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+ <title>Memorie di Emma Lyonna, vol. VI | Project Gutenberg</title>
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+<div style='text-align:center'>*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 76094 ***</div>
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+<div class="booktitle">
+<h1>
+MEMORIE DI EMMA LYONNA
+<span class="smaller">VOL. VI.</span>
+</h1>
+</div>
+
+<hr class="silver">
+
+<div class="titlepage">
+<p class="main-t">
+<span class="small">MEMORIE</span><br>
+<span class="xx-small">DI</span><br>
+EMMA LYONNA
+</p>
+
+<p class="pad2 small">
+DI
+</p>
+
+<p class="pad1 x-large">
+ALESSANDRO DUMAS
+</p>
+
+<p class="pad2 small">
+UNICA EDIZIONE AUTORIZZATA IN ITALIA.
+</p>
+
+<p class="pad1">
+Vol. VI.
+</p>
+
+<p class="pad4">
+<span class="large">MILANO</span><br>
+G. DAELLI e C. EDITORI<br>
+<span class="small">MDCCCLXIV.</span>
+</p>
+</div>
+
+<div class="verso">
+<hr class="mid">
+<p>
+Proprietà letteraria — G. DAELLI e C. Editori.
+</p>
+
+<p>
+STEREOTIPIA G. DASSI E C.
+</p>
+
+<p>
+TIP. GUGLIELMINI.
+</p>
+<hr class="mid">
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span>
+</p>
+
+<p class="title">
+MEMORIE<br>
+DI<br>
+EMMA LYONNA
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span></p>
+
+<h2>I.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Sventuratamente gli avvenimenti politici esterni
+resero ben presto a quell’anima energica, che non
+poteva rimanere senza passioni, e che era divorata
+dal bisogno di amare o di odiare, quella specie di
+rabbia calmata, per un istante, dai dolori privati.
+</p>
+
+<p>
+La caduta e la morte di Robespierre, che aveva
+preso una parte così attiva alle esecuzioni di Luigi
+XVI e della regina Maria Antonietta, era stata
+per Maria Carolina un momentaneo sollievo alla
+doppia ferita che quella duplice morte aveva fatto
+sul suo cuore. Ma questa morte era stata come un
+segnale di aumento d’energia per l’esercito repubblicano.
+Le mie note portano ancor oggi la data
+delle vittorie del generali francesi, secondochè le
+<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span>
+notizie di queste vittorie ci pervenivano e ci colpivano
+di stupore, perchè, circondata com’era da nemici,
+consideravamo la Francia come conquistata.
+</p>
+
+<p>
+Gli Austriaci che erano penetrati nell’interno della
+Francia si lasciarono riprendere, il 16 agosto. Questnoy
+dal generale Scherer, il 27, Valenciennes dal
+generale Pichegru, al 30 Condé era rientrato in potere
+delle armi francesi e Landau era stato ripreso
+fin dal 30 aprile, cosicchè di quattro piazze forti
+conquistate dalle armi dell’imperatore, non ne rimaneva
+più una.
+</p>
+
+<p>
+In Ispagna le cose non andavano meglio. Fontarabia
+e S. Sebastiano erano in potere del generale
+Moncey, ed il forte di Bellegarde fu ripreso dal generale
+Dugommier.
+</p>
+
+<p>
+Il generale Jourdan, che comandava l’armata di
+Sambre et Meuse, faceva da parte sua de’ progressi,
+che ci davano grandi inquietudini; occupava Aquisgrana,
+al 2 ottobre aveva guadagnato la battaglia
+Aldenhoven, al 3 aveva preso Juliers, poi Audernach,
+Coblenza, Mastrick, Colonia, mentre Pichegru
+prendeva Nimega, occupava Amsterdam, da
+cui era fuggito lo Stadolder, e con una carica di
+usseri francesi s’impadroniva della flotta olandese
+presa fra i ghiacci del Texel.
+</p>
+
+<p>
+Infine un trattato di pace era intervenuto il 9 febbraio
+1793 fra la Francia e la Toscana, ed aveva introdotto
+la repubblica francese nel sistema politico
+europeo.
+</p>
+
+<p>
+La regina si fece fare dal generale Acton un quadro
+delle forze militari della Francia al principio
+del 1795, e ne risultò da questo specchietto che al 1
+marzo aveva otto eserciti: quello del Nord comandato
+<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span>
+da Moreau; quello di Sambre e Mause comandato
+da Jourban; quello del Reno e Mosella comandato
+dal generale Pichegru; quello delle Alpi e dell’Italia
+comandato dal generale Kellermann; quello
+dei Pirenei orientali da Scherer; quello dei Pirenei
+occidentali comandato da Moncey; quello delle coste
+occidentali comandato da Casselaux, quello delle
+coste di Brest e Cherbourg comandato da Hoche.
+</p>
+
+<p>
+Quest’aspetto formidabile di forze produsse un
+effetto ancora più grande sulla corte di Spagna che
+su quella di Napoli, poichè il re Carlo IV, fratello
+del re Ferdinando, si decise a trattare colla Francia,
+e la pace fu segnata a Baste il 22 luglio 1795.
+</p>
+
+<p>
+Sir William, prevenuto già anticipatamente da
+un mese dalla regina intorno a questa defezione del
+re suo cognato, fu in grado di prevenirne il suo
+governo, il quale potè prendere allora delle misure
+ostili in previsione di quella futura ostilità.
+</p>
+
+<p>
+Ad un tratto la notizia della giornata del 13 Vendemmiaio, — adotto
+questa denominazione repubblicana
+perchè la storia l’ha registrata sotto questo
+nome, — giunse anch’essa fino a Napoli portandovi
+per la seconda volta il nome di Bonaparte.
+</p>
+
+<p>
+Nel breve tempo che corse fra il 19 dicembre 1794
+ed il 4 novembre 1795, il capo battaglione era diventato
+generale.
+</p>
+
+<p>
+Bonaparte salvò la Convenzione, fulminando le
+sezioni sui gradini della chiesa di S. Rocco.
+</p>
+
+<p>
+Questa vittoria sulla guerra civile e la protezione
+del generale Barras lo condussero in pochi mesi al
+comando dell’armata d’Italia.
+</p>
+
+<p>
+La corte di Vienna credette pazza la Francia che
+confidava i suoi destini ad un giovane di ventisei
+<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span>
+anni, conosciuto soltanto da due vittorie riportate
+contro i Francesi.
+</p>
+
+<p>
+La regina ricevette una lettera da suo nipote;
+tutti i vecchi generali austriaci ridevano di compassione
+alla vista di quel fanciullo che si opponeva a loro,
+agli strategici per eccellenza.
+</p>
+
+<p>
+Di fatti qual era mai allora la reputazione del generale
+Bonaparte a fronte di quella di Beaulieu, dei
+Wurmser, degli Alvinzi e del principe Carlo?
+</p>
+
+<p>
+Attendemmo con impazienza le notizie dell’apertura
+della campagna.
+</p>
+
+<p>
+L’Austria aveva riunito cinque armate! cento e ottantamila uomini all’incirca.
+</p>
+
+<p>
+Bonaparte si avvicinava con trentamila uomini
+da Savina incontro a Beaulieu che gli opponeva
+cinquantamila Austriaci.
+</p>
+
+<p>
+Quasi nello stesso tempo ricevemmo le notizie
+della battaglia di Montenotte e di quelle di Millesimo
+e di Diego.
+</p>
+
+<p>
+Il nostro stupore fu grande: Beaulieu era stato
+battuto nei tre scontri, avendo seimila morti, ottomila
+prigionieri, e perdendo da dieci a dodici pezzi di
+cannone.
+</p>
+
+<p>
+Ma fu ben peggio allora quando seppe che l’armata
+sarda, separata dall’austriaca, era stata anch’essa
+battuta a Mondovì, che gli Austriaci in numero
+di diecimila con diciotto pezzi d’artiglieria
+erano stati forzati e messi in fuga al ponte di Lodi
+da duemila Francesi comandati dallo stesso generale
+Bonaparte; che il generale Massena era entrato
+in Milano, e che un trattato di pace era stato conchiuso
+a Parigi fra la Repubblica francese ed il re di Sardegna, con cui cedeva alla Repubblica la Savoja,
+<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span>
+Nizza e Tenda, accordava alle sue armate un
+passaggio nei suoi Stati, cedeva le sue piazze forti,
+e cominciavasi a dar mano alla demolizione della
+Brunetta e di Susa.
+</p>
+
+<p>
+La mia intenzione, si comprenderà facilmente, non
+è di seguire questa campagna nei suoi particolari; ma
+soltanto di constatare i fatti, e di dare un’idea dell’impressione
+che produssero. Wurmser succeduto
+a Beaulieu fu battuto a Castiglione, a Roveredo, a
+Bassano e obbligato a chiudersi in Mantova; Alvinzi,
+inviato in suo soccorso, fu battuto ad Arcole ed a
+Rivoli, e finalmente il principe Carlo che succedette
+a loro fu battuto dovunque l’aveva incontrato.
+</p>
+
+<p>
+Tutto ciò in un anno.
+</p>
+
+<p>
+La Toscana e la Sardegna avevano fatto la pace
+colla Francia. Il duca di Modena ed il papa trattavano.
+Venezia che vedeva i Francesi alle sue porte,
+ordinò a Monsieur fratello del re, che dopo la morte
+del Delfino prese il titolo di Luigi XVIII, di lasciar
+Verona e gli Stati della Repubblica; da questo momento
+gli avvenimenti progredivano con una rapidità
+spaventevole. Il generale Bernadotte prese Trieste,
+Massena preso Klegenfurth capitale della Carinzia
+e Bernadotte Lubiana capitale della Carniola.
+Infine il generale Augereau entrò in Venezia, e rovesciò
+l’antico governo che rimpiazzò con un municipio
+democratico.
+</p>
+
+<p>
+La situazione era molto più grave per noi, — dico
+noi, tanto mi era identificata colla regina, — e mentre
+sir William Hamilton faceva tutto col re, la situazione
+era tanto più grave per noi, perchè la corte
+di Napoli non aveva cessato di provocare il vincitore,
+inviando de’ soccorsi all’Austria; il che sarebbe
+<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span>
+stato nulla, ma col lanciare manifesti terribili contro
+la Francia.
+</p>
+
+<p>
+In questi manifesti il re non ci era entrato per
+nulla, fuorchè per la firma, e spesso in luogo della
+firma vi metteva la cifra destinata a supplirla. Si
+compilavano insieme dal generale Acton, dal principe
+Castelcicala e dalla regina; e poichè la regina
+aveva una scrittura assai cattiva, era quasi sempre
+io che scriveva.
+</p>
+
+<p>
+Ho conservato uno o due di questi manifesti, e
+dalla loro virulenza si potrà giudicare della situazione
+pericolosa in cui la corte delle Due Sicilie si
+era posta rispetto al governo francese.
+</p>
+
+<p>
+«Quei Francesi che uccisero i loro re; che disertarono
+i tempii trucidando e disperdendo i sacerdoti;
+che spensero i migliori e i maggiori cittadini;
+che spogliarono dei suoi beni la Chiesa; che
+tutte le leggi, tutte le giustizie sovvertirono, quei
+Francesi, non sazii di misfatti, abbandonando a
+torme le loro sedi, apportano gli stessi flagelli
+alle nazioni vinte, e alle credule che li ricevono
+amici. Ma già popoli e principi armati stanno intesi
+a distruggerli. Noi imitando l’esempio de’ giusti
+e degli animosi, confideremo negli aiuti divini
+e nelle armi proprie. Si facciano preci in tutte le
+chiese; e voi, devoti popoli napolitani, andate alle
+orazioni per invocare da Dio la quiete del regno;
+udite le voci de’ sacerdoti; seguitene i consigli,
+predicati dal pergamo e suggeriti da’ confessionali.
+</p>
+
+<p>
+»Ed essendosi aperta in ogni comunità l’ascrizione
+dei soldati, voi adatti alle armi, correte a scrivere
+il nome su quelle tavole; pensate che difenderemo
+la patria, il trono, la libertà, la sacrosanta religione
+<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span>
+cristiana, e le donne, i figli, i beni, le dolcezze
+della vita, i patrii costumi, le leggi. Io vi
+sarò compagno alle preghiere ed ai cimenti; che
+vorrei morire quando per vivere bisognasse non
+esser libero e cessare di essere giusto.»
+</p>
+
+<p>
+Poi il re, o piuttosto quelli che scrivevano in suo
+nome, continuarono rivolgendosi al vescovi, ai parrochi,
+ai confessori ed ai missionari.
+</p>
+
+<p>
+«È nostra volontà che nelle chiese dei due regni
+si celebrino tridui di orazioni e di penitenza; e ne
+sia scopo invocare da Dio la quiete de’ nostri stati.
+Perciò dagli altari e da’ confessionali voi ricorderete
+ai popolani i debiti di cristiani e di sudditi,
+cioè cuor puro a Dio, e braccio armato a difesa
+della religione e del trono.
+</p>
+
+<p>
+«Mostrate gli errori della presente Francia, gl’inganni
+della tirannia che appellano libertà, le licenze
+o peggio delle truppe francesi, l’universale
+pericolo. Eccitate con processioni ed altre sacre
+cerimonie lo zelo del popolo. Avvertite che l’impeto
+rivoluzionario, comunque inteso a scuotere
+tutti gli ordini della società, segna a morte i due
+primi, la Chiesa e il trono.»
+</p>
+
+<p>
+Questo proclama fu pubblicato a suon di trombe
+su tutti gli angoli della città, ed in tutti i crocivii
+di Napoli, affisso su tutti i muri, commentato in
+tutte le chiese.
+</p>
+
+<p>
+Le preghiere delle quarant’ore furono annunziate
+in tutto il regno, e cominciarono immediatamente
+nella metropolitana di S. Gennaro.
+</p>
+
+<p>
+I preti, bisogna dirlo, fosse convinzione o fanatismo,
+secondarono quanto meglio poterono le intenzioni
+della regina, i sovrani ne diedero l’esempio,
+<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span>
+andarono in gran pompa alla cattedrale, ed alle altre
+chiese di Napoli ingombre di preti, di cortigiani,
+dalla magistratura e da tutti quelli insomma che
+in un modo e nell’altro dipendevano dal governo.
+Il popolo seguiva l’esempio che gli era stato dato,
+e le chiese rigurgitavano talmente di gente, che era
+impossibile di passare per le strade, non essendovene
+una a Napoli ove non sia una chiesa, ed ove
+queste erano affollate si stava a pregare fuori della
+porta. Fu in questi tempi che i Francesi figuravansi
+ai Napolitani come ladri, assassini, briganti, eretici
+scomunicati, coi quali non si era obbligati di conservare
+nè fede, nè parola, e che si potevano impunemente
+colpire come outlaw,<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a> pugnalati alle reni,
+avvelenati nelle case, negli ospedali, assassinati nel
+sonno, uccisi infine come cani arrabbiati.
+</p>
+
+<p>
+Tale fu l’acciecamento delle passioni, che io stessa
+partecipava all’odio contro una nazione, alla quale
+sono andata più tardi a chiedere un asilo, e che mi
+fu accordato quando l’Inghilterra, per la quale aveva
+fatto tanto, mi cacciava dal suo suolo.
+</p>
+
+<p>
+Del resto si vedrà quali sentimenti professava in
+alcune mie lettere che citerò, ed alle quali non muterò
+nemmeno una sillaba.
+</p>
+
+<p>
+Ma vi era una classe della società che non ha mai
+parteggiato a Napoli contro i Francesi, e perciò non
+univa le sue alle preghiere, che si rivolgevano
+a Dio.
+</p>
+
+<p>
+Era questa tutta la classe libera, intelligente,
+istruita del mezzo ceto. Erano i giuristi, i medici,
+i filosofi, gli avvocati, i poeti, cosicchè la regina dimenticando
+<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span>
+quella specie di pentimento che aveva
+provato dopo la morte delle prime vittime, e specialmente
+di quella di Caramanico, fu dessa la prima
+a riorganizzare la giunta di stato, ed a spingere in
+una nuova curia i tre uomini che si chiamavano gli
+sbirri della regina, vale a dire, Vanni, Guidobaldi e
+Castelcicala.
+</p>
+
+<p>
+Le prigioni si riempirono, e questa volta i primi
+nomi di Napoli si contavano nel numero dei prigionieri.
+</p>
+
+<p>
+Ma in mezzo a tutti questi preparativi, non soltanto
+di guerra difensiva, ma di guerra offensiva,
+ci venne a sorprendere l’armistizio di Brescia, che
+precedette al trattato di Tolentino con Pio VI; e,
+come abbiamo già detto, col trattato di Tolentino il
+Santo Padre cedeva alla Francia Bologna, Ferrara e
+le Romagne, e le province cedute avevano il diritto
+di costituirsi in repubblica, ciò che non mancarono
+di fare appena fu compita la cessione.
+</p>
+
+<p>
+In tal modo il pericolo che la regina aveva creduto
+di allontanare si avvicinava sempre più. I Francesi
+si ritiravano; ma il principio rivoluzionario faceva
+un passo innanzi; ma l’<i>idea</i> più forte degli
+uomini s’abbarbicava nel suolo che essi avevano
+lasciato.
+</p>
+
+<p>
+Il general Acton e la regina compresero che non
+vi era tempo da perdere. Sapevano che il Direttorio
+eccitato dall’ambasciatore, a cagione dell’odio della
+regina pe’ Francesi, — odio che essa in verun modo
+aveva saputo celare, — aveva spinto Bonaparte a
+vendicarsi del governo delle Due Sicilie, e che costui
+avesse risposto:
+</p>
+
+<p>
+«Oggi non siamo ancora potenti abbastanza per
+<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span>
+dare a questa vendetta tutta la pubblicità di cui
+si ha d’uopo; ma verrà giorno in cui gli faremo pagare
+tutti i suoi tradimenti passati, presenti e futuri,
+ed in quel giorno il re Ferdinando e la regina Carolina
+non avranno perduto nulla coll’aspettare.»
+</p>
+
+<p>
+Questa risposta era stata riportata letteralmente
+alla corte di Napoli, e benchè protratta la vendetta
+per qualche tempo ancora, il re ebbe tanta paura di
+questa spada di Damocle sospesa sul suo capo, che
+inviò il principe di Belmonte a Buonaparte con missione
+di ottenere a qualunque prezzo un trattato di
+pace.
+</p>
+
+<p>
+All’undici ottobre 1797, il seguente trattato fu firmato
+dai mandatari delle due potenze.
+</p>
+
+<p>
+Lo cito per intiero perchè si possa giudicare dello
+stato di dipendenza, in cui la paura avea messo la
+corte di Napoli rispetto al governo francese.
+</p>
+
+<p>
+Del resto, nello stesso modo che più si abbassa il
+vaso più si riempie d’acqua, quanto più si abbassava
+il cuore della regina tanto più si riempiva
+d’odio.
+</p>
+
+<p>
+I termini poi di questo trattato non erano punto
+ambigui, — eccoli:
+</p>
+
+<p>
+«Napoli sciogliendosi dalle sue alleanze, resterà
+neutrale; impedirà l’entrata ne’ suoi porti a’ vascelli
+oltre il numero di quattro de’ potentati che
+sono in guerra; darà libertà a’ Francesi carcerati
+ne’ suoi dominii per sospetto di Stato; intenderà
+a scoprire e punire coloro che involarono le carte
+al ministero di Francia Makau; lascerà libero ai
+Francesi il culto delle religioni; concorderà patti
+di commercio che diano alla Francia ne’ porti delle
+Due Sicilie que’ medesimi benefizii che le bandiere
+<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span>
+più favorite vi godono; riconoscerà la repubblica
+Bàtava, e la riguarderà compresa nel presente trattato
+di pace».
+</p>
+
+<p>
+Inoltre vi era un articolo che doveva restare segreto,
+e che non doveva essere conosciuto che dai
+contraenti, ed era concepito in questi termini:
+</p>
+
+<p>
+«Il re pagherà alla repubblica francese otto milioni
+di franchi (due milioni di ducati): i Francesi
+prima che si accordino col pontefice, non procederanno
+oltre la fortezza di Ancona, nè seconderanno
+i moti rivoluzionarii delle regioni meridionali
+d’Italia.»
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span></p>
+
+<h2>II.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Le cose erano ben mutate in un anno.
+</p>
+
+<p>
+Quel piccolo generale Bonaparte deriso da tutti,
+ma uscito vittorioso da una campagna che si poteva
+annoverare fra gli splendidi fatti d’armi di
+Alessandro, d’Annibale e di Cesare, era stato appellato
+dal Direttorio l’Uomo della provvidenza, e la
+Repubblica francese gli aveva dato una bandiera
+su cui stava scritto in lettere d’oro:
+</p>
+
+<p>
+«Il generale Bonaparte ha distrutto cinque eserciti,
+vinto diciotto battaglie campali, ed in sessantasette
+combattimenti ha fatto centosessantamila
+prigionieri; ha inviato in Francia censessanta bandiere
+per decorare i nostri edificj militari, mille e
+centottanta pezzi d’artiglieria per arricchire i nostri
+<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span>
+arsenali, duecento milioni al tesoro, cinquantun
+bastimenti da guerra nei nostri porti, i capi d’opera
+d’arte per abbellire le nostre gallerie ed i nostri
+musei, e preziosi manoscritti per le nostre biblioteche
+pubbliche; ed infine ha dato la libertà a
+diciotto popoli.»
+</p>
+
+<p>
+Si comprende in quale esasperazione mettevano
+quegli onori resi ad un nostro nemico, la corte di
+Napoli, sir William Hamilton ed io; io come amica
+della regina di cui parteggiava tutte le simpatie e
+gli odi; sir William Hamilton come ambasciatore
+d’Inghilterra.
+</p>
+
+<p>
+La regina fu presa da un accesso di rabbia, come
+ne vidi in quel giorno in cui il governo delle Due
+Sicilie fu obbligato a riconoscere la repubblica Cisalpina.
+</p>
+
+<p>
+Il trattato di campo Formio firmato dalla Francia
+e dall’Austria aveva una grande importanza. La
+Francia estendeva da un lato i suoi confini fino alle
+Alpi e dall’altro fino al Reno. L’Austria perdeva in
+estensione, ma aumentava di sudditi; in cambio
+della repubblica Cisalpina che sorgeva, cadde la Repubblica
+di Venezia che diventò proprietà dell’imperatore.
+</p>
+
+<p>
+La pace sembrava assicurata, ma sir William rideva
+col suo riso diplomatico, quando gli si parlava
+della durata di quella pace: finchè l’Inghilterra
+sarà in guerra, diceva, il mondo e specialmente la
+Francia non saranno in pace.
+</p>
+
+<p>
+La regina, che non fingeva meno di sir William
+di credere seriamente a quella pace, ne approfittò
+per celebrare le nozze del principe ereditario coll’arciduchessa
+Clementina. Poco ho da dire intorno
+<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span>
+a questo principe che non ebbe, in tutto il tempo
+in cui rimasi alla corte di Napoli, che una parte secondaria
+e nulla intorno la principessa, che non ne
+ebbe nessuna.
+</p>
+
+<p>
+Il principe era allora un bel giovanetto di ventun
+anno, assai grasso, roseo in viso, molto istruito,
+accortissimo ed acuto, e senza parole; cogli occhi
+fissi sull’Europa non perdeva nemmen uno dei particolari
+del gran dramma storico che si compiva, e
+fingeva di non veder nulla. Spaventato dalle violenze
+di sua madre, si studiava, benchè fosse già
+in età e capacissimo di dire il suo parere, di starsene
+lontano da qualunque questione che si presentava,
+fosse anche della più alta importanza pel
+trono delle Due Sicilie, e principalmente per lui che
+ne era l’erede. Nello stesso modo che il re Ferdinando
+si mostrava in mezzo a questo scompiglio
+molto più vago di una caccia ad Astroni o a Persano,
+che della caduta o della nascita di una repubblica,
+egli si mostrava più preoccupato delle
+scoperte di Mesmer, di Mongolfier e di Lavoisier
+che dell’armistizio di Brescia o del trattato di Tolentino.
+Sua madre poco lo amava, anzi lo sprezzava,
+e in famiglia lo dichiarava stupido come suo
+padre.
+</p>
+
+<p>
+Il prediletto del suo cuore era il principe Leopoldo,
+che allora aveva diciott’anni; è vero che era
+un adorabile giovanetto, bello come sua madre,
+gentile, garbato e spiritoso; l’altro principe era un
+garzoncello di sei a sette anni, di pochissima salute,
+e chiamavasi Alberto, che ebbi, come racconterò
+in seguito, il dolore non soltanto di vedere, ma
+di sentir morire nelle mie braccia.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span>
+</p>
+
+<p>
+Una squadra napolitana andò a prendere la giovane
+archiduchessa a Trieste, e la condusse a Manfredonia,
+ove l’attendeva il principe Francesco,
+benchè i cerimoniali del matrimonio si dovessero
+celebrare a Foggia, cioè cinque o sei leghe nell’interno.
+</p>
+
+<p>
+Il re e la regina avevano accompagnato il loro figlio,
+e con essi s’intende, c’era anch’io; sir William
+Hamilton era rimasto a Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Era curioso di vedere la fidanzata, che si diceva
+del resto assai insignificante, e ciò sarebbe stata la
+verità, se un pallore che mai vidi una volta prendere
+il menomo incarnato, ed una profonda malinconia,
+non avessero dato alla sua fisonomia un grande
+interesse. Donde provenivano quella tristezza e quel
+pallore nessuno lo seppe mai, forse da qualche amore
+lasciato, ma non dimenticato alla corte dei Cesari;
+fors’anche non era che quel segno fatale impresso
+sul viso di quelli che sono destinati a morir giovani.
+</p>
+
+<p>
+Il matrimonio fu celebrato nella seconda metà del
+mese di giugno; si accordarono molti favori ai sudditi;
+Acton, primo ministro, fu nominato capitano
+generale; quarantaquattro sedi episcopali vacanti
+furono occupate da quarantaquattro nuovi vescovi, e
+fu un grande sacrifizio per il re, perchè durante la
+vacanza di quelle sedi ne percepiva le rendite; si accordarono
+gradi e decorazioni agli uffiziali che nella
+guerra d’Italia si erano dichiarati contro la Francia,
+e finalmente molti abitanti di Foggia furono creati
+marchesi, in vista del loro titolo di abitanti delle
+Marche, ed in ricompensa delle enormi spese che
+<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span>
+avevano fatto in occasione del matrimonio del principe
+ereditario.
+</p>
+
+<p>
+Mi sono lasciata indurre a scrivere molto su questo
+matrimonio, malgrado la poca importanza che
+ebbe, non soltanto nella vita pubblica del principe
+Francesco, ma ancora nella sua vita privata; ciò mi
+svia dai gravi avvenimenti che si succedettero alla
+corte di Roma, e che un anno dopo dovevano avere
+una influenza tanto grave su quella di Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Voglio dire dell’assassinio del generale francese
+Duphot.
+</p>
+
+<p>
+Nel rango in cui mi trovava, nulla mi doveva essere
+ignoto od oscuro, intorno ad un tal fatto.
+</p>
+
+<p>
+Lo racconterò con qualche particolarità, poichè da
+esso dipendette l’occupazione di Roma dai francesi,
+ed in seguito la proclamazione della Repubblica romana.
+</p>
+
+<p>
+Ora che vivo lungi dagli avvenimenti e specialmente
+dagli odii dell’epoca, spero di riescire imparziale
+nel mio racconto, non dirò come giudice,
+ma almeno come storico.
+</p>
+
+<p>
+Si comprenderà facilmente, riportandosi specialmente
+allo spirito di propaganda di quell’epoca, che
+dopo essersi autorizzate le Romagne a costituirsi in
+repubblica, si era formato un partito repubblicano
+in Roma.
+</p>
+
+<p>
+Questo partito si componeva particolarmente di
+artisti francesi dimoranti in Roma, ed avrebbero
+creduto di mancare in fatti a tutti i loro doveri di
+patriotti, se non avessero tentato coi loro mezzi di
+fare proseliti al governo da cui dipendevano.
+</p>
+
+<p>
+Il fratello di Bonaparte, Giuseppe Bonaparte, era
+ambasciatore di Roma. La famiglia erasi elevata
+<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span>
+presto, sostenuta dalla mano potente dell’<i>Uomo della
+provvidenza</i>, come lo chiamava il direttorio.
+</p>
+
+<p>
+Giuseppe Bonaparte, in cui eravamo lungi dallo
+scorgere il futuro usurpatore del trono di Napoli<a class="tag" id="tag2" href="#note2">[2]</a>,
+faceva tutto quanto era possibile per contenerli, dicendo
+a loro che non era ancor giunto il momento.
