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authornfenwick <nfenwick@pglaf.org>2025-05-14 10:21:58 -0700
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+<html lang="it">
+<head>
+ <meta charset="UTF-8">
+ <title>Memorie di Emma Lyonna, vol. VII | Project Gutenberg</title>
+ <link rel="icon" href="images/cover.jpg" type="image/x-cover">
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+<div style='text-align:center'>*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 76095 ***</div>
+
+<div class="booktitle">
+<h1>
+MEMORIE DI EMMA LYONNA
+<span class="smaller">VOL. VII.</span>
+</h1>
+</div>
+
+<hr class="silver">
+
+<div class="titlepage">
+<p class="main-t">
+<span class="small">MEMORIE</span><br>
+<span class="xx-small">DI</span><br>
+EMMA LYONNA
+</p>
+
+<p class="pad2 small">
+DI
+</p>
+
+<p class="pad1 x-large">
+ALESSANDRO DUMAS
+</p>
+
+<p class="pad2 small">
+UNICA EDIZIONE AUTORIZZATA IN ITALIA.
+</p>
+
+<p class="pad1">
+Vol. VII.
+</p>
+
+<p class="pad4">
+<span class="large">MILANO</span><br>
+G. DAELLI e C. EDITORI<br>
+<span class="small">MDCCCLXIV.</span>
+</p>
+</div>
+
+<div class="verso">
+<hr class="mid">
+<p>
+Proprietà letteraria — G. DAELLI e C. Editori.
+</p>
+
+<p>
+STEREOTIPIA G. DASSI E C.
+</p>
+
+<p>
+TIP. GUGLIELMINI.
+</p>
+<hr class="mid">
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span>
+</p>
+
+<p class="title">
+MEMORIE<br>
+DI<br>
+EMMA LYONNA
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span></p>
+
+<h2>I.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Presa questa decisione, la regina scrisse subito a
+lord Nelson, che corse a palazzo colla sua solita
+premura.
+</p>
+
+<p>
+La regina gli annunziò ufficialmente la sua partenza,
+ma non si era ancor fissato il giorno.
+</p>
+
+<p>
+Ma invece del giorno avrei dovuto dire la notte,
+perchè si era stabilito che la famiglia reale lasciasse
+Napoli, senza far conoscere a nessuno la sua fuga.
+</p>
+
+<p>
+La regina si rivolgeva a Nelson e non a Caracciolo
+per molti motivi. Il primo era forse l’antipatia
+che le ispirava il principe napolitano, quantunque
+fosse obbligata a render giustizia alla nobiltà del
+suo carattere. Ma il secondo, e probabilmente il principale,
+era che la regina non voleva far conoscere
+<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span>
+ai napolitani le ricchezze che portava seco, temendo
+che se ne spargesse la voce per la città.
+</p>
+
+<p>
+Il trasporto degli oggetti più preziosi dovea farsi
+nella stessa sera, e Nelson mandò nello stesso momento
+quell’ordine al capitano Hope comandante
+l’<i>Alcmena</i>.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«<i>Secretissimo</i>
+</p>
+
+<p>
+«Tre barche, e il piccolo cutter dell’<i>Alcmena</i> armate
+con armi bianche soltanto, per trovarsi alla
+Vittoria alle sette e mezzo precise. — Una sola barca
+accosterà la banchina, le altre si rimarranno ad una
+certa distanza — i remi drizzati — la piccola barca
+del <i>Vanguard</i> resterà alla banchina — tutte le barche
+sieno riunite a bordo dell’<i>Alcmena</i>, pria delle
+sette, sotto gli ordini del comandante Hope — <i>I
+grappini nelle scialuppe</i>.
+</p>
+
+<p>
+«Tutte le altre scialuppe del <i>Vanguard</i> e dell’<i>Alcmena</i>
+armate di coltellacci e i canotti con caronate
+riunite a bordo del <i>Vanguard</i>, al comando del capitano
+Hardy che se ne allontanerà alle otto e mezzo
+<i>precise per prender il mare a mezzo cammino verso
+Molosiglio. — Ogni scialuppa deve portare da 4 a 6
+soldati</i>.
+</p>
+
+<p>
+«<i>Se nel caso avrete bisogno di assistenza, fate dei
+segnali per mezzo di fuochi.</i>
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson</span>.
+</p>
+
+<p>
+«<i>L’Alcmena pronta a partire la notte se è necessario.</i>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Il ritrovo era stato fissato alla Vittoria, perchè la
+banchina della Vittoria era precisamente in faccia
+al palazzo dell’ambasciata d’Inghilterra, e che senz’essere
+<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span>
+osservati, vi si potea portare o far portare
+le gioie più preziose della regina, che essa mi dovea
+mandare nella giornata, racchiuse in due o tre
+cassette.
+</p>
+
+<p>
+Ma siccome si contava di trasportare tutti gli oggetti
+più preziosi, le statue, i quadri che si potrebbero
+riunire, bisognava trovare un’altra via.
+</p>
+
+<p>
+Un’antica tradizione diceva che esisteva sotto al
+palazzo un sotterraneo che comunicava col mare.
+</p>
+
+<p>
+Bisognava trovarlo; questa stessa tradizione diceva
+che il sotterraneo, dal tempo della dominazione
+spagnuola, non era stato mai aperto.
+</p>
+
+<p>
+La regina fece venire il più vecchio dei servi del
+palazzo; era un uomo sui ottantaquattro anni, e per
+conseguenza era nato nel 1714, ed aveva ventun anno
+quando il re Carlo III era stato nominato re di Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Egli era un fabbro del palazzo, e godeva il suo
+ritiro; ma suo figlio, che aveva cinquantott’anni, lo
+aveva rimpiazzato nel suo posto al palazzo.
+</p>
+
+<p>
+Il vecchio si richiamò tutti i suoi ricordi, e promise
+di trovare il passaggio coll’aiuto di suo figlio,
+di cui rispondeva come di se stesso. Per quanto
+se lo poteva ricordare, questo passaggio era largo
+una tesa ed alto otto o nove piedi.
+</p>
+
+<p>
+Le statue ed i quadri potevano passare per di là.
+</p>
+
+<p>
+Il vecchio ricevette l’ordine di mettersi alla ricerca
+del sotterraneo e di prevenire la regina non
+appena l’avesse trovato.
+</p>
+
+<p>
+Mezz’ora dopo il vecchio ritornò. La porta era
+stata riconosciuta; suo figlio aspettava l’ordine della
+regina per aprirla, giacchè naturalmente non si
+sapeva ciò che fosse divenuto della chiave.
+</p>
+
+<p>
+La regina non voleva confidare l’esplorazione del
+<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span>
+sotterraneo a nessuno, ma la sua presenza avrebbe
+dato una importanza troppo grande all’operazione.
+Perciò me ne incaricai io; si presero delle torcie, e
+discesi col vecchio.
+</p>
+
+<p>
+Il sotterraneo comunicava colle cantine del palazzo,
+e la porta era nascosta da una serie di barili vuoti,
+che caddero in polvere appena che furono toccati,
+dopo circa tre quarti di secolo che erano là.
+</p>
+
+<p>
+Ordinai al fabbro di aprire il cancello, il che si
+fece non senza una certa difficoltà, poichè la ruggine
+aveva invaso la serratura ed i cardini.
+</p>
+
+<p>
+Infine cedette.
+</p>
+
+<p>
+Per un istante, al momento d’inoltrarmi in questo
+passaggio oscuro o mefitico, il coraggio mi mancava;
+mi sembrava che su quella terra viscosa avrei
+trovato ogni sorta di rettili.
+</p>
+
+<p>
+Inoltrai col più giovane dei due uomini, il vecchio
+rimase di guardia alla porta.
+</p>
+
+<p>
+Il sotterraneo faceva dei giri che ne raddoppiavano
+la lunghezza; l’aria era umida, e alcune goccie
+gelate cadevano dalla volta.
+</p>
+
+<p>
+M’accorsi che mi avvicinava all’estremità opposta
+dal volo di tre o quattro pipistrelli che svegliai
+nel loro covo, i quali ne risvegliarono delle centinaia.
+Di giorno si rifugiavano in quell’oscuro passaggio,
+e di sera uscivano fra le sbarre del cancello che
+metteva al porto militare.
+</p>
+
+<p>
+Malgrado l’orrore che mi ispirava questo lugubre
+volo, continuai la mia via, e vidi subito la luce.
+</p>
+
+<p>
+Come si era detto, l’apertura opposta dava sul
+mare e sulla banchina larga da dodici a quindici
+piedi al più, presentava tutta la facilità possibile di
+<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span>
+trasportare tutto ciò che si voleva a bordo delle
+scialuppe che potevano accostare lo scaricatoio.
+</p>
+
+<p>
+Nella stessa sera si potrebbe incominciare il trasporto,
+facendo portare le casse in cantina.
+</p>
+
+<p>
+Salii per annunziare questa buona notizia alla regina,
+che dichiarò che sarebbe morta di paura,
+avendo il più profondo orrore pei pipistrelli.
+</p>
+
+<p>
+Difatti fu quest’orrore della regina per simili animali
+che impedì alla famiglia reale di approfittare
+per la sua fuga del nuovo cammino, di cui io era,
+se non il Cristoforo Colombo, almeno il Vasco de
+Gama.
+</p>
+
+<p>
+Tutta la giornata fu impiegata a far le casse, in
+cui si racchiuse tutto ciò che si potè procurare in
+oro al banco, al monte di pietà, e in tutti gli stabilimenti
+pubblici e privati, ove si potè trovarne.
+</p>
+
+<p>
+Del resto, fin dal 19, i maestri velieri erano stati
+incaricati di preparare le cabine pel re, per la
+regina e per la famiglia reale a bordo del <i>Vanguard</i>.
+I pittori erano stati posti al carré degli uffiziali sotto
+la poppa quadrata, destinata a diventare il salone
+della famiglia reale, e nella notte dal giovedì al venerdì
+le prime casse furono portate a bordo.
+</p>
+
+<p>
+Fu il conte di Thurn che si occupò di questo trasporto,
+pel quale, l’ho già detto, non volle impiegare
+nessun napolitano.
+</p>
+
+<p>
+La giornata di Venerdì 21 fu impiegata nello stesso
+lavoro che si dissimulava più che mai all’esterno,
+perchè gli assembramenti continuavano quasi ogni
+momento sulla piazza del palazzo, e si riempiva di
+lazzaroni che gridavano: Viva il re! morte ai giacobini!
+morte ai francesi!
+</p>
+
+<p>
+La partenza fu fissata per la notte del 21 al 22. Il
+<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span>
+re non voleva imbarcarsi; ma la regina, temendo
+che mutasse di risoluzione, insistette, lo rampognò
+della sua vergognosa superstizione, e ottenne che
+si imbarcasse nella stessa sera.
+</p>
+
+<p>
+Qualche giorno prima Lord Nelson aveva scritto
+ufficialmente a sir William la lettera seguente perchè
+venisse pubblicata.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Napoli 14 dicembre 1798.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Signore,
+</p>
+
+<p>
+«Avendo appreso che il regno è stato invaso da
+una formidabile armata francese, credo mio dovere
+informare Vostra Eccellenza, che riceverò a bordo,
+in altro dei miei bastimenti, i negozianti inglesi, o
+qualunque suddito di S. M. Britannica, che si trovassero
+a Napoli, e che i trasporti che si trovano
+sotto i miei ordini nella rada, riceveranno i loro effetti,
+come la squadra le loro persone.
+</p>
+
+<p>
+«Ho l’onore ecc.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson.</span>
+</p>
+
+<p>
+«Ben inteso che questi effetti saranno oggetti preziosi,
+e non mercanzie o mobili.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Fin dal 15 ciascuno aveva fatto portare a bordo
+dei trasporti ciò che aveva di più prezioso, e verso
+il 20 le persone si erano recate a bordo dei bastimenti
+di linea.
+</p>
+
+<p>
+Al 20 l’ammiraglio Caracciolo aveva ricevuto l’ordine
+di tenersi pronto a seguire il <i>Vanguard</i>, e gli
+si era fatto credere che la regina, la famiglia reale,
+sir William ed io ci saremmo imbarcati a bordo del
+<i>Vanguard</i>, ma che il re faceva il tragitto a bordo
+della Minerva, ciò che avrebbe conciliato tutto, e
+<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span>
+non avrebbe fatto dell’ammiraglio napolitano un
+nemico.
+</p>
+
+<p>
+Al 21, verso mezzogiorno, Nelson ricevette l’avviso
+che la partenza era fissata per la sera; ed egli
+da parte sua diede di conseguenza i suoi ordini al
+conte di Thurn.
+</p>
+
+<p>
+Inviò inoltre queste due lettere, una al marchese
+di Niza e l’altra al capitano Hope. Esso aveva per
+iscopo di far incendiare i bastimenti della marina
+napolitana che potevano diventare navi nemiche cadendo
+nelle mani dei francesi, o navi ribelli cadendo
+nelle mani dei patriotti.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«A. S. E. il conte Ammiraglio marchese di Niza.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«Napoli, 21 dicembre 1798.
+</p>
+
+<p>
+«Colla presente siete invitato ad ordinare al Comodoro
+Stoue, a Campbell e al capitano del Prince
+Royal di apparecchiarsi per incendiare il <i>Guiscardo</i>,
+il <i>S. Gioachino</i> e il <i>Tancredi</i>. Il capitano Hope ha già
+ricevuto l’ordine di preparare a questo scopo le
+fregate e le corvette. Voi veglierete all’esecuzione
+di questo ordine, e senz’alcun pretesto non partirete
+ad opera incompiuta; prenderete sotto la vostra protezione
+le navi che vorranno accompagnarvi a Palermo,
+ove le condurrete al più presto possibile.
+Colà riceverete altri miei ordini.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson</span>.
+</p>
+</div>
+
+<hr class="tbs">
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Al capitano Hope comandante il brick di S. M.<br>
+l’<i>Alcmena</i>.
+</p>
+
+<p>
+«Preparate le fregate e le corvette che devono essere
+incendiate sotto gli ordini del marchese di Niza,
+<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span>
+avendo cura di non metter vela prima che l’ordine
+sia compito. Vi raccomando una particolare attenzione
+pei trasporti inglesi, che condurrete con voi a
+Palermo. Colà riceverete altri miei ordini.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Si comprende quale disordine regnasse in palazzo
+durante questa disgraziata giornata di venerdì: la
+regina, che avea voluto affrettare la partenza, piangeva
+di rabbia, ed era pronta a dare un contr’ordine.
+</p>
+
+<p>
+Si fece venire il principe Pignatelli, che fu nominato
+Vicario generale del regno.
+</p>
+
+<p>
+Erasi ricevuta una lettera di Mack, che diceva di
+recarsi a Napoli per metterla in istato di difesa, e
+si lasciò per lui un brevetto di luogotenente generale
+del regno.
+</p>
+
+<p>
+Il principe Pignatelli chiese fino a quanto si estendevano
+i suoi poteri.
+</p>
+
+<p>
+Fino ad incendiar Napoli, rispose la regina: voi
+avete diritto di vita e di morte sul mezzo ceto e
+sulla nobiltà. Qui non v’ha di buono che il popolo.
+</p>
+
+<p>
+La partenza fu fissata per le dieci della sera, e
+per conseguenza alle dieci di sera tutta la famiglia
+reale si riunì negli appartamenti della regina; inoltre
+v’era io, sir William, l’ambasciatore d’Austria
+colla sua famiglia; il re aveva voluto condur seco
+il cardinale Ruffo; ma la regina che lo detestava
+si era opposta; per cui il cardinale si era imbarcato
+sulla <i>Minerva</i>.
+</p>
+
+<p>
+Non fu che da Sua Eminenza che l’ammiraglio
+Caracciolo aveva saputo che sarebbe privo dell’onore
+di condurre il re a Palermo. Il suo orgoglio di
+principe ed il suo patriottismo di napolitano avevano
+<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span>
+ricevuto a quella notizia una duplice ferita. Voleva
+mandare sul momento la sua dimissione al re, ma
+Ruffo l’aveva determinato a compiere il suo dovere
+fino all’ultimo, e risolse di non dare la sua dimissione
+che a Palermo.
+</p>
+
+<p>
+La voce della partenza del re, quantunque tenuta
+segreta, si era sparsa per la città; bisogna conoscere
+Napoli per farsi un’idea del tumulto che si
+fece in tutta quella giornata. Nelle circostanze del
+palazzo, a Napoli le grida d’amore rassomigliano
+così bene alle grida di odio, che si sarebbe potuto
+credere che tutto questo popolo che temeva di perder
+il suo re, erasi riunito nello scopo di scannarlo.
+</p>
+
+<p>
+A dieci ore, come erasi convenuto, ci riunimmo negli
+appartamenti delle loro Maestà, alle dieci e mezza
+il conte di Thurn apparecchiò le scialuppe vicino
+alla scalea conosciuta sotto la denominazione di scalea
+<i>del Ceracò</i>, e aperse la porta della scala superiore
+che metteva agli appartamenti; ma volendo aprire
+la porta degli appartamenti, il conte Thurn ruppe
+la chiave nella serratura, di modo che fu obbligato
+di rompere la porta: allora il re si pose in capo alla
+comitiva con una candela accesa in mano, ma giunto
+a metà della scala, il re intese del rumore dalla
+parte della discesa del Gigante, e temendo di essere
+veduto e conosciuto, spense il lume. Ci trovammo
+allora in una oscurità spaventosa, in mezzo alla quale
+eravamo obbligati di andar tastoni, e in tal modo
+arrivammo al Molosiglio; ma il mare era così agitato
+che non si avventurò di uscire, ci ravvolgemmo
+nei nostri mantelli e nei nostri scialli; e siccome
+erasi obbliato di dar la cena alle giovani principesse,
+le quali morendo di fame chiesero da mangiare, un
+<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span>
+marinaio diede loro delle acciughe, che mangiarono
+col pane e bevendo dell’acqua infetta; infine, essendosi
+calmato il mare, ci dirigemmo verso il <i>Vanguard</i>,
+ove abbordammo poco prima di mezzanotte.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno seguente verso l’alba Nelson scrisse al
+comodoro Duckworth.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Baia di Napoli, 22 dicembre 1798.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mio caro signore,
+</p>
+
+<p>
+«Debbo dirvi soltanto che le loro Maestà Siciliane
+colla loro augusta famiglia sono arrivate sane e salve
+a bordo del <i>Vanguard</i> nella notte scorsa, divisamento
+molto necessario in tale circostanza; fate sapere,
+vi prego, a tutti i bastimenti quanto ho l’onore
+di parteciparvi, raccomandando a loro di non
+avvicinarsi a Napoli, che colla maggiore precauzione:
+se avete occasione, scrivete, vi prego, a lord Saint
+Vincent quanto vi scrissi, perchè in quanto a me,
+non ho un sol bastimento inglese a mia disposizione.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<i>Sono il vostro devotiss</i>.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span></p>
+
+<h2>II.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Malgrado le disposizioni prese da Nelson, il re e
+la famiglia reale si trovavano molto stretti. Dieci
+persone avevano invaso la cabina dell’ammiraglio
+ed il carrè degli uffiziali senza contare sir William
+e me, e senza contare l’ambasciatore d’Austria colla
+sua famiglia.
+</p>
+
+<p>
+Queste dieci persone erano il re, la regina, il principe
+ereditario, sua moglie, la giovane principessa
+che aveva dato alla luce da poco tempo, il giovane
+principe Leopoldo, il principe Alberto, Maria Cristina,
+Maria Amalia e Maria Antonia.
+</p>
+
+<p>
+Vedendosi così angustiato il re ebbe per un istante
+l’idea di mantenere la promessa che si era fatta all’ammiraglio
+Caracciolo di andare a bordo della <i>Minerva</i>;
+<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span>
+ma la regina si oppose formalmente che il
+re si separasse dalla sua famiglia.
+</p>
+
+<p>
+All’alba, con una fresca brezza, che sgraziatamente
+ci era contrarla, si udivano a bordo del <i>Vanguard</i> i
+rumori della città, come gli urli di un orso gigantesco.
+</p>
+
+<p>
+Di fatti il popolo seppe che il suo re, malgrado le
+sue promesse, lo aveva abbandonato, e proclami
+affissi a tutti gli angoli delle vie, sulle piazze e nei
+crocivii, annunziavano che il principe Francesco Pignatelli
+era stato fatto vicario generale con poteri
+illimitati, e Mack capitano generale dell’esercito distrutto,
+e che il ministro Simonetti lasciava le finanze
+per far posto al banchiere Zurlo.
+</p>
+
+<p>
+Tutte queste nomine erano state fatte con decreti
+interamente scritti di pugno del re.
+</p>
+
+<p>
+Si ripeteva la risposta della regina al principe Pignatelli,
+allorchè le chiedeva quanto si estendesse
+il suo potere:
+</p>
+
+<p>
+— Fino ad abbruciar Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Le banchine erano ingombre, ma il mare era
+troppo cattivo, perchè nessuna barca osasse di avventurarsi;
+si vedevano dei gruppi che certamente
+erano deputazioni, ma questi gruppi dopo essere
+stati qualche momento in riva al mare, sparivano
+gli uni dopo gli altri, per rifiuti che i barcajuoli
+faceano loro di condurli al bastimento ammiraglio,
+al cui albero sventolava la bandiera reale.
+</p>
+
+<p>
+Nella notte il vento diminuì, ma rimase però contrario;
+all’alba rivedemmo la folla sulle banchine
+che salutò la flotta inglese con grandi grida, sperando
+senza dubbio che il re mutasse risoluzione;
+e difatti, siccome il mare era ritornato più calmo,
+<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span>
+vedemmo non soltanto riapparire, ma anche imbarcarsi
+e avanzarsi verso il <i>Vanguard</i> le deputazioni
+che avevamo distinto il giorno innanzi che si agitavano
+inutilmente sulle banchine.
+</p>
+
+<p>
+Queste deputazioni erano tre.
+</p>
+
+<p>
+Ve n’era una del clero, condotta dal cardinale arcivescovo
+Capece Zurlo, un’altra di baroni del regno,
+una terza di magistrati e dell’eletto del popolo:
+essi venivano a supplicare il re di ritornare, e impegnavano
+il loro onore a difenderlo fino all’ultimo.
+</p>
+
+<p>
+Ma il re non volle ricevere nessuno, fuorchè l’arcivescovo
+cardinale di Napoli; lasciò che le barche
+girassero intorno al <i>Vanguard</i>, e quelli che vi si trovavano
+levassero inutilmente le mani al cielo.
+</p>
+
+<p>
+L’arcivescovo cardinale, monsignor Capece Zurlo,
+insistette assai per trattenerlo; ma il re fu inflessibile. — Monsignore,
+gli disse, la terra mi ha tradito;
+vado a vedere se il mare mi sarà più fedele.
+</p>
+
+<p>
+Monsignore lasciò il <i>Vanguard</i> col cuore rotto, dichiarando
+che non poteva predire ciò che farebbe
+Napoli abbandonato a sè stesso.
+</p>
+
+<p>
+— Oh! mormorò la regina, se non sapete ciò che farà
+Napoli, so ben io cosa gli farei, se torno a metterci
+i piedi.
+</p>
+
+<p>
+Le deputazioni, nella speranza di essere ricevute,
+restarono fino a tre ore dopo mezzodì.
+</p>
+
+<p>
+Verso le quattro, venne anche il generale Mack:
+non avendo trovato il re a Napoli, e sapendo che da
+uno degli ultimi decreti di Ferdinando era stato nominato
+luogotenente generale, veniva a prendere
+gli ordini.
+</p>
+
+<p>
+Restò mezz’ora solo col re, poi ritornò a terra.
+Lord Nelson non lo volle nemmeno vedere.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span>
+</p>
+
+<p>
+Alle cinque ore il vento ritornò; si apparecchiò e
+si levò l’áncora alle sette, accompagnati dalla fregata
+la <i>Minerva</i>, e da dieci o dodici bastimenti mercantili
+e di trasporto.
+</p>
+
+<p>
+Ma appena superata l’isola di Capri, fummo presi
+da una violenta tempesta; si sarebbe detto che, infedele
+come la terra, il mare voleva tradire il re, e
+s’impiegò tutta la giornata di lunedì per lottare con
+esso; la notte fu terribile; i tre pennoni di trinchetto
+e l’attrezzatura fuori di bompresso furono
+spezzati; si sarebbe detto che il bastimento si disgiungeva,
+tanto era terribile lo scricchiolare che
+faceva.
+</p>
+
+<p>
+Difficilmente si può farsi un’idea dello stato in
+cui si trovava la famiglia reale; il re morto dalla
+paura si raccomandava a tutti i santi, e specialmente
+a S. Francesco di Paola, per cui pareva avesse in
+questa circostanza una devozione particolare, promettendogli,
+se lo salvasse, una chiesa bella quanto
+quella di S. Pietro in Roma; della sua famiglia non ne
+parlò punto, senza dubbio sarà stata sottintesa. Le
+giovani principesse eran morenti di stanchezze e
+del mal di mare; il principe ereditario sembrava abbattuto
+quanto suo padre; soltanto la principessa
+Clementina, tenendo la sua bambina fra le braccia,
+sorrideva malinconicamente al cielo; la regina era
+triste e come assorta nei suoi pensieri.
+</p>
+
+<p>
+Di tempo in tempo Nelson, che restava sul ponte
+per vegliare alla sicurezza dei suoi illustri passeggieri,
+scendeva per dirci una parola d’incoraggiamento,
+a cui rispondeva soltanto io con un segno
+della mano o con uno sguardo; e siccome egli veniva
+<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span>
+specialmente per cercare quello sguardo e quel
+segno di mano, risaliva contento.
