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-The Project Gutenberg EBook of La leggenda di Saladino, by Gaston Paris
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and most
-other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of
-the Project Gutenberg License included with this eBook or online at
-www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll have
-to check the laws of the country where you are located before using this ebook.
-
-Title: La leggenda di Saladino
-
-Author: Gaston Paris
-
-Translator: Mario Menghini
-
-Release Date: July 1, 2020 [EBook #62538]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA LEGGENDA DI SALADINO ***
-
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-
-Produced by Barbara Magni and the Online Distributed
-Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was
-produced from images made available by The Internet Archive)
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-
- GASTON PARIS
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-
- LA LEGGENDA DI SALADINO
-
-
- TRADUZIONE
-
- DI
-
- MARIO MENGHINI
-
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- IN FIRENZE
- G. C. SANSONI, EDITORE
- 1896
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- PROPRIETÀ LETTERARIA
-
- Firenze — Tip. G. Carnesecchi e Figli.
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-
-LA LEGGENDA DI SALADINO
-
-
-Il giovine erudito italiano, che ha pubblicato il breve studio del
-quale abbiamo letto il titolo,[1] non considera il suo se non come un
-saggio provvisorio e preparatorio; avrebbe in animo di riprenderlo piú
-tardi per allargarlo e domanda che sia aiutato per compierlo e renderlo
-piú esatto. Corrispondo a questo suo desiderio comunicando qui alcune
-note prese, almeno in parte, da molto tempo, su quella che si è potuta
-chiamare la leggenda di Saladino, occupandomi specialmente della parte
-francese del soggetto, sul quale il Fioravanti confessa di avere in
-ispecial modo poche notizie.[2]
-
-Sono ben lieto di venire in aiuto, per parte mia, ad un lavoratore
-coscienzioso e modesto; d'altronde, l'oggetto delle sue ricerche
-è per sé stesso, se non di capitale importanza, almeno abbastanza
-curioso, perché piaccia di contribuire a farlo conoscer bene; infine,
-facendo ciò, si toccano punti ancora poco chiari della nostra antica
-storia letteraria, sui quali esso fornisce l'occasione di spendere
-un po' di tempo. Presenterò queste note nell'ordine col quale
-le avevo altra volta classificate, e che non è sempre quello del
-Fioravanti; mi riferirò al suo lavoro per tutto ciò che vi si trova già
-sufficientemente chiarito.
-
-
-
-
-I
-
-
-I racconti dei cristiani su quello, che fu il piú terribile loro
-avversario e il distruttore del regno di Gerusalemme, gli sono, in
-generale, in tutto favorevoli; dirò piú tardi qualcosa intorno alle
-cause di questo fenomeno, in apparenza abbastanza sorprendente. Però
-bisogna notare che alcuni di questi racconti, e precisamente il piú
-antico, hanno al contrario uno spiccato carattere di malevolenza
-che apparisce, in modo naturalissimo, dal dispetto e la umiliazione
-che le strepitose vittorie del sultano kurdo cagionarono ai vinti, e
-soprattutto ai cristiani stabiliti in Siria, e da lui cacciati dai loro
-possessi. Infatti, presso di loro si formò indubbiamente una leggenda
-ostile, relativa ai suoi primi anni, che noi vediamo diffondersi in
-Occidente al momento stesso dei suoi piú splendidi successi. Dapprima
-essa, sotto la forma piú virulenta, ci appare in un curioso poema
-latino, sin qui inedito e appena segnalato,[3] che non è giunto intero
-sino a noi, e che deve essere stato composto nel 1187, poco prima della
-presa di Gerusalemme.
-
-Saladino, di condizione servile, s'introduce nella corte di Norandino,
-diviene l'amante della moglie, per mezzo della quale ottiene il favore
-del sultano. A Babilonia (cioè al Cairo) uccide perfidamente un giudice
-integerrimo alla stessa tavola alla quale colui l'aveva ammesso;
-penetra con l'astuzia, non potendo entrare con la forza, nella città
-dove risiede l'_amulanus_,[4] l'assassina, e s'impadronisce dei suoi
-tesori che distribuisce tra i complici. In seguito, fa avvelenare
-Norandino e pone a morte l'unico suo figlio, dopo di che sposa la
-vedova, riuscendo cosí a diventar padrone di sette reami: è allora
-che ha l'audacia di combattere i cristiani. Questo quadro con tinte
-cosí fosche è stato tracciato in Occidente sopra racconti venuti
-dall'Oriente; le linee vi sono singolarmente esagerate. L'assassinio
-del giudice del Cairo e quello dell'_amulanus_ corrispondono
-all'esecuzione del vizir Chaver e all'omicidio del califfo d'Egitto
-El-Aded, che non senza ragione sembra imputato a Saladino.[5] Il
-matrimonio di Saladino con la vedova di Norandino è narrato da storici
-serî, ma il nostro poema è il solo a dire che anteriormente esistessero
-tra loro relazioni di adulterio. Saladino spodestò il figlio di
-Norandino, ma non lo mise a morte, e non è mai stato accusato d'avere
-avvelenato il sultano stesso. Egli non era di condizione servile,
-dacché era nipote di Siracon o Chirkon, generalissimo di Norandino, e
-suo padre Ayoub occupava presso quest'ultimo un alto posto.
-
-Minori infrazioni alla verità troviamo nel passo, senza dubbio
-d'origine palestiniana, che Riccardo, canonico della Santa Trinità di
-Londra, inserí, circa l'anno 1200, nell'introduzione aggiunta alla sua
-traduzione del poema francese d'Ambrogio sulla terza crociata.[6] Qui
-Saladino è di nascita equivoca, ma ha per zio Siracon, il comandante
-dell'armata che s'impadronisce dell'Egitto per conto di Norandino:
-uccide a tradimento _Savarius_ (Chaver) e il _mulanus_, poi, essendo
-morto Norandino, ne sposa la vedova e caccia via i figli. La favola
-non si riannoda qui che ai primi atti del futuro sultano, il quale,
-innalzato ad alte cariche da Norandino, non avrebbe tuttavia esercitate
-prima altre funzioni da quelle di padrone delle cortigiane di Damasco;
-distribuisce agli «istrioni» il danaro che ricava da loro, rendendosi
-cosí popolare, ciò che dà occasione a Riccardo di abbandonarsi ad
-enfatiche proteste contro i capricci della fortuna, la quale mette un
-_leno_ sul trono dei re.[7]
-
-A fronte di questi riassunti trova posto un racconto piú
-particolareggiato, che risale certamente anche ai detti dei cristiani
-di Siria, e che si trova tanto nell'ultimo rifacimento della canzone di
-_Jérusalem_, (ms. B. N. fr. 12659) quanto nella compilazione conosciuta
-col nome di _Chronique d'Ernoul_, della quale però una piccola parte
-può risalire a Ernoul, scudiere di Balian d'Ibelin. Il Pigeonneau[8]
-crede che questo racconto sia passato al poema dalla cronaca, ma
-esso varia troppo dall'una all'altra, perché si possa ammettere
-questa opinione. Nella cronaca (p. 35 e seg.), Saladino è il nipote
-di un ricco _prevosto_ di Damasco (evidentemente Chirkou); avendo
-guerreggiato in Egitto contro _la mulaine_ e il suo alleato, il re
-Amauri di Gerusalemme, è stato fatto prigioniero; suo zio, il sapiente
-«largo e cortese», lo riscatta dopo la morte d'Amauri, e lo conduce
-in Egitto, dove riprende la guerra contro _la mulaine_, che ben presto
-assediano al Cairo. Lo zio muore e Saladino rimane capo dell'esercito;
-disperando di prendere la città con la forza, ricorre all'astuzia:
-fa dire a _la mulaine_ che verrà a chiedergli pace «comme asnes, la
-somme sor le dos, por torser et por chargier sor lui quankes il lui
-plairoit». Si presenta infatti e s'avanza su quattro zampe, un basto
-sul dorso, sino al trono di _la mulaine_; però quando deve baciargli
-il piede, cava fuori un coltello, che teneva nascosto, e colpisce _la
-mulaine_ al cuore; la gente che l'accompagna fa altrettanto attorno a
-sé e Saladino è padrone del castello. Alla porta di questo castello
-c'erano sempre due cavalli sellati e brigliati che attendevano un
-cavaliere; secondo un'antica profezia, doveva un giorno venire un
-uomo «qui avroit nom Ali, et monteroit sor ces chevaus, et seroit
-sire de tote paienie et d'une partie de crestienté»; Saladino «monta
-sor les chevaus qui atendoient Ali, et aloit criant par la cité qu'il
-estoit Ali, qui venus estoit a cheval». In tal modo s'impadronisce
-dell'Egitto. Più tardi, essendo morto Norandino, Saladino ne sposa
-la vedova e diventa padrone del suo impero.[9] La stessa storia
-si rinviene, però con differenze abbastanza grandi, nel poema: qui
-Saladino è l'erede legittimo del re d'Alessandria Eufradin; è stato
-spogliato e bandito da suo zio Alfadin, ma piú tardi, con l'aiuto di
-suo fratello Safadin, ricupera il reame e uccide lo zio. In seguito
-uccide _la mulaine_ d'Egitto, presso a poco come nella cronaca, e monta
-sul cavallo predestinato (qui non ve n'è che un solo), dopo averlo
-stordito gridando _Alis_ (il rimatore non sembra comprendere il senso
-di questo grido); in seguito conquista parecchi reami; di Norandino non
-v'è cenno (ms. 12159, fol. 357).
-
-Questo travestimento degli esordi del glorioso sultano, ricomparisce in
-un'opera assai posteriore e della quale bisogna dire qualche parola,
-perché nella storia letteraria non è stato ad essa dato il posto che
-deve avere. Si tratta del romanzo di _Jean d'Avesnes_, che ci hanno
-conservato due manoscritti, uno dell'Arsenale, scritto verso il 1460,
-e di cui lo Chabaille ha pubblicato un'analisi e numerosi estratti
-(Abbeville, verso il 1845, picc. in-8º), l'altro della Biblioteca
-Nazionale (fr. 12572,) sino ad ora non indicato. Quest'opera si compone
-di tre parti ben distinte. La prima parte (Chabaille, p. 17-46) è un
-piccolo romanzo, che sembra appartenere tutto intero al secolo XV e
-che a noi non interessa. La seconda (p. 46-63) è la storia piú antica
-della figlia del conte di Pontieu, di cui parleremo piú tardi. La
-terza (p. 63-89) è semplicemente il rifacimento in prosa di una parte,
-perduta nella sua forma originale, d'un immenso poema del quale non si
-sono conservati in versi che due frammenti, se tali possono chiamarsi
-due brani, di cui il primo conta piú di 35,000 versi e il secondo piú
-di 34,000. Questo poema, composto nel nord-est della Francia, senza
-dubbio poco dopo il 1350,[10] doveva comprendere un'intera storia
-delle crociate (in gran parte, ben inteso, romanzesca), cui sembra
-essersi riannodato, bene o male, un racconto delle guerre di Filippo
-il Bello contro i Fiamminghi. La prima parte è stata pubblicata dal
-Reiffenberg e dal Borgnet, sotto il titolo di _Le chevalier au Cygne
-et Godefroid de Bouillon_; s'arresta al punto in cui Baldovino di
-Gerusalemme, fratello e successore di Goffredo, parte per una favolosa
-spedizione contro la Mecca. Dopo una lacuna, della quale non conosciamo
-l'estensione, comincia la seconda parte conservata, pubblicata dal
-Boca e dallo Scheler sotto il titolo di _Baudouin de Sebourc_ e di
-_Bastart de Bouillon_. Un altro «ramo» forma il terzo libro di _Jean
-d'Avesnes_; un altro ancora costituisce il fondo del romanzo di
-_Baudouin de Flandres_; essi non esistono che in prosa, salvo alcuni
-versi dell'ultima, che per caso ci sono stati conservati.[11]
-
-Ad un poema del secolo XIV dobbiamo dunque riferirci per il racconto
-che _Jean d'Avesnes_ ci dà dei primi successi di Saladino. Questo
-racconto è stato completamente omesso dallo Chabaille; si legge nei
-fogli 164 e seguenti del ms. 12572; diciamo solamente che si riannoda
-tanto a quello della _Chronique d'Ernoul_ quanto a quello della
-_chanson_.[12] Vi si aggiunge un passo che io non ho rinvenuto altrove:
-davanti la porta del palazzo di _la mulaine_ si trovava una «scalinata»
-fatta d'un solo smeraldo; Saladino la fece fare in pezzi e distribuire
-ai suoi compagni, e di là provengono tutti gli smeraldi oggidí sparsi
-nel mondo.
-
-
-
-
-II
-
-
-Eccezion fatta di questi, la cui tendenza è visibilmente ostile,
-tutti gli altri racconti leggendarî su Saladino gli sono favorevoli.
-Alcuni si contentano di celebrare le sue virtú, altri si sforzano di
-ravvicinarlo ai Cristiani, attribuendogli una disposizione, piú o meno
-seguita in pratica, a riconoscere e a professare la fede de' Cristiani.
-Questi due generi di racconti si trovano naturalmente assai spesso
-mescolati, e noi parleremo ad un tempo tanto degli uni quanto degli
-altri.
-
-Dapprima si volle che Saladino, ammirando l'istituzione cristiana
-della cavalleria, si fosse fatto egli stesso armare cavaliere. Già
-Riccardo della Santa Trinità, in mezzo al racconto cosí poco benevolo
-che ho riassunto piú innanzi, nota incidentalmente (I, 31): _Processu
-temporis, cum jam aetas robustior officium militare deposceret,
-ad Enfridum de Turone, illustrem Palaestinae principem, paludandus
-accessit et Francorum ritu cingulum militare ab ipso suscepit._ Onofrio
-di Toron, conestabile dei regno di Gerusalemme, era infatti uno dei
-piú rinomati principi del suo tempo. Fu signore di Crac di Montréal
-dal 1169 al 1172, ed è assai probabile che anche a lui si riferisca
-il racconto della _Chronique d'Ernoul_, secondo il quale Saladino,
-prigioniero in quel castello e riscattato da suo zio (v. piú sopra),
-domandò «an seigneur dou castel que il le fesist chevalier a la
-françoise, et il si fist» (_Chr. d'Ernoul_, p. 36). Questa coincidenza
-dei due racconti, d'altra parte indipendenti, non ci esime dal farci
-credere che possano contenere qualche fondo di verità, e che Saladino
-si facesse, se non armare cavaliere, almeno istruire nelle cerimonie
-e negli obblighi della cavalleria da Onofrio di Toron. Tuttavia non
-ad Onofrio di Toron, ma ad Ugo di Tabaria, principe di Galilea, la
-tradizione volgare attribuí piú tardi l'onore di aver conferito la
-cavalleria a Saladino, non quando egli era appena un oscuro emiro, ma
-quando si trovava all'apogeo della potenza e della gloria.[13] Ugo di
-Tabarie, uno dei primi personaggi del regno di Gerusalemme, fu fatto
-prigioniero nel 1178 da Saladino, e piú tardi posto in libertà;[14]
-nel 1187, la disastrosa battaglia di Hattin o di Tabarie ebbe luogo
-quasi sul suo territorio, ma egli fuggí insieme con i tre suoi
-fratelli; si segnalò piú d'una volta nelle guerre degli anni seguenti,
-e morí dopo il 1204. Alla battaglia del 1178, in cui era stato fatto
-prigioniero, si riannoda la leggenda che gli diè la parte da prima
-attribuita ad Onofrio di Toron. Questa leggenda cosí fissata sul suo
-nome ci è pervenuta: 1º in un piccolo poema del XIII secolo piú volte
-pubblicato;[15] 2º in una redazione in prosa che offre qualche variante
-e che è stampata incompletamente;[16] 3º da questa redazione in
-prosa, nella terza parte di _Jean d'Avesnes_;[17] 4º in una redazione
-italiana che fa parte delle _Cento novelle antiche_;[18] 5º in una
-versione neerlandese;[19] 6º in una imitazione inserita nel secolo
-XIV da Bosone da Gubbio nel suo romanzo _l'Avventuroso Ciciliano_, in
-cui la storiella è attribuita a un soldano di Babilonia anonimo e a un
-cavaliere chiamato messer Ulivo di Fontana.[20] Nel poema si è voluto
-vedere, in modo assai strano, l'opera dello stesso Ugo di Tabaria:[21]
-è detto sin dal principio che si tratta di un re saraceno che viveva
-«jadis». L'_Ordre de chevalerie_ ha del resto per iscopo principale di
-esaltare la cavalleria e di insegnare le virtú che devono segnalarla;
-l'aneddoto dell'armar cavaliere Saladino non serve che di pretesto
-per la narrazione dell'autore. Costui aveva attinto a una tradizione
-popolare preesistente,[22] da cui ha altresí tolto a prestito il
-racconto della generosità di Saladino verso lo stesso Ugo di Tabaria:
-gli accorda la libertà di dieci prigionieri cristiani a sua scelta,
-ma gl'impone una tassa di centomila bisanti, obbligandolo a fare,
-per riunire questa somma enorme, una colletta tra i «prud'hommes»,
-lasciandogli, sulla parola, un anno di libertà condizionale. Ugo non
-ne ha bisogno: prende il sultano in parola, e ne ottiene cinquantamila
-bisanti, e gli emiri, ai quali si rivolge in seguito, glie ne
-promettono tredicimila piú di quanti gli bisognano. Saladino gli
-anticipa questi tredicimila bisanti, dando cosí una prova meravigliosa
-della sua «largesse».
-
-La generosità era, come è noto, considerata nel Medio Evo, almeno
-tra i poeti e per motivi facili a comprendersi, come la virtú per
-eccellenza dei principi,[23] infatti, quella che si attribuisce, e non
-senza ragione, a Saladino, lo rese celebre quasi come, per la stessa
-ragione, era Alessandro.[24] Dante esclama nel _Convivio_ (IV, 11): «E
-chi non ha ancora nel cuore Alessandro per li suoi reali beneficii? Chi
-non ha ancora il buon re di Castella, o il Saladino...?». Ed è assai
-probabile che per questa considerazione, egli, nel Limbo, in mezzo agli
-eroi dell'antichità risparmiati dal vero inferno, abbia dato posto a
-Saladino, il solo dei mussulmani.
-
- E _solo_ in parte vidi il Saladino.
- (_Inf._, IV, 129).
-
-Questa «largesse» di Saladino è argomento di piú d'un racconto.
-Abbiamo già veduta la storia del «perron» di smeraldo e quella
-del riscatto di Ugo di Tabaria; ve ne sono anche altre. Secondo il
-_Ménestrel de Reims_, egli rimanda assai liberalmente il re Guido di
-Lusignano, fatto prigioniero in quella grande battaglia di Tabaria,
-da cui fu prodotta la rovina del regno di Gerusalemme.[25] A un
-altro prigioniero francese, cui aveva posto affezione e che vedeva
-rimpiangere la sua famiglia e il suo paese, aveva accordato, secondo
-una delle _Novelle antiche_,[26] un dono di 200 marchi. Il tesoriere
-incaricato di stendere l'ordine di pagamento scrisse per errore 300;
-volle correggere, ma Saladino guardandolo: «Metti 400, gli disse, non
-sarà detto che la tua penna sarà stata piú liberale di me».[27] Un
-aneddoto simile è riferito, come si sa, a un signore d'Anglure. Secondo
-Jean le Long, cronista del sec. XIV, il sultano vicino a morire fece
-venire questo signore, che era suo prigioniero, e gli chiese come un
-onore di portare le sue armi (_insignia_) e di adottare il suo grido
-di guerra (_Damasc!_), mediante le quali cose lo libererebbe con altri
-prigionieri; il cavaliere accettò, ricevette la libertà, e mantenne la
-parola.[28] Secondo un altro racconto, il signore d'Anglure, posto in
-libertà provvisoria per raccogliere il prezzo del suo riscatto, sarebbe
-ritornato a costituirsi prigioniero, non avendo potuto riuscirvi, e
-Saladino, commosso per la sua magnanimità, l'avrebbe reso libero alle
-stesse condizioni; è perciò che i signori d'Anglure si chiamarono piú
-tardi _Saladin_, e adottarono il grido e le armi del sultano.[29]
-Questa generosità spicca altresí in un grazioso aneddoto che il
-_Ménestrel de Reims_ pone in bocca ad un prigioniero saraceno che
-sarebbe stato lo stesso zio del sultano. Saladino aveva inteso vantare
-assai la carità dell'ospedale di S. Giovanni d'Acri. Giammai si diceva,
-un malato si è visto rifiutare ciò che desiderava. Per assicurarsene
-si travestí da pellegrino e si fece ricevere come malato nel celebre
-ospedale. Per tre giorni rifiuta ogni nutrimento; per le preghiere
-del «maître des malades», dapprima dichiara che non mangerà a meno
-che possa ottenere una cosa che non può avere, «que ce est forsenerie
-a penser et a vouloir». Infine, dopo che gli è stato assicurato che
-«onques malades qui çaienz fu ne failli a son désir, se on le pot avoir
-pour or ne pour argent», egli confessa la sua cupidigia: «Je demant le
-pié destre devant de Morel le bon cheval au grant maistre de çaienz, et
-vuel que je li voie couper devant moi presentment, ou se ce non ja mais
-ne mangerai». Il «grand maître», saputa questa fantasia, ne è assai
-turbato, ma del resto: «Mieuz vaut, dice, que mes chevaus muire que
-uns hons, et d'autre part il nous seroit reprouvé a touz jourz mais».
-Si conduce quindi il cavallo davanti al pellegrino: vien legato, e
-già un valletto alza l'ascia per tagliargli il piede, quando Saladino
-esclama: «Tien coi! ma voulentez est assevie, et mes desiriers tornez
-en autre viande: je vueil mangier char de mouton». In ricompensa, manda
-piú tardi all'ospedale d'Acri una carta nella quale fa dono di mille
-bisanti l'anno tolti sulle sue «rentes de Babiloine», e «d'enqui en
-avant furent paié le mil besant chascun an au jour de la Saint Jehan».
-Qui la munificenza saracena è vinta dalla carità cristiana.[30]
-
-Questa storiella ci indica una di quelle visite presso i Cristiani che
-si attribuirono assai per tempo a Saladino e che sono specialmente
-destinate a mettere in confronto le due religioni. Se ne trova un
-esempio piú antico in uno dei rifacimenti del poema di _Jérusalem_.[31]
-Durante una tregua con i Cristiani, Saladino viene a Gerusalemme,
-ancora posseduta da costoro, e assiste alle cerimonie del loro culto:
-le giudica tutte molto belle, salvo una, che gli sembra abusiva e
-ridicola, il costume dell'offerta fatta dai fedeli al clero. Qui
-non vi è se non una malizia abbastanza inoffensiva, ma sembra che si
-sia divulgata assai per tempo una storiella di carattere piú grave,
-secondo la quale Saladino, disposto ad abbracciare la vera religione,
-ne sarebbe stato distolto dallo spettacolo dei costumi dei preti,
-e particolarmente dei prelati, quando gli fosse stato prescritto di
-osservarli. Lo racconta almeno Gilles de Corbeil nel suo poema ancora
-inedito e intitolato _Jerapigra ad purgandos prelatos_, composto verso
-l'anno 1215.
-
-Ecco l'intero passo che V. Le Clerc ha in parte citato secondo il
-manoscritto:[32]
-
- Catholice fidei leges et dogmata Christi
- Legit et audivit Saladinus, rex Orientis,
- Doctoresque suos, quos lex gentilis habebat
- Precipuos, tante jus[s]it decreta sophie
- Chaldeis mandare notis, ut pabula sancta
- Crebra recenseret illi recitatio vite.
- Sed fidei celebris adeo reverentia movit
- Concussitque virum, tanta admiratio mentem
- Impulit, ut nostre se vellet subdere legi.
- Seque catholicis cuperet nodare cathenis.
- Rex ergo cepit studio explorare fideli
- Que prelatorum foret observatio morum,
- Qualis religio populi, que vita ministros
- Ecclesie regeret; que postquam singula novit.
- Spurcitiam, mores pravos, vitam[que] palustrem,
- Luxuriam, fraudem, invidiam, scelus atque rapinam,
- Et fraternum odium, cupidi quoque pectoris estum,
- Membrorum et capitis tantum discrimen haberi,
- Flexit in oppositam mentis vestigia partem,
- Et profugus retro vertit iter; cultum reprobavit
- Et meritum fidei vitio cultoris iniqui.
- Proh! summum facinus, quod, tanto rege repulso
- Labe sacerdotii nequam populique maligni.
- Artatum Christi imperium, quod crescere supra
- Posset in immensum dilatarique valeret
- Ex tanti virtute viri! Sed prava malorum
- Vita ministrorum summe perterruit illum,
- Extinxitque bone conceptum mentis in ipso. (fol. 39 v).
-
-Conforme a questo tipo, ma generalmente con minore asprezza, i racconti
-delle visite di Saladino ai Cristiani divengono cosí una specie di
-«lettres persanes», in cui, anche esaltando la religione cristiana, si
-fanno criticare da Saladino alcuni abusi cui essa dà luogo o alcune
-negligenze cagionate da coloro, che dovrebbero praticarla meglio
-di tutti. Talvolta la critica sembra andare anche piú in là, sino
-agl'insegnamenti della religione stessa. Nel poema indicato poco fa,
-il quale ha servito di base alla terza parte di _Jean d'Avesnes,_ la
-confessione e l'adorazione del papa per opera dei cavalieri cristiani,
-di cui è stato testimonio a Roma, fanno sdegnare l'orgoglioso soldano.
-«Vouz aourez, dice, un homme comme moy ou un aultre; qu'il ait
-puissance de pardonner ce que avés meffet a aultruy, ce ne croiray
-je de ma vie; et par la foy que je doy a tous les dieux que homme
-puisse aourer,[33] se ore le tenoye en Surie, je le feroye detraire a
-chevaux».[34] Qui la satira sembra mettersi al di sopra degli elementi
-stessi della fede cristiana, ma essa non ha alcun risultato, trovandosi
-in un'opera in cui regna da un capo all'altro, a fianco della piú
-credula devozione, un brio borghese e grossolano, che si ride di tutto
-e che non dà nessuna importanza alle barzellette che prodiga.
-
-Spesso è anche il modo di comportarsi dei Cristiani che distoglie
-Saladino dall'abbracciare la loro religione, per quanto egli sembri
-preferirla alle altre. Una celebre storia che gli si attribuisce,[35]
-è in realtà molto anteriore a lui: Pier Damiano, nel sec. XI, la
-riferisce a un re pagano contemporaneo di Carlo Magno, il falso Turpino
-al re saraceno Agolante, l'autore d'_Anseïs de Carthage_ a Marsilio,
-quello delle _Enfances Godefroi_ al re di Gerusalemme Cornumarant:
-tutti questi infedeli, per quanto disposti a convertirsi, sono sdegnati
-a vedere che i Cristiani, i quali dichiarano che i poveri sono «les
-messagers de Dieu»,[36] li trattano in modo cosí poco onorevole che
-ai banchetti, cui li ammettono, li fanno sedere in terra e non dànno
-loro che i rifiuti del pasto.[37] Una storiella narrata nelle _Cento
-novelle antiche_ è piú puerile: Saladino, durante una tregua, invita a
-un pasto i Cristiani, e dà loro, per sedersi, dei magnifici tappeti,
-sui quali ha fatto ricamare ovunque croci d'oro; i Cristiani, senza
-porvi attenzione, calpestano le croci coi piedi e vi sputano sopra,
-donde Saladino conclude che solo a parole amano la loro religione.[38]
-Piú imprudenti sono i monaci, i quali, venuti per convertir Saladino,
-si lasciano ubriacare e indurre a un peccato piú grave ancora,
-abbandonando cosí la loro religione e le loro persone al disprezzo del
-sultano.[39]
-
-Piú interessanti sono quei racconti, che fanno vedere il gran sultano
-titubante fra le tre religioni che si dividevano il mondo allora
-conosciuto. Il piú celebre e il piú bello è quello in cui un ebreo, che
-egli vuol confondere domandandogli qual sia la migliore religione, gli
-narra la parabola dei tre anelli;[40] tuttavia Saladino vi rappresenta
-una parte passiva che in origine non gli era stata attribuita. Una
-novella che nel secolo XIII raccolse il rimatore austriaco Jans Enenkel
-o Enikel mette il sultano piú direttamente in scena: «Quando fu vicino
-a morte, chiese lungamente a se stesso a qual Dio rimettere la sorte
-dell'anima sua, a quello dei giudei, dei mussulmani o dei cristiani:
-quale era il piú potente? Nel dubbio, volle conciliarseli tutti e tre.
-Possedendo egli una tavola fatta d'un enorme zaffiro, la fece spezzare
-in tre pezzi,[41] e ne fece portare uno alla principale sinagoga, uno
-alla chiesa e uno alla moschea di Gerusalemme, dopo di che morí».[42]
-Tutto compreso, noi abbiamo qui una speculazione abbastanza grossolana,
-come se ne attribuiscono a piú d'un sedicente barbaro convertito al
-cristianesimo;[43] però la novella è ancora imparziale, come quella
-dei tre anelli nella sua forma primitiva. I narratori cristiani non
-dovevano naturalmente limitarsi a ciò; già nella _Chronique d'outre
-mer_, compilazione del sec. XIII, della quale indicherò piú in là i
-diversi elementi, la bilancia pende dal lato della religione cristiana:
-«Ançois que il morust, manda il le califfe de Baudas et le patriarche
-de Jerusalem et des plus sages juïs c'om pot trover en la tiere de
-Jerusalem; car il voloit savoir por voir la quele lois estoit la
-meillors. Assés desputerent ensamble, et soustenoit cascuns la soie
-loi por la meillor. Li juï disoient qu'il ne pooit estre que Diex
-nasquist sans conception de pere et de mere et sans engendrement, et
-tout autretel dist li califfes; encontre tout çou fu li patriarces, et
-moult monstra de biaus examples et de bieles paroles. Quant Salehadins
-ot oïes les paroles de cascun, il dist que il ne se savoit a la quele
-tenir; dont fist trois parties de l'avoir que il avoit conquesté, si
-dona as crestiiens la meillour, et l'autre as Sarrasins et la tierce
-as jüïs, et si delivra tous ceus qu'il avoit en ses prisons».[44]
-Ma la forma di questo aneddoto, ad un tempo il piú ingegnoso e il
-piú favorevole al cristianesimo, si trova in una raccolta latina del
-secolo XIII, che ci è stata conservata in un prezioso manoscritto
-di Tours, e di cui noi dobbiamo la conoscenza a Leopoldo Delisle. Vi
-si racconta, come nelle precedenti versioni, che Saladino, prima di
-morire, fece venire l'ebreo, il cristiano e il saraceno, reputati tra
-i piú saggi di Gerusalemme, e domandò a ciascuno di essi qual'era la
-miglior _loi_: «La mia, disse l'ebreo, e se l'abbandonassi abbraccerei
-la legge cristiana, che ne discende. — La mia, disse il saraceno, e
-se l'abbandonassi abbraccerei la legge cristiana, da cui discende.
-— La mia, disse il cristiano, e a nessun costo l'abbandonerei per
-un'altra». Allora egli disse: «Quei due, abbandonando la loro legge,
-s'accorderebbero ad accettar questa; costui non accetterebbe altro che
-la sua: io la giudico la migliore e la scelgo».[45]
-
-Le due tendenze che abbiamo osservate, una che fa di Saladino il
-portavoce di alcune satire contro la Chiesa, l'altra che lo mostra
-inclinato verso il cristianesimo, si riuniscono in un racconto di
-Bosone da Gubbio, che si riferisce ai viaggi del sultano in Europa:
-vedendo la cupidigia dei preti, specialmente del papa e dei cardinali,
-esclama che la religione cristiana è visibilmente la migliore di tutte,
-dacché il Signore dei Cristiani è abbastanza paziente e misericordioso
-per sopportare simili offese, ciò che non farebbe certamente il Signore
-delle altre leggi.[46] Qui abbiamo il primo abbozzo, assai goffamente
-tracciato, dell'ammirabile e mordace novella del giudeo Abramo nel
-Boccaccio, e della sua impreveduta conversione dopo il viaggio di
-Roma.[47]
-
-Sia come si voglia, per un motivo o per l'altro, si credette
-volentieri che Saladino fosse stato internamente persuaso della
-verità del cristianesimo e che avesse altresí ricevuto il battesimo.
-Il manoscritto latino che è stato citato poco fa, lo riferisce,
-aggiungendo _ut dicitur_, come conclusione del suo consulto _in
-extremis_.[48] D'altronde bastò immaginare che avesse dovuto, per la
-presenza dei suoi, limitarsi ad una specie di simulacro, la cui virtú
-non sarebbe forse sembrata sufficiente a un teologo: «Une chose fist
-a la mort, dice il preteso zio di Saladino nei _Récits du ménestrel
-de Reims_, qui mout nous ennuia; car quant il fu si apressez qu'il
-vit bien que mourir le convenoit, si demanda plein bacin d'iaue. Et
-maintenant li courut uns varlez aporter en un bacin d'argent, et li
-mist a la main senestre. Et Salehadins se fist drecier en son seant, et
-fist de sa main destre croiz par deseure l'iaue, et toucha en quatre
-lieus sour le bacin, et dist: _Autant a de ci jusques ci comme de ci
-jusques ci_. Ce dist il pour qu'on ne se perceüst. Et puis reversa
-l'iaue sour son chief et sour son cors, et dist entre denz trois moz en
-françois que nous n'entendimes pas, mais bien sembla, autant comme j'en
-vi, qu'il se bautizast.[49]
-
-
-
-
-III
-
-
-L'ingegno di Saladino, i suoi successi, le sue grandi qualità
-personali ispirarono una naturale ammirazione ai crociati di Francia
-e d'Inghilterra, i quali, al seguito di Filippo e di Riccardo, erano
-andati a combatterlo in Siria; la tolleranza di cui, in generale, fece
-prova verso i Cristiani sottomessi al suo potere, l'umanità che spesso
-mostrò verso coloro che avea vinti,[50] ispirarono nei suoi avversari
-un rispetto ed anche una simpatia involontari. Per giustificare questi
-sentimenti s'era pensato di attribuirgli per la religione cristiana
-una inclinazione che era ben lungi dall'animo suo, ardentemente ed
-esclusivamente mussulmano. La stessa tendenza ha fatto nascere una
-favola piú singolare, secondo la quale il figlio d'Ayoub sarebbe stato,
-almeno in parte, di razza cristiana e francese: ciò spiega la sua
-pretesa simpatia per il cristianesimo e i suoi riguardi per i Franchi,
-oltre di che ciò permetteva a costoro di rivendicare una certa parte
-delle sue imprese e delle sue virtú. Questa favola sembra aver esistito
-sotto due forme differenti, entrambe fantastiche, e che s'incontrano
-solo nelle opere d'un carattere affatto romanzesco e popolare. Hanno
-di comune questo, che riavvicinano l'illustre sultano alla famiglia
-dei conti di Pontieu, intermediaria una donna, trasportata quasi
-miracolosamente in un paese saraceno e data in moglie ad un saraceno;
-differiscono in tutto il rimanente, ciò che ci fa credere ch'esse
-sieno sorte indipendentemente su questo semplice indizio, del quale è
-impossibile determinare l'origine. La meno conosciuta e la piú recente
-si trova in quel gran poema del sec. XIV, del quale è stato parlato piú
-innanzi. Secondo questo poema, una «dame de Pontieu», al momento in cui
-andava sposa a un favoloso Esmeré, cugino di Goffredo di Bouillon, è
-messa in mare in seguito ad una impresa disgraziata e trasportata dai
-venti da _Nimaye_ (Nimègue) a Babilonia(!), dove il sultano Saladino
-la accoglie, la sposa, e ne ha un figlio chiamato come lui, che è il
-celebre conquistatore.[51] Piú tardi Giovanni di Pontieu, fratello
-della sultana, essendo caduto nelle mani di Saladino, costui che sa
-d'essere suo nipote, lo tratta con grandi riguardi, facendoselo amico;
-nel corso del poema, la parentela di Saladino col conte di Pontieu è
-spesso rammentata, e quando egli fa un viaggio in Francia, del quale
-riparleremo, dà occasione a parecchi incidenti.[52] Il cronista Jean
-le Long o Jean d'Ypres, abate di Saint-Bertin, il quale scriveva circa
-il 1370, non teme d'aggiungere agl'indizi che raccolse pro e contro
-Saladino questa singolare introduzione, tolta sia al nostro poema, sia
-al racconto che gli aveva servito di fonte: _Saladinus Turchus, sed de
-matre Gallica Pontiva_.[53]
-
-In un'altra maniera, e molto piú lontana, l'origine francese di
-Saladino è presentata nel piccolo romanzo in prosa del secolo XIII
-conosciuto col titolo di _Voyage outre mer du comte de Pontieu_,
-o, meno esattamente, di _La Comtesse de Pontieu_. Questo romanzo è
-certamente esistito a parte, e ne abbiamo almeno una copia isolata;[54]
-ma è stato assai presto interpolato in una composizione piú estesa,
-che ho avuto già occasione di ricordare piú d'una volta, e che è
-chiamata col nome di _Chronique d'outre mer_. È una compilazione
-che non può farsi risalire oltre la metà del sec. XIII. Ci è stata
-conservata in tre manoscritti della nostra grande biblioteca, i nn.
-770 (ant. 7185^{3·3}), 12203 (ant. suppl. fr. 445) e 24210 (ant. Sorb.
-397) dei manoscritti francesi.[55] Il fondo di questa compilazione è
-formata dall'opera anteriore che si designa, secondo l'edizione che ne
-ha data il de Mas Latrie, sotto il nome di _La Chronique d'Ernoul_,
-e della quale sarebbe troppo lungo studiare qui gli elementi e le
-relazioni con la grande opera composita, volgarmente considerata come
-la continuazione di Guglielmo di Tiro, la quale occupa il secondo
-volume della raccolta degli _Historiens occidentaux des croisades_.
-La _Chronique d'outre mer_ dei nostri tre manoscritti riproduce
-dapprima il testo d'«Ernoul» senza offrire molte piú varianti di
-quelle dei manoscritti ordinari. A poco a poco la fedeltà nel testo
-d'Ernoul diventa meno grande, senza cessare d'essere reale; ma ben
-presto s'intercala una narrazione estranea, la cui fonte è difficile
-a indovinare e il cui interesse è dei piú minimi, e che continua per
-lungo tempo a intromettersi nella narrazione presa a Ernoul. Si tratta
-d'una pretesa guerra di Saladino contro Galacienne «dame de Turquie»,
-suo fratello Ranieri di Coine e i suoi alleati, il «calife de Baudas»
-e il re Corlin di Nubia; in questa lunga narrazione di intonazione
-storica, la quale non ha l'attrattiva del romanzo né il merito d'una
-autenticità qualsiasi, noi vediamo figurare i due figli di Saladino e
-alla loro testa Lycoredis, del quale l'autore ci dice espressamente:
-«Che fu chil Lycoredis dont on parla tant au siecle, mais li crestien
-l'apieloient Coradin».[56] Si tratta dunque di Malek-Moadam o Coradin
-(Cheryf-Eddin), figlio di Malek-Adel o Saphadin, per conseguenza nipote
-e non figlio di Saladino, e che certamente non era nato all'epoca in
-cui il nostro autore gli attribuisce favolose imprese.[57] A partire da
-questo momento però la _Chronique d'outre_ _mer_ s'allontana parecchio
-dal testo d'Ernoul, di cui sembra un riassunto fatto a memoria;[58]
-essa imbroglia nel modo piú inestricabile i fatti storici, soprattutto
-quelli che si riferiscono all'Occidente, già assai sfigurati nel suo
-modello, e ricorda all'incirca il tono del Ménestrel de Reims molto
-piú di quello d'un cronista serio. Quantunque essa non termini alla
-morte di Saladino, e prosegua sin verso l'anno 1228 il suo racconto
-incoerente e talvolta incomprensibile, tuttavia è la storia di
-Saladino quella che costituisce il pernio di tutta l'opera, come mostra
-l'_explicit_ di due dei tre manoscritti (12203 e 24210): _Salhadins
-fine chi_. Però non bisogna sperare di trovarvi utili contributi
-per il soggetto che ora trattiamo: salvo la storia degli esordi del
-sultano, tolta a Ernoul, e i due aneddoti, raccontati del resto assai
-trivialmente, relativi alla sua morte, che abbiamo precedentemente
-indicati,[59] in quest'opera non v'è nulla che possa interessare né
-la storia reale, né la storia leggendaria o romanzesca. La versione
-in prosa dell'_Ordre de chevalerie_, che uno dei manoscritti della
-Cronaca (770) ha il merito di averci conservata, in origine non ne
-faceva parte. La stessa cosa può dirsi del romanzo del _Voyage du comte
-de Pontieu_, che si trova in due manoscritti (770 e 12203), ma che
-manca nel terzo (24210), il piú recente, sebbene il piú fedele dei tre.
-Degli amatori hanno inserito tardivamente nelle copie della _Chronique
-d'outre mer_ tanto questo racconto quanto il romanzo.
-
-Il quale ultimo è interessante in se stesso, ma non ha con Saladino se
-non una lontanissima relazione. Un cavaliere di nome Tibaldo, signore
-di Domart in Pontieu e nipote di Saint-Pol, ha sposato la figlia del
-conte di Pontieu (né il padre, né la figlia sono nominati). Dopo cinque
-anni trascorsi in una unione felice, ma sterile, i due sposi risolvono
-di andare in pellegrinaggio a San Iacopo per ottenere la posterità,
-che essi bramano. Traversando una foresta dove si trovano separati
-dal loro seguito, sono aggrediti da briganti che li depredano, legano
-Tibaldo e violano la moglie sotto i suoi occhi. Partiti i briganti,
-egli chiama la moglie per esser liberato. «La dame ala cele part ou
-mesire Thiebaus gisoit, et vit une espee gesir ariere, qui fu a un des
-larons qui ocis fu. Ele la prist, et vint envers son seigneur, plaine
-de grant ire et de mauvaise voulenté qui li iert venne, car ele doutoit
-mout qu'il ne l'en seüst mal gré de chou que il l'a voit ensi veüe,
-et qu'il ne li reprouvast en aucun tans et li mesist devant chou que
-avenu li estoit; si dist: _Sire, je vous deliverrai ja._ Lors haucha
-l'espee et vint vers son seigneur et le cuida ferir par mi le cors;
-et quant il vit le coup venir, si le douta mout.... si tressailli si
-durement que les mains et li doi li furent desserré, et ele le feri
-si que ele le blecha un poi et coupa les coroies de coi il estoit
-loiiés. Et quant il senti les loiiens laskier, il sacha a lui et rompi
-les coroies, et sailli sus en piés, et dist: _Dame, se Diu plaist,
-vous ne m'ochirés meshui_! Et ele dist: _Chertes, sire, che poise
-moi_!» Il conte compie il suo pellegrinaggio senza riparlar con sua
-moglie di questa strana avventura, «et l'en mena en son païs a ausi
-grant joie et a ausi grant honnour comme il l'en avoit amenee, fors
-de gesir o li». Però si trova obbligato, malgrado la sua resistenza,
-a raccontare l'accaduto al suocero, il conte di Pontieu, e la giovine
-donna, interrogata, non solamente riconosce la verità tutta intera
-del racconto, ma ripete: _«Encore me poise il que je ne l'ochis»_. Il
-conte, meno indulgente di suo genero, infligge a sua figlia un crudele
-castigo. Trovandosi un giorno a Rue, la conduce in mare, con suo
-marito, in un battello, in cui egli ha fatto portare una botte, fuoco
-e pece. In alto mare la fa entrare nella botte, la quale vien turata
-e accuratamente spalmata di loto e la getta nel mare gridando: _«Je te
-commant au vent et as ondes!»_ Alcuni mercanti fiamminghi che andavano
-nel paese dei Saraceni, pescano la botte e non sono poco sorpresi nel
-trovarvi una bella e giovine donna vicina a morire; la conducono a
-Aumarie[60] e la regalano al soldano del luogo. Costui la sospetta di
-alto lignaggio, quantunque essa nasconda ostinatamente il nome e la sua
-origine, s'innamora di lei, le domanda di rinnegare il cristianesimo
-e di divenire sua sposa. «Ele vit bien ke mius li venoit a faire par
-amours ke par forche, si li manda ke ele le feroit voulentiers». Ella
-dunque lo sposa, ne ha ben presto una figlia e piú tardi un figlio.
