella fosse resa atta a sostenere con
-pazienza le sue prove e ad attingervi nuova forza e nuova bontà, la
-fanciulla si sentì penetrar il cuore da quell'amore profondo, da quella
-fede sublime, che di rado vengono a noi se non nell'ora del dolore, e
-provano che soltanto soffrendo possiamo divenire perfetti.
-
-
-
-
-XLI.
-
- Ma la fanciulla a sè non venne meno
- Nell'ora d'agonia; calma, il terrore
- Stesso le infuse, ed il cuor suo l'orrore
- Tutto conobbe, e in ogni parte appieno.
-
- SOUTHEY.
-
-
-Posto che il signor Graham nella sua lettera manifestava il proposito
-di trovarsi sulla banchina all'arrivo del piroscafo a Nuova York per
-ricevere la sua figliuola e Gertrude, il dottor Jeremy stimò inutile
-d'accompagnarle oltre Albany, dove le avrebbe vedute imbarcate e donde
-poteva poi proseguire direttamente per Boston, sulla linea ferroviaria
-dell'Ovest. La sua signora era oramai impaziente di ritornarsene a casa
-e non si sentiva nessuna voglia di rivisitare la gran metropoli con
-quel gran caldo.
-
-— Addio, Gertrudina, — disse il dottore nel salutarle sulla tolda d'uno
-dei piroscafi percorrenti il fiume Hudson. — Ho gran paura che voi
-abbiate perduto il cuore a Saratoga: non siete più vispa ed allegra
-come prima. Non credo però che si sia potuto smarrire molto lontano, in
-un luogo così; dunque procurate di ritrovarlo prima che ci rivediamo a
-Boston. —
-
-Egli era appena sceso a terra, e mancavano pochi minuti alla partenza,
-quando salì a bordo una gaia comitiva d'elegantoni, parlando e
-ridendo più forte che non consentisse, a parer di Gertrude, la buona
-educazione. Nel gruppo spiccava Isabella Clinton, la quale era fatta
-segno di scherzosi e piacevoli motti da parte dei suoi amici, e sebbene
-fingesse d'esserne stizzita e quasi d'adontarsene, tradiva la propria
-compiacenza con l'espressione del bel viso invermigliato e ridente.
-A un tratto la mimica significativa d'alcuni di essi, e un _ssst_
-sommesso, avvisò dell'avvicinarsi di qualcuno che non doveva udire
-le loro osservazioni: e Guglielmo Sullivan comparve, con una sacca da
-viaggio in mano e un pesante scialle sul braccio. Il suo aspetto era
-grave, come la sera innanzi, probabilmente per la medesima ragione.
-Egli passò davanti a Gertrude che aveva calato il velo sulla faccia,
-e andò ad Isabella presso la quale depose sopra una seggiola il suo
-fardello.
-
-Mentre le parlava con voce sommessa, la campana di bordo invitò
-bruscamente quelli che non partivano a lasciare il piroscafo. Il
-giovane fu costretto ad allontanarsi in fretta, e venne a trovarsi di
-qualche passo più vicino a Gertrude nell'atto che concludeva il suo
-discorso all'altra dicendo:
-
-— Dunque, se farete il possibile per ritornare giovedì, cercherò d'aver
-pazienza fino allora. —
-
-Gertrude distinse chiaramente queste parole.
-
-Un minuto dopo la macchina si metteva in moto, non senza però che un
-uomo d'alta statura, sopraggiunto in quel momento, facesse a tempo
-d'imbarcarsi, fra il terrore degli spettatori, varcando con un salto
-audace lo spazio che già divideva il bastimento dalla riva. Egli
-tranquillamente passò nel salotto dei signori dove si stese su un
-divano, trasse di tasca un libro, e si pose a leggere.
-
-Quando, incominciato il viaggio, si fece un po' di quiete sulla tolda,
-Emilia domandò piano alla sua compagna:
-
-— Non ho forse udito dianzi la voce d'Isabella Clinton?
-
-— Infatti, — rispose Gertrude — è qui. Siede dalla parte opposta, e ci
-dà le spalle.
-
-— Non ci ha vedute?
-
-— Sì, credo. Guardava in questa direzione mentre le persone che sono
-con lei sceglievano i loro posti.
-
-— E lei ne ha scelto uno che le permette di non vederci ora?
-
-— Sì.
-
-— Forse va a Nuova York per salutare la signora Graham.
-
-— È probabile. Non ci avevo pensato. —
-
-Seguì un silenzio. Emilia pareva pensosa. Infine ella mormorò appena:
-
-— Chi era il signore che venne a parlarle, un momento prima della
-partenza?
-
-— Guglielmo, — disse Gertrude con voce tremula.
-
-Emilia le premette la mano e tacque. Anche ella aveva udito le parole
-di Guglielmo, e comprendeva che significassero per la sua amica.
-
-Passarono alcune ore. Avevano percorso un gran tratto del fiume,
-perchè la velocità del piroscafo era grande: troppo grande, pensava
-Gertrude, per la sicurezza dei passeggeri. Dapprima, assorta nelle
-sue riflessioni e incapace di godere i pittoreschi paesaggi che
-poche settimane innanzi l'avevano tanto deliziata, ella era rimasta
-indifferente ad ogni cosa intorno, fissando lo sguardo nelle acque
-azzurre e profonde, e comunicando col proprio cuore. Ma a grado a grado
-la sua attenzione fu attratta da varie circostanze che eccitavano a
-bordo una viva curiosità, e finirono col destarle tanto spavento,
-che il corso de' suoi pensieri ne fu interrotto ed ella non potè
-più considerare se non le presenti condizioni d'Emilia e sue, e le
-possibili loro conseguenze.
-
-Parecchie volte, dopo lasciata Albany, il loro piroscafo era passato
-davanti a un altro di pari dimensioni, costruzione e velocità, recante
-anch'esso un carico di vite umane e diretto alla stessa mèta. Di tanto
-in tanto, nella loro corsa sfrenata, la contiguità delle due navi
-era tale da provocare serie inquietudini nel sesso debole e fiera
-indignazione nel forte. Si diceva che facevano una gara di rapidità,
-e si contendevano la vittoria disperatamente. Alcuni dei passeggeri,
-incuranti del pericolo, s'appassionavano per quella lotta insensata,
-ed eccitatissimi seguivano con folle ardore, frementi di piacere, le
-vicende della corsa in cui l'ambizione delle due rivali si manifestava
-con prove d'inaudita temerità. Ma gli altri, cioè il maggior numero,
-che comprendeva tutte le persone ragionevoli e di buon senso,
-guardavano quello spettacolo, sdegnati e impauriti. A molte delle
-stazioni sulla riva il piroscafo non si fermava affatto; e dove sostava
-un attimo, i disgraziati viaggiatori venivano spinti fuori o dentro
-con furia indecente a rischio della loro incolumità, e i rispettivi
-bagagli (o quelli di qualcun altro) scaraventati dietro a loro, senza
-cerimonie, mentre la macchina ansante e ruggente urlava contro la
-violenza fatta alla sua libertà. Verso mezzogiorno quella febbrile
-agitazione era al colmo, e neppure le assicurazioni del comandante che
-non si correvano pericoli, riuscirono a calmarla interamente.
-
-Gertrude, seduta accanto ad Emilia, le teneva stretta una mano e spiava
-ansiosa ogni indizio di terrore, procurando d'indovinare la verità dal
-contegno e dall'aspetto dei compagni di viaggio che le sembravano più
-intelligenti. Emilia, che non vedeva nulla di quanto avveniva intorno a
-lei, ma che la finezza del suo udito aveva resa accorta dello spavento
-generale, era tranquilla, benchè pallidissima: di quando in quando
-interrogava la fanciulla circa la vicinanza del secondo piroscafo,
-perchè la minaccia d'una collisione era la causa che principalmente
-turbava i passeggeri.
-
-Alfine quello su cui esse erano imbarcate giunse a oltrepassare il
-suo competitore; il comandante affermò di nuovo che la sicurezza era
-piena ed intera, e la calma ritornò a poco a poco; chi riprese le
-conversazioni interrotte, chi spiegò un giornale. L'allegra compagnia
-di cui faceva parte Isabella Clinton e fra la quale grandissima era
-stata la paura, ricominciò a chiacchierare e ridere chiassosamente.
-Ma Emilia aveva sempre il viso bianco, e a Gertrude parve alquanto
-spossata.
-
-— Scendiamo sotto coperta, cara, — le disse questa. — Tutto è quieto,
-oramai, possiamo star sicure. Nel salotto delle signore ci sono sofà
-comodissimi; vi metterete un po' a giacere, e ci faremo portare un
-bicchier d'acqua. —
-
-La signorina Graham acconsentì. Cinque minuti dopo erano stabilite
-gradevolmente in un angolo del salotto dove rimasero indisturbate fino
-all'ora del pranzo. Non andarono però a tavola. Avevano già destinato
-d'astenersene, e dopo la scossa sofferta la mattina non ne avrebbero
-avuto più voglia in nessun caso. Se ne stettero perciò tranquille
-dov'erano, mentre i passeggeri accorrevano alla chiamata, da ogni parte
-del piroscafo, desiderosi di ristorarsi con un buon pasto dopo tanti
-spaventi; e potevano farlo in pace, perchè la gara di velocità era
-cessata e a bordo tutto procedeva con perfetto ordine.
-
-Gertrude aperse il suo panierino da viaggio e prese l'involto
-contenente la loro colazione. Non era una di quelle colazioncine
-che le mamme previdenti e amorose apparecchiano per la famiglia in
-viaggio, ghiotte del pane per la materia prima e la preparazione
-appetitosa, ma consisteva semplicemente in un po' di roba asciutta che
-il dottor Jeremy s'era procurato in fretta all'albergo prima della
-loro partenza da Albany. La fanciulla girava lo sguardo dalle fette
-di lingua rinsecchita e di pane raffermo, alle focaccine spugnose
-parecchio stantie, ed esitava, non sapendo che cosa di quel poco felice
-assortimento dovesse raccomandare ad Emilia, quando un cameriere negro,
-di civile aspetto, entrò portando un gran vassoio carico di piattini
-scelti, lo posò sulla tavola vicina a loro, poi volgendosi a Gertrude
-chiese che altro desiderassero.
-
-— Ma questo non è per noi, — ella rispose. — Avete sbagliato.
-
-— Punto sbaglio, — replicò l'uomo. — Ordini ricevuti per signora cieca
-e signorina bella. Io obbedisco ordini. Altro, signorina?
-
-— No, ci basta. —
-
-Il negro uscì, e Gertrude, tentando di mostrarsi allegra, domandò ad
-Emilia che avessero a fare di quel pranzetto comparso come nella fiaba
-d'Aladino.
-
-— Mangialo, cara, se puoi, — disse questa. — È per noi di certo.
-
-— Ma a chi lo dobbiamo?
-
-— Alla mia cecità e alla tua bellezza, pare, — fece Emilia sorridendo;
-e soggiunse ingenuamente: — Forse il primo cameriere o il maggiordomo
-ha avuto compassione di noi, visto che non eravamo in istato di venire
-a tavola, e ci ha mandato il pranzo qui. Suvvia, mangialo, figliuola,
-prima che si diacci.
-
-— Io?... Non ho appetito, veramente.... Ma sceglierò un bocconcino
-delicato per voi. —
-
-Quando il cameriere venne a riprendere il vassoio, si mostrò
-contristato vedendo che avevano toccato appena quelle buone cose.
-Gertrude gli diede una mancia domandando a chi dovesse pagare il conto.
-
-— Pagare, signorina! — egli esclamò con un grottesco sorriso. — Mai
-più! Il signore paga tutto!
-
-— Chi? — interrogò ella, molto stupita. — Che signore? —
-
-Ma prima che l'uomo potesse rispondere un altro negro dal grembiulone
-bianco apparve sull'uscio, e rivolse un cenno al suo compagno, il quale
-s'affrettò a prendere il vassoio e trotterellò via, piegato sotto
-il peso, lasciando Gertrude ed Emilia alle loro congetture circa il
-benevolo incognito.
-
-Finirono col concludere che quella inaspettata cortesia veniva senza
-dubbio dal dottor Jeremy: evidentemente egli aveva dato ordine di
-servirle, e pagato ogni cosa, prima di lasciare il piroscafo. Nè mai
-il buon dottore ricevette un più immeritato tributo di elogi e di
-gratitudine, giacchè per quanto avesse un cuor d'oro, atti di così
-raffinata galanteria non se li sarebbe sognati nemmeno.
-
-Appena mangiato, Emilia si ricoricò, e diede a Gertrude il consiglio
-d'imitarla; poi, credendo che lo avesse seguito, cercò di prender
-sonno, e dormì placidamente un'ora. Ma la sua compagna vegliava accanto
-a lei, con amorosa cura, impedendo alle mosche di turbare un riposo
-di cui la povera cieca, nel suo debole stato di salute, aveva gran
-bisogno, dopo due notti quasi insonni.
-
-— Che ore sono? — chiese Emilia destandosi.
-
-— Manca poco alle tre e un quarto, — rispose la giovanetta, guardando
-il suo orologio, bellissimo dono d'una classe delle sue alunne.
-
-Emilia si rizzò, dicendo:
-
-— Non possiamo dunque essere molto lontano da Nuova York. Dove ci
-troviamo ora?
-
-— Non lo so precisamente, ma credo in vicinanza delle Palizzate. Se non
-vi dispiace d'aspettarmi qui vo a vedere. —
-
-Attraversò la sala, e cominciò a salire la scaletta. In quella fu
-colpita e spaventata da un suono stridente accompagnato dal rumore di
-passi precipitati. Ella proseguì tuttavia, sebbene più volte urtata da
-persone che con faccia spaurita accorrevano in frotta per conoscere
-la causa di quello scompiglio. Aveva guadagnato a stento il sommo
-della scala, quando un uomo le passò davanti di fuga, ansimante,
-pallidissimo, gettando il grido terribile:
-
-— Fuoco! Fuoco! —
-
-Di lì a un secondo seguì una scena di sgomento e confusione,
-indescrivibile. Acute grida s'alzavano al cielo, gemiti di disperazione
-erompevano da cuori spezzati dal terrore e dal dolore per i loro
-cari, o impazziti dalla certezza della propria fine imminente. Ognuno
-invocava soccorso dagli altri, e nessuno era in grado di prestarne.
-Uomini che non avevano mai pregato imploravano Dio con fervore. I
-cervelli più forti erano sconvolti, gli animi più valorosi si sentivano
-mancare, cedevano all'orrore dell'ora.
-
-Gertrude eresse la snella persona, e girò intorno i grandi occhi
-neri dilatati dallo spavento. Dappertutto era tumulto, ma l'elemento
-distruttore non appariva ancora che in un punto solo. Verso il centro
-della nave, dove causa l'eccessivo riscaldamento della macchina s'era
-incendiato il legno asciutto delle parti circostanti, una voluminosa
-fiamma sgorgava dardeggiando le sue lingue formidabili e facendo
-retrocedere interroriti i più coraggiosi. A quella vista la fanciulla
-si slanciò giù per la scaletta pensando soltanto a raggiungere Emilia.
-Ma fu arrestata al primo passo. Le braccia vigorose di qualcuno ch'era
-dietro a lei le cinsero la vita ed ella si sentì trarre con impeto
-sopra coperta, mentre una voce familiare diceva ansando:
-
-— Gertrude, figliuola mia, caro tesoro, state quieta, state quieta, io
-vi salverò! —
-
-Non per nulla il signor Phillips, giacchè era lui, le raccomandava di
-star quieta: ella si dibatteva perdutamente, gridando:
-
-— No! No!... Emilia.... Emilia! Lasciatemi.... a costo di morire devo
-trovare Emilia!
-
-— Dov'è? — domandò egli.
-
-— Laggiù, laggiù, — indicò Gertrude — nel salotto.... Lasciatemi
-andare.... lasciatemi.... —
-
-Egli gettò un rapido sguardo in giro, poi disse con tono fermo:
-
-— Calmatevi, figliuola: vi salverò tutte e due. —
-
-D'un balzo egli fu a piè della scala e si precipitò nel salotto.
-
-Emilia era nell'angolo più lontano, in ginocchio, con la testa
-arrovesciata all'indietro; e la sua faccia pareva la faccia d'un
-angelo.
-
-Phillips e Gertrude corsero a lei; e mentre l'uno si chinava per
-sollevarla tra le sue braccia, l'altra esclamò ansiosa:
-
-— Venite, Emilia, venite! Egli ci salverà! —
-
-Ma la cieca resisteva.
-
-— No, lasciami, Gertrude.... salvatevi voi! Oh, — soggiunse
-supplichevole, alzando il viso verso lo sconosciuto — non pensate a me,
-salvate la mia creatura! —
-
-Ma non aveva finito di proferire queste parole, che egli già la portava
-fuori della sala, seguito dalla fanciulla.
-
-— Se possiamo attraversare la nave siamo sicuri! — disse il signor
-Phillips con voce soffocata.
-
-Impossibile. Tutto il centro della tolda ardeva.
-
-— Dio buono! — egli esclamò. — Troppo tardi! Bisogna tornare
-indietro. —
-
-Non senza difficoltà poteron giungere al salone lungo. In quel momento
-il piroscafo, che non appena scoppiato l'incendio era stato diretto
-verso terra, urtò contro le rocce e si spaccò nel mezzo. La parte
-anteriore venne perciò a trovarsi presso la riva, e per coloro che
-l'occupavano la salvezza era quasi certa. Ma ahimè, non così per i
-passeggeri che stavano a poppa. La poppa restava lontano, nel fiume,
-e il vento spingeva le fiamme divoranti in quella direzione, ponendo
-i disgraziati che si rifugiavano ancora in quel frammento della nave
-perduta, tra due elementi egualmente fatali.
-
-Arrivati nel salone il primo pensiero del signor Phillips fu d'aprire
-una finestra e saltare sul bordo traendosi dietro Emilia e Gertrude. Vi
-pendevano alcune corde. Egli ne prese una, e l'attaccò alla nave con la
-destrezza d'un vecchio marinaro. Poi si rivolse alla giovanetta:
-
-— Gertrude, — disse scolpendo le parole — io porto Emilia alla riva,
-a nuoto. Se il fuoco s'avvicina troppo, aggrappatevi al bordo. In caso
-disperato sospendetevi alla corda. Lasciate svolazzare il vostro velo.
-Vo e torno.
-
-— No, no! — gridò Emilia. — Prima Gertrude!
-
-— Zitta! — fece questa. — Ci salveremo tutti.
-
-— Tenetevi bene alla mia spalla, Emilia, — soggiunse il signor Phillips
-che l'aveva ripresa in braccio, senza badare alle sue proteste.
-
-S'udì un tonfo in acqua. Erano partiti.
-
-A un tratto Gertrude si sentì afferrata per di dietro. Volse il capo.
-Isabella Clinton, inginocchiata, pazza di terrore, s'abbrancava a lei
-in guisa da ridurre l'una e l'altra all'impotenza, e in pari tempo
-gridava con tono lamentoso:
-
-— Oh, Gertrude, Gertrude, salvatemi! —
-
-Ella cercò di sollevarla, ma ogni sforzo era inutile perchè senza fare
-il minimo gesto per aiutarsi, quella s'avvolgeva follemente il grave
-abito da viaggio di Gertrude intorno alla persona quasi a schermirsi
-dalle fiamme invadenti, e quanto più presso a loro veniva balenando
-la luce sinistra, con più selvaggia frenesia la interrorita fanciulla
-s'aggrappava alla sua compagna di sventura, pur implorando con alte
-grida il suo soccorso mentre la teneva così impedita.
-
-Ma a questa era impossibile qualsiasi tentativo di salvezza finchè
-rimaneva imprigionata in quella tenace stretta. Ella guardò nella
-direzione in cui s'era allontanato il signor Phillips e con gioia
-lo vide ritornare. Egli, deposta Emilia in una barca fortunatamente
-incontrata, s'affrettava verso l'altra pericolante.
-
-In quel momento una gran fiammata arrivò, spinta dal vento, in tanta
-prossimità del luogo dov'erano rifugiate le due giovani, che Gertrude,
-la quale stava ritta, ne sentì il cocente calore, e tutt'e due furono
-mezzo soffocate dal fumo.
-
-Allora nell'animo della nobile creatura sorse una risoluzione eroica.
-Il signor Phillips già s'avvicinava. Una di loro poteva essere salvata.
-Sarebbe Isabella. Ella invocava aiuto da lei: non glielo negherebbe.
-E poi Guglielmo amava Isabella; egli avrebbe pianto s'ella fosse
-perita.... No, questo dolore gli verrebbe risparmiato. Per Gertrude non
-piangerebbe, non molto almeno.... Se una doveva morire, morrebbe lei,
-dunque....
-
-Per una volontà come la sua, risolvere era fare.
-
-— Isabella, — ella disse col tono di quella severità che s'userebbe
-verso un bambino caparbio, dal quale le esortazioni amorevoli non hanno
-ottenuto nulla — m'udite? Rizzatevi in piedi: fate quanto vi dico, e
-sarete salva. M'udite? —
-
-Ella udiva, tremava, e non si moveva.
-
-Gertrude si chinò, le separò a viva forza le dita delle mani
-convulsamente intrecciate, e riprese, con una durezza a cui solo la
-necessità poteva indurla:
-
-— Se voi m'obbedite, tra cinque minuti sarete sulla riva, sana e salva,
-intendete? Ma se v'ostinate a non muovervi e comportarvi come una
-bimba senza giudizio, periremo tra le fiamme, l'una e l'altra.... Su,
-su, per amor di Dio, non c'è tempo da perdere! E notate bene le mie
-parole! —
-
-Isabella si rizzò, fissò gli occhi nel viso calmo e risoluto di
-Gertrude, e domandò con voce piagnucolosa:
-
-— Che debbo fare?
-
-— Vedete l'uomo che s'avvicina a nuoto?
-
-— Sì.
-
-— Viene a noi. Tenetevi afferrata a questa corda; io vi calerò pian
-piano a fior d'acqua. Aspettate! —
-
-E strappatasi di capo il lungo velo turchino, lo annodò al collo
-d'Isabella e lo rigettò sui biondi suoi capelli.
-
-Il signor Phillips arrivava.
-
-— Lesta, lesta! O sarà troppo tardi! —
-
-Isabella afferrò la corda, ma retrocedette sgomentata all'idea
-dell'acqua sotto i suoi piedi. Però una nuova irruzione del fuoco, da
-una finestra, le diede il coraggio di sfidare un pericolo ch'era del
-resto soltanto apparente. Aiutata da Gertrude passò sopra bordo, e
-si lasciò calare giù. Fu sorte che il salvatore si trovasse pronto a
-riceverla tra le braccia, perchè la paura l'aveva tanto estenuata che
-non si sarebbe potuta reggere lungamente alla corda.
-
-Gertrude non ebbe agio di seguirli con gli occhi: troppo doveva badare
-a sè. Le fiamme oramai giungevano fino a lei. A un piede di distanza
-appena dardeggiavano minacciose, ed ella, avvolta in una negra nuvola
-di fumo, quasi soffocava. Non poteva più esitare. S'attaccò alla corda
-lasciata libera da Isabella, che il signor Phillips rapidamente portava
-a salvamento, e scivolò lungo il fianco della nave divorata dal fuoco.
-Quanto tempo le sue forze le avrebbero permesso di reggersi così
-sospesa, quanto tempo quella parte ancora incolume dello scafo avrebbe
-sostenuto la corda? Non ebbe da sperimentarlo. Nel momento stesso che
-ella sfiorava la fredda superficie del fiume, l'enorme ruota, da cui
-si trovava poco lontana, diede un ultimo giro, con un rumore lugubre,
-spirante, che risonò come una nenia di morte; l'acqua agitata venne
-spumeggiando a percuotere la nave e ritirandosi travolse il corpo
-leggero della fanciulla.
-
-
-
-
-XLII.
-
- Dee la ragione governare il cuore,
- E all'anima irrequieta che combatte
- Tra la speme e il timor, suader la calma.
-
- COTTON.
-
-
-Il signor Graham, stanco dei viaggi e delle gaie compagnie che non si
-confacevano nè ai suoi gusti nè alla sua età, è ritornato a godere la
-quiete della vecchia villa.
-
-Egli passeggia per i viali del giardino fermandosi di tratto in
-tratto ad osservare lo sviluppo di qualche bell'albero prediletto, o
-l'eccessivo rigoglio di alcuni arbusti già amorosamente coltivati, i
-cui ramoscelli negletti, pendenti, chiedono al giardiniere una buona
-potatura. Il suo aspetto ha un'aria di contentezza, di sodisfazione
-che mostra quanto egli goda di ritrovarsi nell'antica dimora familiare.
-Forse egli sarebbe restio a confessarlo, ma è un fatto: quel godimento
-deriva in gran parte dalla circostanza che la tranquillità del suo
-ritiro è piena e sicura, grazie alla temporanea assenza della troppo
-vivace e troppo socievole padrona di casa, la quale si trattiene ancora
-a Nuova York. Intanto s'abbandona con piacere all'illusione d'essere
-tornato ai bei giorni passati, quand'era libero e padrone di sè, come
-non è più adesso, perchè la signora Graham approfitta della sua età e
-de' suoi acciacchi per dominarlo, con arte, del resto, maravigliosa.
-
-E la presenza d'Emilia e di Gertrude tanto intimamente associate ai
-ricordi di quei giorni, aggiunge forza al dolce inganno della fantasia.
-Esse sono là, nella casa silenziosa; le vedrà a pranzo; un pranzetto
-fine e succulento, presieduto dalla signora Ellis con la serietà e
-la precisione in lei abituali, e mangiato in pace, senza rischio di
-venire interrotti e disturbati da qualche chiassosa irruzione d'ospiti
-inattesi.
-
-Sì, Gertrude, c'è anch'essa; miracolosamente salvata dalle acque che
-l'avevano travolta e quasi inghiottita, ella ha fatto ritorno alla
-quieta e veneranda villa che ora è per lei il luogo più caro sulla
-terra.
-
-Dopo ricuperati, non senza difficoltà, i sensi smarriti nella lunga
-lotta tra la vita e la morte, aveva saputo che uomini pietosi venuti
-in soccorso dei naufraghi con una barca, l'avevano raccolta, mentre i
-flutti la risospingevano verso la nave in fiamme. Un minuto più tardi
-sarebbe stata perduta.
-
-Ella non rammentava nulla. Dal momento che aveva commesso il leggero
-peso del suo corpo alla debole resistenza della corda, fino a quello in
-cui aveva riaperto gli occhi in una camera tranquilla e veduto Emilia
-china ansiosamente sul letto ove ella giaceva, c'era una lacuna nella
-sua memoria. Il signor Graham era arrivato alcune ore dopo la terribile
-catastrofe, e il giorno seguente le aveva ricondotte sane e salve
-all'antica villa da tanto tempo deserta.
-
-La casa e le sue adiacenze conservano quasi il medesimo aspetto di
-quando apparvero per la prima volta agli sguardi maravigliati di
-Gertrude ancora bambina, in quella sua famosa visita, lungamente
-desiderata e intensamente goduta, che fu per lei durante mesi ed anni
-un inesauribile soggetto di entusiastici discorsi.
-
-I grandi olmi che gettano sempre la densa loro ombra sul verde
-vellutato del pratello davanti alla casa; il viale bene inghiaiato
-che conduce fino all'ingresso e poi, biforcandosi, mette a destra
-nel boschetto dove i rami degli alberi s'intrecciano ad arco sopra
-esso, a sinistra, nell'orto dei peschi; la vecchia pergola coperta di
-lussureggianti caprifogli, il grande padiglione rustico dai pilastri
-grezzi e nodosi, il laghetto, la fontana, e in ispecie le aiuole,
-cui Giorgio, uno dei fedeli di Gertrude, ha quasi ridonato l'aspetto
-di quando ella le aveva in cura; tutte le cose, insomma, appaiono
-ridenti e familiari, quali nelle felici estati in cui Emilia, seduta
-nella sua poltrona da giardino, sotto l'ampia magnolia, ascoltava la
-voce allegra, le squillanti risate, il passo leggero della piccola
-giardiniera che movendosi in mezzo ai fiori come nel suo elemento
-dava alla tenera amica cieca l'idea d'un fiore animato, soavissimo fra
-tutti.
-
-Di tanto in tanto un pettirosso in ritardo, ultimo dei numerosi stormi
-accorsi alla festa delle ciliege, e da lungo tempo partiti, viene
-saltellando per i sentieri o sulle siepi di bosso lindamente tagliate,
-e rizza la testolina guardandosi intorno con l'aria di dire: «È ora
-che parta anch'io!» Una famiglia di scoiattoli, antichi favoriti di
-Gertrude che si divertiva a osservarli quando si trastullavano fra
-i rami del salice dirimpetto alla sua finestra, va facendo la sua
-raccolta nei noci del giardino, dove ce ne sono parecchi, negli angoli
-tranquilli preferiti da quegli animaletti. Tutti affaccendati essi
-salgono e scendono, ciascuno con la sua noce in bocca. Non erano venuti
-l'anno scorso, o almeno non si erano _fermati_, perchè la signora
-Graham e il suo giardiniere avevano dichiarato loro la guerra. Ma
-quest'anno non ci sono nemici, e possono fare copiose provviste per il
-prossimo inverno.
-
-La vecchia casa stessa sembra gioire della sua pace. La porta della
-facciata è aperta a due battenti. Nell'atrio la poltrona del signor
-Graham occupa il solito posto. Gli uccellini di Gertrude, ben custoditi
-dalla signora Ellis durante la sua assenza, saltellano sui sottili
-ballatoi della grande gabbia indiana appesa sotto il vasto portico.
-Il vecchio cane di guardia sta beatamente a giacere al sole, sicuro
-che nessuno lo molesterà. Il salotto è, come una volta, ornato da vasi
-pieni di fiori. E il signor Graham pensava ch'era assai gradevole
-una casa così quieta e ben ordinata, mentre saliva gli scalini
-dell'ingresso, faceva una fischiatina agli uccelli e una carezza
-al cane, si sedeva nella sua comoda poltrona e pigliava il giornale
-portatogli dalla linda servetta.
-
-La cara vecchia villa era sempre quella. Il tempo non aveva fatto che
-conferirle nuova grazia, darle un'aria più riposata e più serena.
-
-Ma i suoi abitatori?
-
-Il signor Graham è passato attraverso nuove vicende, e sebbene certi
-tratti del suo carattere siano tanto profondi da non poter essere
-cancellati, egli per molti rispetti non è più lo stesso uomo. Un tempo
-si sarebbe coraggiosamente opposto a qualsiasi innovazione nelle sue
-consuetudini domestiche, a qualsiasi perturbazione de' suoi comodi; ma
-l'età senile e gli acciacchi avevano depresso alquanto il suo spirito
-e domato la sua volontà fino allora invincibile. Giusto nel momento
-di questa crisi egli s'era unito a una donna che possedeva energia e
-fermezza di propositi, combinate con una certa dose d'amabilità e di
-sagacia, in grado sufficiente per vincere il suo punto quando le stesse
-a cuore. Ella, ben inteso, lo compiaceva nelle sue piccole manie, e
-lo manteneva nella dolce illusione che la sua autorità (quando voleva
-esercitarla) era assoluta e incontrastabile; ma barcamenava in guisa
-da fare a modo proprio in tutte le cose importanti, e lo aveva infine
-ridotto a tale, ch'egli si stimava contento di godere i suoi comodi in
-quanto poteva e lasciare che il resto andasse per la sua china.
-
-Non è quindi da maravigliarsi se tornato per alcune settimane alla
-vita del buon tempo antico, ne gioisse come uno scolaretto delle sue
-vacanze.
-
-Emilia siede nella sua camera, neglettamente avvolta in un accappatoio.
-Ella è più pallida che mai, e l'espressione del suo viso è d'ansietà,
-di turbamento. Ogni volta che l'uscio s'apre, ella sussulta, trema,
-avvampa d'un improvviso rossore, e già due volte nella mattinata ha
-dato in uno scoppio di lacrime. Qualunque piccolo sforzo, fin quello
-di vestirsi, le sembra insostenibile: non può seguire la lettura che
-le fa Gertrude; e ogni tanto la interrompe con domande concernenti il
-piroscafo incendiato, il salvamento suo e d'altre persone, e tutti i
-particolari di quella terribile scena d'angoscia e di morte. Il suo
-sistema nervoso è, certo, fieramente scosso. Gertrude la guarda, e
-piange, stupita di vedere come la sua calma e la sua ragionevolezza
-l'abbiano abbandonata.
-
-Esse sono insieme fin dalla prima colazione, ma Emilia non vuole che la
-fanciulla si trattenga con lei più a lungo. Insiste perchè ella esca,
-faccia una passeggiata, si distragga un poco. Ritornerà tra un'ora,
-ad aiutarla a vestirsi per il pranzo: questa è una cerimonia da cui
-la signorina Graham non si dispensa mai, essendo suo vivo desiderio
-conservare agli occhi del padre un'apparenza di salute e di felicità.
-Gertrude sente ch'ella davvero brama restar sola, e credendo che, per
-la prima volta, perfino la sua presenza le sia importuna, si ritira
-nella camera propria. E la cieca, non appena la sua compagna l'ha
-lasciata, china la faccia tra le mani e di nuovo dà in singhiozzi
-convulsi.
-
-La signora Ellis, vista ritirarsi la fanciulla, la segue, chiude
-l'uscio, si mette a sedere, con un'aria che basterebbe da sola ad
-aumentare le apprensioni di Gertrude, e parla in tono declamatorio
-degli spaventosi effetti che produce sulla povera Emilia il ricordo
-dell'orrenda catastrofe.
-
-— È tutta sconvolta, — conclude la governante — e se non comincia a
-star meglio tra breve, non esito a dirlo, temo le peggiori conseguenze.
-Emilia è debole; i viaggi non fanno per lei. Secondo me, bisogna che
-se ne stia tranquilla a casa sua. Già io non approvo cotesta smania di
-viaggiare, specie coi pericoli che si corrono in oggi. —
-
-Fortunatamente per Gertrude, la signora Ellis viene chiamata in cucina,
-ed ella è alfine libera di meditare sugli eventi degli ultimi giorni:
-soggetto inesauribile, se nessuno l'interrompesse. Ma di lì a qualche
-minuto si presenta la servetta che ha portato il giornale al signor
-Graham, e porta qualche cosa anche a lei. Una lettera! La riceve con
-mano tremante, e quasi non osa guardare il bollo postale. Il suo primo
-pensiero è che sia di Guglielmo. Ma l'illusione svanisce senza lasciar
-luogo a speranze e timori. Se il bollo è di Nuova York, dov'egli
-potrebbe trovarsi, la scrittura le è affatto sconosciuta. Un'altra
-idea, di poco minor momento, le balena; oppressa dalla commozione a
-segno che si sente mozzare il respiro, ella rompe il suggello e legge:
-
-
-«Mia diletta Gertrude, figliuola mia cara, perchè tale siete veramente
-per me, quantunque soltanto l'angoscia del terrore e della disperazione
-d'un cuore paterno potè strapparmi quelle parole.... Pure non era folle
-il sentimento che mi spinse nell'ora del pericolo a stringervi al mio
-petto e chiamarvi mia. Più volte l'avevo provato, e represso. E anche
-ora vorrei far tacere l'invito della natura, e partirmene, per andare
-a finire la triste mia vita piangendo in solitudine; ma la voce che ha
-parlato in me non può essere ridotta al silenzio.
