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| author | nfenwick <nfenwick@pglaf.org> | 2025-05-14 10:21:58 -0700 |
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VII | Project Gutenberg</title> + <link rel="icon" href="images/cover.jpg" type="image/x-cover"> + <style> +body {margin-left: 10%; margin-right: 10%;} + +p {margin-top: .5em; margin-bottom: 0em; line-height: 1.2; text-align: justify;} +.blockquote {margin: 1em 10%; font-size: 95%;} +p.indl {text-align: left; margin-left: 5%;} +p.indr {text-align: right; margin-right: 5%;} +.center {text-align: center; text-indent: 0;} +.title {text-align: center; font-size: 130%; margin-top: 2em; margin-bottom: 2em;} + +div.booktitle {page-break-before: always; padding: 3em;} +div.titlepage {text-align: center; margin: 0 5%; padding: 2em 0; page-break-before: always; page-break-after: always;} +div.titlepage p {text-align: inherit;} +div.verso {text-align: center; padding-top: 2em; font-size: 95%; margin: 0 10%;} +div.verso p {text-align: inherit;} +div.chapter {page-break-before: always; padding-top: 3em;} +div.chapter h2 {page-break-before: avoid;} + +h1,h2 {text-align: center; font-style: normal; +font-weight: normal; line-height: 1.5;} +h1 {font-size: 150%;} +h2 {font-size: 140%; margin-top: 1em; margin-bottom: 2em; page-break-before: avoid;} + +span.smaller {display: block; font-size: 80%; margin: .5em 5%; line-height: 1.2em;} + +hr {width: 70%; margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-left: 15%; margin-right: 15%; clear: both;} +hr.mid {width: 50%; margin-left: 25%; margin-right: 25%;} +hr.tbs {width: 20%; margin: 1.5em 40%; visibility: hidden;} +hr.silver {width: 90%; margin-left: 5%; margin-right: 5%; border-top: none; border-right: none; border-bottom: thin solid silver; border-left: none;} +.x-ebookmaker hr.silver {display: none;} + +.pagenum {position: absolute; right: 2%; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; font-size: 65%; text-align: right; color: #999999; background-color: #ffffff; clear: left;} + +.pad4 {margin-top: 4em;} +.pad2 {margin-top: 2em;} +.pad1 {margin-top: 1em;} + +.ast {text-align: center; font-size: 120%; margin: 1em auto;} + +.xx-small {font-size: 50%;} +.small {font-size: 85%;} +.large {font-size: 115%;} +.x-large {font-size: 130%;} +.main-t {font-size: 200%;} +.smcap {font-variant: small-caps;} +.lowercase {text-transform: lowercase;} + +sup {vertical-align: .3em;} +sub {vertical-align: -.5em;} + +.tnote {background-color: #f7f1e3; color: #000; padding: 1em 1em 2em 1em; + margin: 3em 10%; font-family: sans-serif; font-size: 90%; page-break-before: always;} +.tntitle {text-align: center; text-indent: 0; padding: 1em; font-size: 120%; margin-bottom: 1em;} +.tnote p {padding: 0 1em;} + +</style> +</head> +<body> +<div style='text-align:center'>*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 76095 ***</div> + +<div class="booktitle"> +<h1> +MEMORIE DI EMMA LYONNA +<span class="smaller">VOL. VII.</span> +</h1> +</div> + +<hr class="silver"> + +<div class="titlepage"> +<p class="main-t"> +<span class="small">MEMORIE</span><br> +<span class="xx-small">DI</span><br> +EMMA LYONNA +</p> + +<p class="pad2 small"> +DI +</p> + +<p class="pad1 x-large"> +ALESSANDRO DUMAS +</p> + +<p class="pad2 small"> +UNICA EDIZIONE AUTORIZZATA IN ITALIA. +</p> + +<p class="pad1"> +Vol. VII. +</p> + +<p class="pad4"> +<span class="large">MILANO</span><br> +G. DAELLI e C. EDITORI<br> +<span class="small">MDCCCLXIV.</span> +</p> +</div> + +<div class="verso"> +<hr class="mid"> +<p> +Proprietà letteraria — G. DAELLI e C. Editori. +</p> + +<p> +STEREOTIPIA G. DASSI E C. +</p> + +<p> +TIP. GUGLIELMINI. +</p> +<hr class="mid"> +</div> + +<div class="chapter"> +<p> +<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span> +</p> + +<p class="title"> +MEMORIE<br> +DI<br> +EMMA LYONNA +</p> +</div> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span></p> + +<h2>I.