-Intanto il conte di Pontieu, suo figlio e suo genero vivevano nel
-dolore, e il primo si pentiva della sua crudeltà. Tutti e tre si fanno
-crociati, e al ritorno della Terra Santa un naufragio li getta ad
-Aumarie. Il soldano li fa mettere in prigione, e perché, in un giorno
-di festa, i suoi arcieri, secondo l'uso, gli domandano un cristiano per
-servir loro di bersaglio, egli fa estrarre dalla prigione il conte di
-Pontieu. La moglie del soldano, quando lo vede, si sente commossa, e
-altrettanto fa per il suo primo marito e per suo fratello. Un giorno li
-scongiura di dire tutta la verità, e domanda loro che cosa è avvenuto
-di colei ch'essi han detto essere stata la moglie dell'uno, la figlia
-e la sorella degli altri. Il conte di Pontieu le narra tutta la storia
-negli stessi termini coi quali l'autore l'ha già detta. Quando essa
-ascolta la narrazione del delitto che ha voluto commettere la moglie
-di Tibaldo, esclama, come se il suo sentimento di pudore femminile
-bastasse a farle comprendere l'azione ispirata a un'altra donna da
-questo sentimento: _«Ha! sire, bien sai por coi ele le vaut faire. —
-Dame, por coi? — Chertes,_ fait ele, _por la grant honte que il avoit
-veü que ele avait soferte et receüe devant lui._ Quant mesires Thiebaus
-l'oï, si commenche a plourer mout tenrement et dit: _Halas! quel coupe
-i avoit ele? Ja por chou piour semblant ne l'en eüsse fait, car che fu
-mal gré sien. — Sire,_ fait la dame, _che ne cuidoit ele pas»_.[61]
-D'altronde il conte di Pontieu e Tibaldo non dubitano che la loro
-figlia e moglie non sia morta. «Ma, dice la sultana, sareste contenti
-di sapere che vive ancora?» Entrambi assicurano che nulla potrebbe
-recar loro gioia piú grande. «Quant la dame ot oïes lor paroles, si li
-atendri li cuers, si loa Diu et en rendi graces a lui, et lor dist:
-_Or gardés k'il n'i ait feintise en vos paroles._ Et il respondirent
-et dirent: Dame, non a il. La dame commencha mout tenrement a
-plourer, et lor dist: _Sire, or poés vous bien dire ke vous estes mes
-peres, et je sui vostre fille, ichele dont vous presistes si cruel
-justiche; et vous, messires Thiebaus, estes mes sires et mes barons;
-et vous, sire vallès, estes mes freres»_. Questa scena non manca
-certamente di patetico nell'estrema semplicità della forma; richiama
-involontariamente il dialogo di Giuseppe con i fratelli in Egitto, e ha
-valso in gran parte al nostro racconto l'interesse, che non ha cessato
-di esercitare sin da quando è stato posto nuovamente in luce. — Qualche
-tempo dopo, la donna trova il modo di evadere con i suoi conducendo
-con sé il figlio che ha avuto dal sultano; si fa assolvere a Roma,
-dove ritorna alla fede cristiana e rinnova il suo matrimonio, e tutti
-ritornano nel Pontieu. Piú tardi il figlio del soldano d'Aumarie, che
-è stato battezzato col nome di Guglielmo, sposa la figlia di Raul di
-Préaux, potente barone normanno, e diventa signore di Préaux; il figlio
-del conte di Pontieu muore giovane, e i due figli che Tibaldo ha avuto
-da sua moglie dopo la loro riunione ereditano per conseguenza uno la
-contea di Pontieu, l'altro quella di Saint-Pol. Intanto la figlia del
-soldano era rimasta presso suo padre: «Elle crut en grant biauté et
-mout devint sage, et fut apielee la Bele Caitive, por chou que sa mere
-l'avoit laissiee ensi comme vous avès oï». Ella sposa «un Turc mout
-vaillant», chiamato Malakin di Baudas, che la conduce nel suo paese e
-«de chele dame ki fu apielee Bele Caitive fu nee la mere au courtois
-Turc Salehadin, qui tant fu preus et sages et conquerans».[62]
-
-La storia straordinaria della figlia del conte di Pontieu è uno dei
-racconti medievali che sono stati piú presto esumati e ringiovaniti.
-Nel 1679, il Citri de la Guette pubblicava sotto il titolo d'_Histoire
-de la conquête du royaume de Jérusalem sur les chrétiens par Saladin_,
-una traduzione in francese moderno, generalmente assai esatta, della
-_Chronique d'outre mer_, con le due interpolazioni dell'_Ordre de
-chevalerie_ e del nostro romanzo.[63] Da questo libro, con molta
-probabilità, il comandante di Vignacourt prese l'idea almeno di una
-parte importante dell'opera che pubblicò nel 1723 in due volumi: _Edèle
-de Ponthieu, nouvelle historique._ Tuttavia egli conservò ben poca
-cosa del vecchio racconto, e soppresse, per dire il vero, tutto ciò
-che ne costituiva l'originalità e anche l'interesse.[64] La signora de
-Gomez fu meglio ispirata nella sua _Princesse de Ponthieu_, che inserí
-nelle due _Journées amusantes_:[65] salvo qualche lieve modificazione,
-essa seguí l'antico racconto, che conosceva certamente per il libro
-del Citri de la Guette. Non ne resta, al contrario, quasi nulla
-nella tragedia del La Place, _Adèle, comtesse de Ponthieu_, debole
-imitazione della _Zaïre_, rappresentata nel 1757;[66] quanto all'opera
-del Saint-Marc, _Adèle de Ponthieu_, data nel 1776 e due volte posta
-in musica, non ha assolutamente di comune con le due opere precedenti
-altro che il nome dell'eroina.
-
-Questo nome merita di fermarci un istante, perché ha indotto a
-singolari conclusioni sul romanzo che esaminiamo. L'eroina del romanzo
-è anonima nell'opera originale; tale è rimasta nel Citri de la Guette
-e nella signora de Gomez, che ne ha fatto solamente una principessa.
-A quanto pare, il comandante di Vignacourt ebbe per primo l'idea di
-darle il nome di _Èdèle_, che il La Place ha imitato cangiandolo in
-_Adèle_: questi due nomi non sono che la variante uno dell'altro,
-ed entrambi erano poco in uso durante il sec. XVIII. Si trova nella
-famiglia di Pontieu una _Adela_, figlia di Giovanni II e moglie di
-Tommaso di Saint-Valeri alla fine del secolo XII: percorrendo qualche
-genealogia, il Vignacourt avrà messo gli occhi sopra questo nome,
-l'avrà trovato di suo gusto e l'avrà dato alla sua eroina, lasciando al
-marito il cognome di Saint-Valeri, ma sostituendo al nome di Tommaso
-quello piú decoroso d'Enguerrand. La tragedia del La Place, che ebbe
-qualche successo, consacrò il nome d'_Adèle_ di Pontieu (sostituito da
-lui a _Édèle_), e quando si riscontrò che effettivamente vi era stata
-una Adela nella famiglia di Pontieu, si credette d'aver trovato la
-prova che il vecchio romanzo non fosse senza fondamento storico, e,
-seguendo il processo abituale in simili casi, si cercò di rinvenire
-questo fondamento, eliminando dalla narrazione ciò che era troppo
-evidentemente meraviglioso ed inverosimile. Il Louandre, nella sua
-_Histoire d'Abbeville,_ dopo d'aver menzionato Adele, figlia di
-Giovanni II di Pontieu e sposa di Tommaso di Saint-Valeri, aggiunge:
-«Fu questa giovane e bella principessa che i briganti oltraggiarono
-e che Giovanni fece precipitar nei flutti, credendo di cancellare in
-questo modo l'affronto fatto al suo sangue.[67] Questa avventura,
-cosí come la conosciamo, si è senza dubbio alterata e la finzione,
-come nella tragica storia della dama di Coucy,[68] vi tiene posto piú
-della realtà. Sia come si vuole, Adele è restata nel Ponthieu l'eroina
-d'una tradizione celebre.[69] Il ricordo della sua sciagura, dopo aver
-ispirato i trovieri del Medio Evo,[70] ha fornito il soggetto ad opere
-in musica, a tragedie e a poemi per i verseggiatori moderni».[71] Il
-Louandre avrebbe dovuto rammentarsi che il romanzo fa della figlia
-del conte di Pontieu la bisavola di Saladino: essa avrebbe dovuto
-dunque nascere verso il 1070,[72] mentre che Ale (è la vera forma
-francese di _Adela_) di Pontieu nacque verso il 1160; del resto,
-non si trova, beninteso nella: storia, alcuna traccia della tragica
-avventura attribuita qui alla moglie di Tommaso di Saint-Valeri. Ciò
-non ha impedito agli ultimi editori del romanzo del secolo XIII di
-dire, citando il Louandre, che «nelle avventure della nostra eroina
-non è tutto fittizio», e che essa ha esistito «sotto il nome di Adele
-di Ponthieu, moglie di Tommaso di Saint-Valery e figlia di Giovanni I
-di Ponthieu, durante la seconda metà del secolo XII».[73] Ahimè! anche
-la sua esistenza, in quanto figlia unica d'un conte di Pontieu[74]
-maritata a un Tibaldo di Domart,[75] non è reale piú delle sue
-disgrazie, o dell'introduzione di tre figli nelle liste genealogiche
-delle case di Pontieu, di Saint-Pol, e di Préaux: i valorosi Guglielmo,
-Giovanni e Pietro di Préaux, questi fedeli compagni di Riccardo, che
-combatterono cosí valorosamente contro Saladino, non sospettavano
-affatto d'esser suoi cugini e d'avere avuto per avolo il figlio del
-soldano d'Almeria!
-
-Il nostro romanzo ci presenta probabilmente, seguendo un fenomeno
-assai conosciuto, l'applicazione d'una novella popolare a un dato
-leggendario, da cui era del resto indipendente. Si credeva, senza
-che noi sappiamo come questa credenza nascesse, che la figlia d'un
-conte di Pontieu avesse sposato uno degli avoli di Saladino: si cercò
-d'immaginare per quali avventure essa avesse potuto essere trasportata
-in _paienie_ e risolversi a sposare un saraceno. Si fece uso di un
-racconto assai commovente, che apparteneva a un gruppo di narrazioni
-molto sparse nel Medio Evo, le quali hanno per iscopo di dimostrare che
-gli uomini s'arrogano a torto il diritto di giudicare e di condannare
-le colpe dei loro simili, e che la misericordia divina confonde
-spesso con dei prodigi la pretesa giustizia umana. Noi possediamo una
-variante abbastanza bella, quantunque tarda (secolo XIV), del tema cui
-sembra appartenere la novella della bisavola di Saladino: il _Dit des
-annelets._ La colpa della moglie qui è diversa, piú grave in realtà,
-quantunque non sia se non intenzionale: partita con suo marito dal
-Boulonnais, come la nostra eroina dal Pontieu, per il pellegrinaggio
-di San Iacopo, essa si lascia trascinare, quasi contro sua voglia,
-a seguire in un castello solitario un cavaliere, che ha incontrato i
-viaggiatori e che s'è unito ad essi; quando il marito li sorprende,
-ella sostiene l'audace menzogna del suo complice (che non è ancora tale
-di fatto) assicurando esser questi il marito e l'altro un intruso. Un
-dibattito giudiziario ha luogo tra i due rivali, e già il pentimento
-piú sincero e piú profondo s'è impadronito del cuore della povera
-donna, la quale non trema che per il suo sposo. Vincitore, questi
-la conduce nel loro paese, e là, convocando tutti i suoi parenti ed
-amici, racconta l'avventura senza nominarne i personaggi, e domanda
-qual giudizio si darebbe della colpevole, che non solamente ha voluto
-tradire, ma ha rinnegato suo marito. Il padre della dama dice che,
-se avesse potere sopra una donna simile, la condannerebbe, e tutti
-sono del suo parere. Il marito allora, dichiara che si tratta di sua
-moglie, ma che la punirà in modo da non disonorare la famiglia. La
-conduce a Wissant,[76] e l'abbandona sul mare in un battello senza
-ormeggi.[77] Prima di abbandonarla, le fa mettere nelle dita dieci
-anelletti di ferro, che le entrano nella carne, e getta nell'acqua
-l'anello d'oro che ella gli aveva dato in altri tempi, dichiarando
-che si riconcilierà con lei sol quando Dio glielo renda. Trasportata
-dai flutti in un'isola deserta, vi è raccolta da un conte spagnuolo
-che ha pietà di lei, la trova bella, le offre invano di sposarla, e,
-dietro sua domanda, la fa entrare, insieme con dodici beghine, in
-una casa lungo la strada di San Iacopo, dove essa pratica opere di
-misericordia verso i pellegrini. S'indovina che dopo qualche tempo si
-rinvenga nel corpo d'un pesce l'anello gettato nel mare, che il marito
-ritorni in Galizia per implorare da San Iacopo di riunirlo con sua
-moglie, che egli la ritrovi, e che, quando le ha perdonato, gli anelli
-di ferro che avevano quasi marcito le dita e che essa non aveva mai
-voluto far togliere cadano da sé, per un miracolo di Dio. Si ponga a
-confronto la prima parte di questa leggenda, alquanto modificata, con
-una delle scene di riconoscimento che sono frequenti nelle novelle e
-specialmente in quelle del ciclo cosí ricco e cosí vario della «moglie
-innocente e perseguitata», e si avrà all'incirca il nostro romanzo,
-meno gl'incidenti e i particolari che ha saputo aggiungervi, con
-discreta felicità d'invenzione, colui che l'ha redatto. Gli è stato
-sufficiente dare all'eroina un conte di Pontieu per padre, maritarla
-temporaneamente a un soldano saraceno e fare della nipote la madre del
-gran Saladino, per dare al suo romanzo un interesse maggiore, molto
-gustato, e riannodarlo con una leggenda che si conosceva vagamente
-senza sapere su quale fondamento s'appoggiasse.
-
-Non è dunque sorprendente che questo romanzo abbia avuto successo.
-È passato in _Jean d'Avesnes_, ma il redattore del secolo XV non
-si è limitato a ringiovanire la lingua del romanzo del Dugento:
-anche seguendo assai da presso gli avvenimenti,[78] ha completamente
-rinnovato lo stile sul gusto del suo tempo e alla semplicità un po'
-secca del racconto antico ha sostituito una rettorica che, pur non
-essendo, qua e là, priva di merito,[79] non pecca meno in generale per
-l'enfasi[80] e la prolissità. Come si è già veduto, ringiovanito nel
-Seicento, il nostro romanzo ebbe nel secolo XVIII una voga letteraria
-da compararsi a quella del _Châtelain de Couci_; doveva però questa
-voga al suo interesse intrinseco, e non alle origini di Saladino, che i
-rifacitori avevano persino creduto di dover sopprimere.[81]
-
-
-
-
-IV
-
-
-Al contrario, si tratta proprio di Saladino in un gruppo di novelle,
-le quali si riferiscono ai viaggi che in incognito avrebbe compiuti
-in Occidente. Questi pretesi viaggi sono stati oggetto di parecchi
-racconti che noi troviamo in Francia, in Italia, e in Ispagna. In
-Francia non ci se ne presentano in epoca assai remota, ma è assai
-probabile, come vedremo, che le narrazioni italiane abbiano avuto
-fonti francesi ora perdute. Attualmente noi non ritroviamo una
-storiella di questo gruppo che nel poema (scritto dopo il 1350) del
-quale _Baudouin de Sebourc_ e il _Bastart de Bouillon_ sono due rame;
-essa non ci è neanche pervenuta nelle redazioni versificate, bensí in
-_Jean d'Avesnes_ ne abbiamo una in prosa, evidentemente fedele, e i
-riferimenti ripetuti e precisi che ne son fatti nel _Baudouin_ e nel
-_Bastart_ non permettono di dubitare che abbia figurato nel poema.[82]
-Questa storia, tal quale viene presentata qui, è, almeno nella
-prima sua parte, la semplice imitazione d'una finzione piú antica,
-appartenente al ciclo della prima crociata e riferita a tutt'altro
-personaggio che Saladino. Il poema delle _Enfances Godefroi_, il
-quale, nella sua forma attuale,[83] è stato redatto circa il 1160,
-contiene un lungo episodio che è unito al rimanente con un legame assai
-debole, e che ha dovuto formare in origine un poema isolato, alquanto
-anteriore a questa data: è il «voyage de Cornumarant». Cornumarant, re
-di Gerusalemme (personaggio importante degli antichi poemi sulla prima
-crociata), avendo avuto sentore di una predizione, secondo la quale il
-duca Goffredo di Bouillon deve togliere la città santa ai Saraceni,
-va in Francia con un interprete, con l'intenzione di conoscere
-la potenza del duca e di ucciderlo, se può: come sia riconosciuto
-dall'abate di Saint-Tron, come riveli l'esser suo a Goffredo, come
-rinunzi al progetto di omicidio, non è quello che devo raccontare qui.
-Quanto a Saladino, non è una profezia che lo conduce in Occidente, è
-semplicemente il desiderio di «veoir la noblesse et le maintien des
-chrestiens».[84] Si fa accompagnare da suo zio Giovanni di Pontieu (v.
-addietro p. 27) e da Huon Dodekin, divenuto Huon di Tabarie, cui deve
-l'ordine di cavalleria (v. addietro p. 11, n. 2). Sbarcano a Brindisi,
-passano per Roma, traversano la Lombardia e arrivano a Parigi: «Deux ou
-trois jours furent les barons a Paris pour eulx donner joye, et jamais
-ne leur eust illec anuyé, pour ce que c'est ung droit monde».[85] Il re
-Filippo non c'era, ma sono ricevuti dalla regina (che non è nominata),
-alla quale Saladino fa una viva impressione. I viaggiatori vanno a
-Saint-Omer, dove risiede il re, e Saladino difende vittoriosamente in
-singolar tenzone l'innocenza ingiustamente accusata di una fanciulla
-della famiglia dei conti di Pontieu. A Cambrai si combatte un magnifico
-torneo, nel quale Saladino ottiene il premio, rovesciando lo stesso
-re Riccardo d'Inghilterra. La «largesse» e la «courtoisie» dello
-sconosciuto eguagliano la sua valentia, e la regina ne è sempre piú
-invaghita. Glie lo dichiara senza ambage e si dà intieramente a lui;
-anch'egli finisce per confessarle l'esser suo, ma ciò non toglie che
-ella seguiti ad amarlo.[86] Finalmente egli se ne va in Siria. Però ben
-presto ne ritorna in tutt'altre condizioni, con una flotta immensa e
-col proposito di conquistare la Francia: Huon di Tabarie e Giovanni di
-Pontieu riescono a stornare sull'Inghilterra l'invasione minacciante,
-e l'Inghilterra stessa è salvata, grazie soprattutto al valore dei
-cavalieri francesi, in un episodio (il _Pas Salehadin_) sul quale
-ritorneremo piú tardi. Ben presto, ritornando in Siria, Saladino viene
-a sua volta assalito colà dai re di Francia e d'Inghilterra. Questa
-seconda parte del racconto non è, come si scorge, affatto in relazione
-con la prima, nella quale vediamo il soldano visitare la Francia per
-semplice curiosità.
-
-Non unicamente per questo sentimento, ma anche in previsione di una
-crociata imminente e per il desiderio di informarsi delle forze dei
-Cristiani,[87] Saladino si risolve a percorrere il mondo nella maggior
-parte dei racconti italiani. Il piú antico sembra esser quello di
-Bosone da Gubbio (v. piú addietro, p. 11), del resto assai confuso.[88]
-Il re di Francia, secondo Bosone, era stato fatto prigioniero
-da Saladino con molti altri suoi baroni, tra i quali il _conte
-Artese_;[89] Saladino usa molte cortesie a quest'ultimo, lo mette in
-libertà, e gli annunzia che gli farà una visita in Francia. Infatti,
-travestito da eremita, gli si presenta qualche tempo dopo; quindi,
-sotto le spoglie d'un mercante, visita col conte l'Europa e critica
-la prodigalità del re in relazione coll'avarizia del papa.[90] In
-seguito, nel romanzo di Bosone, accade un'altra avventura la cui scena
-è in Ispagna: un cavaliere, Ugo _di Moncaro_, è di un'estrema cortesia
-verso Saladino, senza riconoscerlo, e di ciò il soldano lo ricompensa
-piú tardi, quando Ugo è caduto nelle sue mani dopo una disfatta dei
-Cristiani, rinviandolo libero in patria con altri dieci prigionieri e
-un presente di dieci mila pezze d'oro.[91]
-
-Secondo il Rajna, queste novelle sono d'origine francese, e niente è
-piú probabile, sebbene siano singolarmente alterate dalla trasmissione
-orale. I commentatori di Dante, citati dal Rajna e dal Fioravanti,
-ci mostrano che durante il secolo XIV questa idea dei viaggi di
-Saladino era molto sparsa in Italia: «Questi, dice Iacopo della Lana,
-fue soldano di Babilonia, lo quale fue sagacissima e savia persona,
-sapeva tutte le lingue,[92] e sapeva molto bene trasformarsi di sua
-persona; cercava tutte le provincie e tutte le terre sí de' Cristiani
-come de' Saracini, e sapeva andare sí segretamente che nulla sua gente
-né altri lo sapea». Il Boccaccio, nel suo commento, ci attesta anche
-la diffusione di questa tradizione: «_Credesi_ che, trasformatosi,
-gran parte del mondo personalmente cercasse, e massimamente intra'
-Cristiani, li quali, per la Terra Santa da lui occupata, gli erano
-capitali nemici». Sembra evidente, come è stato notato,[93] che
-quest'ultima parte della frase indichi che Saladino esplorasse i
-paesi dei Cristiani allo scopo d'informarsi delle forze delle quali
-avrebbero potuto disporre contro di lui. Lo stesso Boccaccio lo dice
-espressamente nella bella storia di Messer Torello (_Decam._, X, 9), il
-quale, come Ugo di Moncaro, si mostra, a Pavia, d'una cortesia squisita
-verso Saladino vestito da mercante, e piú tardi riceve da lui una
-meravigliosa ricompensa:[94] Saladino aveva intrapreso il suo viaggio
-in «Ponente» per vedere da se stesso i preparativi della crociata, a
-tempo di Federico I. Era insomma uno spionaggio, e se il sultano fosse
-stato riconosciuto, rischiava di pagar molto cara la sua temerità.
-
-Tuttavia ciò accadde una volta,[95] ma impunemente, se si deve
-credere a un altro novellista, questa volta spagnolo, D. Juan Manuel,
-che scriveva alla metà del secolo XIV. Nella novella L del _Conde
-Lucanor_, Patronio narra al suo padrone che in Egitto Saladino s'era
-invaghito d'una dama bella e virtuosa, sposa d'uno de' suoi principali
-cavalieri. Costei gli promette d'esaudirlo quando avrà risposto
-alla seguente questione: «Quale è la miglior cosa che possa essere
-nell'uomo e diventare la fonte di tutte le virtù?» Il soldano ha un bel
-riflettere e cercare, non trova nulla; invano interroga tutti quelli
-che ravvicinano. Allora, travestito da giullare, in compagnia di due
-altri giullari, percorre il mondo, l'Italia, la Francia, domandando
-ovunque una risposta che non ottiene mai. Finalmente in Ispagna
-incontra un cavaliere che lo porta da suo padre, vegliardo assai
-saggio; costui un tempo era stato prigioniero di Saladino, il quale
-lo aveva trattato molto bene; dapprima lo riconosce, ma non se ne fa
-accorgere pubblicamente. Egli risponde alla questione: la miglior cosa
-che possa essere nell'uomo è la vergogna (_vergüenza_); poi chiama a
-parte il soldano, e gli dice che lo riconosce, ma che non lo tradirà.
-Saladino ritornato in Egitto va a trovare la dama e le dà la risposta
-del vegliardo; essa gli dice che è buona, ma gli fa un'altra questione:
-«Non si considera egli come il miglior uomo che viva?» Egli confessa
-di sí; allora l'esorta a riunire la miglior cosa del mondo col miglior
-uomo del mondo, e Saladino commosso cambia in rispettosa amicizia la
-passione che aveva per lei.[96]
-
-
-
-
-V
-
-
-Questo racconto, il quale per il suo spirito e per il modo onde
-procede, sembra esser venuto in Ispagna dalla Provenza, ci conduce
-a parlare degli amori di Saladino: non era possibile che un modello
-cosí completo di tutte le virtù cavalleresche, rimanesse estraneo
-all'amore. Lo nota espressamente l'autore della prima delle _Cento
-novelle antiche_: «El Saladino fo sí valoroso, largo, cortese signore
-e d'anemo gentile, che ciascuno ch'al mondo era en el suo tempo dicea
-che senza alcun difetto era onne bontà in lui compiutamente». Ma gli
-mancava l'amore: Bertran de Born (in qual modo si trovava in relazione
-con lui?) volle dargli questa suprema perfezione, e gl'indicò una dama
-che era la migliore che esistesse, spronandolo ad amarla «per amore».
-Saladino rispose che aveva quante donne volesse e che le amava tutte.
-Però il trovatore gli mostrò che ciò non aveva niente di comune con
-l'amore vero, l'amore cortese, delicato e raffinato, e glie ne diè la
-spiegazione. Subito il sultano, esaltato da questi discorsi, si porta
-con un esercito nel paese dove abita la dama, paese che gli è ostile,
-l'assedia nel suo castello e sta per impadronirsene, quando ella lo
-fa chiamare e gli dice che non sono questi i segni dell'amore che si
-è soliti dare. Udite le sue proteste, ella gli ordina di ricondurre
-il suo esercito: «_E per accordo a me lasci el cor tuo e 'l mio ne
-porti, e siano sempre uno in tutta simillianza_. E cosí fu el comiato».
-Saladino aveva preso una lezione completa d'amor cortese, ma doveva
-trovarlo un po' arido.
-
-Era predestinato, sembra, ad ascoltar da donne amate da lui risposte
-nobilissime e savissime, ma poco incoraggianti, e delle quali voleva
-non di meno soddisfarsi. Si legge in _Jean d'Avesnes_ che, essendosi
-impadronito d'un castello, in cui si erano rinchiuse duecento dame con
-la principessa d'Antiochia, trattò quest'ultima assai cortesemente,
-e non poté impedirsi d'essere sensibile alla beltà di lei e alle
-attrattive della sua conversazione, tanto che egli «la requist d'estre
-sa dame et sa maistresse, ce que par adventure elle eust voulentiers
-fait s'il eust esté crestien et s'elle eust esté impourveue de mary....
-Si respondy le plus doulcement qu'elle peut a Salhadin, soy reputant de
-mendre estat qu'a si grant prince appartenoit, et disant, qu'il devoit
-premierement amer Dieu [plus] que aultre chose avant qu'il requist dame
-crestienne d'amours, metant en sex excusacions que sans icelluy rien
-ne peut estre mené a bonne fin. De laquelle responce Salhadin fut assez
-contempt».[97]
-
-Il sultano non si trovò tuttavia sempre ridotto in amore a
-un'ammirazione cosí platonica. Noi non conosciamo diversamente la
-storia cui fa allusione il commento di Dante che va sotto il nome
-dell'_Ottimo_: «E amò per amore la reina di Cipri».[98] Però si è già
-visto piú avanti ciò che racconta _Jean d'Avesnes_, secondo il poema
-spesso citato del secolo XIV, circa i suoi amori con la regina di
-Francia, moglie di Filippo II. Cominciati in Francia, questi amori,
-nel seguito del romanzo sono continuati in Siria, quando la regina,
-avendo accompagnato lo sposo, si trova con lui in Acri assediata da
-Saladino. Dall'alto dei bastioni essa ammira le prodezze del soldano,
-e avendo costui abbandonato l'assedio per rientrare in Gerusalemme,
-essa per rivederlo concepisce un piano ingegnoso. Persuade il re,
-«qui pour sa grant beaulté estoit d'elle comme tout affollé» che ha
-ricevuto in sogno da Dio la missione di convertire il soldano. «Le
-roy, doubtant de couroucher Dieu, et pensant que les menchonges de sa
-femme fussent véritables, conclud entre ses hommes qu'il la lairroit
-ceste chose esprouver, moiennant bon et seur sauf conduit, avoec
-certaine guide de quelqu'un des plus vaillans de sa compagnie».[99]
-Saladino accorda volentieri il salvacondotto e si stabilisce che
-Chauvigni (cioè Andrea di Chauvigni, uno dei principali eroi della
-terza crociata) l'accompagni, «ce dont la royne fu moult desplaisante,
-car elle sçavoit bien que Chauvigni de sa nature douteus estoit». Non
-s'ingannava, perché il bravo Chauvigni, vedendo la maniera con la quale
-Saladino accoglieva la bella visitatrice, risolse di non lasciarla
-sola con lui; dopo qualche tempo d'una penosa sorveglianza, di cui
-Saladino si sarebbe sbarazzato con la forza se non avesse rispettato
-il salvacondotto da lui rilasciato, Chauvigni esortò la regina a porre
-termine prontamente al suo negozio e a ritornare in Acri con lui; però
-essa lo ricevette malissimo: _«Vous perdez vostre langage, Chauvigny;
-car cy m'avez amenee a vostre adventure, laquelle vous vaille s'elle
-vous peut valoir... Je suy venue pour besongnier avoec Saladin... si
-ne me partiray d'icy tant que ma voulenté auray acomplie, deusse je
-perdre vostre compaignie, de laquelle je suis trop mal contempte»_.
-Chauvigni prende allora questa risoluzioni: fa abbandonare Gerusalemme
-da tutti i suoi, e ritorna solo, armato della sua spada e montato sul
-suo cavallo, davanti al palazzo di Saladino. Il soldano e la regina
-conversano in questo momento a una finestra; Chauvigni s'avvicina e
-chiede alla regina se può dirle qualche parola in secreto, perché sta
-per partire e desidera trasmettere al re le parole stesse della dama
-che devono servirgli di giustificazione, se si vuol punirlo d'aver male
-eseguito la consegna. Ella discende: Chauvigni finge di volerle parlare
-all'orecchio, e, impadronendosi di lei vigorosamente, «il la troussa
-devant luy et picqua le bon cheval atout la dame, qui si hault s'escria
-que bien l'entendy Salhadin, si s'advisa Chauvigny en courant de tirer
-son espee, et ad ce que la dame ne soy remuast trop fort tellement
-luy feit paour qu'elle se laissa manier et emporter comme ung bouchier
-emporte davant soy une brebis». Saladino si pone ad inseguirlo, ma non
-può raggiungerlo, e rientra afflittissimo in Gerusalemme. Chauvigni
-ritorna in Acri e ripone la regina nelle mani di Filippo, «soy
-deschargeant d'elle, et racomptant ses fais et son adventure, et comme
-elle avoit voulu demourer avec Salhadin. Dont le roy fu moult marry sur
-la royne, mais il ne la voult pugnir de son meffait, ançois la renvoya
-au roy d'Arragon son pere, renonçant a la compaignie d'icelle par
-les excusacions de sa vie oultrageuse et de la male voulenté qu'elle
-avoit eue de vouloir converser avec les Turcs. Si fut d'elle tant mal
-contempt le roy son pere que, comme dit l'istoire, il en feit justice,
-et contempta le roy Philippe et les nobles barons de France par la
-pugnicion qu'il feit d'elle... Si se taist atant le compte de la fin de
-la royne». Il romanzo non ci dice dunque in qual modo il re d'Aragona
-fece giustizia della colpevole figlia sua; esso ha qui attenuato il
-racconto dell'antico poema: nel quale, dopo uno di quegli esordi che ci
-permettono di ricostituire in parte le rame che non ci sono pervenute,
-era indicato esplicitamente il supplizio della regina, la quale fu
-bruciata: io vi parlerò, dice il poeta, di Salehadin,
-
- Qu'au tournoi a Chambrai enama la roïne
- Qu'en Arragone fu arse en un fu d'espine:
- Par le bon Chauveigni en sot on la couvine.[100]
-
-Questa singolare storia non è che il rinnovamento amplificato d'un
-racconto piú antico, che si trova tra quelli del «Ménestrel de Reims»;
-solamente in questo si tratta non della moglie di Filippo II, ma di
-quella di Luigi VII, che è esattamente chiamata col suo nome Aliénor o
-Éliénor. Secondo il narratore del secolo XIII, Luigi era con sua moglie
-a Sur, la sola fortezza che i cristiani possedessero allora in Siria,
-dove non faceva che «le sien despendre», non osando dar battaglia a
-Saladino. La regina prende a disprezzare suo marito, «et ele oï parler
-de la bonté et de la prouece et du sens et de la largece Salehadin, si
-l'enama durement en son cuer». Trova il mezzo d'intendersela con lui,
-il quale le manda una galea che deve condurla via. Una notte, discende
-da una postierla, portando con sé due scrigni pieni d'oro e d'argento,
-allorché una delle sue damigelle va a trovare il re, che dormiva, e
-lo sveglia dicendogli: _«Sire, malement est; ma deme s'en vuet aler en
-Escaloigne a Salehadin, et la galee est au port qui l'atent. Pour Dieu,
-Sire, hastez vous!»_ Il re si veste in fretta e discende al porto: «Il
-trouva la roïne qui estoit ja d'un pié en la galee, et la prent par
-la main et la ramainne arriere en sa chambre....». Le domanda allora
-perché ha concepito un tal disegno: _«En nom Dieu_, dist la roïne,
-_pour vostre mauvestié, car vous ne valez pas une pomme pourrie. Et
-j'ai tant de bien oï dire de Salehadin que je l'aim mieuz que vous»_.
-Il re la fa sorvegliare, e, ritornato in Francia, si contenta di
-ripudiarla; ma, nota assai giudiziosamente il narratore, «si fist que
-fous: mieuz venist l'avoir emmuree, si li demourast sa grant terre,
-et ne fussent pas avenu li mal qui en avinrent».[101] Si sa che la
-condotta di Aliénor in Terra Santa fu infatti uno dei principali
-motivi, i quali furon causa del suo divorzio con Luigi VII; però è
-certo che, se essa peccò, non fu, anche d'intenzione, con Saladino,
-che era allora un fanciullo. Si può vedere abbastanza bene come si sia
-formata la leggenda. Si sa che in realtà Luigi VII e sua moglie, dopo
-il disastro sofferto dai crociati nell'Asia Minore, si stabilirono non
-a Sur, ma ad Antiochia. Aliénor, che si lamentava d'aver per marito un
-monaco e non un re, fu durante questo soggiorno estremamente leggera,
-per non dire di piú, specialmente col principe d'Antiochia, Raimondo,
-quantunque fosse suo zio paterno. Essa lo preferiva grandemente a
-suo marito, e sembrava avesse concepito il disegno di restare sempre
-con lui, tanto che il re fu obbligato di menarla via di nottetempo
-sopra un vascello fino ad Acri; rientrato in Francia, egli divorziò
-sotto pretesto di parentela. Tutto ciò si trasformò a poco a poco
-nell'imaginazione popolare. Anche al principe d'Antiochia si riferisce,
-in una versione che ci ha conservato una cronaca spesso citata per gli
-elementi romanzeschi che ha ammessi,[102] il tentativo di evasione
-d'Aliénor; però esso è già raccontato quasi come dal Ménestrel: «La
-royne Alienor, qui estoit femme, moult diverse, fiere et haultaine, ot
-grant desdaing que le roy ne faisoit la requeste du prince.[103] Et
-mist le prince en tel point la royne qu'elle volt laisser le roy, et
-se cuida embler de luy, et fist secretement trousser ses besoignes et
-cuida entrer en mer sans le seu du roy; mais elle fut prinse et amenee
-au roy, qui lui demanda ou elle vouloit aller[104] et pour quoy elle
-part sans son sceu. Et quand elle vit que il failloit que aucune chose
-respondist.... fierement respondy et par grant orgueil que voirement le
-voulloit laisser pour sa grande lascheté et couardie».[105] Ciò però
-non doveva bastare. Essa aveva voluto restare con un uomo del paese:
-la colpa si rese piú grave supponendo che fosse un infedele quegli
-che aveva amato. Una cronaca latina del secolo XIII aveva già detto:
-«Praefata regina regem in pluribus graviter offendit, in hoc vero
-gravissime quod regem clam relinquere machinans cuidam Turco adhaerere
-voluit».[106] Nelle _Chroniques de Flandres_, redatte nel secolo XIV,
-questo Turco, diventa il soldano di Babilonia, e tutta la località è
-cambiata: «Pendant le temps de celluy siege (di Escalona) advint une
-trop grant merveille. Car la royne de France, qui avoit séjourné a
-Triple ung espace tandis que le roy avoit esté devant Damas, avoit tant
-fait devers le souldan de Babiloine qu'elle devoit aler aveuc luy; mais
-le roy en fut adverty, luy estant au siege devant Escaloine. Lors s'en
-party le roy moult hastivement, et chevaucha toute la nuyt tant qu'il
-vint a Triple, si trouva la royne qui estoit ja venue jusques a la
-gallee pour entrer ens. Adont il prist la royne et l'en ramena».[107]
-Era naturale che questo Turco, che questo «souldan» divenisse Saladino,
-perché nel secolo XIII la gloria di Saladino era sí grande, che,
-dal momento che si trattava di un Saraceno ragguardevole per qualche
-cosa di straordinario, si pensasse a lui. Cosí si formò il racconto,
-che il Ménestrel de Reims ci offre con la sua ingenuità e la sua
-vivacità ordinarie,[108] del quale però non ha inventato alcun tratto
-essenziale.[109] Quanto al poeta del secolo XIV, non è certamente per
-un debito d'esattezza storica che ha fatto della regina di Francia
-innamorata di Saladino, la moglie di Filippo II e non di Luigi VII;
-infatti egli non evita l'anacronismo se non per cadere in un errore
-non meno grave, dacché Filippo era vedovo a tempo della crociata.
-Ha fatto semplicemente rientrare l'aneddoto che voleva adoperare nel
-quadro generale del suo poema, in cui Filippo di Francia e Riccardo
-d'Inghilterra sono, come nella storia, gli avversari di Saladino.
-Inoltre egli ha dato al racconto della mancata fuga della regina,
-che imitava, trasformandolo, da una novella relativa ad Aliénor, un
-prologo, il quale ci fa assistere in Francia all'esordio dei suoi
-amori con Saladino, e che è tutto intero di sua invenzione. Ciò era
-assai naturale; quello che sorprende di piú è di vedere sino ai nostri
-giorni degli storici seri parlare degli amori d'Aliénor con «un giovane
-Saraceno», con «un Turco battezzato col nome di Saladino», con «un
-buffone chiamato Saladino», ecc.[110] Quanto tempo è stato necessario
-perché la critica entrasse, nella storia, in pieno possesso dei suoi
-diritti!
-
-
-
-
-VI
-
-
-Accanto a tutte queste narrazioni che fanno di Saladino un cavaliere,
-un mezzo cristiano, un mezzo francese, un viaggiatore, un cortese
-amante, ossia tutto ciò che non fu, sarebbe inverosimile che non ve
-ne fosse qualcuna che ce lo mostrasse almeno approssimativamente,
-tal quale fu, il nemico spesso generoso, ma costante, dei Cristiani.
-Tuttavia il ricordo leggendario ha conservato poche tracce di ciò
-che costituisce il fondo vero della storia del conquistatore di
-Gerusalemme, dell'avversario di Filippo e di Riccardo.
-
-Alcune tradizioni, che sono ancora per metà storiche e che del resto lo
-concernono indirettamente, ci rappresentano la sua vittoria su Guido
-di Lusignano come dovuta al tradimento di parecchi grandi vassalli
-di quest'ultimo, e specialmente di Raimondo di Tripoli o Triple. Il
-Ménestrel di Reims ci racconta che i principali traditori, insieme
-col conte di Triple, erano «le marchis de Montferrat, le seigneur de
-Baru, le seigneur de Saiete, le bau (balio, governatore) d'Escaloigne»
-(§ 40).[111] Il poema del _Pas Salhadin_, del quale parleremo presto,
-trasforma questi nomi, buttati giú un poco a caso, nel modo piú
-bizzarro:
-
- Des traïtres faus losengiers
- Li quens de Tribles fu premiers,
- Et li marcis de Ponferan,
- (Et) D'Escalone Pieres Liban,
- Après li sires de Baru
- Et de Sa[e]te quens Poru.
- Cilz cink firent la traïson
- Et vendirent le roi Guion
- A Salhadin......[112]
-
-Noi abbiamo qui l'eco sfigurata dalla tradizione che si formò tra i
-partigiani di Guido di Lusignano.[113] Dopo la sconfitta, quando Guido
-prigioniero confessa piangendo a Saladino ch'egli ha ben meritata la
-sua sorte, l'altro, secondo il racconto del Ménestrel, gli dichiara che
-non è responsabile del disastro, gli rivela il tradimento, e lo rimette
-generosamente in libertà.
-
-Nel grande romanzo in versi del secolo XIV del quale abbiamo parlato
-tante volte, e che è qui ancora rappresentato dal _Jean d'Avesnes_ in
-prosa, la rovina del regno di Gerusalemme è narrata in un modo che non
-ha quasi nulla di comune con la storia. Non si tratta piú di Guido di
-Lusignano, e neanche dei suoi predecessori immediati. La catastrofe
-accade sotto il regno di Baldovino di Sebourc, secondo successore di
-Goffredo.[114] Saladino, divenuto padrone di Damasco, dell'Egitto e
-poco dopo della Persia, assale i Cristiani di Terra Santa. In una prima
-battaglia, sui «plains des fontaines de Saphire»,[115] il re Baldovino
-è preso, ma Saladino lo rimette in libertà. Ben presto, il soldano
-marcia su Gerusalemme, e davanti alle mura di questa città si dà la
-grande e decisiva battaglia: Baldovino di Sebourc è ucciso, e cosí pure
-il bastardo di Bouillon, figlio di Baldovino I. Saladino fa dovunque
-miracoli di valore: «car il estoit puissant de corps et de si hault
-courage que... nul ne l'osoit regarder en fait d'armes, et partout ou
-il aloit les chrestiens se coatissoient et l'oeil n'osoient haulcier
-devant luy». Non mostra una generosità meno grande; la spinge al punto
-da suscitare un giusto scandalo tra i suoi e, a dire la verità, sino
-alla stravaganza: avendo preso Giovanni di Pontieu, nel quale riconosce
-suo zio, lo autorizza a ritornare a combattere a fianco dei due soli
-campioni cristiani sopravvissuti, e a compiere con essi una terribile
-carneficina dei Saraceni. Tuttavia finisce col farlo prigioniero sulla
-sua parola, allo stesso modo di Huon Dodekin o di Tabarie.
-
-La presa di Gerusalemme, senza colpo ferire, e l'umanità della quale
-Saladino fa prova verso gli abitanti non differiscono molto nella
-storia e nel nostro romanzo. In questo si passa in seguito all'assedio
-di Sur, dove il glorioso nome di Corrado di Monferrato è cambiato
-in quello di Bonifazio, conservandosi però, per un singolar caso,
-il nome del valente Guglielmo de la Chapelle, che del resto non ci
-è stato trasmesso che dal poema contemporaneo d'Ambrogio.[116] Narra
-tuttavia che Saladino, dinanzi all'indomabile resistenza del marchese
-di Monferrato, sospende l'assedio della città, ma a torto aggiunge
-che in un secondo assalto la fortezza fosse obbligata ad arrendersi.
