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| author | nfenwick <nfenwick@pglaf.org> | 2025-01-18 10:21:04 -0800 |
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Fra la +situazione politica trovata dal gran Ministro al cominciar del +nuovo anno e quella da lui lasciata a’ suoi successori correva per +l’appunto la stessa differenza che tra una nave in alto mare, sbattuta +dalla tempesta, e una nave, lottante bensì cogli ultimi colpi della +traversía, ma già in vista della terra e prossima a toccare il +porto. Dell’eredità di Villafranca al Ministero La Marmora-Rattazzi +toccarono tutti i rischi e tutti i fastidi; al conte di Cavour +tutti i frutti e tutti i trionfi. Ad essi, se fosse lecito dire, +la parte penosa ed oscura della liquidazione; a lui l’attuosa e +brillante dell’accettazione. Sia giusta la storia: se il conte di +Cavour fosse stato al potere dal luglio al dicembre 1859, non avrebbe +potuto comportarsi diversamente dai suoi eredi; e gli sarebbe stato +giuocoforza o temporeggiare e barcamenarsi com’essi; o volendo osar +troppo, porre ogni cosa a repentaglio. Il Ministero La Marmora-Rattazzi +non compì grandi cose; ma, come suol dirsi di certi medici, aiutò la +natura ad operare: diede cioè tempo ed agio all’Italia d’aspettare +che tutto quel cumulo di difficoltà, d’ostacoli, di triboli che +facevan barriera d’ogni dove al nostro cammino, si assottigliasse e +s’indebolisse da sè, per sola forza delle cose, sì che non restasse più +che scavalcarlo con un passo, o rovesciarlo con una spinta. + +E così infatti era accaduto. L’annessione dell’Italia centrale al Regno +sardo era, se non consacrata nella forma, compiuta nella sostanza; la +chimera napoleonica d’una federazione austro-italiana presieduta dal +Papa già ita in dileguo; tutti i progetti di congressi, di conferenze, +di vicariati, di regni autonomi svaporati; tutte le promesse di +restaurazioni, papali, ducali, granducali, scritte ne’ capitolari di +Villafranca, cassate dalla manifesta volontà degl’Italiani, e ridotte +lettera morta. Napoleone III, dopo cinque mesi di politica ambidestra, +una pubblica e avversa, una segreta e propizia all’Italia, liberatosi +dal reazionario Walewsky, dettato o ispirato l’opuscolo: _Il Papa +e il Congresso_,[1] si chiariva di giorno in giorno più favorevole +alle nostre sorti; mentre l’Inghilterra, subentrati i _Whigs_ ai +_Torys_, dichiarava apertamente la sua simpatia per la causa italiana, +s’associava al Napoleonide nell’idea del non intervento armato, e ne +faceva uno de’ cardini della sua politica nella Penisola. L’Austria +sola continuava naturalmente ad atteggiarsi o stile e minacciosa; +ma tanto la Prussia, quanto la Russia, sebbene diffidenti della +rivoluzione e gelose del diritto divino, non sapevano risolversi a far +causa comune l’una colla prepotente rivale, l’altra colla fedifraga ed +ingrata alleata, e chiaramente lasciavano intendere che non avrebbero +mai tratta la spada per lei: unica cosa che importasse. E intanto il +savio contegno dell’Italia centrale continuava a far l’ammirazione +di tutti i popoli civili; forzando i suoi stessi avversari a parlare +con rispetto d’una rivoluzione che procedeva con sì pacata e ordinata +costanza, ed a discuter seriamente di quel nuovo diritto fondato +sulla volontà popolare e sui caratteri indelebili delle nazioni, +che la vecchia Diplomazia non voleva ancora riconoscere, ma che avrà +sconvolto, prima che il secolo finisca, tutta l’Europa. + +A tale essendo le cose, restava solo che una mano vigorosa desse +l’ultimo colpo; e il Cavour ricomparve nell’arena. Salito appena al +potere, annunciò ai Gabinetti d’Europa che oramai era impossibile una +più lunga aspettativa; che le popolazioni italiane, dopo avere atteso +lungamente indarno che le Potenze d’Europa mettessero ordine a’ loro +affari, avevan diritto di passar oltre, e che «il solo scioglimento +pratico consisteva nell’ammissione legale dell’annessione, già +stabilita in fatto, dell’Emilia, come della Toscana.[2]» + +Chi però vedesse in queste ardite dichiarazioni l’atto irriflessivo +d’un giuocatore disperato che rischia l’ultima sua posta, +s’ingannerebbe a partito. Il conte di Cavour aveva già calcolato +tutte le sorti del giuoco, ed era certo oramai che la partita decisiva +sarebbe stata per lui. Che l’Austria strepitasse o la Germania e la +Russia tenessero il broncio, poco gli caleva. Sapeva d’aver seco, più +che queste non volessero confessare, Francia e Inghilterra; sapeva +meglio ancora d’aver per sè il diritto, il fatto, l’opinione civile, +e ciò gli bastava. Non andò guari infatti che l’Inghilterra inviava +ai Gabinetti delle maggiori Potenze queste quattro proposte: non +intervento armato; diritto ai popoli dell’Italia centrale di decidere, +con un nuovo voto de’ lor Parlamenti, circa i loro destini; garantita +la sovranità papale, ma sgombra Roma dai Francesi; soltanto la +questione di Venezia taciuta e messa in disparte. Rispose sdegnosamente +l’Austria; non piegarono tosto le Corti nordiche; ondeggiò ancora +per poco lo stesso Napoleone, tentando introdurre nelle proposte +inglesi altre condizioni: ma poichè egli consentiva nella massima +fondamentale del non intervento, e richiedeva solo che al voto +de’ Parlamenti si sostituisse il suffragio universale; il conte di +Cavour, vinte o deluse tutte le nuove eccezioni, lo prese in parola, +e mandata copia delle proposte inglesi, così come le aveva modificate +l’Imperatore, ai Governi della Toscana e dell’Emilia, li invitò senza +più a pronunciarsi. Era quanto dir loro (se già non era stato detto in +privato): procedete subito ai plebisciti e confermate le annessioni; +e va da sè che nessun invito poteva riuscire più aspettato e più +gradito. Così tre giorni dopo l’ultima Nota francese, mentre ancora i +potentati erano affaccendati a librare, analizzare, stillare le famose +quattro proposte, l’Emilia e la Toscana votavano per voto universale +la loro unione alla Monarchia costituzionale di Vittorio Emanuele; e la +rivincita di Villafranca era presa. + + +II. + +Se non che nessuna gioia senz’amarezza; l’imperatore Napoleone metteva +alle annessioni dell’Italia centrale un prezzo; quel medesimo ch’egli +aveva prima richiesto per la cacciata degli Austriaci: Savoia e Nizza. +Nè era da pretendersi che l’opera sua fosse tutta gratuita. Nemmeno +la Francia era la _gran nazione_ che potesse far la guerra soltanto +_per un’idea_. Ciò si scrive volentieri nell’ebbrezza del trionfo, sui +proclami; ma rare volte si ratifica co’ fatti. Quand’anche Napoleone +l’avesse voluto, non era in di lui balía chiedere il sangue della +nazione ond’era capo, per una guerra non sua, senza procacciarle +almeno un compenso rimuneratore dei rischi corsi e dei sacrifici +patiti. Oltre di che la cessione della Savoia e di Nizza era la +conseguenza, per dirla collo stesso conte di Cavour, «della politica +che ci aveva portati a Milano, a Bologna, a Firenze;» ed era certamente +un’applicazione di que’ medesimi principii di volontà nazionale e +di voto popolare che noi stessi avevamo invocati siccome fondamento +giuridico alla nostra rivoluzione, e sul quale dovrà consistere +l’intero edificio d’Italia. + +Piuttosto era ad esaminarsi se tutto quel compenso era dovuto; se di +quel tanto sacrificio richiesto all’Italia, una parte almeno non poteva +esser risparmiata. Per la Savoia nessun dubbio: poteva essere doloroso +abbandonare que’ monti, antemurale di nostra casa e cuna de’ nostri Re; +ma proclamato il diritto delle nazioni, diveniva necessario e doveroso. +Per Nizza, invece, il discorso mutava: ivi tutto era Italia; e la +miscèla di idiomi, propria a tutte le regioni confinanti, non bastava +a cancellarne i grandi e solenni caratteri scritti dalla storia, dalla +natura e da Dio. + +Però che l’imperiale alleato chiedesse con pari durezza le due spoglie, +nessuno contende; rimane solo a chiarirsi se l’una non poteva essere +più validamente e più tenacemente contrastata dell’altra. Il conte di +Cavour, disse uno de’ suoi più valenti cooperatori,[3] aveva perduto di +fronte all’ingrata questione la consueta sua serenità, e facilmente si +crede; ma che abbia posto a risolverla tutto il nerbo dell’anima sua; +ch’egli abbia tentato la salvezza di Nizza con quel medesimo sforzo +di destrezza e di energia da lui adoperato a disfar Villafranca, e +unificar mezza Italia, questo in nessun libro e in nessun documento è +attestato: eppure questo sarebbe stato un serto di più alla sua gloria. +Si direbbe che il gran Ministro, assorto nell’unico fine «di rendersi +complice[4]» la Francia, non ne vedesse alcun altro. Tuttavia se al +conte di Cavour fosse balenato il pensiero che quella complicità era +per Napoleone ormai fatale, e che in ogni caso non avrebbe mai fatto +guerra all’Italia per Nizza, come non gliela fece, nè la potè fare +per Bologna e Firenze,[5] forse avrebbe risparmiato agl’Italiani quel +gentile e caro brano di patria, e a sè sospetti, rancori, inimicizie, +di cui tra non molto egli e la parte sua sentiranno, primi, le +difficoltà ed i danni. + +Oltre a ciò avevano offesi i modi. Nizza era inondata da emissari +napoleonici; bandi pubblici firmati dai magistrati del Re, o tollerati +o non abbastanza puniti, apertamente propugnavano la dedizione alla +Francia; nessun’arte di pressione e di broglio era risparmiata; la +libertà del voto, unica scusa e salvaguardia di quel triste plebiscito, +sfrontatamente conculcata. + +Qual maraviglia pertanto che un soldato, un nizzardo, Giuseppe +Garibaldi, infiammato d’amore per la terra nativa e d’odio per ogni +signoria straniera; inasprito da quello spettacolo nauseabondo di +frodi e di violenze, si levasse per il primo contro un Governo che, per +usare il linguaggio suo, «mercanteggiava come armento la città sua;» e +vedesse da quell’istante un nemico in colui che era stato a’ suoi occhi +l’artefice e lo stromento principale del mercato? + + +III. + +Prima conseguenza della felice annessione era l’ampliamento e la +rinnovazione del Parlamento. Lo stesso conte di Cavour aveva richieste +le elezioni generali come precipua condizione al suo ritorno al +Governo; e infatti dal 25 al 29 marzo i Collegi delle antiche e nuove +province convenivano all’urne per eleggere i loro deputati. + +E naturalmente tra gli eletti fu anche Garibaldi. Molti Collegi gli +furono profferti, tra gli altri Brescia, Stradella, Varese; ma egli +ringraziò tutti, dichiarando di non poter accettare che per Nizza +«posta in pericolo di cadere nelle ugne del protettore padrone,[6]» e +che a lui incombeva difendere. Nizza infatti lo elesse;[7] ond’egli +appena conosciuto il voto lascia Caprera, corre nella sua città, vi +raggruppa i suoi amici e devoti, tenta avvivare (e la sola sua presenza +bastava) la fede nella patria antica; e illuso che il sentimento suo +sia pur quello di tutti i suoi concittadini; ignaro che intorno a +quel po’ di popolo schietto ed onesto, che si sentiva e voleva essere +italiano, brulicava una plebe famelica, pronta al miglior offerente, +e una borghesia ingorda, impaziente di subiti guadagni, che avrebbe +venduto dieci patrie; parte per Torino accompagnato dal suo amico +Robaudi, col proposito d’interpellare il Governo sulla sorte della sua +città natale e di fare un ultimo sforzo per scongiurarne la perdita. + +Del suo arrivo a Torino, delle commozioni provate dalla città, son +pieni i giornali del tempo; ma in ciò nessuna maraviglia. Presentata +col Robaudi la sua interpellanza fin dal 7 aprile, soltanto nella +tornata del 12 fu ammesso a svolgerla. Era la prima volta che Garibaldi +compariva nel Parlamento subalpino; grande quindi l’impazienza di +conoscere l’oratore e di giudicare il politico; «generale, siccome dice +il resoconto ufficiale, il movimento d’attenzione.» + +Parlò calmo e breve; ma è dubbio se con parole e concetti tutti +suoi.[8] Reclamò l’osservanza dell’articolo 5º dello Statuto, che +pei trattati importanti cessione di provincie richiede la perentoria +sanzione della Camera: rammentò la storia di Nizza datasi a Casa di +Savoia nel 1391 a patto di non essere ceduta a straniera potenza: +dichiarò ogni traffico di gente repugnante al diritto ed alla coscienza +delle nazioni civili: denunziò sommariamente i fatti di pressione +elettorale, sotto la quale era soffocata la libertà di voto de’ suoi +concittadini: chiese infine che, sino all’approvazione del trattato, il +voto di Nizza fosse sospeso. + +Rispose il Cavour temperato e cortese; negando l’incostituzionalità, +giustificando il trattato colla necessità politica e l’interesse +d’Italia; attenuando, non smentendo, i fatti di pressione. La +discussione s’avvivò. Per Nizza, in vario tenore, parlarono i nizzardi +Laurenti-Robaudi e Bottero, sostenuti dal Mellana e dal Mancini; per il +trattato i ministri Farini e Mamiani e il deputato Pier Carlo Boggio; +e la conclusione fu l’approvazione d’un ordine del giorno di questi, +mercè il quale «espressa la fiducia che il Governo del Re provvederebbe +efficacemente che le guarentigie costituzionali e la sincerità +e libertà del voto nelle provincie di Savoia e Nizza sarebbero +rispettate,» la Camera non chiedeva di più. + +E di più forse, al punto cui eran le cose, non si poteva nè sperare +nè conseguire; ma Garibaldi non era uomo d’intenderlo, e uscì da +Palazzo Carignano coll’anima ribollente d’ira e d’amarezza; nauseato +di quella politica barattiera, a senso suo, e codarda, e guardando +da quell’istante il conte di Cavour collo stesso occhio, con cui si +guarderebbe colui che vi ha strappato dal braccio vostra madre, e l’ha +gettata al mercato. + +Ma per ventura sua e d’Italia altri e ben più gravi avvenimenti eran +già venuti a divertirlo da quei turbolenti pensieri, e ad aprire al +vorticoso torrente della sua passione patriottica uno sfogo più degno e +più vasto. + + +IV. + +La rivoluzione italiana era proceduta a sembianza d’un corpo leggiero, +che, in una grossa battaglia, un po’ trasportato dal suo ardore, un +po’ sospinto dalle circostanze, marcia avanti, senza badare nè a destra +nè a manca, occupa alla baionetta un’eccellente posizione; ma, giunto +colà, si trova circuito da nemici, che di fronte, ai fianchi, alle +spalle gli fanno siepe da ogni lato; sicchè non può più nè avanzare nè +retrocedere. Dovunque l’Italia si rivolgesse, incontrava una barriera +di ferro che le sbarrava il cammino e la forzava a ristare. Ai fianchi, +accampata sul Quadrilatero, l’Austria; di fronte, meglio che dalle +spade mercenarie, difeso dalla sua ibrida natura, il Papato; dietro +a lui, nemico imbelle, ma protetto dall’egida dei trattati, il Re di +Napoli; dietro a tutti il vecchio diritto, le vecchie tradizioni, la +vecchia Europa; caparbi avversari avvezzi a non piegare mai che alla +forza ed ai fatti compiuti. + +Ora come l’Italia potesse trovar da sè stessa la via d’uscir da +siffatti frangenti, nessuno, nemmeno il genio del conte di Cavour, +lo sapeva. Pertanto egli pure s’accontentava di stare alla specula +degli eventi, e più che a muovere innanzi badava a temporeggiare con +frutto e ad assodarsi sull’occupato terreno. Il concetto dell’unità +italiana non s’era ancora affacciato alla sua mente, come cosa pratica +ed effettuabile, e frattanto gli pareva saggio volgere le prime cure +a due scopi più prossimi e conseguibili: rafforzare il nuovo Stato, +ed apparecchiarsi a nuova guerra coll’Austria.[9] A questo intento +però, oltre al lavorío diplomatico che continuava a condurre con mano +infaticabile, reputava ottimo mezzo premere sul Re di Napoli, tentando +attrarlo nell’orbita del moto italiano e associarlo alla politica del +Piemonte pel conquisto dell’indipendenza nazionale. Ma nè il pusillo +Francesco era uomo da seguirlo per cotali altezze, nè gli uomini che +l’attorniavano, o inetti o codardi, da sospingervelo. A Napoli si +credeva sempre alla rivincita legittimista e la si preparava. La Reggia +borbonica era divenuta il centro della gran congiura principesca, che +doveva restaurare su tutti i troni rovesciati d’Italia il diritto +divino. Si arruolavano mercenari; si concentrava l’esercito negli +Abruzzi; si fantasticava un’occupazione delle Marche; si patteggiava +che contemporaneamente il Papa invaderebbe le Romagne, e il Duca di +Modena i Ducati; si aspettava ad ogni istante di veder l’Austria +rivarcare il Mincio, e Germania e Russia calar dalle loro selve e +dalle loro steppe alla crociata dell’oppressa legittimità. Quanto +all’interno, si derideva ogni consiglio di riforme, si sfidava, o +fingevasi, ogni minaccia di rivoluzione; e in ogni evento fidando +sull’esercito devoto, sulla sbirraglia innumerevole, sulla magistratura +servile, e più che tutto sull’Ajossa, dittatore della Polizia di +Napoli, e sul Maniscalco, emulo suo a Palermo, si dormiva fra due +guanciali. + +A riscuoterli dal sopore squillò la campana della Gancia: la soluzione +che indarno il conte di Cavour cercava; la soluzione che forse l’Italia +avrebbe dovuto attendere dalla lenta opera del tempo, usciva a un +tratto dal seno misterioso della rivoluzione, e un pugno di popolani, +decisi di morire per la patria loro, recideva quel nodo, che nè la +forza legale della nuova Monarchia, nè la destrezza politica del suo +grande Ministro, sarebbe bastata a risolvere. + + +V. + +L’insurrezione siciliana non fu, come ben s’immagina, una eruzione +vulcanica e subitanea. Astrazion fatta dall’odio per la tirannia +borbonica, tre grandi cause n’avevano preparato e affrettato lo +scoppio. L’indomita energia d’una falange di patriotti e di proscritti +che da tutte le terre dell’Isola, da tutti gli angoli d’Europa +soffiavano da anni nella fiamma e l’alimentavano. L’apostolato +infaticabile di Giuseppe Mazzini, che dal 1856 in poi aveva indirizzati +al Sud tutti gli sforzi del partito d’azione da lui capitanato, e +fatto del moto siciliano la leva suscitatrice dell’unità di tutta la +Penisola. Infine, e con maggior efficacia per fermo, gli avvenimenti +dell’Italia superiore e centrale, i quali dimostrando possibile +quell’unità, che poco dianzi agli occhi de’ più pareva un’utopia; +attestando la devozione d’una Casa guerriera e d’un Re galantuomo alla +causa nazionale; dando all’Italia un nome, un esercito, un governo, +una diplomazia; aprivano anche ai Siciliani un orizzonte di speranze +novelle, spegnevano nell’Isola le viete discordie, confondevano in un +solo tutti i vecchi partiti, porgevano infine ai patriotti sinceri e +spassionati di tutti i colori un vessillo di rannodamento ed un grido +di battaglia. + +E di questo fermento latente degli animi non tardarono ad apparire +i segni manifesti. Le dimostrazioni succedevano alle dimostrazioni; +i Consigli locali rifiutavano i consueti indirizzi di sudditanza al +nuovo Re: i nomi di Vittorio Emanuele e di Napoleone III suonavan su +tutte le labbra, apparivano su tutte le pareti; gli animi pendevano +dalle notizie di Lombardia, come da altrettanti messaggi di vita e di +morte; le vittorie di Magenta e di Solferino, a malgrado le minaccie +della polizia, erano festeggiate con luminarie ed acclamazioni; passava +infine per lo stretto la flotta degli alleati diretta all’Adriatico, +e Messina tutta versavasi sulle sue spiagge a salutare le armate +liberatrici.[10] + +Una vasta trama avvolgeva l’Isola e Comitati segreti ne tenevano le +fila e la governavano. Si propagavano e affiggevano scritti incendiari; +si allestivano armi e munizioni; si ordinavano squadre, e tutto ciò +sotto gli occhi del truce Maniscalco che indarno ne cercava gli autori +e nella cecità della furia colpiva a casaccio, confiscando, torturando, +percuotendo spesso i più innocenti, e affrettando per tal modo lo +scoppio dell’uragano che presumeva scongiurare. + +Anche la Sicilia, è ben vero, aveva sentito il contraccolpo di +Villafranca; ma fu buffo passeggiero, e i propositi un istante +rattiepiditi si rianimarono con novello vigore. L’esempio fortunato +dell’Italia centrale cominciava a persuadere anche i più restii, che +oramai la prima arbitra de’ propri destini era la Sicilia stessa e +che l’ora di rompere gli indugi s’avvicinava a gran passi. Soltanto +i _Comitati Lafariniani_ e della _Società nazionale_, male ispirati +interpreti della politica del conte di Cavour, assai più rivoluzionario +di loro, persistevano a sconsigliare ogni moto da essi chiamato +intempestivo, «promettendo la salute della Sicilia a patto che non +fosse insorta nel periodo delle annessioni.[11]» + +Verso la metà di settembre però, Francesco Crispi, anima in quei +giorni della parte più avanzata degli esuli siciliani, accordatosi da +un lato con Giuseppe Mazzini e con tutti gli amici suoi, dall’altro +incoraggiato dalle facili parole dello stesso Dittatore Farini, che +a quei giorni pareva inclinato a tutti gli ardimenti, s’imbarcava +nascostamente per la Sicilia, dove già con pari rischio e audacia era +stato dal 1856 in poi altre due volte, per gettar sulla bilancia degli +oscillanti il peso della sua ascoltata parola e dar l’ultimo tratto al +partito dell’insurrezione. + +E i più fervidi dei patriotti siciliani, parvero disposti ad +ascoltarlo; e serrate le fila, assegnati i posti, distribuite le poche +armi e munizioni, la sollevazione fu deliberata pel 4 ottobre; poi, per +difficoltà sopravvenute, differita all’11 di quello stesso mese.[12] Ma +anche in quel giorno l’impresa, chi scrisse perchè già scoperta dalla +Polizia, chi affermò per effetto delle lettere di alcuni Lafariniani +venute a raccomandare novelli indugi,[13] dovette essere differita a +più propizia occasione. Differita, diciamo, non abbandonata e soltanto +in alcune parti del suo disegno modificata. + +Così i patriotti siciliani, come Francesco Crispi, come in generale +tutti quanti lavoravano a quell’opera, avevan finito col convenire +che un moto nell’Isola non poteva scoppiare, e scoppiato espandersi e +trionfare se non l’iniziava o almeno non lo soccorreva immediatamente +una spedizione armata di fuori, capace di divenire il nerbo +dell’insurrezione e di governarla. Però fu intorno a questo nuovo +concetto che s’appuntarono tutti gli sforzi del partito d’azione +dal novembre del 1859 fino alla spedizione di Quarto che ne fu +l’incoronazione. + +Il Crispi, che a stento era scampato da Sicilia, pellegrinava dal +Farini al Rattazzi e dal La Farina a Garibaldi chiedendo a tutti: +armi, danaro, aiuti per la vagheggiata impresa; Nicola Fabrizi, che da +Malta per oltre venti anni era stato l’anello di congiunzione tra la +Sicilia e il partito d’azione, tornava colà per riannodarvi le trame +già allentate; Giuseppe Mazzini moltiplicava le lettere, i proclami, +gli emissari, cercando nella _Falange sacra_ di Genova, dove già avea +trovato i seguaci del moto del 1856, il nucleo della spedizione di cui +proponeva il comando, se Garibaldi ricusava capitanarla, al Bixio, al +Medici, a chicchessia, e racimolando a spizzico schioppi, polveri e +moneta, goccie a innaffiare un deserto, ma che facevan testimonianza +non solo della sua incrollabile fede, ma quella volta almeno d’un senso +profondo e quasi fatidico delle necessità d’Italia. Infine nella notte +del 20 marzo Rosolino Pilo, dei Conti di Capaci, elettissima anima +d’eroe e di martire, d’intesa col Mazzini e col Crispi, incuorato da +Garibaldi stesso, salpava su fragile paranza in compagnia di Giovanni +Corrao con poche armi e poco peculio alla volta della sua isola natía, +deliberato a chiamarvi alle armi i suoi compaesani e a dar egli, per +primo, l’esempio della magnanima rivolta. + +Ma questa scoppiò per forza propria anche prima del suo arrivo.[14] La +brutalità del Governo aveva cospirato più di tutte le propagande. Le +fila da lui spezzate si riannodarono da sè stesse; ad ogni patriotta +incarcerato o spento, ne subentravano cento; un ignoto pugnalava in +pien meriggio sulla porta della Matrice lo stesso Maniscalco, che dava +così egli pel primo col proprio sangue il segnale della riscossa. + +Il disegno era: far del Convento della Gancia, i cui frati sapevansi +devoti alla causa nazionale, base d’operazione; preparare, nascosti +ne’ suoi sotterranei, colle poche armi già introdotte in città, un +manipolo di animosi disposti a trattarle; all’alba del 4 aprile al +suono delle campane a stormo sbucare dal Convento, chiamando la città +alle armi; altre schiere di patriotti frattanto, già appostati in +Via Scopari e nella chiesa della Magione, uscirebbero a lor volta ad +appoggiare il movimento: simultaneamente le squadre del contado, già +preste, sforzerebbero le porte, e mettendo il nemico fra due fuochi +compirebbero l’opera. + +E così fu fatto. Capo degli animosi che dovevan cominciare il fuoco +dalla Gancia si profferì un popolano, certo Francesco Riso, fontaniere +d’arte, anima candida di patriotta e di eroe, che fu il vero iniziatore +della rivoluzione palermitana, e il cui nome va ormai proferito in +Italia accanto a quelli de’ suoi martiri più gloriosi. + +Se non che il Maniscalco, per una delle consuete e fatali imprudenze +inseparabili da siffatte imprese,[15] ebbe vento della trama, e sebbene +in una perquisizione, fatta la sera del 3 al Convento, non gli fosse +riuscito di scoprire nulla di più, fece tuttavia occupare durante +la notte tutti gli approcci della Gancia da picchetti di truppa e di +sbirraglia, e si tenne preparato ad ogni evento. Infatti all’alba del +4 fu pronta la campana di Santa Maria degli Angeli a dare il segnale; +pronto Francesco Riso ad uscir al cimento; pronti i due drappelli +di Via Scopari e della Magione a far la parte loro; ma sorpresi e +questi e quelli e colti dalle soldatesche già appostate a tutti i +varchi; sopraffatti in breve da altre sopravvenienti da ogni banda; +furono parte dispersi, parte costretti a ricoverarsi nel Convento +della Gancia, che divenne così l’estrema rôcca de’ patriotti. Ma non +tardarono ad assalirli, superbi del numero, i Borbonici, e atterratane, +senza grande sforzo, la porta, ricacciati di scala in scala, di piano +in piano, i disperati difensori, ferito a morte l’eroico Francesco +Riso, freddato d’un colpo il Padre Angelo di Montemaggiore, in brev’ora +rimasero padroni del campo sanguinoso. Allora i vincitori non conobbero +più freno; e trucidando alla cieca quanti incontravano; scorrazzando, +manomettendo, guastando l’intero Convento; non arretrandosi nemmeno +dinanzi alla santità degli altari, spogliando le immagini sacre de’ +loro arredi e sperdendo al suolo persino le particole consacrate, +coronarono con quest’ultima prodezza la vittoria del trono e +dell’altare. + +E fu crudele disdetta; chè le bande del contado fide alla promessa +si erano già da ogni parte appressate ai sobborghi ed alle porte, +richiamando verso sè stesse molta forza de’ Regi e appiccando in +più luoghi, come ai Porrazzi, zuffe ardimentose, le quali potevano +anco volgersi in vittoria, se l’insurrezione cittadina avesse potuto +dilatarsi e dar loro la mano. + + +VI. + +E tuttavia l’insurrezione poteva dirsi sbaragliata, non vinta. Le +squadre ritiratesi nei dintorni continuavano bravamente la resistenza, +e ne erano principali: quella di Piana de’ Greci comandata da Luigi +Piediscalzi; quella di Corleone guidata dal marchese Firmaturi; +quella di Termini condotta dal Barrante e da Ignazio Quattrocchi; +quelle di Ventimiglia, di Ciminna e Villafrati organizzate da +Luigi La Porta; infine quelle dei distretti d’Alcamo e di Partinico +capitanate dai fratelli Sant’Anna; le più numerose di tutte. Quanto +al rimanente dell’Isola poi, appena corse l’annunzio del 4 aprile, +tutte le maggiori città si apparecchiarono, secondo le forze e la +possibilità, a secondare il moto, e quali con protesta solenne, come +Messina; quali levandosi in aperta rivolta, come Girgenti, Noto, +Caltanissetta, Trapani; non conseguendo, è vero, in alcun luogo alcun +successo decisivo; ma dove scacciando o bloccando i piccoli presidii, +dove inviando la più belligera gioventù a ingrossare le squadre alla +campagna, dove organizzando, come a Trapani, le guardie nazionali, +persino col consenso dell’Intendente borbonico, alimentavano, se non +potevano afforzarlo, il fuoco dell’insurrezione, al quale mancava +bensì la forza di divampare in incendio struggitore, ma s’appiccava con +cento fiammelle in cento luoghi, molestando gli oppressori e facendo +testimonio della vitalità degli oppressi. + +E Palermo stessa quantunque spopolata de’ suoi più animosi, dagli +arresti e dalle stragi e soffocata dallo stato d’assedio, e minacciata +dai Consigli di guerra permanenti, e tenuta d’occhio da ventimila +soldati e da una sterminata sbirraglia, non voleva permettere che i +Salzano ed i Maniscalco potessero impunemente spacciare nelle loro +gride: «la popolazione palermitana estranea ed indifferente al moto +sfortunato del 4 aprile;» talchè, a smentire l’artificiosa calunnia, +il 13 aprile versavasi tutta quanta nelle vie e nelle piazze a +testimoniare con migliaia di voci i suoi sentimenti d’odio al Borbone, +a gridare Italia e Vittorio Emanuele, a sfidare con ogni maniera di +scherni e di sfregi il superbo vincitore, il quale, sbalordito da tanta +solennità di manifestazione, nè osando inferocire contro una sì grande +moltitudine inerme, dovette rassegnarsi a patire in pace la fiera +disfida. + +Ma superfluo il dire che proteste, manifestazioni, pronunciamenti a +nulla valevano, se o prima o poi non li seguiva o non li afforzava +una vittoria militare qualsiasi, che desse all’insurrezione un punto +d’appoggio ed una promessa di durata. + +Disgraziatamente, nè le forze soverchianti dell’esercito regio, nè la +natura e lo stato delle squadre permettevano di sperare che il giorno +di quella vittoria fosse vicino. + +Quel che fossero quelle squadre l’abbiamo detto altrove.[16] Un cento +di giovanotti, o come dicon là di _picciotti_, raccolti o condotti +dal signore della terra, o da qualche noto e stimato patriotta; +armati, quando lo erano tutti, della paesana _scopetta_; forniti al +più di tre o quattro cartuccie, tenute care come _onze_ d’oro; scalzi, +laceri, la maggior parte, ed affamati: ecco una squadra. Di siffatte +se ne potevano contare, è vero, alcune diecine, e non difettavano +certamente di alcune delle doti più preziose del soldato: il valore +ne’ combattimenti, la tolleranza delle fatiche, la pazienza delle +privazioni; ma la povertà d’armi e di munizioni, la inesperienza de’ +condottieri, la dissuetudine della guerra, la mancanza di disciplina, +la perpetua mobilità, sicchè da un giorno all’altro sparivano o +ricomparivano, ingrossavano o si diradavano, senza che mai si potesse +far calcolo sulla loro forza precisa, ne sfruttavano la virtù e ne +isterilivano i sacrifici. + +Però dopo aver tenuto altri sette giorni sulle alture circostanti +Palermo e conseguíto persino, in uno scontro alla Bagheria, di bloccar +nella loro caserma due compagnie di Regi, incalzati da ogni dove da +soverchianti colonne mobili, perduta Bagheria, cacciati da Gibilrossa, +minacciati da Monreale, alle bande non restò altro partito che +abbandonare quella linea troppo inoltrata e ritirarsi in Misilmeri, +dove le gole di Portella di Mare e di Belmonte potevano offrire un buon +baluardo ai difensori e un nuovo centro di riscossa all’insurrezione. + +Se non che difettose le forze, povera l’arte e avversa la fortuna. +Scacciati tra il 12 e il 13 da Misilmeri (chi incolpa l’incuria delle +guardie, chi il tradimento de’ paesani, chi la sfortuna); fallito +un assalto di Sant’Anna contro Monreale; rovesciati poco dopo anche +dalle alture di Monte Cuccio; ecco gl’insorti costretti a cedere nuovo +terreno e a ripiegare su Piana de’ Greci, dove li conduceva la speranza +di potersi unire, appoggiando ad occidente, alle squadre del Sant’Anna, +che dopo l’infausto successo di Monreale andavano a lor volta +ritraendosi, ed erano venute a darsi la posta presso Carini. E a Carini +li aspettava una prova decisiva. + +I Regi non avevano mai perduto la pista delle squadre, molto meno +di quella del Sant’Anna, e appena saputo del loro concentramento, +mossero in tre colonne: l’una pel mare a destra (generale Wytemback, +mille uomini), una per Baida al centro (duemila uomini, generale +Cataldo), una da Monreale a sinistra (mille uomini, colonnello Bosco), +col proposito di circuirle e di distruggerle. Se gl’insorti però +avessero deciso di concentrar la difesa in Carini occupandone la rôcca +e sbarrandone le vie, avrebbero potuto, se non ributtar l’assalto, +protrarre a lungo la resistenza; ma impietositi dalle strida degli +abitanti che non volevano una battaglia fra le loro case, scelsero +il partito di uscire all’aperto, e fu la loro rovina. Resistettero +tuttavia imperterriti al primo fuoco della colonna proveniente +dal mare; ma attaccati in breve di fronte e di fianco dalle altre +colonne, schiacciati dal numero, esauste le cartuccie non tardarono +ad esser vôlti in rotta precipitosa, abbandonando Carini al furore de’ +vincitori, che ubriachi dalla facile vittoria vi si precipitano dentro, +saccheggiando, uccidendo, stuprando, consumandovi una di quelle immani +carneficine, onde il nome borbonico va famoso. + +E coll’infausta giornata di Carini, l’insurrezione siciliana agonizzò. +Restavano qua e là dispersi sui monti alcuni frammenti di squadre; +ma traccheggiati da ogni parte, stremati di forze, privi di viveri +e di munizioni, sarà gran mercè se i più costanti fra loro potranno +trascinare di rupe in rupe una vita precaria, e se di quando in quando +la debole eco di qualche rara fucilata potrà annunciare ai Siciliani +che l’Isola loro non era ancor morta e combatteva sempre. + + +VII. + +Al primo grido dell’insurrezione siciliana grande fu la commozione in +tutta Italia. I nemici per dispetto o paura, gli amici per affetto o +speranza, nessuno poteva riguardare con occhio freddo e non curante +un avvenimento, che apriva una via sì inaspettata all’interrotto moto +italiano. Però man mano che risuonava l’annunzio d’un nuovo fatto, +svisato, come accade, dalla lontananza e amplificato dal desiderio, +una la voce che usciva dai petti patriottici, uno il proposito: bisogna +aiutare i fratelli. E la magnanima idea, caldeggiata, prima che dagli +altri, dai fuorusciti così di Sicilia come di Napoli, accolta dalle +città più importanti, bandita dai Comitati e dalle rappresentanze +di tutti i partiti, acclamata colla passione dell’età dalla gioventù +più animosa, e finalmente già tradotta in un principio d’esecuzione +mediante pubbliche collette d’armi e di danari, divenne in breve il +convincimento, la volontà, diremmo quasi il decreto della nazione +intera. + +Se non che s’affacciava a tutte le menti un’incognita, e susurrava +su tutte le bocche una domanda: Che cosa farà il generale Garibaldi? +Che cosa farà il conte di Cavour? Consentirà egli, l’Eroe, a recare +all’Isola combattente l’aiuto poderoso del suo braccio e del suo nome? +Vorrà egli, il Ministro, impegnare nella zarosa impresa la politica +del suo Governo, e dare egli stesso, o almeno permettere che si diano, +i soccorsi invocati? Quanto al Cavour, vedremo tra poco quel ch’egli +ne pensava: quanto a Garibaldi, ecco, sceverato dalle piacenterie +partigiane come dalle calunnie, l’animo suo. + +Non era quella la prima volta che egli era invitato a capitanare +un’insurrezione siciliana. Anco senza rimontare più addietro, +glien’avevano scritto e parlato fin dal settembre del 1859 a Bologna; +gliel’avevano ripetuto nel marzo del 1860 a Genova; non c’era, può +dirsi, patriotta ed esule siciliano che accostandolo e portandogli un +saluto dai suoi concittadini, non gli annunziasse imminente una levata +della sua Isola, e non sollecitasse la promessa del suo soccorso. + +Ma a tutti questi Garibaldi aveva sempre risposto: — «Non assumere +su di sè di promovere insurrezioni: se i Siciliani spontaneamente si +leveranno in armi, egli, se non sia impedito da altri doveri, accorrerà +in loro aiuto. — Frattanto, soggiungeva, risovvenitevi che il mio +programma è _Italia e Vittorio Emanuele_.[17]» + +Era infatti un dir troppo e nulla; e i Siciliani ne sapevan quanto +prima. Gli è che Garibaldi non fu mai nè un iniziatore, nè un +cospiratore. Egli era, prima e sopra di ogni cosa, un soldato. Il +lavorío paziente, coperto, sedentario delle cospirazioni, non era fatto +per lui. Che gli si offrisse un terreno anche angusto, ma franco, e un +manipolo d’uomini anche inagguerriti, ma armati e pronti a marciare, ed +egli non misurerà il terreno, nè conterà gli uomini, e farà miracoli; +ma obbligarlo a prepararsi da sè nel chiuso d’un gabinetto, a forza di +lettere, di bollettini, di proclami, il campo, le armi e l’esercito, +era un pretendere ch’egli si snaturasse e non fosse più Garibaldi. Egli +non aveva la tempra mazziniana. + +Utopista in tante altre cose, in fatto d’insurrezioni preparate era +un po’ scettico. Andare, come i Bandiera, i Pisacane, i Calvi, seguíto +da poche diecine d’uomini a suscitare per primo un paese sconosciuto, +inerme, addormentato nella pace, non fu mai affar suo. La sentenza +del Maestro: «Il martirio è una battaglia vinta,» lo capacitava fino +a un certo segno. Uomo di guerra, era pronto alla morte, ma a patto di +vender cara la vita; e quanto alla vittoria, non ne conosceva veramente +che una: quella in cui si atterra il nemico e si dorme sul campo. Per +questo nessuno de’ grandi tentativi rivoluzionari d’Italia fu iniziato +da lui; molto meno quello di Sicilia. Garibaldi non ambì mai la corona +del martire precursore, e non l’avrà. + + +VIII. + +Tuttavia le notizie della Sicilia tornavano quella volta troppo gravi +ed insistenti perchè Garibaldi non dovesse impensierirsene. Il 7 +aprile era a Torino, condottovi, come vedemmo, dall’interpellanza sulla +cessione di Nizza, quando si presentavano, quasi improvvisi, nella sua +stanza Francesco Crispi e Nino Bixio. Venivano entrambi da Genova; +avevan recenti novelle dell’insurrezione; chiedevano a nome degli +amici comuni, per l’onore della rivoluzione, per carità della povera +Isola, per la salute della patria intera, che Garibaldi si mettesse a +capo d’una spedizione d’armati e la conducesse egli stesso in Sicilia. +L’eroe sfavillò al magnanimo invito, ma il condottiero esitò; e quando +finalmente, vinto dalle pertinaci istanze de’ suoi amici, rispose +d’accettare, fece ancora una riserva: che la rivoluzione fosse tuttora +viva e tenesse fermo fino al suo arrivo. + +Partirono paghi della risposta i due amici, e reduci a Genova si +accontarono tosto co’ più intimi della parte loro, con Agostino Bertani +principalmente, per la scelta e l’allestimento de’ mezzi. Occorreva +uno, e forse due piroscafi, e di questi si tolse l’assunto Nino Bixio; +occorrevano armi e danari, e per questi fidavano soprattutto nel +Comitato del _Milione di fucili_, fattura, a dir così, di Garibaldi, +che chiudeva già in cassa una discreta somma e nascondeva in certi +arsenali di Milano alcune migliaia di carabine colle rispettive +cartuccie. + +Quanto poi a’ soldati, nessun timore che difettassero. Da mesi migliaia +di giovani non facevano che attendere un segnale; bastava che Garibaldi +mandasse una voce, facesse un cenno, perchè vedesse balzar dal suolo +legioni. E tuttavia, nel primo suo concetto, non era con un Corpo +irregolare e improvvisato di Volontari che la spedizione di Sicilia +avrebbe dovuto iniziarsi. Anco qui di sotto all’eroe traspariva il +capitano. Non che avesse perduto la fede nell’armi popolari, molto +meno ne’ suoi vecchi commilitoni; ma unico, forse, fra quanti lo +consigliavano, a giudicar con occhio esperto tutte le difficoltà +dell’impresa, non gli pareva troppo il tentarla con un’agguerrita e +ordinata milizia. + +Però, cosa fin qui non risaputa, appena ebbe impegnata co’ Siciliani +la sua parola, Garibaldi presentossi al re Vittorio Emanuele, e +confidatogli tutto il disegno, gli chiese se avrebbe permesso ch’egli +si togliesse seco una delle brigate dell’esercito; precisamente la +brigata Reggio, un reggimento della quale era comandato dal Sacchi, e +contava così nelle file come ne’ quadri numerosi avanzi delle antiche +falangi garibaldine. E Vittorio Emanuele, il quale probabilmente non +aveva ancor consultato il conte di Cavour, nè ben ponderate tutte le +ragioni della domanda che gli era rivolta, non assentì, ma non dissentì +nemmeno apertamente; onde Garibaldi, chiamato con gran diligenza il +Sacchi e riferitogli il colloquio avuto col Re, fidando senz’altro +sulla devozione del suo più antico luogotenente di Montevideo, gli +disse di tenersi pronto a seguitarlo col suo reggimento. Esultò il +Sacchi; e tornato ad Alessandria e confidato il segreto a’ più intimi +suoi ufficiali, il Pellegrini, il Grioli, l’Isnardi, il Chiassi, il +Lombardi, n’ebbe da tutti la stessa risposta ch’egli aveva data a +Garibaldi. Se non che, era sogno troppo dorato. Scorsi pochi giorni, +Garibaldi richiamava a Torino il Sacchi, e gli annunziava che il +re Vittorio non solo negava il suo consenso al noto progetto, ma +raccomandava che l’esercito stesse più serrato e disciplinato che +mai, pronto a fronteggiare tutti gli eventuali nemici che gli stessi +avvenimenti del Mezzodì potevano suscitare. + +E così fu che il posto assegnato, nella mente di Garibaldi alla brigata +Reggio, toccò ai Mille. Certo che quell’idea rasentava l’utopía; nè +era presumibile che Vittorio Emanuele, re prudente ed accorto se mai +ve ne fu, e conscio de’ suoi doveri costituzionali, avrebbe impegnato +la sua regia parola in un complotto che gettava il suo Stato novello +nell’ignoto d’un’avventura, ed equivaleva ad un’aperta dichiarazione di +guerra. + +Valga piuttosto il fatto, quale sulla fede di non disputabile +testimonianza l’abbiamo narrato,[18] a chiarire sempre più in quale +confidente abbandono d’ogni più riposto loro pensiero vivessero a que’ +giorni il Re Galantuomo e il Condottiero popolare, ed a riattestare +in faccia alla storia, se pur ve n’ha mestieri, quanto fosse grande la +complicità della Monarchia in quella congiura fortunata, che ebbe per +prologo Marsala e per lieta catastrofe l’unità nazionale. + +E sia pur vero che quella complicità sia stata, in sulle prime +segnatamente, peritosa, ambigua, negativa: chiunque abbia senso delle +necessità d’uno Stato, e memoria de’ pericoli che attorniavano a que’ +giorni l’Italia, intende che non poteva essere diversa. La rivoluzione +poteva azzardar tutto su una carta; la Monarchia no. L’alleanza +della Monarchia colla rivoluzione non poteva essere effettuabile e +fruttuosa che a due patti: che entrambe operassero a seconda della loro +natura, e che l’una non usurpasse le parti e non intralciasse l’azione +dell’altra. Un partito rivoluzionario che si fosse proposto procedere +coi riguardi, le cautele, gli scrupoli d’un governo costituito, si +sarebbe esausto nelle sterilità; un Governo che avesse voluto seguir +gli andamenti, imitare le audacie e affettare la irresponsabilità d’un +partito rivoluzionario, si sarebbe infranto contro la lega di tutti gli +altri governi costituiti, e avrebbe trascinato nella propria rovina la +causa stessa che voleva difendere. Era lecito a Garibaldi ed a’ suoi +tentare il magnanimo giuoco, poichè al postutto si arrischiavano bensì +molte vite preziose, ma non la patria tutta; il Governo del nuovo Regno +d’Italia, responsabile non solo dell’esistenza sua, ma dell’avvenire +della nazione intera, non poteva, senza abiura della sua stessa +missione, correre la medesima sorte. + +Queste pertanto e non altre le ragioni della politica all’aspetto +obliqua, dubbiosa e talvolta bifronte del conte di Cavour alla vigilia +di Marsala. Il problema che per Garibaldi era semplicissimo, per lui +era terribilmente complesso ed aggrovigliato. Egli non poteva certo, +senza offendere il sentimento della universalità degl’Italiani, guardar +con occhio indifferente la sommossa siciliana, molto meno lasciarla +strozzare disperata d’ogni soccorso; ma non poteva nemmanco farsene +aperto campione, nè recare ostensibilmente un aiuto che avrebbe svelato +anzi tempo il fine ultimo della sua politica, e attirato sopra il +giovine Regno italiano la collera sino allora delusa e blandita di +tutta l’Europa conservatrice. Poteva però permettere che l’aiuto si +recasse, o fingere di non poter impedire che fosse recato; ma perchè +questa tattica, non grande per fermo, ma certo utilissima, sortisse +tutto il suo pieno effetto, gli era mestieri appunto di quell’arte +occulta, sottile, prestigiosa, lesta di mano e larga di coscienza che +offende le anime rettilinee e cavalleresche, e spiace in sulle prime ad +amici e nemici; ma vien poi sempre perdonata, tanto è umana essa pure, +in virtù dello scopo e in grazia del successo. + +E così fece. Che il conte di Cavour avesse scorto fin da’ primi giorni +la grande importanza del moto siciliano, lo accerti questo solo: che +prima ancora di conoscere gl’intendimenti di Garibaldi, egli fece +chiedere al generale Ribotti[19] (quel medesimo che aveva comandato +i primi corpi volontari di Modena e di Parma), se, venendo il caso, +avrebbe consentito d’andare a capitanare anco gl’insorti di Sicilia. +Poscia ebbe egli pure, come li avrà più tardi Garibaldi, alcuni giorni +di dubbiezza e d’indecisione: le novelle di Sicilia non venivano +più così propizie; già correva voce che l’insurrezione agonizzasse +nei monti; e naturalmente l’uomo di Stato prima di dar un passo e di +scoprire i suoi intendimenti esitava. + +Tuttavia, quando intese che la lotta nell’Isola persisteva e che +Garibaldi s’era impegnato a soccorrerla; quando udì intorno a sè gli +esuli di Napoli e di Sicilia preganti per la loro terra nativa; quando +vide tra i complici e i fautori dell’insurrezione i suoi stessi amici +e più fidati seguaci; quando s’accorse che il grido per la Sicilia +non era artificio d’un sol uomo o d’un sol partito, ma eco schietta +e profonda d’un sentimento dell’intera nazione; allora non vacillò +più, e concesse a’ soccorritori tutto quello che a governante di Stato +ordinato era lecito concedere: la balía di prepararsi, d’armarsi, di +salpare all’ombra del suo Governo e sotto l’egida del suo Re.[20] + +Così quando il Comitato del _Milione di fucili_ fece intendere che le +armi raccolte a Milano dovevano essere trasportate a Genova, finse +di non saperlo; che se poi quell’armi furono negate e sequestrate, +l’autore del diniego e del sequestro è noto; una appunto di quelle +anime rettilinee e cavalleresche che non sapevano seguire la politica +molto curvilinea del conte di Cavour; nè intendere si «potesse avere +un rappresentante presso il Re di Napoli e mandar de’ fucili in +Sicilia.[21]» + +Così quando tra il 18 e il 19 aprile Giuseppe La Masa si presentava al +conte di Cavour per chiedergli in nome de’ suoi compagni d’esiglio di +voler concedere alla insurrezione un aiuto un po’ più efficace della +semplice astensione e di risarcire almeno i fucili staggiti a Milano; +ecco il Conte fare un altro passo ancor più decisivo, e ordinare al +La Farina di somministrare a Garibaldi quante armi avesse disponibili +ne’ suoi depositi la Società nazionale. Che se poi quelle armi +parvero scarse e pessime, e furon date con avarizia e mala grazia, e +rinfacciate poi con acrimonia e superbia, la colpa ricade sull’uomo che +il Cavour s’era tolto a Ministro della sua politica segreta, un uomo +di nobile mente, di infaticabile e fervido patriottismo; ma invasato +di passione partigiana, infatuato nell’idea d’aver egli solo preparato +la spedizione siciliana, e morto col rancore male dissimulato[22] di +aver rappresentato sulla scena italiana una parte poco vistosa e poco +applaudita. + +E così finalmente, quando la spedizione fu in procinto di partire, +inviava nelle acque di Sardegna l’ammiraglio Persano, coll’ordine di +catturare i volontari se toccavano qualche porto dell’Isola,_ ma di +lasciarli procedere nel loro camminino incontrandoli per mare_; ordine, +a dir vero, che non imponeva all’Ammiraglio alcuno sforzo straordinario +d’acume, nè alcuna prova singolare di coraggio per essere nel suo vero +senso interpetrato.[23] + + +IX. + +Intanto Garibaldi, visitato nuovamente a Torino dal Crispi, dal Medici, +dal Finzi, dal Bertani, e presi con loro gli ultimi accordi, partiva +il giorno 20 aprile per Genova, e dalla casa del suo amico Coltelletti +passato tostamente nella Villa Spinola presso Quarto, offertagli +dall’altro suo amico Candido Augusto Vecchi, piantava colà il Quartier +generale della spedizione. + +Questa infatti pareva irrevocabilmente deliberata. Il Bixio, cercato +indarno un bastimento che assumesse il viaggio periglioso, pel puro +noleggio, era riuscito più fortunatamente a persuadere Raffaele +Rubattino a lasciarsi rapire, con un simulacro di pirateria, e mercè la +sola malleveria della firma di Garibaldi, due de’ suoi piroscafi, e al +più era provveduto. + +Le carabine di Milano si potevan dire perdute; ma i mille cinquecento +fucili e le cinque casse di munizioni, promessi dal La Farina, e +qualche diecina di carabine e di rivoltelle raccolte a Genova, parevan +bastare al bisogno. I danari penuriavano, ma si contava sulla cassa +del _Milione di fucili_ e intanto si suppliva alle prime spese con +ottomila lire mandate dai Pavesi e con qualche dono venuto a Garibaldi +da Montevideo. + +La gioventù abbondava e passeggiava anche troppo rumorosamente le +strade di Genova: l’accordo infine tra i capi delle varie parti, o +meglio dire tra i membri dei varii Comitati patriottici (quello di +_Soccorso degli Esuli siciliani_; quello della _Società nazionale_; +quello del _Partito d’azione_), pareva più o meno affettuosamente +stabilito; e una voce già correva da Villa Spinola per tutte le fila +che la notte del 27 aprile si sarebbero salpate le àncore. + +Se non che le Bande siciliane toccavano appunto in que’ giorni la rotta +di Carini; e un telegramma in cifra spedito da Malta da Nicola Fabrizi +a Francesco Crispi venne interpretato così: + + «Malta, 26 aprile 1860. + + Completo insuccesso nelle provincie e nella città di Palermo. Molti + profughi raccolti dalle navi inglesi giunti in Malta.[24]» + +Era quanto dire tutto finito; e se i più, gli esuli principalmente, non +potevano ancora confessarlo, Garibaldi, il quale fin da principio aveva +posto per condizione del suo soccorso la durata dell’insurrezione, +e si era mostrato più d’ogni altro impensierito della gravità del +cimento, appena udito l’infausto annunzio dichiarò che l’impresa era +ormai impossibile, e ne disdisse egli stesso gli apparecchi. Con quale +animo i principali attori e cooperatori della spedizione accogliessero +l’inattesa risoluzione del loro Capitano, non si potrebbe con una +sola parola ridire. I consigli e i propositi furono diversi secondo +i caratteri e i temperamenti, gl’interessi e le parti. Chi esclamava, +come il La Masa: Garibaldi non necessario, e lui essere sempre pronto +a prenderne il posto; chi sconsigliava severamente la spedizione +come il Sirtori, ma diceva: «se Garibaldi parte io lo seguo;» chi +la dava addirittura per fallita e se ne ritornava rassegnato a +Torino, come il La Farina; chi infine, come il Crispi, il Bertani, +il Bixio persistevano a crederla sempre effettuabile, e con questa +nobile ostinazione nell’animo si stringevano intorno al Generale, +scongiurandolo a non desistere dal magnanimo voto, a non privare quella +povera Isola combattente del poderoso soccorso della sua spada, a +pensare a tanta gioventù accorsa d’ogni dove per combattere o morire +con lui: a pensare all’Italia. + +Generosi consigli, ma vani: Garibaldi ne’ solenni cimenti non li +prende mai che da sè stesso. Però ascoltava cortesemente tutti; ma +non dava risposta concludente e decisiva a veruno. Fin dall’arrivo di +quell’infausto telegramma aveva mutato d’aspetto. Fattosi anche più +pensoso e taciturno del consueto, andava solitario lungo la spiaggia +del mare e vi restava lunghe ore immobile, silenzioso, cogli occhi +fissi ad un punto dell’orizzonte, come se vi scorgesse tra le ultime +brume la immagine dolente e insanguinata della Sicilia, e ognuna di +quelle ondate che veniva a frangersi a’ suoi piedi gli portasse dal +deserto infinito il responso del suo destino. + +Così era fatto Garibaldi! Il consiglio decisivo egli non lo chiedeva +più oramai ai sillogismi della ragione; ma lo aspettava da que’ moti +istintivi, da quelle ispirazioni inconscie, da quei presagi fatidici +che sono il sesto senso, la coscienza privilegiata, il Dio ignoto de’ +poeti e degli eroi. + +Però ripetiamo qui ciò che scrivemmo in altre pagine, per risposta ai +tanti che si vantarono d’avergli persuaso Marsala: nessuno lo persuase; +nessuno lo dissuase. Garibaldi non può essere misurato al metro comune, +e chi lo dimentichi rischierà quasi sempre di sbagliare la giusta +grandezza così delle sue colpe, come delle sue virtù. La Poesia, +fatidica interprete della storia umana, attribuì sempre ad una volontà +divina le gesta solenni degli eroi; e solo al celeste lume della Poesia +convien cercare la spiegazione suprema di Marsala. È l’Araldo di Giove +che strappa il Dardanide dai molli talami della Cartaginese, e gli +rammenta il grande fato di Roma; è l’Angiolo del Signore che scuote +in sogno il pio Goffredo e gli addita il Sepolcro di Cristo; son voci +arcane dall’alto che suscitan la Vergine di Domrémy e l’armano per il +riscatto della patria sua; e fu certo una gran voce echeggiata dentro +le profondità più ascose dell’anima sua, quella che troncò tutti i +contrasti, vinse tutte le dubbiezze di Garibaldi, e all’improvviso, +imperiosamente, inappellabilmente, come un cenno di Dio, gl’intimò +la partenza: «Partiamo,» disse il 1º maggio agli amici raccoltisi +ancora intorno a lui a iterare le preghiere e supplicare la risposta: +«Partiamo, ma purchè sia domani.» E domani non era possibile; ma quel +grido subitaneo d’impazienza, quella fretta quasi febbrile, dopo tanti +giorni d’indecisione, attesta una volta di più che l’eroe agiva oramai +sotto l’impero d’una volontà arcana, e che scendendo nell’arena egli +sentiva intorno a sè, come Achille e Rolando, l’egida d’una protezione +divina. + + +X. + +La sera del 4 maggio Genova ferveva d’insolito moto. Le vie brulicavano +d’una folla straordinaria; capannelli di cittadini si componevano +e scomponevano rapidamente in tutti i canti, e la voce: «Partono +stanotte,» volava con accenti alterni di ansietà e di gioia su tutte +le labbra. Intanto drappelli di giovani, all’aspetto forastieri, +traversavano taciti e affrettati la città e si dirigevano tutti +insieme, come mossi da un solo pensiero, fuori di Porta Pila. Poche +ore dopo il Bixio, finto pirata, saltava con pochi seguaci a bordo del +_Piemonte_ e del _Lombardo_ (i due vapori concessi dal Rubattino) e +se ne impadroniva, e Garibaldi in camicia rossa e _puncio_ americano, +il sombrero sugli occhi, la sciabola sulle spalle, il _rewolver_ +e il pugnale alla cintura, scendeva sul far della mezzanotte da +Villa Spinola alla spiaggia di Quarto, e colà attorniato tosto da’ +suoi volontari giunti prima di lui al convegno, e tornato sereno e +quasi ilare, vi attendeva in placidi ragionari l’arrivo dei predati +bastimenti. Il Governo solo in tanto tramenío sembrava dormire +profondamente. + +Era però succeduto un piccolo incaglio. L’operazione de’ bastimenti era +stata più lunga del supposto; la macchina del _Lombardo_ non funzionava +bene, talchè era stato mestieri che il _Piemonte_ se lo attaccasse alla +poppa e lo traesse a rimorchio; onde Garibaldi, dubitando di qualche +inatteso sinistro, fu preso subitamente da una tal quale impazienza, +e buttatosi in un canotto faceva vogare a forza di poppa verso Genova +per verificare co’ suoi occhi la causa dell’indugio. Fortunatamente +i bastimenti erano già in cammino; e Garibaldi balzato a bordo del +_Piemonte_ e preso da quel momento il governo della piccola flottiglia, +comandò egli stesso la manovra per accostar la spiaggia di Quarto. +Colà tutto era pronto: da Villa Spinola eran già stati calati i mille +fucili, non più, dati dal La Farina[25] (i viveri, le munizioni e +il resto dell’armi dovevano esser presi in mare); il Bertani aveva +già consegnato a Garibaldi trentamila franchi in oro, terzo della +somma offerta del _Milione di fucili_;[26] i Legionari «battevano +il piede sulla spiaggia, come il corsiero generoso impaziente delle +battaglie;[27]» e in brev’ora, senza strepito e senza disordine, tutto +fu imbarcato. + +Già biancheggiava l’alba del 5 maggio: le camminiere fumavano; la +rotta era segnata; tutti gli ordini erano dati; il Bixio al comando del +_Lombardo_, il Castiglia a quello del _Piemonte_, non attendevano più +che il segnale; Garibaldi tuonò un sonoro: _Avanti_; le àncore furono +salpate; le ruote si scossero; le prue si drizzarono verso sirocco, e +in brev’ora le due navi non furono che due masse nere, sormontate da un +pennacchio grigio, sulla glauca conca del Golfo ligure. + +_O nimis optato sæclorum tempore nati — Heroes salvete_.[28]» Voi +portate l’Italia e la sua fortuna; voi state per scrivere una delle +più stupende pagine del secolo nostro; voi apparecchiate alla patria +l’unità, alla poesia la leggenda, al valore latino una novella +apoteosi, e felici o sfortunati siete immortali. Però scegliere tra +voi la schiera de’ più eletti sarebbe ingiusto: vi accomuna la fede +nella virtù, vi uguaglia la religione del sacrificio, e Omero dovrebbe +scrivere il vostro eroico catalogo coll’intero Albo dei _Mille_. + + +XI. + +Garibaldi non poteva cimentar sè e la causa d’Italia a sì perigliosa +avventura senza chiarire alla nazione ed al suo capo i propri +intendimenti e, soprattutto, senza stringere co’ suoi amici lasciati +sul Continente tutti gli accordi che valessero ad assicurargli alle +spalle una base d’operazione ed una fonte durevole di soccorso. + +Al Re aveva scritto: non aver consigliato l’insurrezione dei Siciliani, +ma dacchè essi s’erano levati in nome dell’unità italiana non poter +più esitare a correre in loro aiuto. Sapeva la spedizione pericolosa, +ma confidava in Dio e nel valore de’ suoi compagni. «Suo grido sarebbe +sempre: Viva l’Unità d’Italia e Vittorio Emanuele, suo primo e più +prode soldato. Non avergli comunicato il suo progetto, perchè temeva +che la grande devozione che nutriva per lui l’avesse persuaso ad +abbandonarlo.[29]» + +All’esercito, memore della promessa fatta al Sacchi, raccomandava di +non sbandarsi, di sovvenirsi che anche nel Settentrione avevamo nemici +e fratelli, di stringersi sempre più ai suoi valorosi ufficiali ed a +quel Vittorio, la di cui bravura «può essere rallentata un momento da +pusillanimi consiglieri, ma che non tarderà a condurli a definitivi +trionfi.[30]» + +Finalmente ad Agostino Bertani, creato da lui suo proministro per tutta +Italia, lasciava questi amplissimi incarichi: + + «Genova, 5 maggio 1860. + + »Mio caro Bertani, + + »Spinto nuovamente sulla scena degli avvenimenti patrii, io lascio + a voi gli incarichi seguenti: + + »Raccogliere quanti mezzi sarà possibile per coadiuvarci nella + nostra impresa; + + »Procurare di far capire agl’Italiani, che, se saremo aiutati + dovutamente, sarà fatta l’Italia in poco tempo, con poche spese; + ma che non avranno fatto il dovere, quando si limitano a qualche + sterile sottoscrizione; + + »Che l’Italia libera d’oggi, in luogo di centomila soldati deve + armarne cinquecentomila, numero non certamente sproporzionato + alla popolazione, e che tale proporzione di soldati l’hanno gli + Stati vicini, che non hanno indipendenza da conquistare; con tale + esercito l’Italia non avrà più bisogno di stranieri, che se la + mangiano a poco a poco col pretesto di liberarla; + + »Che ovunque sono Italiani che combattono oppressori, là bisogna + spingere tutti gli animosi e provvederli del necessario per il + viaggio; + + »Che l’insurrezione siciliana non solo in Sicilia bisogna aiutarla, + ma nell’Umbria, nelle Marche, nella Sabina, nel Napoletano, ec., + dovunque sono dei nemici da combattere. + + »Io non consigliai il moto della Sicilia, ma venuti alle mani quei + nostri fratelli, ho creduto obbligo di aiutarli. + + »Il nostro grido di guerra sarà: _Italia e Vittorio Emanuele_; + e spero che la bandiera italiana anche questa volta non riceverà + sfregio. + + »Con affetto + + »vostro GIUSEPPE GARIBALDI.[31]» + +E questo mandato troppo per sè solo vago e indeterminato, combinato +con altre lettere e discorsi di Garibaldi, diverrà poi il primo germe +maligno di dissidi che minacceranno più d’una volta di turbar la +concordia del partito nazionale e saranno origine di alcuni non lieti +episodi che avremo a narrare fra poco. + +Se non che la fortuna parve fin dai primi passi corrucciarsi +dell’audace disfida, e suscitò ai navigatori una imprevista difficoltà. +Una parte delle armi, e tutte le munizioni erano state caricate sopra +due paranze, che dovevano aspettare con un fanale alla prua i due +vapori all’altezza di Bogliasco e in essi trasbordare il loro carico. +E difatti poco lontano dal punto indicato un fioco lume tremola sulle +acque e par che navighi esso pure verso i piroscafi; quando, a un +tratto che fu, che non fu,[32] il lume dà volta, s’allontana, dilegua, +lasciando tutta la costa nella silenziosa oscurità di prima. Indarno +Garibaldi fa rallentare le macchine, indarno fruga, quanto gira +l’occhio, la costa ed il mare; il mare e la costa non gli danno altra +risposta. Era una terribile verità: quella barca portava a bordo la più +necessaria parte dell’arsenale della spedizione; senza quella barca +anche quel migliaio di grami fucili del La Farina diventava affatto +inservibile; i Mille non erano più che una turba di viaggiatori inermi, +ed ogni altro capitano avrebbe giudicato la spedizione ineffettuabile +e deciso il ritorno. Non Garibaldi. Ordinato ai suoi Luogotenenti, +partecipi del segreto, di nascondere a chicchessia il contrattempo, +ormai fidente nella sua stella, e avendo probabilmente già trovato +nella fervida mente il rimedio del male: «Non importa, esclama, +facciamo rotta per il canale di Piombino;» e le due navi ripigliarono +all’istante l’interrotto cammino, e i Volontari, che s’erano tutti +levati a commentar quella sosta inattesa senza nulla capirne, tornarono +inconsci e tranquilli ad accucciarsi sul ponte, a spandersi nelle +cabine, a dondolarsi sui bordi; taluno a scriver le prime linee delle +sue Memorie; tal altro a battagliare, come Don Giovanni, tra i ricordi +della bella lasciata al paese, e gl’ingrati effetti del rollío e del +beccheggio. + +Poichè v’era tutto un mondo su quel naviglio: la recluta ed il +veterano; l’avventuriere e l’eroe; l’artista ed il filosofo; il +settario ed il patriotta; il lafariniano intollerante ed il mazziniano +arrabbiato: «il Siciliano in cerca della patria, il poeta d’un romanzo, +l’innamorato dell’obblío, l’affamato di un pane, l’infelice della +morte: mille teste, mille cuori, mille vite diverse; ma la cui lega +purificata dalla santità dell’insegna, animata dalla volontà unica di +quel Capitano, formava una legione formidabile e quasi fatata.[33]» + + +XII. + +Oltrepassato il Canale di Piombino la mattina del 7 maggio, la piccola +flottiglia andò a gettar l’ancora innanzi a Talamone, a breve tratto da +Porto Santo Stefano, a poche miglia da Capo Argentaro e dalla fortezza +d’Orbetello. Nè fu certo per riposarvi. + +Parecchie potevano essere le ragioni di quella fermata, ma principale +fra tutte quella di cercare su quella costa solitaria, ma spesseggiante +di fortilizi e di arsenali terrestri e marittimi, un mezzo, un +espediente qualsiasi per risarcire la grave perdita delle munizioni, +o predate o smarrite colla paranza di Portofino. E però fu anche +questo il primo scopo, cui Garibaldi converse i suoi pensieri. +«Talamone (narra egli stesso) aveva un povero porto poveramente armato, +comandato da un ufficiale e da pochi veterani. I Mille avrebbero potuto +facilmente impadronirsene anche scalandolo; ma non sembrò conveniente, +e perchè si sarebbe fatto troppo chiasso, e perchè non si era certi di +trovarvi quanto abbisognava.» + +Conveniva dunque fidare in qualche stratagemma, e Garibaldi, già, lo +sappiamo, non ne fu mai a corto. + +Sovvenutosi d’aver seco nel poco bagaglio la sua uniforme da Generale +piemontese del 1859, appena sceso a terra la indossò, e fatto chiamare +a sè il vecchio Comandante di Talamone, gli fu facile ottenere da +lui, parte col prestigio del nome e l’affabilità de’ modi, parte +coll’autorità di quell’assisa, tutto quanto gli occorreva. Se non +che il Castellano era più volenteroso che ricco; nella sua vecchia +bicocca non v’erano più che pochi fucili arrugginiti e un’antiquata +colubrina; buoni pur quelli, pensò il Capitano de’ Mille, ma non +certo bastevoli alla sua grande miseria. Fortunatamente però il +Comandante di Talamone nel consegnargli que’ poveri rimasugli fece +intendere che le scorte di guerra di tutto quel tratto di costa +erano raccolte nel forte di Orbetello, e che colà certamente la +spedizione avrebbe trovato quanto le poteva occorrere. Bastò. Pochi +istanti dopo il colonnello Türr riceveva da Garibaldi l’incarico di +chiedere al Comandante d’Orbetello quante armi e munizioni aveva in +serbo ne’ suoi arsenali; e due ore dopo, munito di questo biglietto +di Garibaldi: — «Credete a tutto quanto vi dice il mio Aiutante di +campo, il colonnello Türr, ed aiutateci con tutti i vostri mezzi per +la spedizione che io intraprendo per la gloria del nostro re Vittorio +Emanuele e per la grandezza d’Italia;» — il Colonnello stesso si +presentava al maggiore Giorgini, tale era il nome del Comandante, e +gli esponeva l’oggetto del suo mandato. Il Giorgini in sulle prime, +sgomento della grave responsabilità cui andava incontro, ne rifuggì +apertamente; ma poi il Türr seppe tanto dire e fare e così destramente +dimostrargli l’impresa esser voluta dal Re, andarne della Sicilia non +solo, ma dell’Italia, ogni ritardo poter riuscire esiziale, infine +la responsabilità del concedere essere in quel caso un nulla al +paragone di quella del rifiutare, che il buon Giorgini, ascoltando +certo più le voci del patriottismo che quelle della rigida disciplina +militare, finì col darsi per vinto, e col concedere tutto quanto gli +era richiesto. Nè infatti quel giorno era ancora tramontato, che lo +stesso Giorgini conduceva a Garibaldi (tenersi dal vedere egli stesso +il magico eroe non avrebbe potuto) centomila cartocci, tre pezzi da +sei e milleduecento cariche, le quali, unite ai vecchi schioppi e alla +barocca colubrina di Talamone, compirono l’armamento ben degno di quei +Mille _pezzenti_ alla conquista di un regno.[34] + +Ma di pari passo a questa, un’altra operazione, importantissima fra +tutte, era stata compiuta. La gente imbarcata a Quarto non era fino +allora che una turba informe e confusa; conveniva darle al più presto +una forma ed un aspetto militare. Però anche a questa bisogna poche ore +bastarono. Scesi a terra i Legionari, e passata una prima rassegna, +millesettantadue risposero all’appello. In seguito, divisa la gente +in nove compagnie, ed eletti: a Capo dello Stato Maggiore Giuseppe +Sirtori, del Quartier generale Stefano Türr, dell’Intendenza Giovanni +Acerbi, del Corpo sanitario il dottor Ripari; fu letto un Ordine del +giorno, nel quale, dopo aver stabilito che il corpo riprenderebbe +il nome di _Cacciatori delle Alpi_, e raccomandata l’abnegazione +e la disciplina, era proclamato che il suo grido sarebbe sempre +quello, rimbombato già sulle sponde del Ticino: _Italia e Vittorio +Emanuele_.[35] L’organizzazione poi, soggiungeva l’Ordine del giorno, +sarebbe stata «in tutto simile a quella dell’esercito italiano a cui +apparteniamo, ed i gradi, più che al privilegio, _sono dati_ al merito, +e sono gli stessi già coperti su altri campi di battaglia.[36]» + +A questo solo però non s’eran fermate le cure di Garibaldi. Il pensiero +vagheggiato fin dai giorni della Cattolica di un’invasione nelle +provincie romane, egli l’aveva sepolto in fondo al cuore, ma deposto +non mai; e la riscossa siciliana non aveva fatto che ridestarlo e +richiamarlo a vita novella. Nella mente sua un concetto non escludeva +l’altro, anzi a vicenda s’integravano e insieme compievano quel disegno +d’insurrezione generale di tutta Italia, che era il suo eroico sogno, +e di cui i «cinquecentomila volontari e il milione di fucili» dovevano +essere i fattori e gli stromenti. + +Poichè l’eroe aveva promesso il suo braccio ai Siciliani, e’ non +intendeva ritrarlo; ma pensava sempre che la Sicilia potesse essere +soccorsa in due modi: recandole un rinforzo d’armi e d’armati; e +suscitando nella restante Italia, rimasta schiava, segnatamente nelle +Marche, nell’Umbria e nel Napoletano, una vasta sommossa che mettesse +in fiamme tutta la Penisola, e finisse una buona volta, per dirla con +lui, «le nostre miserie di tanti secoli.» Da ciò le parole al Bertani +«che l’insurrezione siciliana non solo in Sicilia bisogna aiutarla, ma +dovunque sono nemici;» da ciò la lettera al Medici (Genova, 5 maggio +1860), nella quale consigliandolo a serbarsi per altre imprese ed a +fare ogni sforzo per inviare soccorsi di armi e di gente in Sicilia, +gli aggiungeva di fare «lo stesso nelle Marche e nell’Umbria, ove +presto sarà l’insurrezione, e dove presto conviene promuoverla a +tutta oltranza.[37]» Da ciò infine l’appello agl’Italiani bandito da +Talamone: «Che le Marche, l’Umbria, la Sabina, Roma, il Napoletano, +insorgano per dividere le forze de’ nostri nemici;» e quale ultimo +portato di quest’idea, quella diversione o spedizione nell’Umbria, che +fu detta di Talamone. + +Di questo fatto inesattamente si scrisse, e male si giudicò fin +d’allora; ma alieni dall’occupare, con litigiose digressioni, il posto +sacro alla Storia, ci restringeremo a dire del fatto, quanto a noi +stessi, testimoni e attori involontari, consta in modo non discutibile, +nè confutabile. + +Nella mattina stessa del 7 maggio, Garibaldi faceva chiamare nella +casa del Gonfaloniere, dove aveva posto il Quartier generale, il +colonnello Zambianchi e gli proponeva di mettersi a capo d’una schiera +di Cacciatori delle Alpi per tentare un’invasione nell’Umbria dal lato +di Orvieto. Gli avrebbe dato, diceva, armi e danari; l’affidava che a +poche miglia avrebbe trovato una colonna già in marcia di Livornesi che +s’unirebbe a lui; lo lusingava che una spedizione si stesse preparando +a Genova dal Cosenz e dal Medici, e ch’egli stesso, Garibaldi, potesse +comparire nell’Umbria e pigliare il comando dell’impresa. + +E questo fu il primo capitale errore del Duce dei Mille. Lo Zambianchi, +colonnello nel 1849 de’ Gendarmi della Repubblica romana, aveva +lasciato dietro a sè una fama piuttosto di brutalità che di prodezza; +e non possedeva certo alcuna delle doti necessarie a governare una +siffatta impresa. Appunto perchè grosso di cervello, quanto spavaldo di +cuore, non si rese alcun conto della difficoltà e della responsabilità +del mandato, e l’accettò. Garibaldi gli diè facoltà di scegliersi, fra +i Mille, una schiera di cinquanta o sessanta volontari, gli assegnò +egli stesso due o tre ufficiali (buoni, diceva il Generale), i quali, +indarno supplicato di non essere staccati dai camerata coi quali +eran partiti, ma non volendo in quell’ora solenne dar l’esempio d’una +indisciplinatezza, si rassegnarono al sacrificio; gli pose nelle mani +sessanta buone carabine, quaranta _revolver_ e seimila franchi; gli +consegnò un Manifesto da bandirsi ai Romani, e un foglio d’Istruzioni +tutto di suo pugno e lo mandò con Dio. + +Il Manifesto già noto diceva: + + «Romani! + + »Domani voi udrete dai preti di Lamoricière che alcuni _Mussulmani_ + hanno invaso il vostro terreno. Ebbene, questi _Mussulmani_ sono + gli stessi che si batterono per l’Italia a Montevideo, a Roma, in + Lombardia! quelli stessi che voi ricorderete ai vostri figli con + orgoglio, quando giunga il giorno che la doppia tirannía dello + straniero e del prete vi lasci la libertà del ricordo! + + »Quelli stessi che piegarono un momento davanti ai soldati + agguerriti e numerosi di Buonaparte, ma piegarono colla fronte + rivolta al nemico, ma col giuramento di tornare alla pugna, e con + quello di non lasciare ai loro figli altro legato, altra eredità + che quella dell’odio all’oppressore ed ai vili! + + »Sì, questi miei compagni combattevano fuori delle vostre mura, + accanto a Manara, Melara, Masina, Daverio, Peralta, Panizzi, + Ramorino, Mameli, Montaldi, e tanti vostri prodi che dormono presso + alle vostre catacombe, ed ai quali voi stessi deste sepoltura, + perchè _feriti per davanti_. + + »I vostri nemici sono astuti e potenti, ma noi marciamo sulla terra + degli Scevola, degli Orazii e dei Ferrucci; la nostra causa è la + causa di tutti gl’Italiani. Il nostro grido di guerra è lo stesso + che risuonò a Varese ed a Como: _Italia e Vittorio Emanuele!_ e + voi sapete che con noi, caduti o vincenti, sarà illeso l’onore + italiano. + + »G. GARIBALDI + + »Generale romano promosso da un Governo + eletto dal suffragio universale.» + +Le Istruzioni, ignorate sino ad ora e che per la prima volta si +pubblicano, aggiungevano:[38] + + _Istruzioni al comandante Zambianchi._ + + «1º Il comandante Zambianchi invaderà il territorio pontificio + colle forze ai suoi ordini, ostilizzando le truppe straniere + mercenarie di quel Governo antinazionale con tutti i mezzi + possibili. + + »2º Egli susciterà all’insurrezione tutte quelle schiave + popolazioni contro l’immorale Governo, e procurerà ogni modo + per attrarre con lui tutti i soldati italiani che si trovano al + servizio del Papa. + + »3º Egli, campione della causa santa italiana, reprimerà qualunque + atto di vandalismo col maggior rigore, e procurerà di farsi amare + dalle popolazioni. + + »4º Chiederà, come è giusto, dai Municipi ogni cosa, di cui possa + aver bisogno in nome della Patria, che compenserà alla fine della + guerra ogni spesa sopportata da particolari e Comuni. + + »5º Egli propagherà l’insurrezione dovunque negli Stati del Papa + ed in quelli del Re di Napoli, evitando, per quanto è possibile, di + percorrere gli Stati italiani del re Vittorio Emanuele, il nome del + quale e d’Italia saranno il grido di guerra d’ogni Italiano. + + »6º Eviterà più che possibile d’accettare soldati dell’esercito + nostro regolare, anzi raccomanderà a questi di non abbandonare le + loro bandiere, e che non tarderà il loro turno in combattimenti + maggiori. + + »7º Trovandosi con altri corpi italiani nostri, procurerà di + accordarsi circa le operazioni. Se alla testa di quei corpi + si trovassero i brigadieri Cosenz o Medici, egli si porrà + immediatamente ai suoi ordini, e se vi fosse guerra tra Vittorio + Emanuele e i tiranni meridionali, allora si porrebbe agli ordini + del comando superiore del Re o chi per lui. + + »(_Firmato_) G. GARIBALDI + + »Generale del Governo di Roma, eletto dal suffragio universale + e con poteri straordinari.» + +Ora come Garibaldi potesse dar per cosa quasi certa la prossima +entrata del Cosenz e del Medici[39] nelle provincie romane, e molto +più come potesse credere che l’esercito regio li avrebbe o preceduti +o spalleggiati, è problema che forse Garibaldi stesso non saprebbe +risolvere; uno dei tanti enigmi di cui tutte le congiure son piene, e +quella del risorgimento italiano è riboccante. + +Comunque, lo Zambianchi, radunata la sua piccola schiera, la sera +stessa del 7 maggio spiccò la marcia verso Fontebranda, e incontrata la +mattina vegnente la colonna promessagli de’ Livornesi,[40] continuò, +attraverso tutta la Maremma grossetana, senza mai incontrare su +suoi passi l’ombra d’un ostacolo. Soccorso dai Municipi di viveri, +di vesti, e talvolta, come a Scansano, di armi; non molestato dalle +Autorità governative, e spesso segretamente secondato, arrivò dopo +dodici giorni di viaggio agiato e tranquillo a Pitigliano sul confine +della provincia orvietana. Colà ospitato, mantenuto, al solito, +festeggiato dagli abitanti, sostò comodamente altri tre giorni; e tra +il 20 e il 21 sconfinò. I troppi saggi di volgarità e d’imperizia dati +dallo Zambianchi non consentivano più alcuna illusione sull’esito +finale dell’impresa, e i pochi che nelle file ragionavano ancora, +lo prevedevano e ne tremavano. Ma che fare? Non avrebbero potuto +denunciare l’inettitudine del Comandante senza taccia di sediziosi; +non sottrarsi al destino de’ loro camerata senza taccia di disertori, e +convenne loro rassegnarsi, tacere e marciare sino alla fine. Infatti, +giunti alle grotte di San Lorenzo, tra Valentano e Acquapendente, la +catastrofe, preveduta, precipitò. Il Colonnello, disposti a rovescio +gli avamposti e trascurate le più elementari norme di cautela militare, +aveva lasciato i volontari disperdersi tra le case e le cantine, +dove col dolce vin di Orvieto gli abitanti medesimi li attiravano; +e abbandonatosi egli stesso a copiose libazioni, era caduto, briaco +fradicio, in pesantissimo sonno. + +Intanto, scorsa poco più d’un’ora, uno squadrone di Gendarmi, +condotti da quello stesso colonnello Pimodan che lasciò poi la vita +a Castelfidardo, entrava di sorpresa nel villaggio e lo traversava +ventre a terra in tutta la sua lunghezza. Se non che non tutti erano +venuti a patti coll’_Orvietano_: una mano di valorosi oppose da un +caffè una disperata resistenza; al rumore della zuffa accorrono via via +i più vicini e i meno assonnati: la pugna si accende alla spicciolata +in più luoghi: una barricata improvvisata dinanzi al caffè sbarra la +via ai cavalli nemici; una scarica bene aggiustata, penetrando nei +loro fianchi, ne abbatte alcuni, e sgomina gli altri; e in men di +due ore gli assalitori sono costretti a dar volta precipitosamente, +lasciando dietro a sè non pochi feriti e prigionieri. I Garibaldini +dunque non furono sconfitti, siccome i Pontificii spacciarono e molti +ripeterono:[41] essi restarono padroni del terreno; essi stettero +ancora accampati sul territorio pontificio circa tre ore, e soltanto al +calar della sera in ordine minaccioso, trascinando seco lo Zambianchi +più come un ostaggio che come un capitano, ripassarono il confine a +Sovano, dove il Governo di Ricasoli, che quindici giorni prima li aveva +lasciati armare de’ suoi fucili, li disarmò. + +E così nacque, procedette e finì la spedizione delle Grotte. Commessa +a forze inadeguate, guidata da capo imbelle ed inetto, tentata in ora +inopportuna fra popolazioni intorpidite ed avverse, essa doveva fallire +al suo fine; ma se non fu vittoriosa nel suo campo, non ne recesse +nemmeno disonorata; e fruttò almeno un’utile diversione all’impresa +siciliana,[42] tenne incerti e confusi più giorni i governi nemici +d’Italia sui veri passi di Garibaldi e agevolò, col sacrificio di +sessanta dei Mille, la vittoria de’ loro compagni. + + +XIII. + +I Cacciatori delle Alpi erano già tornati a bordo; i cannoni di +Talamone già imbarcati; i vapori passati nella mattina dell’8 dal +Porto di Talamone in quel vicino di Santo Stefano, vi prendevano +il resto delle provvigioni da guerra e da bocca, e nel pomeriggio +del giorno stesso il naviglio sferrava nuovamente con mare placido +alla volta di Sicilia. E per due giorni e due notti nessun accidente +notevole. Sulla prua del _Piemonte_ erano stati posti in batteria la +colubrina e sul casseretto della sua poppa il cannone da quattro; i +Legionari pigliavano le armi e le munizioni: l’Orsini, nominato capo +dell’Artiglieria, piantava in un camerino un laboratorio pirotecnico; +c’era un po’ di maretta e qualche volontario pagava il tributo; ma nel +rimanente tutto andava a seconda. Soltanto a una cert’ora del giorno: +«Un uomo, un uomo in mare,» si udì gridare a prua del _Piemonte_; ed +infatti un volontario, chi disse caduto per caso, chi buttatosi per +accesso subitaneo di pazzia, dal bastimento, compariva e scompariva +sull’onde, sì che fu mestieri che il _Piemonte_ sciasse e mettesse +in acqua una lancia per pescare, non si seppe mai di certo, se il +naufrago o il suicida. Episodio insignificante, e che certo avremmo +taciuto, se Garibaldi, combinando insieme il ritardo cagionato da quel +salvataggio col perditempo occorsogli per la paranza delle munizioni +e colla conseguitane deviazione per Talamone, non avesse tratto da +tutti quegl’indugi la conseguenza che essi, anzichè nuocere, giovarono +provvidenzialmente all’impresa; sia continuando l’incertezza del nemico +sulla vera rotta dei due piroscafi, sia facendo in guisa che essi +arrivassero allo scoperto di Marettimo proprio nel momento, in cui la +crociera borbonica lasciava i paraggi di Marsala e correva a levante +verso Capo San Marco. + +Garibaldi invece non nota nemmen di sfuggita altro più grave caso +avvenutogli tra la notte del 10 e 11 maggio, e che per poco non cagionò +un cozzo rovinoso fra i due legni fratelli. Infatti era accaduto che +il _Lombardo_, filando due nodi meno del _Piemonte_, aveva perduto +tanta strada sul suo compagno, che al calar della notte era scomparso +affatto dalla sua vista. Era un grave inconveniente tanto più che nelle +tenebre il viaggiar di conserva diveniva indispensabile. Garibaldi +però decide di aspettare lo smarrito; ma poichè era già nelle acque +di Marettimo e poco lunge probabilmente dalla crociera nemica, così +aveva fatto spegnere a bordo tutti i fanali e intimato il più rigoroso +silenzio. Ma il _Lombardo_, che intanto aveva fatto strada, «giunto a +poche miglia da Marettimo vide a un tratto davanti a sè una massa nera, +immobile con tutto l’aspetto d’un nemico in agguato. Chi può essere, +che cosa può volere a quell’ora in quelle acque un bastimento a vapore +senza lumi, senza segnali, senza voci? Però è già da un quarto d’ora +che Bixio è fisso con tutti i sensi su quell’inerte e cieco fantasma; +ma più guarda, più ascolta e più il legno s’avanza e più gli cresce +nell’animo il sospetto, che sin dal primo istante gli era balenato. +Certo è una fregata nemica alla posta della preda. Che fare? Che fare? +Bisogna risolvere, e presto, finchè ne avanza il tempo. Madido di +freddo sudore, tremante di rabbia, ma coll’animo sacrato ad ogni più +mortale cimento, il Bixio ha deciso. Si rammenta che Garibaldi fin da +Genova gli mormorò all’orecchio: — Bixio, se mai.... all’arembaggio, +— e credendo giunta l’ora di eseguire l’ordine del suo Generale, urla +al macchinista di spingere a tutta forza, al pilota di drizzar la prua +sul supposto incrociatore, e sveglia con un disperato ululo d’allarmi +tutto il bastimento. In un baleno la voce corre che si è caduti nella +crociera borbonica; i volontari, che dormivano sicuri, si svegliano in +sussulto, danno di piglio alle armi, si schierano instintivamente lungo +i parapetti, si preparano a combattere contro chi, perchè, come, non +lo sanno; ripetendo macchinalmente quella parola _all’arembaggio_, che +molti non sanno nemmeno che cosa voglia dire, che i più, capaci appena +di tenersi ritti su un bastimento, non avrebbero nemmen saputo come si +tenti. Ma hanno fede in Bixio, e la disperazione opera l’usato effetto +di dar valore anche ai più imbelli. + +»E Bixio, dal canto suo, continua a camminare in tutta furia +sull’immaginario nemico, che immobile sempre pare che l’attenda e lo +sfidi. A un tratto una voce sonora, piena, calda come un bramito, +parte dal legno misterioso e rompe la silenziosa tenebra del mare: +— Oh capitano Bixiooo! — Garibaldi! — scoppia in una voce sola il +_Lombardo_. E Bixio già curvo all’estrema punta di prua per esser primo +all’assalto, tremante ancora del disperato passo che era per dare, +tremante anche più per l’irreparabile disastro che stava per cagionare, +Bixio trova tuttavia la forza di rispondere: + +» — Generale! + +» — Ma cosa fate, volete mandarci a fondo? + +» — Generale, non vedevo più i segnali. + +» — Eh! non vedete che siamo in mezzo alla crociera nemica?... Faremo +rotta per Marsala. + +» — Va bene, Generale.[43]» + +Marsala infatti era il punto che fin dalla sera del 10 era stato scelto +per lo sbarco. In sulle prime Garibaldi aveva titubato tra Porto Palo +e Sciacca; ma poi un esame più diligente della costa e degli andamenti +della crociera, e soprattutto i consigli pratici d’un bravo pescatore +trovato nelle vicinanze di Marettimo, lo indussero a preferire, fra +quei tre punti, il primo. Sciacca infatti era troppo lontano; Porto +Palo non aveva pescaggio sufficiente; mentre Marsala, oltre alla bontà +dell’ancoraggio ed all’abbondanza di battelli da sbarco, offriva questo +importantissimo vantaggio, che navigando tra Marettimo e Favignana vi +si poteva accostar più facilmente al coperto e trovarvi men pericoloso +l’approdo. + +Oltre a ciò, spiando Garibaldi nella sera del 10 le mosse dei legni +borbonici, li aveva veduti incamminarsi placidamente verso scirocco +e levante, sicchè n’aveva argomentato che, quand’anche al suo uscire +dall’Arcipelago delle Egadi fosse stato subito scoperto, egli si +trovava però sempre assai più vicino a Marsala che gli incrociatori, +quindi nella possibilità di afferrarvi molto prima che al nemico fosse +bastato il tempo di traversargli il passo. + +Tutto ciò ben ponderato e considerato, le navi corrono per la rotta +indicata; scivolano tra Marettimo e Favignana, e girato il Capo della +Provvidenza, mai come in quell’istante meritevole del suo nome, ecco +apparire dalla cima dell’Erice alla punta del Lilibeo tutta la costa +siciliana, e tra breve, entro una cerchia di mura merlate le bianche +case di Marsala, il _Porto d’Alì_.[44] + +Se non che quasi nel punto medesimo emersero alla vista, ancorate +innanzi a Marsala stessa, due grosse navi. Erano, senza tema d’inganno, +navi da guerra; ma di qual bandiera, con quali propositi? Un gran +silenzio si fa a bordo. Tutti gli occhi son fissi sui due legni +sospetti; il dubbio d’essere incapati nella crociera nemica accende +la fantasia de’ più inesperti, e fa battere i cuori de’ più intrepidi; +sullo stesso volto di Garibaldi passa una nube. Quando uno _schooner_ +inglese, che veniva facendo la rotta opposta al nostro naviglio, +risponde al capitano Castiglia, che l’aveva interrogato, nella lingua +sua: _They are two vassel of the british squadron_. — «Son due legni +della squadra britannica.» — Un respiro allarga tutti i petti: le +macchine sono spinte a tutta forza; l’onda fugge sotto le rapide +ruote; l’ambito lido si disegna: _crebrescunt optatæ aures portusque +potescit_; giù verso scirocco tre incrociatori nemici, richiamati dai +telegrafi ottici della costa, rimontano col massimo della loro velocità +verso i legni ribelli, ma è ormai troppo tardi: il _Piemonte_, già +sorpassata la punta del molo, infila il porto; il _Lombardo_, sforzando +la vaporiera fin ad investire la costa, lo segue a breve tratto; e al +tocco dell’11 maggio 1860, i novelli Argonauti afferrano gloriosamente +la lor Colchide agognata. + +Nè l’opera dello sbarco fu tardata un istante: numerose barche, quali +prese a forza,[45] quali volontarie, s’affollano intorno alle due +navi, e prima ancora che i legni nemici, sempre accorrenti a tutto +vapore, sian giunti a tiro de’ loro cannoni, il grosso della truppa, +delle armi, delle provvigioni è già trasportato a terra. Anche gli +incrociatori però ebbero tempo di sopraggiungere, e lo _Stromboli_, +lasciata la Partenope che si trascinava al rimorchio, per nulla +_impedito_, come fu novellato,[46] dai legni inglesi, rimastisi +neutrali, veniva a postarsi traverso, cominciando tosto a fulminare +l’acqua, i bastimenti, le barche, la rada, il molo, di furiose e +disordinate bordate. + +Vano rumore! Spreco impotente di polvere e di ferro! Ogni colpo, fosse +la fretta, l’imperizia o la trepidazione de’ tiratori, muore nell’acqua +o passa innocuo per l’aria, e le _Camicie rosse_ sfilano in perfetta +ordinanza fino alla città, salutando di viva, di motteggi, di risate la +vana mitraglia. + +La prima prova era vinta. Otto secoli prima,[47] i Normanni di Ruggiero +sbarcavano in Sicilia a fondarvi sullo sfacelo della dominazione +mussulmana una monarchia cristiana, ma feudale; ora altri Normanni +guidati da un eroe, non men famoso del nipote di Tancredi, scendevano +nella medesima Isola non più conquistatori, ma liberatori, a fondarvi +una monarchia civile e redentrice, pietra angolare dell’Unità d’Italia. + + +XIV. + + «Siciliani! + + »Io vi ho guidato una schiera di prodi accorsi all’eroico grido + della Sicilia — resto delle battaglie lombarde. — Noi siamo con voi + — e noi non chiediamo altro che la liberazione della vostra terra. + — Tutti uniti, l’opera sarà facile e breve. — All’armi dunque; + chi non impugna un’arma, è un codardo o un traditore della patria. + Non vale il pretesto della mancanza d’armi. Noi avremo fucili, ma + per ora un’arma qualunque ci basta, impugnata dalla destra d’un + valoroso. I Municipi provvederanno ai bimbi, alle donne ed ai + vecchi derelitti. — All’armi tutti! La Sicilia insegnerà ancora + una volta come si libera un paese dagli oppressori, colla potente + volontà d’un popolo unito. + + »G. GARIBALDI.» + +Con queste parole annunziava ai Siciliani la sua calata nell’Isola, +e il gagliardo appello diffuso prestamente da mani fidate in tutte le +terre circostanti, correva come caldo soffio sulle ceneri semispente +della rivoluzione, e ne sprigionava una vampa novella. + +Intanto però una cosa urgeva: marciare avanti al più presto. Marsala +tanto propizia all’approdo, non lo era del pari alla dimora. Confinata +in un angolo estremo dell’Isola, segregata dai maggiori centri +dell’insurrezione, esposta ad essere circuita in brev’ora così dalla +terra come dal mare, ogni buona cagione politica e militare consigliava +a levarne senza indugio le tende. + +Oltre a ciò Garibaldi aveva compreso che, se v’era impresa in cui +confidarsi alla celerità delle mosse, era quella; e provetto di +quell’arte, fu risoluto di usarla da par suo. Comandò quindi che alla +prima alba dell’indomani fosse suonato a raccolta e tutta la Colonna +pronta alla partenza. Non aveva ancora fermo in mente alcun disegno +preciso; ma vedeva però già chiara questa necessità: camminare diviato, +per la più retta, su Palermo, salvo a prender più tardi consiglio dai +casi e dalle fortune. Ora la via più retta era quella appunto che da +Marsala va per Salemi, Alcamo, Partinico, Monreale, e che correndo fra +due altre strade conducenti con giri più tortuosi al medesimo scopo, +gli lasciava aperto il campo a quei volteggiamenti ed a quelle finte, +di cui era maestro. + +Con questa semplice idea nella mente, la mattina del 12 fece dare +nelle trombe. Nessuna marcia di esercito potente e vittorioso fu più +allegra, come la prima di que’ poveri Mille, cui poteva attendere tra +poco l’ultimo sterminio. Gli è che per essi il solo esser sbarcati +su quella terra, era già una conquista, e il passeggiarla co’ loro +piedi un trionfo. Alla lor testa camminava Garibaldi stesso. A Marsala +erano stati presi alcuni cavalli, e il Generale aveva ricevuto in +dono un’eccellente puledra; tuttavia dopo averla montata per breve +tratto fuori della città, ne era sceso per marciare a piedi co’ suoi +commilitoni e dividere con essi la fatica gioconda di quella prima +tappa. E i Mille seguivano, alacri e giulivi quali mai non erano +stati, ballando, avreste detto, più che camminando, burlandosi della +canicola, non avvertendo la sete, cantando in dieci dialetti diversi le +loro vecchie canzoni di guerra; osservando, paragonando, illustrando +più come una brigata di viaggiatori artisti che come una colonna +di soldati, gli spettacoli dell’insolita natura; apostrofando ogni +Siciliano, e più, s’intende, ogni Siciliana, che incontrassero per +via, di cui ammiravano e commentavano, secondo i gusti, il vernacolo +melodioso, i grand’occhi neri, la tinta olivigna, i fieri aspetti de’ +maschi, la selvaggia bellezza delle donne, l’orrendo sfacelo delle +vecchie, la innocente nudità dei bambini. + +Così la Colonna era giunta a Rampagallo, feudo di un barone Mistretta, +a mezza via tra Marsala e Salemi, e colà fu ordinato il _grand’alto_. +Se non che, considerato l’ora tarda, la stanchezza già incipiente della +truppa, l’inopportunità di arrivare in Salemi di notte, la scarsezza +di notizie del paese circostante, Garibaldi deliberò di fermarsi nel +luogo stesso dove era giunto e di pernottarvi. E fu a Rampagallo +che cominciarono a comparire i primi segni di quella insurrezione +siciliana, di cui sino allora, a dir vero, eran corse più le novelle +che apparse le prove. Infatti i due fratelli Sant’Anna e il barone +Mocarta, che campeggiavano coi resti delle bande del Carini sui +monti del Trapanese, appena udito lo sbarco del Liberatore, si erano +affrettati, con una mano dei loro, sulle sue traccie, e raggiuntolo +al bivacco di Rampagallo gli si eran presentati. Non eran più di +cinquanta; coperti la più parte di pelli di caprone, e armati di +vecchie scoppette e di pistole arrugginite; ma se Garibaldi avesse +veduto arrivargli il soccorso d’un intero esercito, non sarebbe stato +più radiante. Questi abbracciava, a quelli stringeva la mano, per tutti +trovava qualcuna di quelle sue maliarde parole, di quelle sue note +carezzevoli, di quei suoi sorrisi fascinatori che furono dovunque, +ma saranno principalmente fra i Siciliani, il maggior segreto del suo +trionfo. + +Occupato pertanto il rimanente della giornata a riordinare la Legione, +che fu ripartita in otto compagnie e due battaglioni ai comandi del +Bixio e del Carini, e ad organizzare coi marinai del Piemonte e del +Lombardo una compagnia di cannonieri; la mattina appresso la Colonna +riparte per Salemi, e dopo una marcia alquanto più faticosa della +precedente, in sulle prime ore del meriggio vi arrivò. E colà i Mille +cominciarono ad avere una prima idea delle ovazioni siciliane. Intanto +che da tutti i campanili della città le campane volavano a gloria, +una turba di popolo, accompagnato da una musica, moveva incontro ai +liberatori, dando loro un primo saggio di quel pittoresco linguaggio +tutto meridionale, fatto insieme di mimica e di suoni, più dipinto, +direste, che parlato e che nei momenti delle grandi ebbrezze scoppia +in un tumulto bacchico di urla selvaggie, di gesti vertiginosi, di +contorsioni quasi epilettiche, che ora direste un’eco lontana delle +orgie dionisiache, ora vi dà l’immagine d’un ballo di Dervisch urlanti +e danzanti al suono della _darbouka_, testimonianza a tutti sensibile +che una ricca vena di sangue greco ed arabo scorre sempre sotto le +carni infocate del Siculo nativo. + +«Quando poi giunse il Generale (scrive uno dei Mille),[48] fu proprio +un delirio. La banda si arrabbiava a suonare; non si vedevano che +braccia alzate e armi brandite; chi giurava, chi s’inginocchiava, chi +benediceva; la piazza, le vie, i vicoli erano stipati, ci volle del +bello prima che gli facessero un po’ di largo. Ed egli, paziente e +lieto, salutava e aspettava sorridendo.» + +Entrato in città, dato quel resto di giornata al riposo, ed alla +pulizia della sua truppa, raccolto il Consiglio de’ suoi maggiori +Luogotenenti e dei capi delle Deputazioni inviategli a fargli omaggio, +emanava due solennissimi decreti. Coll’uno assumeva, per la volontà +dei principali cittadini e dei liberi Comuni della Sicilia, e in nome +di Vittorio Emanuele re d’Italia, la Dittatura; coll’altro bandiva +la leva in massa di tutti gli uomini atti alle armi dai diciassette +ai cinquant’anni, partendoli in tre classi di milizie: attiva, +distrettuale e comunale, ordinamento che più tardi l’Italia crederà +di apprendere dagli eserciti germanici, e le era antico e naturale. +Che se quel secondo decreto, infrangendosi contro l’inveterata +dissuetudine de’ Siciliani da ogni milizia obbligatoria, restò lettera +morta, non affrettiamoci per questo a giudicarlo, come parve a taluno, +sragionevole ed improvvido. Poteva essere, quanto a’ modi ed al tempo, +meglio elaborato ed apparecchiato; ma quanto al concetto attestava, +per dirlo con uno storico,[49] «della mente del Dittatore» e fa il +suo miglior elogio. Garibaldi aveva compreso quant’altri che primo +fondamento all’impresa d’Italia era una grande, stabile ed ordinata +milizia. Che se più tardi fu costretto dalla necessità d’una guerra, +che non permetteva tregua, a combattere con bande tumultuarie ed +eserciti improvvisati, egli può gloriarsi d’aver saputo vincere con +quelli, non essere accusato di non aver saputo ordinarne di migliori. +E non vogliamo accusare nemmeno la Sicilia. Educata dalla funesta +signoria borbonica a non vedere nelle milizie stanziali che gli +stromenti della sua oppressione, era naturale che essa non discernesse +subitamente la differenza che correva tra un pretoriano della tirannide +e il difensore d’una libera patria, e si spiega senza colpa d’alcuno, +fuorchè della triste eredità del passato, come essa non intendesse +il grande diritto che il suo Liberatore le conferiva, chiamandola +all’adempimento di quel supremo dovere. + +A modo suo però, conforme le sue forze e il suo costume, la Sicilia +aveva risposto all’appello. La rivoluzione si rianimava. Se le città +ferreamente compresse da forti presidii non ardivano ancora rialzar +la testa; le campagne, specialmente nelle provincie più occidentali +dell’Isola, cominciavano a riscuotersi; e se altro non potevano, +allargavano intorno alla Colonna liberatrice il terreno, su cui vivere +e combattere. Il La Masa, popolarissimo in Sicilia pei ricordi del 48, +inviato a sommuovere i distretti di Santa Ninfa e Partanna, correva +quelle terre annunziando Garibaldi, rovesciando e istituendo governi, +fugando i birri borbonici, raccogliendo i primi nuclei di quelle nuove +bande che tra poco egli stesso comanderà. + +Una banda di circa seicento, comandata da Giuseppe Coppola, era già +calata dai ricoveri di Monte San Giuliano, e fin dalla sera del 13 +arrivata a Salemi per offrire il suo braccio al Dittatore; un’altra +squadra di un centinaio, la conduceva il giorno seguente quel frate +Pantaleo, divenuto per brev’ora famoso, incontrato dai Mille presso a +Rampagallo, che era ben lunge dal meritare il titolo di «novello Ugo +Bassi,» da Garibaldi conferitogli; ma che però in quel momento colla +simpatica figura, la scorrevole parlantina, il carattere non per anco +sconsacrato e il bizzarro accoppiamento della cocolla e della camicia +rossa, giovava ad apostolare quegl’ingenui Isolani ed a persuadere loro +che Garibaldi non era quel Saracino che era stato loro dipinto, e che +egli veniva non a spiantar la croce, ma a rassodarne nella giustizia e +nella libertà il santo stelo. + +Da lontano poi arrivavano non meno promettenti novelle. Rosolino Pilo +(riuscito finalmente, dopo lunghe peripezie, ad unirsi agli insorti) +teneva sempre con una mano di prodi le alture di San Martino nei +dintorni di Monreale; e formava da quel lato un’estrema avanguardia +utilissima; nel contado di Ventimiglia, di Ciminna, di Misilmeri, il +La Porta, il Firmaturi, il Piediscalzi, il Paternostro, battevano +ancora la montagna; infine, cosa nuova per Garibaldi e per vero +significantissima, il Clero faceva quasi dovunque causa comune colla +rivolta; anzi in molti luoghi ne era il principale istigatore e +condottiero egli stesso; tanto profondo, universale, superiore ad ogni +precetto di rassegnazione e ad ogni legge di perdono, era l’odio del +nome borbonico. + +E fu sotto l’impressione di quello spettacolo che Garibaldi bandì da +Salemi stesso quel suo proclama ai «buoni preti» (un arguto disse: +«Sarebbe stato meglio dire, _ai preti buoni_»), nel quale, «consolatosi +che la vera religione di Cristo non fosse perduta,» li incoraggiava +a perseverare nella loro santa crociata, «fino alla totale cacciata +dello straniero dal suolo d’Italia.» E non solo tentava affezionarsi +quei buoni preti coi proclami; ma li cercava, li voleva d’attorno, +li festeggiava, li seguiva nelle loro chiese, s’inginocchiava ai loro +altari; azioni codeste che in tutt’altri che Garibaldi si potrebbero +dire volgari furberíe politiche; ma che in lui erano una riprova, un +documento di più che una sola fede dominava veramente nel suo spirito: +la patria; e che chiunque gli paresse disposto a dargli mano per +redimerla, Papa o Re, zoccolante o soldato, angelo o demone, egli era +pronto a celebrarlo, e, se occorreva, ad adorarlo. + + +XV. + +Il Governo borbonico conosceva fin da’ primi suoi apparecchi la +spedizione garibaldina; ma pur movendone qualche lagno al Governo +sardo, l’aveva superbamente disprezzata, credendo che la sua crociera +sarebbe bastata a colarla a fondo. Quando invece la vide sbarcar +felicemente sotto gli occhi delle sue fregate, non potendo più negare +il fatto, si provò a svisarlo, dipingendo gli sbarcati come una +mano di filibustieri, annunciando come una vittoria la cattura de’ +loro bastimenti, già abbandonati, consolandosi colla illusione che +li avrebbe tutti esterminati, se non fosse stato l’impedimento de’ +due legni inglesi. Finalmente quando i filibustieri presero terra, e +malgrado i telegrammi de’ suoi Luogotenenti che li davano per distrutti +e annichilati, li vide avanzare e ingrossare più vivi e baldanzosi +che mai, allora scosse il letargo, e intanto che la sua Diplomazia +protestava contro la perfidia del Gabinetto piemontese ed empiva di lai +tutte le Corti dell’Europa; dava ordine a Palermo di inviare contro +gl’invasori il nerbo delle sue truppe migliori, e di schiacciarli +rapidamente in un sol colpo. + +Per effetto di questi ordini, una colonna di tremila fanti, cento +cavalli e quattro pezzi di artiglieria, agli ordini del generale +Landi, marciava tosto per Partinico ed Alcamo alla volta di Salemi; +mentre altre truppe navigavano per Trapani o salivano da Girgenti col +proposito di mettere i filibustieri tra due fuochi e toglier loro ogni +scampo. + +Come però il Landi fu giunto, in sul pomeriggio del 14, a Calatafimi, +vista la gagliardía del sito, deliberò di appostarvisi e di aspettare +a quel varco inevitabile il nemico. Nè la postura, dato il concetto +di una difensiva, poteva essere migliore. Essa offriva in un punto +il doppio vantaggio tattico e strategico. Calatafimi, vecchia città +saracena, giace sul dorso di un colle, dal quale mediante un’agevole +sella se ne spicca un altro che serve quasi di spalla al primo, e +scendendo a terrazze, degradanti fino ad un’aperta e brulla pianura, +domina le due strade di Palermo e di Trapani, e come un bastione +bifronte la serra. Tutto quel luogo porta ancora il funebre nome di +_Pianto de’ Romani_, in memoria della rotta inflitta dagli Egestani +al console Appio Claudio, nel 263 avanti Cristo, ed ora attende che un +altro pianto lo ribattezzi _Pianto de’ tiranni._ + +Un cozzo adunque appariva inevitabile; tuttavia il Capitano de’ +Mille, non sperando di poter espugnare colle scarse sue forze quella +formidabile altura, fermò da principio di tenersi in sulla difensiva +sulle colline di Vita, provandosi, se gli riusciva, di tirar il nemico +al piano per combatterlo quivi con maggior probabilità di fortuna. + +Concepito pertanto questo disegno, stese in catena i Carabinieri +genovesi, sostenuti da una compagnia del Carini, coll’ordine di non +rispondere al fuoco nemico che assai da vicino, e assaliti da presso, +di ripiegare scaramucciando; pose al centro il restante del battaglione +del Carini; tenne in riserva quello del Bixio; lasciò l’Artiglieria +sulla strada; spinse sulle estreme alture di destra e di sinistra le +squadre siciliane dei Sant’Anna e del Coppola, e stette a sua volta ad +aspettare. + +Intanto verso le 10 del mattino anche la Colonna garibaldina era giunta +a Vita a un’ora incirca da Calatafimi, e pochi istanti dopo le Guide +del Missori, spinte innanzi ad esplorare, riportavano d’aver scoperto +su per quelle cime il luccicare delle baionette nemiche. All’annunzio +Garibaldi spronò avanti per riconoscere egli pure il nemico, e vide +chiaramente che fitte colonne di Napoletani uscivano da Calatafimi per +coronare il colle vicino e scaglionarvisi in battaglia. Nel frattempo +però anche la catena dei Cacciatori borbonici era già discesa verso +le falde del monte, e di là, colle sue eccellenti carabine rigate +bersagliando la nostra avanguardia, aveva cominciato a farle patire +qualche perdita. Per alcuni istanti i bravi Genovesi si ricordarono +dell’ordine ricevuto e ressero, pazienti ed inerti, ai molesti saluti; +ma poi, a poco a poco infastiditi e irritati, principiarono a ribattere +colpo per colpo, fino a che, infocandosi l’azione, si gettarono a testa +bassa, traverso la nuda vallata, contro l’inimico. + +Non era quella l’intenzione di Garibaldi; però scrive egli stesso: +«Chi fermava più quei focosi e prodi volontari, una volta lanciati sul +nemico? Invano le trombe toccarono: _Alto!_ I nostri o non le udirono +o fecero i sordi, e portarono a baionettate l’avanguardia nemica +sino a mischiarla col grosso delle forze borboniche che coronavano le +alture.[50]» + +Allora il Generale vide che non c’era più tempo da perdere, o «perduto +sarebbe stato quel pugno di prodi,» e ordinò una carica generale di +tutte le sue forze. Il Bixio da sinistra, le rimanenti compagnie da +destra; i Carabinieri, le Guide, lo Stato maggiore, Garibaldi stesso, +s’avventano a baionetta calata sulla catena borbonica; traversano +senza balenare un istante l’arsa pianura tempestata dalla moschettería +e dalla mitraglia nemica; e nel solo tempo richiesto al tragitto, +sforzano il nemico a riparare sulle prime falde del monte. Era il +prologo della battaglia; ma il dramma e la catastrofe eran lontani, +in alto, molto in alto, là sulla cima di quel monte che il nemico +occupava, e per giungere alla quale era mestieri salire per sette +ardui scaglioni, custoditi da forti battaglioni squisitamente armati +e da quattro bocche d’artiglieria, e ai quali que’ poveri Mille non +potevano opporre che le punte arrugginite delle loro baionette, il loro +ardimento e i loro petti. + +Lo vide Garibaldi, ma intendendo che la vittoria era a quel patto, +e che in quel giorno, su quel monte, si decidevano le sorti della +Sicilia, deliberò di tentare il cimento. + +Concesso pertanto un po’ di riposo a’ suoi Legionari; prescritto lo +stesso ordine di battaglia; avvisate le bande di appoggiare dalle +loro cime il movimento; fece dar nuovamente nelle trombe, e si slanciò +contro il primo scaglione. Era il tocco e mezzo! incominciava allora la +vera battaglia. + + +XVI. + +Noi non presumiamo descriverla. In siffatti combattimenti, dove tutta +l’arte riducesi a chi primo avanza o retrocede, e tutto lo spettacolo +in un succedersi alternato di assalti e di fughe, di singolari certami +e di epiche mischie, lo storico militare non ha più voce; la tavolozza +d’un Meissonier, la fantasia d’un Victor Hugo dovrebbero parlare per +lui. + +«Ad ogni terrazza una scarica, una corsa fremebonda sotto la mitraglia +nemica, una mischia rapida, muta, disperata, un momento di riposo a’ +piedi della terrazza conquistata, e daccapo un’altra scarica, un’altra +corsa, un’altra mischia, altri prodigi di valore, altro nobile sangue +che gronda, altri Italiani che uccidono Italiani;[51]» finchè viene +un punto, in cui il coraggio avendo ragione del numero, e la costanza +della morte, il nemico, scacciato da altura in altura, abbandona il +campo: ecco Calatafimi. + +Svariati, invece, e mirabili gli episodi del valore personale. Qua +il Bixio che urla, tempesta, fiammeggia, galoppa contra il nemico +colla furia del Telamonio; là il Sirtori, montato su uno squallido +cavalluccio, tutto vestito di nero, abbottonato fino al mento come +un quacquero, che s’avanza in mezzo alla mischia, lento, impassibile, +melanconico, più somigliante ad un sacerdote che benedica que’ bravi, +o all’apostolo che cerchi il martirio, anzichè ad un soldato; mentre +poco lunge, a render più vivo il contrasto, «un frate francescano +caricava un trombone con manate di palle e di pietre, si arrampicava +e scaricava a rovina.[52]» Altrove Deodato Schiaffino, da Camogli, +leonardesca figura di Genovese, più biondo di Garibaldi, ma più alto +e tarchiato di lui, presa in mano una piccola bandiera, s’avventa, +seguito dal Menotti, dall’Elia e da altri pochi nel fitto de’ +battaglioni napoletani; ma ad un tratto eccolo spalancare le braccia, +abbandonare la bandiera e stramazzare crivellato il largo petto da una +scarica intera, fra una cerchia di nemici. A quella vista il Menotti si +precipita per ricuperare la bandiera e vendicar l’amico; ma una palla +gli fracassa la destra, e lo costringe a sua volta a lasciare al nemico +la contrastata insegna; preda male decantata dai Regi, poichè quella +pretesa bandiera non era che un umile cencio tricolore improvvisato da +qualche gregario, e di cui lo Schiaffino s’era fatto in quel momento +dell’assalto volontario alfiere. Incontrastabile invece, glorioso +il trofeo del cannone da montagna, centro per parecchi minuti d’una +zuffa accanita, strappato finalmente ai Regi a prezzo delle vite più +preziose. + +E girando per il campo avreste incontrato ancora, ora il Bandi di +Siena, grondante da più ferite; ora il Majocchi di Milano, fracassato +un braccio; ora l’elegante Missori, l’occhio livido da una sassata; +e qua e là stesi a terra, placidi, composti, colla faccia vòlta al +nemico, il Sartori di Sacile, morto; il Pagani di Borgomanero, morto; +il Montanari, veterano di Montevideo e di Roma, morto. + +E non parliamo di Garibaldi. In quella pugna, dove il Capitano +s’identificava all’eroe, egli era gigante. A piedi colla sciabola +inguainata sopra una spalla, il mantello ripiegato sull’altra, +inerpicandosi su per que’ greppi coll’agilità d’un montanaro e l’ardore +d’un gregario; gridando di quando in quando uno squillante _Avanti_, +che echeggiava nel petto dei Mille come un clangore di trombe; +incoraggiando con amorose parole i feriti che trovava per via; pagando +d’un sorriso i forti e invitandoli a riposarsi, egli seguiva, sereno, +imperturbato, infaticabile, tutte le peripezíe della pugna; ed ora +partecipandovi, ora dominandola, attento a tutti i casi, esposto a +tutti i pericoli, e pronto a tutti i consigli, ne era davvero, per la +sola sua presenza, l’anima invisibile e il Genio tutelare. + +Finchè egli era vivo, la speranza viveva; lui morto, tutto era perduto. +E lo sentivano i suoi Mille; lo sentivan così quelli che da lontano +vedevano sparire e ricomparire nella zuffa il suo mantello grigio, +come quelli che l’attorniavano e gli facevano scudo de’ loro corpi; +l’aveva sentito il suo Bixio che fin dai primi assalti lo scongiurava a +ritirarsi, per amor d’Italia; l’aveva sentito l’Elia, quando al vederlo +preso di mira da un Cacciatore regio balzava davanti a lui e riceveva +egli nella bocca la ferita quasi mortale, destinata forse al cuore del +suo Generale. + +Ma egli un’altra cosa anche più grande sentiva: che in quel giorno, su +quel monte, bisognava vincere o morire; e che qual si fosse la sorte, +egli doveva correrla tutta coll’ultimo de’ suoi. E fu anche quella +l’idea salvatrice della battaglia. A un certo punto, dopo il secondo o +il terzo assalto, affranti, sfiniti gli assalitori; sempre rinnovati, +sempre più forti gli assaliti; parendo ormai impossibile la vittoria, +e disperata la giornata, il Bixio stesso s’arrischiò a susurrargli: +«Generale, temo che bisognerà ritirarsi.» — «Ma che dite mai, Bixio!» +rispose, sereno e solenne, Garibaldi: «Qua si muore.» Sul campo +d’Hastings, la Calatafimi normanna, Guglielmo il conquistatore gridava +a’ suoi: «Qui fuira sera mort, qui se battra bien sera sauvé.[53]» +Garibaldi esprimeva con diverse parole lo stesso pensiero; il pensiero +di tutti i grandi Capitani,[54] il pensiero vincitore di tutte le +battaglie: la più difficile delle vittorie appartiene sempre ai più +costanti. + +E l’ultimo sforzo della loro costanza i Mille non l’avevano fatto +ancora. Sei terrazze erano conquistate, restava la settima. I nostri, +decimati dalle perdite, dalla stanchezza, dal diradamento naturale +che avviene su tutti i campi di battaglia, eran ridotti a poco più che +tre o quattro centinaia; ma restava pur sempre quell’ultima terrazza, +ed era forza espugnarla. «Ancora quest’assalto, figliuoli (disse loro +Garibaldi), e sarà l’ultimo. Pochi minuti di riposo; poi tutti insieme +alla carica.» + +E quel pugno d’uomini, trafelato, pesto, insanguinato, sfinito da tre +ore di corsa e di lotta, trovata ancora in quelle maliarde parole +la forza di risollevarsi e tenersi in piedi, riprese, come gli era +ordinato, la sua ascesa micidiale; rigando ancora ogni palmo dell’erta +terribile d’altro nobile sangue; scrollando ancora senza vacillare il +nembo infocato della moschettería nemica; risoluto all’estremo cimento, +risoluto all’ecatombe. Ma come l’eroe aveva preveduto, la fortuna +fu coi costanti. Incalzati nuovamente di fronte da quel branco di +indemoniati che pareva uscissero di sotterra, sgomenti dall’improvviso +rombo dei nostri cannoni che il bravo Orsini era finalmente riuscito a +portare in linea, turbati dal clamore crescente delle squadre sui loro +fianchi, i Borbonici disperano di vincere, e voltate per la settima +volta le spalle, abbandonano il monte combattuto e non s’arrestano più +che dentro Calatafimi. + +Il miracolo era compiuto; la giornata era vinta; e all’indomani +Garibaldi stesso lo annunciava ai suoi Mille, da Calatafimi già vuota +di nemici, con quest’Ordine del giorno: + + «Con compagni del vostro valore posso tentare qualunque impresa, e + ve lo mostrai ieri conducendovi ad una vittoria, ad onta del numero + dei nemici ed attraverso le loro forti posizioni. Feci un giusto + conto delle nostre baionette ben taglienti, e vedete che non mi + sono ingannato. + + »Mentre deploro la triste necessità di dover combattere contro + soldati italiani, debbo nullameno confessare di aver trovato una + resistenza degna di una causa migliore. E tal fatto ci mostra + quello che noi potremmo operare nel giorno, nel quale l’intiera + famiglia italiana si radunerà intorno la gloriosa bandiera della + redenzione. + + »Domani la Terraferma italiana sarà tutta in festa per celebrare la + vittoria dei suoi figli liberi e dei nostri valorosi Siciliani. + + »Le vostre madri e le vostre amanti cammineranno per le strade alta + la testa e con la faccia ridente, superbe di voi. + + »Il combattimento ci ha costato molti cari fratelli che cadevano + nelle prime file. Nei fasti della gloria italiana risplenderanno + eternamente i nomi di questi martiri della nostra santa causa. + + »Paleserò al vostro paese i nomi dei bravi che con sommo valore + conducevano alla lotta i soldati i più giovani, i più inesperti, e + che domani li guideranno alla vittoria sopra un campo più ampio; + essi sono destinati a rompere gli ultimi anelli delle catene che + tengono avvinta la nostra cara Italia. + + »GIUSEPPE GARIBALDI.» + +Nel qual Manifesto però noteremo noi pure con uno storico,[55] che +tanto erano dovuti gli elogi ai vincitori, quanto immeritati quelli +dispensati ai vinti. Magnificare il valore de’ nemici per accrescere +la gloria del proprio esercito è antico costume d’ogni Capitano, +e Garibaldi fece ottimamente ad imitarlo; ma contro alla sentenza +dettata dalla generosità o dalla convenienza, la verità storica tosto +o tardi protesta e pronuncia in appello. Non è vero che la resistenza +dei Napoletani a Calatafimi sia stata degna d’una causa migliore. +Militarmente parlando, essa non fu degna d’alcuna causa. Combattere +al sicuro, trincerati su posizioni quasi inespugnabili; accogliere gli +assalitori finchè eran lontani con furiosi fuochi di fila nutriti colla +precisione d’una piazza d’arme, ma appena che il ferro delle baionette +garibaldine balenava sui loro occhi, ripiegarsi sopra una posizione +più alta, e poscia sempre, colla stessa tattica, sopra una seconda, +una terza, una quarta fino all’ultima, ecco tutto il valore, ecco la +tattica loro. Non un contrassalto energico, non una diversione ardita, +non una mossa qualsiasi che potesse far costar cara la vittoria agli +avversari, e meritare il nome, a quella ininterrotta ritirata, di vera +resistenza. + +Nè con ciò vogliamo dire che ai vinti mancasse ogni prodezza: erano +Italiani essi pure, e ci graverebbe il confessarlo, se anche fosse +vero. Ma non è: i soldati sono dal più al meno uguali in tutti gli +eserciti del mondo; quello che li fa diversi, è il diverso valore +degli ufficiali, de’ generali principalmente; è sopra ogni cosa il +diverso grado di quella forza morale, prodotta insieme dall’indole, +dalle tradizioni, dalla educazione, dal paese, dall’essenza della causa +difesa, e dal color della bandiera drappellata, e che si chiama spirito +militare. Ora diciamolo qui per non averlo a ridire mai più; ciò che +mancava all’esercito borbonico erano appunto quelle siffatte doti, che +sole potevan renderlo eccellente. Generali che non videro mai un campo +di battaglia; ufficiali invecchiati nelle caserme, impigriti nelle +guarnigioni, carichi di famiglia, schiavi del pane, senz’altra fede +che la carriera, senz’altra speranza che la pensione; soldati, infine, +cresciuti in una lunga tradizione di violenza e di servitù, serbati +alternamente agli uffici di scaccini e di sgherri d’una dinastia feroce +e bacchettona, e condannati alle parti di pretoriani del più abbietto +fra i dispotismi, non daranno mai la vita per il loro Re e pel loro +Paese; non vinceranno mai una battaglia; non salveranno mai nemmeno +l’onore; fuggiranno come i Napoletani a Calatafimi, o capitoleranno +come i Lanza, i Briganti, i Ghio, a Palermo, a San Giovanni, a Soveria, +trascinando nella immeritata vergogna anche lo stuolo eletto dei +valorosi. + +Però quanto la sentenza di Garibaldi: «La vittoria di Calatafimi fu +incontestabilmente decisiva per la Campagna del 1860» è contestabile +nel rigoroso senso militare, altrettanto ne sembra vera e indiscutibile +nel senso morale. Dal giorno di Calatafimi la superiorità della camicia +rossa sul cappotto bigio fu inconcussamente stabilita. D’ora in avanti +ogni Garibaldino sapeva che, vinta alla baionetta una posizione, +nessuno tornava più a contrastargliela; mentre ogni soldato borbonico +era certo che, appena si trovava petto a petto con un Garibaldino, +toccava a lui a cedere, e i suoi stessi ufficiali sarebbero stati +i primi a comandargli la ritirata. E poichè la fede della vittoria +nell’uno corrispondeva esattamente alla certezza della sconfitta +dell’altro, così la ragione del numero, l’unica che ancora militasse +pei Regi, non aveva più valore, e non contava più che ad ingrossare +le torme dei fuggenti, dei disertori e dei prigionieri: miserabile +ingombro ai vincitori. + + +XVII. + +«Aiuto e pronto aiuto,» aveva scritto a Palermo, la sera stessa +del 15, il general Landi; ma poi temendo che assai più dell’aiuto +degli amici, fosse pronta una nuova visita dei nemici, alla prima +alba del 16, in grandissima fretta, con raddoppiate cautele, diede +le spalle anche a Calatafimi, e per la strada d’Alcamo e Partinico +s’incamminava alla volta di Palermo. La sua partenza però ebbe ben +presto più somiglianza di fuga che di ritirata. I Mille, spossati +dalla cruenta fatica della vigilia, non avevan potuto inseguirlo; ma +quello che essi tralasciarono, lo compierono i paesani. Gli abitanti +di Partinico, infatti (fierissimi fra i Siciliani), esaltati dalle +novelle di Calatafimi, s’erano accordati con alcuni sbrancati delle +squadre di appostarsi fuori della città e al primo apparire della +schiera aborrita piombarle addosso e finirla. Il disegno era temerario, +e il successo prevedibile. I battaglioni regi ebbero presto ragione +di quei contadini quasi inermi, e chi pagò per tutti fu la povera +Partinico, che, abbandonata dallo stesso general Landi al ferro ed +al fuoco, patì per tre ore tutti i flagelli del furore soldatesco. +Ma il sangue frutta sangue; e appena il grosso della colonna nemica +fu sfilata, guai agli sbandati, guai ai feriti, guai ai tardigradi! I +Partinichesi sbucano dalle case ancora crepitanti dal recente incendio, +tornano dai campi, ridiscendono dai monti dove li aveva dispersi il +terrore, e avventandosi colla voluttà d’un lungo odio che si disseta +su quanti Borbonici cadono loro fra le mani, ne fanno orrendo macello. +Nè soltanto sui vivi infuriò la immane vendetta, i cadaveri stessi +non ottennero perdono; e due giorni dopo i Mille passando per di là +videro ammucchiati nei fossati cataste di corpi borbonici arrostiti, +e strascinati per le vie, putrido pasto a’ cani, frammenti d’ossa e +lacerti di carni umane.[56] + + +XVIII. + +Intanto anche Garibaldi s’era rimesso in cammino. Scritto a Rosolino +Pilo per annunziargli la vittoria del 15 e «la speranza di rivederlo +presto;[57]» inviato nuovamente il La Masa[58] a far nuova gente nei +distretti di Misilmeri e di Corleone; spediti messaggi sul Continente +per annunziare la vittoria, e chieder soccorsi d’armi e munizioni;[59] +il 17 di buon mattino riprese la marcia per Alcamo, dove, +festeggiandosi l’Assunta, fu dal Pantaleo condotto in chiesa a ricevere +la benedizione; il 18 continuò per Partinico; il 19 infine salì per +Borgetto al Passo di Renna, d’onde s’offerse agli sguardi attoniti de’ +Mille tutto lo splendido panorama della Conca d’Oro, e in quella gloria +di cielo e di mare, Palermo. + +Colà però era mestieri arrestarsi: Ercole era al bivio: qualunque passo +fuori di quella gola di Renna poteva essere decisivo. Appunto perchè +la mèta appariva sì attraente e sì prossima, tanto più conveniva non +lasciarsene ammaliare e guardarsi da tutti gli agguati che potevano +circondarla. Molte erano le vie che conducevano a Palermo; ma non +era per anco dimostrato che la più breve e la più diretta fosse la +più sicura. Nulla di più ovvio a primo tratto che scender rapidi da +Renna, calar improvvisi su Monreale, e di là, ripetendo le cariche +di Calatafimi, entrare, commisti al fiotto de’ nemici sgominati, +nell’agognata città; ma chi assicurava che la tattica eroica sarebbe +sempre la più fortunata, e non fosse invece da saggio e accorto +Capitano scemare colla prudenza e coll’arte le difficoltà d’un cimento +che poteva essere decisivo? + +Questo il problema; e il solo avere ordinato quella sosta di Renna, +dimostra che Garibaldi ne aveva presentito fin dalla prima tutta la +gravità. Però non gli occorse gran tempo a risolverlo. Un rapido esame +delle posizioni nemiche, un’occhiata alla carta ed al terreno l’avevano +già fatto accorto di questi due fatti: che i Borbonici appostati +a Monreale lo aspettavano da quella banda, sicchè ogni speranza di +sorpresa dileguava; e che prendendo quella strada, all’aspetto più +corta, egli andava a chiudersi in una specie di angiporto, nel quale, +perduta una battaglia, tutto sarebbe perduto. + +Era evidente infatti che, se il colpo di mano su Palermo falliva, +i Mille venivano a trovarsi rinserrati tra il mare da un lato ed +i forti presidii di Palermo e di Trapani dall’altro, senza alcuna +possibilità di scampo e di salvezza veruna. Ora Garibaldi non era uomo +da cadere in siffatto errore; e prontamente risolvendo come prontamente +aveva giudicato, abbandonava ogni pensiero d’assalire Palermo dal +lato occidentale, e deliberava di tentarla dal lato di mezzogiorno, +trasportandosi celeremente a cavaliere delle due strade di Piana de’ +Greci e di Misilmeri, e manovrando su quello scacchiere. Ad effettuare +però l’ardito disegno una condizione era indispensabile: che il nemico +non avesse sentore della sua marcia di fianco, e perdurasse fino +all’ultimo istante nell’inganno che egli mirasse sempre ad attaccare la +capitale dalla banda di Monreale, scendendovi direttamente dal campo di +Renna. Necessario perciò mascherare di molte finte e accorgimenti la +mossa vera; al che Garibaldi si apprestò con tutta l’arte, di cui era +maestro. + +Mandato avviso a Rosolino Pilo di accendere molti fuochi, e di simulare +grandi movimenti sulla sua montagna affine di attirare sempre più da +quel lato l’attenzione del nemico, ogni cosa predisposta in Renna per +la levata del campo, scende egli stesso a capo d’una forte ricognizione +fino al villaggio di Pioppo, col duplice fine di scoprire più davvicino +gli andamenti dei Regi, e di ribadirgli nella mente ch’egli meditasse +sempre di tentar Palermo per quella via. E ci riesce. I Borbonici, +colti al grosso zimbello, escono a loro volta da Monreale ad affrontare +il temerario nemico; le due avanguardie si scontrano, barattano alcune +fucilate: ma non appena l’accorto Condottiero le vide bene alle prese, +lascia l’ordine all’avanguardia sua, divenuta retroguardia, di ripiegar +combattendo; risale rapidamente col grosso della colonna a Renna; +spianta il campo, smonta i cannoni e li affida alle spalle di robusti +montanari; alleggerisce quanto può i carriaggi, e sul calar del giorno +piega a destra per una via asprissima di montagna, cammina l’intera +notte, entro una tenebra fittissima, sotto un uragano diluviale, sopra +un terreno stemperato da pioggie quatriduane, e riesce tuttavia ad +afferrare colla intiera colonna, miracolosa di costanza, come là, +era stata a Calatafimi di valore, le opposte alture di Parco e a +fronteggiar Palermo dal lato di mezzogiorno. + +«Io non ricordo (scriveva quindici anni dopo Garibaldi stesso), io non +ricordo d’aver veduto una marcia simile e tanto ardua nemmeno nelle +vergini foreste dell’America,[60]» e certo egli avrebbe potuto contare +la giornata del 21 maggio come una delle sue più fortunate, se non +gli fosse stata amareggiata da un crudele annunzio: nel giorno stesso +Rosolino Pilo, mentre dalle alture di San Martino stava scrivendogli, +era colto in fronte da una palla borbonica e stramazzava freddo sul +colpo. Onore perpetuo alla magnanima sua ombra! + + +XIX. + +Della mossa del 21 però i vantaggi non potevano essere immediati: +essa era un passo preparatorio, la condizione indispensabile al +conseguimento dello scopo finale; ma non poteva ancora dirsi per sè +sola decisiva. Garibaldi, con quella marcia, s’era sottratto, a dir +così, alla vista del nemico, ponendosi «in più facile comunicazione +coll’interno e la parte orientale dell’Isola;[61]» aveva guadagnato un +terreno più acconcio alle utili manovre e che gli avrebbe permesso fin +all’ultimo la scelta tra l’offensiva e la difensiva, tra l’attacco e la +ritirata; ma l’ora e il modo della difesa o dell’offesa, anzi la stessa +decisione tra l’assalto e la ritirata erano altrettanti termini nuovi +d’un problema nuovo, e di cui soltanto gli eventi potevano suggerirgli +la soluzione. Gli eventi però a que’ giorni correvano veloci. + +Dopo avere per ben ventiquattro ore perduto ogni traccia di Garibaldi, +anco i Regi s’erano raccapezzati, e scoperto alla fine il suo nuovo +rifugio, parevan risoluti a non lasciargli più un sol giorno di +tregua. Il general Lanza (inviato a Palermo Commissario _alter ego_ +del Re a surrogare il Castelcicala revocato) aveva ordinato infatti +che due colonne muovessero simultaneamente dalla capitale, la prima da +sinistra per Monreale, la seconda di fronte per La Grazia, ad assalire +il filibustiere nel suo campo di Parco, procacciando di chiudervelo +dentro e di schiacciarlo d’un colpo. Ma il filibustiere vegliava, e +scoperta egli stesso dalla cima del Pizzo del Fico la duplice mossa +del nemico, n’aveva indovinato l’ultimo fine. Sulle prime però, o non +avesse ben calcolato le forze del nemico, o confidasse nella forte +postura, o sperasse soccorso dalle bande del La Masa che campeggiavano +sui monti di Gibilrossa alla sua destra, parve deciso ad accettare la +battaglia, e ne fece tutti gli apparecchi. Ma alla mattina del 24, +meglio contati i nemici e avvistosi soprattutto che la colonna di +sinistra, capitanata dai colonnelli Von Meckel e Bosco, camminando +per le scorciatoie dei monti, minacciava di cader sulla sua via di +ritirata; composta prontamente una forte retroguardia coi Carabinieri +genovesi e due compagnie, e imposto loro di contrastar più a lungo che +fosse possibile le alture di Parco, ripiega col grosso della colonna su +Piana de’ Greci. I nemici tuttavia avevan già guadagnato molto terreno; +i Carabinieri eran già stati forzati a cedere da Parco; i Cacciatori +del Bosco comparivano già sulle cime di sinistra a piombo della +strada di Piana. Urgeva il pericolo, e Garibaldi fu pronto ancora al +riparo, rimandando quegl’infaticabili Carabinieri a coronar le alture +fiancheggianti la via e ponendosi egli stesso sulla difesa all’entrata +di Piana; ma confidando assai più sulla probabile stanchezza de’ +persecutori e sull’appressarsi della sera, che sulle sue forze. Nè +s’ingannò. Durava da alcune ore l’avvisaglia sulla montagna, e già i +Carabinieri, estenuati dalla fatica e dalle perdite, più non reggevano +al disuguale cimento; quando il Comandante borbonico, visto che +annottava e stimando forse opportuno di attendere l’arrivo delle altre +colonne, deliberò, nella certezza di chi tiene ormai la preda in pugno, +di differire all’indomani l’assalto. Appunto domani era tardi. + +Garibaldi, approfittando della breve tregua, traversa Piana de’ Greci +senza sostarvi; bivacca alcune ore della notte in una boscaglia +vicina; poi innanzi giorno ripiglia di nuovo la ritirata per la +strada di Corleone. Giunto però al punto dove si stacca la strada di +Marineo, affida le artiglierie, gli impedimenti e una compagnia di +scorta all’Orsini, ordinandogli di continuare, senza spiegargli di +più, la marcia per Corleone;[62] mentre egli svolta rapido col forte +della colonna per la traversa di Marineo, dove, riposatosi poche ore, +contromarcia celerissimamente per Misilmeri, e si trova prima che la +giornata del 25 tramonti, liberi i fianchi e le spalle da ogni nemico, +sulla strada di Palermo. + +All’alba del 25 però anche i Napoletani furono pronti alle armi; ma di +quale maraviglia restassero colpiti nel veder Piana de’ Greci e tutti i +dintorni vuoti di nemici, lo scrivano essi. Convinti però che oramai la +sola paura sospingesse Garibaldi, si pongono risoluti sulle sue orme, +e raccolto da paesani che cannoni, cannonieri e bagagli si son visti +sfilare per la strada di Corleone, giustamente sillogizzando che con +essi debba pure essere il maggior nerbo de’ ribelli, quindi il loro +capo, ripigliano ad occhi chiusi la loro caccia spensierata, spacciando +allegramente a Palermo ed a tutta l’Isola: «Garibaldi fuggiasco fra le +montagne; prossima la sua totale disfatta.» + +Era l’inganno, di cui Garibaldi aveva bisogno: era il compimento +del suo disegno. Il qual disegno non nacque già tutto intero per +miracolosa fecondità di genio, d’un sol getto e in un solo istante; +ma fu lentamente covato, preparato, compíto, perfezionato; il che ne +accrescerà agli occhi degl’intendenti il pregio e la meraviglia.[63] + +Fino alla marcia da Renna al Parco, Garibaldi non ebbe ben ferme in +mente che queste due idee: portarsi sopra un terreno più propizio; +tirare il nemico fuori di Palermo per batterlo divisamente, potendo, +stancheggiarlo o scivolargli in mezzo, secondo l’opportunità e la +forza. + +Quando però la mattina del 24 si vide piombare addosso, per due vie +convergenti, una mole di nemici anche più grossa della preveduta, +e conobbe non restargli pel momento altro scampo che una subita +ritirata, cammin facendo, meditando alla distretta in cui si trovava, +e compiendo rapidamente l’analisi e la sintesi dei molti partiti che +gli si affacciavano, allora gli balenò l’ardito concetto di farsi +della ritirata lo strumento della vittoria, e intanto che il nemico +allucinato inseguiva la sua ombra sulla strada di Corleone, marciare +per l’opposta via all’assalto di Palermo. + + +XX. + +Ma i mezzi? Per l’opera, a dir vero, infaticabile di Giuseppe La Masa, +s’eran venuti raccogliendo sulla vetta di Gibilrossa, centro dei monti +che serrano Palermo da sud-est, un grosso campo di squadriglie, armate +e istruite come sappiamo, ma che per le loro marcie irrequiete, i loro +fuochi numerosi, e gli innumerevoli e altisonanti proclami coi quali il +loro capitano ne magnificava il numero e la fierezza, erano riuscite +fino allora a tenere in allarme il presidio di Palermo, ed a coprire +l’estrema destra del corpo garibaldino da subitanei assalti. A dir +il vero la prima volta che queste bande ricevettero il battesimo del +fuoco, non fecero buona prova: al Parco anzi la mattina del 26 chiamate +in sostegno della minacciata destra garibaldina, avevan dato volta ai +primi spari, gridando per giunta (insania della paura!) «al tradimento +di Garibaldi,[64]» e spargendo la loro fola e il loro terrore fin +dentro Palermo. Tuttavia erano intorno a tremila; rappresentavano +l’eletta militante del paese; confusi nella turba battevano i cuori +più intrepidi della Sicilia, e non sarebbe stato giustizia, oltre che +prudenza, trascurarli. Garibaldi inoltre ne aveva bisogno; sicchè +salita la mattina stessa del 26 Gibilrossa (da Misilmeri distante +poche ore) e passato a rassegna tutto il campo, ne ritrae così buona +impressione, che promette al La Masa di porre a capo della colonna +destinata alla marcia imminente su Palermo i suoi «bravi Picciotti.» + +Sceso però da Gibilrossa, ebbe uno scrupolo e volle adempiere una +formalità. Chiamati a consiglio, cosa insolita, i suoi principali +Luogotenenti, Sirtori, Türr, Bixio, La Masa, Crispi, quando li vide +tutti raccolti, diresse loro questa breve parlata: «Voi sapete che +non ho mai radunato Consigli di guerra, ma le circostanze in cui siamo +mi vi inducono. Due vie ci stanno davanti: l’assalto di Palermo, o la +ritirata nell’Isola. Scegliete.» + +Taluno dicesi fu per la ritirata, i più per l’assalto,[65] che era in +quel caso, non solo il più eroico, ma anche il più prudente partito, +per non dirlo senz’altro l’unico effettuabile. Allora Garibaldi, fedele +sempre al _tolle moras_, riunita la sua colonna al campo di Gibilrossa +e quivi raccolte tutte le sue forze, dà nella sera stessa gli ultimi +ordini per la deliberata battaglia. L’assalto nel primo concetto doveva +effettuarsi nel cuore della notte, la partenza quindi essere suonata +per le prime ore della sera. Composte le ordinanze colle squadre del +La Masa e uno stuolo de’ Mille per guida ed esempio alla testa; i +battaglioni del Bixio e del Carini al centro; le squadre del Sant’Anna +alla retroguardia; la colonna doveva scendere da Gibilrossa pel +sentiero dei Ciaculli che va a cadere sulla strada di Porta Termini, +poco lungi da San Giovanni, e passato l’Oreto al Ponte dell’Ammiraglio +camminar diritta sulla città. L’ordine era: marciar serrati e +silenziosi; avvicinarsi quanto più era possibile al nemico; giuntogli +dappresso, rovesciar alla baionetta ogni ostacolo e penetrare al più +presto, comunque, in Palermo. + +Se non che, come accade sovente anco agli eserciti meglio ordinati, la +marcia non cominciò per l’appunto all’ora designata; il sentiero preso, +soggiorno quasi aereo di caproni selvatici, era oltre al preveduto +aspro e malagevole; i Picciotti posti alla fronte, inesperti di marcie +militari, molto più delle notturne, s’arrestano ad ogni tratto per +ombre ed allarmi immaginari; talchè al sommar di tutte queste ragioni +la colonna assalitrice non potè sboccare sulla strada di Palermo che +allo spuntar dell’alba. Tuttavia non era per anco stata avvertita +da alcuno, e la sorpresa era sperabile sempre, quando i Picciotti +dell’estrema avanguardia, giunti ai così detti _Molini della Scaffa_ e +scambiandoli forse per le prime case di Palermo, alzano, probabilmente +per darsi coraggio, tale un clamore di grida, con accompagnamento +di fuochi, non sapremmo dire se di paura o di gioia, che i Regi di +guardia, appostati al Ponte dell’Ammiraglio, ne sono riscossi in +sussulto e corrono, tutt’ora assonnati, alle armi. + +Di colpo improvviso non era più a parlarne, e non restava che supplire +colla subitaneità dell’assalto e la forza dell’impeto alla fallita +sorpresa. + +Lo comprese tosto Garibaldi; lo comprese Nino Bixio, suo braccio +destro; lo compresero quanti in quella falange avevan anima di soldati +e senso della terribilità del momento. E prima di tutti l’avevan +compreso il prode Tükery e i suoi compagni dell’antiguardo; i quali +al primo grido, alla prima ombra può dirsi del nemico, s’avventano +su di lui a testa bassa, e prima ch’egli abbia tempo di conoscere gli +assalitori, lo sforzano ad accettare la pugna. + +E da quel punto «avanti, addosso, alla carica tutti.» I Regi, +fortemente asserragliati dietro il Ponte dell’Ammiraglio, spazzano +con un turbine di moschetteria e di mitraglia la via ed i campi: +i Picciotti, nuovi a quei cimenti a petto a petto, balenano, si +sparnazzano, scompigliano col rigurgito le schiere sopravvenienti +degli amici; ma non monta: il Bixio e il Carini colle coorti di +Calatafimi sopraggiungono al rincalzo; i più animosi delle squadre +stesse si mescolano agli agguerriti compagni e fanno valanga; i +Regi già vacillano, già danno le spalle e il Ponte dell’Ammiraglio è +conquistato. + +Era un fausto preludio, ma non ancora la vittoria. Restava ancora +Porta Termini, chiave della città; restava una seconda linea di +nemici gagliardamente appostati dietro case e barricate, protetti da +numerose artiglierie, fiancheggiati da una forte squadra, liberi di +piombare sui fianchi degli assalitori per le due strade che dalla Porta +Sant’Antonino e da Porta de’ Greci convergono sulla via di Termini, +e dentro una cerchia di fuoco schiacciarli. Ma non era sfuggito il +pericolo a Garibaldi, il quale, provvedendo a un punto all’attacco ed +alla difesa, mandava quanti branchi di squadre poteva raccogliere a +custodire quelle due vie, mentre ordinava un ultimo disperato assalto +alla Porta. E «al concitato imperio» non seguì mai sì pronto «il celere +obbedir.» + +Serrati, concordi, non contando i nemici, disprezzando la morte, +gareggianti solamente a chi prima arriva, si slanciano di fronte i +Mille: alla destra, avanzando arditamente tra vigneti e giardini, li +fiancheggiano, condotti dall’intrepido Fuxa, manipoli di Siciliani; +da sinistra altri Picciotti e Cacciatori misti insieme, guidati +dal Sirtori e dal Türr, tengono in iscacco i difensori della Porta +Sant’Antonino: procombono sul fulminato terreno, della bella morte de’ +prodi, Tükery, Rocco La Russa, Pietro Inserillo e Giuseppe Lo Squiglio; +giacciono feriti Benedetto Cairoli, Enrico Piccinini, Raffaello Di +Benedetto, Leonardo Cacioppo; Bixio stesso, ferito al petto da una +palla, se la estrae da sè; ma i Napoletani, quasi sopraffatti da +superstizioso terrore, più non reggono alla diabolica irruzione. Nullo, +il Fieramosca della schiera, a cavallo, ritto, intrepido, stupendo +nella sua marziale eleganza di cavaliere antico, ha già varcato, primo +de’ primi, la Porta, e dietro a lui, come torrente che rompa le dighe, +penetra da cento bocche la piena procellosa degli assalitori, i quali +dilagando rapidi per tutte le vie, scacciando da ritta e da manca i +residui dei nemici resistenti, e portando in trionfo, più che seguendo, +il loro fatato Capitano, mondano Fiera Vecchia, il cuore di Palermo. +Eran forse le 6 del mattino; due ore eran bastate alla prodigiosa +vittoria, e il sole del 27 maggio, il sole di San Fermo, illuminava +un’altra volta uno de’ più memorabili portenti del valore italiano. + + +XXI. + +Palermo dormiva ancora. Sorpresi essi pure dall’inaspettato assalto, +già tratti in inganno da falsi allarmi perfidamente simulati dalla +Polizia, e minacciati di morte coloro che al tuonar del cannone fossero +trovati per le vie, i Palermitani avevano alquanto esitato prima +di prestar fede ad un risveglio tanto fortunato; e come gente non +libera ancora dal sospetto d’un’insidia o dal timore d’un’imprudenza, +si tennero chiusi e celati nelle loro case ad attendere che gli +avvenimenti colla stessa luce del giorno si rischiarassero. Ma a poco +a poco una finestra si socchiude; un uscio si apre; una, dieci, cento +persone cominciano a far capolino; i più curiosi o i più animosi +s’avventurano nella strada; altri corrono a’ campanili a dar nelle +campane; la gran nuova si spande, il grande fatto si conferma, e +finalmente tutta la più gagliarda e patriottica parte della popolazione +(dir tutta la città sarebbe ancora troppo presto) si precipita festante +sui passi dei liberatori, offre loro i primi conforti e i primi +soccorsi e si mesce al gran fiume della rivolta. + + [Illustrazione: Piano delle Operazioni sotto PALERMO] + +E non v’era un istante da perdere. Alle 6 del mattino la situazione +dei due belligeranti, per dirlo alla moderna, era questa: i ribelli +occupavano precariamente Fiera Vecchia, e il tratto della città +compreso tra la Porta Sant’Antonino e Porta Termini, meno alla destra +la caserma di Sant’Antonino e, più a sinistra, i dintorni dell’Orto +botanico; i Regi invece: Porta Montalto, Palazzo Reale, Porta Macqueda, +il Castellamare, tutta la Marina; quanto dire quattro quinti della +perifería. + +E alla tattica bontà delle posizioni rispondeva la forza del numero +e la ricchezza de’ mezzi di guerra. Per la rivolta ottocento camicie +rosse[66] stremate, indigenti d’ogni cosa, e da tre ai quattromila +Picciotti armati e agguerriti come sappiamo; per il Borbone ventimila +soldati ben istrutti, ben pasciuti, straricchi d’artiglierie, di +munizioni, di viveri, d’ogni ben di Dio, fiancheggiati da quattro +fregate, protetti da due forti e da numerose caserme, massiccie quanto +i forti, padroni di tutte le loro comunicazioni, liberi d’essere +soccorsi dal mare e dalla terra, quando che sia. + +Però nulla di più precario, di più incompiuto, di più periglioso +della vittoria garibaldina. Tutta la loro conquista poteva dirsi la +conquista d’una mina, che da un istante all’altro poteva saltare e +seppellirli sotto monti di rovine. Conveniva dunque strapparne subito +al nemico le miccie o, per uscir di metafora, metter Palermo in istato +di difesa, allargarvi quanto più era possibile la rivolta, rompere la +cerchia nemica, occuparne i principali punti strategici, assicurarsi +infine quelle tre condizioni indispensabili ad ogni guerra: posizioni +per combattere; comunicazioni per manovrare; base d’operazione per +rifornirsi. + +E a tutto ciò fu, con maravigliosa rapidità, provveduto. Garibaldi, +appena raccolta la sua gente, si inoltrava fino al Palazzo Pretorio +e vi piantava il suo Quartier generale; occupava i quattro Cantoni, +centro delle due grandi vie che segano in croce la città, e vi si +asserragliava; istituiva un Comitato provvisorio, di cui faceva capo +il dottor La Loggia e poco dopo una Commissione delle barricate, +di cui eleggeva presidente il duca Della Verdura; chiamava di nuovo +tutti i Palermitani alle armi, ed abbozzava un primo nucleo di guardie +nazionali; spingeva, non senza combattimenti, i suoi avamposti verso +Palazzo Reale fino a Piazza Bologna, e verso Porta Macqueda fino alla +Villa Filippina; faceva nella giornata stessa attaccare la caserma +di Sant’Antonino rimasta in potere dei Regi, e prima di sera se ne +impadroniva; infine trasfondeva in tutti i petti un raggio della sua +serenità e una favilla della sua fede, forze inespugnabili. + +E ciò non ostante il generale Lanza era sempre arbitro, purchè l’avesse +voluto, del campo. Un istante d’energia, un contrassalto ben combinato, +uno sforzo appena volonteroso di que’ ventimila uomini, e Palermo +tornava sua. Ma era chieder troppo a siffatto Capitano ed a siffatto +esercito. Però l’unica prodezza, di cui l’uno e l’altro furono capaci, +fu il bombardamento; e già fin dalle 10 del mattino, dai forti di +Castellamare e dalla Squadra ancorata di faccia a Toledo, cominciò a +piovere sulla città, principalmente ne’ dintorni di Palazzo Pretorio, +un nuovo diluvio di granate e di bombe; sprezzato, a dir vero, dai +combattenti, e in sulle prime poco dannoso alla città, ma preludio di +rovina maggiore. + +L’indugio invece fu la fortuna dei ribellati. Giuseppe Sirtori, a capo +d’una mano di Legionari e di Picciotti, fatta base il convento de’ +Benedettini, riusciva ad impadronirsi del bastione di Montalto, punto +avanzato sulla sinistra del Palazzo Reale; quasi contemporaneamente +un’altra compagnia de’ Mille, Bergamaschi quasi tutti, guadagnava, non +senza fiera lotta, la Piazza della Matrice e i dintorni del Burrone, +del Papireto e di Porta Sant’Agata; sicchè per queste conquiste +venivano tagliate le comunicazioni tra il Castello ed il Palazzo +Reale, e gli approcci della rivolta avvicinati sempre più agli estremi +baluardi della resistenza nemica. E quel che accresceva la maraviglia, +era che ogni barricata sorgeva sotto il diluviare delle bombe; ogni +palmo di terreno era guadagnato fra il crepitar degl’incendi, il +crollar delle case, le urla delle vittime sepolte sotto le rovine, o +trucidate nella fuga dalla ferina vendetta soldatesca. + +Infatti il bombardamento dopo alcune ore di sosta aveva ripreso, nel +28 mattina, continuando fin nel cuore della notte con frenetica rabbia +e facendo della miseranda, ma invitta città, un immane sterminio. Il +vasto e ricco monastero di Santa Caterina ardeva tutto intero, assieme +al lungo tratto di botteghe e di case che rispondevano sulla Strada +Toledo: il Palazzo arcivescovile era saccheggiato, i ricchi monasteri +dei Sette Angioli e della Badia Nuova saccheggiati e incendiati, il +palazzo del principe di Carini distrutto; quelli del principe di Cutò +e del marchese d’Artale smantellati. «In un remoto chiassuolo della +città (scriveva un egregio Palermitano, spettatore della terribile +tragedia[67]), presso alla Via del Pizzuto, la esplosione d’una sola +bomba cagionava lo scempio di ventidue innocenti, ed erano in maggior +parte donne e bambini: orrendo spettacolo quello di corpi oscenamente +mutilati e squarciati, spettacolo commovente e pietoso quello d’intere +famiglie, nude, raminghe, con vecchi e infermi che trascinavansi a +stento e fuggivano gli abbattuti lor tetti. D’un subito, nella zona +superiore della città, a dritta del Palazzo regio, sollevasi un vortice +caliginoso di fiamme: ed è il bruciamento e la distruzione di tutto +un quartiere. Dal Palazzo le napoletane milizie procedono verso la +Piazza Grande e la Piazzetta de’ Tedeschi: la insurrezione ha preso +appena a minacciar da quel lato; ed ecco i soldati trapassare di casa +in casa, scassinare le porte, saccheggiare e disperdere quanto vi si +trovasse per entro, macellarvi i sorpresi e sbigottiti abitanti ed +appiccarvi l’incendio. A chi fuggiva sì traea co’ moschetti; a chi +chiedeva mercede s’insultava, poi si dava la morte: s’inducevano i +miseri a ricattarsi svelando le preziosità e le masserizie nascoste, +e, appagata la rapace ingordigia, seguivano le ferite e il sangue; si +stupravano donne e fanciulle, poi scannavansi, e dopo loro i padri, i +mariti, i fratelli: il nome del Re suonava da’ manigoldi acclamato fra +le strida che sfuggíano alle vittime: e di quelle immanità e di quei +fatti potrebbero allegarsi senza fine gli esempi, e non era guerra, +ma eccidio efferato e vilissimo eccidio, non da uomini, ma da bestie +crudeli. Il fuoco infuriava quel giorno per vasto recinto di edifici +e di strade; infuriava nella notte e ne’ due giorni seguenti; e in +quell’accesa fornace cuocevano e soffocavano umane creature, senza +difesa e senza scampo immolate.» + +Mille e trecento furono le bombe lanciate dal Castello e dalla Squadra +senza contar le palle e la mitraglia: cinquecento trentasette i +cadaveri ufficialmente numerati fino al 12 giugno.[68] Orrendo scempio +che Lord Brougham nel Parlamento inglese pareggiava al neroniano e +Lord Palmerston aggiungeva: «indegno del nostro tempo e della nostra +civiltà.[69]» + + +XXII. + +La mattina del 29, con gran stupore dei bombardati, il bombardamento +taceva; ma dell’inattesa tregua varie le cagioni, nessuna di pietà. +Nella notte dal 28 al 29 due piroscafi della Squadra regia portavano da +Termini a Palermo un reggimento di Bavaresi, col rinforzo de’ quali il +Generalissimo borbonico aveva contato di tentare una sortita generale +di tutte le sue forze, onde ricuperare i posti perduti la vigilia. +Ora così per non molestare il passaggio dalla Marina al Palazzo Reale +de’ nuovi arrivati, come per evitare il rischio di colpire i propri +soldati durante il premeditato assalto, il generale Lanza aveva dato +l’ordine che il bombardamento rallentasse per alcune ore, limitandosi +a battere i dintorni di Castro Pretorio, nido della rivolta.[70] Ma +invano. Per tutta quella giornata si combattè nuovamente al bastione +di Montalto, all’Annunciata, ai Benedettini, al Duomo: in quest’ultimo +punto anzi i Regi, sorpresi i Picciotti del Sant’Anna, ebbero alcune +ore di sopravvento; ma poi sopraggiunti gli ormai terribili Cacciatori, +riannodatesi le squadre, apparso Garibaldi, tutti i posti furono o +conservati o ripresi, ed ai Regi toccò nuovamente di riparare a’ loro +quartieri, più che vinti disperati di vincere; e riadorni soltanto di +quei sanguinosi allori, a cui oramai sembravano aspirare: il saccheggio +di nuove case e l’eccidio di nuove vittime. + +Gli è che i soldati del Borbone non si battevano più. Quei tre fatti +miracolosi della vittoria di Calatafimi, della ritirata del Parco +e della sorpresa di Palermo avevano ispirato ne’ loro petti tale +un superstizioso terrore, che era oggimai più forte d’ogni legge +di disciplina e d’ogni punto d’onore. Per essi Garibaldi era ormai +invincibile; vedevano in lui un essere privilegiato, protetto da +una potenza sovrumana, contro la quale ogni forza terrestre doveva +soccombere. Si spacciavano sul suo conto le più strane fole: chi +lo diceva stregato; chi aggiungeva che fin da bambino fosse stato +inoculato con un’ostia consacrata; e poichè gli ufficiali stessi per +onestare la loro dappocaggine accreditavano queste insensatezze, non +era più a sperarsi da siffatto esercito alcun atto, non che di energia, +di decorosa resistenza. + +Il Lanza però non aveva confidato soltanto sulla forza: un po’ di frode +ad assodar l’opera gli era parsa giovevole. Infatti fin dal 28 mattina +egli si era rivolto, per mezzo d’un ufficiale della regia Marina, +all’ammiraglio Mundy, comandante in capo della Squadra inglese,[71] per +pregarlo d’un favore, all’apparenza innocentissimo: di voler soltanto +ricevere al suo bordo due Generali dell’esercito regio incaricati di +conferire con lui; procacciando unicamente che, durante le conferenze, +i ribelli sospendessero le ostilità e i due Generali potessero aver +libero passo traverso le linee nemiche sotto la protezione della +bandiera britannica. + +L’agguato era ben preparato, e se gli riusciva, il Generale borbonico +otteneva in un colpo solo parecchi scopi: metteva in tutela della +bandiera britannica l’assisa, quanto dire, la causa borbonica; otteneva +dai ribelli, mercè una mediazione potente, una sospensione d’armi, e +ciò senza essere costretto a richiederla egli stesso al disprezzato +avventuriero. Ma quanto il laccio era sottile, altrettanto era acuto +l’occhio dell’Inglese, e scivolandogli in mezzo con destrezza e +prudenza, faceva al Commissario del Re questa risposta: «Prontissimo +alla conferenza, lietissimo di ricevere a bordo della sua ammiraglia +i due Generali che gli erano annunziati; ma quanto al loro passaggio +traverso le linee degl’insorti, necessario richiederlo al generale +Garibaldi che solo aveva diritto di darlo.[72]» Non era questa la +conclusione che il Borbonico s’aspettava, anzi era precisamente +quella che più di tutte aborriva; ma ciò non ostante, per quanto egli +tornasse all’assalto con nuove missive anche più ambigue e capziose, +l’Ammiraglio non si smosse d’una linea dalla prima sua risposta, +sventando così colla sua accorta tenacia una trama che intendeva a fare +lui complice, e l’Inghilterra stromento della politica borbonica.[73] + +Astretto da questa repulsa a non confidare più che nell’armi; ma +nell’armi, dopo i falliti assalti del 29, non avendo più fiducia, il +Generale borbonico si sentì a un tratto mancare quell’ultimo residuo, +non diremo certo di coraggio, che non ebbe mai, ma di dignità umana +e di pudore soldatesco che ancora gli era rimasto, e senza nulla dire +al Mundy, all’improvviso, come preso da subitaneo terrore, scrisse al +filibustiere, fino a ieri schernito, questa lettera quasi incredibile: + + «_Il generale Lanza a S. E. il general Garibaldi._ + + »Palermo, 30 maggio 1860. + + »Avendomi l’Ammiraglio inglese fatto sapere che riceverebbe con + piacere a bordo del suo vascello due de’ miei Generali, affine di + aprire con Lei una conferenza, della quale l’Ammiraglio stesso + sarebbe il mediatore, purchè Ella consenta a conceder loro un + passaggio traverso le sue linee; io la prego di farmi conoscere se + vuole consentirvi, e in caso affermativo (supponendo le ostilità + sospese da ambe le parti), io la prego di farmi sapere l’ora in + cui la detta conferenza dovrà cominciare. Sarebbe allo stesso tempo + utile che Ella accordasse una scorta ai summenzionati due Generali, + dal Palazzo Reale alla Sanità, dove essi s’imbarcheranno per andare + a bordo. + + »In attesa d’una sua risposta, ec. + + »FERDINANDO LANZA.[74]» + +«Quale non doveva essere l’avvilimento dell’esercito regio (scrive +lo stesso ammiraglio Mundy), perchè l’_alter ego_ d’un Sovrano +acconsentisse a scrivere una lettera sì umiliante. L’uomo che fino +a quel momento era stato stigmatizzato cogli epiteti più vituperosi +dell’umana natura e denunziato nei proclami come un pirata, un ribelle, +un filibustiere, eccolo elevato al titolo ed al rango di Generale e +d’Eccellenza! Ciò equivaleva ad una ricognizione del suo carattere +d’uguale, e ad una confessione d’impotenza di sottometterlo colla +forza.[75]» + +E questo pure dovette sentire Garibaldi; ma disprezzando in cuor suo le +antiche e nuove codardíe del suo avversario e pensando solo a trarne +profitto, rispose all’istante al Commissario di Francesco II esser +pronto alla propostagli conferenza; fissarla per le due pomeridiane +del giorno stesso; avrebbe fatto immediatamente sospendere il fuoco de’ +suoi, e accordato il passo e la scorta a’ due Generali regi. + + +XXIII. + +Se non che verso le 10 antimeridiane dello stesso giorno (30 maggio), +dopo cioè che Garibaldi ebbe mandato a tutti i suoi posti l’ordine di +cessare da ogni ostilità, un inatteso avvenimento rischiava di mettere +in forse con un sol colpo tutta la conquistata fortuna. La colonna +di Von Meckel e del Bosco, in maggior parte composta di Bavaresi, +dopo aver per tre giorni perseguíto vanamente l’Orsini (il quale, +inchiodati i cannoni e bruciati gli affusti, era riuscito a scamparla, +sperdendosi per le campagne al di là di Giuliana), quella colonna, +dicevamo, risaputa alla fine la notizia[76] che quel Garibaldi, da essi +sognato fuggiasco sulla strada di Corleone, accampava già in Palermo, +era tornata quanto più veloce aveva potuto sui suoi passi, e appunto +la mattina del 30 maggio compariva innanzi a Porta Termini[77] e ne +assaliva la barricata che la custodiva. Le squadre di guardia al posto +ributtarono, com’era debito loro, l’inatteso nemico; questi incalzò più +risoluto che mai, e la fucilata si accese vivacissima da ambe le parti. +Indarno il luogotenente Wilmot, _ufficiale di bandiera_ dell’ammiraglio +Mundy, che per caso di là passava diretto al Castro Pretorio, +sventolava il suo bianco fazzoletto e gridava agli assalitori: una +tregua essere pattuita; fedifrago l’assalto; doverosa la ritirata; que’ +Bavaresi, o avessero meditato un’insidia o la temessero, non vollero +intendere ragione. Allora il combattimento si accanì più che mai: e a +chi contava il numero soverchiante degli aggressori non era difficile +prevederne il risultato. I Picciotti resistevano del loro meglio; una +compagnia de’ Mille, guidata dall’intrepido Carini, tratteneva ancora +per alcuni istanti quella piena irrompente; ma ferito gravemente +ad un braccio lo stesso Carini, caduti molti de’ suoi, crescente +l’irruzione nemica, la barricata sarebbe stata certamente perduta e +la via aperta fino a Fiera Vecchia, se la fortuna non avesse voluto +che presso il generale Garibaldi stesse in quel momento, inviato dal +Lanza, l’ufficiale di Stato Maggiore regio, Nicoletti, il quale, udito +l’evento e invitato con acerbe parole dallo stesso Garibaldi a cessare +quella perfidia, accorse sul luogo del conflitto e colla sua assisa ed +autorità riuscì a persuadere quei, non sappiamo se testardi o astuti +Tedeschi, se non a ritirarsi, come avrebbero dovuto, a restar nei posti +indebitamente conquistati.[78] + +Superato anche questo nuovo periglio, indossata ancora la sua vecchia +uniforme di Generale piemontese (divenuta buona un’altra volta), +accompagnato dal solo Crispi,[79] poco prima delle due pomeridiane si +mosse per recarsi al convegno fissato. Al Molo della Sanità l’aspettava +la lancia dell’_Hannibal_: quivi il caso volle che arrivassero nello +stesso punto il generale Letizia ed il generale Chretien; sicchè la +medesima barca li tragittò insieme al bordo dell’Ammiraglio inglese. +Colà giunti, i Generali borbonici lasciarono il passo a Garibaldi; +l’Ammiraglio, così a lui, come a’ suoi avversari, fece rendere i dovuti +onori militari e li invitò ad entrare nella sua cabina.[80] Non appena +radunati però, quasi preliminare al trattato che stava per cominciare, +sorse un singolare litigio, che qualificò subitamente agli occhi +dell’Inglese il diverso carattere de’ negoziatori da lui ospitati al +suo bordo. + +L’ammiraglio Mundy per rendere più solenne la conferenza e porne la +fede sotto il suggello di autorevoli testimonianze, aveva invitato +ad assistere alla conferenza anche i Comandanti dei legni da guerra +Francese, Americano e Sardo ancorati nello stesso porto, ed essi, +accettato l’invito, stavano già sul ponte all’arrivo de’ negoziatori +ed eran loro stati presentati. Quando però il generale Letizia li +vide entrare assieme a tutti gli altri nella cabina dell’Ammiraglio +e disporsi ad assistere alla conferenza, si fece innanzi e dichiarò +ch’egli non era preparato ad intraprendere alcun negoziato alla +presenza di quei Capitani stranieri, sicchè richiedeva formalmente che +si ritirassero. Nè a questo si fermò. Soggiunse, «che quantunque egli +avesse consentito a incontrare il generale Garibaldi a bordo della +nave britannica, egli non intendeva riconoscergli alcuna officiale +capacità, nè molto meno conferire con lui sopra qualsivoglia soggetto. +Ogni mediazione, continuava egli, doveva aver luogo tra l’Ammiraglio +inglese, lui ed il suo collega; e al generale Garibaldi non restava +che confermare o disapprovare le parole del trattato che si fossero per +usare. Queste le istruzioni da lui ricevute dal generale Lanza e dalle +quali egli non poteva nè voleva dipartirsi.[81]» + +A questa inattesa parlata, il cui senso era aggravato dal tuono +dittatorio con cui era proferita, la sorpresa fu generale. L’Ammiraglio +però, rotto per il primo il silenzio e raccomandata la calma e la +temperanza, stimava suo debito chiedere prima d’ogni cosa, se anche +il generale Garibaldi aveva da muovere qualche obbiezione circa alla +presenza dei Comandanti stranieri. A cui Garibaldi rispose che ogni +concerto preso dall’Ammiraglio inglese gli sarebbe stato gradito, e che +quanto ai signori Comandanti era lieto di vederli rimanere. Ma nemmeno +a questa lezione di tolleranza e cortesia il generale Letizia volle +darsi per vinto, e arzigogolando cavillosamente sulle parole della +lettera scritta la mattina dal generale Lanza, ribadì la sua tèsi che +«i negoziati dovevano correre tra l’inglese Ammiraglio e gli incaricati +napoletani, e il generale Garibaldi non dover prendervi alcuna parte.» +Alla caparbia malafede del Napoletano proruppero indignati, tanto il +capitano francese Lefebre, quanto l’americano Palmer; «solo il marchese +D’Aste, antico ufficiale sardo, restò silenzioso;[82]» finalmente lo +stesso ammiraglio Mundy interveniva a cessare l’alterco, protestando +apertamente che, «se il generale Letizia non consentiva a trattar +personalmente col generale Garibaldi e in presenza dei Capitani esteri, +egli sarebbe obbligato di rimandare tutti a terra, e dichiarare rotti i +negoziati.[83]» + +A sì aperto e risoluto linguaggio il generale Letizia finì col +rassegnarsi, e riconosciuta al generale Garibaldi la parte che gli +spettava, le trattative s’avviarono. I quattro primi articoli della +convenzione proposta passarono senza contraddizione o discussione +di sorta; giunti al 5º: «Che la Municipalità rassegnasse un’umile +petizione a Sua Maestà il Re, esprimendogli i reali bisogni della +città.» — «No!» proruppe con veemenza Garibaldi; e alzandosi di scatto +soggiunse: «Il tempo delle umili petizioni o al Re, o a chicchessia, +è passato; inoltre non ci sono più Municipalità.... La Municipalità +sono io. Io rifiuto il mio consenso. Passiamo alla sesta ed ultima +proposta.» + +All’udir queste parole sdegno e stupore si dipingono sul volto del +generale Letizia, e sgualcendo la carta che stava spiegata sulla +tavola, esclama: «Allora se questo articolo non è concesso, ogni +comunicazione cessa fra di noi.[84]» + +Garibaldi, il quale fino all’enunciazione del quinto articolo avea +sempre serbato un calmo e imperturbato contegno, a quell’ultima +albagiosa dichiarazione del suo avversario non seppe più frenarsi. +«Egli denunciò in termini eccessivi[85] la mancanza di buona fede, anzi +l’infamia della Reale Autorità nel permettere che truppe mercenarie, +mentre una bandiera di tregua sventolava, attaccassero le italiane, le +quali avevano avuto l’ordine di cessare il fuoco. Ed altre cose anche +più appassionate soggiunse Garibaldi; a cui replicò con violenza non +disuguale, ma certo con minor giustizia il suo antagonista. Sicchè +l’Ammiraglio fu costretto di nuovo ad interporsi non solo per rimettere +la calma fra i disputanti, ma per raddrizzare le torte argomentazioni, +con cui il negoziatore napoletano continuava a sillogizzare.» + +A tal punto Garibaldi, credendo ormai compiuta la rottura de’ +negoziati, si levò dalla sua sedia e fece atto di disporsi alla +partenza; «ma tale non appariva in alcuna guisa l’intenzione del +Generale borbonico.[86]» Anzi dopo essersi consultato alquanto col suo +collega, si rivolse di nuovo al suo avversario, annunziandogli che +egli consentirebbe a cassare il quinto articolo della convenzione, +quantunque sapesse che per quella concessione egli incontrerebbe il +disfavore del suo Generale in capo. + +E dopo questa dichiarazione tanto maravigliosa ed inattesa, quanto +lo erano state fino allora tutte le parole del negoziatore regio, +l’armistizio fu prolungato fino alle nove del mattino seguente, al solo +fine di concordare definitivamente i punti controversi e di ottenere +dal Commissario _alter ego_ del Re la ratifica dei già patteggiati. +Prima di lasciar l’_Hannibal_ però il generale Garibaldi, cogliendo il +momento in cui l’ammiraglio Mundy s’era stretto in privato colloquio +co’ due Inviati regi, si traeva in un canto col capitano Palmer e col +marchese D’Aste, e susurrò loro in tutta fretta e in gran secretezza: +essere allo stremo di munizioni; questo il suo pensiero più tormentoso; +lo soccorressero, se potevano, in quella necessità; avrebbe pagato +un pacco di cartuccie a peso d’oro. Il capitano D’Aste non volle dare +neanche un grano di polvere; il Capitano americano crediamo che desse +la poca che aveva; al resto pensò la Provvidenza! + +Ma sia che l’ultima impressione ricevuta da Garibaldi fosse che il +pattuito armistizio non potesse durare oltre il vegnente mattino; sia +ch’egli mirasse a trar profitto delle pretese esorbitanti del nemico, e +della sua sdegnosa risposta per infiammare vieppiù gli animi già accesi +de’ Palermitani, giunto a Palazzo Pretorio fece tosto pubblicare questo +Manifesto: + + «Siciliani! + + »Il nemico mi ha proposto un armistizio. Io ne accettai quelle + condizioni che l’umanità dettava di accettare; cioè: ritirar + famiglie e feriti; ma fra le richieste, una ve n’era umiliante per + la brava popolazione di Palermo, ed io la rigettai con disprezzo. + Il risultato della mia conferenza di oggi fu dunque di ripigliare + le ostilità domani. Io ed i miei compagni siamo festanti di poter + combattere accanto ai figli del Vespro una battaglia, che deve + infrangere l’ultimo anello di catene con cui fu avvinta questa + terra del genio e dell’eroismo.» + +Alla lettura del fiero bando la città intera, può dirsi, si versò +a Palazzo Pretorio per udire dalle labbra del Dittatore, quasi per +leggere sul suo viso, la conferma della grande nuova. E Garibaldi, +apparso al balcone di Palazzo Pretorio, parlò come sapeva parlare +lui tutte le volte che il cuore lo ispirava, e la grandezza degli +avvenimenti s’accordava alla lirica intuonazione della sua tribunizia +eloquenza. Però quando disse: «Il nemico mi ha fatto delle proposte +che io credei ignominiose per te, o Popolo di Palermo, ed io sapendoti +pronto a farti seppellire sotto le ruine della tua città le ho +rifiutate....» un urlo, un urlo solo fu la risposta di quel popolo +divenuto delirante: «Guerra, guerra;» e le donne stesse con parola +anche più espressiva: «Grazie, gridavano al Generale, grazie;» e gli +inviavano baci e benedizioni.... «E dal fondo della piazza (soggiunge +uno de’ Mille testimonio alla gran scena) gli mandai un bacio anch’io. +Credo che Garibaldi non sia mai stato visto sfolgorante come in quel +momento da quel balcone; l’anima di quel popolo pareva tutta trasfusa +in lui.