</h2> +</div> + +<p> +Presa questa decisione, la regina scrisse subito a +lord Nelson, che corse a palazzo colla sua solita +premura. +</p> + +<p> +La regina gli annunziò ufficialmente la sua partenza, +ma non si era ancor fissato il giorno. +</p> + +<p> +Ma invece del giorno avrei dovuto dire la notte, +perchè si era stabilito che la famiglia reale lasciasse +Napoli, senza far conoscere a nessuno la sua fuga. +</p> + +<p> +La regina si rivolgeva a Nelson e non a Caracciolo +per molti motivi. Il primo era forse l’antipatia +che le ispirava il principe napolitano, quantunque +fosse obbligata a render giustizia alla nobiltà del +suo carattere. Ma il secondo, e probabilmente il principale, +era che la regina non voleva far conoscere +<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span> +ai napolitani le ricchezze che portava seco, temendo +che se ne spargesse la voce per la città. +</p> + +<p> +Il trasporto degli oggetti più preziosi dovea farsi +nella stessa sera, e Nelson mandò nello stesso momento +quell’ordine al capitano Hope comandante +l’<i>Alcmena</i>. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +«<i>Secretissimo</i> +</p> + +<p> +«Tre barche, e il piccolo cutter dell’<i>Alcmena</i> armate +con armi bianche soltanto, per trovarsi alla +Vittoria alle sette e mezzo precise. — Una sola barca +accosterà la banchina, le altre si rimarranno ad una +certa distanza — i remi drizzati — la piccola barca +del <i>Vanguard</i> resterà alla banchina — tutte le barche +sieno riunite a bordo dell’<i>Alcmena</i>, pria delle +sette, sotto gli ordini del comandante Hope — <i>I +grappini nelle scialuppe</i>. +</p> + +<p> +«Tutte le altre scialuppe del <i>Vanguard</i> e dell’<i>Alcmena</i> +armate di coltellacci e i canotti con caronate +riunite a bordo del <i>Vanguard</i>, al comando del capitano +Hardy che se ne allontanerà alle otto e mezzo +<i>precise per prender il mare a mezzo cammino verso +Molosiglio. — Ogni scialuppa deve portare da 4 a 6 +soldati</i>. +</p> + +<p> +«<i>Se nel caso avrete bisogno di assistenza, fate dei +segnali per mezzo di fuochi.</i> +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">O. Nelson</span>. +</p> + +<p> +«<i>L’Alcmena pronta a partire la notte se è necessario.</i>» +</p> +</div> + +<p> +Il ritrovo era stato fissato alla Vittoria, perchè la +banchina della Vittoria era precisamente in faccia +al palazzo dell’ambasciata d’Inghilterra, e che senz’essere +<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span> +osservati, vi si potea portare o far portare +le gioie più preziose della regina, che essa mi dovea +mandare nella giornata, racchiuse in due o tre +cassette. +</p> + +<p> +Ma siccome si contava di trasportare tutti gli oggetti +più preziosi, le statue, i quadri che si potrebbero +riunire, bisognava trovare un’altra via. +</p> + +<p> +Un’antica tradizione diceva che esisteva sotto al +palazzo un sotterraneo che comunicava col mare. +</p> + +<p> +Bisognava trovarlo; questa stessa tradizione diceva +che il sotterraneo, dal tempo della dominazione +spagnuola, non era stato mai aperto. +</p> + +<p> +La regina fece venire il più vecchio dei servi del +palazzo; era un uomo sui ottantaquattro anni, e per +conseguenza era nato nel 1714, ed aveva ventun anno +quando il re Carlo III era stato nominato re di Napoli. +</p> + +<p> +Egli era un fabbro del palazzo, e godeva il suo +ritiro; ma suo figlio, che aveva cinquantott’anni, lo +aveva rimpiazzato nel suo posto al palazzo. +</p> + +<p> +Il vecchio si richiamò tutti i suoi ricordi, e promise +di trovare il passaggio coll’aiuto di suo figlio, +di cui rispondeva come di se stesso. Per quanto +se lo poteva ricordare, questo passaggio era largo +una tesa ed alto otto o nove piedi. +</p> + +<p> +Le statue ed i quadri potevano passare per di là. +</p> + +<p> +Il vecchio ricevette l’ordine di mettersi alla ricerca +del sotterraneo e di prevenire la regina non +appena l’avesse trovato. +</p> + +<p> +Mezz’ora dopo il vecchio ritornò. La porta era +stata riconosciuta; suo figlio aspettava l’ordine della +regina per aprirla, giacchè naturalmente non si +sapeva ciò che fosse divenuto della chiave. +</p> + +<p> +La regina non voleva confidare l’esplorazione del +<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span> +sotterraneo a nessuno, ma la sua