-Lascio da parte la menzione delle altre città conquistate allora da
-Saladino,[117] il quale, secondo il nostro romanziere, visse in seguito
-per dieci anni in una pace profonda, durante la quale preparò il
-viaggio che meditava nel paese dei Cristiani.
-
-Si sa che in realtà non accadde tutto in questo modo: che Guido
-di Lusignano, appena uscito di cattività, venne con meraviglioso
-ardire a porre l'assedio ad Acri, recentemente tolta ai Cristiani,
-che ben presto fu raggiunto colà da Filippo di Francia e da Riccardo
-d'Inghilterra, i quali presero la città in capo a tre mesi, che Filippo
-se ne ritornò allora nei suoi paesi, mentre Riccardo restò ancora un
-anno in Siria, facendo a Saladino una guerra in cui rese immortale
-il suo valore, sebbene non potesse colà compiere alcuno dei disegni
-che aveva formati, e fosse obbligato a terminare con una tregua poco
-gloriosa. Fu in quei quindici mesi di contatto quasi quotidiano che
-i crociati venuti di Francia e d'Inghilterra poterono ricevere la
-piú viva impressione delle qualità brillanti del loro formidabile
-avversario. La crociata in se stessa non ha tuttavia lasciato nella
-tradizione se non assai poco sicuri ricordi. Il piú esatto sembra
-essere una storiella che deve avere un fondo reale, e della quale
-è curioso seguire le successive trasformazioni. Originariamente non
-riflette Saladino, bensì suo fratello Safadin o Seif-Eddin (piú tardi
-suo successore sotto il nome di Malek-Adel). Durante la liberazione di
-Jaffé, nell'agosto del 1192, la piú prodigiosa delle geste compiute
-dal re «au cœur de lion», Riccardo, giunto in tutta fretta per mare,
-aveva appena trovato dei cavalli per lui e per qualcuno dei suoi (v.
-piú innanzi), e non avrebbe potuto surrogare il suo quando l'avesse
-perduto. Safadin, che da lungo tempo era in amichevoli relazioni con
-lui, vedendolo combattere a piedi, gli mandò cortesemente due cavalli:
-tale è il racconto d'Ambrogio, che sembra perfettamente autentico,[118]
-Le diverse redazioni del _Livre de la Terre-Sainte_[119] ce ne mostrano
-i successivi svolgimenti. La prima (H, p. 197) non aggiunge che un
-tratto inesatto, cioè che Riccardo avrebbe dato uno dei due cavalli
-a Guglielmo di Préaux: Guglielmo era allora prigioniero; inoltre
-attribuisce a Saladino l'iniziativa di questa cortesia. La seconda[120]
-amplifica ed altera questo semplice racconto: «Seifeddin... demanda
-ou estoit le roi; l'on li mostra ou il estoit aveques ses homes sor
-un toron. Il s'entremist de bien et d'onor, si li envoia un cheval
-tirant,[121] qui estoit moût mesaisiés a la bouche, par un sien
-memeloc, et il encharja qu'il deïst au rei que nen esteit mie avenant
-chose que rei se combatist... a pié. Le rei, qui fu aparcevans de la
-malice des Sarasins, s'aparçut que le cheval estoit mesais[i]é, si
-dist au message qu'il galopast le cheval; ensi come il le galopeit, il
-le conut qu'il estoit tirant, si li dist: _Mercie ton seignor, et li
-meine son cheval, et li di que ce n'est mie l'amor qui entre lui et moi
-estoit qu'il me mande cheval tirant por moi prendre_. Le memeloc s'en
-torna et mena le a son seignor, et li dist qu'il s'estoit apercells
-qu' il estoit tirant. Seifeddin fu hontous, et comanda que l'on li
-menast un autre plus aaisié[122] que celui, et celui meismes [mena]
-le memeloc qu'i[l] li aveit premierement amené.[123] Le rei comanda
-au ferrot[124] que il li traisist les gisans et les eschaillons,[125]
-et tantost com il l'ot comandé il fu fait; e com hom li ot trait il
-li fist metre un frain et fist monter sus. Le cheval fu alores bien
-aaisié; le rei monta sus et fist mout d'armes». Se qui v'è malizia, è
-da imputarsi tutta intera al «memeloc».[126] Nella terza versione, che
-è quella del manoscritto in cui si trova il nome d'Ernoul, Saladino,
-che sostituisce interamente Safadin, può almeno sembrare colpevole
-d'aver nascosto un tradimento sotto la sua apparente generosità. «Va,
-dist il a un de ses serjanz, _ensele un cheval et si li maine; si li di
-que jou li envoi; qu'il n'afiert pas a si haut home come il est qu'il
-soit a pié a tel lieu._.. Li serjanz fist le comandement Salehadin et
-si mena le cheval au roi d'Engleterre et fist son message. Et li rois
-l'en mercia, mais ne monta pas sus, ains fist monter un sien serjant
-et fist poindre devant lui. Quant li serjant ot point le cheval et il
-cuida retorner, ce ne fust ja mais, ainz l'en porta li chevaus, quel
-gré qu'il en eüst, en l'ost as Sarasins. Et Salehadins fu mout honteus
-de ce que li chevaus estoit retornés; si en fist un autre apareillier,
-et li renvoia».[127] Il tradimento è del tutto sicuro nella LXXVI delle
-_Cento novelle antiche_.[128] Il cavallo è inviato per condurre quello
-che lo monta nella tenda di Saladino; fortunatamente Riccardo vi fa
-montare uno scudiero, e l'astuzia del soldano è in tal modo rivelata
-e sventata a sua volta.[129] Nel poema del sec. XIV spesso citato,
-questa storia ha un seguito: il buon cavaliere Antonio, che Morello,
-il cavallo mandato da Saladino a Riccardo, gli ha ricondotto, acquista
-l'amicizia del soldano, è da lui fatto governatore di Saietta e piú
-tardi vi sostiene un assedio contro di lui per difendere Chauvigni e
-Guglielmo des Barres, da lui perseguitati.[130] — Finalmente nel poema
-inglese sopra Riccardo Cuor di Leone, che, almeno per questa parte,
-è tradotto dal francese, la storia è del tutto fantastica. Accade
-davanti a Babilonia, la quale è assediata da Riccardo. Saladino gli
-manda in dono un magnifico cavallo, migliore ancora del famoso Fauvel
-di Cipro, cavalcato abitualmente da Riccardo;[131] però è invasato dal
-diavolo, e di piú, quando sua madre, cavalcata da Saladino, nitrisce,
-esso accorre, le s'inginocchia davanti e la poppa. Un angelo previene
-Riccardo del tranello che gli è teso: Riccardo esorcizza dapprima il
-cavallo e ne caccia il diavolo, poi gli tura le orecchie con cera, in
-modo che nella battaglia, sordo ai nitriti della madre, la abbatte, e i
-Saraceni sono completamente sconfitti. Si vede che qui l'immaginazione
-dei narratori non ha per lungo tempo ammesso nel nemico giurato dei
-Cristiani un atto di cortesia leale e disinteressata.
-
-Il solo fatto d'armi che si riannodi col nome di Saladino e che gli
-abbia per lungo tempo conservata una popolarità tuttavia mediocremente
-gloriosa, ha nella storia un punto d'appoggio abbastanza incerto.
-In molte «salles» di castelli, si dipingeva nel secolo XIII ciò che
-si chiamava il _Pas Salhadin_: questa pittura rappresentava dodici,
-talvolta tredici cavalieri, sorveglianti una gola di monti, che si
-sforzava di passare un immenso esercito saraceno comandato da Saladino;
-però di esso non si vedeva certamente che qualche combattente, già
-arrestato dai corpi ammucchiati di coloro che l'avevano preceduto. In
-qualcuna di queste pitture si vedeva il re Filippo, il quale, senza
-prender parte al combattimento, ne dava il segnale, lo dirigeva da
-lungi e, dopo il successo, si rallegrava coi vincitori; in altre,
-probabilmente in quelle che non erano state eseguite nella Francia
-propriamente detta, il re Filippo non era rappresentato in alcun modo.
-Tra i combattenti, Riccardo aveva una parte piú o meno preponderante.
-In tutte queste pitture, a quanto pare, si vedeva, arrampicato sopra
-una roccia che chiudeva la gola, uno spione che osservava i guerrieri
-cristiani per riferire i nomi di essi a Saladino, posto dall'altro
-lato della montagna: questi nomi, che variavano nelle diverse pitture,
-erano però scritti a fianco di ciascuno di essi, e il nome dello
-spione, _Tornevent_ o _Espiet_, figurava egualmente vicino alla
-sua testa.[132] È probabile che queste pitture avessero un punto
-di partenza molto antico e in origine avessero rappresentato, forse
-sotto l'ispirazione dello stesso Riccardo, quella stessa giornata,
-in cui, dopo d'avere quasi miracolosamente riacquistato Jaffe, era
-riuscito, con un piccolissimo numero d'uomini, a far rinculare tutto
-l'esercito mussulmano e obbligato Saladino alla ritirata.[133] I nomi
-dei dieci compagni di Riccardo, di quei dieci i quali, soli con lui,
-avevano potuto procurarsi dei cavalli, erano subito divenuti celebri:
-Ambrogio li rammenta nei suoi versi e Riccardo de la Sainte-Trinité
-li inserisce nella sua traduzione.[134] Naturalmente, secondo la
-formula tradizionale, questi undici compagni si cambiarono abbastanza
-presto in dodici o in tredici (dodici piú Riccardo); e i nomi reali
-dei combattenti del 5 agosto 1192 furono ben presto sostituiti da
-altri piú conosciuti o che introdusse l'amor proprio di famiglia o
-del paese. Già le _Chroniques de Flandres_, citate molto a proposito
-dall'editore del _Pas Salhadin_,[135] dànno a Riccardo, nella sua
-spedizione di Jaffe, undici compagni, uno solo dei quali, Andrea di
-Chauvigni, assisteva realmente al combattimento; gli altri dieci sono:
-Gauthier (_l._ Gauchier) di Châtillon, il conte di Clèves, Guido di
-Montfort, «il conte d'Oste in Germania», il barone d'Estanfort, il
-conte di Lembourg, Walleran di Luxembourg, Droon di Merlo, Guglielmo
-des Barres e Guglielmo Longue-Épée. La prova che la leggenda del
-_Pas Salhadin_ ha per origine l'eroico combattimento di Jaffe, è
-che troviamo nelle due versioni di essa che ci sono pervenute il
-maggior numero di questi nomi: ambedue citano, come le _Chroniques de
-Flandres_, Guglielmo des Barres, Guglielmo Longue-Épée, il duca di
-Lembourg, Gauthier de Châtillon, il conte di Montfort e il conte di
-Clèves; hanno in comune contro le _Chroniques_ il conte di Fiandra[136]
-e Huon de Florines e ignorano in comune il barone d'Estanfort e
-Droon di Merlo. La prima, sola, ha in comune con le _Chroniques_ il
-conte d'Oste (chiamato d'Ostinale e d'Hostermale), e di suo Jofroi di
-Lusignano e Renaud (Renard) di Boulogne; la seconda ha in comune con
-le _Chroniques_ Andrea de Chauvigni[137] e il duca di Luxembourg; ha
-di suo il conte di Joigni. Di questi personaggi, nessuno, salvo Andrea
-di Chauvigni, assisteva Riccardo nel combattimento di Jaffe; parecchi
-non presero neanche parte alla crociata, o vissero piú tardi. Si noterà
-in queste tre liste il predominio, del tutto contrario alla verità,
-dato all'elemento francese e fiammingo: a quanto sembra, la tradizione
-s'era sparsa, sotto la sua forma pittorica, soprattutto nel nord-est
-della Francia, e l'azione di Riccardo e dei suoi veri compagni vi s'era
-sempre piú dimenticata. Quanto alla scena in se stessa, si può supporre
-che un particolare di paesaggio[138] facesse credere assai per tempo
-che l'impresa dei Crociati fosse consistita nel difendere, dodici
-(o tredici) solamente, contro Saladino, un _pas_ o una gola in una
-montagna: di qui il nome di _Pas Salhadin_ dato a quest'impresa ed alla
-sua rappresentazione.
-
-L'uso di dipingere nei castelli il _Pas Salhadin_ ci è attestato nel
-poemetto che porta questo nome, e che deve risalire alla fine del
-secolo XIII.[139] Comincia cosí:
-
- Del recorder est grans solas
- De cheaus qui garderent le pas
- Contre le roy Salehadin,
- Des douze princes palasin
- Qui tant furent de grant renon:
- En mainte sale les point on
- Pour mieus veoir leur contenance;
- Moult est bele la remembrance
- A regarder a maint preudomme.
-
-E ripete terminando:
-
- Grant honneur firent leur lignage;
- Tous jours en iert la renommee;
- On les point en sale pavee:
- C'est uns tresnobles mireors
- A ceulx qui tendent a honnors
- Et maintiennent chevalerie.
-
-Dalla pittura, la rappresentazione del _Pas Salhadin_ dovette, come
-accadeva ordinariamente, passare alla tappezzeria;[140] passò anche
-allo stato di vero spettacolo, eseguito da personaggi viventi. Si
-è spesso citato il passo del Froissart (l. IV, cap. I) relativo
-all'entrata della regina Isabella di Baviera a Parigi nel 1389:
-
- Après, dessoubz le moustier de la Trinité, sur la rue avoit ung
- eschafault, et sur l'eschafault ung chastel, et la au long de
- l'eschafault estoit ordonné le pas du roy Salehadin, et tous faiz
- de personnages. des chrestiens d'une part, et les Sarrazins de
- l'autre, et la estoient par personnages tous les seigneurs de
- nom qui jadis au pas Salhadin furent, et armoiez de leurs armes
- ainsi que pour le temps de adonc ilz s'armoient. Et ung petit
- en sus d'eulx estoit par personnage le roy de France, et entour
- luy les douze pers de France, et tous armoiez de leurs armes. Et
- quant la royne de France fut amenee si avant en sa lictiere que
- devant l'eschafault ou ces ordonnances estoient, le roy Richart
- se departit de ses compaignons et s'en vint au roy de France et
- demanda congié pour eller assaillir les Sarazins, et le roy lui
- donna. Ce congié prins, le roy Richart s'en retourna devers ses
- douze compaignons, et alors se mirent en ordonnance, et allerent
- incontinent assaillir le roy Salhadin et ses Sarrazins, et la y eut
- par esbatement grant bataille, et dura une bonne espace. Et tout
- feu veu moult voulentiers.
-
-Lo spettacolo del 1389, per la parte attribuita al re di Francia, si
-riannoda al gruppo che ci rappresenta il poemetto del _Pas Salhadin_.
-Ecco un riassunto di quest'opera, assai mediocre in se stessa, ma che
-ci presenta un qualche interesse per il ricordo che v'è conservato
-d'un episodio eroico, il quale ha goduto una sí grande popolarità nel
-mondo cavalleresco.[141] Probabilmente è nato dal desiderio di spiegare
-una di quelle pitture che indica sin da principio, delle quali non si
-conosce precisamente il soggetto: il poeta pretende di farlo conoscere;
-però le fonti della sua scienza sono poco sicure.[142] Filippo,
-insieme col re Guido, che Saladino ha posto generosamente in libertà,
-assedia Sur;[143] è raggiunto da Riccardo. Saladino viene da Acri per
-fargli levar l'assedio; per raggiungere i Cristiani, egli deve passare
-_le fort passage d'Armonie_,[144] _par mi la roce, mout forte et
-perilleus_. Huon de Florines propone al Barrois (Guglielmo des Barres)
-di sceglier cinque cavalieri provetti ciascuno, e difendere essi dodici
-il _pas_ contro tutti gli sforzi di Saladino. Il Barrois accetta, ed
-essi scelgono i loro dieci compagni (il Barrois sceglie Riccardo).[145]
-Naturalmente i dodici cavalieri respingono l'assalto dei Saraceni,
-condotti dai re Escorfaut et Malaquin, i quali sono uccisi entrambi.
-Saladino stupito manda uno spione, Tornevent, il quale conosceva
-le armi dei signori cristiani, sulla roccia che domina il _pas_, e
-quando costui gli ha riferito i nomi dei dodici campioni, egli giudica
-inutile la lotta e si ritira su Damietta. Filippo festeggia Riccardo
-e gli altri quando rientrano nell'accampamento dopo la ritirata dei
-Saraceni; ben presto prende Sur ed Acri, e lascia Guido di Lusignano
-pacifico re del paese. Si vede che in questo racconto, al quale dà il
-nome, Saladino rappresenta una parte accessoria e, tutto sommato, poco
-brillante.
-
-Anche un dipinto ha certamente suggerito all'autore dell'immenso poema
-del secolo XIV, tante volte citato, il bizzarro episodio del _Pas
-Salhadin_ (conservato in _Jean d'Avesnes_). Ma questa pittura non
-mostrava il re Filippo di Francia, di modo che il poeta ha ricorso ad
-un espediente per dare ai Francesi il principale onore dell'impresa
-che celebra. Non sapendo nulla di ciò che aveva potuto essere
-quest'impresa, la trasporta in Inghilterra. Secondo lui, Saladino, di
-ritorno dal suo viaggio in Occidente (v. addietro), vuol conquistare
-dapprima la Francia, poi tutti i paesi cristiani. I suoi consiglieri,
-Huon Dodekin (o di Tabarie) e Giovanni di Pontieu, dissimulando i loro
-veri sentimenti, lo spronano a cominciare dall'Inghilterra e fanno
-prender porto all'immensa flotta saracena «tra Escoche e Warwich»,
-sopra una spiaggia contornata da montagne insuperabili, e che comunica
-col resto del paese solo per un _pas_ assai dirupato e pericolosissimo,
-dove quattro uomini possono appena camminare di fronte. Però il re
-Riccardo è prevenuto da essi ed ha riunito dall'altra parte del _pas_
-considerevoli forze; il re di Francia gli ha mandato dodici cavalieri
-scelti, i quali s'incaricano essi soli di difendere il _pas_. Due
-attacchi dei Saraceni sono infatti respinti, dopo di che ha luogo
-un combattimento di due cavalieri cristiani (Chauvigni e Guglielmo
-Longue-Épée) contro due saraceni (Corsuble e Bruyant), i quali essendo
-stati vinti, Saladino, secondo le convenzioni, non ha piú che a
-rimbarcare, «et depuis son departement fu ce passage qu'il n'avoit
-peu conquerir appelé le _Pas Salhadin_».[146] Pure qui, come si vede,
-la parte di Saladino non è per sua natura atta ad accrescerne la
-rinomanza.
-
-Noi avremo terminato ciò che concerne le guerre di Saladino contro
-i Crociati, e nello stesso tempo la sua intera leggenda, riassumendo
-brevemente le ultime pagine di _Jean d'Avesnes_ che ci rappresenta il
-poema perduto del secolo XIV. I re di Francia e d'Inghilterra avendo
-passato il mare, sono ricevuti in Acri da Giovanni di Pontieu, cui
-Saladino, suo nipote, aveva dato questa città. Saladino ve li assedia,
-e compie dinanzi ad Acri le piú grandi prodezze; però, disperando di
-prendere la città, si ritira a Gerusalemme (qui ha luogo l'episodio
-della visita che gli fa la regina di Francia). Chauvigni e Guglielmo
-des Barres stanno per assalirlo; però, dopo parecchi incidenti,
-Chauvigni è fatto prigioniero e affidato da Saladino all'imperatore di
-Damasco: guadagna l'amore di Glorianda, moglie dell'imperatore, «et
-mesmement engendra en elle ung filz masle qu'elle nomma Polis, et si
-secretement userent leur vie ensemble ung tandis que l'empereur onquez
-ne s'en aperceut, jusques a ung temps que l'istoire recordera».[147]
-Questo tempo arriva quando, assediando i Cristiani Damasco,
-Glorianda fa fuggire Chauvigni, la cui bravura procura la vittoria
-agli assedianti, nonostante le imprese meravigliose di Saladino.
-La regina, accusata di tradimento, getta la colpa sul carceriere; è
-discolpata grazie a un combattimento che, sotto le armi del fratello
-di lei Chiauvigni[148] sostiene contro il re di Morienne, il quale è
-impiccato insieme col carceriere. «De quoy Salhadin se contempta, et
-pardonna a la reyne, car plein estoit de misericorde».[149] L'assedio
-di Damasco dura due anni con parecchie peripezie. Finalmente «le roy
-Richard d'Engleterre, pour aulcunes traysons qu'il avoit voulu faire
-au pourfit des païens, fut constraint de soy retourner en Engleterre
-avoec ses Englois, ennemis de ceux de France, au lieu du quel vint
-Huon Dodequin a grant puissance a la rescousse du roy de France».[150]
-Si dà una grande battaglia, e Saladino, vinto, è obbligato a fuggire
-verso il mare. Gérard «le Bel Armé», figlio di Huon Dodekin, lo insegue
-con accanimento per vendicare su di lui la morte del bastardo di
-Bouillon, suo fratello uterino, che Saladino aveva ucciso davanti a
-Gerusalemme.[151] Lo raggiunge nel momento in cui pone il piede sulla
-sua nave, e lo colpisce con un colpo di lancia. Saladino, trasportato
-in Babilonia, non tarda a morire, dopo la scena (riferita piú innanzi)
-tra un ebreo, un cristiano e un saraceno, e il simulacro di battesimo
-che ne fu il seguito. «Aulcunes istoires et croniques contiennent
-que il morut devant Acre a ung siege qu'il avoit illec mis, de
-bleceure ou de maladie sourvenant; et que après sa mort son filz nommé
-Salfadin[152] parconquesta toute la terre, quy a esté tousjourz depuis
-en l'obeïssance des infidelles, et sera tant qu'il plaira a nostre
-seigneur Jhesucrist. Et quoy qu'il fust et ou il fina[st], ses fais
-monstrent qu'il doibt estre exaucié; car de grant vaillance, largesse
-et courtoisie il fut aourné, par quoy il a desservy que de luy soit a
-tous jours memoire jusques en la fin du monde».[153]
-
-
-
-
-NOTE:
-
-
-[1] _Il Saladino nelle leggende francesi e italiane del Medio Evo._
-Appunti di A. Fioravanti. — Reggio Calabria, 1891.
-
-[2] Ciò si scorge dall'incertezza delle informazioni dell'autore, su
-molti punti che avrebbe dovuto conoscer meglio; si scusa invocando
-le condizioni sfavorevolissime, con le quali ha eseguito e pubblicato
-il lavoro. Tuttavia avrebbe dovuto sorvegliarne meglio la esecuzione
-materiale; gli errori vi abbondano e non sono tutti semplici errori
-di stampa. Tutto sommato, però, questo lavoro di principiante merita
-stima, e si sente che l'autore è capace di far meglio.
-
-[3] I primi 110 versi (non doveva averne molti di piú) sono scritti
-da una mano contemporanea sul foglio di guardia del ms. della
-Biblioteca Nazionale lat. 8960. Il _Carmen de Saladino_ è ricordato
-nell'_Inventaire des documents relatifs aux croisades_ stampato nel
-volume I degli _Archives de l'Orient latin_. Io l'ho pubblicato nella
-_Revue de l'Orient latin_ (vol. I).
-
-[4] La parola araba _moulana_ significa «nostro padrone», e sembra
-essersi applicata specialmente ai sovrani dell'Egitto; qui si tratta
-dell'ultimo califfo fatimita, El-Aded. In francese, per la terminazione
-femminile, si è detto ordinariamente _la mulane_ o _la mulaine_, da cui
-piú tardi si è fatto naturalmente _l'amulaine_, sotto l'influenza delle
-parole provenienti egualmente dall'arabo, o credute provenienti, come
-_amiral, amustant, amurafle_, ecc. La forma _amulanus_ del nostro testo
-rappresenta già questa trasformazione.
-
-[5] Per questi fatti, e, in generale, per la biografia di Saladino,
-vedere il lavoro, cosí utile, del Reinaud, _Extraits des historiens
-arabes relatifs aux croisades_ (Paris, 1829).
-
-[6] _L'Histoire de la Guerre sainte_ d'Ambrogio, da tanto tempo sotto
-stampa, è in fine comparsa nella collezione dei _Documents inédits_.
-
-[7] _Itinerarium Ricardi_; ediz. Stubbs, l. I, capp. III-IV. Questo
-brano, insieme con un estratto del cap. V relativo ad una visione,
-è stato aggiunto alla cronaca di Guglielmo di Newburgh, nel ms.
-di Trinity College, Dublino, E, 421, da cui l'ha trascritto Paolo
-Meyer; la sua copia, da lui comunicata al conte Paolo Riant, figura
-nell'inventario dei documenti inediti posseduti da quest'ultimo, che
-ha recentemente pubblicato il marchese de Vogüé (_Revue de l'Orient
-latin_, I, p. 13: _De principiis Salahadini et de visione camerarii
-regis Jerosolimorum_). Un riassunto di questo brano è inoltre stato
-interpolato nella cronaca di Guglielmo di Nangis (ved. ediz. Géraud; v.
-I, p. 63).
-
-[8] _Le Cycle de la croisade_, p. 210-224. Gli altri argomenti offerti
-dal Pigeonneau per stabilire che il poema si serví della cronaca, non
-hanno maggior valore. La spiegazione del nome di Giordano (questo
-fiume sarebbe formato dalla riunione di due affluenti, il _Jour_ e
-il _Dain_) è anche in Guglielmo di Tiro e risale fino all'antichità;
-l'interpretazione, tutta francese, che ne dà la canzone gli è propria.
-La storia della figlia di Baldovino violata dai Saraceni, ai quali era
-stata data in ostaggio, doveva essere egualmente popolare in Siria, e
-il modo onde il poeta la riferisce non indica affatto ch'egli abbia
-attinto a «Ernoul»; fa della fanciulla una figlia di Baldovino I,
-mentre il cronista le assegna per padre Baldovino II (la _Chronique
-d'outre mer_, della quale si parlerà piú in là, ha conosciuto
-questa storia per mezzo di «Ernoul», ma l'ha mutilata sopprimendo la
-violazione e raccontando semplicemente che la figlia di Baldovino II si
-fece suora ritornando dai Saraceni: mss. 770, fol. 313; 12203, fol. 1;
-24210, fol. 1).
-
-[9] Questa storia è passata tutta intera e tale quale nella _Chronique
-d'outre mer._ Inoltre, è stata inserita nel ms. della traduzione di
-Guglielmo di Tiro che appartiene al Didot, e P. Paris, che ha seguito
-questo manoscritto per la sua edizione, l'ha stampata per questa
-ragione, rilevando però che era stata presa dalla _Chronique d'Ernoul_
-(vol. II, p. 306-310).
-
-[10] Su questa data, per ciò che concerne la prima parte del poema,
-ved. Pigeonneau, _Le Cycle de la Croisade_, p. 225.
-
-[11] Mi prefiggo di dare altrove le prove di ciò che qui non faccio che
-indicare; nello stesso tempo esaminerò la questione di sapere se questa
-colossale composizione debba essere attribuita a un solo e stesso
-autore.
-
-[12] Il capo della spedizione contro l'Egitto, che è il Soldano
-stesso di Damasco e il padre (e non lo zio) di Saladino, muore durante
-l'assedio del Cairo, come nella cronaca. Invece non vi è che un cavallo
-davanti la porta de _l'amulaine_, come nella canzone, e anche il nome
-d'_Ali_ è scomparso. Questo racconto, assai troncato, sembra dunque
-risalire ad una fonte indipendente dalle altre due; d'altra parte è
-scritto con tendenza favorevole a Saladino.
-
-[13] Sia permesso emettere una congettura su questa sostituzione. Una
-versione dell'aneddoto ha potuto portare semplicemente le iniziali _H.
-de T._; un lettore che conosceva Ugo di Tabaria meglio di Onofrio di
-Toron, le ha interpretate male, e cosí la leggenda si è spostata.
-
-[14] V. Du Cange, _Les familles d'outre mer_, ed. Rey, p. 450,455.
-
-[15] _L'Ordene de chavalerie_... pubbl. dal Barbazan, altra ediz.
-dovuta al Méon (Paris, 1808). Per i manoscritti di questo poema, v.
-P. Meyer, _Romania_ XIII, 530; XV, 346. Alla lista si può aggiungere
-il ms. B. N. fr. 24432 (fol. 29). I mas. fr. 1130, 1971 e 19809 non
-contengono quest'opera, ma una traduzione francese dell'_Orden de
-cavayleria_ di R. Lull, come il ms. _Royal_ 14. E. ii. del British
-Museum (_Hist. litt._, XXIX, 618).
-
-[16] Un'altra versione, pur essa incompleta, si legge nel ms. fr. 781;
-una versione compendiata nel ms. fr. 17203. La miglior forma della
-redazione in prosa è in uno dei mss. della _Chron. d'outre mer_ (ms.
-770, f. 325).
-
-[17] Può domandarsi, a cagione di questa circostanza, se l'episodio
-si trovasse anche nel poema di cui _Jean d'Avesnes_ ci ha conservata
-una traccia. Ciò sembra probabile: in questo poema Ugo di Tabaria
-rappresenta una gran parte, ma è bizzarramente identificato con
-Dodekin, emiro di Damasco, convertito al cristianesimo da Tancredi al
-tempo della prima crociata (v. il poema pubblicato da Beiffenberg e
-Borgnet, v. 24106, 26320, ecc.; _Bastart de Bouillon_, pass.; _Jean
-d'Avesnes_, 3ª part,, pass.). Sull'episodio di _Jean d'Avesnes_, v.
-Chabaille, p. 70; ms. 12762, fol. 197 r.
-
-[18] V. Fioravanti, p. 16.
-
-[19] Sulla versione neerlandese (di Heinrik van Aken) v. Petit,
-_Bibliographie der Middélnederlandsche Taal end Letterkunde_, n. 467.
-Per errore il D'Ancona indica una versione tedesca: l'opera citata dal
-Brunet ai due luoghi cui egli rimanda è il poema neerlandese.
-
-[20] Fioravanti, _ibid_. La versione italiana di Bosone sembra
-riattaccarsi alla versione francese in prosa, dacché in lui, come in
-questa versione, Ugo dà la «colee» a Saladino, mentre nella versione
-in versi (come nella _Novella antica_) dichiara d'astenersene per
-rispetto.
-
-[21] È l'opinione del Barbazan e del Méon, adottata da Daunou (_Hist.
-litt._, XVI, 220) e che Amaury Duval (_Hist. litt._, XVIII, 752) non
-osa del tutto rigettare. A torto dice che «nulla nel poema aiuta a
-far riconoscere l'epoca in cui l'autore viveva». Quanto al fatto che
-Saladino è armato cavaliere per opera di un cavaliere francese, «lo
-trova verosimile, se non è vero».
-
-[22] Questo tradimento si rinviene nel cronista senonese Goffredo di
-Courlon (fine del secolo XIII), come rammenta il Fioravanti (v. _Hist
-litt._, XXI, 13); l'allusione al _Pas Salehadin_ (v. piú in là) si
-riferisce senza dubbio al nostro poema.
-
-[23] V. P. Meyer, _Alexandre le Grand_, vol. II, p. 372.
-
-[24] Del pari va naturalmente la sua ricchezza; essa è ricordata in
-un verso conosciuto del _Contrasto_ di Cielo d'Alcamo. — Unicamente
-a cagione di ciò nel suo palazzo si pose la scena di un aneddoto
-abbastanza insignificante che risale all'antichità. (V. A. d'Ancona,
-_Studj di critica e storia letteraria_, p. 350), e che, dopo d'aver
-avuto un gran successo nel Medio Evo, adattandosi a diversi personaggi,
-è stato altresí inserita dal Machiavelli nella sua _Vita di Castruccio
-Castracani_ (v. Fioravanti, p. 29).
-
-[25] Ediz. del Wailly, § 47. — È piuttosto per ischerzo che rimanda un
-prigioniero in una storiella narrata da Stefano di Borbone (ediz. Lecoy
-de la Marche, p. 65).
-
-[26] _Cento novelle antiche_ (Gualteruzzi), XXVI (v. d'Ancona. _Studj_,
-p. 314). Questo aneddoto sembra essere riferito nella cronaca di
-Goffredo di Courlon, il quale aggiunge queste parole degne di nota:
-_Multa alia de ipso audivi, que scripta non inveni_. (Hist. litt., XXI,
-13).
-
-[27] Una volta solamente Saladino peccò, almeno col pensiero, contro la
-virtú della liberalità, ma si puní da sé stesso. Aveva dato una terra
-a uno dei suoi cavalieri, e percorrendola la vide sí bella e sí ricca,
-che rimpianse la sua liberalità e pensò di riprendersi il dono fatto,
-cambiandolo con un altro. Ma appena ebbe egli formulato a sé stesso
-questo ultimo pensiero, ne concepí un amaro pentimento e per espiarlo
-si sottomise a un digiuno cosí crudele, che dovette morirne. (_Conti di
-antichi cavalieri_, IV; citati dal Fioravanti, p. 21).
-
-[28] J. le Long, _Chr. de S. Bertin_, in Pertz., SS., XXV. 821.
-
-[29] Il Marin (_Hist. de Saladin_, vol. II, p. 404) aveva già osservato
-che nel secolo XII non vi erano se non questi signori d'Anglure:
-Oger I di Saint-Chéron, il cui nipote Oger III portò per il primo
-questo titolo, aveva accompagnato il conte Enrico di Sciampagna alla
-terza crociata e a lui senza dubbio si riferí piú tardi la leggenda.
-V. Bonnardot e Longnon, _Le saint voyage de Jherusalem du seigneur
-d'Auglure_ (Paris, 1878, _Soc. des anc. textes_), p. XXXI.
-
-[30] _Récits d'un ménestrel de Reims_, ediz. del Wailly, § 199 e segg.
-Una versione alquanto differente di questa novella è scritta, dopo la
-_Chronique d'Ernoul_, nel ms. fr. 781. Naturalmente il prodigo Saladino
-ha una particolare antipatia per gli avari. Il «marchis de Cesaire»
-ammassava il danaro che avrebbe dovuto impiegare a mantenere la sua
-guarnigione, e diceva che avrebbe sempre il tempo, se Saladino lo
-minacciasse, di «faire sortir mille chevaliers de ses coffres». Però
-Saladino s'avvicina segretamente alla città, l'assale all'improvviso
-e se ne impadronisce. Si fa condurre davanti a lui il marchese colle
-mani legate dietro la schiena e gli dice: «Marchis, marchis, ou sont
-li mil chevalier que vous deviez faire saillir de vos coffres? Par
-Mahomet, vostre convoitise vous a deceü. Vous ne fustes onques asseviz
-d'or ne d'argent; mais je vous en assevirai encore encui». Allora fa
-fondere l'oro e l'argento, «et li fist avaler tout bouilant dans la
-gorge, et maintenant le convint mourir». Però restituisce la libertà
-la marchesa con dieci cavalieri e dieci damigelle (_Mén. de Reims_, §
-209 e segg.). Il Wailly ravvicina questa novella a quella che riferisce
-lo Joinville per il califfo di Bagdad, il quale «n'avait pu ce décider
-à sacrifier ses trésors pour augmenter le nombre de ses gens d'armes;
-le roi des Tartares, après l'avoir condamné à jeûner pendant plusieurs
-jours, décida qu'on lui servirait, pour assouvir sa faim, un plateau
-couvert de pierres précieuses». (V. anche Marco Polo, ediz. Pauthier,
-p. 49; la storiella si ritrova anche negli storici persiani citati dal
-Pauthier). D'altra parte questo racconto rammenta quello, che si legge
-in parecchie versioni del romanzo dei _Sept Sages_, e anche altrove,
-secondo il quale si fece morire, versandogli oro fuso nella gola, un
-re di Roma la cui cupidigia era stata causa di grandi sciagure per
-la città; questo personaggio in qualche versione è chiamato Crasso, e
-il modo della sua morte sembra una reminiscenza di quella che Surena
-inflisse, dicesi, a Crasso.
-
-[31] Ms. 12659, fol. 360-362.
-
-[32] _Hist. litt. de la France_, vol. XXI, p. 351. Il ms. della
-_Jerapigra_ è stato acquistato nel 1859 dalla Biblioteca Nazionale alla
-vendita del barone Pichon, e ora porta il n. 138 delle _Nouv. Acq._ del
-fondo latino.
-
-[33] Qui si ritrova quella singolare confusione del maomettanismo con
-il paganesimo, la quale regna in tutte le nostre canzoni di gesta,
-ma che in generale manca ai racconti concernenti Saladino, nati in
-un'epoca e in un paese dove si era meglio informati.
-
-[34] Louandre, p. 71; ms. 12672, fol. 202 r.
-
-[35] Nelle _Cento novelle antiche_ e in altri testi italiani (v.
-d'Ancona, _Studj_, p. 314), e in _Jean d'Avesnes_ (p. 71, fol. 202 v.).
-
-[36] Questa espressione, che del resto è la riproduzione d'una
-idea greca (v. _Odiss_. vi, 208), è usata dai Padri della Chiesa e
-s'incontra spesso nel francese antico applicata ai poveri: _li mes
-Dieu_ (v. p. es. _Romania_, iv, 390, v. 116).
-
-[37] V. ora l'edizione d'_Anseïs de Carthage_ dell'Alton (Tübingen,
-1882), v. 11392-11505.
-
-[38] Un aneddoto narrato in _Jean d'Avesne_s (p. 68) ci mostra un
-tranello simile teso allo stesso Saladino; costui però è piú astuto;
-avendo ottenuto la capitolazione d'un castello vicino a Sur, dove non
-si trovavano altro che donne, vi pranza con le dame del castello in
-compagnia d'una giovine damigella, «laquelle cuida convertir Salhadin
-par une maniere bien couverte; car elle trencha par deux fois du pain
-qu'elle engressa de char de porc et elle le mist devant Salhadin, qui
-mie n'en menga et qui ne fist que rire sans dire aultre chose». (ms.
-12572, fol. 194 v.).
-
-[39] _Wilhelm Parvi de Neuburgh Historia rer. angl._, ediz. Hamilton
-(London, 1856), vol. II, p. 158; _Étienne de Bourbon_, ediz. Lecoy de
-la Marche, § 481.
-
-[40] V. G. Paris, _La parabole des trois anneaux_ (Paris, 1885,
-estratto dalla _Revue des études juives_, vol. XI). [È stato tradotto
-in italiano e stampato nel quinto volumetto di questa _Biblioteca
-critica_, pp. 29-55. _N. d. Tr._].
-
-[41] Questo episodio richiama la storia della gradinata di smeraldo
-narrata piú avanti secondo _Jean d'Avesnes_.
-
-[42] Von der Hagen, _Gesammtabenteuer_, vol. III.
-
-[43] È cosí che, secondo un racconto, che deve essere autentico,
-Rollone morendo fece contemporaneamente dire delle messe e sacrificare
-dei cavalli a Thor, per esser ben sicuro di non disubbidire al vero
-Dio.
-
-[44] Ms. fr. 770, fol. 262; 12203, fol. 44; 24210 (non numerato), fol.
-64.
-
-[45] Ms. di Tours 206, citato dal Lecoy de la Marche (_Ét. de Bourbon_,
-p. 64).
-
-[46] Bosone da Gubbio, _L'Avventuroso Ciciliano_, p. 461.
-
-[47] _Decam., Giorn_. I, _nov_. 2.
-
-[48] Secondo il Lecoy de la Marche, questa tradizione sembra fondarsi
-sopra un passo della vita di san Francesco d'Assisi: «Questo santo
-avrebbe mandato al principe saraceno due religiosi del suo ordine che
-l'avrebbero convertito». Ma il fatto si reputa avvenuto nel 1219 e si
-tratta del sultano Alkamil, e non di Saladino. È S. Francesco stesso
-che va a trovare il sultano nell'_Eracle_, il cui racconto, riferito
-a torto a Saladino, è passato in _Bosone da Gubbio_, nei _Fioretti di
-S. Francesco_, e nei Conti di antichi cavalieri. Uno di questi _Conti_
-(Fioravanti, p. 21) ricorda un esempio della tolleranza e dell'umanità
-di Saladino verso alcuni frati, che son venuti a trovarlo per
-convertirlo. Secondo Bosone da Gubbio (Fioravanti, p. 27), egli fece
-almeno battezzare suo figlio e prese il conte d'Artois per padrino del
-fanciullo.
-
-[49] Questo racconto si rinviene in Jean le Long (Pertz, _SS_. XXV,
-82), in _Jean d'Avesnes_ (in cui l'atto di Saladino è preceduto dalla
-disputa, narrata poco fa, che egli provoca tra il piú saggio ebreo, il
-piú saggio cristiano e il piú saggio _païen_ che si poterono trovare),
-e in Bosone da Gubbio. La leggenda s'era forse dapprima attaccata a
-un sultano d'Iconium, amico dei Cristiani, morto nel 1219, del quale
-Iacopo di Vitri dice che si crede che fosse battezzato (v. _AA. SS.,
-Oct._, II, 616). — Alla morte di Saladino si riferisce una storia assai
-spesso allegata, ma che non ha propriamente un carattere religioso,
-quella del lenzuolo che avrebbe fatto girare per le città del suo
-impero, portato da un uomo che gridava: «Ecco tutto ciò che il gran
-Saladino condurrà con sé delle sue ricchezze!» Si trova specialmente in
-Iacopo di Vitri, da cui è passata al manoscritto di Tours e a Stefano
-di Borbone (§ 60 e la nota), nel Ménestrel de Reims (§ 198), in un
-sermone predicato nel secolo XIII da Enrico di Provins (_Hist. litt.
-de la Fr._, XXVI, 421), in due sermoni anonimi del secolo XIII che mi
-indica il signor Hauréau (mss. lat. 14693, fol. 69; 14951, fol. 93), in
-una compilazione italiana intitolata _Corona de' Monaci_ (Fioravanti,
-p. 20), in Bosone da Gubbio (Fioravanti, p. 28). In una variante
-segnalatami dal signor Hauréau (ms. lat. 15963, part. II, pl. 43), è il
-suo stesso corpo che Saladino fa girare in quel modo dopo morto. Come
-l'ha notato l'Hauréau (_Hist. litt. de la Fr._, l. c.), il Voltaire
-nell'_Essai sur les moeurs_ ha dato valore storico a questo aneddoto.
-Questa proclamazione simbolica della vanità delle cose umane e del
-loro annientamento davanti la potenza e l'eternità divine, presenta
-d'altronde, a differenza dei racconti riferiti sin qui, un carattere
-veramente orientale, e la storiella ha senza dubbio una fonte araba.
-— Notiamo infine che in un sermone di Gerardo da Liegi, di cui io
-devo ancora l'indicazione all'amicizia dell'Hauréau (ms. lat. 16433,
-fol. 31), l'apologo in discorso, di cui il La Fontaine ha fatto _Le
-Vieillard et ses Enfants_, è riferito a Saladino morente. D'altra parte
-i Tartari lo raccontano del loro Djinghis-Khan (v. La Fontaine, ediz.
-E. Régnier, I, 335).
-
-[50] Bisogna soprattutto rammentare la sua condotta a tempo della
-presa di Gerusalemme, che tanto maravigliò le coscienze in quanto essa
-era contraria ai procedimenti seguiti in simile occorrenza tanto dai
-musulmani quanto dai cristiani. In altre circostanze, è vero, si mostrò
-crudele e vendicativo come era l'uso del suo tempo.
-
-[51] La cronologia, come si vede, non mette in imbarazzo il nostro
-romanziere. Cosí si è visto piú innanzi identificare Ugo di Tabarie con
-l'ammiraglio Dodekin, uno degli eroi saraceni della prima crociata.
