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If you are not located in the United States, you'll have -to check the laws of the country where you are located before using this ebook. - -Title: La leggenda di Saladino - -Author: Gaston Paris - -Translator: Mario Menghini - -Release Date: July 1, 2020 [EBook #62538] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA LEGGENDA DI SALADINO *** - - - - -Produced by Barbara Magni and the Online Distributed -Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was -produced from images made available by The Internet Archive) - - - - - - - GASTON PARIS - - - LA LEGGENDA DI SALADINO - - - TRADUZIONE - - DI - - MARIO MENGHINI - - - - IN FIRENZE - G. C. SANSONI, EDITORE - 1896 - - - - - PROPRIETÀ LETTERARIA - - Firenze — Tip. G. Carnesecchi e Figli. - - - - -LA LEGGENDA DI SALADINO - - -Il giovine erudito italiano, che ha pubblicato il breve studio del -quale abbiamo letto il titolo,[1] non considera il suo se non come un -saggio provvisorio e preparatorio; avrebbe in animo di riprenderlo piú -tardi per allargarlo e domanda che sia aiutato per compierlo e renderlo -piú esatto. Corrispondo a questo suo desiderio comunicando qui alcune -note prese, almeno in parte, da molto tempo, su quella che si è potuta -chiamare la leggenda di Saladino, occupandomi specialmente della parte -francese del soggetto, sul quale il Fioravanti confessa di avere in -ispecial modo poche notizie.[2] - -Sono ben lieto di venire in aiuto, per parte mia, ad un lavoratore -coscienzioso e modesto; d'altronde, l'oggetto delle sue ricerche -è per sé stesso, se non di capitale importanza, almeno abbastanza -curioso, perché piaccia di contribuire a farlo conoscer bene; infine, -facendo ciò, si toccano punti ancora poco chiari della nostra antica -storia letteraria, sui quali esso fornisce l'occasione di spendere -un po' di tempo. Presenterò queste note nell'ordine col quale -le avevo altra volta classificate, e che non è sempre quello del -Fioravanti; mi riferirò al suo lavoro per tutto ciò che vi si trova già -sufficientemente chiarito. - - - - -I - - -I racconti dei cristiani su quello, che fu il piú terribile loro -avversario e il distruttore del regno di Gerusalemme, gli sono, in -generale, in tutto favorevoli; dirò piú tardi qualcosa intorno alle -cause di questo fenomeno, in apparenza abbastanza sorprendente. Però -bisogna notare che alcuni di questi racconti, e precisamente il piú -antico, hanno al contrario uno spiccato carattere di malevolenza -che apparisce, in modo naturalissimo, dal dispetto e la umiliazione -che le strepitose vittorie del sultano kurdo cagionarono ai vinti, e -soprattutto ai cristiani stabiliti in Siria, e da lui cacciati dai loro -possessi. Infatti, presso di loro si formò indubbiamente una leggenda -ostile, relativa ai suoi primi anni, che noi vediamo diffondersi in -Occidente al momento stesso dei suoi piú splendidi successi. Dapprima -essa, sotto la forma piú virulenta, ci appare in un curioso poema -latino, sin qui inedito e appena segnalato,[3] che non è giunto intero -sino a noi, e che deve essere stato composto nel 1187, poco prima della -presa di Gerusalemme. - -Saladino, di condizione servile, s'introduce nella corte di Norandino, -diviene l'amante della moglie, per mezzo della quale ottiene il favore -del sultano. A Babilonia (cioè al Cairo) uccide perfidamente un giudice -integerrimo alla stessa tavola alla quale colui l'aveva ammesso; -penetra con l'astuzia, non potendo entrare con la forza, nella città -dove risiede l'_amulanus_,[4] l'assassina, e s'impadronisce dei suoi -tesori che distribuisce tra i complici. In seguito, fa avvelenare -Norandino e pone a morte l'unico suo figlio, dopo di che sposa la -vedova, riuscendo cosí a diventar padrone di sette reami: è allora -che ha l'audacia di combattere i cristiani. Questo quadro con tinte -cosí fosche è stato tracciato in Occidente sopra racconti venuti -dall'Oriente; le linee vi sono singolarmente esagerate. L'assassinio -del giudice del Cairo e quello dell'_amulanus_ corrispondono -all'esecuzione del vizir Chaver e all'omicidio del califfo d'Egitto -El-Aded, che non senza ragione sembra imputato a Saladino.[5] Il -matrimonio di Saladino con la vedova di Norandino è narrato da storici -serî, ma il nostro poema è il solo a dire che anteriormente esistessero -tra loro relazioni di adulterio. Saladino spodestò il figlio di -Norandino, ma non lo mise a morte, e non è mai stato accusato d'avere -avvelenato il sultano stesso. Egli non era di condizione servile, -dacché era nipote di Siracon o Chirkon, generalissimo di Norandino, e -suo padre Ayoub occupava presso quest'ultimo un alto posto. - -Minori infrazioni alla verità troviamo nel passo, senza dubbio -d'origine palestiniana, che Riccardo, canonico della Santa Trinità di -Londra, inserí, circa l'anno 1200, nell'introduzione aggiunta alla sua -traduzione del poema francese d'Ambrogio sulla terza crociata.[6] Qui -Saladino è di nascita equivoca, ma ha per zio Siracon, il comandante -dell'armata che s'impadronisce dell'Egitto per conto di Norandino: -uccide a tradimento _Savarius_ (Chaver) e il _mulanus_, poi, essendo -morto Norandino, ne sposa la vedova e caccia via i figli. La favola -non si riannoda qui che ai primi atti del futuro sultano, il quale, -innalzato ad alte cariche da Norandino, non avrebbe tuttavia esercitate -prima altre funzioni da quelle di padrone delle cortigiane di Damasco; -distribuisce agli «istrioni» il danaro che ricava da loro, rendendosi -cosí popolare, ciò che dà occasione a Riccardo di abbandonarsi ad -enfatiche proteste contro i capricci della fortuna, la quale mette un -_leno_ sul trono dei re.[7] - -A fronte di questi riassunti trova posto un racconto piú -particolareggiato, che risale certamente anche ai detti dei cristiani -di Siria, e che si trova tanto nell'ultimo rifacimento della canzone di -_Jérusalem_, (ms. B. N. fr. 12659) quanto nella compilazione conosciuta -col nome di _Chronique d'Ernoul_, della quale però una piccola parte -può risalire a Ernoul, scudiere di Balian d'Ibelin. Il Pigeonneau[8] -crede che questo racconto sia passato al poema dalla cronaca, ma -esso varia troppo dall'una all'altra, perché si possa ammettere -questa opinione. Nella cronaca (p. 35 e seg.), Saladino è il nipote -di un ricco _prevosto_ di Damasco (evidentemente Chirkou); avendo -guerreggiato in Egitto contro _la mulaine_ e il suo alleato, il re -Amauri di Gerusalemme, è stato fatto prigioniero; suo zio, il sapiente -«largo e cortese», lo riscatta dopo la morte d'Amauri, e lo conduce -in Egitto, dove riprende la guerra contro _la mulaine_, che ben presto -assediano al Cairo. Lo zio muore e Saladino rimane capo dell'esercito; -disperando di prendere la città con la forza, ricorre all'astuzia: -fa dire a _la mulaine_ che verrà a chiedergli pace «comme asnes, la -somme sor le dos, por torser et por chargier sor lui quankes il lui -plairoit». Si presenta infatti e s'avanza su quattro zampe, un basto -sul dorso, sino al trono di _la mulaine_; però quando deve baciargli -il piede, cava fuori un coltello, che teneva nascosto, e colpisce _la -mulaine_ al cuore; la gente che l'accompagna fa altrettanto attorno a -sé e Saladino è padrone del castello. Alla porta di questo castello -c'erano sempre due cavalli sellati e brigliati che attendevano un -cavaliere; secondo un'antica profezia, doveva un giorno venire un -uomo «qui avroit nom Ali, et monteroit sor ces chevaus, et seroit -sire de tote paienie et d'une partie de crestienté»; Saladino «monta -sor les chevaus qui atendoient Ali, et aloit criant par la cité qu'il -estoit Ali, qui venus estoit a cheval». In tal modo s'impadronisce -dell'Egitto. Più tardi, essendo morto Norandino, Saladino ne sposa -la vedova e diventa padrone del suo impero.[9] La stessa storia -si rinviene, però con differenze abbastanza grandi, nel poema: qui -Saladino è l'erede legittimo del re d'Alessandria Eufradin; è stato -spogliato e bandito da suo zio Alfadin, ma piú tardi, con l'aiuto di -suo fratello Safadin, ricupera il reame e uccide lo zio. In seguito -uccide _la mulaine_ d'Egitto, presso a poco come nella cronaca, e monta -sul cavallo predestinato (qui non ve n'è che un solo), dopo averlo -stordito gridando _Alis_ (il rimatore non sembra comprendere il senso -di questo grido); in seguito conquista parecchi reami; di Norandino non -v'è cenno (ms. 12159, fol. 357). - -Questo travestimento degli esordi del glorioso sultano, ricomparisce in -un'opera assai posteriore e della quale bisogna dire qualche parola, -perché nella storia letteraria non è stato ad essa dato il posto che -deve avere. Si tratta del romanzo di _Jean d'Avesnes_, che ci hanno -conservato due manoscritti, uno dell'Arsenale, scritto verso il 1460, -e di cui lo Chabaille ha pubblicato un'analisi e numerosi estratti -(Abbeville, verso il 1845, picc. in-8º), l'altro della Biblioteca -Nazionale (fr. 12572,) sino ad ora non indicato. Quest'opera si compone -di tre parti ben distinte. La prima parte (Chabaille, p. 17-46) è un -piccolo romanzo, che sembra appartenere tutto intero al secolo XV e -che a noi non interessa. La seconda (p. 46-63) è la storia piú antica -della figlia del conte di Pontieu, di cui parleremo piú tardi. La -terza (p. 63-89) è semplicemente il rifacimento in prosa di una parte, -perduta nella sua forma originale, d'un immenso poema del quale non si -sono conservati in versi che due frammenti, se tali possono chiamarsi -due brani, di cui il primo conta piú di 35,000 versi e il secondo piú -di 34,000. Questo poema, composto nel nord-est della Francia, senza -dubbio poco dopo il 1350,[10] doveva comprendere un'intera storia -delle crociate (in gran parte, ben inteso, romanzesca), cui sembra -essersi riannodato, bene o male, un racconto delle guerre di Filippo -il Bello contro i Fiamminghi. La prima parte è stata pubblicata dal -Reiffenberg e dal Borgnet, sotto il titolo di _Le chevalier au Cygne -et Godefroid de Bouillon_; s'arresta al punto in cui Baldovino di -Gerusalemme, fratello e successore di Goffredo, parte per una favolosa -spedizione contro la Mecca. Dopo una lacuna, della quale non conosciamo -l'estensione, comincia la seconda parte conservata, pubblicata dal -Boca e dallo Scheler sotto il titolo di _Baudouin de Sebourc_ e di -_Bastart de Bouillon_. Un altro «ramo» forma il terzo libro di _Jean -d'Avesnes_; un altro ancora costituisce il fondo del romanzo di -_Baudouin de Flandres_; essi non esistono che in prosa, salvo alcuni -versi dell'ultima, che per caso ci sono stati conservati.[11] - -Ad un poema del secolo XIV dobbiamo dunque riferirci per il racconto -che _Jean d'Avesnes_ ci dà dei primi successi di Saladino. Questo -racconto è stato completamente omesso dallo Chabaille; si legge nei -fogli 164 e seguenti del ms. 12572; diciamo solamente che si riannoda -tanto a quello della _Chronique d'Ernoul_ quanto a quello della -_chanson_.[12] Vi si aggiunge un passo che io non ho rinvenuto altrove: -davanti la porta del palazzo di _la mulaine_ si trovava una «scalinata» -fatta d'un solo smeraldo; Saladino la fece fare in pezzi e distribuire -ai suoi compagni, e di là provengono tutti gli smeraldi oggidí sparsi -nel mondo. - - - - -II - - -Eccezion fatta di questi, la cui tendenza è visibilmente ostile, -tutti gli altri racconti leggendarî su Saladino gli sono favorevoli. -Alcuni si contentano di celebrare le sue virtú, altri si sforzano di -ravvicinarlo ai Cristiani, attribuendogli una disposizione, piú o meno -seguita in pratica, a riconoscere e a professare la fede de' Cristiani. -Questi due generi di racconti si trovano naturalmente assai spesso -mescolati, e noi parleremo ad un tempo tanto degli uni quanto degli -altri. - -Dapprima si volle che Saladino, ammirando l'istituzione cristiana -della cavalleria, si fosse fatto egli stesso armare cavaliere. Già -Riccardo della Santa Trinità, in mezzo al racconto cosí poco benevolo -che ho riassunto piú innanzi, nota incidentalmente (I, 31): _Processu -temporis, cum jam aetas robustior officium militare deposceret, -ad Enfridum de Turone, illustrem Palaestinae principem, paludandus -accessit et Francorum ritu cingulum militare ab ipso suscepit._ Onofrio -di Toron, conestabile dei regno di Gerusalemme, era infatti uno dei -piú rinomati principi del suo tempo. Fu signore di Crac di Montréal -dal 1169 al 1172, ed è assai probabile che anche a lui si riferisca -il racconto della _Chronique d'Ernoul_, secondo il quale Saladino, -prigioniero in quel castello e riscattato da suo zio (v. piú sopra), -domandò «an seigneur dou castel que il le fesist chevalier a la -françoise, et il si fist» (_Chr. d'Ernoul_, p. 36). Questa coincidenza -dei due racconti, d'altra parte indipendenti, non ci esime dal farci -credere che possano contenere qualche fondo di verità, e che Saladino -si facesse, se non armare cavaliere, almeno istruire nelle cerimonie -e negli obblighi della cavalleria da Onofrio di Toron. Tuttavia non -ad Onofrio di Toron, ma ad Ugo di Tabaria, principe di Galilea, la -tradizione volgare attribuí piú tardi l'onore di aver conferito la -cavalleria a Saladino, non quando egli era appena un oscuro emiro, ma -quando si trovava all'apogeo della potenza e della gloria.[13] Ugo di -Tabarie, uno dei primi personaggi del regno di Gerusalemme, fu fatto -prigioniero nel 1178 da Saladino, e piú tardi posto in libertà;[14] -nel 1187, la disastrosa battaglia di Hattin o di Tabarie ebbe luogo -quasi sul suo territorio, ma egli fuggí insieme con i tre suoi -fratelli; si segnalò piú d'una volta nelle guerre degli anni seguenti, -e morí dopo il 1204. Alla battaglia del 1178, in cui era stato fatto -prigioniero, si riannoda la leggenda che gli diè la parte da prima -attribuita ad Onofrio di Toron. Questa leggenda cosí fissata sul suo -nome ci è pervenuta: 1º in un piccolo poema del XIII secolo piú volte -pubblicato;[15] 2º in una redazione in prosa che offre qualche variante -e che è stampata incompletamente;[16] 3º da questa redazione in -prosa, nella terza parte di _Jean d'Avesnes_;[17] 4º in una redazione -italiana che fa parte delle _Cento novelle antiche_;[18] 5º in una -versione neerlandese;[19] 6º in una imitazione inserita nel secolo -XIV da Bosone da Gubbio nel suo romanzo _l'Avventuroso Ciciliano_, in -cui la storiella è attribuita a un soldano di Babilonia anonimo e a un -cavaliere chiamato messer Ulivo di Fontana.[20] Nel poema si è voluto -vedere, in modo assai strano, l'opera dello stesso Ugo di Tabaria:[21] -è detto sin dal principio che si tratta di un re saraceno che viveva -«jadis». L'_Ordre de chevalerie_ ha del resto per iscopo principale di -esaltare la cavalleria e di insegnare le virtú che devono segnalarla; -l'aneddoto dell'armar cavaliere Saladino non serve che di pretesto -per la narrazione dell'autore. Costui aveva attinto a una tradizione -popolare preesistente,[22] da cui ha altresí tolto a prestito il -racconto della generosità di Saladino verso lo stesso Ugo di Tabaria: -gli accorda la libertà di dieci prigionieri cristiani a sua scelta, -ma gl'impone una tassa di centomila bisanti, obbligandolo a fare, -per riunire questa somma enorme, una colletta tra i «prud'hommes», -lasciandogli, sulla parola, un anno di libertà condizionale. Ugo non -ne ha bisogno: prende il sultano in parola, e ne ottiene cinquantamila -bisanti, e gli emiri, ai quali si rivolge in seguito, glie ne -promettono tredicimila piú di quanti gli bisognano. Saladino gli -anticipa questi tredicimila bisanti, dando cosí una prova meravigliosa -della sua «largesse». - -La generosità era, come è noto, considerata nel Medio Evo, almeno -tra i poeti e per motivi facili a comprendersi, come la virtú per -eccellenza dei principi,[23] infatti, quella che si attribuisce, e non -senza ragione, a Saladino, lo rese celebre quasi come, per la stessa -ragione, era Alessandro.[24] Dante esclama nel _Convivio_ (IV, 11): «E -chi non ha ancora nel cuore Alessandro per li suoi reali beneficii? Chi -non ha ancora il buon re di Castella, o il Saladino...?». Ed è assai -probabile che per questa considerazione, egli, nel Limbo, in mezzo agli -eroi dell'antichità risparmiati dal vero inferno, abbia dato posto a -Saladino, il solo dei mussulmani. - - E _solo_ in parte vidi il Saladino. - (_Inf._, IV, 129). - -Questa «largesse» di Saladino è argomento di piú d'un racconto. -Abbiamo già veduta la storia del «perron» di smeraldo e quella -del riscatto di Ugo di Tabaria; ve ne sono anche altre. Secondo il -_Ménestrel de Reims_, egli rimanda assai liberalmente il re Guido di -Lusignano, fatto prigioniero in quella grande battaglia di Tabaria, -da cui fu prodotta la rovina del regno di Gerusalemme.[25] A un -altro prigioniero francese, cui aveva posto affezione e che vedeva -rimpiangere la sua famiglia e il suo paese, aveva accordato, secondo -una delle _Novelle antiche_,[26] un dono di 200 marchi. Il tesoriere -incaricato di stendere l'ordine di pagamento scrisse per errore 300; -volle correggere, ma Saladino guardandolo: «Metti 400, gli disse, non -sarà detto che la tua penna sarà stata piú liberale di me».[27] Un -aneddoto simile è riferito, come si sa, a un signore d'Anglure. Secondo -Jean le Long, cronista del sec. XIV, il sultano vicino a morire fece -venire questo signore, che era suo prigioniero, e gli chiese come un -onore di portare le sue armi (_insignia_) e di adottare il suo grido -di guerra (_Damasc!_), mediante le quali cose lo libererebbe con altri -prigionieri; il cavaliere accettò, ricevette la libertà, e mantenne la -parola.[28] Secondo un altro racconto, il signore d'Anglure, posto in -libertà provvisoria per raccogliere il prezzo del suo riscatto, sarebbe -ritornato a costituirsi prigioniero, non avendo potuto riuscirvi, e -Saladino, commosso per la sua magnanimità, l'avrebbe reso libero alle -stesse condizioni; è perciò che i signori d'Anglure si chiamarono piú -tardi _Saladin_, e adottarono il grido e le armi del sultano.[29] -Questa generosità spicca altresí in un grazioso aneddoto che il -_Ménestrel de Reims_ pone in bocca ad un prigioniero saraceno che -sarebbe stato lo stesso zio del sultano. Saladino aveva inteso vantare -assai la carità dell'ospedale di S. Giovanni d'Acri. Giammai si diceva, -un malato si è visto rifiutare ciò che desiderava. Per assicurarsene -si travestí da pellegrino e si fece ricevere come malato nel celebre -ospedale. Per tre giorni rifiuta ogni nutrimento; per le preghiere -del «maître des malades», dapprima dichiara che non mangerà a meno -che possa ottenere una cosa che non può avere, «que ce est forsenerie -a penser et a vouloir». Infine, dopo che gli è stato assicurato che -«onques malades qui çaienz fu ne failli a son désir, se on le pot avoir -pour or ne pour argent», egli confessa la sua cupidigia: «Je demant le -pié destre devant de Morel le bon cheval au grant maistre de çaienz, et -vuel que je li voie couper devant moi presentment, ou se ce non ja mais -ne mangerai». Il «grand maître», saputa questa fantasia, ne è assai -turbato, ma del resto: «Mieuz vaut, dice, que mes chevaus muire que -uns hons, et d'autre part il nous seroit reprouvé a touz jourz mais». -Si conduce quindi il cavallo davanti al pellegrino: vien legato, e -già un valletto alza l'ascia per tagliargli il piede, quando Saladino -esclama: «Tien coi! ma voulentez est assevie, et mes desiriers tornez -en autre viande: je vueil mangier char de mouton». In ricompensa, manda -piú tardi all'ospedale d'Acri una carta nella quale fa dono di mille -bisanti l'anno tolti sulle sue «rentes de Babiloine», e «d'enqui en -avant furent paié le mil besant chascun an au jour de la Saint Jehan». -Qui la munificenza saracena è vinta dalla carità cristiana.[30] - -Questa storiella ci indica una di quelle visite presso i Cristiani che -si attribuirono assai per tempo a Saladino e che sono specialmente -destinate a mettere in confronto le due religioni. Se ne trova un -esempio piú antico in uno dei rifacimenti del poema di _Jérusalem_.[31] -Durante una tregua con i Cristiani, Saladino viene a Gerusalemme, -ancora posseduta da costoro, e assiste alle cerimonie del loro culto: -le giudica tutte molto belle, salvo una, che gli sembra abusiva e -ridicola, il costume dell'offerta fatta dai fedeli al clero. Qui -non vi è se non una malizia abbastanza inoffensiva, ma sembra che si -sia divulgata assai per tempo una storiella di carattere piú grave, -secondo la quale Saladino, disposto ad abbracciare la vera religione, -ne sarebbe stato distolto dallo spettacolo dei costumi dei preti, -e particolarmente dei prelati, quando gli fosse stato prescritto di -osservarli. Lo racconta almeno Gilles de Corbeil nel suo poema ancora -inedito e intitolato _Jerapigra ad purgandos prelatos_, composto verso -l'anno 1215. - -Ecco l'intero passo che V. Le Clerc ha in parte citato secondo il -manoscritto:[32] - - Catholice fidei leges et dogmata Christi - Legit et audivit Saladinus, rex Orientis, - Doctoresque suos, quos lex gentilis habebat - Precipuos, tante jus[s]it decreta sophie - Chaldeis mandare notis, ut pabula sancta - Crebra recenseret illi recitatio vite. - Sed fidei celebris adeo reverentia movit - Concussitque virum, tanta admiratio mentem - Impulit, ut nostre se vellet subdere legi. - Seque catholicis cuperet nodare cathenis. - Rex ergo cepit studio explorare fideli - Que prelatorum foret observatio morum, - Qualis religio populi, que vita ministros - Ecclesie regeret; que postquam singula novit. - Spurcitiam, mores pravos, vitam[que] palustrem, - Luxuriam, fraudem, invidiam, scelus atque rapinam, - Et fraternum odium, cupidi quoque pectoris estum, - Membrorum et capitis tantum discrimen haberi, - Flexit in oppositam mentis vestigia partem, - Et profugus retro vertit iter; cultum reprobavit - Et meritum fidei vitio cultoris iniqui. - Proh! summum facinus, quod, tanto rege repulso - Labe sacerdotii nequam populique maligni. - Artatum Christi imperium, quod crescere supra - Posset in immensum dilatarique valeret - Ex tanti virtute viri! Sed prava malorum - Vita ministrorum summe perterruit illum, - Extinxitque bone conceptum mentis in ipso. (fol. 39 v). - -Conforme a questo tipo, ma generalmente con minore asprezza, i racconti -delle visite di Saladino ai Cristiani divengono cosí una specie di -«lettres persanes», in cui, anche esaltando la religione cristiana, si -fanno criticare da Saladino alcuni abusi cui essa dà luogo o alcune -negligenze cagionate da coloro, che dovrebbero praticarla meglio -di tutti. Talvolta la critica sembra andare anche piú in là, sino -agl'insegnamenti della religione stessa. Nel poema indicato poco fa, -il quale ha servito di base alla terza parte di _Jean d'Avesnes,_ la -confessione e l'adorazione del papa per opera dei cavalieri cristiani, -di cui è stato testimonio a Roma, fanno sdegnare l'orgoglioso soldano. -«Vouz aourez, dice, un homme comme moy ou un aultre; qu'il ait -puissance de pardonner ce que avés meffet a aultruy, ce ne croiray -je de ma vie; et par la foy que je doy a tous les dieux que homme -puisse aourer,[33] se ore le tenoye en Surie, je le feroye detraire a -chevaux».[34] Qui la satira sembra mettersi al di sopra degli elementi -stessi della fede cristiana, ma essa non ha alcun risultato, trovandosi -in un'opera in cui regna da un capo all'altro, a fianco della piú -credula devozione, un brio borghese e grossolano, che si ride di tutto -e che non dà nessuna importanza alle barzellette che prodiga. - -Spesso è anche il modo di comportarsi dei Cristiani che distoglie -Saladino dall'abbracciare la loro religione, per quanto egli sembri -preferirla alle altre. Una celebre storia che gli si attribuisce,[35] -è in realtà molto anteriore a lui: Pier Damiano, nel sec. XI, la -riferisce a un re pagano contemporaneo di Carlo Magno, il falso Turpino -al re saraceno Agolante, l'autore d'_Anseïs de Carthage_ a Marsilio, -quello delle _Enfances Godefroi_ al re di Gerusalemme Cornumarant: -tutti questi infedeli, per quanto disposti a convertirsi, sono sdegnati -a vedere che i Cristiani, i quali dichiarano che i poveri sono «les -messagers de Dieu»,[36] li trattano in modo cosí poco onorevole che -ai banchetti, cui li ammettono, li fanno sedere in terra e non dànno -loro che i rifiuti del pasto.[37] Una storiella narrata nelle _Cento -novelle antiche_ è piú puerile: Saladino, durante una tregua, invita a -un pasto i Cristiani, e dà loro, per sedersi, dei magnifici tappeti, -sui quali ha fatto ricamare ovunque croci d'oro; i Cristiani, senza -porvi attenzione, calpestano le croci coi piedi e vi sputano sopra, -donde Saladino conclude che solo a parole amano la loro religione.[38] -Piú imprudenti sono i monaci, i quali, venuti per convertir Saladino, -si lasciano ubriacare e indurre a un peccato piú grave ancora, -abbandonando cosí la loro religione e le loro persone al disprezzo del -sultano.[39] - -Piú interessanti sono quei racconti, che fanno vedere il gran sultano -titubante fra le tre religioni che si dividevano il mondo allora -conosciuto. Il piú celebre e il piú bello è quello in cui un ebreo, che -egli vuol confondere domandandogli qual sia la migliore religione, gli -narra la parabola dei tre anelli;[40] tuttavia Saladino vi rappresenta -una parte passiva che in origine non gli era stata attribuita. Una -novella che nel secolo XIII raccolse il rimatore austriaco Jans Enenkel -o Enikel mette il sultano piú direttamente in scena: «Quando fu vicino -a morte, chiese lungamente a se stesso a qual Dio rimettere la sorte -dell'anima sua, a quello dei giudei, dei mussulmani o dei cristiani: -quale era il piú potente? Nel dubbio, volle conciliarseli tutti e tre. -Possedendo egli una tavola fatta d'un enorme zaffiro, la fece spezzare -in tre pezzi,[41] e ne fece portare uno alla principale sinagoga, uno -alla chiesa e uno alla moschea di Gerusalemme, dopo di che morí».[42] -Tutto compreso, noi abbiamo qui una speculazione abbastanza grossolana, -come se ne attribuiscono a piú d'un sedicente barbaro convertito al -cristianesimo;[43] però la novella è ancora imparziale, come quella -dei tre anelli nella sua forma primitiva. I narratori cristiani non -dovevano naturalmente limitarsi a ciò; già nella _Chronique d'outre -mer_, compilazione del sec. XIII, della quale indicherò piú in là i -diversi elementi, la bilancia pende dal lato della religione cristiana: -«Ançois que il morust, manda il le califfe de Baudas et le patriarche -de Jerusalem et des plus sages juïs c'om pot trover en la tiere de -Jerusalem; car il voloit savoir por voir la quele lois estoit la -meillors. Assés desputerent ensamble, et soustenoit cascuns la soie -loi por la meillor. Li juï disoient qu'il ne pooit estre que Diex -nasquist sans conception de pere et de mere et sans engendrement, et -tout autretel dist li califfes; encontre tout çou fu li patriarces, et -moult monstra de biaus examples et de bieles paroles. Quant Salehadins -ot oïes les paroles de cascun, il dist que il ne se savoit a la quele -tenir; dont fist trois parties de l'avoir que il avoit conquesté, si -dona as crestiiens la meillour, et l'autre as Sarrasins et la tierce -as jüïs, et si delivra tous ceus qu'il avoit en ses prisons».[44] -Ma la forma di questo aneddoto, ad un tempo il piú ingegnoso e il -piú favorevole al cristianesimo, si trova in una raccolta latina del -secolo XIII, che ci è stata conservata in un prezioso manoscritto -di Tours, e di cui noi dobbiamo la conoscenza a Leopoldo Delisle. Vi -si racconta, come nelle precedenti versioni, che Saladino, prima di -morire, fece venire l'ebreo, il cristiano e il saraceno, reputati tra -i piú saggi di Gerusalemme, e domandò a ciascuno di essi qual'era la -miglior _loi_: «La mia, disse l'ebreo, e se l'abbandonassi abbraccerei -la legge cristiana, che ne discende. — La mia, disse il saraceno, e -se l'abbandonassi abbraccerei la legge cristiana, da cui discende. -— La mia, disse il cristiano, e a nessun costo l'abbandonerei per -un'altra». Allora egli disse: «Quei due, abbandonando la loro legge, -s'accorderebbero ad accettar questa; costui non accetterebbe altro che -la sua: io la giudico la migliore e la scelgo».[45] - -Le due tendenze che abbiamo osservate, una che fa di Saladino il -portavoce di alcune satire contro la Chiesa, l'altra che lo mostra -inclinato verso il cristianesimo, si riuniscono in un racconto di -Bosone da Gubbio, che si riferisce ai viaggi del sultano in Europa: -vedendo la cupidigia dei preti, specialmente del papa e dei cardinali, -esclama che la religione cristiana è visibilmente la migliore di tutte, -dacché il Signore dei Cristiani è abbastanza paziente e misericordioso -per sopportare simili offese, ciò che non farebbe certamente il Signore -delle altre leggi.[46] Qui abbiamo il primo abbozzo, assai goffamente -tracciato, dell'ammirabile e mordace novella del giudeo Abramo nel -Boccaccio, e della sua impreveduta conversione dopo il viaggio di -Roma.[47] - -Sia come si voglia, per un motivo o per l'altro, si credette -volentieri che Saladino fosse stato internamente persuaso della -verità del cristianesimo e che avesse altresí ricevuto il battesimo. -Il manoscritto latino che è stato citato poco fa, lo riferisce, -aggiungendo _ut dicitur_, come conclusione del suo consulto _in -extremis_.[48] D'altronde bastò immaginare che avesse dovuto, per la -presenza dei suoi, limitarsi ad una specie di simulacro, la cui virtú -non sarebbe forse sembrata sufficiente a un teologo: «Une chose fist -a la mort, dice il preteso zio di Saladino nei _Récits du ménestrel -de Reims_, qui mout nous ennuia; car quant il fu si apressez qu'il -vit bien que mourir le convenoit, si demanda plein bacin d'iaue. Et -maintenant li courut uns varlez aporter en un bacin d'argent, et li -mist a la main senestre. Et Salehadins se fist drecier en son seant, et -fist de sa main destre croiz par deseure l'iaue, et toucha en quatre -lieus sour le bacin, et dist: _Autant a de ci jusques ci comme de ci -jusques ci_. Ce dist il pour qu'on ne se perceüst. Et puis reversa -l'iaue sour son chief et sour son cors, et dist entre denz trois moz en -françois que nous n'entendimes pas, mais bien sembla, autant comme j'en -vi, qu'il se bautizast.[49] - - - - -III - - -L'ingegno di Saladino, i suoi successi, le sue grandi qualità -personali ispirarono una naturale ammirazione ai crociati di Francia -e d'Inghilterra, i quali, al seguito di Filippo e di Riccardo, erano -andati a combatterlo in Siria; la tolleranza di cui, in generale, fece -prova verso i Cristiani sottomessi al suo potere, l'umanità che spesso -mostrò verso coloro che avea vinti,[50] ispirarono nei suoi avversari -un rispetto ed anche una simpatia involontari. Per giustificare questi -sentimenti s'era pensato di attribuirgli per la religione cristiana -una inclinazione che era ben lungi dall'animo suo, ardentemente ed -esclusivamente mussulmano. La stessa tendenza ha fatto nascere una -favola piú singolare, secondo la quale il figlio d'Ayoub sarebbe stato, -almeno in parte, di razza cristiana e francese: ciò spiega la sua -pretesa simpatia per il cristianesimo e i suoi riguardi per i Franchi, -oltre di che ciò permetteva a costoro di rivendicare una certa parte -delle sue imprese e delle sue virtú. Questa favola sembra aver esistito -sotto due forme differenti, entrambe fantastiche, e che s'incontrano -solo nelle opere d'un carattere affatto romanzesco e popolare. Hanno -di comune questo, che riavvicinano l'illustre sultano alla famiglia -dei conti di Pontieu, intermediaria una donna, trasportata quasi -miracolosamente in un paese saraceno e data in moglie ad un saraceno; -differiscono in tutto il rimanente, ciò che ci fa credere ch'esse -sieno sorte indipendentemente su questo semplice indizio, del quale è -impossibile determinare l'origine. La meno conosciuta e la piú recente -si trova in quel gran poema del sec. XIV, del quale è stato parlato piú -innanzi. Secondo questo poema, una «dame de Pontieu», al momento in cui -andava sposa a un favoloso Esmeré, cugino di Goffredo di Bouillon, è -messa in mare in seguito ad una impresa disgraziata e trasportata dai -venti da _Nimaye_ (Nimègue) a Babilonia(!), dove il sultano Saladino -la accoglie, la sposa, e ne ha un figlio chiamato come lui, che è il -celebre conquistatore.[51] Piú tardi Giovanni di Pontieu, fratello -della sultana, essendo caduto nelle mani di Saladino, costui che sa -d'essere suo nipote, lo tratta con grandi riguardi, facendoselo amico; -nel corso del poema, la parentela di Saladino col conte di Pontieu è -spesso rammentata, e quando egli fa un viaggio in Francia, del quale -riparleremo, dà occasione a parecchi incidenti.[52] Il cronista Jean -le Long o Jean d'Ypres, abate di Saint-Bertin, il quale scriveva circa -il 1370, non teme d'aggiungere agl'indizi che raccolse pro e contro -Saladino questa singolare introduzione, tolta sia al nostro poema, sia -al racconto che gli aveva servito di fonte: _Saladinus Turchus, sed de -matre Gallica Pontiva_.[53] - -In un'altra maniera, e molto piú lontana, l'origine francese di -Saladino è presentata nel piccolo romanzo in prosa del secolo XIII -conosciuto col titolo di _Voyage outre mer du comte de Pontieu_, -o, meno esattamente, di _La Comtesse de Pontieu_. Questo romanzo è -certamente esistito a parte, e ne abbiamo almeno una copia isolata;[54] -ma è stato assai presto interpolato in una composizione piú estesa, -che ho avuto già occasione di ricordare piú d'una volta, e che è -chiamata col nome di _Chronique d'outre mer_. È una compilazione -che non può farsi risalire oltre la metà del sec. XIII. Ci è stata -conservata in tre manoscritti della nostra grande biblioteca, i nn. -770 (ant. 7185^{3·3}), 12203 (ant. suppl. fr. 445) e 24210 (ant. Sorb. -397) dei manoscritti francesi.[55] Il fondo di questa compilazione è -formata dall'opera anteriore che si designa, secondo l'edizione che ne -ha data il de Mas Latrie, sotto il nome di _La Chronique d'Ernoul_, -e della quale sarebbe troppo lungo studiare qui gli elementi e le -relazioni con la grande opera composita, volgarmente considerata come -la continuazione di Guglielmo di Tiro, la quale occupa il secondo -volume della raccolta degli _Historiens occidentaux des croisades_. -La _Chronique d'outre mer_ dei nostri tre manoscritti riproduce -dapprima il testo d'«Ernoul» senza offrire molte piú varianti di -quelle dei manoscritti ordinari. A poco a poco la fedeltà nel testo -d'Ernoul diventa meno grande, senza cessare d'essere reale; ma ben -presto s'intercala una narrazione estranea, la cui fonte è difficile -a indovinare e il cui interesse è dei piú minimi, e che continua per -lungo tempo a intromettersi nella narrazione presa a Ernoul. Si tratta -d'una pretesa guerra di Saladino contro Galacienne «dame de Turquie», -suo fratello Ranieri di Coine e i suoi alleati, il «calife de Baudas» -e il re Corlin di Nubia; in questa lunga narrazione di intonazione -storica, la quale non ha l'attrattiva del romanzo né il merito d'una -autenticità qualsiasi, noi vediamo figurare i due figli di Saladino e -alla loro testa Lycoredis, del quale l'autore ci dice espressamente: -«Che fu chil Lycoredis dont on parla tant au siecle, mais li crestien -l'apieloient Coradin».[56] Si tratta dunque di Malek-Moadam o Coradin -(Cheryf-Eddin), figlio di Malek-Adel o Saphadin, per conseguenza nipote -e non figlio di Saladino, e che certamente non era nato all'epoca in -cui il nostro autore gli attribuisce favolose imprese.[57] A partire da -questo momento però la _Chronique d'outre_ _mer_ s'allontana parecchio -dal testo d'Ernoul, di cui sembra un riassunto fatto a memoria;[58] -essa imbroglia nel modo piú inestricabile i fatti storici, soprattutto -quelli che si riferiscono all'Occidente, già assai sfigurati nel suo -modello, e ricorda all'incirca il tono del Ménestrel de Reims molto -piú di quello d'un cronista serio. Quantunque essa non termini alla -morte di Saladino, e prosegua sin verso l'anno 1228 il suo racconto -incoerente e talvolta incomprensibile, tuttavia è la storia di -Saladino quella che costituisce il pernio di tutta l'opera, come mostra -l'_explicit_ di due dei tre manoscritti (12203 e 24210): _Salhadins -fine chi_. Però non bisogna sperare di trovarvi utili contributi -per il soggetto che ora trattiamo: salvo la storia degli esordi del -sultano, tolta a Ernoul, e i due aneddoti, raccontati del resto assai -trivialmente, relativi alla sua morte, che abbiamo precedentemente -indicati,[59] in quest'opera non v'è nulla che possa interessare né -la storia reale, né la storia leggendaria o romanzesca. La versione -in prosa dell'_Ordre de chevalerie_, che uno dei manoscritti della -Cronaca (770) ha il merito di averci conservata, in origine non ne -faceva parte. La stessa cosa può dirsi del romanzo del _Voyage du comte -de Pontieu_, che si trova in due manoscritti (770 e 12203), ma che -manca nel terzo (24210), il piú recente, sebbene il piú fedele dei tre. -Degli amatori hanno inserito tardivamente nelle copie della _Chronique -d'outre mer_ tanto questo racconto quanto il romanzo. - -Il quale ultimo è interessante in se stesso, ma non ha con Saladino se -non una lontanissima relazione. Un cavaliere di nome Tibaldo, signore -di Domart in Pontieu e nipote di Saint-Pol, ha sposato la figlia del -conte di Pontieu (né il padre, né la figlia sono nominati). Dopo cinque -anni trascorsi in una unione felice, ma sterile, i due sposi risolvono -di andare in pellegrinaggio a San Iacopo per ottenere la posterità, -che essi bramano. Traversando una foresta dove si trovano separati -dal loro seguito, sono aggrediti da briganti che li depredano, legano -Tibaldo e violano la moglie sotto i suoi occhi. Partiti i briganti, -egli chiama la moglie per esser liberato. «La dame ala cele part ou -mesire Thiebaus gisoit, et vit une espee gesir ariere, qui fu a un des -larons qui ocis fu. Ele la prist, et vint envers son seigneur, plaine -de grant ire et de mauvaise voulenté qui li iert venne, car ele doutoit -mout qu'il ne l'en seüst mal gré de chou que il l'a voit ensi veüe, -et qu'il ne li reprouvast en aucun tans et li mesist devant chou que -avenu li estoit; si dist: _Sire, je vous deliverrai ja._ Lors haucha -l'espee et vint vers son seigneur et le cuida ferir par mi le cors; -et quant il vit le coup venir, si le douta mout.... si tressailli si -durement que les mains et li doi li furent desserré, et ele le feri -si que ele le blecha un poi et coupa les coroies de coi il estoit -loiiés. Et quant il senti les loiiens laskier, il sacha a lui et rompi -les coroies, et sailli sus en piés, et dist: _Dame, se Diu plaist, -vous ne m'ochirés meshui_! Et ele dist: _Chertes, sire, che poise -moi_!» Il conte compie il suo pellegrinaggio senza riparlar con sua -moglie di questa strana avventura, «et l'en mena en son païs a ausi -grant joie et a ausi grant honnour comme il l'en avoit amenee, fors -de gesir o li». Però si trova obbligato, malgrado la sua resistenza, -a raccontare l'accaduto al suocero, il conte di Pontieu, e la giovine -donna, interrogata, non solamente riconosce la verità tutta intera -del racconto, ma ripete: _«Encore me poise il que je ne l'ochis»_. Il -conte, meno indulgente di suo genero, infligge a sua figlia un crudele -castigo. Trovandosi un giorno a Rue, la conduce in mare, con suo -marito, in un battello, in cui egli ha fatto portare una botte, fuoco -e pece. In alto mare la fa entrare nella botte, la quale vien turata -e accuratamente spalmata di loto e la getta nel mare gridando: _«Je te -commant au vent et as ondes!»_ Alcuni mercanti fiamminghi che andavano -nel paese dei Saraceni, pescano la botte e non sono poco sorpresi nel -trovarvi una bella e giovine donna vicina a morire; la conducono a -Aumarie[60] e la regalano al soldano del luogo. Costui la sospetta di -alto lignaggio, quantunque essa nasconda ostinatamente il nome e la sua -origine, s'innamora di lei, le domanda di rinnegare il cristianesimo -e di divenire sua sposa. «Ele vit bien ke mius li venoit a faire par -amours ke par forche, si li manda ke ele le feroit voulentiers». Ella -dunque lo sposa, ne ha ben presto una figlia e piú tardi un figlio. -Intanto il conte di Pontieu, suo figlio e suo genero vivevano nel -dolore, e il primo si pentiva della sua crudeltà. Tutti e tre si fanno -crociati, e al ritorno della Terra Santa un naufragio li getta ad -Aumarie. Il soldano li fa mettere in prigione, e perché, in un giorno -di festa, i suoi arcieri, secondo l'uso, gli domandano un cristiano per -servir loro di bersaglio, egli fa estrarre dalla prigione il conte di -Pontieu. La moglie del soldano, quando lo vede, si sente commossa, e -altrettanto fa per il suo primo marito e per suo fratello. Un giorno li -scongiura di dire tutta la verità, e domanda loro che cosa è avvenuto -di colei ch'essi han detto essere stata la moglie dell'uno, la figlia -e la sorella degli altri. Il conte di Pontieu le narra tutta la storia -negli stessi termini coi quali l'autore l'ha già detta. Quando essa -ascolta la narrazione del delitto che ha voluto commettere la moglie -di Tibaldo, esclama, come se il suo sentimento di pudore femminile -bastasse a farle comprendere l'azione ispirata a un'altra donna da -questo sentimento: _«Ha! sire, bien sai por coi ele le vaut faire. — -Dame, por coi? — Chertes,_ fait ele, _por la grant honte que il avoit -veü que ele avait soferte et receüe devant lui._ Quant mesires Thiebaus -l'oï, si commenche a plourer mout tenrement et dit: _Halas! quel coupe -i avoit ele? Ja por chou piour semblant ne l'en eüsse fait, car che fu -mal gré sien. — Sire,_ fait la dame, _che ne cuidoit ele pas»_.