+</p>
+
+<p>
+Malgrado tutti gli sforzi, il 26 dicembre 1797, i repubblicani
+avvertirono l’ambasciatore che si preparava
+un movimento; egli li congedò, supplicandoli
+come sempre di opporsi, se lo potevano, per qualche
+tempo ancora a questo movimento.
+</p>
+
+<p>
+Essi si ritirarono promettendo di adoperarsi secondo
+l’intenzione dell’ambasciatore.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno seguente il cavaliere Azara, di cui mi
+ricordo di aver fatto l’elogio all’epoca del mio passaggio
+da Roma, diede lo stesso avviso a Giuseppe
+Bonaparte.
+</p>
+
+<p>
+Difatti il 28 dicembre la dimostrazione annunziata
+si manifestava; caricata dai dragoni, presa a fucilate
+da una compagnia di fanteria, i repubblicani
+si rifugiarono sotto i portici del palazzo Corsini, ove
+dimorava l’ambasciatore.
+</p>
+
+<p>
+Siccome l’avvenimento che segue fu raccontato
+in modi diversi, mi accontenterò di trascrivere il
+rapporto ufficiale del signor Giuseppe Bonaparte.
+Essendocene stata inviata una copia, è da questa
+che ritraggo quanto ora si leggerà, e come questo
+documento è ignoto o quasi, avrà, lo spero, un
+certo interesse.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span>
+</p>
+
+<p>
+Riprendo il racconto dell’ambasciatore in cui lo lascio
+parlare liberamente.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«Un artista francese, venendo all’ambasciata, ci
+prevenne che l’attruppamento diventava numeroso,
+e che aveva scorto nella folla alcune spie del governo,
+che gridavano più forte degli altri: — Viva
+il popolo Romano, Viva la Repubblica, — che si
+gettavano degli scudi a piene mani e che la strada
+era ingombra. Io lo incaricai di discendere subito e
+di far conoscere la mia volontà agli ammutinati; i
+militari francesi che mi circondarono mi chiesero
+l’ordine di dissipare colla forza, cosa che attestava
+il loro attaccamento; vestii le insegne della mia carica,
+e li pregai di seguirmi. Preferii di parlar io
+stesso nel loro linguaggio, ed uscendo dal mio gabinetto
+udimmo una scarica prolungata di armi;
+era un picchetto di cavalleria che entrava nella mia
+giurisdizione senza prevenirmene; l’aveva attraversato
+al galoppo ed aveva fatto fuoco dai tre vasti
+portici del Palazzo.<a class="tag" id="tag3" href="#note3">[3]</a>
+</p>
+
+<p>
+«La folla si era allora precipitata nei cortili e
+sulle scale; incontrai sul mio passaggio dei paurosi
+che fuggivano, dei frenetici audaci, persone pagate
+per eccitare e denunziare il movimento; una compagnia
+di fucilieri aveva seguito da vicino la cavalleria,
+e la trovai che in parte si avanzava sul vestibolo;
+a mio apparire si arrestò.
+</p>
+
+<p>
+«Dimandai chi ne fosse il comandante; egli si
+era nascosto in mezzo alle file, ed io non poteva distinguerlo.
+Dimandai a quella truppa con qual ordine
+fosse entrata nella giurisdizione della Francia.
+<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span>
+Le ingiunsi di ritirarsi, e allora si ritirò di pochi
+passi. Credetti di essere riuscito da questo lato, e
+mi rivolsi verso gli ammutinati che si erano ritirati
+nei cortili interni; alcuni si avanzavano già contro
+la truppa che partiva; allora dissi loro in modo decisivo
+che il primo che avrebbe osato di oltrepassare
+la metà del cortile l’avrebbe a fare con me.
+Nel medesimo tempo il generale Duphot, Scherloek,
+due altri ufficiali ed io snudammo le spade per
+trattenere quella truppa disarmata, di cui alcuni
+pochi avevano delle pistole e dei pugnali; ma intanto
+che noi eravamo occupati da questo lato, i
+fucilieri che non si erano ritirati che per mettersi
+fuori della portata delle pistole, fecero una scarica
+generale. Alcune palle morte andarono a colpire uccidendo
+alcuni di quelli che si trovavano indietro.
+Noi che eravamo in mezzo fummo rispettati; poscia
+la compagnia si ritirò ancora per caricare le armi;
+approfitto di questo istante, e raccomando al colonnello
+Beauharnais, aiutante di campo del generale
+Buonaparte, che per caso si trovava vicino a me, dopo
+il ritorno della sua missione in Levante, ed all’aggiunto
+degli aiutanti generali signor Arrighi, di contenere
+colla sciabola in mano quella truppa che era
+animata da sentimenti diversi, ed io mi avvicinai
+col generale Duphot, e coll’aiutante generale Scherlock
+per persuaderla di ritirarsi e di cessare il fuoco.
+Ordinai che si ritirasse dalla giurisdizione della
+Francia e che l’ambasciatore s’incaricava di far punire
+gli ammutinati. Che essi non avrebbero che a
+distaccare uno dei loro uffiziali o sottuffiziali al Vaticano
+presso il loro generale il governatore di Roma,
+<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span>
+il senatore o qualsiasi altra persona pubblica, e
+così si sarebbe terminato tutto.
+</p>
+
+<p>
+«Il troppo bravo Duphot, abituato a vincere, si
+slanciò, e in un salto si trova fra le bajonette del
+soldati, ed impedisce ad uno di loro di caricare, e
+ferma il colpo ad un altro che aveva già caricato.
+Noi lo seguivamo, il generale Scherloek ed io, per
+istinto nazionale. Egli era l’amico dei due partiti,
+era il pacificatore e fu considerato come nemico, ed
+ingannato dal suo coraggio fu loro prigioniero, e
+venne trascinato fino alla porta della città detta
+<i>Settimiana</i>. Io veggo un soldato che gli scarica il
+suo moschetto in mezzo al petto, egli cade e si rialza
+appoggiandosi alla sua sciabola. Io lo chiamo, ei vuole
+venire verso di me, un secondo colpo lo stende al
+suolo, e più di cinquanta colpi sono diretti sull’esanime suo corpo.
+</p>
+
+<p>
+«Scherloek resta illeso, vede cadere il suo bravo
+compagno d’armi, tutti i colpi sono diretti su noi,
+e m’indica una stradicciuola nascosta che ci conduce
+fino ai giardini del palazzo, e ci sottrae ai colpi
+degli assassini di Duphot, ed a quelli di un’altra
+compagnia che faceva fuoco dall’altra parte della
+strada; i due uffiziali spinti da quest’altra compagnia
+si riuniscono a noi, e ci fanno scorgere un
+altro pericolo. La nuova compagnia potrebbe entrare
+liberamente nel palazzo, ove la mia consorte e mia
+sorella, che il giorno seguente doveva essere sposa
+al bravo Duphot, erano state condotte via dai miei
+segretari e da due giovani artisti. Giungemmo nel
+palazzo dalla parte del giardino, i cortili erano ingombri
+da quei vili e scellerati bricconi che prelusero
+a questa orribile scena.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Una ventina di essi ed alcuni pacifici cittadini
+sono rimasti morti. Entro in palazzo, le scale sono
+grondanti sangue, i moribondi si trascinavano, i feriti
+gridavano; si giunge a chiudere i tre portoni della
+facciata. I lamenti della morte di Duphot, di quel
+giovane eroe che costantemente alla vanguardia
+delle armate dei Pirenei e d’Italia era sempre stato
+vittorioso, ed ora scannato senza difesa da vili briganti;
+l’assenza di sua madre e di suo fratello che
+la curiosità avea allontanato dal palazzo per vedere
+i monumenti di Roma, le fucilate che continuavano
+per la via e contro le porte del palazzo, le prime
+sale del palazzo Corsini, ove io abitava, ingombre di
+gente di cui s’ignoravano le intenzioni; queste circostanze
+e tante altre, resero questa scena più crudele
+di quanto mai abbia potuto immaginare.
+</p>
+
+<p>
+«Feci chiamare i miei domestici, tre erano assenti,
+uno era stato ferito. Feci collocare lo stemma, che
+avevamo in viaggio, nell’angolo del palazzo che
+abitava; un sentimento d’orgoglio nazionale che
+non potrei frenare, suggerì ai giovani uffiziali il progetto
+di andare a prendere il cadavere del loro infelice
+generale, e vi riuscirono coll’aiuto di alcuni
+domestici fedeli, passando per una via nascosta,
+malgrado il fuoco che la vile e sfrenata soldatesca
+di Roma continuava sul campo del massacro. Trovarono
+il corpo di questo bravo generale, che dianzi
+era animato da un eroismo cotanto sublime, spogliato,
+crivellato dalle palle, inzuppato di sangue, e
+coperto da un mucchio di pietre. Erano le sei di
+sera, due ore dopo il massacro di Duphot, e nessuno
+inviato del governo apparve. Decisi di lasciar Roma,
+lo sdegno mi aveva suggerito questo progetto. Nessuna
+<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span>
+considerazione, nessuna potenza terrena me
+l’avrebbe fatto mutare. Però presi la risoluzione di
+scrivere al cardinale Doria, segretario di Stato, una
+prima lettera; un domestico fedele attraversò la
+soldatesca attruppata, si seguì il suo cammino dai
+colpi di fucile che lo segnavano nell’oscurità ai suoi
+compagni, che non senza inquietudine l’osservavano
+dalle finestre del palazzo.
+</p>
+
+<p>
+«Finalmente si sente battere al portone, ove si
+era fermata una carrozza, sarà forse il generale,
+il governatore, il senatore o qualche ufficiale romano:
+erano le sette di sera; no, è un amico; l’inviato
+di un principe alleato della Repubblica, il cavaliere
+Angiolini ministro di Toscana; egli aveva
+attraversato le pattuglie, le truppe di linea, la guardia
+urbana; si arresta la sua carrozza; gli si dimanda,
+se ha udito i colpi di fucile, e non conosceva
+il pericolo in cui poteva trovarsi, egli risponde con
+coraggio che in Roma non poteva esservene nella
+giurisdizione dell’ambasciata francese. Questo rimprovero
+generoso, era, in questo momento, una critica
+amara e vera dei Direttori di Roma contro l’uffiziale
+di una nazione, a cui dovevano ancora il resto
+dalla loro esistenza politica.
+</p>
+
+<p>
+«Il cavaliere Azara ministro di Spagna non tardò
+a venire; quest’uomo giustamente onorato dalla sua
+corte aveva anch’egli sprezzato tutti i pericoli, e si
+trattenne molto tempo con me. Erano le dieci. — Ambedue
+non potevamo a meno di sorprenderci altamente
+vedendo che non veniva nessun uffiziale pubblico.
+Scrissi al cardinale una seconda lettera; n’ebbi
+dopo pochi istanti la risposta. Finalmente un uffiziale
+e quarant’uomini, che mi si assicuravano per
+<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span>
+bene intenzionati, furono inviati dal segretario di
+Stato per proteggere le mie comunicazioni con lui;
+ma nè lui nè alcun altro uomo capace di prendere
+con me delle misure decisive, per liberarmi dai revoltosi
+che occupavano ancora una parte della mia
+giurisdizione, e dalla truppa che ne occupava un’altra,
+non si presentò in nome del governo, malgrado
+la reitirata dimanda che aveva fatto.
+</p>
+
+<p>
+«Mi decisi dunque di partire. Il sentimento di
+sdegno aveva fatto luogo alla ragione, e fattomi
+più calmo, essa mi dettava la medesima condotta.
+Scrissi al segretario una nota chiedendogli un passaporto,
+che m’inviò alle due dopo mezzanotte, accompagnato
+da una risposta.
+</p>
+
+<p>
+«Alle sei di mattina, quattordici ore dopo l’assassinio
+del generale Duphot, l’investimento del mio
+palazzo, il massacro della gente che lo circondava,
+nessun Romano si presentò a me incaricato del governo
+per informarsi dello stato delle cose. Io partii
+dopo avere assicurato lo stato di alcuni pochi Francesi
+rimasti a Roma. Il cavaliere Angiolini si era
+incaricato di dar loro dei passaporti per la Toscana,
+dove mi troveranno, e dopo la mia partenza il cittadino
+Cacault, presso di cui mi trovo in questo momento,
+coi Francesi che non mi hanno lasciato
+dopo il momento che si manifestò qualche pericolo.
+</p>
+
+<p>
+«Dopo questo racconto crederei di fare ingiuria
+a dei repubblicani, eccitandoli alla vendetta, che il
+governo francese deve esigere da quest’empio governo,
+assassino di Basseville, uno dei primi ambasciatori
+Francesi che si è degnato d’inviargli, e di
+un generale distinto come un prodigio di valore in
+un’armata ove ogni soldato è stato un eroe. Cittadino
+<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span>
+ministro! Non tarderò di recarmi a Parigi, appena
+avrò regolato alcuni affari che ancor mi rimangono
+da trattare; vi darò nuovi particolari sul
+governo di Roma, e vi dirò quale sia la punizione
+che bisogna infliggergli.
+</p>
+
+<p>
+«Questo governo non si mentisce, astuto e temerario
+per commetter delitti, vile e strisciante quando
+li ha commessi; oggi è a ginocchi del ministro Azara,
+perchè si rechi a Firenze da me, per ricondurmi a
+Roma; ciò è quanto mi scrive questo generoso amico
+dei Francesi degno di abitare una terra, dove si sappia
+meglio apprezzare le sue virtù e la sua nobile
+lealtà.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Firenze, 30 dicembre 1797.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">G. Bonaparte</span>»
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span></p>
+
+<h2>III.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Confesso di essere sempre maravigliata, quando
+depongo la penna dopo avere scritto pagine come
+queste ultime. Io, la donna frivola per eccellenza,
+non direi nata, ma predestinata a vivere dei
+miei gusti, col mio carattere e col mio temperamento
+lungi da tutti gli intrighi politici, come una
+farfalla o come un uccello in un mondo di gioia, di
+piaceri, di canti e di armonie, trascrissi questo pesante
+rapporto lordo di sangue che grida guerra e
+vendetta ai popoli. Non vi sembro forse una Venere
+Afrodite colla maschera di Nemesi, col suo viso atteggiato
+ai dolci sorrisi, cogli occhi alle dolci promesse,
+e colla bocca che s’apre a teneri giuramenti?
+</p>
+
+<p>
+Ma ho incominciato il racconto degli avvenimenti
+<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span>
+ai quali presi parte, e non mi posso ritirare dal
+compito che mi sono imposto; la voce della coscienza
+e fors’anche quella del pentimento mi grida: — avanti, — e
+obbligata ad obbedire a questa voce
+che mi giunge dall’alto, continuo.
+</p>
+
+<p>
+Questo rapporto di Giuseppe Bonaparte produsse
+a Parigi una sensazione profonda. Bonaparte era il
+Dio del momento; offendere uno dei suoi fratelli
+era più che un delitto di lesa maestà, era un delitto
+di lesa divinità.
+</p>
+
+<p>
+Osservate pure la lettera con cui il cittadino
+Talleyrand, il termometro dello spirito pubblico
+rispondeva al suo rapporto:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«11 Gennaio 1793
+</p>
+
+<p>
+«Ho ricevuto, cittadino, la lettera straziante che
+mi avete scritto sugli orrendi avvenimenti che succedettero
+a Roma l’8 nevoso. Malgrado la cura che
+avete posto nel nascondermi tutto ciò che vi ha
+di personale per voi in questa terribile giornata,
+non avete potuto lasciarmi ignorare che avete manifestato
+al più alto grado l’intrepidezza, il sangue
+freddo, e quell’intelligenza a cui nulla sfugge, e
+che avete sostenuto con magnanimità l’onore del
+nome francese. Il Direttorio m’incarica di esprimervi
+nel modo più ampio e sensibile la sua viva soddisfazione
+intorno alla vostra condotta. Comprenderete
+facilmente, lo spero, quanto sia felice di essere
+l’organo di questo sentimento.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Il Direttorio cominciò col chiedere la punizione
+degli assassini; ma fosse negligenza o complicità,
+nessuno fu arrestato e nemmeno punito; si seppe
+che il capo degli assassini, nominato Amadeo, si
+<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span>
+era impossessato della spada e della cintura del
+morto, che il curato della parrocchia vicina si era
+ritenuto l’orologio, e che gli altri infine si erano divisi
+fra loro il denaro e gli abiti.
+</p>
+
+<p>
+Il Direttorio ordinò al generale Berthier, che nell’assenza
+di Bonaparte comandava in Italia, di marciare
+su Roma.
+</p>
+
+<p>
+Berthier ricevette l’ordine a Milano, e si mise in
+marcia il giorno seguente. Al 29 gennaio la sua
+avanguardia era a Macerata, al 10 febbraio tutte le
+truppe erano riunite sotto le mura di Roma, e con
+un distaccamento prendeva possesso di Castello S.
+Angelo, che i soldati pontificj non tentarono nemmeno
+di difendere.
+</p>
+
+<p>
+Ma il generale Berthier impedì che si andasse più
+lungi; prevenne soltanto i capi degli agitatori, che
+potevano contare sul di lui appoggio.
+</p>
+
+<p>
+Il 16 febbraio, il venti-treesimo anniversario della
+esaltazione di Pio VI al trono pontificio, un attruppamento
+di sediziosi si riunì nel Foro Romano, e di
+là s’incamminarono al Vaticano sotto le finestre
+del Sovrano Pontefice, e fecero intendere le grida di
+Viva la Repubblica.
+</p>
+
+<p>
+Per rispetto — dicevano essi — non pel papa ma
+pel vecchio, non invasero il Vaticano; ma occuparono
+tutta la città, e scrissero un manifesto che constatava
+la ristorazione della sovranità del popolo,
+il quale ripudiava ogni complicità nelle uccisioni di
+Basseville e di Duphot, aboliva l’autorità pontificia,
+e riguardo alle cose politiche, economiche e civili,
+costituiva un governo repubblicano libero ed indipendente.
+</p>
+
+<p>
+I fondatori della nuova Repubblica si diedero premura
+<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span>
+d’inviare al generale Berthier, per consegnargli
+quell’atto, una deputazione di otto cittadini.
+</p>
+
+<p>
+Egli fece tosto la sua entrata dalla porta del Popolo,
+e nello stesso giorno salì al Campidoglio, ove,
+parodiando gli antichi trionfatori romani, salutò in
+nome del Direttorio la nuova Repubblica, riconosciuta
+libera ed indipendente dalla Francia, e che
+si componeva di tutto il territorio lasciato al papa
+col trattato di Tolentino.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno dopo quattordici cardinali, che avevano
+avuto la viltà di firmare l’atto di affrancazione e
+la rinuncia di tutti i diritti politici, cantarono il
+<i>Te Deum</i> nella basilica di S. Pietro.
+</p>
+
+<p>
+Il generale Cervoni, incaricato di significare a
+Pio VI la sua decadenza, penetrò negli appartamenti
+di quel santo vecchio, e lo trovò inginocchiato
+che pregava.
+</p>
+
+<p>
+Pio VI ricevette con una perfetta serenità l’annunzio
+della caduta dei suoi diritti temporali, ed
+eccitato a riconoscere il nuovo governo, rispose:
+</p>
+
+<p>
+— La mia sovranità viene da Dio, io non posso
+rinunziarvi; ho ottant’anni, e perciò la vita è poca
+cosa per me: in quanto agli oltraggi ed ai patimenti
+non li temo.
+</p>
+
+<p>
+Ma siccome la presenza del Santo Padre era incompatibile
+in Roma col nuovo governo, ricevette
+l’invito di lasciare la capitale del mondo cristiano,
+ed infatti il 20 febbraio partì per la Toscana.
+</p>
+
+<p>
+Tutte queste notizie ci arrivarono quasi nello
+stesso tempo, e cagionarono, si comprende bene,
+un grande scompiglio nella nostra corte. La Repubblica
+spinta passo passo dai francesi, faceva ogni
+giorno un nuovo progresso in Italia, e non distava
+<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span>
+che trenta leghe da noi. Il governo delle Due Sicilie
+pensò alle precauzioni che doveva prendere contro
+un avversario cotanto minaccioso.
+</p>
+
+<p>
+Senza occuparsi del trattato che aveva firmato
+colla Francia nel 1797, vale a dire quattordici mesi
+prima, Ferdinando firmò coll’imperatore suo nipote,
+al 19 maggio 1798, un trattato che infirmava completamente
+il primo.
+</p>
+
+<p>
+Con questo trattato l’imperatore doveva tenere
+sessanta mila uomini nel Tirolo; e Ferdinando inviarne
+trenta mila alle frontiere napolitane.
+</p>
+
+<p>
+Per un caso singolare il 15 maggio 1798 fu il giorno
+in cui la flotta francese salpò da Tolone per la spedizione
+di Egitto.
+</p>
+
+<p>
+Si conoscevano già i preparativi che faceva la Francia,
+ma s’ignorava qual paese minacciasse quella
+flotta formidabile.
+</p>
+
+<p>
+Il comandante della flotta inglese sir Jean Jervis,
+dopo lord conte di S. Vicent, si ostinò di vedere nei
+preparativi di Tolone un progetto di spedizione nell’Oceano,
+e si accontentò di chiudere lo stretto di
+Gibilterra e di bloccare la flotta spagnuola nel
+porto di Cadice.
+</p>
+
+<p>
+Sempre in questa convinzione, spedì Nelson, che
+serviva sotto i suoi ordini, con tre vascelli di linea,
+quattro fregate ed una corvetta per sorvegliare il
+porto di Tolone, promettendogli di mandar soccorsi
+alla sua prima richiesta.
+</p>
+
+<p>
+Al 9 maggio Nelson lasciò la baia di Cadice, ma
+era già troppo tardi; arrivato nel golfo di Lione,
+una tempesta disperse i suoi vascelli, e disalberò
+quello su cui si trovava.
+</p>
+
+<p>
+Entrò per riparare le sue avarie nel porto di S. Pietro,
+<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span>
+rimorchiato da un vascello che aveva sofferto
+meno del suo.
+</p>
+
+<p>
+Durante il suo soggiorno al porto di S. Pietro,
+apprese la partenza della flotta francese da Tolone
+e spedì un bastimento a Lord S. Vincent per chiedergli
+il soccorso promesso: ma all’8 giugno, vale
+a dire tre settimane dopo che la flotta francese aveva
+fatto vela, potè riunire le forze inviategli, nel momento
+in cui essa era già fra la Sicilia e Malta.
+</p>
+
+<p>
+Questi aiuti si componevano di dieci vascelli da 74
+ed uno da 50 cannoni.
+</p>
+
+<p>
+Alla testa di questa potenza Nelson si mise alla
+ricerca della flotta francese; sulle coste meridionali
+della Corsica apprese che era stata veduta fra Capo
+Corso e l’Italia.
+</p>
+
+<p>
+Balenò a Nelson l’idea, e quell’idea aveva una
+certa probabilità, che la flotta francese fosse diretta
+a Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Egli fece vela per Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Al 15 giugno, egli era all’isola di Ponza, e c’inviò
+un suo uffiziale di confidenza, meglio ancora un suo
+amico, il capitano Troubridge, colla corvetta la
+<i>Mutine</i> per abboccarsi col capitano generale e sir
+William Hamilton.
+</p>
+
+<p>
+Troubridge era latore di una lettera di Nelson
+per me.
+</p>
+
+<p>
+L’effetto che io aveva prodotto su questo grande
+uomo non mi era punto sfuggito, e trovai strano
+come potendo egli stesso venire a Napoli avendo
+così un occasione di vedermi, la lasciasse sfuggire.
+</p>
+
+<p>
+La sua lettera mi spiegò tutto.
+</p>
+
+<p>
+Eccola:
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span>
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Milady,
+</p>
+
+<p>
+«Se venissi a Napoli, se discendessi a terra, e se vi
+rivedessi, arrischierei di mancare a tutti i miei doveri,
+che sono d’inseguire la flotta francese senza
+perdere un momento.
+</p>
+
+<p>
+«Troubridge vi porgerà questa lettera, che invece
+di essere una prova d’indifferenza, diventa, per la
+spiegazione che vi dà, una prova della violenza del
+sentimento che provo per voi.
+</p>
+
+<p>
+«Appena Troubridge sarà ritornato colle indicazioni
+che riceverò dal capitano generale e da sir
+William, continuerò il mio cammino.
+</p>
+
+<p>
+«Fossero all’altro capo del mondo, raggiungerò i
+francesi; e mi rivedrete vincitore e degno di voi, milady,
+o non mi rivedrete più.
+</p>
+
+<p>
+«Mille volte il vostro
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Orazio Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Eccoci a quanto ci trovavamo al 16 giugno 1798
+circa al nostro amore con Nelson; si vede che non
+eravamo inoltrati di molto.
+</p>
+
+<p>
+Questa lettera senza dir molto al mio cuore solleticava
+il mio orgoglio. Nelson nei cinque anni che
+erano passati si era battuto come un eroe, o piuttosto,
+come lo diceva egli stesso, come un uomo che si
+vuol fare ammazzare. Ho già raccontato come avesse
+perduto un occhio a Calvi; non era tutto, a Teneriffa
+gli venne portato via un braccio.
+</p>
+
+<p>
+Questa volta prometteva di ritornare degno di
+me, o di farsi ammazzare.
+</p>
+
+<p>
+Era sicura che egli manterrebbe la sua parola;
+Nelson non era di quegli uomini che promettevano
+invano.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span>
+</p>
+
+<p>
+Dal terrazzo del palazzo vidi il maestoso spettacolo
+della flotta che difilava innanzi a Napoli; col
+mezzo d’un cannocchiale, sir William mi fece distinguere
+il vascello che portava la bandiera ammiraglia;
+a quella distanza non poteva distinguere
+quanto avveniva a bordo; ma son certa che Nelson
+aveva gli occhi fissi sul palazzo, come io aveva fissi
+i miei sul suo vascello.
+</p>
+
+<p>
+La flotta si aperse lentamente innanzi allo scoglio
+di Capri; una parte passò alla sua destra,
+l’altra alla sinistra; stette tre giorni in vista, poichè
+vi era bonaccia.
+</p>
+
+<p>
+Questa bonaccia fu causa che al 25 giugno soltanto
+si trovò al forte di Messina.
+</p>
+
+<p>
+Di là seppe che Bonaparte aveva preso Malta, e
+passando vi aveva lasciato una guarnigione di quattromila
+uomini, ed aveva continuato il suo cammino
+verso l’Oriente.
+</p>
+
+<p>
+Dal Faro in data del 25 egli scrisse a sir Hamilton
+per annunziargli quella notizia, ed a me per rinnovarmi
+l’assicurazione dei sentimenti che aveva
+per me.
+</p>
+
+<p>
+Sir William ed io ricevemmo le lettere al trenta
+dello stesso mese, e risposi subito:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Caro signore.
+</p>
+
+<p>
+«Approfitto dell’offerta del capitano Hope per
+scrivervi qualche riga, e per ringraziarvi della graziosa
+lettera che mi avete fatto pervenire col mezzo
+del capitano Bowen.
+</p>
+
+<p>
+«La regina ebbe grandissimo piacere quando le
+tradussi ciò che dicevate di gentile per lei, e m’incarica
+di ringraziarvi, e di assicurarvi che prega pel
+<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span>
+vostro onore e per la vostra salvezza: in quanto
+alla vittoria essa è già sicura che l’avrete.
+</p>
+
+<p>
+«Abbiamo ancora qui il regicida ministro Garat,
+il più insolente, il più impudente animale diplomatico,
+che mai si possa vedere, e veggo chiaramente
+che la corte di Napoli dovrà dichiarare la
+guerra, se vuole salvare il paese, perchè l’ambasciatore
+francese fa tutti i giorni le osservazioni
+più minacciose.
+</p>
+
+<p>
+«S. M. vede e sente tutto ciò che voi dite nella
+vostra lettera a sir William datata dal Faro di Messina,
+e sotto la vera luce che rischiara i fatti, così
+fa anche il generale Acton.
+</p>
+
+<p>
+«Ma per sventura il loro primo ministro Gallo,
+uomo leggero, superficiale ed ignorante, impetrito
+e stecchito come una cresta di gallo, non pensa ad
+altro che al modo con cui gli vanno i suoi abiti ricamati,
+ed all’effetto che produce il suo anello di
+brillanti; una metà di Napoli lo crede francese, io
+credo che l’altra metà s’inganna credendolo napoletano.
+</p>
+
+<p>
+«La regina ed Acton non possono soffrirlo; per
+me poco importa essendo sostenuto soltanto dal re
+egli non saprebbe avere un gran potere; ma un
+primo ministro, e un puro ministro di forma, è pur
+sempre qualche cosa per fare un brutto giuoco.
+</p>
+
+<p>
+«A proposito saprete che i tre o quattrocento
+giacobini, che si tenevano in carcere, sono stati
+tutti, dopo tre o quattro anni di detenzione, dichiarati
+innocenti. Se credo a tutto ciò che si dice da
+loro di me, la metà almeno meriterebbe di essere
+appiccata. È Garat che colla sua influenza e Gallo
+colla sua debolezza, e forse colla sua simpatia,
+<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span>
+hanno fatto il bel colpo di rendere questi cari signori
+alla società.