[87]» Nè furono parole soltanto: ogni uomo armato corse a +prendere il suo posto di combattimento: quante braccia erano atte +lavorarono l’intera notte al compimento delle barricate; e per supplire +alla mancata luminaria delle bombe e delle granate, Palermo illuminò +tutte le sue case, se non è meglio dir le sue rovine, come fosse alla +vigilia di una festa. + +Risapute però queste nuove, anche i Generali borbonici vennero a +miglior consiglio, e nella mattina del 31 lo stesso generale Letizia +tornava al Dittatore per ripigliare gli interrotti negoziati e +chiedergli un armistizio indefinito. Tanto non poteva concedere +Garibaldi; consentì bensì ad una tregua di tre giorni, e fu in questi +capitoli stipulata: + + «1º La sospensione delle ostilità resta prolungata per tre giorni, + a contare da questo momento che sono le 12 meridiane del dì 31 + maggio: al termine della quale S. E. il Generale in Capo spedirà + un suo aiutante di campo onde di consenso si stabilisca l’ora per + riprendersi le ostilità. + + »2º Il Regio Banco sarà consegnato al rappresentante Crispi + segretario di Stato, con analoga ricevuta, ed il distaccamento che + lo custodisce andrà a Castellamare con armi e bagaglio. + + »3º Sarà continuato l’imbarco di tutti i feriti e famiglie, non + trascurando alcun mezzo per impedire qualunque sopruso. + + »4º Sarà libero il transito dei viveri per le due parti + combattenti, in tutte le ore del giorno, dando le analoghe + disposizioni per mandar ciò pienamente ad effetto. + + »5º Sarà permesso di contraccambiare i prigionieri Mosto e Rivalta + con il primo tenente Colonna ed altro ufficiale o capitano Grasso. + + »_Il Generale in Capo_ + »Firmato: FERDINANDO LANZA. + + »_Il Segretario di Stato + »del Governo Provvisorio di Sicilia_ + »Firmato: FRANCESCO CRISPI.» + +Taluno censurò il vincitore di aver concesso al nemico una tregua +troppo lunga; noi pensiamo altrimenti. Per fermo i Regi potevan +ricevere nuovi rinforzi; ma che importavano oramai alcune migliaia +di nemici di più, se mancava tra di loro la mente che governasse e il +cuore che combattesse? Per la rivolta invece ogni ora che passava era +un passo alla vittoria: lo scoramento nelle file avversarie cresceva, +le diserzioni moltiplicavano, la città s’agguerriva, e s’abituava +all’idea della lotta disperata; e frattanto i Mille si ristoravano, +le munizioni si risarcivano, le difese si perfezionavano, i soccorsi +sperati o promessi dal Continente o arrivavano o potevano arrivare, +come sarebbe stato debito loro.[88] + +Oltre a ciò nella generosità di Garibaldi s’ascondeva un grande +concetto non meno politico che umanitario. Nessuno più di lui sentiva +che quella era guerra civile, e quel pensiero fisso di renderla +quanto più fosse possibile umana e pietosa sarà, nella calma sentenza +de’ posteri, non ultima gloria della sua eroica vita. Quei soldati, +lo diceva ad ogni istante, eran nostri fratelli; lo diceva a’ suoi +seguaci consigliandoli ad essere miti; lo diceva a’ nemici stessi, se +qualcuno gliene compariva dinanzi o prigioniero o disertore; e solo +dicendolo faceva proseliti e diradava le file nemiche. La generosità +in quel caso era virtù ed arte insieme; e quando vedremo l’esercito +borbonico squagliarsi e quasi sfumare innanzi ai passi di Garibaldi +che li incalzava col sorriso sulle labbra e l’offerta del ritorno alle +loro case, intenderemo quanto quella virtù fosse utile e quell’arte +profonda. + +Nè quei tre giorni li passò inerti. Intanto che i suoi Luogotenenti +attendevano al riordinamento delle milizie, e i Palermitani al +perfezionamento delle barricate, e il Crispi a prender possesso del +Palazzo di Finanza, dove trovava cinque milioni di ducati, insperato +tesoro per quei cenciosi conquistatori partiti da Quarto con trentamila +franchi; Garibaldi pensava a dare all’improvvisato Governo di Palermo +una forma più regolare e compíta, istituendo un Ministero, in cui +il Crispi riteneva il portafoglio dell’interno e delle finanze, il +barone Pisani gli esteri, il canonico Ugdulena il culto e la pubblica +istruzione, un Raffaele i lavori pubblici, un Guarnieri la giustizia, e +l’Orsini, riuscito miracolosamente a traforarsi il giorno 2 in Palermo, +con tutti i suoi cannoni e i suoi uomini, il Ministero della guerra. + +I Napoletani, all’opposto, non riuscirono che a rendere sempre più +manifesta la loro impotenza. Non appena infatti fu conchiuso il primo +armistizio, il generale Letizia partiva per Napoli per comunicarne il +testo al suo Re ed al suo Governo, dipinger loro il vero stato delle +cose, e richiederne le istruzioni per la condotta avvenire. Ruppe +in amari rimbrotti il Re, e sola sua risposta fu che si riprendesse +Palermo a viva forza, anche a costo di raderla al suolo; ma tale non fu +il consiglio nè la risposta de’ suoi Ministri, i quali già affaccendati +ad ottenere la mediazione delle estere Potenze, fecero capire al +Letizia che quel mezzo del bombardamento sarebbe stato esiziale a tutto +il Regno, e che, se altra via non s’apriva per ricuperar Palermo, era +minor danno abbandonarlo. Se lo tenne per detto il Letizia; e convinto +oramai che il Governo di Napoli non aveva più nè volontà, nè speranza +di vincere, riportò queste notizie e impressioni al regio Commissario +in Palermo. Il quale, sperimentata già vana la forza delle bombe, non +sapendo, nè osando confidar in quella delle baionette, delle quali, +se voleva vincere, gli conveniva mettersi alla testa; sconfidando +sempre più nella fedeltà delle truppe e temendo una sedizione della +flotta;[89] ma tremando forse più per sè stesso, si decise a chiedere +un prolungamento all’armistizio d’altri tre giorni, prodromo evidente +della resa finale. E Garibaldi accondiscese ancora; ed ancora il suo +naturale accorgimento non l’ingannò. + +Infatti il 6 giugno i negoziati furono ancora ripresi, e senza molta +difficoltà condussero alla Convenzione seguente: + + «1º Gl’infermi (dell’armata regia) che giacciono in ambedue + gli ospedali od in altri luoghi dovranno essere imbarcati colla + maggiore sollecitudine. + + »2º Le truppe regie che si trovano in Palermo avranno la scelta di + abbandonare la città per terra o per mare con equipaggi, materiali + da guerra, artiglieria, cavalli, bagagli, famiglie e tutto ciò che + loro spetta, comprese le munizioni rinchiuse in Castellamare. A S. + E. il tenente generale Lanza viene concesso di abbandonare Palermo + per mare o per terra a sua scelta. + + »3º Qualora si scegliesse la via di mare, si darà principio allo + sgombramento caricando i materiali da guerra, gli equipaggi e parte + dei cavalli e delle altre bestie da soma; le truppe rimarranno + ultime. + + »4º Tutte le truppe s’imbarcheranno sul Molo, e quindi prenderanno + provvisoriamente alloggio nel quartiere dei Quattroventi. + + »5º Il generale Garibaldi lascierà Castelluccio, il Molo e la + batteria del Faro senza atti di ostilità. + + »6º Il generale Garibaldi consegnerà tutti gl’infermi ed i feriti + (delle truppe regie) che si trovassero in suo potere. + + »7º I prigionieri saranno scambiati da ambe le parti senza + distinzione di grado o di numero, e non uomo per uomo. + + »8º Sette prigionieri (non militari) rinchiusi in Castellamare + saranno messi in libertà tosto che sia compíto l’imbarco delle + truppe e totalmente sgomberato il forte Castellamare. Questi + prigionieri verranno condotti dalla guarnigione sul Molo e quivi + consegnati. + + »Ritenuti tutti i sovraccennati articoli, si aggiunge in una + clausola addizionale che la guarnigione sarà spedita per la via di + mare ed imbarcata sul Molo di Palermo. + + »6 giugno 1860. + + »G. GARIBALDI. + + »Con procura di S. E. il Luogotenente generale LANZA, Comandante + del Corpo delle truppe regie: + + »V. BONOPANE, + »_Colonnello e Capo dello Stato Maggiore._ + + »L. LETIZIA, march. di Mompellieri, _generale_.» + + +XXIV. + +La nuova dell’entrata di Garibaldi nella capitale aveva precipitata la +sollevazione di tutta l’Isola. Le principali città, quali senza grave +sforzo, come Trapani, Girgenti, Noto, Caltanissetta, Modica, Sciacca, +Mazzara; quali dopo aspra lotta di popolo e fiero martirio di saccheggi +e di stragi, come Catania, s’erano vendicate in libertà; e di tutta la +Sicilia al mattino del 7 giugno non restava più in mano del Borbone che +Messina e le cittadelle di Milazzo, Augusta e Siracusa. + +In Palermo frattanto lo sgombero dei Regi era cominciato e l’aspetto +della città si rasserenava. All’ansietà angosciosa della lotta +succedeva d’ora in ora il respiro più libero e il moto festivo e +chiassoso della vittoria. La gente, come suole accadere ne’ giorni +di pubblici commovimenti, viveva più nelle strade che nelle case; +le grida, gli assembramenti, le manifestazioni rinascenti per ogni +nonnulla non posavano ancora; il variopinto brulicame delle squadre, +delle camicie rosse, dei frati in coccarda e cartucciera, dei preti in +piuma ed archibugio, continuava tuttavia a mascherare d’una tal quale +veste quarantottesca la città; ma intanto le barricate si sfacevano, +le rovine degl’incendi si sgomberavano, ai morti tratti dalle macerie +si dava onorata sepoltura, ai feriti ricoverati nelle case o negli +ospedali si apprestavano cure più ordinate e più sollecite; migliaia di +mani lavoravano ad ammannire vesti, scarpe, cartuccie; tutto dimostrava +che Palermo respirava a polmoni dilatati la nuova aura di libertà, e +guardava con serena fede all’avvenire. + +Al tempo stesso il Dittatore provvedeva del suo meglio, come le +opportunità consentivano e i suoi Ministri sapevano suggerire, alle +più urgenti necessità dello stato novello. Volgendo il primo pensiero +ai morti per la patria, decretava ricoveri e pensioni alle loro vedove +e ai loro orfani; rivolgendo il secondo all’imperioso problema della +forza, si rassegnava a riporre in fondo al cuore la sua bella utopia +della leva in massa, ma consentiva tosto all’Orsini una leva più +limitata di quarantamila uomini: beato ancora se tutti accorressero! + +Frattanto congedava con parole affettuose le squadre divenute più un +ingombro che un aiuto, ma invitava ancora una volta quanti Siciliani +fosser disposti a restar nell’armi, a prender ferma regolare nei quadri +de’ suoi Mille coi quali pensava di formare due brigate, destinate a +percorrere l’Isola per impiantarvi il Governo nazionale, reclutar nuova +gente e far atto di signoria. + +Non meno importanti, se non tutte ugualmente saggie, erano le +provvisioni che i suoi Ministri gli _facevano firmare_ (ogni altra +parola sarebbe impropria) per l’ordinamento politico e amministrativo. + +Il Crispi ceduto il portafoglio delle finanze a Domenico Peranni, e +tenutosi per sè l’Interno e la Segreteria della Dittatura, divideva +l’Isola in ventiquattro Distretti, ponendo a capo di ciascuno un +Governatore; intraprendeva l’organizzazione della Polizia e della +Pubblica Sicurezza con questori, delegati, milizie a cavallo; tentava +ricostruire le vecchie Municipalità, restaurando in carica i deposti +o gli sbanditi del 1848; commetteva il giudizio de’ reati comuni a +Commissioni speciali, parte civili e parte militari. Dal canto suo +l’Ugdulena otteneva dal Dittatore lo scioglimento delle compagnie de’ +Gesuiti e de’ Liguorini;[90] il Peranni, l’abolizione del macinato, +dei dazi d’entrata sui cereali, e di qualunque altra gabella decretata +dal Governo borbonico dopo il 15 maggio 1849; indi l’assegnamento d’una +quota sui beni pubblici dei Comuni ai soldati della patria e il divieto +di pagare qualsiasi tassa al Governo caduto, e l’obbligo di versarle +tutte nelle casse del nuovo. Di quando in quando in mezzo a questi +decreti di scopo politico e finanziario, parti esclusivi della mente +dei Ministri, ai quali Garibaldi non faceva che apporre il suo nome, ne +compariva qualcuno di veramente pensato e voluto da lui, che portava +manifestamente l’impronta del suo animo generoso e delle sue idee +filantropiche, e che si poteva dire, senza tema di fallire, tutto suo. + +Ora aboliva il titolo di _eccellenza_, e l’usanza del baciamano, +vergognose reliquie della servitù; ora si volgeva «al bello e gentile +sesso di Palermo,» perchè soccorresse della sua carità l’Ospizio dei +lattanti e degli orfani di Palermo, «dove novanta su cento lattanti +perivano di fame;[91]» ora infine decretava la demolizione del forte +di Castellamare, «conservando soltanto le batterie che difendono il +porto e battono la rada;» alla qual’opera si videro accorrere, per più +giorni, uomini, donne, nobili, plebei, laici, frati, il popolo intero, +lieto di offrire quel tributo, quasi direste quella giornata di fatica +servile alla patria tornata signora.[92] + + +XXV. + +Certo ben pochi di questi Decreti passeranno alla posterità come +esemplari di sapienza politica o legislativa. Quello che richiamava in +ufficio i proscritti del 48, ridesta alla memoria la follía di Vittorio +Emanuele I di Sardegna, il quale, ristaurato ne’ suoi Stati, si pensò +bastasse ripubblicare l’_Almanacco reale del 1815_ per riavere tutta +la sua vecchia magistratura. La istituzione dei tribunali speciali +era un’offesa alla giustizia della libertà rinascente; l’abolizione +tumultuaria del macinato e d’ogni altra gabella fruttuosa era, per +non dirne peggio, una solenne imprudenza; ma per quanto severa voglia +essere la storia, essa finirà coll’ascoltare le molte circostanze +attenuanti, e conchiuderà con una mite sentenza. Non si dimentichi che +la Dittatura era uscita dal seno d’una rivoluzione; che il Governo, +privo della consacrazione del tempo e della tradizione, era costretto +a cercare il suo principal fondamento sulla popolarità; che infine il +paese, inasprito da lunghi dolori, era avido di novità e di riforme, +le quali era assai dubbio fino a qual punto fosse saggio il concedere +o il rifiutare. Oltre a ciò, nulla di quanto il Governo borbonico +lasciava dietro di sè poteva più essere conservato. Magistrati, leggi, +consuetudini, tutto era fradicio, e tutto conveniva spazzar via e +rinnovare: impresa ardua in tempi calmi anco ai più esperti, ma che +ad uomini cresciuti fino allora o nei sogni delle congiure, o nelle +speculazioni della dottrina, e affatto nuovi alla pratica dei governi, +doveva riuscire difficilissima e quasi invincibile. + +Ma nè la loro apologia, nè la loro censura è dell’ufficio nostro. A +noi si aspetta soltanto giudicar anche in questo l’opera di Garibaldi; +e ne pare che il giudizio si riassuma in queste parole: egli nulla +ne intendeva, nè poteva intenderne. Nè la vita del mare, nè quella +de’ campi, nè la tebaide di Caprera, nè gli esempi di Bento Gonzales, +del Ribera e dell’Oribe, l’avevano per fermo preparato ad essere un +reggitore di Stati. Qual fosse per lui l’ideale più eccelso delle +società umane, noi lo sappiamo: lo stato di natura; epperò anche il +governo patriarcale era il più perfetto modello di governo, cui egli +sapesse aspirare. Finanze, polizia, imposte, tribunali, congegni +amministrativi, erano per lui meccanismi artificiali, superfetazioni +oppressive, inventate dalla nequizia o dall’astuzia umana, delle quali, +potendo, avrebbe fatto tavola rasa; non potendolo, si rassegnava a +subirle, ma in cuor suo sprezzandole ed abborrendole. Ora con queste +idee pel capo, non solo non si governano gli Stati, ma si resta inetti +a discernere chi possa meglio governarli per voi; e fu questa la +sorte di Garibaldi. Creato dalla meritata fortuna Dittatore di nove +milioni d’uomini, egli non sarà mai in effetto che un regolo dimidiato, +metà genio, metà automa: nel campo di battaglia sovrano possente ed +invincibile; nella corte, nel foro, nel reggimento civile, pupillo e +stromento di chi lo attorniava e consigliava. E però ognuno di que’ +Decreti che egli aveva già firmati o firmerà, portava a’ piedi il +suo nome; ma il suo spirito poteva dirsene assente e la sua coscienza +irresponsabile. Nè ciò fa la sua lode; aggiunge solo un chiaroscuro +caratteristico alla sua figura. Una cosa sola egli vide, e ben chiara, +nella sua Dittatura, dallo sbarco a Marsala all’arrivo in Napoli: +differire l’annessione del Regno alla Monarchia di Vittorio Emanuele +fino a che la rivoluzione, che doveva gettare le prime basi all’unità +dell’Italia, non fosse compiuta. E ciò chiarirà meglio chi non voglia +stancarsi di leggere queste pagine. + + +XXVI. + +Frattanto il favore della causa siciliana cresceva nell’opinione +europea, ed ogni giorno le arrecava nuovi conforti e nuovi soccorsi. + +Fin dal 6 giugno gettava l’àncora nella rada di Palermo l’ammiraglio +Persano, il quale, scambiate con Garibaldi visite e cortesie pubbliche +ed ufficiali, pareva assumesse la rivoluzione sotto l’egida della +bandiera sarda, e accresceva colla sola sua presenza la forza +morale del nuovo Governo. Parimenti, il 22 del mese stesso sbarcava +a Castellamare Siculo la seconda spedizione capitanata da Giacomo +Medici; ordinata più apertamente sotto il patrocinio del Governo sardo, +scortata da’ suoi legni di guerra per tutta la traversata, e che ora +veniva a recare a Garibaldi il gagliardo soccorso di tremilacinquecento +volontari, ottomila carabine rigate (_rifles_ inglesi) e +quattrocentomila cartucce.[93] Cosa infine altrettanto importante, il +Governo di Francesco II andava stendendo la mano a tutte le Potenze +d’Europa, non escluso l’abborrito Piemonte, per mendicare da queste la +mediazione, da quelle l’alleanza, senza ottenerne altra risposta che +di parole evasive, di sterili compianti o di vergognose proposte, le +quali tutte parevan ripetergli in vario metro che l’ultima sua ora era +suonata. + +Garibaldi intanto pensò a trar profitto dei ben venuti soccorsi per +dare un passo avanti e preparare la conquista totale dell’Isola. +Raccolta colle due brigate del Bixio e del Türr, di cui già dicemmo +intrapreso l’ordinamento, e con la novella brigata del Medici, la +meglio ordinata ed armata fra tutte, una forza di circa seimila uomini, +esercito formidabile per il guerrillero vincitore di Palermo, pose +in esecuzione il disegno, fino allora soltanto per mancanza di forza +ritardato, di occupare militarmente i centri principali dell’Isola, +serrando sempre più dappresso l’estreme trincee dell’esercito +borbonico. + +A tal uopo manda la brigata Türr per la via di Villafrati, Santa +Caterina, Caltanissetta e Caltagirone ad occupare Catania; la brigata +Bixio per la via di Corleone a Girgenti, per risalire poi di là +la costa orientale; e quella del Medici ad invadere per la strada +littoranea di Termini la provincia di Messina, ed a portarsi quanto +più vicino le fosse concesso alle linee borboniche. Ora, per la sua +posizione più inoltrata, la colonna Medici doveva essere la prima a +scontrarsi col nemico, forte ancora di otto in diecimila uomini, assiso +in una gagliarda postura militare, padrone del forte di Milazzo, chiave +della via che conduce a Messina. + +Ma prima di narrare del combattimento di Milazzo, che compì la +liberazione dell’Isola, ci è d’uopo dire brevemente una parola d’un +accidente, che poco mancò fosse origine di dolorosa discordia; ma di +cui se a qualcuno risale la responsabilità e la colpa, non fu certo a +Garibaldi. + + +XXVII. + +Era sbarcato a Palermo, coll’ammiraglio Persano, Giuseppe La Farina. +Era partito per volontà sua, senza mandato positivo ed ufficiale, +in apparenza per osservare, studiare, portare il tributo della sua +opera e del suo nome; in realtà per mestare ed intrigare. Appena +giunto, cominciò a trovare tutto malfatto e spregevole: il Governo, la +negazione d’ogni governo; i Ministri, o ribaldi o inetti; Garibaldi +quasi uno scemo. Errori parecchi, lo dicemmo noi pure, erano stati +commessi; ma il La Farina, anzichè alleviarli coi consigli amichevoli +e leali, coll’aspra e superba censura li ribadiva e peggiorava. +Ostentando l’amicizia del conte di Cavour, atteggiandosi a suo unico +interprete e rappresentante, anticipava in Sicilia lo scoppio di +dissidii partigiani, che ancora non erano nati. Stimando panacea +a tutti i mali la subita convocazione d’un’Assemblea siciliana che +votasse a precipizio l’annessione dell’Isola alla Monarchia di Vittorio +Emanuele, non adoperava nella predicazione di questo suo concetto, per +tanti rispetti disputabile, alcuna cautela e misura. Fattosi centro +d’una camarilla di nobili e di dottrinari, impazienti di porsi in +tutela d’una Monarchia, e più pensosi certamente, in quel momento, del +trionfo della lor parte che della redenzione d’Italia e della salute +dell’Isola loro, in luogo di dar loro consigli di tolleranza e di +prudenza, li pungolava, li aizzava, prestava la mano a tutte le mène +o occulte o palesi, colle quali essi tentavano isolare il Dittatore da +tutti i suoi amici, e renderlo stromento de’ loro disegni. + +Il Crispi, vuoi per la naturale asprezza dell’indole sua, vuoi per +l’infelice genía di persone di cui aveva inondati i pubblici uffici, +vuoi per la politica fin troppo rigidamente unitaria con cui sfatava +le speranze e rompeva le trame dei regionali, partito antico e sempre +potente nell’Isola, era infatti divenuto inviso a moltissimi e quasi +impopolare. Però non tardò il giorno in cui i Palermitani, soffiando +il La Farina, ne chiesero il congedo al Dittatore. Questi in sulle +prime riluttò, repugnandogli giustamente di staccarsi da colui ch’egli +reputava uno de’ più energici fattori della spedizione di Sicilia, e +nella questione suprema della redenzione ed unità nazionale sapeva fido +interprete ed esecutore delle sue più care idee. Tuttavia, per amor di +concordia, s’era alla fine rassegnato a togliere a lui ed ai principali +suoi compagni il portafoglio, eleggendo in lor vece un nuovo Ministero +d’uomini creduti o neutrali o conciliativi, e sui quali per la dignità +del nome e del carattere primeggiava il marchese di Torrearsa. Se +non che, indi a pochi giorni avendo anche il Torrearsa rassegnato +l’ufficio, questo passò subito al barone Natoli, probo Siciliano, +appena tornato dall’esilio, ma amicissimo del La Farina. Poteva questi +esserne soddisfatto; ma poichè Garibaldi, perdurando a confidare nel +Crispi, l’aveva nominato Segretario della Dittatura, ecco riscoppiare +anche più accese le ire del La Farina, cagione d’altre agitazioni e +di nuove trame. A sentirlo, il Crispi era la rovina della Sicilia; +imminente lo scoppio della collera popolare; fra una settimana, fra +quindici giorni al più, certa la caduta della Dittatura e la fine di +Garibaldi.[94] + +Indarno parlava per questi la fedeltà da lui tenuta fino a quel giorno +al programma di Marsala; indarno la ragione categorica che, proclamando +subito l’annessione, il moto fino allora felicemente avviato arenava e +l’Italia, a cui un varco sì insperato s’era dischiuso, veniva arrestata +nuovamente al Faro; indarno, infine, lo stesso conte di Cavour faceva +raccomandare al La Farina di non affrettarsi ad agire «e di aver +pazienza, dovendosi ad ogni costo evitare urti col Generale:[95]» il +fervente emissario non sapeva nè avere nè dar pace, fin che venne il +giorno in cui Garibaldi, stanco di quel fanatico cadutogli fra i piedi, +perduta la pazienza, lo sfrattò dalla Sicilia in 24 ore. + +Nè la piena giustizia del bando potrà essere contrastata. Il La Farina +non era più che un cospiratore arrabbiato e pericoloso, e il governo +nascente d’un paese in guerra non lo avrebbe potuto soffrire più a +lungo senza mettere a repentaglio la salvezza dello Stato, di cui gli +era stata commessa la Dittatura. Ma se la pena era meritata, il modo +aveva offeso. I confini della incolpata tutela erano stati inutilmente +violati; le dure necessità della guerra con un brutale oltraggio +superfluamente inasprite. + +L’articolo del Giornale Ufficiale di Palermo, col quale il bando del La +Farina era annunciato assieme a quello di due spioni côrsi,[96] fu una +selvaggia rappresaglia, un lusso grossolano di durezza, che Garibaldi +non doveva permettere se lo conosceva prima, e conosciutolo dopo doveva +sconfessare e punire.[97] + +Ciò detto, però, il torto del La Farina non cessa d’essere +inescusabile; e chiunque abbia scorso quel suo triste _Epistolario_, in +cui gli atti ed i pensieri del suo soggiorno in Sicilia sono riflessi +come in uno specchio, potrà farne testimonianza. Volere l’annessione +della Sicilia prima della sua compiuta liberazione, era un’insania; +volerla quando da due mesi non v’era atto o parola di Garibaldi che +non bandisse, affermasse, glorificasse il nome di Vittorio Emanuele, +era ingiuriosa diffidenza e grossa gratitudine che conchiudeva alla +peggiore delle politiche. La poteva giustificare un argomento solo: +che l’Isola fosse in piena anarchia; ma quest’anarchia non era che +un sogno del La Farina. La confusione era più alla superficie che +al fondo; nessun arbitrio scandaloso, nessuna discordia pubblica era +accaduta, e il prestigio del nome di Garibaldi era ancora sì grande, +che bastava esso solo, come in quei primi mesi bastò, a tener luogo +di governo e di leggi. Lo stesso conte di Cavour, che pure ingannato +dalle amplificazioni lafariniane non vedeva dapprincipio altra salute +che nell’annessione immediata, aveva finito per non reputarla più +così urgente e necessaria come da prima aveva stimato, e il 30 giugno +scriveva esplicitamente al Persano che, «se il generale Garibaldi +non vuole l’annessione immediata, sia lasciato libero di agire a +suo talento.[98]» Il La Farina adunque non poteva dirsi nemmeno +l’interprete fedele del pensiero del suo alto committente; egli lo +esagerava, lo svisava, e dicasi pure per innocente zelo, da segnacolo +di concordia che doveva essere, ne faceva un’arme di guerra, un tizzone +di discordia, un lievito di partiti; rischiando egli per il primo di +ritardare o guastare quell’unione, che tutti, e prima d’ogni altro +Garibaldi, fermamente volevano. + + +XXVIII. + +Frattanto il Medici aveva continuato la sua marcia; se non che giunto a +Termini e di là udito che il presidio di Messina muoveva su Barcellona +per guadagnarvi quell’importante postura e punire la città di non +sappiamo quale riotta liberale, delibera accelerare il passo nella +speranza di occupar Barcellona prima del nemico e di contrastargliela. +E così accadde. Il Medici, giunto a Barcellona quando appena la +vanguardia borbonica appariva a Milazzo, tolse a questa ogni voglia e +ragione di procedere oltre; talchè al Comandante garibaldino avanzarono +ancora alcuni giorni per dar riposo alle sue milizie e apparecchiar più +pensatamente le mosse ulteriori. + +A mezza tappa da Barcellona, a poche miglia da Messina, sorge una +piccola terra detta Meri, che prende il nome dal torrentello dello +stesso nome, il quale calando da’ monti di Santa Lucia mette foce nel +mare. Il fiumiciattolo, asciutto molti mesi dell’anno, non oppone, +specialmente nell’estate, alcun ostacolo d’acque; ma per il suo letto +incassato, rotto e sassoso, e le ripe costeggiate da muraglie di orti +o da siepi di aloe, può far le veci in caso di estremo bisogno d’un +simulacro di difesa. + +Oltre a ciò, di là da Meri correva dinanzi al villaggetto di Coriolo +un rio dello stesso nome che veniva a tracciare, meglio che a formare, +un’altra linea più avanzata, la quale avrebbe potuto aiutare non diremo +ad arrestare, ma a ritardare d’alcun poco un’aggressione nemica. In +questa posizione, la migliore che il terreno consentisse, decise +di appostarsi il Medici, e barricata la strada presso il Coriolo; +piantativi in batteria due pezzi d’artiglieria accattati a Barcellona; +colla destra a Santa Lucia; il centro e la sinistra lungo il Meri; gli +avamposti tra Coriolo e San Filippo, si tenne, scarso di forze com’era, +e conoscendo le soverchianti del nemico, nella più circospetta e +serrata difesa. + +I Borbonici invece accennavano a voler ripigliare l’offesa, non a +dir vero per espresso comando del Governo napoletano, ma per occulta +volontà dello stesso Francesco II. Infatti a Napoli erano accaduti, +dal giorno della perdita di Palermo, alcune novità che importa +brevemente rammentare. Re Francesco, impaurito dal montar sordo della +rivoluzione, istigato da’ suoi consiglieri, o inetti o traditori, +aggirato dalla Diplomazia, pressato da’ suoi stessi parenti, aveva +finito col concedere una Costituzione, a cui nessuno, e primo di +tutti il largitore, credeva. Cedendo poi così ai consigli dei suoi +nuovi Ministri,[99] come agl’inviti capziosi del conte di Villamarina, +ministro di Sardegna e manipolatore in Napoli di tutte le trame del +conte di Cavour, s’era già indotto ad entrare in negoziati colla +Corte di Torino, accettando per base alle trattative l’abbandono della +Sicilia, se Garibaldi rinunciava ad invadere il Regno, l’alleanza col +Piemonte e l’accordo con lui nella politica nazionale. A quale poi +fra questi giuocatori di vantaggio, che di negoziatori leali avevan +perduto ogni titolo, s’aspetti il primato della mala fede, sarebbe +difficile il dire. Fra il conte di Cavour, che mentre negoziava con Re +Francesco cospirava a subornargli l’esercito e la flotta, armeggiando +contemporaneamente contro Garibaldi onde levargli di mano l’impresa, +e Liborio Romano, abbietto cittadino di Gand, che accettava il potere +dalle mani del suo Re per tradirlo più al sicuro; fra il generale +Nunziante, che oggi prometteva di farla finita col _Filibustiere_, +e dimani nell’ora del pericolo abbandonava la bandiera che l’aveva +fatto nobile e ricco, e non sapendo essere nè apertamente ribelle, nè +religiosamente fedele, cospirava ad involgere nella sua perfidia i suoi +antichi camerata,[100] e l’ammiraglio Persano che faceva l’assisa della +Marina italiana mezzana e complice di tutte codeste frodi e di codesti +mercati, la storia sarà incerta a cui dare la palma, ma certo l’ultima +fronda non toccherà a Francesco II. Anch’egli, ingannato da tutti, +sperava tutti ingannare; e mentre blandiva di promesse il popolo, gli +aizzava contro segretamente la sua Guardia del Corpo; mentre giurava +la Costituzione, sollecitava aiuti dall’Austria, dal Papa, dalla +Russia; infine, mentre inviava i suoi Ministri a Torino per trattare +dell’alleanza nazionale, e dicevasi pronto a rinunziare alla Sicilia, +eccitava, all’insaputa de’ suoi Ministri, i suoi Generali alla ripresa +dell’Isola e li soccorreva per questo di nuove armi ed armati. + +Codesto suo desiderio sarebbe rimasto forse inadempiuto, se non avesse +trovato un fautore ardente, e un esecutore devoto ed intraprendente +nel colonnello Beneventano Del Bosco, che già incontrammo a Salemi, al +Parco, a Corleone; più vantatore forse che prode; ma certo uno degli +ufficiali più popolari dell’esercito borbonico, il quale, indettatosi +col Re, gli promise non solo di conservargli Milazzo, ma di passare sul +corpo del Medici alla riconquista di Palermo. + +Sbarcato infatti da più giorni a Messina, e compostasi una colonna di +circa cinquemila uomini, fra i quali il suo ottavo Cacciatori, muoveva +di là alla volta di Milazzo; e lasciato un battaglione di custodia +alle importanti posizioni di Gesso, in sul mattino del 17 arrivava +col grosso presso Archi, a breve tratto dagli avamposti garibaldini. +Siccome però anche il Medici non era stato colle mani alla cintola, e +fin dal mattino aveva spedito una delle sue compagnie a riconoscere +al di là di Coriolo l’annunciato nemico, accadde che appunto presso +Archi l’avanguardia regia e gli esploratori garibaldini si scontrassero +e venissero alle mani. Il combattimento fu breve e di poco momento: +molto, come al solito, il numero de’ Borbonici; molto il valore de’ +Garibaldini; ma nè da una parte nè dall’altra alcun decisivo vantaggio. + + +XXIX. + +Dopo questo però il Comandante borbonico, sia che volesse riconoscere +più a fondo le forze e le posizioni dell’avversario; sia che sperasse +con un subitaneo assalto sorprenderlo e sgominarlo (ciò è ancora +controverso), deliberò di deviare per poco dalla via presa e di +attaccarlo nel giorno stesso, col grosso delle sue forze, nel centro +delle sue linee. Ma o ricognizione o attacco, nulla di quanto il Bosco +aveva premeditato gli riuscì. Assaliti quasi contemporaneamente dalla +destra e dal centro, nessuno dei posti garibaldini indietreggiò d’un +passo. Spiegatosi più furioso l’attacco contro la barricata della +strada di Coriolo, questa tenne fermo; accostatosi il nemico e venuto +l’istante della baionetta, la carica fu sì concorde, sì impetuosa, +che i Regi andarono cacciati colla punta alle reni fino al di là di +Coriolo, rischiando di perdere un cannone, che a stento salvarono. Il +Medici però non poteva illudersi; era evidente che il Bosco, qual che +fosse stato il suo scopo, non aveva impegnato che una parte delle sue +forze; e il giorno in cui le avesse spiegate tutte, il rischio poteva +esser grave. Telegrafò quindi al Comandante in capo il buon successo +del 17, ma insieme i pericoli da cui era minacciato. + +Ed all’annunzio Garibaldi deliberò di partir immediatamente pel +campo. Fin dal 7 luglio, la terza spedizione del Cosenz, forte di +ben millecinquecento uomini, ben armata ed istrutta, era giunta a +Palermo e già incamminata per Messina; un altro battaglione, comandato +dall’inglese Dunn, grosso non più che di quattrocento uomini, stava +pronto alla partenza; il caso volle che proprio nella mattina del 18 +quel battaglione, comandato da Clemente Corte, che era stato preso +dai Regi in mare e tradotto a Gaeta, ora liberato dalla tediosa +prigionía approdasse egli pure a Palermo; infine il 12 luglio il +capitano Anguissola, comandante della corvetta regia la Veloce,[101] +dando per il primo l’esempio della rivolta, conduceva al Dittatore +in Palermo il proprio legno e gliene faceva dedizione. Tutto sommato +pertanto, Garibaldi possedeva già un principio di marina da guerra, e +poteva portare al Medici un soccorso di circa duemila baionette, forza +straordinaria al paragone di quella con cui aveva vinto fino allora. + +Lasciata quindi la prodittatura al general Sirtori; avvisata la +colonna del Cosenz di affrettare la marcia; presa seco sulla Veloce, +ribattezzata col nome di Tükery (quel prode Magiaro, morto nella presa +di Palermo), la gente del Dunn e del Corte, salpa il 18, mattina, per +Patti; colà preso terra, continua in vettura col Cosenz, che l’aveva +raggiunto, per Meri, dove arriva la sera del giorno stesso. Il suo +arrivo suonava battaglia, lo intesero e glielo fecero intendere colla +loro entusiastica accoglienza i volontari del Medici, e il presagio +s’avverò. + +Spesa la giornata del 19 ad esplorare co’ suoi Luogotenenti le +posizioni del nemico, e ad attendere l’arrivo delle truppe in marcia, +decise per l’indomani l’attacco di Milazzo. + +_Qu’est ce que c’est que Milazzo?_ chiedeva Napoleone I a suo fratello +Giuseppe, quando meditava egli pure una spedizione in Sicilia. Quel +che fosse allora esattamente, non sapremmo dire; quel che sia oggi, +eccolo. Milazzo sorge alla base d’un istmo sottile, congiunto alla +terra mediante tre strade principali, quella d’Archi e Spadafora +all’oriente, che lo allaccia a Messina; quella di San Pietro Meri +a mezzogiorno, e quella di Santa Marina Meri a occidente, che lo +annodano alla strada consolare di Barcellona, quindi all’interno +dell’Isola. La città, di circa diecimila abitanti, è cinta da vecchie +mura, costrutta in pendío e coronata alla sua estremità settentrionale +da un castello a due piani di fortilizi, capace di alcune migliaia +d’uomini e di parecchie batterie. Il terreno che lo circonda più arido +a levante, più ubertoso a ponente, è, in generale, basso, coperto, +privo d’orizzonte, intersecato da acque frequenti, frastagliato di case +e di molini, irretito, a dir così, entro una maglia di viottole che +corrono, nella parte coltivata, tra continue muraglie di giardini e di +vigneti, e nell’incolta tra folti canneti, che cessano soltanto dove +comincia la nuda e sabbiosa spiaggia del mare, detta di San Papino, +dominata da tutte le feritoie del Castello. Ora non è chi non veda +che siffatto terreno quanto è propizio a chi debba difenderlo di piè +fermo, altrettanto è avverso a chiunque tocchi traversarlo palmo a +palmo e conquistarlo di viva forza. Tuttavia Garibaldi confidò ancora +nel valore de’ suoi, nel suo genio e nella sua stella, e decise la +battaglia. + +Semplicissimo come al solito, ma logico, chiaro, antiveggente il +disegno. Giustamente prevedendo che il Bosco avrebbe rivolto il maggior +suo sforzo contro la destra garibaldina, per tentare di sfondarla e +piombare sulla sua linea di ritirata; non che temerla, delibera di +invogliarlo a quella mossa; ma intanto che il nemico concentrerà il +grosso delle sue forze sulla sua sinistra, attaccarlo col maggior nerbo +della propria gente sulla destra e pel centro, camminando direttamente +su Milazzo. A tal uopo ordina che il Malenchini si porti, per la strada +di Santa Marina, contro la sinistra del nemico e appena scopertolo lo +assalti; commette al Medici e al Cosenz di avanzare col reggimento +Simonetta e il battaglione Gaeta per la strada di San Pietro, +spingendosi pel centro e per la destra contro la città; affida a +Niccola Fabrizi di occupare con un’improvvisata legione di Siciliani la +strada di Spadafora per antivenire una eventuale sortita del presidio +di Messina; delibera infine che il battaglione Dunn e la colonna +Cosenz, già partiti fino dall’alba da Patti, col battaglione Guerzoni, +lasciato a guardia di Meri, formino la riserva. + +Alle 5 del mattino tutti furono in moto: alle 7, il Malenchini aveva +già aperto il fuoco presso San Papino; poco dopo anche il Medici +incontrava al di là di San Pietro il nemico; e il combattimento +s’accendeva su tutta la linea. Se non che il Bosco che, come Garibaldi +aveva preveduto, teneva in serbo il massimo delle sue forze sulla +sua sinistra, accoglie l’assalto del Malenchini con tale furia di +mitraglia, che il prode Colonnello, malgrado i più gagliardi sforzi per +contenere e riordinare le sue giovani milizie, è costretto a ripiegare +rotto e disordinato sulla strada di Meri. Ciò eccedeva il desiderio di +Garibaldi; egli voleva bensì impegnare in serio combattimento il nemico +da quel lato; ma non certo lasciarlo padrone del terreno, e molto meno +della sua linea di ritirata. Occorreva dunque riparare tostamente +all’inatteso rovescio, e lo soccorse ancora il suo prodigioso colpo +d’occhio. Ordinato al Cosenz di spingere il battaglione Dunn, arrivato +per fortuna in quel punto, in sostegno del Malenchini, si caccia egli +stesso, alla testa de’ Carabinieri genovesi e delle poche Guide, sul +fianco del nemico per arrestarne la foga irrompente. Ma i _bianchi_ +del Dunn non sono in sulle prime più fortunati de’ _neri_ del +Malenchini:[102] chè uno squadrone di cavalli lanciato a tempo contro +di loro, li mette in rotta, sperdendoli fra i canneti e le siepi che +lungheggiano la via. In quel punto però Garibaldi co’ Carabinieri +riusciva sul fianco nemico, sicchè gli Usseri reduci dalla carica, poco +dianzi vittoriosa, si trovarono fra due fuochi in faccia a Garibaldi, +che intimava loro la resa. E accadde allora la famosa lotta a corpo +a corpo di Garibaldi, sceneggiata a penna ed a matita in tante guise +diverse; ma che sfrondata dalle frasche romanzesche avvenne veramente +così.[103] + +Il generale Garibaldi era a piedi, in un campo di fichi d’India, +seguíto e attorniato dal Missori, dal capitano Statella dello +Stato Maggiore, da due o tre altre Guide e da qualche quadriglia di +Carabinieri appiattati qua e là dietro le siepi. All’arrivare della +cavalleria, quanti erano presso il Generale cercarono di coprirlo +del loro meglio; ma il Capitano borbonico galoppò direttamente su di +lui, e senza sospettare qual nemico gli stesse di fronte, gli menò +un terribile fendente, che l’avrebbe certamente tagliato in due se +Garibaldi, parando con maravigliosa agilità e freddezza e ribattendo +subito colpo con colpo, non avesse spaccato egli la testa del Capitano. +Intanto anche il resto della scorta non si era rimasta inerte: il +Missori con alcuni ben appuntati colpi di revolver rovesciava due o +tre cavalieri; lo Statella, rimasto poco dopo ferito, ne atterrava +un altro; i Carabinieri, le Guide si precipitarono per partecipare +alla zuffa; sicchè di tutto quel bello squadrone di Usseri pochissimi +rientrarono in Milazzo; la più parte rimasero sul terreno feriti o +prigionieri. + +Questo episodio aveva arrestato l’irrompere del nemico sulla sinistra; +dal canto suo il Medici e il Cosenz, rinforzati da nuovi soccorsi, +guadagnavano a prezzo di preziosissime vite (pianta fra tutte la morte +del maggiore Filippo Migliavacca, uno dei prodi di Roma e di Varese) +nuovo terreno; ma la battaglia era tutt’altro che vinta. Il ponte del +Coriolo, gli sbocchi dei canneti, le case dei sobborghi erano ancora +in potere dei nemici; e non appariva chiaro nè con quante forze vi +stessero, nè con quali avrebbero potuto esserne sloggiati. + +A quel punto Garibaldi divinava il segreto della vittoria. Indispettito +contro quelle bassure paludose e assiepate che gli impedivano di +vedere gli andamenti della giornata, andava cercando intorno a sè un +punto culminante d’onde dominare il campo; quando l’occhio gli cadde +sulle antenne del _Tükery_, che sbarcata la sua gente a Patti arrivava +per l’appunto nelle acque di Milazzo. Ora veder quel bastimento +e fabbricarvi sopra un intero stratagemma di guerra, fu un punto. +Raccomandata al Cosenz quell’ala della battaglia, si butta con pochi +aiutanti in una barca, voga fino al _Tükery_; salitovi, arrampica sulla +gabbia dell’albero maestro e di là scoperto finalmente tutto il teatro +della battaglia, scende, fa accostare il _Tükery_ a tiro di mitraglia, +e aspettato che una colonna sortisse di Milazzo per riassalire +la sua sinistra, la fulmina di fianco, l’arresta come tramortita +da quell’inatteso attacco, e la costringe poco dopo a rientrare +scompigliata in Milazzo. + +Il colpo felice ridà tempo e lena ai Garibaldini; il Medici e il +Cosenz hanno riordinato le loro truppe e le preparano ad un nuovo +assalto. Garibaldi, fatto sbarcare dal _Tükery_ un manipolo d’armati, +probabilmente la scorta del bastimento, e mandatili a scaramucciare +sul lato settentrionale del forte, ridiscende egli stesso a terra +a rianimare il combattimento sulla sinistra; le ultime riserve sono +impegnate: il Guerzoni arriva al passo di corsa sul campo di battaglia; +un ultimo assalto quindi è ordinato; i canneti a sinistra, il ponte +di Coriolo di fronte, le case di destra, terribili strette, son tutte +superate: i Cacciatori del Bosco mandano fuori dai loro ripari un fuoco +infernale; le perdite degli assalitori sono numerose e dolorosissime; +il capitano Leardi morto; il Corte, lo Statella, il Martini, il Cosenz +stesso, feriti; ma il nemico è in fuga, la porta di Milazzo è presa; i +Garibaldini sono in Milazzo. + +Però non è ancora la vittoria: la pianta della città è tale, che un +valido difensore ne può rendere esiziale il possesso. L’unica strada, +lunga, erta, tagliata a mezzo da una vasta caserma, che potrebbe +tener luogo d’un forte, mette, passando sotto un volto della caserma +stessa, al Castello che la domina, quindi la spazza a suo beneplacito. +Alcune compagnie risolute a difendersi in quella caserma, un fuoco +ben nutrito dal Castello, e una nuova battaglia diveniva inevitabile. +Fortunatamente il Bosco aveva già rinunciato a vincere. I difensori +della caserma, dopo alcune scariche, cercano riparo nel Castello; +i cannoni del forte non rallentano ancora, ma i Garibaldini con due +rapide corse si son già portati fuori del tiro; già investono, già +serrano il Castello da ogni parte, e prima del mezzogiorno piantano le +loro sentinelle a’ piedi delle sue mura. + +La battaglia di Milazzo fu la più sanguinosa tra le combattute dalle +armi garibaldine nel Mezzogiorno. Degli assalitori sopra non più che +quattromila combattenti, settecento tra morti e feriti restarono sul +campo; più d’un sesto quindi della forza, proporzione enorme nelle +guerre moderne. I Regi invece si gloriarono di non aver perduto che +centosessantadue uomini sopra milleseicento: ridevole menzogna e +incauto vanto insieme! Menzogna ridevole, poichè a tutti è noto che il +solo Bosco condusse in Milazzo un cinquemila uomini; vanto incauto, più +degno di commiserazione che di plauso, poichè se così scarse furono le +perdite dei vinti, non ha più giustificazione l’abbandono, in men di +tre ore, di posizioni formidabili; e la sconfitta che potrebbe essere +giustificata dalla gravità dei danni patiti, non si spiega più se non +colla dappocaggine dei vinti. + + +XXX. + +Il 21 passò in entrambi i campi a contarsi e riposare; il 22 apparvero +inaspettati nel porto di Milazzo, prima due grossi legni mercantili +francesi, poi un avviso da guerra, _La Muette_, della stessa bandiera, +i quali venivano, noleggiati dallo stesso Governo di Napoli, per +imbarcarsi le truppe del Bosco e trasportarle sul Continente. Quando +però seppero della giornata antecedente e videro il Bosco bloccato +nel suo forte, tre di quelle navi partirono, e solo il _Protis_ restò +per farsi mediatore, insieme al Capitano del Porto, d’un trattato di +resa. E i Comandanti delle due parti non si ricusarono al negoziare; ma +Garibaldi chiedeva la resa a discrezione, minacciando far saltare il +Bosco e la sua truppa dalle rupi del Castello; il Bosco pretendeva la +sortita libera coll’onore delle armi, preferendo, diceva, ad una resa +disonorata saltare in aria con una mina; talchè l’accordarsi, se le +parole dicevano il vero, pareva impossibile. + + [Illustrazione: PIANO della BATTAGLIA DI MILAZZO] + +Nella mattina del 23, altra e più grande sorpresa: quattro fregate +napoletane entravano nelle acque di Milazzo e si schieravano in +battaglia dinanzi alla città. A che venivano esse? Forse ad aiutare i +bloccati? Forse a ricominciare la lotta? Tale fu per alcuni istanti +il sospetto anche di Garibaldi; ma non andò guari che ogni cagione +d’allarme cessò. Quelle quattro navi venivano come quelle del giorno +precedente per imbarcare il presidio del Castello, e di più portavano +a bordo il colonnello di Stato Maggiore Anzani per trattare della +cessione del forte e di tutte le altre condizioni relative all’imbarco +ed alla resa. + +Ora questo fatto, di cui occorrerà tra breve la spiegazione, vinse +tutte le incertezze. Il Bosco, da un lato, non aveva più nè motivo +nè diritto di ostinarsi in una difesa che il suo stesso Governo +non approvava; Garibaldi doveva benedire quelle quattro fregate che +venivano a liberarlo da un grande fastidio, se già non dovesse dirsi +da un serio pericolo; poichè se il Comandante borbonico resisteva, +prendere a forza di baionette, senza una sol bocca d’assedio, un +Castello cortinato e terrapienato, era cosa, anche a Garibaldi, più +facile a minacciarsi che a mantenersi. + +Ne conseguì che la sera stessa del 23 i negoziati furono ripresi collo +stesso colonnello Anzani, e al mattino vegnente una Convenzione era già +sottoscritta, per la quale la truppa napoletana abbandonava il Castello +di Milazzo in armi e bagaglio e con tutti gli onori della guerra; +e il forte veniva consegnato al generale Garibaldi «con cannoni, +munizioni, attrezzi da guerra, cavalli, bardature degli stessi e tutti +gli accessorii appartenenti al forte, come all’atto della stipulazione +della Convenzione si trovavano.[104]» + +E si badi che nessuno de’ cavalli, nemmeno quelli degli ufficiali, +molto meno quelli del colonnello Bosco, furono eccettuati. Che se +a taluno questa condizione a nemico patteggiato sembra insolita e +dura, eccone la spiegazione. Avendo i patriotti messinesi presentato +il colonnello Medici d’un superbo cavallo, il Bosco, fedele alla sua +indole millantatrice, s’era fatto sentire co’ donatori che tra poco +sarebbe rientrato in Messina proprio su quel cavallo da essi regalato +al suo compatito avversario. Ora come le sorti dell’armi posero il +colonnello Bosco tra i vinti, parve giusta rappresaglia ch’egli dovesse +cedere al vincitore precisamente quel medesimo onore ch’egli s’era +vantato di prendersi da lui, e che invece del Bosco sul cavallo del +Medici, i Messinesi dovessero salutare trionfante nella loro città il +Medici sul cavallo del Bosco. + + +XXXI. + +E così avvenne. La risoluzione presa dal primo Ministero di Francesco +II, di rinunciare alla Sicilia per salvare il rimanente del Regno, +stornata un istante, siccome dicemmo, dagli occulti complotti della +Corte e dall’inane tentativo del colonnello Bosco, era stata ripresa +con più fermo proposito da un secondo Ministero,[105] e quelle quattro +navi che vedemmo apparire nelle acque di Milazzo e portarne via i +difensori, non erano in fatto che le prime esecutrici di quella nuova +politica di sottomissione o rassegnazione che il Gabinetto di Napoli +inaugurava. Ora quelle medesime navi avevano portato lo stesso ordine +al generale Clary, governatore di Messina, il quale dopo alcune finte +di resistenza finiva col sottoscrivere egli pure col generale Medici +la resa della città, salva soltanto alle truppe regie la cittadella, +la quale però non poteva compiere alcun atto di ostilità fino a che i +Garibaldini rispettassero la condizione di non assalirla. + +Liberata così tutta la Sicilia, padrone di Messina, Garibaldi affissò +tutti i suoi pensieri in un punto solo: la passata dello Stretto e +l’invasione delle Calabrie. + +Nè da questo scopo nulla valeva a distoglierlo; non le suggestioni +politiche, non le difficoltà militari. Alcuni giorni dopo la sua +entrata in Messina, il re Vittorio Emanuele gli aveva inviato, per +mezzo del conte Giulio Litta, la lettera seguente: + + «Generale, + + »Voi sapete che io non ho approvato la vostra spedizione, alla + quale sono rimasto assolutamente estraneo. Ma oggi, la posizione + difficile, nella quale versa l’Italia, mi pone nel dovere di + mettermi in diretta comunicazione con voi. + + »Nel caso che il Re di Napoli concedesse l’evacuazione completa + della Sicilia dalle sue truppe, se desistesse volontariamente + d’ogni influenza e s’impegnasse personalmente a non esercitare + pressione di sorta sopra i Siciliani, dimodochè essi abbiano + tutta la libertà di scegliersi quel Governo che a loro meglio + piacesse, in questo caso io credo che ciò che per noi tornerebbe + più ragionevole sarebbe di rinunziare ad ogni ulteriore impresa + contro il Regno di Napoli. Se voi siete di altra opinione, io mi + riservo espressamente ogni libertà d’azione, e mi astengo di farvi + qualunque osservazione relativamente ai vostri piani.» + +Ora, fino a qual punto questa lettera potesse ingannare la +sonnacchiosa, ma non istupidita Diplomazia, è dubbio assai; certo ella +pareva fatta piuttosto per raffermare il proposito del Dittatore che +per iscrollarlo. Vecchia d’un mese, essa aveva perduto ogni valore +d’opportunità. Il Re vi dava un consiglio a Garibaldi, movendo da fatti +che erano totalmente cambiati. Ciò che, in un certo rispetto, poteva +esser vero quindici giorni dopo la presa di Palermo, non lo era più +dopo la battaglia di Milazzo e l’entrata in Messina. La condizione +imposta da Vittorio Emanuele al passaggio del Faro era già in gran +parte adempita. I Borboni avevano oramai sgombrata la Sicilia, ed essa +era arbitra de’ suoi destini. Garibaldi adunque poteva trovare nella +lettera regale piuttosto un nuovo argomento per affrettarsi che per +arretrarsi. Restava, è vero, quella clausola che i Siciliani fossero +liberi di eleggersi il Governo che loro tornasse più gradito, la +quale poi si traduceva ancora nel vecchio programma dell’annessione +immediata; ma senza dire che anche questa condizione era annullata +dagli stessi argomenti che infirmavano tutta la lettera, sappiamo che +su quel punto dell’annessione Garibaldi era incrollabile, e sappiamo +altresì che non gliene mancavano le ragioni. Rispose quindi al Re con +questa lettera altrettanto celebre: + + «Sire, + + »La Maestà Vostra sa di quanto affetto e riverenza io sia penetrato + per la sua persona e quanto brami d’ubbidirla. Però Vostra + Maestà deve poi comprendere in quale imbarazzo mi porrebbe oggi + un’attitudine passiva in faccia alla popolazione del Continente + napoletano, che io sono obbligato di frenare da tanto tempo, ed a + cui ho promesso il mio immediato appoggio. L’Italia mi chiederebbe + conto della mia passività, e ne deriverebbe immenso danno. Al + termine della mia missione io deporrò ai piedi di Vostra Maestà + l’autorità che le circostanze mi hanno conferito, e sarò ben + fortunato d’obbedire per il resto della mia vita.» + +Ora, questo è notabile, che la risposta di Garibaldi non solo +corrispondeva ai desiderii mal celati del Re Galantuomo, ma in quel +momento s’accordava col pensiero più intimo dello stesso conte di +Cavour. Egli infatti fino dal 25 luglio, udita la vittoria di Milazzo, +scriveva al Persano:[106] + + «Dopo sì splendida vittoria io non vedo come gli si potrebbe + impedire di passare sul Continente. Sarebbe stato meglio che i + Napoletani compissero, od almeno iniziassero l’opera rigeneratrice; + ma poichè non vogliono, o non possono muoversi, si lasci fare a + Garibaldi. L’impresa non può rimanere a metà. La bandiera nazionale + inalberata in Sicilia deve risalire il Regno ed estendersi lungo le + coste dell’Adriatico, finchè ricopra la regina del mare.[107]» + +Soltanto circa un punto il conte di Cavour non aveva mutato parere, e +s’immagina quale: la pronta annessione. Sentendo però quanto fosse vano +il tentare la posizione di fronte, pensava come al solito a girarla di +costa, sperando che a ciò l’avrebbero aiutato, oltre che l’ingegno e +le circostanze, lo stesso Prodittatore che Garibaldi s’era chiamato al +fianco. Avremmo infatti dovuto dir prima che il generale Garibaldi fino +dalla metà del giugno aveva ceduto al consiglio di chiamare in Sicilia +un uomo di grido e di autorità politica, il quale assumesse la grande +bisogna dell’ordinamento dello Stato e lo rappresentasse come suo +Vicario o Prodittatore in tutti gli attributi del reggimento civile. + +Nella scelta della persona ondeggiò alquanto. Egli avrebbe preferito, o +Giorgio Pallavicino, o Carlo Cattaneo; il Persano gli suggeriva invece +Agostino Depretis; il Re ed il Cavour gli profferivano Valerio; ma +infine, essendosi Garibaldi deciso per il Depretis, ogni opposizione +alla sua nomina cessò, e verso la metà del luglio questi partì +Prodittatore per la Sicilia. + +Il conte di Cavour aveva torto di diffidare di lui. Agostino Depretis +non era de’ suoi amici, ma circa al problema dell’annessione era +pienamente d’accordo con lui; non la voleva, è vero, precipitata e +violenta; meditava prepararla a poco a poco, renderla necessaria, +ottenerla amichevolmente dalle mani di Garibaldi, non strappargliela: +ma infine la voleva quanto il Cavour stesso, e più che ad un Ministro +di Garibaldi si convenisse. Però quando il 22 luglio si presentò a +Garibaldi in Milazzo il Prodittatore non svelò tutto il suo pensiero; +si dimostrò anzi impaziente di dare un assetto stabile allo Stato, +promulgandovi al più presto lo Statuto e gli ordinamenti piemontesi (il +che fece tosto con molta lode sua); ma delle sue idee annessioniste +non fece motto; crescendo così subito nella fiducia del Generale, ma +preparandosi a perderla fra breve. + + + + +CAPITOLO NONO. + +DAL FARO AL VOLTURNO. [1860.] + + +I. + +Se la passata nel Regno era caldeggiata da quei medesimi che prima +l’avevano sconsigliata, l’eseguirla era impresa assai meno facile +di quanto, anche ai credenti nel genio e nella fortuna di Garibaldi, +potesse apparire. + +L’esercito borbonico, non ostante le defezioni e le perdite, poteva +sempre mettere in linea un centomila uomini, e Garibaldi, sommati +insieme i Mille, le tre spedizioni Medici, Cosenz e Sacchi, la brigata +Türr di stanza a Catania e la brigata Bixio staccata a Taormina,[108] +non riusciva a rassegnarne diecimila. La flotta nemica teneva sempre +il mare con dieci fregate e cinque corvette a vapore, due vascelli e +quattro fregate a vela, senza contare i legni minori; e a tutte quelle +moli era già molto se la nascente marina siciliana poteva contrapporre +quattro o cinque piroscafi armati per ripiego, ed assolutamente +incapaci, non che a misurarsi col potente avversario, di recare, ad +una impresa tanto fortunosa qual è sempre uno sbarco di truppe, alcun +valido soccorso. E v’ha di peggio. La posizione dei Regi sullo Stretto +era formidabile. Dodicimila uomini protetti da una fitta linea di +forti guardavano da Bagnara a Reggio la costa calabrese; due grosse +fregate, il _Fieramosca_ e la _Fulminante_, fiancheggiate da legni +minori correvano il Canale e vi spadroneggiavano, infine sulla stessa +costa sicula possedevano nella cittadella di Messina un posto avanzato, +il quale, se altro non poteva, s’insinuava pur sempre come una spia +insidiosa nel campo garibaldino e nuoceva al segreto ed alla libertà +delle sue mosse. + +Primo pensiero di Garibaldi perciò fu di uscire dalla città al +più presto e di trapiantarsi a Punta di Faro. E fu ispirazione +provvidenziale. Nessun luogo più opportuno all’impresa che Garibaldi +apparecchiava, di quella specie d’Istmo che costituisce la estrema +punta settentrionale dello Stretto e che, ora dalla sua forma e +giacitura, ora dalla torre che l’illumina, si chiama alternamente, +_Punta, Capo o Torre di Faro_. Posta tra l’alto mare e la parte +più angusta dello Stretto, essa era al tempo stesso un agguato, una +sfida ed uno zimbello. Un agguato, perchè nascondeva sempre la doppia +opportunità, o di traversare all’improvviso il Canale o di gettarsi +al largo per rischiare uno sbarco sopra un altro punto della costa +napoletana; una sfida, perchè minacciava, come un’opera avanzata, la +riva nemica, e opportunamente armata poteva ribattere i fuochi de’ suoi +forti e delle sue batterie; uno zimbello, perchè costringeva i Regi a +tenervi fissi gli occhi, ed a perdere di vista, per quel solo, tutti +gli altri punti. + +Nessuno pertanto di questi vantaggi era sfuggito all’occhio esperto +del nostro Capitano; e senza aver in mente alcun concetto definito e +compiuto deliberò frattanto di fare di quella lingua di terra, obliato +nido di pescatori, la base delle sue operazioni e il campo delle sue +forze. + +Eccolo quindi trasferire colà il suo Quartier generale: riunirvi le +due brigate Medici e Cosenz, tenendo pronta a raggiungerle quella del +Sacchi; farvi costruire batterie, ordinando all’Orsini di montarvi i +cannoni di grosso calibro presi a Milazzo ed a Messina; raccogliervi +infine, sotto gli ordini del Castiglia, un centinaio di barche da +pesca, che dovevano nella mente sua comporre la flottiglia da sbarco, e +tener il posto delle fregate da guerra di cui il nemico andava superbo. + +Convintosi però che uno sbarco in massa, di viva forza, lungo lo +Stretto, era impossibile, Garibaldi deliberò sperimentare in sulle +prime il sistema dei colpi di mano, delle sorprese, degli assalti +alla spicciolata, mercè i quali afferrare un caposaldo sulla riva +opposta e preparare un colpo più decisivo. Infatti, nella sera dell’8 +agosto, commetteva al calabrese Musolino di tentare, con una scelta +mano di volontari (lo secondavano come ufficiali, Missori, Alberto +Mario, Vincenzo Cattabeni), la sorpresa del forte Cavallo, e la +sommossa dell’ultima Calabria; e tre sere dopo, ordinava a Salvatore +Castiglia di sbarcare presso Alta Fiumara con altri quattrocento +uomini, che dovevano andare in rincalzo de’ primi e impadronirsi con +essi di qualche punto della costiera. È vero che nessuno di questi +tentativi riuscì: Musolino al primo colpo di cannone del forte, veduta +impossibile la sorpresa, non tentava nemmeno l’assalto e si rifugiava +nei forestali dell’Aspromonte; le barche del Castiglia, fulminate +dai fuochi incrociati delle fregate e delle batterie di terra, erano +costrette a virar di bordo e a ricorrere più che frettolose sotto la +tutela del Faro; ma ciò non ostante chi reputasse questi conati tutti +del pari infruttuosi, s’ingannerebbe a partito. Se altro buon effetto +non erano atti a produrre, questo di certo fruttavano: stancheggiavano +con allarmi e marcie continuate il nemico; ne dividevano le forze e +ne confondevano le idee, e sopra ogni cosa lo confermavano e quasi +indurivano nell’errore che unico disegno degl’invasori fosse la +traversata diretta del Canale: errore che Garibaldi aveva veduto +nascere con gioia, ch’egli stesso s’era studiato di nutrire e di +crescere, e che gli aprirà tra breve le porte del Regno. + +Quando infatti vide i Borbonici ben bene sprofondati nell’illusione, +e fu certo ormai che tutti i loro sguardi e tutte le loro forze erano +converse all’unico punto del Faro, Garibaldi commette al Sirtori il +comando supremo dell’esercito, gli raccomanda di continuare come prima +in quelle finte e in quegli apparecchi che avevano tanto giovato fino +allora, e la notte del 12 scompare. + +Dov’era andato? + + +II. + +In sullo scorcio di giugno Agostino Bertani spronato dal Mazzini, +ma assenziente Garibaldi, aveva posto mano all’ordinamento d’una +spedizione destinata ad invadere gli Stati pontificii, e se la fortuna +secondava a spingersi anche nel Regno. + +Il corpo (novemila uomini al più), commesso al comando supremo di Luigi +Pianciani, uomo più politico che guerresco, era diviso pomposamente in +sei brigate: una delle quali, agli ordini di Giovanni Nicotera, veniva +ordinandosi a Castelpucci poco lunge da Firenze e doveva da quel lato +penetrare nell’Umbria fino a Perugia; un’altra si raccoglieva nelle +Romagne ed aveva per obbiettivo le Marche; mentre le altre quattro +erano già radunate tra Genova e la Spezia col disegno di sbarcare sulla +costa pontificia in vicinanza di Montalto e là per Viterbo rannodarsi +alle altre colonne. + +Che una siffatta impresa non potesse essere tollerata dal Governo di +Vittorio Emanuele, s’intende da sè. Ogni istituzione vive della logica +sua. La Monarchia non poteva abbandonare il Papato alle mani della +rivoluzione senza esporsi o ad esautorare sè stessa, se la rivoluzione +trionfava, o a rovinare l’Italia, se la rivoluzione soccombeva. +Oltre di che era da cansare il pericolo sommo che la rivoluzione +trascorrendo, com’è natura sua, andasse a dar di cozzo contro Roma, +scatenando dalle violate mura la collera della Francia, e i fulmini +dell’intera Cattolicità. Importava dunque che una siffatta spedizione +fosse comunque impedita, e il Gabinetto di Torino deliberò che la +fosse ad ogni costo. Diverso però, secondo la diversa mente degli +esecutori, il metodo d’esecuzione. Mentre il barone Ricasoli, sempre +governatore di Toscana, ubbidendo alla sua rigida, ma schietta natura, +scioglieva senz’altro la brigata di Castelpucci, sostenendo per alcune +ore lo stesso Nicotera, il Farini deliberava appigliarsi piuttosto al +sistema dei temporeggiamenti e degli artificii, e recatosi a Genova si +studiò persuadere il Bertani stesso a rinunciare all’ideata impresa. +In sulle prime il delegato di Garibaldi resistette; ma il Ministro +di re Vittorio avendo alla fine smascherato il suo fermo proposito +d’impedire la divisata spedizione anche colla forza, le due parti +vennero pel minor male ad un compromesso, mercè del quale tutte le +truppe predisposte all’impresa di Roma s’imbarcherebbero in più riprese +per la baia di Terranova, nell’isola di Sardegna, e di là non appena +radunate continuerebbero per Sicilia, onde mettersi quivi agli ordini +di Garibaldi. + +Fino a qual punto però un siffatto componimento fosse sincero, sarebbe +prudente non scandagliare. Certo nessuno de’ due contraenti svelò +chiaramente il suo pensiero: vecchi cospiratori entrambi, entrambi +convinti di giovare alla patria, facevano probabilmente a chi +meglio gabbava l’altro. Il Farini intanto che concedeva la radunata +in Sardegna, spiccava bastimenti da guerra perchè obbligassero i +volontari, mano mano che arrivavano al convegno, a continuare per la +Sicilia; il Bertani, mentre s’era impegnato a proseguire per Palermo, +faceva intendere ai Comandanti la mèta vera della spedizione esser +sempre le coste romane, verso le quali appena radunato il naviglio +dovevano essere drizzate le prue. Ciò stabilito pertanto, ciascuno +a seconda del suo disegno si mise in moto. Al finire del luglio la +sciolta brigata di Castelpucci, passata al comando di Gaetano Sacchi, +sbarcava tranquillamente a Palermo, e passava tosto ad ingrossare le +schiere del Faro: poco dopo Agostino Bertani arrivava a Messina ad +annunziare al Dittatore l’avvenuto compromesso; ai 13 di agosto il +Farini pubblicava un bando inutilmente provocatore, in cui, sconfessate +tutte le passate spedizioni, vietava le presenti e le future, e +proclamava l’Italia dover essere degl’Italiani, non delle sètte; una +cannoniera della marina sarda, la _Gulnara_, navigava per Terranova +onde aspettarvi al varco i volontari e forzarli a proseguire per +Palermo; le due brigate infine, nominate dai loro comandanti Eberhardt +e Tharrena, grosse non più che di duemila uomini ciascuna imbarcati sui +due piroscafi il _Franklin_ e il _Torino_, approdavano nel pomeriggio +del 13 agosto nel Golfo degli Aranci, dove però, trovata la _Gulnara_ +e da essa ricevuta l’intimazione di continuare la rotta volenti o +nolenti, mormoranti o rassegnati, ubbidirono. + +Ed ecco la cagione della scomparsa di Garibaldi dal Faro. Toccata +con mano, dopo quindici giorni di vani sperimenti, la difficoltà del +passaggio dello Stretto, misurata l’esiguità delle proprie forze e +persuaso che in essa stava il maggior ostacolo all’impresa; udito +dal Bertani che in Sardegna stava aspettando una bella ed agguerrita +legione di circa ottomila armati, co’ quali poteva d’un colpo solo +addoppiare il suo esercito; convinto anche più che la spedizione +romana, utile un tempo, era divenuta intempestiva e che a Roma +si poteva marciar più spediti e sicuramente per la via di Napoli, +delibera, quasi all’improvviso, di correre egli stesso nel Golfo degli +Aranci a prendere quel prezioso soccorso e portarselo seco in Sicilia. + +Di tutte le azioni di Garibaldi questa fu quella che i repubblicani gli +perdonarono meno; ma pochi converranno nella loro sentenza. Certamente +egli, non che approvata aveva consigliata e affrettata la spedizione +negli Stati pontificii; talchè fa meraviglia che nel suo libro de’ +_Mille_, dopo d’averla dichiarata _inutile_, anzi _nociva_, la rinfacci +poi con amare parole a coloro che pur la ordinarono e apparecchiarono +col suo esplicito consenso, stimolati e spinti fino all’ultimo istante +da lettere e telegrammi suoi, che lo scrittore dei _Mille_, più labile +di memoria del loro Capitano, può aver dimenticato, ma che la storia +non può scancellare.[109] + +Ma ciò detto, il torto di Garibaldi si ferma qui. Generalissimo di +tutte le forze popolari in Italia, Dittatore d’uno Stato, garante +in quell’ora delle sorti della patria che a lui principalmente si +affidava, egli non solo aveva il diritto di muovere le sue insegne e +mutare i suoi disegni a seconda delle opportunità, e giusta il criterio +ch’egli via via se ne formava; ma n’aveva il preciso dovere. Pessimo +de’ Capitani colui che ad una male intesa fedeltà a formole preconcette +e convenzioni partigiane sacrifica la vittoria, prima e suprema +sua norma. I Mazziniani che consideravano di quella spedizione più +l’aspetto politico che militare, potevano credere sufficiente trionfo +della parte loro, anche la sola iniziativa; ma di questo Garibaldi, +uomo di guerra, non poteva appagarsi. + +Più che alla gloria d’un partito egli guardava alla grandezza d’Italia, +e in ciò stava la sua eccellenza. + +Che fossero primi a entrare nelle Marche e nell’Umbria le camicie rosse +o i cappotti bigi: che di far l’Italia egli dovesse dividere l’onore +con Vittorio Emanuele nulla gli caleva, se non è anche più giusto il +dire che gli caleva questo solo: di veder tutti gli Italiani uniti e +concordi affinchè la grand’opera si compisse più presto. Oltre di ciò +era naturale che giunto vittorioso al Faro, e in procinto di tentare +un altro passo decisivo, egli reputasse assai più saggio afforzarsi +nel suo campo per fornire prestamente la ben incominciata impresa, +anzichè sperdere le sue forze in un’avventura nuova, lontana e piena +tuttora d’alea e di difficoltà, osteggiata dal Governo nazionale, +temuta da buona parte degl’Italiani, e conducente ad una mèta, se pur +vi conduceva, alla quale per una via più lunga, ma più certa, poteva e +voleva arrivare quando che sia egli stesso. + + +III. + +E il successo gli diede ragione. Lasciato nella notte del 12 il Faro, +delude prodigiosamente la crociera borbonica e dà fondo, sul mattino +del 14, nel Golfo degli Aranci. Colà ode che le due brigate (quella +Eberhardt e Tharrena, di cui dicemmo) son già in viaggio per Palermo; +ma ci trova invece il grosso di altre due (Gandini e Puppi) raggiunte +nella giornata stessa dai loro distaccamenti e dall’intero Stato +Maggiore della spedizione col Pianciani in persona. Allora si presenta +improvviso a quella gioventù già devota a lui più che non volesse +parere; vince col fáscino della parola e anche più dell’aspetto gli +scrupoli degli uni, la repugnanza degli altri, e preso, colla sicurezza +di chi non teme di vederselo contrastato, il bastone del comando, fa +prima un’escursione a Caprera, saluto del Leone alla diletta sua tana, +e tornatone, ordina senz’altro che tutta la squadriglia lo segua a +Cagliari e di là prosegua per Palermo, dove egli stesso nel mattino del +17 approda. + +Nè a Palermo perde il tempo. La brigata Eberhardt era già stata avviata +sul _Torino_ a raggiungere il Bixio a Taormina; ora s’imbarca egli +stesso scortato dal battaglione Chiassi sul _Franklin_: fa egli pure +il giro dell’Isola; arriva il 19 mattina a Taormina; comanda al Bixio, +che aveva sospirato quel comando per lunghi giorni, d’imbarcare tutta +la gente raccolta, circa quattromila uomini, su due vapori venuti da +Palermo; udito però che le navi hanno bisogno di urgenti raddobbi, si +fa per alcuni istanti carpentiere e si mette egli stesso coll’ascia +e col martello a tappare falle e piantar chiavarde, e quando tutto è +lesto, pigiati in quei due piroscafi, pieni di avaríe e di magagne, +quei quattromila uomini, nella notte del 19 sferra da Taormina; +corre tutta quella notte, non visto, non sospettato, nella direzione +di greco, e ai primi albori del 20 afferra presso Melito, tra Capo +dell’Armi e Capo Spartivento, l’estrema spiaggia calabrese. + +Il _Torino_ s’era arenato; Garibaldi dapprima aveva tentato di +liberarlo facendolo tirare a rimorchio dal _Franklin_, ma non gli era +riuscito. Allora non volendo lasciar quella preda ai nemici, s’era +deciso ad andar egli stesso al Faro in cerca d’un soccorso qualsiasi; +quando fatti pochi nodi vide arrivargli addosso due vapori della flotta +borbonica, l’_Aquila_ e la _Fulminante_, i quali appena scoperte sul +far del giorno le antenne delle due navi garibaldine accorrevano a +tutto vapore contro di loro coll’intento e la speranza di catturarli +assieme a tutti gli imbarcati. + +A Garibaldi allora non restò che retrocedere e buttarsi a salvamento +sulla costa calabrese abbandonando alla sua sorte il _Torino_, che +infatti bombardato prima dai legni, poi saccheggiato e dato alle fiamme +dagli equipaggi borbonici, colò lentamente a fondo. + +Tutti gli armati però ne erano discesi; il Bixio s’era già impadronito +del telegrafo; il Missori subentrato al Musolino nel comando militare +della banda d’Aspromonte, richiamato al tempo stesso da un biglietto +di Garibaldi e dal fragore della cannonata borbonica, s’era accostato +di monte in monte a Melito; la strada littoranea era tutta sgombra fin +presso a Reggio; non restava che impadronirsi di Reggio medesima, e il +Generale volle che nella notte stessa ne fosse tentato l’assalto. + + +IV. + +Reggio è munita al mare da un forte, al monte da un castello, ed era +a que’ giorni difesa da circa duemila uomini comandati dal vecchio +generale Gallotti. Avendo però gli abitanti chiesto al Comandante +borbonico di risparmiare alla città un combattimento nelle vie, egli +pietosamente consentì, chiudendo parte de’ suoi nel Castello e andando +ad appostarsi col rimanente, non più d’un migliaio, lungo una fiumara +asciutta, scorrente a mezzogiorno della città, ma che non gli poteva +servire di schermo alcuno. Infatti essendo stato deciso che l’Eberhardt +attaccasse per la sinistra e il Bixio per la destra, questi potè +girare gli avamposti del nemico, prima che egli se ne fosse avveduto, +e spiegatosi l’assalto costringerlo a riparare frettolosamente +nell’abitato. Qui però la resistenza degli assaliti fu più gagliarda; +e avrebbe anche fatto costar più cara la vittoria degli assalitori, +se il Chiassi, a capo di due compagnie della brigata Sacchi, non fosse +piombato di costa sul nemico, e non ne avesse affrettato lo scompiglio +e la ritirata. Restava però ai Regi il Castello; e quivi infatti si +ritrassero, disposti, pareva, a nuova e più lunga resistenza; il +che, a Garibaldi, bisognoso d’impadronirsi di Reggio prima che le +colonne del Briganti e del Melendez, accampate tra San Giovanni e +Piale, arrivassero al soccorso, dava non poco pensiero. Fortunatamente +la comparsa del Missori sulle alture sovrastanti al Castello, e +alcuni colpi ben appuntati de’ suoi, persuasero i difensori d’essere +totalmente circondati; e nel pomeriggio del giorno stesso li indussero +ad innalzare bandiera bianca. Garibaldi, com’era sua arte e suo +proposito, fu nei patti liberalissimo: alle truppe libera l’andata alle +lor case o dove gradissero; agli ufficiali salva la spada e le robe +private; solamente il materiale del forte, cinquantotto pezzi di vario +calibro e cinquecento fucili, senza dire delle buffetterie e delle +munizioni, in mano del vincitore. + +Ma la vittoria di Reggio era ben presto coronata da un’altra più +importante e decisiva. Nella notte dal 21 al 22 il generale Cosenz +imbarcata sopra la flottiglia del Faro parte della sua divisione, i +Carabinieri genovesi e la Legione estera, riusciva ad afferrare la +sponda calabra poco lontano da Scilla, ed a trovarsi così alle spalle +della brigata Briganti, accampata, come dicemmo, nei dintorni di San +Giovanni. + +A questo annunzio Garibaldi, che s’era già mosso con tutte le forze +contro il Briganti, non esita un istante; lo serra più dappresso, +ai fianchi e di fronte, e quando è ben certo d’averlo circuito, gli +intima senz’altro la resa a discrezione. Avrebbe forse resistito il +Generale borbonico, se la soldatesca, ormai svogliata di combattere, +diffidente de’ suoi ufficiali, e dagli ufficiali stessi corrotta, +disamorata d’una bandiera che pareva portasse fatalmente nelle sue +pieghe la sconfitta e l’ignominia, carezzata soprattutto dall’idea di +tornare a’ suoi focolari, come il presidio di Reggio, non avesse fatto +sedizione e costretto il suo Generale a subire il patto umiliante. +Allora si videro novemila uomini d’ogni arma, ricchi d’artiglieria, +protetti da batterie d’acqua e di terra, abbassare l’armi innanzi a +seimila scamiciati; e quali patteggiati, quali no, andarsene ciascuno +a beneplacito suo, a stormi, a branchi, a coppie; facendo di sè lunga +riga per tutte le vie del Regno; qua trafficando, là gettando le armi; +vivendo di ruba e di limosina; stendendo talora la mano agli stessi +Garibaldini che li cacciavano innanzi; dove passando umili ed innocui, +dove lasciando traccia di prepotenze e di delitti: più atroce di tutti +quello perpetrato a Melito, dove abbattutisi in quel misero generale +Briganti, a cui essi pei primi avevano imposto il disonore, non seppero +meglio nascondere la vergogna del proprio tradimento che gridando lui +traditore (solita accusa delle soldatesche vinte contro i Capitani +infelici); e giubilanti d’aver nelle mani una vittima espiatrice +dell’onta comune, selvaggiamente lo trucidarono. + + +V. + +Da quel giorno lo sfacelo continuò colla celerità spaventosa d’una +putrefazione. Padrone delle due rive del Faro e di lungo tratto +della sponda tirrena, raccolti ormai nelle Calabrie da venti a +venticinquemila uomini, e libero di farli avanzare per terra e per mare +secondo i casi e le opportunità; acclamato, festeggiato, portato sulle +braccia dalle popolazioni accorrenti in armi sui suoi passi, Garibaldi +s’innoltrava verso Napoli colla rapidità d’una folgore e la maestà d’un +trionfo. + +_Bellum ambulando perfecerunt_, fu detto dei Cesariani nella Gallia, +e così poteva dirsi di Garibaldi. La sua non era una guerra, era una +passeggiata militare. La rivoluzione non lo scortava soltanto, lo +precedeva. Fino dal 17 agosto, prima ancora dello sbarco di Garibaldi a +Melito, Potenza cacciava i pochi Gendarmi che la custodivano, e tutta +la Basilicata si vendicava in libertà. All’annunzio della vittoria di +Reggio tutte le Calabrie insorgevano; Cosenza costringeva il generale +Caldarelli a capitolare con una brigata intera ed a ritirarsi a Salerno +col patto di non più guerreggiare contro Garibaldi; a Foggia le truppe +facevan causa comune col popolo; a Bari altrettanto: sicchè il generale +Flores, comandante militare delle Puglie, era costretto a riparare +cogli avanzi dei fedeli nel Principato; fuga da un incendio in un +precipizio. Il generale Viale posto con dodicimila uomini a guardia +della Termopile di Monteleone, minacciato da una sedizione pari a +quella che aveva forzato il Briganti, non osando attendere Garibaldi, +batteva in precipitosa ritirata, abbandonando agl’invasori una delle +chiavi della Calabria. Succedutogli nel comando il generale Ghio, +egli pure continuò la ritirata; ma pervenuto a Soveria-Manelli, tra +Tiriolo e Cosenza, fosse stanchezza della lunga corsa, fosse disperato +proposito, pensò di prendervi campo e di attendere di piè fermo +l’instancabile persecutore. Fu la sua rovina. + +Quando egli arrivava a Soveria, le alture, che da oriente e da +settentrione la dominano, erano già occupate dalle bande calabresi +dello Stocco, ed egli si trovava già prima di combattere quasi +aggirato. Garibaldi frattanto lo incalzava di fronte, e vista +l’infelice posizione del suo nemico, non gli lasciò un istante di +posa. Egli che faceva quella guerra correndo le poste, precedendo di +sette giorni la sua stessa avanguardia, esploratore degli esploratori, +era giunto in faccia al Ghio, quasi solo; ma non per questo pensò +d’indugiarsi. Ordinato a tutte le truppe che lo seguivano di convergere +tutte a marcia forzata per Tiriolo, appena ha sottomano l’avanguardia +della divisione del Cosenz, forte non più di millecinquecento uomini, +la spinge, ancora trafelata, sulla strada di Soveria-Manelli; fa calar +dalle alture le bande dello Stocco e intima al generale Ghio la resa. +Questi tenta guadagnar tempo e negoziare; ma gli fu accordata un’ora +sola, e dopo un’ora sola altri dodicimila uomini andavano sperperati +e disciolti in varie direzioni come quelli del Briganti, lasciando in +mano del fortunato Dittatore tutte le Calabrie. + +E quel che era accaduto da San Giovanni a Cosenza, ripetevasi dovunque. +Non era una rivoluzione, era una grande diserzione. Il trono borbonico +non cadeva tanto per l’assalto de’ suoi nemici, quanto per l’abbandono +e l’infedeltà de’ suoi difensori. I soldati disertavano: i Generali +capitolavano: i cortigiani si nascondevano: i funzionari fuggivano: i +Napoletani non scacciavano il proprio Re, gli voltavano le spalle. + + +VI. + +E lo stato delle provincie riflettevasi coll’intensità d’un vasto +focolare nella capitale. Il conte di Cavour, ostinato a volere che +una sommossa scoppiasse in Napoli prima dell’arrivo di Garibaldi, +ne aveva affidata la suprema cura al marchese di Villamarina ed +all’ammiraglio Persano e sotto di loro un vario stuolo di emigrati, +cui la nuova Costituzione aveva riaperte le porte della patria, e di +emissari d’ogni provincia e d’ogni fatta s’affaticavano alla tanto +travagliosa quanto inutile trama. Il barone Nisco, per mezzo del +Persano, introduceva nella città migliaia di fucili: il generale +Nunziante, compro dal Cavour, diffondeva fra l’esercito proclami +corruttori: a bordo della squadra piemontese infine stavan nascosti due +battaglioni di Bersaglieri, pronti a scendere a terra al primo segnale +di rivolta;[110] e quantunque non fosse da aspettarsi che il popolo +napoletano volesse dipartirsi da quel sistema di resistenza passiva e +di inerzia ostile che era nell’indole sua, e in parte imposta dagli +avvenimenti che camminavano più celeri della sua volontà; tuttavia, +questi soli due fatti d’un popolo che aspettava da un’ora all’altra +la caduta de’ suoi Re, e d’un esercito che non pareva più disposto a +sparare un sol colpo per scongiurarla, bastano ad accertare che il fato +de’ Borboni era consumato. + +Nè la reggia era più sicura della piazza. Sorpreso da un turbine +che avrebbe dato le vertigini a’ più gagliardi, aggirato da opposte +correnti, circuito da consiglieri o fiacchi o stolti o infidi, col +sospetto e la discordia nella stessa sua famiglia, Francesco II +era la foglia in preda alla tormenta. Le Potenze lo abbandonavano; +l’Inghilterra gli era ostile; la Francia lo trastullava di vane +promesse; la Russia, la Prussia, l’Austria lo confortavano di sterili +proteste; il Papa era impotente; il Piemonte, lo sappiamo, teneva in +mano tutte le molle della tagliola in cui doveva cadere. Dovunque +si volgesse, non udiva che amari rimproveri, o consigli vani ed +impraticabili. Il conte di Siracusa, suo zio, lo consigliava ad +abdicare;[111] il Ministero di Liborio Romano lo invitava formalmente +ad uscire temporaneamente dallo Stato e ad affidare il governo ad una +reggenza; solo il conte Brenier, ministro di Francia, e il generale +Pianell ed altri pochi gli davano l’unico consiglio, degno d’un Re, di +mettersi a capo del suo esercito e di cadere o vincere con esso; ma era +consiglio troppo alto per l’animo suo e ormai forse inutile e tardivo. +In tanta tempesta di pensieri egli non s’appigliava a partito alcuno; o +piuttosto li tentava tutti senza coerenza e senza energia. Ora faceva +chiedere alle Potenze la neutralizzazione di Napoli e del territorio, +colla speranza di arrestare Garibaldi e di restaurare, indugiando, +le sorti del Regno; ora mandava segrete lettere a Garibaldi stesso +per offrirgli cinquantamila uomini e la flotta per la guerra contro +l’Austria, a condizione che s’arrestasse e gli salvasse il restante del +Regno;[112] ora infine, rifiutata dalla Diplomazia la neutralizzazione +e da Garibaldi, sdegnosamente, l’alleanza, si buttava in braccio alla +reazione, tramando colla madre, la moglie, il generale Cutrofiano, +l’Ischitella ed altri arnesi di Corte, un nuovo colpo di Stato, una +specie di 15 maggio, che avrebbe dovuto fare man bassa di tutte le +libertà e di tutti i liberali, se, come tutte le congiure, non fosse +stato anzi tempo scoperto e i congiurati stessi non si fossero chiariti +impotenti a tentarlo soltanto. + + +VII. + +Frattanto Garibaldi camminava. Fra Salerno ed Avellino erano raccolti +oltre a quarantamila uomini, la più parte di truppe straniere, +risolute, dicevano, ad attraversare ad ogni costo il passo al +Filibustiere e a dargli una battaglia decisiva. E Garibaldi pure lo +credette; onde affaccendandosi a concentrare quanto più presto poteva +le sue forze intorno ad Eboli, s’andava a sua volta preparando alla +giornata finale. + +Ma inutile allarme. Anche l’esercito di Salerno era affetto dal +contagio comune e sacrato al medesimo destino de’ suoi compagni. Corsa +appena la notizia che la rivoluzione s’era propagata ad Avellino e nel +Principato Ulteriore, saputo che quel Caldarelli, che aveva capitolato +a Cosenza, era passato con Garibaldi e marciava con lui contro gli +antichi camerata, anche le truppe di quel campo cominciarono a dar +que’ medesimi segni di indisciplina e di ammutinamento, che già avevan +sciolte le fila del Briganti e del Ghio, ed a levare ogni speranza ai +Comandanti di tentare, con qualche probabilità di buon successo, la +prova estrema a cui si erano impegnati. + +L’arrivo di queste notizie a Napoli fu decisivo. Nella sera del 5 +settembre, il Re, radunato il Consiglio dei Ministri, chiese il da +farsi, e una sola fu la risposta loro: impossibile la resistenza; il Re +si ritirasse a Gaeta colla famiglia; le truppe ripiegassero dietro il +Volturno; Napoli fosse lasciata in tutela della sua Guardia nazionale. +Il Re s’arrese al consiglio, e la sera del 6 settembre, intanto che +le sue truppe cominciavano il loro movimento, dato un addio, non +privo di dignità, ai suoi antichi sudditi, s’imbarcava colla moglie +e i parenti sopra il _Colon_, nave da guerra spagnuola, e scortato da +un’altra della stessa bandiera, poichè la sua flotta aveva rifiutato +di seguirlo, salpava alla volta di Gaeta. La partenza di Francesco II +fu pei Napoletani il lieto fine inaspettato d’un dramma che minacciava +ad ogni scena di finire in tragica catastrofe. Tutti respiravano come +sollevati da un incubo. I patriotti che conseguivano la libertà senza +il dolore di macchiarla di sangue civile; il popolo che poteva mutar di +padrone senza nemmeno darsi la fatica d’una sommossa; i cortigiani cui +era concesso di voltar livrea senza passare per ingrati; i magistrati +cui era lecito di barattar giuramento senza esser tacciati di +fedifraghi; gli ammiragli, i generali, le assise dorate dell’esercito +e dell’armata, cui s’offriva la rara fortuna di passar sotto le +bandiere del vincitore senza la vergogna di disertare quelle del vinto; +Liborio Romano, infine, cui era riuscito di far sparire Francesco +II e comparire Garibaldi, rendendosi ministro possibile dell’uno e +dell’altro: tutti avevan sul volto quell’aria di soddisfatta sicurezza +che esalò dal petto di Don Abbondio quando udì che Don Rodrigo era +morto. Infatti la nave che portava in esiglio perpetuo Francesco II +era ancora in vista del Golfo, che il Presidente de’ suoi Ministri +proponeva ai colleghi fosse tosto annunciato a Garibaldi il felice +evento, e invitato a venire a prendere possesso della metropoli. Non +era ufficio che spettasse a’ Ministri d’un Re che non aveva ancora +abdicato, e il Manna, il De Martino, lo Spinelli, rispettosi di sè +medesimi, lo ricusarono; ma il Romano era preparato a ben altro, e +quando gli fu detto esser necessario comporre un indirizzo di devozione +da presentarsi al Dittatore: «Eccolo,» disse, e lo trasse di tasca +bell’e fatto. + +All’udir pertanto la gran nuova, Garibaldi che era già arrivato +ad Eboli parte difilato per Salerno; colà ricevuta la Deputazione +del Ministero che lo invitava d’affrettare il suo ingresso nella +capitale, risponde saviamente esser pronto a partire appena vengano +a lui il Sindaco e il Comandante della Guardia nazionale della +città; raccomandare frattanto l’ordine e la calma; ma poichè anche +il Romano, divorato dalla febbre di ricevere egli per il primo il +trionfatore, replica con enfatica parola l’invito, Garibaldi lasciando +ogni esitazione prende a Vietri la ferrovia; arriva a mezzogiorno +alla stazione di Napoli, dove Liborio Romano lo riceve e gli declama +l’indirizzo preparato; e al tocco, in carrozza, accompagnato dal +Cosenz, dal Bertani dal Nullo e da due altri ufficiali, entra in +Napoli, e passando sotto il fuoco de’ forti tuttora occupati dai +Borbonici, traversando i drappelli delle soldatesche nemiche sparse per +la città, protetto soltanto dall’amore entusiasta d’un popolo e dalla +serenità radiosa del suo volto che incute al pericolo e disarma il +tradimento, va a posare alla _Foresteria_ (Palazzo del Governo), e ne +prende possesso. Modo di conquista unico nella storia: prodigio quasi +divino d’un’idea, cui basta la fede d’un eroe ingenuo e sorridente per +disperdere gli eserciti, atterrare le fortezze ed abbattere i troni! + + +VIII. + +Primo atto di Garibaldi in Napoli fu di aggregare tutta la marina da +guerra e mercantile delle Due Sicilie alla squadra del re Vittorio +Emanuele, comandata dall’ammiraglio Persano.[113] Questo Decreto +era già un principio d’annessione, e doveva bastare esso solo a +testimoniare della fede del Dittatore e a disarmare a un tempo tutti i +sospetti e tutte le diffidenze. Quella flotta, oggetto da un mese delle +bramosíe e delle trame del conte di Cavour, per aver la quale egli ed +il Persano avevan tanto armeggiato e congiurato, ecco che Garibaldi +spontaneamente, tre ore appena dal suo ingresso in Napoli, al solo +vedere l’ammiraglio di Vittorio Emanuele, la consegna egli stesso nelle +di lui mani. Dal punto di veduta della politica rivoluzionaria era il +più madornale degli spropositi; ma dal punto di veduta della politica +unitaria italiana, era il più sublime degli olocausti. + +Pure non bastò. Il conte di Cavour aveva detto alla rivoluzione: _non +plus ultra_; e ciò non per tema che Garibaldi tradisse la Monarchia, +ma per repugnanza che la Monarchia gli dovesse troppo. E su questo +pernio ruotava da tre mesi tutta la sua politica. A Palermo aveva +cercato arrestare il vincitore coll’annessione immediata; al di +qua dello Stretto s’era provato a prevenirlo col fargli scoppiare +dinanzi per iniziativa e con forze monarchiche una sommossa che lo +costringesse o a tornarsene a Caprera, o a divenire un luogotenente +di Vittorio Emanuele; dileguata poi anche la chimera dell’insurrezione +monarchica, non cessa per questo dal macchinare: ora perchè Persano si +assicuri della flotta; ora perchè s’impossessi dei forti di Napoli; +ora perchè si tolga in mano la dittatura. Udito infine che Garibaldi +è alle porte di Napoli, risolve con Vittorio Emanuele l’invasione +delle Marche e dell’Umbria, «resa necessaria, scriveva al La Marmora, +dalla conquista di Napoli;» — «unico mezzo, soggiungeva al Persano, +per domare la rivoluzione e impedire che entrasse nel Regno.» E qui +non s’ingannava. Lo scopo finale «di coronare Vittorio Emanuele re +d’Italia in Campidoglio,» lunge dal nasconderlo, Garibaldi lo gridava +colla sua ingenua franchezza a’ quattro venti. Lo proclamava ne’ suoi +bandi; lo diceva ne’ suoi colloqui; lo ripeteva al ministro inglese +Lord Elliot, quando questi lo pregava a nome del suo Governo di non +toccare la questione della Venezia;[114] lo confermava all’ammiraglio +Persano ed al conte di Villamarina, quando l’uno dopo l’altro andavano +ad annunciargli la deliberata impresa degli Stati pontificii. + +«All’udire (dice un autorevole scrittore)[115] che i soldati piemontesi +si apparecchiavano a entrare nell’Umbria e nelle Marche, il Dittatore +manifestò gioia schiettissima. Ma poi, fattosi pensieroso, dopo +alcuni istanti di silenzio, disse: — Se questa spedizione è diretta a +tirare un cordone di difesa attorno al Papa, farà un pessimo effetto +sull’animo degl’Italiani; — Villamarina con franca e calorosa parola +si pose a dimostrare, che, se tra la politica sarda e quella seguíta +dal Dittatore v’era qualche screzio in ordine ai mezzi, v’era perfetta +concordia di fine, e che quindi bisognava che l’una aiutasse l’altra. +— A me poco importa, riprese Garibaldi, che il Papa rimanga in Roma +come vescovo, o come Capo della Chiesa cattolica; ma bisogna togliergli +il principato temporale, e costringere la Francia a richiamare i suoi +soldati da Roma. Se il Governo sardo è capace di conseguire tutto ciò +per negoziati diplomatici, faccia pure, ma presto; giacchè, se tarda, +niuno mi potrà trattenere di sciogliere la questione colla sciabola +alla mano.» + +Di fronte a queste dichiarazioni dell’eroe la risoluzione del conte +di Cavour diventava legittima e quasi necessaria. E però la spedizione +delle Marche e dell’Umbria può dirsi, dopo la guerra di Crimea, la più +ispirata e fatidica azione del grand’uomo di Stato. Con quel passo +egli salvò al tempo stesso la Monarchia e l’Italia; frenò il corso +precipitoso della rivoluzione, per riaddurla poscia più sicuramente +alla mèta.[116] Se un giorno, esaurito ogni altro mezzo, fosse per +divenire necessario di recidere colla sciabola il nodo di Roma, nessuno +poteva, nel 1860, nè affermare, nè negare: certo in quell’istante +pareva, anche ai più impazienti, intempestivo; e il Mazzini stesso nel +suo proclama di risposta alla circolare di Pier Luigi Farini, non si +peritava a confessare che «la questione di Roma sarà sciolta, spero +provarlo, pacificamente più tardi.[117]» + +Ma se l’andare incontro a Garibaldi per prevenirlo e compiere più +ordinatamente l’impresa ch’egli aveva rivoluzionariamente iniziata, +era concetto ardito e saggio al tempo stesso; il vessare di sospetti, +di pressure, di spinte l’uomo che aveva liberato mezza Italia, perchè +s’affrettasse a deporre un potere ch’egli non aveva alcuna intenzione +di ritenere, era affatto inopportuno ed improvvido, e poteva, a lungo +andare, riuscire funesto. Certo Garibaldi, a Napoli, non aveva più +le ragioni che in Sicilia per differire l’annessione, e s’intende +che i patriotti napoletani intorno ad una questione di sì capitale +importanza dovessero esporgli sin da principio i loro voti colla +più aperta franchezza. Quello tuttavia che non s’intende è che vi +fossero annessionisti così impazienti da pretendere che il Dittatore +scrivesse il decreto dell’annessione appena messo il piede in Napoli, +incerte tuttora le sorti della guerra, non chiari per anco gli effetti +dell’impresa negli Stati pontificii, non esaurita ancora, nè di qua +nè di là dallo Stretto, la fase della rivoluzione. L’annessione era +ormai nella forza delle cose, e come Garibaldi non avrebbe potuto, +anco volendolo, impedirla, così non s’addiceva a coloro, che insomma +dovevano a lui la libertà di discuterla, l’imporgliela ad ora fissa, +lo strappargliela quasi a forza di mano. Nessun diritto aveva egli dato +fino allora agli annessionisti di dubitare delle sue intenzioni; molti +argomenti invece per rassicurarli. A Napoli si annuncia, proclamando +Vittorio Emanuele: _Vero Padre della Patria_.[118] Giunto, consegna +la flotta borbonica all’ammiraglio Persano; il giorno stesso nomina +Ministri i capi più eletti della parte moderata e cavouriana; poco +dopo prega il Persano a volergli mandare in città i Bersaglieri per +custodire gli arsenali ed i porti; infine al settimo giorno promulga +lo Statuto del Regno sardo come legge fondamentale di tutto il +novello Stato. Come insospettire dunque e diffidare di lui? Certo gli +stavano al fianco altri consiglieri dell’annessione non zelanti, e +della politica del Cavour tutt’altro che amici; ma fino a qual punto +li ascoltava egli? Lo spettro pauroso degli annessionisti era il +Bertani, segretario generale della Dittatura, dell’impresa di Roma +fautore aperto, in fama di mazziniano, anima rivoluzionaria al certo +ed in ogni suo proposito audace e tenacissima. Ma senza dire che il +Bertani non era veramente avverso all’annessione, ma soltanto la voleva +differita e condizionata, i suoi avversari non dovevano ignorare che +il suo ascendente sul Dittatore era assai debole; che anzi di tutti +gli uomini che attorniavano Garibaldi, quello che più gli era in +sospetto e quasi in uggia era appunto il celebre medico; vuoi per i +suoi rapporti occulti col Mazzini, vuoi per i contrasti avuti, e non +per anco interamente quetati, per la spedizione di Terranova; vuoi per +la disformità dei temperamenti e dei caratteri: l’uno rigido, loico, +tenace, e sopra ogni cosa partigiano; l’altro mobile, subitaneo, +intollerante delle opposizioni metodiche e ombroso dei consigli +dottrinari; facile alle simpatie ed alle antipatie; accessibile +da cento parti, ma sopra alcuni punti, formanti il suo _credo_, +incrollabile e quasi inabbordabile. + +Tutto ciò per altro non fu nemmanco sospettato dai partigiani a +oltranza dell’annessione immediata; e così a Napoli come in Sicilia +cominciarono tosto ad assediare il Dittatore di indirizzi e di +deputazioni, di cicalate di gabinetto e di manifestazioni di piazza, +che in sulle prime ottenevano da lui l’effetto precisamente contrario. + +Però se a Napoli la sola sua presenza bastava a moderare le impazienze +ed a tenere in rispetto le opposizioni; in Sicilia, lui assente, +presente invece il suo Prodittatore, dell’annessione segreto istigatore +dapprima, poscia pubblico favoreggiatore, le voglie annessioniste +erano divenute smaniose, e fino a un certo punto anco pericolose. Il 4 +settembre, il comandante Piola, capo della Marina siciliana, raggiunto +il generale Garibaldi a Fortino, presso Sapri, gli porgeva una +lettera del Depretis, colla quale questi lo sollecitava a decretare il +plebiscito dell’Isola. + +«La scena (scrive il Bertani)[119] accadeva in una povera osteria. +Türr e Cosenz, presenti al colloquio, secondavano la proposta del +Depretis, e già Garibaldi, non sapremmo se più persuaso o infastidito, +aveva detto: — Basso, scrivete: _Caro Depretis, Fate l’annessione +quando volete_; — allorchè il Bertani, entrato poco prima, esclamò: +— Generale, voi abdicate; — e capacitato ben presto dalle opposte +ragioni del Bertani (capacitato, perchè secondavano l’inclinazione +del suo animo): — Avete ragione, — rispose, e rivoltosi a Basso, che +stava sempre colla penna in mano, soggiunse: — Basso, stracciate la +lettera. — + +»E poi con calma riprese a dettare: _Caro Depretis, per l’annessione +parmi che Bonaparte possa ancora aspettare alquanti giorni. +Sbarazzatevi intanto di mezza dozzina d’inquieti, e cominciate dai due +C....._[120] + +»E la scena finì;»..... ma non finirono del pari le lotte per +l’annessione siciliana. Gli annessionisti, capitanati principalmente +dal Cordova, e spalleggiati dal Depretis, non volevano desistere dal +loro proposito; anzi in un Consiglio di Ministri ventilarono persino +se non si dovesse bandire il plebiscito anche malgrado la lettera +di Garibaldi. Il Crispi invece colla parte più rivoluzionaria e +garibaldina insisteva perchè la volontà del Dittatore fosse rispettata; +onde tumulti in piazza e conflitti in Palazzo, che mantenevano Palermo +in uno stato d’agitazione assai presso all’anarchia e scrollavano +sempre più la poca autorità al Prodittatore. Quando però corse la +nuova che Garibaldi era entrato in Napoli, tanto il Crispi, quanto il +Depretis, decisero, l’uno dietro l’altro, di partire pel Continente, +onde rendere giudice un’altra volta il Dittatore della perpetua +controversia. E il Dittatore fu ancora del parere di Fortino; sicchè il +Crispi continuò a stargli al fianco Ministro degli affari esteri, ed +al Depretis, fallitogli ormai il principale scopo della sua missione, +non restò che rassegnare l’ufficio. La rinuncia del Depretis però +lasciava la Sicilia senza Prodittatore e senza governo, e all’urgente +bisogno Garibaldi pensò di provvedere egli stesso in persona. La +sera del 16 settembre, infatti, s’imbarca quasi di nascosto; approda +l’indomani a Palermo; radunati tostamente i Ministri e trovatili fermi +nella loro idea, con parole fin troppo dittatorie li congeda; elegge a +Prodittatore Antonio Mordini, allora Auditore generale dell’esercito +garibaldino, e lo fiancheggia di Ministri a lui graditi; fattosi al +balcone del Palazzo arringa il popolo impaziente di acclamarlo dopo +i recenti trionfi, lo ringrazia d’aver avuto fede in lui e di aver +respinto un’annessione ch’egli credeva intempestiva, l’incuora a +persistere finchè vi siano fratelli da liberare;[121] e dopo aver +protestato nuovamente della sua amicizia per Vittorio Emanuele, +«l’unico rappresentante della causa italiana,» si accommiata colla +lusinga di aver per alquanto tempo restaurata la pace e l’autorità in +Sicilia, e ritorna a Napoli, dove le faccende della guerra s’erano già +troppo risentite della sua mancanza. + + +IX. + +Appena potè aver sottomano un nucleo di forze, Garibaldi aveva +spedito in tutta fretta il generale Türr ad Ariano per soffocarvi una +sommossa borbonica suscitata dal Vescovo di colà, e spalleggiata dal +generale Bonanno che presidiava con una brigata l’Abruzzo Ulteriore. +E il valoroso Ungherese se n’era sbrigato presto e bene; costretti i +reazionari a piegar la testa, il Bonanno a render l’armi con tutta la +sua brigata, il Vescovo, divenuto da quel giorno fervente patriotta, +a ringraziarlo della sua umanità e cortesia. Questo felice successo +però nè cansava nè ritardava per nulla l’estrema prova, a cui la +rivoluzione, non ostante la sua corsa vittoriosa, era chiamata. +L’esercito, ritiratosi dietro il Volturno, contava ancora tra Capua +e Gaeta circa cinquantamila[122] uomini, era provveduto d’un ricco +materiale, protetto da un fiume di cui signoreggiava le due sponde, +appoggiato infine, senza dir dell’estremo propugnacolo di Gaeta, da una +fortezza di prim’ordine, quale Capua; e se, come certi indizi facevan +credere, l’appello di Francesco II, il quale da Gaeta invitava i suoi +fedeli alla riscossa, era ascoltato, la partita giuocata allora con +tanta fortuna poteva ridiventare molto combattuta ed incerta. + +Garibaldi però ne era impensierito più di quello che volesse +confessare; ma obbligato ad attendere che le sue truppe, disseminate +dal Golfo di Policastro a quelle di Salerno, si rannodassero, molestato +ai fianchi dall’insorgere della reazione e costretto egli stesso dalla +controversia annessionista ad allontanarsi da Napoli ed a partire per +Sicilia, non potè nei primi giorni consacrarsi alle cose della guerra +con l’intera energia del suo spirito, o se anche tutto lo spirito, +non avrebbe potuto consacrarvi soldati. Però soltanto tra il 12 e +il 13 di settembre aveva potuto mandare la divisione Türr, forte non +più di quattromila uomini, ad appostarsi tra Caserta e Santa Maria; +raccomandando però così al suo Comandante, come al generale Sirtori, +capo di Stato Maggiore, di tenersi in sulla difesa, spiccando tutt’al +più delle bande volanti sui fianchi ed alle spalle del nemico, onde +tentare di sollevargli dattorno le popolazioni e turbarne le mosse. + +Ma bastò ch’egli fosse lontano, perchè la fortuna, schiava fin allora +del maliardo eroe, scuotesse la chioma e tentasse fuggire dalle sue +insegne. + +Il generale Türr (se d’accordo col Sirtori o di suo capo, è +controverso; ma certo frantendendo od oltrepassando gli ordini precisi +del suo Generale) s’era proposto di tentare una grande operazione +strategica; nientemeno che di impadronirsi delle due sponde del +Volturno, e di occuparvi sulla destra il forte luogo di Caiazzo che +domina uno dei suoi passi. Infatti il 19 mattina mentre la brigata +Rustow fingeva un attacco contro la fronte di Capua, spinto poi troppo +a fondo o dall’imprudenza dei capi o dalla foga dei combattenti; +il battaglione Cattabeni marciava per il passo di Limatola sopra +Caiazzo e con poco sforzo se ne impossessava. All’apparenza il colpo +pareva riuscito; molto sangue di prodi era stato versato, ma insomma +i Garibaldini potevan credersi padroni delle due rive del Volturno e +felicemente piantati come una punta aguzza sulla costa sinistra del +nemico. Illusione d’inesperti coraggiosi che sole ventiquattro ore +basteranno a dileguare! + +Già reduce da Sicilia e precisamente nella sera del 19 al campo di +Caiazzo, Garibaldi aveva tosto compreso il grosso fallo del generale +Türr, e se n’era accorato; ma o perchè gli repugnasse abbandonare nel +pericolo il battaglione del Cattabeni, uno dei suoi vecchi soldati, +o perchè temesse il triste effetto che sulla accendibile fantasia +dei Napoletani poteva produrre una ritirata; per ragioni insomma di +umanità o di politica, quelle ragioni che furono sempre le peggiori +nemiche dei migliori concetti di guerra, comandò che il Cattabeni, +minacciato d’imminente attacco, fosse soccorso prima con una brigata +del Medici; poi, la brigata non essendo pronta, con un reggimento, +quello che comandava il colonnello Vacchieri. E il preveduto accadde. +Il Cattabeni e il Vacchieri, assaliti il 21 mattina da forze quattro +volte superiori, furono, malgrado la prodezza dei capi e dei soldati, +interamente sbaragliati; ferito e prigioniero col grosso del suo +battaglione lo stesso Cattabeni; salvatosi a stento coll’avanzo dei +suoi il Vacchieri; molti che, cercando scampo nel fiume, tentarono +guadi mal noti, miseramente affogati. + +Era il primo errore commesso durante quella campagna; era il primo e +l’unico rovescio. Però se gli ordini lasciati da Garibaldi ai suoi +fossero stati osservati, e l’errore ed il rovescio sarebbero stati +evitati. + +Garibaldi aveva certamente ordinato al Türr di lanciar scorribande al +di là del Volturno; ma non gli aveva dato facoltà di prendere posizioni +fisse, molto meno poi di dare battaglia per prenderle. Non si tengono +con iscarse forze le due rive di un fiume privo di ponti, dominato da +una fortezza; e il nostro Capitano l’aveva tosto compreso. Il difficile +non stava tanto nel prendere Caiazzo, quanto nel conservarlo; e poichè +a conservarlo occorrevano una e forse più teste di ponte sul Volturno e +forze pari ai borbonici, così la rotta del 21 settembre era prevedibile +ed inevitabile[123] + + +X. + +Persuaso anche prima del 21 settembre dell’impossibilità di conservare +una posizione offensiva-difensiva sulle due sponde del Volturno, +deliberò di tenersi nella più stretta difensiva sulla sinistra del +fiume stesso. Disgraziatamente anco la difesa, per la esiguità delle +forze e l’estensione del terreno, rendevasi molto problematica e +difficile. Perocchè non bastava difendersi dalle sortite di una piazza +forte come Capua, ridotta un campo trincerato di circa quarantamila +uomini, ma conveniva guardare, per il corso di sedici miglia, i passi +di un fiume tortuosissimo, come il Volturno, e che forma una delle +linee più bizzarre e insidiose che la topografia strategica conosca. I +meandri e gli avvolgimenti di questo fiume son tanti, che un esercito +costretto a campeggiare sulla sinistra del suo tronco inferiore, se lo +trova, comunque si giri, di fronte, ai fianchi e alle spalle nel tempo +medesimo. Non ha, è vero, che un sol ponte stabile, quello di Capua; ma +in iscambio, una serie di ponti volanti a barche, detti, nel vernacolo +del paese, _scafe_, che danno il mezzo a chiunque ne sia padrone, e +i Borbonici lo erano, di tragittarsi da una sponda all’altra con una +facilità di poco minore a quella che offrirebbe un sistema di ponti +fissi. + +E non basta. Posto che l’obbiettivo dei Regi fosse Napoli, essi +potevano marciarvi per sette grandi vie collegate tra di loro da un +dedalo di strade minori, che di tanto agevolavano ad essi le offese, +di quanto accrescevano le difficoltà della difesa. Da Capua infatti +essi potevano arrivare alla capitale, così per la doppia via Santa +Maria-Caserta, o Sant’Angelo-Caserta, come per la strada più lunga, ma +non meno insidiosa, San Tammaro-Aversa. Dal Volturno poi gli sbocchi +erano tanti quante le _scafe_. Dalle _scafe_ di Formicola e di Caiazzo +si spiccavano due vie, che congiungendosi al bivio del Gradillo +venivano a cader traverso la colonia di San Leucio, sul gran parco +di Caserta; dalla _scafa_ di Limatola un’altra via, passando rasente +Castel Morone, riusciva più a oriente alla medesima mèta; infine da +tutti i passi del Volturno superiore si poteva sboccare sulla strada +di Piedimonte-Dugenta, che piombava diritta sui Ponti della Valle e +Maddaloni, a nove miglia da Napoli. + +Ora il difensore, forzato a manovrare su questo scacchiere, non +aveva libertà di scelta: o guardarne tutti i passi del pari, o, +concentrandosi in pochi punti, correr rischio di vedersi aggirato e +tagliato fuori della sua base d’operazione. Il suolo gli offriva qua e +là qualche buon punto d’appoggio; come la catena del Tifata alle spalle +di Sant’Angelo, i poggi di Briano ed i boschi di San Leucio innanzi al +bivio di Formicola e di Caiazzo; la vetta di Castel Morone di contro +alla _scafa_ di Limatola: le alture di Monte Caro, di Villa Gualtieri +e del Longano a guardia di Maddaloni; ma tutti questi baluardi essendo +interrotti e separati da grandi intervalli scoperti, non bastavano a +bilanciare la lunghezza della linea e la sottigliezza del numero, col +quale l’esercito garibaldino era costretto a difenderla. + +Ora nessuno vorrà credere che il difetto d’una siffatta linea sia +sfuggito al nostro Capitano: molti anni dopo, in un suo libro lo +denunziava egli stesso;[124] ma da vero uomo di guerra, anzichè +perdersi in vani conati per cambiare ciò che la natura aveva creato, e +la forza delle cose gl’imponeva, prese il suo partito di far fronte al +nemico su tutti i punti, salvo a distribuire le forze a seconda delle +naturali difese del suolo, ed a tenersi sotto mano una forte riserva +per accorrere sul punto più minacciato. + +Ciò deliberato, stende fra Santa Maria e San Tammaro la divisione +Cosenz,[125] comandata dal Milbitz (quattromila uomini e quattro +pezzi), e vi stabilisce la sua sinistra; colloca a Sant’Angelo, +in comunicazione colla prima, la diciassettesima divisione Medici +(quattromila uomini e quattro pezzi), e ne fa il suo centro; apposta +a San Leucio la brigata Sacchi (duemila uomini), ed a Castel Morone il +battaglione Bronzetti (dugentosettanta uomini); affida alla divisione +Bixio, la più forte di tutte (cinquemilaseicento uomini e otto pezzi), +la difesa dei Ponti della Valle e Maddaloni, e vi assicura la sua +destra; mette a guardia della strada d’Aversa la nascente brigata +Corte; accampa a Caserta, sotto il comando del Türr, la sua riserva +(quattromilasettecento uomini e tredici pezzi) e insedia, nella celebre +Villa del Vanvitelli, prediletto svago dei Borboni, il suo Quartier +generale. + +Ventunmila uomini, la più parte de’ quali male armati e peggio +istruiti, seminati sopra un terreno di oltre venti chilometri, dovevano +contrastare il passo a quarantamila vecchi soldati, il fiore dei +fedeli del Borbone, protetti da una fortezza di primo ordine, armata di +sessanta bocche da fuoco, fiancheggiati da un fiume tutto in mano loro, +ai quali la vicinanza, e tra poco la presenza, del Re loro trasfonderà +uno spirito novello, e che tenendosi incolpevoli delle vergogne +di Palermo, di Reggio e di Soveria parevano tanto più deliberati a +vendicarle. + + +XI. + +Una battaglia era imminente; molti indizi l’annunciavano, Garibaldi la +presentiva. «Tornato da Palermo (scrive egli stesso) presi stanza a +Caserta, e visitando ogni giorno Monte Sant’Angelo, da dove scorgeva +bene il campo dei nemici, a levante della città di Capua e nei +dintorni, dai loro movimenti sulla sponda destra del Volturno, che +non potevano sfuggire al mio osservatorio del Monte suddetto, e dalle +loro disposizioni, io congetturava essere i Borbonici in preparativi +d’una battaglia aggressiva.» E non s’ingannava. Fin dal 26 settembre il +generale Ritucci, nuovo comandante supremo dell’esercito regio, aveva +già fermato il suo disegno, modello di primitiva semplicità: attaccare +la linea garibaldina su tutti i punti, con maggior sforzo alle due +ali di Santa Maria e di Maddaloni, e, sfondatala, marciare su Napoli. +E da ciò questa distribuzione di parti: il generale Tabacchi colla +divisione della guardia, settemila uomini, doveva assalire Santa Maria, +fiancheggiato alla sua destra dalla brigata Sergardi, tremila uomini, +che spuntando l’estrema sinistra garibaldina a San Tammaro aveva per +iscopo di minacciare la strada d’Aversa. Al centro, invece, dando +la destra al Tabacchi e sostenuto a manca dal generale Colonna, cui +era commesso di passare con cinquemila uomini la Scafa di Triflisco, +doveva marciare su Sant’Angelo con diecimila uomini, maggior nerbo +degli assalitori, il generale Afan de Rivera: ad oriente il colonnello +Perrone, con milledugento combattenti spalleggiati però da una riserva +di altri tremila rimasti a Caiazzo, doveva sboccare da Limatola, e +per la strada di Castel Morone mirare diritto a Caserta: all’ultima +destra, infine, il Von Mechel con una divisione di ottomila uomini, la +più gran parte Tedeschi, doveva, per la strada di Ducenta, avventarsi +sul Bixio ai Ponti della Valle, e di là, dando la mano al Perrone, +come questi doveva darla al Colonna, al Rivera, al Tabacchi, a tutti +quanti marciare a bandiere spiegate su Napoli. Il gran colpo era stato +deciso per il 1º ottobre, onomastico di Francesco II; il Re stesso, +coi fratelli, doveva seguire, a convenevole distanza, le sue legioni, e +coll’augusta presenza incoraggiarle, da lontano, alla sacra riscossa. + +Fino dalla vigilia Garibaldi aveva notato sotto le mura di Capua +un grande tramenío, sicchè, come uomo che ha letto fino al fondo +il pensiero del suo avversario, diceva o mandava a dire a’ suoi +Luogotenenti: «Fate buona guardia, domani saremo attaccati.» + +In sull’alba del 1º ottobre, infatti, un crescente colpeggiare di +moschetteria, echeggiante da Sant’Angelo a Santa Maria, annunziava che +la zuffa era cominciata. Poco dopo il Milbitz era già alle prese col +Tabacchi, e il Medici con Afan de Rivera; laonde Garibaldi, accorso al +fragore de’ primi colpi a Santa Maria, aveva subito indovinato che la +giornata sarebbe stata, come suol dirsi, assai calda, e che conveniva +rinforzare senza indugio Santa Maria, che era, tra i punti principali +della sua linea, il più debole e per postura e per numero di difensori. +Mandò quindi a chiedere a Caserta la brigata Assanti della riserva, e +confidatosi interamente al Milbitz, uno de’ suoi vecchi commilitoni di +Roma, partì in carrozza per Sant’Angelo, altro dei punti che più gli +stavano a cuore. + +Potevano essere le sei del mattino. Circa all’ora medesima gli +avamposti del Bixio si scontravano con l’avanguardia di Von Mechel, e +il Perrone passava il Volturno a Limatola. Se non che, giunta verso la +metà della strada che da Santa Maria mena a Sant’Angelo, la carrozza di +Garibaldi è all’improvviso tempestata da una grandine di fucilate, e +al tempo stesso involta in un nugolo di nemici sbucati da certe fosse +asciutte che tenevan luogo di vere strade coperte. E già quella prima +scarica aveva morti il cocchiere ed un cavallo della carrozza; talchè +Garibaldi stesso, in presentissimo pericolo, fu costretto a balzare a +terra ed a mettersi co’ suoi aiutanti in sulla difesa. «Ma (narra egli +medesimo) mi trovavo in mezzo ai Genovesi di Mosto ed ai Lombardi di +Simonetta. — Non fu quindi necessario di difenderci noi stessi; quei +prodi militi, vedendoci in pericolo, caricarono i Borbonici con tanto +impeto, che li respinsero un buon pezzo distanti e ci facilitarono la +via verso Sant’Angelo.[126]» + +Pure anco l’arrivo a Sant’Angelo non fu senza pericolo. Intanto che la +prima catena del Rivera per quelle fosse o strade coperte, che dicemmo, +s’insinuava non vista dentro il fianco sinistro del Medici e stava +per tagliargli ogni comunicazione col Milbitz, dal lato opposto le +avanguardie del Colonna, tragittata nella notte la Scafa di Triflisco, +aggiravano favorite dalle tenebre la destra di Sant’Angelo, e per +sentieri ascosi di monti arrivavano in sul fare dell’alba sui poggi +di San Vito, uno dei contrafforti del Tifata. Poco mancò pertanto +che Garibaldi, il quale appunto verso quella medesima ora arrivava su +quell’altura, cascasse in mezzo a quella nuova imboscata di nemici; e +sarebbe certamente accaduto se appena scortili non li avesse arrestati, +cacciando loro incontro il drappello della sua scorta, facendoli al +tempo stesso pigliar di costa da una compagnia del Sacchi che chiamò in +tutta fretta da San Leucio. + +Liberato, con tanta fortuna sua e della giornata che stava +combattendo, da quel nuovo pericolo, Garibaldi potè abbracciare dal +suo osservatorio di Sant’Angelo tutto il quadro della battaglia. E gli +apparve formidabile. Il Milbitz e il Medici resistevano prodemente, +ora contrastando, ora riacquistando con infaticabili contrassalti i +punti capitali delle loro posizioni; ma il nemico, forte delle sue +grosse riserve, rinnovava di continuo con truppe fresche gli assalti, +mentre i Garibaldini, diradati dalla strage e dalla stanchezza, erano +all’estremo della loro possa. Si combatteva da una parte e dall’altra +da oltre sei ore; ma verso il tocco pomeridiano un nuovo e generale +assalto del Tabacchi contro il Milbitz, e di Afan de Rivera contro il +Medici, addossa i difensori agli ultimi ripari delle loro linee. Il +Milbitz a Santa Maria è ridotto alla difesa di Porta Capuana; il Medici +a Sant’Angelo è forzato a disputare con un pugno di gente il crocivio +Capua-Sant’Angelo, Santa Maria-Sant’Angelo, centro delle sue, e chiave +di tutte le posizioni a occidente di Caserta. Ancora un passo de’ +Borbonici e la giornata è perduta. Garibaldi lo vede, ed afferrando a +volo l’istante, scende a galoppo dal Tifata, rincora, rampogna, raduna, +risospinge al combattimento quanti fuggiaschi o sbandati incontra per +via: raccomanda al Medici, cui ogni raccomandazione era superflua, di +tenersi a Sant’Angelo fino all’ultimo fiato; spicca ordine al Sirtori +di mandare incontanente a Santa Maria tutte le riserve, e pei sentieri +bistorti e ruinosi della montagna, poichè la strada diritta era in +potere del nemico, corre egli stesso a Santa Maria per attendervi le +riserve e ristorare la pugna. + +Le riserve infatti, verso le due pomeridiane, parte per la consolare, +parte per la ferrovia, arrivarono. Non v’era più un solo istante +da perdere; ogni altro capitano le avrebbe cacciate, senza dar +loro un secondo di riposo, nella mischia: Garibaldi no. Composto +il viso all’abituale placidezza, non tradendo alcun segno d’interna +trepidazione, rassicura col solo aspetto le truppe sopravvenienti, +comanda agli ufficiali che siano lasciate riposare, dice ad alta voce +al generale Türr, in guisa che tutti possano sentirlo: «La vittoria +è certa, manca solo il colpo decisivo;[127]» poi, senza fretta, +senza trambusto, con ordine e calma mirabili, piglia egli stesso la +brigata Milano e parte della Eber e la caccia sulla strada di Santa +Maria a Sant’Angelo; intanto che il Türr col rimanente della Eber e +gli avanzi della Milbitz va a rinforzare la difesa di Porta Capuana +e a fronteggiare il nemico su tutta la sinistra. Nel suo concetto le +riserve mandate alla riscossa sulla destra dovevano attaccare il nemico +in due colonne e con due obbiettivi affini, ma diversi: l’uno, cioè, +urtare diagonalmente la destra del Tabacchi in modo da spuntarlo e +separarlo da Afan de Rivera; l’altro marciar perpendicolarmente sul +fianco sinistro di questi, in guisa da minacciarne la ritirata e da +liberar a Sant’Angelo il Medici che eroicamente agonizzava. E tutto +riuscì a seconda. Pochi colpi, alcune cariche a fondo brillanti, +soprattutto quelle della Legione ungherese e del battaglione Milano, e +i Generali borbonici, sconfidati da tanta resistenza, se non stremati +di forze, fatta coprire la loro fronte, spezzata da un’ultima carica +di cavalleria, male guidata e presto risospinta, suonarono a ritirata. +Alle 5 della sera tutte le posizioni garibaldine erano riconquistate. +Il Medici tornava signore indisputato del suo quadrivio. Il Türr e +il Rustow (il Milbiltz era rimasto ferito) inseguivano le schiere +disordinate del Tabacchi e del Rivera, fin sotto le mura di Capua. +Alla stessa ora il Bixio, dopo avere per tutta la giornata ributtati +gli assalti di Von Mechel, lo ricacciava colle baionette alle reni +di là dai Ponti della Valle fin presso a Ducenta; al Perrone infine, +trattenuto sei ore sotto Castel Morone dall’eroico petto di Pilade +Bronzetti e de’ suoi trecento, sacratisi a certa morte per la salvezza +comune, era tolto di tentare per quel giorno il divisato colpo su +Caserta; sicchè in quell’ora stessa, 5 pomeridiane, Garibaldi poteva +telegrafare a Napoli: «Vittoria su tutta la linea.[128]» + + [Illustrazione: PIANO DELLA GIORNATA DEL VOLTURNO] + + +XII. + +E vittoria era, piena, compiuta, gloriosa e, checchè altri abbia +novellato, tutta dell’armi volontarie, tutta garibaldina. All’indomani, +come suol spesso accadere dopo i grandi fatti d’arme, la battaglia ebbe +uno strascico che poteva arricchire e quasi allietare la vittoria, ma +non avrebbe mai potuto, non che metterla in forse, turbarla un istante. +Dicemmo che Pilade Bronzetti, anzichè cedere il passo di Castel Morone, +a lui affidato, aveva tolto di morire col fiore più eletto de’ suoi. +Da ciò era conseguíto che il Perrone, perduto intorno a quella vetta +il suo tempo migliore, e ritardato novamente da un contrassalto ardito +di alcune compagnie della brigata Sacchi, era stato sopraggiunto +dalla sera e non aveva più potuto proseguire per Caserta, come era suo +disegno. Tuttavia, o perchè ignorasse (strana cosa invero) la ritirata +dell’esercito suo, o perchè fosse d’animo temerario e sconsiderato, non +volle rinunziarvi per l’indomani, e all’alba del giorno mosse per la +via di Caserta Vecchia alla sua mèta. Il generale Sirtori, che tutta +la giornata del primo aveva vegliato con grande alacrità all’invio +dei rinforzi e delle munizioni, e insieme alla sicurezza del Quartier +generale, fu il primo ad avvertir l’avanzarsi del corpo del Perrone e +nella notte stessa n’aveva mandato l’annunzio a Garibaldi, che spossato +dalla grande fatica della vigilia era rimasto a prendere un po’ di +riposo a Sant’Angelo. Egli però fu più noiato del sonno interrotto, +che conturbato dalla gravità del messaggio. Anche senza vederlo aveva, +per istinto, compreso che si trattava d’un corpo isolato, rimasto +spensieratamente di qua dal Volturno e che non poteva in alcuna guisa +rimettere in dubbio la vittoria della vigilia. Montato tuttavia +a cavallo, corre nella notte stessa a Caserta, dove concorda col +Sirtori le disposizioni necessarie, non tanto per combattere, quanto +per irretire e prendere il nemico. Il Sirtori con una frazione della +brigata Assanti levata da Santa Maria, e un battaglione di Bersaglieri +dell’esercito settentrionale chiamato il dì innanzi da Napoli, quando +più ondeggiava la fortuna, doveva stare alla difesa di Caserta, quindi +del centro; il Bixio ebbe ordine di attorniare il nemico dal lato di +Monte Viro e Caserta Vecchia, cioè dalla sua sinistra; mentre Garibaldi +in persona con un manipolo di Carabinieri genovesi, alcuni frammenti +della brigata Spangaro razzolati a Sant’Angelo, un battaglione +regolare della brigata Re e l’intera brigata Sacchi, si era assunto di +accerchiarlo dalla destra, togliendogli così ogni scampo. + +Se non che, intanto che le truppe destinate all’azione si ordinavano +e mettevano in marcia, l’avanguardia del Perrone, che già nel mattino +era stata scoperta dalle guide del Missori a Caserta Vecchia, si +avanzava alla sprovveduta sino alle prime case di Caserta,[129] talchè +il Sirtori, costretto ad accorrere alla difesa con quanta gente si +trovava fra mano, diè modo a quei bravi Bersaglieri dell’esercito +settentrionale, chiamati la vigilia, di barattare coi Borboni +alcuni felici colpi di carabina, e di suggellare anche sui campi del +Mezzogiorno la fratellanza non mai smentita tra i soldati di Vittorio +Emanuele e le camicie rosse della rivoluzione.[130] Intanto però +che il Sirtori respingeva l’attacco di fronte, le truppe destinate +all’aggiramento giungevano a’ loro posti, sicchè non restò più che +a dar sul nemico l’ultimo colpo. Infatti verso le tre pomeridiane, +attaccata dai Calabresi dello Stocco, e dal battaglione della brigata +Re, lanciati alle spalle ed ai fianchi di Caserta da Garibaldi stesso, +attorniata e serrata da due brigate del Bixio, perseguitata dal +battaglione Isnardi della brigata Sacchi, opportunamente accorsa a +chiudere il passo ai respinti da Caserta, tutta la colonna del Perrone +o restò prigioniera, o andò dispersa di là dal Volturno, assicurando +con nuovi trofei la vittoria della giornata precedente. + +La battaglia del Volturno, e per l’estensione del campo e pel numero +de’ combattenti e per la durata della pugna e per la grandezza +dei risultati, fu una delle più grosse che l’armi italiane abbiano +combattuto. Ventimila giovani volontari, disseminati sopra un terreno +tortuoso e capricciosissimo di circa venti chilometri, resistettero ad +un esercito di quarantamila vecchi soldati agguerriti, ed alla fine +lo sbaragliarono. Le perdite dei Garibaldini sommarono all’incirca a +cinquecento morti, a milletrecento feriti e milletrecento sbandati +o prigionieri; fuori del conto i codardi che passeggiavano le vie, +biscazzavano nei caffè, o sbevazzavano nelle taverne di Napoli, +intanto che i loro camerati combattevano e morivano. Dei morti e feriti +borbonici invece incerto il numero, quantunque sia probabile che per +la imperfezione delle armi garibaldine non abbia uguagliato quello +dei vincitori; certissimo però quello dei prigionieri e delle prede: +tremila e più tra soldati ed ufficiali e sette bocche da campagna +di grosso calibro. Come in tutte le grandi fazioni campali, così in +questa i fattori della vittoria furono tre: il genio del Capitano +supremo, la prodezza de’ suoi Luogotenenti e soldati, gli errori del +nemico. «Il generale Garibaldi (dice un ufficiale tedesco storico e +testimone) fu inarrivabile prima, nel corso e dopo la battaglia.[131]» +Preparato da molti giorni ad un assalto generale, prese in tempo le +opportune misure per respingerlo, raddoppiò colla sua la vigilanza dei +suoi Luogotenenti e si premunì da ogni sorpresa. Non appena accesa +la pugna, ne estimò l’importanza, ne fermò il disegno, ne divinò +l’obiettivo. Salito fin dal mattino al suo prediletto osservatorio del +Tifata, vi potè abbracciare d’uno sguardo l’intero campo di battaglia +e seguirne davvicino tutte le principali vicende. Veduto il balenare +delle sue linee e il soverchiare del nemico, non dubitò un istante +della vittoria. Apparso il momento del colpo decisivo, l’afferrò +al volo; chiamò in tempo le riserve e le capitanò egli stesso; egli +stesso le diresse contro il punto più offensibile del fianco nemico +e decise della giornata. Nella prima fase dell’azione fu l’occhio, +nella seconda la mente e l’anima dell’esercito suo. Comandò e combattè +insieme; osservò con acutezza, ragionò con logica, agì con rapidità e +precisione; dovunque apparve serenò, col solo aspetto, i combattenti, +fugò la paura e sovraneggiò la fortuna. + +Il dubbio, tenace tuttora nella mente di molti, che Garibaldi non +sia mai stato che un abile partigiano, inetto al comando di numerosi +eserciti ed alle fazioni della grossa guerra, non merita più, dopo il +1º ottobre, di essere seriamente discusso. Nella battaglia del Volturno +erano impegnate tante forze quante a Rivoli, sopra un terreno non meno +esteso di quello di Marengo, e se il vincere una siffatta battaglia +non conferisce al vincitore il titolo di Capitano, Bonaparte fino +alle Piramidi non avrebbe potuto dirsi che un guerrigliero.[132] Certo +anche Garibaldi non avrebbe potuto vincere senza Generali e soldati; ma +avrebbe forse Napoleone trionfato in tante battaglie senza i Massena, +i Soult, i Ney, i Lannes, i Marmont, i Davoust? E invero la condotta +dei divisionari di Garibaldi al 1º ottobre è degna d’esser citata ad +esempio. Posti a difendere con forze inadeguate posizioni tutt’altro +che gagliarde, e il cui primo difetto era di essere tutte ugualmente +importanti, adempirono l’arduo assunto con grande abilità e valore; +disputarono palmo a palmo il terreno, tenendosi concentrati nei punti +decisivi e soprattutto usando a tempo e con energia dei contrassalti +offensivi, che sono la salvezza di tutte le difese. È vero che furono +a lor volta mirabilmente secondati. Il Bixio disse: «Quando dei corpi +saranno comandati da ufficiali come Dezza, Piva, Taddei, Spinazzi, +ed avranno a capo di Stato Maggiore un ufficiale come Ghersi, se la +vittoria non coronerà sempre i loro sforzi, certo sapranno incontrare +ai loro posti una morte gloriosa.[133]» + +Ora lo stesso avrebbe potuto dirsi a Santa Maria, di Faldella, di +Malenchini, di Eber, di De Giorgis, di Assanti, e a Sant’Angelo di +Simonetta, di Ferrari, di Guastalla, di Cadolini, di Spangaro, e +a Caserta di Bonnet, di Bruzzesi, di Majocchi; e serbata la debita +misura di tutti i gregari. Le azioni di valore in quella giornata +furono innumerevoli; ma a tutte sovrasta, come una gloria, quella del +Bronzetti a Castel Morone, il cui generoso sacrificio salvò, ben può +dirsi, l’esercito garibaldino dal più terribile colpo che il nemico gli +serbasse, poichè a nessuno è dato affermare quel che sarebbe avvenuto, +se il 1º ottobre un corpo, anche relativamente piccolo, fosse piombato +su Caserta, nell’ora decisiva, costringendo Garibaldi ad usar contro di +esso quelle riserve che gli erano necessarie a ristorare la battaglia +sugli altri punti più minacciati. + +Ma, siccome dicemmo, una parte non ultima della vittoria va dovuta agli +errori de’ nemici. «Per fortuna nostra (scrive Garibaldi stesso), fu +pur difettoso il piano di battaglia dei Generali borbonici. Essi ci +attaccarono con forze considerevoli su tutta la linea, in sei punti +diversi, a Maddaloni, a Castel Morone, a Sant’Angelo, a Santa Maria, a +San Tammaro, ed in un punto intermediario di cui non ricordo il nome, +ove comandava il general Sacchi. + +»Diedero così una battaglia parallela, cozzando col grosso del loro +esercito contro il grosso del nostro, ed assalendo posizioni da noi +studiate e preparate. + +»Se avessero invece preferito una battaglia obliqua, cioè minacciato +cinque dei punti summentovati, con avvisaglie di notte, e nella stessa +notte portare quarantamila uomini sulla nostra sinistra a San Tammaro, +o sulla nostra destra a Maddaloni, io non dubito essi potean giungere a +Napoli con poche perdite. + +»Non sarebbe stato perciò perduto l’esercito meridionale, ma un grande +scompiglio ce lo avrebbero cagionato. Con un’ala rotta, ed il nemico +padrone di Napoli e delle nostre risorse, diventava l’affare un poco +serio.[134]» + +E di più non ci occorre aggiungere. Garibaldi con questo giudizio, +tanto modesto quanto esatto, ha dimostrato una volta di più che nessuno +degli elementi del cimentoso problema incontrato il 1º ottobre nella +pianura capuana gli era rimasto ignoto; ch’egli agì con piena coscienza +della situazione sua e degli avversari; che la vittoria non premiò in +lui soltanto il valore, e non servì soltanto la fortuna; ma ubbidì alla +sagacia, all’arte, alla prodezza, a tutte le doti che formano il buon +Capitano, e lo rendono degno delle marziali corone.[135] + + +XIII. + +Le due giornate del Volturno avevano tolto ai Borbonici ogni +probabilità di prossima rivincita, ma non ogni possibilità di lunga +resistenza. Francesco II, non ostante le perdite, poteva ancora +allineare circa a quarantamila combattenti; le principali fortezze del +Regno, Capua e Gaeta, erano sempre in suo potere; tutto il territorio +dal Volturno al Tronto era signoreggiato dal suo esercito; gran +parte della popolazione rurale degli Abruzzi gli rimaneva fedele e in +taluni distretti, come in quello d’Isernia, i contadini respingevano +apertamente la rivoluzione e pigliavan le armi in sua difesa; talchè +egli poteva protrarre per lungo tempo la lotta e se non voltare la +fortuna, differire ancora la finale caduta. + +Pel contrario l’esercito garibaldino cominciava ad assottigliarsi +e svigorirsi. I rinforzi non bilanciavano più da parecchio tempo +le perdite: le grandi spedizioni del Continente erano arenate: la +Sicilia, dati al passaggio dello Stretto dai quattro ai cinquemila +Picciotti, pareva come esaurita; e peggio devesi dire delle Calabrie, +delle Puglie, di tutte le provincie del Regno. Indarno Garibaldi +ripeteva i suoi belligeri appelli in nome di Roma e Venezia; da +qualche avventuriero in fuori nessuno rispondeva più alla chiamata. +Dei ventunmila uomini del 1º ottobre non ne restavano oramai che +diciottomila; e quando si eccettui una legione inglese, masnada di +beoni e di saccomanni,[136] non una insegna di soccorso spuntava +sull’orizzonte. + +E come andava scemando la quantità, così peggiorava la qualità. I +bei giorni di Calatafimi e di Milazzo erano passati. Nelle schiere +cominciavano a serpeggiare quei primi sintomi di stanchezza, che +sono quasi sempre i precursori della dissoluzione. Una parte reggeva +ancora al dovere; ma la molla dell’entusiasmo, che aveva fino allora +rese dolci le privazioni e belli i pericoli, era fiaccata. La vanità +dei brevetti e dei gradi, i mercenari calcoli della carriera, +già subentravano, nel cuore di molti, ai puri stimoli dell’amore +della patria e della gloria. Gli ufficiali esuberavano in misura +insolita[137] anco fra gli eserciti rivoluzionari, ed acceleravano essi +pei primi, coll’ingombro degl’inetti e lo scandalo degli oziosi, la +corruzione dell’intero esercito. + +Anche i migliori principiavano ad essere disamorati d’una guerra +che dopo l’annunciato sopraggiungere dell’esercito sardo perdeva la +sua ragione principale, e null’altro prometteva che un’incresciosa +vigilanza attorno ad una uggiosa fortezza in una più uggiosa pianura. +Che se a tutto ciò s’aggiunga l’intristire della stagione, le lunghe e +piovose notti del morente autunno, il difetto di riparo e di vesti, il +crescere conseguente delle sofferenze e delle malattie, si intenderà di +leggieri come l’esercito garibaldino potesse tener ancora la difensiva +sulla linea occupata, ma non mai pensare ad alcuna decisiva operazione +offensiva, molto meno poi all’impresa di Roma. E Garibaldi lo sentiva, +e talvolta nei confidenti abbandoni dell’amicizia gliene fuggiva di +bocca l’amara confessione. «Leggete questa lettera di Mazzini (diceva +ad Alberto Mario, qualche giorno dopo la vittoria del Volturno); egli +mi sprona alla spedizione di Roma. Sapete se io non ci abbia di lunga +mano pensato. Il 1º ottobre abbiamo sconfitto il nemico a tal punto, +che non sarà più in grado d’affrontarci; ma non potrò mai andare a +Roma, lasciandomi addietro sessantamila uomini trincerati fra due +fortezze, i quali intanto si ripiglierebbero Napoli.[138]» E se quei +sessantamila uomini erano un’amplificazione, tutto il resto era pura +verità. Dopo il 2 ottobre l’esercito garibaldino bastava appena a +salvar Napoli da un colpo di mano, se pure bastava. + +Ma a distoglierlo dalla temeraria impresa, più ancora della ragione +militare poteva la politica. + +Disfatto a Castelfidardo il Lamoricière, espugnata Ancona, riuscita +oltre la speranza l’impresa delle Marche e dell’Umbria, il conte di +Cavour deliberò di farsi perdonare l’audacia coll’audacia e di spingere +l’esercito, già sulla via, all’invasione del Regno. Così con un colpo +solo lo strappava a Garibaldi ed al Borbone insieme; rompeva gli ultimi +indugi all’annessione, rivendicando alla spada del suo Re l’onore di +compiere e assodare l’opera dalla rivoluzione iniziata. + +Sfidata ancora la collera delle Potenze d’Europa, di cui presentiva +le strida, ma insieme presagiva l’inerzia;[139] annunziata con +brutale laconismo al Ministro napoletano presso la Corte di Torino la +sua risoluzione; chiesta dal Parlamento subalpino,[140] non ancora +italiano, l’approvazione della sua politica e la balía di annettere +tutte le provincie italiane, che liberamente dichiarassero di voler +far parte integrante della Monarchia; spinge il Re stesso a mettersi +a capo dell’esercito vincitore ed a passare il Tronto. E Vittorio +Emanuele, cui nulla era più gradito della parte di re guerriero, e +che degli ardimenti del suo Ministro era piuttosto l’istigatore che il +moderatore, lasciata la reggenza al Principe di Carignano raggiunge il +3 ottobre l’esercito ad Ancona; d’onde bandito ai Napoletani, in un +Manifesto, a dir vero, nè sobrio nè modesto,[141] ch’egli stava per +arrivare, invitato, tra loro, a «chiudere l’èra delle rivoluzioni,» +s’incamminò a grandi giornate verso i confini del Regno. + +Ciò stante a Garibaldi non faceva mestieri di grande acume politico per +comprendere che egli non poteva più oramai muovere le insegne contro +Roma senza urtare o prima o poi nelle schiere di Vittorio Emanuele, e +peggio ancora nella volontà di quel Parlamento che era a quei giorni +il supremo rappresentante morale, se non per anco legale, della +nazione intera; senza incorrere perciò nella terribile responsabilità +d’una guerra civile. E poichè nulla era più profondo nel cuore del +patriottico eroe che l’orrore della discordia fraterna, così molto +prima d’accorgersi che gliene mancava la forza e molto prima che +Vittorio Emanuele venisse a capitanare l’esercito d’Ancona, egli aveva +deliberato in cuor suo, mormorando, imprecando, fors’anco, a chi ve +lo sforzava, ma pure senza restrizioni nè riserve, di rinunciare, pel +momento almeno, ad ogni tentativo su Roma. + +E di questo fanno fede due documenti noti, ma per avventura non +abbastanza notati, nè dirittamente finora interpretati. Il primo +è l’_Ordine del giorno_ del 28 settembre, nel quale, bandita con +esultanti parole ai Volontari la disfatta del Lamoricière, precorreva +colla speranza gli eventi, compiacevasi della resa d’Ancona e della +passata dell’esercito del Settentrione nel Regno anche prima che ciò +avvenisse, e conchiudeva giubilando: «Fra poco avremo la fortuna di +stringere quelle destre vittoriose.[142]» L’altro ancora più espressivo +è la lettera ch’egli stesso dirigeva a re Vittorio Emanuele in data del +4 ottobre, e che preferiamo riprodurre testualmente: + + «Caserta, 4 ottobre 1860. + + »Sire, + + »Mi congratulo colla Maestà Vostra per le brillanti vittorie + riportate dal vostro bravo generale Cialdini e per le felici + lor conseguenze. Una battaglia guadagnata sul Volturno ed un + combattimento alle due Caserte pongono i soldati di Francesco II + nell’impossibilità di più resisterci. Spero dunque poter passare il + Volturno domani. Non sarebbe male che la Maestà Vostra ordinasse a + parte delle truppe, che si trovano vicino alla frontiera abruzzese, + di passare quella frontiera e far abbassare le armi a certi + gendarmi che parteggiano ancora per il Borbone. + + »So che V. M. sta per mandare quattromila uomini a Napoli, e + sarebbe bene. Pensi V. M. che io le sono amico di cuore, e merito + un poco d’esser creduto. È molto meglio accogliere tutti gli + Italiani onesti, a qualunque colore essi abbiano appartenuto per il + passato, anzichè inasprire fazioni che potrebbero essere pericolose + nell’avvenire. + + »Essendo ad Ancona, dovrebbe V. M. fare una passeggiata a Napoli + per terra o per mare. Se per terra, e ciò sarebbe meglio, V. M. + deve marciare almeno con una divisione. Avvertito in tempo, io vi + congiungerei la mia destra, e mi recherei in persona a presentarle + i miei omaggi, e ricevere ordini per le ulteriori operazioni. + + »La V. M. promulghi un decreto che riconosca i gradi de’ miei + ufficiali. Io mi adopererò ad eliminare coloro che debbono essere + eliminati.» + +Chi consideri pertanto di questa lettera, il tempo, il contenuto, la +forma, ne vedrà risplendere vieppiù il significato. Essa fu scritta +il 4 ottobre, prima dunque che Garibaldi potesse conoscere il bando +di Vittorio Emanuele ai Napoletani, prima che l’esercito sardo si +fosse levato d’Ancona, prima assai che il Parlamento avesse votato +l’annessione dell’Italia meridionale, e sanzionato con siffatto voto la +politica del conte di Cavour. + +Checchè dunque scriva a lode o vitupero lo spirito di parte, questo +rimane incontrastato, che Cavour e Garibaldi, lo statista e l’eroe, +quasi nel tempo stesso, ad insaputa l’uno dell’altro, s’accordavano +a dare al Re quel medesimo consiglio, intorno al quale pareva +dovessero restar divisi implacabilmente! _Ecco il giudicio uman come +spesso erra_. I monarchici superlativi credevano d’essere costretti, +o prima o poi, a dar battaglia «alla rivoluzione personificata in +Garibaldi,[143]» e Garibaldi apriva loro le porte di quello che ancora +era suo Stato, di null’altro ansioso che di incontrarli e schierarsi +sotto le loro insegne. + +Nè si dica che la sua lettera parla di «una passeggiata;» è questa +un’attenuazione metaforica per scemare l’importanza del fatto e farne +parere più facile l’esecuzione; ma s’intende da sè che «la passeggiata» +d’una divisione, capitanata da un Re, fiancheggiata da un’altra +divisione, entro i confini d’uno Stato forestiero, è invasione bella +e buona, è guerra in tutte le forme. E con quali intendimenti egli +affretti la venuta di Vittorio Emanuele, è palese: vuol essere il primo +a rendergli omaggio, desidera «ricevere i suoi ordini per le ulteriori +operazioni,» ambisce, in una parola, di combattere al suo fianco, come +suo luogotenente, contro il comune nemico. + +Il linguaggio della lettera è semplice e schietto, ma reverente e +affettuoso insieme; in essa il soldato dà consigli al Re; ma consigli +saggi, di moderazione e di temperanza, che re Vittorio, il quale +chiamerà un giorno l’antico mazziniano Medici a suo primo aiutante di +campo, e il vecchio repubblicano Crispi a suo primo Ministro, non si +pentirà d’aver ascoltati. Tutto persuade, adunque, che allorquando più +si strillava a Torino perchè Garibaldi si ostinasse nell’avventura di +Roma, egli n’aveva già deposto, almeno per quell’anno, il proposito, +e che ad altro non pensava se non a finir gloriosamente, in compagnia +dei suoi fratelli dell’esercito sardo, sotto gli ordini del suo Re, la +guerra contro il Borbone. + +Ma perchè indugiava dunque ancora l’annessione, quell’annessione voluta +ormai dalla quasi totalità del paese, decretata dal Parlamento, da +Garibaldi stesso, indirettamente offerta a Vittorio Emanuele, e contro +la quale, colla rinunzia alla marcia su Roma, cessava ogni ragione +ed ogni pretesto? In verità, giunti a questo punto, il concetto del +nostro eroe ci sfugge. Abbiamo compresa e difesa la sua resistenza +all’annessione sino al giorno del suo ingresso in Napoli; l’abbiamo +scusato d’averla differita anche dopo l’entrata dell’esercito sardo +sul territorio ecclesiastico; ma ora, appressandosi quell’esercito, +vietata dall’espressa volontà del Governo e del Parlamento la via di +Roma, certo l’incontro ed il conflitto, nè l’intendiamo, nè sappiamo +difenderla più. E fortuna volle che non la sapesse intendere a lungo +nemmeno Garibaldi, siccome il seguito di questo racconto sta per +dimostrare. + + +XIV. + +Fino dall’11 settembre il Dittatore chiamava presso di sè Giorgio +Pallavicino coll’intenzione di offrirgli la Proditattura delle +provincie napoletane. E l’onorando patriotta accorreva all’invito; se +non che, giunto a Napoli, non assunse subito l’ufficio; ne ripartiva, +invece, immediatamente per adempiere un altro confidenziale mandato +commessogli dal Dittatore e del quale ecco la ragione. La ruggine +frappostasi tra il conte di Cavour e il generale Garibaldi fin dalla +cessione di Nizza, s’era, per gli attriti del Mezzogiorno, dilatata e +approfondita al segno da degenerare in aperta e implacabile inimicizia. +Insusurrato da incauti o maligni consiglieri, il Generale aveva finito +coll’accogliere il sospetto, che colui il quale era stato capace +di mercanteggiare una volta una terra italiana, lo sarebbe stato la +seconda. Ignaro o dimentico di quanto il conte di Cavour aveva operato +per soccorrere l’impresa di Marsala, non ricordava, del rivale, che gli +intoppi, le insidie, le trafitture; finchè venne il giorno, in cui, in +buona fede, credendo che quegli solo, il Ministro, fosse d’inciampo +al compimento della sua missione nazionale, ebbe l’infelicissima +ispirazione di chiederne al Re il congedo, insieme al Farini ed al +Fanti, che giudicava, ed erano, suoi complici.[144] + +Nè Vittorio Emanuele era re da piegare a siffatta intimazione, nè +il conte di Cavour ministro da consigliarlo. E ciò tanto più che la +lettera del Dittatore, arte o imprudenza che fosse, era stata divulgata +su pei giornali, e la dignità del Governo, non che quella della Corona, +pubblicamente ferita. Su questo proposito il conte di Cavour fece +in Parlamento alcune dichiarazioni, che non vanno dimenticate. «Fin +dall’agosto, diss’egli, quando il dissenso del generale Garibaldi +era probabile, ma non ancora conosciuto, io non aveva esitato, +per olocausto alla concordia, di offrire al Re la mia rinuncia e +dell’intero Gabinetto; ma dal momento, egli aggiungeva, che quella +lettera era stata propalata, che quel dissenso era divenuto pubblico, +non era più lecito a noi l’offerta delle nostre dimissioni, giacchè, +o Signori, io lo ripeto, se la Corona sulla richiesta di un cittadino, +per quanto illustre egli sia e benemerito della patria, avesse mutati +i suoi consiglieri, essa avrebbe recato al sistema costituzionale una +grave e, dirò anzi, una mortale ferita.[145]» + +E, per fermo, così la condotta sua, come quella del Re, non poteva +essere nè più decorosa, nè più corretta. Chi sgarrava in tutto ciò era +Garibaldi; ma poichè anche al conte di Cavour non pareva vero d’aver +un’arma in mano per iscreditare e indebolire l’avversario fortunato, +i mutui rancori, caritatevolmente soffiando gli zelanti d’ambo le +parti, eran venuti di giorno in giorno siffattamente inturgidendo da +minacciare non lontano qualche scoppio violento. + +Ma appunto in que’ giorni giungeva in Napoli il Pallavicino, il quale, +appena seppe il segno pericoloso a cui era giunto il dissidio, si +offerse di comporlo, facendosi mediatore a Torino di proposte, com’egli +le reputava, conciliatrici. E poichè Garibaldi consentì tosto, munito +d’una seconda sua lettera pel Re il Marchese si rimise in viaggio. +Se non che le condizioni, ond’egli era apportatore, non erano quelle +per l’appunto che meglio potessero condurre ad un accordo. Garibaldi +insisteva ancora nel pretendere il congedo del Cavour; in compenso +prometteva l’annessione immediata. La risposta fu quindi quale era da +attendersi: una disputa di più tra il Conte ed il Marchese, e una nuova +e più ricisa ripulsa. Al Prodittatore perciò non restò che il ritorno +a Napoli; ma dicasi a lode del suo animo patriottico, lasciando per via +ogni risentimento della fallita missione e non d’altro preoccupato che +d’affrettare, come cittadino e come governante, quel patto d’unione, +che era anco a’ suoi occhi la pietra angolare della finale unità +d’Italia. + + +XV. + +Nel frattempo però la questione dell’annessione erasi pericolosamente +inasprita e complicata. E per ben intendere quanto fossero diverse +le favelle che garrivano in quel piato, è mestieri rammentarsi +chi e quanti erano coloro che, più o men dappresso, attorniavano +Garibaldi. V’era anzitutto il Ministero, presieduto dal Conforti, +cui eran colleghi il Pisanelli, il D’Afflitto, lo Scialoja, il +Ciccone, il Crispi, tutti, meno quest’ultimo, Cavourriani infocati e +dell’annessione zelatori impazienti ed intolleranti. V’era di contro +a quello, rivale nata, antagonista necessaria, la Segreteria della +Dittatura, gabinetto aulico del Bertani, grande macchina celerifera +di leggi e decreti, fucina di tutte le discordie e di tutti i guai +del Governo dittatoriale, la quale nella questione del plebiscito, +dopo essersi sforzata d’indugiarlo fino all’estremo, ora professava +apertamente di volerlo circuito di tutte le condizioni e garanzie di +un vero contratto. Infine v’era quella che potrebbe dirsi la Sezione +politica del Quartier generale, rappresentata principalmente da Alberto +Mario, del prolungamento della Dittatura e del plebiscito condizionale +partigiano ardentissimo, e per la prodezza dell’animo, la illibatezza +del carattere, la gentilezza della parola e dell’aspetto, caro al +Generale e da tutti rispettato. All’infuori poi del contorno abituale +e del consorzio ufficiale del Dittatore, ma più vicini a lui di quanto +non paresse, v’erano Giuseppe Mazzini e Carlo Cattaneo; l’Apostolo +degli Unitari, e il Filosofo dei Federalisti: il primo, venuto a Napoli +di volontà sua nella fiducia di giovare, nella lusinga di potere, il +quale, sebbene non avesse veduto che una sol volta e clandestinamente +il Dittatore, non tralasciava di insufflargli di continuo, mediante +quegl’innumerevoli biglietti ond’era prodigiosamente fecondo, il suo +antico verbo del _se no, no_, cioè a dire di non cedere alla Monarchia +di Savoia un solo palmo delle provincie liberate, se non a patto +che essa s’impegnasse a gridar subito l’Italia una dal Campidoglio; +l’altro, venuto per espresso invito del Generale, il quale molinava +di farne ora un ambasciatore a Londra, ora un suo prodittatore, e che +pur con diverso intento arrivava alle stesse conclusioni del Mazzini, +volendo che le condizioni del plebiscito fossero prima discusse e +sancite da un’Assemblea, specie di Costituente, per impedire, diceva, +che la Monarchia violasse la integrità dell’Italia, e mercanteggiasse +le nuove provincie annesse, come aveva già mercanteggiato Nizza e +Savoia. + +Ora, quando si aggiunga a tutto ciò il quotidiano supplizio +degl’indirizzi e delle orazioni, il vociar della stampa, il tumultuar +della piazza, si vedrà fra quante correnti diverse fosse abballottata +la mente del Dittatore, e come, non avendo l’animo temprato a siffatte +bufere, rischiasse più d’una volta d’andarne travolto. E di questo +ondeggiare faticoso della sua volontà si risentono dal mezzo settembre +in poi tutti i suoi atti. Il 25 settembre accetta la rinuncia de’ suoi +Ministri, querelantisi per l’annessione; ma tre giorni dopo incarica di +nuovo il Conforti della composizione d’un altro Gabinetto, che riesce +poco dissimile al primo. Al fin di settembre, noiato dalle perpetue +querele della Segreteria, congeda in cortese forma il Bertani, ma gli +sostituisce pochi giorni dopo il Crispi, non meno inviso di lui. Lascia +che Pallavicino, suo prodittatore preconizzato, scriva al Mazzini, +«con buono intendimento e povero consiglio,[146]» una lettera in cui, +fattogli intendere che la sua persona creava inciampi al Governo +e pericoli alla nazione, sì che _anche non volendolo divideva_, lo +invitava a bandirsi da quelle provincie, quanto dire d’Italia;[147] e +si tiene accanto Carlo Cattaneo, repubblicano e federalista insieme, +che frugandogli continuo nella ferita di Nizza, empiendogli l’animo di +sospetti contro il Piemonte, il suo Re e il suo Ministro, _divideva +davvero volendolo_, ed era il più pericoloso di quanti Consiglieri +l’attorniavano allora. + +Il 5 ottobre, infine, insedia nella Prodittatura il Pallavicino stesso, +dell’annessione schietta ed immediata fautore aperto e deliberato, e +permette che, a Palermo, l’altro suo prodittatore Mordini, bandisca +nel giorno stesso i Comizi per l’elezione dell’Assemblea siciliana, che +dovrà stabilire il tempo e le condizioni del plebiscito.[148] + +Non fu quello il miglior periodo del governo di Garibaldi, nè manco +il più lieto della sua vita. Egli non anelava che al bene della +patria sua; ma l’occhio debole ed inesperto non ne travedeva che un +barlume nel cielo procelloso di quei giorni, e spesso scambiava il +fosco balenar delle nubi per la luce da lui desiderata. Una così fatta +condizione di cose non poteva, senza manifesto pericolo della patria, +più a lungo durare, e il Pallavicino tolse su di sè la responsabilità +e l’onore di farla cessare. L’8 ottobre, posto in mora per l’ultima +volta Garibaldi a decretare il plebiscito, e udito, o creduto di +udire da lui una risposta favorevole,[149] propone e fa approvare al +Consiglio de’ Ministri il decreto che convoca pel 22 il popolo delle +provincie meridionali ad accettare o respingere il seguente plebiscito: +«Il popolo vuole l’Italia una ed indivisibile con Vittorio Emanuele +Re costituzionale e suoi legittimi discendenti,» e si prepara a +promulgarlo. + +Grande, naturalmente, la meraviglia in Garibaldi, che non aveva mai +creduto di autorizzare siffatto decreto; grandissimo lo sdegno in +tutti gli antiannessionisti, i quali, stimandosi giuocati dal novello +Prodittatore, si prepararono a prendere la rivincita. Indotto il +Dittatore a convocare presso di sè, a Caserta, per l’11 ottobre i +principali d’ambe le parti, e intervenuti per l’una col Pallavicino +il Caranti suo segretario ed il ministro Conforti, per l’altra col +Cattaneo il Crispi, il Mario, il Parisi, ministro dell’interno per la +Sicilia, la discussione si fece tosto ardente e pugnace. «Garibaldi +(scrive lo stesso signor Caranti[150]), Crispi, Cattaneo, il Ministro +dell’interno della Sicilia, e, se non erro, Mario e qualche altro +peroravano per l’assemblea, Pallavicino solo la combatteva. L’ora erasi +fatta tarda assai; Pallavicino, convulso dallo sdegno e dal dolore, +dichiarò che egli non voleva avere alcuna partecipazione a questo +tradimento dell’unità nazionale, che era ben dolente di dover vedere +che colui che con una mano aveva tanto operato in suo pro, coll’altra +la atterrasse, che egli all’istante rassegnava i suoi poteri, e che il +domani avrebbe abbandonato Napoli.» + +Ma non appena le notizie della deplorevole scena corsero per la +Capitale, ecco la città intera commoversi: le vie, quantunque alta la +notte, affollarsi come per incanto d’un popolo imperioso; i pubblici +ritrovi risuonar di dispute infiammate; un analizzare, un chiosare, +un giudicare in varie guise le novelle del Consiglio di Caserta; +ma altresì un concordare di tutti, della grandissima maggioranza +almeno, in questa unica sentenza: la nuova risoluzione del Dittatore +poter esprimere forse la volontà d’un partito, non certamente quella +del popolo napoletano; questi invocar sempre l’annessione pronta e +incondizionata; importare quindi alla dignità del popolo stesso, alla +salute d’Italia intera che questo voto fosse al più presto, ma in modo +perentorio e solenne manifestato. + +«Infatti (aggiunge il citato scrittore[151]) il domani mattina pareva +che per un incanto in Napoli fossevi stata una grande nevicata di Sì. +Essi stavano affissi su tutte le porte, le finestre, le mura delle +case, sulle vetture, sui cappelli degli uomini, sui loro abiti, sui +vestiti delle donne, nelle vetrine dei negozi, nei poetici tempietti +degli acquaiuoli. Ovunque vi foste rivolto, dappertutto avreste trovato +un Sì, con cui quella nobile popolazione sanzionava il dogma dell’unità +nazionale.» + +Nè a questo si fermavano le dimostrazioni. La Guardia Nazionale, +rimasta in quei frangenti l’unica tutrice dell’ordine, si accordava +nello scrivere un indirizzo al Dittatore, in cui con figliale, +ma schietta parola lo supplicava a non cimentare la sua gloria, +disdicendo quel plebiscito che già era dal suo Prodittatore bandito: +consimile indirizzo andava correndo fra i varii ordini de’ cittadini +e coprendosi di migliaia di firme; turbe di popolo infine percorrevano +la città, accampavano sulle piazze, assediavano il palazzo del Governo, +alternando agli evviva per Vittorio Emanuele, Garibaldi e Pallavicino, +grida di morte al Mazzini, al Cattaneo, a tutti gli antiannessionisti; +profondamente turbando la pubblica quiete, minacciando gli eccessi a +cui le folle scatenate sogliono giungere. + +Nè possiamo in tutto aderire a quanto scrittori di parte +antiannessionista vanno tuttora asserendo, che quelle manifestazioni +non altro siano state che spettacoli allestiti dai loro medesimi +avversari. Vi avranno, forse, messa una mano; ma non si suscita una +città di mezzo milione per solo artificio di sètte o di cricche. Era +quella palesemente la volontà di Napoli e del Reame intero, volontà +determinata, nol negheremo, da molti e opposti motivi, ispirata così +dell’amor puro d’Italia e dal desiderio onesto d’uscir dal provvisorio, +come dall’impazienza servile di adorare il novello astro; così dallo +schietto affetto alla Casa di Savoia, come dall’interessata speranza +di una più lauta mèsse di stipendi e d’impieghi; ma volontà pur sempre +chiara, ferma ed universale. + + +XVI. + +E però la situazione era gravissima. Garibaldi, chiamato in tutta +fretta dal Türr, di recente eletto Comandante della provincia e città +di Napoli, accorse alla Capitale e potè da sè medesimo accertarsene. +Infatti, accompagnato egli pure da grande moltitudine, che applaudiva +a lui ed al Pallavicino, ma gli intronava le orecchie degli _abbasso_ +e dei _morte_ ai fautori dell’Assemblea, ed empiva a lui stesso la +carrozza di _Sì_, fu costretto a farsi al balcone della Foresteria +ad arringare il popolo tumultuante,[152] il quale però abbonacciato +ben presto dal caro aspetto, dall’affascinante parola, e più forse +dall’annunzio del non lontano arrivo del Re, non tardò a quietarsi e +disperdersi. + +Ma l’impressione prodotta in Garibaldi da quella solenne manifestazione +fu profonda. Decise perciò di riconvocare pel giorno medesimo (13 +ottobre) i suoi Ministri e Consiglieri, e si recò egli stesso alla +Foresteria per invitare il Pallavicino ad esser parte dell’adunanza. +Questa doveva aver luogo al Palazzo d’Angri, dove il Dittatore soleva +prendere stanza. Erano presenti, oltre a lui, il Prodittatore, i +ministri Conforti e Crispi, Aurelio Saliceti, Carlo Cattaneo, Francesco +De Luca. Il Generale cominciò, chiedendo che tra i due opposti partiti +dell’Assemblea e del Plebiscito si cercasse un mezzo di conciliazione. +Il Pallavicino e il Conforti risposero che non sapevano vederne alcuno, +e propugnavano novamente con caldo accento la necessità del plebiscito +schietto ed immediato. Il Cattaneo, a sua volta, ribattè combattendo +per la sua teoria dell’assemblea. Il Conforti replicò di nuovo; il +Saliceti introdusse una sua proposta, per la quale Garibaldi doveva +proclamare per decreto la sovranità nazionale di Vittorio Emanuele, +salvo a farla sancire da un plebiscito e regolare da un Parlamento: +altri diceva altre cose; talchè la discussione facendosi sempre più +aspra e confusa, il Pallavicino stanco di quel lungo ed affannoso +dibattere erasi già alzato dicendo: «Vedo che io sono inutile qui, +permettetemi che io mi ritiri,» quando il generale Türr, che era stato +incaricato di presentare al Dittatore i voti della Guardia Nazionale +e della cittadinanza, testè citati, e che era giunto poco dianzi alla +riunione, si rivolse al Dittatore e gli disse: «Prima che prendiate +una decisione, dalla quale può dipendere la sorte d’Italia, vi prego +di esaminare il desiderio della popolazione di Napoli;» e gli sciorinò +sotto gli occhi gli indirizzi che aveva portati seco. + +Il Dittatore li lesse, vide le numerosissime firme onde erano segnati, +stette un istante profondamente concentrato, poi, ripresa quella +serenità che gli era consueta nei momenti delle solenni risoluzioni: +«Non voglio assemblea, esclamò, si faccia l’Italia.... E voi, caro +Giorgio (riprese, volgendosi al Pallavicino), voi non siete inutile +qui; e vi prego di rimanere al vostro posto e cercate di meritarvi +anche d’ora innanzi la stima della popolazione di Napoli.