[61] -D'altronde il conte di Pontieu e Tibaldo non dubitano che la loro -figlia e moglie non sia morta. «Ma, dice la sultana, sareste contenti -di sapere che vive ancora?» Entrambi assicurano che nulla potrebbe -recar loro gioia piú grande. «Quant la dame ot oïes lor paroles, si li -atendri li cuers, si loa Diu et en rendi graces a lui, et lor dist: -_Or gardés k'il n'i ait feintise en vos paroles._ Et il respondirent -et dirent: Dame, non a il. La dame commencha mout tenrement a -plourer, et lor dist: _Sire, or poés vous bien dire ke vous estes mes -peres, et je sui vostre fille, ichele dont vous presistes si cruel -justiche; et vous, messires Thiebaus, estes mes sires et mes barons; -et vous, sire vallès, estes mes freres»_. Questa scena non manca -certamente di patetico nell'estrema semplicità della forma; richiama -involontariamente il dialogo di Giuseppe con i fratelli in Egitto, e ha -valso in gran parte al nostro racconto l'interesse, che non ha cessato -di esercitare sin da quando è stato posto nuovamente in luce. — Qualche -tempo dopo, la donna trova il modo di evadere con i suoi conducendo -con sé il figlio che ha avuto dal sultano; si fa assolvere a Roma, -dove ritorna alla fede cristiana e rinnova il suo matrimonio, e tutti -ritornano nel Pontieu. Piú tardi il figlio del soldano d'Aumarie, che -è stato battezzato col nome di Guglielmo, sposa la figlia di Raul di -Préaux, potente barone normanno, e diventa signore di Préaux; il figlio -del conte di Pontieu muore giovane, e i due figli che Tibaldo ha avuto -da sua moglie dopo la loro riunione ereditano per conseguenza uno la -contea di Pontieu, l'altro quella di Saint-Pol. Intanto la figlia del -soldano era rimasta presso suo padre: «Elle crut en grant biauté et -mout devint sage, et fut apielee la Bele Caitive, por chou que sa mere -l'avoit laissiee ensi comme vous avès oï». Ella sposa «un Turc mout -vaillant», chiamato Malakin di Baudas, che la conduce nel suo paese e -«de chele dame ki fu apielee Bele Caitive fu nee la mere au courtois -Turc Salehadin, qui tant fu preus et sages et conquerans».[62] - -La storia straordinaria della figlia del conte di Pontieu è uno dei -racconti medievali che sono stati piú presto esumati e ringiovaniti. -Nel 1679, il Citri de la Guette pubblicava sotto il titolo d'_Histoire -de la conquête du royaume de Jérusalem sur les chrétiens par Saladin_, -una traduzione in francese moderno, generalmente assai esatta, della -_Chronique d'outre mer_, con le due interpolazioni dell'_Ordre de -chevalerie_ e del nostro romanzo.[63] Da questo libro, con molta -probabilità, il comandante di Vignacourt prese l'idea almeno di una -parte importante dell'opera che pubblicò nel 1723 in due volumi: _Edèle -de Ponthieu, nouvelle historique._ Tuttavia egli conservò ben poca -cosa del vecchio racconto, e soppresse, per dire il vero, tutto ciò -che ne costituiva l'originalità e anche l'interesse.[64] La signora de -Gomez fu meglio ispirata nella sua _Princesse de Ponthieu_, che inserí -nelle due _Journées amusantes_:[65] salvo qualche lieve modificazione, -essa seguí l'antico racconto, che conosceva certamente per il libro -del Citri de la Guette. Non ne resta, al contrario, quasi nulla -nella tragedia del La Place, _Adèle, comtesse de Ponthieu_, debole -imitazione della _Zaïre_, rappresentata nel 1757;[66] quanto all'opera -del Saint-Marc, _Adèle de Ponthieu_, data nel 1776 e due volte posta -in musica, non ha assolutamente di comune con le due opere precedenti -altro che il nome dell'eroina. - -Questo nome merita di fermarci un istante, perché ha indotto a -singolari conclusioni sul romanzo che esaminiamo. L'eroina del romanzo -è anonima nell'opera originale; tale è rimasta nel Citri de la Guette -e nella signora de Gomez, che ne ha fatto solamente una principessa. -A quanto pare, il comandante di Vignacourt ebbe per primo l'idea di -darle il nome di _Èdèle_, che il La Place ha imitato cangiandolo in -_Adèle_: questi due nomi non sono che la variante uno dell'altro, -ed entrambi erano poco in uso durante il sec. XVIII. Si trova nella -famiglia di Pontieu una _Adela_, figlia di Giovanni II e moglie di -Tommaso di Saint-Valeri alla fine del secolo XII: percorrendo qualche -genealogia, il Vignacourt avrà messo gli occhi sopra questo nome, -l'avrà trovato di suo gusto e l'avrà dato alla sua eroina, lasciando al -marito il cognome di Saint-Valeri, ma sostituendo al nome di Tommaso -quello piú decoroso d'Enguerrand. La tragedia del La Place, che ebbe -qualche successo, consacrò il nome d'_Adèle_ di Pontieu (sostituito da -lui a _Édèle_), e quando si riscontrò che effettivamente vi era stata -una Adela nella famiglia di Pontieu, si credette d'aver trovato la -prova che il vecchio romanzo non fosse senza fondamento storico, e, -seguendo il processo abituale in simili casi, si cercò di rinvenire -questo fondamento, eliminando dalla narrazione ciò che era troppo -evidentemente meraviglioso ed inverosimile. Il Louandre, nella sua -_Histoire d'Abbeville,_ dopo d'aver menzionato Adele, figlia di -Giovanni II di Pontieu e sposa di Tommaso di Saint-Valeri, aggiunge: -«Fu questa giovane e bella principessa che i briganti oltraggiarono -e che Giovanni fece precipitar nei flutti, credendo di cancellare in -questo modo l'affronto fatto al suo sangue.[67] Questa avventura, -cosí come la conosciamo, si è senza dubbio alterata e la finzione, -come nella tragica storia della dama di Coucy,[68] vi tiene posto piú -della realtà. Sia come si vuole, Adele è restata nel Ponthieu l'eroina -d'una tradizione celebre.[69] Il ricordo della sua sciagura, dopo aver -ispirato i trovieri del Medio Evo,[70] ha fornito il soggetto ad opere -in musica, a tragedie e a poemi per i verseggiatori moderni».[71] Il -Louandre avrebbe dovuto rammentarsi che il romanzo fa della figlia -del conte di Pontieu la bisavola di Saladino: essa avrebbe dovuto -dunque nascere verso il 1070,[72] mentre che Ale (è la vera forma -francese di _Adela_) di Pontieu nacque verso il 1160; del resto, -non si trova, beninteso nella: storia, alcuna traccia della tragica -avventura attribuita qui alla moglie di Tommaso di Saint-Valeri. Ciò -non ha impedito agli ultimi editori del romanzo del secolo XIII di -dire, citando il Louandre, che «nelle avventure della nostra eroina -non è tutto fittizio», e che essa ha esistito «sotto il nome di Adele -di Ponthieu, moglie di Tommaso di Saint-Valery e figlia di Giovanni I -di Ponthieu, durante la seconda metà del secolo XII».[73] Ahimè! anche -la sua esistenza, in quanto figlia unica d'un conte di Pontieu[74] -maritata a un Tibaldo di Domart,[75] non è reale piú delle sue -disgrazie, o dell'introduzione di tre figli nelle liste genealogiche -delle case di Pontieu, di Saint-Pol, e di Préaux: i valorosi Guglielmo, -Giovanni e Pietro di Préaux, questi fedeli compagni di Riccardo, che -combatterono cosí valorosamente contro Saladino, non sospettavano -affatto d'esser suoi cugini e d'avere avuto per avolo il figlio del -soldano d'Almeria! - -Il nostro romanzo ci presenta probabilmente, seguendo un fenomeno -assai conosciuto, l'applicazione d'una novella popolare a un dato -leggendario, da cui era del resto indipendente. Si credeva, senza -che noi sappiamo come questa credenza nascesse, che la figlia d'un -conte di Pontieu avesse sposato uno degli avoli di Saladino: si cercò -d'immaginare per quali avventure essa avesse potuto essere trasportata -in _paienie_ e risolversi a sposare un saraceno. Si fece uso di un -racconto assai commovente, che apparteneva a un gruppo di narrazioni -molto sparse nel Medio Evo, le quali hanno per iscopo di dimostrare che -gli uomini s'arrogano a torto il diritto di giudicare e di condannare -le colpe dei loro simili, e che la misericordia divina confonde -spesso con dei prodigi la pretesa giustizia umana. Noi possediamo una -variante abbastanza bella, quantunque tarda (secolo XIV), del tema cui -sembra appartenere la novella della bisavola di Saladino: il _Dit des -annelets._ La colpa della moglie qui è diversa, piú grave in realtà, -quantunque non sia se non intenzionale: partita con suo marito dal -Boulonnais, come la nostra eroina dal Pontieu, per il pellegrinaggio -di San Iacopo, essa si lascia trascinare, quasi contro sua voglia, -a seguire in un castello solitario un cavaliere, che ha incontrato i -viaggiatori e che s'è unito ad essi; quando il marito li sorprende, -ella sostiene l'audace menzogna del suo complice (che non è ancora tale -di fatto) assicurando esser questi il marito e l'altro un intruso. Un -dibattito giudiziario ha luogo tra i due rivali, e già il pentimento -piú sincero e piú profondo s'è impadronito del cuore della povera -donna, la quale non trema che per il suo sposo. Vincitore, questi -la conduce nel loro paese, e là, convocando tutti i suoi parenti ed -amici, racconta l'avventura senza nominarne i personaggi, e domanda -qual giudizio si darebbe della colpevole, che non solamente ha voluto -tradire, ma ha rinnegato suo marito. Il padre della dama dice che, -se avesse potere sopra una donna simile, la condannerebbe, e tutti -sono del suo parere. Il marito allora, dichiara che si tratta di sua -moglie, ma che la punirà in modo da non disonorare la famiglia. La -conduce a Wissant,[76] e l'abbandona sul mare in un battello senza -ormeggi.[77] Prima di abbandonarla, le fa mettere nelle dita dieci -anelletti di ferro, che le entrano nella carne, e getta nell'acqua -l'anello d'oro che ella gli aveva dato in altri tempi, dichiarando -che si riconcilierà con lei sol quando Dio glielo renda. Trasportata -dai flutti in un'isola deserta, vi è raccolta da un conte spagnuolo -che ha pietà di lei, la trova bella, le offre invano di sposarla, e, -dietro sua domanda, la fa entrare, insieme con dodici beghine, in -una casa lungo la strada di San Iacopo, dove essa pratica opere di -misericordia verso i pellegrini. S'indovina che dopo qualche tempo si -rinvenga nel corpo d'un pesce l'anello gettato nel mare, che il marito -ritorni in Galizia per implorare da San Iacopo di riunirlo con sua -moglie, che egli la ritrovi, e che, quando le ha perdonato, gli anelli -di ferro che avevano quasi marcito le dita e che essa non aveva mai -voluto far togliere cadano da sé, per un miracolo di Dio. Si ponga a -confronto la prima parte di questa leggenda, alquanto modificata, con -una delle scene di riconoscimento che sono frequenti nelle novelle e -specialmente in quelle del ciclo cosí ricco e cosí vario della «moglie -innocente e perseguitata», e si avrà all'incirca il nostro romanzo, -meno gl'incidenti e i particolari che ha saputo aggiungervi, con -discreta felicità d'invenzione, colui che l'ha redatto. Gli è stato -sufficiente dare all'eroina un conte di Pontieu per padre, maritarla -temporaneamente a un soldano saraceno e fare della nipote la madre del -gran Saladino, per dare al suo romanzo un interesse maggiore, molto -gustato, e riannodarlo con una leggenda che si conosceva vagamente -senza sapere su quale fondamento s'appoggiasse. - -Non è dunque sorprendente che questo romanzo abbia avuto successo. -È passato in _Jean d'Avesnes_, ma il redattore del secolo XV non -si è limitato a ringiovanire la lingua del romanzo del Dugento: -anche seguendo assai da presso gli avvenimenti,[78] ha completamente -rinnovato lo stile sul gusto del suo tempo e alla semplicità un po' -secca del racconto antico ha sostituito una rettorica che, pur non -essendo, qua e là, priva di merito,[79] non pecca meno in generale per -l'enfasi[80] e la prolissità. Come si è già veduto, ringiovanito nel -Seicento, il nostro romanzo ebbe nel secolo XVIII una voga letteraria -da compararsi a quella del _Châtelain de Couci_; doveva però questa -voga al suo interesse intrinseco, e non alle origini di Saladino, che i -rifacitori avevano persino creduto di dover sopprimere.[81] - - - - -IV - - -Al contrario, si tratta proprio di Saladino in un gruppo di novelle, -le quali si riferiscono ai viaggi che in incognito avrebbe compiuti -in Occidente. Questi pretesi viaggi sono stati oggetto di parecchi -racconti che noi troviamo in Francia, in Italia, e in Ispagna. In -Francia non ci se ne presentano in epoca assai remota, ma è assai -probabile, come vedremo, che le narrazioni italiane abbiano avuto -fonti francesi ora perdute. Attualmente noi non ritroviamo una -storiella di questo gruppo che nel poema (scritto dopo il 1350) del -quale _Baudouin de Sebourc_ e il _Bastart de Bouillon_ sono due rame; -essa non ci è neanche pervenuta nelle redazioni versificate, bensí in -_Jean d'Avesnes_ ne abbiamo una in prosa, evidentemente fedele, e i -riferimenti ripetuti e precisi che ne son fatti nel _Baudouin_ e nel -_Bastart_ non permettono di dubitare che abbia figurato nel poema.[82] -Questa storia, tal quale viene presentata qui, è, almeno nella -prima sua parte, la semplice imitazione d'una finzione piú antica, -appartenente al ciclo della prima crociata e riferita a tutt'altro -personaggio che Saladino. Il poema delle _Enfances Godefroi_, il -quale, nella sua forma attuale,[83] è stato redatto circa il 1160, -contiene un lungo episodio che è unito al rimanente con un legame assai -debole, e che ha dovuto formare in origine un poema isolato, alquanto -anteriore a questa data: è il «voyage de Cornumarant». Cornumarant, re -di Gerusalemme (personaggio importante degli antichi poemi sulla prima -crociata), avendo avuto sentore di una predizione, secondo la quale il -duca Goffredo di Bouillon deve togliere la città santa ai Saraceni, -va in Francia con un interprete, con l'intenzione di conoscere -la potenza del duca e di ucciderlo, se può: come sia riconosciuto -dall'abate di Saint-Tron, come riveli l'esser suo a Goffredo, come -rinunzi al progetto di omicidio, non è quello che devo raccontare qui. -Quanto a Saladino, non è una profezia che lo conduce in Occidente, è -semplicemente il desiderio di «veoir la noblesse et le maintien des -chrestiens».[84] Si fa accompagnare da suo zio Giovanni di Pontieu (v. -addietro p. 27) e da Huon Dodekin, divenuto Huon di Tabarie, cui deve -l'ordine di cavalleria (v. addietro p. 11, n. 2). Sbarcano a Brindisi, -passano per Roma, traversano la Lombardia e arrivano a Parigi: «Deux ou -trois jours furent les barons a Paris pour eulx donner joye, et jamais -ne leur eust illec anuyé, pour ce que c'est ung droit monde».[85] Il re -Filippo non c'era, ma sono ricevuti dalla regina (che non è nominata), -alla quale Saladino fa una viva impressione. I viaggiatori vanno a -Saint-Omer, dove risiede il re, e Saladino difende vittoriosamente in -singolar tenzone l'innocenza ingiustamente accusata di una fanciulla -della famiglia dei conti di Pontieu. A Cambrai si combatte un magnifico -torneo, nel quale Saladino ottiene il premio, rovesciando lo stesso -re Riccardo d'Inghilterra. La «largesse» e la «courtoisie» dello -sconosciuto eguagliano la sua valentia, e la regina ne è sempre piú -invaghita. Glie lo dichiara senza ambage e si dà intieramente a lui; -anch'egli finisce per confessarle l'esser suo, ma ciò non toglie che -ella seguiti ad amarlo.[86] Finalmente egli se ne va in Siria. Però ben -presto ne ritorna in tutt'altre condizioni, con una flotta immensa e -col proposito di conquistare la Francia: Huon di Tabarie e Giovanni di -Pontieu riescono a stornare sull'Inghilterra l'invasione minacciante, -e l'Inghilterra stessa è salvata, grazie soprattutto al valore dei -cavalieri francesi, in un episodio (il _Pas Salehadin_) sul quale -ritorneremo piú tardi. Ben presto, ritornando in Siria, Saladino viene -a sua volta assalito colà dai re di Francia e d'Inghilterra. Questa -seconda parte del racconto non è, come si scorge, affatto in relazione -con la prima, nella quale vediamo il soldano visitare la Francia per -semplice curiosità. - -Non unicamente per questo sentimento, ma anche in previsione di una -crociata imminente e per il desiderio di informarsi delle forze dei -Cristiani,[87] Saladino si risolve a percorrere il mondo nella maggior -parte dei racconti italiani. Il piú antico sembra esser quello di -Bosone da Gubbio (v. piú addietro, p. 11), del resto assai confuso.[88] -Il re di Francia, secondo Bosone, era stato fatto prigioniero -da Saladino con molti altri suoi baroni, tra i quali il _conte -Artese_;[89] Saladino usa molte cortesie a quest'ultimo, lo mette in -libertà, e gli annunzia che gli farà una visita in Francia. Infatti, -travestito da eremita, gli si presenta qualche tempo dopo; quindi, -sotto le spoglie d'un mercante, visita col conte l'Europa e critica -la prodigalità del re in relazione coll'avarizia del papa.[90] In -seguito, nel romanzo di Bosone, accade un'altra avventura la cui scena -è in Ispagna: un cavaliere, Ugo _di Moncaro_, è di un'estrema cortesia -verso Saladino, senza riconoscerlo, e di ciò il soldano lo ricompensa -piú tardi, quando Ugo è caduto nelle sue mani dopo una disfatta dei -Cristiani, rinviandolo libero in patria con altri dieci prigionieri e -un presente di dieci mila pezze d'oro.[91] - -Secondo il Rajna, queste novelle sono d'origine francese, e niente è -piú probabile, sebbene siano singolarmente alterate dalla trasmissione -orale. I commentatori di Dante, citati dal Rajna e dal Fioravanti, -ci mostrano che durante il secolo XIV questa idea dei viaggi di -Saladino era molto sparsa in Italia: «Questi, dice Iacopo della Lana, -fue soldano di Babilonia, lo quale fue sagacissima e savia persona, -sapeva tutte le lingue,[92] e sapeva molto bene trasformarsi di sua -persona; cercava tutte le provincie e tutte le terre sí de' Cristiani -come de' Saracini, e sapeva andare sí segretamente che nulla sua gente -né altri lo sapea». Il Boccaccio, nel suo commento, ci attesta anche -la diffusione di questa tradizione: «_Credesi_ che, trasformatosi, -gran parte del mondo personalmente cercasse, e massimamente intra' -Cristiani, li quali, per la Terra Santa da lui occupata, gli erano -capitali nemici». Sembra evidente, come è stato notato,[93] che -quest'ultima parte della frase indichi che Saladino esplorasse i -paesi dei Cristiani allo scopo d'informarsi delle forze delle quali -avrebbero potuto disporre contro di lui. Lo stesso Boccaccio lo dice -espressamente nella bella storia di Messer Torello (_Decam._, X, 9), il -quale, come Ugo di Moncaro, si mostra, a Pavia, d'una cortesia squisita -verso Saladino vestito da mercante, e piú tardi riceve da lui una -meravigliosa ricompensa:[94] Saladino aveva intrapreso il suo viaggio -in «Ponente» per vedere da se stesso i preparativi della crociata, a -tempo di Federico I. Era insomma uno spionaggio, e se il sultano fosse -stato riconosciuto, rischiava di pagar molto cara la sua temerità. - -Tuttavia ciò accadde una volta,[95] ma impunemente, se si deve -credere a un altro novellista, questa volta spagnolo, D. Juan Manuel, -che scriveva alla metà del secolo XIV. Nella novella L del _Conde -Lucanor_, Patronio narra al suo padrone che in Egitto Saladino s'era -invaghito d'una dama bella e virtuosa, sposa d'uno de' suoi principali -cavalieri. Costei gli promette d'esaudirlo quando avrà risposto -alla seguente questione: «Quale è la miglior cosa che possa essere -nell'uomo e diventare la fonte di tutte le virtù?» Il soldano ha un bel -riflettere e cercare, non trova nulla; invano interroga tutti quelli -che ravvicinano. Allora, travestito da giullare, in compagnia di due -altri giullari, percorre il mondo, l'Italia, la Francia, domandando -ovunque una risposta che non ottiene mai. Finalmente in Ispagna -incontra un cavaliere che lo porta da suo padre, vegliardo assai -saggio; costui un tempo era stato prigioniero di Saladino, il quale -lo aveva trattato molto bene; dapprima lo riconosce, ma non se ne fa -accorgere pubblicamente. Egli risponde alla questione: la miglior cosa -che possa essere nell'uomo è la vergogna (_vergüenza_); poi chiama a -parte il soldano, e gli dice che lo riconosce, ma che non lo tradirà. -Saladino ritornato in Egitto va a trovare la dama e le dà la risposta -del vegliardo; essa gli dice che è buona, ma gli fa un'altra questione: -«Non si considera egli come il miglior uomo che viva?» Egli confessa -di sí; allora l'esorta a riunire la miglior cosa del mondo col miglior -uomo del mondo, e Saladino commosso cambia in rispettosa amicizia la -passione che aveva per lei.[96] - - - - -V - - -Questo racconto, il quale per il suo spirito e per il modo onde -procede, sembra esser venuto in Ispagna dalla Provenza, ci conduce -a parlare degli amori di Saladino: non era possibile che un modello -cosí completo di tutte le virtù cavalleresche, rimanesse estraneo -all'amore. Lo nota espressamente l'autore della prima delle _Cento -novelle antiche_: «El Saladino fo sí valoroso, largo, cortese signore -e d'anemo gentile, che ciascuno ch'al mondo era en el suo tempo dicea -che senza alcun difetto era onne bontà in lui compiutamente». Ma gli -mancava l'amore: Bertran de Born (in qual modo si trovava in relazione -con lui?) volle dargli questa suprema perfezione, e gl'indicò una dama -che era la migliore che esistesse, spronandolo ad amarla «per amore». -Saladino rispose che aveva quante donne volesse e che le amava tutte. -Però il trovatore gli mostrò che ciò non aveva niente di comune con -l'amore vero, l'amore cortese, delicato e raffinato, e glie ne diè la -spiegazione. Subito il sultano, esaltato da questi discorsi, si porta -con un esercito nel paese dove abita la dama, paese che gli è ostile, -l'assedia nel suo castello e sta per impadronirsene, quando ella lo -fa chiamare e gli dice che non sono questi i segni dell'amore che si -è soliti dare. Udite le sue proteste, ella gli ordina di ricondurre -il suo esercito: «_E per accordo a me lasci el cor tuo e 'l mio ne -porti, e siano sempre uno in tutta simillianza_. E cosí fu el comiato». -Saladino aveva preso una lezione completa d'amor cortese, ma doveva -trovarlo un po' arido. - -Era predestinato, sembra, ad ascoltar da donne amate da lui risposte -nobilissime e savissime, ma poco incoraggianti, e delle quali voleva -non di meno soddisfarsi. Si legge in _Jean d'Avesnes_ che, essendosi -impadronito d'un castello, in cui si erano rinchiuse duecento dame con -la principessa d'Antiochia, trattò quest'ultima assai cortesemente, -e non poté impedirsi d'essere sensibile alla beltà di lei e alle -attrattive della sua conversazione, tanto che egli «la requist d'estre -sa dame et sa maistresse, ce que par adventure elle eust voulentiers -fait s'il eust esté crestien et s'elle eust esté impourveue de mary.... -Si respondy le plus doulcement qu'elle peut a Salhadin, soy reputant de -mendre estat qu'a si grant prince appartenoit, et disant, qu'il devoit -premierement amer Dieu [plus] que aultre chose avant qu'il requist dame -crestienne d'amours, metant en sex excusacions que sans icelluy rien -ne peut estre mené a bonne fin. De laquelle responce Salhadin fut assez -contempt».[97] - -Il sultano non si trovò tuttavia sempre ridotto in amore a -un'ammirazione cosí platonica. Noi non conosciamo diversamente la -storia cui fa allusione il commento di Dante che va sotto il nome -dell'_Ottimo_: «E amò per amore la reina di Cipri».[98] Però si è già -visto piú avanti ciò che racconta _Jean d'Avesnes_, secondo il poema -spesso citato del secolo XIV, circa i suoi amori con la regina di -Francia, moglie di Filippo II. Cominciati in Francia, questi amori, -nel seguito del romanzo sono continuati in Siria, quando la regina, -avendo accompagnato lo sposo, si trova con lui in Acri assediata da -Saladino. Dall'alto dei bastioni essa ammira le prodezze del soldano, -e avendo costui abbandonato l'assedio per rientrare in Gerusalemme, -essa per rivederlo concepisce un piano ingegnoso. Persuade il re, -«qui pour sa grant beaulté estoit d'elle comme tout affollé» che ha -ricevuto in sogno da Dio la missione di convertire il soldano. «Le -roy, doubtant de couroucher Dieu, et pensant que les menchonges de sa -femme fussent véritables, conclud entre ses hommes qu'il la lairroit -ceste chose esprouver, moiennant bon et seur sauf conduit, avoec -certaine guide de quelqu'un des plus vaillans de sa compagnie».[99] -Saladino accorda volentieri il salvacondotto e si stabilisce che -Chauvigni (cioè Andrea di Chauvigni, uno dei principali eroi della -terza crociata) l'accompagni, «ce dont la royne fu moult desplaisante, -car elle sçavoit bien que Chauvigni de sa nature douteus estoit». Non -s'ingannava, perché il bravo Chauvigni, vedendo la maniera con la quale -Saladino accoglieva la bella visitatrice, risolse di non lasciarla -sola con lui; dopo qualche tempo d'una penosa sorveglianza, di cui -Saladino si sarebbe sbarazzato con la forza se non avesse rispettato -il salvacondotto da lui rilasciato, Chauvigni esortò la regina a porre -termine prontamente al suo negozio e a ritornare in Acri con lui; però -essa lo ricevette malissimo: _«Vous perdez vostre langage, Chauvigny; -car cy m'avez amenee a vostre adventure, laquelle vous vaille s'elle -vous peut valoir... Je suy venue pour besongnier avoec Saladin... si -ne me partiray d'icy tant que ma voulenté auray acomplie, deusse je -perdre vostre compaignie, de laquelle je suis trop mal contempte»_. -Chauvigni prende allora questa risoluzioni: fa abbandonare Gerusalemme -da tutti i suoi, e ritorna solo, armato della sua spada e montato sul -suo cavallo, davanti al palazzo di Saladino. Il soldano e la regina -conversano in questo momento a una finestra; Chauvigni s'avvicina e -chiede alla regina se può dirle qualche parola in secreto, perché sta -per partire e desidera trasmettere al re le parole stesse della dama -che devono servirgli di giustificazione, se si vuol punirlo d'aver male -eseguito la consegna. Ella discende: Chauvigni finge di volerle parlare -all'orecchio, e, impadronendosi di lei vigorosamente, «il la troussa -devant luy et picqua le bon cheval atout la dame, qui si hault s'escria -que bien l'entendy Salhadin, si s'advisa Chauvigny en courant de tirer -son espee, et ad ce que la dame ne soy remuast trop fort tellement -luy feit paour qu'elle se laissa manier et emporter comme ung bouchier -emporte davant soy une brebis». Saladino si pone ad inseguirlo, ma non -può raggiungerlo, e rientra afflittissimo in Gerusalemme. Chauvigni -ritorna in Acri e ripone la regina nelle mani di Filippo, «soy -deschargeant d'elle, et racomptant ses fais et son adventure, et comme -elle avoit voulu demourer avec Salhadin. Dont le roy fu moult marry sur -la royne, mais il ne la voult pugnir de son meffait, ançois la renvoya -au roy d'Arragon son pere, renonçant a la compaignie d'icelle par -les excusacions de sa vie oultrageuse et de la male voulenté qu'elle -avoit eue de vouloir converser avec les Turcs. Si fut d'elle tant mal -contempt le roy son pere que, comme dit l'istoire, il en feit justice, -et contempta le roy Philippe et les nobles barons de France par la -pugnicion qu'il feit d'elle... Si se taist atant le compte de la fin de -la royne». Il romanzo non ci dice dunque in qual modo il re d'Aragona -fece giustizia della colpevole figlia sua; esso ha qui attenuato il -racconto dell'antico poema: nel quale, dopo uno di quegli esordi che ci -permettono di ricostituire in parte le rame che non ci sono pervenute, -era indicato esplicitamente il supplizio della regina, la quale fu -bruciata: io vi parlerò, dice il poeta, di Salehadin, - - Qu'au tournoi a Chambrai enama la roïne - Qu'en Arragone fu arse en un fu d'espine: - Par le bon Chauveigni en sot on la couvine.[100] - -Questa singolare storia non è che il rinnovamento amplificato d'un -racconto piú antico, che si trova tra quelli del «Ménestrel de Reims»; -solamente in questo si tratta non della moglie di Filippo II, ma di -quella di Luigi VII, che è esattamente chiamata col suo nome Aliénor o -Éliénor. Secondo il narratore del secolo XIII, Luigi era con sua moglie -a Sur, la sola fortezza che i cristiani possedessero allora in Siria, -dove non faceva che «le sien despendre», non osando dar battaglia a -Saladino. La regina prende a disprezzare suo marito, «et ele oï parler -de la bonté et de la prouece et du sens et de la largece Salehadin, si -l'enama durement en son cuer». Trova il mezzo d'intendersela con lui, -il quale le manda una galea che deve condurla via. Una notte, discende -da una postierla, portando con sé due scrigni pieni d'oro e d'argento, -allorché una delle sue damigelle va a trovare il re, che dormiva, e -lo sveglia dicendogli: _«Sire, malement est; ma deme s'en vuet aler en -Escaloigne a Salehadin, et la galee est au port qui l'atent. Pour Dieu, -Sire, hastez vous!»_ Il re si veste in fretta e discende al porto: «Il -trouva la roïne qui estoit ja d'un pié en la galee, et la prent par -la main et la ramainne arriere en sa chambre....». Le domanda allora -perché ha concepito un tal disegno: _«En nom Dieu_, dist la roïne, -_pour vostre mauvestié, car vous ne valez pas une pomme pourrie. Et -j'ai tant de bien oï dire de Salehadin que je l'aim mieuz que vous»_. -Il re la fa sorvegliare, e, ritornato in Francia, si contenta di -ripudiarla; ma, nota assai giudiziosamente il narratore, «si fist que -fous: mieuz venist l'avoir emmuree, si li demourast sa grant terre, -et ne fussent pas avenu li mal qui en avinrent».[101] Si sa che la -condotta di Aliénor in Terra Santa fu infatti uno dei principali -motivi, i quali furon causa del suo divorzio con Luigi VII; però è -certo che, se essa peccò, non fu, anche d'intenzione, con Saladino, -che era allora un fanciullo. Si può vedere abbastanza bene come si sia -formata la leggenda. Si sa che in realtà Luigi VII e sua moglie, dopo -il disastro sofferto dai crociati nell'Asia Minore, si stabilirono non -a Sur, ma ad Antiochia. Aliénor, che si lamentava d'aver per marito un -monaco e non un re, fu durante questo soggiorno estremamente leggera, -per non dire di piú, specialmente col principe d'Antiochia, Raimondo, -quantunque fosse suo zio paterno. Essa lo preferiva grandemente a -suo marito, e sembrava avesse concepito il disegno di restare sempre -con lui, tanto che il re fu obbligato di menarla via di nottetempo -sopra un vascello fino ad Acri; rientrato in Francia, egli divorziò -sotto pretesto di parentela. Tutto ciò si trasformò a poco a poco -nell'imaginazione popolare. Anche al principe d'Antiochia si riferisce, -in una versione che ci ha conservato una cronaca spesso citata per gli -elementi romanzeschi che ha ammessi,[102] il tentativo di evasione -d'Aliénor; però esso è già raccontato quasi come dal Ménestrel: «La -royne Alienor, qui estoit femme, moult diverse, fiere et haultaine, ot -grant desdaing que le roy ne faisoit la requeste du prince.[103] Et -mist le prince en tel point la royne qu'elle volt laisser le roy, et -se cuida embler de luy, et fist secretement trousser ses besoignes et -cuida entrer en mer sans le seu du roy; mais elle fut prinse et amenee -au roy, qui lui demanda ou elle vouloit aller[104] et pour quoy elle -part sans son sceu. Et quand elle vit que il failloit que aucune chose -respondist.... fierement respondy et par grant orgueil que voirement le -voulloit laisser pour sa grande lascheté et couardie».[105] Ciò però -non doveva bastare. Essa aveva voluto restare con un uomo del paese: -la colpa si rese piú grave supponendo che fosse un infedele quegli -che aveva amato. Una cronaca latina del secolo XIII aveva già detto: -«Praefata regina regem in pluribus graviter offendit, in hoc vero -gravissime quod regem clam relinquere machinans cuidam Turco adhaerere -voluit».[106] Nelle _Chroniques de Flandres_, redatte nel secolo XIV, -questo Turco, diventa il soldano di Babilonia, e tutta la località è -cambiata: «Pendant le temps de celluy siege (di Escalona) advint une -trop grant merveille. Car la royne de France, qui avoit séjourné a -Triple ung espace tandis que le roy avoit esté devant Damas, avoit tant -fait devers le souldan de Babiloine qu'elle devoit aler aveuc luy; mais -le roy en fut adverty, luy estant au siege devant Escaloine. Lors s'en -party le roy moult hastivement, et chevaucha toute la nuyt tant qu'il -vint a Triple, si trouva la royne qui estoit ja venue jusques a la -gallee pour entrer ens. Adont il prist la royne et l'en ramena».[107] -Era naturale che questo Turco, che questo «souldan» divenisse Saladino, -perché nel secolo XIII la gloria di Saladino era sí grande, che, -dal momento che si trattava di un Saraceno ragguardevole per qualche -cosa di straordinario, si pensasse a lui. Cosí si formò il racconto, -che il Ménestrel de Reims ci offre con la sua ingenuità e la sua -vivacità ordinarie,[108] del quale però non ha inventato alcun tratto -essenziale.[109] Quanto al poeta del secolo XIV, non è certamente per -un debito d'esattezza storica che ha fatto della regina di Francia -innamorata di Saladino, la moglie di Filippo II e non di Luigi VII; -infatti egli non evita l'anacronismo se non per cadere in un errore -non meno grave, dacché Filippo era vedovo a tempo della crociata. -Ha fatto semplicemente rientrare l'aneddoto che voleva adoperare nel -quadro generale del suo poema, in cui Filippo di Francia e Riccardo -d'Inghilterra sono, come nella storia, gli avversari di Saladino. -Inoltre egli ha dato al racconto della mancata fuga della regina, -che imitava, trasformandolo, da una novella relativa ad Aliénor, un -prologo, il quale ci fa assistere in Francia all'esordio dei suoi -amori con Saladino, e che è tutto intero di sua invenzione. Ciò era -assai naturale; quello che sorprende di piú è di vedere sino ai nostri -giorni degli storici seri parlare degli amori d'Aliénor con «un giovane -Saraceno», con «un Turco battezzato col nome di Saladino», con «un -buffone chiamato Saladino», ecc.[110] Quanto tempo è stato necessario -perché la critica entrasse, nella storia, in pieno possesso dei suoi -diritti! - - - - -VI - - -Accanto a tutte queste narrazioni che fanno di Saladino un cavaliere, -un mezzo cristiano, un mezzo francese, un viaggiatore, un cortese -amante, ossia tutto ciò che non fu, sarebbe inverosimile che non ve -ne fosse qualcuna che ce lo mostrasse almeno approssimativamente, -tal quale fu, il nemico spesso generoso, ma costante, dei Cristiani. -Tuttavia il ricordo leggendario ha conservato poche tracce di ciò -che costituisce il fondo vero della storia del conquistatore di -Gerusalemme, dell'avversario di Filippo e di Riccardo. - -Alcune tradizioni, che sono ancora per metà storiche e che del resto lo -concernono indirettamente, ci rappresentano la sua vittoria su Guido -di Lusignano come dovuta al tradimento di parecchi grandi vassalli -di quest'ultimo, e specialmente di Raimondo di Tripoli o Triple. Il -Ménestrel di Reims ci racconta che i principali traditori, insieme -col conte di Triple, erano «le marchis de Montferrat, le seigneur de -Baru, le seigneur de Saiete, le bau (balio, governatore) d'Escaloigne» -(§ 40).[111] Il poema del _Pas Salhadin_, del quale parleremo presto, -trasforma questi nomi, buttati giú un poco a caso, nel modo piú -bizzarro: - - Des traïtres faus losengiers - Li quens de Tribles fu premiers, - Et li marcis de Ponferan, - (Et) D'Escalone Pieres Liban, - Après li sires de Baru - Et de Sa[e]te quens Poru. - Cilz cink firent la traïson - Et vendirent le roi Guion - A Salhadin......[112] - -Noi abbiamo qui l'eco sfigurata dalla tradizione che si formò tra i -partigiani di Guido di Lusignano.[113] Dopo la sconfitta, quando Guido -prigioniero confessa piangendo a Saladino ch'egli ha ben meritata la -sua sorte, l'altro, secondo il racconto del Ménestrel, gli dichiara che -non è responsabile del disastro, gli rivela il tradimento, e lo rimette -generosamente in libertà. - -Nel grande romanzo in versi del secolo XIV del quale abbiamo parlato -tante volte, e che è qui ancora rappresentato dal _Jean d'Avesnes_ in -prosa, la rovina del regno di Gerusalemme è narrata in un modo che non -ha quasi nulla di comune con la storia. Non si tratta piú di Guido di -Lusignano, e neanche dei suoi predecessori immediati. La catastrofe -accade sotto il regno di Baldovino di Sebourc, secondo successore di -Goffredo.[114] Saladino, divenuto padrone di Damasco, dell'Egitto e -poco dopo della Persia, assale i Cristiani di Terra Santa. In una prima -battaglia, sui «plains des fontaines de Saphire»,[115] il re Baldovino -è preso, ma Saladino lo rimette in libertà. Ben presto, il soldano -marcia su Gerusalemme, e davanti alle mura di questa città si dà la -grande e decisiva battaglia: Baldovino di Sebourc è ucciso, e cosí pure -il bastardo di Bouillon, figlio di Baldovino I. Saladino fa dovunque -miracoli di valore: «car il estoit puissant de corps et de si hault -courage que... nul ne l'osoit regarder en fait d'armes, et partout ou -il aloit les chrestiens se coatissoient et l'oeil n'osoient haulcier -devant luy». Non mostra una generosità meno grande; la spinge al punto -da suscitare un giusto scandalo tra i suoi e, a dire la verità, sino -alla stravaganza: avendo preso Giovanni di Pontieu, nel quale riconosce -suo zio, lo autorizza a ritornare a combattere a fianco dei due soli -campioni cristiani sopravvissuti, e a compiere con essi una terribile -carneficina dei Saraceni. Tuttavia finisce col farlo prigioniero sulla -sua parola, allo stesso modo di Huon Dodekin o di Tabarie. - -La presa di Gerusalemme, senza colpo ferire, e l'umanità della quale -Saladino fa prova verso gli abitanti non differiscono molto nella -storia e nel nostro romanzo. In questo si passa in seguito all'assedio -di Sur, dove il glorioso nome di Corrado di Monferrato è cambiato -in quello di Bonifazio, conservandosi però, per un singolar caso, -il nome del valente Guglielmo de la Chapelle, che del resto non ci -è stato trasmesso che dal poema contemporaneo d'Ambrogio.[116] Narra -tuttavia che Saladino, dinanzi all'indomabile resistenza del marchese -di Monferrato, sospende l'assedio della città, ma a torto aggiunge -che in un secondo assalto la fortezza fosse obbligata ad arrendersi. -Lascio da parte la menzione delle altre città conquistate allora da -Saladino,[117] il quale, secondo il nostro romanziere, visse in seguito -per dieci anni in una pace profonda, durante la quale preparò il -viaggio che meditava nel paese dei Cristiani. - -Si sa che in realtà non accadde tutto in questo modo: che Guido -di Lusignano, appena uscito di cattività, venne con meraviglioso -ardire a porre l'assedio ad Acri, recentemente tolta ai Cristiani, -che ben presto fu raggiunto colà da Filippo di Francia e da Riccardo -d'Inghilterra, i quali presero la città in capo a tre mesi, che Filippo -se ne ritornò allora nei suoi paesi, mentre Riccardo restò ancora un -anno in Siria, facendo a Saladino una guerra in cui rese immortale -il suo valore, sebbene non potesse colà compiere alcuno dei disegni -che aveva formati, e fosse obbligato a terminare con una tregua poco -gloriosa. Fu in quei quindici mesi di contatto quasi quotidiano che -i crociati venuti di Francia e d'Inghilterra poterono ricevere la -piú viva impressione delle qualità brillanti del loro formidabile -avversario. La crociata in se stessa non ha tuttavia lasciato nella -tradizione se non assai poco sicuri ricordi. Il piú esatto sembra -essere una storiella che deve avere un fondo reale, e della quale -è curioso seguire le successive trasformazioni. Originariamente non -riflette Saladino, bensì suo fratello Safadin o Seif-Eddin (piú tardi -suo successore sotto il nome di Malek-Adel). Durante la liberazione di -Jaffé, nell'agosto del 1192, la piú prodigiosa delle geste compiute -dal re «au cœur de lion», Riccardo, giunto in tutta fretta per mare, -aveva appena trovato dei cavalli per lui e per qualcuno dei suoi (v. -piú innanzi), e non avrebbe potuto surrogare il suo quando l'avesse -perduto. Safadin, che da lungo tempo era in amichevoli relazioni con -lui, vedendolo combattere a piedi, gli mandò cortesemente due cavalli: -tale è il racconto d'Ambrogio, che sembra perfettamente autentico,[118] -Le diverse redazioni del _Livre de la Terre-Sainte_[119] ce ne mostrano -i successivi svolgimenti. La prima (H, p. 197) non aggiunge che un -tratto inesatto, cioè che Riccardo avrebbe dato uno dei due cavalli -a Guglielmo di Préaux: Guglielmo era allora prigioniero; inoltre -attribuisce a Saladino l'iniziativa di questa cortesia. La seconda[120] -amplifica ed altera questo semplice racconto: «Seifeddin... demanda -ou estoit le roi; l'on li mostra ou il estoit aveques ses homes sor -un toron. Il s'entremist de bien et d'onor, si li envoia un cheval -tirant,[121] qui estoit moût mesaisiés a la bouche, par un sien -memeloc, et il encharja qu'il deïst au rei que nen esteit mie avenant -chose que rei se combatist... a pié. Le rei, qui fu aparcevans de la -malice des Sarasins, s'aparçut que le cheval estoit mesais[i]é, si -dist au message qu'il galopast le cheval; ensi come il le galopeit, il -le conut qu'il estoit tirant, si li dist: _Mercie ton seignor, et li -meine son cheval, et li di que ce n'est mie l'amor qui entre lui et moi -estoit qu'il me mande cheval tirant por moi prendre_. Le memeloc s'en -torna et mena le a son seignor, et li dist qu'il s'estoit apercells -qu' il estoit tirant. Seifeddin fu hontous, et comanda que l'on li -menast un autre plus aaisié[122] que celui, et celui meismes [mena] -le memeloc qu'i[l] li aveit premierement amené.