-
-«Se vi avessi veduta felice, gaia, senza pensieri, non avrei chiesto
-di condividere la vostra gioia, e men che meno avrei voluto gettare
-un'ombra sul vostro cammino. Ma voi siete contristata e conturbata, mia
-povera figliuola, e la vostra afflizione stringe tra noi un vincolo
-più forte di quelli del sangue: sì, mi fa mille volte vostro padre,
-perchè io sono un uomo infelicissimo e stanco, e so comprendere le
-pene altrui. Voi avete un cuore buono e gentile, cara mia creatura.
-Piangeste un giorno sui dolori d'un ignoto; non negherete dunque la
-vostra pietà, se non potete dargli il vostro filiale amore, ad un padre
-desolato, che con mortale angoscia scrive tremando le funeste parole da
-cui sarà forse condannato all'odio e al disprezzo dell'unica persona
-cui l'unisca un legame naturale! Già due volte prima d'oggi tentai di
-vergarla, e deposi la penna rifuggendo dall'impresa crudele. Ma per
-difficile che mi riesca il parlare, più difficile ancora è soffocare
-i palpiti del mio cuore inquieto: e però ascoltatemi, benchè sia
-probabile che poi non vorrete ascoltarmi mai più....
-
-«V'è un uomo sulla terra al quale voi non pensiate senza orrore? Uno
-il cui nome non richiami alla vostra mente che fatti tenebrosi ed
-obbrobriosi, e sia stato da voi aborrito fin dai più teneri anni? Voi
-che tanto amate la vostra migliore amica, non avete appreso a odiare
-e disprezzare in pari misura il suo peggior nemico? Ah, non può essere
-diversamente! Ed io tremo pensando che la mia figliuola diletta fuggirà
-inorridita da suo padre quando conoscerà il segreto così lungamente
-custodito, così dolorosamente rivelato, quando saprà ch'egli è
-
- «FILIPPO AMORY.»
-
-Finito di leggere, Gertrude alzò dal foglio un viso ch'esprimeva
-soltanto un profondo stupore. Quella strana missiva era per
-lei inintelligibile. Grosse lacrime le luccicavano negli occhi,
-l'eccitazione le tingeva le gote d'un vivo rossore. Era commossa, ma
-non comprendeva il senso delle parole di quell'uomo.
-
-Stette alcuni minuti fissando lo sguardo nel vuoto, smarritamente, poi
-si rizzò di scatto e, con la lettera serrata in una mano mosse verso
-la camera di Emilia per comunicarne a questa il bizzarro contenuto
-e chiederle d'aiutarla a interpretarlo. Ma davanti all'uscio si
-fermò. Emilia già stava male, era agitata e depressa: non conveniva
-disturbarla, cagionarle forse nuovi affanni. Sollecita com'era venuta
-ella si ritirò, e tornò a sedere nella sua camera per rileggere la
-singolare dichiarazione e tentar di trovare le tracce del mistero.
-
-Che il signor Phillips e lo scrivente fossero una sola e medesima
-persona le era subito apparso evidentissimo. Non era lieve
-l'impressione che avevano lasciata nell'animo suo le parole da lui
-proferite incontrandola nell'imminenza del pericolo, e tutta la
-sua condotta a bordo. Da tre giorni quell'esclamazione affettuosa
-le risonava di continuo all'orecchio ed occupava il suo spirito:
-«Figliuola mia, caro tesoro!...» Ora le balenava la consolante idea
-che il nobile e generoso straniero il quale aveva così coraggiosamente
-arrischiato la vita per salvare Emilia e lei, potesse in realtà essere
-suo padre: e tutte le fibre del suo essere fremevano di gioia, una
-speranza inebriante sopraffaceva il suo cervello, le dava le vertigini.
-Ora quell'idea le sembrava invece inverosimile, folle, e si sforzava
-di respingerla, di considerare la cosa in modo più razionale e più
-probabile: certo le parole e la condotta del signor Phillips si
-spiegavano come l'effetto d'una potente sovreccitazione, o forse d'una
-fantasia un po' disordinata, un po' turbata; ipotesi, quest'ultima, che
-anche in altre occasioni il suo contegno le aveva suggerito.
-
-Dopo la catastrofe, ella, appena riacquistata la coscienza di sè,
-aveva chiesto notizie del salvatore di Emilia e d'Isabella: ma egli
-era scomparso, senza lasciare alcuna possibilità di rintracciarlo.
-Il signor Graham, arrivato poco appresso, aveva affrettato la loro
-partenza, e, per quanto riluttante, ella era stata costretta ad
-abbandonare ogni speranza di rivederlo. Perciò si trovava ridotta alle
-sole sue vaghe e insodisfacenti congetture.
-
-Con Emilia ella non s'era mai confidata, per gli stessi motivi che
-l'avevano rattenuta ora dal consultarla sulla misteriosa epistola;
-ma tra sè medesima non aveva cessato di ponderare, notte e giorno, il
-linguaggio e le maniere inesplicabili del signor Phillips, non soltanto
-nel recente spaventoso evento, ma fin dal primo istante della loro
-conoscenza.
-
-La seconda lettura della lettera la rese più perplessa ed inquieta
-che mai. Nè le destava nuove idee, nè dava consistenza a quelle ch'era
-andata volgendo in mente fino allora.
-
-Ma per un'oretta ella stette a leggere e rileggere quelle righe, finchè
-le ebbe quasi scancellate con le lacrime che le piovevano dagli occhi,
-e a grado a grado diverse commozioni si manifestavano nella espressione
-del suo viso. A un tratto ella si rizzò, prese risoluta un foglio,
-e scrisse con una febbrile rapidità che mostrava come profondamente,
-e quasi terribilmente, fosse scossa in tutto il suo essere, anima e
-corpo, e si piegasse, vacillasse sotto il peso delle speranze, delle
-ansie, degli affetti, dei timori che si combattevano in lei:
-
- «Caro, caro padre,
-
-«Se posso osare di credere che siete tale, o se no, certo, il migliore
-amico mio.... ma come scrivervi, che dirvi, poichè tutte le vostre
-parole sono un mistero? Padre! Parola benedetta! Oh, Dio volesse che il
-nobile mio amico fosse mio padre! Eppure, ditemi, è forse possibile?
-Ahimè! Ho un triste presentimento che il mio bel sogno sia una mèra
-illusione, un errore....
-
-«Io non ho mai udito pronunziare il nome di Filippo Amory. La mia
-buona, la mia dolce Emilia, mi ha insegnato ad amare tutti; l'odio e
-il disprezzo sono estranei alla sua natura, e, me ne confido, alla mia.
-Inoltre, ella non ha nemici, mai non ne ebbe uno al mondo, nè potrebbe
-averne. Sarebbe lo stesso far guerra a un angelo del Cielo, o ad una
-santa e soave creatura come lei.
-
-«Nè giungerete a farmi credere che voi siate un peccatore, un reo. Non
-può essere. Farebbe torto a un'anima retta il pensarlo: ripeto, non
-può essere. Ben volentieri poserei il capo sul petto d'un tal padre;
-con gioia adempirei il dolce dovere di consolare i dolori dell'uomo
-benevolo e generoso che con abnegazione mirabile ha liberamente
-offerto la sua vita per me, e per altri la cui salvezza mi stava più
-a cuore della mia propria. Quando mi prendeste tra le vostre braccia
-e mi chiamaste figliuola, cara figliuola, io pensai che l'angoscia di
-quel terribile momento avesse eccitato e turbato il vostro spirito
-in modo da rivestirmi d'una falsa apparenza, da confondere forse
-la mia immagine con quella d'una persona amata e lontana.... Adesso
-credo che non fu passeggera follia, ma che piuttosto mi scambiaste
-sempre per un'altra a cui spetterebbe il grato ufficio di consolare
-la vita contristata d'un padre, mentre io, ahimè, rimango l'orfana
-non riconosciuta, non cercata, la povera creatura senza babbo e senza
-mamma, che sono stata fin dai miei più teneri anni.
-
-«Se avete perduto una figlia, Dio conceda che vi sia restituita per
-amarvi come io v'amerei qualora avessi la fortuna d'esser quella! Ma
-tuttavia consideratemi come figliuola del vostro cuore, lasciate ch'io
-v'ami e preghi e pianga per voi, lasciate ch'io versi dall'anima tutta
-la mia gratitudine per le cure affettuose e la simpatia che m'avete
-prodigate.
-
-«Eppure, benchè io non vanti questo diritto e non osi, sì, non osi,
-accarezzare il pensiero che voi non v'ingannate credendovi mio padre,
-non posso frenare i palpiti del mio cuore, e tremo, e quasi mi viene
-meno il respiro, quando mi balena la benedetta, la celeste speranza di
-questa possibilità! No, no, non voglio contemplarla, perchè temo che
-non potrei sostenere il dolore di vederla svanire!...
-
-«Oh, che mai scrivo? Non so.... Una prolungata incertezza mi farebbe
-soffrir troppo; scrivetemi prontamente, o venite a me, caro padre....
-voglio chiamarvi così una volta almeno, dovesse pur essere la prima e
-l'ultima.
-
- «GERTRUDE.»
-
-Il signor Phillips, o piuttosto Amory, giacchè questo era il suo vero
-nome, aveva dimenticato od omesso di menzionare il suo recapito. La
-giovanetta se ne avvide soltanto quando s'accinse a scriverlo sulla
-sua lettera, e provò un acuto dolore pensando che questa non gli
-sarebbe mai pervenuta. Ma si tranquillò alquanto osservando di nuovo
-il bollo postale. Egli doveva trovarsi a Nuova York. Senza esitare
-diresse colà la sua missiva; poi, non volendo affidarla ad altre mani,
-si mise il cappello, coperse con un velo il viso commosso, e s'avviò
-frettolosamente verso la Posta del villaggio.
-
-Per le persone sensitive e di viva immaginazione, nulla v'è di più
-penoso che l'incertezza. Quando sappiamo che cosa dovremo sopportare,
-possiamo quasi sempre chiamar in nostro soccorso la forza e la
-rassegnazione necessarie; ma occorrono una pazienza e una resistenza
-non comuni per rendere uno capace d'aspettare con calma e serenità
-l'approssimarsi d'una grave crisi piena d'eventi di cui non è possibile
-prevedere la natura, ma che inevitabilmente eserciteranno un'azione
-dominante su tutta la nostra vita. Un momento la speranza prevale e
-promette un esito felice; sorridiamo, respiriamo, l'ansietà è bandita;
-ma ecco che a un tratto una parola, uno sguardo, perfino un pensiero
-cambia il corso dei nostri sentimenti; il volto si oscura, il petto è
-oppresso da una subita ambascia, la paura ci assale come un incubo,
-e quanto più ci siamo abbandonati a una gioia fidente, tanto più ci
-sprofondiamo nella tortura del dubbio o nell'agonia della disperazione.
-
-Il caso di Gertrude era singolarmente penoso. Da una settimana ella già
-lottava contro un'angosciosa sospensione d'animo, quasi intollerabile;
-e adesso, d'improvviso, sorgeva un altro mistero, fonte d'incertezze
-non meno tormentose, d'affanni non meno intensi. Pareva invero uno
-sforzo superiore al potere d'una fanciulla così giovane, sensitiva,
-inesperta, il dominarsi a segno da reprimere le sue commozioni,
-dissimularle agli occhi altrui, soffrire sola, in silenzio, i crudeli
-rigori della sua sorte.
-
-Eppure lo fece, e strenuamente. Sia che la gravità delle emergenze
-suscitasse in lei, come suole avvenire in una donna d'alti sensi e
-d'alto cuore, una proporzionata energia, sia che dinanzi alla inutilità
-d'ogni tentativo di sciogliere il complicato nodo del suo destino,
-ella si trovasse costretta a incrociare le braccia e chinare il capo
-rassegnata, sia che con umile fede resa più profonda e più ardente dal
-sentimento della propria impotenza, ella si rivolgesse per soccorso a
-Colui del quale ci appare tutta la forza nella nostra debolezza, certo
-si è che mentre si dirigeva a casa, dopo aver consegnato la sua lettera
-al mastro di posta, la sicurezza del suo passo, la calma del suo
-sguardo alzato al cielo, mostravano ch'ella aveva preso in quel momento
-una coraggiosa risoluzione: risoluzione saldamente mantenuta durante i
-due giorni ch'ebbe ad attendere la risposta di Filippo Amory.
-
-Ed era questa: procurar di troncare per il presente le vane congetture
-e l'infruttuosa comparazione delle probabilità, che servivano soltanto
-ad affaticare il suo spirito, torturare il suo intelletto, turbare la
-sua pace; non occuparsi più di ciò che concerneva lei stessa; dirigere
-con un disperato sforzo tutte le sue energie fisiche e morali verso
-fini disinteressati, e aspettare pazientemente finchè la nube oscura
-che pendeva sul suo fato fosse dissipata dalla luce della verità, e la
-rivelazione squarciasse il mistero.
-
-Fu ella medesima non poco maravigliata quando in progresso di
-tempo rammentò il gran numero di faccende domestiche e d'amichevoli
-prestazioni che quasi macchinalmente compì nel corso di quei due giorni
-di lotta contro pensieri che tentavano con violenza di riprendere il
-sopravvento e non potevano essere domati che mercè un enorme sforzo di
-volontà.
-
-Ella spolverò e ricollocò tutti i libri della copiosa biblioteca,
-disfece i bagagli e ripose nel loro luogo gl'indumenti suoi e d'Emilia,
-aiutò la signora Ellis a riordinare le porcellane e le biancherie, e
-sbrigò molti altri lavori ch'erano stati negletti o posposti.
-
-E così, lodevolmente ingegnandosi d'occupare le mani se non il cuore,
-ella attese.
-
-
-
-
-XLIII.
-
- Sian pur sottili gli argomenti tuoi,
- Non m'indurranno a cercar mai ricchezze
- Per amor del potere, nè il potere
- A pregiar per amore della gloria.
-
- MILTON.
-
-
-Nel sontuoso salotto d'uno degli alberghi di primo ordine che a Nuova
-York abbondano, Filippo Amory sedeva solo. Era già sera. Le tende
-delle finestre erano calate, e accesi i lumi a gas, la cui splendida
-luce faceva spiccare i colori vivaci del tappeto e delle tappezzerie,
-e diffondeva intorno un'aria di gaiezza e di benessere, con la quale
-contrastava forte il pallido viso e l'atteggiamento triste ed abbattuto
-dell'ospite solitario.
-
-Da quasi un'ora egli sedeva là, chino sulla tavola che occupava il
-centro della stanza, con la testa appoggiata alla mano sinistra,
-senza muoversi nè sollevare un momento lo sguardo. Egli aveva gettato
-all'indietro la massa ondosa dei suoi capelli inargentati, come se quel
-lieve peso opprimesse la sua fronte ardente, e se non fosse stato il
-lento gesto delle dita che di tanto in tanto passava tra i bei riccioli
-folti, si sarebbe potuto crederlo assopito.
-
-A un tratto si rizzò, ed ergendo l'alta e prestante persona, si mise
-a camminare in su e in giù per il salotto. Ma tosto una sommessa
-picchiata all'uscio arrestò il suo passo misurato: un'espressione
-d'inquietudine nervosa e di contrarietà apparve nei suoi lineamenti, e,
-buttandosi di nuovo nella poltrona, stava per rispondere al cameriere
-venuto ad annunziargli «un signore», che egli non poteva ricevere
-nessuno; ma l'annunziato era già sulla soglia. Il cameriere si ritirò e
-chiuse l'uscio.
-
-Premurosamente il visitatore, ch'era un giovanotto, s'avanzò verso
-il signor Amory; represse però il suo slancio cordiale dinanzi alla
-inaspettata freddezza con cui questi lo accoglieva mostrandogli
-nella faccia rannuvolata, e nel modo quasi ritroso di toccare la mano
-offerta, che la sua presenza non riesciva gradita.
-
-— Scusatemi, signor Phillips.... — disse Guglielmo Sullivan, poiché era
-lui. — Temo d'avervi disturbato.
-
-— Oh, non lo dite! — rispose quegli, urbanamente, invitandolo a sedere.
-— Accomodatevi. —
-
-Guglielmo non fece che appoggiar la mano sulla spalliera della seggiola
-proffertagli, e seguitò rimanendo ritto:
-
-— Siete molto mutato, signore, dacchè ci vedemmo l'ultima volta.
-
-— Mutato? Sì, certo.... — disse l'altro con aria distratta.
-
-— La vostra salute non sarà, spero....
-
-— La mia salute è ottima. —
-
-Dopo avere così interrotto il giovane, Filippo Amory parve a un
-tratto comprendere che doveva pur fare qualche sforzo per sostenere la
-conversazione, e ripigliò:
-
-— È lungo tempo, signor Sullivan, che non ci siamo imbattuti. Non ho
-tuttavia scordato il debito di gratitudine che ho verso di voi per il
-vostro intervento tra me ed Alì, l'arabo traditore, con la sua truppa
-di ribaldi beduini.
-
-— Non ne parlate, signor Phillips. Il nostro incontro fu davvero
-fortunato, ma per tutti e due, perchè eravamo esposti al medesimo
-pericolo, e quindi ne risultò un mutuo benefizio.
-
-— Non posso ammetterlo. Voi sembravate in buona armonia con la vostra
-scorta, per quanto fosse araba.
-
-— Sì, ho una certa pratica di viaggi in Oriente, e so come,
-d'ordinario, si governano quegl'infiammabili spiriti del deserto. Ma
-quando vi raggiunsi, entravo appunto anch'io nel territorio di tribù
-ostili, e la mia scorta correva rischio d'essere soverchiata se non
-avessi avuto il vantaggio di unire le mie forze alle vostre.
-
-— Valutate troppo modestamente il vostro genio conciliativo,
-giovanotto. Con voi, che conoscete così bene i fatti, non ho neppure il
-merito della franchezza confessando che il mio temperamento focoso e la
-mia volontà ostinata erano le sole cause del pericolo che minacciava
-entrambi e dal quale voi fortunatamente avete saputo scamparci. No,
-no! Non mi negate la sodisfazione d'esprimervi ancora una volta la mia
-gratitudine per il vostro preziosissimo aiuto.
-
-— Signore, — disse Guglielmo sorridendo — voi fate della mia visita
-proprio l'opposto di ciò che doveva essere. Io sono venuto qui stasera
-non per ricevere, ma per rendervi grazie.
-
-— Di che cosa? — fece il signor Amory bruscamente, rudemente quasi. —
-Voi non mi dovete nulla!
-
-— Gli amici d'Isabella Clinton hanno con voi un debito tale, che non
-potranno mai pagarlo.
-
-— V'ingannate, signor Sullivan. Io non ho fatto nulla che imponga agli
-amici di cotesta signorina la minima obbligazione verso di me.
-
-— Non le salvaste la vita?
-
-— Sì, ma senza averne punto l'intenzione. —
-
-Guglielmo sorrise.
-
-— Non fu certo un mèro caso, signor Phillips, l'esservi voi messo a
-rischio di morte per salvare una vostra compagna di viaggio.
-
-— Infatti, non al caso ella deve la sua salvezza; di questo sono
-persuaso anch'io. Ma non ringraziate me; è d'altri il merito se la
-signorina Clinton oggi non dorme il sonno eterno.
-
-— M'è lecito domandarvi di chi parlate? Le vostre parole sono
-misteriose.
-
-— Parlo d'una cara e nobile fanciulla ch'io volevo strappare alle
-fiamme.... Per lei nuotavo verso quell'avanzo di nave incendiata.
-Il suo velo azzurro era il segnale convenuto tra noi. Quel velo
-accuratamente avvolto intorno al capo della signorina Clinton
-m'ingannò. Io la trovai aggrappata al posto di.... dell'altra che
-cercavo, e portai a salvamento sulla riva la preda tolta al fuoco e
-alle acque senza riconoscerla.... abbandonando la mia diletta che aveva
-offerto la propria vita in olocausto....
-
-— Oh, non alla morte?
-
-— No, fu ricuperata per miracolo. Andate a ringraziare lei della
-salvezza d'Isabella Clinton.
-
-— Io ringrazio Dio, — disse Guglielmo con fervore — che gli orrori di
-tali disastri siano in parte compensati da eroismi come cotesto. —
-
-L'aspetto, fino allora severo del signor Amory si raddolcì alquanto
-mentre egli ascoltava queste entusiastiche parole del giovane in lode
-della devozione di Gertrude.
-
-— Chi è quella nobile fanciulla? Dov'è? — continuò l'altro.
-
-— Non me lo chiedete! — rispose l'interrogato con un gesto
-d'impazienza. — Non potrei dirvelo neppur se volessi. Non la rividi
-dopo quel giorno funesto. —
-
-Le sue maniere, ancor più che le sue parole, manifestavano una viva
-riluttanza ad entrare in più precisi particolari circa il salvamento
-d'Isabella, e Guglielmo, accorgendosene, rimase un momento silenzioso e
-irresoluto. Poi, avanzandosi d'un passo, riprese:
-
-— Sebbene voi non vogliate riconoscere alcuna vostra partecipazione
-al felice scampo della signorina Clinton, sento ch'io mancherei
-all'obbligo mio ove non vi facessi il messaggio di cui sono incaricato
-per colui che ne fu lo strumento se non la causa prima. Il signor
-Clinton mi prega di dirvi che salvando la vita della sua Isabella,
-l'unica superstite di sette figliuoli (tutti gli altri gli morirono
-in tenera età), avete prolungato la sua, e colmato il suo cuore di
-gratitudine tale, che qualunque parola è impotente ad esprimerla: fino
-all'ultimo dei suoi giorni egli non cesserà mai di benedire il vostro
-nome, e implorare da Dio le Sue grazie più elette su voi e su coloro
-che vi sono cari! —
-
-I limpidi e penetranti occhi di Filippo Amory erano lievemente
-inumiditi, ma un blando e cortese sorriso errava sulle sue labbra.
-
-— Tutto questo da parte del signor Clinton? — egli rispose. — Molto
-gentile e del pari sincero, non ne dubito! Ma voi, giovanotto, non
-intendete certo di ringraziarmi soltanto a nome suo. Non avete nulla da
-dire per conto vostro? —
-
-Guglielmo parve maravigliato della domanda, tuttavia replicò senza
-esitare:
-
-— Sicuro, signore, io come uno della numerosa cerchia di conoscenti e
-d'amici che la signorina Clinton onora della sua stima, vi sono grato
-delle vostre prestazioni generose, e immensamente v'ammiro: nè per
-essa soltanto, ma per tutti coloro che aveste la nobile sodisfazione di
-salvare da una morte orribile oltre ogni dire!
-
-— Devo interpretare le vostre parole nel senso che voi parlate
-unicamente in nome dell'umanità, e non sentite nessuna profonda
-affezione particolare per questa o quella tra le persone che si
-trovavano sulla disgraziata nave?
-
-— La maggior parte erano gente a me affatto estranea. La signorina
-Clinton anzi era la sola ch'io conoscessi da più lungo tempo dei due
-o tre giorni passati a Saratoga. La sua morte m'avrebbe addolorato
-assai, s'intende: ella aveva una certa familiarità con me, da bambina,
-e ultimamente sono stato molto in sua compagnia; soprattutto poi, so
-che suo padre, il mio venerato socio e vecchio amico preziosissimo, la
-cui salute purtroppo è indebolita, non sarebbe potuto sopravvivere alla
-perdita dell'unica figlia, quasi idolatrata; colpo che le circostanze
-strazianti avrebbero reso ancora più terribile....
-
-— Voi parlate con una gran freddezza, signor Sullivan. Ignorereste
-forse che la voce pubblica vi pretende legato alla signorina Clinton da
-un sentimento più tenero della semplice amicizia? —
-
-Il graduale dilatarsi dei grandi occhi grigi di Guglielmo fissi
-sul signor Amory mentre questi così diceva, e l'aria tra attonita e
-scrutatrice che prendeva il suo viso, dimostravano chiaramente quale
-impressione gli facesse quella domanda.
-
-— Signore, — rispose egli sedendo con gesto deliberato sulla seggiola
-presso la quale era sempre rimasto ritto — o io non vi comprendo, o la
-voce pubblica riferisce un'opinione assolutamente falsa.
-
-— Sicchè voi non avete mai saputo nulla finora del vostro fidanzamento?
-
-— Mai, ve l'assicuro. O com'è possibile che una ciarla così infondata
-abbia credito fra i conoscenti della signorina Clinton?
-
-— Lo ha, e tanto esteso, che per esempio io, mèro spettatore della vita
-di Saratoga, l'udii spesse volte non solo bisbigliare da orecchio ad
-orecchio, ma affermare quale fatto positivo.
-
-— Sono in sommo grado stupito e contrariato da ciò che mi dite,
-— proseguì il giovane che veramente pareva sentirne dispiacere e
-dispetto. — Per quanto cotesto rumore sia insensato non meno che falso,
-se arrivasse alla signorina Clinton provocherebbe la sua indignazione,
-e le darebbe gran noia; per lei, anche più che per me stesso, mi dolgo
-che certe circostanze abbiano potuto suscitarlo.
-
-— Parlate per ragioni di delicatezza rispetto alla signorina, o siete
-modesto a segno di credere che sarebbe ferita nel proprio orgoglio
-se sapesse il suo nome così accoppiato con quello del socio di suo
-padre, un giovane finora sconosciuto nei circoli del mondo elegante?
-Ma, scusatemi.... Forse ho posto il piede su terreno pericoloso, ed è
-l'orgoglio vostro quello che si sdegna dinanzi alla franchezza del mio
-linguaggio.
-
-— No, punto, signor Phillips; mi fate torto se credete che il mio
-orgoglio sia di tal natura. Ma per rispondere alla vostra domanda, vi
-dirò che mi riferivo tanto alla prima che alla seconda delle ragioni da
-voi menzionate, e a molte altre ancora, quando vi affermavo di credere
-che vivissimo sarebbe il risentimento della signorina Clinton se mai
-risapesse la sciocca ed inconsulta diceria fatta circolare sul suo
-conto.
-
-— Signor Sullivan, — disse Filippo Amory con calore, avvicinando la sua
-seggiola a quella di Guglielmo — siete ben certo di non pregiudicarvi
-da voi stesso? Badate che un'eccessiva modestia unita ad esagerate e
-false raffinatezze sentimentali ha sbarrato a più d'uno la via della
-fortuna, e che questo potrebb'essere il caso vostro.
-
-— Come, signore? Voi parlate in una forma enigmatica, e io non ho idea
-di ciò che volete significare.
-
-— Bei giovani come voi, possono, lo so, mirare nella scelta d'una
-sposa alle fortune più alte; ma sono troppo rare, perchè se ne offrano
-parecchie a una medesima persona, e il mondo riderebbe alle vostre
-spalle se vi lasciaste sfuggire l'occasione felicissima che ora
-v'arride.
-
-— Occasione di che? Non intendete già consigliarmi, io credo....
-
-— Ma sì, anzi! Io sono più vecchio di voi, e conosco meglio la vita.
-Un patrimonio non s'accumula in un giorno, nè il denaro è cosa da
-disprezzarsi. Il signor Clinton ha logorato la sua salute affaticandosi
-nell'acquisto di quelle ricchezze, che saranno presto possedute dalla
-sua unica erede. Ella è giovane, bellissima, e ammiratissima nel gran
-mondo in cui vive. Tanto il padre che la figlia vi guardano con occhio
-benigno.... Oh, non vi turbate, si discorre tra amici, e voi sapete se
-è vero ciò che fin gli estranei hanno osservato, e di cui spesso io ho
-udito parlare come di cosa indubitata. Perchè esitate dunque? Non vi
-distorrà, spero, dall'approfittare di questa favorevole condizione, un
-qualche romantico e cavalleresco senso d'inferiorità da parte vostra,
-quasi non foste degno d'un premio così bello?
-
-— Signor Phillips, — disse Guglielmo, titubando, evidentemente
-impacciato — i commenti di persone conosciute in casuali e passeggeri
-incontri, come quasi tutte quelle che la signorina Clinton frequentava
-a Saratoga, non meritano fede. Le particolari relazioni in cui mi
-trovo col signor Clinton mi hanno ultimamente condotto a vivere in
-continua familiarità sì con lui che con la sua figliuola. Egli non ha
-ora intorno a sè parenti nè amici fidati, e perciò sembra agli occhi
-del mondo far più caso di me che non ne farebbe qualora ambissi la mano
-della signorina Isabella. D'altronde, questa ha tanti adoratori che
-sarebbe il colmo della vanità se io presumessi....
-
-— Poh, poh! — l'interruppe Filippo Amory, levandosi da sedere, e
-picchiandogli una spalla. — Ditelo, caro Sullivan, a qualcuno più
-novizio e più ingenuo ch'io non sia! Certo, — proseguì egli andando
-su e giù per la stanza — è dicevole cotesto linguaggio; ma, sebbene
-io rifugga dalle adulazioni, credo di poter senza pericolo ricordare
-alcuni piccoli fatti a un giovanotto che ha una tanto modesta opinione
-dei propri meriti. Prego, chi era il signore per la compagnia del quale
-la signorina Clinton fu così pronta ad abbandonare, sere sono, una
-splendida e affollata sala mentre cantava l'Alboni, e a lasciar delusa
-tutta una coorte d'ammiratori che la circondava di omaggi e di sorrisi?
-Con chi mai preferì ella passeggiare tranquillamente al lume di luna
-nel giardino dell'Albergo degli Stati Uniti? —
-
-Guglielmo indugiò un momento a rispondere, come se cercasse di
-rammentarsi; poi esclamò:
-
-— Vedo, vedo! Questa fu dunque una delle cause di sospetto? Io non ero
-invece che un messo venuto a chiamare la signorina Isabella al letto di
-suo padre.... Avevo ansiosamente vegliato per ore il signor Clinton,
-caduto in un sonno prolungatissimo, quasi letargico, che impensieriva
-il medico; destatosi alfine, egli chiese della sua figliuola con tale
-appassionata insistenza, ch'io mi risolsi a disturbarle il piacere
-della serata, e condurla dov'era suo dovere andare immediatamente: nel
-casinetto in fondo al giardino dell'albergo, che pertanto attraversai
-con lei al lume di luna.... —
-
-Il signor Amory sorrise, e per la prima volta guardò Guglielmo con
-quella dolce espressione di benignità che il suo bel viso assumeva di
-rado e che tanto gli si addiceva.
-
-— Ecco che cosa sono i pettegolezzi dei luoghi come Saratoga! — egli
-fece quasi gaiamente. — Capisco che non devo più parlare d'altre
-apparenze di teneri sentimenti sia in voi sia nella signorina. Ma se
-anche il cuore della bella e la sua dote sono sempre ben custoditi
-da lei e da suo padre, non mancano buone ragioni di credere, caro
-Sullivan, che vi sarebbe agevole conquistare ambedue. Voi siete un
-giovane di grande avvenire, e possedete, a quanto ho udito, una geniale
-attitudine agli affari che vi rende indispensabile al vecchio; e se con
-la prestanza della vostra persona e i pregi del vostro spirito non vi
-rendete tale anche alla fanciulla, la colpa sarà tutta vostra. —
-
-Guglielmo rise.
-
-— Se questo fosse il mio scopo, ricorrerei a voi per incoraggiamento e
-consiglio; ma, signor Phillips, è fatica sprecata far brillare ai miei
-occhi cotesta visione lusinghiera.
-
-— No, dato che siate l'uomo ch'io vi credo,-replicò l'altro. — E non
-sarete certo tanto sciocco (scusate se uso un termine un po' forte) da
-disprezzare l'opportunità offertavi di prendere quel posto e far quella
-figura nel mondo a cui vi danno diritto la vostra nascita, la vostra
-educazione e le vostre qualità personali. Figlio d'un rispettabile
-ecclesiastico (professione sempre onorevolissima), favorito nella prima
-giovinezza da occasioni straordinariamente vantaggiose delle quali
-avete saputo approfittare, oggi, col credito che godete nelle Indie, se
-aveste al vostro comando ingenti capitali, giungereste presto a contare
-fra i negozianti più cospicui. Nondimeno tutto questo non basterebbe
-ancora a darvi pronto e libero accesso nelle alte sfere della nostra
-aristocrazia; mentre sposando la signorina Clinton, salireste d'un
-passo a un grado sociale che difficilmente avreste conquistato con
-lunghi sforzi, e a venticinque anni tocchereste la mèta più eccelsa
-che la vostra ambizione possa vagheggiare. Nè, oso dirlo, è verosimile
-che l'essere vissuto sei anni affatto privo della compagnia di donne
-gentili, non v'abbia disposto a sentire potentemente il fascino d'una
-grazia e una bellezza così rare....
-
-«Un uomo che ritorna alla terra nativa dopo una lunga permanenza
-sotto i tropici, suol essere facile preda della prima seducente
-compatriotta in cui la sorte lo faccia imbattere; e non è invero da
-maravigliarsi che voi siate preso dalle attrattive della signorina
-Isabella, singolari anche in questo paese di belle donne. E, sicuro,
-non avete durato sei anni di fatiche sotto il sole cocente dell'India,
-senza avere imparato ad apprezzare quanto vale l'insperata e onorevole
-fortuna che ve ne offre il premio: il riposo, la ricchezza agevolmente
-conseguita, e, felicità suprema, il possesso d'una giovane e bella
-sposa. —
-
-Seguì una pausa, durante la quale Filippo Amory stette a spiare nel
-volto di Guglielmo l'effetto delle sue parole tentatrici. Questi non
-tardò a palesarglielo con la sua risposta.
-
-— Signor Phillips, — disse in un tono risoluto ed energico che provava
-la sua profonda sincerità — io non ho infatti speso parecchi dei
-miei anni migliori lavorando sotto un cielo ardente, in prolungato
-esilio da quanto avevo di più caro, senza il sostegno di alti fini,
-senza l'incoraggiamento di dolci speranze. Ma voi mi giudicate
-assai male se stimate che l'ambizione che m'ha finora spronato
-possa essere sodisfatta da quelle ricompense che avete dipinte alla
-mia immaginazione con sì vividi colori. No, signore, credetemelo;
-quantunque i loro vantaggi siano tali che a pochi è dato conseguirli,
-io miro a qualche cosa di più alto ancora, e penso che davvero avrei
-sprecato i miei sforzi se le mie speranze e i miei desiderî non
-tendessero verso un bene più prezioso.
-
-— E dove cercate l'adempimento di cotesti voti sublimi? — domandò il
-signor Amory con accento ironico.
-
-— Non già nei circoli gai del mondo elegante nè tra l'aristocrazia del
-denaro. Io non dispregio un grado onorevole agli occhi dei miei simili,
-conosco i benefizi della ricchezza, sento il prestigio della bellezza e
-della grazia; ma non sono queste le cose per cui lasciai la mia patria,
-nè per esse vi sono ritornato. Benchè giovane, ho vissuto abbastanza,
-e abbastanza sofferto, perchè sia radicata nel mio cuore la fede che i
-soli beni degni d'essere cercati a prezzo di lotte e sacrifici, sono
-quelli più durevoli e più consolanti dei dubbi onori, delle precarie
-ricchezze, dei volubili sorrisi.
-
-— Dunque, se m'è lecito domandarlo, a che cosa mirate?
-
-— A un _focolare domestico_; e non tanto per me, sebbene da lungo tempo
-io aneli alla sua pace, quanto per colei con cui mi confido dividerlo.