+</p>
+
+<p>
+«Insomma io ne sono molto spaventata, e considero
+come tutto perduto per Napoli. Sono afflitta
+fino alle lagrime per la nostra cara e graziosa regina,
+che merita veramente una miglior sorte.
+</p>
+
+<p>
+«Comprenderete, mio caro signore, che vi scrissi
+tutto ciò in confidenza e di fretta.
+</p>
+
+<p>
+«Spero che non lascerete il Mediterraneo senza
+prenderci; abbiamo il nostro congedo, e pronta
+ogni cosa per partire appena ne avremo l’avviso;
+ma intanto spero in Dio che distruggerete questi
+mostri di francesi; e prima di partire di qua, il regno
+di questi empii non sarà di lunga durata.
+</p>
+
+<p>
+«Se avrete qualche occasione, scriveteci; non potete
+credere qual balsamo sono le vostre lettere
+per noi.
+</p>
+
+<p>
+«Che Dio vi benedica, mio caro, carissimo signore:
+credetemi sempre la vostra sincerissima, obbligatissima
+ed affezionatissima amica,
+</p>
+
+<p class="indr">
+<span class="smcap">Emma Hamilton</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Questa lettera lo raggiunse in mare mentre cercava,
+senza poterla trovare, la flotta francese.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span></p>
+
+<h2>IV.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Nelson aveva completamente perduto la traccia
+di Buonaparte e dei trecento cinquanta legni che lo
+seguivano: trattenuto dallo scirocco per alcuni giorni
+nello stretto di Messina, approfittò di un colpo di
+vento per superare Reggio, e spingersi in alto mare.
+</p>
+
+<p>
+Convinto che Buonaparte moveva verso l’Egitto,
+volse direttamente il suo cammino ad Alessandria;
+ma vi arrivò prima della flotta francese; l’ammiraglio
+Brueys aveva appoggiato verso l’isola di Candia
+per ingannare senza dubbio quelli che lo inseguivano.
+</p>
+
+<p>
+Mal ricevuto dal governo d’Alessandria che minacciava
+di far fuoco su di lui se tentasse di forzare
+il passo, e non sapendo la via percorsa dalla
+<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span>
+flotta francese, suppose, dacchè non si trovava ad
+Alessandria, che avesse fatto vela per Costantinopoli.
+Nelson costeggiò all’avventura la Caramanis e
+la Morea, andando in cerca di notizie, e dopo aver
+percorso invano l’Arcipelago, difettando di acqua e
+di viveri, fu obbligato di ritornare in Sicilia.
+</p>
+
+<p>
+Più di una volta mi disse, che dal 20 giugno, epoca
+in cui uscì dallo stretto di Messina, fino al 21 luglio,
+in cui entrò nel porto di Siracusa, egli credeva
+di diventar pazzo.
+</p>
+
+<p>
+La situazione era grave, ed una tempesta si addensava
+contro di lui in Inghilterra. Quando si seppe
+che aveva lasciato uscire da Tolone, e che per un
+mese intiero aveva cercato nel Mediterraneo, vale a
+dire, in un gran lago, una flotta di circa quattro
+cento vele, si chiedeva da ogni parte, se egli non
+fosse un traditore, che si doveva sottoporre ad un
+consiglio; e l’ammiraglio S. Vincent, uomo leggero
+era incorso nel biasimo dell’ammiragliato per avergli
+proposto come contrammiraglio un uffiziale indegno
+di quel grado.
+</p>
+
+<p>
+La sua unica speranza era riposta in noi, o piuttosto
+in me.
+</p>
+
+<p>
+Io doveva ottenere dalla regina, che, malgrado il
+trattato colla Francia, egli potesse ricevere dai comandanti
+dei porti siciliani tutti i soccorsi di cui
+aveva bisogno; perchè, se la corte di Sicilia si mantenesse
+nei limiti del suo trattato colla Francia,
+Nelson sarebbe obbligato di andare a rifornirsi di
+viveri a Gibilterra, ed allora era perduto.
+</p>
+
+<p>
+Soltanto una splendida vittoria poteva salvarlo.
+</p>
+
+<p>
+Questa lettera che egli scriveva al 22 luglio a lord
+S. Vincent, darà un’idea della situazione del suo
+animo.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span>
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Siracusa 22 luglio 1798
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mio caro Lord
+</p>
+
+<p>
+«Ho una quantità di lettere e di carte da mandarvi,
+ma non ho disponibile una fregata per portarvele,
+e non posso in questo momento separarmi
+dall’Orion: giudicate del mio imbarazzo, — io ignoro
+completamente il luogo dove possa essere la flotta
+francese, come in quel giorno che ho superato il
+Capo Passaro. Ciò che so di certo, si è che al 18
+giugno la flotta cominciava ad uscire dal porto di
+Malta; nella notte del martedì tutte le navi erano
+fuori, ed al mercoledì mattina fu veduta che continuava
+il suo cammino a piene vele sotto un gran
+vento di ovest nord ovest. Ciò mi è stato assicurato
+da quattordici persone, il resto non è che congettura;
+se la flotta è diretta verso l’occidente, sono
+sicuro che tutti i porti, ed anche tutti i punti della
+Sicilia, ove sarebbe stata veduta, si sarebbero affrettati
+di avvisarmene. Non ardisco dirvi di più, ma
+sono persuaso che noi siamo traditi, ed è più che
+probabile che questa lettera che sono obbligato di
+mandare a Napoli non giungerà nemmeno colà, od
+almeno sono sicuro che il ministro francese ne avrà
+una copia, se non la copia egli stesso. In quanto a
+me vi dico, che se non vi ha difficoltà intorno ad
+un punto od un altro, raggiungerò la flotta francese.
+La nostra non ha un solo uomo ammalato. Vi
+ho dato tutti quei particolari che ho potuto, e vi
+ho detto fino il mio più intimo pensiero, — Dio vi
+benedica.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«Per sempre il vostro fedeliss.<br>
+«<span class="smcap">Orazio Nelson</span>.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span>
+</p>
+
+<p>
+«PS. Il modo con cui siamo accolti in Sicilia è
+vergognoso; il comandante ci dichiara che se avesse
+avuto i mezzi, sarebbe stato obbligato, giusto gli
+ordini ricevuti, d’impedire la nostra entrata. Acton
+aveva promesso di dare degli ordini, <i>ma non ne è
+stato mandato alcuno</i>; che ne pensate voi?»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Nello stesso giorno Nelson, disperato e quasi furioso,
+scriveva a sir William Hamilton:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«A bordo del <i>Vanguard</i>
+</p>
+
+<p class="indr">
+«Siracusa, 22 luglio 1798.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mio caro signore,
+</p>
+
+<p>
+«Sono oltre modo maravigliato che il re di Napoli
+abbia dato l’ordine di non lasciar entrare nei suoi
+porti che tre o quattro bastimenti inglesi. Io però
+sapeva che si erano date delle istruzioni segrete per
+la nostra libera ammissione; se si continua dunque
+a rifiutarmi ancora tutti gli oggetti di cui ho bisogno,
+fatemelo sapere al più presto possibile, col primo
+bastimento, onde possa aver il tempo di rifornirmi
+di viveri a Gibilterra. Il modo con cui siamo trattati
+è scandaloso per una grande nazione; la bandiera
+di Sua Maestà Britannica è stata in realtà insultata
+in tutti i porti amici.
+</p>
+
+<p>
+«Sono col maggior rispetto ecc.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Orazio Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Ma, grazie a me, queste istruzioni segrete erano
+state date; solamente arrivavano un poco tardi. Nello
+stesso giorno, in cui Nelson scrisse quella lettera, il
+comandante del porto di Siracusa, e quelli degli altri
+porti avevano ricevuto l’avviso di dargli viveri,
+acqua, legna, tutto ciò che gli occorreva, e specialmente
+<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span>
+di non contar più il numero dei vascelli
+che entravano nel porto. Cosicchè Nelson fece ammenda
+onorevole nello stesso giorno con questa
+lettera.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Siracusa, 22 luglio 1798.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Miei buoni amici,
+</p>
+
+<p>
+«Grazie di tutte le vostre premure. Abbiamo viveri
+ed acqua; l’attingere l’acqua dalla fontana Aretusa
+è certamente un presagio di vittoria. Metteremo
+vela alla prima brezza, e siate certi che ritornerò
+coronato d’alloro o coperto di cipresso.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«O. N.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Il giorno dopo, Nelson scrisse di nuovo a sir
+William:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Siracusa, 23 luglio 1798.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mio caro signore,
+</p>
+
+<p>
+«La flotta è pronta, ed appena spirerà il vento
+di terra uscirò da questa deliziosa rada, ove fummo
+copiosamente soddisfatti di quanto abbisognavamo,
+e dove ci furono prodigate tante cure. Ma sono stato
+assai in pena finchè non fu data alcuna istruzione
+secreta al comandante per la nostra ammissione. Ho
+la sola speranza d’incontrare la flotta francese, e di
+metterci sopra la mano. L’evento sarò allora nelle
+mani della provvidenza, nella cui bontà io non dubito
+punto.
+</p>
+
+<p>
+«I miei omaggi a lady Hamilton, e credetemi sempre
+il vostro fedelissimo.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span>
+</p>
+
+<p>
+Il vento che Nelson aspettava venne nella notte
+dal 23 al 24 di luglio, e la flotta, essendo già pronta
+a far vela, si diede l’ordine di salpare.
+</p>
+
+<p>
+Nelson si diresse verso la Grecia.
+</p>
+
+<p>
+Al 28 luglio il <i>Culloden</i>, che passava innanzi alla
+Morea, entrò nel golfo di Coron, interrogò il governo
+Turco, e seppe che i Francesi erano ad Alessandria.
+Il Culloden raggiunse subito l’ammiraglio, e si diede
+l’ordine, mediante i segnali, di dirigersi difilato ad
+Alessandria.
+</p>
+
+<p>
+Si giunse innanzi a questo porto il primo agosto
+verso mezzogiorno, ma i Francesi l’avevano già lasciato,
+e si erano diretti verso oriente; si continuò
+ad inseguirli, ed alle due e tre quarti, lo <i>Zélé</i> che
+stava alla testa fece il segnale di vedere sedici vascelli
+di linea all’áncora.
+</p>
+
+<p>
+A tre ore Nelson diede il segnale di prepararsi al
+combattimento.
+</p>
+
+<p>
+Non spetta a noi di raccontare questa terribile
+battaglia del Nilo che durò due giorni. Mai vittoria
+fu più completa di questa, nè simile disastro non
+spaventò il mare. Un vascello francese l’<i>Orient</i> scoppiò,
+un altro vascello ed una fregata andarono a
+picco, e nove bastimenti furono presi; ma tre di
+questi ultimi erano talmente mutilati che il vincitore
+fu costretto ad incendiarli; il giorno seguente
+e l’altro ancora fu obbligato a bruciarne altri due.
+</p>
+
+<p>
+Ma Nelson aveva ricevuto una grave ferita; un
+pennone spezzato da una palla francese gli cadde
+sulla fronte nel momento che alzava la testa al rumore
+che la palla faceva nel romperlo. Quel frammento
+di pennone gli aveva tagliata e rovesciata la
+pelle della fronte fino sulla bocca. Nelson si credette
+<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span>
+ferito mortalmente, tanta era la violenza del colpo.
+Fece subito chiamare il cappellano per confidargli
+la sua ultima volontà; ma col cappellano venne anche
+il chirurgo, il quale esaminò il cranio, e non
+scorgendovi nessuna frattura, ciò che era facile a
+vedersi, perchè l’osso era scoperto, rialzò la pelle
+della fronte, la rimise al suo posto e ve la fissò con
+una benda. Nelson rivedendo la luce alla quale credeva
+di aver dato un eterno addio, riprese con uno
+sforzo sovrumano il comando del Vanguard, e ritrovando
+tutta la sua forza e la sua presenza di spirito,
+tutto il suo sangue freddo, restò sul suo banco
+di quarto, e continuò a comandare il fuoco fino all’intiera
+distruzione della flotta francese.
+</p>
+
+<p>
+Poi tutto ferito e quasi cieco prese la penna e
+scrisse a sir William ed a me:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«2 agosto di sera.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Miei buoni amici,
+</p>
+
+<p>
+«Vittoria completa, la flotta francese è distrutta.
+Il capitano Capel che parte colla Mutine, vi porterà
+questa lettera, e vi darà tutti i particolari che non
+posso darvi io stesso.
+</p>
+
+<p>
+«Sono stato leggermente ferito; ma non datevi
+pena per ciò.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Sempre vostro fedele
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Orazio Nelson</span>.»
+</p>
+
+<p>
+«Trasmettete, ve ne prego, coi miei rispettosi omaggi,
+queste notizie alla nostra amabile regina.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Il capitano Capel partì difatti colla <i>Mutine</i>, e giunse
+il 4 settembre a Napoli, annunziandoci a voce che
+Nelson arriverebbe qualche giorno dopo di lui, ed
+<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span>
+aveva indicato il porto di Napoli come punto di riunione
+di tutta la flotta, le cui navi più o meno mutilate
+non potevano camminare che colle forze che
+lor rimanevano.
+</p>
+
+<p>
+Dopo aver terminato la sua commissione, il capitano
+Capel scriveva a Nelson:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Signor ammiraglio.
+</p>
+
+<p>
+«È impossibile che vi esprima la gioia che brillava
+su tutti i volti, il fragore degli applausi e delle
+acclamazioni che ci accolsero al nostro arrivo. La
+regina e Lady Hamilton svennero tutt’e due per la
+consolazione; insomma, signore, tutti vi acclamano
+il liberatore d’Europa. Un corriere partirà domani
+mattina per Vienna: io l’accompagnerò per non
+perdere un solo istante; ho avuto tutte le istruzioni
+ed i suggerimenti possibili da sir William Hamilton
+e dagli altri ministri stranieri, che si sono
+tutti affrettati di mandare alle loro corti la gloriosa
+notizia.
+</p>
+
+<p>
+«Ho l’onore di essere con rispetto
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Capel</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+In quanto a me nel primo momento scrissi una
+lettera a Nelson, una lettera piena di espansione
+che non potrei citare qui, non avendone tenuta la
+copia, ma che Nelson riprodusse in parte nella lettera
+seguente che scriveva a sua moglie.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«In mare il 16 settembre 1798.
+</p>
+
+<p>
+«Il regno delle Due Sicilie è pazzo per la gioia. — Dal
+trono ai contadini tutti sono così; da quanto mi
+dice Lady Hamilton con la sua lettera, la situazione
+<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span>
+della regina faceva veramente pietà. — Spero solamente,
+di non esser più mai testimonio della rinnovazione
+d’una simile cosa. Vi ripeto le parole di
+Lady Hamilton:
+</p>
+
+<p>
+«Come posso trascrivervi i trasporti della regina?
+Ciò mi è impossibile: essa pianse, abbracciò
+suo marito, i suoi figli, corse come una forsennata
+per la camera, sempre piangendo, dando baci alle
+persone ch’eranle intorno e stringendole nelle sue
+braccia, esclamando: Oh! bravo Nelson, Dio possa
+benedire e proteggere il nostro bravo liberatore, oh!
+Nelson, Nelson quanto vi devo! oh! conquistatore,
+salvatore dell’Italia, perchè il mio cuore commosso
+non può dirvi da vicino quanto io vi devo?
+</p>
+
+<p>
+«Voi potete, cara Fanny, giudicare del resto, ma
+la mia testa non vuol permettermi di dirvene la
+metà. Tutte le mie fatiche andavano quasi frustrate,
+ma Dio mi ha protetto.
+</p>
+
+<p>
+«Vostro, — <span class="smcap">Orazio Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La lettera seguente, che la regina scriveva al suo
+ambasciatore a Londra, il marchese di Circello, darà
+un’idea della sua soddisfazione.
+</p>
+
+<p>
+Sua Maestà mi ha fatto l’onore di darmene una
+copia scritta di suo pugno:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«Vi scrivo nella gioia. Il bravo e coraggioso ammiraglio
+Nelson ha riportato una vittoria completa
+sulla flotta francese. Vorrei dare delle ali al messaggiero
+che vi porterà questa grande notizia, e
+nello stesso tempo l’espressione della nostra sincera
+gratitudine all’eroe del Nilo. L’Italia è salva dalla
+parte di mare, e ciò è dovuto ai valorosi Inglesi.
+<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span>
+Questo fatto che può intitolarsi a buon dritto la
+totale disfatta della flotta regicida, è dovuto al genio
+ed al valore di questo bravo ammiraglio, secondato
+da una marina che è il terrore dei suoi nemici:
+la vittoria è così completa, che appena posso
+prestarvi fede, e se non fosse che la nazione inglese
+è abituata a fare prodigi sul mare, io non saprei
+persuadermene. Questa notizia ha prodotto un entusiasmo
+generale, e voi sareste commosso nel vedere
+i miei figli a me dintorno che mi abbracciavano
+e piangevano di gioia a queste consolanti notizie
+doppiamente consolanti pel momento critico in cui
+sono giunte. — La paura, l’avarizia, gl’intrighi dei
+repubblicani hanno fatto sparire tutto il denaro, e
+non vi è nessuno che abbia il coraggio di proporre
+un piano che l’obblighi a rientrare in circolazione;
+questo bisogno di denaro ci ha messi in condizioni
+spiacevoli, oppressi dai repubblicani che sono la
+causa di tutti i mali che opprimono questo bel paese.
+Molti che hanno creduto che il momento fosse
+venuto, hanno levato la maschera; ma queste buone
+notizie, ma la perdita della flotta di Bonaparte che
+perirà, lo spero, con tutto il suo esercito in Egitto,
+li rendono più timidi, e ci fa il maggior bene. Se
+l’imperatore mette un poco di attività nei suoi movimenti,
+l’Italia può essere salva. Noi, da parte nostra,
+siamo pronti ed impazienti di renderci degni
+di essere gli amici e gli alleati dei bravi difensori
+del mare. Presentate i miei rispetti al re ed alla regina
+d’Inghilterra, fate i miei complimenti a Lord
+Greenville, a Pitt, e a Lord Spencer, il quale ha l’onore
+d’esser il capo di tutta questa eroica marina;
+offrite i miei ringraziamenti a tutti questi signori,
+<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span>
+per aver inviato la flotta, e dite loro quanto io sia
+festosa per l’avvenimento, tanto per nostro vantaggio,
+che è grande, quanto pel loro onore e per la
+loro gloria; assicurateli della mia gratitudine eterna.
+Spero che dagli ordini che avete ricevuto coll’ultimo
+corriere la nostra tranquillità sarà assicurata;
+e che con un buon accordo arriveremo a salvare
+l’Italia, ed a dare al nostri difensori dei vantaggi
+che ci collegheranno per sempre.
+</p>
+
+<p>
+Il coraggioso Nelson è ferito, ed è così modesto
+che parla appena della sua ferita, e raccomanda gli
+eroi al suo signore e re. E gli Italiani tutti entusiasti
+della nazione inglese; grandi speranze sono
+fondate sulla sua bravura, ma nessuno poteva gloriarsi
+di una simile distruzione.
+</p>
+
+<p>
+«Noi siamo tutti pazzi di gioia.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Carolina</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Tutte le lettere che cito sono forse conosciute in
+Inghilterra, ma, ne son certa, sono completamente
+ignote in Francia e per conseguenza devono avere
+un interesse di curiosità pel lettore francese.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span></p>
+
+<h2>V.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Bisogna vedere gli onori che furono resi a Nelson,
+e le ricompense, sotto le quali egli fu letteralmente
+schiacciato, conferitegli da tutti i sovrani d’Europa,
+per farsi un’idea del grado di terrore che la Francia
+ispirava in quell’epoca all’Europa intera.
+</p>
+
+<p>
+Ne abbiamo fatto una volta la lista con Nelson, e
+questa lista eccola; essa comincia dall’ottobre 1798
+e va sino all’ottobre 1799.
+</p>
+
+<p>
+Prima di tutto dal re e dalla regina d’Inghilterra.
+</p>
+
+<p>
+La dignità di Pari della Gran Brettagna, ed una
+medaglia d’oro.
+</p>
+
+<p>
+Della Camera dei Comuni, dietro un messaggio
+del re del 22 novembre 1798 per lui e pe’ suoi due
+più prossimi eredi, il titolo di barone del Nilo, e di
+<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span>
+Bernham Thorpes, con una rendita di 2,000 lire sterline,
+cominciando a decorrere dal 1 agosto 1798,
+giorno della battaglia del Nilo.
+</p>
+
+<p>
+Dal Parlamento inglese per lui ed i suoi due più
+prossimi eredi una rendita di 2,000 lire sterline.
+</p>
+
+<p>
+Dal Parlamento d’Irlanda una pensione di 1,000
+lire sterline.
+</p>
+
+<p>
+Dalla Compagnia delle Indie Orientali 10,000 lire
+sterline per una volta.
+</p>
+
+<p>
+Dalla compagnia turca un servizio di vassellame
+liscio.
+</p>
+
+<p>
+Dalla città di Londra una spada coll’impugnatura
+ornata di diamanti.
+</p>
+
+<p>
+Dal Gran Signore una fibbia di diamanti col celmyk,
+ossia una penna di trionfo valutata 2,000 lire
+sterline, ed una ricca pelliccia valutata 1,000 lire
+sterline. Dalla madre del Sultano, la Sultana Validè,
+una scatola ornata di diamanti valutata 1,000 lire
+sterline.
+</p>
+
+<p>
+Dall’Imperatore di Russia una scatola ornata di
+diamanti del valore di 2,000 lire sterline e la seguente
+lettera di felicitazione.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Signor vice-ammiraglio Nelson.
+</p>
+
+<p>
+«Considerando la causa dei miei alleati come la
+mia propria, non posso esprimervi il piacere che mi
+hanno fatto i vostri successi; la vittoria completa
+che avete riportato sul nemico comune, la distruzione
+della flotta francese sono sicuramente titoli
+troppo possenti, per non assicurarvi i suffragi della
+parte sana di Europa. Per darvi un attestato palese
+della giustizia ch’io rendo a’ vostri talenti militari,
+unisco alla presente una scatola col mio ritratto ornata
+<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span>
+di diamanti, e desidero che vi sia garante della
+mia grande benevolenza. Con che prego Dio, signor
+vice-ammiraglio Nelson, che vi abbia nella sua santa
+e degna custodia.
+</p>
+
+<p>
+«Pietroburgo, 8 ottobre 1798.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Paolo</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Dal re delle Due Sicilie una spada riccamente
+ornata di diamanti del valore di 5,000 lire sterline.
+</p>
+
+<p>
+Dal re di Sardegna una scatola in diamanti valutata
+1,100 lire sterline e la seguente lettera di felicitazione.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Mio caro ammiraglio,
+</p>
+
+<p>
+«Voi non sapreste credere, mio caro ammiraglio,
+con quale soddisfazione ho io letto la vostra lettera
+del 4 corrente, che ho ricevuto ieri alle cinque ore
+dopo mezzodì, e che resi immediatamente ostensiva
+a tutta la famiglia reale ed ai miei primi ufficiali, i
+quali ne sono stati compiaciutissimi. Senza entrare
+in particolari, io profitto dell’occasione che il cavalier
+Balli, mio primo scudiere, si propone di fare un
+giro in Germania ed in Russia per incaricarlo di
+passar da Palermo ed istruirvi delle mie intenzioni
+e delle mie viste nelle circostanze attuali, le quali
+mi lasciano sperare, che il buon Dio vuol finalmente
+che il brigantaggio finisca e che la buona causa
+trionfi. Ecco i voti che noi facciamo incessantemente
+pel bene dell’umanità e pel sostegno della religione.
+Voi potreste dunque credere a quanto il cavalier
+Balli vi dirà da parte mia. Egli è un gentiluomo che
+coi suoi talenti ed i suoi servigi, sia nell’armata sia
+nella corte, ha acquistato dritto alla mia confidenza,
+<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span>
+onde io mi auguro che voi vorrete accordargli la
+vostra. Io l’ho incaricato di assicurar quanto vi sia
+riconoscente della vostra attenzione e quanto conti
+sopra una persona tanto degna e tanto virtuosa
+quanto voi siete, mio caro ammiraglio. Vi ringrazio
+delle lettere della corte di Napoli che mi avete dirette,
+e vi prego di farle giungere le risposte qui
+unite. Intanto prego Dio di avervi nella sua degna
+e santa guardia.
+</p>
+
+<p>
+«Cagliari, 8 maggio 1799
+</p>
+
+<p class="indr">
+«Vostro amico<br>
+«<span class="smcap">Carlo Emmanuele</span>».
+</p>
+</div>
+
+<p>
+L’isola di Zante gli diede una spada con l’elsa
+d’oro, ed un bastone col pomo d’oro, con una dichiarazione
+che senza la battaglia del Nilo, quell’isola
+non sarebbe stata mai liberata dalla crudeltà dei
+Francesi.
+</p>
+
+<p>
+La città di Palermo gli regalò una scatola ed una
+catena d’oro presentata sopra un piatto d’argento.
+</p>
+
+<p>
+Ma il dono più originale, e se mi è permesso di
+dire, il più inglese, e che fece tanto piacere a Nelson
+fu quello che gli fece il suo amico, il capitano
+Beniamino Hallowell, comandante dello <i>Sweffsure</i>.
+</p>
+
+<p>
+Il vascello francese l’<i>Orient</i> scoppiò, come già disse,
+e le sue spoglie cadendo in frantumi coprirono il
+mare: fra questi frantumi, il capitano Hallowell
+scorse che l’albero maestro era rimasto intatto. Fece
+mettere tutte le scialuppe in mare, e poco curandosi
+dei nuotatori che si agitavano in mezzo a
+quelle ruine, ordinò di salvare soltanto l’albero maestro
+dell’<i>Orient</i>: tutte le scialuppe dello <i>Sweffsure</i>
+si misero all’opera e lo trassero a bordo; subito dopo
+<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span>
+Ben Hallowell fece chiamare un fabbro ed un falegname,
+e nella parte più grossa dell’albero fece scolpir
+fuori un feretro, incastonato colle barre di ferro
+a saldato coi chiodi tolti dallo stesso albero. Terminato
+il sarcofago vi pose questo certificato d’origine:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«Certifico qui che questo feretro è intieramente
+costruito col legno e col ferro del vascello l’Orient,
+di cui il vascello di S. M. sotto i miei ordini salvò
+gran parte nella baia di Aboukir.
+</p>
+
+<p>
+«Il 23 maggio 1799.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Ben Hallowell</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Poscia inviò il sarcofago a Nelson colla lettera
+seguente:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="center">
+«<i>Al leale ed onorevole lord Nelson<br>
+Cavaliere Baronetto.</i>
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mio signore,
+</p>
+
+<p>
+«Vi mando insieme a questa una bara costruita
+col legno dell’albero maestro del vascello l’<i>Orient</i>,
+affinchè quando lascerete questa vita, possiate ancora
+riposare nei vostri propri trofei. La speranza
+che questo giorno è ancor lontano è il desiderio sincero
+del vostro obbediente ed affezionatissimo servo.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Sweffsure, 23 Maggio 1799.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Ben Hallowell</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Nelson, come dissi, accolse il dono con una soddisfazione
+visibile, e lo conservò per qualche tempo
+appoggiato, col suo coperchio, precisamente dietro
+<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span>
+la sedia dove si sedeva per pranzare; un vecchio
+domestico, rattristato da questo mobile postumo, ottenne
+da Nelson di trasportarlo sul falso ponte.
+</p>
+
+<p>
+Quando Nelson lasciò il <i>Vanguard</i> orribilmente
+mutilato, il feretro passò con lui a bordo del <i>Fulminante</i>,
+ove rimase per molto tempo sul cassero del
+bastimento.
+</p>
+
+<p>
+Un giorno alcuni giovani ufficiali del <i>Fulminante</i>,
+ammiravano il dono del capitano Ben Hallowell;
+Nelson gridò loro dalla sua camera:
+</p>
+
+<p>
+— Ammiratelo finchè volete, signori, ma nessuno
+di voi l’avrà.
+</p>
+
+<p>
+Ahimè è inutile il dire che il povero Nelson riposa
+nel feretro che Ben Hallowell gli aveva preparato.
+</p>
+
+<p>
+Confesso che mi trema la mano, e che mi sono
+venute le lagrime agli occhi ricordando questi funebri
+particolari.
+</p>
+
+<p>
+Ma essi fanno parte della gloria e della grandezza
+del mio eroe; e non mi sono creduta in dovere di
+tacerli.