+</p>
+
+<p>
+Alla mattina il tempo si rischiarò: Nelson ci disse,
+che credeva a due ore di tregua, e che se volevamo
+salire per un momento sul ponte, ci saremmo
+trovati meglio, e si approfitterebbe di questo momento
+per mettere un poco d’ordine nelle cabine.
+</p>
+
+<p>
+Il re che aveva passato la maggior parte della
+notte ginocchioni ed in preghiere, respirò e ci diede
+l’esempio, prendendo l’unico braccio di Nelson e salendo
+sul ponte; la regina lo seguì e saliva sola la
+scala, quando corsi verso di lei e la sostenni. Nelson
+ritornò col capitano Hardy per dare il braccio
+alla principessa reale ed alle giovani principesse;
+in quanto al principe ereditario, egli era più spossato
+e abbattuto di tutti; il più giovane dei figli
+della regina rimase nel suo hamac, incapace di fare
+un movimento.
+</p>
+
+<p>
+Il ponte del <i>Vanguard</i> presentava uno spettacolo
+di confusione non meno grande delle nostre cabine;
+i marinai approfittavano di questo momento di
+tregua che dava loro la tempesta per sostituire i
+pennoni e riparare i guasti fatti all’alberatura, e si
+preparavano visibilmente a lottare contro il cattivo
+tempo imminente.
+</p>
+
+<p>
+Il re appoggiato ad una sartia del bastimento, osservava
+con un occhio invido la fregata dell’ammiraglio
+Caracciolo che navigava alla nostra sinistra,
+e che sembrava un bastimento incantato. Non una
+corda, non un attrezzo si era spezzato; sembrava
+che non ricevesse dalle onde enormi su cui ci agitavamo,
+che quel movimento che fa sotto la mano
+del suo cavaliere un cavallo spinto al galoppo.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span>
+</p>
+
+<p>
+— Guardate, signora, disse il re a Carolina.
+</p>
+
+<p>
+E le indicava la <i>Minerva</i>.
+</p>
+
+<p>
+— Ebbene? gli chiese la regina.
+</p>
+
+<p>
+— Ebbene, siete stata voi la causa per cui mi trovo
+su questo bastimento invece di essere su quello là.
+</p>
+
+<p>
+— È una fortuna, gli rispose la regina, che l’ammiraglio
+non comprenda l’italiano.
+</p>
+
+<p>
+— E perchè ciò?
+</p>
+
+<p>
+— Perchè a mio avviso, disse la regina, è già
+molto che sappia di portare un re vile, oltre ad un
+re ingrato.
+</p>
+
+<p>
+Ed egli le volse le spalle.
+</p>
+
+<p>
+— Ingrato quanto volete, replicò il re, che non riceveva
+il primo epiteto; ma non è però meno vero
+che vorrei piuttosto essere sulla fregata di Caracciolo
+che sul <i>Vanguard</i>.
+</p>
+
+<p>
+Mi si venne a dire, che il piccolo principe rimasto
+nel suo hamac, chiedeva di me.
+</p>
+
+<p>
+Era un fanciullo di sei anni che si chiamava il
+principe Alberto; era amato mediocremente dalla
+regina, che non aveva altra vera affezione che pel
+principe Leopoldo che avea nove anni. Ne avveniva
+che il povero Albertino, che sentiva istintivamente
+questo abbandono, si era attaccato a me, e mi chiamava
+la sua mammina, e ricorreva a me tutte le volte
+che desiderava di sfuggire qualche punizione, o di
+ottenere una grazia.
+</p>
+
+<p>
+Il povero fanciullo si sentiva un po’ meglio, e chiese
+di me per ricondurlo sul ponte; malgrado i movimenti
+del vascello, lo presi fra le braccia, e lo portai
+di sopra.
+</p>
+
+<p>
+Durante quell’ora che il cielo si era coperto ancora
+di nubi, il vento tornava a spirare da sud ovest,
+<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span>
+per cui il <i>Vanguard</i> era obbligato di navigare colle
+vele raccorciate, mentre della <i>Minerva</i> si sarebbe
+detto, essendole indifferente qualunque andatura,
+che il vento stesso contrario le dava le ali.
+</p>
+
+<p>
+Del resto non era difficile di vedere che si avvicinava
+una nuova burrasca; le nubi tetre, umide e
+grigiastre, si abbassavano rapidamente e sembravano
+riposare sulle punte degli alberi del <i>Vanguard</i>;
+soffi di aria tiepida e snervante passavano come
+un sapore scipito; era il vento della Libia cotanto
+antipatico ai marinai del Mediterraneo.
+</p>
+
+<p>
+Nelson ci prevenne che la tregua che ci aveva
+accordato la tempesta era spirata, e che se volessimo
+ritornare nelle nostre cabine, avrebbe durante
+la nostra assenza affrontato il nemico.
+</p>
+
+<p>
+Gettai un ultimo sguardo sulla fregata napolitana,
+e benchè avessi qualche prevenzione in favore di
+Nelson, non fui meno obbligata di riconoscere la
+superiorità del suo cammino sul nostro.
+</p>
+
+<p>
+Noi camminavamo di fatti colle nostre vele basse,
+mentre la Minerva colle vele spiegate sembrava voler
+sfidare la tempesta; più fina di proda fendeva
+meglio le onde, e ondulava per conseguenza meno
+del <i>Vanguard</i>, e giustificava i desiderii egoistici
+del re.
+</p>
+
+<p>
+Dieci minuti dopo l’avviso di Nelson, tutti eravamo
+istallati nelle nostre cabine, e la tempesta si rovesciava
+di nuovo su di noi.
+</p>
+
+<p>
+Passammo in tal modo la giornata di martedì e
+quella di mercoledì.
+</p>
+
+<p>
+Quella di giovedì fu segnata da una spaventevole
+disgrazia.
+</p>
+
+<p>
+Alle quattro dopo mezzodì, il giovane principe mio
+<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span>
+favorito, fu preso da convulsioni che andarono sempre
+crescendo; il medico di bordo discese, ma tutti
+i suoi soccorsi furono inutili, io me lo teneva nelle
+braccia stretto contro il mio petto, e sentiva tutte
+le sue membra torcersi sotto gli accessi del male.
+Due o tre volte la regina lo voleva prendere; ma
+egli stringendosi a me non mi voleva lasciare.
+</p>
+
+<p>
+La tempesta muggiva più forte che mai, le onde
+coprivano il ponte, il bastimento tremava tutto dagli
+alberi alla stiva. Confesso che io non intesi nulla
+fuorchè i lamenti del povero fanciullo, e non sentiva
+nulla fuorchè i brividi di quel corpo agonizzante.
+</p>
+
+<p>
+Infine alle sette di sera gettò un grido, e irrigidito
+fra le mie braccia fece uno sforzo per abbracciarmi,
+mandò un sospiro e fu l’ultimo.
+</p>
+
+<p>
+— Signora! signora! esclamai quasi impazzita, il
+principe è morto.
+</p>
+
+<p>
+La regina si avvicinò a noi, lo guardò, lo toccò e
+si accontentò di dire:
+</p>
+
+<p>
+— Va, povero fanciullo, tu ci precedi di così poco,
+che non vale la pena di compiangerti.
+</p>
+
+<p>
+Poi stendendo la mano con una espressione che
+avea più della Medea che della Niobe:
+</p>
+
+<p>
+— Ma, se ritorniamo! sta pur tranquillo, soggiunse,
+sarai vendicato!
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span></p>
+
+<h2>III.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Si sarebbe detto che la tempesta non aspettava
+che questa vittima espiatoria per calmarsi; appena
+il real fanciullo ebbe reso l’ultimo sospiro, il vento
+cessò ed il cielo si rischiarò.
+</p>
+
+<p>
+Questo miglioramento nell’atmosfera era necessario
+alla famiglia reale, perchè si accorgesse della
+perdita fatta di uno de’ suoi membri. La principessa
+Maria Clementina mi parve la più colpita;
+essa non mandò grida, nè diede alcun segno di dolore,
+ma a quel grido che mi sfuggì dalla bocca: — il
+principe è morto — ella strinse sua figlia contro
+il suo cuore, e grosse lagrime le scendevano sulle
+gote.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span>
+</p>
+
+<p>
+Coricai il piccolo principe nella mia cabina, e passai
+la notte seduta vicino al suo letto.
+</p>
+
+<p>
+Alle due del mattino intesi un gran rumore di
+ferri; era l’áncora che si gettava, eravamo arrivati:
+un momento dopo ogni movimento cessò nel
+bastimento.
+</p>
+
+<p>
+Avemmo cinque orribili giorni di traversata, ed
+eravamo al venerdì 26 dicembre.
+</p>
+
+<p>
+Alle cinque tutti erano pronti a discendere, ma io
+dichiarai che restava vicino al piccolo principe per
+il seppellimento.
+</p>
+
+<p>
+Il re, la regina, i fratelli e le sorelle del morto,
+senza molto insistere, riposavano su di me per
+questa cura; si promise di mandare nella giornata
+a prendere il corpo per esporlo nella cappella
+reale, e Nelson s’incaricò di far costruire il feretro
+dal falegname di bordo.
+</p>
+
+<p>
+Il re, la regina, la famiglia reale, Acton, sir William,
+i ministri Castelcicala, Belmonte e Fortiguerra
+discesero nelle scialuppe, e s’incamminarono verso
+la marina, ove il loro sbarco fu salutato dagli urrà
+dell’equipaggio del <i>Vanguard</i> salito sulle antenne;
+e non si tirò il cannone perchè si era entro il molo.
+</p>
+
+<p>
+Nelson rimase a bordo.
+</p>
+
+<p>
+Fu in certo modo in presenza e sul cadavere del
+povero fanciullo, di cui io suppliva la madre, che
+egli mi giurò un amore, che non si smentì giammai.
+</p>
+
+<p>
+Alle due dopo mezzogiorno il cadavere fu inchiodato
+nella bara, ed un messaggero venne ad annunziarci
+che il carro mortuario lo aspettava sulla
+banchina.
+</p>
+
+<p>
+I marinai discesero nella lancia dell’ammiraglio;
+noi prendemmo posto, Nelson ed io, come avrebbero
+<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span>
+dovuto fare il padre e la madre di quel cadavere
+reale, e lo conducemmo alla banchina.
+</p>
+
+<p>
+Il cadavere fu posto in un’urna, una carrozza di
+corte ci attendeva, e noi seguimmo lentamente la
+carrozza di lutto.
+</p>
+
+<p>
+Essa attraversò tutta Palermo, diviso in croce da
+due strade principali, la via di Toledo e la via Maqueda,
+e arrivammo all’antico palazzo di Ruggiero.
+</p>
+
+<p>
+Il corpo fu deposto nella cappella bizantina, ove
+doveva restare tre giorni, e allora poi chiesi che mi
+si conducesse all’appartamento della regina.
+</p>
+
+<p>
+Durante questo tempo Nelson si fece condurre
+agli appartamenti del re.
+</p>
+
+<p>
+Lo trovò molto preoccupato, non già della disfatta
+dell’esercito, dei progressi della rivoluzione;
+non già dell’epoca probabile in cui i Francesi sarebbero
+a Napoli, ma di due altre cose ben altrimenti
+importanti.
+</p>
+
+<p>
+Eravi della caccia alla Ficuzza? e quale sarebbe
+il compagno ammesso all’onore di fare alla sera la
+sua partita al reversi?
+</p>
+
+<p>
+Erano quasi due mesi che il re non era andato
+alla caccia; e più di otto giorni che non aveva fatto
+la sua partita di reversi.
+</p>
+
+<p>
+Aveva bene con sè i suoi giuocatori ordinari, il
+duca d’Ascoli, il principe di Castelcicala, il principe
+di Belmonte; ma piaceva al re di mutar viso.
+</p>
+
+<p>
+Ruffo non giuocava, d’altronde la regina aveva
+concepito una certa antipatia per lui, che il re aveva
+rinunziato a riceverlo nella intimità della famiglia.
+Se doveva parlargli di politica o consultarlo su
+qualche atto del governo, gli scriveva un viglietto,
+e lo faceva venire da lui.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span>
+</p>
+
+<p>
+Ora vi era precisamente a Palermo un uomo che
+era gran giuocatore e gran cacciatore, e che poteva
+ad un tratto offrire al re Ferdinando le due cose
+che cercava: una magnifica caccia nel suo feudo
+d’Illice, e un compagno infaticabile al boston o al
+reversi.
+</p>
+
+<p>
+Era il presidente Cardillo.
+</p>
+
+<p>
+Il re detestava la nobiltà di toga; ma nella penuria
+in cui si trovava momentaneamente di selvaggine
+e di giuocatori, superò la sua antipatia; e per conseguenza
+si fece presentare il presidente Cardillo,
+che mise a sua disposizione i suoi boschi, i suoi fagiani,
+i suoi caprioli, i suoi cignali ed i suoi cani.
+</p>
+
+<p>
+Il re, maravigliato dell’offerta, accettò una caccia
+pel giorno seguente, ed invitò il presidente alla sua
+partita per la sera stessa.
+</p>
+
+<p>
+Ma nella stessa giornata si prevenne il re Ferdinando,
+che il presidente era il più irascibile giuocatore
+della Sicilia.
+</p>
+
+<p>
+Il re si mise a ridere; ed io, disse, che mi credeva
+il più irascibile giuocatore del mio regno, avrò trovato
+uno che mi guadagnerà la partita su tutti i
+punti.
+</p>
+
+<p>
+Si rifletta, che gli avvisi non mancarono al presidente
+Cardillo; tutti questi avvisi riassumevano in
+queste parole: — non dimenticate che avete l’onore
+di giuocare con Sua Maestà, frenatevi.
+</p>
+
+<p>
+Il presidente fece le più belle promesse del mondo,
+e nella prima sera maravigliò per la sua moderazione
+tutta la galleria, perchè tutti erano prevenuti
+dall’irascibilità del presidente.
+</p>
+
+<p>
+Una sola parola gli sfuggì che lo mise subito in
+grazia del re.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span>
+</p>
+
+<p>
+Il re, a cui erano state promesse le ire del presidente,
+vi si era preparato, e non vedendole scoppiare,
+trovava che gli avevano mancato di parola,
+e stuzzicava il povero presidente in modo che dimenticò
+il suo giuoco e fece un grande sbaglio.
+</p>
+
+<p>
+— Ah perdio! esclamò il re, sono un grand’asino,
+poteva metterci l’asso e non l’ho fatto.
+</p>
+
+<p>
+— Ebbene, rispose il presidente, cui la preoccupazione
+di serbare il contegno aveva fatto dimenticare
+il giuoco, ed io sono ancor più asino di Vostra
+Maestà, perchè poteva metterci la chinola e così mi
+è rimasta in mano.
+</p>
+
+<p>
+Il re diede in uno scoppio di risa, la risposta gli
+aveva ricordato la franchezza dei suoi cari lazzaroni,
+e da quel momento il presidente Cardillo entrò
+nelle sue buone grazie. Da parte sua il presidente
+si familiarizzò col re, ed ogni volta che egli
+era invitato al giuoco di Sua Maestà, dava un grazioso
+spettacolo alla galleria; quando giuocava con
+tutt’altra persona, all’infuori del re, si lasciava andare
+alla sua irritabilità naturale, fulminava contro
+i suoi compagni di giuoco, li apostrofava, faceva
+volare le marche, le carte, il denaro e fino i candelieri;
+ma quando aveva l’onore di far la partita del
+re, il povero presidente aveva una briglia ed era obbligato
+di mordere il suo freno. In certi momenti era
+quasi per dare in uno scoppio d’ira; cedendo alle sue
+antiche abitudini, diventava quello di prima, e ghermiva,
+con una intenzione che non isfuggiva a nessuno,
+il denaro, le marche, ed anche il candeliere.
+Ma allora il re, cogliendo il momento, lo guardava,
+o gli faceva qualche dimanda; allora il presidente
+sorrideva con tutta la grazia di cui lo aveva dotato
+<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span>
+la natura, riponeva dolcemente sulla tavola qualunque
+cosa che avesse preso, e si accontentava di
+strapparsi i bottoni dell’abito, che si trovavano poi
+il giorno seguente sul tappeto.
+</p>
+
+<p>
+Ma una cosa che fece subito entrare il presidente
+nelle buone grazie del re, è che non aveva un pelo
+sul mento, nè sul viso, nè un capello in testa; era
+siccome il re, come già dissi, abbominava i capelli
+tagliati alla Tito, ed aveva in orrore i mustacchi e
+le basette; nulla dunque gli poteva essere più grato
+quanto quel mento pelato e quella testa coperta da
+una immensa parrucca.
+</p>
+
+<p>
+Ma il giorno dopo, in cui il re aveva fatto la conoscenza
+del presidente Cardillo, gli fu dato di vederlo
+senza i suoi ornamenti magistrali.
+</p>
+
+<p>
+Il re non aveva potuto partire alla mattina come
+avrebbe voluto. Era la domenica 28 dicembre, e si
+dovevano celebrar i funerali del giovine principe; la
+regina era veramente ammalata di fatica e specialmente
+di collera, e stava a letto; era quindi un obbligo
+del re di assistere alla messa funebre del giovane
+principe.
+</p>
+
+<p>
+Egli non potè dunque partire se non dopo mezzogiorno;
+e siccome il feudo d’Illice era a dodici o quindici
+leghe da Palermo, non si arrivò che verso le
+quattro di sera per mettersi a tavola.
+</p>
+
+<p>
+Il presidente aveva avuto il tempo d’inviare un
+messo, e siccome il degno magistrato era grande
+amatore della buona vita, il re trovò uno splendido
+pranzo che lo mise di buon umore.
+</p>
+
+<p>
+Aggiungasi anche i discorsi delle guardie che promettevano
+una caccia magnifica, e comprenderete,
+per la cognizione che avete del carattere del re Ferdinando,
+<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span>
+che egli dimenticò suo figlio, che era ancora
+in età di rimpiazzare con un altro, e il suo
+regno che sperava di riconquistare un giorno o l’altro.
+La serata fu allegra; il re alzò talmente il presidente,
+che costui finì col prendere, secondo la sua
+abitudine, un pugno di marche e di gettarle non
+già in faccia al re, ma nel viso di un domestico, che
+portava dei rinfreschi su di un vassoio. Costui, che
+era lontano d’aspettarsi quest’apostrofe, lasciò cadere
+il vassoio ed i rinfreschi che vi erano disposti;
+questa inaccortezza portò ad un tal grado l’esasperazione
+del presidente, già riscaldato ad oltranza
+dalle eccitazioni del re, che fece un salto dalla sedia
+e, istizzendo in mezzo alle tazze, cacciò il malcapitato
+domestico a gran colpi di piedi nella parte
+posteriore, dicendogli che se tal cosa fosse avvenuta
+altra volta, non gliela avrebbe fatta a sì buon
+mercato, e che poteva contare anticipatamente a
+venticinque bastonate colla sua canna dal pomo
+d’oro.
+</p>
+
+<p>
+Quando il presidente dopo questa esecuzione ritornò
+a sedersi, il re gli disse che era l’uomo più
+piacevole che vi fosse al mondo.
+</p>
+
+<p>
+Siccome si doveva partire all’alba, si andò a dormire
+per tempo: il presidente condusse egli stesso
+il re nel suo appartamento e gli indicò la porta
+della sua camera che era precisamente dirimpetto
+a quella del re, poi mostrandogli che non aveva
+che a tirare un cordone per essere servito con tutta
+la diligenza, come nel suo palazzo di Napoli, augurò
+la buona notte a Sua Maestà, e secondo la etichetta,
+si ritirò senza volgere le spalle e chiuse la porta
+del re.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span>
+</p>
+
+<p>
+Ferdinando aveva tanto udito a vantare la caccia
+del presidente, che il piacere che si prometteva gli
+tolse persino il sonno, cosicchè all’alba si alzò, accese
+il lume, poi si diresse verso la camera del suo
+ospite, volendo vedere che figura avesse il suo presidente,
+nel suo letto e senza parrucca.
+</p>
+
+<p>
+La metà dei suoi desideri fu soltanto soddisfatta;
+il presidente era senza parrucca, ma non era a letto.
+</p>
+
+<p>
+Il presidente, senza parrucca ed in camicia, era
+seduto in mezzo alla camera su quella specie di
+trono su cui Monsignor di Vendome ricevette per
+la prima volta Alberoni. Il re, in camicia anch’esso,
+andò direttamente a lui, mentre, colto all’improvviso,
+il povero presidente stava immobile, senza dir
+verbo, fissando sul re degli sguardi scintillanti di
+stupore e di stupefazione. Il re gli mise il lume quasi
+sotto il naso, per meglio vedere che figura faceva,
+poi cominciò a fare il giro della statua e del piedestallo
+con una gravità ammirevole, mentre la testa
+sola del presidente, che si teneva ferma sul suo seggio
+a forza di mani, e mobile come quella di un
+puppo chinese, accompagnava Sua Maestà con un
+movimento di rotazione circolare simile al movimento
+centrale.
+</p>
+
+<p>
+Finalmente i due astri che compivano il loro giro,
+si trovarono in faccia l’uno dell’altro e siccome il
+re stava ritto ed in silenzio:
+</p>
+
+<p>
+— Sire, gli chiese il presidente col più grande sangue
+freddo, il caso non è preveduto dall’etichetta,
+debbo stare seduto, o levarmi in piedi?
+</p>
+
+<p>
+— Restate, gli disse il re, ma non fatemi aspettare;
+ecco che battono già le cinque.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span>
+</p>
+
+<p>
+Ed egli uscì dalla camera del presidente colla
+stessa gravità con cui era entrato.
+</p>
+
+<p>
+Ma debbo dire, che nell’assenza del presidente
+non si credette più obbligato di mantenere quella
+gravità che aveva affettato innanzi a lui, e sbellicandosi
+dalle risa ci raccontò quell’avventura al suo
+ritorno.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span></p>
+
+<h2>IV.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Il re aveva ragione di amare la caccia, perchè era
+di una bravura rimarchevole; sir William Hamilton
+era l’ordinario suo compagno di caccia, e che era
+pure un eccellente tiratore, mi diceva che il re faceva
+a questo esercizio dei veri prodigi: benchè non tirasse
+mai che a palla, era sicuro di ferire l’animale
+dove voleva, vale a dire nell’incavo della spalla:
+ma ciò che è curioso si è che esigeva dagli altri
+cacciatori, non già un’abilità eguale alla sua, il che
+sarebbe una cosa impossibile, ma una che ci si avvicinasse:
+una volta che aveva cacciato tutta la
+giornata nella foresta della Ficuzza, e che i cacciatori
+erano riuniti intorno ad un mucchio di cignali
+uccisi, il re ne scoperse uno ferito al ventre.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span>
+</p>
+
+<p>
+Il rossore della collera gli salì alla fronte, e gettando
+uno sguardo irato sulla comitiva:
+</p>
+
+<p>
+— Chi è quel porco, disse, che ha fatto questo
+colpo?
+</p>
+
+<p>
+— Io, sire, rispose il principe di San Cataldo, e
+per questo bisogna forse impiccarmi?
+</p>
+
+<p>
+— No, disse il re, ma bisogna restare in casa.
+</p>
+
+<p>
+L’onore che il re faceva al presidente Cardillo andando
+a caccia da lui, eccitò l’ambizione dei suoi
+cortigiani; le abbadesse dei conventi siciliani ebbero
+allora la felice idea di popolare i parchi dei loro conventi
+di cervi, di daini e di cignali, invitando il re
+a dare alle povere recluse, di cui esse dirigevano le
+anime, la distrazione di una caccia. Si comprende
+bene che Sua Maestà, che non aveva più, come
+nelle sue foreste di terra ferma, la casa di riposo di
+cui abbiamo parlato, si guardò bene di rifiutare un
+simile invito. Era un mezzo di ritrovare a cento leghe
+da Napoli la sua Colonia di S. Leucio, quella
+caccia, che egli rimpiangeva dopo quella dei cignali
+agli Astroni, e dei fagiani a Capodimonte.
+</p>
+
+<p>
+Mentre il re Ferdinando dimenticava la perdita
+del suo regno ripopolando i suoi parchi della Ficuzza,
+di Castelvetrano, e della Favorita, e devastando quelli
+del presidente Cardillo e delle religiose; vi era però
+un uomo che chiuso in una cella del convento della
+Gancia, pensava a riconquistare il regno.
+</p>
+
+<p>
+Quest’uomo era il cardinale Ruffo, detestato dalla
+regina e quasi dimenticato dal re, e che voleva vendicarsi
+del rifiuto che gli era stato fatto di un posto
+militare, provando che egli aveva più iniziativa
+di tutti i generali che erano fuggiti col re, e che
+<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span>
+sollecitavano l’onore di accompagnarlo alla caccia
+o di fare la sua partita al reversi.
+</p>
+
+<p>
+Del resto, siccome il reversi era un giuoco troppo
+grave, per la parte frivola della corte di cui faceva
+parte, si creò un banco di trenta e quaranta.
+</p>
+
+<p>
+Avevo sempre amato con passione il giuoco, più
+libera che mai in tutte le mie fantasie; mi ci abbandonai
+con furore.
+</p>
+
+<p>
+Nelson non giuocava mai, ma stando seduto dietro
+di me col suo unico braccio appoggiato alla
+spalliera della mia sedia, mi parlava sottovoce del
+suo amore, il che mi cagionava un doppio piacere
+pel giuoco.