[123] Le rei comanda -au ferrot[124] que il li traisist les gisans et les eschaillons,[125] -et tantost com il l'ot comandé il fu fait; e com hom li ot trait il -li fist metre un frain et fist monter sus. Le cheval fu alores bien -aaisié; le rei monta sus et fist mout d'armes». Se qui v'è malizia, è -da imputarsi tutta intera al «memeloc».[126] Nella terza versione, che -è quella del manoscritto in cui si trova il nome d'Ernoul, Saladino, -che sostituisce interamente Safadin, può almeno sembrare colpevole -d'aver nascosto un tradimento sotto la sua apparente generosità. «Va, -dist il a un de ses serjanz, _ensele un cheval et si li maine; si li di -que jou li envoi; qu'il n'afiert pas a si haut home come il est qu'il -soit a pié a tel lieu._.. Li serjanz fist le comandement Salehadin et -si mena le cheval au roi d'Engleterre et fist son message. Et li rois -l'en mercia, mais ne monta pas sus, ains fist monter un sien serjant -et fist poindre devant lui. Quant li serjant ot point le cheval et il -cuida retorner, ce ne fust ja mais, ainz l'en porta li chevaus, quel -gré qu'il en eüst, en l'ost as Sarasins. Et Salehadins fu mout honteus -de ce que li chevaus estoit retornés; si en fist un autre apareillier, -et li renvoia».[127] Il tradimento è del tutto sicuro nella LXXVI delle -_Cento novelle antiche_.[128] Il cavallo è inviato per condurre quello -che lo monta nella tenda di Saladino; fortunatamente Riccardo vi fa -montare uno scudiero, e l'astuzia del soldano è in tal modo rivelata -e sventata a sua volta.[129] Nel poema del sec. XIV spesso citato, -questa storia ha un seguito: il buon cavaliere Antonio, che Morello, -il cavallo mandato da Saladino a Riccardo, gli ha ricondotto, acquista -l'amicizia del soldano, è da lui fatto governatore di Saietta e piú -tardi vi sostiene un assedio contro di lui per difendere Chauvigni e -Guglielmo des Barres, da lui perseguitati.[130] — Finalmente nel poema -inglese sopra Riccardo Cuor di Leone, che, almeno per questa parte, -è tradotto dal francese, la storia è del tutto fantastica. Accade -davanti a Babilonia, la quale è assediata da Riccardo. Saladino gli -manda in dono un magnifico cavallo, migliore ancora del famoso Fauvel -di Cipro, cavalcato abitualmente da Riccardo;[131] però è invasato dal -diavolo, e di piú, quando sua madre, cavalcata da Saladino, nitrisce, -esso accorre, le s'inginocchia davanti e la poppa. Un angelo previene -Riccardo del tranello che gli è teso: Riccardo esorcizza dapprima il -cavallo e ne caccia il diavolo, poi gli tura le orecchie con cera, in -modo che nella battaglia, sordo ai nitriti della madre, la abbatte, e i -Saraceni sono completamente sconfitti. Si vede che qui l'immaginazione -dei narratori non ha per lungo tempo ammesso nel nemico giurato dei -Cristiani un atto di cortesia leale e disinteressata. - -Il solo fatto d'armi che si riannodi col nome di Saladino e che gli -abbia per lungo tempo conservata una popolarità tuttavia mediocremente -gloriosa, ha nella storia un punto d'appoggio abbastanza incerto. -In molte «salles» di castelli, si dipingeva nel secolo XIII ciò che -si chiamava il _Pas Salhadin_: questa pittura rappresentava dodici, -talvolta tredici cavalieri, sorveglianti una gola di monti, che si -sforzava di passare un immenso esercito saraceno comandato da Saladino; -però di esso non si vedeva certamente che qualche combattente, già -arrestato dai corpi ammucchiati di coloro che l'avevano preceduto. In -qualcuna di queste pitture si vedeva il re Filippo, il quale, senza -prender parte al combattimento, ne dava il segnale, lo dirigeva da -lungi e, dopo il successo, si rallegrava coi vincitori; in altre, -probabilmente in quelle che non erano state eseguite nella Francia -propriamente detta, il re Filippo non era rappresentato in alcun modo. -Tra i combattenti, Riccardo aveva una parte piú o meno preponderante. -In tutte queste pitture, a quanto pare, si vedeva, arrampicato sopra -una roccia che chiudeva la gola, uno spione che osservava i guerrieri -cristiani per riferire i nomi di essi a Saladino, posto dall'altro -lato della montagna: questi nomi, che variavano nelle diverse pitture, -erano però scritti a fianco di ciascuno di essi, e il nome dello -spione, _Tornevent_ o _Espiet_, figurava egualmente vicino alla -sua testa.[132] È probabile che queste pitture avessero un punto -di partenza molto antico e in origine avessero rappresentato, forse -sotto l'ispirazione dello stesso Riccardo, quella stessa giornata, -in cui, dopo d'avere quasi miracolosamente riacquistato Jaffe, era -riuscito, con un piccolissimo numero d'uomini, a far rinculare tutto -l'esercito mussulmano e obbligato Saladino alla ritirata.[133] I nomi -dei dieci compagni di Riccardo, di quei dieci i quali, soli con lui, -avevano potuto procurarsi dei cavalli, erano subito divenuti celebri: -Ambrogio li rammenta nei suoi versi e Riccardo de la Sainte-Trinité -li inserisce nella sua traduzione.[134] Naturalmente, secondo la -formula tradizionale, questi undici compagni si cambiarono abbastanza -presto in dodici o in tredici (dodici piú Riccardo); e i nomi reali -dei combattenti del 5 agosto 1192 furono ben presto sostituiti da -altri piú conosciuti o che introdusse l'amor proprio di famiglia o -del paese. Già le _Chroniques de Flandres_, citate molto a proposito -dall'editore del _Pas Salhadin_,[135] dànno a Riccardo, nella sua -spedizione di Jaffe, undici compagni, uno solo dei quali, Andrea di -Chauvigni, assisteva realmente al combattimento; gli altri dieci sono: -Gauthier (_l._ Gauchier) di Châtillon, il conte di Clèves, Guido di -Montfort, «il conte d'Oste in Germania», il barone d'Estanfort, il -conte di Lembourg, Walleran di Luxembourg, Droon di Merlo, Guglielmo -des Barres e Guglielmo Longue-Épée. La prova che la leggenda del -_Pas Salhadin_ ha per origine l'eroico combattimento di Jaffe, è -che troviamo nelle due versioni di essa che ci sono pervenute il -maggior numero di questi nomi: ambedue citano, come le _Chroniques de -Flandres_, Guglielmo des Barres, Guglielmo Longue-Épée, il duca di -Lembourg, Gauthier de Châtillon, il conte di Montfort e il conte di -Clèves; hanno in comune contro le _Chroniques_ il conte di Fiandra[136] -e Huon de Florines e ignorano in comune il barone d'Estanfort e -Droon di Merlo. La prima, sola, ha in comune con le _Chroniques_ il -conte d'Oste (chiamato d'Ostinale e d'Hostermale), e di suo Jofroi di -Lusignano e Renaud (Renard) di Boulogne; la seconda ha in comune con -le _Chroniques_ Andrea de Chauvigni[137] e il duca di Luxembourg; ha -di suo il conte di Joigni. Di questi personaggi, nessuno, salvo Andrea -di Chauvigni, assisteva Riccardo nel combattimento di Jaffe; parecchi -non presero neanche parte alla crociata, o vissero piú tardi. Si noterà -in queste tre liste il predominio, del tutto contrario alla verità, -dato all'elemento francese e fiammingo: a quanto sembra, la tradizione -s'era sparsa, sotto la sua forma pittorica, soprattutto nel nord-est -della Francia, e l'azione di Riccardo e dei suoi veri compagni vi s'era -sempre piú dimenticata. Quanto alla scena in se stessa, si può supporre -che un particolare di paesaggio[138] facesse credere assai per tempo -che l'impresa dei Crociati fosse consistita nel difendere, dodici -(o tredici) solamente, contro Saladino, un _pas_ o una gola in una -montagna: di qui il nome di _Pas Salhadin_ dato a quest'impresa ed alla -sua rappresentazione. - -L'uso di dipingere nei castelli il _Pas Salhadin_ ci è attestato nel -poemetto che porta questo nome, e che deve risalire alla fine del -secolo XIII.[139] Comincia cosí: - - Del recorder est grans solas - De cheaus qui garderent le pas - Contre le roy Salehadin, - Des douze princes palasin - Qui tant furent de grant renon: - En mainte sale les point on - Pour mieus veoir leur contenance; - Moult est bele la remembrance - A regarder a maint preudomme. - -E ripete terminando: - - Grant honneur firent leur lignage; - Tous jours en iert la renommee; - On les point en sale pavee: - C'est uns tresnobles mireors - A ceulx qui tendent a honnors - Et maintiennent chevalerie. - -Dalla pittura, la rappresentazione del _Pas Salhadin_ dovette, come -accadeva ordinariamente, passare alla tappezzeria;[140] passò anche -allo stato di vero spettacolo, eseguito da personaggi viventi. Si -è spesso citato il passo del Froissart (l. IV, cap. I) relativo -all'entrata della regina Isabella di Baviera a Parigi nel 1389: - - Après, dessoubz le moustier de la Trinité, sur la rue avoit ung - eschafault, et sur l'eschafault ung chastel, et la au long de - l'eschafault estoit ordonné le pas du roy Salehadin, et tous faiz - de personnages. des chrestiens d'une part, et les Sarrazins de - l'autre, et la estoient par personnages tous les seigneurs de - nom qui jadis au pas Salhadin furent, et armoiez de leurs armes - ainsi que pour le temps de adonc ilz s'armoient. Et ung petit - en sus d'eulx estoit par personnage le roy de France, et entour - luy les douze pers de France, et tous armoiez de leurs armes. Et - quant la royne de France fut amenee si avant en sa lictiere que - devant l'eschafault ou ces ordonnances estoient, le roy Richart - se departit de ses compaignons et s'en vint au roy de France et - demanda congié pour eller assaillir les Sarazins, et le roy lui - donna. Ce congié prins, le roy Richart s'en retourna devers ses - douze compaignons, et alors se mirent en ordonnance, et allerent - incontinent assaillir le roy Salhadin et ses Sarrazins, et la y eut - par esbatement grant bataille, et dura une bonne espace. Et tout - feu veu moult voulentiers. - -Lo spettacolo del 1389, per la parte attribuita al re di Francia, si -riannoda al gruppo che ci rappresenta il poemetto del _Pas Salhadin_. -Ecco un riassunto di quest'opera, assai mediocre in se stessa, ma che -ci presenta un qualche interesse per il ricordo che v'è conservato -d'un episodio eroico, il quale ha goduto una sí grande popolarità nel -mondo cavalleresco.[141] Probabilmente è nato dal desiderio di spiegare -una di quelle pitture che indica sin da principio, delle quali non si -conosce precisamente il soggetto: il poeta pretende di farlo conoscere; -però le fonti della sua scienza sono poco sicure.[142] Filippo, -insieme col re Guido, che Saladino ha posto generosamente in libertà, -assedia Sur;[143] è raggiunto da Riccardo. Saladino viene da Acri per -fargli levar l'assedio; per raggiungere i Cristiani, egli deve passare -_le fort passage d'Armonie_,[144] _par mi la roce, mout forte et -perilleus_. Huon de Florines propone al Barrois (Guglielmo des Barres) -di sceglier cinque cavalieri provetti ciascuno, e difendere essi dodici -il _pas_ contro tutti gli sforzi di Saladino. Il Barrois accetta, ed -essi scelgono i loro dieci compagni (il Barrois sceglie Riccardo).[145] -Naturalmente i dodici cavalieri respingono l'assalto dei Saraceni, -condotti dai re Escorfaut et Malaquin, i quali sono uccisi entrambi. -Saladino stupito manda uno spione, Tornevent, il quale conosceva -le armi dei signori cristiani, sulla roccia che domina il _pas_, e -quando costui gli ha riferito i nomi dei dodici campioni, egli giudica -inutile la lotta e si ritira su Damietta. Filippo festeggia Riccardo -e gli altri quando rientrano nell'accampamento dopo la ritirata dei -Saraceni; ben presto prende Sur ed Acri, e lascia Guido di Lusignano -pacifico re del paese. Si vede che in questo racconto, al quale dà il -nome, Saladino rappresenta una parte accessoria e, tutto sommato, poco -brillante. - -Anche un dipinto ha certamente suggerito all'autore dell'immenso poema -del secolo XIV, tante volte citato, il bizzarro episodio del _Pas -Salhadin_ (conservato in _Jean d'Avesnes_). Ma questa pittura non -mostrava il re Filippo di Francia, di modo che il poeta ha ricorso ad -un espediente per dare ai Francesi il principale onore dell'impresa -che celebra. Non sapendo nulla di ciò che aveva potuto essere -quest'impresa, la trasporta in Inghilterra. Secondo lui, Saladino, di -ritorno dal suo viaggio in Occidente (v. addietro), vuol conquistare -dapprima la Francia, poi tutti i paesi cristiani. I suoi consiglieri, -Huon Dodekin (o di Tabarie) e Giovanni di Pontieu, dissimulando i loro -veri sentimenti, lo spronano a cominciare dall'Inghilterra e fanno -prender porto all'immensa flotta saracena «tra Escoche e Warwich», -sopra una spiaggia contornata da montagne insuperabili, e che comunica -col resto del paese solo per un _pas_ assai dirupato e pericolosissimo, -dove quattro uomini possono appena camminare di fronte. Però il re -Riccardo è prevenuto da essi ed ha riunito dall'altra parte del _pas_ -considerevoli forze; il re di Francia gli ha mandato dodici cavalieri -scelti, i quali s'incaricano essi soli di difendere il _pas_. Due -attacchi dei Saraceni sono infatti respinti, dopo di che ha luogo -un combattimento di due cavalieri cristiani (Chauvigni e Guglielmo -Longue-Épée) contro due saraceni (Corsuble e Bruyant), i quali essendo -stati vinti, Saladino, secondo le convenzioni, non ha piú che a -rimbarcare, «et depuis son departement fu ce passage qu'il n'avoit -peu conquerir appelé le _Pas Salhadin_».[146] Pure qui, come si vede, -la parte di Saladino non è per sua natura atta ad accrescerne la -rinomanza. - -Noi avremo terminato ciò che concerne le guerre di Saladino contro -i Crociati, e nello stesso tempo la sua intera leggenda, riassumendo -brevemente le ultime pagine di _Jean d'Avesnes_ che ci rappresenta il -poema perduto del secolo XIV. I re di Francia e d'Inghilterra avendo -passato il mare, sono ricevuti in Acri da Giovanni di Pontieu, cui -Saladino, suo nipote, aveva dato questa città. Saladino ve li assedia, -e compie dinanzi ad Acri le piú grandi prodezze; però, disperando di -prendere la città, si ritira a Gerusalemme (qui ha luogo l'episodio -della visita che gli fa la regina di Francia). Chauvigni e Guglielmo -des Barres stanno per assalirlo; però, dopo parecchi incidenti, -Chauvigni è fatto prigioniero e affidato da Saladino all'imperatore di -Damasco: guadagna l'amore di Glorianda, moglie dell'imperatore, «et -mesmement engendra en elle ung filz masle qu'elle nomma Polis, et si -secretement userent leur vie ensemble ung tandis que l'empereur onquez -ne s'en aperceut, jusques a ung temps que l'istoire recordera».[147] -Questo tempo arriva quando, assediando i Cristiani Damasco, -Glorianda fa fuggire Chauvigni, la cui bravura procura la vittoria -agli assedianti, nonostante le imprese meravigliose di Saladino. -La regina, accusata di tradimento, getta la colpa sul carceriere; è -discolpata grazie a un combattimento che, sotto le armi del fratello -di lei Chiauvigni[148] sostiene contro il re di Morienne, il quale è -impiccato insieme col carceriere. «De quoy Salhadin se contempta, et -pardonna a la reyne, car plein estoit de misericorde».[149] L'assedio -di Damasco dura due anni con parecchie peripezie. Finalmente «le roy -Richard d'Engleterre, pour aulcunes traysons qu'il avoit voulu faire -au pourfit des païens, fut constraint de soy retourner en Engleterre -avoec ses Englois, ennemis de ceux de France, au lieu du quel vint -Huon Dodequin a grant puissance a la rescousse du roy de France».[150] -Si dà una grande battaglia, e Saladino, vinto, è obbligato a fuggire -verso il mare. Gérard «le Bel Armé», figlio di Huon Dodekin, lo insegue -con accanimento per vendicare su di lui la morte del bastardo di -Bouillon, suo fratello uterino, che Saladino aveva ucciso davanti a -Gerusalemme.[151] Lo raggiunge nel momento in cui pone il piede sulla -sua nave, e lo colpisce con un colpo di lancia. Saladino, trasportato -in Babilonia, non tarda a morire, dopo la scena (riferita piú innanzi) -tra un ebreo, un cristiano e un saraceno, e il simulacro di battesimo -che ne fu il seguito. «Aulcunes istoires et croniques contiennent -que il morut devant Acre a ung siege qu'il avoit illec mis, de -bleceure ou de maladie sourvenant; et que après sa mort son filz nommé -Salfadin[152] parconquesta toute la terre, quy a esté tousjourz depuis -en l'obeïssance des infidelles, et sera tant qu'il plaira a nostre -seigneur Jhesucrist. Et quoy qu'il fust et ou il fina[st], ses fais -monstrent qu'il doibt estre exaucié; car de grant vaillance, largesse -et courtoisie il fut aourné, par quoy il a desservy que de luy soit a -tous jours memoire jusques en la fin du monde».[153] - - - - -NOTE: - - -[1] _Il Saladino nelle leggende francesi e italiane del Medio Evo._ -Appunti di A. Fioravanti. — Reggio Calabria, 1891. - -[2] Ciò si scorge dall'incertezza delle informazioni dell'autore, su -molti punti che avrebbe dovuto conoscer meglio; si scusa invocando -le condizioni sfavorevolissime, con le quali ha eseguito e pubblicato -il lavoro. Tuttavia avrebbe dovuto sorvegliarne meglio la esecuzione -materiale; gli errori vi abbondano e non sono tutti semplici errori -di stampa. Tutto sommato, però, questo lavoro di principiante merita -stima, e si sente che l'autore è capace di far meglio. - -[3] I primi 110 versi (non doveva averne molti di piú) sono scritti -da una mano contemporanea sul foglio di guardia del ms. della -Biblioteca Nazionale lat. 8960. Il _Carmen de Saladino_ è ricordato -nell'_Inventaire des documents relatifs aux croisades_ stampato nel -volume I degli _Archives de l'Orient latin_. Io l'ho pubblicato nella -_Revue de l'Orient latin_ (vol. I). - -[4] La parola araba _moulana_ significa «nostro padrone», e sembra -essersi applicata specialmente ai sovrani dell'Egitto; qui si tratta -dell'ultimo califfo fatimita, El-Aded. In francese, per la terminazione -femminile, si è detto ordinariamente _la mulane_ o _la mulaine_, da cui -piú tardi si è fatto naturalmente _l'amulaine_, sotto l'influenza delle -parole provenienti egualmente dall'arabo, o credute provenienti, come -_amiral, amustant, amurafle_, ecc. La forma _amulanus_ del nostro testo -rappresenta già questa trasformazione. - -[5] Per questi fatti, e, in generale, per la biografia di Saladino, -vedere il lavoro, cosí utile, del Reinaud, _Extraits des historiens -arabes relatifs aux croisades_ (Paris, 1829). - -[6] _L'Histoire de la Guerre sainte_ d'Ambrogio, da tanto tempo sotto -stampa, è in fine comparsa nella collezione dei _Documents inédits_. - -[7] _Itinerarium Ricardi_; ediz. Stubbs, l. I, capp. III-IV. Questo -brano, insieme con un estratto del cap. V relativo ad una visione, -è stato aggiunto alla cronaca di Guglielmo di Newburgh, nel ms. -di Trinity College, Dublino, E, 421, da cui l'ha trascritto Paolo -Meyer; la sua copia, da lui comunicata al conte Paolo Riant, figura -nell'inventario dei documenti inediti posseduti da quest'ultimo, che -ha recentemente pubblicato il marchese de Vogüé (_Revue de l'Orient -latin_, I, p. 13: _De principiis Salahadini et de visione camerarii -regis Jerosolimorum_). Un riassunto di questo brano è inoltre stato -interpolato nella cronaca di Guglielmo di Nangis (ved. ediz. Géraud; v. -I, p. 63). - -[8] _Le Cycle de la croisade_, p. 210-224. Gli altri argomenti offerti -dal Pigeonneau per stabilire che il poema si serví della cronaca, non -hanno maggior valore. La spiegazione del nome di Giordano (questo -fiume sarebbe formato dalla riunione di due affluenti, il _Jour_ e -il _Dain_) è anche in Guglielmo di Tiro e risale fino all'antichità; -l'interpretazione, tutta francese, che ne dà la canzone gli è propria. -La storia della figlia di Baldovino violata dai Saraceni, ai quali era -stata data in ostaggio, doveva essere egualmente popolare in Siria, e -il modo onde il poeta la riferisce non indica affatto ch'egli abbia -attinto a «Ernoul»; fa della fanciulla una figlia di Baldovino I, -mentre il cronista le assegna per padre Baldovino II (la _Chronique -d'outre mer_, della quale si parlerà piú in là, ha conosciuto -questa storia per mezzo di «Ernoul», ma l'ha mutilata sopprimendo la -violazione e raccontando semplicemente che la figlia di Baldovino II si -fece suora ritornando dai Saraceni: mss. 770, fol. 313; 12203, fol. 1; -24210, fol. 1). - -[9] Questa storia è passata tutta intera e tale quale nella _Chronique -d'outre mer._ Inoltre, è stata inserita nel ms. della traduzione di -Guglielmo di Tiro che appartiene al Didot, e P. Paris, che ha seguito -questo manoscritto per la sua edizione, l'ha stampata per questa -ragione, rilevando però che era stata presa dalla _Chronique d'Ernoul_ -(vol. II, p. 306-310). - -[10] Su questa data, per ciò che concerne la prima parte del poema, -ved. Pigeonneau, _Le Cycle de la Croisade_, p. 225. - -[11] Mi prefiggo di dare altrove le prove di ciò che qui non faccio che -indicare; nello stesso tempo esaminerò la questione di sapere se questa -colossale composizione debba essere attribuita a un solo e stesso -autore. - -[12] Il capo della spedizione contro l'Egitto, che è il Soldano -stesso di Damasco e il padre (e non lo zio) di Saladino, muore durante -l'assedio del Cairo, come nella cronaca. Invece non vi è che un cavallo -davanti la porta de _l'amulaine_, come nella canzone, e anche il nome -d'_Ali_ è scomparso. Questo racconto, assai troncato, sembra dunque -risalire ad una fonte indipendente dalle altre due; d'altra parte è -scritto con tendenza favorevole a Saladino. - -[13] Sia permesso emettere una congettura su questa sostituzione. Una -versione dell'aneddoto ha potuto portare semplicemente le iniziali _H. -de T._; un lettore che conosceva Ugo di Tabaria meglio di Onofrio di -Toron, le ha interpretate male, e cosí la leggenda si è spostata. - -[14] V. Du Cange, _Les familles d'outre mer_, ed. Rey, p. 450,455. - -[15] _L'Ordene de chavalerie_... pubbl. dal Barbazan, altra ediz. -dovuta al Méon (Paris, 1808). Per i manoscritti di questo poema, v. -P. Meyer, _Romania_ XIII, 530; XV, 346. Alla lista si può aggiungere -il ms. B. N. fr. 24432 (fol. 29). I mas. fr. 1130, 1971 e 19809 non -contengono quest'opera, ma una traduzione francese dell'_Orden de -cavayleria_ di R. Lull, come il ms. _Royal_ 14. E. ii. del British -Museum (_Hist. litt._, XXIX, 618). - -[16] Un'altra versione, pur essa incompleta, si legge nel ms. fr. 781; -una versione compendiata nel ms. fr. 17203. La miglior forma della -redazione in prosa è in uno dei mss. della _Chron. d'outre mer_ (ms. -770, f. 325). - -[17] Può domandarsi, a cagione di questa circostanza, se l'episodio -si trovasse anche nel poema di cui _Jean d'Avesnes_ ci ha conservata -una traccia. Ciò sembra probabile: in questo poema Ugo di Tabaria -rappresenta una gran parte, ma è bizzarramente identificato con -Dodekin, emiro di Damasco, convertito al cristianesimo da Tancredi al -tempo della prima crociata (v. il poema pubblicato da Beiffenberg e -Borgnet, v. 24106, 26320, ecc.; _Bastart de Bouillon_, pass.; _Jean -d'Avesnes_, 3ª part,, pass.). Sull'episodio di _Jean d'Avesnes_, v. -Chabaille, p. 70; ms. 12762, fol. 197 r. - -[18] V. Fioravanti, p. 16. - -[19] Sulla versione neerlandese (di Heinrik van Aken) v. Petit, -_Bibliographie der Middélnederlandsche Taal end Letterkunde_, n. 467. -Per errore il D'Ancona indica una versione tedesca: l'opera citata dal -Brunet ai due luoghi cui egli rimanda è il poema neerlandese. - -[20] Fioravanti, _ibid_. La versione italiana di Bosone sembra -riattaccarsi alla versione francese in prosa, dacché in lui, come in -questa versione, Ugo dà la «colee» a Saladino, mentre nella versione -in versi (come nella _Novella antica_) dichiara d'astenersene per -rispetto. - -[21] È l'opinione del Barbazan e del Méon, adottata da Daunou (_Hist. -litt._, XVI, 220) e che Amaury Duval (_Hist. litt._, XVIII, 752) non -osa del tutto rigettare. A torto dice che «nulla nel poema aiuta a -far riconoscere l'epoca in cui l'autore viveva». Quanto al fatto che -Saladino è armato cavaliere per opera di un cavaliere francese, «lo -trova verosimile, se non è vero». - -[22] Questo tradimento si rinviene nel cronista senonese Goffredo di -Courlon (fine del secolo XIII), come rammenta il Fioravanti (v. _Hist -litt._, XXI, 13); l'allusione al _Pas Salehadin_ (v. piú in là) si -riferisce senza dubbio al nostro poema. - -[23] V. P. Meyer, _Alexandre le Grand_, vol. II, p. 372. - -[24] Del pari va naturalmente la sua ricchezza; essa è ricordata in -un verso conosciuto del _Contrasto_ di Cielo d'Alcamo. — Unicamente -a cagione di ciò nel suo palazzo si pose la scena di un aneddoto -abbastanza insignificante che risale all'antichità. (V. A. d'Ancona, -_Studj di critica e storia letteraria_, p. 350), e che, dopo d'aver -avuto un gran successo nel Medio Evo, adattandosi a diversi personaggi, -è stato altresí inserita dal Machiavelli nella sua _Vita di Castruccio -Castracani_ (v. Fioravanti, p. 29). - -[25] Ediz. del Wailly, § 47. — È piuttosto per ischerzo che rimanda un -prigioniero in una storiella narrata da Stefano di Borbone (ediz. Lecoy -de la Marche, p. 65). - -[26] _Cento novelle antiche_ (Gualteruzzi), XXVI (v. d'Ancona. _Studj_, -p. 314). Questo aneddoto sembra essere riferito nella cronaca di -Goffredo di Courlon, il quale aggiunge queste parole degne di nota: -_Multa alia de ipso audivi, que scripta non inveni_. (Hist. litt., XXI, -13). - -[27] Una volta solamente Saladino peccò, almeno col pensiero, contro la -virtú della liberalità, ma si puní da sé stesso. Aveva dato una terra -a uno dei suoi cavalieri, e percorrendola la vide sí bella e sí ricca, -che rimpianse la sua liberalità e pensò di riprendersi il dono fatto, -cambiandolo con un altro. Ma appena ebbe egli formulato a sé stesso -questo ultimo pensiero, ne concepí un amaro pentimento e per espiarlo -si sottomise a un digiuno cosí crudele, che dovette morirne. (_Conti di -antichi cavalieri_, IV; citati dal Fioravanti, p. 21). - -[28] J. le Long, _Chr. de S. Bertin_, in Pertz., SS., XXV. 821. - -[29] Il Marin (_Hist. de Saladin_, vol. II, p. 404) aveva già osservato -che nel secolo XII non vi erano se non questi signori d'Anglure: -Oger I di Saint-Chéron, il cui nipote Oger III portò per il primo -questo titolo, aveva accompagnato il conte Enrico di Sciampagna alla -terza crociata e a lui senza dubbio si riferí piú tardi la leggenda. -V. Bonnardot e Longnon, _Le saint voyage de Jherusalem du seigneur -d'Auglure_ (Paris, 1878, _Soc. des anc. textes_), p. XXXI. - -[30] _Récits d'un ménestrel de Reims_, ediz. del Wailly, § 199 e segg. -Una versione alquanto differente di questa novella è scritta, dopo la -_Chronique d'Ernoul_, nel ms. fr. 781. Naturalmente il prodigo Saladino -ha una particolare antipatia per gli avari. Il «marchis de Cesaire» -ammassava il danaro che avrebbe dovuto impiegare a mantenere la sua -guarnigione, e diceva che avrebbe sempre il tempo, se Saladino lo -minacciasse, di «faire sortir mille chevaliers de ses coffres». Però -Saladino s'avvicina segretamente alla città, l'assale all'improvviso -e se ne impadronisce. Si fa condurre davanti a lui il marchese colle -mani legate dietro la schiena e gli dice: «Marchis, marchis, ou sont -li mil chevalier que vous deviez faire saillir de vos coffres? Par -Mahomet, vostre convoitise vous a deceü. Vous ne fustes onques asseviz -d'or ne d'argent; mais je vous en assevirai encore encui». Allora fa -fondere l'oro e l'argento, «et li fist avaler tout bouilant dans la -gorge, et maintenant le convint mourir». Però restituisce la libertà -la marchesa con dieci cavalieri e dieci damigelle (_Mén. de Reims_, § -209 e segg.). Il Wailly ravvicina questa novella a quella che riferisce -lo Joinville per il califfo di Bagdad, il quale «n'avait pu ce décider -à sacrifier ses trésors pour augmenter le nombre de ses gens d'armes; -le roi des Tartares, après l'avoir condamné à jeûner pendant plusieurs -jours, décida qu'on lui servirait, pour assouvir sa faim, un plateau -couvert de pierres précieuses». (V. anche Marco Polo, ediz. Pauthier, -p. 49; la storiella si ritrova anche negli storici persiani citati dal -Pauthier). D'altra parte questo racconto rammenta quello, che si legge -in parecchie versioni del romanzo dei _Sept Sages_, e anche altrove, -secondo il quale si fece morire, versandogli oro fuso nella gola, un -re di Roma la cui cupidigia era stata causa di grandi sciagure per -la città; questo personaggio in qualche versione è chiamato Crasso, e -il modo della sua morte sembra una reminiscenza di quella che Surena -inflisse, dicesi, a Crasso. - -[31] Ms. 12659, fol. 360-362. - -[32] _Hist. litt. de la France_, vol. XXI, p. 351. Il ms. della -_Jerapigra_ è stato acquistato nel 1859 dalla Biblioteca Nazionale alla -vendita del barone Pichon, e ora porta il n. 138 delle _Nouv. Acq._ del -fondo latino. - -[33] Qui si ritrova quella singolare confusione del maomettanismo con -il paganesimo, la quale regna in tutte le nostre canzoni di gesta, -ma che in generale manca ai racconti concernenti Saladino, nati in -un'epoca e in un paese dove si era meglio informati. - -[34] Louandre, p. 71; ms. 12672, fol. 202 r. - -[35] Nelle _Cento novelle antiche_ e in altri testi italiani (v. -d'Ancona, _Studj_, p. 314), e in _Jean d'Avesnes_ (p. 71, fol. 202 v.). - -[36] Questa espressione, che del resto è la riproduzione d'una -idea greca (v. _Odiss_. vi, 208), è usata dai Padri della Chiesa e -s'incontra spesso nel francese antico applicata ai poveri: _li mes -Dieu_ (v. p. es. _Romania_, iv, 390, v. 116). - -[37] V. ora l'edizione d'_Anseïs de Carthage_ dell'Alton (Tübingen, -1882), v. 11392-11505. - -[38] Un aneddoto narrato in _Jean d'Avesne_s (p. 68) ci mostra un -tranello simile teso allo stesso Saladino; costui però è piú astuto; -avendo ottenuto la capitolazione d'un castello vicino a Sur, dove non -si trovavano altro che donne, vi pranza con le dame del castello in -compagnia d'una giovine damigella, «laquelle cuida convertir Salhadin -par une maniere bien couverte; car elle trencha par deux fois du pain -qu'elle engressa de char de porc et elle le mist devant Salhadin, qui -mie n'en menga et qui ne fist que rire sans dire aultre chose». (ms. -12572, fol. 194 v.). - -[39] _Wilhelm Parvi de Neuburgh Historia rer. angl._, ediz. Hamilton -(London, 1856), vol. II, p. 158; _Étienne de Bourbon_, ediz. Lecoy de -la Marche, § 481. - -[40] V. G. Paris, _La parabole des trois anneaux_ (Paris, 1885, -estratto dalla _Revue des études juives_, vol. XI). [È stato tradotto -in italiano e stampato nel quinto volumetto di questa _Biblioteca -critica_, pp. 29-55. _N. d. Tr._]. - -[41] Questo episodio richiama la storia della gradinata di smeraldo -narrata piú avanti secondo _Jean d'Avesnes_. - -[42] Von der Hagen, _Gesammtabenteuer_, vol. III. - -[43] È cosí che, secondo un racconto, che deve essere autentico, -Rollone morendo fece contemporaneamente dire delle messe e sacrificare -dei cavalli a Thor, per esser ben sicuro di non disubbidire al vero -Dio. - -[44] Ms. fr. 770, fol. 262; 12203, fol. 44; 24210 (non numerato), fol. -64. - -[45] Ms. di Tours 206, citato dal Lecoy de la Marche (_Ét. de Bourbon_, -p. 64). - -[46] Bosone da Gubbio, _L'Avventuroso Ciciliano_, p. 461. - -[47] _Decam., Giorn_. I, _nov_. 2. - -[48] Secondo il Lecoy de la Marche, questa tradizione sembra fondarsi -sopra un passo della vita di san Francesco d'Assisi: «Questo santo -avrebbe mandato al principe saraceno due religiosi del suo ordine che -l'avrebbero convertito». Ma il fatto si reputa avvenuto nel 1219 e si -tratta del sultano Alkamil, e non di Saladino. È S. Francesco stesso -che va a trovare il sultano nell'_Eracle_, il cui racconto, riferito -a torto a Saladino, è passato in _Bosone da Gubbio_, nei _Fioretti di -S. Francesco_, e nei Conti di antichi cavalieri. Uno di questi _Conti_ -(Fioravanti, p. 21) ricorda un esempio della tolleranza e dell'umanità -di Saladino verso alcuni frati, che son venuti a trovarlo per -convertirlo. Secondo Bosone da Gubbio (Fioravanti, p. 27), egli fece -almeno battezzare suo figlio e prese il conte d'Artois per padrino del -fanciullo. - -[49] Questo racconto si rinviene in Jean le Long (Pertz, _SS_. XXV, -82), in _Jean d'Avesnes_ (in cui l'atto di Saladino è preceduto dalla -disputa, narrata poco fa, che egli provoca tra il piú saggio ebreo, il -piú saggio cristiano e il piú saggio _païen_ che si poterono trovare), -e in Bosone da Gubbio. La leggenda s'era forse dapprima attaccata a -un sultano d'Iconium, amico dei Cristiani, morto nel 1219, del quale -Iacopo di Vitri dice che si crede che fosse battezzato (v. _AA. SS., -Oct._, II, 616). — Alla morte di Saladino si riferisce una storia assai -spesso allegata, ma che non ha propriamente un carattere religioso, -quella del lenzuolo che avrebbe fatto girare per le città del suo -impero, portato da un uomo che gridava: «Ecco tutto ciò che il gran -Saladino condurrà con sé delle sue ricchezze!» Si trova specialmente in -Iacopo di Vitri, da cui è passata al manoscritto di Tours e a Stefano -di Borbone (§ 60 e la nota), nel Ménestrel de Reims (§ 198), in un -sermone predicato nel secolo XIII da Enrico di Provins (_Hist. litt. -de la Fr._, XXVI, 421), in due sermoni anonimi del secolo XIII che mi -indica il signor Hauréau (mss. lat. 14693, fol. 69; 14951, fol. 93), in -una compilazione italiana intitolata _Corona de' Monaci_ (Fioravanti, -p. 20), in Bosone da Gubbio (Fioravanti, p. 28). In una variante -segnalatami dal signor Hauréau (ms. lat. 15963, part. II, pl. 43), è il -suo stesso corpo che Saladino fa girare in quel modo dopo morto. Come -l'ha notato l'Hauréau (_Hist. litt. de la Fr._, l. c.), il Voltaire -nell'_Essai sur les moeurs_ ha dato valore storico a questo aneddoto. -Questa proclamazione simbolica della vanità delle cose umane e del -loro annientamento davanti la potenza e l'eternità divine, presenta -d'altronde, a differenza dei racconti riferiti sin qui, un carattere -veramente orientale, e la storiella ha senza dubbio una fonte araba. -— Notiamo infine che in un sermone di Gerardo da Liegi, di cui io -devo ancora l'indicazione all'amicizia dell'Hauréau (ms. lat. 16433, -fol. 31), l'apologo in discorso, di cui il La Fontaine ha fatto _Le -Vieillard et ses Enfants_, è riferito a Saladino morente. D'altra parte -i Tartari lo raccontano del loro Djinghis-Khan (v. La Fontaine, ediz. -E. Régnier, I, 335). - -[50] Bisogna soprattutto rammentare la sua condotta a tempo della -presa di Gerusalemme, che tanto maravigliò le coscienze in quanto essa -era contraria ai procedimenti seguiti in simile occorrenza tanto dai -musulmani quanto dai cristiani. In altre circostanze, è vero, si mostrò -crudele e vendicativo come era l'uso del suo tempo. - -[51] La cronologia, come si vede, non mette in imbarazzo il nostro -romanziere. Cosí si è visto piú innanzi identificare Ugo di Tabarie con -l'ammiraglio Dodekin, uno degli eroi saraceni della prima crociata. - -[52] Il viaggio avventuroso della dama di Pontieu e il suo matrimonio -in Babilonia sono narrati in _Baudouin de Sebourc_ (vol. I, p. 68, 72). -L'incontro di Saladino con Giovanni di Pontieu e le altre circostanze -che si riferiscono alla loro parentela si trovano in _Jean d'Avesnes_ -e sono accennate in _Baudouin de Sebourc_ (vol. I, p. 81; vol. II, p. -155). - -[53] _Mon. Germ., SS._, vol. XXV, p. 818. - -[54] Ms. B. N. fr. 25462 (ant. N. D. 272), fol. 205. - -[55] È per errore che l'_Histoire littéraire de la France_ (vol. XXI, -p. 679) indica esser questa cronaca contenuta nei tre manoscritti fr. -770, 781 e 12203. Il ms. 781 (ant. 7188^5) è un semplice testo della -«Chronique d'Ernoul»: è il ms. E del sig. di Mas Latrie (_Ernoul_, -p. XXXIX). La stessa cosa può dirsi del ms. di Berna 340 (indicato -pure nell'_Hist. litt_., p. 683), il B del signor di Mas Latrie. Nel -suo _Essai de classification des continuateurs de Guillaume de Tyr_ -(in appendice all'edizione d'Ernoul), il signor di Mas Latrie parla -giudiziosamente (XXXIX, e p. 483) del ms. 770, ma non indica i mss. -12203 e 24210. P. Riant, nel suo _Inventaire sommarie des manuscrits de -l'Eracles_ (_Archives de l'Orient latin_, I, 239-256), ha riunito con -ragione i nostri tre manoscritti in un gruppo a parte. Però il titolo -che dà ad essi, _Estoires d'Oultremer et de la naissance de Salehadin_, -non conviene loro, in quanto la storia della nascita di Saladino è -estranea alla forma primitiva ed è narrata solo nel romanzo _Voyage -du comte de Pontieu_, il quale è semplicemente interpolato nella -_Chronique d'outre mer_ (v. piú innanzi). - -[56] Ma. 12203, fol. 24 d. - -[57] Impiega, parlando di lui, espressioni realmente adoperate per -Coradin nel testo che egli segue: «Lycoredis fel estoit et de put aire -et mout haoit crestiens» (Ernoul, p. 357); «Cil Lycoredis estoit mout -fel et tant haoit crestienté que a paines pooit il veoir crestiens» -(ms. 12203, fol. 24 d). - -[58] Parrebbe talvolta risalire a un manoscritto migliore dei nostri. -Il signor di Mas Latrie non indica varianti per il brano d'Ernoul (p. -114) che fa di Girardo di Ridefort, piú tardi padrone del Tempio, un -_clerc_ di Fiandra; ma bisogna certamente leggere _chevalier_, come dà -la nostra cronaca (v. _Hist. occ. des croisades_, vol. II, p. 50). Qua -e là forse vi sarebbe, ma con una grande prudenza, da spigolare nella -_Chronique d'outre mer_ qualche particolarità autentica, che non si -trova negli altri manoscritti. - -[59] Piú innanzi, pp. 21-22. - -[60] _Aumarie_ è la forma francese del nome della città d'Almeria -in Spagna, la quale fu per lungo tempo la sede del reame dei Mori. -È probabile che il nostro narratore impieghi qui il nome d'_Aumarie_ -senza sapere precisamente ciò che rappresenti, come hanno fatto altri -romanzieri del Medio Evo. - -[61] Modifico alquanto il testo dell'edizione Moland e d'Héricault con -l'aiuto di quello del Méon (v. la nota seguente). - -[62] Questo romanzo è stato pubblicato due volte: dal Méon, secondo -il ms. fr. 26462, nel vol. I del suo _Nouveau Recueil de fabliaux et -contes_ e dai signori Moland e d'Héricault, nelle loro _Nouvelles -françoises du XIII siècle_ (1866), sui due mss. della _Chronique -d'outre mer_ che lo contengono. Quantunque il ms. 25462 sia fortemente -compendiato, contiene talvolta dei passi che mancano nell'altra -redazione, e una edizione critica dovrebbe tenerne conto. - -[63] Il _Journal des Savants_ d'allora sospettò la sincerità del -traduttore (anonimo del resto) e dubitò dell'esistenza del «vieux -manuscrit gaulois», ch'egli allegava. P. Paris ha dimostrato (_Mss. -fr._, VI, 132; _Hist. litt._, XXI, 632) come fossero poco fondati -questi sospetti, spesso ripetuti in seguito. - -[64] Édèle, maritata suo malgrado a Enguerrand di Saint-Valery, è -rapita da Tebaldo di Guines (che sostituisce i briganti), ma liberata a -tempo dal fedele Éberard d'Amiens; ella non pensa a uccidere il marito -e lo libera da sotto il cavallo, che cadendo gli aveva impedito di -muoversi. Ma Enguerrand sospetta di lei e suo padre l'abbandona in alto -mare in un battello senza ormeggi. Ella è incontrata da Éberard che -la conduce a terra. Durante questo tempo Enguerrand e Tommaso vengono -a duello, si uccidono a vicenda e Édèle sposa Éberard. Niente di piú -assurdo. Il romanzo del Vignacourt è riassunto nella _Bibliothèque des -romans_ (luglio 1778). - -[65] Se ne trova un sunto nella _Bibliothèque des romans_ (dicembre -1776). - -[66] Stampato a Parigi nel 1768. Del racconto primitivo è sparito -tutto, salvo l'episodio d'un marito schiavo dei Saraceni, che ritrova -la moglie amata da un sultano. Il La Place ha preso dal Vignacourt -il rapimento dell'eroina per opera di un rivale; costui è quello che -conduce Adele in mare contro sua voglia, ed è quello stesso che la -virtuosa Adele pugnala di sua mano all'ultimo atto. - -[67] Il Louandre omette la vera ragione che, per la severità del conte -di Pontieu, dà il romanzo: il tentativo di omicidio della giovine sposa -contro il marito. - -[68] Vale a dire la dama di Fayel, creduta amata dal castellano di -Couci, la Gabriella di Vergy del secolo XVIII (v. _Hist. litt. de la -France_, vol. XXIX, pp. 362-390). - -[69] Sempre la famosa «tradizione», immaginaria qui come in mille altri -casi. - -[70] Non v'è alcuna menzione di questa storia nei «trouvères du -moyen-àge», all'infuori del nostro racconto in prosa. - -[71] F.