-
-[52] Il viaggio avventuroso della dama di Pontieu e il suo matrimonio
-in Babilonia sono narrati in _Baudouin de Sebourc_ (vol. I, p. 68, 72).
-L'incontro di Saladino con Giovanni di Pontieu e le altre circostanze
-che si riferiscono alla loro parentela si trovano in _Jean d'Avesnes_
-e sono accennate in _Baudouin de Sebourc_ (vol. I, p. 81; vol. II, p.
-155).
-
-[53] _Mon. Germ., SS._, vol. XXV, p. 818.
-
-[54] Ms. B. N. fr. 25462 (ant. N. D. 272), fol. 205.
-
-[55] È per errore che l'_Histoire littéraire de la France_ (vol. XXI,
-p. 679) indica esser questa cronaca contenuta nei tre manoscritti fr.
-770, 781 e 12203. Il ms. 781 (ant. 7188^5) è un semplice testo della
-«Chronique d'Ernoul»: è il ms. E del sig. di Mas Latrie (_Ernoul_,
-p. XXXIX). La stessa cosa può dirsi del ms. di Berna 340 (indicato
-pure nell'_Hist. litt_., p. 683), il B del signor di Mas Latrie. Nel
-suo _Essai de classification des continuateurs de Guillaume de Tyr_
-(in appendice all'edizione d'Ernoul), il signor di Mas Latrie parla
-giudiziosamente (XXXIX, e p. 483) del ms. 770, ma non indica i mss.
-12203 e 24210. P. Riant, nel suo _Inventaire sommarie des manuscrits de
-l'Eracles_ (_Archives de l'Orient latin_, I, 239-256), ha riunito con
-ragione i nostri tre manoscritti in un gruppo a parte. Però il titolo
-che dà ad essi, _Estoires d'Oultremer et de la naissance de Salehadin_,
-non conviene loro, in quanto la storia della nascita di Saladino è
-estranea alla forma primitiva ed è narrata solo nel romanzo _Voyage
-du comte de Pontieu_, il quale è semplicemente interpolato nella
-_Chronique d'outre mer_ (v. piú innanzi).
-
-[56] Ma. 12203, fol. 24 d.
-
-[57] Impiega, parlando di lui, espressioni realmente adoperate per
-Coradin nel testo che egli segue: «Lycoredis fel estoit et de put aire
-et mout haoit crestiens» (Ernoul, p. 357); «Cil Lycoredis estoit mout
-fel et tant haoit crestienté que a paines pooit il veoir crestiens»
-(ms. 12203, fol. 24 d).
-
-[58] Parrebbe talvolta risalire a un manoscritto migliore dei nostri.
-Il signor di Mas Latrie non indica varianti per il brano d'Ernoul (p.
-114) che fa di Girardo di Ridefort, piú tardi padrone del Tempio, un
-_clerc_ di Fiandra; ma bisogna certamente leggere _chevalier_, come dà
-la nostra cronaca (v. _Hist. occ. des croisades_, vol. II, p. 50). Qua
-e là forse vi sarebbe, ma con una grande prudenza, da spigolare nella
-_Chronique d'outre mer_ qualche particolarità autentica, che non si
-trova negli altri manoscritti.
-
-[59] Piú innanzi, pp. 21-22.
-
-[60] _Aumarie_ è la forma francese del nome della città d'Almeria
-in Spagna, la quale fu per lungo tempo la sede del reame dei Mori.
-È probabile che il nostro narratore impieghi qui il nome d'_Aumarie_
-senza sapere precisamente ciò che rappresenti, come hanno fatto altri
-romanzieri del Medio Evo.
-
-[61] Modifico alquanto il testo dell'edizione Moland e d'Héricault con
-l'aiuto di quello del Méon (v. la nota seguente).
-
-[62] Questo romanzo è stato pubblicato due volte: dal Méon, secondo
-il ms. fr. 26462, nel vol. I del suo _Nouveau Recueil de fabliaux et
-contes_ e dai signori Moland e d'Héricault, nelle loro _Nouvelles
-françoises du XIII siècle_ (1866), sui due mss. della _Chronique
-d'outre mer_ che lo contengono. Quantunque il ms. 25462 sia fortemente
-compendiato, contiene talvolta dei passi che mancano nell'altra
-redazione, e una edizione critica dovrebbe tenerne conto.
-
-[63] Il _Journal des Savants_ d'allora sospettò la sincerità del
-traduttore (anonimo del resto) e dubitò dell'esistenza del «vieux
-manuscrit gaulois», ch'egli allegava. P. Paris ha dimostrato (_Mss.
-fr._, VI, 132; _Hist. litt._, XXI, 632) come fossero poco fondati
-questi sospetti, spesso ripetuti in seguito.
-
-[64] Édèle, maritata suo malgrado a Enguerrand di Saint-Valery, è
-rapita da Tebaldo di Guines (che sostituisce i briganti), ma liberata a
-tempo dal fedele Éberard d'Amiens; ella non pensa a uccidere il marito
-e lo libera da sotto il cavallo, che cadendo gli aveva impedito di
-muoversi. Ma Enguerrand sospetta di lei e suo padre l'abbandona in alto
-mare in un battello senza ormeggi. Ella è incontrata da Éberard che
-la conduce a terra. Durante questo tempo Enguerrand e Tommaso vengono
-a duello, si uccidono a vicenda e Édèle sposa Éberard. Niente di piú
-assurdo. Il romanzo del Vignacourt è riassunto nella _Bibliothèque des
-romans_ (luglio 1778).
-
-[65] Se ne trova un sunto nella _Bibliothèque des romans_ (dicembre
-1776).
-
-[66] Stampato a Parigi nel 1768. Del racconto primitivo è sparito
-tutto, salvo l'episodio d'un marito schiavo dei Saraceni, che ritrova
-la moglie amata da un sultano. Il La Place ha preso dal Vignacourt
-il rapimento dell'eroina per opera di un rivale; costui è quello che
-conduce Adele in mare contro sua voglia, ed è quello stesso che la
-virtuosa Adele pugnala di sua mano all'ultimo atto.
-
-[67] Il Louandre omette la vera ragione che, per la severità del conte
-di Pontieu, dà il romanzo: il tentativo di omicidio della giovine sposa
-contro il marito.
-
-[68] Vale a dire la dama di Fayel, creduta amata dal castellano di
-Couci, la Gabriella di Vergy del secolo XVIII (v. _Hist. litt. de la
-France_, vol. XXIX, pp. 362-390).
-
-[69] Sempre la famosa «tradizione», immaginaria qui come in mille altri
-casi.
-
-[70] Non v'è alcuna menzione di questa storia nei «trouvères du
-moyen-àge», all'infuori del nostro racconto in prosa.
-
-[71] F.-C. Louandre, _Histoire d'Abbeville_ (1844), vol. I., p.
-141. — Non conosco altri poemi su questo soggetto tanto dell'epoca
-moderna quanto del Medio Evo. Non v'è, almeno per quanto ne so, che
-una tragedia, quella del La Place, che come si è veduto, non ha quasi
-niente conservato del racconto, e un'opera in musica, quella del
-Saint-Marc, che la ricorda solamente per il nome dato all'eroina.
-
-[72] Il Citri de la Guette aveva giudiziosamente posto in margine del
-brano della sua traduzione in cui si narrano le avventure della figlia
-del conte di Pontieu: «Sous le règne de Philippes premier».
-
-[73] _Nouvelles françoises du XIIIe siècle_, p. XXXVII.
-
-[74] Giovanni di Pontieu ebbe almeno un'altra figlia e due figli, di
-cui il maggiore, Guglielmo, gli successe.
-
-[75] Tommaso di Saint-Valeri era in realtà signore di Domart (e non
-_Damart_ come si legge nel _Trésor de chronologie_ del de Mas Latrie,
-col. 1663); ciò prova solamente che l'autore del romanzo, il quale
-era nativo di Piccardia o dell'Artois, sapeva che un signore di Domart
-aveva sposato la figlia del conte di Pontieu.
-
-[76] L'editore capisce a torto Ouessant; si tratta di Wissant, porto
-del Boulonnais, altra volta attivissimo e celeberrimo, da molto tempo
-arenato.
-
-[77] L'episodio della botte, che si rinviene in molti racconti, sembra
-piú primitivo; il battello è una attenuazione.
-
-[78] Salvo che fa sposare la figlia della «Belle Chétive» al soldano di
-Damasco, che ne ha Saladino, in modo che un grado è soppresso. Inoltre,
-aggiunge in principio la lunga descrizione d'un torneo e nella seconda
-parte il racconto delle prodezze compiute da Tibaldo al servizio del
-soldano.
-
-[79] Cosí, durante l'atto criminoso della moglie di Tibaldo, l'autore
-nota che il marito di lei «la regardoit, excusant son inconvenience,
-et l'amant autant qu'oncques avoit fait», e quando essa gli ha dato il
-colpo che doveva ucciderlo e lo ha liberato, egli si contenta di dirle
-con dolcezza: _«Refrene ta pensee variable, et jamais ne t'aviegne de
-procurer la mort de celuy qui t'aime plus que nulle rien du monde»_.
-(Louandre, p. 61, 62).
-
-[80] Si vegga, per esempio, l'apostrofe a Febo, Eolo, Morfeo, Oceano,
-cui si rimprovera di lasciar commettere l'odioso delitto che si compie
-in presenza loro. Il ms. 12572 (fol. 136 V) reca come il testo del
-Louandre _Solus per Eolus_ e _Octeanus per Oceanus_, prova cotesta
-che i due manoscritti di _Jean d'Avesnes_ risalgono senza dubbio a una
-stessa copia.
-
-[81] Nella narrazione della signora di Gomez, abbandonando il soldano
-d'Almeria, la fuggitiva gli lascia il figlio che aveva avuto da lui;
-non è detto che questo figlio sia stato l'antenato di Saladino.
-
-[82] V. _Baudouin de Sebourc_, I, 33, 61, 383; II, 155,392; il Bastart,
-v. 6636 ss. Il passaggio di _Godefroi de Bouillon_, quantunque
-meno esplicito, ci mostra che anche l'autore di questo poema aveva
-l'intenzione di narrare il viaggio di Saladino in Francia, dacché
-menziona _Chauveigni_ (ms. ediz. _Changevin_) «qui cloche du talou»
-(v. 22801), cioè l'eroe di un episodio che è in stretto rapporto col
-viaggio: al torneo di Cambrai, del quale sarà parlato in seguito,
-Chauvigni ricevette una ferita alla gamba, che lo rese zoppo.
-
-[83] Ne esiste una redazione rimaneggiata posteriore d'una quindicina
-d'anni; non ne differisce che per questa parte.
-
-[84] Louandre, p. 70. Seguo per il riassunto l'analisi del Louandre,
-raffrontando il testo dei brani citati con quello del ms. 12572.
-Saladino ha anche l'intenzione di paragonare la religione cristiana con
-la musulmana e di scegliere la migliore.
-
-[85] Qui si pone l'aneddoto dei poveri (cfr. p. 20), che, con lo
-stupore che gli ispirano l'adorazione del papa e la confessione (cfr.
-pp. 19-20), risolvono Saladino a non abbracciare il cristianesimo.
-
-[86] Piú tardi, parlando degli amori di Saladino, vedremo il seguito di
-questo episodio.
-
-[87] Anche la sua peregrinazione somiglia assai da vicino a quella di
-Cornumarant. Vi è anche una confusione completa dei due personaggi nel
-racconto di Jacopo della Lana, commentatore di Dante (v. P. Rajna,
-_Romania_, VI, 364): Saladino, come il re di Gerusalemme, è sotto
-l'impressione di una «sort»; gli è stato predetto che Goffredo di
-Bouillon l'ucciderebbe (si vegga la confusione); volendo prevenirlo,
-giunge a Parigi in abito da pellegrino; cammin facendo è riconosciuto
-da un abate, come Cornumarant, e, come costui, vittima d'una specie
-di mistificazione che gli fa creder Goffredo invincibile. Ma Jacopo
-aggiunge alla storia uno scioglimento che si trova soltanto in lui:
-Saladino, quando vuol ritornare in Siria, è arrestato e posto in una
-prigione, dove muore.
-
-[88] Può leggersi, insieme con le altre novelle dell'_Avventuroso
-Ciciliano_, non solo nell'edizione del Nott (Firenze, 1832), ma
-nell'interessante _Libro di novelle antiche tratte da diversi testi_
-pubblicato da F. Zambrini (Bologna, 1868).
-
-[89] Cioè il conte d'Artois (si vede piú tardi che Arras è la sua
-residenza). Che vi sia qui una vaga reminiscenza della battaglia di
-Mansourah, in cui il re di Francia fu fatto prigioniero e suo fratello
-il conte d'Artois ucciso?
-
-[90] Qui ha luogo il racconto già riferito (p. 23) della longanimità
-del signore dei Cristiani.
-
-[91] Questa circostanza e il nome di Hugues (Ugo) dato all'eroe di
-questa storia possono far credere ch'essa ci rappresenti una forma
-appena riconoscibile dell'aneddoto relativo a Ugo di Tabarie.
-
-[92] Anche il Boccaccio, nella novella citata piú innanzi, osserva che
-parlava perfettamente _latino_, cioè italiano.
-
-[93] Rajna, _l. c._
-
-[94] In se stessa la novella appartiene al ciclo del «Retour du mari».
-Il Rajna ha mostrato assai bene che esisteva un rapporto molto stretto
-tra la versione del Boccaccio e quella che ci offre un «miracolo» di
-Cesario d'Heisterbach. Quanto a Saladino, non ha che un rapporto del
-tutto fortuito con la storia, e senza dubbio dovuto al beneplacito del
-Boccaccio. Tuttavia l'avervelo introdotto prova come l'idea dei suoi
-segreti viaggi nei paesi cristiani fosse familiare a tutti. Devesi
-altresì notare come egli abbia a sua disposizione un «nigromante»
-che, sotto i suoi ordini, opera dei veri prodigi: il saggio, valente
-e magnifico Saladino diviene in tal modo una specie di Salomone con
-potere sugli spiriti.
-
-[95] Si è veduto piú innanzi (p. 46, n. 1) in Jacopo della Lana un
-altro riconoscimento, il quale ebbe i concatenamenti previsti; però non
-è, come ho detto, che un adattamento dell'avventura di Cornumarant.
-
-[96] Un'altra storiella di Saladino costituisce la XXV novella di
-Patronio; avrei potuto citarla accennando alla generosità del sultano.
-Il conte di Rovena, suo prigioniero, marita sua figlia (su questo
-matrimonio è stato consultato in prigione), secondo il suo consiglio;
-in seguito a ciò, suo genero riconoscente lo libera, e tutti e due
-ritornano nel loro paese, carichi di doni offerti da Saladino.
-
-[97] Ms. 12572, fol. 75 r.º Il riassunto del Louandre (p. 68) è qui
-insufficiente.
-
-[98] Questa regina di Cipro non può del resto essere che Isabella,
-figlia del re di Gerusalemme Amauri, maritata successivamente ad
-Onofrio di Toron, al marchese Corrado di Monferrato, al conte Enrico di
-Champagne e in ultimo ad Aimeri o Amauri di Lusignano, re di Cipro alla
-morte del fratello Guido. È vero che essa fu regina di Cipro solo alla
-morte di Saladino, ma le novelle di questo genere commettono ben altri
-traviamenti cronologici.
-
-[99] Louandre, p. 83; ms. 12752, fol. 246.
-
-[100] _Baudouin de Sebourc_, vol. II, p. 392.
-
-[101] _Récits d'un ménestrel de Reims_, § 6-12.
-
-[102] È in questa cronaca (ms. B. N. fr. 5003) che si trova
-specialmente una delle redazioni della celebre leggenda di Blondel e
-di Riccardo Cuor di Leone. Contiene anche molti estratti di canzoni di
-gesta. V. _Romania_, vol VIII, p. 633.
-
-[103] Che gli domandava d'andare ad assediare città saracene; ciò è
-preso da Guglielmo di Tiro.
-
-[104] Qui ha luogo il deviamento del fatto storico che s'incammina
-verso la sua trasformazione favolosa: Aliénor, secondo Guglielmo di
-Tiro, voleva restare con Raimondo e non andare a raggiungerlo; Luigi
-non ebbe a ritenerla, ma a rapirla.
-
-[105] Ms. fr. 5003, fol. 180 v.º
-
-[106] D. Bouquet, vol. XII, p. 119.
-
-[107] Ms. fr. 1799, fol. 16 v.º.
-
-[108] Semplicemente secondo il Ménestrel la storia è narrata nel ms.
-fr. 9222 (fol. 17), nella Cronaca di cui D. Bouquet dà un estratto
-(vol. XII, p. 229), in Giovanni des Preis (vol. IV, p. 396), nella
-cronaca di P. Cochon (p. 3), e senza dubbio altrove.
-
-[109] Il Fioravanti (pp. 32, 35) fa le piú singolari riflessioni su
-questa storia. Vuole che il soldano del _Voyage du comte de Pontieu_
-(che del resto in questo romanzo è il bisavolo di Saladino) sia
-in realtà Saladino in persona, e che Aliénor, figlia del conte di
-_Poitiers,_ sia in fondo identica alla figlia del conte di _Pontieu_.
-Tuttociò non ha il minimo fondamento, e l'autore infiora i suoi
-ragionamenti di errori d'ogni genere.
-
-[110] V. l'interessante studio del Tamizey de Larroque sopra Aliénor di
-Poitiers nella _Revue d'Aquitaine_, 1864, specialmente a p. 314. Oltre
-gli antichi storici, egli cita tra i moderni Michaud e Ang. Thierry; ma
-per errore egli vi aggiunge il Michelet, che parla solo di Raimondo.
-— Notiamo qui che si è spesso ripetuto che Matteo Paris aveva anche
-accusato Aliénor d'aver avuto per amante un figlio del diavolo; ma ciò
-è molto probabilmente un errore. Nel testo a stampa (_Chron. majus_,
-ediz. Luard, vol. II, p. 186, _s. a._ 1150) si legge: _Diffamata est
-de adulterio, etiam cum infideli, et qui genere fuit diaboli_; ma
-bisogna senza dubbio leggere _quod_ per _qui_: è Aliénor stessa che
-si accusava d'essere di razza diabolica (V. il Ménestrel de Reims e i
-curiosi passaggi citati da Paolo Meyer, _Notices et Extraits des mss._,
-vol. XXXII, part. 2, pp. 64, 68, 70), e anche là v'era senza dubbio una
-confusione col suo secondo sposo: l'origine satanica dei Plantageneti
-era leggendaria.
-
-[111] Come fa notare il De Wailly nel suo _Sommaire critique_, non vi
-era allora alcun signore di Baru (Beyruth): la tradizione intendeva
-certamente Balian d'Ibelin, il cui figlio Giovanni fu sire di Barut,
-e che era, come Raimondo, uno dei nemici del re Guido. Il marchese di
-Monferrato sarebbe Guglielmo II il vecchio, che fu fatto prigioniero
-da Saladino; ma si tratta piuttosto di suo figlio il celebre Corrado,
-trasformato in traditore a causa della sua ostilità contro Guido di
-Lusignano. Il signore di Sayette è Rinaldo; non si sa chi bisogna
-intendere per il _bail_ o _bau_ d'Escalona; Ernoul dice espressamente
-(p. 184) che non vi era alcun governatore in questa città.
-
-[112] È facile riconoscere in questi nomi quelli che aveva dati
-il Ménestrel; _Liban_ viene da una cattiva lettura di _li baus_,
-nominativo di _le bau_; _Pierre e Poru_ sono fantastiche addizioni del
-rimatore.
-
-[113] È curiosissimo di ritrovare in parte le stesse cose nella
-narrazione della caduta del regno di Gerusalemme che fa Roberto di
-Clari, secondo i racconti orali (§ 33).
-
-[114] Questo nome solo e il suo posto nella serie dei re lo
-ravvicinano a Baldovino II di Bourg. In un punto, il romanzo dice
-che, «selon aulcuns», era colpito dalla lebbra (fol. 167 v.º), ciò che
-l'identificherebbe con Baldovino IV.
-
-[115] Vi fu infatti un combattimento assai serio alle fontane di
-Saforia (v. Ernoul, p. 97), e, ciò che è veramente curioso, il nostro
-romanzo, cosí lontano da una narrazione autentica, racconta qui un
-aneddoto sopra l'illuminazione del campo de' Cristiani che sembra
-imitato dalla cronaca d'Ernoul (p. 100). Il poeta aveva senza dubbio
-gettato qua e là uno sguardo sui testi storici (fol. 169 r.º).
-
-[116] Il romanzo qui narra che Saladino concepí per Guglielmo de la
-Chapelle un'ammirazione tale da mandargli in dono uno dei suoi migliori
-cavalli (ciò richiama l'aneddoto relativo a Riccardo che sta per essere
-narrato) e cercò, ma invano, dì persuaderlo ad entrare al suo servizio,
-promettendogli di colmarlo di onori.
-
-[117] Altrove (p. 20, n. 2, e pp. 49-50) ho parlato brevemente del
-piccolo episodio relativo all'assedio d'un castello, situato vicino
-ad Antiochia, in cui si trovavano sole donne, e della cortesia usata
-da Saladino verso di loro. Tutta questa parte del romanzo mostra il
-carattere di Saladino sotto la sua piú bella luce.
-
-[118] Cosí pure, naturalmente, nella traduzione latina (_Itin.
-Ricardi_, ediz. Stubbs, p. 419).
-
-[119] Sarebbe il vero nome da dare al corpo di cronache d'oltremare
-generalmente unite alla traduzione di Guglielmo di Tiro e indicate
-assai infelicemente sotto il nome d'_Eracle_. Rimando all'edizione
-dell'Accademia.
-
-[120] D. (ms. di Lione), p. 195.
-
-[121] Duro di bocca, pronto a fuggire (v. Godefroy).
-
-[122] Ms. _arassies_, che il glossario traduce per «calmo, tranquillo».
-
-[123] Le parole e le lettere che ho supplito sono indispensabili per il
-senso di questa frase.
-
-[124] «Marescalco ferratore» secondo il glossario.
-
-[125] _Eschaillons_ (con questo senso manca nel Godefroy) significa
-i denti canini d'un cavallo (v. Cotgrave, s. v. _escaillon_): il
-dizionario francese-tedesco del Sachs dà pure _écaillons_ in questo
-senso (in it. _scaglioni_); per conseguenza i _gisanz_ designano anche
-i denti, come del resto è naturale nella circostanza. Il glossario
-dell'edizione traduce a torto _escaillon_ per «la parte del cavallo che
-lo rende stallone» (cosa vorrebbe dire allora il plurale?) e _gisanz_
-per «testicoli».
-
-[126] Il De Mas Latrie, ingannato dalla lezione oscura del ms. e
-dell'edizione, l'attribuisce a Safadin (_Ernoul_, p. 282, n.).
-
-[127] _Ernoul_, p. 281; _Histor. des croisades_, vol. II, p. 182.
-
-[128] V. _Hist. litt. de la Fr._, vol. XXIII, p. 162; A. d'Ancona,
-_Studj_, p. 335.
-
-[129] Al contrario, nel III dei _Conti di antichi cavalieri_,
-la generosità di Saladino è presentata come perfettamente leale
-(Fioravanti, p. 18).
-
-[130] Ms. 12572, fol. 30 v.º, 250 v.º L'analisi dello Chabaille omette
-il primo episodio. Qui la scena ha luogo in Inghilterra ed è collegata
-col racconto del _Pas Salhadin_ (v. piú sopra).
-
-[131] È curioso incontrare un ricordo cosí preciso in un romanzo tanto
-lontano da ogni verità storica; infatti, Ambrogio ci parla spesso
-dell'eccellente cavallo Fauvel tolto all'imperatore di Cipro, e montato
-di preferenza da Riccardo.
-
-[132] La parte della spione si trova nel _Pas Salhadin_ e in _Jean
-d'Avesnes_, che ci rappresentano due derivazioni indipendenti di
-pittore che offrivano grandi differenze. Il nome di _Tornevent_ è dato
-da Giovanni des Preis (IV, 396) allo spione, il quale, dall'alto delle
-mura di Acri assediata, nomina a Saladino i principali combattenti
-cristiani; è personaggio imitato dal Ménestrel de Reims (§ 55), se
-bene in questo e anonimo. Il nome d'_Espiet_ si trova nel romanzo di
-_Maugis_.
-
-[133] _Itin. Ric._, p. 415.
-
-[134] Ciò fa credere che Riccardo avesse egli stesso fatto
-rappresentare questa impresa, dacché la troviamo dipinta presso suo
-nipote Enrico III (v. Hardy, _A description of the close rolls in the
-Tower_, London, 1833).
-
-[135] Il Trébutien ha citato le _Chroniques_ secondo un manoscritto da
-lui non indicato, senza dubbio il ms. fr. 1799, di cui mi sono servito
-piú innanzi.
-
-[136] Può recar meraviglia che questo nome sia omesso precisamente
-nelle _Chroniques de Flandres_: dipende da ciò, che il compilatore
-aveva raccontato prima la morte del conte Filippo, avvenuta nel 1191.
-
-[137] Gli dà anche una parte del tutto preponderante, essendo Andrea di
-Chauvigni uno degli eroi piú in vista del poema cui appartiene questo
-brano.
-
-[138] V. ciò che è detto piú innanzi, in una delle versioni della
-storiella del cavallo mandato a Riccardo, del _toron_ (poggio,
-eminenza) sul quale il re d'Inghilterra stava coi suoi compagni.
-
-[139] _Le Pas Salhadin_ publié par G. S. Trébutien (Paris, 1836,
-in-8º). L'esame delle rime del poema attesta che è stato composto nella
-regione del nord-est della Francia. Potrebbe anche essere del secolo
-XIV, considerato le stato avanzato della lingua; sembra tuttavia che
-l'autore avrebbe menzionato, se avesse scritto dopo il 1297, la perdita
-degl'ultimi possedimenti de' Cristiani in Siria. V. Le Clerc (_Hist.
-litt._, vol. XXIII, p. 492) dice anche che, secondo il poema, «i
-pellegrini potevano ancora liberamente penetrare in Palestina»; ma io
-non vi posso trovare niente di simile.
-
-[140] Si rinviene, se non m'inganno, nel testamento del Prince Noir
-(non posso verificare questo ricordo), la menzione d'una tappezzeria su
-questo soggetto che possedeva l'illustre pronipote di Riccardo.
-
-[141] Froissart, nel suo _Prologue_, a fianco dei nove prodi e dei
-dodici pari di Francia che combatterono a Roncisvalle, cita come
-modello di prodezza per i valorosi «les douze chevaliers compagnons qui
-garderent le pas contre Salehadin».
-
-[142] Noi abbiamo visto piú innanzi che, per la storia della perdita di
-Gerusalemme la quale gli serve di preambolo, il poeta ha fatto uso dei
-racconti del Ménestrel de Reims; probabilmente non ha avuto altra fonte
-propriamente detta.
-
-[143] Filippo non assediò mai Sur, rimasta in potere dei Cristiani.
-
-[144] V. Le Clerc (l. c.) si domanda «se si tratta d'una delle gole
-della piccola Armenia». Ciò vuol dire prendere questi racconti troppo
-sul serio, e d'altronde la piccola Armenia è lontana da Sur.
-
-[145] Lo sceglie come terzo. La leggenda sviluppata in Francia rimanda
-sempre piú indietro Riccardo, come pure introduce Filippo.
-
-[146] Ms. 12572, fol 242 r. Tutto questo episodio è assai accorciato
-nel sunto dello Chabaille. L'intera avventura è annunziata secondo
-l'uso, in _Baudoin de Sebourc_ (vol. II, p. 155), e il poeta ha cura
-di dire, terminando questo riassunto: «Ensi con vous orrés ou livre
-retraitier».
-
-[147] Ms. 12572, fol. 252. I principi di questi amori e della nascita
-di Polis si trovano in parecchi luoghi delle rame anteriori del poema.
-V. p. es. _God. de Bouillon_, v. 22802; _Baud. de Seb._., v. 6543.
-
-[148] Questo particolare non è in _Jean d'Avesnes_, che qui è assai
-compendiato; lo prendo dalla fonte che sarà indicata nella nota finale
-di questo articolo.
-
-[149] _Jean d'Avesnes_, p. 87.
-
-[150] Questo assedio di Damasco, con questa vaga accusa di tradimento
-contro uno dei capi che vi presero parte, potrebbe essere una
-reminiscenza assai alterata dell'assedio posto a Damasco, nel 1148, da
-Luigi VII e dall'imperatore Corrado, nel quale assedio i Cristiani di
-Gerusalemme sembrano aver avuto con gli assediati una intesa segreta
-che ebbe per risultato la cattiva riuscita delle operazioni.
-
-[151] V. qui sotto. Questo personaggio è annunziato in _Baudouin de
-Sebourc_ (vol. II, p. 263) e nel _Bastart de Bouillon_ (v. 6294).
-
-[152] Confusione evidente: Safadin, o Malek-Adel, che fu soldano dopo
-Saladino, era fratello e non figlio suo.
-
-[153] Ms. 12572, fol. 258 v. Avevo appena terminato questo studio
-che un lavoro del signor Vallois, inserito nel volume IX (1881) delle
-_Mémoires des antiquaires du Centre_, indicatomi dal signor Augusto
-Longnon, mi ha fatto conoscere, per ciò che concerne le avventure
-di Andrea di Chauvigni, una redazione in prosa dell'antico poema,
-indipendente da _Jean d'Avesnes_, e piú fedele, almeno verso la fine.
-Io non posso fermarmi qui su questo testo, sul quale ritornerò in altra
-occasione; da esso (v. p. 74, n. 1) ho preso un particolare omesso nel
-riassunto di _Jean d'Avesnes_.
-
-
-
-
-
-Nota del Trascrittore
-
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
-senza annotazione minimi errori tipografici.
-
-
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-<body>
-
-
-<pre>
-
-The Project Gutenberg EBook of La leggenda di Saladino, by Gaston Paris
-
-This eBook is for the use of anyone anywhere in the United States and most
-other parts of the world at no cost and with almost no restrictions
-whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of
-the Project Gutenberg License included with this eBook or online at
-www.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you'll have
-to check the laws of the country where you are located before using this ebook.
-
-Title: La leggenda di Saladino
-
-Author: Gaston Paris
-
-Translator: Mario Menghini
-
-Release Date: July 1, 2020 [EBook #62538]
-
-Language: Italian
-
-Character set encoding: UTF-8
-
-*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA LEGGENDA DI SALADINO ***
-
-
-
-
-Produced by Barbara Magni and the Online Distributed
-Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This file was
-produced from images made available by The Internet Archive)
-
-
-
-
-
-
-</pre>
-
-
-<div class="booktitle">
-<h1>
-LA LEGGENDA<br />
-DI SALADINO
-</h1>
-</div>
-
-<hr class="silver" />
-
-<div class="titlepage">
-<p class="x-large">
-GASTON PARIS
-</p>
-
-<p class="pad2 main-t">
-LA LEGGENDA DI SALADINO
-</p>
-
-<p class="pad4 small">
-TRADUZIONE
-</p>
-
-<p class="pad1 xx-small">
-DI
-</p>
-
-<p class="pad1 large">
-MARIO MENGHINI
-</p>
-
-<p class="pad4">
-<span class="large">IN FIRENZE</span><br />
-<span class="small">G. C. SANSONI, EDITORE</span><br />
-—<br />
-1896
-</p>
-</div>
-
-<div class="verso">
-<hr class="mid" />
-<p>
-PROPRIETÀ LETTERARIA
-</p>
-
-<p>
-Firenze — Tip. G. Carnesecchi e Figli.
-</p>
-<hr class="mid" />
-</div>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span>
-</p>
-
-<h2>LA LEGGENDA DI SALADINO</h2>
-</div>
-
-<p>
-Il giovine erudito italiano, che ha pubblicato il
-breve studio del quale abbiamo letto il titolo,<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a> non considera
-il suo se non come un saggio provvisorio e preparatorio;
-avrebbe in animo di riprenderlo piú tardi
-per allargarlo e domanda che sia aiutato per compierlo
-e renderlo piú esatto. Corrispondo a questo suo
-desiderio comunicando qui alcune note prese, almeno
-in parte, da molto tempo, su quella che si è potuta
-chiamare la leggenda di Saladino, occupandomi specialmente
-della parte francese del soggetto, sul quale
-il Fioravanti confessa di avere in ispecial modo poche
-notizie.<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a>
-</p>
-
-<p>
-Sono ben lieto di venire in aiuto, per parte mia,
-ad un lavoratore coscienzioso e modesto; d'altronde,
-l'oggetto delle sue ricerche è per sé stesso, se non di
-<span class="pagenum" id="Page_2">[2]</span>
-capitale importanza, almeno abbastanza curioso, perché
-piaccia di contribuire a farlo conoscer bene; infine,
-facendo ciò, si toccano punti ancora poco chiari
-della nostra antica storia letteraria, sui quali esso
-fornisce l'occasione di spendere un po' di tempo. Presenterò
-queste note nell'ordine col quale le avevo altra
-volta classificate, e che non è sempre quello del Fioravanti;
-mi riferirò al suo lavoro per tutto ciò che vi
-si trova già sufficientemente chiarito.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2>I</h2>
-</div>
-
-<p>
-I racconti dei cristiani su quello, che fu il piú terribile
-loro avversario e il distruttore del regno di Gerusalemme,
-gli sono, in generale, in tutto favorevoli;
-dirò piú tardi qualcosa intorno alle cause di questo
-fenomeno, in apparenza abbastanza sorprendente. Però
-bisogna notare che alcuni di questi racconti, e precisamente
-il piú antico, hanno al contrario uno spiccato
-carattere di malevolenza che apparisce, in modo
-naturalissimo, dal dispetto e la umiliazione che le strepitose
-vittorie del sultano kurdo cagionarono ai vinti,
-e soprattutto ai cristiani stabiliti in Siria, e da lui cacciati
-dai loro possessi. Infatti, presso di loro si formò
-indubbiamente una leggenda ostile, relativa ai suoi
-primi anni, che noi vediamo diffondersi in Occidente
-al momento stesso dei suoi piú splendidi successi. Dapprima
-essa, sotto la forma piú virulenta, ci appare in
-un curioso poema latino, sin qui inedito e appena segnalato,<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a>
-che non è giunto intero sino a noi, e che
-deve essere stato composto nel 1187, poco prima della
-presa di Gerusalemme.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span>
-</p>
-
-<p>
-Saladino, di condizione servile, s'introduce nella
-corte di Norandino, diviene l'amante della moglie, per
-mezzo della quale ottiene il favore del sultano. A Babilonia
-(cioè al Cairo) uccide perfidamente un giudice
-integerrimo alla stessa tavola alla quale colui l'aveva
-ammesso; penetra con l'astuzia, non potendo entrare
-con la forza, nella città dove risiede l'<i>amulanus</i>,<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a> l'assassina,
-e s'impadronisce dei suoi tesori che distribuisce
-tra i complici. In seguito, fa avvelenare Norandino e
-pone a morte l'unico suo figlio, dopo di che sposa la vedova,
-riuscendo cosí a diventar padrone di sette reami:
-è allora che ha l'audacia di combattere i cristiani. Questo
-quadro con tinte cosí fosche è stato tracciato in
-Occidente sopra racconti venuti dall'Oriente; le linee
-vi sono singolarmente esagerate. L'assassinio del giudice
-del Cairo e quello dell'<i>amulanus</i> corrispondono
-all'esecuzione del vizir Chaver e all'omicidio del califfo
-d'Egitto El-Aded, che non senza ragione sembra
-imputato a Saladino.<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a> Il matrimonio di Saladino con
-la vedova di Norandino è narrato da storici serî, ma
-<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span>
-il nostro poema è il solo a dire che anteriormente esistessero
-tra loro relazioni di adulterio. Saladino spodestò
-il figlio di Norandino, ma non lo mise a morte,
-e non è mai stato accusato d'avere avvelenato il sultano
-stesso. Egli non era di condizione servile, dacché
-era nipote di Siracon o Chirkon, generalissimo di Norandino,
-e suo padre Ayoub occupava presso quest'ultimo
-un alto posto.
-</p>
-
-<p>
-Minori infrazioni alla verità troviamo nel passo,
-senza dubbio d'origine palestiniana, che Riccardo, canonico
-della Santa Trinità di Londra, inserí, circa
-l'anno 1200, nell'introduzione aggiunta alla sua traduzione
-del poema francese d'Ambrogio sulla terza
-crociata.<a class="tag" id="tag6" href="#note6">[6]</a> Qui Saladino è di nascita equivoca, ma ha
-per zio Siracon, il comandante dell'armata che s'impadronisce
-dell'Egitto per conto di Norandino: uccide
-a tradimento <i>Savarius</i> (Chaver) e il <i>mulanus</i>, poi,
-essendo morto Norandino, ne sposa la vedova e caccia
-via i figli. La favola non si riannoda qui che ai
-primi atti del futuro sultano, il quale, innalzato ad
-alte cariche da Norandino, non avrebbe tuttavia esercitate
-prima altre funzioni da quelle di padrone delle
-cortigiane di Damasco; distribuisce agli «istrioni» il
-danaro che ricava da loro, rendendosi cosí popolare,
-ciò che dà occasione a Riccardo di abbandonarsi ad
-enfatiche proteste contro i capricci della fortuna, la
-quale mette un <i>leno</i> sul trono dei re.<a class="tag" id="tag7" href="#note7">[7]</a>
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span>
-</p>
-
-<p>
-A fronte di questi riassunti trova posto un racconto
-piú particolareggiato, che risale certamente anche ai
-detti dei cristiani di Siria, e che si trova tanto nell'ultimo
-rifacimento della canzone di <i>Jérusalem</i>, (ms.
-B. N. fr. 12659) quanto nella compilazione conosciuta
-col nome di <i>Chronique d'Ernoul</i>, della quale però
-una piccola parte può risalire a Ernoul, scudiere di
-Balian d'Ibelin. Il Pigeonneau<a class="tag" id="tag8" href="#note8">[8]</a> crede che questo racconto
-sia passato al poema dalla cronaca, ma esso
-varia troppo dall'una all'altra, perché si possa ammettere
-questa opinione. Nella cronaca (p. 35 e seg.),
-Saladino è il nipote di un ricco <i>prevosto</i> di Damasco
-(evidentemente Chirkou); avendo guerreggiato in Egitto
-<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span>
-contro <i>la mulaine</i> e il suo alleato, il re Amauri di Gerusalemme,
-è stato fatto prigioniero; suo zio, il sapiente
-«largo e cortese», lo riscatta dopo la morte d'Amauri,
-e lo conduce in Egitto, dove riprende la guerra contro
-<i>la mulaine</i>, che ben presto assediano al Cairo. Lo
-zio muore e Saladino rimane capo dell'esercito; disperando
-di prendere la città con la forza, ricorre all'astuzia:
-fa dire a <i>la mulaine</i> che verrà a chiedergli pace
-«comme asnes, la somme sor le dos, por torser et por
-chargier sor lui quankes il lui plairoit». Si presenta
-infatti e s'avanza su quattro zampe, un basto sul dorso,
-sino al trono di <i>la mulaine</i>; però quando deve baciargli
-il piede, cava fuori un coltello, che teneva nascosto,
-e colpisce <i>la mulaine</i> al cuore; la gente che
-l'accompagna fa altrettanto attorno a sé e Saladino
-è padrone del castello. Alla porta di questo castello
-c'erano sempre due cavalli sellati e brigliati che attendevano
-un cavaliere; secondo un'antica profezia,
-doveva un giorno venire un uomo «qui avroit nom Ali,
-et monteroit sor ces chevaus, et seroit sire de tote
-paienie et d'une partie de crestienté»; Saladino «monta
-sor les chevaus qui atendoient Ali, et aloit criant par
-la cité qu'il estoit Ali, qui venus estoit a cheval». In
-tal modo s'impadronisce dell'Egitto. Più tardi, essendo
-morto Norandino, Saladino ne sposa la vedova e diventa
-padrone del suo impero.<a class="tag" id="tag9" href="#note9">[9]</a> La stessa storia si
-rinviene, però con differenze abbastanza grandi, nel
-poema: qui Saladino è l'erede legittimo del re d'Alessandria
-<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span>
-Eufradin; è stato spogliato e bandito da suo
-zio Alfadin, ma piú tardi, con l'aiuto di suo fratello
-Safadin, ricupera il reame e uccide lo zio. In seguito
-uccide <i>la mulaine</i> d'Egitto, presso a poco come nella
-cronaca, e monta sul cavallo predestinato (qui non ve
-n'è che un solo), dopo averlo stordito gridando <i>Alis</i>
-(il rimatore non sembra comprendere il senso di questo
-grido); in seguito conquista parecchi reami; di
-Norandino non v'è cenno (ms. 12159, fol. 357).
-</p>
-
-<p>
-Questo travestimento degli esordi del glorioso sultano,
-ricomparisce in un'opera assai posteriore e della
-quale bisogna dire qualche parola, perché nella storia
-letteraria non è stato ad essa dato il posto che deve
-avere. Si tratta del romanzo di <i>Jean d'Avesnes</i>, che
-ci hanno conservato due manoscritti, uno dell'Arsenale,
-scritto verso il 1460, e di cui lo Chabaille ha pubblicato
-un'analisi e numerosi estratti (Abbeville, verso
-il 1845, picc. in-8º), l'altro della Biblioteca Nazionale
-(fr. 12572,) sino ad ora non indicato. Quest'opera si
-compone di tre parti ben distinte. La prima parte
-(Chabaille, p. 17-46) è un piccolo romanzo, che sembra
-appartenere tutto intero al secolo <span class="smcap lowercase">XV</span> e che a noi non
-interessa. La seconda (p. 46-63) è la storia piú antica
-della figlia del conte di Pontieu, di cui parleremo piú
-tardi. La terza (p. 63-89) è semplicemente il rifacimento
-in prosa di una parte, perduta nella sua forma
-originale, d'un immenso poema del quale non si sono
-conservati in versi che due frammenti, se tali possono
-chiamarsi due brani, di cui il primo conta piú di 35,000
-versi e il secondo piú di 34,000. Questo poema, composto
-nel nord-est della Francia, senza dubbio poco
-dopo il 1350,<a class="tag" id="tag10" href="#note10">[10]</a> doveva comprendere un'intera storia
-<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span>
-delle crociate (in gran parte, ben inteso, romanzesca),
-cui sembra essersi riannodato, bene o male, un racconto
-delle guerre di Filippo il Bello contro i Fiamminghi.
-La prima parte è stata pubblicata dal Reiffenberg
-e dal Borgnet, sotto il titolo di <i>Le chevalier
-au Cygne et Godefroid de Bouillon</i>; s'arresta al punto
-in cui Baldovino di Gerusalemme, fratello e successore
-di Goffredo, parte per una favolosa spedizione
-contro la Mecca. Dopo una lacuna, della quale non
-conosciamo l'estensione, comincia la seconda parte
-conservata, pubblicata dal Boca e dallo Scheler sotto
-il titolo di <i>Baudouin de Sebourc</i> e di <i>Bastart de Bouillon</i>.