+</p>
+
+<p>
+Ahimè! ed oggi che sto languendo al dileguarsi
+di una moneta d’oro necessaria pel nostro nutrimento
+della settimana, non è senza rimorsi che mi
+ricordo quell’epoca, in cui colle mani nell’oro fino
+ai gomiti ne gettava manate sulla tavola.
+</p>
+
+<p>
+A proposito di colui che teneva il banco, vale a
+dire a proposito del duca di S...... debbo aggiungere
+un particolare a questa confessione che promisi di
+rendere completa.
+</p>
+
+<p>
+Il duca di S...... era una specie di Casanova, appartenente
+d’altronde ad una famiglia di Sicilia; era
+molto conosciuto in Europa pei suoi viaggi, pel soggiorno
+che aveva fatto nelle principali città, e specialmente
+pei suoi duelli, che quasi tutti ebbero
+origine dalla straordinaria sua fortuna al giuoco.
+</p>
+
+<p>
+Ma ora non si tratta di ciò. Non so se come banchiere
+il duca di S..... avesse scrupolosamente nel
+mazzo le cinquantadue carte; ma ciò che so, si è
+che ogni giorno aveva una spilla nuova alla camicia
+ed un brillante nuovo in dito. Ero donna, il diamante
+<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span>
+mi tentava; glielo chiesi per osservarlo, lo metteva
+in dito o al collo; lo pregava di cedermelo, egli
+me l’offriva colla certezza che glielo avrei rifiutato;
+ma il mio desiderio sarebbe stato ascoltato o dalla
+regina o da sir William o da Nelson; in ogni caso
+era sicura di trovare il giorno dopo sulla mia toletta
+l’oggetto di cui mi era invaghita il giorno prima.
+</p>
+
+<p>
+Chi me l’avesse dato, non me ne informai nemmeno;
+in questa vita di prodiga spensieratezza agitantesi
+nell’oro senza sapere donde esso venisse a
+dove andasse, che m’importava mai di due o trecento
+luigi di più o di meno?
+</p>
+
+<p>
+Però l’ho saputo poi. Ognuna di quelle monete
+d’oro veniva dal popolo, ed era ancor rorida di sudore
+quando non lo era di sangue.
+</p>
+
+<p>
+In ogni caso, una cosa di cui posso rispondere,
+si è che il duca di S... non ha fatto dei cattivi affari
+privandosi per me ad uno ad uno dei gioielli
+del suo scrigno.
+</p>
+
+<p>
+Il mese di gennaio passò in questo modo; le notizie
+che si ricevevano da Napoli erano disastrose.
+</p>
+
+<p>
+Da principio era stato conchiuso un armistizio fra
+il principe Pignatelli vicario generale ed i francesi;
+poi questo armistizio essendo stato violato dai lazzaroni,
+e non eseguito dal vicario generale, i francesi
+avevano marciato su Napoli, e dopo tre giorni di
+lotta accanita erano entrati in città.
+</p>
+
+<p>
+Il vicario generale allora fuggì anch’egli, ed era
+giunto a Palermo.
+</p>
+
+<p>
+Infine il 22 gennaio la Repubblica era stata proclamata
+a Napoli. S. Gennaro aveva fatto il miracolo,
+e il Vesuvio, avendo fatto una piccola eruzione,
+<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span>
+aveva anch’esso, al dire dei soldati francesi, inalberato
+il beretto rosso.
+</p>
+
+<p>
+Il re Ferdinando si era da qualche tempo disgustato
+con S. Gennaro, che dopo avergli rifiutato di
+fare il miracolo in di lui favore, lo aveva fatto invece
+pe’ francesi; è vero che per determinarlo,
+Championnet, per quanto si assicura, aveva adoperato
+dei mezzi irresistibili.
+</p>
+
+<p>
+In conseguenza di ciò, Ferdinando destituì San
+Gennaro del suo grado di luogotenente generale,
+che il general Mack aveva esercitato per quindici
+giorni in suo nome, e gli tolse lo stipendio annesso
+alla carica.
+</p>
+
+<p>
+Ma ciò non era tutto.
+</p>
+
+<p>
+I giacobini, colle loro immense relazioni nelle provincie,
+lavoravano per la democratizzazione degli
+Abruzzi, della Terra di Lavoro e delle Calabrie.
+</p>
+
+<p>
+Se si arrivava a democratizzare le Calabrie, la rivoluzione
+non aveva che a passare lo stretto per
+metter piede in Sicilia, e la Sicilia aveva pure buon
+numero di giacobini, che avevano la speranza che
+al primo allontanamento della flotta inglese, Palermo,
+come Napoli, farebbe la sua rivoluzione; e allora
+non si trattava nientemeno per il re e per la regina
+che di far loro un processo come quello di Luigi XVI
+e di Maria Antonietta, in seguito al quale, la piazza
+di Luigi XV la poteva mutare di denominazione e
+diventare piazza della rivoluzione.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno stesso in cui la Repubblica era stata
+proclamata a Napoli, vale a dire il 22 gennaio 1799,
+il re aveva riunito un gran consiglio di stato a Palermo,
+nello scopo di trovare un mezzo qualunque
+<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span>
+per rintuzzare la rivoluzione che si avvicinava a
+gran passi.
+</p>
+
+<p>
+Si discuteva già da due ore, senza venire ad una
+conclusione, quando l’usciere entrò e chiese pel
+cardinale Ruffo il permesso di entrare in consiglio
+e prendere parte alla deliberazione.
+</p>
+
+<p>
+Egli veniva semplicemente per proporre al re di
+mettersi alla testa dei reazionarii calabresi, e di marciare
+con essi sopra Napoli.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span></p>
+
+<h2>V.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Una tale proposta meritava di essere presa in considerazione,
+quantunque al primo momento avesse
+sollevato il dubbio in tutti gli animi; ma Ruffo che
+fin dal suo arrivo in Sicilia, vale a dire dopo il 26
+dicembre, aveva inviato cinque o sei messaggeri in
+Calabria ed aveva scritto a tutti i membri della sua
+famiglia, diede tali prove che la Calabria non aspettava
+che lui per sollevarsi, che il re, seduta stante,
+diede la sua adesione al progetto del cardinale, e
+giudicando che non aveva tempo da perdere per
+metterlo in esecuzione, promise al cardinale che fra
+tre giorni avrebbe il suo brevetto di vicario generale.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span>
+</p>
+
+<p>
+Ruffo chiedeva che, dal momento che il consiglio
+era riunito, gli dessero immediatamente le lettere
+patenti, ma il re dichiarò che voleva incaricarsi della
+relazione.
+</p>
+
+<p>
+Quando il re parlava in tal modo, si sapeva ciò
+che voleva significare; la cosa era riservata al suo
+consiglio intimo, vale a dire alla regina, al generale
+Acton ed a sir William.
+</p>
+
+<p>
+Il re entrò altiero e giulivo; il suo amico cardinale
+tanto sprezzato dalla regina, quell’uomo di
+chiesa, che non si era creduto degno di un posto
+di capo d’ufficio al ministero della guerra o della
+marina, proponeva una cosa che si sarebbe dovuta
+aspettare dal principe reale, e di cui egli non ebbe
+nemmeno l’idea.
+</p>
+
+<p>
+Egli riunì la regina, sir William, lord Nelson ed il
+generale Acton, e comunicò loro la proposta di Ruffo.
+</p>
+
+<p>
+Tutti furono dell’opinione di accettare, fuorchè
+la regina che non approvò nè disapprovò, accontentandosi
+di stare in silenzio.
+</p>
+
+<p>
+Sir William fu il primo a dire che la situazione
+essendo disperata, non eravi da esitare un momento.
+</p>
+
+<p>
+Siccome la regina non aveva altro motivo di rifiuto
+da dare che la sua antipatia pel cardinale, la
+sua ragione non prevalse.
+</p>
+
+<p>
+Si convenne che alla mattina del giorno seguente
+il cardinale sarebbe chiamato a palazzo, e che, in
+sua presenza e coi suoi consigli, si sarebbe discusso
+e compilato l’atto che gli conferiva la lettera di
+vicario generale.
+</p>
+
+<p>
+Alla sera stessa del 22, l’ammiraglio Francesco
+Caracciolo si presentò a palazzo, e chiese di essere
+ricevuto dal re.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span>
+</p>
+
+<p>
+Il re che si sentiva di aver torto verso Caracciolo,
+e che per conseguenza avrebbe difficilmente sopportato
+la sua presenza, fece rispondere che, occupato
+in affari urgentissimi, pregava l’ammiraglio se
+aveva qualche cosa da chiedergli, glielo chiedesse
+in iscritto.
+</p>
+
+<p>
+L’ammiraglio lasciò una petizione, in cui chiedeva
+la sua dimissione del grado di ammiraglio della marina
+napoletana e pregava il re di dargli il permesso
+di tornare a Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Il re, suscettibile come chi si trova di aver torto,
+prese l’occasione di sbarazzarsi dell’ammiraglio, e
+scrisse sulla dimanda:<i> Si accordi — ma sappia il cavaliere
+Caracciolo che Napoli è in potere del nemico</i>.
+</p>
+
+<p>
+Caracciolo non fece attenzione ai termini in cui
+era stato accordato il congedo; non vide che il permesso
+di lasciar Palermo; e col cuore amareggiato
+lasciò Palermo il mattino del giorno dopo.
+</p>
+
+<p>
+Nel momento che egli lasciava Palermo si compilava
+questo manifesto.
+</p>
+
+<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="center">
+«<span class="smcap">Cardinale Ruffo</span>
+</p>
+
+<p>
+«La necessità di accorrere prontamente, con ogni
+efficace e possibil mezzo, alla preservazione delle
+province del Regno di Napoli, dalle numerose insidie,
+che i nemici della religione, della corona e dell’ordine
+promulgano ed adoprano per sovvertirle,
+mi determina ad appoggiare a’ di lei talenti, zelo ed
+attaccamento la cura ed importante commissione
+d’assumere la difesa di quella parte del Regno non
+<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span>
+ancora invasa dai disordini di ogni genere e dalla
+rovina che la minaccia nell’attual seria crisi.
+</p>
+
+<p>
+«Incarico pertanto Vostra Eminenza di portare
+sollecitamente nella Calabria, come la parte, che
+premurosamente ho a cuore di porre, per la prima,
+nel massimo grado di praticabile difesa per combinare
+le operazioni o misure con quelle che convengono
+alla difesa del Regno di Sicilia, e camminare
+in esse di concerto contro il comune nemico, tanto
+per rendere immune l’una e l’altra parte da ostilità,
+come dai mezzi di seduzione che si possono introdurre,
+negli estesi loro littorali, per arte e tentativi
+dei malintenzionati della capitale o del resto
+dell’Italia.
+</p>
+
+<p>
+«Le Calabrie, la Basilicata, le provincie di Lecce,
+Bari e di Salerno, l’avanzo di quella Terra di Lavoro
+e di Montefusco, ch’è restato dopo la scandalosa
+cessione fatta, saranno l’oggetto delle di lei
+massime ed energiche premure.
+</p>
+
+<p>
+«Ogni mezzo, che dall’attaccamento alla religione,
+dal desiderio di salvare la proprietà, la vita e
+l’onore delle famiglie, o dalle ricompense per chi si
+distinguesse, crederà di potere impiegare, sarà adoprato
+senza limiti ugualmente che i castighi più
+severi. Qualunque molla finalmente che giudicherà
+poter suscitare in quell’istante a credere capace di
+animare quegli abitanti ad una giusta difesa, dovrà
+eccitarla. Il fuoco dell’entusiasmo, in ogni regolar
+senso, sembra nell’attual momento il più atto a superare
+come a contrastare con le novità, che lusingano
+l’ambizione di alcuni, con l’idea di acquistare
+per rapine, colla vanità e l’amor proprio di altri, e
+colla illusoria speranza che offrono i fautori delle
+<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span>
+moderne opinioni e de’ maneggi rivoluzionari, ma
+di cui gli esempii in tutta l’Italia ed Elvezia presentano
+il contrario aspetto e le più desolanti conseguenze.
+</p>
+
+<p>
+«Per mandare ad effetto ogni qualunque misura,
+diretta alla conservazione delle provincie, al riacquisto
+benanche di quelle invase, come a quello della
+disordinata capitale, l’autorizzo, come commissario
+generale nelle prime province, ove manifesterà la
+sua commessione, e con la qualità di vicario generale
+di quel Regno, allorchè si troverà in possesso,
+e munito di attiva forza in tutte o nella maggior
+parte delle medesime, a fare i proclami, che stimerà
+migliori e conducenti al fine ingiuntole.
+</p>
+
+<p>
+«Le accordo coll’<i>alter ego</i> le facoltà di rimuovere
+nel mio nome ogni preside, ogni regio amministratore,
+ogni ministro di tribunale, ed inferiori impiegati
+in qualunque grado politico, come anche di
+sospendere ogni uffiziale militare, allontanarlo, farlo
+arrestare, occorrendo, se ne troverà motivo, e d’impiegare
+interinalmente chi stimerà per rimpiazzare
+le vacanze, e finchè le abbia io approvate per la
+proprietà, sulle di Lei richieste, acciò tutti i dipendenti
+del governo riconoscano nell’Eminenza Vostra
+il superiore primario da me destinato a dirigerli, ed
+agiscano con vivacità, senza mora nè difficoltà alcuna
+a quanto necessita negli ardui e critici attuali
+momenti.
+</p>
+
+<p>
+«Questa caratteristica di commessario o di vicario
+generale sarà assunta a di Lei scelta nel modo
+e quando crederà conveniente all’oggetto, perchè
+colle facoltà ed <i>alter ego</i> che le concedo, nel più esteso
+modo intendo che faccia valere e rispettare la
+<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span>
+mia sovrana autorità, e con essa preservi il mio regno
+da ulteriori danni.
+</p>
+
+<p>
+«Dovrà perciò adoprare con severità e prontamente
+ogni più rigoroso mezzo di castigo, qualora
+a ciò la richiami la necessità del momento e
+della giustizia, sia per farla ubbidire, o per ovviare
+a’ serî sconcerti onde coll’esempio e col togliere di
+mezzo la radice o seme che troppo rapidamente potesse
+estendersi e germogliare, negl’istanti di disorganizzazione
+delle autorità da me stabilite, o disposizione
+di alcuni al sovvertimento, venga riparato
+a maggiori eccessi ed inconvenienti.
+</p>
+
+<p>
+«Tutte le casse regie di ogni denominazione dipenderanno
+dai suoi ordini. Veglierà che non ne
+passi somma alcuna nella capitale, mentre si trova
+questa nello stato d’anarchia in cui, senza legittimo
+governo, soggiace attualmente. Il denaro di dette
+casse sarà da lei adoprato pel comune e necessario
+bene delle provincie, ne’ pagamenti opportuni al
+governo civile, e ne’ mezzi di difesa, da provvedersi
+istantaneamente, come al pagamento dei loro difensori.
+</p>
+
+<p>
+«Mi darà conto regolare di ciò che sullo assunto
+avrà stabilito o penserà di stabilire, e sopra di cui
+vi fosse tempo da sentire le risoluzioni e ricevere i
+miei ordini.
+</p>
+
+<p>
+«Sceglierà due o tre assessori legali, probi e di
+sua fiducia, per affidar loro la decisione di alcune
+cause più gravi, che per appello doveano mandarsi
+ai tribunali della capitale: acciò essi terminino con
+finali decisioni quelle pendenze nel modo il più breve.
+Potrà prevalersi dei togati della capitale o de’ ministri
+delle provincie per tale commissione, autorizzandoli
+<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span>
+a decretare benanche le altre cause che ai
+medesimi stimerà di commettere; come anche gli
+appelli che ne venissero portati, ed assicurerà colla
+dimissione di detti ministri, se occorrerà, la più
+retta giustizia, che amministrerà in mio nome nelle
+provincie da Lei dipendenti.
+</p>
+
+<p>
+«Dalle annesse carte, che le riunisco, rileverà che
+nella persuasione che non fosse del tutto sbandato
+il numeroso esercito che teneva in quel regno, e da
+cui sono stato crudelmente servito, aveva ordinato
+che quegli avanzi si fossero portati in Salerno, e
+fino nelle Calabrie per difesa di esse, o per un concerto
+indispensabile colla Sicilia. Nei momenti attuali,
+qualunque sia il comandante che si presenterà
+in esse provincie con qualche truppa, dovrà andar
+d’accordo in ogni parte di servizio e movimenti con
+Vostra Eminenza, cessando necessariamente le disposizioni
+enunciate negli annessi fogli; ma il Duca
+della Salandra o altro generale che giungesse con
+detta truppa, seguiterà le prescrizioni nuove che qui
+accenno. Le notificherà al medesimo, e spedirò in
+appresso quelle provvidenze ulteriori, che i lumi e
+le notizie che mi manderà potranno richiedere.
+</p>
+
+<p>
+«Rispetto dunque alla forza militare, dovendo presumere
+che non n’esista della regolare, sarà di Lei
+cura, ed è l’oggetto principale della sua commissione,
+di eccitare ogni mezzo ed ogni maggiore energia
+perchè si organizzi un corpo militare qualunque, sia
+composto esso di soldati fuggiaschi o disertori, che
+in patria riacquistassaro il coraggio e l’animo che
+ha distinto i bravi corpi dei Calabresi ne’ recenti
+fatti col nemico; oppure sia di quei buoni e ben
+pensanti abitanti, che le sacre ragioni esposte e patenti
+<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span>
+di valida difesa, come l’onore nazionale, posson
+indurre efficacemente a prendere le armi.
+</p>
+
+<p>
+«Per ottenere ciò io non le prescrivo i mezzi che
+tutti lascio al suo zelo, tanto in modi d’organizzazione
+che per la distribuzione delle ricompense d’ogni
+genere: se queste saranno in denaro, potrà accordarle
+subito, se saranno in onore ed impieghi che
+prometterà, potrà istallare interinalmente quelli che
+giudicherà, e me ne renderà inteso per la conferma
+ed approvazione, come pure pei distintivi promessi.
+</p>
+
+<p>
+«Giungendo la truppa regolare che aspetto potrò
+farne passare una porzione in Calabria, o in altre
+parti della terra ferma, come egualmente quei generi
+in munizioni ed artiglieria, che potrò dividere
+fra quelle provincia e la Sicilia.
+</p>
+
+<p>
+«Sceglierà le persone di sua fiducia che nel militare,
+o in impieghi politici crederà di situare alla
+sua immediazione; stabilirà per essi condizioni provvisorie
+ed appoggerà loro quelle incumbenze che
+stimerà poter meglio convenire.
+</p>
+
+<p>
+«Per le spese di V. Eminenza, adoprerà la somma
+di ducati <i>millecinquecento</i> il mese, che possono esserle
+indispensabilmente necessarii; ma le accordo
+ogni ulteriore somma maggiore che crederà convenire
+al disimpegno della sua Commissione, nel portarsi
+specialmente da un luogo all’altro, senza peso
+alcuno a que’ popoli ed università.
+</p>
+
+<p>
+«Le concedo parimente l’uso del denaro che troverà
+nelle casse (e che sarà sua cura di farsi entrare
+dalle stabilite percezioni) per adoperarne porzione
+all’acquisto di notizie indispensabili alla sua commissione,
+sia dalla capitale o dalle provincie, sia
+anche da fuori per le mosse del nemico. Siccome
+<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span>
+trovasi nel maggior disordine la detta capitale pei
+partiti che la lacerano, e dei quali è giuoco il popolo,
+farà vegliare da abili ed adattati soggetti, ad
+informarsi del tutto bene e giornalmente; e si procurerà
+ivi benanche delle corrispondenze ed intelligenze
+che fomentino tra i buoni e cordiali vassalli
+i veri sentimenti d’attaccamento ad ogni loro più
+sacro dovere: non risparmierà denaro per quest’oggetto
+quando crederà poterselo proficuamente impiegare.
+</p>
+
+<p>
+«Non mi estendo in particolari maggiori per le misure
+di difesa che nel massimo grado da lei aspetto;
+molto meno per quelle contro le mozioni interne,
+attruppamenti, seduzioni, emissari, e mala volontà
+di alcuni. Lascio al discernimento di Vostra Eminenza
+il prendere più pronte determinazioni, e per
+la giustizia subitanea contro tali delinquenti. I presidi
+(quello di Lecce specialmente) alcuni ben cordati
+vassalli ed abitanti in quelle parti, i vescovi,
+i parrochi ed onesti ecclesiastici, la informeranno
+di tutti i bisogni, come dei mezzi locali, e questi
+ultimi saranno certamente adoperati con quella straordinaria
+energia e vivacità, che prescrivono le circostanze.
+</p>
+
+<p>
+«Attendo dall’Imperatore soccorsi d’ogni genere;
+il Turco me li promette ugualmente: così la Russia:
+onde le squadre di quest’ultima potenza, prossima
+al litorale di queste regioni, sono pronte a soccorrermi.
+</p>
+
+<p>
+«Ne avviso lei, perchè nelle occasioni possa prevalersene
+ad ammettere benanche porzione di quelle
+truppe nelle provincie, se il caso lo richiedesse; come
+ricevere pure dalle loro squadre quegli ajuti, che la
+<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span>
+natura delle operazioni facessero considerar utili
+alla sicura loro difesa.
+</p>
+
+<p>
+«Le accenno queste misure dipendenti dall’esterno
+per ogni buon fine, mentre le farò passare indi
+quelle ulteriori notizie che riguarderanno un più
+sicuro concerto. Lo stesso saprà relativamente agli
+Inglesi, la squadra dei quali veglia assiduamente
+alla salvezza della Sicilia.
+</p>
+
+<p>
+«Ogni modo di ricevere nuove e di spedirmele regolarmente,
+almeno due volte la settimana, sarà da
+lei stabilito ed assicurato con precisione, perchè le
+notizie concernenti la importante sua Commissione
+mi giungano spesso e opportunamente come necessarie;
+indispensabili benanche alla difesa di questo
+Regno.
+</p>
+
+<p>
+«Confido nel suo attaccamento e ne’ suoi lumi — ed
+attendo che Ella corrisponderà, come ne sono sicuro,
+a quanto vivamente e pienamente da Lei spero.
+</p>
+
+<p>
+«Palermo, 25 gennajo 1799.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Ferdinando</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Questo manifesto gli fu consegnato nello stesso
+giorno in cui fu scritto, vale a dire il 25 gennaio 1799.
+</p>
+
+<p>
+Il cardinale era stato prevenuto che, malgrado i
+sessantacinque o sessantasei milioni che il re aveva
+portato seco, non poteva dargli altro denaro che
+tremila ducati, vale a dire dodici mila franchi, per
+sovvenire a tutte le sue spese per la ristorazione.
+Una volta in Calabria, egli dovea pensare a provvedere
+ai mezzi di contribuzione volontaria o forzosa,
+od in qual siasi altro modo trovasse più conveniente.
+</p>
+
+<p>
+Ma al momento della partenza si credette di aver
+<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span>
+trovato una miniera; il marchese Luzzi prevenne
+il prelato, da parte del re, che il marchese don Francesco
+Taccone, tesoriere generale del regno di Napoli,
+era arrivato a Messina, latore di cinquecentomila
+ducati, vale a dire più di due milioni, concambiati
+a Napoli con effetti del banco. Siccome
+questo danaro apparteneva alla cassa generale del
+regno di Napoli, il re acconsentiva di cederlo al
+prelato per i bisogni della spedizione. Affrettiamoci
+a dire ciò che però maraviglierà punto coloro, che
+conoscono quanto facilmente a Napoli il denaro resti
+aderente alle mani di coloro che lo maneggiano;
+nè il cardinal Ruffo, nè il re, nessuno insomma potè
+por mano su questi due milioni e cinquecento mila
+franchi.
+</p>
+
+<p>
+Il cardinale non perdette tempo, al 26 gennaio,
+vale a dire il giorno seguente a quello in cui ebbe
+il manifesto, partì per Messina, ove si recò in parte
+per via di terra ed in parte per mare.
+</p>
+
+<p>
+Dopo aver fatto inutili ricerche a Messina per l’incasso
+dei cinquecento mila ducati, il cardinale passò
+in Calabria, ove arrivò l’8 febbraio 1799 sulla
+spiaggia di Catona, ove spiegò dal balcone del casino
+di suo fratello il duca di Baccanello, la bandiera
+reale, portante da un lato lo stemma reale e
+dall’altro la croce, colla iscrizione che era impressa
+quindici secoli prima sul labaro di Costantino:
+</p>
+
+<p class="center">
+<span class="smcap">In hoc signo vinces</span>
+</p>
+
+<p>
+Dopo quindici giorni sapemmo che mille uomini
+si erano uniti a lui, e che, lasciata la costa di Messina,
+era partito per Monteleone.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span></p>
+
+<h2>VI.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Queste notizie resero la salute alla regina e stesero
+un secondo lenzuolo, sulla tomba del povero
+principino, quello dell’obblìo.
+</p>
+
+<p>
+Ho detto come passavamo le nostre serate, il re
+a querelare il presidente Cardillo, il presidente Cardillo
+a strapparsi i bottoni dell’abito, il duca S......
+a tener il banco ed a far brillare i suoi anelli e le
+sue spille, io ad esprimergli il desiderio di averli,
+Nelson e sir William a comperarli.
+</p>
+
+<p>
+La regina non giuocava, si teneva in disparte colle
+principessine, e ricamava una bandiera dedicata ai
+Calabresi, che voleva inviare al cardinale non appena
+fosse terminata.
+</p>
+
+<p>
+Le nostre giornate, specialmente quando vennero
+<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span>
+i primi soffi ed i primi soli di primavera, non la
+cedevano in nulla alle nostre serate. La fine di febbraio
+ed il principio di marzo sono magnifici a Palermo.