-C. Louandre, _Histoire d'Abbeville_ (1844), vol. I., p. -141. — Non conosco altri poemi su questo soggetto tanto dell'epoca -moderna quanto del Medio Evo. Non v'è, almeno per quanto ne so, che -una tragedia, quella del La Place, che come si è veduto, non ha quasi -niente conservato del racconto, e un'opera in musica, quella del -Saint-Marc, che la ricorda solamente per il nome dato all'eroina. - -[72] Il Citri de la Guette aveva giudiziosamente posto in margine del -brano della sua traduzione in cui si narrano le avventure della figlia -del conte di Pontieu: «Sous le règne de Philippes premier». - -[73] _Nouvelles françoises du XIIIe siècle_, p. XXXVII. - -[74] Giovanni di Pontieu ebbe almeno un'altra figlia e due figli, di -cui il maggiore, Guglielmo, gli successe. - -[75] Tommaso di Saint-Valeri era in realtà signore di Domart (e non -_Damart_ come si legge nel _Trésor de chronologie_ del de Mas Latrie, -col. 1663); ciò prova solamente che l'autore del romanzo, il quale -era nativo di Piccardia o dell'Artois, sapeva che un signore di Domart -aveva sposato la figlia del conte di Pontieu. - -[76] L'editore capisce a torto Ouessant; si tratta di Wissant, porto -del Boulonnais, altra volta attivissimo e celeberrimo, da molto tempo -arenato. - -[77] L'episodio della botte, che si rinviene in molti racconti, sembra -piú primitivo; il battello è una attenuazione. - -[78] Salvo che fa sposare la figlia della «Belle Chétive» al soldano di -Damasco, che ne ha Saladino, in modo che un grado è soppresso. Inoltre, -aggiunge in principio la lunga descrizione d'un torneo e nella seconda -parte il racconto delle prodezze compiute da Tibaldo al servizio del -soldano. - -[79] Cosí, durante l'atto criminoso della moglie di Tibaldo, l'autore -nota che il marito di lei «la regardoit, excusant son inconvenience, -et l'amant autant qu'oncques avoit fait», e quando essa gli ha dato il -colpo che doveva ucciderlo e lo ha liberato, egli si contenta di dirle -con dolcezza: _«Refrene ta pensee variable, et jamais ne t'aviegne de -procurer la mort de celuy qui t'aime plus que nulle rien du monde»_. -(Louandre, p. 61, 62). - -[80] Si vegga, per esempio, l'apostrofe a Febo, Eolo, Morfeo, Oceano, -cui si rimprovera di lasciar commettere l'odioso delitto che si compie -in presenza loro. Il ms. 12572 (fol. 136 V) reca come il testo del -Louandre _Solus per Eolus_ e _Octeanus per Oceanus_, prova cotesta -che i due manoscritti di _Jean d'Avesnes_ risalgono senza dubbio a una -stessa copia. - -[81] Nella narrazione della signora di Gomez, abbandonando il soldano -d'Almeria, la fuggitiva gli lascia il figlio che aveva avuto da lui; -non è detto che questo figlio sia stato l'antenato di Saladino. - -[82] V. _Baudouin de Sebourc_, I, 33, 61, 383; II, 155,392; il Bastart, -v. 6636 ss. Il passaggio di _Godefroi de Bouillon_, quantunque -meno esplicito, ci mostra che anche l'autore di questo poema aveva -l'intenzione di narrare il viaggio di Saladino in Francia, dacché -menziona _Chauveigni_ (ms. ediz. _Changevin_) «qui cloche du talou» -(v. 22801), cioè l'eroe di un episodio che è in stretto rapporto col -viaggio: al torneo di Cambrai, del quale sarà parlato in seguito, -Chauvigni ricevette una ferita alla gamba, che lo rese zoppo. - -[83] Ne esiste una redazione rimaneggiata posteriore d'una quindicina -d'anni; non ne differisce che per questa parte. - -[84] Louandre, p. 70. Seguo per il riassunto l'analisi del Louandre, -raffrontando il testo dei brani citati con quello del ms. 12572. -Saladino ha anche l'intenzione di paragonare la religione cristiana con -la musulmana e di scegliere la migliore. - -[85] Qui si pone l'aneddoto dei poveri (cfr. p. 20), che, con lo -stupore che gli ispirano l'adorazione del papa e la confessione (cfr. -pp. 19-20), risolvono Saladino a non abbracciare il cristianesimo. - -[86] Piú tardi, parlando degli amori di Saladino, vedremo il seguito di -questo episodio. - -[87] Anche la sua peregrinazione somiglia assai da vicino a quella di -Cornumarant. Vi è anche una confusione completa dei due personaggi nel -racconto di Jacopo della Lana, commentatore di Dante (v. P. Rajna, -_Romania_, VI, 364): Saladino, come il re di Gerusalemme, è sotto -l'impressione di una «sort»; gli è stato predetto che Goffredo di -Bouillon l'ucciderebbe (si vegga la confusione); volendo prevenirlo, -giunge a Parigi in abito da pellegrino; cammin facendo è riconosciuto -da un abate, come Cornumarant, e, come costui, vittima d'una specie -di mistificazione che gli fa creder Goffredo invincibile. Ma Jacopo -aggiunge alla storia uno scioglimento che si trova soltanto in lui: -Saladino, quando vuol ritornare in Siria, è arrestato e posto in una -prigione, dove muore. - -[88] Può leggersi, insieme con le altre novelle dell'_Avventuroso -Ciciliano_, non solo nell'edizione del Nott (Firenze, 1832), ma -nell'interessante _Libro di novelle antiche tratte da diversi testi_ -pubblicato da F. Zambrini (Bologna, 1868). - -[89] Cioè il conte d'Artois (si vede piú tardi che Arras è la sua -residenza). Che vi sia qui una vaga reminiscenza della battaglia di -Mansourah, in cui il re di Francia fu fatto prigioniero e suo fratello -il conte d'Artois ucciso? - -[90] Qui ha luogo il racconto già riferito (p. 23) della longanimità -del signore dei Cristiani. - -[91] Questa circostanza e il nome di Hugues (Ugo) dato all'eroe di -questa storia possono far credere ch'essa ci rappresenti una forma -appena riconoscibile dell'aneddoto relativo a Ugo di Tabarie. - -[92] Anche il Boccaccio, nella novella citata piú innanzi, osserva che -parlava perfettamente _latino_, cioè italiano. - -[93] Rajna, _l. c._ - -[94] In se stessa la novella appartiene al ciclo del «Retour du mari». -Il Rajna ha mostrato assai bene che esisteva un rapporto molto stretto -tra la versione del Boccaccio e quella che ci offre un «miracolo» di -Cesario d'Heisterbach. Quanto a Saladino, non ha che un rapporto del -tutto fortuito con la storia, e senza dubbio dovuto al beneplacito del -Boccaccio. Tuttavia l'avervelo introdotto prova come l'idea dei suoi -segreti viaggi nei paesi cristiani fosse familiare a tutti. Devesi -altresì notare come egli abbia a sua disposizione un «nigromante» -che, sotto i suoi ordini, opera dei veri prodigi: il saggio, valente -e magnifico Saladino diviene in tal modo una specie di Salomone con -potere sugli spiriti. - -[95] Si è veduto piú innanzi (p. 46, n. 1) in Jacopo della Lana un -altro riconoscimento, il quale ebbe i concatenamenti previsti; però non -è, come ho detto, che un adattamento dell'avventura di Cornumarant. - -[96] Un'altra storiella di Saladino costituisce la XXV novella di -Patronio; avrei potuto citarla accennando alla generosità del sultano. -Il conte di Rovena, suo prigioniero, marita sua figlia (su questo -matrimonio è stato consultato in prigione), secondo il suo consiglio; -in seguito a ciò, suo genero riconoscente lo libera, e tutti e due -ritornano nel loro paese, carichi di doni offerti da Saladino. - -[97] Ms. 12572, fol. 75 r.º Il riassunto del Louandre (p. 68) è qui -insufficiente. - -[98] Questa regina di Cipro non può del resto essere che Isabella, -figlia del re di Gerusalemme Amauri, maritata successivamente ad -Onofrio di Toron, al marchese Corrado di Monferrato, al conte Enrico di -Champagne e in ultimo ad Aimeri o Amauri di Lusignano, re di Cipro alla -morte del fratello Guido. È vero che essa fu regina di Cipro solo alla -morte di Saladino, ma le novelle di questo genere commettono ben altri -traviamenti cronologici. - -[99] Louandre, p. 83; ms. 12752, fol. 246. - -[100] _Baudouin de Sebourc_, vol. II, p. 392. - -[101] _Récits d'un ménestrel de Reims_, § 6-12. - -[102] È in questa cronaca (ms. B. N. fr. 5003) che si trova -specialmente una delle redazioni della celebre leggenda di Blondel e -di Riccardo Cuor di Leone. Contiene anche molti estratti di canzoni di -gesta. V. _Romania_, vol VIII, p. 633. - -[103] Che gli domandava d'andare ad assediare città saracene; ciò è -preso da Guglielmo di Tiro. - -[104] Qui ha luogo il deviamento del fatto storico che s'incammina -verso la sua trasformazione favolosa: Aliénor, secondo Guglielmo di -Tiro, voleva restare con Raimondo e non andare a raggiungerlo; Luigi -non ebbe a ritenerla, ma a rapirla. - -[105] Ms. fr. 5003, fol. 180 v.º - -[106] D. Bouquet, vol. XII, p. 119. - -[107] Ms. fr. 1799, fol. 16 v.º. - -[108] Semplicemente secondo il Ménestrel la storia è narrata nel ms. -fr. 9222 (fol. 17), nella Cronaca di cui D. Bouquet dà un estratto -(vol. XII, p. 229), in Giovanni des Preis (vol. IV, p. 396), nella -cronaca di P. Cochon (p. 3), e senza dubbio altrove. - -[109] Il Fioravanti (pp. 32, 35) fa le piú singolari riflessioni su -questa storia. Vuole che il soldano del _Voyage du comte de Pontieu_ -(che del resto in questo romanzo è il bisavolo di Saladino) sia -in realtà Saladino in persona, e che Aliénor, figlia del conte di -_Poitiers,_ sia in fondo identica alla figlia del conte di _Pontieu_. -Tuttociò non ha il minimo fondamento, e l'autore infiora i suoi -ragionamenti di errori d'ogni genere. - -[110] V. l'interessante studio del Tamizey de Larroque sopra Aliénor di -Poitiers nella _Revue d'Aquitaine_, 1864, specialmente a p. 314. Oltre -gli antichi storici, egli cita tra i moderni Michaud e Ang. Thierry; ma -per errore egli vi aggiunge il Michelet, che parla solo di Raimondo. -— Notiamo qui che si è spesso ripetuto che Matteo Paris aveva anche -accusato Aliénor d'aver avuto per amante un figlio del diavolo; ma ciò -è molto probabilmente un errore. Nel testo a stampa (_Chron. majus_, -ediz. Luard, vol. II, p. 186, _s. a._ 1150) si legge: _Diffamata est -de adulterio, etiam cum infideli, et qui genere fuit diaboli_; ma -bisogna senza dubbio leggere _quod_ per _qui_: è Aliénor stessa che -si accusava d'essere di razza diabolica (V. il Ménestrel de Reims e i -curiosi passaggi citati da Paolo Meyer, _Notices et Extraits des mss._, -vol. XXXII, part. 2, pp. 64, 68, 70), e anche là v'era senza dubbio una -confusione col suo secondo sposo: l'origine satanica dei Plantageneti -era leggendaria. - -[111] Come fa notare il De Wailly nel suo _Sommaire critique_, non vi -era allora alcun signore di Baru (Beyruth): la tradizione intendeva -certamente Balian d'Ibelin, il cui figlio Giovanni fu sire di Barut, -e che era, come Raimondo, uno dei nemici del re Guido. Il marchese di -Monferrato sarebbe Guglielmo II il vecchio, che fu fatto prigioniero -da Saladino; ma si tratta piuttosto di suo figlio il celebre Corrado, -trasformato in traditore a causa della sua ostilità contro Guido di -Lusignano. Il signore di Sayette è Rinaldo; non si sa chi bisogna -intendere per il _bail_ o _bau_ d'Escalona; Ernoul dice espressamente -(p. 184) che non vi era alcun governatore in questa città. - -[112] È facile riconoscere in questi nomi quelli che aveva dati -il Ménestrel; _Liban_ viene da una cattiva lettura di _li baus_, -nominativo di _le bau_; _Pierre e Poru_ sono fantastiche addizioni del -rimatore. - -[113] È curiosissimo di ritrovare in parte le stesse cose nella -narrazione della caduta del regno di Gerusalemme che fa Roberto di -Clari, secondo i racconti orali (§ 33). - -[114] Questo nome solo e il suo posto nella serie dei re lo -ravvicinano a Baldovino II di Bourg. In un punto, il romanzo dice -che, «selon aulcuns», era colpito dalla lebbra (fol. 167 v.º), ciò che -l'identificherebbe con Baldovino IV. - -[115] Vi fu infatti un combattimento assai serio alle fontane di -Saforia (v. Ernoul, p. 97), e, ciò che è veramente curioso, il nostro -romanzo, cosí lontano da una narrazione autentica, racconta qui un -aneddoto sopra l'illuminazione del campo de' Cristiani che sembra -imitato dalla cronaca d'Ernoul (p. 100). Il poeta aveva senza dubbio -gettato qua e là uno sguardo sui testi storici (fol. 169 r.º). - -[116] Il romanzo qui narra che Saladino concepí per Guglielmo de la -Chapelle un'ammirazione tale da mandargli in dono uno dei suoi migliori -cavalli (ciò richiama l'aneddoto relativo a Riccardo che sta per essere -narrato) e cercò, ma invano, dì persuaderlo ad entrare al suo servizio, -promettendogli di colmarlo di onori. - -[117] Altrove (p. 20, n. 2, e pp. 49-50) ho parlato brevemente del -piccolo episodio relativo all'assedio d'un castello, situato vicino -ad Antiochia, in cui si trovavano sole donne, e della cortesia usata -da Saladino verso di loro. Tutta questa parte del romanzo mostra il -carattere di Saladino sotto la sua piú bella luce. - -[118] Cosí pure, naturalmente, nella traduzione latina (_Itin. -Ricardi_, ediz. Stubbs, p. 419). - -[119] Sarebbe il vero nome da dare al corpo di cronache d'oltremare -generalmente unite alla traduzione di Guglielmo di Tiro e indicate -assai infelicemente sotto il nome d'_Eracle_. Rimando all'edizione -dell'Accademia. - -[120] D. (ms. di Lione), p. 195. - -[121] Duro di bocca, pronto a fuggire (v. Godefroy). - -[122] Ms. _arassies_, che il glossario traduce per «calmo, tranquillo». - -[123] Le parole e le lettere che ho supplito sono indispensabili per il -senso di questa frase. - -[124] «Marescalco ferratore» secondo il glossario. - -[125] _Eschaillons_ (con questo senso manca nel Godefroy) significa -i denti canini d'un cavallo (v. Cotgrave, s. v. _escaillon_): il -dizionario francese-tedesco del Sachs dà pure _écaillons_ in questo -senso (in it. _scaglioni_); per conseguenza i _gisanz_ designano anche -i denti, come del resto è naturale nella circostanza. Il glossario -dell'edizione traduce a torto _escaillon_ per «la parte del cavallo che -lo rende stallone» (cosa vorrebbe dire allora il plurale?) e _gisanz_ -per «testicoli». - -[126] Il De Mas Latrie, ingannato dalla lezione oscura del ms. e -dell'edizione, l'attribuisce a Safadin (_Ernoul_, p. 282, n.). - -[127] _Ernoul_, p. 281; _Histor. des croisades_, vol. II, p. 182. - -[128] V. _Hist. litt. de la Fr._, vol. XXIII, p. 162; A. d'Ancona, -_Studj_, p. 335. - -[129] Al contrario, nel III dei _Conti di antichi cavalieri_, -la generosità di Saladino è presentata come perfettamente leale -(Fioravanti, p. 18). - -[130] Ms. 12572, fol. 30 v.º, 250 v.º L'analisi dello Chabaille omette -il primo episodio. Qui la scena ha luogo in Inghilterra ed è collegata -col racconto del _Pas Salhadin_ (v. piú sopra). - -[131] È curioso incontrare un ricordo cosí preciso in un romanzo tanto -lontano da ogni verità storica; infatti, Ambrogio ci parla spesso -dell'eccellente cavallo Fauvel tolto all'imperatore di Cipro, e montato -di preferenza da Riccardo. - -[132] La parte della spione si trova nel _Pas Salhadin_ e in _Jean -d'Avesnes_, che ci rappresentano due derivazioni indipendenti di -pittore che offrivano grandi differenze. Il nome di _Tornevent_ è dato -da Giovanni des Preis (IV, 396) allo spione, il quale, dall'alto delle -mura di Acri assediata, nomina a Saladino i principali combattenti -cristiani; è personaggio imitato dal Ménestrel de Reims (§ 55), se -bene in questo e anonimo. Il nome d'_Espiet_ si trova nel romanzo di -_Maugis_. - -[133] _Itin. Ric._, p. 415. - -[134] Ciò fa credere che Riccardo avesse egli stesso fatto -rappresentare questa impresa, dacché la troviamo dipinta presso suo -nipote Enrico III (v. Hardy, _A description of the close rolls in the -Tower_, London, 1833). - -[135] Il Trébutien ha citato le _Chroniques_ secondo un manoscritto da -lui non indicato, senza dubbio il ms. fr. 1799, di cui mi sono servito -piú innanzi. - -[136] Può recar meraviglia che questo nome sia omesso precisamente -nelle _Chroniques de Flandres_: dipende da ciò, che il compilatore -aveva raccontato prima la morte del conte Filippo, avvenuta nel 1191. - -[137] Gli dà anche una parte del tutto preponderante, essendo Andrea di -Chauvigni uno degli eroi piú in vista del poema cui appartiene questo -brano. - -[138] V. ciò che è detto piú innanzi, in una delle versioni della -storiella del cavallo mandato a Riccardo, del _toron_ (poggio, -eminenza) sul quale il re d'Inghilterra stava coi suoi compagni. - -[139] _Le Pas Salhadin_ publié par G. S. Trébutien (Paris, 1836, -in-8º). L'esame delle rime del poema attesta che è stato composto nella -regione del nord-est della Francia. Potrebbe anche essere del secolo -XIV, considerato le stato avanzato della lingua; sembra tuttavia che -l'autore avrebbe menzionato, se avesse scritto dopo il 1297, la perdita -degl'ultimi possedimenti de' Cristiani in Siria. V. Le Clerc (_Hist. -litt._, vol. XXIII, p. 492) dice anche che, secondo il poema, «i -pellegrini potevano ancora liberamente penetrare in Palestina»; ma io -non vi posso trovare niente di simile. - -[140] Si rinviene, se non m'inganno, nel testamento del Prince Noir -(non posso verificare questo ricordo), la menzione d'una tappezzeria su -questo soggetto che possedeva l'illustre pronipote di Riccardo. - -[141] Froissart, nel suo _Prologue_, a fianco dei nove prodi e dei -dodici pari di Francia che combatterono a Roncisvalle, cita come -modello di prodezza per i valorosi «les douze chevaliers compagnons qui -garderent le pas contre Salehadin». - -[142] Noi abbiamo visto piú innanzi che, per la storia della perdita di -Gerusalemme la quale gli serve di preambolo, il poeta ha fatto uso dei -racconti del Ménestrel de Reims; probabilmente non ha avuto altra fonte -propriamente detta. - -[143] Filippo non assediò mai Sur, rimasta in potere dei Cristiani. - -[144] V. Le Clerc (l. c.) si domanda «se si tratta d'una delle gole -della piccola Armenia». Ciò vuol dire prendere questi racconti troppo -sul serio, e d'altronde la piccola Armenia è lontana da Sur. - -[145] Lo sceglie come terzo. La leggenda sviluppata in Francia rimanda -sempre piú indietro Riccardo, come pure introduce Filippo. - -[146] Ms. 12572, fol 242 r. Tutto questo episodio è assai accorciato -nel sunto dello Chabaille. L'intera avventura è annunziata secondo -l'uso, in _Baudoin de Sebourc_ (vol. II, p. 155), e il poeta ha cura -di dire, terminando questo riassunto: «Ensi con vous orrés ou livre -retraitier». - -[147] Ms. 12572, fol. 252. I principi di questi amori e della nascita -di Polis si trovano in parecchi luoghi delle rame anteriori del poema. -V. p. es. _God. de Bouillon_, v. 22802; _Baud. de Seb._., v. 6543. - -[148] Questo particolare non è in _Jean d'Avesnes_, che qui è assai -compendiato; lo prendo dalla fonte che sarà indicata nella nota finale -di questo articolo. - -[149] _Jean d'Avesnes_, p. 87. - -[150] Questo assedio di Damasco, con questa vaga accusa di tradimento -contro uno dei capi che vi presero parte, potrebbe essere una -reminiscenza assai alterata dell'assedio posto a Damasco, nel 1148, da -Luigi VII e dall'imperatore Corrado, nel quale assedio i Cristiani di -Gerusalemme sembrano aver avuto con gli assediati una intesa segreta -che ebbe per risultato la cattiva riuscita delle operazioni. - -[151] V. qui sotto. Questo personaggio è annunziato in _Baudouin de -Sebourc_ (vol. II, p. 263) e nel _Bastart de Bouillon_ (v. 6294). - -[152] Confusione evidente: Safadin, o Malek-Adel, che fu soldano dopo -Saladino, era fratello e non figlio suo. - -[153] Ms. 12572, fol. 258 v. Avevo appena terminato questo studio -che un lavoro del signor Vallois, inserito nel volume IX (1881) delle -_Mémoires des antiquaires du Centre_, indicatomi dal signor Augusto -Longnon, mi ha fatto conoscere, per ciò che concerne le avventure -di Andrea di Chauvigni, una redazione in prosa dell'antico poema, -indipendente da _Jean d'Avesnes_, e piú fedele, almeno verso la fine. -Io non posso fermarmi qui su questo testo, sul quale ritornerò in altra -occasione; da esso (v. p. 74, n. 1) ho preso un particolare omesso nel -riassunto di _Jean d'Avesnes_. - - - - - -Nota del Trascrittore - -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo -senza annotazione minimi errori tipografici. - - - - - -End of the Project Gutenberg EBook of La leggenda di Saladino, by Gaston Paris - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA LEGGENDA DI SALADINO *** - -***** This file should be named 62538-0.txt or 62538-0.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/6/2/5/3/62538/ - -Produced by Barbara Magni and the Online Distributed -Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was -produced from images made available by The Internet Archive) - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. 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You may copy it, give it away or re-use it under the terms of -the Project Gutenberg License included with this eBook or online at -www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll have -to check the laws of the country where you are located before using this ebook. - -Title: La leggenda di Saladino - -Author: Gaston Paris - -Translator: Mario Menghini - -Release Date: July 1, 2020 [EBook #62538] - -Language: Italian - -Character set encoding: UTF-8 - -*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA LEGGENDA DI SALADINO *** - - - - -Produced by Barbara Magni and the Online Distributed -Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was -produced from images made available by The Internet Archive) - - - - - - -</pre> - - -<div class="booktitle"> -<h1> -LA LEGGENDA<br /> -DI SALADINO -</h1> -</div> - -<hr class="silver" /> - -<div class="titlepage"> -<p class="x-large"> -GASTON PARIS -</p> - -<p class="pad2 main-t"> -LA LEGGENDA DI SALADINO -</p> - -<p class="pad4 small"> -TRADUZIONE -</p> - -<p class="pad1 xx-small"> -DI -</p> - -<p class="pad1 large"> -MARIO MENGHINI -</p> - -<p class="pad4"> -<span class="large">IN FIRENZE</span><br /> -<span class="small">G. C. SANSONI, EDITORE</span><br /> -—<br /> -1896 -</p> -</div> - -<div class="verso"> -<hr class="mid" /> -<p> -PROPRIETÀ LETTERARIA -</p> - -<p> -Firenze — Tip. G. Carnesecchi e Figli. -</p> -<hr class="mid" /> -</div> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span> -</p> - -<h2>LA LEGGENDA DI SALADINO</h2> -</div> - -<p> -Il giovine erudito italiano, che ha pubblicato il -breve studio del quale abbiamo letto il titolo,<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a> non considera -il suo se non come un saggio provvisorio e preparatorio; -avrebbe in animo di riprenderlo piú tardi -per allargarlo e domanda che sia aiutato per compierlo -e renderlo piú esatto. Corrispondo a questo suo -desiderio comunicando qui alcune note prese, almeno -in parte, da molto tempo, su quella che si è potuta -chiamare la leggenda di Saladino, occupandomi specialmente -della parte francese del soggetto, sul quale -il Fioravanti confessa di avere in ispecial modo poche -notizie.<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a> -</p> - -<p> -Sono ben lieto di venire in aiuto, per parte mia, -ad un lavoratore coscienzioso e modesto; d'altronde, -l'oggetto delle sue ricerche è per sé stesso, se non di -<span class="pagenum" id="Page_2">[2]</span> -capitale importanza, almeno abbastanza curioso, perché -piaccia di contribuire a farlo conoscer bene; infine, -facendo ciò, si toccano punti ancora poco chiari -della nostra antica storia letteraria, sui quali esso -fornisce l'occasione di spendere un po' di tempo. Presenterò -queste note nell'ordine col quale le avevo altra -volta classificate, e che non è sempre quello del Fioravanti; -mi riferirò al suo lavoro per tutto ciò che vi -si trova già sufficientemente chiarito. -</p> - -<div class="chapter"> -<h2>I</h2> -</div> - -<p> -I racconti dei cristiani su quello, che fu il piú terribile -loro avversario e il distruttore del regno di Gerusalemme, -gli sono, in generale, in tutto favorevoli; -dirò piú tardi qualcosa intorno alle cause di questo -fenomeno, in apparenza abbastanza sorprendente. Però -bisogna notare che alcuni di questi racconti, e precisamente -il piú antico, hanno al contrario uno spiccato -carattere di malevolenza che apparisce, in modo -naturalissimo, dal dispetto e la umiliazione che le strepitose -vittorie del sultano kurdo cagionarono ai vinti, -e soprattutto ai cristiani stabiliti in Siria, e da lui cacciati -dai loro possessi. Infatti, presso di loro si formò -indubbiamente una leggenda ostile, relativa ai suoi -primi anni, che noi vediamo diffondersi in Occidente -al momento stesso dei suoi piú splendidi successi. Dapprima -essa, sotto la forma piú virulenta, ci appare in -un curioso poema latino, sin qui inedito e appena segnalato,<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a> -che non è giunto intero sino a noi, e che -deve essere stato composto nel 1187, poco prima della -presa di Gerusalemme. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span> -</p> - -<p> -Saladino, di condizione servile, s'introduce nella -corte di Norandino, diviene l'amante della moglie, per -mezzo della quale ottiene il favore del sultano. A Babilonia -(cioè al Cairo) uccide perfidamente un giudice -integerrimo alla stessa tavola alla quale colui l'aveva -ammesso; penetra con l'astuzia, non potendo entrare -con la forza, nella città dove risiede l'<i>amulanus</i>,<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a> l'assassina, -e s'impadronisce dei suoi tesori che distribuisce -tra i complici. In seguito, fa avvelenare Norandino e -pone a morte l'unico suo figlio, dopo di che sposa la vedova, -riuscendo cosí a diventar padrone di sette reami: -è allora che ha l'audacia di combattere i cristiani. Questo -quadro con tinte cosí fosche è stato tracciato in -Occidente sopra racconti venuti dall'Oriente; le linee -vi sono singolarmente esagerate. L'assassinio del giudice -del Cairo e quello dell'<i>amulanus</i> corrispondono -all'esecuzione del vizir Chaver e all'omicidio del califfo -d'Egitto El-Aded, che non senza ragione sembra -imputato a Saladino.<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a> Il matrimonio di Saladino con -la vedova di Norandino è narrato da storici serî, ma -<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span> -il nostro poema è il solo a dire che anteriormente esistessero -tra loro relazioni di adulterio. Saladino spodestò -il figlio di Norandino, ma non lo mise a morte, -e non è mai stato accusato d'avere avvelenato il sultano -stesso. Egli non era di condizione servile, dacché -era nipote di Siracon o Chirkon, generalissimo di Norandino, -e suo padre Ayoub occupava presso quest'ultimo -un alto posto. -</p> - -<p> -Minori infrazioni alla verità troviamo nel passo, -senza dubbio d'origine palestiniana, che Riccardo, canonico -della Santa Trinità di Londra, inserí, circa -l'anno 1200, nell'introduzione aggiunta alla sua traduzione -del poema francese d'Ambrogio sulla terza -crociata.<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a> Qui Saladino è di nascita equivoca, ma ha -per zio Siracon, il comandante dell'armata che s'impadronisce -dell'Egitto per conto di Norandino: uccide -a tradimento <i>Savarius</i> (Chaver) e il <i>mulanus</i>, poi, -essendo morto Norandino, ne sposa la vedova e caccia -via i figli. La favola non si riannoda qui che ai -primi atti del futuro sultano, il quale, innalzato ad -alte cariche da Norandino, non avrebbe tuttavia esercitate -prima altre funzioni da quelle di padrone delle -cortigiane di Damasco; distribuisce agli «istrioni» il -danaro che ricava da loro, rendendosi cosí popolare, -ciò che dà occasione a Riccardo di abbandonarsi ad -enfatiche proteste contro i capricci della fortuna, la -quale mette un <i>leno</i> sul trono dei re.<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a> -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span> -</p> - -<p> -A fronte di questi riassunti trova posto un racconto -piú particolareggiato, che risale certamente anche ai -detti dei cristiani di Siria, e che si trova tanto nell'ultimo -rifacimento della canzone di <i>Jérusalem</i>, (ms. -B. N. fr. 12659) quanto nella compilazione conosciuta -col nome di <i>Chronique d'Ernoul</i>, della quale però -una piccola parte può risalire a Ernoul, scudiere di -Balian d'Ibelin. Il Pigeonneau<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a> crede che questo racconto -sia passato al poema dalla cronaca, ma esso -varia troppo dall'una all'altra, perché si possa ammettere -questa opinione. Nella cronaca (p. 35 e seg.), -Saladino è il nipote di un ricco <i>prevosto</i> di Damasco -(evidentemente Chirkou); avendo guerreggiato in Egitto -<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span> -contro <i>la mulaine</i> e il suo alleato, il re Amauri di Gerusalemme, -è stato fatto prigioniero; suo zio, il sapiente -«largo e cortese», lo riscatta dopo la morte d'Amauri, -e lo conduce in Egitto, dove riprende la guerra contro -<i>la mulaine</i>, che ben presto assediano al Cairo. Lo -zio muore e Saladino rimane capo dell'esercito; disperando -di prendere la città con la forza, ricorre all'astuzia: -fa dire a <i>la mulaine</i> che verrà a chiedergli pace -«comme asnes, la somme sor le dos, por torser et por -chargier sor lui quankes il lui plairoit». Si presenta -infatti e s'avanza su quattro zampe, un basto sul dorso, -sino al trono di <i>la mulaine</i>; però quando deve baciargli -il piede, cava fuori un coltello, che teneva nascosto, -e colpisce <i>la mulaine</i> al cuore; la gente che -l'accompagna fa altrettanto attorno a sé e Saladino -è padrone del castello. Alla porta di questo castello -c'erano sempre due cavalli sellati e brigliati che attendevano -un cavaliere; secondo un'antica profezia, -doveva un giorno venire un uomo «qui avroit nom Ali, -et monteroit sor ces chevaus, et seroit sire de tote -paienie et d'une partie de crestienté»; Saladino «monta -sor les chevaus qui atendoient Ali, et aloit criant par -la cité qu'il estoit Ali, qui venus estoit a cheval». In -tal modo s'impadronisce dell'Egitto. Più tardi, essendo -morto Norandino, Saladino ne sposa la vedova e diventa -padrone del suo impero.<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a> La stessa storia si -rinviene, però con differenze abbastanza grandi, nel -poema: qui Saladino è l'erede legittimo del re d'Alessandria -<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span> -Eufradin; è stato spogliato e bandito da suo -zio Alfadin, ma piú tardi, con l'aiuto di suo fratello -Safadin, ricupera il reame e uccide lo zio. In seguito -uccide <i>la mulaine</i> d'Egitto, presso a poco come nella -cronaca, e monta sul cavallo predestinato (qui non ve -n'è che un solo), dopo averlo stordito gridando <i>Alis</i> -(il rimatore non sembra comprendere il senso di questo -grido); in seguito conquista parecchi reami; di -Norandino non v'è cenno (ms. 12159, fol. 357). -</p> - -<p> -Questo travestimento degli esordi del glorioso sultano, -ricomparisce in un'opera assai posteriore e della -quale bisogna dire qualche parola, perché nella storia -letteraria non è stato ad essa dato il posto che deve -avere. Si tratta del romanzo di <i>Jean d'Avesnes</i>, che -ci hanno conservato due manoscritti, uno dell'Arsenale, -scritto verso il 1460, e di cui lo Chabaille ha pubblicato -un'analisi e numerosi estratti (Abbeville, verso -il 1845, picc. in-8º), l'altro della Biblioteca Nazionale -(fr. 12572,) sino ad ora non indicato. Quest'opera si -compone di tre parti ben distinte. La prima parte -(Chabaille, p. 17-46) è un piccolo romanzo, che sembra -appartenere tutto intero al secolo <span class="smcap lowercase">XV</span> e che a noi non -interessa. La seconda (p. 46-63) è la storia piú antica -della figlia del conte di Pontieu, di cui parleremo piú -tardi. La terza (p. 63-89) è semplicemente il rifacimento -in prosa di una parte, perduta nella sua forma -originale, d'un immenso poema del quale non si sono -conservati in versi che due frammenti, se tali possono -chiamarsi due brani, di cui il primo conta piú di 35,000 -versi e il secondo piú di 34,000. Questo poema, composto -nel nord-est della Francia, senza dubbio poco -dopo il 1350,<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a> doveva comprendere un'intera storia -<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span> -delle crociate (in gran parte, ben inteso, romanzesca), -cui sembra essersi riannodato, bene o male, un racconto -delle guerre di Filippo il Bello contro i Fiamminghi. -La prima parte è stata pubblicata dal Reiffenberg -e dal Borgnet, sotto il titolo di <i>Le chevalier -au Cygne et Godefroid de Bouillon</i>; s'arresta al punto -in cui Baldovino di Gerusalemme, fratello e successore -di Goffredo, parte per una favolosa spedizione -contro la Mecca. Dopo una lacuna, della quale non -conosciamo l'estensione, comincia la seconda parte -conservata, pubblicata dal Boca e dallo Scheler sotto -il titolo di <i>Baudouin de Sebourc</i> e di <i>Bastart de Bouillon</i>. -Un altro «ramo» forma il terzo libro di -<i>Jean d'Avesnes</i>; un altro ancora costituisce il fondo -del romanzo di <i>Baudouin de Flandres</i>; essi non esistono -che in prosa, salvo alcuni versi dell'ultima, che -per caso ci sono stati conservati.<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a> -</p> - -<p> -Ad un poema del secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span> dobbiamo dunque riferirci -per il racconto che <i>Jean d'Avesnes</i> ci dà dei -primi successi di Saladino. Questo racconto è stato -completamente omesso dallo Chabaille; si legge nei -fogli 164 e seguenti del ms. 12572; diciamo solamente -che si riannoda tanto a quello della <i>Chronique d'Ernoul</i> -quanto a quello della <i>chanson</i>.<a class="tag" id="tag12" href="#note12">[12]</a> Vi si aggiunge -un passo che io non ho rinvenuto altrove: davanti la -porta del palazzo di <i>la mulaine</i> si trovava una «scalinata» -<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span> -fatta d'un solo smeraldo; Saladino la fece fare -in pezzi e distribuire ai suoi compagni, e di là provengono -tutti gli smeraldi oggidí sparsi nel mondo. -</p> - -<div class="chapter"> -<h2>II</h2> -</div> - -<p> -Eccezion fatta di questi, la cui tendenza è visibilmente -ostile, tutti gli altri racconti leggendarî su Saladino -gli sono favorevoli. Alcuni si contentano di celebrare -le sue virtú, altri si sforzano di ravvicinarlo -ai Cristiani, attribuendogli una disposizione, piú o -meno seguita in pratica, a riconoscere e a professare -la fede de' Cristiani. Questi due generi di racconti si -trovano naturalmente assai spesso mescolati, e noi parleremo -ad un tempo tanto degli uni quanto degli altri. -</p> - -<p> -Dapprima si volle che Saladino, ammirando l'istituzione -cristiana della cavalleria, si fosse fatto egli -stesso armare cavaliere. Già Riccardo della Santa Trinità, -in mezzo al racconto cosí poco benevolo che ho -riassunto piú innanzi, nota incidentalmente (I, 31): -<i>Processu temporis, cum jam aetas robustior officium -militare deposceret, ad Enfridum de Turone, illustrem -Palaestinae principem, paludandus accessit et Francorum -ritu cingulum militare ab ipso suscepit.</i> Onofrio -di Toron, conestabile dei regno di Gerusalemme, -era infatti uno dei piú rinomati principi del suo tempo. -Fu signore di Crac di Montréal dal 1169 al 1172, ed -è assai probabile che anche a lui si riferisca il racconto -della <i>Chronique d'Ernoul</i>, secondo il quale Saladino, -<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span> -prigioniero in quel castello e riscattato da suo -zio (v. piú sopra), domandò «an seigneur dou castel -que il le fesist chevalier a la françoise, et il si fist» -(<i>Chr. d'Ernoul</i>, p. 36). Questa coincidenza dei due racconti, -d'altra parte indipendenti, non ci esime dal farci -credere che possano contenere qualche fondo di verità, -e che Saladino si facesse, se non armare cavaliere, -almeno istruire nelle cerimonie e negli obblighi -della cavalleria da Onofrio di Toron. Tuttavia non ad -Onofrio di Toron, ma ad Ugo di Tabaria, principe di -Galilea, la tradizione volgare attribuí piú tardi l'onore -di aver conferito la cavalleria a Saladino, non quando -egli era appena un oscuro emiro, ma quando si trovava -all'apogeo della potenza e della gloria.<a class="tag" id="tag13" href="#note13">[13]</a> Ugo -di Tabarie, uno dei primi personaggi del regno di -Gerusalemme, fu fatto prigioniero nel 1178 da Saladino, -e piú tardi posto in libertà;<a class="tag" id="tag14" href="#note14">[14]</a> nel 1187, la disastrosa -battaglia di Hattin o di Tabarie ebbe luogo -quasi sul suo territorio, ma egli fuggí insieme con i -tre suoi fratelli; si segnalò piú d'una volta nelle guerre -degli anni seguenti, e morí dopo il 1204. Alla battaglia -del 1178, in cui era stato fatto prigioniero, si -riannoda la leggenda che gli diè la parte da prima -attribuita ad Onofrio di Toron. Questa leggenda cosí -fissata sul suo nome ci è pervenuta: 1º in un piccolo -poema del <span class="smcap lowercase">XIII</span> secolo piú volte pubblicato;<a class="tag" id="tag15" href="#note15">[15]</a> 2º in una -<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span> -redazione in prosa che offre qualche variante e che è -stampata incompletamente;<a class="tag" id="tag16" href="#note16">[16]</a> 3º da questa redazione -in prosa, nella terza parte di <i>Jean d'Avesnes</i>;<a class="tag" id="tag17" href="#note17">[17]</a> 4º in -una redazione italiana che fa parte delle <i>Cento novelle -antiche</i>;<a class="tag" id="tag18" href="#note18">[18]</a> 5º in una versione neerlandese;<a class="tag" id="tag19" href="#note19">[19]</a> 6º in -una imitazione inserita nel secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span> da Bosone da -Gubbio nel suo romanzo <i>l'Avventuroso Ciciliano</i>, in -cui la storiella è attribuita a un soldano di Babilonia -anonimo e a un cavaliere chiamato messer Ulivo di -Fontana.<a class="tag" id="tag20" href="#note20">[20]</a> Nel poema si è voluto vedere, in modo assai -<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span> -strano, l'opera dello stesso Ugo di Tabaria:<a class="tag" id="tag21" href="#note21">[21]</a> è detto -sin dal principio che si tratta di un re saraceno che -viveva «jadis». L'<i>Ordre de chevalerie</i> ha del resto per -iscopo principale di esaltare la cavalleria e di insegnare -le virtú che devono segnalarla; l'aneddoto dell'armar -cavaliere Saladino non serve che di pretesto -per la narrazione dell'autore. Costui aveva attinto a -una tradizione popolare preesistente,<a class="tag" id="tag22" href="#note22">[22]</a> da cui ha altresí -tolto a prestito il racconto della generosità di -Saladino verso lo stesso Ugo di Tabaria: gli accorda -la libertà di dieci prigionieri cristiani a sua scelta, ma -gl'impone una tassa di centomila bisanti, obbligandolo -a fare, per riunire questa somma enorme, una -colletta tra i «prud'hommes», lasciandogli, sulla parola, -un anno di libertà condizionale. Ugo non ne ha -bisogno: prende il sultano in parola, e ne ottiene cinquantamila -bisanti, e gli emiri, ai quali si rivolge -in seguito, glie ne promettono tredicimila piú di quanti -gli bisognano. Saladino gli anticipa questi tredicimila -bisanti, dando cosí una prova meravigliosa della sua -«largesse». -</p> - -<p> -La generosità era, come è noto, considerata nel Medio -Evo, almeno tra i poeti e per motivi facili a comprendersi, -<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span> -come la virtú per eccellenza dei principi,<a class="tag" id="tag23" href="#note23">[23]</a> -infatti, quella che si attribuisce, e non senza ragione, -a Saladino, lo rese celebre quasi come, per la stessa ragione, -era Alessandro.<a class="tag" id="tag24" href="#note24">[24]</a> Dante esclama nel <i>Convivio</i> -(IV, 11): «E chi non ha ancora nel cuore Alessandro -per li suoi reali beneficii? Chi non ha ancora il buon -re di Castella, o il Saladino...?». Ed è assai probabile -che per questa considerazione, egli, nel Limbo, -in mezzo agli eroi dell'antichità risparmiati dal vero -inferno, abbia dato posto a Saladino, il solo dei mussulmani. -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01">E <i>solo</i> in parte vidi il Saladino.</p> -<p class="i09"> (<i>Inf.</i>, <span class="smcap lowercase">IV</span>, 129).</p> -</div></div> - -<p> -Questa «largesse» di Saladino è argomento di piú -d'un racconto. Abbiamo già veduta la storia del «perron» -di smeraldo e quella del riscatto di Ugo di Tabaria; -ve ne sono anche altre. Secondo il <i>Ménestrel de -Reims</i>, egli rimanda assai liberalmente il re Guido di -Lusignano, fatto prigioniero in quella grande battaglia -di Tabaria, da cui fu prodotta la rovina del regno di -Gerusalemme.