-Un altro «ramo» forma il terzo libro di
-<i>Jean d'Avesnes</i>; un altro ancora costituisce il fondo
-del romanzo di <i>Baudouin de Flandres</i>; essi non esistono
-che in prosa, salvo alcuni versi dell'ultima, che
-per caso ci sono stati conservati.<a class="tag" id="tag11" href="#note11">[11]</a>
-</p>
-
-<p>
-Ad un poema del secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span> dobbiamo dunque riferirci
-per il racconto che <i>Jean d'Avesnes</i> ci dà dei
-primi successi di Saladino. Questo racconto è stato
-completamente omesso dallo Chabaille; si legge nei
-fogli 164 e seguenti del ms. 12572; diciamo solamente
-che si riannoda tanto a quello della <i>Chronique d'Ernoul</i>
-quanto a quello della <i>chanson</i>.<a class="tag" id="tag12" href="#note12">[12]</a> Vi si aggiunge
-un passo che io non ho rinvenuto altrove: davanti la
-porta del palazzo di <i>la mulaine</i> si trovava una «scalinata»
-<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span>
-fatta d'un solo smeraldo; Saladino la fece fare
-in pezzi e distribuire ai suoi compagni, e di là provengono
-tutti gli smeraldi oggidí sparsi nel mondo.
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2>II</h2>
-</div>
-
-<p>
-Eccezion fatta di questi, la cui tendenza è visibilmente
-ostile, tutti gli altri racconti leggendarî su Saladino
-gli sono favorevoli. Alcuni si contentano di celebrare
-le sue virtú, altri si sforzano di ravvicinarlo
-ai Cristiani, attribuendogli una disposizione, piú o
-meno seguita in pratica, a riconoscere e a professare
-la fede de' Cristiani. Questi due generi di racconti si
-trovano naturalmente assai spesso mescolati, e noi parleremo
-ad un tempo tanto degli uni quanto degli altri.
-</p>
-
-<p>
-Dapprima si volle che Saladino, ammirando l'istituzione
-cristiana della cavalleria, si fosse fatto egli
-stesso armare cavaliere. Già Riccardo della Santa Trinità,
-in mezzo al racconto cosí poco benevolo che ho
-riassunto piú innanzi, nota incidentalmente (I, 31):
-<i>Processu temporis, cum jam aetas robustior officium
-militare deposceret, ad Enfridum de Turone, illustrem
-Palaestinae principem, paludandus accessit et Francorum
-ritu cingulum militare ab ipso suscepit.</i> Onofrio
-di Toron, conestabile dei regno di Gerusalemme,
-era infatti uno dei piú rinomati principi del suo tempo.
-Fu signore di Crac di Montréal dal 1169 al 1172, ed
-è assai probabile che anche a lui si riferisca il racconto
-della <i>Chronique d'Ernoul</i>, secondo il quale Saladino,
-<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span>
-prigioniero in quel castello e riscattato da suo
-zio (v. piú sopra), domandò «an seigneur dou castel
-que il le fesist chevalier a la françoise, et il si fist»
-(<i>Chr. d'Ernoul</i>, p. 36). Questa coincidenza dei due racconti,
-d'altra parte indipendenti, non ci esime dal farci
-credere che possano contenere qualche fondo di verità,
-e che Saladino si facesse, se non armare cavaliere,
-almeno istruire nelle cerimonie e negli obblighi
-della cavalleria da Onofrio di Toron. Tuttavia non ad
-Onofrio di Toron, ma ad Ugo di Tabaria, principe di
-Galilea, la tradizione volgare attribuí piú tardi l'onore
-di aver conferito la cavalleria a Saladino, non quando
-egli era appena un oscuro emiro, ma quando si trovava
-all'apogeo della potenza e della gloria.<a class="tag" id="tag13" href="#note13">[13]</a> Ugo
-di Tabarie, uno dei primi personaggi del regno di
-Gerusalemme, fu fatto prigioniero nel 1178 da Saladino,
-e piú tardi posto in libertà;<a class="tag" id="tag14" href="#note14">[14]</a> nel 1187, la disastrosa
-battaglia di Hattin o di Tabarie ebbe luogo
-quasi sul suo territorio, ma egli fuggí insieme con i
-tre suoi fratelli; si segnalò piú d'una volta nelle guerre
-degli anni seguenti, e morí dopo il 1204. Alla battaglia
-del 1178, in cui era stato fatto prigioniero, si
-riannoda la leggenda che gli diè la parte da prima
-attribuita ad Onofrio di Toron. Questa leggenda cosí
-fissata sul suo nome ci è pervenuta: 1º in un piccolo
-poema del <span class="smcap lowercase">XIII</span> secolo piú volte pubblicato;<a class="tag" id="tag15" href="#note15">[15]</a> 2º in una
-<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span>
-redazione in prosa che offre qualche variante e che è
-stampata incompletamente;<a class="tag" id="tag16" href="#note16">[16]</a> 3º da questa redazione
-in prosa, nella terza parte di <i>Jean d'Avesnes</i>;<a class="tag" id="tag17" href="#note17">[17]</a> 4º in
-una redazione italiana che fa parte delle <i>Cento novelle
-antiche</i>;<a class="tag" id="tag18" href="#note18">[18]</a> 5º in una versione neerlandese;<a class="tag" id="tag19" href="#note19">[19]</a> 6º in
-una imitazione inserita nel secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span> da Bosone da
-Gubbio nel suo romanzo <i>l'Avventuroso Ciciliano</i>, in
-cui la storiella è attribuita a un soldano di Babilonia
-anonimo e a un cavaliere chiamato messer Ulivo di
-Fontana.<a class="tag" id="tag20" href="#note20">[20]</a> Nel poema si è voluto vedere, in modo assai
-<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span>
-strano, l'opera dello stesso Ugo di Tabaria:<a class="tag" id="tag21" href="#note21">[21]</a> è detto
-sin dal principio che si tratta di un re saraceno che
-viveva «jadis». L'<i>Ordre de chevalerie</i> ha del resto per
-iscopo principale di esaltare la cavalleria e di insegnare
-le virtú che devono segnalarla; l'aneddoto dell'armar
-cavaliere Saladino non serve che di pretesto
-per la narrazione dell'autore. Costui aveva attinto a
-una tradizione popolare preesistente,<a class="tag" id="tag22" href="#note22">[22]</a> da cui ha altresí
-tolto a prestito il racconto della generosità di
-Saladino verso lo stesso Ugo di Tabaria: gli accorda
-la libertà di dieci prigionieri cristiani a sua scelta, ma
-gl'impone una tassa di centomila bisanti, obbligandolo
-a fare, per riunire questa somma enorme, una
-colletta tra i «prud'hommes», lasciandogli, sulla parola,
-un anno di libertà condizionale. Ugo non ne ha
-bisogno: prende il sultano in parola, e ne ottiene cinquantamila
-bisanti, e gli emiri, ai quali si rivolge
-in seguito, glie ne promettono tredicimila piú di quanti
-gli bisognano. Saladino gli anticipa questi tredicimila
-bisanti, dando cosí una prova meravigliosa della sua
-«largesse».
-</p>
-
-<p>
-La generosità era, come è noto, considerata nel Medio
-Evo, almeno tra i poeti e per motivi facili a comprendersi,
-<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span>
-come la virtú per eccellenza dei principi,<a class="tag" id="tag23" href="#note23">[23]</a>
-infatti, quella che si attribuisce, e non senza ragione,
-a Saladino, lo rese celebre quasi come, per la stessa ragione,
-era Alessandro.<a class="tag" id="tag24" href="#note24">[24]</a> Dante esclama nel <i>Convivio</i>
-(IV, 11): «E chi non ha ancora nel cuore Alessandro
-per li suoi reali beneficii? Chi non ha ancora il buon
-re di Castella, o il Saladino...?». Ed è assai probabile
-che per questa considerazione, egli, nel Limbo,
-in mezzo agli eroi dell'antichità risparmiati dal vero
-inferno, abbia dato posto a Saladino, il solo dei mussulmani.
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i01">E <i>solo</i> in parte vidi il Saladino.</p>
-<p class="i09"> (<i>Inf.</i>, <span class="smcap lowercase">IV</span>, 129).</p>
-</div></div>
-
-<p>
-Questa «largesse» di Saladino è argomento di piú
-d'un racconto. Abbiamo già veduta la storia del «perron»
-di smeraldo e quella del riscatto di Ugo di Tabaria;
-ve ne sono anche altre. Secondo il <i>Ménestrel de
-Reims</i>, egli rimanda assai liberalmente il re Guido di
-Lusignano, fatto prigioniero in quella grande battaglia
-di Tabaria, da cui fu prodotta la rovina del regno di
-Gerusalemme.<a class="tag" id="tag25" href="#note25">[25]</a> A un altro prigioniero francese, cui
-aveva posto affezione e che vedeva rimpiangere la sua
-famiglia e il suo paese, aveva accordato, secondo una
-<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span>
-delle <i>Novelle antiche</i>,<a class="tag" id="tag26" href="#note26">[26]</a> un dono di 200 marchi. Il tesoriere
-incaricato di stendere l'ordine di pagamento
-scrisse per errore 300; volle correggere, ma Saladino
-guardandolo: «Metti 400, gli disse, non sarà detto
-che la tua penna sarà stata piú liberale di me».<a class="tag" id="tag27" href="#note27">[27]</a> Un
-aneddoto simile è riferito, come si sa, a un signore
-d'Anglure. Secondo Jean le Long, cronista del sec. <span class="smcap lowercase">XIV</span>,
-il sultano vicino a morire fece venire questo signore,
-che era suo prigioniero, e gli chiese come un onore di
-portare le sue armi (<i>insignia</i>) e di adottare il suo grido
-di guerra (<i>Damasc!</i>), mediante le quali cose lo libererebbe
-con altri prigionieri; il cavaliere accettò, ricevette
-la libertà, e mantenne la parola.<a class="tag" id="tag28" href="#note28">[28]</a> Secondo un
-altro racconto, il signore d'Anglure, posto in libertà
-provvisoria per raccogliere il prezzo del suo riscatto,
-sarebbe ritornato a costituirsi prigioniero, non avendo
-potuto riuscirvi, e Saladino, commosso per la sua magnanimità,
-l'avrebbe reso libero alle stesse condizioni;
-è perciò che i signori d'Anglure si chiamarono
-piú tardi <i>Saladin</i>, e adottarono il grido e le armi del
-<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span>
-sultano.<a class="tag" id="tag29" href="#note29">[29]</a> Questa generosità spicca altresí in un grazioso
-aneddoto che il <i>Ménestrel de Reims</i> pone in bocca
-ad un prigioniero saraceno che sarebbe stato lo stesso
-zio del sultano. Saladino aveva inteso vantare assai
-la carità dell'ospedale di S. Giovanni d'Acri. Giammai
-si diceva, un malato si è visto rifiutare ciò che desiderava.
-Per assicurarsene si travestí da pellegrino e
-si fece ricevere come malato nel celebre ospedale. Per
-tre giorni rifiuta ogni nutrimento; per le preghiere
-del «maître des malades», dapprima dichiara che
-non mangerà a meno che possa ottenere una cosa che
-non può avere, «que ce est forsenerie a penser et
-a vouloir». Infine, dopo che gli è stato assicurato che
-«onques malades qui çaienz fu ne failli a son désir,
-se on le pot avoir pour or ne pour argent», egli confessa
-la sua cupidigia: «Je demant le pié destre devant
-de Morel le bon cheval au grant maistre de
-çaienz, et vuel que je li voie couper devant moi presentment,
-ou se ce non ja mais ne mangerai». Il
-«grand maître», saputa questa fantasia, ne è assai
-turbato, ma del resto: «Mieuz vaut, dice, que mes
-chevaus muire que uns hons, et d'autre part il nous
-seroit reprouvé a touz jourz mais». Si conduce quindi
-il cavallo davanti al pellegrino: vien legato, e già
-un valletto alza l'ascia per tagliargli il piede, quando
-Saladino esclama: «Tien coi! ma voulentez est assevie,
-<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span>
-et mes desiriers tornez en autre viande: je
-vueil mangier char de mouton». In ricompensa, manda
-piú tardi all'ospedale d'Acri una carta nella quale
-fa dono di mille bisanti l'anno tolti sulle sue «rentes
-de Babiloine», e «d'enqui en avant furent paié
-le mil besant chascun an au jour de la Saint Jehan».
-Qui la munificenza saracena è vinta dalla carità cristiana.<a class="tag" id="tag30" href="#note30">[30]</a>
-</p>
-
-<p>
-Questa storiella ci indica una di quelle visite presso
-i Cristiani che si attribuirono assai per tempo a Saladino
-e che sono specialmente destinate a mettere in
-confronto le due religioni. Se ne trova un esempio
-piú antico in uno dei rifacimenti del poema di
-<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span>
-<i>Jérusalem</i>.<a class="tag" id="tag31" href="#note31">[31]</a> Durante una tregua con i Cristiani, Saladino
-viene a Gerusalemme, ancora posseduta da costoro, e
-assiste alle cerimonie del loro culto: le giudica tutte
-molto belle, salvo una, che gli sembra abusiva e ridicola,
-il costume dell'offerta fatta dai fedeli al clero.
-Qui non vi è se non una malizia abbastanza inoffensiva,
-ma sembra che si sia divulgata assai per tempo
-una storiella di carattere piú grave, secondo la quale
-Saladino, disposto ad abbracciare la vera religione,
-ne sarebbe stato distolto dallo spettacolo dei costumi
-dei preti, e particolarmente dei prelati, quando gli
-fosse stato prescritto di osservarli. Lo racconta almeno
-Gilles de Corbeil nel suo poema ancora inedito e intitolato
-<i>Jerapigra ad purgandos prelatos</i>, composto
-verso l'anno 1215.
-</p>
-
-<p>
-Ecco l'intero passo che V. Le Clerc ha in parte
-citato secondo il manoscritto:<a class="tag" id="tag32" href="#note32">[32]</a>
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i01">Catholice fidei leges et dogmata Christi</p>
-<p class="i02"> Legit et audivit Saladinus, rex Orientis,</p>
-<p class="i02"> Doctoresque suos, quos lex gentilis habebat</p>
-<p class="i02"> Precipuos, tante jus[s]it decreta sophie</p>
-<p class="i01"><span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span></p>
-<p class="i02"> Chaldeis mandare notis, ut pabula sancta</p>
-<p class="i02"> Crebra recenseret illi recitatio vite.</p>
-<p class="i02"> Sed fidei celebris adeo reverentia movit</p>
-<p class="i02"> Concussitque virum, tanta admiratio mentem</p>
-<p class="i02"> Impulit, ut nostre se vellet subdere legi.</p>
-<p class="i02"> Seque catholicis cuperet nodare cathenis.</p>
-<p class="i02"> Rex ergo cepit studio explorare fideli</p>
-<p class="i02"> Que prelatorum foret observatio morum,</p>
-<p class="i02"> Qualis religio populi, que vita ministros</p>
-<p class="i02"> Ecclesie regeret; que postquam singula novit.</p>
-<p class="i02"> Spurcitiam, mores pravos, vitam[que] palustrem,</p>
-<p class="i02"> Luxuriam, fraudem, invidiam, scelus atque rapinam,</p>
-<p class="i02"> Et fraternum odium, cupidi quoque pectoris estum,</p>
-<p class="i02"> Membrorum et capitis tantum discrimen haberi,</p>
-<p class="i02"> Flexit in oppositam mentis vestigia partem,</p>
-<p class="i02"> Et profugus retro vertit iter; cultum reprobavit</p>
-<p class="i02"> Et meritum fidei vitio cultoris iniqui.</p>
-<p class="i03"> Proh! summum facinus, quod, tanto rege repulso</p>
-<p class="i02"> Labe sacerdotii nequam populique maligni.</p>
-<p class="i02"> Artatum Christi imperium, quod crescere supra</p>
-<p class="i02"> Posset in immensum dilatarique valeret</p>
-<p class="i02"> Ex tanti virtute viri! Sed prava malorum</p>
-<p class="i02"> Vita ministrorum summe perterruit illum,</p>
-<p class="i02"> Extinxitque bone conceptum mentis in ipso. (fol. 39 v).</p>
-</div></div>
-
-<p>
-Conforme a questo tipo, ma generalmente con minore
-asprezza, i racconti delle visite di Saladino ai Cristiani
-divengono cosí una specie di «lettres persanes», in cui,
-anche esaltando la religione cristiana, si fanno criticare
-da Saladino alcuni abusi cui essa dà luogo o alcune
-negligenze cagionate da coloro, che dovrebbero
-praticarla meglio di tutti. Talvolta la critica sembra
-andare anche piú in là, sino agl'insegnamenti della
-religione stessa. Nel poema indicato poco fa, il quale
-ha servito di base alla terza parte di <i>Jean d'Avesnes,</i>
-la confessione e l'adorazione del papa per opera dei
-cavalieri cristiani, di cui è stato testimonio a Roma,
-fanno sdegnare l'orgoglioso soldano. «Vouz aourez, dice,
-<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span>
-un homme comme moy ou un aultre; qu'il ait puissance
-de pardonner ce que avés meffet a aultruy, ce
-ne croiray je de ma vie; et par la foy que je doy a
-tous les dieux que homme puisse aourer,<a class="tag" id="tag33" href="#note33">[33]</a> se ore le
-tenoye en Surie, je le feroye detraire a chevaux».<a class="tag" id="tag34" href="#note34">[34]</a>
-Qui la satira sembra mettersi al di sopra degli elementi
-stessi della fede cristiana, ma essa non ha alcun
-risultato, trovandosi in un'opera in cui regna da un
-capo all'altro, a fianco della piú credula devozione,
-un brio borghese e grossolano, che si ride di tutto e
-che non dà nessuna importanza alle barzellette che
-prodiga.
-</p>
-
-<p>
-Spesso è anche il modo di comportarsi dei Cristiani
-che distoglie Saladino dall'abbracciare la loro religione,
-per quanto egli sembri preferirla alle altre. Una
-celebre storia che gli si attribuisce,<a class="tag" id="tag35" href="#note35">[35]</a> è in realtà molto
-anteriore a lui: Pier Damiano, nel sec. <span class="smcap lowercase">XI</span>, la riferisce
-a un re pagano contemporaneo di Carlo Magno, il
-falso Turpino al re saraceno Agolante, l'autore d'<i>Anseïs
-de Carthage</i> a Marsilio, quello delle <i>Enfances
-Godefroi</i> al re di Gerusalemme Cornumarant: tutti
-questi infedeli, per quanto disposti a convertirsi, sono
-sdegnati a vedere che i Cristiani, i quali dichiarano
-che i poveri sono «les messagers de Dieu»,<a class="tag" id="tag36" href="#note36">[36]</a> li trattano
-<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span>
-in modo cosí poco onorevole che ai banchetti, cui
-li ammettono, li fanno sedere in terra e non dànno loro
-che i rifiuti del pasto.<a class="tag" id="tag37" href="#note37">[37]</a> Una storiella narrata nelle
-<i>Cento novelle antiche</i> è piú puerile: Saladino, durante
-una tregua, invita a un pasto i Cristiani, e dà loro, per
-sedersi, dei magnifici tappeti, sui quali ha fatto ricamare
-ovunque croci d'oro; i Cristiani, senza porvi attenzione,
-calpestano le croci coi piedi e vi sputano
-sopra, donde Saladino conclude che solo a parole amano
-la loro religione.<a class="tag" id="tag38" href="#note38">[38]</a> Piú imprudenti sono i monaci, i quali,
-venuti per convertir Saladino, si lasciano ubriacare e
-indurre a un peccato piú grave ancora, abbandonando
-cosí la loro religione e le loro persone al disprezzo
-del sultano.<a class="tag" id="tag39" href="#note39">[39]</a>
-</p>
-
-<p>
-Piú interessanti sono quei racconti, che fanno vedere
-il gran sultano titubante fra le tre religioni che
-si dividevano il mondo allora conosciuto. Il piú celebre
-e il piú bello è quello in cui un ebreo, che egli
-vuol confondere domandandogli qual sia la migliore
-<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span>
-religione, gli narra la parabola dei tre anelli;<a class="tag" id="tag40" href="#note40">[40]</a> tuttavia
-Saladino vi rappresenta una parte passiva che in origine
-non gli era stata attribuita. Una novella che
-nel secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span> raccolse il rimatore austriaco Jans
-Enenkel o Enikel mette il sultano piú direttamente in
-scena: «Quando fu vicino a morte, chiese lungamente
-a se stesso a qual Dio rimettere la sorte dell'anima
-sua, a quello dei giudei, dei mussulmani o dei cristiani:
-quale era il piú potente? Nel dubbio, volle
-conciliarseli tutti e tre. Possedendo egli una tavola
-fatta d'un enorme zaffiro, la fece spezzare in tre pezzi,<a class="tag" id="tag41" href="#note41">[41]</a>
-e ne fece portare uno alla principale sinagoga, uno alla
-chiesa e uno alla moschea di Gerusalemme, dopo di che
-morí».<a class="tag" id="tag42" href="#note42">[42]</a> Tutto compreso, noi abbiamo qui una speculazione
-abbastanza grossolana, come se ne attribuiscono
-a piú d'un sedicente barbaro convertito al cristianesimo;<a class="tag" id="tag43" href="#note43">[43]</a>
-però la novella è ancora imparziale, come quella
-dei tre anelli nella sua forma primitiva. I narratori cristiani
-non dovevano naturalmente limitarsi a ciò; già
-nella <i>Chronique d'outre mer</i>, compilazione del sec. <span class="smcap lowercase">XIII</span>,
-della quale indicherò piú in là i diversi elementi, la bilancia
-pende dal lato della religione cristiana: «Ançois
-que il morust, manda il le califfe de Baudas et le patriarche
-de Jerusalem et des plus sages juïs c'om pot
-<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span>
-trover en la tiere de Jerusalem; car il voloit savoir por
-voir la quele lois estoit la meillors. Assés desputerent
-ensamble, et soustenoit cascuns la soie loi por la meillor.
-Li juï disoient qu'il ne pooit estre que Diex nasquist
-sans conception de pere et de mere et sans engendrement,
-et tout autretel dist li califfes; encontre tout
-çou fu li patriarces, et moult monstra de biaus examples
-et de bieles paroles. Quant Salehadins ot oïes les
-paroles de cascun, il dist que il ne se savoit a la quele
-tenir; dont fist trois parties de l'avoir que il avoit
-conquesté, si dona as crestiiens la meillour, et l'autre
-as Sarrasins et la tierce as jüïs, et si delivra tous
-ceus qu'il avoit en ses prisons».<a class="tag" id="tag44" href="#note44">[44]</a> Ma la forma di questo
-aneddoto, ad un tempo il piú ingegnoso e il
-piú favorevole al cristianesimo, si trova in una raccolta
-latina del secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span>, che ci è stata conservata
-in un prezioso manoscritto di Tours, e di cui noi dobbiamo
-la conoscenza a Leopoldo Delisle. Vi si racconta,
-come nelle precedenti versioni, che Saladino, prima
-di morire, fece venire l'ebreo, il cristiano e il saraceno,
-reputati tra i piú saggi di Gerusalemme, e domandò a
-ciascuno di essi qual'era la miglior <i>loi</i>: «La mia,
-disse l'ebreo, e se l'abbandonassi abbraccerei la legge
-cristiana, che ne discende. — La mia, disse il saraceno,
-e se l'abbandonassi abbraccerei la legge cristiana, da
-cui discende. — La mia, disse il cristiano, e a nessun
-costo l'abbandonerei per un'altra». Allora egli disse:
-«Quei due, abbandonando la loro legge, s'accorderebbero
-ad accettar questa; costui non accetterebbe altro
-che la sua: io la giudico la migliore e la scelgo».<a class="tag" id="tag45" href="#note45">[45]</a>
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span>
-</p>
-
-<p>
-Le due tendenze che abbiamo osservate, una che
-fa di Saladino il portavoce di alcune satire contro la
-Chiesa, l'altra che lo mostra inclinato verso il cristianesimo,
-si riuniscono in un racconto di Bosone da
-Gubbio, che si riferisce ai viaggi del sultano in Europa:
-vedendo la cupidigia dei preti, specialmente
-del papa e dei cardinali, esclama che la religione cristiana
-è visibilmente la migliore di tutte, dacché il
-Signore dei Cristiani è abbastanza paziente e misericordioso
-per sopportare simili offese, ciò che non farebbe
-certamente il Signore delle altre leggi.<a class="tag" id="tag46" href="#note46">[46]</a> Qui abbiamo
-il primo abbozzo, assai goffamente tracciato,
-dell'ammirabile e mordace novella del giudeo Abramo
-nel Boccaccio, e della sua impreveduta conversione
-dopo il viaggio di Roma.<a class="tag" id="tag47" href="#note47">[47]</a>
-</p>
-
-<p>
-Sia come si voglia, per un motivo o per l'altro, si
-credette volentieri che Saladino fosse stato internamente
-persuaso della verità del cristianesimo e che
-avesse altresí ricevuto il battesimo. Il manoscritto latino
-che è stato citato poco fa, lo riferisce, aggiungendo
-<i>ut dicitur</i>, come conclusione del suo consulto
-<i>in extremis</i>.<a class="tag" id="tag48" href="#note48">[48]</a> D'altronde bastò immaginare che avesse
-<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span>
-dovuto, per la presenza dei suoi, limitarsi ad una specie
-di simulacro, la cui virtú non sarebbe forse sembrata
-sufficiente a un teologo: «Une chose fist a la
-mort, dice il preteso zio di Saladino nei <i>Récits du
-ménestrel de Reims</i>, qui mout nous ennuia; car quant
-il fu si apressez qu'il vit bien que mourir le convenoit,
-si demanda plein bacin d'iaue. Et maintenant li
-courut uns varlez aporter en un bacin d'argent, et li
-mist a la main senestre. Et Salehadins se fist drecier
-en son seant, et fist de sa main destre croiz par deseure
-l'iaue, et toucha en quatre lieus sour le bacin,
-et dist: <i>Autant a de ci jusques ci comme de ci jusques
-ci</i>. Ce dist il pour qu'on ne se perceüst. Et puis reversa
-l'iaue sour son chief et sour son cors, et dist
-entre denz trois moz en françois que nous n'entendimes
-pas, mais bien sembla, autant comme j'en vi, qu'il
-se bautizast.<a class="tag" id="tag49" href="#note49">[49]</a>
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span>
-</p>
-
-</div>
-<h2>III</h2>
-
-<p>
-L'ingegno di Saladino, i suoi successi, le sue grandi
-qualità personali ispirarono una naturale ammirazione
-ai crociati di Francia e d'Inghilterra, i quali, al seguito
-di Filippo e di Riccardo, erano andati a combatterlo
-in Siria; la tolleranza di cui, in generale, fece
-prova verso i Cristiani sottomessi al suo potere, l'umanità
-che spesso mostrò verso coloro che avea vinti,<a class="tag" id="tag50" href="#note50">[50]</a>
-ispirarono nei suoi avversari un rispetto ed anche una
-simpatia involontari. Per giustificare questi sentimenti
-<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span>
-s'era pensato di attribuirgli per la religione cristiana
-una inclinazione che era ben lungi dall'animo suo,
-ardentemente ed esclusivamente mussulmano. La stessa
-tendenza ha fatto nascere una favola piú singolare, secondo
-la quale il figlio d'Ayoub sarebbe stato, almeno
-in parte, di razza cristiana e francese: ciò spiega la
-sua pretesa simpatia per il cristianesimo e i suoi riguardi
-per i Franchi, oltre di che ciò permetteva a
-costoro di rivendicare una certa parte delle sue imprese
-e delle sue virtú. Questa favola sembra aver
-esistito sotto due forme differenti, entrambe fantastiche,
-e che s'incontrano solo nelle opere d'un carattere
-affatto romanzesco e popolare. Hanno di comune
-questo, che riavvicinano l'illustre sultano alla
-famiglia dei conti di Pontieu, intermediaria una donna,
-trasportata quasi miracolosamente in un paese saraceno
-e data in moglie ad un saraceno; differiscono
-in tutto il rimanente, ciò che ci fa credere ch'esse
-sieno sorte indipendentemente su questo semplice indizio,
-del quale è impossibile determinare l'origine.
-La meno conosciuta e la piú recente si trova in quel
-gran poema del sec. <span class="smcap lowercase">XIV</span>, del quale è stato parlato
-piú innanzi. Secondo questo poema, una «dame de
-Pontieu», al momento in cui andava sposa a un favoloso
-Esmeré, cugino di Goffredo di Bouillon, è messa
-in mare in seguito ad una impresa disgraziata e trasportata
-dai venti da <i>Nimaye</i> (Nimègue) a Babilonia(!),
-dove il sultano Saladino la accoglie, la sposa,
-e ne ha un figlio chiamato come lui, che è il celebre
-conquistatore.<a class="tag" id="tag51" href="#note51">[51]</a> Piú tardi Giovanni di Pontieu, fratello
-<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span>
-della sultana, essendo caduto nelle mani di Saladino,
-costui che sa d'essere suo nipote, lo tratta con grandi
-riguardi, facendoselo amico; nel corso del poema, la
-parentela di Saladino col conte di Pontieu è spesso rammentata,
-e quando egli fa un viaggio in Francia, del
-quale riparleremo, dà occasione a parecchi incidenti.<a class="tag" id="tag52" href="#note52">[52]</a>
-Il cronista Jean le Long o Jean d'Ypres, abate di Saint-Bertin,
-il quale scriveva circa il 1370, non teme d'aggiungere
-agl'indizi che raccolse pro e contro Saladino
-questa singolare introduzione, tolta sia al nostro poema,
-sia al racconto che gli aveva servito di fonte: <i>Saladinus
-Turchus, sed de matre Gallica Pontiva</i>.<a class="tag" id="tag53" href="#note53">[53]</a>
-</p>
-
-<p>
-In un'altra maniera, e molto piú lontana, l'origine
-francese di Saladino è presentata nel piccolo romanzo
-in prosa del secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span> conosciuto col titolo di <i>Voyage
-outre mer du comte de Pontieu</i>, o, meno esattamente,
-di <i>La Comtesse de Pontieu</i>. Questo romanzo è certamente
-esistito a parte, e ne abbiamo almeno una copia
-isolata;<a class="tag" id="tag54" href="#note54">[54]</a> ma è stato assai presto interpolato in una
-composizione piú estesa, che ho avuto già occasione di
-ricordare piú d'una volta, e che è chiamata col nome
-di <i>Chronique d'outre mer</i>. È una compilazione che non
-può farsi risalire oltre la metà del sec. <span class="smcap lowercase">XIII</span>. Ci è stata
-conservata in tre manoscritti della nostra grande biblioteca,
-i nn. 770 (ant. 7185<sup>3·3</sup>), 12203 (ant. suppl.
-fr. 445) e 24210 (ant. Sorb. 397) dei manoscritti
-<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span>
-francesi.<a class="tag" id="tag55" href="#note55">[55]</a> Il fondo di questa compilazione è formata dall'opera
-anteriore che si designa, secondo l'edizione
-che ne ha data il de Mas Latrie, sotto il nome di
-<i>La Chronique d'Ernoul</i>, e della quale sarebbe troppo
-lungo studiare qui gli elementi e le relazioni con la
-grande opera composita, volgarmente considerata come
-la continuazione di Guglielmo di Tiro, la quale occupa
-il secondo volume della raccolta degli <i>Historiens occidentaux
-des croisades</i>. La <i>Chronique d'outre mer</i>
-dei nostri tre manoscritti riproduce dapprima il testo
-d'«Ernoul» senza offrire molte piú varianti di quelle
-dei manoscritti ordinari. A poco a poco la fedeltà nel
-testo d'Ernoul diventa meno grande, senza cessare
-d'essere reale; ma ben presto s'intercala una narrazione
-estranea, la cui fonte è difficile a indovinare e
-il cui interesse è dei piú minimi, e che continua per
-lungo tempo a intromettersi nella narrazione presa a
-Ernoul. Si tratta d'una pretesa guerra di Saladino contro
-<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span>
-Galacienne «dame de Turquie», suo fratello Ranieri
-di Coine e i suoi alleati, il «calife de Baudas» e il
-re Corlin di Nubia; in questa lunga narrazione di intonazione
-storica, la quale non ha l'attrattiva del romanzo
-né il merito d'una autenticità qualsiasi, noi vediamo figurare
-i due figli di Saladino e alla loro testa Lycoredis,
-del quale l'autore ci dice espressamente: «Che fu chil
-Lycoredis dont on parla tant au siecle, mais li crestien
-l'apieloient Coradin».<a class="tag" id="tag56" href="#note56">[56]</a> Si tratta dunque di Malek-Moadam
-o Coradin (Cheryf-Eddin), figlio di Malek-Adel
-o Saphadin, per conseguenza nipote e non figlio
-di Saladino, e che certamente non era nato all'epoca
-in cui il nostro autore gli attribuisce favolose imprese.<a class="tag" id="tag57" href="#note57">[57]</a>
-A partire da questo momento però la <i>Chronique d'outre</i>
-<i>mer</i> s'allontana parecchio dal testo d'Ernoul, di cui
-sembra un riassunto fatto a memoria;<a class="tag" id="tag58" href="#note58">[58]</a> essa imbroglia
-nel modo piú inestricabile i fatti storici, soprattutto
-quelli che si riferiscono all'Occidente, già assai sfigurati
-nel suo modello, e ricorda all'incirca il tono del
-Ménestrel de Reims molto piú di quello d'un cronista
-serio. Quantunque essa non termini alla morte di Saladino,
-<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span>
-e prosegua sin verso l'anno 1228 il suo racconto
-incoerente e talvolta incomprensibile, tuttavia è la storia
-di Saladino quella che costituisce il pernio di tutta
-l'opera, come mostra l'<i>explicit</i> di due dei tre manoscritti
-(12203 e 24210): <i>Salhadins fine chi</i>. Però non
-bisogna sperare di trovarvi utili contributi per il soggetto
-che ora trattiamo: salvo la storia degli esordi
-del sultano, tolta a Ernoul, e i due aneddoti, raccontati
-del resto assai trivialmente, relativi alla sua
-morte, che abbiamo precedentemente indicati,<a class="tag" id="tag59" href="#note59">[59]</a> in
-quest'opera non v'è nulla che possa interessare né
-la storia reale, né la storia leggendaria o romanzesca.
-La versione in prosa dell'<i>Ordre de chevalerie</i>, che uno
-dei manoscritti della Cronaca (770) ha il merito di
-averci conservata, in origine non ne faceva parte. La
-stessa cosa può dirsi del romanzo del <i>Voyage du comte
-de Pontieu</i>, che si trova in due manoscritti (770 e
-12203), ma che manca nel terzo (24210), il piú recente,
-sebbene il piú fedele dei tre. Degli amatori hanno inserito
-tardivamente nelle copie della <i>Chronique d'outre
-mer</i> tanto questo racconto quanto il romanzo.
-</p>
-
-<p>
-Il quale ultimo è interessante in se stesso, ma non
-ha con Saladino se non una lontanissima relazione. Un
-cavaliere di nome Tibaldo, signore di Domart in Pontieu
-e nipote di Saint-Pol, ha sposato la figlia del conte di
-Pontieu (né il padre, né la figlia sono nominati). Dopo
-cinque anni trascorsi in una unione felice, ma sterile,
-i due sposi risolvono di andare in pellegrinaggio a
-San Iacopo per ottenere la posterità, che essi bramano.
-Traversando una foresta dove si trovano separati dal
-loro seguito, sono aggrediti da briganti che li depredano,
-legano Tibaldo e violano la moglie sotto i suoi
-<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span>
-occhi. Partiti i briganti, egli chiama la moglie per esser
-liberato. «La dame ala cele part ou mesire Thiebaus
-gisoit, et vit une espee gesir ariere, qui fu a un des
-larons qui ocis fu. Ele la prist, et vint envers son seigneur,
-plaine de grant ire et de mauvaise voulenté qui
-li iert venne, car ele doutoit mout qu'il ne l'en seüst
-mal gré de chou que il l'a voit ensi veüe, et qu'il ne li
-reprouvast en aucun tans et li mesist devant chou que
-avenu li estoit; si dist: <i>Sire, je vous deliverrai ja.</i> Lors
-haucha l'espee et vint vers son seigneur et le cuida
-ferir par mi le cors; et quant il vit le coup venir, si
-le douta mout.... si tressailli si durement que les
-mains et li doi li furent desserré, et ele le feri si que
-ele le blecha un poi et coupa les coroies de coi il estoit
-loiiés. Et quant il senti les loiiens laskier, il sacha a
-lui et rompi les coroies, et sailli sus en piés, et dist:
-<i>Dame, se Diu plaist, vous ne m'ochirés meshui</i>! Et
-ele dist: <i>Chertes, sire, che poise moi</i>!» Il conte compie
-il suo pellegrinaggio senza riparlar con sua moglie di
-questa strana avventura, «et l'en mena en son païs a
-ausi grant joie et a ausi grant honnour comme il l'en
-avoit amenee, fors de gesir o li». Però si trova obbligato,
-malgrado la sua resistenza, a raccontare l'accaduto
-al suocero, il conte di Pontieu, e la giovine
-donna, interrogata, non solamente riconosce la verità
-tutta intera del racconto, ma ripete: <i>«Encore me poise
-il que je ne l'ochis»</i>. Il conte, meno indulgente di suo
-genero, infligge a sua figlia un crudele castigo. Trovandosi
-un giorno a Rue, la conduce in mare, con suo
-marito, in un battello, in cui egli ha fatto portare una
-botte, fuoco e pece. In alto mare la fa entrare nella
-botte, la quale vien turata e accuratamente spalmata di
-loto e la getta nel mare gridando: <i>«Je te commant au
-vent et as ondes!»</i> Alcuni mercanti fiamminghi che
-<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span>
-andavano nel paese dei Saraceni, pescano la botte e
-non sono poco sorpresi nel trovarvi una bella e giovine
-donna vicina a morire; la conducono a Aumarie<a class="tag" id="tag60" href="#note60">[60]</a> e la
-regalano al soldano del luogo. Costui la sospetta di
-alto lignaggio, quantunque essa nasconda ostinatamente
-il nome e la sua origine, s'innamora di lei, le domanda
-di rinnegare il cristianesimo e di divenire sua sposa.
-«Ele vit bien ke mius li venoit a faire par amours ke
-par forche, si li manda ke ele le feroit voulentiers».
-Ella dunque lo sposa, ne ha ben presto una figlia e
-piú tardi un figlio. Intanto il conte di Pontieu, suo
-figlio e suo genero vivevano nel dolore, e il primo si
-pentiva della sua crudeltà. Tutti e tre si fanno crociati,
-e al ritorno della Terra Santa un naufragio li getta ad
-Aumarie. Il soldano li fa mettere in prigione, e perché,
-in un giorno di festa, i suoi arcieri, secondo
-l'uso, gli domandano un cristiano per servir loro di
-bersaglio, egli fa estrarre dalla prigione il conte di
-Pontieu. La moglie del soldano, quando lo vede, si
-sente commossa, e altrettanto fa per il suo primo marito
-e per suo fratello. Un giorno li scongiura di
-dire tutta la verità, e domanda loro che cosa è avvenuto
-di colei ch'essi han detto essere stata la moglie
-dell'uno, la figlia e la sorella degli altri. Il conte di
-Pontieu le narra tutta la storia negli stessi termini coi
-quali l'autore l'ha già detta. Quando essa ascolta la
-narrazione del delitto che ha voluto commettere la
-moglie di Tibaldo, esclama, come se il suo sentimento
-<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span>
-di pudore femminile bastasse a farle comprendere
-l'azione ispirata a un'altra donna da questo sentimento:
-<i>«Ha! sire, bien sai por coi ele le vaut faire. — Dame,
-por coi? — Chertes,</i> fait ele, <i>por la grant
-honte que il avoit veü que ele avait soferte et receüe devant
-lui.</i> Quant mesires Thiebaus l'oï, si commenche a
-plourer mout tenrement et dit: <i>Halas! quel coupe i
-avoit ele? Ja por chou piour semblant ne l'en eüsse fait,
-car che fu mal gré sien. — Sire,</i> fait la dame, <i>che ne
-cuidoit ele pas»</i>.<a class="tag" id="tag61" href="#note61">[61]</a> D'altronde il conte di Pontieu e Tibaldo
-non dubitano che la loro figlia e moglie non sia
-morta. «Ma, dice la sultana, sareste contenti di sapere
-che vive ancora?» Entrambi assicurano che nulla potrebbe
-recar loro gioia piú grande. «Quant la dame ot
-oïes lor paroles, si li atendri li cuers, si loa Diu et en
-rendi graces a lui, et lor dist: <i>Or gardés k'il n'i ait
-feintise en vos paroles.</i> Et il respondirent et dirent:
-Dame, non a il. La dame commencha mout tenrement
-a plourer, et lor dist: <i>Sire, or poés vous bien dire ke
-vous estes mes peres, et je sui vostre fille, ichele dont
-vous presistes si cruel justiche; et vous, messires Thiebaus,
-estes mes sires et mes barons; et vous, sire vallès,
-estes mes freres»</i>. Questa scena non manca certamente
-di patetico nell'estrema semplicità della forma; richiama
-involontariamente il dialogo di Giuseppe con i
-fratelli in Egitto, e ha valso in gran parte al nostro racconto
-l'interesse, che non ha cessato di esercitare sin da
-quando è stato posto nuovamente in luce. — Qualche
-tempo dopo, la donna trova il modo di evadere con i
-suoi conducendo con sé il figlio che ha avuto dal sultano;
-si fa assolvere a Roma, dove ritorna alla fede cristiana
-<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span>
-e rinnova il suo matrimonio, e tutti ritornano
-nel Pontieu. Piú tardi il figlio del soldano d'Aumarie,
-che è stato battezzato col nome di Guglielmo, sposa la
-figlia di Raul di Préaux, potente barone normanno, e diventa
-signore di Préaux; il figlio del conte di Pontieu
-muore giovane, e i due figli che Tibaldo ha avuto da
-sua moglie dopo la loro riunione ereditano per conseguenza
-uno la contea di Pontieu, l'altro quella di Saint-Pol.
-Intanto la figlia del soldano era rimasta presso suo
-padre: «Elle crut en grant biauté et mout devint sage,
-et fut apielee la Bele Caitive, por chou que sa mere
-l'avoit laissiee ensi comme vous avès oï». Ella sposa
-«un Turc mout vaillant», chiamato Malakin di Baudas,
-che la conduce nel suo paese e «de chele dame ki
-fu apielee Bele Caitive fu nee la mere au courtois Turc
-Salehadin, qui tant fu preus et sages et conquerans».<a class="tag" id="tag62" href="#note62">[62]</a>
-</p>
-
-<p>
-La storia straordinaria della figlia del conte di Pontieu
-è uno dei racconti medievali che sono stati piú
-presto esumati e ringiovaniti. Nel 1679, il Citri de la
-Guette pubblicava sotto il titolo d'<i>Histoire de la conquête
-du royaume de Jérusalem sur les chrétiens par
-Saladin</i>, una traduzione in francese moderno, generalmente
-assai esatta, della <i>Chronique d'outre mer</i>, con
-le due interpolazioni dell'<i>Ordre de chevalerie</i> e del nostro
-romanzo.<a class="tag" id="tag63" href="#note63">[63]</a> Da questo libro, con molta probabilità,
-<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span>
-il comandante di Vignacourt prese l'idea almeno di
-una parte importante dell'opera che pubblicò nel 1723
-in due volumi: <i>Edèle de Ponthieu, nouvelle historique.</i>
-Tuttavia egli conservò ben poca cosa del vecchio racconto,
-e soppresse, per dire il vero, tutto ciò che ne
-costituiva l'originalità e anche l'interesse.<a class="tag" id="tag64" href="#note64">[64]</a> La signora
-de Gomez fu meglio ispirata nella sua <i>Princesse de Ponthieu</i>,
-che inserí nelle due <i>Journées amusantes</i>:<a class="tag" id="tag65" href="#note65">[65]</a> salvo
-qualche lieve modificazione, essa seguí l'antico racconto,
-che conosceva certamente per il libro del Citri
-de la Guette. Non ne resta, al contrario, quasi nulla
-nella tragedia del La Place, <i>Adèle, comtesse de Ponthieu</i>,
-debole imitazione della <i>Zaïre</i>, rappresentata
-nel 1757;<a class="tag" id="tag66" href="#note66">[66]</a> quanto all'opera del Saint-Marc, <i>Adèle de
-<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span>
-Ponthieu</i>, data nel 1776 e due volte posta in musica,
-non ha assolutamente di comune con le due opere precedenti
-altro che il nome dell'eroina.