+Due o tre volte per settimana si organizzavano
+delle passeggiate nel porto, si facevano delle
+colazioni a bordo di un vascello, si pranzava a bordo
+dell’altro. La regina prendeva poca parte a queste
+feste: dopo la disfatta dell’armata napoletana, dopo
+il singolare ritorno di suo marito, dopo la fuga forzata
+da Napoli, era divenuta ancor più triste e più
+che mai concentrata nel suo odio, da cui non usciva
+che con eccessi di furore che spaventavano tutti
+quelli che la circondavano, e durante i quali io sola
+poteva penetrare fin da lei; quando vi era qualcuna
+di queste feste, la vera regina era io.
+</p>
+
+<p>
+Difatti in queste passeggiate, in cui prendevano
+parte, cinquanta o sessanta barche pavesate, e montate
+dalle dame e dai cavalieri della corte, Nelson
+ed io, anche quando il re prendeva parte alla navigazione,
+eravamo sempre in testa alla comitiva, in
+una barca con dieci o dodici rematori, mentre il re
+non ne aveva che otto. È vero però, che appena
+prendevamo il largo, il re si dirigeva da un qualche
+lato, e invece di ascoltare i nostri suonatori ed i
+nostri cantanti, si metteva a dar la caccia agli uccelli
+marini: in quanto a noi, dopo una prima passeggiata
+in mare, ci arrestavamo a bordo del <i>Culloden</i>,
+ora bordo del <i>Minotauro</i>; poi terminato l’asciolvere,
+ritornavamo in mare, in mezzo al suono degli strumenti
+e tra i canti; talvolta chiudendo gli occhi e
+trasportandomi nell’antichità, mi compiaceva di credere
+che non era la prima volta che la mia anima
+era venuta ad abitare il mondo, e che una volta io
+<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span>
+era stata Cleopatra, e Nelson Antonio; e allora mi
+ricordava qualcuno dei bei versi del dramma di Shakespeare,
+e li gettava a quella brezza che ci arrivava
+curvando le palme e togliendo i profumi degli
+aranceti della Bagheria. Poi quando gli ultimi raggi
+del sole coloravano di rosa la cima del monte Pellegrino,
+si riprendeva la via verso il <i>Vanguard</i> illuminato
+a giorno; una lunga tavola copriva il ponte
+da un capo all’altro; i cannoni sparivano sotto i
+buffetti coperti di argenterie, di fiori e di pasticcerie;
+ci mettemmo a tavola, io in faccia al re come
+se fossi la regina, fra Nelson ed il capitano Troubridge
+o il comandante Thomas. Il pranzo durava
+anche una parte della notte, e ad ogni brindisi che
+noi facevamo i cannoni della batteria inferiore tuonavano,
+e l’artiglieria dei forti rispondeva alle nostre
+salve.
+</p>
+
+<p>
+Nelson era sovente inquieto e preoccupato; sentiva
+bene che la sua coscienza lo rimproverava della
+sua inazione, e gli gridava che dovea essere altrove;
+allora si levava da tavola col pretesto di dare
+qualche ordine, e se ne andava solo sul cassero a
+fantasticare; un giorno lo seguii e me gli avvicinai
+senza che mi vedesse; lo intesi mormorare:« — miserabile
+pazzo che son io; davvero il mio bastimento
+ha più l’assetto di una bottega da pasticciere, che
+d’un vascello della squadra azzurra.» — Allora gli
+misi il mio braccio intorno al collo, e lo ricondussi
+al suo posto, vergognoso e disperato di essere stato
+inteso.
+</p>
+
+<p>
+Il carnevale si avvicinava; le notizie del cardinal
+Ruffo diventavano sempre più soddisfacenti; si diede
+qualche ballo in maschera alla corte. Ciò fece nascere
+<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span>
+a Nelson, che cercava visibilmente di divagarsi,
+l’idea di andare travestito con me per le strade:
+noi facemmo per due o tre volte queste follie;
+ma un accidente, che poteva aver delle conseguenze
+gravi, ci guarì subito.
+</p>
+
+<p>
+Una notte che andavamo così travestiti per le vie
+di Palermo, Nelson che aveva bevuto molto, dopo il
+pranzo, secondo l’abitudine degli Inglesi, mi condusse
+in una casa sospetta, molto frequentata dagli
+uffiziali della squadra; essi però non ci riconobbero,
+ma un nostromo ed un marinaio che bevevano
+in un angolo, ebbero dei sospetti, e quando Nelson
+ed io uscimmo, ci seguirono, e ci videro entrare nel
+palazzo dell’ambasciata. In quel momento ne usciva
+il re, e vedendo quei due giovanotti, che sembravano
+di buon umore, chiese loro che cosa facessero là; il
+nostromo balbettava un poco d’italiano, e divertì
+assai il re, raccontandogli tutta l’avventura: il re
+gli promise di ricordarsi di lui, e gli chiese in che
+cosa gli potesse far piacere; il nostromo gli rispose,
+sempre ridendo, che la sua ambizione dopo la sua
+nascita era di esser fatto cavaliere.
+</p>
+
+<p>
+— Ebbene, gli disse il re, sta tranquillo e lo sarai;
+e gli chiese il suo nome ed a qual bastimento
+apparteneva.
+</p>
+
+<p>
+Il nostromo rispose che si chiamava John Baring
+e apparteneva all’equipaggio del <i>Vanguard</i>, e ricordò
+al re qualche piccolo servizio che aveva avuto la
+fortuna di rendergli, durante il suo passaggio da
+Napoli a Palermo.
+</p>
+
+<p>
+— Difatti, disse il re, me ne ricordo.
+</p>
+
+<p>
+— Bene, rispose il nostromo, credeva che Vostra
+Maestà l’avesse dimenticato.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span>
+</p>
+
+<p>
+— E perchè? chiese Ferdinando.
+</p>
+
+<p>
+— Perchè nè io nè l’equipaggio, rispose il nostromo
+incoraggiato dalla bonomia del re, non abbiamo mai
+avuto il piacere di bevere alla salute di Vostra Maestà,
+con monete di effigie diversa da quella del nostro
+grazioso sovrano Giorgio III.
+</p>
+
+<p>
+Il re si morse le labbra.
+</p>
+
+<p>
+Difatti una volta a terra, colla sua ingratitudine
+abituale, egli aveva dimenticato il pericolo, dal quale
+sfuggiva, ed i servigi ricevuti.
+</p>
+
+<p>
+— Ebbene, gli disse il re, dimani beverai alla mia
+salute con denaro che porta la mia effigie; ed i tuoi
+camerata bevendo alla tua, ti chiameranno cavaliere.
+</p>
+
+<p>
+Siccome il re era molto ciarliero, raccontò nella
+stessa sera tutta la storia alla regina, come fossi
+uscita travestita con Nelson da una casa che egli
+nominò con un titolo più espressivo di <i>sospetta</i>, come
+ci avesse seguiti un nostromo inglese, che lo aveva
+talmente divertito che gli promise di farlo pel giorno
+seguente cavaliere dell’ordine di San Giorgio Costantiniano.
+</p>
+
+<p>
+Poi nella stessa sera, scrisse un ordine, che alla
+mattina del giorno seguente dovea essere consegnato
+al Principe Luzzi, ministro delle finanze, per far
+portare mille e trecento once di oro, all’equipaggio
+del <i>Vanguard</i> a titolo di gratificazione.
+</p>
+
+<p>
+Il principe Luzzi doveva dare avviso di questa decisione
+all’ammiraglio Nelson, e di prevenirlo, che
+pei servigi ricevuti durante la traversata, nominava
+il nostromo John Baring cavaliere di S. Giorgio Costantiniano.
+</p>
+
+<p>
+Nelson divise queste mille e trecento once nel
+modo seguente:
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span>
+</p>
+
+<p>
+Cento ai marinai che vennero a prendere la famiglia
+reale nei due canotti, e l’aiutarono ad imbarcarsi.
+</p>
+
+<p>
+Cento ai domestici dell’ammiraglio.
+</p>
+
+<p>
+Cento ai marinai della barca dell’<i>Alcmena</i>.
+</p>
+
+<p>
+Cento ai Wardroom.
+</p>
+
+<p>
+Cento otto ai ventisette gentiluomini di poppa, e
+ai bassi uffiziali, vale a dire quattro per ciascuno.
+</p>
+
+<p>
+Settecento settantadue ai soldati di marina, ai
+marinai in numero di 579.
+</p>
+
+<p>
+Tredici ai mozzi, in numero di ventisei.
+</p>
+
+<p>
+Le sette rimanenti per la zuppa.
+</p>
+
+<p>
+Nelson annunziò inoltre al nostromo il favore che
+gli accordava il re.
+</p>
+
+<p>
+Sventuratamente per il povero diavolo, il re, come
+già dissi, aveva raccontato tutto alla regina, e la
+regina aveva raccontato tutto a me, dicendomi di
+stare più attenta per l’avvenire, poichè era stata
+veduta e riconosciuta. Essa non mi potè dire il nome
+dell’uomo che ci aveva seguiti, ma non fu difficile
+trovarlo; il re aveva detto di aver decorato quella
+bella storia.
+</p>
+
+<p>
+Appena vidi Nelson, gli raccontai tutto quanto mi
+disse la regina; il decorato, come dissi, era John
+Baring. L’ammiraglio, in un primo momento di collera,
+giurava di farlo impiccare. Non so se ne aveva
+il diritto; ma al suo bordo Nelson si credeva re assoluto,
+e certamente avrebbe fatto quanto diceva.
+</p>
+
+<p>
+Lo pregai tanto, che si accontentò di cacciarlo, e
+invano riuscii a volergli far grazia completa.
+</p>
+
+<p>
+Intanto venivano dalle Calabrie le migliori notizie:
+si era avuta la notizia dell’entrata del cardinale in
+Monteleone, e successivamente a Catanzaro e a Cotrone
+<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span>
+che fu messo a sacco e incendiato dalle truppe
+Sanfediste.
+</p>
+
+<p>
+Il cardinale aveva annunziato questo saccheggio
+e questo incendio, come una notizia che doveva oscurare
+la gioia del trionfo; ma il re invece aveva trovato
+che era la giusta punizione della ribellione di
+quella città, e aveva scritto una lettera o piuttosto
+due, di cui ecco il testo letterale.
+</p>
+
+<p>
+L’imparzialità, a cui vi riconduce la fredda mano
+del tempo, mi spinge a produrre al giorno d’oggi
+quelle lettere per provare che questi massacri ed
+incendii, di cui si rammaricava il cardinale, consolavano
+il re.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Palermo, 9 marzo 1799.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Eminentissimo mio.
+</p>
+
+<p>
+«Non so esprimervi la gioia che provammo ieri
+sera nel ricevere le vostre lettere dal 27 dello scorso
+al 2 del corrente, per le ottime nuove che in essa
+mi date della continuazione del felicissimo esito che
+ha la vostra Commissione, e che sicuramente diverrà
+sempre più protetta, e benedetta dal Signore per
+vostra gloria ed onore e felicità di tutta l’Italia,
+come vado lusingandomene. Non posso che approvare
+la savissima condotta che tenete nella vostra
+marcia, e gli editti che avete stimato di pubblicare;
+ma ai cari emissarii, che vi riesce di aver nelle mani,
+vi prego di non perdonarla affatto, e punirli senza
+pietà per esempio degli altri, quando sia avverato
+il fatto; perchè la troppo indulgenza usata in questa
+materia, è causa che noi ci troviamo in questo
+stato; e quando voi dite del sistema tenuto dagli
+infami rivoluzionari di far beneficare e metter in
+<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span>
+carica a forza di maneggi quei soggetti guasti,
+e loro aderenti, rovinando quelli che erano fedeli ed
+attaccati a forza di calunnie, non è che un Evangelo,
+è il sistema da essi adottato per tutto rovesciare
+e distruggere ogni cosa; per cui se Iddio si
+compiacerà di farci veder terminar felicemente questa
+maledetta faccenda, bisognerà far da capo. Quanto
+mi accennate della provincia di Salerno mi ha fatto
+grandissimo piacere, ed essendosi vociferato, subito
+sono corsi da me diversi padroni, che qui giunti
+erano pochi giorni fa, fuggendo da Vietri, e si sono
+esibiti di ripartire immediatamente per darvi la mano,
+locchè farò loro eseguire immediatamente. Desidererei
+ben di cuore che presto possiate aprirvi la comunicazione
+della Puglia o Lecce per sentir cosa
+abbiano fatto con que’ banditi, mentre altra notizia
+non abbiamo, che da un bastimento Svedese il quale,
+proveniente da Gallipoli, dice che quella città si è
+già controrivoluzionata, fugando e massacrando i
+Giacobini, e che tutta questa provincia era nella
+massima mestizia, mal soffrendo l’attual governo
+repubblicano. Già colla posta avrete saputo la nuova,
+che, nel momento della spedizione, ricevemmo con
+una corvetta inglese venuta in 17 giorni da Costantinopoli,
+della prossima venuta della truppa Russa
+ed Albanese: Dio faccia che giungano con effetto
+presto. Tutte queste nuove sollevano i buoni, e non
+fanno aver tanta boria ai malvagi; è molto tempo
+che soffriamo, e soffriamo davvero; speriamo che il
+Signore siasi finalmente mosso a compassione di
+noi, e voglia esaudirci e proteggere chi lo serve fedelmente.
+Godo sentire che, eseguendosi i miei ordini,
+da Messina finalmente si sia mandato quanto
+<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span>
+avete richiesto, e siate sicuro, che per quanto dipenderà
+dalla mia attività nell’ordinare, non vi mancherà
+niente. Avrete a quest’ora ricevuto i miei saluti
+da vostro fratello. Conservatevi, continuate a
+mandarmi buone nuove, e credetemi sempre lo stesso
+vostro affezionato.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Ferdinando B.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Ecco la seconda lettera:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Palermo, 11 aprile 1799.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Eminentissimo mio
+</p>
+
+<p>
+«L’altro ieri ricevei di sera la vostra lettera del 29
+scorso mese, scrittami da Cotrone, dove mi fa pena
+di sentire il saccheggio dato in quel modo, benchè,
+a dir il vero, lo avessero ben meritato quegli abitanti,
+colla resistenza fatta, mentre, vi replico,
+non ci vuol misericordia con chi dichiaratamente
+si è mostrato ribelle a Dio ed a me. Per i Francesi
+che ci avete trovato, spedisco immediatamente l’ordine
+perchè si mandino a casa loro, che anche io
+trovo che sia il migliore che si possa fare, dovendosi
+riguardare, dovunque si tengano, come un genere
+assolutamente impestato. Quanto mi dite esservi
+stato narrato della morte del preside di Lecce,
+mi ha fatto inorridire; ma ancora voglio credere che
+non sia vero, per l’onor della famiglia: e che il pover’uomo
+sia morto di malattia, essendo già da gran
+tempo molto malandato. Per l’affare del principe
+biondo, che si era creduto prima mio figlio, e a voi
+si era fatto supporre esser il cavalier di Sassonia,
+già a quest’ora saprete chi sia e tutta la sua storia,
+<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span>
+ed ora si trova qui in Palermo ritornato da Tunisi.
+Due spedizioni già ci sono state fatte dal Comodoro
+Troubridge da Procida, la prima giunta qui domenica,
+e l’altra ieri l’altro. Subito ho fatto tradurre le lettere
+da lui scritte a Nelson, che copiate mi affretto
+di spedirvi, acciò siate inteso del felicissimo esito
+che finora ha trovato quella spedizione, e le notizie
+che ho potuto raccogliere fino al giorno dell’ultima
+data, che son certo non vi faranno dispiacere: tutto
+quanto hanno richiesto si è spedito immediatamente,
+specialmente il giudice, non facendo essi cerimonie,
+per cui quando riceverete questa, molti casicavalli
+avranno fatti. Vi raccomando perciò su quest’assunto
+di agire in conformità di quanto vi scrivemmo
+lo scorso ordinario, tanto io che Acton, ed egli vi
+replica in questa e colla massima attività: Mazzi e
+panelle fanno le figlie belle. Stiamo ora colla massima
+premura aspettando notizie de’ cari Russicelli;
+se quelli vengono presto, spero tra breve faremo la
+festa, e col divino aiuto finiremo questa maledetta
+istoria. Mi rincresce infinitamente che il tempo continui
+così piovoso, perchè questo sarà sempre di un
+grand’intoppo per le vostre operazioni. Mi dite che,
+andando avanti verso Matera, vi tratterrete nelle
+terre del principe nostro, a Potenza; quando mai
+egli ci stasse, spero vi ricorderete essere stato un di
+quei due famosi eroi, e credo il principale, che trattarono
+e conchiusero quel superbo armistizio, e che
+per conseguenza non sarebbe stato mai più accorto.
+La nostra salute è, grazie a Dio, perfetta, non di
+picciolo ristoro essendo le sempre migliori nuove che
+ogni giorno ci pervengono. Il Signore conservi voi
+e benedica sempre più le vostre operazioni come,
+<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span>
+se pure indegnamente però ne lo prega e ve lo desidera
+il vostro affezionato
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Ferdinando B.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Difatti si erano ricevute molte lettere di Troubridge
+inviate dall’ammiraglio per riprendere le isole d’Ischia
+e di Procida, e Troubridge coi suoi sentimenti di
+eguaglianza che non muoiono mai nel cuore di un
+Inglese, e che la passione di Nelson per me potè
+soltanto soffocare, aveva raccontato di essersi impadronito
+delle isole di Ponza, e aggiungeva che
+pregava il re di mandare a Procida un giudice <i>onesto</i>
+per fare il processo a tutti i suoi prigionieri.
+</p>
+
+<p>
+Una terza lettera di Troubridge, diretta a Nelson,
+era accompagnata da una cassetta, che conteneva
+un dono singolare e un viglietto ancor più singolare.
+</p>
+
+<p>
+Il dono era una testa tagliata.
+</p>
+
+<p>
+In quanto al viglietto era concepito in questi termini:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Salerno, 26 aprile 1799.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«<i>Al Comandante della Stazione Inglese</i>
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Signore!
+</p>
+
+<p>
+«Come suddito fedele al mio re Ferdinando IV
+(D. G.) ho la gloria di presentare a Vostra Eccellenza
+la testa di D. Carlo Granozio di Giffoni, che
+era impiegato nell’amministrazione diretta dall’infame
+commissario Ferdinando Ruggi. Il detto Granozio
+è stato da me ucciso in un luogo chiamato li
+Pugig, nel distretto di Ponte Cagnaro, mentre si
+dava alla fuga.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Prego Vostra Eccellenza d’accettare questa testa,
+e di considerare tale azione come una prova del mio
+attaccamento alla Real Corona.
+</p>
+
+<p>
+«Sono col rispetto che vi è dovuto, il fedele suddito
+del re
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Giuseppe Manuisio Vitella</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Nelson fece parte a S. M. del dono che dovea consegnargli,
+e sopra rifiuto del re di riceverlo, fece
+riempire la cassa di segatura, la fece rinchiodare
+dal falegname e la gettò in mare.
+</p>
+
+<p>
+Troubridge aveva scritto di suo pugno sulla cassa
+<i>a jolly fellow</i>.
+</p>
+
+<p>
+Un allegro compagno!
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span></p>
+
+<h2>VII.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Le notizie che ci arrivavano da Napoli non erano
+meno favorevoli di quelle che ci arrivavano dalla
+Calabria; Championnet caduto in disgrazia per l’opposizione
+che aveva tentato di fare alle esazioni del
+Direttorio, in suo luogo e stato Macdonald era stato
+nominato generale in capo.
+</p>
+
+<p>
+Occupava appena quel posto, che si appresero a
+Napoli le notizie dei disastri dell’armata francese
+nell’alta Italia. Suwaroff e i suol cinquantamila Russi
+erano arrivati, e l’imperatore si era finalmente deciso
+di mettersi in campagna; ma i Francesi, privi
+dei loro migliori soldati chiusi in Egitto e del loro
+miglior generale prigioniero con essi, erano stati
+battuti a Magnano, e avevano perduto la linea del
+<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span>
+Mincio, mentre Suwaroff, nominato generale in capo
+dell’esercito austro-russo, era entrato in Verona e si
+era impadronito di Brescia.
+</p>
+
+<p>
+Macdonald ricevette l’ordine di lasciar Napoli e di
+riunire le sue forze a quelle dell’armata francese
+che era in piena ritirata.
+</p>
+
+<p>
+Al sette maggio egli era quindi partito da Caserta,
+lasciando una guarnigione di 500 Francesi
+nel castel S. Elmo, sotto gli ordini del capo legione
+Meyan, e dopo quattro giorni aveva lasciato Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Questa notizia dell’evacuazione di Napoli giunse
+a Palermo ai primi di maggio; al 9 di maggio Nelson
+scriveva all’ammiraglio lord conte S. Vincent
+per annunziargli quella notizia.
+</p>
+
+<p>
+Ma al momento in cui ci abbandonavamo alla
+gioja per questa evacuazione, venne un’altra notizia
+che fece di contrappeso a quella che avevamo ricevuta
+dianzi.
+</p>
+
+<p>
+Al 12 maggio il brick la <i>Speranza</i> giunse a Palermo
+coll’avviso che la flotta francese di Brest, ingannando
+il nostro blocco, era uscita dal porto, era stata veduta
+a Oporto, e dirigevasi verso lo stretto di Gibilterra,
+nell’intenzione probabile di congiungersi
+alla flotta spagnuola, e di fare un tentativo contro
+Minorca o contro la Sicilia. Era quindi necessario di
+rinforzare la flotta inglese, e Nelson diede immediatamente
+degli ordini per richiamare i bastimenti inglesi
+che si trovavano nella baia di Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Ma Nelson sperava ancora di non lasciar Palermo,
+era veramente ammalato d’inquietudine; e alla sola
+idea di lasciarmi, non fosse che per qualche giorno,
+piangeva come un fanciullo.
+</p>
+
+<p>
+Le lettere seguenti daranno un’idea dello stato
+<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span>
+in cui si trovava il suo animo, o piuttosto il suo
+cuore.
+</p>
+
+<p>
+La prima è diretta al vice-ammiraglio Duckworth.
+</p>
+
+<p>
+Eccola.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Palermo, 12 maggio 1799.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mio caro ammiraglio
+</p>
+
+<p>
+«V’invio otto, nove o dieci vascelli di linea con tutta
+la premura. Essi possono o riunirsi col nostro grande
+ed egregio comandante in capo, od agire separatamente.
+Se mi è permesso di avventurare un’opinione,
+direi che è meglio che la flotta bordeggi davanti a
+port Mahon, di quello che non sia entrare nell’Havre.
+Coi miei voti pel vostro miglior successo, che
+sventuratamente non posso dividere con voi, mi
+dico ecc.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson</span>.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Nello stesso giorno scrisse al capitano Troubridge:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«12 maggio 1799.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mio caro Troubridge.
+</p>
+
+<p>
+«Quando avrete ricevuto questa lettera, la flotta
+francese avrà già fatto la sua riunione colla spagnuola.
+Il tempo soltanto cl farà conoscere quale
+sia stato il risultato delle evoluzioni. Il conte verrà,
+ci raggiungerà, e voi mi manderete il <i>Minotauro</i>,
+lo <i>Swiftsure</i>, il <i>S. Sebastiano</i>, il <i>Culloden</i>, e il <i>Sealaw</i>;
+voi od Hood rimarrete col <i>Seahorse</i>, la <i>Minerva</i> etc.
+etc., inviate un piccolo battello a Livorno ed ordinate
+al <i>Lion</i> di congiungersi immediatamente coi
+vascelli a Procida; date ordine ai vascelli di passare
+<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span>
+per di qua, ma che non gettino l’ancora. Riceveranno
+da me altri ordini. Il brick va direttamente a Mahon
+o a Gibilterra. Intendiamo di dire che un vascello
+di linea fu veduto frequentemente ad Ustica. Non
+ci credo — che Dio vi benedica.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson</span>.»
+</p>
+
+<p>
+«Il <i>Seahorse</i> deve osservare Salerno, mandate subito
+i vascelli appena vi arriveranno.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Il giorno dopo questa terza lettera seguiva le due
+precedenti al lord conte di S. Vincent:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Palermo, 13 maggio 1799.
+</p>
+
+<p>
+«Se avanzate senza battaglia, spero che in questo
+caso mi darete occasione di raggiungervi; perchè
+sarei disperato di essere vicino al mio comandante
+in capo, e di non assisterlo in tale momento.
+</p>
+
+<p>
+«Non avete l’idea dello stato in cui mi trovo. Se
+me ne vado, arrischio, e la parola arrischiare è troppo
+debole, metto in pericolo la Sicilia, e più ancora
+ciò che si è salvato sul continente; poichè sappiamo
+per esperienza che si giudica più sulle opinioni, che
+sui fatti stessi; rimanendo, il mio cuore si strugge,
+e per colmo di sciagura, sono seriamente ammalato.
+Che Dio vi benedica; state sicuro che agirò col
+maggiore zelo, e siccome so che il mio buon amico
+agirebbe come me, credetemi dunque con affezione
+sincera, il vostro fedel amico.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Infine, avendo avuto nello stesso giorno un altro
+avviso, scrisse al capitano Troubridge:
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span>
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«<i>Vanguard</i>, Palermo 13 maggio 1799.