-Or fa un anno — e la voce di Guglielmo si commosse, le sue labbra
-tremarono — v'erano, oltre la cara creatura che adesso occupa tutta
-l'anima mia, altre persone ch'io speravo, con tenero amore, con viva
-gioia, di veder cogliere un giorno i frutti delle mie fatiche. Dio
-non m'ha concesso di ritrovarle quaggiù, e.... ma perdonatemi, signor
-Phillips, non è mia intenzione d'importunarvi raccontandovi i miei
-affari privati.
-
-— Proseguite, proseguite, — disse Filippo Amory. — Merito bene qualche
-confidenza in cambio de' miei disinteressati consigli. Parlatemi come a
-un vecchio amico, e siate sicuro che v'ascolto con la maggior simpatia.
-
-— Da molto tempo non ho parlato liberamente di me stesso; — rispose
-Guglielmo — ma sono franco per natura, e giacchè manifestate il
-desiderio di conoscere qualche cosa de' miei propositi nella vita,
-io non ho alcuna ragione di nasconderveli. La mia sorte, signore, fu
-singolare fin dall'adolescenza: non vi dispiaccia quindi se ne fo
-un breve cenno. A dodici anni avevo già cominciato ad esercitare i
-doveri che la necessità m'imponeva. La mamma, rimasta vedova quand'ero
-bambino, e il vecchio nonno erano i miei soli parenti e quasi i miei
-soli amici; l'una di debole complessione, delicatissima, non atta ai
-lavori faticosi: l'altro d'età assai grave, e povero, non avendo altri
-proventi che la sua piccola paga di sagrestano d'una chiesa vicina.
-Ma, come voi sapete, perchè già ve lo dissi quando ci conoscemmo
-in Oriente, nonostante le loro condizioni, essi m'allevarono in una
-modesta agiatezza e mi diedero un'ottima educazione.
-
-«Ragazzo, quando le piastrelle e i cervi volanti sono d'ordinario
-gli oggetti che più appassionano, io ero già posseduto da un ardente
-desiderio di sollevare i miei cari d'una parte delle fatiche e delle
-cure di cui sostenevano il peso; e con questo fine cercai e trovai un
-posto, nel quale ero ben trattato e ben pagato, e che conservai fino
-alla morte del mio buon principale. Poi, per un tempo ebbi a sentire
-dolorosamente la mancanza d'impiego; mi scoraggiai, fui infelice; e
-questo stato d'animo era mantenuto dalla convivenza con un uomo di
-temperamento malinconico ed inclinato al pessimismo, come il mio nonno,
-il quale aveva patito nel corso della sua vita crudeli disinganni, e
-però lungi dal farmi cuore insisteva sulla probabilità che tutti i miei
-disegni, tutti i miei tentativi d'aprirmi la via della fortuna, fossero
-destinati a fallire.
-
-«Io ero molto amareggiato, allora, dall'influsso deprimente delle
-tristi predizioni del vecchio; ma poi fui indotto a pensare che,
-in fondo, produssero un effetto utile, perchè nulla mi spinse a
-raddoppiare i miei sforzi, più che la brama di provargli ch'erano mal
-fondate; e una delle maggiori sodisfazioni da me gustate in questi
-ultimi anni fu appunto la certezza ripetutamente avuta ch'egli era
-venuto alfine nella persuasione piena ed intera che uno almeno della
-sua disgraziata famiglia aveva la sorte di sfuggire ai travagli della
-povertà.
-
-«Mia madre era una donna di natura quieta e gentile, piccolina della
-persona, di maniere semplici e piuttosto riservate. Ella mi amava come
-la stessa anima sua; tutte le mie nozioni della bontà mi furono date da
-lei: dal canto mio non mi sarei risparmiato sacrificio alcuno per farla
-felice, avrei dato la mia vita per la sua.... Ma non ci rivedremo mai
-più in questo mondo; e io.... io imparo a rassegnarmi!
-
-«Per loro due e per un'altra persona di cui vi parlerò tra poco,
-ero pronto ad esulare, a lottare, a soffrire ed essere paziente.
-L'occasione si presentò, ed io non tardai a coglierla. Presto il
-supremo scopo della mia ambizione fu conseguito. Io guadagnavo
-abbastanza per me e per loro. In progresso di tempo giunsi anche a
-farli godere un po' di lusso. E avevo cominciato ad attendere il giorno
-non lontano in cui il mio sospirato ritorno avrebbe finalmente reso
-perfetta la nostra felicità, mentre, ahimè, la notizia della morte del
-nonno era per via, e mia madre anch'ella già declinava lentamente ma
-inesorabilmente verso la tomba!
-
-«Tutt'e due oggi sono partiti dal mondo, e io sarei rimasto tanto solo
-da desiderare quasi di seguirli, se non fosse quella creatura il cui
-amore m'avvincerà alla terra finchè ella vi soggiornerà meco.
-
-— E lei? — domandò Filippo Amory con un ardore che Guglielmo, assorto
-nei propri pensieri, non osservò.
-
-— È una giovanetta — rispose questi — senza famiglia, nè ricchezza,
-nè bellezza; ma dotata d'uno spirito così alto che la fa nobile, d'un
-cuore così generoso che la fa ricca, di un'anima così pura che la fa
-bella. —
-
-L'intensa attenzione del signor Amory e l'evidente suo desiderio
-d'udire il seguito, lo incoraggiarono a continuare:
-
-— Nello stabile dove abitavamo viveva un buon vecchio, che faceva
-il lampionaio. Era povero, più povero ancora di noi, ma non ho mai
-conosciuto un uomo migliore. Una sera, mentre andava in giro accendendo
-i suoi lampioni, raccolse e si portò a casa una bimba appena coperta
-di miseri cenci che una femmina crudele aveva in quel momento gettata
-sulla strada dove sarebbe morta di freddo, salvo che non fosse condotta
-a finire di morte più lenta in un ospizio; perchè soltanto le cure
-affettuose ed assidue di mia madre e dello zio True (così chiamavamo
-il nostro vecchio amico) poterono salvare quella debole creatura dalle
-conseguenze delle sevizie e degli stenti che l'avevano ridotta in fin
-di vita. Grazie alla loro instancabile vigilanza, alle loro premure,
-ella fu conservata per contraccambiare un giorno, e a cento doppi,
-l'amorosa assistenza prodigatale.
-
-«Ella era a quel tempo esile e strutta da far pietà, d'un colorito
-scialbo, e assai bruttina; inoltre nessuno le aveva insegnato
-a dominare il suo carattere violento, al quale univa una grande
-ostinatezza derivata certo dall'essere sempre vissuta in opposizione
-con tutti.
-
-«Ma nulla sgomentava l'ottimo zio True, e sotto l'influsso della sua
-paterna tenerezza, cominciarono a svilupparsi le facoltà e le virtù
-latenti in quella piccola anima fino allora negletta. Nell'atmosfera di
-amore ove adesso respirava, ella cambiò natura; e quando agli esempi e
-ai precetti che le erano dati nella sua nuova casa s'aggiunse la luce
-divina, versata sulla sua vita da una creatura eletta, la quale immersa
-ella stessa nelle tenebre, emana dal proprio spirito un'aureola radiosa
-che illumina chi gode il bene della sua presenza, divenne ciò che poi è
-stata costantemente: una donna in cui uno può riporre il suo affetto e
-la sua fede per sempre.
-
-«Quanto a me, non tardai ad amare oltre ogni dire quella bambina verso
-cui da principio mi aveva attratto un mèro sentimento di compassione.
-Stavamo insieme il più possibile; tutto era comune tra noi: studi,
-piaceri, dolori, passioni. Io ero il suo maestro, il suo protettore,
-il compagno dei suoi spassi infantili; ed ella dal canto suo era per
-me l'amica che mi consigliava e m'incoraggiava, mi consolava e mi
-compativa: un'amica preziosa, necessaria, perchè m'infondeva il suo
-spirito fervente di speranza, di energia, di fiducia. Ricordo come
-ella, tanto piccina ancora, mi rincorò e mi sostenne in quel mio
-disperato dolore giovanile, quando per la morte inaspettata del mio
-ottimo principale mi trovai senza impiego!
-
-«L'affezione tra lei e lo zio True era commovente. Bench'io fossi
-un ragazzo, ammiravo come una cosa bella il devoto amore del vecchio
-lampionaio per la sua figlioletta adottiva, «il suo uccellino», egli
-diceva, e la tenera, profonda gratitudine con cui questa lo ricambiava.
-
-«Durante alcuni anni ella gli dovette ogni cosa e parve essere
-semplicemente una bambina di cuore amoroso e buona. Ma giunse il tempo
-che le parti furono invertite. Il brav'uomo venne colpito da una
-infermità che lo rese invalido delle membra, bisognoso di continuo
-aiuto. Allora si manifestò in tutta la sua bellezza quella nobile
-natura femminile. Oh, come dolcemente la fanciulletta guidava i passi
-del vecchio che scendeva verso la tomba! Spesso, in sulla mezzanotte,
-io andavo a vedere se il nostro casigliano non mancasse di qualche
-cura che la troppo giovane ed inesperta infermiera era forse incapace
-di prestargli.... Mai non scorderò la figurina della piccola Gertrude,
-seduta tranquillamente accanto al suo letto, in quell'ora notturna che
-in tanti altri fanciulli avrebbe suscitato tutti i fantastici terrori
-delle tenebre: davanti a lei sulla tavola ardeva un fioco lumicino,
-ed ella, tenendo una mano di lui tra le sue, confortava la veglia
-dolorosa con parole d'amore, o gli leggeva qualche pagina della Bibbia
-contenente un santo insegnamento.
-
-«Ma, ahimè, la sua devozione non bastava a prolungare la vita del
-caro infermo; e, poco innanzi ch'io partissi per Calcutta, egli morì
-benedicendo Dio che gli aveva concesso di finire i suoi giorni in pace
-e consolato dalla sua dolce custode.
-
-«Toccava a me lenire il gran cordoglio della nostra Gertrudina; feci
-quanto stava nelle mie forze per ridarle coraggio e serenità, e fui
-lieto di sapere che io partendo lasciavo quest'ufficio all'angelica
-signorina cieca che da lungo tempo onorava della sua amicizia lei e
-lo zio True. Prima di staccarmi da mia madre e dal nonno, li affidai
-solennemente alle cure filiali di Gertrude, la quale aveva dato
-prova di tanta buona volontà e tanto valore. Ella promise di essere
-fedele alla missione assunta, e mantenne nobilmente la promessa.
-Nonostante la collera e la durezza del signor Graham (il padre della
-sua protettrice), dalla cui liberalità dipendeva da anni, ella si
-dedicò tutta, col cuore e con l'opera, all'adempimento dei doveri che
-considerava sacri. Senza curar le sofferenze, le fatiche, le veglie,
-le privazioni, abbandonò spontaneamente agi e piaceri, e si prestò,
-paziente, giorno e notte, in servigio degli amici che amava d'un amore
-più grande di quello d'una figliuola, perchè era l'amore d'una santa.
-
-«Io, pur eguagliandola nell'ardore e nella tenerezza, non avrei potuto
-fare la metà di ciò che fece lei: soltanto un cuore e una mano di donna
-sono capaci di quanto ideò ed eseguì Gertrude.
-
-«Ella già prima era più che una sorella per me, era l'amica mia
-dilettissima, la mia assidua corrispondente; adesso m'avvincono a lei
-legami che non sono terreni e su cui il tempo non ha potere....
-
-
-
-
-XLIV.
-
- Ebbi occasion di metterti alla prova
- E a fondo scandagliar l'anima tua,
- Or confesso che invitto ti trovai
- Contro le tentazioni....
-
- MILTON.
-
-
-— Certo, — disse Filippo Amory che aveva pazientemente ascoltato la
-storia di Guglielmo fino alla fine — io comprendo i vostri sentimenti.
-Un uomo d'animo generoso non può se non serbare una profonda e perenne
-gratitudine a colei che con tanta devozione e tanta abnegazione vegliò
-sugli ultimi giorni dei suoi cari, ai quali non poteva dedicarsi
-egli stesso, e prestò loro una faticosa assistenza: il calore con cui
-elogiate quella ragazza vi onora, Sullivan. Anche ella dev'essere una
-persona di rara virtù per avere mantenuto così fedelmente una promessa
-fatta in un tempo remoto, quand'era ancora quasi una bambina, promessa
-dalla quale un'amica meno perfetta non si sarebbe creduta vincolata,
-fosse a costo d'un sacrificio. Tuttavia non vi lasciate indurre da
-sensi troppo cavallereschi ad immolarvi sull'altare della riconoscenza.
-
-«Io stento ad ammettere che un giovane che ha avuto l'ambizione di
-tracciarsi e seguire sulla via della fortuna una carriera come quella
-da voi finora felicemente corsa, abbia potuto prendere a mente calma
-la seria risoluzione d'unire sè e la sua sorte a un'umile compagna
-d'infanzia, figlia d'ignoti, nè ricca nè bella, salvo che non sia già
-impegnato a farlo, contro sua voglia, o trascinato a cotesto matrimonio
-dall'idea che soltanto donando ciò che possiede di più prezioso, vale a
-dire sè stesso, giungerà a cancellare l'immenso debito che pesa su lui.
-M'è lecito domandarvi se siete già legato da una promessa?
-
-— No, — rispose Guglielmo.
-
-— Allora, datemi retta, un momento. Parlo per sincera amicizia
-pregandovi di non procedere inconsideratamente in una cosa da cui
-dipende la felicità di tutto il vostro avvenire, e d'ascoltare.... con
-pazienza, se potete.... le poche parole che ho da dirvi. —
-
-Il giovane, infatti, cominciava a dar segni d'inquietudine.
-
-— V'ingannate, caro amico, se credete che la felicità della vostra
-Gertrudina, come voi la chiamate (gran brutto nome, veramente), sarà
-più sicura della vostra, in quest'unione male assortita: tutt'e due
-avrete occasione di pentirvene. Da sei anni voi non avete più veduto
-quella ragazza: pensate dunque a tutto ciò ch'è seguito in cotesto
-frattempo, e vedete un po' con quale precipitazione agite.
-
-«Voi avete passato tutto questo tempo all'estero, in una vita attiva,
-che v'ha fatto acquistare conoscenza degli uomini e dei diversi loro
-stati sociali. Nell'India, s'intende, doveste uniformarvi ad usi
-e costumi assai differenti dai nostri e dagli europei; ma aveste
-occasione di sviluppare quell'indipendenza di carattere e quella
-disinvoltura che v'hanno reso mirabilmente atto a comparire nei circoli
-eleganti parigini quando vi foste, di punto in bianco, ammesso. Senza
-adularvi, posso dire che voi otteneste un vero trionfo.
-
-«Era bensì un grande privilegio l'esservi presentato quale amico
-d'un uomo così noto ed altamente stimato come il signor Clinton; ma
-dovete pure riconoscere che vi furono prodigate segnalate attenzioni
-da Americani residenti a Parigi, e che ora, in patria, godete i
-vantaggi dell'essere stato oggetto di tanto favore. Io non ebbi la
-fortuna d'incontrarmi con voi in quella capitale, ma mi ci trovavo
-nel tempo del vostro soggiorno colà e mi furono riferiti sul conto
-vostro parecchi fatti che la vostra modestia non vi permetterebbe di
-confermare.
-
-«È agevole inferirne che non mancate di gusto per il gran mondo, perchè
-altrimenti non avreste saputo farci così bella figura, anzi, nemmeno
-mantenervi nella sua cerchia. Ed è del pari evidente che il vostro
-amor proprio deve sentirsi lusingato dalle liete accoglienze ricevute
-sì all'estero che nel vostro paese, non solo da parte degli uomini
-ma anche delle signore, e specie delle graziose e belle fanciulle che
-v'hanno onorato dei loro sorrisi; tra le quali primeggia colei il cui
-nome già s'accoppia al vostro. È forse ammissibile che ciò non abbia
-alcun influsso sui vostri disegni per l'avvenire?
-
-«Quando penso a tutte le fortune su cui potete fare ragionevole
-assegnamento, come v'ho ad esuberanza dimostrato, e vi odo parlar di
-respingerle per gettarvi cavallerescamente ai piedi della piccola
-infermiera di vostra madre, proprio non posso tacere ed astenermi
-dall'accennarvi l'inevitabile reazione, il rammarico che v'assalirà
-poi nel trovarvi escluso per sempre dai piaceri offertivi e da voi
-follemente rifiutati.
-
-«Non dovete dimenticare che la considerazione in cui è tenuto uno
-scapolo di belle speranze, diminuisce d'assai verso l'uomo ammogliato,
-se la sposa non appartiene a quella eletta classe di persone ove egli
-ambisce d'entrare. Ora la giovanetta orfana e povera con cui volete
-dividere la vostra sorte, la modesta maestrina di scuola.... —
-
-Guglielmo, il quale a sua volta aveva preso a passeggiare su e giù per
-la stanza, fremente d'impazienza, si fermò di botto esclamando:
-
-— Io non v'ho detto che sia mai stata insegnante, nè nulla di simile!
-Come lo sapete voi? —
-
-Filippo Amory, sbadatamente traditosi palesando d'esser meglio
-informato che il giovane non potesse immaginarsi, esitò un momento, ma
-presto riprese la padronanza di sè, e rispose con apparente franchezza:
-
-— Per dirvi il vero, Sullivan, io ho veduto la ragazza in compagnia
-d'un vecchio dottore.
-
-— Il dottor Jeremy? — fece Guglielmo, pronto.
-
-— Appunto lui.
-
-— Quando la vedeste? Dove, e come?
-
-— Non m'interrogate! — disse il signor Amory con un tono leggero
-e petulante, il quale pareva significare che la cosa non aveva
-importanza, e che gli seccava entrare in particolari. — M'imbattei
-in quel vecchio medico nel corso d'un mio viaggio, e cotesta Gertrude
-Flint era seco. Egli mi narrò alcuni fatti che la concernevano, e che,
-devo dirlo, non tornano a suo svantaggio: mettendovi in guardia contro
-un matrimonio sconveniente, non parlo che in generale. —
-
-Guglielmo lo fissò con uno sguardo tra scrutatore e maravigliato, e
-parve in procinto d'insistere per ottenere spiegazioni più chiare; ma
-quegli riprese il filo del suo ragionamento senza lasciargli tempo di
-aprir bocca.
-
-— Cotesta Gertrude, come vi dicevo, sarà per voi una catena al piede,
-un ostacolo irremovibile opposto a tutti i vostri sforzi per essere
-ricevuto nel mondo elegante dove ella certo non è atta a brillare.
-Avete affermato voi stesso che non possiede nè ricchezze nè bellezza;
-della sua famiglia non sapete niente, e potete aspettarvi, se mai la
-scoprite, che non sia tale da farle onore. Credo pertanto di darvi
-un consiglio dettato dal senso comune, ammonendovi a ponderare le
-circostanze prima di vincolarvi in condizioni tanto disuguali.
-
-— Non dubito, signor Phillips, — disse Guglielmo rimettendosi a sedere,
-e ricomponendosi in un atteggiamento calmo — che gli argomenti da voi
-addotti con grande vigore per decidere una questione da cui dipende la
-mia felicità, siano fondati su ragioni positive e sul sincero desiderio
-di promuovere la mia fortuna. Confesso però che giudicandovi secondo
-il concetto fattomi di voi durante la nostra breve ma abbastanza
-intima relazione, eravate proprio l'ultima persona da cui mi sarei
-aspettato consigli come cotesto, perchè vi stimavo tanto indipendente
-dall'opinione del mondo e indifferente al suo plauso, da credere che
-non dovessero aver peso sui vostri criterî nel guidare un giovane.
-
-«Ma quantunque i vostri suggerimenti non mi facciano mutare proposito
-nè abbiano influsso alcuno sull'animo mio, apprezzo la sincerità e il
-calore con cui avete procurato di convertirmi a un modo di pensare che
-voi giudicate saggio; e risponderò con franchezza tale da persuadervi,
-spero, ch'io, lungi dal seguire gl'impulsi d'un cieco entusiasmo, dal
-prendere inconsultamente una risoluzione precipitata della quale potrei
-in seguito pentirmi, obbedisco a sentimenti che sono approvati dalla
-ragione, e hanno già sostenuto la prova dell'esperienza.
-
-«Voi v'apponete, reputandomi attratto da un gusto naturale verso
-le classi superiori del consorzio civile: gusto che la povertà e la
-segregazione nel mio cantuccio m'impedivano di manifestare al tempo
-della mia adolescenza, ma che nondimeno conferì non poco a determinar
-le mire della mia ambizione giovanile. Le case sontuose, gli equipaggi,
-i bei vestiti della gente ricca, esercitavano assai minor prestigio
-sulla mia fantasia, che non la signorile disinvoltura, la raffinatezza,
-l'eleganza delle maniere per cui si distinguevano le poche persone di
-quel ceto ch'io avessi occasione d'osservare; e sebbene desiderassi
-di conquistar la ricchezza per i suoi vantaggi intrinseci, per la
-possibilità che m'avrebbe dato di contribuire al benessere e alla
-felicità altrui, mi sarebbe parsa destituita di metà del suo valore se
-non m'avesse servito ad aprirmi l'adito ai circoli del bel mondo che
-contemplavo da lontano con tanta ammirazione.
-
-«Non c'era dunque bisogno delle privazioni che nel fatto di vita
-sociale ebbi a soffrire durante la mia dimora nell'India, perchè mi
-gettassi avidamente in mezzo ai piaceri di Parigi, dove, come voi
-dunque sapete, io, grazie alla benevolenza del mio socio, fui senza
-difficoltà ricevuto nelle migliori compagnie.
-
-«È vero che quando venni chiamato in Francia il mio spirito era ancora
-depresso dal fiero dolore contro cui lottavo dopo le tristi notizie da
-casa, e che mi sentivo poco disposto ad approfittare della cortesia
-del signor Clinton. Ma spesso impedendogli le condizioni della sua
-debole salute di partecipare ai divertimenti della capitale, io non
-potevo dispensarmi d'offrire la mia scorta a sua figlia, la quale,
-amantissima dei ritrovi mondani, non sapeva rassegnarsi a rimanerne
-esclusa, ed accettava sempre con gioia i miei servigi, trascinandomi
-così nel vortice della vita elegante; ove, devo confessarlo, v'era di
-che lusingarmi, sbalordirmi, inebriarmi.
-
-«Io non potevo restare indifferente ai favori insperati di cui mi
-vedevo colmato, nè respingere tutti gli assalti dati alla mia vanità.
-E non soltanto la virilità del mio carattere fu messa a duro cimento.
-Il privilegio d'essere accolto fra i gaudenti del gran mondo, m'espose
-a più serî pericoli. La solidità dei principî, la semplicità di costumi
-inculcate in me dall'infanzia e rimaste fino allora inconcusse, corsero
-grave rischio. Io avevo resistito sempre ad ogni sorta di tentazioni
-grossolane; ma i miei nuovi eleganti compagni me le presentavano sotto
-quelle forme raffinate che le rendono insidiose per coloro su cui,
-prive del seducente travestimento, non avrebbero alcun potere. Il
-vino, che non m'avrebbe mai attirato in mezzo a un'orgia disgustosa
-d'ubriaconi, nella coppa tenuta dalla mano delicata del gentiluomo
-uscito allora da un salotto dove l'avevo veduto festeggiato da tutti, e
-onorato dei sorrisi delle donne, scintillava d'affascinanti splendori,
-e mi faceva dimenticare l'amarezza della sua feccia. Il giocatore di
-professione, il furfante conosciuto, avrebbero cercato vanamente in me
-un loro complice; ma non pensavo del pari a stare in guardia contro gli
-agguati di chi meno avrei sospettato. Come credere che i miei amici,
-che gli amici del signor Clinton, ornamenti delle alte sfere in cui
-vivono, fossero capaci di vincere il mio denaro con un giuoco sleale, e
-condurmi a mali passi, precipitarmi nella rovina?
-
-«Quando ricordo le prime settimane del mio soggiorno a Parigi, quasi
-mi maraviglio di non essere caduto in nessuno dei numerosi tranelli
-tesi da ogni parte per la mia perdizione, e verso cui le mie simpatie
-sociali, la mia natura audace e insieme ingenua mi traevano fatalmente.
-Se fui salvato, io lo devo, ne sono persuaso, alla memoria della santa
-mia madre, sempre vigile, i cui ammonimenti, da me giudicati superflui
-al tempo in cui me li aveva dati, balzavano dinanzi alla mia mente
-pieni di nuova vita, armati di nuova forza nell'ora del pericolo.
-Nulla fuorchè la coscienza che il suo spirito gentile aleggiava sempre
-sul mio cammino, contristato dai miei conflitti o rallegrato dai miei
-trionfi, può avermi infuso il coraggio e la perseveranza di resistere,
-d'evitar le fosse scavate sotto i miei piedi, ove i malcauti miei passi
-m'avrebbero fatto sprofondare.
-
-«Ma combattute e vinte queste oscure insidie, altre non meno pericolose
-minacciavano la sicurezza del mio avvenire perchè soccombendovi avrei
-perduto gran parte del mio benessere morale e del mio valore umano. Ero
-travolto in una ridda di piaceri, i quali occupavano le mie giornate,
-e spesso le mie notti, allettandomi con lusinghe che accarezzavano
-il mio amor proprio, fomentavano la mia ambizione, e attutivano le
-commozioni più nobili. E qui credo che la mia salvezza fu il medesimo
-straordinario favore con cui venni accolto nella cerchia della frivola
-vita mondana. S'io non l'avessi veduta che da fuori, se fossi stato
-costretto a fermarmi sulla soglia struggendomi nel vano desiderio
-d'entrare, forse oggi m'indugerei ancora là, cupido e deluso spettatore
-di gioie a me negate; o se avessi ottenuto soltanto un accesso
-limitato, seguiterei a lottare ardentemente per farmi avanti.
-
-«Ma ricevuto addirittura nei più sacri penetrali dell'alta sfera a
-cui anelavo, potei presto scorgere tutta la vacuità, tutta la nullità
-di quella bagattella che noi anglosassoni chiamiamo _fashion_.[5] Non
-già che non v'incontrassi affatto la grazia, lo spirito, la coltura,
-la finezza ch'io m'attendevo di trovarvi o che queste belle qualità
-fossero accompagnate sempre da altre meno pregevoli. No: io credo
-veramente che tutte le classi sociali possano vantare i loro eroi e
-le loro eroine, e che vi sono tra i mondani, uomini e donne le cui
-virtù rifulgerebbero anche in un deserto. Nè disprezzo le formalità
-e le cerimonie, decorose in sè, e fonti d'eleganza e gentilezza di
-costumi. Finchè vi sarà una classe di gente segnalata dalla buona
-educazione e dalla raffinatezza delle maniere, e un'altra di cui sono
-proprie l'ignoranza e la volgarità, vi dovrà essere tra loro una linea
-di divisione, ch'è naturale e che forse nessuna delle due desidera
-varcare.
-
-«Ma questa barriera non è la mondanità elegante, non è la _fashion_, la
-quale spesso esclude le qualità caratteristiche della prima e ammette
-liberamente quelle della seconda. E se io ardisco fare una distinzione
-fondata sopra un più alto concetto, gli è perchè ho veduto da vicino
-quanto sia fallace l'opinione comune che le distingue secondo vane
-apparenze.
-
-— Siete molto giovane per filosofare così profondamente, — disse
-il signor Amory. — Più d'uno volta le spalle, disgustato, ad
-un'aristocrazia in cui non gli è riuscito d'ottenere accesso, ma ben
-pochi, ottenutolo, vi rinunziano.
-
-— Ben pochi, forse, almeno tra i _giovani_, — rispose Guglielmo —
-hanno avuto le occasioni che ebbi io di penetrarne i segreti. Credo
-di poter dire senza tradimento, posto che parlo in generale, d'aver
-veduto nella così detta aristocrazia del nostro paese, ignoranza,
-sguaiataggine, bassezza ed immoralità assai maggiori che non avrei
-creduto ammissibile. Ricordo frequenti casi in cui il più compito
-gentiluomo, o la più bella signora d'un circolo brillante, mostrò di
-non possedere neanche nozioni elementari in materie comunissime. Fui
-presente a ricevimenti splendidi per lusso ed eleganza, disonorati
-da esempi d'inciviltà e di rozzezza d'animo che offendevano del pari
-il buon gusto e la delicatezza. Osservai come la folle prodigalità in
-certe cose fosse ricattata con un'egoistica e spregevole parsimonia in
-certe altre: vidi uomini e donne manifestare una mancanza di principî
-morali e religiosi, la quale prova che l'occupare un alto grado sulla
-terra non preserva l'anima da quelle contaminazioni che la rendono
-indegna d'essere un giorno assunta in cielo.
-
-— Sì, ho notato cotesti fatti anch'io, — fece Filippo Amory — ma la mia
-esperienza del mondo è eccezionale, e le circostanze hanno acuito la
-mia perspicacia. Mi fa però maraviglia che abbiano attratto la vostra
-attenzione.
-
-— Non già a bella prima. Lo splendore del gran mondo m'aveva
-abbagliato, accecato, e soltanto a poco a poco riacquistai la chiarezza
-delle mie percezioni. Il sospetto della sua vanità, della sua falsità,
-si fondò su varie prove d'egoismo, di follia, di durezza che caddero
-sotto i miei occhi. Quanti bassi inganni, quali meschine rivalità,
-quali colpevoli oblii dei più sacri doveri potrei riferirvi! Ma
-non voglio palesare i segreti di singole persone, nè tediarvi col
-raccontarveli!
-
-«Fui specialmente colpito dall'effetto che la continua ricerca
-del piacere produce sui sentimenti, sul carattere, sulle affezioni
-domestiche della donna. Sebbene io portassi nel cuore un'immagine di
-fanciulla buona e pura, e dolce fosse la rimembranza, questo vivente
-ideale sarebbe forse stato espulso dal suo trono e soppiantato da
-qualcuna delle fulgide bellezze che ammaliavano i miei sguardi, se alla
-perfezione del volto avesse corrisposto quella dell'anima. Vi saranno,
-anzi non dubito che vi siano, nelle alte sfere mondane, donne egregie
-più ammirabili ancora per l'eccellenza e la nobiltà della loro natura
-che per la grazia e i pregi esteriori onde vanno adorne; ma tra quelle
-ch'io conobbi da presso, nessuna poteva sostenere il paragone con la
-modesta giovanetta, presente sempre al mio pensiero, la quale è il
-modello di tutte le virtù femminili.
-
-«Non è quindi da maravigliarsi se le altre non uguagliavano il mio
-concetto delle qualità che rendono una donna degna d'amore, poichè
-le misuravo alla stregua del carattere di Gertrude. Come non avrei
-rilevato il contrasto tra la stoltezza, la frivolezza, l'egoismo che
-mi vedevo dintorno, e la mente cólta, il cuore amoroso, l'abnegazione
-dell'amica lontana? Ella possiede tutto ciò che può abbellire la vita
-d'un uomo, dovunque lo conduca la sua sorte: e non riuscirete mai a
-persuadermi che una tale compagna debba essere di peso e d'ostacolo in
-cosa alcuna a colui che avrà la grande fortuna di chiamarla sua.
-
-«Quanto a me, non ambisco nulla che questa unione non m'offra. Mi
-avete parlato d'aristocrazia; la più alta, la sola vera ai miei occhi
-è quella a cui Gertrude appartiene per tutti i titoli e di cui potrebbe
-essere uno dei più splendidi ornamenti: l'aristocrazia della gentilezza
-di costumi, della cultura intellettuale, della grazia e della bellezza.
-M'avete parlato di ricchezze: se Gertrude non ha denaro nella sua
-borsa, ha però un'anima d'oro schietto, provata nella fornace del
-dolore e del sacrificio ed uscitane lucente e pura d'ogni lega. M'avete
-parlato di famiglia, d'onorevoli natali. Ella non ha parenti e la sua
-origine è avvolta nel mistero; ma il sangue che scorre nelle sue vene
-onora la stirpe da cui discende, e ogni palpito del generoso suo cuore
-la congiunge a quanto v'è di nobile al mondo.
-
-«Sul soggetto della bellezza siete stato eloquente. Quand'io mi separai
-da lei, ella era ancora in tutto, fuorchè nel carattere, quasi bambina,
-toccando appena i tredici anni. Benchè molto mutata, ed in meglio,
-dal tempo ch'era venuta tra noi, non credo che al comune degli uomini
-sarebbe parsa bella; ma se io non fossi stato su questo punto del tutto
-indifferente, il grande amore che le portavo m'avrebbe reso incapace
-d'un giudizio imparziale.
-
-«Ricordo bene, però, la viva indignazione da me provata udendo una
-volta un commesso, mio collega, che l'aveva veduta con me in una
-delle nostre passeggiate, fare un dileggioso confronto tra lei e
-la bellissima figliuola del nostro principale (la stessa signorina
-Clinton di cui si parlava dianzi), e l'altrettanto viva gioia con
-cui, essendo io presente a un esame nella scuola ch'ella frequentava,
-intesi la direttrice, una certa signorina Browne, dire à una signora
-che Gertrude Flint prometteva molto sia nella persona che nella mente.
-Se abbia mantenuto le sue promesse quanto alla persona non sono in
-grado di sapere; ma ricordando la sua fine e graziosa figurina, i suoi
-grandi occhi splendenti d'intelligenza, il viso animato dal calore
-del sentimento, la serena e quasi maestosa espressione che la purità
-dell'anima dava ai suoi lineamenti ancora infantili, ella m'appare come
-l'incarnazione di tutto ciò che ho di più caro.
-
-«Sei anni devono aver mutato il suo aspetto, ma sicuro non le hanno
-fatto perder nulla di quanto io pregio in lei. Ella possiede attrattive
-sulle quali il tempo non ha potere: una grazia ch'è un dono del Cielo,
-una bellezza ch'è eterna. Che cosa potrei chiedere di più?
-
-«Non v'immaginate dunque, — egli proseguì dopo una breve pausa — che
-la mia fedeltà alla compagna della mia adolescenza derivi unicamente
-da un senso di gratitudine. Io, è vero, le devo molto, assai più che
-non possa mai ripagare: ma l'onesta fiamma di cui ardo per la nobile
-fanciulla, nasce dall'amor sincero d'una purità di carattere e d'una
-semplicità di cuore senza pari.
-
-«C'è forse nella vita faticosa e folle del bel mondo, nel fasto
-della ricchezza, negli omaggi di una folla oziosa, qualche cosa che
-possa appagarmi il cuore, elevarmi lo spirito, e incoraggiare la
-mia attività, quanto il pensiero d'un focolare domestico tranquillo
-e felice, a cui presieda un'anima di donna con la quale l'anima
-mia viva in una comunione d'amore e di fede che il tempo non varrà
-a distruggere; che la morte renderà viepiù salda e sicura nella
-beatitudine eterna?
-
-— E quella che tanto amate.... siete certo.... — cominciò il
-signor Amory parlando con visibile sforzo; ma la voce gli mancò, e
-s'interruppe.
-
-— No, non sono _certo_, — rispose Guglielmo, prevenendo la domanda. —
-Non ho ragioni d'abbandonarmi alla speranza che teneramente vagheggio
-da anni, ma non mi pento d'avervi parlato con sincerità e candore,
-perchè dovesse ella infliggermi il dolore d'una fredda ripulsa, io
-sarei sempre superbo d'averla amata. Dal momento che ho rimesso il
-piede sul suolo americano fino ad oggi, sono sempre stato trattenuto
-da doveri che, per quanto sacri, facevano fremere d'impazienza il mio
-cuore anelante alla libertà di seguire i propri impulsi. Finalmente
-con questa mia visita, signor Phillips, — e così dicendo si alzò per
-accomiatarsi — io ho adempito all'ultimo obbligo impostomi dall'ottimo
-mio socio ed amico, e domani mi sarà concesso d'andare dove soltanto il
-dovere potè impedirmi di correre appena arrivato in patria. —
-
-Egli porse la mano a Filippo Amory che la prese con una cordialità ben
-diversa dalla tiepida accoglienza fattagli quando s'era presentato a
-lui.