+</p>
+
+<p>
+Oltre al titolo di lord, di barone del Nilo, e di
+Burnham-Thorpes, oltre alla medaglia navale che
+Nelson ricevette come tutti i capitani comandanti
+un vascello di linea alla battaglia del Nilo, Nelson
+ricevette una <i>honourable augmentation</i> al suo stemma:
+al dire di sir William, grande interprete di geroglifici
+araldici, questa <i>honourable augmentation</i>
+non era il dono più prezioso che Nelson ricevette.
+La semplicità è il pregio principale del Blasone, ma
+qui la quantità delle imprese, di cui era sovraccaricata
+quella di Nelson, lo rendevano quasi ridicolo,
+e sarebbe stato ancora accresciuto se si avesse
+<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span>
+dato ascolto all’ammiraglio Goodal che voleva dare
+al suo stemma due coccodrilli per sostegno.
+</p>
+
+<p>
+Ecco il decreto del re intorno a questo stemma.
+</p>
+
+<p>
+«Avendo Sua Maestà il re la graziosa intenzione di
+dare all’onorevole Orazio barone Nelson del Nilo e di
+Burnham-Thorpes, nella contea di Norfolk, contr’ammiraglio
+della squadra azzurra della flotta di S. M.,
+cavaliere e baronetto, una ricompensa pei suoi servigi,
+pel grande coraggio e perseveranza da lui manifestata
+in molte occasioni, e particolarmente per
+l’abile e valorosa condotta da esso spiegata nel
+glorioso combattimento e decisiva vittoria da esso
+ottenuta sulla flotta francese alle bocche del Nilo,
+il giorno primo del mese di Agosto prossimo passato
+gli conferisce, per esso e i suoi discendenti,
+mediante questo reale decreto, l’autorizzazione di
+aggiungere quest’onorevole aumento di imprese al
+suo stemma.
+</p>
+
+<p>
+Un capo — ondulato d’argento, che sostiene le
+onde del mare, con una palma che sorge fra un vascello
+disalberato ed una batteria smontata, il vascello
+a destra e la batteria a sinistra — il tutto
+di color naturale — inoltre sul cimiero dell’elmo
+una corona navale da cui esce il Cermyk o piuma
+di trionfo conferitagli dal Sultano, col motto — <i>Palmam
+quam meruit ferat</i>, — e per sostegno un marinaio
+a destra ed un leone a sinistra, coi seguenti
+aumenti onorevoli: il marinaio porterà nella sua
+mano, e il leone fra le sue zampe una palma, coll’aggiunto
+di una bandiera tricolore nella bocca
+del leone».
+</p>
+
+<p>
+Fu Sua Maestà che si diede egli stesso la pena di
+comporre questo stemma così complicato. Lady
+<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span>
+Nelson che comprendeva nulla di quel brevetto,
+chiese che volesse significare; ma le venne poi data
+una spiegazione, coll’aggiunta del Blasone interpretata
+dall’araldo d’Inghilterra sir Isac Heard.
+</p>
+
+<p>
+Il 19 ricevemmo l’avviso che Nelson era al 16 all’altezza
+di Stromboli: si stimò che non poteva tardare
+ad arrivare a Napoli, ed a rischio di ciò che
+avrebbe potuto pensare, dire o fare l’ambasciatore
+della Repubblica francese Garat, si prepararono
+a Nelson splendide feste; — tre giorni prima
+erano arrivati l’<i>Alessandro</i> ed il <i>Culloden</i> che erano
+meno maltrattati del <i>Vanguard</i>, lo avevano preceduto
+da cinque giorni.
+</p>
+
+<p>
+Si misero delle sentinelle al Capo della Campanella
+e sui punti più elevati dello scoglio di Capri;
+queste sentinelle dovevano annunziare col mezzo
+di segnali la flotta di Nelson, e far giungere immediatamente
+a Napoli la notizia del suo arrivo.
+</p>
+
+<p>
+Poi si ornò con magnificenza una gran barca, con
+una tenda di porpora portante gli stemmi d’Inghilterra
+e delle Due Sicilie, e coperta da trofei colle
+bandiere delle due nazioni riunite; si prepararono
+dodici o quindici barche per far corteggio alla
+barca capitana, e si aspettava in seguito ad un ordine
+dato a tutta la corte che ognuno si tenesse
+pronto per andare incontro a Nelson al primo segnale.
+</p>
+
+<p>
+Durante questo tempo la regina aveva raddoppiato
+di tenerezza per me e mi aveva confidato fino i suoi
+pensieri più segreti.
+</p>
+
+<p>
+La regina non si dissimulava che le feste che preparava
+pel vincitore del Nilo erano la guerra colla
+Francia, e quantunque indebolito per la perdita di
+<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span>
+Bonaparte e di trenta mila uomini chiusi con lui
+in Egitto, la Francia non era però meno un nemico
+da temersi quanto da accarezzare.
+</p>
+
+<p>
+Essa dunque avea d’uopo a qualunque prezzo di
+Nelson e dietro di Nelson, dell’Inghilterra; e perciò
+essa contava su di me per avere Nelson.
+</p>
+
+<p>
+La fiera Maria Carolina pregava l’ambasciatrice
+d’Inghilterra, come la povera Amy Strug aveva pregato
+l’umile Emma, e non farei io meno per una regina,
+di quanto ho fatto per una semplice contadina.
+</p>
+
+<p>
+La mia vita aveva incominciato colla seduzione
+dell’ammiraglio John Payne; e doveva terminare
+colla seduzione dell’ammiraglio Orazio Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Io ammirava Nelson, ma non l’amava ancora; il
+mio amore per lui mi è venuto pel suo grande amore
+per me. I sentimenti portati all’estremo hanno anch’essi
+il loro contagio.
+</p>
+
+<p>
+Promisi alla regina di fare quanto avrei potuto,
+ma le obiettava sir William.
+</p>
+
+<p>
+La regina si mise a ridere.
+</p>
+
+<p>
+— Bene, disse, sir William è troppo buon inglese
+per non dare anch’egli la sua ricompensa al vincitore
+del Nilo; inoltre non ha bisogno di essere consultato.
+Se foss’io che amassi Nelson, non mi darei
+certamente la pena di consultare il re intorno a ciò
+che mi piacerebbe di fare.
+</p>
+
+<p>
+— Maestà, le risposi, il re Ferdinando era principe
+reale e voi arciduchessa d’Austria; voi gli avete portato
+tanto quanto, e forse di più di quanto egli vi
+ha portato.
+</p>
+
+<p>
+Ma non è così fra sir William Hamilton e me; che
+era io quando mi ha sposato? l’amante di suo nipote;
+<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span>
+e che era io prima di essere l’amante di suo
+nipote?.... egli l’ha dimenticato, signora. Temo di
+fargli ricordare....
+</p>
+
+<p>
+La regina mi mise la mano sulla bocca.
+</p>
+
+<p>
+— Aggiusteremo noi tutte queste cose, e per bene,
+quegli che vorrà altra cosa, all’infuori della tua felicità,
+sarà il mio più grande nemico; — pensa adunque
+se vorrei renderti infelice.
+</p>
+
+<p>
+Restai pensosa, perchè sentiva che si avvicinava
+uno di quei momenti che prendono un’influenza su
+tutta la vita.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span></p>
+
+<h2>VI.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Alla mattina del 22 settembre, verso le sei ore,
+fummo avvertiti che due o tre vascelli di alto bordo
+erano segnalati dalle sentinelle, e che uno di essi
+portava la bandiera di vice ammiraglio.
+</p>
+
+<p>
+In questi cinque o sei giorni in attesa dell’avvenimento,
+il re si era privato del piacere della caccia,
+cosa che gli faceva mandare dei grandi sospiri, a
+cui la regina non prestava la minima attenzione.
+</p>
+
+<p>
+Subito dopo furono dati gli ordini perchè tutti si
+trovassero pronti; i parrochi furono avvertiti di tener
+pronte le loro campane; i comandanti dei forti
+di caricare i loro cannoni: il ricevimento che si voleva
+fare a Nelson era quello che si sarebbe fatto
+per un re.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span>
+</p>
+
+<p>
+L’ammiraglio Caracciolo era incaricato della direzione
+della piccola flottiglia che andava incontro
+a Nelson, e comandava naturalmente la galera capitana,
+su cui doveano salire il re e la regina, e per
+essere pronto ad ogni ora del giorno e della notte
+dopo l’arrivo del <i>Culloden</i> e dell’<i>Alessandro</i> stette
+costantemente a bordo.
+</p>
+
+<p>
+La regina aveva lasciato a sir William Hamilton,
+nella sua qualità di ambasciatore d’Inghilterra, e
+forse anche per qualche altra ragione che taceva,
+l’onore di essere l’ospite di Nelson, e particolarmente
+il giorno del suo arrivo egli dovea appartenerci
+interamente.
+</p>
+
+<p>
+Sir William aveva fatto dei grandi preparativi, e
+con mio grande piacere, e direi quasi con grande
+orgoglio, aveva posto le mie cure a tutte le parti di
+questi preparativi, che avevano bisogno di essere
+diretti dall’occhio, e regolati dal gusto di una donna.
+Del resto per questa parte del mio racconto ricorrerò
+alle lettere stesse di Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Trattenuta sempre tutte le notti a palazzo, la regina
+mi lasciava ritornare assai di rado all’ambasciata
+d’Inghilterra. Sir William che avrebbe avuto
+il diritto di querelarsi, non se ne lamentava mai.
+Egli aveva allora circa sessantesette anni.
+</p>
+
+<p>
+La regina che voleva che fossi bella più che mai
+faceva i più grandi progetti sulla mia toletta, ma
+la mia risoluzione era presa; io non voleva altra
+foggia di vestire diversa da quella che Romney aveva
+dipinto quando sir William ed io eravamo ritornati
+a Londra per far riconoscere il mio matrimonio,
+e si componeva di una lunga veste di casimiro
+bianco fatta a guisa di tunica greca, stretta
+<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span>
+in vita da una cintura di marocchino rosso ricamato
+in oro, e allacciato da un fermaglio, che rappresentava
+in un magnifico cammeo il ritratto di sir William;
+i miei capelli, pei quali ho sempre detestato
+ogni ornamento straniero, cadevano senza polvere
+ed in anella sulle mie spalle, e mi avvolgeva in uno
+sciallo rosso dell’India a grandi fiori d’oro, che mi
+era spesso servito per ballare dalla regina e nelle
+nostre serate intime la danza dello sciallo, inventata
+da me, e che poi fu adottata da tutti i ballerini.
+</p>
+
+<p>
+La regina invece fece una toletta reale, e si coperse
+di diamanti. Il re anch’esso era in grande uniforme
+coperto dei suoi ordini di famiglia di Spagna, Francia
+ed Austria.
+</p>
+
+<p>
+Alle otto tutti erano pronti. Scendemmo al porto
+militare per la china dell’Arsenale; la galera capitana
+ci attendeva. — Francesco Caracciolo in grande
+uniforme d’ammiraglio napolitano stava sul suo
+banco di quarto.
+</p>
+
+<p>
+Appena il re e la regina salirono a bordo, che tutte
+le coste rimbombavano di salve dei cannoni dei forti,
+e le campane delle trecento chiese di Napoli suonavano
+alla distesa.
+</p>
+
+<p>
+Era veramente qualche cosa di maestoso il vedere
+tutte quelle torri coronate di fumo e illuminate
+da lampi.
+</p>
+
+<p>
+La capitana si mise in cammino; essa era fatta
+sul modello delle antiche galere romane; sir William
+Hamilton ne aveva dato il disegno, e pretendeva
+che era precisamente quello della galera, in cui Cleopatra
+era andata a trovare Antonio.
+</p>
+
+<p>
+La regina pretendeva che era un’allusione che faceva
+l’ambasciatore d’Inghilterra, e che non si sarebbe
+<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span>
+opposto che la nuova Cleopatra amasse un
+altro Antonio, e spingeva di molto la rassomiglianza
+colla regina d’Egitto.
+</p>
+
+<p>
+Tutta la flottiglia si mise in cammino; la galera
+capitana era alla testa coi suoi quaranta rematori.
+</p>
+
+<p>
+Era veramente ammirevole il vedere in questo
+golfo, ove l’azzurro del mare disputa in intensità e
+limpidezza l’azzurro del cielo, e in un mattino di settembre
+tutto splendido di luce, queste dodici o quindici
+barche più ricche e più eleganti le une delle
+altre, colle loro tende di porpora, colle loro bandiere
+sventolanti, coi loro fiori, che lasciavano dietro come
+un solco di profumi, e che si avanzavano tutte insieme,
+al suono delle campane ed al fragore del
+cannone, in mezzo alle acclamazioni di quell’innumerabile
+popolazione di Napoli affollata sul molo e
+sulle banchine, che agitava i suoi fazzoletti, e gettava
+in aria i berretti, gridando freneticamente: — Viva
+il Re, viva Nelson, abbasso i Francesi!
+</p>
+
+<p>
+La regina si mordeva le labbra con un sorriso di
+odio, perchè in mezzo a tutti questi gridi non s’intese un
+sol grido di — Viva la regina.
+</p>
+
+<p>
+Fummo ben presto assai lontani dalla città, e tosto
+cessarono tutti i rumori umani; il solo che ancora
+arrivava fino a noi era quello delle campane e
+delle artiglierie.
+</p>
+
+<p>
+Dopo la nostra uscita dal porto avevamo distinto
+all’orizzonte il vascello, incontro al quale noi andavamo,
+e veniva col vento in poppa, cosa che impediva
+a noi di andare avanti, se privi di remi fossimo
+obbligati di andar colle vele.
+</p>
+
+<p>
+Da questo doppio movimento ne accadeva che la
+nostra piccola flottiglia si avvicinava rapidamente
+<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span>
+al bastimento, che portava, come avevano detto le
+sentinelle, la bandiera di contro ammiraglio; e inoltre
+l’ammiraglio Caracciolo col suo occhio infallibile
+da marinaio riconobbe il <i>Vanguard</i>.
+</p>
+
+<p>
+Senza dubbio Nelson da parte sua aveva scoperto
+e riconosciuto, malgrado la distanza, la piccola flottiglia;
+ed indovinando che veniva incontro a lui e
+per lui, tirò un colpo di cannone di cui vedemmo
+il fumo molto tempo prima di udirne il colpo, e come
+una fiamma inalberò la bandiera rossa d’Inghilterra.
+</p>
+
+<p>
+Noi non potevamo rispondere colpo per colpo,
+mancando a bordo di pezzi di artiglieria; ma all’istante
+tutta la nostra musica diretta da Domenico
+Cimarosa, proruppe in giulive fanfare, e confesso
+ciò che mi piaceva di più, quantunque meno rumoroso,
+questo modo di contraccambiare gentilezze a
+Nelson, che di salutarlo colla voce brutale del cannone.
+</p>
+
+<p>
+Confesso che non era senza una grande emozione,
+mi sentiva trascinata mio malgrado innanzi
+all’eroe, che io sapeva innamorato pazzamente di
+me: nessun sentimento m’aveva lasciato in cuore
+un’impressione tanto decisa per poter dire a me
+stessa quale sensazione avrei provato soltanto in
+vederlo, e già ai fremiti che mi scorreano per tutto
+il corpo, al pallore, ed al rossore che successivamente
+mi salivano al viso, comprendeva che questa sensazione
+sarebbe stata violenta.
+</p>
+
+<p>
+Il <i>Vanguard</i> aveva superato il capo della Campanella,
+e noi avevamo oltrapassato Torre del Greco,
+eravamo lontano appena tre miglia l’uno dall’altro;
+un quarto d’ora o venti minuti ancora, e la galera
+<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span>
+capitana sarebbesi trovata accanto al <i>Vanguard</i>. La
+regina vide il mio turbamento, e siccome io era
+come al solito seduta ai suoi piedi, essa si chinò
+all’orecchio: — Su via, pazzerella, coraggio, ricordati
+di Fanny Strung, dell’ammiraglio John Payne, e del
+marinaio Riccardo; ma quello che ora ti prega non
+è più Fanny Strung, è colui a cui andiamo incontro,
+non è l’ammiraglio John Payne, ma l’ammiraglio
+Nelson e in fine chi si tratta ora di salvare, non è
+un povero marinaio, ma un regno.
+</p>
+
+<p>
+— Ah! signora, le dissi, è precisamente ciò che mi
+spaventa; se lo scopo non fosse così elevato, il mio
+spavento sarebbe minore, ma è stato così lontano
+dal mio pensiero che un giorno, mi si dicesse: La salvezza
+d’un regno dipende da te, e che al momento
+in cui mi è stata data questa splendida missione, io
+esitassi e non mi sentissi la forza di compirla.
+</p>
+
+<p>
+La regina mi prese la mano, e me la strinse in
+modo, che mi comunicò la sua forza, per una specie
+di trasmissione magnetica; e infatti finchè essa mi
+teneva la mano, mi sentiva forte e quasi esaltata.
+</p>
+
+<p>
+Continuammo ad avanzare finchè ci trovammo accosto
+al <i>Vanguard</i>. Io non ci vedeva nè ci sentiva
+più, mi trovava in uno stato simile a quello in cui
+mi metteva il dottor Graham nelle mie prime sedute
+di esposizione sul letto d’Apollo. Compresi che la
+regina mi diceva di alzarmi, sentii che mi spingeva
+verso la scala; macchinalmente e senza accorgermene
+salii per la prima, cosa che era contraria a tutte le
+regole dell’etichetta; presi il cordone e salii; in cima
+alla scala Nelson attendeva col capo scoperto, e là
+appena ricominciai a vedere, là mi trovai in faccia
+a lui che non aveva veduto dopo il suo viaggio da
+<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span>
+Tolone a Napoli. Dopo questo tempo, aveva perduto
+un occhio ed un braccio, e nascondeva sotto di una
+fascia nera la ferita che gli copriva la fronte: vidi
+tutto questo complesso di mutilazioni, mi prese tale
+un immenso sentimento di compassione, che io non
+dava ascolto che ad una ricompensa degna dell’eroe
+che aveva innanzi agli occhi, apersi le braccia e mi
+lasciai cadere sul suo cuore, gridando:
+</p>
+
+<p>
+— Oh! mio Dio, è possibile? caro e grande Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Era sul punto di svenire, quando le lagrime uscirono
+a torrenti dai miei occhi, i singhiozzi sollevarono
+il mio cuore, senza di che sarei stata soffocata.
+</p>
+
+<p>
+Da quel momento appartenni completamente a
+Nelson, come se mi avesse già posseduta.
+</p>
+
+<p>
+Era più ancora di una rassegnazione, più ancora di
+un affetto, più ancora di un amore.
+</p>
+
+<p>
+Era una fatalità!
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span></p>
+
+<h2>VII.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Il re e la regina salirono dopo di me, e mi trovarono
+nello stato che ho detto, quasi svenuta sul
+petto di Nelson, appoggiata sul suo cuore dal suo
+unico braccio; il suo cappello era caduto sul ponte,
+e nell’estasi della felicità, teneva la sua testa rovesciata
+in dietro guardando il cielo.
+</p>
+
+<p>
+Rimase un istante senza veder nulla di ciò che avveniva
+intorno a lui.
+</p>
+
+<p>
+Finalmente gli urrà dei marinai saliti sui pennoni
+lo richiamarono in sè, abbassò lo sguardo sulla terra
+e vide ciò che avveniva.
+</p>
+
+<p>
+Aveva intorno il re, la regina, i ministri, i cortigiani;
+tutti rendevano omaggio all’eroe d’Aboukir
+<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span>
+come se fossero venuti a rendere omaggio al Dio
+stesso della Vittoria.
+</p>
+
+<p>
+Il re aveva in mano una magnifica spada ornata
+di diamanti, il cui valore materiale era di cinquemila
+lire sterline, ma aveva inoltre un valore storico
+incalcolabile. Era la spada che Luigi XIV diede a
+Filippo V quando partì per la Spagna, e fu data poi
+da Filippo V a suo figlio Don Carlos quando partì
+per Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Il re Filippo V aveva detto mentre gliela porgeva: — «Questa
+spada appartiene al conquistatore di
+Napoli» — e Don Carlos lasciandola a suo figlio
+aveva detto: — «Questa spada appartiene al difensore
+ed al salvatore del Regno che ho conquistato.»
+</p>
+
+<p>
+Ferdinando considerava Nelson come il salvatore
+del regno, e gli dava quel magnifico retaggio di
+Luigi XIV, pervenutogli da suo avo e da suo padre.
+</p>
+
+<p>
+Da parte sua la regina gli presentò il brevetto di
+duca di Bronte — magnifica allusione, poichè Bronte
+era uno dei tre ciclopi che fabbricavano il fulmine,
+e lo chiamava veramente duca del folgore; — a questo
+Ducato era unita una rendita di tre mila lire
+sterline.
+</p>
+
+<p>
+Inoltre il re gli annunziò che egli aveva l’intenzione
+di creare un ordine militare del merito di San
+Ferdinando, e gli promise il primo gran cordone di
+quell’ordine che si sarebbe distribuito dopo i brevetti
+di famiglia.
+</p>
+
+<p>
+Per facilitare a’ suoi nobili visitatori la salita a
+bordo del <i>Vanguard</i>, lo aveva messo in panna. Credetti
+che l’adulazione più aggradevole a Nelson fosse
+quella di pregarlo di farci vedere le cicatrici del suo
+bastimento, non meno mutilato del suo capitano.
+<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span>
+Questa ispezione lo forzava a raccontarci la battaglia,
+e per conseguenza a parlare di lui.
+</p>
+
+<p>
+Cominciammo dalla cabina di Nelson: appena entrati
+dalla porta, un piccolo uccello, del genere del
+beccafichi, entrò per la finestra, e venne a posarsi
+sulla sua spalla; maravigliata dalla famigliarità di
+questo nuovo ospite, stava per interrogare Nelson,
+quando egli mise un grido di gioia.
+</p>
+
+<p>
+— Oh! diss’egli, che tu sii il benvenuto e oggi più
+che mai, mio caro compagno.
+</p>
+
+<p>
+E prese il piccolo uccello dalla sua spalla, lo baciò
+e lo fece baciare pure a me. Poi se lo ripose sulla
+spalla, ove se ne stava tranquillo senza parere nemmeno
+preoccupato della nostra presenza.
+</p>
+
+<p>
+Ciò che Nelson faceva e mi diceva, mi dava una
+curiosità sempre crescente, e per conseguenza un
+desiderio ancor più grande di avere una spiegazione
+intorno a quel gentile animaletto, il quale sembrava
+che anche egli volesse fare i suoi complimenti a
+Nelson; io vedeva la stessa curiosità negli occhi
+della regina, in quelli del re e degli altri spettatori.
+</p>
+
+<p>
+— Ascoltate quanto vi dirò, disse Nelson, e non
+credetelo poi un racconto delle mille ed una notte; — questo
+piccolo uccello è il mio buon genio.
+</p>
+
+<p>
+— Come, milord? dimandai.
+</p>
+
+<p>
+— Gli antichi non combattevano mai senza consultare
+gli auguri, ed io pure non dovrei mai combattere
+senza consultare il mio piccolo uccello; egli
+è il mio augurio.
+</p>
+
+<p>
+— Oh! raccontatecelo, milord, disse la regina.
+</p>
+
+<p>
+— Davvero non so se una tale puerilità valga la
+pena di essere raccontata innanzi a Vostra Maestà,
+disse Nelson.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span>
+</p>
+
+<p>
+— Oh! sì, sì, — dicemmo simultaneamente noi
+pure, io e la regina.
+</p>
+
+<p>
+— Ebbene Maestà, ebbene Milady, in qualunque
+paese del mondo mi trovi, quando mi deve toccare
+qualche fortuna o che debbo riportare qualche vittoria,
+un uccello di questa specie, non oserei dire
+che sia quello stesso, viene a riposarsi sulle mie
+spalle, e all’opposto quando mi tocca qualche sventura
+dispare. Così la prima volta che lo vidi fu nell’America
+del Nord: al Canadà inseguito da quattro
+fregate francesi, non aveva altra uscita che un passo
+che era giudicato impraticabile; egli venne a posarsi
+sulle mie spalle, io spinsi il mio brick a traverso
+gli scogli ed uscii dal passo; — superato che
+fu il passo, egli volò via. La vigilia del giorno in
+cui vi vidi per la prima volta, quando venni da Tolone
+a Napoli, attraversava il canale di Ischia, io
+era sul ponte, ed egli volò sulle mie spalle. Il giorno
+seguente S. M. il re di Napoli degnavasi di ricevermi
+come un amico, sir William come un figlio, la regina
+mi dava la sua mano da baciare, e voi mi dicevate,
+«questa casa è vostra,» offrendomi un appartamento
+nel palazzo dell’ambasciata. Allo assedio di
+Calvi, ove ho perduto un occhio, all’assedio di Taneriffa
+ove ho perduto un braccio io non l’ho veduto.
+Alla mattina di Aboukir è venuto a riposarsi sulla
+mia spalla; ed ecco che ora entra nello stesso tempo
+in cui entrate nella mia cabina; — ho dunque ragione
+di dire che questo uccello è il mio buon genio.
+Il giorno o alla vigilia di una battaglia, in cui
+non lo vedrò, farò il mio testamento, perchè con
+tutta probabilità sarà il mio ultimo giorno. Vi chieggo
+perdono di avervi intrattenuti in simili follie; — voi
+<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span>
+lo sapete, signora, i marinai hanno lo loro superstizioni;
+il mio caro uccellino ne è una, ed ora
+vi credo più che mai.
+</p>
+
+<p>
+— E, chiesi a Nelson, non si è mai appoggiato su
+altra spalla all’infuori della vostra?
+</p>
+
+<p>
+— Mai.
+</p>
+
+<p>
+— Mai si lascia prendere da altra mano se non
+dalla vostra?
+</p>
+
+<p>
+— Mai — se però volete provare....
+</p>
+
+<p>
+Stesi la mano, l’uccello si lasciò prendere; non so
+perchè io era tutta giuliva di aver qualche cosa di
+comune con questo eroe.
+</p>
+
+<p>
+Lo lasciai andare e si fermò sulla spalla di Nelson.
+</p>
+
+<p>
+— Ah, signora, dissi alla regina, provate anche
+voi.
+</p>
+
+<p>
+La regina stese la mano, ma il beccafico mise
+un piccolo grido di spavento, volò verso la finestra
+e disparve.
+</p>
+
+<p>
+Nelson tenevami la mano nella sua, me la strinse:
+io non potei trattenermi dal rispondergli stringendogli
+la sua.
+</p>
+
+<p>
+Questo incidente, al quale ci pensai dopo, tanto
+sovente, ci distolse per qualche istante dalla visita
+che avevamo incominciato. La riprendemmo in tutti
+i particolari contando i buchi delle palle che avevano
+crivellato la carena del <i>Vanguard</i>; tutti chiedevano
+come il bastimento non si fosse sommerso,
+come tutto l’equipaggio dal primo uomo fino all’ultimo
+non fosse morto.
+</p>
+
+<p>
+Era un’ora, ci volevano almeno due ore e mezzo
+per ritornare a Napoli. Poi dovevamo assistere al
+<i>Te Deum</i>, e sir William che aveva comandato un
+pranzo degno di un principe, temeva pel suo pranzo;
+<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span>
+ed avvertì il re che restando ancora a bordo del
+<i>Vanguard</i>, si arrischiava di mangiar tutto freddo o
+tutto abbrucciato.
+</p>
+
+<p>
+Il re Ferdinando era sensibile a questa specie di
+osservazioni, disse due parole alla regina, che invitò
+Nelson a discendere a bordo della galera capitana.
+</p>
+
+<p>
+Spettava ora all’ammiraglio Caracciolo di fare gli
+onori della galera: ritto in piedi al basso della scala
+del <i>Vanguard</i>, ricevette prima il re, la regina ed io;
+poi il principe e la principessa reale, sulla quale,
+sia con intenzione o senza, mi si concedeva sempre
+il passo, poi i ministri, gli ambasciatori, i grandi
+uffiziali, e quelli che erano stati inviati sulla capitana
+oltre a Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Lo scambio di cortesie fra i due ammiragli fu
+breve e freddo. Caracciolo non parlava inglese, e
+Nelson non comprendeva una parola d’italiano; Caracciolo
+gli fece un complimento sul combattimento
+delle bocche del Nilo, Nelson non potendo rispondere
+sorrise e salutò.
+</p>
+
+<p>
+Si volse la prora verso Napoli. Caracciolo salì sul
+suo banco di quarto. La regina fece sedere Nelson
+fra lei e me.
+</p>
+
+<p>
+Appena si scorse dai forti che la flottiglia si separava
+dal <i>Vanguard</i> e cominciava a vogare verso
+Napoli, i cannoni cominciarono a tuonare, e le campane
+facevano udire i loro suoni a festa.