+</p>
+
+<p>
+«La flotta francese ha passato lo stretto di Gibilterra,
+ed è stata veduta vicino a Minorca. Appena
+ricevuta la presente verrete a raggiungermi qui coi
+vascelli di linea che avete sotto i vostri ordini; se
+potete darmi una fregata sarà meglio; disponete i
+vostri piccoli bastimenti nel modo che credete più
+vantaggioso, e lasciatene il comando a chi vorrete.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Nelson rimase dal 13 al 19 in esitazione di quanto
+doveva fare; sentendo che il suo posto era in alto
+mare e non nel porto di Palermo; tutti i vascelli richiamati
+da lui vennero successivamente a raggiungerlo
+coi loro capitani; finalmente il 19, facendo
+uno sforzo supremo, mi lasciò con maggior dolore
+di Antonio, cui mi divertiva di paragonarlo. Egli
+non lasciava però Cleopatra per andare a sposare
+Ottavia; credo che se Nelson ebbe, una sol volta
+nella sua vita paura della morte, fu allora, dacchè
+lo amai, tanto la sua vita gli era divenuta preziosa.
+</p>
+
+<p>
+Infine fu d’uopo lasciarci; non si aveva nessuna
+notizia positiva della flotta; lord S. Vincent poteva
+incontrarla e combatter senza di lui, o sarebbe stato
+un colpo mortale al suo onore.
+</p>
+
+<p>
+Un pretesto lo sosteneva ancora, il vento taceva,
+ma nella notte del 18 al 19 si sollevò una brezza, e
+decise della partenza di Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Andò a bordo del <i>Vanguard</i>. Sir William ed io lo
+conducemmo fino al porto; giunti là saltò nella
+<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span>
+sua lancia che lo aspettava da oltre due ore, diede
+ordine di vogare verso il <i>Vanguard</i>, lasciò cadere la
+sua testa nell’unica sua mano, e non volse più lo
+sguardo verso la terra.
+</p>
+
+<p>
+Noi poi non lasciammo la marina, se non quando
+lo perdemmo di vista in mezzo ai bastimenti che
+ingombravano il porto.
+</p>
+
+<p>
+Ma appena il <i>Vanguard</i> ebbe fatto un miglio, tacque
+il vento. Nelson ne approfittò per scrivermi
+questa lettera, che m’inviò per mezzo del luogotenente
+Swiney.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«<i>Vanguard</i>, 19 maggio, 8 ore, calma.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mia cara Lady Hamilton
+</p>
+
+<p>
+«Il luogotenente Swiney venendo a bordo, posso
+dare dei passaporti in bianco pei bastimenti che vanno
+a Procida carichi di farina ec. ec. come pure pel
+battello-posta.
+</p>
+
+<p>
+«Dirvi come sembra melanconico e triste il <i>Vanguard</i>,
+è dirvi che dopo essere stato in compagnia
+delle persone più simpatiche, sono rinchiuso in una
+tetra cella; e lasciare i suoi più cari amici, per restar
+solo e senza amici. A quest’ora sono perfettamente
+<i>l’uomo grande</i>, non avendo a me vicino una
+creatura, e con tutto il cuore desidero diventare <i>un
+uomo piccolo</i>. Voi e il buon sir William avete tolto
+per me l’incanto da tutti quei luoghi, ove non ci
+siete voi. Il mio amore per voi si estende a tutto
+ciò che voi toccate, e voi non potete concepire ciò
+che io provo, quando vi riunisco tutti nella mia
+memoria, anco fino a...... Non dimenticate il vostro
+fedele
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span>
+</p>
+
+<p>
+Il giorno seguente mi scrisse ancora:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«20 maggio 1799
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Cara Lady Hamilton
+</p>
+
+<p>
+«Vi ringrazio tanto insieme a sir William per le
+vostre care lettere; credete bene che ho dormito
+assai poco con tutte le lettere che avea da leggere.
+Le lettere che ricevo da lord S. Vincent sono del 6
+maggio; mi dice che abbiamo veduto la squadra di
+Brest che passava ieri facendo buon cammino; ho fatto
+tutti i miei sforzi per avere qualche notizia di lord
+Keith, a cui ho ordinato di venir qui per completare
+le provigioni e fornirsi d’acqua. Suppongo che la
+squadra francese è diretta a Malta o ad Alessandria
+e la flotta spagnuola par l’attacco di Minorca. Lascio
+giudicare a voi se il conte verrà con noi; credo
+di sì, ma fra noi; M. Duckworth ha l’intenzione di
+abbandonarmi al mio destino; vi mando all’avventura
+questa lettera. Non importa, ho soltanto undici
+vele riunite, e non ho paura di nessuno.
+</p>
+
+<p>
+«Dio benedica voi e sir William e tutti gli amici
+di casa. Credetemi per sempre vostro affezionato
+amico
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La partenza di Nelson lasciò la corte di Palermo
+in una grande ansietà. La regina specialmente che
+conosceva il poco calcolo che si poteva fare di suo
+marito e che non si fidava del genio di Acton, era
+alla disperazione; non si risolse però meno di mettersi,
+quanto si poteva, in istato di difesa; e il giorno
+seguente, il re, la regina, sir William Hamilton ed
+<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span>
+Acton, essendosi riuniti, compilarono il seguente
+proclama:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="center">
+«Miei fedeli ed amati sudditi.
+</p>
+
+<p>
+«I nostri nemici, i nemici della religione e di qualunque
+governo regolare, in una parola, i Francesi,
+battuti da per tutto, tentano ancora un ultimo
+sforzo.
+</p>
+
+<p>
+«Diciannove vascelli ed alcune fregate (unico avanzo
+della spirante lor potenza marittima) sono
+usciti dal Porto di Brest, e profittando di un colpo
+di vento favorevole, son entrati nel mediterraneo.
+</p>
+
+<p>
+«Essi forse tentarono di liberare Malta dal blocco,
+e si lusingano probabilmente di poter correre in levante
+verso l’Egitto, prima che le formidabili e sempre
+vincitrici squadre inglesi possano raggiungerli.
+Ma trenta e più vascelli britannici terranno loro
+dietro, oltre le squadre turca e russa che sono nell’Adriatico.
+Tutto promette che i devastatori francesi
+pagheranno ancora questa volta la pena di
+un tal disperato non meno che temerario ed estremo
+tentativo.
+</p>
+
+<p>
+«Potrebbe però accadere che nel nostro passaggio
+su queste nostre coste di Sicilia, essi vi tentassero
+qualche momentaneo insulto, e che costretti dagl’Inglesi
+o dal vento, tentar volessero l’entrata in qualche
+porto, o rada di quest’Isola. Prevedendo dunque
+la possibilità di questo caso, io mi rivolgo a voi
+tutti, fedeli ed amati miei sudditi, bravi e religiosi
+Siciliani. Ecco un’occasione da mostrarvi qual siete.
+Siate vigilantissimi su tutti i punti della costa, ed
+all’apparire di qualunque legno nemico, armatevi,
+<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span>
+accorrete al punto minacciato, ed impedite qualunque
+insulto, qualunque sbarco tentar volesse un
+tal crudele, sovvertitore ed insaziabile nemico, come
+accorrevate un tempo contro le incursioni de’ Barbari.
+Peggiori di questi, più avidi di preda, e più
+inumani sono i Francesi. I capi militari, la mia truppa
+di linea, e le milizie co’ loro capi accorreranno con
+voi alla difesa. E, se oseranno sbarcare, provino essi
+per la seconda volta il coraggio della brava nazione
+siciliana. Sì, mostratevi degni de’ vostri antenati.
+Trovino i Francesi in quest’Isola la loro tomba.
+</p>
+
+<p>
+«Se i vostri maggiori combatterono in favore soltanto
+di un re lontano, con quanto maggior coraggio
+ed ardore nol farete voi per difendere il vostro
+re e padre ch’è qui fra Voi alla testa del bravo suo
+popolo; la vostra tenera madre e sovrana, la sua famiglia
+tutta affidata alla vostra fedeltà; la nostra
+santa religione, i nostri altari, le vostre proprietà, i
+vostri padri, le vostre mogli, i vostri figli? Gettate
+uno sguardo sul vicino regno infelice. Vedete quali
+eccessi vi commettono i Francesi, ed infiammatevi
+di un santo zelo, giacchè la religione istessa vi comanda
+d’impugnar le armi contro tal sorta di rapaci
+ed ingordi nemici, i quali, non contenti di devastare
+una grande parte dell’Europa, hann’osato
+di mettere le sacrileghe loro mani sulla sacra persona
+del vicario istesso di Gesù Cristo e trascinarlo
+prigioniero in Francia. Non li temete. Iddio animerà
+il nostro braccio, e vi darà la vittoria. Egli già si
+dichiara per noi.
+</p>
+
+<p>
+«I Francesi sono stati battuti dagli Austriaci e
+dai Russi in Italia, nella Svizzera, sul Reno, e finalmente
+<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span>
+pur anche da’ fedeli paesani realisti in Abruzzo,
+in Puglia ed in Terra di Lavoro.
+</p>
+
+<p>
+«Chi non li teme, li vince, e le loro vittorie non
+sono state per l’addietro, che l’effetto della viltà e
+del tradimento. Coraggio dunque, o bravi Siciliani.
+Io son qui alla vostra testa. Voi combatterete sotto
+gli occhi miei, io premierò chiunque si distinguerà
+pel suo valore. E così potremo anche noi partecipare
+della gloria di avere sconfitto gl’inimici di Dio, del
+Trono e della Società.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Palermo, li 15 maggio 1799.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Ferdinando B.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span></p>
+
+<h2>VIII.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Malgrado questo proclama del re, e la promessa
+fatta al popolo siciliano di marciare alla testa del
+suo esercito, la regina era poco rassicurata, perchè
+sapeva in che modo il re si metteva alla testa delle
+sue truppe, avendolo veduto arrivare pel primo a
+Caserta nella fuga da Roma. Essa si aspettava ad
+ogni momento di ricevere la notizia di qualche
+sbarco dei Francesi su qualche punto dell’isola.
+</p>
+
+<p>
+Intanto la bandiera che essa ricamava insieme
+alle principessine era terminata, ed era stata mandata
+da lei al cardinal Ruffo; un certo Scipione La
+Marra, che acquistò una mezza celebrità in questa
+guerra, e che fu incaricato da Nelson dell’arresto
+<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span>
+di Caracciolo, era mandato ad offrirgliela in nome
+della regina, con questa lettera ai Calabresi.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Bravi e valorosi Calabresi,
+</p>
+
+<p>
+«La bravura, il valore e la fedeltà da voi dimostrata
+per la difesa della Santa Cattolica Religione
+e del vostro buon re e padre, da Dio stabilito per
+reggervi e governarvi felici, hanno eccitato nell’animo
+nostro sentimenti così vivi di soddisfazione e
+di gratitudine, che cl siamo determinati a formare
+ed ornare colle nostre proprie mani la bandiera, che
+ora vi mandiamo.
+</p>
+
+<p>
+«Questo sarà sempre un luminoso contrassegno
+del nostro sincero affetto per voi, e della nostra
+gratitudine alla fedeltà ed al vostro attaccamento
+per i vostri Sovrani; ma, nel tempo medesimo, dovrà
+essere un vivissimo sprone per farvi continuare
+ad agire collo stesso valore e collo stesso zelo sino
+a tanto che resteranno intieramente debellati, sconfitti
+e schiacciati i nemici della nostra sacrosanta
+Religione e dello Stato, cosicchè possiate e voi e le
+vostre dilette famiglie, la vostra patria, godere tranquillamente
+i frutti de’ vostri sudori e della vostra
+bravura, sotto la protezione del vostro buon re e padre
+<span class="smcap">Ferdinando</span>, e di tutti Noi, che non tralasceremo
+di ritrovare delle occasioni per dimostrarvi che
+serberassi indelebile ne’ nostri cuori la memoria
+della vostra fedeltà e delle vostre gloriose gesta.
+</p>
+
+<p>
+«Continuate dunque, bravi Calabresi, a combattere
+col solito valore sotto di questa bandiera, ove
+colle nostre proprie mani ci abbiamo impressa la
+Croce, ch’è il segno glorioso della nostra redenzione.
+Rammentatevi, prodi guerrieri, che, sotto la protezione
+<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span>
+di un tal segno, sarete vittoriosi; abbiatelo
+voi per guida, correte intrepidamente alla pugna, e
+siate pur sicuri, che i vostri nemici saranno sconfitti.
+</p>
+
+<p>
+«Noi intanto coi sentimenti della più viva gratitudine
+preghiamo l’Altissimo, che è il donatore di
+tutt’i beni, affinchè si compiaccia di assistervi nelle
+vostre intraprese, che riguardano principalmente il
+suo onore e la sua gloria, e la vostra e la nostra
+tranquillità; e piene di affetto e riconoscenza per
+voi siamo costantemente,
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Palermo, 31 marzo 1799.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«Vostra grata e buona madre
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Maria Carolina</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+In seguito gli altri membri della famiglia reale
+eransi firmati: — Maria Clementina — Leopoldo Borbone — Maria
+Cristina — Maria Amalia — Maria
+Antonia.
+</p>
+
+<p>
+La bandiera era splendidamente e riccamente
+adorna di ricami, come dissi, eseguiti dalle mani
+delle principesse; essa rappresentava da un lato le
+armi de’ Borboni della casa di Napoli, con questa
+leggenda:
+</p>
+
+<p class="center">
+<span class="smcap lowercase">AI MIEI BRAVI CALABRESI.</span>
+</p>
+
+<p>
+Dall’altro la Croce colle quattro parole:
+</p>
+
+<p class="center">
+<span class="smcap lowercase">IN HOC SIGNO VINCES</span>
+</p>
+
+<p>
+Il re poi scrisse al 10 di maggio la lettera seguente
+al cardinale. Questa lettera storica, o che merita di
+diventarla, spiega le esecuzioni di Napoli, alle quali
+<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span>
+Ruffo volle opporsi formalmente, e che, sventuratamente
+pel suo onore e pel mio, Nelson volle eseguire,
+convinto che il dritto fosse dalla parte del
+sovrano decaduto, e che le sue vendette fossero
+giustizia.
+</p>
+
+<p>
+Se difatti una tale lettera non era scritta nella
+piena convinzione che i monarchi di diritto divino
+hanno diritto di vita e di morte sui loro sudditi, sarebbe
+ancor più di un’amara irrisione del dispotismo,
+un insulto del più forte al più debole, e più ancora,
+una sfida a Dio.
+</p>
+
+<p>
+Ecco la lettera, interamente scritta di pugno del
+re, che quasi mai non voleva scrivere.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Palermo, 1 maggio 1799.
+</p>
+
+<p>
+«Eminentissimo mio. Dopo di aver letta e riletta
+e con la massima attenzione considerata quella parte
+della vostra lettera del 1 aprile, che riguarda il
+piano da formarsi sul destino dei molti rei caduti
+e che possono cadere nelle nostre forze, sia nella
+provincia, sia quando col divino aiuto ritornerà sotto
+il mio dominio la capitale; debbo prima di tutto
+dirvi che ho trovato quanto mi scrivete sull’assunto
+pieno di saviezza e di quei lumi, intelligenze, ed attaccamento,
+delle quali cose mi avete dato, e state
+dando indefessamente le più certe e non equivoche
+riprove. Vengo quindi a palesarvi quali siano le
+mie determinazioni sull’assunto.
+</p>
+
+<p>
+«Convengo pienamente con voi che non bisogna
+inquirire molto, tanto più che, come molto bene voi
+dite, si sono svelati in modo i cattivi soggetti, che
+è facile in breve tempo essere al giorno de’ più perversi.
+</p>
+
+<p>
+«La mia intenzione e volontà dunque si è che
+<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span>
+siano arrestate e cautamente custodite le seguenti
+classi di principali rei, cioè: «Tutti quelli del governo
+provvisorio, e della commissione esecutiva e
+legislativa di Napoli, tutti i membri della commissione
+militare e di polizia formata da’ repubblicani,
+quelli che sono delle diverse municipalità, e che
+hanno ricevuta una commissione in generale dalla
+Repubblica o dai Francesi, e principalmente quelli,
+che hanno formata una commissione per inquirire
+sulle pretese depredazioni da me e dal mio governo
+fatte; tutti quelli uffiziali che erano al mio servizio,
+e che sono passati a quello della sedicente Repubblica
+o de’ Francesi; ben inteso però, che è mia volontà,
+che quando i detti uffiziali venissero presi con
+le armi alla mano, contro le mie forze o quelle de’ miei
+alleati, sieno dentro il temine di 24 ore fucilati,
+senza formalità di processo e militarmente; come
+egualmente quei baroni, che coll’armi alla mano si
+opponessero alle mie forze od a quelle de’ miei alleati;
+tutti coloro, che hanno formato o stampato
+Gazzette repubblicane, proclami ed altre scritture,
+come opere per eccitare i miei popoli alla rivolta,
+e disseminare le massime del nuovo governo. Arrestati
+egualmente debbono essere gli eletti della città
+e i deputati della piazza che tolsero il governo al
+passato mio vicario generale Pignatelli, e lo traversarono
+in tutte le operazioni con rappresentanze e
+misure contrarie alla fedeltà che mi dovevano. «Voglio
+che siano ugualmente arrestati una certa Luisa
+Molines Sanfelice, ed un tal Vincenzo Cuoco, che
+scoprirono la contro-rivoluzione de’ realisti, alla testa
+della quale erano i Backer, padre e figli.
+</p>
+
+<p>
+«Fatto questo, è mia intenzione di nominare una
+<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span>
+commissione straordinaria di pochi ma scelti ministri
+sicuri, i quali giudicheranno militarmente i principali
+rei fra gli arrestati, con tutto il rigor delle
+leggi; e quelli che verranno creduti meno rei saranno
+economicamente deportati fuori dei miei dominj. E
+su questo proposito debbo dirvi, che ho trovato
+molto sensato quanto mi avete rappresentato rispetto
+alla deportazione, ma bilanciati tutti gl’inconvenienti,
+trovo, <i>che val meglio di disfarsi di quelle
+vipere, che di guardarle in casa propria</i>, giacchè se io
+avessi una isola di mia pertinenza, molto lontana
+dai miei dominj del continente adotterei volentieri
+il sistema di rilegarveli; ma la somma vicinanza
+delle mie isole ai due regni renderebbe possibile
+qualunque trama che costoro potessero ordire co’
+scellerati e malcontenti che non si sarà riuscito a
+stirpare dai miei stati; d’altronde, i rovesci considerabili,
+che i Francesi, grazie a Dio, hanno sofferti,
+e che speriamo abbiano maggiormente a soffrire,
+metteranno i deportati nell’impossibilità di nuocerci.
+Converrà però ben pensare al luogo della deportazione,
+ed al modo col quale effettuarla, con sicurezza;
+e a questo mi sto ora occupando.
+</p>
+
+<p>
+«Riguardo alla commissione, che dovrà giudicare
+quelli che sono maggiormente rei, subito che avremo
+in mano Napoli, non mancherò di pensarci, contando
+per quella capitale farli andare da qui. Rispetto
+poi alle province per i luoghi dove voi siete,
+può continuare de Fiore, quando voi ne siate contento,
+e così crediate. Inoltre, quelli tra gli avvocati
+provinciali e regi governatori, che non han
+preso partito con i repubblicani, che sono attaccati
+alla corona e che sieno persone d’intelligenza, possono
+<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span>
+venir destinati con tutte le facoltà straordinarie
+inappellabili e delegate; non volendo che i ministri
+tanto provinciali che della capitale, i quali
+hanno servito sotto la Repubblica (anche come voglio
+sperare spinti da un’irresistibile necessità) giudichino
+i felloni col quali la mia clemenza soltanto
+non li situa. Anche per quelli, che non sono compresi
+nelle classi che in questa vi ho specificate, vi
+lascio la libertà di far procedere con tutto il rigor
+delle leggi, quando li giudicherete veri e principali
+rei, e che crederete necessario il loro pronto ed esemplare
+castigo.
+</p>
+
+<p>
+«I ministri togati dei tribunali della capitale,
+quando non abbiano accettato commissioni particolari
+da’ Francesi e dalla ribelle Repubblica, e non
+abbiano fatto che continuare le loro funzioni, di render
+giustizia ne’ tribunali ne’ quali sedevano, non
+verranno molestati. Queste sono per ora le mie determinazioni,
+che v’incarico di fare eseguire nel
+modo che giudicherete possibile, e ne’ luoghi nei
+quali ne avrete la possibilità.
+</p>
+
+<p>
+«Mi riserbo, subito che riacquisterò Napoli, di
+fare qualche aggiunta che gli avvenimenti e le cognizioni,
+che si acquisteranno, potranno determinare.
+Dopo di che, è mia intenzione, seguendo i doveri
+di buon cristiano, e di padre amoroso de’ popoli,
+di dimenticare interamente il passato, ed accordare
+a tutti un intero e general perdono, che
+possa rassicurare tutti da ogni traviamento passato,
+che proibirò ben anche d’indagarsi, lusingandomi
+che quanto hanno fatto sia pervenuto, non da perversità
+di animo, ma da timore e pusillanimità. Bisogna
+però che le cariche pubbliche nelle province
+<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span>
+siano soltanto affidate a persone che si siano sempre
+ben condotte colla corona, e che in conseguenza
+non abbiano mai vacillato, perchè così solo potremo
+esser sicuri di conservare quello, che si è riacquistato.
+Prego il Signore che vi conservi pel bene
+del mio servizio, e per potervi dimostrare in tutti
+i tempi le mia vera e sincera gratitudine. Credetemi
+intanto sempre lo stesso vostro affezionato,
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Ferdinando B.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Si vede bene, non soltanto il re designava le categorie
+che intendeva di dover perseguitare, ma designava
+anche nominativamente alcuni colpevoli. Ma
+ancora diffidando dei giudici in Napoli, annunziava
+di volere inviare dei giudici in Sicilia, per fare servire
+alla sua vendetta l’odio naturale dei Siciliani
+pei Napolitani.
+</p>
+
+<p>
+Del resto egli aveva già mandato nella persona
+del famoso Speciale, un modello di giustizia; e questo
+giudice inaugurò le sue funzioni con una tale
+asprezza, da spaventarne lo stesso Troubridge, che
+non era poi tanto facile a spaventarsi.
+</p>
+
+<p>
+Questo giudice arrivò. Troubridge dopo aver parlato
+con lui scriveva a Nelson:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«A bordo del <i>Culloden</i> in vista<br>
+di Procida, 13 aprile 1799.
+</p>
+
+<p>
+«È giunto il giudice che m’ha fatto l’impressione
+della più velenosa creatura che mi sia stato dato di
+vedere. Bisogna aver perduto compiutamente la ragione:
+dice <i>che sessanta famiglie gli sono indicate</i>, e
+che gli occorre assolutamente un vescovo che sconsacri
+i sacerdoti perchè possano costoro essere giustiziati.
+<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span>
+Gli ho detto d’impiccarli prima; chè, se non
+crede la forca degradante abbastanza, ben io la
+credo tale.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Troubridge</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Cinque giorni dopo Nelson ricevette da Troubridge
+questa seconda lettera sullo stesso argomento.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«18 aprile,
+</p>
+
+<p>
+«Due giorni or sono, il giudice venne da me ad
+<i>offrirmi</i> di profferir sentenza. Solo mi diede ad intendere,
+che tal suo procedere non <i>sarebbe del tutto
+regolare</i>. Dalla sua conversazione potei comprendere
+che le sue istruzioni erano di procedere fino
+al termine in un <i>modo sommario</i> e <span class="smcap lowercase">SOTTO DI ME</span>. Gli
+dissi che per quest’ultimo punto s’ingannava a partito;
+poichè non si trattava di sudditi inglesi. È curioso
+il suo modo di fare i processi: al solito, i colpevoli
+sono assenti, di maniera che, capite bene, la
+faccenda è presto terminata. Quello che chiaro risulta
+da tutto ciò, si è che veggo volersi addossare
+a noi la parte odiosa dell’affare; ma non è questo
+il parer mio, e camminerà diversamente, ve ne
+do parola, o sarà malmenato da me, occorrendo.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Troubridge.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Infine il 7 di maggio, qualche giorno prima di ricevere
+l’avviso di lord S. Vincent che annunziava il
+passaggio della flotta francese nello stretto, mise
+in agitazione la Sicilia.
+</p>
+
+<p>
+Nelson ricevette intorno allo stesso Speciale questa
+terza lettera:
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span>
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«7 maggio 1799.
+</p>
+
+<p>
+«Milord, ho avuto or ora un lungo colloquio col
+giudice: m’ha detto che avrebbe terminato tutte le
+sue operazioni nella prossima ventura settimana, e
+che era usanza dei suoi colleghi, e quindi la sua,
+di non ritirarsi se non dopo aver condannato: le
+sue condanne terminate, ha soggiunto, dovrebbe
+immediatamente imbarcarsi sopra un <i>legno da guerra</i>
+nostro. M’ha detto ancora che, mancando il vescovo
+per sconsacrare i preti, si mandassero costoro in
+Sicilia ond’esservi sconsacrati per ordine del re, e
+quindi ricondurli qui, per impiccarli. <i>Un vascello inglese
+per questa bisogna</i>. Oibò! E dimandarmi un impiccatore;
+ah! in quanto a questo ho rifiutato ricisamente.
+Se non si può trovare un boia qui, se ne
+mandi uno da Palermo. Veggo lo scopo. Uccideranno
+essi, ed il sangue ricadrà su di noi. Non si ha idea
+della procedura di questi uomini, nè come si fanno
+le deposizioni dei testimoni — quasi sempre, i colpevoli
+non compariscono innanzi al giudice che per
+sentirsi condannare. Ma il nostro giudice vi trova
+il suo conto, perchè la maggior parte dei condannati
+è molto ricca.
+</p>
+
+<p>
+«Del resto ho la coscienza tranquilla adesso, rispetto
+a Caracciolo. Egli è senz’altro un <i>giacobino</i>.