[153]» + +L’annessione era deliberata. Non diremo col signor Caranti «che il +Leone avesse trionfato delle Volpi,» poichè a nessuno di quanti in +que’ giorni lo consigliavano s’addice la volgare similitudine; ma il +Leone aveva trionfato certamente di sè stesso, de’ suoi ricordi di +Nizza, de’ suoi rancori contro il Cavour, delle sfide del Farini, delle +impertinenze del Fanti, della sua medesima ignoranza, illuminando colla +fiamma del cuore le tenebre involontarie della mente, e dal solo amore +alla patria traendo le ispirazioni al più sapiente atto politico della +sua vita. + +E, cosa singolare in quest’uomo singolarissimo, nel giorno stesso[154] +ch’egli deponeva la Dittatura d’un regno, e i Napoletani tentavano +una grossa sortita da Capua che poteva mettere un’altra volta in serio +cimento le sue linee, e s’impegnava sotto i suoi occhi una battaglia, +egli, il Capitano di ventura, il filibustiere, l’uomo del sangue, +dalle alture di Sant’Angelo, al rombo del cannone, al fragore della +mischia, dettava un Manifesto, o _Memorandum_ che vogliasi dire, +in cui predicava, colla fede d’un Apostolo e l’accento d’un Vate, +la Confederazione europea, la fratellanza dei popoli, la fine della +guerra, il disarmo universale delle nazioni, conchiudendo con queste +parole degne dello spirito di Gentile e dell’eloquenza di Canning: + + «_Memorandum alle Potenze d’Europa._ + + »È alla portata di tutte le intelligenze, che l’Europa è ben + lungi di trovarsi in uno stato normale e convenevole alle sue + popolazioni. + + »La Francia, che occupa senza contrasto il primo posto fra le + Potenze europee, mantiene sotto le armi seicentomila soldati, una + delle prime flotte del mondo, ed una quantità immensa d’impiegati + per la sua sicurezza interna. + + »L’Inghilterra non ha il medesimo numero di soldati; ma una flotta + superiore e forse un numero maggiore d’impiegati per la sicurezza + de’ suoi possedimenti lontani. + + »La Russia e la Prussia, per mantenersi in equilibrio, hanno + bisogno pure di assoldare eserciti immensi. + + »Gli Stati secondari, non foss’altro che per ispirito di + imitazione, e per far atto di presenza, sono obbligati di tenersi + proporzionalmente sullo stesso piede. + + »Non parlerò dell’Austria e dell’Impero ottomano, dannati per il + bene degli sventurati popoli che opprimono a crollare. + + »Uno può alfine chiedersi: perchè questo stato agitato e + dell’Europa? Tutti parlano di civiltà e di progresso?... a me + sembra invece che, eccettuandone il lusso, non differiam molto + dai tempi primitivi, quando gli uomini si sbranavano fra loro per + strapparsi una preda. Noi passiamo la nostra vita a minacciarci + continuamente e reciprocamente, mentre che in Europa la grande + maggioranza non solo dell’intelligenza, ma degli uomini di + buon senso, comprende perfettamente che potremmo pur passare la + povera nostra vita senza questo perpetuo stato di minaccia e di + ostilità degli uni contro gli altri, e senza questa necessità che + sembra fatalmente imposta ai popoli da qualche nemico segreto + ed invisibile dell’umanità, di ucciderci con tanta scienza e + raffinatezza. + + »Per esempio, supponiamo una cosa: + + »Supponiamo che l’Europa formasse un solo Stato. + + »Chi mai penserebbe a disturbarla in casa sua, chi mal si + avviserebbe, io ve lo domando, turbare il riposo di questa sovrana + del mondo? + + »Ed in tale supposizione, non più eserciti, non più flotte, + e gl’immensi capitali strappati quasi sempre ai bisogni ed + alla miseria dei popoli per essere prodigati in servizio di + sterminio, sarebbero convertiti invece a vantaggio del popolo in + uno sviluppo colossale dell’industria, del miglioramento delle + strade, nella costruzione dei ponti, nello scavamento dei canali, + nella fondazione di stabilimenti pubblici, e nell’erezione delle + scuole che tornerebbero alla miseria ed alla ignoranza tante + povere creature che in tutti i paesi del mondo, qualunque sia il + loro grado di civiltà, sono condannate dall’egoismo del calcolo e + dalla cattiva amministrazione delle classi privilegiate e potenti + all’abbrutimento, alla prostituzione dell’anima o della materia. + + »Ebbene! l’attuazione delle riforme sociali che accenno, appena + dipende soltanto da una potente e generosa iniziativa. Quando mai + presentò l’Europa più grandi probabilità di riuscita per questi + benefizi umanitari? + + »Esaminiamo la situazione: Alessandro II in Russia proclama + l’emancipazione dei servi; + + »Vittorio Emanuele in Italia getta il suo scettro sul campo di + battaglia, ed espone la sua persona per la rigenerazione di una + nobile razza e di una grande nazione; + + »In Inghilterra una Regina virtuosa ed una nazione generosa e + savia che si associa con entusiasmo alla causa delle nazionalità + oppresse; + + »La Francia finalmente, per la massa della sua popolazione + concentrata, per il valore dei suoi soldati e per il prestigio + recente del più brillante periodo della sua storia militare, + chiamato ad arbitra dell’Europa. + + »A chi l’iniziativa di questa grand’opera? + + »Al paese che marcia in avanguardia della rivoluzione! L’idea + di una Confederazione europea che fosse posta innanzi dal capo + dell’Impero francese, e che spargerebbe la sicurezza e la felicità + del mondo, non vale essa meglio di tutte le combinazioni politiche + che rendono febbrile e tormentano ogni giorno questo povero popolo? + + »Al pensiero dell’atroce distruzione che un solo combattimento, + tra le grandi flotte delle Potenze occidentali, porterebbe seco, + colui che si avvisasse di darne l’ordine dorrebbe rabbrividire + di terrore, e probabilmente non vi sarà mai un uomo così vilmente + ardito per assumere la spaventevole responsabilità. + + »La rivalità che ha sussistito tra la Francia e l’Inghilterra + dal XIV secolo fino ai nostri dì esiste ancora; ma oggi, noi lo + contrastiamo a gloria del progresso umano, essa è infinitamente + meno intensa, di modo che una transazione tra le due più grandi + nazioni dell’Europa, transazione che avrebbe per iscopo il bene + dell’umanità, non può più essere posta tra i sogni e le utopíe + degli uomini di cuore. + + »Dunque la base di una Confederazione europea è naturalmente + tracciata dalla Francia e dall’Inghilterra. Che la Francia e + l’Inghilterra si stendano francamente, lealmente la mano, e + l’Italia, la Spagna, il Portogallo, l’Ungheria, il Belgio, la + Svizzera, la Grecia, la Romelia verranno esse pure, e per così + dire, istintivamente, ad aggrupparsi intorno a loro. + + »Insomma tutte le nazionalità divise ed oppresse, le razze slave, + celtiche, germaniche, scandinave, la gigantesca Russia compresa, + non vorranno restar fuori di questa rigenerazione politica, alla + quale le chiama il genio dei secolo. + + »Io so bene che una obbiezione si affaccia naturalmente in + opposizione al progetto che precede. + + »Che cosa fare di questa innumerevole massa d’uomini impiegati ora + nelle armate e nella marina militare? + + »La risposta è facile: + + »Nel medesimo tempo che sarebbero licenziate queste masse, saremmo + sbarazzati delle istituzioni gravose e nocive, e lo spirito dei + sovrani non più preoccupato dall’ambizione, dalle conquiste, dalla + guerra, dalla distruzione, sarebbe rivolto invece alla creazione di + istituzioni utili, e discenderebbe dallo studio delle generalità a + quello delle famiglie ed anche degl’individui. + + »D’altronde coll’accrescimento dell’industria, con la sicurezza del + commercio, la marina mercantile reclamerà dalla marina militare sul + momento tutta la parte attiva di essa; e la quantità incalcolabile + di lavori creati dalla pace, dall’associazione, dalla sicurezza, + ingoierebbe tutta questa popolazione armata, fosse anche il doppio + di quello che è oggi. + + »La guerra non essendo quasi più possibile, gli eserciti + diverrebbero inutili. Ma quello che non sarebbe inutile è di + mantenere il popolo nelle sue abitudini guerriere e generose, per + mezzo di milizie nazionali, le quali sarebbero pronte a reprimere + i disordini e qualunque ambizione tentasse infrangere il patto + europeo. + + »Desidero ardentemente che le mie parole pervengano a conoscenza + di coloro, a cui Dio confidò la santa missione di fare il bene, ed + essi lo faranno certamente, preferendo ad una grandezza falsa ed + effimera la vera grandezza, quella che ha la sua base nell’amore e + nella riconoscenza dei popoli.» + + +XVII. + +Il 21 finalmente il plebiscito[155] era votato, così al di qua che +al di là dello Stretto. La formola: «Il popolo vuole l’Italia una +e indivisibile sotto lo scettro di Casa Savoia,» era assai più +comprensiva della semplice annessione al Piemonte, ma forse ne +esagerarono la portata coloro che videro in esso il vincolo della +Monarchia, la garanzia dell’Unità, il pegno di Roma. L’unità d’Italia +era già nel fatto dell’unione di ventidue milioni d’italiani; il +vincolo della Monarchia stava nella storia d’una Casa, che da vent’anni +aveva confuse le sue sorti a quelle dell’intera nazione; il pegno stava +nell’evoluzione naturale del risorgimento italiano, e il Cavour stesso, +molto prima che il plebiscito fosse bandito, lo dava al Parlamento +nelle solenni parole: «Noi vogliamo fare di Roma la splendida capitale +del Regno d’Italia.» + +Col plebiscito e l’entrata di Vittorio Emanuele nel Regno l’opera di +Garibaldi e della rivoluzione nel Mezzogiorno poteva dirsi finita. +Pure, nè il Dittatore nè il suo Prodittatore lo credevano: il +Pallavicino s’affaticava a profittare di quegli ultimi istanti per +riordinare e migliorare l’amministrazione della cosa pubblica, quasi +direbbesi, per rassettare la casa che doveva consegnare a’ novelli +signori; Garibaldi sentivasi obbligato a qualcosa più che montar la +guardia al Volturno; egli lusingavasi davvero di poter dare una mano +non invalida a quelli che, non per una blandizia rettorica, egli +chiamava «i fratelli del Settentrione;» e non nascondeva ad alcuno +la nobile ambizione di combattere sul medesimo campo di battaglia al +loro fianco. Quando infatti per la vittoria del Cialdini al Macerone +(21 ottobre),[156] Francesco II decise di abbandonare Caiazzo e la +destra del Volturno, e serbando la sola Capua di ritirarsi prima verso, +poi dietro il Garigliano, Garibaldi, passato il fiume a Formicola, +con circa cinquemila[157] uomini, commesso alla divisione Medici di +difendere da una eventuale sortita di Capua la sua marcia di fianco, +s’incamminò per la strada di Venafro sulle traccie de’ Borbonici. +Da Venafro, all’incontro, scendevano le avanguardie dell’esercito +settentrionale, e il 26 ottobre a Caianello, poco lungi da Teano, +le due schiere s’incontrarono.[158] «Erano le 6 del mattino (scrive +Alberto Mario, testimonio all’episodio); Garibaldi e noi del suo +seguito eravamo già discesi da cavallo. Garibaldi vestiva l’abito +leggendario, e a cagione dell’umidità erasi coperto il capo e le +orecchie col fazzoletto di seta annodato sotto il mento. Di lì a poco +le musiche intuonando la _Marcia reale_ annunciarono il Re, il quale +arrivò sopra un cavallo arabo stornello. Garibaldi andò incontro a lui, +ed egli venne verso Garibaldi fra la strada e la stradella. Garibaldi, +cavatosi il cappellino, gridò: _Salute al Re d’Italia_, e il Re +rispose: — Grazie. — Il Re soggiunse: — Come state, caro Garibaldi? — +E Garibaldi fece: — Bene, e Vostra Maestà? — E il Re: — Benone. — Indi +stettero a colloquio in presenza nostra un quarto d’ora. Dopo di che +si partì per Teano. Il Re a destra, a sinistra Garibaldi, e, dietro, il +seguito dell’uno e dell’altro alla rinfusa.[159]» + +E fu allora che Garibaldi, sentendo che una battaglia al Garigliano +era imminente, chiese al Re l’onore del primo scontro. Ma il Re: «Voi +vi battete da lungo tempo: tocca a me adesso; le vostre truppe sono +stanche, le mie fresche; ponetevi alla riserva.» + +Il bel sogno di Garibaldi di affratellare sullo stesso campo le camicie +rosse e i cappotti grigi era ito in dileguo. Reduce la sera stessa +da Calvi, disse mestamente alla signora White Mario: «Ci hanno messi +alla coda;» e la frase scolpiva un’intera politica. Per metterlo alla +coda era stata deliberata la spedizione dello Stato ecclesiastico, e +per metterlo alla coda arrischiata l’entrata nel Regno; poteva forse +parere crudele che subito, al primo incontro, Vittorio Emanuele glielo +rammentasse; ma era logico. Garibaldi aveva vinto troppo: bisognava +che la partita di quell’indiscreto donatore di regni fosse chiusa; +bisognava dimostrare che si poteva vincere senza di lui, dovesse +la vittoria costare a cento doppi più cara;[160] bisognava, e qui +intendiamo l’altezza del concetto, che il futuro Re d’Italia potesse +presentarsi a’ suoi nuovi popoli, non già nelle umili sembianze +d’un sovranello protetto e patteggiato, ma di un vero Re soldato e +conquistatore. + + +XVIII. + +Garibaldi aveva finito davvero. Arrivata sul Volturno la divisione del +generale Della Rocca e stabilito di serrar Capua con regolare assedio +e di espugnarla con bombardamenti, Garibaldi, o perchè gli ripugnasse +di cannoneggiare una città italiana, o perchè stimasse la parte sua +oramai accessoria e quasi superflua, lascia il comando de’ suoi, ancora +campeggianti intorno a Capua, al Generale sardo, e si ritira a Napoli. +Di là il 29, quasi segno di commiato, scrive al Re un’affettuosa +lettera, nella quale, dopo «rimesso in sua mano il potere sopra dieci +milioni d’Italiani bisognosi d’un regime riparatore,» lo assicurava che +in quelle contrade avrebbe trovato un popolo civile, amico dell’ordine, +quanto desideroso della libertà, pronto ad ogni sacrificio, se +richiesto nell’interesse della patria e di un governo nazionale; +affermava che l’Isola di Sicilia, malgrado le difficoltà suscitatevi +da gente venuta di fuori, ebbe ordini civili e politici pari a quelli +dell’Italia superiore, e godeva tranquillità senza esempio. Supplicava +infine «mettesse sotto la sua tutela tutti coloro che egli aveva avuti +a collaboratori in quella grande opera di affrancamento dell’Italia +meridionale, e accogliesse nel regio esercito i suoi commilitoni che +bene avevano meritato della patria.[161]» + +E così gli ultimi giorni della sua Dittatura si avvicinavano. Il 31 +ottobre consegnava solennemente alla Legione ungherese una bandiera +ricamata per essa dalle signore napoletane; il 2 novembre Capua segnava +la resa; il 4 faceva ai _Mille_ la solenne distribuzione delle medaglie +loro decretate dal Comune di Palermo; il 6 passava in rassegna sulla +piazza di Caserta il suo stracciato, ma glorioso esercito, dopo aver +atteso invano che il Re venisse ad onorare d’un suo sguardo i prodi +che da Marsala a Sant’Angelo avevano combattuto in suo nome.[162] +Al dì vegnente, 7 novembre, giorno prefisso al solenne ingresso di +Vittorio Emanuele in Napoli, lo accompagnava in carrozza, seduto alla +sua sinistra, nella consueta sua assisa, dirimpetto i due Prodittatori, +sotto una proterva pioggia che sciupava gli archi, dilavava i parati +e infracidiva i fiori, ma non poteva intiepidire l’immenso entusiasmo +dei Napoletani, ebbri di quel giorno tanto aspettato. E fu l’ultima +comparsa pubblica del Dittatore. Gli furono offerti il collare +dell’Annunziata, il grado di Maresciallo, altri onori e stipendi: +rifiutò ogni cosa. L’8 di novembre consegnò a Vittorio Emanuele, nella +gran Sala del trono, il plebiscito delle Due Sicilie; poscia, diretto +a’ suoi compagni d’armi un ultimo belligero addio,[163] in sull’alba +del 9, tacitamente, clandestinamente, quasi un fuggitivo, seguíto dal +Basso, dal Gusmaroli, dal Coltelletti, dal Nuvolari e da qualche altro +famigliare, s’imbarcò sul _Washington_ alla volta della sua Caprera. + +Le ultime parole da lui dette ai pochi che l’avevano scortato a +bordo, furono quelle del suo addio ai Volontari: «A rivederci a Roma.» +Quando tutto fu lesto alla partenza, sciolse egli stesso la fune del +bastimento, quasi volesse simboleggiare che scioglieva così le ritorte +del potere, nel quale era stato fino allora avvinto e ricuperava la sua +libertà. L’eroe però non partiva a mani vuote: Basso, il segretario, +nascondeva nelle sue valigie alcune centinaia di lire, ed egli stesso +aveva fatto imbarcare sul _Washington_, spoglie opime della conquista, +un sacco di legumi, un altro di sementi e un rotolo di merluzzo secco! + +Il _Giornale Ufficiale di Napoli_ ostentò per tre giorni di ignorare +la sua partenza; il Farini nell’annunciare la sua Luogotenenza ai +Napoletani si scordò di nominarlo; altrettale cortesia fu suggerita +al Re nel suo bando ai Palermitani, talchè fra il Liberatore che +trionfa da Marsala al Volturno e il Dittatore che parte povero, oscuro +e insalutato da Napoli, resterà dubbio nella storia quale sia il più +grande. + + + + +CAPITOLO DECIMO. + +DA CAPRERA AD ASPROMONTE. [1861-1862.] + + +I. + +Garibaldi è sparito per alcuni istanti dalla scena del mondo, ma il +suo spirito è dovunque presente; egli non è più che un’ombra romita +sopra un’isola deserta, ma l’eco del suo nome risuona fra i popoli +più lontani, e il poema delle sue gesta empie la terra. Nessuna +impresa era parsa più maravigliosa della sua. Ben altri prodigi +di guerra aveva veduti il secolo nostro; di ben altre catastrofi +di regni e rivolgimenti di popoli era stato testimone e narratore; +ma lo spettacolo d’un uomo che seguíto da una falange quasi inerme +varca incolume i mari, conquista isole e continenti, rovescia in +poche settimane uno de’ più antichi troni d’Europa, ma per donarlo, +s’impossessa d’una delle più felici contrade del mondo, ma per +redimerla, dà terribili colpi se combatte, ma vince più coll’amore che +coll’armi, disperde col solo apparire gli eserciti nemici, s’arma e +ingrossa per via camminando e combattendo, vola con rapidità cesarea +dall’estremo capo d’un Regno alle porte della sua Capitale, e colà +giunto, basta il rosseggiare del suo fantasma, basta il rumore ancor +lontano del suo passo perchè il Re nemico gli abbandoni la reggia +de’ suoi padri e la metropoli de’ suoi Stati, ed egli, il taumaturgo, +vi entri solo e sereno come ad un convegno festivo, sorridendo alle +soldatesche nemiche rimaste a vano presidio, non curando i cento +cannoni puntati sul suo cammino, e trionfando più glorioso e sicuro +che se l’avessero seguito le legioni di Cesare dopo Ilerda e dopo +Farsaglia; uno spettacolo simile, diciamo, la storia non lo vide e +non lo raccontò mai, o l’avrebbe esigliato, quasi incredula, nell’età +eroica de’ miti e delle leggende. + +E dicasi pure che veduti dappresso la leggenda si sfata e il prodigio +dilegua; dicasi pure che l’albero della tirannide borbonica era ormai +fradicio, e che Garibaldi non ebbe che urtarlo col dito per atterrarlo: +varrà, ancora, per risposta quella che già diede un celebrato diario +inglese:[164] «Chi se non lui conobbe che il momento della maturità era +giunto; chi se non lui ebbe occhio per vedere che l’ora di colpire era +venuta, discernendo il punto in cui l’impossibile diventa possibile, +nel che, secondo il De Retz, sta la prima dote dei grandi uomini di +Stato?» + +E quando lo si accetti con la debita discrezione, nemmeno quest’ultimo +attributo reputiamo improprio. Anco Garibaldi fu, in un dato momento +e in un certo senso, un grande uomo di Stato. Lo fu in una guisa tutta +sua ed originale; lo fu più per quell’istinto che tien luogo di genio, +che per coscienza; lo fu come lo poteva essere un Capitano che non +ha altro Stato fuor che quello misurato dalla sua lancia, e pianta +e spianta il suo governo colla sua tenda; ma, rispetto alla missione +ch’egli s’era assunta, lo fu. Due fini gli erano imposti nell’Italia +meridionale: liberar quei popoli; consegnarli liberati alla legittima +Podestà ch’essi invocavano; e chi sappia sorvolare all’inezia de’ +particolari, riconoscerà che a quei fini egli adempiette nel più breve +tempo, colla maggior concordia e col minor danno possibile. + +Che a lui sian mancate le doti dell’Amministratore e del Legislatore, +fu abbastanza ridetto, e l’Italia, se appena conosceva la di lui vita, +poteva aspettarselo; ma che quelle doti colaggiù, in quelle condizioni, +gli potessero grandemente giovare, dubitiamo assai forte. Fosse stato +pieno la mente di sapienti concetti legislativi, gli sarebbe pur sempre +mancato il tempo ed il modo di effettuarli. Sfasciare uno Stato per +ricostruirlo a un tempo, dettar buone leggi sotto il cannone, e meglio +che dettarle farle obbedire, aver mestieri di governare col popolo e +tenerlo a dovere, inducendolo a sopportare i freni e i carichi degli +Stati ordinati, è cosa da pochi; non riuscita, che sappiamo, ad alcuno +in Italia, e che, molto meno, poteva riuscire a Garibaldi. + +Oltre di che, è egli vero che tutte le provvisioni e le leggi prese o +scritte in suo nome nel Mezzogiorno siano state del pari improvvide +o stolte? A dire il vero un siffatto quesito si converrebbe meglio +in una storia della Dittatura che in una vita di Garibaldi, e ciò per +quella ragione, già altrove toccata, ma che giova il rammentare, che +dei tanti decreti firmati da Garibaldi Dittatore ben pochi sono quelli, +di cui egli abbia avuto chiara coscienza, e gli spetti perciò la piena +ed intera responsabilità. Consiglio e fattura de’ suoi Prodittatori +e Ministri, ad essi il risponderne! Tuttavia chi voglia accomodarsi +d’una finzione legale, e nel Dittatore impersonare tutta la Dittatura, +troverà che personificatori e personificati hanno a temere il giudizio +dell’equa posterità men di quanto fu scritto. + +E non si parli della promulgazione dello Statuto sardo e delle altre +leggi che ne sono adempimento; atto lodevole, per fermo, ma assai più +politico che amministrativo, di cui furono ottime le intenzioni, ma +assai remoti gli effetti. Parliamo soltanto di quelle provvisioni che +rendevano testimonianza d’un concetto e d’un indirizzo governativo, che +miravano ad un fine pratico e vicino, di cui si poterono vedere sin da +principio i frutti o almeno i germogli. + +In paese dove la magistratura era apparsa troppe volte strumento +servile della tirannide, la purificò dagli elementi più screditati +ed aborriti, riordinò i Tribunali, rintegrò, dopo il breve interregno +delle Commissioni speciali, le Corti ordinarie, avviò il corso regolare +della giustizia, ne ravvivò la fede ed il decoro.[165] E in quelle +medesime contrade dove la Polizia non aveva lasciato nella mente altra +immagine che quella di un’occulta veheme di delitti e di sangue, e dove +nessuno de’ suoi vecchi arnesi era stato risparmiato dalla vendetta +popolare, restaurò colla stessa legge sarda la pubblica sicurezza; +istituì i corpi delle Guardie e de’ Carabinieri, e li rese rispettati; +ottenne una tregua ai reati che parve portentosa. + +Fallitogli il nobile tentativo di estendere alla Sicilia, ineducata al +debito dell’armi, la legge uguagliatrice della coscrizione, introdusse +nel suo esercito le ordinanze e persino avrebbe voluto le assise +piemontesi;[166] e frattanto diè vita così al di qua come al di là +dello Stretto alle prime Legioni di quella Guardia Nazionale, che +fu, specialmente a Napoli, esemplare tutela d’ordine e di sicurezza. +Riaprì ed avviò a nuovo indirizzo le Scuole, i Licei, le Università; +riordinò il Museo napoletano; fondò a Palermo una Scuola militare +per gli adolescenti, ed a Napoli un Collegio gratuito pei figli dei +popolani poveri.[167] Aprì in Napoli dodici Asili infantili;[168] +assegnò mille scudi annui agli scavi di Pompei; spegnò i piccoli pegni +del Monte di Pietà;[169] decretò il miglioramento delle Carceri[170] e +la scarcerazione dei prigionieri politici; abolì il nefando privilegio +della Comune di Pizzo,[171] benemerita ai Borboni della morte di +Murat; accordò pensioni alle famiglie dei morti o mutilati per la +patria; perdonabile anche quella alla madre ed alle sorelle di Agesilao +Milano; come perdonabile che un uomo siasi creduto in diritto di dare +la propria testa per liberare la terra da quel mostro, che passò nella +storia col nome di «Re Bomba.» + +Abolì le decime e le manimorte; incamerò i beni reali ed ecclesiastici, +assegnando però una pensione ai Vescovi ed una cassa di sussidio al +Clero minore; soppresse infine l’ordine dei Gesuiti, ma ne tolse il +diritto dalla storia e l’esempio da tutta l’Europa civile. + +In fatto poi di Finanza camminò sulle orme di tutti i Governi +rivoluzionari; annullò l’odiosa gabella del macino, come l’aveva +annullata la rivoluzione del 48; abolì, anzi bruciò pubblicamente +la carta bollata; decretò, sogno onesto, la soppressione graduale +del lotto, surrogandovi le Casse di Risparmio; atterrò ogni barriera +doganale tra Sicilia e Napoli; fece prestiti e convertì la Rendita +pubblica;[172] ma quando il bilancio siciliano fu sottoposto all’esame +del Parlamento, restò bensì controverso se avesse lasciato risparmi, e +fu disputabile se quei prestiti potevano essere contratti a condizioni +più laute; ma nessuno, nemmeno il più acuto e facondo economista +della Camera,[173] potè tassare l’Amministrazione della Dittatura, +non che d’abusi e di malversazioni,[174] di gravi irregolarità. Il +maggiore addebito che potè essergli rivolto fu d’aver ecceduto nella +largizione degl’impieghi e nel dispendio de’ salari. Ma se il Farini +potè dire, difendendo dalla medesima accusa il bilancio dell’Emilia: +«Non nego siansi collocati in impiego uomini nuovi. Fu principalissimo +intendimento del Governo di chiamare ne’ primi posti di fiducia que’ +cittadini che per causa di libertà avevano sofferto persecuzioni +ed esiglio. Ed infra i dolori che tormentano chi in tempi nuovi è +chiamato ad amministrare la causa pubblica, rammenterò sempre fra’ +più acerbi quello di non poter esaudire tanti uomini sventurati, che, +in nome delle loro famiglie, in nome della fede politica, invocano un +collocamento, cui credono aver loro dato diritto le sventure patite;» +perchè non si meneranno buone le stesse ragioni alle Dittature di +Napoli e di Sicilia, dove la febbre degl’impieghi e delle pensioni +scoppiò con tutti i sintomi d’un fiero contagio; dove i patriotti, +che nel 1848 avevano «salvato la patria,» che nel decennio avevano +patito nelle prigioni e negli esigli, pullulavano a sciami dal suolo; +dove certamente lo strazio d’onest’uomini, che aveva fatto il governo +«negazione di Dio,» era stato sì lungo ed immane? + +Non è questa un’apologia, è pura difesa della verità. Errori la +Dittatura di Garibaldi ne commise e non pochi; ne commise colla +Prodittatura Depretis e colla Prodittatura Mordini, colla Segreteria +Crispi-Bertani e colla Prodittatura Pallavicino; coi Ministri +cavourriani e coi Ministri rivoluzionari; ma qual Governo non ne +ha commessi? Quella stessa Luogotenenza regia che s’annunziava +medicatrice di tutti i mali, e riparatrice di tutti i torti, succeduta +alla Dittatura in giorni relativamente calmi, già queta la marea +rivoluzionaria e ormai ridotta a un torneo innocuo la guerra, nuova +di prestigio, di forza e d’autorità, quanti errori non commise ella in +breve spazio di tempo? Quanto malcontento di popolo non suscitò; quante +speranze non deluse, quanti pericoli non rinnovò? Fallirono a Napoli, +l’uno dopo l’altro, il Farini e il principe di Carignano; a Palermo il +Montezemolo e il Della Rovere, e non correranno molti mesi che Deputati +di parte loro si leveranno nel Parlamento italiano[175] ad incolpare +le Luogotenenze di torti e d’abusi anche maggiori di quelli ond’era +stata incolpata la Dittatura; con questa sola, ma sensibile differenza, +che mentre il Governo di Garibaldi era rimproverato d’aver troppo +ciecamente favorito i rivoluzionari ed i repubblicani, il nuovo Governo +di Vittorio Emanuele era accusato dello stesso favore a tutto beneficio +dei Borbonici e dei reazionari. + + +II. + +Il primo atto di Garibaldi, rimettendo il piede nella sua Caprera, fu +di levare le briglie e mandar sciolti per l’Isola i suoi due cavalli +di battaglia, affinchè ad essi pure non fosse tardata quella libertà +ch’egli veniva impaziente a cercare. E ciò fatto tornò senz’altro al +suo consueto tenore di vita, come se tutta quella splendida pompa di +potere, di trionfi, di gloria, in che aveva vissuto sette mesi, non gli +avesse lasciato nell’anima che sazietà e stanchezza. Deideri, il suo +fedele amico e compaesano di Nizza, gli aveva fatto costruire, accanto +all’antica, parte con danari suoi, parte col tributo d’altri amici, +parte cogli stessi risparmi del Generale, una nuova casa più comoda e +più signorile; pure l’antico mozzo gradì la sorpresa e ringraziò del +dono, ma non volle abbandonare la sua vecchia casetta, costrutta in +tanta parte col sudor della sua fronte; e continuò a dormire in quella +medesima stanzetta a pian terreno, la prima a sinistra di chi entra, in +cui aveva abitato la prima notte che ebbe un tetto nell’Isola. + +Nel rimanente, si levava come per lo passato all’alba, il primo di +tutta la colonia, e alternava le sue ore tra la pesca e la caccia (rese +talvolta necessarie dalla mancanza del companatico quotidiano), e la +coltura di que’ pochi frastagli di terreno che la roccia concedeva +e ch’egli, con ingenua pomposità, decorava col nome di campi e di +vigne. E il luogo più favorito di que’ giorni era il _Fontanaccio_, un +quarto forse dei celebri quattro iugeri del Romano, tutto frastagliato +e scaccheggiato per giunta di roveti e di scogli, e da cui Garibaldi +s’era fitto in capo di cavare il suo podere modello. Ed era laggiù che +voi potevate vederlo più di sovente, ora affaccendato a sterpare, a +potare, a innestare, e qui a piantare un filare di magliuoli siciliani, +là a zappare un quadrato di fave napoletane, più sotto a riparare +dalle prime sferzate del grecale una buttata d’aranci novelli, più +sopra a vegliare allo scavo d’un futuro pozzo artesiano; ora seduto +sopra un certo gradino, naturale rialzo del terreno, col cappello +sugli occhi e il sigaro spento nella mano, lo sguardo fisso sul mare, +tutta la persona immobile e quasi abbandonata, a guatar nel vuoto, a +fantasticare, a nuotare nel pelago infinito delle sue ricordanze e dei +suoi sogni, tuffandovisi dentro colla voluttà del poeta: + + E ’l naufragar m’è dolce in questo mare. + +Non eran quelle sole le sue fatiche, un’altra men geniale gli era +imposta dalla stessa celebrità cresciuta, ed era, o avrebbe dovuto +essere, lo smaltimento della mole di giornali e di lettere che +ad ogni corriere gli arrivava. È ben vero che dei giornali finiva +a non leggerne più che tre o quattro (preferito a quei giorni il +_Movimento_ di Genova), e che delle lettere lasciava quasi tutta la +briga al suo segretario Basso, od al primo amico che volesse rendergli +quell’ufficio, il quale poi lettogliene sommariamente il contenuto, e +separate quelle condannate al paniere, dalle poche ammesse all’onore +d’una risposta, la scriveva ora sotto dettatura del Generale stesso, +ora di suo capo, e poi, usanza tradizionale e tuttora inviolata in +Caprera, la spediva irremissibilmente a chiunque si fosse «senza +francobollo postale.» + +E come le lettere, cominciavano a piovere da ogni parte le visite. +Avreste detto che Caprera fosse divenuta la Mecca della Democrazia +europea. Non passava venerdì che il postale di Sardegna non sbarcasse +alla Maddalena una brigata più o men grossa di pellegrinanti a quella +Medinat-al-Nabi dell’eroe; e come è facile immaginare, era un brulicame +di tutte le razze e di tutti i colori. Col vecchio amico e commilitone +veniva il curioso importuno e il piacentiere sguaiato: coll’innocente +idolatra, alla conquista d’una firma o d’una fotografia, accompagnavasi +lo scroccone volgare alla cerca d’un’elemosina o d’una commendatizia: +le Deputazioni patriottiche, cariche d’indirizzi o di regali, +gareggiavano colle ambasciate politiche, o politicanti, portatrici di +piani di guerra o di abbozzi di programmi: la filantropessa inglese +incontravasi colla emancipatrice americana e la socialista russa: +gli emissari occulti di Mazzini s’incrociavano agli agenti segreti +del Re: una carovana di emigrati veneti, trentini, istriani, romani, +mescolavasi di continuo ad una processione interminabile di proscritti +ungheresi, polacchi, spagnuoli, greci, russi, tedeschi, serbi, +valacchi, insomma di tutto il mondo dove si sognava, si soffriva o +si congiurava per una patria, e Garibaldi tutti accoglieva coll’usata +cortesia ed ospitalità; un’ospitalità che poteva parere talvolta assai +magra e quaresimale a chi la riceveva, ma che riusciva, per il gran +numero, dispendiosissima e soverchiante a chi la dava. + +Ma ognuno intende che siffatta pace non era che apparente. «Cincinnato» +(il soprannome, divenuto poi volgarmente sazievole, gli fu imposto a +que’ giorni) era tornato suo malgrado all’aratro, e ben diverso dal +romano, non avrebbe accolto sospirando gli oratori del Senato che gli +offrivano la Dittatura. Le parole del suo ultimo bando ai Volontari: +«Se il marzo del 61 non trova un milione d’Italiani armati, povera +libertà, povera vita italiana!...» non erano, sulle sue labbra, una +figura rettorica; non è retore mai chi è pronto a confermare la frase +col sangue; ma voto ardente e convincimento profondo dell’animo suo. +Sinceramente egli credeva che la prossima primavera del 1861 non +potesse passare senza una grande conflagrazione di popoli; vedeva già +l’Ungheria e i Principati Danubiani insorti: non dubitava un istante +che, gettata una scintilla, tutta l’Europa, da Mantova a Galatz, +andasse in fiamme: affermava che era un sacro dovere l’Italia farsi +antesignana e aiutatrice del grande riscatto, e capitanarlo.[176] + +Nè a questo pensiero frammischiavasi alcun intendimento di ribellione. +Non solo Garibaldi tenevasi stretto per debito di lealtà alla bandiera +di Marsala; ma credeva più che mai che in quella sola stesse la salute +d’Italia. Soltanto voleva, e qui rincomincia il suo dissidio col conte +di Cavour, che il Governo scrollasse il giogo umiliante delle alleanze +straniere, della napoleonica principalmente, raccogliesse in un fascio +solo tutte le forze vive combattenti dell’Italia, e, senza riguardo +a colore e partito, le avventasse tutte insieme all’ultima battaglia +della redenzione d’Italia. «Che il conte di Cavour armi (diceva un +giorno a Caprera a due suoi amici[177]), ed io sono politicamente con +lui,» e in questo concetto stette prima, stava allora, starà poi tutta +la sua politica. E dicasi pure che un simile linguaggio nascondeva una +condizione imperiosa, e, se vuolsi, anche una minaccia; ma non poteva +dirsi ancora un cartello di sfida e una manifesta ribellione. Garibaldi +era sempre nella legalità. Voleva spingere, spronare il Governo; ma +il proposito di forzargli la mano e di trascinarlo a forza non gli era +spuntato ancora nell’animo, o almeno da nessun suo scritto o discorso +traspariva. E di ciò fanno principale testimonianza quei _Comitati +di provvedimento per Roma e Venezia_, progenie diretta di quelli che +il Bertani aveva già fondati per la Sicilia, e che Garibaldi aveva +consentito a ricostituire siccome gli organi destinati a dar vita e +disciplina a quel concetto di armamento universale della nazione, che +era, a’ suoi occhi, lo stromento ed il simbolo insieme d’ogni vera +rigenerazione. Nella mente sua siffatti Comitati dovevano essere aiuto, +non impedimento, al Governo: propagare le idee, preparare gli animi, +ordinare le forze, apprestare i mezzi, come già erano stati apprestati +per Marsala, ma senza sconfinar per anco dalla legge; procedendo +sempre d’accordo col Governo che la nazione s’era dato, rammentando il +giuramento fatto al suo Re, e attendendone il cenno, che non parevagli +poter essere lontano. + +«Io desidero[178] (scriveva al segretario de’ Comitati, Bellazzi) +l’apertura concorde di tutti i Comitati italiani per coadiuvare al gran +riscatto. Così Vittorio Emanuele, con un milione d’italiani armati, +questa primavera chiederà giustamente ciò che manca all’Italia.» +E due settimane dopo, agitatosi e deliberato dalla Presidenza de’ +Comitati il programma definitivo dell’Associazione, scriveva anche più +esplicitamente: + + «Accettando la presidenza dell’Associazione dei Comitati di + provvedimento e dando la mia adesione ai tre articoli formulati + dall’Assemblea generale il 4 di questo mese, nomino come mio + rappresentante presso il Comitato centrale il generale Bixio, + autorizzandolo a farsi sostituire, occorrendo, da una terza persona + di sua piena fiducia.[179] + + Il Comitato centrale, invocando il patriottismo degli Italiani, + insisteva tenacemente presso tutti i Comitati di provvedimento, + eccitandoli a promuovere nuove oblazioni tra i nostri concittadini, + e a riunire tutti i mezzi necessari ad agevolare a Vittorio + Emanuele la liberazione della rimanente Italia. + + Altra delle precipue cure del Comitato centrale dovrà essere + quella di istituire Comitati in tutti i punti della Penisola, ove + non esistessero ancora, onde al più presto da un capo all’altro + d’Italia, non esclusa la Venezia nè Roma, si trovi l’associazione + organizzata, ed operi simultanea, concorde e rapidamente, obbedendo + a un medesimo impulso. + + Il Comitato centrale dovrà, come parola d’ordine di tutti i giorni, + d’ogni momento, ripetere incessantemente a tutti i Comitati e + cercare per ogni altra via di farlo penetrare nell’animo di tutti + gl’italiani: — che nella prossima primavera di quest’anno 1861 deve + irremissibilmente porre sotto le armi un milione di patriotti, + unico mezzo a mostrarci potenti e farci veramente padroni delle + nostre sorti e degni del rispetto del mondo che ci contempla. + + »Credo debito mio rendere avvertiti i Volontari che nessun + arruolamento è stato da me promosso, nè consigliato per ora. + + »Un giornale col titolo di _Roma e Venezia_ (il quale, ispirandosi + ai concetti enunciati, predichi la necessità della _Guerra santa_ + a far cessare una volta la vergogna che pesa sull’Italia, e che in + pari tempo inculchi agli elettori, come uno dei mezzi più efficaci + a raggiungere l’intento, la scelta dei deputati, che mirando + anzitutto al totale affrancamento ed integrità d’Italia _impongano + al Governo il generale armamento della nazione_) deve essere + fondato in Genova senz’altro indugio.» + +Questi e non più erano i pensieri di Garibaldi nel gennaio del 1861; +che se mutarono in appresso, prepariamoci a seguirne le fasi ed a +penetrarne le cagioni, cominciando però a notare attentamente le +date, ed a rispettare la cronologia, che mai, come in questo periodo +della vita dell’eroe, così copiosa di contraddizioni e di evoluzioni, +meriterà il suo nome di «occhio della storia.» Non abbiamo negato mai, +riconfermiamo anzi, che un siffatto programma poteva contenere in germe +quel diritto dell’iniziativa individuale che fu per parecchi anni nel +Parlamento e fuori la divisa della parte rivoluzionaria, o garibaldina +che vogliasi dire; ma a’ giorni di cui discorriamo, quel germe non era +ancora venuto a maturanza, nè l’idea, vagamente adombrata nelle sonanti +frasi dei proclami, tradotta in una formola precisa, e soprattutto +cimentata al paragone de’ fatti. Però di Garibaldi allora non disdice +ripetere quel che un giornale massimo di parte moderata scriveva ancora +con benignità di lui: «Se i Comitati cammineranno come desidera il +Generale, il paese l’asseconderà ed applaudirà, così come applaude +ai generosi sentimenti, coi quali il generale Garibaldi desidera la +concordia di tutti i partiti.[180] + + +III. + +Uno dei più intricati problemi, legati dalla rivoluzione al Governo +italiano (gli spettava questo nome, dacchè il Parlamento, nella +persona di tutti i rappresentanti della Penisola, aveva proclamato il +Regno d’Italia e Vittorio Emanuele suo Re), era quello dell’esercito +meridionale. Garibaldi nell’ultima sua lettera a re Vittorio[181] gli +aveva detto: «Io imploro dalla Maestà Vostra che accogliate nel vostro +esercito i miei commilitoni che hanno bene meritato della patria e +di Voi;» ma egli ignorava probabilmente che non era in arbitrio di Re +costituzionale il cedere o resistere a siffatta preghiera. + +Infatti, due giorni dopo della partenza di Garibaldi, usciva un +_Ordine del giorno_ del Comando supremo dell’esercito, tradotto poi in +Decreto,[182] in cui, proclamati i Volontari benemeriti della patria, +li dichiarava però Corpo separato dall’esercito regolare, offriva +ai gregari la scelta tra due anni di ferma o il congedo con tre mesi +di soldo, ed agli ufficiali l’alternativa tra uno scrutinio de’ loro +titoli fatto da apposita Commissione e la rinuncia della spada, mercè +sei mesi di stipendio. + +Questa provvisione, come era da attendersi, anzichè contentare, ferì +nel vivo tutta la parte garibaldina, così la frazione militare come la +politica, e la fece scoppiare in altissimi lai. Nè gli argomenti alle +querele difettavano. O come, dicevasi, gridate benemerito l’esercito +del Mezzodì e nell’ora stessa lo colpite di sospetti e d’ostracismo! +Promettete che la milizia de’ Volontari sarà conservata e poscia collo +spaventacchio della ferma di due anni in una mano e l’offa del congedo +salariato nell’altra, la fate fuggire e la sciogliete! Accogliete +senza tanta ritrosia nè inquisizione nelle file dell’esercito gli +ufficiali ducali, granducali, borbonici, avanzi la maggior parte di +corti servili e di caserme oziose, strumento fino all’ultima ora delle +tirannidi domestiche, più corruttrici delle straniere, e codesti di +Garibaldi, reliquie di tutte le battaglie italiane, li sogguardate +con sospetto, li ponete al duro bivio o d’un sindacato umiliante, o +d’una rinuncia prezzolata, e pareggiandoli alla bassa condizione di +mercenari, li avvilite e li corrompete insieme?! Infine non è lecito, +soggiungevano coloro che riguardavano le cose dal più alto punto della +politica, disperdere in momenti così solenni tanto prezioso tesoro di +giovani forze: il Governo, sacrificando il supremo fine dell’armamento +nazionale a misere gelosie di parte o convenienze di persone, si +chiarisce dimentico del primo fra i suoi doveri; e tenendo divisi i +figli della stessa patria destinati a formare un solo esercito, sotto +una sola bandiera, alimenta egli pel primo quel funesto antagonismo, +che a parole tanto depreca, e prepara colle sue mani l’armi della +discordia civile. + +Ma nemmeno alla parte contraria facevan difetto le buone ragioni. +L’armamento della nazione, ripeteva, è nei propositi del Governo; +tanto vero che il decreto dell’11 novembre conserva il Corpo dei +Volontari e lo riordina. A due soli patti però era possibile dare una +forma organica e durevole a una milizia siffatta: rendendone stabile +la forza, mediante una ferma purchessia; depurandone i quadri, previa +un sindacato. E come una lunga ferma obbligatoria repugnava alla +natura ed al nome stesso di volontari, così quella facoltà, tanto +censurata, di scegliere tra l’assoldamento e il congedo, diveniva una +imprescendibile necessità. Nè diversamente poteva comportarsi quanto +agli ufficiali. Una cerna era indispensabile, così per scemarne la +quantità che per migliorarne la qualità. Non si dimentichi mai che +erano settemila, circa un ufficiale ogni sei soldati;[183] che in mezzo +a loro, tra non pochi egregi per singolari virtù militari e civili, +parecchi non avrebbero saputo come giustificare le loro «favolose +promozioni,» e moltissimi come chiarire la loro fosca origine e la +lor dubbia vita; che perciò nessuno avrebbe potuto accoglierli alla +cieca nelle file d’un esercito di specchiato carattere e di pure +tradizioni, come il piemontese, dove i gradi erano sudato frutto non +che del valore, dell’anzianità, dello studio, della esperienza, senza +offendere l’esercito stesso e rischiare di corromperlo e scompaginarlo +profondamente. + +E ciò basti alla cronaca dell’increscioso litigio; chè il giudicarne +sarà ufficio di più tarda e più fredda posterità. A parer nostro (è +parere, non sentenza), si errava da entrambi le parti. Avevano torto +i Garibaldini di presentare il conto, e torto il Governo di tirare di +prezzo: torto i primi di querelarsi di una legge, della quale, o per un +verso o per l’altro, gli uni intascando il soldo e andandosene liberi, +gli altri restando nelle file e aspettando a lor agio la conferma, +tutti si avvantaggiavano; e torto il secondo di non avere, intorno a +sì importante questione, un’idea netta e una volontà recisa, lasciando +estendere e divampare, mercè una fiacca altalena di ripulse irose e +di concessioni avare, un braciere di discordie che poteva riuscire +funesto; torto infine tutti quanti permettendo che un alto problema +di difesa nazionale immiserisse in un meschino piato di salari e di +stipendi; talchè paresse che l’amor d’Italia fosse il pretesto, e +il fine ultimo e vero, le spalline, le pensioni, la carriera di due +eserciti rivali.[184] + + +IV. + +E com’è naturale, ogni parola della gran contesa ripercuotevasi a +Caprera: non passava corriere che Garibaldi non fosse costretto a +riudire, dalle innumeri lettere e gazzette che da ogni dove gli +fioccavano, l’eco delle lamentazioni de’ suoi compagni d’armi, +accompagnata dalla pittura, più o men fedele, degli strapazzi e delle +persecuzioni di cui il Governo li angariava; e non passava corriere che +sulla fronte del Generale non calasse una nuova nube, e sull’anima, non +per anco purgata dalla ruggine antica, non piovessero nuove e più acri +stille d’amarezza. E non perchè egli desse ragione in cuor suo a tutte +quelle querimonie, ma perchè colle sorti de’ suoi commilitoni, che non +avrebbe mai potuto abbandonare senza parer egli medesimo improvvido +ed ingrato, vedeva identificata la causa dell’armamento nazionale, +dell’armamento, s’intende, quale lo concepiva egli, che era ormai il +solo verbo della sua politica, il solo regolo delle sue azioni, l’unica +corda vibrante nell’anima sua. + +Quando però a quella dei Volontari venne ad intrecciarsi la questione +delle provincie meridionali, e nella stampa cominciò a rumoreggiarne +e nello stesso Parlamento a penetrarne la discussione, ed ai richiami +de’ suoi vecchi camerata vennero ad aggiungersi gli appelli de’ suoi +amici di Palermo e di Napoli, che lo pregavano a riassumere nel suo +patrocinio la causa delle loro provincie sgovernate, egli, che non +aveva voluto accettare, sino allora, alcuna candidatura,[185] accetta +quella del Collegio di Napoli offertagli come protesta; vi è eletto +il 30 marzo alla quasi unanimità: parte il 1º d’aprile da Caprera; +sosta poche ore del 2 a Genova, e riparte la sera stessa per Torino, +deliberato a entrare egli pure in Parlamento ed a partecipare alla +lotta. + +La inattesa apparizione aveva sorpreso amici ed avversari.[186] +Tuttavia, mentre i primi s’affrettavano a trarne profitto pei loro +fini, i secondi non seppero con alcun onesto artificio e lieta +accoglienza prevenirne gli effetti. I più importanti fra i Cavourriani, +lungi dall’accostare il Generale per tentar d’illuminarne e correggerne +le idee, affettavano di cansarlo; la stampa moderata lo apostrofava +di superflue paternali e di alteri consigli; il Governo stesso, +infine, aspettava proprio l’indomani del suo arrivo sul continente +per far perquisire in Genova le stanze del _Comitato centrale di +provvedimento_, cercandovi, invano, indizi di arruolamenti, gettando in +faccia al Generale ed alla parte sua una inutile od almeno intempestiva +provocazione, aggiungendo nuova esca alle tante materie predisposte +all’incendio. Conseguenza pertanto di questi due fatti furono le +interpellanze del deputato Brofferio per chiedere ragione al Ministero +della perquisizione di Genova e la interpellanza del deputato Ricasoli +per invitare con indiretta, ma chiara intimazione il generale Garibaldi +a scolparsi di certe parole, irriverenti al Re ed al Parlamento, +attribuitegli dalla stampa e sollecitare al tempo stesso il Ministero +a rispondere della di lui intenzione circa all’esercito dei Volontari. +E poichè il Ministero non volle dare al Brofferio soddisfazione alcuna, +anzi rincarò con parole, nè tutte giuste, nè tutte opportune, il torto +di Garibaldi e de’ suoi; e al Ricasoli invece, quasi il suo invito non +fosse che il frutto d’un tacito accordo, si dimostrò premuroso, anzi +impaziente, di dar ragione; così la prima battaglia parlamentare tra +la parte garibaldina e la cavourriana, quella battaglia preparata da +dodici mesi di ostilità, di sfide, di scaramucce, desiderata forse più +dai gregari, ma non saputa evitare con abbastanza prudenza dai capi, si +annunciò ad un tratto imminente ed inevitabile. + + +V. + +Ed eccoci alle memorabili Tornate dei 18, 19 e 20 aprile. Fin +dal 14 il Generale aveva inviato al Presidente della Camera una +lettera ed un progetto di legge: nella lettera respingeva, sdegnando +giustificarsene, le parole irriverenti al Re ed alla Rappresentanza +nazionale, appostegli da’ giornali;[187] nel progetto di legge, ombra +pallida del suo pensiero, consiglio e fattura de’ suoi amici, specie +del Depretis, proponeva come rincalzo all’esercito l’istituzione delle +Guardie nazionali mobili; chiamando a parteciparvi tutti i validi da’ +diciotto ai trentacinque anni.[188] Ma il Governo, pure ammettendo la +discussione della proposta, la fece rimandare agli Uffici e aspettò a +piè fermo il giorno della interpellanza. + +Il 28 aprile Garibaldi fece la sua prima entrata nel Parlamento +italiano; e pari alla celebrità dell’uomo ed alla straordinarietà +dell’evento fu l’aspettazione. Vestiva la stessa foggia che da Quarto +in poi non aveva più abbandonato: _sombrero_ spagnuolo in mano, +camicia rossa, _poncio_ grigio; abbigliamento, se vuolsi, strano assai +per un Parlamento, e nel quale si può anche convenire che talvolta +si pavoneggiasse, ma che egli aveva fatto suo per quello spirito +di originalità e d’indipendenza quasi selvaggia, che era l’essenza +vitale del suo carattere; abbigliamento che egli preferiva alle +sgarbate uniformi ed alle complicate bardature delle nostre mode per +la ragione medesima, per la quale preferiva il suo scoglio di Caprera +a tutte le metropoli del mondo, una zuppa di fave ai più elaborati +manicaretti di Brillat-Savarin; che portava insomma perchè gli piaceva +ed era cresciuto, ragazzo male avvezzo dal destino, facendo sempre il +piacer suo, ma senza metterci, come fu detto, alcun recondito fine +di teatralità, e certo senza sospettare di mancar di reverenza a +chicchessia. + +Lo accompagnavano, uno per fianco, quasi lo menassero prigione, il +letterato Macchi e il professore Zuppetta, accompagnatura a ver dire +poco marziale: quando comparve al sommo dell’ultimo settore di sinistra +un uragano d’applausi scoppiò anche dalle ultime gallerie; e non poteva +parere onore straordinario, se la stessa accoglienza era stata fatta +all’ammiraglio Persano, e sarà tra poco ripetuta al generale Cialdini. + +Cessate le salve festive, il fuoco vero cominciò. Anco un breve sunto +di quelle tre giornate parlamentari esorbiterebbe da questo libro: +bastino a ritrarne la fisonomia i tratti più caratteristici. Aperse il +dibattimento il Ricasoli con un esordio, più solenne che necessario, +conchiudendo colla domanda già annunziata circa ai Volontari in +particolare ed all’armamento in generale, e invitando il Governo a dar +spiegazione del suo ultimo decreto dell’11 aprile, pel quale erano +istituiti i quadri di tre divisioni di Volontari, ma posti i loro +ufficiali in disponibilità. Toccò a rispondere al Fanti, e fu, come +al suo solito, infelice; lesse, con lena affannata e accento sbiadito, +un lungo discorso infarcito di particolarità, di cifre, di citazioni, +di raffronti non sempre appropriati; nel quale ricantate le note +argomentazioni dell’impossibilità di tenere sotto le armi Volontari in +pace, del soverchio numero degli ufficiali, delle promozioni favolose, +della necessità d’una cerna, finiva dichiarando che nulla aveva da +mutare, perchè in nulla aveva fallito, e invocava tranquillo la fiducia +dalla Camera. + +Fu allora la volta di Garibaldi. Ringraziò il Ricasoli d’aver posta +quella importante questione; preludiò alla concordia; respinse da +sè ogni imputazione di colpa in quel dualismo, cui il Barone aveva +accennato, perocchè «tutte le volte che quel dualismo potrà nuocere +alla gran causa del paese, egli piegò e piegherà sempre;» chiedendo +soltanto «ai rappresentanti della Nazione, se come uomo egli avrebbe +mai potuto porgere la mano a colui che lo fece straniero in Italia.» +Se non che, a un certo punto, entrato a discorrere del suo esercito, +senza alterazione, senza transizione di sorta, senza lasciar presentire +ad alcuno la procella che stava per scatenare, esclama che i «prodigi +dell’esercito meridionale furono offuscati solamente quando la fredda +e nemica mano di codesto Ministero faceva sentire i suoi malefici +effetti,» e come se ciò fosse poco ancora, punto badando all’agitazione +che quelle prime parole avevan già suscitata in tutta la Camera, +scaraventa in mezzo all’Assemblea, in faccia ai Ministri nient’altro +che questo colpo di folgore: «quando l’amore della concordia e l’orrore +d’una guerra fratricida, provocata da questo stesso Ministero....» +e più forse avrebbe detto, se un tuono di grida indignate non avesse +tronca a mezzo l’atroce ingiuria. Il conte di Cavour, pallido d’ira, +balza dalla sua scranna e grida con quanto ha di voce: «Non è permesso +insultarci a questo modo; signor Presidente, faccia rispettare il +Governo ed i rappresentanti della Nazione;» il Presidente ammonisce, +scampanella, si sgola a sua volta: la Destra e il Centro strillano, +ululano, si dimenano come ossessi: la Sinistra è muta, stordita, quasi +mortificata dalla sortita del suo Capitano; ma Garibaldi, con quella +medesima ostinazione che sul campo di battaglia e quando più imperversa +la bufera nemica lo faceva invincibile, ripete ancora con voce tonante: +«Sì la guerra fratricida....» Talchè nuova e più fragorosa stroscia +di proteste e di richiami; la Destra urla: All’ordine; la Sinistra +ribatte: Libertà di parola; il tumulto è al colmo: «Molti Deputati +(trascriviamo il Resoconto parlamentare) abbandonano i loro stalli.... +rumori da tutte le parti della Camera. Il Presidente si copre il +capo; gran numero di Deputati è sceso nell’emiciclo, dove si disputa +vivamente. La seduta rimane sospesa per un quarto d’ora; cessata +l’agitazione dolorosa, la seduta è ripresa alle ore 4 in profondo +silenzio.» + +La parola toccava novamente al Generale: il Presidente gliela dà +coll’ammonizione che gliel’avrebbe tolta se avesse trascorso ancora; +egli se la ripiglia imperturbato, come se nulla fosse accaduto e senza +un motto, non che di scusa, di schiarimento o di spiegazione, continua +il suo discorso. E per un po’ tutto pareva rimesso sulla buona via. +Garibaldi leggendo più che parlando, dappoichè era evidente che una +parte del discorso gli stava scritta davanti, continua a far la censura +dei provvedimenti del Fanti: questi a difendersi, quegli a replicare: +a primo aspetto sarebbesi detto che la calma era tornata, se una nube +vagante su tutti i banchi dell’Assemblea non avesse avvertito che il +nembo non era sciolto per anco e che poteva riscoppiare. E lo sentì +per primo Nino Bixio, e fu allora che gli uscirono dall’anima grande, +sfolgoranti come una spada, alternate di gemiti e di bestemmie, grido +di eroe che combatte e angoscia di figlio che prega, le più potenti e +ispirate parole che sian mai state proferite in un Parlamento italiano: +«Io sorgo in nome della concordia e dell’Italia (_Bravo, bravo_). +Quelli che mi conoscono, sanno che io appartengo sopra ad ogni cosa al +mio paese.... (_Segni d’approvazione_). Io sono fra coloro che credono +alla santità dei pensieri che hanno guidato il generale Garibaldi in +Italia (_bravo!_); ma appartengo anche a quelli che hanno fede nel +patriottismo del signor conte di Cavour (_Applausi_). Domando adunque +che nel nome santo di Dio si faccia un’Italia al di sopra de’ partiti +(_Applausi vivissimi e prolungati dalla Camera e dalle tribune_). Io +faccio un discorso che non sarà del tutto parlamentare. Ma quanto +agli uomini come il generale Garibaldi e come il conte di Cavour, +debbo dire che c’è la disgrazia (e tutto al mondo non può andar bene) +che si cacciano in mezzo un’infinità d’altri uomini che mettono la +discordia (_bene_); questo non posso astenermi dal dirlo (_Applausi_). +Ebbene, io ho una famiglia, e darei la mia famiglia e la mia persona il +giorno che vedessi questi uomini e quelli che con il signor Rattazzi +hanno diretto il movimento italiano stringersi la mano (_Segni di +approvazioni_). Per l’amor di Dio non pensiamo che ad una cosa. Il +paese nostro non è ancora abbastanza compatto, queste discussioni +ci pregiudicano nell’opinione dell’estero. Il conte di Cavour è +certamente un uomo generoso; la seduta d’oggi nella prima sua parte +dev’essere dimenticata, è una disgrazia che sia succeduta, ma vuol +essere cancellata dalla nostra mente. Ecco quello che io volevo dire +(_Applausi vivissimi e prolungati_).» + +Non poteva essere sordo al nobile appello il Conte; e rimossa da sè +l’accusa d’esser stato nemico de’ Volontari, rammentando al Generale +ch’egli primo aveva pensato ad istituirli chiamando lui a comandarli, +dichiarò, fra gli applausi dell’Assemblea, che la prima parte di +quella seduta tenevala per non avvenuta; opponevasi solo alla proposta +del Generale per alte ragioni politiche, pel timore soprattutto che +gli arruolamenti da lui voluti potessero essere interpretati come +provocazione di guerra; ma quanto ai Volontari ripeteva le sue proteste +di stima e simpatia, desiderando che quelle sue parole «fossero +accolte dall’onorevole Generale e da’ suoi amici politici collo +stesso sentimento di concordia e di schiettezza, colle quali egli le +pronunciava a nome del Ministero.» + +E Garibaldi, soggiunte alcune spiegazioni sui Cacciatori delle +Alpi,[189] le accolse, restituendo al conte di Cavour tutte le sue +cortesie, e dichiarandogli, cosa a ver dire nulla più che onesta, «che +non aveva mai dubitato del suo patriottismo;» le accolse, conviene +dirlo, anche meglio che con vacue parole, mutando radicalmente la sua +prima proposta, tanto radicalmente che, mentre dianzi sollecitava +il Ministero a ricostituire immediatamente l’esercito meridionale, +ora lasciava al Ministero di «ordinare la chiamata dei Volontari +quanto prima lo trovasse opportuno.» Era un gran pegno che la parte +garibaldina dava alla concordia, e non era soverchia la lusinga che il +Ministero l’avrebbe accettato. Ma il Ministero, o perchè si reputasse +vincolato alla formola concordata col Ricasoli, o perchè gli paresse +atto di buona politica il dimostrare che il Governo non aveva mestieri +di venire a patti col suo popolare avversario, e che sentiva in sè +tanta forza da resistergli e domarlo, ricusò ogni accordo ed ogni +transazione. + +La discussione pertanto riprese e continuò, ma non più intorno al +tèma veramente interessante e disputabile della chiamata immediata +o differita de’ Volontari, poichè oramai di questo anche la proposta +di Garibaldi lasciava la balía al Ministero; ma sul misero punto se +quei «quadri» che eran disegnati sulla carta si avessero a tenere +per effettivi, e quegli ufficiali che il decreto dell’11 aprile aveva +posti in disponibilità, dovessero essere chiamati, dopo uno scrutinio, +in attività di servizio. Epperò s’intende che ridotta a siffatti +termini la questione poteva bensì appassionare ancora i partiti, e dar +di quando in quando occasione a sottili argomentazioni od a vivaci +scaramucce; ma non poteva più interessare Garibaldi. Non era quello +ch’egli chiedeva: non era per lo stipendio o la carriera di alcune +centinaia di ufficiali ch’ei s’era mosso, e tutto quanto si veniva +dicendo di sofistico o di generoso, di propizio o d’avverso intorno +a quell’argomento non lo toccava più. Invano il conte di Cavour, +nuovamente da lui interpellato, gli promette di prendere in maturo +esame la sua proposta circa la Guardia mobile; invano gli soggiunge +che alla prima seria minaccia di guerra chiamerebbe i Volontari e ne +darebbe a lui il comando; Garibaldi oramai non vuole più ascoltare +che una sola parola: armamento generale della nazione, chiamata subita +dei Volontari; e poichè il Conte quella parola non poteva o non voleva +proferirla, il dissidio, fino a quel momento contenuto e dissimulato +fra le ambiguità e le cortesie reciproche, irrompe in tutta la sua +violenza. + +Non appena infatti il Presidente del Consiglio ebbe cessato di parlare, +che il Generale s’alza di nuovo e fra lo stupore, lo sbalordimento +anzi di tutta la Camera, non eccettuati gli stessi suoi amici, dichiara +che tutto quanto gli era venuto dicendo sino allora il conte di Cavour +lo ha _pienamente insoddisfatto_; che per sola condiscendenza a’ suoi +amici egli aveva consentito a «modificare in senso malva,» parole sue, +il suo Ordine del giorno; ma che oramai essendo anche questo repudiato +dal Governo, egli pure tornava al suo antico programma, l’unico in +cui avesse fede: armamento generale della nazione e guerra immediata; +conchiudendo alla fine che non essendo soddisfatto nè dell’Ordine +del giorno Ricasoli nè del proprio, non ne avrebbe votato alcuno e +sarebbesi astenuto. + +E Garibaldi dal suo punto di veduta era logico: il solo veramente +logico fra tutta la Sinistra: l’unico che vedesse la questione +dell’armamento nazionale dalla sua vera altezza; l’unico che +contrapponesse alla politica del conte di Cavour un’altra politica, +errata forse, temeraria certo, ma lucida e grande. + +Pochi istanti dopo 194 sì approvarono la proposta ministeriale, 92 _no_ +la respinsero; il Ministero avea stravinto, il volgo misto dei fatui e +dei piacentieri poteva menare il trionfo; ma chi avesse bene esaminati +i frutti di quella vittoria, sarebbesi prestamente accorto che eran +«stecchi con tosco.» La questione dei Volontari era insoluta più +che mai; poichè una mostra di quadri senza soldati e senza ufficiali +non era una soluzione. L’irritazione della Sinistra garibaldina era +cresciuta, perchè aveva veduto respinte tutte le sue più oneste e +conciliative proposte. Sulla conciliazione di Garibaldi non potevasi +più contare, perchè ormai egli era nella condizione del vinto, a cui fu +negato quartiere. La concordia infine, quella concordia che era stata +eretta in Parlamento come la Divinità tutelare della Patria, a cui ogni +oratore s’era creduto in obbligo di sciogliere un inno e di bruciare +un grano d’incenso, era caduta fragorosamente dal suo provvisorio +piedistallo, aprendo fra i contendenti un nuovo e più profondo solco di +discordia. + + +VI. + +E ne apparvero tosto i certissimi segni. Il 21 aprile, non dileguata +peranco l’eco della recente battaglia parlamentare, il generale +Cialdini, tradito, conviene pensarlo, dalla più infelice ispirazione +della sua vita, arrogatosi a un tratto l’ufficio di vindice e campione +dell’esercito, del Parlamento, del Re e dell’Italia, indirizzava, sui +giornali, al generale Garibaldi questa inaspettatissima lettera: «Voi +non siete, dicevagli, l’uomo che io credeva, nè il Garibaldi che ho +amato. Voi osate mettervi a paro del Re, parlandone coll’affettata +famigliarità d’un camerata; al di sopra del Governo, dicendone +traditori i Ministri; al di sopra del Parlamento, vituperandone i +rappresentanti; al di sopra degli usi parlamentari, presentandovi +alla Camera in un costume strano e teatrale; al di sopra infine di +tutto il paese, che vorreste sospingere dove e come meglio v’aggrada. +Collo sparire dell’incanto è scomparso l’affetto che a voi mi legava. +Voi operaste grandi cose; ma il merito di aver liberato l’Italia +meridionale non spetta a voi solo. Voi eravate sul Volturno in pessime +condizioni, quando noi arrivammo. Capua, Gaeta, Messina, Civitella non +caddero per opera vostra e cinquantaseimila Borbonici furono battuti, +dispersi, fatti prigionieri da noi, non da voi. È dunque inesatto +che il Regno sia stato liberato dalle armi vostre. Voi ordinaste al +colonnello Tripoti _di ricevere i Piemontesi a fucilate_: voi dunque +provocatore vero della guerra civile; ma io, nemico d’ogni tirannia o +rossa o nera, saprò combattere anche la vostra.» + +Se il generale Cialdini agisse soltanto di suo capo o sospinto dalle +suggestioni di nascosti e zelanti consiglieri, fu disputato, ma non +potè esser chiarito.[190] Certo non è presumibile che un Generale +dell’esercito ardisse scrivere ed inviare un simile cartello di sfida, +se in qualche modo non l’affidava il consenso o la tolleranza tacita +del Governo, o per lo meno della podestà militare a lui immediatamente +superiore. Guai pertanto se l’altro Generale raccoglieva il guanto +collo stesso sentimento, con cui eragli stato gittato. Uno scontro fra +i due soldati avrebbe potuto dirsi il minor danno; il pericolo grande +era che dietro i capitani si movessero i gregari, che da un duello +ne rampollassero mille, che il mattino del nostro risorgimento fosse +funestato dallo scandalo dei _pronunciamenti_ e dal sangue della guerra +cittadina. + +Fortunatamente però il più rozzo fu il più saggio, e Garibaldi, guidato +soltanto da’ suoi generosi istinti e dal suo profondo amore patrio, +trovò tale una risposta, che attutì tutte le ire e soffocò nel nascere +la lite: + + «Anch’io, Generale, fui vostro amico ed ammiratore delle vostre + gesta. Oggi sarò ciò che voi volete, non volendo scendere + certamente a giustificarmi di quanto voi accennate, nella vostra + lettera, d’indecoroso per parte mia verso il Re e verso l’esercito: + forte in tutto ciò, della mia coscienza di soldato e di cittadino + italiano. + + »Circa alla foggia mia di vestire, io la porterò sinchè mi si dica + che non sono più in un libero paese, ove ciascuno va vestito come + crede. + + »Le parole al colonnello Tripoti mi vengono nuove. Io non conosco + altro ordine che quello da me dato: — Di ricevere i soldati + italiani dell’esercito del Settentrione come fratelli; — mentre si + sapeva _che questo esercito veniva per combattere la rivoluzione + personificata in Garibaldi_. (Parole, di Farini a Napoleone III.) + + »Come deputatolo credo avere esposto alla Camera una piccolissima + parte dei torti ricevuti dall’esercito meridionale dal Ministero, e + credo di averne il diritto. + + »L’armata italiana troverà nelle sue file un soldato di più, quando + si tratti di combattere i nemici d’Italia — _e ciò non vi giungerà + nuovo_. + + »Altro che possiate aver udito di me verso l’armata sono calunnie. + + »Noi eravamo sul Volturno al vespero della più splendida vittoria + nostra, ottenuta nell’Italia del Mezzogiorno prima, del vostro + arrivo, e tutt’altro che in pessime condizioni. + + »Da quanto so, l’armata ha applaudito alle libere parole e moderate + d’un milite Deputato, per cui l’onore italiano è stato un culto di + tutta la sua vita. + + »Se poi qualcheduno si trova offeso dal mio modo di procedere, + io parlando in nome di me solo, e delle mie parole sono garante, + aspetto tranquillo che mi si chieda soddisfazione delle stesse. — + _Torino, 22 aprile 1861._» + +La nobile lettera apriva essa stessa la via alla conciliazione; e +onesti amici d’ambe le parti, il Fabrizi, il Pallavicino, il Depretis, +s’interposero per affrettarla. Il Re stesso, già fin dalle prime +conturbato dal doloroso dissidio, volle intervenire coll’alta sua +influenza; nè solo per conciliare i due Generali; ma, ciò che più +importava, i capi delle due parti, la mente e il braccio della sua +politica, Cavour e Garibaldi. + +E la regia volontà fu obbedita: alle 7 pomeridiane del 23 aprile, i +due avversari, invitati a convegno dal Re, venivano in presenza sua +a franche spiegazioni ed aperta conciliazione;[191] e poco dopo i due +Generali abbracciaronsi fraternamente nel palazzo Pallavicino. + +L’autore di queste pagine, però, scrivendo a quei giorni in un +autorevole diario, e desiderando di dare a’ suoi lettori, intorno alla +riconciliazione di Cavour con Garibaldi, più sicure e circostanziate +notizie, scrisse al Generale stesso, pregandolo, per solo interesse +della storia, a volergliele fornire. E il Generale gli rispose da +Majatico, villa del Pallavicino, questa lettera, la quale, come si +vedrà, dava un suono assai diverso dai cantici di pace, che la troppo +credula speranza aveva già fatto intonare: + + «Majatico, 29 aprile 1861. + + »Caro Guerzoni, + + »Io non ho stretto la mano di Cavour, nè cercato riconciliazioni. + Ho bensì consentito ad un abboccamento, i cui risultati sono stati + da parte mia: — Armamento e giustizia all’esercito meridionale. Se + così riesce — io porgerò la piccolissima opera mia all’opera del + Conte. — Diversamente io seguirò il sentiero che ci siam tracciato + da tanto tempo — per il bene della causa nazionale — anche contro + la volontà di chicchessia. + + »Trecchi, che servì d’intermediario alla conferenza, s’incarica + di far tacere le millanterie dei ministeriali. — Vedremo — in ogni + modo non si deve pubblicare nulla di mio per ora. — In caso poi — + cosa molto probabile — che non si ottenga nulla, e che quei signori + continuino a gracchiare, allora ripiglieremo il tralasciato. + + »Ho incaricato il generale Medici d’un mio programma + sull’occorrente. + + »Mi resta a ringraziarvi. + + »Vostro + »G. GARIBALDI.» + +La qual lettera dimostra all’evidenza tre cose: che tutto quel +discorrere e scrivere e affannarsi d’amici, di avversi, di Ministri, +di Deputati, di Re, per indurre l’eroe a modificare in qualche parte +soltanto il suo pensiero, era stato fiato e tempo sprecato; che il +dissidio del Generale col Conte non aveva radice in alcun rancore +personale, ma in ragioni politiche, che soltanto il mutuo pegno +delle opere poteva conciliare; che infine Garibaldi scese la reggia +di Vittorio Emanuele, mormorando ancora il _se no, no_ del primo suo +Maestro, e covando, forse inconsciamente, in cuore il germe di Sarnico +e d’Aspromonte. + + +VII. + +Il 1º maggio Garibaldi era già tornato a Caprera: il 6 giugno moriva +il conte di Cavour. L’Italia aveva perduto il suo grand’uomo di Stato; +la libertà, uno de’ suoi più devoti amici; la dinastia di Savoia, uno +de’ suoi più validi sostegni; la rivoluzione, uno de’ suoi più abili +moderatori, e (stupiscano pure i superficiali, chi pensa sarà con +noi) Garibaldi stesso, il migliore de’ suoi interpreti ed alleati. Si +narrò[192] che il nobile Conte nell’uscire, la sera del 20 aprile, +dalla Camera dei Deputati, vibrante tuttora delle emozioni provate +in quelle tre memorabili giornate, al La Farina che lo abbordava +scalmanato: «Eppure, dicesse, eppure se venisse il momento della +guerra, prenderei sotto il mio braccio il generale Garibaldi e gli +direi: andiamo a vedere che cosa si dice dentro Verona.» Queste parole +parlan meglio d’ogni documento. Lo Statista aveva capito l’Eroe; egli +era penetrato nel più intimo segreto della sua anima e ne teneva le +chiavi. Cavour vivo, molte pagine della storia d’Italia sarebbero +state diverse, e quelle della vita di Garibaldi del pari. Cavour vivo, +la guerra dell’indipendenza non sarebbesi protratta di cinque anni +(la gran trama rivoluzionaria a cui lavorava lo dimostra), e Sarnico +ed Aspromonte non sarebbero accaduti. Cavour vivo, il valore vero +di Garibaldi sarebbe stato più utilmente e più degnamente estimato; +non sarebbe stato inviato, come nel 1866, a dar di cozzo contro le +rupi trentine; e se al governo della flotta, avrebbe signoreggiato +l’Adriatico; se a capo d’un esercito di Volontari, avrebbe preceduto +o fiancheggiato il regolare e forse risparmiate all’Italia Lissa e +Custoza. Vivo Cavour, finalmente, Garibaldi non avrebbe più trovato +nelle contraddizioni e nelle ambagi di Governi fiacchi, presi dal +prurito malaticcio delle grandi gesta, un incoraggiamento e quasi +una ragione a mettersi sulla via della ribellione: la gagliarda e +prestigiosa mano del grande Ministro l’avrebbe saputo a tempo blandire +e frenare, a tempo lanciare e trattenere, e nessuno può affermare, ma +nemmen negare, che un giorno la mente soggiogando il cuore, il cuore +infiammando la mente, Cavour e Garibaldi si modificassero a vicenda, e +l’uno finisse più rivoluzionario, l’altro più moderato: legge naturale +di selezione e d’evoluzione. + +Garibaldi frattanto era tornato alle sue consuete abitudini, e in +tutto quel 1861 non vi furono di notevoli nella sua vita che questi due +episodi. Ai primi di luglio corse pei giornali la voce d’un attentato +alla vita del Generale. Dicevasi che quattro mercenari, prezzolati da +una segreta congrega reazionaria annidata in una città di confine,[193] +eran partiti per Caprera onde compiere il reo disegno; che il Generale, +avvertito del pericolo, l’aveva, come altra volta,[194] disprezzato; +che i famigliari di lui non solo, ma tutta la popolazione di Maddalena +era nella più grande ansietà; che il Governo, già istruito della trama +da alcuni complici pentiti, aveva già posto la Caprera sotto la più +stretta sorveglianza ed altri particolari. + +E forse si esagerava; ma tutto non era favola, come attesta questa +lettera di C. Augusto Vecchi, che appunto a que’ giorni era ospite del +Generale nell’Isola: + + «Caprera, 8 agosto 1861. + + »Ieri sera vennero qui tre cavalleggieri. Avevano avuto sentore + che due uomini di male affare erano sbarcati in Caprera. Noi la + credemmo un’ubbía. Essi si licenziarono e noi andammo a cena. + Stagnati ed io passeggiammo fumando su e giù pel piazzale sino + alle undici, e poi andammo a coricarci. Verso le tre udii i cani + abbaiare ed escire a starno dal chiuso. Poco dopo mi addormentai. + + »Alle cinque era in piedi. E vidi i gendarmi, i quali narravano + l’accaduto nella notte. Quando noi andammo a cena, essi si + ridussero sugli scogli che prospettano sull’alto il nostro piazzale + e vi si adagiarono a distanza determinata. Alle tre udirono rumore + di passi, e nelle tenebre videro due uomini passare parallelamente + ai loro posti ad un tiro di pistola. Il Maresciallo esclamò: — _Chi + va là?_ — Fu risposto con un’archibugiata. + + »Allora i tre trassero loro addosso e discostandosi, il Maresciallo + replicò: — _Fermi in nome del Re._ — Una voce gli ingiuriò con + un’oscena parola. I gendarmi scaricarono di nuovo il moschetto ed + udirono uno dei ribaldi gridare: — _Madonna!_ — Ed ambedue a gambe, + a precipizio. Accorsi dov’erano i tristi, trovarono le loro palle + confitte sullo scoglio; sopra il granito, tre stampi di una mano + insanguinata; per la terra, una breve gora di sangue; e più in + giù tracce sanguigne sulla via percorsa: un fazzoletto di cotone + macchiato di sangue ed un fiaschetto di corno con polvere dentro. + + »I Sardi feriti guaiscono: — _Gesù, Maria, Giuseppe!_ — Dunque i + gendarmi argomentarono, quei due non essere banditi dell’Isola, ma + assassini venuti di fuori. + + »Poichè il Generale ebbe preso il suo bagno a vapore, lo + avvertirono dell’accaduto. Ed egli, colla solita indifferenza, + disse d’aver veduto dalla sua finestra, ieri, prima di passeggiare + con me, due uomini ignoti passar su per gli scogli. Parlò + coi gendarmi e cercò di persuaderli del malinteso, onde non + allarmassero la popolazione della Maddalena. Poi andò col Carpeneti + a visitare una vignetta lontana. + + »Ma i cavalleggieri col loro rapporto alle Autorità hanno + impensierito il paese. Le esagerazioni si accrescevano sulle bocche + del popolo. Le donne urlavano dalle finestre che era stato ucciso + il loro Generale. E tutti all’accorrere sul porto e gettarsi nelle + barche. Le donne si fermarono alla Moneta. Le Autorità — meno la + ecclesiastica — i gendarmi, i bersaglieri marittimi, i doganieri, i + cittadini di ogni classe — persino i ragazzi — sbarcarono in armi a + Caprera e accorsero sul piazzale. Mi parve lo spianato del palazzo + di Caserta, quando noi avevamo l’onore di proteggervi l’unità della + patria. Le squadre partirono per la via del monte, per la parte + opposta. E tutti avevano nel cuore una sola idea — far salva la più + nobile e la più necessaria esistenza all’Italia. + + »Due golette governative facevano intanto il giro dell’Isola. + Una di esse disse d’aver visto una barca staccarsi a pieno vento + dall’isola del Giglio colla prua vòlta a Capo Ferro. Si sono + spediti ordini per indagare chi fossero gli individui che ne + sbarcassero. + + »Nè più. — Vi ho scritto, perchè si sappia il vero di ciò che è + avvenuto. + + »C. AUGUSTO VECCHI.[195]» + +La minaccia infatti non si rinnovò; ma scampato da un pericolo, ecco +invitarlo un altro cimento, perpetua sua vicenda. Ardeva fra gli +Stati Uniti del Nord e del Sud la guerra così detta di secessione, +e il presidente Lincoln, o fosse grande fiducia nel prestigio +oramai mondiale del Liberatore di Sicilia, o fosse penuria, in +quell’improvviso irrompere della rivolta, di buoni e reputati Generali +(gli allievi di West-Point eran pochi, la più parte secessionisti; e i +Grant, i Sherman, i Sheridan non s’eran rivelati ancora), fece chiedere +a Garibaldi per mezzo del Console della Federazione a Bruxelles se +avrebbe accettato il comando in capo dell’esercito federale. Nessuna +offerta poteva riuscire più geniale e lusinghiera all’eroe: aggiungere +alla gloria d’una vita spesa ne’ due emisferi per la libertà de’ suoi +fratelli di razza, quella di capitanare a nome d’una grande Repubblica +la guerra d’emancipazione dei Negri, voto della sua giovinezza, onore +del suo secolo, era tale tentazione da vincere ogni modestia e tal +premio da compensare ogni pericolo. + +Pure gradì, ma non accettò tosto l’invito. Pensoso più d’Italia che di +sè stesso, non sapeva risolversi ad abbandonarla alla vigilia forse di +quella nuova riscossa da lui tanto invocata, e frattanto temporeggiava, +ponendo condizioni che erano clausole dilatorie; consultando il +Governo, che gli faceva dire: «Andasse pure, non aver per ora alcun +bisogno di lui;[196]» interrogando gli amici più divisi e perplessi di +lui e incapaci d’un concorde consiglio. + +Prevaleva tuttavia anco fra i principali, il partito dell’accettazione, +non tanto per gli onori e gli allori che la bella avventura prometteva, +così al Capitano come a’ suoi seguaci, quanto perchè, parendo a +tutti lontana la possibilità d’una guerra in Italia, conveniva assai +meglio alla stessa fama dell’eroe ch’egli traversasse quel periodo di +tregua forzata, tra le lotte d’una vasta e gloriosa palestra anzichè +nell’angusta arena delle fazioni nazionali, o nell’ozio increscioso e +nella solitudine amareggiata di un’isola deserta. + +Se non che al divulgarsi della nuova anche il paese cominciò a +commuoversene; gli avversi alla partenza si fecero essi medesimi +istigatori o consiglieri di manifestazioni popolari: a Napoli si +andava sottoscrivendo un indirizzo al Generale che lo scongiurava +a non abbandonare l’Italia, ed a recarsi nel Mezzogiorno a sanare +le piaghe che il Governo di Torino vi aveva riaperte; talchè egli, +incapace di distinguere, in quelle dimostrazioni, la parte artificiale +dalla sincera, e credendo di udire in quelle voci la voce della patria +stessa, finì col dichiarare al Console americano d’esser dolente di +non poter aderire all’invito, soggiungendo «che dubitare del trionfo +della causa dell’Unione non poteva; ma che, se per mala sorte la +guerra dovesse continuare, egli avrebbe vinto tutti gli ostacoli per +affrettarsi alla difesa d’un popolo che gli era tanto caro.[197]» + +E la guerra durò ancora quattro anni e l’invito fu ripetuto, ma +Garibaldi, anche volendo, non avrebbe più potuto accettarlo: un +ostacolo ch’egli non avrebbe mai potuto prevedere, ma più forte d’ogni +volontà, gliel’avrebbe vietato: la palla d’Aspromonte. + + +VIII. + +In sullo scorcio di febbraio il senatore Giacomo Plezza, presi seco +il suo schioppo ed i suoi cani da caccia, s’imbarcava per Caprera. +E che unico scopo della sua gita fosse una partita alle pernici ed +alle beccaccie, i giornali spacciarono e il pubblico credette. Ma +non appena il Senatore fu nell’Isola, svela a Garibaldi l’arnese da +caccia non essere che una maschera; mandarlo in segreto il barone +Ricasoli (primo successore del conte di Cavour) onde assicurarlo in +suo nome che il Governo non aveva rallentato, nè rallenterebbe un +istante dagli apparecchi dell’impresa nazionale; affrettarne anzi, ma +non esserne ancora maturata l’opportunità; pregar quindi il Generale a +non voler con moti intempestivi guastare l’opera bene avviata; giunta +l’ora, sarebbe fra i primi avvertito; tenesse frattanto come pegno +dei buoni intendimenti del Governo l’imminente apertura dei Tiri a +segno nazionali e l’invito che gli faceva per mezzo suo di venire sul +continente a presiederne l’inaugurazione e a diffonderne l’istituzione. + +Che il Plezza abbia tradotto esattamente, oppure no, il pensiero +del suo mandante; che a lui sia stato commesso soltanto di +invitare il Generale «a rimanersi tranquillo in aspettazione +dell’opportunità;[198]» che quell’idea di trastullare l’irrequieto +Capitano con quella distrazione dei Bersagli sia stata suggerita prima +dal Plezza, e dal Ricasoli soltanto assentita, tutto ciò poco monta; +il fatto è che Garibaldi aveva il diritto di credersi invitato da +un’ambasciata del Governo, e poichè quell’invito s’accordava coi mille +che da ogni parte i suoi amici gli inviavano, e colle sue più segrete +speranze e vivaci impazienze, così l’accettò tosto, e il 2 marzo in +compagnia del Plezza medesimo sbarcava improvviso, come al solito, in +Genova. + +Se non che tre giorni dopo il Ministero Ricasoli non era più. Meglio +ancora dell’aperta ostilità degli avversari l’avevan ucciso la +tolleranza ostentata, e la malcelata freddezza de’ suoi amici. Certi +suoi atteggiamenti più altezzosi che fieri verso Napoleone III ed i +suoi Ministri, ond’era venuto in fama di poco devoto e poco gradito +all’imperiale protettore; certe sue professioni di fede liberalesca, +più mistiche a ver dire che pratiche, ma ad orecchio moderato troppo +puritane; la stessa rigidezza baronale colla quale soleva trattare +uomini e cose, l’avevano da lungo tempo indebolito nel favore della +sua parte; ma quando gli fu chiesto, quasi per metterlo alla prova, di +sciogliere i garibaldini _Comitati di provvedimento_, ed egli in nome +della libertà d’associazione, mallevata dallo Statuto, sdegnosamente +rifiutò, fu evidente, nonostante l’ombra d’uno stentato voto di +fiducia, che ogni consenso d’idee e di affetti fra lui e la Destra +era rotto, e che altro non gli restava che deporre il governo. E così +fece; e poichè il Rattazzi ne febbricitava di voglia da più mesi, e il +Re lo prediligeva, e i Centri lo invocavano, e la Sinistra prometteva +tollerarlo, e la Destra doveva subirlo, così egli ne fu il naturale +successore; senz’altro contrasto che de’ più arrabbiati delle varie +consorterie moderate, le quali non avendo saputo fino allora nè +combattere con lealtà, nè sostenere con franchezza il Ricasoli, si +lagnavano ora ch’egli cadesse in un punto ed in un modo da lasciarne +l’eredità al loro più aborrito avversario. + +All’udire pertanto questa nuova, anche Garibaldi s’allietò. Egli non +conosceva il Deputato d’Alessandria che di nome, e non era certo in +grado di giudicare della sua politica, molto meno di distinguere quella +sottile linea che appena lo discerneva dai moderati; ma da ogni parte +glielo dipingevano per vecchio avversario del conte di Cavour, diletto +a Vittorio Emanuele, beneviso a gran parte della Sinistra, democratico +d’origine e di costumi; e ciò bastava perchè egli si felicitasse del +cambio e si illudesse di trovare in lui un alleato più compiacente +e più maneggevole. Nè alcuno si curò, a quel che parve, di trarlo +d’illusione; chè ridottosi il Generale a Torino e ristrettosi a intimo +colloquio, prima col Re, poi col Rattazzi medesimo, partì da entrambi +quasi entusiasta, a tutti magnificando le idee del nuovo Ministro, +esortando i suoi amici a sostenerlo, ripromettendosi di compiere con +lui le più grandi cose. E fino a qual punto fossero arrivate da un lato +le promesse o le lusinghe del Presidente del Consiglio, e dall’altro +la bonomia o la credulità del Generale, sarà difficile il documentare; +certo da quel giorno si diffuse la voce che in quei colloqui fossero +stati fermati importantissimi disegni; che Ministero e Garibaldi +agissero ormai d’accordo; e che l’Italia fosse alla vigilia di grandi +avvenimenti.[199] + + +IX. + +Ma intanto che questi avvenimenti, più o meno probabili, maturavano, +Garibaldi era chiamato a Genova da un’altra cura. Le antiche discordie +della parte rivoluzionaria erano rinate. Essa pure era da molto tempo +partita in due fazioni, o frazioni che vogliansi dire, l’una procedente +più direttamente da Mazzini, che accettava condizionatamente la +Monarchia, rimetteva bensì al tempo, ma non nascondeva il suo ideale +repubblicano, teorizzava il diritto dell’iniziativa privata, predicava +l’azione immediata e continua, poneva al Governo il dilemma: lasciarla +fare e seguirla, o cadere; l’altra, capitanata più visibilmente da +Garibaldi, che pur avendo con la prima molti punti di somiglianza, +pure ne dissomigliava in tre essenzialissimi: era schiettamente +monarchica; credeva, senza dottrineggiare della sua legittimità, alla +utilità dell’iniziativa rivoluzionaria e alla potenza della guerra +popolare; serbavasi ferma tuttavia a non staccarsi dal Governo, pronta +anche, se egli precedeva, a marciare dietro a lui; infaticabile solo a +sospingerlo se indugiava; ma, fino al giorno in cui discorriamo, aliena +pur sempre dal disconoscerlo ed esautorarlo. Ora, com’è ben naturale, +ciascuna di queste due frazioni aveva la sua speciale organizzazione; +e come la garibaldina era disciplinata, e quasi militarmente +instrutta nei _Comitati di Provvedimento_, così la mazziniana per +opera principalissima dell’infaticabile Bertani (che nel Bellazzi, +già suo creato ed ora segretario de’ Comitati, trovava un fomite di +più alle sue antipatie) era venuta prendendo nome e persona in tante +_Associazioni unitarie_, che a primo aspetto si sarebbero dette un +plagio e un pleonasmo dei _Comitati_, che in realtà ne differivano +per quei punti che abbiamo posti in rilievo, e coi quali combatteva da +parecchi mesi una sorda guerra fraterna, immagine riprodotta per mille +membra della suprema discordia de’ capi. + +Parve quindi urgente ai principali delle due parti che il periglioso +dissidio cessasse; e cercandone il modo, nessun migliore espediente +seppero immaginare che un’Adunanza generale, quasi un Concilio +ecumenico, di tutti i rappresentanti dei _Comitati_ e delle +_Associazioni_ auspice da Londra l’Apostolo del pensiero, da Caprera il +Pontefice dell’azione. + +Convocata infatti da Garibaldi stesso, l’Assemblea si raccolse in +Genova nel teatro Paganini il 9 di marzo. Eran presenti tutti i +caporioni e caporali della democrazia, non meno di quattrocento +persone; presiedeva Garibaldi per ciò appunto venuto da Torino; il +quale, dopo aver nell’usato stile, scongiurato per la concordia, +additato nuovamente Roma e Venezia, riaffermata la necessità di +formare il fascio, o com’egli diceva, «il fascio romano di tutte le +forze,» aperse la discussione, quanto dire tutte le cataratte della +patriottica eloquenza. Pure fu notabile che in un’adunata d’uomini +sì diversi, nessuno esorbitò. Parve anzi che l’Assemblea ci mettesse +una tal quale ostentazione ad imitare l’ordine e la gravità dei +dibattimenti parlamentari, sicchè fra il dispetto e l’ironia fu +battezzata di _secondo Parlamento_. E d’un Parlamento ebbe, a dir vero, +tutto l’aspetto e tutta la solennità, tanto che se fu doveroso che il +Governo la rispettasse, perocchè così l’impedirla come il discioglierla +sarebbe stato del pari illegittimo, certamente fu molto significativo +che un’Assemblea di quattrocento persone, non munite d’alcun mandato +legale, assegnasse termini alla pace ed alla guerra; accettasse e +respingesse alleanze; passasse in rassegna armi ed armati; facesse +e rifacesse l’Italia, e il Governo fosse costretto a restare inerte +spettatore di tutto ciò, quasi in sembianza di tacito complice. + +Per ventura però le deliberazioni furono meno paurose delle +discussioni. I _Comitati di Provvedimento_ si fusero colle +_Associazioni unitarie_ in un nuovo sodalizio che prese nome di +_Società Emancipatrice_; un Comitato di ventiquattro membri, cibreo +di tutte le tinte, fu eletto a rappresentarla; si auspicò al fausto +connubio; si inneggiò a Roma e Venezia; si indusse Garibaldi ad +invocare come pegno della restaurata concordia il richiamo di Mazzini, +e tutto passò come iride, lasciando i nembi di prima. + + +X. + +Ma il Governo era impegnato a concedere ben più. Reduce Garibaldi a +Torino, Rattazzi perfezionando il disegno del Barone Ricasoli gli +commette la direzione dei Tiri a bersaglio, colla balla di girare +Italia per propagarne l’effettuazione: poco dopo gli consente la +istituzione di due battaglioni di _Carabinieri mobili_ comandati +da suo figlio Menotti;[200] apparentemente destinati a combattere +il brigantaggio nel Mezzogiorno, ma presti, occorrendo, per altre +imprese; infine, complotto trapelato soltanto più tardi, ma non men +vero, gli promette un milione di lire per provvedere all’armamento +d’una spedizione in Grecia, insorta allora contro il re Ottone, e che +Garibaldi aveva promesso soccorrere[201] se non gli si apriva altra via +in Italia. + +Così il Dittatore cacciato da Napoli pareva risorgere a Torino. +Si invocava il suo consiglio, si ambiva il suo aggradimento, si +interpretavano i suoi discorsi come responsi d’oracolo. Ospite del +senatore Plezza, la sua casa pareva un ministero; una processione +perpetua di Garibaldini, di patriotti, di Ministri, di Deputati d’ogni +colore, di ammiratori e sollecitatori d’ogni fatta, passava e ripassava +a visitarlo, a onorarlo, a consultarlo. I principi reali di Savoia lo +convitavano alla loro mensa quasi ingloriando dell’onore; finalmente +l’ultima settimana di marzo scortato dai figli e da numeroso corteo +di luogotenenti e di commilitoni, sopra treni appositi, in carrozze +separate, a spese dello Stato, s’incamminava alla volta di Lombardia. +Per contrapposto in quei medesimi giorni Vittorio Emanuele moveva colla +Corte e coi Ministri a visitare per la seconda volta il Mezzogiorno; ma +la cronaca narrò che il viaggio del mozzo nizzardo fu più trionfale. + +I Sindaci gli muovono incontro, i Municipi lo albergano a loro spese, i +Prefetti lo banchettano, il clero lo ossequia, l’esercito lo acclama, +le Guardie nazionali gli presentano l’armi, i Garibaldini in camicia +rossa montano la guardia alla sua porta, le donne lo corteggiano, lo +abbracciano, lo baciano, ne portan via per reliquia i capelli e le +vesti, gli offrono in dono le gemme ed i figli: infine dovunque arriva +una turba immensa di popolo lo attende impavido alla pioggia ed al +sole, monta sui tetti e sugli alberi per vederlo, si precipita, appena +lo scorge, intorno a lui, lo avviluppa, lo serra, lo trasporta, lo +tien prigione del suo affetto e del suo delirio, lo spia in ogni atto, +lo segue in ogni passo, assedia da mane a sera gli approcci della sua +casa, lo chiama e richiama al balcone, lo fa parlare e lo apostrofa, +gli promette tutto quello ch’egli domanda, gli grida ad ogni istante: +«Roma e Venezia;» a cui il Generale risponde quasi invariabilmente: +«Sì, Roma e Venezia son nostre, e se saremo forti, le avremo.» + +A Milano, murato da un serraglio vivente, non gli basta un’ora per +arrivare dalla Stazione all’albergo: dalla terrazza della _Ville_ +saluta «il popolo delle cinque giornate capace di venticinque,» +raccomanda la carabina; promette al solito Roma e Venezia. Inaugurando +con pompa solenne il bersaglio provinciale, spara egli il primo colpo, +che i giornali trovano stupendo. Dovendosi distribuire le medaglie +commemoratrici delle ultime campagne, ne è commesso l’ufficio a lui, e +molti, pigliando le medaglie da quella mano, piangon di gioia e tentano +baciarla. Il Sindaco lo arringa; le Guardie nazionali e le Associazioni +operaie gli sfilan davanti a bandiere spiegate; i membri dell’Istituto +Lombardo s’affrettano a visitarlo; il prefetto Pasolini lo invita +a pranzo, e all’udire il racconto delle sue gesta esclama: «Questa +sera divento garibaldino anch’io.[202]» Manzoni infine, visitato per +omaggio dall’eroe, dice: «Sono io che devo prestar omaggio a voi: io +che mi trovo ben piccolo dinanzi all’ultimo dei _Mille_, e più ancora +dinanzi al loro Duce, che ha redento tanta parte d’Italia e nel modo +migliore, offrendola a Vittorio Emanuele;» e avendogli il Generale +nell’accommiatarsi fatto presente d’un mazzettino di viole, «lo +conserverò, esclama il Poeta, lo conserverò in memoria d’uno de’ giorni +più belli della mia vita!» + +A Monza, a Como, a Lodi gli stessi deliramenti; a Parma, presiedendo +un Comizio d’operai al teatro San Giovanni, molte voci gli gridano: +«Viva Mazzini, ed egli replica: «Viva Vittorio Emanuele.[203]» A +Casalmaggiore bandisce la «Religione della santa Carabina.» A Cremona è +una epifania di donne, di ufficiali dell’esercito, di preti: monsignor +Vescovo Novasconi, malato, si leva di letto per ricevere la sua +visita: il clero gli manda una deputazione e pende dal suo labbro, +come da un nuovo Messia: dodici donne, madri, spose, figlie di morti +per la patria, gli presentano un indirizzo firmato da un migliaio +di signore e popolane cremonesi, nel quale promettono «che al nuovo +appello del Capitano dei Mille esse ridaranno ai loro uomini il brando +che spezzerà per sempre le catene delle loro sorelle ancora schiave.» +Era un’ebbrezza che dava il capogiro alle teste più salde e non sarà +meraviglia se tra poco ne sarà preso lo stesso Garibaldi. Perocchè +respirare tanto tempo in un’atmosfera sì infocata e non esserne +infiammato; sentirsi per quindici giorni intronati gli orecchi dalle +parole di «Roma e Venezia» e non crederle sincere; vedersi portato in +trionfo, udirsi glorificato e quasi incielato da un popolo intero e +non credersene il Dittatore; sapersi segretamente spalleggiato dallo +stesso Governo e non supporlo consenziente e complice, poteva essere +saggezza non difficile alla fredda mente d’un filosofo e d’un uomo di +Stato; ma all’anima ribollente d’un eroe diventava virtù pressochè +impossibile. Garibaldi sta per commettere i due più grandi errori +della sua vita; ma quando pure non bastasse a riscattarli la nobile +prepotenza dell’amor patrio, starebbero sempre a loro scusa questi +tre argomenti: la imprevidente e ambidestra condotta del Governo, +che pur di godere un riflesso della popolarità del Generale gli aveva +sacrificato una parte della propria autorità; la obbedienza passiva +dei di lui amici e commilitoni che tenendosi vincolati da una specie di +giuramento militare non seppero nè parlargli con verità, nè resistergli +con fermezza; finalmente la spensierata e quasi fanatica apoteosi che +i Lombardi prima, i Siculi poi, fecero d’un uomo che pure s’atteggiava +ad arbitro della nazione e li invitava a seguirlo in una avventura che +aveva tutte le apparenze d’una follia e d’una ribellione. + +A ciascuno la sua responsabilità. Per aver il diritto di dire tutta +la verità ai grandi bisogna prima saperla dire ai popoli. Sarnico ed +Aspromonte li fecero in gran parte anche gli Italiani. Stia pure a loro +discolpa che il magico Capitano li stregò col suo fascino; il Governo +li confuse colle sue ambagi; la parte rivoluzionaria li sorprese +colle sue audacie; non è men vero che se Garibaldi non avesse trovato +fin dai primi passi tanto incoraggiamento d’applausi, di promesse e +di offerte, non avrebbe mai potuto pensare, nonchè avviare, le due +temerarie imprese a cui nel 1862 s’accinse. Gl’Italiani gli urlavano: +«A Venezia,» ed egli, seguendo la sua natura, rispondeva: «Andiamo.» +Essi gli giuravano sulla spada e sulla croce, nelle piazze e nelle +chiese: «Roma o morte;» ed egli li invitava a confermare i giuramenti +coi fatti; essi continuarono per un mese a rappresentare sotto i suoi +occhi la commedia dell’eroismo disperato e del patriottismo indomabile; +ed egli, ignorando quanto di rettorico, di melodrammatico e di +carnevalesco s’ascondesse ancora, per antica legge ereditaria, nelle +vene de’ suoi concittadini, egli, l’eroe dabbene e sincero, li prese +sul serio e scontò la pena per tutti. + + +XI. + +La storia di Sarnico è breve. Garibaldi, visitate ancora Brescia, +Castelgoffredo, Asola, Desenzano, Pavia, adducendo il bisogno di +curarsi della sua vecchia artritide si riduce in sul finire d’aprile +presso le Terme sulfuree di Trescorre, nella villa del suo vecchio +amico Gabriele Camozzi. Chiunque però sapeva che Trescorre giace +come al centro delle valli che mettono al Tirolo, e osservava gli +andamenti del Generale e de’ suoi seguaci non poteva tardare ad +avvedersi che la salute e i bagni erano un comodo pretesto; ma la +ragione vera, ben altra e più grave. La villa Camozzi sembrava divenuta +un Quartier-generale. Un andirivieni incessante di Garibaldini, di +profughi veneti e trentini, di Deputati dell’estrema Sinistra; un +discorrere sommesso, un appartarsi guardingo, un apparire e scomparire +misterioso, dicevano abbastanza che qualcosa di nuovo si macchinava. +Il 5 maggio i membri della _Emancipatrice_, convenuti a Trescorre +per festeggiare la partenza di Quarto, confermavano l’alleanza e +la concordia giurata a Genova, e davano a Garibaldi nuovo stimolo a +compiere il concepito disegno.[204] + +Era una congiura condotta press’a poco colla stessa noncuranza del +segreto con cui due anni prima lo era stata la più grande congiura +di Marsala. I più noti luogotenenti di Garibaldi, i più celebrati +agitatori del partito d’azione[205] giravan apertamente di città +in città ad incettare armi, a commettere vesti, a comprare scarpe, +a negoziar prestiti di danaro; e bastava aver occhi ed orecchi per +conoscerne i passi ed udirne i discorsi. Garibaldi stesso, infine, +aveva già dato al Governo di Torino il più chiaro di tutti gl’indizi, +inviando agli ultimi d’aprile il dottor Ripari a richiedere al signor +Capriolo, segretario dell’interno, plenipotenziario del Rattazzi +assente, tutto o parte di quel milione che già era stato promesso per +la Grecia, e che era assai facile sospettare dovesse servire a impresa +più vicina. Insomma la trama ordivasi con tanta sicurezza e pubblicità +che a Parigi ed a Vienna sapevasi già quello che il Ministero a Torino, +e, cosa ancor più strana, i suoi governatori di Brescia e di Bergamo +sul teatro stesso dell’azione ignoravano. Ma un caso inatteso venne ad +illuminarli. A Genova una banda di audaci, svaligiato in pien meriggio +il banco Parodi, tenta la fuga sopra una tartana che mesi prima era +stata noleggiata a nome di Garibaldi dal colonnello Cattabene, appunto +per quella spedizione di Grecia di cui tanto si discorreva e che mai +si effettuava. La polizia italiana, frattanto, scoperta la via tenuta +dai ladri, riesce ad arrestarli in mare sulla tartana medesima; ma +quivi, trovando fra le carte del Capitano il primo contratto del +Cattabene, sospetta questi pure complice del furto, e saputolo a +Trescorre presso il Generale, senza badar più che tanto, nella notte +del 13 aprile, arresta lui pure e lo traduce come un malfattore ad +Alessandria. Proteste del Generale; strida del partito; invano; chè +al Tribunale soltanto spetta decidere la lite. Se non che l’autorità, +frugando la casa del Cattabene per iscoprire maggiori tracce della +sua colpabilità nel furto Parodi, viene inaspettatamente ad avere tra +le mani gl’indizii d’un’altra impresa non sospettata fino allora: gli +appunti, gli ordini, i piani dell’imminente invasione del Tirolo. A +tal punto anche il Governo si desta, e mentre bandisce illegittimi +tutti quegli apparecchi e falsa la vociferata connivenza del Governo, e +ferma la risoluzione d’impedire e reprimere quei tentativi, occorrendo +anche colla forza,[206] spedisce truppe a sbarrare tutti i passi di +Valcamonica e di Valsabbia; ordina che quanti s’avviano per quelle +valli siano arrestati; pone sotto rigorosa sorveglianza Trescorre +stesso e i suoi abitatori. + +Ed era tempo. Il 14, sera, un manipolo di giovani conveniva da ogni +parte nei dintorni del lago d’Iseo, manifestamente avviati per la +Valcamonica: il 15 il colonnello Nullo e il capitano Ambiveri, seguíti +da una più grossa squadra, stavan per raggiungerli: tutto dimostrava +che si era alla vigilia d’un’entrata in campagna. Allora anco i +Prefetti di Brescia e di Bergamo si riscuotono in sussulto: Nullo, +Ambiveri e cinquantacinque de’ loro compagni sono presi a Palazzolo: +altri quarantaquattro tra Sarnico ed Alzano Superiore: e i prigionieri, +con l’imprudenza che segue sempre le risoluzioni precipitate, sono +tradotti parte a Bergamo e parte a Brescia, patria di quasi tutti +gli arrestati, le due città più infiammabili d’Italia. E ne apparvero +tosto le conseguenze: il popolo bergamasco si accontentò d’un tumulto +presto sedato; ma il bresciano più sulfureo s’avventa alle prigioni +per tentare di liberare i prigionieri: il picchetto di guardia resiste; +spiana l’armi, fa fuoco: un cittadino è ferito, un altro morto: grande +lutto e maggior scompiglio in tutta la città. + +A questa nuova Garibaldi schizza fuoco e fiamme: scaraventa contro +i difensori delle prigioni di Brescia una violenta invettiva, +pareggiandoli «a sgherri mascherati da soldati,» e proponendo una spada +d’onore all’ufficiale russo Popof, che favoleggiavasi avesse spezzato +la sua piuttosto che usarla contro l’inerme popolo di Varsavia; nè pago +di ciò, chiede imperiosamente al Prefetto di Bergamo la liberazione de’ +suoi prigionieri, proclamando «aver essi agito per espresso suo ordine +e sè solo in ogni evento responsabile.» Dove fosse per trascorrere +l’accecato Achille era pauroso il pensarlo; pure avendogli il dabben +Prefetto comunicato la cortese, ma ferma risposta del Ministero: +«rincrescere al Governo, ma non poter ammettere il modo di vedere +del generale Garibaldi circa le conseguenze de’ fatti avvenuti;» +eccolo a un tratto, come se tutto quel furore non fosse stato che un +fuoco d’artificio, mutar parole e contegno; ridivenir ragionevole +e sereno; temperare in una nuova lettera le acerbe frasi dirette +all’esercito:[207] promettere a quanti l’avvicinano d’aver deposto +ogni pensiero di spedizione; reduci i ministri da Napoli, abboccarsi +tranquillo col Rattazzi e il Depretis; tranquillo partirsi da Torino; +tranquillo ritirarsi a Belgirate, ospite di Benedetto Cairoli, d’onde +dichiara pubblicamente: «Che ogni arruolamento che si potesse fare, +sarebbe a sua insaputa ed avrebbe la sua disapprovazione.[208]» + +E non basta: riapertosi in quei medesimi giorni il Parlamento, il +Generale consigliavasi di inviare al Presidente della Camera dei +Deputati una lunghissima lettera, la quale, riassunta ne’ suoi capi +principali, diceva: esser venuto sul continente chiamato dal Ministro +Ricasoli, che dicevasi disposto ad occuparsi seriamente dell’armamento +nazionale: il nuovo Ministero avergli confermato il mandato dei Tiri a +segno, e più «data larga speranza» che sarebbesi adoperato alacremente +alla definitiva costituzione d’Italia: pegno dei patti convenuti +doversi riguardare la istituzione di due battaglioni di Carabinieri +Genovesi; venuta meno anco questa promessa, aver egli rimandato alle +loro case i giovani accorsi a parteciparvi; ma poichè parte di loro +riluttava a rimpatriare, egli «li consigliò a raccogliersi in alcuni +luoghi della pacifica Lombardia nei quali si doveva provvedere al +loro mantenimento con ispontanee oblazioni di buoni cittadini, mentre +essi si sarebbero esercitati viemeglio alle armi in aspettazione di +futuri avvenimenti.» Il Governo quindi equivocò fatalmente sullo +scopo di quei depositi: niente di più falso che si trattasse d’un +tentativo d’invasione nel Tirolo; dolorose tutte le persecuzioni di +cui i suoi compagni furono fatti segno: suo grido sempre _Vittorio +Emanuele_, e guai a chi tocca il concetto salvatore: necessario però +a fecondarlo l’armamento universale della nazione. Questa tende alla +sua unificazione come i gravi al centro della terra: irrefrenabile +l’agitazione della gioventù: chi vuole opporsi al generoso movimento +assume tutta la responsabilità delle disgrazie che ci possono +minacciare.[209] + +Non rifaremo la discussione, o meglio il diverbio, che per questa +lettera s’accese in Parlamento. Il Crispi la difese passo passo, +spiattellando in faccia al Rattazzi anche la storia del milione, o, +come volgarmente dicevasi, del _milioncino_ promesso per la Grecia; il +Rattazzi armeggiò abilmente a contraddirla in tutti quei punti che lo +prendevano di mira; la Camera, più per tutelare l’autorità del governo +che per fiducia nel Ministero, votò un Ordine del giorno che prendeva +atto delle di lui dichiarazioni e lo incoraggiava a far rispettare la +legge; ma un’opinione s’accordò nelle menti, che la verità non si disse +nè si seppe intera da alcuno; e che poche giornate meritarono come +quella il proverbiale titolo di _journée des dupes_. + +E questo giudizio tocca per primo Garibaldi. Quale imperiosa ragione +abbia potuto indurre il Generale a firmare quella lettera (a firmare, +diciamo, non a scrivere, poichè lo stile prolisso e il sillogizzare +curialesco la dimostrano evidentemente fattura d’altra mano), a noi +non fu dato chiarire; il segreto è morto probabilmente coll’eroe. +Per certo quel messaggio non diceva tutta la verità e ne dissimulava +la principalissima parte. Che la spedizione del Tirolo non dovesse +aver luogo immediatamente; che tra la raccolta delle armi e degli +armati, e il momento dell’invasione potesse o dovesse trascorrere +ancora un certo tempo, e che in questo intervallo fosse possibile +una resipiscenza e un contr’ordine, ciò si comprende di leggieri; e +in questo senso la lettera del Generale diceva il vero; ma che tutta +quella gioventù si radunasse ai piedi dello Stelvio e del Tonale, +sulle soglie del confine austriaco, solo per esercitarsi alle armi, +o molto meno, come nell’eccesso del suo zelo apologetico volle dare +a credere il deputato Crispi,[210] o molto meno per apparecchiarsi a +tragittare il Mediterraneo e combattere in Grecia, ciò oltrepassa i +confini del credibile e dell’intelligibile, e ciò non è.[211] E non +andremo in cerca per questo di superflue prove; non faremo appello +alla testimonianza di centinaia dei nostri antichi amici e compagni +d’armi; non pretenderemo nemmeno che si creda alla nostra;[212] ci +basta rammentare un fatto solo: Bixio, alla Camera dei Deputati, nella +tornata dell’8 giugno 1862, studiandosi a dimostrare che il Ministero +non poteva avere alcun sentore di quella impresa di cui eran piene le +bocche, adoperò questo singolarissimo argomento: «Tanto vero, esclamò, +che Garibaldi interrogò me se conveniva renderne partecipe il ministro +Depretis ed io ne lo dissuasi.» Ora è troppo ovvio che nè Garibaldi +avrebbe stimato necessario di consultare il Depretis, nè Bixio reputato +sì pericoloso il farlo, se quei disegni che allora mulinavano per la +mente del Generale fossero stati embrioni ancora non nati; o, come egli +scriveva, si fossero arrestati all’innocente idea di esercitar alle +armi qualche giovanetto ramingo e sfaccendato. + +La verità è che Sarnico doveva essere la prima tappa di Trento; e +sarebbe stato più degno di Garibaldi confessare apertamente il proprio +generoso errore, anzichè sforzarsi a mascherarlo di avvocateschi +sotterfugi e di pie menzogne. Certo più che a lui la responsabilità +della lettera del 3 giugno spetta ai malavvisati consiglieri che gliela +dettarono; certo egli non s’indusse ad apporvi il proprio nome se +non per l’ingenuo convincimento di salvare per tal modo i suoi amici +compromessi da lui e per lui; ma non è men increscioso il pensare che +egli per una male intesa convenienza politica abbia dovuto lasciar +cadere sull’immacolata fama della sua lealtà una stilla d’inchiostro e +siasi esposto a veder sorridere della sua parola, sacra fin ora, la più +benigna posterità. + + +XII. + +Anche quello strascico di mar vecchio che aveva lasciato dietro di sè +la burrasca di Sarnico pareva del tutto quietato. Garibaldi era sempre +a Belgirate nella villa dei Cairoli; ma vi menava da due settimane +una vita sì privata e tranquilla che persino quei diari, che erano in +voce di suoi più intimi, non sapevan che si dire di lui. La sola nuova +un po’ importante che da qualche tempo fosse corsa dal Lago Maggiore +fu che a cagione di nuovi dissidi insorti tra il Generale e la parte +mazziniana (quella che voleva l’azione a ogni costo) egli aveva dato +la sua rinuncia di Presidente della _Società Emancipatrice_; e, com’è +ben naturale, anche questo fatto parve ai più buono augurio che l’eroe +andasse a poco a poco mettendo il cuore in pace, e deponendo, almeno +pel momento, ogni proposito di fortunose avventure. + +Se non che, a un tratto, una dietro l’altra, coll’incalzare staremmo +per dire d’un nembo che s’avanzi, rumoreggiarono queste notizie: +Garibaldi è giunto a Torino dov’ebbe un segreto abboccamento col Re +e un alterco con Rattazzi; Garibaldi seguíto da un manipolo de’ suoi +fidati è ripartito per Caprera: Garibaldi è sbarcato improvvisamente a +Palermo. + +Ma a che fare a Palermo? Perchè quel viaggio precipitato e misterioso? +Quale nuovo disegno covava il Generale? Quale nuova sorpresa preparava +egli all’Italia? Eran queste le domande ansiose che susurravan +su tutte le labbra e s’agitavan in tutti i cuori ed ai quali nè +oggi, nè mai, forse, sarà concesso dare precisa e certa risposta. +Tuttavia, rifrugando fra quei _frammenti a matita_ di cui altrove +abbiamo parlato, ci venne fatto di trovare questa pagina di tutto +pugno del Generale che getta un raggio di luce inattesa sulle origini +d’Aspromonte, e decifra almeno la prima sillaba dell’«enigma forte:» + + «Disgustato delle cose di Sarnico — e tornato in Caprera — io non + avrei abbandonato la mia solitudine — se le notizie dell’Italia + meridionale fossero state men tetre. — I miei amici di quelle parti + — massime dalla Sicilia — mi narravano il malcontento crescente ed + il pericolo d’un movimento autonomista — coadiuvato certamente da + tutti gli altri partiti che col mal governo di Rattazzi avevano + alzato la testa. — L’opinione generale era, che al richiamo (qui + minacciato) del Pallavicino un’insurrezione sarebbe scoppiata + in Sicilia. Tali considerazioni mi fecero decidere a visitare la + capitale dell’Isola. + + »Io sapeva che i Principi erano stati a Palermo — ma confesso che + se avessi saputo che essi si trovavano ancora là — io avrei scelto + un altro luogo di sbarco. + + »Avendoli però trovati a Palermo — ed essendo sempre stato ben + accolto da loro, mi affrettai a dire al mio amico Pallavicino che + mi sarebbe stato carissimo l’incontrarli. + + »Giunsi in città al principio della notte — e subito che quella + cara popolazione seppe del mio arrivo — volle vedermi e mi accolse + come un caro della famiglia. + + »Noi avevamo passato insieme momenti così solenni, tanti pericoli e + divise insieme tante glorie, ch’era naturale il rivederci oltremodo + commossi.[213]» + +Ora vi è in questa pagina autobiografica un punto che importa rilevare. +Fino ad ora fu detto e creduto che il disegno di far della Sicilia una +base all’impresa di Roma fosse già fermo e compiuto nella mente di +Garibaldi prima della sua partenza da Caprera. Ecco invece che egli +ci disinganna e con grande asseveranza ci assicura nelle più intime +sue carte come unico motivo di quel suo viaggio fosse l’idea, tuttora +vaga ed oscura, di ravvivarvi colla sua presenza lo spirito unitario, +quietarvi il pubblico malcontento, e combattervi le fazioni autonomiste +e borboniche che tentavano rialzare la testa. Nè di dubitare della sua +parola vi sarebbe ragione; in ogni caso, a noi suoi compagni d’azione +non mancherebbero argomenti per confermarla. + +Nessuno infatti di quanti, invitati da lui, lo accompagnarono da +Caprera a Palermo seppe mai dal suo labbro nè dove s’andasse, nè +perchè s’andasse! Soldati, seguivamo il Capitano: credenti, seguivamo +l’Apostolo.[214] Soltanto in alto mare nella notte del 7 luglio in +vista della costa siciliana, taluno essendosi arrischiato a chiedere +timidamente se si facesse rotta per la Sicilia: «Sì, rispose.... +andremo a Palermo e là vedremo.» E tuttavia questa indeterminatissima +parola «vedremo» era ancora la parte più definita e più certa del +programma di Garibaldi in quel momento. Nessuna mèta fissa guidava +i suoi passi; nessun proposito chiaro animava la sua volontà; e, +a guisa d’uomo che intraprenda un viaggio d’esplorazione in una +terra incognita, attendeva dalle scoperte che andrebbe facendo +per via la norma del suo cammino ulteriore. Però, lo si tenga per +fermo, il concetto di muovere dalla Sicilia al conquisto di Roma, +lunge dell’essere stato, come fu scritto, la causa del suo viaggio +in Sicilia, non ne fu che l’effetto. Che quel concetto dormisse +in embrione in fondo al cervello dell’eroe è più che probabile; ma +affinchè quell’embrione si animasse e prendesse forma viva e concreta +nel disperato dilemma _o Roma o Morte_, fu prima mestieri che sentisse +i vulcanici influssi del clima e del suolo siciliano, e trovasse in +quel medesimo maleficio di insanie, di debolezze, di equivoci d’onde +nacque l’aborto di Sarnico, la forza d’ingrandire e di minacciare. + + +XIII. + +Come accogliesse Palermo il suo primo liberatore lo narrò testè +egli stesso, e a chi conosce la forza d’espansione degli entusiasmi +siciliani è facile immaginarlo. Incontrato fra i primi dal prefetto +Pallavicino-Trivulzio, condotto al Palazzo Reale e ospitato in quella +medesima stanza da lui abitata nel 1860, visitato a gara da ogni ceto +di cittadini e da ogni ordine di magistrati, applaudito, baciato, +benedetto da una moltitudine di popolo delirante che cangiava sempre e +non scemava mai; unico nome su tutte le labbra, unico tema a tutti i +giornali, gli stessi figli di Vittorio Emanuele parvero dimenticati. +Però, quantunque il Generale fosse stato sollecito di rendere loro, +appena arrivato, il debito omaggio, essi sentirono il falso della +loro posizione, e affrettarono, senza parere, la partenza. E da +quell’istante il vero padrone della città fu lui; i partiti pendevano +dalle sue labbra; le Autorità facevano a gara ad ossequiarlo; gli +Istituti pubblici sollecitavano l’onore d’una sua visita, come +quella d’un sovrano; la Guardia Nazionale, fiore della cittadinanza, +novellamente comandata dal generale Medici, sembrava trasformarsi +in una sua guardia del corpo; il prefetto Pallavicino, supremo +rappresentante del Governo, pareva tornato suo prodittatore. Tuttavia +per alcuni giorni il Generale non profferì verbo, nè fece un passo che +uscisse dalla stretta legalità. Che cosa fosse venuto a fare a Palermo, +continuava ad essere un mistero anche pei suoi intimi; e probabilmente +non avrebbe saputo dirlo nemmeno lui. Soltanto la domenica del +15 luglio assistendo al Foro Italico, da una tribuna eminente, in +compagnia del Sindaco, del Prefetto e dei primari Magistrati della +città, ad una rassegna della Guardia Nazionale; punto badando al luogo, +alla cerimonia, al contorno ufficiale (fors’anco in cuor suo avendo +pensato giovarsene) saetta in mezzo alla milizia ed al popolo accalcato +a’ suoi piedi questa terribile invettiva: + + «Popolo di Palermo, + + Il padrone della Francia, il traditore del 2 dicembre, colui + che versò il sangue de’ fratelli di Parigi, sotto il pretesto + di tutelare la persona del Papa, di tutelare la religione, il + cattolicismo, occupa Roma. Menzogna! menzogna! Egli è mosso da + libidine, da rapina, da sete infame d’impero, egli è il primo che + alimenta il brigantaggio. Egli si è fatto capo di briganti, di + assassini. + + Popolo del Vespro, Popolo del 1860, bisogna che Napoleone sgombri + Roma. Se è necessario, si faccia un nuovo Vespro.» + +All’inattesa folgore gli stessi amici impallidirono; giuntane la nuova +a Torino, il Parlamento si commosse; il Ministro Rattazzi, incalzato +d’interpellanze, negò, arruffò, disdisse, deplorò le insensate parole, +censurando apertamente il prefetto Pallavicino d’averle ascoltate senza +protesta; ma poichè il Pallavicino pareva non darsene ancora per inteso +e Garibaldi non udiva intorno a sè che voci di plauso e di consenso, +e vedeva quell’idea di Roma accolta dall’inconsapevole entusiasmo +popolare più ch’egli non avesse sperato, così s’afferra a quella e ne +fa oramai la stella fissa del suo cammino. + +Risoltosi infatti a visitare i luoghi della epopea del 1860, tocca +Alcamo, Partinico, percorre, esaltandosi a quei ricordi gloriosi, il +campo di Calatafimi, fa una punta a Corleone, a Sciacca, a Mazzara, +e di là ripiega su Marsala, dove parendogli bello riprendere da +«quella terra di felice augurio il tronco cammino,[215]» annunzia, +più categoricamente che fino allora non avesse fatto, il suo fermo +proposito di marciare all’impresa di Roma, ed apertamente invita i +Siciliani a dar di piglio alle armi ed a seguirlo. E poichè, a quel +bellicoso appello, una voce ignota dalla folla plaudente sclamò: _Roma +o Morte_, «Sì,» ripetè più volte il Generale, «_o Roma o Morte_;» e +questo grido, uscito forse dalle labbra inconscie d’un Picciotto o +d’un pescatore marsalese, diventò da quell’istante, per il fato delle +parole, il segnacolo in vessillo d’una delle avventure più cimentose a +cui mai Garibaldi siasi accinto ed abbia tentato strascinare l’Italia. + + +XIV. + +Da quell’istante Garibaldi non s’arresta più. Appena reduce a Palermo +affretta colla nativa energia, incuriosa de’ particolari, sempre +diretta al fine, gli apparecchi della bandita impresa: manda i suoi +più fidati ufficiali a correre il continente, ad avvertirvi gli amici, +a fare incetta d’armi e di danaro: ad altri commette lo stesso ufficio +nella Capitale: spedisce nei comuni limitrofi il Corrao e il Bentivegna +(compagno il primo di Rosolino Pilo, fratello l’altro dell’infelice +Capo della insurrezione del 1856) a chiamare a raccolta i Picciotti; +e tutti lo ubbidiscono, tutti argomentando dalla palese acquiescenza +del prefetto Pallavicino che si fosse a una ripetizione del sessanta, +e che il Governo tacitamente assentisse, tutti lo secondano e gli +prestano aiuto. Soltanto tre de’ suoi più intimi, tra tanti che +lo circondavano,[216] raccolto tutto il loro coraggio, tentano di +far sentire al Generale consigli di prudenza, dimostrandogli la +impossibilità di transitare armata mano la Sicilia, senza incontrarvi +o prima o poi l’esercito regio, e soggiungendo, allo stremo d’ogni +altro argomento, che se la spedizione di Roma era invariabilmente +deliberata nell’animo suo, fosse il minor dei mali tentarla, come nel +sessanta, per l’ampia via del mare, dove il rischio di esser colati +a fondo sarebbe stato sempre minor danno d’una guerra civile, quasi +inevitabile per terra. E, fosse la bontà dei ragionamenti, fosse +un rimasuglio d’incertezza ancora tenzonante nella sua mente, il +Generale, cosa insolita, consentì ad ascoltare e discutere; cosa poi +veramente straordinaria e quasi unica, parve anche disposto a seguire +il consiglio. Infatti fu notato da chi gli era più vicino che il giorno +dopo egli diede ordine di raccogliere le armi e le munizioni in qualche +casa presso la costa; e spedì il suo segretario Basso a Messina in +cerca di vapori mercantili. + +Se non che avendogli taluno de’ più esaltati Siciliani, specie il +Corrao ed il Bentivegna, dato l’annunzio che nel bosco della Ficuzza +erano già raccolte in armi alcune migliaia di Picciotti, e dipinta la +Sicilia tutta pronta a insorgere, il Generale si lasciò trasportare +da quelle novelle, e deliberando piede stante, secondo il suo costume, +all’insaputa della maggior parte de’ suoi amici, seguíto dai pochissimi +che in quel momento gli si trovavan d’attorno, parte per la Ficuzza, +dando la posta colà a quanti volessero raggiungerlo. Allora nuovo e +più strano spettacolo; Palermo brulica d’armi e d’armati, come alla +vigilia d’una campagna; squadre di giovani a piedi, in carrozza, a +cavallo, in completo arnese garibaldino traversano a tutte le ore la +città; un nerbo di loro, in una casetta a poche miglia dalle porte, +piglia le armi e le buffetterie, s’organizza in compagnie e in colonna +al suon delle trombe, sfilando a pochi passi da un battaglione di +truppe regie, mandate non si sapeva se per fiancheggiarli o sbarrar +loro il cammino, s’avvia sicuramente, allegramente al campo designato. +Ora dire o far credere al popolo testimonio di quelle scene che non +fosse negozio inteso; che quelle mostre di proteste e di proibizioni +del Governo fossero altro che commedia, era impossibile. E lo provò +subito il prefetto De Ferrari, mandato a surrogare il Pallavicino, dopo +che questi, più non potendo reggersi nell’equivoca posizione, aveva +rassegnato l’ufficio; lo provò, diciamo, quando essendosi stimato in +dovere di pubblicare un suo manifesto, che il Governo disapprovava +quella mossa ed era deliberato ad impedirla, si vide strappati, tra le +beffe e le minaccie, i suoi bandi e posti in mora tanto egli quanto +il generale Righini, Comandante militare della città, o di venire ad +aperta battaglia per le vie o di starsene inerti. + + +XV. + +La mattina del 1º agosto infatti erano assembrati nei boschi della +Ficuzza circa tremila Volontari; talchè il Generale tutto lieto +esclamò: «Non ne ebbi tanti nel sessanta.» Eppure la qualità n’era +tanto diversa! Quando se ne eccettui il battaglione de’ Palermitani, +eletta della cittadinanza, e con esso una piccola mano di continentali +e poche reliquie di veterani e di patriotti seminati per le file, +il grosso componevasi d’un’accozzaglia di vagabondi e di ragazzacci +razzolati a caso fra quel vario elemento che in Sicilia forma, a +seconda dei tempi, così il ripieno delle squadre patriottiche, come +il fondo delle bande brigantesche, e che diede subito saggio di sè +stessa gridando al Generale per primo saluto: «pane pane....» Pure il +Generale li accolse tripudiando, compiacendosi quasi di que’ cenci e di +quelle faccie con quel sentimento medesimo con cui un altro e ben più +grande entusiasta lungo le rive dei laghi galilei compiacevasi delle +lacere turbe che lo seguivano. Però dopo averli arringati in un suo +Ordine del giorno che cominciava[217] colla formola «Italia e Vittorio +Emanuele, Roma o morte» e finiva colla speranza «di dare, riuniti al +prode esercito, un ultimo saggio del valore italiano,» partisce la sua +gente in tre colonne: una, la più grossa, sotto il suo comando diretto; +l’altra sotto gli ordini del Bentivegna, destinata a percorrere, per +Girgenti, la costa meridionale della Sicilia; la terza guidata da un +Trasselli, diretta per Termini, su Messina; e ciò fatto la mattina +del 2 agosto per Corleone, dove un picchetto della truppa regolare gli +monta la guardia, s’avvia a Mezzojuso. + +E colà soltanto gli giunge la nuova che era messo fuori della legge. Il +ministro Rattazzi, veduta l’ostinata impenitenza del Generale, e vani +ormai così i mezzi della persuasione, come quelli della repressione +ordinaria, si scuote alla fine; propone apertamente al Re di porre la +Sicilia in istato d’assedio; manda Commissario a Palermo, con pieni +poteri militari e civili, il generale Cugia, e il Re stesso, sancendo +la proposta de’ suoi Ministri, pubblica un proclama agli Italiani, +nel quale ammonitili «a guardarsi dalle colpevoli impazienze e dalle +improvvide agitazioni,» e assicuratili che «giunta l’ora della grande +opera la voce del loro Re si farà udire,» dichiara «ogni appello +che non sia il suo, appello alla ribellione ed alla guerra civile,» +minaccia del rigor della legge quanti non daranno ascolto alle sue +parole, e chiude solennemente: «Re acclamato dalla nazione, conosco +i miei doveri. Saprò conservare integra la dignità della Corona e del +Parlamento per avere il diritto di chiedere all’Europa intera giustizia +per l’Italia.[218]» + +Primi portatori a Mezzojuso di queste novelle, come del bando regale, +furono il duca Della Verdura e il dottor Gaetano La Loggia, vecchi +e cari amici del Generale; ma nè i loro affettuosi consigli, nè la +voce augusta di Vittorio Emanuele, nè la minaccia della legge, nè i +pericoli della guerra civile valsero a smuovere il proposito, ormai +incrollabile, dell’indomito Capitano. E n’adduceva le ragioni, o +quelle almeno che a lui parevano tali: non credere il Ministero giusto +interprete della volontà nazionale; non sgomentarsi, memore d’avervi +felicemente disobbedito altra volta, del divieto regio, probabilmente +imposto da prepotenza straniera o da intrighi diplomatici: l’esercito +poi, lungi dal temerlo nemico, attenderlo aiutatore e alleato, e +in ogni evento lasciassero a lui la cura d’evitarlo; finalmente il +disputare era tardi; l’alea era tratta; egli aveva giurato a Roma +per la vita e per la morte; campione sacro a quella causa, non poteva +retrocedere più. + +E non retrocesse; e per venticinque giorni precisi egli proseguì la sua +via con tanta sicurezza e tanta fortuna che gli Italiani non seppero +più se il Governo parlasse per celia o per davvero; se quell’esercito +che lo scontrava ad ogni passo e non l’arrestava mai fosse destinato +ad una indiretta complicità o ad una comparsa teatrale; se infine in +tutto quell’ingarbugliato dramma, che da mesi si svolgeva sotto i loro +occhi, essi fossero giuoco d’un occulto protagonista che dirigesse a +sua posta la macchina, e di cui Garibaldi non fosse, a dir così, che il +confidente e lo stromento. + + +XVI. + +Udito il _Te Deum_ nella chiesa di Mezzojuso (a compiere quella +shakespeariana tragicommedia d’equivoci non mancava più che preti +cattolici in chiesa cattolica benedicessero a Dio per la caduta del +poter temporale), Garibaldi leva il campo il 6, mattina; la sera del +dì medesimo è ad Allia; il 7 a Valledolmo; l’8 a Villalba, dove gli +perviene la notizia che a Santo Stefano la colonna Bentivegna era +venuta alle mani a cagione di due disertori con un battaglione di +regolari che colà presiedeva; ma aveva evitato più sanguinoso conflitto +principalmente per l’ardito e pronto accorrere di Enrico Cairoli, il +quale, cacciatosi fra i combattenti, aveva ottenuto si cessasse dal +sangue fraterno a patto di lasciare i disertori e sgombrare al più +presto la terra. + +Ripresa la marcia, traversa il 9 Santa Caterina; il 10, incontrato +dalle Guardie nazionali del paese, accampa a Marianopoli; l’11 entra +in Caltanisetta, d’onde la truppa regia, udito il suo avvicinarsi, si +ritira quasi fuggiasca, a Girgenti, la città gli dà un banchetto in cui +il Prefetto medesimo beve «alla fortuna della sua impresa;» ed egli +saluta Vittorio Emanuele in Campidoglio, e parte regalato d’armi, di +danari, di vesti. L’indomani a Villarosa lo raggiunge, con ottocento +uomini, il Bentivegna; il 14 a Castrogiovanni un barone varesano si +arruola sotto la sua bandiera con una grossa squadra soldata da lui, +talchè, ascesa la colonna a quattromila armati, viene divisa in due +_Legioni romane_, agli ordini, la prima del Menotti, la seconda del +Corrao. A Piazza, a Leonforte, a San Filippo le stesse accoglienze. +A Regalbuto sopraggiungono i deputati Mordini, Fabrizi, Calvino e +Cadolini, venuti di terra ferma per esplorare davvicino il vero stato +delle cose ed a seconda dei casi, o ripregare il Generale a desistere +dall’impresa, o associarvisi. E fu, se ci apponiamo, in que’ dintorni +(non sapremmo tuttavia precisarne il punto) che il Generale stesso +ricevette una lettera dell’ammiraglio Albini,[219] nella quale questi a +nome del Governo proponevagli di trasportarlo su una fregata regia in +quel qualsiasi porto del Regno che meglio gli fosse piaciuto; pronta +la fregata ad attendere i suoi ordini fra Acireale e Catania. Offerta +benigna, ma imprudente, come quella che dava al Generale un pretesto di +più per marciare su Catania, e ch’egli perciò s’affrettò ad accettare. + +E così di tappa in tappa era giunto a Centorbi, presso alle rive del +Simeta, dove cominciò a riavere notizie dell’esercito regio, di cui da +ben otto giorni aveva perduto ogni sentore. + +Infatti il generale Mella, comandante il presidio di Catania, era +venuto ad appostarsi coll’intera Brigata _Piemonte_ tra Adernò e +Paternò, a cavaliere delle due strade che menano a Catania ed a +Messina, risoluto, a quanto pareva, a sbarrargliene i passi; mentre +il generale Ricotti, spintosi da Girgenti alle spalle della colonna +ribelle, arrivava in que’ medesimi giorni a Castrogiovanni e serrava +sempre più dappresso il retroguardo garibaldino. Per Capitano deciso +a combattere, il cimento sarebbe stato poco temibile; per Capitano +deciso a sfuggire ogni battaglia, il frangente era minaccioso. Però +Garibaldi non pensò altro mezzo per uscirne che affrettare la marcia, +guadar notte tempo il Simeta, traversare a passi celeri e silenziosi +Paternò e deludere così la vigilanza de’ suoi custodi. Ma l’intento +gli fallì: l’avanguardia del Corrao fu indugiata per via; il Simeta +più grosso dell’usato rese difficile il guado; sicchè la colonna non +potè arrivare in faccia a Paternò che a giorno già alto. E siccome a +Paternò stava di guardia un battaglione regolare, il quale, al primo +apparire delle camicie rosse, corse subito a schierarsi in difesa, +così tutti pensarono, i più col cuore serrato, che uno scontro fosse +ormai inevitabile. Ma, il lettore l’ha già compreso, noi viaggiamo +da un pezzo nel mondo ariostesco dei sortilegi e degli incantesimi, e +conviene essere apparecchiati a tutte le sorprese. Garibaldi manda in +cerca del Maggiore Comandante di quel Battaglione, non si può dire se +amico o nemico, e il Maggiore s’affretta all’invito, stavamo per dire +all’ordine, del Generale avversario. Questi a sua volta esce dal suo +campo incontro al Maggiore e sotto gli occhi dei loro soldati, presti +a combattere, si salutano, si stringono la mano ed amichevolmente +conversano. + +Quel che siansi detto non si seppe; taluno vide il Generale mostrare al +Maggiore una lettera con un gran suggello rosso;[220] letta la quale +l’ufficiale s’inchinò riverentemente e partì. E non è inverosimile; +probabilmente la lettera era quella medesima che l’ammiraglio Albini +aveva scritto pochi giorni innanzi al Generale, nella quale gli dava +convegno nel porto di Catania; d’onde il consenso del Maggiore regio +a concedere il passo. Certo è che, appena separatisi, i Volontari +poterono mandare i loro furieri a provvedersi di viveri in Paternò; che +il battaglione regio non fece un passo fuori della linea già occupata; +che infine, verso le quattro pomeridiane, dopo almeno sei ore di sosta, +Garibaldi potè levare tranquillamente il campo, e, preso prima per +viottole traverse, poi per vigneti e giardini, girare attorno Paternò +e riescire franco da ogni molestia sulla strada maestra di Catania, +dove, per giunta, un picchetto di Regi, di guardia alla porta, gli +presenta l’armi. E tutto gli sarebbe riuscito ancora più a seconda, se +una parte della legione Corrao, la meno disciplinata tra tutte, o per +capriccio o per errore, non avesse tentato traversare il paese; per il +che i Regi furono costretti a far fronte ed a vietare loro il cammino. +E certo un conflitto ne sarebbe scoppiato, se, altra e più grande +meraviglia di quella favolosa giornata, Garibaldi avvisato del pericolo +non fosse tornato sui suoi passi e non avesse ottenuto sempre da quel +Maggiore, mercè una sua dichiarazione scritta, il libero passo degli +arrestati.[221] + +Strana guerra, invero, in cui il Comandante d’una parte stava ai cenni +del Comandante dell’altra: il nemico prestava i viveri al nemico; i +prigionieri erano liberati sulla parola del Capitano avversario; e +coloro che avrebbero dovuto, a rigor de’ termini, passarlo per l’armi, +gliele presentavano. + + +XVII. + +E tuttavia il genio di quella fantastica tregenda non aveva esaurite le +sue gherminelle. Nella sera stessa essendosi il Generale avanzato con +pochi seguaci verso Misterbianco, vede a un tratto illuminato il paese +da una gran luce e pochi istanti dopo una folla festante armata di +fiaccole uscirgli incontro, e annunziatagli Catania già libera di Regi, +sobbarcarsi alla sua carrozza, e per parecchie miglia portarlo, quasi +di peso, come in una sedia gestatoria, nella città. + +Tralasciamo le accoglienze, non dissimili, più fervide forse, di quante +n’aveva ricevute fin allora. In Catania non c’è più ombra di governo +regio: governa Garibaldi. Una o due compagnie di linea sono chiuse in +castello quasi prigioniere, e quella volta è Garibaldi che concede la +libertà. Il prefetto Tholosano s’è ritirato a bordo della _Vittorio +Emanuele_, una delle fregate che ancoravano nel porto; e Giovanni +Nicotera, fatto Comandante civile e militare della città, tiene il +suo luogo. E il più notevole si è che non un partito solo coopera +a quella strana rivoluzione, ma la cittadinanza intera. Garibaldi è +ospitato nel _Casino della Società degli Operai_, di cui eran membri +cittadini d’ogni colore politico. Il marchese di Casalotto, deputato +di parte moderata, Comandante in capo della Guardia nazionale, gli +manda una compagnia d’onore; una legione cataniese si recluta fra +l’eletta della città: insomma l’inganno che Garibaldi, se pure discorde +col Governo, agisse in segreto accordo col Re, confermato in quegli +ultimi giorni dalla fiacchezza del generale Mella e dall’inazione +della squadra, continua il suo giuoco e travia tutte le menti. Ed a tal +segno le travia, che sparsasi, il 22 sera, la novella che il Mella ed +il Ricotti marciassero con forze unite e mosse combinate ad assalire +Garibaldi, la città si leva in tumulto; le vie e le porte si coprono di +barricate; gran parte della Guardia nazionale si mette in armi, pronta +a respingere l’assalto; sicchè può dirsi che chi lo teme di più sia lo +stesso Garibaldi. + +Fortunatamente, a scongiurare il pauroso evento ed a levarlo +dall’atroce distretta, apparvero in vista del porto due piroscafi, +uno con bandiera francese, l’altro con italiana; laonde Garibaldi, che +dall’alto del Convento dei Benedettini era stato il primo a scoprirli, +«È un’occasione, sclamò, che non bisogna lasciarci sfuggire;» e in men +d’un’ora quelle due navi erano in suo potere. + +Ma qui è il tempo di lasciar parlare egli stesso. Nei già noti +_Frammenti a matita_ troviamo di tutto suo pugno la narrazione +d’Aspromonte, e quantunque l’autobiografo sorvoli a non pochi +particolari, e lasci qua e là qualche lacuna;[222] siam certi che +il lettore preferirà sempre queste pagine autografe, scolpite dalla +interna stampa dell’eroe, a qualsiasi più veridico e diligente +racconto. + + +XVIII. + + «Catania s’era mostrata degna di Palermo e della Sicilia. In + Catania trovammo un vulcano di patriottismo. — Uomini, denaro, + vettovaglie e vesti per la nuda mia gente. + + »La Provvidenza c’inviò due vapori ed io, amante del mare, + dall’alto della torre del Convento dei Benedettini che domina + Catania salutai la venuta de’ due piroscafi collo sguardo + appassionato d’un amante. — Uno era italiano, roba nostra — l’altro + francese.[223](?) — Buonaparte non ci aveva rubato Roma — che + teneva da tredici anni? — e perchè non potrò io disporre d’un suo + piccolo legno per una notte? Due fregate italiane custodivano il + porto e s’accorsero naturalmente dell’intenzione nostra. — Dovendo + traversar lo Stretto di notte bisognava fare i preparativi di + giorno. Le fregate vigilavano accuratamente e quasi chiudevano + l’entrata del porto di Catania. Esse nella notte — o sarebbero + all’àncora, e in quel caso potevano tenersi molto vicine; ma non + pronte a proseguirci nella nostra uscita — oppure si terrebbero + esse sulla macchina — ed allora impossibile di star così vicini + agli scogli — in una notte oscura — poichè tutto intorno al porto + di Catania è scoglio e d’una lava che incute timore anche di + giorno. Di notte quella costa è d’un oscuro — d’un tetro d’inferno. + Ostile l’esercito che circondava Catania, e che aumentava di numero + ogni giorno. Ostile la squadra che senza dubbio sarebbe aumentata + pure. Non v’era miglior espediente che di profittare de’ due + provvidenziali vapori e tentare il passaggio. + + »Se le fregate crociavano — non potendo esse tenersi vicino agli + scogli, a noi gli scogli — e stringerli quanto più si poteva. + + »Se le fregate ancoravano sulla bocca del porto — diritto su di + esse — e passar tanto sotto le loro batterie da non poter colpire — + con tutta l’inclinazione data ai cannoni.[224] Io avevo calcolato + dall’alto e l’altezza delle batterie delle fregate e l’altezza + de’ due piccoli piroscafi — ambi esposti alla mia vista ed a poca + distanza. + + »Presa cotal risoluzione — io scesi dalla torre del Convento e + m’incamminai verso il porto per sollecitare l’imbarco ordinato + da varie ore. Erano tremila e più i miei compagni — che meco + dovevano traversare il mare — ed appena mille ne poterono ricevere + i due piroscafi. Quello fu un momento penibile.[225] Nessuno + voleva rimanere, eppure molti lo dovevano. Vi era un’assoluta + impossibilità di fare altrimenti. + + »Col cuore lacerato io vidi rimanersi quella cara gioventù, che + altro non voleva che precipitarsi nella impresa la più ardua e + la più pericolosa, senza chiedere ove si andava — e qual’era il + loro guiderdone? Oh! Chi può disperare dell’avvenire d’una patria + con uomini tali — eppure quegli stessi uomini che si cercò di + schiacciare, di distruggere — erano poco tempo dopo trascinati + come malfattori nelle prigioni dello Stato — coi nomi di ribelli, + briganti e camorristi! + + »I piroscafi che non potevano ricevere più di mille uomini — ne + ricevettero più di duemila — ma erano stracarichi d’un modo, come + non ho mai veduto. + + »Chi poteva impedire l’imbarco a quella buona, ma disperata + gioventù? Non ne entravano più sui bastimenti quando materialmente + nè un solo vi poteva più mettere il piede, dalla gran calca. Era + cosa spettacolosa! + + »Così si uscì dal porto di Catania — verso le 10 pomeridiane. Le + fregate — come avevo previsto — non tenendosi all’àncora, dovevano + tenersi alquanto scostate — e l’espediente fu allora di costeggiare + vicinissimo gli scogli al settentrione del porto. + + »Anche questa volta la fortuna marciò colla spedizione dei Liberi + — e prima di giorno noi toccavamo la sponda meridionale della + Calabria a pochissima distanza del punto ove sbarcammo nel 60 — ed + ove rimaneva lo scheletro del _Torino_,[226] che per molto tempo si + scoprirà ancora, testimonio della rabbia ridicola e sterminatrice + dei Borboni. Il _Torino_ era uno dei più bei piroscafi che io + m’avessi veduto. Proprietà nazionale ed individuale italiana — + quel bel vapore si sarebbe potuto salvare al paese non essendovi nè + necessità, nè gloria militare nel distruggerlo. + + »Ancora una volta noi salutammo il continente italiano, pieno il + cuore di speranze e colla mèta di scuotere a libertà gli schiavi + fratelli di Roma. Ma il continente italiano non rispondeva + degnamente alla chiamata del risorgimento. Il Moderantismo aveva + gettato tra le moltitudini la sua ghiacciata parola — e per + sciagura que’ moderati d’oggi erano i corifei della rivoluzione del + 60 — e quindi possenti ad ingannare i popoli. + + »Lo stesso giorno dello sbarco in Calabria si occupò Melito. Da + Melito v’erano tre vie da prendere. L’orientale per Gerace — la + centrale per San Lorenzo ed i Monti — e l’occidentale per Reggio. + Per Reggio fummo fortunati nel 60 e si scelse quella. + + »Da tutte le notizie raccolte io non dubitava che in quella + estremità del continente italiano non si facessero quanti + preparativi si potevano per fermarci — e veramente colla direzione + su Reggio io avevo poca speranza di penetrarvi. + + »Ciononostante — il fortunato nostro passaggio e la celerità di cui + erimo capaci — ci mettevano nella possibilità d’entrare in Reggio + — non avendo potuto ancora i nostri avversarii radunare in quella + città forza sufficiente per chiudercene l’entrata. Con un colpo + di mano come quello del 60 — e colla simpatia della popolazione di + cui non dubitavo noi saressimo entrati in Reggio. Ma molto dubbioso + era, se potevamo entrare senza combattere e contrariamente al 60 + noi dovevamo evitare i combattimenti. + + »Tali considerazioni mi obbligarono d’accennare a Reggio — ma poi + deviarci — e presimo a destra nella direzione d’Aspromonte.[227] + + »Il letto del torrente[228] fu la via che si seguitò per + raggiungere le alture. Ad onta però di celere marcia la + retroguardia nostra fu attaccata da una compagnia di truppa.[229] + Io ero già un pezzo sulla montagna quando fui avvertito di tale + avvenimento — tornai indietro e vidi che tutto era terminato. + + »La strada dei monti che avevamo presa ci faceva evitare i corpi + di truppa — ma ci lasciava in quasi assoluto difetto di viveri. + Il primo giorno si passò con alcune pecore comperate dai pastori, + e che furono insufficienti. Bisognava con tuttociò marciare + fortemente, sia per trovare de’ viveri — come per oltrepassare + Reggio ove si sapevano ingrossare ad ogni momento le truppe. + + »Quei due giorni di marcia per i monti[230] furono veramente + disastrosi. La gente aveva mangiato pochissimo ed alcuni nulla. + Grande difetto di calzatura, per cui si doveva rallentare la + marcia. Poi si consideri che la maggior parte de’ giovani che mi + accompagnavano — oltre all’essere poco assuefatta alla fatica — + perchè gente agiata — erano giovanissimi — ed io avevo l’anima + straziata di vederli così in misero stato — trascinarsi piuttosto + che camminare. + + »Qui mi accade ricordarmi di quei bei mobili di preti, che ci + tolgono quasi assolutamente la gente della campagna. Indi la + mancanza di gente nerboruta e forte per le marcie — quei miei + poveri giovani in tutte le epoche hanno fatto marcie forzate e + non poche — ma sostenuti più dalla forza morale che dalla fisica e + penetrati dall’indomabile amor di patria. + + »Non è da stupirsi se i sedicenti briganti che con tanta + ostinazione tengono testa alle nostre truppe regolari nelle + provincie napoletane hanno potuto sostenersi fin oggi e vi si + sosterranno forse per un pezzo ancora — se dura loro la protezione + del Papa e di Buonaparte. + + »Tutti questi briganti sono uomini del campo e della montagna — la + suola naturale dei loro piedi non si consuma mai. Io ricordo un mio + compagno di caccia contadino con cui cacciavo sui monti di Nizza + — che quando entravamo in caccia toglieva le scarpe e le poneva in + cintura. + + »Con uomini simili si può fare facilmente trenta miglia in una + notte — sorprendere il nemico, batterlo e dopo d’aver bottinato + ritirarsi in luoghi sicuri. + + »Senza preti quella gente svelta, coraggiosa, robusta delle + popolazioni sarebbe con noi, ed agevolerebbe immensamente a + raggiungere la mèta prefissa dalla nazione italiana. + + »Io marciavo avanti — e — singolare — l’eletta della mia gente, + in numero di circa cinquecento, marciava meco non solo, ma era + obbligato di fermarla sovente perchè non passasse avanti, spinta, + povera gente, anche dalla fame e dalla speranza di trovare più + avanti qualche cosa da mangiare. Si giunse finalmente alla casetta + forestale d’Aspromonte ove si credeva trovare alcuni viveri — ma + nulla — e vi trovammo porte chiuse. + + »Un campo di patate sfamò i primi giunti — che avevano pure avuto + la previdenza di portare seco loro alcune fascine secche atte ad + arrostire le patate, ciocchè fu eseguito in un momento. Per parte + mia mangiai quelle patate arrostite deliziosamente.[231] + + »Il 28 agosto, credo, giunsimo in Aspromonte in numero di circa + cinquecento, ed accampammo intorno alla casetta — io dentro. I miei + poveri compagni giungevano alla spicciolata in uno stato da far + pietà — affranti dalla fatica e dalla fame, e sprovvisti la maggior + parte del necessario vestimento. Così stesso[232] tra quella brava + gioventù non si sentiva un lamento. Nel decorso della giornata + giungevano sempre piccoli drappelli de’ nostri — e nello stesso + tempo viveri che si erano mandati cercare — ed altri che la brava + popolazione dei paesi circonvicini ci offriva spontaneamente. Così + passammo quel giorno. + + »Mi pare d’aver detto — che l’ultima marcia alquanto forzata — + aveva il doppio oggetto di porci presto a settentrione di Reggio + — e cercare da mangiare. Quest’ultimo motivo mi poneva nel caso + di sollecitare la marcia — inquieto ed impaziente di trovar + presto cibo per la gente, quindi immenso allungamento di colonna + — e certamente la coda rimaneva indietro. In marcia cotale era + impossibile trovare guide per ogni frazione della colonna. Indi + deviamenti di direzione. Nella notte poi la scabrosità dei sentieri + di montagna ed oscurità de’ boschi. Poi molti, dalle informazioni + prese conoscevano ch’io non seguivo sulle traccie de’ paesi, ma + bensì verso un campo situato al limitare d’una foresta, e prendendo + consiglio dalla fame si dirigevano di preferenza verso i paesi ove + si presentasse loro più probabilità di trovare de’ viveri. + + »Tali e tanti motivi fecero sì che alla fine del giorno 28 ci + mancarono ancora più di cinquecento dei nostri. La maggior parte + di quei nostri mancanti caddero in potere della truppa che si + avvicinava ad Aspromonte — e gli altri che rimasero liberi si + traviavano per non essere colti dalla truppa a Santo Stefano alcune + miglia distante e seppero quasi subito ch’essa s’incamminava per + Aspromonte.[233] Feci subito toccare a riunione e marciare verso + una posizione più conveniente ch’io già aveva riconosciuta. La + posizione era magnifica — e se avessimo dovuto combattere de’ + nemici anche in numero doppio di quanto era la truppa italiana io + non dubitavo della vittoria. + + »E qui commisi un errore che per deferenza non è citato da nessuno + di quanti scrissero sul fatto doloroso d’Aspromonte; ma che in + ossequio della verità io devo confessare. Non volendo combattere — + perchè aspettare la truppa? Avrebbe dovuto il capo che la comandava + mandarmi un parlamentario prima d’attaccare? Ma non dovevo io + supporre che finalmente si voleva rompere, e che _un po’ di sangue + fraterno non farebbe male_, e che per non dar tempo ai soldati di + riconoscere chi avevano in fronte si farebbero cominciare il fuoco + da lontano e subito giunti al passo di trotto — come fecero. + + »Io dovevo supporre tutto questo e non lo feci. Io dovevo marciare + prima dell’arrivo della truppa — lo potevo e non lo feci. + + »Avrei molti motivi da anteporre[234] a mio favore: per esempio + — la distribuzione dei viveri ch’erano giunti, e che stavano per + giungere. Veramente mentre io vedeva giù la truppa avanzare alla + nostra volta, delle file di donne e d’uomini si scorgevano in + lontananza carichi di provvigioni per noi. + + »Non è questo sufficiente motivo perchè la gente qualche cosa + aveva mangiato — e si poteva fare almeno una piccola marcia sino + a Santa Eufemia — distante due ore — ed ove la popolazione con + varie deputazioni mi aveva caldamente invitato. Oppure marciare + io, con parte della gente a Santa Eufemia, e mandare il generale + Corrao in altra direzione. Avrei potuto ancora frazionare di più + la gente. Tutte queste misure che potevano almeno momentaneamente + allontanare la catastrofe io avevo nella mente di eseguire, ma ciò + doveva essere eseguito colla celerità che mi aveva servito in tante + occasioni. E non lo feci. + + »Un altro motivo era quello di aspettare la gente nostra che + marciava ancora, e che poteva giungere da un momento all’altro. + Motivo anche questo insufficiente poichè chi non s’era riunito a + quell’ora, o aveva poca voglia di riunirsi, od era stato arrestato + — od era traviato, e si sarebbe riunito in altri luoghi. + + »Infine un po’ d’irresoluzione da parte mia — posso dire insolita + — fu per gran parte colpa di quanto avvenne. Ora devo confessare + che quando vidi la forza (e certo nessuno la scoprì prima di + me) alla distanza di circa tre miglia che marciava su di noi con + sollecitudine, non mi passò nemmeno per idea la ritirata — quando + fosse stata quella forza doppia di quello che era. + + »Solamente ordinai al Capo di Stato Maggiore di rettificare + la linea occupata dai nostri — e prendere alcune convenienti + posizioni. La foresta d’Aspromonte formava nella posizione in + cui ci trovammo un contrafforte di piante che s’avanzava verso + la pianura. A ponente del contrafforte il bosco si limitava, in + linea retta scendendo dal monte, verso la pianura, ed al di fuori + del bosco verso ponente pure, il colle era privo d’alte piante e + ricoperto di felce — formando un piano interrotto e convesso che + terminava alla nostra destra nella pianura ed al fronte nostro nel + letto di un torrente. + + »Io avevo fatto formare la nostra linea sull’alto del bosco, la + sinistra al Monte ove mi collocai io stesso per esser la parte più + alta ed ove appoggiavano la loro sinistra alcuni dei battaglioni + del corpo di Menotti. + + »Menotti essendo alla destra del suo corpo si trovava al centro. + + »La destra comandata dal generale Corrao si stendeva oltre + l’estremità. + + »Avevo ordinato che si schierassero alcune catene al fronte della + linea, e che il resto fosse tenuto in colonna nei vuoti che si + trovavano nella linea del bosco. Due compagnie furono staccate a + crocchietto[235] sulla nostra sinistra formando una perpendicolare + colla nostra linea e colla direzione del torrente che dominavano. + Una terza compagnia fu inviata pure sulla nostra sinistra ad + occupare un’eminenza che dominava tutta la linea — ed ove si temeva + che verrebbero a comparire alcune compagnie di bersaglieri — che + staccati dalla truppa minacciavano di fiancheggiarci. + + »Ho già detto: che alla vista della truppa non mi sarei ritirato + ancorchè avessi saputo che ci succederebbe peggio di quanto ci + successe. + + »Avevo commesso l’errore di non marciare appena scoperta la truppa + — non dovevo più marciare alla vista di essa. Ciò sarebbe stata una + fuga — e poca voglia v’era di fuggire. + + »Dimodochè noi contemplammo tranquillamente il celere avvicinarsi + de’ soldati italiani — i quali giunsero al passo di trotto + sulla collina che fronteggiava la nostra al di là del torrente — + stendersi in linea e cominciare un fuoco d’inferno. Fu cosa d’un + momento. Io passeggiavo al fronte delle nostre catene — e certo + addolorato dalla piega che prendevano le cose — massime che udivo + sulla destra — essere stato risposto continuatamente alle fucilate + degli assalitori — continuavo colla raccomandazione di non far + fuoco — ed i miei aiutanti percorrendo la linea raccomandavano + lo stesso — ed ordinavo alle trombe di comandare il _cessare il + fuoco_. + + »Io fui ferito al principio della fucilata — ed accompagnato + all’orlo del bosco — ove fui obbligato di sedermi — rimasi quasi + nell’impossibilità di più poter distinguere ciò che succedeva sulla + linea. Ove avessimo avuto da fare con dei nemici — la cosa andava + certo diversamente. Avrei potuto collocare, coperte dalle prime + piante, le nostre catene dei bersaglieri e con loro potevo rimanere + io stesso. Lasciare avanzare la truppa al di qua del torrente — + e dopo d’averla fucilata a bruciapelo — caricarla di fronte — col + vantaggio dell’altura, e di fianco sulla sua destra spingendovi, + collo stesso vantaggio, le compagnie che si trovavano a crocchietto + nella nostra sinistra. Tutto ciò poteva operarsi molto prima + che le compagnie de’ bersaglieri che marciavano per il bosco per + fiancheggiarci sulla nostra sinistra potessero comparire e prender + parte alla pugna. + + »Io non ho mai dubitato che per valorosi che fossero i soldati che + avevamo di fronte — essi non potevano mancare d’essere sbaragliati. + + »Io ho fatto gli elogi del colonnello Pallavicini — e sono oggi + della stessa opinione. In primo luogo — noi potevamo cadere in + peggiori mani. In secondo, egli eseguiva gli ordini che aveva, + con valore e risoluzione. Ciò nonostante — ripeto — se nemici + dell’Italia noi avessimo avuto in faccia da combattere — l’Italia + in quel giorno contava una splendida vittoria di più. + + »Già dissi in un altro luogo che alcuni picciotti dell’ala destra + avevano risposto al fuoco della truppa. Io ciò aveva veduto nel + momento in cui fui ferito. Ma ciò che non vidi — e seppi dopo — fu + che li stessi picciotti e Menotti nel centro — avevano eseguito una + scarica.[236] + + »È positivo però che da tutte le parti della linea dal centro alla + sinistra — ove si trovavano in maggioranza i veterani di tutte + le pugne — dei volontari italiani, e che più immediati erano alla + posizione da me occupata — nessuno si mosse nè fece fuoco. + + »Seduto — attorniato da’ miei prodi fratelli d’armi — io ebbi + la prima medicatura al mio piede destro — alla coscia sinistra + un’altra palla mi aveva contuso, ma fu poca cosa. + + »Frattanto giungevano alcuni della truppa — e tra essi varii di + coloro che con me avevano servito nei tempi passati — e vidi il + cordoglio sulla fisonomia di tutti — meno alcuni giovani ufficiali + dell’esercito — che senza dubbio — nuovi nei combattimenti + credevano di aver riportato una strepitosa vittoria. Io ebbi ad + incomodarmi con alcuni di questi pei spropositi loro — ma fu cosa + di momento.[237] + + »Giungendo la truppa sulla linea nostra — e non sapendo di me — + molti de’ nostri si ritiravano per il bosco — dimodochè si rimase + in pochi e ciò accelerò il disarmo della gente. + + »I miei ufficiali di Stato Maggiore col colonnello Pallavicini + stipulavano alcune condizioni — fatica inutile — poichè fummo + trattati come prigionieri di guerra — come tali accompagnati a + Scilla e come tali imbarcati a bordo della fregata il Duca di + Genova e condotti alla Spezia. + + »Da Aspromonte alla Spezia — io devo ricordare con gratitudine il + trattamento del colonnello Pallavicini — del maggior Pinelli — del + comandante, Whright, del _Duca di Genova_ — del colonnello Santa + Rosa, e del comandante Ansaldi al Varignano — e del capitano di + Porto, Rossi (uno dei mille), alla Spezia.[238]» + + +XIX. + +La commozione suscitata dall’annuncio d’Aspromonte fa grandissima, +e non in Italia soltanto, ma in quante contrade era giunto il nome +del mondiale condottiero e l’eco della catastrofe. Strano destino di +quest’uomo: egli raccoglieva dalla sua disfatta una mèsse di gloria che +mai sì grande dai trionfi di Palermo e di Napoli! Finchè fu in piedi +col vessillo della rivolta in pugno, egli non era, agli occhi dei più, +che un ribelle dissennato, che pareva lecito anzi doveroso combattere +e schiacciare al più presto; appena fu atterrato, egli diventò a quegli +occhi medesimi il martire d’un’idea, reso dalla sventura inviolabile e +sacro. + +Perseguitato, temuto, da molti esecrato fino a ieri come un bandito +pericoloso, oggi è ricerco, glorificato, staremmo per dire, adorato +come un santo. Un incessante pellegrinaggio di devoti assedia il suo +carcere; una gara d’affetti circonda il suo capezzale; un concento +di compianti e di voti vola a lui da ogni angolo della terra, e ne +dice l’apoteosi. E quel che è più meraviglioso, prima in quel torneo +di pietà la fredda, compassata, calcolatrice Inghilterra. A Londra, +a Birmingham, a New-Castle, a Dundey, a Birkenhead i _meetings_ si +succedono ai _meetings_, nè solo per esprimere all’eroe la simpatia +del popolo britannico, ma per protestare insieme contro la Potestà +temporale de’ Papi e l’occupazione francese di Roma. Uno de’ più +celebri chirurghi inglesi parte a pubbliche spese per visitare il +ferito; una colletta popolare d’un _penny_, destinata a costituire +un fondo di soccorso a Garibaldi, raccoglie in pochi giorni 40,000 +franchi; i giornali d’ogni parte riboccano di notizie del ferito, di +particolari della sua vita, d’apologie della sua causa; da tutti i +porti del Regno Unito partono per la Spezia lettere, telegrammi, doni, +visitatori e visitatrici; un Comitato permanente di notabili governa +nella metropoli le onoranze a Garibaldi; ad Hyde Park in un _meeting_ +di quarantamila persone si combatte tra Irlandesi ed Inglesi pro e +contro Garibaldi, pro e contro il Papa più che non si fosse combattuto +ad Aspromonte; la questione garibaldina par divenuta una questione +inglese. + +Diverse di forma, non di sostanza, sono le manifestazioni degli altri +popoli. A Lipsia si getta in oro per sottoscrizione pubblica una +corona d’alloro al Campione della libertà umana; a Stocolma per lo +stesso fine, per il medesimo uomo, si tiene nel palazzo della Borsa un +immenso Comizio popolare; in America rinasce il pensiero di affidare +a Garibaldi il comando dell’esercito federale, e il Console degli +Stati-Uniti a Vienna ha l’incarico di ripetergliene la proposta.[239] +In Francia finalmente, quantunque il regime imperiale non tolleri +manifestazioni politiche, gli operai sottoscrivono indirizzi e mandano +deputazioni; i diari dell’Opposizione esaltano le virtù dell’eroe e +chiedono la sua liberazione; e quel che più sorprende, taluno fra gli +stessi organi napoleonici ne consiglia l’amnistia.[240] + +E codesta dell’amnistia era il più intricato de’ problemi che il +prigioniero del Varignano imponesse ai suoi custodi. Che si faceva +di lui? Graziarlo? Processarlo? Condannarlo come un reo volgare e un +ribelle comune? Certo i pareri erano divisi a seconda delle passioni +e delle idee, ma una sovrastava manifestamente a tutte le altre e +veniva sempre più raccogliendo il suffragio degli uomini moderati +di tutte le parti: Garibaldi non si tocca.[241] E i più espliciti in +questa sentenza erano ancora i giornali stranieri. Il _Daily News_, +appena udito il fatto d’Aspromonte, esclamava: «Se Napoleone è stanco +di regnare e di vivere, basta ch’egli tocchi un capello della testa +di Garibaldi;» il _Morning Post_, di tendenze napoleoniche, chiedeva +che «gli fosse permesso di ritirarsi in un paese di sua scelta:» +l’_Opinion Nationale_ più esplicitamente diceva: «Garibaldi infatti non +è un ribelle ordinario. Quand’anche non si voglia tener conto dei suoi +immensi servigi, della sua devozione senza limiti alla causa italiana, +del suo disinteresse assoluto, del suo coraggio, di tutto ciò ch’egli +ha fatto col suo prestigio e colla sua popolarità; è tuttavia permesso +di dire a suo discarico ch’egli colla sua rivolta ha espresso, in un +modo illegale, irregolare, e sia pure inammissibile, il sentimento di +tutta l’Italia.» + +Tale non fu in sulle prime il pensiero del Governo. Come non aveva +saputo arrestare a tempo il ribelle, così ora pareva risoluto a tutte +le audacie per annientarlo. Però con infelice consiglio elevava al +grado di generale il Pallavicini, decorava i suoi ufficiali, tollerava +che un Maggiore in Sicilia fucilasse, senza processo, veri e supposti +disertori; inaspriva, coi vani rimbrotti de’ suoi portavoce, la piaga +del ferito, annunziava finalmente il suo proposito di abbandonarlo +al rigor della legge; discuteva soltanto se tradurlo innanzi ad un +Tribunale ordinario o innanzi al Senato convocato in Alta Corte di +giustizia. Di mano in mano però che i fumi della facile vittoria si +dileguavano e i voti della pubblica opinione si facevano più manifesti, +e i pericoli di quello straordinario processo politico più certi, +anche il Governo cominciò a piegare a più miti e prudenti consigli, +fino a che, stimando cessata la causa della severità, e restaurato +l’impero della legge, e domo Garibaldi, e «risorta la fiducia +della Francia,[242]» facendosi interprete del voto del Parlamento, +sottoponeva alla firma del Re Vittorio Emanuele un decreto d’amnistia, +e, colto il destro delle fauste nozze della principessa Maria Pia col +re di Portogallo, lo promulgava.[243] + +Il decreto di amnistia però, aveva fatto grazia a Garibaldi della +libertà, non del suo piede. La palla d’Aspromonte era certamente +annidata nella profondità dell’arto, ma non era stato finora possibile +ai più valenti chirurghi d’Italia e d’Europa[244] il determinarne la +posizione precisa. Da ciò la gravità sempre pericolosa della ferita; da +ciò una tortura quotidiana di specillazioni, di tagli, di esplorazioni, +che il martoriato sapeva sopportare con spartana fortezza, ingannando +quelle lunghe giornate di decubito e di inerzia colla lettura di +pochi libri e la scrittura de’ suoi ricordi; sorridendo e conversando +placidamente sotto il bisturi e lo specillo; tollerando con serena +cortesia il fastidio delle interminabili visite, più tormentose, +sovente, della sua piaga; mostrandosi talora più sensibile a un raggio +di sole che scherzasse per la sua camera, o ad un alitar di brezza +marina che gli carezzasse la fronte, che a tutti gli strazi della mano +chirurgica, ed esclamando un giorno, durante una di quelle dolorose +medicazioni, che facevano impallidire i suoi infermieri: «Che magnifica +bonaccia![245]» + +Finalmente però, mercè lo specillo del dottor Nélaton (dotato della +proprietà di tingersi in nero al contatto del metallo), l’ubicazione +della palla potè con sicurezza essere accertata (stava incuneata a +quattro centimetri e mezzo, sotto l’estremità inferiore della tibia), +e la mattina del 22 novembre, senza sforzo, senza lacerazioni, senza +grave dolore dell’infermo, l’esperto dottor Ferdinando Zannetti riuscì +ad estrarla. + +Ed era questo, dopo ottantasei giorni di cura incerta e +temporeggiatrice, la prima vittoria certa, condizione indispensabile +della guarigione; ma la guarigione appariva tuttora assai lontana. +Prima che l’opera restauratrice della natura sia compiuta, che la piaga +sia rimarginata, che il malato abbia ricuperate le sue forze, molti +mesi dovranno trascorrere, ed anche quando i medici lo licenzieranno +per il ritorno a Caprera, non potranno tacergli il pronostico che egli +rimarrà zoppo per tutta la vita. S’ingannerebbe però chi, giudicando +dalle sole apparenze, conchiudesse che l’unico frutto raccolto da +Garibaldi sulla vetta di Aspromonte, sia stato un piede di meno e +un disinganno di più! Si torni al finire del 1862, si paragoni, in +quell’anno, Garibaldi che si trascina sulle gruccie pei greppi di +Caprera, al Papato che troneggia e minaccia da Roma, e si dica quale +dei due fosse allora più ferito e più zoppicante! La palla del 29 +agosto 1862 abbattè il corpo del temuto Capitano, ma l’idea animatrice +del suo pensiero percorse in quell’ora un cammino che forse la più +splendida sua vittoria non avrebbe potuto. Aspromonte non soccorse +alla soluzione della questione romana che in un modo indiretto, ma pur +decisivo; la liberò dalle ambagi della diplomazia e la ripropose, in +tutta la sua fiera nudità, al tribunale delle nazioni civili. Il _Roma +o morte_ di Garibaldi aveva detto al mondo che la Penisola non avrebbe +posa, nè la rivoluzione tregua, nè l’Europa pace, finchè la mostruosa +lega dei due Reggimenti non fosse spezzata, e Roma rivendicata alla +sua terza gloria di capitale d’Italia; e non vi sarà oramai prepotenza +principesca o astuzia clericale, che possa sfuggire all’implacabile +dilemma. + + + + +CAPITOLO DECIMOPRIMO. + +DA LONDRA A BEZZECCA. [1863-66.] + + +I. + +Garibaldi è a Caprera e la sua ferita rimargina con lentezza, ma +con regolarità; il piede imbustato in un apparecchio inamidato va +acquistando ogni giorno elasticità e vigoria; non può abbandonarsi +ancora con grande confidenza all’appoggio delle gruccie, sicchè quando +esce per l’Isola è costretto a farsi trascinare in un carrozzino a +seggiola, dono ed industria elegante d’Inglesi; ciò malgrado, i medici +son persuasi che la guarigione non sia più che una questione di tempo e +che di tutto il danno temuto non resterà più che una zoppicatura appena +sensibile.[246] + +Pure mai forse come in quell’anno egli sentì il cruccio dell’impotenza +e il tedio dell’inerzia. La Polonia era novamente insorta: spinta alla +disperazione dall’ukase che le strappava in una notte il fiore dei +suoi figli[247] per mandarli sotto l’assisa del pretoriano moscovita +a servire tra le rupi del Caucaso, o le nevi della Siberia, dava di +piglio alle sue lancie, si inselvava ne’ suoi boschi, e ricominciava +per la quarta volta, contro il suo colossale oppressore, uno di quei +duelli ineguali a cui la vecchia Europa da oltre ottant’anni assisteva, +le braccia al sen conserte, incoraggiando la indomita combattente +de’ suoi applausi sentimentali e de’ suoi petrarcheschi conforti per +abbandonarla poi sempre a nuovo e più crudo martirio. + +Però con qual cuore udisse l’infermo di Caprera i primi annunzi +dell’eroica lotta l’immagini chi lo conobbe. Egli avrebbe voluto +accorrere, volare, ritentare sulle rive della Vistola le disperate +prove da lui compiute nelle campagne dell’Uruguay e della Sicilia, +pagare almeno col sangue suo il debito di gratitudine che l’Italia +doveva ai tanti Polacchi morti per lei; ma il leone è confitto alla +sua rupe; l’eroe non è più che un apostolo inerme ed impotente, che +può ancora dare i suoi figli, spronare i suoi amici, fustigare se non +scuotere, con infiammati appelli e acerbe rampogne, l’infingarda apatia +dei popoli e de’ governi; ma il soccorso vero, poderoso, efficace, il +soccorso del suo braccio di soldato e della sua esperienza di capitano, +egli non può darlo più: Aspromonte l’ha rapito alla Polonia. + +Intanto, null’altro potendo, parlava e scriveva. A Mariano Langievicz, +Dittatore degli insorti, scriveva: «Che Dio vi benedica: tutti saremo +con voi e presto;[248]» ai popoli dell’Europa gridava: «Non abbandonate +la Polonia;[249]» al popolo inglese soggiungeva: «Volgiti all’Oriente, +o generoso; là si dibatte in un lago di sangue sotto il _knout_ +sterminatore lo schiavo bianco.... Britanno, chiama a te i popoli ed i +popoli ti seguiranno.[250]» All’Emigrazione polacca rispondeva: «Voi mi +chiedete una parola, ed io vorrei porgevi dei fatti:[251]» all’esercito +russo finalmente, quasi glossando un enfatico manifesto che poco prima +Vittor Hugo gli aveva diretto, pregava a «considerare i Polacchi come +fratelli ed a meritare le benedizioni della specie umana, stringendo la +mano alla più sventurata ed alla più degna delle nazioni.[252]» Ma eran +parole; più sincere e generose per fermo di quelle che a quei medesimi +giorni schiamazzavano nelle concioni de’ tribuni, cinguettavano nelle +pagine delle gazzette, o arzigogolavano nelle note delle Cancellerie +diplomatiche, ma ne’ loro effetti poco dissimili; parole anzi non bene +accette a quei medesimi pei quali erano profferite, perchè il Governo +insurrezionale di Varsavia, timoroso che l’intervento di Garibaldi +potesse imprimere al moto polacco un carattere troppo rivoluzionario +e alienargli per tal modo lo sperato favore delle Potenze europee +(dell’Austria principalmente, che in sulle prime era parsa secondare +sottomano gli insorti), faceva intendere al famoso Capitano[253] che la +Polonia eragli grata della sua magnanima offerta e contava sul di lui +morale patrocinio, ma che per il momento non reputava opportuno che la +sua persona apparisse sul teatro della lotta. + +Ed anche in Italia la causa polacca raccoglieva aiuto più d’orazioni +che d’opere. E non parliamo del Governo costretto dalla condotta +incerta degli Stati occidentali e più dalla posizione ambigua presa +dall’Austria ad una grande circospezione; ma nella stessa democrazia, +fra i più devoti commilitoni di Garibaldi, gli animi erano perplessi +e i pareri divisi. Perocchè se tutti consentivano nella santità della +causa e nel debito di aiutarla, i più non ne vedevano nè il mezzo +nè la via; e pochissimi soltanto, primo fra tutti l’anima eroica ed +impaziente di martirio di Francesco Nullo, cui attendeva la bella +morte dei prodi sugli argini di Olkutz, pochissimi erano quelli +che si mostrassero deliberati ad ogni sbaraglio.