-
-— Addio! — gli disse questi. — Il mio sincero desiderio che i vostri
-voti siano coronati da un lieto successo v'accompagna. Ma, ne sono
-sicuro, un giorno o l'altro rammenterete tutto ciò che vi ho detto
-stasera.
-
-— Strano uomo! — pensava Guglielmo dirigendosi verso l'albergo dove era
-alloggiato. — Con quale calore mi ha stretto la mano nell'accomiatarmi!
-Quanto è stato amichevole il suo saluto nonostante la freddezza con cui
-m'aveva accolto e la mia pertinacia nel combattere le sue opinioni e
-respingere i suoi consigli! —
-
-
-
-
-XLV.
-
- .... è un'ardua impresa
- Disciplinare il cuor pria che domati
- N'abbian gli anni e i dolori i fieri spirti
- E la calma impassibile fortezza
- Apprendergli che sol chi soffre acquista.
-
- HEMANS.
-
-
-La signora Prime aperse l'uscio del salotto, sporse la testa girando
-cautamente lo sguardo intorno, poi, col passo furtivo d'un gatto di
-casa che s'avventura un po' oltre i limiti usati, s'avanzò dicendo:
-
-— Signorina Gertrude, che Dio vi benedica! Vi date mai un da fare! Ecco
-che ora preparate per il bucato quelle immense tende della signora
-Graham! Io non me la piglierei cotesta briga: sapete che sarà qui
-appena tra quindici giorni, sicchè la signora Ellis ha tempo bastante.
-
-— Oh, fo per non stare con le mani in mano!-rispose la fanciulla;
-poi, guardando piacevolmente la vecchia cuoca, soggiunse: — Bella cosa
-essere di nuovo tutti a casa, eh, signora Prime?
-
-— Bellissima! — esclamò questa con enfasi. — Ma.... spero che il
-dirlo non sia nulla di male.... sarebbe meglio ancora se si potesse
-continuare a starcene così tranquilli, senza intrusioni! —
-
-Gertrude sorrise.
-
-— Mi sembra d'essere tornata al buon tempo antico, quando venni qui la
-prima volta..... — E fece, sospirando: — Ero una bambina, allora!
-
-— O adesso che cosa siete? Per amor del Cielo, signorina Gertrude,
-non vi sognate d'invecchiare. _Chi si sente_ giovane _è_ giovane....
-Vedete, per esempio, la signorina Marta Pace....
-
-— Volevo appunto chiedere sue notizie, — disse la fanciulla riprendendo
-le forbici, e cominciando a scucire un'altra tenda. — È sempre viva e
-in buona salute?
-
-— Lei? Dio buono! Quella lì non morirà mai. Le vecchie che hanno
-un'anima di giovanottina, campano in eterno. Ma io ero venuta giusto
-per parlarvene, della signorina Marta.... Il ragazzo che ha portato
-il pane stamani era incaricato d'una sua imbasciata per voi: dice che
-desidera vedervi appena vi sia possibile. Ma s'io fossi ne' vostri
-panni non avrei furia di correre là.... nè là nè in altri posti....
-Avete bisogno di riposarvi, signorina Gertrude; io vedo che non state
-bene, siete sbattutina....
-
-— Desidera vedermi? Povera creatura! Voglio andarci oggi stesso. Non vi
-mettete in pena per me, signora Prime: io sto benissimo. —
-
-E ci andò. Era il secondo giorno che passava nella più angosciosa
-incertezza, ed ogni occasione di muoversi, d'occuparsi, veniva da lei
-afferrata avidamente.
-
-Trovò la signorina Pace quasi piegata in due dai reumatismi, vestita
-meno accuratamente dell'usato e coccoloni davanti a un focherello di
-fascine e di trucioli. Sembrava tuttavia di umore abbastanza buono, e
-salutò la comparsa di Gertrude con esclamazioni di cordiale piacere.
-
-La curiosità, per cui s'era sempre distinta, pareva crescere anzichè
-diminuire con gli anni e gli acciacchi. Ella tempestò la fanciulla
-di domande su ciò che aveva fatto durante quell'anno d'assenza, sulle
-cose che aveva vedute, sulle persone che aveva frequentate. Si mostrò
-particolarmente desiderosa d'informazioni circa la vita di Saratoga,
-le mode sfoggiatevi dalle eleganti, le opportunità che il luogo offriva
-alle ragazze di trovare un partito vantaggioso.
-
-— Voi dunque, — disse a Gertrude dopo che questa l'ebbe pazientemente
-sodisfatta — non avete ancora eletto un compagno. Peccato. È vero, —
-proseguì con una smorfietta e un lieve gesto della mano — è vero che
-non è mai tardi per meditare il nodo coniugale, anzi spesso è stretto
-quanto mai felicemente da persone di cinquant'anni e più; nè certo una
-fanciulla nel fiore dei suoi giorni come voi, può disperar d'incontrare
-un giovane sposo. Nondimeno la vita è raddoppiata quando è divisa con
-un compagno geniale: ed io mi confidavo che noi, signorina Gertrude,
-avremmo l'una e l'altra contratto prima d'ora una sì fatta unione.
-L'esperienza detta le mie parole quando dichiaro che la protezione d'un
-consorte è preziosa per la donna.
-
-— Ma spero, signorina Marta, che voi non abbiate dovuto soffrire a
-cagione di cotesta mancanza.
-
-— Al contrario, ne ho sofferto terribilmente! Sappiate però che
-i dolori più crudeli sono stati quelli del sentimento: sì, del
-sentimento, ch'è la parte più delicata della natura femminile e che
-meno può sopportare le ferite.
-
-— Mi duole assai di sentire che abbiate avuto anche voi le vostre
-afflizioni. Credevo che vivendo così sola vi fossero almeno risparmiate
-certe prove.
-
-— Oh, signorina Gertrude! — esclamò la vecchia zittella levando in
-alto le mani e parlando con un tono lamentoso che avrebbe commosso la
-sua interlocutrice se fosse stato un tantino meno ridicolo. — Avessi
-io le ali d'una colomba per involarmi lontano dai miei consanguinei!
-Mi lusingavo d'essermi sottratta alle loro ricerche, ma nel volgere
-di quest'ultimo anno sono riusciti a scoprire il mio ritiro, e non
-posso più eludere la loro vigilanza. Appena comincio a rimettermi dal
-colpo d'una visita, il cui solo fine, senza dubbio è quello di far
-l'inventario dei miei averi e misurare la lunghezza del mio resto di
-vita, ecco gli avvoltoi svolazzar di nuovo intorno alla mia dimora. Ma,
-— ella esclamò alzando la voce e gongolando manifestamente in cuor suo
-— cadranno nel proprio tranello, perchè io li burlerò tutti!
-
-— Non sapevo che aveste qualche parente. Parentela di nome soltanto a
-quanto pare.
-
-— Nome? — disse la signorina Marta con enfasi. — Esulto di gioia
-quando penso che non hanno l'onore di fregiarsi d'un casato del quale
-sono indegni. No, portano un nome diverso, plebeo, come le loro anime
-grossolane. Sono tre fratelli, tutti e tre parimente odiosi ai miei
-occhi. Uno di costoro, spregevole bellimbusto, viene qui immaginandosi
-d'abbagliarmi e incutermi rispetto con la sua presenza che egli crede
-imperiosa: e mi chiama «zia, zia», per attestare una consanguineità da
-cui egli ciecamente si illude d'esser fatto più prossimo ai miei beni.
-— Eccitata fino al furore ella quasi urlò le ultime parole. — E gli
-altri due, — soggiunse non meno rabbiosamente — sono pitocchi! Pitocchi
-sono sempre stati, e sempre saranno! Tal sia di loro! Io ne godo! Voi
-m'intendete, cara signorina Gertrude, siete una giovane di mente pronta
-ed aperta, ed io approfitto della vostra presente «contiguità», la
-quale, vogliate o no, potrebbe uno di questi giorni essere interrotta
-dall'impazienza di qualche innamorato, per chiedervi un favore ch'io
-non avrei mai creduto di dover sollecitare. Ho bisogno di voi.... a
-questo fine v'ho fatta chiamare.... per scrivere, — e qui la vecchia
-signorina abbassò la voce — le ultime volontà, il testamento di Marta
-Pace! —
-
-La voce sommessa tremava, esprimeva il senso di profonda compassione
-per sè medesima onde Marta Pace era compresa, e a cui Gertrude
-partecipava sinceramente. Questa acconsentì di buon grado a sodisfare
-il suo desiderio, in quanto poteva, avvertendo però che ignorava
-totalmente le forme legali.
-
-Con suo stupore la vecchina affermò la propria perfetta cognizione di
-tutte le disposizioni della legge per il caso dato; e infatti dettò il
-contenuto dell'importante documento in modo sì completo e impeccabile,
-che quando, avendo alcuni mesi dopo la signorina Pace reso l'anima
-a Dio, venne trovato debitamente munito di testimonianze, firma e
-suggello, non fu possibile attaccarlo per alcun vizio di forma od
-altro, ed ebbe pieno effetto.
-
-Ma colui ch'era nominato unico erede dell'abbastanza considerevole
-facoltà, non volle accettarla se non per distribuirla equamente tra
-i parenti della testatrice più bisognosi e più degni. Quantunque
-gli uomini rispettabili che avevano prestato ufficio di testimoni
-protestassero essere Marta Pace stata sana di mente e conscia dei
-propri atti fino all'ultimo momento, egli dichiarò di non poter
-ammettere che una persona in possesso del suo buon senso commettesse
-la pazza stravaganza di lasciare ad un estraneo tutti i suoi risparmi
-faticosamente accumulati e gelosamente custoditi per lunghi anni.
-
-Quell'erede universale era Guglielmo Sullivan, il cavaliere dalle
-rosee guance, il quale per lo stesso spirito cavalleresco che gli aveva
-guadagnato il vergine cuore e la gratitudine perenne della signorina
-Marta, ricusava una ricompensa tanto sproporzionata al lieve servigio
-reso.
-
-Il testamento recava un preambolo, esilarante e commovente ad un tempo,
-in cui la bizzarra vecchietta esponeva nel suo stile caratteristico le
-ragioni e i sentimenti che avevano determinato la scelta del suo erede.
-
-
-«Una gentildonna già innanzi negli anni ma aggrappata ancora alla
-vita e alle sue speranze e, riluttante ad abbandonarle, per quanto
-provata da contrarianti vicissitudini, è stata ultimamente costretta
-dai suoi parenti a rammentarsi che innanzi il rifiorire di un'altra
-primavera ella potrebbe essere chiamata a raggiungere i Pace defunti:
-ramo della famiglia che avvenuta la sua dipartita sarà estinto. Col
-più cortese degl'inchini e un grazioso cenno della mano la signorina
-Marta saluta passando i rappresentanti dell'altro ramo, e li ringrazia
-del previdente pensiero di ricordarle, prima che fosse troppo tardi,
-l'opportunità di designare la persona in cui favore ella desidera
-prendere le sue disposizioni testamentarie.
-
-«E però ella ha girato tutt'intorno lo sguardo, ha riveduto nello
-specchio della memoria tutti i suoi conoscenti, ed ha eletto l'erede.
-Il giovane stesso, il più perfetto tra i giovani gentiluomini
-dell'epoca nostra, spalancherà gli occhi attonito e dirà: «Signora, io
-non vi conosco!» Ma, caro signore, Marta Pace, benchè vecchia, brutta
-ed inferma, ha un cuore che sente con ardore giovanile. Ella non ha
-scordato, e col suo ultimo atto vuol dimostrare quanto viva sia la
-rimembranza, il bel garzone dalle rosee guance che un giorno la sollevò
-dal suolo coperto di ghiaccio, passò la sua mano avvizzita sotto il
-proprio vigoroso braccio, e con radiosi sorrisi e confortanti parole,
-scortò la vecchierella afflitta da reumatismi fino alla casa ove doveva
-porsi al riparo dalle intemperie invernali.
-
-«La signorina Marta ha un naturale amore della cortesia, e la deferenza
-mostrata da un gaio e bellissimo giovanetto all'invalida e spregiata
-vecchiezza d'una povera donna ha toccato in lei una corda sensibile. La
-signorina Marta possiede, non è un segreto, un piccolo tesoro, frutto
-dei suoi risparmi d'anni ed anni, e poichè ella non potrà vigilare
-sull'uso che ne sarà fatto, ha, dopo qualche intima lotta, risoluto
-di preservarlo da profanazioni trasmettendolo ad una persona dotata di
-vera gentilezza qual'è il signor Guglielmo Sullivan, persuasa ch'egli
-non farà mai disonore alla primitiva proprietaria, nè permetterà che le
-ricchezze da lei accumulate si sperdano per vie volgari.»
-
-
-Seguiva un inventario del patrimonio; bizzarro patrimonio composto d'un
-miscuglio eterogeneo di ogni sorta di valori, e infine un testamento
-redatto in forma accuratamente legale, che lo assegnava all'erede
-nominato senza aggravio alcuno di legati o altri obblighi.
-
-Non fu un agevole compito per Gertrude raccogliere e mettere in
-iscritto esattamente le idee che la confusa dettatura della vecchietta
-voleva esprimere; e tre o quattro ore passarono prima che il documento
-fosse ricopiato e la paziente e diligente scrivana libera di tornarsene
-a casa.
-
-Il cielo era nuvoloso, e una pioggia minuta cominciava a cadere
-quand'ella si mise in cammino; ma la distanza non era grande, e tutto
-il male si ridusse a una bagnatina.
-
-Emilia avvertì subito che i suoi vestiti erano un po' umidi.
-
-— Va' nel salotto, — le disse — e siediti accanto al fuoco. Io non
-scenderò che per il tè; ma c'è il babbo che gradirà molto la tua
-compagnia; è stato solo tutto il pomeriggio. —
-
-La fanciulla trovò il signor Graham nella sua poltrona, davanti a un
-bel fuoco di legna, sonnecchiando col giornale in mano. Ella prese un
-libro e una seggiola, e andò a porsi vicino a lui. Ma il calore essendo
-per lei eccessivo, si ritirò presto sur un sofà, all'altro lato della
-stanza.
-
-In quella udì una scampanellata alla porta d'ingresso. La serva, che
-appunto passava per l'atrio, aperse, e immediatamente fece entrare nel
-salotto il visitatore.
-
-Era Guglielmo!
-
-Gertrude si rizzò, ma tremava da capo a' piedi così forte, che non osò
-muovere un passo. Egli venne innanzi, la guardò, esitante, poi domandò
-inchinandosi:
-
-— La signorina Flint?... È qui? —
-
-Ella divenne di fiamma. Volle rispondere e non potè.
-
-Non era necessario, del resto. Quel rossore bastava. Guglielmo la
-ravvisò, mosse vivamente verso di lei, le afferrò la destra.
-
-— Gertrudina! È mai possibile? —
-
-La franchezza e la semplicità delle sue maniere, l'ardore con cui le
-aveva preso e le teneva stretta la mano tranquillarono alquanto la
-turbata giovanetta. Il ghiaccio era rotto. Le riapparve per un istante
-il caro ragazzo d'una volta, il compagno della sua infanzia, l'amico
-diletto.
-
-— Oh, Guglielmo, sei tornato finalmente! Sono tanto contenta di
-vederti! —
-
-Il suono delle loro voci destò il signor Graham che s'era appisolato
-e non aveva udito nè la scampanellata nè il passo del visitatore. Si
-voltò nel suo seggiolone, poi si alzò da sedere. Guglielmo abbandonò la
-mano di Gertrude e si fece incontro al padrone di casa.
-
-— Il signor Sullivan, — balbettò ella tentando di compiere secondo le
-regole la formalità della presentazione.
-
-E scambiata che ebbero i due signori la stretta di mano di prammatica,
-sedettero tutti e tre.
-
-Allora Gertrude fu ripresa dal suo turbamento. Non è raro il caso
-che, quando due amici intimi si rivedono dopo una lunga separazione,
-si salutino e s'abbraccino cordialmente, e poi, nonostante tutte le
-cose che avrebbero da dirsi e che fanno ressa nel loro cervello,
-cose da fornir materia di conversazione per una settimana, nulla
-d'importante venga loro sulle labbra, e a un momento di silenzio segua
-una qualche domanda insulsa o frivola, per esempio rispetto al viaggio
-dell'arrivato, al suo bagaglio, o simili. Ma ella non aveva bisogno di
-risposta neppur a queste. Aveva già veduto Guglielmo; sapeva da quanti
-giorni era di ritorno, e di dove fosse venuto, e perfino con quale
-piroscafo; mentre dall'altro canto le premeva di nasconderglielo. Il
-suo impaccio si comunicò a lui, e la presenza del signor Graham, che
-era una costrizione per entrambi, faceva peggiore il caso.
-
-Infine il giovane disse:
-
-— Quasi non vi riconoscevo, Gertrude: anzi non v'ho riconosciuta....
-Come....
-
-— Come siete venuto? — fece bruscamente il vecchio interrompendolo,
-senza aver l'aria d'avvedersene.
-
-— Con l'_Europa_, — rispose egli. — Sbarcai a Nuova York circa una
-settimana fa.
-
-— Intendevo qui, — replicò l'altro, piuttosto secco. — Avete preso
-l'omnibus?
-
-— Scusate, signore, — disse Guglielmo — non avevo capito. No, ho
-noleggiato un calessino.
-
-— S'è occupato qualcuno del vostro cavallo?
-
-— L'ho attaccato davanti alla casa. —
-
-Guglielmo andò alla finestra per vedere se l'animale fosse ancora dove
-l'aveva lasciato. Scendeva già il crepuscolo.
-
-Il signor Graham tornò ad accomodarsi nella sua poltrona, e si mise a
-guardare il fuoco. Seguì una seconda pausa, più penosa della prima.
-
-Questa volta ruppe il silenzio Gertrude, rispondendo all'osservazione
-interrotta:
-
-— Anche voi siete molto mutato. —
-
-Subito temè che le sue parole lo avessero ferito, potendo egli
-interpretarle in senso ben diverso, e di nuovo il sangue le affluì alle
-gote.
-
-Ma egli non parve addarsene.
-
-— Sì, — disse — il clima dell'Oriente produce notevoli alterazioni
-nell'aspetto di una persona; ma non credo d'esser mutato quanto voi.
-Pensate, Gertrude, ch'eravate una bambina quando io partii da Boston!
-Dovevo pur sapere che troverei una signorina fatta, ma non me la
-figuravo punto!
-
-— Quando lasciaste Calcutta?
-
-— Verso la fine di febbraio. Passai la primavera a Parigi.
-
-— Non me lo scriveste, — mormorò Gertrude con voce spenta.
-
-— No, perchè ero in procinto sempre d'imbarcarmi, e volevo farvi
-un'improvvisata. —
-
-Ella sentì di non aver mostrato la maraviglia che egli s'attendeva, e
-si confuse. Tuttavia ripigliò:
-
-— Fui veramente in pena per la mancanza di lettere; ma ci rivediamo,
-Guglielmo, e ne sono lieta di tutto cuore.
-
-— Oh, non potete esserne lieta al pari di me! — egli disse abbassando
-la voce e guardando la fanciulla con grande tenerezza. — Più vi guardo
-e più voi mi sembrate la _Gertrudina_ d'un tempo.... Comincio a credere
-però che avrei dovuto scrivere e annunziarvi il mio arrivo. —
-
-Gertrude sorrise. Le maniere di Guglielmo erano così immutate, le sue
-parole così affettuose, che sarebbe stata ingratitudine mettere in
-dubbio la sua amicizia, se anche ella non era più tutto per lui.
-
-— Ma no, — rispose — le improvvisate mi sono sempre piaciute. Non ve ne
-ricordate?
-
-— Se me ne ricordo? Io non ho scordato nulla di ciò che vi
-piaceva. —
-
-In quel momento gli uccellini indiani la cui gabbia pendeva nel
-vano della finestra presso la quale il giovane era seduto, presero a
-cinguettare come solevano verso sera. Egli alzò gli occhi.
-
-— Sono i vostri uccellini, — disse ella — quelli che mi mandaste da
-Calcutta.
-
-— Sempre tutti vivi e sani?
-
-— Sì, tutti.
-
-— Siete stata per loro una padroncina amorosa. Quelle creaturine sono
-tanto delicate!
-
-— Li ho molto cari.
-
-— Oh, voi, Gertrude, vi prendete tal cura di coloro che amate, da
-conservarli in vita quanto più a lungo sia possibile! —
-
-Il tono, meglio ancora che le parole, esprimeva il suo sentimento.
-Gertrude tacque.
-
-— La signorina Graham sta bene? — domandò Guglielmo.
-
-Ella rispose che i suoi nervi avevano sofferto una grande scossa nella
-terribile catastrofe per cui era passata; vennero così a discorrere
-del piroscafo incendiato, ma la fanciulla s'astenne dal dirgli che si
-trovava anche lei tra i passeggeri.
-
-Guglielmo parlò con viva commozione del disastro, biasimò severamente
-la temerità e la negligenza che lo avevano cagionato; e terminò dicendo
-che v'erano a bordo alcuni suoi pregiati amici, ma ch'egli ignorava
-che ci fosse tra essi la signorina Graham, da lui venerata ed amata per
-amor di Gertrude.
-
-A poco a poco la conversazione dei due giovani andava facendosi
-più spigliata, inclinava all'antica familiarità. Egli era venuto a
-sedersi sul canapè, accanto a lei, a fine di parlare più liberamente,
-perchè sebbene il signor Graham fosse, o almeno sembrasse di nuovo
-addormentato, non si poteva già dimenticare la sua presenza.
-
-Ma Gertrude evitava a bello studio certi soggetti sui quali sarebbe
-stato naturalissimo che s'intrattenessero, e anzi ch'ella manifestasse
-una curiosità affettuosa: le cause dell'inopinato ritorno di
-Guglielmo, la durata della sua permanenza in patria, i suoi disegni
-per l'avvenire, e segnatamente le ragioni che lo avevano indotto a
-differire più d'una settimana, dopo arrivato, la visita alla fida
-amica. Ella vietava a sè stessa queste domande. Non si sentiva
-preparata a ricevere nè a chiedere le sue confidenze su cose che
-indubitatamente concernevano il suo fidanzamento con Isabella Clinton;
-pertanto non solo non lo interrogò in proposito, ma si diede gran
-pena di stornare il discorso s'egli accennava a dirne qualche cosa.
-E Guglielmo, ferito nel profondo dell'anima da quell'apparente strana
-indifferenza, si ratteneva dal forzarla ad ascoltare particolari dei
-quali ella mostrava di non curarsi.
-
-Parlarono della vita di Calcutta, delle novità di Parigi, della scuola
-dov'ella aveva insegnato, e di molte altre cose, ma non dissero parola
-di ciò che stava loro sul cuore. Infine una delle persone di servizio
-si presentò sulla soglia, e, senza vedere Guglielmo, avvertì che il
-tè era pronto. Il signor Graham si rizzò, e si volse, dando le spalle
-al fuoco. Si rizzò tosto anche il giovane e fece per accomiatarsi.
-Con rigido tono d'urbanità il padrone di casa lo invitò a rimanere.
-Gertrude avrebbe voluto insistere perchè accettasse, ma egli ringraziò
-ricusando così recisamente ch'ella comprese che la poco graziosa
-accoglienza del signor Graham lo aveva offeso.
-
-Il vecchio gentiluomo non sentiva punta simpatia per i giovanotti
-in generale, e Guglielmo era venuto a disturbargli la beatitudine
-d'una di quelle ore di quiete e libertà, divenute piuttosto rare;
-inoltre, e questo era il peggio, ricordava sempre con amaro cruccio
-che Gertrude aveva abbandonato Emilia e lui (così egli considerava la
-sua coscienziosa elezione tra due doveri in conflitto tra loro) a fine
-d'assistere i parenti di quell'importuno visitatore. E, si capisce,
-questo ricordo non era proprio a conciliare al giovane Sullivan l'animo
-d'un uomo così caparbio e ostinato nei suoi pregiudizi.
-
-Gertrude accompagnò il suo amico fino alla porta di casa. La pioggia
-era cessata, ma il vento fischiava sotto il portico. Voleva essere
-una serata fresca. Guglielmo s'abbottonò l'abito, mentre s'accomiatava
-promettendo di ritornare il giorno seguente.
-
-— Non avete soprabito, — ella disse. — L'aria della notte è frizzante,
-e voi siete avvezzo a un clima caldo. Fareste bene a prendere questo
-scialle. —
-
-Tolse dall'attaccapanni un grave _plaid_ scozzese che ci si trovava
-sempre per un caso di bisogno.
-
-Egli se lo gettò sul braccio ringraziandola, poi le prese tutt'e due le
-mani tra le proprie, e la guardò fisso negli occhi, come se bramasse
-dirle qualche cosa. Ma visto ch'ella li distoglieva dal suo sguardo
-amoroso, si spiccò da lei, la salutò con viso turbato e scese la
-scalinata di corsa. Gertrude stette con la gruccia della porta in mano
-finchè udì risonare i passi del suo cavallo sulla strada, poi chiuse
-a precipizio e s'affrettò a nascondersi nella sua camera. Ella aveva
-sostenuto valorosamente la prova di quell'incontro tanto desiderato e
-tanto temuto, aveva recitato la sua parte con calma e naturalezza; ma
-adesso tutto il suo coraggio l'abbandonava; pensava ai giorni, ai mesi,
-agli anni futuri, e comprendeva che prove più tremende l'aspettavano.
-
-Se Guglielmo si fosse mutato essenzialmente, se fosse divenuto lo
-zerbinotto spensierato, galante, mondano, o l'uomo d'affari, di cuor
-freddo, e intento solo ai guadagni, ch'ella ultimamente, a volta
-a volta, s'era figurata di dover forse trovare in lui, se l'avesse
-salutata con gelida formalità, o con dura indifferenza, o con goffo
-riserbo, avrebbe potuto disprezzarlo, compatirlo o biasimarlo, e
-quindi amarlo meno. Ma ritornava qual'era partito: franco e generoso,
-affettuoso e virile; le manifestava la stessa calda cordialità, la
-stessa delicata tenerezza di prima. Insomma era il Guglielmo ch'ella
-aveva tanto sognato, tanto amato. Evidentemente, pur avendo dato il
-cuore ad un'altra, non dimenticava l'amica della sua adolescenza.
-Amava Isabella d'amore, ma conservava per Gertrude un sentimento quasi
-fraterno. E mai non s'era pensato d'essere per lei più che un fratello.
-
-Conveniva dunque ch'ella si preparasse a sopportare la pena crudele
-di vederlo e udirlo parlare della sua fidanzata, e augurargli ogni
-felicità come una sorella al buon fratello affezionato. Ella doveva
-vincere una passione di cui fino allora non aveva conosciuto tutta
-la potenza, e trasformarla in semplice amicizia. A quest'idea il suo
-povero cuore dolorante si gonfiava, palpitava con violenza selvaggia,
-irrefrenabile.
-
-Si gettò sul letto, nascose la faccia nel guanciale, e pianse.
-
-La scosse una leggera picchiata all'uscio. Credendo che la chiamassero
-per il tè, disse senza alzarsi:
-
-— Siete voi, Gianna? Non ho voglia di prender nulla stasera....
-
-— Non vengo per questo, signorina; — rispose la ragazza — c'è una
-lettera. —
-
-Gertrude balzò a terra e corse ad aprire.
-
-— Un ragazzino me l'ha consegnata, ed è scappato a gambe, — proseguì
-Gianna mettendole in mano un plico voluminoso. — M'ha raccomandato di
-darvela immediatamente.
-
-— Portatemi un lume, — disse ella.
-
-Mentre la servetta andava per il lume, Gertrude esaminava il plico
-cercando d'indovinare che potesse contenere quella missiva di così
-straordinarie dimensioni e tanto pesante. Non credeva possibile
-che fosse la risposta del signor Amory: l'aspettava al più presto
-entro il giorno seguente. Da chi mai proveniva? Ma non appena Gianna
-rientrò recando luce nella stanza, ella riconobbe la scrittura di lui:
-ansiosamente ruppe il suggello ed estrasse dalla busta parecchi fogli
-coperti di fitti caratteri.
-
-Li lesse con un'avidità e un'intensa commozione, che la grave
-importanza del contenuto ben giustificava.
-
-
-
-
-XLVI.
-
- Ha rapide e violente ore la vita
- Che nel precipitoso corso l'opra
- Fanno d'una tempesta....
-
- HEMANS.
-
-
-Il manoscritto diceva così:
-
-
-«Figliuola mia, mia dolce e amorosa creatura.
-
-«Poichè tu stessa m'incoraggi assicurandomi che il peggiore dei miei
-timori era infondato (il timore che fin dalla tua fanciullezza il mio
-nome fosse stato infamato al tuo orecchio e il tuo giovane cuore avesse
-appreso ad aborrire tuo padre); poichè posso fare appello a te come
-a un giudice imparziale, ti rivelerò il dramma della mia vita; e ti
-proverò così che sei veramente mia figlia confidandomi che tu almeno mi
-crederai e m'amerai ad onta dell'ingiustizia del mondo.
-
-«Non voglio nasconderti nulla. Voglio palesare anzi subito ciò che
-più pavento di dire: le spiegazioni che seguono varranno, spero, ad
-attenuare l'orrore della mia storia.
-
-«Il signor Graham è il mio patrigno, e la mia santa madre, morta da
-lunghi anni, fu in tutto, fuorchè nell'opera della natura, la vera
-madre d'Emilia. Ma quantunque io sia, a questo titolo, congiunto di
-coloro che tu ami tanto, mi divide da essi una terribile maledizione:
-perchè fu la mia quella mano sciagurata che precipitò l'infelice
-Emilia in perpetue tenebre, (oh, non odiarmi ancora, Gertrude!). E
-non è tutto: a questo fatto orrendo s'aggiunse una grave accusa che
-mi denigrava agli occhi dei miei simili: l'accusa d'un delitto basso e
-vergognoso. Pure, io che vivo sotto un bando, io che vo errante per il
-mondo col cuore spezzato, vittima d'un funesto destino, sono innocente
-d'ogni colpa volontaria, come tu sarai persuasa se puoi fidare nella
-veracità di ciò che ti narro.
-
-«La natura mi diede e l'educazione alimentò in me uno spirito ribelle.
-Ero l'idolo di mia madre, donna di debole complessione, la quale
-sebbene m'amasse d'un amore per cui benedico sempre la sua memoria,
-non aveva l'energia necessaria a domare e governare la mia indole
-appassionata e pertinace. Tuttavia, per quanto indisciplinato, non
-inclinavo nè alla malvagità nè al vizio; m'arrogavo bensì un dominio
-incontrastabile, tanto a scuola che a casa, ma mi facevo molti amici,
-e nessun nemico. Quand'ecco d'un tratto fu posto un freno all'estrema
-libertà di cui godevo. Mia madre, ch'era vedova, sposò il signor
-Graham, e subito sentii gravare duramente la mano del suo secondo
-marito sulla mia indipendente adolescenza. S'egli m'avesse trattato con
-benignità, se si fosse cattivato il mio affetto (come gli sarebbe stato
-agevole, perchè il mio cuore ardente e sensitivo era disposto alla
-tenerezza e alla gratitudine), egli avrebbe potuto avere un immenso
-influsso sul mio carattere non ancora formato.
-
-«Invece fu il contrario. Egli usò verso di me un contegno pieno di
-glaciale freddezza e di sussiego. Al primo tentativo d'accostarmi a
-lui, fatto per esortazione della mamma, chiamandolo col nome di padre,
-venni respinto sdegnosamente, sicchè mi guardai bene dal ricadere in
-questa colpa. Ma di quel titolo ch'egli rifiutava, assumeva però tutti
-i privilegi e tutta l'autorità, ferendomi così nei sentimenti più
-delicati e nei più fieri, ed eccitando in me uno spirito di ribellione
-ad ogni suo comando.
-
-«Due cose in ispecie mi amareggiavano e accrescevano la mia avversione
-contro il prepotente patrigno: l'una era l'assoluta dipendenza dalla
-sua liberalità in cui sapevo di trovarmi; l'altra la confidenza fattami
-imprudentemente, benchè con benevole intenzioni, da una persona di
-servizio ch'era da molto tempo in casa Graham, circa l'origine della
-sua antipatia per me: la quale pare fosse un'antica inimicizia tra
-lui e mio padre, uomo onorevole e di alti sensi, a cui ero superbo di
-rassomigliare, come mi affermavano quelli che lo avevano conosciuto.
-
-«In questa guerra disuguale io mi trovavo soverchiato dalla forza
-preponderante del nemico; ero ancora un ragazzo, soggetto a tutela,
-e dall'altra parte non potevo rimaner sordo alle implorazioni di mia
-madre che mi supplicava di sottomettermi per amor suo. Quindi io,
-soltanto in qualche caso, quando mi pareva d'essere stato trattato
-con troppo oltraggiosa ingiustizia, mi ribellavo apertamente; ed anche
-allora c'era chi s'adoperava a ricondurre la pace, e almeno l'apparenza
-della buona armonia, in famiglia.
-
-«Così passarono parecchi anni, e, se non giungevo ad amare il
-signor Graham, tuttavia la potenza dell'abitudine, i miei studi che
-m'occupavano e m'appassionavano, e una crescente padronanza di me
-stesso, conferivano a rendermi più tollerabile la vita nella casa del
-patrigno.
-
-«E poi c'era qualche cosa che mi compensava di tutte le mie pene: il
-mio amore per Emilia, la quale vi corrispondeva con pari tenerezza.
-Non l'amavo già perchè era una preziosa mediatrice tra me e suo padre,
-nè perchè si assoggettava pazientemente a tutte le mie volontà e
-m'aiutava in tutti i miei disegni; ma perchè le nostre anime erano
-fatte l'una per l'altra, e più si sviluppavano e s'espandevano,
-più forte le avvinceva un legame che solo una mano barbara poteva
-strappare e spezzare. Non mi dilungherò sull'ardore e la profondità di
-quest'affezione: basti il dire ch'era divenuta la vita della mia vita.
-
-«Mia madre morì. Io ero purtroppo allora, a mal mio grado,
-impiegato nel banco del signor Graham, e abitavo sempre in casa sua.
-D'improvviso, senza ragione e senza scusa, egli cominciò a modificare
-la nostra vita domestica, seguendo una condotta non meno stolta
-che crudele, la quale irritava il mio orgoglio, torturava i miei
-sentimenti, eccitava la mia focosa natura a segno da rendermi quasi
-pazzo. Si era proposto di privarmi dell'unico bene che m'allietasse,
-che addolcisse i rigori della mia sorte: l'amore d'Emilia. Tralascio
-di raccontarti i motivi che io gl'imputavo, i mezzi ch'egli usava: ma
-erano tali da cambiare la mia antipatia per lui in odio amarissimo,
-la mia riluttante obbedienza ai suoi voleri in aperta e deliberata
-opposizione.