+Vi mando una sua lettera che non lascia alcun dubbio
+a questo riguardo.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Troubridge</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Consacro l’intiero capitolo a citare le lettere del re
+e di Troubridge, per separare in questo grande massacro,
+in cui sono accusata di aver messo mano, la
+parte di ciascuno. Mi confesso colpevole, e ben colpevole
+<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span>
+oggi che dopo dodici o quattordici anni di
+tempo veggo passarmi dinanzi alla mente gli uomini
+e gli avvenimenti, ma io non mi confesso colpevole
+che della mia parte di colpa.
+</p>
+
+<p>
+Queste colpe sono delitti? la bilancia è nelle mani
+di Dio, egli giudicherà.
+</p>
+
+<p>
+Intanto riprendiamo gli avvenimenti dove li abbiamo
+lasciati, vale a dire nel momento in cui Nelson,
+disperato di avermi lasciato, incrocia innanzi
+a Maretimo, ove la corte di Palermo trema di vedere
+sbarcare i Francesi in Sicilia, e dove Ruffo seguitando
+il suo cammino trionfale, non è che a poche
+giornate da Napoli.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span></p>
+
+<h2>IX.</h2>
+</div>
+
+<p>
+I giorni 25, 26, 27, e 28 di maggio trascorsero in
+continue agitazioni.
+</p>
+
+<p>
+Al 29 fummo allarmati; si vide apparire dalla parte
+di Marsala una flotta che si credette da principio
+che fosse la flotta riunita franco-spagnuola. Ma appena
+in vista del porto fu inalberata la bandiera
+rossa, e si riconobbe che era Nelson che tornava
+colla sua squadra.
+</p>
+
+<p>
+Si fecero tosto attaccare i cavalli, e la regina, sir
+William ed io salimmo in carrozza e andammo verso
+la marina.
+</p>
+
+<p>
+Nelson da parte sua non perdette un momento, e
+appena ebbe gettato l’ancora, discese nella sua lancia
+e venne a terra.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span>
+</p>
+
+<p>
+Al modo che la regina si volse verso di lui e gli
+strinse la mano ho potuto conoscere che il timore
+è un sentimento tanto forte quanto l’amore.
+</p>
+
+<p>
+Nelson salì in carrozza e lo conducemmo a palazzo.
+</p>
+
+<p>
+In quegli otto o dieci giorni di crociera Nelson
+non aveva veduto nemmeno una vela della flotta
+francese. Era sua opinione che dessa si fosse diretta
+senza dubbio a Tolone per prendere rinforzi.
+</p>
+
+<p>
+Richiamò specialmente la nostra attenzione sul
+suo ritorno che aveva, diceva egli, per iscopo di
+rassicurare la regina. Ma la sua unica mano stringendo
+la mia, mi dava a divedere che egli era ritornato
+soltanto per me.
+</p>
+
+<p>
+S’informò se avevamo ricevuto qualche notizia
+da Napoli. Noi non sapevamo che delle notizie vaghe,
+ma erano per altro buone. I Napolitani condotti
+da Caracciolo, che riunì una flottiglia di piccole
+barche, avevano tentato di approfittare dell’assenza
+di Nelson e del grosso della sua flotta per riprendere
+le isole; ma dopo un combattimento accanito
+contro il <i>Seahorse</i> comandato dal capitano
+Footh, e la <i>Minerva</i> l’antica fregata di Caracciolo
+comandata dal conte di Turn, Caracciolo e la sua
+flottiglia erano stati respinti.
+</p>
+
+<p>
+Nello stesso giorno Nelson ricevette una lettera
+dal capitano Footh che portava in fine questa poscritta.
+</p>
+
+<p>
+«Trenta giacobini sono stati impiccati ieri verso
+il dopo pranzo. E il bastimento che vi reca questa
+notizia ha a bordo tre preti condannati, che invio
+a Palermo per essere sconsacrati, e che saranno
+impiccati al loro ritorno.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span>
+</p>
+
+<p>
+Al 6 giugno, la squadra di lord Nelson fu rinforzata
+dall’arrivo a Palermo del <i>Fulminante</i>, vascello
+di 80 cannoni destinato a diventare, in luogo del
+<i>Vanguard</i>, il vascello ammiraglio; era seguito dal
+<i>Leviathan</i> che portava la bandiera del Vice-ammiraglio
+Duckworth, dal <i>Maestà</i>, e dal <i>Nortumberland</i> levati
+dalla flotta di lord S. Vincent.
+</p>
+
+<p>
+L’8 giugno fu un giorno di festa: lord Nelson
+trasportò la sua bandiera dal <i>Vanguard</i> sul <i>Fulminante</i>;
+fece passare con lui su questo vascello il capitano
+Hardy, cinque luogotenenti, il chirurgo, il
+cappellano e molti marinai.
+</p>
+
+<p>
+Si decise che in quel giorno Nelson riprenderebbe
+il comando della flotta e tenterebbe una spedizione
+contro Napoli. Il principe ereditario, vergognoso di
+non aver fatto ancor nulla per riconquistare il suo
+retaggio, si decise finalmente di partire con Nelson,
+che annunziò che, se il re volesse dargli delle istruzioni,
+egli metterebbe vela al primo vento favorevole.
+</p>
+
+<p>
+Il re, e la regina e sir William passarono la notte
+a redigere per lord Nelson le seguenti istruzioni.
+Esse davano carta bianca a Nelson, ma nello stesso
+tempo il re e la regina gli raccomandarono a voce
+di non trattare coi ribelli, e la regina gli mostrò la
+copia di una lettera che scriveva al cardinale Ruffo,
+incaricandolo di dare a Nelson l’estratto seguente.
+</p>
+
+<p>
+Tradussi letteralmente il passo in inglese, perchè
+Nelson fosse perfettamente istruito dalle intenzioni
+della regina, che come sempre, erano quelle del re.
+</p>
+
+<p>
+«Desidero ardentemente di conoscere la presa di
+Napoli, e quali negoziazioni siansi prese con S. Elmo
+e col suo comandante francese; ma, ve ne prego,
+<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span>
+nessun patto colle navi ribelli, alle quali il re perdonerà
+nella sua clemenza, diminuendo loro la pena
+per un effetto della sua bontà. Non bisogna mai e
+sotto nessun pretesto capitolare nè trattare coi sudditi
+ribelli, che sono all’agonia, e che volendo far
+male non lo potrebbero, essendo presi a quest’ora
+come sorci nella trappola. Voglio ben perdonare a
+loro se sarà necessario per il bene dello Stato; ma
+venire a patti, scendendo tanto basso con quei miserabili,
+mai.»
+</p>
+
+<p>
+Si vede che con tali istruzioni, Nelson non aveva
+che una sola cosa da fare, eseguirle, o non incaricarsi
+della spedizione: ma essendo questa fatta al
+contrario nel doppio scopo di riconquistare Napoli
+e di vendicare la dinastia, il re dava cognizione a
+Nelson di ciò che scriveva a Ruffo ed in cui gli diceva:
+</p>
+
+<p>
+«Mi si assicura che voi avreste detto a qualcuno,
+che se i castelli di Napoli si arrendono, voi permettereste
+a tutti i ribelli di uscire incolumi, anche
+Caracciolo, Manthonnet ecc. ecc. Questa cosa, Eminentissimo
+mio, non la crederò giammai, perchè
+Dio ci vieta di lasciare in vita queste vipere velenose,
+specialmente Caracciolo che conosce tutti i
+piccoli buchi dei nostri porti e potrebbe farci il più
+gran male!
+</p>
+
+<p>
+Del resto circa a Caracciolo la regina non era soltanto
+d’accordo col re, ma fu dessa che aveva avuto
+quell’ispirazione di odio mortale.
+</p>
+
+<p>
+In una lettera scritta il giorno prima, in cui il re
+scriveva la sua e si esprimeva presso a poco in
+questi termini:
+</p>
+
+<p>
+«Fra i colpevoli scellerati, il solo che voglio che
+<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span>
+a qualunque prezzo non vada in Francia è l’indegno
+Caracciolo, questi, tre volte ingrato, che conosce
+tutti gli angoli del nostro litorale di Napoli e di
+Sicilia, che potrebbe, se sfuggisse alla nostra giustizia,
+suscitarci molti nemici, ed anche compromettere
+la sicurezza del re.»
+</p>
+
+<p>
+Lo si vede, l’ordine è positivo, e Nelson non aveva
+che una cosa da fare: obbedire ad ordini positivi, o
+rinunziare alla spedizione.
+</p>
+
+<p>
+Al giovedì, 12 giugno, lord Nelson non era ancora
+deciso, e la regina allora impiegando su di lui il
+suo mezzo ordinario di pressione, mi dettò questa
+lettera per lui:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Giovedì 12 giugno sera.
+</p>
+
+<p>
+«Ho passato la sera colla regina che è veramente
+disperata, e dice che quantunque il popolo
+di Napoli sia in generale pei suoi legittimi sovrani,
+le cose non potrebbero essere ridotte allo stato di
+tranquillità e di subordinazione se non quando Nelson
+e la sua flotta si presenteranno innanzi a Napoli.
+È perciò che essa vi prega, v’impegna, vi scongiura,
+mio caro lord, di far tutto il possibile per
+andare a Napoli. Per l’amor di Dio, pensateci, riflettete
+ed agite. Noi verremo anche con voi se lo
+volete. Sir William è ammalato, io pure sono ammalata;
+ciò mi rimetterà in salute.
+</p>
+
+<p>
+«Sempre, sempre la vostra sincerissima
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Emma Hamilton</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Due giorni prima, inviandogli le istruzioni che
+leggeremo in seguito, il re scriveva a lord Nelson,
+che egli era già pronto a mettere alla testa dei
+<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span>
+suoi generali il principe ereditario, e che lo confidava
+a lui, Nelson, contando interamente e completamente
+sul di lui zelo, sul di lui servizio e sul di lui attaccamento
+alla sua persona e famiglia: attaccamento di
+cui egli avea date prove così numerose: malgrado
+tutto ciò, Nelson aveva resistito; ma egli non sapeva
+rifiutarmi nulla, la mia lettera lo decise, e nella
+notte mi fece rispondere che al giorno seguente il
+principe ereditario poteva recarsi a bordo.
+</p>
+
+<p>
+Difatti al 13 il principe ereditario venne a bordo
+del Fulminante; noi tutti lo accompagnammo, il re,
+la regina, molti personaggi della famiglia reale,
+ed io.
+</p>
+
+<p>
+Lo stendardo reale fu subito inalberato, e nel momento
+in cui lo si inalberava si tirarono i 21 colpi
+di cannone; a mezzodì scendemmo dal Fulminante
+lasciando a bordo il principe ed il suo seguito.
+</p>
+
+<p>
+Nelson mise alla vela subito dopo la nostra partenza.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno seguente, venerdì 14, alle quattro del
+mattino, fu raggiunto dai vascelli di Sua Maestà
+Britannica, il <i>Powerfull</i> e il <i>Bellerofonte</i>, che venivano
+ad annunziargli da parte di lord Keith che la
+flotta francese, forte di ventidue legni, era stata segnalata
+sulle coste d’Italia. Nelson che ne avea con
+lui soltanto sedici, e di second’ordine, con pochi uomini
+non credette opportuno di esporre il principe
+ereditario alla sorte di un combattimento, che raddoppiava
+la sua responsabilità. Riprese immediatamente
+la via di Palermo, e sbarcò nello stesso giorno
+il principe con tutti i suoi bagagli, le munizioni e
+le truppe; riprese poscia il mare e si diresse a Maretimo,
+sperando di essere raggiunto dall’<i>Alessandro</i>
+<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span>
+e dal <i>Goliath</i>, i cui capitani doveano recarsi al
+blocco di Malta, giusta gli ordini che avevano ricevuto
+otto giorni prima.
+</p>
+
+<p>
+Al 18 giugno era innanzi a Maretimo in mare, e
+credeva di dover combattere colla flotta francese,
+perchè rispose al capitano Footh, che gli annunziava
+l’avvicinarsi dei Russi e del cardinal Ruffo, e la presa
+probabile di Napoli, di venire, se Napoli fosse preso,
+a raggiungerlo innanzi a Maretimo col <i>Seahorse</i>,
+la <i>Mutine</i> ed il <i>Perseo</i>, lasciando soltanto per la
+guardia delle isole e della baia di Napoli le navi napoletane
+col <i>Buldog</i> e il <i>S. Leone</i>: del resto, aggiungeva,
+che se il capitano Footh credesse pericoloso
+di lasciar Napoli, gli lasciava la libertà intiera di
+agire a suo talento. Nello stesso giorno, vale a dire
+il 18 giugno, l’<i>Alessandro</i> ed il <i>Goliath</i> lo raggiunsero,
+in fine due giorni dopo un dispaccio di lord
+Keith invitava lord Nelson a ritornare a Palermo a
+prendervi gli ordini del re e di condurre la squadra
+nella baia di Napoli, ove supponeva che si dirigerebbe
+la flotta francese.
+</p>
+
+<p>
+Durante quest’assenza, erasi convenuto fra la regina
+e me che, per non lasciar raffreddare lo zelo di
+Nelson, non si sarebbe già imbarcato il principe ereditario,
+ma io e sir William.
+</p>
+
+<p>
+Alle nove del mattino si segnalò l’arrivo della
+flotta; a mezzodì entrò nella baia di Palermo, ma
+non gettò l’áncora. Nelson scese a terra nel momento
+in cui noi arrivavamo alla marina. La regina, sir
+William, ed io, lo prendemmo nella nostra carrozza
+e lo conducemmo dal re, ove ebbe con lui una conferenza
+di tre ore.
+</p>
+
+<p>
+Uscendo, lord Nelson ci trovò pronti a partire, sir
+<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span>
+William ed io; mise un ginocchio a terra davanti
+alla regina, e le giurò che i suoi voleri sarebbero
+letteralmente eseguiti. La gioia di averci compagni,
+che non poteva esprimere innanzi a mio marito, si
+trasformò in entusiasmo per la causa della regina;
+un suo sguardo mi fece comprendere che egli s’inginocchiava
+innanzi a me, e che la mano che baciava
+era la mia.
+</p>
+
+<p>
+Prendemmo congedo dalla regina; mi tenne molto
+tempo stretta al suo cuore; la sua ultima parola fu
+quella di Carlo I:
+</p>
+
+<p>
+— Remember.
+</p>
+
+<p>
+Il re consegnò a Nelson le sue istruzioni in data
+del 10; e siccome formano un complesso con quelle
+date a Ruffo, che sono poco conosciute, e spiegano,
+se non la scusano, la condotta di Nelson, le riporteremo
+qui.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="center">
+«<i>Istruzioni date dal re Ferdinando Borbone
+a Sua Signoria lord Nelson</i>
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Valorosissimo lord Nelson,
+</p>
+
+<p>
+«Le differenti notizie che mi giungono di Napoli
+richiedono una pronta risoluzione, e le presenti circostanze
+di questo regno e della mia famiglia m’impediscono,
+stogliendomi, di lasciarla, dovendo prender
+cura della loro salute e della loro difesa; ripongo
+tutta la mia speranza nel voto di riconquistare quella
+capitale, mediante il possente aiuto delle forze inglesi
+poste sotto i vostri ordini. Quanto vi ha di
+buono e di leale fra gli abitanti desidera di spezzare
+il giogo che gli è stato imposto per tradimento. Una
+gran parte del popolo qui non può tranquillamente
+<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span>
+vedere avvicinarsi le truppe del cardinale Ruffo, e
+osservare i successi nelle provincie dei diversi capi
+che si sollevano in favore della religione e della Corona,
+senza ardere dal desiderio di unire i loro sforzi,
+nello stesso scopo delle province.
+</p>
+
+<p>
+«Gli sforzi dei miei uffiziali non bastano più (forse)
+a trattenere l’ardore che li spinge; perchè i Napolitani
+debbono aspettare l’arrivo delle truppe di linea
+che organizzo ed i soccorsi, che come sapete,
+attendo dai miei buoni alleati, per poter agire insieme
+con grande sicurezza e colla maggior energia
+a liberare l’oppressione del regno di Napoli.
+</p>
+
+<p>
+«Bisogna evitare che una insurrezione scoppii intempestivamente
+nella capitale, per isfuggire alla
+sventura di perdere tanti fedeli sudditi che diverrebbero
+vittima del furore del ribelli. Ho pensato
+quindi di riunire una soldatesca di linea sufficiente,
+perchè, senza indebolire di più il regno, possa aiutare
+i differenti corpi, che esistono già nelle isole
+del Cratere, e secondo le disposizioni del popolo,
+aspettando le forze straniere, che coopereranno con
+esse al ristabilimento completo dell’ordine. Però questa
+misura senza la vostra importante assistenza e
+direzione non può produrre il risultato necessario;
+ho dunque ricorso a voi, mylord, per ottenere l’uno
+e l’altro, acciocchè (se Dio benedice i vostri sforzi
+ed i nostri) il regno essendo prontamente liberato
+dal flagello che lo ha afflitto, io possa essere in grado
+di corrispondere agl’impegni assunti, come mi prescrivono
+il mio dovere e la mia ragione. Epperciò
+vi trasmetto copia delle istruzioni, che do ai generali
+in capo, e che manderò a quelli del continente,
+alla cui testa ho posto mio figlio, e per la quale io
+<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span>
+conto sulla vostra amichevole assistenza, di modo
+che, i suoi primi passi nella critica carriera in cui è
+entrato, possano essere guidati dai vostri saggi avvisi,
+chiedendovi non solamente di aiutarlo coi vostri
+possenti soccorsi, ma di agire principalmente
+in modo che le vostre forze siano i veri mezzi, i
+veri sostegni sui quali possa far riposare le mie
+speranze, come devono anche essere la mia salvezza.
+</p>
+
+<p>
+«L’intenzione, come voi me lo fate osservare, di
+rispettare l’ordine e la tranquillità a Napoli col possesso
+della capitale, servendosi di uomini devoti alla
+buona causa, non potrebbe aver effetto che con questa
+speranza da me vagheggiata in questo momento;
+quando non fossi inoltre obbligato d’incoraggiare
+e approfittare del buon volere del popolo, con prudenti
+mezzi, visto che queste buone intenzioni potrebbero
+raffreddarsi ed il popolo diventar vittima
+della sua devozione. La flotta potente e distinta colla
+quale voi sosterrete la spedizione, mi permette di
+sperare questo felice risultato, che da essa esclusivamente
+dipende, e di aver confidenza, che, senza
+nuocere alle più grandi operazioni che voi avete costantemente
+in vista pel bene di tutti, voi mi salverete,
+e con me tutta la Sicilia: e come chiedo,
+aggiungendo a questo servizio essenziale un altro
+importantissimo, che voi mi avete reso con tanto
+zelo e di cui vi sarò riconoscente per tutta la vita.
+</p>
+
+<p>
+«Mi lusingo che senza fare del male alla capitale,
+i ribelli cederanno, come pure il nemico che occupa
+ancora S. Elmo, a misura che saranno presi. In conseguenza,
+quando (dopo aver pesato ogni considerazione,
+che possa aver riguardo alla vostra squadra,
+<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span>
+e la destinazione per la quale è forse richiesta
+pel bene generale, come per le particolari mie circostanze)
+stimerete opportuno di dover impiegare
+le attuali e potenti vostre forze, per fare effettivamente
+ritornare al dovere gli oppressori ostinati del
+mio popolo, (napolitano) e per estirpare, come urge,
+quest’orda di malfattori, voi potete usare tutti i
+mezzi proprii ad ottenere questo scopo tanto necessario.
+</p>
+
+<p>
+«Io conto, mylord (e lo ripeto con piacere e con
+particolare soddisfazione), interamente e completamente
+sul grande zelo pel mio servizio, all’attaccamento
+per la mia persona e per la mia famiglia, che
+voi mi avete dimostrato tanto lealmente con fatti,
+pei quali vi sarò infinitamente riconoscente ed obbligato.
+Nello stesso tempo prego l’Onnipotente di
+avervi e di conservarvi, mylord, nella sua santa custodia.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Palermo, 10 giugno 1799.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Ferdinando B.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Andammo dapprima a bordo del <i>Fulminante</i>, ove
+lo attendea vicino il cutter di lord S. Vincent; colà
+Nelson seppe da una lettera di sir Allan Gardner,
+che navigava nel Mediterraneo con 16 legni, che la
+flotta francese seguita da lord Keith, era stata veduta
+nel golfo della Spezia.
+</p>
+
+<p>
+Nelson ordinò di far acqua, poi andammo tutti e
+tre a pranzare a bordo del Serapide comandato dal
+capitano Duncan.
+</p>
+
+<p>
+Alla sera c’imbarcammo, e il giorno dopo, essendosi
+fatte le provvigioni d’acqua, prendemmo il
+largo.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span></p>
+
+<h2>X.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Tutta la giornata appresso, era domenica, scorse
+senza vedere una sola vela; il tempo era bello, e il
+vento favorevole; passammo le isole, e al lunedì, 24,
+all’alba, incontrammo uno schifo napolitano che ci
+supplicò di dargli dell’acqua; un’ora dopo, vedemmo
+venir verso di noi un brick che l’ammiraglio Nelson
+riconobbe per la <i>Mutine</i>.
+</p>
+
+<p>
+Gli fece il segnale di accostare, il canotto fu messo
+in mare e si diresse verso di noi; il capitano Hoste
+salì sul <i>Fulminante</i>.
+</p>
+
+<p>
+Il capitano Hoste era latore di un trattato convenuto
+fra il cardinal Ruffo, il generale delle truppe
+russe e il comandante delle truppe turche, il capitano
+Footh del <i>Seahorse</i> e i Francesi di castel S. Elmo,
+<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span>
+e i ribelli di castel Nuovo e di castel dell’Uovo.
+</p>
+
+<p>
+Apprendendo da quella notizia che si era fatto un
+trattato coi ribelli, cosa che era contraria agli ordini
+delle Loro Maestà Siciliane, Nelson diventò livido
+per la collera, inviò con un piccolo bastimento-posta
+il trattato, chiuso sotto quattro suggelli, a Palermo,
+scrivendo al re ch’egli non s’inquietava per
+questi trattati che non sarebbero mantenuti; e dopo
+aver udito dal capitano Hoste quanto aveva saputo
+di questi trattati, gli ordinò di salire a bordo della
+<i>Mutine</i>, e di ritornare con lui a Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Ci rimettemmo in viaggio. Nelson giurava innanzi
+a Dio e agli uomini che un trattato, che considerava
+come infamante per la dinastia, non si sarebbe eseguito.
+</p>
+
+<p>
+Il vento era favorevole, e passammo ben presto
+Capri, e ci avanzavamo a gonfie vele verso Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Nelson era disceso nella sua cabina, e colla più
+grande agitazione scrisse al cardinale la nota seguente:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«Ecco la mia opinione prima di aver letto il trattato
+di armistizio, e sul semplice rapporto che mi è
+stato fatto.
+</p>
+
+<p>
+«L’armistizio, a quanto suppongo, porta, che se i
+Francesi ed i ribelli non sono soccorsi entro ventun
+giorni, a partire da quello in cui è stato segnato
+l’armistizio, essi avranno diritto di evacuare Napoli,
+il che sarebbe un’onta per S. M. Siciliana e un
+trionfo per essi.
+</p>
+
+<p>
+«Ogni armistizio riserva a ciascuna parte il diritto
+di ricominciare le ostilità, dando, ad un’epoca fissata
+dalle parti contraenti, la facoltà di denunziare
+<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span>
+la fine dell’armistizio. Suppongo che il cardinale
+creda che colle truppe che dispone non avrà in 21
+giorni il potere di cacciare i Francesi dal forte di
+S. Elmo, ed i ribelli da castel Nuovo e dell’Uovo; i
+Francesi ed i ribelli da parte loro pensano, che se
+non sono soccorsi in 21 giorni, saranno trasportati
+su qualche punto, ove potranno ricominciare le loro
+trame diaboliche contro Sua Maestà di Sicilia, la
+pace del regno e la tranquillità dei suoi fedeli sudditi,
+e questi nemici e questi ribelli saranno protetti
+dalla flotta stessa di S. M. Siciliana, e da quella
+del suo fedele alleato il re della Gran Brettagna?
+</p>
+
+<p>
+«Per Dio, ciò sarebbe troppo! Evidentemente questo
+contratto implica, che ciascun partito abbia per
+sè delle speranze di ricevere soccorsi, e intanto rimane
+lo <i>status quo</i>; ma dal momento che l’una o
+l’altra delle due parti riceve dei soccorsi, il contratto
+diventa nullo e senza effetto. È evidente che se invece
+della flotta inglese, fosse venuta la flotta francese
+nella baia di Napoli, i Francesi ed i ribelli non
+osserverebbero un momento l’armistizio, e l’ammiraglio
+francese direbbe semplicemente: — No. — Io
+non sono venuto qui per osservare, ma per agire;
+così dice l’ammiraglio inglese, e dichiara sul suo
+onore che l’arrivo d’una flotta, sia britannica o francese,
+rompe il trattato: quella flotta, qualunque fosse,
+non può resistere inattiva.