-</p>
-
-<p>
-Questo nome merita di fermarci un istante, perché
-ha indotto a singolari conclusioni sul romanzo che esaminiamo.
-L'eroina del romanzo è anonima nell'opera
-originale; tale è rimasta nel Citri de la Guette e nella
-signora de Gomez, che ne ha fatto solamente una principessa.
-A quanto pare, il comandante di Vignacourt ebbe
-per primo l'idea di darle il nome di <i>Èdèle</i>, che il La
-Place ha imitato cangiandolo in <i>Adèle</i>: questi due nomi
-non sono che la variante uno dell'altro, ed entrambi
-erano poco in uso durante il sec. <span class="smcap lowercase">XVIII</span>. Si trova nella
-famiglia di Pontieu una <i>Adela</i>, figlia di Giovanni II
-e moglie di Tommaso di Saint-Valeri alla fine del secolo
-<span class="smcap lowercase">XII</span>: percorrendo qualche genealogia, il Vignacourt
-avrà messo gli occhi sopra questo nome, l'avrà trovato
-di suo gusto e l'avrà dato alla sua eroina, lasciando
-al marito il cognome di Saint-Valeri, ma sostituendo
-al nome di Tommaso quello piú decoroso d'Enguerrand.
-La tragedia del La Place, che ebbe qualche successo,
-consacrò il nome d'<i>Adèle</i> di Pontieu (sostituito
-da lui a <i>Édèle</i>), e quando si riscontrò che effettivamente
-vi era stata una Adela nella famiglia di Pontieu, si
-credette d'aver trovato la prova che il vecchio romanzo
-non fosse senza fondamento storico, e, seguendo il processo
-abituale in simili casi, si cercò di rinvenire questo
-fondamento, eliminando dalla narrazione ciò che era
-troppo evidentemente meraviglioso ed inverosimile. Il
-Louandre, nella sua <i>Histoire d'Abbeville,</i> dopo d'aver
-menzionato Adele, figlia di Giovanni II di Pontieu e
-sposa di Tommaso di Saint-Valeri, aggiunge: «Fu
-questa giovane e bella principessa che i briganti oltraggiarono
-e che Giovanni fece precipitar nei flutti,
-<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span>
-credendo di cancellare in questo modo l'affronto fatto
-al suo sangue.<a class="tag" id="tag67" href="#note67">[67]</a> Questa avventura, cosí come la conosciamo,
-si è senza dubbio alterata e la finzione, come
-nella tragica storia della dama di Coucy,<a class="tag" id="tag68" href="#note68">[68]</a> vi tiene
-posto piú della realtà. Sia come si vuole, Adele è restata
-nel Ponthieu l'eroina d'una tradizione celebre.<a class="tag" id="tag69" href="#note69">[69]</a>
-Il ricordo della sua sciagura, dopo aver ispirato i trovieri
-del Medio Evo,<a class="tag" id="tag70" href="#note70">[70]</a> ha fornito il soggetto ad opere
-in musica, a tragedie e a poemi per i verseggiatori
-moderni».<a class="tag" id="tag71" href="#note71">[71]</a> Il Louandre avrebbe dovuto rammentarsi
-che il romanzo fa della figlia del conte di Pontieu la
-bisavola di Saladino: essa avrebbe dovuto dunque nascere
-verso il 1070,<a class="tag" id="tag72" href="#note72">[72]</a> mentre che Ale (è la vera forma
-francese di <i>Adela</i>) di Pontieu nacque verso il 1160;
-del resto, non si trova, beninteso nella: storia, alcuna
-<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span>
-traccia della tragica avventura attribuita qui alla moglie
-di Tommaso di Saint-Valeri. Ciò non ha impedito
-agli ultimi editori del romanzo del secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span> di dire,
-citando il Louandre, che «nelle avventure della nostra
-eroina non è tutto fittizio», e che essa ha esistito «sotto
-il nome di Adele di Ponthieu, moglie di Tommaso di
-Saint-Valery e figlia di Giovanni I di Ponthieu, durante
-la seconda metà del secolo <span class="smcap lowercase">XII</span>».<a class="tag" id="tag73" href="#note73">[73]</a> Ahimè! anche
-la sua esistenza, in quanto figlia unica d'un conte di
-Pontieu<a class="tag" id="tag74" href="#note74">[74]</a> maritata a un Tibaldo di Domart,<a class="tag" id="tag75" href="#note75">[75]</a> non è reale
-piú delle sue disgrazie, o dell'introduzione di tre figli
-nelle liste genealogiche delle case di Pontieu, di Saint-Pol,
-e di Préaux: i valorosi Guglielmo, Giovanni e
-Pietro di Préaux, questi fedeli compagni di Riccardo,
-che combatterono cosí valorosamente contro Saladino,
-non sospettavano affatto d'esser suoi cugini e d'avere
-avuto per avolo il figlio del soldano d'Almeria!
-</p>
-
-<p>
-Il nostro romanzo ci presenta probabilmente, seguendo
-un fenomeno assai conosciuto, l'applicazione
-d'una novella popolare a un dato leggendario, da
-cui era del resto indipendente. Si credeva, senza che
-noi sappiamo come questa credenza nascesse, che la
-figlia d'un conte di Pontieu avesse sposato uno degli
-avoli di Saladino: si cercò d'immaginare per quali
-avventure essa avesse potuto essere trasportata in
-<i>paienie</i> e risolversi a sposare un saraceno. Si fece uso
-<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span>
-di un racconto assai commovente, che apparteneva a
-un gruppo di narrazioni molto sparse nel Medio Evo,
-le quali hanno per iscopo di dimostrare che gli uomini
-s'arrogano a torto il diritto di giudicare e di condannare
-le colpe dei loro simili, e che la misericordia divina
-confonde spesso con dei prodigi la pretesa giustizia
-umana. Noi possediamo una variante abbastanza
-bella, quantunque tarda (secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span>), del tema cui
-sembra appartenere la novella della bisavola di Saladino:
-il <i>Dit des annelets.</i> La colpa della moglie qui
-è diversa, piú grave in realtà, quantunque non sia se
-non intenzionale: partita con suo marito dal Boulonnais,
-come la nostra eroina dal Pontieu, per il pellegrinaggio
-di San Iacopo, essa si lascia trascinare, quasi
-contro sua voglia, a seguire in un castello solitario un
-cavaliere, che ha incontrato i viaggiatori e che s'è unito
-ad essi; quando il marito li sorprende, ella sostiene
-l'audace menzogna del suo complice (che non è ancora
-tale di fatto) assicurando esser questi il marito e l'altro
-un intruso. Un dibattito giudiziario ha luogo tra i
-due rivali, e già il pentimento piú sincero e piú profondo
-s'è impadronito del cuore della povera donna, la
-quale non trema che per il suo sposo. Vincitore, questi
-la conduce nel loro paese, e là, convocando tutti i suoi
-parenti ed amici, racconta l'avventura senza nominarne
-i personaggi, e domanda qual giudizio si darebbe
-della colpevole, che non solamente ha voluto tradire, ma
-ha rinnegato suo marito. Il padre della dama dice che,
-se avesse potere sopra una donna simile, la condannerebbe,
-e tutti sono del suo parere. Il marito allora,
-dichiara che si tratta di sua moglie, ma che la punirà
-in modo da non disonorare la famiglia. La conduce a
-Wissant,<a class="tag" id="tag76" href="#note76">[76]</a> e l'abbandona sul mare in un battello senza
-<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span>
-ormeggi.<a class="tag" id="tag77" href="#note77">[77]</a> Prima di abbandonarla, le fa mettere nelle
-dita dieci anelletti di ferro, che le entrano nella carne,
-e getta nell'acqua l'anello d'oro che ella gli aveva dato
-in altri tempi, dichiarando che si riconcilierà con lei
-sol quando Dio glielo renda. Trasportata dai flutti in
-un'isola deserta, vi è raccolta da un conte spagnuolo
-che ha pietà di lei, la trova bella, le offre invano di
-sposarla, e, dietro sua domanda, la fa entrare, insieme
-con dodici beghine, in una casa lungo la strada di
-San Iacopo, dove essa pratica opere di misericordia
-verso i pellegrini. S'indovina che dopo qualche tempo
-si rinvenga nel corpo d'un pesce l'anello gettato nel
-mare, che il marito ritorni in Galizia per implorare
-da San Iacopo di riunirlo con sua moglie, che egli la
-ritrovi, e che, quando le ha perdonato, gli anelli di
-ferro che avevano quasi marcito le dita e che essa non
-aveva mai voluto far togliere cadano da sé, per un
-miracolo di Dio. Si ponga a confronto la prima parte di
-questa leggenda, alquanto modificata, con una delle
-scene di riconoscimento che sono frequenti nelle novelle
-e specialmente in quelle del ciclo cosí ricco e cosí
-vario della «moglie innocente e perseguitata», e si
-avrà all'incirca il nostro romanzo, meno gl'incidenti e
-i particolari che ha saputo aggiungervi, con discreta
-felicità d'invenzione, colui che l'ha redatto. Gli è stato
-sufficiente dare all'eroina un conte di Pontieu per
-padre, maritarla temporaneamente a un soldano saraceno
-e fare della nipote la madre del gran Saladino,
-per dare al suo romanzo un interesse maggiore,
-<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span>
-molto gustato, e riannodarlo con una leggenda che
-si conosceva vagamente senza sapere su quale fondamento
-s'appoggiasse.
-</p>
-
-<p>
-Non è dunque sorprendente che questo romanzo
-abbia avuto successo. È passato in <i>Jean d'Avesnes</i>,
-ma il redattore del secolo <span class="smcap lowercase">XV</span> non si è limitato a
-ringiovanire la lingua del romanzo del Dugento: anche
-seguendo assai da presso gli avvenimenti,<a class="tag" id="tag78" href="#note78">[78]</a> ha
-completamente rinnovato lo stile sul gusto del suo
-tempo e alla semplicità un po' secca del racconto
-antico ha sostituito una rettorica che, pur non essendo,
-qua e là, priva di merito,<a class="tag" id="tag79" href="#note79">[79]</a> non pecca meno in
-generale per l'enfasi<a class="tag" id="tag80" href="#note80">[80]</a> e la prolissità. Come si è già
-veduto, ringiovanito nel Seicento, il nostro romanzo
-ebbe nel secolo <span class="smcap lowercase">XVIII</span> una voga letteraria da compararsi
-a quella del <i>Châtelain de Couci</i>; doveva però
-questa voga al suo interesse intrinseco, e non alle
-<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span>
-origini di Saladino, che i rifacitori avevano persino
-creduto di dover sopprimere.<a class="tag" id="tag81" href="#note81">[81]</a>
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2>IV</h2>
-</div>
-
-<p>
-Al contrario, si tratta proprio di Saladino in un
-gruppo di novelle, le quali si riferiscono ai viaggi
-che in incognito avrebbe compiuti in Occidente. Questi
-pretesi viaggi sono stati oggetto di parecchi racconti
-che noi troviamo in Francia, in Italia, e in Ispagna.
-In Francia non ci se ne presentano in epoca assai
-remota, ma è assai probabile, come vedremo, che le
-narrazioni italiane abbiano avuto fonti francesi ora
-perdute. Attualmente noi non ritroviamo una storiella
-di questo gruppo che nel poema (scritto dopo
-il 1350) del quale <i>Baudouin de Sebourc</i> e il <i>Bastart
-de Bouillon</i> sono due rame; essa non ci è neanche
-pervenuta nelle redazioni versificate, bensí in <i>Jean
-d'Avesnes</i> ne abbiamo una in prosa, evidentemente
-fedele, e i riferimenti ripetuti e precisi che ne son
-fatti nel <i>Baudouin</i> e nel <i>Bastart</i> non permettono
-di dubitare che abbia figurato nel poema.<a class="tag" id="tag82" href="#note82">[82]</a> Questa
-storia, tal quale viene presentata qui, è, almeno nella
-prima sua parte, la semplice imitazione d'una finzione
-<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span>
-piú antica, appartenente al ciclo della prima
-crociata e riferita a tutt'altro personaggio che Saladino.
-Il poema delle <i>Enfances Godefroi</i>, il quale,
-nella sua forma attuale,<a class="tag" id="tag83" href="#note83">[83]</a> è stato redatto circa il 1160,
-contiene un lungo episodio che è unito al rimanente
-con un legame assai debole, e che ha dovuto formare
-in origine un poema isolato, alquanto anteriore
-a questa data: è il «voyage de Cornumarant». Cornumarant,
-re di Gerusalemme (personaggio importante
-degli antichi poemi sulla prima crociata), avendo
-avuto sentore di una predizione, secondo la quale il
-duca Goffredo di Bouillon deve togliere la città santa
-ai Saraceni, va in Francia con un interprete, con
-l'intenzione di conoscere la potenza del duca e di
-ucciderlo, se può: come sia riconosciuto dall'abate di
-Saint-Tron, come riveli l'esser suo a Goffredo, come
-rinunzi al progetto di omicidio, non è quello che devo
-raccontare qui. Quanto a Saladino, non è una profezia
-che lo conduce in Occidente, è semplicemente il desiderio
-di «veoir la noblesse et le maintien des chrestiens».<a class="tag" id="tag84" href="#note84">[84]</a>
-Si fa accompagnare da suo zio Giovanni di
-Pontieu (v. addietro p. 27) e da Huon Dodekin, divenuto
-Huon di Tabarie, cui deve l'ordine di cavalleria
-(v. addietro p. 11, n. 2). Sbarcano a Brindisi,
-passano per Roma, traversano la Lombardia e arrivano
-a Parigi: «Deux ou trois jours furent les barons a
-Paris pour eulx donner joye, et jamais ne leur eust illec
-<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span>
-anuyé, pour ce que c'est ung droit monde».<a class="tag" id="tag85" href="#note85">[85]</a> Il re Filippo
-non c'era, ma sono ricevuti dalla regina (che non
-è nominata), alla quale Saladino fa una viva impressione.
-I viaggiatori vanno a Saint-Omer, dove risiede
-il re, e Saladino difende vittoriosamente in singolar
-tenzone l'innocenza ingiustamente accusata di una fanciulla
-della famiglia dei conti di Pontieu. A Cambrai
-si combatte un magnifico torneo, nel quale Saladino ottiene
-il premio, rovesciando lo stesso re Riccardo d'Inghilterra.
-La «largesse» e la «courtoisie» dello sconosciuto
-eguagliano la sua valentia, e la regina ne è
-sempre piú invaghita. Glie lo dichiara senza ambage e si
-dà intieramente a lui; anch'egli finisce per confessarle
-l'esser suo, ma ciò non toglie che ella seguiti ad amarlo.<a class="tag" id="tag86" href="#note86">[86]</a>
-Finalmente egli se ne va in Siria. Però ben presto ne ritorna
-in tutt'altre condizioni, con una flotta immensa
-e col proposito di conquistare la Francia: Huon di Tabarie
-e Giovanni di Pontieu riescono a stornare sull'Inghilterra
-l'invasione minacciante, e l'Inghilterra
-stessa è salvata, grazie soprattutto al valore dei cavalieri
-francesi, in un episodio (il <i>Pas Salehadin</i>) sul
-quale ritorneremo piú tardi. Ben presto, ritornando in
-Siria, Saladino viene a sua volta assalito colà dai re di
-Francia e d'Inghilterra. Questa seconda parte del racconto
-non è, come si scorge, affatto in relazione con la
-prima, nella quale vediamo il soldano visitare la Francia
-per semplice curiosità.
-</p>
-
-<p>
-Non unicamente per questo sentimento, ma anche
-<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span>
-in previsione di una crociata imminente e per il desiderio
-di informarsi delle forze dei Cristiani,<a class="tag" id="tag87" href="#note87">[87]</a> Saladino
-si risolve a percorrere il mondo nella maggior
-parte dei racconti italiani. Il piú antico sembra esser
-quello di Bosone da Gubbio (v. piú addietro, p. 11), del
-resto assai confuso.<a class="tag" id="tag88" href="#note88">[88]</a> Il re di Francia, secondo Bosone,
-era stato fatto prigioniero da Saladino con molti altri suoi
-baroni, tra i quali il <i>conte Artese</i>;<a class="tag" id="tag89" href="#note89">[89]</a> Saladino usa molte
-cortesie a quest'ultimo, lo mette in libertà, e gli annunzia
-che gli farà una visita in Francia. Infatti, travestito
-da eremita, gli si presenta qualche tempo dopo;
-quindi, sotto le spoglie d'un mercante, visita col conte
-l'Europa e critica la prodigalità del re in relazione
-coll'avarizia del papa.<a class="tag" id="tag90" href="#note90">[90]</a> In seguito, nel romanzo di Bosone,
-<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span>
-accade un'altra avventura la cui scena è in Ispagna:
-un cavaliere, Ugo <i>di Moncaro</i>, è di un'estrema
-cortesia verso Saladino, senza riconoscerlo, e di ciò il
-soldano lo ricompensa piú tardi, quando Ugo è caduto
-nelle sue mani dopo una disfatta dei Cristiani, rinviandolo
-libero in patria con altri dieci prigionieri e un
-presente di dieci mila pezze d'oro.<a class="tag" id="tag91" href="#note91">[91]</a>
-</p>
-
-<p>
-Secondo il Rajna, queste novelle sono d'origine francese,
-e niente è piú probabile, sebbene siano singolarmente
-alterate dalla trasmissione orale. I commentatori
-di Dante, citati dal Rajna e dal Fioravanti, ci
-mostrano che durante il secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span> questa idea dei
-viaggi di Saladino era molto sparsa in Italia: «Questi,
-dice Iacopo della Lana, fue soldano di Babilonia, lo
-quale fue sagacissima e savia persona, sapeva tutte le
-lingue,<a class="tag" id="tag92" href="#note92">[92]</a> e sapeva molto bene trasformarsi di sua persona;
-cercava tutte le provincie e tutte le terre sí
-de' Cristiani come de' Saracini, e sapeva andare sí segretamente
-che nulla sua gente né altri lo sapea». Il
-Boccaccio, nel suo commento, ci attesta anche la diffusione
-di questa tradizione: «<i>Credesi</i> che, trasformatosi,
-gran parte del mondo personalmente cercasse, e
-massimamente intra' Cristiani, li quali, per la Terra
-Santa da lui occupata, gli erano capitali nemici».
-Sembra evidente, come è stato notato,<a class="tag" id="tag93" href="#note93">[93]</a> che quest'ultima
-parte della frase indichi che Saladino esplorasse
-i paesi dei Cristiani allo scopo d'informarsi delle forze
-<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span>
-delle quali avrebbero potuto disporre contro di lui. Lo
-stesso Boccaccio lo dice espressamente nella bella storia
-di Messer Torello (<i>Decam.</i>, <span class="smcap lowercase">X</span>, 9), il quale, come Ugo
-di Moncaro, si mostra, a Pavia, d'una cortesia squisita
-verso Saladino vestito da mercante, e piú tardi riceve
-da lui una meravigliosa ricompensa:<a class="tag" id="tag94" href="#note94">[94]</a> Saladino aveva
-intrapreso il suo viaggio in «Ponente» per vedere da
-se stesso i preparativi della crociata, a tempo di Federico
-I. Era insomma uno spionaggio, e se il sultano
-fosse stato riconosciuto, rischiava di pagar molto cara
-la sua temerità.
-</p>
-
-<p>
-Tuttavia ciò accadde una volta,<a class="tag" id="tag95" href="#note95">[95]</a> ma impunemente,
-se si deve credere a un altro novellista, questa volta
-spagnolo, D. Juan Manuel, che scriveva alla metà
-del secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span>. Nella novella L del <i>Conde Lucanor</i>,
-Patronio narra al suo padrone che in Egitto Saladino
-s'era invaghito d'una dama bella e virtuosa,
-sposa d'uno de' suoi principali cavalieri. Costei gli promette
-d'esaudirlo quando avrà risposto alla seguente
-questione: «Quale è la miglior cosa che possa essere
-<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span>
-nell'uomo e diventare la fonte di tutte le virtù?» Il
-soldano ha un bel riflettere e cercare, non trova nulla;
-invano interroga tutti quelli che ravvicinano. Allora,
-travestito da giullare, in compagnia di due altri giullari,
-percorre il mondo, l'Italia, la Francia, domandando
-ovunque una risposta che non ottiene mai. Finalmente
-in Ispagna incontra un cavaliere che lo porta
-da suo padre, vegliardo assai saggio; costui un tempo
-era stato prigioniero di Saladino, il quale lo aveva
-trattato molto bene; dapprima lo riconosce, ma non se
-ne fa accorgere pubblicamente. Egli risponde alla questione:
-la miglior cosa che possa essere nell'uomo è la
-vergogna (<i>vergüenza</i>); poi chiama a parte il soldano,
-e gli dice che lo riconosce, ma che non lo tradirà. Saladino
-ritornato in Egitto va a trovare la dama e le
-dà la risposta del vegliardo; essa gli dice che è buona,
-ma gli fa un'altra questione: «Non si considera egli
-come il miglior uomo che viva?» Egli confessa di sí;
-allora l'esorta a riunire la miglior cosa del mondo col
-miglior uomo del mondo, e Saladino commosso cambia
-in rispettosa amicizia la passione che aveva per lei.<a class="tag" id="tag96" href="#note96">[96]</a>
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2>V</h2>
-</div>
-
-<p>
-Questo racconto, il quale per il suo spirito e per il
-modo onde procede, sembra esser venuto in Ispagna
-dalla Provenza, ci conduce a parlare degli amori di
-<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span>
-Saladino: non era possibile che un modello cosí completo
-di tutte le virtù cavalleresche, rimanesse estraneo
-all'amore. Lo nota espressamente l'autore della
-prima delle <i>Cento novelle antiche</i>: «El Saladino fo sí
-valoroso, largo, cortese signore e d'anemo gentile, che
-ciascuno ch'al mondo era en el suo tempo dicea che
-senza alcun difetto era onne bontà in lui compiutamente».
-Ma gli mancava l'amore: Bertran de Born
-(in qual modo si trovava in relazione con lui?) volle
-dargli questa suprema perfezione, e gl'indicò una
-dama che era la migliore che esistesse, spronandolo
-ad amarla «per amore». Saladino rispose che aveva
-quante donne volesse e che le amava tutte. Però il
-trovatore gli mostrò che ciò non aveva niente di comune
-con l'amore vero, l'amore cortese, delicato e
-raffinato, e glie ne diè la spiegazione. Subito il sultano,
-esaltato da questi discorsi, si porta con un esercito
-nel paese dove abita la dama, paese che gli è
-ostile, l'assedia nel suo castello e sta per impadronirsene,
-quando ella lo fa chiamare e gli dice che non
-sono questi i segni dell'amore che si è soliti dare.
-Udite le sue proteste, ella gli ordina di ricondurre il
-suo esercito: «<i>E per accordo a me lasci el cor tuo e 'l
-mio ne porti, e siano sempre uno in tutta simillianza</i>.
-E cosí fu el comiato». Saladino aveva preso una lezione
-completa d'amor cortese, ma doveva trovarlo
-un po' arido.
-</p>
-
-<p>
-Era predestinato, sembra, ad ascoltar da donne
-amate da lui risposte nobilissime e savissime, ma poco
-incoraggianti, e delle quali voleva non di meno soddisfarsi.
-Si legge in <i>Jean d'Avesnes</i> che, essendosi
-impadronito d'un castello, in cui si erano rinchiuse
-duecento dame con la principessa d'Antiochia, trattò
-quest'ultima assai cortesemente, e non poté impedirsi
-<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span>
-d'essere sensibile alla beltà di lei e alle attrattive della
-sua conversazione, tanto che egli «la requist d'estre sa
-dame et sa maistresse, ce que par adventure elle eust
-voulentiers fait s'il eust esté crestien et s'elle eust
-esté impourveue de mary.... Si respondy le plus doulcement
-qu'elle peut a Salhadin, soy reputant de mendre
-estat qu'a si grant prince appartenoit, et disant,
-qu'il devoit premierement amer Dieu [plus] que aultre
-chose avant qu'il requist dame crestienne d'amours,
-metant en sex excusacions que sans icelluy rien ne
-peut estre mené a bonne fin. De laquelle responce Salhadin
-fut assez contempt».<a class="tag" id="tag97" href="#note97">[97]</a>
-</p>
-
-<p>
-Il sultano non si trovò tuttavia sempre ridotto in
-amore a un'ammirazione cosí platonica. Noi non conosciamo
-diversamente la storia cui fa allusione il commento
-di Dante che va sotto il nome dell'<i>Ottimo</i>: «E
-amò per amore la reina di Cipri».<a class="tag" id="tag98" href="#note98">[98]</a> Però si è già visto
-piú avanti ciò che racconta <i>Jean d'Avesnes</i>, secondo
-il poema spesso citato del secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span>, circa i suoi amori
-con la regina di Francia, moglie di Filippo II. Cominciati
-in Francia, questi amori, nel seguito del romanzo
-sono continuati in Siria, quando la regina, avendo accompagnato
-lo sposo, si trova con lui in Acri assediata
-da Saladino. Dall'alto dei bastioni essa ammira le prodezze
-<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span>
-del soldano, e avendo costui abbandonato l'assedio
-per rientrare in Gerusalemme, essa per rivederlo concepisce
-un piano ingegnoso. Persuade il re, «qui pour
-sa grant beaulté estoit d'elle comme tout affollé» che
-ha ricevuto in sogno da Dio la missione di convertire
-il soldano. «Le roy, doubtant de couroucher Dieu, et
-pensant que les menchonges de sa femme fussent véritables,
-conclud entre ses hommes qu'il la lairroit
-ceste chose esprouver, moiennant bon et seur sauf conduit,
-avoec certaine guide de quelqu'un des plus vaillans
-de sa compagnie».<a class="tag" id="tag99" href="#note99">[99]</a> Saladino accorda volentieri
-il salvacondotto e si stabilisce che Chauvigni (cioè Andrea
-di Chauvigni, uno dei principali eroi della terza
-crociata) l'accompagni, «ce dont la royne fu moult
-desplaisante, car elle sçavoit bien que Chauvigni de
-sa nature douteus estoit». Non s'ingannava, perché
-il bravo Chauvigni, vedendo la maniera con la quale
-Saladino accoglieva la bella visitatrice, risolse di non
-lasciarla sola con lui; dopo qualche tempo d'una penosa
-sorveglianza, di cui Saladino si sarebbe sbarazzato
-con la forza se non avesse rispettato il salvacondotto
-da lui rilasciato, Chauvigni esortò la regina a
-porre termine prontamente al suo negozio e a ritornare
-in Acri con lui; però essa lo ricevette malissimo: <i>«Vous
-perdez vostre langage, Chauvigny; car cy m'avez amenee
-a vostre adventure, laquelle vous vaille s'elle
-vous peut valoir... Je suy venue pour besongnier avoec
-Saladin... si ne me partiray d'icy tant que ma voulenté
-auray acomplie, deusse je perdre vostre compaignie,
-de laquelle je suis trop mal contempte»</i>. Chauvigni
-prende allora questa risoluzioni: fa abbandonare
-Gerusalemme da tutti i suoi, e ritorna solo, armato della
-<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span>
-sua spada e montato sul suo cavallo, davanti al palazzo
-di Saladino. Il soldano e la regina conversano in questo
-momento a una finestra; Chauvigni s'avvicina e
-chiede alla regina se può dirle qualche parola in secreto,
-perché sta per partire e desidera trasmettere al
-re le parole stesse della dama che devono servirgli di
-giustificazione, se si vuol punirlo d'aver male eseguito
-la consegna. Ella discende: Chauvigni finge di
-volerle parlare all'orecchio, e, impadronendosi di lei
-vigorosamente, «il la troussa devant luy et picqua le
-bon cheval atout la dame, qui si hault s'escria que
-bien l'entendy Salhadin, si s'advisa Chauvigny en courant
-de tirer son espee, et ad ce que la dame ne soy
-remuast trop fort tellement luy feit paour qu'elle se
-laissa manier et emporter comme ung bouchier emporte
-davant soy une brebis». Saladino si pone ad inseguirlo,
-ma non può raggiungerlo, e rientra afflittissimo in
-Gerusalemme. Chauvigni ritorna in Acri e ripone la
-regina nelle mani di Filippo, «soy deschargeant d'elle,
-et racomptant ses fais et son adventure, et comme elle
-avoit voulu demourer avec Salhadin. Dont le roy fu
-moult marry sur la royne, mais il ne la voult pugnir
-de son meffait, ançois la renvoya au roy d'Arragon
-son pere, renonçant a la compaignie d'icelle par les
-excusacions de sa vie oultrageuse et de la male voulenté
-qu'elle avoit eue de vouloir converser avec les
-Turcs. Si fut d'elle tant mal contempt le roy son pere
-que, comme dit l'istoire, il en feit justice, et contempta
-le roy Philippe et les nobles barons de France par la
-pugnicion qu'il feit d'elle... Si se taist atant le compte
-de la fin de la royne». Il romanzo non ci dice dunque
-in qual modo il re d'Aragona fece giustizia della colpevole
-figlia sua; esso ha qui attenuato il racconto
-dell'antico poema: nel quale, dopo uno di quegli esordi
-<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span>
-che ci permettono di ricostituire in parte le rame
-che non ci sono pervenute, era indicato esplicitamente
-il supplizio della regina, la quale fu bruciata: io vi
-parlerò, dice il poeta, di Salehadin,
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i01">Qu'au tournoi a Chambrai enama la roïne</p>
-<p class="i01">Qu'en Arragone fu arse en un fu d'espine:</p>
-<p class="i01">Par le bon Chauveigni en sot on la couvine.<a class="tag" id="tag100" href="#note100">[100]</a></p>
-</div></div>
-
-<p>
-Questa singolare storia non è che il rinnovamento
-amplificato d'un racconto piú antico, che si trova tra
-quelli del «Ménestrel de Reims»; solamente in questo
-si tratta non della moglie di Filippo II, ma di quella
-di Luigi VII, che è esattamente chiamata col suo
-nome Aliénor o Éliénor. Secondo il narratore del secolo
-<span class="smcap lowercase">XIII</span>, Luigi era con sua moglie a Sur, la sola
-fortezza che i cristiani possedessero allora in Siria,
-dove non faceva che «le sien despendre», non osando
-dar battaglia a Saladino. La regina prende a disprezzare
-suo marito, «et ele oï parler de la bonté et de
-la prouece et du sens et de la largece Salehadin,
-si l'enama durement en son cuer». Trova il mezzo
-d'intendersela con lui, il quale le manda una galea
-che deve condurla via. Una notte, discende da una
-postierla, portando con sé due scrigni pieni d'oro e
-d'argento, allorché una delle sue damigelle va a trovare
-il re, che dormiva, e lo sveglia dicendogli: <i>«Sire,
-malement est; ma deme s'en vuet aler en Escaloigne
-a Salehadin, et la galee est au port qui l'atent. Pour
-Dieu, Sire, hastez vous!»</i> Il re si veste in fretta e
-discende al porto: «Il trouva la roïne qui estoit ja
-d'un pié en la galee, et la prent par la main et la
-ramainne arriere en sa chambre....». Le domanda
-allora perché ha concepito un tal disegno: <i>«En nom
-<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span>
-Dieu</i>, dist la roïne, <i>pour vostre mauvestié, car vous
-ne valez pas une pomme pourrie. Et j'ai tant de bien
-oï dire de Salehadin que je l'aim mieuz que vous»</i>. Il
-re la fa sorvegliare, e, ritornato in Francia, si contenta
-di ripudiarla; ma, nota assai giudiziosamente il narratore,
-«si fist que fous: mieuz venist l'avoir emmuree,
-si li demourast sa grant terre, et ne fussent pas avenu
-li mal qui en avinrent».<a class="tag" id="tag101" href="#note101">[101]</a> Si sa che la condotta di
-Aliénor in Terra Santa fu infatti uno dei principali motivi,
-i quali furon causa del suo divorzio con Luigi VII;
-però è certo che, se essa peccò, non fu, anche d'intenzione,
-con Saladino, che era allora un fanciullo. Si può
-vedere abbastanza bene come si sia formata la leggenda.
-Si sa che in realtà Luigi VII e sua moglie,
-dopo il disastro sofferto dai crociati nell'Asia Minore, si
-stabilirono non a Sur, ma ad Antiochia. Aliénor, che si
-lamentava d'aver per marito un monaco e non un re,
-fu durante questo soggiorno estremamente leggera, per
-non dire di piú, specialmente col principe d'Antiochia,
-Raimondo, quantunque fosse suo zio paterno. Essa
-lo preferiva grandemente a suo marito, e sembrava
-avesse concepito il disegno di restare sempre con lui,
-tanto che il re fu obbligato di menarla via di nottetempo
-sopra un vascello fino ad Acri; rientrato in
-Francia, egli divorziò sotto pretesto di parentela. Tutto
-ciò si trasformò a poco a poco nell'imaginazione popolare.
-Anche al principe d'Antiochia si riferisce,
-in una versione che ci ha conservato una cronaca
-spesso citata per gli elementi romanzeschi che ha ammessi,<a class="tag" id="tag102" href="#note102">[102]</a>
-il tentativo di evasione d'Aliénor; però esso
-<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span>
-è già raccontato quasi come dal Ménestrel: «La royne
-Alienor, qui estoit femme, moult diverse, fiere et haultaine,
-ot grant desdaing que le roy ne faisoit la requeste
-du prince.<a class="tag" id="tag103" href="#note103">[103]</a> Et mist le prince en tel point la
-royne qu'elle volt laisser le roy, et se cuida embler
-de luy, et fist secretement trousser ses besoignes et
-cuida entrer en mer sans le seu du roy; mais elle fut
-prinse et amenee au roy, qui lui demanda ou elle vouloit
-aller<a class="tag" id="tag104" href="#note104">[104]</a> et pour quoy elle part sans son sceu. Et
-quand elle vit que il failloit que aucune chose respondist....
-fierement respondy et par grant orgueil que
-voirement le voulloit laisser pour sa grande lascheté
-et couardie».<a class="tag" id="tag105" href="#note105">[105]</a> Ciò però non doveva bastare. Essa aveva
-voluto restare con un uomo del paese: la colpa si rese
-piú grave supponendo che fosse un infedele quegli che
-aveva amato. Una cronaca latina del secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span> aveva
-già detto: «Praefata regina regem in pluribus graviter
-offendit, in hoc vero gravissime quod regem clam relinquere
-machinans cuidam Turco adhaerere voluit».<a class="tag" id="tag106" href="#note106">[106]</a>
-Nelle <i>Chroniques de Flandres</i>, redatte nel secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span>,
-questo Turco, diventa il soldano di Babilonia, e tutta
-la località è cambiata: «Pendant le temps de celluy
-siege (di Escalona) advint une trop grant merveille.
-Car la royne de France, qui avoit séjourné a Triple
-<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span>
-ung espace tandis que le roy avoit esté devant Damas,
-avoit tant fait devers le souldan de Babiloine qu'elle
-devoit aler aveuc luy; mais le roy en fut adverty, luy
-estant au siege devant Escaloine. Lors s'en party le roy
-moult hastivement, et chevaucha toute la nuyt tant qu'il
-vint a Triple, si trouva la royne qui estoit ja venue
-jusques a la gallee pour entrer ens. Adont il prist la
-royne et l'en ramena».<a class="tag" id="tag107" href="#note107">[107]</a> Era naturale che questo Turco,
-che questo «souldan» divenisse Saladino, perché nel
-secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span> la gloria di Saladino era sí grande, che, dal
-momento che si trattava di un Saraceno ragguardevole
-per qualche cosa di straordinario, si pensasse a lui.
-Cosí si formò il racconto, che il Ménestrel de Reims ci
-offre con la sua ingenuità e la sua vivacità ordinarie,<a class="tag" id="tag108" href="#note108">[108]</a>
-del quale però non ha inventato alcun tratto essenziale.<a class="tag" id="tag109" href="#note109">[109]</a>
-Quanto al poeta del secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span>, non è certamente
-per un debito d'esattezza storica che ha fatto della
-regina di Francia innamorata di Saladino, la moglie
-di Filippo II e non di Luigi VII; infatti egli non evita
-l'anacronismo se non per cadere in un errore non meno
-grave, dacché Filippo era vedovo a tempo della crociata.
-Ha fatto semplicemente rientrare l'aneddoto che
-voleva adoperare nel quadro generale del suo poema,
-<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span>
-in cui Filippo di Francia e Riccardo d'Inghilterra sono,
-come nella storia, gli avversari di Saladino. Inoltre egli
-ha dato al racconto della mancata fuga della regina,
-che imitava, trasformandolo, da una novella relativa ad
-Aliénor, un prologo, il quale ci fa assistere in Francia
-all'esordio dei suoi amori con Saladino, e che è tutto
-intero di sua invenzione. Ciò era assai naturale; quello
-che sorprende di piú è di vedere sino ai nostri giorni
-degli storici seri parlare degli amori d'Aliénor con
-«un giovane Saraceno», con «un Turco battezzato col
-nome di Saladino», con «un buffone chiamato Saladino»,
-ecc.<a class="tag" id="tag110" href="#note110">[110]</a> Quanto tempo è stato necessario perché
-la critica entrasse, nella storia, in pieno possesso dei
-suoi diritti!
-</p>
-
-<div class="chapter">
-<h2>VI</h2>
-</div>
-
-<p>
-Accanto a tutte queste narrazioni che fanno di Saladino
-un cavaliere, un mezzo cristiano, un mezzo francese,
-<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span>
-un viaggiatore, un cortese amante, ossia tutto ciò
-che non fu, sarebbe inverosimile che non ve ne fosse
-qualcuna che ce lo mostrasse almeno approssimativamente,
-tal quale fu, il nemico spesso generoso, ma costante,
-dei Cristiani. Tuttavia il ricordo leggendario
-ha conservato poche tracce di ciò che costituisce il
-fondo vero della storia del conquistatore di Gerusalemme,
-dell'avversario di Filippo e di Riccardo.
-</p>
-
-<p>
-Alcune tradizioni, che sono ancora per metà storiche
-e che del resto lo concernono indirettamente, ci rappresentano
-la sua vittoria su Guido di Lusignano come
-dovuta al tradimento di parecchi grandi vassalli di
-quest'ultimo, e specialmente di Raimondo di Tripoli
-o Triple. Il Ménestrel di Reims ci racconta che i principali
-traditori, insieme col conte di Triple, erano «le
-marchis de Montferrat, le seigneur de Baru, le seigneur
-de Saiete, le bau (balio, governatore) d'Escaloigne»
-(§ 40).<a class="tag" id="tag111" href="#note111">[111]</a> Il poema del <i>Pas Salhadin</i>, del quale parleremo
-presto, trasforma questi nomi, buttati giú un poco
-a caso, nel modo piú bizzarro:
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i01">Des traïtres faus losengiers</p>
-<p class="i01">Li quens de Tribles fu premiers,</p>
-<p class="i01">Et li marcis de Ponferan,</p>
-<p class="i01"><span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span></p>
-<p class="i01">(Et) D'Escalone Pieres Liban,</p>
-<p class="i01">Après li sires de Baru</p>
-<p class="i01">Et de Sa[e]te quens Poru.</p>
-<p class="i01">Cilz cink firent la traïson</p>
-<p class="i01">Et vendirent le roi Guion</p>
-<p class="i01">A Salhadin......<a class="tag" id="tag112" href="#note112">[112]</a></p>
-</div></div>
-
-<p>
-Noi abbiamo qui l'eco sfigurata dalla tradizione
-che si formò tra i partigiani di Guido di Lusignano.<a class="tag" id="tag113" href="#note113">[113]</a>
-Dopo la sconfitta, quando Guido prigioniero confessa
-piangendo a Saladino ch'egli ha ben meritata la sua
-sorte, l'altro, secondo il racconto del Ménestrel, gli dichiara
-che non è responsabile del disastro, gli rivela
-il tradimento, e lo rimette generosamente in libertà.
-</p>
-
-<p>
-Nel grande romanzo in versi del secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span> del quale
-abbiamo parlato tante volte, e che è qui ancora rappresentato
-dal <i>Jean d'Avesnes</i> in prosa, la rovina del
-regno di Gerusalemme è narrata in un modo che non
-ha quasi nulla di comune con la storia. Non si tratta
-piú di Guido di Lusignano, e neanche dei suoi predecessori
-immediati. La catastrofe accade sotto il regno
-di Baldovino di Sebourc, secondo successore di Goffredo.<a class="tag" id="tag114" href="#note114">[114]</a>
-Saladino, divenuto padrone di Damasco, dell'Egitto
-e poco dopo della Persia, assale i Cristiani
-di Terra Santa. In una prima battaglia, sui «plains
-<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span>
-des fontaines de Saphire»,<a class="tag" id="tag115" href="#note115">[115]</a> il re Baldovino è preso, ma
-Saladino lo rimette in libertà. Ben presto, il soldano
-marcia su Gerusalemme, e davanti alle mura di questa
-città si dà la grande e decisiva battaglia: Baldovino di
-Sebourc è ucciso, e cosí pure il bastardo di Bouillon,
-figlio di Baldovino I. Saladino fa dovunque miracoli di
-valore: «car il estoit puissant de corps et de si hault
-courage que... nul ne l'osoit regarder en fait d'armes,
-et partout ou il aloit les chrestiens se coatissoient et
-l'oeil n'osoient haulcier devant luy». Non mostra
-una generosità meno grande; la spinge al punto da
-suscitare un giusto scandalo tra i suoi e, a dire la
-verità, sino alla stravaganza: avendo preso Giovanni
-di Pontieu, nel quale riconosce suo zio, lo autorizza a
-ritornare a combattere a fianco dei due soli campioni
-cristiani sopravvissuti, e a compiere con essi una terribile
-carneficina dei Saraceni. Tuttavia finisce col farlo
-prigioniero sulla sua parola, allo stesso modo di Huon
-Dodekin o di Tabarie.
-</p>
-
-<p>
-La presa di Gerusalemme, senza colpo ferire, e l'umanità
-della quale Saladino fa prova verso gli abitanti
-non differiscono molto nella storia e nel nostro romanzo.
-In questo si passa in seguito all'assedio di Sur, dove il
-glorioso nome di Corrado di Monferrato è cambiato in
-quello di Bonifazio, conservandosi però, per un singolar
-caso, il nome del valente Guglielmo de la Chapelle,
-che del resto non ci è stato trasmesso che dal poema
-<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span>
-contemporaneo d'Ambrogio.<a class="tag" id="tag116" href="#note116">[116]</a> Narra tuttavia che Saladino,
-dinanzi all'indomabile resistenza del marchese di
-Monferrato, sospende l'assedio della città, ma a torto
-aggiunge che in un secondo assalto la fortezza fosse
-obbligata ad arrendersi. Lascio da parte la menzione
-delle altre città conquistate allora da Saladino,<a class="tag" id="tag117" href="#note117">[117]</a> il
-quale, secondo il nostro romanziere, visse in seguito per
-dieci anni in una pace profonda, durante la quale preparò
-il viaggio che meditava nel paese dei Cristiani.