+</p>
+
+<p>
+Dal momento in cui Nelson aveva messo il piede
+a bordo della galera, la musica ad un segno di
+Domenico Cimarosa aveva cominciato il <i>God save
+the king</i>, magnifico canto, comandato, come è noto,
+<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span>
+da Luigi XIV a Lulli per far onore a Giacomo II
+esiliato a Saint Germain.
+</p>
+
+<p>
+Nelson semplice figlio di un pastore di Burnham
+Thorpes, che non aveva mai messo piede a corte,
+che, dietro ogni probabilità, non aveva mai parlato
+ad un re, ad una regina, e nemmeno ad un principe
+reale, era ebbro quasi alla pazzia: i miei occhi, che
+non cercavano certamente di nascondergli tutto l’interesse
+che m’ispirava, terminavano di fargli perdere
+la testa.
+</p>
+
+<p>
+Questo ritorno a Napoli sembrava una risurrezione
+di quei giorni storici quando rientrava vincitore ad
+Atene Milziade o Temistocle.
+</p>
+
+<p>
+Ma fu ancor più quando ci avvicinavamo a terra,
+quando Nelson potè vedere il molo, le banchine, le
+piatteforme delle torri, i terrazzi delle case coperte
+di spettatori che davano in iscoppi di acclamazioni,
+di evviva, di urrà, quando l’artiglieria raddoppiò le
+sue salve, quando le campane raddoppiarono i loro
+squilli, quando infine tutta Napoli, quella città così
+rumorosa in ogni tempo, triplicò, quadruplicò, quintuplicò
+ogni specie di rumori, che nelle occasioni
+straordinarie sono l’espressione della gioia o della collera
+dei suoi cinquecento mila abitanti.
+</p>
+
+<p>
+Debole ancora per la sua recente ferita, lo vidi
+impallidire due o tre volte, e quasi sul punto di sentirsi
+male.
+</p>
+
+<p>
+Prima di lasciare la galera capitana, dietro preghiera
+della regina, invitai l’ammiraglio Caracciolo
+a prendere la sua parte alla festa che noi davamo
+al suo collega inglese; ma fosse che il principe napolitano
+ci considerasse di una compagnia troppo
+meschina per lui, o che la scusa fosse veramente
+<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span>
+reale, mi rispose con molta cortesia che la notte minacciava
+di essere cattiva, ed il porto di Napoli essendo
+di mediocre sicurezza, doveva vegliare personalmente
+all’ancoraggio dei legni di sua Maestà Britannica
+che, già assai malconci dal combattimento,
+non sarebbero forse stati in caso di lottare contro
+la tempesta.
+</p>
+
+<p>
+Buona o cattiva accettai la scusa; ma siccome
+sua sorella e sua nipote Cecilia erano invitate al
+ballo che seguiva il pranzo, gli dissi che sperava almeno
+di avere il piacere della loro compagnia; ed
+egli, sempre colla stessa cortesia, ma anche colla
+stessa freddezza, mi rispose, che da tre giorni sua
+sorella era talmente indisposta che le era impossibile
+di uscir dalla camera, cosa, che con suo grande
+rincrescimento, gl’impediva di accettare il mio
+invito.
+</p>
+
+<p>
+Io aveva accolto la prima scusa con sangue freddo
+e col sorriso sulle labbra; ma al secondo rifiuto non
+potei trattenermi dal fare un movimento d’impazienza.
+</p>
+
+<p>
+La regina lo osservò e si avvicinò a noi.
+</p>
+
+<p>
+— Il principe Caracciolo — disse — è troppo gentiluomo
+per avervi dato una risposta scortese, cara
+Emma, e pure sembrerebbe, guardandovi in viso,
+che avreste qualche rimprovero da fargli.
+</p>
+
+<p>
+Invece di affrettarsi a rispondere ed a scusarsi,
+l’ammiraglio mi lasciò il tempo di prendere la parola.
+</p>
+
+<p>
+— No, signora, ripresi, non mi lagno dell’ammiraglio,
+ma della fatalità.
+</p>
+
+<p>
+— Voi sapete, cara Emma, che non mi piacciono
+gli enigmi, così spiegatevi, vi prego — con quel tuono
+<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span>
+di voce che indicava in lei il principio di una tempesta.
+</p>
+
+<p>
+— Certamente, signora, la sola fatalità può fare,
+mi sembra, che siamo privi così del piacere di ricevere
+Sua Eccellenza, perchè il tempo che è magnifico
+in quest’ora, minaccia dl essere cattivo questa
+sera, e non è meno una fatalità, che fa sì che la
+sorella del signor ammiraglio trovasi colpita da una
+indisposizione tanto grave per obbligarla a stare
+nella sua camera, e che costringe la gentile Cecilia,
+da quella buona fanciulla che è, a curare sua zia,
+per cui le nostre feste ad un ammiraglio vincitore
+de’ Francesi, si daranno senza che vi sia una sola
+persona della famiglia dell’illustre ammiraglio Caracciolo,
+per fare in nome della marina napolitana
+un brindisi alla marina inglese.
+</p>
+
+<p>
+La regina divenne molto pallida, e il suo sopracciglio
+si corrugò.
+</p>
+
+<p>
+— Guardatevene bene, signor ammiraglio, disse, le
+persone che avranno trovato delle scuse buone o
+cattive per non andare alle feste dell’ambasciatrice
+d’Inghilterra, non saranno invitate a quella che darà
+la regina di Napoli.
+</p>
+
+<p>
+— Signora, rispose l’ammiraglio senza commuoversi,
+l’indisposizione della mia povera sorella si è
+mostrata con tale intensità, che se queste feste durassero
+anche un mese, non credo che nemmeno
+per tutto questo tempo non potrebbe rimettersi in
+modo da parteciparvi.
+</p>
+
+<p>
+La regina s’impazientava. Ignorando qual fosse
+l’oggetto di questa lunga conversazione col suo ammiraglio,
+Nelson vedendomi rossa per la vergogna,
+<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span>
+e scorgendo la regina livida per la collera, si avvicinò
+a noi con inquietudine.
+</p>
+
+<p>
+La regina, volendo evitare a Nelson ogni cosa che
+potesse offenderlo, ed a me tutta la umiliazione che
+avesse potuto farmi perdere di considerazione ai
+suoi occhi, mi distolse vivamente, dicendomi:
+</p>
+
+<p>
+— Vieni, Emma, vieni la salute della sorella del
+principe c’interessa tanto che tutti i giorni manderemo
+a prendere sue notizie, finchè sapremo che
+stia meglio.
+</p>
+
+<p>
+— È un’attenzione che le sarà tanto più preziosa,
+signora, rispose il principe, perchè non sapendo
+come essa abbia potuto meritarla, vi scorgerà un favore
+tutto particolare di Vostra Maestà.
+</p>
+
+<p>
+L’ammiraglio pronunziava queste ultime parole
+con una garbatezza tanto rispettosa, che la regina
+che non accettava tanto facilmente l’ultima replica
+da parte d’un avversario qualunque egli fosse, non
+trovò di che rispondergli, e si allontanò conducendomi
+seco.
+</p>
+
+<p>
+Confesso che la seguii colle lagrime agli occhi e
+col cuore infranto, come quei trionfatori romani,
+che udivano in mezzo al trionfo la voce dello schiavo
+che loro ricordava che erano mortali; in mezzo al
+mio trionfo una voce mi gridava: favorita della regina,
+ambasciatrice d’Inghilterra, Milady Hamilton,
+ricordati del letto d’Apollo e delle strade di Haymarket.
+</p>
+
+<p>
+Non si aspettava che la regina per sbarcare. Quantunque
+avessi il mio braccio appoggiato sul suo, e
+non il suo sul mio, ciò che era il segno del più alto
+favore, attraversai colla testa bassa le file di quei
+<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span>
+cortigiani che m’invidiavano. Aveva il sorriso sulle
+labbra e la morte in cuore.
+</p>
+
+<p>
+Non aveva mai odiato, non aveva mai desiderato
+di vendicarmi di nessuno; ma da quel momento,
+sentii il doppio morso del serpe, l’odio ed il desiderio
+della vendetta filtrarono nel mio cuore.
+</p>
+
+<p>
+Finalmente sbarcammo. Le carrozze di corte e quella
+dell’ambasciata aspettavano nell’arsenale. L’ammiraglio
+Nelson salì nella prima col re, colla regina e
+me; il principe e la principessa reale fecero gli onori
+della seconda a sir William. Ognuno si sedette poi
+a volontà, nelle altre, non senza però qualche discussione
+d’etichetta.
+</p>
+
+<p>
+Si diede ordine ai cocchieri di portarsi alla chiesa
+di S. Chiara, ove si doveva cantare il <i>Te Deum</i> dal
+cardinale arcivescovo di Napoli, monsignor Capece
+Zurlo, assistito dal cardinale Fabrizio Ruffo, di cui
+ho già avuto occasione di parlare, e che senza che
+egli ci pensasse, e senza che nessuno pur vi pensasse,
+si avvicinava l’epoca in cui doveva rappresentare
+una gran parte.
+</p>
+
+<p>
+Ma quest’ordine di andare alla Chiesa di Santa
+Chiara era un ordine più facile a darsi dai padroni,
+che ad eseguirsi dai domestici; le vie erano talmente
+ingombre di gente, le carrozze circondate da una
+moltitudine così numerosa, che sembravano scialuppe
+investite dalle onde del mare e scosse dai cavalloni.
+Quanto poco la regina era popolare, lo era invece
+al contrario di molto il re. Mai quando usciva, nè
+truppe, nè gendarmi nè guardie si frapponevano fra
+lui e la popolazione; l’ultimo lazzarone poteva giungere
+fino a lui e toccarlo, per parlargli, chiedergli
+sue notizie, informarsi quando venderebbe il suo
+<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span>
+pesce a Mergellina, o mangerebbe i suoi maccheroni
+a S. Carlo, e come si comprende bene, questa
+razza così famigliare approfittava del permesso in
+tutta la sua estensione, ed era raro che nelle solennità
+del genere di quella che andava a compirsi, il
+re non avesse tre o quattro lazzaroni sul sedile davanti
+della carrozza col cocchiere, altrettanti sul
+sedile di dietro insieme ai domestici, e altrettanti
+ancora sugli scalini a guisa di paggi.
+</p>
+
+<p>
+Nelson abituato alla maestosa dignità dei sovrani
+della Gran Brettagna, alla calma ed al freddo entusiasmo
+del popolo di Londra era maravigliato; queste
+rumorose esplosioni meridionali gli davano le vertigini:
+del resto, in quel momento, il re e la regina
+non avevano pel suo cuore che un interesse secondario;
+seduto in faccia alla regina come io era seduta
+in faccia al re, la sua mano sinistra si era
+impossessata della mia destra, e me la stringeva
+con fremiti febbrili, che indicavano la commozione
+del suo animo, e mi dicevano quali emozioni violente
+facevano risalire il sangue al cuore.
+</p>
+
+<p>
+Ci volle più di un’ora, io credo, per andare alla
+banchina a Santa Chiara. Il <i>Te Deum</i> durò anch’esso
+una mezz’ora, ed il ritorno circa tre quarti d’ora.
+Finalmente giungemmo al palazzo dell’ambasciata
+d’Inghilterra ed era tempo; io era morta di fatica,
+di emozione e di collera.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span></p>
+
+<h2>VIII.</h2>
+</div>
+
+<p>
+L’immenso portico del palazzo Calabritto era trasformato
+in un arco di trionfo, ai cui lati erano collocate
+delle antenne con bandiere, portanti il nome
+di Nelson: fino al primo piano lo scalone offriva veramente
+una volta di lauri e di fiori.
+</p>
+
+<p>
+Una tavola di novanta coperte era posta nella sala
+dei quadri. Alle frutta i centoventi professori di musica
+di S. Carlo suonarono l’aria del <i>God save the
+king</i>, interrotto da una voce meravigliosa che cantava
+le strofe.
+</p>
+
+<p>
+Una nuova strofa era stata aggiunta in onore di
+Nelson.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span>
+</p>
+
+<p>
+Eccola:
+</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<p class="i01">Join we in Great Nelson’s Name</p>
+<p class="i01">First on the Rolls of Fame</p>
+<p class="i01">Him let us sing</p>
+<p class="i01">Spread we his fame around</p>
+<p class="i01">Honour of British ground</p>
+<p class="i01">Who made Nile’s shores resound</p>
+<p class="i07"> God save the King.</p>
+</div></div>
+
+<p>
+Si comprende l’entusiasmo con cui fu accolta questa
+strofa: il re, la regina, il principe reale e tutti
+i convitati l’ascoltarono in piedi. E le acclamazioni — Viva
+Nelson, viva il vincitore del Nilo, viva il
+Salvatore d’Italia — proruppero dapprima dalle labbra
+reali, e poscia dai commensali.
+</p>
+
+<p>
+Perchè non mi son io inebbriata in mezzo a tutti
+questi onori, a tutte queste gioie, a tutti questi
+canti, lo dirò altamente, spinta, come lo era dalla
+regina, autorizzata quasi dal silenzio di sir William
+che non fece nulla per sostenermi, nessun’altra donna
+avrebbe avuto la forza di resistere.
+</p>
+
+<p>
+Ciò che però si disse, che fin dal primo giorno
+quasi al primo incontro, io mi sia abbandonata a lui
+senza alcuna resistenza, è una calunnia, come se ne
+dissero tante sul conto mio; sventuratamente il passato
+autorizzava i maligni a credervi e ad accusarmi.
+Fu soltanto dopo sei mesi, che lasciai indovinare
+a Nelson, lontano da me, che avrei potuto corrispondere
+al suo amore.
+</p>
+
+<p>
+In prova di ciò che dico presento queste due lettere
+di Nelson.
+</p>
+
+<p>
+La prima è del 24 ottobre 1798, un mese dopo l’entrata
+<span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span>
+di Nelson a Napoli — Eccola, e proverà che assolutamente
+non esisteva ancor nulla fra noi.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«<i>Dal Vanguard</i> — <span class="smcap">Malta</span>
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Cara Signora.
+</p>
+
+<p>
+«Eccoci arrivati dopo una lunga traversata, e
+trovai le cose come già le supponeva; i ministri di
+Napoli non conoscono assolutamente nulla della posizione
+in cui si trova quell’isola; non vi è nè una
+casa, nè un bastione di Malta che sia in possesso
+degl’Italiani, ed il marchese di Nizza mi ha detto
+che erano nel più gran bisogno di munizioni, di armi,
+di viveri, e di soccorsi infine. Non sa nemmeno
+se vi sieno uffiziali napoletani nell’isola, e siccome
+io ho un elenco dei loro nomi, essi non sono ancora
+arrivati. Ciò che vi ha di certo si è che il marchese
+di Nizza afferma, che non gli è stato inviato nessun
+soccorso dai governatori di Messina e di Siracusa.
+</p>
+
+<p>
+«Però voglio saper tutto. Appena sarà partito il
+marchese dimani mattina me ne informerò. Egli mi
+dice che desidera ardentemente di servire sotto il
+mio comando; lo credo anch’io, dal momento che
+si accontenta di cambiar bastimento; lo vedremo poi
+come si piegherà alla nostra disciplina.
+</p>
+
+<p>
+«Ball, dopo la mia partenza, avrà il comando del
+blocco; dico dopo la mia partenza, atteso che, sembra
+alla corte delle Due Sicilie che la mia presenza
+sia necessaria a Napoli al principiare del novembre.
+</p>
+
+<p>
+«Spero che ciò avvenga. Però sento che il mio dovere
+mi chiama in Oriente, benchè sappia che la flotta
+francese sia stata distrutta in Egitto. Non sono
+sicuro che l’armata possa ancora ritornare in Europa.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Prima di tutto il mio scopo è di servire e di salvare
+il Regno delle Due Sicilie, e di fare ciò che le
+Loro Maestà Siciliane <i>desidereranno ch’io faccia, foss’anche
+contro la mia opinione</i>. Quando verrò in Napoli
+e che il paese sarà in guerra, desidero di avere
+su questo punto una conferenza positiva col generale
+Acton.
+</p>
+
+<p>
+«Sono certo che mi renderete giustizia presso la
+regina, atteso che, ne chiamo Dio in testimonio, il
+mio solo desiderio è di meritare la sua approvazione.
+</p>
+
+<p>
+«Che Dio protegga voi e sir William e credetemi
+per sempre, col più affettuoso rispetto, vostro obbligatissimo
+e fedelissimo amico,
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Nessuno, lo spero, riconoscerà in questa lettera
+una sola parola, che non sia di un amico, di un amico
+tenero, affettuosissimo, ma che non è ancora
+che un amico.
+</p>
+
+<p>
+Certamente io non m’ingannava, e neppur la regina,
+intorno a questo grande affetto di Nelson per
+lei e per suo marito. Se Nelson ritornava a Napoli,
+era per vedermi. Se non andava in Oriente ove il
+suo dovere lo chiamava, e le sue previsioni sull’Oriente
+erano così vere, che se non fosse rimasto a
+Napoli, quando il generale Buonaparte s’imbarcò al
+22 Agosto 1799, per ritornare in Francia, egli forse
+avrebbe impedito quel ritorno che mutò l’aspetto
+dell’Europa; ma al 22 Agosto 1799 egli era a me vicino
+a Palermo, e credo che non mi avrebbe lasciata
+un giorno da sola, anche colla certezza di prendere
+Bonaparte.
+</p>
+
+<p>
+Ecco nella seconda lettera di cui ho parlato, Nelson
+<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span>
+conosce già che io l’amo, ma egli non ha altra prova
+del mio amore, che quanto gli aveva detto o
+scritto.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«12 Maggio 1799.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Cara Lady Hamilton,
+</p>
+
+<p>
+«Ricevete i miei sinceri ringraziamenti per la vostra
+egregia lettera: nessuno scrive come voi, non
+ditemi dunque più che non scrivete bene. E poichè
+lo pretendete, vi ripeterò anch’io ciò che talvolta
+voi mi avete detto colla vostra bocca «I l.....
+y...»<a class="tag" id="tag4" href="#note4">[4]</a> No. Io so leggere e comprendo perfettamente
+ogni parola che scrivete.
+</p>
+
+<p>
+«Abbiamo fatto un brindisi alla vostra salute ed a
+quella di sir William — Troubridge Hallowell ed il
+nuovo capitano portoghese pranzarono da me. Io
+sarò presto a Palermo, poichè l’affare che mi tiene
+lontano non tarderò ad essere accomodato.
+</p>
+
+<p>
+«Credete che nessuno è più di me sensibile alla
+vostra bontà.
+</p>
+
+<p>
+«Vostro obbligatissimo e riconoscente
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson.</span>»
+</p>
+
+<p>
+«Sono contento della piccola Maria, abbracciatela
+da parte mia, vi ringrazio tutti per la vostra affezione
+per me, e che Dio vi benedica tutti.
+</p>
+
+<p>
+«Dimani, se il tempo è bello, mando a terra, poichè
+le feluche partono, ed io ho il mal di mare.
+</p>
+
+<p>
+«Ho il pezzo di legno per far una scatola da thè,
+ve lo manderò subito.
+</p>
+
+<p>
+«Vi prego di presentare i miei umilissimi ossequi
+<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span>
+e l’espressione della mia più profonda riconoscenza
+a Sua Maestà, per tutte quelle prove di favore che
+mi dà; siate sicura che la semente non cade sopra
+suolo ingrato.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Lo vedete che non è ancora il linguaggio di un
+amante; del resto non avrei bisogno di dir nulla ai
+miei lettori: essi ne apprezzeranno la differenza di
+stile.
+</p>
+
+<p>
+E non si dirà che era freddezza da parte di Nelson,
+perchè in tutte le sue lettere, sia all’ammiraglio
+Saint Vincent, sia a sua moglie, egli parla di me. I
+termini con cui egli ne parla davano anche dei sospetti
+a Lady Nelson, ed io fui obbligata di scriverle
+per calmare questi sospetti; siccome le lettere di
+Nelson sono le mie scuse, mi si permetterà di citare
+tre sue lettere, una che racconta il suo arrivo a
+Napoli, l’altra una festa che io diedi per l’anniversario
+della sua nascita, e l’altra le sue impressioni
+ad un pranzo dal generale Acton.
+</p>
+
+<p>
+Ecco come Nelson racconta da parte sua il mio
+arrivo sul <i>Vanguard</i>, arrivo che ho già raccontato
+dalla mia.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Nella notte del 25 settembre 1798.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«<i>A Lady Nelson</i>
+</p>
+
+<p>
+«Il povero e miserabile <i>Vanguard</i> è giunto qui il
+22 settembre.
+</p>
+
+<p>
+«Io tenterò di farvi conoscere qualche cosa di
+quello ch’è successo; ma se quanto è accaduto ha
+tanto commosso coloro che mi erano solo affezionati
+pei legami dell’amicizia, cosa sarà per la mia
+carissima moglie, per la mia amica, per tutto ciò
+che v’ha di più caro per me in questo mondo?
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Quando sir William e lady Hamilton furono in
+mare, erano talmente stivati, che furono seriamente
+ammalati, prima d’ansietà, quindi di gioia. La cosa
+era stata raccontata imprudentemente a lady Hamilton,
+e l’effetto era stato quello di un fulmine. Per
+un momento, la si potette credere morta, ed essa
+non è ancora ristabilita da quest’accidente. Quando
+i miei degni amici salirono a bordo, la scena sul vascello
+fu terribilmente commovente. Sua Signoria
+esclamò: «Dio mio, è egli possibile,» e cadde nelle
+mie braccia più morta che viva; ma tosto le lagrime
+cominciarono a scorrere. Quando il re venne
+sul vascello, la scena diventò delle più interessanti.
+Mi prese per la mano chiamandomi suo liberatore
+e suo protettore, aggiungendo amabili espressioni;
+in una parola tutto Napoli mi chiama, <i>il
+nostro liberatore</i>, ed i contrassegni di affezione che
+mi danno tutte le classi sono veramente tali da fare
+intenerire.
+</p>
+
+<p>
+«Io spero avere un giorno il piacere d’introdurre
+presso voi Lady Hamilton. È dessa una delle migliori
+donne del mondo; l’onore del suo sesso, la sua
+amabilità e quella di sir William per me vanno al
+di là d’ogni credere. Io abito in casa loro, e posso
+ora confessarvi che è mestieri di tutta la tenerezza
+dei miei amici, per collocarmi tanto in alto, come
+fanno. Lady Hamilton deve scrivervi.
+</p>
+
+<p>
+«Che Dio onnipossente vi benedica, e ci dia a suo
+tempo una felice riunione.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La seconda lettera è del 28 settembre.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span>
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«28 settembre 1798.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«<i>A Lady Nelson</i>
+</p>
+
+<p>
+«I preparativi di Lady Hamilton per celebrar domani
+il giorno della mia nascita mi riempiono di
+vanità: tutti i nastri, tutti i bottoni, tutte le bandiere
+portano il nome di Nelson; il servizio ha le
+cifre O. N. Glorioso 1. agosto!
+</p>
+
+<p>
+«Le canzoni ed i sonetti piovono in maggiore abbondanza
+di quel ch’io credeva meritare. Io vi domando
+una strofa aggiunta al <i>God save the king</i> che
+voi canterete con piacere. Quando io esco a piedi o
+in carrozza, la folla m’impedisce di fare un passo.
+Ieri la regina, che è sempre inferma, mandò il suo
+figlio prediletto<a class="tag" id="tag5" href="#note5">[5]</a> per visitarmi, e per rimettermi
+da parte di lei una lettera nella quale ella mi esprimeva
+la sua riconoscenza, e mi faceva i suoi complimenti.
+</p>
+
+<p>
+«Tutta la gloria sia rivolta a Dio; più io penso,
+più io sento dire, maggiormente la mia meraviglia
+aumenta sull’importanza, e sui risultati di questa
+vittoria.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<i>Vostro</i> — <span class="smcap">O. Nelson.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Darò soltanto un frammento della lettera di Nelson
+a lord S. Vincent.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«... Noi pranziamo tutti oggi in compagnia del
+re, a bordo d’un vascello. Sono stato a veder la regina,
+la quale è preoccupatissima.
+</p>
+
+<p>
+«Ella è veramente la degna figlia di Maria Teresa.
+A me di rincontro è seduta Lady Hamilton, onde
+<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span>
+non siate sorpreso dalla gloriosa confusione che
+regna in questa lettera. Se la vostra signoria fosse
+al mio posto, dubito ch’ella potesse scrivere con
+tanta calma, come io fo. Il nostro cuore e la nostra
+mano son sempre in moto. Decisamente Napoli è pericoloso,
+ed è ben ch’io me ne allontani al più presto.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«Sono ec. ec. — <span class="smcap">O. Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Che mi si perdoni almeno un poco per aver saputo
+resistere più di sei mesi a un tale amore.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span></p>
+
+<h2>IX.</h2>
+</div>
+
+<p>
+È inutile il dire che una simile dimostrazione era
+la guerra colla Francia.
+</p>
+
+<p>
+Col pretesto di essere stato nominato al consiglio
+dei cinquecento, il cittadino Garat lasciò Napoli;
+ma con grande stupore di ognuno, la Francia invece
+di cogliere questa occasione per fare la guerra
+a Napoli, nascose l’affronto, ed in rimpiazzo del cittadino
+Garat inviò il cittadino La Comble Saint-Michel.
+</p>
+
+<p>
+Questa indifferenza affettata per un simile insulto
+provava che la Francia non era in condizioni da far
+la guerra, e l’ardimento della regina aumentò.
+</p>
+
+<p>
+A forza di sacrifizi d’ogni maniera, il regno di
+Napoli era giunto ad avere un esercito di 65000 uomini,
+<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span>
+mentre tutti i rapporti confermavano che i
+francesi non avevano a Roma più di diecimila uomini,
+mancanti di viveri, di vestimenta, di calzature,
+non pagati da tre mesi, e che avevano per
+tutta artiglieria soltanto nove pezzi di cannone
+senza munizione, e centottantamila cartucce piccole.
+</p>
+
+<p>
+Il re e la regina erano d’accordo nel loro odio contro
+i francesi, però il re voleva aspettare per attaccarli
+che l’imperatore li attaccasse, e l’imperatore
+non voleva incominciare la guerra se non coi quaranta
+mila russi che l’imperatore Paolo gli aveva
+promesso.
+</p>
+
+<p>
+La regina invece voleva attaccare i francesi senza
+perdere un istante: coi suoi sessantacinquemila uomini
+era sicura di riconquistare gli Stati Romani,
+ed una volta a Roma tutti i popoli d’Italia, che secondo
+lei, sopportavano con impazienza il giogo dei
+francesi, si solleverebbero e li caccerebbero dalla
+penisola.
+</p>
+
+<p>
+In queste circostanze fui incaricata dalla regina
+di rivolgermi a Nelson. Siccome la regina era per
+una guerra immediata, si trattava di ottenere che
+Nelson scrivesse a sir William ed a me una pretesa
+lettera confidenziale, che sir William comunicherebbe
+al re.
+</p>
+
+<p>
+Nelson, bravo soldato, era un politico mediocre,
+e scrittore ancora più mediocre; le quaranta o cinquanta
+lettere che mi scrisse nella sua vita sono
+più apprezzabili per la franchezza che per lo stile.
+Nelson acconsentiva di scrivere la lettera, ma a condizione
+che gli si desse un esemplare, e che egli
+non avrebbe che a trascriverlo.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span>
+</p>
+
+<p>
+Era ciò che avrebbe chiesto la regina se lo avesse
+osato.
+</p>
+
+<p>
+La lettera fu composta fra il capitano generale
+Acton, sir William Hamilton e la regina.
+</p>
+
+<p>
+Io la mandai a Nelson, ed il giorno seguente ricevetti
+la lettera seguente, che non era che la trascrizione
+della lettera redatta, come dissi dal triumfeminavirato
+che governava Napoli.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Napoli, 3 ottobre 1798.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mia cara signora,
+</p>
+
+<p>
+«L’interesse che voi e sir William Hamilton avete
+sempre addimostrato per le felicità delle LL. MM.