+</p>
+
+<p>
+«Però l’ammiraglio inglese propone al cardinale
+di fare sapere, in nome di loro due, ai ribelli ed ai
+Francesi, che l’arrivo della flotta britannica ha completamente
+distrutto il trattato, come avrebbe fatto
+la flotta francese se avesse potuto, e, grazie al cielo,
+non è nulla venire a Napoli.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Però, acconsente di dare due ore ai Francesi per
+rendere castel S. Elmo ai fedeli sudditi di Sua Maestà
+di Sicilia e alle truppe dei suoi alleati, alla condizione
+che i Francesi si ritirerebbero in Francia senza
+essere prigionieri di guerra: che in quanto poi ai
+traditori ed ai ribelli, nessun diritto esiste fra essi
+ed il loro grazioso Sovrano; essi debbono in conseguenza
+confidare senz’altro nella sua clemenza, non
+potendosi accordar loro diverse condizioni, non avendo
+i Francesi il diritto di comprenderli nella loro capitolazione:
+tutto dovrà compiersi nel tempo sovrindicato,
+vale a dire due ore pei Francesi, e all’istante
+pei ribelli.
+</p>
+
+<p>
+«Che si affrettino di accettare, o altrimenti non
+sarà più loro offerta una capitolazione così favorevole.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson.</span>
+</p>
+
+<p>
+«<i>Fulminante</i>, Napoli, 24 giugno 1799.
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Da parte sua sir William scriveva in francese, lingua
+che il cardinale parlava benissimo, la lettera
+seguente, nel caso in cui il cardinale non comprendesse
+l’inglese, o non avesse nessuno per spiegarglielo.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«A bordo del <i>Fulminante</i>, 24 giugno 1799, 3 ore
+dopo mezzodì, nel golfo di Napoli.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«<span class="smcap">Eminenza</span>,
+</p>
+
+<p>
+«Milord Nelson mi prega d’informare l’Eminenza
+Vostra che ha ricevuto dal capitano Footh, comandante
+la fregata <i>Seahorse</i>, una copia della capitolazione
+che Vostra Eminenza ha giudicato dover fare
+<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span>
+coi comandanti di S. Elmo, del castel Nuovo e del
+Castel dell’Uovo; — che egli disapprova intieramente
+tali capitolazioni, e ch’è risoluto a non rimaner neutro
+colla forza imponente che ha l’onore di dirigere, — che
+ha spedito a V. Eminenza i capitani
+Troubridge e Ball, comandanti i vascelli di S. M.
+Britannica, il <i>Culloden</i> e l’<i>Alexander</i>. I capitani son
+benissimo informati de’ sentimenti di Milord Nelson,
+ed avran l’onore di farli conoscere all’Eminenza V.
+Milord spera che il signor cardinale Ruffo sarà della
+stessa sua opinione, e che domani, allo spuntar del
+giorno, potrà agire d’accordo con Sua Eminenza.
+</p>
+
+<p>
+«Il loro scopo non può essere che lo stesso, cioè
+ridurre il comun nemico, e sottomettere alla clemenza
+di S. M. Siciliana i sudditi ribelli.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Ho l’onore di rassegnarmi,
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Di Vostra Eminenza,
+</p>
+
+<p class="indr">
+<i>Umil. ed obbed. servo</i>
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">W. Hamilton</span>.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«<i>Inviato straordinario e plenipotenziario
+di S. M. Britannica presso S. M. Siciliana</i>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Mentre lord Nelson scriveva la sua nota, e sir William
+questa lettera, il bastimento camminava in
+modo che non eravamo più che a due o tre miglia
+dalla baia; e ne avvenne che quando lord Nelson
+risalì sul ponte vide ciò che non aveva potuto vedere
+a motivo della distanza, vale a dire le bandiere
+parlamentari che sventolavano sui castelli dei Francesi,
+dei ribelli, e sul vascello inglese il <i>Seahorse</i>.
+</p>
+
+<p>
+Quella vista portò la sua collera al colmo. Fece
+un segnale per richiamare a lui il <i>Culloden</i> e l’<i>Alessandro</i>
+<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span>
+fece salire al suo bordo i capitani Troubridge
+e Ball, che li comandavano, consegnò loro la sua
+nota e la lettera di sir William, ed ordinò, prima
+che il <i>Fulminante</i> gettasse l’áncora, che scendessero
+in una lancia e a forza di remi si portassero al
+ponte della Maddalena, per consegnare le due carte
+al cardinale Ruffo.
+</p>
+
+<p>
+Spinti da dodici vigorosi rematori, i due capitani
+approdarono al ponte della Maddalena, e trovarono
+il cardinale Ruffo che li aspettava; con un cannocchiale
+egli aveva seguito tutte le manovre del <i>Fulminante</i>,
+aveva veduto la barca distaccarsi dal bastimento,
+e vogare verso terra.
+</p>
+
+<p>
+Gli uffiziali gli consegnarono i due plichi, ma esso
+comprese poco o nulla la nota di Nelson, e avendo
+letta la lettera di sir William, credette che Nelson
+disapprovasse la capitolazione per la sola ragione
+che Napoli fosse stata attaccata senza che si aspettasse
+l’arrivo della squadra inglese, come era stato
+convenuto, quando il principe ereditario doveva presiedere
+a quell’attacco.
+</p>
+
+<p>
+Allora pensò che una visita personale a bordo del
+<i>Fulminante</i>, visita nella quale spiegherebbe all’ammiraglio
+i motivi di urgenza che gli avevano fatto
+attaccare Napoli, concilierebbe tutto; scese nella
+barca dei capitani Troubridge e Ball e abbordò al
+<i>Fulminante</i>, sul quale il suo arrivo fu salutato da 13
+colpi di cannone.
+</p>
+
+<p>
+Nelson l’aspettava dall’alto della casa con sir William,
+il quale, parlando egualmente bene il francese
+e l’italiano, ricevette Ruffo, gli fece gli onori
+del vascello, e lo condusse nella cabina ove io era
+rimasta.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span>
+</p>
+
+<p>
+Il cardinale, scorgendomi, fece un movimento;
+egli sapeva che la regina non l’amava, e che io divideva
+con essa tutti i suoi sentimenti di simpatia
+e di antipatia.
+</p>
+
+<p>
+Lo salutai freddamente, si scambiarono i complimenti
+di uso, ed il cardinale cominciò in eccellente
+francese a raccontare gli avvenimenti del 13 e del
+14 giugno che lo avevano condotto alla capitolazione.
+</p>
+
+<p>
+Lord Nelson insistette a non voler vedere nel
+trattato che un’amnistia; ma Ruffo espose gli uni
+dopo gli altri tutti gli articoli, e dimostrò che non
+era un armistizio, nè una sospensione di armi;
+ma un vero trattato, che non potrebbero rompere
+nè l’arrivo della flotta francese, nè l’arrivo della
+flotta inglese; e la cosa era tanto vera che alla
+prima vista i patriotti (si sa qual era il nome che
+il cardinale dava ai ribelli), presero la flotta inglese
+per la flotta franco-spagnuola; alcuni chiedevano
+che l’arrivo di questi soccorsi muterebbe
+qualche cosa alla capitolazione; e che la maggioranza
+aveva deciso quasi unanimemente, che la
+firma era valevole e che il trattato doveva essere
+mantenuto.
+</p>
+
+<p>
+Sir William traduceva a Nelson le parole di Ruffo
+mano mano che gli uscivano di bocca, e quegli,
+ascoltandolo con impazienza, e udendolo dire che
+una capitolazione conchiusa doveva essere lealmente
+eseguita, diede in uno scoppio di rabbia, e
+gridò:
+</p>
+
+<p>
+— Eh signore! I sovrani non trattano coi loro
+sudditi.
+</p>
+
+<p>
+— È vero, milord, rispose il cardinale, non capitolare
+<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span>
+è meglio; ma dopo aver capitolato sono obbligati
+ad uniformarsi ai trattati.
+</p>
+
+<p>
+Poi volgendosi verso sir William.
+</p>
+
+<p>
+— Non è questo anche il vostro avviso, signore?
+</p>
+
+<p>
+E siccome sir William rispondeva invece che era
+dell’avviso di Nelson, il cardinale vide che la cosa
+era più seria di quanto l’aveva creduta. Allora si
+alzò e disse che i Russi ed i Turchi essendo intervenuti
+nel trattato, non poteva rispondere solo alle
+obbiezioni di lord Nelson.
+</p>
+
+<p>
+E prendendo commiato, si fece condurre a terra.
+</p>
+
+<p>
+Di ritorno al suo quartier generale, il cardinale
+fece venire, a quando ci fu detto poi, il ministro
+Micheroux, il comandante Baillie ed il capitano
+Achmet; mandò a cercare il capitano Footh, ma
+Nelson ebbe cura di allontanarlo inviandolo a Procida.
+</p>
+
+<p>
+Nelson poi scrisse immediatamente al contr’ammiraglio
+Duckworth:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«25 giugno 1799.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mio caro ammiraglio,
+</p>
+
+<p>
+«Vi dirò che il cardinale ed io incominciamo ad
+essere di un avviso completamente opposto. Egli
+vuole mandare i ribelli a Tolone, ed io non voglio
+che vadano; egli pensa che val meglio salvare le
+case di Napoli che l’onore dei suoi sovrani. Troubridge
+e Ball sono andati a portargli la mia dichiarazione
+riguardo ai ribelli che persiste a chiamare
+patriotti, — quale prostituzione di questa parola! — Manderò
+Footh a Procida a prendere le cannoniere.
+Vorrei che tutti i vascelli della flotta non fossero
+più di due nodi l’uno dall’altro; vi manderò uno
+schizzo dell’ancoraggio a quaranta braccia d’acqua;
+<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span>
+il <i>Fulminante</i> deve essere il vascello ammiraglio; se
+la flotta francese mi fa il favore di una visita, prenderò
+la mia posizione del centro.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Intanto il cardinale aveva tenuto consiglio, ed era
+stato non soltanto deciso che si mantenesse la capitolazione,
+ma ancora che se Nelson si ostinasse a
+romperla, si tenterebbe con tutti i mezzi di salvare
+i ribelli.
+</p>
+
+<p>
+Tutta la sera, la notte e la mattina del giorno seguente,
+era un continuo andare e venire dal quartier
+generale al <i>Fulminante</i>, e dal <i>Fulminante</i> al quartier
+generale, senza che la questione facesse un
+passo di più; ciascuno stette fermo nella sua volontà.
+</p>
+
+<hr class="tbs">
+
+<p>
+Alla mattina del 25 Nelson compilò questa dichiarazione,
+diretta al Giacobini di castel dell’Uovo.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Baia di Napoli, 25 giugno 1799.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«<i>A bordo del Fulminante, vascello di S. M. B.</i>
+</p>
+
+<p>
+«Il contr’ammiraglio lord Nelson, cavaliere baronetto,
+comandante in flotta di S. M. Britannica, previene
+i ribelli sudditi di S. M. Siciliana chiusi in castel
+dell’Uovo e castel Nuovo, che non permette loro
+nè di lasciar quella piazza, nè d’imbarcarsi. Essi
+debbono soltanto arrendersi alla discrezione di S. M.
+Siciliana.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Nelson fece proclamare la sua decisione; una
+barca approdò al castel dell’Uovo, e l’araldo la lesse
+ad alta voce; ma il comandante del castello salì
+sulle mura e gli gridò:
+</p>
+
+<p>
+— Al largo, presto, presto, presto, o faccio tirare
+su di voi; vi è un trattato e lo faremo osservare.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span>
+</p>
+
+<p>
+Nelson, sempre furioso, scrisse sopra la nota che
+egli aveva mandato al cardinale e che costui gli
+aveva retrocesso:
+</p>
+
+<p>
+«Letta, spiegata al cardinale, e ricusata da lui.»
+</p>
+
+<p>
+All’annunzio della pubblicazione o piuttosto dell’intimazione
+che Nelson aveva fatto ai repubblicani,
+il cardinale Ruffo credette di dover rispondere, prendendo
+anch’egli un’attitudine risoluta.
+</p>
+
+<p>
+Scrisse quindi questo viglietto all’ammiraglio:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«Se lord Nelson non vuole riconoscere il trattato
+della capitolazione dei castelli di Napoli, al quale,
+fra gli altri contraenti, intervenne solennemente un
+uffiziale inglese a nome del re della Gran Brettagna,
+resta a lui solo tutta la responsabilità; se va impedita
+la esecuzione di tal trattato, il cardinale F. Ruffo
+rimetterà il nemico nello stato in cui si trovava
+prima del trattato medesimo; finalmente ritirerà le
+sue truppe dalle posizioni posteriormente occupate
+e si trincererà con tutta la sua armata, lasciando
+che gl’Inglesi, colle proprie forze, vincano il nemico.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Ricevendo questo viglietto che esponeva così nettamente
+la questione, Nelson si ritirò nella cabina
+con Sir William, e uscì tenendo in mano il viglietto
+seguente; il messaggiero del cardinale ricevette nello
+stesso tempo l’originale inglese, colla traduzione
+fatta da sir William.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«<i>Fulminante</i>, 26 giugno 1779.
+</p>
+
+<p>
+«Il contr’ammiragllo lord Nelson, arrivato il 24
+giugno nella baia di Napoli, avendo trovato un trattato
+firmato dai ribelli, espresse la sua opinione, che
+<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span>
+questo trattato non possa essere messo in esecuzione,
+senza la approvazione di S. M. Siciliana.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Il cardinale rispose che se al dimani i patrioti ribelli,
+come piacerebbe a lord Nelson di chiamarli,
+non ricevessero da lui l’autorizzazione d’imbarcarsi,
+egli compirebbe la minaccia fattagli, e si sarebbe
+ritirato colla sua truppa.
+</p>
+
+<p>
+La minaccia era seria; Ruffo punto dal rifiuto di
+Nelson era uomo capace di eseguirla. Nelson, mancando
+di truppe di sbarco, era obbligato a bombardare
+Napoli.
+</p>
+
+<p>
+Per cui sir William rispose:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Eminenza,
+</p>
+
+<p>
+«Milord Nelson mi prega di assicurare Vostra
+Eminenza, che è risoluto di non far nulla che possa
+rompere l’armistizio che Vostra Eminenza ha accordato
+ai castelli di Napoli.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Ho l’onore di essere,
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Di Vostra Eminenza,
+</p>
+
+<p class="indr">
+«Umil. ecc.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">W. Hamilton</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Questa lettera fu portata dai capitani Troubridge
+e Ball, che avevano portato la prima protesta dell’ammiraglio.
+Siccome la lettera di sir William Hamilton
+conteneva nulla di positivo, il cardinale interrogò
+i due capitani, che spiegarono la lettera dicendo
+che l’ammiraglio non si opponeva all’imbarco
+dei repubblicani. Il cardinale chiese se erano autorizzati
+a metter in iscritto quanto dicevano, cioè
+che Nelson prometteva di non opporsi all’imbarco
+dei repubblicani.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span>
+</p>
+
+<p>
+I due uffiziali si consultarono, e dopo un istante
+risposero che non ci vedevano alcun inconveniente.
+</p>
+
+<p>
+Troubridge prese allora un pezzo di carta, e scrisse
+di suo pugno:
+</p>
+
+<p>
+«I capitani Troubridge e Ball hanno autorità per
+la parte di lord Nelson di dichiarare a Sua Eminenza,
+che milord non si opporrà all’imbarco dei ribelli,
+e della gente che compone la guarnigione dei
+castelli Nuovo e dell’Uovo.»
+</p>
+
+<p>
+Poi diedero questa dichiarazione al cardinale.
+</p>
+
+<p>
+— Però, signori, disse il cardinale, siate anche
+compiacenti di firmarla.
+</p>
+
+<p>
+— Perdono, Eminenza, rispose Troubridge, noi abbiamo
+potere per gli affari militari; ma non per gli
+affari diplomatici. Siccome però la nota, quantunque
+non firmata, è di nostra mano, noi v’invitiamo a
+credervi.
+</p>
+
+<p>
+Il cardinale non insistette più, sia che fosse maravigliato
+di questo modo di cavarsi d’impaccio, sia
+che temesse di offendere i due uffiziali.
+</p>
+
+<p>
+Troubridge e Ball ritornarono a bordo, e ciò che
+avevano fatto fu approvato da Nelson, e da sir William.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span></p>
+
+<h2>XI.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Siccome lord Nelson aveva ricevuto, circa all’ammiraglio
+Caracciolo, degli ordini positivi dal re e
+dalla regina, e si era impegnato di prenderlo morto
+o vivo, aveva fatto cercare delle informazioni in
+città, ove già si rispose, che nella notte del 23 al 24,
+Caracciolo era fuggito, e che a quell’ora doveva
+già aver passato la frontiera.
+</p>
+
+<p>
+Questa notizia mise Nelson fuori di sè.
+</p>
+
+<p>
+Colle sue idee di disciplina, un ammiraglio che tirava
+il cannone contro la bandiera del sovrano portata
+da un bastimento che era il suo, meritava non
+già una, ma dieci volte la morte.
+</p>
+
+<p>
+Lord Nelson, più tranquillo, riguardo agli altri
+ribelli, e coll’inganno che avea messo in atto, e che
+<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span>
+gli aveva suggerito, — debbo fare questa occasione — sir
+William Hamilton, non potevano sfuggirgli.
+Lord Nelson cercava ogni mezzo per procurarsi delle
+notizie di Caracciolo, quando, verso le undici ore e
+mezzo della sera, intese il grido che fa la sentinella
+quando vede, dopo la ritirata, avvicinarsi una barca
+al bastimento su cui veglia.
+</p>
+
+<p>
+Nelson, come se avesse indovinato l’importanza
+della notizia che questa barca gli recava, pose sulla
+tavola la tazza di thè che portava alle labbra, e si
+mosse verso la porta della cabina.
+</p>
+
+<p>
+V’incontrò l’uffiziale di quarto.
+</p>
+
+<p>
+— Un contadino chiede di parlare particolarmente
+con lord Nelson.
+</p>
+
+<p>
+— Un contadino che vuole?
+</p>
+
+<p>
+Credetti di comprendere nel suo dialetto, milord,
+che si tratta di Caracciolo.
+</p>
+
+<p>
+— Di Caracciolo, diavolo! vediamo cos’è; fate venire
+il vostro contadino, signore.
+</p>
+
+<p>
+Difatti questo contadino non era altro che un colono
+di Francesco Caracciolo, presso il quale si era
+rifugiato l’infelice ammiraglio.
+</p>
+
+<p>
+Egli veniva a vendere il suo padrone; ma voleva
+esser pagato bene.
+</p>
+
+<p>
+Gli misero quattromila ducati e gliene diedero
+mille in conto.
+</p>
+
+<p>
+Volle che si mantenesse il più gran segreto e specialmente
+verso il cardinale, che pretendeva di aver
+aiutato la fuga di Caracciolo.
+</p>
+
+<p>
+Fu convenuto che il cardinale ignorerebbe completamente
+ciò che sarebbe accaduto.
+</p>
+
+<p>
+Il contadino chiese quattro uomini per aiutarlo
+nella sua spedizione.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span>
+</p>
+
+<p>
+Qui cominciava il difficile.
+</p>
+
+<p>
+Nelson gli avrebbe ben dato quattro marinai inglesi,
+ma per quanto fossero travestiti, avrebbero
+ispirato dei sospetti, non parlando che la loro
+lingua.
+</p>
+
+<p>
+Nelson gli chiese se non avesse egli invece quattro
+uomini fidati; rispose di sì, e che con denaro
+avrebbe tutto ciò che vorrebbe, ma che al momento
+bisognava dare cinquanta ducati per uomo.
+</p>
+
+<p>
+Erano duecento ducati di più che si arrischiavano.
+Nelson glieli diede.
+</p>
+
+<p>
+In cambio il traditore diede il suo nome ed il suo
+indirizzo; egli chiamavasi Luigi Martino, e dimorava
+nel villaggio di Calvizzano.
+</p>
+
+<p>
+Fu convenuto, che a dimani sera una barca inglese
+aspetterebbe al Granatello, e che l’ammiraglio,
+una volta preso, sarebbe imbarcato al Granatello, e
+condotto direttamente a bordo del <i>Fulminante</i>.
+</p>
+
+<p>
+Era una grande notizia, e non bisognava lusingarsi
+troppo che fosse vera; di ciò sir William non
+ne fece poi che un paragrafo accessorio della lettera
+che scrisse al mattino del 27 al generale Acton.
+</p>
+
+<p>
+Eccola, e vi darà un’idea più esatta di ciò che potrei
+dire sullo stato in cui era Napoli.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Mio caro Signore,
+</p>
+
+<p>
+«Vostra Eccellenza avrà veduto dall’ultima mia
+lettera che le opinioni tra il cardinale e lord Nelson
+non vanno mica d’accordo. Però dopo buone
+riflessioni, lord Nelson mi autorizzò a scrivere a Sua
+Eminenza, ieri mattina, per accertargli che non farebbe
+nulla per rompere l’armistizio che Sua Eminenza
+avea creduto conveniente conchiudere coi ribelli
+<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span>
+racchiusi ne’ castelli Nuovo e dell’Uovo, — e
+che la Signoria Sua era pronta a dargli ogni assistenza,
+di cui la flotta posta sotto il suo comando
+fosse capace, e che Sua Eminenza credesse necessaria
+per il buon servizio di Sua Maestà Siciliana. Ciò
+produsse il migliore effetto possibile. Napoli era
+stata sottosopra nel timore che lord Nelson rompesse
+l’armistizio; ora tutto è calmo. Il cardinale
+ha concertato coi capitani Troubridge e Ball che i
+ribelli de’ castelli Nuovo e dell’Uovo vengano imbarcati
+questa sera, mentre 500 marinai saranno
+fatti scendere a terra per andare ad occupare i due
+castelli, sopra i quali, la Dio mercè, sventola ora la
+bandiera di S. M. Siciliana, mentre le bandiere della
+repubblica, <i>corta vissuta</i>, stanno nello stanzino del
+<i>Fulminante</i>, dove, lo spero, la bandiera francese che
+sventola ancora sopra Sant’Elmo andrà a raggiungerle.
+Eravamo nella lancia di lord Nelson allorchè
+i marinai sono sbarcati all’uffizio della <i>Sanità</i>. La
+gioia del popolo era eccessiva. I colori napoletani
+ed inglesi erano inalberati alle finestre, ed allorchè
+prendemmo possesso de’ castelli, fu in tutto Napoli un
+immenso <i>fuoco di allegrezza</i>, e quando sopravvenne
+la notte, un’immensa illuminazione, come la prima
+notte. Finalmente, ho grande speranza che la venuta
+qui di lord Nelson tornerà di molto utile alle
+LL. MM. Siciliane. È stato necessario che io m’interponessi
+tra il cardinale e lord Nelson, altrimenti
+tutto sarebbe andato perduto sin dal primo giorno;
+ed il cardinale mi scrisse per ringraziarmi unitamente
+a lord Nelson. L’albero dell’abominio, di rimpetto
+il palazzo reale, è stato gettato a terra, ed il
+berretto rosso strappato dalla testa del gigante. Il
+<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span>
+capitano Troubridge è andato a terminar questa
+faccenda, ed i ribelli che sono a bordo delle polacche
+non possono muoversi senza un passaporto di
+lord Nelson. Caracciolo e dodici altri di quegl’infami
+ribelli saranno fra breve dati in mano a lord Nelson.
+Se non m’inganno, saranno spediti cautamente in
+Procida onde essere colà giudicati, ed a misura che
+saranno condannati, essi ritorneranno qui, per l’esecuzione
+della loro sentenza. Caracciolo sarà probabilmente
+impiccato all’albero di trinchetto della
+<i>Minerva</i>, dove rimarrà esposto dall’alba fino al tramontar
+del sole, dappoichè un tale esempio è necessario
+per il servizio futuro della marina di Sua
+Maestà Siciliana, in seno alla quale il giacobinismo
+ha già fatto sì grandi progressi.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">W. Hamilton</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Si vede il consiglio dato da sir William a lord
+Nelson, e attribuisco a questo consiglio, che fu tanto
+facile di presentare come un tradimento, la perdita
+del posto di sir William ed il suo richiamo a Londra.
+</p>
+
+<p>
+Al 27 di sera tutti i ribelli, credendo che imbarcandosi
+nelle feluche fossero imbarcati per Tolone,
+vi presero posto con tutta la confidenza; ma non
+appena vi erano entrati, le feluche furono portate
+sotto il fuoco dei vascelli inglesi che in pochi secondi
+potevano calarle a fondo.
+</p>
+
+<p>
+Nella sera del 28, giusta quanto dicemmo della
+parte che il cardinale aveva preso per la fuga di
+Caracciolo, si tenne consiglio a bordo del <i>Fulminante</i>
+per decidere, se sotto un pretesto qualunque
+non si dovesse attirare il cardinale a bordo ed arrestarlo.
+Nella stessa sera suo fratello Francesco Ruffo
+<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span>
+ispettore della guerra, era venuto a bordo del <i>Fulminante</i>.
+Sir William col pretesto di fargli onore lo
+mandò a Palermo latore di un dispaccio, mettendo
+a quest’oggetto a sua disposizione un bastimento
+della flotta, esponendo alla regina le querele ed i
+sospetti che aveva concepito contro il cardinale
+dicendole nello stesso tempo nella lettera:
+</p>
+
+<p>
+«Invio a V. M. un messaggiere ed anche un
+ostaggio.»
+</p>
+
+<p>
+Al 29 fui risvegliata all’alba da un grande rumore
+che si faceva sul bastimento; misi una veste da camera
+e salii sul ponte.
+</p>
+
+<p>
+Tutti gli occhi erano fissi su di una barca ancor
+lontana un miglio, nella quale si poteva riconoscere
+vicino ad un uomo ammanettato il contadino che
+era venuto a trovarci due sere prima e che offerse
+di vendere Caracciolo.
+</p>
+
+<p>
+Non vi era dubbio, aveva mantenuto la sua promessa;
+egli conduceva il suo padrone e veniva a
+prendere il suo danaro.