-</p>
-
-<p>
-Si sa che in realtà non accadde tutto in questo
-modo: che Guido di Lusignano, appena uscito di cattività,
-venne con meraviglioso ardire a porre l'assedio
-ad Acri, recentemente tolta ai Cristiani, che ben presto
-fu raggiunto colà da Filippo di Francia e da Riccardo
-d'Inghilterra, i quali presero la città in capo a tre
-mesi, che Filippo se ne ritornò allora nei suoi paesi,
-mentre Riccardo restò ancora un anno in Siria, facendo
-a Saladino una guerra in cui rese immortale il suo
-valore, sebbene non potesse colà compiere alcuno dei
-disegni che aveva formati, e fosse obbligato a terminare
-con una tregua poco gloriosa. Fu in quei quindici
-mesi di contatto quasi quotidiano che i crociati venuti
-di Francia e d'Inghilterra poterono ricevere la piú viva
-impressione delle qualità brillanti del loro formidabile
-<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span>
-avversario. La crociata in se stessa non ha tuttavia lasciato
-nella tradizione se non assai poco sicuri ricordi.
-Il piú esatto sembra essere una storiella che deve avere
-un fondo reale, e della quale è curioso seguire le successive
-trasformazioni. Originariamente non riflette Saladino,
-bensì suo fratello Safadin o Seif-Eddin (piú
-tardi suo successore sotto il nome di Malek-Adel).
-Durante la liberazione di Jaffé, nell'agosto del 1192,
-la piú prodigiosa delle geste compiute dal re «au cœur
-de lion», Riccardo, giunto in tutta fretta per mare,
-aveva appena trovato dei cavalli per lui e per qualcuno
-dei suoi (v. piú innanzi), e non avrebbe potuto surrogare
-il suo quando l'avesse perduto. Safadin, che da lungo
-tempo era in amichevoli relazioni con lui, vedendolo
-combattere a piedi, gli mandò cortesemente due cavalli:
-tale è il racconto d'Ambrogio, che sembra perfettamente
-autentico,<a class="tag" id="tag118" href="#note118">[118]</a> Le diverse redazioni del <i>Livre de la
-Terre-Sainte</i><a class="tag" id="tag119" href="#note119">[119]</a> ce ne mostrano i successivi svolgimenti.
-La prima (H, p. 197) non aggiunge che un tratto inesatto,
-cioè che Riccardo avrebbe dato uno dei due
-cavalli a Guglielmo di Préaux: Guglielmo era allora
-prigioniero; inoltre attribuisce a Saladino l'iniziativa
-di questa cortesia. La seconda<a class="tag" id="tag120" href="#note120">[120]</a> amplifica ed altera
-questo semplice racconto: «Seifeddin... demanda ou
-estoit le roi; l'on li mostra ou il estoit aveques ses
-homes sor un toron. Il s'entremist de bien et d'onor,
-<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span>
-si li envoia un cheval tirant,<a class="tag" id="tag121" href="#note121">[121]</a> qui estoit moût mesaisiés
-a la bouche, par un sien memeloc, et il encharja
-qu'il deïst au rei que nen esteit mie avenant chose
-que rei se combatist... a pié. Le rei, qui fu aparcevans
-de la malice des Sarasins, s'aparçut que le cheval
-estoit mesais[i]é, si dist au message qu'il galopast le
-cheval; ensi come il le galopeit, il le conut qu'il estoit
-tirant, si li dist: <i>Mercie ton seignor, et li meine son
-cheval, et li di que ce n'est mie l'amor qui entre lui
-et moi estoit qu'il me mande cheval tirant por moi
-prendre</i>. Le memeloc s'en torna et mena le a son seignor,
-et li dist qu'il s'estoit apercells qu' il estoit tirant.
-Seifeddin fu hontous, et comanda que l'on li menast
-un autre plus aaisié<a class="tag" id="tag122" href="#note122">[122]</a> que celui, et celui meismes
-[mena] le memeloc qu'i[l] li aveit premierement amené.<a class="tag" id="tag123" href="#note123">[123]</a>
-Le rei comanda au ferrot<a class="tag" id="tag124" href="#note124">[124]</a> que il li traisist les gisans et
-les eschaillons,<a class="tag" id="tag125" href="#note125">[125]</a> et tantost com il l'ot comandé il fu
-fait; e com hom li ot trait il li fist metre un frain et
-fist monter sus. Le cheval fu alores bien aaisié; le rei
-monta sus et fist mout d'armes». Se qui v'è malizia, è
-<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span>
-da imputarsi tutta intera al «memeloc».<a class="tag" id="tag126" href="#note126">[126]</a> Nella terza
-versione, che è quella del manoscritto in cui si trova
-il nome d'Ernoul, Saladino, che sostituisce interamente
-Safadin, può almeno sembrare colpevole d'aver nascosto
-un tradimento sotto la sua apparente generosità.
-«Va, dist il a un de ses serjanz, <i>ensele un cheval et si
-li maine; si li di que jou li envoi; qu'il n'afiert pas a
-si haut home come il est qu'il soit a pié a tel lieu.</i>.. Li
-serjanz fist le comandement Salehadin et si mena le
-cheval au roi d'Engleterre et fist son message. Et li
-rois l'en mercia, mais ne monta pas sus, ains fist monter
-un sien serjant et fist poindre devant lui. Quant li
-serjant ot point le cheval et il cuida retorner, ce ne fust
-ja mais, ainz l'en porta li chevaus, quel gré qu'il en
-eüst, en l'ost as Sarasins. Et Salehadins fu mout honteus
-de ce que li chevaus estoit retornés; si en fist un
-autre apareillier, et li renvoia».<a class="tag" id="tag127" href="#note127">[127]</a> Il tradimento è del
-tutto sicuro nella <span class="smcap lowercase">LXXVI</span> delle <i>Cento novelle antiche</i>.<a class="tag" id="tag128" href="#note128">[128]</a> Il
-cavallo è inviato per condurre quello che lo monta
-nella tenda di Saladino; fortunatamente Riccardo vi fa
-montare uno scudiero, e l'astuzia del soldano è in tal
-modo rivelata e sventata a sua volta.<a class="tag" id="tag129" href="#note129">[129]</a> Nel poema del
-sec. <span class="smcap lowercase">XIV</span> spesso citato, questa storia ha un seguito: il
-buon cavaliere Antonio, che Morello, il cavallo mandato
-da Saladino a Riccardo, gli ha ricondotto, acquista l'amicizia
-del soldano, è da lui fatto governatore di Saietta
-<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span>
-e piú tardi vi sostiene un assedio contro di lui per difendere
-Chauvigni e Guglielmo des Barres, da lui perseguitati.<a class="tag" id="tag130" href="#note130">[130]</a> — Finalmente
-nel poema inglese sopra Riccardo
-Cuor di Leone, che, almeno per questa parte, è
-tradotto dal francese, la storia è del tutto fantastica.
-Accade davanti a Babilonia, la quale è assediata da
-Riccardo. Saladino gli manda in dono un magnifico
-cavallo, migliore ancora del famoso Fauvel di Cipro,
-cavalcato abitualmente da Riccardo;<a class="tag" id="tag131" href="#note131">[131]</a> però è invasato
-dal diavolo, e di piú, quando sua madre, cavalcata
-da Saladino, nitrisce, esso accorre, le s'inginocchia davanti
-e la poppa. Un angelo previene Riccardo del
-tranello che gli è teso: Riccardo esorcizza dapprima
-il cavallo e ne caccia il diavolo, poi gli tura le orecchie
-con cera, in modo che nella battaglia, sordo ai
-nitriti della madre, la abbatte, e i Saraceni sono completamente
-sconfitti. Si vede che qui l'immaginazione
-dei narratori non ha per lungo tempo ammesso nel
-nemico giurato dei Cristiani un atto di cortesia leale
-e disinteressata.
-</p>
-
-<p>
-Il solo fatto d'armi che si riannodi col nome di
-Saladino e che gli abbia per lungo tempo conservata
-una popolarità tuttavia mediocremente gloriosa, ha
-nella storia un punto d'appoggio abbastanza incerto.
-In molte «salles» di castelli, si dipingeva nel secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span>
-ciò che si chiamava il <i>Pas Salhadin</i>: questa pittura
-rappresentava dodici, talvolta tredici cavalieri, sorveglianti
-<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span>
-una gola di monti, che si sforzava di passare
-un immenso esercito saraceno comandato da Saladino;
-però di esso non si vedeva certamente che qualche combattente,
-già arrestato dai corpi ammucchiati di coloro
-che l'avevano preceduto. In qualcuna di queste pitture
-si vedeva il re Filippo, il quale, senza prender
-parte al combattimento, ne dava il segnale, lo dirigeva
-da lungi e, dopo il successo, si rallegrava coi vincitori;
-in altre, probabilmente in quelle che non erano state
-eseguite nella Francia propriamente detta, il re Filippo
-non era rappresentato in alcun modo. Tra i combattenti,
-Riccardo aveva una parte piú o meno preponderante.
-In tutte queste pitture, a quanto pare, si vedeva, arrampicato
-sopra una roccia che chiudeva la gola, uno spione
-che osservava i guerrieri cristiani per riferire i nomi
-di essi a Saladino, posto dall'altro lato della montagna:
-questi nomi, che variavano nelle diverse pitture, erano
-però scritti a fianco di ciascuno di essi, e il nome dello
-spione, <i>Tornevent</i> o <i>Espiet</i>, figurava egualmente vicino
-alla sua testa.<a class="tag" id="tag132" href="#note132">[132]</a> È probabile che queste pitture avessero
-un punto di partenza molto antico e in origine avessero
-rappresentato, forse sotto l'ispirazione dello stesso Riccardo,
-quella stessa giornata, in cui, dopo d'avere
-quasi miracolosamente riacquistato Jaffe, era riuscito,
-con un piccolissimo numero d'uomini, a far rinculare
-tutto l'esercito mussulmano e obbligato Saladino alla
-<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span>
-ritirata.<a class="tag" id="tag133" href="#note133">[133]</a> I nomi dei dieci compagni di Riccardo, di
-quei dieci i quali, soli con lui, avevano potuto procurarsi
-dei cavalli, erano subito divenuti celebri: Ambrogio
-li rammenta nei suoi versi e Riccardo de la
-Sainte-Trinité li inserisce nella sua traduzione.<a class="tag" id="tag134" href="#note134">[134]</a> Naturalmente,
-secondo la formula tradizionale, questi undici
-compagni si cambiarono abbastanza presto in dodici o
-in tredici (dodici piú Riccardo); e i nomi reali dei
-combattenti del 5 agosto 1192 furono ben presto sostituiti
-da altri piú conosciuti o che introdusse l'amor
-proprio di famiglia o del paese. Già le <i>Chroniques de
-Flandres</i>, citate molto a proposito dall'editore del
-<i>Pas Salhadin</i>,<a class="tag" id="tag135" href="#note135">[135]</a> dànno a Riccardo, nella sua spedizione
-di Jaffe, undici compagni, uno solo dei quali,
-Andrea di Chauvigni, assisteva realmente al combattimento;
-gli altri dieci sono: Gauthier (<i>l.</i> Gauchier) di
-Châtillon, il conte di Clèves, Guido di Montfort, «il
-conte d'Oste in Germania», il barone d'Estanfort, il
-conte di Lembourg, Walleran di Luxembourg, Droon
-di Merlo, Guglielmo des Barres e Guglielmo Longue-Épée.
-La prova che la leggenda del <i>Pas Salhadin</i>
-ha per origine l'eroico combattimento di Jaffe, è che
-troviamo nelle due versioni di essa che ci sono pervenute
-il maggior numero di questi nomi: ambedue citano,
-come le <i>Chroniques de Flandres</i>, Guglielmo des
-Barres, Guglielmo Longue-Épée, il duca di Lembourg,
-<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span>
-Gauthier de Châtillon, il conte di Montfort e
-il conte di Clèves; hanno in comune contro le <i>Chroniques</i>
-il conte di Fiandra<a class="tag" id="tag136" href="#note136">[136]</a> e Huon de Florines e
-ignorano in comune il barone d'Estanfort e Droon
-di Merlo. La prima, sola, ha in comune con le <i>Chroniques</i>
-il conte d'Oste (chiamato d'Ostinale e d'Hostermale),
-e di suo Jofroi di Lusignano e Renaud (Renard)
-di Boulogne; la seconda ha in comune con le
-<i>Chroniques</i> Andrea de Chauvigni<a class="tag" id="tag137" href="#note137">[137]</a> e il duca di Luxembourg;
-ha di suo il conte di Joigni. Di questi personaggi,
-nessuno, salvo Andrea di Chauvigni, assisteva
-Riccardo nel combattimento di Jaffe; parecchi non
-presero neanche parte alla crociata, o vissero piú tardi.
-Si noterà in queste tre liste il predominio, del tutto
-contrario alla verità, dato all'elemento francese e fiammingo:
-a quanto sembra, la tradizione s'era sparsa,
-sotto la sua forma pittorica, soprattutto nel nord-est
-della Francia, e l'azione di Riccardo e dei suoi veri compagni
-vi s'era sempre piú dimenticata. Quanto alla
-scena in se stessa, si può supporre che un particolare di
-paesaggio<a class="tag" id="tag138" href="#note138">[138]</a> facesse credere assai per tempo che l'impresa
-dei Crociati fosse consistita nel difendere, dodici
-(o tredici) solamente, contro Saladino, un <i>pas</i> o una gola
-in una montagna: di qui il nome di <i>Pas Salhadin</i> dato
-a quest'impresa ed alla sua rappresentazione.
-</p>
-
-<p>
-<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span>
-</p>
-
-<p>
-L'uso di dipingere nei castelli il <i>Pas Salhadin</i> ci
-è attestato nel poemetto che porta questo nome, e che
-deve risalire alla fine del secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span>.<a class="tag" id="tag139" href="#note139">[139]</a> Comincia cosí:
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i01">Del recorder est grans solas</p>
-<p class="i01">De cheaus qui garderent le pas</p>
-<p class="i01">Contre le roy Salehadin,</p>
-<p class="i01">Des douze princes palasin</p>
-<p class="i01">Qui tant furent de grant renon:</p>
-<p class="i01">En mainte sale les point on</p>
-<p class="i01">Pour mieus veoir leur contenance;</p>
-<p class="i01">Moult est bele la remembrance</p>
-<p class="i01">A regarder a maint preudomme.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-E ripete terminando:
-</p>
-
-<div class="poem"><div class="stanza">
-<p class="i01">Grant honneur firent leur lignage;</p>
-<p class="i01">Tous jours en iert la renommee;</p>
-<p class="i01">On les point en sale pavee:</p>
-<p class="i01">C'est uns tresnobles mireors</p>
-<p class="i01">A ceulx qui tendent a honnors</p>
-<p class="i01">Et maintiennent chevalerie.</p>
-</div></div>
-
-<p>
-Dalla pittura, la rappresentazione del <i>Pas Salhadin</i>
-dovette, come accadeva ordinariamente, passare alla
-tappezzeria;<a class="tag" id="tag140" href="#note140">[140]</a> passò anche allo stato di vero spettacolo,
-eseguito da personaggi viventi. Si è spesso citato il
-<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span>
-passo del Froissart (l. IV, cap. I) relativo all'entrata
-della regina Isabella di Baviera a Parigi nel 1389:
-</p>
-
-<div class="blockquote">
-<p>
-Après, dessoubz le moustier de la Trinité, sur la rue avoit
-ung eschafault, et sur l'eschafault ung chastel, et la au long
-de l'eschafault estoit ordonné le pas du roy Salehadin, et tous
-faiz de personnages. des chrestiens d'une part, et les Sarrazins
-de l'autre, et la estoient par personnages tous les seigneurs
-de nom qui jadis au pas Salhadin furent, et armoiez de leurs
-armes ainsi que pour le temps de adonc ilz s'armoient. Et ung
-petit en sus d'eulx estoit par personnage le roy de France, et
-entour luy les douze pers de France, et tous armoiez de leurs
-armes. Et quant la royne de France fut amenee si avant en sa
-lictiere que devant l'eschafault ou ces ordonnances estoient, le
-roy Richart se departit de ses compaignons et s'en vint au roy
-de France et demanda congié pour eller assaillir les Sarazins, et
-le roy lui donna. Ce congié prins, le roy Richart s'en retourna
-devers ses douze compaignons, et alors se mirent en ordonnance,
-et allerent incontinent assaillir le roy Salhadin et ses Sarrazins,
-et la y eut par esbatement grant bataille, et dura une bonne espace.
-Et tout feu veu moult voulentiers.
-</p>
-</div>
-
-<p>
-Lo spettacolo del 1389, per la parte attribuita al
-re di Francia, si riannoda al gruppo che ci rappresenta
-il poemetto del <i>Pas Salhadin</i>. Ecco un riassunto di
-quest'opera, assai mediocre in se stessa, ma che ci
-presenta un qualche interesse per il ricordo che v'è
-conservato d'un episodio eroico, il quale ha goduto una
-sí grande popolarità nel mondo cavalleresco.<a class="tag" id="tag141" href="#note141">[141]</a> Probabilmente
-è nato dal desiderio di spiegare una di quelle
-pitture che indica sin da principio, delle quali non si
-conosce precisamente il soggetto: il poeta pretende di
-farlo conoscere; però le fonti della sua scienza sono
-<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span>
-poco sicure.<a class="tag" id="tag142" href="#note142">[142]</a> Filippo, insieme col re Guido, che Saladino
-ha posto generosamente in libertà, assedia Sur;<a class="tag" id="tag143" href="#note143">[143]</a>
-è raggiunto da Riccardo. Saladino viene da Acri per
-fargli levar l'assedio; per raggiungere i Cristiani, egli
-deve passare <i>le fort passage d'Armonie</i>,<a class="tag" id="tag144" href="#note144">[144]</a> <i>par mi la
-roce, mout forte et perilleus</i>. Huon de Florines propone
-al Barrois (Guglielmo des Barres) di sceglier cinque
-cavalieri provetti ciascuno, e difendere essi dodici il <i>pas</i>
-contro tutti gli sforzi di Saladino. Il Barrois accetta, ed
-essi scelgono i loro dieci compagni (il Barrois sceglie
-Riccardo).<a class="tag" id="tag145" href="#note145">[145]</a> Naturalmente i dodici cavalieri respingono
-l'assalto dei Saraceni, condotti dai re Escorfaut et Malaquin,
-i quali sono uccisi entrambi. Saladino stupito
-manda uno spione, Tornevent, il quale conosceva le armi
-dei signori cristiani, sulla roccia che domina il <i>pas</i>, e
-quando costui gli ha riferito i nomi dei dodici campioni,
-egli giudica inutile la lotta e si ritira su Damietta.
-Filippo festeggia Riccardo e gli altri quando
-rientrano nell'accampamento dopo la ritirata dei Saraceni;
-ben presto prende Sur ed Acri, e lascia Guido
-di Lusignano pacifico re del paese. Si vede che in
-questo racconto, al quale dà il nome, Saladino rappresenta
-<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span>
-una parte accessoria e, tutto sommato, poco
-brillante.
-</p>
-
-<p>
-Anche un dipinto ha certamente suggerito all'autore
-dell'immenso poema del secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span>, tante volte
-citato, il bizzarro episodio del <i>Pas Salhadin</i> (conservato
-in <i>Jean d'Avesnes</i>). Ma questa pittura non
-mostrava il re Filippo di Francia, di modo che il poeta
-ha ricorso ad un espediente per dare ai Francesi il
-principale onore dell'impresa che celebra. Non sapendo
-nulla di ciò che aveva potuto essere quest'impresa,
-la trasporta in Inghilterra. Secondo lui, Saladino,
-di ritorno dal suo viaggio in Occidente (v. addietro),
-vuol conquistare dapprima la Francia, poi tutti i paesi
-cristiani. I suoi consiglieri, Huon Dodekin (o di Tabarie)
-e Giovanni di Pontieu, dissimulando i loro veri
-sentimenti, lo spronano a cominciare dall'Inghilterra
-e fanno prender porto all'immensa flotta saracena «tra
-Escoche e Warwich», sopra una spiaggia contornata
-da montagne insuperabili, e che comunica col resto
-del paese solo per un <i>pas</i> assai dirupato e pericolosissimo,
-dove quattro uomini possono appena camminare
-di fronte. Però il re Riccardo è prevenuto da essi ed
-ha riunito dall'altra parte del <i>pas</i> considerevoli forze;
-il re di Francia gli ha mandato dodici cavalieri scelti,
-i quali s'incaricano essi soli di difendere il <i>pas</i>. Due
-attacchi dei Saraceni sono infatti respinti, dopo di che
-ha luogo un combattimento di due cavalieri cristiani
-(Chauvigni e Guglielmo Longue-Épée) contro due saraceni
-(Corsuble e Bruyant), i quali essendo stati vinti,
-Saladino, secondo le convenzioni, non ha piú che a rimbarcare,
-«et depuis son departement fu ce passage
-qu'il n'avoit peu conquerir appelé le <i>Pas Salhadin</i>».<a class="tag" id="tag146" href="#note146">[146]</a>
-<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span>
-Pure qui, come si vede, la parte di Saladino non è per
-sua natura atta ad accrescerne la rinomanza.
-</p>
-
-<p>
-Noi avremo terminato ciò che concerne le guerre
-di Saladino contro i Crociati, e nello stesso tempo la
-sua intera leggenda, riassumendo brevemente le ultime
-pagine di <i>Jean d'Avesnes</i> che ci rappresenta il poema
-perduto del secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span>. I re di Francia e d'Inghilterra
-avendo passato il mare, sono ricevuti in Acri da Giovanni
-di Pontieu, cui Saladino, suo nipote, aveva dato
-questa città. Saladino ve li assedia, e compie dinanzi
-ad Acri le piú grandi prodezze; però, disperando di
-prendere la città, si ritira a Gerusalemme (qui ha luogo
-l'episodio della visita che gli fa la regina di Francia).
-Chauvigni e Guglielmo des Barres stanno per assalirlo;
-però, dopo parecchi incidenti, Chauvigni è fatto
-prigioniero e affidato da Saladino all'imperatore di
-Damasco: guadagna l'amore di Glorianda, moglie dell'imperatore,
-«et mesmement engendra en elle ung filz
-masle qu'elle nomma Polis, et si secretement userent
-leur vie ensemble ung tandis que l'empereur onquez
-ne s'en aperceut, jusques a ung temps que l'istoire
-recordera».<a class="tag" id="tag147" href="#note147">[147]</a> Questo tempo arriva quando, assediando
-i Cristiani Damasco, Glorianda fa fuggire Chauvigni,
-la cui bravura procura la vittoria agli assedianti, nonostante
-le imprese meravigliose di Saladino. La regina,
-accusata di tradimento, getta la colpa sul carceriere;
-è discolpata grazie a un combattimento che, sotto le
-<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span>
-armi del fratello di lei Chiauvigni<a class="tag" id="tag148" href="#note148">[148]</a> sostiene contro
-il re di Morienne, il quale è impiccato insieme col
-carceriere. «De quoy Salhadin se contempta, et pardonna
-a la reyne, car plein estoit de misericorde».<a class="tag" id="tag149" href="#note149">[149]</a>
-L'assedio di Damasco dura due anni con parecchie
-peripezie. Finalmente «le roy Richard d'Engleterre,
-pour aulcunes traysons qu'il avoit voulu faire au pourfit
-des païens, fut constraint de soy retourner en Engleterre
-avoec ses Englois, ennemis de ceux de France, au lieu
-du quel vint Huon Dodequin a grant puissance a la
-rescousse du roy de France».<a class="tag" id="tag150" href="#note150">[150]</a> Si dà una grande battaglia,
-e Saladino, vinto, è obbligato a fuggire verso
-il mare. Gérard «le Bel Armé», figlio di Huon Dodekin,
-lo insegue con accanimento per vendicare su di
-lui la morte del bastardo di Bouillon, suo fratello uterino,
-che Saladino aveva ucciso davanti a Gerusalemme.<a class="tag" id="tag151" href="#note151">[151]</a>
-Lo raggiunge nel momento in cui pone il piede sulla
-sua nave, e lo colpisce con un colpo di lancia. Saladino,
-trasportato in Babilonia, non tarda a morire,
-dopo la scena (riferita piú innanzi) tra un ebreo, un
-cristiano e un saraceno, e il simulacro di battesimo
-che ne fu il seguito. «Aulcunes istoires et croniques
-<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span>
-contiennent que il morut devant Acre a ung siege
-qu'il avoit illec mis, de bleceure ou de maladie sourvenant;
-et que après sa mort son filz nommé Salfadin<a class="tag" id="tag152" href="#note152">[152]</a>
-parconquesta toute la terre, quy a esté tousjourz depuis
-en l'obeïssance des infidelles, et sera tant qu'il plaira
-a nostre seigneur Jhesucrist. Et quoy qu'il fust et ou
-il fina[st], ses fais monstrent qu'il doibt estre exaucié;
-car de grant vaillance, largesse et courtoisie il fut
-aourné, par quoy il a desservy que de luy soit a tous
-jours memoire jusques en la fin du monde».<a class="tag" id="tag153" href="#note153">[153]</a>
-</p>
-
-<div class="footnotes">
-
-<h2>
-NOTE:
-</h2>
-
-<div class="footnote" id="note1">
-<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Il Saladino nelle leggende francesi e italiane del Medio
-Evo.</i> Appunti di A. Fioravanti. — Reggio Calabria, 1891.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note2">
-<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ciò si scorge dall'incertezza delle informazioni dell'autore,
-su molti punti che avrebbe dovuto conoscer meglio; si scusa invocando
-le condizioni sfavorevolissime, con le quali ha eseguito e
-pubblicato il lavoro. Tuttavia avrebbe dovuto sorvegliarne meglio
-la esecuzione materiale; gli errori vi abbondano e non sono tutti
-semplici errori di stampa. Tutto sommato, però, questo lavoro di
-principiante merita stima, e si sente che l'autore è capace di
-far meglio.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note3">
-<p><span class="label"><a href="#tag3">3</a>.&nbsp;&nbsp;</span>I primi 110 versi (non doveva averne molti di piú) sono
-scritti da una mano contemporanea sul foglio di guardia del ms.
-della Biblioteca Nazionale lat. 8960. Il <i>Carmen de Saladino</i> è
-ricordato nell'<i>Inventaire des documents relatifs aux croisades</i>
-stampato nel volume I degli <i>Archives de l'Orient latin</i>. Io l'ho
-pubblicato nella <i>Revue de l'Orient latin</i> (vol. I).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note4">
-<p><span class="label"><a href="#tag4">4</a>.&nbsp;&nbsp;</span>La parola araba <i>moulana</i> significa «nostro padrone», e
-sembra essersi applicata specialmente ai sovrani dell'Egitto; qui
-si tratta dell'ultimo califfo fatimita, El-Aded. In francese, per la
-terminazione femminile, si è detto ordinariamente <i>la mulane</i> o <i>la
-mulaine</i>, da cui piú tardi si è fatto naturalmente <i>l'amulaine</i>, sotto
-l'influenza delle parole provenienti egualmente dall'arabo, o credute
-provenienti, come <i>amiral, amustant, amurafle</i>, ecc. La forma
-<i>amulanus</i> del nostro testo rappresenta già questa trasformazione.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note5">
-<p><span class="label"><a href="#tag5">5</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Per questi fatti, e, in generale, per la biografia di Saladino,
-vedere il lavoro, cosí utile, del Reinaud, <i>Extraits des historiens
-arabes relatifs aux croisades</i> (Paris, 1829).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note6">
-<p><span class="label"><a href="#tag6">6</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>L'Histoire de la Guerre sainte</i> d'Ambrogio, da tanto tempo
-sotto stampa, è in fine comparsa nella collezione dei <i>Documents
-inédits</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note7">
-<p><span class="label"><a href="#tag7">7</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Itinerarium Ricardi</i>; ediz. Stubbs, l. I, capp. III-IV. Questo
-brano, insieme con un estratto del cap. V relativo ad una visione,
-è stato aggiunto alla cronaca di Guglielmo di Newburgh, nel ms.
-di Trinity College, Dublino, E, 421, da cui l'ha trascritto Paolo
-Meyer; la sua copia, da lui comunicata al conte Paolo Riant, figura
-nell'inventario dei documenti inediti posseduti da quest'ultimo,
-che ha recentemente pubblicato il marchese de Vogüé
-(<i>Revue de l'Orient latin</i>, I, p. 13: <i>De principiis Salahadini et
-de visione camerarii regis Jerosolimorum</i>). Un riassunto di questo
-brano è inoltre stato interpolato nella cronaca di Guglielmo
-di Nangis (ved. ediz. Géraud; v. <span class="smcap lowercase">I</span>, p. 63).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note8">
-<p><span class="label"><a href="#tag8">8</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Le Cycle de la croisade</i>, p. 210-224. Gli altri argomenti offerti
-dal Pigeonneau per stabilire che il poema si serví della cronaca,
-non hanno maggior valore. La spiegazione del nome di Giordano
-(questo fiume sarebbe formato dalla riunione di due affluenti,
-il <i>Jour</i> e il <i>Dain</i>) è anche in Guglielmo di Tiro e risale fino
-all'antichità; l'interpretazione, tutta francese, che ne dà la canzone
-gli è propria. La storia della figlia di Baldovino violata dai
-Saraceni, ai quali era stata data in ostaggio, doveva essere egualmente
-popolare in Siria, e il modo onde il poeta la riferisce non
-indica affatto ch'egli abbia attinto a «Ernoul»; fa della fanciulla
-una figlia di Baldovino I, mentre il cronista le assegna
-per padre Baldovino II (la <i>Chronique d'outre mer</i>, della quale
-si parlerà piú in là, ha conosciuto questa storia per mezzo di
-«Ernoul», ma l'ha mutilata sopprimendo la violazione e raccontando
-semplicemente che la figlia di Baldovino II si fece suora
-ritornando dai Saraceni: mss. 770, fol. 313; 12203, fol. 1; 24210,
-fol. 1).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note9">
-<p><span class="label"><a href="#tag9">9</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Questa storia è passata tutta intera e tale quale nella <i>Chronique
-d'outre mer.</i> Inoltre, è stata inserita nel ms. della traduzione
-di Guglielmo di Tiro che appartiene al Didot, e P. Paris,
-che ha seguito questo manoscritto per la sua edizione, l'ha stampata
-per questa ragione, rilevando però che era stata presa dalla
-<i>Chronique d'Ernoul</i> (vol. II, p. 306-310).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note10">
-<p><span class="label"><a href="#tag10">10</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Su questa data, per ciò che concerne la prima parte del
-poema, ved. Pigeonneau, <i>Le Cycle de la Croisade</i>, p. 225.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note11">
-<p><span class="label"><a href="#tag11">11</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Mi prefiggo di dare altrove le prove di ciò che qui non faccio
-che indicare; nello stesso tempo esaminerò la questione di sapere
-se questa colossale composizione debba essere attribuita a
-un solo e stesso autore.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note12">
-<p><span class="label"><a href="#tag12">12</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il capo della spedizione contro l'Egitto, che è il Soldano
-stesso di Damasco e il padre (e non lo zio) di Saladino, muore
-durante l'assedio del Cairo, come nella cronaca. Invece non vi
-è che un cavallo davanti la porta de <i>l'amulaine</i>, come nella
-canzone, e anche il nome d'<i>Ali</i> è scomparso. Questo racconto,
-assai troncato, sembra dunque risalire ad una fonte indipendente
-dalle altre due; d'altra parte è scritto con tendenza favorevole
-a Saladino.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note13">
-<p><span class="label"><a href="#tag13">13</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Sia permesso emettere una congettura su questa sostituzione.
-Una versione dell'aneddoto ha potuto portare semplicemente
-le iniziali <i>H. de T.</i>; un lettore che conosceva Ugo di Tabaria
-meglio di Onofrio di Toron, le ha interpretate male, e cosí
-la leggenda si è spostata.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note14">
-<p><span class="label"><a href="#tag14">14</a>.&nbsp;&nbsp;</span>V. Du Cange, <i>Les familles d'outre mer</i>, ed. Rey, p. 450,455.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note15">
-<p><span class="label"><a href="#tag15">15</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>L'Ordene de chavalerie</i>... pubbl. dal Barbazan, altra ediz.
-dovuta al Méon (Paris, 1808). Per i manoscritti di questo poema,
-v. P. Meyer, <i>Romania</i> <span class="smcap lowercase">XIII</span>, 530; <span class="smcap lowercase">XV</span>, 346. Alla lista si può aggiungere
-il ms. B. N. fr. 24432 (fol. 29). I mas. fr. 1130, 1971 e 19809 non
-contengono quest'opera, ma una traduzione francese dell'<i>Orden
-de cavayleria</i> di R. Lull, come il ms. <i>Royal</i> 14. E. ii. del British
-Museum (<i>Hist. litt.</i>, <span class="smcap lowercase">XXIX</span>, 618).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note16">
-<p><span class="label"><a href="#tag16">16</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Un'altra versione, pur essa incompleta, si legge nel ms. fr.
-781; una versione compendiata nel ms. fr. 17203. La miglior forma
-della redazione in prosa è in uno dei mss. della <i>Chron. d'outre
-mer</i> (ms. 770, f. 325).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note17">
-<p><span class="label"><a href="#tag17">17</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Può domandarsi, a cagione di questa circostanza, se l'episodio
-si trovasse anche nel poema di cui <i>Jean d'Avesnes</i> ci ha conservata
-una traccia. Ciò sembra probabile: in questo poema Ugo di
-Tabaria rappresenta una gran parte, ma è bizzarramente identificato
-con Dodekin, emiro di Damasco, convertito al cristianesimo
-da Tancredi al tempo della prima crociata (v. il poema pubblicato
-da Beiffenberg e Borgnet, v. 24106, 26320, ecc.; <i>Bastart de
-Bouillon</i>, pass.; <i>Jean d'Avesnes</i>, 3ª part,, pass.). Sull'episodio di
-<i>Jean d'Avesnes</i>, v. Chabaille, p. 70; ms. 12762, fol. 197 r.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note18">
-<p><span class="label"><a href="#tag18">18</a>.&nbsp;&nbsp;</span>V. Fioravanti, p. 16.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note19">
-<p><span class="label"><a href="#tag19">19</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Sulla versione neerlandese (di Heinrik van Aken) v. Petit,
-<i>Bibliographie der Middélnederlandsche Taal end Letterkunde</i>,
-n. 467. Per errore il D'Ancona indica una versione tedesca: l'opera
-citata dal Brunet ai due luoghi cui egli rimanda è il poema
-neerlandese.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note20">
-<p><span class="label"><a href="#tag20">20</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Fioravanti, <i>ibid</i>. La versione italiana di Bosone sembra
-riattaccarsi alla versione francese in prosa, dacché in lui, come
-in questa versione, Ugo dà la «colee» a Saladino, mentre nella
-versione in versi (come nella <i>Novella antica</i>) dichiara d'astenersene
-per rispetto.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note21">
-<p><span class="label"><a href="#tag21">21</a>.&nbsp;&nbsp;</span>È l'opinione del Barbazan e del Méon, adottata da Daunou
-(<i>Hist. litt.</i>, <span class="smcap lowercase">XVI</span>, 220) e che Amaury Duval (<i>Hist. litt.</i>, XVIII, 752)
-non osa del tutto rigettare. A torto dice che «nulla nel poema
-aiuta a far riconoscere l'epoca in cui l'autore viveva». Quanto al
-fatto che Saladino è armato cavaliere per opera di un cavaliere
-francese, «lo trova verosimile, se non è vero».</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note22">
-<p><span class="label"><a href="#tag22">22</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Questo tradimento si rinviene nel cronista senonese Goffredo
-di Courlon (fine del secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span>), come rammenta il Fioravanti
-(v. <i>Hist litt.</i>, XXI, 13); l'allusione al <i>Pas Salehadin</i>
-(v. piú in là) si riferisce senza dubbio al nostro poema.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note23">
-<p><span class="label"><a href="#tag23">23</a>.&nbsp;&nbsp;</span>V. P. Meyer, <i>Alexandre le Grand</i>, vol. II, p. 372.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note24">
-<p><span class="label"><a href="#tag24">24</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Del pari va naturalmente la sua ricchezza; essa è ricordata
-in un verso conosciuto del <i>Contrasto</i> di Cielo d'Alcamo. — Unicamente
-a cagione di ciò nel suo palazzo si pose la scena di un
-aneddoto abbastanza insignificante che risale all'antichità. (V. A.
-d'Ancona, <i>Studj di critica e storia letteraria</i>, p. 350), e che, dopo
-d'aver avuto un gran successo nel Medio Evo, adattandosi a diversi
-personaggi, è stato altresí inserita dal Machiavelli nella sua
-<i>Vita di Castruccio Castracani</i> (v. Fioravanti, p. 29).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note25">
-<p><span class="label"><a href="#tag25">25</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ediz. del Wailly, § 47. — È piuttosto per ischerzo che rimanda
-un prigioniero in una storiella narrata da Stefano di Borbone
-(ediz. Lecoy de la Marche, p. 65).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note26">
-<p><span class="label"><a href="#tag26">26</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Cento novelle antiche</i> (Gualteruzzi), <span class="smcap lowercase">XXVI</span> (v. d'Ancona. <i>Studj</i>,
-p. 314). Questo aneddoto sembra essere riferito nella cronaca di
-Goffredo di Courlon, il quale aggiunge queste parole degne di
-nota: <i>Multa alia de ipso audivi, que scripta non inveni</i>. (Hist.
-litt., <span class="smcap lowercase">XXI</span>, 13).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note27">
-<p><span class="label"><a href="#tag27">27</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Una volta solamente Saladino peccò, almeno col pensiero,
-contro la virtú della liberalità, ma si puní da sé stesso. Aveva
-dato una terra a uno dei suoi cavalieri, e percorrendola la vide
-sí bella e sí ricca, che rimpianse la sua liberalità e pensò di riprendersi
-il dono fatto, cambiandolo con un altro. Ma appena ebbe
-egli formulato a sé stesso questo ultimo pensiero, ne concepí un
-amaro pentimento e per espiarlo si sottomise a un digiuno cosí
-crudele, che dovette morirne. (<i>Conti di antichi cavalieri</i>, <span class="smcap lowercase">IV</span>; citati
-dal Fioravanti, p. 21).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note28">
-<p><span class="label"><a href="#tag28">28</a>.&nbsp;&nbsp;</span>J. le Long, <i>Chr. de S. Bertin</i>, in Pertz., SS., <span class="smcap lowercase">XXV</span>. 821.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note29">
-<p><span class="label"><a href="#tag29">29</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il Marin (<i>Hist. de Saladin</i>, vol. II, p. 404) aveva già osservato
-che nel secolo <span class="smcap lowercase">XII</span> non vi erano se non questi signori d'Anglure:
-Oger I di Saint-Chéron, il cui nipote Oger III portò per il
-primo questo titolo, aveva accompagnato il conte Enrico di Sciampagna
-alla terza crociata e a lui senza dubbio si riferí piú tardi
-la leggenda. V. Bonnardot e Longnon, <i>Le saint voyage de Jherusalem
-du seigneur d'Auglure</i> (Paris, 1878, <i>Soc. des anc. textes</i>),
-p. <span class="smcap lowercase">XXXI</span>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note30">
-<p><span class="label"><a href="#tag30">30</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Récits d'un ménestrel de Reims</i>, ediz. del Wailly, § 199 e
-segg. Una versione alquanto differente di questa novella è scritta,
-dopo la <i>Chronique d'Ernoul</i>, nel ms. fr. 781. Naturalmente il
-prodigo Saladino ha una particolare antipatia per gli avari. Il
-«marchis de Cesaire» ammassava il danaro che avrebbe dovuto
-impiegare a mantenere la sua guarnigione, e diceva che avrebbe
-sempre il tempo, se Saladino lo minacciasse, di «faire sortir
-mille chevaliers de ses coffres». Però Saladino s'avvicina segretamente
-alla città, l'assale all'improvviso e se ne impadronisce.
-Si fa condurre davanti a lui il marchese colle mani legate
-dietro la schiena e gli dice: «Marchis, marchis, ou sont li mil
-chevalier que vous deviez faire saillir de vos coffres? Par Mahomet,
-vostre convoitise vous a deceü. Vous ne fustes onques asseviz
-d'or ne d'argent; mais je vous en assevirai encore encui».
-Allora fa fondere l'oro e l'argento, «et li fist avaler tout bouilant
-dans la gorge, et maintenant le convint mourir». Però restituisce
-la libertà la marchesa con dieci cavalieri e dieci damigelle
-(<i>Mén. de Reims</i>, § 209 e segg.). Il Wailly ravvicina questa
-novella a quella che riferisce lo Joinville per il califfo di Bagdad,
-il quale «n'avait pu ce décider à sacrifier ses trésors pour augmenter
-le nombre de ses gens d'armes; le roi des Tartares, après
-l'avoir condamné à jeûner pendant plusieurs jours, décida qu'on
-lui servirait, pour assouvir sa faim, un plateau couvert de pierres
-précieuses». (V. anche Marco Polo, ediz. Pauthier, p. 49; la storiella
-si ritrova anche negli storici persiani citati dal Pauthier).
-D'altra parte questo racconto rammenta quello, che si legge in
-parecchie versioni del romanzo dei <i>Sept Sages</i>, e anche altrove,
-secondo il quale si fece morire, versandogli oro fuso nella gola, un
-re di Roma la cui cupidigia era stata causa di grandi sciagure
-per la città; questo personaggio in qualche versione è chiamato
-Crasso, e il modo della sua morte sembra una reminiscenza di
-quella che Surena inflisse, dicesi, a Crasso.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note31">
-<p><span class="label"><a href="#tag31">31</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ms. 12659, fol. 360-362.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note32">
-<p><span class="label"><a href="#tag32">32</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Hist. litt. de la France</i>, vol. XXI, p. 351. Il ms. della <i>Jerapigra</i>
-è stato acquistato nel 1859 dalla Biblioteca Nazionale
-alla vendita del barone Pichon, e ora porta il n. 138 delle <i>Nouv.
-Acq.</i> del fondo latino.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note33">
-<p><span class="label"><a href="#tag33">33</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Qui si ritrova quella singolare confusione del maomettanismo
-con il paganesimo, la quale regna in tutte le nostre canzoni
-di gesta, ma che in generale manca ai racconti concernenti
-Saladino, nati in un'epoca e in un paese dove si era meglio
-informati.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note34">
-<p><span class="label"><a href="#tag34">34</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Louandre, p. 71; ms. 12672, fol. 202 r.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note35">
-<p><span class="label"><a href="#tag35">35</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Nelle <i>Cento novelle antiche</i> e in altri testi italiani (v. d'Ancona,
-<i>Studj</i>, p. 314), e in <i>Jean d'Avesnes</i> (p. 71, fol. 202 v.).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note36">
-<p><span class="label"><a href="#tag36">36</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Questa espressione, che del resto è la riproduzione d'una
-idea greca (v. <i>Odiss</i>. vi, 208), è usata dai Padri della Chiesa e
-s'incontra spesso nel francese antico applicata ai poveri: <i>li mes
-Dieu</i> (v. p. es. <i>Romania</i>, iv, 390, v. 116).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note37">
-<p><span class="label"><a href="#tag37">37</a>.&nbsp;&nbsp;</span>V. ora l'edizione d'<i>Anseïs de Carthage</i> dell'Alton (Tübingen,
-1882), v. 11392-11505.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note38">
-<p><span class="label"><a href="#tag38">38</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Un aneddoto narrato in <i>Jean d'Avesne</i>s (p. 68) ci mostra un
-tranello simile teso allo stesso Saladino; costui però è piú astuto;
-avendo ottenuto la capitolazione d'un castello vicino a Sur, dove
-non si trovavano altro che donne, vi pranza con le dame del castello
-in compagnia d'una giovine damigella, «laquelle cuida convertir
-Salhadin par une maniere bien couverte; car elle trencha
-par deux fois du pain qu'elle engressa de char de porc et elle le
-mist devant Salhadin, qui mie n'en menga et qui ne fist que rire
-sans dire aultre chose». (ms. 12572, fol. 194 v.).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note39">
-<p><span class="label"><a href="#tag39">39</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Wilhelm Parvi de Neuburgh Historia rer. angl.</i>, ediz.