<a class="tag" id="tag25" href="#note25">[25]</a> A un altro prigioniero francese, cui -aveva posto affezione e che vedeva rimpiangere la sua -famiglia e il suo paese, aveva accordato, secondo una -<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span> -delle <i>Novelle antiche</i>,<a class="tag" id="tag26" href="#note26">[26]</a> un dono di 200 marchi. Il tesoriere -incaricato di stendere l'ordine di pagamento -scrisse per errore 300; volle correggere, ma Saladino -guardandolo: «Metti 400, gli disse, non sarà detto -che la tua penna sarà stata piú liberale di me».<a class="tag" id="tag27" href="#note27">[27]</a> Un -aneddoto simile è riferito, come si sa, a un signore -d'Anglure. Secondo Jean le Long, cronista del sec. <span class="smcap lowercase">XIV</span>, -il sultano vicino a morire fece venire questo signore, -che era suo prigioniero, e gli chiese come un onore di -portare le sue armi (<i>insignia</i>) e di adottare il suo grido -di guerra (<i>Damasc!</i>), mediante le quali cose lo libererebbe -con altri prigionieri; il cavaliere accettò, ricevette -la libertà, e mantenne la parola.<a class="tag" id="tag28" href="#note28">[28]</a> Secondo un -altro racconto, il signore d'Anglure, posto in libertà -provvisoria per raccogliere il prezzo del suo riscatto, -sarebbe ritornato a costituirsi prigioniero, non avendo -potuto riuscirvi, e Saladino, commosso per la sua magnanimità, -l'avrebbe reso libero alle stesse condizioni; -è perciò che i signori d'Anglure si chiamarono -piú tardi <i>Saladin</i>, e adottarono il grido e le armi del -<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span> -sultano.<a class="tag" id="tag29" href="#note29">[29]</a> Questa generosità spicca altresí in un grazioso -aneddoto che il <i>Ménestrel de Reims</i> pone in bocca -ad un prigioniero saraceno che sarebbe stato lo stesso -zio del sultano. Saladino aveva inteso vantare assai -la carità dell'ospedale di S. Giovanni d'Acri. Giammai -si diceva, un malato si è visto rifiutare ciò che desiderava. -Per assicurarsene si travestí da pellegrino e -si fece ricevere come malato nel celebre ospedale. Per -tre giorni rifiuta ogni nutrimento; per le preghiere -del «maître des malades», dapprima dichiara che -non mangerà a meno che possa ottenere una cosa che -non può avere, «que ce est forsenerie a penser et -a vouloir». Infine, dopo che gli è stato assicurato che -«onques malades qui çaienz fu ne failli a son désir, -se on le pot avoir pour or ne pour argent», egli confessa -la sua cupidigia: «Je demant le pié destre devant -de Morel le bon cheval au grant maistre de -çaienz, et vuel que je li voie couper devant moi presentment, -ou se ce non ja mais ne mangerai». Il -«grand maître», saputa questa fantasia, ne è assai -turbato, ma del resto: «Mieuz vaut, dice, que mes -chevaus muire que uns hons, et d'autre part il nous -seroit reprouvé a touz jourz mais». Si conduce quindi -il cavallo davanti al pellegrino: vien legato, e già -un valletto alza l'ascia per tagliargli il piede, quando -Saladino esclama: «Tien coi! ma voulentez est assevie, -<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span> -et mes desiriers tornez en autre viande: je -vueil mangier char de mouton». In ricompensa, manda -piú tardi all'ospedale d'Acri una carta nella quale -fa dono di mille bisanti l'anno tolti sulle sue «rentes -de Babiloine», e «d'enqui en avant furent paié -le mil besant chascun an au jour de la Saint Jehan». -Qui la munificenza saracena è vinta dalla carità cristiana.<a class="tag" id="tag30" href="#note30">[30]</a> -</p> - -<p> -Questa storiella ci indica una di quelle visite presso -i Cristiani che si attribuirono assai per tempo a Saladino -e che sono specialmente destinate a mettere in -confronto le due religioni. Se ne trova un esempio -piú antico in uno dei rifacimenti del poema di -<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span> -<i>Jérusalem</i>.<a class="tag" id="tag31" href="#note31">[31]</a> Durante una tregua con i Cristiani, Saladino -viene a Gerusalemme, ancora posseduta da costoro, e -assiste alle cerimonie del loro culto: le giudica tutte -molto belle, salvo una, che gli sembra abusiva e ridicola, -il costume dell'offerta fatta dai fedeli al clero. -Qui non vi è se non una malizia abbastanza inoffensiva, -ma sembra che si sia divulgata assai per tempo -una storiella di carattere piú grave, secondo la quale -Saladino, disposto ad abbracciare la vera religione, -ne sarebbe stato distolto dallo spettacolo dei costumi -dei preti, e particolarmente dei prelati, quando gli -fosse stato prescritto di osservarli. Lo racconta almeno -Gilles de Corbeil nel suo poema ancora inedito e intitolato -<i>Jerapigra ad purgandos prelatos</i>, composto -verso l'anno 1215. -</p> - -<p> -Ecco l'intero passo che V. Le Clerc ha in parte -citato secondo il manoscritto:<a class="tag" id="tag32" href="#note32">[32]</a> -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01">Catholice fidei leges et dogmata Christi</p> -<p class="i02"> Legit et audivit Saladinus, rex Orientis,</p> -<p class="i02"> Doctoresque suos, quos lex gentilis habebat</p> -<p class="i02"> Precipuos, tante jus[s]it decreta sophie</p> -<p class="i01"><span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span></p> -<p class="i02"> Chaldeis mandare notis, ut pabula sancta</p> -<p class="i02"> Crebra recenseret illi recitatio vite.</p> -<p class="i02"> Sed fidei celebris adeo reverentia movit</p> -<p class="i02"> Concussitque virum, tanta admiratio mentem</p> -<p class="i02"> Impulit, ut nostre se vellet subdere legi.</p> -<p class="i02"> Seque catholicis cuperet nodare cathenis.</p> -<p class="i02"> Rex ergo cepit studio explorare fideli</p> -<p class="i02"> Que prelatorum foret observatio morum,</p> -<p class="i02"> Qualis religio populi, que vita ministros</p> -<p class="i02"> Ecclesie regeret; que postquam singula novit.</p> -<p class="i02"> Spurcitiam, mores pravos, vitam[que] palustrem,</p> -<p class="i02"> Luxuriam, fraudem, invidiam, scelus atque rapinam,</p> -<p class="i02"> Et fraternum odium, cupidi quoque pectoris estum,</p> -<p class="i02"> Membrorum et capitis tantum discrimen haberi,</p> -<p class="i02"> Flexit in oppositam mentis vestigia partem,</p> -<p class="i02"> Et profugus retro vertit iter; cultum reprobavit</p> -<p class="i02"> Et meritum fidei vitio cultoris iniqui.</p> -<p class="i03"> Proh! summum facinus, quod, tanto rege repulso</p> -<p class="i02"> Labe sacerdotii nequam populique maligni.</p> -<p class="i02"> Artatum Christi imperium, quod crescere supra</p> -<p class="i02"> Posset in immensum dilatarique valeret</p> -<p class="i02"> Ex tanti virtute viri! Sed prava malorum</p> -<p class="i02"> Vita ministrorum summe perterruit illum,</p> -<p class="i02"> Extinxitque bone conceptum mentis in ipso. (fol. 39 v).</p> -</div></div> - -<p> -Conforme a questo tipo, ma generalmente con minore -asprezza, i racconti delle visite di Saladino ai Cristiani -divengono cosí una specie di «lettres persanes», in cui, -anche esaltando la religione cristiana, si fanno criticare -da Saladino alcuni abusi cui essa dà luogo o alcune -negligenze cagionate da coloro, che dovrebbero -praticarla meglio di tutti. Talvolta la critica sembra -andare anche piú in là, sino agl'insegnamenti della -religione stessa. Nel poema indicato poco fa, il quale -ha servito di base alla terza parte di <i>Jean d'Avesnes,</i> -la confessione e l'adorazione del papa per opera dei -cavalieri cristiani, di cui è stato testimonio a Roma, -fanno sdegnare l'orgoglioso soldano. «Vouz aourez, dice, -<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span> -un homme comme moy ou un aultre; qu'il ait puissance -de pardonner ce que avés meffet a aultruy, ce -ne croiray je de ma vie; et par la foy que je doy a -tous les dieux que homme puisse aourer,<a class="tag" id="tag33" href="#note33">[33]</a> se ore le -tenoye en Surie, je le feroye detraire a chevaux».<a class="tag" id="tag34" href="#note34">[34]</a> -Qui la satira sembra mettersi al di sopra degli elementi -stessi della fede cristiana, ma essa non ha alcun -risultato, trovandosi in un'opera in cui regna da un -capo all'altro, a fianco della piú credula devozione, -un brio borghese e grossolano, che si ride di tutto e -che non dà nessuna importanza alle barzellette che -prodiga. -</p> - -<p> -Spesso è anche il modo di comportarsi dei Cristiani -che distoglie Saladino dall'abbracciare la loro religione, -per quanto egli sembri preferirla alle altre. Una -celebre storia che gli si attribuisce,<a class="tag" id="tag35" href="#note35">[35]</a> è in realtà molto -anteriore a lui: Pier Damiano, nel sec. <span class="smcap lowercase">XI</span>, la riferisce -a un re pagano contemporaneo di Carlo Magno, il -falso Turpino al re saraceno Agolante, l'autore d'<i>Anseïs -de Carthage</i> a Marsilio, quello delle <i>Enfances -Godefroi</i> al re di Gerusalemme Cornumarant: tutti -questi infedeli, per quanto disposti a convertirsi, sono -sdegnati a vedere che i Cristiani, i quali dichiarano -che i poveri sono «les messagers de Dieu»,<a class="tag" id="tag36" href="#note36">[36]</a> li trattano -<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span> -in modo cosí poco onorevole che ai banchetti, cui -li ammettono, li fanno sedere in terra e non dànno loro -che i rifiuti del pasto.<a class="tag" id="tag37" href="#note37">[37]</a> Una storiella narrata nelle -<i>Cento novelle antiche</i> è piú puerile: Saladino, durante -una tregua, invita a un pasto i Cristiani, e dà loro, per -sedersi, dei magnifici tappeti, sui quali ha fatto ricamare -ovunque croci d'oro; i Cristiani, senza porvi attenzione, -calpestano le croci coi piedi e vi sputano -sopra, donde Saladino conclude che solo a parole amano -la loro religione.<a class="tag" id="tag38" href="#note38">[38]</a> Piú imprudenti sono i monaci, i quali, -venuti per convertir Saladino, si lasciano ubriacare e -indurre a un peccato piú grave ancora, abbandonando -cosí la loro religione e le loro persone al disprezzo -del sultano.<a class="tag" id="tag39" href="#note39">[39]</a> -</p> - -<p> -Piú interessanti sono quei racconti, che fanno vedere -il gran sultano titubante fra le tre religioni che -si dividevano il mondo allora conosciuto. Il piú celebre -e il piú bello è quello in cui un ebreo, che egli -vuol confondere domandandogli qual sia la migliore -<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span> -religione, gli narra la parabola dei tre anelli;<a class="tag" id="tag40" href="#note40">[40]</a> tuttavia -Saladino vi rappresenta una parte passiva che in origine -non gli era stata attribuita. Una novella che -nel secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span> raccolse il rimatore austriaco Jans -Enenkel o Enikel mette il sultano piú direttamente in -scena: «Quando fu vicino a morte, chiese lungamente -a se stesso a qual Dio rimettere la sorte dell'anima -sua, a quello dei giudei, dei mussulmani o dei cristiani: -quale era il piú potente? Nel dubbio, volle -conciliarseli tutti e tre. Possedendo egli una tavola -fatta d'un enorme zaffiro, la fece spezzare in tre pezzi,<a class="tag" id="tag41" href="#note41">[41]</a> -e ne fece portare uno alla principale sinagoga, uno alla -chiesa e uno alla moschea di Gerusalemme, dopo di che -morí».<a class="tag" id="tag42" href="#note42">[42]</a> Tutto compreso, noi abbiamo qui una speculazione -abbastanza grossolana, come se ne attribuiscono -a piú d'un sedicente barbaro convertito al cristianesimo;<a class="tag" id="tag43" href="#note43">[43]</a> -però la novella è ancora imparziale, come quella -dei tre anelli nella sua forma primitiva. I narratori cristiani -non dovevano naturalmente limitarsi a ciò; già -nella <i>Chronique d'outre mer</i>, compilazione del sec. <span class="smcap lowercase">XIII</span>, -della quale indicherò piú in là i diversi elementi, la bilancia -pende dal lato della religione cristiana: «Ançois -que il morust, manda il le califfe de Baudas et le patriarche -de Jerusalem et des plus sages juïs c'om pot -<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span> -trover en la tiere de Jerusalem; car il voloit savoir por -voir la quele lois estoit la meillors. Assés desputerent -ensamble, et soustenoit cascuns la soie loi por la meillor. -Li juï disoient qu'il ne pooit estre que Diex nasquist -sans conception de pere et de mere et sans engendrement, -et tout autretel dist li califfes; encontre tout -çou fu li patriarces, et moult monstra de biaus examples -et de bieles paroles. Quant Salehadins ot oïes les -paroles de cascun, il dist que il ne se savoit a la quele -tenir; dont fist trois parties de l'avoir que il avoit -conquesté, si dona as crestiiens la meillour, et l'autre -as Sarrasins et la tierce as jüïs, et si delivra tous -ceus qu'il avoit en ses prisons».<a class="tag" id="tag44" href="#note44">[44]</a> Ma la forma di questo -aneddoto, ad un tempo il piú ingegnoso e il -piú favorevole al cristianesimo, si trova in una raccolta -latina del secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span>, che ci è stata conservata -in un prezioso manoscritto di Tours, e di cui noi dobbiamo -la conoscenza a Leopoldo Delisle. Vi si racconta, -come nelle precedenti versioni, che Saladino, prima -di morire, fece venire l'ebreo, il cristiano e il saraceno, -reputati tra i piú saggi di Gerusalemme, e domandò a -ciascuno di essi qual'era la miglior <i>loi</i>: «La mia, -disse l'ebreo, e se l'abbandonassi abbraccerei la legge -cristiana, che ne discende. — La mia, disse il saraceno, -e se l'abbandonassi abbraccerei la legge cristiana, da -cui discende. — La mia, disse il cristiano, e a nessun -costo l'abbandonerei per un'altra». Allora egli disse: -«Quei due, abbandonando la loro legge, s'accorderebbero -ad accettar questa; costui non accetterebbe altro -che la sua: io la giudico la migliore e la scelgo».<a class="tag" id="tag45" href="#note45">[45]</a> -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span> -</p> - -<p> -Le due tendenze che abbiamo osservate, una che -fa di Saladino il portavoce di alcune satire contro la -Chiesa, l'altra che lo mostra inclinato verso il cristianesimo, -si riuniscono in un racconto di Bosone da -Gubbio, che si riferisce ai viaggi del sultano in Europa: -vedendo la cupidigia dei preti, specialmente -del papa e dei cardinali, esclama che la religione cristiana -è visibilmente la migliore di tutte, dacché il -Signore dei Cristiani è abbastanza paziente e misericordioso -per sopportare simili offese, ciò che non farebbe -certamente il Signore delle altre leggi.<a class="tag" id="tag46" href="#note46">[46]</a> Qui abbiamo -il primo abbozzo, assai goffamente tracciato, -dell'ammirabile e mordace novella del giudeo Abramo -nel Boccaccio, e della sua impreveduta conversione -dopo il viaggio di Roma.<a class="tag" id="tag47" href="#note47">[47]</a> -</p> - -<p> -Sia come si voglia, per un motivo o per l'altro, si -credette volentieri che Saladino fosse stato internamente -persuaso della verità del cristianesimo e che -avesse altresí ricevuto il battesimo. Il manoscritto latino -che è stato citato poco fa, lo riferisce, aggiungendo -<i>ut dicitur</i>, come conclusione del suo consulto -<i>in extremis</i>.<a class="tag" id="tag48" href="#note48">[48]</a> D'altronde bastò immaginare che avesse -<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span> -dovuto, per la presenza dei suoi, limitarsi ad una specie -di simulacro, la cui virtú non sarebbe forse sembrata -sufficiente a un teologo: «Une chose fist a la -mort, dice il preteso zio di Saladino nei <i>Récits du -ménestrel de Reims</i>, qui mout nous ennuia; car quant -il fu si apressez qu'il vit bien que mourir le convenoit, -si demanda plein bacin d'iaue. Et maintenant li -courut uns varlez aporter en un bacin d'argent, et li -mist a la main senestre. Et Salehadins se fist drecier -en son seant, et fist de sa main destre croiz par deseure -l'iaue, et toucha en quatre lieus sour le bacin, -et dist: <i>Autant a de ci jusques ci comme de ci jusques -ci</i>. Ce dist il pour qu'on ne se perceüst. Et puis reversa -l'iaue sour son chief et sour son cors, et dist -entre denz trois moz en françois que nous n'entendimes -pas, mais bien sembla, autant comme j'en vi, qu'il -se bautizast.<a class="tag" id="tag49" href="#note49">[49]</a> -</p> - -<div class="chapter"> -<p> -<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span> -</p> - -</div> -<h2>III</h2> - -<p> -L'ingegno di Saladino, i suoi successi, le sue grandi -qualità personali ispirarono una naturale ammirazione -ai crociati di Francia e d'Inghilterra, i quali, al seguito -di Filippo e di Riccardo, erano andati a combatterlo -in Siria; la tolleranza di cui, in generale, fece -prova verso i Cristiani sottomessi al suo potere, l'umanità -che spesso mostrò verso coloro che avea vinti,<a class="tag" id="tag50" href="#note50">[50]</a> -ispirarono nei suoi avversari un rispetto ed anche una -simpatia involontari. Per giustificare questi sentimenti -<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span> -s'era pensato di attribuirgli per la religione cristiana -una inclinazione che era ben lungi dall'animo suo, -ardentemente ed esclusivamente mussulmano. La stessa -tendenza ha fatto nascere una favola piú singolare, secondo -la quale il figlio d'Ayoub sarebbe stato, almeno -in parte, di razza cristiana e francese: ciò spiega la -sua pretesa simpatia per il cristianesimo e i suoi riguardi -per i Franchi, oltre di che ciò permetteva a -costoro di rivendicare una certa parte delle sue imprese -e delle sue virtú. Questa favola sembra aver -esistito sotto due forme differenti, entrambe fantastiche, -e che s'incontrano solo nelle opere d'un carattere -affatto romanzesco e popolare. Hanno di comune -questo, che riavvicinano l'illustre sultano alla -famiglia dei conti di Pontieu, intermediaria una donna, -trasportata quasi miracolosamente in un paese saraceno -e data in moglie ad un saraceno; differiscono -in tutto il rimanente, ciò che ci fa credere ch'esse -sieno sorte indipendentemente su questo semplice indizio, -del quale è impossibile determinare l'origine. -La meno conosciuta e la piú recente si trova in quel -gran poema del sec. <span class="smcap lowercase">XIV</span>, del quale è stato parlato -piú innanzi. Secondo questo poema, una «dame de -Pontieu», al momento in cui andava sposa a un favoloso -Esmeré, cugino di Goffredo di Bouillon, è messa -in mare in seguito ad una impresa disgraziata e trasportata -dai venti da <i>Nimaye</i> (Nimègue) a Babilonia(!), -dove il sultano Saladino la accoglie, la sposa, -e ne ha un figlio chiamato come lui, che è il celebre -conquistatore.<a class="tag" id="tag51" href="#note51">[51]</a> Piú tardi Giovanni di Pontieu, fratello -<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span> -della sultana, essendo caduto nelle mani di Saladino, -costui che sa d'essere suo nipote, lo tratta con grandi -riguardi, facendoselo amico; nel corso del poema, la -parentela di Saladino col conte di Pontieu è spesso rammentata, -e quando egli fa un viaggio in Francia, del -quale riparleremo, dà occasione a parecchi incidenti.<a class="tag" id="tag52" href="#note52">[52]</a> -Il cronista Jean le Long o Jean d'Ypres, abate di Saint-Bertin, -il quale scriveva circa il 1370, non teme d'aggiungere -agl'indizi che raccolse pro e contro Saladino -questa singolare introduzione, tolta sia al nostro poema, -sia al racconto che gli aveva servito di fonte: <i>Saladinus -Turchus, sed de matre Gallica Pontiva</i>.<a class="tag" id="tag53" href="#note53">[53]</a> -</p> - -<p> -In un'altra maniera, e molto piú lontana, l'origine -francese di Saladino è presentata nel piccolo romanzo -in prosa del secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span> conosciuto col titolo di <i>Voyage -outre mer du comte de Pontieu</i>, o, meno esattamente, -di <i>La Comtesse de Pontieu</i>. Questo romanzo è certamente -esistito a parte, e ne abbiamo almeno una copia -isolata;<a class="tag" id="tag54" href="#note54">[54]</a> ma è stato assai presto interpolato in una -composizione piú estesa, che ho avuto già occasione di -ricordare piú d'una volta, e che è chiamata col nome -di <i>Chronique d'outre mer</i>. È una compilazione che non -può farsi risalire oltre la metà del sec. <span class="smcap lowercase">XIII</span>. Ci è stata -conservata in tre manoscritti della nostra grande biblioteca, -i nn. 770 (ant. 7185<sup>3·3</sup>), 12203 (ant. suppl. -fr. 445) e 24210 (ant. Sorb. 397) dei manoscritti -<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span> -francesi.<a class="tag" id="tag55" href="#note55">[55]</a> Il fondo di questa compilazione è formata dall'opera -anteriore che si designa, secondo l'edizione -che ne ha data il de Mas Latrie, sotto il nome di -<i>La Chronique d'Ernoul</i>, e della quale sarebbe troppo -lungo studiare qui gli elementi e le relazioni con la -grande opera composita, volgarmente considerata come -la continuazione di Guglielmo di Tiro, la quale occupa -il secondo volume della raccolta degli <i>Historiens occidentaux -des croisades</i>. La <i>Chronique d'outre mer</i> -dei nostri tre manoscritti riproduce dapprima il testo -d'«Ernoul» senza offrire molte piú varianti di quelle -dei manoscritti ordinari. A poco a poco la fedeltà nel -testo d'Ernoul diventa meno grande, senza cessare -d'essere reale; ma ben presto s'intercala una narrazione -estranea, la cui fonte è difficile a indovinare e -il cui interesse è dei piú minimi, e che continua per -lungo tempo a intromettersi nella narrazione presa a -Ernoul. Si tratta d'una pretesa guerra di Saladino contro -<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span> -Galacienne «dame de Turquie», suo fratello Ranieri -di Coine e i suoi alleati, il «calife de Baudas» e il -re Corlin di Nubia; in questa lunga narrazione di intonazione -storica, la quale non ha l'attrattiva del romanzo -né il merito d'una autenticità qualsiasi, noi vediamo figurare -i due figli di Saladino e alla loro testa Lycoredis, -del quale l'autore ci dice espressamente: «Che fu chil -Lycoredis dont on parla tant au siecle, mais li crestien -l'apieloient Coradin».<a class="tag" id="tag56" href="#note56">[56]</a> Si tratta dunque di Malek-Moadam -o Coradin (Cheryf-Eddin), figlio di Malek-Adel -o Saphadin, per conseguenza nipote e non figlio -di Saladino, e che certamente non era nato all'epoca -in cui il nostro autore gli attribuisce favolose imprese.<a class="tag" id="tag57" href="#note57">[57]</a> -A partire da questo momento però la <i>Chronique d'outre</i> -<i>mer</i> s'allontana parecchio dal testo d'Ernoul, di cui -sembra un riassunto fatto a memoria;<a class="tag" id="tag58" href="#note58">[58]</a> essa imbroglia -nel modo piú inestricabile i fatti storici, soprattutto -quelli che si riferiscono all'Occidente, già assai sfigurati -nel suo modello, e ricorda all'incirca il tono del -Ménestrel de Reims molto piú di quello d'un cronista -serio. Quantunque essa non termini alla morte di Saladino, -<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span> -e prosegua sin verso l'anno 1228 il suo racconto -incoerente e talvolta incomprensibile, tuttavia è la storia -di Saladino quella che costituisce il pernio di tutta -l'opera, come mostra l'<i>explicit</i> di due dei tre manoscritti -(12203 e 24210): <i>Salhadins fine chi</i>. Però non -bisogna sperare di trovarvi utili contributi per il soggetto -che ora trattiamo: salvo la storia degli esordi -del sultano, tolta a Ernoul, e i due aneddoti, raccontati -del resto assai trivialmente, relativi alla sua -morte, che abbiamo precedentemente indicati,<a class="tag" id="tag59" href="#note59">[59]</a> in -quest'opera non v'è nulla che possa interessare né -la storia reale, né la storia leggendaria o romanzesca. -La versione in prosa dell'<i>Ordre de chevalerie</i>, che uno -dei manoscritti della Cronaca (770) ha il merito di -averci conservata, in origine non ne faceva parte. La -stessa cosa può dirsi del romanzo del <i>Voyage du comte -de Pontieu</i>, che si trova in due manoscritti (770 e -12203), ma che manca nel terzo (24210), il piú recente, -sebbene il piú fedele dei tre. Degli amatori hanno inserito -tardivamente nelle copie della <i>Chronique d'outre -mer</i> tanto questo racconto quanto il romanzo. -</p> - -<p> -Il quale ultimo è interessante in se stesso, ma non -ha con Saladino se non una lontanissima relazione. Un -cavaliere di nome Tibaldo, signore di Domart in Pontieu -e nipote di Saint-Pol, ha sposato la figlia del conte di -Pontieu (né il padre, né la figlia sono nominati). Dopo -cinque anni trascorsi in una unione felice, ma sterile, -i due sposi risolvono di andare in pellegrinaggio a -San Iacopo per ottenere la posterità, che essi bramano. -Traversando una foresta dove si trovano separati dal -loro seguito, sono aggrediti da briganti che li depredano, -legano Tibaldo e violano la moglie sotto i suoi -<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span> -occhi. Partiti i briganti, egli chiama la moglie per esser -liberato. «La dame ala cele part ou mesire Thiebaus -gisoit, et vit une espee gesir ariere, qui fu a un des -larons qui ocis fu. Ele la prist, et vint envers son seigneur, -plaine de grant ire et de mauvaise voulenté qui -li iert venne, car ele doutoit mout qu'il ne l'en seüst -mal gré de chou que il l'a voit ensi veüe, et qu'il ne li -reprouvast en aucun tans et li mesist devant chou que -avenu li estoit; si dist: <i>Sire, je vous deliverrai ja.</i> Lors -haucha l'espee et vint vers son seigneur et le cuida -ferir par mi le cors; et quant il vit le coup venir, si -le douta mout.... si tressailli si durement que les -mains et li doi li furent desserré, et ele le feri si que -ele le blecha un poi et coupa les coroies de coi il estoit -loiiés. Et quant il senti les loiiens laskier, il sacha a -lui et rompi les coroies, et sailli sus en piés, et dist: -<i>Dame, se Diu plaist, vous ne m'ochirés meshui</i>! Et -ele dist: <i>Chertes, sire, che poise moi</i>!» Il conte compie -il suo pellegrinaggio senza riparlar con sua moglie di -questa strana avventura, «et l'en mena en son païs a -ausi grant joie et a ausi grant honnour comme il l'en -avoit amenee, fors de gesir o li». Però si trova obbligato, -malgrado la sua resistenza, a raccontare l'accaduto -al suocero, il conte di Pontieu, e la giovine -donna, interrogata, non solamente riconosce la verità -tutta intera del racconto, ma ripete: <i>«Encore me poise -il que je ne l'ochis»</i>. Il conte, meno indulgente di suo -genero, infligge a sua figlia un crudele castigo. Trovandosi -un giorno a Rue, la conduce in mare, con suo -marito, in un battello, in cui egli ha fatto portare una -botte, fuoco e pece. In alto mare la fa entrare nella -botte, la quale vien turata e accuratamente spalmata di -loto e la getta nel mare gridando: <i>«Je te commant au -vent et as ondes!»</i> Alcuni mercanti fiamminghi che -<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span> -andavano nel paese dei Saraceni, pescano la botte e -non sono poco sorpresi nel trovarvi una bella e giovine -donna vicina a morire; la conducono a Aumarie<a class="tag" id="tag60" href="#note60">[60]</a> e la -regalano al soldano del luogo. Costui la sospetta di -alto lignaggio, quantunque essa nasconda ostinatamente -il nome e la sua origine, s'innamora di lei, le domanda -di rinnegare il cristianesimo e di divenire sua sposa. -«Ele vit bien ke mius li venoit a faire par amours ke -par forche, si li manda ke ele le feroit voulentiers». -Ella dunque lo sposa, ne ha ben presto una figlia e -piú tardi un figlio. Intanto il conte di Pontieu, suo -figlio e suo genero vivevano nel dolore, e il primo si -pentiva della sua crudeltà. Tutti e tre si fanno crociati, -e al ritorno della Terra Santa un naufragio li getta ad -Aumarie. Il soldano li fa mettere in prigione, e perché, -in un giorno di festa, i suoi arcieri, secondo -l'uso, gli domandano un cristiano per servir loro di -bersaglio, egli fa estrarre dalla prigione il conte di -Pontieu. La moglie del soldano, quando lo vede, si -sente commossa, e altrettanto fa per il suo primo marito -e per suo fratello. Un giorno li scongiura di -dire tutta la verità, e domanda loro che cosa è avvenuto -di colei ch'essi han detto essere stata la moglie -dell'uno, la figlia e la sorella degli altri. Il conte di -Pontieu le narra tutta la storia negli stessi termini coi -quali l'autore l'ha già detta. Quando essa ascolta la -narrazione del delitto che ha voluto commettere la -moglie di Tibaldo, esclama, come se il suo sentimento -<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span> -di pudore femminile bastasse a farle comprendere -l'azione ispirata a un'altra donna da questo sentimento: -<i>«Ha! sire, bien sai por coi ele le vaut faire. — Dame, -por coi? — Chertes,</i> fait ele, <i>por la grant -honte que il avoit veü que ele avait soferte et receüe devant -lui.</i> Quant mesires Thiebaus l'oï, si commenche a -plourer mout tenrement et dit: <i>Halas! quel coupe i -avoit ele? Ja por chou piour semblant ne l'en eüsse fait, -car che fu mal gré sien. — Sire,</i> fait la dame, <i>che ne -cuidoit ele pas»</i>.<a class="tag" id="tag61" href="#note61">[61]</a> D'altronde il conte di Pontieu e Tibaldo -non dubitano che la loro figlia e moglie non sia -morta. «Ma, dice la sultana, sareste contenti di sapere -che vive ancora?» Entrambi assicurano che nulla potrebbe -recar loro gioia piú grande. «Quant la dame ot -oïes lor paroles, si li atendri li cuers, si loa Diu et en -rendi graces a lui, et lor dist: <i>Or gardés k'il n'i ait -feintise en vos paroles.</i> Et il respondirent et dirent: -Dame, non a il. La dame commencha mout tenrement -a plourer, et lor dist: <i>Sire, or poés vous bien dire ke -vous estes mes peres, et je sui vostre fille, ichele dont -vous presistes si cruel justiche; et vous, messires Thiebaus, -estes mes sires et mes barons; et vous, sire vallès, -estes mes freres»</i>. Questa scena non manca certamente -di patetico nell'estrema semplicità della forma; richiama -involontariamente il dialogo di Giuseppe con i -fratelli in Egitto, e ha valso in gran parte al nostro racconto -l'interesse, che non ha cessato di esercitare sin da -quando è stato posto nuovamente in luce. — Qualche -tempo dopo, la donna trova il modo di evadere con i -suoi conducendo con sé il figlio che ha avuto dal sultano; -si fa assolvere a Roma, dove ritorna alla fede cristiana -<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span> -e rinnova il suo matrimonio, e tutti ritornano -nel Pontieu. Piú tardi il figlio del soldano d'Aumarie, -che è stato battezzato col nome di Guglielmo, sposa la -figlia di Raul di Préaux, potente barone normanno, e diventa -signore di Préaux; il figlio del conte di Pontieu -muore giovane, e i due figli che Tibaldo ha avuto da -sua moglie dopo la loro riunione ereditano per conseguenza -uno la contea di Pontieu, l'altro quella di Saint-Pol. -Intanto la figlia del soldano era rimasta presso suo -padre: «Elle crut en grant biauté et mout devint sage, -et fut apielee la Bele Caitive, por chou que sa mere -l'avoit laissiee ensi comme vous avès oï». Ella sposa -«un Turc mout vaillant», chiamato Malakin di Baudas, -che la conduce nel suo paese e «de chele dame ki -fu apielee Bele Caitive fu nee la mere au courtois Turc -Salehadin, qui tant fu preus et sages et conquerans».<a class="tag" id="tag62" href="#note62">[62]</a> -</p> - -<p> -La storia straordinaria della figlia del conte di Pontieu -è uno dei racconti medievali che sono stati piú -presto esumati e ringiovaniti. Nel 1679, il Citri de la -Guette pubblicava sotto il titolo d'<i>Histoire de la conquête -du royaume de Jérusalem sur les chrétiens par -Saladin</i>, una traduzione in francese moderno, generalmente -assai esatta, della <i>Chronique d'outre mer</i>, con -le due interpolazioni dell'<i>Ordre de chevalerie</i> e del nostro -romanzo.<a class="tag" id="tag63" href="#note63">[63]</a> Da questo libro, con molta probabilità, -<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span> -il comandante di Vignacourt prese l'idea almeno di -una parte importante dell'opera che pubblicò nel 1723 -in due volumi: <i>Edèle de Ponthieu, nouvelle historique.</i> -Tuttavia egli conservò ben poca cosa del vecchio racconto, -e soppresse, per dire il vero, tutto ciò che ne -costituiva l'originalità e anche l'interesse.<a class="tag" id="tag64" href="#note64">[64]</a> La signora -de Gomez fu meglio ispirata nella sua <i>Princesse de Ponthieu</i>, -che inserí nelle due <i>Journées amusantes</i>:<a class="tag" id="tag65" href="#note65">[65]</a> salvo -qualche lieve modificazione, essa seguí l'antico racconto, -che conosceva certamente per il libro del Citri -de la Guette. Non ne resta, al contrario, quasi nulla -nella tragedia del La Place, <i>Adèle, comtesse de Ponthieu</i>, -debole imitazione della <i>Zaïre</i>, rappresentata -nel 1757;<a class="tag" id="tag66" href="#note66">[66]</a> quanto all'opera del Saint-Marc, <i>Adèle de -<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span> -Ponthieu</i>, data nel 1776 e due volte posta in musica, -non ha assolutamente di comune con le due opere precedenti -altro che il nome dell'eroina. -</p> - -<p> -Questo nome merita di fermarci un istante, perché -ha indotto a singolari conclusioni sul romanzo che esaminiamo. -L'eroina del romanzo è anonima nell'opera -originale; tale è rimasta nel Citri de la Guette e nella -signora de Gomez, che ne ha fatto solamente una principessa. -A quanto pare, il comandante di Vignacourt ebbe -per primo l'idea di darle il nome di <i>Èdèle</i>, che il La -Place ha imitato cangiandolo in <i>Adèle</i>: questi due nomi -non sono che la variante uno dell'altro, ed entrambi -erano poco in uso durante il sec. <span class="smcap lowercase">XVIII</span>. Si trova nella -famiglia di Pontieu una <i>Adela</i>, figlia di Giovanni II -e moglie di Tommaso di Saint-Valeri alla fine del secolo -<span class="smcap lowercase">XII</span>: percorrendo qualche genealogia, il Vignacourt -avrà messo gli occhi sopra questo nome, l'avrà trovato -di suo gusto e l'avrà dato alla sua eroina, lasciando -al marito il cognome di Saint-Valeri, ma sostituendo -al nome di Tommaso quello piú decoroso d'Enguerrand. -La tragedia del La Place, che ebbe qualche successo, -consacrò il nome d'<i>Adèle</i> di Pontieu (sostituito -da lui a <i>Édèle</i>), e quando si riscontrò che effettivamente -vi era stata una Adela nella famiglia di Pontieu, si -credette d'aver trovato la prova che il vecchio romanzo -non fosse senza fondamento storico, e, seguendo il processo -abituale in simili casi, si cercò di rinvenire questo -fondamento, eliminando dalla narrazione ciò che era -troppo evidentemente meraviglioso ed inverosimile. Il -Louandre, nella sua <i>Histoire d'Abbeville,</i> dopo d'aver -menzionato Adele, figlia di Giovanni II di Pontieu e -sposa di Tommaso di Saint-Valeri, aggiunge: «Fu -questa giovane e bella principessa che i briganti oltraggiarono -e che Giovanni fece precipitar nei flutti, -<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span> -credendo di cancellare in questo modo l'affronto fatto -al suo sangue.<a class="tag" id="tag67" href="#note67">[67]</a> Questa avventura, cosí come la conosciamo, -si è senza dubbio alterata e la finzione, come -nella tragica storia della dama di Coucy,<a class="tag" id="tag68" href="#note68">[68]</a> vi tiene -posto piú della realtà. Sia come si vuole, Adele è restata -nel Ponthieu l'eroina d'una tradizione celebre.<a class="tag" id="tag69" href="#note69">[69]</a> -Il ricordo della sua sciagura, dopo aver ispirato i trovieri -del Medio Evo,<a class="tag" id="tag70" href="#note70">[70]</a> ha fornito il soggetto ad opere -in musica, a tragedie e a poemi per i verseggiatori -moderni».<a class="tag" id="tag71" href="#note71">[71]</a> Il Louandre avrebbe dovuto rammentarsi -che il romanzo fa della figlia del conte di Pontieu la -bisavola di Saladino: essa avrebbe dovuto dunque nascere -verso il 1070,<a class="tag" id="tag72" href="#note72">[72]</a> mentre che Ale (è la vera forma -francese di <i>Adela</i>) di Pontieu nacque verso il 1160; -del resto, non si trova, beninteso nella: storia, alcuna -<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span> -traccia della tragica avventura attribuita qui alla moglie -di Tommaso di Saint-Valeri. Ciò non ha impedito -agli ultimi editori del romanzo del secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span> di dire, -citando il Louandre, che «nelle avventure della nostra -eroina non è tutto fittizio», e che essa ha esistito «sotto -il nome di Adele di Ponthieu, moglie di Tommaso di -Saint-Valery e figlia di Giovanni I di Ponthieu, durante -la seconda metà del secolo <span class="smcap lowercase">XII</span>».<a class="tag" id="tag73" href="#note73">[73]</a> Ahimè! anche -la sua esistenza, in quanto figlia unica d'un conte di -Pontieu<a class="tag" id="tag74" href="#note74">[74]</a> maritata a un Tibaldo di Domart,<a class="tag" id="tag75" href="#note75">[75]</a> non è reale -piú delle sue disgrazie, o dell'introduzione di tre figli -nelle liste genealogiche delle case di Pontieu, di Saint-Pol, -e di Préaux: i valorosi Guglielmo, Giovanni e -Pietro di Préaux, questi fedeli compagni di Riccardo, -che combatterono cosí valorosamente contro Saladino, -non sospettavano affatto d'esser suoi cugini e d'avere -avuto per avolo il figlio del soldano d'Almeria! -</p> - -<p> -Il nostro romanzo ci presenta probabilmente, seguendo -un fenomeno assai conosciuto, l'applicazione -d'una novella popolare a un dato leggendario, da -cui era del resto indipendente. Si credeva, senza che -noi sappiamo come questa credenza nascesse, che la -figlia d'un conte di Pontieu avesse sposato uno degli -avoli di Saladino: si cercò d'immaginare per quali -avventure essa avesse potuto essere trasportata in -<i>paienie</i> e risolversi a sposare un saraceno. Si fece uso -<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span> -di un racconto assai commovente, che apparteneva a -un gruppo di narrazioni molto sparse nel Medio Evo, -le quali hanno per iscopo di dimostrare che gli uomini -s'arrogano a torto il diritto di giudicare e di condannare -le colpe dei loro simili, e che la misericordia divina -confonde spesso con dei prodigi la pretesa giustizia -umana. Noi possediamo una variante abbastanza -bella, quantunque tarda (secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span>), del tema cui -sembra appartenere la novella della bisavola di Saladino: -il <i>Dit des annelets.</i> La colpa della moglie qui -è diversa, piú grave in realtà, quantunque non sia se -non intenzionale: partita con suo marito dal Boulonnais, -come la nostra eroina dal Pontieu, per il pellegrinaggio -di San Iacopo, essa si lascia trascinare, quasi -contro sua voglia, a seguire in un castello solitario un -cavaliere, che ha incontrato i viaggiatori e che s'è unito -ad essi; quando il marito li sorprende, ella sostiene -l'audace menzogna del suo complice (che non è ancora -tale di fatto) assicurando esser questi il marito e l'altro -un intruso. Un dibattito giudiziario ha luogo tra i -due rivali, e già il pentimento piú sincero e piú profondo -s'è impadronito del cuore della povera donna, la -quale non trema che per il suo sposo. Vincitore, questi -la conduce nel loro paese, e là, convocando tutti i suoi -parenti ed amici, racconta l'avventura senza nominarne -i personaggi, e domanda qual giudizio si darebbe -della colpevole, che non solamente ha voluto tradire, ma -ha rinnegato suo marito. Il padre della dama dice che, -se avesse potere sopra una donna simile, la condannerebbe, -e tutti sono del suo parere. Il marito allora, -dichiara che si tratta di sua moglie, ma che la punirà -in modo da non disonorare la famiglia. La conduce a -Wissant,<a class="tag" id="tag76" href="#note76">[76]</a> e l'abbandona sul mare in un battello senza -<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span> -ormeggi.