presenza avrebbe +dato una importanza troppo grande all’operazione. +Perciò me ne incaricai io; si presero delle torcie, e +discesi col vecchio. +</p> + +<p> +Il sotterraneo comunicava colle cantine del palazzo, +e la porta era nascosta da una serie di barili vuoti, +che caddero in polvere appena che furono toccati, +dopo circa tre quarti di secolo che erano là. +</p> + +<p> +Ordinai al fabbro di aprire il cancello, il che si +fece non senza una certa difficoltà, poichè la ruggine +aveva invaso la serratura ed i cardini. +</p> + +<p> +Infine cedette. +</p> + +<p> +Per un istante, al momento d’inoltrarmi in questo +passaggio oscuro o mefitico, il coraggio mi mancava; +mi sembrava che su quella terra viscosa avrei +trovato ogni sorta di rettili. +</p> + +<p> +Inoltrai col più giovane dei due uomini, il vecchio +rimase di guardia alla porta. +</p> + +<p> +Il sotterraneo faceva dei giri che ne raddoppiavano +la lunghezza; l’aria era umida, e alcune goccie +gelate cadevano dalla volta. +</p> + +<p> +M’accorsi che mi avvicinava all’estremità opposta +dal volo di tre o quattro pipistrelli che svegliai +nel loro covo, i quali ne risvegliarono delle centinaia. +Di giorno si rifugiavano in quell’oscuro passaggio, +e di sera uscivano fra le sbarre del cancello che +metteva al porto militare. +</p> + +<p> +Malgrado l’orrore che mi ispirava questo lugubre +volo, continuai la mia via, e vidi subito la luce. +</p> + +<p> +Come si era detto, l’apertura opposta dava sul +mare e sulla banchina larga da dodici a quindici +piedi al più, presentava tutta la facilità possibile di +<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span> +trasportare tutto ciò che si voleva a bordo delle +scialuppe che potevano accostare lo scaricatoio. +</p> + +<p> +Nella stessa sera si potrebbe incominciare il trasporto, +facendo portare le casse in cantina. +</p> + +<p> +Salii per annunziare questa buona notizia alla regina, +che dichiarò che sarebbe morta di paura, +avendo il più profondo orrore pei pipistrelli. +</p> + +<p> +Difatti fu quest’orrore della regina per simili animali +che impedì alla famiglia reale di approfittare +per la sua fuga del nuovo cammino, di cui io era, +se non il Cristoforo Colombo, almeno il Vasco de +Gama. +</p> + +<p> +Tutta la giornata fu impiegata a far le casse, in +cui si racchiuse tutto ciò che si potè procurare in +oro al banco, al monte di pietà, e in tutti gli stabilimenti +pubblici e privati, ove si potè trovarne. +</p> + +<p> +Del resto, fin dal 19, i maestri velieri erano stati +incaricati di preparare le cabine pel re, per la +regina e per la famiglia reale a bordo del <i>Vanguard</i>. +I pittori erano stati posti al carré degli uffiziali sotto +la poppa quadrata, destinata a diventare il salone +della famiglia reale, e nella notte dal giovedì al venerdì +le prime casse furono portate a bordo. +</p> + +<p> +Fu il conte di Thurn che si occupò di questo trasporto, +pel quale, l’ho già detto, non volle impiegare +nessun napolitano. +</p> + +<p> +La giornata di Venerdì 21 fu impiegata nello stesso +lavoro che si dissimulava più che mai all’esterno, +perchè gli assembramenti continuavano quasi ogni +momento sulla piazza del palazzo, e si riempiva di +lazzaroni che gridavano: Viva il re! morte ai giacobini! +morte ai francesi! +</p> + +<p> +La partenza fu fissata per la notte del 21 al 22. Il +<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span> +re non voleva imbarcarsi; ma la regina, temendo +che mutasse di risoluzione, insistette, lo rampognò +della sua vergognosa superstizione, e ottenne che +si imbarcasse nella stessa sera. +</p> + +<p> +Qualche giorno prima Lord Nelson aveva scritto +ufficialmente a sir William la lettera seguente perchè +venisse pubblicata. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indr"> +«Napoli 14 dicembre 1798. +</p> + +<p class="indl"> +«Signore, +</p> + +<p> +«Avendo appreso che il regno è stato invaso da +una formidabile armata francese, credo mio dovere +informare Vostra Eccellenza, che riceverò a bordo, +in altro dei miei bastimenti, i negozianti inglesi, o +qualunque suddito di S. M. Britannica, che si trovassero +a Napoli, e che i trasporti che si trovano +sotto i miei ordini nella rada, riceveranno i loro effetti, +come la squadra le loro persone. +</p> + +<p> +«Ho l’onore ecc. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">O. Nelson.</span> +</p> + +<p> +«Ben inteso che questi effetti saranno oggetti preziosi, +e non mercanzie o mobili.» +</p> +</div> + +<p> +Fin dal 15 ciascuno aveva fatto portare a bordo +dei trasporti ciò che aveva di più prezioso, e verso +il 20 le persone si erano recate a bordo dei bastimenti +di linea. +</p> + +<p> +Al 20 l’ammiraglio Caracciolo aveva ricevuto l’ordine +di tenersi pronto a seguire il <i>Vanguard</i>, e gli +si era fatto credere che la regina, la famiglia reale, +sir William ed io ci saremmo imbarcati a bordo del +<i>Vanguard</i>, ma che il re faceva il tragitto a bordo +della Minerva, ciò che avrebbe conciliato tutto, e +<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span> +non avrebbe fatto dell’ammiraglio napolitano un +nemico. +</p> + +<p> +Al 21, verso mezzogiorno, Nelson ricevette l’avviso +che la partenza era fissata per la sera; ed egli +da parte sua diede di conseguenza i suoi ordini al +conte di Thurn. +</p> + +<p> +Inviò inoltre queste due lettere, una al marchese +di Niza e l’altra al capitano Hope. Esso aveva per +iscopo di far incendiare i bastimenti della marina +napolitana che potevano diventare navi nemiche cadendo +nelle mani dei francesi, o navi ribelli cadendo +nelle mani dei patriotti. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indr"> +«A. S. E. il conte Ammiraglio marchese di Niza. +</p> + +<p class="indr"> +«Napoli, 21 dicembre 1798. +</p> + +<p> +«Colla presente siete invitato ad ordinare al Comodoro +Stoue, a Campbell e al capitano del Prince +Royal di apparecchiarsi per incendiare il <i>Guiscardo</i>, +il <i>S. Gioachino</i> e il <i>Tancredi</i>. Il capitano Hope ha già +ricevuto l’ordine di preparare a questo scopo le +fregate e le corvette. Voi veglierete all’esecuzione +di questo ordine, e senz’alcun pretesto non partirete +ad opera incompiuta; prenderete sotto la vostra protezione +le navi che vorranno accompagnarvi a Palermo, +ove le condurrete al più presto possibile. +Colà riceverete altri miei ordini. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">O. Nelson</span>. +</p> +</div> + +<hr class="tbs"> + +<div class="blockquote"> +<p class="indr"> +«Al capitano Hope comandante il brick di S. M.<br> +l’<i>Alcmena</i>. +</p> + +<p> +«Preparate le fregate e le corvette che devono essere +incendiate sotto gli ordini del marchese di Niza, +<span class="pagenum" id="Page_10">[10]</span> +avendo cura di non metter vela prima che l’ordine +sia compito. Vi raccomando una particolare attenzione +pei trasporti inglesi, che condurrete con voi a +Palermo. Colà riceverete altri miei ordini. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">O. Nelson</span>.» +</p> +</div> + +<p> +Si comprende quale disordine regnasse in palazzo +durante questa disgraziata giornata di venerdì: la +regina, che avea voluto affrettare la partenza, piangeva +di rabbia, ed era pronta a dare un contr’ordine. +</p> + +<p> +Si fece venire il principe Pignatelli, che fu nominato +Vicario generale del regno. +</p> + +<p> +Erasi ricevuta una lettera di Mack, che diceva di +recarsi a Napoli per metterla in istato di difesa, e +si lasciò per lui un brevetto di luogotenente generale +del regno. +</p> + +<p> +Il principe Pignatelli chiese fino a quanto si estendevano +i suoi poteri. +</p> + +<p> +Fino ad incendiar Napoli, rispose la regina: voi +avete diritto di vita e di morte sul mezzo ceto e +sulla nobiltà. Qui non v’ha di buono che il popolo. +</p> + +<p> +La partenza fu fissata per le dieci della sera, e +per conseguenza alle dieci di sera tutta la famiglia +reale si riunì negli appartamenti della regina; inoltre +v’era io, sir William, l’ambasciatore d’Austria +colla sua famiglia; il re aveva voluto condur seco +il cardinale Ruffo; ma la regina che lo detestava +si era opposta; per cui il cardinale si era imbarcato +sulla <i>Minerva</i>. +</p> + +<p> +Non fu che da Sua Eminenza