+Siciliane mi è confirmato da cinque anni, ed io
+posso veramente dire che in tutte le occasioni che
+si sono presentate, ed esse sono state numerose, io
+non ho mai mancato dal canto mio di manifestare
+il mio interesse pel bene di questi regni. A causa
+di questo attaccamento, io non posso restare spettatore
+indifferente di ciò che è successo e di quanto
+accade nelle Due Sicilie, nè della miseria, che, senza
+essere uomo politico, io vedo vicina a piombare su
+questo regno tanto leale, e ciò per la peggior politica
+che esista, quella del temporeggiamento. Dal
+mio arrivo in questi mari io mi sono accorto che i
+Siciliani erano un popolo leale e fedele al proprio
+sovrano, avendo il più grande orrore dei Francesi e
+dei loro principii. Dal mio arrivo a Napoli ho trovato
+dal primo all’ultimo tutti pronti alla guerra
+contro i Francesi, i quali, come si sa, generalmente
+preparano un’armata di ladri per mettere a sacco
+queste contrade e per distruggere la monarchia. Io
+ho visto il ministro di questi insolenti francesi tacere
+<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span>
+la violazione del V articolo pel trattato, tra
+Sua Maestà Siciliana e la Repubblica francese. Questa
+strana politica non merita d’esser segnalata:
+la politica francese non è stata forse sempre quella
+di addormentare i governi, in una falsa sicurezza,
+per rovesciarli in seguito? Dopo ciò che io ho detto,
+non sanno tutti forse che a Napoli è lo scopo permanente
+di tutti i desiderii devastatori? Conoscendo
+ciò e sapendo che Sua Maestà di Sicilia ha un’armata
+pronta ad entrare in azione, a quanto mi è
+stato detto, in un paese desideroso di riceverla, col
+vantaggio di trasportare in lontani luoghi il focolaio
+della guerra, invece di attendere che essa scoppii
+in casa, mi meraviglio che quest’armata non
+sia da un mese già in cammino.
+</p>
+
+<p>
+«Io credo che l’arrivo del generale Mack deciderà
+il governo a non perdere uno dei momenti più favorevoli,
+che la provvidenza abbia messo a sua disposizione,
+perchè se vuolsi attendere d’essere aggrediti
+nel paese invece di trasportar fuori la guerra,
+non è mestieri esser profeta per dire che questo regno
+è ruinato e che la monarchia è distrutta. Ma
+se disgraziatamente si vuol persistere in questo rovinoso
+sistema di temporeggiamento, io vi raccomando
+di star pronta ad imbarcarvi alla prima cattiva
+nuova con tutto ciò che vi appartiene. Sarà
+allora mio dovere pensare e provvedere alla vostra
+salvezza, insieme a quella — mi dispiace credere
+che ciò abbia ad essere necessario — dell’amabile
+regina, del suo regno e della sua famiglia.
+</p>
+
+<p>
+«Ho letto con ammirazione la vostra degna ed
+incomparabile lettera del settembre 1796; possano
+i consigli di questo regno esser guidati dal medesimo
+<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span>
+sentimento d’onore, di dignità e di giustizia,
+e possano le parole del gran Guglielmo Pitt conte
+di Graham essere ben comprese dal ministro di
+questo paese.
+</p>
+
+<p>
+«Le <i>misure coraggiose</i> son quelle che salvano.
+</p>
+
+<p>
+«È questo il voto di colui che si dice,
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<i>Di vostra signoria</i><br>
+«<span class="smcap">O. Nelson</span>.»
+</p>
+
+<p>
+«P. S. Prego Vostra Signoria di ricevere questa,
+come una lettera preparatoria per sir William Hamilton,
+al quale scrivo, con tutto il rispetto che
+gli è dovuto, la ferma e materiale opinione d’un
+ammiraglio che desidera provare egli stesso che è
+un fedele servitore del suo sovrano, facendo quanto
+è in suo potere per la felicità e per la sicurezza delle
+LL. MM. Siciliane e del loro regno.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Una frase della lettera di lord Nelson riusciva
+inintelligibile per colpa mia. Aveva dimenticato di
+dire che la regina aveva chiesto a suo nipote l’imperatore
+d’Austria il generale Mack per comandante
+in capo del suo esercito, e che l’imperatore glielo
+aveva accordato.
+</p>
+
+<p>
+Questa lettera produsse su Ferdinando l’effetto
+che si aspettava, ma però, contro la sua abitudine,
+egli tenne fermo su di un punto, quello di mettersi
+in campagna nello stesso tempo dell’imperatore.
+</p>
+
+<p>
+In conseguenza fu convenuto che il re scriverebbe
+a suo nipote una lettera nella quale lo eccitava a
+decidersi: la lettera tutta di suo pugno fu spedita
+dal suo corriere Ferrari, coll’ingiunzione di consegnarla
+personalmente all’imperatore, e di riportare
+la risposta direttamente al re Ferdinando.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span>
+</p>
+
+<p>
+Ma prima della sua partenza Ferrari aveva ricevuto
+mille ducati dalla regina coll’ordine invece di
+ripassare per Caserta, ed al suo ritorno di consegnare
+la lettera dell’imperatore a lei, invece di consegnarla
+al re.
+</p>
+
+<p>
+Egli riceverebbe due mila ducati consegnando la
+lettera alla regina che l’avrebbe soltanto letta, e
+poi riposta nella sopracarta.
+</p>
+
+<p>
+Era pagar bene questo piccolo tradimento, e Ferrari
+non esitava nemmeno, sapendo che in fatti era
+la regina che regnava sotto il nome di suo marito,
+e ciò lo tranquillava molto sui pericoli cui andava
+incontro nel caso che si fosse scoperto questo tradimento.
+</p>
+
+<p>
+Ferrari partì, si calcolò il tempo necessario; se
+l’imperatore d’Austria non frapponesse ritardo alla
+sua risposta egli poteva ripassare per Caserta fra
+undici o dodici giorni.
+</p>
+
+<p>
+Il generale Mack arrivò il Martedì, 8 ottobre, a
+Caserta; al giovedì fu invitato a pranzo dal re e
+dalla regina: sir William ed io ricevemmo un invito
+ufficiale per quel giorno. Il re e la regina lo ricevettero
+con grandi manifestazioni di stima, e la regina
+presentandolo a Nelson gli disse: — Il generale
+Mack è in terra ciò che il mio eroe Nelson è
+in mare.
+</p>
+
+<p>
+Il complimento non era lusinghiero, e il paragone
+mancava di giustizia. A Tolone, a Calvi, a Teneriffa
+Nelson si era diportato gloriosamente; ad Aboukir
+egli si era condotto non soltanto da eroe, ma da
+uomo di genio. Mack al contrario era stato battuto
+dovunque aveva incontrato i francesi, e ciò malgrado
+aveva acquistato in Europa, non si sa perchè,
+<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span>
+una riputazione di uno dei più grandi strategici
+dell’epoca.
+</p>
+
+<p>
+Per quanto fossero buone le idee che gli altri avevano
+di Mack, non potevano però mai raggiungere
+quella che Mack aveva di sè medesimo; io non ho
+mai veduta fatuità più formidabile di quella; egli
+non ammetteva nulla affatto, non dirò la supposizione
+che egli potesse essere battuto; ma nemmeno
+quella che i francesi gli potessero fare resistenza.
+</p>
+
+<p>
+Confesso che questa burbanza mi riescì antipatica
+fin dalla prima parola che ebbi l’onore di scambiare
+coll’illustre generale.
+</p>
+
+<p>
+Il tempo scorrea, e Ferrari galloppava. Dieci giorni
+dopo la sua partenza, sir William, gran cacciatore,
+suggerì al re una partita di caccia a Persano, e la
+regina, il generale Acton ed io andammo a stabilirci
+a Caserta.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno seguente a quello del nostro arrivo, verso
+le sette ore di sera Ferrari arrivò, ed era latore di
+una lettera dell’imperatore Francesco II.
+</p>
+
+<p>
+Acton sopra un suggello di lettera dell’imperatore,
+ne aveva fatto scolpire uno eguale; non vi era
+dunque motivo d’inquietarsi anche da questo lato;
+si rammollirebbe la cera, si dissuggellerebbe la lettera,
+e se dessa era tale quale la si desiderava, la
+si rimetterebbe intatta nella sopraccarta che si tornerebbe
+a suggellare. Se invece la lettera non assecondava
+i desideri della regina, si prenderebbe
+consiglio.
+</p>
+
+<p>
+L’imperatore annunziava positivamente a suo zio
+che non si sarebbe messo in marcia se non quando
+Souwarow ed i suoi quarantamila russi sarebbero
+<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span>
+arrivati, e che egli supponeva che non sarebbero
+giunti prima dell’aprile 1799.
+</p>
+
+<p>
+Lo invitava quindi a calmare la sua impazienza,
+ed a fare come lui, attendendo fino a quell’epoca, e
+attaccarli ad un tempo con 150,000 Austriaci, 40,000
+Russi e 65,000 Napoletani: era evidente che i Francesi
+sarebbero costretti a sgombrare l’Italia, e chi
+potrebbe dire, con Bonaparte e coi suoi trenta
+mila uomini confinati in Egitto, dove si arresterebbe
+la marcia trionfale dell’armata austro-russa?
+</p>
+
+<p>
+Secondo ogni probabilità non dinanzi a Parigi.
+</p>
+
+<p>
+Ma la regina era una giuocatrice troppo spinta,
+per fermarsi al momento che aveva in mano un
+giuoco così bello, ed il progetto stabilito fra lei ed
+il capitano Acton fu messo in esecuzione.
+</p>
+
+<p>
+Figlio di un medico irlandese, Acton, l’abbiamo
+detto era un abile chimico: con una miscela già
+preparata levò l’inchiostro dalla lettera non lasciandovi
+che la firma, poi invece del rifiuto di marciare,
+espresso tanto chiaramente dall’imperatore, scrisse
+una promessa positiva di entrare in campagna appena
+che suo nipote Ferdinando avesse passato il
+confine romano.
+</p>
+
+<p>
+Poi la lettera fu suggellata di nuovo col suggello
+imperiale e consegnata a Ferrari che la portò direttamente
+a Persano, e la presentò al re affermandogli
+che era esso il primo a prenderla dopo di
+averla ricevuta dalle auguste mani dell’imperatore.
+</p>
+
+<p>
+Il re che era a tavola con sir William dissuggellò
+la lettera, la lesse con soddisfazione visibile, e la
+passò a sir William.
+</p>
+
+<p>
+Sir William, che era anch’egli del complotto, non
+<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span>
+fu meno maravigliato di questa risposta favorevole.
+Però ne felicitò il re Ferdinando, dicendogli:
+</p>
+
+<p>
+— Lo vedete, Sire, Sua Maestà Augusta è esattamente
+dello stesso parere di Sua Gran Signoria
+Nelson; non avete un momento da perdere.
+</p>
+
+<p>
+Difatti fu deciso che il generale Mack occuperebbe
+gli stati romani, senz’altro ritardo che quello necessario
+pei preparativi della campagna.
+</p>
+
+<p>
+Eravamo giunti ai primi di novembre.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span></p>
+
+<h2>X.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Ottenuta la guerra da Ferdinando, mi restava da
+trattare un affare ancora più grave. Era di ottenere
+ch’egli si mettesse alla testa della sua armata e facesse
+questa guerra il re in persona.
+</p>
+
+<p>
+Il re, come ho già detto, era lungi dall’essere valoroso,
+e se io fui acciecata sul conto della regina,
+non lo fui però mai su quello del re, che la regina
+procurò sempre di farmi vedere sotto la sua vera
+luce.
+</p>
+
+<p>
+Le trattative furono lunghe, ma la regina e sir
+William fecero valere presso il re che si trattava
+non soltanto di combattere i Francesi e di sostenere
+la legittimità, due cose molto lodevoli, ma anche,
+una volta occupato lo Stato romano, di vedere nella
+<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span>
+sua qualità di liberatore quale sarebbe la sua parte
+nella divisione del Patrimonio di S. Pietro.
+</p>
+
+<p>
+Alla fine il re acconsentì.
+</p>
+
+<p>
+Siccome non si attendeva che il consenso del re,
+l’esercito fu diviso in tre corpi: 22,000 uomini furono
+inviati a S. Germano, 16,000 negli Abruzzi, 8,000 nella
+pianura di Sessa e 6,000 si chiusero nelle mura di
+Gaeta, ed alcune navi onerarie si tennero pronte
+per trasportare 10,000 uomini in Toscana, accompagnate
+dalla squadra di Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Questi 10,000 uomini erano destinati a tagliare la
+ritirata dei Francesi quando il generale Mack li
+avesse battuti.
+</p>
+
+<p>
+Questi tre corpi d’armata, cosa curiosa, furon messi
+sotto il comando di tre stranieri: Mack generale in
+capo, Micheroux e Damas generali di divisione; il
+primo era austriaco, e gli altri due erano francesi.
+</p>
+
+<p>
+Cinquantadue mila uomini erano pronti ad entrare
+negli Stati Romani.
+</p>
+
+<p>
+Del resto, come lo aveva giudicato l’ammiraglio
+Nelson, il momento era ben scelto per attaccare i
+Francesi.
+</p>
+
+<p>
+Il Direttorio prevenuto dal cittadino Garat delle
+intenzioni ostili della Corte di Napoli, aveva cercato,
+per quanto gli riuscì possibile, tutti i mezzi per
+far fronte a questa aggressione; aveva distaccato
+quanti uomini potè dall’esercito della Repubblica
+Cisalpina, li aveva inviati a Roma e ne aveva dato
+il comando a Championnet.
+</p>
+
+<p>
+Championnet non aveva fin allora sostenuto che
+comandi secondarii; e per conseguenza poco conosciuto,
+il suo comando di Roma, la sua conquista di
+Napoli lo resero celebre.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span>
+</p>
+
+<p>
+Vuolsi che al momento che lasciava la Francia,
+ove, in ricompensa dei suoi antichi servigi, riceveva
+questo nuovo comando, il direttore Barras gli avesse
+posto la mano sulla spada e gli avesse detto:
+</p>
+
+<p>
+— Parti per l’Italia, generale, e ti do parola che
+sarai incaricato di detronizzare il primo re che incorrerà
+nella collera della Repubblica.
+</p>
+
+<p>
+Championnet partì da Parigi ed arrivò a Roma
+con questa speranza.
+</p>
+
+<p>
+Ma a Roma trovò l’armata francese nello stato
+che dissi. Senza pane, senza calzature, senza abiti,
+senza soldo, con cinque cannoni e 180,000 cartucce,
+col rinforzo avuto dalla Cisalpina, si compose di
+quattordici a quindici mila uomini.
+</p>
+
+<p>
+Al 22 novembre, il re pubblicò il famoso manifesto
+firmato dal principe Pignatelli Belmonte, diretto al
+cavaliere Priora, ministro del re di Piemonte Carlo
+Emanuele II.
+</p>
+
+<p>
+Come tutti gli atti che emanavano dal re, anche
+questo era stato redatto dalla regina, dal capitano
+generale e da sir William.
+</p>
+
+<p>
+È dopo dieci anni d’intervallo, quando il velo è
+caduto, quando sparvero le ire, che un tale documento
+vi apparirà sotto la sua vera luce; vale a dire
+come un appello all’assassinio.
+</p>
+
+<p>
+Eppure a Caserta il 20 novembre 1798, nel momento
+in cui questo manifesto passò per le mie mani, io
+applaudii come gli altri.
+</p>
+
+<p>
+Ecco questo manifesto, che fece un gran rumore
+quando apparve, e che poi fu quasi dimenticato:
+</p>
+
+<p>
+«Noi sappiamo, — diceva questo curioso documento, — che
+nel consiglio del re vostro signore,
+molti ministri prudenti per non dire timidi fremono
+<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span>
+alle parole di spergiuro e di assassinio; come se il
+nuovo trattato d’alleanza fra la Francia e la Sardegna
+fosse un atto politico degno di essere rispettato.
+</p>
+
+<p>
+«Ma non dimenticatelo; quest’atto fu dettato dalla
+forza delle armi, dalla violenza del vincitore; è stato
+accettato dalla necessità, e deve durare fin quando
+lo esigerà la necessità. Trattati simili a quelli che
+avete sottoscritto sono ingiurie del potente al debole,
+il quale violandoli cede alla prima occasione
+che gli presenta la fortuna. E infatti in presenza del
+vostro re, prigioniero nella sua capitale, circondato
+da baionette nemiche, chiamerete voi spergiuro non
+mantenere una promessa strappata colla forza e disapprovata
+dalla coscienza?
+</p>
+
+<p>
+«Chiamereste voi assassinio, l’assassinare i vostri
+tiranni, e se tale è la sorte, la debolezza degli oppressi
+non potrà mai sperare nessun soccorso contro
+la forza che l’opprime?
+</p>
+
+<p>
+«I battaglioni francesi tranquilli e dispersi dalla
+pace, sono sparsi pieni di confidenza nel Piemonte.
+Eccitate il patriottismo dei popoli fino all’entusiasmo
+ed al furore, che tutti i Piemontesi aspirino a
+calpestare sotto i piedi un nemico della loro patria.
+Gli assassini parziali saranno più proficui al Piemonte,
+che una vittoria in campo, e mai la giusta
+posterità condannerà colla infame parola di tradimento
+questi atti energici di tutto un popolo che
+va alla conquista della sua libertà sui cadaveri dei
+suoi oppressori.
+</p>
+
+<p>
+«I nostri generali napoletani sotto gli ordini del
+valoroso generale Mack, suoneranno pei primi il segno
+di morte contro i nemici dei troni e dei popoli.
+<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span>
+E forse saranno già all’opera quando avrete ricevuto
+questo manifesto.»
+</p>
+
+<p>
+Pubblicato questo manifesto non aveva più che a
+mettersi in campagna.
+</p>
+
+<p>
+La regina aveva fatto fare per suo marito un magnifico
+uniforme di generale, e visitammo successivamente
+i campi di Sessa e di S. Germano per mostrare
+il re ai suoi soldati.
+</p>
+
+<p>
+Queste passeggiate militari, le acclamazioni che
+sollevarono le grida di — Viva il re, morte a’ Francesi — finirono
+di far girare la testa al re Ferdinando,
+che ci lasciò facendo alla regina ogni sorta
+di promessa guerriera.
+</p>
+
+<p>
+Debbo però dire che, malgrado queste promesse, la
+regina ne fu poco persuasa, e malgrado la cattiva
+opinione che aveva di suo marito, era però lontana
+di aspettarsi la sorpresa che l’avvenire le serbava.
+</p>
+
+<p>
+Ritornammo a Caserta, ed il re alla testa della sua
+armata mosse verso il confine Romano al 24: quest’armata
+sboccò da tre punti sul territorio pontificio.
+</p>
+
+<p>
+L’ala destra che costeggiava l’Adriatico passò il
+Tronto, e cacciò da Ascoli una debole vanguardia
+francese che vi si trovava e prese la direzione di
+Ponte di Fermo.
+</p>
+
+<p>
+Il centro scese dagli Appennini da Aquila e si avanzò
+sopra Rieti.
+</p>
+
+<p>
+In fine l’ala sinistra, ove trovavansi Mack e il re,
+passò il Garigliano su tre colonne, a Isola, a Ceprano,
+a sant’Agata, e marciò direttamente su Roma
+per le paludi Pontine, Valmontone e Frascati.
+</p>
+
+<p>
+Passando il confine, il generale Mack scrisse al
+generale francese questa lettera che ci darà la misura
+della confidenza che aveva in sè stesso.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span>
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Signor Generale,
+</p>
+
+<p>
+«Vi dichiaro che l’armata di S. M. siciliana, che
+ho l’onore di comandare sotto gli ordini diretti del
+re, ha passato jeri il confine degli stati romani, rivoluzionati
+ed usurpati dopo la pace di Campo-Formio,
+rivoluzione ed occupazione non riconosciute
+ed approvate nè da parte di S. M. Siciliana, nè dal
+suo Augusto alleato Sua Maestà l’imperatore e re.
+Dimando adunque che, senza il minimo ritardo, ordiniate
+alle truppe che si trovano nello stato romano,
+di ritornare nella Repubblica Cisalpina e che
+facciate evacuare tutte le piazze che occupano. I
+generali comandanti le diverse colonne delle truppe
+di S. M. Siciliana, hanno l’ordine di non incominciare
+le ostilità sui punti in cui le truppe francesi
+si ritireranno al mio invito, ma d’impiegare la forza
+nel caso che resistessero. Vi dichiaro inoltre, cittadino
+generale, che se voi mettete il piede sul territorio
+del gran duca di Toscana, considererò tale cosa
+come un atto di ostilità.
+</p>
+
+<p>
+«Aspetto la vostra risposta senza il minimo ritardo,
+e vi prego di rinviarmi il maggiore Reischach
+che vi spedisco, e ciò al più tardi quattro ore dopo
+aver ricevuto la mia lettera. La vostra risposta dovrà
+essere positiva e categorica, circa all’evacuazione
+degli stati romani, ed al non metter piedi negli
+stati del gran duca di Toscana; una risposta negativa
+da parte vostra sarà considerata come una
+dichiarazione di guerra, e S. M. Siciliana saprà sostenere
+colla spada in mano le giuste dimande che
+vi dirigo in suo nome.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<i>barone</i> <span class="smcap">C. Mack</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span>
+</p>
+
+<p>
+Il generale Championnet rinviò il maggiore Reischach
+dopo avergli offerto dei rinfreschi come ad
+un ospite; ma poichè costui gli chiedeva quale risposta
+riporterebbe al generale:
+</p>
+
+<p>
+— Ditegli ciò che avete veduto, gli disse Championnet,
+ed alzando le spalle gli volse il tergo.
+</p>
+
+<p>
+Lo stesso giorno il generale francese ricevette un
+ordine dal Direttorio che gli toglieva tre mila uomini
+per rinforzare la guarnigione di Corfù.
+</p>
+
+<p>
+Forse, vista l’urgenza, poteva rifiutare di obbedire
+a quell’ordine.
+</p>
+
+<p>
+Egli diede i tre mila uomini e restò con quasi dodici
+mila.
+</p>
+
+<p>
+Ma nello stesso tempo fece tirare il cannone d’allarme
+in Castel S. Angelo, fece battere la generale
+per tutta la città, e prese tutte le misure suggerite
+dalle circostanze, per far fronte al pericolo che si
+avvicinava su di lui colla rapidità di una valanga.
+</p>
+
+<p>
+Ricevevamo tutti i giorni dei corrieri del re; questi
+corrieri ci tenevano al corrente del suo cammino
+trionfale.
+</p>
+
+<p>
+Al 30 novembre, di notte, ricevemmo la notizia che
+il re aveva fatta fin dal giorno innanzi la sua entrata
+in mezzo ad acclamazioni frenetiche; il popolo
+staccò i cavalli dalla sua carrozza, e la portò fino
+al palazzo Farnese, che aveva ereditato dalla sua
+ava Elisabetta.
+</p>
+
+<p>
+La lettera del re ci annunziava che il generale
+francese aveva lasciato Roma, lasciando cinque cento
+uomini in Castel Sant’Angelo, ordinando al comandante
+di non arrendersi senza alcun pretesto, e gli
+aveva dato, dicevasi, parola di ritornare a Roma
+prima di venti giorni.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span>
+</p>
+
+<p>
+È inutile il dire che questa promessa faceva andare
+in giubilo il re e specialmente il generale Mack.
+</p>
+
+<p>
+Il re annunciava in una sua poscritta che il popolo
+scannava i patriotti e saccheggiava le loro case;
+egli stesso aveva fatto fucilare due napoletani, i fratelli
+Corona, di cui uno era stato ministro della Repubblica
+Romana.
+</p>
+
+<p>
+Al dire del re tutto andava coi fiocchi.
+</p>
+
+<p>
+Di fatti il giorno seguente ricevemmo una copia
+di questa lettera che il re scriveva al papa Pio VI.
+</p>
+
+<p>
+«Vostra Santità conoscerà colla più viva soddisfazione
+che, grazie all’aiuto del nostro Divin Salvatore,
+e per l’augusta protezione del beato S. Gennaro,
+siamo entrati colla nostra armata, senza resistenza
+e da trionfatori nella capitale del mondo cristiano;
+i Francesi fuggirono spaventati alla vista
+della croce e delle mie armi; Vostra Santità può
+dunque riprendere il supremo e paterno suo potere,
+che io difenderò colla mia armata; Vostra
+Santità abbandoni dunque la sua dimora troppo
+modesta della Certosa, e sulle ali dei Cherubini,
+come altra volta la Nostra Santa Vergine di Loreto
+venga e discenda al Vaticano per purificarlo colla
+sua presenza: tutto è pronto per riceverla; Vostra
+Santità potrà celebrare i divini ufficj per la solennità
+di Natale.»
+</p>
+
+<p>
+La regina ordinò che si cantasse un <i>Te Deum</i> in
+tutte le chiese di Napoli, che il cannone tuonasse in
+segno di trionfo e che la città fosse illuminata.
+</p>
+
+<p>
+Questi ordini, bisogna dirlo in lode dei Napoletani,
+furono ricevuti ed eseguiti con entusiasmo.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span></p>
+
+<h2>XI.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Credo di aver detto che un distaccamento da otto
+a diecimila uomini comandato dal generale Naselli,
+doveva partire per Livorno sopra bastimenti di trasporto.
+</p>
+
+<p>
+Partirono infatti, e al 22 novembre uscirono dal
+porto di Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Erano accompagnati da <i>Vanguard</i>, ove trovavasi
+l’ammiraglio Nelson, dal <i>Culloden</i>, dal <i>Minotauro</i>,
+dall’<i>Alleanza</i>, dalla <i>Buona Cittadina</i>, dal cutter <i>Flora</i>
+e dalla squadra portoghese.
+</p>
+
+<p>
+Vascelli di guerra e navi di trasporto giunsero a
+Livorno circa dopo il mezzodì del 28 novembre: i
+ministri inglese e napoletano vennero a fare la loro
+visita all’ammiraglio. Il generale Naselli intimò alla
+<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span>
+città di arrendersi, il che avvenne verso le 8 di
+sera.
+</p>
+
+<p>
+L’intimazione era stata fatta congiuntamente dal
+generale Naselli e dal vice-ammiraglio Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Naselli prese possesso della città; ma Nelson restò
+sul suo vascello.
+</p>
+
+<p>
+E poi, Nelson era così innamorato che non voleva
+restar molto tempo lontano da me; e però lasciò
+Livorno al 30 novembre, alle 7 di mattina, ed al 5
+dicembre era a Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Alle sei del mattino giunse al capitano generale
+Acton una lettera in cui trovavasi il periodo seguente
+che il ministro si affrettò di farci leggere.
+</p>
+
+<p>
+Nelson non vedeva le cose sotto un aspetto così
+ridente come il re di Napoli.
+</p>
+
+<p>
+«Ecco in poche parole lo stato del paese e la situazione
+delle cose — diceva. — L’esercito del re è
+a Roma, Civitavecchia è presa; ma rimasero 500
+Francesi in Castel Sant’Angelo. I Francesi hanno
+13,000 uomini ed aspettano i napoletani in una
+forte posizione a Civita Castellana. Il generale Mack
+va contro di loro con 20,000 uomini. L’avvenimento
+a mio avviso è dubbio, e può decidere immediatamente
+della sorte di Napoli. Se Mack è disfatto, in
+venti giorni il paese è perduto; l’imperatore non ha
+fatto muovere nemmeno un uomo della sua armata,
+e senza il soccorso dell’imperatore questo paese non
+può resistere ai Francesi. Certamente non è sua
+scelta ma la necessità che ha obbligato il re di Napoli
+ad uscire dal suo regno, e di non aspettare che
+i Francesi, radunate le loro forze, lo cacciassero in
+una settimana da Napoli.»
+</p>
+
+<p>
+Noi ricevemmo quasi le stesse notizie da Roma.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span>
+</p>
+
+<p>
+Però il re ci annunziava la marcia di Mack sopra
+Civita Castellana non già con ventimila uomini ma
+con quarantamila. Era impossibile di credere che
+con tale superiorità numerica, la vittoria fosse
+dubbia.
+</p>
+
+<p>
+Inoltre il re era talmente sicuro del successo che
+la sua tranquillità cl rassicurava. Le sue lettere
+erano piene di descrizioni delle feste che gli avevano
+dato. Non usciva nelle vie di Roma che camminando
+sopra tappeti e sotto una pioggia di fiori;
+nella stessa sera vi fu gran gala al teatro Apollo.
+</p>
+
+<p>
+La lettera che ci dava questi particolari era del 6
+dicembre; la mostrammo a lord Nelson, facendogli
+osservare che non era con ventimila uomini che
+Mack andava incontro al nemico, ma con quarantamila.
+</p>
+
+<p>
+Tutto ciò però non lo rassicurava, egli aveva preso
+già fin dal primo incontro una cattiva opinione di
+Mack.
+</p>
+
+<p>
+Ci lasciò verso le cinque di sera, e restammo la
+regina, io e alcune dame di sua intimità che componevano
+la nostra società ordinaria.
+</p>
+
+<p>
+Verso le sette di sera, quando prendevamo il thè,
+udimmo il rumore d’una carrozza che passava sotto
+le volte del palazzo, poi un rumore di servitori che
+si precipitavano dalle scale.
+</p>
+
+<p>
+La regina impallidì.
+</p>
+
+<p>
+Io la guardava interrogandola cogli occhi.
+</p>
+
+<p>
+— Ah! mi disse, ho un presentimento.
+</p>
+
+<p>
+— Quale, signora? le chiesi.
+</p>
+
+<p>
+— Che il re sia arrivato.