<a class="tag" id="tag77" href="#note77">[77]</a> Prima di abbandonarla, le fa mettere nelle -dita dieci anelletti di ferro, che le entrano nella carne, -e getta nell'acqua l'anello d'oro che ella gli aveva dato -in altri tempi, dichiarando che si riconcilierà con lei -sol quando Dio glielo renda. Trasportata dai flutti in -un'isola deserta, vi è raccolta da un conte spagnuolo -che ha pietà di lei, la trova bella, le offre invano di -sposarla, e, dietro sua domanda, la fa entrare, insieme -con dodici beghine, in una casa lungo la strada di -San Iacopo, dove essa pratica opere di misericordia -verso i pellegrini. S'indovina che dopo qualche tempo -si rinvenga nel corpo d'un pesce l'anello gettato nel -mare, che il marito ritorni in Galizia per implorare -da San Iacopo di riunirlo con sua moglie, che egli la -ritrovi, e che, quando le ha perdonato, gli anelli di -ferro che avevano quasi marcito le dita e che essa non -aveva mai voluto far togliere cadano da sé, per un -miracolo di Dio. Si ponga a confronto la prima parte di -questa leggenda, alquanto modificata, con una delle -scene di riconoscimento che sono frequenti nelle novelle -e specialmente in quelle del ciclo cosí ricco e cosí -vario della «moglie innocente e perseguitata», e si -avrà all'incirca il nostro romanzo, meno gl'incidenti e -i particolari che ha saputo aggiungervi, con discreta -felicità d'invenzione, colui che l'ha redatto. Gli è stato -sufficiente dare all'eroina un conte di Pontieu per -padre, maritarla temporaneamente a un soldano saraceno -e fare della nipote la madre del gran Saladino, -per dare al suo romanzo un interesse maggiore, -<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span> -molto gustato, e riannodarlo con una leggenda che -si conosceva vagamente senza sapere su quale fondamento -s'appoggiasse. -</p> - -<p> -Non è dunque sorprendente che questo romanzo -abbia avuto successo. È passato in <i>Jean d'Avesnes</i>, -ma il redattore del secolo <span class="smcap lowercase">XV</span> non si è limitato a -ringiovanire la lingua del romanzo del Dugento: anche -seguendo assai da presso gli avvenimenti,<a class="tag" id="tag78" href="#note78">[78]</a> ha -completamente rinnovato lo stile sul gusto del suo -tempo e alla semplicità un po' secca del racconto -antico ha sostituito una rettorica che, pur non essendo, -qua e là, priva di merito,<a class="tag" id="tag79" href="#note79">[79]</a> non pecca meno in -generale per l'enfasi<a class="tag" id="tag80" href="#note80">[80]</a> e la prolissità. Come si è già -veduto, ringiovanito nel Seicento, il nostro romanzo -ebbe nel secolo <span class="smcap lowercase">XVIII</span> una voga letteraria da compararsi -a quella del <i>Châtelain de Couci</i>; doveva però -questa voga al suo interesse intrinseco, e non alle -<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span> -origini di Saladino, che i rifacitori avevano persino -creduto di dover sopprimere.<a class="tag" id="tag81" href="#note81">[81]</a> -</p> - -<div class="chapter"> -<h2>IV</h2> -</div> - -<p> -Al contrario, si tratta proprio di Saladino in un -gruppo di novelle, le quali si riferiscono ai viaggi -che in incognito avrebbe compiuti in Occidente. Questi -pretesi viaggi sono stati oggetto di parecchi racconti -che noi troviamo in Francia, in Italia, e in Ispagna. -In Francia non ci se ne presentano in epoca assai -remota, ma è assai probabile, come vedremo, che le -narrazioni italiane abbiano avuto fonti francesi ora -perdute. Attualmente noi non ritroviamo una storiella -di questo gruppo che nel poema (scritto dopo -il 1350) del quale <i>Baudouin de Sebourc</i> e il <i>Bastart -de Bouillon</i> sono due rame; essa non ci è neanche -pervenuta nelle redazioni versificate, bensí in <i>Jean -d'Avesnes</i> ne abbiamo una in prosa, evidentemente -fedele, e i riferimenti ripetuti e precisi che ne son -fatti nel <i>Baudouin</i> e nel <i>Bastart</i> non permettono -di dubitare che abbia figurato nel poema.<a class="tag" id="tag82" href="#note82">[82]</a> Questa -storia, tal quale viene presentata qui, è, almeno nella -prima sua parte, la semplice imitazione d'una finzione -<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span> -piú antica, appartenente al ciclo della prima -crociata e riferita a tutt'altro personaggio che Saladino. -Il poema delle <i>Enfances Godefroi</i>, il quale, -nella sua forma attuale,<a class="tag" id="tag83" href="#note83">[83]</a> è stato redatto circa il 1160, -contiene un lungo episodio che è unito al rimanente -con un legame assai debole, e che ha dovuto formare -in origine un poema isolato, alquanto anteriore -a questa data: è il «voyage de Cornumarant». Cornumarant, -re di Gerusalemme (personaggio importante -degli antichi poemi sulla prima crociata), avendo -avuto sentore di una predizione, secondo la quale il -duca Goffredo di Bouillon deve togliere la città santa -ai Saraceni, va in Francia con un interprete, con -l'intenzione di conoscere la potenza del duca e di -ucciderlo, se può: come sia riconosciuto dall'abate di -Saint-Tron, come riveli l'esser suo a Goffredo, come -rinunzi al progetto di omicidio, non è quello che devo -raccontare qui. Quanto a Saladino, non è una profezia -che lo conduce in Occidente, è semplicemente il desiderio -di «veoir la noblesse et le maintien des chrestiens».<a class="tag" id="tag84" href="#note84">[84]</a> -Si fa accompagnare da suo zio Giovanni di -Pontieu (v. addietro p. 27) e da Huon Dodekin, divenuto -Huon di Tabarie, cui deve l'ordine di cavalleria -(v. addietro p. 11, n. 2). Sbarcano a Brindisi, -passano per Roma, traversano la Lombardia e arrivano -a Parigi: «Deux ou trois jours furent les barons a -Paris pour eulx donner joye, et jamais ne leur eust illec -<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span> -anuyé, pour ce que c'est ung droit monde».<a class="tag" id="tag85" href="#note85">[85]</a> Il re Filippo -non c'era, ma sono ricevuti dalla regina (che non -è nominata), alla quale Saladino fa una viva impressione. -I viaggiatori vanno a Saint-Omer, dove risiede -il re, e Saladino difende vittoriosamente in singolar -tenzone l'innocenza ingiustamente accusata di una fanciulla -della famiglia dei conti di Pontieu. A Cambrai -si combatte un magnifico torneo, nel quale Saladino ottiene -il premio, rovesciando lo stesso re Riccardo d'Inghilterra. -La «largesse» e la «courtoisie» dello sconosciuto -eguagliano la sua valentia, e la regina ne è -sempre piú invaghita. Glie lo dichiara senza ambage e si -dà intieramente a lui; anch'egli finisce per confessarle -l'esser suo, ma ciò non toglie che ella seguiti ad amarlo.<a class="tag" id="tag86" href="#note86">[86]</a> -Finalmente egli se ne va in Siria. Però ben presto ne ritorna -in tutt'altre condizioni, con una flotta immensa -e col proposito di conquistare la Francia: Huon di Tabarie -e Giovanni di Pontieu riescono a stornare sull'Inghilterra -l'invasione minacciante, e l'Inghilterra -stessa è salvata, grazie soprattutto al valore dei cavalieri -francesi, in un episodio (il <i>Pas Salehadin</i>) sul -quale ritorneremo piú tardi. Ben presto, ritornando in -Siria, Saladino viene a sua volta assalito colà dai re di -Francia e d'Inghilterra. Questa seconda parte del racconto -non è, come si scorge, affatto in relazione con la -prima, nella quale vediamo il soldano visitare la Francia -per semplice curiosità. -</p> - -<p> -Non unicamente per questo sentimento, ma anche -<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span> -in previsione di una crociata imminente e per il desiderio -di informarsi delle forze dei Cristiani,<a class="tag" id="tag87" href="#note87">[87]</a> Saladino -si risolve a percorrere il mondo nella maggior -parte dei racconti italiani. Il piú antico sembra esser -quello di Bosone da Gubbio (v. piú addietro, p. 11), del -resto assai confuso.<a class="tag" id="tag88" href="#note88">[88]</a> Il re di Francia, secondo Bosone, -era stato fatto prigioniero da Saladino con molti altri suoi -baroni, tra i quali il <i>conte Artese</i>;<a class="tag" id="tag89" href="#note89">[89]</a> Saladino usa molte -cortesie a quest'ultimo, lo mette in libertà, e gli annunzia -che gli farà una visita in Francia. Infatti, travestito -da eremita, gli si presenta qualche tempo dopo; -quindi, sotto le spoglie d'un mercante, visita col conte -l'Europa e critica la prodigalità del re in relazione -coll'avarizia del papa.<a class="tag" id="tag90" href="#note90">[90]</a> In seguito, nel romanzo di Bosone, -<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span> -accade un'altra avventura la cui scena è in Ispagna: -un cavaliere, Ugo <i>di Moncaro</i>, è di un'estrema -cortesia verso Saladino, senza riconoscerlo, e di ciò il -soldano lo ricompensa piú tardi, quando Ugo è caduto -nelle sue mani dopo una disfatta dei Cristiani, rinviandolo -libero in patria con altri dieci prigionieri e un -presente di dieci mila pezze d'oro.<a class="tag" id="tag91" href="#note91">[91]</a> -</p> - -<p> -Secondo il Rajna, queste novelle sono d'origine francese, -e niente è piú probabile, sebbene siano singolarmente -alterate dalla trasmissione orale. I commentatori -di Dante, citati dal Rajna e dal Fioravanti, ci -mostrano che durante il secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span> questa idea dei -viaggi di Saladino era molto sparsa in Italia: «Questi, -dice Iacopo della Lana, fue soldano di Babilonia, lo -quale fue sagacissima e savia persona, sapeva tutte le -lingue,<a class="tag" id="tag92" href="#note92">[92]</a> e sapeva molto bene trasformarsi di sua persona; -cercava tutte le provincie e tutte le terre sí -de' Cristiani come de' Saracini, e sapeva andare sí segretamente -che nulla sua gente né altri lo sapea». Il -Boccaccio, nel suo commento, ci attesta anche la diffusione -di questa tradizione: «<i>Credesi</i> che, trasformatosi, -gran parte del mondo personalmente cercasse, e -massimamente intra' Cristiani, li quali, per la Terra -Santa da lui occupata, gli erano capitali nemici». -Sembra evidente, come è stato notato,<a class="tag" id="tag93" href="#note93">[93]</a> che quest'ultima -parte della frase indichi che Saladino esplorasse -i paesi dei Cristiani allo scopo d'informarsi delle forze -<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span> -delle quali avrebbero potuto disporre contro di lui. Lo -stesso Boccaccio lo dice espressamente nella bella storia -di Messer Torello (<i>Decam.</i>, <span class="smcap lowercase">X</span>, 9), il quale, come Ugo -di Moncaro, si mostra, a Pavia, d'una cortesia squisita -verso Saladino vestito da mercante, e piú tardi riceve -da lui una meravigliosa ricompensa:<a class="tag" id="tag94" href="#note94">[94]</a> Saladino aveva -intrapreso il suo viaggio in «Ponente» per vedere da -se stesso i preparativi della crociata, a tempo di Federico -I. Era insomma uno spionaggio, e se il sultano -fosse stato riconosciuto, rischiava di pagar molto cara -la sua temerità. -</p> - -<p> -Tuttavia ciò accadde una volta,<a class="tag" id="tag95" href="#note95">[95]</a> ma impunemente, -se si deve credere a un altro novellista, questa volta -spagnolo, D. Juan Manuel, che scriveva alla metà -del secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span>. Nella novella L del <i>Conde Lucanor</i>, -Patronio narra al suo padrone che in Egitto Saladino -s'era invaghito d'una dama bella e virtuosa, -sposa d'uno de' suoi principali cavalieri. Costei gli promette -d'esaudirlo quando avrà risposto alla seguente -questione: «Quale è la miglior cosa che possa essere -<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span> -nell'uomo e diventare la fonte di tutte le virtù?» Il -soldano ha un bel riflettere e cercare, non trova nulla; -invano interroga tutti quelli che ravvicinano. Allora, -travestito da giullare, in compagnia di due altri giullari, -percorre il mondo, l'Italia, la Francia, domandando -ovunque una risposta che non ottiene mai. Finalmente -in Ispagna incontra un cavaliere che lo porta -da suo padre, vegliardo assai saggio; costui un tempo -era stato prigioniero di Saladino, il quale lo aveva -trattato molto bene; dapprima lo riconosce, ma non se -ne fa accorgere pubblicamente. Egli risponde alla questione: -la miglior cosa che possa essere nell'uomo è la -vergogna (<i>vergüenza</i>); poi chiama a parte il soldano, -e gli dice che lo riconosce, ma che non lo tradirà. Saladino -ritornato in Egitto va a trovare la dama e le -dà la risposta del vegliardo; essa gli dice che è buona, -ma gli fa un'altra questione: «Non si considera egli -come il miglior uomo che viva?» Egli confessa di sí; -allora l'esorta a riunire la miglior cosa del mondo col -miglior uomo del mondo, e Saladino commosso cambia -in rispettosa amicizia la passione che aveva per lei.<a class="tag" id="tag96" href="#note96">[96]</a> -</p> - -<div class="chapter"> -<h2>V</h2> -</div> - -<p> -Questo racconto, il quale per il suo spirito e per il -modo onde procede, sembra esser venuto in Ispagna -dalla Provenza, ci conduce a parlare degli amori di -<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span> -Saladino: non era possibile che un modello cosí completo -di tutte le virtù cavalleresche, rimanesse estraneo -all'amore. Lo nota espressamente l'autore della -prima delle <i>Cento novelle antiche</i>: «El Saladino fo sí -valoroso, largo, cortese signore e d'anemo gentile, che -ciascuno ch'al mondo era en el suo tempo dicea che -senza alcun difetto era onne bontà in lui compiutamente». -Ma gli mancava l'amore: Bertran de Born -(in qual modo si trovava in relazione con lui?) volle -dargli questa suprema perfezione, e gl'indicò una -dama che era la migliore che esistesse, spronandolo -ad amarla «per amore». Saladino rispose che aveva -quante donne volesse e che le amava tutte. Però il -trovatore gli mostrò che ciò non aveva niente di comune -con l'amore vero, l'amore cortese, delicato e -raffinato, e glie ne diè la spiegazione. Subito il sultano, -esaltato da questi discorsi, si porta con un esercito -nel paese dove abita la dama, paese che gli è -ostile, l'assedia nel suo castello e sta per impadronirsene, -quando ella lo fa chiamare e gli dice che non -sono questi i segni dell'amore che si è soliti dare. -Udite le sue proteste, ella gli ordina di ricondurre il -suo esercito: «<i>E per accordo a me lasci el cor tuo e 'l -mio ne porti, e siano sempre uno in tutta simillianza</i>. -E cosí fu el comiato». Saladino aveva preso una lezione -completa d'amor cortese, ma doveva trovarlo -un po' arido. -</p> - -<p> -Era predestinato, sembra, ad ascoltar da donne -amate da lui risposte nobilissime e savissime, ma poco -incoraggianti, e delle quali voleva non di meno soddisfarsi. -Si legge in <i>Jean d'Avesnes</i> che, essendosi -impadronito d'un castello, in cui si erano rinchiuse -duecento dame con la principessa d'Antiochia, trattò -quest'ultima assai cortesemente, e non poté impedirsi -<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span> -d'essere sensibile alla beltà di lei e alle attrattive della -sua conversazione, tanto che egli «la requist d'estre sa -dame et sa maistresse, ce que par adventure elle eust -voulentiers fait s'il eust esté crestien et s'elle eust -esté impourveue de mary.... Si respondy le plus doulcement -qu'elle peut a Salhadin, soy reputant de mendre -estat qu'a si grant prince appartenoit, et disant, -qu'il devoit premierement amer Dieu [plus] que aultre -chose avant qu'il requist dame crestienne d'amours, -metant en sex excusacions que sans icelluy rien ne -peut estre mené a bonne fin. De laquelle responce Salhadin -fut assez contempt».<a class="tag" id="tag97" href="#note97">[97]</a> -</p> - -<p> -Il sultano non si trovò tuttavia sempre ridotto in -amore a un'ammirazione cosí platonica. Noi non conosciamo -diversamente la storia cui fa allusione il commento -di Dante che va sotto il nome dell'<i>Ottimo</i>: «E -amò per amore la reina di Cipri».<a class="tag" id="tag98" href="#note98">[98]</a> Però si è già visto -piú avanti ciò che racconta <i>Jean d'Avesnes</i>, secondo -il poema spesso citato del secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span>, circa i suoi amori -con la regina di Francia, moglie di Filippo II. Cominciati -in Francia, questi amori, nel seguito del romanzo -sono continuati in Siria, quando la regina, avendo accompagnato -lo sposo, si trova con lui in Acri assediata -da Saladino. Dall'alto dei bastioni essa ammira le prodezze -<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span> -del soldano, e avendo costui abbandonato l'assedio -per rientrare in Gerusalemme, essa per rivederlo concepisce -un piano ingegnoso. Persuade il re, «qui pour -sa grant beaulté estoit d'elle comme tout affollé» che -ha ricevuto in sogno da Dio la missione di convertire -il soldano. «Le roy, doubtant de couroucher Dieu, et -pensant que les menchonges de sa femme fussent véritables, -conclud entre ses hommes qu'il la lairroit -ceste chose esprouver, moiennant bon et seur sauf conduit, -avoec certaine guide de quelqu'un des plus vaillans -de sa compagnie».<a class="tag" id="tag99" href="#note99">[99]</a> Saladino accorda volentieri -il salvacondotto e si stabilisce che Chauvigni (cioè Andrea -di Chauvigni, uno dei principali eroi della terza -crociata) l'accompagni, «ce dont la royne fu moult -desplaisante, car elle sçavoit bien que Chauvigni de -sa nature douteus estoit». Non s'ingannava, perché -il bravo Chauvigni, vedendo la maniera con la quale -Saladino accoglieva la bella visitatrice, risolse di non -lasciarla sola con lui; dopo qualche tempo d'una penosa -sorveglianza, di cui Saladino si sarebbe sbarazzato -con la forza se non avesse rispettato il salvacondotto -da lui rilasciato, Chauvigni esortò la regina a -porre termine prontamente al suo negozio e a ritornare -in Acri con lui; però essa lo ricevette malissimo: <i>«Vous -perdez vostre langage, Chauvigny; car cy m'avez amenee -a vostre adventure, laquelle vous vaille s'elle -vous peut valoir... Je suy venue pour besongnier avoec -Saladin... si ne me partiray d'icy tant que ma voulenté -auray acomplie, deusse je perdre vostre compaignie, -de laquelle je suis trop mal contempte»</i>. Chauvigni -prende allora questa risoluzioni: fa abbandonare -Gerusalemme da tutti i suoi, e ritorna solo, armato della -<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span> -sua spada e montato sul suo cavallo, davanti al palazzo -di Saladino. Il soldano e la regina conversano in questo -momento a una finestra; Chauvigni s'avvicina e -chiede alla regina se può dirle qualche parola in secreto, -perché sta per partire e desidera trasmettere al -re le parole stesse della dama che devono servirgli di -giustificazione, se si vuol punirlo d'aver male eseguito -la consegna. Ella discende: Chauvigni finge di -volerle parlare all'orecchio, e, impadronendosi di lei -vigorosamente, «il la troussa devant luy et picqua le -bon cheval atout la dame, qui si hault s'escria que -bien l'entendy Salhadin, si s'advisa Chauvigny en courant -de tirer son espee, et ad ce que la dame ne soy -remuast trop fort tellement luy feit paour qu'elle se -laissa manier et emporter comme ung bouchier emporte -davant soy une brebis». Saladino si pone ad inseguirlo, -ma non può raggiungerlo, e rientra afflittissimo in -Gerusalemme. Chauvigni ritorna in Acri e ripone la -regina nelle mani di Filippo, «soy deschargeant d'elle, -et racomptant ses fais et son adventure, et comme elle -avoit voulu demourer avec Salhadin. Dont le roy fu -moult marry sur la royne, mais il ne la voult pugnir -de son meffait, ançois la renvoya au roy d'Arragon -son pere, renonçant a la compaignie d'icelle par les -excusacions de sa vie oultrageuse et de la male voulenté -qu'elle avoit eue de vouloir converser avec les -Turcs. Si fut d'elle tant mal contempt le roy son pere -que, comme dit l'istoire, il en feit justice, et contempta -le roy Philippe et les nobles barons de France par la -pugnicion qu'il feit d'elle... Si se taist atant le compte -de la fin de la royne». Il romanzo non ci dice dunque -in qual modo il re d'Aragona fece giustizia della colpevole -figlia sua; esso ha qui attenuato il racconto -dell'antico poema: nel quale, dopo uno di quegli esordi -<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span> -che ci permettono di ricostituire in parte le rame -che non ci sono pervenute, era indicato esplicitamente -il supplizio della regina, la quale fu bruciata: io vi -parlerò, dice il poeta, di Salehadin, -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01">Qu'au tournoi a Chambrai enama la roïne</p> -<p class="i01">Qu'en Arragone fu arse en un fu d'espine:</p> -<p class="i01">Par le bon Chauveigni en sot on la couvine.<a class="tag" id="tag100" href="#note100">[100]</a></p> -</div></div> - -<p> -Questa singolare storia non è che il rinnovamento -amplificato d'un racconto piú antico, che si trova tra -quelli del «Ménestrel de Reims»; solamente in questo -si tratta non della moglie di Filippo II, ma di quella -di Luigi VII, che è esattamente chiamata col suo -nome Aliénor o Éliénor. Secondo il narratore del secolo -<span class="smcap lowercase">XIII</span>, Luigi era con sua moglie a Sur, la sola -fortezza che i cristiani possedessero allora in Siria, -dove non faceva che «le sien despendre», non osando -dar battaglia a Saladino. La regina prende a disprezzare -suo marito, «et ele oï parler de la bonté et de -la prouece et du sens et de la largece Salehadin, -si l'enama durement en son cuer». Trova il mezzo -d'intendersela con lui, il quale le manda una galea -che deve condurla via. Una notte, discende da una -postierla, portando con sé due scrigni pieni d'oro e -d'argento, allorché una delle sue damigelle va a trovare -il re, che dormiva, e lo sveglia dicendogli: <i>«Sire, -malement est; ma deme s'en vuet aler en Escaloigne -a Salehadin, et la galee est au port qui l'atent. Pour -Dieu, Sire, hastez vous!»</i> Il re si veste in fretta e -discende al porto: «Il trouva la roïne qui estoit ja -d'un pié en la galee, et la prent par la main et la -ramainne arriere en sa chambre....». Le domanda -allora perché ha concepito un tal disegno: <i>«En nom -<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span> -Dieu</i>, dist la roïne, <i>pour vostre mauvestié, car vous -ne valez pas une pomme pourrie. Et j'ai tant de bien -oï dire de Salehadin que je l'aim mieuz que vous»</i>. Il -re la fa sorvegliare, e, ritornato in Francia, si contenta -di ripudiarla; ma, nota assai giudiziosamente il narratore, -«si fist que fous: mieuz venist l'avoir emmuree, -si li demourast sa grant terre, et ne fussent pas avenu -li mal qui en avinrent».<a class="tag" id="tag101" href="#note101">[101]</a> Si sa che la condotta di -Aliénor in Terra Santa fu infatti uno dei principali motivi, -i quali furon causa del suo divorzio con Luigi VII; -però è certo che, se essa peccò, non fu, anche d'intenzione, -con Saladino, che era allora un fanciullo. Si può -vedere abbastanza bene come si sia formata la leggenda. -Si sa che in realtà Luigi VII e sua moglie, -dopo il disastro sofferto dai crociati nell'Asia Minore, si -stabilirono non a Sur, ma ad Antiochia. Aliénor, che si -lamentava d'aver per marito un monaco e non un re, -fu durante questo soggiorno estremamente leggera, per -non dire di piú, specialmente col principe d'Antiochia, -Raimondo, quantunque fosse suo zio paterno. Essa -lo preferiva grandemente a suo marito, e sembrava -avesse concepito il disegno di restare sempre con lui, -tanto che il re fu obbligato di menarla via di nottetempo -sopra un vascello fino ad Acri; rientrato in -Francia, egli divorziò sotto pretesto di parentela. Tutto -ciò si trasformò a poco a poco nell'imaginazione popolare. -Anche al principe d'Antiochia si riferisce, -in una versione che ci ha conservato una cronaca -spesso citata per gli elementi romanzeschi che ha ammessi,<a class="tag" id="tag102" href="#note102">[102]</a> -il tentativo di evasione d'Aliénor; però esso -<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span> -è già raccontato quasi come dal Ménestrel: «La royne -Alienor, qui estoit femme, moult diverse, fiere et haultaine, -ot grant desdaing que le roy ne faisoit la requeste -du prince.<a class="tag" id="tag103" href="#note103">[103]</a> Et mist le prince en tel point la -royne qu'elle volt laisser le roy, et se cuida embler -de luy, et fist secretement trousser ses besoignes et -cuida entrer en mer sans le seu du roy; mais elle fut -prinse et amenee au roy, qui lui demanda ou elle vouloit -aller<a class="tag" id="tag104" href="#note104">[104]</a> et pour quoy elle part sans son sceu. Et -quand elle vit que il failloit que aucune chose respondist.... -fierement respondy et par grant orgueil que -voirement le voulloit laisser pour sa grande lascheté -et couardie».<a class="tag" id="tag105" href="#note105">[105]</a> Ciò però non doveva bastare. Essa aveva -voluto restare con un uomo del paese: la colpa si rese -piú grave supponendo che fosse un infedele quegli che -aveva amato. Una cronaca latina del secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span> aveva -già detto: «Praefata regina regem in pluribus graviter -offendit, in hoc vero gravissime quod regem clam relinquere -machinans cuidam Turco adhaerere voluit».<a class="tag" id="tag106" href="#note106">[106]</a> -Nelle <i>Chroniques de Flandres</i>, redatte nel secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span>, -questo Turco, diventa il soldano di Babilonia, e tutta -la località è cambiata: «Pendant le temps de celluy -siege (di Escalona) advint une trop grant merveille. -Car la royne de France, qui avoit séjourné a Triple -<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span> -ung espace tandis que le roy avoit esté devant Damas, -avoit tant fait devers le souldan de Babiloine qu'elle -devoit aler aveuc luy; mais le roy en fut adverty, luy -estant au siege devant Escaloine. Lors s'en party le roy -moult hastivement, et chevaucha toute la nuyt tant qu'il -vint a Triple, si trouva la royne qui estoit ja venue -jusques a la gallee pour entrer ens. Adont il prist la -royne et l'en ramena».<a class="tag" id="tag107" href="#note107">[107]</a> Era naturale che questo Turco, -che questo «souldan» divenisse Saladino, perché nel -secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span> la gloria di Saladino era sí grande, che, dal -momento che si trattava di un Saraceno ragguardevole -per qualche cosa di straordinario, si pensasse a lui. -Cosí si formò il racconto, che il Ménestrel de Reims ci -offre con la sua ingenuità e la sua vivacità ordinarie,<a class="tag" id="tag108" href="#note108">[108]</a> -del quale però non ha inventato alcun tratto essenziale.<a class="tag" id="tag109" href="#note109">[109]</a> -Quanto al poeta del secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span>, non è certamente -per un debito d'esattezza storica che ha fatto della -regina di Francia innamorata di Saladino, la moglie -di Filippo II e non di Luigi VII; infatti egli non evita -l'anacronismo se non per cadere in un errore non meno -grave, dacché Filippo era vedovo a tempo della crociata. -Ha fatto semplicemente rientrare l'aneddoto che -voleva adoperare nel quadro generale del suo poema, -<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span> -in cui Filippo di Francia e Riccardo d'Inghilterra sono, -come nella storia, gli avversari di Saladino. Inoltre egli -ha dato al racconto della mancata fuga della regina, -che imitava, trasformandolo, da una novella relativa ad -Aliénor, un prologo, il quale ci fa assistere in Francia -all'esordio dei suoi amori con Saladino, e che è tutto -intero di sua invenzione. Ciò era assai naturale; quello -che sorprende di piú è di vedere sino ai nostri giorni -degli storici seri parlare degli amori d'Aliénor con -«un giovane Saraceno», con «un Turco battezzato col -nome di Saladino», con «un buffone chiamato Saladino», -ecc.<a class="tag" id="tag110" href="#note110">[110]</a> Quanto tempo è stato necessario perché -la critica entrasse, nella storia, in pieno possesso dei -suoi diritti! -</p> - -<div class="chapter"> -<h2>VI</h2> -</div> - -<p> -Accanto a tutte queste narrazioni che fanno di Saladino -un cavaliere, un mezzo cristiano, un mezzo francese, -<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span> -un viaggiatore, un cortese amante, ossia tutto ciò -che non fu, sarebbe inverosimile che non ve ne fosse -qualcuna che ce lo mostrasse almeno approssimativamente, -tal quale fu, il nemico spesso generoso, ma costante, -dei Cristiani. Tuttavia il ricordo leggendario -ha conservato poche tracce di ciò che costituisce il -fondo vero della storia del conquistatore di Gerusalemme, -dell'avversario di Filippo e di Riccardo. -</p> - -<p> -Alcune tradizioni, che sono ancora per metà storiche -e che del resto lo concernono indirettamente, ci rappresentano -la sua vittoria su Guido di Lusignano come -dovuta al tradimento di parecchi grandi vassalli di -quest'ultimo, e specialmente di Raimondo di Tripoli -o Triple. Il Ménestrel di Reims ci racconta che i principali -traditori, insieme col conte di Triple, erano «le -marchis de Montferrat, le seigneur de Baru, le seigneur -de Saiete, le bau (balio, governatore) d'Escaloigne» -(§ 40).<a class="tag" id="tag111" href="#note111">[111]</a> Il poema del <i>Pas Salhadin</i>, del quale parleremo -presto, trasforma questi nomi, buttati giú un poco -a caso, nel modo piú bizzarro: -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01">Des traïtres faus losengiers</p> -<p class="i01">Li quens de Tribles fu premiers,</p> -<p class="i01">Et li marcis de Ponferan,</p> -<p class="i01"><span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span></p> -<p class="i01">(Et) D'Escalone Pieres Liban,</p> -<p class="i01">Après li sires de Baru</p> -<p class="i01">Et de Sa[e]te quens Poru.</p> -<p class="i01">Cilz cink firent la traïson</p> -<p class="i01">Et vendirent le roi Guion</p> -<p class="i01">A Salhadin......<a class="tag" id="tag112" href="#note112">[112]</a></p> -</div></div> - -<p> -Noi abbiamo qui l'eco sfigurata dalla tradizione -che si formò tra i partigiani di Guido di Lusignano.<a class="tag" id="tag113" href="#note113">[113]</a> -Dopo la sconfitta, quando Guido prigioniero confessa -piangendo a Saladino ch'egli ha ben meritata la sua -sorte, l'altro, secondo il racconto del Ménestrel, gli dichiara -che non è responsabile del disastro, gli rivela -il tradimento, e lo rimette generosamente in libertà. -</p> - -<p> -Nel grande romanzo in versi del secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span> del quale -abbiamo parlato tante volte, e che è qui ancora rappresentato -dal <i>Jean d'Avesnes</i> in prosa, la rovina del -regno di Gerusalemme è narrata in un modo che non -ha quasi nulla di comune con la storia. Non si tratta -piú di Guido di Lusignano, e neanche dei suoi predecessori -immediati. La catastrofe accade sotto il regno -di Baldovino di Sebourc, secondo successore di Goffredo.<a class="tag" id="tag114" href="#note114">[114]</a> -Saladino, divenuto padrone di Damasco, dell'Egitto -e poco dopo della Persia, assale i Cristiani -di Terra Santa. In una prima battaglia, sui «plains -<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span> -des fontaines de Saphire»,<a class="tag" id="tag115" href="#note115">[115]</a> il re Baldovino è preso, ma -Saladino lo rimette in libertà. Ben presto, il soldano -marcia su Gerusalemme, e davanti alle mura di questa -città si dà la grande e decisiva battaglia: Baldovino di -Sebourc è ucciso, e cosí pure il bastardo di Bouillon, -figlio di Baldovino I. Saladino fa dovunque miracoli di -valore: «car il estoit puissant de corps et de si hault -courage que... nul ne l'osoit regarder en fait d'armes, -et partout ou il aloit les chrestiens se coatissoient et -l'oeil n'osoient haulcier devant luy». Non mostra -una generosità meno grande; la spinge al punto da -suscitare un giusto scandalo tra i suoi e, a dire la -verità, sino alla stravaganza: avendo preso Giovanni -di Pontieu, nel quale riconosce suo zio, lo autorizza a -ritornare a combattere a fianco dei due soli campioni -cristiani sopravvissuti, e a compiere con essi una terribile -carneficina dei Saraceni. Tuttavia finisce col farlo -prigioniero sulla sua parola, allo stesso modo di Huon -Dodekin o di Tabarie. -</p> - -<p> -La presa di Gerusalemme, senza colpo ferire, e l'umanità -della quale Saladino fa prova verso gli abitanti -non differiscono molto nella storia e nel nostro romanzo. -In questo si passa in seguito all'assedio di Sur, dove il -glorioso nome di Corrado di Monferrato è cambiato in -quello di Bonifazio, conservandosi però, per un singolar -caso, il nome del valente Guglielmo de la Chapelle, -che del resto non ci è stato trasmesso che dal poema -<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span> -contemporaneo d'Ambrogio.<a class="tag" id="tag116" href="#note116">[116]</a> Narra tuttavia che Saladino, -dinanzi all'indomabile resistenza del marchese di -Monferrato, sospende l'assedio della città, ma a torto -aggiunge che in un secondo assalto la fortezza fosse -obbligata ad arrendersi. Lascio da parte la menzione -delle altre città conquistate allora da Saladino,<a class="tag" id="tag117" href="#note117">[117]</a> il -quale, secondo il nostro romanziere, visse in seguito per -dieci anni in una pace profonda, durante la quale preparò -il viaggio che meditava nel paese dei Cristiani. -</p> - -<p> -Si sa che in realtà non accadde tutto in questo -modo: che Guido di Lusignano, appena uscito di cattività, -venne con meraviglioso ardire a porre l'assedio -ad Acri, recentemente tolta ai Cristiani, che ben presto -fu raggiunto colà da Filippo di Francia e da Riccardo -d'Inghilterra, i quali presero la città in capo a tre -mesi, che Filippo se ne ritornò allora nei suoi paesi, -mentre Riccardo restò ancora un anno in Siria, facendo -a Saladino una guerra in cui rese immortale il suo -valore, sebbene non potesse colà compiere alcuno dei -disegni che aveva formati, e fosse obbligato a terminare -con una tregua poco gloriosa. Fu in quei quindici -mesi di contatto quasi quotidiano che i crociati venuti -di Francia e d'Inghilterra poterono ricevere la piú viva -impressione delle qualità brillanti del loro formidabile -<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span> -avversario. La crociata in se stessa non ha tuttavia lasciato -nella tradizione se non assai poco sicuri ricordi. -Il piú esatto sembra essere una storiella che deve avere -un fondo reale, e della quale è curioso seguire le successive -trasformazioni. Originariamente non riflette Saladino, -bensì suo fratello Safadin o Seif-Eddin (piú -tardi suo successore sotto il nome di Malek-Adel). -Durante la liberazione di Jaffé, nell'agosto del 1192, -la piú prodigiosa delle geste compiute dal re «au cœur -de lion», Riccardo, giunto in tutta fretta per mare, -aveva appena trovato dei cavalli per lui e per qualcuno -dei suoi (v. piú innanzi), e non avrebbe potuto surrogare -il suo quando l'avesse perduto. Safadin, che da lungo -tempo era in amichevoli relazioni con lui, vedendolo -combattere a piedi, gli mandò cortesemente due cavalli: -tale è il racconto d'Ambrogio, che sembra perfettamente -autentico,<a class="tag" id="tag118" href="#note118">[118]</a> Le diverse redazioni del <i>Livre de la -Terre-Sainte</i><a class="tag" id="tag119" href="#note119">[119]</a> ce ne mostrano i successivi svolgimenti. -La prima (H, p. 197) non aggiunge che un tratto inesatto, -cioè che Riccardo avrebbe dato uno dei due -cavalli a Guglielmo di Préaux: Guglielmo era allora -prigioniero; inoltre attribuisce a Saladino l'iniziativa -di questa cortesia. La seconda<a class="tag" id="tag120" href="#note120">[120]</a> amplifica ed altera -questo semplice racconto: «Seifeddin... demanda ou -estoit le roi; l'on li mostra ou il estoit aveques ses -homes sor un toron. Il s'entremist de bien et d'onor, -<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span> -si li envoia un cheval tirant,<a class="tag" id="tag121" href="#note121">[121]</a> qui estoit moût mesaisiés -a la bouche, par un sien memeloc, et il encharja -qu'il deïst au rei que nen esteit mie avenant chose -que rei se combatist... a pié. Le rei, qui fu aparcevans -de la malice des Sarasins, s'aparçut que le cheval -estoit mesais[i]é, si dist au message qu'il galopast le -cheval; ensi come il le galopeit, il le conut qu'il estoit -tirant, si li dist: <i>Mercie ton seignor, et li meine son -cheval, et li di que ce n'est mie l'amor qui entre lui -et moi estoit qu'il me mande cheval tirant por moi -prendre</i>. Le memeloc s'en torna et mena le a son seignor, -et li dist qu'il s'estoit apercells qu' il estoit tirant. -Seifeddin fu hontous, et comanda que l'on li menast -un autre plus aaisié<a class="tag" id="tag122" href="#note122">[122]</a> que celui, et celui meismes -[mena] le memeloc qu'i[l] li aveit premierement amené.<a class="tag" id="tag123" href="#note123">[123]</a> -Le rei comanda au ferrot<a class="tag" id="tag124" href="#note124">[124]</a> que il li traisist les gisans et -les eschaillons,<a class="tag" id="tag125" href="#note125">[125]</a> et tantost com il l'ot comandé il fu -fait; e com hom li ot trait il li fist metre un frain et -fist monter sus. Le cheval fu alores bien aaisié; le rei -monta sus et fist mout d'armes». Se qui v'è malizia, è -<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span> -da imputarsi tutta intera al «memeloc».<a class="tag" id="tag126" href="#note126">[126]</a> Nella terza -versione, che è quella del manoscritto in cui si trova -il nome d'Ernoul, Saladino, che sostituisce interamente -Safadin, può almeno sembrare colpevole d'aver nascosto -un tradimento sotto la sua apparente generosità. -«Va, dist il a un de ses serjanz, <i>ensele un cheval et si -li maine; si li di que jou li envoi; qu'il n'afiert pas a -si haut home come il est qu'il soit a pié a tel lieu.</i>.. Li -serjanz fist le comandement Salehadin et si mena le -cheval au roi d'Engleterre et fist son message. Et li -rois l'en mercia, mais ne monta pas sus, ains fist monter -un sien serjant et fist poindre devant lui. Quant li -serjant ot point le cheval et il cuida retorner, ce ne fust -ja mais, ainz l'en porta li chevaus, quel gré qu'il en -eüst, en l'ost as Sarasins. Et Salehadins fu mout honteus -de ce que li chevaus estoit retornés; si en fist un -autre apareillier, et li renvoia».<a class="tag" id="tag127" href="#note127">[127]</a> Il tradimento è del -tutto sicuro nella <span class="smcap lowercase">LXXVI</span> delle <i>Cento novelle antiche</i>.<a class="tag" id="tag128" href="#note128">[128]</a> Il -cavallo è inviato per condurre quello che lo monta -nella tenda di Saladino; fortunatamente Riccardo vi fa -montare uno scudiero, e l'astuzia del soldano è in tal -modo rivelata e sventata a sua volta.<a class="tag" id="tag129" href="#note129">[129]</a> Nel poema del -sec. <span class="smcap lowercase">XIV</span> spesso citato, questa storia ha un seguito: il -buon cavaliere Antonio, che Morello, il cavallo mandato -da Saladino a Riccardo, gli ha ricondotto, acquista l'amicizia -del soldano, è da lui fatto governatore di Saietta -<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span> -e piú tardi vi sostiene un assedio contro di lui per difendere -Chauvigni e Guglielmo des Barres, da lui perseguitati.<a class="tag" id="tag130" href="#note130">[130]</a> — Finalmente -nel poema inglese sopra Riccardo -Cuor di Leone, che, almeno per questa parte, è -tradotto dal francese, la storia è del tutto fantastica. -Accade davanti a Babilonia, la quale è assediata da -Riccardo. Saladino gli manda in dono un magnifico -cavallo, migliore ancora del famoso Fauvel di Cipro, -cavalcato abitualmente da Riccardo;<a class="tag" id="tag131" href="#note131">[131]</a> però è invasato -dal diavolo, e di piú, quando sua madre, cavalcata -da Saladino, nitrisce, esso accorre, le s'inginocchia davanti -e la poppa. Un angelo previene Riccardo del -tranello che gli è teso: Riccardo esorcizza dapprima -il cavallo e ne caccia il diavolo, poi gli tura le orecchie -con cera, in modo che nella battaglia, sordo ai -nitriti della madre, la abbatte, e i Saraceni sono completamente -sconfitti. Si vede che qui l'immaginazione -dei narratori non ha per lungo tempo ammesso nel -nemico giurato dei Cristiani un atto di cortesia leale -e disinteressata. -</p> - -<p> -Il solo fatto d'armi che si riannodi col nome di -Saladino e che gli abbia per lungo tempo conservata -una popolarità tuttavia mediocremente gloriosa, ha -nella storia un punto d'appoggio abbastanza incerto. -In molte «salles» di castelli, si dipingeva nel secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span> -ciò che si chiamava il <i>Pas Salhadin</i>: questa pittura -rappresentava dodici, talvolta tredici cavalieri, sorveglianti -<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span> -una gola di monti, che si sforzava di passare -un immenso esercito saraceno comandato da Saladino; -però di esso non si vedeva certamente che qualche combattente, -già arrestato dai corpi ammucchiati di coloro -che l'avevano preceduto. In qualcuna di queste pitture -si vedeva il re Filippo, il quale, senza prender -parte al combattimento, ne dava il segnale, lo dirigeva -da lungi e, dopo il successo, si rallegrava coi vincitori; -in altre, probabilmente in quelle che non erano state -eseguite nella Francia propriamente detta, il re Filippo -non era rappresentato in alcun modo. Tra i combattenti, -Riccardo aveva una parte piú o meno preponderante. -In tutte queste pitture, a quanto pare, si vedeva, arrampicato -sopra una roccia che chiudeva la gola, uno spione -che osservava i guerrieri cristiani per riferire i nomi -di essi a Saladino, posto dall'altro lato della montagna: -questi nomi, che variavano nelle diverse pitture, erano -però scritti a fianco di ciascuno di essi, e il nome dello -spione, <i>Tornevent</i> o <i>Espiet</i>, figurava egualmente vicino -alla sua testa.