[254] Tuttavia un +Comitato erasi costituito in Genova sotto la direzione di Clemente +Corte che andava un po’ a stento, per ver dire, accattando armi e +danari, soccorrendo gli esuli polacchi che volevan rimpatriare e +apparecchiandosi alla meglio all’eventualità d’una spedizione. E non +andò molto infatti che parve offrirsene l’opportunità. + +In sul finire di maggio due emissari polacchi[255] erano arrivati a +Caprera apportatori di questo audacissimo progetto: attaccare la Russia +anche da mezzogiorno; raccogliere in Costantinopoli quante armi e +volontari fosse possibile; sommovere la Rumenia, rovesciar coll’aiuto +del partito nazionale, capitanato dal Rossetti e dal Bratiano, il +principe Couza; e fatto base del Principato, penetrare, con legioni +miste d’italiani e Polacchi, guidati da Menotti, in Bessarabia, e di là +per la Podolia e la Gallizia dar la mano agli insorti del centro. + +Non ci arrestiamo a discutere l’attuabilità di siffatto progetto; +eran progetti di esuli disperati e basta: aggiungiamo questo solo: +che Garibaldi diè il consenso; che Menotti[256] partiva pochi giorni +dopo da Caprera con un piroscafo che nascondeva nella sua stiva +tutto il piccolo arsenale dell’Isola, compresovi un cannoncino; che +a Genova il Comitato per la Polonia, presieduto dal Corte, accettò +l’idea, soltanto fece intendere così al Generale come ai Polacchi che +trattandosi d’impresa sì fortunosa nella quale andava avventurata non +solo la vita di tanti giovani, e le poche sostanze del Comitato, ma il +credito della stessa democrazia italiana e del loro capo, era per lo +meno prudente inviar qualcuno a Costantinopoli ed a Bukarest affine di +scandagliare il terreno, esaminare fino a qual punto il disegno fosse +effettuabile, prendere gli accordi coi Comitati polacchi esistenti colà +e rapportare ogni cosa agli amici d’Italia. E ciò convenuto, Giacinto +Bruzzesi e Giuseppe Guerzoni, scelti di comune accordo a quell’ufficio, +s’imbarcarono per l’Oriente. Se non che poche settimane di dimora a +Costantinopoli, una visita fatta dal Bruzzesi a Bukarest bastarono ai +due esploratori per conoscere tutto il vero. In primo luogo il Governo +turco poteva fino a un certo segno chiudere un occhio sui disegni della +Emigrazione polacca, ma protestavasi fermamente risoluto ad impedire +qualsiasi accolta d’armi e d’armati sul suo territorio; in secondo +quantunque il trono del principe Couza apparisse assai vacillante, nè +il Rossetti nè i suoi amici stimavano giunta l’ora di dargli l’ultimo +crollo, tanto meno arrischiando la patria loro in una avventura il cui +primo frutto sarebbe stato di inimicare alla causa dell’indipendenza +rumena la potente Russia, sua naturale tutrice; finalmente v’era bensì +a Costantinopoli un manipolo di Polacchi deliberati a tentare, non +foss’altro perchè l’avevano promesso, la impresa, ma per l’esiguità +del numero e la povertà dei mezzi sfiduciati essi pei primi di +poterla condurre a compimento. E tanto è vero che in sul cominciare di +luglio essendosi un centinaio di loro raccolti ne’ dintorni di Galatz +furono dal Governo di Bukarest immediatamente perseguiti, e prima che +riuscissero a varcare il Pruth, disciolti e disarmati. Però riportate +queste notizie a Genova, l’impossibilità della divisata impresa apparve +a’ suoi più accesi zelatori evidente, e Garibaldi pel primo si rassegnò +a rinunciarvi. + +Quasi contemporaneamente anche la insurrezione polacca, stremata +da oltre un anno di lotta disperata, mandava gli ultimi aneliti. +Sempre cullata dalla speranza che la platonica tenerezza e la verbosa +commiserazione delle Potenze occidentali si convertissero finalmente +in aiuti efficaci d’opere e d’armi; sempre credente alla voce de’ suoi +esuli che, illusi a lor volta dalle lunghe promesse de’ capitani veri o +presunti della rivoluzione europea, le facevan balenare ad ogni giro di +luna il miraggio d’una spedizione, d’uno sbarco, d’una crociata;[257] +oggi confortata dall’aspettazione d’un congresso europeo, domani +rianimata dal sogno d’una insurrezione rumena o galliziana, o d’una +ripresa della quistione d’Oriente; la grande martire riusciva bensì a +protrarre per tutto l’inverno del 1864 la sua prodigiosa agonia, ma +ahimè! senz’altro frutto che di veder ingrandire giorno per giorno +la già immane ecatombe de’ suoi figli, e rinnovare sulla pietra +risuggellata del suo sepolcro la funebre epigrafe del primo suo +campione: _Finis Poloniæ_. + + +II. + +Ed eccoci a quel viaggio d’Inghilterra che per il modo onde fu +avviato e condotto, il clamore che menò, gli spettacoli che offerse, +i sentimenti che suscitò, i commenti a cui porse occasione divenne non +per Garibaldi e l’Italia soltanto, ma per buona parte d’Europa, un vero +avvenimento. + +L’idea di veder Garibaldi nel loro paese non era nuova nei cervelli +inglesi, e fin dal 1862, e prima e dopo Aspromonte, a voce e per +iscritto, vecchi e novelli amici gliene avevan più volte ripetuto +l’invito. Il Generale però, pur protestandosi desiderosissimo di +ringraziare in persona il popolo inglese per il grande patrocinio +prestato in ogni tempo alla causa italiana, s’era sempre schermito +dal prendere alcun impegno definitivo. E ciò non tanto per l’argomento +della sua infermità, divenuto dopo Aspromonte, achilleo davvero, quanto +perchè non si sentiva in fondo all’animo abbastanza tranquillo circa +all’opportunità di quel viaggio che poteva vestire le apparenze d’una +vanitosa questua d’onori, e risolversi, anche contro sua volontà, nel +clamore d’un trionfo senza alcun beneficio per l’Italia. + +Tuttavia, quando in sul finire del 1863 corse la notizia che il +Generale poteva coll’appoggio d’un tenue bastoncello passeggiare +francamente per l’Isola e che perciò quell’impedimento della salute, +l’unico riconosciuto dagli Inglesi, era cessato; i fautori del viaggio +gli furono novamente addosso con tanta concordia e tanta insistenza che +non gli fu più possibile pagarli di risposte evasive, e gli convenne +prendere un partito. + +Nè si creda, come a taluno parve, che quei promotori o fautori fossero +pochi ed oscuri. V’erano persone di tutti i ceti e di tutte le parti, +_Whigs_ e _Tories_, nobili e popolani, commercianti ed avvocati, +segretari di Stato e membri del Parlamento, lordi scritti da secoli +nel _peerage_ e dame accolte ne’ penetrali più rigidi della società +inglese; v’era tutto ciò che in un paese di libertà e di discussione +forma, illumina e dirige l’opinione pubblica, se pure in quel caso +l’opinione pubblica non era anticipatamente formata dal consenso +istintivo del popolo intero.[258] Nè si vuol dire che queste persone +fossero mosse da un solo pensiero; come suole accadere, i motivi +personali si frammischiavano anche allora ai pubblici, ed è assai +probabile che i sentimenti di simpatia all’Italia e d’ammirazione +pel suo eroe non fossero le sole molle eccitatrici di tutto +quell’entusiasmo. Così, a mo’ d’esempio, mentre i _Whigs_ caldeggiavano +il viaggio, perchè vi scorgevano un mezzo di accrescere la popolarità +del Governo; i _Tories_ lo favorivano per il motivo precisamente +opposto, che il Ministero vi avrebbe trovato una certa cagione di +triboli e di guai: così intanto che i radicali, i socialisti, i +rivoluzionari, gli agitatori e i congiurati di tutte le cause e di +tutte le patrie, di cui la metropoli era il grande asilo, sollecitavan +la venuta di Garibaldi più per la speranza di farne uno strumento delle +loro idee e un vessillifero delle loro imprese che per il desiderio di +festeggiare la sua persona e rendere omaggio alle sue virtù, il popolo, +scevro di secondi fini, lo desiderava ed aspettava ansiosamente solo +per mirare in lui uno dei più nobili frutti del suo sangue; povero, +semplice, ingenuo, figlio delle sue opere come lui: il marinaio +divenuto redentore di popoli, e creatore di re. + +Un dubbio solo restava a chiarire: fino a qual punto il Governo, +rappresentato a que’ giorni dal Gabinetto Palmerston, gradisse +quel viaggio e fosse disposto a favorirlo. Lord Palmerston infatti, +richiesto a nome del Comitato per il ricevimento di Garibaldi (poichè +un Comitato s’era già formato e lo presiedeva quello stesso signor +Richardson che aveva istituito il Comitato per le manifestazioni +garibaldine ai giorni d’Aspromonte), aveva manifestato intorno a quel +disegno un aperto scontento, non già perchè fosse o amasse apparire +freddo ammiratore del Generale, del quale pensava «che non avrebbe +mosso un dito per recar disturbi all’Inghilterra;[259]» ma perchè +non sapeva fino a qual segno l’agitazione popolare suscitata dalla +sua venuta potesse trascorrere, nè in qual modo un’accoglienza anche +semiufficiale potesse essere interpretata dai potentati, specie da +Napoleone III, del quale, ardendo la contesa dano-germanica, apprezzava +più che mai l’amicizia. Però resistette, traccheggiò, chiese proroghe, +suscitò inciampi; e sol quando i membri del Comitato per il ricevimento +gli fecero intendere che Garibaldi sarebbe venuto anche contro il suo +consenso, mutò tattica e volse tutto il suo ingegno a fare in guisa +che l’avvenimento ormai inevitabile gli tornasse più innocuo o meno +pericoloso. + +Fra i più entusiasti di quel viaggio v’erano certi signori Chambers +di Liverpool, marito e moglie, entrambi devoti al Generale e per le +cure prodigategli durante la sua infermità al Varignano ed a Pisa a +lui singolarmente cari: egli, il marito, rispettabile _tory_, maggiore +della milizia e colonnello dei _Rifles Volunteers_ della sua contea, +ma per l’indole flemmatica e aliena dalle brighe pubbliche assai più +inclinato a secondare le voglie della moglie che a dirigerle; ella +donna di scarse attrattive femminili, ma dotata in cambio di tutta la +energia che mancava al marito, invasata da quello ardore d’apostolato +che in molte donne della sua razza fa singolar contrasto collo +spirito di famiglia e il culto della _home_, e che essendosi fitta +in capo di condurre il Generale in Inghilterra s’era fatta oramai di +quest’impresa, lo scopo supremo della sua volontà tenace e della sua +febbrile operosità. + +Ora, come tutto ciò era noto in Inghilterra, ad essi principalmente il +Comitato del ricevimento affidò il mandato di riannodare la pratica +del viaggio e di concertare tutto quanto fosse necessario alla sua +effettuazione. + +Però s’intende che essi, la signora principalmente, non si fecero +pregare; giunsero in sullo scorcio di gennaio a Caprera, vi si +insediarono senza cerimonie e posero tosto il Generale in un vero +stato d’assedio. La signora Chambers non gli lasciava, staremmo per +dire, un istante di tregua; gli entrava in camera, lo seguiva alla +passeggiata, ne interrompeva i lavori, ne turbava le ore a lui più +care della meditazione e della solitudine, e sempre e dappertutto per +parlargli d’un argomento solo: il viaggio d’Inghilterra. Ora gli recava +i giornali che pronosticavano il suo arrivo, ora gli mostrava lettere +di questo o quell’Inglese che l’invitavano al viaggio, ora disputava, +ora pregava, ora per convincerlo dipingeva con enfatici colori le +accoglienze che lo attendevano: le contentezze della nobiltà; le gioie +della _city_; l’entusiasmo del popolo. Il Generale però esitava sempre; +sicchè può affermarsi che poche risoluzioni furono da lui più dibattute +e ponderate di quella. Due dubbi principalmente gli battagliavano +nell’animo e lo tenevano perplesso. Qual era il pensiero del Governo +britannico intorno a quel suo viaggio; quale profitto avrebbe potuto +ritrarne l’Italia? E poichè da un canto le esitanze del Palmerston +duravano sempre, e dall’altro la parola d’ordine mandata alla signora +Chambers era di togliere al viaggio qualsiasi colore politico e molto +più rivoluzionario, così le due principali obbiezioni del Generale +continuarono a restare lungamente intatte e i negoziati a non +progredire d’un passo. + +Sui primi di marzo però arrivarono all’infaticabile plenipotenziaria +decisivi soccorsi. Dicemmo che Lord Palmerston, veduta l’impossibilità +di scongiurare un avvenimento che ormai l’Inghilterra tutta voleva, +aveva da quell’accorto uomo che era finito coll’acconciarvisi, +riserbandosi soltanto di studiare co’ suoi amici il modo onde +cansarne o almeno scemarne i probabili pericoli e i certi fastidi. +E il modo fu ben presto trovato. Anzitutto per levare viemeglio dal +viaggio ogni ombra d’intento politico si doveva propalare la voce, e +non mancavano giornali all’uopo,[260] che il Generale, non per anco +ristabilito dalla sua ferita, venisse solo in Inghilterra per cercare, +in un clima diverso, un ristoro alla sua malferma salute; poscia +importava fare in guisa che il Generale appena messo piede sul suolo +britannico fosse circondato da tali persone e cadesse in tali mani che +gl’impedissero, senza parere, qualsiasi scarto e, assopendolo tra le +carezze e cingendolo di catene di rose, lo tenessero, a sua insaputa, +prigioniero. Così fermato il disegno, l’esecuzione fu un portento +di abilità e di esattezza. Il signor Seely, membro del Parlamento e +insieme del Comitato promotore, cominciò ad accaparrarlo per la sua +villa di Brook-House nell’isola di Wight, dove avrebbe potuto, diceva, +rimettersi dai disagi del viaggio prima d’accingersi alla maggior +fatica dell’ingresso in Londra; ma dove infatti era convenuto dovesse +passare una specie di quarantena, la quale desse modo a’ suoi ospiti +di scrutarne le intenzioni, catechizzarne lo spirito ed apparecchiarne +il contorno. Nello stesso tempo il Duca di Sutherland gli scriveva per +offrirgli la principesca ospitalità del suo palazzo di Stafford-House, +più volte insistendo perchè non gli fosse negato tanto onore. Infine +il signor Thornton Hunt, segretario, o uno dei segretari privati di +Lord Palmerston, parlando in proprio nome, ma lasciando intendere che +era certo d’interpretare i propositi del suo Ministro, toglieva su +di sè di vincere quella che fin allora era stata una delle più forti +obbiezioni del Generale, assicurandolo che il governo della Regina +non poteva nutrire alcun sentimento avverso ad un fatto che non solo +era voluto dalla grande maggioranza del popolo britannico, ma tendeva +ad onorare una delle più schiette personificazioni del patriottismo +e della virtù; certo, soggiungeva, non era quello il caso di parlare +di accoglienze ufficiali; ma qualora tanto il Generale quanto i suoi +amici si fossero studiati a spogliare la visita desiderata da ogni +carattere politico, impedendo sopratutto che potesse mai degenerare +in pretesto di agitazioni e di tumulti, egli, il signor Hunt, poteva +quasi star mallevadore che così Lord Palmerston come i suoi colleghi +sarebbero stati lietissimi d’incontrare dove che sia l’ospite onorato +dall’Inghilterra, e associarsi come cittadini inglesi al meritato onore +che la loro patria gli tributava.[261] + +Al ricevere di questi iterati inviti, alla lettura di queste lettere, +il Generale si diede per vinto; e non già perchè le offerte del signor +Seely, o del Duca di Sutherland lo avessero sedotto o le dichiarazioni +del segretario Hunt appagato: ma perchè dopo due anni di negoziati, di +dispute, di lotte, egli pure era all’estremo delle sue forze; perchè +una volta assicurato che al desiderio del popolo inglese s’associava +il consenso del suo Governo, non avrebbe più potuto senza taccia di +selvatichezza rispondere a tanta cortesia con un rifiuto; perchè se +anco gli fosse impedito di bandire ai quattro venti quale fosse il +vero ed ultimo scopo della sua visita e quali aiuti sperasse ritrarre a +profitto della sua Italia, si lusingava tuttavia che non gli sarebbe o +prima o poi mancata l’occasione di farlo intendere in segreto; perchè +infine se non poteva propriamente definire in che quell’ultimo scopo +avesse a consistere ed a quale impresa quegli aiuti dovessero servire, +sperava sempre che da cosa nascesse cosa, e che in ogni caso le +circostanze l’avrebbero ispirato e la fortuna come sempre soccorso. + +Ed è questo un punto che nella storia di quest’episodio non va +dimenticato. Garibaldi non aveva intorno al suo viaggio in Inghilterra +alcun fermo e chiaro concetto: avrebbe voluto che non isterilisse +in una vana mostra; ma in qual modo renderlo fecondo, egli pel primo +sarebbe stato incapace ad affermare. Più volte infatti, interrogato +da chi l’attorniava,[262] che cosa si farebbe in Inghilterra? dava +risposte diverse e contradittorie: ora accennava in confuso all’idea +di armar in qualche porto inglese uno o più bastimenti per muovere +una disperata guerra di corsari contro l’Austria allora impegnata +nel litigio danese; ora delineava vagamente progetti di spedizioni +in Grecia o in Polonia; ora carezzava il disegno di raccogliere in +Inghilterra denari ed armi per una futura impresa veneta; ed altre +siffatte fantasticaggini. Delle quali fantasticaggini però era utile +toccare per mettere in sodo fin da principio che nessuna libidine di +popolarità, nessuna vanità di pompe e di trionfi spingeva l’eroe a +quel pellegrinaggio; ma soltanto la speranza, vaga, annebbiata, finchè +si voglia, di poter giovare un’altra volta, come si fosse, alla causa +della patria sua, alla causa di tutti i popoli oppressi, per la quale +andava, da circa trent’anni, apostolo armato pel mondo predicando e +combattendo. + + +III. + +Deciso il viaggio, in poche settimane ne furono apprestati i mezzi. +Giusto un accordo preso tra i signori Chambers e il Comitato di Londra, +un bastimento della _Peninsular Oriental Company_ doveva passare a +Caprera per prendere il Generale e tragittarlo a Malta, d’onde un altro +della stessa Compagnia l’avrebbe poi trasportato in Inghilterra.[263] E +così avvenne. + +Il 21 aprile la _Valletta_ gettava l’àncora nelle acque della +Maddalena; poche ore dopo il Generale vi s’imbarcava. Lo accompagnavano +il signor Chambers, i figli Menotti e Ricciotti, il dottor Basile, +il signor Sanchez spagnuolo (destinato però a sbarcare a Gibilterra), +Giovanni Basso e Giuseppe Guerzoni. Prima dell’imbrunire il piroscafo +sferrò e nella sera del giorno 22 approdava nel porto della Valletta. +E com’era a prevedersi, non appena corsa la nuova di quell’inaspettato +arrivo, la città fu tutta a rumore; e Garibaldi cominciò tosto a +saggiare le prime delizie di quelle ovazioni di cui tra poco il +popolo inglese lo sazierà. Fortunatamente il _Ripon,_ quel secondo +vapore della _Peninsulare_ che doveva portarlo in Inghilterra, +arrivò; egli potè imbarcarvisi con tutti i suoi, e nella notte +stessa del 23 ripigliare il suo viaggio. Il quale sino alla fine fu +felicissimo, senz’altro di notevole che una fermata a Gibilterra, +dove il Governatore del Capo, appena saputo l’arrivo del Generale, +gli manda incontro ufficiali di terra e di mare, in grande uniforme, +per ossequiarlo in suo nome ed invitarlo a scendere a terra. Ma il +Generale, adducendo che il piroscafo era sulle mosse, si schermì +cortesemente; e infatti prima che il sole di quel medesimo giorno 26 +aprile fosse tramontato, il _Ripon_ aveva già varcato lo stretto e dopo +altri sei giorni di prospera navigazione gettava l’àncora nel porto di +Southampton. + +Quantunque piovesse a dirotto e fosse domenica, ciò nonostante +un’immensa moltitudine di popolo, alla cui testa primeggiava il +_Mayor_ della città, stava ad attendere fino dalla mattina l’annunziato +visitatore. Le campane suonavano a festa: i bastimenti ancorati nel +porto avevano issato ai più alti pennoni le loro bandiere, e tutta la +città era pavesata dagli intrecciati colori d’Italia e d’Inghilterra. +Gran numero di cittadini erano accorsi da Londra e dalle terre vicine; +e non appena il _Ripon_ apparve all’imboccatura del Solten,[264] il +Duca di Sutherland, il signor Seely, il signor Negretti ed altri +Italiani, sopra un agile vaporetto di rimorchio gli erano mossi +incontro. Pochi istanti dopo il _Ripon_ entrava nel _dock_, e il +Generale montato sul ponte salutò più volte col cappello la folla +aspettante, la quale indovinatolo allo storico suo costume gli rispose +con salve triplicate di fragorosissimi _urrà_. Intanto però che il +_Ripon_ manovrava per accostar lo scalo, il Duca di Sutherland, il +signor Seely, e il signor Negretti montavano al suo bordo, impazienti, +dicevano, di dare il benvenuto al Generale, che doveva essere loro +ospite; in fatto premurosi di dare un principio d’esecuzione al disegno +prestabilito d’isolarlo al più presto da ogni consorzio pericoloso e +impadronirsene. Garibaldi non cercò più che tanto, e deliberato ormai +a non far cosa che potesse sgradire a’ suoi ospiti, e in ogni caso +a cattivarseli e vincerli colla dolcezza e la sottomissione, accettò +senz’altro la graziosa offerta e si preparò a scendere a terra.[265] + +Qui però confidiamo che il lettore non ci vorrà muovere rimprovero +se gli risparmiamo un’altra volta la circostanziata narrazione delle +accoglienze. In una storia in cui codesta sorta di trionfi occorre ad +ogni passo e sovente con monotona somiglianza si rinnova, la parsimonia +delle descrizioni ne par quasi un preciso dovere e tanto più in questo +viaggio dove il gigantesco romano trionfo di Londra sta per riassumerli +e vincerli tutti. + +Accolto allo scalo dal Lord Mayor; condotto in una carrozza a quattro +cavalli al _Town-Hall_ e quivi convitato dal Mayor stesso a sontuoso +banchetto, ricevute nel corso della giornata innumerevoli visite, +udito al mattino vegnente l’indirizzo del Consiglio di città e +rispostogli in uno stentato e lento, ma chiaro inglese che «la nazione +britanna meritava la riconoscenza degli Italiani,» ricevute poco +dopo le Deputazioni delle città di Bristol e di Newcastle, e d’altre +Corporazioni e Comitati, passò finalmente nelle mani del signor Seely, +il quale, rapitoselo sopra uno degli eleganti vaporetti che fanno il +servizio dell’isola di Wight, se lo trafugò per viottole segrete nel +suo Brook-House,[266] spaziosa e dorata muda, dove il leone prima +di comparire in pubblico dovrà addestrarsi, per alquanti giorni, ad +addolcire la voce ed ammorbidire le ugne. + +A Brook-House il Generale doveva restare sinchè i preparativi del +ricevimento di Londra fossero compiuti. Nè egli sembrava premuroso di +abbreviare il termine del suo ritiro. L’ospitalità infatti del signor +e della signora Seely, oltrechè splendida era sì amabile, e il recesso +così ameno, e quel riposo così grato, che ogni uomo anche di gusti +meno semplici e solitari di Garibaldi vi si sarebbe obbliato. Era +però un ozio relativo. Il solo rispondere alle innumerevoli lettere +d’invito, d’offerte, di augurii, di domande di ritratti, d’autografi +e di capelli che da ogni angolo del Regno gli fioccavano, era una +faccenda laboriosissima. Così le visite che era obbligato a fare +nelle principali terre dell’Isola (notevole tra tutte l’accoglienza +di Newport), s’alternavano con quelle che riceveva a Brook-House egli +stesso; e quindi oggi il poeta Tennyson[267] e Lord Shafterbury; domani +il signor Gladstone, Cancelliere dello Scacchiere, e Carlo Blind il +celebre patriota tedesco; posdomani i signori Kinnaird ed Ashley membri +del Parlamento, e Alessandro Herzen, l’ardente agitatore russo: un +altro giorno infine Giuseppe Mazzini in persona, che il Generale stesso +aveva desiderato vedere prima del suo arrivo in Londra, col quale +s’abbracciava affettuosamente e restava in lungo segreto colloquio. + +La più geniale però di tutte quelle occupazioni fu la rivista +all’arsenale di Portsmouth. Invitatovi dallo stesso ammiraglio Seymour, +comandante di quella stazione navale, trasportato da Cowes a Portsmouth +sul _yacht_ ammiraglio _Fire Queen_, comandato dal capitano Scott, un +avanzo di Trafalgar; incontrato all’ingresso del porto dalle lancie di +tutti i comandanti della squadra e da grandissima folla di cittadini; +condotto a visitare minutamente ogni punto del grandioso stabilimento e +cantieri, e officine, e scuole di marina, gli è alla fine, sul _Royal +Sovereign_, offerto il grandioso spettacolo di una gara al bersaglio +con cannoni Armstrong di 300 libbre, nuovissimi allora, seguíto tosto +da evoluzioni e manovre a fuoco di tutta la squadra.[268] + + +IV. + +Frattanto il giorno destinato al solenne ingresso in Londra era +giunto, e la mattina dell’11 aprile, giusta il convenuto, Garibaldi +s’imbarca col signor Seely, i signori Chambers, i figli e gli altri +suoi compagni di viaggio per Southampton, d’onde in sul mezzogiorno un +treno apposito, al tuonar del cannone, allo squillar delle campane, lo +trasportava con velocità inglese verso la grande metropoli. + +Anche Londra però erasi degnamente preparata a riceverlo. Era stato +stabilito che il Generale smonterebbe alla stazione di _Nine Elms_, +ove sarebbe ricevuto dai membri del Comitato promotore, dai Delegati +degli operai e della Colonia italiana; che fuori della stazione lo +attenderebbero schierate per scortarlo, ciascuna colle sue musiche +e i suoi gonfaloni, le corporazioni principali della città, tra le +altre quelle della _Soutwark Temperance_, dei _Foresters_, degli +_Old Fellows_; dei _Temperance Sons of Phenix_, degli _Old Friends_, +e della _Legione inglese Garibaldi_ nel 1860; che di là monterebbe +nella carrozza a tiro a quattro del Duca di Sutherland e per +Wandsworth Road, Miles, Brough, New Bridge-Street, Upper-Kennington, +Lane, Kennington-Road, Westminster-Bridge-Road, Westminster-Bridge, +Parliament Street, Charing Cross e Pall-Mall, procederebbe, +processionalmente, fino a Stafford-House. Quantunque però fosse stato +annunziato che egli non arriverebbe a Nine Elms se non verso le due +del pomeriggio, tutte le strade d’onde doveva passare brulicavano, fin +dalle prime ore del mattino, d’una folla immensa, multiforme, rumorosa, +che veniva crescendo, ad ogni istante, incalzando, accavallandosi, +allagando le piazze e le vie, stipando i palchi eretti espressamente +lungo il passaggio, rigurgitando dalle finestre, spuntando dagli +abbaini, arrampicandosi sui tetti, penzolando dagli alberi, vivente +oceano di teste che faceva ondeggiare all’occhio, case, monumenti, +torri, ponti, giardini, e pareva quasi subissarli. + +Finalmente, poco dopo le due, un lungo fischio e un subitaneo e più +violento mareggiare della folla annunziava che il treno tanto aspettato +entrava in stazione. Garibaldi ne scese tosto, e uditi gl’indirizzi +delle Deputazioni, ricevuti gli omaggi d’un’eletta di spettatori e +spettatrici, raccolta sotto un ricco padiglione, che l’apostrofava +co’ più teneri ed eroici nomi e «Dio vi benedica, benvenuto nel paese +della libertà» e «Benvenuto l’eroe italiano,» riuscì finalmente, non +senza stento per la fitta calca che ne assiepava le porte, a uscir +dalla stazione ed a montare nella carrozza designatagli. E qui accadde +un fatto straordinario, il più straordinario forse fra i mille di +quella giornata. Tutta quella moltitudine che dianzi fiotteggiava +e sordamente mugghiava come un mare gonfiato dai primi soffi della +bufera, all’apparire di Garibaldi sulla carrozza, fosse il pittoresco +ed insolito costume, fosse la nuova meraviglia di quella superba testa +leonina, nella quale la natura pareva essersi compiaciuta a fondere +insieme tutti i tratti della forza e della bellezza; tutta, dicevamo, +quella tempestosa e sterminata moltitudine, s’abbonacciò a un tratto +e per alcuni secondi restò davanti a quella inattesa apparizione, +estatica, muta, quasi pietrificata, come se avesse veduto balzar di +sotterra all’improvviso, il biondo e capelluto fantasma d’uno de’ +leggendari eroi d’Engisto e d’Horsa, cari ad Odino ed a Thor. Ma fu, +come dicemmo, un attimo, chè subito dopo, scossa la istantanea malía, +quella stessa moltitudine esalò dall’immane petto tale un ruggito, tale +un iato, non sapremmo dire, se di tripudio, d’ammirazione o d’amore, +da far correre un brivido per le vene ai più, e lasciar a sua volta lo +stesso Garibaldi sbalordito per un istante ed esterrefatto. + +Allora cominciò lo sfilare delle corporazioni e delle rappresentanze; +finita la sfilata, il corteo si mosse e si vide un nuovo +spettacolo.[269] Migliaia di braccia s’agitavano; migliaia di +fazzoletti sventolavano; migliaia di cappelli salutavano; migliaia +di mani applaudivano; migliaia e migliaia di bocche gridavano co’ +più svariati accenti, co’ più fantastici attributi, un nome solo: +Garibaldi. La processione delle corporazioni che aprivano la marcia, +arrestata a ogni passo dalla piena, avanzava lentamente; ancora più +lentamente la carrozza del Generale. In taluni luoghi la stipa era +tale che la carozza, incastrata entro un serraglio di corpi umani, +non poteva nè avanzare nè retrocedere. E in mezzo a tutto ciò due +meraviglie, una per gl’Inglesi: la serenità olimpica di Garibaldi; +un’altra per il forestiere: l’ordine perfetto, nel disordine immane +di tutta quella folla babilonica, mantenuto da pochi _policemen_ +senz’armi. Dire i saluti a cui ha risposto, i baci che ha restituito, +le strette di mano che ha barattate il Generale sarebbe impossibile: +basti che dopo poche ore le sue mani, il suo volto, il suo mantello +erano tutti tigrati di macchie nerastre come fosse uscito appena da +una fucina o da una miniera. A un certo punto, presso Westminster, +una subitanea rotta della fiumana popolare divide il Generale dalle +corporazioni, ond’eccolo tagliato fuori dal suo corteo e prigioniero +d’un popolo nuovo, ma non meno infanatichito, che a somiglianza del +primo lo assale, lo serra, lo pigia, vuol parlargli e farlo parlare; lo +assorda colle sue voci, lo soffoca ne’ suoi amplessi, lo ucciderebbe +fors’anco, se l’opportuno intervenire di due o tre _policemen_ non +lo liberasse a tempo da quelle strette d’amore delirante, e non +aprissero, in quel gigantesco ginepraio di mani e di braccia, un +breve spiraglio per cui potere proseguire. Quando a Dio piacque +infatti il convoglio potè ravviarsi: passò Westminster-Bridge, passò +Trafalgar-Square, dove la base della colonna di Nelson, fitta di +spettatori, sembrava un piedestallo di statue viventi, ed entrò in +Pall-Mall; ma in quel punto, circa le sette e mezzo, l’ultimo raggio +di sole si nascondeva nel lenzuolo di nebbia delle sere britanniche, +e pochi istanti dopo carrozze, bandiere, rappresentanze, spettatori e +Garibaldi non erano più che una torbida fantasmagoria d’ombre confuse +che s’agitavano nella caliginosa opacità della notte imminente. Ma +ciò non ostante il popolo continuava ancora a seguire, a gridare, a +segnare a dito Garibaldi, indovinandolo coll’istinto, salutando il suo +mantello grigio che solo spiccava ancora nelle tenebre. Finalmente +l’architettonica massa di Stafford-House spuntò: la folla raccolta +sullo _square_, tra preghiere, ammonimenti, spinte, fece quel tanto +di largo che permettesse alla carrozza d’entrare la grande cancellata +del palazzo e colà finalmente il Generale potè mettere piede a terra. +Un tappeto di porpora era steso dall’atrio allo scalone, a’ piedi del +quale attendeva con gran corteo di gentiluomini e di dame la bella +Duchessa di Sutherland; Garibaldi s’avanzò verso di lei con passo +lento ma fermo; ne ricevette il benvenuto, ne sfiorò colla sua destra, +affumicata dal contatto di tutto il catrame di Londra, la candida mano, +e lasciando delusa la moltitudine che ancora s’ostinava a volerlo +rivedere, sparì nei penetrali della principesca dimora. Sei ore da +Nine-Elms a Stafford-House; sei ore per cinque miglia: un mezzo milione +di spettatori accalcati sulla via del passaggio; una piena di popolo +quale non vide l’esercito inglese reduce da Crimea, erano le parole che +correvano su tutte le labbra alla fine di quella memorabile giornata e +ne riepilogavano la meraviglia. + + +V. + +All’indomani Garibaldi parve riposato, ma cominciarono allora le sue +dodici fatiche. Come però non è questa una storia aneddotica e il +descriverle tutte, episodio per episodio, particolare per particolare, +richiederebbe, senza iperbole, un volume, così ne restringeremo il +racconto in rapidissimi tocchi. + +Il 12 di buon mattino ascolta un indirizzo degli abitanti del quartiere +di San Pancrazio, santo a lui memorabile; visita più tardi a Chiswick +la Duchessa madre di Sutherland; dove incontra Lord Russell, Lord +Granville, il duca e la duchessa d’Argyll, il conte e la contessa di +Clarendon, il signore e la signora Gladstone e durante la colazione la +banda del secondo reggimento delle _Life Guards_ gli suona il suo inno. +Sul pomeriggio altra visita a Lord Palmerston, col quale si trattiene +in segreto oltre un’ora, e la sera banchetto, ricevimenti e discorsi +ancora. + +Il 13 mattina rivista all’arsenale di Woolwich, dove impennatisi i +cavalli gli operai dello stabilimento trascinano la sua carrozza a +forza di braccia; nella sera banchetto di quaranta coperti dal duca +di Sutherland, e subito dopo solenne ricevimento, durante il quale +il Generale, seduto sopra una specie di trono nella gran sala degli +Staffords, vede sfilargli davanti la più antica e più pura nobiltà di +Brettagna e di Scozia. + +Il 14 mattina udienza alle Deputazioni della città di Manchester; +poco dopo rivista della brigata dei pompieri, di cui è colonnello +il Duca di Sutherland, e la sera comparsa al Covent-Garden dove si +rappresenta la _Norma_ e in suo onore un atto della _Muta di Portici_; +ed egli è letteralmente coperto di fiori dalle più belle mani del Regno +Unito.[270] + +Il 15 escursione agricola a Bedford e davanti a nuova moltitudine di +popolo, convenuto da tutte le parti del distretto, esperimenti delle +macchine Howard; alla sera desinare intimo da Antonio Panizzi, il +celebre restauratore del _British Museum_ e vecchio amico suo. + +Nella mattina del 16 visita alla birreria Berkley e Perkins; verso +il tocco gran concerto al Palazzo di Cristallo, datogli dagli +Italiani; trentamila spettatori lo accolgono, una Deputazione di suoi +compatriotti gli presenta una bandiera col motto «Roma e Venezia;» +Arditi dirige l’orchestra, e un coro di mille voci gli canta: + + O Garibaldi nostro salvator, + Te seguiremo al Campo dell’onor. + +Dal _Crystal Palace_ passa a Piccadilly[271] dove Lord Palmerston lo +convita a solenne banchetto. + +Il 17 è domenica, e come è noto il rigoroso rispetto che gl’Inglesi +professano od ostentano per il giorno festivo, così il russo Alessandro +Herzen riunisce in casa sua a fraterna mensa, fra una scelta d’amici, +Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini.[272] + +L’agape però nulla aveva di politico. Certo in quel cenacolo di +apostoli e di soldati di tutte le patrie e di tutte le libertà +un discorso doveva ricorrere e dominare su tutti gli altri; ma +nessuno prestabilito disegno di complotti rivoluzionari, nessun +occulto pensiero presiedeva il nobile simposio. Gli stessi brindisi, +commoventissimi per chi li profferiva come per chi li udiva, non furono +che reciproche testimonianze d’onore e d’affetto, scevri interamente +da ogni ascoso fine politico, se non forse l’altissimo di riaccostare +almeno un istante due grandi spiriti affratellati un giorno dalla +medesima idea, e che non avrebbero potuto passarsi vicini senza +seppellire in un amplesso ogni ricordo della passata discordia. Mazzini +con ispirate parole bevve alla «libertà de’ popoli, all’associazione +de’ popoli, a Garibaldi vivente incarnazione di questa idea, alla +povera, santa Polonia, alla giovine Russia.» Garibaldi con caldo +accento rispose: «Al mio amico e maestro Giuseppe Mazzini;[273] alla +Polonia, alla Russia, all’Inghilterra.» E al toccar de’ bicchieri +una lacrima brillava nell’occhio di tutti i commensali; ed Herzen, +strozzato dall’emozione, non potè pronunciare che poche e rotte parole. + +Al lunedì vegnente ricevimento a Stafford-House di privati e di +Deputazioni;[274] visita a Ledru Rollin, e Louis Blanc; al tocco un +secondo concerto popolare al Palazzo di Cristallo, dove un popolo +misto di Corporazioni, di Rappresentanze, di Deputazioni, sfila +davanti al Trionfatore, che sa trovare per tutti il contegno e la +parola opportuna, notevole e notata da coloro che cominciavano ad +impensierirsi di quei trionfi, quella da lui gridata ad alta voce alla +Deputazione degli esuli polacchi: «Chiedo che la nobile nazione inglese +non voglia abbandonare la nazione polacca.» + +Il martedì invece è giornata di riposo, se riposo può dirsi leggere o +firmare serque di lettere e di ritratti, discorrere con centinaia di +persone e posare ora per un busto, ora per una fotografia, risedersi +a tavola tre o quattro volte il giorno, per non far torto all’usanza +degli ospiti, meravigliati che un eroe mangiasse così poco e bevesse +anche meno, e finito il pasto, all’ora rituale in cui le signore +lasciano i lor cavalieri in intimi colloqui col _Sherry_ e col +_Brandy_, si ritirasse con loro. + +Così però era arrivato il 20 aprile; il giorno solennissimo destinato +al conferimento della cittadinanza di Londra, che è, come ognuno sa, +il più grande onore che la vecchia _city_ possa dare, invidiato e +raramente ottenuto dagli stessi Sovrani; e che a Garibaldi era stato +decretato, senza contrasto, appena ebbe messo il piede sul suolo +britannico. E come la storica cerimonia fu anche il compendio simbolico +di tutte le onoranze tributate all’eroe italiano, così ne toccheremo +meno fugacemente. + +Assistito ad un asciolvere dal duca d’Argyll, in un tiro a quattro +alla _Daumont_ da Prince’s Gate, dimora del signor Seely dove il +Generale era passato, s’avviò in sul mezzogiorno verso Guild-Hall. +Lo accompagnavano, giusta il rito, il signor Richardson e l’Alderman +Scott, ciambellano del Town-Hall, cui spettava quest’onore, il primo +per aver proposto, il secondo per aver secondato la mozione del +_Freedom_: lo seguivano in altra carrozza il signor Seely e i figli, e +in altre ancora un lungo corteo di membri del Parlamento e di nobili +invitati. Le botteghe erano chiuse, i lavori sospesi come nel giorno +dell’ingresso. Turbe di popolo assiepavano le strade per le quali +doveva passare il corteo; ma all’ingresso della _city_ e più ancora nei +pressi del Palazzo di città la calca è sì densa, la piena sì procellosa +da pareggiare quasi quella impareggiabile dell’11 aprile. Arduo perciò +come in quel giorno il transito; arduo ai _policemen_ contenere il +torrente; arduo e pericoloso insieme per il Generale lo scendere +di carrozza. Vi pervenne tuttavia, e allora, accolto nell’atrio di +Guild-Hall dalla deputazione del Comitato di ricevimento, passando fra +due ale di _gentlemen_ e di _ladies_ che lo salutano e s’inchinano come +ad un re, è condotto nel gran salone del Consiglio, in mezzo ad una +fiorita corona d’invitati, e quivi, sotto un ricco baldacchino, sopra +seggiolone dorato, fra il signor Seely e suo figlio Ricciotti,[275] +fatto sedere. + +Entrarono allora gravi e solenni nel loro storico costume, roboni +di velluto nero, parrucche bianche a zazzera, grandi lattughe allo +sparato, il Lord Mayor, gli Aldermen, i Clerks, e fattosi un solenne +silenzio il Town’s Clerk venne innanzi e lesse il seguente decreto: + +«Che l’onorevole titolo di cittadino sia conferito al generale +Garibaldi come segno di riverenza al più magnanimo e valoroso dei +patriotti e gli sia presentato in una scatola d’oro del valore di cento +ghinee.» + +Una salva d’applausi era già scoppiata alle parole _most generous +and magnanimous man_, un’altra ancora più fragorosa seguì la chiusa +del decreto. Allora il Generale si alzò e il signor Scott gli lesse +un lungo indirizzo, nel quale, dopo avergli significato come Londra +andasse superba d’avere tra’ suoi cittadini un uomo che a nessun +altro poteva essere paragonato, «perchè in nessun uomo si trovarono +insieme accoppiate come in lui la semplicità d’un Cincinnato, +l’incorruttibilità d’un Dentato, il cuore di Leonida, la tenerezza +d’una donna, la confidenza d’un fanciullo;» conchiuse ringraziandolo +d’aver destata in Inghilterra la fiamma della libertà, ed augurando +all’Italia di compiere la sua unità ed indipendenza. + +Il Generale, che aveva ascoltato con profondo e decoroso raccoglimento, +fece in inglese, con accento stentato e troppo apertamente meridionale, +ma con perfetta correzione di sintassi e di lingua, questa risposta: + + «Non mi è possibile esprimere a voi, come rappresentanti di questa + gloriosa città, la gratitudine che io provo dell’onore che mi avete + oggi conferito. Ne inorgoglisco più che dell’avere il primo onore, + il primo grado in guerra, perchè non so qual cosa possa tenersi più + onorevole che l’esser libero cittadino di questa città. Nè io dico + questo per adularvi. Ho veduto che questo è il vero centro della + libertà del mondo, è il foco della civiltà di tutte le nazioni. + Qui niuno è straniero, perchè in Inghilterra ogni uomo è in casa + sua. Vi ripeto che non potrei esprimere la mia riconoscenza, ma + ve ne ringrazierò, non potendolo per me stesso, in nome della mia + patria, che aspetta dall’Inghilterra quell’aiuto ch’essa può dare + in guerra. + + »Certo l’Italia non potrà mai dire abbastanza quanto è grata a + questo paese pel gran favore con cui ha accolto la sua causa, e per + gli aiuti che le ha dato in tempi di gran bisogno. Nè è questa la + sola volta che io sono stato beneficato dal popolo inglese. Lo fui + in America quando dovetti alla protezione inglese se fui salvo da + gran pericolo. — Ebbi anche aiuto da Inglesi in Cina. Tutto questo + non potrei mai dimenticare; ma dovunque sarò, il mio affetto, la + riconoscenza verso il popolo inglese sarà imperitura. — Ripeto che + sono gratissimo per me e per la mia patria al popolo inglese.» + +Certo questo discorso non aveva nulla di peregrino, ma il Generale +che al toccar del suolo inglese pareva aver acquistato il senso, a +lui tanto innaturale, della convenienza e della misura, ed essersi +trasformato in un attore provetto, a cui nessuno dei lenocinj dell’arte +sia ignoto; il Generale, dico, seppe dare a quelle sue parole, studiate +più che non si pensi, tale un’impronta di verità e di naturalezza, e +trovare recitandole un atteggiamento così artisticamente equilibrato +tra la modestia e la dignità, un gesto così giustamente misurato tra +la vivacità italiana e la rigidezza anglo-sassone, un’intonazione così +abilmente indovinata tra la rozzezza eroica e la cortesia signorile, +e sopratutto tali modulazioni, tali blandimenti e incanti di voce da +suscitare in tutto l’uditorio un vero delirio. Una triplice tonante +salva d’applausi, quali forse quella sala non aveva mai uditi, accolse +la fine del discorso e soltanto la maestà del luogo e della cerimonia +parve trattenere da più clamorose manifestazioni. Quando però il +Generale, salutato il Mayor e la Mayoressa, si mosse per uscire, il +pubblico, rotta ormai quella diga di tradizionale rispetto che l’aveva +fino allora contenuto, dimenticò ogni gravità, e scavalcando sedie +e barriere si rovesciò letteralmente su di lui, per ottenere, con +mille voci, l’onore d’un suo _shake hands_. Nè forse l’eroe sarebbesi +rifiutato anche a quel capriccio se taluno de’ suoi amici non si fosse +opposto, dicendo che ciò avrebbe nociuto alla sua salute; il che bastò +perchè tutta quella folla tumultuante si ritraesse e diradasse in +silenzio. + +Allora il Generale uscì da Guild Hall per passare a Mansion-House, dove +il Lord Mayor dava in suo onore lo storico banchetto della _Loving +Cup_, nel quale il Generale, ignaro del rito, bevve alla salute del +Popolo inglese fra le acclamazioni de’ convitati. + +Non fu quella però l’ultima impresa di quella giornata campale. Alle +6 il Generale dovette intervenire ad un altro banchetto, il terzo in +un giorno, offertogli dal Cancelliere dello Scacchiere e trattenervisi +fino a tarda ora sempre sulla scena, sempre in sull’all’erta per +ascoltare e rispondere, sempre meraviglioso a tutti di semplicità, di +cortesia, di tatto e di pazienza. + + +VI. + +Ma nel medesimo giorno che Londra scriveva nell’Albo de’ suoi cittadini +il nome di Giuseppe Garibaldi, una voce, susurrata pochi giorni +prima come una vaga ipotesi ed una remota eventualità, prendeva a +un tratto nei giornali la forma asseverante d’una positiva notizia: +«Garibaldi interrompeva il suo viaggio e si preparava a ripartire per +l’Italia.» Naturale pertanto che un simile annunzio destasse in tutte +le classi della vasta metropoli (eccettuati forse i pochi consiglieri +e preparatori di quella partenza) il più grande stupore ed il più +vivo malcontento. Indarno i diari amici del Ministero si studiavano +di onestare e spiegare quella repentina risoluzione con semplici e +naturali motivi; dicendola imposta da ragioni di salute, consigliata +dai medici, suggerita dalla pietosa sollecitudine di risparmiare al +Generale, già affranto dalle fatiche de’ suoi primi trionfi, nuovi +e più gravi travagli; la città, le classi popolari principalmente, +non sapevano appagarsi di queste ragioni; e messe già in sospetto da +tutta quella estemporaneità di passione amorosa onde l’aristocrazia +britannica era stata presa per il mozzo nizzardo, fiutavano sotto +quelle mostre di zelo per la salute d’un uomo, che stava forse +benissimo, le fila d’una trama aristocratica o politica, cominciando +già a dimostrare apertamente la loro incredulità e diffidenza, +agitandosi nei pubblici _meetings_, e forzando il governo stesso a +rispondere in Parlamento. + +Per intendere frattanto fino a qual punto quei sospetti fossero +giustificati, e fra le tante e contradittorie ragioni di quella +partenza, sceverare, non diremo la vera, ma la più prossima al vero, +importa rimontare alcuni giorni addietro e penetrare un po’ più +addentro nel retro scena della storia. + +Il lettore non ha dimenticato che il Governo inglese non aveva mai +veduto di buon occhio il viaggio di Garibaldi. Presago dei disturbi +che la inopportuna visita gli avrebbe, o prima o poi, arrecati, Lord +Palmerston s’era studiato fino alla fine di scongiurarla, e solo +quando la vide ormai inevitabile fece buon viso, come suol dirsi, +all’avversa sorte, e s’adoperò, nel modo che sappiamo, a menomarne +le conseguenze. In sulle prime però tutto parve andargli a seconda. +Garibaldi s’era abbandonato, senza resistenza alcuna, alle braccia +dei Geni tutelari che dovevano, durante il suo passaggio per Albione, +custodire la sua innocenza e preservarlo dai diabolici contatti +della rivoluzione; Garibaldi mansueto, quale mai non fu, passava +di banchetto in banchetto, di cerimonia in cerimonia, di teatro in +teatro, rappresentandovi, appuntino come una brava bestia feroce +bene ammaestrata, la parte che meglio gradiva a’ suoi custodi e al +suo pubblico, senza dare mai il più piccolo segno di ribellione, o +mandare il più lieve ruggito di collera. Non v’era dunque a pentirsi +troppo d’averlo lasciato venire. È ben vero che egli aveva messo +sottosopra mezza Inghilterra, e in combustione tutta Londra; ma infine +era sperabile, era presumibile che a poco a poco il fanatismo si +stancherebbe, l’entusiasmo svamperebbe, la vecchia freddezza inglese +riprenderebbe il sopravvento; lo stesso attore a forza di essere veduto +e sentito si logorerebbe, e tutto rientrerebbe in breve, con poco +fastidio, nella calma e nell’ordine di prima. Accadde invece tutto il +contrario. Passavano i giorni, le ovazioni succedevano alle ovazioni, +e gli spettacoli agli spettacoli, ma il saturnale garibaldino non dava +alcun segno di cessare. Garibaldi continuava da oltre una settimana +a mostrarsi, a concedersi, a distribuirsi a quanti volevano vederlo, +udirlo e toccarlo; ma il farnetico non accennava a calmarsi; Londra +tornava ogni mattina e ogni sera a mirare, a contemplare ad adorare il +suo nuovo idolo in tutte le pose e su tutti gli altari, ma non ne era +sazia ancora. + +Eppure Londra non era che una stazione, ed il trionfatore non si +trovava ancora che alla prima pietra miliare della sua via trionfale. +Ma che sarebbe accaduto se egli avesse mantenuto la promessa di +visitare una ad una tutte le principali città d’Inghilterra e di +Scozia, Manchester, Birmingham, Bristol, Newcastle, Liverpool, Glascow, +Edimburgo, che l’attendevano impazienti di rinnovargli tra le loro mura +i trionfi della Capitale? + +Questo era il pensiero che principalmente turbava gli uomini di Stato +inglesi, e in generale quanti pregiavano, sopra ogni cosa, l’ordine +e la quiete del loro paese. Perocchè se tanta, dicevano essi, era +l’agitazione che quel fatato Italiano era riuscito a suscitare in +Londra dove pure le masse popolari erano guidate e contenute dalla +presenza del governo e del Parlamento, dagl’influssi d’una stampa +autorevole e dall’azione moderatrice di numerose classi superiori +illuminate e potenti, quale non sarebbe stata in quelle grandi città +manifattrici, alveari giganteschi d’operai e d’industriali, focolari +naturali delle idee rivoluzionarie e socialiste, miniere profonde e +insidiose cariche insieme d’oro e di dinamite, d’onde l’Inghilterra +traeva da secoli la sua ricchezza, ma che troppo arditamente esposte al +contatto d’una scintilla fulminea, avrebbero anche potuto cagionarne la +rovina! + +Certo non era a temersi che Garibaldi vi andasse a suscitare una +rivoluzione sociale; ma il solo dubbio ch’egli riuscisse a trascinare +quelle popolazioni in manifestazioni di politica internazionale ed +a renderle complici più o meno dirette de’ suoi appelli e de’ suoi +disegni patriottici, bastava ad obbligare un governo appena consapevole +della propria responsabilità alla più grande cautela e vigilanza. Nè +queste apprensioni eran del tutto infondate. Garibaldi era stato fino +allora, non all’occhio degli Inglesi soltanto, un miracolo di saggezza +e di temperanza; ma fino a quando il miracolo fosse per durare nessuno +poteva affermarlo. L’eroe non poteva rinnegare a lungo la propria +natura, e con lui era prudenza star pronti a tutte le sorprese. Anche +in que’ primi dieci giorni egli aveva fatto più d’una scappata fuori +del morbido serraglio in cui i suoi guardiani lo tenevano custodito; +e il brindisi a Mazzini, le visite a Ledru Rollin e Luigi Blanc, le +parole ai Polacchi, parevano segni abbastanza eloquenti che v’erano +idee, amicizie, relazioni, alle quali egli, sotto pena di snaturarsi, +non poteva rinunciare. + +Oltre di che i Mentori blasonati, che s’erano tolto il carico della sua +tutela in Londra, non lo potevano accompagnare dappertutto, e il giorno +in cui egli fosse uscito dalle loro mani per cadere in quelle, a mo’ di +esempio, dei Taylor, degli Stuard, dei Cowen, conosciuti in Inghilterra +per le loro opinioni rivoluzionarie, la loro intimità con Mazzini, e +la loro influenza sulle popolazioni artigiane delle città industriali, +nessuno poteva prevedere fino a qual punto il mutato ambiente avrebbe +influito sul mobile spirito del Patriotta italiano, nè a qual eccesso, +una volta lasciato in balía di consiglieri o complici o compiacenti, +avrebbe potuto trascorrere. + +E ciò tanto più che il vero ultimo scopo della sua visita in +Inghilterra non traspariva ancora. Egli andava bensì dicendo, e i suoi +seguaci ripetendo, che l’unico motivo di quella sua visita era stato +il ringraziare il popolo inglese di quanto aveva operato per l’Italia; +ma questa spiegazione, buona forse, non appagava abbastanza gli uomini +politici inglesi, avvezzi a non credere troppo alla gratitudine, +e a diffidare un tantino anche delle parole degli eroi. Infatti i +suoi incessanti rapporti col Mazzini, col Saffi, l’arrivo continuo +dall’Italia di ufficiali garibaldini, di deputati, di personaggi +politici che apparivano un istante, s’abboccavano col Generale e +sparivano,[276] se non costituivano ancora un indizio certo di congiure +latenti, erano però sintomi poco rassicuranti, i quali, sommati a tutti +gli altri segni, accrescevano naturalmente le inquietudini del Governo +inglese e ne acuivano i sospetti. + +Nè qui finivano le inquietudini che quella visita troppo prolungata +cagionava ai Ministri di Sua Maestà Britannica. L’indomani della +entrata di Garibaldi in Londra era il giorno destinato alla +riunione della Conferenza diplomatica per l’accomodamento della +lite dano-germanica; e la coincidenza di questi due fatti poneva il +gabinetto di Lord Palmerston in una posizione singolarmente difficile +e delicata. Era infatti per lo meno strano che la Diplomazia europea +fosse convocata a negoziar della pace, in quella città che era in quel +momento la più agitata del vecchio mondo, e ripeteva da mane a sera +l’apoteosi di colui che passava per il campione giurato di tutte le +rivoluzioni e di tutte le guerre. + +E più di tutti dovevano sentire il dispetto di quei trionfi l’Austria +e la Francia. Per Francesco Giuseppe, Garibaldi era sempre l’uomo +di Luino e di Sarnico; per Napoleone III, quello del Gianicolo e +d’Aspromonte; per entrambi l’Annibale implacato che quando non poteva +guerreggiarli coll’armi, li combatteva colle parole, colla penna e col +nome. + +Ora come l’amicizia della Francia e dell’Austria era a quei giorni uno +dei perni della politica inglese, così veniva da sè che il governo +della Regina fosse il primo a riguardare con ansietà il perdurare +d’un fatto che era cagione di disgusto a’ suoi più utili amici e +poteva, lungamente protratto, fruttare alla stessa Inghilterra noie +e contrarietà imprevedibili. Nè, per far intendere il loro sentimento +circa la presenza di Garibaldi in Londra, era mestieri che i Gabinetti +europei ricorressero al mezzo estremo delle proteste. Quando Lord +Palmerston nella Camera dei Comuni,[277] diceva che «qualunque governo +forestiero si fosse fatto lecito di intromettersi nelle interne +faccende dell’Inghilterra avrebbe avuto da qualsiasi governante del suo +paese una urbana sì, ma franca e ferma risposta,» diceva cosa da tutti +saputa, sottintesa e creduta. + +Ma ognuno sa che tra la diretta intromissione e l’indifferente +astensione ci corre tanto spazio che basta per contenere insieme la +indiretta disapprovazione e il tacito dissenso, la triste scontentezza +e il broncio amichevole, tutte le gradazioni del malcontento e +del malumore. È noto che la politica ha parecchi vocabolari: che +in diplomazia ciò che non si vuol dire ufficialmente si susurra +ufficiosamente; che il più delle volte basta un segno, un monosillabo, +un silenzio tempestivo ed un sussiego calcolato per dir più di tutti +i discorsi e di tutte le note. Ora tale era appunto il linguaggio +che conveniva a quel caso. Nessuno dei governi interessati avrebbe +osato esprimere al Gabinetto di Londra il proprio dispiacere per gli +onori straordinari che il popolo inglese aveva stimato di rendere a +quell’avventuriere fortunato; ma pochi di loro avevan saputo nascondere +il proprio scontento. + +Era stato notato infatti che a nessuno dei grandi ricevimenti dati al +Patriota italiano, meno l’ambasciatore di Turchia e il Ministro degli +Stati Uniti, nessun altro diplomatico, nemmeno in forma privata, era +intervenuto; che il conte Appony, ambasciatore d’Austria, s’era chiuso +fin dall’arrivo in uno sdegnoso ritiro non comparendo più nemmeno al +Palazzo del governo; che l’Austria e la Prussia tardavano ad inviare i +loro rappresentanti al Congresso, senza dire apertamente che la cagione +ne fosse la sgradita vicinanza di quello spadroneggiante trionfatore, +ma facendolo con abbastanza chiarezza trapelare; che infine la stampa +governativa ed officiosa così di Francia come d’Austria e di Germania, +canzonando quella nuova frenesia garibaldina onde il serio popolo +britannico era stato colto, non perdevano mai il destro di tirare una +botta contro i ministri della Regina che si lasciavano pigliare dallo +stesso delirio e adoravano lo stesso feticcio. + +Combinati questi fatti, sommate tutte queste cagioni;[278] considerato +da un canto la necessità di tagliar corto ad un’agitazione fino +allora soltanto inquietante che poteva tralignare in più pericolosi +disordini, e dall’altro la convenienza di evitare alle potenze amiche, +in un momento di negoziati diplomatici, una cagione di fastidio e +di disgusto, il Governo inglese deliberò di indurre Garibaldi ad +abbreviare il suo viaggio e ad affrettare il suo ritorno in Italia. + + +VII. + +E fermato il disegno, il modo d’esecuzione, e gli esecutori furono +presto trovati. Quei medesimi fedeli del governo che s’erano fino +allora assunto di guidare i primi passi dell’eroe sul suolo britannico, +quei medesimi s’impegnerebbero a condurnelo fuori. La sera del 16 +infatti il duca di Sutherland, il signor Seely, il dottor Fergusson, +medico della Regina, il generale Eber, il colonnello Peard, il signor +Gladstone, e pochi altri amici del Generale si raccolsero a consiglio +in Stafford-House e convennero prestamente sul da farsi: Il Generale +doveva esser un ammalato: il dottor Fergusson l’avrebbe attestato; +i suoi ospiti amici, compresi dall’obbligo di risparmiare al grande +patriota i danni e i pericoli d’un viaggio più disastroso, si sarebbero +tolto l’assunto di consigliargli il ritorno desiderato: il Duca di +Sutherland, ottenuto l’assenso, l’avrebbe fatto a poco a poco dileguare +portandoselo via sul suo velocissimo _yacht_; e tutto sarebbe riuscito +al suo fine senza scandali e senza compromissioni. + +Con quest’accordo la mattina del 17 il dottor Fergusson cominciò a +fare al Generale, ignaro ancora di quella parte d’ammalato immaginario +che gli era preparata, la sua prima visita, e notò in lui tracce così +profonde di stanchezza, e lo trovò così sofferente anche nella gamba +sana costretta a sostenere parte del lavoro della ammalata che non +potè a meno di dichiarare al Duca di Sutherland, «i suoi timori sugli +effetti che ne potevano derivare dalla permanente eccitazione prodotta +da quelle ripetute ovazioni, che gli stessi uomini più robusti non +avrebbero potuto affrontare.» + +Come restasse a questa lettera inattesa il nobile Duca, inutile ridire: +tutta Stafford-House fu piena in poche ore della dolorosa notizia, e +l’argomento della malattia del Generale su tutte le labbra de’ suoi +ospiti e frequentatori. + +Il dottor Fergusson però, da medico coscienzioso, non poteva fidarsi al +giudizio di una sola visita, e volle ripeterne una seconda: ma ahimè +il pronostico non poteva essere diverso! Non solo il Generale era +stanco, non solo «ne conveniva egli stesso;» non solo era manifesta +la sua fisica debolezza, ma cominciava già a trasparire la mentale. +Infelice eroe, stanco, debole, sofferente nella gamba destra per +contraccolpo della sinistra, e quasi scemo di mente! L’Archiatro di +Sua Maestà la Regina Vittoria non poteva più esitare; e presa tosto +la penna non più soltanto al duca di Sutherland, ma anche al suo +collega il signor Seely, scrisse risolutamente che, viste le miserande +condizioni del generale Garibaldi, «riteneva ormai pericoloso per lui +l’adempiere a tutti i presi impegni;» e consigliava perciò «sì l’uno +che l’altro e tutti i suoi amici d’Inghilterra di cercare un mezzo +qualsiasi per distoglierlo dalle imprudenti emozioni delle sue visite +progettate.[279]» + +La parola era detta; il dado era tratto e conveniva tosto giuocare +l’ultima posta. Ecco infatti il Duca di Sutherland, il signor Seely, il +generale Eber, il colonnello Chambers, il signor Negretti, tutti quanti +gli artefici ed i complici della trama stringersi attorno al Generale e +tentare di persuaderlo con tutti gli argomenti che loro occorrevano, al +passo desiderato. Indarno. Il Generale, o troppo ingenuo per sospettare +l’intrigo o troppo furbo per mostrar d’accorgersene, rispondeva a tutti +invariabilmente: «che non s’era mai sentito così bene come da quando +era venuto in Inghilterra;» in ogni caso pochi giorni di riposo gli +sarebbero bastati a rimetterlo dalla momentanea stanchezza; non potere +però in alcun modo deludere l’aspettazione di tanti cari amici, di +tante illustri città, e mancare alla propria promessa. Innanzi a questa +non preveduta resistenza, i manipolatori della partenza si trovarono +un po’ sconcertati e stimarono necessario di invocare l’autorevole +intervento dello stesso Cancelliere dello Scacchiere. E questi accettò, +e nella sera medesima del 18, in presenza del Duca di Sutherland, +del dottor Fergusson, del signor Seely, del colonnello Peard, del +generale Eber, del signor Negretti e di due o tre altri amici[280] del +Generale, ebbe con questi un lungo colloquio. L’assunto era arduo: la +veste ufficiale onde il signor Gladstone era rivestito ne accresceva le +difficoltà; ma egli seppe tirarsi d’impiccio con mirabile delicatezza e +maestria. Accortosi prestamente che quell’argomento ormai logoro «della +salute» non aveva più alcuna presa sull’animo d’un uomo che credeva +e protestava di sentirsi benissimo, vi scivolò sopra lievemente e +volse tutta l’arte a toccare altri tasti più graditi o meno stridenti. +Dichiarò che parlava come amico, non come membro del governo; respinse, +sprezzandolo come indegno di confutazione, ogni sospetto di ingerenza +forestiera e di secondo fine politico: assicurò il Generale che +qualunque fosse la sua risoluzione nessun Inglese si sarebbe permesso +di mancare ai doveri dell’ospitalità; desiderava soltanto fargli +considerare come ormai, visitata Londra, lo scopo principale del +suo viaggio fosse raggiunto, e come quelle stesse splendide ovazioni +che erano uno dei più mirabili avvenimenti del nostro tempo, anzichè +crescere, potessero, colla continuata ripetizione, scemare della loro +dignità e bellezza: in ogni caso nessuno poter pretendere che gli +impegni da lui presi dovessero tenersi per incondizionati e assoluti; +sì che quando non credesse di sciogliersi da tutti restavagli sempre +l’espediente di limitare le sue visite ai luoghi più vicini e più +importanti, facendo valere verso gli altri la ragione indiscutibile +della salute e della necessità di riposo che avrebbe tagliato corto a +tutte le querele e a tutte le pretese. Ed altre cose disse e avrebbe +potuto soggiungere l’eloquente ministro, se il Generale n’avesse avuto +mestieri. + +Ma egli, che fino allora non aveva voluto o saputo capire, vide come +in un lampo tutta la situazione. Più il signor Gladstone si studiava +a girar attorno alla ragione principale che l’aveva mosso a parlare, +e più questa ragione, come per effetto di chiaroscuro, risaltava; più +adoperava a tener lontano dal suo discorso l’ombra del governo e più +quell’ombra ricompariva e il suo pensiero erompeva. Il solo fatto del +suo intervento in quel negozio era un fatto politico; il solo trovarsi +a fianco agli uomini che da tre giorni peroravano per la causa della +partenza, parlava più eloquentemente d’ogni discorso. Il Generale +dunque capì, e alzandosi di scatto dalla sedia con quel suo fulmineo +risolvere che tante volte scompigliava i calcoli più studiati de’ suoi +avversari: «No! disse, con voce secca e imperiosa, credo impossibile +fare una scelta fra città e città, e dare la preferenza piuttosto +all’una che all’altra, sarebbe scortesia ch’io non commetterò mai. +Piuttosto, se credete che debba partire, partirò domani.[281]» + +Alla sortita inattesa, così il signor Gladstone come i suoi colleghi +restarono alquanto sconcertati. + +Non era infatti una partenza precipitata e quasi clandestina che essi +s’eran proposto di ottenere dal Generale: un siffatto modo avrebbe +avuto l’aspetto o d’una fuga o d’uno sfratto, e destate anche più +vive quelle agitazioni che essi miravano a spegnere. Essi chiedevano +soltanto un lento ritiro; un allontanamento a piccole giornate; un +dileguarsi insensibile che togliesse ogni sospetto di violenza e +vestisse tutte le sembianze d’un atto volontario e spontaneo del +Generale stesso. Però quando udirono quelle due parole: «partirò +domani,» misurarono tosto il pericolo e corsero tutti insieme al riparo +adoperandosi con ogni miglior argomento a smuovere il loro ospite da +una risoluzione che rischiava di guastare i loro disegni assai più +d’un reciso rifiuto. Ma il Generale fu in quella sera irremovibile; e +soltanto la mattina dopo (19), assalito nuovamente dalle insistenti +preghiere di quasi tutti i suoi consiglieri della vigilia,[282] +irretito, fors’anco sedotto, dalle provette blandizie della Duchessa +madre di Sutherland e dalle rosee grazie della giovane sua nuora, finì +col cedere e col dichiarare che sarebbe partito come e quando ai loro +amici fosse piaciuto. Era la vittoria desiderata, e non restava più +che bandirla nei giornali per rendere impossibile colla pubblicità +qualsiasi pentimento. Infatti nello stesso pomeriggio del 19, i signori +Duca di Sutherland e Seely inviavano al _Times_ le tre lettere del +dottor Fergusson, da noi già compendiate, facendole precedere da questa +loro dichiarazione che annunciava la prossima partenza dell’eroe, +precisandone persino il giorno ed il modo: + + «All’Editore del _Times_. + + »Il Duca di Sutherland ed il signor Seely presentano i loro omaggi + all’editore del _Times_ e gli trasmettono copia delle lettere + ricevute dall’illustre professore Fergusson sullo stato sanitario + del generale Garibaldi. + + »In conseguenza di ciò, il Generale si trova costretto a rinunciare + al suo progetto di visitare le provincie, e partirà da Londra + venerdì mattina. S’imbarcherà sul _yacht_ del Duca di Sutherland, + il quale lo accompagnerà alla sua residenza dell’isola di Caprera.» + + +VIII. + +Quale effetto producesse nel popolo inglese questo annuncio, già +accennammo: di amaro sospetto ne’ più; d’intera contentezza in pochi; +di sorpresa in quasi tutti. Però l’opinione pubblica si divise quasi +tosto in due campi. Gli amici del governo, gli uomini politici, le +classi superiori e in generale tutti coloro che, per un motivo o +per l’altro, erano inquieti o tediati di quella prolungata baraonda +garibaldina, lodavano il Generale d’esservisi arreso; gli avversi +al Ministero, gli idolatri dell’eroe, la gente più di sentimento che +di ragione, e tutti coloro in generale cui quella baraonda piaceva o +giovava, non sapevano persuadersi che la malattia fosse reale (tanto +più dopo una attestazione del dottor Basile che la smentiva[283]), nè +quella partenza spontanea e sospettandovi sotto un oscuro complotto +aristocratico e diplomatico, a cui non parevano estranei nè il Governo +inglese, nè Napoleone III, nè l’Austria, s’apparecchiavano con tutti i +mezzi che la legge loro concedeva a sventarla. + +Già infatti tra il 20 e il 21 la più parte dei giornali liberali e +radicali[284] denunziava, esagerandolo, il misterioso complotto: +innumerevoli cartelli affissi per le vie avvertivano il popolo +che Garibaldi era forzato a partire: alla _Taverna di Londra_ per +iniziativa del Comitato di Ricevimento convocavasi un meeting nel +quale si deliberava «non essere desiderabile che il generale Garibaldi +venisse indotto ad abbandonare l’Inghilterra, tanto più che non erano +stati sufficientemente chiariti i motivi della sua partenza.» Un +altro _meeting_ pubblico e più numeroso preparavasi per istigazione di +Mazzini a Primrose, sotto la Presidenza del signor Beales; infine il +Ministro degli Esteri, il Presidente del Consiglio, e il Cancelliere +dello Scacchiere erano invitati a dar spiegazione nelle due Camere di +quell’inatteso rimpatrio, e sopratutto a dichiarare quanto vi fosse +di vero nella voce persistente che il governo della Regina, spinto da +suggestioni straniere, vi avesse partecipato. + +Ma le risposte erano prevedibili. Lord Clarendon si dichiarò persino +inconsapevole della progettata partenza, e quanto a Napoleone III +non solo lo purgò da qualsiasi taccia d’avversione a Garibaldi, ma +assicurò che caduto il discorso su quel tema, l’Imperatore gli disse +di comprendere benissimo come un uomo sì straordinario, quale era +Garibaldi, dovesse toccare l’animo agli Inglesi e trasportarli fino +all’entusiasmo. Nè sostanzialmente diverse furono le parole di Lord +Palmerston e del signor Gladstone. Solo il primo soggiunse anche più +esplicitamente che qualunque governo forastiero facesse all’inglese, +sopra un consimile argomento, una rimostranza qualsiasi, «riceverebbe +una urbana sì, ma ferma ed aperta risposta;» mentre il secondo, senza +sconfessare la sua intromissione nell’affare e narrati press’a poco i +fatti come li narrammo noi stessi, si studiò soltanto a rimuovere da +sè e dal governo ogni sospetto di indebita ingerenza e d’inospitale +pressione, ed a gettare la colpa dell’avvenimento su quella disgraziata +salute del Generale, del cui stato sofferente, dopo le attestazioni +d’un medico come il signor Fergusson e d’amici così affezionati e +devoti, come il signor Seely e il Duca di Sutherland, non era più +possibile dubitare.[285] + +Contemporaneamente le Deputazioni dei _meetings_ si presentavano a +Garibaldi, il quale, fluttuante ancora tra le promesse fatte agli uni +di visitarli ed agli altri di partire, si tirava alla meglio d’impaccio +dicendo agli inviati del _London Tavern_, che desiderava ardentemente +di visitare i suoi vecchi amici di Newcastle e del Nord, ma che +avrebbe meglio considerato se dopo la promessa data poteva cambiare di +determinazione;[286] e scrivendo anche più esplicitamente al signor +Beales, presidente del _meeting_ che si stava preparando a Primrose, +ed a tutti i suoi amici «che accettassero i suoi ringraziamenti per +l’affetto dimostratogli: che sarebbe felice di rivederli in circostanze +migliori e quando potesse a tutto agio godere del loro nobile paese; +ma pel momento essere obbligato a lasciare l’Inghilterra.[287]» E +queste ultime parole valgono un documento. Garibaldi poteva essere +o più generoso o più coerente tralasciandole; ma infine se la verità +suo malgrado gli scappò dalla penna, raccogliamola e scriviamola come +l’unica conclusione chiara di tutto questo torbido negozio: Garibaldi +fu obbligato a partire d’Inghilterra; graziosamente, soavemente +obbligato; ma «obbligato.» + + +IX. + +Fissata la partenza pel 22, Garibaldi adopera i due giorni che gli +avanzano a fare a precipizio tutte quelle visite che per dovere o +per affetto non poteva assolutamente tralasciare. Però il 21, di +buon mattino, sciogliendo un voto da lui fatto sino dal suo arrivo in +Inghilterra, va in compagnia di Panizzi e d’altri Italiani, a visitare +la tomba di Ugo Foscolo a Chiswick; resta alcuni istanti assorto in +una mesta contemplazione dinanzi all’avello del poeta, indi vi depone +una corona d’alloro in bronzo sul cui nastro aveva fatto scolpire egli +stesso la leggenda: + + AI GENEROSI + GIUSTA DI GLORIA DISPENSIERA È MORTE. + DEPOSTA OGGI 21 APRILE 1864 + DAL GENERALE + GIUSEPPE GARIBALDI. + +Al tornare dal suo pellegrinaggio, si reca senza perdere un istante +al _Reform-Club_, dove subíto, non sapremmo dire se più il tormento o +l’onore d’uno de’ soliti banchetti, il presidente, Lord d’Elbury, lo +arringa chiamandolo «lo strumento di Dio,» e soggiungendogli, parole +significative su quel labbro ed in quel luogo, che «le accoglienze +ricevute dal popolo inglese dovevano essergli largo compenso per +l’apparente ingratitudine che viene da un luogo d’onde l’ingratitudine +era meno da aspettarsi.» Licenziatosi poi anche di là con opportune +parole di ringraziamento, si fa condurre a Richmond per prendervi +commiato da Lord Russell; quindi, reduce nuovamente in Londra senza il +respiro d’un istante, passa a visitare, introdottovi da Lord Clifford, +la Camera dei Lordi, i quali al suo apparire si distraggono e si +agitano al segno che Lord Chelmsford, che in quel momento parlava, può +a stento continuare il suo discorso, finito il quale tutti s’accalcano +intorno all’eroe, e quanti fra di loro l’hanno conosciuto, specialmente +i _Whigs_, si disputano l’onore di salutarlo pubblicamente, il Vescovo +d’Oxford fra i primi. Finalmente verso sera, sempre senza sosta e senza +riposo, passa al _Fishmonger Club_ (Circolo dei pescivendoli), uno de’ +più antichi, e, non ostante il nome, de’ più aristocratici circoli di +Londra, dove l’attende a uno de’ loro pranzi tradizionali, famosi per +luculliane ghiottornie di pesci, il fiore più eletto della nobiltà, +della ricchezza, dell’armi, della eleganza e della cultura britanniche; +dove il primo _Warden_ (il primo Guardiano) gli accorda il titolo di +membro onorario del _Club_, ambito quanto il _Freedom_, e d’onde parte +a tarda notte pensando forse, con segreta compiacenza, che era quella +l’ultima delle sue sterili fatiche londinesi, e che toccava oramai alla +vigilia di quel rimpatrio che egli più d’ogni altro sospirava. + +Nel giorno vegnente, infatti, fatta colazione dal Console Generale +degli Stati Uniti, visitato nella sua casa Giuseppe Mazzini, +congedatosi da Lord Shaftesbury, ricevute a Prince’s Gate quante +persone vogliono dirgli addio, incontrato a Stafford-House il Principe +di Galles che avea espresso il desiderio di conoscerlo in quel luogo +ed a quel modo, lasciati al Popolo inglese i suoi addii, i suoi +ringraziamenti e le sue scuse di non poter andar per ora dovunque avea +desiderato, accompagnate dalla promessa di tornar forse fra non molto a +veder, nella quiete della vita domestica inglese, gli amici che allora +non poteva,[288] verso le 3 del pomeriggio, in carrozza a quattro +cavalli, accompagnato soltanto dal Duca e dalla Duchessa di Sutherland +e dal signor Seely, passando in mezzo a un fitto stuolo di popolani +che fin dalla mattina l’attendevano e gli gridavano: «Non partite, +Generale, non partite,» s’avviò alla volta di Clifden Park, una delle +principesche villeggiature della madre dei Sutherland, nei dintorni di +Maidenhead. + +E di quella sosta in villa, le ragioni erano parecchie: si +allontanava subito da Londra il Generale senza portarlo via di colpo +dall’Inghilterra, il che sarebbe stato pericoloso: si mettevano tra lui +e i suoi più intimi e devoti un tratto di ferrovia e i cancelli d’un +castello feudale, e lo si separava così da consiglieri sospettati a +torto avversi al rimpatrio:[289] si abituava insensibilmente il buon +popolo inglese alla sgradita separazione, e mostrandogli il suo eroe +contento della quiete della campagna, e vivente co’ primi suoi ospiti +nei termini della più cordiale famigliarità, di tanto si avvalorava la +credenza ch’egli fosse realmente sofferente e bisognevole di riposo, +di quanto si svigoriva il sospetto che la sua partenza fosse l’effetto +d’un intrigo e d’una violenza. + +Trascorsi infatti tre giorni nelle delizie di Clifden (un giardino +d’Armida a cui non mancava la fata), il 26 mattino, in ferrovia, sempre +accompagnato dal Duca e dalla Duchessa di Sutherland, si mosse alla +volta del Cornwall; giunto a Bristol, devia per Weimouth dove visita la +squadra, vede manovrare il _Warrior_, e pranza a bordo dall’ammiraglio +Dacres; di là, continuando per Exeter e Plimouth, ossequiato sempre +dai Mayors delle città, da svariate Deputazioni e da sempre nuova +moltitudine di popolo, smonta finalmente a Penquite Par, dimora di quel +suo vecchio commilitone, il colonnello Peard, che aveva avuta tanta +parte nell’imbroglio di quella partenza. Quivi però non passa che la +notte e una parte del giorno successivo; chè inviato di colà un nuovo +e più lungo manifesto alla nazione inglese, nel quale raccomandava +più apertamente che fino allora non avesse fatto la causa della patria +sua,[290] sul cadere del giorno stesso, sempre in compagnia del Duca di +Sutherland e del costui fratello, del figlio Ricciotti, di Basile e di +Basso, ne ripartiva per Fowey, dove l’_Ondine_ l’attendeva, lesta alla +partenza, e sulla quale in fatti pochi istanti dopo metteva alla vela. +Costretto però da un forte vento di levante a poggiare nella notte +stessa a Weimouth, non poteva ripartirne che il giorno successivo, +sicchè soltanto nel mattino del 28 aprile può veramente dirsi ch’egli +abbia lasciato le spiaggie d’Inghilterra.[291] + +Il 5 maggio, data a quel viaggiatore memorabile, ritraversava +lo Stretto di Gibilterra, e dopo altri quattro giorni di fausta +navigazione, il 9 dello stesso mese, egli afferrava finalmente il +porticciuolo della sua diletta Caprera, d’onde quarantaquattro giorni +prima era salpato pieno di illusioni e di speranze, dove tornava non +sapremmo più dire se scontento dei disinganni patiti, o felice della +pace e della libertà che stava per riacquistare. + +Da quel viaggio, in verità, Garibaldi aveva raccolti onori quali e +quanti nessun uomo aveva mai conseguiti in quel paese, ma un frutto +sostanziale, un aiuto anche indiretto, un beneficio anche remoto non +l’aveva raccolto. + +Aiutare la Polonia, sommovere il Veneto, intraprendere una guerra di +corsa contro l’Austria, con danari, armi e bastimenti inglesi, erano +stati i tre fini nascosti, vaghi ancora quanto ai mezzi, fermi quanto +all’intento, che l’avevano spinto a quel faticoso pellegrinaggio, e +sappiamo oramai che nessuno di quei tre fini gli riuscì. Un giornalista +francese scrisse a quei medesimi giorni che «gli Inglesi impinzarono +Garibaldi di _plum puddings_ di _turtle’s soups_ e di _sandwiches_, ma +che quanto al suo milione di fucili non gli diedero un soldo,[292]» e +non sapremmo negare che la frase contenga, malgrado la forma triviale, +gran parte di vero. Garibaldi ottenne tutto dal popolo inglese; +tutto fuori di quello che più gli stava a cuore; sebbene convenga +soggiungere ad onor suo che egli non chiese nulla. Fin dai suoi primi +passi sul suolo britannico, aiutato da quell’istinto che spesse volte +s’addormentava nel suo spirito, ma che svegliatosi gli teneva luogo di +genio, s’accorse immantinente che qualunque parola anche remotamente +allusiva a imprese rivoluzionarie non solo non avrebbe trovato ascolto +in quel paese, per indole e per istoria positivista e utilitario, ma +gli avrebbe, quasi di colpo, alienata quella pubblica opinione che +era del massimo suo interesse serbarsi amica. Però ingoiò ogni parola +ardente che gli potesse ricorrere alle labbra, chiuse in fondo al +petto le sue patriottiche speranze e i suoi belligeri disegni; imparò +subito la parte di ospite soddisfatto, di commensale compiacente, di +Eroe cerimonioso, che gli veniva con tanto garbo imposta, e lasciò +anche quella volta che la vecchia sua fortuna decidesse di lui. I suoi +ospiti, d’altra parte, prima lo assordarono d’applausi, lo ingozzarono +di pranzi, lo soffocarono di doni, lo tempestarono di brindisi, di +indirizzi e di poesie, lo menarono di qua, di là, di su, di giù, +dove loro piacque, mostrandolo su tutti i palchi e in tutte le fiere, +come il fenomeno vivente, e la _great attraction_ dell’ultima moda; +poi, quando ne furono satolli e ristucchi, lo pregarono gentilmente +d’andarsene, ed egli se n’andò. + +Se n’andò; e noi, confessiamo il vero, preferiamo ancora questo +Garibaldi che s’adatta docilmente alla maschera dell’ingenuo e del +compiacente, e pur vedendo le grosse panie tese intorno a lui, le +rispetta e le compatisce, ad un altro Garibaldi qualsiasi che per +raggiungere fini impossibili avesse usato del suo prestigio e della sua +popolarità a mandar sossopra il paese che lo accoglieva, il quale poi, +e a dir tutto, se aveva il dovere di parlar più schiettamente all’eroe +che andava con tanto abbandono ad assidersi a’ suoi focolari, non ne +aveva però alcuno di farsi paladino della sua politica e di seguirlo +nelle sue avventure. + + +X. + +Garibaldi però non rimaneva a lungo nella sua isola. Il 19 di giugno +collo stesso vapore con cui era giunto d’Inghilterra e che il Duca +di Sutherland, dopo un giro in Oriente, aveva rinviato nelle acque di +Caprera a disposizione del Generale, questi approdava improvvisamente +nell’isola d’Ischia, prendendo stanza in Casamicciola presso un +suo amico.[293] Pretesto, come al solito, il bisogno di curare in +quelle terme salutari la sua artritide: ragion vera un progetto di +spedizione in Oriente, di cui erano state segnate, durante il viaggio +d’Inghilterra, testè lungamente narrato, le prime linee. + +Ma qui pure ci troviamo tra le mani un’aggrovigliata matassa della +quale non ci è possibile sbrogliare i fili senza rifarci parecchi +mesi addietro e ripassar nuovamente la Manica. È noto che Vittorio +Emanuele non ebbe mai grande tenerezza per la formola «il Re regna +e non governa.» Scrupoloso de’ suoi doveri, ma geloso de’ suoi +diritti; infiammato dell’alto orgoglio di non essere soltanto nella +grande impresa commessagli dalla Provvidenza un simbolo vano od un +gonfaloniere passivo, ma un artefice operoso ed un utile combattente; +unico forse tra i Principi costituzionali, se non lo uguaglia il +Taciturno, che in tempi procellosi abbia saputo conciliare la tutela +delle prerogative regie colla osservanza delle libertà popolari; egli +non credeva venir meno alla costituzione giurata, se partecipava un po’ +più che astrattamente alla politica del suo Stato e dentro i termini +della legge faceva sentire l’influsso del suo pensiero e qualche volta +il peso della sua volontà. Da ciò quindi quella che fu chiamata la +politica segreta o personale di Vittorio Emanuele; da ciò quella nomea +di Re cospiratore a cui ogni nuova lettera che si pubblichi di lui +aggiunge un documento; da ciò infine quell’ordito sottile d’intrighi, +di complotti, di congiure mazziniane, garibaldine, regie, italiane, +polacche, ungheresi, rumene, serpeggiante come una vegetazione spuria +nelle pagine della storia palese, che sorprende il più delle volte ed +arresta lo storico, e gli impedisce di scrutare e conoscere fino al +fondo la verità, od anco conosciutala di scoprirla e proclamarla tutta +quanta. E così dicasi ora dell’episodio d’Ischia. + +Vittorio Emanuele, dopo aver fino al 1862 cospirato a modo suo con +tutti coloro che accettavano di far l’Italia con lui, nel 1863 fa +l’ultimo passo a cui un re possa giungere, e si risolve a cospirare +anche con colui che gli diceva apertamente di volerla fare contro di +lui: con Giuseppe Mazzini. In un libro recente[294] questa pagina +dei rapporti segreti tra Vittorio Emanuele e Giuseppe Mazzini fu, +non potremmo dire se fedelmente, certo diffusamente scritta, e il +lettore potrà attingere di colà più ampi particolari. Al nostro +racconto basta il rammentarne questo solo: che per oltre un anno +Re e Tribuno continuarono a carteggiare segretamente fra loro, ed +a dibattere in vario senso, per mezzo di confidenti e di cifrari, +progetti d’insurrezioni nella Venezia, nella Polonia, nella Gallizia, +nell’Ungheria, nei Principati, senza però riuscire ad intendersi mai. +Nè lo potevano. Mentre infatti il Mazzini voleva che la rivoluzione +veneta precedesse, come scintilla all’incendio, tutte le altre, e +che il Governo italiano se ne facesse complice e aiutatore; Vittorio +Emanuele rifuggiva da idea siffatta; dichiarava che qualsiasi +tentativo di simil genere l’avrebbe non solo abbandonato, ma represso, +e consentiva soltanto a secondare copertamente i moti progettati +della Gallizia, dell’Ungheria e dei Principati, dei quali però non +s’impegnava a profittare «se non quando prendessero tali proporzioni +da tenere fortemente occupata l’Austria e da permettere all’esercito +italiano di tentare l’impresa comune con probabilità di riuscita.[295]» + +Erano, come ognun vede, due concetti totalmente opposti e destinati a +non incontrarsi mai. Mazzini mirava a farsi stromento della monarchia, +e Vittorio Emanuele della rivoluzione: entrambi volevano la stessa +impresa, ma nessuno de’ due intendeva rinunciare all’altro il diritto +e l’onore di compierla; entrambi eran guidati dallo stesso fine, ma nel +mentre il tribuno, responsabile soltanto del credito d’un partito, era +pronto a giuocare tutto su una carta; il Re, mallevadore della sorte +d’un’intera Nazione, era deciso a non rischiare nulla all’azzardo; +disposto bensì ad accettare od affrettare l’opportunità come e d’onde +che sia; ma col fermo proposito di tenersi sempre libero di giovarsene +o di ripudiarla a sua posta, e di respingerne da sè e dall’Italia la +responsabilità. + +È vero che in una seconda fase delle trattative[296] Mazzini aveva +acconsentito anche a posporre il moto veneto al galliziano a patto +soltanto che gli si fosse lasciata preparare una introduzione d’armi +pel Veneto; ma il Re, risoluto più che mai a non impegnarsi in cosa +alcuna che potesse compromettere l’Italia e scemare la libertà d’azione +del suo governo, ricusò anche questo patto; sicchè non corse molto +tempo che ogni negoziato fra i due illustri cospiratori andò rotto per +sempre.[297] + +Rotti i negoziati, ma non abbandonata l’idea. Vittorio Emanuele +non voleva rinunciare a quella sua chimera, forse troppo favorita, +dell’insurrezione galliziana; e, sia che la credesse un mezzo, come +pensò taluno, d’allontanare dall’Italia i più torbidi elementi; sia +che vi intravedesse davvero una opportunità ed una leva, la leva +tanto desiderata della nuova riscossa italiana, n’aveva fatto da due +anni uno dei punti di mira della sua politica segreta. Però mentre ne +carteggiava col Mazzini, ne trattava insieme col Klapka e col Türr, +capi del Governo insurrezionale ungherese, ne cospirava con altri +suoi agenti secondari a Costantinopoli, a Belgrado, a Bukarest, e +finalmente, verso la metà d’aprile, proprio ne’ medesimi giorni in +cui il Generale arrivava in Inghilterra, risolveva d’aprirsene anche +con lui. Infatti verso il 15 d’aprile arrivava a Londra certo signor +Porcelli, uno degli emissari segreti del Re, coll’incarico da lui +di esporre al Generale il progetto galliziano, e promettergli, se +acconsentisse, tutti gli aiuti che potesse desiderare. Il Generale +però cansò dal dare una risposta immediata e decisiva, e ciò tanto più +che per un progetto quasi consimile era già impegnato col Comitato +insurrezionale polacco residente in Londra presieduto da certo +Borzilawski e in relazione col Mazzini. Scorsi però quattro o cinque +giorni arrivò d’Italia, con un mandato quasi consimile, un messaggiero +anche più importante, il generale Klapka in persona, e poichè Garibaldi +era già a Clifden Park, la visita tra i due famosi soldati avvenne +colà. Quel che siansi detto, nè noi, nè alcun altro saprebbe affermare, +poichè restarono chiusi in camera e soli;[298] ma non è difficile +l’indovinarlo. L’argomento del loro discorso fu certo l’insurrezione +galliziana, della quale il Klapka, per desiderio del Re, era destinato +ad essere uno dei capi.[299] Anche in quel giorno però crediamo che +nulla da veruna parte siasi definitivamente stabilito; e in questa +credenza ci rafferma il fatto che il Klapka non era beneviso alla parte +rivoluzionaria degli Ungheresi e dei Polacchi, coi quali Garibaldi +teneva sempre corrispondenza e che stimava imprudente, almeno per +allora, lo scontentare.[300] + +Intanto al partire del Generale dall’Inghilterra ecco press’a poco +la situazione; press’a poco, perchè in tutte le congiure, massime +in quella che aveva per campo mezza Europa, v’è sempre una parte +misteriosa, cangiante e, ci si perdoni la frase, volatile, che nessuno +può cogliere con sicurezza e fissare. + +Mazzini, in rotta momentanea col Re, ma in pace momentanea con +Garibaldi, anima del Centro rivoluzionario polacco-ungherese +del Borzylawski e in rapporto con tutti i Comitati rivoluzionari +immaginabili, che predica, e, come dice egli, prepara la sommossa +veneta, prima se possibile, dopo se non lo è, di quella galliziana; ma +in ogni caso, insurrezione entro l’anno dappertutto, ad ogni costo, col +Re, con Garibaldi, col Klapka, con tutti. + +Il Re, che vuole il moto serbo-ungherese-galliziano anteriore al +veneto, cospira per questo col Klapka, col Türr, con Garibaldi, pronto, +come vedremo tra poco, a cospirare di nuovo col Mazzini e co’ suoi, se +convenivano nelle sue idee, e accettavano la sua disciplina. + +Klapka, che promette il moto galliziano-ungherese a patto che non sia +guastato con conati intempestivi, nè caschi in mani rivoluzionarie. +Il Comitato rivoluzionario magiaro-polacco, che promette la stessa +cosa a patto che non ne sia affidato il comando a Klapka; Garibaldi +finalmente pronto a tutto, amico di tutti, legato insieme con Vittorio +Emanuele, con Mazzini, col Borzylawski, con chicchessia, indifferente +a cominciare dalla Venezia o dall’Ungheria, dalla Serbia o dalla +Gallizia, purchè si cominciasse; e compendio e conclusione di tutto +quest’agitarsi di tanti cuori generosi e di tanti nobili spiriti, +un’ombra trattata come cosa salda; un tesoro negli spazi immaginari +speso per realtà; una enorme cambiale d’eroismo e di sangue tratta +sulla vita di ben dieci milioni d’uomini, ma che nessuno ha fino allora +accettata; insomma una rivoluzione, certa, infallibile, europea, a cui +nulla oramai mancava, fuorchè una cosa insignificante: i popoli che la +facessero. + + +XI. + +Ma in sullo scorcio di maggio l’intrigo cominciò ad arruffarsi +ancora più. Il Re si metteva in corrispondenza col Comitato +rivoluzionario polacco di Londra (quindi indirettamente col Mazzini) +e ne approvava tutte le proposte; conveniva con lui di sollecitare +il moto ungherese-galliziano, escludendone affatto il Klapka e il +Türr, fermo il comando supremo a Garibaldi; metteva in comunicazione +il Plenipotenziario del Comitato (signor Bulewsky) col suo ministro +dell’Interno (allora Ubaldino Peruzzi); s’impegnava a fornire l’erario +dell’impresa e intanto ne sborsava i primi fondi; consentiva che +in Italia si ordinassero i primi quadri del Corpo spedizionario e +prometteva d’inviarlo a sue spese in Moldavia, ed altre concessioni e +soccorsi.[301] + +Intanto però che il Re stringeva questi accordi, coll’Emigrazione +polacco-ungherese, quindi, giova ripeterlo, col Mazzini stesso, che +n’era la mente, fosse diffidenza de’ suoi nuovi soci, fosse istinto +di autorità o bisogno di far da sè, fosse il gusto di cospirare +anche nella cospirazione, il fatto è ch’egli, all’insaputa così del +Mazzini, come del Bulewsky, avviava segretamente col Garibaldi un’altro +complotto che invece di assicurare l’esito della progettata impresa, +riuscì, come vedremo tra poco, al fine precisamente opposto, di farla +tramontare per sempre. + +Infatti quel signor Porcelli che vedemmo comparire a Londra, incaricato +di aprire a Garibaldi le prime intenzioni del Re intorno al moto +galliziano, eccolo circa alla metà di maggio riapparire a Caprera, +abboccarsi in segreto col Generale, ripartirne tosto, ma per tornar +subito dopo col postale successivo, e così di seguito per due o +tre volte, e sempre con aria, fin troppo, di mistero e di congiura. +Contemporaneamente il Re, questo pure bisogna notare, incaricava Bixio, +allora comandante il campo di San Maurizio, di interrogare il signor +Accossato di Genova se, dati certi eventi, avrebbe potuto tenere a +disposizione del Re uno o due de’ suoi vapori;[302] mentre poi, quasi +ne’ medesimi giorni, si vedeva il Duca di Sutherland, reduce dalla +sua corsa in Oriente, approdare a Caprera, lasciarvi il suo _yacht_, +ripartirne per Torino, dov’era ricevuto dal Re, correre al Campo di San +Maurizio, esservi onorato dal Bixio d’onori fin anco eccessivi,[303] +e come epilogo e chiave insieme di tutti questi fatti il generale +Garibaldi imbarcarsi, come dicemmo, sul piroscafo del Sutherland e +partire per Ischia. + +Tuttavia per alcuni giorni, nè della cagione di tutto quel sordo +andirivieni, nè della mèta ultima dell’escursione ad Ischia nulla era +trapelato per anco. Il Generale fin dal primo nascere di quell’arruffio +austro-orientale s’era chiuso nel più geloso silenzio, e, tranne +qualche parola sfuggitagli con Menotti, non aveva svelato ad anima viva +la novella trama a cui, insieme con Vittorio Emanuele, stava lavorando. + +Se non che sul finire di quel mese il Generale, credendo giunta forse +l’ora d’agire, fu obbligato ad aprirsi, almeno con quelli tra’ suoi più +devoti e fidati che si era predestinati per compagni; epperò chiamato +a sè il Guerzoni, che gli faceva sempre da Segretario, gli svelò a +larghi tratti tutto il disegno. Diceva press’a poco tutto quello che +noi abbiamo narrato: il Re d’accordo con lui, imminente l’insurrezione, +il principe Couza disposto ad appoggiarla, il colonnello Frigesy +pronto, a Bukarest, ad entrare in Ungheria con una mano d’Ungheresi +e Polacchi, egli prossimo a partire per Costantinopoli, d’onde poi +a tempo opportuno entrerebbe nei Principati: aspettare per questo +un vapore da Genova che lo portasse in Oriente, intanto partissi +anch’io per Torino affine di chiamare a raccolta gli amici comuni, e +me ne indicava i nomi, e farli convenire ad Ischia. Come restasse il +Guerzoni a quella inattesa rivelazione non ridiremo: basti solo ch’egli +misurando subitamente e senza grande sforzo di acume tutti i rischi +d’una siffatta avventura, incoraggito dalla fiducia che gli accordava +il Generale e dalla coscienza d’adempiere ad un alto dovere, non si +peritò a rispondere anche a quel Garibaldi col quale era cosa sì ardua +il solo discutere, e pel quale egli nutriva una venerazione quasi +figliale, non si peritò, diciamo, a rispondergli: «che egli l’avrebbe, +come sempre, ubbidito e seguito in capo al mondo; ma che ponderasse +se quella impresa era possibile; se le notizie che riceveva da quei +paesi lontani erano certe; se i soccorsi promessi parevano bastanti; +se infine Vittorio Emanuele, re costituzionale, era autorizzato a +promettergli un aiuto che solo d’accordo col Parlamento e col Ministero +avrebbe potuto arrecargli. Infine soggiunse non intendere come anche +giunto a Costantinopoli, il Generale potesse sperare di penetrare di +là, tanto più con un seguito d’ufficiali e in atteggiamento guerresco, +fino in Gallizia, e credere che il Governo ottomano o il principe Couza +non l’avessero ad arrestare per via anche prima che l’arrestassero al +confine transilvano i battaglioni austriaci. Infine pregò, scongiurò +il Generale a pensare alla risoluzione che stava per prendere: andarne +della sua vita tanto preziosa; andarne della salvezza della patria +medesima.» + +«Che cosa importa la vita,» interruppe con uno de’ suoi più fieri +accenti il Generale: «è ora di finirla: l’Italia non si libera che +colla rivoluzione. Se volete partire, partite, se no manderò un altro.» + +Il Guerzoni chinò la testa e partì. Giunto a Torino dava convegno a +tutte le persone indicategli dal Generale; Benedetto Cairoli, Giovanni +Acerbi, Clemente Corte, Enrico Guastalla, Giuseppe Missori, Giacinto +Bruzzesi, Giovanni Chiassi, Francesco Cucchi, Agostino Lombardi,[304] +e manifestò loro i propositi, se non è meglio dire, la volontà del +Generale, e li invitò, come n’aveva ricevuto l’incarico, ad Ischia, +dove avrebbero ricevute più compiute istruzioni. Al messaggio del +Guerzoni unanime fu il sentimento di tutti i suoi commilitoni, unanime +il dolore di quella risoluzione del loro Generale, e il proposito di +sconsigliargliela con tutte le loro forze. Lasciatigli pertanto in +questa disposizione d’animo, fatta una visita al generale Bixio al +Campo di San Maurizio, il Guerzoni il 6 di sera (gioverà rammentarsi +di questa data) ripartiva per Ischia; dove cinque giorni dopo, tra il +12 e il 13, lo raggiungevano pure il Cairoli, il Bruzzesi, il Corte, +il Guastalla, il Lombardi, l’Acerbi; insomma quasi tutti gli ufficiali +garibaldini dianzi accennati. Se non che sullo stesso vapore col +quale avevano viaggiato gli amici di Garibaldi erasi imbarcato pure il +signor Porcelli, e come vedremo, apportatore d’una novella totalmente +inaspettata. Giunta infatti tutta questa varia comitiva a Casamicciola, +il primo ad essere ricevuto dal Generale fu Benedetto Cairoli, il +secondo il signor Porcelli, col quale il Generale volle restar solo e +si trattenne lungamente. Ma quale non fu la meraviglia di tutti gli +astanti e convenuti nel sentire, poco dopo, dalle labbra stesse del +Generale: ogni idea di partenza abbandonata, l’impresa abortita e +libero ciascuno di tornare alle proprie case? + +Perchè mai? Che cosa era accaduto? Quale era la nuova cagione di quel +mutamento così repentino e inopinato? + +Il _Diritto_ del 10 luglio pubblicava a titolo di documento questa +sedicente protesta. + + «Domenica, 10 luglio 1864. + + »Avuta certa notizia che alcuni fra’ migliori del partito + d’azione sono chiamati a prender parte ad imprese rivoluzionarie e + guerresche fuori d’Italia, i sottoscritti[305] convinti: + + »Che noi stessi versiamo in gravi condizioni politiche; + + »Che nessun popolo e nessun terreno sia più propizio ad una + rivoluzione per gl’interessi della libertà che l’italiano; + + »Che le imprese troppo incerte e remote, quali sono le indicate, + ordite da principi, debbano necessariamente servire più a’ loro + interessi che a quello dei popoli; + + »Credono loro dovere e per isgravio della loro coscienza + dichiarare: + + »Che l’allontanarsi dei patrioti italiani in questi momenti non può + che riuscire funesto agli interessi della patria.» + +Come ognun vede, questo scritto senza data, senza firma, buttato là +dal giornale stesso che lo pubblicava senza una parola di conferma e +di schiarimento; che vagamente parlava di progetti generici in paesi +ipotetici, non poteva avere in sè stesso alcun valore, e sarebbe +probabilmente passato nel pubblico o inosservato o incompreso, come una +delle cento novelle de’ giornali che nascono al mattino e la sera son +morte. + +Tale non fu il pensiero di Vittorio Emanuele. Sia che egli si fosse +avveduto del mal passo in cui s’era impigliato[306] e stesse spiando +uno scappavia per districarsene; sia che fosse sinceramente persuaso di +non poter più dopo quella pubblicazione del 10 luglio condurre colla +dovuta segretezza la trama avviata (anche i Re galantuomini quando +cospirano non dicono mai tutto intero l’animo loro), il fatto sta che +egli vede, o immagina, o finge vedere in quella anonima protesta una +denunzia pensata, una perfidia calcolata, una ostilità deliberata di +tutto quel partito d’azione col quale aveva fino allora congiurato e +trovando in questo solo fatto un motivo a’ suoi occhi plausibile per +giustificare la sua ritirata, annunzia a Garibaldi (per una lettera +recata da quello stesso Porcelli) che visto oramai il disegno propalato +da’ suoi stessi amici, e se compromesso col governo, si scioglieva da +ogni impegno e disdiceva l’opera intrapresa. + +Grande fu naturalmente l’indignazione di Garibaldi a questo inaspettato +messaggio, e nella prima concitazione dell’animo, vedendo egli pure +nella protesta del 10 luglio la cagione prima della fallitagli impresa, +corse egli pure, sospinto da maligne suggestioni, a sospettarne autori +coloro che più erano in voce di avversi alla spedizione e primo di +tutti il suo segretario Guerzoni, che n’era invece più di tutti non +che innocente affatto inconsapevole.[307] Pochi giorni di riflessione +però bastarono a riaprirgli gli occhi, ed a fargli discernere di +nuovo i veri dai falsi amici. Quanto più grande era la sconvenienza, +diciamo senz’altro, la colpa della protesta del 10 luglio, tanto più +appariva impossibile che alcuno degli ufficiali garibaldini convenuti +o chiamati ad Ischia vi avesse partecipato. Nè Cairoli, nè Acerbi, nè +Corte, nè Guastalla, nè Missori, nè Cucchi, nè Chiassi, nè Bruzzesi, +nè Lombardi, nè Guerzoni erano uomini da dissimulare il loro pensiero, +o da rimpiattarsi dietro i nascondigli dell’anonimo per esprimerlo. +Essi non approvavano quella scorreria austro-orientale, e non lo +nascondevano; essi potevano anche tentare d’opporvisi manifestando +schiettamente il loro dissenso; ma chi appena li conosceva li sapeva +assolutamente incapaci di abusare d’un segreto che il loro Generale +avesse loro confidato, e molto meno di cospirare di soppiatto contro di +lui per farne abortire i disegni. Non era certo da coloro che l’avevano +sino allora seguito in silenzio e ad occhi chiusi da Varese a Marsala e +da Sarnico ad Aspromonte, che Garibaldi poteva temere un atto, non che +di slealtà, di defezione o di rivolta. Anzi tanto era, a que’ giorni, +tenace il loro attaccamento, e cieca la loro devozione, che se egli si +fosse ostinato a partire e avesse detto loro come l’udimmo altre volte +«chi vuol restare resti: andrò anche solo;» mettiamo pegno che nessuno +di que’ suoi fedeli, pur credendo di perdersi con lui, avrebbe avuto +cuore d’abbandonarlo. + +Fortunatamente a cessare per lui e per l’Italia questo pericolo +venne la lettera di Vittorio Emanuele, e il dì appresso, 14 luglio, +Garibaldi, cupo, triste, aggrondato, ripartiva sullo _Zuavo di +Palestro_ per la sua Caprera, null’altro portando seco del gran fuoco +artificiale di Londra e del tizzone passionatamente covato d’Ischia, +che un pugno di cenere; la cenere amara di due sogni distrutti. + + +XII. + +Giungemmo così a quell’anno 1866 che doveva essere la prova di fuoco +del nostro valore e non fu che la superflua conferma della nostra +fortuna. Le origini della guerra che sta per iscoppiare, i negoziati +diplomatici che la prepararono, gli interessi e le alleanze che ne +furono il fondamento, sono noti e non sarebbe di questo libro il +riandarli punto per punto e nemmeno il compendiarli. Soltanto ci sia +lecito rammentare, a onore della generazione che governò i primordi del +nostro risorgimento, come i primi a scoprire, quasi divinare, quella +comunanza di interessi e d’intenti che segretamente stringeva l’Italia +e la Prussia, e grado grado le preparava a trovarsi un giorno sui +medesimi campi, contro il medesimo nemico, furono gli uomini di Stato +italiani. + +Questo concetto, che trent’anni fa poteva parere poco meno che una +utopía, fu, staremo per dire, vaticinato nel 1848 da Pellegrino Rossi +in una delle sue tre celebri lettere da Roma, che morte repentina +gli impedì di pubblicare;[308] ripreso nel 1858 dal conte di Cavour, +che tentava pel primo farne oggetto di diplomatiche trattative, fu di +nuovo enunciato da lui nel Parlamento del 1861 come un’eventualità non +lontana e nell’anno stesso, mercè la fida e ascoltata parola di Alfonso +La Marmora che n’era sempre stato caldo favoreggiatore, insinuato +per la prima volta nella Corte di Berlino, dove il solo nome d’Italia +metteva tuttora il ribrezzo d’una befana.[309] + +Quanto poi al 1866, nessuno che abbia letto i documenti di quell’anno +potrà negare oramai che una gran parte del merito della conchiusa +alleanza non ispetti al generale La Marmora. Il Bismarck fu il primo +a concepirne il disegno e intavolarne i negoziati, e non gli torremo +questo vanto; a patto però che non si neghi al La Marmora l’altro non +minore d’aver prontamente afferrata la mano che, ancora esitando, gli +era stesa, e soprattutto d’essere rimasto fedele ai patti stipulati +anche quando l’alleato col suo contegno, e l’avversario colle sue +offerte, lo tentavano a violarli. + +Furono la sua coerenza, la sua fermezza, la sua lealtà, non disgiunta +in taluni istanti da molta prudenza ed accortezza, che condussero +in porto quella nave respinta, in sulle prime, da tanti venti, e che +abbandonata un giorno dallo stesso suo maggior pilota, per poco mancò +di naufragare. Se il generale La Marmora col mettere risolutamente +l’Imperatore de’ Francesi nelle confidenze del trattato non ne avesse +assicurata all’Italia ed alla Prussia l’amichevole neutralità, non +sappiamo se il conte di Bismarck sarebbe riuscito da solo a condurre a +termine un disegno di cui la Francia aveva tanta ragione d’adombrarsi; +se quando l’Austria propose il disarmo simultaneo (21 aprile) e +la Prussia l’accettò, e Napoleone III lo consigliava, l’Italia non +avesse risposto accelerando i suoi armamenti, non è ben certo con +quale altra carta il conte di Bismarck avrebbe potuto rimettere la +partita pericolante; se infine, anche essendone giustificato dalle +ambiguità del suo alleato,[310] il La Marmora avesse consentito alle +proposte di cessione della Venezia, fattegli dall’Austria per mezzo +di Napoleone III, a sola condizione di restare neutrale nella lotta +imminente fra i due Potentati tedeschi, ognuno intende che non solo +della lega italo-prussiana non restava più nemmeno la memoria, ma +assai probabilmente la vittoria di Sadowa si sarebbe compiaciuta di +volare sotto altre bandiere. E dicasi pure che il rifiuto del generale +La Marmora non fu, insomma, che il semplice adempimento d’un volgare +dovere; resta tuttavia a sapersi quali interpretazioni avrebbe dato ad +un siffatto dovere il Machiavelli prussiano se per avventura l’Austria +gli avesse fatto offrire di ritirarsi in perpetuo dalla Confederazione +germanica, a patto solo di lasciarla scapriccire in Italia. Assai +probabilmente l’uomo che ci offriva la sua amicizia, e ratificava poco +dopo i preliminari di Gastein, che interpretava il Trattato dell’8 +aprile obbligatorio soltanto per l’Italia e si rifiutava di impegnare +la Prussia a soccorrerci nel caso che l’Austria ci assalisse; che +aveva sempre considerato la questione di Venezia «come una carta +da giuocare,» buona a puntarsi così contro l’Austria per amicarsi +l’Italia, come contro l’Italia per ingraziarsi l’Austria; assai +probabilmente, diciamo, un uomo siffatto si sarebbe intascato il lauto +e gratuito compenso, lasciando solo nelle peste il dabbene alleato, fra +l’ammirazione ancora più probabile di tutti i volghi cui non sarebbe +parso vero di gridare lui genio portentoso della politica e il gabbato +ministro italiano un povero gonzo!... Onore ad Alfonso La Marmora, che +preferì per sè il rischio d’una reputazione perpetua di dabbenaggine e +per la patria sua le alee cimentose ma onorate d’un’amicizia non bene +saldata e d’una guerra sempre ardua, al marchio, che nessuna gloria +avrebbe scancellato e nessun guadagno riscattato, di mancatore di fede. + + +XIII. + +Gli avvenimenti frattanto erano corsi colla rapidità delle cose che +hanno in sè stesse il loro impulso e la loro ragione. Il 6 marzo +pervenivano a Firenze le proposte dell’alleanza prussiana; il 7 il +generale Govone partiva per Berlino, latore delle controproposte +del La Marmora: l’8 d’aprile il Trattato offensivo e difensivo era +conchiuso: dal 12 al 27 aprile tutte le disposizioni preparatorie della +mobilitazione erano state prese: il 27 veniva incorporata la seconda +categoria della classe 1844: il 28 decretato il richiamo delle due +classi in congedo, e la formazione dei depositi: in sui primi di maggio +l’esercito veniva ordinato e mobilitato in sedici divisioni attive +e quattro Corpi d’armata, che andavano concentrandosi tra Cremona, +Piacenza, Bologna: finalmente il 6 maggio era decretata la formazione +di cinque reggimenti di Volontari, il comando dei quali era commesso al +generale Garibaldi; stabiliti i depositi a Como ed a Bari, aperti nel +14 dello stesso mese gli arruolamenti. + +La lode schietta però che la storia deve tributare al generale La +Marmora ed al suo Ministero della Guerra per la rapidità con cui in +breve tempo, e malgrado la necessità di serbare in sul principio il +segreto, fece passare l’esercito (indebolito dalla smania intermittente +delle economie e mancante persino dell’ultima sua classe) dal +piede di pace al piede di guerra, portandolo in poche settimane, +sufficientemente istruito e provvisto, sulle prime linee d’operazione, +quella lode, diciamo, non gli potrà esser concessa, nè per il modo con +cui provvide all’armamento della flotta, nè per l’indugio che frappose +all’ordinamento dei Volontari. + +E lasciando a cui ne spetti il doloroso assunto di parlare dell’armata, +ecco quale fu la condotta del Governo verso i Volontari. + +Nell’opera ufficiale la _Campagna del 1866 in Italia_, si legge: +«L’idea della formazione dei Corpi volontari si presentò al Ministero +sino dai primi indizi di guerra come questione risolta di sua natura. +Se non che le considerazioni che lo avevano trattenuto da qualunque +misura d’armamento manifesto, gli impedivano di porre per tempo mano a +qualsiasi provvedimento di tale fatta, che avrebbe potuto essere segno +di guerra decisa.[311]» + +Queste ultime considerazioni se giustificano, fino a un certo punto, +il ritardo della chiamata pubblica dei Volontari (e anche questa +poteva essere anticipata di parecchi giorni), non ci pare abbiano lo +stesso valore per iscusare il troppo lungo indugio frapposto alla +loro formazione ed ordinamento. Appunto perchè la istituzione de’ +Corpi volontari era «già questione risolta di sua natura;» appunto +per ciò importava che ne fossero da tempo apparecchiati i quadri, il +vestiario e l’armamento. Nè contro siffatte provvisioni preparatorie +poteva stare la ragione della prudenza politica accampata giustamente +contro gli arruolamenti. Questi erano per necessità pubblici; quelli +potevano anche essere segreti, o almeno larvati e dissimulati in guisa +da togliere ogni appicco legittimo alle rimostranze diplomatiche, e +da poter essere poi in ogni evento, senza grande compromissione, o +negati, o attenuati, o disdetti. Come si preparavano negli arsenali +armi e vesti per trecentomila soldati, nulla vietava se ne preparassero +alcune migliaia di più per i Volontari, che già si sapeva di non poter +rifiutare; come i Comitati di Stato Maggiore lavoravano pubblicamente +da circa due mesi alla mobilitazione dell’esercito, nulla avrebbe +impedito di affidare a Comitati segreti di ufficiali superiori +garibaldini la composizione ed epurazione dei quadri, opera fra tutte +ardua, lenta ed importante. Nè soltanto circa al tempo si sbagliò; ma +altresì circa al numero della milizia cui si doveva provvedere; anzi +il primo errore derivò manifestamente dal secondo. Il Ministero, lo +confessò egli stesso, non aveva calcolato che su quattordici o al più +quindicimila Volontari.[312] Ma davvero non si sa intendere su quale +criterio questo calcolo fosse basato. Nel 1860 Garibaldi tra utili ed +inutili rassegnò circa quarantamila Volontari, ond’era ragionevolmente +presumibile ch’egli ne avrebbe contati altrettanti nel 1866; più anzi +se si tenga conto che la sanzione reale, dando all’istituzione dei +Volontari un carattere prettamente monarchico e governativo, avrebbe +spinto sotto le insegne garibaldine molti che nel 1860 per ritrosia +o diffidenza politica ne avevano rifuggito, e che infine la guerra +all’Austria era la guerra più popolare di tutte; la guerra nazionale +per eccellenza. + +Ma per credere ai quarantamila Volontari, per apparecchiarne in tempo +opportuno l’agguerrimento, per adoperarli con fiducia e con profitto, +occorreva una fede che al generale La Marmora era disgraziatamente +sempre mancata. L’uomo che in Parlamento aveva dichiarato d’aver per la +sola parola _rivoluzione_ un’antipatia invincibile, non poteva essere +un amico sincero e cordiale di quella milizia e di quel Capitano che a’ +suoi occhi rappresentavano l’incarnazione armata dell’esecrata parola. +Tutto ciò che sapeva di popolare, di improvvisato, di exlege, gli era +istintivamente sospetto. Però i Volontari egli poteva subirli come +fece nel 1859, ma non amarli; reputarli in qualche caso non inutili, +non mai necessari. Nei suoi _Ricordi_ rammenta con certa compiacenza +d’aver proposto egli il _mezzo termine_ di _Cacciatori delle Alpi_; +ma quel _mezzo termine_ era la estrema concessione a cui gli fosse +dato arrivare: il di più lo poteva concedere, molto a malincuore, alla +opinione pubblica, al pregiudizio popolare, alla opportunità politica, +non mai alla sua coscienza. A’ suoi occhi un corpo grosso di Volontari +era militarmente un imbarazzo e politicamente un pericolo. E tanto più +in quell’anno 1866, in cui colla guerra veniva a coincidere la partenza +de’ Francesi da Roma! Perocchè, domanda a’ lettori uno de’ suoi più +devoti biografi: che cosa poteva accadere se Garibaldi alla testa di +quaranta o cinquantamila Volontari rifiutava di deporre le armi fino +a che i Francesi avessero sgombrato, o fosse marciato direttamente +su Roma? «L’Imperatore non aveva mancato di mostrarsi inquieto di +questa eventualità e per quanto il Ministro a Parigi avesse tentato di +rassicurarlo, questi non si lusingava di esservi riuscito.[313]» + +Date pertanto queste idee, che dal punto di vista strettamente +monarchico e conservatore in cui il La Marmora si poneva erano +logiche, le conseguenze furono immancabili ed immediate. I presunti +quindicimila Volontari diventarono in meno d’una settimana trentamila, +talchè non bastando più i due depositi di Como e di Bari a capirli, +non che ad acquartierarli, fu mestieri sospenderne per alquanti giorni +gli arruolamenti, stabilire in fretta e furia altri quattro depositi: +Varese, Gallarate, Barletta, Bergamo; portare i battaglioni da venti a +quaranta, raddoppiare e triplicare di conserva i mezzi d’armamento e di +corredo, i quali, però, nonostante tutto il buon volere dei Reggitori +della guerra, restarono sempre, fino alla fine della campagna, e per +numero e per qualità inadeguati al bisogno. + +E più grave ancora apparve la insufficienza de’ quadri. Le Commissioni +di scrutinio non posavano nè dì nè notte; ma strette dall’urgenza, +sopraffatte dal lavoro, dovettero ben presto abbandonare ogni proposito +di cerna rigorosa, prendendo gli ufficiali come venivano loro alle +mani, spesso e malgrado loro fra i meno idonei, e mandandoli poi, +a sorte ed a casaccio, a questo o quel reggimento; taluno de’ quali +veniva così a sovrabbondare d’inetti ed altri a mancare de’ necessari. +E poichè la confusione del centro non poteva a meno d’irradiarsi, +moltiplicando, alla periferia, i comandanti di corpo incalzati pur +essi dalla fretta, «che l’onestade ad ogni atto dismaga,» obbligati +a provvedere al tempo stesso con pochi e spesso inesperti ufficiali +all’arruolamento ed all’epurazione, ai quadri ed all’amministrazione, +alle distribuzioni ed alle proviande, erano di necessità forzati a +trascurare, o almeno a non curare quanto avrebbero dovuto o voluto la +istruzione e la disciplina, che erano il supremo e più urgente bisogno +di quelle improvvisate milizie. + +Tuttavia e malgrado questi difetti, anzi staremmo per dire vizi +organici, l’opera preparatoria procedeva senza sosta, e Garibaldi, +null’altro potendo, si sforzava d’agevolarla col consiglio e +coll’esempio. Pregato a non muoversi da Caprera, pel timore che la sua +venuta sul continente potesse accrescere gl’imbarazzi del Governo, +aveva subito obbedito; ricevuto l’annunzio della sua nomina, vi +aveva risposto pubblicamente con fervide proteste di gratitudine e +di devozione al Re ed a’ suoi Ministri;[314] interpellato da amici, +da commilitoni, da società politiche sul da farsi, rispondeva a tutti +una sola parola; «Guerra e concordia.[315]» Infine quando sulla fine +di maggio il colonnello Vecchi si recò a Caprera, incaricato dal +Governo di concertare con lui le ultime provvisioni per il comando e +l’ordinamento dei Volontari, ed esporgli insieme il piano di guerra +stabilito per la imminente campagna, egli pose uno studio singolare +nel mostrarsi arrendevole su tutti i punti, riducendo al più stretto +necessario le sue domande, e protestandosi contento di qualunque parte +gli si volesse assegnare. + +Circa ai Volontari approvò quasi senza discutere tutto quanto era +stato predisposto; chiedendo soltanto che al corpo fossero aggiunti +uno squadrone di guide, un battaglione di Bersaglieri volontari, e, +se dovesse operare in Tirolo, alcune batterie da montagna: nominò +egli, poichè glie n’era lasciata la facoltà, i Comandanti di corpo, e +gli ufficiali dello Stato Maggiore, esprimendo però il desiderio, che +non fu poi soddisfatto, di poter accettare nei quadri gli ufficiali +che avevano disertato per lui ai giorni d’Aspromonte e che perciò +erano stati cassati dai ruoli dell’esercito. Interpellato circa +all’Intendenza, rispose: «Datemi Acerbi e del danaro, e basta;» +consultato circa al concetto di ordinare i venti reggimenti in quattro +divisioni, esternò qualche dubbio, natogli principalmente dal timore +che un siffatto ordinamento potesse nuocere alla mobilità e speditezza +del corpo; ma rimettendosi anche in questo al giudizio de’ suoi capi. +Soggiunse, tuttavia, che qualora la propostagli formazione fosse +deliberata, egli proporrebbe per comandanti delle quattro divisioni, +Nino Bixio, suo figlio Menotti, Nicola Fabrizi, e, questo solo +basterebbe a nobilitare l’uomo, il generale Pallavicini, quel medesimo +che l’avea ferito ad Aspromonte. Nè questo gli bastò, chè discorrendo +della eventualità di combattere sopra un terreno più vasto, dichiarò +che avrebbe tenuto a onore e fortuna singolari l’avere sotto i suoi +ordini una divisione dell’esercito regolare, la quale ben pensava +che a fianco dei suoi Volontari avrebbe rappresentato la più nobile +incarnazione dell’unità della patria. + +E tutto ciò, meno gli ufficiali disertori, gli fu prontamente e +largamente promesso; ma in qual misura al lungo promettere sia +seguito l’attendere lo vedremo in appresso. Quanto poi al disegno +generale della guerra, espresse, poichè erane richiesto, il suo +parere, lasciando però anche intorno a siffatto argomento chiaramente +trasparire che nessuno più di lui era alieno dall’imporre le proprie +idee, e che unico suo pensiero in quella guerra era di servire il +proprio paese e di combattere. A’ suoi occhi il concetto sul quale lo +Stato Maggiore generale italiano pareva essersi già fermato, di agire +sul Po allo scopo di girare il quadrilatero, distraendo l’attenzione +del nemico con alcune dimostrazioni sul Mincio, era buono in massima; +solamente alla sua felice riuscita credeva indispensabili due +condizioni: che sul Po, d’onde doveva partire lo sforzo principale, +fosse concentrato il grosso dell’esercito e che alla dimostrazione sul +Mincio fossero assegnate poche divisioni, le quali più che a combattere +dovessero pensare a muoversi e manovrare. Quanto poi a sè stesso, +non negò di mirare ad una impresa più vasta ed arrischiata, meditata +a lungo e del cui buon successo sentiva quasi di poter rispondere. +«L’intendimento suo (lo diremo colle stesse parole della Storia +ufficiale) non era già di tentare una punta della Dalmazia attraverso +alle provincie slave del mezzodì verso l’Ungheria e porre piede +nell’Istria alle spalle di Pola; ma sbarcare presso Trieste, occupare +quella città e manovrare verso nord sul rovescio delle Alpi Giulie +e Carniche per impadronirsi dei passi che dal Veneto conducono nelle +valli della Sava e della Drava.[316]» + +Se non che avendo il colonnello Vecchi fatto considerare a Garibaldi +che il Governo italiano non avrebbe potuto impegnarsi in quel progetto +«se non a guerra cominciata, quando la situazione politica e militare +si fosse rettamente disegnata,» (quando cioè l’esercito italiano fosse +riuscito a postarsi gagliardamente nel Veneto, e la Confederazione +Germanica, che la Prussia aveva interesse a non disgustare, avesse +chiarito meglio i suoi propositi circa Trieste e l’Istria), il Generale +si persuase subito della gravità di queste ragioni (specie della +prima, che era la sola valida), e diede al suo interlocutore questa +testuale risposta, che basta di per sè sola a qualificare i sentimenti +con cui egli s’accingeva a quell’impresa: «Certamente ho anch’io, +come gli altri, il mio piano di campagna. Espongo le mie idee, se +sono consultato, e naturalmente ho piacere di vederle messe in opera; +ma non farò mai difficoltà ad eseguire i comandi del capo supremo +dell’armata.[317]» + +Siccome però il colonnello Vecchi aveva pure dovuto soggiungergli +che, nel primo periodo della guerra, il Governo l’aveva destinato ad +operare in Tirolo, donde soltanto nel momento in cui la spedizione +transadriatica fosse matura avrebbe potuto essere richiamato, il +Generale accettò tosto l’offertagli impresa e volgendosi senz’altro a +studiare i mezzi che potessero agevolargliene la riuscita, «richiamava +fin d’allora l’attenzione sulla necessità di provvedere alla difesa +del Lago di Garda, consigliando di armare batterie potenti, anche +fino a venti o trenta pezzi, su zattere da rimorchiarsi col mezzo di +vapori o di canotti a remi, assicurando aver egli stesso impiegato +un tale espediente con successo nel Plata. Consigliava pure, e +vivamente raccomandava, che si riunissero sulle rive del Garda molte +imbarcazioni, quand’anche si fosse dovuto trasportarle colla ferrovia +da punti lontani, e ciò per transitare attraverso il Lago grosse forze, +e prendere piede sulla sponda sinistra, nello scopo di facilitare il +passaggio del Mincio all’esercito e di assicurare il possesso di quella +regione collinosa, che forma il punto più debole del Quadrilatero.» + +E soggiunge il dotto ufficiale, da cui abbiamo tolto a bello studio +queste parole: «e a nessuno sfuggì la saggezza di tale consiglio; ma +la mancanza di tempo, la ressa, e tant’altre cagioni note e malnote +impedirono di effettuarlo, sicchè (notevoli parole) mentre l’Austria +signoreggiava il Lago di Garda colle fortificazioni di Peschiera e +di Riva, ed una flottiglia di sei cannoniere e di due vapori a ruote, +armate le prime di due pezzi ciascuna ed i secondi di sei pezzi, noi +non avevamo sul Lago che cinque cannoniere male in arnese, armate +ciascuna di tre pezzi; una sola di esse in buono stato, le altre +inabili al movimento.[318]» + +Nè con questo vogliamo dire che seguendo quei concetti le fortune del +1866 sarebbero state diverse; pur troppo gli spropositi commessi e i +difetti apparsi nella preparazione e nella condotta di quella guerra +furono tali che non si sa più quale disegno, per eccellente che fosse, +avrebbe potuto dar la vittoria; a noi basti dire che le idee colle +quali si combattè nel 1866 non furon quelle di Garibaldi, che nessuno +de’ suoi consigli fu ascoltato, e nessuna delle sue proposte accolta e +messa in atto. + +La campagna del 1866 fu in realtà la negazione di ogni concetto. Fra +la dimostrazione sul Mincio e l’irruzione dal Po, fu scelto un mezzo +termine che aveva i difetti di entrambi i sistemi, senza alcuno de’ +vantaggi che la scelta risoluta e l’attuazione compiuta d’un solo +avrebbe portati seco. Le parti furono invertite: l’accessorio divenne +il principale, e il principale l’accessorio; il passaggio del Po fu +subordinato alla dimostrazione sul Mincio, la quale poi si mutò in +un’irruzione; ma perchè anche la irruzione non era stata nè seriamente +pensata, nè risolutamente voluta, nè convenientemente predisposta, +si tramutò a sua volta in un’azione, anzi in una sequenza d’azioni +imprevedute, estemporanee, sconnesse, che avrebbero reso difficile la +vittoria anche ad un esercito più prode e più numeroso di quello che +fu mandato a dar di cozzo ciecamente contro i colli di Sommacampagna +e di Custoza, la mattina del 24 giugno. Che se a questo fondamentale +errore si aggiunga la funesta dualità del comando e la discordia dei +capi, con tutto il corteo degli equivoci, dei malintesi, dei puntigli, +dei ripicchi che ne furono il naturale portato, si spiegherà ancora più +facilmente, senza bisogno di acute disquisizioni strategiche, come una +campagna che pareva vinta prima che intrapresa, cominciata con tanta +superiorità di forze, e ardore di milizie, ed entusiasmo di popoli, +esordisse da una sconfitta, indarno palliata col barbarico eufemismo +d’_insuccesso_, e dopo una ritirata precipitosa senza ragione, e un +lungo ozio senza scusa, finisse in una passeggiata militare senza +gloria e in una conquista senza merito. + + +XIV. + +Il 10 giugno, il generale Garibaldi, chiamato finalmente dal Ministero, +s’imbarcava a Caprera sul _Piemonte_ (quello stesso auguroso piroscafo +della spedizione di Marsala), e da Genova correva diritto in Lombardia +a passarvi la prima rivista de’ suoi Volontari. L’11 era a Como; il 12 +a Monza, ove si ordinavano le guide, indi a Varese e Gallarate; il 13 +a Lecco; il 17 a Bergamo, dove s’era stabilito il deposito del primo +battaglione Bersaglieri; e con quale entusiasmo d’amore l’accogliessero +quei giovani che vedevano in lui la gemina personificazione della +patria e della vittoria, lo si immaginerà di leggieri. I Volontari +erano ancora nello scompiglio della prima formazione. I quadri erano +tuttora incompiuti, scarseggiavano il vestiario e le buffetterie, un +battaglione aveva le camice rosse e non i berretti, un altro le uose e +non i calzoni: a tutti poi mancavano le armi; pure Garibaldi, anzichè +crucciarsene, si compiaceva di quel disordine e vedendosi sfilar +davanti quel carnevale bizzarro e pittoresco di tinte e di foggie che +ormai era la veste abituale e caratteristica del garibaldino, esclamava +gioiendo: «Non erano diversi i _Mille_.» A tutti però raccomandava la +disciplina, l’esercizio al bersaglio, la scherma della baionetta; a +tutti lasciava di quelle sue parole colle quali era solito da tant’anni +a trascinarsi dietro la gioventù italiana; e a trasformare anche i +più fiacchi e restii in anime d’eroi, pronti ad ogni cimento e ad ogni +sacrificio.[319] + +Ma oramai, come egli stesso diceva, l’ora delle parole era passata +e suonava quella de’ fatti. Il 19, cessate in Germania le incertezze +che fino allora avevano tenuto in sospeso anche l’Italia, la guerra +era deliberata: il generale La Marmora lasciava il Ministero per +recarsi ad assumere il comando dell’esercito: le dieci divisioni del +Mincio e le sette del Po si avvicinavano alle sponde de’ due fiumi +apparecchiandosi al passaggio; e il generale Garibaldi da Brescia, +dove aveva già stabilito il suo Quartiere generale, moveva col 1º +reggimento (colonnello Corte), col 2º (colonnello Spinazzi) e col 1º +battaglione de’ Bersaglieri (maggiore Castellini), i soli armati fin +allora, moveva, dico, alla volta di Salò; allineandosi così all’estrema +sinistra dell’esercito e prendendo in sua custodia i valichi della +Valsabbia e della sinistra del Garda, primo passo alle operazioni in +Tirolo. Ed anche Salò non era che una tappa. Esplorate egli stesso +nella giornata del 21 giugno le posizioni intorno al Caffaro,[320] +appena è raggiunto dal secondo reggimento ripiglia la sua marcia +avanti; sicchè tra il 23 e il 24 viene a trovarsi con tutte le milizie +di cui poteva pel momento disporre nei dintorni del Lago d’Idro, +tra Hano, Vestone e Rocca d’Anfo, e all’indomani, nel giorno stesso +di Custoza, spingere le sue teste di colonna al Ponte del Caffaro e +a Monte Suello, prime chiavi di quel confine che era impaziente di +varcare. + +Se non che nella sera stessa giungeva al Quartier generale di Salò, +dove Garibaldi dimorava ancora, l’inaspettato annunzio dell’infelice +giornata combattuta tra il Mincio e l’Adige, e nel mattino vegnente +l’ordine di proteggere Brescia, anzi per dir la frase usata dal +Quartier generale del Re, «di proteggere l’eroica Brescia.» E +l’annunzio e l’ordine erano per il nostro Capitano due volte +dolorosi: poichè alla trafitta ch’egli pure al pari d’ogni altro +cittadino dovette sentire per quel primo infelice esperimento delle +armi italiane, si associava nell’animo suo il rammarico di dovere +abbandonare quelle due posizioni di Monte Suello e del Caffaro; la +prima fortunatamente occupata senza colpo ferire, l’altra valorosamente +difesa in quella stessa mattina del 25 contro un furioso assalto di +nemici;[321] e perdute le quali non si sapeva quanto sangue sarebbe +occorso a riconquistarle. Tuttavia non v’era luogo ad esitare, e +Garibaldi s’apprestò ad eseguire l’ordine coll’usata sua energia +e rapidità. Richiama in gran fretta le truppe accampate intorno +ai confini, e le fa scendere a marcia forzata lungo la riviera del +Lago; fa avanzare da Brescia a Lonato il 3º reggimento (colonnello +Bruzzesi), che vi era appena giunto e appena vi aveva preso le armi; +chiama contemporaneamente da Bergamo, per ferrovia, il 4º (colonnello +Cadolini), di cui già aveva spedito il primo battaglione a custodia +della Valcamonica minacciata da un’incursione austriaca, corre egli +stesso nella sera del 25 a Lonato, e scorto a colpo d’occhio il partito +che si poteva trarre da quella cerchia di contrafforti che girano +dall’estrema punta occidentale del Garda ai poggi di Castiglione, +scagliona colà tra Padenghe, Lonato e l’Esenta tutte le forze che può +avere sottomano e si prepara a disperata battaglia. + +L’allarme fortunatamente fu vano. Il Generalissimo austriaco non aveva +alcuna intenzione di rischiare in conflitti spicciolati la facile +gloria del 24; e, da qualche scorribanda d’esploratori in fuori, si +tenne serrato nel suo Quadrilatero, intento assai più a spiare le mosse +del Cialdini che sperava avrebbe passato il Po e si sarebbe ingolfato +nel dedalo d’acque del Polesine. Ma indarno: l’esercito del Mincio +era già in ritirata sull’Oglio, disposto, pareva, a continuarla fino a +Cremona; l’esercito del Po, per naturale conseguenza, contromarciava +a sua volta per prendere posizione tra Bologna e Modena, e coprire +Firenze; talchè tra il 27 e il 30 giugno non restarono più difaccia +agli Austriaci che dieci o undicimila Volontari; più alcuni squadroni +dell’esercito regolare volteggianti tra il Chiese e il Mincio, e, non +si deve dimenticarlo, i petti dei Bresciani, risoluti, se lo straniero +avanzasse fin sotto le loro mura, a rinnovare le fiere prodezze del +1849. + +Al 1º luglio però erano giunti in Lombardia dal mezzogiorno tre dei +cinque reggimenti che si organizzavano colaggiù; e poichè da un lato +appariva manifesto che l’Arciduca Alberto non aveva alcuna intenzione +di passare il Mincio e dall’altro contro simili scorrerie potevano +bastare le nuove Legioni sopraggiunte, Garibaldi, d’accordo col +Quartier generale, lascia una parte delle sue forze (terzo, sesto e +nono reggimento) a guardia delle sue spalle, e a protezione di Brescia, +tra Salò e Lonato; invia il quarto reggimento col primo battaglione +Bersaglieri a rinforzare le difese della Valcamonica; e incamminasi +egli stesso col primo e secondo reggimento e il 2º battaglione +Bersaglieri (maggiore Mosto) verso il confine trentino per ripigliarvi +le posizioni che Custoza, con tanto suo cruccio, l’aveva costretto ad +abbandonare. + + +XV. + +Ma anche il nemico non era stato inerte. Nel giorno stesso in cui +Garibaldi si preparava a risalire la Valsabbia, l’Arciduca Alberto +pensava ad un movimento generale di tutto l’esercito imperiale, +talchè il dì appresso, 1º luglio, mentre i tre corpi del Quadrilatero +passavano il Mincio sui quattro ponti di Peschiera, di Monzambano, di +Borghetto e di Goito, il generale Kuhn, comandante il corpo austriaco +di operazione in Tirolo, spingeva innanzi le teste delle sue colonne +al di qua dello Stelvio, del Tonale e del Caffaro, preparandosi a +riprendere l’offensiva ed a capitanare egli stesso col grosso delle sue +forze una punta in Valcamonica. + +E in quale posizione sarebbero venute a trovarsi le milizie garibaldine +non è chi non veda. Se l’esercito imperiale del Mincio avanzava ancora +d’una tappa; se le colonne del generale Kuhn compivano la loro mossa, +Garibaldi sarebbe stato o prima o poi inevitabilmente schiacciato. + +Fortunatamente l’Arciduca Alberto s’arrestò. In quel 1º di luglio +pareva che tutti i campi fossero stati colti dalla febbre del +movimento; e in quello stesso giorno anche il generale La Marmora, +che comandava ancora la sinistra dell’esercito italiano, ordinava +all’intero corpo del generale Della Rocca di ripassare l’Oglio ed +il basso Chiese e di spingere una ricognizione, senza però impegnar +alcun combattimento, fino al Mincio. Questa mossa, che nella mente +del generale La Marmora doveva ridursi ad un semplice esercizio di +gambe, anzi per usare la celebre frase, ad una mostra «tanto per +far qualcosa;» questa mossa salvò Garibaldi. L’Arciduca Alberto, +infatti, il quale a sua volta aveva varcato il Mincio senza scopo +ben determinato e soltanto per muover campo e foraggiare alquanto sul +territorio lombardo, veduta da un lato quella avanzata dell’esercito +italiano sul Mincio, e dall’altro avuto sentore del riavvicinarsi +di Cialdini alle sponde del Po, insospettito, non senza ragione, +d’un ritorno offensivo che poteva coglierlo nel fianco e scalzarlo +dalla sua base, deliberò subitamente di ritornar sui suoi passi, non +solo riconducendo nei suoi alloggiamenti sulla sinistra del Mincio +l’esercito del Quadrilatero, ma ordinando a Kuhn di fare altrettanto +sulle Alpi, ripassando cioè il già varcato confine e riprendendovi le +sue prime posizioni difensive.[322] + +Il generale Kuhn tuttavia, pur obbedendo agli ordini del suo +Generalissimo e cominciando nel pomeriggio del 2 il suo movimento +retrogrado, lasciò a guardia dello Stelvio a Sponda Lunga, del Tonale +a Ponte di Legno, e del Caffaro a Bagolino e Monte Suello forti +retroguardie che dovevano non solo proteggere la sua ritirata, ma +disputare, se il destro si porgeva, con energici contrassalti il +terreno e impedire l’avanzare degli assalitori. + +E nacquero da ciò i combattimenti del 3 e 4 luglio di Monte Suello e +Vezza, che stiamo per raccontare brevemente. + +Infatti nel pomeriggio del 2 luglio, intanto che la Brigata Corte, 1º e +3º reggimento, marciava alla volta del Caffaro, due colonne austriache, +di cui ancora non era dato misurare la forza, scendevano in senso +contrario, l’una da Moerno per Hano su Treviso, l’altra da Bagolino +per Presegno su Lavenone, rendendo così inevitabile per l’indomani uno +scontro. Nè il colonnello Corte pensò a fuggirlo; anzi rinforzate le +sue avanguardie che già erano giunte a Ponte d’Idro, e mandate quattro +compagnie col maggiore Salomone a girare per le pendici del Monte Berga +le alture di Bagolino, si preparava cautamente al conflitto, quando +Garibaldi, giunto nel frattempo a Rocca d’Anfo, venne a precipitarlo. + +Siccome le due colonne nemiche s’erano ripiegate l’una a Moerno e +l’altra a Monte Suello, Garibaldi deliberò di non lasciar loro alcuna +tregua, e inviate altre due compagnie di Bersaglieri da Rocca d’Anfo, +guidate dai capitani Evangelisti e Bezzi, ad aggirare per la destra +Monte Suello, senza nemmeno attendere che l’aggiramento fosse compiuto, +ordinò al colonnello Corte di assalire di fronte la postura nemica e +di espugnarla. Nè si può dire che ai Garibaldini scarseggiassero le +forze; il colonnello Corte, non ostante i molti distaccamenti, aveva +sempre sotto mano diciassette compagnie e una batteria da campagna; ma +la postura nemica era gagliardissima; il Suello sbarra quasi a picco le +due vie di Bagolino e del Caffaro; quattro compagnie di _Kaiser-Jäger_ +(800 uomini) lo custodivano, altre quattro compagnie di fanti ne +guardavano i dintorni, e snidarli di lassù a punta di baionetta era +difficile impresa. Ma Garibaldi, impaziente quel giorno e nervoso +fuor dell’usato, non volle persuadersene, e se ne ebbe a pentire +ben presto. Ordinato l’assalto, i Volontari si slanciarono animosi; +impotenti a rispondere coi loro sfocati ferravecchi alle eccellenti +carabine dei Tirolesi, non indietreggian per questo, e non ostante la +grandine di fuoco che li fulmina e li dirada, avanzano, avanzano sempre +e costringono ad ogni carica il nemico a cedere il passo, a risalire +ancora più in alto per cercare una nuova trincea sulle vette del monte. +Ma a tal punto anche le ultime forze degli assalitori vengono meno. +Indarno Bruzzesi e Corte rianimano colla voce e coll’esempio la lena +affranta dei loro valorosi; indarno gli ufficiali prodigano al fuoco +le vite fiorenti; e Bottino muore, Vianello muore, Trasselli e Piazzi e +Carlo Mayer e tant’altri cadono feriti sull’erta sanguinosa; indarno lo +stesso Garibaldi urla, rampogna, tempesta; ferito egli stesso al sommo +della coscia, è costretto a riconoscere la necessità della ritirata. +Ritirata però compiuta col massimo ordine, colla faccia al nemico, +e che avrebbe dovuto levargli dal capo ogni velleità d’inseguimento. +Egli invece, illuso da quel movimento retrogrado, pensa scendere sulla +strada del Caffaro, e, formandosi in colonna, passare a sua volta dalla +difesa all’offesa. Fu il suo passo falso: chè sfolgorato di fianco dai +quattro pezzi posti in batteria sui poggi di Sant’Antonio e ributtato +di fronte dalle compagnie del terzo reggimento, fu costretto a riparare +di nuovo, sanguinolento, dietro le roccie del Monte Suello, seminando +il terreno di molti de’ suoi morti o feriti. + +La sera intanto era calata; i due campi stavan di fronte incapaci, sì +l’uno che l’altro, di dare un passo avanti, quando le quattro compagnie +del Salomone, mandate sin dal mattino a circuire la sinistra nemica, +essendo apparse sulla cima del Berga, gli Austriaci temendo, a ragione, +di vedersi all’indomani chiusa ogni via, abbandonarono nella notte +stessa la forte posizione e raggiunsero su per le Giudicarie il loro +Corpo principale.[323] + +Ma se il combattimento di Suello non fu per le armi garibaldine che +uno scacco passeggiero, lo scontro di Vezza fu una vera sconfitta. +Nel pomeriggio del 3 luglio i sei battaglioni confidati al colonnello +Cadolini per la difesa della Valcamonica erano così distribuiti: il 1º +battaglione Bersaglieri (maggiore Castellini), un battaglione del 5º +reggimento (maggiore Caldesi) e due compagnie del 44º di Guardia mobile +a Vezza sopra Edolo, a pochi chilometri dal Tonale; tre battaglioni +del 5º reggimento, sotto gli ordini diretti dello stesso Cadolini, a +Campolaro di fronte al passo di Croce Domini, sulla via che congiunge +la Valcamonica alla Valtrompia. + +Ora la retroguardia austriaca rimasta di guardia al Tonale saputa la +scarsa forza che le stava di fronte, obbedendo essa pure all’ordine +di proteggere il concentramento generale della difesa del Tirolo +con opportuni ritorni offensivi, deliberò di assaltare in Vezza +l’accampamento garibaldino non tanto per aprirsi un varco a imprese +maggiori, quanto per dare una scossa (frase prediletta del generale +Kuhn) al suo nemico e togliergli la volontà di avanzar troppo +sollecito. La mattina del 4 perciò una colonna di milledugento +imperiali, scortati da due pezzi d’artiglieria, piomba su Vezza, +e giovata dalla posizione infelicemente scelta dai difensori, +dall’assenza del comandante in capo, dal dissenso dei due ufficiali che +ne tenevano le veci[324] e infine dalla cieca avventatezza del maggiore +Castellini, che a petto scoperto si precipitò sull’inimico; posti fuori +di combattimento in men di tre ore, tra morti (14) e feriti (66) ben +ottanta gregari, morto lo stesso Castellini che sconta eroicamente +il temerario ardimento, morti il capitano Frigerio e il tenente +Prada, costringe il rimanente, malgrado sforzi disperati di valore, a +ripiegare su Edolo, per tornarsene poi nella sera medesima a Ponte di +Legno assai malconcia essa pure, ma paga del piccolo e forse insperato +trionfo. + +E con questo ultimo scontro, il periodo dei combattimenti difensivi +delle milizie garibaldine in Lombardia era chiuso per sempre. Il 5 +luglio Garibaldi portava il suo Quartier generale da Rocca d’Anfo a +Bagolino, e da quel giorno la campagna del Tirolo potè dirsi veramente +cominciata. Prima però di narrarne le vicende ci conviene esaminare +brevemente in quali condizioni Garibaldi la intraprendeva. + +Nella seconda settimana di luglio disseminati da Brescia a Lodrone e da +Salò ad Edolo ubbidivano a Garibaldi quaranta battaglioni di fanteria; +due battaglioni di Bersaglieri riuniti in dieci reggimenti e cinque +brigate; tre batterie di artiglieria da campagna ed una da montagna; +due squadroni di guide a cavallo; quattro compagnie di Zappatori, +i quali sommati ai relativi corpi del treno, dell’intendenza, +dell’ambulanza,[325] componevano un totale di trentottomila uomini, +ventiquattro cannoni, dugento cavalli; non contati due piroscafi, dei +quali uno solo poteva navigare, e sei barche cannoniere prive fino al +6 luglio di cannoni e d’artiglieri, e ai quali era commesso non già di +fare, ma di simulare la difesa del Lago di Garda. + +Ora nessuno negherà che una simile forza stimata alla sola stregua del +numero e paragonata a quella del nemico non potesse dirsi soverchiante +e quasi strapotente; soltanto a fare una forza non basta una massa, +e il valore d’un numero non è determinato dal solo esponente. Che +cos’erano in realtà quei trentottomila uomini? Come armati, come +vestiti, come ordinati, come agguerriti? come comandati? Chi sa come +sono nati i Volontari ha già sulle labbra la risposta. + +Per armi, i macchinosi schioppettoni d’ordinanza del 1866, inferiori +anche al fucile ordinario austriaco, pressochè inservibili nella guerra +alpestre, se già non poteva dirsi altrettanto in ogni sorta di guerra; +incapaci poi di gareggiare nè da vicino, nè da lontano colle celebrate +armi di precisione del nemico contro il quale perciò ogni garibaldino +veniva a trovarsi in una necessaria e quasi organica inferiorità: +quella stessa inferiorità a cui lamentò d’aver soggiaciuto l’austriaco +contro il fucile ad ago del suo nemico di Sadowa. + +E pari all’armi veniva la perizia di chi doveva trattarle. Nè per +colpa loro. Soldati improvvisati, sbalzati dopo un mese di caserma e +una settimana di piazza d’armi, al campo; ignari moltissimi del come +si caricasse uno schioppo; ignari parecchi di quel che uno schioppo +si fosse; armati la più parte per via, spesso alla vigilia d’andare al +fuoco; non esercitati al bersaglio, non addestrati alle marcie, nuovi +affatto alla montagna, quei trentottomila uomini non rappresentavano +una forza militare proporzionata al loro numero; essi erano tutt’al più +un gran campo di reclute; il rudimento d’un mirabile esercito, atto a +crescere e perfezionarsi più rapidamente di qualsivoglia altro, ma che +fino al termine del suo tirocinio restava pur sempre fra le mani del +suo Capitano uno strumento imperfetto, una lama mal temprata che egli +era obbligato a trattare tanto più riguardosamente, quanto più delicata +e gentile era la materia onde si componeva. + +E non si discorra degli ufficiali. Il modo usato nella loro scelta +dà la norma della qualità loro. Scarsi di numero, lo erano ancora +più di capacità. Non mancavano i buoni e nemmeno gli ottimi; ma la +valanga dei mediocri, non senza mistura di pessimi, li soffocava. +Sentivasi soprattutto (fatte qui pure le debite eccezioni) il difetto +di ufficiali generali e superiori; più benemeriti la maggior parte +per servigi resi alla patria che ragguardevoli per gesta militari. +Come nei gregari così ne’ comandanti sovrabbondava il valore, +scarseggiavano l’arte e l’esperienza. Molti non avevano mai tenuto +un comando effettivo di truppe in campagna, e la stagion campale +più lunga che avesser veduta era quella di Sicilia del 1860. Non si +parli poi della guerra di montagna; era per essi un mondo nuovo; un +continuo viaggio d’esplorazione in terra incognita, in mezzo alla quale +avanzavan brancolando, interamente persi e disorientati. Nessuno, o, +per non esagerare, ben pochi coloro che sapessero come coprirsi nelle +marcie, guardarsi negli accampamenti, piantar un avamposto, misurare +approssimativamente una distanza, leggere con certa sicurezza una +carta. Anche ai migliori falliva in sulle prime il senso dell’insolito +terreno sul quale eran chiamati a guerreggiare, e soltanto più tardi, +dopo alcune settimane di lezioni, spesso dolorose, cominciavano +ad acquistarlo. «Fate l’aquila,» diceva loro Garibaldi; ma quando +principiarono a impararlo la guerra finì. + +E non eran queste sole le cagioni che scemavano il valore di quelle +milizie in cui pure grandeggiavano tante nobili virtù; un’altra ve +n’era, forse la più grave di tutte: la infelicissima composizione dei +reggimenti, interamente disadatta alla guerra che dovevano combattere. +Anche qui l’imprevidenza aveva cagionato la precipitazione e la +precipitazione il disordine. A Garibaldi occorreva una formazione +svelta, leggiera, elastica, atta alle marcie, ai volteggiamenti, +alle sorprese della montagna; gli fu consegnata invece una compagine +abborracciata di corpi mastodontei, taluno de’ quali toccava, tal +altro superava i quattromila uomini, difficili a maneggiarsi in rasa +campagna, ma che tra i picchi delle Retiche, in quella guerra quasi +aerea di falchi e di camosci, diventavano per chi doveva comandarli +un problema ed un impaccio incessante; una cagione quotidiana di +quella lentezza, di quei ritardi, di quei contrattempi che, nei monti +principalmente, o costano la sconfitta o fanno pagar più sanguinosa la +vittoria. + +E a rendere più evidente quanto siamo venuti sin qui discorrendo, si +volga uno sguardo al teatro nel quale Garibaldi era stato obbligato ad +agire. A’ suoi occhi l’impresa del Tirolo non poteva esser condotta con +rapidità e sicurezza, se non da chi avesse saputo a tempo assicurarsi +la signoria del Garda. Però il consiglio da lui dato fin dal 10 maggio +a Caprera di stabilirvi senza indugio una flottiglia di combattimento +e di trasporto capace non solo di tener spazzato il Lago dalle navi +nemiche, ma altresì, e più ancora, di tragittare sulla riva veneta +quante forze fossero stimate espedienti così a penetrare nel Trentino +per la valle del Sarca, come a dar la mano all’esercito italiano che +vinta la linea del Mincio si fosse incamminato verso l’alto Adige. + +E in entrambi questi casi, sia che il buon consiglio fosse stato +seguito, sia che l’eventualità fortunata si fosse verificata, i +quarantamila Volontari non sarebbero stati più di troppo. Libero di +spiegarli e di muoverli per le tre grandi vie dell’Oglio, del Chiese +e dell’Adige, collegate tra di loro dalle squadriglie del Garda, +Garibaldi avrebbe potuto trarre dal suo esercito numeroso tutto il +frutto di cui era capace e marciare più rapidamente alla vittoria. +Invece quel che accadde è noto. Il Garda abbandonato alla difesa di +quattro o cinque squallide carcasse su le quali doveva essere gran +mercè, non di cacciare, ma di fuggire alla caccia del nemico, fu +in realtà e per tutta la durata della campagna un lago austriaco; +dal Mincio, anzichè l’annuncio della vittoria, suonò il grido +spaventato «d’un disastro irreparabile;» e per l’effetto combinato di +quell’imprevidenza e di questa sventura, ogni possibilità di operare +per la sponda orientale del Garda e per le due rive dell’Adige venne a +fallir per sempre. + +Allora naturalmente non restò a Garibaldi che un partito:[326] tentare +l’irruzione di fronte e prendere la strada più diretta e vicina, +invadere il Tirolo per le valli del Chiese e di Ledro, e girati secondo +i casi, o sforzati i forti che le sbarrano, salir in tre colonne per le +Giudicarie la convalle di Conzei e la valle del Sarca nella direzione +di Trento, sotto la quale avrebbe potuto dare una battaglia finale e +decisiva con tutte le sue forze collegate. + +Però chi abbia percorso una volta sola quelle Alpi, od anche volga +soltanto un’occhiata rapida alla loro Carta, comprenderà di leggieri +che penetrare con quarantamila uomini nelle anguste gole di quelle +vallate era quanto voler penetrar di colpo colla folla di Serse nella +bocca delle Termopili. + +Nel primo istante, fino a che l’imbocco delle valli non fosse superato +e gli invasori non avessero guadagnato tanto terreno da potervisi +distendere e manovrare, l’avanzare per essi non poteva essere che assai +lento e penoso, e piuttosto un tentar a destra e a manca mille sentieri +e mille varchi, che un vero avanzare. Naturalmente in quelle strette +non ci potevano capire che le teste di colonna; epperò si può affermare +con tutta asseveranza che soltanto nel giorno in cui da un lato ebbe +posato saldamente il piede all’imbocco delle Giudicarie e dall’altro +colla presa d’Ampola afferrata la chiave della valle di Ledro; soltanto +cioè tra il 17 e il 18 luglio, Garibaldi potè spiegare in linea tutte +le sue forze e adoperarle utilmente. + +Ma se Garibaldi era assai men forte di quello che appariva, il suo +avversario non era tanto debole quanto egli stesso voleva far credere. +Il generale Kuhn non poteva disporre, è vero, che di diciassettemila +uomini, trentadue cannoni e duecento cavalli; ma chi consideri come +quei diciassettemila uomini erano comandati, istruiti ed armati, e +quale rinforzo trovavano nel terreno stesso che dovevano proteggere, +nell’indole stessa della guerra difensiva che dovevano combattere, +vedrà la pretesa superiorità delle forze italiane scemare d’assai, e +la partita de’ due contendenti, per un reciproco compenso di vantaggi e +svantaggi, quasi pareggiarsi. + +Composti in gran parte di quei Cacciatori imperiali che l’Austria +leva dal seno stesso del Tirolo, e i quali contendono agli Svizzeri la +fama di migliori tiratori d’Europa; formati abilmente in quattro mezze +brigate leggiere, di cui l’unità tattica predominante era la compagnia; +spalleggiati e collegati tra di loro da due grosse brigate di riserva; +armati di quei loro _Stutzen_ di precisione, che tra gli alpigiani +tirolesi sono quasi un’arma tradizionale e domestica; protetti oltre +che dai baluardi naturali del suolo, che è di per sè solo un grande +campo trincerato, da un sistema di forti asserraglianti le principali +arterie del paese (Lardaro nelle Giudicarie, Ampola e Ponal in Val +di Ledro, Riva in quella della Sarca, Buco di Vela e Doblino presso +Trento), quei diciassettemila combattenti potevano dirsi nel fatto +raddoppiati e fino a che non li avesse raggiunti sulle loro rupi la +baionetta garibaldina tenersi pressochè invincibili. Nè ciò basta +ancora: li comandava uno de’ più abili uomini di guerra dell’Austria; +quel generale Kuhn, che passa oggi ancora per uno de’ più dotti maestri +della guerra di montagna,[327] il quale, accoppiando alla prodezza +ed all’ingegno uno studio lungo e approfondito dello scacchiere che +era chiamato a difendere, diventava anche per Garibaldi un avversario +veramente temibile; il solo, forse, fra tanti che n’aveva scontrati in +trent’anni di guerra, il solo degno di lui. + +E tuttavia la sorte preparava al Generale austriaco un altro immenso, +inestimabile vantaggio: Garibaldi era ferito! Conviene aver veduto +Garibaldi in campagna, conoscere il suo modo di guerreggiare, +ricordarsi quale partito egli sapesse trarre dalla sua prediletta +abitudine di salire ogni mattina il punto più culminante e sovente più +avanzato della sua linea per esplorare le mosse e le posizioni nemiche, +per comprendere tutto il valore di quella parola. La ferita era più +molesta che grave; ma dapprima configgendolo in letto, poscia, durante +la convalescenza, vietandogli l’uso del cavallo e non permettendogli +altro modo di locomozione che la carrozza, si risolveva difatto per +quell’uomo e quel Capitano in una vera e grossa infermità che lo +paralizzava in uno de’ punti più vitali della sua energia. + +Ridotto a far la guerra, come suol dirsi, a tavolino, ed a fidarsi alle +relazioni de’ suoi luogotenenti, che non sempre erano i più fedeli ed +abili interpreti del suo pensiero; posto nell’impossibilità di essere +egli il primo esploratore o la prima vedetta del proprio esercito, che +tutto vede co’ suoi occhi, dirige colla sua voce, ravviva colla sua +presenza, il Capitano del 1866 non era più in realtà che un Garibaldi +dimezzato, uno spirito prigioniero del proprio corpo, privo degli +strumenti principali del suo genio: il moto e la vista. + +Certo, che anche ferito e chiuso fra quattro pareti, l’occhio più +vigile del suo campo era sempre lui. Quel che Garibaldi vedeva, +concepiva, divinava anche dal fondo della sua cameruccia di Storo, +è inenarrabile e forse incredibile. Col solo aiuto d’una Carta +topografica egli passeggiava su per le creste e dentro i valloni +del Tirolo meglio di quegli stessi ufficiali che pur v’andavano e ne +venivano ogni mattina. Quante volte non lo udimmo noi stessi indicare +un sentiero, rilevare una posizione, scoprire una scorciatoia che i +suoi migliori luogotenenti non avevano talvolta nemmeno sospettata! Era +una meraviglia incessante; e non esitiamo ad affermare che tra tutte +le campagne combattute fino allora, quella in cui emerse maggiormente +la potenza geniale del nostro Capitano fu quella del Tirolo. Soltanto +era, come dicemmo, una potenza i cui effetti non potevano più farsi +sentire colla rapidità ed efficacia con cui si fece sentire altra volta +ad altri nemici, allorquando Garibaldi, in pieno possesso di tutte +le sue membra e di tutte le sue forze, era il primo nelle marcie, il +primo alle avanguardie, il primo alle scoperte, l’ultimo alle ritirate, +e poteva col sussidio del suo colpo d’occhio maraviglioso confermare +le ispirazioni della mente e vegliarne l’applicazione. Però ringrazi +il generale Kuhn, il suo bravo _Kaiser-Jäger_ di Monte Suello: quella +palla così bene aggiustata nella gamba del suo avversario gli vinse la +migliore sua battaglia. + + +XVI. + +Ed ora vediamo i due campioni alla prova. Il 6 luglio la posizione +dei belligeranti era la seguente: Garibaldi col Quartier generale, +il 1º reggimento ed il 2º battaglione Bersaglieri a Bagolino, e posti +avanzati verso il Monte Brufione; il 3º reggimento al ponte del Caffaro +con avamposti a Lodrone; il 2º tra Tremosine e Limone con avamposti +verso il Monte Notta sul confine meridionale della Val di Ledro; il +7º e l’8º scaglionati lungo il Garda tra Salò e Gargnano; il 6º e il +9º in marcia da Salò a Vestone; il 5º e il 10º ancora in formazione +ai due depositi di Varese e di Barletta; il 4º finalmente col 1º +Battaglione bersaglieri e un battaglione di Guardie nazionali tra Edolo +e Incudine a custodia della Valcamonica. Nel campo opposto invece il +generale Kuhn col suo quartiere e la brigata di riserva Kaim (6921 +uomini, 12 cannoni) a Bad Comano; la mezza brigata Metz (950 uomini, +4 cannoni) allo Stelvio, coll’appoggio al forte Gomogoi; la mezza +brigata Albertini (1700 uomini, 4 cannoni) al Tonale coll’appoggio al +forte Strino; la mezza brigata Höffern (1800 uomini, 4 cannoni) nelle +Giudicarie col grosso nei dintorni di Daone; l’avanguardia tra Cimego +e Condino, appoggiata al forte Lardaro; la brigata Thour (1500 uomini, +4 cannoni) a Tiarno, al punto d’incidenza della Valle di Conzei in +quella di Ledro, appoggiata a destra dal forte d’Ampola, ed a sinistra +da quello del Ponal; infine la brigata di riserva Montluisant (3500 +uomini, 4 cannoni) scaglionati in seconda linea tra le Arche e Fiavè, +postura centrale tra le Giudicarie, Val di Ledro e la Valle del Sarca, +e collegata a sua volta all’altra più grossa brigata di riserva Kaim, +accantonata, come dicemmo, nei dintorni di Bad Comano, colle spalle +ai forti di Buco di Vela e di Doblino, e che veniva a costituire una +specie di terza linea o riserva generale in grado di proteggere o +rinforzare al bisogno tutte le altre.[328] + +Per alcuni giorni i due campi stettero guardandosi senza dare un passo +innanzi nè l’uno, nè l’altro. Evidentemente nessuno dei due Generali +aveva formato il proprio definitivo disegno, e intanto andavano +tasteggiandosi con scorrerie e ricognizioni; l’austriaco per iscoprire +da qual parte gli potesse venire l’assalto principale; l’italiano per +istudiare in qual punto gli convenisse meglio tentarlo. + +Il 7 luglio però avendo il 3º reggimento respinto una ricognizione +della mezza brigata Thour che s’era inoltrata a Lodrone, e tre giorni +dopo, sotto gli occhi stessi di Garibaldi, ributtato ancora più +brillantemente un secondo assalto della stessa brigata inseguendo +i fuggenti fino al di là di Darzo; il generale Kuhn ordinò alla +brigata Höffern di abbandonare interamente la destra del Chiese e di +concentrarsi tra Lardaro e Tione, perno della difesa nelle Giudicarie. +In conseguenza di ciò Garibaldi non ebbe più ad esitare: e spinti da +un lato i suoi posti avanzati fin presso Condino; dall’altro fatto +occupare l’ingresso del vallone d’Ampola, andò a piantare il 13 sera +il suo Quartier generale a Storo al bivio delle due vallate principali +per cui doveva operare. E con questa mossa la campagna del Tirolo entrò +nella sua fase più operosa e decisiva. + +Ma nemmeno il generale Kuhn era uomo da restare lungamente inerte; +e però appena vide il rapido, troppo rapido forse, avanzare della +brigata Nicotera sulla strada delle Giudicarie, divisò di andarle +incontro a sua volta e con un energico attacco darle una buona +scrollata e costringerla ad arrestarsi. E ad incuorarlo nell’impresa, +oltre la massima troppo da lui predicata ne’ suoi libri per non +essere confermata coll’esempio, che la migliore delle difese sta in +un energica offesa, cospiravano in quel caso le sviste tattiche dei +suoi avversari. Infatti mentre il colonnello Nicotera commetteva lo +sbaglio di allungar troppo la propria linea in fondo alla valle senza +occupare di pari passo le alture che la fiancheggiano, l’ufficiale +incaricato di custodire gli sbocchi di Val d’Ampola[329] aveva +dimenticato nientemeno, non ostante le istruzioni precise di Garibaldi, +di assicurarsi il possesso di Monte Giovo e Rocca Pagana, il nucleo più +eccelso dei passi che da Ampola per Val di Buono menano nella valle del +Chiese dominante insieme le strade di Condino, di Storo e di Ampola, +e fino a quel giorno la chiave delle posizioni occupate dall’esercito +garibaldino in Tirolo. + + +XVII. + +Nella sera del 14 pertanto il generale Kuhn aveva già riunito nelle +alte Giudicarie tra Roncone e Lardaro il grosso delle sue forze, e +dato verbalmente a’ suoi luogotenenti le istruzioni per la battaglia +dell’indomani. Il colonnello Montluisant, composta una colonna di +dieci compagnie, doveva attaccare il centro garibaldino di fronte +per la strada principale Lardaro-Condino ed ai fianchi per Val di +Buono e Cologna sulla sinistra, e Prezzo e Castelert sulla destra del +Chiese. Il colonnello Höffern, forte esso pure di dieci compagnie e +una batteria, marciando obliquamente da Daone verso Narone-Clef doveva +assalire l’estrema sinistra italiana scaglionata da Brione ai varchi +del Brufione. Il maggiore Grünne (subentrato al colonnello Thour +nella valle di Ledro) preso seco sei compagnie della sua brigata, +lasciato il rimanente a rinfranco del forte d’Ampola e a guardia della +Valle di Conzei, doveva afferrare i passi di Monte Giovo e di là tra +Condino e Storo compiere l’avviluppamento della destra garibaldina. +Infine la brigata di riserva Kaim, chiamata essa pure fino dal 14 a +Stenico, doveva scendere colla sua avanguardia verso Prezzo e Cotogna e +appoggiare, occorrendo, l’azione generale.[330] + +E, lo vede ognuno, non si trattava, come fu detto, di una semplice +ricognizione; si trattava d’un attacco in piena regola, eseguito con +tutto il nerbo delle forze di cui gli imperiali potevano disporre +nel Trentino meridionale; e che riuscendo a seconda poteva avere per +effetto di ricacciare Garibaldi fuori delle Giudicarie e strappargli di +mano il prezzo di dodici giorni di fatiche e di lotte.[331] + +Fortunatamente il disegno gli fu guasto, non oseremmo dire dall’arte, +ma dalla costanza e prodezza degli avversari. Nel frattempo avendo +il brigadiere Nicotera ripetuto l’errore di spingersi troppo innanzi, +facendo occupare il ponte di Cimego senza munire di conserve le alture +che lo dominano, avvenne che lo scontro fu anticipato di qualche ora, +e in posizione, per l’Austriaco, più vantaggiosa di quello che per +avventura avesse sperato. Infatti tra le 7 e le 8 del 16 mattina, +il fuoco era cominciato; ma anche i Volontari, finchè non l’ebbero +che di fronte, vi risposero bravamente. In brev’ora però assaliti da +ogni parte, stipati in una specie di pozzo, dall’alto del quale li +saettava una grandine di palle; posti nell’impossibilità di muoversi, +nell’impossibilità di ribattere, anche i più valorosi principiarono +a balenare. Fu allora che il maggiore Lombardi, anima bresciana +d’eroe, visto che il nemico poteva da un istante all’altro chiudere la +ritirata, si slancia, con quanti hanno cuore di seguirlo, nel Chiese +colla speranza di arrestare l’avanzare del nemico che dalle vette di +Cologna s’innoltrava continuo serrando sempre più dappresso il ponte di +Cimego. Nè il sagrificio grande fu del tutto sterile. Molti travolse +la corrente; molti abbattè la carabina de’ Cacciatori; lo stesso +Lombardi, già superata la sponda, colpito alla fronte suggella col +sacrificio della nobile vita il magnanimo ardimento;[332] ma intanto la +mossa attorniante del nemico è rallentata; la strada della ritirata è +aperta: i Volontari possono ripiegare, in iscompiglio, ma non in fuga, +sopra Condino, dove, spalleggiati dai rinforzi accorrenti da Storo e +da Darzo, e più ancora rinfrancati dalla presenza di Garibaldi stesso, +accorso in carrozza al primo fragore delle fucilate, ponno ancora far +testa e ristorare la pugna. + +Intanto però anche la colonna austriaca venuta di Val di Ledro aveva +compiuto il suo movimento; e mentre una frazione di essa, capitanata da +quello stesso Gredler che aveva fatto così bella difesa a Monte Suello, +s’innoltrava per le balze del Giovo fino alla chiesetta di San Lorenzo, +d’onde poteva bersagliare al coperto la strada di Condino e il Ponte +di Darzo; un altro distaccamento s’inerpicava fino al sommo di Rocca +Pagana tempestando de’ suoi proiettili le vie di Storo e persino il +cortile del Quartier generale di Garibaldi. Il momento era critico: per +fortuna Garibaldi era là; una mezza batteria, opportunamente appostata +e validamente sostenuta da alcune compagnie del 9º reggimento, arresta +la colonna di San Lorenzo: un’altra colonna di Volontari del 7º si +avanza a cerchio contro Rocca Pagana e ne risospinge gli occupatori; +finchè dopo alcune ore di contrasto, il nemico che di fronte aveva +guadagnati appena pochi palmi di terreno al di qua di Cimego, visto +il fallimento del premeditato aggiramento; udita la notizia che anche +la brigata Höffern, attardatasi fra i gioghi dei monti, era stata +anche meno fortunata delle sue compagne; il nemico, diciamo, checchè +abbia potuto dire e scrivere in appresso per giustificare la sua +risoluzione,[333] comandò la ritirata su tutta la linea. + +Non per questo il 16 luglio andrà scritto ne’ fasti garibaldini. Esso +fu una di quelle dubbie giornate in cui ciascuna delle due parti si +appropria con pari ragionevolezza la vittoria. I volontari trovaronsi +signori del combattuto terreno, ma lo pagarono con sacrifici di sangue +maggiori del compenso: gli Austriaci non ebbero a dolersi che di +pochissime perdite, e videro per alcuni istanti le spalle de’ loro +avversari; ma non poterono conservare il campo di battaglia e furono +costretti di rinunziare al principale disegno pel quale s’erano mossi. + + +XVIII. + +Oltre di che il combattimento di Condino non ritardò d’un giorno +solo, una sola delle operazioni garibaldine.