-
-«Lungi dal rassegnarmi a un divieto che stimavo tirannico, cercavo la
-compagnia d'Emilia in ogni maniera, e persuadevo la gentile fanciulla a
-prestarsi ai miei strattagemmi per sventare i disegni di suo padre. Io
-non le parlavo d'amore, non tentavo di legarla a me con una promessa,
-non accennavo al matrimonio: un senso d'onore me lo proibiva. Ma
-con una giovanile audacia che, temo, era il colmo della follia e
-dell'imprudenza, coglievo tutte le opportunità, fosse anche presente il
-signor Graham, per manifestare la mia ferma determinazione di mantenere
-liberamente con lei quella familiarità affettuosa ch'era nata dalle
-circostanze, e non poteva essere più repressa se non con la forza.
-
-«Emilia cadde malata, e durante sei settimane non mi fu concesso di
-vederla un momento. Non appena ella fu in istato d'uscire dalla sua
-camera, spiai costantemente un'occasione di parlarle. Alfine mi si
-offerse. Eravamo da un'ora insieme nella biblioteca, quando il signor
-Graham venne a sorprenderci. Egli s'avanzò verso di noi con una faccia
-di cui mai non scorderò la durezza e la severità. Io non mi sgomentai
-di quell'intrusione credendomi preparato a sfidarne le probabili
-conseguenze; ma non potevo aspettarmi un attacco di ben altra natura.
-
-«Ch'egli mi rimproverasse di disobbedienza a desiderî da lui datimi a
-intendere in ogni possibile modo, che mi dichiarasse più esplicitamente
-la sua risoluzione di mettere una barriera tra la sua figliuola e me,
-erano cose ch'io prevedevo, e mi trovavo apparecchiato a rispondergli:
-ma quando egli proruppe in sanguinose e volgari ingiurie, quando
-furiosamente m'investì con ignobili accuse, apponendomi fini egoistici
-e vili in cui neppure per un attimo s'era mai fissato il mio pensiero,
-ammutolii dallo stupore e dalla collera.
-
-«Nè questo fu il peggio. In presenza della pura giovanetta ch'io
-adoravo egli m'imputò d'uno dei più bassi, più neri delitti, del
-delitto di falso, affermando che la mia colpa, allora allora scoperta,
-era provata, indubitabile.
-
-«L'ira che m'ardeva dentro divampò. Alzai la mano, strinsi il pugno.
-Che fossi in procinto di fare non so dirtelo. Avrei trovato parole
-per asserire la mia innocenza, respingere la calunnia, dimostrare la
-falsità dell'imputazione? O, mancandomi la voce soffocata dal furore,
-mi sarei slanciato sul mio patrigno, scostandolo da me con violenza,
-buttandolo forse a terra, e sarei corso fuori per calmarmi all'aria
-aperta e raccogliere il mio spirito? Non posso congetturarlo, perchè in
-quel punto un acuto grido d'Emilia mi richiamò in me; e nel volgermi la
-vidi cadere svenuta sul divano.
-
-«Ella pareva colpita a morte dall'orrore di quella scena. Dimenticando
-ogni altra cosa mi precipitai verso di lei, ansioso di soccorrerla.
-Accanto al divano c'era un tavolino sul quale stavano parecchie
-boccette. Frettolosamente ne afferrai una, e nella mia agitazione
-m'accadde di versarne il contenuto, ch'io credevo un'essenza
-corroborante, sulla faccia d'Emilia, la quale giaceva supina.... Io non
-so di che si componesse la funesta mistura, ma ahimè, gli effetti ne
-furono evidenti.... l'atto irrimediabile era compiuto.... e compiuto
-per mia mano!
-
-«Lo spasimo atroce ridestò nella sventurata fanciulla la coscienza
-della vita. Ella balzò dal divano e, urlando selvaggiamente, le braccia
-alzate sul capo, come una pazza, si diede a correre attraverso la
-stanza, poi s'acquattò in un angolo. Io la seguii disperato, in preda a
-un'angoscia quasi pari alla sua; ma ella mi respinse, stendendo le mani
-con grida strazianti.
-
-«Il signor Graham, che su quel subito era rimasto impietrito, s'avventò
-allora contro di me, furibondo. Invece d'aiutarmi nei miei sforzi
-per sollevare la povera Emilia da terra, egli, senza alcuna pietà del
-mio stato, che era poco meno compassionevole di quello di lei, inveì
-ferocemente, rimproverandomi con parole crudeli, torturanti, che mi
-suonano ancora all'orecchio, d'esser la sola causa della disgrazia,
-accusandomi d'avergli uccisa la sua figliuola; e detto ch'ebbe, mi
-cacciò dalla stanza e dalla casa, espulsione alla quale io, schiacciato
-dal dolore e dal rimorso, non avevo la forza nè il desiderio d'oppormi.
-
-«Oh, quanto fu terribile la notte, quanto terribile il giorno seguente!
-Non posso darti un'idea di come li passai. Fino all'alba andai errando
-per la campagna, cercando invano di collegare i miei pensieri, di
-riacquistare un po' di calma. Ma al riapparire della luce, sebbene
-avessi ancora il polso febbrile e il cervello eccitato, cominciai a
-comprendere la necessità di tracciarmi una via di condotta.
-
-«La condizione infelicissima d'Emilia, l'ansia intensa di conoscere
-i peggiori effetti dell'orrendo caso, mi sollecitavano a recarmi
-furtivamente o palesemente, ma il più presto possibile, alla casa del
-signor Graham. Inoltre, tutto il poco ch'io possedevo, consistente,
-quanto a denaro, nel solo residuo del mio ultimo trimestre di
-stipendio, e quanto al resto nei miei indumenti e qualche oggetto di
-valore donatomi da mia madre, si trovava nella camera da me fino allora
-occupata. Non potevo quindi evitare di ritornarci almeno una volta. E
-presa questa risoluzione mi riposi in cammino verso la città, pronto,
-se era necessario, per ottenere notizie d'Emilia, anche ad incontrarmi
-a faccia a faccia con suo padre.
-
-«Tuttavia, quando fui vicino alla casa, titubai, non osai proseguire.
-Il signor Graham non mi aveva nulla risparmiato, neppure la minaccia
-d'espellermi con la violenza se osassi ripresentarmi sulla sua
-soglia: ed io temevo d'avventurare il mio temperamento focoso in una
-colluttazione con quell'uomo al quale avevo fatto già male abbastanza.
-
-«Non avevo io forse col terribile mio atto della sera innanzi, atto di
-cui già presagivo le funeste conseguenze, desolato la vita dell'unica
-e adorata sua figliuola, sepolto sotto un nero pallio le sue più care
-speranze? No, per nulla al mondo non avrei voluto aggiungere al mio
-involontario misfatto la colpa d'alzar la mano su colui che per quanto
-ingiusto fosse stato verso un giovanetto innocente, era punito con un
-castigo assai troppo severo.
-
-«Io sapevo che il suo furore era implacato, che egli avrebbe
-potuto eccitare il mio fino alla frenesia, e però mi proposi di non
-affrontarlo inconsideratamente. Un colloquio con lui dovevo averlo, a
-fine di confutare le calunniose accuse portate a mio carico; ma non
-tra le mura della sua casa, dove sua figlia soffriva per causa mia.
-Là, nel banco dove egli pretendeva ch'io avessi commesso un falso, ed,
-in presenza de' miei colleghi, avrei pubblicamente negato il delitto
-appostomi, e sfidato l'accusatore a darne le prove.
-
-«Ma anzi tutto bisognava ch'io vedessi Emilia, o che almeno avessi sue
-notizie. Prima d'incontrarmi con quel padre, conveniva che conoscessi
-esattamente la natura e la gravità del male ch'io gli avevo fatto
-nella sua creatura. E per questo m'era forza attendere il favore delle
-tenebre, ed introdurmi nella casa di soppiatto.
-
-«Vagai tutto il giorno, assillato dal mio cruccio, senza gustare
-nè desiderare cibo e riposo. Il pensiero della mia povera, adorata,
-torturata Emilia m'era presente sempre, mi tormentava indicibilmente.
-Le ore mi parevano eterne. Quella giornata conta ne' miei ricordi
-quanto un anno intero di miserie. Scese alfine la notte: una notte
-oscura, nuvolosa. L'aria era densa d'una nebbia così fitta, che
-nascondeva ogni cosa intorno alla distanza di pochi passi. La casa
-non m'apparve che quando fui davanti al portone. C'era fermo un legno
-che io riconobbi per il carrozzino del dottor Jeremy. Sussultai. Le
-sue visite ad Emilia erano cessate da più d'una settimana: lo avevano
-dunque richiamato a cagione della disgrazia! Data la presenza del
-medico, doveva esserci di certo anche il signor Graham. Perciò non
-entrai, e celato dalla nebbia attesi il momento opportuno.
-
-«Da uno spiraglio del portone potevo esplorare con lo sguardo l'interno
-dell'atrio. Vidi due volte la signora Ellis scendere e risalire;
-alfine scese il dottore, a passi lenti: il signor Graham lo seguiva, e
-poichè quegli se n'andava direttamente, lo trattenne per interrogarlo
-sullo stato della figliuola, come arguivo dalla profonda ansietà che
-si dipingeva nel suo volto, mentre con una mano sulla spalla di quel
-vecchio amico della famiglia cercava di leggergli negli occhi la sua
-opinione. Il dottore mi volgeva il dorso, e io non potevo giudicare
-delle sue risposte se non dall'effetto che producevano sul padre
-d'Emilia, il quale nell'aspetto già sconvolto, abbattuto, tradiva
-un'angoscia crescente ad ogni sillaba proferita dalle labbra del medico
-le cui oneste e sincere parole erano oracoli per chi conosceva la somma
-sua perizia.
-
-«Non occorrevano quindi altre testimonianze perchè fosse ribadita in me
-la certezza che il fato della sventurata fanciulla era irrevocabile;
-e guardando con pietà l'afflitto padre, pensando con terrore ch'io
-ero l'agente immediato in quell'opera di distruzione, sentivo ch'egli
-non poteva maledirmi più fieramente di quanto io maledissi me stesso.
-Ma per grandi che fossero il mio dolore e il mio pentimento, non
-mai scemati, d'aver avuto parte nello scatenarsi di quella tempesta
-in cui la giovanetta era così miseramente naufragata, non giungevo
-a dimenticare che ben maggior colpa ne aveva il signor Graham, nè a
-perdonargli la scellerata ingiustizia e gli oltraggi che mi avevano
-tratto di senno e snervato per modo da rendere uno strumento di rovina
-la mia mano tesa a recare soccorso.
-
-«Quando poi, partito il dottor Jeremy, uscì anche il mio patrigno,
-ed io, osservandolo mentre passava sotto un lampione, vidi che
-all'espressione di dolore già era succeduta sulla sua faccia quella
-consueta di sussiego, di compiacimento di sè e d'arroganza; quando
-compresi, udendo il picchiare sonoro e misurato della sua mazza sul
-lastrico, ch'egli era assai lontano dalla mia umiltà e dalla mia
-contrizione, cessai di sprecare quei sentimenti pietosi di cui egli
-non pareva aver gran bisogno e che ancor meno meritava. Non compiansi
-più che me solo, e fissai il mio sguardo su quella figura d'uomo duro e
-superbo, con l'anima riboccante d'un odio implacabile.
-
-«Non ritrarti da me, mia Gertrude, nel leggere questa franca
-confessione della mia natura appassionata e in quel momento
-eccitatissima. Tu forse non sai che sia odiare; ma fosti mai posta a
-simili prove?
-
-«Non appena il signor Graham ebbe svoltato il canto, m'avvicinai alla
-casa; il portone era chiuso, ma avevo la mia chiave: apersi ed entrai.
-Tutto pareva tranquillo: nelle stanze terrene non c'era nessuno. Salii
-pian piano, passai in una stanzina in fondo al corridoio che metteva
-nella camera d'Emilia ed aspettai un pezzo. Non s'udiva una voce, non
-si vedeva anima viva. Alfine, temendo che il mio patrigno ritornasse
-presto, risolsi d'andare nella camera mia, ch'era al secondo piano, a
-prendere il mio denaro ed alcuni oggetti di valore di cui non volevo
-privarmi, e poi scendere nella cucina ed ottenere almeno quelle notizie
-d'Emilia che avrebbe potuto darmi la cuoca, certa signora Prime, donna
-d'ottimo cuore, la quale, n'ero sicuro, m'avrebbe compatito.
-
-«Mi riuscì d'attuare la prima parte del mio disegno, ma a piè della
-scala di servizio m'imbattei nella signora Ellis che veniva dalla
-cucina con una tazza di brodo in mano. Costei era in casa Graham da
-poche settimane, messavi per ispiare le mie azioni, e perciò a me
-invisa. Ella conosceva tutti i particolari della disgrazia, ed era
-stata testimone della mia espulsione. Al vedermi si fermò di botto,
-gettò un grido soffocato, lasciò cadere la tazza e fece l'atto di
-fuggire, come davanti a una bestia feroce: infatti il mio aspetto
-in cui si dipingevano una selvaggia disperazione e il digiuno e la
-stanchezza, doveva darne l'idea....
-
-«Io le sbarrai il cammino e la forzai ad ascoltarmi. Ma prima ch'io
-potessi rivolgerle la domanda che mi bruciava le labbra ella proruppe,
-confermando i miei più atroci timori:
-
-«— Via di qui, ribaldo, via! Volete accecare anche me?
-
-«— Dov'è Emilia? — gridai. — Permettete ch'io la vegga!
-
-«— Vederla, voi? Orribile scellerato! No, ha già troppo sofferto per
-causa vostra. Pensa anche lei che basta, oramai. Lasciatela in pace.
-
-«— Che intendete dire? — io feci con un urlo, scotendo violentemente
-per le spalle la governante le cui parole mi sbranavano il cuore, mi
-rendevano frenetico.
-
-«— Che intendo dire? — ella continuò. — Che Emilia non vedrà mai più
-nessuno: e quando pur avesse mille occhi, voi non vorrebbe vedervi
-certo!
-
-«— Dunque anch'ella mi odia? — io esclamai, piuttosto parlando a me
-stesso che interrogando la donna.
-
-«Ma ella rispose prontamente:
-
-«— Se vi odia? Oh, sì, e peggio.... Non può trovare termini abbastanza
-severi per voi.... Mormora fino tra' suoi spasimi: «Crudele! Malvagio!»
-E via dicendo. Il suono del vostro nome la fa raccapricciare, e a noi
-tutti è proibito di pronunziarlo in sua presenza. —
-
-«Non aspettai d'udir altro: mi volsi e mi precipitai fuori.
-
-«Quella fu la crisi della mia vita. Il fulmine mi aveva colpito e
-atterrato. Speranze terrene, felicità, fortuna, buon nome, tutto già
-era perduto; un'unica luce solitaria brillava ancora nelle mie tenebre:
-l'amore d'Emilia. In esso fidavo; solo in esso. Ed ecco che perdevo
-anche quello; e ciò era perdere la mia giovinezza, la mia fede, la
-suprema speranza del Cielo. Io non ero più niente sulla terra: poco
-m'importava dove andassi nè che avvenisse di me.
-
-«Da quel momento cessai d'esser _io_. Scese su me la nube che da allora
-m'avvolge e sotto la cui oscura ombra tu mi vedesti e conoscesti. Fui
-tocco da quel male che mutò il gaio mio riso in un sorriso amaro, che
-diede i toni dell'ironia mal celata e del sarcasmo al mio parlare, un
-tempo franco e piacevole. I miei capelli incanutirono precocemente,
-i miei lineamenti presero un'espressione dura, spesso severa; i
-miei simili, per i quali nobilmente ambivo divenire un benefattore,
-m'apparvero come antagonisti armati contro cui avrei dovuto sostenere
-una perpetua guerra; e il Dio che avevo adorato, nel quale avevo
-creduto come in un amico fedele e un giusto vendicatore, chi era Egli?
-dove era Egli? perchè non faceva trionfare la mia innocenza? Di qual
-nero e premeditato delitto ero colpevole perchè mi abbandonasse così?
-Ahimè, sventura somma fra le mie sventure, avevo perduto la fede nel
-Signore.
-
-«Non so da qual parte mi diressi, uscendo dalla casa del signor Graham.
-Le strade che attraversai m'erano, senza dubbio, tutte familiari,
-ma non ne rammento neppur una: soltanto so che non mi fermai finchè
-non venni a trovarmi all'estremità d'una banchina, con gli occhi
-fissi sull'acqua profonda, tentato di spiccare pazzamente un salto e
-inabissarmi nell'oblio eterno!
-
-«Senza quell'ultimo colpo che aveva abbattuto la mia virile energia, mi
-sarei attaccato ancora alla vita, almeno per rivendicare la mia buona
-fama; non avrei mai voluto lasciare di me una memoria denigrata da cui
-gli uomini m'avrebbero giudicato e su cui Emilia avrebbe pianto. Ma ora
-che m'importava più della gente? Ed Emilia? Aveva cessato d'amarmi, e
-però non si sarebbe afflitta: ed io non bramavo più altro che la tomba,
-il nulla.
-
-«Vi sono istanti nella vita in cui una parola, uno sguardo, un
-pensiero, possono pesare sulla bilancia, del fato, e determinare un
-destino.
-
-«Così m'avvenne. Io ero incapace di concepire un qualsiasi disegno: il
-caso risolse per me. Un rumore di remi nell'acqua mi scosse dalla mia
-apatia; pochi minuti dopo una barchetta venne ad ormeggiarsi a breve
-distanza dal posto dove stavo. Tostò udii da presso, sulla banchina,
-un passo rapido e sonoro, e voltandomi vidi al lume della luna che
-usciva appunto da un cumulo di nubi, un robusto uomo di mare con una
-grave giacca impermeabile sotto il braccio destro e una vecchia sacca
-da viaggio nella mano sinistra. Egli aveva una faccia rubiconda e
-gioviale, e nel passarmi accanto per saltare nella barca dove due
-marinari lo aspettavano, coi remi stillanti sollevati, pronti a
-rituffarli, mi picchiò cordialmente una spalla esclamando:
-
-«— Ebbene, mio bel signorino, v'imbarcate con noi? —
-
-«Senza esitare io risposi di sì. L'uomo diede un'occhiata alla mia
-faccia, e un'altra al mio vestito, il quale parve fargli pensar
-bene di me circa la condizione sociale e la possibilità di pagare la
-traversata; e disse ridendo:
-
-«— A bordo, dunque! —
-
-«Con suo stupore, perchè aveva creduto che scherzassi, io saltai nella
-barca, e alcuni minuti dopo mi trovavo a bordo d'una bella nave a tre
-alberi, in procinto di salpare: non sapevo per dove.
-
-«Appena in capo a due o tre giorni di navigazione appresi ch'era
-diretta a Rio Janeiro: ma a me, qua o là, faceva lo stesso.
-
-«Io non ero l'unico passeggero: avevo per compagna di viaggio la
-figliuola del capitano, a nome Lucia Grey, la quale sembrava a casa
-propria, tanto sopra coperta che sotto. Durante la prima settimana
-quasi non m'accòrsi della sua presenza, e probabilmente avrei compiuto
-l'intera traversata senza occuparmi di quella giovanetta, mezzo
-bambina, mezzo donna, se il mio strano e misterioso contegno non
-l'avesse tratta a condursi verso di me in un modo che mi maravigliò e
-finì col commuovermi. La mia aria selvaggia e smarrita, la mia continua
-irrequietudine, la ripugnanza che avevo per il cibo, l'indifferenza
-che mostravo per tutto quanto m'accadeva dintorno, la colpirono ed
-eccitarono la sua compassione. Da principio mi credette squilibrato
-di mente, e mi trattò come tale. Spesso veniva a sedersi sulla tolda,
-di fronte a me, e stava a guardarmi per un'ora buona, ignorando o
-non curandosi d'essere a sua volta osservata: poi se n'andava con un
-profondo sospiro. Ogni tanto m'offriva qualche bocconcino prelibato,
-pregandomi che mi sforzassi di mangiare; e poichè io, commosso da
-quella gentile benevolenza, accettavo più volentieri il nutrimento
-dalla sua mano che da un'altra, queste piccole attenzioni divennero
-quotidiane.
-
-«A misura però che il mio aspetto e le mie maniere si ricomponevano, e
-il tormento febbrile a cui ero in preda si quotava in una malinconia
-profonda ma meno torbida e fiera, ella si comportava con maggiore
-ritegno; e quando cominciai ad essere più simile al comune degli
-uomini, a sedermi a tavola con gli altri, a dormire nel mio camerotto
-una parte almeno della notte invece di passarla tutta passeggiando sul
-ponte, Lucia cessò di frequentare quella parte della nave dove solevo
-stare durante la giornata; sicchè di rado avevo occasione di scambiare
-una parola con lei, se non la cercavo apposta.
-
-«Ma avemmo tempi burrascosi che mi costringevano a cercare rifugio
-nella cabina, e là quasi sempre m'incontravo con la fanciulla
-che, seduta sulla traversa di poppa, leggeva o contemplava le onde
-agitate. Il viaggio era lungo; necessariamente quindi ci si trovava
-spesso insieme, tanto più che il capitano Grey, quegli che m'aveva
-scherzosamente invitato ad imbarcarmi, continuava a mostrare una
-cordiale simpatia per me, e incoraggiava benignamente quell'amicizia
-considerandola come un aiuto a trarmi dal mio stato di malinconia,
-il quale sembrava stupire e addolorare il gioviale comandante del
-bastimento quasi quanto la sua pietosa e sensitiva figliuola.
-
-«La timidità di Lucia andava a poco a poco dissipandosi, e molto
-innanzi il termine della traversata io non ero più un estraneo per
-lei. Ella parlava meco familiarmente, o, piuttosto, _mi_ parlava:
-perchè mentre io, nonostante qualche accenno di curiosità da parte
-della ragazza, mantenevo un rigido silenzio circa i casi miei, ai quali
-non potevo nemmeno _pensare_ nonchè _discorrerne_, ella, in compenso,
-s'ingegnava d'intrattenermi raccontandomi la storia della sua vita, di
-cui mi riferiva con semplice franchezza quasi tutti i particolari.
-
-«A volte l'ascoltavo attento; a volte, assorto nelle mie dolorose
-riflessioni, non udivo più la sua voce e dimenticavo la sua
-presenza. Allora ella s'interrompeva, e quando, scotendomi dalla
-mia fantasticheria, alzavo subitamente gli occhi, sorprendevo il suo
-sguardo fisso nel mio volto con un'espressione di rimprovero che mi
-faceva raccogliere tutta la mia forza di volontà per mostrare di
-prestarle una seria attenzione, che spesso ella alfine riusciva a
-cattivarsi davvero.
-
-«Fino ai quattordici anni Lucia era vissuta con sua madre in una casina
-sul Capo Cod. Soltanto a rari intervalli il focolare domestico veniva
-rallegrato dal ritorno del padre da uno de' suoi lunghi viaggi. Di
-solito si recavano in quelle occasioni nella città dove il bastimento
-era approdato, passavano alcune settimane in continuo tripudio, e poi
-se ne tornavano a piangere la partenza del gaio capitano, e a contare
-le settimane e i mesi che dovevano trascorrere prima di rivederlo.
-
-«E infine avvenne che la madre ammalò e morì. Lucia mi diceva con
-parole commoventi il suo immenso dolore, e quanto amaramente il babbo
-aveva pianto apprendendo al suo arrivo la triste notizia; mi narrava
-la sua vita a bordo della nave che dopo la perdita della mamma era
-divenuta la sua casa; mi confidava come si sentisse mesta e abbandonata
-quando infuriava la burrasca ed ella, mentre il capitano era al suo
-posto sul ponte, sedeva sola sola nella cabina, ascoltando l'urlo del
-vento e il ruggito delle onde.
-
-«Ella aveva gli occhi gonfi di lacrime nel parlare di queste cose, ed
-io la guardavo con pietà come una che il dolore faceva mia sorella.
-Ma le prove sofferte non potevano tuttavia soffocare in lei i vivaci
-e baldi spiriti giovanili. Cinque minuti dopo finito di raccontare
-con patetica eloquenza un episodio delle sue precoci peripezie, se il
-padre, sempre allegro, capitava a sorprenderla con qualche burletta e a
-stuzzicarla provocando le sue rappresaglie, ella era già bell'e pronta
-a un duello di frizzi, e perfino di scherzi un po' rudi. La cabina o
-la tolda risonavan di chiassose risate, di motti giocosi, le malinconie
-erano dimenticate; e io, rifuggendo da una gaiezza che mal s'accordava
-con la mia infelicità e feriva i miei nervi irritati, mi ritiravo in
-qualche angolo remoto a meditare e piangere su miserie per le quali
-non potevo sperare simpatia, cui nessuno poteva partecipare, che dovevo
-soffrire solo, senza conforto.
-
-«Le mie sventure m'avevano reso così misantropo, che la gara di
-piacevolezze tra il buon capitano e la sua vispa figliuola, il riso
-musicale con cui la fanciulla rispondeva alle barzellette di due o tre
-vecchi marinari privilegiati, mi urtavano come un'offesa: nè avrei
-creduto possibile che una creatura tanto poco atta a comprendere le
-profonde mie pene, come Lucia, provasse per me una compassione sincera,
-se non avessi talvolta veduto, non senza commozione, la sua innocente
-ilarità cadere d'un tratto, e dar luogo ad un'aria grave e triste,
-quando per caso i suoi sguardi incontravano il mio viso addolorato,
-reso più scuro ancora dal contrasto con la sua allegria e quella de'
-suoi compagni.
-
-«Ma non devo più dilungarmi sulla nostra vita a bordo, perchè ho da
-riferire gli eventi di anni, e conviene ch'io mi tenga nei limiti d'una
-concisa esposizione dei fatti. M'astengo dunque dal descriverti la
-spaventosa tempesta durante la quale, per due giorni e una notte, la
-povera Lucia fu pazza di terrore, e che a me, noncurante dei disagi,
-indifferente al pericolo, diede occasione di contraccambiare la sua
-benevolenza, prodigandole tutte le cure e tutti i conforti ch'era
-in mia facoltà darle. Ma questo ed altri casi del lungo viaggio,
-conferirono a farle concepire una fiducia in me che quando fummo
-arrivati in porto mi pose a una difficile prova, piuttosto impacciante.
-
-
-
-
-XLVII.
-
- Non rigettar
- La mia preghiera! Questo lungo errare
- Sempre più lunge, troppo m'ha estenuato,
- Nè so una spiaggia dove il disperato
- Mio dolor possa mai requie trovare.
-
- E. B. BROWNING.
-
-
-«Il capitano Grey morì. Eravamo a circa sei o sette giorni di
-navigazione da Rio Janeiro quando cadde improvvisamente ammalato, e
-tre giorni innanzi che gettassimo l'àncora in quel porto esalò l'ultimo
-respiro. Io aiutai Lucia ad assisterlo, gli chiusi gli occhi, e portai
-tra le mie braccia la fanciulla svenuta, in un'altra parte della
-nave. Le feci riprendere i sensi, e tentai di confortarla con parole
-affettuose; ma quando ella ebbe piena coscienza della sua sventura,
-s'abbattè in una cupa disperazione più penosa a vedersi che la
-precedente assoluta insensibilità.
-
-«Suo padre non aveva in alcun modo provveduto a lei; nè invero egli
-avrebbe potuto farlo come provò in seguito lo stato de' suoi affari.
-Ben a ragione la poveretta si doleva della triste sua sorte, perchè
-ella si trovava senza altri parenti e senza denaro, e doveva sbarcare
-in una terra straniera che non offriva alcun ricovero all'orfana.
-
-«Seppellimmo il capitano in mare. Compiuto il lugubre ufficio, andai in
-traccia di Lucia, e procurai novamente, come già m'ero provato senza
-alcun successo, di destare in lei il sentimento della sua condizione,
-e deliberare sul da farsi, posto ch'eravamo già vicini al porto, e tra
-alcune ore saremmo stati costretti a lasciare il bastimento e cercare
-alloggio nella città. Ella m'ascoltò, ma non aprì bocca,
-
-«Infine accennai alla necessità di separarci, e le domandai che idee
-avesse per il suo avvenire. La sua risposta fu uno scoppio di lacrime.
-
-«Io manifestai tutta la mia pietà per il suo cordoglio, la esortai a
-non disperarsi.
-
-«Allora, tra i singhiozzi, e interrompendosi spesso per dare in
-esclamazioni di dolore, ella si raccomandò con semplicità infantile
-alla mia compassione, supplicandomi di non lasciarla, anzi diceva di
-non «abbandonarla», ricordandomi ch'era sola al mondo, e che toccando
-terra sarebbe stata sperduta in paese straniero, implorando la mia
-misericordia perchè la salvassi dal morire derelitta e disperata.
-
-«Che dovevo fare? Mi trovavo anch'io solo e sperduto, la mia vita non
-aveva alcun fine. Eravamo tutt'e due del pari, orfani e desolati. Non
-v'era che un punto di differenza: io potevo lavorare e proteggerla,
-ella non era in grado d'aiutarsi. A _me_ ella offriva una ragione di
-vivere: il rifugio ch'io avrei offerto _a lei_, per quanto povero,
-sarebbe stato sempre qualche cosa di meglio che il rimanere esposta ad
-ogni sorta di sofferenze e di pericoli. Io le dissi chiaramente che ben
-poco avevo da darle; perfino il mio cuore era spezzato. Ma volentieri
-avrei lavorato per sostentarla, l'avrei difesa, consolata, e forse
-anche amata, col tempo.
-
-«L'ingenua fanciulla non pensava al matrimonio invocando il mio
-appoggio: cercava la protezione d'un amico, non già un marito. Io le
-spiegai che soltanto il vincolo coniugale poteva impedire la nostra
-separazione, ed ella nell'umiltà della sventura finì con l'accettare la
-mia non molto lusinghiera profferta.
-
-«L'unico confidente del nostro subitaneo fidanzamento, l'unico
-testimonio della cerimonia nuziale, seguita poche ore dopo, fu un
-vecchio marinaro, un veterano incotto dal sole e dai venti, che
-aveva conosciuto ed amato Lucia fin da bambina, e il cui nome ti sarà
-probabilmente familiare: Ben Grant. Egli scese a terra con noi e ci
-accompagnò alla chiesa, che fu la nostra prima mèta, e poi nel più che
-modesto alloggio di cui bisognava per allora contentarsi. Il buon uomo
-si dedicò alla figlia del suo capitano con abnegazione; ma ahimè, in un
-frangente che or ora saprai, il suo zelo fu malinteso e riuscì funesto.
-
-«Dopo molte difficoltà ottenni un impiego da un negoziante nel quale
-riconobbi per caso un ottimo amico del mio defunto padre. Egli era
-stabilito a Rio da parecchi anni, ed esercitava un vasto traffico.
-Volentieri m'accolse nella sua casa commerciale in qualità di commesso,
-e di tanto in tanto mi mandava anche a trattare affari in posti più
-o meno lontani. Le mie occupazioni erano regolari e proficue, sicchè
-presto non solo fui al riparo dal bisogno, ma potei procurare alla mia
-giovane sposa una certa agiatezza, se non il lusso.
-
-«Il suo carattere dolce, il buon animo e l'umor gaio con cui aveva
-sopportato le privazioni, l'ardore de' suoi sforzi per rendermi felice,
-non rimasero senz'effetto. Combattei la mia torva malinconia, pervenni
-a rasserenare il mio aspetto; e le rughe precoci che la sua piccola
-mano amorosamente spianava, alfine non ricomparvero più. Il breve
-tempo che passai con tua madre, Gertrude, è un episodio soave nella
-memoria della tempestosa mia vita. Giunsi ad amarla molto; non come
-amavo Emilia.... questo sarebbe stato impossibile.... ma ella era il
-fiore solitario che cresceva sulla tomba delle mie speranze giovanili e
-diffondeva intorno a me una gentile fragranza. La figliuola ch'ella mi
-diede non m'è più cara perchè è una parte di me stesso che per essere
-il frutto di quel caro fiore, tanto presto divelto e schiacciato....
-
-«Circa due mesi dopo la tua nascita, bambina mia, innanzi che i
-tuoi occhi avessero appreso a sorridere alla vista di tuo padre
-necessariamente molto spesso lontano da casa, gli affari di cui ero
-incaricato quale agente mi chiamarono in una piazza piuttosto distante
-da Rio. Ero assente da quasi un mese, avendo dovuto estendere il mio
-viaggio oltre l'itinerario fissatomi, e avevo sempre mandato regolari
-notizie a Lucia (la quale, però, credo non ricevette mai le mie
-lettere), quando capitai in un posto i cui dintorni erano infestati da
-malaria. Per amore della mia famiglia presi tutte le precauzioni a fine
-d'evitare l'infezione, ma furono inutili. La terribile febbre mi colse
-e giacqui settimane tra la vita e la morte. Durante la mia malattia fui
-crudelmente negletto, perchè non avevo colà alcun amico, e l'esiguità
-della mia borsa non allettava i mercenari: ma la pena in cui ero per
-Lucia e per te, superava di gran lunga i patimenti fisici, pur tanto
-gravi.
-
-«La mia immaginazione inquieta mi suscitava ogni sorta di paure:
-ahimè, nessuna delle peggiori s'avvicinava alla realtà che m'attendeva
-al mio ritorno. Dopo un'interminabile degenza, ripresi la via di
-Rio, emaciato, estenuato, quasi privo di denaro e con le vesti
-lacere. E quando cercai la mia casa la trovai deserta, e fui ammonito
-d'allontanarmene, poichè la funesta epidemia della quale io ero stato
-preda, aveva poco meno che spopolato quella strada e le adiacenti.
-Benchè facessi le più minuziose inchieste, non potei saper nulla
-di mia moglie e della mia creatura. Corsi all'orribile carnaio dove
-durante l'infierire della pestilenza venivano esposti i cadaveri non
-riconosciuti; ma tra quei miserandi avanzi sfigurati era impossibile
-distinguere i propri congiunti dagli estranei. Errai giorni e giorni
-per la città sperando d'ottenere qualche informazione concernente
-Lucia: nessuno l'aveva mai udita menzionare. Esplorai tutte le banchine
-che Ben Grant, al quale v'avevo affidate, tua madre e te, soleva
-frequentare, chiesi di lui, descrivendo esattamente la sua persona: non
-ne scopersi la minima traccia.
-
-«Il mio primo pensiero era stato ch'egli e Lucia si fossero, com'era
-naturale, rivolti al negoziante per cui viaggiavo a fine di conoscere
-la causa della mia prolungata assenza. E però trovando vuota la mia
-casa avevo affrettato il passo in cerca di lui. Anch'egli era caduto
-vittima del morbo dominante! Il suo banco era chiuso, la sua ditta
-cancellata. Io continuai le indagini finchè l'ultimo bagliore di
-speranza non fu spento. Ma venni assicurato che quasi nessuno tra gli
-abitanti del rione dove avevo lasciato la mia famiglia era sfuggito al
-flagello; e persuaso alfine che il mio fato continuava a perseguitarmi
-con un implacabile furore di cui quest'ultimo colpo, ch'io mi avrei
-dovuto aspettare, non era se non un singolo sfogo, disperatamente
-risolsi d'imbarcarmi, pagando la traversata col mio lavoro, sulla prima
-nave che mi portasse a questo prezzo lontano dai luoghi pieni di così
-strazianti ricordi.