+</p>
+
+<p>
+Nelson e sir William sembravano al colmo della
+gioia, ed io non vedeva che cogli occhi della mia
+amica e del mio amante. Confesso che considerava
+l’ammiraglio, dopo tutto quello che aveva udito di
+lui, come un traditore, un colpevole, e mi consolai
+con essi della sua cattura.
+</p>
+
+<p>
+Però il mio cuore si strinse alla vista di quell’uomo,
+che, ogni volta che l’aveva udito parlare alla
+regina, aveva sempre tenuto il linguaggio d’un bravo
+marinaio e d’un uomo d’onore: lasciai Nelson e sir
+William gioire del loro trionfo, e non credendo conveniente
+ad una donna il dividerlo, discesi nel mio
+appartamento di cui chiusi la porta. Conosceva le
+<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span>
+disposizioni di Nelson riguardo al suo collega; aveva
+letto la lettera che mio marito aveva scritto al generale
+Acton; non dubitava più della sorte serbata
+al prigioniero.
+</p>
+
+<p>
+Una lettera dl sir William al generale Acton dice
+in quale stato fosse Caracciolo quando fu trasportato
+dalla barca sul <i>Fulminante</i>. Darò l’estratto di
+questa lettera che si rapporta all’ammiraglio napoletano.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«A bordo del <i>Foudroyant</i>, 29 giugno 1799.
+</p>
+
+<p>
+«..... Abbiamo testè avuto lo spettacolo di Caracciolo,
+pallido, con una lunga barba, mezzo morto e
+con gli occhi bassi, condotto ammanettato a bordo
+di questo vascello, ove si trova in questo momento
+insieme col figlio di Cassano D. Giulio, il prete Pacifico
+ed altri traditori infami. Io suppongo che si
+farà subito giustizia de’ più colpevoli. In verità è
+una cosa da fare orrore; ma io, che conosco la loro
+ingratitudine ed i loro delitti, ne ho risentito minor
+pena delle altre numerose persone che hanno assistito
+a questo spettacolo. Io credo che sia una cosa
+buona che noi abbiamo a bordo de’ nostri legni i
+principali colpevoli, nel momento in cui si va ad attaccare
+S. Elmo, poichè potremo così tagliare una
+testa per ogni palla di cannone che i Francesi tireranno
+sulla città di Napoli.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">W. Hamilton.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Per due ragioni metto questo frammento sotto gli
+occhi del lettore; la prima pei particolari del tradimento
+dell’infelice ammiraglio a bordo del bastimento
+inglese, la seconda per dimostrare a qual
+grado d’inasprimento erano portati gli animi i più
+<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span>
+dolci e più benevolenti, infiammati dall’acre fuoco
+della guerra civile. Certamente sir William, uomo di
+gabinetto, di mente colta, benevolente, dotto, dedito
+al culto dell’antichità, amante del bello come
+uno scultore greco, doveva essere sotto il peso di
+una perturbazione strana d’idee per scrivere una
+simile lettera; la sventura di quelli che rappresentano
+una parte su quelle calde giornate di rivoluzione,
+sotto gli ardenti soffii dello spirito di partito,
+è che sono giudicati da uomini che vivono in tempi
+ordinarii; in epoche temperate questa fatale giornata
+del 29 giugno 1799 ha lasciato una macchia di
+sangue su tre nomi.
+</p>
+
+<p>
+Una proscritta era aggiunta alla lettera di sir
+William e la completava. Posta questa proscritta
+sotto gli occhi del lettore, chieggo il permesso di
+riposarmi un istante; per continuare ho bisogno di
+attinger forza al riposo e alla preghiera.
+</p>
+
+<p>
+«P. S. Venite se è possibile, per raccomodare ogni
+cosa, ed io spero che aggiusteremo prima del loro
+arrivo parecchi affari che potrebbero cagionar della
+pena alle Loro Maestà. Il processo di Caracciolo è
+continuato dagli uffiziali di S. M. Siciliana, e, se è
+condannato, come credo, sarà subito eseguita la
+sentenza. Egli sembra già mezzo morto per la stanchezza.
+Desiderava esser giudicato da uffiziali inglesi.
+Il bastimento parte per Palermo. Non vi dico
+nulla di più per ora.»
+</p>
+
+<p>
+Se sono tanto colpevole quanto lo dice il mondo,
+oh! mio Dio! Dio di misericordia! perdonatemi.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span></p>
+
+<h2>XII.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Prima che fosse partita la lettera di sir William,
+il processo era già incominciato, o piuttosto era già
+stato dato l’ordine per incominciarlo.
+</p>
+
+<p>
+Nelson mise in tutto questo terribile affare di Caracciolo
+un’attività febbrile e collerica, che non si
+spiega nemmeno col disprezzo, che hanno per la
+vita degli altri quelli che ogni giorno, ad ogni ora,
+ad ogni momento espongono la loro vita.
+</p>
+
+<p>
+Si parlò di gelosia; Nelson avrebbe veduto in Caracciolo
+un rivale di gloria.
+</p>
+
+<p>
+L’accusa è assurda; anche nella marina francese
+Nelson non aveva un eguale a quell’epoca; la battaglia
+d’Aboukir l’avea messo in cima a tutti i marinai
+del secolo XVIII. Nessuno, dopo l’invenzione
+<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span>
+della polvere, non aveva riportato una vittoria eguale
+a quella d’Aboukir.
+</p>
+
+<p>
+Ora che era mai Caracciolo vicino all’uomo di Tolone,
+di Calvi, di Teneriffa, d’Aboukir? — ben poca
+cosa come marinaio. Era forse geloso della superiorità
+di nascita che Caracciolo come principe aveva su di
+lui? — non è probabile. Nelson, come tutti gli uomini
+d’ingegno giunti da una nascita mediocre ad una
+alta posizione, aveva l’orgoglio del punto di partenza.
+</p>
+
+<p>
+Inoltre, invece di essere illustre pei suoi avi e per
+suo padre, era egli che li aveva illustrati.
+</p>
+
+<p>
+No, io arriverò, credo, ad una appreziazione più
+giusta di Nelson giudicandolo da me.
+</p>
+
+<p>
+Nelson, come me, era nato in una condizione bassa;
+si elevò col suo coraggio, come io colla mia
+bellezza, e ad un tratto, dopo la sua battaglia di
+Aboukir, al pari di me dopo il mio matrimonio con
+sir William, ci trovammo in contatto coi grandi
+della terra; l’effetto fu lo stesso sulla donna e sull’eroe,
+quantunque per mezzi diversi. Maravigliato
+nel suo trionfo, acciecato dalla sua nuova fortuna,
+ebbro di elogi e di doni che riceveva da tutti i re,
+delle gentilezze e delle adulazioni di cui lo colmavano
+particolarmente Ferdinando e la regina Carolina,
+non vide altro diritto che quello dei sovrani, e
+adottò con entusiasmo la causa del re contro i popoli:
+chiunque osava discutere questi diritti era un
+ribelle, chiunque osava combatterli, meritava la
+morte. Nelson credette di aver ricevuto, come l’arcangelo
+Michele, la spada fiammeggiante dalla mano
+di Dio, e poichè l’arcangelo Michele colpì senza pietà
+con questa spada Satana e gli angioli ribelli, Nelson
+<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span>
+colpì i patriotti, questi angioli ribelli della terra.
+Nella terribile esecuzione di Caracciolo, in quella
+non meno terribile dei repubblicani di Napoli, non
+esita un momento, e fatta l’esecuzione, non soltanto
+non ha un rimorso, ma non comprende nemmeno
+quelli che dicono che ne debba avere.
+</p>
+
+<p>
+Il re e la regina gli avevano raccomandato di prendere
+Caracciolo vivo o morto, e se lo prendeva vivo
+di non fargli grazia di sorta. Ciò gli bastava, per
+questa raccomandazione egli era investito dei poteri
+di giudice, ed al bisogno di quelli di carnefice.
+</p>
+
+<p>
+Difatti voi lo vedete al processo.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«<i>Al capitano conte di Thurn, comandante la fregata
+di Sua Maestà Siciliana la</i> Minerva.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«<i>Per ordine di Orazio Nelson, ecc.</i>
+</p>
+
+<p>
+«Poichè Francesco Caracciolo, commodoro di Sua
+Maestà Siciliana, è stato prigioniero, ed è accusato
+di ribellione contro il suo legittimo Sovrano, e d’aver
+fatto fuoco contro la bandiera reale, fissata sulla fregata
+la <i>Minerva</i>, che si trovava sotto i vostri ordini;
+</p>
+
+<p>
+«Voi siete richiesto, ed, in virtù della presente,
+vi si comanda di riunire cinque de’ più antichi uffiziali
+che si trovino sotto il vostro comando, ritenendone
+voi la presidenza, ed informarvi per conoscere
+se il delitto, di cui il detto Caracciolo è accusato,
+può esser provato; e, se ne risulta colpevole,
+<i>dovete indirizzarvi a me per sapere qual pena
+deve subire.</i>»
+</p>
+
+<p>
+«<i>A bordo del</i> Foudroyant, <i>Golfo di Napoli</i>.
+</p>
+
+<p class="indl">
+29 <i>giugno</i> 1799.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span>
+</p>
+
+<p>
+Intanto, siccome ognuno lo comprenderà, nessuno
+mi consultò nemmeno in questo affare.
+</p>
+
+<p>
+Nelson potenza militare, sir William potenza diplomatica,
+dirigevano tutto, più per convinzione,
+lo ripeto, che per odio; in quanto a me ho raccontato
+quanto era avvenuto; vedendo avvicinarsi
+la barca, che conduceva Caracciolo, era discesa
+nella mia cabina, per non incontrarmi con questo
+infelice.
+</p>
+
+<p>
+Una volta chiusa nella mia cabina, Nelson e sir
+William mi lasciarono sola, chè se io lo avessi veduto
+o lo avessi udito, il cuore della donna si sarebbe
+commosso, ed avrebbero dovuto combattere
+la mia compassione, come essi l’ebbero quando
+chiesi alla regina la grazia di Cirillo, e che la regina
+la chiese inutilmente in ginocchi a suo marito.
+</p>
+
+<p>
+Io non uscii dunque della mia cabina, ed ecco
+quanto intesi poi a raccontare.
+</p>
+
+<p>
+Giunto a bordo, Caracciolo venne tosto slegato e
+posto in una cabina con due sentinelle alla porta.
+</p>
+
+<p>
+Verso mezzogiorno, il consiglio era stato convocato,
+composto di cinque uffiziali della marina napolitana,
+di cui non ho mai saputo il nome, e presieduto
+dal conte di Thurn.
+</p>
+
+<p>
+L’interrogatorio durò un’ora. Caracciolo rispose
+nobilmente e degnamente, ma senza avvocati e senza
+aver avuto il tempo di preparare la sua difesa, del
+resto difficile perchè notoriamente aveva combattuto
+contro il re.
+</p>
+
+<p>
+La sua colpabilità fu unanimemente riconosciuta,
+e il processo verbale portato a Nelson, che colla
+stessa impassibilità del mattino scrisse:
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span>
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«<i>Al commodoro conte di Thurn</i>, ecc.»
+</p>
+
+<p class="indl">
+«<i>Per ordine d’Orazio lord Nelson</i>, ecc.
+</p>
+
+<p>
+«Poichè il Consiglio di guerra, composto d’ufficiali
+al servizio di Sua Maestà Siciliana, è stato riunito
+per giudicare Francesco Caracciolo sul delitto
+di ribellione verso il suo Sovrano, e poichè il detto
+delitto ha col fatto renduto contro il detto Caracciolo
+un giudizio che ha per conseguenza la pena
+di morte;
+</p>
+
+<p>
+«Voi siete, con la presente, richiesto e vi si ordina
+di far eseguire la detta sentenza di morte contro
+il detto Caracciolo per mezzo della impiccagione,
+all’antenna dell’albero di trinchetto della fregata la
+<i>Minerva</i>, appartenente a Sua Maestà Siciliana, la
+qual fregata si trova sotto i vostri ordini. La detta
+sentenza dev’eseguirsi oggi alle cinque dopo mezzogiorno;
+e dopo essere rimasto sospeso fino al
+tramontar del sole, farete tagliare la corda e gettare
+il cadavere in mare.
+</p>
+
+<p>
+«<i>A bordo del</i> Foudroyant <i>Napoli</i>, 29 <i>giugno</i> 1799.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Lo ripeto, non ho mai veduto Caracciolo dal momento
+che salì a bordo; soltanto io so quello che
+ho udito intorno a me senza interrogare nessuno,
+perchè avrei piuttosto fuggito anzichè cercare di sapere
+i particolari su questo terribile avvenimento.
+Or ecco quel che intesi a dire:
+</p>
+
+<p>
+Caracciolo s’aspettava certamente di essere condannato
+a morte; ma nella sua qualità di principe
+credeva di essere decapitato o fucilato.
+</p>
+
+<p>
+Quando intese la lettura della sentenza che lo
+condannava ad essere appeso, provò una spaventevole
+<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span>
+commozione; tornato in sè pregò un uffiziale
+di chiedere a lord Nelson un altro giudizio, o almeno
+di essere fucilato e non appeso.
+</p>
+
+<p>
+Nelson rinviò duramente l’uffiziale dicendogli che
+Caracciolo era stato giudicato da un consiglio di guerra
+composto di uffiziali del suo paese, e che non poteva
+intervenire per nulla nel giudizio.
+</p>
+
+<p>
+Caracciolo insistette. L’uffiziale ritornò una seconda
+volta, ed io intesi Nelson che gli gridava duramente:
+</p>
+
+<p>
+— Mischiatevi degli affari vostri, signore, e non
+di quelli che non vi riguardano.
+</p>
+
+<p>
+L’uffiziale ritornò sul ponte.
+</p>
+
+<p>
+Mi si disse che allora Caracciolo aveva invocato
+il mio nome, e aveva pregato l’uffiziale di venire da
+me; e di ottenere di essere decapitato o fucilato invece
+di essere appeso.
+</p>
+
+<p>
+Ma senza dubbio l’uffiziale, dopo quel rabbuffo che
+aveva ricevuto da Nelson, non osò più di venire fino
+da me. Egli rispose che mi aveva cercato ma inutilmente.
+In quanto a me, so che posso affermare innanzi
+a Dio, che nessuno mi parlò in favore di Caracciolo,
+nè per ottenere grazia della vita, nè per
+ottenere un altro modo di esecuzione.
+</p>
+
+<p>
+Alle tre ore, senza che ne sapessi nulla, Caracciolo
+condannato lasciò il <i>Fulminante</i> per andare
+sulla <i>Minerva</i> ove doveva essere giustiziato.
+</p>
+
+<p>
+Un istante dopo, mentre mi annunziavano quella
+condanna, sir William venne a dirmi che Caracciolo
+non era più a bordo: approfittai di questa circostanza
+per salire sul ponte, non avendo preso dell’aria
+dalle sette ore del mattino.
+</p>
+
+<p>
+Il tempo era nuvoloso e triste, quantunque fosse
+<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span>
+il 29 di giugno; poi lo spettacolo che si aveva sotto
+gli occhi andava d’accordo col tempo: tutte quelle
+feluche cariche di prigionieri, il <i>Fulminante</i> stesso
+che serviva da prigione per una parte di essi, attristava
+profondamente la vista. Sembrava che vi
+fosse in mezzo a tutti quegli infelici una grande
+agitazione, e fu soltanto allora che seppi dal cavaliere
+Micheroux, che venne a bordo, che dopo aver
+loro dato il permesso d’imbarcarsi, e di aver messo la
+guarnigione nei castelli, ed aver approfittato in fine
+dei vantaggi della capitolazione, lord Nelson li teneva
+prigionieri.
+</p>
+
+<p>
+Dico che seppi la cosa dal cavaliere Micheroux,
+ed ecco come.
+</p>
+
+<p>
+Il cavaliere Micheroux, il cardinale Ruffo, e il comandante
+Baillie, comandante le truppe russe, avevano
+ricevuto il reclamo seguente da parte dei prigionieri.
+</p>
+
+<p>
+Citerò quello del cavaliere Micheroux che fu lasciato da lui nelle mani di lord Nelson.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«Al cavaliere Micheroux ministro plenipotenziario
+del re delle Due Sicilie presso l’armata coalizzata.
+</p>
+
+<p>
+«Tutta quella parte delle guarnigioni che sta, in
+vigore della capitolazione, imbarcata a far vela
+per Tolone, trovasi nella più grande costernazione.
+Ella in buona fede aspettava l’effetto di detta capitolazione,
+quantunque per precipitazione nell’uscire
+dal castello non furono gli articoli puntualmente
+osservati. Ora che il tempo è propizio alla vela, son
+oggimai due giorni, e non si sono ancora fatti gli
+approvvigionamenti per l’intero viaggio. E con estremo
+<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span>
+dolore ieri, in sulle ore sette, si videro ricercare
+dai bordi delle tartane i generali Manthonnet, Massa
+e Bassetti, il presidente della Commissione esecutiva.
+Ercole e d’Agnese, quello della Commissione legislativa,
+Domenico Cirillo ed altri individui, come
+Emmanuele Borga, Piatti e molti altri. Costoro furono
+condotti sul vascello del comandante inglese,
+ove sono stati ritenuti tutta la notte, nè finora, che
+sono le sei del mattino, si veggono ritornare. Dalla
+vostra lealtà la guarnigione intera attende il rischiaramento
+di questo fatto e l’adempimento della capitolazione.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«Dalla rada di Napoli, 29 giugno 1799.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Albanese</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Nelson prese la nota, la lesse tranquillamente, e
+indicando al cav. Micheroux un corpo che s’innalzava
+col mezzo di una carrucola, e che rimaneva
+sospeso, e si dibatteva al capo di una corda all’antenna
+del Miseno della <i>Minerva</i>:
+</p>
+
+<p>
+— Ecco la mia risposta ai ribelli, gli disse; voi
+potete portarla anche al cardinale Ruffo.
+</p>
+
+<p>
+Micheroux guardava con stupore quello spettacolo.
+</p>
+
+<p>
+— Ma, disse, chi è quell’uomo, e che gli si fa?
+</p>
+
+<p>
+— Quell’uomo, rispose Nelson, è il traditore Caracciolo,
+e ciò che gli si fa, è che lo si appicca per
+mio ordine, e così si farà per tutti i ribelli che
+hanno portato le armi contro Sua Maestà.
+</p>
+
+<p>
+Io misi un grido, anch’io aveva veduto tutto, senza
+accorgermi di ciò che vedeva.
+</p>
+
+<p>
+Il cavaliere Micheroux, costernato della risposta
+dell’ammiraglio, discese nella barca che l’aveva
+<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span>
+condotto, e tenendosi la testa nelle mani, ritornò
+a terra.
+</p>
+
+<p>
+Nella stessa sera, il cardinal Ruffo ricevette il seguente
+rapporto inviatogli dal conte di Thurn.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«<span class="smcap">Eminenza</span>,
+</p>
+
+<p>
+«Devo far presente all’Eminenza vostra aver ricevuto
+questa mattina l’ordine dell’ammiraglio lord
+Nelson di portarmi immediatamente a bordo del suo
+vascello, unitamente a cinque uffiziali i più anziani.
+Ho eseguito subito il detto ordine, e portatomi colà,
+ho ricevuto l’ordine per iscritto di formare subito
+sul vascello istesso un consiglio di guerra contro
+del cavaliere D. Francesco Caracciolo, accusato ribelle
+della Maestà del nostro Augusto padrone, e di sentenziare
+sulla pena competente al suo delitto. Si è subitamente
+eseguito un tal ordine, e formato il Consiglio
+di guerra in una camera del detto vascello, ho fatto
+nella medesima condurre il reo. L’ho fatto primieramente
+riconoscere da tutti gli astanti e dai giudici;
+in seguito gli ho manifestato di parlare se avesse
+delle ragioni da addurre in sua discolpa. Egli ha risposto
+averne varie, e datogli campo a produrle,
+esse si sono raggirate a contestare di aver servito
+l’infame sedicente repubblica, ma perchè obbligato
+dal Governo che gli minacciava farlo fucilare. Gli
+ho fatto in seguito delle domande, in risposta delle
+quali ha confessato di essere sortito colle armi della
+sedicente repubblica contro quelle di Sua Maestà,
+ma sempre perchè obbligato dalla forza. Ha confessato
+di essersi trovato colla divisione delle cannoniere,
+che uscirono ad impedire, per la parte del
+mare, l’entrata delle truppe di S. M., ma su tal assunto
+<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span>
+ha addotto che credeva fossero degl’insorgenti:
+ha confessato aver dato degli ordini per
+iscritto tendenti a contrariare le armi di S. M. Infine,
+domandato perchè non aveva cercato di condursi
+in Procida, e colà tenendosi alle armi S. M.,
+sottrarsi alla vessazione del Governo, ha risposto
+non averlo eseguito sulla tema di esser male ricevuto.
+</p>
+
+<p>
+«Formato su di dette delucidazioni il detto Consiglio
+di guerra, questo alla pluralità di voti l’ha
+condannato, come reo di alta fellonia, alla pena di
+morte ignominiosa.
+</p>
+
+<p>
+«Presentata detta sentenza all’ammiraglio Nelson,
+egli ha comprovato la condanna, ordinando,
+che alle cinque di questo stesso giorno l’avessi
+fatta eseguire, impiccandolo al pennone di trinchetto
+e lasciandolo appeso sino al calar del sole, nella
+qual ora, facendogli tagliar la corda, si fosse lasciato
+cadere in mare.
+</p>
+
+<p>
+«All’una di questa mattina ho ricevuto il detto
+ordine: all’una e mezza p. m. è stato il reo Francesco
+Caracciolo trasportato al mio bordo e posto in
+cappella, ed alle cinque, a tenore dell’ordine, si è
+eseguita la sentenza.
+</p>
+
+<p>
+«Tanto mi conviene farle presente in adempimento
+del mio dovere, nell’atto che con profondo ossequio
+me le professo.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Di vostra Eminenza,
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<i>Bordo della</i> Minerva 27 <i>giugno</i> 1799.<br>
+«<i>Devotissimo servitore</i>
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Conte di Thurn</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Nello stesso tempo il conte di Thurn diede in poche
+parole lo stesso avviso all’ammiraglio Nelson.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span>
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«A bordo della fregata di S. M.<br>
+la <i>Minerva</i>, il 29 giugno 1799.
+</p>
+
+<p>
+«Si partecipa a S. E. lord Nelson, che la sentenza
+pronunciata contro Francesco Caracciolo è stata
+eseguita nella maniera che è stato ordinato.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«Il conte di <span class="smcap">Thurn</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Terminata l’esecuzione, si spedì a Palermo un bastimento
+leggero per portare la notizia al re; dessa
+era inchiusa in queste due lettere, una di Nelson
+e l’altra di sir William, dirette tutte e due al generale
+Acton.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Signore,
+</p>
+
+<p>
+«Non avendo il tempo di mandare a Vostra Eccellenza
+il processo fatto a quel disgraziato di Caracciolo,
+io posso dirvi soltanto che è stato giudicato
+questa mattina, e che s’è sottoposto alla giusta
+sentenza pronunziata di lui. Mando a Vostra
+Eccellenza la mia approvazione tal quale l’ho scritta:
+</p>
+
+<p>
+«Approvo la sentenza di morte pronunziata contro
+Francesco Caracciolo, ed essa sarà eseguita a
+bordo della fregata di Sua Maestà Siciliana, la <i>Minerva</i>,
+oggi alle cinque.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Ho l’onore ecc.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Ora ecco la lettera di sir William.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Mio caro Signore.
+</p>
+
+<p>
+«Ho appena il tempo d’aggiungere alla lettera di
+lord Nelson, che Caracciolo è stato condannato dalla
+maggioranza della Corte marziale, e lord Nelson ha
+<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span>
+ordinato che l’esecuzione della sentenza avesse luogo
+oggi alle cinque dopo mezzo giorno all’antenna dell’albero
+di trinchetto della <i>Minerva</i>, e che il suo
+corpo fosse poi abbandonato al mare. Thurn ha fatto
+osservare che si soleva accordare ai condannati 24
+ore per provvedere alla loro anima; ma gli ordini di
+lord Nelson sono stati mantenuti, sebbene io avessi
+appoggiato l’opinione di Thurn. Gli altri colpevoli
+sono rimasti a disposizione di S. M. Siciliana a bordo
+delle <i>polacche</i> circondate dalla nostra flotta. Tutto
+quel che pensa e fa lord Nelson gli è dettato dalla
+sua coscienza e dal suo onore, ed io credo che alla
+fine le sue determinazioni saranno riconosciute come
+le migliori che potessero prendersi. <i>Per l’amore di
+Dio procurate che il re venga almeno a bordo del</i> Foudroyant
+<i>e che innalzi, se può, il suo stendardo reale.</i>
+</p>
+
+<p>
+«Domani attaccheremo S. Elmo. Iddio favorisca
+la buona causa! il dado è gettato. Noi dobbiamo ora
+tener fermo per quanto è possibile.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Per sempre vostro, ecc.,
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">W. Hamilton</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Nello stesso giorno il cardinale Ruffo, vedendo di
+non aver potuto salvare Caracciolo, nè ottenere
+l’esecuzione del trattato, mandò la sua dimissione
+a Palermo.
+</p>
+
+<p class="pad2 center large">
+FINE DEL SETTIMO VOLUME.
+</p>
+
+<div class="tnote">
+<p class="tntitle">
+Nota del Trascrittore
+</p>
+
+<p>
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione
+minimi errori tipografici.
+</p>
+
+<p>
+Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
+</p>
+</div>
+
+<div style='text-align:center'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 76095 ***</div>
+</body>
+</html>
+
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