[335] Non a settentrione +della Val di Ledro, dove il forte d’Ampola investito gagliardamente +dall’artiglieria italiana fin dal 17 mattina, dopo due giorni di +valida, ma inutile resistenza capitolava a discrezione;[336] non +a mezzodì della Valle, dove il colonnello Spinazzi dopo un breve e +felice scontro s’impadroniva del passo di Monte Notta e si sgombrava +il cammino fino al Lago di Ledro; non nelle Giudicarie, dove Garibaldi +aveva già fatto riprendere Cimego, ed occupare, mercè un’ardita +sorpresa dei due battaglioni del 9º reggimento, Friggesy e Cairoli, +quel Monte Giovo, che egli fino al risveglio del 16 aveva sempre +creduto in mano de’ suoi e che costituiva, siccome dicemmo, il pernio +delle comunicazioni tra la sinistra, la destra e il centro garibaldino +e il loro baluardo più forte e più avanzato. + +E poichè questi tre fatti quasi simultanei, l’occupazione di Monte +Giovo, la presa di Monte Notta, e la caduta d’Ampola, aprendo ai +Garibaldini gli sbocchi principali di Val di Ledro avevano obbligata +la brigata Grünne ad abbandonare tosto Bezzecca, epperò anche l’imbocco +della Valle di Conzei, e la strada del Ponal e di Riva; così Garibaldi +ne approfittò tostamente ordinando alla brigata Haug di occupare col 5º +e 7º reggimento le posizioni testè sguernite dal nemico, facendone al +tempo stesso appoggiare il movimento in avanti dal 9º reggimento sceso +dal Giovo ad occupare Tiarno e dal 2º reggimento Spinazzi invitato a +scendere verso Ledro. + +Ma tra l’antico Guerrillero e il Maestro della guerra di montagna il +duello era infaticabile. Nel giorno stesso in cui Garibaldi pensava ad +avanzare da un lato, il generale Kuhn molinava d’assalirlo dall’altro. +Saputo infatti che quella spedizione di Val Sugana che gli era fatta +presentire fin dal 16 luglio era ancora lontana, e che in ogni caso non +avrebbe potuto essergli addosso prima di tre o quattro giorni, concepì +il disegno, non privo d’audacia, di giovarsi di quel frattempo per dare +prima un’altra delle sue batoste a Garibaldi, eppoi voltarsi con tutte +le sue forze contro il suo luogotenente che s’avanzava dalla Brenta. +Però staccate alcune truppe e artiglierie a rinforzo delle piccole +brigate destinate a custodia degli sbocchi di Val d’Arsa e Val Sugana, +compose nuovamente col resto delle sue truppe due colonne mobili; l’una +delle quali, forte di seimila uomini sotto gli ordini del generale +Kaim, doveva per le Giudicarie attaccare la sinistra e il centro +garibaldino, mentre l’altra, grossa di quattromilacinquecento uomini e +quattro pezzi, capitanata dal Montluisant, piombando per Val di Conzei +tra Tiarno e Bezzecca, doveva sfondarne la destra, e di là convergendo +su Ampola e Storo dar la mano alla colonna scendente per Val di Chiese +e con forze riunite schiacciare il nemico. + +Il giorno prestabilito al nuovo assalto fu il 21 luglio. Il corpo +Montluisant, al quale spettava evidentemente lo sforzo principale, +doveva scendere in due colonne (Krynicki alla sua destra, Grünne alla +sinistra) su Val di Conzei, e appoggiato da una terza colonna che +aveva l’ordine di sboccare da Riva, pigliare Bezzecca da tre parti +e sgominarne i difensori. Ed anche in quel giorno accadde quel che +vedemmo nella giornata di Condino. + +Il generale Garibaldi non aveva preveduto l’attacco; il generale Haug, +che aveva l’ordine di arrestarsi a Bezzecca, volle spingere il 5º +reggimento a Locca dentro la Valle di Conzei; il colonnello Chiassi si +credette a sua volta in dovere di proteggere la sua fronte avviando +innanzi un battaglione d’avanguardia fino a Lensumo, e proprio nel +momento in cui quel battaglione stava per prendere posizione al di +là di Lensumo era colto di sorpresa dalla colonna di sinistra del +Montluisant (maggiore Grünne) e in parte fatto prigioniero, e in parte +ributtato in grande disordine sopra Locca. + +Ma anche Locca era una posizione infelicissima, e se n’avvide tosto il +bravo Chiassi, il quale, assalito di lì a poco e avvolto da ogni parte +da entrambe le colonne di Montluisant, dopo non lungo e assai disuguale +combattimento fu ricacciato a sua volta sopra Bezzecca lasciando per +via, morti, o feriti, o prigionieri, alcune centinaia dei suoi. + +Non per questo il prode Colonnello smarrì l’animo invitto, chè presa +posizione all’ingresso di Bezzecca tra la chiesa e il cimitero, +sostenuto soltanto da due pezzi dell’artiglieria regolare e da +alcuni manipoli dei Bersaglieri di Mosto, si accinse ad una seconda +e più disperata difesa. Indarno. Le armi di precisione, le posizioni +dominanti, la conoscenza dei luoghi, lo scompiglio introdottosi nelle +file garibaldine sin dal principio dell’azione, davano al nemico tale +vantaggio che la resistenza non poteva esser lunga. + +I Garibaldini facevano prodezze; ma cannoneggiati da ogni parte da una +numerosa artiglieria, costretti come al solito a guardar con le inutili +armi al braccio un nemico quasi invulnerabile, che dall’alto delle sue +roccie li bersagliava come selvaggina al fermo e li decimava, circuito +in breve dalla colonna Krynicki il poggio della Chiesa estremo baluardo +della difesa, e minacciata da quella del Grünne la stessa via di +Bezzecca, tornarono nuovamente in fuga precipitosa fin dentro le case +del villaggio, sul quale già calavano urlando vittoria i Cacciatori +nemici. + +Chiassi però, travolto suo malgrado dall’onda rigurgitante de’ suoi, +non vuol disperare ancora; ma nel punto in cui tenta far argine colla +voce e coll’esempio alla rotta e raccogliere intorno a sè un manipolo +de’ più risoluti per tentare un ultimo disperato contrassalto, una +palla lo coglie al petto e lo stramazza morto sul campo.[337] + +In quel momento, circa le otto, arrivava da Tiarno il generale +Garibaldi. Era, s’intende, in carrozza, costretto perciò a restar +sulla strada, posto nell’impossibilità di abbracciare da un punto +eminente tutto il campo di battaglia. Pure quello che non poteva +vedere indovinò, e diede immantinente i suoi ordini come se tutta la +situazione gli stesse spiegata innanzi sopra una carta. Menotti con +quanto ha sottomano del 9º reggimento piombi da Tiarno sulla destra del +nemico; il colonnello Spinazzi sbocchi da Molina e lo avvolga per la +destra; il 7º reggimento e i rotti avanzi del 5º e dei Bersaglieri si +slancino di fronte e tutti insieme riprendano ad ogni costo Bezzecca, +chiave della posizione, premio supremo della vittoria. + +Menotti, impedito dai sentieri torti e malagevoli, tarda a comparire +in linea; Spinazzi, o ricevesse tardi o fraintendesse l’ordine, non +compare affatto: gli Austriaci frattanto non solo si son resi padroni +incontrastati di Bezzecca, ma già sboccano fuori del villaggio, già +coronano le alture circostanti di artiglierie e si preparano ad un +terzo e finale attacco contro l’estrema linea garibaldina. Stringeva +il pericolo: la strada di Tiarno è tempestata dai proiettili nemici, +e Garibaldi vi è il più visibile e cercato bersaglio. Le palle +sibilano, guizzano, rimbalzano, ravvolgono in un nembo di polvere +la sua carrozza; uno de’ cavalli è già ferito: una delle guide a +cavallo (Giannini) che la scortano è morta; i suoi aiutanti Cairoli, +Albanese, Damiani, Miceli, Cariolato, Civinini gli fanno scudo de’ +loro corpi, tentano strapparlo da quel posto mortale e salvar lui, se +non è possibile salvar la giornata. Ma Garibaldi ha sul volto la calma +delle tragiche risoluzioni: la calma del Salto, e di Calatafimi: «Là +si vince o si muore.» Sordo ai consigli, insensibile al pericolo, tutto +assorto nelle peripezie della pugna, fa avanzar al galoppo la batteria +di riserva ed ordina al maggiore Dogliotti, eroico in quel giorno, +di convergere i suoi fuochi principalmente su Bezzecca, additandogli +egli stesso, con colpo d’occhio maestro, la posizione più propizia +all’appuntamento dei pezzi. «Però mi ci vorrà più di mezz’ora!...» +grida il bravo Dogliotti...: «Fate più presto che sia possibile,» +esclamò Garibaldi: «mi troverete qui vivo o morto.» E le otto bocche +stupendamente dirette dal Dogliotti producono tosto il loro terribile +effetto; il nemico sfolgorato dentro Bezzecca, ributtato sulla via dai +bravi del 7º reggimento, ben presto colto di fianco dal 9º reggimento, +è costretto ad arrestarsi, a ripiegar su Bezzecca ed a provvedere a +sua volta alla difesa. Ma nulla è fatto se Bezzecca non è ripresa, ed +è quello l’ultimo sforzo della battaglia. Garibaldi lo vuole: ogni +bravo lo ascolta. Ed ecco Menotti, Canzio, Ricciotti, Bedeschini, +Rizzi, Mosto, Antongini, Pellizzari, improvvisata una falange coi +più volonterosi di tutti i corpi, lanciarsi tutti insieme, intanto +che il cannone del Dogliotti manda in fiamme Bezzecca, a testa bassa, +al passo di corsa, al grido d’Italia e di Garibaldi, sul villaggio, +e scacciarne, dopo una lotta corpo a corpo, gli ultimi difensori, +inseguirli colla baionetta alle reni fino al di là di Enguiso e di +Lensumo alle falde del Monte Pichea d’ond’erano discesi. + +E poichè nell’ora stessa anche la colonna Kaim, che doveva scendere +in Val di Chiese, avea trovato i Garibaldini pronti a riceverla e dopo +breve avvisaglie era stata respinta su tutti i punti, così la vittoria +del 21, facile a Condino, contrastata e sanguinosa a Bezzecca, fu +compiuta su tutta la linea.[338] + + +XIX. + +E però resterà sempre inesplicabile come gli storiografi austriaci +persistano a negarla. + + [Illustrazione: Schizzo topografico delle operazioni di + Garibaldi nel Trentino — 1866] + +La battaglia cominciò avversa ai Garibaldini; le loro perdite furono +gravissime; il numero de’ prigionieri fu dura e non immeritata +lezione.[339] Nessuno pensa a contrastare nè il valore degli Imperiali, +nè, sia pur detto, l’inferiorità del loro numero (largamente compensata +però dalla superiorità delle armi); ma infine ogni battaglia è un +succedersi alternato di rovesci e di trionfi, dei quali il trionfo o il +rovescio finale rimane l’arbitro supremo. E il successo finale fu (come +negarlo?) avverso agli Austriaci. Essi volevano scacciar Garibaldi +dalle soglie della Valle di Conzei e di Ledro, e non vi riuscirono: +essi volevano romperne le due ale, sfondarne il centro, ributtarlo al +di là di Storo, e non vi riuscirono: ad essi il vanto d’aver preso alle +nove Bezzecca; a Garibaldi la gloria d’averla ripresa a mezzogiorno per +non perderla più.[340] + +Fu quella l’ultima prova dei Garibaldini in Tirolo. Al 23 mattina il +generale Kuhn, avvertito del rapido avanzar di Medici, volgeva contro +il nuovo suo avversario il grosso delle sue forze non lasciando in +faccia a Garibaldi che i presidii dei forti e pochi distaccamenti di +sostegno, e nel giorno stesso il condottiero dei Volontari tuttora +ignaro di questo movimento spingeva innanzi tutta la sua linea, +occupando sopra Val di Conzei, Campi, serrando più dappresso Riva, +trasportando nelle Giudicarie il Quartier generale a Cologna, e +cominciando l’investimento di Lardaro. Se non che, il 25 mattina, +quando tutto era pronto nel campo garibaldino per il bombardamento +di quel forte e per un altro passo in avanti verso la Sarca, giungeva +l’annunzio del primo armistizio di otto giorni, prodromo manifesto di +tregua più lunga e forse della pace. + +Quel che sarebbe avvenuto se la guerra avesse continuato a nessuno +è dato profetare. Probabilmente il Medici, che era ad una marcia +da Trento, vi sarebbe entrato prima e senza Garibaldi; se no, e +nell’ipotesi che il Kuhn avesse potuto protrarre la resistenza, +Garibaldi in pochi giorni avrebbe dato la mano al suo Luogotenente; +e nell’uno e nell’altro caso stretto in un anello di ferro il loro +nemico, e compiuta in pochi giorni la conquista del Trentino. + +Certo da quel fatale 25 luglio cominciava per Garibaldi il periodo +più brillante e fruttuoso. Padrone oramai delle due valli principali +che dal Garda rimontano a Trento e delle convalli finitime; libero +di spiegare di fronte, sopra uno scacchiere tutto suo le proprie +forze e di marciare in battaglia contro un nemico inferiore di numero +e che veniva a perdere la sola superiorità fino allora goduta del +terreno propizio, Garibaldi avrebbe certamente dovuto dare o sostenere +contro il suo intraprendente nemico un’altra e più grossa battaglia; +ma sarebbe stata finale e decisiva, e a quali braccia si sarebbe +concessa la vittoria non è difficile il prevedere. Tutto fino allora +gli era stato contrario: l’imperizia degli ufficiali, l’inesperienza +delle milizie, l’inefficacia delle armi, persino la soverchianza del +numero, nel quale aveva trovato assai più un inciampo che un aiuto. E +nulla ridiciamo di quella ferita che gli rubò metà della sua forza e +costrinse lui, il più attivo forse e onnipresente dei Capitani moderni, +a far la guerra sopra una carta topografica, o dal fondo d’una carrozza +accomodata a lettiera. + +Pure se non stupì novellamente il mondo con strepitose vittorie, +non allegrò nemmeno i suoi nemici con alcuna sconfitta. Lentamente, +ma assiduamente fece ogni giorno un passo innanzi e dal terreno +conquistato nemmeno l’arte del suo valente avversario valse a +sradicarlo. Non corse come Joubert nel 1797; ma non ebbe neanche, come +Joubert, le spalle sicure da ogni minaccia, la larga valle dell’Adige +per linea d’operazione, i vincitori di Millesimo, di Castiglione e di +Rivoli per soldati, la floscia inettitudine dei Kerpen e dei Laudon +per avversaria, le vittorie di Bonaparte e di Massena per esempio ed +incitamento. Non corse, perchè, come disse egli stesso, «su per le +montagne non si corre;» ma in quindici giorni s’era posto già in grado +di prendere con maggior energia l’offensiva su tutta la linea, e in +meno di venticinque sarebbe stato probabilmente padrone di Trento. + +«Noi conveniamo (dice uno storico militare)[341] che la campagna +garibaldina del 1866 rassomiglia poco a quella del 1860, non solamente +rispetto ai frutti raccolti, ma eziandio rispetto alle operazioni in sè +stesse. Tuttavia essa ebbe un merito che forse nessuna delle operazioni +più brillanti di Garibaldi potè vantare: fu più ordinata e, nonostante +la massa considerabile delle forze, più metodica di qualsivoglia sua +impresa. Sembra invece che alla maggior parte de’ suoi subalterni +sia mancata la conoscenza del mestiere e soprattutto la pratica di +quelle tre colonne con avanguardia e riserva, così ben conosciuta +dai Prussiani, necessaria in montagna anche più che in pianura, e +che convenientemente usata avrebbe risparmiato alle sue masse, il più +delle volte rinserrate entro strette angustissime, il fuoco micidiale +dei fiancheggiatori nemici, lasciati troppo liberi nei loro movimenti +d’aggiramento sulle alture circostanti. + +»Quando pertanto si tenga conto di questa circostanza, lieve +all’aspetto, ma importantissima a spiegare le gravi perdite toccate; +quando si tenga conto altresì dell’inferiorità relativa dei Corpi +volontari rispetto al materiale; dello scarso appoggio loro prestato, +contro ogni aspettazione, dalle popolazioni trentine; del formidabile +avversario da essi trovato nel corpo del generale Kuhn; nel difetto +d’una flottiglia dominante sul Lago di Garda; infine del subitaneo +troncarsi della campagna, si deve riconoscere che le operazioni di +Garibaldi, sebbene all’apparenza non abbiano conquistato che poche +leghe di territorio nemico, son ben lontane dall’offrire alcun appiglio +di biasimo o di sprezzo. Esse diedero dei risultati sostanzialmente +utili e non certamente ingloriosi: esse fecero testimonianza in ogni +caso della stessa virile tenacità, del medesimo eroico slancio di +cui avevano dato tante volte prova i Volontari, dietro l’esempio +dell’illustre loro Capitano.» + +E con questo giudizio del dotto ufficiale chiudiamo il nostro. Il 3 +agosto la sospensione d’armi era prolungata d’un’altra settimana, e +il 10 dello stesso mese il generale Garibaldi riceveva dal generale +La Marmora il seguente telegramma: «Considerazioni politiche esigono +imperiosamente la conclusione dell’armistizio per il quale si richiede +che tutte le nostre forze si ritirino dal Tirolo, d’ordine del Re. +Ella disporrà quindi in modo che per le ore quattro antimeridiane di +posdimani 11 agosto le truppe da lei dipendenti abbiano lasciato le +frontiere del Tirolo. Il generale Medici ha dalla sua parte cominciato +i movimenti.» + +Quale scossa abbia provato in quel momento il cuore dell’Eroe, lo +storico può indovinarlo, ma affermarlo con certezza non può. Forse +le vergogne immeritate di Custoza e di Lissa; la Venezia accettata +come una elemosina dalle mani straniere; il Trentino perduto; Trieste +abbandonata; il confine orientale d’Italia aperto da tutte le parti; +tanto eroico fiore di giovani vite inutilmente sacrificato, tutto +ciò passò come nembo di foschi fantasmi sull’animo di Garibaldi e vi +suscitò in tumulto i pensieri da anni soffocati dell’antica rivolta; +ma al tempo stesso un pensiero più alto, uno spettro più terribile si +levò contro lo stuolo delle maligne tentazioni e le fugò in un istante. +Garibaldi non tradì nemmeno ai più intimi la sua interna tempesta; +tranquillo prese la penna e rispose egli stesso al La Marmora questa +sola parola: «Obbedisco.» E con quell’ultima vittoria sopra sè stesso +chiuse la campagna. + + + + +CAPITOLO DECIMOSECONDO. + +DA MENTANA A DIJON. [1867-1870.] + + +I. + +Pagato il debito a Venezia, Garibaldi si preparò a sciogliere il voto +a Roma. E Roma, lo sappiamo, era la idea fissa, la stella polare, il +termine ultimo della sua missione patriottica. La palla d’Aspromonte +aveva potuto arrestarlo in cammino, ma non isviarlo dalla meta. +Un giuramento sacro lo legava alla redenzione dell’eterna città, e +conveniva che il giuramento s’adempisse: _O Roma o morte_! Di tutto +quell’aggrovigliato intreccio di problemi politici, religiosi, morali +onde componevasi allora, e sempre, forse, si comporrà il gran nodo +della questione romana, egli non vedeva chiaro che due cose: un +mostruoso potere che opprimeva e corrompeva a un punto coll’aiuto +dell’armi straniere la metropoli d’Italia, la regina del mondo: il +diritto e il dovere degli Italiani di levarsi concordi e di cessare +d’un sol colpo la doppia tirannide. Egli accomunava in un odio solo il +protetto e il protettore; sicchè a lui stesso sarebbe stato difficile +il discernere quali dei due abborrisse di più. Che gl’importava se il +guardiano del Papato era uno degli arbitri d’Europa, il capo di una +potente nazione, sorella di sangue e di civiltà all’italiana, il solo +fra tanti principi forastieri che avesse porta una mano soccorrevole +alla patria sua, e aiutatala a rialzarsi da un sepolcro di secoli? +E non era egli altresì l’Uomo del 2 Dicembre, il «tiranno» della +Francia? Non aveva egli riscosso il prezzo di Magenta e Solferino con +Nizza e Savoia? Non cancellava egli ogni giorno la memoria de’ suoi +beneficii puntellando, solo in Europa, quel tarlato poter temporale che +abbandonato da lui crollerebbe in un punto? + +Nè gli si opponga come spauracchio la potenza della Francia. L’Eroe +era forse il primo di quella lunga schiera d’allucinati che, traendo +da una distinzione ragionevole una conseguenza erratissima, reputavano +il popolo francese più liberale e più amico dell’Italia di quello che +lo fosse, a danno della Francia stessa e della sua propria corona, +Napoleone III. + +Ingannato pertanto da questa illusione, Garibaldi rifiutavasi a credere +che la Francia avrebbe seguito a lungo il suo oppressore in una guerra +liberticida; anzi, trascorrendo colla facile fantasia, vedeva già +affratellarsi nell’impresa comune i figli delle due nazioni, e per +provvidenziale disegno, dalla liberazione di Roma uscire la vendetta +del 2 Dicembre e la redenzione della Francia stessa. + +Inutile poi parlargli della Convenzione di Settembre. Un Trattato pieno +di tante ambiguità, capace di interpretazioni così diverse, e che dalle +stesse parti contraenti poteva essere inteso in due sensi totalmente +opposti, non era certamente fatto per rassicurare la sua anima semplice +e schietta sulle sorti di Roma e persuadergli quella serena e fiduciosa +aspettazione dell’avvenire che i negoziatori del Trattato s’erano +impromessa. + +Fosse anche erronea l’interpretazione del Governo francese che la +Convenzione significasse rinuncia perpetua a Roma, questo era pur +sempre evidente e indiscutibile che l’Italia concedeva al Papato una +tregua indefinita, subentrando essa in luogo della Francia nell’obbligo +di tutelarlo, ed impegnandosi persino a custodirgli il mal definito +confine, intanto che una _Grande Compagnia_ di mercenari cosmopoliti +gli avrebbe montato la guardia nella capitale. + +Ora se v’era Italiano che non potesse acquetarsi a simili patti, +quegli era certamente Garibaldi. La Convenzione era stata subita con +ripugnanza da parecchi degli stessi uomini di parte moderata, che +l’avevano stipulata; a maggior ragione doveva esserlo da lui. Ciò che +in essa v’era di equivoco offendeva la sua coscienza; ciò che v’era di +chiaro offendeva il suo patriottismo. Molto meno però avrebbe potuto +acquietarvisi quando vide la Francia stessa non osservare nemmeno i +patti stipulati e farsi beffe dell’Italia. + +E alludiamo a quella _Legione d’Antibo_, reclutata sfacciatamente +tra le file dello stesso esercito francese; comandata da ufficiali +francesi; passata in rassegna, arringata da generali francesi: +miserabile commedia, intervento male mascherato, violazione grossolana +e sleale della lettera e dello spirito della Convenzione, che sdegnò +in Italia i più devoti del Governo napoleonico, fece scoppiare in alte +grida di protesta tutta la parte rivoluzionaria e diede il trabocco +alla misura di collera da cui l’anima dell’Eroe era ricolma. + +Che se a tutto ciò si aggiunga l’agitarsi della parte più avanzata +dell’emigrazione romana, il sorgere in Roma specialmente per opera +sua d’un _Centro d’insurrezione_, rappresentante la frazione +più rivoluzionaria della città, frazione infinitesimale, come +chiarirà l’evento, ma che si riprometteva combattere la propaganda +addormentatrice del _Comitato Nazionale_, organo del partito moderato, +e di apparecchiare il popolo romano alla riscossa, si vedranno, in +compendio ma esattamente, riassunte tutte le ragioni che spinsero +Garibaldi alla sua seconda crociata per Roma e prepararono Mentana. + + +II. + +L’11 febbraio il Ministero Ricasoli, disapprovato egli pure nella +perpetua lite del diritto di riunione, aveva sciolto la Camera e +bandito nuove elezioni generali. Dal canto suo la Sinistra parlamentare +si apparecchiò a sostenere la lotta dichiarando in un manifesto agli +elettori il proprio programma, e invitando al tempo stesso Garibaldi +a venir sul continente a prestargli l’appoggio del suo nome e del suo +prestigio. Il Generale non si sentiva molto disposto a quella parte; ma +un mezzo impegno già contratto coi Veneti di andarli presto a visitare, +il desiderio di far cosa gradita a’ suoi amici, la speranza di trovar +in quel viaggio una propizia occasione per cominciare la sua propaganda +per Roma; lo indussero ad accettare l’invito e il 22 sera arrivò +inaspettato, fuorchè da pochi, in Firenze.[342] + +Giunto colà però non volle indugiarsi. All’indomani aveva già fatto +adesione al programma della Sinistra,[343] e il 23 s’era già messo +in viaggio per la Venezia. Superfluo il dire le ovazioni. Era quella +la prima volta che i Veneti lo vedevano e da ciò solo s’argomenti il +loro entusiasmo. Come però dei due fini pei quali egli s’era mosso, la +campagna elettorale e l’apostolato per Roma, quella non era per lui +che l’accessorio e questo soltanto il principale; così i suoi amici +che s’erano lusingati di trovare in lui un destro e potente procolo +delle loro candidature, dovettero ben presto persuadersi quanto fosse +stato grande errore affibbiargli quell’ufficio così disadatto alle +sue spalle e cominciarono piuttosto a tremare del suo patrocinio che a +rallegrarsene. + +Dovunque arrivava, dal terrazzo della casa o dell’albergo che +l’ospitava, era costretto dagli stessi inviti della folla a pronunciare +un discorso; ma ogni discorso, dopo un esordio il più delle volte +freddo e stentato sul tema obbligato delle elezioni, si conchiudeva +sempre in una perorazione, ancora più obbligata: Roma. Anche gli +argomenti che adoperava per raccomandare questo o quel candidato +ricascavano tutti nel ritornello: «Eleggete degli uomini che vi +conducano presto a Roma.» A Bologna diceva: «Mandate al Parlamento +degli uomini che ci facciano andare a Roma come a casa nostra, e che +abbiano più a cuore gli interessi del popolo che quelli dei preti.» A +Ferrara, proponendo a deputato il dottor Riboli, soggiungeva: «Bisogna +prepararsi a difendersi dai preti, a combattere il clericalismo, +perchè è tempo che cessi la di lui preponderanza in Italia.» A Venezia +ancora più chiaramente, dal balcone di casa Zecchini dove era ospite, +esclamava: + +«Abbiamo ancora un bocconcino che non manca di avere la sua importanza: +Roma. Dunque Roma, che quei signori mitrati non vogliono cedere +all’Italia, e che pure è nostra capitale!... colle buone o colle +cattive faremo in modo che ce la diano. + +»Quei signori preti, che per tanti secoli l’hanno goduta, deturpata, +trascinata nel fango, e del primo popolo ne han fatto una cloaca, +sarebbe tempo che finissero d’insudiciarci, che ci lasciassero la +nostra capitale.... Io sono persuaso che l’Italia ha abbastanza +valorosi per prendersela colle armi. Ma non credo che sia il caso. +Roma è nostra, è nostra legalmente. In conseguenza andremo a Roma come +andiamo nella nostra stanza, in casa nostra. + +»Spero che non vi sarà bisogno di prendere le armi! troppo facile +sarebbe andarvi colle armi — noi siamo assuefatti a imprese ben più +ardite!... + +»Dunque oggi gli Italiani devono ottenere Roma coi mezzi legali; +chiederla al Governo italiano, e per conseguenza mandare rappresentanti +al Parlamento che non patteggino coi preti, nè coi complici dei preti, +nè coi protettori dei preti.» E una voce dalla folla rispondeva: _El +parla come un Dio!_[344] + +Partito da Venezia andava a ripetere press’a poco le medesime cose a +Chioggia, Treviso, Udine, Palmanuova, Belluno, Feltre, Vicenza, Verona, +dappertutto; e dappertutto conchiudendo con una sentenza strana davvero +sulla sua bocca: che Roma bisogna prima chiederla coi mezzi pacifici e +legali; soltanto esauriti questi, coll’armi. Ora che cosa voleva egli +dire con quelle insolite parole? Ubbidiva egli ad una raccomandazione +fattagli a Firenze da’ suoi amici, ma nell’esprimere il concetto +suggeritogli, confondeva i «mezzi morali» coi quali il Parlamento aveva +dichiarato di voler andare a Roma, coi «mezzi legali» coi quali si +poteva chiedere al Parlamento stesso che affrettasse la soluzione del +grande problema? In verità crediamo che non avrebbe saputo spiegarlo +egli stesso, tanto era evidente che quella frase era un artificio +oratorio insufflatogli da qualche nascosta Egeria, il quale non +rispondeva ad alcuno degli abituali concetti della sua mente, nè molto +meno agli eroici impulsi del suo cuore. + +Ma in quel suo viaggio anche più delle sue parole parvero strani gli +atti. O fosse stato colto da uno di quegli accessi di misticismo, dei +quali nessun uomo di ardente fantasia va immune, o a forza di scavare +il problema che aveva sotto mano fosse arrivato alla conclusione +che a rendere compiuta la emancipazione dal Vaticano era necessario +principiare da una rivoluzione religiosa; o gli fosse anche balenata +l’idea (con uomini siffatti tutte le ipotesi sono permesse) d’esser +egli il Maometto, la voce e la spada di siffatta rivoluzione, fatto +è che egli non poteva ormai pronunciare una concione politica senza +mescolarvi insieme la buona novella di una certa sua religione +naturale, un quissimile di quella di Giangiacomo, senza preti, senza +culto e senza altari, e che, secondo lui, doveva redimere l’umanità +intera, a patto però, s’intende, di cominciare dalla redenzione di +Roma. + +E l’effetto di quella sua predicazione fu tale che un giorno in +Verona un sarto, certo Amadio Somma, convertito, a quanto pare, al +suo evangelio, avendogli portato innanzi un suo bambino di nove mesi +non battezzato per anco, perchè gli desse il battesimo della sua nuova +religione civile, egli, Garibaldi, alla presenza di due testimoni,[345] +imposta sul catecumeno la mano, colla formola: «Io ti battezzo in nome +di Dio e del legislatore Gesù. Possa tu divenire un apostolo del vero; +ama il tuo simile; assisti gli sventurati; sii forte a combattere i +tiranni dell’anima e del corpo: sii degno del bravo Chiassi di cui ti +impongo il nome,» — lo battezzò. + +La quale scena sarebbe bastata a seppellire sotto una valanga di +ridicolo qualsiasi uomo più famoso, ma non Garibaldi. I suoi amici ne +sorrisero; i suoi avversari ne borbottarono un po’; ma egli restò, come +prima, intatto sul suo piedistallo, l’idolo delle moltitudini. + +Lasciato il Veneto, passò in Lombardia e in Piemonte, dovunque +ricevendo le stesse accoglienze, e dovunque ripetendo le stesse +raccomandazioni, le stesse prediche e le stesse cerimonie. A Mantova +diceva: «Avversate i preti, ma non i preti come Tazzoli, Grioli e +Grazioli, veri sacerdoti di Dio.» A Torino, festeggiato dall’intera +cittadinanza, ossequiato oltre che dai capi delle corporazioni operaie +e democratiche, dai principali dell’antico partito moderato, quali +i Rorà, i Ferraris, i San Martino, dopo la Convenzione di settembre +divenuti ardentissimi per Roma; confortava, dal balcone del palazzo +Pallavicino, quel popolo «fortissimo, che aveva dato la prima spinta, +a dare l’ultima e portarci verso la nostra capitale, Roma;» ad +Alessandria battezzava colla stessa formola, «in nome di Dio e di Gesù +liberale,» altri figli di popolani, imponendo loro i nomi di Bottino, +Lombardi e Cappellini, martiri i primi due del Tirolo, l’ultimo di +Lissa! + +E finito anche quel giro si riduceva nella fine di marzo a San Fiorano, +nella villa dello stesso Pallavicino, dove colle lettere e coi discorsi +privati continuava la propaganda che in pubblico aveva cominciata. + +Intanto la nuova Camera era stata convocata, e poichè essa non appariva +affatto diversa da quella che il barone Ricasoli aveva disciolta, +e persino in quella maggioranza, che egli aveva sperato ritemprare +al battesimo delle urne, rispuntavano gli stessi screzi, gli stessi +attriti, gli stessi germi di sorda opposizione, che l’avevano indotto +a congedarla, così rinnovando il poco lodevole esempio del 1861, senza +attendere alcun voto che lo giudicasse, rassegnò il potere. E come nel +1861 un uomo era già designato a raccoglierlo, e lo raccolse difatti: +Urbano Rattazzi. + +Se non che il ritorno al governo del deputato d’Alessandria aveva, +segnatamente rispetto alla questione romana, un significato che a +nessuno poteva sfuggire. Anzitutto il Rattazzi era pur sempre l’uomo +d’Aspromonte; colui, è vero, che aveva fracassato un piede a Garibaldi, +ma colui altresì che l’aveva lasciato scorrazzare in armi un terzo +d’Italia, poi tenutolo prigioniero come un sovrano vinto in battaglia e +alla fine amnistiato. + +In secondo luogo le sue opinioni intorno a Roma erano note. Aveva +proclamato per mezzo del suo ministro Durando l’urgenza del gran +problema; aveva censurata la Convenzione di settembre; s’era opposto +al Contratto Langrand Dumonceau; sorrideva della libertà della Chiesa, +non intendendo farle alcuna concessione «se non quando fosse cessato +il poter temporale dell’autorità ecclesiastica ed il Governo italiano +fosse insediato in Roma.» + +Infine egli non era ancora la Sinistra, ma ne era il precursore. I +suoi rapporti coi capi più autorevoli della parte avanzata non erano +un mistero per alcuno. Essi non sedevano nella sala del Consiglio, ma +ne occupavano le anticamere; non salivano al palazzo Riccardi per le +grandi scale, ma tenevano le chiavi di quelle segrete: Rattazzi li +conteneva e moderava, e, occorrendo, non ristava dallo sconfessare +pubblicamente le loro idee; ma era manifesto che non avrebbe potuto +reggersi a lungo su quel sottile pernio tra la Destra e la Sinistra +sul quale si studiava bilicarsi, e che il giorno s’avvicinava a gran +passi in cui per necessità di cose, non potendo cadere tra le braccia +de’ moderati, sarebbe caduto di nuovo tra quelle de’ rivoluzionari suoi +fatali amici. + +Ora quanto questa condizione del Governo giovasse ai progetti +rivoluzionari che mulinavano pel capo di Garibaldi e de’ suoi amici non +è chi nol vegga: possiamo anzi affermare che solo dal giorno in cui +il Rattazzi salì al potere, le idee del partito d’azione, vaghe fino +allora, incominciarono a disegnarsi con qualche chiarezza ed a prendere +una forma rilevata e concreta in un principio d’azione. + +E i primi segni di questa maggiore alacrità apparvero ne’ Romani +stessi. Quel medesimo _Centro d’insurrezione_, al quale più su +accennammo, pubblicando nel 1º d’aprile il primo suo Manifesto ai +Romani, annunziava trascorsa ormai l’ora delle tacite proteste e +delle imbelli manifestazioni; bandiva la necessità dell’insurrezione +e riconoscendo Garibaldi col titolo di Generale romano, lo pregava ad +assumere la direzione della patriottica impresa e a darle esecuzione +per mezzo degli uomini che a lui fosse piaciuto designare. E Garibaldi, +cui nessun eccitamento poteva essere più caro a quei giorni, non +cercando chi e quanti fossero coloro che gli parlavano sì alto in +nome di Roma, non curandosi di scandagliare fino a qual punto la +realtà delle cose, la volontà dei Romani, le ragioni dell’opportunità, +consuonassero a sì magnifiche promesse, rispondeva quasi subito, +dichiarandosi superbo, diceva, del titolo che gli era rinnovato di +Generale romano; accettando senza più l’incarico commessogli; eleggendo +per coordinare il lavoro di Roma e quello della restante Italia un +_Centro d’emigrazione_, il quale allacciato a sua volta ad una rete +di _Sub Centri_ provinciali e locali, doveva fare il censimento degli +idonei alle armi, raccogliere l’_Obolo della Libertà_, contrapposto +all’_Obolo di San Pietro_, e apparecchiare quanti mezzi fossero in suo +potere per la nuova levata che s’annunziava vicina. + +E tutto ciò così scopertamente, con tanto rumore di proclami e di +programmi, e pubblico via vai di emissari e di agenti, che il barone +Malaret, ministro di Francia a Firenze, egregiamente informato d’ogni +più minuto particolare dalla doppia polizia del suo Governo e del +cardinale Antonelli, si trovò nella necessità di presentare i suoi +reclami al Rattazzi e di obbligarlo ad ufficiali assicurazioni.[346] +Le quali, a dir vero, non avrebbero potuto essere nè più oneste nè +più accorte: scarsi i mezzi di Garibaldi per essere temibili; sacri al +Governo italiano gl’impegni assunti colla Convenzione del settembre, +e risoluta la sua volontà di farla rispettare; soltanto non poter egli +starsi garante che pochi individui isolati non riuscissero a schizzare +nel Pontificio per la frontiera; avvenendo il caso però, tener per +certissimo che il Governo di Sua Santità avrebbe saputo averne ragione +da sè. + +E il Rattazzi, giova ridirlo, fino a quel giorno, anzi per molti +giorni e mesi ancora parlava sincero. Egli disapprovava ogni conato +intempestivo verso Roma e non lo nascondeva; egli non voleva nè +denunziare nè perseguitare gli agitatori; ma non aveva alcun vincolo +con essi: s’illudeva, come altre volte, sulle forze di Garibaldi, e +sperava che il nuovo nembo da lui addensato si scioglierebbe da sè +in un acquazzone d’estate; ma in ogni ipotesi egli si credeva forte +e destro abbastanza per sorprenderlo ed arrestarlo a tempo. Solo +quando sopraffatto dal turbine non vedrà più modo di scongiurarlo, si +nasconderà anch’egli tra le nubi e vi soffierà dentro per la disperata +speranza di poterne usufruttare lo scoppio a beneficio della sua +politica e dell’Italia. + + +III. + +In sui primi di maggio Garibaldi passava di Lombardia in Toscana. +Sostato un giorno a Firenze, andava a prender stanza nella villa del +deputato Cattani-Cavalcanti, a Castelletti presso Firenze. Ora, che +questo tramutamento si collegasse ai disegni su Roma era visibile a +chicchessia, e il fatto non tardò a dimostrarlo. + +Nella prima settimana di giugno il Generale riceveva in Castelletti una +visita inaspettata. Due incaricati dal _Comitato Nazionale Romano_, di +quel Comitato che era l’antagonista nato del partito d’azione e che per +la sua propaganda eternamente temporeggiatrice s’era acquistato il non +immeritato titolo d’addormentatore, si presentarono a lui, dicendosi +a nome de’ loro mandanti pronti a entrare in accordo col _Centro +d’insurrezione_ e desiderosi di intendersi con lo stesso Generale, +circa al programma d’azione. Il come e il quando di quest’azione pare +non dicessero: forse si restrinsero a generiche dichiarazioni ed a +vaghe profferte; ma Garibaldi, ignaro delle ambagi e delle sfumature +del linguaggio, avvezzo a veder dietro ogni detto un fatto, non si +cura di chieder di più, e tenendo subito per conchiusa l’alleanza, +e per decisa indifferibilmente l’azione, spaccia ai due Comitati di +Terni, il _Nazionale_ e l’_Insurrezionale_, certi Galliano e Perelli +col mandato di prendervi alcune centinaia di fucili che sapeva nascosti +colà fin dai giorni d’Aspromonte, armare con questi quanti giovani o +fuorusciti romani si potessero raccogliere, e fatta irruzione nello +Stato Pontificio, gettarvi la prima favilla dell’incendio. Trasognarono +all’inatteso messaggio i patriotti ternani: il rappresentante del +Comitato moderato, certo Mauri, protestò di nulla potere senza espresso +ordine de’ suoi capi (riprova codesta che il _Comitato Nazionale_ +non aveva promesso nulla di positivo), e ricusò di ubbidire; il +rappresentante del _Comitato d’azione_, certo Frattini, caldo patriotta +e vecchio cospiratore, persuaso dalle molte parole del Perelli e +del Galliano che la mossa fosse combinata coi Comitati di Roma sì +_Nazionale_ che _Insurrezionale_, e tutto pronto al di là del confine +per aiutarla; vinto ancora più dal nome di Garibaldi, di cui i due +emissari presentavano un’amplissima credenziale, consentì a secondarli +e dar la sua mano all’impresa. Nè furon lunghi gli apparecchi: appena +due giorni dopo, il 19 giugno, il Perelli e il Galliano raccoltisi con +altri centoquattro giovani nel convento di San Martino, tragittata +sopra una barca del Frattini stesso la Nera e ricevute colà presso +le armi, s’incamminarono diviati verso la Sabina. Se non che quasi +sul punto di sconfinare, nei pressi di Ponte Catino e Castelnuovo, un +pelottone del 7º Granatieri, imboscato da più giorni in quelle macchie, +circuì in un battibaleno la colonna e fatta per intimorirla una scarica +all’aria, le intimò la resa.[347] Infatti il Rattazzi, eccitato, anzi +pungolato senza posa, dalla polizia francese, più vigilante forse e +informata della sua, era da oltre una settimana sulle orme di tutta la +congiura, impartendo ordini rigorosissimi a tutte le autorità così di +terra come di mare, affinchè le custodie della doppia frontiera fossero +raddoppiate, e ad ogni costo s’impedisse il passaggio di qualsiasi +banda d’armati; e, come ognun vede, era stato fedelmente e zelantemente +ubbidito. + +Pari però all’ingrata sorpresa, il clamore dei delusi. Nessuno voleva +assumere la paternità del fallito tentativo, e ogni parte se ne +scaricava sull’avversa. Garibaldi indignato imprecava al Governo, +«birro del Papa;» il partito d’azione incolpava di tradimento il +_Comitato Nazionale_, accusandolo persino d’aver egli spinto il +Generale a quella scorreria coll’intenzione di pubblicarne le trame e +comprometterlo; il _Comitato Nazionale_ invece apertamente sconfessava +l’intempestivo conato e persisteva a raccomandare ai Romani la pazienza +e l’aspettazione. Era insomma il consueto palleggio di accuse, di +recriminazioni e di vituperii che suol seguitare tutte le imprese +fallite, di mezzo al quale sarebbe bensì facile trarre una prova di più +delle passioni partigiane; ma non la verità. + +Non dobbiamo però tacere che tra mezzo al tumulto delle voci contrarie +quella che ci sembrò allora, e ci sembra tuttodì la meno vera, la +meno probabile, la meno dimostrata, fu quella che appose al _Comitato +Nazionale_ d’aver tradito per cieco livore di parte l’impresa da lui +medesimo suggerita e apparecchiata. Fino a prova contraria noi non +abbiamo alcuna ragione per credere a tanta scelleraggine. Aggiungiamo +anzi, che tutte le ragioni ci sforzano a discrederla. E ciò non solo +perchè la onestà privata, fino ad oggi indisputata, dei componenti +del Comitato Romano ci sta garante della loro probità politica; ma +anche perchè se fosse stata soltanto probabile la perfidia apposta al +Comitato, Garibaldi, che non era certo sulla via dei riguardosi riserbi +e dei temperati discorsi, non l’avrebbe taciuta, ed in ogni caso il +Comitato stesso, per ispudorato che si potesse supporre, non avrebbe +mai osato di infliggere un biasimo pubblico ad un’azione della quale +ognuno avrebbe potuto dirgli ad ogni istante: «Tacete, voi stessi ne +foste complici.» + +No: l’enormezza stessa dell’accusa attesta per la sua incredibilità. +Reputiamo superfluo cercare l’autore responsabile di quel tentativo, +che potrebbe dirsi il prologo sbagliato d’un dramma male abbozzato; ma +se quell’autore si volesse cercare, lo si cerchi in Garibaldi stesso. + +Egli ideò e volle e fece eseguire la scorreria; egli scambiando le +indeterminate profferte del Comitato moderato per impegni positivi +d’azione, e fidandosi alle notizie dubbie ed ai suggerimenti fallaci +di agenti innominati ed oscuri, e sprezzando ogni consiglio di +preparazione e d’opportunità e dimenticandosi persino di prevenire +de’ suoi disegni il Centro di Roma e il Centro di Firenze e tutti i +suoi principali amici e cooperatori, egli pel primo rese inevitabile +il fallimento d’un’intrapresa che aveva già in sè tanti rischi e tante +difficoltà. + +Già dicemmo che Garibaldi non fu mai cospiratore, e il modo con +cui egli condusse la Campagna preparatoria di Mentana lo proverà +luminosamente. Ciò non scema la sua grandezza; ma aggiunge un +lineamento più originale e caratteristico alla sua straordinaria +figura. + + +IV. + +Ma come ognuno immagina, l’infelice successo della Sabina non aveva +rallentato un solo istante l’opera di Garibaldi, nè quella de’ suoi +amici. Trasferitosi sull’aprirsi di luglio alle Terme di Monsummano, +dove lo conduceva la necessità, tutt’altro che fittizia, di curare la +sua implacabile artritide, diceva subito ad alcuni suoi commilitoni, +accorsi a visitarlo: «A Roma ci si andrà; e se hanno impedito a +quei duecento valorosi di entrarvi, i duecento diverranno duemila, +e i duemila ventimila.» E a Pescia, arringando il popolo raccolto +sulla piazza a festeggiarlo, soggiungeva: «Dobbiamo andare a Roma a +snidarvi quel vivaio di vipere;» così a Montecatini, a Castelfranco, +a Lucca, sempre e dovunque ribattendo il medesimo chiodo e predicando +il medesimo verbo, con quel suo linguaggio ignaro di eufemismi, +fiammeggiante d’amor patrio, ma che troppo spesso urtando nella corda +delicata delle credenze religiose non era sempre, specialmente tra le +popolazioni delle campagne, il più opportuno e convincente. + +Nè oramai si trattava più di sole parole. Uno dei maggiori ostacoli +alla felice riuscita della meditata riscossa era quell’antagonismo +più volte accennato del _Comitato d’insurrezione_ e del _Comitato +Nazionale_, che dividendo i patriotti romani in due campi (e quando si +volesse contare la frazione mazziniana del _Comitato d’azione_ in tre) +formava la cagione principale della loro mutua debolezza. + +A Garibaldi però era sempre parso che la prima e più urgente necessità +fosse quella di cessare, a qualsiasi patto, quel funesto dissidio, +adoperando ogni maniera di sforzi affinchè tutti coloro che nelle due +parti ponevano al disopra delle astiosità partigiane il pensiero della +patria, stringessero in un sol fascio le loro forze e procedessero +concordi al conseguimento del fine comune. E a così onesto desiderio, +partecipato dalla eletta dei fuorusciti romani, sembrò rispondere, +quasi senza contrasto, l’adempimento; sembrò, diciamo, perchè si vedrà +in appresso che la festeggiata concordia era più apparente che reale; +più tra i gregari che fra i capi; più tra pochi individui che nella +pluralità de’ due partiti. + +Comunque, il patto fu sancito, e il _Comitato Nazionale Romano_ e il +_Centro d’insurrezione_, scontenti però sempre quelli del _Comitato +d’azione_, si fusero in un nuovo ed unico Comitato e lo annunziarono ai +loro concittadini in questo manifesto: + + «Romani! + + »Il voto comune, il voto di tutti quelli a cui batte il cuore + per l’onore e la libertà della patria, si è realizzato. Non più + dissensi, non più divisioni; tutte le frazioni del partito liberale + si sono data la mano, hanno unite le forze per abbattere per sempre + questo resto del governo papale e dare Roma all’Italia. + + »Il Comitato Nazionale Romano ed il Centro d’insurrezione fanno + quindi luogo ad una Giunta Nazionale Romana, la quale assume la + suprema direzione delle cose. + + »Rallegriamoci di questa santa concordia, e diamo opera a + fecondarla con unità di fede e di disciplina, con unità di + propositi e di sacrifizi. Il fascio romano è ora veramente formato: + facciamo che non si sciolga mai più, e che presto ci dia la + vittoria. + + »Romani! + + »I cittadini rispettabili che fanno parte della Giunta a cui + rassegniamo l’ufficio, sono degni dell’alta missione; ma a nulla + riuscirebbero senza il vostro concorso. + + »Secondateli adunque fidenti ed animosi, e l’impresa non fallirà. + Vogliamolo tutti, e ben presto venticinque milioni di fratelli + saluteranno Roma capitale d’Italia. + + »Roma, 13 luglio 1867. + + »IL COMITATO NAZIONALE ROMANO. + »IL CENTRO D’INSURREZIONE.» + +Queste parole, a dir vero, suonavano tutt’altro che promessa di azione +immediata; ma Garibaldi, credulo sempre a quello che più desiderava, +non curandosi di indagare quanto quella lega fosse salda e sincera, +e se dietro quei Comitati, diremmo quasi, quegli stati-maggiori, +stesse la milizia d’un popolo veramente deliberato ai cimenti cui era +invitato; ingannato, come ai giorni di Sarnico e d’Aspromonte, dalle +manifestazioni in gran parte artificiali delle città italiane;[348] +fidente, come sempre, nella propria forza e incrollabile nella +sua volontà, stimò giunta l’ora di raccogliere i frutti della sua +predicazione e di passare dalle parole ai fatti. + +Trasferitosi a Vinci (nella villa del conte Masetti, al Ferrale), +riepiloga di là in un lunghissimo manifesto le idee che era venuto fin +allora sparsamente predicando;[349] convoca presso di sè quelli tra +i suoi amici che in quel momento stimava più devoti o meno renitenti +a’ suoi concetti, e coll’usato stile, più da Generale che impartisca +degli ordini a’ suoi luogotenenti che da capo politico, il quale +proponga delle risoluzioni a’ suoi seguaci, li lega a’ suoi disegni; +commette a Francesco Cucchi di andare a Roma ad annodare in sua mano +le prime fila della trama avviata: manda suo figlio Menotti a tastare +il terreno e stringere le prime relazioni nel mezzogiorno; delega +Giovanni Acerbi, l’Intendente dei Mille, alla raccolta dei giovani +e delle armi alla frontiera umbro-toscana e lo manda in suo nome a +scandagliare le intenzioni di Rattazzi; indi passa egli stesso a Siena, +a Montepulciano, a Orvieto, a Rapolano scuotendo fin sulle porte del +Gran Nemico la fiaccola incendiaria della sua parola, colla quale senza +posa da tre mesi lo minacciava. + +Ed appariva tanto evidente che oramai l’impresa era non solo deliberata +nel suo animo, ma imminente, che ad un banchetto offertogli in Siena +dalla storica Accademia de’ _Rozzi_, rispondendo al professore Stocchi, +il quale pareva indirettamente consigliarlo a differire il segnale +della magnanima riscossa a tempi più maturi, esclamò: «No, no, questo +non è il mio pensiero: _alla rinfrescata_ moveremo.» + +E _alla rinfrescata_ diventò, da quel giorno, la segreta parola +d’ordine di tutti i Garibaldini. Invano il Rattazzi aveva risposto +all’Acerbi severe parole, non solo togliendogli ogni speranza che il +Governo avrebbe aiutato l’avventura, ma esplicitamente dichiarandogli +che l’avrebbe con tutte le sue forze impedita; invano i principali +del partito avanzato e gli stessi suoi più devoti amici, quali il +Crispi, il Cairoli, il Miceli, il Guastalla, si mostravano o avversi +all’impresa, o sgomenti delle difficoltà e dei pericoli onde essa era +piena: Garibaldi, o non accettava discussioni o le troncava con uno +de’ suoi soliti motti dittatoriali, e camminava imperturbato per la sua +via. + + +V. + +Se non che accadeva a quei giorni un fatto singolarissimo. Un gruppo +de’ più avanzati socialisti europei, fra i quali il Barny francese, +il Fazy svizzero, il Bakounine russo ed altri, s’era dato l’intesa di +convocare a Ginevra pel mese di settembre un _Congresso internazionale +della pace_ (per chieder cioè la pace universale perpetua, la +soppressione degli eserciti stanziali, la federazione dei nuovi Stati +d’Europa ed altre siffatte bazzecole), e naturalmente al Congresso +fra i famosi campioni della democrazia cosmopolita era stato invitato +il famosissimo fra tutti Giuseppe Garibaldi. Si poteva credere però +che quell’invito a discorrere e sentir discorrere di pace, per un +uomo tutto affaccendato in apparecchi di guerra non potesse, in quel +momento almeno, tornare il più opportuno ed accetto; ma non così +per l’Eroe nostro. Nulla anzi a’ suoi occhi di più propizio di quel +Concilio ecumenico dei sacerdoti della libertà aperto nella «Roma +dell’intelligenza» per dare solennità alla Crociata da lui bandita +contro l’altra «Roma bugiarda del Papato;» talchè lasciato a Menotti +il mandato di continuare il lavoro incominciato, parte improvviso +per Belgirate dove prende seco Benedetto Cairoli, e accompagnato +da Giuseppe Missori, Alberto Mario, il professor Ceneri, Vincenzo +Caldesi, Mauro Macchi, il dottor Riboli ed altri che non sapremmo dire, +continua per Ginevra. E questa volta pure perdoneremo al lettore la +cronica delle accoglienze; Ginevra in questo non fu diversa da Londra +nè ad alcuno dei tanti luoghi in cui la maliarda figura di quell’uomo +comparve. Ivi pure riuscito a gran stento ad aprirsi un varco nella +calca, fino alla casa che doveva ospitarlo e presentato dal signor +Fazy al popolo ginevrino che dalla piazza lo acclamava, il Generale lo +arringa in lingua francese, con un discorso che fu certo uno de’ più +nobili che gli uscissero dal labbro in quei giorni e del quale basti il +saggio di questi due periodi, ad attestare la eloquenza. + + . . . . . . . + + »La magnifica accoglienza fattami nella vostra città m’inorgoglisce + e forse mi dà troppa baldanza. In ogni modo, essa m’incoraggia a + dire la verità; e se io avessi la disgrazia di travisarla, crederei + di aver commesso un sacrilegio, in un paese donde la libertà del + pensiero si va spandendo in tutte le pianure di Europa, a quel + modo che vi diffondono le acque sgorgate dalle sue ghiacciaie. + (_Applausi strepitosi._) + + »Qui i vostri antenati ebbero animo di assalire tra i primi + cotesta pestilenziale istituzione che si chiama: il Papato. A voi, + cittadini di Ginevra, che vibraste i primi colpi alla Roma papale, + non è più l’iniziativa ch’io domando; ma vi domando di compir + l’opera dei vostri padri, quando noi recheremo gli ultimi colpi + al mostro. Vi ha nella missione degli Italiani che lo custodirono + così a lungo nel loro seno una parte espiatoria; noi faremo il + debito nostro. A quell’uopo il vostro consenso potrebbe esserci + necessario; io lo spero.» (_Applausi._) + +Nè dissimile fu l’accoglimento che all’indomani ricevette al Congresso +di cui teneva la presidenza Giulio Barny ed in mezzo al quale +spiccavano variamente illustri i nomi di Edgardo Quinet, di Pietro +Leroux, di Stefano Arago, di Luigi Bückner e di altre celebrità della +democrazia mondiale. Non dissimile l’accoglimento alla persona, ma +assai diverso quello alle idee. Anco in quell’assemblea battagliavano +troppi partiti: i socialisti puri della scuola manchesteriana, avversi +a qualunque guerra per qualsivoglia pretesto o ragione: gli atei e +miscredenti ad oltranza, nemici deliberati d’ogni religione e del nome +stesso di Dio e convenuti colà col semplicissimo assunto di chiederne +la soppressione: i clericali cattolici zelanti della pace evangelica +e sotto quella maschera infiltratisi anche in quel Congresso, ma, +quando mai, propizi a quella sola guerra che restituisse alla Chiesa +romana il tolto potere; infine i dottrinari della democrazia svizzera, +professanti la libertà panacea di tutti i mali; ma soprattutto +gelosi della neutralità del loro paese e paurosi di arrischiarne con +sovversive dottrine la pace. + +Ora Garibaldi in mezzo a costoro era, senza saperlo, come un disperso +nel campo nemico: e lo vide ben presto, quando levatosi a rispondere al +signor Schmidlin oratore dei clericali, e al signor Fazy oratore dei +democratici svizzeri, tentò ribattere in un discorso le loro opinioni +per affermare la propria, negli otto articoli di questa proposta: + + «1º Tutte le nazioni sono sorelle. + + »2º La guerra tra di loro è impossibile. + + »3º Tutte le querele che sorgeranno tra le nazioni dovranno essere + giudicate da un Congresso. + + »4º I membri del Congresso saranno nominati dalle Società + democratiche dei popoli. + + »5º Ciascun popolo avrà diritto di voto al Congresso qualunque sia + il numero dei suoi membri. + + »6º Il Papato, essendo la più nociva delle sètte, è dichiarato + decaduto. + + »7º La religione di Dio è adottata dal Congresso e ciascuno de’ + suoi membri si obbliga di propagarla. Intendo per religione di Dio + la religione della verità e della ragione. + + »8º Supplire al sacerdozio delle rivelazioni e della ignoranza col + sacerdozio della scienza e della intelligenza. + + »La democrazia sola può rimediare al flagello della guerra. + + »Lo schiavo solo ha il diritto di far la guerra al tiranno; è il + solo caso in cui la guerra è permessa.» + +A questo colpo inatteso, che dava nel petto a tutte, può dirsi, le +idee predominanti nel Congresso, il rimbalzo dello sdegno e della paura +collegati insieme fu irrefrenabile. Indarno il Quinet coll’autorevole +parola, e il Ceneri e il Macchi colla persuasiva si studiarono +difendere le proposte del Generale; i clericali suscitandovi contro +la reazione del sentimento cattolico, gli Svizzeri facendo appello al +sentimento ancora più forte ne’ loro concittadini della tranquillità +e sicurezza della Confederazione, riuscirono a far tale pressione +sul Congresso ed a raggruppar intorno ad essi tale maggioranza, che +tutte le proposte di Garibaldi furono scartate e surrogate da una di +quelle mozioni verbose e vuote di cui gli archivi del dottrinarismo +democratico sono così ricchi, ma che nulla contenendo di sostanziale e +di sodo non ci sembrano meritare la fatica d’essere trascritte. + +Garibaldi però non attese nemmeno la votazione de’ suoi articoli, e +già fiutato il vento infido, pago d’aver gettato in faccia all’Europa +democratica ivi congregata la sua bomba incendiaria, tornava l’11 +mattina, per la via del Sempione in Italia, e sostato brevemente +a Belgirate, metteva capo a Genestrello, altra villa del suo amico +Pallavicino presso Voghera. + +Colà però lo raggiungevano tosto importanti notizie da Roma che lo +consigliarono ad affrettare il suo ritorno in Toscana. + +Quelle notizie dicevano certa la insurrezione purchè il braccio di +Roma fosse armato: facile l’impadronirsi di due porte e la sorpresa +delle ferrovie conducenti a Roma: utile con un colpo di mano occupar le +due stazioni d’Orte e di Ceprano; necessario soltanto armi e danaro: +tutta la Carboneria, numerosa a Roma, pronta a secondare il moto +appena Garibaldi facesse appello. La _Giunta romana_ poi rincarando +su queste speranze dichiarava, venuta l’ora dell’azione, ogni indugio +pericoloso, urgente la costituzione d’un fondo di cassa, al quale, in +forma di prestito gratuito o rimborsabile, invitava nuovamente tutti +gli Italiani a contribuire. + +E come ognuna di queste parole scendeva soave all’animo già +febbricitante dell’Eroe, così da Genestrello stesso, senza frapporre +un’ora, rispondeva confermando l’appello della _Giunta romana_ con +questo nuovo manifesto: + + «_Alla Giunta Nazionale Romana._ + + »Genestrello, 16 settembre 1867. + + »Il vostro appello agli Italiani non andrà perduto. + + »In Italia sonvi molti paolotti, molti gesuiti, molti che + sacrificarono sull’altare del ventre. Ma, è pure consolante il + dirlo, vi sono molti prodi di San Martino, molti eroici bersaglieri + del Re d’Italia, molti soldati della prima artiglieria del mondo, + molti nepoti dei trecento Fabii ed un avanzo dei mille di Marsala, + i quali, se non m’inganno, hanno prodotto centomila giovani che + temono oggi di esser troppi a dividere la misera gloria di cacciar + dall’Italia mercenari stranieri e negromanti. + + »Circa ai mezzi, l’Italia ebbe sempre la disgrazia d’essere troppo + ricca per mantenere eserciti stranieri, e fra i suoi ricchi non + mancano patriotti che tosto porgeranno, ne sono sicuro, le loro + splendide offerte. + + »Avanti adunque, o Romani, spezzate i rottami dei vostri ferri + sulle cocolle dei vostri oppressori, e d’avanzo saranno gl’Italiani + che divideranno le vostre glorie. + + »Vostro + »GARIBALDI.» + +E ciò detto, partiva al dì vegnente (17) per Firenze. + + +VI. + +Colà giunto però erano tali ancora gli ostacoli e tanti i motivi di +indugio e di prudenza, che qualunque altro uomo ne sarebbe stato +scosso; non Garibaldi. Roma non era armata ancora, nè per quanto +si fossero studiati fin allora tutti i passi di terra e di mare per +introdurvi quei pochi fucili che stavan sempre nascosti nei pressi +di Terni e di Follonica, nessuno n’aveva ancora trovato la via. I +principali fra gli amici del Generale persistevano sempre presso di lui +nel concetto di lasciare a Roma l’iniziativa del moto, apparecchiando +bensì in silenzio i mezzi per accorrerle in soccorso; ma evitando +ogni apparenza di una importazione artificiale e facendo in ogni caso +seguire l’irruzione delle bande all’insurrezione della capitale; non +questa a quella. + +Infine il ministro Rattazzi, dopo aver dato qualche segno e qualche +promessa di tacita acquiescenza, forse nella speranza di guadagnar +tempo, e aver persino condisceso a lasciar continuare in segreto +gli apparecchi dell’invasione, purchè il Generale acconsentisse a +ritirarsi ed a scomparire nella sua Caprera;[350] spinto ora e sempre +più dai richiami e dai ministri della Francia, rappresentata allora in +Firenze dal signor De la Villestreux, tornava ai suoi primi propositi, +protestandosi deliberato ad impedire anco colla forza qualsiasi +violazione della Convenzione di settembre e dandone la prova col +raddoppiare le guardie alla frontiera e col rinnuovare gli ordini della +più severa vigilanza. + +A tutto ciò però Garibaldi non movea collo nè piegava sua costa: le +armi in un modo o nell’altro sarebbero entrate: a’ suoi amici faceva le +mostre di consentire ai loro consigli, ripetendo anzi a taluno di loro +che l’iniziativa romana la teneva indispensabile;[351] ma non cessava +per questo dall’avviare quanti Volontari gli capitavano verso i confini +e dal concentrarvi come ad un campo ormai prestabilito l’attuazione +e la forza: al Governo infine rispondeva sdegnosamente rifiutando +la condizione del ritiro in Caprera; e dichiarandosi a sua volta +deliberato a qualunque cimento. Tutt’al più piegando all’argomento +sempre più evidente che Roma non era ancora preparata, consentiva a +differire la mossa fino agli ultimi di settembre; non però a sospendere +e molto meno a mascherare alcuni degli apparecchi avviati. + +Epperò, prima che l’agosto finisse, tutte le parti erano nella sua +mente assegnate e tutti gli ordini distribuiti come alla vigilia +d’un’entrata in campagna. Il Cucchi, munito d’un’amplissima sua +credenziale che lo eleggeva suo rappresentante in Roma, partiva +un’altra volta per la città eterna a prendervi la direzione del +moto creduto imminente; Menotti ed Acerbi doveano tenersi pronti a +sconfinare colla gente già raccolta, il primo da Terni coll’obbiettivo +su Monterotondo; l’altro da Orvieto coll’obbiettivo su Viterbo, mentre +Nicotera e Salomone dovevano fare altrettanto da Aquila e Pontecorvo +verso Velletri; a Canzio era commesso di allestire una spedizione +marittima che andasse a gettarsi sulle coste pontificie tra Montalto e +Corneto, compiendo così l’invasione da tutte le parti. Nè il Generale +arrestavasi a questi ordini guerreschi, ma colla consumata abilità del +guerrillero prevedeva tutti i casi possibili, distribuendo a tutti i +capi delle colonne designate queste particolareggiate istruzioni: + + «1º Punto di concentrazione delle colonne invadenti il territorio + romano — Viterbo. + + »2º Si raccomanda ad ogni comandante di colonna di non impegnare + combattimenti colle truppe pontificie, senonchè con molta + probabilità di riuscita. Ed ove le forze nemiche sieno superiori, + manovrare di modo da concentrarsi su Viterbo ove si troverà + probabilmente la colonna principale. + + »3º Ove un comandante di colonna si trovasse nella assoluta + necessità di combattere, egli deve ricordarsi e ricordare ai suoi + che il mondo intiero ha gli occhi su di noi e sa che noi siamo + assuefatti a vincere. + + »4º A qualunque costo i comandanti delle colonne non devono + impegnarsi in combattimenti colle truppe dell’esercito italiano. + + »5º Scopo del movimento è il rovesciare il governo dei preti, + proclamare Roma capitale d’Italia e lasciare il popolo romano in + piena libertà sulle proprie condizioni di plebiscito. + + »6º Credo superfluo il raccomandare molto un lodevole contegno + verso le popolazioni. I militi della libertà, nostri fratelli + d’armi, sono assuefatti a trattare il popolo da fratelli e giammai + vi fu esempio che si macchiassero di brutture. + + » 7º Si darà alle colonne l’organizzazione ch’ebbero in tutti i + tempi i corpi volontari — acciocchè essi si presentino al paese + ispirandovi la fiducia — e la paura ai nemici d’Italia. + + »8º I comandanti delle colonne hanno il diritto d’impossessarsi + d’ogni cosa appartenente alle autorità nemiche a profitto della + rivoluzione. + + »9º Abbisognando di viveri od altro, ne faranno richiesta alle + autorità municipali o locali, rilasciando loro idonee ricevute. + + »10º Una colonna che si trovi nell’impossibilità di concentrarsi + alla colonna principale — manovrerà di modo da non combattere con + isvantaggio, inquietando il nemico quanto è possibile — e procurerà + frattanto di mettersi in comunicazione col quartiere generale. + + »11º In quest’impresa gl’Italiani devono ben penetrarsi d’avere su + di loro gli occhi del mondo intiero — e che quindi il nome italiano + deve uscirne bello, radiante di gloria, salutato con entusiasmo e + rispetto da tutte le nazioni. + + »12º Fra le eventualità possibili, vi è quella di essere io + arrestato. In quel caso, il movimento deve continuare colla stessa + impavidezza — come se fossi libero. E deve pur continuare anche che + arrestassero la maggior parte dei capi. + + »13º In caso non riuscisse una colonna nell’intento, le altre + devono continuare il moto come se nulla fosse successo. + + »G. GARIBALDI.» + + +VII. + +A tal punto però anche il Ministero, perduta ormai ogni speranza +di contenere coi privati consigli e le blande minaccie il patriotta +agitatore, deliberava di lasciar quel riserbo che s’era fino allora +imposto, e di accettare il guanto che gli era gettato. Però nel 21 +agosto comparve nella _Gazzetta Ufficiale_ una dichiarazione del +Governo, la conclusione della quale era che «se alcuno si attenterà +di venir meno alla lealtà de’ patti e violare quella frontiera da cui +ci deve allontanare l’onore della nostra parola, il Ministero non lo +permetterà in niun modo e lascerà ai contravventori la responsabilità +degli atti che avranno provocato.» + +Ma «un po’ tardi,» notava il signor De Moustier[352] nel ricevere +notizia di questa dichiarazione; un po’ tardi pel Governo, un po’ tardi +per Garibaldi stesso. + +Egli oramai aveva tratto il dado, nè anco volendolo poteva più +retrocedere. Anzi quella pubblica minaccia gli parve come un +avvertimento di rompere gli ultimi indugi; talchè già coperti +vari punti della frontiera di Roma di Volontari, pronti a seguirlo +il Menotti e l’Acerbi; la mattina del 23 settembre s’incamminava +accompagnato soltanto dal fedele Basso e dal signor Del Vecchio, +alla volta d’Arezzo, diretto, secondo diceva, e voleva far credere, a +Perugia (per ingannare la vigilanza della polizia aveva fatto spedire +colà i suoi bagagli); ma proseguendo ratto nella sera stessa di quel +giorno per la strada di Orvieto, e andando quella notte a pernottare a +Sinalunga a circa cinquanta miglia dal confine orvietano. + +Il prefetto di Perugia però non s’era lasciato allucinare e aveva +provveduto in guisa che qualunque strada il Generale fosse per +prendere, al primo tocco di telegrafo, potesse essere arrestato. E +così fu. Garibaldi, ospitato in Sinalunga dal signor Agnolucci, s’era +appena coricato, che una compagnia di soldati e carabinieri, venuti da +Orvieto, invadeva il paese, circuiva la sua casa, e un luogotenente +de’ carabinieri salito da lui, gli intimava senz’altro l’arresto. Il +Generale non chiese che il tempo di fare il suo solito bagno: gli fu +concesso; e di lì a mezz’ora in biroccino fino a Lucignano, poscia +in ferrovia fu tradotto col Basso e il Del Vecchio nella direzione +di Firenze. Nemmeno Firenze però era l’ultima meta che gli era stata +imposta; il treno ne traversò rapido la stazione, e soltanto a Pistoia +sostò per alcuni istanti per deporre il Basso e il Del Vecchio, e +continuare di là, senza resta, fino ad Alessandria, dove il Governo +aveva deciso che il Generale passerebbe i primi giorni della sua +cattività. + +A Pistoia però nemmen l’occhio vigile de’ suoi custodi aveva potuto +veder tutto. Infatti il Generale era riuscito in quei pochi momenti di +fermata a scrivere a matita un biglietto, e prima che il Del Vecchio +s’allontanasse a ficcarglielo nelle mani. Il biglietto era un nuovo e +più fiero appello all’insurrezione, e diceva testualmente così: + + «24 settembre. + + »I Romani hanno il diritto degli schiavi, insorgere contro i loro + tiranni: i preti. + + »Gli Italiani hanno il dovere di aiutarli — e spero lo faranno — a + dispetto della prigionia di cinquanta Garibaldi. + + »Avanti adunque nelle vostre belle risoluzioni, Romani e Italiani. + Il mondo intiero vi guarda, e voi, compiuta l’opera, marcerete + colla fronte alta e direte alle nazioni: Noi vi abbiamo sbarazzata + la via della fratellanza umana dal più abominevole suo nemico: il + Papato. + + »Caro Del Vecchio — voi non verrete in prigione con me — e farete + stampare queste linee. + + »G. GARIBALDI.» + +La lettura pertanto di queste linee e ancora più l’annuncio +dell’arresto del Generale suscitò in tutte le maggiori città d’Italia +fierissimi tumulti. In Firenze i deputati della Sinistra, raccoltisi in +Palazzo Vecchio, firmavano una protesta per l’illegale arresto del loro +collega; i giornali avanzati schizzavano fiamme; il popolo inferocito +percorreva le vie cercando a morte il Rattazzi, il quale solo al +caso di essere entrato per il mal tempo in una vettura pubblica, +dovette di non essere subito riconosciuto e d’aver salva la vita. E +a Bologna, a Modena, a Milano, a Torino, a Pavia, a Genova, le stesse +manifestazioni; a Genova soprattutto, dove la collera per l’arresto del +Generale, inasprita dal sequestro delle armi destinate alla spedizione +marittima del Canzio, era giunta a tale che la folla diede un vero +assalto a Palazzo Tursi. + +Nè in Alessandria l’aria era più quieta. Al primo giungere di Garibaldi +nella fortezza, anche quella popolazione, comechè spettatrice abituale +di tanti prigionieri politici, s’era commossa; e i soldati stessi del +presidio, affollati sotto le finestre della cittadella dove il Generale +era stato rinchiuso, gli gridavano «A Roma, a Roma!» il che gli fece +dire più tardi:[353] «Se avessi detto una sola parola che suonasse +lavacro delle vergogne italiane, uffiziali e soldati mi avrebbero +seguíto ovunque.» + +Intanto l’agitazione crescente della Penisola, i doveri della pubblica +tutela, le insistenti e quasi insolenti pressioni della Francia +ponevano il Governo in terribili frangenti. + +Anzitutto che cosa fare di quel prigioniero? Era ancora il medesimo +problema d’Aspromonte, ma più intricato forse; giacchè sostenere che +Garibaldi fosse stato colto in flagrante non era sì facile assunto, e +l’accusa di violazione della immunità parlamentare poteva tornare assai +pericolosa. Però dopo molto ondeggiare tra il processo, la libertà +incondizionata, la libertà condizionata, Rattazzi si risolveva ad +inviare in Alessandria il generale Pescetto, Ministro della Marina, +coll’incarico di commuovere l’animo del Generale, e di indurlo, se +fosse possibile, a ritornare a Caprera sotto la sola condizione che +non avrebbe fatto alcun tentativo per uscirne. Ma il Generale diede a +questa proposta un così aperto e secco rifiuto che il Pescetto, dopo +aver chiesto e atteso invano per oltre dodici ore nuove istruzioni, +s’indusse, sotto la propria responsabilità, a consentirgli il ritorno +a Caprera senza condizione alcuna, provvedendo soltanto che non +s’indugiasse a Genova e fosse trasferito immediatamente alla sua isola +da un piroscafo della R. Marina. + +E così avvenne. + +Il 27 mattina, in sull’alba delle 4, il Generale usciva da Alessandria +e circa due ore dopo smontava nella casa del signor Coltelletti +all’Acquasola di Genova. Quivi il popolo ebbro di rivederlo, ma +credendolo tuttavia prigioniero, minacciava di liberarlo egli stesso +colle proprie braccia; quando il Generale con una lettera ad A. G. +Barrili, Direttore del _Movimento_, nella quale diceva che «a scanso +d’equivoci tornava a Caprera libero e senza condizioni,» e con molte +altre consimili parole dirette ora in italiano, ora in genovese alla +folla, riuscì a quietare ogni tumulto e nella sera del giorno stesso +condotto amichevolmente a bordo del regio Avviso l’_Esploratore_, +ricevuto con tutte le mostre d’un illustre viaggiatore, in realtà +custodito come un deportato, salpava per Caprera. + + +VIII. + +Ma dietro al corpo di Garibaldi prigioniero restava la sua anima; +restava nell’eco infocata de’ cento manifesti e de’ mille discorsi, +restava in quelle demosteniche parole: «I Romani hanno il diritto +d’insorgere; gl’Italiani hanno il dovere di aiutarli, e spero lo +faranno a dispetto della prigionia di cinquanta Garibaldi:» e, se +un dubbio fosse ancora possibile, restava in quest’ultima lettera a +Francesco Crispi, scritta sulla nave stessa che lo portava a Caprera, +e nella quale non sapresti se più ammirare il senso fatidico dell’Eroe +che presentiva in un atto di suprema energia la soluzione del grande +problema, o la virtù del patriota che non fa della salvezza della +patria un misero piato di vanità o di primazia, ed è sempre pronto +ad ecclissarsi dietro chiunque inalberi prima di lui il vessillo +redentore. + + «Caro Crispi, + + »Dopo ben maturo esame della situazione, io vedo un solo modo di + rimediarla a soddisfazione della nazione e del governo. + + »Invadere Roma coll’esercito italiano e subito. + + »Non creda il governo di contentare l’Italia in altro modo. Essa + perdonerà le sue miserie, ma non la sua degradazione. Ed oggi + non solo la nazione italiana si sente oltraggiata, ma si sente + oltraggiato l’esercito; e se in Alessandria, quando ero acclamato + dall’intiera guarnigione, io avessi detto una parola che suonasse + lavacro delle vergogne italiane, uffiziali e soldati mi avrebbero + seguíto ovunque. + + »Per cotali considerazioni il governo si persuada che, con pochi + giorni d’energia, esso tutto accomoda, si concilia la nazione + intiera e dove vi fosse minaccia esterna di volerlo inceppare, noi + solleveremo fino alle donne, ai bambini, e certo il mondo vedrà + risoluzione di popolo, come forse non ha veduto ancora. + + »Rispondetemi subito. + + »Vostro + »G. GARIBALDI. + + »27 settembre 1867.» + +Ora in cospetto d’una causa così santa e di una fede sì ardente, e +dopo tante ripetute manifestazioni della medesima volontà, al punto in +cui erano giunte le cose, un dilemma si presentava chiaro ai vecchi +garibaldini e a tutto in generale il partito democratico italiano: o +sconfessare il loro Capo, rinnegando con lui tutto il proprio passato +rivoluzionario e dando una mentita a tutte le idee sin allora espresse +in Parlamento e fuori circa al modo di risolvere la questione romana; +o continuare l’opera da lui avviata, giovandosi soltanto della sua +forzata e temporanea assenza per compierne meno precipitosamente +gli apparecchi e sceglierne con maggior ponderatezza l’opportunità e +l’istante. + +Se non che, come accade sovente, alla concordia nel fine non andava di +pari passo l’accordo dei mezzi. Crispi, ormai buttatosi corpo e anima +nella congiura, Fabrizi, Cucchi, Cairoli, Guastalla, Miceli, La Porta, +Oliva, Guerzoni, tutta in generale la frazione politico-militare del +partito garibaldino opinavano sempre che il segnale della riscossa +dovesse partire da Roma, e che qualsiasi anticipato moto di bande, +mettendo sull’allarme il Governo pontificio, non potesse che nuocere +alla riuscita dell’impresa principale. Menotti, invece, Canzio, Acerbi +e qualcun altro, tenendosi più ligi alle istruzioni del Generale, +persistevano a credere che le due mosse dovessero andare parallele; +che la insurrezione di Roma non accadrebbe mai, o difficilmente, senza +l’esempio e l’eccitamento della insurrezione della campagna, e che +questa non potrebbe mai ottenersi se non per mezzo di una irruzione di +Volontari che la suscitasse. + +Tuttavia il dissidio non era tra amici e commilitoni impacificabile, +e già pareva che l’idea dell’iniziativa romana, caldeggiata, più +che da tutti, dal Cucchi, che la dava, se il tempo non mancasse +alla preparazione, per sicura, e dal Crispi, che oltre a tant’altre +ragioni tentava dimostrare non renitente il Rattazzi col quale +aveva frequenti convegni, pareva, dico, che quell’idea cominciasse a +prevalere; quando ad un tratto, all’improvviso per tutti, una mano di +forse centocinquanta giovani, dei quali soltanto un terzo armati di +pessimi fucili, capitanati dal trentino Luigi Fontana, uno dei Mille, +appiattati fino a quel giorno nelle macchie d’una _Bandita_ viterbese, +chi dice spinti dalla fame, chi dalla paura d’essere smacchiati e presi +dalle truppe italiane spedite alla loro caccia, passano il confine, +si buttano sopra Acquapendente e dopo una zuffa accanita vi fanno +prigionieri trentadue gendarmi pontifici e s’impossessano della terra. + +Fu il trabocco della bilancia: Acerbi e Menotti si credettero impegnati +d’onore ad accorrere in aiuto degli arditi che pei primi eransi +gettati allo sbaraglio; e tra quei medesimi che fino allora erano +stati piuttosto avversi a qualsiasi intempestiva invasione armata, +cominciava a farsi strada l’idea che fosse mestieri soccorrere i +combattenti e che in ogni caso non si potesse abbandonarli. Ecco +perciò Acerbi dar l’ordine alle altre sue genti, che aveva raccozzate +nei dintorni d’Orvieto, di sconfinare; ecco Menotti partire per +Terni col proposito di fare altrettanto; ecco Nicotera prepararsi ad +imitarli. Fra il 2 e il 5 ottobre tutto l’agro viterbese e la Sabina +formicolavano di bande. Il 4 era passato Menotti con soli venti +uomini; ma il 7 ne aveva seicento, ed occupato Nerola, sul confine +sabino, aveva già respinta una prima ricognizione di Pontifici. Il 3, i +Garibaldini d’Acquapendente rinforzati da alcune centinaia di camicie +rosse, guidate dal maggiore Ravini, occupavano prima San Lorenzo, poi +Bagnorea, da dove il 5, dopo un eroico ma sfortunato combattimento, +eran ricacciati in disordine su Castiglione; alcune squadriglie +stormeggiavano presso Bolsena, ed altre nei dintorni di Viterbo; +e finalmente Acerbi, dopo lungo e non bene giustificabile indugio, +compariva in mezzo a’ suoi e annunziata la sua prodittatura, piantava +il Quartier generale a Torre Alfina. + +Che faceva ora innanzi a questa marea crescente il Governo? Urbano +Rattazzi fino a quel momento, fino cioè alla passata delle bande, +aveva parlato ed agito chiaramente. Tutt’al più qualche eccessivo +gli poteva rinfacciare un po’ di lentezza nella caccia de’ Volontari +accorrenti a Garibaldi, e qualche reazionario di non aver fino dalle +prime fatto man bassa su tutte le libertà, e posta mezza Italia in +istato d’assedio; ma insomma gli uomini equi ed imparziali dovranno +convenire che un governo liberale in una monarchia costituzionale, +in una questione nazionale d’indole così delicata e complessa, come +quella suscitata dalla crociata garibaldina, non poteva fare di più. +Egli aveva protestato apertamente che disapprovava quel moto e che +l’avrebbe, occorrendo, impedito anco colla forza: aveva confermato +il fatto col detto, sequestrando, disperdendo, incarcerando: anche +i più esigenti conservatori non potevano chiedergli di più. Se non +che, quando il torrente malgrado tutti gli sforzi dilagò e parve +manifesto che l’arrestarlo non era più possibile senza opporgli dighe +di cadaveri umani; quando il fatto si chiarì più forte d’ogni consiglio +e il sentimento patriottico soverchiava anche ne’ più prudenti ogni +considerazione politica;[354] quando infine la repressione del conato +garibaldino poteva parere una sconfessione dell’idea nazionale ed +essere interpretata come un atto di paura o di soggezione all’Impero +Francese, unico protettore rimasto al Papato, allora il gabinetto +Rattazzi non poteva più esitare: o cedere ad altri immediatamente +il governo della pubblica cosa (e non sarebbe stato nè onesto nè +coraggioso), o secondare arditamente, anzi governare egli stesso il +moto che non aveva potuto impedire. + +Ma come tutti i deboli e i mediocri, prese non diremo nemmanco una +via di mezzo, ma cento viottole torte che non conducevano ad alcuna. +Oggi sequestrava i fucili de’ Volontari e domani metteva in mano +dei Comitati garibaldini quelli degli arsenali governativi:[355] +non permetteva che i Volontari sconfinassero in grosse bande, e li +lasciava passare alla spicciolata; conveniva che una insurrezione in +Roma sarebbe stata il taglio macedone di tutti i nodi, e largheggiava +di danari in suo soccorso e forniva di passaporti coloro che volessero +entrarvi ad aiutarla, ma non aveva il coraggio di confessarlo, e +soprattutto d’aiutarla pubblicamente; minacciava ripetutamente al +Governo francese di occupar Roma al primo annuncio d’insurrezione, +e alle troppe parole non faceva mai seguire il fatto. Il solo +audace partito di cui si sentì capace fu la istituzione d’una certa +_Legione Romana_, che doveva a’ suoi occhi imprimere il suggello +d’un’insurrezione veramente paesana e spontanea a quella che fin +allora era stata accusata di importazione forestiera, e forzare anche +la più incredula diplomazia a riconoscerne la autentica romanità. Il +qual disegno, piccino in sè stesso, ordito ad insaputa dei principali +capi garibaldini, e pregiudicato fin dal nascere dal sospetto d’una +cospirazione nella cospirazione, finì poi, per le mani indegne cui fu +affidato, a degenerare in un vero pericolo ed in un danno reale per +l’impresa stessa cui mirava giovare. + +Infatti il ministro Rattazzi, fidatosi, con una cecità che riesce +tuttora inesplicabile, a certo Filippo Ghirelli, emigrato romano e già +maggiore prima di Garibaldi, eppoi dell’esercito, commise a lui non +solo l’ordinamento ed il comando della _Legione_, ma persino il titolo +e le facoltà di Commissario regio nel distretto d’Orte; dei quali +titoli e facoltà quel nobil campione del valore romano seppe usare +così bene che per saggio della sua onestà svaligiò in compagnia del +famigerato barone Franco Mistrali la Posta d’Orte; per documento della +sua accortezza politica impose una taglia di 25,000 franchi al clero +della stessa città; per riprova infine de’ suoi talenti militari tagliò +la ferrovia tra Orte e Corese, base delle comunicazioni ferroviarie +della rivolta; per la quale ultima prodezza, prima ancora che il +Fabrizi lo destituisse, fu cacciato via da’ suoi stessi soldati col +grido di traditore. + +Ciò non ostante, l’insurrezione si sosteneva, e quantunque breve, +ognuna delle colonne invadenti aveva fatto un passo avanti. Il 13 +ottobre, Nicotera, dopo un ritardo, a dir vero, poco giustificabile, +riusciva a sconfinare a Vallecorsa con oltre ottocento uomini (dei +quali peraltro soltanto alcune centinaia armate alla meglio) e +s’avviava l’indomani per Falvaterra. Nel giorno stesso Menotti si +spingeva fino a Montelibretti, che contrastava all’indomani per tutto +il giorno al nemico, abbandonandolo senza plausibile ragione la sera; +ma per ricuperarlo al mattino vegnente.[356] In fine il 15 ottobre +l’Acerbi, rimastosi immobile tutti quei giorni a Torre Alfina, moveva +con tutte le sue forze sopra San Lorenzo, ne sloggiava il nemico e si +preparava a marciare su Viterbo, che si diceva pronta ad insorgere al +primo apparire delle camicie rosse. + +Solo Roma non dava ancora alcun segno di vita, nè lo poteva. Una +sollevazione generale, uno di quegli impeti spontanei e irresistibili +di popolo, che, senza bisogno di disegni e d’apparecchi, coll’armi +sole dello sdegno e dell’amor patrio, fa crollare in poche ore le +più antiche tirannidi, in Roma non era possibile. L’infiacchimento +degli animi e de’ corpi, naturale effetto della centenaria educazione +sacerdotale, e l’idea propagata dalla funesta scuola del _Comitato +Nazionale_, e infiltratasi anche nelle fibre de’ più energici, che +unica soluzione sperabile alla questione romana fossero il consenso +delle maggiori Potenze cattoliche e l’opera lenta dei mezzi morali, +avevano doma, se non ispenta, l’antica virtù del popolo romano, e +toltagli la fede di poter da sè solo vendicarsi in libertà. Però +sola cosa sperabile e conseguibile in Roma era una sommossa parziale; +un colpo di mano degli elementi più rivoluzionari e gagliardi della +città (e non abbondavano), preparato artificialmente nel segreto d’una +congiura, epperò soggetto ai mille eventi ed ai mille pericoli di tutte +le congiure. Affinchè però anche un siffatto colpo di mano potesse +riuscire in una città quale Roma, due condizioni erano indispensabili: +che il lavoro preparatorio potesse essere condotto con una certa +libertà e sicurezza: che in ogni caso le braccia pronte a tentarlo +fossero armate. Ora al 16 ottobre Roma non aveva ancora una sola arma +da guerra; e quanto a cospirare, la sveglia data alla polizia papale +dalla invasione garibaldina, l’aveva reso così pericoloso e difficile +che poteva dirsi un vero miracolo se la trama non era dieci volte +al giorno scoperta e disfatta. Appena infatti la prima banda ebbe +sconfinato, il Governo pontificio lasciò ogni ritegno; e raddoppiati i +posti militari; chiuse o vegliate più gelosamente le porte; frugando +case ed alberghi; espellendo i forestieri sospetti; mettendo alle +calcagna d’ogni patriotta un birro; perlustrando notte e giorno la +città; minacciando con pubbliche gride i cittadini, pose Roma, senza +dirlo apertamente, in un vero stato d’assedio. Ora introducete armi +e cospirate in siffatta città! Cucchi, Guerzoni, Adamoli, Bossi, +Cella, stretti in lega coi membri più operosi della Giunta Nazionale, +lavoravano arditi e indefessi; ma, senza che nessuno osasse confessarlo +all’altro, tutti sentivano gli influssi di quel nemico che fin da +principio aveva più d’ogni altro cooperato ad accrescere le difficoltà +dell’opera loro: la sollevazione intempestiva e forse sterile delle +province, che aveva reso pressochè impossibile la sorpresa della +capitale. + + +IX. + +Ma torniamo a Caprera. La _Gazzetta Ufficiale_ del 27 settembre +stampava: «Il generale Garibaldi avendo manifestato il desiderio +di ritornare a Caprera, il Governo, trovando questa intenzione +conforme alla sua, vi ha tosto aderito;» ma in queste parole l’organo +governativo mentiva a una metà del vero, e ne dissimulava l’altra +metà. Mentiva quando diceva che il Generale aveva chiesto egli stesso +di tornarsene a Caprera; come vedemmo, posto al bivio dal generale +Pescetto o di restar prigione nella fortezza d’Alessandria, o di +tornarsene senza condizioni al suo eremo, egli non aveva fatto che +appigliarsi a questo partito come al minor male; dissimulava poi la +parte più importante della verità, quando taceva che appena toccata +terra il generale Garibaldi era stato posto sotto la custodia d’una +squadra prima di quattro, poi di cinque, finalmente di nove[357] +legni da guerra, e rinchiuso nella sua isola se non veramente come un +prigioniero, come un relegato a confino. + +Il Generale tuttavia ricusò in sulle prime di credere ad una sì aperta +mancanza di fede, e continuando a reputarsi libero de’ suoi passi e +delle sue azioni tempestava di lettere e di telegrammi il Cucchi ed il +Crispi perchè alla lor volta mantenessero la data parola e mandassero +un vapore a prenderlo.[358] Il che nè il Cucchi, nè il Crispi potevano +fare: il Cucchi perchè era in Roma; il Crispi perchè sapeva bene quali +erano gli ordini del Governo e non poteva sperare di mutarli se non +col mutare della politica generale del Governo stesso. E per questo +egli scriveva al Generale: «State tranquillo: ottime disposizioni e +spero non tarderete a vederne conseguenze;» e per questo il Generale +continuava ancora per alquanti giorni a pazientare ed attendere. + +Venne però il momento in cui l’inganno non fu più possibile. Agli 8 di +ottobre infatti avendo voluto far la prova d’imbarcarsi sopra il vapore +postale che tocca periodicamente la Maddalena, un legno della crociera, +la Sesia, tirò replicatamente su di lui e forzatolo a montare al suo +bordo lo ricondusse a Caprera. Allora finalmente aperti gli occhi +all’evidenza, mandò quella specie di ruggito di leone incatenato che +suonava così: + + «Caprera, 10 ottobre 1867. + + »Amici carissimi, + + »Sono veramente prigioniero, e vi lascio pensare con che spirito, + sapendo Menotti ed i miei amici impegnati sul territorio romano. + + »Impegnate il mondo perchè non mi lascino in questo carcere. + + »Un saluto a tutti dal + + »sempre vostro + »G. GARIBALDI.» + +Ma gli amici erano tuttora divisi in due; alcuni, quali il Crispi, il +Fabrizi, il Cairoli, il Guastalla, fidenti sempre negli accordi col +Rattazzi, opinavano che il Generale avrebbe assai meglio giovato a sè +ed alla causa sua attendendo in Caprera l’esito de’ negoziati: altri +invece, tra questi principalissimo Stefano Canzio, diffidente di tutte +quelle ambagi, non ammetteva dimore; e non vedendo altra salute che +nel ritorno del Generale sul continente, prima ancora che la signora +Mario recasse da Caprera il biglietto testè citato, lavoravano a +tutt’uomo alla sua liberazione. Non passavano infatti tre giorni che +Stefano Canzio, noleggiata colla mediazione di Andrea Sgarallino e col +danaro d’Adriano Lemmi, l’instancabile e inesauribile tesoriere della +rivoluzione, la paranzella _San Francesco_, e avuto seco a bordo Andrea +Viggiani, espertissimo marinaio della Maddalena, salpava da Livorno, +e dopo tre giorni di traversíe e di rischi d’ogni fatta, ingannata +felicemente la crociera in mezzo alla quale fu costretto a passare, +approdava alla Maddalena, poco lunge dalla punta della Moneta, e per +mezzo della signora Collins, una Inglese dimorante da lunghi anni in +quel paraggio, riusciva a rendere avvertito del suo arrivo il Generale +e a comunicargli il fine che l’aveva condotto. + +E il Generale, che a guisa dell’uomo del Vangelo era sempre pronto, +inviava tostamente il Basso con la figlia Teresita alla Moneta, e +concertava col genero questo disegno di fuga. + +Egli, il Generale, tragitterebbe di notte da Caprera alla Moneta, +e di là in una barca da pesca tenterebbe di afferrar la Sardegna, o +nel porto di Liscia o in quello d’Arsachena; il Canzio e il Viggiani +colla _San Francesco_, girata la Maddalena, andrebbero a lor volta a +prender terra sulla costa orientale sarda e nel porto di Brandinchi +l’aspetterebbero. + + +X. + +Ma tutto ciò era molto facile a dirsi, e forse per il Canzio ed il +Viggiani, intraprendenti e audaci, non straordinariamente difficile +ad effettuarsi; ma per il Generale, guardato a vista nell’isola, +addirittura portentoso e quasi impossibile. + +Una squadra di nove legni da guerra senza contare i minori[359] +guardava Caprera da tutti i lati, visitando qualsiasi barca salpasse +dall’isola, od anche solo la costeggiasse, ricacciando indietro tutte +quelle i cui andamenti fossero appena sospetti e tirando a palla, +come fu fatto sul Generale stesso e sulla figlia, su quanti navigatori +di quelle acque non si mostrassero pronti ad obbedire al comando. La +vigilanza era dunque rigorosissima e dato lo scopo non poteva essere +minore in quello stretto di Bonifacio, tutto frastagliato, come +un arcipelago di scogli e bassi fondi, intorno ad un’isola, quale +Caprera, tutta seni, calanche, porticciuoli innumeri e di cui Garibaldi +conosceva come un pesce i più misteriosi recessi. + +«Per guardare un’isola simile — esclamava ancora il comandante Isola — +non c’era che legare una barca ad ogni scoglio.... e per essere sicuri +che Garibaldi non fuggisse imbarcarselo a bordo d’un legno da guerra e +portarselo a fare un viaggio all’estero.» + +Pure il capo della crociera, non pago delle prese precauzioni, +raddoppiava ogni giorno d’astuzie e di vigilanza. Ora mandava a terra +con studiati appigli i suoi ufficiali a spiare le mosse del Generale in +casa sua: ora gli si presentava egli stesso col pretesto di chiedere +nuove della sua salute, in fatto per accertarsi della sua presenza; +ora infine poneva sotto guardia speciale di un’apposita squadriglia di +barche da guerra tutti i legni grandi e piccoli del Generale, cioè il +canotto, il _Yacht_, dono d’Inghilterra, un’altra barca, e tutto quanto +insomma galleggiava nel porto dello Stagnarello, che era il principale +asilo della piccola flottiglia di Caprera.[360] + +Allora adunque la fuga poteva dirsi quasi disperata, e allora Garibaldi +la tentò. + +A lui di tutto quell’arsenale non era rimasto, perduto in un magazzino +tra gli altri rottami marinareschi, che un canottino, una chiatterella, +uno di quei gingilli, diremo così, sottili, leggieri, fragili, capaci +appena d’un uomo e d’un remo, che i cacciatori pisani usano per +la caccia delle anitre e delle beccaccie nelle morte gore de’ loro +paduli, e che appunto dal nome della caccia son chiamati _beccaccini_. +Mai più sospettare che Garibaldi si sarebbe avventurato a traversare +uno stretto di mare su quella tavola che un buffo di vento poteva +capovolgere ed un’ondata ingoiare; mai più sospettare che il gingillo +fosse uno strumento bellico, e che il _beccaccino_ del cacciatore +dovesse portare la guerra al Papato! Fu dunque non visto, dimenticato, +trascurato, che so io, non calcolato e non contato. Lo contò per altro +Garibaldi, che nell’anima chiusa covava la fuga colla fissazione del +forzato nell’Ergastolo; lo contò sì bene che, colta una notte oscura, +lo fece, a spalle d’un suo fido, trasportare e rimpiattare ben bene +in una delle più ascose insenature del così detto Passo della Moneta, +punto che, per essere più prossimo all’isola della Maddalena, serviva a +meraviglia al disegno che già molinava in mente e di cui quel trasporto +poteva dirsi la prima mossa esecutrice. Fatto ciò, si disse ammalato, e +chiuso in camera, invisibile per parecchi giorni ad anima viva, stette +ad aspettare l’occasione. E l’occasione, come dicemmo, navigava già +alla sua volta, e gliela conduceva la _paranzella_ di Stefano Canzio. + +Durante tutta la giornata del 16 era regnata una fitta nebbia, +frequente in que’ paraggi, e la notte perciò prometteva d’essere +oscurissima. Garibaldi scelse quella; e verso le 10, calato solo al +nascondiglio del suo _beccaccino_, si spiccò da terra e s’avventurò al +tragitto. Bisognava possedere l’occhio felino, veggente nelle tenebre, +di Garibaldi; essere vissuto in que’ mari da quindici anni, saperne +a memoria pietra a pietra tutti gli scogli e quasi indovinare dove +vegliano a fior d’acqua e dove dormono insidiosi; essersi provato dieci +altre volte a passare illeso in mezzo ad una flotta nemica, conoscere a +prova tutte le leggi, tutte le manovre, tutti gli strattagemmi, tutte +le abitudini della gente di mare, da quelle del mozzo a quelle del +nostromo, da quelle dell’ammiraglio a quelle del corsaro, per concepire +anche solo la speranza di poter approdare a quel modo, in quell’ora, +con cento occhi e cento fanali puntati su di voi, in un porto o ad una +riva qualunque. + +Tanto più che le barche della crociera non solo potevano vedere, ma +udire; e il più lieve batter di remo, persino un insolito frangere +d’onda, bastava a destarne l’allarme. + +Il problema era dunque doppio: avanzare senza farsi vedere e vogare +senza farsi sentire; ridurre a un punto impercettibile la barca, e a un +fiato quasi insensibile il remeggio ed ogni altro rumore. E Garibaldi +lo risolse. Disteso allungato immobile dentro il suo guscio, in guisa +da formare con esso e colla superficie del mare quasi una linea sola, +maneggiando coll’agilità del _piroghiere_ indiano la spatola che +gli tien luogo di remo, studiando la rotta, spiando ogni ostacolo, +misurando ogni colpo, vogando leggiero e costante, inoltrando guardingo +e veloce, come uno smergo che strisci sull’acqua, scivola via. + +Le storie narrano di molti aiuti prestati dai piccoli ai grandi; da +quella notte del 16 ottobre esse dovranno anche registrare l’aiuto +prestato dal piccolo navicello maremmano al grande vincitor di Palermo, +al grande vinto di Mentana. + +Ci fu anzi un momento in cui Garibaldi passò così rasente ad un barcone +di guardia che poteva persin sentire le parole delle sentinelle; +pure anche in quel momento nessuno sospettò di lui ed egli continuò +felicemente, fino alla Maddalena, il tragitto. Sbarcato poi, la signora +Collins lo ricoverò in casa sua, e là, sotto la duplice tutela della +santità della donna e della inviolabilità d’una bandiera che non +tollera insulti, passò il resto della notte. + +Alla mattina del 17, nessun movimento insolito, nessuno indizio di +novità importante nelle acque di Caprera e della Maddalena; soltanto +una barca di pescatori fu veduta passare tra l’isolotto San Stefano e +la Punta Rossa, colla prua verso Liscia o verso Arsachena. Per sola +formalità, la barca giunta in vicinanza di un legno di crociera, +probabilmente il _Ferruccio_, ebbe il _Chi va là?_ — _Pescatori!_ +fu risposto. Infatti pescatori maddalenesi d’aragoste e _corallini_ +di Torre del Greco rifanno ogni mattina quella strada e per quella +direzione, ed era già cosa convenuta di lasciarli liberamente passare. +Nella barca, tinta la barba, camuffato da pescatore, insieme con Basso, +il servo Maurizio e il marinaio Cuneo, v’era Garibaldi. + +Sbarcò in una insenata della Punta di Sardegna e quivi in una _conca_ +(specie di caverna) passò la notte. Al mattino seguente montato sopra +uno di que’ ginnetti sardi che ballano sulle roccie, per valli e per +monti, su per sentieri dove appena s’inerpica il caprone selvatico, per +diciassett’ore di seguito, arrestandosi appena per lasciar rifiatare le +bestie, giunse presso Porto San Paolo, dove riposatosi alcune ore nello +_stazzo_ del pastore Jaceddu, continuò di lì a poco per Brandinchi; e +colà trovati Canzio e Viggiani, colto un vento fresco di poppa in sulle +tre e mezzo pomeridiane del 18 mise alla vela per la costa toscana. + +E così il vecchio Corsaro tornava signore del regno ampio de’ venti +e sarà bravo chi lo arriva. Superato all’alba del 19 il Canale di +Piombino, giunse in poche ore in vista della rada di Vado, a poche +miglia da Livorno e verso le nove del mattino vi atterrò. Colà però +nuovo e non meno fastidioso ostacolo. Tutta quella spiaggia vadese è +un impasto così appiccaticcio di rena e di alghe, che mettervi il piede +senza restarvi invischiati dentro è quasi impossibile. + +Ecco dunque tutta la brigata de’ fuggitivi, ma più Garibaldi cui +la ferita d’Aspromonte rendeva penosissimo il camminare, costretta +ad aprirsi faticosamente un sentiero tramezzo quei paduli, spesso +affondando fino a mezza gamba e avanzando a piccoli passi, talvolta +non potendo nè avanzare nè retrocedere; ma pure a forza di volontà +e di costanza riuscendo a sfangare da quella melma ed a guadagnare +finalmente le case di Vado. + +E da quel punto tutto va a seconda. Canzio noleggiati in Vado due +baroccini monta egli stesso sul primo col Generale, che aveva ripreso +per precauzione il suo vecchio nome di guerra di «Giuseppe Pane;» sul +secondo vengon dietro gli altri tre compagni, e via allegramente tutti +insieme alla volta di Livorno. E quivi pure il Generale non arrivava a +tutti inaspettato. Entrato per vie remote in città, riposatosi alcune +ore in casa degli Sgarallino, monta verso la mezzanotte sul legno da +posta, che Adriano Lemmi aveva già apparecchiato, e a trotto serrato, +senza voltarsi indietro, correndo senza posa quel resto di notte e +tutta la mattina successiva, in sul mezzogiorno del 20 arrivava in +Firenze. + +Ad Empoli gli erano mossi incontro, già edotti del suo arrivo, Enrico +Guastalla e Benedetto Cairoli; e tant’era la gioia che sfavillava +dall’animo del Generale che buttandosi tra le braccia di Benedetto +esclamò: «Di tante rischiate imprese che ho tentato in vita mia la più +ardua e la più bella, e di cui sentirò un certo vanto fino che campi, è +codesta mia fuga da Caprera.» + + +XI. + +Descrivere la sorpresa, la scossa, la gioia e lo sgomento insieme, +cagionati da quell’inaspettata apparizione, noi non lo sapremmo. +Governo, Parlamento, cittadini, erano tutti sossopra. I telegrammi +della vigilia avevano per l’appunto assicurato che Garibaldi era sempre +a Caprera, non solo ben sorvegliato e custodito, ma anche un po’ +ammalato e quindi costretto a rimanere in camera; e la mattina dopo +eccotelo, come uno spettro balzato di sotterra, a Firenze. Fu detto +subito che il Governo l’aveva lasciato scappare, e quanto non fosse +vero lo sappiamo! Chi non l’aveva veduto non voleva crederlo. Vedutolo, +il fáscino della sua persona riguadagnava tutti i cuori. Il popolo +lo contemplava col superstizioso stupore con cui si contemplerebbe +un redivivo: gli amici lo consultavano con ansietà: gli avversari lo +interrogavano con rispetto: tutti gli si affollavano dintorno trepidi +ed inquieti, come se egli portasse nelle pieghe del suo _puncho_ i +destini d’Italia. + +E quel che è più, nessuna forza poteva pel momento opporglisi. Il +Governo non esisteva più che di nome. Fin dal 18 ottobre ad Urbano +Rattazzi, dopo aver respinto uno ad uno i partiti che il Governo +francese pretendeva imporgli, ora dell’intervento momentaneo sul +territorio pontificio per disarmarvi i Volontari; ora dell’intervento +misto in Roma, francese e italiano, per tutelarvi il Pontefice e +proporvi d’accordo la questione romana ad un Congresso europeo, non era +rimasta aperta altra via che quella dell’intervento puro e semplice in +Roma, non già coll’intento, dichiarava il Rattazzi medesimo, di tagliar +colla spada il nodo della questione romana, ma di tutelare insieme +alla indipendenza spirituale del Santo Padre gli interessi de’ Romani +rimettendo nelle loro mani l’arbitrio delle loro sorti politiche. +Come, però, al solo annuncio di questo disegno il Governo francese +s’era tosto inalberato minacciando a sua volta di rioccupare Roma, +e se avesse fatto un sol passo innanzi di intimar guerra all’Italia; +così il Gabinetto Rattazzi, ridotto al bivio estremo, o di raccogliere +il guanto di sfida della Francia, o di sottomettersi a’ suoi voleri, +non avendo potuto trovarsi concorde nè sull’uno nè sull’altro partito, +rassegnò i suoi poteri indicando al Re il generale Cialdini come +l’unica persona politica che in quell’istante potesse succedergli.[361] +Ma poichè d’altra parte il Cialdini, giunto in Firenze soltanto +nella giornata del 21, era più lontano che mai dal riuscire nella +composizione del Gabinetto, così il Rattazzi perchè non era più +Ministro, il Cialdini perchè non lo era ancora, nessuno de’ due si +sentiva l’autorità e la forza di porre le mani sul grande ribelle, il +quale in poche ore era ridivenuto più potente che mai, e oramai padrone +di tutti i suoi passi. + +Il Cialdini, è vero, tentò nella mattina del 22, prima per mezzo +del Crispi, poi direttamente egli stesso, di persuaderlo a fermarsi +e a ritirarsi nuovamente nell’ombra, assicurandolo che la questione +romana non sarebbe abbandonata, nè l’intervento straniero permesso; +ma le scariche a polvere sulle corazze producono lo stesso effetto. +Fermo, tenace più che mai nel suo proposito, banditi l’un dopo l’altro +due nuovi appelli di guerra,[362] nel secondo de’ quali, credulo +immantinente ad una fola, sparsa non si sa come, in Firenze, che i +Romani fossero insorti, diceva: «A Roma i nostri fratelli innalzano +barricate e da ieri sera si battono cogli sgherri della tirannide +papale. L’Italia spera da noi che ognuno faccia il suo dovere;» +arringato due volte dal suo albergo in Piazza Santa Maria Novella +il popolo fiorentino, scompare improvviso come era venuto; e in sul +pomeriggio del giorno stesso con un treno straordinario procacciatogli +dal Crispi parte per Terni, dove saputo che il Cialdini ed il Rattazzi, +postisi per un istante d’accordo, avevano dato ordine d’inseguirlo +(inseguirlo fu detto, ma non raggiungerlo), sconfinò, in sul primo +albeggiare del 23, da Passo Corese. + + +XII. + +Nella sera stessa in cui Garibaldi arrivava a Terni, la tanto promessa +e invocata e sudata insurrezione romana scoppiava;... ma ohimè! eterno +apologo delle montagne partorienti! + +A tutto rigore, nonostante i prodigi d’operosità e d’ardire del Cucchi +e de’ suoi compagni, gli apparecchi dell’impresa non erano ancora +compíti; e non foss’altro, le armi, quelle armi, senza le quali i +congiurati romani si protestavano impotenti a qualunque sforzo, non +erano per anco potute penetrare in Roma; e gli unici duecento fucili +su cui gl’insorti potevano contare, dopo essere rimasti sepolti per +alquanti giorni sotto la pozzolana della riva sinistra del Tevere, +era parso grande fortuna disotterrarli e nasconderli in certa Vigna +Matteini, a circa un miglio da Porta San Paolo. Però tutto l’arsenale +dell’insurrezione consisteva in alcune serque di bombe Orsini e di +_rewolvers_ e in qualche barile di polvere. Ma il Comitato di Firenze +a nome del Rattazzi stesso, il generale Fabrizi da Terni, tutti +scrivevano o facevano dire al Cucchi: «una schioppettata, una sola +schioppettata, per carità,» e la schioppettata fu tirata. + +Nel disegno de’ congiurati, troppo a dir vero complicato, il più grosso +drappello, guidato dal Cucchi stesso, doveva assalire il Campidoglio, +e se gli veniva fatto d’impadronirsene, asserragliarvisi; un’altra +squadra, comandata dal colonnello Bossi, tentare lo stesso colpo +sul corpo di guardia di Piazza Colonna: Guerzoni con cento uomini +condurre, sforzando la Porta San Paolo, il carico delle armi dalla +Villa Matteini entro la città, e presso Campo Vaccino distribuirle: +Giuseppe Monti minar la caserma Serristori: Francesco Zoffetti ed altri +sette cannonieri inchiodare le artiglierie di Sant’Angelo: i fratelli +Cairoli infine (benchè il loro magnanimo tentativo non potesse dirsi +concertato, almeno quanto al tempo e al modo, col Comitato Romano) +dovevan scendere pel Tevere fino a Ripetta, apportando ai Romani parte +delle armi di Terni, e, quel che più montava, l’aiuto d’un manipolo +di valorosi, le cui forze potevansi dire centuplicate e dalla prodezza +singolare dei Capitani e dall’apparire inopinato. + +E tutto ciò a giorno e ora fissa: il 22 ottobre alle ore sette della +sera. + +Se non che coteste fila erano troppe, perchè potessero essere tutte +forti del pari e qualcuna spezzandosi non producesse lo sfasciamento +dell’intera trama. La polizia era già in sull’all’erta: tutti i +particolari forse non conosceva; ma pareva certa del giorno e dell’ora, +e frattanto il generale Zappi, governatore di Roma, faceva murare +sei delle dodici porte della città; raddoppiava i posti di Piazza +Colonna e del Campidoglio; tratteneva in quartiere le truppe ed +altre siffatte precauzioni. Però il Guerzoni (che in luogo dei cento +promessi, compagni n’aveva sette), sorpreso quasi tosto nella Villa +Matteini e assalito da una compagnia di Zuavi rinfrancata da Gendarmi e +Dragoni, era costretto, dopo breve lotta, ad abbandonare le armi agli +aggressori; l’assalto del Campidoglio, alla cui difesa stava nascosto +il De Curten con due compagnie, fallì; quello di Piazza Colonna, +dispersi i congiurati anche prima dell’ora, non potè nemmeno essere +tentato; la caserma Serristori saltò in parte; ma gli Zuavi, quei +medesimi che erano andati ad assalire Vigna Matteini, ne erano usciti; +sicchè fu assai più il rumore che il danno; i Cairoli infine, del cui +arrivo nè Cucchi nè alcun altro era stato avvertito in tempo, pervenuti +nella notte del 22 con settantasei compagni all’altezza di Ponte Molle, +e udito di là il fallimento della sperata sollevazione, eran stati +costretti a tenersi rimpiattati nella notte fra i canneti della riva +ed a cercarsi, alla prim’alba, un rifugio meno periglioso nella Villa +Glori sui Monti Parioli. Scoperti anche colà, assaliti nel pomeriggio +da un nemico tre volte soverchiante, piagato a morte Enrico, rotto +da ben dieci ferite Giovannino, l’un fratello spirante nelle braccia +dell’altro esangue, decimata in breve la più bella schiera di prodi che +l’Italia da molto tempo avesse partorito, il campo restò al numero ed +alla forza, miserabile conquista dei vincitori, ara perenne di gloria +al sacro stuolo dei vinti.[363] + +E tuttavia non fu quella la catastrofe più tragica di quell’infelice +conato. Nel lanificio Ajani in Trastevere, alcuni patriotti avevano +raccolte poche armi col proposito di usarle, se, come speravasi, +Roma era decisa a ritentare la riscossa. Se non che scoperto per +l’imprudenza d’un fanciullo il ricovero, circuita e battuta da ogni +lato la casa, gli assaliti infiammati dallo spartano esempio di +Giuditta Tavani-Arquati si preparano a disperata difesa. Combattono +prima dagli abbaini, dalle finestre, dalle porte; poscia, penetrata +l’onda degli aggressori, invase le scale, sfondati gli ultimi serragli +che il furore aveva innalzati, il combattimento si muta in zuffa +feroce, al pugnale, coll’ugne, co’ denti; dominante in mezzo a tutti +la eroica Giuditta, che incuora, comanda, combatte, fino a che, già +cadutole al fianco il marito e il figlio giovanetto, essa medesima +ai replicati colpi soccombe, ingombrando con altri nove cadaveri la +memorabile casa, fumante di orrida strage. + +E il magnanimo fatto bastò esso solo a scontar l’inerzia di Roma nel +1867. Nè più operose e risolute s’eran mostrate le provincie. Viterbo, +che da tanto tempo andava promettendo all’Acerbi, già grosso di mille +uomini, di insorgere, non ne aveva ancora trovato, fino al 22, nè la +forza nè la opportunità, sicchè il Prodittatore era sempre alla sua +famosa Torre Alfina: Menotti, da parte sua, dopo il combattimento del +14 ottobre, sospettoso di nuovi assalti, costretto a cercarsi una +stanza più propizia al vivere e all’ordinarsi, dopo aver errato un +po’ alla ventura da Nerola a Monte Calvario e da questo a Pericle, +finiva col riparare a Scandriglia nel territorio del Regno; similmente +il Nicotera tra il 23 e il 24 mattina non s’era ancora mosso da +Veroli; talchè quando Garibaldi giunse sul teatro della guerra trovò +la insurrezione delle provincie paralizzata, quella della capitale +soffocata, le bande scoraggite e disordinate; e insomma l’insieme +della situazione anco peggiore di quella in cui l’aveva lasciata al suo +partire per Caprera. + +E tuttavia al suo giungere sul teatro della guerra uomini e cose +risentirono tosto l’impulso della sua mano poderosa. Tutte le colonne +del centro, tanto quella che Menotti aveva riportata a Scandriglia +come le altre che stavano organizzandosi a Terni od erano già in +cammino per passare il confine, ricevevano tutte insieme e nel giorno +stesso (22 ottobre) l’ordine di muovere senza ritardo e di venirsi +a concentrare a Monte Maggiore e Passo Corese. Però la sera del 25 +Garibaldi stesso poteva telegrafare al Comitato Centrale di Firenze: +«Occupo Passo Corese e Monte Maggiore con le forze riunite di Menotti, +Caldesi, Salomone, Mosto e Friggesy.» Concentramento, diciamolo subito, +ammirabile, favorito di certo dalla inerzia de’ Pontifici, ma che per +la rapidità di pensiero con cui fu concepito e d’azione con cui fu +eseguito, merita nota come quello che assicurava al piccolo esercito +insurrezionale la prima condizione della vittoria: l’unità delle forze. + +Ma che cos’erano codeste forze di cui parla il telegramma di Garibaldi, +com’erano formate, ed a quanto salivano? + +Che fossero colonne, quali di due, quali di tre o quattro battaglioni +formanti, come i Bersaglieri dell’esercito, unità tattica ed +amministrativa da sè, ma riuniti sotto il comando dei colonnelli +già nominati, lo possiamo dire; ma conoscere ed accertare a quanto +ascendessero i loro uomini, cioè, per dirla militarmente, a quanto +sommasse la loro _forza_, fu impossibile cosa a noi, ma crediamo lo +sia stato, e lo sarà sempre ai comandanti stessi, allo Stato Maggiore +e a tutti quanti ebbero tra le mani alcune delle fila di quel _lavoro +di Penelope_[364] a cui s’era ridotto, per le ragioni già discorse, +l’organismo dell’esercito insurrezionale. Pure non temiamo dilungarci +troppo dal vero tenendoci intorno ai settemila uomini. + +Garibaldi intanto andava molinando come prendere di notte e per +sorpresa Monte Rotondo. È desso l’antico _Eretum_, poi feudo degli +Orsini, dei Barberini, dei Grillo ed ora dei Montefeltro, una delle +solite cittaduzze della Comarca, lanciata sopra un’altura se non +inaccessibile, molto ardua di certo, ricinta da mura non a prova di +cannone ma tali da scoraggiare le scalate; ha due porte massicce e +gagliardamente sbarrate; ha nel centro, ultimo ridotto, un castello +quadrato, solido, fitto di finestre e di feritoie d’ogni guisa: è +posizione forte per sè, non solo, ma chiave di posizioni; guarda e +domina, a occidente la grande via Salara e la ferrata; a mezzogiorno, +per mezzo di Mentana, la Nomentana e Tiburtina, e tutte insomma le +principali vie strategiche che dalla sinistra del Tevere sboccano in +Roma; munito d’artiglieria, può essere buon punto di ritirata e di +difesa a chi lo possiede, un cimento per chi deva impadronirsene, una +minaccia per chi l’abbia alle spalle, e finchè si parli o si scriva +d’arte militare, resterà sempre arduo il comprendere come lo Stato +Maggiore pontificio o non l’abbia guernita anticipatamente di tutte +le forze capaci d’una lunga difesa, o, quello che tornava ancora +più opportuno appena Garibaldi vi apparve dattorno minaccioso, non +siasi tenuto pronto a spedirvi da Roma un nerbo di truppe sufficienti +a sostenere gli assediati ed attaccare sul fianco gli assalitori. +Lasciarono invece che Garibaldi facesse a sua posta un giorno ed una +notte, nè si decisero a partire da Roma che la mattina del 26, due ore +dopo che Monte Rotondo aveva già capitolato. + +Fallita però, per le consuete ragioni per cui falliscono quasi sempre +tutte le imprese notturne, la sorpresa ordinata per la notte del 24, +non restò che l’attacco di fronte e fu ordinato per l’alba del 25. + +A difesa di Monte Rotondo stavano circa trecento uomini, tutti della +Legione d’Antibo, ed ora può ben dirsi, tutti dell’esercito francese, +alcuni gendarmi e dragoni a cavallo e due pezzi di artiglieria da +sedici. Avevano asserragliate le porte, aperto nelle mura un ordine +di feritoie, occupate le finestre delle case che sovrastavano, e non +sappiamo se ignorando la presenza di tutto l’esercito di Garibaldi o +per alto sentimento d’onore militare, s’apprestarono a vigorosa difesa. + +Le colonne di Valzanía, Mosto, Friggesy e Caldesi, erano destinate +all’assalto; quella di Salomone fu lasciata a guardia della stazione +della ferrovia e della Salaria, d’onde era buona regola attendersi da +un istante all’altro un attacco di fianco. Il lato scelto all’attacco +fu il meridionale e la Porta San Rocco, ma pare che la scelta non fosse +bene ponderata. Se la posizione nemica fosse stata meglio riconosciuta, +si sarebbe scoperto che dal lato occidentale, dove le mura cessano e +le case cominciano, gli approcci erano assai più agevoli e la presa +più facile e meno costosa. Assalita invece di fronte, nel suo punto +più forte, dovea essere pagata al caro prezzo di diciannove ore di +combattimento e del sangue più prezioso. + +Valzanía e Caldesi attaccarono con parte delle loro genti dalla destra, +appoggiandosi al convento di Santa Maria; Mosto co’ suoi Genovesi +veniva di fronte; da sinistra, sboccando dal convento de’ Cappuccini, +Friggesy; Menotti dirigeva, sotto gli ordini del padre, l’azione +generale. Malgrado che i nostri soperchiassero di numero, era sempre +un combattimento disuguale. I nemici al sicuro dietro le feritoie e +armati di squisite armi di precisione; i nostri a petto nudo, scoperti, +veri bersagli viventi ai tiri nemici, armati di quegli arnesi che +tutti sanno, affranti per giunta dagli stenti per le rapidissime +marcie di due giorni, gittati a cozzare contro pareti inaccessibili che +vomitavano la morte! pure andavano e morivano al grido di Garibaldi e +d’Italia, lietamente. Gli ufficiali, è vero, brillavano tra i primi +nello sbaraglio, e molti di loro, i Mosto, i Martinelli, gli Uziel, +i Sabbatini, i Giovagnoli cadevano quali morti e quali feriti. Ma +tutta la giornata era trascorsa, la sera stava per calare e il nemico +continuava il suo fuoco micidiale e non dava alcun segno di resa. + +«Ma pur bisogna vincere, grida Garibaldi, bisogna vincere stanotte,» +e ordinava che si raccogliessero in fretta tutti i mezzi per +incendiare la porta. Ed ecco subitamente ufficiali e soldati formare +una mobile catasta di legne e zolfo, e fattasi di quella al tempo +stesso una barricata e un brulotto, sospingerla, sotto il grandinar +incessante delle fucilate, contro la porta e appiccarvene le fiamme. +La porta verso le otto cominciò ad ardere, ed a mezzanotte cascava +già carbonizzata e sfasciata da tutte le parti. Però anche questa +operazione era costata molte vite generose, tra le quali il capitano +Sabbatini di Sogliano, perocchè il nemico non aveva mai smesso un +momento dal trarre contro gl’incendiari. Alla fine appena scavato un +pertugio i Volontari, proprio come onda che abbia trovato la stura, +vi si precipitarono dentro. I Dragoni nella loro caserma esterna si +arresero; ma gli Antiboini serrati nel castello non vollero udir parola +di dedizione, e appena albeggiato ricominciarono a moschettare, e +con fuoco più terribile, i Garibaldini stipati per le strade, onde fu +forza rizzare una barricata e appiccare l’incendio anche alla porta +del castello. Allora minacciati essi pure dalle fiamme, veduto ormai +svanire l’ultimo raggio di quella speranza di soccorso che forse li +tenne in vita, verso le nove del mattino stesso alzarono bandiera +bianca, e la resa fu stipulata. + +Caddero tutti, senza onore d’armi, prigionieri di guerra, lasciando i +due cannoni con poco più di settanta cariche e tutte le altre munizioni +da bocca e da guerra che possedevano. Una compagnia li scortò a Passo +Corese e li consegnò alle truppe italiane, primo ed ultimo trofeo +della campagna. Ai nostri questa giornata costò centoquaranta feriti e +quaranta morti, cifra che ci venne confermata dal Medico Capo del corpo +sanitario dell’esercito insurrezionale, e che possiamo ritenere esatta. + +Verso le undici antimeridiane del giorno stesso una colonna di +Pontificii di circa duemila uomini di tutte le armi, zuavi, antiboini, +cacciatori esteri, mezzo squadrone di dragoni, e mezza sezione +d’artiglieria, con tutto comodo, con tutta placidezza, usciva da +Porta Pia per andare in soccorso dei difensori di Monte Rotondo, e +arrivava verso le quattro del pomeriggio presso alla stazione. Ivi +gli avamposti di Salomone accolsero la testa di colonna a fucilate, +ond’essa, avvedutasi che tutto era finito su a Monte Rotondo, con molto +disordine, quasi tornasse da una rotta (noi stessi ne fummo testimoni +oculari) rientrò il giorno dopo in Roma. + + +XIII. + +La giornata di Monte Rotondo produsse lo sgombro di tutto il territorio +pontificio e la ritirata dell’intero esercito dietro i ponti del Tevere +e del Teverone, onde facevasi omai evidente che tutto lo sforzo papale +andava a concentrarsi nella difesa delle mura di Roma, le quali in +tutta fretta erano state guernite di batterie e di fortilizi d’ogni +natura. + +E libera per tal modo la campagna, Acerbi, cui era fallita due giorni +prima (24 ottobre) una sorpresa di Viterbo, se ne impadroniva nella +giornata stessa di Monte Rotondo senza colpo ferire, insediandovi la +prodittatura e proclamandovi i plebisciti; altrettanto faceva a mezzodì +il Nicotera, il quale, dopo l’eroico sacrificio di Raffaele Benedetto +e de’ suoi ventidue compagni a Monte San Giovanni, campeggiato altri +due giorni nei dintorni di Veroli, saputa sgombra di nemici tutta +la provincia di Velletri vi si gettava tosto con tutte le sue genti; +trionfando il 28 a Frosinone, il 30 a Velletri, dove egli pure, colla +proclamazione dei plebisciti, dissipava i maligni sospetti insorti sul +colore della sua bandiera. + +Stando così le cose, Garibaldi, regalato un giorno di riposo a’ suoi +Volontari, lasciato un battaglione a Monte Rotondo, un altro a Mentana, +e speditone un terzo col colonnello Pianciani a Tivoli, ordinato alle +colonne dell’Acerbi e del Nicotera di raggiungerlo, mosse difilato con +tutte le sue forze verso Roma. La sera del 27 pernottò a Fornuovo: il +29 portò il suo quartier generale a Castel Giubileo, spingendo i suoi +avamposti oltre a Villa Spada in vista del ponte Salario, a pochi tiri +dall’inimico. I Pontificii pare l’attendessero da questo lato, giacchè +Porta del Popolo, Porta Salara e Porta Pia e tutte le ville attigue, +la Torlonia, la Patrizi, la Ludovisi, erano state guernite di pezzi +coperti e occupate da compagnie imboscate. Monte Mario, contrafforte +formidabile che munisce l’entrata di Porta del Popolo, era pure stato +posto in istato di difesa, ed una specie di campo trincierato vi si +andava alacremente costruendo. + +Garibaldi vide le difficoltà e passò tutta la giornata del 29 a +studiarle. Tuttavia una falsa notizia, recatagli da un bugiardo +messaggiere, «che Roma fosse pronta a ritentare nella notte dal 29 al +30 una seconda riscossa,» lo indusse a persistere nel primo divisamento +di attaccare Monte Mario, e pensando rincorare colla promessa di un +vicino aiuto i Romani, ordinò si accendessero molti fuochi lungo tutta +la linea del campo e si preparassero quante barche potevasi, per il +passaggio del Tevere. A chi scrive queste linee toccò l’amaro ufficio +di far sentire a Garibaldi, addormentatosi nella forte speranza della +battaglia, la sgradita sveglia della delusione. Tutto era spento in +Roma. I Romani non potevano fare e non avrebbero fatto di più; chi gli +aveva portato quel messaggio era od un ingannato od un ingannatore. +Garibaldi ci diede ascolto, e gli eventi risposero se noi avevamo detto +il vero. + +Allora il Generale si volse ad altri pensieri. Stare accampato lungo +le umide rive d’un fiume, senza avanzarsi nè retrocedere, a nulla +approdava e molto poteva nuocere, specialmente alla salute de’ soldati, +e tutto consigliava a prendere stanza in qualche luogo sicuro e +difeso, centrale tra le due colonne di destra e sinistra che dovevano +raggiungerlo, aspettando l’occasione propizia per riprendere più +decisamente le offese. + +Gli restava per altro a riconoscere la postura e il contegno +dell’inimico dall’altra parte della città, vedere fino a qual segno +fossero guardati i ponti sul Teverone, e infine scandagliare lungo la +via il punto più debole per l’assalto futuro. + +A tal uopo, la mattina del 30, scortato da due battaglioni di +Carabinieri genovesi sotto gli ordini di Burlando e Stallo, da una +dozzina di guide e dal suo Stato Maggiore, guidò egli stesso la +divisata ricognizione su Ponte Nomentano. Menotti con tutte le sue +genti, meno un battaglione rimasto a Castel Giubileo, dovea marciare +più tardi in sostegno della ricognizione. E in questa breve e quasi +oscura operazione, parve ancora una volta quell’acume militare e quella +famigliarità col campo di battaglia, onde Garibaldi terrà mai sempre, +contrastato o no, il primo posto tra i primi capitani del mondo. + +Egli stesso in un bullettino, che noi scrivemmo sotto la sua dettatura +nel suo quartier generale di Monte Rotondo, faceva con brevi e scolpite +parole la storia di quella giornata. + + «Monte Rotondo, 31 ottobre. + + »Ieri, alle sei antimeridiane, giunse una scoperta nostra di + pochi uomini a cavallo al Castello dei Pazzi, ed una guida nostra + assieme ad un ufficiale di Stato Maggiore, entrati per i primi, + s’incontrarono petto a petto con una pattuglia di Pontificii, + l’attaccarono co’ _rewolvers_ e la misero in fuga. La guida nostra + ebbe una palla nel petto che lo sfiorò felicemente, e fu ferita di + poco momento. + + »La scoperta era seguita dal primo battaglione di bersaglieri + nostri che occuparono il castello suddetto ed il Casale Ceccina. + Dopo un’ora circa di soggiorno in quel sito, due colonne di Zuavi e + di Antiboini sboccarono una dal Ponte Nomentano e l’altra dal Ponte + Mammolo. + + »I nostri, collocati in posizione dal Casale suddetto al Castello, + ebbero ordine d’aspettare il nemico a bruciapelo. + + »I nemici avvicinandosi a destra e sinistra della posizione ci + fecero molti tiri da destra a cui non fu risposto; solamente verso + sera avvicinandosi alcuni Pontificii per la destra, furono sparati + alcuni tiri, i quali uccisero quattro uomini e non si sa quanti + feriti. + + »Noi abbiamo tre feriti leggermente. Così passò la giornata e si + tennero le posizioni fino alla notte, a un tiro di carabina dal + Ponte Nomentano. + + »Non essendo l’obiettivo se non che di riconoscere la posizione + del nemico sul Teverone, quella notte si diede ordine di ritirarla + su Monte Rotondo, lasciando una quantità di fuochi accesi sulla + linea. La ritirata si fece in buonissimo ordine, e questa mattina + il nemico, credendo che occupassimo ancora le nostre posizioni, vi + fece una quantità di cannonate al vento. + + »I nostri Volontari scalzi ed affamati si stanno rifocillando in + Monte Rotondo e contorni. Il loro contegno di ieri in presenza del + nemico fu ammirabile. + + »G. GARIBALDI.» + +Se Garibaldi si fosse lasciato tentare a rispondere con una sola +fucilata alle tante che il nemico c’inviava, o se un solo volontario +lo avesse disubbidito, noi avremmo dovuto accettare il combattimento, +trecento contro le migliaia, in un terreno scoperto e in parte +sconosciuto, separati dalle nostre linee (almeno fino all’arrivo di +Menotti) mediante un vasto tratto di campagna, e non solo la giornata, +ma Garibaldi stesso sarebbe stato posto a grave pericolo. E già poco +mancò non lo fosse nel mattino stesso, giacchè fra i primi entrati +nel cortile de’ Pazzi v’era Garibaldi in persona! Una palla di un +mercenario, e Garibaldi spariva oscuramente sotto le volte d’un +castellaccio abbandonato della Comarca romana! Ma il colpo d’occhio di +quell’uomo e la fede in lui salva tutto. Gli stette sempre al fianco, +interprete intelligente e risoluto de’ suoi ordini, un altro veterano +di battaglie rivoluzionarie, il generale Fabrizi, arrivato al campo dal +mattino soltanto a riprendere il suo posto di capo di stato maggiore, +che Garibaldi gli aveva meritamente conservato. + +Questa marcia avanti e indietro, quella ritirata su Monte Rotondo +_non piacque_ ai Volontari; e se la parola ai militari sembra strana, +chi fu volontario la comprenderà. Il piacere o non piacere, il +benedire o maledire, il discutere i movimenti, i disegni, i comandi, +il _rerum cognoscere causas_ è uno dei bisogni invincibili e degli +abiti incurabili delle baionette intelligenti. Perchè si fosse andati +fino a Ponte Nomentano ognuno press’a poco presumeva comprenderlo; ma +perchè senza sconfitta, quasi senza combattimento, si desse addietro, +e addietro fino a Monte Rotondo, questo nessuno poteva metterselo in +capo. E il non intendere rendeva grave e svogliato l’ubbidire. Quindi i +commenti, le interpretazioni, le censure, le querimonie infinite. Chi +voleva che la ritirata ci fosse imposta dal Governo italiano, e che +il ritorno a Monte Rotondo significasse dissoluzione; chi sosteneva +che Garibaldi stesso, riconosciuta l’impossibilità di prender Roma +con quelle forze, abbandonava l’impresa; e chi andava più innanzi e +faceva già sparito, già arrivato a Firenze il Generale, il quale per +smentire la puerile diceria, era costretto a mostrarsi e a parlare; chi +ci vedeva una tregua, chi un acquartieramento, pochissimi una manovra, +ed infine, cosa assai più grave, chi gettava in mezzo ai crocchi dei +novellieri e dei disputanti la notizia, vera pur troppo, dell’arrivo in +Roma de’ Francesi, e portava così al colmo il malumore, la confusione e +lo scoramento. + +Pure finchè non erano che ragionari di giovani, o queruli, o curiosi, +ma onesti, si potevano presto quetare; una parola di Garibaldi, un +ordine del giorno, una promessa qualunque, li avrebbe persuasi: ma in +mezzo al fiore degli schietti ed ingenui v’era la mondiglia dei tristi, +dei maligni, dei corruttori, degli spacciatori di bugiarde notizie, +degli agenti segreti e prezzolati della dissoluzione; peste che +aveva ammorbato fin dal loro nascere quelle avveniticcie milizie. Lo +sfasciamento pertanto cominciò da costoro e si propagò in breve anco a’ +meno peggio; laonde al toccar Monte Rotondo era già visibile e grande. +I Volontari, quali col fucile, quali senza, a lor beneplacito, senza +chiedere nè accettare licenza, se ne andavano a coppie, a squadre, e +per far più presto, giunti alla svolta della strada di Monte Rotondo, +non la salivano nemmeno e continuavano su per via Salaria verso il +confine. L’onesto partiva dicendo: «Poichè a Roma non si va più, stia +ne’ quartieri chi vuole;» il mariuolo partiva pensando: «Poichè non +v’è più nulla da bottinare costà, a Roma, ci pensi chi vuole,» e quali +istigando, quali scimmiottando, tutti persuadendosi a vicenda che la +era finita, e non restava altro da fare, a drappelli, a frotte, se la +svignavano. Lo sfacelo durò così vasto e crescente fino alla mattina +del 2. In quel giorno però, la voce sparsa d’una marcia in avanti, una +rivista passata da Garibaldi, lo sforzo de’ buoni ufficiali rimasti +fedeli al posto, lo arrestò. Frattanto potè ben dirsi che circa 2000 +uomini erano sfumati a quel modo.[365] + +Però finchè la defezione non era che dei tristi, anzichè impedirla era +da incuorarla; ma il male era che nè i tristi se n’andavano tutti, nè i +buoni restavano tutti; onde si era minacciati dei danni dello sfacelo +senza i vantaggi che sarebbero derivati da uno spurgo generale, fatto +con criterio e con energia, degli elementi morbosi che infracidavano il +corpo anche nelle sue parti più sane. In altre parole, la diserzione +complicava anzichè risolvere il problema della riorganizzazione, e lo +rendeva sempre più urgente e pericoloso. + +A questo problema però quanti avevano coscienza dello stato vero delle +cose, da Garibaldi all’ultimo ufficiale, s’erano dati gravemente +a pensare. Il generale Fabrizi, aiutato da Alberto Mario, lavorava +alacremente a ordinare il suo stato maggiore, e la prima opera a cui +mostrava intendere era la riorganizzazione. Un tribunale militare con +poteri eccezionali era improvvisato, e se non gli fosse venuto meno il +tempo, avrebbe fatta rigorosa giustizia; la ferrovia tra Orte e Corese +già interrotta, era restaurata, e l’arrivo de’ più indispensabili +oggetti d’equipaggiamento, elemento principalissimo d’ogni +organizzazione, affrettato. Si tentava inoltre di formare una scelta +e numerosa guardia del campo, posta agli ordini d’un capo energico +ed autorevole che avrebbe dovuto fare la polizia dell’esercito, che +ne avea tanto bisogno, e marciando col quartier generale proteggere +la persona di Garibaldi, ad ogni momento esposto a’ più rischiosi +sbaragli. + +E tutto ciò era un nulla, a petto del vero, del supremo problema +dominante tutti gli altri. Che si faceva a Monte Rotondo? Che si faceva +oggimai nello stesso Agro romano? Al Cialdini, cui la composizione +di un Gabinetto di conciliazione era fallita, subentrava il generale +Menabrea con un Ministero così detto di _resistenza_, il cui primo +atto era stato un bando del Re che apertamente sconfessava il +conato garibaldino e del quale furono ben tosto chiaro commento lo +scioglimento del _Comitato centrale di soccorso_, la fermata al confine +dei viveri diretti al campo garibaldino, il consenso all’intervento +francese in Roma, e la sottomissione infine a tutti i voleri +dell’imperatore Napoleone III e alle disfide oltraggiose de’ suoi +ministri.[366] + +Infatti tra la sera del 30 e la mattina del 31 la voce era cominciata +a propagarsi che i Francesi fossero sbarcati a Civitavecchia, anzi già +entrati in Roma, e quantunque al generale Garibaldi nessuno avesse +pensato a darne l’annuncio ufficiale, la sola probabilità del fatto +era anche per l’eroe più temerario d’una importanza capitale. Infine +contemporanea a quella notizia ne era corsa subito un’altra, che le +truppe italiane avessero varcato la frontiera pontificia occupandovi i +punti più prossimi, col mandato, dicevano i dispacci del Menabrea, di +tutelarvi l’ordine, di evitare ogni cozzo colle truppe francesi e di +procedere, potendo, d’accordo con esse. + +Ora la gravità di questi fatti era manifesta a chicchessia. La impresa +garibaldina veniva a trovarsi interamente abbandonata a sè stessa, +posta da un giorno all’altro al cimento di dover combattere, insieme al +pontificio, l’esercito francese e fors’anco scontrarsi coll’italiano, +giacchè le intenzioni del Governo di Firenze non erano su questo +proposito ben chiare. Che fare? Garibaldi non era mai stato così cupo +e cogitabondo! In quella mattina del 31 parecchi amici, tra i quali +Cairoli e Guastalla, venuti da Firenze a visitarlo a Monte Rotondo, +l’avevano consigliato a desistere da una lotta, il cui ultimo resultato +non poteva essere oramai che un infruttuoso e cruento sacrificio; +ma ciò che appariva semplice e chiaro ai più volgari, non lo era +altrettanto agli occhi dell’Eroe! Cedere in faccia allo straniero +fino allora sfidato; cedere senza aver tentato un supremo sforzo per +riafferrare la vittoria, o almeno glorificare la sconfitta, non era +da lui! E non era nemmeno il parere degli amici militari che l’avevan +seguito fino allora. Anche per essi, come per Garibaldi, l’impresa non +per anco era disperata, la resistenza poteva essere ancora possibile, +tanto più che a nessuno era dato prevedere quale sarebbe stato il +sentimento dell’Italia innanzi ad una guerra combattuta da’ suoi +figli, anco con mediocre fortuna, contro uno straniero invasore! Però +Garibaldi, concorde con tutti i principali suoi Luogotenenti, deliberò +di continuare la lotta a oltranza; e nel 31 stesso provvide al da +farsi. + +Se non che prendere quella risoluzione e veder che Monte Rotondo non +era più stanza adatta ad una campagna di guerriglie, di volteggiamenti, +di meditati indugi e di accorte ritirate, quale era quella cui +bisognava prepararsi, fu per Garibaldi un punto. + +Posizione forte contro la fanteria Monte Rotondo non lo è più quando +abbia di contro un nemico munito d’artiglierie, che possa coronare +le alture circostanti e batterlo in breccia da ogni punto. Però i +veri pericoli della dimora a Monte Rotondo, senza dire che le lunghe +scorrerie militari l’avevan dissanguato d’ogni cosa necessaria al +vivere quotidiano, eran principalmente queste: la troppa vicinanza +al confine che apriva una comoda via al flusso già cominciato delle +diserzioni; la sua posizione isolata e facilmente aggirabile, la quale +non lasciava ai difensori altra scelta che di seppellirsi uno ad uno +sotto le sue pietre o di capitolare a discrezione. + +L’abbandonarlo dunque era più che saggezza, necessità; e poichè +d’altro canto Tivoli era città prossima a Roma quanto Monte Rotondo, +in posizione ancora più forte, con un fiume davanti, una catena di +contrafforti a’ fianchi, due o tre strade di ritirata in caso di +rovescio; più lontana da Acerbi, ma più vicina a Nicotera; un vasto +territorio alle spalle; popolosa, ampia, fornita di vettovaglie, così +Garibaldi prescelse Tivoli. + + +XIV. + +Tuttavia, convien confessarlo, il Generale prima di risolversi al +partito che da ogni parte gli veniva proposto, ed egli stesso aveva +chiaramente indovinato, esitò. Qual pensiero lo trattenne? Noi +nol potremmo mallevare: appena ci periteremmo a supporre che egli +sperasse ad ogni istante di veder l’esercito italiano marciare contro +il nuovo invasore e chiedergli così ragione del violato suolo della +patria. Nessuno stupisca: son pensieri di Garibaldi! Il condottiero +di Volontari che lietamente si sarebbe messo alla coda dell’armi +nazionali, non voleva con una mossa apparentemente ostile aggravare +la situazione politica, nè guastare quelle che per lui erano buone +intenzioni del Governo italiano e nelle quali ancora confidava. +Comunque, l’esitazione di Garibaldi, fosse pur figlia d’un’alta e +patriottica ragione, pesò sulla bilancia degli eventi che il futuro +prossimo maturava. + +Nel dopo pranzo del 2 novembre parecchi messaggeri al quartier generale +recarono che le truppe pontificie, non si diceva ancora le francesi, si +apparecchiavano ad uscir da Roma per venire ad attaccare i Garibaldini +a Monte Rotondo. Queste notizie, sebbene non certe, tolsero Garibaldi +ad ogni incertezza, e tutte le disposizioni per la marcia su Tivoli +furono prese, caute e sapienti come l’arte più rigorosa poteva +suggerire. + +Il movimento che stava per intraprendere, era una marcia sul fianco +sinistro; e ognuno sa i rischi e i pericoli di siffatte manovre. Però +Garibaldi era di fronte a due ipotesi ugualmente probabili: che il +nemico, già in marcia su Monte Rotondo, ci incontrasse nella nostra +marcia su Tivoli: che il nemico, avvertito della nostra partenza, +sboccasse da Roma, e scegliendo il luogo e il tempo, ci assalisse +sul nostro fianco. Importava quindi parare a queste due eventualità, +potrebbesi già dire probabilità, ed ecco come Garibaldi provvide. + +A levante della via Nomentana, da Mentana a Tivoli, si spiega un +sistema di piccoli poggi popolati di frequenti villaggi, i quali +paiono gettati là dalla natura per guardare quella strada fino al +suo punto d’incontro colla strada Tiburtina. Qualora perciò fossero +state occupate quelle alture, coll’ordine di spingere avamposti +e ricognizioni sulle diverse vie che da esse sboccano sulla via +Nomentana, si sarebbe stati per lo meno sicuri di queste due cose: o +che il nemico sarebbe stato scoperto molto prima che potesse incontrare +la colonna marciante, la quale perciò avrebbe avuto tempo di spiegarsi +come e dove voleva; o che il nemico anche sfuggendo alle scoperte, +comunque e dovunque attaccasse la colonna, avrebbe sempre avuto sul suo +fianco destro od alle spalle la minaccia, ed occorrendo anche il peso +dei battaglioni stesi lungo tutte quelle posizioni avanzate, e cadendo +fra due fuochi si sarebbe inevitabilmente esposto al pericolo di una +rotta là dove sperava trovare una vittoria. + +Fermo in questi concetti, il generale Garibaldi fin dal 1º novembre +avea mandato il colonnello Paggi con tre battaglioni (900 uomini) +ad occupare i villaggi di Sant’Angelo in Capoccia e Monticelli e le +alture più avanzate di Monte Lupari e Monte Porci con tutte quelle +prescrizioni d’avamposti, di sorveglianza e di precauzioni che abbiamo +indicate. Date queste disposizioni, Garibaldi stesso, nel pomeriggio +del 2, andava a riconoscere le posizioni nuovamente occupate da Paggi e +lo stradale da percorrersi, e tranquillo da questo lato tornava a Monte +Rotondo per dare in un ordine del giorno, tutto scritto di suo pugno, +le disposizioni finali della partenza, che importa trascrivere: + + «Colonnello Menotti Garibaldi, + + »Le colonne da voi comandate marceranno per la sinistra sulla via + di Tivoli. + + »Nella marcia esse si terranno compatte il più possibile ed in + ordine. + + »Sulla destra delle colonne in marcia e sulle strade che conducono + a Roma si dovranno spingere delle pattuglie a piedi e degli + esploratori a cavallo bastantemente lontani, per essere avvisati + a tempo a poter prendere posizioni, in caso dell’approssimarsi del + nemico. + + »Sulle alture di destra della linea di marcia si dovranno pure + tenere delle vedette allo stesso scopo. + + »Una vanguardia precederà le colonne ad una distanza per lo meno + di millecinquecento a duemila passi, ed essa sarà preceduta pure da + esploratori e fiancheggiatori competenti. + + »Una retroguardia pure molto importante, con rispettive guide + indietro a considerevoli distanze, per avvisare di qualunque cosa + utile. + + »Questa retroguardia non deve lasciare dietro di sè un solo + individuo delle colonne ed un solo carro o bagaglio. + + »L’artiglieria e munizioni marceranno nel centro. + + »I bagagli, i viveri, ec. potranno marciare in testa od in coda + delle rispettive colonne. + + »Si raccomanda ai comandanti le colonne il buon ordine che col + valore dei nostri Volontari deve acquistarci la stima delle + popolazioni. + + »Monte Rotondo, 2 novembre 1867. + + »Il Capo di Stato Maggiore + + »N. FABRIZI. + + »G. GARIBALDI.» + +L’ordine di marcia dapprima era fissato per l’alba del 3; se non che +il colonnello Menotti, opponendo la necessità di una distribuzione di +oggetti di vestiario e specialmente di scarpe, arrivate poco prima, +pregava il padre a sospendere la partenza fino alle 11 del giorno +stesso. + +Garibaldi, pieno di paterna fede nella voce del figlio, si arrese, +e quel che gli abbia costato quella condiscendenza l’evento lo +dimostrerà. Che cosa era mai il bisogno, fosse pur sentito, di +scarpe, davanti alla suprema necessità d’una marcia manovra di quella +importanza e natura, gravida di tanti pericoli e di tanti effetti, +e fallita la quale, tutto era perduto? Come si poteva posporre il +principale all’accessorio? Come intraprendere una marcia, che doveva +esser fatta di soppiatto, in pieno mezzogiorno? Basti il dire che alle +11, marciando anche senza scarpe, tutta la colonna sarebbe stata a +Tivoli; e che i Pontifici, giungendo in faccia a Mentana, l’avrebbero +trovata vuota. Quale scacco per i generali francesi! Quale trionfo per +Garibaldi! + +Non si potè naturalmente partire che a mezzogiorno. Garibaldi poco +prima aveva spedito un altro messo all’Orsini, subentrato al Nicotera, +perchè sollecitasse la sua marcia su Tivoli, e quando vennero ad +avvertirlo che tutto era pronto per la marcia, si mosse senza dir +verbo, pensieroso e triste, zufolando per le scale una sua vecchia +canzone d’America,[367] quasi volesse dai ricordi di quei giorni +gloriosi trarre gli auspicii del destino al quale andava incontro. Indi +montò a cavallo ed al galoppo, cosa insolita in lui, passò via, rapido +e silenzioso davanti ai battaglioni schierati in battaglia lungo la +strada di Mentana, e poco dopo dietro a lui tutta la colonna si pose in +cammino. + +Il servizio d’esploratori e fiancheggiatori, oltre ad un manipolo di +guide mal montate e per la maggior parte nuove a quel delicatissimo +servizio, fu affidato al 1º battaglione dei Bersaglieri genovesi, +comandati dal maggiore Stallo. Dietro dovevano seguire, sempre +come avanguardia, i due altri battaglioni di bersaglieri, il 2º de’ +Genovesi, comandato da Burlando, e il 3º dei Lombardi e Romagnoli +comandato da Missori, e con essi la compagnia de’ Carabinieri +livornesi, forte non più di 70 uomini, sotto gli ordini del capitano +Mayer. Ora senza rivangare qui le molte ragioni che possono avervi +influito, ma incontrastabilmente per la principalissima che la +distribuzione del mattino avea disturbato le ordinanze, il fatto sta, +e importa notarlo, che tra l’avanguardia e il corpo principale sparì, +appena staccata la marcia, ogni intervallo, talchè persino l’estrema +punta del maggiore Stallo non potè che assai malamente adempiere +all’ufficio suo di scoprire il nemico e di proteggere la testa e il +fianco della colonna marnante. D’altra parte il colonnello Paggi, che +avea spedito al comando generale a prendere nuove istruzioni, riceveva +firmato dal signor Berna, capo di stato maggiore del colonnello +Menotti, l’ordine di lasciare Monte Porci e Monte Lupari e di andare +colle stesse forze ad occupare Palombara (se il Paggi aveva letto +bene), paese a settentrione delle posizioni prima occupate, rivolto a +tutt’altra direzione e che nulla avea a che fare nè colla via Nomentana +nè con nessun’altra via onde il nemico potesse sboccare. Quest’ordine +accrebbe nella mente del Paggi la confusione, laonde la sorveglianza +che egli stesso dovea esercitare sulla via Nomentana, divenne disforme +interamente dalle istruzioni del Generale in capo, e affatto illusoria. +A sommar tutto, gli ordini chiari, accurati e precisi dati da Garibaldi +non furono che imperfettamente eseguiti e negligentemente sorvegliati, +onde non sarà gran meraviglia se il nemico potrà quasi improvviso +piombare sulla testa della colonna garibaldina e prima ancora che ella +si fosse riavuta dalla sorpresa costringerla a duro cimento. + + +XV. + +Garibaldi collo stato maggiore e il quartier generale erano appena +entrati in Mentana, che le guide a cavallo venivano ad annunziare +la comparsa de’ Pontificii. Nello stesso tempo le fucilate degli +avamposti confermavano la notizia. Garibaldi ordinò tosto alla colonna +di arrestarsi, ma indarno cercava un luogo onde poter riconoscere +l’inimico. Mentana è quasi incassata in un avvallamento, e tutti i +poggi circostanti la dominano. Questo solo fatto mostrava già fin dalle +prime che la posizione era sfavorevole, e che la difesa di Mentana +sarebbe stata difficile. O bisognava avere il tempo e la possibilità di +spingersi ad occupare le posizioni davanti il villaggio, o abbandonarlo +interamente per difendere le posizioni indietro, tra Mentana e Monte +Rotondo, a noi d’altronde già note e in parte non ancora abbandonate. +Ci fu allora chi si peritò a profferire al Generale quest’ultimo +consiglio.[368] Garibaldi rispose: «Udite quel che ne dice Menotti, +e se crede che le posizioni davanti siano tenibili.» Menotti assicurò +«che davanti stava benissimo,» e.... un quarto d’ora dopo eravamo tutti +ricacciati nel villaggio. + +Tuttavia ogni segno rendeva manifesto che il nemico, benchè abilmente +coperto dalle macchie e dalle pieghe del suolo, avanzava dalla destra, +e Garibaldi non titubò un istante. Ordinò ai battaglioni di Burlando, +di Missori ed ai Cacciatori livornesi di spiegarsi prontamente +sulle alture di destra; mentre il figlio Menotti portava avanti +a sinistra e sul centro altre forze in sostegno dei combattenti. +Allora il combattimento si propagò vivo ed energico su tutta la linea +dell’avanguardia. In sulle prime però parve che il nemico mirasse +a concentrare l’attacco sulla destra e sulla fronte di Mentana, e +soltanto dopo avere seriamente impegnati i Garibaldini in questi punti +si decise ad assalire anche la sinistra, sulla quale rovesciò il nerbo +principale delle sue forze. Frattanto la sua manovra era smascherata: +l’attacco di destra e di fronte, benchè gagliardo, non era che una +finta per coprire il vero attacco di sinistra e ingannarci sulle sue +intenzioni. Ma nessuno cascò nell’inganno, meno poi Garibaldi. A destra +e di fronte i battaglioni di Missori, di Burlando, di Carlo Mayer, +ai quali si erano venute a riunire le genti di Stallo risospinte, +furono lasciati soli a sostenere l’urto, certi che l’avrebbero fatto +bravamente, e non furono più rinforzati. D’altronde la strada era +stata quasi subitamente perduta, e non restava altro che arrestare +l’impeto de’ nemici, asserragliando alla meglio l’entrata del paese. +Così fu fatto: e lì dietro poche tavole tarlate e qualche frantume di +mobilia, simulacro squallido di barricata, i più volenterosi tenevano +testa intanto che col grosso delle forze si provvedeva alla sinistra +del villaggio, sempre più gravemente minacciata. Non v’era un attimo da +indugiare. Coperti dalle ortaglie e dai vigneti della villa Santucci, +dove era venuto a piantarsi il quartier generale del nemico, fitti +gruppi di Zuavi e Carabinieri esteri s’erano spinti fin presso alle +prime case, avvolgendo in un arco di fuoco i pochi Garibaldini che +al riparo de’ pagliai e delle fronteggianti finestre cercavano di +arrestarne la marcia. Ma il numero de’ nemici soperchiava: ufficiali e +soldati non s’erano ancora riscossi dalla prima sorpresa dell’inopinato +attacco; tutti consigliavano, comandavano, strafacevano: v’erano quelli +che gridavano «avanti» rimpiattati dietro le muraglie; v’erano gli +altri che stavano soli in mezzo alle palle a sfidare i battaglioni: +era un vocío, una confusione, un tumulto, sul quale, anche chi non +aveva perduta la testa mal riusciva a dominare. Mentana parve per un +istante perduta. Indarno ogni valoroso, soldato od ufficiale che fosse, +cercava far testa colla voce, col comando, coll’esempio, colla vita; +l’onda de’ nemici invadeva e sospingeva innanzi a sè l’onda non meno +rapida dei fuggenti. Molti si rifugiavano nelle case, ma pochi per +continuarvi la difesa, i più, doloroso a confessarsi se meritassero +pietà, per nascondersi e peggio. Tuttavia i nemici non avevano ancora +vinto, e purchè si fosse potuto rimettere un po’ d’ordine, di calma e +di silenzio — oh di silenzio soprattutto! — così negli allarmanti come +negli allarmati, e formare punta con una schiera di risoluti, le forze +fresche erano molte ancora, e le parti potevano essere mutate. + +Lo pensò Garibaldi, e sapendo quanto possa e sui nemici non solo, +ma sull’anima facilmente elettrizzabile de’ suoi Volontari il tuono +del cannone, corse egli stesso a postare e puntare contro il centro +nemico i due pezzi predati a Monte Rotondo, onde appena partirono i +primi colpi, giusti come in un bersaglio, se ne vide subito il magico +effetto. Il nemico si arrestò: i Volontari fra grida di gioia parvero +pronti a ripigliare l’assalto. Era il momento decisivo, e Garibaldi +slanciò quanta gente avea d’intorno alla baionetta. Fu davvero una +carica stupenda. Si rientrò in Mentana, si risalì ai perduti pagliai, +si ricaricò il nemico di siepe in siepe, di dosso in dosso, fin dentro +la cinta degli orti Santucci. Ancora uno sforzo, e la villa, chiave +della posizione, è presa e la giornata è nostra. Ad animare e dirigere +questo sforzo, Fabrizi, Menotti, Mario, Bezzi, Canzio, il Generale +non sono di troppo; ma una moschetteria diabolica partiva dalle file +nemiche sempre rinnovate, che ributtava sul terreno morti e feriti i +più audaci. Tuttavia si avanzava, e per un istante la fucilata nemica +parve allentare. Che era? Pur troppo non era che una sostituzione di +linee. + +Ad un tratto, all’estrema nostra sinistra, due zone nere nere apparvero +traverso le ondulazioni dei colli di San Sulpizio: erano i due freschi +battaglioni del 1º di linea francese che entravano in battaglia. +Ma nessuno allora ci pensò, nessuno lo credette. La stragrande +uniformità delle assise e la somiglianza di linguaggio e di comando li +confondevano cogli Antiboini, e le minute distinzioni non erano in quel +momento permesse. Del resto un sentimento, una voce interiore più che +una ragione politica, facevan credere quella cosa impossibile. «Io non +avrei mai creduto — scriveva Garibaldi a Edgardo Quinet — che i soldati +di Solferino sarebbero venuti a combattere i fratelli, che avevano col +loro sangue liberati, e questa credenza mi valse una disfatta.» + +Comunque erano nemici, e trovarono sulle prime degna resistenza. I +Francesi avanzavano su due ordini: davanti una catena di bersaglieri; +dietro, in sostegno, un battaglione per divisioni, descrivendo, di +mano in mano, una conversione a sinistra sempre più pronunciata, +coll’evidente intenzione di avviluppare l’esercito ribelle, di +tagliarlo interamente dalla sua ritirata. Garibaldi allora corse di +nuovo a puntare i due pezzi contro i nuovi nemici, ma ahi! que’ poveri +settanta colpi, unico tesoro del parco, erano esauriti. I nostri, +finchè ebbero cartucce, tennero fermo; Menotti tentò una carica, ma +fu ributtata, e il bravo maggiore Cantoni vi lasciò la vita. Alberto +Mario, che fu sempre in tutta la giornata dove più incalzava il +pericolo, tentò girare con un battaglione l’estrema destra francese, ma +era tardi: per difetto di forze, di munizioni, di fiato, in una parola, +nessun movimento approdava e nessun eroismo valeva più. + +I Francesi avanzavano sempre. Villa Santucci, ristorata da nuove forze, +non avea ceduto; dalla destra un battaglione del 29º di linea francese +subentrava ai Pontificii e serrava dappresso gl’indomiti difensori di +quel fianco: non c’era più una compagnia disponibile; la giornata vinta +alle due, alle quattro era di nuovo perduta. + +E non pareva vero. Fabrizi, il vecchio Fabrizi, sereno ed impassibile +in mezzo alle palle, quasi solo talvolta a un trar di pistola dal +nemico, implorava, dimentico di sè, quasi pregando ancora, pochi +istanti di resistenza; Bezzi, rimasto tutto il giorno con Cella ed +altri prodi contro Villa Santucci, e tratto anch’esso nel fiotto +de’ fuggenti, si strappava i capelli; Mario, Friggesy, Menotti, +Missori (parliamo di quelli che ci passarono davanti in quell’ora) +si spingevano dove più ardeva la mischia a contrastare il terreno. +Garibaldi, pallido, rauco, cupo, invecchiato di vent’anni, seguíto +dall’indivisibile Canzio, ululava ai fuggenti: «Sedetevi, chè +vincerete.» Invano! tutto rigurgitava, correva, precipitava sulla via +finale della ritirata. + +E non parea vero! — Triste ritornello che ci torna sulle labbra +e ci riempie ancora di tutta l’amarezza di quell’ora! I Francesi +inoltravano così lentamente, con tanta cautela, con tale peritanza da +non riconoscergli più; non diciamo poi degli Zuavi, degli Antiboini e +di tutta la restante masnada. Non una carica, non una mossa risoluta da +que’ superbi soldati dell’Impero! Volevano avvilupparci e non osarono; +intendevano pigliarci tutti, compreso Garibaldi, e non seppero. Padroni +del campo, baionettarono i feriti; questo sì; ma bravura no! Erano +diecimila contro quattromila, e se quando incominciò la nostra rotta, +un solo sottotenente avesse cacciato su di noi il suo pelottone, +ci avrebbe con pochi uomini presi tutti prigionieri! Ma dov’erano +gli ufficiali francesi? dove le cariche decantate di Malakoff e di +Solferino! In quel supremo istante un’amara parola ci uscì dalle +labbra, e la ripetiamo ancora perchè dipinge Mentana a quattro ore +pomeridiane: _È un combattimento fra gente che fugge e gente che non +s’avanza_. + +Perocchè, vogliamo dire anco questo a onore della verità e per +lasciare ai valorosi una gloria senza mistura, anche fra i Volontari +ci furono le centinaia di bravi che pagarono per tutti, ma il grosso +del corpo _non si battè_. E infatti come si sarebbe battuto? Il +coraggio è dovere, onore, patriottismo, ordine, disciplina, e non era +certo da quell’immondo lezzo che potevano scaturire queste virtù. +Finchè a vincere bastarono i pochi, i pochi ci furono e ammirandi: +quando occorsero tutti, i più mancarono e travolsero nella disfatta i +migliori. + +Non restava ormai altro partito che la ritirata su Monte Rotondo, e fu +operata sotto la sinfonia _merveilleuse_ dei fucili _Chassepot_. Però, +sia ridetto per isbaldanzire ancora una volta un nemico che non seppe +aver rispetto nè pei vinti, nè per la verità, i tiratori francesi erano +circa a dugento passi dalla via che percorrevamo, vedevano noi a occhio +nudo, come noi essi, e non osarono scendere sulla strada. + +In Mentana però tutto non era finito: un millecinquecento uomini circa +vi restavano sempre; e quali per paura d’uscirne, come coloro che fin +da principio corsero a rimpiattarsi nelle case; quali per non saperne +trovare la via, come i tardivi o gli sbandati: quali per vender cara +la libertà e la vita, come i Bersaglieri di Burlando, che, dopo aver +bravamente combattuto tutta la giornata, si buttarono con un centinaio +d’altri compagni nel castello e vi si rinchiusero; quali infine per +non voler disperare della vittoria, come i Carabinieri livornesi, che +già caduto il sole, ultimo quadrato di Waterloo, combattevano ancora; +venivano tuttavia per ragioni e con propositi diversi a formare una +massa che a prima giunta, a nemico non bene certo della vittoria, +poteva parere temibile. + +E infatti di fronte a questa folla di feriti, di dispersi, di nascosti, +di impotenti, i generali franco-papali s’arrestarono; e non solo non +ardirono entrare in Mentana, ma, vedi sapienza! sospesero persino una +ricognizione che avevano ordinato per quella sera, accontentandosi di +mettere le gran guardie a un mezzo tiro di fucile dal paese.[369] E +questo lo scrive proprio il generale francese, e il fatto conferma, +almeno in questo punto, il suo rapporto. Una cosa sola inesatta +sfuggì al signor De Failly, «che egli dormì sul campo di battaglia.» +Il valente Generale dimenticò che il campo di battaglia era Mentana +stessa, e che egli per quella notte dormì fuori. + +Garibaldi non l’avrebbe mai immaginato, e convinto che Mentana sarebbe +stata nella sera stessa in potere del nemico, vedendo omai vana, e più +per le ragioni politiche che per le militari, ogni altra resistenza, +ordinò per la sera stessa la ritirata di tutto il corpo (circa tremila +uomini) su Passo Corese. Egli sapeva, come noi tutti, che a Passo +Corese l’attendeva la catastrofe, ma non sarebbe stato da uomini, +poichè la era inevitabile, il differirla con un infecondo spargimento +di sangue, o con un ludo teatrale di gladiatori, mascherarla. + +Al mattino seguente, 4 novembre, al primo apparire del 59º reggimento +francese, che, sotto gli ordini del tenente colonnello Bresolles, +marciava in ricognizione sopra Mentana, una bandiera bianca issata +sul castello annunziava che i Garibaldini ivi rinchiusi intendevano +capitolare, e furono tosto intavolate le negoziazioni. Il maggiore +Burlando per i suoi stipulò che _tutti i Volontari chiusi in Mentana_ +avrebbero deposte le armi e sarebbero stati ricondotti al confine +italiano da una scorta francese. I generali franco-papali mostrarono +intendere, ed amiamo ancora crederlo, per l’onore di Francia, +incolpevole equivoco, che pei soli _rinchiusi nel castello_ fosse +pattuito il partire così, laonde tutti quelli che trovarono per le vie +di Mentana, circa ottocento, li ritennero prigionieri di guerra e li +portarono, trofeo non legittimo, in Roma. + +Ridire poi tutte le prove di valore e di sacrificio sarebbe +impossibile: empirebbero un poema. I settanta Carabinieri livornesi, +la vecchia guardia della giornata, lasciarono circa la metà de’ loro +sul terreno, fra i quali dodici morti, dei quali troviamo in un album +pietoso registrati i nomi che ci par sacro ripetere.[370] Era stato +degno di comandarli fino all’ultimo istante, fino a che gravemente +ferito ad un braccio cadde egli stesso, Carlo Mayer, nome in Livorno +onorato, già soldato e ferito d’altre campagne, colto intelletto e +nobile cuore, fra i rari superstiti di quella generazione di veri +volontari, di veri patriotti, e, sia pur detto, di veri uomini, che le +battaglie della vita, più ancora che le battaglie del campo, vennero +decimando. Cantoni di Bologna, il conte Bolis romagnuolo, bravamente +morirono. Egisto Bezzi, di cui basta il nome, Adami livornese, Stallo +genovese, Erba e Vigo Pellizzari di Milano, molti altri de’ quali il +nome non si conosce, caddero feriti e con uno stuolo non meno ammirando +di usciti illesi per prodigio da ogni più disperato sbaraglio, +confermarono al nome italiano l’immortalità del valore. + +Che cosa faceva intanto il colonnello Paggi co’ suoi tre battaglioni? +Aveva egli scoperto il nemico, aveva visto il combattimento, aveva +sentito la fucilata ed il cannone? Tanto Menotti Garibaldi quanto +il generale Fabrizi gli mossero ne’ loro rapporti grave censura per +non aver prima d’ogni altra cosa avvertita la marcia dell’esercito +franco-papale per via Nomentana, e non essere disceso, una volta +impegnato il combattimento, ad attaccare il nemico alle spalle. + +Ma il colonnello Paggi in un suo rapporto, edito da’ giornali, s’è +giustificato adducendo che il nemico, girando per le posizioni di +Casale e Romitorio su Mentana, passò lontano da’ suoi avamposti otto +miglia: che Monte Porci e Monte Lupari, oltre che essere anch’essi +assai lontani e fuor d’ogni vista dalle accennate posizioni di Casale +e Romitorio, erano stati il giorno prima per ordine di Menotti stesso +abbandonati: che egli era stato mandato ad occupare _Palombara_ fuori +affatto di linea, mentre dovea occupare il monte _Palombino_ dominante +la strada; che infine egli avea udito il cannone soltanto verso il +tocco e mezzo, ma che non avendo ricevuto alcun ordine di muoversi, +stimò di non poterlo fare sulla sua responsabilità. + +A noi mancano tuttavia argomenti bastevoli per pronunciare un giudizio. +È certo però che il generale Garibaldi contava molto sulla vigilanza +e sull’intervento della colonna del Paggi, tanto vero che durante il +combattimento spedì guide ed ufficiali di stato maggiore a chiamarlo, +ed è altresì certo che se un solo battaglione di quella colonna fosse +comparso anche verso le tre alle spalle del nemico, l’effetto ne poteva +essere grande e forse decisivo. + +Tale fu la giornata di Mentana. In essa si trovarono di fronte, +secondo i nostri ed i rapporti dello stato maggiore dell’esercito +alleato, 11,000 Franco-papali contro 4652 Garibaldini. Tutto l’esercito +pontificio sì mercenario che indigeno era uscito da Roma, ed il +generale Fabrizi calcolando ai 5000 uomini si tiene molto al disotto +del vero. Dell’esercito francese erano in linea tutto il 1º, il 29º e +il 59º reggimento di linea, un battaglione di cacciatori di Vincennes e +un’intera batteria d’artiglieria. + +Le perdite de’ nostri, secondo le informazioni raccolte dal corpo +sanitario, ammontarono a circa 240 feriti e 150 morti, oltre a circa +900 prigionieri. I morti del nemico ascesero a 256, sui quali, fatta +la proporzione, si può calcolare il numero dei feriti. La differenza è +dunque tutta a danno de’ Franco-papali; i Garibaldini non ebbero altro +privilegio che di lasciare un maggior numero d’ufficiali sul campo di +battaglia.[371] + + +XVI. + +La notte era grigia e tetra, la campagna squallida e muta: buffi di +vento soffiati dal Tevere penetravano nelle ossa, intirizzendovi quelle +ultime ceneri d’energia che l’ambascia e la fatica di quell’aspra +giornata non aveano consumate. La colonna seguiva, lunga, serrata, +taciturna: non un canto, non un grido, non un colloquio. Garibaldi +precedeva a cavallo, silenzioso anch’esso, col cappello sugli occhi, +le braccia abbandonate, lugubre, spettrale. Pareva il _Napoleone_ di +Meissonnier, che batte in ritirata dopo la sconfitta di Laon. Egli non +badava ad alcuno, e nessuno a sua volta avrebbe osato interrompere il +sacro colloquio di quell’uomo con la sua sventura. + +Un istante tuttavia parve accorgersi che qualcuno gli cavalcava più +dappresso, guatando ansioso tutti i moti della sua fronte; onde, rotto +per poco il silenzio, gli disse: «È la prima volta, Guerzoni, che +mi fanno voltare le spalle così, e sarebbe stato meglio....» qui un +profondo sospiro gli troncò nella strozza la parola, e spinto avanti il +suo cavallo, arrivò poche ore dopo insieme a tutta la colonna a Passo +Corese. + +Voleva forse dire: «Sarebbe stato meglio morire?» L’evento e l’ora +consigliavano siffatti pensieri, e molti forse li covavano come lui. + +Ivi il primo ad affacciarglisi fu il volto franco ed ospitale del +colonnello Caravà, già suo soldato, ora comandante il 4º Granatieri al +confine, e che fin dove glielo avevano concesso i suoi rigorosi doveri, +era stato durante tutta la campagna sollecito in ogni guisa de’ nostri +sbandati e de’ nostri feriti. Garibaldi gli porse la mano e gli disse: + +«Colonnello, siamo stati battuti, ma potete assicurare i nostri +fratelli dell’esercito che l’onore delle armi italiane fu salvo.» + +E fu quella la più eloquente epigrafe di tutta quella campagna. + +Il dì appresso il Generale montava in ferrovia, col proposito di +ricondursi diritto alla sua Caprera, quando, «giunto a Figline (lo +diremo colle parole stesse della protesta che i seguaci del Generale +stesero in quella circostanza),[372] il convoglio fu fatto arrestare +e presentossi al generale Garibaldi il luogotenente colonnello dei +Carabinieri, signor cavalier Camozzi, il quale chiese conferire da +solo col Generale stesso. La stazione era occupata militarmente da una +divisione di Bersaglieri, comandata dal maggiore Fiastri, e da un forte +drappello di Carabinieri. + +»Dopo pochi istanti il Generale scese dal convoglio, e tutti noi che lo +accompagnavamo con lui. + +»A un tratto si udì il generale Garibaldi dire ad alta voce al +colonnello Camozzi le seguenti parole: + +» — Avete il regolare mandato d’arresto? — + +»Il Colonnello rispose: — No. Ho l’ordine d’arrestarla. — + +»Il Generale replicò: — Voi sapete di commettere una illegalità. Io non +sono colpevole d’alcuna ostilità contro lo Stato italiano, nè contro le +sue leggi. Sono deputato italiano, generale romano eletto da un governo +legalmente costituito e cittadino americano. Come tale, non essendo +colto in flagrante di nessun delitto, non posso essere arrestato, e +voi e chi vi manda, violate la legge. Però vi dichiaro che non cederò +che ad un atto di violenza, e che, se volete arrestarmi, vi converrà +trasportarmi a forza. — + +»A queste sue parole noi tutti (s’intendano i sottoscrittori della +protesta) eravamo risoluti a difendere anche colle armi, nella +persona del Generale, la legge e il diritto. Ma egli ci dichiarò «che +alla violenza, che si intendeva usare contro di lui, non voleva si +rispondesse con altra violenza; che non avrebbe mai consentito ad +un conflitto con soldati italiani, e ci impose di tralasciare ogni +pensiero di resistenza armata.» + +» — Perchè (soggiunse) se avessi voluto resistere colle armi, io pel +primo avrei usato di quelle che aveva sotto i miei ordini. — + +»Noi ubbidimmo. + +»Accorsa molta gente, la quale poteva far temere una collisione, e nel +desiderio di evitare uno spettacolo così umiliante per il paese, il +deputato Crispi telegrafò due volte al Presidente del Consiglio dei +ministri, chiedendo una revocazione degli ordini in nome d’Italia, ed +affermando replicatamente che il Generale voleva andare a casa sua, +a Caprera. Perciò fu chiesta al colonnello Camozzi la breve dilazione +necessaria per ottenere da Firenze una risposta telegrafica, come era +stata domandata. + +»Nello stesso tempo molti fra noi insistevano presso il colonnello +Camozzi, perchè anch’egli, da parte sua, telegrafasse al Governo, +significandogli la risoluzione del generale Garibaldi e chiedendogli, +per la nuova e impreveduta circostanza, nuove istruzioni. + +»A questo nostro consiglio il colonnello Camozzi oppose il più reciso +rifiuto. + +»Scorsa un’ora, senza che fosse arrivata da Firenze alcuna risposta al +telegramma del deputato Crispi, il colonnello dei Carabinieri dichiarò +che doveva far eseguire gli ordini. + +»Nemmeno la dichiarazione fatta più volte dal generale Garibaldi +d’essere stanco, sofferente, affranto da molti giorni di privazioni +e di fatiche, e di non poter sopportare il nuovo e grave disagio d’un +lungo viaggio, valse a trattenerlo. + +»Allora quattro carabinieri si avvicinarono al Generale, il loro +maresciallo lo invitò, in nome de’ suoi superiori, a seguirli. Il +Generale, mantenendo ferma la sua prima risoluzione, fu sollevato dai +suddetti carabinieri, tolto da dove era seduto nella sala d’aspetto, +e così trasportato di peso in mezzo al silenzio più solenne de’ suoi +amici sino alla carrozza a lui destinata. + +»Solo il deputato Crispi, in nome di tutti, protestò con energiche +parole contro la violazione della legge e contro l’oltraggio inflitto +al più grande cittadino d’Italia. + +»Fu concesso soltanto alla sua famiglia ed a’ suoi domestici +d’accompagnarlo, ma solo il genero Canzio rimase con lui. + +»Nello stesso compartimento andò a sedersi il colonnello Camozzi; molti +vagoni di Bersaglieri precedevano e seguivano il treno.[373]» + +E di là continuò fino al Varignano, dove sostenuto tre settimane, il 26 +di sera fu imbarcato per Caprera, e quivi colla sola condizione di non +uscirne sino al marzo vegnente e di presentarsi al Tribunale, caso mai +il processo dovesse aver luogo, posto in libertà. + +Le ultime parole da lui scritte, uscendo da quel secondo carcere patito +per Roma, furono: «Addio Roma, addio Campidoglio! Chi sa chi e quando a +te penserà!» + +Ci pensò la Nemesi della Storia, che ai vinti di Mentana preparò la +triste, ma giusta, ma fatale rivincita di Sédan! + + [Illustrazione: SCHIZZO TOPOGRAFICO dell’Insurrezione Romana — + 1867] + + +XVII. + +L’Eroe aveva più che mantenuta la sua parola; dal 1868 al 1870, non +solamente non s’era più mosso da Caprera, ma, cosa portentosa, aveva +scritto poche lettere, e fatto parlare raramente di sè.