+</p>
+
+<p>
+— Il re! impossibile, signora; abbiamo ricevuto
+una sua lettera questa mattina.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span>
+</p>
+
+<p>
+La porta si aperse, un usciere annunziò:
+</p>
+
+<p>
+— Sua Eccellenza il duca d’Ascoli.
+</p>
+
+<p>
+Il duca d’Ascoli entrò, la regina ed io mandammo
+un grido di stupore: egli era vestito coll’uniforme
+del re, e siccome egli era della stessa statura ed
+età e la camera era semi-oscura, la regina ed io lo
+credemmo a prima vista il re.
+</p>
+
+<p>
+La regina fu la prima ad accorgersi dello sbaglio,
+e il suo istinto coniugale le fece indovinare che sotto
+questo travestimento si celava qualche vergogna.
+</p>
+
+<p>
+Si alzò e severamente:
+</p>
+
+<p>
+— Che significa questa mascherata? dimandò
+essa.
+</p>
+
+<p>
+— Ahimè! signora, nulla di allegro, rispose il
+duca, ma almeno è una prova della mia devozione
+pel re.
+</p>
+
+<p>
+— Pel re? e dov’è il re?
+</p>
+
+<p>
+— Qui, signora.
+</p>
+
+<p>
+— E dove dunque qui? chiese di nuovo.
+</p>
+
+<p>
+— Nel suo appartamento.
+</p>
+
+<p>
+— Ah! ah! egli non osa nemmeno di comparirmi
+davanti, a ciò che pare.
+</p>
+
+<p>
+Poi dopo un momento silenzio:
+</p>
+
+<p>
+— I Napoletani sono stati battuti, non è vero?
+</p>
+
+<p>
+E siccome il duca esitava a rispondere:
+</p>
+
+<p>
+— Vediamo, disse la regina, se il re è una donna,
+io sono un uomo, io; ditemi tutto.
+</p>
+
+<p>
+— Battuti completamente, signora.
+</p>
+
+<p>
+— Bravo Nelson! disse, volgendosi dalla mia parte,
+lo vedi, il suo istinto non lo ingannava; ma è dunque
+veramente un idiota, come già ce ne accorgiamo,
+il generale Mack.
+</p>
+
+<p>
+— Non posso dir nulla a Vostra Maestà se non
+<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span>
+che le truppe napoletane sono state completamente
+battute.
+</p>
+
+<p>
+— Siete sicuro della notizia?
+</p>
+
+<p>
+— La sappiamo ambedue, io ed il re, dalla bocca
+stessa del generale Mack.
+</p>
+
+<p>
+— Dal generale Mack!
+</p>
+
+<p>
+La regina mi prese la mano e me la serrò convulsivamente.
+</p>
+
+<p>
+— È scritto che io dovrò trangugiare tutta la vergogna?
+mormorò essa.
+</p>
+
+<p>
+— Ma infine, signore, dimandai al duca, mentre
+la regina sì lacerava i manichini coi denti, non potete
+dare alcun particolare a Sua Maestà?
+</p>
+
+<p>
+— Non posso dire a Sua Maestà che quello che so
+io stesso.
+</p>
+
+<p>
+— Ditelo, dunque, esclamò la regina, e spicciatevi
+perchè ho premura, ve lo confesso, di sapere per
+qual motivo avete indossato l’abito ed avete al collo
+l’ordine del re.
+</p>
+
+<p>
+— Vostra Maestà si degni di ascoltarmi con pazienza,
+disse il duca d’Ascoli; altrimenti sarò obbligato
+di ritornare dal re, e dirgli che non avete
+voluto ascoltarmi.
+</p>
+
+<p>
+— Voi fate appello alla mia pazienza, ebbene, vi
+prometto d’averne, parlate.
+</p>
+
+<p>
+— Ebbene, signora, ieri eravamo nel palco di S. M.
+al teatro Apollo, quando verso le nove ore della
+sera, la porta si aperse bruscamente e vedemmo apparire
+il generale Marck coperto di fango come chi
+arriva dopo una lunga corsa. Sire, diss’egli, voi vedete
+un uomo nella disperazione che vi annunzia
+una tale notizia, siamo battuti su tutti i punti, separati
+gli uni dagli altri, in piena ritirata, o piuttosto
+<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span>
+in fuga. La nostra unica speranza di salvezza
+per Vostra Maestà è che parta immediatamente per
+Napoli; — libero dalla cura che m’ispira il vostro
+prezioso capo, cercherò di radunare l’armata e di
+prendere una rivincita.
+</p>
+
+<p>
+— Miserabile orgoglioso, mormorò la regina.
+</p>
+
+<p>
+— Comprenderete facilmente, signora, continuò il
+duca, lo stupore del re ad una simile notizia, nel
+momento in cui si credeva vittorioso; stette guardando
+Mack senza rispondere e col viso alterato.
+</p>
+
+<p>
+Poi ad un tratto Sua Maestà si alzò, ed uscì dal
+palco.
+</p>
+
+<p>
+Per fortuna nessuno si era accorto e si credette
+che il re fosse andato nella camera vicina alla loggia.
+Non bisognava far vedere di fuggire, i giacobini
+romani che volevano vendicarsi delle esecuzioni
+comandate dal re lo tenevano di vista, e dicevano
+che se Mack fosse battuto avevano l’intenzione d’impossessarsi
+di lui: prima che si fossero accorti della
+sua assenza, e che la notizia si fosse sparsa, eravamo
+già al palazzo Farnese: colà il re montò a cavallo
+con una dozzina di uffiziali, ed alcuni dei suoi
+più fedeli servitori, fra i quali si è degnato di scegliere
+me; uscimmo dalla porta del Popolo, e girammo
+intorno alle mura fino alla porta S. Giovanni.
+Giunti colà il re prese il galoppo, con sette ad otto
+uomini di scorta e verso le undici di sera giungemmo
+ad Albano.
+</p>
+
+<p>
+Ad Albano il re s’informò dal mastro di posta se
+aveva una vettura.
+</p>
+
+<p>
+Non aveva che una carrozzella.
+</p>
+
+<p>
+Mentre attaccavano i cavalli, il re mi trasse in
+<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span>
+disparte, e pregò di mutare di abito con lui, cosa che
+eseguii al momento.
+</p>
+
+<p>
+— E perchè mutar di abito con lui? chiese la regina.
+</p>
+
+<p>
+— L’ignoro, signora, rispose il duca; ma siccome
+una preghiera di Sua Maestà è un ordine, obbedii.
+</p>
+
+<p>
+— Un ordine, un ordine, ripetè la regina; ma infine
+quest’ordine aveva uno scopo.
+</p>
+
+<p>
+Il duca fece un inchino senza rispondere.
+</p>
+
+<p>
+— Vorrei ben sapere, disse la regina, battendo con
+impazienza i piedi, che cosa sperava il re con questa
+mascherata.
+</p>
+
+<p>
+— Desiderate di sapere ciò che sperava io, disse
+il re entrando e gettandosi su di una poltrona, come
+se arrivasse dalla caccia; sperava, se fossimo stati
+presi dai giacobini, che avrebbero impiccato d’Ascoli
+invece di me.
+</p>
+
+<p>
+— Eh! fece la regina.
+</p>
+
+<p>
+— Ebbene, intanto che lo appiccavano io mi sarei
+salvato in qualche modo.
+</p>
+
+<p>
+La regina alzò le mani al cielo e poi le portò al
+suo viso.
+</p>
+
+<p>
+— Oh! oh! mormorava essa.
+</p>
+
+<p>
+— Ma, disse il re che non comprendeva niente affatto
+delle esclamazioni della regina, ma essi lo
+avrebbero fatto come lo hanno ben detto questi f...
+di p... di giacobini.
+</p>
+
+<p>
+— E voi avreste lasciato appiccare il vostro amico
+invece di voi! esclamò la regina.
+</p>
+
+<p>
+— Ma, lo credo bene, io, meglio due volte lui,
+che me.
+</p>
+
+<p>
+— E voi, duca, vi sareste lasciato appiccare invece
+<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span>
+del re! esclamò la regina, alzandosi ed andando incontro
+al duca.
+</p>
+
+<p>
+— Il dovere di un suddito non è di sacrificare la
+vita pel suo padrone? rispose semplicemente il duca.
+</p>
+
+<p>
+— Ah! signore, esclamò la regina volgendosi a suo
+marito; siete fortunato di avere un simile amico.
+Conservatevelo preziosamente; è probabile che se
+voi lo perdete, non ne troverete un altro.
+</p>
+
+<p>
+Poi volgendosi verso di me:
+</p>
+
+<p>
+— Del resto, disse, anch’io non ho di che lagnarmi,
+perchè sono sicura, Emma, che al bisogno faresti
+per me ciò che il duca era pronto a fare pel re.
+</p>
+
+<p>
+E mi gettò le braccia al collo.
+</p>
+
+<p>
+— Vieni, Emma, vieni, mi disse. Gli è bello d’avere
+un tal cortigiano; ma gli è triste di avere un
+tal re.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span></p>
+
+<h2>XII.</h2>
+</div>
+
+<p>
+La regina entrò nei suoi appartamenti e ordinò
+di attaccare i cavalli alla carrozza.
+</p>
+
+<p>
+E siccome la guardava quasi per cercar di leggere
+nel suo pensiero:
+</p>
+
+<p>
+— Comprendi bene, mi disse, che non voglio lasciare
+a questo egoista, che lascerebbe appiccare il
+suo migliore amico, la cura di vegliare alla nostra
+sicurezza; egli sarebbe capace di fuggire in Sicilia
+col suo fucile da caccia e coi suoi cani, senza altrimenti
+occuparsi di noi.
+</p>
+
+<p>
+— Come! fuggire in Sicilia Vostra Maestà, senza
+che il re pensi a lasciar Napoli?
+</p>
+
+<p>
+— E che vuoi tu che faccia egli mai? Fra quindici
+giorni i Francesi saranno qui; non ci hanno
+<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span>
+detto che il direttore Barras aveva detto al generale
+Championnet nel mandarlo a Roma:
+</p>
+
+<p>
+— Generale, voi avete l’onore di detronizzare il
+primo re che sarà incorso nella collera della Repubblica?
+</p>
+
+<p>
+— Ora, grazie a Dio, noi abbiamo fatto la parte
+nostra per incorrere nella collera di questa rispettabile
+repubblica. Per fortuna ci rimane Nelson, — e
+in quali rapporti sei tu con lui? spero che non lo
+avrai messo alla disperazione.
+</p>
+
+<p>
+— Nelson farà tutto quello che vorremo, risposi
+sorridendo.
+</p>
+
+<p>
+— Bene. Sarà troppo tardi per fargli dire questa
+sera che venga a terra, ma dimani mattina noi dobbiamo
+conferire con lui.
+</p>
+
+<p>
+— Perchè troppo tardi questa sera? due parole
+scritte da me basteranno per farlo venire in qualunque
+siasi ora della notte. Sono le otto; alle
+nove e mezzo possiamo essere a Napoli; alle dieci
+potrà avere un mio viglietto; una mezz’ora dopo
+sarà a palazzo.
+</p>
+
+<p>
+— Bene, allora lo riceverai tu e gli dirai tutto; intanto
+io parlerò con Acton; comprendi bene, che bisogna
+ch’egli si dedichi a noi in corpo ed anima. Ci
+va nientemeno che della vita.
+</p>
+
+<p>
+— Oh, Maestà!
+</p>
+
+<p>
+— In tal modo i giacobini se la sono presa con
+mia sorella Maria Antonietta: credi forse che quei
+di Napoli se la prenderanno meno con noi? Poi tu
+comprendi bene che può benissimo venir un ordine
+da lord S. Vincent che lo allontani da noi. — Ebbene,
+bisogna che egli disobbedisca anche ad un ordine
+<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span>
+di Lord S. Vincent, anche ad un ordine dell’ammiragliato
+se gli venisse dato.
+</p>
+
+<p>
+— Venendo il caso, risposi, ridendo, alla regina,
+Vostra Maestà mi dirà cosa dovrò fare perchè egli
+disobbedisca; io lo farò, ed egli disobbedirà.
+</p>
+
+<p>
+Si venne ad annunziare che i cavalli erano pronti.
+</p>
+
+<p>
+— Vieni, disse la regina.
+</p>
+
+<p>
+— Vostra Maestà non previene il re?
+</p>
+
+<p>
+— Per che farne?
+</p>
+
+<p>
+— E se egli fa chiamare Sua Eccellenza il capitano
+generale?
+</p>
+
+<p>
+— Acton non verrà, se non dopo avermi veduta;
+scendiamo.
+</p>
+
+<p>
+Scendemmo lestamente senza prevenire alcuno.
+La regina si ravvolse nel suo sciallo di casimiro perchè
+pioveva a torrenti e faceva freddo; entrammo
+nella carrozza, chiudemmo la portiera sollevando il
+vetro, ed il cocchiere partì al galoppo.
+</p>
+
+<p>
+La Regina s’era adagiata tutta in pensieri sul
+fondo della carrozza; si avrebbe potuto credere che
+dormisse, se di tempo in tempo non l’avesse agitata
+qualche sussulto nervoso, e in queste convulsioni
+bisbigliava, o la parola di imbecille che si applicava
+a suo marito: poi di tempo in tempo esclamava:
+O Nelson, bravo Nelson, non vi ha speranza
+che in lui.
+</p>
+
+<p>
+Io le stringeva la mano dicendole:
+</p>
+
+<p>
+— State tranquilla, signora, vi rispondo di lui
+come di me.
+</p>
+
+<p>
+Un’ora e mezza dopo la nostra partenza da Caserta
+arrivammo al palazzo reale.
+</p>
+
+<p>
+Prima di scendere dalla carrozza, la regina chiese
+se il capitano generale Acton era a palazzo.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span>
+</p>
+
+<p>
+Per fortuna vi era.
+</p>
+
+<p>
+— Ditegli che l’aspetto sul momento da me, disse
+la regina.
+</p>
+
+<p>
+E salimmo le scale.
+</p>
+
+<p>
+A tutti quelli che si presentarono per offrirle i
+loro servigi, tanto uomini che donne, la regina evitandoli
+rispondeva: grazie.
+</p>
+
+<p>
+Entrammo sole nel suo appartamento.
+</p>
+
+<p>
+L’usciere di servizio pose un candelabro su di un
+tavolo e chiese gli ordini della regina.
+</p>
+
+<p>
+— Non lasciate entrare che il signor Acton, milord
+Nelson e sir William Hamilton, rispose con quella
+nettezza d’accento e brevità di parole che indicavano
+in lei una forte emozione.
+</p>
+
+<p>
+Poi ella stessa pose su di una tavola delle penne,
+della carta ed un calamaio.
+</p>
+
+<p>
+— Scrivigli, mi disse.
+</p>
+
+<p>
+Presi la penna.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«Venite, gli scrissi; noi vi aspettiamo a palazzo,
+la regina ed io, per affari d’importanza.»
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Emma</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+— Cosa gli scrivi dunque? chiese la regina.
+</p>
+
+<p>
+— Gli scrivo di venire, ecco tutto.
+</p>
+
+<p>
+— Come, ecco tutto?
+</p>
+
+<p>
+— Non c’è bisogno di più.
+</p>
+
+<p>
+— Emma, Emma, disse la regina, tu lo lascerai
+sfuggire.
+</p>
+
+<p>
+— Non sono io il vostro piloto, sì o no?
+</p>
+
+<p>
+— Certamente... ma.
+</p>
+
+<p>
+— Allora non vi mischiate punto alla manovra,
+lasciate fare a me.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span>
+</p>
+
+<p>
+— Fate pure.
+</p>
+
+<p>
+Ma nel dare il suo consenso la regina fece un movimento
+di spalle che indicava che al mio posto
+avrebbe agito assai diversamente di me.
+</p>
+
+<p>
+Non m’inquietai punto.
+</p>
+
+<p>
+— Ora, le dissi, da chi V. M. farà portare questa
+lettera?
+</p>
+
+<p>
+— Ciò riguarda Acton. Dal porto militare ci vorranno
+meno di 10 minuti per andare a bordo del
+<i>Vanguard</i>.
+</p>
+
+<p>
+In quel momento Acton entrò.
+</p>
+
+<p>
+— Quale sventura, non è vero, signora? diss’egli
+avanzandosi verso la regina con un viso che indicava
+la sua inquietudine.
+</p>
+
+<p>
+— Sì, disse la regina, è immensa; il generale
+Mack è stato battuto, il re è arrivato or son due
+ore a Caserta dopo aver fatto prodigi di valore.
+</p>
+
+<p>
+E diede in uno scoppio di risa stridente e nervoso
+che le era famigliare nei momenti di suprema irritazione.
+</p>
+
+<p>
+E poichè Acton la osservava con uno stupore
+sempre crescente:
+</p>
+
+<p>
+— Saprete tutto in un istante; ma prima di tutto,
+gli dissi, fate portare questo viglietto a Lord Nelson.
+È necessario che egli possa attraversare il
+porto militare senza ostacolo.
+</p>
+
+<p>
+— Scenderò io in darsena, rispose il generale, e
+spedirò io stesso la barca che lo anderà a cercare
+e darò le mie istruzioni all’uffiziale.
+</p>
+
+<p>
+E il generale s’allontanò.
+</p>
+
+<p>
+— Ha questo di buono almeno che è obbediente,
+disse la regina seguendolo cogli occhi.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span>
+</p>
+
+<p>
+— Perchè non gli fate l’onore di chiamarlo affezionato,
+signora?
+</p>
+
+<p>
+— Perchè questa parola non esiste nel dizionario dei
+cortigiani.
+</p>
+
+<p>
+— Bene, ma il duca d’Ascoli?
+</p>
+
+<p>
+— Colui non è il cortigiano del re, è suo amico;
+quando il re è di buon umore, è d’Ascoli che gli
+dice le verità più dure; e non è come te, adulatrice,
+che non me ne dici mai.
+</p>
+
+<p>
+— È forse colpa mia se le più dure verità che
+si possono dire a V. M. sono delle lodi?
+</p>
+
+<p>
+La regina mi abbracciò, e cominciò a passeggiare
+in lungo ed in largo; si fermava di tempo in tempo
+innanzi al terrazzo, e gettava sguardi a traverso alle
+tenebre alla flotta inglese, di cui si riconosceva ciascun
+vascello dai suoi fanali di posizione e ad ogni
+volta esclamava:
+</p>
+
+<p>
+— O Nelson, la nostra sola speranza è in te.
+</p>
+
+<p>
+E poi ritornando verso di me:
+</p>
+
+<p>
+— Comprendi, mi disse, cinquanta due mila uomini,
+provveduti di tutto, ben nutriti, ben vestiti,
+ben pagati, e che si fanno battere da dieci o dodici
+mila Francesi, seminudi, senza soldo, senza pane, senza
+scarpe, senza munizioni; eccoli ora forniti di tutto
+fuorchè di scarpe, menochè i nostri soldati non si
+sieno levati le scarpe per fuggire più presto. Oh se
+fossi uomo mi sarei posta in mezzo a tutti questi
+vili, come avrei strappato le spalline a tutti questi
+uffiziali che son solamente buoni di fare scintillare
+alle parate i loro ricami di argento, ed a far sventolare
+al vento le loro piume di tutti i colori. Vi sono
+dei momenti, vedi, che, in parola d’onore, avrei volontà
+di montare a cavallo come mia madre Maria
+<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span>
+Teresa, e far vergogna a questo re fa niente, che
+non sa che andare a caccia, alla pesca, a far l’amore
+colle contadine. Sgraziatamente non ho a che
+fare cogli Ungheresi, ma con Napoletani.
+</p>
+
+<p>
+Intanto Acton entrò.
+</p>
+
+<p>
+— Eccomi, signora, disse; la lettera è spedita, e
+se lord Nelson mette a servire vostra Maestà la metà
+della premura che ci metterei io, in un quarto d’ora
+egli sarà qui. Intanto V. M. vorrà dirmi di che si
+tratta.
+</p>
+
+<p>
+La regina lo condusse nella camera vicina perchè
+voleva lasciarmi sola con Nelson; e poi forse aveva
+degli ordini, di quegli ordini segreti e terribili, che
+spesso io non conosceva se non quando erano eseguiti.
+</p>
+
+<p>
+Difatti seppi poi dopo che vi era stata questione
+fra la regina e il capitano generale, circa il corriere
+Ferrari, nelle cui mani si era sostituita la lettera
+redatta da sir William e dal generale Acton alla
+vera lettera scritta dall’Imperatore d’Austria; si temeva
+che Ferrari svelasse la frode, e che Ferdinando
+venisse in cognizione del vero, vale a dire, che invece
+di invitarlo a mettersi in campagna, suo nipote
+Francesco gli scriveva di non muoversi, non contando
+di dichiarare la guerra alla Francia, se non
+quando fossero arrivati i suoi alleati russi, vale a
+dire verso il mese di aprile e di maggio.
+</p>
+
+<p>
+Sarebbe stato adunque in questo istante, in cui
+restai sola ad aspettare Nelson, che sarebbe stata
+risolta la perdita di questo infelice.
+</p>
+
+<p>
+Racconterò a tempo e luogo la sua morte, e le circostanze
+terribili che l’accompagnarono.
+</p>
+
+<p>
+Era sola da un quarto d’ora, quando l’usciere
+<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span>
+entrò ed annunziò Sua grazia lord Nelson; immediatamente
+vidi sua signoria nel vano della porta.
+</p>
+
+<p>
+Era tutto ansante per la rapidità con cui aveva
+salito le scale, e la sua fisonomia alterata testimoniava
+la sua inquietudine.
+</p>
+
+<p>
+Prima che avesse aperto bocca gli aveva gettato
+le braccia al collo dicendogli:
+</p>
+
+<p>
+— Caro Nelson, la sola nostra speranza è riposta
+in voi.
+</p>
+
+<p>
+Mi strinse al suo cuore, di cui sentiva la palpitazione
+a traverso al suo uniforme, appoggiò le sue
+labbra convulse sui miei occhi, e come se avesse
+temuto di sorprendere una carezza, non già un sentimento
+d’amore; ma quell’emozione mi allontanò
+dolcemente da lui, e guardandomi con indefinibile
+espressione di passione, mi chiese:
+</p>
+
+<p>
+— Vediamo — che c’è, parlate ad un uomo, che
+darebbe la sua vita per la regina; ed esitò.... il suo
+onore per voi.
+</p>
+
+<p>
+— Oh, caro Nelson, esclamai, gli presi la mano e
+gliela volli baciare.
+</p>
+
+<p>
+Nel momento che fece per ritirarla, egli abbassò
+il capo, io rialzai il mio e le nostre labbra s’incontrarono.
+</p>
+
+<p>
+— Oh! esclamò Nelson alzandosi, e ritirandosi di
+qualche passo, voi mi rendete pazzo.
+</p>
+
+<p>
+Gli tesi la mano.
+</p>
+
+<p>
+— Che importa, gli dissi, se vi guarisco.
+</p>
+
+<p>
+Egli guardò intorno per vedere se fossimo soli.
+</p>
+
+<p>
+Compresi il suo sguardo e con un sorriso:
+</p>
+
+<p>
+— La regina e il capitano generale son là, gli
+dissi.
+</p>
+
+<p>
+E gl’indicai la camera vicina.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span>
+</p>
+
+<p>
+Egli mandò un sospiro, si avvicinò, mi strinse la
+vita col suo unico braccio, e invitandomi a sedere
+vicino a lui:
+</p>
+
+<p>
+— Mi avete fatto chiamare per chiedermi un servizio,
+mi disse, sono un egoista, per non esser venuto
+prima; in che vi potrei essere utile? Riparerò
+la mia colpa, parleremo più tardi della mia pazzia.
+</p>
+
+<p>
+— Quando vorrete, gli dissi con uno sguardo pieno
+di promessa, e se voi tardate troppo, sono io che
+vi parlerò per la prima.
+</p>
+
+<p>
+— State in guardia, mi disse; voi siete Partenope
+ed io non sono Ulisse.
+</p>
+
+<p>
+Poi facendo uno sforzo su di sè stesso:
+</p>
+
+<p>
+— Vediamo, vediamo, disse — Mack è battuto,
+non è vero? L’armata è in sfacelo; avete ricevuto
+un corriere del re?
+</p>
+
+<p>
+— Meglio ancora: il re è arrivato saranno tre ore
+a Caserta; tutto è perduto, in quindici giorni i Francesi
+saranno qui; la regina pensa a fuggire in Sicilia,
+e conto su di voi per condurla.
+</p>
+
+<p>
+— Vi andate voi? chiese Nelson.
+</p>
+
+<p>
+— Io non lascio la regina.
+</p>
+
+<p>
+— Ed io non vi lascio.
+</p>
+
+<p>
+— Qualunque ordine vi arrivi?
+</p>
+
+<p>
+— Dovessi stracciar le lettere senza aprirle.
+</p>
+
+<p>
+— Nelson! esclamai.
+</p>
+
+<p>
+E gli stesi le braccia.
+</p>
+
+<p>
+Egli si gettò sul mio cuore.
+</p>
+
+<p>
+— Ancora, mi disse egli, ancora, abbiate dunque
+pietà di me.
+</p>
+
+<p>
+— Nelson, non è per compassione che vi dico che
+io vi amo, è per riconoscenza... è.... per amore.
+</p>
+
+<p>
+Mise un grido, si lasciò sdrucciolare alle mie ginocchia,
+<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span>
+e baciandomi le mani, con deboli gridi che
+sembravano quasi gridi di dolore più che gridi di
+gioja.
+</p>
+
+<p>
+In questo momento la regina aperse un poco la
+porta e vedendo Nelson ai miei ginocchi, fece un
+movimento per ritirarsi.
+</p>
+
+<p>
+— Oh! entrate, entrate, signora, ho nulla da nascondere
+nè a voi nè al mondo. Nelson viene a dirmi
+che è per noi, ed io gli dico che io era per lui.
+Vostra Maestà sia abbastanza buona per dare la
+sua mano da baciare al nostro salvatore.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span></p>
+
+<h2>XIII.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Il giorno seguente si tenne consiglio di Stato. Il
+re espose la situazione, non tacque nulla del disastro.
+L’avrebbe reso anche più grande se fosse stato
+possibile.
+</p>
+
+<p>
+L’ammiraglio Caracciolo, come comandante le forze
+di mare, fu chiamato al consiglio. Siccome non aveva
+nulla a temere dalla parte di mare, poichè gl’Inglesi
+sorvegliavano il porto, propose di riunire i soldati
+di marina in un corpo di mille a mille e ducento
+uomini, di mettersi alla loro testa, e di muovere incontro
+ai Francesi. Impossessandosi delle strette
+degli Abruzzi prima che vi fosse giunto il grosso
+dell’armata napoletana, poteva mettere un ostacolo
+alla disfatta, e radunare colla forza i fuggitivi. Qualunque
+<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span>
+fosse il numero dei soldati perduti nei varii
+combattimenti contro i francesi, l’armata napoletana
+doveva essere ancor più forte almeno di quattro
+volte di quella da cui fuggiva.
+</p>
+
+<p>
+Il re respinse quest’offerta. Egli dubitava della
+devozione di Caracciolo, e lo supponeva di voler organizzare
+quella truppa per riunirsi con essa ai
+patriotti.
+</p>
+
+<p>
+Caracciolo offeso da quel sospetto, che non meritava,
+ritirandosi prima della fine del consiglio, dichiarò
+che si recava sul suo bastimento, ove aspettava
+gli ordini del re.
+</p>
+
+<p>
+Ma prima di andarvi si fece annunziare dalla regina.
+</p>
+
+<p>
+Anche dalla regina si teneva consiglio, ma questo
+consiglio si componeva soltanto della regina, di
+Nelson, di sir William e di me.
+</p>
+
+<p>
+Fin dal giorno antecedente la regina aveva stabilito
+col capitano generale la sua fuga e quella della
+sua famiglia.
+</p>
+
+<p>
+Essa esitava di ricevere l’ammiraglio Caracciolo,
+ma sir William Hamilton la decise a riceverlo.
+</p>
+
+<p>
+La regina allora mi prese pel braccio, esigendo la
+mia presenza al suo colloquio coll’ammiraglio, senza
+dubbio per fargli comprendere la persistenza di
+un’amicizia che invece di diminuire si aumentava,
+per avere degli avvisi diretti od indiretti che gli si
+potessero dare contro quest’amicizia.
+</p>
+
+<p>
+La pregai inutilmente di non espormi a qualche
+nuovo insulto da parte del principe napolitano; ma
+la regina mi dichiarò che così voleva, e che alla
+minima parola equivoca che sarebbe uscita dalla
+bocca dell’ammiraglio, egli sarebbe stato arrestato.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span>
+</p>
+
+<p>
+Ma fin dal primo momento era facile di scorgere
+che non vi era nulla di simile da temere da parte
+dell’ammiraglio; mai espressione più profonda di
+rispetto non fu impressa sopra nobile viso, quanto
+quella che potemmo leggere su quello di Caracciolo.