-Hamilton (London, 1856), vol. II, p. 158; <i>Étienne de Bourbon</i>,
-ediz. Lecoy de la Marche, § 481.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note40">
-<p><span class="label"><a href="#tag40">40</a>.&nbsp;&nbsp;</span>V. G. Paris, <i>La parabole des trois anneaux</i> (Paris, 1885,
-estratto dalla <i>Revue des études juives</i>, vol. XI). [È stato tradotto
-in italiano e stampato nel quinto volumetto di questa <i>Biblioteca
-critica</i>, pp. 29-55. <i>N. d. Tr.</i>].</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note41">
-<p><span class="label"><a href="#tag41">41</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Questo episodio richiama la storia della gradinata di smeraldo
-narrata piú avanti secondo <i>Jean d'Avesnes</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note42">
-<p><span class="label"><a href="#tag42">42</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Von der Hagen, <i>Gesammtabenteuer</i>, vol. III.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note43">
-<p><span class="label"><a href="#tag43">43</a>.&nbsp;&nbsp;</span>È cosí che, secondo un racconto, che deve essere autentico,
-Rollone morendo fece contemporaneamente dire delle messe e sacrificare
-dei cavalli a Thor, per esser ben sicuro di non disubbidire
-al vero Dio.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note44">
-<p><span class="label"><a href="#tag44">44</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ms. fr. 770, fol. 262; 12203, fol. 44; 24210 (non numerato),
-fol. 64.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note45">
-<p><span class="label"><a href="#tag45">45</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ms. di Tours 206, citato dal Lecoy de la Marche (<i>Ét. de
-Bourbon</i>, p. 64).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note46">
-<p><span class="label"><a href="#tag46">46</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Bosone da Gubbio, <i>L'Avventuroso Ciciliano</i>, p. 461.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note47">
-<p><span class="label"><a href="#tag47">47</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Decam., Giorn</i>. I, <i>nov</i>. 2.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note48">
-<p><span class="label"><a href="#tag48">48</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Secondo il Lecoy de la Marche, questa tradizione sembra
-fondarsi sopra un passo della vita di san Francesco d'Assisi:
-«Questo santo avrebbe mandato al principe saraceno due religiosi
-del suo ordine che l'avrebbero convertito». Ma il fatto si
-reputa avvenuto nel 1219 e si tratta del sultano Alkamil, e non
-di Saladino. È S. Francesco stesso che va a trovare il sultano
-nell'<i>Eracle</i>, il cui racconto, riferito a torto a Saladino, è passato
-in <i>Bosone da Gubbio</i>, nei <i>Fioretti di S. Francesco</i>, e nei
-Conti di antichi cavalieri. Uno di questi <i>Conti</i> (Fioravanti, p. 21)
-ricorda un esempio della tolleranza e dell'umanità di Saladino
-verso alcuni frati, che son venuti a trovarlo per convertirlo. Secondo Bosone da Gubbio (Fioravanti, p. 27), egli fece almeno
-battezzare suo figlio e prese il conte d'Artois per padrino del
-fanciullo.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note49">
-<p><span class="label"><a href="#tag49">49</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Questo racconto si rinviene in Jean le Long (Pertz, <i>SS</i>.
-<span class="smcap lowercase">XXV</span>, 82), in <i>Jean d'Avesnes</i> (in cui l'atto di Saladino è preceduto
-dalla disputa, narrata poco fa, che egli provoca tra il piú
-saggio ebreo, il piú saggio cristiano e il piú saggio <i>païen</i> che si
-poterono trovare), e in Bosone da Gubbio. La leggenda s'era
-forse dapprima attaccata a un sultano d'Iconium, amico dei Cristiani,
-morto nel 1219, del quale Iacopo di Vitri dice che si crede
-che fosse battezzato (v. <i>AA. SS., Oct.</i>, II, 616). — Alla morte di
-Saladino si riferisce una storia assai spesso allegata, ma che non
-ha propriamente un carattere religioso, quella del lenzuolo che
-avrebbe fatto girare per le città del suo impero, portato da un
-uomo che gridava: «Ecco tutto ciò che il gran Saladino condurrà
-con sé delle sue ricchezze!» Si trova specialmente in Iacopo
-di Vitri, da cui è passata al manoscritto di Tours e a Stefano
-di Borbone (§ 60 e la nota), nel Ménestrel de Reims (§ 198),
-in un sermone predicato nel secolo <span class="smcap lowercase">XIII</span> da Enrico di Provins
-(<i>Hist. litt. de la Fr.</i>, <span class="smcap lowercase">XXVI</span>, 421), in due sermoni anonimi del secolo
-<span class="smcap lowercase">XIII</span> che mi indica il signor Hauréau (mss. lat. 14693, fol. 69;
-14951, fol. 93), in una compilazione italiana intitolata <i>Corona
-de' Monaci</i> (Fioravanti, p. 20), in Bosone da Gubbio (Fioravanti,
-p. 28). In una variante segnalatami dal signor Hauréau (ms. lat.
-15963, part. II, pl. 43), è il suo stesso corpo che Saladino fa girare
-in quel modo dopo morto. Come l'ha notato l'Hauréau (<i>Hist.
-litt. de la Fr.</i>, l. c.), il Voltaire nell'<i>Essai sur les moeurs</i> ha dato
-valore storico a questo aneddoto. Questa proclamazione simbolica
-della vanità delle cose umane e del loro annientamento davanti
-la potenza e l'eternità divine, presenta d'altronde, a differenza
-dei racconti riferiti sin qui, un carattere veramente orientale, e la
-storiella ha senza dubbio una fonte araba. — Notiamo infine che
-in un sermone di Gerardo da Liegi, di cui io devo ancora l'indicazione
-all'amicizia dell'Hauréau (ms. lat. 16433, fol. 31), l'apologo
-in discorso, di cui il La Fontaine ha fatto <i>Le Vieillard et
-ses Enfants</i>, è riferito a Saladino morente. D'altra parte i Tartari
-lo raccontano del loro Djinghis-Khan (v. La Fontaine, ediz.
-E. Régnier, I, 335).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note50">
-<p><span class="label"><a href="#tag50">50</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Bisogna soprattutto rammentare la sua condotta a tempo
-della presa di Gerusalemme, che tanto maravigliò le coscienze
-in quanto essa era contraria ai procedimenti seguiti in simile occorrenza
-tanto dai musulmani quanto dai cristiani. In altre circostanze,
-è vero, si mostrò crudele e vendicativo come era l'uso
-del suo tempo.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note51">
-<p><span class="label"><a href="#tag51">51</a>.&nbsp;&nbsp;</span>La cronologia, come si vede, non mette in imbarazzo il nostro
-romanziere. Cosí si è visto piú innanzi identificare Ugo di
-Tabarie con l'ammiraglio Dodekin, uno degli eroi saraceni della
-prima crociata.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note52">
-<p><span class="label"><a href="#tag52">52</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il viaggio avventuroso della dama di Pontieu e il suo matrimonio
-in Babilonia sono narrati in <i>Baudouin de Sebourc</i> (vol. I,
-p. 68, 72). L'incontro di Saladino con Giovanni di Pontieu e le
-altre circostanze che si riferiscono alla loro parentela si trovano
-in <i>Jean d'Avesnes</i> e sono accennate in <i>Baudouin de Sebourc</i> (vol.
-I, p. 81; vol. II, p. 155).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note53">
-<p><span class="label"><a href="#tag53">53</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Mon. Germ., SS.</i>, vol. XXV, p. 818.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note54">
-<p><span class="label"><a href="#tag54">54</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ms. B. N. fr. 25462 (ant. N. D. 272), fol. 205.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note55">
-<p><span class="label"><a href="#tag55">55</a>.&nbsp;&nbsp;</span>È per errore che l'<i>Histoire littéraire de la France</i> (vol. XXI,
-p. 679) indica esser questa cronaca contenuta nei tre manoscritti
-fr. 770, 781 e 12203. Il ms. 781 (ant. 7188<sup>5</sup>) è un semplice testo
-della «Chronique d'Ernoul»: è il ms. E del sig. di Mas Latrie
-(<i>Ernoul</i>, p. <span class="smcap lowercase">XXXIX</span>). La stessa cosa può dirsi del ms. di Berna
-340 (indicato pure nell'<i>Hist. litt</i>., p. 683), il B del signor di Mas
-Latrie. Nel suo <i>Essai de classification des continuateurs de Guillaume
-de Tyr</i> (in appendice all'edizione d'Ernoul), il signor di
-Mas Latrie parla giudiziosamente (<span class="smcap lowercase">XXXIX</span>, e p. 483) del ms. 770,
-ma non indica i mss. 12203 e 24210. P. Riant, nel suo <i>Inventaire
-sommarie des manuscrits de l'Eracles</i> (<i>Archives de l'Orient
-latin</i>, I, 239-256), ha riunito con ragione i nostri tre manoscritti
-in un gruppo a parte. Però il titolo che dà ad essi, <i>Estoires
-d'Oultremer et de la naissance de Salehadin</i>, non conviene loro,
-in quanto la storia della nascita di Saladino è estranea alla forma
-primitiva ed è narrata solo nel romanzo <i>Voyage du comte de
-Pontieu</i>, il quale è semplicemente interpolato nella <i>Chronique
-d'outre mer</i> (v. piú innanzi).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note56">
-<p><span class="label"><a href="#tag56">56</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ma. 12203, fol. 24 d.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note57">
-<p><span class="label"><a href="#tag57">57</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Impiega, parlando di lui, espressioni realmente adoperate per
-Coradin nel testo che egli segue: «Lycoredis fel estoit et de put
-aire et mout haoit crestiens» (Ernoul, p. 357); «Cil Lycoredis
-estoit mout fel et tant haoit crestienté que a paines pooit il veoir
-crestiens» (ms. 12203, fol. 24 d).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note58">
-<p><span class="label"><a href="#tag58">58</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Parrebbe talvolta risalire a un manoscritto migliore dei
-nostri. Il signor di Mas Latrie non indica varianti per il brano
-d'Ernoul (p. 114) che fa di Girardo di Ridefort, piú tardi padrone
-del Tempio, un <i>clerc</i> di Fiandra; ma bisogna certamente leggere
-<i>chevalier</i>, come dà la nostra cronaca (v. <i>Hist. occ. des croisades</i>,
-vol. II, p. 50). Qua e là forse vi sarebbe, ma con una grande prudenza,
-da spigolare nella <i>Chronique d'outre mer</i> qualche particolarità
-autentica, che non si trova negli altri manoscritti.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note59">
-<p><span class="label"><a href="#tag59">59</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Piú innanzi, pp. 21-22.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note60">
-<p><span class="label"><a href="#tag60">60</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Aumarie</i> è la forma francese del nome della città d'Almeria
-in Spagna, la quale fu per lungo tempo la sede del reame dei
-Mori. È probabile che il nostro narratore impieghi qui il nome
-d'<i>Aumarie</i> senza sapere precisamente ciò che rappresenti, come
-hanno fatto altri romanzieri del Medio Evo.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note61">
-<p><span class="label"><a href="#tag61">61</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Modifico alquanto il testo dell'edizione Moland e d'Héricault
-con l'aiuto di quello del Méon (v. la nota seguente).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note62">
-<p><span class="label"><a href="#tag62">62</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Questo romanzo è stato pubblicato due volte: dal Méon, secondo
-il ms. fr. 26462, nel vol. I del suo <i>Nouveau Recueil de fabliaux
-et contes</i> e dai signori Moland e d'Héricault, nelle loro
-<i>Nouvelles françoises du XIII siècle</i> (1866), sui due mss. della
-<i>Chronique d'outre mer</i> che lo contengono. Quantunque il ms. 25462
-sia fortemente compendiato, contiene talvolta dei passi che mancano
-nell'altra redazione, e una edizione critica dovrebbe tenerne
-conto.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note63">
-<p><span class="label"><a href="#tag63">63</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il <i>Journal des Savants</i> d'allora sospettò la sincerità del traduttore
-(anonimo del resto) e dubitò dell'esistenza del «vieux
-manuscrit gaulois», ch'egli allegava. P. Paris ha dimostrato (<i>Mss.
-fr.</i>, <span class="smcap lowercase">VI</span>, 132; <i>Hist. litt.</i>, <span class="smcap lowercase">XXI</span>, 632) come fossero poco fondati questi
-sospetti, spesso ripetuti in seguito.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note64">
-<p><span class="label"><a href="#tag64">64</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Édèle, maritata suo malgrado a Enguerrand di Saint-Valery,
-è rapita da Tebaldo di Guines (che sostituisce i briganti), ma liberata
-a tempo dal fedele Éberard d'Amiens; ella non pensa a uccidere
-il marito e lo libera da sotto il cavallo, che cadendo gli
-aveva impedito di muoversi. Ma Enguerrand sospetta di lei e suo
-padre l'abbandona in alto mare in un battello senza ormeggi. Ella
-è incontrata da Éberard che la conduce a terra. Durante questo
-tempo Enguerrand e Tommaso vengono a duello, si uccidono a
-vicenda e Édèle sposa Éberard. Niente di piú assurdo. Il romanzo
-del Vignacourt è riassunto nella <i>Bibliothèque des romans</i>
-(luglio 1778).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note65">
-<p><span class="label"><a href="#tag65">65</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Se ne trova un sunto nella <i>Bibliothèque des romans</i> (dicembre
-1776).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note66">
-<p><span class="label"><a href="#tag66">66</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Stampato a Parigi nel 1768. Del racconto primitivo è sparito
-tutto, salvo l'episodio d'un marito schiavo dei Saraceni,
-che ritrova la moglie amata da un sultano. Il La Place ha preso dal
-Vignacourt il rapimento dell'eroina per opera di un rivale; costui
-è quello che conduce Adele in mare contro sua voglia, ed è
-quello stesso che la virtuosa Adele pugnala di sua mano all'ultimo
-atto.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note67">
-<p><span class="label"><a href="#tag67">67</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il Louandre omette la vera ragione che, per la severità del
-conte di Pontieu, dà il romanzo: il tentativo di omicidio della giovine
-sposa contro il marito.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note68">
-<p><span class="label"><a href="#tag68">68</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Vale a dire la dama di Fayel, creduta amata dal castellano
-di Couci, la Gabriella di Vergy del secolo <span class="smcap lowercase">XVIII</span> (v. <i>Hist. litt.
-de la France</i>, vol. XXIX, pp. 362-390).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note69">
-<p><span class="label"><a href="#tag69">69</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Sempre la famosa «tradizione», immaginaria qui come in
-mille altri casi.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note70">
-<p><span class="label"><a href="#tag70">70</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Non v'è alcuna menzione di questa storia nei «trouvères
-du moyen-àge», all'infuori del nostro racconto in prosa.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note71">
-<p><span class="label"><a href="#tag71">71</a>.&nbsp;&nbsp;</span>F.-C. Louandre, <i>Histoire d'Abbeville</i> (1844), vol. I., p. 141. — Non
-conosco altri poemi su questo soggetto tanto dell'epoca
-moderna quanto del Medio Evo. Non v'è, almeno per quanto ne
-so, che una tragedia, quella del La Place, che come si è veduto,
-non ha quasi niente conservato del racconto, e un'opera in musica,
-quella del Saint-Marc, che la ricorda solamente per il nome
-dato all'eroina.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note72">
-<p><span class="label"><a href="#tag72">72</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il Citri de la Guette aveva giudiziosamente posto in margine
-del brano della sua traduzione in cui si narrano le avventure
-della figlia del conte di Pontieu: «Sous le règne de Philippes
-premier».</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note73">
-<p><span class="label"><a href="#tag73">73</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Nouvelles françoises du XIII<sup>e</sup> siècle</i>, p. <span class="smcap lowercase">XXXVII</span>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note74">
-<p><span class="label"><a href="#tag74">74</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Giovanni di Pontieu ebbe almeno un'altra figlia e due figli,
-di cui il maggiore, Guglielmo, gli successe.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note75">
-<p><span class="label"><a href="#tag75">75</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Tommaso di Saint-Valeri era in realtà signore di Domart
-(e non <i>Damart</i> come si legge nel <i>Trésor de chronologie</i> del de Mas
-Latrie, col. 1663); ciò prova solamente che l'autore del romanzo,
-il quale era nativo di Piccardia o dell'Artois, sapeva che un signore
-di Domart aveva sposato la figlia del conte di Pontieu.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note76">
-<p><span class="label"><a href="#tag76">76</a>.&nbsp;&nbsp;</span>L'editore capisce a torto Ouessant; si tratta di Wissant,
-porto del Boulonnais, altra volta attivissimo e celeberrimo, da
-molto tempo arenato.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note77">
-<p><span class="label"><a href="#tag77">77</a>.&nbsp;&nbsp;</span>L'episodio della botte, che si rinviene in molti racconti, sembra
-piú primitivo; il battello è una attenuazione.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note78">
-<p><span class="label"><a href="#tag78">78</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Salvo che fa sposare la figlia della «Belle Chétive» al
-soldano di Damasco, che ne ha Saladino, in modo che un grado
-è soppresso. Inoltre, aggiunge in principio la lunga descrizione
-d'un torneo e nella seconda parte il racconto delle prodezze compiute
-da Tibaldo al servizio del soldano.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note79">
-<p><span class="label"><a href="#tag79">79</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Cosí, durante l'atto criminoso della moglie di Tibaldo, l'autore
-nota che il marito di lei «la regardoit, excusant son inconvenience,
-et l'amant autant qu'oncques avoit fait», e quando essa
-gli ha dato il colpo che doveva ucciderlo e lo ha liberato, egli
-si contenta di dirle con dolcezza: <i>«Refrene ta pensee variable, et
-jamais ne t'aviegne de procurer la mort de celuy qui t'aime plus
-que nulle rien du monde»</i>. (Louandre, p. 61, 62).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note80">
-<p><span class="label"><a href="#tag80">80</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Si vegga, per esempio, l'apostrofe a Febo, Eolo, Morfeo,
-Oceano, cui si rimprovera di lasciar commettere l'odioso delitto
-che si compie in presenza loro. Il ms. 12572 (fol. 136 V) reca
-come il testo del Louandre <i>Solus per Eolus</i> e <i>Octeanus per Oceanus</i>,
-prova cotesta che i due manoscritti di <i>Jean d'Avesnes</i> risalgono
-senza dubbio a una stessa copia.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note81">
-<p><span class="label"><a href="#tag81">81</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Nella narrazione della signora di Gomez, abbandonando il soldano
-d'Almeria, la fuggitiva gli lascia il figlio che aveva avuto da
-lui; non è detto che questo figlio sia stato l'antenato di Saladino.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note82">
-<p><span class="label"><a href="#tag82">82</a>.&nbsp;&nbsp;</span>V. <i>Baudouin de Sebourc</i>, I, 33, 61, 383; II, 155,392; il Bastart,
-v. 6636 ss. Il passaggio di <i>Godefroi de Bouillon</i>, quantunque
-meno esplicito, ci mostra che anche l'autore di questo poema aveva
-l'intenzione di narrare il viaggio di Saladino in Francia, dacché
-menziona <i>Chauveigni</i> (ms. ediz. <i>Changevin</i>) «qui cloche du talou»
-(v. 22801), cioè l'eroe di un episodio che è in stretto rapporto col
-viaggio: al torneo di Cambrai, del quale sarà parlato in seguito,
-Chauvigni ricevette una ferita alla gamba, che lo rese zoppo.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note83">
-<p><span class="label"><a href="#tag83">83</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ne esiste una redazione rimaneggiata posteriore d'una quindicina
-d'anni; non ne differisce che per questa parte.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note84">
-<p><span class="label"><a href="#tag84">84</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Louandre, p. 70. Seguo per il riassunto l'analisi del Louandre,
-raffrontando il testo dei brani citati con quello del ms. 12572.
-Saladino ha anche l'intenzione di paragonare la religione cristiana
-con la musulmana e di scegliere la migliore.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note85">
-<p><span class="label"><a href="#tag85">85</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Qui si pone l'aneddoto dei poveri (cfr. p. 20), che, con lo
-stupore che gli ispirano l'adorazione del papa e la confessione
-(cfr. pp. 19-20), risolvono Saladino a non abbracciare il cristianesimo.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note86">
-<p><span class="label"><a href="#tag86">86</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Piú tardi, parlando degli amori di Saladino, vedremo il seguito
-di questo episodio.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note87">
-<p><span class="label"><a href="#tag87">87</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Anche la sua peregrinazione somiglia assai da vicino a quella
-di Cornumarant. Vi è anche una confusione completa dei due
-personaggi nel racconto di Jacopo della Lana, commentatore di
-Dante (v. P. Rajna, <i>Romania</i>, VI, 364): Saladino, come il re di
-Gerusalemme, è sotto l'impressione di una «sort»; gli è stato
-predetto che Goffredo di Bouillon l'ucciderebbe (si vegga la confusione);
-volendo prevenirlo, giunge a Parigi in abito da pellegrino;
-cammin facendo è riconosciuto da un abate, come Cornumarant,
-e, come costui, vittima d'una specie di mistificazione che
-gli fa creder Goffredo invincibile. Ma Jacopo aggiunge alla storia
-uno scioglimento che si trova soltanto in lui: Saladino, quando
-vuol ritornare in Siria, è arrestato e posto in una prigione, dove
-muore.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note88">
-<p><span class="label"><a href="#tag88">88</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Può leggersi, insieme con le altre novelle dell'<i>Avventuroso
-Ciciliano</i>, non solo nell'edizione del Nott (Firenze, 1832), ma nell'interessante
-<i>Libro di novelle antiche tratte da diversi testi</i> pubblicato
-da F. Zambrini (Bologna, 1868).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note89">
-<p><span class="label"><a href="#tag89">89</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Cioè il conte d'Artois (si vede piú tardi che Arras è la sua
-residenza). Che vi sia qui una vaga reminiscenza della battaglia
-di Mansourah, in cui il re di Francia fu fatto prigioniero e suo
-fratello il conte d'Artois ucciso?</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note90">
-<p><span class="label"><a href="#tag90">90</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Qui ha luogo il racconto già riferito (p. 23) della longanimità
-del signore dei Cristiani.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note91">
-<p><span class="label"><a href="#tag91">91</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Questa circostanza e il nome di Hugues (Ugo) dato all'eroe
-di questa storia possono far credere ch'essa ci rappresenti una
-forma appena riconoscibile dell'aneddoto relativo a Ugo di Tabarie.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note92">
-<p><span class="label"><a href="#tag92">92</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Anche il Boccaccio, nella novella citata piú innanzi, osserva
-che parlava perfettamente <i>latino</i>, cioè italiano.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note93">
-<p><span class="label"><a href="#tag93">93</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Rajna, <i>l. c.</i></p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note94">
-<p><span class="label"><a href="#tag94">94</a>.&nbsp;&nbsp;</span>In se stessa la novella appartiene al ciclo del «Retour du
-mari». Il Rajna ha mostrato assai bene che esisteva un rapporto
-molto stretto tra la versione del Boccaccio e quella che ci offre
-un «miracolo» di Cesario d'Heisterbach. Quanto a Saladino, non
-ha che un rapporto del tutto fortuito con la storia, e senza dubbio
-dovuto al beneplacito del Boccaccio. Tuttavia l'avervelo introdotto
-prova come l'idea dei suoi segreti viaggi nei paesi cristiani
-fosse familiare a tutti. Devesi altresì notare come egli abbia a
-sua disposizione un «nigromante» che, sotto i suoi ordini, opera
-dei veri prodigi: il saggio, valente e magnifico Saladino diviene
-in tal modo una specie di Salomone con potere sugli spiriti.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note95">
-<p><span class="label"><a href="#tag95">95</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Si è veduto piú innanzi (p. 46, n. 1) in Jacopo della Lana
-un altro riconoscimento, il quale ebbe i concatenamenti previsti;
-però non è, come ho detto, che un adattamento dell'avventura di
-Cornumarant.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note96">
-<p><span class="label"><a href="#tag96">96</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Un'altra storiella di Saladino costituisce la XXV novella di
-Patronio; avrei potuto citarla accennando alla generosità del sultano.
-Il conte di Rovena, suo prigioniero, marita sua figlia (su
-questo matrimonio è stato consultato in prigione), secondo il suo
-consiglio; in seguito a ciò, suo genero riconoscente lo libera, e
-tutti e due ritornano nel loro paese, carichi di doni offerti da
-Saladino.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note97">
-<p><span class="label"><a href="#tag97">97</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ms. 12572, fol. 75 r.º Il riassunto del Louandre (p. 68) è qui
-insufficiente.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note98">
-<p><span class="label"><a href="#tag98">98</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Questa regina di Cipro non può del resto essere che Isabella,
-figlia del re di Gerusalemme Amauri, maritata successivamente
-ad Onofrio di Toron, al marchese Corrado di Monferrato, al conte
-Enrico di Champagne e in ultimo ad Aimeri o Amauri di Lusignano,
-re di Cipro alla morte del fratello Guido. È vero che
-essa fu regina di Cipro solo alla morte di Saladino, ma le novelle
-di questo genere commettono ben altri traviamenti cronologici.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note99">
-<p><span class="label"><a href="#tag99">99</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Louandre, p. 83; ms. 12752, fol. 246.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note100">
-<p><span class="label"><a href="#tag100">100</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Baudouin de Sebourc</i>, vol. II, p. 392.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note101">
-<p><span class="label"><a href="#tag101">101</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Récits d'un ménestrel de Reims</i>, § 6-12.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note102">
-<p><span class="label"><a href="#tag102">102</a>.&nbsp;&nbsp;</span>È in questa cronaca (ms. B. N. fr. 5003) che si trova specialmente
-una delle redazioni della celebre leggenda di Blondel
-e di Riccardo Cuor di Leone. Contiene anche molti estratti di
-canzoni di gesta. V. <i>Romania</i>, vol VIII, p. 633.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note103">
-<p><span class="label"><a href="#tag103">103</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Che gli domandava d'andare ad assediare città saracene;
-ciò è preso da Guglielmo di Tiro.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note104">
-<p><span class="label"><a href="#tag104">104</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Qui ha luogo il deviamento del fatto storico che s'incammina
-verso la sua trasformazione favolosa: Aliénor, secondo Guglielmo
-di Tiro, voleva restare con Raimondo e non andare a raggiungerlo;
-Luigi non ebbe a ritenerla, ma a rapirla.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note105">
-<p><span class="label"><a href="#tag105">105</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ms. fr. 5003, fol. 180 v.º</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note106">
-<p><span class="label"><a href="#tag106">106</a>.&nbsp;&nbsp;</span>D. Bouquet, vol. XII, p. 119.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note107">
-<p><span class="label"><a href="#tag107">107</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ms. fr. 1799, fol. 16 v.º.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note108">
-<p><span class="label"><a href="#tag108">108</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Semplicemente secondo il Ménestrel la storia è narrata nel
-ms. fr. 9222 (fol. 17), nella Cronaca di cui D. Bouquet dà un
-estratto (vol. XII, p. 229), in Giovanni des Preis (vol. IV, p. 396),
-nella cronaca di P. Cochon (p. 3), e senza dubbio altrove.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note109">
-<p><span class="label"><a href="#tag109">109</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il Fioravanti (pp. 32, 35) fa le piú singolari riflessioni su
-questa storia. Vuole che il soldano del <i>Voyage du comte de Pontieu</i>
-(che del resto in questo romanzo è il bisavolo di Saladino)
-sia in realtà Saladino in persona, e che Aliénor, figlia del conte
-di <i>Poitiers,</i> sia in fondo identica alla figlia del conte di <i>Pontieu</i>.
-Tuttociò non ha il minimo fondamento, e l'autore infiora i suoi
-ragionamenti di errori d'ogni genere.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note110">
-<p><span class="label"><a href="#tag110">110</a>.&nbsp;&nbsp;</span>V. l'interessante studio del Tamizey de Larroque sopra
-Aliénor di Poitiers nella <i>Revue d'Aquitaine</i>, 1864, specialmente a
-p. 314. Oltre gli antichi storici, egli cita tra i moderni Michaud e
-Ang. Thierry; ma per errore egli vi aggiunge il Michelet, che parla
-solo di Raimondo. — Notiamo qui che si è spesso ripetuto che
-Matteo Paris aveva anche accusato Aliénor d'aver avuto per
-amante un figlio del diavolo; ma ciò è molto probabilmente un
-errore. Nel testo a stampa (<i>Chron. majus</i>, ediz. Luard, vol. II,
-p. 186, <i>s. a.</i> 1150) si legge: <i>Diffamata est de adulterio, etiam
-cum infideli, et qui genere fuit diaboli</i>; ma bisogna senza dubbio
-leggere <i>quod</i> per <i>qui</i>: è Aliénor stessa che si accusava d'essere
-di razza diabolica (V. il Ménestrel de Reims e i curiosi passaggi
-citati da Paolo Meyer, <i>Notices et Extraits des mss.</i>, vol. XXXII,
-part. 2, pp. 64, 68, 70), e anche là v'era senza dubbio una confusione
-col suo secondo sposo: l'origine satanica dei Plantageneti
-era leggendaria.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note111">
-<p><span class="label"><a href="#tag111">111</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Come fa notare il De Wailly nel suo <i>Sommaire critique</i>,
-non vi era allora alcun signore di Baru (Beyruth): la tradizione
-intendeva certamente Balian d'Ibelin, il cui figlio Giovanni fu sire
-di Barut, e che era, come Raimondo, uno dei nemici del re Guido.
-Il marchese di Monferrato sarebbe Guglielmo II il vecchio, che
-fu fatto prigioniero da Saladino; ma si tratta piuttosto di suo
-figlio il celebre Corrado, trasformato in traditore a causa della
-sua ostilità contro Guido di Lusignano. Il signore di Sayette è
-Rinaldo; non si sa chi bisogna intendere per il <i>bail</i> o <i>bau</i>
-d'Escalona; Ernoul dice espressamente (p. 184) che non vi era
-alcun governatore in questa città.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note112">
-<p><span class="label"><a href="#tag112">112</a>.&nbsp;&nbsp;</span>È facile riconoscere in questi nomi quelli che aveva dati il
-Ménestrel; <i>Liban</i> viene da una cattiva lettura di <i>li baus</i>, nominativo
-di <i>le bau</i>; <i>Pierre e Poru</i> sono fantastiche addizioni del
-rimatore.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note113">
-<p><span class="label"><a href="#tag113">113</a>.&nbsp;&nbsp;</span>È curiosissimo di ritrovare in parte le stesse cose nella
-narrazione della caduta del regno di Gerusalemme che fa Roberto
-di Clari, secondo i racconti orali (§ 33).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note114">
-<p><span class="label"><a href="#tag114">114</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Questo nome solo e il suo posto nella serie dei re lo ravvicinano
-a Baldovino II di Bourg. In un punto, il romanzo dice
-che, «selon aulcuns», era colpito dalla lebbra (fol. 167 v.º), ciò
-che l'identificherebbe con Baldovino IV.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note115">
-<p><span class="label"><a href="#tag115">115</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Vi fu infatti un combattimento assai serio alle fontane di
-Saforia (v. Ernoul, p. 97), e, ciò che è veramente curioso, il nostro
-romanzo, cosí lontano da una narrazione autentica, racconta
-qui un aneddoto sopra l'illuminazione del campo de' Cristiani
-che sembra imitato dalla cronaca d'Ernoul (p. 100). Il poeta aveva
-senza dubbio gettato qua e là uno sguardo sui testi storici (fol.
-169 r.º).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note116">
-<p><span class="label"><a href="#tag116">116</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il romanzo qui narra che Saladino concepí per Guglielmo
-de la Chapelle un'ammirazione tale da mandargli in dono uno
-dei suoi migliori cavalli (ciò richiama l'aneddoto relativo a Riccardo
-che sta per essere narrato) e cercò, ma invano, dì persuaderlo
-ad entrare al suo servizio, promettendogli di colmarlo di
-onori.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note117">
-<p><span class="label"><a href="#tag117">117</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Altrove (p. 20, n. 2, e pp. 49-50) ho parlato brevemente del
-piccolo episodio relativo all'assedio d'un castello, situato vicino
-ad Antiochia, in cui si trovavano sole donne, e della cortesia
-usata da Saladino verso di loro. Tutta questa parte del romanzo
-mostra il carattere di Saladino sotto la sua piú bella luce.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note118">
-<p><span class="label"><a href="#tag118">118</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Cosí pure, naturalmente, nella traduzione latina (<i>Itin. Ricardi</i>,
-ediz. Stubbs, p. 419).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note119">
-<p><span class="label"><a href="#tag119">119</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Sarebbe il vero nome da dare al corpo di cronache d'oltremare
-generalmente unite alla traduzione di Guglielmo di Tiro
-e indicate assai infelicemente sotto il nome d'<i>Eracle</i>. Rimando
-all'edizione dell'Accademia.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note120">
-<p><span class="label"><a href="#tag120">120</a>.&nbsp;&nbsp;</span>D. (ms. di Lione), p. 195.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note121">
-<p><span class="label"><a href="#tag121">121</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Duro di bocca, pronto a fuggire (v. Godefroy).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note122">
-<p><span class="label"><a href="#tag122">122</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ms. <i>arassies</i>, che il glossario traduce per «calmo, tranquillo».</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note123">
-<p><span class="label"><a href="#tag123">123</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Le parole e le lettere che ho supplito sono indispensabili
-per il senso di questa frase.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note124">
-<p><span class="label"><a href="#tag124">124</a>.&nbsp;&nbsp;</span>«Marescalco ferratore» secondo il glossario.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note125">
-<p><span class="label"><a href="#tag125">125</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Eschaillons</i> (con questo senso manca nel Godefroy) significa
-i denti canini d'un cavallo (v. Cotgrave, s. v. <i>escaillon</i>): il
-dizionario francese-tedesco del Sachs dà pure <i>écaillons</i> in questo
-senso (in it. <i>scaglioni</i>); per conseguenza i <i>gisanz</i> designano anche
-i denti, come del resto è naturale nella circostanza. Il glossario
-dell'edizione traduce a torto <i>escaillon</i> per «la parte del cavallo
-che lo rende stallone» (cosa vorrebbe dire allora il plurale?)
-e <i>gisanz</i> per «testicoli».</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note126">
-<p><span class="label"><a href="#tag126">126</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il De Mas Latrie, ingannato dalla lezione oscura del ms. e
-dell'edizione, l'attribuisce a Safadin (<i>Ernoul</i>, p. 282, n.).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note127">
-<p><span class="label"><a href="#tag127">127</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Ernoul</i>, p. 281; <i>Histor. des croisades</i>, vol. II, p. 182.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note128">
-<p><span class="label"><a href="#tag128">128</a>.&nbsp;&nbsp;</span>V. <i>Hist. litt. de la Fr.</i>, vol. XXIII, p. 162; A. d'Ancona,
-<i>Studj</i>, p. 335.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note129">
-<p><span class="label"><a href="#tag129">129</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Al contrario, nel III dei <i>Conti di antichi cavalieri</i>, la generosità
-di Saladino è presentata come perfettamente leale (Fioravanti,
-p. 18).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note130">
-<p><span class="label"><a href="#tag130">130</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ms. 12572, fol. 30 v.º, 250 v.º L'analisi dello Chabaille omette il
-primo episodio. Qui la scena ha luogo in Inghilterra ed è collegata
-col racconto del <i>Pas Salhadin</i> (v. piú sopra).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note131">
-<p><span class="label"><a href="#tag131">131</a>.&nbsp;&nbsp;</span>È curioso incontrare un ricordo cosí preciso in un romanzo
-tanto lontano da ogni verità storica; infatti, Ambrogio ci parla
-spesso dell'eccellente cavallo Fauvel tolto all'imperatore di Cipro,
-e montato di preferenza da Riccardo.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note132">
-<p><span class="label"><a href="#tag132">132</a>.&nbsp;&nbsp;</span>La parte della spione si trova nel <i>Pas Salhadin</i> e in <i>Jean
-d'Avesnes</i>, che ci rappresentano due derivazioni indipendenti di
-pittore che offrivano grandi differenze. Il nome di <i>Tornevent</i> è
-dato da Giovanni des Preis (IV, 396) allo spione, il quale, dall'alto
-delle mura di Acri assediata, nomina a Saladino i principali combattenti
-cristiani; è personaggio imitato dal Ménestrel de Reims
-(§ 55), se bene in questo e anonimo. Il nome d'<i>Espiet</i> si trova
-nel romanzo di <i>Maugis</i>.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note133">
-<p><span class="label"><a href="#tag133">133</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Itin. Ric.</i>, p. 415.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note134">
-<p><span class="label"><a href="#tag134">134</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ciò fa credere che Riccardo avesse egli stesso fatto rappresentare
-questa impresa, dacché la troviamo dipinta presso suo nipote
-Enrico III (v. Hardy, <i>A description of the close rolls in the
-Tower</i>, London, 1833).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note135">
-<p><span class="label"><a href="#tag135">135</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Il Trébutien ha citato le <i>Chroniques</i> secondo un manoscritto
-da lui non indicato, senza dubbio il ms. fr. 1799, di cui mi sono
-servito piú innanzi.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note136">
-<p><span class="label"><a href="#tag136">136</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Può recar meraviglia che questo nome sia omesso precisamente
-nelle <i>Chroniques de Flandres</i>: dipende da ciò, che il compilatore
-aveva raccontato prima la morte del conte Filippo, avvenuta
-nel 1191.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note137">
-<p><span class="label"><a href="#tag137">137</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Gli dà anche una parte del tutto preponderante, essendo
-Andrea di Chauvigni uno degli eroi piú in vista del poema cui
-appartiene questo brano.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note138">
-<p><span class="label"><a href="#tag138">138</a>.&nbsp;&nbsp;</span>V. ciò che è detto piú innanzi, in una delle versioni della
-storiella del cavallo mandato a Riccardo, del <i>toron</i> (poggio, eminenza)
-sul quale il re d'Inghilterra stava coi suoi compagni.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note139">
-<p><span class="label"><a href="#tag139">139</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Le Pas Salhadin</i> publié par G. S. Trébutien (Paris, 1836,
-in-8º). L'esame delle rime del poema attesta che è stato composto
-nella regione del nord-est della Francia. Potrebbe anche essere
-del secolo <span class="smcap lowercase">XIV</span>, considerato le stato avanzato della lingua; sembra
-tuttavia che l'autore avrebbe menzionato, se avesse scritto
-dopo il 1297, la perdita degl'ultimi possedimenti de' Cristiani in
-Siria. V. Le Clerc (<i>Hist. litt.</i>, vol. XXIII, p. 492) dice anche che,
-secondo il poema, «i pellegrini potevano ancora liberamente penetrare
-in Palestina»; ma io non vi posso trovare niente di simile.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note140">
-<p><span class="label"><a href="#tag140">140</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Si rinviene, se non m'inganno, nel testamento del Prince
-Noir (non posso verificare questo ricordo), la menzione d'una tappezzeria
-su questo soggetto che possedeva l'illustre pronipote di
-Riccardo.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note141">
-<p><span class="label"><a href="#tag141">141</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Froissart, nel suo <i>Prologue</i>, a fianco dei nove prodi e dei
-dodici pari di Francia che combatterono a Roncisvalle, cita come
-modello di prodezza per i valorosi «les douze chevaliers compagnons
-qui garderent le pas contre Salehadin».</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note142">
-<p><span class="label"><a href="#tag142">142</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Noi abbiamo visto piú innanzi che, per la storia della perdita
-di Gerusalemme la quale gli serve di preambolo, il poeta ha
-fatto uso dei racconti del Ménestrel de Reims; probabilmente non
-ha avuto altra fonte propriamente detta.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note143">
-<p><span class="label"><a href="#tag143">143</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Filippo non assediò mai Sur, rimasta in potere dei Cristiani.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note144">
-<p><span class="label"><a href="#tag144">144</a>.&nbsp;&nbsp;</span>V. Le Clerc (l. c.) si domanda «se si tratta d'una delle
-gole della piccola Armenia». Ciò vuol dire prendere questi racconti
-troppo sul serio, e d'altronde la piccola Armenia è lontana
-da Sur.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note145">
-<p><span class="label"><a href="#tag145">145</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Lo sceglie come terzo. La leggenda sviluppata in Francia
-rimanda sempre piú indietro Riccardo, come pure introduce Filippo.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note146">
-<p><span class="label"><a href="#tag146">146</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ms. 12572, fol 242 r. Tutto questo episodio è assai accorciato
-nel sunto dello Chabaille. L'intera avventura è annunziata
-secondo l'uso, in <i>Baudoin de Sebourc</i> (vol. II, p. 155), e il poeta
-ha cura di dire, terminando questo riassunto: «Ensi con vous
-orrés ou livre retraitier».</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note147">
-<p><span class="label"><a href="#tag147">147</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ms. 12572, fol. 252. I principi di questi amori e della nascita
-di Polis si trovano in parecchi luoghi delle rame anteriori
-del poema. V. p. es. <i>God. de Bouillon</i>, v. 22802; <i>Baud. de Seb.</i>.,
-v. 6543.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note148">
-<p><span class="label"><a href="#tag148">148</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Questo particolare non è in <i>Jean d'Avesnes</i>, che qui è assai
-compendiato; lo prendo dalla fonte che sarà indicata nella nota
-finale di questo articolo.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note149">
-<p><span class="label"><a href="#tag149">149</a>.&nbsp;&nbsp;</span><i>Jean d'Avesnes</i>, p. 87.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note150">
-<p><span class="label"><a href="#tag150">150</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Questo assedio di Damasco, con questa vaga accusa di tradimento
-contro uno dei capi che vi presero parte, potrebbe essere
-una reminiscenza assai alterata dell'assedio posto a Damasco,
-nel 1148, da Luigi VII e dall'imperatore Corrado, nel quale assedio
-i Cristiani di Gerusalemme sembrano aver avuto con gli
-assediati una intesa segreta che ebbe per risultato la cattiva
-riuscita delle operazioni.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note151">
-<p><span class="label"><a href="#tag151">151</a>.&nbsp;&nbsp;</span>V. qui sotto. Questo personaggio è annunziato in <i>Baudouin
-de Sebourc</i> (vol. II, p. 263) e nel <i>Bastart de Bouillon</i> (v. 6294).</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note152">
-<p><span class="label"><a href="#tag152">152</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Confusione evidente: Safadin, o Malek-Adel, che fu soldano
-dopo Saladino, era fratello e non figlio suo.</p>
-</div>
-
-<div class="footnote" id="note153">
-<p><span class="label"><a href="#tag153">153</a>.&nbsp;&nbsp;</span>Ms. 12572, fol. 258 v. Avevo appena terminato questo studio
-che un lavoro del signor Vallois, inserito nel volume IX (1881)
-delle <i>Mémoires des antiquaires du Centre</i>, indicatomi dal signor
-Augusto Longnon, mi ha fatto conoscere, per ciò che concerne
-le avventure di Andrea di Chauvigni, una redazione in prosa
-dell'antico poema, indipendente da <i>Jean d'Avesnes</i>, e piú fedele,
-almeno verso la fine. Io non posso fermarmi qui su questo testo,
-sul quale ritornerò in altra occasione; da esso (v. p. 74, n. 1) ho
-preso un particolare omesso nel riassunto di <i>Jean d'Avesnes</i>.</p>
-</div>
-</div>
-
-<div class="tnote">
-<p class="tntitle">
-Nota del Trascrittore
-</p>
-
-<p>
-Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione
-minimi errori tipografici.
-</p>
-
-<p class="covernote">
-Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
-</p>
-</div>
-
-
-
-
-
-
-
-
-<pre>
-
-
-
-
-
-End of the Project Gutenberg EBook of La leggenda di Saladino, by Gaston Paris
-
-*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA LEGGENDA DI SALADINO ***
-
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