[374] + +Che cosa fa il Generale?; — era la domanda quasi obbligata e periodica +de’ suoi amici in quegli anni; — che cosa pensa, che cosa mulina, che +cosa apparecchia? — Nulla! pota le viti del Fontanaccio, scrive de’ +romanzi,[375] e fa la corte alla signora Francesca Armosino, che non +sembra ritrosa a quell’onore. + +Se non che, a un tratto, l’una dietro l’altra, col crescendo d’un +uragano, scoppiano le notizie dell’_anno terribile_: l’antico duello +tra Francia e Germania ripreso; il primo esercito francese disfatto a +Wörth e a Gravelotte; il secondo annientato, coll’Imperatore stesso +prigioniero, a Sédan; l’Impero caduto e la Repubblica gridata: gli +eserciti di Germania alle mura di Parigi: la Francia boccheggiante +sotto il piede del vincitore, troppo orgogliosa, vorremmo dire, troppo +grande, per darsi vinta ancora. + +Ora in mezzo a questo cataclisma che spostava da un istante all’altro +il fulcro dell’equilibrio mondiale, quale sia stato il contegno +dell’Europa, il contegno dell’Italia nostra, non è mestieri ridirlo. +L’Europa gridò: «Beati i neutri;» l’Italia esclamò: «Quest’è l’ora di +riprender Roma:», più d’uno forse pensò se non era il caso di riavere +anche Nizza; e continuando a lasciar che la Francia si liberasse come +poteva dalle strette del colosso che le stava sul petto, ciascuno badò +soltanto a trarre quel qualunque profitto che potesse dalla vittoria +dell’uno, dalla sconfitta dell’altro, dallo spossamento d’entrambi. +Ciascuno, eccettuatone un solo: colui che fu, sotto ogni rispetto, +l’eccezione vivente del nostro secolo, Giuseppe Garibaldi. Intanto +che gl’Italiani si preparavano tripudiando alla facile conquista +dell’eterna città, intanto che taluno de’ suoi concittadini nizzardi +lo sollecitava a entrare nel moto _revisionista_ che doveva restituire +la sua terra nativa all’Italia, egli solo pensava alla Francia; egli +solo forse sentiva il pericolo di veder sparire dal consorzio delle +nazioni latine quella madre presunta, ma agitatrice certa di tutte le +grandi idee moderne; ed egli solo le offerse, con semplice e commovente +parola, «quanto restava di lui.» + +La sua lettera però al _Governo della Difesa Nazionale_ in Tours +restò senza risposta; e forse la sarebbe rimasta per sempre se il +francese colonnello Bordone, uno de’ suoi ufficiali del 60, fattosi +zelatore ardentissimo di quel viaggio, non fosse riuscito a strappare +al signor Crémieux, Guardasigilli della _Difesa Nazionale_ una specie +di aggradimento o d’incoraggiamento ufficioso che non aveva nulla, +a dir vero, dell’invito ufficiale e categorico d’un Governo; ma che +bastò al Bordone stesso per credere e far credere al Generale che egli +sarebbe stato accolto a braccia quadre da tutto il popolo francese +e salutato come un salvatore.[376] Ma fu disingannato ben presto. A +Marsiglia il popolo lo accolse coll’usato entusiasmo; ma a Tours era +così poco aspettato[377] che lo stesso Crémieux fu udito esclamare +in suon lamentoso: «Ah mon Dieu; il arrive! Il ne nous manquait plus +que cela;[378]» e il Gambetta, disceso per l’appunto in quei giorni +in aerostata alla capitale provvisoria della nascente repubblica, non +seppe ringraziarlo in altro modo che facendogli offrire il comando di +due o trecento Volontari, di cui il Governo non sapeva che farsi. + +Il fatto era che, eccettuati quei pochi amici ed ammiratori che +l’Eroe aveva in tutti gli angoli della terra, nessuno in Francia +aveva desiderato la sua venuta. Il Governo pel primo l’aveva subíta, +ma non l’avrebbe mai invocata. Aborrito da tutte le frazioni del +partito retrivo come il campione più pericoloso della rivoluzione; +dipinto alle ignare contadinanze come un anticristo nemico a tutte +le religioni e a tutti gli altari; inviso alla borghesia bottegaia +e pacifica, come un impedimento di più alla conclusione della pace, +che era in fondo l’anelito segreto e il desiderio più sincero del +popolo francese, Garibaldi si trovò in Francia fin da’ primi giorni +nella falsa posizione d’un intruso che arreca in casa d’altri un +aiuto non richiesto, ed è tanto più increscioso agli aiutati, quanto +più sono costretti a confessare che di quell’aiuto avrebbero bisogno. +L’esercito pel primo non avrebbe mai potuto tollerarlo. «Mai, esclamava +il Gambetta, mai io metterò un Generale francese sotto gli ordini di +Garibaldi.[379]» Ed era un proponimento ingrato, ma in quel momento e +per quel paese, politico. Nessun Generale si sarebbe mai rassegnato +ad aver per uguale, molto meno per capo, quel soldato di ventura. +I Capitani dell’Impero erano stati troppo solennemente battuti per +ammettere che altri venisse loro ad apprendere il modo di non esserlo +più. Vittoriosi, avrebbero forse tollerato di dividere con lui i resti +della loro gloria; vinti, non avrebbero patito di dovere a lui gli +onori della rivincita sperata. Checchè facesse Garibaldi, ponendo il +piede in Francia egli era già predestinato a questo fine: portare +la soma di tutti gli errori altrui; perdere il frutto di tutti i +meriti propri; non raccogliere altro premio del suo beneficio che +l’ingratitudine implacabile de’ beneficati. + +Tuttavia il governo di Tours se non poteva desiderarlo, non poteva +neanche osar di respingerlo; e quando il Generale, indignato +dell’oltraggiosa offerta che gli era stata fatta, annunziò che +sarebbe ripartito dalla Francia col primo treno diretto, il Gambetta, +impensierito dell’interpretazione che si sarebbe data a quella +partenza, e soprattutto forzato dal programma di guerra a oltranza +da lui stesso bandito, che gli impediva di trascurare qualsiasi più +piccolo soccorso, finì coll’offrire al Generale «il comando di tutti i +Corpi franchi della zona dei Vosgi compresi da Strasburgo a Parigi, e +d’una brigata di Guardie mobili.» + +E come ognun sente, il titolo era troppo risonante per non sospettarvi +sotto più vento che sostanza; tuttavia Garibaldi ormai disposto a +sacrificare tutto sè stesso al fine che lo conduceva, l’accettò subito, +e nell’indomani diede convegno a tutte le forze reali ed immaginarie +poste a’ suoi ordini, nei dintorni di Dôle, dove andò egli stesso il 15 +ottobre a porre il suo Quartier generale. + +La scelta di quel primo punto di concentramento, dato l’obbiettivo +prescritto al generale Garibaldi, e le posizioni del nemico, non poteva +essere migliore. La piccola città di Dôle, capoluogo del Giura, domina +dall’alto le due valli della Saona e del Doubs; allaccia intorno a sè +le quattro strade di Dijon, di Langres, di Besançon, e di Lione, ed +offre a qualunque esercito abbia l’ufficio di proteggere il Giura ed il +Lionese da un nemico sboccante dai Vosgi, un pernio d’operazione e di +difesa per ogni rispetto gagliardo ed opportuno. + +E tale era infatti il problema dei belligeranti nel sud-est della +Francia. Il generale Werder vinta Strasburgo era sceso con tutto il suo +Corpo d’armata (XIV) nella regione meridionale dei Vosgi, e lasciata +una divisione all’assedio di Belfort, s’era disteso colla sua ala +destra nelle convalli della Saona e dell’Ognon, spingendo già le sue +scorrerie fino a Vesoul, Langres e Montbeillaird in faccia a Dijon, +Dôle e Besançon. + +Ora contro queste truppe, sommanti a più che quarantamila uomini, +non istettero fino ai primi d’ottobre che il Corpo del generale +Cambriels, forte tutt’al più di ventimila soldati, tra Besançon e +Beaume-les-Dames, e alcuni battaglioni di milizie mobili sotto gli +ordini del dottore Lavalle, a guardia di Dijon. Tra questa città e +Besançon v’era dunque un largo spazio vuoto, già minacciato dalle +scorrerie nemiche, che importava e si pretendeva infatti coprire col +così detto _Esercito dei Vosgi_ del generale Garibaldi. + +Il qual esercito però non cominciò che al 20 ottobre a parere almeno +l’embrione di quello che sarebbe stato in futuro. E non parliamo del +numero, che fino a tutto ottobre non superò mai i quattromila uomini +e per quasi l’intero novembre i settemila, ma tocchiamo qualcosa +soltanto della qualità. Un cibreo cosmopolita di Francesi, Spagnuoli, +Polacchi, Greci, Algerini, miscuglio a sua volta di guardie mobili, di +soldati stanziali, di volontari, di reclute forzate, e decorato de’ +nomi più strani e diremmo quasi quarantotteschi: _Francs-tireurs du +Rhône, de Gand, de l’Isère ec.; Alsaciens de Paris, Explorateurs de +Gray, Compagnie de Colmar e d’Oran, Enfants perdus de Paris, Guerrillos +d’Orient, le Bataillon l’Egalité de Marseille_ ec.; i _Cacciatori +delle Alpi, di Marsala, di Genova_, ec.; camuffati nelle foggie più +strane, militari, brigantesche, eroiche, borghesi; armati di tutte +le armi, dalla _tabatière_ al _Chassepot_, dal _Remington_ alla +carabina svizzera, dall’antiquato fucile a percussione al nuovissimo +_Spencer Rifle_; comandati da ufficiali, la cui gerarchia morale andava +dall’avventuriere mestierante, lanciaspezzata di tutte le cause, al +candido paladino dell’idea, accorso a morire per la repubblica; dal +veterano incanutito nelle battaglie, al tribuno popolare improvvisato +generale; dal vigliacco degno di fucilazione,[380] all’eroe degno +d’apoteosi: ecco l’esercito dei Vosgi. + +Che se a tutto ciò si aggiunga, fino quasi al finire della campagna, la +mancanza di cavalleria, la povertà d’artiglieria, la freddezza, se non +era qualche volta avversione, delle popolazioni e delle magistrature +locali; la lentezza, se pur non poteva dirsi ritrosia del Governo a +soddisfare ai più stringenti bisogni del nuovo esercito, e infine la +perpetua incertezza del comando, sicchè in quella zona dei Vosgi, o +del Giura, o della Costa d’Oro, non si seppe mai chi comandasse in +capo; se Garibaldi, o Cambriels; se Michel, o Cremer; se Crousat o +Bressolles; si avrà una pallida idea delle condizioni in cui Garibaldi +dovette fare quella guerra, e quanta virtù di pazienza, di costanza, di +coraggio, dovesse racchiudersi nel petto di quell’eroe per resistere +a tante contrarietà, ben più moleste del fucile ad ago prussiano, e +non piantare su due piedi un paese che gli lesinava persino i mezzi di +combattere e morire onoratamente per lui. + + +XVIII. + +E se ne videro ben presto le prove. Le avanguardie del Werder +scorazzavano già nei dintorni di Gray, laonde Garibaldi, accortosi +della necessità di far argine all’invasione crescente, mentre con +abili manovre tra la Saone e l’Ognon tentava di arrestare la marcia +del nemico o di guastarne i disegni, insisteva col Cambriels, affinchè +cooperasse con lui, sia colle mosse combinate delle sue truppe, sia +coll’inviargli rinforzi, a contenere il nemico sempre più minaccioso. + +Ma indarno. Ora il Cambriels dichiarava di non poter dare nè un uomo, +nè un cannone de’ suoi; ora invece sognando d’essere attaccato egli +stesso, interrompeva le operazioni meglio avviate di Garibaldi per +chiedere soccorso a lui;[381] ora infine per l’impotenza di Garibaldi, +ora per l’incapacità e il malvolere del Cambriels, la cosa andò tanto +a seconda ai Prussiani da quel lato, che alla fine dell’ottobre, avuta +pronta ragione dei pochi mobili che guardavano la città, entrarono, per +dedizione del municipio, in Dijon. + +Il fatto era grave. Colla presa di Dijon non solo tutte le gole del +Morvan, dietro le quali la Francia possiede nei grandi opifici del +Creuzot una delle maggiori sue ricchezze, erano esposte all’invasione +nemica, ma persino le strade di Lione e di Nevers, quindi la linea +della Loira, dietro la quale il generale Bourbaky ordinava il suo +ultimo esercito salvatore, poteva essere minacciata. Di fronte pertanto +a questo pericolo, il governo di Tours pensò di incaricare il Generale +della difesa del Morvan, ordinandogli di trasportarsi con tutte le sue +forze ad Autun. E il Generale, che fino a quel giorno avea reso alla +difesa del Giura importantissimi servigi, arrestando coi felici scontri +di Genlis e Saint-Jean de Losne (5, 6, 7 novembre) i Prussiani al di +là della Saona, accettò, ringraziando, il nuovo mandato, e tra il 14 +e il 15 novembre mosse per il nuovo teatro della guerra che gli era +destinato. + +Ma quivi pure la parte affibbiatagli era superiore alle forze. +Col sopraggiungere della legione italiana e d’altri corpi franchi, +Garibaldi aveva potuto accrescere e riordinare il suo piccolo esercito +in quattro brigate; la prima comandata dal generale Bossack, veterano +delle guerre polacche, con circa quattromila uomini; la seconda agli +ordini del signor Delpeck, testè prefetto di Marsiglia, prode, ma nuovo +alle armi, di circa millecinquecento; la terza, capitanata da Menotti +Garibaldi, comprendente i Corpi franchi italiani, di circa cinquemila +seicento uomini; una quarta infine, posta sotto il comando di Ricciotti +Garibaldi, composta in gran parte di _francs-tireurs_, ma che a quei +giorni era tuttora in formazione a Dôle e superava di poco il migliaio +di combattenti. + +E conviene sempre rammentarsi che se questa massa di circa +quattordicimila uomini cominciava a prendere qualche forma e qualche +aspetto militare, non aveva ancora al suo arrivo in Autun che quattro +pezzi d’artiglieria di montagna; contava tutt’al più un centocinquanta +cavalieri miseramente montati; penuriava de’ più necessari oggetti +di corredo, principalmente di cappotti e di scarpe, divenuti, pel +crudo inverno che s’innoltrava, assolutamente indispensabili. Il +nemico invece presidiava con circa ventimila uomini Digione, e nei +dintorni ne teneva altri diecimila tra Auxonne e Dôle, ed era già +potentemente fiancheggiato dalla 14ª divisione, del 7º corpo (Zastrow), +staccato dall’armata del principe Federico Carlo, le cui avanguardie +stormeggiavano tra Auxerre e Montbard e minacciavano insieme il fianco +sinistro di Garibaldi e le sue comunicazioni col sud. Erano insomma +cinquantamila uomini, muniti di potente e numerosa artiglieria e +forniti a dovizia d’ogni ben di Dio, contro quindicimila soldati +improvvisati, sprovvisti d’ogni cosa più necessaria. + +È ben vero che il generale Garibaldi non era solo, e che quasi a +contatto della sua destra, tra Beaune e Chagny, stava scaglionato +tutto l’esercito dell’est, passato allora sotto gli ordini del generale +Crousat, per ripassare tra poco sotto gli ordini del generale Cremer; +ma chi rammenti dall’un canto la funesta dualità di comando che +paralizzava le migliori intenzioni dei due eserciti e l’antipatia che +i generali francesi avevano d’accordarsi col Condottiero italiano; chi +consideri dall’altro il modo veramente singolare con cui que’ generali +intendevano e facevano la guerra, senza concetto, senza iniziativa, +senza fede, vedrà che Garibaldi non poteva fare assegnamento per +operazioni importanti che sopra sè stesso; e leggendo attentamente la +storia di quel tratto di campagna, si convincerà che se egli non fosse +stato, nulla avrebbe impedito all’esercito di Werder di marciare un +mese prima sopra Lione, e di sorprendere dietro la Loira il generale +Bourbaky in piena formazione. + +Tuttavia, come al solito, egli disse: «i’ mi sobbarco,» e si mise +all’opera. Fino a quei giorni i prussiani avevano potuto scorazzare +impunemente il paese e con pochi ulani spadroneggiarlo. Da che entrò +in campo Garibaldi la scena mutò, ed essi pure dovettero pensare un +po’ più seriamente ai casi loro. Oramai in quell’arte delle scoperte, +dei volteggiamenti, delle sorprese in cui si eran chiariti maestri, +avevano trovato un emulo, e un emulo degno di loro. D’ora in poi non un +bivio, non un villaggio, non un bosco, in cui i formidabili scorridori +tedeschi non incontrassero, pronte a riceverli, anzi desiderose +d’incontrarli, le pattuglie dei franchi tiratori garibaldini. Il giuoco +delle allegre scorribande nel Morvan e sulla Costa d’Oro era finito, +quando non erano i superbi vincitori di Sédan e di Strasburgo che ne +pagavano le spese. + +Munita alla meglio Autun, scaglionatosi arditamente da Epinac a +Soubernon, Garibaldi non s’accontenta di star sopra una inerte difesa; +attacca, sorprende, molesta egli stesso il nemico, e col moto perpetuo +sulla fronte, sui fianchi, alle spalle, gli nasconde i suoi disegni. +Così il 20 lancia a fondo la brigata Ricciotti sulla colonna Zastrow, +e il figliuolo fa così bene la sua prima prova di comandante che +sorprende, a Châtillon-sur-Seine, una delle avanguardie nemiche, le +uccide dugento uomini, le porta via centosessanta prigionieri,[382] e +quattro carri di munizioni. + +Ma di ciò non s’appagava. Da lungo tempo Garibaldi mulinava di tentare +un colpo di mano notturno su Dijon, e nella sera del 24, lasciata parte +delle forze a guardia d’Autun, mosse colla 1ª e 3ª brigata Bossack +e Menotti, all’ardua impresa. Se non che la brigata Bossack essendo +incappata negli avamposti prussiani di Velars, che avrebbe dovuto +cansare, la sorpresa, come accade di sovente, fu sventata e il disegno +mutato. Non per questo Garibaldi indietreggiò. Presa posizione sulle +alture e nei dintorni di Lantenay, Garibaldi aveva concertato col +capo di stato maggiore del generale Cremer di attirare nella Val di +Suzon l’inimico, per lasciar modo ai Francesi di accostarsi a Dijon da +sud-est, e se era possibile penetrarvi. + +Ai Prussiani però importava troppo di non avere un siffatto nemico, +potrebbe dirsi, a ridosso; sicchè intanto che egli meditava di +attaccarli nelle loro posizioni di Plombières, aggirandoli per +nord-ovest, essi si movevano ad attaccar lui nelle sue posizioni +di Lantenay aggirandolo per la strada di Prenois-Pasques, d’onde +lo scontro e quel che fu detta la battaglia di Pasques. Garibaldi +però, vigile sempre, aveva scoperto fin dal mattino (26 novembre), +la marcia del nemico, sicchè non appena egli cominciò a spuntar colle +avanguardie su Pasques, potè salutarlo colle sue artiglierie. Allora +il combattimento s’accese, e Garibaldi in persona, montato pel primo +giorno a cavallo, lo dirigeva. E quantunque il numero de’ Prussiani +fosse da quel lato minore (la sola brigata Degenfeld), la superiorità +della loro artiglieria era tale che la bilancia delle forze traboccava +ancora in loro favore. Tuttavia l’ardore dei Garibaldini è in quel +mattino grandissimo; la legione italiana, condotta dal Tanara, si +lancia alla baionetta; alcune compagnie di _franchi tiratori_, guidati +da Canzio, secondano il Movimento; la brigata Delpeck spuntando +da Ancey minaccia la destra di Pasques, talchè i Prussiani, in +presentissimo pericolo d’essere tutti avvolti, si ripiegano disordinati +su Prenois. Colà però trincerati dietro le case, e protetti dalle +muraglie dei giardini, ripiglian la resistenza; ma di là pure +intrepidamente assaliti da ogni fianco cominciano a vacillare ed a +cedere terreno. Egli è allora che Stefano Canzio, il quale in tutta +quella campagna manifestò doti d’intelligentissimo capitano, veduto il +balenar de’ nemici si pone a capo di quel distaccamento di _cacciatori +a cavallo_ e di quelle poche guide garibaldine, che facevan tutta la +cavalleria dell’esercito, raccozza quanti altri ufficiali e soldati +a cavallo gli cadon pel momento sotto mano, e formato così un gruppo +di forse centocinquanta cavalieri, si lancia ventre a terra, Murat +improvvisato, contro il fianco sinistro dell’inimico sulla strada di +Prenois-Darois, e ne compie la rotta. + + +XIX. + +«A Dijon, a Dijon,» gridaron tosto ebbri della vittoria i Garibaldini. +«Ebbene a Dijon,» rispose Garibaldi, e cedendo ancora una volta al +cattivo genio degli assalti notturni, date poche ore di riposo alle +truppe, posti i carabinieri genovesi del Razzetto in testa, dietro i +legionari italiani e i _francs-tireurs_ di Ricciotti, in ultimo i tre +battaglioni dei _mobiles_, in sul cader della sera per la strada di Val +Suzon si pose in marcia. + +La notte era già calata e tutto fin presso a Talant era andato a +seconda. Il Generale in una carrozzetta ferma sulla strada, rassegnava, +a mano a mano che passavano, le sue milizie e gridava loro: «Avanti, +figliuoli: alla baionetta, non un colpo di fucile,» accompagnando il +passo marziale de’ suoi con un suo inno patriottico, che egli aveva +composto in quei giorni e che suonava così: + + Aux armes! aux armes! aux armes! + L’étranger veut nous envahir, + Aux armes! aux armes! + Nous saurons le punir. + Vous osez menacer la France, + Souverains pleins d’arrogance; + Oubliez-vous qu’en cent combats + Vos phalanges fuyaient + Au seul bruit de nos pas, + Et vos trônes brisés + Tombaient avec fracas? + Aux armes! etc. + Pour asservir notre patrie + S’est formée une ligue impie; + Les rois nous préparent des fers. + Vainqueurs de l’Univers, + A nous des fers? A nous des fers? + Aux armes! etc. + +Ma all’entusiasmo latino stava per rispondere ben presto la solidità +tedesca. Sorpresi a Hauteville dai carabinieri del Razzetto, gli +avamposti di Degenfeld danno in volta disordinata, e dietro loro i +franchi tiratori di Ravelli e di Ricciotti si avanzano arditamente +fin sotto Talant; ma il nemico s’è già riavuto dalla prima sorpresa; +il 1º battaglione del 2º reggimento badese, fiancheggiato da batterie +a mitraglia, si spiega sulla strada accogliendo con rapide scariche +su quattro righe gli assalitori: i mobili, nuovissimi al fuoco, +nuovissimi a quelle imprese notturne, infilati dalla moschetteria e +dalla mitraglia, rompono, si scompigliano, rigurgitano in grandissimo +tumulto, trascinando nel loro vortice i più audaci e volonterosi. +Invano Garibaldi dalla sua carrozza, esposto egli pure alla grandine +dei colpi nemici, urla, prega, bestemmia, vuol farsi portare innanzi +a forza di braccia: non c’è genio o virtù di Capitano che imponga ad +un esercito vinto da un timor pánico; e quando il pánico lo prende di +notte, nessuna potenza umana che lo salvi. + +Ma che cosa faceva, intanto che i Garibaldini attaccavano due volte +in un giorno il nemico, che cosa faceva il generale Cremer co’ suoi +dodicimila uomini scaglionati da Beaune a Chagny, a quattro ore di +marcia da Dijon? «Dobbiamo supporre, esclama il generale Bordone, +ch’essi siano stati battuti e schiacciati, poichè conoscendo il forte +conflitto, che durava dal mezzogiorno in poi, non diedero segno di +vita.[383]» + +A Garibaldi frattanto fu giuocoforza battere in ritirata. Rioccupate +nella notte le sue posizioni di Lantenay-Commarin, al mattino vegnente, +27, mentre il generale Werder con due colonne convergenti si preparava +a circuirlo e tagliargli la via, riusciva a sgusciargli dalle mani col +grosso delle sue forze, e fatta fronte due giorni ad Arnay-le-Duc, il +30 novembre rientrava, senza lasciarsi dietro nè feriti nè prigionieri, +in Autun.[384] + +Colà però il nemico non tardò a rendergli la visita di Dijon. +Solo Garibaldi la presentiva; e datone avviso al Cremer, che +prometteva ancora il suo aiuto, faceva munire d’artiglierie le due +strade di Saint-Martin e Saint-Symphorien, d’onde il nemico doveva +infallibilmente sbucare. + +Se non che la guardia di Saint-Martin era stata affidata a certo +Chenet, comandante la _Guerrilla d’Orient_, che nella notte dal 30 +novembre al 1º dicembre, senza ordine, senza perchè, come si lascia una +villeggiatura, scomparve, abbandonando nelle mani dei Tedeschi quella +posizione importantissima. Era una vigliaccheria inaudita, una patente +diserzione in faccia al nemico; il Chenet fu da un regolare Consiglio +di Guerra condannato alla degradazione ed alla morte (graziato poi +della vita per troppa generosità di Garibaldi); ma frattanto il +danno era avvenuto e il nemico, forte di tutta la brigata Kettler, +di un reggimento dragoni e di tre batterie, era già, prima che fosse +avvertito, ai sobborghi della città. Nulla di meno, trovò resistenza +degna di lui. Intanto che i _francs-tireurs_ di Ricciotti e i volontari +della Legione italiana, fiancheggiati da due battaglioni di _mobiles_, +ributtavano il nemico dai sobborghi e ricuperavano Saint-Martin, +le batterie garibaldine, collocate da Garibaldi, controbattevano +felicemente le prussiane, Menotti arrestava sulla destra la colonna +di Saint-Symphorien e frustrava il movimento girante d’un’altra +dalla foresta di Vesvres; talchè in meno di due ore, l’assalitore +era forzato a dar volta su tutti i punti. Ed a compiere la vittoria +che i Garibaldini per mancanza di cavalleria non poterono proseguire, +il generale Cremer riusciva a cogliere le retroguardie dei fuggenti +presso Châteauneuf, rimeritato per ciò da elogi eccessivi di Garibaldi, +il quale l’aveva fatto avvertire della rotta dei Prussiani e l’aveva +posto in grado, usando un po’ d’energia e di solerzia, di circuirli e +annientarli.[385] + + +XX. + +Le marcie e i combattimenti di quell’ultima settimana di novembre +avevano gravemente danneggiato la debole compagine dell’esercito dei +Vosgi, e Garibaldi fu costretto ad occupar gran parte del dicembre ad +accrescerlo, riordinarlo e soprattutto fornirlo di quanto fino allora +l’avara mano del governo di Tours gli aveva fatto desiderare. + +Infatti l’esercito s’era ingrossato fino a sedicimila uomini; una +seconda batteria di campagna le era stata aggiunta; una certa unità +d’armamento e d’assise cominciava ad ottenersi; soltanto difettava +sempre di cavalli e gl’intrighi del Frapolli a Lione che arrestava i +Volontari accorrenti a Garibaldi, i pettegolezzi del Quartier generale +e le animosità dei generali francesi duravano ancora. + +Ad aggravar le disgrazie nella seconda metà di quel mese, Garibaldi fu +ripreso da uno de’ suoi consueti accessi di artritide, che lo inchiodò +per parecchi giorni in letto, obbligandolo ancora, come nel Trentino, a +far la guerra dalla sua camera, per divinazione. + +E tuttavia la sua alacrità non rallentò un istante. Il gran disegno, +che, secondo il signor Gambetta e il suo ispiratore signor De Serre, +doveva salvare la Francia, la punta cioè di Bourbaky su Belfort con +l’intendimento di liberare quella fortezza, riafferrare l’Alsazia e +troncare gli eserciti germanici dalla loro base, sembrava maturo, e non +restava più che concertare gli ultimi particolari della sua esecuzione. +In vero Garibaldi non approvava quel disegno. A parer suo era un errore +da cima a fondo: «errore perchè di quanta gente staccavasi dalla Loira, +di altrettanta il nemico ringagliardiva le linee che stringevano la +capitale; errore perchè lasciava isolato Chanzy contro il Principe +Federico, che Bourbaky avrebbe dovuto assalire, e contro il Duca di +Mecklemburgo; errore perchè prima che Bourbaky, con la solita lentezza +francese, si fosse avvicinato a Belfort, Werder avrebbe spedito +rinforzi: errore soprattutto, secondo lui, perchè muovendo sul suolo +ghiacciato, sotto l’incessante fioccare della neve, una giovine truppa, +nuova ai disagi, sarebbe stata affranta dalle fatiche e dagli stenti, +prima di cominciare i combattimenti. Io (esclama la signora Jessie +Mario, angelo confortatore dei feriti e degli ammalati, in quella +campagna) l’udii favellare in questo senso con accento di profonda +afflizione e non c’è sillaba che i fatti non abbiano con precisione +confermato.[386]» + +Tuttavia quando la impresa fu decisa, egli fu pronto a cooperarvi +con tutte le sue forze. La parte assegnatagli era di coprir il fianco +sinistro del Bourbaky dalla Saona fino ai Vosgi, al quale scopo gli era +stato promesso, non sapremmo se per la terza o quarta volta, di porre +sotto i suoi comandi la divisione Cremer; ma quantunque questa promessa +non fosse mai mantenuta, il Generale accettò il carico impostogli, +e prima ancora che il Bourbaky fosse giunto a Châlons-sur-Saone, +era già all’opera. Intento soprattutto a disturbare la congiunzione +del corpo di Zastrow con quello di Werder, lanciava in mezzo a loro +le due brigate di Ricciotti e di Lobbia (succeduto al Delpeck nel +comando della 2ª) coll’ordine di distruggere ponti, eseguir sorprese, +arrestar convogli; e i due valenti sanno destreggiarsi così bene che +il Ricciotti batte più volte il nemico nei dintorni di Montbard; il +Lobbia, dopo aver campeggiato vittoriosamente per oltre una settimana +nell’altipiano di Langres, riesce a penetrare in questa fortezza ed a +destarvi l’assonnata energia de’ suoi difensori. + +Ma la marcia di Bourbaky era stata troppo strombettata a quei giorni +dagli stessi suoi ordinatori, perchè potesse più essere un segreto per +chicchessia; laonde il Werder, avvertito l’avvicinare del nuovo nemico, +fra il 28 e il 29 dicembre abbandonava Dijon, per ristringersi a Vesoul +e porsi in grado di proteggere gli assedianti di Belfort dall’assalto +che li minacciava. E allora fu ordinato a Garibaldi di occupare e +difendere _inébranlablement_ Dijon, e quantunque egli preferisse +appostarsi col grosso a Dôle, dove fin da principio aveva intravveduto +il pernio delle operazioni nel sud-est, e che inconsultamente +abbandonata dal Cremer sarà fra poco la porta per la quale Manteuffel +sbucherà sul dosso di Bourbaky, tuttavia obbedì ancora, e tra il 5 e il +6 fu con tutte le sue genti nella capitale della Costa d’Oro. E quivi, +afforzata di opere temporanee la città, occupate le forti posizioni +che da Plombières passando per Talant, chiave loro, si spiegano a +ventaglio fino a Saint-Apollinaire, spingeva scoperte in tutti i sensi, +sorprendeva talvolta gli avamposti nemici, ma non era certo da temersi +fosse sorpreso egli stesso. + +Se non che il Quartier generale prussiano prendeva una risoluzione, +che mutava interamente anche nel sud-est lo stato delle cose. Un nuovo +esercito era formato sotto gli ordini del generale Manteuffel, il quale +aveva appunto per iscopo di gettarsi sull’esercito di Bourbaky e, a +seconda dei casi, o attraversargli la strada di Belfort, o metterlo tra +due fuochi e schiacciarlo. E già verso la metà di gennaio il generale +Manteuffel aveva cominciato l’esecuzione del suo disegno; marciando +rapido da Châtillon-sur-Seine sopra Vesoul, e facendosi coprire +dagli attacchi eventuali di Garibaldi colle due colonne Dannenberg e +Kettler, la prima delle quali stormeggiava già tra Bagneux-les-Juifs e +Darcey,[387] l’altra camminava dietro a lui tra Nuits e Montbard. + + +XXI. + +Avvennero per tal modo le tre giornate di Dijon. La mattina del 21 +la brigata Kettler compariva sulle alture di Hauteville in faccia a +Talant e apriva contro queste posizioni e contro quelle di Fontaine +un fuoco micidiale. Nel medesimo tempo numerosi battaglioni si +spingevano nella pianura che si stende tra Hauteville, Daix, Talant +e Fontaine, intanto che un’altra colonna nemica accennava una +diversione dal lato di Plombières sull’estrema sinistra francese. Ma +sei pezzi, posti in posizione e diretti da Garibaldi in persona sui +poggi di Talant, arrestavano tosto con tiri ammirabili l’avanzar del +nemico, smontando parecchi dei suoi cannoni; talchè dopo un breve e +felice duello d’artiglieria, Garibaldi potè lanciar all’attacco le +sue colonne. E allora da Plombières, da Hauteville, da Talant, da +Fontaine, Canzio, Tanara, Menotti, Ravelli (primi sempre gl’Italiani +e i _francs-tireurs_, oscillanti come al solito i _mobiles_), +irrompono con grandissimo impeto; gli approcci di Talant, dove stava +Menotti, sono più fieramente disputati; ma alla fine ripetute le +cariche, apparsi sull’estrema destra del nemico tra Darois e Messigny +gl’infaticabili volteggiatori di Ricciotti, il nemico fu ricacciato +fino a’ suoi accampamenti al di là di Messigny. Fu bella e meritata +vittoria, e Garibaldi superbo, non per sè ma pe’ suoi bravi compagni, +ne telegrafava l’annunzio a sua figlia Teresita in questo tenore; + +«Attaccati vigorosamente dal nemico, l’abbiamo costretto a ritirarsi +dopo dieci ore di combattimento: l’esercito de’ Vosgi ancora una volta +ha ben meritato dalla Repubblica.» + +Grande però la strage in ambi i campi, lamentata fra tutte l’ecatombe +degli Italiani: e Imbriani e Perla e Cavallotti e Pastoris e Bassi e +Gnecco e Settignani e Leonardi e Valdata e Cerruti e Ricci e Canova e +Cecchini e altri ed altri ancora, primo fra tutti per la nobile vita, e +per la fine miseranda, lo stesso generale Bossack, trovato cadavere due +giorni dopo sull’orlo d’un bosco verso Darois; forse abbandonato da’ +suoi, probabilmente morto solo. + +Non si rassegnò a questo scacco il nemico, e all’indomani si preparò a +rinnovare l’assalto. Ma Garibaldi era, s’intende, pronto a riceverlo; +non così per altro tutti i Digionesi. Narra il Bordone che nella notte +stessa dal 21 al 22 un notaio di Messigny accompagnato dal _Maire_ di +Dijon e da un generale Pellissier, cui il governo di Bordeaux aveva +confidato il comando delle _Guardie mobili_ concentrate in Dijon, fa +svegliare Garibaldi per annunziargli, tutto ansante, aver il generale +Kettler ricevuto nella notte grandi rinforzi, essere deliberato a +riattaccare al dì seguente la città ed a bombardarla se resisteva; +scongiurarlo quindi a salvar Dijon dal certissimo eccidio. + +Il Generale prese allora dalle mani del notaio il foglio sul quale +era scritto il salvacondotto prussiano, guardò gli astanti con una di +quelle occhiate che soltanto coloro che gli erano famigliari potevano +comprendere, e disse: «Va bene, Signore: è questo tutto quanto avete a +dirmi?» + +«Sì, Generale,» fece il notaio.... «Ebbene, replicò Garibaldi, potete +tornarvene, per non mancare alla vostra parola; ma dite a quello che +vi ha dato questo salvacondotto, che l’aspetto e che se egli non viene +andrò io a cercarlo: generale Bordone, fate accompagnare questo signore +agli avamposti e buona notte agli altri.[388]» + +I Prussiani tornarono infatti, men numerosi però che il giorno +precedente e forse più per riconoscere e tener occupato il loro nemico +che per ritentare l’assalto; ma anche quel giorno i _mobiles_ cui +toccava l’onore della prima linea, capitanati dal colonnello Lhost, +che vi lasciò da prode la vita, ributtarono gli assalitori, e Garibaldi +potè ancora annunciare al governo di Bordeaux: «Oggi combattimento meno +serio di quelli di ieri, ma più decisivo, che obbligò il nemico alla +ritirata inseguito questa sera dai nostri franco-tiratori.» + +Ma l’attacco finale e decisivo il generale Kettler l’aveva serbato +per il 23. Ristorato di truppe fresche e d’artiglierie, mosse per la +strada di Langres prendendo per obbiettivo il castello di Pouilly, +mascherando il suo movimento con una finta aggirante sulla strada +Saint-Apollinaire. Ma quel giorno a riceverli c’erano le genti di +Ricciotti e del Canzio, che raccolta a Lione un’altra schiera di +Volontari italiani e staccati qua e là i frammenti d’altri corpi, +era riuscito a formare una 5ª brigata, di cui era stato posto a +capo. Il castello di Pouilly, meta della battaglia, fu perduto dai +Franco-Italiani, riguadagnato e riperduto tre volte; ma alla fine +l’entrata in azione di Menotti Garibaldi sulla strada di Langres, il +valor disperato di Ricciotti e di Canzio, una carica di cavalleria +sostenuta con sufficiente valore dai _mobiles_ del Jura, ridiedero il +contrastato castello in mano ai loro primi possessori. Allora le veci +sono mutate, gli assalitori divengono assaliti; e il 1º battaglione +del 61º di Pomerania, incaricato di sostenere la ritirata, mirabile di +costanza e di solidità, ravvolto da un turbine di fuoco, perde circa +la metà de’ suoi, ma non cede il terreno che a notte alta, quando +la battaglia era perduta. Ed avvenne così che i franchi-tiratori di +Ricciotti entrando nella fattoria dove il 61º aveva fatto le ultime +prove, sotto un mucchio di cadaveri e di rovine, accanto al suo alfiere +morto, trovarono coll’asta spezzata quella bandiera prussiana, che fu +l’unico trofeo di quella campagna, entrato a tener compagnia a quelli +di Jena e di Auerstaedt nel _Duomo degli Invalidi_. + +E Garibaldi che tutto il giorno era stato dove più infuriava la +mischia e che poco mancò non restasse crivellato da una scarica quasi a +bruciapelo, fattagli da una mano di nemici imboscati, Garibaldi salutò +la chiusa di quelle tre eroiche giornate con questo manifesto scritto +in francese e di cui crederemmo scemare il valore storico, voltandolo +in altra lingua. + + «Aux braves de l’armée des Vosges, + + »Eh bien! vous les avez revus les talons des terribles soldats de + Guillaume, jeunes fils de la liberté! Dans deux jours de combats + acharnés, vous avez écrit une page bien glorieuse pour les annales + de la République, et les opprimés de la grande famille humaine + salueront en vous encore une fois les nobles champions du droit et + de la justice. + + »Vous avez vaincu les troupes les plus aguerries du monde, et + cependant vous n’avez pas exactement rempli les règles qui donnent + l’avantage dans la bataille. + + »Les nouvelles armes de précision exigent une tactique plus + rigoureuse dans les lignes de tirailleurs; vous vous massez trop, + vous ne profitez pas assez des accidents de terrain, et vous ne + conservez pas le sang-froid indispensable en présence de l’ennemi, + de sorte que vous faites toujours peu de prisonniers; vous + avez beaucoup de blessés, et l’ennemi, plus astucieux que vous, + maintient, malgré votre bravoure, une supériorité qu’il ne devrait + pas avoir. + + »La conduite des officiers envers les soldats laisse beaucoup à + désirer; à quelques exceptions près, les officiers ne s’occupent + pas assez de l’instruction des miliciens, de leur propreté, de la + bonne tenue de leurs armes, et enfin de leurs procédés envers les + habitants qui sont bons pour nous et que nous devons considérer + comme des frères. + + »Enfin, soyez diligents et affectueux entre vous, comme vous + êtes braves; acquérez l’amour des populations dont vous êtes les + défenseurs et les soutiens, et bientôt nous secouerons jusqu’à + l’anéantir le trône sanglant et vermoulu du despotisme, et nous + fonderons sur le sol hospitalier de notre belle France le pacte + sacré de la fraternité des nations. + + »Signé: G. GARIBALDI.» + +Intanto che Garibaldi, fedele al mandato ricevuto, difendeva a quel +modo Dijon, il Bourbaky, sbaragliato dal Werder alla Lisaine (18 +gennaio), era ributtato su Besançon; dove incalzato da nord-est dallo +stesso generale che l’aveva vinto, serrato da sud-ovest dal 7º corpo +di Manteuffel, già penetrato per Dôle (come Garibaldi aveva preveduto) +fino a Mouchard e Salins, non vedeva dietro a sè altro scampo che la +via di Pontarlier e una ritirata precipitosa per i passi del Giura. Se +non che, chiusi in men di ventiquattr’ore dalla rete degli eserciti +vincitori anche quegli ultimi valichi, il misero Bourbaky disperò; e +dopo aver tentato invano di bruciarsi le cervella, rassegnò il comando +dell’ormai disfatto suo esercito al generale Clinchant, affinchè dove e +come potesse lo riducesse in salvo. + +Garibaldi però non se ne stava inerte, e appena conosciuto il primo +rovescio del Bourbaky, del quale era rimasto fino al 27 senza notizie, +lanciava, senza abbandonare Dijon sempre minacciato, tutte le forze +di cui poteva disporre sui fianchi del Manteuffel, facendo occupare +Saint-Jean de Losme da Menotti e Mont Roland presso Dôle da Baghino, +e portando egli stesso il suo Quartier generale a Mondaine. Nè colà +s’arrestava; all’appello di Clinchant, ormai chiuso in Pontarlier, si +gettava con mosse arditissime colla 4ª e 5ª brigata sulle spalle dei +Prussiani verso Bourg e Lons-le-Saulinier, deciso comunque ad aprire +un varco all’esercito amico; ma il 29 mattina giungeva a lui pure la +notizia dell’armistizio di ventun giorni conchiuso a Versailles, e +l’ordine di fermarsi sui posti occupati. + +Non era quello il voto di Garibaldi e de’ suoi seguaci, tuttavia +si riconfortò nel pensiero che la tregua gli avrebbe dato modo di +riordinare e agguerrire il suo esercito, ponendolo in grado di compiere +più segnalate imprese a servizio della Repubblica. Quale non fu invece +la sua meraviglia nel sentire che tutti gli eserciti militanti nel +Giura, nel Doubs e nella Costa d’Oro erano esclusi dalla tregua e che +tanto a lui quanto al Clinchant era imposto di correre ancora la sorte +dell’armi, e far fronte al nemico! + +Nè il combattere l’avrebbe sgomentato; ma dietro quell’annunzio ne +seguiva quasi subito un altro, che l’esercito dell’Est oramai serrato +nelle tanaglie di ferro del Werder e del Manteuffel, già a mezzo +disfatto dagli stenti e dalle diserzioni, s’era buttato per perduto +oltre la frontiera svizzera, abbandonando così lui solo alle prese +co’ formidabili nemici da cui fuggiva. Vide tosto il pericolo l’Eroe +italiano; se indugiava un giorno solo, la tagliuola in cui era caduto +il Bourbaky avrebbe stritolato lui pure, condannandolo inesorabilmente +ad essere come la più parte de’ generali francesi «ingabbiato sui +vagoni del bestiame» e tradotto prigioniero in una fortezza tedesca. + +Non perdette però un istante; corse a Dijon, e mentre Menotti sulla +strada di Saint-Apollinaire, Baghino a Mont Roland continuavano ancora +a respingere le scorrerie de’ nemici, che tentavano avvilupparli, +Garibaldi prepara dietro di loro la ritirata di tutto l’esercito, +che in ordine perfetto, senza perder nè un uomo, nè un carro, nè un +cannone, si compie per la strada comune di Autun e la ferrata di +Beaune-Chagny, e restituisce così intatto alla Francia l’esercito +ch’essa gli aveva confidato. + +Ed oramai il destino aveva detto la sua ultima parola. Il Governo +aveva convocato in Bordeaux un’assemblea di rappresentanti, che aveva +principalmente per mandato di deliberare sui preliminari conchiusi +a Versailles; e Garibaldi, eletto, per Algeri, rimise il comando +dell’esercito nelle mani del figlio Menotti e si recò all’Assemblea. +Quivi pure due partiti tenevano il campo: i rivoluzionari di tutte le +tinte, per la guerra a oltranza: i conservatori in massa, mescuglio +di bonapartisti, legittimisti, borghesi, _rurali_, per la pace ad +ogni costo. I primi accolsero Garibaldi con ovazioni frenetiche, i +secondi con oltraggi bestiali. Calmo in mezzo al tumulto babelico, +l’Eroe chiese di parlare e non gli fu concesso. Allora uscì dalla +Camera, rassegnò l’ufficio di deputato, salutò con un altro proclama +i suoi fedeli dell’esercito de’ Vosgi, e triste, scorato, schivando le +pubbliche manifestazioni, fuggendo persino le visite degli amici, nulla +avendo accettato per sè, nulla avendo chiesto per i suoi, se ne tornò +nel romitaggio della sua Caprera. + + +XXII. + +Fu quella l’ultima stagione campale dell’Eroe e non poteva chiudere +con azione più cavalleresca la sua cavalleresca epopea. Mille pensieri +potevano trattenerlo; ma nella Francia caduta egli non vide che un +grande e miserando infortunio, ed accorse a sollevarlo. Ciò basta +alla sua gloria. Non ridiremo per altro quello che pure è ritornello +obbligato di tutti i discorsi, ch’egli sia andato a quell’impresa +soffocando i ricordi di Roma, di Nizza e di Mentana, perchè ciò non è. +Noi vogliamo il nostro Eroe grande, ma lo vogliamo soprattutto vero. +Garibaldi distingueva due Francie: quella di Napoleone, e quella del +Popolo francese; la prima aveva rubato all’Italia Nizza e Roma, e +non le avrebbe perdonato mai; la seconda non era stata che la vittima +inconscia e lo strumento involontario del predatore, e per essa gli era +parso il più semplice dei doveri offrire il sangue e la vita. + +Epperò non è vero ch’egli siasi offerto alla Francia soltanto quando +vi fu proclamata la Repubblica; ma è verissimo che se vi fosse durato +l’Impero, egli non vi sarebbe andato mai. Della sua andata in Francia +non avrebbe fatto mai una questione astratta di Monarchia e Repubblica +(non la fece nemmeno in Italia), e qualunque fosse il governo prescelto +dal popolo francese, egli non avrebbe consultato che i diritti della +sventura e i doveri della fratellanza, e sarebbe accorso; ma ne +avrebbe fatto sempre una questione di Bonapartismo. Convien prendere +l’uomo qual era. Il suo amore alla Francia aveva per confine l’odio al +Bonaparte: finchè essa tollerava quell’uomo, e volontaria o no se ne +faceva complice e satellite, non meritava più che un braccio si levasse +per lei, e conveniva che il suo destino si adempisse. + +Libera invece del Bonaparte, ecco che la Francia si trasfigura: i +suoi vizi scompaiono; le sue virtù ingigantiscono; essa torna la +grande, la forte, la invincibile, la madre della libertà, la nutrice +dell’incivilimento, caduta un istante, per colpa non sua, sotto il +ferro d’un despotismo parente a quello onde s’è appena liberata, ma +che è dovere di quanti uomini liberi sono nati da quel seno, ed hanno +succhiato quel latte, di rialzare e redimere. + +Magnanimo illuso! Nemmeno l’accoglienza fatta a lui medesimo valse ad +aprirgli gli occhi. Stimarono grande mercè concedere a quel Capitano +di ventura una condotta; gli avareggiarono prima gli uomini, poi le +armi, poi le vesti; sdegnarono ch’egli comandasse ad una sola compagnia +dell’esercito regolare; avrebbero reputato sacrilego che un solo de’ +loro più ignoti generali ubbidisse a’ suoi ordini; lo tormentarono +infine per quattro mesi di angherie, di sospetti, di calunnie, ed +egli impavido e rassegnato a tutto, ingollò fino al fondo l’aceto e il +fiele di che lo abbeverarono; e quando suo figlio e suo genero, stanchi +ormai delle incessanti vessazioni, gli fanno dire che se durano ancora +avrebbero dato le loro dimissioni: «Ebbene, dice, vadano pure: faremo +la guerra anche senza di loro.» + +E quella guerra, la fece come nessuno dei generali che si sarebber +creduti umiliati di ubbidirlo, seppe farla. Fra lui e i suoi +Luogotenenti, sempre però ispirati da lui, sostenne nel corto spazio +di quattro mesi oltre venti combattimenti, de’ quali le giornate di +Pasques e di Dijon vere battaglie, ed eccettuato il fallito colpo +notturno di Dijon non fu battuto mai. Soccorse i generali francesi suoi +vicini, e non ne fu soccorso: vide fin dal primo giorno l’importanza di +Dôle, e non fu per colpa sua se gli eserciti nemici la ripresero senza +colpo ferire. + +Fu detto che egli ignorò la mossa del generale Manteuffel e che questi +lo tenne a bada con una sola brigata; ma basti rileggere con un istante +di spassionatezza la storia di quella campagna per vedere quanto, in +quella asserzione, vi sia d’ingiusto e di falso. + +«Il passaggio dell’armata di Manteuffel al nord (dice Garibaldi +stesso)[389] per aiutare quella di Werder era noto a me come alle +mie quattro brigate: la seconda comandata dal colonnello Lobbia, e +la quarta da Ricciotti manovravano insieme a tutti i nostri corpi di +_francs-tireurs_, ed erano distaccate per contrariare la congiunzione +degli eserciti nemici.» + +Che poi il Manteuffel abbia baloccato Garibaldi con una sola brigata +è ancora più falso. Anzitutto, e qui preghiamo i militari a guardare +la Carta e a leggere le storie ufficiali, fino al 17 o 18 di gennaio +Manteuffel fu incerto se prendere la strada di Dijon o quella di +Vesoul, sicchè fino a quel giorno le sue avanguardie avviluppavano +può dirsi Dijon alla distanza di una giornata di marcia, e certo in +quel momento non si vorrà pretendere che Garibaldi solo andasse a dar +di cozzo nell’intera armata del Generale prussiano. In secondo luogo +è affatto inesatto che quando il Manteuffel decise di continuare per +Vesoul egli si lasciasse addietro per ischermo soltanto la brigata +Kettler; fino dal 21 sera c’era la divisione Zastrow che manovrava +sempre nei dintorni di Montbard, e Garibaldi, che aveva nemici di +fianco, di fronte, da tutti i lati, sopra un’area di oltre cinquanta +chilometri, non poteva certo supporre, come non era, che quelle truppe +appartenessero ad una sola brigata. + +Finalmente è vero che la brigata Kettler fu la sola ad attaccare Dijon, +dimostrando in quelle tre giornate un valore ed un ardimento veramente +mirabili; ma ciò non conduce a concludere che le sue forze fossero così +sproporzionate a quelle del nemico che assaliva; o che anche, data la +sproporzione, questi potesse far di più che respingere l’attacco. Non +era sì grande la sproporzione: poichè la brigata Kettler, rinforzata +da un reggimento di cavalleria, contava pur sempre i suoi diecimila +combattenti; mentre Garibaldi non poteva opporgli che il vecchio +esercito dei Vosgi scemato allora della brigata Lobbia, chiusa in +Langres, cioè circa sedicimila uomini, una metà dei quali _mobiles, +moblots_ e _mobilisés_, gente che si batteva intermittentemente, o non +si batteva affatto.[390] + +Ma ammessa pure dalla parte garibaldina una tal quale superiorità +numerica (troppo pareggiata dalla inferiorità morale), chiediamo +a tutti gli uomini che in siffatte questioni vedono lume, che cosa +poteva far Garibaldi assalito così gagliardamente per tre giorni, se +non ributtare gli assalti, e conservare quella città che il governo di +Bordeaux gli replicava ogni giorno di difendere _inébranlablement_? +Forse si pretenderebbe che co’ suoi diciottomila uomini egli dovesse +al tempo stesso batter Kettler e assalir Manteuffel, forte di ben +sessantamila, il quale, sia detto per soprappiù, il 21 mattina non +aveva più nemmeno l’inquietudine di Bourbaky già disfatto il 18 alla +Lisaine? + +Poteva, è vero, tentarlo dopo, quando respinto il Kettler e rinforzato +di nuove milizie e nuove artiglierie, la condizione disperata del +Bourbaky richiedeva uno sforzo disperato, e sappiamo che lo tentò. Lo +tentò; ma la nostra molta fede nel genio di Garibaldi non va sino al +punto di credere che il suo temerario tentativo[391] sarebbe approdato. +Lo sfacelo dell’esercito di Bourbaky era cominciato molto prima della +sconfinata di Pontarlier; e non c’era più forza umana che lo potesse +arrestare. Garibaldi avrebbe sacrificato inutilmente il suo esercito, +il suo nome, forse la sua vita, ma non avrebbe potuto mutare i decreti +della sorte. + +Tutto quanto un uomo, un soldato, un cittadino poteva fare per la più +cara, la più diletta delle patrie, Garibaldi lo fece per la Francia; +e ciò spiega sempre più perchè gli imbastigliati di Gravelotte e di +Sédan, i capitolati di Metz e di Parigi non gli abbiano perdonato mai +l’oltraggio di quel beneficio. Soltanto dopo la sua morte una parte +della Francia parve voler cancellare l’ingratitudine dell’altra parte, +decretando espressioni di pubblico cordoglio; e noi ne siamo lieti, non +già per Garibaldi, che oramai «s’è beato e ciò non ode,» ma per l’onore +della Francia stessa. + + [Illustrazione: SCHIZZO TOPOGRAFICO della CAMPAGNA DI FRANCIA + — 1870] + + + + +CAPITOLO DECIMOTERZO. + +ULTIMI ANNI. [1871-1882.] + + +I. + +Triste il narrare questi ultimi anni: triste, come lo spettacolo +d’una grandezza che decade e sopravvive a sè stessa. Garibaldi non +è oramai che il fantasma d’un gigante, costretto a strascinare sulla +terra il peso della sua passata grandezza e ad assistere lentamente, +faticosamente alla propria consunzione. Il leone manda ancora dal suo +antro solitario qualche ruggito d’amore e di collera; ma l’ugna, l’ugna +che lo rese terribile e glorioso nelle pugne del suo tempo, affievolita +dagli anni e dall’infermità, pende inerte dal suo tronco invecchiato, e +lo danna ad un ozio che è il più tormentoso de’ suoi mali e, forse, il +più funesto dei suoi nemici. + +Perocchè la fortuna che fu larga al nostro Eroe di tanti favori, gli +rifiutò tuttavia il più grande: quello di giacere sull’ultima orma +delle sue vittorie e di morire a tempo. Parole crudeli a quanti lo +conobbero e lo amaron vivo, ma di cui i futuri sapranno estimare l’alta +pietà. + +È giusto, infatti, è doveroso che a noi suoi contemporanei, commossi +tuttora dalla sua partita recente, ogni minuto di quella vita, ogni +soffio di quel respiro guadagnato alla morte, sembri una ineffabile +conquista; ma alla storia, che guarda l’uomo nell’immortalità, e +misura il proprio amore e la propria ammirazione non dal numero ma +dall’utilità degli anni vissuti, quest’appendice di giorni vuoti e +prosaici, appiccicati ad una vita così poetica e così piena, questo +lungo, freddo, decennale tramonto, imposto a forza ad un sì rapido +mattino e ad un sì caldo meriggio, sembreranno una superfetazione +capricciosa, uno strascico superfluo, un castigo crudele del destino, +inflitto ad uno de’ più nobili suoi figliuoli, ed ella, per la prima, +si studierà di affrettarne il fine condensandone in poche pagine la +sintesi dolorosa. + +E ciò tanto più che a nessun uomo dovette increscere la troppo lunga +vita, quanto a Garibaldi; e non già per filosofico tedio, o per +intolleranza dei malanni comuni della vecchiaia; ma per fastidio +di quella che è certamente l’infermità più tormentosa dell’eroismo: +l’inerzia. + +Perocchè sotto la scorza logora dagli anni e dagli acciacchi del +Garibaldi sessagenario, reduce da Dijon, c’era sempre il Garibaldi +giovane e virile di Montevideo e di Marsala; c’era cioè quel contrasto +tra la fiamma del cuore e la rigidezza delle membra, i voli della +mente e il peso del corpo, gl’ideali dello spirito e le realtà della +vita, che sono l’eterno tormento di tutte le grandi anime; e all’anima +novissima di quel novissimo Eroe, martirio incomportabile. + +E ciò per una ragione che è la chiave di tutte le altre: Garibaldi non +credeva fornita la sua giornata. + +Da giovane era partito troppo da lontano, verso una cima troppo +eccelsa, perchè ora anche la lunga via percorsa gli paresse termine +ultimo al suo viaggio. Vedeva, in gran parte per opera sua, la patria +una; ma era dessa forte, gloriosa, felice, quale l’aveva sognata? +E al di là della patria non v’erano altre patrie, ed altre patrie +ancora? E al di sopra di tutte le patrie non v’era dessa l’umanità? +Forse che colla indipendenza delle nazioni tutti i problemi politici, +sociali del suo tempo erano risolti? Ma le reliquie di Roma sacerdotale +chi le spazzava? E i privilegi sopravviventi chi li aboliva? E alle +plebi affamate chi provvedeva? E gli eserciti stanziali quando si +trasformavano? E la fratellanza dei popoli, e gli Stati Uniti d’Europa, +e la pace universale quando si proclamavano? Quanti mali da rimediare; +quante battaglie da combattere; quante mete da raggiungere ancora! + +Ora si prenda un uomo simile, invecchiato in queste idee, avvezzo non +a bandirle soltanto colle parole, ma a confermarle coi fatti e segnarle +col sangue, e poscia lo si sforzi a ripassarle, ruminarle e rimuginarle +per dieci anni nel silenzio d’un’isola deserta, tra i soliloqui d’un +ozio forzato, chiudendogli colla vasta palestra de’ campi di battaglia +l’unica distrazione e l’unico sfogo, al troppo e al vano delle sue +utopie e delle sue chimere; si configga a un tratto il protagonista +operoso sullo scanno dello spettatore inerte; si costringa il più +battagliero de’ condottieri, il più infaticabile de’ cavalieri erranti +ad entrare nella giornea dell’apostolo verboso o del gazzettiere +polemista; si trasformi insomma l’uomo d’azione in uomo di parola, +obbligandolo a barattare i poderosi colpi di spada della giovinezza +nelle ventose figure rettoriche della vecchiaia, e il concitato +imperio e il celere obbedir delle battaglie, in prolisse concioni, +in elaborati programmi ed in sofistiche lucubrazioni, e si avrà un +concetto delle torture morali che Garibaldi dovette provare negli +ultimi suoi anni; e al tempo stesso la ragione più interiore e più vera +delle contraddizioni, degli errori, de’ difetti, che ombreggiano più +foscamente che mai quest’ultimo periodo della sua vita. + +Non furono però nè errori ignobili nè contraddizioni spregevoli, nè +difetti volgari. La parola fu sovente condannabile; il pensiero stesso +talvolta confutabile; ma l’intento non cessò mai d’esser puro ed +elevato. + +Anche l’epistolario di Garibaldi, specialmente il volume più +farraginoso del suo ultimo decennio, avrebbe mestieri d’un rogo +purificatore; ma quando la fiamma avrà compiuta l’opera sua, sopra le +scorie della veste informe e selvaggia, in mezzo agli atomi volatili +delle idee stravaganti e fantastiche, rimarranno sempre, ceneri pure +e inconsumabili, le reliquie d’un pensiero e d’un amore eterni: il +pensiero e l’amore della umanità. + +Nel 1871, col sangue acre ancora degli influssi del partito +rivoluzionario francese, che, non ostante tutti i suoi torti, era stato +ancora il solo amico e difensore ch’egli avesse trovato in Francia, +scrive una lettera all’avv. Petroni, che si potrebbe dire un’apoteosi +della _Comune_; ma ecco che in fondo all’epistola, tornando come sopra +sè stesso, e chiedendosi che cosa sia l’_Internazionale_, la figura e +la presenta così pura d’intendimenti, così temperata di mezzi, così +diversa insomma dalla realtà, che nell’atto in cui sta per farne +l’apoteosi ne pronuncia la condanna.[392] + +Quattro anni dopo, nel 1875, quasi lo crucciasse il pensiero di +non aver fatto abbastanza per Roma, gli balena l’idea, grandiosa +certamente, di convertire il Tevere in un canale navigabile da Roma al +mare, risanare l’Agro romano, restituire all’antica metropoli del mondo +la prisca prosperità, bandendo da essa alla terza Italia un intero +programma di nuova vita economica e sociale. + +E non si ferma ad una vaga proposta; ma rattratto dall’artritide, +torturato da reumi, abbandona Caprera, arriva improvviso a Roma, +lasciando per alcuni giorni trepidi de’ suoi propositi amici e nemici; +e colà, dichiarato a tutti il fine che lo moveva, spiega ne’ suoi +minuti particolari il suo progetto; invoca ed ottiene per esso il +patrocinio di Vittorio Emanuele, il favore d’un grandissimo numero +di uomini tecnici e parlamentari e il consenso del Governo medesimo; +il quale però, o perchè non trovasse effettuabile il disegno, come +andava egli stesso dicendo, o perchè in suo segreto fosse poco propizio +alla proposta a cagione del proponente, tirò siffattamente in lungo +il negozio, che il Generale vessato, stanco, nauseato ormai di tutte +quelle lungherie e quegli andirivieni «di Commissioni che nominavano +le sotto Commissioni» per non approdare mai a nulla, abbandonò per +disperata l’impresa, portando seco l’ingiusto sospetto d’essere stato +canzonato, e un rancore di più contro il governo della parte moderata +che accagionava di tutti i mali.[393] + +Salutò quindi egli pure come l’aurora d’un’èra novella l’assunzione +della Sinistra parlamentare al governo; e nei primi mesi plaudì ai +magniloquenti programmi, diede il pegno del suo nome alle lusingatici +promesse, distribuì ai novelli ministri, succedentisi con vertiginosa +vicenda, diplomi di genio e di patriottismo, inneggiò ai regni della +Riparazione: _Saturnia regna_. + +Ma la Sinistra aveva troppo promesso per poter tutto mantenere; +d’altra parte i prodigi per accontentare Garibaldi neppur essa +poteva farli; talchè non correranno molti mesi che il principale suo +paladino ne sarà divenuto il principale avversario. Eccolo quindi nel +1879 piombare di nuovo come folgore a Roma, destandovi le consuete +alternative d’inquietudine e d’entusiasmo, e predicando a tutti, dal +Re che lo visitava pel primo in sua casa, al più modesto giornalista +e al più umile operaio, la necessità di disfarsi dell’_uomo fatale_, +e l’uomo fatale era per lui il Depretis; di riconciliare tutte le +frazioni discordi della Sinistra, cementandone con un Ministero che +ne comprendesse le sommità più pure l’auspicata concordia;[394] di +affrettar soprattutto l’adempimento delle fatte promesse, che per +Garibaldi non ammettevano indugi e non conoscevano confine. + +Nè basta, come alla demolizione della Sinistra costituzionale tutti i +partiti radicali avevan interesse, così riuscì loro, giovandosi dello +stato di esaltazione in cui l’Eroe si trovava, d’averlo facilmente +complice d’un loro disegno: e complice, per Garibaldi, non poteva voler +dire che gonfaloniere e capitano. + +Per la qual cosa eccotelo in brevi giorni a capo d’una così detta +_Lega della Democrazia_, la quale raccogliendo sotto una specie di +bandiera neutra tutte le gradazioni del partito radicale, dall’unitario +al federalista, dal Mazziniano al Garibaldino, dal repubblicano +_insurrezionista_ al repubblicano _evoluzionista_, ponesse in mora +la Monarchia, o di concedere il suffragio universale, la revisione +della Costituzione, la trasformazione degli eserciti permanenti in +nazione armata, l’incameramento di tutte le proprietà ecclesiastiche, +l’abolizione della legge delle guarentigie al Papato spirituale, e +un micolino di riforme sociali — o di cadere. Quest’ultima parola, +a dir vero, non era espressamente scritta, ma era nella maggior +parte dei compilatori del grande programma sottintesa; e per ciò +appunto, Garibaldi, organicamente impenetrabile ai sottintesi ed alle +anfibologie, non la capì e la sottoscrisse. Gli avessero detto chiaro: +oggi poniamo a Casa di Savoia il dilemma o di darci la repubblica +— o d’andarsene, Garibaldi, che al di sopra d’ogni repubblica aveva +posto sempre l’unità e la concordia della patria, che ebbe sempre un +religioso orrore anche del solo nome di guerra civile, che intendeva +per Repubblica la «Dittatura d’un uomo onesto» ed era sempre stato +alieno dalle sottigliezze dei dottrinari, come egli li chiamava, che +gli facevan corona, Garibaldi, lo crediamo fermamente, non avrebbe mai +sancito quel pericoloso dilemma, nè dato il suo nome al cartello di +sfida che lo intimava. + +Ma così la sua passata per Roma, al pari della famosa _Lega_ da lui +cresimata, lasciò, come suol dirsi, il tempo che aveva trovato. La +Sinistra continuò a volgersi in sè stessa co’ denti: in luogo del +suffragio universale promise una riforma, di cui soltanto la prova de’ +fatti potrà dimostrare la bontà e contro la quale i primi a ribellarsi +furono i medesimi radicali della _Lega_; mise quattro anni ad abolire +la gabella del macinato, che doveva sparire al tocco di bacchetta +magica; l’esercito stanziale è per fortuna d’Italia sempre in piedi; +la legge delle guarentigie riconosciuta dai replicati giuramenti di +fedeltà dei nuovi governanti par più sicura che mai; la riforma sociale +sembra piuttosto destinata a divenire un programma della nuova Destra +che della vecchia Sinistra; qualche bandieretta rossa a saliscendi fu +non vista, qualche grido non interamente ortodosso fu compatito; ma +la libertà piena di spiegar al vento i vessilli e di levare al cielo i +voti della repubblica non fu per anco concessa: finalmente i _Comitati +dell’Irredenta_, dopo essere stati per qualche tempo carezzati in +segreto, furono essi pure scomunicati e disciolti in pubblico, con uno +zelo da meritare la gratitudine dell’Austria stessa. + +Ora tutto ciò non era fatto certo per strappare gli applausi dell’Eroe, +il quale tornato a Caprera, già _senex querulus_ egli pure, si pentiva +sempre più d’aver accordato il suo patrocinio a quella Sinistra così +fedifraga alle sue promesse; e ad ogni atto del governo che urtasse +nelle sue idee ripigliava a borbottare, a maledire, a sfolgorare de’ +suoi anatemi anche coloro tra i Ministri che gli erano stati più cari; +non rispettando nella cecità dell’ira sua nemmeno il suo Benedetto +Cairoli (sol perchè gli fece sostenere il genero Canzio, condannato dai +Tribunali per discorsi sovversivi), coprendo d’un oltraggio plebeo, +che la penna sdegna ripetere, colui che poco prima aveva egli stesso +proclamato il «Baiardo della democrazia.» + +Eppure dalla Sinistra accettò due favori, per varie cagioni non +dimenticabili. Fin dal 1875, il ministro Minghetti, edotto delle +angustie finanziarie del Generale che già confinavano colla povertà, +penetrato, al pari della nazione intera, da un alto sentimento di +riconoscenza verso l’uomo che tanto aveva operato e tutto sacrificato +per la patria sua, aveva ottenuto che il Parlamento approvasse e +il Re sancisse (Vittorio Emanuele non aveva mestieri che altri lo +istruisse delle quotidiane necessità del suo grande amico) una Legge +che accordava a Garibaldi una rendita di lire cinquantamila annue a +decorrere dal 1º gennaio 1875 ed inoltre un’annua pensione vitalizia di +altre cinquantamila lire colla stessa decorrenza.[395] + +Ma Garibaldi in sulle prime scorse in quel dono un salario a’ suoi +servigi, un oltraggio al suo disinteresse, una vittoria de’ suoi +nemici, una perdita di quella indipendenza che fino allora era stata +la più preziosa delle sue ricchezze, ed aspramente rifiutò. E in verità +se egli avesse potuto respingere quel dono, l’aureola della sua fronte +avrebbe avuto una stella di più. Ma la vita ha realtà implacabili; +realtà che non perdonano nemmeno agli eroi, e Garibaldi pure dovette +piegarvi la fronte. + +Finchè durò al potere la Destra persistette nel rifiuto; ma venuto +agl’Interni Giovanni Nicotera e conosciuto più dappresso tutte le +strettezze in cui il Generale si dibatteva, toccato egli stesso +con mano la prova che così egli come i suoi figli potevano essere +minacciati da un istante all’altro da una levata di creditori e dallo +scandalo d’un fallimento, trovò in un forte sentimento di dovere il +coraggio di dipingere al Generale tutta la gravità delle condizioni +sue, chiedendogli un’altra volta l’accettazione di quel dono, che non +era insomma se non il compenso inadeguato de’ suoi grandi servigi e un +tributo doveroso che l’intera nazione veniva volontaria a deporre a’ +suoi piedi. + +E tuttavia l’Eroe riluttò ancora, durando per parecchi giorni una +delle più fiere battaglie della sua vita. Ma posto finalmente tra la +sua fierezza d’uomo e il suo amore di padre, sbigottito dal pensiero +di non lasciare a’ suoi figli che un retaggio di miseria e forse di +disonore, premuto, incalzato da ogni parte, dai parenti, dagli amici, +consapevoli più di lui dei pericoli che da ogni parte stringevano, +piegò tristamente il capo a inesorabile fato ed accettò. E corse la +voce che nel dare il doloroso assenso, mormorasse sospirando cupamente +«anche questo mi fanno fare,» le quali parole dette o pensate soltanto +che siano, dovranno risuonare come un perpetuo rimorso nella coscienza +di coloro che lo posero nella disperata necessità di subire quel grande +sacrificio, e quasi sull’orlo del sepolcro gli rapirono quella che +sarebbe stata la gemma più sfolgorante della sua corona: la gloria del +morir povero. + + +II. + +Quell’amarezza però gli venne raddolcita ben presto da una grande +consolazione. Sappiamo di toccar un delicatissimo tasto e vi +scivoleremo leggieri. Chi lesse quanto ne dicemmo noi stessi[396] +sa come il matrimonio di Garibaldi colla signora marchesa Giuseppina +Raimondi sia rimasto in quello stato che i legali chiamano: rato e non +consumato. + +Dal giorno in cui i due coniugi si separarono a Fino, essi non +s’incontrarono, non si videro, possiamo soggiungere non si perdonarono +più, e il loro vincolo si mutò da quell’ora in quella specie di +catena lunga che la nostra sapiente legislazione civile inventò col +nome di «separazione,» e la quale non essendo nè la libertà nè la +schiavitù, nè il matrimonio nè il libero amore, pone i falsi coniugati +nell’alternativa perpetua o del celibato obbligatorio o del concubinato +forzoso e crea in mezzo alla nostra società quelle condizioni +famigliari scandalose e violenti di cui Giuseppe Garibaldi e Giuseppina +Raimondi furono uno degli esempi più celebri, ma non più dolorosi. + +Se non che a quale de’ due partiti dell’alternativa si sia appigliato +Garibaldi, non è mestieri ridirlo. Alla castità si sentiva negato; e +un giorno conosciuta, come ogni mortale conosce, la signora Francesca +Armosino, n’ebbe da lei, a lunghi intervalli, tre figli: Clelia, +nata il 16 febbraio 1867; Rosita, nata il 10 luglio 1869, morta il 1º +gennaio 1871; Manlio, nato il 23 aprile 1873.[397] + +Ora di fronte a questi fatti che cosa potevano desiderare e volere, +Garibaldi, la signora Raimondi, la signora Francesca; che cosa +avrebbero potuto desiderare e volere, giunti all’età del raziocinio +i figli stessi nati da lei? E che cosa, aggiungiamo noi, potrebbe +desiderare e volere non diciamo la legge scritta de’ codici, ma la +legge morale scritta nella coscienza di tutto l’uman genere? + +Da un lato un’unione fittizia rimasta sterile; dall’altro un vincolo +reale saldato da diciannove anni d’amore e dal pegno di tre figli; di +qua la famiglia legale, ma immaginaria, di là una famiglia illegittima, +ma vera; di qua tre bambini innocenti a cui un atto di giustizia +può dare un nome, di là due donne, all’una delle quali la legge può +riscattare il fallo, e all’altra riconsacrare il suo amore; in verità +nè Garibaldi, nè la signora Raimondi, nè la signora Armosino, nè, a +parer nostro, i tribunali depositari della morale pubblica e privata, +potevano esitare più. I coniugi Garibaldi Raimondi se ebbero un torto +fu di aver troppo atteso: essi dovevano chiedere molto prima che la +legge regolasse la loro anormale condizione, e ciò tanto più che ai +molti e solenni argomenti morali se ne aggiunsero, a quanto sembra, +parecchi di stretto ordine legale che confermavano il loro diritto. + +Comunque, sul principiare del 1879 deliberarono d’accordo di domandare +o la nullità o lo scioglimento del loro matrimonio, ma al primo passo +furono sfortunati: il Tribunale Civile di Roma con una sua sentenza del +6 luglio 1879 respinse la loro istanza. + +Allora Garibaldi non ebbe più posa. Tempestava di lettere gli amici +e i giornali, consultava avvocati, scongiurava il giovane Re, se i +tribunali non lo potevano, a sciogliere egli stesso con un colpo della +sua autorità dittatoria il nodo iniquo (a queste teoriche garibaldine +siamo già avvezzi); voleva a forza che il Cairoli, Presidente del +Consiglio, proponesse al Re un decreto, o alla Camera una legge, che lo +liberasse dal giogo incomportabile e gli desse modo di divenir marito e +padre legittimo della sua donna e de’ suoi figli. + +E va da sè che Re e Ministro si rifiutassero all’atto autoritario, +d’onde novelle sfuriate dell’Eroe, pacificate ben presto dalla notizia +che un celebre avvocato, il più celebre d’Italia, Pasquale Stanislao +Mancini, assumeva su di sè l’ardua causa, sicchè non era disperabile +che la Corte d’Appello revocasse la prima sentenza e facesse paghi i +reclamanti. E così avvenne. + +La Corte d’Appello di Roma, considerato principalmente che il +matrimonio Garibaldi Raimondi avvenne sotto il regime del diritto +austriaco, emanante dal Concordato del 1855, il quale appunto ammetteva +la nullità dei matrimoni _rati e non consumati_, colla sua sentenza del +14 gennaio 1880 «dichiarava Giuseppe Garibaldi libero dal vincolo del +matrimonio celebrato in Como il 24 gennaio 1860 ed il matrimonio stesso +destituito d’ogni conseguenza giuridica.» + +Ne fu beato il Generale e pochi giorni dopo la pronunciata liberazione, +il 26 gennaio, innanzi al Sindaco della Maddalena dava la mano di +legittimo sposo alla sua Francesca, e, cosa forse per lui anche più +dolce, il nome a’ suoi bambini che adorava. Non fu così piena e unanime +la soddisfazione del pubblico, e del forense in principal modo. Più +d’uno, riguardando la causa solo dal punto di veduta giuridico; reputò +il primo voto della Corte d’Appello romana un’aperta illegalità, un +diritto privilegiato creato per un uomo privilegiato, una violazione +insomma di tutti i principii della nostra legislazione civile. + +Va da sè che noi non osiamo metter verbo in siffatta lite: noi, +indotti, consideriamo il problema nel rispetto più umile e più +comune della moralità e della naturale giustizia, e, confessiamo il +vero, nella nostra coscienza di giurati avremmo noi pure pronunciato +l’annullamento. Sia pur stata violata, in qualche punto delle sue +rigide forme, la legge; ma lo diremo con un egregio giureconsulto: «Noi +confessiamo di non poter soffocare un intimo e prepotente sentimento di +soddisfazione che le incongruenze giuridiche dei canoni e dei causisti +abbiano permesso di rimediare ad una condizione di cose, dolorosa ad un +tempo ed eccezionalmente immorale.[398]» + + +III. + +Ma in sullo scorcio del 1880 le condizioni di salute del Generale +declinarono rapidamente. L’artritide si era fatta cronica e +invincibile, e gli sformava mani e piedi in modo miserando. Ogni +moto, eccettuato quello della carrozzella a mano, gli era interdetto. +Gli organi vitali funzionavano regolarmente, la mente era lucida, +la energia morale vivace, ma una paralisi incipiente delle membra +ed un catarro senile costringevano medici ed amici alla più grande +vigilanza. E ciò non ostante intendeva curarsi a modo suo; dai medici +non accettava che i consigli che gli garbavano; non voleva rinunciare +nè anche nella stagione men propizia ai bagni, ed era tanto difficile +governarlo da ammalato, quanto guidarlo da sano. + +E tuttavia, anche in questo stato, appena udì che suo genero era stato +arrestato a Genova, volle a forza farsi portare colà per protestare, +almeno colla presenza, contro quello che a lui era parso una violazione +ed un arbitrio; e pochi giorni dopo, invitato a partecipare in Milano +alla commemorazione di Mentana ed allo scoprimento del suo monumento, +si faceva mettere in vagone e partiva. E il suo ingresso nella capitale +lombarda fu lo spettacolo più pietoso a cui la grande città avesse da +tempo assistito. Steso sopra un letto, trascinato a passi lenti da una +grande carrozza, bianca la barba, cereo il viso, immobile la persona, +le mani rattrappite involte in un fazzoletto, coperto il capo da una +papalina dorata e argentata, ammantellato in una specie di paludamento +pontificale, Garibaldi sembrava piuttosto la salma d’un santo portato a +processione da un popolo di devoti, che il corpo vivo d’un uomo! «Pare +sant’Ambrogio!» mormorava il popolino milanese, memore de’ giorni in +cui faceva passeggiare per la città il suo antico protettore, e forse +l’analogia che la fantasia popolare trovava tra quel vecchio Pontefice +armato della libertà latina e il belligero arcivescovo campione della +nuova fede romana contro la prepotenza gotica, non era fisica soltanto. +Pure quella reliquia d’eroe non s’arrendeva ancora; imperterrito +accettava tutti gl’inviti, si prestava a tutte le cerimonie, riceveva +a centinaia visite ed omaggi ed assisteva il 3 novembre da una +loggia apposita, all’inaugurazione del monumento per cui era venuto; +soltanto così egli che lo faceva come coloro che glielo permettevano +o consigliavano, non pensavano abbastanza che ognuna di quelle fatiche +era un giorno di più sottratto alla sua vita?[399] + +Nel 1881, non soltanto per ragioni di salute, aggravatasi anche per +una caduta fatta dalla carrozzella sugli scogli di Caprera, d’onde +n’ebbe la testa ferita e qualche minuto di deliquio, si recava sopra +la riviera ligure e in certa villetta d’Alassio vi passava due mesi +d’inverno in una placida e forse ristoratrice solitudine. + +Se non che aveva appena, può dirsi, riposto il piede nel suo eremo, +che scoppiò il conflitto italo-francese per la questione tunisina, +quindi l’una cosa dietro l’altra: il grido delle prepotenze del signor +Roustan, la invasione della Reggenza, l’estorsione del trattato del +Bardo, gli insulti alla nostra bandiera, gli eccidi dei nostri operai +a Marsiglia, le contumelie quotidiane della stampa francese buttateci +in viso a piene mani, e tutto insomma quell’insieme di fatti che misero +in chiara luce a qual caro prezzo la nostra vicina repubblicana ci +presterebbe la sua amicizia, e qual frutto usuraio d’umiliazioni e di +servitù ella pretenda ancora dal beneficio, principalmente imperiale, +di Solferino e di Magenta, pagato tuttavia abbastanza collo scotto di +Nizza e di Savoia, e col sangue di Mentana e di Dijon. + +Ora s’immagini a queste notizie il vecchio Eroe! Pareva che tutti +quegli oltraggi fatti alla patria sua, penetrassero come lame di spada +nel suo petto, tanto erano acute le urla di dolore e di collera che +mandava. Schizzava fuoco e fiamme, e se avesse contato alcuni anni +di meno, è difficile pensar qual nuovo incendio avrebbe suscitato in +Italia. Avreste detto che al limitare del sepolcro, nel punto stesso +che la compagine del suo corpo si sfasciava, l’anima sua ringiovanisse +e sfolgorasse nuovamente di tutta l’energia de’ suoi giorni più +gagliardi. + +Null’altro potendo, parlava e scriveva, ma eran scritti e parole che +valevano fatti. Egli solo parve a quei giorni la voce della nazione; +e quegli Italiani, la grande pluralità pur troppo, che avevan stimato +doveroso subire l’oltraggio con quel temperato risentimento e quella +dignitosa rassegnazione con cui si sopporta una insignificante +mancanza di galateo in una conversazione, quegli Italiani dovettero +sentire ognuna di quelle parole piombar loro sull’anima come tante +goccie roventi e destarvi almeno un istante di vergogna e di rimorso. +Prima aveva cominciato con una nota più temperata: «Io sono amico +della Francia e credo si debba fare il possibile per conservare +la di lei amicizia. Però siccome sono Italiano anzitutto, darò +lietamente questo resto di vita acciò l’Italia non sia oltraggiata +da chicchessia....[400]» Poi alzando il tono coll’incalzar degli +avvenimenti: «Il trattato della Francia col Bey fece crollare la +buona opinione che io avevo per la Francia.... e se i suoi ingiusti +procedimenti in Africa continuano, ci costringerà a ricordarci che +Cartagine e Nizza sono francesi come io sono tartaro, e che nell’antica +Cartagine gli Italiani hanno tanto diritto quanto la Francia, e che +devono tendere alla completa indipendenza della Tunisia.[401]» + +E quasi tutto ciò non fosse ancora abbastanza esplicito, come uomo +cui tarda di dir tutto e nella forma più chiara il suo pensiero, +prorompeva: + + «Caprera, 22 settembre 1881. + + »Miei cari amici, + + »Lavare la bandiera italiana trascinata nel fango per le vie di + Marsiglia — e stracciare il Trattato — tolto colla violenza — + al Bey di Tunisi: solo a tal patto gl’Italiani potranno tornare + a fraternizzare coi Francesi — lasciare a Bismarck accarezzare + il Papato, e non oltraggiare la Repubblica coll’alleanza della + menzogna — dalla quale si minaccia l’Italia. + + »I nostri vicini da ponente a levante devono capire esser finiti + i tempi delle loro villeggiature _nel bel paese_. E se han paura + i........, gl’Italiani sono disposti a non tollerare oltraggi. + + »Sono + + »vostro + »G. GARIBALDI.[402]» + +Nè di sole parole si contentava. Udito che Palermo si prepara a +festeggiare il suo Vespro, vede in quella commemorazione della disfatta +angioina un risveglio del sentimento nazionale, e ad ogni costo, non +sappiam se sprezzando i consigli de’ medici e de’ parenti, perchè di +questi consigli non si vide la prova, ma certo sprezzando i consigli +della sua salute, deliberò di recarsi a Palermo. Solo concede a sè +stesso, non sapremmo se dire il riposo, o la fatica maggiore, di +arrivarvi a piccole giornate, posando prima a Napoli, rivedendo le +Calabrie, rifacendo a ritroso, come chi ricorda, la strada trionfale +del 1860. E parte, e il 21 gennaio è a Napoli: ricevuto con delirio +dalla città, che dal 60 in poi non l’aveva più riveduto, ma che +rispettando il suo stato lo lascia tranquillo per oltre due mesi nella +villa del signor Maclean a Posilipo, dove entrando, alla vista del +magnifico golfo, esclama col nostalgico affetto del vecchio marinaio: +«Oh bello questo mare!» + +Colà però il corpo riposava, non lo spirito ancora. Egli non perde +d’occhio Tunisi, e ad un certo punto è tale la nausea che lo prende +delle rodomontate francesi e della dappocaggine italiana, che a +pochi giorni di distanza scrive al signor Leo Taxil: «È finita, la +vostra repubblica chiercuta non ingannerà più alcuno. L’amore e la +venerazione che avevamo per lei si son mutati in disprezzo.[403]» E ad +un ministro italiano andato a visitarlo, soggiungeva: «Lessi in qualche +giornale che trattate con la Francia, per trovar modo di accettare +senza scandalo il trattato del Bardo. Non lo fate. Una nazione non +può mai tollerare le offese. E, se lo farete, io, vecchio, che non +potrò correre l’Italia gridando vendetta contro di voi, io mi farò +trascinare qui alla Riviera di Chiaia e in via Toledo, e sputerò sul +viso alle guardie di pubblica sicurezza e alle sentinelle dell’esercito +italiano, finchè o una mi uccida con un colpo di baionetta, o mi si +porti a morire in prigione. Così, se voi farete quello, io farò che +voi mi ammazziate, sperando che la mia morte muova contro di voi il +popolo.[404]» + +Tanta era ancora la fiamma vitale in quel settuagenario disfatto! + +E dicasi pure ch’egli esagerava; a parer nostro, l’esagerazione era più +nella forma che nel sentimento; ma gli è sol quando un paese esagera a +questo modo, sente di sè e del proprio onore in siffatta guisa, che si +fa rispettare dagli amici e dai nemici, e diventa grande. + + +IV. + +Da Napoli a traverso le Calabrie, posando una notte a Catanzaro, parte +in vettura, parte in ferrovia, pellegrinaggio micidiale a quell’uomo, +arrivò allo Stretto, e di là, salutata la sua Messina, entrò il 28 +marzo, di mattina, a Palermo. + +Ma qui pure, come a Milano, come a Napoli, sorvoleremo alle +accoglienze, poichè l’immaginarle è più facile che il descriverle. +Noteremo soltanto un episodio singolare. Si era fatta correre la voce +che il Generale, affranto dal lungo viaggio, avesse talmente bisogno di +riposo che persino le grida e gli applausi avrebbero potuto nuocergli. +Ond’ecco tutta la popolazione palermitana, concorde per incanto in un +solo sentimento, soffocare le voci, smorzar i passi, domar l’indole +espansiva ed entusiastica, e al Generale, cui aveva forse preparato uno +dei suoi più strepitosi baccanali di gioia, render l’omaggio, nobile, +delicato, figliale del silenzio.[405] + +All’indomani Garibaldi, ospitato lungo la marina nel casino del signor +Ugo Delle Favare, Sindaco di Palermo, scriveva di tutto suo pugno, +con sforzo grandissimo della mano, ma lucido ancora di mente, questo +Manifesto ai Palermitani, che senza toccare della Francia, la quale già +pareva tornar verso l’Italia a meno violenti consigli, riepilogava il +supremo ideale ghibellino del Vespro, e insieme gli amori e gli odii +più antichi dell’anima sua. + + «A te, Palermo — città delle grandi iniziative, maestra nell’arte + di cacciare i tiranni — appartiene il diritto della sublime + iniziativa di cacciare dall’Italia il puntello di tutte le + tirannidi, il corruttore delle genti che — villeggiando sulla + riva destra del Tevere — sguinzaglia di là i suoi neri cagnotti + alla adulterazione del suffragio universale, quasi ottenuto, dopo + essersi provato a vendere l’Italia per la centesima volta. + + »Ricordati — o valoroso popolo — che dal Vaticano si mandarono + benedizioni agli sgherri che, nel 1282, cacciasti con tanto + eroismo. + + »Forma, quindi, nel tuo seno — dove palpitano tanti cuori + generosi — una associazione che abbia il titolo di _Emancipatrice + dell’intelligenza umana_, la cui missione sia quella di combattere + l’ignoranza e svegliare il libero pensiero. + + »Occorre andare, per ciò, tra le plebi della città e delle + campagne, per sostituirvi alla menzogna la religione del Vero. + + »GIUSEPPE GARIBALDI.» + +E trascorriamo ancora sulle feste, sulle visite, sulle ovazioni, tutte +minori di quelle che avrebbe volute il popolo palermitano, maggiori +pur sempre di quelle che le condizioni minacciosissime del suo ospite +potevano comportare. Il 31 marzo, infatti, anniversario del terribile +eccidio, il Generale non potè assistere alla lunga cerimonia; ma +due giorni prima di partire volle visitare ad ogni patto la storica +chiesa di Santo Spirito e giunto sulla piazza del famoso «mora, mora,» +pronunciò con voce commossa, ma chiara: «Onoriamo la memoria dei nostri +padri palermitani che seppero scacciare i tiranni, e dico i nostri +padri perchè anch’io mi credo palermitano come voi.» + +All’indomani suo figlio Menotti leggeva alla folla radunata sotto +le sue finestre, al chiarore d’una serenata, un affettuoso addio del +padre, nel quale egli si protestava ancora «figlio di Palermo,» e il +17 aprile, mattina, imbarcato sul _Cristoforo Colombo_ risalpava per +Caprera.... + + +V. + +Non doveva uscirne più. Tra l’aprile e il maggio le notizie del suo +stato di salute s’erano fatte sempre più rare e confuse; la notte dal +2 al 3 giugno corser l’uno dietro l’altro i telegrammi: Garibaldi è +agonizzante: Garibaldi è morto. Corre il detto: «che saetta previsa +vien più lenta;» infatti da parecchi anni l’Italia vedeva il suo Eroe +morire giorno per giorno, e vi era tristamente apparecchiata; tuttavia +come il colpo non fu preceduto da alcun segno prenunziatore, così +l’effetto ne parve ugualmente fulmineo e tremendo. + +E l’Italia, com’era da attendersi, si scosse in sussulto e guardò +sbigottita la immensità della perdita che aveva fatto. Un sol pensiero +occupa in un subito tutte le menti, un sol nome corre su tutte le +labbra; una folla triste e come trasognata ingombra le vie; le bandiere +si abbrunano, le feste si sospendono, i negozi si differiscono: i +teatri, le scuole, le officine si chiudono: la concordia della sventura +affratella, come nel funebre giorno di Vittorio Emanuele, gli affetti +e le opinioni più discordi: quei medesimi che ieri ancora sprezzavano +ed aborrivano l’implacato nemico, s’arrestano riverenti innanzi al +cordoglio della nazione e sentono essi pure muoversi qualcosa nel loro +cuore, che se non è peranco dolore, è rispetto e pietà. E tuttavia, +l’ansietà che tutti preme, appena scosso il primo stordimento della +percossa, è il conoscere la storia degli ultimi momenti dell’eroe! Come +e quando morì? e chi l’attorniava e chi l’assistette, e quali furono +le ultime sue parole, e chi raccolse l’estremo suo respiro, e chi gli +chiuse gli occhi, e chi lo compose sul letto di morte? + +Nel mattino del 1º giugno il Generale aveva cominciato a sentirsi male. +Il catarro bronchiale gli faceva ingorgo più del solito nel petto +e non potendo espellerlo gli rendeva sempre più lento e affannoso +il respiro. Non c’era presso di lui a Caprera altro medico che il +dottore Cappelletti, medico di bordo del _Cariddi_, ancorato in quelle +acque, ma egli avvertì tosto la gravità del caso, e d’accordo colla +signora Francesca e con Menotti, che da più giorni si trovava presso +il padre, telegrafò al dottor Albanese in Palermo, perchè accorresse +immediatamente. + +Ma il male incalzava con rapidità terribile e nella notte dal 1º al 2 +s’aggravò siffattamente che nel cuore di tutti gli astanti entrò lo +sgomento d’un pericolo urgente. Allora ne fu telegrafato a Canzio a +Genova ed a Ricciotti a Roma; ma oramai nè essi, nè Albanese potevan +più giungere a tempo. + +La forte natura del Generale, prostrata da una decenne congiura +d’infermità, era alla sua ultima prova. + +Nel pomeriggio del 2 la difficoltà crescente del respiro, +l’affievolimento della voce, l’abbandono delle forze, fecero a tutti +comprendere che la catastrofe era imminente. + +Tuttavia il Generale, sebbene parlasse a stento, aveva ancora la mente +serena. Solo l’inquietava la tardanza d’Albanese, sicchè iteratamente +domandò se Albanese fosse arrivato; se il vapore fosse in vista; +ma nessuno potè dargli la consolante risposta! A un certo punto due +capinere, consuete visitatrici del Generale, vennero a posarsi sul +suo balcone aperto, cinguettando allegramente; la moglie, temendo +disturbassero l’ammalato, fece un gesto per allontanarle; ma il +Generale, con un fil di voce soave, susurrò: «Lasciatele stare, son +forse le anime delle mie due bambine che vengono a salutarmi prima di +morire. Quando non sarò più vi raccomando di non abbandonarle e di dar +loro sempre da mangiare.» + +E pare siano state quelle le ultime parole che profferì. Solo più +tardi chiese ripetutamente del piccolo Manlio, infermiccio egli pure, +si asciugò con un moto convulso della mano la fronte, mormorando +«sudo....» cercò il suo cielo, il suo mare.... sorrise a’ suoi cari.... +e colla placidezza d’un patriarca, fra le braccia della dolce famiglia, +alle 6.22 pomeridiane spirò.[406] + +E da allora comincia il grande epicedio delle Nazioni. Re Umberto +scrive di proprio pugno al figlio Menotti: + + «Mio padre m’insegnò nella prima gioventù ad onorare nel generale + Garibaldi le virtù del cittadino e del soldato. + + »Testimone delle gloriose sue gesta, ebbi per lui l’affetto più + profondo e la più grande riconoscenza e ammirazione. Queste memorie + mi fanno sentire doppiamente la gravità irreparabile della perdita. + + »Mi associo quindi al supremo cordoglio del popolo italiano, e + prego d’essere interprete delle mie condoglianze condividendole + coll’intera nazione. + + »UMBERTO.» + +La Camera dei deputati ed il Senato prorogano per quindici giorni le +loro tornate; il Governo propone e il Parlamento approva che la _Festa +Nazionale dello Statuto_ sia sospesa, le esequie dell’Eroe sieno fatte +a pubbliche spese, una pensione vitalizia di diecimila lire annue sia +assegnata alla vedova ed a ciascuno de’ figli. + +In ogni terra d’Italia, da Roma al più umile borgo, si decretano statue +e lapidi, e si consacrano istituzioni benefiche in sua memoria; le +università, gl’istituti scientifici, le associazioni operaie, ogni +maniera di sodalizi gareggiano nel commemorare con pubblici discorsi +e solenni onoranze la sua vita e la sua morte; l’elettrico non basta a +sfogare la colluvie de’ telegrammi che da ogni angolo, può dirsi, della +terra, piove a Caprera. + +L’Assemblea dei deputati della Repubblica francese sospende per un +giorno le sue sedute; la Sinistra del Senato vota un indirizzo di +cordoglio alla famiglia dell’estinto; il Municipio di Parigi delibera +di inviare rappresentanti a’ suoi funerali; Lione, Marsiglia, Dijon +attestano con pubbliche manifestazioni le loro condoglianze; lo +stesso urlo di protesta della lega napoleonico-legittimista vale +un omaggio di più. La Camera dei deputati e il Senato di Washington +approvano una mozione deplorante «la morte di Garibaldi ed esprimente +la simpatia degli Stati Uniti per l’Italia.» La Camera dei deputati +di Buda-Pest vuole scritto nel processo verbale il compianto della +nazione ungherese, per la scomparsa dell’Eroe; il Consiglio nazionale +di Berna, con voti 63 contro 20, «rende omaggio a nome del popolo +svizzero alla memoria di Garibaldi, si associa all’Italia nel lutto +causato dalla morte del grande patriotta.» Nel Consiglio municipale di +Londra Sir John Bennet propone «una mozione di profonda simpatia alla +nazione italiana in occasione della morte del cittadino Garibaldi e +condoglianze alla famiglia,» e la mozione è approvata all’unanimità. + +Tutta la stampa mondiale dice in vario tenore il compianto del +grand’uomo. + +Il Times, che non gli fu mai amico, scrive: «Ebbe tutte le qualità del +leone; non soltanto il coraggio senza confini, ma le doti più nobili, +come la magnanimità, la placidezza e l’abnegazione.» + +La _France_ esclama: «Questa morte è un lutto dell’umanità. Garibaldi +era cittadino del mondo.» La tedesca _Vossische Zeitung_: «Dobbiamo +dimenticare il ricordo di averlo avuto nemico;» e il _Tageblatt_ +conferma: «Egli nel suo idealismo vide solo l’infelicità della +Francia e non pugnò contro il popolo germanico, ma bensì in favore +della libertà del popolo.» La _Germania_, organo dell’ultramontanismo +tedesco, dichiara: «Vogliamo rendergli questa giustizia. Egli fu +generoso, patriottico, pronto al sacrificio.» L’austriaca _Neue Freie +Presse_ conchiude: «Simili figure sono i fari della storia. Non con +lunga calcolata previdenza, non con piani e concetti faticosamente +elaborati, essi muovono i loro passi; è con l’azione vivace, libera +che essi si imprimono nella memoria degli uomini, e a coloro che +paurosamente guardano il loro entusiasmo, risponde Guglielmo Tell con +le parole messegli in bocca da Schiller: — Se io fossi stato prudente, +non sarei stato Tell! — » + +Due soli uomini nel secolo nostro migraron dalla terra accompagnati +da sì universale consenso di laudi e di dolore: Vittorio Emanuele +e Garibaldi; perchè essi soli parvero incarnare due delle più +straordinarie eccezioni della storia: un Re fedele alla Libertà, +che oblia le tradizioni della sua stirpe e arrischia il retaggio dei +suoi figli per la redenzione di un popolo; un popolano che si eleva, +per sola virtù propria, fino alla potenza di Re; ma per tornare +invitto dalle tentazioni dell’ambizione, nel suo modesto focolare, e +sacrificare gli affetti del suo cuore e gli ideali della sua anima alla +suprema felicità della patria. + +Quali funebri pertanto potevano parere degni di un tant’uomo se non +quei medesimi resi al grande Re che l’aveva preceduto nella tomba? +più solenni ancora se fosse stato possibile! Quindi un grande lavorío +di fantasie, una subita faccenda di necrofori pubblici e privati +per risolvere l’arduo problema; quindi un vociferar di monumenti +e di mausolei, un presentarsi di imbalsamatori, di pietrificatori, +di conciatori d’ogni fatta; un progettare di onoranze e di cortei +di ogni specie; e la flotta che dovrà levare la salma da Caprera; +e le rappresentanze che dovranno scortarla; e i Principi del sangue +che dovranno accompagnarla; e il luogo di Roma (se il Gianicolo, il +Campidoglio o il Panteon era tuttavia controverso, ma in Roma pareva +certo) in cui doveva posare; quando da Caprera il dottore Albanese +inviò questo telegramma: + + «Garibaldi spirò iersera; lasciò un’autografa disposizione in + data 17 settembre 1881, così concepita: — Avendo per testamento + determinato la cremazione del mio cadavere, incarico mia + moglie dell’eseguimento di tale volontà, prima di dare avviso a + chicchessia della mia morte. Ove ella morisse prima di me, io farò + lo stesso per essa. Verrà costruita una piccola urna in granito che + racchiuderà le ceneri sue e le mie. L’urna sarà collocata sul muro + dietro il sarcofago delle nostre bambine e sotto la acacia che lo + domina. — » + +Era insieme un pensiero sublime ed una volontà sacra. Garibaldi non +voleva nè essere sepolto, nè esserlo in Roma; voleva, prima ancora che +il mondo sapesse della sua morte, essere bruciato, colle piante odorose +della sua Caprera, e quivi, poca cenere chiusa in un’urnetta, tra i +sarcofagi delle sue bambine, sotto l’acacia che li consola di molle +ombra, dormire in pace per sempre. + +E questo voto doveva parere tanto più intangibile e santo, in quanto +non era nè estemporaneo nè nuovo. Molto prima, può dirsi, che il +rito della cremazione tornasse di moda, Garibaldi ebbe quell’idea +di confidare la suprema cura della sua spoglia mortale alle fiamme. +L’aveva confessato fin dal 1870 al colonnello Bordone; l’aveva ridetto +al suo vecchio amico Giuseppe Nuvolari; lo ripetè poco dopo ad Achille +Fazzari; lo raccomandò ancora più esplicitamente nel 1877 al suo fido +medico, il dottor Prandina.[407] «Voglio essere bruciato: bruciato +e non cremato capite bene. In quei forni che si chiamano _Crematoi_ +non ci voglio andare. Voglio esser bruciato come Pompeo, all’aria +aperta.... e voi, Fazzari, soggiungeva scherzando, sarete il mio +liberto..... Farete una catasta, soggiungeva al Nuvolari, di quelle +acacie della Caprera, che bruciano come l’olio; stenderete il mio corpo +vestito della camicia rossa sopra un lettino di ferro, mi deporrete +sulla catasta colla faccia rivolta al sole e così mi brucerete. La +cenere che resterà la metterete in un’urna.... anzi in una pignatta +qualunque, e la deporrete sul muricciolo dietro le tombe di Anita e di +Rosita. Così voglio finire.» + +Ma chiese il dottor Prandina: «E se per disgrazia moriste sul +continente, lontano dalla vostra Isola?» — «Non importa, fece il +Generale, mi caricherete sopra una barca, mi condurrete alla Caprera, e +mi brucerete come v’ho detto.» + +Nessun uomo espresse mai più chiaramente e replicatamente la +sua estrema volontà, e di nessun uomo avrebbe dovuto essere più +religiosamente osservata. + +Ma altro fu il parere di coloro che l’Eroe aveva il diritto di credere +i più gelosi interpreti e più fidi custodi del suo testamento. I +politicanti dissero che le spoglie di Garibaldi non appartenevano a +lui, ma alla nazione, e che a questa sola, mediante i suoi legittimi +rappresentanti, spettava il diritto di decidere della loro sorte; i +medici, sgomenti del rapido progredire della corruzione, sostennero +la necessità di provvedere senza indugio alla imbalsamazione del +cadavere, il che era già un avviamento alla sua conservazione; altri, +quale il signor Crispi, affermava l’impossibilità di eseguire alla +lettera la combustione come il Generale l’aveva ordinata, affermando +che la mancanza in Caprera de’ mezzi adatti ad una perfetta cremazione +esponeva al certo pericolo di vedere «le ceneri della spoglia confuse +con quelle delle legne;» altri vociarono: Roma! Roma sola degna tomba +dell’Eroe: tutto deve piegare, anche Garibaldi, innanzi alla maestà di +quel luogo e di quel nome; e insomma quali per una ragione, quali per +l’altra, radunatosi in Caprera una specie di consiglio di famiglia, +al quale erano presenti, oltre la signora Francesca, Menotti, Canzio +e la signora Teresita, anche il dottor Albanese, Francesco Crispi, +Alberto Mario e Achille Fazzari, contro la volontà, fu detto, della +signora Francesca (e doveva farla valere più gagliardamente) e contro +il parere del Fazzari, la maggioranza deliberò di compiere senz’altro +l’imbalsamazione del cadavere e di seppellirlo frattanto in Caprera, +lasciando al Parlamento di decidere quale ultima dimora gli dovesse +essere destinata. + +Noi non discuteremo qui quelle ragioni, nè riapriremo una polemica, che +falserebbe il carattere di questo libro. Alla storia interessa soltanto +che la deliberazione del Consiglio di Caprera suscitò in tutta, può +dirsi, l’Italia un grido unanime di riprovazione e di sdegno. + +Le città e le associazioni radunarono comizi e votarono indirizzi +di protesta; la stampa, fatte poche eccezioni, echeggiò concorde +l’indignazione della coscienza nazionale; gli uomini più eminenti di +tutti i colori e di tutte le parti sfolgorarono talvolta in parole +eloquenti il sacrilegio minacciato, ma indarno. Garibaldi aveva voluto; +un Plebiscito della nazione aveva confermato, ma il conciliabolo di +Caprera aveva deciso altrimenti; _sic volo, sic jubeo, stat pro ratione +voluntas_. + +L’8 giugno, presente il Principe Tommaso per il Re, i ministri Ferrero +e Zanardelli per il Governo, le Presidenze della Camera e del Senato, +le Rappresentanze della marina e dell’esercito, gli inviati delle città +e delle corporazioni, i superstiti dei Mille e dei Volontari, presente +in simbolo tutta l’Italia ufficiale e reale, Garibaldi, in un giorno +di uragano, protestando il cielo ed il mare, fu fatto scendere a forza +sotto l’umida terra, a forza vi fu chiuso e suggellato dentro sotto +una duplice lapide; la volontà dei vivi mise a giacere per sempre la +volontà del morto; la inviolabilità della pietra sepolcrale tagliò +corto a tutti i reclami e a tutte le querele; e il popolo italiano, +facile alle accidie perchè facile agli entusiasmi, piegò la testa al +fatto compiuto e lo subì. + +Washington non volle altra tomba che un’aiuola del suo Mount Vernon, +e nessun Americano avrebbe nemmeno per un istante dubitato che quella +volontà potesse essere violata. Robert Peel lasciò scritto di voler +esser sepolto nella chiesa parrocchiale di Draylon Bassett, e il +Parlamento che gli aveva destinato gli onori di Westminster s’inchinò +al suo volere; il conte di Cavour volle posar per sempre nel domestico +sepolcreto di Santena, e nessuno della sua famiglia l’avrebbe ceduto a +Torino, o a Santa Croce. + +Giuseppe Garibaldi non pretese dalla sua patria, per la quale aveva +tanto operato, non domandò alla sua famiglia, che aveva tanto adorata, +altro pegno di gratitudine, altro ricambio d’amore, che di dormire +pugno di cenere tra le fosse delle sue bambine, lontano dal fatuo +rumore del mondo, che aveva sempre sprezzato, nell’Isola solinga, sotto +il libero aere, presso l’immenso mare, che avea tanto amati; — e gli fu +negato. + + + + +CAPITOLO DECIMOQUARTO. + +EPILOGO. + + +I. + +_L’Eroe e il Capitano._ + +Tale fu l’uomo di cui ci siamo avventurati a narrare la vita. Molti +particolari vi potranno essere aggiunti, molti aneddoti intarsiati, +molti falli corretti; ma se l’amore dell’opera nostra non ci ha +fatto sin qui fitto velo al giudizio, confidiamo che i tratti più +caratteristici della sua figura vi siano tutti raccolti e bastevolmente +lumeggiati. + +Giuseppe Garibaldi fu principalmente «l’Eroe», e sarà questo +l’antonomastico nome col quale vivrà nella storia. Il coraggio, +l’agilità, la forza, la fortuna, la vaghezza delle imprese ardue e +maravigliose, la famigliarità col pericolo, il disprezzo della morte, +la fede nella vittoria, una tal quale presunzione d’invulnerabilità +taumaturgica, tutte le doti essenziali all’eroe, egli le compendiò e +fuse in sè medesimo con una forma così eletta e così tipica, che non è +mestieri ridirne di più. Pure non basta: _Multi fuere ante Agamemnona +fortes_; quelli che siam venuti sin qui enumerando in Garibaldi son +pure gli attributi comuni dell’eroismo, e Achille, Orlando, Leonida, +Epaminonda, Aroldo, il Cuor di Leone, il Cid, Bajardo, quali li +concepirono insieme la leggenda e la storia, ponno vantarsi di averli +posseduti quanto lui, taluno forse, in talun caso, più di lui. + +La virtù invece che lo distingue e lo solleva sulla falange di tutti +gli eroi fino ad ora conosciuti, e lo accomuna piuttosto a quella +speciale famiglia d’uomini di guerra che furono insieme guerrieri e +capitani, quali i Maratonomachi, l’Africano, il Barbarossa, Giovanni +delle Bande Nere, il Morosini, il gran Condé, Gustavo Adolfo, è la +calma imperturbabile, la serenità olimpica, la padronanza sovrana del +campo di battaglia, per la quale anche travolto nei vortici più furiosi +della pugna egli poteva seguirne e dominarne con occhio sicuro e freddo +giudizio le peripezie, e nel momento stesso in cui sembrava sparire +nella mischia come l’ultimo dei combattenti, giganteggiava sul campo +come un ispirato capitano. + +Ed eccola detta la gran parola, quella che a molti sarà la più ostica +di questo libro, ma per la quale appunto l’abbiamo scritto: la parola +che tarderà lungo tempo ad essere accolta nei sinedri delle vecchie +cricche militari, ma che alla fine, non già per merito nostro, o +nemmeno di alcun più poderoso propugnatore di noi, ma per solo merito +intrinseco della sua verità, finirà a farsi strada e trionfare. + +Garibaldi fu un gran Capitano e di terra e di mare; e se la _Campagna +del Parana_ (rammentiamo le azioni in cui principalmente il Capitano +rifulse) e la _Ritirata da Roma_, la _Presa di Palermo_ e la _Battaglia +del Volturno_, la _Campagna del Trentino_, fatta a tavolino o in +carrozza, e la _Campagna di Francia_, fatta infermo a sessantatrè anni, +tra gli ostacoli e le difficoltà d’ogni maniera che ci sono note, non +bastano a decretargli un siffatto titolo, non sappiamo più con quale +criterio si estimerà oggimai la capacità degli uomini, nè perchè si +dirà grande un poeta pei suoi poemi, e un artista pe’ suoi marmi e per +le sue tele, e non un capitano per le sue battaglie e le sue vittorie. + +La natura lo aveva fatto capitano, ed è questo ancora il miglior +modo d’esserlo. Perocchè la guerra è arte; la scienza ne determina +i canoni e le appresta gli strumenti, ma l’atto supremo della sua +estrinsecazione è essenzialmente una creazione artistica; un pensiero +cioè sorpreso, divinato, tradotto in un baleno in un’azione viva, che +può essere il tocco d’un pennello, l’atteggiamento d’un periodo, la +mossa d’una divisione, e che in tutti i casi richiede quella medesima +potenza di ispirazione e di esecuzione che non si apprende nè da +maestri nè da libri, che la natura sola dà a taluni predisposti da essa +a riceverla, e che diede a Garibaldi. + +Nè vogliam dire che la natura abbia dovuto concedergli molto. +Le doti per essere grande capitano sono rare, ma non sono le più +sublimi. La guerra è in fondo una gran caccia, nella quale capitano e +soldati fanno, volta a volta, la parte della fiera, del bracco e del +cacciatore. Ora date ad un uomo gli istinti della fiera che si trafuga +e si difende, del cane che la imposta e la stana, del cacciatore che la +circuisce e l’assale, e avrete nelle sue qualità essenziali il grande +uomo di guerra: avrete Garibaldi. + +Gli si aggiungano poi come doti peculiari, se non veramente a lui +solo, a pochissimi come lui: un senso profondo e quasi fatidico del +terreno, tanto che indovinarne, dal punto di veduta militare, il +carattere, misurarne l’estensione, stimare quanta truppa vi possa +capire in colonna od in battaglia, era per lui, può dirsi, l’affare +d’un’occhiata: l’attitudine, perfezionatagli di certo dallo studio +delle matematiche, di leggere con tanta sicurezza e precisione +nelle carte topografiche da potere, come gli accadde nel Trentino, +far la guerra quasi esclusivamente su quelle: la facoltà acuitagli +dall’esercizio della navigazione, di essere orientato sempre e di +guidarsi, perduta ogni altra scorta, anco colle stelle, sicchè non gli +accadde mai di perdere la strada, spessissimo di trovarla dove nessuno +la sospettava: la virtù di non allarmarsi mai, sorella a quella di +non lasciarsi mai sorprendere, e figlie entrambi di altre due qualità +naturali: il sangue freddo e il fiuto del pericolo; sicchè nel 1859 +presso Casale, essendosi alcuni de’ suoi esploratori precipitati nella +stanza dove desinava, gridando ansanti: «Il nemico! Il nemico!» — +«Ebbene,» disse, senza interrompere il pittagorico pasto, «lasciatelo +venire, dopo pranzo lo riceveremo;» la sua qualità d’anfibio, sicchè +poteva giovarsi a suo grado dell’uno e dell’altro elemento, e nella +terra, dove un ammiraglio avrebbe trovato un incaglio, egli trovare +uno sbocco, e nell’acqua, dove un generale avrebbe scorto un ostacolo, +egli vedere un veicolo: la potenza infine acquistata essa pure nelle +ginnastiche della gioventù nomade e marinaresca, di durare più di +chicchessia alla fatica ed alle privazioni della vita guerriera, +d’onde quella sua abitudine d’essere il primo alzato nel suo campo e +il primo a farne suonare la _Diana_, per andare, albeggiando appena, +ad esplorare egli stesso, molto al di là delle proprie linee, le +posizioni del nemico; si aggiungano, dicevamo, o meglio ancora, si +innestino sulla prima radice della sua natura eroica tutte queste +qualità omogenee ed affini a quella prima, e si avrà la spiegazione +perchè Garibaldi, avendo letti pochi trattati d’arte militare, e forse +nessuno, non avendo mai sostenuto esami in nessuna Accademia, nè fatto +manovrare una compagnia sopra nessun campo di Marte, abbia potuto sopra +quaranta combattimenti, tra i quali almeno sette giornate campali +(il 30 aprile e il 3 giugno a San Pancrazio, Milazzo e il Volturno, +Bezzecca e le tre giornate di Dijon), vincere almeno trentasette volte +il nemico,[408] e sconfitto veramente, disfatto in guisa da dover +abbassare le armi ed arrendersi alla mercè del vincitore, non lo sia +stato mai. + +Gli mancò, è vero, per la guerra a cui fu condannato, l’occasione di +sviluppare grandi concetti strategici; ma tutti quelli che suggerì od +effettuò: la marcia manovra su Palermo; la occupazione difensiva della +sinistra del Volturno; il progetto di Campagna consigliato nel 1866, +concorde a quello proposto dal generale Moltke; la disapprovazione +data in Francia alla mossa del Bourbaky; il consiglio ripetuto e non +ascoltato di occupare in ogni caso gagliardamente Dôle; tutti questi ed +altri esempi provano abbastanza che l’intelletto strategico non mancava +certo al nostro Capitano, e che gli fallì soltanto l’opportunità di +sperimentarlo egli stesso sopra campi più vasti. + +Certo il suo merito risalta più spiccatamente nelle operazioni +tattiche. Per la guerra di partigiano, marciar di notte, dormire +il giorno, spiegarsi possibilmente coperto; cansar la lotta, se +non è sicura la vittoria; costretto ad accettare il combattimento +in condizioni sfavorevoli, protrarre fino a notte la resistenza, +perchè di notte la ritirata è più sicura; caricati dalla cavalleria, +formare la massa in difesa, preferibile al quadrato vuoto che si muove +con difficoltà e presenta una fronte troppo debole e troppo estesa +all’assalitore. Per la guerra grossa poi «riunire il più di forze +possibili sul punto tattico o obbiettivo di campo di battaglia, massima +di tutti i grandi uomini di guerra; pericolose però le colonne serrate, +specialmente dopo il perfezionamento delle armi: in ogni caso lasciare +accostar il nemico: bersagliarlo di pochi colpi ben diretti, e quando +sia vicino, fidar sempre nella baionetta e caricarlo. + +Questi i precetti principali, ch’egli riassunse in tanti scritti,[409] +e professò con l’esempio. «Lasciateli venire,» gridava al Volturno. +«Sedetevi, che vincerete,» urlava a Mentana. «Un soldato non deve +aver mai vergogna di coprirsi per colpir meglio il nemico,» esclamava +a Dijon; ed era la stessa voce che ordinava al momento opportuno le +cariche a _ferro freddo_ e le capitanava. + +Che cosa mancava dunque a quest’uomo perchè gli si potesse contrastare +il titolo di gran Capitano? Di aver mai fatto la grossa guerra, nè +condotte le grandi masse degli eserciti moderni. Davvero, che questo +argomento sia ripetuto da un pubblico profano e ignaro di siffatte +questioni lo si capisce, ma che possa essere in buona fede adoperato +da’ militari, sorprende e attrista ad un tempo. E qual uomo di guerra +fu egli assunto al comando supremo delle grandi masse, se non dopo +aver fatto le sue prove comandando le minori? Oh come! Nella gerarchia +militare chi ha comandato un reggimento è presunto capace di comandare +una brigata, e chi una brigata una divisione, e così di seguito, e +questa presunzione di capacità non varrà per Garibaldi? + +Voi, Tedeschi, eleggeste generalissimo de’ vostri eserciti il +Moltke, che prima di Sadowa non aveva mai guidato in guerra un +solo battaglione; voi, Francesi, deste il bastone di maresciallo a +Mac-Mahon, che prima di Magenta non aveva mai condotto al fuoco una +divisione; voi, Italiani, reputaste capaci il generale La Marmora e il +generale Cialdini, di comandare in capo tutto l’esercito italiano, sol +perchè il primo aveva capitanato 15,000 uomini in Crimea, e il secondo +ne aveva guidati altrettanti a Castelfidardo ed a Gaeta; e nessuno di +voi riconoscerà che Garibaldi, il quale cominciò a guidarne parecchie +migliaia fin dal 1849; che al Volturno ne comandava 30,000, e nel +Trentino 35,000, possa bastare all’ufficio, a cui pure i gallonati e +piumati suoi colleghi furono reputati meritevoli? Col criterio di non +reputar Capitano chi non ha comandato grandi eserciti, Napoleone I, +che non ne comandò, nella prima e più gloriosa sua campagna d’Italia, +più di 30,000, non sarebbe mai stato che un _guerrillero_, e Hoche, +Massena, Lannes, Augereau, che eran già salutati grandi generali quando +non avevano ancora condotto al fuoco che le minuscole divisioni della +Repubblica, non sarebbero rimasti che dei _cabecillas_. + +Certo, a dirigere le grandi masse, Garibaldi solo non sarebbe bastato; +ma quale più sommo Capitano vi bastò? Anco a Garibaldi faceva mestieri +quello che occorse a Napoleone, all’Arciduca Carlo, a Wellington, a +Moltke, una corona d’interpreti intelligenti, e di cooperatori fidi; +uno Stato maggiore istrutto, e generali di divisione valenti; un +servizio organizzato di amministrazione, d’ambulanza, di provianda; +ma se a lui pure fosse stato concesso tutto ciò, con quanta maggior +libertà ed efficacia non avrebbe potuto attuare i suoi concetti e far +sentire alla macchina ben congegnata posta nelle sue mani l’impulso +del suo genio! Gli eserciti mancarono a Garibaldi, non Garibaldi +agli eserciti! Egli partì co’ Mille di Marsala; ma sarebbe partito +assai più volentieri, noi lo vedemmo, con una brigata dell’esercito +regolare,[410] e quando voleva esprimere il gran conto in cui +teneva l’esercito italiano, invocava l’onore «di combattere alla sua +sinistra.» + +Strana logica invero! + +Fino ad ora si era sempre creduto che chi fu capace di far bene +co’ pochi potesse essere presunto idoneo a far meglio co’ più; ma a +Garibaldi pare che questa maniera di ragionamento non sia applicabile. + +Egli è escluso dalla legge del perfezionamento umano. Fosse stato, come +dicevano i Piemontesi d’una volta, una _vecchia giberna_ invecchiata +fra le piazze d’armi e le caserme, avrebbe potuto dire egli pure il +suo bravo «porto nel mio zaino il bastone di Maresciallo;» ma aver +guerreggiato per circa quarant’anni, nel vecchio e nel nuovo mondo, +portar sul corpo dieci ferite, presentare uno stato di servizio di +sedici campagne[411] e quaranta combattimenti; aver battuto in America +Oribe e Brown, in Italia Oudinot e Colonna, Landi e Bosco, Lanza e +Ritucci, Urban e Kuhn, e in Francia Keller, Danemberg e Kettler, tutto +ciò non dà diritto ad alcuna promozione. + +Guerrigliero cominciò, guerrigliero visse, guerrigliero morì. + +Diverso fu il giudizio di Abramo Lincoln, che gli fece offrire il +comando d’un esercito della grande repubblica americana; diverso quello +dell’austriaco D’Aspre, che nel 48 esclamava: «Un sol uomo avrebbe +potuto ancora salvar l’Italia, e non fu compreso;» diverso quello del +prussiano generale Manteuffel, che pochi anni or sono scriveva: «Se il +generale Bourbaky avesse operato secondo i suoi consigli, la campagna +dei Vosgi sarebbe stata la più fortunata combattuta nel 1870-71 dalle +armi francesi.[412]» + +Diversi i pareri dei moderni storici militari, quali il Rustow e il +Lecomte, che studiarono un po’ più attentamente e spassionatamente +le sue campagne; ma ciò non conta. Non è un generale,» cominciò a +mormorare qualche professore d’arte militare, che non aveva letto mai +probabilmente una sola pagina delle sue guerre; «non è un generale,» +ripetè in coro la scolaresca, e «non è un generale,» fece eco il +pubblico pappagallo; e con questa sentenza pronunciata senza esame, +senza motivi e senza processo fu accompagnato al sepolcro. + +E frattanto la prima vittima di questi errori e di questi pregiudizi, +propri a dir vero a tutto ciò che tiene ancora della casta e +dell’accademia, fu l’Italia. Pensino invece gl’Italiani, se il valore +reale di quest’uomo fosse stato giustamente estimato, quanti rovesci +di meno e quanti trionfi di più! Pensi il valoroso esercito nostro, +quanto corteo di novelle vittorie avrebbe scortato le sue bandiere, se +colui che vinse coi cento e coi mille, coi diecimila e coi trentamila, +nel piano e sui monti, cogli scamiciati e cogli inermi, avesse +potuto capitanare le agguerrite schiere di Palestro, di San Martino +e di Gaeta, e nella sera della fatale Custoza, dare, a chi l’avesse +interrogato sul da farsi, la classica risposta: «dormire sul campo.» + +Ma anche per lui la giustizia verrà dal di fuori e comincerà dopo +morto. Fra pochi anni i giudizi degli stranieri, più intelligenti e più +spassionati dei suoi compaesani, saranno conosciuti, i preconcetti e le +gelosie che vietarono sin qui la conoscenza e la manifestazione della +verità saranno spenti, le storie militari del nostro tempo e del nostro +paese saranno meglio scritte, più lette e meglio apprezzate, e allora +forse l’Italia comprenderà a qual caro prezzo abbia pagato l’errore +d’aver partorito dal suo seno un grand’uomo di guerra e d’averlo +disconosciuto. + + +II. + +_Il Patriotta e l’Umanitario._ + +Pura quanto quella del guerriero, incontestata più di quella del +capitano è la gloria del patriotta. Se fra gli eroi della spada è +difficile trovargli il simigliante, trovargli l’uguale nello stuolo +degli eroi della patria lo è ancora più. E ciò perchè quello che egli +offerse in olocausto all’Italia supera in valore tutto quanto fino a +lui, anche i più grandi cittadini, anche Washington, il grandissimo +fra tutti, avevano offerto alla patria loro. Tutti come lui diedero +alla loro terra natale il meglio di sè stessi: il sangue, la vita, +gli averi, le gioie del domestico focolare, persino, costosissimo fra +i sacrifici, le palme più meritate della gloria ed i risentimenti più +legittimi dell’ambizione; ma nessuno di loro le immolò, come lui, il +tesoro più sacro del suo petto, la fede dell’anima sua. + +La patria creata dal genio e dalla virtù di Washington fu quella +vagheggiata da lui: fra il suo concetto politico e la volontà de’ suoi +concittadini nessun divario essenziale e nessun dissenso: il Virginiano +diede alle Colonie da lui redente e federate le istituzioni pensate ed +elaborate dalla sua mente, le suggellò, a dir così, dello stampo del +suo spirito e ottenne un frutto e un premio dell’opera sua che nessun +altro maggiore. + +Di Garibaldi diverso il destino. Egli non sortì la mente pratica del +grande Piantatore; il genio della politica non era il suo e non v’è +mestieri di riprova. Discernere tra la verità ideale e la realtà +effettuale la distanza e la differenza non era da lui; veder ciò +che nel suo paese ed anche nel suo tempo fosse fattibile era al di +sopra o al di sotto, secondo il punto da cui lo si consideri, del suo +intelletto, e il solo trovarsi di fronte ad una questione pratica, se +non era militare, lo confondeva e paralizzava. + +Epperò il contrasto profondo tra quello che i suoi coetanei preferirono +e quello ch’egli amò; tra gl’ideali del suo capo e quelli della sua +patria. Il suo ideale religioso fu la Religione naturale o il Deismo +filosofico, che dir si voglia, di Gian Giacomo; e l’Italia è per +due terzi cattolica, per l’altro terzo scettica o indifferente. Il +suo ideale politico fu una specie di Repubblica patriarcale con un +Dittatore temporaneo, assistito da un Consiglio di _probi viri_, «la +Repubblica della gente onesta,[413]» come egli la chiamava; e l’Italia +è e vuol essere monarchica. Il suo ideale sociale è un quissimile di +società pastorale, nè colta, nè barbara, vivente nella semplicità e +nell’innocenza, retta da un regime che sarebbe un che di mezzo tra il +comunismo sansimoniano, «a ciascuno secondo la sua capacità, a ciascuna +’capacità secondo il suo lavoro,» e il nuovo socialismo della cattedra, +«governo largitore di tutti i beni e riparatore di tutti i mali;» e +l’Italia si dibatte ancora contro gli avanzi del passato e non osa +sbarbicare le ultime radici delle antiche caste e dei vieti privilegi. +Quale abisso adunque tra l’anima di quell’uomo e le aspirazioni del +suo paese; quanti conflitti dolorosi, quante tentazioni insidiose, o +di sciogliere il litigio coi colpi di spada dei Cesari, dei Cromwell +e dei Napoleonidi, imponendo alla patria ignara e riluttante la legge +della sua volontà, o di abbandonarla, come persona che si sprezza, alla +meritata servitù! + +Ora Garibaldi non seguì nè l’uno, nè l’altro consiglio, gettò sull’ara +della Patria i suoi amori e i suoi odii, le sue più care speranze, +le sue più carezzate chimere, e senza chiederle alcun prezzo del suo +sacrificio la servì e la salvò. + +Nel 1848 proclamava, primo fra i repubblicani, la necessità di +stringersi al re Carlo Alberto, e non dipese da lui se la sua spada, +che poteva essere forse la salvezza d’Italia, fu ricacciata nel fodero. + +Nel 1857 è ancora il primo a sottoscrivere con Daniele Manin e Giorgio +Pallavicino il patto d’unione dell’Italia con Casa di Savoia ed a +fondare con essi quel nuovo partito nazionale, che fu la base popolare +dell’imminente risorgimento. + +Nel 1859 non esita ad offrire il suo braccio al Re Galantuomo, e +trascinata dietro al suo esempio tutta la gioventù più gagliarda ed +attuosa d’Italia, suggella sui campi di battaglia l’unione auspicata +della rivoluzione con la monarchia. + +Nel 1860 infine, quando il nodo del problema italiano sembrava +giunto a tale che la monarchia nè poteva tagliarlo colla spada, +senza compromettersi, nè lasciarlo in balía della rivoluzione, senza +abdicare, nè scioglierlo coll’artificio dei compromessi e delle +transazioni, senza nuocere al suo principio vitale, Garibaldi ancora +scioglie il nodo intricato e ponendosi a capo di un’impresa, che +adempiva insieme ai fini della rivoluzione ed agli obblighi della +monarchia, amplia il patto dei plebisciti e fonda sovra essi il nuovo +regno. + +Nè a questo patto venne meno più. Aspromonte e Mentana furono +certamente, il primo un grande errore, il secondo una grande temerità, +entrambi una illegalità; ma astraendo anche da quel segreto viluppo +di equivoci e di ambiguità, che in tanta parte li giustificarono, essi +devono essere giudicati piuttosto un conato di insurrezione contro la +politica d’un governo, che un atto di ribellione contro le istituzioni +d’uno Stato. + +Non si dimentichi mai che tanto sulla bandiera di Aspromonte, quanto su +quella di Mentana, il motto era pur sempre quello di Marsala; e l’aspro +dissidio insorto per questo fatto fra Garibaldi e Mazziniani, ne indica +meglio d’ogni altro argomento la capitale importanza. + +Nè bisogna credere che tutte le conseguenze di Aspromonte e di Mentana +siano state malefiche. Non si scordi che l’Italia nel 1861 non era +ancora che un simulacro; le mancavano Roma e Venezia, le veniva meno, +cosa anche più triste, la speranza e l’ardire di presto acquistarle. +Roma era serrata nel circolo vizioso dei voti della Camera e della +Convenzione di settembre, che ne rimettevano la liberazione al doppio +miracolo dei «mezzi morali» e del consenso della Francia; Venezia +poteva, è vero, aspettare più fidente la fortuna d’una nuova alleanza; +ma era sempre l’aspettazione del fato. + +Ora un uomo che sorgesse protesta viva della volontà nazionale contro +la lettera dei trattati e le ambagi della diplomazia, che fosse sempre +pronto a spingere il governo, se si arrestava, a scuotere la nazione, +se intorpidiva; che serrando insieme l’Italia e la Francia nel dilemma +implacabile: «Roma o morte,» rendesse sempre più accorti coloro che ci +contendevano la nostra capitale, dei pericoli d’un più lungo rifiuto; +un uomo simile non poteva mai dirsi senza un influsso benefico sui +destini della patria sua, nè egli stimare del tutto compiuta la sua +missione. + +Oltre di che, e sta in ciò l’importante, quella propaganda, +quell’agitazione, anche quelle rivolte, non erano che uno sfogo +ed una distrazione offerta alla parte rivoluzionaria, la quale, o +abbandonata a sè stessa, o caduta in potere d’altri capi, avrebbe assai +probabilmente varcata quella barriera che il generale Garibaldi le +impedì sempre d’oltrepassare. + +E in ciò veramente si assomma l’opera benefica del grande patriotta +negli estremi suoi anni. Egli gettò più volte in mezzo alla Nazione +parole terribili, che potevano essere pericolosissimi tizzoni +d’incendio, ma quando li vide prossimi a divampare in fiamme minacciose +al sacro edificio della patria, egli stesso accorse pel primo e sotto +il suo piede li soffocò. + +Egli fu, finché visse, come un Dio Termine sulla strada della +rivoluzione, innanzi al quale anche i più esaltati e temerari de’ suoi +seguaci si sarebbero sempre arretrati. Tutto potevano dire, tutto +potevano tentare, ma lui vivo il grido ultimo della discordia, il +segnale irrevocabile della guerra civile non avrebbero osato darlo mai. + +Il pensiero di Garibaldi è in questo rispetto limpidissimo. Prima +l’unità, la concordia, la volontà d’Italia; poi, se vi sia posto, +i sogni della sua mente. Si congiungano le parole che egli, reduce +dal primo esiglio, indirizzava nel 1848 ai Nizzardi: «Tutti quei +che mi conoscono sanno se io sia mai stato favorevole alla causa dei +re; ma questo fu solo perchè i principi facevano il male d’Italia; +ora invece io sono realista e vengo ad esibirmi coi miei al Re di +Sardegna, che s’è fatto il rigeneratore della nostra Penisola;» si +congiungano con quelle ch’egli scriveva alla vigilia, staremmo per +dire, della sua morte: «La Casa di Savoia ha fatto molto per la patria +e merita rispetto. Ma quand’anche avesse fatto meno, ha la grandissima +maggioranza degl’Italiani per sè, e il sentimento della maggioranza noi +dobbiamo rispettarlo, perchè è la continuazione dei plebisciti. Volerlo +disconoscere e combattere sarebbe accendere la guerra civile e quindi +distruggere colle nostre stesse mani l’opera nostra;» e nell’esordio +e nella conclusione di questo discorso, attraverso i contrasti, gli +sviamenti, le alternative, che sono il portato necessario di tutte le +grandi lotte, avrete riassunto da Garibaldi stesso il suo testamento +politico. + + +E ciò non ostante resterà sempre dubbio se più della patria sua abbia +amato le altrui. È questo il tratto più singolare e più radioso +della sua immagine. Il patriotta s’immedesimava talmente in lui +all’umanitario che era difficile il discernere quale dei due fosse il +più vero e il più grande. Primo precetto della sua «Religione del Vero» +egli stimava l’evangelico: «Non fare ad altri quel che non vorresti +fatto a te stesso;[414]» e con questa norma nel cuore, l’indipendenza, +la libertà, la felicità che voleva per la patria sua, le voleva +per tutte le altre. Su questo proposito la sua dottrina era di una +semplicità biblica. Dio avea creato tutti gli uomini uguali e tutti +i popoli fratelli, dividendoli in tante famiglie quanti i linguaggi, +ed imponendo loro per dimora tante regioni distinte, di cui la natura +stessa aveva, con linee eterne di mari e di monti, tracciati i confini. +Soltanto la cupidigia e la nequizia di pochi uomini, nequitosissimi +fra tutti i preti, violarono quei confini, tentarono confondere quelle +lingue, falsarono il disegno di Dio. Ad essi perciò guerra perpetua: +_guerra anzi alla guerra_, di cui essi pei primi gittarono il mal seme +nel mondo. Sopprimere gli eserciti stanziali, primi alimentatori e +provocatori della guerra, braccia sottratte al lavoro, sangue rapito +alla vita economica delle società moderne, trasformandoli in una +milizia volontaria, chiamata soltanto a difesa dei diritti e della +libertà dei popoli: fondare una Unione Europea delle Nazioni «con un +rappresentante per ciascuna, uno Statuto fondamentale, il cui primo +articolo fosse: la guerra è impossibile, ed il secondo: ogni lite +delle nazioni sarà liquidata da un Congresso:» proclamare l’unità +dell’umana famiglia, cementandola, se fosse possibile, coll’unità d’una +sola _lingua mondiale_;[415] ecco i sogni che l’Eroe incessantemente +perseguiva e da cui era egli stesso perseguito, e talvolta anche nel +tumulto delle sommosse e il fragor delle battaglie, ma che egli era +sempre pronto non solo a bandire e predicare, ma a suggellare col +sangue. + +Non una causa umana cui fosse indifferente; non una giusta rivolta a +cui, anco non potendo colla spada, non partecipasse colla voce e colla +penna; non un appello d’oppressi a cui non abbia risposto: presente. + +Nel mezzo secolo da lui vissuto nell’uno e l’altro mondo, congiurano, +insorgono, combattono, quali per la libertà, quali per l’indipendenza, +Brasiliani, Platensi, Spagnuoli, Portoghesi, Polacchi, Ungheresi, +Serbi, Rumeni, Greci, Jugo-Slavi, da ultimo anco i Francesi, e non uno +di questi popoli che non abbia ricevuto da lui, se non l’aiuto del suo +braccio, un soccorso di armi, o di danari, un consiglio utile, una +parola confortatrice ed amorosa, e spesso, inviati direttamente da +lui, o mossi dall’influsso del suo apostolato, manipoli di valorosi +che nelle più remote contrade propagano l’onore della camicia rossa +e combattono e muoiono per la libertà dei popoli fratelli al grido di +«Viva Garibaldi!» + +Nè la sola causa dei popoli l’interessava. Il problema sociale +l’occupava anche più del politico. Convinto più che mai che le +disuguaglianze sociali fossero non già l’effetto d’una legge naturale, +irrevocabile e fatale, ma il prodotto della perversità di pochi uomini +o furbi o prepotenti, era contro la società in uno stato di guerra +aperta e continua. + +E non era un filosofo che meditasse le cause e gli effetti, nè uno +statista che distinguesse i mali rimediabili dagl’irrimediabili, e +ne apprestasse i provvedimenti e le leggi: era un plebeo, un paria, +un diseredato che giudicava della società matrigna in cui si trovava +sbalestrato dietro le impressioni del momento, secondo l’effetto più +sensibile e più, staremmo per dire, drammatico che ne riceveva; secondo +i criteri assoluti di chi vive solitario nelle proprie idee ed ignora +la realtà. + +La vista, a mo’ d’esempio, d’un signore in panciolle che passasse in +carrozza dinanzi a un contadino sudante alla canicola, curvo sulla +marra, gli strappava lo stesso gemito di rabbia, le stesso gesto di +minaccia che il contadino stesso lanciava alle spalle del superbo +gaudente. Credeva la società una lega dei forti contro i deboli, de’ +furbi contro gl’ingenui, dei ricchi contro i poveri, e senza esitare un +istante, in qualunque causa, stava istintivamente cogli ultimi. + +Aveva per vangelo la onestà impeccabile dell’operaio, la bontà +innocente del contadino, la brutalità feroce del padrone, la furberia +rapace del mercante, la boria ignorante del nobile; e su questi criteri +regolava i suoi giudizi. Credeva sul serio ai lauti stipendi della +burocrazia, alle ricchezze ammassate dai ministri, ai sordidi traffici +dei deputati, alle orgie sardanapalesche della Corte, a tutti i luoghi +comuni della eloquenza tribunizia, con questa differenza tuttavia che i +tribuni le ripetevano per convenzione e per mestiere; egli con tutta la +ingenuità della fede e la profondità del sentimento. + +Aveva insomma della società il concetto pessimista di Gian Giacomo, e +come Gian Giacomo avrebbe voluto rinnovarla da cima a fondo per mezzo +d’una revisione del suo patto fondamentale, cominciando naturalmente la +riforma da sè stesso e dalla sua famiglia. + +Come però queste idee non potevano essere accettate, od anche accettate +in parte non potevano subito nè tutte in una volta essere effettuate, +e il mondo continuava a girare sul suo vecchio asse senza curarsi +dei sognatori che l’avrebbero voluto far andare a modo loro, così +ad ogni nuova disdetta che la realtà dava alle sue dottrine, ad ogni +nuovo disinganno che la società in generale o l’Italia in particolare +gli facevano patire, il suo umore si faceva acre, il suo pessimismo +peggiorava, la sua misantropia filantropica (sentiamo il bisticcio, +ma a Garibaldi, che abborriva gli uomini perchè rifiutavano il bene +che avrebbe voluto far loro, s’adatta a capello), la sua misantropia +filantropica s’inaspriva, e, vero «burbero benefico,» sfogava la sua +atrabile sulle spalle di coloro che amava di più e per la cui felicità +s’affannava da mezzo secolo, ed era pronto ad ogni istante a dare la +vita. + + +III. + +_L’uomo privato_. + +Questo, se non c’inganniamo, l’uomo pubblico; ma e l’uomo privato? +L’uomo privato fu tale egli pure, che se anche non avesse compiuto +alcuna delle azioni famose per cui diventò storico, sarebbe stato +tuttavia un esemplare singolarissimo della specie umana, degno di +tutto lo studio dello psicologo e dell’artista. Il biondo fanciullo +che dipingemmo scorrazzante sulla riviera di Nizza; il bel Corsaro che +vedemmo ammaliare la povera Anita alla fontana di Laguna; il trionfante +Dittatore del 1860, che al suo apparire faceva squittire in coro le +picciotte siciliane: _Oh quant’è beddu!_ aveva serbato fino agli ultimi +anni la sua maschia bellezza, una bellezza però tutta sua, lontana dal +tipo comune della bellezza eroica e guerriera; originale e novissima +essa pure. + +Perocchè Garibaldi non poteva dirsi un «bell’uomo,» nel senso più +usitato della parola. Era piccolo: aveva le gambe leggermente arcate +dal di dentro all’infuori, e nemmeno il busto poteva dirsi una +perfezione. Ma su quel corpo, non irregolare nè sgraziato di certo, +s’impostava una testa superba; una testa che aveva insieme, secondo +l’istante in cui la si osservava e il sentimento che l’animava, del +Giove Olimpico, del Cristo e del Leone, e di cui si potrebbe quasi +affermare che nessuna madre partorì, nessun artista concepì mai +l’eguale. E quante cose non diceva quella testa; quanto orizzonte di +pensieri in quella fronte elevata e spaziosa, quanti lampi d’amore e di +corruccio in quell’occhio piccolo, profondo, scintillante, che marchio +insieme di forza e d’eleganza in quel profilo di naso greco, piccolo, +muscoloso, diritto, formante colla fronte una sola linea scendente a +perpendicolo sulla bocca; quanta grazia e quanta dolcezza nel sorriso +di quella bocca, che era certo, anche più dello sguardo, il lume più +radioso, il fascino più insidioso di quel viso, e che nessuno oramai +il quale volesse serbare intera la libertà del proprio spirito, poteva +impunemente mirar davvicino. + +A questa singolar bellezza poi, che era già per sè sola una potenza, +la natura, madre parzialissima a questo suo beniamino, aggiunse +l’agilità e la forza; non veramente la forza muscolare dell’atleta, +ma quella particolare forza nervosa che si rattempra e ingagliardisce +coll’esercizio e che, associata all’agilità, rende capace il corpo +delle più ardue prove e delle più arrischiate ginnastiche. + +E che ginnasta fosse Garibaldi lo sappiamo da lui stesso. «Credo +d’essere nato anfibio,» soleva dire per esprimere la facilità con cui +fin dalla prima volta in cui si buttò in acqua si trovò naturalmente a +galla. Abbiamo notato infatti le persone da lui salvate dall’acqua, e +sono sedici: il che potrebbe bastare, anche non essendo Garibaldi, alla +rinomanza d’un uomo. + +E come nuotava, cavalcava, saltava, s’arrampicava, tirava di carabina, +di sciabola, occorrendo di pugnale, senza che nessuno gliel’avesse mai +insegnato, e avendone trovato soltanto nella struttura delle proprie +membra e negli istinti della propria indole il segreto e la maestria. + +Del suo corpo poi, come uomo che sa d’averne bisogno, era curantissimo. +Egli non vestì sempre il costume con cui il mondo s’abituò a vederlo +fin dal 1860. In America alternò, secondo i casi, il vestire paesano +del _gaucho_, la giacca del capitano di mare, e l’uniforme bianca, +rossa e verde della _Legione Italiana_; venuto in Italia, se non era +sotto le armi, nel qual caso tornava alla tunica rossa orlata di verde +(non camicia per anco), al cappello piumato a larghe falde, al mantello +bianco ed ai calzoni grigi instivalati; indossava un grosso soprabito +abbottonato sino al mento, e fu con quello che noi lo vedemmo per la +prima volta a Torino nel 1859. + +Soltanto la mattina del 5 maggio comparve sullo scoglio di Quarto +colla camicia rossa e il _poncho_ sulle spalle; e sia stato amore di +quell’assisa fortunata o certezza che quella foggia si attagliasse +meglio d’ogni altra alla sua figura, non l’abbandonò mai più. + +Ma anche più che all’eleganza del vestire, tenne alla nettezza della +persona. Usava frequente bagni e lavacri d’ogni sorte; aveva delle +sue mani, de’ suoi denti, de’ suoi capelli una cura attentissima; non +avreste trovata sulle sue vesti, spesso logore e strappate, una sola +macchia. Strano a dirsi come quel mozzo paresse un gentiluomo. Nel +primo abbordo aveva quel non so che di semplice e decoroso insieme che +è il primo incantesimo con cui tutti i grandi uomini pigliano di solito +i minori. Non dava che del _voi_; tenne il _tu_ per i figli e per i +più vecchi e più intimi amici; e fuori che al Re non l’abbiamo sentito +dare del _lei_ a chicchessia. Nel ricevere porgeva egli per il primo +famigliarmente la mano; alle signore, tanto più se onorande per età o +per lignaggio, gliela baciava con galanteria di cavaliere. + +Nei colloqui preferiva l’ascoltare al parlare, segno questo pure di +cortesia aristocratica. Nelle cose minime, nelle questioni secondarie +d’etichetta o di forma, quando si trattasse di rendere un servizio, +di liberarsi da un fastidio, o di concedere un favore, fosse colui +che gli parlava ricco o povero, umile o potente, era d’un’amabilità +e d’un’arrendevolezza affascinanti. E da ciò la sua troppa facilità +nel concedere commendatizie ed attestati d’onestà e di patriottismo +anche ai meno meritevoli, e l’abuso che tanti indegni poterono fare +della sua parola e del suo nome. Ma in tutti gli argomenti a’ suoi +occhi importanti, quando fosse in giuoco alcuna delle sue opinioni +predilette, o degli affetti dominanti del suo cuore, allora il discorso +cominciava a diventar difficile, e se l’interlocutore s’infervorava +nelle obbiezioni, con una sentenza, un motto, talvolta una scrollata +di spalle, troncava la disputa. Nel 1864 quando visitò Lord Palmerston +in casa sua, avendo questi condotta la discussione sulla Venezia e +tentato di fargli capire che la questione veneta era da rimettersi al +tempo, alla Diplomazia, ai Trattati: «Ma che cosa mi dite, interruppe +di scatto, chè non è mai troppo presto per gli schiavi rompere le +loro catene,» e con una mossa subitanea piantò stupito e quasi a bocca +aperta il suo eloquente contradittore.[416] + +E ciò sganni una buona volta coloro che, non sappiamo con quali fini, +si son sempre finto un Garibaldi automa senza idee e senza volontà, e +di cui i pochi furbi che l’accostavano potevano a lor grado guidare i +movimenti e far scattare le molle. Delle idee ne aveva poche, ma tanto +più tenaci quanto più avevano trovato libero il campo dello spirito +in cui abbarbicarsi. Discutere con lui era anche per quelli che più +stimava ed ascoltava, la più ardua e più erculea delle imprese. Era +una sfera d’acciaio brunito che non lasciava presa d’alcuna parte. +Francesco Crispi, nel di lui elogio funebre alla Camera dei Deputati, +disse: «Non ci fu uomo che sia stato come lui forte nelle sue volontà; +egli fece sempre soltanto quello che volle, ma non volle che il bene +d’Italia,» e questa affermazione d’un testimonio che gli fu al fianco +nei più gravi momenti della patria, ci dispensa dal dirne di più. + +Le maniere gentili traevano risalto dai costumi semplici. Pochi +uomini più di lui furono nel bere più sobri, nel cibo più parchi. +Fino agli ultimi anni, in cui il vino gli fu ordinato quasi per +medicina, bevette sempre acqua e dell’acqua migliore si pretendeva +buon gustaio finissimo, e l’assaporava, e la decantava talvolta ai +commensali, che non erano sempre del suo gusto, come il più prelibato +de’ nettari. Quanto alle vivande, mangiava poca carne, anche per un +residuo di scrupoli pittagorici che non aveva mai saputo vincere; +prediligeva il pesce, i frutti e i legumi. Un piatto di fichi e di +baccelli lo metteva d’appetito meglio d’un fagiano tartufato! Il pesce +godeva, quand’era sano, pescarselo da sè; e allora due o tre volte +la settimana, al pallido lume di Venere-Diana, presi seco or l’uno or +l’altro de’ suoi figli e per turno questo o quello de’ suoi compagni di +Caprera (quasi sempre, nel 1854, anche lo scrittore di questo libro), +scendeva in canotto, ed ora al largo, ora nei seni più pescosi di +quella pescosissima marina, passava tal volta coll’amo, tal altra coi +filaccioni, quasi mai colle reti, l’intera mattinata, tornandone, rare +volte, a mani vuote, quasi sempre con tanto di preda da fornire il +desinare a lui e a tutta la colonia. + +Ma la sua passione predominante fu l’agricoltura. «Di professione +_Agricoltore_,» scriveva egli stesso sulla scheda del Censimento del +1871, e non aveva mentito. Un terzo della Caprera fu ridotto fruttifero +per molta parte del lavoro sudato della sua fronte, o colla scorta de’ +suoi precetti e per impulso della sua volontà. + +La prima sua opera era stato un vigneto sopra un piccolo altipiano, +a metà via tra la sua casa e Punta Rossa, ma quantunque l’uva, tutta +bianca, ne fosse squisita, la vendemmia non compensò mai la fatica e +la spesa. Più tardi, già preoccupato del problema del pane quotidiano, +volle tentare la coltura dei cereali, e ridusse a frumento un quadrato +di forse quattro ettari; ma qui pure, per colpa non del cultore, ma del +terreno, il frutto non corrispose al dispendio. + +Ma il suo vero amore, era il podere modello di Caprera, era il +Fontanaccio. Esso pure, fino al 1859 non era che dura roccia, e d’anno +in anno ci fece la vite, il fico, il pesco, il mandorlo, il fico +d’India, e, sebben più sensibili alle sferzate di grecaio, gli agrumi. + +E colà ogni mattina, per lunghi anni, coperto il capo da un cappellone +a larghe falde, in camicia rossa sempre, armato di coltelli e di +forbici agricole, di cui gran parte portava appesi ad una cintura, +passava le lunghe ore a potare, sfrondare, innestare; lieto fin che +lo lasciavano solo, rannuvolato tostamente se un visitatore importuno, +se un telegramma malarrivato, venivano ad interrompergli il piacere di +quelle gradite occupazioni. + +Nè agiva empiricamente. Nella sua biblioteca i Trattati d’Agronomia +abbondavano, e parte col sussidio dei libri, parte col consiglio +di questo o quell’agronomo, che metteva subito nel novero de’ suoi +amici, parte coll’aiuto del suo ingegno, naturalmente incline a tutti +gli studi fisici, s’era formato un corredo di idee scientifiche e +razionali, che certo molti de’ più grossi agricoltori d’Italia non +hanno mai posseduto. + +Epperò fece venire d’Inghilterra macchine agricole, aprì fosse di +scolo per dar esito alle acque piovane, sanò dalle sotterranee i +terreni più plastici, sostituì alla rotazione dodicennale la coltura +più intensiva delle alberate e degl’ingrassi e agli ingrassi provvide +coll’allevamento del bestiame; (ebbe persino centocinquanta capi +di armento bovino e quattrocento d’ovino); a poco a poco fornì quel +suo podere, strappato zolla per zolla alla breccia ed al granito, di +tutto quanto la scienza ha indicato di più acconcio alla sua coltura; +e stalle e concimaie e capanni per marcimi e lettimi, e colombaie e +alveari e via dicendo; e si rovinò del tutto. Garibaldi non fu mai +ricco; ma i suoi pochi risparmi fatti in America, le eredità fatte dai +fratelli, i denari ricavati dai ricchi regali mandatigli, i denari +stessi donatigli o prestatigli dagli amici di tutto il mondo; tutto +andò a finire nel pozzo senza fondo di Caprera, che non restituì mai al +suo innamorato cultore nemmeno il salario quotidiano delle fatiche che +per circa venti anni le aveva spese d’attorno. + + +Ma non sempre poteva stare nei campi; e i giorni di pioggia e di vento, +o i più crudi dell’inverno, li passava in casa, seduto quasi sempre, +dopo il 60, di faccia alla terrazza della casa nuova che guardava il +mare, intento alla lettura e alla scrittura. Lesse molto e un po’ di +tutto; ma nessuno vorrà dirlo per questo un lettore portentoso. Dei +libri, già dicemmo quelli che prediligeva: gli storici principalmente +di Grecia e di Roma; i trattati d’Agronomia e di Matematica; e sopra a +tutti, i poeti; e fra questi, come è noto, Ugo Foscolo degli italiani; +Chenier e Voltaire fra i francesi. Negli ultimi anni s’era preso +d’amore per Guerrazzi e Vittor Hugo; due autori non fatti certamente +per temperargli la fantasia, e per la _Storia dell’Italia antica_ di +Atto Vannucci, di cui citava intere pagine anche ne’ suoi romanzi; +ma diletto fra tutti, compagno inseparabile delle sue veglie, primo +confidente del suo spirito, il Carme dei _Sepolcri_, di cui gli +trovaron presso il letto di morte aperto il volume. + +Nello scrivere invece inesauribile, infaticabile, e rispetto a tante +altre cose che faceva, prodigioso. E non diciamo delle sue lettere, +testimoni troppo eloquenti della scorrevolezza della sua penna; ma egli +scrisse, in vecchiaia, tre romanzi: _Clelia o il Governo del Monaco_; +_Cantoni il Volontario_ e _I Mille di Marsala_; e da molti anni aveva +intrapreso a scrivere in versi sciolti la storia della sua vita, e +noi stessi, nel 1864, ne udimmo parecchi squarci dalla sua bocca. +Intralasciato poi, per qual ragione non sapremmo dire, questo lavoro, +riprese lo stesso tema in prosa, scrivendo le sue _Memorie_, dal giorno +in cui le lasciò nel 1850, fino, crediamo, alla campagna di Francia. E +queste _Memorie_, ci consta nel modo più certo, egli le affidò, or sono +quattr’anni, in una cassetta chiusa, al figlio Menotti, coll’ordine +espresso di non mostrarle finchè fosse vivo ad alcuno, e soltanto +trascorso un certo termine dalla sua morte, pubblicarle.[417] + +Mescolate poi alle _Memorie_ autobiografiche, si trovarono fra +le sue carte, e si troveranno anche più quando si spoglino tutte, +pensieri staccati, frammenti di problemi, appunti, studi fisici e +matematici;[418] persino uno specchietto dei conti di casa, che non +oseremmo affermare tornassero perfettamente. + +Infine, poeta nell’anima, cui non era forse mancato per esserlo anche +nell’arte, che il tirocinio degli studi e l’esercizio della tecnica, +e poesia vivente egli stesso, non seppe resistere mai alle tentazioni +d’una certa sua musa bizzarra e selvaggia che le si era annidata nel +cervello, ed empiva quaderni di versi, di cui talvolta l’udimmo noi +stessi recitarne lunghi brani, talchè non ci meraviglierebbe che un +giorno sbucasse fuori dalle sue carte anche un Canzoniere. + +E non solo in versi italiani[419] scriveva, ma spesso in francesi, come +ne ha già fatto testimonianza l’inno di guerra composto in Francia +e recitato durante l’assalto notturno di Dijon; e ne fa conferma lo +squarcio di questo Carme, scritto a Vittor Hugo nel 1867, in risposta +della sua _Voix de Guernesey_, rovente ancora delle collere recenti +di Mentana e dove, in mezzo al rombar monocorde delle tribunizie +invettive, senti echeggiare qua e là, fieri e solenni, i giambi del +Barbier. + + Quand plus heureux jadis, aux champs de Parthénope, + Mes jeunes miliciens ont étonné l’Europe, + Essuyant leurs pieds nus sur le tapis des rois, + Donnant à leur pays ce qui fut tant de fois + Le rêve, le soupir, l’espoir de nos ancêtres, + Crois-tu qu’ils ont servi, combattu pour des maîtres? + L’amour de la patrie fut leur seule passion, + Et de l’humanité libre la mission. + Ce n’est pas vrai qu’aux rois nous ayons fait l’aumône; + Nous servions l’Italie, nous ne servions personne. + . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + Si de l’Europe alors la phalange d’élite + Avait de son appui encouragé de suite + Les nouveaux Argonautes en leurs braves élans, + Le Lucifer de Rome avait fini son temps; + Le monde était guéri de la lèpre infernale, + Et l’horrible mensogne, à son heure fatale, + Aurait du despotisme accéléré le sort! + Mais les nations toujours ont le terrible tort + De laisser une sœur seule dans la bataille, + Seule des potentats affronter la mitraille! + Eux, ils sont bien unis, à l’heure du danger; + Et les peuples, jamais ne sauront partager + Le péril en commun pour la cause commune? + De l’humaine famille à la sainte tribune + On entendit la voix de la noble Albion + Imposant fièrement: «Pas d’intervention!» + Seule! et l’on vit alors le superbe despote + Reculant sans réplique au devant du grand vote, + Aller chercher ailleurs des peuples à duper, + Des tyrans à produire, et le monde à tromper. + Mais la liberté sainte, au sein de l’Amérique, + Oh! n’est pas un vain mot, et le sol du Mexique + Sera longtemps fécond par le sang des Français. + L’Américain, de maîtres, il n’en voudra jamais! + Bons pour nous, surannés, remplis, pétris de vices, + Serviteurs de nos rois, agents de leurs polices! + Ils ont trouvé la voie de nous tromper toujours, + Par leurs statuts masqués, par leurs prêtres, leurs cours, + Des marches de l’autel, où le clergé-mensogne + Nous montre le salut. C’est hideux, quand j’y songe! + Nous courons aux tribunes, où nos sages parleurs, + À force de grands mots, nous dorent nos malheurs. + Le mouchard, l’alguazil, sont décorés, sont maîtres; + Il faut, pour prospérer, être serviles ou traîtres; + Le sang de nos enfants sert à river nos fers; + La superstition, ce monstre des enfers, + Plane encore sur le monde, et, comme l’hydre antique, + Ressuscite toujours dans l’affreuse boutique + Du prêtre, et le tyran, dont elle est le soutien, + De sa fausse piété nous montre le maintien. + De l’or des nations on construit la mitraille, + Les instruments de mort: et le champ de bataille + Est toujours des humains l’arène, où de leurs droits + Au jugement du sabre ont appelé les rois. + Ton pays et le mien, par un vil servilisme, + Sont courbés lâchement sous l’impérialisme + Par qui nos champs sont clos et nos sillons blanchis + Des os des malheureux que le monstre a trahis + Avec les vains appâts de conquête, de gloire. + Le monde est un charnier dont il dore l’histoire. + «L’empire c’est la paix,» dit-il, le vieux menteur, + Tandis que de la guerre il est l’instigateur. + Toujours, toujours poussant les peuples au carnage, + L’Europe n’a suffi pour contenter sa rage. + Oh! de l’humanité, quand ce cœur malfaisant + Aura cessé de battre, on verra reparaître + Le fraternel amour, les vertus, le bien-être; + Et de la liberté le soleil radieux + Des nations trompées dessillera les yeux. + + Caprera, décembre 1867. + + G. GARIBALDI.[420] + + * * * + +Ma il gusto della vita solitaria stringe l’uomo a tutto ciò che lo +attornia, e l’amore della natura lo inclina ad amare tutto ciò che +essa produce. Da ciò quella gentilezza d’affetto che il nostro Eroe +ebbe sempre per le piante, gli animali, per tutti gli esseri coi +quali per una ragione o per l’altra si trovò a contatto o convisse. E +l’estremo episodio delle due capinere è troppo recente e vivo nella +memoria, perchè sia mestieri addurlo per una prova di più. Soltanto +egli si rendeva conto di questo suo sentimento: nell’arcano fascino che +esercitava su di lui la natura, cercava una dottrina, anzi una fede; +nell’amorosa corrispondenza che sentiva correre tra lui e le cose, +scopriva una prova che le cose stesse fossero dotate d’un’anima pari +alla sua, raggio a sua volta dell’anima dell’universo, e nella quale, +traendo facilmente le ultime illazioni da questa specie di panteismo +sentimentale, sentiva e adorava Dio. + +E perchè di questo non si dubiti, si legga questa pagina, crediamo +interessantissima, delle sue _Memorie_. + + L’ANIMA. + + «Io ho veduto mia madre in sogno. — Io ho veduto mia madre — + sveglio! — L’amore della mia genitrice non merita esso che in + qualche momento della mia vita — il mio pensiero si rivolga + ad essa? — Essa che fu così buona — così affettuosa per me — + così indulgente! Dunque mia madre in molte circostanze mi si è + presentata — anche sveglio! Sì, anche sveglio! — perchè pensando + a quella carissima creatura anche in pien meriggio — mi par di + vederla sotto quella sua semplice veste — sorridermi col sorriso + degli angioli. — E l’immateriale corrispondenza degli occhi + dell’anima non è forse prova sufficiente dell’immortalità della + stessa? questo per la madre mia — potentissimo affetto! Ma non + amo io pure il mio cavallo, il mio cane, le mie piante? Quando + nella mia vita nomade dell’America — dopo una lunga marcia, e dopo + un giorno di pugna — io spogliava de’ suoi arnesi il mio povero + stanco cavallo — e lo palpava e lo asciugava del sudore — e rare + volte io potevo regalare al mio fedele compagno — un pugno di + biada, — poichè nei campi illimitati di quella parte del mondo, per + l’abbondanza dei pascoli, ossia per la poca abbondanza di cereali + non si dà ordinariamente biada ai cavalli, — e dopo d’averlo + accompagnato all’acqua lo collocavo accanto al mio giaciglio — + ebbene, dopo tutto ciò che non era altro che un dovere verso il + mio compagno di fatiche e di pericoli — io mi sentiva soddisfatto. + Se poi un nitrito del rinfrancato mio compagno si aggiungeva, e lo + vedevo ravvolgere le stanche membra sulla verdura del campo — oh! + allora _sentivo la gentil voluttà d’esser pio_. + + »Il mio cane _Castore_, che nel 1849 mi seguiva in Tangeri, + ov’io ero proscritto — io lo amavo perchè nella sventura e + nell’isolamento — ov’io ero rigettato dalla fortuna — e dalla + codarda malvagità di certi uomini — mi sembrava di sentire più + intenso l’affetto de’ miei superstiti. Il mio cane, dovendo partire + per l’America, era mestieri lasciarlo — e lo lasciai al mio amico + Murray, console inglese. Il mio povero _Castore_! pianse per varii + giorni la separazione dell’ingrato amico — e senza voler prendere + cibo morì di crepacuore. — Ebbene — io amo e ricordo il mio cane + commosso. E le mie piante — quelle piante ch’io seminai — che + ho veduto nascere — e che piccine ho trapiantato in collocazione + migliore. Quelle piante nei calori estivi — sull’arida terra di + Caprera languiranno di siccità — e così languide penderanno le loro + foglie appassite verso il suolo. + + »Io con premura innaffiava le mie care piante e a poco a poco si + rialzavano dal loro abbattimento e sembravano gettarmi un sorriso + di gratitudine. L’anima delle povere piante era in corrispondenza + colla mia, come lo sono quando gettato in questo pelago di miserie + — lontano da esse — ad esse rivolgo il mio pensiero e mi sento + deliziosamente sollevato. + + »Egli è il Signore dei cedri del Libano — come dell’issopo che + cresce nelle più profonde convalli (Massillon)! + + »E perchè sarò io geloso della farfalla — assai più di me bella + — se piacque all’Onnipotente di dotarla di un’anima? Non bastava + la mia scintilla animatrice per costituirmi parte dell’anima + dell’Universo — parte dell’Infinito — parte di Dio? — come lo è la + scintilla che vivifica la formica ed il rinoceronte?[421] + + »Ignorati da mille passate generazioni — miriadi di mondi rotavano + nello spazio — e l’occhio scintillante di Galileo li scopriva e + li svelava all’uomo maravigliato. L’onda e l’aria esplorate dalla + scienza hanno rivelato all’atterrito osservatore tale numero di + esseri viventi ignorati sinora, da fare impazzire le maggiori + intelligenze. L’elettrico solca lo spazio colla celerità del + pensiero. E chi può limitare i tesori concessi da Dio all’uomo — + nei portentosi suoi misteri? + + »E l’anima che noi presentiamo — che noi vediamo coll’occhio + dell’immaginazione — che noi scorgiamo sino nell’impercettibile + aereo abitatore — l’anima — è dessa forse al di là o al di qua + della barriera innalzata dall’Eterno all’umana intelligenza? + Comunque sia — l’anima mia — è un atomo dell’anima dell’Universo + — e questa credenza mi nobilita — m’innalza al di sopra del + miserabile materialismo — m’infonde rispetto per gli altri + atomi, emanazioni di Dio, e mi spinge a meritare il plauso delle + moltitudini degli atomi che mi somigliano — e che coll’esempio — + più che colla dottrina — devono far bene — perchè appartengono per + essenza all’Eterno Benefattore.» + +In uomini siffatti gli affetti domestici sono potenti: e di quanta +religione abbia amato la madre sua, di cui portava dovunque nella sua +odissea l’immagine, che rivedeva in sogno come persona viva, nelle +preghiere della quale credeva come ad un talismano, lo sappiamo; e +da qual passione d’amore sia stato avvinto alla sua Anita narrammo a +lungo, per non aver mestieri di dirne più. Così avesse potuto serbar +fede a quel suo primo bello eroico amore; ma la natura non potè dargli +tutte le perfezioni; anzi gli pose nel sangue più acre e imperiosa che +mai l’imperfezione della sensualità. + +E qui ripetiamo una parola detta fin da principio in questo libro: +la cronaca degli amori di Garibaldi non è tema per noi. Soggiungiamo +soltanto, poichè c’è in Caprera una lapide di cui tutto il mondo in +quest’ultimo mese ha ripetuto l’epigrafe, che l’Anita Garibaldi, sulla +di cui tomba si legge: «Nata il 5 maggio 1859, morta il 25 agosto +1875,» non è figlia della signora Francesca Armosino; essa è figlia +d’una signora nizzarda, conosciuta da Garibaldi in quel periodo tra +il 1856 e il 1857, in cui navigava ancora su e giù da Nizza a Caprera; +una signora nizzarda di civile condizione, che vive tuttora, e sembra +angustamente, nella sua città natale, e della quale, per questo +appunto, stimiamo dover nostro non gettare in pubblico il nome.