+</p>
+
+<p>
+— Signora, disse facendo un inchino, il re ci ha
+ora dato contezza dei disastri dell’armata; ma fortunatamente
+la vostra fedele marina è intatta. Io
+non sono chiamato a dar suggerimento a V. M., ma
+se Vostra Maestà mi facesse l’onore di consultarmi,
+le darei quello, dopo aver, ben inteso, tenuto fermo
+fino all’ultimo momento e di aver fatto tutto per
+riprendere la nostra rivincita. Le darei, dico, il consiglio
+di abbandonare i suoi stati di terra ferma e
+di rifugiarsi in Sicilia.
+</p>
+
+<p>
+— Tale è la nostra intenzione, signore, disse la
+regina.
+</p>
+
+<p>
+— Allora, riprese Caracciolo, facendo un altro inchino,
+allora supplicherei V. M. di voler onorare la
+<i>Minerva</i>, e di sceglierla per suo bastimento di trasporto.
+La <i>Minerva</i> è la miglior veliera di tutta la
+squadra napolitana, e nello stato in cui la battaglia
+d’Aboukir ha messo la flotta inglese, potrebbe gareggiare
+per velocità e sicurezza colle navi dello
+stesso lord Nelson; noi siamo in giorni di cattiva
+navigazione, conosco i nostri mari e direi quasi le
+nostre burrasche; nessuno dunque meglio di me potrebbe
+rispondere della sicurezza di V. M. e della
+sua augusta famiglia, ed io ne risponderò. In pochi
+giorni la fregata potrà essere accomodata in modo
+che V. M. vi possa trovarsi degnamente.
+</p>
+
+<p>
+La regina salutò in segno di riconoscenza.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span>
+</p>
+
+<p>
+— È inutile di dire, continuò Caracciolo, che se
+lady Hamilton e sir William credono, come è probabile,
+opportuno di seguire V. M., sarà un grande
+onore per me di riceverli a bordo; il più grande che
+potei ottenere, se non avessi avuto nello stesso
+tempo quello di ricevere V. M.
+</p>
+
+<p>
+Tutto ciò era stato detto in una maniera tanto
+nobile e rispettosa, che la regina non vi potè resistere
+e stese la mano all’ammiraglio.
+</p>
+
+<p>
+— Signore, gli disse, nel giorno del bisogno non
+dimenticherò la vostra offerta, intanto vi ringrazio
+in mio nome e in quello di lady Hamilton di avermela
+fatta; avete altra cosa da dirmi, o desiderate
+qualche cosa?
+</p>
+
+<p>
+— Ho a dire a V. M. che la supplico di credermi
+il suo più fedele servitore, e desidero di mettere ai
+suoi piedi i miei rispettosi omaggi.
+</p>
+
+<p>
+E salutando di nuovo la regina e me, l’ammiraglio
+s’avvicinava alla porta, unendo con un tatto squisito
+la dignità della sua persona alla venerazione
+dovuta alla maestà della regina.
+</p>
+
+<p>
+La regina lo seguì cogli occhi.
+</p>
+
+<p>
+— Questa prova di fedeltà e di rispetto mi commove
+ancora più per te che per me, disse la regina;
+ma avrei però voluto che l’ammiraglio non me la
+avesse data questa prova.
+</p>
+
+<p>
+Entrammo nella camera, ove avevamo lasciato sir
+William e lord Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Nelson sembrava visibilmente contrariato, e siccome
+la regina non fece parola del suo colloquio con
+Caracciolo, egli non osava interrogarla.
+</p>
+
+<p>
+— Signora, disse, spero che V. M. non dimenticherà
+<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span>
+che Ella si è rivolta a me pel primo e che pel
+primo mi son posto a sua disposizione:
+</p>
+
+<p>
+— State pur tranquillo, mio caro ammiraglio, rispose
+la regina.
+</p>
+
+<p>
+— Dunque, disse Nelson, ho la parola di V. M. che
+nessun bastimento, eccettuato quello che io comando,
+avrà l’onore di trasportare V. M. in Sicilia.
+</p>
+
+<p>
+— Voi l’avete, disse la regina; ma questa parola
+non impegna che me, sir William e Lady Hamilton,
+io non so quali sieno le intenzioni del re, su di cui
+non posso portare influenza.
+</p>
+
+<p>
+— Vostra Maestà mi permetterà dunque che agisca
+di conseguenza.
+</p>
+
+<p>
+— Fate pure, e siamo sicure che tutto ciò che farete,
+sarà per nostro bene.
+</p>
+
+<p>
+— Dimanderò alla regina il permesso di scrivere
+una lettera, di cui avrà la bontà di prendere cognizione.
+</p>
+
+<p>
+Preparai sopra una tavola, a parte, delle penne,
+dell’inchiostro e della carta, e feci segno a Nelson
+che tutto era pronto.
+</p>
+
+<p>
+Lord Nelson si sedette innanzi alla tavola, facendomi
+segno che potevo leggere, intanto che le parole
+uscivano dalla sua penna.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Napoli, dicembre 1798
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mio caro Troubridge,
+</p>
+
+<p>
+«Le cose sono qui in uno stato così critico, che
+desidero che voi mi raggiungiate senza alcun ritardo,
+lasciando la <i>Tersicore</i> a Livorno per ricondurre il
+Granduca: questa misura è indispensabile, e probabilmente
+vi manderò subito il comandante Campbell
+per fare questo servigio.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Il re è ritornato, e le cose vanno alla peggio: per
+l’amor di Dio sbrigatevi, avvicinatevi a Napoli colla
+più grande prudenza. Io sarò probabilmente a Messina;
+ma in ogni caso informatevene quando passerete
+per le isole Lipari, onde sapere se siamo a Palermo.
+</p>
+
+<p>
+«Avvertirete Gage di operare colla maggior secretezza,
+che scriva a Windsham, dandogli le istruzioni
+necessarie sulla situazione in cui ci troviamo,
+perchè anch’egli agisca colla maggior secretezza
+possibile.
+</p>
+
+<p>
+«Tutti uniscono il loro affetto ed il loro rispetto
+a quello del vostro fedele amico
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La seconda lettera era diretta al capitano Ball
+colla stessa raccomandazione.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Molto segreta
+</p>
+
+<p class="indr">
+«Napoli, dicembre 1798
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mio caro Ball,
+</p>
+
+<p>
+«Desidero che m’inviate direttamente il Golia, e
+che diate ordine a Foley d’incrociare fuori del faro
+di Messina, fino a nuovo avviso. È possibilissimo
+che mi vedrà <i>con altri</i>; la situazione di questo paese
+è tristissima, quasi tutti sono traditori o vili.
+</p>
+
+<p>
+«Che Dio vi benedica; tenete segreto tutto ciò,
+dite solamente a Foley di non avvicinarsi a Napoli
+senza grande precauzione.
+</p>
+
+<p>
+«Non ho ricevuto nulla dall’Inghilterra; io sono
+qui coll’<i>Alcmena</i> e coi Portoghesi. Tutta la casa
+si unisce al vostro fedele amico per dirvi mille cose
+gentili.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson</span>.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Il cutter la <i>Flora</i> si è perduto, e non ho nulla da
+mandarvi; se poteste spedirmi l’incendiario, ma
+sopra tutto nessun bastimento napolitano. <i>Quelli
+della marina sono tutti traditori</i>; insomma tutto è
+corruzione.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Si vede dalla linea, o piuttosto nelle linee che sottosegnamo,
+nascere quell’odio della marina inglese
+contro la marina napoletana e apparire i primi lampi
+di gelosia di Nelson contro Caracciolo, gelosia che
+fu tanto fatale a quest’ultimo.
+</p>
+
+<p>
+È inutile di dire che queste lettere sono copiate
+agli autografi di Nelson. Nelson mi diè queste due
+lettere che rimisi a sir William perchè ne spiegasse
+alla regina i passi che potessero parerle oscuri:
+Nelson scriveva con un laconismo, che nella sua
+propria lingua facevalo talvolta incomprensibile ai
+compatriotti, a più forte ragione agli stranieri.
+</p>
+
+<p>
+Mentre la regina, aiutata da sir William, leggeva
+le due lettere su riferite, Nelson era rimasto pensoso,
+agitando la penna fra le dita, e pareva esitar
+a scriverne una terza.
+</p>
+
+<p>
+Finalmente si decise.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«<i>A lord Spencer</i>
+</p>
+
+<p class="indr">
+«Napoli, 10 dicembre 1798
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Caro Lord
+</p>
+
+<p>
+«Permettete che in due parole v’informi di quanto
+è accaduto.
+</p>
+
+<p>
+«L’esercito napoletano è stato pienamente disfatto
+da’ Francesi, ed i fuggiaschi non tarderanno ad arrivar
+in Napoli, inseguiti dai vincitori. In questa
+<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span>
+crudele congiuntura, la regina m’ha fatto promettere
+di non abbandonarla prima che non tornino
+giorni più lieti. Il re è giunto la scorsa notte, messaggiero
+della propria sciagura. Pare sia stato incalzato
+tanto da vicino che egli fu obbligato a
+scambiar i suoi abiti con un suo ciambellano. Lo
+vedete, per ricorrer ad un partito tanto estremo,
+bisogna che il pericolo sia stato reale.
+</p>
+
+<p>
+«Spero dunque che l’Ammiragliato non farà difficoltà
+perchè io resti presso la regina, alla quale,
+d’altronde, ho impegnato la mia parola. Aiutatemi
+con l’alta vostra influenza a mantenerla, ancorchè
+io sia stato imprudente. Appena ci verranno notizie
+più complete, ve le farò tenere.
+</p>
+
+<p>
+«Con tutti i sentimenti d’un profondo rispetto,
+mi dico.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«Vostro fedele servitore<br>
+«<span class="smcap">O. Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Queste tre lettere provvedevano a tutti gli avvenimenti.
+La regina ne ringraziò Nelson, e presa questa
+prima disposizione, si attese con maggior tranquillità.
+</p>
+
+<p>
+Il consiglio del re non aveva preso alcuna determinazione,
+ciò gli sarebbe riuscito difficile, perchè non si sapeva
+in fine dei conti, ciò che il re stesso sapeva;
+ciòè che l’armata era stata battuta e scompigliata.
+Si compilò pertanto un manifesto così bizzarro, che
+io mi dimando ancora a me stessa a quale scopo
+sia stato fatto.
+</p>
+
+<p>
+Eccolo.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span>
+</p>
+
+<p>
+Era anche datato da quattro giorni, e doveasi ritenere
+come se fosse scritto e pubblicato a Roma.
+</p>
+
+<p>
+«Mentre era nella capitale del mondo cristiano
+occupato a proteggere la Santa Chiesa, i Francesi,
+coi quali ho fatto tutto per vivere in pace, hanno
+minacciato di penetrare negli Abruzzi; io moverò
+incontro ad essi con una armata numerosa per sterminarli;
+ma attendendo che i miei popoli corrano
+alle armi, e che volando in aiuto della religione difendano
+il re, il loro padre, che è pronto a sagrificare
+la vita per conservare ai loro sudditi i loro
+altari, i loro beni, la loro libertà, l’onore delle loro
+donne, chiunque abbandonerà le sue bandiere sarà
+punito come ribelle e nemico della Chiesa e dello
+Stato.»
+</p>
+
+<p>
+Questo manifesto fu affisso sopra tutti i muri, nel
+momento in cui soltanto alcuni sordi rumori sull’avvenimento
+erano giunti a Napoli.
+</p>
+
+<p>
+La notizia del disastro scoppiò poi come una
+bomba.
+</p>
+
+<p>
+Ciò che aveva detto il generale Mack era vero.
+</p>
+
+<p>
+L’armata napolitana non vi era più; non già che
+fossero state grandi le perdite che avea fatte sul
+campo di battaglia; aveva perduto soltanto mille
+uomini; ma composta di elementi completamente
+eterogenei, si era rotta al primo colpo, e disciolta
+come un fumo: nulla impediva adunque ad un nemico
+che si diceva empio, crudele, profanatore della
+religione, persecutore dei suoi ministri, d’invadere
+il regno e di penetrare fino a Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Il re lo sapeva tanto bene che, rinunziando di difendersi
+colle armi terrestri, rimise la sua causa
+<span class="pagenum" id="Page_136">[136]</span>
+nelle mani di Dio, ordinò preghiere per le chiese,
+onde calmare la collera celeste, ed invitò i preti ed
+i frati più noti per la loro eloquenza, di salire sul
+pergamo, e di predicare nelle chiese e per istrada,
+eccitando con tutti i mezzi possibili il popolo a difendere
+la capitale.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span></p>
+
+<h2>XIV.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Si comprende l’effetto che fece sulla popolazione
+di campagna e della città la pubblicazione del manifesto
+reale e la predica dei preti e dei frati nelle
+chiese e per le piazze.
+</p>
+
+<p>
+Si è veduto qual fosse lo spirito del ceto medio e
+illuminato di Napoli, da ciò che abbiamo raccontato
+in proposito dell’arresto dei giacobini e delle esecuzioni
+di Emmanuele de Deo, di Gagliani e di Vitagliano;
+ma tutta la classe del lazzaroni, vale a dire
+la più numerosa, centomil’anime all’incirca, erano
+per il re, e consideravano i francesi come empii, eretici
+e scomunicati.
+</p>
+
+<p>
+Il manifesto del re non era che un appello al brigantaggio;
+ora il brigantaggio è cosa nazionale negli
+<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span>
+Abruzzi, nel Masico e nella Terra di Lavoro. Ognuno
+prese il fucile, la scure ed il coltello e si mise
+in campagna, senza altro scopo che la distruzione,
+senz’altro eccitamento che il saccheggio, secondando
+il suo capo senza obbedirgli, seguendo il suo esempio
+e non i suoi ordini. Masse di soldati erano fuggiti
+innanzi ai francesi; ed ora uomini isolati movevano
+contro di loro; una armata si era dispersa, un popolo
+usciva dalla terra.
+</p>
+
+<p>
+Quanto avveniva poi in città; era una confusione
+spaventevole quella di vedere tutta una classe intiera
+della società, il mezzo ceto, circa un terzo di
+Napoli, quelli che si dicevano patriotti e gli altri chiamavano
+giacobini, stavano rinchiusi temendo di
+esporsi, mostrandosi, al furor del popolo, che la
+sola vista di un pantalone o di una testa acconciata
+alla Tito bastava ad aizzarlo al suo più alto grado.
+</p>
+
+<p>
+Si formarono degli assembramenti su tutte le
+piazze al largo Castello, al largo della Trinità, al
+largo delle Pigne, al mercatello, al vecchio mercato,
+a largo di Palazzo; infine dovunque vi era spazio
+eravi un palco, e su di esso predicava un frate col
+crocifisso in mano.
+</p>
+
+<p>
+Gli assembramenti ingrossavano enormemente;
+un lazzarone s’improvvisava capo, si metteva alla
+loro testa, e percorreva le vie di Toledo, di Chiaia,
+di S. Lucia, gridando: Viva il re! morte ai giacobini!
+morte ai francesi! Innanzi a questi attruppamenti,
+tutte le botteghe, tutte le finestre si chiudevano;
+e giunta la sera, si era in dicembre con un
+tempo piovoso e freddo, si accesero grandi fuochi,
+e intorno ad essi si passava la notte, bevendo, cantando
+ed urlando.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span>
+</p>
+
+<p>
+La regina, guardando spesso dalle finestre, si spaventava
+anch’essa di questa tempesta, che contribuiva
+a sollevare, senza sapere, se sotto quegli
+impeti burrascosi non si sarebbe rovesciato anche
+il trono.
+</p>
+
+<p>
+Però alla vista di quella sollevazione generale, alle
+notizie che arrivavano dalle provincie, il re riprendeva
+un po’ di coraggio. Lasciava intravedere la possibilità
+di organizzare tutti i mezzi di resistenza che
+il fanatismo metteva a sua disposizione, e di aspettare
+i francesi.
+</p>
+
+<p>
+I contadini continuavano a far miracoli di fanatismo,
+e gli ufficiali dei prodigi di viltà.
+</p>
+
+<p>
+Tschudy, vecchio colonnello svizzero che comandava
+a Gaeta, ne aveva aperte le porte, malgrado
+la sua riputazione di imprendibile.
+</p>
+
+<p>
+Civitella del Tronto, fortezza situata in cima ad
+un monte inaccessibile, era difesa da uno spagnuolo,
+di cui non mi ricordo più il nome: dopo dieci ore
+di assedio, si arrese prigioniero di guerra con tutta
+la guarnigione.
+</p>
+
+<p>
+Il comandante Pricard, governatore del forte di
+Pescara, non aspettò nemmeno che l’assedio fosse
+incominciato: si arrese alle prime dimostrazioni
+ostili.
+</p>
+
+<p>
+Ma in cambio, i contadini abbruciavano, scannavano,
+massacravano tutto quanto cadeva loro nelle
+mani; si erano impadroniti della città di Teramo,
+che avevano ripreso ai francesi; il ponte fortificato
+di Teramo era caduto nelle loro mani; avevano spezzato
+la catena dei battelli che lo componevano, ed i
+battelli dispersi erano andati per la corrente. Una
+massa di volontari era uscita da Terra di Lavoro;
+percorreva la linea del Garigliano abbrucciando i
+<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span>
+ponti, imboscandosi intorno alle strade, assassinando
+i messaggieri, gli uomini isolati, e fin anche piccoli
+distaccamenti di soldati.
+</p>
+
+<p>
+D’altra parte; se Gaeta, Civitella del Tronto e Pescara
+si erano rese, Capua teneva fermo, e Macdonald
+aveva sofferto un rovescio sotto le sue mura;
+Duhesme era giunto innanzi a Capua con due ferite
+ancor sanguinose, il generale Maurizio Mathieu ebbe
+spezzato il braccio da un colpo di fuoco; il colonnello
+d’Arnaud era stato fatto prigioniero, il generale
+Boisregard era stato ucciso e Championnet usciva
+tutto ansante dalla Terra di Lavoro, pronunziando i
+nomi ancora ignoti di fra Diavolo e di Mammone,
+che più tardi dovevano diventar tanto celebri.
+</p>
+
+<p>
+Il prestigio si dileguava. Se i francesi erano sempre
+invincibili, per lo meno, non erano invulnerabili.
+</p>
+
+<p>
+Dicevasi, che l’armata francese raccoglievasi intorno
+a Capua, non già coll’intenzione di prenderla;
+ma per prepararsi una ritirata onorevole in mezzo
+a popolazioni sollevate.
+</p>
+
+<p>
+Tutte queste notizie davano coraggio a Napoli, il
+re era talmente amato, che non soltanto compensava
+l’impopolarità di Acton e della regina, ma la
+faceva anche dimenticare. Quella fuga del re che
+gli aveva fatto un torto immenso presso tutte le
+persone intelligenti, lo aveva reso ancor più caro
+a’ lazzaroni, i quali andavano ripetendosi a vicenda
+che il re, tradito dalla sua armata, era venuto a rifugiarsi
+in mezzo ai suoi cari lazzaroni. D’altra
+parte le persone intelligenti del partito del re, ve
+ne era ancora un certo numero a Napoli, dicevano
+che vi erano ancora quarantamila uomini almeno
+nelle mani di Mack e di Damas, che Naselli poteva
+<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span>
+ricondurne otto o dieci mila dalla Toscana, che le
+bande armate si erano sollevate all’appello del re,
+e correvano la campagna, e poteva ammontare a
+quindici mila uomini almeno. Tutta questa forza
+riunita a sessantacinque mila uomini almeno, appoggiata
+ad una città di cinquecento mila abitanti,
+ed alla triplice flotta inglese, portoghese e napolitana.
+</p>
+
+<p>
+Era evidente che in questo oceano di uomini, dieci
+o dodici mila francesi sarebbero tosto dispersi ed
+inghiottiti.
+</p>
+
+<p>
+Ma ciò non rassicurava ancora la regina, sentiva
+che oltre all’odio che aveva per i napolitani, i napolitani
+anch’essi l’odiavano, Acton aveva con essa
+il sentimento di quest’odio, inoltre fin dai primi
+momenti la paura si era impossessata degl’inquisitori
+di Stato, Castelcicala, Vanni, Guidobaldi, si
+sentivano circondati da vendette segrete, ognuno
+tremava per l’avvenire e creava un progetto di
+fuga.
+</p>
+
+<p>
+Nelson che rispondeva di tutto in Sicilia, non rispondeva
+di nulla a Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Ma se il re fosse rimasto a Napoli nessuno avrebbe
+osato di lasciarlo.
+</p>
+
+<p>
+Bisognava dunque decidere il re con qualche spettacolo
+terribile che lo spaventasse, e lo cacciasse
+per così dire da Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Non posso affermar nulla di quanto sono per raccontare,
+se vi fu delitto, fu deliberato ed eseguito
+fra la regina ed Acton; io non ne so nulla, e quasi
+direi che non ci credo nemmeno.
+</p>
+
+<p>
+Ho già detto una parola dell’imbarazzo che cagionava
+<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span>
+Ferrari per aver consegnato al re un dispaccio
+falso.
+</p>
+
+<p>
+Se in simili circostanze il re venisse a sapere che
+in un modo o nell’altro era stato ingannato, la sua
+collera poteva diventare terribile.
+</p>
+
+<p>
+Ho già raccontato che alla sera del 19 era giunto
+un dispaccio da Vienna. La regina che stava in
+guardia su tutto ciò che veniva da quella parte, lo
+sorprese.
+</p>
+
+<p>
+Se questo dispaccio fosse giunto nelle mani del
+re, gli avrebbe rivelato tutto. L’imperatore scrivevagli
+che agendo prematuramente aveva tradito la
+causa dell’Europa, e meritava di essere abbandonato
+al suo destino.
+</p>
+
+<p>
+Da quel momento Ferrari, che non era che giudicato,
+fu condannato, e la sua morte fu destinata
+a spaventare il re.
+</p>
+
+<p>
+Lo ripeto, in tutto questo affare, non parlo che
+per quanto ho udito a dire. Io pensava in silenzio
+su questo fatto, non potendo dire con certezza la
+verità, come in altre cose in cui presi parte.
+</p>
+
+<p>
+Credo di aver parlato di un certo Pasquale De Simone,
+che la regina teneva al suo servizio, e per
+questa ragione era chiamato lo sbirro della regina.
+</p>
+
+<p>
+Egli ricevette, si dice, cinque mila ducati, con ordine
+di spargerne una parte fra il popolo, e particolarmente
+fra gli uomini del porto ed i marinai.
+</p>
+
+<p>
+Si trattava di disfarsi d’un uomo che Pasquale
+de Simone indicava alla collera del popolo, trattandolo
+da giacobino.
+</p>
+
+<p>
+Al venti, verso le dieci di mattino, Ferrari usciva
+di palazzo, latore di un viglietto del capitano generale
+per lord Nelson.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span>
+</p>
+
+<p>
+Pasquale de Simone lo aspettava alla via del Piliero,
+vale a dire sull’angolo della banchina in faccia
+al molo.
+</p>
+
+<p>
+Con un segno, fece conoscere ai marinai, indicando
+Ferrari, che era l’uomo in questione.
+</p>
+
+<p>
+I marinai risposero con un altro segno che avevano
+compreso.
+</p>
+
+<p>
+Ferrari senza alcun sospetto, saltò dalla banchina
+in una barca, ordinò ai due marinai di condurlo a
+bordo del bastimento di Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Costoro vollero essere pagati anticipatamente.
+</p>
+
+<p>
+Ferrari diede loro quattro carlini: era pagarli ad
+esuberanza.
+</p>
+
+<p>
+I marinai pretendevano una piastra.
+</p>
+
+<p>
+— Badate a quel che fate, disse Ferrari, io sono
+corriere di S. M.
+</p>
+
+<p>
+— Tu? rispose un marinaio incoraggiato da un segno
+di Pasquale De Simone: ti conosciamo, sei un
+giacobino.
+</p>
+
+<p>
+Appena fu pronunziata questa parola, che era il
+segnale dell’assassinio, che venti coltelli brillarono,
+e l’infelice Ferrari cadde tutto crivellato dai colpi.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno prima vi era stata una grande dimostrazione,
+che aveva poco confermato il re nella sua
+risoluzione di rimanere a Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Una folla immensa di popolo si era riunita sulla
+piazza del palazzo gridando, Viva il re! morte ai
+giacobini! chiedendone i nomi per massacrarli dal
+primo fino all’ultimo, facendo comprendere che una
+volta sterminati i nemici interni, era facile distruggere
+i nemici esterni.
+</p>
+
+<p>
+A queste grida furiose di amore e di odio mandate
+dalla moltitudine, il re si era mostrato al balcone
+<span class="pagenum" id="Page_144">[144]</span>
+ringraziando il popolo col gesto e colla voce
+ed aveva mandato il Principe Pignatelli in mezzo a
+quella moltitudine colla missione di parlare ai suoi
+capi, e dir loro che la partenza del re, di cui si era
+parlato prematuramente era lungi dall’essere una
+cosa decisa, e che secondo ogni probabilità, se il re
+era sicuro di essere sostenuto dal popolo, egli resterebbe.
+</p>
+
+<p>
+E il popolo aveva gridato:
+</p>
+
+<p>
+— Per Dio e pel re siamo pronti a farci ammazzare
+dal primo all’ultimo!
+</p>
+
+<p>
+Questa dimostrazione aveva molto spaventato la
+regina e tutto il partito della fuga.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno dopo, alla stessa ora, il re intese questo
+stesso sordo rumore, accompagnato da quegli urli
+e clamori, in cui dà la moltitudine di ogni paese e
+particolarmente quella di Napoli. Egli credette ad
+una dimostrazione inoffensiva, ed almeno offensiva
+soltanto in parole, e si pose come di solito al balcone.
+</p>
+
+<p>
+La folla veniva questa volta dalla parte del teatro
+S. Carlo, e trascinava qualche cosa di informe che
+il re cercava invano di distinguere.
+</p>
+
+<p>
+Si udivano queste grida:
+</p>
+
+<p>
+— Il giacobino! a morte il giacobino!
+</p>
+
+<p>
+Il re cominciò a comprendere che questo oggetto
+informe, seminudo e insanguinato, trascinato nel
+fango, poteva essere un uomo.
+</p>
+
+<p>
+Ma il corpo di quest’uomo, se in fatti era un corpo,
+non poteva essere che quello di un nemico. E il re
+Ferdinando era un poco dell’avviso del re Carlo IX,
+che diceva visitando il cadavere dell’ammiraglio: — «Il
+cadavere di un nemico non puzza mai.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span>
+</p>
+
+<p>
+Accolse dunque la folla col suo sorriso abituale
+ma per rispondere convenientemente a questo sorriso,
+la folla solleva il cadavere in piedi: il re dopo
+un momento di esitazione riconobbe Ferrari, e mandò
+un grido lasciandosi cadere, colle mani sugli occhi,
+su di un seggiolone.
+</p>
+
+<p>
+La regina aspettava questo momento, entrò, prese
+il re per un braccio, e lo condusse quasi a forza alla
+finestra.
+</p>
+
+<p>
+— Vedete, gli disse, si comincia dai nostri servitori,
+e si finirà con noi; ecco la sorte che è serbata
+a voi, a me e ai nostri figli.
+</p>
+
+<p>
+— Date gli ordini, e partiamo, gridò Ferdinando
+chiudendo la finestra e rifugiandosi nel suo appartamento.
+</p>
+
+<p>
+La partita era guadagnata.
+</p>
+
+<p class="pad2 center large">
+FINE DEL SESTO VOLUME.
+</p>
+
+<hr class="silver">
+
+<div class="footnotes">
+
+<h2>
+NOTE:
+</h2>
+
+<div class="footnote" id="note1">
+<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>.&#160;&#160;</span>Posti fuor dalla legge.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note2">
+<p><span class="label"><a href="#tag2">2</a>.&#160;&#160;</span>Non si deve dimenticare che è la moglie dell’ambasciatore
+d’Inghilterra che parla, l’amica frenetica della regina Carolina.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note3">
+<p><span class="label"><a href="#tag3">3</a>.&#160;&#160;</span>Giuseppe Buonaparte abitava nel Palazzo Corsini.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note4">
+<p><span class="label"><a href="#tag4">4</a>.&#160;&#160;</span>I love you. — Vi amo.</p>
+</div>
+
+<div class="footnote" id="note5">
+<p><span class="label"><a href="#tag5">5</a>.&#160;&#160;</span>Il principe Leopoldo.</p>
+</div>
+</div>
+
+<div class="tnote">
+<p class="tntitle">
+Nota del Trascrittore
+</p>
+
+<p>
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione
+minimi errori tipografici.
+</p>
+
+<p>
+Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
+</p>
+</div>
+
+<div style='text-align:center'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 76094 ***</div>
+</body>
+</html>
+