<a class="tag" id="tag132" href="#note132">[132]</a> È probabile che queste pitture avessero -un punto di partenza molto antico e in origine avessero -rappresentato, forse sotto l'ispirazione dello stesso Riccardo, -quella stessa giornata, in cui, dopo d'avere -quasi miracolosamente riacquistato Jaffe, era riuscito, -con un piccolissimo numero d'uomini, a far rinculare -tutto l'esercito mussulmano e obbligato Saladino alla -<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span> -ritirata.<a class="tag" id="tag133" href="#note133">[133]</a> I nomi dei dieci compagni di Riccardo, di -quei dieci i quali, soli con lui, avevano potuto procurarsi -dei cavalli, erano subito divenuti celebri: Ambrogio -li rammenta nei suoi versi e Riccardo de la -Sainte-Trinité li inserisce nella sua traduzione.<a class="tag" id="tag134" href="#note134">[134]</a> Naturalmente, -secondo la formula tradizionale, questi undici -compagni si cambiarono abbastanza presto in dodici o -in tredici (dodici piú Riccardo); e i nomi reali dei -combattenti del 5 agosto 1192 furono ben presto sostituiti -da altri piú conosciuti o che introdusse l'amor -proprio di famiglia o del paese. Già le <i>Chroniques de -Flandres</i>, citate molto a proposito dall'editore del -<i>Pas Salhadin</i>,<a class="tag" id="tag135" href="#note135">[135]</a> dànno a Riccardo, nella sua spedizione -di Jaffe, undici compagni, uno solo dei quali, -Andrea di Chauvigni, assisteva realmente al combattimento; -gli altri dieci sono: Gauthier (<i>l.</i> Gauchier) di -Châtillon, il conte di Clèves, Guido di Montfort, «il -conte d'Oste in Germania», il barone d'Estanfort, il -conte di Lembourg, Walleran di Luxembourg, Droon -di Merlo, Guglielmo des Barres e Guglielmo Longue-Épée. -La prova che la leggenda del <i>Pas Salhadin</i> -ha per origine l'eroico combattimento di Jaffe, è che -troviamo nelle due versioni di essa che ci sono pervenute -il maggior numero di questi nomi: ambedue citano, -come le <i>Chroniques de Flandres</i>, Guglielmo des -Barres, Guglielmo Longue-Épée, il duca di Lembourg, -<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span> -Gauthier de Châtillon, il conte di Montfort e -il conte di Clèves; hanno in comune contro le <i>Chroniques</i> -il conte di Fiandra<a class="tag" id="tag136" href="#note136">[136]</a> e Huon de Florines e -ignorano in comune il barone d'Estanfort e Droon -di Merlo. La prima, sola, ha in comune con le <i>Chroniques</i> -il conte d'Oste (chiamato d'Ostinale e d'Hostermale), -e di suo Jofroi di Lusignano e Renaud (Renard) -di Boulogne; la seconda ha in comune con le -<i>Chroniques</i> Andrea de Chauvigni<a class="tag" id="tag137" href="#note137">[137]</a> e il duca di Luxembourg; -ha di suo il conte di Joigni. Di questi personaggi, -nessuno, salvo Andrea di Chauvigni, assisteva -Riccardo nel combattimento di Jaffe; parecchi non -presero neanche parte alla crociata, o vissero piú tardi. -Si noterà in queste tre liste il predominio, del tutto -contrario alla verità, dato all'elemento francese e fiammingo: -a quanto sembra, la tradizione s'era sparsa, -sotto la sua forma pittorica, soprattutto nel nord-est -della Francia, e l'azione di Riccardo e dei suoi veri compagni -vi s'era sempre piú dimenticata. Quanto alla -scena in se stessa, si può supporre che un particolare di -paesaggio<a class="tag" id="tag138" href="#note138">[138]</a> facesse credere assai per tempo che l'impresa -dei Crociati fosse consistita nel difendere, dodici -(o tredici) solamente, contro Saladino, un <i>pas</i> o una gola -in una montagna: di qui il nome di <i>Pas Salhadin</i> dato -a quest'impresa ed alla sua rappresentazione. -</p> - -<p> -<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span> -</p> - -<p> -L'uso di dipingere nei castelli il <i>Pas Salhadin</i> ci -è attestato nel poemetto che porta questo nome, e che -deve risalire alla fine del secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span>.<a class="tag" id="tag139" href="#note139">[139]</a> Comincia cosí: -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01">Del recorder est grans solas</p> -<p class="i01">De cheaus qui garderent le pas</p> -<p class="i01">Contre le roy Salehadin,</p> -<p class="i01">Des douze princes palasin</p> -<p class="i01">Qui tant furent de grant renon:</p> -<p class="i01">En mainte sale les point on</p> -<p class="i01">Pour mieus veoir leur contenance;</p> -<p class="i01">Moult est bele la remembrance</p> -<p class="i01">A regarder a maint preudomme.</p> -</div></div> - -<p> -E ripete terminando: -</p> - -<div class="poem"><div class="stanza"> -<p class="i01">Grant honneur firent leur lignage;</p> -<p class="i01">Tous jours en iert la renommee;</p> -<p class="i01">On les point en sale pavee:</p> -<p class="i01">C'est uns tresnobles mireors</p> -<p class="i01">A ceulx qui tendent a honnors</p> -<p class="i01">Et maintiennent chevalerie.</p> -</div></div> - -<p> -Dalla pittura, la rappresentazione del <i>Pas Salhadin</i> -dovette, come accadeva ordinariamente, passare alla -tappezzeria;<a class="tag" id="tag140" href="#note140">[140]</a> passò anche allo stato di vero spettacolo, -eseguito da personaggi viventi. Si è spesso citato il -<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span> -passo del Froissart (l. IV, cap. I) relativo all'entrata -della regina Isabella di Baviera a Parigi nel 1389: -</p> - -<div class="blockquote"> -<p> -Après, dessoubz le moustier de la Trinité, sur la rue avoit -ung eschafault, et sur l'eschafault ung chastel, et la au long -de l'eschafault estoit ordonné le pas du roy Salehadin, et tous -faiz de personnages. des chrestiens d'une part, et les Sarrazins -de l'autre, et la estoient par personnages tous les seigneurs -de nom qui jadis au pas Salhadin furent, et armoiez de leurs -armes ainsi que pour le temps de adonc ilz s'armoient. Et ung -petit en sus d'eulx estoit par personnage le roy de France, et -entour luy les douze pers de France, et tous armoiez de leurs -armes. Et quant la royne de France fut amenee si avant en sa -lictiere que devant l'eschafault ou ces ordonnances estoient, le -roy Richart se departit de ses compaignons et s'en vint au roy -de France et demanda congié pour eller assaillir les Sarazins, et -le roy lui donna. Ce congié prins, le roy Richart s'en retourna -devers ses douze compaignons, et alors se mirent en ordonnance, -et allerent incontinent assaillir le roy Salhadin et ses Sarrazins, -et la y eut par esbatement grant bataille, et dura une bonne espace. -Et tout feu veu moult voulentiers. -</p> -</div> - -<p> -Lo spettacolo del 1389, per la parte attribuita al -re di Francia, si riannoda al gruppo che ci rappresenta -il poemetto del <i>Pas Salhadin</i>. Ecco un riassunto di -quest'opera, assai mediocre in se stessa, ma che ci -presenta un qualche interesse per il ricordo che v'è -conservato d'un episodio eroico, il quale ha goduto una -sí grande popolarità nel mondo cavalleresco.<a class="tag" id="tag141" href="#note141">[141]</a> Probabilmente -è nato dal desiderio di spiegare una di quelle -pitture che indica sin da principio, delle quali non si -conosce precisamente il soggetto: il poeta pretende di -farlo conoscere; però le fonti della sua scienza sono -<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span> -poco sicure.<a class="tag" id="tag142" href="#note142">[142]</a> Filippo, insieme col re Guido, che Saladino -ha posto generosamente in libertà, assedia Sur;<a class="tag" id="tag143" href="#note143">[143]</a> -è raggiunto da Riccardo. Saladino viene da Acri per -fargli levar l'assedio; per raggiungere i Cristiani, egli -deve passare <i>le fort passage d'Armonie</i>,<a class="tag" id="tag144" href="#note144">[144]</a> <i>par mi la -roce, mout forte et perilleus</i>. Huon de Florines propone -al Barrois (Guglielmo des Barres) di sceglier cinque -cavalieri provetti ciascuno, e difendere essi dodici il <i>pas</i> -contro tutti gli sforzi di Saladino. Il Barrois accetta, ed -essi scelgono i loro dieci compagni (il Barrois sceglie -Riccardo).<a class="tag" id="tag145" href="#note145">[145]</a> Naturalmente i dodici cavalieri respingono -l'assalto dei Saraceni, condotti dai re Escorfaut et Malaquin, -i quali sono uccisi entrambi. Saladino stupito -manda uno spione, Tornevent, il quale conosceva le armi -dei signori cristiani, sulla roccia che domina il <i>pas</i>, e -quando costui gli ha riferito i nomi dei dodici campioni, -egli giudica inutile la lotta e si ritira su Damietta. -Filippo festeggia Riccardo e gli altri quando -rientrano nell'accampamento dopo la ritirata dei Saraceni; -ben presto prende Sur ed Acri, e lascia Guido -di Lusignano pacifico re del paese. Si vede che in -questo racconto, al quale dà il nome, Saladino rappresenta -<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span> -una parte accessoria e, tutto sommato, poco -brillante. -</p> - -<p> -Anche un dipinto ha certamente suggerito all'autore -dell'immenso poema del secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span>, tante volte -citato, il bizzarro episodio del <i>Pas Salhadin</i> (conservato -in <i>Jean d'Avesnes</i>). Ma questa pittura non -mostrava il re Filippo di Francia, di modo che il poeta -ha ricorso ad un espediente per dare ai Francesi il -principale onore dell'impresa che celebra. Non sapendo -nulla di ciò che aveva potuto essere quest'impresa, -la trasporta in Inghilterra. Secondo lui, Saladino, -di ritorno dal suo viaggio in Occidente (v. addietro), -vuol conquistare dapprima la Francia, poi tutti i paesi -cristiani. I suoi consiglieri, Huon Dodekin (o di Tabarie) -e Giovanni di Pontieu, dissimulando i loro veri -sentimenti, lo spronano a cominciare dall'Inghilterra -e fanno prender porto all'immensa flotta saracena «tra -Escoche e Warwich», sopra una spiaggia contornata -da montagne insuperabili, e che comunica col resto -del paese solo per un <i>pas</i> assai dirupato e pericolosissimo, -dove quattro uomini possono appena camminare -di fronte. Però il re Riccardo è prevenuto da essi ed -ha riunito dall'altra parte del <i>pas</i> considerevoli forze; -il re di Francia gli ha mandato dodici cavalieri scelti, -i quali s'incaricano essi soli di difendere il <i>pas</i>. Due -attacchi dei Saraceni sono infatti respinti, dopo di che -ha luogo un combattimento di due cavalieri cristiani -(Chauvigni e Guglielmo Longue-Épée) contro due saraceni -(Corsuble e Bruyant), i quali essendo stati vinti, -Saladino, secondo le convenzioni, non ha piú che a rimbarcare, -«et depuis son departement fu ce passage -qu'il n'avoit peu conquerir appelé le <i>Pas Salhadin</i>».<a class="tag" id="tag146" href="#note146">[146]</a> -<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span> -Pure qui, come si vede, la parte di Saladino non è per -sua natura atta ad accrescerne la rinomanza. -</p> - -<p> -Noi avremo terminato ciò che concerne le guerre -di Saladino contro i Crociati, e nello stesso tempo la -sua intera leggenda, riassumendo brevemente le ultime -pagine di <i>Jean d'Avesnes</i> che ci rappresenta il poema -perduto del secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span>. I re di Francia e d'Inghilterra -avendo passato il mare, sono ricevuti in Acri da Giovanni -di Pontieu, cui Saladino, suo nipote, aveva dato -questa città. Saladino ve li assedia, e compie dinanzi -ad Acri le piú grandi prodezze; però, disperando di -prendere la città, si ritira a Gerusalemme (qui ha luogo -l'episodio della visita che gli fa la regina di Francia). -Chauvigni e Guglielmo des Barres stanno per assalirlo; -però, dopo parecchi incidenti, Chauvigni è fatto -prigioniero e affidato da Saladino all'imperatore di -Damasco: guadagna l'amore di Glorianda, moglie dell'imperatore, -«et mesmement engendra en elle ung filz -masle qu'elle nomma Polis, et si secretement userent -leur vie ensemble ung tandis que l'empereur onquez -ne s'en aperceut, jusques a ung temps que l'istoire -recordera».<a class="tag" id="tag147" href="#note147">[147]</a> Questo tempo arriva quando, assediando -i Cristiani Damasco, Glorianda fa fuggire Chauvigni, -la cui bravura procura la vittoria agli assedianti, nonostante -le imprese meravigliose di Saladino. La regina, -accusata di tradimento, getta la colpa sul carceriere; -è discolpata grazie a un combattimento che, sotto le -<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span> -armi del fratello di lei Chiauvigni<a class="tag" id="tag148" href="#note148">[148]</a> sostiene contro -il re di Morienne, il quale è impiccato insieme col -carceriere. «De quoy Salhadin se contempta, et pardonna -a la reyne, car plein estoit de misericorde».<a class="tag" id="tag149" href="#note149">[149]</a> -L'assedio di Damasco dura due anni con parecchie -peripezie. Finalmente «le roy Richard d'Engleterre, -pour aulcunes traysons qu'il avoit voulu faire au pourfit -des païens, fut constraint de soy retourner en Engleterre -avoec ses Englois, ennemis de ceux de France, au lieu -du quel vint Huon Dodequin a grant puissance a la -rescousse du roy de France».<a class="tag" id="tag150" href="#note150">[150]</a> Si dà una grande battaglia, -e Saladino, vinto, è obbligato a fuggire verso -il mare. Gérard «le Bel Armé», figlio di Huon Dodekin, -lo insegue con accanimento per vendicare su di -lui la morte del bastardo di Bouillon, suo fratello uterino, -che Saladino aveva ucciso davanti a Gerusalemme.<a class="tag" id="tag151" href="#note151">[151]</a> -Lo raggiunge nel momento in cui pone il piede sulla -sua nave, e lo colpisce con un colpo di lancia. Saladino, -trasportato in Babilonia, non tarda a morire, -dopo la scena (riferita piú innanzi) tra un ebreo, un -cristiano e un saraceno, e il simulacro di battesimo -che ne fu il seguito. «Aulcunes istoires et croniques -<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span> -contiennent que il morut devant Acre a ung siege -qu'il avoit illec mis, de bleceure ou de maladie sourvenant; -et que après sa mort son filz nommé Salfadin<a class="tag" id="tag152" href="#note152">[152]</a> -parconquesta toute la terre, quy a esté tousjourz depuis -en l'obeïssance des infidelles, et sera tant qu'il plaira -a nostre seigneur Jhesucrist. Et quoy qu'il fust et ou -il fina[st], ses fais monstrent qu'il doibt estre exaucié; -car de grant vaillance, largesse et courtoisie il fut -aourné, par quoy il a desservy que de luy soit a tous -jours memoire jusques en la fin du monde».<a class="tag" id="tag153" href="#note153">[153]</a> -</p> - -<div class="footnotes"> - -<h2> -NOTE: -</h2> - -<div class="footnote" id="note1"> -<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>. </span><i>Il Saladino nelle leggende francesi e italiane del Medio -Evo.</i> Appunti di A. Fioravanti. — Reggio Calabria, 1891.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note2"> -<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>. </span>Ciò si scorge dall'incertezza delle informazioni dell'autore, -su molti punti che avrebbe dovuto conoscer meglio; si scusa invocando -le condizioni sfavorevolissime, con le quali ha eseguito e -pubblicato il lavoro. Tuttavia avrebbe dovuto sorvegliarne meglio -la esecuzione materiale; gli errori vi abbondano e non sono tutti -semplici errori di stampa. Tutto sommato, però, questo lavoro di -principiante merita stima, e si sente che l'autore è capace di -far meglio.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note3"> -<p><span class="label"><a href="#tag3">3</a>. </span>I primi 110 versi (non doveva averne molti di piú) sono -scritti da una mano contemporanea sul foglio di guardia del ms. -della Biblioteca Nazionale lat. 8960. Il <i>Carmen de Saladino</i> è -ricordato nell'<i>Inventaire des documents relatifs aux croisades</i> -stampato nel volume I degli <i>Archives de l'Orient latin</i>. Io l'ho -pubblicato nella <i>Revue de l'Orient latin</i> (vol. I).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note4"> -<p><span class="label"><a href="#tag4">4</a>. </span>La parola araba <i>moulana</i> significa «nostro padrone», e -sembra essersi applicata specialmente ai sovrani dell'Egitto; qui -si tratta dell'ultimo califfo fatimita, El-Aded. In francese, per la -terminazione femminile, si è detto ordinariamente <i>la mulane</i> o <i>la -mulaine</i>, da cui piú tardi si è fatto naturalmente <i>l'amulaine</i>, sotto -l'influenza delle parole provenienti egualmente dall'arabo, o credute -provenienti, come <i>amiral, amustant, amurafle</i>, ecc. La forma -<i>amulanus</i> del nostro testo rappresenta già questa trasformazione.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note5"> -<p><span class="label"><a href="#tag5">5</a>. </span>Per questi fatti, e, in generale, per la biografia di Saladino, -vedere il lavoro, cosí utile, del Reinaud, <i>Extraits des historiens -arabes relatifs aux croisades</i> (Paris, 1829).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note6"> -<p><span class="label"><a href="#tag6">6</a>. </span><i>L'Histoire de la Guerre sainte</i> d'Ambrogio, da tanto tempo -sotto stampa, è in fine comparsa nella collezione dei <i>Documents -inédits</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note7"> -<p><span class="label"><a href="#tag7">7</a>. </span><i>Itinerarium Ricardi</i>; ediz. Stubbs, l. I, capp. III-IV. Questo -brano, insieme con un estratto del cap. V relativo ad una visione, -è stato aggiunto alla cronaca di Guglielmo di Newburgh, nel ms. -di Trinity College, Dublino, E, 421, da cui l'ha trascritto Paolo -Meyer; la sua copia, da lui comunicata al conte Paolo Riant, figura -nell'inventario dei documenti inediti posseduti da quest'ultimo, -che ha recentemente pubblicato il marchese de Vogüé -(<i>Revue de l'Orient latin</i>, I, p. 13: <i>De principiis Salahadini et -de visione camerarii regis Jerosolimorum</i>). Un riassunto di questo -brano è inoltre stato interpolato nella cronaca di Guglielmo -di Nangis (ved. ediz. Géraud; v. <span class="smcap lowercase">I</span>, p. 63).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note8"> -<p><span class="label"><a href="#tag8">8</a>. </span><i>Le Cycle de la croisade</i>, p. 210-224. Gli altri argomenti offerti -dal Pigeonneau per stabilire che il poema si serví della cronaca, -non hanno maggior valore. La spiegazione del nome di Giordano -(questo fiume sarebbe formato dalla riunione di due affluenti, -il <i>Jour</i> e il <i>Dain</i>) è anche in Guglielmo di Tiro e risale fino -all'antichità; l'interpretazione, tutta francese, che ne dà la canzone -gli è propria. La storia della figlia di Baldovino violata dai -Saraceni, ai quali era stata data in ostaggio, doveva essere egualmente -popolare in Siria, e il modo onde il poeta la riferisce non -indica affatto ch'egli abbia attinto a «Ernoul»; fa della fanciulla -una figlia di Baldovino I, mentre il cronista le assegna -per padre Baldovino II (la <i>Chronique d'outre mer</i>, della quale -si parlerà piú in là, ha conosciuto questa storia per mezzo di -«Ernoul», ma l'ha mutilata sopprimendo la violazione e raccontando -semplicemente che la figlia di Baldovino II si fece suora -ritornando dai Saraceni: mss. 770, fol. 313; 12203, fol. 1; 24210, -fol. 1).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note9"> -<p><span class="label"><a href="#tag9">9</a>. </span>Questa storia è passata tutta intera e tale quale nella <i>Chronique -d'outre mer.</i> Inoltre, è stata inserita nel ms. della traduzione -di Guglielmo di Tiro che appartiene al Didot, e P. Paris, -che ha seguito questo manoscritto per la sua edizione, l'ha stampata -per questa ragione, rilevando però che era stata presa dalla -<i>Chronique d'Ernoul</i> (vol. II, p. 306-310).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note10"> -<p><span class="label"><a href="#tag10">10</a>. </span>Su questa data, per ciò che concerne la prima parte del -poema, ved. Pigeonneau, <i>Le Cycle de la Croisade</i>, p. 225.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note11"> -<p><span class="label"><a href="#tag11">11</a>. </span>Mi prefiggo di dare altrove le prove di ciò che qui non faccio -che indicare; nello stesso tempo esaminerò la questione di sapere -se questa colossale composizione debba essere attribuita a -un solo e stesso autore.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note12"> -<p><span class="label"><a href="#tag12">12</a>. </span>Il capo della spedizione contro l'Egitto, che è il Soldano -stesso di Damasco e il padre (e non lo zio) di Saladino, muore -durante l'assedio del Cairo, come nella cronaca. Invece non vi -è che un cavallo davanti la porta de <i>l'amulaine</i>, come nella -canzone, e anche il nome d'<i>Ali</i> è scomparso. Questo racconto, -assai troncato, sembra dunque risalire ad una fonte indipendente -dalle altre due; d'altra parte è scritto con tendenza favorevole -a Saladino.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note13"> -<p><span class="label"><a href="#tag13">13</a>. </span>Sia permesso emettere una congettura su questa sostituzione. -Una versione dell'aneddoto ha potuto portare semplicemente -le iniziali <i>H. de T.</i>; un lettore che conosceva Ugo di Tabaria -meglio di Onofrio di Toron, le ha interpretate male, e cosí -la leggenda si è spostata.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note14"> -<p><span class="label"><a href="#tag14">14</a>. </span>V. Du Cange, <i>Les familles d'outre mer</i>, ed. Rey, p. 450,455.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note15"> -<p><span class="label"><a href="#tag15">15</a>. </span><i>L'Ordene de chavalerie</i>... pubbl. dal Barbazan, altra ediz. -dovuta al Méon (Paris, 1808). Per i manoscritti di questo poema, -v. P. Meyer, <i>Romania</i> <span class="smcap lowercase">XIII</span>, 530; <span class="smcap lowercase">XV</span>, 346. Alla lista si può aggiungere -il ms. B. N. fr. 24432 (fol. 29). I mas. fr. 1130, 1971 e 19809 non -contengono quest'opera, ma una traduzione francese dell'<i>Orden -de cavayleria</i> di R. Lull, come il ms. <i>Royal</i> 14. E. ii. del British -Museum (<i>Hist. litt.</i>, <span class="smcap lowercase">XXIX</span>, 618).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note16"> -<p><span class="label"><a href="#tag16">16</a>. </span>Un'altra versione, pur essa incompleta, si legge nel ms. fr. -781; una versione compendiata nel ms. fr. 17203. La miglior forma -della redazione in prosa è in uno dei mss. della <i>Chron. d'outre -mer</i> (ms. 770, f. 325).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note17"> -<p><span class="label"><a href="#tag17">17</a>. </span>Può domandarsi, a cagione di questa circostanza, se l'episodio -si trovasse anche nel poema di cui <i>Jean d'Avesnes</i> ci ha conservata -una traccia. Ciò sembra probabile: in questo poema Ugo di -Tabaria rappresenta una gran parte, ma è bizzarramente identificato -con Dodekin, emiro di Damasco, convertito al cristianesimo -da Tancredi al tempo della prima crociata (v. il poema pubblicato -da Beiffenberg e Borgnet, v. 24106, 26320, ecc.; <i>Bastart de -Bouillon</i>, pass.; <i>Jean d'Avesnes</i>, 3ª part,, pass.). Sull'episodio di -<i>Jean d'Avesnes</i>, v. Chabaille, p. 70; ms. 12762, fol. 197 r.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note18"> -<p><span class="label"><a href="#tag18">18</a>. </span>V. Fioravanti, p. 16.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note19"> -<p><span class="label"><a href="#tag19">19</a>. </span>Sulla versione neerlandese (di Heinrik van Aken) v. Petit, -<i>Bibliographie der Middélnederlandsche Taal end Letterkunde</i>, -n. 467. Per errore il D'Ancona indica una versione tedesca: l'opera -citata dal Brunet ai due luoghi cui egli rimanda è il poema -neerlandese.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note20"> -<p><span class="label"><a href="#tag20">20</a>. </span>Fioravanti, <i>ibid</i>. La versione italiana di Bosone sembra -riattaccarsi alla versione francese in prosa, dacché in lui, come -in questa versione, Ugo dà la «colee» a Saladino, mentre nella -versione in versi (come nella <i>Novella antica</i>) dichiara d'astenersene -per rispetto.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note21"> -<p><span class="label"><a href="#tag21">21</a>. </span>È l'opinione del Barbazan e del Méon, adottata da Daunou -(<i>Hist. litt.</i>, <span class="smcap lowercase">XVI</span>, 220) e che Amaury Duval (<i>Hist. litt.</i>, XVIII, 752) -non osa del tutto rigettare. A torto dice che «nulla nel poema -aiuta a far riconoscere l'epoca in cui l'autore viveva». Quanto al -fatto che Saladino è armato cavaliere per opera di un cavaliere -francese, «lo trova verosimile, se non è vero».</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note22"> -<p><span class="label"><a href="#tag22">22</a>. </span>Questo tradimento si rinviene nel cronista senonese Goffredo -di Courlon (fine del secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span>), come rammenta il Fioravanti -(v. <i>Hist litt.</i>, XXI, 13); l'allusione al <i>Pas Salehadin</i> -(v. piú in là) si riferisce senza dubbio al nostro poema.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note23"> -<p><span class="label"><a href="#tag23">23</a>. </span>V. P. Meyer, <i>Alexandre le Grand</i>, vol. II, p. 372.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note24"> -<p><span class="label"><a href="#tag24">24</a>. </span>Del pari va naturalmente la sua ricchezza; essa è ricordata -in un verso conosciuto del <i>Contrasto</i> di Cielo d'Alcamo. — Unicamente -a cagione di ciò nel suo palazzo si pose la scena di un -aneddoto abbastanza insignificante che risale all'antichità. (V. A. -d'Ancona, <i>Studj di critica e storia letteraria</i>, p. 350), e che, dopo -d'aver avuto un gran successo nel Medio Evo, adattandosi a diversi -personaggi, è stato altresí inserita dal Machiavelli nella sua -<i>Vita di Castruccio Castracani</i> (v. Fioravanti, p. 29).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note25"> -<p><span class="label"><a href="#tag25">25</a>. </span>Ediz. del Wailly, § 47. — È piuttosto per ischerzo che rimanda -un prigioniero in una storiella narrata da Stefano di Borbone -(ediz. Lecoy de la Marche, p. 65).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note26"> -<p><span class="label"><a href="#tag26">26</a>. </span><i>Cento novelle antiche</i> (Gualteruzzi), <span class="smcap lowercase">XXVI</span> (v. d'Ancona. <i>Studj</i>, -p. 314). Questo aneddoto sembra essere riferito nella cronaca di -Goffredo di Courlon, il quale aggiunge queste parole degne di -nota: <i>Multa alia de ipso audivi, que scripta non inveni</i>. (Hist. -litt., <span class="smcap lowercase">XXI</span>, 13).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note27"> -<p><span class="label"><a href="#tag27">27</a>. </span>Una volta solamente Saladino peccò, almeno col pensiero, -contro la virtú della liberalità, ma si puní da sé stesso. Aveva -dato una terra a uno dei suoi cavalieri, e percorrendola la vide -sí bella e sí ricca, che rimpianse la sua liberalità e pensò di riprendersi -il dono fatto, cambiandolo con un altro. Ma appena ebbe -egli formulato a sé stesso questo ultimo pensiero, ne concepí un -amaro pentimento e per espiarlo si sottomise a un digiuno cosí -crudele, che dovette morirne. (<i>Conti di antichi cavalieri</i>, <span class="smcap lowercase">IV</span>; citati -dal Fioravanti, p. 21).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note28"> -<p><span class="label"><a href="#tag28">28</a>. </span>J. le Long, <i>Chr. de S. Bertin</i>, in Pertz., SS., <span class="smcap lowercase">XXV</span>. 821.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note29"> -<p><span class="label"><a href="#tag29">29</a>. </span>Il Marin (<i>Hist. de Saladin</i>, vol. II, p. 404) aveva già osservato -che nel secolo <span class="smcap lowercase">XII</span> non vi erano se non questi signori d'Anglure: -Oger I di Saint-Chéron, il cui nipote Oger III portò per il -primo questo titolo, aveva accompagnato il conte Enrico di Sciampagna -alla terza crociata e a lui senza dubbio si riferí piú tardi -la leggenda. V. Bonnardot e Longnon, <i>Le saint voyage de Jherusalem -du seigneur d'Auglure</i> (Paris, 1878, <i>Soc. des anc. textes</i>), -p. <span class="smcap lowercase">XXXI</span>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note30"> -<p><span class="label"><a href="#tag30">30</a>. </span><i>Récits d'un ménestrel de Reims</i>, ediz. del Wailly, § 199 e -segg. Una versione alquanto differente di questa novella è scritta, -dopo la <i>Chronique d'Ernoul</i>, nel ms. fr. 781. Naturalmente il -prodigo Saladino ha una particolare antipatia per gli avari. Il -«marchis de Cesaire» ammassava il danaro che avrebbe dovuto -impiegare a mantenere la sua guarnigione, e diceva che avrebbe -sempre il tempo, se Saladino lo minacciasse, di «faire sortir -mille chevaliers de ses coffres». Però Saladino s'avvicina segretamente -alla città, l'assale all'improvviso e se ne impadronisce. -Si fa condurre davanti a lui il marchese colle mani legate -dietro la schiena e gli dice: «Marchis, marchis, ou sont li mil -chevalier que vous deviez faire saillir de vos coffres? Par Mahomet, -vostre convoitise vous a deceü. Vous ne fustes onques asseviz -d'or ne d'argent; mais je vous en assevirai encore encui». -Allora fa fondere l'oro e l'argento, «et li fist avaler tout bouilant -dans la gorge, et maintenant le convint mourir». Però restituisce -la libertà la marchesa con dieci cavalieri e dieci damigelle -(<i>Mén. de Reims</i>, § 209 e segg.). Il Wailly ravvicina questa -novella a quella che riferisce lo Joinville per il califfo di Bagdad, -il quale «n'avait pu ce décider à sacrifier ses trésors pour augmenter -le nombre de ses gens d'armes; le roi des Tartares, après -l'avoir condamné à jeûner pendant plusieurs jours, décida qu'on -lui servirait, pour assouvir sa faim, un plateau couvert de pierres -précieuses». (V. anche Marco Polo, ediz. Pauthier, p. 49; la storiella -si ritrova anche negli storici persiani citati dal Pauthier). -D'altra parte questo racconto rammenta quello, che si legge in -parecchie versioni del romanzo dei <i>Sept Sages</i>, e anche altrove, -secondo il quale si fece morire, versandogli oro fuso nella gola, un -re di Roma la cui cupidigia era stata causa di grandi sciagure -per la città; questo personaggio in qualche versione è chiamato -Crasso, e il modo della sua morte sembra una reminiscenza di -quella che Surena inflisse, dicesi, a Crasso.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note31"> -<p><span class="label"><a href="#tag31">31</a>. </span>Ms. 12659, fol. 360-362.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note32"> -<p><span class="label"><a href="#tag32">32</a>. </span><i>Hist. litt. de la France</i>, vol. XXI, p. 351. Il ms. della <i>Jerapigra</i> -è stato acquistato nel 1859 dalla Biblioteca Nazionale -alla vendita del barone Pichon, e ora porta il n. 138 delle <i>Nouv. -Acq.</i> del fondo latino.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note33"> -<p><span class="label"><a href="#tag33">33</a>. </span>Qui si ritrova quella singolare confusione del maomettanismo -con il paganesimo, la quale regna in tutte le nostre canzoni -di gesta, ma che in generale manca ai racconti concernenti -Saladino, nati in un'epoca e in un paese dove si era meglio -informati.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note34"> -<p><span class="label"><a href="#tag34">34</a>. </span>Louandre, p. 71; ms. 12672, fol. 202 r.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note35"> -<p><span class="label"><a href="#tag35">35</a>. </span>Nelle <i>Cento novelle antiche</i> e in altri testi italiani (v. d'Ancona, -<i>Studj</i>, p. 314), e in <i>Jean d'Avesnes</i> (p. 71, fol. 202 v.).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note36"> -<p><span class="label"><a href="#tag36">36</a>. </span>Questa espressione, che del resto è la riproduzione d'una -idea greca (v. <i>Odiss</i>. vi, 208), è usata dai Padri della Chiesa e -s'incontra spesso nel francese antico applicata ai poveri: <i>li mes -Dieu</i> (v. p. es. <i>Romania</i>, iv, 390, v. 116).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note37"> -<p><span class="label"><a href="#tag37">37</a>. </span>V. ora l'edizione d'<i>Anseïs de Carthage</i> dell'Alton (Tübingen, -1882), v. 11392-11505.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note38"> -<p><span class="label"><a href="#tag38">38</a>. </span>Un aneddoto narrato in <i>Jean d'Avesne</i>s (p. 68) ci mostra un -tranello simile teso allo stesso Saladino; costui però è piú astuto; -avendo ottenuto la capitolazione d'un castello vicino a Sur, dove -non si trovavano altro che donne, vi pranza con le dame del castello -in compagnia d'una giovine damigella, «laquelle cuida convertir -Salhadin par une maniere bien couverte; car elle trencha -par deux fois du pain qu'elle engressa de char de porc et elle le -mist devant Salhadin, qui mie n'en menga et qui ne fist que rire -sans dire aultre chose». (ms. 12572, fol. 194 v.).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note39"> -<p><span class="label"><a href="#tag39">39</a>. </span><i>Wilhelm Parvi de Neuburgh Historia rer. angl.</i>, ediz. -Hamilton (London, 1856), vol. II, p. 158; <i>Étienne de Bourbon</i>, -ediz. Lecoy de la Marche, § 481.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note40"> -<p><span class="label"><a href="#tag40">40</a>. </span>V. G. Paris, <i>La parabole des trois anneaux</i> (Paris, 1885, -estratto dalla <i>Revue des études juives</i>, vol. XI). [È stato tradotto -in italiano e stampato nel quinto volumetto di questa <i>Biblioteca -critica</i>, pp. 29-55. <i>N. d. Tr.</i>].</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note41"> -<p><span class="label"><a href="#tag41">41</a>. </span>Questo episodio richiama la storia della gradinata di smeraldo -narrata piú avanti secondo <i>Jean d'Avesnes</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note42"> -<p><span class="label"><a href="#tag42">42</a>. </span>Von der Hagen, <i>Gesammtabenteuer</i>, vol. III.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note43"> -<p><span class="label"><a href="#tag43">43</a>. </span>È cosí che, secondo un racconto, che deve essere autentico, -Rollone morendo fece contemporaneamente dire delle messe e sacrificare -dei cavalli a Thor, per esser ben sicuro di non disubbidire -al vero Dio.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note44"> -<p><span class="label"><a href="#tag44">44</a>. </span>Ms. fr. 770, fol. 262; 12203, fol. 44; 24210 (non numerato), -fol. 64.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note45"> -<p><span class="label"><a href="#tag45">45</a>. </span>Ms. di Tours 206, citato dal Lecoy de la Marche (<i>Ét. de -Bourbon</i>, p. 64).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note46"> -<p><span class="label"><a href="#tag46">46</a>. </span>Bosone da Gubbio, <i>L'Avventuroso Ciciliano</i>, p. 461.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note47"> -<p><span class="label"><a href="#tag47">47</a>. </span><i>Decam., Giorn</i>. I, <i>nov</i>. 2.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note48"> -<p><span class="label"><a href="#tag48">48</a>. </span>Secondo il Lecoy de la Marche, questa tradizione sembra -fondarsi sopra un passo della vita di san Francesco d'Assisi: -«Questo santo avrebbe mandato al principe saraceno due religiosi -del suo ordine che l'avrebbero convertito». Ma il fatto si -reputa avvenuto nel 1219 e si tratta del sultano Alkamil, e non -di Saladino. È S. Francesco stesso che va a trovare il sultano -nell'<i>Eracle</i>, il cui racconto, riferito a torto a Saladino, è passato -in <i>Bosone da Gubbio</i>, nei <i>Fioretti di S. Francesco</i>, e nei -Conti di antichi cavalieri. Uno di questi <i>Conti</i> (Fioravanti, p. 21) -ricorda un esempio della tolleranza e dell'umanità di Saladino -verso alcuni frati, che son venuti a trovarlo per convertirlo. Secondo Bosone da Gubbio (Fioravanti, p. 27), egli fece almeno -battezzare suo figlio e prese il conte d'Artois per padrino del -fanciullo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note49"> -<p><span class="label"><a href="#tag49">49</a>. </span>Questo racconto si rinviene in Jean le Long (Pertz, <i>SS</i>. -<span class="smcap lowercase">XXV</span>, 82), in <i>Jean d'Avesnes</i> (in cui l'atto di Saladino è preceduto -dalla disputa, narrata poco fa, che egli provoca tra il piú -saggio ebreo, il piú saggio cristiano e il piú saggio <i>païen</i> che si -poterono trovare), e in Bosone da Gubbio. La leggenda s'era -forse dapprima attaccata a un sultano d'Iconium, amico dei Cristiani, -morto nel 1219, del quale Iacopo di Vitri dice che si crede -che fosse battezzato (v. <i>AA. SS., Oct.</i>, II, 616). — Alla morte di -Saladino si riferisce una storia assai spesso allegata, ma che non -ha propriamente un carattere religioso, quella del lenzuolo che -avrebbe fatto girare per le città del suo impero, portato da un -uomo che gridava: «Ecco tutto ciò che il gran Saladino condurrà -con sé delle sue ricchezze!» Si trova specialmente in Iacopo -di Vitri, da cui è passata al manoscritto di Tours e a Stefano -di Borbone (§ 60 e la nota), nel Ménestrel de Reims (§ 198), -in un sermone predicato nel secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span> da Enrico di Provins -(<i>Hist. litt. de la Fr.</i>, <span class="smcap lowercase">XXVI</span>, 421), in due sermoni anonimi del secolo -<span class="smcap lowercase">XIII</span> che mi indica il signor Hauréau (mss. lat. 14693, fol. 69; -14951, fol. 93), in una compilazione italiana intitolata <i>Corona -de' Monaci</i> (Fioravanti, p. 20), in Bosone da Gubbio (Fioravanti, -p. 28). In una variante segnalatami dal signor Hauréau (ms. lat. -15963, part. II, pl. 43), è il suo stesso corpo che Saladino fa girare -in quel modo dopo morto. Come l'ha notato l'Hauréau (<i>Hist. -litt. de la Fr.</i>, l. c.), il Voltaire nell'<i>Essai sur les moeurs</i> ha dato -valore storico a questo aneddoto. Questa proclamazione simbolica -della vanità delle cose umane e del loro annientamento davanti -la potenza e l'eternità divine, presenta d'altronde, a differenza -dei racconti riferiti sin qui, un carattere veramente orientale, e la -storiella ha senza dubbio una fonte araba. — Notiamo infine che -in un sermone di Gerardo da Liegi, di cui io devo ancora l'indicazione -all'amicizia dell'Hauréau (ms. lat. 16433, fol. 31), l'apologo -in discorso, di cui il La Fontaine ha fatto <i>Le Vieillard et -ses Enfants</i>, è riferito a Saladino morente. D'altra parte i Tartari -lo raccontano del loro Djinghis-Khan (v. La Fontaine, ediz. -E. Régnier, I, 335).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note50"> -<p><span class="label"><a href="#tag50">50</a>. </span>Bisogna soprattutto rammentare la sua condotta a tempo -della presa di Gerusalemme, che tanto maravigliò le coscienze -in quanto essa era contraria ai procedimenti seguiti in simile occorrenza -tanto dai musulmani quanto dai cristiani. In altre circostanze, -è vero, si mostrò crudele e vendicativo come era l'uso -del suo tempo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note51"> -<p><span class="label"><a href="#tag51">51</a>. </span>La cronologia, come si vede, non mette in imbarazzo il nostro -romanziere. Cosí si è visto piú innanzi identificare Ugo di -Tabarie con l'ammiraglio Dodekin, uno degli eroi saraceni della -prima crociata.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note52"> -<p><span class="label"><a href="#tag52">52</a>. </span>Il viaggio avventuroso della dama di Pontieu e il suo matrimonio -in Babilonia sono narrati in <i>Baudouin de Sebourc</i> (vol. I, -p. 68, 72). L'incontro di Saladino con Giovanni di Pontieu e le -altre circostanze che si riferiscono alla loro parentela si trovano -in <i>Jean d'Avesnes</i> e sono accennate in <i>Baudouin de Sebourc</i> (vol. -I, p. 81; vol. II, p. 155).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note53"> -<p><span class="label"><a href="#tag53">53</a>. </span><i>Mon. Germ., SS.</i>, vol. XXV, p. 818.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note54"> -<p><span class="label"><a href="#tag54">54</a>. </span>Ms. B. N. fr. 25462 (ant. N. D. 272), fol. 205.