[422] +Perchè poi abbia sposato la Raimondi e non quella signora da lui resa +madre, ed abbia creduto doveroso legittimare Manlio, Clelia e Rosita +e non l’Anita, figlia essa pure, al pari di tutti i suoi fratelli, +dell’amore, è uno di quei problemi che la storia non può risolvere, e +fa bene a non approfondire. Perchè si ami e non si sposi; si sposi e +non si ami; si cessi d’amare dopo aver sposato, sono enigmi del cieco +iddio, di cui nessun mortale tenne finora le chiavi. + +Lasciamo Garibaldi col fardello de’ suoi peccati amorosi innanzi a +quel tribunale in cui si giudicano insieme i fatti e le intenzioni, +le attenuanti e le aggravanti, e facciamo noi stessi, noi uomini di +questo secolo XIX, _medicus aliorum, ipse ulceribus scatens_, facciamo +il nostro esame di coscienza. Garibaldi ebbe delle amanti! ma qual +meraviglia? Non tiriamo in campo il solito paragone escusativo dei +grandi uomini (donnaiuoli superlativi quasi tutti), perchè anche +parlando solo degli Italiani s’andrebbe all’infinito. Chiediamo +piuttosto al pudico lettore che si scandalizza, alla vereconda damina +che s’imporpora, se una scivolata fuori dalla diritta rotaia degli +amori legali non l’abbian fatta mai. Probabilmente entrambi, dopo una +abbassatina di testa che varrà una confessione, scapperanno fuori in +coro con questa risposta: sì, ma senza scandalo. Era da attendersi: +_si non caste, saltem caute_. Soltanto si potrebbe replicare: se lo +scandalo non sia avvenuto perchè essi seppero destreggiarsi con arte ed +astuzia maggiori di quelli che nello scandalo incapparono, o perchè, +non avendo intorno alla loro persona l’incomodo riverbero di alcuna +celebrità, nessuno s’è occupato dei fatti loro. E forse, posti innanzi +a questi due quesiti, tanto il benigno lettore, quanto la gentile +lettrice non saprebbero quale risposta profferire. + +Garibaldi invece, cattivo cospiratore anche nelle congiure d’amore, +operò alla piena luce del sole; non nascose mai nè quello che sentiva, +nè quello che voleva: «Ti amo, mi piaci, ti voglio,» disse alla sua +donna, e se la donna assentì, animale di preda, mai di frode, la rapì +nelle sue braccia, e la fece sua. + +E v’ha di più. Qualunque più franco e più ardito amatore avrebbe potuto +avere la probabilità di nascondersi; Garibaldi no. + +Per quasi mezzo secolo, gli occhi del mondo restarono sbarrati su +di lui: egli non potè dare un passo, fare un gesto, pronunziare un +detto, comparire o scomparire da un luogo, essere accompagnato o no +da una persona, che migliaia di sguardi non fossero già appostati a +sorprenderlo, e migliaia di migliaia di voci a denunziarlo. + +È la sorte degli uomini storici. Tutti sanno a mente le tredici mogli +di Cesare; nessuno sa quante volte al giorno il liberto entrava i +lupanari della Suburra. + +Così di Garibaldi! Se egli fosse stato un ignoto, la storia delle sue +mogli e de’ suoi figliuoli, in mezzo alla grande babele erotica del +nostro secolo, sarebbe trascorsa inosservata; mentre è quasi certo che +il tempo, consumate le ultime scorie che ancora involgono la statua +dell’Eroe, la seppellirà nell’oblio. + +Comunque, nessuno, per quanto faccia, potrebbe sostenere che Garibaldi +sia stato, nello stretto senso della parola, un libertino. + +Un uomo che ebbe una gioventù affaticata e combattuta come la sua, +ed una vecchiezza, nonostante i tanti acciacchi, così resistente e +così prolifica, non può aver abusato della voluttà. Condannato egli +pure ai tormenti del deserto, non macerò le sue carni come i Padri +della Tebaide, ubbidì egli pure alla umana fragilità; ma non permise +a una tale ubbidienza di convertirsi in abito vizioso e molto meno +di degenerare in colpa. Egli non fu un volgare _Don Giovanni_. Figlio +schietto e tuttora indomito della natura, amò con tutta la subitaneità +fulminea e l’abbandono innocente del selvaggio, che non avverte i freni +e ignora le leggi onde la società civile modera e disciplina ad un +più alto fine gli istinti e le passioni umane; ma appena la satanica +scintilla divampò nel suo petto, non la nascose, non s’infinse, non si +mascherò, non sedusse con volgari inganni e con mendaci promesse alcuna +donna, non fece delle conquiste d’amore una gloriola o un mestiere; non +eccitò con turpi artifici le spossate satiriasi della sua senilità: amò +con tutto il foco naturale de’ suoi sensi, con tutto l’impeto del suo +cuore; promise alla donna da lui prescelta quello soltanto che sapeva +di poter mantenere, e mantenne; tre volte giurò di farla sua sposa +innanzi agli altari, o in faccia ai magistrati che la legge religiosa +e civile del suo tempo o del suo paese prescrivevano, e tre volte tenne +il giuramento. + +E a dir vero, in questo secoletto di pudichi adulterii, di frolli +concubinati, di bastardini abbandonati, di nozze mercantili, di George +Dandin tolleranti e di monsieur Alphonse tollerati, non toccherà a +Giuseppe Garibaldi, che si affanna e lotta dieci anni per dare il nome +alla donna che amò, non toccherà a lui, innanzi alle Assisie della +Morale pubblica e privata, d’abbassare la fronte. + + +IV. + +_Tutto l’uomo._ + +Ed ora chi è quest’uomo? + +Nasce nella oscura casipola d’un porto da una famiglia di umili +marinai, e già immortale prima della morte, migra dalla terra cogli +onori d’un Re ideale, nella gloria d’un’apoteosi olimpica, lasciando +dietro a sè piuttosto la tristezza d’un astro che s’allontani per +salire ad una sfera più fulgida, che il dolore d’un uomo che muoia. + +Trascina la giovinezza in una faticosa vicenda di monotone navigazioni +e di travagliati esigli; e ad un tratto irrompe dalla sua penombra coi +fulgori d’un’apparizione fantastica, e di grado in grado ascendendo +giganteggia nell’arena del nostro secolo come uno de’ suoi più +portentosi figliuoli. + +Sbalestrato dall’Oriente all’Occidente, volta a volta pedagogo e +corsaro, mandriano e guerrigliero, agricoltore e capitano, candelaio +e dittatore, la sua vita si svolge nel ciclo di tre generazioni con +tutte le varietà e i contrasti, le sorprese e gli incantesimi d’un +poema ariostesco, mentre colla fusione della storia e della leggenda, +della realtà e della poesia sembra risuscitare la classica unità della +omerica epopea. + +È un corsaro; ma comincia il suo byroniano romanzo liberando gli +schiavi neri trovati a bordo della nave predata e rifiutando dai +mercanti prigionieri gli scrigni di gemme che gli offrono per il loro +riscatto. + +È un filibustiere; ma una volta, cadutogli nelle mani colui che sei +anni prima gli aveva inflitto l’oltraggio anche più che il dolore della +tortura, lo rimanda libero e perdonato. + +È un avventuriere; ma, lo diremo colle stesse parole del generale +Pacheco, «se recavasi negli uffici del Governo era soltanto per +domandare la grazia d’un cospiratore, o per chiedere qualcosa a favore +d’un infelice.» + +È un condottiere; ma non riceve altro soldo dal paese a cui consacra +da dodici anni la vita, che la razione del gregario: distribuisce fra +i feriti, gli ammalati e le vedove dell’esercito il primo regalo che +la Repubblica gli fa; rifiuta i gradi e gli onori che essa gli offre; +e di fatto, se non di nome, Generale Ammiraglio, quasi Dittatore, non +possiede che una camicia, i piedi gli sboccano dagli stivali sfondati, +e non ha tanto da pagare il lume del povero abituro in cui si ricovera. + +Lo immaginano un fiero lupo di mare e di terra, ispido e coriaceo, vago +soltanto degli spettacoli sanguinosi delle cariche e degli arrembaggi; +eppure l’uomo che nel _saladero_ di Camacua con soli tredici compagni +sfidava, cantando, l’assalto di trecento cavalieri e accettava di +seppellirsi tra le fiamme e le rovine del suo fragile asilo piuttosto +che arrendersi, o che nelle acque del Paranà dopo tre giorni di lotta +«a ferro freddo,» piuttosto che ammainar la bandiera, faceva saltar +egli stesso l’ultimo legno della sua flottiglia; era lo stesso che +in un giorno di battaglia marciando contro il nemico s’arrestava, +dimentico, ad ascoltare il gorgheggio d’un usignolo innamorato, e che +udendo in una cruda notte d’inverno belar tra le rupi della sua Caprera +un’agnella abbandonata, s’alzava di letto per andare, tra il rigor del +libeccio ed il frizzar di brumaio a cercare la derelitta e ospitarla +nella sua medesima stanza. + +Lo acclamano infine l’Ettore di Montevideo, il Camillo di Roma, +l’Argonauta di Marsala; ma l’uomo a cui poteva parer poca gloria +la statua di Giove Ultore che dall’alto del Gianicolo assicura il +Quirinale e sfida il Vaticano, non chiede all’Italia, non invoca +dalla sua famiglia altro pegno d’amore che di dormire poca cenere in +un’urnetta di granito, accanto al sarcofago delle sue bambine, sotto +l’acacia che l’ombreggia; novissimo fantasma d’eroe che non potendo +morire come Orlando sulla catasta dei nemici, muore come Washington, +decretando a sè stesso il «rogo di Pompeo.» + +Chi è dunque quest’uomo? Costretto a vivere la vita nomade e quasi +selvaggia dei _gauchos_ e dei _rastreadores_; mescolato dalla sua +fortuna alla schiuma degli avventurieri e dei fuorbanditi di tutte le +stirpi, cresciuto suo malgrado alla scuola delle rivoluzioni e delle +guerre perpetue, travolto a controgenio nella mischia di fazioni feroci +e sanguinarie, conserva intatta in mezzo a tanto contagio la nativa +purità dell’anima sua, riportando dal forzato consorzio qualche difetto +e qualche stranezza, non un solo abito vizioso nè un solo sentimento +colpevole. + +Braccio designato di tutte le congiure, campione atteso di tutte le +rivolte, alfiere desiderato di tutte le parti; si consacra a tutte, ma +non serve a nessuna, e nel tumultuante pandemonio delle chiese, delle +confessioni, delle sette del suo tempo, si innalza come un Pontefice a +cui tutti si volgono e s’inchinano, e che nessuno può dir suo. + +Ama dell’amore geloso e intollerante del selvaggio la sua patria, e va +cavaliere errante di tutte le patrie e crociato di tutte le libertà. +Proclama la fratellanza dei popoli, ma ad ogni straniero che s’accampi +entro il sacro confine della sua terra, grida minaccioso lo sfratto del +poeta: + + Ripassin l’Alpi e tornerem fratelli. + +Si protesta repubblicano, ed offre due volte la sua spada a due re. +Resta democratico rivoluzionario socialista; ma partendo per la più +maravigliosa delle sue imprese riconsacra sulla bandiera il patto +d’Italia con Vittorio Emanuele e la monarchia dei plebisciti. + +È un Dittatore onnipotente per la gloria e la fortuna, e festeggia +egli stesso l’arrivo del Re e dell’esercito che vengono a spodestarlo; +e fatto nascostamente bottino d’un sacco di civaie, colla ricchezza +di questa preda, colla gioia di chi perdendo il potere ricupera la +libertà, dispare novellamente nella solitudine del suo mare. + +È un ribelle, e scrive sulla bandiera il nome del Re a cui si ribella; +poi ferito e imprigionato da lui, continua a restargli fedele, e per la +causa per cui era caduto di palla italiana sul colle d’Aspromonte, cade +di palla austriaca a piedi di Monte Suello. + +È un Belial, un Lucifero, un Dragone; sfolgora la grande simonia +del Poter Temporale colle invettive di Dante, e odia la Chiesa +Romana dell’odio di Lutero; a sentirlo si direbbe che sia pronto a +cominciar da un istante all’altro una Saint-Barthélemy di cattolici, +e se incontra uno di quei preti ch’egli chiama _buoni_, è il primo +a stendergli la mano, e crede ancora alla possibilità d’un clero +evangelico, amico della libertà e del progresso; e cerca nelle parole +di Cristo i precetti della _Religione del Vero_, e confida alle sue +_Memorie_ la sua fede in Dio e nell’anima immortale. + +Chi è dunque quest’uomo? + +Vittor Hugo, il Garibaldi della lirica, lo chiama «l’eroe dell’ideale,» +ma è un responso apollineo: Giulio Michelet esclama: «Degli eroi non +ne conosco che uno: Garibaldi;» ma l’iperbole tradisce la difficoltà +del giudizio: Giorgio Sand scrive: «Garibaldi non assomiglia a nessuno, +pure v’è qualcosa in lui di misterioso che fa pensare;» ma in tal +modo ripropone il problema, non lo risolve. Una delle più celebrate +effemeridi della Gran Brettagna l’_Athenæum_[423] tenta seriamente di +trovare in lui l’incarnazione del veltro allegorico: + + Questi non ciberà terra nè peltro + Ma sapienza ed amore e virtute; + +ma con ciò non fa che addensare sulla fronte del Proteo le nebbie del +più oscuro simbolo dantesco. + +I partiti se lo palleggiano; i repubblicani lo contrastano ai +monarchici; i rivoluzionari lo levano al cielo; i reazionari lo +inabissano nel fango; i preti di Sicilia lo annunziano dai pergami +come un nuovo Messia, i preti di Roma lo folgorano d’anatemi come +un Anticristo; la rettorica consuma tutte le sue metafore; l’amore +profonde tutti i suoi inni; l’idolatria esaurisce i suoi incensi; +l’odio erutta tutte le sue bestemmie; la critica stanca i suoi occhi +e la filosofia i suoi ragionamenti; ed egli, al pari della favolosa +Jungfrau, di cui a tutti è concesso ascendere i fianchi e superare le +prime vette, ma a nessuno toccare la cima, ravvolta nell’intatto velo +delle nevi eterne; egli nasconde ancora la parte più alta e più pura di +sè stesso, e dalla sua solitaria rupe continua a sfidare i definitori e +gl’interpreti. + +Ancora una volta: chi è quest’uomo? + +Il lettore rammenta certamente quell’apparizione quasi fantastica del +secolo XVIII che fu chiamata l’uomo di Rousseau. Prediletto figlio +della natura, dotato delle più nobili facoltà, più ricco d’istinto che +di ragione, e più di sensibilità che di riflessione, uscito più che a +mezzo dallo stato di barbarie, ma ancora esitante sul confine della +civiltà, e portando sempre seco in tutti i passi della sua vita le +abitudini, i gusti e i ricordi della nativa selvatichezza; cresciuto +nella fede che la natura abbia creato l’uomo virtuoso e felice, e la +società sola l’abbia fatto colpevole e infelice; carezzato dal sogno +d’una età reditura di perfezione e di felicità, da cui non già le colpe +sue, ma la prepotenza di pochi malvagi l’abbiano sbandito; educato a +vedere in un ipotetico contratto sociale, quando e come scritto non si +saprebbe, il patto leonino del più astuto o del più forte imposto al +più dabbene e al più debole, l’uomo di Gian Giacomo, quantunque non +corrisponda ad alcuna realtà storica e sia manifestamente il portato +di un erroneo concetto, rappresenta ancora in una figura simbolica +quella lotta antica e perenne della società e della natura, dell’ideale +umanitario, e dell’ideale politico, d’onde uscirono ed usciranno in +perpetuo, insieme alle periodiche convulsioni del genere umano, i +periodici progressi del suo incivilimento. + +Agli occhi dell’Adamo ginevrino la natura è la madre, e la società è la +matrigna; da quella la cornucopia di tutti i beni, da questa il vaso di +Pandora di tutti i mali. + +Dio si rivela da sè stesso alla coscienza umana nelle opere della sua +creazione, nei beneficii della sua provvidenza, e la società ne oscura +il limpido concetto colla fola delle religioni, le superstizioni dei +culti, il mendacio de’ sacerdoti. La terra fu concessa dal Creatore +per stanza e nutrimento di tutti i suoi figli, e la società sancisce +l’usurpazione del più forte e il furto della proprietà. La natura creò +dal suo grembo tutti gli uomini uguali, e la società vi sostituisce la +superfetazione dei privilegi e delle caste. La natura largì a tutti +i cuori i diritti del libero amore, e la società li sconosce o li +violenta coll’imposizione delle nozze artificiali e indissolubili. La +natura donò alle arti pacifiche e benigne dell’uman genere il fuoco de’ +suoi soli, i metalli delle sue viscere, la scintilla de’ suoi corpi, +tutte le arcane potenze de’ suoi elementi, e l’egoismo o l’ambizione +di pochi privilegiati convertirono tutte quelle forze benefiche +in istrumenti di distruzione e di rovina. La natura infine scrisse +nell’anima d’ogni suo figliuolo i sentimenti della giustizia, della +carità e dell’amore, e dacchè in un angolo di quest’aiuola si strinse +il primo consorzio umano, + + . . . . . . . . . . Una feroce + Forza il mondo possiede, e fa nomarsi + Dritto! + +Tutto in questo dorato ergastolo della civiltà, dove l’uomo della +natura si sente incarcerato, tutto gli è sospetto ed esoso. La scienza +è un pericolo, il lusso un oltraggio, i trovati dell’uman pensiero +un’insidia, le arti, le arti stesse divine, ponno mutarsi in scuola del +vizio ed in veleno della virtù. + +Quale meraviglia pertanto se un uomo siffatto traendo a fil di logica +le ultime conseguenze delle sue premesse, conformando il fatto alla +dottrina, brandisse la fiaccola d’Erostrato e appiccasse egli stesso +le fiamme ai bugiardi templi di quella civiltà ch’egli gridò la +grande nemica dell’umana famiglia? Ma rassicuratevi. L’uomo che vi sta +dinanzi non fu mai un dialettico; il sentimento domina troppo il suo +intelletto, l’amore sovrasta troppo ai suoi odii, perchè egli possa, +coll’inflessibilità d’un Convenzionale e la brutalità d’un Comunardo, +giungere imperturbato alle ultime illazioni de’ suoi principii ed +erigere sopra monti di teste, al chiaror delle torcie petroliere, la +città nuova de’ suoi sogni. + +Perisca pure la logica, ma sia salva l’umanità; e però la stessa voce +che poco prima nelle medesime pagine scrollava come vento impetuoso le +mura della vecchia società, risponderà a coloro che gli rinfacciarono +di non saper usare strumenti più efficaci e più pronti: «E che! +bisognerà dunque distruggere la società, annientare il tuo e il mio, +e tornar cogli orsi a vivere nelle selve? Pochi, cacciati dal rimorso +o chiamati da una popolare vocazione, lo potranno; ma i più, ma tutti +coloro che avranno udito la voce dell’Eterno e compreso la necessità +di cooperare colla virtù a’ suoi alti disegni, coloro rispetteranno i +sacri legami della società di cui sono membri, ameranno i loro simili, +serviranno scrupolosamente alle leggi ed agli uomini che ne sono gli +arbitri ed i ministri, e onoreranno sopra ogni cosa i Principi buoni e +saggi che sapranno prevenire o guarire la moltitudine crescente degli +abusi e dei mali che senza posa ci assalgono e ci percuotono.[424]» + +Ora si riuniscano tutte le idee capitali di questa dottrina, e si +spiri loro un’anima; si raccolgano tutti i lineamenti sparsi dell’uomo +immaginario che ci passò davanti, e si gettino nella forma concreta e +salda d’un uomo vivo e vero; si dia quindi a quest’uomo reale e storico +lo stesso istinto del bene e intuito del vero, lo stesso concetto +della vita e del mondo, lo stesso amore appassionato della natura e la +stessa antipatia invincibile della società; si compia la sua figura +colla semplicità de’ costumi, il gusto della libertà campestre, il +fastidio della vita cittadina, il bisogno profondo e ineffabile di +solitudine e di pace; non si nascondano per questo alcune delle ombre +che frastagliano anco più scuramente la fronte del simbolico _Emilio_: +la sensibilità eccessiva, la mobilità impetuosa, la intemperanza +delle passioni, la crudezza del linguaggio; si collochi quest’essere +fantasioso e ardente, sdegnoso e pio, istintivo e geniale innanzi +alla civiltà d’un secolo non più, credo, ma non meno corrotto di +quanti l’hanno preceduto, in faccia alle religioni bugiarde non ancora +sfatate, alla clerocrazia tuttora prepotente, ai privilegi mutati, ma +non distrutti, alle caste trasformate, ma non annichilite, al grido +delle nazioni oppresse, all’urlo delle plebi affamate, al gemito dei +bambini venduti, al pane salato dalle lagrime di vergogna della donna +prostituita, e tuttavia saporito al dente dello Stato, e ciò fatto si +dia ad un uomo simile il cuore d’un eroe e il braccio d’un atleta, lo +si armi d’una spada, in luogo d’una penna; si converta ognuna delle +sue idee e delle sue passioni in un fatto, e ogni fatto in un prodigio; +gli si apra per arena il vecchio e il nuovo mondo, e lo si segua sopra +un’interminabile Via Sacra che va da Laguna a Montevideo, dal Salto a +Roma, da Varese a Marsala, dal Volturno a Bezzecca, da Mentana a Dijon; +si riepiloghi finalmente tutta questa epopea nell’egloga di Caprera; +si nasconda tutto questo mondo di gloria e di virtù in una povera urna, +fra due bambine, sotto un’acacia, — e si avrà Garibaldi. + + + FINE DEL VOLUME SECONDO ED ULTIMO. + + + + +AVVERTENZA. + + +Nel primo volume trascorsero alcune sviste tipografiche, e alcuni +errori di fatto. Alle prime si ripara con l’_Errata-Corrige_ che viene +appresso; dei secondi siamo lieti di potere, mercè il consiglio di +qualche cortese che volle onorare de’ suoi appunti l’opera nostra, fare +ammenda con queste + + + _Postille:_ + +Nel primo volume, a pag. 389, in nota, parlando della pensione offerta +dal Governo sardo, per mezzo del generale La Marmora, al generale +Garibaldi, ci siamo un po’ maravigliati che il La Marmora, in certe +sue lettere al Dabormida, avesse tralasciato di notare che Garibaldi la +pensione l’accettò per la madre e la rifiutò per sè, traendo la prova +di questo fatto da una lettera di Massimo d’Azeglio ad Antonio Panizzi, +del 25 luglio 1864, e scorgendo quindi una certa contraddizione tra +l’asserto del generale La Marmora e quello del suo amico, allora +Presidente del Consiglio dei Ministri. + +Ma _Verax_ nel _Fanfulla_ del 30 giugno 1882 (e tutti sanno quale +devoto amico del generale La Marmora si nasconda dietro quel +pseudonimo) mi scrisse una lettera pubblica nella quale sostenne che +contraddizione non c’è: che le pensioni date a Garibaldi furono due: +una, quella di cui parla La Marmora, nel 1849; l’altra, quella a cui +allude Massimo d’Azeglio, accettata per la madre ed i figli nel 1851. E +noi, rispondendo al _Verax_, abbiamo espresso qualche dubbio su questa +seconda pensione; ma egli ci rispose ribadendo e affermando d’avere +visti i Documenti, e noi, senza credere per questo chiusa del tutto la +lite, ci rimettiamo per ora alle autorevoli parole del nostro stimato +amico. + +Lo stesso _Verax_ poi.... cioè no.... Luigi Chiala ci scrive +additandoci un altro errore scappatoci a pag. 225, dove diciamo che +teneva il portafogli della guerra il generale Ricci: egli ci ammonisce +che reggente il ministero della guerra era allora Cesare Balbo, +Presidente del Consiglio dei Ministri, il quale aveva per suo primo +ufficiale il colonnello Dabormida, e soggiunge: «Hai confuso alle volte +col maggiore Giuseppe Ricci, che fu poi generale di Stato Maggiore, e, +se non erro, era allora segretario generale, cioè primo ufficiale agli +esteri?» + +E non abbiamo nulla a che ridire sulla rettifica. Soltanto ne giova +soggiungere che un Ricci generale o maggiore deve esserci entrato, +perchè il generale Medici nel brano di Memorie da lui confidate ad +Alessandro Dumas seniore, e delle quali il Medici stesso ci confermò +più volte la veridicità, narrando questo episodio di Garibaldi, dice +che Carlo Alberto lo rimandò a Torino «pour qu’il y attendît les ordres +de son Ministre de la guerre Mr Ricci.» + +E il Medici e il Dumas, o forse anche Garibaldi, fecero la confusione +dalla quale fui colto io stesso. E non solo potrebbe essere che essi +abbiano scambiato il maggiore Ricci per un generale Ricci ministro +della guerra; ma che il Ricci di cui parla Garibaldi sia stato il +Giuseppe Ricci ministro dell’interno, appunto nel Ministero Balbo. + +D’un altro sbaglio mi avvertì il signor Luigi Torre, di Casale (pag. +256): «Macerata lo elesse (Garibaldi) a suo Deputato alla Costituente +Romana;» soggiunsi: «e fu quello il primo voto che lo mandò in +un’assemblea politica.» Ora il signor Torre mi scrive: «Badi, il primo +Collegio che mandò Garibaldi ad un’assemblea politica fu Cicagna in +quel di Chiavari, nelle elezioni parziali del 30 settembre 1848. La +Camera convalidò la sua elezione nella tornata del 18 ottobre 1848.» Ed +io ringrazio il signor Torre della notizia, e, come vede, la confermo. + +Il signor conte Alessandro Morando, che nel 1848 fu tra i primi ad +accogliere Garibaldi a Milano, guardato ancora con sospetto dalla +cittadinanza, dice: che l’albergo da cui arringò il popolo milanese, +di cui si parla a pag. 227 in nota, non fu già _La Bella Venezia_, +dove albergava il Mazzini, ma l’_Albergo del Marino_, e che insieme +e intorno a lui a riceverlo c’era l’ingegnere Geronimo Cantoni, e +l’ingegnere Antonio Anselmi. Anche le parole da lui dette, e da noi +tolte dai giornali del tempo, dovrebbero essere modificate così: +«Quello che avete fatto è un nulla a fronte di quello che dovete fare. +Il nemico che dovete combattere non è tutto fuori di voi: è in mezzo a +voi. Io sono venuto dall’America a dare il mio sangue: fate altrettanto +anche voi.» + + + + +ERRATA-CORRIGE. + +Volume I. + + + _Pag._ _lin._ + 5, 7 l’anno stesso di Cavour _va soppresso_ + 27, 12 Ragiundo Raimondi + 84, 25 Tramandahy Taramanday + id., ult. id. id. + 85, 4 id. id. + id., ult. id. id. + 170, 9 1842 1843 + 202, 13 14 gennaio 12 gennaio + 206, 22 Duyman Dayman + 233, 7 4 luglio 4 agosto + 247, 27 24 aprile 29 aprile + 259, 7 22 marzo 23 marzo + 280, 24 Giuseppe Rosselli Pietro Rosselli + 398, 25 barca bara + 422, 24 fosse assalita non fosse assalita + 424, 21 Migliavaca Migliavacca + 437, 25 giornata stessa del 27 giornata stessa del 21 + 450, 14 maggiore Bioll tenente colonnello Bioll + 453, 17 colonnello Bioll id. id. + +A pag. 193, riproducendo in nota l’ode a Garibaldi del signor Giuseppe +Bertoldi, corse un errore di disposizione. + +Dopo la strofe sesta «Or leva dai marmorei ec.,» devono seguire +le ultime quattro strofe, che cominciano dal verso «Chi sono quei +fortissimi» e vanno al verso «Che fa l’americane acque stupir;» poi +l’ode continua colla strofe che nel volume sarebbe la settima: «Quando +su noi le barbare ec.» + + + + +INDICE DEI NOMI E DELLE COSE + + + (Il numero romano indica il volume, l’arabo la pagina.) + + +Abba Giuseppe Cesare, I, XXI. + +Acerbi Giovanni, II, 47, 403, 417, 481, 489, 498, 517, 523. + +Acquapendente, II, 498. + +Agnetta Carmelo, II, 116. + +Agnolucci, II, 492. + +Airoldi, I, 424. + +Alassio, II, 601. + +Albanese Enrico, II, 332, 609. + +Albini (ammiraglio), II, 309. + +Alcamo, II, 84, 302. + +Alessandria, II, 492. + +Alfieri, I, 424. + +Allemann (signora), I, 75. + +Allia, II, 308. + +America, vi giunge Garibaldi, I, 48; considerazioni generali sulle +imprese compiutevi da Garibaldi, I, 206. + +Amoy, I, 399. + +Ampola, II, 440. + +Anagni, I, 259, 299. + +Andreus Giacinto, I, 71, 75. + +Andrews (signor), II, 340, 348. + +Anfossi, II, 47. + +Anguissola, II, 137. + +Anita, I, 90; si fa sposa di G. Garibaldi, I, 93; sua patria e +famiglia, I, 94; è compagna di valore di Garibaldi, I, 97; partorisce +Menotti, I, 99; sofferti coraggiosamente al fianco del marito i disagi +della ritirata dei Riograndesi, giunge a Montevideo, I, 100, 108; +consacra innanzi a Dio le sue nozze con Garibaldi, I, 152; dà vita a +Ricciotti e parte per l’Italia, I, 202; riabbraccia il marito, I, 218; +riceve da Subiaco una lettera dal marito, I, 259; segue il marito nella +ritirata da Roma, I, 332; a Sant’Angelo, I, 346: parte da San Marino, +I, 357; ripara sulla costa di Magnavacca, I, 360, 363; sua morte e +sepoltura, I, 366; aneddoti ed epilogo sulla sua vita, I, 371. + +Antonini Stefano, I, 149, 202. + +Anzani Francesco, incontra Garibaldi, I, 108; divide con Garibaldi il +comando della Legione di Montevideo, I, 168; notizie sulla sua vita, +I, 169; al combattimento della Boyada, I, 171; al Salto, I, 185; scrive +con Garibaldi una lettera a Pio IX, I, 197; s’imbarca per l’Italia, I, +205; vi giunge moribondo, I, 221; ultime sue parole, I, 224; sua morte, +I, 224, 229. + +_Aquila_ (fregata), II, 160. + +Archi, II, 136. + +Arcioni, I, 235. + +Arcisate, I, 240, 465. + +Arditi, II, 359. + +Arduino (colonnello), I, 424. + +Arena (capitano), I, 15. + +Arezzo, I, 342; II, 492. + +Argentina (repubblica), sue vicende politiche e cagioni della sua +guerra contro l’Uruguay, I, 109. + +Argyll (duchi di) II, 358, 362 + +Armosino-Garibaldi Francesca, II, 596, 598. + +Arnay-le-Duc, II, 567. + +Arona, I, 236, 438. + +Artigas, I, 122. + +Ashley, II, 340, 352. + +Ashurth, II, 359. + +Asola, II, 288. + +Aspromonte, II, 153, 298, 314, 317. + +_Associazioni unitarie_, II, 281. + +Autun, II, 563. + +Avezzana Giuseppe, I, 264. + +Azzarini Paolo, I, 386. + + +Bagnorea, II, 498. + +Bagolino, II, 434. + +Bajada, I, 75. + +Barcellona, II, 133. + +Bari, II, 412. + +Barletta, II, 415. + +Barrault, I, 31. + +Basile (dottor), II, 330, 332, 382. + +Bassi Ugo, I, 269, 332, 349, 357, 360. + +Basso Giovanni, I, 400, 403; II, 348, 492, 510. + +Bazan (capitano), I, 47. + +Beales, II, 340, 382. + +Beauregard (capitano), I, 48. + +Bedford, II, 358. + +Bedini (monsignor), I, 197, 200. + +Beghelli G., I, XXIII. + +Belforte, I, 450. + +Belgirate, II, 292, 483, 486. + +Belluno, II, 468. + +Belzoppi (capitano), I, 349. + +Bentivegna, II, 303, 306, 308. + +Bergamo, I, 229, 291, 475; II, 415, 424. + +Berkley, II, 359. + +Bertani Agostino, I, 401, 425; II, 25, 33, 35, 41, 154, 177, 548. + +Bettoletto, I, 480. + +Bezzecca, II, 452. + +Bideschini F., I, XXI. + +Biella, I, 429, 433, 435. + +_Bifronte_ (brigantino), I, 205. + +Birkenhead, II, 326. + +Birmingham, II, 326. + +Bixio Nino, a Villa Pamfili, I, 269; nei _Cacciatori delle Alpi_, I, +420, 424, 443, 449, 456, 459; all’impresa dei _Mille_, II, 25, 33, 35, +39, 47, 59, 67, 77, 93, 96, 127, 159, 161; al Parlamento il 28 aprile +1861, II, 261, 400, 418. + +Blanc Louis, II, 361. + +Blind Carlo, II, 352, 359. + +Boggio P. C., I, XXI. + +Bogliasco, II, 43. + +Bologna, I, 249, 499, 501; II, 467, 493. + +Bolzola, I, 431. + +Bonnet Giovacchino, I, XXVII, 361. + +Bordeaux, II, 579. + +Bordone, I, XXII; II, 555. + +Borel, I, 36. + +Borgomanero, I, 436. + +Bosco Beneventano Del (colonnello), II, 21, 136. + +Bossi (colonnello), II, 515. + +Bourbaky, II, 570. + +Bourg, II, 577. + +Boyada (torrente), I, 171. + +Boyada (città), I, 155. + +Brasile, compendio storico delle sue vicende politiche, I, 52; cause +che gli sollevarono contro il territorio di Rio Grande, I, 59. + +Brescia, I, 478; II, 7, 288, 425. + +Briganti (generale), II, 162. + +Bristol, II, 351, 388. + +Brodo, I, 338. + +Bronzetti Narciso, I, 424, 460, 476, 482. + +Brook-House, II, 344, 351. + +Brown, I, 153. + +Brozzolo, I, 427, 432. + +Brusasco, I, 426. + +Bruzzesi Giacinto, II, 403. + +Bueno, I, 332. + + +Cabo Frio, I, 51. + +_Cacciatori degli Appennini_, I, 432. + +_Cacciatori della Stura_, I, 423. + +_Cacciatori delle Alpi_, I, 421; II, 17. + +Cadolini (colonnello), I, XXVII, 424. + +Caffaro, II, 425. + +Caianello, II, 229. + +Caiazzo, II, 181. + +Cairoli Benedetto, I, 424; II, 47, 403, 482, 483, 512, 593. + +Cairoli Enrico, II, 516. + +Cairoli Giovanni, II, 516. + +Calatafimi, II, 72, 302. + +Caldesi Vincenzo, II, 483. + +Caltanissetta, II, 338. + +Cambriels, II, 560. + +Camerlata, I, 235. + +Camozzi Gabriele, II, 288. + +Canavarro (generale), I, 84, 88, 92. + +Canton, I, 399. + +Canzio Stefano, II, 456, 505, 565, 575, 609. + +Capivari, I, 84. + +Cappelletti Alessandro, II, 608. + +Caprera, I, 394, 400, 401, 417, 504, 509; II, 8, 233, 271, 298, 332, +391, 407, 423, 495, 579, 589, 607. + +_Carabinieri mobili_, II, 283. + +Caravà (colonnello), II, 549. + +Carini, II, 47, 67, 73, 93, 108. + +Carlo Alberto, I, 37, 217, 225, 231, 233. + +Carniglia Luigi, I, 70, 79, 87. + +Carpaneti (console), I, 395, 397. + +Carrano Francesco, I, XX, 424. + +Casabona Antonio, I, 26. + +Casa Bruciata, I, 37. + +Casale, I, 430. + +Casalmaggiore II, 285. + +Casamicciola, II, 393. + +Caserta, II, 183, 193. + +_Cassapara_ (goletta), I, 88. + +Castelfranco, II, 478. + +Castel Giubileo, II, 524. + +Castelgoffredo, II, 288. + +Castelletti, II, 475. + +Castelletto, I, 236, 439. + +Castellini Napoleone, I, 76, 146. + +Castiglia Salvatore, II, 39, 153. + +Castiglion Fiorentino, I, 342. + +Castore, II, 652. + +Castrogiovanni, II, 309. + +Catania, II, 312. + +Catanzaro, II, 605. + +Cattabeni Vincenzo, II, 153, 180. + +Cattaneo Carlo, II, 216, 218. + +Cattolica, I, 492. + +Cavallasca, I, 455. + +Cavallotti Felice, I, XXII. + +Cavour (conte di), I, 412, 417, 432; II, 1, 9, 28, 149, 170, 206, 211, +260, 262, 269. + +Cazzone, I, 451. + +Ceccaldi, I, 332, 357. + +Ceneri (professor), II, 483, 485. + +Cenni, I, 332. + +Centorbi, II, 309. + +_Centro romano d’insurrezione_, II, 466, 472. + +Ceprano, I, 297. + +Cerrito, I, 155. + +Cesenatico, I, 357. + +Cetona, I, 339. + +Chambers (signori), II, 340, 342, 353, 375. + +Châtillon-sur-Seine, II, 563. + +Chenet, II, 568. + +Chiassi, I, 332; II, 159, 161, 370, 403, 452. + +Chiavari, I, 5, 387. + +China, I, 897. + +Chioggia, II, 468. + +Chretien, II, 109. + +Chiswick, II, 385. + +Chiusi, I, 339. + +Chivasso, I, 426, 429, 432. + +Cialdini Enrico, I, 423, 427, 430; II, 266, 511. + +Ciceruacchio, I, 253, 332, 357, 360. + +Cima-la-Costa, I, 456. + +Cincia (isola di), I, 397. + +Cipriani Emilio, II, 380, 548. + +Citerna, I, 343. + +Civitavecchia, I, 261. + +Clarendon (conti), II, 358. + +_Cleombroto_, I, 40. + +Clifden Park, II, 387. + +Collins (signora), II, 506, 510. + +_Colombo_ (legno da guerra), I, 394. + +Colonia, I, 177. + +Coltelletti, II, 33, 495. + +Comacchio, I, 361. + +_Comitati di Provvedimento_, II, 281. + +_Comitato Nazionale Romano_, II, 466, 475. + +Como, I, 234, 453, 457, 465; II, 285, 412, 424. + +_Commonwealth_ (brigantino), I, 399. + +Condino, II, 446. + +Confine, I, 335. + +Coppola Giuseppe, II, 70, 73. + +Coriolo, II, 133. + +Coritibani, I, 98. + +Corleone, II, 302. + +Cornwall, II, 388. + +Corrao Giovanni, II, 16, 303. + +Corrientes, I, 151, 156. + +Corte Clemente, I, 489; II, 137, 337, 403, 430. + +_Cortese_ (brigantino), I, 25. + +Cosenz Enrico, I, 408, 424, 449, 457, 481; II, 137, 153, 162, 177, 186. + +Costantinopoli, I, 25. + +_Costanza_ (brigantino), I, 19. + +_Costitucion_ (corvetta), I, 148. + +Covent-Garden, II, 358. + +Cremer, II, 567. + +Crémieux, II, 555. + +Cremona, II, 285. + +Crispi Francesco, II, 14, 25, 33, 34, 35, 93, 109, 117, 482, 495, 504, +551. + +_Cristoforo Colombo_, II, 607. + +Cruz-Alta, I, 97. + +_Crystal Palace_, II, 359, 361. + +Cucchi Francesco, II, 403, 481, 489, 504. + +Cuneo Gio. Batt., I, XVIII, 31. + + +Dacres (ammiraglio), II, 388. + +Dandolo Emilio, I, 298. + +D’Apice, I, 235. + +D’Aspre (generale), I, 240. + +D’Aste, II, 111. + +David, I, 289. + +Della Verdura (duca), II, 307. + +Del Vecchio, II, 489. + +De Cristoforis, I, 424, 431, 439, 443, 446, 455. + +De Negri (don Pedro), I, 397. + +Depretis Agostino, II, 150, 176, 591. + +Desenzano, II, 288. + +_Des Geneys_ (fregata), I, 41. + +Di Cossilla, I, 387. + +Dijon, II, 571. + +_Diritto_ (_Il_), giornale, II, 404. + +Draghignano, I, 43. + +Duca di Genova, I, 236. + +_Duca di Genova_ (fregata), II, 324. + +Dumas Alessandro, I, XVII, XVIII. + +Dundey, II, 326. + +Dunn, II, 137. + + +Eber (generale), II, 373, 375. + +Eberhardt, II, 156, 161. + +Eboli, II, 167. + +Echague (don Pedro), I, 71, 75. + +Elpis Melena, I, XVII. + +Empoli, II, 512. + +_Enea_ (brigantino), I, 24. + +Entre-Rios, I, 71, 75. + +Esenta, II, 427. + +_Esploratore_ (L’), I, 400. + +Europa (L’) nel 1831, I, 27. + +Exeter, II, 388. + + +Fabrizi Nicola, II, 16, 34, 139, 418, 530, 542. + +Fanti (Brigata), I, 424. + +Fanti Manfredo, I, 491; II, 259. + +Farini, I, 491; II, 14. + +Faro, II, 152. + +Fazy, II, 482, 483. + +Fazzari, II, 614. + +Feltre, II, 468. + +Fergusson (dottor), II, 373. + +Ferrara, II, 467. + +Ferrari, I, 424. + +Ficulle, I, 339. + +Ficuzza, II, 304. + +Figline, II, 549. + +Filigare, I, 249. + +Fino, I, 505, 508. + +Finzi Giuseppe, II, 33. + +Firenze, I, 249; II, 466, 475, 487, 511. + +Foiano, I, 342. + +Follonica, I, 386. + +Fontana Luigi, II, 493. + +Fontebranda, II, 54. + +Forbes, I, 357. + +Foresti Felice, I, 405. + +Forio (Da) Giuseppe, I, XX. + +Formicola; II, 229. + +Fornuovo, II, 524. + +Fortino, II, 176. + +Foscolo Ugo, II, 385. + +Fowey, II, 390. + +Francesco I di Napoli, II, 166. + +Francia, II, 328. + +_Franklin_ (piroscafo), II, 157. + +Frattini, II, 476. + +Friggesy Gustavo, I, XXII; II, 518. + +Froscianti, I, 403. + +Frosinone, I, 297, 299. + +_Fulminante_ (fregata), II, 160. + +Fumagalli, I, 332. + +Fuxa, II, 96. + +Fuzzi Antonio, I, 386. + + +Gallarate, II, 415, 424. + +Galles (principe di), II, 386. + +Galliano, II, 475. + +Galpon de Chargucada, I, 80. + +Gambetta, II, 556. + +Gancia (convento della), II, 17. + +Garibaldi Angelo (iuniore), I, 10. + +Garibaldi Angelo (seniore), I, 6. + +Garibaldi Anita. Vedi Anita. + +Garibaldi Anita (figlia), II, 596, 653. + +Garibaldi Clelia, II, 596. + +Garibaldi Domenico, I, 5, 6. + +Garibaldi Felice, I, 10, 401. + +Garibaldi Giuseppe, sue _Memorie_, I, XXV, 3; prima sentenza che +lo condanna nel capo, I, 1; sua nascita, patria e discendenza della +famiglia, I, 5; suo padre, I, 5, 6; sua madre, I, 5; suo onomastico, +I, 9; fratelli e sorella, I, 10; condizioni morali ed economiche della +sua famiglia, I, 10; sua infanzia, I, 11; prime prove di coraggio ed +abnegazione, I, 13; studi, maestri e coltura, I, 13; suo grande amore +per il mare, I, 18; primi viaggi marittimi, I, 19; visita Roma, I, +21; pensa all’incanalamento dei Tevere, I, 23; continua i viaggi ed è +spettatore al primo naufragio, I, 24; infermasi a Costantinopoli, I, +25; precettore di fanciulli, I, 25; diviene capitano di mare, I, 26; lo +stato politico d’Europa e d’Italia comincia a commuovergli l’animo, I, +27; incontrasi coi _Sansimoniani_, I, 31; a Taganrok scopre l’esistenza +della _Giovine Italia_, I, 33; presentasi a Mazzini, in Marsiglia, per +esservi aggregato, I, 35; tornato in Liguria, si mette in relazione +co’ principali patriotti e iscrivesi come semplice marinaio nella +flotta regia, per far propaganda fra gli equipaggi, I, 39; fallito +il movimento repubblicano in Piemonte, ripara in Francia, I, 41; +arrestato, riesce a fuggire, I, 43; volge i passi verso Marsiglia e +dopo una curiosa avventura vi giunge, I, 44; legge la sua condanna +di morte, I, 46; cambia nome, I, 47; gode dell’ospitalità di un amico +finchè trovasi un posto di secondo sopra un brigantino, I, 47; salva +un giovinetto che annega, I, 47; assoldasi nella flottiglia del Bey di +Tunisi, I, 47; tornato a Marsiglia e trovatala afflitta dal colèra, si +dà ad assistere gl’infermi, I, 48. + +Fa vela per Rio Janeiro, I, 48; v’incontra Luigi Rossetti, I, 50; si +dà al cabotaggio, I, 51; dopo la sollevazione di Rio Grande, visita in +carcere Livio Zambeccari, che lo anima a far guerra al Brasile, I, 61; +va corsaro contro il Brasile, I, 62; prima sua impresa di corsaro, I, +62; tocca le coste dell’Uruguay, dalle quali è obbligato allontanarsi +per non essere arrestato, I, 64; non volendo abbandonare l’Uruguay, +giunge con molti pericoli a Jesus-Maria, I, 64; procura con ardito +espediente vettovaglie al suo equipaggio, I, 65; per la prima volta +trovasi nelle _Pampas_ e v’incontra una poetessa, I, 66; attaccato +da due lancioni dell’Uruguay, li respinge, rimanendo ferito, I, 69; +fa volger la prua verso Santa-Fè, nel Paranà, I, 70; raccolto da un +bastimento brasiliano, vien condotto a Gualeguay e quivi ritenuto +prigioniero, I, 71; confortasi coltivando lo spirito e poetando sui +pietosi casi d’Italia, I, 72; stanco del suo stato fugge, I, 74: +ripreso e ricondotto a Gualeguay, vien posto alla tortura da un feroce +governatore, I, 74; al quale più tardi, avendolo prigioniero, perdona, +I, 76; vien posto in libertà, I, 75; ripara in Montevideo, ospitato e +protetto da alcuni amici, I, 76; va con Rossetti a Piratinin, campo +dei Riograndesi, I, 76; raggiunge il presidente della repubblica +di Rio Grande, I, 77; il quale gli commette l’organizzazione ed il +comando di una flottiglia, I, 78; costruisce ed arma due lancioni e +spingesi nella laguna _de los Patos_, I, 78; con tredici uomini resiste +all’assalto di 150 cavalieri, I, 80; con mille espedienti conduce la +sua flottiglia in mare, I, 83; un naufragio gli toglie le navi e i +più cari compagni, I, 85; con altri legni riprende le ostilità, I, +88; dopo alcuni combattimenti ripara nel porto d’Imbituba, I, 87; +di dove respinto il nemico, rientra nella laguna di Santa Caterina, +I, 89; suoi amori, I, 68, 90; incontra Anita Riberas e la toglie in +moglie, I, 90; è obbligato far saccheggiare Imeruy, I, 95; cominciata +la ritirata dei Riograndesi, si adopera per renderla meno disastrosa, +I, 96; con tre navi resiste a ventidue e a molte truppe di terra, I, +97; protegge la ritirata con settantatrè uomini contro cinquecento, I, +98; a Santa Vittoria decide del combattimento, si trova alla fazione di +Taquary, all’assedio di San Josè rimane quasi padrone della città, I, +98; gli nasce il figlio Menotti, I, 99; la sua famiglia soffre stenti +e pericoli, I, 99; è funestato dalla morte di Rossetti, I, 102; sua +descrizione della ritirata dei Riograndesi, I, 103; decidesi portarsi +a Montevideo, e per via si fa truppiere, I, 107; incontra Francesco +Anzani, I, 108; giunge a Montevideo, I, 108. + +Trova Montevideo impegnata nella guerra contro Rosas, I, 109; si dà +a trafficare e insegnare matematiche, I, 146; gli viene offerto il +comando della flottiglia della città, I, 147; accetta e gli è affidata +rischiosissima impresa, I, 151; avanti di accingervisi consacra +all’altare la sua unione con Anita, I, 152; partito per il Paranà, a +Martin Garcia sfida i primi pericoli, I, 153; può sfuggire a un attacco +dell’ammiraglio Brown, I, 153; entrato nel Paranà vince a Boyada, +a Las Concas, al Cerrito, I, 155; seguita la rotta per Corrientes, +catturando alcune navi mercantili, I, 155; a Nueva Cava, attaccato con +forze superiori, resiste tre giorni e tre notti e si salva co’ suoi +incendiando le navi, I, 156; suo valore nella campagna del Paranà, I, +160; conducesi invano a San Francisco per unirsi al generale Ribera, +I, 161; gli viene affidato da Montevideo l’ordinamento e il comando +di una nuova flottiglia, I, 164; prende anche il comando della Legione +Italiana, I, 166; divide con Francesco Anzani il comando della Legione, +I, 168: la conduce al combattimento della Boyada, I, 171; continuano +le sue animose avventure, I, 173; risale il Plata, s’impadronisce +di Colonia, Martin Garcia e Mercedes, respinge il general Lavalleja, +sorprende Gualeguaychu e giunge al Salto, I, 176; si porta a Tapevi, +ove vince la battaglia di Sant’Antonio, I, 178; ordine del giorno +dopo la vittoria, I, 187; continuato a battagliare per qualche tempo +al Salto, torna a Montevideo, I, 193; risale l’Uruguay e vince a Las +Vacas, I, 195; gli viene offerto il comando della piazza di Montevideo, +I, 195; accettatolo è obbligato rinunziarvi poco dopo, per le mene +di alcuni invidiosi, I, 195; rimette all’obbedienza un reggimento +di negri ammutinato, I, 196; giuntegli novelle della rivoluzione +d’Italia, scrive insieme ad Anzani una lettera a Pio IX, offrendogli +il suo braccio per la causa italiana, I, 197; preparasi a partire +per l’Italia, I, 201; gli nasce Ricciotti, I, 202; imbarca Anita per +l’Italia, I, 202; manda in Italia Giacomo Medici con istruzioni per +preparare la patria a riceverlo, I, 203. + +Imbarcasi per l’Italia con un manipolo di legionari, I, 205; sua vita +tenuta in America: conclusioni generali I, 206; in alto mare salva +il bastimento da un incendio, I, 214; presso Gibilterra ha notizia +della scoppiata rivoluzione, I, 214; approda a Palos, I, 217; decide +offrire il suo braccio a Carlo Alberto, I, 217; giunge a Nizza, I, 217; +abbraccia i suoi, I, 218; il popolo l’accoglie festante, I, 218; recasi +a Genova, I, 220; assiste l’amico Anzani morente, I, 221; palesa i suoi +pensieri intorno ai casi della guerra, I, 222; parte da Genova, passa +da Novara e da Pavia per condursi a Roverbella a offrire il suo braccio +a Carlo Alberto, I, 224; rinviatolo questi a’ suoi ministri, si conduce +a Torino, I, 225; non concluso niente col governo del Piemonte, va a +Milano, I, 227; vi riceve il comando di tremila volontari, I, 228; con +questi si porta a Bergamo, I, 229; è chiamato a Milano, I, 231; accampa +a Monza, I, 232; caduta Milano, ritirasi su Como, I, 234; giunto a +Camerlata vi si trincera, I, 235; invita l’Italia alle armi, ed apre +nuovi arruolamenti, I, 235; levato il campo da Como si dirige a San +Fermo, I, 236; tocca Varese, parte per il Lago Maggiore, tragitta il +Ticino ed approda presso Arona, I, 236: intimatogli dal Duca di Genova +di sciogliere i suoi volontari, inalbera il vessillo mazziniano _Dio e +Popolo_, e fa un proclama agl’Italiani, I, 236; risale il Lago Maggiore +e si accampa a Luino, I, 238; sbaraglia una colonna austriaca, I, 238; +giunge a Varese, I, 239; si ritira sulle colline di Induno, I, 239; +riesce a porsi alle spalle de’ nemici a Morazzone, I, 240; attaccato, è +obbligato ripararsi in Isvizzera, I, 241; sua prima impresa in Italia: +conclusioni generali, I, 243. + +Si riconduce a Nizza e di là a Genova, I, 246; di qui parte con +cinquecento volontari in soccorso della Sicilia, I, 243; accetta a +Livorno il comando dell’esercito toscano e si conduce a Firenze, I, +249; s’accinge a portare aiuto a Venezia, I, 249; il generale Zucchi +gl’impedisce il cammino alle Filigare, può proseguire e tocca Bologna +e Ravenna, I, 249; accorre a Roma, I, 250; non si accolgono troppo +cordialmente i suoi servigi, I, 251; vien mandato tenente colonnello +a Macerata, I, 253; gli viene ordinato di combattere il brigantaggio +nell’Ascolano, I, 254; a tal uopo per Tolentino, Foligno e Spoleto si +porta a Rieti, I, 255; di qui va a Roma per assistere all’apertura +del Parlamento come deputato di Macerata, I, 256; suo primo atto +parlamentare, I, 256; torna a Rieti, I, 258; condottosi a Subiaco +scrive ad Anita, I, 259; richiamato a Roma per la difesa contro i +Francesi, è riconosciuto generale, I, 264; vince co’ suoi a Villa +Pamfili, I, 266; gli è vietato compiere la disfatta dei Francesi, I, +270; tenta dare un nuovo combattimento I, 271; invaso lo stato di Roma +da’ Napoletani, gli vien commesso di molestarli, I, 272; a tal uopo va +a Tivoli, I, 272; poi a Palestrina a vista dei nemici, I, 274; respinge +un attacco di questi, I, 275; consigliato dai casi della guerra torna a +Roma, I, 276; vien promosso generale di divisione, I, 280; si accinge +col generale Rosselli a battere l’esercito borbonico, I, 281; vince a +Velletri, I, 283; nel caldo della mischia rischia perder la vita, I, +287; per cogliere i frutti della vittoria vuol entrare nel Napoletano, +I, 296; gli viene accordato dal governo di Roma, I, 297; partito per +l’impresa tocca Frosinone e Ripa, sconfina a Ceprano e prende ai nemico +Rocca d’Arce, I, 297; i casi della guerra lo richiamano a Roma, I, +299; da Frosinone scrive al Masina dandogli il comando della Legione +Italiana, I, 300; assalta eroicamente Villa Pamfili, I, 302; sua parte +nell’assalto, I, 309; assediata Roma ha la parte principale nella +difesa, I, 314; guida l’_incamiciata_, I, 316; presa dai Francesi +la breccia rifiuta al Triumvirato tentarne il riacquisto, I, 319; +consiglia invece altro modo di difesa, I, 321; propostagli da Pietro +Sterbini la dittatura, la rifiuta, I, 322; continua a dirigere la +difesa, I, 325; perduta l’ultima breccia, rafforza Villa Spada e la +difende, I, 327; perduta anch’essa spera arrestare il nemico a Ponte +Sant’Angelo, I, 328; è richiesto di consiglio dalla Costituente sullo +stato delle cose, I, 328; esce di Roma, I, 332. + +Accompagnato dagli avanzi delle sue legioni pernotta a Monticelli, +s’accampa a Monterotondo, I, 332; è minacciato dai Francesi, dagli +Spagnuoli, dai borbonici e dagli Austriaci, I, 334; toccato Confine e +Poggio Mirteto incontra a Terni il colonnello Forbes con un rinforzo, +I, 335; si porta a San Gemini presso Todi, I, 336; lascia Todi, passa +il Tevere a Monte Acuto e s’incammina per Orvieto per la via di Brodo, +I, 337; da Orvieto va a porre il campo a Ficulle, I, 338; riposa a +Sole e giunge a Cetona, I, 339; scaramuccia tra Sarteano e Chiusi, +riposa a Sarteano, I, 339; entrato in Montepulciano fa un proclama ai +Toscani, I, 340; giunto a Torrita risolve d’andare a Venezia, I, 341; +passa per Foiano, Castiglion Fiorentino e giunge ad Arezzo, I, 342; +scaramuccia col nemico e riposa a Monterchi, I, 343; porta il campo a +Citerna e di là a San Giustino, I, 343; valica il monte della Luna, I, +344; riposa a Mercatello, I, 345; s’accampa a Macerata Feltria, I, 346; +per le alture di Carpegna si dirige a San Marino, I, 347; ove manda Ugo +Bassi a chieder passo e viveri, I, 349; sconfittagli dagli Austriaci +la retroguardia, ripara a San Marino, I, 349; fattosi mediatore +il governo di San Marino per ottenergli buoni patti dal nemico, +scioglie i suoi volontari, I, 350; fugge da San Marino con pochi dei +suoi, I, 356; a Cesenatico fa vela per Venezia, I, 357: attaccato +da incrociatori austriaci, si salva sulle coste di Magnavacca, I, +359; perseguitato, abbandona la spiaggia con la moglie morente, I, +360; incontra Giovacchino Bonnet, I, 361; dal quale riceve aiuti per +salvarsi, I, 363; fugge per Comacchio e giunge alla villa Guiccioli, +I, 365; gli muore Anita, I, 366; da villa Guiccioli va a Sant’Alberto, +di lì a Modigliana, I, 385; per quel di Prato, Poggibonsi, Pomarance +e Massa Marittima va a Follonica, I, 386; qui imbarcatosi approda a +Porto Venere, I, 386; giunto a Chiavari è fatto arrestare dal governo +piemontese, I, 387; posto in bando dal Piemonte va a Tunisi, I, 388; il +Bey di Tunisi gli ricusa ospitalità, I, 393; approda all’Isola della +Maddalena, I, 393; il governo piemontese lo ritrae di là e lo manda +a Gibilterra, I, 394; salva un canotto sardo naufragante, I, 394; +Gibilterra e la Spagna ricusano ricettarlo, I, 394; gli viene offerta +ospitalità dagli Stati Uniti d’America, I, 394; ripara a Tangeri +ove scrive le sue _Memorie_, I, 395; si conduce a Liverpool, di là a +New-York, I, 395; ove si dà a fabbricar candele per campare la vita, +I, 396; offertogli il comando di una nave mercantile lascia New-York, +I, 397; a Panama è ridotto in fin di vita, I, 397; guarito va a Lima, +I, 397; commessogli il comando di una nave va da Lima a Hong-Kong, +I, 397; riapproda a Lima, I, 399; a New-York prende il comando di +una nuova nave, I, 399; toccato New-Castle giunge a Genova, I, 400; a +Nizza abbraccia i suoi, I, 400; datosi al cabotaggio va a Marsiglia, è +intenzionato comprare Caprera, I, 400; si stabilisce a Caprera, I, 401; +prende l’incarico di liberare i prigionieri di Santo Stefano, I, 404; a +Genova parla con Foresti sui casi d’Italia, I, 405. + +Visita Cavour a Torino, I, 411; a Voltaggio fa un proclama ai giovani, +I, 412; aderisce all’Associazione Nazionale, I, 413; conferisce col +Cavour intorno alla futura guerra, I, 417; torna a Torino chiamato +da Vittorio Emanuele, I, 419; annunzia la guerra a’ suoi amici, I, +420; è chiamato da Caprera per capitanare i _Cacciatori delle Alpi_, +I, 423; per Savigliano, Chivasso e Cavagnole giunge a Brusasco co’ +suoi _Cacciatori_, I, 426; presidia Verrua e s’accampa sulle alture +di Bruzzolo, I, 427; prende posizione a Ponte Stura, Casale, Bolzola +e Rive, I, 430; a Ponte di Casale ributta il nemico, I, 431; va a San +Salvatore dal Re che gli dà ordini scritti, I, 431; contromarcia per +Brozzolo, invia la brigata verso Chivasso e va a Torino dal Cavour, I, +432; si pone a San Germano sotto gli ordini del general De Sonnaz per +la presa di Vercelli, I, 432: comincia la marcia per la Lombardia, I, +433; tocca Biella, Gattinara, Romagnano, Borgomanero, I, 436; muove +su Arona per Castelletto ed occupa Sesto Calende, I, 437; toccata la +Lombardia riceve deputazioni patriottiche, giunge a Varese, I, 441; è +minacciato dagli Austriaci guidati da Urban, I, 445; si dà alla difesa +di Varese, porta il quartier generale a Villa Ponti, I, 447; batte il +nemico a Varese e a San Salvatore, I, 449; muove su Como, I, 453; vince +a San Fermo, I, 454; entra in Como, I, 456; tenta sorprender Laveno, +I, 458; rioccupato Varese dall’Urban, prende posizione a Sant’Ambrogio +e Robarello, I, 461; ripiega su Como per Induno ed Arcisate, I, 464; +incontra la marchesa Giuseppina Raimondi, I, 465; rientra in Como, +I, 466; conclusioni intorno alla sua campagna di Lombardia, I, 467; +per Lecco, Caprino e Almenno, piomba su Bergamo, I, 474; è chiamato a +Milano da Vittorio Emanuele, I, 476; tornato a Bergamo va a Brescia, I, +478; a Rezzato e a Tre Ponti, I, 480; ultime sue operazioni, I, 483; +accetta il comando dell’esercito toscano, I, 487; divide con Manfredo +Fanti il comando dell’esercito dell’Italia centrale, I, 491; vien +mandato sul confine pontificio con due divisioni, I, 492; è chiamato +dal Re a conferire intorno agli Stati pontifici, I, 495; resta dinanzi +alla Cattolica a provocare l’insurrezione fra i Marchigiani, I, 499; +al governo di Bologna promette desistere dall’impresa d’invadere le +Marche, I, 499; ad Imola falsi messaggi gli dicono essere scoppiata +l’insurrezione nelle Marche, I, 500; da Rimini comanda alle sue truppe +di sconfinare, I, 500; impedito il movimento delle sue truppe va a +Bologna a rampognarne Fanti e Farini, I, 501; è chiamato da Vittorio +Emanuele che lo consiglia a rassegnare l’ufficio, I, 503; da Genova +annunzia con un proclama le sue dimissioni, I, 503; invita gl’italiani +ad una sottoscrizione per l’acquisto di un milione di fucili, I, 504; +passa qualche tempo a Nizza, I, 505; tocca Caprera, e da Fino indirizza +un appello agli studenti di Pavia, I, 505; passato da Milano va a +Torino a chiedere l’organizzazione della Guardia Nazionale e fonda +l’associazione _la Nazione Armata_, I, 566; va a Fino a sposare la +marchesina Raimondi, I, 508; la ripudia e si porta a Caprera, I, 509; +suo operato nell’Italia centrale: conclusioni, I, 510. + +Nizza lo manda al Parlamento subalpino, II, 7; svolge a Torino +un’interpellanza sulla cessione di Nizza, II, 8; invitato a fare una +spedizione in Sicilia, accetta, II, 25; chiede a Vittorio Emanuele +milizie regolari per la spedizione, II, 26; non ottenutele va a +Quarto ove stabilisce il quartier generale della spedizione, II, 33; +soffocata l’insurrezione siciliana dichiara impossibile l’impresa, +II, 35; decide la spedizione, II, 36; salpa da Quarto coi Mille, +II, 37; scrive a Vittorio Emanuele lo ragioni dell’impresa, II, 40; +raccomanda disciplina all’esercito regolare italiano, II, 41; dà +istruzioni ad Agostino Bertani riguardo alla spedizione, lasciandolo +suo rappresentante sul continente, II, 41; a Bogliasco non trova le +armi che gli dovevano pervenire, II, 43; fa rotta per Piombino, II, +44; getta l’àncora a Talamone, II, 45; a Talamone ed Orbetello trova +armi e munizioni, II, 45; ordina la legione, II, 47; creduto opportuno +promuovere un’insurrezione nell’Italia centrale, divisa farvi una +piccola spedizione, II, 48; dà il comando al colonnello Zambianchi, +II, 50; fa un proclama ai Romani e dà istruzioni allo Zambianchi, II, +51; nelle acque di Marettimo, II, 58; sbarca a Marsala, II, 60; ove +pubblica un proclama ai Siciliani, II, 64; a Rampagallo e a Salemi +ha i primi soccorsi d’armati, II, 66; gli muove contro il generale +Landi, II, 71; vittoria di Calatafimi, II, 72; sosta ad Alcamo, e per +Partinico e Borgetto giunge al Passo di Renna, II, 83; a Piana de’ +Greci, a Misilmeri, sulle alture del Parco, II, 86; a Palermo, II, 89; +dal borbonico Lanza è invitato ad una conferenza, II, 105; è attaccato +in Palermo dai borbonici, fedifraghi alla pattuita tregua, II, 107; +prende parte alla conferenza sulla nave inglese _Hannibal_, II, +109; accetta un armistizio dai borbonici, II, 113; dopo il resultato +della conferenza fa un proclama ai Siciliani, II, 113; consente al +nemico una tregua di tre giorni, II, 115; si adopra a dare una forma +regolare al governo di Palermo, II, 117; resta padrone di Palermo, +II, 117; provvede ai bisogni del nuovo governo, II, 120; scambia +visite con Persano, II, 125; pensa bene occupare militarmente i centri +principali dell’Isola, II, 127; dà lo sfratto al La Farina, II, 128; +resta padrone di Milazzo, II, 127, 133; occupata Messina, volge in +mente passare lo stretto, II, 147; intorno a ciò riceve una lettera +di Vittorio Emanuele, cui risponde, II, 147; elegge Agostino Depretis +suo prodittatore nel governo dell’Isola, II, 149; per facilitarsi il +passaggio dello stretto si porta al Faro, II, 151; primi tentativi di +sbarco, II, 153; commesso al Sirtori il comando dell’esercito, parte +dal Faro e si porta al Golfo degli Aranci, II, 154; preso il comando +di due brigate di una nuova spedizione, le conduce a Palermo, II, +159; di là va a Taormina a prepararsi allo sbarco sur continente, II, +158; a Melito tocca la spiaggia calabrese, II, 160; s’impadronisce di +Reggio, II, 161; la divisione Briganti gli si rende a discrezione, +II, 162; muove su Napoli, II, 163; i generali Caldarelli, Flores e +Viale gli lasciano libero il passo, II, 164; si sbarazza del general +Ghio, II, 164; minacciato dai borbonici concentra le forze ad Eboli, +II, 167; entra in Napoli, II, 168; aggrega la marina militare e +mercantile napoletane a quella del Piemonte, II, 170; gli annessionisti +lo stringono a dare il plebiscito, II, 171; vieta al Depretis far +l’annessione della Sicilia, II, 176, 177; rimasta senza prodittatore +la Sicilia, si porta a Palermo a ristabilire il governo, II, 178; +ordina al Türr di soffocare una sommossa ad Ariano, II, 179; a Caiazzo, +II, 180; si prepara alla battaglia del Volturno, II, 183; vince al +Volturno, II, 187; alla fazione di Castel Morone e Caserta, II, 193; +sua battaglia al Volturno: conclusioni generali, II, 195; il suo +esercito s’indebolisce, II, 200; dopo Castelfidardo ed Ancona felicita +con lettera Vittorio Emanuele per le vittorie riportate, II, 206; +offre a Giorgio Pallavicino la prodittatura, II, 211; il suo dissidio +con Cavour s’inasprisce, tenta comporlo il Pallavicino, II, 211; gli +si aggrava la questione dell’annessione, II, 214; allontana da Napoli +il Mazzini, II, 216; dà la prodittatura ai Pallavicino, II, 216; si +sdegna della promulgazione del plebiscito fatta dal Pallavicino, II, +217; Napoli gli chiede il plebiscito, II, 218; delibera l’annessione, +II, 220; respinge una sortita de’ nemici da Capua, II, 223; detta +un _Memorandum_ alle potenze d’Europa in cui fa voti per la pace de’ +popoli, II, 223; fa un proclama alle Due Sicilie, in cui le dichiara +annesse all’Italia, II, 227; a Caianello presso Teano incontra Vittorio +Emanuele, II, 228; gli chiede di essere primo allo scontro nella futura +battaglia e gli è rifiutato, II, 229; si ritira a Napoli, II, 230; +scrive a Vittorio Emanuele declinando la dittatura, II, 231; consegna +una bandiera alla Legione Ungherese, distribuisce le medaglie ai +_Mille_ e passa in rivista il suo esercito a Caserta, II, 231; entra in +Napoli con Vittorio Emanuele, ricusando tutti gli onori offertigli, II, +232; lascia Napoli per la sua Caprera, II, 232; la sua impresa delle +Due Sicilie: conclusioni generali, II, 235. + +Suo tenore di vita a Caprera, II, 242; è visitato da un continuo +pellegrinaggio, II, 244; preparasi a sciogliere il voto a Roma e +Venezia, II, 245; giungono a lui i lamenti dei suoi commilitoni +lagnantisi del trattamento del governo, II, 250; eletto deputato di +Napoli va a Torino, II, 255; sua prima seduta al Parlamento italiano, +II, 257; riceve una lettera dal Cialdini, II, 266; vi risponde, II, +268; Vittorio Emanuele lo invita presso di lui insieme al Cavour per +conciliarli, II, 269; si riconcilia col Cialdini, II, 269; torna a +Caprera, II, 271; si attenta alla sua vita, II, 272; è invitato dagli +Stati Uniti a prendere il comando dell’esercito federale, II, 275; è +visitato a Caprera dal senatore Plezza, che lo invita ad inaugurare i +Tiri Nazionali a nome del governo, II, 277; tocca Genova, e a Torino +parla col Re e Rattazzi, II, 278; torna a Genova per comporre i dissidi +del partito rivoluzionario, II, 280; avute offerte di armamenti dal +governo, parte per la Lombardia, II, 283; a Milano visita Manzoni, II, +284; continua il viaggio per Monza, Como, Lodi, Arona, Casalmaggiore, +Cremona, II, 285; visitata Brescia, Montechiari, Castelgoffredo, Asola, +Desenzano, Pavia, si riduce a Trescorre a preparare una spedizione, II, +288; la sua congiura è scoperta dal governo, II, 290; la sua spedizione +è arrestata a Palazzolo e a Sarnico, II, 291; da Torino si porta a +Belgirate, II, 292; scrive una lettera al Parlamento spiegando i fatti +di Sarnico, II, 293; toccato Torino e Caprera sbarca a Palermo, II, +297; invita il popolo alle armi per toglier Roma ai Francesi, II, 301; +visita i luoghi del 1860, a Marsala annunzia la spedizione contro Roma, +II, 302; affretta i preparativi della spedizione, II, 303; parte per +la Ficuzza ove sono assembrati i suoi volontari, II, 304; ordina la +sua gente e s’avvia a Mezzojuso, II, 306; il governo decide opporsi +alla sua spedizione, II, 306; passa da Allia, Valledolmo, Villalba, +a Santo Stefano una sua colonna viene alle mani co’ soldati regolari, +toccata Santa Caterina e Marianopoli entra in Caltanissetta, II, 309; +passa da Girgenti, Villarosa, Castrogiovanni, Piazza, Leonforte, San +Filippo, Regalbuto, II, 309; riceve una lettera dell’ammiraglio Albini, +che si esibisce di condurlo in qualunque porto del regno, II, 309; a +Paternò gli vien dato il passo da un battaglione di regolari, II, 310; +entra in Catania, II, 312; parte da Catania, II, 313; sua narrazione +dei fatti di Aspromonte, II, 314; tocca la costa calabrese ed occupa +Melito, II, 316; presa la strada di Reggio volge ad Aspromonte, II, +317: è attaccato dalla truppa italiana, II, 320; è ferito, II, 322; +imbarcato sul _Duca di Genova_, è condotto prigioniero a Spezia e di +là al Varignano, II, 324; in Inghilterra, a Stocolma ed a Lipsia gli +si decretano grandi onoranze, II, 325; è invitato nuovamente dagli +Stati Uniti ad accettare il comando dell’esercito federale, II, 327; +è amnistiato, II, 328; gli viene estratta la palla dal piede, II, 329; +torna a Caprera non bene ristabilito, II, 332. + +Si cruccia di non potere aiutar la Polonia insorgente, II, 333; dà +il consenso per una spedizione in soccorso dei Polacchi, II, 335; è +invitato dagli Inglesi ad andare nel loro paese, II, 338; è visitato +a Caprera dai signori Chambers per deciderlo al viaggio, II, 342; +riceve splendide offerte di ospitalità, II, 344; una lettera del signor +Thornton Hunt lo avvisa non dispiacere al governo inglese s’effettuasse +il progettato viaggio, II, 344; riceve offerte di ospitalità, II, +346; decide il viaggio e va a Malta, II, 346; tocca Gibilterra e +sbarca a Southampton ricevuto splendidamente, II, 349; è ospitato dal +signor Seely all’isola di Wight, II, 351; suo soggiorno a Wight, II, +351; visita Portsmouth, II, 352; entra in Londra ospitato dal duca +di Sutherland, II, 353; suo soggiorno in Londra, II, 357; banchetto +con Herzen e Mazzini, II, 359; gli viene conferita la cittadinanza +londinese, II, 362; ragioni principali della sua partenza, II, 366; è +consigliato al riposo dal dottor Fergusson, II, 374; è consigliato a +partire, II, 375; non cede che alle parole del signor Gladstone, II, +376; la notizia della sua partenza scontenta le popolazioni, II, 381; +a Chiswick depone una corona sulla tomba di Foscolo, II, 385; parte da +Londra per Clifden Park, II, 386; tocca Bristol, a Weimouth visita la +squadra, e per Exeter e Plimouth smonta a Penquite Par, II, 388; manda +un proclama al popolo inglese, II, 388; a Fowey s’imbarca per l’Italia, +II, 388; giunge a Caprera, II, 390; conclusioni generali sul suo +viaggio, II, 391. + +Lascia Caprera e si porta ad Ischia per preparare una spedizione sotto +gli auspicii di Vittorio Emanuele, II, 393; ragioni dell’impresa, II, +393; comincia i preparativi della spedizione, II, 400; gli fallisce +l’impresa, II, 403; si divide dal Guerzoni, II, 405; parte per Caprera, +II, 407: venuto il 1866 riceve il comando dei volontari, II, 411; i +quali gli vengono organizzati dal governo, II, 412; sue relazioni col +governo d’Italia intorno ai volontari e alla guerra, II, 416; lascia +Caprera e per Genova va in Lombardia a capo dei suoi, II, 423; tocca +Como, Monza, Varese, Gallarate, Lecco e Bergamo, ove ordina le sue +genti, II, 424; da Brescia muove verso Salò con parte delle truppe, II, +425; abbandona le posizioni del Lago d’Idro, del Caffaro e di Monte +Suello per protegger Brescia, II, 426; rimarcia verso il Trentino, +II, 427; al combattimento di Monte Suello, II, 430; è ferito, II, +431; al combattimento di Vezza, II, 432; conclusioni generali sulla +condotta del primo periodo della guerra nel Tirolo, II, 434; porta il +quartier generale a Bagolino, II, 443; scaramuccie di Lodrone e Darzo, +II, 444; porta il quartier generale a Storo, II, 445; a Condino, II, +446; s’impadronisce di Ampola, Monte Notta e Monte Giovo, II, 451; a +Bezzecca, II, 451; a Cologna si accinge alla presa di Lardaro, quando +gli giunge la nuova dell’armistizio, II, 458; conclusioni generali sul +suo operato nel Trentino, II, 459; si ritira dal Tirolo, II, 462. + +Si prepara a sciogliere il voto a Roma, II, 463; dà opera a far +sorgere centri rivoluzionari a tal uopo, II, 465; va a Firenze, II, +466; prosegue per Venezia, II, 467; tocca Bologna e Ferrara, II, 467; +partito da Venezia passa per Chioggia, Treviso, Udine, Palmanuova, +Belluno, Feltre, Vicenza e Verona sempre con Roma sul labbro, II, 468; +battezza un bambino, II, 469; passa in Lombardia e Piemonte, tocca +Mantova e si riduce a San Fiorano, II, 470; il centro d’insurrezione +romano lo riconosce generale della futura insurrezione, II, 472; giunge +a Firenze e prende stanza a Castelletti, II, 475; riceve due delegati +del Centro Nazionale Romano che lo invitano all’azione, II, 475; +ordina il primo tentativo d’invasione negli Stati romani, II, 475; va +a Monsummano per Pescia, Montecatini, Castelfranco e Lucca, II, 478; +fusisi i Comitati romani d’insurrezione si prepara all’azione, II, 479; +a tal uopo va a Vinci, Siena, Montepulciano, Orvieto e Rapolano, II, +481; assiste in Ginevra al Congresso internazionale della pace, II, +482; torna in Italia per Belgirate e Genestrello, II, 486; invitato +all’azione fa un proclama ai Romani, II, 486; tocca Firenze ove trova +ostacoli alla sua impresa, II, 487; è invitato dal governo a ritirarsi +a Caprera, II, 488: ordina le sue genti ai confini pontificii, II, +489; ove volge i suoi passi, toccando Arezzo e Sinalunga, II, 491; qui +è arrestato dal governo italiano, e per Firenze e Pistoia condotto +prigione ad Alessandria, II, 492; manda un proclama agl’italiani +invitandoli ad aiutare l’impresa di Roma, II, 493; è ricondotto a +Caprera, II, 494; invia una lettera al Crispi intorno alla questione +romana, II, 495; i tentativi d’invasione de’ suoi volontari lo +crucciano di non poter esser fra loro, II, 496; a Caprera è posto +sotto la sorveglianza di una squadra di guerra, II, 503: Canzio si +accinge a liberarlo di prigionia, II, 505; fugge e ripara in Sardegna, +II, 508; giunge a Vado sul continente, II, 511; sotto finto nome va +a Livorno, di là per Empoli a Firenze, II, 511; non piegando nè ai +consigli nè alle minaccie del governo, parte e sconfina a Passo Corese, +II, 514; giunge a Terni, II, 514; ordina e mette in posizione le sue +genti, II, 518; a Monterotondo, II, 519; cadono in suo potere Viterbo, +Frosinone e Velletri, II, 523; tocca Fornuovo e Castel Giubileo, II, +524; marcia su Roma, poi volge fino a Ponte Nomentano, II, 525; alcuni +cattivi elementi mandano in dissoluzione il suo esercito, II, 527; +l’intervento francese cresce le difficoltà della sua impresa, II, +530: crede necessario marciare su Tivoli, II, 531; dà le disposizioni +per la marcia, II, 533; muove su Tivoli, II, 536: combattimento di +Mentana, II, 538; sua ritirata, II, 548; a Figline il governo d’Italia +l’arresta, II, 549; è tratto prigione al Varignano, torna a Caprera, +II, 552; rompe il suo lungo silenzio con un proclama agli Spagnuoli, +II, 552; offre il suo braccio alla Francia, II, 554; sbarca a Marsiglia +e giunge a Tours, II, 565; riceve il comando dei Corpi franchi, II, +557; dopo gli scontri di Genlis e Saint-Jean de Losne muove su Autun, +II, 560; i suoi battono il nemico a Châtillon-sur-Seine, II, 563; +muove su Dijon, II, 564; prende posizione a Lantenay, vince a Prenois, +II, 564; tenta infruttuosamente un attacco su Dijon, II, 565; rientra +in Autun, II, 567; batte il nemico alle fazioni di Saint-Martin +e Saint-Symphorien, II, 568; sue fazioni di concerto al generale +Bourbaky, II, 570; scontri fortunati di Montbard, II, 571; occupa +Dijon: le tre giornate di Dijon, II, 572; alla fazione di Pouilly +la sua gente s’impadronisce di una bandiera nemica, II, 575; fa un +proclama lodando i suoi soldati del valore dimostrato, II, 576; porta +il quartier generale a Mondaine, II, 577; ritirata su Autun e di là su +Lione, II, 578; si porta a Bordeaux all’Assemblea Nazionale, II, 579; +torna a Caprera, II, 579; sua campagna nei Vosgi: conclusioni generali, +II, 579. + +Suoi ultimi anni, II, 585; scrive all’avvocato Petroni intorno +all’Internazionale, II, 588; si porta a Roma a proporre l’incanalamento +del Tevere, II, 589; è lieto dell’assunzione al governo della Sinistra, +II, 590; torna a Roma per avversar la Sinistra e il Depretis, II, 590; +si mette a capo della _Lega della Democrazia_, II, 591; accetta una +rendita dallo Stato, II, 593; è dichiarato nullo il suo matrimonio +colla marchesa Raimondi, II, 595; sposa la signora Francesca Armosino, +II, 598; va a Genova a protestare per l’arresto di Canzio, II, 599; +quindi a Milano per la commemorazione di Mentana, II, 599; va ad +Alassio a ristabilirsi in salute, II, 601; protesta energicamente +contro la politica francese nella questione di Tunisi, II, 601; a +questo proposito manda una lettera al giornale _La Patria_, II, 603; +per la commemorazione dei _Vespri Siciliani_ va a Napoli, II, 603; e +per le Calabrie, riposando a Catanzaro e passando per Messina, giunge +a Palermo, II, 605; fa un proclama alla città di Palermo, II, 606; +torna a Caprera, II, 607: sua morte, II, 607; onoranze tributategli +in Italia e all’estero, II, 610; ultime sue volontà, II, 613: l’Eroe +e il Capitano, II, 618; il Patriotta e l’Umanitario, II, 627; l’uomo +privato, II, 638; tutto l’uomo, II, 657. + +Garibaldi Manlio, II, 596, 609. + +Garibaldi, Maurizio, I, 65. + +Garibaldi Menotti; sua nascita, I, 99; a Caprera, I, 403; a Palermo, +II, 300; ad Aspromonte, II, 322; a Londra, II, 348; ad Ischia, II, 401; +nel Trentino, II, 454, 456; a Mentana, II, 481, 498, 518, 525, 535; +alla campagna dei Vosgi, II, 561, 568, 577; a Palermo, II, 607; gli +muore il padre, II, 609. + +Garibaldi Michele, I, 10. + +Garibaldi Raimondi Rosa. Vedi Raimondi Garibaldi Rosa. + +Garibaldi Ricciotti; sua nascita, I, 202; a Londra, II, 348, 390; nel +Trentino, II, 456; nei Vosgi, II, 561, 563, 571, 575; gli muore il +padre, II, 609. + +Garibaldi Rosita (prima), I, 376. + +Garibaldi Rosita (seconda), II, 596. + +Garibaldi Teresita, II, 376. + +Garigliano, II, 228. + +Gattinara, I, 432. + +Gemonio, I, 459. + +Genestrello, II, 486. + +Genova, I, 24, 39, 220, 246, 400, 405, 503; II, 33, 255, 278, 280, 424, +493, 495, 599. + +Gervino Giuseppe, I, 24. + +Ghio (generale), II, 164. + +Ghirelli, II, 501. + +Giaccone (padre), I, 15. + +Gianuzzi, I, 232. + +Gibilrossa, II, 92. + +Gibilterra, I; 394; II, 349, 390. + +Ginevra, II, 482. + +Giorgini (maggiore), II, 46. + +_Giovine Italia_, I, 34; suo stato quando accolse nelle sue file +Giuseppe Garibaldi, I, 37. + +Girgenti, II, 308. + +Giulay (generale), I, 428. + +Gladstone, II, 352, 358, 373, 376. + +Golfo degli Aranci, II, 157, 159. + +Gomez Servando, I, 179. + +Gonçales de Silva Bento, I, 60, 77. + +Gorini, I, 424, 427, 455. + +Granville (Lord), II, 358. + +Grasse, I, 43. + +Griffini, I, 235. + +Griggs John, I, 79. + +Gualeguaj, I, 71. + +Gualeguaychu, I, 177. + +Guastalla Enrico, I, 23, 403; II, 482, 512. + +Guelfi, I, 386. + +Guerzoni, II, 140, 359, 401, 405, 515. + +Guiccioli (fattoria), I, 365. + +Guild-Hall, II, 362. + +Gusmaroli, I, 403 + + +Hervidero, I, 177. + +Herzen Alessandro, II, 352, 359. + +Hoffstetter Gustav, I, XX, 332. + +Hong-Kong, I, 398, 399. + +Hyde Park, II, 326. + + +Imbituba, I, 89. + +Imeruy, I, 92. + +Imola, I, 500. + +Induno, I, 240, 465. + +Ischia, II, 393. + +Isnardi, I, 332. + +Isola (capitano), II, 504, 507. + +Italia, suo stato nel 1821, I, 28; nel 1848, I, 196, 229, 247, 259; nel +1859, I, 415; nel 1860, II, 1; nel 1866, II, 408. + +_Itaparika_ (goletta), I, 92. + +Ivrea, I, 429. + + +Jesus-Maria, I, 65. + + +Kinnaird, II, 340, 352. + +Klapka (generale), II, 397. + +Kuhn, II, 428. + + +_La Carmen_, I, 397. + +La Farina, II, 16, 35, 128. + +Lago di Garda, II, 421. + +Lago d’Idro, II, 426. + +Lago Maggiore, I, 429. + +Laguna, I, 88, 92, 95. + +La Loggia, II, 307. + +La Marmora, I, 387. + +La Masa Giuseppe, II, 31, 35, 47, 69, 83, 91, 93. + +Landi (generale), II, 72. + +Landi, I, 424, 460. + +Lantenay, II, 564. + +Lanza (generale), II, 88, 103. + +Lardaro, II, 459. + +Las Concas, I, 155. + +Las Cruces, I, 170. + +Las Vacas, I, 195. + +Lavalleja Juan Antonio, I, 129, 177. + +Laveno, I, 459. + +Leblanc, I, 263. + +Lecco, I, 475; II, 424. + +Ledru Rollin, II, 361. + +Lefebre, II, 111. + +_Lega della Democrazia_, II, 591. + +Leggiero, I, 360. + +Legione Italiana di Montevideo, sua organizzazione, I, 165; primi fatti +d’arme, I, 166; sua bandiera, I, 168; combattimenti di Las Cruces e +della Boyada, I, 170; eroica battaglia di Sant’Antonio, I, 177; onori +tributatile dal governo di Montevideo, I, 187; un manipolo dei suoi +passa in Italia, I, 205. + +Lemmi Adriano, II, 506, 511. + +Leonforte, II, 309. + +Lesseps, I, 277. + +Letizia (generale), II, 109. + +Levante, I, 25, 31. + +Liborio Romano, II, 169. + +Lima, I, 397, 399. + +Lincoln, II, 275. + +Lipsia, II, 327. + +Liveriero, I, 357. + +Liverpool, I, 396. + +Livorno, I, 248; II, 511. + +Livraghi, I, 332, 357, 360. + +Lobbia, II, 571. + +Lodi, II, 285. + +Lombardi Agostino, II, 403. + +_Lombardo_, II, 37. + +Lonato, II, 426. + +Londra, II, 326, 353. + +Lons-le-Saulnier, II, 577. + +Los Patos, I, 77. + +Lucca, II, 478. + +Lucignano, II, 492. + +Luino, I, 238. + +_Luisa_ (goletta), I, 63. + +Luna (monte), I, 344. + + +Macchi, II, 259, 4S3, 485. + +Macerata, I, 253. + +Macerata Feltria, I, 316. + +Maddalena (isola della), I, 393, 400; II, 510. + +Magnavacca, I, 359. + +Maidenhead, II, 387. + +Maineri B. E., I, XXII. + +Majatico, II, 270. + +Maldonado, I, 64. + +Malenchini, I, 488; II, 139. + +Manara Luciano, I, 235, 265, 272, 275. + +Manchester, II, 358. + +Mandriole, I, 365. + +Mansion-House, II, 365. + +Mantova, II, 470. + +Manzoni Alessandro, II, 285. + +Marettimo, II, 58. + +Marianopoli, II, 308. + +Marineo, II, 89. + +Mario Alberto, I, XXII; II, 153, 483, 530. + +Mario White Jessie, I, XXII; II, 230, 505, 570. + +Marocchetti, I, 332, 424. + +Marsala, II, 60, 302. + +Marsiglia, I, 35, 46, 48, 400; II, 555. + +Martin Garcia, I, 153, 177. + +Martini Antonio, I, 356. + +Masina (colonnello), I, 299, 306. + +Massa Marittima, I, 386. + +Masséna Andrea, I, 5. + +Matteucci Ferdinando, I, 385. + +Mauri, II, 475. + +Maurigi Ruggiero, I, XXI. + +Mazzara, II, 302. + +Mazzini Giuseppe, I, 35, 38, 201, 228, 271, 322; II, 216, 359, 386, 394. + +_Mazzini_ (barca da guerra), I, 62. + +Medici Giacomo, sbarca a Montevideo e si arruola nella Legione +italiana, I, 263; è inviato da Garibaldi in Italia ad annunziare la +sua spedizione, I, 203; parte per l’Italia, I, 205; crucciatosi con +Garibaldi, riannoda con lui l’antica amicizia, I, 224; comanda a Milano +il battaglione _Anzani_, I, 229; combatte a Luino, I, 239; è inviato da +Garibaldi ad Arcisate, I, 239; con pochi uomini resiste a cinquemila +Austriaci e si ritira in Svizzera, I, 242; va alla difesa di Roma, I, +278; combatte alla Casa Bruciata, I, 307; difende il Vascello, I, 324; +è nominato colonnello nei Cacciatori delle Alpi, I, 424; a Varese, I, +450, 456; a Rezzato, I, 489; segue Garibaldi nell’esercito dell’Italia +centrale, I, 489; sbarca in Sicilia, II, 125; a Milazzo, II, 127, 133; +al Volturno, II, 186, 189; nel Tirolo, II, 458. + +Medina Anacleto, I, 177. + +Melito, II, 160, 316. + +Mella (generale), II, 309. + +Mentana, II, 538. + +Mercatello, I, 345. + +Mercedes, I, 177. + +Meri, II, 133. + +Messina, II, 146, 605. + +Meucci, I, 396. + +Mezzacapo Luigi, I, 491. + +Mezzojuso, II, 306. + +Miceli, II, 482. + +Migliavacca, I, 421. + +Milano, I, 227, 476, 505; II, 284, 493, 599. + +Milazzo, II, 136. + +Milian, I, 74, 76, 177. + +Misilmeri, II, 90. + +Missiones, I, 97. + +Missori, II, 73, 141, 153, 160, 162, 370, 403, 483. + +Mocarta (barone), II, 67. + +Modena, I, 488; II, 493. + +Mondaine, II, 577. + +Monsummano, II, 478. + +Montaldi Luigi, I, 269. + +Montanari, I, 332, 366, 385. + +Montbard, II, 571. + +Montecatini, II, 479. + +Montelibretti, II, 501. + +Monte Maggiore, II, 518. + +Montepulciano, I, 340; II, 481. + +Monterchi, I, 343. + +Monterotondo I, 33; II, 519. + +Monte San Giovanni, II, 524. + +Monte Suello, II, 426, 430. + +Montevideo, I, 64, 76, 108, 109, 146. Vedi Legione. + +Monti Giuseppe, II, 515. + +Mont Roland, II, 577. + +Monza, I, 232; II, 285, 424. + +Morazzone, I, 240. + +Mordini Antonio, II, 216, 359. + +Moreschi Antonio, I, 385. + +Moringue (colonnello), I, 81, 100. + +Mosto, II, 47. + +Müller, I, 332. + +Mundy, I, XXI; II, 105, 358. + +Musolino, II, 153. + +Mustarda, I, 99. + +Mutro Edoardo, I, 82, 87. + + +Napoli, II, 168, 254, 603. + +_Nautonier_ (brick), I, 48. + +Negretti, II, 340, 349, 375. + +New-Castle, I, 399; II, 326, 351. + +Newport, II, 351. + +New-York, I, 396, 399. + +Nicotera Giovanni, II, 489, 501, 518, 524, 594. + +Nizza Marittima, I, 5, 26, 217, 246, 400, 505; II, 5, 7, 9. + +_Nostra Signora delle Grazie_ (_La_), I, 26. + +Novara, I, 225. + +Nuova Cava, I, 150. + + +Odessa, I, 19, 47. + +Ogareff, II, 359. + +_Ondine_, II, 390. + +Orbetello, II, 46. + +Oribe (generale), I, 109, 140. + +Orsini, II, 47, 57, 89, 107, 153. + +Orvieto, I, 338; II, 481. + +Oudinot, I, 261. + + +Pacheco y Obes, I, XVIII, 163. + +Padenghe, II, 427. + +Palazzolo, II, 291. + +Palermo, II, 91, 298, 605. + +Palestrina, I, 275. + +Pallavicini (generale), II, 323, 325, 329, 418. + +Pallavicino Giorgio, I, 405; II, 211, 216. + +Palmanuova, II, 468. + +Palmer, II, 111. + +Palmerston (Lord), II, 341, 343, 358, 359, 371, 641. + +Palos, I, 217. + +Pampa, I, 66. + +Panama, I, 397. + +_Pane Giuseppe_, I, 47; II, 511. + +Panizzi Antonio, I, 404; II, 340, 359. + +Pantaleo, II, 70. + +Paranà, I, 151. + +Parco, II, 87. + +Paris Giuseppe, I, 47. + +Parma, II, 285. + +_Partenope_, II, 62. + +Partinico, II, 82, 85, 302. + +Pasolini Giuseppe, II, 285. + +Pasques, II, 564. + +Passo Corese, II, 514, 518. + +Paternò, II, 310. + +_Patria_ (_La_), giornale, II, 603. + +Pavia, I, 225; II, 288, 493. + +Peard, II, 373, 388. + +Penquite Par, II, 388. + +_Pereira_ (legno da guerra), I, 148. + +Perelli, II, 475. + +Perkins, II, 359. + +Persano (Di) C., I, XXI; 11, 32, 125. + +Pesante, I, 76. + +Pesante Angelo, I, 19. + +Pescetto (generale), II, 494. + +Pescia, II, 479. + +Petroni (avvocato), II, 588. + +Piana de’ Greci, II, 89. + +Piazza, II, 309. + +Piccadilly, II, 359. + +Picozzi Antonio, I, 229. + +_Piemonte_, II, 37, 423. + +Pinelli (ministro), I, 337. + +Pio IX, I, 197. + +Piombino, II, 44. + +Piratinin, I, 77. + +Pistoia, II, 492. + +Pitigliano, II, 54. + +Plata (Stati della), loro storia, I, 109. + +Plezza Giacomo, I, 277, 283. + +Plimouth, II, 388. + +Poggibonsi, I, 386. + +Poggio Mirteto, I, 335. + +Polonia, II, 333. + +Pomarance, I, 386. + +Ponte Acuto, I, 337. + +Ponte Nomentano, II, 525. + +Ponte Stura, I, 430. + +Ponte Tresa, I, 241. + +Porcelli, II, 397, 400. + +Portsmouth, II, 352. + +Prandina, II, 614. + +Prato, I, 386. + +_Procida_ (legno di guerra), I, 148. + + +Quarto, II, 33, 37. + +Quattro-Venti (Casino de’). Vedi villa Corsini. + +Quintini, I, 424, 456. + + +Raimondi Garibaldi Rosa, I, 5, 7 9. + +Raimondi Giuseppina, I, 466, 508, 595. + +Rammon (dottore), I, 71. + +Rampagallo, II, 60. + +Rapolano, II, 481. + +Rattazzi, II, 16, 279, 283, 306, 482, 494. + +Ravaglia, I, 366. + +Ravenna, I, 219, 385. + +Ravini (maggiore), II, 498. + +Regalbuto, II, 309. + +Reggio, II, 161, 316. + +Renna, II, 85. + +Repubblica romana. Vedi Roma. + +_Repubblicano_, I, 79. + +Reumont (De) Alfredo, I, 391. + +Rezzato, I, 480. + +Ribera (presidente), I, 109, 140. + +Riberas Anita. Vedi Anita. + +Riboli, II, 483. + +Ricasoli, II, 259, 277. + +Ricciardi Giuseppe, I, XXI. + +Richardson, II, 340, 341, 362. + +Ricotti (generale), II, 310. + +Rieti, I, 255, 258. + +Rimini, I, 495, 500. + +Rio della Plata, I, 64, 176. + +Rio Grande del Sud, cause che lo sollevarono contro il Brasile, I, 59. + +Rio Janeiro, I, 48, 50. + +_Rio Pardo_ (lancione da guerra), I, 79, 88. + +Ripari (dottore), II, 47. + +_Ripon_ (vapore), II, 349. + +Riso Francesco, II, 17. + +Rive, I, 431. + +Rizzo Giovanni, I, 146. + +Robarello, I, 462, 466. + +Robaudi, II, 8. + +Rocca d’Anfo, II, 430. + +Rocca d’Arce, I, 297. + +Rodney Mundy, I, XXI. + +Roma, è visitata da Garibaldi giovinetto, I, 21; fuggito Pio IX, +elegge la _Giunta Suprema_, I, 250; Garibaldi va in sua difesa, I, +250; proclama la repubblica, I, 257; l’intervento francese, I, 261; +si prepara alla difesa, I, 262; vince a Villa Pamfili, I, 266; è +minacciata dagli Austriaci, dagli Spagnuoli e dal re di Napoli, I, 272; +la missione di Lesseps, I, 277, 301; elegge Rosselli comandante supremo +dell’esercito e Garibaldi a generale di divisione, I, 279; vince a +Velletri, I, 282; tenta invadere il Napoletano, I, 296; è minacciata +sempre più dagli Austriaci, I, 299: la giornata del 3 giugno a Villa +Pamfili, I, 302; è assediata, I, 314; estrema difesa, I, 326; caduta, +I, 328; ospita Garibaldi, II, 589, 591. + +Romagnano, I, 436. + +Rondinello, I, 455. + +Rosas (don Juan Manuel), I, 133. + +Rosolino Pilo, II, 16, 70, 83, 86. + +Rosselli Giuseppe, I, 280. + +Rosselli Pietro, I, 491. + +Rossetti Luigi, I, 50, 76, 102. + +Roverbella, I, 225. + +Rubattino Raffaele, II, 33. + +Russell (Lord), II, 358, 386. + + +Sacchi Gaetano, I, XXVII, 76, 178, 205, 225, 332, 420, 424; II, 26, +153, 268. + +Saffi Aurelio, II, 359. + +Saint-Jean de Losme, II, 577. + +Saint-Martin. II, 568. + +Salemi, II, 67. + +Salò, II, 425. + +Salomone, II, 489. + +Salto, I, 177. + +_San Carlo_ (piroscafo), I, 238. + +San Dalmazio, I, 386. + +San Fermo, I, 455, 466. + +San Filippo, II, 309. + +San Fiorano, II, 471. + +_San Francesco_ (paranzella), II, 506. + +San Francisco, I, 162. + +San Gemini, I, 336. + +San Germano, I, 432. + +San Giustino, I, 344. + +San José (del Norte), I, 98. + +San Lorenzo, II, 54, 498, 502. + +San Marino (Repubblica di), I, 347. + +_San Michele_, I, 390. + +San Pancrazio, I, 302. + +San Salvatore, I, 431, 451. + +Santa Caterina, I, 83, 97; II, 308. + +Santa Fé (nel Parana), I, 71. + +Sant’Ambrogio, I, 462, 466. + +Sant’Angelo, II, 223. + +Sant’Angelo in Vado, I, 346. + +Sant’Anna (fratelli), II, 67, 73, 93. + +Sant’Antonio, I, 178. + +Santa Vittoria, I, 98. + +Santo Stefano, I, 404; II, 308. + +Santo Stefano (porto di), II, 57. + +Sardegna, I, 400. + +Sarnico, II, 288, 291. + +Sauvaigo Luigia, I, 25. + +Savigliano, I, 426. + +Savini Giuseppe, I, 385. + +Savoia, II, 5. + +Schwarz. Vedi Elpis Melena. + +Sciacca, II, 302. + +Scilla, II, 324. + +Scott (_Alderman_), II, 362. + +Seely (signore), II, 340, 344, 349, 353, 362, 373, 375, 387. + +_Seival_ (lancione da guerra), I, 84. + +Semeria Carlo, I, 25. + +Semidei (Collegio), I, 147. + +Serafini Camillo, I, 386. + +Sesto Calende, I, 439. + +Settembrini Luigi, I, 404. + +Seymour (ammiraglio), II, 352. + +Sgarallino Andrea, II, 505. + +Shaftesbury, II, 340, 352, 386. + +Sicilia, I, 248; II, 12. + +Siena, II, 481. + +Simonetta Francesco, I, 425, 436, 457, 459. + +Sinalunga, II, 492. + +Sirtori Giuseppe, II, 35, 47, 93. + +Sisco, I, 332. + +_Società Emancipatrice,_ II, 282, 288, 298. + +Somma Amadio, II, 470. + +Sonnaz (generale), I, 432. + +Soveria, II, 164. + +_Speranza_ (_La_), brigantino, I, 206, 214. + +Spezia, II, 325. + +Stafford-House, II, 361. + +Stagnetti, I, 332. + +Stati-Uniti, I, 275. + +Sterbini Pietro, I, 253. + +Stocco, II, 47, 164. + +Stocolma, II, 327. + +Storo, II, 445. + +Southampton, II, 349. + +Stradella, II, 7. + +_Stromboli_, II, 62. + +Susini Millelire, I, 424, 455. + +Susini Pietro, I, 393. + +Sutherland (Lord), II, 340, 344, 349, 353, 358, 373, 375, 387, 401. + + +Taganrok, I, 33. + +Talamone, II, 45, 48. + +Talant, II, 565. + +Tanara, II, 564. + +Tangeri, I, 395. + +Tapevi, I, 178. + +Taramanday, I, 84, 85. + +Tavani-Arquati Giuditta, II, 517. + +Taxil Leo, II, 604. + +Taylor, II, 340, 359. + +Teano, II, 229. + +Tennyson, II, 352. + +Termini, II, 133. + +Terni, I, 335, 514. + +Tevere, I, 23; II, 289. + +Thornton Hunt, II, 344. + +Timoni (signora), I, 25. + +Tivoli, I, 273, 332. + +Todi, I, 336. + +Torino, I, 225, 417, 420, 432, 495, 503, 506; II, 8, 255, 298, 470, 493. + +_Torino_ (piroscafo), II, 157, 159. + +Torricelli, I, 332. + +Torrita, I, 341. + +Tours, II, 555. + +Trasselli, II, 306. + +Tre Ponti, I, 480. + +Trescorre, II, 288. + +Treviso, II, 468. + +Tükery, II, 94, 96, 138. + +Tunisi, I, 47, 390. + +Türr Stefano, I, 481; II, 46, 47, 93, 127, 177, 179, 180. + + +Udine, II, 468. + +Ugo Delle Favare, II, 606. + +Umberto I, II, 610. + +_Unione_ (brigantino), I, 47. + +Urban (tenente maresciallo), I, 417. + +Urquiza (generale), I, 146. + +Uruguay, I, 61; compendio storico delle sue vicende politiche, cause +della sua guerra contro la Repubblica Argentina, I, 109. + + +Vacchieri, I, 455; II, 181. + +Vado, II, 511. + +Valcamonica, II, 427. + +Valcuvia, I, 461. + +Valle (Della) Giuseppe, I, XX. + +Valledolmo, II, 308. + +Valletta, II, 348. + +_Valletta_ (piroscafo), II, 348. + +Valsabbia, I, 484. + +Valtellina, I, 484. + +Varese, I, 289, 441, 458, 461; II, 7, 415, 424. + +Varignano, II, 552. + +Vascello, I, 303, 323. + +Vecchi (colonnello), II, 417. + +Vecchi Candido Augusto, I, XIX; II, 33. + +Velletri, I, 282. + +_Veloce_ (corvetta), II, 137. + +Venezia, I, 249; II, 468. + +_Verbano_ (piroscafo), I, 238. + +Vercelli, I, 432. + +Verità (don Giovanni), I, 386. + +Verona, II, 468. + +Verrua, I, 427. + +Vezza, II, 430, 432. + +Vicari (signor), I, 241. + +Vicenza, II, 468. + +Viganotti, I, 438. + +Villa Corsini, I, 268, 302. + +Villa Glori, II, 516. + +Villalba, II, 308. + +Villa Pamfili, I, 267, 302. + +Villa Ponti, I, 448. + +Villarosa, II, 309. + +Villa Spada, I, 324, 326. + +Villa Spinola, II, 33, 37. + +Vinci, II, 481. + +Vita, II, 73. + +Viterbo, II, 517, 523. + +Vittorio Emanuele, I, 420, 431, 476, 494, 503; II, 26, 40, 147, 208, +229, 232, 269, 893, 590. + +Voltaggio, I, 412. + +Volturno, II, 179. + + +Wampoo, I, 399. + +_Washington_, II, 233. + +Weimouth, II, 388. + +Wight (isola di), II, 344, 351. + +Woolwich, II, 358. + + +Zambeccari Livio, I, 160. + +Zambianchi (colonnello), II, 50. + +Zanardelli, I, 479. + +Zoffetti Francesco, II, 515. + +_Zuavo di Palestro_, II, 407. + +Zucchi (generale), I, 249. + +Zuppetta, II, 259. + + + + +INDICE DEL VOLUME SECONDO. + + + _Capitolo_ + VIII. Da Marsala al Faro [1860] Pag. 1 + Carta d’insieme della Sicilia ivi + Piano delle operazioni sotto Palermo 96 + Piano della battaglia di Milazzo 144 + IX. Dal Faro al Volturno [1860] 151 + Piano della giornata del Volturno [1º + ottobre 1860] 193 + X. Da Caprera ad Aspromonte [1861-1862] 235 + XI. Da Londra a Bezzecca [1863-1866] 332 + Schizzo topografico delle operazioni di + Garibaldi nel Trentino [1866] 456 + XII. Da Mentana a Dijon. [1867-1870] 463 + Schizzo topografico dell’insurrezione romana + [1867] 552 + Schizzo topografico della Campagna di Francia + [1870] 584 + XIII. Ultimi anni [1871-1882] 585 + XIV. Epilogo 618 + I. L’Eroe e il Capitano ivi + II. Il Patriotta e l’Umanitario 627 + III. L’Uomo privato 638 + IV. Tutto l’uomo 657 + Indice generale dei nomi e delle cose 671 + + + + +NOTE: + + +[1] In quell’opuscolo scritto, come è noto, dal visconte A. de La +Guerronière, ma evidentemente ispirato da Napoleone, si proponeva la +creazione d’un Regno dell’Alta Italia, lasciando al Papa la sola città +di Roma. + +[2] Nota-Circolare del conte di Cavour alle Legazioni sarde all’estero, +del 27 gennaio 1860. + +[3] Il signor Artom, oggi senatore del Regno, allora capo del gabinetto +del grande Ministro. Vedi _Œuvre parlementaire du comte de Cavour, +Préface._ + +[4] _Maintenant nous voilà complices_, parole del Cavour al principe +Talleyrand, ministro di Francia a Torino, appena fu sottoscritto il +Trattato di Nizza e Savoia. Vedile in ARTOM, DE LA RIVE, MASSARI. + +[5] Nel 1860 al barone De Martini, inviato di Francesco di Napoli +a Napoleone, questi diceva: «Scaltri sono davvero gl’Italiani; essi +comprendono a meraviglia che, dopo di aver dato il sangue de’ miei +soldati per l’indipendenza del loro paese, giammai non farò tirare il +cannone contro di essi. È stata questa convinzione che ha guidata la +rivoluzione a compiere l’annessione della Toscana al Piemonte contro i +miei interessi, e che ora la sospinge ai danni della Casa di Napoli.» — +N. BIANCHI, _Storia documentata della Diplomazia europea_, già citata, +pag. 298. + +[6] La frase è d’una lettera diretta allo scrittore di queste pagine in +risposta ad una, colla quale, in nome del partito liberale di Brescia, +gli aveva offerto la candidatura di quella città. + +Riporto la lettera per intero: + + «Caprera, 26 marzo 1860. + + »Mio caro Guerzoni, + +»Mi duole di non poter accettare per Brescia, avendo accettato per +Nizza. — La città mia natale si trova in pericolo di cadere nelle +ugne del protettore padrone — ed il mio dovere mi chiama sulle sponde +del Varo. — Trent’anni al servizio della libertà dei popoli — avrò +guadagnato il servaggio della mia povera terra! Domani forse dovrò +arrossire di chiamarmi Italiano al cospetto de’ miei compagni d’armi +— e mi chiamerete suddito del Due Decembre — del protettore del Papa — +del bombardatore di Roma. + +»Ringraziate i vostri bravi concittadini, e credetemi sempre + + »vostro + + »G. GARIBALDI.» + +[7] Non a primo scrutinio però. Il conte di Cavour nella tornata della +Camera del 12 aprile per dimostrare che anche in Nizza il partito +italiano avverso all’annessione non era tanto forte quanto si credeva, +fece notare che sopra 1596 elettori inscritti, Garibaldi non ottenne +che 444 voti, cioè solo il 28 per cento; pel che fu resa necessaria +una seconda votazione. La conseguenza tratta da quella cifra non ci +pare che corra a fil di logica, poichè nel novero di quegli elettori +mancavano appunto le classi popolari, che erano più di tutte avverse +all’annessione. + +[8] Non crediamo, per esempio, farina del suo sacco tutta +l’argomentazione di costituzionalità; molto meno le parole usate a +svilupparla. Ne giudichi il lettore: + +«_Garibaldi_. Signori, nell’articolo 5º dello Statuto si dice: + +»I trattati che importassero una variazione di territorio dello Stato, +non avranno effetto se non dopo ottenuto l’assenso delle Camere.» + +»Conseguenza di questo articolo della legge fondamentale si è, che +qualunque principio d’esecuzione dato ad una diminuzione dello Stato, +prima che questa diminuzione sia sancita dalla Camera, è contrario allo +Statuto. Che una parte dello Stato voti per la separazione prima che la +Camera abbia deciso se questa separazione debba aver luogo, prima che +abbia deciso se si debba votare, e come si debba votare pel principio +d’esecuzione della separazione medesima, è un atto incostituzionale. + +»Questa, Signori, è la quistione di Nizza sotto il punto +costituzionale, e che io sottopongo al sagace giudizio della Camera.» +— _Atti del Parlamento italiano, Sessione del 1860_. Tornata del 12 +aprile 1860. + +[9] Vedi nella _Storia documentata della Diplomazia europea_, vol. +VIII, pag. 275, le _Istruzioni_ al marchese Pes di Villamarina, +ministro plenipotenziario di Sardegna presso la Corte di Napoli, e pag. +280, il _Dispaccio confidenziale_ del Cavour allo stesso colla data del +13 marzo 1860. + +[10] Su queste dimostrazioni vedi _La restaurazione borbonica e la +rivoluzione del 1860 in Sicilia dal 4 aprile al 18 giugno; Ragguagli +storici_ di ISIDORO LA LUMIA. Palermo, 1860. + +Per la parte avuta dai Siciliani del partito d’azione e da Giuseppe +Mazzini nell’opera preparatrice della rivoluzione, vedi principalmente +RAFFAELE VILLARI, _Cospirazione e rivolta_. Messina, tip. D’Amico, +1861; ed i _Cenni biografici e storici_ dettati da AURELIO SAFFI e da +lui premessi a proemio del testo al vol. XI degli _Scritti editi ed +inediti di Giuseppe Mazzini._ + +[11] VILLARI, op. cit., pag. 372. + +[12] _Cenni biografici e storici, Proemio_ di AURELIO SAFFI sopra +citato, pag. 39. Anche sul viaggio di Crispi in Sicilia e sulla parte +da lui avuta ad apparecchiarne la riscossa, vedi nello stesso _Proemio_ +molti documenti e particolari; tra gli altri una serie cronologica +di _Note storiche_ del Crispi medesimo ed uno scritto anonimo di un +Siciliano partecipe al lavoro di quegli anni. In quello scritto si +legge fra gli altri particolari che il Crispi pel primo insegnò ai +Siciliani a fare le bombe all’Orsini, modellandone egli stesso in creta +alcuni campioni. + +[13] Il LA LUMIA, opera citata, l’attribuisce alla prima cagione; il +CRISPI nelle sue _Note storiche_ confidate al Saffi, alla seconda. + +[14] Rosolino Pilo, patita una fiera fortuna di mare ed altre +peripezie, non potè approdare a Messina che il 9 aprile. Vedi sul +viaggio di Pilo, _Relazione esatta della spedizione di Rosolino Pilo e +Giovanni Corrao avvenuta nel 1860_, scritta da RAFFAELE MOTTO, pilota +della paranza, pubblicata per cura di Francesco Zannoni. Spezia, +novembre 1877. + +[15] Fu scritto per delazione d’uno dei frati della Gancia: pura +favola. Il processo chiarì che l’involontario delatore fa uno degli +operai affigliati alla congiura che la confidò, credendolo fidato, ad +un altro operaio, il quale invece altro non era che un arnese occulto +della polizia. + +[16] _Vita di Nino Bixio_, pag. 173 e segg. + +[17] Vedi lettera di Garibaldi in risposta ai Siciliani nel _Proemio_ +già citato di AURELIO SAFFI, pag. 39 e 46. + +[18] La testimonianza è quella dello stesso colonnello, ora generale +Sacchi. Ecco come nel fascicolo de’ suoi _Ricordi_ egli racconta +l’episodio: + +«La spedizione in Sicilia doveva prima farsi colla brigata Reggio, +45º e 46º reggimento, quest’ultimo da me comandato; Garibaldi da +Alessandria ove io stanziava mi chiamò a Torino; mi parlò di quest’idea +che aveva subordinata al parere del Re; mi diede istruzioni pel caso +si dovesse effettuare; io misi a parte del segreto Chiassi, Isnardi, +Pellegrini, Grioli, Lombardi e qualche altro ufficiale del reggimento; +dopo qualche tempo mi richiamò a Torino; in presenza di Trecchi, che +ritornava d’aver visto il Re, mi disse che non si pensava più a quanto +erasi prima ideato; e non solo non ci si pensava, ma bisognava anche +che rimanesse nelle fila chi eravi vincolato, salvo ad accorrer poi; ma +che intanto bisognava lavorare ad impedire che si sciogliessero forze +organizzate; tale era il parere del Re! Fu allora che io chiesi una +parola di Garibaldi perchè fossero conosciuti i suoi intendimenti al +proposito, e che egli prima di partire redasse l’Ordine del giorno che +ho trascritto.» + +[19] Lettera del generale Fanti, ministro della guerra, al generale +Ribotti, Torino, 6 aprile 1860, citata nella _Storia documentata della +Diplomazia europea_, di N. BIANCHI, pag. 289. + +[20] Il dottore AGOSTINO BERTANI nel suo opuscolo: _Ire politiche +d’oltre tomba_ (pag. 61), dice che il Sirtori al ritorno d’una visita +fatta al Cavour, alcuni giorni prima della spedizione, gli narrò che il +Conte stesso interpellato cosa pensasse della fortuna di quegli arditi +patriotti, rispose sorridendo e fregandosi le mani: «Io non penso che +li prenderanno.» + +Non vogliamo mettere in dubbio la sincerità del dottor Bertani; ma come +si concilierebbe quel racconto del Sirtori con questa lettera da lui +stesso diretta nel medesimo giorno al conte Giulini di Milano: + +«Partiamo per un’impresa risolta contro i miei consigli. Vedi +Cavour e fa’ che non ci abbandoni. La nostra bandiera è la vostra. +Aiuti efficaci non ci possono venire che da voi, cioè dal Governo. +I nostri mezzi sono troppo al di sotto dell’impresa; ma l’impresa +merita che il Governo ci aiuti, e lo può senza compromettersi. Giorni +sono vidi Cavour a Genova; gli parlai del nostro disegno, toccai +dell’insufficienza dei nostri mezzi; il suo discorso mi lascia sperare +aiuto. Egli è il solo che possa aiutare efficacemente, e credo che +abbia cuore e mente per comprendere quanto bene farà all’Italia +aiutandoci.» — Si trova nella citata _Storia documentata della +Diplomazia europea_, vol. VIII, pag. 290. + +[21] Vedi l’ormai famosa Lettera di Massimo D’Azeglio a M. Rendu, del +15 maggio 1860. + +Il D’Azeglio poi restituì le armi sequestrate, dodicimila carabine +_Enfields_, che servirono per le successive spedizioni. + +[22] Tutto ciò attesta il suo _Epistolario_; ma avremo occasione di +riparlare di questo, quando incontreremo il La Farina a Palermo. + +[23] Leggiamo in parecchi libri e giornali che il conte di Cavour, +al Persano che lo interpellava sul vero senso dell’ordine ricevuto, +rispondesse: «Navighi tra Garibaldi e gl’incrociatori napoletani;» al +che l’Ammiraglio avrebbe risposto: «Ho capito; se sbaglio mi manderà +a Fenestrelle.» Ma la verità vuole si dica che il PERSANO stesso, +nel suo noto _Diario politico militare_, racconta un po’ diversamente +l’aneddoto, e importa ricordarne il vero tenore: + +«9. — .... Devo arrestare i volontari partiti da Genova per la Sicilia +su due piroscafi della Società Rubattino sotto il comando del generale +Garibaldi, ove tocchino in qualche porto della Sardegna, e più +particolarmente a quelli della Maddalena e del golfo di Cagliari, MA +DEVO LASCIARLI PROCEDERE NEL LORO CAMMINO INCONTRANDOLI PER MARE. + +»Nella via percorsa mi fermo a Tortolì tanto quanto basta ad +impostarvi una lettera riservata a S. E. il conte di Cavour, dettatami +dall’ambiguità dell’ordine avuto. Gli dico che la spedizione che ho +mandato di arrestare non avendo potuto effettuarsi ad insaputa del +Governo, ne argomentava non avesse a toccare nè alla Maddalena, nè +dove mi si ingiungeva di fermarla; ma siccome potrebbe pur esservi +sforzata da eventualità di mare, chiedeva di telegrafarmi CAGLIARI, +quando realmente si volesse l’arresto; e MALTA nel caso contrario; +proferendomi in qualsiasi evento di salvare sempre colla mia persona +il Governo del Re col lasciargli facoltà di oppormi ogni operato +_della divisione che comando sebbene ordinatomi_, e di castigarmi ove +occorrano maggiori prove. + +»10. — S. E. il conte di Cavour mi telegrafa: _Il_ MINISTERO HA DECISO +_per_ CAGLIARI. Questo specificarmi che la decisione era stata presa +dal Ministero mi fa comprendere che egli, Cavour, opinava diversamente; +quindi per tranquillarlo mi faccio premura di ripetergli: _Ho capito_; +e risolvo di lasciar procedere l’ardito condottiero al suo destino, +ove mai approdasse nei porti in cui erami ingiunto di arrestarlo; +facendo ogni mostra atta a far credere sul serio essere io stato +nell’intendimento di trattenerlo.» — Vedi _Diario_ citato, pag. 14, 15 +e 16. + +Ma come ognun vede, qui dell’ordine _di navigare tra i Garibaldini e +gl’incrociatori non ce n’è parola_; quindi la supposta protezione della +squadra sarda preparata dal conte di Cavour dilegua in fumo. Il conte +di Cavour non voleva impedire la prima spedizione, e faceva certamente +voti per la sua riuscita; ma fino al punto di volerla coprire e +difendere colle sue navi non era ancor disposto ad arrivare. Oltre +di che dicano i marinai, se un ordine dato a una squadra ancorata in +Sardegna di coprire dei legni partiti da Genova e diretti Dio sa per +quale rotta alla volta di Sicilia, poteva essere dato seriamente e in +ogni cosa efficacemente eseguito! + +[24] Ripeto qui una Nota della mia _Vita di Nino Bixio_: + +«Trascrivo testualmente questo telegramma dal _Diario_ di Bixio. E +così fu interpretato dal Crispi che lo ricevette, così fatto leggere +a Garibaldi e a quanti lo circondavano. A me pure, venuto in que’ +giorni da Brescia con una schiera di cento Bresciani pronti a partire, +fu tradotto così. Ora invece il generale Fabrizi mi avverte che il +suo telegramma fu male interpretato, e che suonava invece così: +_L’insurrezione, vinta nella città di Palermo, si sostiene nelle +provincie_. L’equivoco nacque certamente dall’essere il telegramma in +cifra, e una di quelle cifre rivoluzionarie destinate a passare non +intese sotto gli occhi di tante Polizie nemiche, quindi più oscura +delle altre. Certo il generale Fabrizi non ebbe intenzione di mandare +alcuna notizia che avesse per effetto di sospendere una spedizione da +lui prima che da ogni altro aspettata e secondata.» + +[25] Il La Farina aveva ricevuto millecinquecento fucili; ma per quante +preghiere gli fossero fatte, non ne volle mai dare più di mille. Ciò è +attestato tanto da GARIBALDI nei _Mille_, quanto dal BERTANI nelle sue +_Ire d’oltre tomba_, e riconfermato poi da questa lettera del signor +Enrico Besana, uno dei direttori del _Milione di fucili_, illibatissimo +patriotta, ma di parte moderata, e la cui testimonianza non può in +questa cosa essere sospetta: + + «Pregiatissimo sig. Direttore del Giornale _La Perseveranza_. + + »Milano, 12 gennaio.... + +»Nell’impossibilità di indirizzarmi al signor Ba.... mi rivolgo a lei, +perchè voglia rettificare alcune inesattezze inserite nell’appendice +del pregiatissimo di lei giornale del 12 gennaio corrente. Parlando +di Giuseppe La Farina, l’appendicista attribuisce al suddetto, come +presidente della _Società nazionale_, la somministrazione dei mezzi +necessari per la spedizione di Marsala; ma il fatto si è che il La +Farina, con tutta la più buona volontà del mondo, non potè contribuire +che pochi fucili; l’amministrazione del _Milione di fucili_, di cui io +era indebitamente uno dei due direttori, somministrò tutto il materiale +che fu imbarcato, non che centomila franchi in contanti. La spedizione +Medici poi fu completamente organizzata, vestita, armata e provveduta +persino de’ necessari bastimenti a vapore di trasporto dalla suddetta +amministrazione. + +»Tutto ciò in onore al vero. Con tutta la stima + + »ENRICO BESANA.» + +(BERTANI, op. cit., pag. 126.) + +[26] Circa ai denari che servirono d’erario alla prima spedizione, così +scrive il BERTANI nelle sue _Ire politiche d’oltre tomba_, pag. 53 e +54: + +«I primi danari per la spedizione, cospicua somma che servì appunto +alla compra di armi, di munizioni, di viveri e per cento altri bisogni, +vennero da Pavia, città sempre esemplare nella iniziativa delle più +ardite e patriottiche imprese, altri e molti ne fornì, come dissi già, +la cassa del _Milione di fucili_. Altre migliaia di lire aveva ricevute +Garibaldi dall’America, raccolte da amici suoi. + +»I denari _per poter salpare_ li recò a me il 5 maggio a sera, +coll’ultima corsa della ferrovia da Milano, l’avvocato Filippo +Migliavacca, già tenente de’ volontari del 1859, maggiore a Milazzo, +dove morì combattendo. + +»Erano le sessantamila lire provenienti dalla cassa del _Milione di +fucili_, e rappresentate da un _buono_ sulla Banca di Genova. Ma l’ora +era già troppo tarda per averne il cambio. Che fare? l’imbarazzo era +grande quanto la premura. + +»Mandai tosto, giacchè io era infermo, presso alcuni ricchi negozianti +miei clienti per avere il denaro; ma a quell’ora e con tanta fretta non +potei trovare presso di un solo la rilevante somma in metallo. + +»Fu necessario che mi accontentassi di trentamila lire in marenghi, che +consegnai oltre le 11 ore di notte a bordo dei battelli a vapore già +venuti nelle mani dei volontari.» + +[27] Parole dello stesso GARIBALDI nel suo libro _I Mille_, pag. 7. + +[28] CATULLO, nell’_Epitalamio di Teti e Peleo_, versi 22-23. + +[29] + + «Quarto, 5 maggio 1860. + + »Sire, + +»Il grido di sofferenza che dalla Sicilia arrivò alle mie orecchie, +ha commosso il mio cuore e quello di alcune centinaia dei miei vecchi +compagni d’arme. + +»Io non ho consigliato il moto insurrezionale dei miei fratelli +di Sicilia; ma dal momento che si sono sollevati a nome dell’unità +italiana, di cui Vostra Maestà è la personificazione, contro la più +infame tirannide dell’epoca nostra, non ho esitato di mettermi alla +testa della spedizione. + +»So bene che m’imbarco per un’impresa pericolosa, ma pongo confidenza +in Dio, nel coraggio e nella devozione de’ miei compagni. Il nostro +grido di guerra sarà sempre: _Viva l’Unità d’Italia! Viva Vittorio +Emanuele, suo primo e bravo soldato!_ + +»Se noi falliremo, spero che l’Italia e l’Europa liberale non +dimenticheranno che questa impresa è stata decisa per motivi puri +affatto da egoismo e interamente patriottici. Se riusciremo, sarò +superbo d’ornare la corona di Vostra Maestà di questo nuovo e +brillantissimo gioiello, a condizione tuttavia che Vostra Maestà si +opponga a ciò che i di lei consiglieri cedano questa provincia allo +straniero, come hanno fatto della mia terra natale. + +»Io non ho partecipato il mio progetto a Vostra Maestà: temeva infatti +che per la riverenza che le professo non riuscisse a persuadermi +d’abbandonarlo. + +»Di Vostra Maestà, Sire, il più devoto suddito + + »G. GARIBALDI.» + +[30] + + «Soldati Italiani, + +»Per alcuni secoli la discordia e l’indisciplina furono sorgente di +grandi sciagure al nostro paese. Oggi è mirabile la concordia che anima +le popolazioni tutte dalla Sicilia alle Alpi. Però di disciplina la +nazione difetta ancora — e su di voi, che sì mirabile esempio ne daste +e di valore — essa conta, per riordinarsi, e compatta presentarsi al +cospetto di chi vuol manometterla. + +»Non vi sbandate, dunque, o giovani! Resto delle patrie battaglie!... +Sovvenitevi che anche nel Settentrione abbiamo nemici e fratelli +schiavi, e che le popolazioni del Mezzogiorno, sbarazzate dai mercenari +del Papa e del Borbone, abbisogneranno dell’ordinato marziale vostro +insegnamento per presentarsi a maggiori conflitti. + +»Io raccomando dunque, in nome della patria rinascente, alla gioventù +che fregia le file del prode esercito, di non abbandonarle.... ma di +stringersi vieppiù ai loro valorosi ufficiali, ed a quel Vittorio, +la di cui bravura può esser rallentata un momento da pusillanimi +consiglieri, ma che non tarderà molto a condurci tutti a definitiva +vittoria! + + »G. GARIBALDI.» + +[31] Questa lettera fu pubblicata ne’ giornali del 1860 con alcune +varianti ed ommissioni; ma noi abbiamo preferito il testo di quella che +dallo stesso Agostino Bertani fu spedita in copia ad Antonio Panizzi, +che si legge nelle _Lettere ad Antonio Panizzi_, e che reputiamo il +testo originale e genuino. + +Nella lezione de’ giornali, precisamente nel periodo che dice: «.... +l’insurrezione siciliana non solo in Sicilia bisogna aiutarla, +ma dovunque, ec.,» fu ommesso l’inciso: _ma nell’Umbria, nelle +Marche, nella Sabina, nel Napoletano,_ ec., di cui a nessuno +sfuggirà l’importanza. La ragione dell’omissione non sapremmo dire: +probabilmente originò da scrupoli o da ritardi politici: certo che +da quell’inciso risultava più chiaramente il concetto di Garibaldi +di collegare l’impresa di Sicilia colla insurrezione della rimanente +Italia e di aiutare l’una coll’altra. + +[32] Si seppe dipoi che fu un vero tradimento. Il capo della spedizione +piantò in mare, fuggendo sopra un canotto, le paranze che doveva +dirigere nello scopo infame di giovarsi della confusione di quella +notte per contrabbandare entro Genova molti colli di seta. Vedi +_Relazione inviata al generale Garibaldi sul fatto delle armi sottratte +nelle acque di Genova alla spedizione dei Mille_. Sampierdarena, 2 +novembre 1874. — _Firmati_: Stefano Lagorara, Giacomo Canepa, Pietro +Botto, Francesco Moro (detto Baxaicò), Giuseppe Oneto, Michele +Danovaro, Castello Lorenzo, Castello Girolamo. — Nomi dei superstiti +tra coloro che erano stati incaricati di scortare il carico delle armi, +e che furono le prime vittime del tradimento. + +[33] _Vita di Nino Bixio_, pag. 160. — Ho scritto altra volta sullo +stesso tema e mi accadrà spesso di citare me stesso. Chi conosce +l’artificio di travestire con diverse parole i medesimi affetti e +pensieri, mi condanni. + +[34] Il fatto è in diversi libri diversamente narrato; Garibaldi +stesso ne’ _Mille_, tradito dalla memoria, confonde Santo Stefano +con Orbetello, dice di non essersi messo che il berretto da +Generale, mentre noi stessi lo vedemmo in completa uniforme; ed +altre inesattezze. Noi ci siamo attenuti al racconto che ne fa il +maggiore PECORINI-MANZONI nella _Storia della 15ª Divisione Türr nella +Campagna del 1860_ (Firenze, 1876, pag. 17-18), sembrandoci che un +libro riveduto ed approvato dallo stesso generale Türr, in un fatto +memorabile che personalmente lo riguarda, debba essere più d’ogni altro +esatto e credibile. + +La colubrina era da sei, montata su d’un affusto di marina; i +cannoncini erano: uno da quattro sull’affusto, gli altri due da sei +senza affusto. + +[35] «La missione di questo corpo è, come fu, basata sull’abnegazione +la più completa davanti alla rigenerazione della patria. I prodi +Cacciatori servirono e serviranno il loro paese colla devozione +e disciplina dei migliori corpi militanti, senz’altra speranza, +senz’altra pretesa che quella della loro incontaminata coscienza. +Non gradi, non onori, non ricompensa allettarono questi bravi; essi +si rannicchiarono nella modestia della loro vita privata, allorchè +scomparve il pericolo; ma, suonando l’ora della pugna, l’Italia li +rivede ancora in prima fila, ilari, volonterosi e pronti a versare il +loro sangue per essa. Il grido di guerra dei Cacciatori delle Alpi è +lo stesso che rimbombò sulle sponde del Ticino, or sono dodici mesi: +_Italia e Vittorio Emanuele_; e questo grido, ovunque pronunciato da +noi, incuterà spavento ai nemici dell’Italia. + + _Comandanti delle Compagnie_: + + Nino Bixio, comandante la prima compagnia + Orsini » seconda » + Stocco » terza » + La Masa » quarta » + Anfossi » quinta » + Carini » sesta » + Cairoli » settima » + Mosto, comandante i Carabinieri genovesi. + Sirtori, capo di Stato Maggiore. + Türr, primo aiutante di campo del Generale. + Acerbi, Intendenza. + Ripari, capo del Corpo sanitario. + +»L’organizzazione è la stessa dell’esercito italiano a cui +apparteniamo, ed i gradi, più che al privilegio, al merito, sono gli +stessi già coperti su altri campi di battaglia. + + »GIUSEPPE GARIBALDI.» + +(ODDO, op. cit., pag. 187.) + +[36] Il _sono dati_ l’aggiungiamo noi, fatti per necessità grammatici +e linguai. L’Autore dell’Ordine del giorno, che aveva il coraggio +d’andare innanzi senz’armi, saprà bene sbarcare a Marsala anche senza +un _verbo_! + +[37] Vedila a pag. 5 dell’opuscolo: _Una pagina di storia del 1860_, di +GIACOMO MEDICI. Palermo, 1869. + +[38] Di queste Istruzioni vidi io stesso a Talamone co’ miei occhi +l’originale tutto del Generale. Esse restarono qualche tempo nelle mani +dello Zambianchi; poi passarono in quelle del professor I. B. Savi di +Genova, il quale lo offerse al _Gran Bazar_ aperto in Londra nel 1863 +da Giuseppe Mazzini a beneficio di Roma e Venezia. Ma il signor Michele +Tassara di Genova, allora incaricato dal Sotto-Comitato delle signore +genovesi delle operazioni del sopradetto _Gran Bazar_, ne tenne copia; +e fu da esso che i miei amici dottor Cantoni e capitano Pittaluga +poterono ricavare quello che qui si stampa. + +[39] Che il generale Medici non ignorasse l’assegnamento che Garibaldi +aveva fatto su di lui, lo dimostra, oltre la lettera già citata, anche +la seguente, che egli dirigeva al Panizzi due giorni dopo la partenza +dei Mille: + + «Genova, 7 maggio 1860. + + »Caro Panizzi, + +»Garibaldi con 1500 uomini corre il mare in due battelli a vapore da +ieri mattina, alla volta di Sicilia. + +»L’impresa è generosa; Dio la proteggerà e la fortuna del fortunato +Condottiero. + +»Io son rimasto per appoggiare l’ardita iniziativa con una seconda +spedizione, _o meglio con potente diversione altrove_; ma i mezzi ci +mancano. Bertani ha fatto miracoli di attività che molto hanno prodotto +e che la prima spedizione ha completamente esauriti. + +»Caro Panizzi, non lasciarci soli, non lasciamo solo il nostro +Garibaldi e suoi generosi compagni, aiutaci ad aiutarlo, tu puoi +molto, procura di raccogliere tra pochi amici almeno per la compera +di un battello a vapore e di mandarcelo subito subito, con bandiera ed +equipaggio inglese: quanto più di marcia veloce, tanto meglio servirà +allo scopo. + +»Addio; lascio la penna a Bertani. + + »_Tuo affezionatissimo_ + »MEDICI.» + +(Vedi _Lettere ad Antonio Panizzi_, pubblicate da LUIGI FAGAN. — +Firenze, Barbèra editore, 1880, pag. 424-25.) + +[40] La comandava Andrea Sgarallino: eran circa duecento. + +[41] Ci spiace doverlo dire, ma il signor Zini non fece che accogliere +nella sua _Storia_ le menzogne pontificie, senza nemmeno darsi la +cura di vagliarle e appurarle. Quando dal suo racconto si eccettui il +giudizio che egli dà dello Zambianchi, esagerato esso pure, poichè in +fondo quel pover’uomo era un _miles gloriosus_ che faceva colle sue +smargiassate credere di sè peggio di quello che faceva; non resta più +una sola parola di vero. + +Dico che «lo Zambianchi passò speditamente il confine colla sua banda +ingrossata, Dio sa da quanti venturieri, e volteggiò alquanti giorni +attorno al lago di Bolsena e tentò l’Agro viterbese; ma indarno, chè +scorrazzando quelle terre e taglieggiando per sostenersi e peggio, ben +altro che suscitare quelle popolazioni ignare a levarsi, messe in loro +un grandissimo sbigottimento.» _Tante parole, tanti spropositi. Lo +Zambianchi, lungi dal passare speditamente, vi impiegò dodici giorni; +non volteggiò e non poteva volteggiare al lago di Bolsena e sull’Agro +viterbese, essendosi diretto su Orvieto; molto meno volteggiò alquanti +giorni, avendo passato il confine la mattina ed essendone ripartito la +sera. Però tutti quegli altri gerundii,_ SCORRAZZANDO, TAGLIEGGIANDO, +_sono borra rettorica del periodo e nulla più._ + +Il signor Zini prosegue: «.... nè guardandosi, improvviso da +Montefiascone vennegli addosso polso di Gendarmi e Zuavi pontificii.» +(_Vennero da Valentano, non da Montefiascone, e soli Gendarmi a cavallo +e un reggimento di fanteria svizzera, ma non Zuavi._) «.... La banda, +sorpresa al villaggio delle Grotte, andò subitamente fugata e dispersa +quasi senza combattere, lasciando parecchi morti nella fuga, li più per +mano dei villani infelloniti.» _La banda fu sorpresa, come dicemmo, +ma non andò subito fugata; fugò anzi, e in che modo, i Pontificii, +costringendoli a lasciare i loro morti e feriti sul terreno_. È +vero che i villani del paese ci erano avversi, e che molti di loro +avevano fatto fuoco dalle case; ma non perchè i Garibaldini avessero +fatto loro alcun male, ma perchè il villaggio dominato dal Vescovo di +Montefiascone era feudo di preti e vecchio nido di barbacani. + +Del resto, le pagine del signor Zini non hanno oggi più mestieri di +confutazione. Dopo diciotto anni d’ingiusto oblío, anche agli sbarcati +di Talamone fu resa giustizia, e il Parlamento equiparandoli, colla +legge del 26 gennaio 1879, agli sbarcati di Marsala, ha sciolto al +tempo stesso una questione di diritto e di storia. + +[42] Così giudicarono i principali storici, come il LECOMTE, _L’Italie +en 1860_, pag. 37, e il RUSTOW, _Storia della Campagna del 1860_; +così credettero i giornali del tempo.... così scrisse Garibaldi nella +lettera del 25 maggio 1869, che tronca ogni lite: + + «Caprera, 25 maggio 1869. + +»Fu per ordine mio che la spedizione Zambianchi in Talamone si staccò +dal corpo principale dei Mille, per ingannare i nemici sulla vera +destinazione di detto corpo. + +»Io sono certo che i componenti la spedizione Zambianchi, Guerzoni, +Leardi e tutti loro sarebbero stati degni, come sempre, dei loro +compagni, ove avessero avuto la fortuna di partecipare ai gloriosi +combattimenti di Calatafimi e di Palermo. + +»L’onorificenza della medaglia dei Mille accordata dal Municipio +di Palermo senza mia richiesta, e la pensione conceduta agli stessi +individui fu decretata dal Parlamento nazionale. Io quindi nulla chiedo +pei miei fratelli d’armi di Talamone. Ma sarò contento se essi vengono +soddisfatti nel loro desiderio. + + »G. GARIBALDI.» + +[43] Vedi mia _Vita di Nino Bixio_, pag. 165-166. + +[44] La città ed il porto furono ricostruiti dagli Arabi, che vi +diedero il nome: _Marsa-’Alì_ (Porto d’Alì). + +[45] Non siamo noi che le diciamo, sono i Siciliani. — «All’istante +Castiglia discese su d’uno de’ suoi battelli unitamente al bravo marino +signor Andrea Rossi; girando tutti i piccoli legni ancorati nel porto, +imponevano a quei marinari, col _revolver_ alla mano, di inviare gli +schifi a bordo del _Piemonte_ loro malgrado.» + +Questo è il brano d’un opuscolo: _Memorie relative al marino +Castiglia_, scritto da un Siciliano, ripubblicato nel libro: _Alcuni +fatti e documenti della Rivoluzione dell’Italia meridionale del 1860, +riguardanti i Siciliani e La Masa_ (opera del LA MASA stesso). Torino, +1861, pag. 20. + +[46] La diceria fu accolta da parecchi ed anche in molte parti +dall’acutissimo Zini. Pure bastava il semplice fatto della posizione +rispettiva dei bastimenti per chiarirlo _dell’errore_. I vapori +inglesi erano la corvetta _Argus_ e l’avviso _Intrepid_: il primo +era ancorato alla punta del molo; il secondo più entro terra verso +scirocco; lo _Stromboli_ si mise di traverso al porto; era dunque +materialmente impossibile, finchè i bastimenti inglesi stavano fermi +nei loro ancoraggi, che essi potessero impedire il tiro dei bastimenti +napolitani. + + [Illustrazione: Posizione dei bastimenti] + +La fiaba poi fu smentita, prima da un rapporto del capitano Marryatt, +comandante dell’_Intrepid_; poscia da una esplicita dichiarazione di +Lord John Russel, ministro degli esteri di S. M. Britannica, fatta alla +Camera dei Comuni nella seduta del 21 maggio 1860: + +«_Lord John Russel_. Il mio onorevole amico mi fece una domanda +relativa allo sbarco di Garibaldi ed a due vascelli inglesi, che, +secondo alcuni telegrammi, dicono avrebbero protetto lo sbarco +di quegli uomini. Ebbene, io ricevetti oggi dall’Ammiragliato il +dispaccio telegrafico dell’ufficiale comandante uno di questi vascelli, +l’_Intrepid_. Gli onorevoli signori devono sapere che in Marsala +vi sono molte case inglesi, e che da tempo, quando si attendeva +un’insurrezione nella Sicilia, e specialmente poi quando corse la voce +che Garibaldi vi sarebbe andato, erano spôrte dimande al Ministero +degli esteri ed all’ammiraglio Fanshawe, che comanda sul Mediterraneo, +di mandare vascelli per proteggere le proprietà inglesi nei luoghi +dove si trovassero sudditi britannici. Quindi è che l’ammiraglio +Fanshawe mandò l’_Intrepid_ e l’_Argus_ a Marsala. L’_Intrepid_ +vi giunse, io credo, agli 11; ma non ebbe tempo a fermarvisi molto +prima che giungessero due vapori mercantili colle forze di Garibaldi, +che cominciarono tosto a scendere a terra. Mentre ciò succedeva, +due bastimenti da guerra napolitani, un vapore ed una fregata, +s’avvicinarono a Marsala. Ma questo ufficiale dice che, sebbene questi +bastimenti potessero far fuoco sui vascelli e sugli uomini durante lo +sbarco, nol fecero. + +»Non dice, nulla sapendo della storia, che poi fu messa in giro, che i +bastimenti inglesi impedissero i Napolitani da fare fuoco; ma dice che, +sebbene questi avessero l’opportunità di far fuoco sui vascelli e sugli +uomini, nol fecero. + +»Dice inoltre che, dopo che gli uomini furono sbarcati, e che i vapori +mercantili ebbero sbarcate tutte le truppe di Garibaldi, l’ufficiale +comandante il vapore napoletano venne da lui a richiederlo di mandare +un battello inglese a prendere possesso di quei vascelli. L’ufficiale +inglese, il capitano Marryatt, ben con ragione vi si rifiutò (_Hear, +hear_). Egli non aveva istruzioni che lo autorizzassero a prendere +quei vascelli, ed a partecipare in quella faccenda. Le sue istruzioni +erano, come sempre è stata la condotta del Governo inglese, di +osservare una perfetta neutralità nel conflitto ora insorto (_Hear, +hear_). Perciò, sebbene questo ufficiale non dia formale diniego (per +nulla conoscendone l’esistenza) all’allegazione che i suoi bastimenti +all’àncora impedissero il fuoco dei vascelli napoletani, possiamo +inferire dalla sua relazione che tale non fu il caso. Sembra che il +capitano napoletano lo richiedesse di richiamare da Marsala qualunque +dei suoi ufficiali fosse a terra, e che egli immediatamente innalzasse +un segnale per tal fine, e che quando i suoi ufficiali furono a bordo, +sia stato aperto il fuoco contro Marsala dai bastimenti napoletani. Ciò +potrebbesi ravvisare come un atto di cortesia internazionale per parte +del capitano napoletano, ma punto non implica che i bastimenti inglesi +si opponessero al suo fuoco. Non risulta che l’ufficiale inglese +eccedesse in modo alcuno il suo dovere. Egli si ritrova colà nello +scopo di proteggere gl’interessi britannici e nulla fece di più.» + +[47] Otto secoli precisi. I Normanni di Ruggiero sbarcarono la prima +volta in Sicilia nell’inverno, e la seconda nella primavera del 1060. +Nessuno de’ vecchi cronisti siciliani accertò il loro numero: chi li +fa trecento, chi quattrocento, chi seicento e più; certo che i quaranta +sono pura leggenda. + +[48] _Noterelle d’uno dei Mille, edite dopo vent’anni_, di GIUSEPPE +CESARE ABBA. Bologna, 1880, pag. 60. + +[49] ZINI, _Storia citata_, pag. 605. + +[50] Vedi _I Mille_ pag. 26. + +[51] _Vita di Nino Bixio_, pag. 175. + +[52] ABBA, _Noterelle citate_. + +[53] _Vedi Histoire de la Conquête de l’Angleterre_, par Augustin +Thierry. Lione, vol. III, pag. 199. + +[54] Ricordo che il Davoust ad Aerstaedt diceva: «Les braves mourront +ici; les lâches iront mourir en Sibérie.» + +[55] RUSTOW, _La guerra d’Italia del 1860_, vol. II, pag. 189 e segg. + +[56] Vedi _I Mille_ di GARIBALDI, pag. 36, e GIUSEPPE CAPUZZI +(bresciano, de’ Mille egli pure), _La spedizione di Garibaldi in +Sicilia_. — L’ABBA, _Noterelle_ già citate, conferma. + +Un altro assalto di bande subirono pure i Regi a Montelepre. + +[57] «Caro Rosolino. — Ieri abbiamo combattuto ed abbiamo vinto. +I nemici fuggono impauriti verso Palermo. Le popolazioni sono +animatissime e si riuniscono a me in folla. Domani marcerò verso +Alcamo. Dite ai Siciliani che è ora di finirla, e che la finiremo +presto; qualunque arma è buona per un valoroso, fucile, falce, mannaia, +un chiodo alla punta di un bastone. Riunitevi a noi ed ostilizzate il +nemico in quei dintorni, se più vi conviene; fate accendere dei fuochi +su tutte le alture che contornano il nemico. Tirate quante fucilate +si può di notte sulle sentinelle e sui posti avanzati. Intercettate +le comunicazioni. Incomodatelo infine in ogni modo. Spero ci rivedremo +presto.» + +[58] Accompagnavano il La Masa i siciliani cav. Fuxa, Curatolo, Di +Marco, Nicolosi, i due fratelli La Russa e Rebaudo. + +[59] Scriveva alla Direzione del fondo pel milione di fucili: + + «Stimatissimi Signori, + +»Ebbimo un brillante fatto d’armi avanti ieri coi Regi capitanati +dal generale Landi presso Calatafimi. Il successo fu completo, +e sbaragliati interamente i nemici. Devo confessare però che i +Napoletani si batterono da leoni, e certamente non ho avuto in Italia +combattimento così accanito, nè avversari così prodi. Quei soldati, ben +diretti, pugneranno come i primi soldati del mondo. + +»Da quanto vi scrivo, dovete presumere quale fu il coraggio dei +nostri vecchi Cacciatori delle Alpi e dei pochi Siciliani che ci +accompagnavano. + +»Il risultato della vittoria poi è stupendo: le popolazioni sono +frenetiche. La truppa di Landi, demoralizzata dalla sconfitta, è stata +assalita nella ritirata a Partinico e a Montelepre con molto danno, e +non so quanti ne torneranno a Palermo, o se ne tornerà qualcuno. + +»Io procedo colla Colonna verso la capitale, e con molta speranza, +ingrossando ad ogni momento colle squadre insorte, e che a me si +riuniscono. Non posso determinarvi il punto ove dovete inviarmi armi +e munizioni, ma voi dovete prepararne molte, e presto saprete il punto +ove dovrete mandarlo. + +»Addio di cuore. + + »Alcamo, 17 maggio 1860. + + »G. GARIBALDI.» + +Quattro giorni prima aveva parimente scritto al dottor Bertani: + + «Salemi, 13 maggio 1860. + + »Caro Bertani, + +»Sbarcammo avant’ieri a Marsala felicemente. Le popolazioni ci hanno +accolto con entusiasmo, e si riuniscono a noi in folla. Marceremo a +piccole giornate sulla capitale, e spero che faremo la valanga. Ho +trovato questa gente migliore ancora dell’idea che me ne fecero. + +»Dite alla Direzione Rubattino che reclamino i vapori _Piemonte_ e +_Lombardo_ dal Governo, ed il Governo nostro li reclamerà naturalmente +dal Governo napoletano. + +»Che la Direzione per il milione di fucili ci mandi armi e munizioni +quanto può. Non dubito che si farà altra spedizione per quest’Isola, ed +allora avremo più gente. + + »_Vostro_ + »G. GARIBALDI.» + +(_Pungolo_ di Milano del 3 e 4 giugno 1860.) + +[60] _I Mille_, pag. 90. Soggiunge per l’onor del vero: «Marcia che, +senza la cooperazione di que’ Picciotti delle squadre siciliane, +sarebbe stato impossibile di eseguire o almeno di trasportare i pochi +cannoni nostri e le munizioni.» + +[61] Parole sue nei _Mille_, pag. 90. + +[62] Non svelò nè all’Orsini, nè ad anima viva la ragione di quella +marcia. Solo nel vederlo partire, il Crispi l’udì mormorare: «Povero +Orsini, va al sacrificio.» + +[63] ALBERTO MARIO nel suo _Garibaldi_ (pag. 35) in una descrizione +delle mosse di Garibaldi da Renna al Parco, piena, a parer nostro, di +molti errori di fatto e di non poche sviste topografiche, afferma che +il Capitano dei Mille pensò all’assalto di Palermo per la via di Porta +Termini, e quindi alla ritirata manovra per Piana de’ Greci, Marineo, +Misilmeri, fin dal suo arrivo al Parco. Ora che Garibaldi meditasse di +portarsi sulla via di Termini, è probabile, sebbene non ne abbia dato +alcun indizio; ma che egli nello stesso tempo, fin dal 22 o 23, avesse +concepita e fermata la finta ritirata, e lo strattagemma che gli aperse +dopo Piana de’ Greci la strada di Misilmeri e quella di Palermo, questo +ne sembra non solo improbabile, ma viene da tutte le circostanze del +fatto smentito. + +[64] Nel libro: _Alcuni fatti e documenti della Rivoluzione dell’Italia +meridionale del 1860 riguardanti i Siciliani e La Masa_ (Torino, +tipografia Scolastica Franco e Figli, 1861), a pag. XLVI si legge: + +«Lungo la via La Masa incontrò molte guerriglie sbandate che gridavano +al tradimento ed alla fuga dei Continentali, perchè, dicevano, era +stato ordinato loro di respingere gagliardamente l’attacco del nemico, +che i Cacciatori delle Alpi coll’artiglieria sarebbero accorsi ad +aiutarli al momento opportuno; ed invece quando essi erano impegnati +nel combattimento disuguale, quelli si ritirarono conducendo seco anche +l’artiglieria. + +»La Masa ordinò la fucilazione per chi avesse ripetute le parole +_fuga_ e _tradimento_ — assicurò alle guerriglie che quella ritirata +era un’_astuzia strategica_, ch’esse non avevano saputo comprendere — +ordinò che gli sbandati s’incorporassero nella sua colonna, e proseguì +la marcia riconducendoli al punto da cui essi erano fuggiti. + +»Quanto più inoltravasi, maggior numero di sbandati incontrava, — +ripeteva la scena stessa; — non vedendo nessun avviso nè contrordine, +ei proseguì il cammino.» + +Ora ognuno sa che questo libro fu scritto dal La Masa stesso. + +[65] Nè dalle istorie, nè dalle testimonianze orali ci fu possibile +raccapezzare intorno a cotesto Consiglio di guerra l’esatta verità. Il +La Masa nel suo libro (pag. XLIX e LI) attribuisce a sè solo il merito +del consiglio più eroico; il Crispi invece ed il Türr, da me in varii +tempi interrogati, affermano che il partito dell’assalto fu sostenuto +principalmente da essi, contro il Sirtori che stava apertamente per la +ritirata. Questi, al contrario, che interrogai del pari quando scrivevo +la _Vita_ del povero Bixio, negò recisamente d’aver mai espressa +quell’opinione. Insomma non si sa a chi credere! Forse colui che fu +meglio servito dalla memoria era il Bixio, il quale soleva dire «che +non ci fu discussione, nè ci poteva essere.» + +[66] Più d’un centinaio era posto fuori di combattimento dalle morti, +dalle ferite, dalle malattie; circa altri cento correvano coll’Orsini; +dire ottocento dunque è già un dir troppo. Dallo _Stato numerico delle +Squadriglie siciliane passate in rivista dall’Ispettore generale Türr +il 1º giugno 1860_, il totale delle loro forze apparisce di 3229 +uomini, ma supponiamo che anche il Türr non abbia potuto contarli +tutti. + +[67] ISIDORO LA LUMIA, valente storico della sua Isola nativa; anima +rettissima e cuore gentile, rapito anzi tempo agli studi ed alla +patria, nel suo opuscolo: _La Restaurazione borbonica e la Rivoluzione +del 1860_, pag. 117, 118 e 119. + +[68] Vedi: _Notamento dei cadaveri rinvenuti nella città di Palermo +dal 30 maggio 1860 in poi, ufficialmente constatati dall’Autorità +municipale, avvertendo che è stato impossibile di raccogliere più +precisi e circonstanziati ragguagli_. + +[69] Lord Brougham alla _Camera dei Lordi_ nella seduta dell’8 giugno; +e Lord Palmerston alla _Camera dei Comuni_ in quella del 12 giugno +1860. + +[70] In alcuni storici (RUSTOW, op. cit., pag. 214; ZINI, op. cit., +pag. 612) troviamo che il Console inglese e l’ammiraglio Mundy +chiesero ed ottennero dal Commissario del re Francesco la cessazione +del bombardamento. Ma nel libro dell’ammiraglio Mundy, che abbiamo +sott’occhio (_H. M. S. «Hannibal» at Palermo and Naples during the +Italian Revolutions 1859-1861. With notices of Garibaldi, Francis II +and Victor Emanuel, by Rear-Admiral Sir_ RODNEY MUNDY. K. C. B. London, +John Murray, 1863), non abbiamo letto una sola parola che giustifichi +quell’affermazione. Tutto quanto l’Ammiraglio inglese ha operato per +impedire il bombardamento o diminuirne i danni, si riduce a questi due +fatti da lui stesso raccontati: + +1º Nel 25 maggio, due giorni prima dell’entrata di Garibaldi, +l’ammiraglio Mundy scrisse al generale Lanza per pregarlo a risparmiare +alla città gli orrori del bombardamento. A questa domanda però, a cui +si associò naturalmente il console inglese Sir Podven, il generale +Lanza fece questa risposta: «Non credersi obbligato a risparmiare il +bombardamento a città ribelle; promettere soltanto che, scoppiando +la rivolta, non aprirebbe il fuoco se non due ore dopo cominciate le +ostilità, per lasciar tempo ai sudditi stranieri ed ai pacifici sudditi +di S. M. di riparare alle navi.» (Vedi nell’op. cit., dalla pag. 99 +alla 103.) + +2º Essendosi il generale Lanza nella mattina del 28 posto in +comunicazione coll’ammiraglio Mundy allo scopo di ottenere la di lui +mediazione, l’Ammiraglio aveva creduto bene avvertire il Comandante +della Cittadella delle intavolate trattative, richiedendolo nello +stesso tempo di sospendere, durante le stesse, il fuoco delle sue +batterie. Ma anche questa richiesta ebbe la sorte della prima; poichè +il Comandante del forte mandava a rispondere all’Ammiraglio, che era +impossibilitato di compiacere a’ suoi desiderii «as his orders were +imperative to continue the bombardment unless the answer which I +(cioè l’ammiraglio Mundy) should give was a full acquiescence in the +proposals which had been made.» (Vedi op. cit., pag. 134.) E in ogni +caso ognuno vede che il Mundy si era diretto non al Comandante in capo +dell’esercito napoletano, ma ad un ufficiale subordinato, e non con +una formale richiesta o protesta, ma con una specie di preghiera, che +doveva restare, come restò, inesaudita. + +[71] Quell’ufficiale si chiamava il capitano Cossovich, comandante +della regia fregata _Partenope_, e corrispondeva col Lanza per mezzo +del telegrafo ottico del Castellamare collegato a quello del Palazzo +Reale. + +[72] MUNDY, op. cit., pag. 124. + +[73] Di codesta trama noi non abbiamo dato che i sommi capi. Chi +ne voglia vedere il lungo complicato intrigo, legga i capi XI e +XII dell’opera citata del Mundy. Soggiungeremo solo, per maggiore +chiarezza, che quando il generale Lanza udì che il Mundy, in luogo +della chiesta protezione dell’Inghilterra, gli offriva il salvocondotto +di Garibaldi, gli replicò secco e sdegnato che egli aveva chiesto la +protezione della bandiera inglese, e mancando questa, egli non aveva +più nulla a dire all’Ammiraglio. Allora questi ragionevolmente pensò +che ogni carteggio in proposito fosse chiuso; quando, con sua grande +maraviglia, nella mattina del 29 si vide arrivare quest’altro dispaccio +del Commissario regio: «Riferendomi all’ultima corrispondenza, mando +i due Generali a conferire con lei. Il fuoco sarà sospeso da ambe le +parti verso sera.» Che cosa significava questo sibillino dispaccio? Il +Lanza si riferiva all’ultima corrispondenza! Ma l’ultima corrispondenza +aveva precisamente conchiuso, che il Mundy credeva necessario +l’intervento di Garibaldi e che il Lanza non poteva accettare questa +condizione. Ora come mai poteva riferirvisi? Certo il Commissario regio +voleva traccheggiar sopra un equivoco, sperando con questo di strappare +all’Ammiraglio britannico una concessione che altrimenti non avrebbe +mai fatta. L’Ammiraglio cansò ancora il tranello e replicò per la terza +volta al generale Lanza la lettera seguente, che fu l’ultima e che +testualmente pubblichiamo: + + «_Rear-Admiral Mundy to General Lanza_ + + (Translation.) + + _Hannibal_, at Palermo, May 29, 1860, Noon. + +»Sir — From your Excellency’s last communication al 7 P. M. yesterday, +in which you state it is not necessary to speak to me any more, I +concluded the correspondence was finished. But as you again earnestly +request my mediation, I consent to receive the two Generals on board, +provided general Garibaldi allaws them to pass through his lines. My +boat will be at Porta Felice to receive them. + + »(Signed) G. RODNEY MUNDY.» + +[74] Ho ritradotto testualmente la traduzione in inglese +dell’ammiraglio Mundy, che varia in alcune parti da quelle che +corrono per le storie, ma che credo più genuina, come quella che venne +testualmente comunicata in copia dal generale Lanza all’Ammiraglio +stesso. + +[75] MUNDY, op. cit., pag. 142. + +[76] Non lo riseppe che nella sera del 28; tanto fu il segreto serbato +da quella brava popolazione sulle mosse del liberatore. + +Il Lanza non aveva tardato di spedire ai due comandanti, nella giornata +stessa del 27, un corriere che li avvisava dell’accaduto e prontamente +li chiamava; ma il corriere fu spacciato, ed il plico, di cui era +latore, riportato, dopo la liberazione di Palermo, a Garibaldi. + +[77] Stando ad un rapporto del luogotenente Wilmot (in Mundy, op. +cit., pag. 145), sembrerebbe che quella colonna fosse entrata da Porta +de’ Greci e venisse di fianco dall’Orto botanico; ma tutte le nostre +testimonianze ci ripetono che la colonna entrò per la Porta di Termini: +forse quella veduta dal Wilmot ne era un distaccamento. + +Nel libro: _Storia della 15ª Divisione Türr nella Campagna del 1860 in +Sicilia e Napoli_, per il maggiore di fanteria CARLO PECORINI-MANZONI +(Firenze, 1876, pag. 63), si legge che fu il Letizia, il quale per +l’appunto traversava la città per recarsi a bordo dell’_Hannibal_, a +correre a Porta Termini a far cessare il combattimento. Ciò non è nè +poteva essere. Il convegno sull’_Hannibal_ era fissato per le due, e +il Letizia vi arrivò contemporaneamente a Garibaldi; non poteva dunque +traversare Palermo tra le 10 e le 11, ora in cui accadde lo scontro a +Porta Termini. + +Lo stesso maggiore Pecorini fa intervenire al fatto di Porta Termini il +generale Türr. È probabile ch’egli pure sia accorso a veder che fosse +quell’inaspettato combattimento e si sia adoperato a farlo cessare; +come accorsero e s’adoperarono altri, fra i quali il Sirtori; ma gli +attori principali dell’episodio furono quelli da noi citati. + +[78] Non ci arrestiamo a smentire tutti gli altri favolosi racconti +di questo episodio; diremo solo che ALBERTO MARIO nel suo _Garibaldi_ +(pag. 38) lo fa accadere il 1º giugno! + +[79] In molti libri si legge Türr. Lo stesso Generale ci assicurò che è +un errore. + +[80] Il MUNDY, op. cit., pag. 147, dice: «Whether this arrangement was +an act of simple politeness on their part, or a premeditated scheme +for accertaining if he would be received with military honours, I +do not pretend to say, but as they did not immediatley follow him +up the accomodation ladder et struck me the delay was not entirely +accidental.» + +[81] MUNDY, op. cit., pag. 148. + +[82] MUNDY, op. cit., pag. 150. + +[83] Ib., pag. 150. + +[84] MUNDY, op. cit., pag. 153. + +[85] Ib., pag. 153 e 154. — Del resto, la parola _unmeasured terms_ è +dell’ammiraglio Mundy, non nostra, e siamo ben lungi dal confermarla. +Quali che fossero i termini usati da Garibaldi (villani non saranno +stati certamente), non era mai _unmeasured_ dire in quel momento e a +siffatto nemico il fatto suo. Se anche, per generosità, non si voglia +scorgere nel fatto di Porta Termini alcuna perfidia premeditata, resta +sempre l’altro fatto ancor più irritante d’un nemico, che dopo aver +sollecitato dal proprio avversario la grazia d’una conferenza o d’un +armistizio, ricusava poi di riconoscere l’avversario stesso nella +persona del suo capitano supremo, e di trattare con lui! Pensiamo che +alla sortita del generale Letizia un Inglese avrebbe forse risposto, +effetto di temperamento, con più flemma, ma l’avrebbe anche assai +probabilmente fatto saltare nella lancia di bordo, e rimandato a voga +più che arrancata a terra. + +[86] MUNDY, op. cit., pag. 156. + +[87] ABBA, _Noterelle d’uno dei Mille_, ec., pag. 154. + +[88] Fino dal 2 sul vaporetto _Utile_ erano già sbarcati a Marsala +altri cinquantasei volontari, parte Siciliani, parte Continentali. Li +guidava Carmelo Agnetta e portavano, oltre che il loro braccio, qualche +soccorso d’armi e di munizioni. Non poterono però penetrare in Palermo +che la mattina del 5 giugno. + +[89] E non gliene mancava la ragione. Il conte di Cavour lavorava +già da tempo a promuovere un _pronunciamento_ fra gli ufficiali della +flotta borbonica; e all’uopo gli serviva d’intermediario l’ammiraglio +Persano, autorizzato a mettersi in corrispondenza cogli ufficiali +stessi «ed a spendervi qualche danaro occorrendo.» (_Diario_ citato, +pag. 22.) L’8 di giugno poi, narra lo stesso Persano (pag. 29) che +il comandante Vacca andò ad un convegno datogli da lui e disposto, +per solo vivo sentimento d’italianità, ad inalberare sul suo legno la +bandiera italiana. E tralasciando la parte non bella che facevano in +tutto questo così il conte di Cavour come l’ammiraglio Persano, si vede +che il Lanza aveva fiutato il pericolo. + +[90] Decreto del 17 giugno 1860. + +[91] + + «_Al bello e gentil sesso di Palermo_. + +»Colla coscienza di far bene, io propongo cosa gradita certamente ad +anime generose come voi siete, o donne di Palermo!... A voi che io +conobbi nell’ora del pericolo!... belle di sdegno e di patriottismo +sublime!... disprezzando nel furore della pugna le immani mercenarie +soldatesche, ed animando i coraggiosi figli di tutte le terre italiane, +stretti al patto di liberazione o di morte! + +»Fidente a voi mi presento, vezzose Palermitane!... e per confessarvi +un atto mio di debolezza, io vecchio soldato dei Due Mondi, piansi.... +commosso nell’anima!... e piansi.... non alla vista delle miserie e del +soqquadro a cui fu condannata questa nobile città!... non al cospetto +delle macerie del bombardamento e dei mutilati cadaveri; ma alla vista +dei lattanti e degli orfani dannati a morir di fame!... Nell’Ospizio +degli orfani novanta su cento lattanti periscono mancanti d’alimento! +Una balia nutre quattro di quelle creature fatte ad immagine di Dio!... +io lascio pensare il resto all’anima vostra gentile, già addolorata +dalla nuova desolante. + +»Nei molti congedi della mia vita, il più sensibile sarà certamente +quello in cui mi dividerò da voi, popolazione carissima!... Io sarò +mesto in quel giorno!... ma spero la mia mestizia raddolcita da voi, +nobile parte di questo popolo, colla speranza, col convincimento, che +le derelitte innocenti creature, cui più la sventura che la colpa ha +gettato un marchio d’infamia!... ripulse lungi dal seno della società +umana!... dannate ad una vita di vituperio e di miserie.... quelle +infelici, dico, restino affidate alla cura preziosa di queste care +donne, a cui mi vincola, per la vita, un sentimento irremovibile +d’amore e di gratitudine! + + »G. GARIBALDI.» + +[92] Il Decreto era del 20 giugno. + +[93] Ci atteniamo alle cifre date dal Medici nella sua lettera +a Garibaldi, scrittagli da Cagliari il 12 giugno, e che si legge +nel _Diario_ PERSANO (pag. 33), benchè il Resoconto del fondo del +Milione di fucili, che abbiamo potuto consultare, presenti, circa al +numero delle armi segnatamente, qualche differenza. Ma di ciò poco +monta. Importa forse più mettere in sodo che le spese della seconda +spedizione, checchè altri ne abbia scritto, furono tutte sostenute +dallo stesso fondo del Milione di fucili sopra ricordato, come risulta +da questo specchietto cortesemente favoritomi dal mio dilettissimo +amico Enrico Guastalla, segretario allora del fondo dei fucili, +ordinatore principale della spedizione Medici, in appresso Capo di +Stato Maggiore della stessa Divisione: patriotta e soldato valoroso +quanto modesto, che l’Italia presente degli arruffoni e dei ciarlieri +dimentica, ma che la futura ricorderà. + + _Seconda spedizione_. + Colonnello GIACOMO MEDICI. + _Battelli a vapore._ + + Importo dei tre vapori _Washington, Oregon e Franklin_ + con approvvigionamenti e paghe agli equipaggi + comperati in Marsiglia, comprese le spese di + viaggi, telegrafi, corrispondenze e provvigioni. L. 752,489.55 + + _Oggetti d’armamento._ + + Nº 4850 fucili francesi. + Nº 200 carabine _Enfield_. + Nº 200 fucili di Liegi. + Sciabole, _revolwers_, cartuccie, capsule + ed altri accessorii, per 324,596.10 + _Oggetti di equipaggiamento_, per 22,144.27 + _Oggetti di abbigliamento_, per 60,266.64 + Totale L. 1,159,496.56 + +[94] Vedi lettere sue al conte di Cavour del 10, 18, 25, 28 giugno e 2 +luglio 1860. + +[95] Vedi _Diario privato politico-militare_ dell’ammiraglio PERSANO, +parte I, pag. 47. Lettera scritta dal conte di Cavour all’Ammiraglio +stesso. + +[96] Ecco quell’articolo: + +«Sabato 7 corrente, per ordine speciale del Dittatore, sono stati +allontanati dall’Isola nostra i signori Giuseppe La Farina, Giacomo +Griscelli e Pasquale Totti. I signori Griscelli e Totti, côrsi di +nascita, sono di coloro che trovano modo ad arruolarsi negli uffici di +tutte le polizie del Continente. + +»I tre espulsi erano in Palermo cospirando contro l’attuale ordine +di cose. Il Governo, che invigila perchè la tranquillità pubblica non +venga menomamente turbata, non poteva tollerare ancora la presenza tra +noi di codesti individui venutivi con intenzioni colpevoli.» — Vedi +_Epistolario_ di GIUSEPPE LA FARINA, tomo II, pag. 376. + +[97] Di averlo ignorato lo disse all’ammiraglio Persano, al quale +soggiunse anche di non lo voler disdire. — Vedi _Diario_ citato, pag. +73. + +[98] Il conte di Cavour, il 13 luglio, scrivendo all’ammiraglio +Persano, faceva l’ipotesi che Garibaldi si mettesse un giorno o l’altro +in opposizione col Governo del Re; ma s’affrettava a soggiungere che +questo non poteva accadere, se non quando si giudicasse dal Re giunto +il tempo di operare l’annessione di Sicilia e Napoli. Ora queste parole +provano che al dì 13 luglio, quel tempo il Conte non lo credeva ancora +venuto. Del resto quella lettera del 13 luglio onorerà la previdenza, +ma non certo la lealtà, del conte di Cavour, e basti la citazione di +questo brano a provarlo: + +«In quest’ipotesi (nell’ipotesi della resistenza di Garibaldi +all’annessione), importerebbe sommamente che tutte le forze marittime +passassero immediatamente sotto il di lei comando. Io son certo che +noi possiamo fare affidamento assoluto sopra Piola. Ma ciò non basta; +bisogna che egli possa portar seco tutti i legni che comporranno la +squadra di Garibaldi, perciò sarebbe bene che questi legni fossero +comandati da ufficiali fidati. Io la autorizzo quindi ad accettare +le dimissioni di tre o quattro ufficiali della squadra, a cui Piola +affiderebbe il comando dei varii legni, di cui il Governo della +Sicilia dispone. Questi devono essere scelti in modo da non lasciare +il benchè minimo dubbio sulla loro devozione al Re ed alla Monarchia +costituzionale. + +»In questo momento rispondo a Piola, che mi fece richiesta d’alcuni +ufficiali, di rivolgersi a lei per conoscere le mie intenzioni, e che +ha piena facoltà di mandarle ad effetto.» + +Da questa lettera sarebbe difficile argomentare quale de’ tre +personaggi il conte di Cavour, l’ammiraglio Persano e il comandante +Piola facesse la più triste figura. Il conte di Cavour cospirava +con un Ammiraglio del Re e un Ministro di Garibaldi stesso, tentando +ammutinargli contro o portargli via la flotta. L’ammiraglio Persano +doveva farsi complice della trama, dando a Garibaldi degli ufficiali di +marina infidi, disposti, a un dato momento, ad abbandonarlo e tradirlo. +Il signor Piola, ministro della Marina di Garibaldi, chiesto da lui e +depositario della sua fiducia, doveva dar l’ultima mano al complotto, +mettendo a bordo quegli ufficiali e consegnando al momento anche la +squadra. + +Fortunatamente quel disegno, nato certamente da un triste incubo del +conte di Cavour, non ebbe bisogno d’esser mandato a compimento; ma quel +disegno prova che, se Garibaldi credeva d’essere attorniato da insidie, +non aveva tutti i torti. (Vedi _Diario_ citato, pag. 41.) + +[99] Presiedevali Don Antonio Spinelli: n’erano principali per gli +_Esteri_ Giacomo De Martino, per le _Finanze_ Giovanni Manno, per la +_Giustizia_ Gregorio Morelli, per la _Polizia_ Liborio Romano. + +[100] Alessandro Nunziante, duca di Mignano, figlio del tormentatore +delle Calabrie, e stromento egli stesso delle ferocie di Ferdinando +II: dopo aver chiesto di capitanare una spedizione contro Garibaldi, +vistolo trionfante, tocco dalla grazia, chiedeva all’improvviso licenza +dal suo esercito; offertogli il ritiro, lo rifiutava, rinviando con +sdegno pomposo le sue decorazioni e indirizzando a’ suoi soldati un +_addio_, nel quale li esortava a militare per la patria, «quasichè +(dice bene lo Zini) egli avesse fino allora portato in petto la +patria in compagnia degli esuli e dei macerati negli ergastoli.» Poi +riparatosi a Torino e ricevuta colà la parola del conte di Cavour, +circa la metà d’agosto torna nascosto a Napoli, e vivendo clandestino +ora a bordo dell’ammiraglia del Persano, ora in casa d’amici, cospira +a ribellare coll’oro del conte di Cavour l’esercito, al quale pur ora +apparteneva; specialmente i Cacciatori, che, a sentirlo, si sarebbe +tirati dietro al solo presentarsi. Ma nè egli si presentò, nè i +Cacciatori si mossero; pure egli potè essere accolto nell’esercito +italiano e morirvi generale! (Vedi _Diario_ PERSANO, parte II, pag. 16, +35, 36, 44, 66, 73, ec.) + +[101] Era un antico legno da guerra borbonico; preso dai Palermitani +nel 1848 e battezzato _Indipendenza_, ripreso dal Borbone e restituito +al suo primo nome di _Veloce_. + +[102] Fra i volontari eran chiamati così dal colore della divisa: tutte +di tela bianca quelle del Dunn; con tuniche bigio-scure quelle del +Medici. + +[103] Alberto Mario la racconta con verità. Il Rustow scrisse che lo +scontro avvenne nella prima carica, ma è un errore. Io udii narrare il +fatto da Garibaldi stesso. + +[104] Parole del testo della Convenzione 23 luglio 1860, tra il +colonnello Anzani ed il generale Garibaldi. + +[105] In questo, Liborio Romano passava al Ministero dell’interno e il +generale Pianell a quello della guerra. + +[106] PERSANO, _Diario_ cit., pag. 92. + +[107] Anche prima di quel giorno, nell’annunciare allo stesso +Ammiraglio la lettera di Vittorio Emanuele a Garibaldi, invitava +l’Ammiraglio a non cercare d’influire sulle determinazioni di +questi, confessando che _per poco esso sia ragionevole bisogna che il +Governo del Re cammini con lui_; e dicendosi pronto a ritirarsi onde +_facilitare_ lo stabilimento di una perfetta concordia tra Garibaldi e +il Ministero. + +Lettera del conte di Cavour al contrammiraglio Persano, estratta dal +_Diario_ di questi, parte I, pag. 89. + +[108] Al Türr ammalato e partito per ragione di cura per il Continente +era subentrato nel comando della brigata l’ungherese colonnello Eber. + +[109] Vedi _I Mille_, cap. XXXII, pag. 151-152. Che Garibaldi abbia +ordinato egli stesso la spedizione romana, lo provano le lettere +pubblicamente scritte al Bertani ed al Medici prima di partire da +Quarto; l’approvazione tacita o espressa a tutti gli apparecchi fatti +dal Bertani al medesimo scopo, e stando ad un’affermazione di Maurizio +Quadrio, un telegramma che Garibaldi stesso avrebbe diretto dal Faro +tra il 10 e l’11 agosto ad uno dei capi della spedizione romana, e +che avrebbe suonato precisamente così: «Io scenderò in Calabria il 19 +agosto, voi operate ad oltranza negli Stati romani.» Vedi il _Libro +dei Mille del generale Giuseppe Garibaldi_, Commenti di MAURIZIO +QUADRIO, pag. 47 e segg. Il Quadrio però non dice d’aver veduto egli il +telegramma: afferma solo che fu veduto da Mauro Macchi, e che una copia +autenticata da notaio ne fu consegnata per sua garanzia al colonnello +Pianciani. + +[110] Vedi _Diario_ PERSANO, quasi tutta la parte seconda. + +[111] Lettera del conte Leopoldo di Siracusa al re Francesco del 24 +agosto 1860, e Indirizzo del Ministero Liborio Romano allo stesso Re +del 22 agosto. + +[112] Vedi BIANCHI, _Storia documentata della Diplomazia europea_, vol. +VIII, pag. 322-323. + +[113] Vedi il Decreto nel _Diario_ PERSANO, parte II, pag. 117: + + «Napoli, 7 settembre 1860. + + »Il Dittatore decreta: + +»Tutti i bastimenti da guerra e mercantili appartenenti allo Stato +delle Due Sicilie, arsenali e materiali di marina sono aggregati alla +squadra del Re d’Italia Vittorio Emanuele, comandata dall’ammiraglio +Persano. + + »_Firmato_: G. GARIBALDI.» + +[114] L’ammiraglio PERSANO nel suo _Diario_ citato, parte II, pag. 135, +narra: + +«Vedo a terra l’ammiraglio Mundy. Egli mi dice che il signor Elliot, +ministro d’Inghilterra, aveva avuto un abboccamento col generale +Garibaldi a bordo dell’_Annibale_, essendo stato incaricato da Lord +John Russell di dissuaderlo dal suo intendimento di attaccare la +Venezia, dacchè tutto induceva a far credere che tale atto sarebbe +tornato oltremodo dannoso all’Italia; per l’appunto come s’era detto +fra noi due alcuni giorni prima: che il Dittatore, alla comunicazione +fattagli dal signor Elliot, aveva risposto, essere egli risoluto di +proclamare, ma dal Campidoglio, Vittorio Emanuele Re d’Italia; e che +dopo ciò si sarebbe offerto uno de’ suoi luogotenenti per l’impresa +della Venezia.» + +[115] NICOMEDE BIANCHI, _Storia documentata della Diplomazia europea in +Italia_ (1859-1861), vol. VIII, pag. 338-339. + +[116] Consentiamo collo Zini (_Storia_ cit., pag. 702) che «l’arditezza +del conte di Cavour venne a contraccolpo della prima arditezza di +Garibaldi; onde questi, non quegli, fu il vero motore dell’impresa;» +ma non per questo possiamo tenerci dall’ammirarle entrambe. Se anzi +una censura può muoversi al conte di Cavour è di troppa temerità. Nel +giorno infatti in cui egli spingeva metà dell’esercito sardo al di là +della Cattolica, egli non era sicuro che l’Austria, che ingrossava +nel quadrilatero, non l’avrebbe assalito. Tanto vero che scriveva a +Persano: «Tenga la squadra pronta a partire per l’Adriatico. Faccia +una leva forzata di marinai in codeste parti.... Dica al generale +Garibaldi, da parte mia, che, se noi siamo assaliti, l’invito in nome +d’Italia ad imbarcarsi tosto con due delle sue divisioni per venire a +combattere sul Mincio, ec.» (_Istruzioni Cavour a Persano_, Torino, 22 +ottobre 1860.) + +Solo alcuni giorni dopo, essendo stato assicurato da Napoleone che +l’Austria non l’avrebbe attaccato, o che altrimenti egli, almeno +rispetto alla Lombardia, l’avrebbe impedito, il conte di Cavour +respirò. Quando poi, nel convegno di Varsavia, la Prussia e la Russia +accettarono il principio del non intervento, energicamente difeso dalla +Francia e dall’Inghilterra, ogni pericolo svanì, e Cavour potè correre +franco fino alla fine. Ma aveva giuocato un terribile giuoco. Per +salvare l’Italia dal mostro della rivoluzione aveva rischiato di farla +sbranare nuovamente dall’aquila austriaca. Ma poichè l’Austria in fin +de’ conti non si mosse, e Cavour vinse la partita, non gli può essere +negato l’applauso che ha sempre salutato il successo. + +[117] Vedi la lettera del Mazzini nei _Mille_, di G. ODDO, pag. 708. + +[118] Vedi il suo Proclama in data di Salerno, 7 settembre 1860: + + «_Alla cara popolazione di Napoli_. + +»Figlio del popolo, è con vero rispetto ed amore che io mi presento a +questo nobile ed imponente centro di popolazione italiana, che molti +secoli di dispotismo non hanno potuto umiliare, nè ridurre a piegare il +ginocchio al cospetto della tirannide. + +»Il primo bisogno dell’Italia era la concordia per raggiungere l’unità +della grande famiglia italiana: oggi la Provvidenza ha provveduto +alla concordia con la sublime unanimità di tutte le provincie per +la ricostituzione nazionale; per l’unità essa diede al nostro paese +Vittorio Emanuele, che noi da questo momento possiamo chiamare il vero +padre della patria italiana.» (_Diario_ cit., parte II, pag. 115.) + +[119] _Ire politiche d’oltre tomba_, di AGOSTINO BERTANI, pag. 74 e seg. + +[120] Doveva alludere a Filippo Cordova e al barone Camerata Scovazzo. + +[121] Pubblicava nello stesso senso un Manifesto, nel quale è notevole +questo periodo: + +«Essi vi hanno parlato (ai Palermitani) d’annessione, come se più +fervidi di me fossero per la rigenerazione d’Italia — ma la loro mèta +era di servire a bassi interessi individuali — e voi rispondeste come +conviene a popolo che sente la sua dignità, e che fida nel sacro ed +inviolato programma da me proclamato: + + »ITALIA E VITTORIO EMANUELE. + +»A Roma, popolo di Palermo, noi proclameremo il Regno d’Italia — e là +solamente santificheremo il gran consorzio di famiglia tra i liberi e +gli schiavi ancora, figli della stessa terra. + +»A Palermo si volle l’annessione, perchè io non passassi lo Stretto. + +»A Napoli si vuole l’annessione, perchè io non possa passare il +Volturno. + +»Ma in quanto vi siano in Italia catene da infrangere — io seguirò la +via — o vi seminerò le ossa.....» + +[122] Il maresciallo Ritucci, eletto comandante in capo dell’esercito +borbonico, aveva sotto i suoi ordini tre divisioni di fanteria, una +di cavalleria, alle quali aggiunte le truppe accantonate qua e là a +guardia degli Abruzzi, i presidii di Gaeta e di Civitella del Tronto, +si vede che la cifra di cinquantamila uomini sta piuttosto al di sotto +che al di sopra del vero. + +[123] Il Rustow, che pare sia stato uno dei consiglieri dell’operazione +di Caiazzo, vorrebbe far credere che l’abbia ordinata Garibaldi stesso +(Op. cit., pag. 892); ma ciò, siccome narrammo, non è. Garibaldi nel +suo libro dei _Mille_ (pag. 276-277) respinge da sè la responsabilità +dell’impresa tentata e contro ordine suo, con queste esplicite parole: + +«Obbligato di lasciare l’esercito sul Volturno e di recarmi a Palermo +per placare quel bravo e bollente popolo nell’esaltazione in cui +l’avean spinto gli annessionisti, io aveva raccomandato al generale +Sirtori, degno capo dello Stato Maggiore dell’esercito meridionale, di +lanciar delle bande nostre sulle comunicazioni del nemico. + +»Ciò fu fatto, ma pure chi ne avea l’incarico immediato stimò opportuno +di fare qualche cosa di più serio, e col prestigio delle precedenti +vittorie non dubitò qualunque impresa essere eseguibile dai nostri +prodi militi. + +»Fu decisa l’occupazione di Caiazzo, villaggio all’oriente di Capua, +sulla sponda destra del Volturno. + +»Il 19 settembre ebbe luogo l’operazione: si occupò Caiazzo, ed io +giunsi lo stesso giorno per assistere al deplorevole spettacolo del +sacrifizio dei nostri poveri volontari, che avendo marciato, secondo +il costume loro, intrepidamente sul nemico sino all’orlo del fiume, +furono poi obbligati, non trovandovi riparo contro la grandine di +palle nemiche, di retrocedere fuggendo, fulminati alle spalle. Il +giorno seguente, credo, il nemico inviò un forte nerbo di forze +ad attaccare i nostri in Caiazzo, che in pochi furono obbligati ad +evacuare, e ritirarsi precipitosamente verso la sinistra del Volturno, +dopo essersi valorosamente battuti ed aver perduto non pochi militi, +morti, feriti ed affogati nel fiume. L’operazione di Caiazzo fu, più +che un’imprudenza, una mancanza di tatto militare, da parte di chi la +comandava. + +»E serva quell’esempio ai nostri giovani militi, tuttora obbligati a +studiare quella manía di macellar gli uomini, che si chiama arte della +guerra.» + +S’aggiunga: il Pecorini-Manzoni, nella sua citata _Storia della XV +Divisione Türr_, ec., cercando di giustificare il Türr della mossa, si +limita a dire, che «egli pensava di lanciare dei distaccamenti al di +là del Volturno verso Piedimonte per verificare l’opinione del paese, +e trovandovi simpatia organizzare delle squadre di Guardia Nazionale, +e con esse tormentare alle spalle ed ai fianchi il nemico e simulare +quindi degli attacchi sopra Caiazzo e dietro Capua, per obbligarlo +a mostrare le forze che potrebbe spiegare in un fatto d’arme serio +contro le forze garibaldine, e non dargli tempo di mandare ad effetto +un tale fatto prima che tutta l’armata di Garibaldi fosse riunita sul +Volturno.» (Op. cit., pag. 182.) + +Infine meglio d’ogni testimonianza valgano le istruzioni che Garibaldi +stesso dava in iscritto al maggiore Csudafy, incaricato appunto +di comandare una delle scorribande al di là del Volturno, e che +chiariscono tutto il pensiero del Generale in capo dell’esercito +meridionale: + + «_Al signor maggiore Csudafy_. + + »Caserta, 16 settembre 1860. + + »Maggiore! + +»Con tre distaccamenti, che confiderà a voi il generale Türr, voi +passerete il Volturno al di sopra di Capua ove vi convenga. + +»Il principale oggetto della vostra missione è di mostrarvi nella +retroguardia al nemico dietro Capua e incomodarlo in ogni modo +possibile. + +»Quindi mostrarvi alle popolazioni circonvicine, fra le quali voi +dovete spargere i buoni principii di libertà e d’indipendenza italiana, +e spingerle all’armamento contro il dispotismo. Soprattutto voi dovrete +ottenere dai vostri soldati che rispettino la gente, le proprietà, e +che procurino di farsi amare da tutti e temere dai nemici. + +»Per mezzi di cui abbisognate, rivolgetevi alle Autorità locali che +munirete di competente ricevuta. + +»Se potete spingere alcuno dei vostri distaccamenti (che cercherete +d’aumentare quanto possibile) alla frontiera e sul territorio +pontificio, farete bene di farlo e spingere pure le popolazioni +pontificie a scuotere il giogo. + +»Infine voi darete notizie di voi e di qualunque cosa importante al +Quartier generale del generale Türr ed al mio. + + »_Firmato_: G. GARIBALDI.» + +(PECORINI-MANZONI, op. cit., pag. 183-184.) + +[124] «La nostra linea di battaglia era difettosa; essa era troppo +estesa da Maddaloni a Santa Maria.» (_I Mille_, pag. 280.) + +[125] Abbiamo usato per brevità la parola _Divisione_; ma +s’ingannerebbe assai chi la prendesse alla lettera. L’esercito +meridionale essendo in formazione continua, nulla di più difficile di +dare la situazione quotidiana dei corpi. La divisione Türr comprendeva +cinque brigate: Sacchi, Eber, Spangaro, De Giorgis, La Masa; ma +essendo esse tutte sparpagliate in mezzo alle altre divisioni, può +dirsi che la divisione in fatto non esisteva. Così la brigata La Masa +era aggregata alla 16ª divisione Cosenz e Milbitz; quella Spangaro +alla 17ª Medici, e la brigata Sacchi stava da sè a San Leucio; le +brigate Eber e De Giorgis stavano nella riserva. La 18ª divisione Bixio +comprendeva tre brigate: quella Dezza, della forza di milleottocento +uomini; quella Eberhard, di millecinquecento, e una terza, Spinazzi, +di seicentosettanta, più una così detta colonna Fabrizi che non +apparteneva a nessuna divisione. La 16ª invece aveva un battaglione +Bronzetti nientemeno che a Castel Morone, e una brigata intera, quella +Assanti, nella riserva. + +La riserva poi era un miscuglio curiosissimo. Essa comprendeva, oltre +le nominate: + + Brigata Eber 1600 + Brigata De Giorgis 850 + Brigata Assanti 1100 + Un battaglione Paterniti 250 + Una brigata calabrese comandata dal colonnello + Pace, grossa di oltre duemila uomini, ma di + cui soltanto ottocento armati alla meglio + e servibili 800 + _Totale_ 4600 + +Centocinquanta uomini di cavalleria, quattrocento del Genio aggregati +la maggior parte alla 17ª divisione, e gli artiglieri necessari ai +servizio dei trenta pezzi summentovati, compivano l’esercito. + +[126] _I Mille_, pag. 282. + +[127] Il RUSTOW, pag. 436; il PECORINI, pag. 242, riferiscono queste +parole del Generale con alcune varianti. Al solito noi ne prendiamo +l’essenziale, lasciando l’accessorio. + +[128] Altri disse che mandò la notizia della vittoria molto prima, +cioè quando giunse a Santa Maria. Nel suo libro dei _Mille_ egli tronca +ogni dubbio scrivendo: «In quel momento, 5 pomeridiane, io telegrafai a +Napoli: _Vittoria su tutta la linea_.» — (Vedi op. cit., pag. 297.) + +[129] Quando diciamo puramente _Caserta_ intendiamo la città, ora +capoluogo della provincia. + +[130] L’abbiamo detto altrove (_Vita di Nino Bixio_), lo ridiciamo +qui, questa e _questa sola_ fu la parte presa da quei Bersaglieri alla +battaglia del Volturno. Tutto quanto fu scritto sin qui nell’intento +di accrescere a’ regolari e scemare a’ Volontari una gloria, a cui +basta d’essere italiana, è assolutamente falso: falso che essi abbiano +partecipato in un modo qualsiasi alla giornata del 1º; falso che +abbiano contribuito alla vittoria del 2, la quale era già ottenuta +prima di combattere, che fu una razzía di truppe disperse, non un +combattimento, e che in ogni caso sarebbe stata decisa dai movimenti +aggiranti di Garibaldi e del Bixio, non dalle poche fucilate di quei +pochi Bersaglieri contro l’avanguardia sviata d’una colonna venuta a +cascare nel centro delle nostre linee. + +[131] RUSTOW, op. cit., pag. 449. + +[132] E non abbiamo mestieri di citare esempi più recenti. Il La +Marmora non comandò in Crimea più di quindicimila uomini, eppure +fu nominato Generale d’armata. Castelfidardo fu un combattimento di +posizione di otto o diecimila uomini contro cinque o seimila, eppure il +Cialdini fu nominato Generale d’armata, e nessuno dubitò mai che que’ +due Generali non fossero capaci di condurre più grossi eserciti. + +[133] Rapporto del generale Bixio sul fatto d’armi di Maddaloni, in +data di Caserta, 6 ottobre 1860. + +[134] _I Mille_, pag. 292-293. + +[135] È doloroso il pensare che la battaglia del 1º ottobre non abbia +ancora ottenuto nella storia delle armi italiane il posto che le +conviene. Storici anche autorevoli ne parlano con una leggerezza da far +dubitare della loro serietà. A mo’ d’esempio, nella _Storia militare_ +del colonnello CARLO CORSI, professore di Storia militare alla Scuola +superiore di guerra (libro di testo anche per gli allievi della +R. Accademia militare), terza parte, pag. 295 e seg., ci sono tali +errori e di fatto e di apprezzamento da legittimare il sospetto che +lo storico abbia mai riflettuto un istante alle cose da lui narrate. +Noi riproduciamo qui il suo racconto, accompagnandolo di brevissime +osservazioni, lasciando giudice il lettore se a siffatti romanzi +convenga il nome di storia, e di storia destinata all’educazione della +mente o del cuore della gioventù militare della patria nostra: + +Pag. 295. «_Battaglia del Volturno o di Santa Maria_ (_1º ottobre_). — +Lo scopo primo del radunamento delle truppe borboniche sul Volturno, +cioè rassodar le milizie e fermar Garibaldi, era stato ottenuto; ora +bisognava procedere alla riscossa, come Radetzky nel 1848, col massimo +vigore. Ma invece di tener riuniti attorno a Capua quei quaranta e +più mila uomini e adoperarli per una gran riscossa, i Generali del +re Francesco li divisero tra Capua e Gaeta in modo che non più di +un ventimila rimasero disponibili sul Volturno tra San Clemente e +Caiazzo....» + +1º Errore. — _Non sappiamo d’onde lo storico abbia attinto questa +cifra. Essa è patentemente erronea. L’esercito del Volturno sotto il +comando del generale Ritucci componevasi di tre_ DIVISIONI COMPLETE +_di fanteria ed una di cavalleria, e quando si aggiunga a queste le +armi secondarie e il presidio di Capua, si supera di molto la cifra di +quarantamila uomini da noi stabilita_. + +Pag. 295-296. «I Garibaldini s’erano distesi sulla sinistra del +Volturno; debole era la loro sinistra attorno a Santa Maria, aggirabile +la loro destra per l’alto Volturno e i monti sopra Caserta e Maddaloni. +La loro situazione era ancora più pericolosa di quella dei Toscani a +Montanara e Curtatone nel 1848.» + +_Questo lo vide e lo disse anche Garibaldi. Ma perchè lo storico +non soggiunse che quella situazione, data l’esiguità delle forze +garibaldine, era la sola tenibile in quel caso?_ + +Pag. 296. «Dal lato dei Garibaldini la divisione Medici teneva +Sant’Angelo, la divisione Cosenz Santa Maria, Türr stava presso +Caserta, Bixio presso Maddaloni, Garibaldi aveva il suo quartiere in +Caserta. Il 1º ottobre quindicimila Borbonici con molta cavalleria, +sboccando da Capua sotto il comando del generale Ritucci, assaltarono +all’improvviso e con molto impeto la sinistra dei Garibaldini a Santa +Maria....» + +2º Errore. — _Il primo errore è dimostrato dal secondo. Se l’esercito +borbonico sommava appena a ventimila uomini e quindicimila attaccavano +Santa Maria, bisognerebbe supporre che all’attacco di tutto il +resto della linea comprendente le posizioni di Sant’Angelo, Caserta, +Maddaloni, il generale Ritucci non ne avesse impiegati che cinquemila, +il che sarebbe stato semplicemente assurdo._ + +Pag. 296. «.... E di primo lancio s’impadronirono d’una gran parte di +quella città....» + +3º Errore. — _I Borbonici, come narrammo, non s’impadronirono mai +d’alcuna parte, nè grande nè piccola, di Santa Maria. Essi non poterono +mai oltrepassare la linea di Porta Capuana_. + +Pag. 296. «L’attacco si estese prontamente a sinistra su Sant’Angelo, +ove il combattimento fu vivissimo. La divisione Türr s’avanzò a +rinforzo. Un reggimento toscano, condotto dal colonnello Malenchini, +investì il fianco destro degli assalitori dal lato di San Tammaro....» + +4º Errore. — _Il Türr condusse i rinforzi sol quando fu chiamato da +Garibaldi, il Malenchini ribattè gli assalti dell’estrema destra nemica +sul lato di San Tammaro, ma in principio non in fine della battaglia +e non in guisa da liberar San Tammaro, ma solo da contrastar la +posizione. Il contr’attacco decisivo fu diretto tra Sant’Angelo e Santa +Maria e capitanato, siccome scrivemmo, da Garibaldi in persona. Non +sono, a tutto rigore, errori, ma inesattezze che sfigurano l’aspetto +della battaglia_. + +Pag. 296-297. «Par tuttavia tra quelle milizie tumultuarie, composte la +massima parte di gente eccessivamente sensitiva e affatto nuova alla +guerra, quel vigoroso assalto cagionò grande scompiglio, anzi fuga e +sbandata che portò lo spavento fin nel cuore di Napoli.» + +5º Errore. — _Di fuggiaschi e di sbandati ce ne furono di certo, come +ce ne sono in tutti gli eserciti e in tutte le battaglie; ma parlare +«di fuga e sbandata che portò lo spavento fino a Napoli,» come se +tutto l’esercito garibaldino avesse dato le spalle al primo urto, è +peggio che errore. Non si può accusare di fuga e sbandata un esercito +inferiore di numero che contrasta il terreno per oltre sei ore e dà +tempo alle sue riserve di soccorrerlo._ + +«.... Ma Garibaldi, Medici, Türr ed altri capi minori con quelle poche +migliaia di valorosi che loro rimasero, sostennero e rintuzzarono +l’attacco, che impetuoso da principio, poi sul più bello languì e +sfumò indietro per mancanza di spinta, d’alimento, di buona direzione. +I soldati aveano fatto assai bene la parte loro, ma i Generali non +s’accorsero nemmeno dei vantaggi che aveano ottenuto, perchè erano +troppo lontani dal luogo ove le loro truppe combattevano, e sentito +che il nemico resisteva, invece di mandar rinforzi e spingere innanzi +comandarono la ritirata, e l’effetto fu come di una sconfitta....» + +6º Errore. — _La frase ambigua: «e l’effetto fu come di una sconfitta,» +ci toglie di penetrare la vera intenzione dell’Autore. Se egli ha +voluto dire che la sconfitta de’ Borbonici fu più apparente che reale, +i particolari della battaglia da noi narrati lo smentiscono_. + +Pag. 297. «Anche la cavalleria v’ebbe qualche parte, con isvantaggio +dei Borbonici, che furono ricacciati dagli Usseri ungheresi. I +Garibaldini inseguirono fin presso Capua. La perdita dei Borbonici +fu di circa duemila uomini, quella dei Garibaldini di circa +millecinquecento uomini. + +7º Errore. — _La cifra delle perdite borboniche è arbitraria. Se tra le +perdite si devon computare i prigionieri, quelle de’ Borbonici superò +di certo i quattromila. Quanto ai Garibaldini dicemmo più sopra che +il danno loro fu di circa cinquecento morti, milletrecento feriti, +milletrecento sbandati o prigionieri; molto maggiore quindi da quello +affermato dallo storico._ + +Pag. 297. «Se nel concetto dei Generali del re Francesco quel fatto +dovea essere una ricognizione (inopportunissima), il risultato più +ragionevole avrebbe dovuto esserne una vera battaglia il dì seguente. +Ma così non fu. Dal canto suo Garibaldi, che in quel dì s’era veduto +quasi sfuggir di mano, insieme a tanta parte delle sue forze, la +vittoria e la fortuna....» + +8º Errore. — _Come Garibaldi, che a capo di ventimila ribatte l’assalto +di quarantamila, prende loro circa tremila prigionieri e richiude il +rimanente in una fortezza, si sia veduto sfuggir di mano la «vittoria +e la fortuna,» davvero non sappiamo comprendere. Che far doveva +Garibaldi? forse dar l’assalto a Capua?