-
-«Da quel punto cominciò quella corsa angosciosa attraverso il mondo,
-senza termine e senza requie, in cui si riassume la mia vita. Con vari
-propositi, e lottando con varia fortuna per conseguirli, viaggiai in
-tutte le regioni del globo. Non v'è quasi una terra che il mio piede
-non abbia premuta; ho navigato tutti i mari, respirato l'aria di tutti
-i climi. Ho vissuto parimente nella città e nel deserto, fra gli uomini
-inciviliti e fra i selvaggi. Ed ho imparato la triste verità, che la
-pace non esiste in nessun luogo, e che l'amicizia per lo più è un nome
-vano. Se sono giunto a odiare, a sfuggire, a disprezzare il genere
-umano, è perchè io lo conosco bene.
-
-«Una volta visitai perfino la dimora dove trascorse la mia adolescenza.
-Non conosciuto, non veduto, calcai il suolo familiare, mirai le facce
-familiari benchè tocche dal tempo. Stetti davanti alla finestra della
-biblioteca del signor Graham, vidi l'aspetto sereno d'Emilia, contenta,
-felice nella sua cecità e nell'oblio del passato. Una fanciulla
-sedeva accanto al fuoco tentando di leggere alla luce vacillante della
-fiamma. Io non sapevo allora che desse un così dolce incanto alla sua
-fisonomia pensosa, nè perchè il mio sguardo vi si posasse con raro
-piacere: nessuna voce diceva al mio cuore paterno che io contemplavo
-il volto della mia figliuola. Non giurerei che il forte impulso da
-cui mi sentivo spinto ad entrare, a farmi riconoscere, ad implorare da
-Emilia una parola di perdono non fosse per prevalere sul timore del suo
-sdegno; ma in quella apparve il signor Graham, con la sua aria glaciale
-e severa, ed io fuggii di là.... Il giorno seguente ripartivo alla
-volta di luoghi lontani.
-
-«Quantunque nei diversi lavori che ero costretto a intraprendere per
-mantenermi decentemente, io guadagnassi spesso tanto da poter godere
-una temporaria indipendenza, e concedermi il lusso di costosi viaggi,
-non pensavo ad accumulare un patrimonio: a che m'avrebbe servito,
-poichè non avevo da provvedere che alla sodisfazione de' miei bisogni
-immediati? Ma il caso mi gettò dinanzi quella ricchezza ch'io non
-m'affannavo a cercare.
-
-«Dopo un anno passato nelle selvagge solitudini dell'Occidente, tra
-avventure il cui racconto ti sembrerebbe incredibile, seguitai ad
-attraversare quella regione, compiendo, senza compagni, un aspro e
-lungo viaggio, il quale aveva l'unico fine d'appagare il mio umore
-vagabondo. Venni così a trovarmi nel paese che fu poi chiamato la
-«terra promessa», nonostante che per molti dei cupidi emigranti fosse
-invece una terra di false lusinghe e di amari disinganni. Tuttavia
-per me ne scaturì l'oro di cui non avevo sete. Io fui tra i primi
-scopritori delle prodigiose miniere, e uno dei più fortunati, benchè
-dei meno diligenti e meno bramosi d'arricchirsi.
-
-«Ma questa non fu la sola nè la maggiore delle fortune toccatemi. Coi
-primi frutti delle mie fatiche comperai un'immensa distesa di terreni,
-approfittando di un'occasione offertasi. Ero ben lungi dal sognarmi che
-quei campi deserti diverrebbero un giorno le strade e le piazze d'una
-grande e prospera città. Eppure fu così: ed io senza sforzi, quasi
-senza saper come, acquistai ricchezze favolose.
-
-«Non è tutto. Il caso felice che guidò i miei passi alla terra
-dell'oro, mi condusse a scoprire una perla preziosa, un tesoro a
-paragone del quale le miniere della California sono un nulla ai miei
-occhi.
-
-«Tu sai che il grido della conquista corse il mondo, e uomini d'ogni
-nazione portarono le loro braccia al campo della fortuna. Poi venne la
-fame, seguita dalla malattia e dalla morte; e molti furono quelli che
-mentre s'affrettavano ansiosamente verso l'aurea mèsse, caddero sul
-margine della via prima d'averla pur veduta ondeggiare da lontano.
-
-«Per quanto io disprezzassi quell'avida canaglia, non potevo, nelle
-mie privilegiate condizioni, ricusarmi di soccorrere gli sciagurati che
-venivano ad abbattersi ai miei piedi; e, per una volta, la mia umanità
-trovò la sua ricompensa.
-
-«Un uomo di miserabile aspetto, cencioso, sfinito, mezzo morto, si
-trascinò fino alla mia tenda (il paese, in quel tempo primitivo, non
-offriva altra abitazione) e con voce fievole si raccomandò chiedendo
-la carità. Io lo accolsi nell'angusta mia dimora, e non gli fui avaro
-delle cure che ero in grado di prestargli. Ma egli non soffriva che
-d'inedia, e quando si fu satollato, manifestò subito la selvaggia
-brutalità della sua natura nell'arcigna indifferenza con cui ricevette
-l'ospitalità benevolmente concessagli da un estraneo, e nella vile
-ingratitudine con cui ne abusò. In capo ad alcuni giorni le sue
-forze erano ristorate, sicchè io, desideroso di levarmi d'attorno
-quell'intruso il quale cominciava a condursi in modo da farmi dubitare
-della sua buona fede, lo avvertii che doveva andarsene, non senza però
-mettergli in mano una quantità d'oro sufficiente ad assicurare il suo
-sostentamento finchè fosse giunto alle miniere ove diceva d'essere
-diretto.
-
-«L'uomo parve malcontento. Mi chiese il permesso di rimanere fino alla
-mattina seguente non avendo egli alcun ricovero per la notte che già
-s'avvicinava. Io accondiscesi, perchè non m'immaginavo qual serpente
-avessi riscaldato al mio focolare. In sulla mezzanotte un leggero
-rumore mi destò: ci voleva poco a turbare il mio sonno che non era mai
-profondo. Mi rizzai e vidi l'ospite affaccendato a impadronirsi del
-mio denaro, e pronto a svignarsela senza salutarmi. La sua ribalderia
-andò più oltre. Nell'atto ch'io l'agguantavo rimproverandogli il furto
-vergognoso, egli afferrò un'arme che si trovava lì presso, e attentò
-alla vita del suo benefattore. Ma io stavo all'erta; rapidamente
-schivai il colpo, ed essendo il più forte, in pochi momenti ebbi
-ridotto all'impotenza il mio disperato avversario. Costui si trascinò
-alle mie ginocchia implorando grazia con l'abietta sommissione che si
-conveniva a un così spregevole furfante. E ben aveva di che tremare,
-perchè la legge di Lynch era allora nel suo pieno vigore, e faceva
-giustizia sommaria dei criminali.
-
-«Avrei probabilmente abbandonato il traditore alla sorte meritata,
-se egli non avesse per caso scoperto alla mia cupida brama un oggetto
-desiderabile a segno, ch'io gli offersi la libertà come prezzo del suo
-possesso, con un ardore in cui dimenticai il castigo dovuto a tanta
-perfidia.
-
-«Il ladro, obbedendo al mio comando, vuotò le sue tasche per
-restituirmi l'oro, la cui perdita non m'avrebbe oltremodo afflitto:
-e mentre il vil metallo rotolava ai miei piedi, vidi brillare tra
-le monete un gioiello _mio_, legittimamente _mio_ quanto il resto; e
-quella vista mi colmò di maraviglia e di gioia, più che se fosse stato
-una stella caduta dal cielo.
-
-«Era un anello assai singolare per il disegno e la fattura, già
-appartenuto a mio padre, portato poi da mia madre fino al tempo delle
-sue seconde nozze, e da lei allora dato a me. Io lo tenevo caro come
-un'eredità preziosa, ed era uno dei pochi oggetti di valore presi meco
-nell'abbandonare la casa del mio patrigno. L'avevo lasciato, insieme
-con un orologio e qualche altro piccolo gioiello, a Lucia, quando m'ero
-separato da lei a Rio, e rivedendolo mi sembrava udire una voce da una
-tomba.
-
-«Con ansiosa avidità interrogai il mio prigioniero per sapere come
-quell'anello fosse venuto nelle sue mani, ma egli si chiuse in un
-ostinato silenzio. Ora toccava a me supplicarlo; e alfine, la promessa
-che, terminato il suo racconto, l'avrei lasciato partire immune dalla
-«fustigazione della giustizia»[6] gli strappò il segreto che per
-me aveva un'importanza vitale. Ti riferirò in poche parole la sua
-intralciata e scucita narrazione.
-
-«Quell'uomo era Stefano Grant, il figlio del mio vecchio amico Ben.
-Egli aveva udito dalla bocca di suo padre la dolorosa storia della
-tua mamma, e la circostanza d'un violento alterco tra il marinaro e
-quella megera di sua moglie quando egli le aveva portato in casa la
-giovane straniera, era servita ad imprimerla bene nella memoria del
-ragazzaccio.
-
-«A quanto rilevai da ciò che Stefano mi disse, pare che la mia
-prolungata assenza e la mancanza di notizie mentre io giacevo
-malato, fossero interpretate dal fedele ma troppo diffidente amico e
-consigliere della mia sposa, come un volontario e crudele abbandono.
-La povera figliuola, per la quale la mia vita passata era un mistero,
-e rimanevano quindi inesplicabili molti particolari del mio carattere
-e della mia condotta, cominciò a sentirsi persuasa che i timori e i
-sospetti del buon vecchio non erano infondati. Ella s'era rivolta al
-mio principale, a fine d'ottenere qualche informazione; ma egli, che mi
-sapeva esposto all'epidemia e mi credeva oramai nel numero dei morti,
-non volendo desolarla le aveva dato risposte così oscure ed ambigue, da
-mutare quasi in certezza le sue vaghe apprensioni. Tuttavia si ricusò
-fermamente di lasciare la nostra casa, e attaccandosi a un'ultima
-speranza stette ad aspettarvi il mio ritorno finchè il morbo non
-principiò a menare strage nel vicinato. Il suo piccolo gruzzolo era già
-finito, le forze sì morali che fisiche le venivano meno, e Ben, sempre
-più sicuro che l'ingenua Lucia era stata tradita e abbandonata, potè
-finalmente indurla a vendere la sua mobilia, e grazie alla somma così
-raccolta fuggire dal paese infetto prima che fosse troppo tardi. Ella
-partì per Boston con un bastimento su cui il suo umile protettore s'era
-imbarcato in qualità di marinaro; e, giunti in porto, egli la condusse
-nella sola casa che poteva offrirle: la sua.
-
-«Là si compì il fato della tua sventurata madre con la sua morte nel
-fior degli anni, e tu, bambinetta, restasti sola alla mercè della
-femmina crudele che unicamente la coscienza d'un crimine commesso e
-la tema di essere scoperta, rattenne dal cacciarti fin da allora fuor
-del misero asilo trovato sotto il suo tetto. Questo crimine consisteva
-in un vilissimo furto perpetrato da lei e dal già infame suo figlio
-in danno dell'innocente e infelice Lucia che la sua debolezza rendeva
-oramai una facile preda per la loro rapacità.
-
-«I frutti del ladrocinio non furono però mai goduti da Annetta Grant,
-il cui promettente rampollo tanto la superava in duplicità ed astuzia,
-che fattosi consegnare i gioielli col pretesto di venderli bene, si
-tenne per sè ciò che gli parve opportuno, e s'appropriò il denaro
-ricavato dal resto.
-
-«L'anello antico ora tornato in mio possesso, la preziosissima reliquia
-di una luttuosa tragedia, avrebbe seguìto la sorte degli altri oggetti
-rubati se non fosse parso al ladro di poco valore. Ma esso salvò,
-temporariamente almeno, lo sciagurato Stefano dal castigo dei felloni
-che certo aspetta quel peccatore impenitente; e quanto a me.... ah,
-quanto a _me_ rimane dubbio ancora se il segreto di cui fu la chiave
-consolerà la vita che m'avanza o farà pesare sovr'essa una più grave
-maledizione!
-
-«Quantunque le informazioni così ottenute suscitassero in me
-l'eccitante idea che la mia figliuola vivesse ancora e potesse alfine
-essermi resa, io non osavo abbandonarmi a quest'ardita speranza, perchè
-nulla m'assicurava che non fosse destinata a perire in germe, che il
-perduto tesoro di cui avevo miracolosamente scoperto le tracce non
-dovesse di nuovo sfuggire alle mie ansiose ricerche. A tutte le domande
-concernenti te, mia Gertrude, Stefano, il quale non aveva più ragione
-alcuna di nascondermi la verità, rispose che non era in grado di
-comunicarmi particolari posteriori al tempo in cui eri andata a stare
-con Trueman Flint. Egli sapeva che il lampionaio t'aveva ricoverata
-la notte che Annetta ti cacciò in istrada, e un caso gli apprese, di
-lì ad alcuni mesi, la tua permanenza in quel luogo di rifugio, essendo
-stato il vecchio (per dire come disse lui) tanto solennemente imbecille
-da recarsi di spontanea volontà a risarcire sua madre del danno da
-te fatto in uno sfogo d'infantile vendetta alla vetrata d'una sua
-finestra.
-
-«Di più non giunsi a rilevare, ma era uno stimolo sufficiente perchè
-io m'adoprassi con tutte le mie energie a ritrovar la mia creatura.
-Pieno il cuore di quest'unico desiderio, m'affrettai a partire per
-Boston. Non durai fatica a rintracciare le notizie del tuo benefattore,
-e quantunque fosse morto da anni, non poche persone, degne di fede,
-m'attestarono le sue grandi virtù, che ben erano conosciute. Nè la sua
-figliuola adottiva era dimenticata nel quartiere dove aveva passato
-l'infanzia. Più d'una voce rispose alle mie inchieste con accento
-di gratitudine, enumerando le ragioni di ricordare la fanciulla che
-essendo venuta in prospere condizioni dopo aver provato la povertà,
-s'era fatta un dovere e un piacere di soccorrere nei loro bisogni i
-suoi vicini d'un tempo, le cui sofferenze le erano note per avervi
-partecipato.
-
-«Ma, ahimè, alla somma delle mie tristi vicissitudini, una ancora
-doveva aggiungerne l'inesorabile destino.... Nel momento ch'io
-m'accertavo che mia figlia viveva ed era al sicuro, nel momento che
-il mio cuore paterno esultava al suono delle lodi da cui sentivo
-accompagnare il suo nome, mi colpirono come un fulmine queste parole
-tremende: «Ella è ora la figliuola adottiva della dolce Emilia Graham,
-della buona signorina cieca!»
-
-«O strana coincidenza! O giusto guiderdone. Mentre mi credevo sul
-punto di vedere la cara mia speranza divenire una felice realtà, la
-mano ferrea di quel destino che non voleva lasciarsi sfuggire la sua
-vittima, mi afferrava un'altra volta, e mi schiacciava.... La mia
-creatura, la mia unica figliuola, stretta da vincoli di gratitudine e
-d'affetto, fin dai suoi teneri anni, a colei nel cui volto non oserei
-fissare lo sguardo, se fosse conscia della mia presenza, per tema di
-leggervi una condanna che mi fiaccherebbe l'anima per sempre!
-
-«Le terre e i mari che ci dividevano finora, mia Gertrude così
-lungamente perduta per me, sembravano alla mia immaginazione torturata
-un ostacolo meno insormontabile del fatto che la sola creatura umana
-nel cui amore ancora speravo, era stata educata in una famiglia dove io
-ero odiato, dove il solo mio nome destava un senso d'orrore!
-
-«Straziato dal pensiero tormentoso che tutte le mie preghiere, tutte
-le mie spiegazioni sarebbero state impotenti a cancellare quella prima
-impressione, che le mie cure, la mia tenerezza, per quanto grandi
-non avrebbero ottenuto altro che un freddo e formale riconoscimento
-dei miei diritti, o, peggio ancora, un'ipocrita larva d'amor filiale,
-quasi risolsi di lasciar ignorare a mia figlia da chi fosse nata, di
-rinunziare a veder mai il suo viso piuttosto che imporle la terribile
-necessità di scegliere tra l'adorata amica e un padre da cui l'animo
-suo rifuggiva con raccapriccio e terrore come da un reo di neri
-delitti.
-
-«Dopo aver molto combattuto con sentimenti contrari, in fiera lotta
-tra loro, deliberai di tentare una prova: conoscere la mia Gertrude,
-ma guardandomi bene dallo scoprirle chi io fossi. Mi confidavo, e lo
-confermarono i fatti, che i mutamenti enormi operati dal tempo nel mio
-aspetto, mi permetterebbero di nascondere l'esser mio alle persone con
-cui non avevo avuto una lunga dimestichezza; e però m'avvicinai alla
-casa del signor Graham, senza paura di tradirmi. La trovai chiusa, e, a
-quanto pareva, deserta.
-
-«Mi diressi allora verso il troppo noto banco. Là un commesso, non
-bene informato, mi disse che tutta la famiglia del suo principale, te
-compresa, aveva passato l'inverno a Parigi, e che allora si trovava
-in Germania, a Baden-Baden. Io, senza indugio, presi il piroscafo
-per Liverpool, e da Liverpool proseguii speditamente alla volta
-dell'elegante cittadina tedesca, una giterella per me, avvezzo a ben
-altri viaggi.
-
-«Senza avventurarmi sotto gli occhi del mio patrigno, colsi
-un'occasione di farmi presentare alla sua nuova moglie, e presto seppi
-dalla loquace signora che Emilia e tu eravate rimaste a Boston, e che
-in quei giorni vi ospitava il dottor Jeremy.
-
-«Io presi immediatamente la via del ritorno, e durante la traversata
-feci la conoscenza del dottor Gryseworth e di sua figlia: conoscenza
-che fu per me preziosa avendomi agevolato il modo d'avvicinarmi a te.
-
-«Arrivato a Boston, corsi alla casa del dottore. Come già quella del
-signor Graham, la trovai abbandonata dai suoi inquilini e in apparenza
-chiusa per la stagione. Per fortuna potei interrogare un uomo occupato
-a riparar lo scalino della soglia. Egli mi rispose che la famiglia
-era assente, ma non sapeva dirmi dove fosse andata; soggiunse però
-che c'erano le persone di servizio, le quali m'avrebbero informato.
-Arditamente io tirai il campanello. Venne ad aprire la signora Ellis:
-la donna che venti anni addietro aveva crudelmente, spietatamente,
-fatto risonare al mio orecchio le parole con cui m'annunziava la morte
-della mia ultima speranza sulla terra. Vidi alla prima occhiata che
-il mio «incognito» era sicuro, giacchè ella incontrò il mio sguardo
-acuto e penetrante senza tremare, nè retrocedere o fuggire, come certo
-avrebbe fatto alla vista dello spettro di Filippo Amory.
-
-«Ella rispose alle mie domande con altrettanta freddezza e compostezza
-che a quelle di forse una mezza dozzina di delusi clienti del dottore:
-egli era partito per Nuova York la mattina stessa, e non sarebbe
-ritornato che fra due o tre settimane.
-
-«Nulla poteva meglio favorire il mio disegno. Io t'avrei raggiunta,
-avrei fatto conoscenza con te, a poco a poco, quale compagno di
-viaggio.
-
-«Tu sai come riuscii nel mio intento. Ora seguendovi, ora precedendovi,
-mi mantenni sempre vicino a voi. Per conferire in qualche modo al tuo
-benessere e a quello d'Emilia, per conoscere il vostro itinerario,
-prevenire i vostri desiderî, accaparrarvi le camere migliori e
-assicurarvi le premure della servitù, non risparmiai nè pene nè spese.
-
-«Della libertà con cui potei accostarti, e penetrare qualche volta nel
-vostro circolo, sono, ahimè, in gran parte debitore alla cecità della
-tua protettrice; perchè non posso dubitare che altrimenti nè il tempo,
-nè i mutamenti da esso prodotti, le avrebbero impedito di riconoscermi.
-Perciò soltanto all'ultimo atto di questo dramma, quando ci trovammo a
-faccia a faccia con la morte, e la dissimulazione divenne impossibile,
-osai fare udire un momento ad Emilia la mia voce.
-
-«Nessuno le cui facoltà mentali non siano talora state acuite e
-vivificate da qualche ragione così forte, può comprendere quanto
-intensamente io osservassi ogni tua azione, pesassi ogni tua parola,
-cercassi di leggerti in viso ogni pensiero: e chi giungerà a misurare
-l'angoscia del tenero padre che di giorno in giorno imparava ad amare
-di più ardente e più profondo affetto la sua creatura, eppure non
-ardiva stringerla al suo seno?
-
-«Specie quando ti vidi oppressa da un grave ed intimo dolore, soffersi
-struggendomi di proclamare il mio diritto alla tua confidenza, e
-più d'una volta mi sarei tradito, se non m'avesse frenato il timore
-che m'incuteva la dolce Emilia... dolce con tutti fuorchè meco! Io
-non sopportavo l'idea che la mia confessione trasformasse per te
-l'amico fidato in un padre aborrito! Mi rassegnai a vegliare sulla
-mia figliuola celatamente, a tenermi distante da lei come un estraneo,
-piuttosto che apparirle quale il temuto tiranno che poteva strapparla
-dalla casa donde egli stesso era stato cacciato, ai cuori caldi d'amore
-per lei, ma per lui di sasso e di ghiaccio.
-
-«Così serbai il silenzio; ed a volte, presente ai tuoi occhi, ma ancor
-più spesso nascosto, m'aggirai sul tuo cammino fino al giorno funesto,
-indimenticabile, in cui obliando tutto fuorchè la salvezza tua e di
-Emilia, il mio cuore parlò, tradì il suo segreto.
-
-«E adesso tu sai tutto: le mie follie, le mie sventure, i miei dolori,
-i miei peccati!
-
-«Puoi tu amarmi, Gertrude? Questo solo ti chiedo. Io non pretendo di
-toglierti alla famiglia ch'è divenuta la tua, non voglio privare la
-povera Emilia d'una figliuola che ella forse ha cara quanto io stesso.
-L'unico balsamo che cerca la mia anima straziata, è la semplice e
-sincera promessa che tu ti _proverai_ almeno a voler bene al tuo babbo.
-
-«Io non ho alcuna speranza in questo mondo, nè, ahimè, nell'altro,
-fuorchè te sola. Se tu sentissi come batte il mio cuore contro le
-sbarre della sua prigione, comprenderesti che ove non trovi un po' di
-calma, si spezzerà bentosto.... Vuoi calmarlo tu con la tua pietà,
-mia dolce creatura adorata? Vuoi consolarlo col tuo amore? Se sì,
-vieni, stringimi fra le tue braccia, mormora al mio orecchio parole
-di pace! In vista della tua finestra, nel vecchio padiglione rustico
-all'estremità del giardino, aspetto, palpitando, di udire il suono dei
-tuoi passi....»
-
-
-
-
-XLVIII.
-
- Le appare una celeste visione: in un fulgore
- D'aurora a lei ritorna il suo perduto amore;
- È colmato l'abisso, è la notte fuggita
- Il cui mister separa la morte dalla vita.
-
- HEMANS.
-
-
-Non appena gli occhi di Gertrude, che avidamente divorano il
-manoscritto, cadono sulle ultime parole, ella balza in piedi e si
-precipita fuor della camera, dove rimangono sparsi per il pavimento i
-fogli scivolati dal suo grembo nel rizzarsi.
-
-Scende le scale di volo, scappa dalla porta posteriore dell'atrio, si
-slancia attraverso il praticello, che è dietro la casa, ora tutto umido
-della rugiada vespertina, ed entra nel padiglione dall'uscio opposto a
-quello dove Filippo Amory, con le braccia conserte e lo sguardo fisso,
-attende la sua venuta.
-
-Egli non ode il suo passo, tanto è leggero; prima che si sia accorto
-della sua presenza, ella gli si getta sul petto, e tutta tremante,
-tutta scossa dalla violenza della sua agitazione che, a lungo repressa,
-adesso la soverchia, prorompe in un pianto veemente, interrotto solo
-da frequenti e profondi singhiozzi. Suo padre se la stringe al cuore
-così forte, che ella ne sente i palpiti precipitati, e tenta di sedar
-quella tempesta di dolore e di gioia, mormorando dolcemente, come a un
-bambino:
-
-— Chetati, chetati, creatura mia, tu mi fai spavento! —
-
-E a poco a poco, calmata dalle blande carezze paterne, la fanciulla
-perviene a dominare i suoi nervi, e solleva la faccia, sorridendogli
-fra le lacrime. Stanno così alcuni minuti, in un silenzio che dice più
-delle parole. Avvolta nelle pieghe del pesante mantello con cui egli
-la ripara dalla fresca aria notturna, e sempre stretta nel suo vigoroso
-amplesso, Gertrude sente che la comunione delle loro anime è compiuta;
-e all'esule ramingo che da sì lungo tempo non aveva più provato il
-dolce influsso d'un sorriso amoroso, brilla nelle pupille tutta la
-tenerezza sgorgante dal suo cuore non indurito nè inaridito dalla
-solitudine.
-
-La luna, che ogni tanto si nasconde dietro una nube, quando torna
-a far capolino li rivede nel medesimo atteggiamento. Alfine, uscita
-in uno spazio libero e sereno, contempla al chiaro suo lume il padre
-che alza verso di sè il viso della figliuola e fissandola negli occhi
-roridi e lucenti, rimovendo carezzevolmente dalla sua fronte i capelli
-scomposti, le chiede con accento di commovente preghiera:
-
-— Mi amerai dunque?
-
-— Oh, vi amo, vi amo! — risponde Gertrude chiudendogli la bocca con un
-bacio.
-
-A questa fervida affermazione i lineamenti fino allora contratti di
-Filippo Amory si rilassano: egli, l'uomo forte, china il capo sulla
-spalla di lei, e piange.
-
-Ma per un momento. Ella, vedendolo sopraffatto così dalla piena dei
-suoi sentimenti, si ricompone, lo prende per mano e gli dice, in un
-tono fermo e risoluto che lo scuote:
-
-— Venite!
-
-— Dove? — egli esclama guardandola stupito.
-
-— Da Emilia. —
-
-Egli rabbrividisce, e scrollando la testa in atto di triste
-scoraggiamento retrocede invece di seguirla nella direzione in cui ella
-vorrebbe trarlo.
-
-— Non posso! — mormora con voce spenta.
-
-— Ma ella v'attende! V'attende, e piange e prega, struggendosi nel
-desiderio del vostro ritorno!
-
-— Emilia!... Tu non sai quello che dici, bambina mia....
-
-— Dico il vero, babbo! Siete voi quello che s'inganna! Emilia non vi
-odia, non v'ha odiato mai. Ella vi credeva morto da molti anni: ma la
-vostra voce, benchè udita una volta sola, le ha quasi fatto perdere la
-ragione, tanto profondamente ella v'ama sempre. Venite, e vi dirà lei,
-meglio ch'io non possa, quale sciagurato errore abbia fatto di voi due
-martiri. —
-
-Emilia, la quale aveva udito la voce di Guglielmo mentre questi
-salutava Gertrude sulla soglia, e indovinato ch'era lui, s'era astenuta
-dal chiedere della fanciulla, non comparsa alla tavola del tè; e
-pensando ch'ella sentiva il bisogno di starsene tranquilla nella sua
-camera, terminato il pasto della sera, si ritirò nel salotto. Il signor
-Graham, secondo il suo costume, passò nella biblioteca.
-
-Da circa un'ora ella sedeva sola in quella stanza vasta e arredata
-all'antica, il cui aspetto era assai piacevole e familiare. Nel
-camino ardeva ancora un bel fuoco gagliardo che diffondeva intorno un
-tepore gradevolissimo essendo le serate eccezionalmente fresche per
-la stagione. Alcune candele erano accese ai lati dello specchio, ma la
-loro luce non bastava a distruggere i pittoreschi effetti delle ombre
-che la fiammata dei ceppi gettava sulle pareti e sul sofà dove stava
-adagiata Emilia.
-
-Ella, nonostante la sua debole salute, conservava gran parte ancora
-della freschezza e dell'avvenenza giovanili, e per caso s'era messa in
-una positura, di fronte al fuoco, tale che il mobile chiarore guizzava
-sul suo viso dando risalto all'insolita vivacità di colorito ond'era
-animata dall'intima commozione dell'animo. Il gusto squisitamente fine
-che rendeva le abbigliature d'Emilia quasi un emblema della soave
-purità del suo carattere, si manifestava con particolare efficacia
-quand'ella indossava, come quella sera, una veste di casimiro bianco,
-fluente in ricche pieghe, strette alla vita da una cintura di seta,
-e con ampie maniche drappeggiate. Il niveo candore della seta che le
-orlava poteva appena rivaleggiare con quello dei polsi delicati e delle
-piccole mani di cui una macchinalmente andava giocherellando tra le
-frange purpuree di uno scialle portato nella fredda sala da pranzo, e
-adesso abbandonato sopra il vicino bracciuolo del sofà.
-
-Reggendosi sul gomito, la faccia chinata in avanti, verso il fuoco,
-ella guardava nello specchio della sua memoria, così intensamente,
-che chi avesse ignorato la sua cecità l'avrebbe creduta assorta nel
-contemplare di sotto le lunghe ciglia immaginarie figure tracciate
-dalla fantasia sulle bracie ardenti. A momenti, quando il vento della
-sera estiva, spirando tra il fogliame degli alberi, faceva che qualche
-ramo sfiorasse lievemente i cristalli delle finestre, ella sollevava
-il capo dalla mano su cui lo teneva reclinato, e arcuava il tenue collo
-nell'atteggiamento di chi ascolta; poi, riconosciuta la natura di quel
-fruscio, ricadeva con un sospiro nella sua malinconica meditazione.
-
-Una volta la signora Prime, che cercava la governante, aperse l'uscio,
-guardò se fosse nel salotto, e si ritirò dicendo tra sè:
-
-— Dio, com'è bella! Pare proprio un ritratto.... Vorrei che avesse
-occhi per vedersi! —
-
-Alfine un sommesso e rapido abbaiamento del cane di guardia ridestò
-l'attenzione d'Emilia; tosto lo seguì un suono di passi, nel portico,
-nell'atrio....
-
-Innanzi che giungesse alla soglia ella già s'era rizzata, tendendo
-l'orecchio. E quando Filippo Amory e Gertrude entrarono, la cieca,
-silenziosa, con le labbra socchiuse, le mani giunte, un piede avanzato
-nell'attesa che venissero a lei, dava immagine d'una statua anzichè di
-persona viva.
-
-Gertrude gettò uno sguardo sulla figura estatica della sua amica, un
-altro su quella agitatissima di suo padre, e tacitamente se n'andò.
-Ella aveva veduto che s'erano riconosciuti appieno, e per istintiva
-delicatezza non volle turbare con la sua presenza la santità di
-quell'incontro.
-
-Come l'uscio si chiudeva dietro alla fanciulla, Emilia disgiunse le
-mani, le tese nella vuota oscurità che la circondava, e mormorò:
-
-— Filippo! —
-
-Egli afferrò entrambe quelle mani che lo cercavano, le strinse tra le
-proprie, cadendo in ginocchio mentre ella s'abbandonava mezzo svenuta
-sul sofà; allora, tenendole sempre strette, chinò sopra esse la testa,
-nel suo grembo, dove ella ora le posava, e con la faccia nascosta tra
-le dita affusolate, mormorò egli pure:
-
-— Emilia!
-
-— La tomba ha reso l'estinto alla vita! — esclamò la cieca. — Dio, ti
-ringrazio! —
-
-E sciolte le mani dalla stretta convulsiva di Filippo, gli gettò le
-braccia al collo, poggiò il capo sul suo petto, bisbigliando con voce
-soffocata dalla commozione:
-
-— Filippo! Caro Filippo! Sogno, o siete ritornato davvero? —
-
-Le regole convenzionali, le costrizioni imposte, che tanto spesso
-reprimono lo sfogo dei sentimenti umani, non esistevano per quella
-schietta figlia della natura ch'era Emilia Graham. Ella e Filippo
-Amory s'erano amati nella loro fanciullezza; erano stati divisi quasi
-fanciulli ancora; e tali ritornavano ritrovandosi. Durante il lungo
-volgere d'anni da che rimaneva esclusa dal mondo esterno, ella era
-vissuta in mezzo alle care memorie del passato, salva dai contagi
-mondani, conservando tutta l'ingenua semplicità virginale, tutta la
-freschezza della sua primavera; e Filippo, che non aveva contratto
-altri vincoli se non forzato dalle circostanze, si sentiva rifluire
-nelle vene la sua prima gioventù, mentre Emilia con la destra sul suo
-capo benediceva Dio d'averle concesso la gioia di riabbracciarlo.
-
-Ella non poteva vedere come il tempo avesse inargentato i suoi capelli,
-e velato della sua ombra il volto ch'ella amava; ma ritornasse egli
-nella forma del focoso giovanetto dagli occhi sfolgoranti, in cui
-era apparso per l'ultima volta al suo sguardo, o dell'uomo maturo
-dalla chioma precocemente incanutita che rendeva difficile ai curiosi
-determinare la sua età, o dell'anima assunta alla gloria degli angeli
-in cui lo sognava nei suoi sogni del Paradiso, era lo stesso per colei
-il cui mondo era un mondo di spiriti.
-
-E a lui, nel mirare quel viso del quale tanto aveva temuto
-l'espressione, e che invece splendeva d'una santa luce d'amore e
-di pietà, sembrava che la testa della vergine cieca fosse cinta di
-un'aureola celeste.
-
-E però la loro riunione apparteneva più al cielo che alla terra. Se
-le loro anime si fossero incontrate di là dalla tomba, nel soggiorno
-beato dove quelli che da lungo tempo furono divisi si ricongiungono in
-eterno, appena la loro gioia sarebbe potuta essere più pura, la loro
-felicità più perfetta.
-
-Quando alfine sedettero tranquilli l'uno accanto all'altra, con le
-dita sempre amorosamente intrecciate, Filippo udì dalle labbra d'Emilia
-tutta la storia del suo dolore: le speranze e i timori, le preghiere e
-la disperazione; narrò poi egli a lei le sue tristi vicende, ed ella,
-ascoltandolo, lasciò cadere molte lacrime e molti baci sulle mani
-che teneva tra le sue. Allora soltanto cominciarono a credere alla
-realtà di quella consolazione tanto lungamente negata, ma oramai così
-pienamente concessa, che prometteva loro giorni felici anche su questa
-terra.
-
-Emilia pianse sulle sventure e sulla morte prematura di Lucia, e
-apprendendo che la fanciulla a cui aveva posto tanto affetto e da lei
-con tanta cura educata era la figliuola di Filippo, inalzò a Dio una
-tacita preghiera di gratitudine per averle affidato nell'apparentemente
-inutile e desolata sua vita una così nobile, così santa missione.
-
-— Se potessi amarla di più, caro Filippo, — ella disse — lo farei per
-amor vostro e della dolce e innocente sua madre che tanto sofferse!
-
-— E voi mi perdonate, Emilia? — domandò egli, quando, finito di narrare
-il doloroso passato, s'abbandonarono alla soave delizia dell'ora
-presente.
-
-— Perdonarvi?... Oh, caro, che ho da perdonare?
-
-— La tremenda disgrazia che vi avvolse in perpetue tenebre.
-
-— Filippo! — esclamò ella in tono di rimprovero. — Potete credere ch'io
-ve ne facessi una colpa, ch'io vi biasimassi un momento solo pur nel
-mio segreto pensiero?