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note55"> -<p><span class="label"><a href="#tag55">55</a>. </span>È per errore che l'<i>Histoire littéraire de la France</i> (vol. XXI, -p. 679) indica esser questa cronaca contenuta nei tre manoscritti -fr. 770, 781 e 12203. Il ms. 781 (ant. 7188<sup>5</sup>) è un semplice testo -della «Chronique d'Ernoul»: è il ms. E del sig. di Mas Latrie -(<i>Ernoul</i>, p. <span class="smcap lowercase">XXXIX</span>). La stessa cosa può dirsi del ms. di Berna -340 (indicato pure nell'<i>Hist. litt</i>., p. 683), il B del signor di Mas -Latrie. Nel suo <i>Essai de classification des continuateurs de Guillaume -de Tyr</i> (in appendice all'edizione d'Ernoul), il signor di -Mas Latrie parla giudiziosamente (<span class="smcap lowercase">XXXIX</span>, e p. 483) del ms. 770, -ma non indica i mss. 12203 e 24210. P. Riant, nel suo <i>Inventaire -sommarie des manuscrits de l'Eracles</i> (<i>Archives de l'Orient -latin</i>, I, 239-256), ha riunito con ragione i nostri tre manoscritti -in un gruppo a parte. Però il titolo che dà ad essi, <i>Estoires -d'Oultremer et de la naissance de Salehadin</i>, non conviene loro, -in quanto la storia della nascita di Saladino è estranea alla forma -primitiva ed è narrata solo nel romanzo <i>Voyage du comte de -Pontieu</i>, il quale è semplicemente interpolato nella <i>Chronique -d'outre mer</i> (v. piú innanzi).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note56"> -<p><span class="label"><a href="#tag56">56</a>. </span>Ma. 12203, fol. 24 d.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note57"> -<p><span class="label"><a href="#tag57">57</a>. </span>Impiega, parlando di lui, espressioni realmente adoperate per -Coradin nel testo che egli segue: «Lycoredis fel estoit et de put -aire et mout haoit crestiens» (Ernoul, p. 357); «Cil Lycoredis -estoit mout fel et tant haoit crestienté que a paines pooit il veoir -crestiens» (ms. 12203, fol. 24 d).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note58"> -<p><span class="label"><a href="#tag58">58</a>. </span>Parrebbe talvolta risalire a un manoscritto migliore dei -nostri. Il signor di Mas Latrie non indica varianti per il brano -d'Ernoul (p. 114) che fa di Girardo di Ridefort, piú tardi padrone -del Tempio, un <i>clerc</i> di Fiandra; ma bisogna certamente leggere -<i>chevalier</i>, come dà la nostra cronaca (v. <i>Hist. occ. des croisades</i>, -vol. II, p. 50). Qua e là forse vi sarebbe, ma con una grande prudenza, -da spigolare nella <i>Chronique d'outre mer</i> qualche particolarità -autentica, che non si trova negli altri manoscritti.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note59"> -<p><span class="label"><a href="#tag59">59</a>. </span>Piú innanzi, pp. 21-22.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note60"> -<p><span class="label"><a href="#tag60">60</a>. </span><i>Aumarie</i> è la forma francese del nome della città d'Almeria -in Spagna, la quale fu per lungo tempo la sede del reame dei -Mori. È probabile che il nostro narratore impieghi qui il nome -d'<i>Aumarie</i> senza sapere precisamente ciò che rappresenti, come -hanno fatto altri romanzieri del Medio Evo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note61"> -<p><span class="label"><a href="#tag61">61</a>. </span>Modifico alquanto il testo dell'edizione Moland e d'Héricault -con l'aiuto di quello del Méon (v. la nota seguente).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note62"> -<p><span class="label"><a href="#tag62">62</a>. </span>Questo romanzo è stato pubblicato due volte: dal Méon, secondo -il ms. fr. 26462, nel vol. I del suo <i>Nouveau Recueil de fabliaux -et contes</i> e dai signori Moland e d'Héricault, nelle loro -<i>Nouvelles françoises du XIII siècle</i> (1866), sui due mss. della -<i>Chronique d'outre mer</i> che lo contengono. Quantunque il ms. 25462 -sia fortemente compendiato, contiene talvolta dei passi che mancano -nell'altra redazione, e una edizione critica dovrebbe tenerne -conto.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note63"> -<p><span class="label"><a href="#tag63">63</a>. </span>Il <i>Journal des Savants</i> d'allora sospettò la sincerità del traduttore -(anonimo del resto) e dubitò dell'esistenza del «vieux -manuscrit gaulois», ch'egli allegava. P. Paris ha dimostrato (<i>Mss. -fr.</i>, <span class="smcap lowercase">VI</span>, 132; <i>Hist. litt.</i>, <span class="smcap lowercase">XXI</span>, 632) come fossero poco fondati questi -sospetti, spesso ripetuti in seguito.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note64"> -<p><span class="label"><a href="#tag64">64</a>. </span>Édèle, maritata suo malgrado a Enguerrand di Saint-Valery, -è rapita da Tebaldo di Guines (che sostituisce i briganti), ma liberata -a tempo dal fedele Éberard d'Amiens; ella non pensa a uccidere -il marito e lo libera da sotto il cavallo, che cadendo gli -aveva impedito di muoversi. Ma Enguerrand sospetta di lei e suo -padre l'abbandona in alto mare in un battello senza ormeggi. Ella -è incontrata da Éberard che la conduce a terra. Durante questo -tempo Enguerrand e Tommaso vengono a duello, si uccidono a -vicenda e Édèle sposa Éberard. Niente di piú assurdo. Il romanzo -del Vignacourt è riassunto nella <i>Bibliothèque des romans</i> -(luglio 1778).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note65"> -<p><span class="label"><a href="#tag65">65</a>. </span>Se ne trova un sunto nella <i>Bibliothèque des romans</i> (dicembre -1776).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note66"> -<p><span class="label"><a href="#tag66">66</a>. </span>Stampato a Parigi nel 1768. Del racconto primitivo è sparito -tutto, salvo l'episodio d'un marito schiavo dei Saraceni, -che ritrova la moglie amata da un sultano. Il La Place ha preso dal -Vignacourt il rapimento dell'eroina per opera di un rivale; costui -è quello che conduce Adele in mare contro sua voglia, ed è -quello stesso che la virtuosa Adele pugnala di sua mano all'ultimo -atto.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note67"> -<p><span class="label"><a href="#tag67">67</a>. </span>Il Louandre omette la vera ragione che, per la severità del -conte di Pontieu, dà il romanzo: il tentativo di omicidio della giovine -sposa contro il marito.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note68"> -<p><span class="label"><a href="#tag68">68</a>. </span>Vale a dire la dama di Fayel, creduta amata dal castellano -di Couci, la Gabriella di Vergy del secolo <span class="smcap lowercase">XVIII</span> (v. <i>Hist. litt. -de la France</i>, vol. XXIX, pp. 362-390).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note69"> -<p><span class="label"><a href="#tag69">69</a>. </span>Sempre la famosa «tradizione», immaginaria qui come in -mille altri casi.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note70"> -<p><span class="label"><a href="#tag70">70</a>. </span>Non v'è alcuna menzione di questa storia nei «trouvères -du moyen-àge», all'infuori del nostro racconto in prosa.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note71"> -<p><span class="label"><a href="#tag71">71</a>. </span>F.-C. Louandre, <i>Histoire d'Abbeville</i> (1844), vol. I., p. 141. — Non -conosco altri poemi su questo soggetto tanto dell'epoca -moderna quanto del Medio Evo. Non v'è, almeno per quanto ne -so, che una tragedia, quella del La Place, che come si è veduto, -non ha quasi niente conservato del racconto, e un'opera in musica, -quella del Saint-Marc, che la ricorda solamente per il nome -dato all'eroina.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note72"> -<p><span class="label"><a href="#tag72">72</a>. </span>Il Citri de la Guette aveva giudiziosamente posto in margine -del brano della sua traduzione in cui si narrano le avventure -della figlia del conte di Pontieu: «Sous le règne de Philippes -premier».</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note73"> -<p><span class="label"><a href="#tag73">73</a>. </span><i>Nouvelles françoises du XIII<sup>e</sup> siècle</i>, p. <span class="smcap lowercase">XXXVII</span>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note74"> -<p><span class="label"><a href="#tag74">74</a>. </span>Giovanni di Pontieu ebbe almeno un'altra figlia e due figli, -di cui il maggiore, Guglielmo, gli successe.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note75"> -<p><span class="label"><a href="#tag75">75</a>. </span>Tommaso di Saint-Valeri era in realtà signore di Domart -(e non <i>Damart</i> come si legge nel <i>Trésor de chronologie</i> del de Mas -Latrie, col. 1663); ciò prova solamente che l'autore del romanzo, -il quale era nativo di Piccardia o dell'Artois, sapeva che un signore -di Domart aveva sposato la figlia del conte di Pontieu.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note76"> -<p><span class="label"><a href="#tag76">76</a>. </span>L'editore capisce a torto Ouessant; si tratta di Wissant, -porto del Boulonnais, altra volta attivissimo e celeberrimo, da -molto tempo arenato.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note77"> -<p><span class="label"><a href="#tag77">77</a>. </span>L'episodio della botte, che si rinviene in molti racconti, sembra -piú primitivo; il battello è una attenuazione.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note78"> -<p><span class="label"><a href="#tag78">78</a>. </span>Salvo che fa sposare la figlia della «Belle Chétive» al -soldano di Damasco, che ne ha Saladino, in modo che un grado -è soppresso. Inoltre, aggiunge in principio la lunga descrizione -d'un torneo e nella seconda parte il racconto delle prodezze compiute -da Tibaldo al servizio del soldano.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note79"> -<p><span class="label"><a href="#tag79">79</a>. </span>Cosí, durante l'atto criminoso della moglie di Tibaldo, l'autore -nota che il marito di lei «la regardoit, excusant son inconvenience, -et l'amant autant qu'oncques avoit fait», e quando essa -gli ha dato il colpo che doveva ucciderlo e lo ha liberato, egli -si contenta di dirle con dolcezza: <i>«Refrene ta pensee variable, et -jamais ne t'aviegne de procurer la mort de celuy qui t'aime plus -que nulle rien du monde»</i>. (Louandre, p. 61, 62).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note80"> -<p><span class="label"><a href="#tag80">80</a>. </span>Si vegga, per esempio, l'apostrofe a Febo, Eolo, Morfeo, -Oceano, cui si rimprovera di lasciar commettere l'odioso delitto -che si compie in presenza loro. Il ms. 12572 (fol. 136 V) reca -come il testo del Louandre <i>Solus per Eolus</i> e <i>Octeanus per Oceanus</i>, -prova cotesta che i due manoscritti di <i>Jean d'Avesnes</i> risalgono -senza dubbio a una stessa copia.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note81"> -<p><span class="label"><a href="#tag81">81</a>. </span>Nella narrazione della signora di Gomez, abbandonando il soldano -d'Almeria, la fuggitiva gli lascia il figlio che aveva avuto da -lui; non è detto che questo figlio sia stato l'antenato di Saladino.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note82"> -<p><span class="label"><a href="#tag82">82</a>. </span>V. <i>Baudouin de Sebourc</i>, I, 33, 61, 383; II, 155,392; il Bastart, -v. 6636 ss. Il passaggio di <i>Godefroi de Bouillon</i>, quantunque -meno esplicito, ci mostra che anche l'autore di questo poema aveva -l'intenzione di narrare il viaggio di Saladino in Francia, dacché -menziona <i>Chauveigni</i> (ms. ediz. <i>Changevin</i>) «qui cloche du talou» -(v. 22801), cioè l'eroe di un episodio che è in stretto rapporto col -viaggio: al torneo di Cambrai, del quale sarà parlato in seguito, -Chauvigni ricevette una ferita alla gamba, che lo rese zoppo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note83"> -<p><span class="label"><a href="#tag83">83</a>. </span>Ne esiste una redazione rimaneggiata posteriore d'una quindicina -d'anni; non ne differisce che per questa parte.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note84"> -<p><span class="label"><a href="#tag84">84</a>. </span>Louandre, p. 70. Seguo per il riassunto l'analisi del Louandre, -raffrontando il testo dei brani citati con quello del ms. 12572. -Saladino ha anche l'intenzione di paragonare la religione cristiana -con la musulmana e di scegliere la migliore.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note85"> -<p><span class="label"><a href="#tag85">85</a>. </span>Qui si pone l'aneddoto dei poveri (cfr. p. 20), che, con lo -stupore che gli ispirano l'adorazione del papa e la confessione -(cfr. pp. 19-20), risolvono Saladino a non abbracciare il cristianesimo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note86"> -<p><span class="label"><a href="#tag86">86</a>. </span>Piú tardi, parlando degli amori di Saladino, vedremo il seguito -di questo episodio.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note87"> -<p><span class="label"><a href="#tag87">87</a>. </span>Anche la sua peregrinazione somiglia assai da vicino a quella -di Cornumarant. Vi è anche una confusione completa dei due -personaggi nel racconto di Jacopo della Lana, commentatore di -Dante (v. P. Rajna, <i>Romania</i>, VI, 364): Saladino, come il re di -Gerusalemme, è sotto l'impressione di una «sort»; gli è stato -predetto che Goffredo di Bouillon l'ucciderebbe (si vegga la confusione); -volendo prevenirlo, giunge a Parigi in abito da pellegrino; -cammin facendo è riconosciuto da un abate, come Cornumarant, -e, come costui, vittima d'una specie di mistificazione che -gli fa creder Goffredo invincibile. Ma Jacopo aggiunge alla storia -uno scioglimento che si trova soltanto in lui: Saladino, quando -vuol ritornare in Siria, è arrestato e posto in una prigione, dove -muore.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note88"> -<p><span class="label"><a href="#tag88">88</a>. </span>Può leggersi, insieme con le altre novelle dell'<i>Avventuroso -Ciciliano</i>, non solo nell'edizione del Nott (Firenze, 1832), ma nell'interessante -<i>Libro di novelle antiche tratte da diversi testi</i> pubblicato -da F. Zambrini (Bologna, 1868).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note89"> -<p><span class="label"><a href="#tag89">89</a>. </span>Cioè il conte d'Artois (si vede piú tardi che Arras è la sua -residenza). Che vi sia qui una vaga reminiscenza della battaglia -di Mansourah, in cui il re di Francia fu fatto prigioniero e suo -fratello il conte d'Artois ucciso?</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note90"> -<p><span class="label"><a href="#tag90">90</a>. </span>Qui ha luogo il racconto già riferito (p. 23) della longanimità -del signore dei Cristiani.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note91"> -<p><span class="label"><a href="#tag91">91</a>. </span>Questa circostanza e il nome di Hugues (Ugo) dato all'eroe -di questa storia possono far credere ch'essa ci rappresenti una -forma appena riconoscibile dell'aneddoto relativo a Ugo di Tabarie.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note92"> -<p><span class="label"><a href="#tag92">92</a>. </span>Anche il Boccaccio, nella novella citata piú innanzi, osserva -che parlava perfettamente <i>latino</i>, cioè italiano.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note93"> -<p><span class="label"><a href="#tag93">93</a>. </span>Rajna, <i>l. c.</i></p> -</div> - -<div class="footnote" id="note94"> -<p><span class="label"><a href="#tag94">94</a>. </span>In se stessa la novella appartiene al ciclo del «Retour du -mari». Il Rajna ha mostrato assai bene che esisteva un rapporto -molto stretto tra la versione del Boccaccio e quella che ci offre -un «miracolo» di Cesario d'Heisterbach. Quanto a Saladino, non -ha che un rapporto del tutto fortuito con la storia, e senza dubbio -dovuto al beneplacito del Boccaccio. Tuttavia l'avervelo introdotto -prova come l'idea dei suoi segreti viaggi nei paesi cristiani -fosse familiare a tutti. Devesi altresì notare come egli abbia a -sua disposizione un «nigromante» che, sotto i suoi ordini, opera -dei veri prodigi: il saggio, valente e magnifico Saladino diviene -in tal modo una specie di Salomone con potere sugli spiriti.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note95"> -<p><span class="label"><a href="#tag95">95</a>. </span>Si è veduto piú innanzi (p. 46, n. 1) in Jacopo della Lana -un altro riconoscimento, il quale ebbe i concatenamenti previsti; -però non è, come ho detto, che un adattamento dell'avventura di -Cornumarant.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note96"> -<p><span class="label"><a href="#tag96">96</a>. </span>Un'altra storiella di Saladino costituisce la XXV novella di -Patronio; avrei potuto citarla accennando alla generosità del sultano. -Il conte di Rovena, suo prigioniero, marita sua figlia (su -questo matrimonio è stato consultato in prigione), secondo il suo -consiglio; in seguito a ciò, suo genero riconoscente lo libera, e -tutti e due ritornano nel loro paese, carichi di doni offerti da -Saladino.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note97"> -<p><span class="label"><a href="#tag97">97</a>. </span>Ms. 12572, fol. 75 r.º Il riassunto del Louandre (p. 68) è qui -insufficiente.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note98"> -<p><span class="label"><a href="#tag98">98</a>. </span>Questa regina di Cipro non può del resto essere che Isabella, -figlia del re di Gerusalemme Amauri, maritata successivamente -ad Onofrio di Toron, al marchese Corrado di Monferrato, al conte -Enrico di Champagne e in ultimo ad Aimeri o Amauri di Lusignano, -re di Cipro alla morte del fratello Guido. È vero che -essa fu regina di Cipro solo alla morte di Saladino, ma le novelle -di questo genere commettono ben altri traviamenti cronologici.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note99"> -<p><span class="label"><a href="#tag99">99</a>. </span>Louandre, p. 83; ms. 12752, fol. 246.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note100"> -<p><span class="label"><a href="#tag100">100</a>. </span><i>Baudouin de Sebourc</i>, vol. II, p. 392.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note101"> -<p><span class="label"><a href="#tag101">101</a>. </span><i>Récits d'un ménestrel de Reims</i>, § 6-12.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note102"> -<p><span class="label"><a href="#tag102">102</a>. </span>È in questa cronaca (ms. B. N. fr. 5003) che si trova specialmente -una delle redazioni della celebre leggenda di Blondel -e di Riccardo Cuor di Leone. Contiene anche molti estratti di -canzoni di gesta. V. <i>Romania</i>, vol VIII, p. 633.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note103"> -<p><span class="label"><a href="#tag103">103</a>. </span>Che gli domandava d'andare ad assediare città saracene; -ciò è preso da Guglielmo di Tiro.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note104"> -<p><span class="label"><a href="#tag104">104</a>. </span>Qui ha luogo il deviamento del fatto storico che s'incammina -verso la sua trasformazione favolosa: Aliénor, secondo Guglielmo -di Tiro, voleva restare con Raimondo e non andare a raggiungerlo; -Luigi non ebbe a ritenerla, ma a rapirla.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note105"> -<p><span class="label"><a href="#tag105">105</a>. </span>Ms. fr. 5003, fol. 180 v.º</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note106"> -<p><span class="label"><a href="#tag106">106</a>. </span>D. Bouquet, vol. XII, p. 119.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note107"> -<p><span class="label"><a href="#tag107">107</a>. </span>Ms. fr. 1799, fol. 16 v.º.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note108"> -<p><span class="label"><a href="#tag108">108</a>. </span>Semplicemente secondo il Ménestrel la storia è narrata nel -ms. fr. 9222 (fol. 17), nella Cronaca di cui D. Bouquet dà un -estratto (vol. XII, p. 229), in Giovanni des Preis (vol. IV, p. 396), -nella cronaca di P. Cochon (p. 3), e senza dubbio altrove.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note109"> -<p><span class="label"><a href="#tag109">109</a>. </span>Il Fioravanti (pp. 32, 35) fa le piú singolari riflessioni su -questa storia. Vuole che il soldano del <i>Voyage du comte de Pontieu</i> -(che del resto in questo romanzo è il bisavolo di Saladino) -sia in realtà Saladino in persona, e che Aliénor, figlia del conte -di <i>Poitiers,</i> sia in fondo identica alla figlia del conte di <i>Pontieu</i>. -Tuttociò non ha il minimo fondamento, e l'autore infiora i suoi -ragionamenti di errori d'ogni genere.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note110"> -<p><span class="label"><a href="#tag110">110</a>. </span>V. l'interessante studio del Tamizey de Larroque sopra -Aliénor di Poitiers nella <i>Revue d'Aquitaine</i>, 1864, specialmente a -p. 314. Oltre gli antichi storici, egli cita tra i moderni Michaud e -Ang. Thierry; ma per errore egli vi aggiunge il Michelet, che parla -solo di Raimondo. — Notiamo qui che si è spesso ripetuto che -Matteo Paris aveva anche accusato Aliénor d'aver avuto per -amante un figlio del diavolo; ma ciò è molto probabilmente un -errore. Nel testo a stampa (<i>Chron. majus</i>, ediz. Luard, vol. II, -p. 186, <i>s. a.</i> 1150) si legge: <i>Diffamata est de adulterio, etiam -cum infideli, et qui genere fuit diaboli</i>; ma bisogna senza dubbio -leggere <i>quod</i> per <i>qui</i>: è Aliénor stessa che si accusava d'essere -di razza diabolica (V. il Ménestrel de Reims e i curiosi passaggi -citati da Paolo Meyer, <i>Notices et Extraits des mss.</i>, vol. XXXII, -part. 2, pp. 64, 68, 70), e anche là v'era senza dubbio una confusione -col suo secondo sposo: l'origine satanica dei Plantageneti -era leggendaria.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note111"> -<p><span class="label"><a href="#tag111">111</a>. </span>Come fa notare il De Wailly nel suo <i>Sommaire critique</i>, -non vi era allora alcun signore di Baru (Beyruth): la tradizione -intendeva certamente Balian d'Ibelin, il cui figlio Giovanni fu sire -di Barut, e che era, come Raimondo, uno dei nemici del re Guido. -Il marchese di Monferrato sarebbe Guglielmo II il vecchio, che -fu fatto prigioniero da Saladino; ma si tratta piuttosto di suo -figlio il celebre Corrado, trasformato in traditore a causa della -sua ostilità contro Guido di Lusignano. Il signore di Sayette è -Rinaldo; non si sa chi bisogna intendere per il <i>bail</i> o <i>bau</i> -d'Escalona; Ernoul dice espressamente (p. 184) che non vi era -alcun governatore in questa città.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note112"> -<p><span class="label"><a href="#tag112">112</a>. </span>È facile riconoscere in questi nomi quelli che aveva dati il -Ménestrel; <i>Liban</i> viene da una cattiva lettura di <i>li baus</i>, nominativo -di <i>le bau</i>; <i>Pierre e Poru</i> sono fantastiche addizioni del -rimatore.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note113"> -<p><span class="label"><a href="#tag113">113</a>. </span>È curiosissimo di ritrovare in parte le stesse cose nella -narrazione della caduta del regno di Gerusalemme che fa Roberto -di Clari, secondo i racconti orali (§ 33).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note114"> -<p><span class="label"><a href="#tag114">114</a>. </span>Questo nome solo e il suo posto nella serie dei re lo ravvicinano -a Baldovino II di Bourg. In un punto, il romanzo dice -che, «selon aulcuns», era colpito dalla lebbra (fol. 167 v.º), ciò -che l'identificherebbe con Baldovino IV.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note115"> -<p><span class="label"><a href="#tag115">115</a>. </span>Vi fu infatti un combattimento assai serio alle fontane di -Saforia (v. Ernoul, p. 97), e, ciò che è veramente curioso, il nostro -romanzo, cosí lontano da una narrazione autentica, racconta -qui un aneddoto sopra l'illuminazione del campo de' Cristiani -che sembra imitato dalla cronaca d'Ernoul (p. 100). Il poeta aveva -senza dubbio gettato qua e là uno sguardo sui testi storici (fol. -169 r.º).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note116"> -<p><span class="label"><a href="#tag116">116</a>. </span>Il romanzo qui narra che Saladino concepí per Guglielmo -de la Chapelle un'ammirazione tale da mandargli in dono uno -dei suoi migliori cavalli (ciò richiama l'aneddoto relativo a Riccardo -che sta per essere narrato) e cercò, ma invano, dì persuaderlo -ad entrare al suo servizio, promettendogli di colmarlo di -onori.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note117"> -<p><span class="label"><a href="#tag117">117</a>. </span>Altrove (p. 20, n. 2, e pp. 49-50) ho parlato brevemente del -piccolo episodio relativo all'assedio d'un castello, situato vicino -ad Antiochia, in cui si trovavano sole donne, e della cortesia -usata da Saladino verso di loro. Tutta questa parte del romanzo -mostra il carattere di Saladino sotto la sua piú bella luce.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note118"> -<p><span class="label"><a href="#tag118">118</a>. </span>Cosí pure, naturalmente, nella traduzione latina (<i>Itin. Ricardi</i>, -ediz. Stubbs, p. 419).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note119"> -<p><span class="label"><a href="#tag119">119</a>. </span>Sarebbe il vero nome da dare al corpo di cronache d'oltremare -generalmente unite alla traduzione di Guglielmo di Tiro -e indicate assai infelicemente sotto il nome d'<i>Eracle</i>. Rimando -all'edizione dell'Accademia.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note120"> -<p><span class="label"><a href="#tag120">120</a>. </span>D. (ms. di Lione), p. 195.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note121"> -<p><span class="label"><a href="#tag121">121</a>. </span>Duro di bocca, pronto a fuggire (v. Godefroy).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note122"> -<p><span class="label"><a href="#tag122">122</a>. </span>Ms. <i>arassies</i>, che il glossario traduce per «calmo, tranquillo».</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note123"> -<p><span class="label"><a href="#tag123">123</a>. </span>Le parole e le lettere che ho supplito sono indispensabili -per il senso di questa frase.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note124"> -<p><span class="label"><a href="#tag124">124</a>. </span>«Marescalco ferratore» secondo il glossario.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note125"> -<p><span class="label"><a href="#tag125">125</a>. </span><i>Eschaillons</i> (con questo senso manca nel Godefroy) significa -i denti canini d'un cavallo (v. Cotgrave, s. v. <i>escaillon</i>): il -dizionario francese-tedesco del Sachs dà pure <i>écaillons</i> in questo -senso (in it. <i>scaglioni</i>); per conseguenza i <i>gisanz</i> designano anche -i denti, come del resto è naturale nella circostanza. Il glossario -dell'edizione traduce a torto <i>escaillon</i> per «la parte del cavallo -che lo rende stallone» (cosa vorrebbe dire allora il plurale?) -e <i>gisanz</i> per «testicoli».</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note126"> -<p><span class="label"><a href="#tag126">126</a>. </span>Il De Mas Latrie, ingannato dalla lezione oscura del ms. e -dell'edizione, l'attribuisce a Safadin (<i>Ernoul</i>, p. 282, n.).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note127"> -<p><span class="label"><a href="#tag127">127</a>. </span><i>Ernoul</i>, p. 281; <i>Histor. des croisades</i>, vol. II, p. 182.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note128"> -<p><span class="label"><a href="#tag128">128</a>. </span>V. <i>Hist. litt. de la Fr.</i>, vol. XXIII, p. 162; A. d'Ancona, -<i>Studj</i>, p. 335.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note129"> -<p><span class="label"><a href="#tag129">129</a>. </span>Al contrario, nel III dei <i>Conti di antichi cavalieri</i>, la generosità -di Saladino è presentata come perfettamente leale (Fioravanti, -p. 18).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note130"> -<p><span class="label"><a href="#tag130">130</a>. </span>Ms. 12572, fol. 30 v.º, 250 v.º L'analisi dello Chabaille omette il -primo episodio. Qui la scena ha luogo in Inghilterra ed è collegata -col racconto del <i>Pas Salhadin</i> (v. piú sopra).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note131"> -<p><span class="label"><a href="#tag131">131</a>. </span>È curioso incontrare un ricordo cosí preciso in un romanzo -tanto lontano da ogni verità storica; infatti, Ambrogio ci parla -spesso dell'eccellente cavallo Fauvel tolto all'imperatore di Cipro, -e montato di preferenza da Riccardo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note132"> -<p><span class="label"><a href="#tag132">132</a>. </span>La parte della spione si trova nel <i>Pas Salhadin</i> e in <i>Jean -d'Avesnes</i>, che ci rappresentano due derivazioni indipendenti di -pittore che offrivano grandi differenze. Il nome di <i>Tornevent</i> è -dato da Giovanni des Preis (IV, 396) allo spione, il quale, dall'alto -delle mura di Acri assediata, nomina a Saladino i principali combattenti -cristiani; è personaggio imitato dal Ménestrel de Reims -(§ 55), se bene in questo e anonimo. Il nome d'<i>Espiet</i> si trova -nel romanzo di <i>Maugis</i>.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note133"> -<p><span class="label"><a href="#tag133">133</a>. </span><i>Itin. Ric.</i>, p. 415.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note134"> -<p><span class="label"><a href="#tag134">134</a>. </span>Ciò fa credere che Riccardo avesse egli stesso fatto rappresentare -questa impresa, dacché la troviamo dipinta presso suo nipote -Enrico III (v. Hardy, <i>A description of the close rolls in the -Tower</i>, London, 1833).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note135"> -<p><span class="label"><a href="#tag135">135</a>. </span>Il Trébutien ha citato le <i>Chroniques</i> secondo un manoscritto -da lui non indicato, senza dubbio il ms. fr. 1799, di cui mi sono -servito piú innanzi.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note136"> -<p><span class="label"><a href="#tag136">136</a>. </span>Può recar meraviglia che questo nome sia omesso precisamente -nelle <i>Chroniques de Flandres</i>: dipende da ciò, che il compilatore -aveva raccontato prima la morte del conte Filippo, avvenuta -nel 1191.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note137"> -<p><span class="label"><a href="#tag137">137</a>. </span>Gli dà anche una parte del tutto preponderante, essendo -Andrea di Chauvigni uno degli eroi piú in vista del poema cui -appartiene questo brano.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note138"> -<p><span class="label"><a href="#tag138">138</a>. </span>V. ciò che è detto piú innanzi, in una delle versioni della -storiella del cavallo mandato a Riccardo, del <i>toron</i> (poggio, eminenza) -sul quale il re d'Inghilterra stava coi suoi compagni.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note139"> -<p><span class="label"><a href="#tag139">139</a>. </span><i>Le Pas Salhadin</i> publié par G. S. Trébutien (Paris, 1836, -in-8º). L'esame delle rime del poema attesta che è stato composto -nella regione del nord-est della Francia. Potrebbe anche essere -del secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span>, considerato le stato avanzato della lingua; sembra -tuttavia che l'autore avrebbe menzionato, se avesse scritto -dopo il 1297, la perdita degl'ultimi possedimenti de' Cristiani in -Siria. V. Le Clerc (<i>Hist. litt.</i>, vol. XXIII, p. 492) dice anche che, -secondo il poema, «i pellegrini potevano ancora liberamente penetrare -in Palestina»; ma io non vi posso trovare niente di simile.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note140"> -<p><span class="label"><a href="#tag140">140</a>. </span>Si rinviene, se non m'inganno, nel testamento del Prince -Noir (non posso verificare questo ricordo), la menzione d'una tappezzeria -su questo soggetto che possedeva l'illustre pronipote di -Riccardo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note141"> -<p><span class="label"><a href="#tag141">141</a>. </span>Froissart, nel suo <i>Prologue</i>, a fianco dei nove prodi e dei -dodici pari di Francia che combatterono a Roncisvalle, cita come -modello di prodezza per i valorosi «les douze chevaliers compagnons -qui garderent le pas contre Salehadin».</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note142"> -<p><span class="label"><a href="#tag142">142</a>. </span>Noi abbiamo visto piú innanzi che, per la storia della perdita -di Gerusalemme la quale gli serve di preambolo, il poeta ha -fatto uso dei racconti del Ménestrel de Reims; probabilmente non -ha avuto altra fonte propriamente detta.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note143"> -<p><span class="label"><a href="#tag143">143</a>. </span>Filippo non assediò mai Sur, rimasta in potere dei Cristiani.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note144"> -<p><span class="label"><a href="#tag144">144</a>. </span>V. Le Clerc (l. c.) si domanda «se si tratta d'una delle -gole della piccola Armenia». Ciò vuol dire prendere questi racconti -troppo sul serio, e d'altronde la piccola Armenia è lontana -da Sur.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note145"> -<p><span class="label"><a href="#tag145">145</a>. </span>Lo sceglie come terzo. La leggenda sviluppata in Francia -rimanda sempre piú indietro Riccardo, come pure introduce Filippo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note146"> -<p><span class="label"><a href="#tag146">146</a>. </span>Ms. 12572, fol 242 r. Tutto questo episodio è assai accorciato -nel sunto dello Chabaille. L'intera avventura è annunziata -secondo l'uso, in <i>Baudoin de Sebourc</i> (vol. II, p. 155), e il poeta -ha cura di dire, terminando questo riassunto: «Ensi con vous -orrés ou livre retraitier».</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note147"> -<p><span class="label"><a href="#tag147">147</a>. </span>Ms. 12572, fol. 252. I principi di questi amori e della nascita -di Polis si trovano in parecchi luoghi delle rame anteriori -del poema. V. p. es. <i>God. de Bouillon</i>, v. 22802; <i>Baud. de Seb.</i>., -v. 6543.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note148"> -<p><span class="label"><a href="#tag148">148</a>. </span>Questo particolare non è in <i>Jean d'Avesnes</i>, che qui è assai -compendiato; lo prendo dalla fonte che sarà indicata nella nota -finale di questo articolo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note149"> -<p><span class="label"><a href="#tag149">149</a>. </span><i>Jean d'Avesnes</i>, p. 87.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note150"> -<p><span class="label"><a href="#tag150">150</a>. </span>Questo assedio di Damasco, con questa vaga accusa di tradimento -contro uno dei capi che vi presero parte, potrebbe essere -una reminiscenza assai alterata dell'assedio posto a Damasco, -nel 1148, da Luigi VII e dall'imperatore Corrado, nel quale assedio -i Cristiani di Gerusalemme sembrano aver avuto con gli -assediati una intesa segreta che ebbe per risultato la cattiva -riuscita delle operazioni.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note151"> -<p><span class="label"><a href="#tag151">151</a>. </span>V. qui sotto. Questo personaggio è annunziato in <i>Baudouin -de Sebourc</i> (vol. II, p. 263) e nel <i>Bastart de Bouillon</i> (v. 6294).</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note152"> -<p><span class="label"><a href="#tag152">152</a>. </span>Confusione evidente: Safadin, o Malek-Adel, che fu soldano -dopo Saladino, era fratello e non figlio suo.</p> -</div> - -<div class="footnote" id="note153"> -<p><span class="label"><a href="#tag153">153</a>. </span>Ms. 12572, fol. 258 v. Avevo appena terminato questo studio -che un lavoro del signor Vallois, inserito nel volume IX (1881) -delle <i>Mémoires des antiquaires du Centre</i>, indicatomi dal signor -Augusto Longnon, mi ha fatto conoscere, per ciò che concerne -le avventure di Andrea di Chauvigni, una redazione in prosa -dell'antico poema, indipendente da <i>Jean d'Avesnes</i>, e piú fedele, -almeno verso la fine. Io non posso fermarmi qui su questo testo, -sul quale ritornerò in altra occasione; da esso (v. p. 74, n. 1) ho -preso un particolare omesso nel riassunto di <i>Jean d'Avesnes</i>.</p> -</div> -</div> - -<div class="tnote"> -<p class="tntitle"> -Nota del Trascrittore -</p> - -<p> -Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione -minimi errori tipografici. -</p> - -<p class="covernote"> -Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio. -</p> -</div> - - - - - - - - -<pre> - - - - - -End of the Project Gutenberg EBook of La leggenda di Saladino, by Gaston Paris - -*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA LEGGENDA DI SALADINO *** - -***** This file should be named 62538-h.htm or 62538-h.zip ***** -This and all associated files of various formats will be found in: - http://www.gutenberg.org/6/2/5/3/62538/ - -Produced by Barbara Magni and the Online Distributed -Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was -produced from images made available by The Internet Archive) - -Updated editions will replace the previous one--the old editions will -be renamed. - -Creating the works from print editions not protected by U.S. copyright -law means that no one owns a United States copyright in these works, -so the Foundation (and you!) can copy and distribute it in the United -States without permission and without paying copyright -royalties. 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Except for the limited right of replacement or refund set forth -in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS', WITH NO -OTHER WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT -LIMITED TO WARRANTIES OF MERCHANTABILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE. - -1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied -warranties or the exclusion or limitation of certain types of -damages. If any disclaimer or limitation set forth in this agreement -violates the law of the state applicable to this agreement, the -agreement shall be interpreted to make the maximum disclaimer or -limitation permitted by the applicable state law. The invalidity or -unenforceability of any provision of this agreement shall not void the -remaining provisions. - -1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the -trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone -providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in -accordance with this agreement, and any volunteers associated with the -production, promotion and distribution of Project Gutenberg-tm -electronic works, harmless from all liability, costs and expenses, -including legal fees, that arise directly or indirectly from any of -the following which you do or cause to occur: (a) distribution of this -or any Project Gutenberg-tm work, (b) alteration, modification, or -additions or deletions to any Project Gutenberg-tm work, and (c) any -Defect you cause. - -Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm - -Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of -electronic works in formats readable by the widest variety of -computers including obsolete, old, middle-aged and new computers. 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Information about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation - -The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit -501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the -state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal -Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification -number is 64-6221541. Contributions to the Project Gutenberg Literary -Archive Foundation are tax deductible to the full extent permitted by -U.S. federal laws and your state's laws. - -The Foundation's principal office is in Fairbanks, Alaska, with the -mailing address: PO Box 750175, Fairbanks, AK 99775, but its -volunteers and employees are scattered throughout numerous -locations. Its business office is located at 809 North 1500 West, Salt -Lake City, UT 84116, (801) 596-1887. Email contact links and up to -date contact information can be found at the Foundation's web site and -official page at www.gutenberg.org/contact - -For additional contact information: - - Dr. Gregory B. Newby - Chief Executive and Director - gbnewby@pglaf.org - -Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg -Literary Archive Foundation - -Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide -spread public support and donations to carry out its mission of -increasing the number of public domain and licensed works that can be -freely distributed in machine readable form accessible by the widest -array of equipment including outdated equipment. Many small donations -($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt -status with the IRS. - -The Foundation is committed to complying with the laws regulating -charities and charitable donations in all 50 states of the United -States. 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