_ + +Pag. 297. «.... Aveva chiesto al Ministro del re Vittorio Emanuele a +Napoli il sussidio di alcuni battaglioni di truppe regolari, che là +stavano nel porto sui navigli di S. M., e quegli avea fatto sbarcare il +primo battaglione Bersaglieri e lo avea avviato in fretta a Maddaloni e +Caserta....» + +9º Errore. — _Non fu veramente Garibaldi a chieder rinforzo delle +truppe piemontesi, bensì il suo Capo di Stato Maggiore, il Sirtori; +ma tralasciando questo, fa maraviglia che un ufficiale dell’esercito +regolare ignori che le truppe dell’esercito settentrionale, venute da +Napoli a Caserta la sera del 1º ottobre, furono non solo un battaglione +di Bersaglieri, ma anche un battaglione del 1º reggimento della brigata +Re_. + +Pag. 297. «_Combattimento di Caserta_ (_2 ottobre_). — Frattanto il +corpo aggirante di sinistra (generale Von Mechel), passato il Volturno +a Caiazzo, era stato ritardato dalle cattive strade nella sua marcia +alla volta di Caserta, sicchè la sua azione tattica nella giornata del +1º non s’era estesa più là che a tenere a bada Bixio. La mattina del +2, non avendo ancora notizia di ciò che era avvenuto il dì prima e dei +mutati intendimenti del Re, quel corpo scese su Caserta. Ma intanto che +un corpo di Garibaldini, rinforzato dal primo battaglione Bersaglieri, +lo tratteneva di fronte sulle alture di Caserta Vecchia, Bixio da +Maddaloni si portava a tagliargli la ritirata al Ponte delle Valli, in +conseguenza di che una parte di quella mal capitata colonna (duemila +uomini circa) posava le armi. V’era in tutto ciò motivo sufficiente +da crescer l’animo ai Garibaldini e scemarlo ai Borbonici, tra i +quali i malumori contro i loro ufficiali e Generali proruppero allora +più violenti nelle aperte accuse di viltà e tradimento. Garibaldi +rassicurato riprese il suo disegno di manovrare contro la sinistra del +nemico.» + +10º Errore. — _Gli spropositi intorno a questa giornata sono tanti, che +davvero non ci è che una frase sola per confutarli: tutto falso. Falso +che il corpo aggirante di sinistra, Von Mechel, passasse il Volturno +a Caiazzo; falso che mirasse a Caserta; falso che attaccasse il Bixio +a Maddaloni solo per tenerlo a bada. Von Mechel era già da giorni di +qua dal Volturno; veniva dalla grande strada di Piedimonte d’Alife, +marciava direttamente su Maddaloni coll’intendimento di sfondare +l’estrema destra garibaldina e aprirsi di là la via per Napoli. Il +corpo che passò il Volturno presso Caiazzo diretto su Coperta era +quello del Perrone, spalleggiato dal Ruiz, e fu arrestato il 1º +d’ottobre a Castel Morone e fatto prigioniero il 2, non colla sola +opera del Bixio, ma con quella altresì, come dicemmo, di Garibaldi e +del Sacchi che lo circuirono dalla loro sinistra_. + +E basti. Se così nei nostri Istituti militari si insegna la storia +delle battaglie italiane, che cosa sarà mai di quella delle altre +nazioni? + +[136] La comandava il maggiore Carlo Smiles, e non il colonnello +Peard (accrebbe lo sproposito stampando _Pearce_), come scrive il +CANTÙ, _Cronistoria_, vol. III, parte II, pag. 509. Nel rimanente gli +spropositi, e usiamo mite parola, di questo libro sono tanti e tali, +nella parte militare principalmente, che ci è impossibile, non che +confutarlo, leggerla seriamente. + +[137] Erano settemila, sopra un esercito (contando i depositi, +i presidii, i servigi d’amministrazione e d’intendenza) di +trentacinquemila. + +[138] ALBERTO MARIO, _Garibaldi_, pag. 53. + +[139] È però ammiranda, non saprei dire se più per schiettezza o per +abilità, la Nota da lui diretta il 9 novembre alla Prussia, la sola +che coll’Inghilterra non avesse ritirato il suo rappresentante; e +nella quale ribatteva con stupenda eloquenza tutte le censure mosse +all’occupazione delle Marche e dell’Umbria dal barone Schleinitz, +ministro di S. M. Prussiana nella sua Nota del 13 ottobre. Vedi +BIANCHI, _Storia docum_. citata. + +[140] Non la ottenne però che nella seduta dell’11 ottobre, in cui fu +votato quest’Ordine del giorno: + +«La Camera dei Deputati, mentre plaude altamente allo splendido +valore dell’armata di terra e di mare e al generoso patriottismo dei +Volontari, attesta la nazionale ammirazione e riconoscenza all’eroico +generale Garibaldi che, soccorrendo con magnanimo ardire ai popoli +di Sicilia e di Napoli, in nome di Vittorio Emanuele restituiva +agl’Italiani tanta parte d’Italia.» + +E questo articolo di legge: + +«Il Governo del Re è autorizzato ad accettare e stabilire per reali +decreti l’annessione allo Stato di quelle provincie dell’Italia +centrale e meridionale, nelle quali si manifesti liberamente, per +suffragio diretto universale, la volontà delle popolazioni di far parte +integrante alla nostra Monarchia costituzionale.» + +Fu in quel giorno che il conte di Cavour pronunciò uno de’ più +eloquenti ed ispirati discorsi della Tribuna italiana; e, per ardimento +di concetti, uno de’ più rivoluzionari che uomo di Stato abbia +pronunciato da cento anni a quest’oggi. Vedi _Il Conte di Cavour in +Parlamento_, Discorsi raccolti da I. ARTOM e A. BLANC. Un volume. +Firenze, Barbèra, 1868. + +[141] È uno degli scritti più infelice del Farini, che pure ne dettò in +quegli anni di felicissimi. + +[142] Vedi l’Ordine del giorno del 28 settembre 1860. PECORINI, op. +cit. pag. 218-219: + + «Caserta, 28 settembre 1860. + +»Il Quartier generale è a Caserta: i nostri fratelli dell’esercito +italiano comandato dal bravo generale Cialdini combattono i nemici +d’Italia e vincono. + +»L’esercito di Lamoricière è stato disfatto da quei prodi. Tutte le +provincie serve del Papa sono libere. Ancona è nostra: i valorosi +soldati dell’esercito del Settentrione hanno passato la frontiera e +sono sul territorio napoletano. Fra poco avremo la fortuna di stringere +quelle destre vittoriose. + + »_Firmato_: G. GARIBALDI.» + +[143] Frase del Farini a sazietà ripetuta, a sazietà rimproveratagli. + +[144] Questa, secondo la _Presse_ francese, fu la lettera di Garibaldi +al Re, portatagli dal marchese Trecchi: + + «Sire, + +»Congedate Cavour e Farini, datemi il comando d’una brigata delle +vostre truppe; datemi Pallavicino Trivulzio per prodittatore, ed io +rispondo di tutto.» + +Che in fatto di diritto costituzionale tutte le nozioni di Garibaldi +si fermassero alla dittatura, questa lettera lo dimostra. Egli aveva +del Re la stessa idea che ne ha il popolo. Il Re può fare e disfare +i Ministri; i Ministri soli sono i cattivi genii del Re: solo il Re è +buono, anzi bonario, come nei melodrammi, ec. + +[145] Tornata della Camera dei Deputati dell’11 ottobre 1860. + +[146] Sentenza dello ZINI, _Storia_ citata, vol. I, parte II, pag. 757. + +[147] Si sa che il Mazzini rispose con altra lettera sdegnosa, +risolutamente ricusando di partire. + +[148] Ecco la prima parte del decreto del prodittatore Mordini: + +«In virtù dell’autorità a lui delegata, + +»Considerando che i progressi delle armi italiane ravvicinano +sempre più il giorno, nel quale sarà costituito sotto lo scettro +costituzionale di Vittorio Emanuele II il Regno d’Italia; + +»Considerando essere perciò conveniente che la Sicilia si trovi +preparata a pronunziare anch’essa il suo voto per entrare in seno alla +grande famiglia italiana; + +»Volendo a tale oggetto stabilire le condizioni di tempo e di modo; + +»Sulla proposta del Segretario di Stato per l’interno; + +»Udito il Consiglio dei Segretari di Stato; + + »Decreta e promulga: + +»Art. 1º I Collegi elettorali, costituiti ai termini del decreto +dittatoriale del 23 giugno 1860, sono convocati per il giorno 21 +ottobre corrente ad oggetto di eleggere i respettivi loro deputati nel +numero stabilito all’art. 4º del decreto.» + +[149] Gli avversari suoi sostennero che la risposta era stata +sfavorevole addirittura. Ma finora il vero si nasconde per difetto di +documenti. + +Il signor CARANTI però, nelle sue _Notizie intorno al plebiscito delle +Provincie napoletane_ (pag. 330), non s’arrischia ad affermare che il +Dittatore avesse autorizzato il Pallavicino a proporre in Consiglio dei +Ministri quel decreto, nè molto meno promesso di approvarlo. + +[150] _Notizie sul plebiscito nelle Provincie napoletane_, pag. 334. + +[151] CARANTI, _Notizie sul plebiscito_, ec., pag. 335. + +[152] Ecco il Discorso pronunziato in quel giorno: + +«In questa Capitale regna la discordia e l’agitazione. Sapete voi +chi l’ha eccitata? Quegli stessi che mi hanno impedito di combattere +gli Austriaci con quarantacinquemila Volontari; che nell’anno scorso +mi vietarono di accorrere con venticinquemila uomini alla vostra +liberazione; quegli stessi che spedirono La Farina a Palermo, e +chiesero l’immediata annessione, quelli cioè che volevano impedire a +Garibaldi di passare lo Stretto e cacciare Francesco II. Si è gridato: +morte a questo, morte a quello! Si è gridato contro i miei amici. Gli +Italiani non deggiono gridare morte l’uno contro l’altro, essi tutti +deggiono stimarsi ed amarsi, perchè tutti hanno contribuito a fondare +l’unità d’Italia. Quando sorge discordia, accorrete a me. Non venga +una deputazione di marchesi e di principi, ma di semplici popolani, +ed io disperderò i dissidii e tranquillerò gli animi. Ieri vi dissi +che sarebbe venuto il Re. Oggi ho lettera di lui. Il 9 le sue truppe +passarono il confine, e due giorni or sono Vittorio Emanuele si pose +alla testa del suo valoroso esercito. Laonde fra breve noi vedremo +il nostro Re. Durante questo stato di transizione fate che regnino +dovunque la tranquillità, la prudenza, la moderazione; si mostri il +popolo napoletano quel bravo popolo che è. Facciamo l’Italia una, a +dispetto di quelli che la vorrebbero scissa per tenerla schiava!» — +RUSTOW, op. cit., pag. 564. + +[153] Abbiamo sott’occhio tre _Relazioni_ di quella importante riunione. + +_Alcune notizie sul plebiscito delle Provincie napoletane_ di BIAGIO +CARANTI, segretario particolare del Pallavicino, che scrisse colla sua +approvazione, se non può dirsi sotto la sua dettatura. + +Una _Relazione_ del generale TÜRR, pubblicata nel 1869, che parla +dei fatti, a cui fu parte e testimonio. Una _Relazione_ infine del +_Giornale Ufficiale di Napoli_, organo del ministro dell’interno +Conforti, e che si deve ragionevolmente pensare riveduta ed approvata +da lui. Se non che, mentre queste tre _Relazioni_, tutte ugualmente +fededegne, sono concordi nei fatti sostanziali, non lo sono punto +quanto ai particolari e mettono lo scrittore, costretto a prenderle +per fonti, nella più grande incertezza. Sulla impossibilità pertanto +di decidere quale sia la più completa e veridica, ci siamo appigliati +al partito di comporre un’epitome di tutte e tre, scegliendo in ciascun +racconto quelle parti che riferendosi a parole e fatti detti o compiuti +dal raccontatore medesimo, o dal suo diretto ispiratore, v’è fondata +ragione di credere che siano le più genuine. Il caso di veder narrato +diversamente il medesimo fatto dagli stessi testimoni o attori è, pur +troppo, frequentissimo, e fa correre per le vene dei terribili brividi +di dubbio sull’autenticità della storia. + +[154] Il 15 ottobre fu anche il giorno, in cui pubblicava il decreto da +noi citato più innanzi a pag. 225. In quel giorno eran già entrati in +linea sotto Capua a sollievo dei Garibaldini estenuati un reggimento di +linea e tre battaglioni di Bersaglieri dell’esercito settentrionale. + +[155] Il 15 ottobre Garibaldi scriveva e mandava da Sant’Angelo +quest’altro Manifesto: + + «_Per adempiere ad un voto indisputabilmente caro + alla Nazione intera determino:_ + +»Che le Due Sicilie — che al sangue italiano devono il loro riscatto, +e che mi elessero liberamente a Dittatore — fanno parte integrante +dell’Italia una ed indivisibile — con suo re costituzionale Vittorio +Emanuele ed i suoi discendenti. + +»Io deporrò nelle mani del Re — al suo arrivo — la Dittatura +conferitami dalla nazione. + +»I Prodittatori sono incaricati dell’esecuzione del presente decreto. + + »Sant’Angelo, 15 ottobre 1860. + + »G. GARIBALDI.» + +Che voleva egli dire? I Ministri ne furono allarmati e credettero +scorgervi una nuova voltata del Generale, una seconda disdetta del +plebiscito. Non tardarono però a ravvedersi. Garibaldi non aveva voluto +con quelle parole che ripetere il suo programma: unire a quello del +popolo napoletano e siculo il suo voto, e dichiarare che deponeva senza +rancore e senza astio il potere. + +[156] L’aveva annunziata Garibaldi stesso all’esercito meridionale +con queste parole, che sembravano scelte accuratamente per dimostrare +sempre più che nessun antagonismo era possibile fra i due eserciti, +e ch’egli, Garibaldi, tenne la vittoria d’entrambi per vittoria della +sola nazione. + + «_Ordine del giorno 21 ottobre 1860._ + +»Il prode generale Cialdini ha vinto presso Isernia. I Borbonici +sbaragliati hanno lasciato ottocentottanta prigionieri, cinquanta +ufficiali, bandiere e cannoni. + +»Ben presto i valorosi dell’esercito settentrionale porgeranno la mano +ai coraggiosi soldati di Calatafimi e del Volturno. + + »G. GARIBALDI.» + +(PECORINI-MANZONI, op. cit., pag. 291.) + +[157] Aveva seco due brigate della divisione Bixio; la brigata Eber e +De Giorgis della divisione Türr e la Legione inglese. + +[158] Di questo incontro di Garibaldi col Re fu molto favoleggiato. Fra +le altre cose all’epico saluto di Garibaldi fu messa in bocca del Re la +condegna risposta: «Salute al mio migliore amico,» che il Re non diede. + +Anch’io in altri scritti credetti al romanzo. Alberto Mario mi +disinganna. La risposta del Re fu assai più prosaica, ma vogliamo +ritenere non meno cordiale. + +[159] ALBERTO MARIO, _Garibaldi_, pag. 78. + +[160] Forse, accettata l’offerta di Garibaldi, non sarebbe toccato +all’esercito piemontese lo scacco del Garigliano (29 ottobre). Il +tragitto del Garigliano avrebbe potuto essere tentato o almeno +minacciato in più punti e avvenire prima e molto facilmente e +sicuramente. E vado più in là: se Garibaldi fosse stato avvisato +in tempo dell’avanzarsi de’ Sardi, avrebbe potuto passare prima in +qualche punto il Volturno, e impedire o almeno turbare in modo tale ai +Borbonici il passaggio del Garigliano da renderlo loro esiziale. + +[161] Lettera di Garibaldi al re Vittorio Emanuele, 29 ottobre 1861. + +[162] I commenti per quella mancanza furono molti, acerbi e lunghi. Noi +non possiamo credere ad una pensata scortesia; ma nessun impedimento +doveva trattenere Vittorio Emanuele dal rendere all’esercito +meridionale quel meritato onore. Se il giorno 6 il Re era impedito, la +rivista poteva differirsi, ma egli doveva assistervi. + +Altre volte, in quei giorni, il Re, mal consigliato, mancò alle forme +della cortesia, che erano in quel caso anco le forme della buona +politica. + +Così, per esempio, fece scrivere al generale Della Rocca un Ordine del +giorno di encomio all’esercito garibaldino, che poteva scrivere egli +stesso! + +[163] + + «Ai miei compagni d’armi. + +»Penultima tappa del risorgimento nostro noi dobbiamo considerare il +periodo che sta per finire, e prepararci ad attuare splendidamente lo +stupendo concetto degli eletti di venti generazioni, il cui compimento +assegnò la Provvidenza a questa generazione fortunata. + +»Sì, giovani! L’Italia deve a voi un’impresa che meritò il plauso del +mondo. + +»Voi vinceste; — e vincerete, — perchè siete ormai istrutti nella +tattica che decide delle battaglie! + +»Voi non siete degeneri da coloro ch’entravano nel fitto profondo +delle falangi macedoniche, e squarciavano il petto ai superbi vincitori +dell’Asia. + +»A questa pagina stupenda della storia del nostro paese ne seguirà +una più gloriosa ancora, e lo schiavo mostrerà finalmente al libero +fratello un ferro arruotato che appartenne agli anelli delle sue +catene. + +»All’armi tutti! — tutti; e gli oppressori — i prepotenti sfumeranno +come la polvere. + +»Voi, donne, rigettate lontano i codardi: — essi non vi daranno che +codardi; — e voi, figlie della terra della bellezza, volete prode e +generosa prole. + +»Che i paurosi dottrinari se ne vadano a trascinare altrove il loro +servilismo, le loro miserie. + +»Questo popolo è padrone di sè. Egli vuol essere fratello degli altri +popoli, ma guardare i protervi con la fronte alta; non rampicarsi +mendicando la sua libertà — egli non vuole essere a rimorchio d’uomini +a cuore di fango. No! no! no! + +»La Provvidenza fece dono all’Italia di Vittorio Emanuele. Ogni +Italiano deve rannodarsi a lui — serrarsi intorno a lui. Accanto al Re +Galantuomo ogni gara deve sparire, ogni rancore dissiparsi! Anche una +volta io vi ripeto il mio grido: all’armi tutti! tutti! Se il marzo +del 61 non trova un milione d’Italiani armati, povera libertà, povera +vita italiana!... Oh! no: lungi da me un pensiero che mi ripugna come +un veleno. Il marzo del 61, e, se fa bisogno, il febbraio, ci troverà +tutti al nostro posto. + +»Italiani di Calatafimi, di Palermo, del Volturno, di Ancona, di +Castelfidardo, d’Isernia, e con noi ogni uomo di questa terra non +codardo, non servile; tutti, tutti serrati intorno al glorioso soldato +di Palestro, daremo l’ultima scossa, l’ultimo colpo alla crollante +tirannide! + +»Accogliete, giovani Volontari, resto onorato di dieci battaglie, una +parola d’addio! Io ve la mando commosso d’affetto dal profondo della +mia anima. Oggi io devo ritirarmi, ma per pochi giorni. L’ora della +pugna mi ritroverà con voi ancora — accanto ai soldati della libertà +italiana. + +»Che ritornino alle loro case quelli soltanto chiamati da doveri +imperiosi di famiglia, e coloro che gloriosamente mutilati hanno +meritato la gratitudine della patria. Essi la serviranno nei loro +focolari col consiglio e coll’aspetto delle nobili cicatrici che +decorano la loro maschia fronte di venti anni. All’infuori di questi, +gli altri restino a custodire le gloriose bandiere. + +»Noi ci ritroveremo fra poco per marciare insieme al riscatto dei +nostri fratelli, schiavi ancora dello straniero, noi ci ritroveremo fra +poco per marciare insieme a nuovi trionfi. + + »G. GARIBALDI.» + +[164] L’_Examiner_ citato dal _Giornale Ufficiale di Napoli_, quando +però Garibaldi era ancora Dittatore. + +[165] Garibaldi tentò istituire a Napoli anche i giurati (decreto del +Dittatore, 11 settembre 1860); ma non avendo il Ministero Conforti +stimato opportuno di introdurre i codici che erano necessario +compimento alla Giuría, il decreto restò lettera morta. + +[166] + + «MINISTERO DELLA GUERRA. + + »_Circolare a tutti gl’Ispettori delle diverse armi._ + +»In ordine a quanto prescrisse il Dittatore a Palermo, io rendo noto +che l’uniforme da adottarsi per l’armata sarà perfettamente identico a +quello dell’armata del re Vittorio Emanuele. + +»I modelli di ogni arma saranno esposti nelle sale di questo Ministero, +affinchè tutti possano uniformarvisi esattamente. + + »_Il Ministro:_ COSENZ.» + +[167] Decreto. Palermo, 22 giugno 1860; e Napoli, 12 settembre 1860. + +[168] Decreto. Napoli, 11 settembre 1860. + +[169] Decreto. Napoli, 11 settembre 1860. + +[170] Decreto. Napoli, 19 settembre 1860. + +[171] Decreto. Napoli, 19 settembre 1860. + +[172] Il primo prestito lo fece il Depretis all’82-1/2 ed al 5%, +accettando in pagamento anche le cartelle del prestito siciliano del +1848 fino al limite della metà del prezzo della rendita medesima. + +Il Mordini ne fece un secondo, comperando tutta l’antica e nuova +rendita. Fu questa operazione che il Cordova accusò di svantaggiosa +(Camera dei deputati, seduta del 28 giugno 1860); ma che il Mordini +difese valorosamente, riassumendo così la sua argomentazione: + +«Riassumendomi, dico che la sola o quasi sola mia risorsa fu +l’alienazione dell’antica e della nuova rendita. La prima fece +entrare nelle casse dello Stato lire 841,500, la seconda 7,743,500, +in tutto 8,585,000; somma che, unita a quella di 896,760 ricavata dal +prodittatore Depretis, dà un totale di 9,481,760. + +»Queste furono le risorse straordinarie di una rivoluzione di sei mesi, +9,481,760.» (_Atti della Camera dei Deputati_, tornata del 1º luglio +1861, vol. II, pag. 1681.) + +[173] Filippo Cordova, nel già citato suo discorso e in quello +successivo del 1º luglio 1861. + +[174] L’unico abuso di cui fu accusata la Dittatura, in materia di +finanza, fu d’aver messo mano sui depositi dei privati, giacenti sul +Banco di Napoli. + +Il deputato Crispi, nella tornata predetta, tolse a dimostrare: 1º Che +l’accusa di violazione dei depositi è male indicata, perchè il Governo +dittatoriale non fece che prendere il fondo di guarentigia ch’egli +aveva presso il Banco stesso; 2º Che quando mai un simile addebito va +rivolto ai Ministri di parte moderata, che sedevano presso Garibaldi +dal 28 giugno al 22 luglio 1860. + +[175] Vedi Interpellanza sulle condizioni di Napoli e Sicilia dei +deputati Massari e Paternostro nella tornata del 2 aprile 1861. + +[176] Queste cose le ripeteva spesso; lo ridisse anche ad una +Commissione d’Inglesi, fra cui il duca di Southerland, andato a Caprera +tra il 12 e il 13 gennaio coll’apparente scopo di visitarlo, col reale +di dissuaderlo dal pensiero d’una spedizione nella Venezia. A questa +proposizione il Generale rispose: + +«L’Ungheria e le provincie danubiane sono pronte a sollevarsi, e il +moto si estenderà infallibilmente alle coste adriatiche. Venezia +freme sotto il giogo; e da Venezia la rivoluzione si estenderà al +Tirolo italiano. In quindici giorni si può mettere il fuoco da Mantova +a Galatz, e quando questa immensa rivoluzione in luogo d’essere +abbandonata alle sole sue forze, come suole avvenire in simili casi, +fosse sostenuta da un’armata italiana, capace non di vincere, secondo +il nostro avviso, ma di tenere in iscacco l’austriaca, non credete che +le probabilità a noi favorevoli siano meravigliosamente accumulate e +che noi azzardiamo assai meno che non sembri? + +[177] Il generale Türr e G. B. Cuneo. Vedi una corrispondenza da +Caprera alla _Perseveranza_ del 23 gennaio 1861. + +[178] Lettera di Garibaldi al Bellazzi del 29 dicembre 1860: + + «Caprera, 29 dicembre 1860. + + »Caro Bellazzi, + +»Io desidero l’apertura concorde di tutti i Comitati italiani per +coadiuvare al gran riscatto. Così Vittorio Emanuele, con un milione +d’Italiani armati, questa primavera chiederà giustamente ciò che manca +all’Italia. + +»Nella sacra via che si segue io desidero che scomparisca ogni indizio +di partiti, i nostri antagonisti sono un partito, essi vogliono +l’Italia fatta da loro col concorso dello straniero e senza di noi. +Noi siamo la nazione, non vogliamo altro capo che Vittorio Emanuele; +non escludiamo nessun Italiano che voglia francamente come noi. +Dunque sopra ogni cosa si predichi energicamente la concordia, di cui +abbisogniamo immensamente. + + »Vostro G. GARIBALDI.» + +(_Pungolo_ di Milano, 9 gennaio 1861.) + +[179] Il generale Bixio non accettò l’incarico, riservandosi di +conferire col generale Garibaldi a Caprera. + +[180] _Perseveranza_, 23 gennaio 1861. + +[181] Lettera del 29 ottobre di Garibaldi a Vittorio Emanuele, già +citata. + +[182] Decreto in data di Napoli 11 novembre, e Ordine del giorno del +Comando supremo dell’esercito, firmato dallo stesso Vittorio Emanuele, +in data del 12. + +[183] Fu il Fanti che nella tornata della Camera dei Deputati del +23 marzo 1861 li dichiarò 7013, e come l’esercito garibaldino, tutti +compresi, ondeggiò sempre tra i 35 e i 40,000, la proporzione sarebbe +di un ufficiale per 5 soldati e 5/8. + +[184] Io pure, come ufficiale dimissionario dell’esercito meridionale, +partecipai a quel litigio e mi spetta quindi la mia parte di torto. +A quei giorni credeva alla possibilità della nazione armata; pur +conservando l’esercito permanente, volevo anch’io che un secondo +esercito di Volontari, modellato sui Volontari inglesi, lo integrasse +e rafforzasse. Però soltanto in questa istituzione vedevo la soluzione +della questione dell’esercito meridionale, e gridavo con quanto +fiato avevo in gola perchè il Governo s’affrettasse a decretarla. +Mi illudevo. Contavo sopra uno spirito militare che gl’Italiani non +hanno e non ebbero mai. I _Volontari_ sarebbero morti come la _Guardia +nazionale mobile e stanziale_, come i _Tiri a segno_. L’Italia ha +potuto dare a Garibaldi dai trentamila ai quarantamila Volontari +(tanti ne ebbe nel 1866) per uno scopo determinato e per un breve +periodo; ma un grande esercito di cento o dugentomila uomini, tali che +rispondessero veramente al nome ed allo scopo di _Nazione armata_, e +da uguagliare per numero ed organismo la forza dei _Rifles Volunteers_, +o delle _Landwehr_ e delle _Landsthurm_ tedesche, l’Italia non potè nè +volle allora, non potrà nè vorrà darlo giammai. L’Italia non è capace +d’altre istituzioni militari, che di quelle che la legge impone e lo +Stato fonda ed alimenta. Oltre di che, l’esperienza ha chiarito anche +me, tardi, ma in tempo, che un Corpo permanente di Volontari, comandato +da Garibaldi e dai Garibaldini, sarebbe degenerato immediatamente in +un corpo politico, antagonista nato dell’esercito stanziale, probabile +strumento di tutte le rivoluzioni, causa perpetua di guai, o almeno +d’allarmi alla nazione. Però la risoluzione del Petitti di sciogliere +il Corpo de’ Volontari e d’incorporarne gli ufficiali nell’esercito +fu la più saggia che Ministro della guerra abbia presa. Ebbe un solo +difetto, d’essere tardiva. Il Fanti è dubbio assai se l’avrebbe presa. +Egli nutriva contro l’esercito di Garibaldi un’avversione invincibile. +Come corpo separato e ausiliare dell’esercito, li avrebbe subiti; +come parte dell’esercito stesso non li avrebbe accettati mai. Ed anche +come Corpo di Volontari non sapeva decidersi nè a trasfondergli vita +organica e durevole, nè a discioglierlo. Qui stava il maggior suo +torto. Agiva come uomo che, fatta una incresciosa eredità, non osa +rifiutarla; ma pensa disfarsene lentamente, lasciandola consumare dal +tempo. E parlava anche peggio che non agiva. Infelice oratore, non +sapeva nè riscaldar la lode coll’affetto, nè ammorbidire la censura +colla cortesia. Però inacerbiva gli animi e rendeva sempre più aspro il +conflitto. + +[185] Al Bellazzi aveva scritto sino dal 29 dicembre 1860: + + «Caprera, 29 dicembre 1860. + + »Caro Bellazzi, + +»Per circostanze eccezionali io non posso accettare candidatura alcuna +a deputato. Desidero che ciò sia notorio a tutti i Collegi, onde +evitare l’inconveniente di dover addivenire ad altre elezioni. + +»Sono + + »Suo + »G. GARIBALDI.» + +(Pungolo di Milano, 8 gennaio 1861.) + +[186] I giornali moderati avevano stampato che Garibaldi era venuto a +Torino per invito del conte di Cavour. Il Generale lo smentì con questa +lettera al Direttore del _Diritto_: + + «Signore, + +»Un foglio di Torino pubblica che io venni qui chiamato dal conte di +Cavour. + +»Questa notizia è del tutto inesatta. + + »Torino, 3 aprile 1861. + + »G. GARIBALDI.» + +[187] Ecco testualmente la lettera: + + «Signor Presidente, + +»Alcune mie parole malignamente interpretate hanno fatto supporre un +concetto contro il Parlamento e la persona del Re. + +»La mia devozione ed amicizia per Vittorio Emanuele sono proverbiali in +Italia, e la mia coscienza mi vieta di scendere a giustificazioni. + +»Circa al Parlamento nazionale, la mia vita intera, dedita +all’indipendenza e alla libertà del mio paese, non mi permette neppure +di scendere a giustificarmi d’irriverenza verso la maestosa Assemblea +dei rappresentanti di un popolo libero, chiamata a ricostituire +l’Italia e collocarla degnamente accanto alle prime nazioni del mondo. + +»Lo stato deplorabile dell’Italia meridionale e l’abbandono in cui si +trovano così ingiustamente i valorosi miei compagni d’armi, mi hanno +veramente commosso di sdegno verso coloro che furono causa di tanti +disordini e di tanta ingiustizia. + +»Inclinato però alla santa causa nazionale, io calpesto qualunque +contesa individuale, per occuparmi unicamente ed indefessamente di +essa. + +»Per concorrere quanto io posso a cotesto grande scopo, valendomi +dell’iniziativa parlamentare le trasmetto un disegno di legge per +l’armamento nazionale e la prego di comunicarlo alla Camera secondo le +forme prescritte dal Regolamento. + +»Nutro la speranza che tutte le frazioni della Camera si accorderanno +nell’intento di eliminare ogni superflua digressione, e che il +Parlamento italiano porterà tutto il peso della sua autorità nel dare +spinta a quei provvedimenti che sono più urgentemente necessari alla +salute della patria. + + »Torino, 12 aprile 1861. + + »G. GARIBALDI.» + +[188] Ed ecco i principali articoli del suo progetto: + +«Art. 1º La Guardia nazionale sarà ordinata in tutto il Regno giusta +le prescrizioni delle leggi vigenti nelle antiche provincie colle +modificazioni portate dagli articoli seguenti. + +»Art. 2º I corpi destinati per far servizio di guerra prenderanno il +nome di Guardia mobile. Essa sarà formata in divisioni, in conformità +dei regolamenti dell’armata di terra. + +»Art. 3º Sono chiamati a far parte della Guardia mobile tutti i +regnicoli che hanno compiuto il 18º e non oltrepassano il 35º anno di +età. + +»Art. 4º Le armi, il vestito, il corredo, i cavalli e tutto il +materiale da guerra necessario alla Guardia mobile sarà fornito +interamente a carico dello Stato. + +»Art. 5º Il contingente della Guardia mobile è ripartito per provincie, +per circondari, per mandamenti, a proporzione della popolazione. I +militi sono chiamati al servizio in base della legge sul reclutamento +dell’esercito e delle altre leggi vigenti. La durata del servizio è +regolata dall’art. 8 della legge 27 febbraio 1859.» + +Con altri articoli erano dichiarati esenti i facenti parte +dell’esercito e dell’armata, gl’inabili, gli unici, i primogeniti +orfani, ec., e coll’ultimo aprivasi un credito di trenta milioni per +l’armamento della Guardia stessa. + +[189] Furono superflue. La questione dei _Cacciatori_ era morta e +sepolta, e a nulla giovava il rivangarla. È vero che Garibaldi vi +fu provocato dalle parole del conte di Cavour; ma sarebbe stato più +generoso e certamente più abile lasciar cadere l’invito. Oltredichè +avevan ragione entrambi: ragione il Cavour, che primo istitutore e +protettore di quel Corpo fosse stato lui; ragione Garibaldi di dolersi +delle difficoltà suscitategli in cammino, e degli scarti dell’esercito +mandati a lui, e del Corpo degli _Appennini_ promessogli dal Re e +rifiutatogli dal Ministero, e di tant’altre angheríe. Nei discorsi +così di Cavour che di Garibaldi sono però notevoli due cose: la prima +che Garibaldi si sia dimenticato d’aver chiesto i _Cacciatori degli +Appennini_ non una, ma due volte: una a Treponti, e l’altra molto prima +a Chivasso nel momento di intraprendere la sua marcia in Lombardia; la +seconda che il conte di Cavour per iscusarsi di non avergli mandati +i _Cacciatori degli Appennini_, gli abbia dato poi ragione che, +avendo egli sempre stimata la Valtellina «un teatro disadatto alla +sua capacità,» quella forza su quei gioghi sarebbe stata perduta, +come già la furono i _Cacciatori delle Alpi_. Ottima ragione, e che +dimostra, oltre a tante altre cose, che il conte di Cavour ne capiva +delle faccende della guerra assai più di coloro che avevan l’ufficio di +governarle. + +E finiremo la nota con un’altra osservazione. Il generale Petitti alla +fine della seduta del 20 aprile lesse un telegramma del La Marmora, +nel quale questi smentiva l’asserzione di Garibaldi, che i Volontari +più idonei fossero costretti a entrar nell’esercito e soltanto gli +scarti lasciati andare nei _Cacciatori_. Il generale La Marmora diceva +il vero, «nessun ordine costringeva i Volontari a entrare piuttosto +in un corpo che nell’altro»; ma in ogni ufficio d’arruolamento, me +testimonio, c’era uno o più ufficiali che consigliavano i più aitanti a +preferire l’esercito ai Volontari. + +[190] I giornali di Sinistra vollero vedervi la mano del conte di +Cavour; ma basta la memoria della sua grande accortezza, non che del +suo forte ingegno e del suo nobile carattere, per purgarlo d’ogni +accusa. + +Lo Zini invece «sospetta li caporali di parte sua, e principalmente di +quel manipolo che intorno al Minghetti s’avvoltacchiava.» (Op. cit.) + +[191] Son testuali parole della _Monarchia Nazionale_ di Torino, organo +del _terzo partito_, e per i suoi intimi rapporti col Depretis, col +Rattazzi e gran parte della Sinistra, in grado d’essere bene informato. + +[192] Vedi NICOMEDE BIANCHI, _Il conte di Cavour_, pag. 83. + +[193] Nizza probabilmente. + +[194] Alludiamo all’assassinio, di cui doveva essere vittima nel +1860. L’ammiraglio Persano nel suo _Diario_ (parte I, pag. 30 e 40) +ne parla distesamente. Certo Valentini, caporale della fanteria di +marina borbonica, era partito da Napoli col disegno di uccidere il +Generale. Il Persano ne fu avvertito prima dal conte di Cavour, poi dal +Villamarina, sicchè corse immediatamente ad informarne il Generale, +pregandolo a premunirsi; ma il Generale non se ne volle curare! e +solo per compiacere l’Ammiraglio ne fece parola sorridendo ad un suo +aiutante di campo. + +Il Valentini tra il 15 e il 16 sbarcò a Palermo, ma essendosi accorto +d’essere tenuto d’occhio dalla Polizia, si gettò in mare e a nuoto +riparò sulla _Partenope_, una delle fregate della marina napoletana che +ancoravano a quei giorni nella rada di Palermo. + +[195] Dal _Movimento_ di Genova, 18 agosto 1861. + +[196] Egli mandò per avere il consiglio del Re e dei Ministri il +colonnello Trecchi, il quale ne ricevette quella risposta. + +[197] La lettera si legge nei giornali americani, ed era del seguente +tenore: + + «_Al Console degli Stati Uniti d’America._ + + »Caprera, 10 settembre 1861. + + »Caro Signore, + +»Ho veduto il signor Sanford, e sono dolente d’esser costretto a dire +che non posso andare pel presente agli Stati Uniti. Non dubito del +trionfo della causa dell’Unione, e che avvenga presto; ma se la guerra +dovesse per mala sorte continuare nel vostro paese, io vincerò tutti +gli ostacoli che mi trattengono, e mi affretterò a venire alla difesa +di quel popolo che mi è tanto caro. + + «G. GARIBALDI.» + +[198] Parole di Celestino Bianchi, segretario generale del Ministero +dell’interno, in una sua lettera a Pier Carlo Boggio, deputato al +Parlamento, intitolata: _Il barone Ricasoli, Mazzini, Garibaldi e i +Comitati di provvedimento._ Torino, 1862, pag. 11. + +[199] Una notizia dell’_Italie_ giornale ufficioso, telegrafata il +9 (sera) dall’Agenzia Stefani a tutta la stampa, diceva: «Secondo le +nostre informazioni, la conferenza di ieri tra Garibaldi e Rattazzi +avrebbe avuto importantissimi risultati, di natura da esercitare grande +influenza sui destini del paese.» + +[200] Li dovevano comandare il maggiore Bideschini e il capitano +Baghino. Giuseppe Guerzoni doveva tenere le funzioni di Capo di Stato +Maggiore. I Carabinieri si organizzavano in Genova, onde il nome di +_Carabinieri genovesi_, e gli arruolati ai primi d’aprile sommavano già +a millecinquecento. + +[201] Il fatto fu negato invano. Il Crispi l’affermò recisamente in +pieno Parlamento (_Seduta del 3 giugno 1861_) ed al Rattazzi stesso +mancò l’animo di smentirlo. Del resto noi abbiamo l’aneddoto dalle +labbra stesse del dottor Ripari, che fu appunto la persona incaricata +da Garibaldi di chiedere al commendator Capriolo, segretario generale +dell’Interno e _alter ego_ del Rattazzi assente, la consegna della +somma promessa. + +[202] Vedi GIUSEPPE PASOLINI, _Memorie raccolte da suo figlio_. Imola, +tip. I. Galeati, 1880, pag. 297. + +[203] Val la pena di riprodurre qui il discorso di Garibaldi +pronunziato nel teatro di Parma che venne dai giornali travisato. + +Lo togliamo dalla _Gazzetta di Parma_ del 2 aprile: + +«Io vi spiegherò le condizioni presenti. — Io sono repubblicano — +benchè molti credano farsi un delitto il dirlo, non lo nascondo. — +_Alle grida che s’innalzavano nella sala, soggiunse:_ Ricordatovi +che siamo forti, ma i forti sono tranquilli e calmi e colla calma +faremo fatti. Io voglio farvi un’ipotesi — supponete che siamo qui +in cento: se sono ottanta che vogliono un governo o venti un altro, +i venti che violentano la volontà degli ottanta sono despoti, sono +tiranni. Ma quegli ottanta sarà il governo del popolo, quello sarà la +mia repubblica. Ora dunque abbiate in mente la concordia, lasciamo da +parte i torti ricevuti per la causa italiana. — Io posso esser certo +che quando in nome della patria e del Re vi chiamerò, tutti verrete. +(_Sì, sì prolungati._) Ora tornando all’ipotesi, gli ottanta hanno +già accettato quel programma col quale dal Ticino ci accampammo alle +falde del Vesuvio; voi ben lo conoscete — _Italia e Vittorio Emanuele_ +— e mentre noi esprimiamo il nostro principio, noi seguiremo quel +programma. Chi non segue quel programma deve essere considerato come +nemico della patria. Siamo leali; se l’abbiamo accettato, seguiamolo. +Ricordiamo la concordia. + +_Al grido di viva Mazzini_ disse che incaricato di parlare a Rattazzi +e al Re per il richiamo di Mazzini, il fece e spera che non vi siano +serii ostacoli, non essendovi ormai che un punto legale da sciogliere +che egli non saprebbe spiegare. _Al grido di viva Mazzini egli ripete:_ +Io vi accompagno, ma io ve l’ho detto: il popolo forte deve essere +calmo e concorde — _Viva Vittorio Emanuele_ — (Si ripeterono le grida: +_Viva Vittorio Emanuele_.) Ho fatto un discorso, esso conchiuse, che +passa di molto la mia capacità; ma colla vostra fisonomia marziale e +franca mi avete dato l’energia di parlare: vi saluto con affetto, o +degni figli del lavoro, vi raccomando la concordia: nella concordia +sta la salute della patria. Mantenetevi buoni — sarò con voi sino alla +morte.» + +[204] Egli infatti scriveva: + + «Trescorre, 6 maggio 1862. + +»Nel 5 maggio in Trescorre ho potuto corroborarmi nel concetto che si +meritano i miei correligionari politici — confermarmi che non ci può +essere democrazia senza onestà d’intendimento e rispetto alla volontà +nazionale. + +»Non più diffidenze dunque in un paese che deve trovarsi compatto +nelle ultime battaglie dell’indipendenza. I membri del Consiglio +dell’Associazione emancipatrice, eletti nell’adunanza generale +di Genova, che si componeva dei delegati di tutte le Associazioni +liberali d’Italia, confermarono in questo solenne anniversario il +patto fondamentale, su cui posa l’avvenire della patria; il concerto +che lega questa nazione, che vuole risorgere tutta, al suo Re leale e +galantuomo. + +»I nostri convincimenti furono trovati da noi tutti consentanei al +nobile plebiscito siculo-napolitano, al programma glorioso delle nostre +vittorie. + +»_Italia e Vittorio Emanuele!_... Ecco la nostra bandiera, ecco il +voto consacrato dalle moltitudini, proclamato oggi dall’entusiasmo per +il Re guerriero di mezzo milione di popolo, a cui fanno eco tutte le +popolazioni. — Ecco la mèta a cui devono tendere tutte le aspirazioni. +— Ecco finalmente il vangelo politico su cui posero la destra, ieri — +uomini che mi onoro di chiamare fratelli, uomini che l’Italia ed il +Re troveranno sempre cooperatori sulla via che conduce alla intera +nazionale rigenerazione. + + »G. GARIBALDI.» + +[205] Citiamo i colonnelli Nullo, Missori, Guastalla, Corte, Cattabene, +i maggiori Cucchi, Mosto, Lombardi, Bedeschini, il dottor Ripari, +Benedetto ed Enrico Cairoli, i trentini Ergisto Bezzi, Filippo Manci, +Pietro Martini; Paolo Francesco Savi di Genova, Alberto Mario, e +potremmo raddoppiare la schiera. + +[206] Vedi Circolare del Ministero dell’interno, 15 aprile 1862. + +[207] «Taluni male interpretarono la mia protesta sul _Diritto_. +Soldato italiano, non ebbi, nè poteva avere, intenzione di lanciare +contumelie contro l’esercito italiano, gloria e speranza della +nazione. Volli soltanto dichiarare che dovere dei soldati italiani +è di combattere i nemici della patria e del Re, e non di uccidere e +ferire inermi cittadini. — Se il Comandante di Brescia avesse potuto +provvedere secondo gl’impulsi del proprio cuore, non avremmo oggi da +maledire chi fu la causa della strage, nè lamentare vittime di quel +popolo generoso. Alle frontiere e sui campi di battaglia la milizia — +quello e non altro è il suo posto. + + »GARIBALDI.» + +Supplemento del _Pungolo_ di Milano del 23 maggio 1862. + +[208] Vedi _Diritto_ del 4 giugno 1862. + +[209] Vedi negli _Atti parlamentari_, Lettera di Garibaldi del 2 giugno +1862. + +[210] Tornata della Camera dei Deputati del 3 giugno 1861. + +[211] Ci conviene tuttavia essere più esatti. Per molto tempo nella +mente di Garibaldi l’impresa veneta e la greca andarono di conserva: +l’una a’ suoi occhi non escludeva l’altra, a vicenda forse si +aiutavano. Anzi fra il 7 e l’8 maggio avendo il Generale ricevuto una +visita del generale Di Saint-Front, aiutante di campo del re Vittorio +Emanuele, si notò che per due o tre giorni le idee e gli ordini del +Generale cambiarono totalmente; talchè la spedizione in Tirolo parve +messa in disparte e quella per l’Oriente ripresa più alacremente. +Tanto vero che il maggiore Bideschini ebbe l’ordine di scegliere tra +i giovani raccoltisi a Genova una grossa schiera, di unire ad essa +una mano di marinai e di tenerli tutti preparati ad un imbarco. (Vedi +_Garibaldi_, per F. BIDESCHINI, pag. 25.) Se non che, prevalendo +probabilmente l’impazienza generosa dei Veneti e dei Trentini, e +continuando ad affluire in Lombardia nuovi Volontari, Garibaldi lasciò +che la prima trama del Trentino fosse ravviata e condotta fino al +termine in cui la vedemmo troncata. + +[212] Io era a que’ giorni segretario particolare capo del Gabinetto +del ministro dei lavori pubblici, Agostino Depretis; ma, come ognuno +sa, ero nello stesso tempo soldato ed amico di Garibaldi, col consenso +del quale soltanto mi ero indotto ad accettare il posto di fiducia che +l’onorevole Depretis mi aveva offerto. Ora io non appaio certamente +questi due fatti per dare a credere che io tenessi nel Governo alcun +importante e molto meno segreto ufficio politico; ma li ricordo +soltanto per chiarire come la mia origine, il modo della mia elezione, +la mutua confidenza di cui mi onoravano il generale Garibaldi e il +ministro Depretis, facessero di me qualcosa di diverso, per lo meno, +d’un burocratico qualsiasi e mi mettessero quindi in grado di essere +più addentro di molti altri miei colleghi in taluni negozi; in quelli +specialmente che concernevano la principale materia degli accordi a +quei giorni avviati tra il Governo e il Generale. + +Ora dunque, essendomi recato nell’ultima settimana d’aprile a Desenzano +per vedervi il Generale e sentire da lui a che punto stessero le cose +circa a quei _Carabinieri genovesi_, dei quali ero predestinato a +diventare il Capo di Stato Maggiore, il Generale mi rispose col suo +ordinario laconismo: «Presto spero che faremo qualche cosa; fatene +un cenno anche a Depretis, e tenetevi pronto.» Tornato a Torino come +il Generale mi aveva detto, riferii il breve dialogo al Ministro, +che ascoltò quasi senza rispondere; e non mi lasciò in alcun modo +intravedere quello ch’egli pensasse di quella mia confidenza. Io non +dirò come de’ particolari fossi informato quasi giorno per giorno dagli +altri miei amici e commilitoni. Soltanto ai primi di maggio dovendo io +accompagnare il ministro Depretis a Napoli, scrissi al Generale anche +a nome di Bixio, che era a parte di tutta la trama (Vedi _Vita di Nino +Bixio_, pag. 306 e seg.), se potevamo fare impunemente il viaggio senza +pericolo di perdere il nostro posto nella impresa che tutto faceva +credere imminente. Ma egli mi rispose: «Partite pure: occorrendo vi +chiamerò.» Ed io, rassicurato come la cosa non fosse così prossima +come si vociferava, partii, e soltanto in mare, tornando da Sicilia, +seppi con qualche certezza le notizie degli arresti di Palazzolo e +di Sarnico. Allora, appena arrivato a Torino, e meglio conosciuti +tutti i particolari degli eventi, udito il consiglio de’ miei amici, +reputai di non poter più servire convenevolmente un Ministero che dopo +aver fino alla vigilia parte congiurato col Generale, parte tollerato +ad occhi chiusi ch’egli cospirasse con chi voleva, gli si avventava +contro all’improvviso e lo trattava come ribelle e poco meno che +nemico. E questa pertanto fu l’unica cagione della dimissione ch’io +diedi, in quei termini forse un po’ troppo vivaci che la giovinezza +dovrebbe scusare, al ministro Depretis. Se poi in Parlamento taluni +Deputati vollero farsi della mia nomina come della mia rinunzia un’arma +di partito e tirarne a forza illazioni esorbitanti dalla logica e +dalla verità, ciò poteva attristarmi, ma non era in me d’impedirlo. +Io m’ero risolto a quell’atto per un profondo sentimento di dovere; +ma ero il primo a dolermi del rumore che esso veniva facendo, e non +l’avrei certamente voluto ingrossare con nuove polemiche che avrebbero +richiesto di necessità nuove rivelazioni e generati scandali maggiori. +Però se anche oggi dopo venti anni ne parlo, gli è solo perchè la +necessità di questa storia mi vi trascina, e ciò nonostante resta +ancora una parte della verità che stimo debito mio il tacere. Spero +tuttavia che anche il poco che ne ho detto varrà a consigliare il +signor Zini ad una onorevole ammenda. Egli nella sua _Storia_ (vol. I, +parte II, pag. 1021) ha tassata la mia rinuncia di «triste vanità;» +ma confido che dopo le spiegazioni da me date vorrà dolersi della +sua frase e pronunciar di me più benigna sentenza. Quando nol facesse +saprei ben passarmene, ma egli m’avrebbe dato il diritto di dire che se +tutti gli uomini e tutte le cose, delle quali giudica e manda nella sua +_Storia_, sono trattati colla stessa conoscenza de’ fatti, ponderatezza +di giudizio e temperanza di stile con cui trattò il mio minuscolo +aneddoto, non c’è più in tutti i suoi quattro volumi una sola parola +degna di fede. + +[213] _Frammenti_ citati, pag. 13 e 14. + +[214] Lo accompagnarono a Palermo, oltre il figlio Menotti, Enrico +Guastalla, Giuseppe Missori, Giacinto Bruzzesi, Agostino Lombardi, +Giuseppe Guerzoni, Giovanni Basso e in qualità di segretario Giuseppe +Civinini. + +[215] Troviamo la frase in un periodo dei citati _Frammenti_, pag. 16: + +«Addio Marsala! terra di felice augurio. — Anche questa volta il tuo +bravo popolo mi spinse ad opera buona — e rispose con risoluzione ed +entusiasmo al mio grido di _Roma o Morte_ — che il dispotismo crede +d’aver sepolto con due palle di carabina; ma ch’io spero non passerà +molto — udremo risuonare ancora più terribile di prima. — E come +riveder Marsala senza concepire il progetto di ripigliare il tronco +cammino? Forse perchè Buonaparte lo vietava? Ed io ho mai temuto +Buonaparte? + +»Oh! Italiani — penetratevi una volta delle mie ragioni e persuadetevi +che i tiranni hanno paura, se non si temono.» + +[216] Giuseppe Guerzoni, Enrico Guastalla, Giovanni Chiassi. Accennai +il fatto anche nella mia _Vita di Nino Bixio_, pag. 309. + +[217] Fu scritto da Giuseppe Civinini, che faceva allora da suo +segretario. + +[218] Proclama del Re agl’Italiani, del 3 agosto 1862. + +[219] Così la lettera dell’Albini come la risposta del Generale furono +vedute dal generale Cugia e dal deputato Miceli, che l’attestarono +nella tornata della Camera dei Deputati del 25 novembre 1862. + +[220] Ciò è attestato, fra gli altri, dall’Autore della _Verità sul +fatto d’Aspromonte per un testimonio oculare_. Milano, 1862, pag. 26. +Che la lettera poi fosse quella dell’ammiraglio Albini è supposizione +nostra, ragionevole crediamo, ma pur sempre supposizione. + +[221] Vedi su questo e molti altri particolari _Aspromonte, Ricordi +storici militari_ del marchese RUGGERO MAURIGI, già aiutante del +generale Garibaldi. Torino, 1862; fedele ed accuratissimo diario. + +[222] Ci studieremo di colmar noi le principali, con postille cavate +dai nostri personali _Ricordi_ e dagli altri documenti che abbiamo fra +mano. + +[223] L’interrogativo è di Garibaldi; forse egli non ricordava più i +nomi dei due bastimenti, eccoli: _Il Generale Abbatucci_ francese della +Compagnia Valéry francese, e il _Dispaccio_ della Florio, italiano. + +[224] Così il manoscritto, ma il senso riesce alquanto oscuro; +dubitiamo che lo scrittore abbia omesso qualche parola che l’avrebbe +schiarito. Certo voleva dire: se le fregate incrociavano al largo, egli +(Garibaldi) sarebbe passato fra gli scogli dove le fregate non potevano +inseguirlo; se invece ancoravano vicino agli scogli, egli sarebbe +marciato diritto su di esse, passando tanto vicino alle loro batterie +da metterle nell’impossibilità di colpire. + +[225] Voleva dire _penoso, angoscioso_, ec. Ma chi s’occuperebbe a +riveder la lingua a Garibaldi! + +[226] Vapore con cui era passato il generale Bixio nel 60 colla sua +brigata. + +[227] Qui il Generale tace o dimentica che una Deputazione reggiana, +composta dei signori Bolani, Ramirez, Bruno Rossi e Grillo, era venuta +a Sannazzaro per avvertirlo la città essere posta in istato di assedio; +il presidio, triplicato per soccorsi venuti da Messina, forte di +circa quattromila uomini, disposto a sbarrargli il passo; scongiurarlo +fervidamente a risparmiare alla città lo spettacolo e il danno d’una +guerra cittadina. Garibaldi rispose parole concilianti e pacifiche, e +sebben non lo promettesse esplicitamente agli oratori, avea già in cuor +suo fermato di lasciare in disparte Reggio e prendere il sentiero dei +monti. + +[228] Il torrente San Nicolò. + +[229] Devesi aggiungere che la marcia fu molestata da alcune scariche +di moschetteria sparate dalla corazzata regia _Terribile_, specialmente +contro il gruppo in cui marciava Garibaldi. L’avvisaglia poi di +retroguardia a cui qui accenna il Generale ebbe luogo la mattina del +secondo giorno di marcia, 27 agosto. Ci furono dei feriti e morti da +ambe le parti. + +[230] E poteva bastare un giorno solo. La guida, o mal pratica o +traditora, aveva fatto fare ai Garibaldini doppio cammino. Da ciò la +facilità con cui i Regi poterono presto raggiungerli. + +[231] Eppure le _fascine_ erano così poche e fradice dalla pioggia +che non bastarono a cuocere le patate per tutti; e i più le dovettero +mangiar crude. + +[232] Intendi: _Malgrado ciò; Ciò non ostante_. + +[233] La forza che il colonnello Pallavicini capitanava, come si +desume dal rapporto ufficiale del generale Cialdini, componevasi di due +reggimenti di linea, il 20º e il 1º, e due battaglioni di bersaglieri; +in totale sette battaglioni e tremilacinquecento uomini circa. +L’ordine che il Pallavicini aveva ricevuto dal generale Cialdini era +perentorio; «Raggiunto Garibaldi, attaccarlo senza più, schiacciarlo +e non accordargli che la resa a discrezione.» — Vedi nella _Gazzetta +Ufficiale del Regno_ dell’8 settembre 1862 i _Rapporti_ del generale +Cialdini e del colonnello Pallavicini. + +[234] Anche qui intende a modo suo il senso del verbo _anteporre_. Vuol +dire _allegare, addurre, mettere innanzi._ + +[235] Crediamo voglia dire _in gruppo_. La formazione che ne risaltava +era quella che in linguaggio militare si dice _a potenza_. + +[236] E questo fu il _vivo fuoco_ di cui parla nel suo rapporto il +colonnello Pallavicini; questo l’_accanito combattimento_ che magnificò +il generale Cialdini. Il fuoco durò poco più di dieci minuti; le +perdite d’ambe le parti furono di cinque morti e venti feriti tra +i Garibaldini; di sette morti e ventiquattro feriti tra i Regi, e +tuttavia le perdite di questi sarebbero state molto minori se non +avessero ricevuta la scarica garibaldina a brevissima distanza e quasi +a bruciapelo. + +[237] Allude a questo fatto. Il colonnello Pallavicini aveva inviato +a parlamentare col Generale un suo ufficiale di Stato Maggiore. Questi +però essendosi presentato armato senza farsi precedere da un trombetta +o da un segnale qualsiasi, e di più avendo brutalmente intimato al +Generale la resa a discrezione, l’atterrato ma ancor fiero Capitano era +scoppiato in queste indignate parole: «Faccio la guerra da trent’anni +e ne conosco meglio di voi le leggi. Non è così che si presentano i +parlamentari. Disarmatelo.» E gli fu infatti tolta la spada, che gli +venne però poco dopo restituita. Allora lo stesso generale Garibaldi +chiese di vedere il Pallavicini, il quale s’affrettò a lui, ma in +atteggiamento ben diverso del suo parlamentario. Si presentò al grande +sconfitto in atto riverente col cappello in mano, gli s’inginocchiò +dappresso e gli disse, con cortese accento: «Aver l’ordine d’intimargli +la resa a discrezione, ma attendere che esprimesse i suoi desiderii.» +Al che il Generale avendo chiesto che fosse concesso ai disertori +dell’esercito regolare di mettersi in salvo, e per sè di essere +imbarcato cogli ufficiali che in quel momento l’attorniavano, su una +nave inglese, il colonnello rispose: che ai disertori avrebbe concesso +quarantotto ore, e quanto alla seconda domanda ne avrebbe interpellato +i suoi capi, non avendo egli autorità di assentirvi. + +[238] Circa al trasporto vanno aggiunti questi particolari. Nella +notte, fu trasportato nella cascina dei Forestali della Marchesina. +All’alba vegnente, fatta con rami e frasche una barella (la migliore, +dice Garibaldi stesso, di quante s’adoperassero _negli ulteriori +suoi trasporti_), fu trasportato sulle braccia de’ suoi fedeli, che +gareggiavano a darsi la muta fino alla marina di Scilla, dove il +_Duca di Genova_ lo attendeva per tradurlo alla Spezia. Quando il +Generale vide la nave e ne seppe l’uso, rampognò sdegnato il colonnello +Pallavicini che avesse mancato alle sue parole; ma il Pallavicini potè +giustamente rispondergli «avergli soltanto promesso di esporre la di +lui domanda al Governo, e a questo non aver mancato; il Governo aver +risposto rifiutandola e ordinando che il prigioniero fosse tradotto +alla Spezia; suo dovere di soldato ubbidire.» + +L’ultima e forse più penosa scena della tragica catastrofe fu quella +di cui fu infelice protagonista il generale Cialdini. Nel punto in +cui il ferito d’Aspromonte tragittava dalla spiaggia al mare, dal +cassero d’una nave vicina, eretto di tutta la persona, nella posa +d’un trionfatore, stava a contemplarlo il generale Cialdini. A che +quella mostra, per lo meno superflua? Voleva egli, il non invidiabile +vincitore, passare a rassegna quel lacero stuolo di prigionieri? Non +era cura da lui. Bearsi della vista del vinto nemico? Era indegno. +Ostentare impersonata in lui la maestà della legge vendicatrice e +vendicata? Era superbo e crudele insieme. + +Quanto è più grande, in questo caso, il vinto che passa non vedendo +o non curando l’oltraggio, e nelle sue più intime _Memorie_ non +ricordandolo nemmeno! Ma egli poteva perdonare; non lo seppero i suoi +compagni, i quali, notata la bravata del Generalissimo regio, gli +inviarono, saluto e disfida insieme, il grido di _Roma o morte_, che +gli fu forza ascoltare in silenzio. + +[239] Ecco la lettera del Console e la risposta del Generale: + + «_Al Generale Garibaldi_, Spezia (Italia). + + »Vienna, 1º settembre 1862. + + »Generale, + +»Essendovi riuscito impossibile il compiere per ora la grand’opera +patriottica che avevate intrapreso nell’interesse della vostra patria +diletta, mi prendo la libertà d’indirizzarvi la presente per sapere se +non entrasse nei vostri disegni di offrirci il vostro valoroso braccio +nella lotta che sosteniamo per la libertà e unità della nostra gran +repubblica. + +»Il combattimento che sosteniamo non interessa noi soli, ma interessa +tutto il mondo civile. + +»La gloria e l’entusiasmo con cui sareste accolto nella nostra patria, +ove avete passata una parte della vostra vita, sarebbero immensi, e la +vostra missione che sarebbe quella d’indurre i nostri bravi soldati a +combattere per lo stesso principio al quale avete consacrato nobilmente +tutta la vostra esistenza, sarebbe pienamente conforme alle vostre +intenzioni. + +»Mi stimerei fortunatissimo, o Generale, se potessi ricevere da voi una +risposta. + +»Ho l’onore di essere, ec. + + »CANISIUS + »Console degli Stati-Uniti d’America.» + + * * * + + «_Al signor Teodoro Canisius_, ec. + + »Varignano, 14 settembre 1862. + + »Signore, + +»Io sono prigioniero e pericolosamente ferito: per conseguenza m’è +impossibile di disporre di me stesso. Tuttavia credo che, se io sarò +restituito alla libertà e se le mie ferite guariranno, sarà giunta +l’occasione favorevole nella quale potrò soddisfare il mio desiderio di +servire la Gran Repubblica Americana, di cui io sono cittadino, e che +oggi combatte per la libertà universale. + +»Ho l’onore, ec. + + »G. GARIBALDI.» + +[240] _Patrie_ del 17 settembre 1862. + +[241] Diversa era l’opinione di Massimo d’Azeglio. Ancora due anni dopo +Aspromonte scriveva ad Antonio Panizzi: «Dopo Aspromonte (Rattazzi +ministro) mi fecero l’onore di chiamarmi con altri al Consiglio +dei ministri, che doveva decidere la sorte di Garibaldi. Io dissi: +_Sottoporlo ad un giudizio come ogni cittadino. E dopo la condanna, +grazia del Re immediata_. Ma siccome nelle tasche della camicia rossa +doveva essere rimasto un certo pezzo di carta, ec. ec., si pensò meglio +di dargli l’amnistia, ch’egli rifiutò, dicendo che aveva fatto quel che +doveva, ec. ec., e così finì,» — Vedi _Lettere ad Antonio Panizzi di +uomini illustri e di amici italiani_. Firenze, G. Barbèra, 1880, pag. +480. + +[242] Frase infelicissima, ma testuale, della _Relazione_ del ministro +Rattazzi al Re. Come la clemenza regia si potesse far dipendere dal +beneplacito della Francia spieghi chi può! + +[243] Decreto del 5 ottobre 1862. + +[244] Visitarono e curarono il Generale, il dottor Partridge di Londra, +Nélaton di Parigi, e fra i medici e chirurghi italiani: Porta, Bertani, +Cipriani, Zannetti, Tommasi, Albanese, Prandina, Ripari, Basile. + +[245] Testuale. Io narrai questo ed altri episodii della malattia del +Generale al Varignano in una lettera al _Movimento_, in data del 14 +ottobre, e riprodotta poi da altri giornali. + +[246] Era rimasto a Caprera chirurgo ordinario del Generale il dottor +Basile. Altri medici suoi amici non tralasciarono di visitarlo +assiduamente, e primo fra tutti il dottor Enrico Albanese, tanto +valente chirurgo quanto prode soldato e generosissimo amico. Egli +in data del 23 gennaio scriveva della salute del Generale in questi +termini: + +«Il Generale va meglio, e già son sei giorni che, coll’aiuto delle +gruccie, cammina qualche poco per la stanza; la ferita non è ancora +risanata, ma il pus diminuisce sempre, ed io ho fede che fra due +mesi, al maximum, sarà completamente guarito. La fasciatura inamidata, +ultimamente applicata, agisce potentemente a migliorare le condizioni +locali. + + »ENRICO ALBANESE.» + +[247] Nel 1862 era stata ordinata la leva generale in tutto l’impero, +ma per la Polonia prescritto che fossero esenti dal reclutamento +i contadini ed i grandi proprietari rurali, sicchè la legge veniva +a cadere soltanto sugli abitanti della città, quanto a dire sulla +popolazione più colta e civile. La commozione suscitata dall’iniquo +privilegio fu grandissima in tutta la Polonia. Il marchese Wielopolski, +governatore di Varsavia, per recidere fin da principio i nervi alla +rivolta, deliberò che tutti i designati al reclutamento fossero +presi in una notte, e, dove essi mancassero, arrestati in loro vece +i fratelli, i parenti, gli amici. A quest’atto di caccia selvaggia +i Polacchi non ressero più, e nella notte del 18 gennaio il Comitato +nazionale di Varsavia bandì la insurrezione. + +[248] V. il _Diritto_ del 6 marzo 1863. + +[249] Manifesto ai _Popoli dell’Europa_ in data di Caprera 15 febbraio +1863, pubblicato dal _Diritto_ del 21 febbraio. + +[250] Manifesto al popolo inglese da Caprera, 4 febbraio 1863, +pubblicato dal _Movimento_ di Genova. + +[251] Manifesto all’Emigrazione polacca da Caprera, 5 febbraio 1863, +pubblicato dal _Diritto_. + +[252] Vedi l’indirizzo da Caprera _ai prodi dell’esercito russo_, +pubblicato dal _Diritto_ e riprodotto nel _Pungolo_ di Milano del 7 +marzo 1863. + +[253] La lettera del Langievicz a Garibaldi fu pubblicata da parecchi +giornali e tra gli altri dalla _France_. La troviamo ricordata anche +nell’opera: _Fatti della Polonia dal 1863 in poi_, Venezia 1863, pag. +161. + +[254] Rammentiamo con uguale rimpianto il prode toscano Stanislao +Bechi, fucilato dai Russi a Wloclaweck, la mattina del 17 dicembre +1863. + +[255] Crediamo il generale Wisoky e il signor Charnewsky. + +[256] Ciò si legge nel citato opuscolo su _Garibaldi_ del Maggiore +Bideschini, pag. 35. Il piroscafo giunto a Genova fu staggito dalla +polizia. + +[257] Si allude alle molte trame di insurrezioni, di spedizioni, di +sbarchi orditi a Londra dall’infaticabile genio rivoluzionario di +Giuseppe Mazzini, che era riuscito in tra il finire del 1863 e il +cominciare del 1864 ad avvolgere ne’ suoi disegni d’insurrezione in +Transilvania e Gallizia non solo il generale Garibaldi e il generale +Klapka, ma per qualche tempo lo stesso re Vittorio Emanuele, che +di congiurare un po’ a insaputa de’ suoi ministri s’era sempre +compiaciuto. — Vedi fra gli altri _Politica segreta italiana_ +(1863-70). Torino, Roux e Favale, 1880: specie il cap. II e III. + +[258] Citeremo i nomi dei principali, come in parte li ricordiamo noi +stessi e in parte li troviamo scritti nei giornali inglesi. E primo di +tutti il signor John Richardson, notabile nel ceto dei commercianti, +capo del Comitato delle dimostrazioni garibaldine nel 1862 ed ora +presidente dello stesso Comitato per ricevere Garibaldi in Inghilterra. +Indi il signor Peter Steward, ricco banchiere; il signor Andrews, +membro del Consiglio della _Peninsular and Oriental Company_; il signor +Roberto Taylor, proprietario di Glascow; il signor Cowen, industriale +di Newcastle; i signori Seely, Ashley, Kinnaird, Peter Taylor, membri +del Parlamento; Lord Shaftesbury e Lord Sutherland, membri della +Camera dei Lordi; il signor Stansfeld, già segretario di Stato nel +Gabinetto Palmerston; il signor Chambers, tenente colonnello dei +_Rifles Volunteers_; il prof. Balley, l’avv. Edmondo Beales; indi la +signora Sara Nathan, la signora Stansfeld, la signora Wight, la signora +Ashurth, la signora Schwabe; infine tutta la Colonia italiana, di cui +eran principali Panizzi, direttore del _British Museum_; l’ottico +Negretti; i maestri di musica Campana e Arditi; i signori Costa, +Semenza, Vivanti, Serena, Fabbricotti ed altri. + +[259] «He know the General would never lift a finger to disturb the +England,» frase d’un libro recente su Garibaldi uscito in Inghilterra: +_The Life of Giuseppe Garibaldi_, by J. THEODORE BENT, B. A. Oxon. +Londra, Longmans, Green and Co. 1881, pag. 219; libro del resto +compilato sopra notizie inesattissime, di cui non si veggono nè i +documenti nè le fonti, e che soltanto in questa parte del viaggio +d’Inghilterra può prestare qualche lume e qualche sussidio. + +[260] Il _Daily Telegraph_, amico a quei giorni del Gabinetto +Palmerston, scriveva così: + +«Tutte le voci corse sulla completa guarigione di Garibaldi erano quasi +interamente false. La ferita ricevuta al piede fa pochi progressi verso +la guarigione, se pure ne ha fatti. Alcuni sintomi poterono essere +attenuati dal sollievo derivato dall’estrazione di una parte dell’osso +fratturato. Ma la ferita in sè non è guarita. La spossatezza, ancor +più che il male, ha grandemente influito sulla salute del Generale, +e malgrado il vigore della sua costituzione che non ha cessato di +manifestarsi nella potenza della sua voce, nella vivacità del suo +spirito, nell’energia del suo patriottismo, che è in lui un’affezione +personale ed appassionata, egli è tuttora in uno stato di notevole +debolezza. Sorse dunque naturalmente l’idea che il mutamento di clima +potesse avere un effetto benefico sulla sua salute e contribuire a +produrre la guarigione così a lungo ritardata. + +»Si opinò eziandio che a Londra Garibaldi troverebbe cure mediche tali +da farlo guarire perfettamente. Pertanto il Generale accettò il privato +invito di venire in Inghilterra. + +»Egli sbarcherà a Brook nell’isola di Wight, ove passerà un mese.» + +[261] Io dimoravo allora a Caprera presso il Generale prestandogli per +preghiera sua e d’amici l’ufficio di segretario; onde ero in grado +di seguire giorno per giorno le vicende di quel progetto di viaggio +e per la confidenza di cui il Generale mi onorava, di conoscere su +quell’argomento i suoi più intimi pensieri. La signora Chambers invece, +credendomi avverso al progetto, diffidava di me e non me ne parlava +affatto. La buona signora s’ingannava; certo a me premeva che il +Generale non s’impegnasse in un intrigo di partiti stranieri e fosse +vittima o strumento degli interessi o delle vanità di chicchessia; +ma se il viaggio poteva farsi con tutte quelle condizioni che a me +parevano necessarie a salvare con la dignità del Generale quella +d’Italia, io lo desiderava quant’altri mai. Tutta la mia opposizione +consisteva dunque nel consigliare il Generale ad andar cauto; ad +informarsi bene chi fossero le persone che lo invitavano e quale +mandato avessero, e quale credito godessero; e soprattutto quali +fossero gl’intendimenti del Governo inglese, che sino allora almeno, +erano rimasti incerti. Non appena però giunse a Caprera la lettera +del signor Thornton Hunt, il Generale me ne parlò subito; e come +io m’arrischiai ad esprimergli il desiderio di vederla, egli se la +fece dare dalla signora Chambers, e il giorno dopo me la mostrò. Ora +avendola io letta e riletta, anzi analizzata col Generale stesso, +giacchè mi pareva che essa contenesse molte frasi ambigue, così ho +potuto ritenerne nella mente i principali concetti, e, senza tema +d’errare, riprodurli. Ne discussi anzi colla signora Chambers, la +quale ormai saputomi partecipe d’ogni segreto, temendo forse di far +peggio continuando a trattarmi ostilmente, cominciò prima a farmi +vedere quella famosa lettera di cui ella magnificava più del giusto +la importanza; poi a farmi via via molte confidenze, le quali non +contenevano certo che una piccola dose di verità; ma tutta quella +verità che una accorta diplomatica sua pari, era in dovere di confidare +ad un occulto ed astuto rivale della mia forza! + +[262] Per non dire d’altri, lo scrittore di queste pagine. + +[263] Parrà strano certamente e bisognevole di qualche spiegazione +che un bastimento d’una Compagnia postale potesse, senza legittima +causa e per servigio d’un privato, deviare dalla sua rotta, venendo +meno manifestamente ai propri doveri ed ai propri statuti. Ma dovunque +compaia Garibaldi, alle violazioni delle norme comuni bisogna essere +preparati. Eccone però la spiegazione. Fra i più caldi amici e zelanti +fautori del viaggio v’era pure, come già s’è detto, un certo signor +Andrews, ricco commerciante, _Mayor_ di Londra nel 1848, e della +_Peninsular and Oriental Company_ forte ed influentissimo socio. Ora, +essendosi questo signor Andrews tolto l’assunto di fornire al Generale +i mezzi di trasporto, potè anche ottenere dalla sua Compagnia di +navigazione una concessione che altri certamente non avrebbe potuto. E +la concessione fu questa: che uno dei bastimenti della _Peninsulare_ +incaricati della valigia postale tra Marsiglia, Genova e Malta +appoggiasse per poche ore a Caprera e vi imbarcasse il Generale. + +Siccome però quella deviazione sarebbe parsa una troppo flagrante +violazione degli statuti, della quale avrebbero potuto essere chiamati +a rispondere anche i governi delegati alla sorveglianza di quella +Società, così fu pensato e adoperato quest’espediente. A Marsiglia +c’era un vecchio vapore in riparazione, la _Valletta_; faccia essa +il viaggio; appoggi al momento opportuno nelle acque della Maddalena; +e se alcuno gli fa carico dello sviamento dia per scusa lo stato mal +sicuro del bastimento, e la necessità di nuove riparazioni. Così fu +escogitato, combinato, eseguito; così avvenne che un vapore postale +della più grande Compagnia di navigazione di quell’anno abbandonasse la +propria rotta e facesse aspettare per più di sei ore la _Valigia delle +Indie_, per fare il comodo di Giuseppe Garibaldi e de’ suoi amici. + +[264] Il braccio orientale del Canale di Southampton. + +[265] In conferma delle sue intenzioni, Garibaldi lasciò al signor +Negretti un biglietto, nel quale diceva che «non desiderava d’avere +dimostrazioni politiche, e soprattutto non eccitare tumulti.» Questo +biglietto fu subito pubblicato nei giornali. + +[266] Fu da tutti notato che il signor Seely, sbarcato a Cowes, in +luogo di far tenere a Garibaldi la strada comune che passa per Newport +ed altri luoghi popolosi dell’Isola, lo fece poi passare per strade +traverse con gran delusione di quelle popolazioni che attendevano al +passaggio l’eroe, ansiose esse pure di vederlo. Ma il signor Seely +diede per ragione, di evitare al Generale altre dimostrazioni che +l’avrebbero stancato e forse nociuto alla sua salute. Ognuno intende +però che tutte quelle cure non erano che un eccesso di zelo del bravo +gentiluomo. Del rimanente il giuoco del signor Seely e soci era già +scoperto; infatti nella stessa mattina del 3 aprile un signor Walk +tenne a Southampton un _meeting_ di operai per protestare contro coloro +che volevano monopolizzare Garibaldi. + +[267] Restituendo la visita al Tennyson, questi gli chiese e +ottenne che il Generale piantasse nel ricco giardino del poeta una +_Wellingtonia gigantea_, maniera di cortesia che gl’Inglesi tengono di +grande importanza e per chi la fa e per chi la riceve. Se non che pochi +giorni dopo la _Wellingtonia_ fu trovata ignuda di quasi tutte le sue +fronde, e cercandosi la cagione del sacrilegio, si seppe che taluni +idolatri l’avevano così spogliata per possedere, in alcune di quelle +foglie, un ricordo di cosa toccata da Garibaldi. I feticismi non sono +soltanto de’ popoli barbari. + +[268] Nello stesso giorno il Generale, togliendosi a tutte le feste, +andava a visitare la signora White, sua amica ed ospite fin dal 1854, e +madre della signora Jessie White Mario. + +[269] L’ordine della processione era il seguente: — Le bande a capo +della processione — La società dei calzolai — Dieci _marescialli_ +con bandiere recanti il motto «Ben venuto Garibaldi» — I membri dei +Comitati riuniti a piedi — Dieci carrozze di visitatori — La società +di temperanza — Cinque _marescialli_ con bandiere col motto «L’Eroe +d’Italia» — Le società di commercio con la loro banda — Le minori +società amiche (_Friendly Societies_) — Le carrozze della società dei +_Foresters_ — La banda degli _Old Fellows_ — Cinque _marescialli_ con +bandiere «Il primo patriotta» — Dieci carrozze — La loggia di Memfi +dei Frammassoni — Venti _marescialli_ — Le carrozze della stampa — +Venti _marescialli_ — Bandiere «L’uomo del popolo» — La carrozza del +signor Plesmal — La carrozza del signor Giorgio Moore (tesoriere) — +La carrozza del dottor Massey — Il Comitato esecutivo — La carrozza +del signor Chinery — Quella del signor Nicholas — Quella del signor +Richardson — Le carrozze della nazionalità ungherese — Quelle della +nazionalità polacca e della nazionalità italiana — La banda italiana — +La carrozza del generale Garibaldi, col quale sedevano il signor Seely +ed il signor Negretti, circondata da un corpo di _marescialli_ delle +Corporazioni e da un manipolo della legione Garibaldi — Le carrozze dei +figli di Garibaldi, con la signora Seely — I segretari — Il seguito — +Il Comitato degli operai, a piedi. + +[270] C’era in un palco l’ammiraglio Mundy, quel medesimo che comandava +la squadra inglese in Sicilia nel 1860; non appena il generale lo vide +si levò per andarlo a visitare; l’atto cortese, notato dal pubblico, fu +salutato da un vivissimo applauso. + +[271] La casa di Lord Palmerston in Londra era a 94 Piccadilly. + +[272] Assistevano al banchetto il russo Ogareff, il tedesco Blind, +gl’inglesi Ashurt e Taylor; gl’italiani Aurelio Saffi, Antonio Mordini +e Giuseppe Guerzoni. + +[273] Diamo qui interi i brindisi pronunziati dai due celebri patriotti. + +Mazzini pronunziò il seguente: + +«Mon _toast_ comprendra tout ce que nous aimons et tout ce pour quoi +nous combattons: + +»A la liberté des peuples! + +»A l’association des peuples! + +»A l’homme, qui, par ses actions, est l’incarnation vivante de ces +grandes idées! + +»A Joseph Garibaldi! + +»À la pauvre, sainte, héroïque Pologne, qui depuis plus d’une année +combat en silence et meurt pour la liberté! + +»A la nouvelle Russie, qui, sous la devise _terre et liberté_, tendra +dans un jour rapproché, une main de sœur à la Pologne pour la défense +de la liberté et de l’indépendance et effacera le souvenir de la Russie +des Tzars! + +»Aux Russes, qui, notre ami Herzen en tête, ont le plus travaillé à +l’éclosion de la nouvelle Russie! + +»À la religion du devoir qui nous fera lutter jusqu’à la mort pour que +toutes ces choses s’accomplissent!» + +Garibaldi rispose: + +«Je vais faire une déclaration que j’aurais dû faire depuis longtemps; +il y a ici un homme qui a rendu les plus grands services à mon pays +et à la cause de la liberté. Quand j’étais jeune et que je n’avais que +des aspirations, j’ai cherché un homme qui pût me conseiller et guider +mes jeunes années; je l’ai cherché comme l’homme qui a soif et cherche +l’eau. Cet homme je l’ai trouvé; lui seul a conservé le feu sacré, lui +seul veillait quand tout le monde dormait. Il est toujours resté mon +ami, plein d’amour pour son pays, plein de dévouement pour la cause de +la liberté. + +»Cet homme c’est mon ami Joseph Mazzini. + +»A mon maître!» + +Dopo una breve pausa proseguì: + +«À la Pologne, la patrie des martyrs, au pays qui se dévoue à la mort +pour l’indépendance, au pays qui donne un sublime exemple aux autres +peuples! + +»À la jeune Russie, au nouveau peuple, qui une fois libre et maître de +la Russie du Tzar, est appelé à jouer un grand rôle dans les destinées +de l’Europe! + +»A l’Angleterre, ce grand pays de la liberté qui nous donne +l’hospitalité, à qui nous devons le bonheur de nous trouver réunis!» +— Vedi _Politica segreta italiana_ (1863-1870), Torino, Roux e Favale, +1880, pagine 145-146. + +[274] Quella de’ Danesi fra le altre. + +[275] Menotti, tagliato fuori dalla calca, non aveva potuto penetrare +in Guild-Hall. + +[276] Erano venuti d’Italia il colonnello Chiassi, il colonnello +Missori, il deputato Mordini ed altri. + +[277] Tornata del 19 aprile 1864. + +[278] Nel citato libro la _Politica segreta italiana_, a proposito +delle cagioni che il governo aveva di desiderare l’allontanamento di +Garibaldi, si leggono a pag. 164-65 queste parole: + +«Il governo italiano aveva mandato presso quello inglese un +agente segreto, il quale aveva fra altri il mandato di tentare +che l’Inghilterra come espressione concreta di quella simpatia che +dimostrava all’Italia negli omaggi resi a Garibaldi si decidesse +a cedere al nuovo regno l’isola di Malta, come aveva ceduto alla +Grecia le isole Ionie, la quale idea era stata comunicata e non aveva +dispiaciuto alle Tuilerie.... Ciò fece che il gabinetto di San Giacomo +desiderasse più vivamente anch’egli che il soggiorno di Garibaldi +venisse abbreviato, e che non avesse luogo il viaggio nelle provincie, +dove accrescendosi con incalcolabili proporzioni l’entusiasmo +popolare esso temeva che gettata in campo la proposta della cessione +di quell’isola, la pubblica opinione eccitata lo costringesse ad +acconsentire.» + +Ora è questa una delle tante fiabe onde codesto libro è infarcito. A +noi consta in modo incontrovertibile che in tutto questo racconto _non +c’è parola di vero_. + +[279] Riproduciamo per brevità soltanto le due ultime lettere del +18 aprile. Della prima del 17, scritta in forma privata al Duca di +Sutherland, abbiamo riassunto fedelmente il senso. + + «13 aprile. + + »Milord Duca, + +»Confermando la mia lettera di ieri, ho l’onore di parteciparvi il +risultato d’un colloquio avuto questa mane col generale Garibaldi. Egli +ammette di sentirsi stanco e di non essere nelle stesse disposizioni +fisiche come al suo giungere dall’isola di Wight. + +»Mi ha parlato delle emozioni e dello strepito che lo circondano, +formando un forte contrasto cogli usi abituali della sua vita. Quando +parlava, osservai in lui una stanchezza mentale, forse più pronunciata +della fisica debolezza. + +»Non potrei asserire essere impossibile lo adempiere agli impegni +assunti, ma non esito a dirlo pericoloso. + + »W. FERGUSSON. + + »_A. S. G._ + »_il Duca di Sutherland_.» + + * * * + + «18 aprile. + + »Mio caro Seely, + +»Leggo nei giornali che il Generale impegnossi a viaggi in tutte le +direzioni. L’impresa è ardua e non v’ha uomo dell’arte che non la +riconoscerebbe piena di pericoli. Ho scritto in proposito al Duca di +Sutherland, e credo mio debito consigliare anche voi e tutti i suoi +amici d’Inghilterra di suggerir un mezzo qualsiasi per distoglierlo +dalle imprudenti emozioni delle sue visite progettate. + + »W. FERGUSSON. + + »_Al signor Carlo Seely._» + +[280] Fra quei due o tre amici c’era anche, in un angolo della sala, +l’Autore di questo libro. Io vedeva da parecchi giorni quello che si +tramava, ed ero deciso ad averne, come suol dirsi, il cuor netto. E ciò +non perchè m’importasse che Garibaldi abbreviasse o no il suo viaggio; +fallito anzi lo scopo politico pel quale l’avea intrapreso, non vedevo +più ragione di prolungarlo; ma solo perchè stimavo mio preciso dovere +per l’ufficio di fiducia che il Generale m’aveva commesso di vegliare +attentamente a tutto ciò che si ordiva intorno a lui, e d’impedire, per +quanto era in me, ch’egli fosse vittima d’un intrigo. Saputo pertanto +delle progettate riunioni, mi preparai alcuni minuti prima nel salotto +del Generale ben risoluto a non muovermi di là se il Generale stesso +non me lo ordinava. Ma come il Generale mi parve piuttosto contento che +io restassi, così non ostante il visibile dispetto che la mia importuna +presenza cagionava ai congregati, restai, fermo come una sentinella, e +potei quindi udire dal principio alla fine tutto il dialogo di quella +sera memoranda. Il qual dialogo ho riprodotto con tutta la maggior +fedeltà che mi fu concessa, certissimo d’averne serbate nella memoria +le parole più salienti, e in ogni caso il senso e l’andamento. + +[281] Chi confronti la mia versione colle dichiarazioni del signor +Gladstone ai Comuni (seduta del 21 aprile) e del signor Seely al +_meeting_ del _London Tavern_ (la sera del 20) vedrà che le differenze +sono quanto alla sostanza insignificanti. Il solo particolare +dimenticato da quei due signori furono le parole «partirò domani,» +ma io tanto quelle parole, come l’alzata impetuosa dalla sedia che le +precedette, le vedo e le odo come se accadessero ora, e le riaffermo +qui in tutta la loro pienezza. Aggiungo anzi che quelle parole +caratteristiche si leggono tra le linee del discorso del signor Seely +e non è mestieri di grande acume per comprendere com’egli avesse +interesse ad attenuarne il senso. + +Il signor Seely al _London Tavern_ disse «che Garibaldi avendo +promesso di visitare più di trenta città, i suoi amici credevano +che la promessa non potrebbe essere tenuta senza pregiudizio della +sua salute. Per conseguenza, domenica a sera, il Duca di Sutherland, +il Conte di Shaftesbury, il generale Eber, il colonnello Peard, il +signor Gladstone, il signor Negretti ed egli stesso si riunirono a +Stafford-House onde considerare se non fosse espediente di limitare le +visite del Generale a sei od otto delle principali città del regno. Il +Generale replicò essergli impossibile tirare una linea di separazione, +e che _preferirebbe abbandonare addirittura l’Inghilterra_. + +»Quella stessa mattina (la mattina in cui il Seely parlava, cioè il +20 aprile) il Duca di Sutherland, il Conte di Shaftesbury, Saffi, il +generale Eber, il colonnello Peard, Negretti e il signor Stansfeld +avevano tentato far cambiare il Generale d’avviso, ma indarno.» + +Ora ognuno intende che tra le parole «abbandonare addirittura +l’Inghilterra» e il «partirò domani» non c’è altra differenza che di +forma; e basta poi il fatto riaccertato dallo stesso signor Seely che +la mattina dopo il Duca di Sutherland, il Conte di Shaftesbury, ec. +ec. tentarono far cambiare d’avviso al Generale (cioè di non partire +subito) per confermare in ogni parte la nostra testimonianza. + +Ed ora ecco le parole dette dal signor Gladstone ai Comuni: + +«Sono tenuto al mio onorevole amico d’avermi mosso questa domanda +per ciò che riguarda me stesso. Il fatto ch’egli ha accennato tiene +molto commosso il popolo inglese, il quale da niente più rifugge che +dal mistero e segreto in simili cose. Or ecco quel che veramente è +avvenuto, e che ha fatto narrare diceríe false ed assurde. Il Duca di +Sutherland mi fece sapere, sabato passato, che egli ed altri amici del +Generale avevano concepito forti timori rispetto alla sua salute, e che +un insigne medico, il signor Fergusson, pensava che s’egli avesse messo +in effetto il disegnato giro per le provincie avrebbe assai patito. + +»Il Duca di Sutherland m’invitò ad andare da lui, quella sera, per +consigliarci insieme intorno al da farsi. + +»Io, pensando che il Duca aveva molti titoli di gratitudine per quello +che ha fatto pel governo, andai, com’ero stato invitato, e trovai +che i timori erano giusti, tanto più che il Generale aveva accettato +quasi cinquanta inviti di città vicine, e l’elenco ogni dì cresceva +rapidamente. Il signor Fergusson chiaramente disse non poter il +Generale sopportare le fatiche di tanti viaggi e dimostrazioni. Venuti +dunque a consiglio il Duca, il colonnello Peard, il generale Eber e due +o tre amici del Generale, si trovò esser nostro dovere consigliarlo a +restringere il numero delle sue promesse, e determinasse bene prima di +lasciar Londra. + +»Questo fu fatto conoscere da due amici particolari al Generale, +e quindi fui io richiesto di parlare a lui medesimo. Così allora +m’avventurai a mostrargli quello che ognuno doveva vedere, come l’andar +incontro a tante fatiche non potesse essere che a danno della sua +salute. Aggiunsi ancora che mi pareva che le magnifiche accoglienze +avute in questa metropoli, che sono certamente uno dei più memorabili +avvenimenti dei nostri tempi, potevano perdere un poco della loro +dignità e bellezza, se fossero state ripetute ogni giorno in tanti +luoghi diversi. Queste furono le cose che io dissi al Generale, nè +mai dissi che era meglio partire, ma solamente di tenere entro a certi +limiti le sue promesse. + +»Il Generale m’ascoltò con molta pazienza, indi mi rispose che +v’era gran verità in quel che io gli avevo esposto, ma parergli che +sarebbe assai difficile distinguere fra i desiderii e le domande +d’una e d’altra città; che egli pensava che il fine della sua venuta +in Inghilterra era conseguito, essendovi egli venuto, non per avere +quegli onori, di cui egli era ricolmo, ma per ringraziare il governo +ed il popolo inglese per quello che avevano fatto a pro della sua +patria. Disse che egli credeva che, visitando Londra, aveva visitata +tutta la nazione; che le promesse fatte erano tutte sotto condizione, +e non si teneva più obbligato, quando forti cagioni l’impedissero, +di adempierle. Soggiunse sperare di poter in altro tempo, ma senza +cerimonie di gran pubblicità, tornare in Inghilterra, e allora potrebbe +vedere molti più amici che non aveva ora fatto. Questo egli disse, +nè pensò mai che vi fosse alcuna cagione politica, nè sospettò certo, +come altri ha fatto, che qualche potentato straniero fosse mescolato in +questa pratica. + +»Quanto all’Imperatore dei Francesi e al suo governo, il nobile Lord in +questa Camera ha già detto assai chiaramente ch’egli non vi ha nulla +a che fare. Ma molte volte avviene che una piccola verità è sorgente +di molti errori; e in questo caso l’essere io stato chiamato per dare +un consiglio, richiesto dal bene e dalla salute del Generale, ha fatto +credere cose che sono al tutto senza parte alcuna di vero.» + +[282] In questo terzo colloquio della mattina del 19, v’erano il Duca +di Sutherland, il signor Eber, il signor Peard, il signor Negretti +e forse altri, ma nè Lord Shaftesbury, nè il signor Gladstone, nè il +signor Seely, nè il dottor Fergusson vi erano. + +[283] Il dottor Basile, in una lettera al _Sun_ del 19 aprile, diceva: + +«Come medico ordinario del Generale, mi credo in obbligo d’affermare +trovarsi la sua salute nel più soddisfacente stato e la ferita +del piede cicatrizzata da vari mesi, non aver più bisogno di cure +chirurgiche.... Sono dunque fermamente convinto che il Generale possa +intraprendere il progettato viaggio senza pericolo.» + +Il Basile diceva la verità; ma non saprei affermare che egli fosse +stato autorizzato dal Generale a dirla, e molto più a scrivere questa +lettera. + +Il dottor Partridge nel Times del 20 pubblicava un’attestazione quasi +consimile a quella del dottor Basile. + +[284] Il _Sun_, il _Morning Star_, l’_Evening Standard_. + +[285] Vedi Tornate della Camera dei Lordi del 18 aprile 1864, e dei +Comuni 19 e 21 aprile. + +[286] Ecco la testuale risposta di Garibaldi: + +«Sono profondamente grato al popolo inglese degli onori che mi ha resi, +ma di cui mi considero indegno. Le accoglienze che ho ricevute da ogni +classe di persone sono state tali che non le scorderò giammai. + +»Desidero ardentemente di visitare i miei vecchi amici di Newcastle +e del Nord. Considererò se posso cambiare di determinazione dopo la +promessa data e farò conoscere la mia risoluzione al mio amico signor +Beales.» + +[287] Ecco la lettera testuale: + + «Cari amici, + +»Accettate i ringraziamenti del mio cuore per la vostra simpatia e pel +vostro affetto. Sarò felice se potrò rivedervi in circostanze migliori +e quando potrò godere con tutto agio della ospitalità del vostro nobile +paese. Pel momento io sono obbligato di lasciar l’Inghilterra. Ancora +una volta, la mia gratitudine sarà sempre viva per voi. + + »21 aprile. + + »G. GARIBALDI.» + +[288] Ecco la lettera: + +«Rivolgo le più vive grazie del mio cuore e i sentimenti di gratitudine +alla nazione e al governo inglese per l’accoglienza ricevuta su questa +libera terra. Il primo scopo della mia venuta era di compiere un dovere +per la simpatia dimostrata a me ed alla mia patria. Questo scopo è +raggiunto: ma bramavo eziandio di pormi a disposizione di tutti i +miei amici inglesi e recarmi in tutti i luoghi ove poteasi dimostrare +desiderio di me. Ora _non mi è lecito_ di soddisfare tutti gl’impulsi +del mio cuore. + +»Se fui causa di qualche turbamento o di qualche disinganno, ne +chiedo perdono agli amici, i quali comprenderanno come io non potessi +stabilire una linea di demarcazione fra i luoghi da visitare. Accettino +perciò i miei ringraziamenti e i miei saluti. + +»Tuttavia spero in un tempo non lontano poter fare ritorno, visitare +i miei amici nella vita domestica inglese, e mantenere quella promessa +che oggi, con mio immenso dolore, non mi è dato poter secondare. + + »GARIBALDI.» + +Giova notare che la lettera era scritta nel più perfetto inglese, e che +il Generale non fece che firmarla. La frase «non posso stabilire una +linea di demarcazione fra i luoghi da visitare,» già usata dal signor +Seely al _meeting_ di _London Tavern_, la fa sospettare dettata da lui. + +[289] Infatti nè i figli, nè il dottor Basile, nè il segretario +Guerzoni erano stati invitati a Clifden Park. Oltre a ciò era stato +deciso dai manipolatori della partenza che il Generale s’imbarcherebbe +sull’_Ondine_ seguíto dal Basso, e forse dal dottor Basile e dal figlio +Ricciotti, e che l’altro figlio Menotti, il segretario Guerzoni e gli +altri suoi amici ritornerebbero in Italia per altra strada. Il Generale +tuttavia volle rivedere prima a Clifden, poi a Penquite Par, dimora +del colonnello Peard, il suo segretario Guerzoni e questi ubbidì come +diremo meglio in appresso. + +[290] Il documento meriterebbe essere pubblicato per intiero, ma +ce ne trattiene la soverchia lunghezza. La prima bozza era stata +concertata tra il segretario Guerzoni, il deputato Mordini, e, se non +c’inganna la memoria, Aurelio Saffi. Il Guerzoni la portò a Penquite +Par nella sera stessa del 26, dove arrivò per la linea più diretta, +Londra-Bristol-Exeter-Plimouth; il Generale vi fece parecchie ed +importanti mutazioni, e fu pubblicato nei giornali inglesi colla data +di quella medesima sera. + +Eccone pertanto i brani più salienti: + + «Al popolo inglese. + + »Penquite Par, Cornwall, aprile 26. + +»Al popolo inglese io non ho nulla a ricordare che esso non conosca. +Egli sa ciò che l’Italia desidera. L’Italia ha risoluto di esistere. +Essa ne ha il diritto, e se alcuno ne dubitasse, io aggiungerei che +essa esiste già di fatto, e che nulla le impedirà dal completar sè +stessa. L’Italia non desidera che di scuotere il giogo delle due +avverse potenze che la opprimono — lasciate che il mondo l’oda — essa +non può rimaner tranquilla finchè non avrà ottenuto questo scopo, +che è fra le questioni di vita o di morte. Il popolo inglese che +sprofonderebbe sotto il suo Oceano piuttosto che permettere che il +sacro suolo del suo paese sia violato dallo straniero comprenderà +quanto legittime siano le aspirazioni, e quanto irremovibili le +risoluzioni del mio paese. + +»L’Inghilterra conosce che cooperando disinteressatamente in favore dei +destini dell’Italia nel 1860 contribuì a promuovere l’ordine e la pace +in Europa — quella pace e quell’ordine che soli riescono durevoli e +benefici perchè fondati sulla giustizia e sul progresso. + +»L’Inghilterra, ne sono convinto, si confermerà sempre più in questa +opinione che se da una parte sta all’Italia a mostrarsi forte ed +essere realmente forte e indipendente da servili alleanze, affine di +cattivarsi fiducia dai suoi veri amici (fra i quali il primo posto è +dovuto all’Inghilterra), l’Inghilterra stessa vedrà dall’altra parte +in quanto l’alleanza d’una giovine incivilita e libera nazione come +l’Italia, sia preferibile alle eterogenee e mal sicure alleanze colle +potenze dispotiche. Tuttavia io non posso sperare — lo dico con dolore +— che l’Italia sarà atta a compiere i suoi destini senza correr di +nuovo la terribile prova dell’armi. La voce dell’Inghilterra è udita +e rispettata, essa è in alto grado arbitra dei destini dell’Europa, +ma sia pienamente persuasa che essa non può sciogliere la questione +italiana o quella di altre nazionalità, mediante alcuna immaginazione +di compensi e negoziazioni diplomatiche. Ma in faccia al gran +principio della solidarietà dei popoli, proclamato e sancito dalla +coscienza universale, io non posso parlare solo dell’Italia, molto +meno in un tempo in cui il presagio di questa vera sacra alleanza fu +irrevocabilmente confermato quando di recente io strinsi la mano dei +proscritti di tutte le parti dell’Europa. Lasciando questa spiaggia +ospitale non posso nascondere più a lungo il segreto del mio cuore, +raccomandando la causa dei popoli oppressi alla più generosa e sagace +delle nazioni. — Dacchè il loro sorgere è certo ed il loro trionfo è +fatale, l’Inghilterra saprà come stendere su di loro il poderoso scudo +del suo nome e sostenerli se bisogna col suo forte braccio. + +»L’Inghilterra sa che essa non sarà sola in questa grande missione. +Di là dello Stretto v’è un altro popolo gigante, che è stato sovente +costretto dalle arti del dispotismo ad essere il rivale e il nemico +di questo paese, ma che la libertà riuscirà a volgere in pacifico +competitore e amico. — Libertà! questo è il sole che deve fecondare la +sincera e formidabile alleanza dei due popoli della civiltà contro la +barbarie, e per cui, senza sguainar la spada, la grand’opera della pace +del mondo sarà realizzata.» + +[291] Nella citata _Politica segreta italiana_ (pag. 167-168) si narra +che il Duca di Sutherland aveva proposto al Re, per mezzo del conte +Maffei, allora consigliere di legazione a Londra, di far viaggiare +Garibaldi due mesi nei mari d’Oriente impedendogli così di sbarcare a +Caprera, d’onde si temeva che il Generale potesse slanciarsi in nuove +avventure. Il libro però aggiunge che Mazzini, scoperto il complotto, +lo sventò avvertendone per telegrafo il Generale, il quale ricevuto +il dispaccio a Gibilterra chiese ed ottenne che la rotta dell’_Ondine_ +sarebbe stata in retta linea per Caprera. A noi mancano argomenti per +confermare o smentire questo racconto. Diciamo solo che non ne abbiamo +mai sentito a parlare. Che il progetto sia nato nel cervello del Duca +di Sutherland par certo poichè esiste il dispaccio del conte Maffei che +lo prova; ma non crediamo che il Re l’abbia approvato, nè che Mazzini +abbia avuto bisogno di sventarlo. Soltanto il fatto meritava essere +ricordato come indizio delle mille tranellerie da cui il Generale era +circondato. + +[292] Il signor Assollant, nel _Courrier du Dimanche_ citato da Bent, +pag. 228, op. cit. E lo stesso Bent, dopo aver dato ragione al signor +Assollant, soggiungeva: «From first to last Garibaldi’s visit was +one long cheer; he was a veritable nine days’ wonder; but beyond good +wishes, and addresses from every imaginable town that could squeeze in +a word edgeways, Garibaldi got only a few handsful of presents from his +immediate admirers, and when he made his second rash attempt on Homo +in 1867 he found England no more inclined to help him than if he had +remained quietly at home.» + +[293] Arrivava verso le 11 del mattino. Lo seguivano il dottore +Albanese, il segretario Guerzoni, i figli ed altri. Prendeva alloggio +nella casa del signor Luigi Mansi. + +[294] _La Politica segreta italiana_ già citata. + +[295] Il 2 maggio in un suo biglietto autografo il Re faceva al Mazzini +questa risposta: + +«Non è da ammettersi la frase che si sia _tenuto a bada_ il partito +d’azione, mentre gli si fece sempre intendere in modo netto e preciso +che qualunque moto, sia interno, sia avente per iscopo un’iniziativa +verso il Veneto, sarebbe stato impedito con ogni mezzo energico di cui +si può disporre. + +»Essere pertanto una prova insensata che si tenterebbe senza risultato +di sorta, che cagionerebbe guai a deplorarsi per parte dei motori. + +»La Polonia mancò ognora nelle varie sue fasi insurrezionali della +forza vitale di espansione, e questa è la principale cagione della sua +rovina, forse potrebbe rinascere come la fenice dalle proprie ceneri, +estendendo le sue ramificazioni in Gallizia, Principati ed Ungheria, +dove il terreno sarebbe facile _à exploiter_ se vi fossero uomini +energici ed audaci che servissero di _trait-d’union_. + +»Se i moti in Gallizia estesi alle citate contrade prendessero +le proporzioni di una _spontanea popolare_ insurrezione da tenere +fortemente occupata l’Austria, allora sarebbe necessario anzitutto +d’aiutarla con un nucleo d’Italiani determinati, e così riuniti vari +fecondi elementi, _tutti ostili al principale nemico_, si potrebbe +condurre a compimento il comune desiderio. + + »V. E.» + +(_Politica segreta_ ec., pag. 72-73.) + +[296] «Ottenendo il moto galliziano _anteriore_, il moto veneto +dovrebbe seguire immediato.... Intendendo che il moto veneto _segua_ +rapidamente, è necessario aumentare l’armamento _fin d’ora_. Quindi la +richiesta di restituzione dell’armi e del rinvio d’un uomo persecutore +(Spaventa), che d’altra parte è screditato per ogni dove e disonora il +governo.» + +Nota-_memorandum_ Mazzini da rimettersi al Re. — _Politica segreta_ +ec., pag. 77. + +[297] Vedi risposta del Re a Mosto, incaricato di Mazzini. — _Politica +segreta_ ec., pag. 88. + +[298] Il generale Klapka arrivò a Clifden il giorno stesso in cui, +chiamatovi dal Generale, vi arrivava da Londra io pure. Lo vidi restare +a lungo con Garibaldi e ne immaginai facilmente la cagione. — Vedi +anche _Politica segreta_ ec., pag. 87. + +[299] Documento di pugno del Re letto ad Antonio Mosto in presenza del +conte Verasis di Castiglione e del signor D. Müller. Fra le altre cose +diceva: «Che per quanto riguardava la rivoluzione in Gallizia il Re e +il suo governo ne avevano lasciata la direzione al Klapka, ec.....» — +_Politica segreta_ ec., pag. 85. + +[300] «Le parti d’action (ungherese) nous a donné la main à condition +que nous n’aurons rien à faire avec Kossuth et les généraux Klapka +et Türr.» Parole d’una nota del signor Bulewsky, agente del Centro +Rivoluzionario Polacco in Londra. — _Politica segreta_ ec., pag. 97. + +[301] Vedi _Politica segreta_ ec., pag. 99. + +[302] Nè più nè meno però. Di preparare armi ed armati, come altri +disse, Bixio non ebbe nessun incarico. Fu anzi per mettere in chiaro la +verità di questa novella che io nella notte dal 4 al 5 luglio mi recai +da lui al campo di San Maurizio. + +[303] Radunò gli ufficiali a gran rapporto, e lo presentò loro come +amico di Garibaldi, del Re e dell’Italia. L’eccesso stava nella +presentazione d’un personaggio borghese non rivestito d’alcuna carica o +dignità ufficiale ad un corpo di ufficiali. + +[304] Questi sono i nomi che ci occorrono alla memoria. Forse ne +dimentichiamo alcuno. Tutti invece non poterono venire, tra gli altri +Giovanni Chiassi. + +[305] Come si vede, i _sottoscritti_ non si sottoscrissero, e la così +detta protesta restò quello che era in fatto, l’opera d’un solo e +anonimo autore. Come poi il _Diritto_ potesse chiamare _documento_ uno +scritto anonimo, è ciò che non riesciamo a comprendere! + +[306] Questa è l’ipotesi più probabile. Dai Principati non venivano +da parecchio tempo che notizie sfavorevoli alla meditata impresa. Il +governo del principe Cuza, sul cui assenso tacito e segreto si era +contato, chiarivasi invece recisamente avverso ed arrestava il Frygesy, +quel colonnello ungherese che era in Rumenia il capo ed il centro della +congiura. + +[307] Egli aveva lasciato Torino il 6 mattina e non poteva avere +conoscenza della lettera pubblicata il 10. A proposito del Guerzoni, +in quel libro più volte citato, la _Politica segreta italiana_, sono +spacciate tante fandonie che sarebbe impossibile smentirle tutte +anche scrivendoci intorno un intero capitolo. Come però da una parte +non vogliamo far servire un libro consacrato a Garibaldi alla nostra +privata difesa, e dall’altra di quella difesa non sentiamo alcun +bisogno, così passiamo accanto sorridendo alla povera cantafavola, e +aspettiamo che il tempo ne faccia la dovuta giustizia. + +Solo un fatto è narrato in quelle pagine con poche varianti più maligne +che importanti, ed è il congedo che Garibaldi diede al Guerzoni quando +lo sospettò autore delle voci che a detta di taluni avevano mutata la +risoluzione di Vittorio Emanuele e fatto abortire la progettata corsa +in Oriente. Ora come di quel fatto il Guerzoni non si vergognò mai, +anzi andò sempre fiero come d’una delle azioni più oneste e coraggiose +della sua vita, così non ha alcun ritegno a narrarlo egli stesso più +veracemente per esteso. Ingannato da mendaci rapporti, sorpresa la sua +buona fede e nell’acciecamento del primo sdegno trasportato a pensare +che il Guerzoni fosse stato autore o istigatore della lettera del +10 luglio, il Generale lo fece venire a sè e gli disse con accento +tuttavia pacato e benigno: «Guerzoni, è necessario che per qualche +tempo ci separiamo.... La cosa però resterà fra di noi. Noi saremo +sempre amici come prima.» + +Il Guerzoni alzò la testa alla immeritata ferita e rispose come ogni +uomo al suo posto avrebbe fatto: «Io non ho nulla da rimproverarmi, +Generale, — però non ho nulla da nascondere. Parli o taccia, io resterò +sempre quale mi parto di qui, suo amico devoto e suo fedele soldato.» + +E il Guerzoni partì.... Da quel giorno non scrisse più al Generale che +sei mesi dopo per mandargli in brevi parole i suoi augurii pel buon +capo d’anno del 1865. Il Generale gli rispose con questa lettera: + + «Caprera, 2 del 1865. + + »Mio caro Guerzoni, + +»Grazie per la lettera vostra gentile. Io vi contraccambio gli augurii +con augurarmi d’aver compagni che vi somiglino in una battaglia +che forma l’unica speranza della mia vita. V’invio la parola che mi +chiedete, e sono sempre vostro + + »G. GARIBALDI.» + +Scorsi altri sei mesi egli scriveva a Benedetto Cairoli, a proposito +della candidatura del Guerzoni a deputato: + +«Vi raccomando Guerzoni per tutti i collegi.» + +Il congedato d’Ischia poteva dirsi soddisfatto. + +[308] Una fu pubblicata dal FARINI nel suo _Stato Romano_, vol. II, +pag. 253. Firenze, 1850. + +[309] Anche Giuseppe Mazzini, scrivendo nel 1861 ad un Tedesco, diceva +alla nazione germanica: «Cancellate dalla fronte della Germania la +macchia che l’Austria vi ha messo.... Siate un popolo e c’intenderemo. +L’idea germanica e l’idea italiana s’abbracceranno sulle Alpi libere.» +— Vedi _Scritti editi e inediti_ di GIUSEPPE MAZZINI, vol. XI, pag. +262. Roma, 1882. + +[310] Il Bismarck, interpellato dal La Marmora se in caso che l’Austria +attaccasse l’Italia la Prussia sarebbe stata pronta ad accorrere +in nostro soccorso, rispose che il Trattato dell’8 aprile non era +un Trattato bilaterale, e che la Prussia non vi era in alcun modo +vincolata ad aiutare l’Italia. + +Del resto chi voglia sincerarsi di quanto abbiamo detto sin qui +intorno all’alleanza italo-prussiana veda principalmente: _Le général +La Marmora et l’alliance prussienne_, Paris, 1868. Opera del capitano +CHIALA, il più fedele e devoto interprete istoriografo del generale La +Marmora. — _Due anni di politica italiana_. Milano, 1868, di STEFANO +JACINI, nel 1866 ministro dei lavori pubblici del gabinetto La Marmora +e principale confidente e consigliere del Generale stesso. — _Un po’ +più di luce sugli eventi politici e militari dell’anno 1866_, pel +generale ALFONSO LA MARMORA. Firenze, G. Barbèra editore, 1873. — _Il +generale Alfonso La Marmora, Ricordi biografici_ di GIUSEPPE MASSARI. +Firenze, G. Barbèra editore, 1880. + +[311] _La Campagna del 1866 in Italia_, redatta dalla Sezione Storica +del Corpo di Stato Maggiore. Roma, 1875, vol. I, pag. 65 e 66. + +[312] Vedi op. cit., pag. 67. + +[313] Vedi _Cenni Storici sui Preliminari della Guerra del 1866_, ec. +del capitano LUIGI CHIALA, pag. 580. + +[314] Al ministro della guerra, generale Pettinengo, scriveva: + + «Caprera, 14 maggio 1866. + + »Signor Ministro, + +»Accetto con vera gratitudine le disposizioni emanate da S. M. in +riguardo ai Corpi volontari, riconoscente alla fiducia in me riposta +con l’affidarmene il comando. Voglia essere interprete presso S. M. di +questi miei sentimenti nella speranza di poter subito concorrere col +glorioso nostro esercito al compimento dei destini nazionali. + +»Ringrazio la Signoria sua della cortesia colla quale si è degnata +farmene partecipazione. + +»Voglia credermi della Signoria sua + + »devotissimo + »G. GARIBALDI.» + +[315] Questo scriveva in quei giorni ai signori Valzania, Caldesi, +Bagnasco, noti repubblicani. Per brevità citeremo solo la lettera a +quest’ultimo: + + «Caprera, 11 maggio 1866. + + »Caro Bagnasco, + +»È cosa utile al paese che in ogni modo tutti siamo pronti e concordi. +E questione di vita o di morte perla patria, e sta all’Italia tutta il +problema. + +»Io accetterò tutti coloro che vogliono combattere lo straniero +oppressore. Per le istruzioni dirigetevi ai nostri amici della +Commissione; e fra gli altri a Benedetto Cairoli. Bando alle gare ed +alle opinioni, e facciamo. + +»Credetemi + + »vostro sempre + »G. GARIBALDI.» + +[316] _La Campagna del 1866 in Italia_, redatta dalla Sezione Storica +del Corpo di Stato Maggiore, tomo I, pag. 129. + +Vi fu chi disse che il piano di guerra di Garibaldi era simile in +tutto a quello del generale Moltke e dello Stato Maggiore prussiano +dichiarato nella celebre Nota del signor D’Usedom, ministro del re di +Prussia a Firenze. + +Chi abbia letto quella Nota e la confronti colle parole testè citate +della _Relazione Ufficiale_, vedrà che tra i due concetti corre +una capitale differenza. Entrambi, è ben vero, s’accordavano nel +pensiero di non arrestarsi intorno al quadrilatero, di girarlo o di +attraversarlo; entrambi credevano che compiuta questa prima operazione +e «quando la sorte fosse propizia sul principio ai due alleati» +(parole della Nota Usedom), l’Italia dovesse spingere un forte Corpo +di spedizione nel cuore dell’impero austriaco; ma circa alla strada +che quel Corpo dovesse tenere e al modo con cui doveva operare, +dissentivano grandemente. Garibaldi infatti, come fu già detto, voleva +sbarcare presso Trieste allo scopo di prendere a rovescio l’esercito +austriaco e tagliarlo da Vienna; lo Stato Maggiore prussiano voleva +uno sbarco nella Dalmazia, il quale appoggiandosi ad una ipotetica +insurrezione slavo-ungherese, desse la mano all’esercito prussiano e +marciasse su Vienna. + +Il Generale italiano, rivoluzionario dalla nascita, non pensava che ad +una operazione prettamente militare; il Generale prussiano, militare +nel sangue, aveva in mente una operazione rivoluzionaria. + +Quale dei due concetti fosse migliore sarebbe ormai superfluo il +discutere. Certo il disegno prussiano appare a prima giunta più audace +e più vasto; ma esso aveva, secondo noi, il grave difetto di fondarsi +sopra una rivoluzione di popoli che nessun indizio prometteva, e di +calcolare sopra una vittoria delle armi prussiane che era ancora nei +segreti del fato. Si supponga la insurrezione slavo-ungherese fallita; +si immagini una Sadowa favorevole all’Austria, che cosa avrebbe fatto +il Corpo di spedizione italiano? Che cosa sarebbe accaduto a Garibaldi +nel cuore dell’impero austriaco? + +Non per questo crediamo che il progetto prussiano meritasse lo sdegnoso +disprezzo con cui lo trattò il generale La Marmora. Anzitutto l’accusa +da lui mossa a quel progetto, che volesse la spedizione transadriatica +prima che l’esercito italiano avesse preso posizione alle spalle del +quadrilatero è affatto gratuita; e le parole stesse dell’Usedom, che +pure nella sua qualità di diplomatico non era obbligato a spiegarsi +con tutta la precisione del linguaggio militare, la smentiscono +completamente. La Nota Usedom, infatti, muove dal supposto che +l’esercito italiano abbia già _attraversato e girato il quadrilatero +e vinto una battaglia in campo aperto_; ed evidentemente coordina +e subordina tutte le operazioni proposte al di là dell’Adriatico, a +quella ipotesi. Il generale La Marmora dunque, rimproverando allo Stato +Maggiore prussiano un assurdo, che davvero sarebbe stato enorme, non +faceva che pensarlo egli stesso e da sè solo. Ma non è qui il punto. + +Il torto del generale La Marmora non consistette già nel respingere un +disegno che anche nella felice ipotesi d’una piena vittoria in Italia +sarebbe pur sempre stato temerario e pericolosissimo; il torto del +Generale stette, e starà sempre, nell’essersi rifiutato di esaminare, +di discutere quel disegno, nell’averlo nascosto a’ suoi colleghi del +ministero e dell’esercito; nell’aver perciò impedito che potesse di +comune accordo fra i due alleati essere corretto e modificato, reso più +utile e praticabile. + +Ma a che pro esaminare i torti del generale La Marmora nel 1866? A che +mai fargli colpa di non aver nemmeno degnato di discussione i disegni +del suo alleato, se non eseguì quelli che aveva combinati col suo primo +luogotenente in Italia, col generale Cialdini, anzi che aveva sanciti +egli stesso, poichè nella sua qualità di _Capo dello Stato Maggiore +generale_ dell’esercito stava a lui il comandare? + +Che se gli apologisti del La Marmora sorgono a dire che il piano +combinato col Cialdini era diverso; che il passaggio del Po doveva +essere l’accessorio e l’irruzione dal Mincio il principale, allora noi +chiediamo, e lo chiederà sempre, vivaddio, la storia, perchè questa +irruzione non fu almeno preparata cogli accorgimenti e le precauzioni +che l’arte suggeriva per assicurarne il trionfo, tanto più facile al +generale La Marmora quanto meno gli erano mancati quei due fattori +essenziali d’ogni vittoria: il tempo e la forza? + +[317] Vedi L. CHIALA, _Cenni Storici sui Preliminari della Guerra_, +vol. I, pag. 584. + +[318] CHIALA, op. cit., vol. I, pag. 585 e 588. + +[319] A Lecco, per esempio, dal terrazzo dell’albergo _La Croce di +Malta_, diresse alla moltitudine de’ Garibaldini, stipata giù nella +piazza, queste parole: + +«_Amici!_ — Voi sapete che in questo mondo ci vuol fortuna quasi in +ogni cosa; ci vuol fortuna pel marinaio che alcune volte in mezzo al +mare incontra uno scoglio, altre volte invece scopre un tesoro; ci vuol +fortuna per il soldato, che spesso stando tra l’ultime file trova una +palla, mentre un altro che trovasi tra i primi, rimane illeso. + +»Ora voi siete una generazione fortunata, io vo declinando in età, e +mi chiamo felicissimo d’essere ancora con voi. Prima di voi furonvi +mille generazioni che vedevano i lor campi calpestati dallo straniero, +e le loro donne in preda di truppe mercenarie, e voi questa terra +la libererete, i vostri figli e nipoti alzeranno la fronte e si +glorieranno del vostro nome, io ve lo dico: voi siete destinati a +vincere e dire agli eserciti stranieri che hanno la boria di credersi +invincibili, perchè si chiamano organizzati, che diano un fucile a voi +altri che avete chi berretto, chi cilindro, chi fazzoletto bianco in +capo, e vedranno cosa saprete fare. + +»Io sono contento d’essere con voi e per certo faremo qualche cosa.... +Non è vero?» — (_Pungolo_ di Milano, 14 giugno, supplemento pag. 2.) + +[320] Lo accompagnavano nella esplorazione il suo vecchio segretario +Basso e il capitano Ergisto Bezzi, uno dei prodi trentini che insieme +ai Bronzetti, ai Manci, ai Tranquillini, ai Martini, ai Fontana, ai +Bolognini, agli Zancani si incontravano dal 59 in poi su tutti i campi +di battaglia dell’indipendenza italiana ad attestare col valore, e +spesso col sangue e col martirio, l’indelebile italianità della loro +terra. + +Il Generale s’avvicinò tanto agli accampamenti nemici che fu a occhio +nudo riconosciuto, sicchè i suoi compagni tremarono qualche istante per +lui. + +[321] Non v’erano che due compagnie de’ nostri. Vi fecero prodezze il +trentino Bezzi già nominato e il friulano Celli, il quale sostenne un +vero singolar certame con un ufficiale austriaco, uscendo dal conflitto +tagliuzzato e pesto in più parti del corpo, ma lasciando morente sul +terreno il suo avversario. + +[322] Molti scrittori militari affermano che l’Arciduca Alberto ritornò +sulla sinistra del Mincio udita la notizia di Königgrätz. Evidentemente +essi confondono le date. La battaglia di Königgrätz accadeva il 3 +luglio, e soltanto alla notte di quel giorno l’Arciduca Alberto poteva +aver certa notizia della disfatta delle armi imperiali. Il movimento di +ritirata invece da lui fu ordinato la sera del 1º luglio e cominciato +la mattina del 2. Conviene dunque attribuirlo ad altra cagione, e la +sola cagione probabile e plausibile è quella da noi data. Si guardi una +carta e s’immaginino due eserciti l’uno de’ quali s’avanza su Piubega, +Gazzoldo e Castellucchio nei pressi del Mincio, e l’altro muove tra +Borgoforte e Sermide a sboccare dal Po, e si dica se il Generale +austriaco poteva continuare a restare sulla destra del Mincio, senza +esporsi al pericolo, se la mossa era seria, d’esser preso a rovescio e +svelto dalla sua base. + +[323] Il combattimento di Suello fu variamente raccontato. Noi +attingemmo, oltrechè ai racconti più volte uditi dal colonnello +Bruzzesi, al Rapporto ufficiale del brigadiere Corte al generale +Garibaldi in data del 6 luglio; dal quale consta che l’attacco +subitaneo di fronte di Monte Suello non fu ordinato da lui, ma dallo +stesso generale Garibaldi. + +[324] Il maggiore Castellini volle accettare il combattimento nella +posizione di Vezza; il maggiore Caldesi a cui era stato realmente +affidato il comando voleva indietreggiare nelle posizioni già +trincerate d’Incudine. Da ciò quel dissidio e quel contrasto d’ordini e +di contr’ordini che riuscì fatale alla difesa. Per tutti i particolari +del combattimento di Vezza vedi principalmente _Il Quarto Reggimento +dei Volontari ed il Corpo d’Operazione in Valcamonica nella Campagna +del 1866_ del tenente colonnello GIOVANNI CADOLINI, comandante lo +stesso reggimento. Firenze 1867, tip. del _Diritto_. In essi ci trovi +anche spiegata la ragione per cui il colonnello Cadolini tenne così +divise nella giornata del 3 luglio le sue forze. Egli temette per tutto +quel giorno un attacco dal passo di Croce Domini e dovette premunirsi +contro quell’eventualità che avrebbe posto a serio rischio le sue +comunicazioni, e l’esistenza stessa del corpo d’operazione. + +[325] Le cinque Brigate erano così composte e comandate: + + 1ª Brigata 2º e 7º Reggimento, Maggior generale Haugh; + 2ª » 4º e 10º » » Pichi; + 3ª » 5º e 9º » » Orsini; + 4ª » 1º e 3º » Colonnello + brigadiere Corte; + 5ª » 6º e 8º » » Nicotera. + +_Capo dello Stato Maggiore_, generale Fabrizi. + +_Sotto capo_, colonnello E. Guastalla. + +_Capo dell’Artiglieria_, Maggiore Doglietti. — _Capo dell’Intendenza_, +Colonnello Acerbi. — _Capo dell’Ambulanza_, Colonnello Bertani. — +_Comandante le Guide_, Tenente Colonnello Missori. — _Comandante la +zona delle operazioni sul Garda_, Generale Avezzana. — _Comandante la +flottiglia_, Tenente Colonnello Elia. + +[326] Fu detto che Garibaldi poteva trarre maggior partito dalla +Valcamonica sia tentando per quella via l’attacco principale, sia +facendone appoggiare più efficacemente dai corpi mandati a campeggiarvi +l’irruzione delle Giudicarie. Noi opiniamo diversamente. + +La via del Tonale, oltre che la più aspra e la più lunga, espone +l’assalitore che non possegga gli sbocchi laterali superiori ad essere +ad ogni passo circuito e stroncato dalla sua base. Circa poi all’idea +di trarre dalla Valcamonica un appoggio più efficace alle operazioni +delle Giudicarie, essa era certamente buona, ma non poteva essere +praticata che a condizione che l’invasore fosse già padrone della +chiave delle Giudicarie o almeno vi tenesse un piede tale da potervi +con sicurezza attendere i soccorsi e combinare le sue mosse colle +colonne laterali che dovevan cooperar con lui. Ed a questo sappiamo +che Garibaldi pensò inviando l’ordine al colonnello Cadolini fino dal +14 luglio, fino dunque dall’ingresso vero in Tirolo, di marciare col +suo reggimento per la valle di Roucon alle spalle di Lardaro. Che se il +Cadolini non riescì alla meta che assai tardi, fu perchè nel frattempo +Garibaldi si era rivolto alla Val di Ledro ed aveva posto in seconda +linea l’investimento di Lardaro e la conquista delle Giudicarie. + +Tutt’al più può essere rimproverato a Garibaldi di non aver inviato in +Valcamonica una forza maggiore, che fosse in grado così di scuotere i +difensori del Tonale con abili assalti, come di tener desta e legata +l’attenzione del generale Kuhn per la sua estrema destra. Ma Garibaldi +può ancora rispondere: «E quando l’aveva io questa forza maggiore +disponibile?» Fino al 1º luglio dei suoi dieci reggimenti egli non +aveva in mano che la metà; mandò dunque quel che poteva. + +[327] Vedi la sua opera magistrale _Gebirgeskrieg_ compendiata dal +capitano Chioffredo Hugues nel suo opuscolo: _La Guerra di Montagna_. +Modena, 1872. + +[328] Superfluo il dire che così nella enumerazione, come nella +dislocazione delle forze nemiche noi abbiamo attinto soltanto ad +opere e documenti di fonte ufficiale ed austriaca; quali il rapporto +ufficiale sulla guerra del 1866: _Oesterreichs Kämpfe im Jahre 1866, +nach Feldachten bearbeitet durch das K. K. General Stabs Bureau für +Kriegs Geschichte_. — Wien, 1869. Verlag des K. K. General Stabs; +Fünfter Band: Die Vertheidigung Tirols. + +E il libro stesso del generale Kuhn, _La Guerra di montagna_, +traduzione del capitano Hugues, da noi citato negli esempi che +illustrano la parte teorica. + +Anche l’opera _Geschichte des Feldzuges 1866 in Italien_, ec. von +ALEXANDER HOLD, Hauptmann im K. K. General Stabs — Wien 1867, ha valore +quasi ufficiale, e certamente molto pregevole. + +E di queste sole opere ci serviremo per conoscere e giudicare delle +operazioni degli Austriaci. + +[329] Dobbiamo dir così non sapendo nè chi quell’ufficiale fosse, +nè a chi spetti la responsabilità di quell’errore. A custodia di Val +d’Ampola v’era il settimo reggimento; ma non potremmo dire che il torto +di non aver occupato Rocca Pagana sia imputabile al suo comandante. +Certo Garibaldi la credeva occupata, e restò quasi sbalordito dalla +sorpresa quando il 16 mattina vi vide comparire i Cacciatori austriaci. + +[330] Così i movimenti di queste truppe, come le loro forze, le +desumiamo dal citato libro, _La guerra di montagna_ del barone generale +KUHN, versione di Hugues, pag. 90-91 e seguenti, come dalla _Relazione +ufficiale dello Stato Maggiore austriaco_, già citata. + +[331] Vedi RUSTOW nella _sua Guerra del 1866 in Germania ed in Italia_. +Milano, 1867, pag. 332. + +Del resto anche il generale Kuhn (op. cit., pag. 89) ammise che lo +scopo del combattimento del 16 era maggiore d’una ricognizione. + +[332] Agostino Lombardi di Brescia, prode quanto gentile d’animo, fece +tutte le campagne d’Italia del 48, 49, 59, 60 e 66. Non aveva che 33 +anni! + +[333] Il generale Kuhn tentò spiegare la sua subitanea ritirata dal +campo di battaglia coll’arrivo di due telegrammi, l’uno dal Comando +di piazza di Verona, l’altro dallo stesso Arciduca Alberto; col primo +dei quali era avvertito che l’esercito italiano, già entrato nel +Veneto, stava per inviare due colonne, una per Val d’Arsa, l’altra per +Val Sugana, a invadere dal lato orientale il Trentino; e col secondo +invitato a nome dello stesso Imperatore a tenersi nella più stretta +difensiva.[334] Lunge da noi il pensiero di negare l’autenticità dei +due telegrammi, allegati dall’illustre Generale; quantunque possa +parere strano a chicchessia che il Comandante di Verona potesse aver +sentore d’una spedizione per Val d’Arsa e Val Sugana, che al 16 luglio +non era decisa, e nemmeno forse pensata al Quartier generale italiano, +e che ebbe un principio d’esecuzione visibile soltanto il 20 dello +stesso mese. Tralasciando però ogni discussione sul tenore delle +notizie e degli ordini ricevuti dal generale Kuhn, essi non bastano +ancora a spiegare la risoluzione da lui presa nel pomeriggio del giorno +16. Che infatti un Generale si risolva a troncare a mezzo una vittoria +già tenuta per certa, e abbandonare un campo di battaglia già creduto +suo, solo perchè riceve un telegramma che lo avvisa della possibilità +di essere assalito egli stesso, cinque o sei giorni dopo, è cosa +assolutamente inammissibile. Per esatto che potesse parere l’annunzio +del Comando di Verona, e perentorio l’ordine del Generalissimo +dell’esercito imperiale, il generale Kuhn sapeva meglio d’ogni altro +che gli Italiani non potevano volare, e che alla peggio gli sarebbe +sempre rimasto il tempo di battere prima i Garibaldini che aveva +dinanzi a Condino e di marciare poi con tutte le sue forze e con tutto +il suo comodo, contro l’altro nemico che gli veniva sul fianco. + +Però ci meraviglia grandemente che il dotto e valente Generale abbia +potuto scegliere, per ispiegare la ritirata da Condino, una scusa così +magra ed irragionevole. Era assai più decoroso per lui l’ammettere +che fallito l’aggiramento della destra garibaldina, e riuscita ancora +più vana la mossa dell’Höffern sulla sinistra, egli non si sentì in +grado con tutte le sue forze di affrontare una seconda volta nelle +sue posizioni di Storo-Condino il grosso dell’esercito nemico. Il qual +grosso però non sommava a trentacinquemila uomini, come egli nel citato +suo libro affermò. In linea tra il Brufione, Brione, Condino non vi +erano che il 1º e il 6º reggimento e un battaglione di Bersaglieri; in +seconda linea tra Darzo e Storo che il 3º, il 9º e il 7º; poco più di +diciottomila uomini; gli altri erano troppo lontani per poter prendere +parte alla giornata. + +[334] _Guerra di Montagna_ già citata, pag. 94-95, e nel Rapporto +ufficiale _Oesterreichs Kämpfe im Jahre 1866_. Viert Band. + +[335] Anche il LECOMTE, _Guerre de la Prusse et de l’Italie contre +l’Autriche et la Confédération germanique en 1866_, pag. 87, è dello +stesso parere. + +[336] Centosettantasei prigionieri, fra cui quattro ufficiali; tutte +le artiglierie e munizioni del forte oltre a qualche centinaio di +fucili furono i trofei della conquista. Gli Italiani ebbero perdite +dolorosissime; tra le altre quella del bravo luogotenente d’artiglieria +Tancredi Alasia che aveva diretto con rara precisione e intrepidezza +la sua batteria durante il cannoneggiamento, e col suo primo colpo +spezzata l’asta della bandiera nemica. Egli morì da prode ai piedi de’ +suoi pezzi. + +[337] Aveva soli 39 anni. Era nato a Mantova. Combattè nel 48 a +Governolo, nel 49 a Roma e seguì Garibaldi fino a San Marino; nel 1859 +comandò in secondo la compagnia de’ Carabinieri Genovesi. Nel 1860 +si distinse nella presa di Reggio, e lasciò l’esercito meridionale +tenente-colonnello. Era ingegnere; mente colta e severa. Idolatrava +la sua vecchia madre tanto che nel 1866 pel timore di darle un dolore +troppo forte si arruolò di nascosto con Garibaldi, e gli riuscì di +tenerglielo celato fino all’ultimo. Continuato poi il pietoso inganno +dagli amici, ella ignorò per parecchi mesi anche la morte del figlio. +«Quando però fu giuocoforza destarla dalla dolcissima illusione e +rivelarle l’atroce realtà, ella ancor più madre di Rachele, che rifiutò +d’essere consolata, rifiutò di credere. Non lasciò la vita sotto il +colpo, ma vi lasciò la ragione; e due anni dopo cogli occhi fissi sulla +porta d’onde aveva veduto uscire il suo Giovanni, dove lo vedeva sempre +ritornare, in questo bellissimo sogno spirò.» + +I Castiglionesi eressero al loro virtuoso concittadino un monumento, e +le ultime parole che abbiamo testè trascritte sono tolte dal _Discorso_ +che allo scoprimento della statua faceva l’Autore di questo libro, alla +memoria dei suo grande amico. + +[338] Superfluo parlare delle operazioni della flottiglia sul Garda, +dalle condizioni del suo armamento e dalla soverchiante superiorità +dell’avversaria condannata all’impotenza. Due volte la squadriglia +austriaca potè bombardare quasi impunemente Gargnano e Bogliaco. +Un giorno le cinque cannoniere italiane riescono a circuirne una +austriaca; ma avendo il Depretis mandato sul Garda certi artiglieri di +marina, che non avevan mai sparato un cannone, la vanità de’ loro colpi +fu tale che la cannoniera austriaca non solo riescì a farsi largo, ma +a costringere alla ritirata i cinque assalitori. Il 17 poi la squadra +austriaca va a pigliare fin dentro il porto di Gargnano il vaporetto +italiano il _Benaco_ e se lo porta via prigioniero. Così ALBERTO MARIO +nel suo _Garibaldi_, pag. 122. + +[339] Cento morti, dugentocinquanta feriti, millecento prigionieri. +Non diecimila però come spacciò il maggiore Haymerle in un opuscolo +detto dell’_Italicæ res_. Le mie cifre son tolte al _Rapporto ufficiale +austriaco_. + +[340] Della sincerità dei Rapporti ufficiali di guerra di tutti i +paesi e di tutti gli eserciti fu sempre prudente diffidare; ma pochi +meriteranno una minor fede del _Rapporto ufficiale austriaco_ sul +combattimento di Bezzecca. Basti dire che esso non accenna nemmeno +al tentativo fatto dal Montluisant di sboccare da Bezzecca, e tace +poi interamente dell’ultimo contrassalto garibaldino diretto appunto +a riconquistare Bezzecca. Siccome però conveniva spiegare come mai +dopo esser rimasti padroni di Bezzecca, l’avessero abbandonata, +così il generale Kuhn nelle _Note_ al suo _Gebirgeskrieg_ diede la +ragione taciuta interamente nel _Rapporto ufficiale_, che il generale +Montluisant ordinò la ritirata per _mancanza di munizioni_. È strano +davvero che una colonna partita espressamente per dar battaglia si +trovi, dopo sole quattro ore di fuoco, senza munizioni; ma accettata +per buona la ragione (e il Kuhn stesso confessa che i suoi cannoni +avevano ancora quarantasette colpi e le riserve erano ancora provviste +di cartuccie), domandiamo noi: Come il Montluisant avrebbe potuto +sentire il difetto delle munizioni se i Garibaldini non lo avessero +attaccato? O è vera l’ultima carica dei Garibaldini, e allora il +generale Kuhn deve confessare che, munizioni o no, riuscì vittoriosa; +o non l’ammette (cosa impossibile), e allora resta inesplicabile come +un corpo che si credeva vincitore alle undici si ritirasse, senza +colpo ferire, a mezzogiorno, e cedesse senza contrasto al nemico una +posizione di sì capitale importanza, privandosi persino dell’onore, se +per altre cagioni era costretto a ritirarsi il giorno dopo, di dormire +sul campo. + +Del resto valga di risposta a tutti il _Rapporto_ dello stesso generale +Garibaldi. + + «_Combattimento del 21 luglio_. + +»Ieri ancora la vittoria sorrise alle armi italiane. + +»Il vantaggio delle posizioni da lungo tempo studiate, quello immenso +delle armi, ed il valore con cui si batterono i nemici, fecero l’esito +della giornata alquanto incerto fino ad un’ora pomeridiana. + +»Il combattimento ebbe principio all’alba. Il prode generale Haug aveva +ordine di operare sulla nostra destra in Val di Ledro, ma la maggior +parte della sua brigata era ancora sulle alture per le operazioni +dei giorni precedenti. Avevo dato l’ordine al 5º reggimento e a due +battaglioni del 9º della 3ª brigata di preparare l’occupazione della +Valle di Ledro, finchè la 1ª brigata si riunisse e marciasse a rilevare +la 3ª. + +»Io non prevedeva un attacco per parte del nemico, nonostante aveva +ordinato di spingere solamente sino a Bezzecca e di contentarsi di +esplorare al di là. Giunta la nostra testa di colonna a Bezzecca nella +sera del 20, all’alba del 21 mandò un battaglione in ricognizione sui +monti che a levante dominano la Valle di Conzei. + +»Questo si trovò avviluppato da una forza superiore di Austriaci ed +obbligato di ripiegarsi in disordine sulla colonna principale. Ciò diè +luogo ad un combattimento accanito a Bezzecca e nei paesi alla bocca +della Valle di Conzei, ove, dopo caduto eroicamente il colonnello +Chiassi, il 5º reggimento fu obbligato di battere in ritirata. +Sostenuto però da un battaglione del 6º comandato dal maggiore Tanara, +pure gravemente ferito, da un battaglione del 9º, da alcune compagnie +del 2º, dai Bersaglieri e dalla valorosissima nostra artiglieria, +l’azione si ripigliò, non con vantaggio, ma conservando le posizioni, +massime sulla nostra sinistra, sostenuta efficacemente dal 9º. Avendo +più tardi il prode maggiore Dogliotti ricevuto una batteria fresca, la +collocò sulla nostra destra in vantaggiosa posizione; e gli Austriaci, +bersagliati e fulminati con una speditezza sorprendente dalla nostra +artiglieria, cominciarono a sgomentarsi. Allora una piccola colonna +di attacco composta di prodi di tutti i corpi, comprese le guide, +e comandata dal maggiore Canzio, sostenuta dal 9º a sinistra, si +precipitò, senza fare un tiro sul nemico, e lo cacciò colle baionette +alle reni in disordine da tutte le posizioni che occupava. Da quel +momento la ritirata del nemico fu generale, ed i nostri lo inseguirono +oltre Bezzecca ed Enguiso entro la Valle di Conzei. + +»Un Rapporto più dettagliato verrà compilato in seguito; ora si stanno +compilando gli elenchi dei morti e feriti, e quelli dei soldati, +sottufficiali ed ufficiali che si distinsero in questo combattimento. + + »Cologna, 1º agosto 1866. + + »G. GARIBALDI.» + +[341] Il colonnello LECOMTE nella sua citata opera: _Guerre de la +Prusse et de l’Italie contre l’Autriche_ ec., pag. 110, 111. + +Anche l’Autore della _Guerra in Italia nel 1866_, Milano, 1867, che +si firma _Un vecchio soldato italiano_, emette press’a poco lo stesso +giudizio a pag. 335. + +[342] Andò ospite di Alberto Mario che abitava allora in Piazza +Bellosguardo. + +[343] Il _Diritto_, annunziandone l’arrivo a Firenze, pubblicava la +seguente dichiarazione del Generale: + + «Firenze, 22 febbraio. + +»Non solamente io aderisco al manifesto dell’opposizione parlamentare +con tutta l’anima — ma spero che la gratitudine del paese non mancherà +a quel patriottico documento. + + »Vostro + »G. GARIBALDI.» + +[344] Togliamo questi proclami e discorsi dal _Diritto_ di Firenze +e dal _Pungolo_ di Milano (mesi di febbraio e marzo), che ne erano +esattamente informati dai loro corrispondenti. + +[345] E non di centomila spettatori come scrisse Alberto Mario nel +suo _Garibaldi_. Il battesimo avvenne nelle stanze di Garibaldi alla +presenza di Francesco Marnelli, di Teresa Bellotti, testimoni, e di +pochi altri dei seguaci del Generale. + +[346] Vedi nel _Libro Verde_ presentato alla Camera dal generale +Menabrea il 3 dicembre 1867 le Note dello stesso De Malaret al Ministro +degli affari esteri in Francia, in data 15 e 17 aprile 1867. + +E poichè ne abbiamo il destro, diciamo una volta che i documenti citati +in questo capitolo, siano dessi lettere o manifesti di Garibaldi, e +atti del Governo o del Parlamento, gli abbiamo tolti, oltre che dal +citato _Libro Verde_, dalle opere seguenti: _Documenti_ presentati alla +Camera relativi agli ultimi avvenimenti 1867; _Discussioni della Camera +dei Deputati_, Sessione 1867, dal 5 dicembre al 22 dicembre 1867: +_Storia della insurrezione di Roma nel 1867_ per FELICE CAVALLOTTI, +continuata da B. E. MAINERI. Milano, 1869; _L’Italia nel 1867_ di G. +FRIGGESY. Firenze, 1868. E infine nei giornali più volte accennati. + +[347] Vedi Documenti sui fatti di Terni fra i _Documenti sugli ultimi +avvenimenti_, pag. 5 alla 17. + +[348] Dimostrazioni erano avvenute a Milano, Torino, Genova, ec. + +[349] La sua eccessiva lunghezza ci obbliga a tralasciarlo. Lo si può +vedere in CAVALLOTTI, opera citata, pag. 173, 74, 75. + +[350] L’Acerbi aveva in que’ giorni frequenti colloqui col commendatore +De Ferrari, direttore generale della polizia del Regno; e in uno +di essi si sentì dire dal De Ferrari medesimo «che il Rattazzi non +dissentiva dall’idea del Generale ed era pronto a fornire i mezzi +per coadiuvarlo. Solo dimostrava la necessità che il Generale, per +acquietare le rimostranze della Francia e stornare i sospetti del +Governo pontificio, _lasciasse per qualche tempo il continente e +tornasse a Caprera_.» Vedi anche CAVALLOTTI, op. cit., pag. 256, 257, +258. + +[351] Fra gli altri, all’Autore di questo libro. Chiamato da lui nei +primi di settembre, ero, come sempre, accorso; soltanto, interrogato se +ero disposto a seguirlo, colsi il destro, non sempre facile, per dirgli +che se si trattava di eccitare o di aiutare i Romani ad insorgere ci +stavo; ma se invece si pensava ad una delle solite spedizioni di bande, +io la credevo inopportuna, anzi dannosa, e non mi sarei mosso. + +«Ebbene,» mi fece il Generale bruscamente, «e voi andate in Roma!» + +Ed io vi andai! + +[352] Ministro degli Affari Esteri in Francia nella sua nota 23 +settembre 1867 al signor De la Villestreux in Firenze. + +[353] Vedi più sotto, a pag. 496, la lettera a F. Crispi in data 27 +settembre. + +[354] Noti e ricordati da tutti gli articoli della _Perseveranza_ e +dell’_Opinione_, che innanzi alle minaccie della Francia consigliavano +il Governo italiano ad un contegno risoluto. + +[355] All’incirca ottocento fucili della Guardia nazionale di Perugia +furono dal prefetto Gadda, d’ordine del Rattazzi, consegnati al +deputato Crispi, me presente e testimone. + +[356] Vedi nella _Nuova Antologia_ del giugno 1868 un mio esteso +racconto del combattimento. Il Menotti, dopo aver combattuto tutto il +giorno essendo sempre superiore di forze, credette d’essere circuito e +si ritirò su Nerola; il nemico a sua volta, che non si sentiva sicuro +a Montelibretti, ripiegò la notte stessa su Valentano, e all’indomani +Menotti riprendeva la terra. Vi fece prodezza il maggiore Fazzari +rimastovi ferito e per poche ore prigioniero. + +[357] Prima la squadra si compose dell’avviso _Esploratore_, delle +pirocorvette la _Gulnara_ e la _Sesia_ e della pirofregata _Principe +Umberto_, nave capitana. Più tardi vi si aggiunsero il _Weasel_, il +_Tukeri_, l’_Indipendenza_, la _Confienza_ ed il _Ferruccio_. Comandava +tutta la crociera il capitano di vascello Isola. + +[358] Al Cucchi telegrafava: + +«Conforme avviso vostro e promesse, io sono qui. Vogliate inviare +vapore per condurmi continente.» + +E al Crispi in data del 2 ottobre: + +«Conforme ai vostri consigli, io sono qui e spero che penserete a tener +parola facendomi ricondurre presto continente.» + +[359] Il comandante la crociera aveva noleggiato due o tre _latini_ per +aiuto alle navi regie. + +[360] Vedi la _Deposizione_ del comandante Isola nel _Rapporto della +Commissione superiore d’inchiesta_ composta del vice-ammiraglio Serra, +presidente, contr’ammiraglio De Viry e contr’ammiraglio Riboty, membri. + +[361] Vedi, sulle cagioni della dimissione del ministero Rattazzi, +_Documenti sugli ultimi avvenimenti_, pag. 148-149 e la fine del +secondo discorso del Rattazzi stesso sulle interpellanze Miceli e La +Porta sui fatti di Mentana, pronunciato nella seduta del 19 dicembre +1867. _Discussioni della Camera dei Deputati, Sessione 1867_, vol. III, +dal 14 luglio al 23 dicembre. + +[362] Uno l’aveva scritto a bordo della paranza _San Francesco_, ed +aveva per motto: _Redimere l’Italia o morire_; per brevità l’omettiamo. + +[363] Dolente che la economia di questo lavoro mi vieti di dare al +magnanimo gesto la meritata ampiezza, rimando il lettore a quanto +ne scrissi io stesso nella _Nuova Antologia_ del giugno 1868. Quelle +pagine non hanno alcun valore letterario, ma le scrissi colle lacrime +più calde del mio cuore, e soltanto come un fiore di più, deposto sulla +tomba di quei santissimi martiri, amo ricordarle. + +[364] «In questo lavoro di Penelope, in questa vicenda d’invio e di +ritorno di Volontari, la forza maggiore presente al campo nel corpo di +operazione del centro fu quella raggiunta dopo l’arrivo del generale +Garibaldi dalla vittoria di Monte Rotondo in poi, cioè di ottomila +uomini, forza che riprese ben tosto decrescenza nonostante il ricambio +con nuovi arrivati.» FABRIZI, _Mentana_, pag. 15. + +Anche Menotti somma ad ottomila uomini le forze dell’intero corpo dopo +Monte Rotondo. Ora se si calcola che alcuni battaglioni già formati e +molti Volontari isolati aveano raggiunto dopo quella vittoria il campo, +la nostra cifra di settemila uomini è la più prossima al vero. + +[365] «...... Ad una giornata del più lodevole contegno per parte de’ +Volontari, successe quella di una deplorabile ed estesa defezione, +che continuò sino alla mattina del 3, in cui i Volontari rimasti si +rianimarono pel movimento ordinato su Tivoli.» FABRIZI, _Mentana_, pag. +18. + +[366] Fu in que’ giorni che il ministro Rouher disse all’Assemblea +francese il suo famoso _Jamais_. + +[367] Quello che cantava nel Galpon de Chargucada: + + Soldados, la patria + Nos llama á la lid. + +[368] Lo scrittore di questo libro che gli cavalcava al fianco. + +[369] Rapporti dei generali De Failly e Kantzler. + +[370] Bertagni Vincenzo, Boni Egidio, Caillou Gustavo, Capaccioli +Natale, Cipriani Ubaldo, Costa Pietro, Franceschi Francesco, Grotta +Giovanni, Linau, Bellini, Giuliani Francesco, Paci Silvestro. + +[371] I feriti di quella giornata, tranne i pochi che poterono sfuggire +assieme ai capitolati del castello, furono trasportati negli ospedali +di Roma, dove il duplice influsso dell’atmosfera pontina e pretina finì +coll’ucciderne il trenta per cento. + +Il servizio sanitario, diretto dal professore Emilio Cipriani, avrebbe +fatto l’invidia di qualsivoglia esercito più ordinato. Quantunque +egli non fosse stato investito dell’ufficio se non ai 17 d’ottobre, +pure fino dal 26 aveva organizzato tutto il suo servizio, formati i +quadri, raccolti e distribuiti i materiali d’ambulanza, istituita da +Monte Rotondo una linea non interrotta d’ospedali, capaci di un doppio +numero di feriti se la campagna fosse continuata. Ospedali di prima +linea furono Monte Rotondo, di seconda Corese e Poggio Mirteto, di +terza Spoleto, Fuligno e Perugia. Sotto capo di servizio nominò il +bravo dottor Pastore, ed oltre al dottor Agostino Bertani, il chirurgo +nato di tutti i campi rivoluzionari, che non aveva alcuno speciale +uffizio, ma che fu la provvidenza di centinaia di feriti, un manipolo +di distintissimi giovani, Pierozzi, Cristofori, Lauri, l’aiutavano con +zelo indefesso. I Comitati, i Comuni, tutti gli ordini de’ cittadini +gareggiarono per mantenere provveduta l’ambulanza di tutto quanto +occorreva, e non vi fu richiesta, per quanto improvvisa, che non fosse +prontamente soddisfatta. Le donne, assidue vestali della pietà, vinsero +anche in questa prova gli uomini, e appresero a molti infingardi +gridatori da trivio come si ami e si voglia Roma. + +[372] Tanto più che della scrittura di quella protesta fu incaricato lo +stesso Autore di questo libro; talchè le parole che usiamo sono ancora +le nostre. + +[373] Erano firmati a questa protesta: F. Crispi, deputato; G. +Guerzoni, deputato; Alberto Mario, Numa Palazzini, colonnello Bossi +Luigi, Carlo Francesco Cucchi, deputato; E. Guastalla, Fabrizi Paolo, +Guarneri-Zanetti Giuseppe, Achille Panizza, Raffaello Massimiliano +Giovagnoli, romano; Enea Crivelli, Giovanni Costa, romano; Achille +Bizzoni, Giulio Adamoli, Domenico Adamoli, Missori Giuseppe, Giupponi +Ambrogio, Pisano Giovanni, dottor Carlo Tivaroni, Stanislao Carlevaris, +Vincenzo Carlevaris, Niccolò Marcellini, Leopoldo Gisonna, Gualterio +Scarlatti, Vincenzo Restivo, Giuseppe Bennici, Domenico Cariolato. — +Vedi _La Riforma_, 6 novembre 1867. + +[374] Unico scritto notevole in quell’anno questa specie di programma +ai suoi amici di Spagna, nel quale dopo la rivoluzione repubblicana +federale del 1868 raccomandava agli Spagnuoli di nominare un Dittatore +per due anni, sua idea fissa e prediletta. + + «Caprera, 10 di novembre. + + »Miei cari amici, + +»Io era deciso di tacere, non per indifferenza alla causa della nazione +spagnuola, che tanto amo e ammiro, non per mancanza d’interesse alla +gloriosa rivoluzione che voi ultimaste tanto eroicamente, ma per non +immischiar la mia voce al rumore che amici e nemici fanno intorno a +voi; mentre voi abbisognate di calma per costituirvi in un modo degno +della grande nazione che pose la sua sovranità sulle rovine d’un trono +esecrato. Oggi da voi richiesto, io dirò francamente l’opinione mia. + +»Proclamate la repubblica federale, e immediatamente nominate un +dittatore per due anni. + +»La Spagna non manca di uomini onesti che possano governarla meglio di +qualunque dei moderni feudalisti europei, che mantengono questa parte +del mondo in guerre continue, in desolazioni ed in miserie. + +»Non cadano i vostri ammirabili e valenti capi nello stesso errore +del buono, ma credulo ed ingannato Lafayette, che lasciò alla Francia +l’eredità di due rivoluzioni e la tirannide. + +»Lo spauracchio della repubblica, di cui si servono con tanta abilità i +despoti ed i gesuiti, nasce dalle esorbitanze della grande rivoluzione +dell’89, che, a forza di allontanare il despotismo e sublimare la +libertà, terminò col gettarsi nelle braccia di un tiranno avventuroso. + +»Voi già avete provato colla moderazione la più esemplare che il vostro +sistema non è quello della ghigliottina, e quindi la vostra rivoluzione +può inspirare fiducia anche alle code di paglia, che disgraziatamente +non sono poche. + +»La repubblica è il governo della gente onesta, e se ne vide la prova +in tutte le epoche. Esse durano mentre virtuose, e cadono quando +corrotte e piene di vizi. + +»La Svizzera e gli Stati Uniti si sostengono senza dittatura, è vero; +quantunque i Washington ed i Lincoln fossero i dittatori morali, quando +lo necessitò la patria americana. + +»La Spagna trovasi in una condizione speciale; molti e forti +pretendenti; influenze gesuitiche in casa e molto vicine; e infine un +carattere nazionale, generoso e cavaliero (_sic_), ma nello stesso +tempo molto inquieto; per cui si ha bisogno d’un governo giusto ma +molto energico. + +»La sovranità nazionale acquistata passi alle Cortes costituenti col +suffragio universale, e queste non si occupino d’altro che di trovare +nel seno della nazione l’uomo capace di costituire la Repubblica +degnamente e di tornare ai suoi focolari dopo due anni, accompagnato +dalle benedizioni dei suoi concittadini riconoscenti. + +»Ecco quanto auguro ad una nazione che io amo, e sono il + + »vostro + »G. GARIBALDI.» + +[375] A que’ giorni appunto scriveva il romanzo _Clelia, o il Governo +del Monaco_, pubblicato nel 1870. + +[376] Il signor Crémieux disse: «Oh ce cher Garibaldi, que de plaisir +j’aurais à le voir! Ah si nous pouvions le faire entrer à Paris, quel +effet ça produirait!...» ec. — Vedi _Garibaldi et l’armée des Vosges, +Récit officiel de la Campagne, avec documents, etc._ par le général +BORDONE, chef d’État Major de l’armée des Vosges. Pag. 15. Paris, 1871. + +[377] Il signor Gent, uno dei segretari del governo di Tours, telegrafò +al Prefetto di Marsiglia: «Faites à Garibaldi un accueil splendide,» +ma firmò egli solo; e più tardi nessun ministro volle assumere la +responsabilità di quel telegramma. Vedi BORDONE, op. cit., pag. 20. + +[378] BORDONE, pag. 13. + +[379] BORDONE, op. cit., pag. 244. + +[380] Alludiamo al colonnello Chanet, che disertò sotto Autun come +vedremo più tardi. + +[381] Vedi BORDONE, op. cit., tutto il capitolo V. Tra le altre cose +si legge in questo capitolo che il generale Cambriels vedendo, come +al solito, nemici dove non erano, mandò ad insaputa di Garibaldi a +tagliare i ponti del Doubs che erano, in caso, i soli punti di ritirata +e di approvvigionamento dei difensori di Dôle, e fu mestieri di tutta +l’energia di Garibaldi per impedirlo. + +[382] Diede egli stesso al figliuolo le istruzioni particolareggiate, +modello di arte tattica. Dopo il fatto, pregato e ripregato, fece il +grande onore al figliuolo di nominarlo maggiore. + +[383] Anzi il generale Cremer in un suo libro ebbe il coraggio +di scrivere che il generale Werder avea tratto Garibaldi in un +_guet-à-pens!_ Non si può spingere più oltre l’impudenza! Che i +Prussiani anzichè aver teso un tranello siano stati impensatamente +assaliti a Pasques e visitati a Dijon lo dice il loro Rapporto +ufficiale, parte II, fascicolo XV, pag. 563. + +[384] Sosteneva valorosamente la ritirata la brigata Delpeck a Pasques. +Altri piccoli combattimenti di retroguardia avvennero più al sud, ma la +battaglia di Lantenay, descritta dal colonnello Corsi nel suo _Sommario +di Storia militare_, parte IV, pag. 299, e la disfatta della brigata +Menotti e la ritirata precipitosa su Autun è un sogno. Noi abbiamo +qui sott’occhio due libri in diverso modo ufficiali: il _Rapporto +prussiano_ più volte citato, parte II, fasc. XV, pag. 564, e il libro +del BORDONE, _L’Armée des Vosges_, ec. in tutto il XIV capitolo del +vol. II, e nessuno dei due libri parla di ciò. + +[385] Il generale Garibaldi felicitò il generale Cremer con questi +telegrammi: + +«Mes félicitations au jeune et vaillant général de la République. Votre +manœuvre est marquée au coin du génie de la guerre. J’en augure bien +pour l’avenir de la République.» + +Il Cremer rispose: + +«Merci au maître de ses compliments à l’élève. Demain je reprends mes +positions sur la ligne du chemin de fer de Nuits à Beaune, prêt à agir +de concert avec vous au premier signal.» Ma, come si vede, qui si parla +di concerto, mai di ordini. Quando il governo della Repubblica parlò di +mettere il Cremer sotto gli ordini di Garibaldi, il Francese offrì le +sue dimissioni che non furono accettate. + +[386] _I Garibaldini_ in Francia per J. WHITE MARIO. Roma, Tip. G. +Polizzi e Comp. 1872, pag. 93. + +[387] Vedi sulla parte avuta da questa brigata a tenere in iscacco +Garibaldi, _Opérations de l’Armée du Sud pendant les mois de janvier +et février 1871_ etc., par le comte Hermann de Wartensleben, colonel +d’État Major. Paris 1872, pag. 10 e 13. + +[388] BORDONE, op. cit., pag. 332. + +[389] Nella sua lettera al generale Fabrizi, stampata prima nella +_Riforma_ e riprodotta dal BORDONE, pag. 420-421. + +[390] Non possiamo contare i diciottomila uomini di _gardes mobilisés_ +del generale Pellissier, che non dipendevano direttamente da Garibaldi, +e nei giorni di Dijon non vollero uscire a combattere, anzi misero la +confusione tra i combattenti. + +[391] Egli stesso lo giudicò una _temerarietà_ nella lettera succitata +al Fabrizi. + +[392] «E l’Internazionale? Che necessità di attaccare un’associazione, +quasi senza conoscerla? Non è essa una emanazione dello stato anormale, +in cui si trova la società del mondo? _E quando essa possa essere +tersa da certe dottrine_, forse introdottevi dalla malevolenza de’ +suoi nemici, essa non sarà la prima, ma certo non potrà non essere la +continuazione dell’emancipazione del diritto umano. + +»Una società (dico l’umana) ove i più faticano per la sussistenza, +ed ove i meno con menzogne e con violenze vogliono la maggior parte +dei prodotti dei primi, senza sudarli, non deve suscitar essa il +malcontento e la vendetta di chi soffre? + +»Io desidero che non succeda all’Internazionale, come al popolo di +Parigi, cioè di lasciarsi sopraffare dagli spacciatori di dottrine, +onde essere spinta a delle esagerazioni e finalmente al ridicolo; ma +che studi essa bene gli uomini che devono condurla sul sentiero del +miglioramento morale e materiale prima d’affidarvisi. + +»Soprattutto si astenga dalle esagerazioni ove cercheranno di condurla +gli agenti della monarchia e del clero per perderla nell’opinione delle +classi agiate, sempre tremanti davanti al terribile spettro della legge +agraria. E le classi agiate si persuadano bene, che non sono i molti +_sergents de ville_ ed i grandi eserciti permanenti che costituiscono +la sicurezza d’uno Stato e della proprietà individuale, ma un governo +fondato sulla giustizia per tutti. E di ciò ne hanno un troppo +eloquente esempio nella Francia. + +»Io vengo ad assidermi ad un banchetto, ove ho diritto come voi. Non +tocco il patrimonio vostro, benchè più pingue del mio, ma non toccate +questo poco, che stillo dalla mia fronte, cogli odiosi mezzi che avete +impiegato finora, di tasse sul macinato, sul sale e con tante altre +ingiustizie che gravitano sulla mia miseria. + +»Soprattutto non mi venite colle speciose bugiarde ragioni di pubbliche +sicurezze e di _preposti_, di cui voi abbisognate, e ch’io debbo +pagare; di esercito per la difesa della patria, che difende voi, le +vostre prepotenze, e mi priva delle braccia valide, che potrebbero +migliorare la condizione del paese e la mia.» + +[393] Garibaldi intervenne alla tornata del 25 novembre in cui +Benedetto Cairoli presentò la sua mozione di biasimo sugli arresti di +Villa Ruffi, e votò naturalmente con lui contro il Ministero. + +Era la prima volta dacchè Roma lo elesse deputato che interveniva alla +Camera e così al suo apparire come al pronunciare del giuramento la +sala scoppiò in applausi fragorosissimi. + +[394] Voleva un ministero Crispi, Cairoli, Zanardelli, Nicotera, Villa, +Mancini: coloro precisamente che in quel momento più si dilaniavano. + +[395] Ecco il testo della Legge: + +«Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato: Noi abbiamo +decretato e decretiamo: + + »_Articolo unico._ + +»In attestato di riconoscenza della nazione italiana al glorioso +concorso prestato dal generale Garibaldi alla grande opera della sua +unità e indipendenza, è autorizzato il Governo del Re ad inscrivere +sul gran libro del debito pubblico dello Stato una rendita di lire +cinquantamila annue del consolidato cinque per cento con decorrenza +dal 1º gennaio 1875, in favore di Giuseppe Garibaldi; ed è inoltre +assegnata al medesimo un’annua pensione vitalizia di altrettante +cinquantamila lire con la stessa decorrenza. + +»Ordiniamo che la presente Legge, ec. + + »VITTORIO EMANUELE. + + »M. MINGHETTI.» + +(_Gazzetta Ufficiale_, 11 giugno 1875.) + +[396] Vol. I, pag. 508-509. + +[397] Vi è un’altra bambina sepolta a Caprera, Anita, nata nel 1859 e +morta nel 1875, della quale riparleremo più tardi. + +[398] L’avvocato A. Bussolini in nota alla Sentenza della Corte +d’appello. _Monitore de’ Tribunali_, 1880, vol. XXI, pag. 144. + +Il professor Gabba invece, valente giurista, condannò apertamente in +una dottissima Memoria la Sentenza. — GABBA, _Questioni giuridiche_, +pag. 233. + +[399] Io pure fui a visitarlo il 5 novembre. Lo dico perchè fu quella +l’ultima volta che lo vidi, e la sua vista mi ambasciò. Ragionava +abbastanza lucidamente; ma la lingua, parlando, gli si attorcigliava +nella bocca e la parola gli usciva stentatissima. Gli dissi che stavo +scrivendo la sua vita, non ostante ch’egli m’avesse sconsigliato, ed +egli sorridendo mi rispose: «Vi ringrazio. — Voi farete bene; ma quante +cose difficili a capirsi. Per esempio, sapete voi chi ci portò via la +gente a Monterotondo, la vigilia di Mentana? Furono i Mazziniani....» + +Io l’aveva sentita dire più volte questa cosa e non l’aveva mai +creduta, anzi sapevo che non era vera.... ma non era quello il luogo +e il momento di discutere, e lo lasciai nel suo errore. Mi congedai io +stesso per non affaticarlo, ed egli mi disse: «Non posso darvi la mano; +datemi un bacio!» Fu l’ultimo suo. + +[400] Nella sua lettera ad Achille Fazzari. Caprera, 12 giugno 1881. + +[401] Lettera da Caprera, 17 maggio 1881. + +[402] Al giornale _La Patria_. + +[403] Riproduciamo per intero la lettera, pubblicata per la prima volta +dal _Piccolo_ di Napoli l’11 marzo 1882: + + «Napoli, 9 marzo 1882. + + »Mio carissimo Leo Taxil, + +»È finita, la vostra repubblica chiercuta (_république à calotte_) non +ingannerà più alcuno. L’amore e la venerazione che avevamo per lei, si +son mutati in disprezzo. + +»La vostra guerra tunisina è vergognosa. E se il governo italiano +avesse la viltà di riconoscere il fatto compiuto, sarebbe assai +spregevole, come codarda sarebbe la nazione che tollerasse tale +governo. + +»I vostri famosi generali che si sono lasciati dai Prussiani +ingabbiare nei _vagoni_ da bestiame e trascinare in Germania, dopo aver +abbandonato e lasciato al nemico un mezzo milione di prodi soldati, +oggi fanno i rodomonti contro le deboli innocenti popolazioni della +Tunisia che nulla loro debbono e in nulla li hanno offesi. + +»Conoscete voi i telegrammi che annunziano: il generale in capo +ha combattuto — il generale tale ha fatto una brillante razzía: ha +distrutto tre villaggi, abbattuto mille datteri, rubato dugento buoi, +sgozzato mille pecore, sequestrato duemila galline, eccetera eccetera? +Se avessero l’impudenza di mettere quei telegrammi nella bella storia +di Francia, bisognerebbe spazzarneli, spazzarneli con la granata di +cucina infangata nella poltiglia. + + »G. GARIBALDI.» + +[404] Così raccontò Rocco De Zerbi nel suo giornale il _Piccolo_ di +Napoli. + +[405] Garibaldi fece rispondere dal sindaco signor Ugo Delle Favare: +«Mai come oggi i Palermitani si mostrarono così sublimi...» e se +l’epiteto si risente della tendenza all’iperbole che era il difetto +dell’educazione di Garibaldi, non è però men vero che il contegno dei +Palermitani non sia stato singolarmente nobile e gentile. + +[406] Ecco l’atto di morte del generale Garibaldi: + + »_Anno 1882, 5 giugno, ore 7 m. 2 ant. Casa Garibaldi._ + +»Avanti a me, Bargone cavaliere Leonardo, Sindaco ufficiale dello stato +civile del Comune di Maddalena, comparsi il professor Enrico Albanese, +di anni 48, medico-chirurgo domiciliato a Palermo, ed il dottore +Alessandro Cappelletti, di anni 26, medico-chirurgo della Regia Marina, +domiciliato a Torino, mi hanno dichiarato che alle 6 pomeridiane e +minuti 22 del 2 corrente, nella casa posta in Caprera è morto Garibaldi +generale Giuseppe, di anni 75, residente alla Maddalena, nato a Nizza +Marittima, figlio del fu Domenico capitano marittimo e della fu Rosa +Raimondi, donna di casa, residenti a Nizza Marittima, e marito alla +signora Armosino; presenti i testimoni: Bianchi Vincenzo e Pieramonti +Egidio, residenti alla Maddalena.» + + * * * + +Il certificato dei medici dice: + + «Caprera, 3 giugno 1882. + + »Signor Sindaco, + +»Ieri (2) alle ore 6 pomeridiane è morto in Caprera al suo domicilio il +generale Giuseppe Garibaldi in seguito a paralisi faringea. Dichiariamo +che la tumulazione del cadavere può farsi dopo 24 ore dalla morte. + +»In fede ci sottoscriviamo. + + »PROFESSORE ALBANESE. + »DOTTORE CAPPELLETTI.» + +[407] Vedi lettera di G. Nuvolari, pubblicata in tutti i giornali, da +noi letta nel _Pungolo_ del 17-18 giugno. + +Ecco poi testualmente la lettera del Generale al dottor Prandina: + + «Caprera, 27 settembre 1877. + + »Mio carissimo Prandina, + +»Voi gentilmente vi incaricate della cremazione del mio cadavere; ve ne +sono grato. + +»Sulla strada che da questa casa conduce verso tramontana alla marina, +alla distanza di trecento passi a sinistra, vi è una depressione di +terreno limitata da un muro. + +»Su quel canto si formerà una catasta di legna di due metri, con legna +d’acacia, lentisco, mirto ed altre legna aromatiche. Sulla catasta si +poserà un lettino di ferro, e su questo la bara scoperta, con dentro +gli avanzi adorni della camicia rossa. + +»Un pugno di cenere sarà conservato in un’urna qualunque, e questa +dovrà essere posta nel sepolcreto che conserva le ceneri delle mie +bambine Rosa e Anita. + + »Vostro sempre + »G. GARIBALDI.» + +(_Pungolo_ di Milano, 11-12 giugno 1882.) + +[408] Battuto veramente dove egli comandava in persona, non lo fu che a +Morazzono, a Mentana, e nell’assalto notturno di Dijon. + +[409] Vedi principalmente le _Questions pour les francs-tireurs et les +corps de volontaires_. BORDONE, Documents, pag. 123. + +[410] Vedi vol. II, capitolo VIII, pagg. 26 e 27. + +[411] Quattro anni di guerra guerreggiata nel Rio Grande, 1837-1840 +— Sei anni idem nell’Uruguay, 1842-1847 — Cinque campagne in Italia, +1848, 1849, 1859, 1866, 1867, e la campagna di Francia. + +[412] «La tattica del generale Garibaldi, dice il MANTEUFFEL nella +puntata XX della _Storia della guerra franco-germanica_, va segnalata +specialmente per la grande rapidità delle mosse, per sagge disposizioni +durante il combattimento a fuoco, e per un’energia e focosità +nell’attacco, che se dipende in parte dall’indole dei suoi soldati, +dimostra eziandio che il Generale non dimentica un solo istante +l’obiettivo del combattimento, ch’è appunto quello di sloggiare il +nemico dalle sue posizioni, mediante un attacco rapido, vigoroso, +risoluto. + +»La prova di questa sua speciale valentia l’avemmo nel fatto d’arme +che fece rifulgere non solo l’eroismo dei nostri soldati, ma anche la +bravura dei Garibaldini. + +»Il 61º fucilieri ebbe sepolta la sua bandiera sotto un mucchio di +morti e feriti, appunto perchè non gli fu possibile sottrarsi alla +celerità delle mosse di Garibaldi. + +»Certamente i successi del Generale furono successi parziali e non +ebbero seguito; ma se il generale Bourbaky avesse operato secondo i +suoi consigli, la campagna dei Vosgi sarebbe stata la più fortunata +combattuta nel 1870-71 dalle armi francesi.» + +[413] _Clelia_, ovvero _Il Governo del Monaco_ (_Roma nel secolo XIX_), +romanzo storico-politico di GIUSEPPE GARIBALDI. Milano, 1870, pag. +210-211: + +«Quanto a lui crede che Repubblica sia: _il governo della gente onesta_ +— e lo prova; accennando alla caduta delle repubbliche — quando i +cittadini sprofondandosi nel vizio hanno cessato di esser virtuosi. +— Non crede però alla durata del governo repubblicano composto di +cinquecento individui. + +»Egli è d’avviso che la libertà d’un popolo consista nella facoltà +di eleggersi il proprio governo — e questo governo, secondo lui, +dev’essere dittatoriale — cioè d’un uomo solo. — A questa Istituzione +dovette la propria grandezza il più grande dei popoli della terra. + +»Sventura però a chi in luogo di un Cincinnato elegge un Cesare! + +»Vuole poi limitata a tempo determinato la Dittatura — e solo in un +caso straordinario, come quello di Lincoln nell’ultima guerra degli +Stati Uniti — consentirebbe la proroga, in nessun caso accorderebbe — +ereditario il potere. + +»Egli però non è esclusivo: pensa che il sistema del governo veramente +voluto dalla maggioranza della Nazione — qualunque esso sia — equivalga +alla Repubblica — com’avviene per esempio del governo inglese.» + +[414] Vedi nel _fac-simile_ del suo autografo pubblicato in principio +al 1º volume. + +[415] Vedi il _Governo del Monaco_, pag. 242, e il suo _Memorandum +alle potenze d’Europa_, scritto dal Monte Tifata, poche ore dopo la +battaglia del 1º ottobre 1860. + +Circa alle sue idee sulla _Lingua mondiale_, curioso il leggere questo +brano trovato fra le sue memorie manoscritte e ancora inedite: + +«Il modo dunque più indicato ad un’Unità mondiale — e che più +coadiuverebbe all’Unità religiosa vera — Dio! — sarebbe una lingua +universale. + +»Non è questa idea mia — ma vecchia e ne lascio l’esame cronologico a +chi vuol incaricarsene. + +»Vado alla sostanza. + +»Voler imporre una lingua qualunque delle esistenti per lingua +universale credo sarebbe questione alquanto simile a quella dei preti, +e l’abbandono. — Proviamo un altro espediente. + +»Per esempio — vari complessi di lingue per formare un tutto — col +tempo. + +»Il francese sarebbe uno dei complessi — esso ha agglomerato un gran +numero di dialetti delle diverse sue provincie ed ha una rispettabile +estensione al di fuori. + +»L’anglo-germano — od anglo-sassone immensamente propagato. + +»Per le lingue orientali lascio a’ più scienziati la cura d’occuparsene +— se così loro piace. + +»Tu puoi occuparti del complesso — _Iberitalo_ — formato di tre lingue: +portoghese, spagnuola ed italiana, di cui conosci qualche cosa e +consultare perciò tutti quegli umanitarii di quei tre paesi e delle +colonie dell’America portoghese e spagnuola, che volessero essere +tanto buoni da cooperarvi. — Le tre lingue hanno molte voci comuni — si +può cercarle e riunirle in un principio di Dizionario, ove gettar la +base d’una lingua nuova, che potrebbe frattanto essere imparata dalla +gioventù dei tre paesi. + +»Io non mi nascondo l’arduità dell’impresa — ma la sua importanza +sembrami meritare l’attenzione degli uomini cui il progresso umano non +è una chimera. + +»Certo vi vorranno secoli per raggiungere il nobile scopo — ma è pur +vero che se i Caldei non avessero principiato, gettando uno sguardo +nello spazio — ad investigare i moti e le leggi stupende che regolano +gli eterni luminari — gli odierni astronomi — non sarebbero forse così +inoltrati nelle vie dell’Infinito.» + +[416] Lo raccontò Garibaldi stesso a me nell’uscire dalla casa del +Palmerston. Io era rimasto con altri del seguito in una sala attigua al +gabinetto in cui il Generale era entrato; ma pochi momenti dopo vidi +uscire il Generale col viso tutto infiammato; ed io che lo conosceva, +capii subito che il colloquio non gli era andato pel suo verso. Però in +carrozza azzardai una domanda: + +— Pare che vi abbiano fatto inquietare, Generale? + +— Cosa volete, _amigo_.... — e mi raccontò il dialogo testè riferito. + +[417] Alcune bozze a matita di queste memorie sono quelle che il +Generale regalò a Giovanni Basso e ch’egli diede a me perchè ne facessi +l’uso migliore che credevo. + +[418] Come saggio di questi studi sui _Venti_ diamo questa lettera in +francese, inedita fino ad ora, diretta ad uno scienziato, di cui non ci +fu dato scoprire il nome: + +«J’ai lu avec un bien vif intérêt votre magnifique ouvrage sur les +phénomènes de l’atmosphère — et je vous en suis reconnaissant. J’ai vu +avec un sentiment d’orgueil et de fraternité vos principes humanitaires +sur la solidarité des peuples. + +»Certes tant que les Gouvernements emploieront les revenus des nations +à construire des bayonettes et des vaisseaux cuirassés, il sera +difficile que le monde atteigne cette unité de famille à laquelle il +aspire et jusqu’à ce que les armées ouvrières, comme celles qui aux +ordres de votre illustre compatriote Mr Lesseps creusent des canaux +et posent des rails de chemins de fer, ne substitueront les armées +guerrières maintenues pour destruction de l’homme, l’homme sera +toujours un misérable instrument du despotisme et de la dilapidation. + +»Comme vous dites, la guerre d’Amérique — dans les malheureuses +conséquences porte l’inaction d’un de vos plus illustres +collaborateurs, le commandant Maury, que j’ai connu à l’Observatoire de +Washington — et duquel j’ai possédé les belles cartes inventées par lui +sur la théorie des vents. — A Boston, où j’avais obtenu des cartes, je +m’étais obligé de fournir ma quote d’observations maritimes au savant +Américain. — Mais ayant dû encore une fois abandonner ma profession de +marin — je ne pus tenir ma promesse. + +»Peu initié dans la science, je me confesse incapable d’apprécier +toutes les beautés renfermées dans votre bel ouvrage. — Mais comme vous +y traitez d’une manière si savante la théorie des vents — je me permets +de vous présenter quelques observations faites dans mes voyages sur le +même sujet. + +»Les observations dont je vais vous entretenir — et que je n’aurais +peut-être jamais ébauchées — me furent suggérées par la lecture +des ouvrages d’agriculture — dont je m’occupe presque uniquement +aujourd’hui. + +»En général la cause des vents sur la surface du globe comme elle est +décrite par certains auteurs d’agriculture ne me satisfait pas. + +»Par exemple — on dit toujours que la cause des vents est causée par +la condensation de l’air froid dans les zones glaciales — qui tend +naturellement à se précipiter dans les espaces d’air raréfié par la +chaleur dans la zône torride. + +»Jusqu’ici nous sommes d’accord — ce que je voudrais seulement, +ç’est qu’on signalât un peu davantage l’action que causent sur l’air +atmosphérique les mouvements de rotation et de translation de notre +globe dans l’espace. + +»Le mouvement de rotation de la terre effectuant une entière révolution +de 360° en 24 heures, donne aux objets qui se trouvent sur l’Équateur +une vitesse de 900 milles par heure. + +»Le mouvement de translation de la même dans son orbite pousse les +mêmes objets qui se trouvent sur l’Équateur à midi, avec l’immense +vitesse — je crois — d’à peu près 65 mille milles par heure — et si +cette surprenante célérité n’était modifiée, je crois, par une force +de projection de notre planète qui nous lance dans la direction qu’elle +parcourt — et par le remous du fluide atmosphérique tendant à devancer +latéralement comme le remous d’un navire — sans cette compensation, +dis-je, l’air que rencontrerait un habitant de l’Équateur dans se +pérégrination aérienne le balayerait de dessus son cheval céleste plus +facilement qu’un ouragan ne livre dans les airs le moindre brin de +paille. + +»Que les mouvements susdits aient une action sur la surface du globe le +prouvent les éternels vents alizés qui règnent dans la zône torride et +les courants qui trouvent la direction de ces vents. + +»Une zône di 60° environ, comprise entre 30° de latitude Nord-Est et le +30° Sud-Est, est sillonnée éternellement par les vents venant de l’Est. +Dans l’émisphère Nord ces vents s’approchent du N.-E., dans le S.-E. Ou +plutôt dans cette zône l’air reste en arrière vers l’Ouest tandis que +le planète s’avance vers l’Est. + +»Un corps solide quelconque, qui s’avance dans l’espace ou dans l’eau, +génère naturellement un remous derrière lui. — Ce remous suit le +corps — et dans les parties latérales il tend à le précéder. — On peut +observer cela sur un navire qui marche. + +»Voilà, je crois, la cause des contr’alizés, qui soufflent de l’Ouest à +l’Est — dans les zônes en dehors de la zône torride. + +»Ne pouvant rompre les alizés de la zône torride, le remous se dilate +latéralement — et au de là du parallèle de 40, tant dans un émisphère +que dans l’autre, on est presque certain de le trouver souvent plus +fort que les alizés, mais beaucoup plus inconstant. + +»Il paraît que les vents d’Ouest dans les zônes torrides tendent vers +les pôles contrairement aux alizés qui tendent vers l’Équateur. — Ainsi +le S.-O. prévaut dans l’émisphère boréal et le N.-O. dans l’Australie. +Le diagramme de Mr Maury note ainsi, et dans ma traversée de Van Diémen +à la côte méridionale du Chili au Sud du parallèle de 50 courant droit +à l’Est, le vent descendait toujours sur babord. + +»J’ai souvent entendu dire par les marins venant de l’Amérique du Sud: +— Nous avons remonté jusque vers les Açores pour trouver les variables, +et vraiment cela signifie qu’ils ont traversé la zône torride avec les +ancres à tribord et qu’ils sont ainsi arrivés vers le parallèle des +Açores pour trouver les vents variables qui soufflent irrégulièrement +entre les zônes des vents _alizés_ et _contr’alizés_. — + +»C’est bien désirable que pour le progrès de la navigation le +commandant Maury puisse bientôt reprendre son premier recueil des +observations de toutes les mers du monde. On pourra alors mieux +connaître les vents qui se plaisent dans les zônes variables — et les +points surtout des zônes calmes qu’il faudra éviter.» + +[419] Già ne citammo alcuni. Uno de’ suoi ultimi componimenti poetici +in italiano fu la Epistola metrica a Felice Cavallotti, scrittagli da +Roma nell’aprile del 1879: la sua lunghezza ci toglie il piacere di +ripubblicarla. + +[420] Dal _Caffaro_ di Genova, 5 giugno 1882. Ne abbiamo riprodotto +soltanto i brani principali. + +[421] Questo periodo non è ben chiaro, ma nel manoscritto è tal quale, +e lo rispettiamo. + +[422] Potremmo, occorrendo, dire il nome della contrada e il numero +della casa in cui vive, tanto sono sicure le nostre informazioni. + +[423] Vedi l’_Athenæum_ del 16 febbraio 1861 (n. 1738) + +[424] ROUSSEAU, _Discours sur l’origine de l’inégalité parmi les +hommes_. Deuxième Partie, Note neuvième, nella edizione d’Amsterdam +1772, a pag. 126, 127. + + + + + +Nota del Trascrittore + +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo +senza annotazione minimi errori tipografici. Le correzioni indicate a +fine libro, riguardanti il volume 1, sono state riportate nel volume +corrispondente. + + + +*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 75139 *** |