-
-— Non volontariamente, ne sono sicuro, cara. Ma avete dimenticato
-ciò ch'_io_ non potrò dimenticare mai.... che nel tempo della vostra
-angoscia, non soltanto il soverchiante pensiero, ma le vostre labbra
-stesse proclamarono la mia condanna.... il diniego di quella pietà, di
-quel perdono che la vostra anima torturata non trovava per il crudele
-che v'aveva fatto tanto male.
-
-— Voi, crudele! Mai, neppure nel mio più disperato delirio, io non vi
-feci cotesta ingiuria, Filippo, cotesta accusa immeritata!... Il mio
-cuore poco filiale mormorò contro l'ingiustizia di mio padre, ma verso
-di voi non fu mai reo di un tale tradimento.
-
-— Quella maligna donna mentì dunque asserendomi che il solo mio nome vi
-faceva rabbrividire?
-
-— S'io rabbrividivo, era perchè tutto l'essere mio si ribellava
-all'idea del torto immane che avevate patito.... Oh, siatene certo,
-s'ella v'affermò che i miei sentimenti per voi erano altri che di pietà
-e d'immutabile affetto, le sue parole derivavano da un deplorevole
-errore!
-
-— Dio, Dio, come perfidamente fui ingannato! — gemette egli.
-
-— Non dite perfidamente, — replicò Emilia. — La signora Ellis, con
-tutta la sua severa formalità, fu vittima anch'essa delle circostanze.
-Era un'estranea tra noi, e vi credeva diverso da quel che eravate;
-ma se l'aveste veduta, alcune settimane dopo, piangere amare lacrime
-sulla parte da lei assunta nei fatti che vi spinsero alla disperazione,
-e, si credeva allora, alla morte, avreste sentito, come sento io,
-che l'avevamo giudicata male, e che un cuore di donna palpitava
-sotto quell'apparenza di dura pietra. L'intensità del suo dolore
-mi maravigliò allora: adesso comprendo ch'era acuito da un rimorso
-ch'io non sospettavo. Ma dimentichiamo le tristezze del passato e
-confortiamoci nella fede che la mano amorosa da cui ci è data questa
-gioia ci afflisse finora con fini di misericordia.
-
-— Di misericordia? — esclamò Filippo. — E dove ne scorgete nella mia
-sciagura e nella vostra? Può essere una mano amorosa quella che fece
-di me lo strumento fatale, e di voi la vittima, d'una delle più gravi
-sventure umane?
-
-— Non parlate della mia cecità come d'una sventura! — rispose Emilia. —
-Da gran tempo ho cessato di considerarla tale. Soltanto nell'oscurità
-della notte vediamo brillare le luci del cielo, soltanto quando siamo
-esclusi dalla terra possiamo varcare le porte del Paradiso. Finchè
-avevo occhi per contemplare le maraviglie della natura e le glorie
-del Signore, li tenevo chiusi tuttavia dinanzi alle manifestazioni
-della bontà divina onde ero circondata. Mentre godevo i bellissimi e
-splendidissimi doni profusi sul mio cammino, obliavo di ringraziare e
-lodare il donatore; e con cuore ingrato, procedevo spensierata nel mio
-peccaminoso egoismo senza por mente alle insidie lusinghiere tese sui
-passi della gioventù.
-
-«E però la mano paterna di Colui che sempre vigila sopra di noi per
-il nostro bene, arrestò la creatura errante fuor della via che sola
-conduce alla pace, e quantunque il castigo giungesse improvviso ed
-aspra fosse la disciplina della verga punitrice, la misericordia
-nondimeno temperò la giustizia. Dalla tomba delle mie gioie sepolte
-sbocciarono speranze che fioriranno nell'immortalità. Dalle nubi e
-dalle tenebre sorse una fulgida aurora. Ciò ch'era nascosto alla veduta
-corporale si rivelò all'anima destata dalla vera luce, e il mio spirito
-turbato acquistò l'eterno riposo già sulla terra. Non piangete dunque,
-Filippo, sul mio fato ch'è lungi dall'essere triste: ma gioite con
-me nel pensiero di quel felice e non lontano risveglio, quando con
-gli occhi riaperti nella visione della beatitudine celeste, io starò
-dinanzi al trono di Dio, e fruirò della gloriosa presenza da cui, senza
-la luce sgorgata nell'anima mia dalla profondità delle mie tenebre
-terrestri, sarei stata forse bandita in sempiterno. —
-
-Nel momento che Emilia finiva di parlare e Filippo, compreso
-d'ammirazione e di rispetto, contemplando nel suo viso raggiante d'un
-santo gaudio il trionfo dello spirito immortale, meditava sulla maestà
-e la potenza conferite da una pietà sincera, l'uscio s'aprì bruscamente
-ed entrò il signor Graham.
-
-Il suono del noto passo troncò il sublime volo dei loro pensieri.
-Il colore che l'eccitazione aveva dato alle gote d'Emilia svanì in
-una pallidezza più intensa della consueta, mentre Filippo si rizzava
-lentamente dal posto che occupava al suo fianco, e con gesto deliberato
-si poneva di fronte al patrigno.
-
-Il signor Graham, il quale aveva l'aria tra stupita e scrutatrice d'un
-padrone di casa che trova nel suo salotto un visitatore ch'egli non
-conosce eppur sembra aspettare d'essere riconosciuto, si volse verso
-sua figlia come sperando di venir tratto d'impaccio da una regolare
-presentazione. Ma Emilia, turbatissima, taceva, e Filippo rimaneva
-immobile, impassibile.
-
-Quando il vecchio, che seguitava ad avanzarsi, incerto, fu a due
-passi da quest'ultimo, si fermò di botto, colpito dal suo fiero
-atteggiamento, e lo fissò in volto: ma non appena i suoi occhi
-s'incontrarono negli occhi fulminei del suo figliastro, vacillò, stese
-la mano verso la mensola del caminetto, e certo sarebbe caduto se
-Filippo non fosse stato pronto a sorreggerlo e farlo adagiare nella sua
-poltrona collocata dirimpetto al sofà.
-
-Nessuno ancora pronunziava una parola.
-
-Finalmente il signor Graham che, piombato a sedere di peso, non
-distoglieva lo sguardo attonito dal redivivo, esclamò con voce
-commossa:
-
-— Filippo Amory! Oh, Dio mio!
-
-— Sì, babbo, — disse Emilia alzandosi di scatto e afferrando un braccio
-di suo padre — è Filippo! Colui che per tanti anni abbiamo creduto
-morto, ci è reso sano e salvo! —
-
-Egli si rizzò, e appoggiandosi alla spalla della figliuola s'avvicinò
-di nuovo al figliastro che, incrociate le braccia sul petto, aveva
-ripreso la sua attitudine rigida e severa. Il robusto vecchio camminava
-con un passo malsicuro assai diverso dal solito, e la sua mano era
-agitata da un tremito mentre la tendeva a Filippo.
-
-Ma Filippo non la prese, nè rispose verbo.
-
-Il signor Graham, parlando ad Emilia senza ricordarsi ch'ella non
-vedeva quella scena, disse con un tono d'amarezza e insieme di
-rammarico:
-
-— Non posso biasimarlo.... Feci un torto ingiusto al ragazzo, e Dio lo
-sa!
-
-— Ingiusto! — esclamò Filippo con voce così cupa da far quasi paura.
-— Dite che avete funestato la sua vita, distrutto la sua gioventù,
-spezzato il suo cuore, infamato il suo nome!
-
-— No, Filippo, — replicò a quest'ultima accusa il signor Graham
-che aveva chinato il capo sotto le altre — cotesto no! Cotesto no!
-Nell'onore vostro non vi recai nessun danno. Scopersi il mio errore
-prima d'avervi denigrato pubblicamente.
-
-— Lo riconoscete l'errore, dunque?
-
-— Sì, lo riconosco! Imputai a voi la colpa che, come n'ebbi la prova,
-era stata commessa da quello de' miei impiegati in cui riponevo intera
-fiducia. Appresi la verità quasi subito, ma, ahimè, già troppo tardi
-per richiamarvi. Poi vennero le notizie della vostra morte, e mi dolse
-forte che l'offesa fosse ormai irreparabile. Ma non era strano il mio
-abbaglio, Filippo: me lo dovete concedere. Archer mi serviva fedelmente
-da più di vent'anni: come avrei dubitato di lui?
-
-— Oh no, non era strano! — disse amaramente Filippo Amory. — Poichè una
-colpa era stata commessa, era anzi naturalissimo che l'imputaste a me.
-Non mi credevate capace che di male azioni.
-
-— Fui ingiusto, lo ripeto, — replicò il signor Graham tentando di
-riassumere la propria dignità. — Però qualche ragione ce l'avevo.... ce
-l'avevo.
-
-— Forse.... Cotesto ve l'accordo.
-
-— Ebbene, stringiamoci la mano, e procuriamo di mettere in oblio il
-passato. —
-
-Filippo non s'ostinò a rifiutare l'offerta, ma non l'accettò con troppo
-ardore.
-
-Il signor Graham tuttavia parve considerare bell'e fatta la pace, e con
-un'aria di sollievo, come se sentisse liberata la coscienza dal peso
-che l'aggravava da anni (perchè egli aveva una coscienza, quantunque
-non tenerissima), si accomodò nella sua poltrona, e pregò il figliastro
-di raccontargli le proprie vicende.
-
-Questi lo sodisfece, compendiosamente; e l'attenzione prestata
-dal patrigno al suo racconto, il vivo interessamento con cui egli
-s'informava dei particolari, gli provarono che in quel ventennio il
-rimpianto e il rimorso avevano dimolto addolcito il cuore dell'uomo
-superbo, per cui ognuna delle memorie evocate era la puntura d'un
-rimprovero.
-
-Il signor Amory non fu in grado di spiegare la notizia corsa della sua
-morte affermata al dottor Jeremy dal suo corrispondente da Rio. Ma da
-un confronto di date risultò probabile che a questi l'avesse data il
-negoziante per conto del quale Filippo viaggiava e che non sapendo più
-nulla di lui lo credeva verosimilmente vittima dell'infezione dominante
-nel paese basso e malsano dov'era stato mandato. Poche settimane dopo
-era morto egli stesso.
-
-Nè dal canto suo il reduce fu meno maravigliato di sentire che i suoi
-amici di Boston erano giunti a conoscere la sua fuga nel Brasile. Ma
-qui la spiegazione era più facile: il bastimento su cui s'era imbarcato
-aveva fatto diretto ritorno in quel porto, e non mancavano a bordo,
-tra i marinari e gli ufficiali, persone che potessero diffusamente
-rispondere alle inchieste, incamminate dal buon dottore mesi innanzi,
-le quali essendo accompagnate dall'offerta d'una generosa ricompensa,
-non avevano ancora cessato d'attirare l'attenzione del pubblico.
-
-Tra i molti casi strani e romanzeschi che si svolgevano, nessuno
-faceva sul signor Graham un'impressione così profonda come il fatto
-che la fanciulla educata sotto il suo tetto e divenutagli tanto cara
-nonostante qualche cozzo d'interessi e d'opinioni, fosse proprio la
-figliuola di Filippo Amory! E mentre, finito il racconto, usciva dal
-salotto per ritirarsi, secondo il suo costume, nella biblioteca, andava
-ripetendo:
-
-— Singolare coincidenza! Singolarissima! —
-
-Non appena andatosene lui, un altro uscio s'aprì pian piano, e Gertrude
-guardò dentro timidamente.
-
-Suo padre mosse tosto verso di lei, e, cingendole la vita con un
-braccio, la trasse presso ad Emilia; poi, senza parlare, le strinse
-entrambe in un medesimo lunghissimo amplesso.
-
-La cieca esclamò:
-
-— Oh, Filippo, dovete pure riconoscere la misericordia e l'amore di chi
-ci ha serbati a una felicità come questa!
-
-— Cara Emilia, — egli rispose — io sono pieno di gratitudine....
-Insegnatemi voi come e dove debbo offrirne il tributo! —
-
-Le parole non potrebbero descrivere l'ora di dolce comunione che
-seguì fra quelle tre anime: l'estasi silenziosa di Emilia, la gioia
-appassionatamente espressa di Filippo, la tenera commozione di Gertrude
-che li contemplava con occhi splendenti d'amore e di fede.
-
-Era quasi la mezzanotte quando il signor Amory si dispose a partire.
-Emilia, la quale aveva sperato ch'egli sarebbe rimasto a villa Graham
-come in casa propria, insistette per trattenerlo, e Gertrude unì
-alle vive preghiere di lei quella tacita del suo sguardo. Ma egli si
-mantenne fermo nella propria risoluzione con una serietà che provava
-quanto fosse irremovibile.
-
-— Filippo, — disse infine la cieca posandogli una mano sulla spalla —
-voi non avete ancora perdonato a mio padre. —
-
-Ella aveva letto nel suo pensiero. Egli sussultò al suo tono di
-rimprovero, ma tacque.
-
-— Gli _perdonerete_, però, gli _perdonerete_, — ella proseguì con voce
-supplichevole. — Non è vero, caro? —
-
-Filippo esitò un poco, poi la guardò e rispose:
-
-— Sì, per amor vostro, Emilia, gli perdonerò.... col tempo. —
-
-Partito ch'egli fu, Gertrude, dopo essersi indugiata sulla soglia,
-finchè non vide svanire la sua figura discernibile appena al fievole
-lume della luna calante, rientrò nel salotto dicendo con un gran
-sospiro di sodisfazione:
-
-— Oh, che giornata è stata questa! —
-
-Ma subito si represse alla vista d'Emilia che, in ginocchio accanto
-al sofà, giunte le mani, la faccia alzata al cielo, pareva, nella sua
-candida veste fluente intorno a lei sul pavimento, la personificazione
-della purità e della preghiera.
-
-Pianamente, la fanciulla s'inginocchiò al suo fianco, le cinse un
-braccio al collo, e così unite offersero a Dio i ringraziamenti
-e le lodi che salivano dai loro cuori traboccanti di gioia e di
-riconoscenza.
-
-
-
-
-XLIX.
-
- Gentil creatura, te bambina amai,
- Per terra e mari sempre meco in cuor
- L'immagin tua, la voce tua portai.
- Deh, parla, o cara, e per me vivi ancor!
-
- HEMANS.
-
-
-True Flint era stato reverentemente sepolto dal suo vecchio amico
-Cooper nell'antico cimitero attiguo alla chiesa dove questi teneva
-l'ufficio di sagrestano: un cimitero da lungo tempo abbandonato, come
-mostravano le sue pietre ricoperte di musco e in parte rovesciate. Ma
-prima che il già cadente edifizio dovesse cedere il luogo a una bella
-chiesa moderna, i venerati resti dello zio True avevano trovato un più
-sicuro riposo.
-
-Col gusto delicato e il pietoso sentimento che ai nostri giorni fanno
-eleggere per le sacre dimore dei morti luoghi tra i più ameni, un
-delizioso boschetto su terreno ondulato, poco lontano dalla villa
-del signor Graham, era stato adibito a uso di camposanto rurale. E
-nell'angolo più tranquillo e ridente di quell'asilo di pace, il buon
-lampionaio dormiva il sonno eterno.
-
-Quella zolla di terra acquistata per affettuosa liberalità di
-Guglielmo, scelta da Gertrude e da lei abbellita di fragranti rose e
-d'edera sempre verde, racchiudeva adesso anche le salme del signor
-Cooper e della signora Sullivan. Su quelle tre tombe la fanciulla
-educava molti fiori inaffiati dalle sue lacrime. E segnatamente nelle
-ricorrenze degli anniversari, ella considerava come un pio e caro
-dovere l'ornarle di fresche ghirlande.
-
-Con questo fine, in un bel pomeriggio circa una settimana dopo il
-felice evento, ella si dirigeva dalla villa al camposanto. Recava
-appeso al braccio un paniere contenente la sua offerta, e affrettava il
-passo, tutta assorta nei suoi pensieri.
-
-Aveva lasciato suo padre con Emilia. Benchè egli le avesse espresso il
-desiderio di visitare una volta la tomba dello zio True, s'era astenuta
-dall'invitarlo ad accompagnarla vedendoli discorrere insieme con tale
-evidente piacere, che le sarebbe parso un peccato disturbarli.
-
-E appunto alla loro calma e serena felicità ella pensava, incominciando
-la sua passeggiata, e pensava anche ai vincoli d'affetto che la univano
-ad entrambi, all'amore d'Emilia posto a sì lunghe e dure prove, alla
-tenerezza che profondeva su lei in mille modi il padre ritrovato, e
-che, lo sentiva, ella poteva ricambiare appena con la sua devozione per
-tutta la vita.
-
-Ma poi, ogni poco, in mezzo alle sue riflessioni sulla dolce e fida
-amicizia tra lei ed Emilia, che gli anni avevano resa sempre più
-forte, e su quell'affezione paterna e filiale di così recente origine
-eppure già tanto intima, tanto viva, che il tempo nulla avrebbe
-potuto aggiungervi, i ricordi d'un altro amore, più antico e non meno
-tenero, adesso, ahimè, miseramente infranto, le si riaffacciavano a
-mal suo grado. Ella tentò di bandire dalla sua memoria l'infedeltà
-di Guglielmo, stimando che sarebbe stata ingratitudine piangere le
-speranze perdute, dimentica delle sante gioie che le restavano ancora.
-Tentò di ribadire nell'animo suo la risoluzione ultimamente presa
-di non pensar mai a ciò ch'era stato il più amaro dolore della sua
-vita passata, per consacrare tutto il rimanente dei suoi giorni alla
-felicità di suo padre e d'Emilia.
-
-Non ci riusciva però. Quei ricordi penosi ritornavano in folla,
-insistenti, soverchianti, ad onta d'ogni suo sforzo per cacciarli,
-e infine cessando la vana lotta ella s'abbandonò a una profonda e
-malinconica meditazione.
-
-Ella aveva ricevuto altre due visite di Guglielmo, dopo la prima. La
-seconda era stata assai simile a questa, e nell'ultima il loro impaccio
-era aumentato anzichè scemare. Parecchie volte, invero, il giovane
-aveva mostrato un'intenzione di rompere il ghiaccio, e ritornare
-all'usata familiarità di linguaggio e di maniere: ma tosto un rossore,
-o un'aria di confusione e d'angoscia, della fanciulla, lo facevano
-desistere da ogni tentativo di dissipare quel riserbo, quella mancanza
-di confidenza che mettevano tra loro una barriera. Dal canto proprio
-Gertrude, in tutt'e due le occasioni, s'era proposta d'accoglierlo con
-la franchezza e la cordialità ch'egli doveva attendersi da lei; al suo
-presentarsi, infatti, gli aveva sorriso affettuosamente, e porto la
-mano in atto così fraterno, da incoraggiarlo a trattenerla nella sua e
-stringerla con calore: ma parendo egli allora in procinto di parlarle
-a cuore aperto, di liberarsi dal peso d'un grande segreto, ella s'era
-bruscamente ritratta, e preso su un lavoretto pur che fosse, gli
-aveva rivolto mentre sembrava applicata a quello, una domanda su cose
-indifferenti: contegno che sbaragliava le sue idee, e lo sconcertava
-per tutta la durata della visita.
-
-Ora, ponderando i miseri e penosi risultati di questi loro colloqui,
-ella quasi desiderava ch'egli cessasse di rinnovarli, perchè credeva
-che i sentimenti d'entrambi sarebbero meno feriti da una totale
-separazione, che da incontri in cui divenivano sempre più estranei
-l'uno all'altra.
-
-Per quanto fosse strano, ella non aveva partecipato a Guglielmo
-l'evento, tanto importante per lei, della scoperta di suo padre,
-d'un padre che così caramente amava. Una volta s'era accinta a farlo,
-ma il solo pensiero di parlare all'amico dei suoi primi anni di ciò
-che la toccava nell'intimo dell'anima, la turbava a segno, che aveva
-taciuto per tema d'essere soverchiata dalla commozione, e, perduta la
-padronanza di sè, trascinata a tradire il suo dolore.
-
-Ma una cosa l'angosciava sopra ogni altra. Nel suo primo vano tentativo
-di gettare la maschera, Guglielmo aveva chiaramente accennato alla
-propria infelicità; e prima ch'ella trovasse modo di mutar discorso, e
-scansare una confidenza alla quale non si sentiva preparata, egli era
-giunto a manifestarle una malinconica sfiducia nell'avvenire.
-
-Ella non poteva spiegarsi cotesta confessione, se non connettendola
-col suo fidanzamento: e le destava il sospetto che, abbagliato dalla
-rara bellezza d'Isabella, egli si fosse impulsivamente avvinto ad una
-fanciulla che non era capace di renderlo felice. Le piccole scene
-di cui il caso l'aveva fatta testimone, la confermavano in questa
-idea, giacchè ogni volta che le era accaduto di vedere insieme i due
-innamorati e d'udire le loro parole, Guglielmo pareva avere qualche
-ragione di malcontento.
-
-— Egli l'ama, — pensava Gertrude — e anche l'onore lo impegna; ma
-già s'avvede della disarmonia tra le loro nature. Povero Guglielmo! È
-impossibile che sia felice con Isabella! —
-
-E il tenero e pietoso cuore di Gertrude non gemeva sulla propria
-afflizione più che sul disinganno che doveva soffrire Guglielmo se
-mai aveva sperato di trovar pace nell'unione con una ragazza così
-prepotente, stizzosa, irragionevole.
-
-Assorta in queste riflessioni, camminava con una rapidità che quasi non
-avvertiva, e arrivò presto ai filari di grandi pini che ombreggiavano
-l'entrata del camposanto: là, sostò un momento per godere la fresca
-brezzolina alitante fra i rami, poi passò il cancello, volse a destra,
-nel viale carrozzabile, e cominciò lentamente la salita.
-
-Il luogo, sempre tranquillo, era in quell'era solitario, e come
-segregato dal mondo: tranne i gorgheggi di qualche uccello, non
-un suono turbava il silenzio e la quiete. A misura che Gertrude
-contemplava le bellezze a lei familiari di quel sacro recesso da anni
-mèta favorita delle sue passeggiate, e procedendo fra le aiuole fiorite
-respirava l'aria aulente di soavi fragranze, e sentiva l'appello
-solenne della morte, l'aspirazione dell'anima verso il cielo, tutte le
-commozioni non armonizzanti con quella scena svanivano, ed ella non
-provava più se non il senso di dolce e serena malinconia destato dal
-pensiero di coloro che fruiscono della beata pace.
-
-Dopo un tratto di cammino lasciò la larga via che seguiva e prese
-per un vialetto laterale, donde poi svoltò nello stretto sentiero
-conducente all'angolo ombroso e remoto che, parte per la sua lontananza
-dai viali più frequentati, parte per la sua amenità, era stato da lei
-preferito.
-
-Era situato sul pendio d'un poggetto, e da un lato un alto masso lo
-nascondeva allo sguardo dei passanti, dall'altro una quercia annosa
-stendeva sopra esso i suoi rami. La semplicissima cancellata di ferro
-che lo circondava era rivestita dell'edera piantata da Gertrude,
-che s'abbarbicava in graziosi festoni fin sulla muscosa roccia, una
-sporgenza della quale offriva un sedile presso la tomba di True Flint.
-La fanciulla vi sedette come di consueto, e rimasta alcuni minuti
-in contemplazione, col gomito appoggiato al ginocchio e la fronte
-reclinata sulla mano, drizzò la snella persona, mandò un sospiro
-profondo, poi sollevò il coperchio del suo paniere, versò i fiori
-sull'erba, e con dita agili e destre cominciò a tessere una leggiadra
-ghirlanda di cui, finita che l'ebbe, ornò la tomba ai suoi piedi.
-Sparse il resto dei fiori sugli altri due tumuli, e infine, preso un
-sarchielletto, e infilato un paio di guanti da giardinaggio, lavorò
-un'ora buona intorno all'aiuola e alle piante rampicanti con cui aveva
-fatto un pergolato.
-
-Terminato il lavoro sedette di nuovo a piè della roccia, si tolse i
-guanti, rimosse dalla fronte le fitte bande lisce dei suoi capelli e si
-riposò, pensosa.
-
-Compivano quel giorno sette anni da che lo zio True era morto; ma
-Gertrude non aveva cessato di ricordare amorosamente il buon vecchio.
-Spesso nei suoi sogni vedeva il suo piacente sorriso, udiva le sue
-confortanti parole, e notte e giorno l'immagine di colui che aveva
-reso serena e felice la sua infanzia, l'animava ad imitarne la umile e
-paziente virtù.
-
-Ma mentre ella, con gli occhi fissi sul tumulo erboso che copriva la
-cara salma, rievocava le liete ore che essi avevano trascorse insieme,
-un'altra rimembranza veniva ad amareggiare quella tanto soave: la
-rimembranza di un terzo, la quale non poteva esserne separata, perchè
-quasi sempre egli partecipava alle gioie del loro focolare domestico;
-e seguendo il corso delle sue intime riflessioni ella esclamò quasi
-inconsciamente:
-
-— O zio True, voi ed io non siamo divisi, ma Guglielmo non è più con
-noi!
-
-— Oh, Gertrude, — disse in tono di rimprovero una voce, vicino a lei —
-ed è forse di Guglielmo la colpa? —
-
-Ella sussultò, si volse, e vide colui ch'era l'oggetto de' suoi
-pensieri, fissarla con occhi miti e tristi, cercando di leggerle nel
-cuore; ma senza rispondere alla sua interrogazione, si nascose la
-faccia tra le palme.
-
-Egli si gettò in ginocchio dinanzi alla giovanetta e come quando
-s'erano incontrati la prima volta nella loro fanciullezza, dolcemente
-le sollevò la testa china, le scostò le mani dal viso, e la costrinse a
-guardarlo, dicendole con accento supplichevole:
-
-— Ditemi, Gertrude, ditemi, per pietà, che mi esclude dal vostro
-affetto? —
-
-Ma ancora ella non trovò altra risposta che le lacrime che le
-scorrevano giù per le gote.
-
-— Voi mi fate soffrire crudelmente, — egli continuò con veemenza. —
-Che cosa ho fatto, io, perchè m'abbiate tolto così la vostra amicizia?
-Perchè mi guardate con tale freddezza.... e perfino rifuggite da me? —
-egli soggiunse, poichè Gertrude, non potendo sostenere il suo sguardo
-fermo e indagatore, volgeva gli occhi altrove e cercava di liberare le
-mani dalla sua stretta.
-
-— Io non sono fredda.... non ho mai inteso d'esser fredda verso di voi,
-— ella mormorò con voce mezzo soffocata dalla commozione.
-
-— Oh, Gertrude, — egli riprese staccandosi da lei — vedo che
-avete totalmente cessato d'amarmi! Io tremai al primo vedervi,
-ritrovandovi così bella, così amabile, e amata da tutti, e temetti
-che qualche fortunato rivale avesse rapito il vostro cuore a quegli
-che lo possedeva fin da fanciullo. Ma neanche allora pensai che non
-mi riconoscereste _almeno_ i diritti d'un _fratello_ alla vostra
-affezione.
-
-— Ma no, ma no, Guglielmo, — ella disse vivamente. — Non v'adirate....
-Io sarò sempre per voi una sorella! —
-
-Egli sorrise d'un sorriso doloroso.
-
-— Avevo ragione dunque? Temevate ch'io chiedessi troppo, e per
-scoraggiarmi stimaste bene non concedermi nulla. Sia pur così. Forse
-la vostra prudenza è stata per il meglio; ma.... oh, Gertrude, mi avete
-spezzato il cuore!
-
-— Guglielmo! — ella gridò, turbatissima. — Non sentite quanto
-stranamente suoni cotesto linguaggio in bocca vostra?
-
-— Perchè stranamente? — replicò egli, quasi offeso. — È forse tanto
-strano ch'io v'ami? Non ho io per anni alimentato il ricordo del
-nostro antico affetto, non ho sempre riguardato la nostra riunione
-come l'unica mia speranza di felicità? Non mi ha quest'amorosa
-speranza sostenuto e confortato nelle mie fatiche, e fatto pregiare
-la vita nonostante la perdita de' miei cari? E vorrete, Gertrude,
-qui in cospetto dei freddi tumuli dove giacciono sepolti quelli che
-soli, oltre voi, amavo sulla terra, schiacciare e distruggere senza
-compassione questo solitario, ma pur....
-
-— Guglielmo, — ella lo interruppe, ridivenuta calma, e parlando
-in tono benevolo, ma serio — vi pare onorevole parlarmi così? Voi
-dimenticate....
-
-— No, non dimentico nulla! — egli esclamò appassionatamente. — So
-che non ho diritto di molestarvi, di tormentarvi, e non lo farò più.
-Ma Gertrude, _sorella_ Gertrude (giacchè il sogno d'un più stretto
-vincolo tra noi è svanito), non vogliate biasimarmi, nè vi maravigli
-troppo, se non mi sento ancora capace di fare la mia parte di fratello.
-Io non posso rimanere vicino a voi, non posso rassegnarmi ad essere
-pazientemente il testimonio della felicità d'un altro. Ma i miei
-servigi, il mio tempo, la mia vita sono ai vostri comandi, e nel mio
-esilio non cesserò mai di pregare Iddio che lo sposo da voi scelto,
-chiunque egli sia, si mostri degno della mia nobile Gertrude e l'ami,
-s'è possibile, quanto io l'amo!
-
-— Che follia è cotesta, Guglielmo? — disse la fanciulla. — Io non sono
-fidanzata a nessuno; ma che debbo pensare del tradimento vostro verso
-Isabella?
-
-— Isabella? — gridò il giovane, rizzandosi, come afferrato da una nuova
-idea. — È dunque arrivata fino a voi quella sciocca diceria? E voi
-avete potuto prestarvi fede, per quanto evidentemente falsa?
-
-— Falsa? — fece Gertrude sollevando le palpebre fino allora abbassate,
-e gettando a Guglielmo, attraverso le lunghe ciglia umide di pianto, un
-profondo sguardo scrutatore.
-
-Egli lo sostenne, calmo, a capo eretto, e rispose senza esitare, con un
-tono di maraviglia e di rimprovero:
-
-— Falsa, sì! È mai possibile che, conoscendo tanto bene me e lei, ne
-abbiate dubitato pur un momento?
-
-— Ahimè, — ella gridò — devo non credere alla testimonianza de' miei
-occhi e de' miei orecchi? Se mi fondassi su qualche altra meno sicura,
-potrei pensare che fui ingannata. Non tentate di nascondermi una verità
-ch'io sono in grado d'affermare. Trattatemi con franchezza. Oso dirlo,
-Guglielmo, la merito da voi, la merito!
-
-— Franchezza, Gertrude? Ma siete voi stessa la misteriosa! S'io potessi
-mostrarvi a nudo l'anima mia, mi sarebbe agevole persuadervi della
-sua fedeltà, piena ed intera fedeltà, al suo primo amore. Quanto ad
-Isabella Clinton, se alludete a lei, i vostri occhi ed i vostri orecchi
-v'hanno ingannata anch'essi, se.... —
-
-Ella l'interruppe:
-
-— Ah, Guglielmo, Guglielmo! Avete così presto scordato la vostra
-devozione alla bella di Saratoga? La vostra riluttanza a lasciarla
-allontanarsi da voi per qualche giorno? Il gran dolore che vi cagionava
-la sola idea del suo pur breve viaggio, e l'amorosa impazienza che vi
-faceva parere quei pochi giorni un'eternità?
-
-— Basta, basta! — esclamò il giovane, nella cui mente balenava la luce
-che doveva dissipare il mistero. — Ditemi invece dove avete risaputo
-coteste cose.
-
-— Sul luogo stesso dove le diceste e le faceste. Il nostro primo
-incontro non avvenne già nel salotto del signor Graham. A Saratoga in
-un viale del passeggio, e in riva al lago, ad Albany sul piroscafo,
-io vi vidi insieme con la signorina Clinton, e vi riconobbi, non
-riconosciuta da voi. Là, le vostre parole m'accertarono di quel fatto
-che riferitomi da altri avrei posto in dubbio. —
-
-La luce del sole mattutino non è più serena e ridente di quella della
-riaccesa speranza che illuminava adesso la faccia di Guglielmo.
-
-— Ascoltatemi, Gertrude, — egli disse con un tono di fervore quasi
-solenne — e credete che dinanzi alla tomba di mia madre, alla presenza
-— (e in atto reverente alzava gli occhi al cielo) — del puro spirito
-che m'insegnò l'amore della verità, parlo con quella sincerità e
-quel candore che si convengono parlando agli angeli. Io non starò a
-discutere se abbiate udito proprio esattamente le parole di protesta e
-di preghiera da me rivolte alla signorina Clinton sul proposito del suo
-viaggio, e le espressioni della mia impazienza per il suo ritorno. Non
-m'indugerò nemmeno a ricercare dove fosse l'oggetto dei miei pensieri
-nel momento in cui, causa i felici mutamenti in esso operati dal tempo,
-sfuggiva al mio sguardo bramoso. Lasciate ch'io prima mi discolpi
-dall'imputazione che grava sopra di me; poi avremo agio di venire alle
-altre spiegazioni.
-
-«È verissimo ch'io mi dolsi forte della improvvisa partenza d'Isabella
-per Nuova York, sotto un pretesto che non avrebbe dovuto avere alcun
-peso per lei. È verissimo ch'io tentai di far valere ogni miglior
-argomento per dissuaderla da quel capriccio, e, riuscita vana la mia
-eloquenza, cercai in tutte le maniere d'indurla almeno a ritornare il
-più presto possibile. E ciò non perchè la compagnia di quell'egoista
-fosse comunque necessaria alla mia felicità (al contrario anzi),
-ma perchè l'ottimo suo padre, il quale l'adora a segno che nessun
-sacrificio gli parrebbe eccessivo al fine di procurare un piacere
-a quell'unica sua figliuola, giaceva ammalato, lottando tra la vita
-e la morte, in un albergo d'una affollata città d'acque alla moda,
-dove gli mancavano comodi e quiete, ed era da lei abbandonato,
-con un'indifferenza che mi disgustava, alle cure d'una infermiera
-mercenaria e d'un giovanotto di buona volontà ma inesperto, come me.
-
-«Che nell'assenza della figlia ingrata l'eternità potesse mettere un
-suggello a quella separazione, era un pensiero ch'io, indignatissimo,
-fui sul punto di manifestare: ma mi repressi, non volendo intromettermi
-tropp'oltre in una cosa che infine non mi riguardava, nè destare in
-Isabella apprensioni forse inutili. Se un sentimento egoistico entrava
-nella mia somma impazienza di vederla ritornata dove il suo dovere la
-chiamava, era unicamente il desiderio di essere dispensato dall'obbligo
-di supplirla al letto del mio amico infermo, e poter correre a colei
-dalla quale speravo un'accoglienza non impari all'ardore del mio
-affetto.... Figuratevi dunque se quella ch'io ricevetti agghiacciò il
-mio cuore palpitante....
-
-— Ma adesso comprendete le ragioni della mia freddezza, — disse
-Gertrude volgendo a lui la faccia inondata di lacrime dove un sorriso
-di gioia splendeva come un'iride tra la pioggia estiva. — Adesso sapete
-perchè non osavo lasciar parlare l'anima mia....
-
-— Sicchè, quest'era tutto? — gridò egli giubilante. — Voi siete libera,
-e posso amarvi sempre?
-
-— Libera da ogni legame, sì, caro Guglielmo, salvo quello con cui
-m'avete avvinta a voi fin da bambina.... —
-
-E stretti cuore a cuore, si dissero tutto l'amor loro, quell'amore che,
-nato nell'infanzia, cresciuto nella giovinezza, alimentato e rafforzato
-nella lontananza, reso perfetto dal dolore, doveva alfine allietare e
-santificare tutti i giorni futuri della loro vita.
-
-— Ma, Gertrudina, — disse Guglielmo, quando, ritornati all'antica
-confidenza, sedettero l'uno accanto all'altra e presero a discorrere
-con piena libertà del passato — come hai potuto pensare pur un momento
-che Isabella Clinton avesse per me un prestigio che le facesse usurpar
-il tuo posto nel mio affetto? Io, almeno, non t'ho fatto un simile
-torto: se mi sono creduto soppiantato da un altro, m'immaginavo però
-ch'egli fosse un eroe di virtù così splendide da essere incomparabili.
-
-— E chi potrebbe compararsi ad Isabella? — domandò Gertrude. — Ti
-maravigli ch'io dubitassi della tua fedeltà, considerando la sua
-bellezza, la sua eleganza, la sua cospicua condizione sociale, e
-l'occasione che tu avevi d'apprezzare tutti questi vantaggi?
-
-— Ma che valore hanno, per chi la conosca come la conosciamo noi due?
-Un piglio altezzoso e sprezzante non distrugge forse l'effetto della
-bellezza? Può l'eleganza scusare la scortesia, o la nobiltà della
-nascita supplire alle deficienze naturali? Quanto al denaro, l'ho io
-mai bramato se non per provvedere al benessere tuo.... e al loro? — E
-così dicendo accennava le tombe della madre e del nonno.
-
-— Oh, mio Guglielmo, tu sei tanto disinteressato!
-
-— Non in questo caso. Possedesse Isabella la bellezza di Venere e la
-sapienza di Minerva, non mi avrebbe fatto dimenticare che poca felicità
-è da sperarsi con una fanciulla tutta dedita alla ricerca dei piaceri
-mondani, e dimentica degli affetti e dei doveri più sacri. Potevo io
-vederla fuggire dalla camera del padre malato per correre a divertirsi
-tra gli omaggi d'una folla oziosa, o, se condotta riluttante al suo
-letto, scansare le fatiche delle cure e delle veglie che il suo stato
-richiedeva, e illudermi che una donna tale fosse atta a divenire
-la benedizione e l'ornamento del mio focolare domestico? Come non
-avrei paragonato la sua colpevole negligenza, la sua mal dissimulata
-petulanza, la leggerezza del suo spirito irriverente, con la dolce e
-amorosa devozione, la santa pazienza, la profonda e fervida pietà della
-mia Gertrude? Io avrei tradito me stesso più ancora che te, carissima,
-se Isabella, col carattere che m'ha mostrato, avesse fatto venir meno
-la mia ammirazione e il mio amore per colei ch'è un modello di tutte
-le virtù femminili. E quando guardo la piccola compagna d'un tempo, di
-cui serbavo un così tenero ricordo, trasformata in una donna avvenente
-e graziosa le cui dolci attrattive sono coronate da una bellezza
-quasi inesprimibile, e penso che il suo cuore è sempre mio, oh, la mia
-felicità mi sembra troppo, troppo grande. Mi fosse concesso di farne
-partecipi quelli che tanto ci amarono tutt'e due! —
-
-E chi può dire che non ne fossero partecipi? Che lo spirito dello zio
-True non fosse presente e gioisse dell'adempimento di tutte le sue più
-rosee profezie? Che il vecchio nonno non assistesse invisibile a quella
-scena e vedesse come i suoi dubbi e i suoi timori si mutassero in liete
-certezze? Che l'anima della madre gentile la quale, ancor vivente,
-aveva presagito quell'incontro in un sogno estatico, non benedicesse la
-coppia felice? Ella, che coi precetti inculcati al suo figliuolo fin
-dalla più tenera età, con gli ammonimenti datigli nella giovinezza, e
-la vigile guida del suo spirito disincarnato lo aveva armato per la
-lotta contro le tentazioni, sostenuto nelle sue prove, e restituito
-trionfante alla dolce amica della sua infanzia, per certo aleggiava sui
-due virtuosi amanti, godendo nella realtà la gioia pregustata in quella
-mirifica visione ove le era stato così vivamente dipinto il connubio
-tra il suo Guglielmo strappato dall'amorosa sua cura ai pericoli che
-lo insidiavano, e la figliuola del suo cuore resasi degna, per la
-perseveranza nelle vie del bene, d'una così alta e perfetta ricompensa.
-
-
-
-
-L.
-
- Di purissima luce un raggio splende
- Delle tenebre nostre nell'orrore
- Quando per sempre ogni altra luce è spenta:
- Celeste raggio acceso dal Signore.
-
-
-Le ombre s'allungavano, volgendo già il sole al tramonto, quando
-Guglielmo e Gertrude si levarono da sedere per lasciare il camposanto.
-
-Uscirono dal cancello opposto a quello donde era entrata la fanciulla,
-perchè egli aveva lasciato là il calessino e il cavallo con cui era
-venuto. Il legno si trovava sempre al suo posto; ma l'animale era
-riuscito a sciogliersi dalle briglie che lo legavano e, scostatosi
-dalla strada, brucava allegramente l'erba, guardando ogni tanto intorno
-e annusando l'aria. Pareva che non vedendo ritornare il padrone si
-disponesse a svignarsela da solo.
-
-Ma chiamato dal giovane, venne a lui docilmente, e riattaccato al
-calesse, dove Gertrude prese posto, partì di buona lena, quasi fosse
-contento di correre dopo una lunga sosta, e in meno di mezz'oretta
-condusse i due fidanzati a villa Graham.
-
-Non appena giunti in vista della casa, Gertrude, la quale conosceva
-bene le consuetudini della famiglia, capì che avveniva qualche cosa
-di straordinario. Si notava, dietro i cristalli, un muover di lumi
-in varie direzioni; l'ingresso principale dell'atrio era spalancato;
-perfino, cosa da lei mai veduta, un gran fuoco ardeva nel caminetto
-della sala d'onore, come si poteva discernere oltre le finestre;
-infine, quando furono più vicini, s'avvide che il portico era pieno di
-bauli e valigie.
-
-Questi segni annunziavano l'arrivo della signora Graham, e
-probabilmente d'alcuni ospiti: ella lo congetturò subito; e certo
-l'improvvisa comparsa di quella chiassosa e irrequieta persona
-proprio nel momento in cui ella desiderava ardentemente profittare
-dell'opportunità di presentar Guglielmo a suo padre e ad Emilia,
-l'avrebbe contrariata, se non fosse stata troppo felice perchè una tale
-inezia potesse turbare la sua gioia. Forse quel pensiero le si presentò
-alla mente, ma svanì subito.
-
-— Prendiamo per il viale, — ella disse — così Giorgio ci vedrà, e
-verrà a condurre il tuo cavallo in scuderia. Entreremo dalla porticina
-laterale.
-
-— No, — rispose Guglielmo — non posso entrare ora: la casa è, pare,
-piena di gente, e inoltre ho un fissato in città, alle otto. Poco
-ci manca, e ho promesso d'essere puntuale; — soggiunse guardando
-l'orologio — non credevo che fosse tanto tardi. Ma ti rivedrò domani,
-non è vero? —
-
-Gertrude gli rivolse uno sguardo ch'esprimeva il suo pieno consenso, e
-con una lunga stretta di mano e un amoroso sorriso si separarono.
-
-Appena aperto il cancello, Gertrude si trovò tra le braccia di
-Fanny Bruce, la quale aveva impazientemente aspettato la partenza di
-Guglielmo per impadronirsi di lei, e con molte lacrime e molti baci
-congratularsi e ringraziare Dio di rivederla uscita a salvamento da
-quell'orribile piroscafo; giacchè le due giovani s'incontravano ora per
-la prima volta dopo la catastrofe.
-
-— È arrivata la signora Graham? — domandò Gertrude, quando, calmate le
-effusioni di tenerezza, s'avviarono insieme verso la casa.
-
-— Sì, sì! — rispose Fanny. — La signora Graham, e Rina, e Isabella, e
-una bambinetta, e un signore malato.... il signor Clinton, credo.... e
-un altro signore. Ma questo è andato via.
-
-— Chi è andato via?
-
-— Un signore alto, d'aspetto nobile, con grandi occhi neri, bello in
-viso, bianco di capelli come se fosse vecchio: ma non è.
-
-— E dite ch'è partito?
-
-— Sì; non era venuto con gli altri. L'avevo trovato già qui....
-Sarà un'oretta che se n'è andato. L'ho sentito dire alla signorina
-Emilia che aveva un fissato con un amico a Boston, ma che forse
-ritornerebbe stasera. Ne avrei piacere: dovreste conoscerlo, signorina
-Gertrude! —
-
-Erano giunte all'ingresso della casa, e Gertrude udiva già la voce
-sonora della signora Graham, proveniente dal salotto a destra. Ella
-discorreva con suo marito ed Emilia, e nell'atto che la giovane entrò
-stava dicendo:
-
-— Oh, è la cosa più terribile ch'io abbia mai udito in vita mia! E
-pensare, Emilia, che voi eravate a bordo.... E la nostra Isabella!
-Povera figliuola, non ha ricuperato ancora i suoi bei colori, dopo
-quello spavento! E anche Gertrude Flint.... A proposito, dov'è?...
-Dicono che quella ragazza s'è comportata mirabilmente.... —
-
-Si voltò, e vistala sulla soglia le corse incontro e la baciò con
-cordialità sincera. La signora Graham, sebbene un po' grossolana e
-impetuosa, non era in fondo priva di buoni sentimenti che si mostravano
-se un'occasione li destava.
-
-L'entrata delle due fanciulle avendo interrotto i commenti e le
-esclamazioni della loquace signora sulla catastrofe, ella finalmente
-pensò alla necessità di togliersi il cappello, il velo, lo scialle,
-la sciarpa, dei quali due ultimi indumenti s'era liberata a mezzo
-lasciandoli strascicare sul pavimento.
-
-— Basta! — ella esclamò. — Sarà meglio ch'io segua l'esempio delle
-ragazze e vada a levarmi di dosso questa roba impolverata. C'è da
-rimaner sepolti nella polvere, in treno! Ma è sempre meno male che
-avventurarsi su uno di quegli orribili piroscafi come mio fratello
-Clinton pazzamente ci proponeva. Dov'è Brigida? Bisogna che venga a
-raccattare un po' le cose mie....
-
-— V'aiuterò io, — disse Gertrude pigliando in una mano una sacca da
-viaggio, gettandosi sul braccio la sciarpa, caduta a terra, e seguendo
-da presso la signora a fine di reggere l'estremità strascicante del
-pesantissimo sciallone che le scivolava giù dalle spalle.
-
-Ma sul primo pianerottolo venne fermata da Rina Ray che la strinse
-in un caldo amplesso; e fu costretta a deporre il suo carico per
-rispondere alle carezze e ai baci dell'amica.
-
-In capo alla scala, poi, incontrò Isabella avvolta in un accappatoio,
-con una gran brocca in mano, e un viso quanto mai acerbo. Tuttavia posò
-la brocca per terra e salutò Gertrude di buona grazia.
-
-— Sono ben lieta di vedervi in vita, — ella disse — benchè io non possa
-guardarvi senza rabbrividire.... la vostra vista mi ricorda tanto quel
-giorno terribile in cui abbiamo corso un mortale pericolo! Sorte,
-essere state salvate mentre tanti affogarono! Mi maraviglio sempre,
-Gertrude, della vostra calma in quei momenti.... Io avevo perduto la
-testa, e non avrei saputo che fare, se voi non vi foste trovata lì per
-suggerirmelo. Oh, Dio, non parliamone più.... è una cosa a cui non devo
-pensare! — Con un brivido e una scrollatina di spalle lasciò cadere il
-discorso, e si mise a chiamare la cugina con tono stizzoso:
-
-— Rina, o dove ti sei cacciata? Credevo che tu pensassi a farci portare
-l'acqua! —
-
-Rina, che in obbedienza a un clamoroso appello della zia era corsa in
-furia nella camera di questa con la sacca da viaggio che Gertrude aveva
-lasciata sul pianerottolo, arrivò, trafelata, domandando:
-
-— Non è ancora venuto nessuno? Ho pur sonato due volte!
-
-— No, nessuno! — rispose Isabella. — E vorrei pure lavarmi il viso e
-arricciarmi i capelli, s'è possibile, prima del tè.
-
-— Datemi la brocca, — disse Gertrude. — Io scendo, e vi manderò Gianna
-con l'acqua.
-
-— Grazie, — fece Bella a mezza voce.
-
-Rina s'oppose:
-
-— Ma no, ma no, Gertrude, vo io. —
-
-Gertrude però scendeva già le scale.
-
-Ella trovò la signora Ellis turbata e in grande perplessità.
-
-— Ah, povera me, sono rimasta di sasso! — esclamò la governante. —
-Piombano qui, senza una parola d'avviso, cinque persone.... e io non
-ho nulla in casa da servire col tè! Non un dolce fino, non quattro
-fette di prosciutto! E s'intende, saranno affamati, dopo un così lungo
-viaggio, e pretenderanno qualche cosa di buono....
-
-— Oh, se sono affamati, signora Ellis, mangeranno volentieri anche
-il manzo salato, i biscotti freschi e la focaccia! Se volete darmi le
-chiavi caverò fuori le conserve, e l'argenteria di gala, e vedrò che la
-tavola sia apparecchiata per benino. —
-
-Nulla pesava a Gertrude, quella sera. E dov'ella metteva le mani, tutto
-andava a maraviglia. Gianna, animata dal suo esempio, fece prodigi
-d'attività; e quando la tavola del tè, veramente appetitosa, fu pronta,
-la signora Ellis, girato lo sguardo intorno e visto che di meglio non
-poteva desiderare, fissò Gertrude negli occhi raggianti, osservò le sue
-gote invermigliate, il suo fulgido sorriso, ed esclamò nella propria
-ignoranza:
-
-— Dio buono, Gertrude, si direbbe che siete esultante di gioia nel
-vedere di ritorno quelle signore! —
-
-Pochi minuti innanzi che il tè fosse servito, mentre Gertrude sceglieva
-i tovagliolini nell'armadio dello stanzino delle porcellane, Rina
-Ray fece capolino all'uscio, poi entrò conducendo per mano una bimba
-lindamente vestita a bruno. La sua faccia era tutta ridente, ma
-quando volle parlare ruppe in lacrime, e gettando le braccia al collo
-dell'amica le mormorò all'orecchio:
-
-— O Gertrude, sono tanto felice! Ho bisogno di dirvelo....
-
-— Felice? — disse Gertrude. — Ma allora non dovete piangere! —
-
-Rina rise, poi pianse di nuovo, poi riprese a ridere: e negl'intervalli
-raccontò ch'era fidanzata, da una settimana, a un ottimo giovane, e che
-la fanciulletta che aveva per mano era una sua nipote, orfana, a lui
-cara come una figliuola.
-
-— E la mia felicità, — ella continuò — la devo a voi!
-
-— A me? — fece Gertrude stupita.
-
-— Sì! Io ero tanto vana e sciocca, lo sapete, e mi piacevano persone
-che non meritavano alcuna stima, e non mi curavo che del mio piacere,
-senza pensare al bene altrui; se voi non m'aveste insegnato ad essere
-qualche cosa di meglio, se non m'aveste dato un esempio che mi sono
-sforzata di seguire, egli non m'avrebbe mai guardata, e men che meno
-amata, nè creduta capace d'essere una buona mamma per la piccola
-Graziella, — e chinava uno sguardo di tenerezza sulla bambina che si
-stringeva affettuosamente a lei. — È un pastore, Gertrude, e tanto
-buono! Pensate un po', una creatura puerile come son io, diventar la
-moglie d'un ecclesiastico! —
-
-La simpatia che Rina era venuta a cercare non le fu negata, e Gertrude,
-la quale anch'essa aveva gli occhi lucenti di lacrime, rassicurò che
-partecipava di cuore alla sua gioia.
-
-Intanto Graziella, pian piano, insinuò la manina libera nella mano di
-questa, che guardandola per la prima volta con attenzione riconobbe in
-lei la piccina di cui aveva preso le difese contro i suoi persecutori
-nel salone dell'albergo di Saratoga.
-
-Rina fu lieta della coincidenza, e Gertrude osservando quanto
-migliorato fosse l'aspetto della bambina nelle vesti e nella persona,
-che adesso mostravano un'amorosa cura femminile, si sentì persuasa che
-il giovane ecclesiastico aveva fatto una buona scelta.
-
-La fidanzata avrebbe voluto descriverle il suo futuro marito, ma
-appunto furono chiamate al tè, ed ella dovette rimettere a più tardi
-ciò che le restava a dire.
-
-Il gaio salotto del signor Graham non era mai stato gaio come quella
-sera. Il tempo era piuttosto mite, ma il fuoco, acceso per il signor
-Clinton, non riscaldava eccessivamente la stanza. Tuttavia aveva
-cacciato la gioventù in un angolo lontano dal caminetto, nelle cui
-vicinanze erano rimasti soltanto la signora Graham con Emilia sul sofà,
-e il signor Graham col signor Clinton in due poltrone di faccia a loro.
-
-Il padrone di casa poteva discorrere così a suo agio con l'ospite su
-gravi soggetti d'affari, mentre la loquace sua consorte intratteneva
-Emilia e sè stessa, ricapitolando con brio i suoi viaggi e le sue
-avventure.
-
-Le ragazze stavano intorno a una tavola ove si trovava una voluminosa
-cartella piena di bellissime incisioni rappresentanti vedute d'Europa,
-recente acquisto del signor Graham. Gertrude e Rina voltavano
-accuratamente i fogli; la piccola Graziella, seduta sulle ginocchia
-della futura zietta, e Fanny, china sulla spalla della sua amica,
-ascoltavano attente le loro spiegazioni.
-
-Di quando in quando anche Isabella, la sola delle persone presenti che
-andasse girellando oziosamente per la stanza, si accostava alla tavola
-e riconoscendo qualcuno dei luoghi visitati, dava in esclamazioni come
-queste:
-
-— O guarda, Rina, c'è il negozio dove staccai quel taglio di seta
-celeste!... Ah, ecco la cascata che visitammo con gli ufficiali
-russi! —
-
-Mentre la compagnia era in tal guisa occupata, l'uscio s'aperse ed
-entrarono il signor Amory e Guglielmo Sullivan, senza farsi annunziare.
-
-Se anche fossero comparsi separatamente avrebbero destato una viva
-curiosità nella maggior parte degli astanti; ma capitando insieme,
-con l'aria di due intrinseci amici, essi eccitarono una maraviglia che
-apparve manifesta nei volti delle ragazze.
-
-I padroni di casa però avevano troppo uso del mondo per tradire
-questo sentimento altrimenti che scambiandosi una rapida occhiata,
-e, rizzatisi, accolsero i due visitatori con la debita gentilezza. Il
-signor Graham salutò semplicemente con un cenno del capo Filippo Amory
-che aveva già veduto la mattina, e lo presentò al signor Clinton, senza
-menzionare però la loro parentela; e stava per presentarlo alla moglie,
-quando questa lo dispensò dalla cerimonia dichiarando di non aver
-dimenticato la conoscenza fatta a Baden-Baden.
-
-Guglielmo era conosciuto da tutti fuorchè da Emilia: ma avvenne che
-la presentazione fosse dimenticata. Egli gettò a Gertrude uno sguardo
-d'intelligenza, accettando la seggiola offertagli da Isabella, la quale
-si mise a conversare con lui, mentre sua zia s'impadroniva di Filippo.
-
-— Signorina Gertrude, — disse sottovoce Fanny Bruce non appena
-tutti furono tranquillamente seduti — quello lì è il signore che
-v'accompagnava in calesse, stasera. L'ho ravvisato subito. — E vedendo
-la giovane arrossire e farle cenno di tacere, guardandosi intorno,
-ansiosa come se temesse che qualcuno avesse udito, soggiunse: — È
-Guglielmo, non è vero?... Il signor Sullivan? —
-
-La povera Gertrude era di più in più impacciata, ma la maliziosa Fanny
-continuò a tormentarla con le sue domande; e Isabella, ingelosita,
-notando che gli occhi di Guglielmo si volgevano spesso verso la
-tavola, a un tratto la fissò con uno sguardo scrutatore che finì di
-confonderla.
-
-Ma il caso le venne in aiuto sotto la forma di Gianna, che portava il
-giornale, e non poteva aprire l'uscio contro il quale stava la sua
-seggiola: il che le diede l'occasione di alzarsi, aprire, ricevere
-il foglio dalla ragazza, e insieme un'imbasciata di poca importanza.
-Mentre era occupata così, il signor Clinton si rizzò dalla sua
-poltrona, e, attraversando il salotto col suo debole passo d'infermo,
-andò a domandare qualche cosa a Guglielmo, sottovoce. Questi rispose
-affermativamente. Allora egli prese Isabella per mano, e avvicinatosi a
-Filippo Amory esclamò con profonda commozione:
-
-— Signore, apprendo dal signor Sullivan che voi siete quegli a cui
-debbo la vita della mia figliuola: e veniamo a ringraziarvi! —
-
-Filippo balzò in piedi e gettò un braccio intorno alla vita di Gertrude
-che passava portando il giornale al signor Graham e non aveva udito le
-parole del padre di Bella. Ella corrispose alla carezza alzando verso
-di lui la faccia raggiante d'un dolce sorriso. Egli disse:
-
-— Questa, signor Clinton, è la persona che l'ha salvata. Io, è vero,
-la portai a nuoto alla riva, ma credevo che fosse la figliuola mia
-adoratissima, la quale, senza ch'io potessi immaginarmelo, aveva
-abbandonato volontariamente ad un'altra l'unica sua speranza di
-salvezza.
-
-— Da par vostra, Gertrude! Da par vostra! — gridarono a un tempo Rina
-e Fanny, penetrando a forza nel piccolo circolo strettosi intorno
-all'eroica fanciulla.
-
-— Mia nobile creatura! — mormorò Emilia che appoggiata al braccio di
-Filippo si chinò a prenderle la mano e se la premette alle labbra.
-
-— Oh, Gertrude! — esclamò Isabella i cui occhi s'empirono di lacrime. —
-Io non sapevo.... non avrei mai pensato.... —
-
-La voce sonora della signora Graham venne a interromperla.
-
-— Come, la vostra figliuola?...
-
-— Sì, restituita per grazia di Dio ad un padre non degno di tanto bene!
-— rispose il signor Amory con reverenza. — E.... tu non hai segreti
-qui, mio tesoro? — fece, volgendosi a Gertrude.
-
-Ella guardò Guglielmo che stava adesso al suo fianco, e scosse il capo.
-
-— E, — proseguì egli allora — da lui concessa con gioia ad uno sposo
-che la merita per il suo lungo e fedele amore!
-
-Così dicendo pose la mano di sua figlia in quella di Guglielmo Sullivan.
-
-Seguì un momento di silenzio. La solennità di quell'atto aveva
-commosso tutti i presenti. Poi il signor Graham venne innanzi, strinse
-cordialmente la mano ai fidanzati, e, passandosi rapidamente una
-manica sugli occhi, andò, secondo il suo costume, a rifugiarsi nella
-biblioteca.
-
-— Gertrude, — disse Fanny tirandola per la gonnella — siete promessa
-sposa, dunque? promessa a Guglielmo?
-
-— Sì, — ella rispose, sperando che, appagata la sua curiosità, starebbe
-zitta.
-
-Ma Fanny si mise a ballare per il salotto, lanciando le braccia in alto
-e gridando:.
-
-— Oh, che piacere! Oh, che piacere!
-
-— Ho tanto piacere anch'io! — uscì a dire la piccola Graziella, con
-tono gratulatorio, sporgendo verso Gertrude la boccuccia per un bacio.
-
-— Ed _io_ — esclamò il signor Clinton posando le mani su quelle dei
-due giovani ch'erano sempre unite — godo che la generosa fanciulla
-ch'io non potrò mai abbastanza ringraziare nè mai ripagare della sua
-rara abnegazione, abbia avuto una degna ricompensa nell'amore d'uno dei
-pochi uomini a cui un padre amoroso possa con piena sicurezza affidare
-la felicità della sua creatura. —
-
-Esausto dalla soverchia eccitazione, egli d'improvviso si sentì venir
-meno, e fu accompagnato nella sua camera da Guglielmo il quale,
-appena che il suo vecchio amico si fu riavuto, ritornò a ricevere
-la benedizione d'Emilia sulle sue nuove speranze, e ad apprendere la
-storia del parentado di Gertrude e della sua scoperta, che lo colmò di
-maraviglia e di gioia.
-
-Infatti, sebbene la persona con cui aveva quella sera un fissato a
-Boston, fosse precisamente il signor Amory, ed egli avesse confidato a
-questi, nel corso del loro colloquio, come ogni dubbio e ogni malinteso
-si fosse dissipato tra lui e la fanciulla amata, il segreto che doveva
-così lietamente stupirlo non gli era stato rivelato se non nel salotto
-del signor Graham.
-
-A dir vero gli era parsa un po' bizzarra la proposta fattagli con
-insistenza dal suo amico d'accompagnarlo, lì per lì, in una visita
-alla villa: ma aveva poi concluso che il desiderio di riannodare la
-sua conoscenza con la famiglia, essendo stato presentato alla signora
-Graham a Baden-Baden, e forse anche un po' la curiosità di vedere da
-presso quella Gertrude Flint, da lui tanto esaltatagli, fossero i soli
-motivi del suo capriccio.
-
-E riandando le memorie del passato, esultando nella felicità presente,
-accarezzando le speranze del futuro, la serata trascorse rapidamente.
-
- . . . . . . .
-
-— Vieni qui, Gertrude, — disse Guglielmo — vieni alla finestra. Guarda
-che bella notte! —
-
-La notte invero era bellissima. Fredda certo, perchè ogni cosa che
-aveva un orlo s'ornava d'una frangia di brillanti diacciuoli, e
-il suolo era coperto d'un candido tappeto di neve che i passanti
-calpestavano frettolosi, stimolati dall'aria frizzante. Le stelle
-scintillavano come non scintillano che in puro cielo invernale; la luna
-sorgeva sopra una vecchia casa dalle mura brunastre, la stessa casa,
-all'angolo della strada, che Guglielmo e Gertrude fanciulli vedevano
-dalla loro soglia quando, sedutivi insieme, spiavano lo spuntare
-dell'astro d'argento, di dietro alla nera massa velata d'ombra.
-
-Appoggiata alla spalla del suo sposo, la giovane stette a guardare,
-intenta come allora, finchè l'intero disco non apparve splendente nel
-cupo azzurro immacolato.
-
-Nessuno dei due parlava, ma i loro cuori palpitavano all'unisono, nel
-ricordo dei giorni passati.
-
-In quella, l'accenditore del gas passò velocemente ed accese, come
-per contatto elettrico, le lucide fiamme dei numerosi lampioni che
-fiancheggiavano i marciapiedi; in un attimo era già fuor di veduta.
-
-Gertrude sospirò.
-
-— La bisogna non era tanto agevole, per il povero zio True! — ella
-disse. — Ma si sono fatti grandi progressi da quel tempo.
-
-— Sì, affemmia! — rispose Guglielmo volgendo uno sguardo di compiacenza
-in giro all'elegante salotto bene illuminato e bene riscaldato
-della loro casa coniugale, e posandolo infine sul viso radioso
-della sposa adorata. — Progressi che allora sarebbero parsi sogni
-inconseguibili. Vorrei che il buon vecchio fosse qui con noi a goderne
-i vantaggi! —
-
-Una lacrima inumidì gli occhi di Gertrude; ma premendo il braccio del
-marito, ella additò reverentemente una fulgidissima stella uscente
-in quel momento da una tenue nuvoletta inargentata che la aveva fino
-allora nascosta; la stella in cui s'era sempre immaginata di discernere
-il buon sorriso del suo padre adottivo.
-
-— Caro zio True! — esclamò commossa. — La sua lampada, Guglielmo, arde
-sempre lassù in cielo, e la sua viva luce non è ancor spenta sulla
-terra! —
-
- . . . . . . .
-
-In una bella città, a trenta miglia circa da Boston, sulla riva d'uno
-di quei laghetti circondati d'ameni colli, che sarebbero celebrati dai
-poeti in un paese meno ricco di questi incantevoli specchi d'acque
-limpide e azzurre, sorgeva una villa gentilizia d'antica ma solida
-costruzione. Era appartenuta agli avi paterni di Filippo Amory, ed
-era stata la prima dimora e l'unica eredità di suo padre che la teneva
-carissima. Solo l'acuto sprone della povertà aveva potuto spingerlo a
-venderla, con grande riluttanza.
-
-Riscattare quell'avito dominio, restaurare e introdurre giudiziosamente
-le comodità moderne nella vecchia casa, infertilire e abbellire
-i terreni, era il sogno di Filippo. Le sue ricchezze adesso gli
-permettevano d'avverarlo. Egli non perdette tempo, e la primavera che
-seguì il ritorno in patria dell'esule da lunghi anni errabondo, vide
-l'opera quasi compiuta.
-
-Intanto Gertrude era andata sposa a Guglielmo, e i Graham erano tornati
-in città, dove passando Isabella l'inverno con sua zia, la vivace
-signora dava gran ricevimenti in suo onore, mentre andava già meditando
-di rimodernare la villa del marito, per la ventura stagione.
-
-Ed Emilia, la quale aveva perduto il suo maggior tesoro, e si trovava
-costretta a vivere in un ambiente così poco in armonia col suo spirito
-non mormorava; ma contenta della sua sorte non chiedeva nè sognava di
-mutarla, finchè un giorno Filippo venne a lei, le prese dolcemente la
-mano, e le disse:
-
-— Questa casa non fa per voi, Emilia. Voi qui, fra tanta gente, siete
-sola come son solo io nella mia romita villa. Noi due ci siamo amati;
-da fanciulli fummo un'anima, e un cuore nella nostra giovinezza, e
-tali siamo sempre. Perchè dovremmo rimanere ancora divisi? Vostro
-padre non s'opporrà più ai nostri desiderî; e voi, mia amatissima,
-vorrete forse negarvi di allietare la vita solitaria del vostro canuto
-innamorato? —
-
-Ma ella scosse il capo e rispose col suo sorriso ineffabilmente soave:
-
-— Oh, Filippo, non ne parlate! Pensate alla mia debole salute, e alla
-mia cecità!
-
-— La vostra salute, cara Emilia, è migliorata dimolto: già le rose
-rifioriscono sulle vostre gote; quanto alla vostra cecità, sarà per me
-un conforto il farvela dimenticare con la mia devozione. Oh, non mi
-rimandate deluso! Un fato crudele ci divise per anni; non vogliate,
-adesso che possiamo essere ricongiunti, prolungare questa dolorosa
-separazione! Unirmi al mio primo amore è la mia più dolce, la mia unica
-speranza di felicità sulla terra! —
-
-Ed ella non ritrasse la mano ch'egli teneva, ma porse anche l'altra
-alla sua fervida stretta.
-
-— Avevo sempre pensato, caro Filippo, che innanzi quest'ora sarei
-stata chiamata nella mia patria celeste, e anche adesso sento che la
-mia dimora quaggiù non sarà lunga: ma finchè dura, o più o meno, sia
-secondo il vostro desiderio. Non sia mai che una mia parola divida due
-cuori così profondamente uniti. La vostra casa sarà la mia. —
-
-E quando l'erba rinverdiva, e i fiori sbocciavano diffondendo nell'aria
-le loro fragranze, e gli uccelli gorgheggiavano fra i rami, e le acque
-azzurre del lago s'increspavano all'alitare di zeffiri primaverili,
-Emilia venne a vivere sul pendio del colle con Filippo. E la signora
-Ellis la seguì per assumere il governo della nuova casa, e di tutte le
-attinenze, specie della latteria, che divenne il suo orgoglio.
-
-Ella aveva implorato a calde lacrime, e agevolmente ottenuto, il
-perdono di Filippo a cui sapeva adesso d'aver fatto più male che non
-volesse: e con la sincerità della sua volontaria confessione, con
-l'umiltà del suo pentimento, aveva provato che non era priva di cuore.
-
-La signora Prime sollecitò anch'essa, con vive istanze, il posto di
-cuoca alla villa; ma Emilia amorevolmente la dissuase.
-
-— Non possiamo lasciare tutte il babbo, — disse scusandosi. — Chi gli
-arrostirebbe appuntino i suoi crostini, chi gli accenderebbe a modo suo
-il fuoco, nella biblioteca? —
-
-La buona vecchia comprese che aveva ragione, e si rassegnò.
-
-E l'esule che ha tanto errato e tanto sofferto, è finalmente felice?
-Sì; ma la sua pace non deriva dalla sua bella casa, dai suoi vasti
-possessi, dalla fama onorevole che egli gode fra gli uomini, e neppure
-dall'amore della gentile Emilia.
-
-Questi sono beni preziosi, ed egli sa apprezzarli; ma la sua anima
-duramente esperta dei dolori del mondo, ha trovato un'àncora più salda,
-un più sicuro rifugio dalla tempesta, perchè grazie al divino potere
-d'una fede viva ha toccato il porto della salvezza eterna. Le preghiere
-della vergine cieca sono state esaudite, l'ultima e la migliore delle
-sue pie opere è compiuta; dal suo spirito illuminato un raggio è sceso
-nell'anima ottenebrata del suo diletto, e quand'anche Dio la chiamasse
-a sè, egli sarebbe ormai capace di seguire le sue orme, di continuare
-le sue carità, di fare il bene sulla terra finchè venga per lui l'ora
-di raggiungerla in cielo.
-
-Quando i due sposi, nelle sere estive, escono a respirare l'aria fresca
-e fragrante della campagna, e godere l'incanto dei crepuscoli sereni,
-ascoltando i cantori alati gorgheggianti tra le fronde, tutte le cose
-parlano d'una pace santa al rinato cuore di colui che per tanto tempo
-visse agitato ed afflitto.
-
-Quando il sole muore in mezzo alla pompa del tramonto, e a grado a
-grado la luce dell'occaso si estingue, quando spuntano le stelle e la
-luna s'inargenta, nella solenne bellezza della notte gli astri parlano
-parole d'alto insegnamento alla sua anima risvegliata, e la gran voce
-della natura, e la tenue voce sommessa che mormora in lui, dicono
-dolcemente, piamente:
-
-«Il sole non sarà più il tuo lume diurno, nè più splenderà per te il
-chiarore soave della luna: ma la luce eterna ti verrà dal Signore, e il
-tuo Dio sarà la tua gloria.
-
-«Il tuo sole non tramonterà più, nè la tua luna si ritirerà: perchè il
-Signore sarà la tua luce perpetua, e i giorni del tuo cordoglio saranno
-finiti.»
-
-
- FINE.
-
-
-
-
-NOTE:
-
-
-[1] Centesimo di dollaro.
-
-[2] Nome della nave che portò i primi coloni inglesi.
-
-[3] Esq. abbreviazione di «Esquire» titolo medio tra signore e
-cavaliere.
-
-[4] Colle del Tramonto.
-
-[5] La moda, l'elegante vita mondana.
-
-[6] La legge di Lynch autorizzava tutti i presenti a fustigare i ladri
-còlti sul fatto. Il supplizio era spesso mortale.
-
-
-
-
-
-Nota del Trascrittore
-
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
-senza annotazione minimi errori tipografici.
-
-
-
-
-
-End of the Project Gutenberg EBook of Il lampionaio, by Maria Susanna Cummins
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL LAMPIONAIO ***
-
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