che l’ammiraglio +Caracciolo aveva saputo che sarebbe privo dell’onore +di condurre il re a Palermo. Il suo orgoglio di +principe ed il suo patriottismo di napolitano avevano +<span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span> +ricevuto a quella notizia una duplice ferita. Voleva +mandare sul momento la sua dimissione al re, ma +Ruffo l’aveva determinato a compiere il suo dovere +fino all’ultimo, e risolse di non dare la sua dimissione +che a Palermo. +</p> + +<p> +La voce della partenza del re, quantunque tenuta +segreta, si era sparsa per la città; bisogna conoscere +Napoli per farsi un’idea del tumulto che si +fece in tutta quella giornata. Nelle circostanze del +palazzo, a Napoli le grida d’amore rassomigliano +così bene alle grida di odio, che si sarebbe potuto +credere che tutto questo popolo che temeva di perder +il suo re, erasi riunito nello scopo di scannarlo. +</p> + +<p> +A dieci ore, come erasi convenuto, ci riunimmo negli +appartamenti delle loro Maestà, alle dieci e mezza +il conte di Thurn apparecchiò le scialuppe vicino +alla scalea conosciuta sotto la denominazione di scalea +<i>del Ceracò</i>, e aperse la porta della scala superiore +che metteva agli appartamenti; ma volendo aprire +la porta degli appartamenti, il conte Thurn ruppe +la chiave nella serratura, di modo che fu obbligato +di rompere la porta: allora il re si pose in capo alla +comitiva con una candela accesa in mano, ma giunto +a metà della scala, il re intese del rumore dalla +parte della discesa del Gigante, e temendo di essere +veduto e conosciuto, spense il lume. Ci trovammo +allora in una oscurità spaventosa, in mezzo alla quale +eravamo obbligati di andar tastoni, e in tal modo +arrivammo al Molosiglio; ma il mare era così agitato +che non si avventurò di uscire, ci ravvolgemmo +nei nostri mantelli e nei nostri scialli; e siccome +erasi obbliato di dar la cena alle giovani principesse, +le quali morendo di fame chiesero da mangiare, un +<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span> +marinaio diede loro delle acciughe, che mangiarono +col pane e bevendo dell’acqua infetta; infine, essendosi +calmato il mare, ci dirigemmo verso il <i>Vanguard</i>, +ove abbordammo poco prima di mezzanotte. +</p> + +<p> +Il giorno seguente verso l’alba Nelson scrisse al +comodoro Duckworth. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indr"> +«Baia di Napoli, 22 dicembre 1798. +</p> + +<p class="indl"> +«Mio caro signore, +</p> + +<p> +«Debbo dirvi soltanto che le loro Maestà Siciliane +colla loro augusta famiglia sono arrivate sane e salve +a bordo del <i>Vanguard</i> nella notte scorsa, divisamento +molto necessario in tale circostanza; fate sapere, +vi prego, a tutti i bastimenti quanto ho l’onore +di parteciparvi, raccomandando a loro di non +avvicinarsi a Napoli, che colla maggiore precauzione: +se avete occasione, scrivete, vi prego, a lord Saint +Vincent quanto vi scrissi, perchè in quanto a me, +non ho un sol bastimento inglese a mia disposizione. +</p> + +<p class="indr"> +«<i>Sono il vostro devotiss</i>. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">O. Nelson</span>.» +</p> +</div> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span></p> + +<h2>II.</h2> +</div> + +<p> +Malgrado le disposizioni prese da Nelson, il re e +la famiglia reale si trovavano molto stretti. Dieci +persone avevano invaso la cabina dell’ammiraglio +ed il carrè degli uffiziali senza contare sir William +e me, e senza contare l’ambasciatore d’Austria colla +sua famiglia. +</p> + +<p> +Queste dieci persone erano il re, la regina, il principe +ereditario, sua moglie, la giovane principessa +che aveva dato alla luce da poco tempo, il giovane +principe Leopoldo, il principe Alberto, Maria Cristina, +Maria Amalia e Maria Antonia. +</p> + +<p> +Vedendosi così angustiato il re ebbe per un istante +l’idea di mantenere la promessa che si era fatta all’ammiraglio +Caracciolo di andare a bordo della <i>Minerva</i>; +<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span> +ma la regina si oppose formalmente che il +re si separasse dalla sua famiglia. +</p> + +<p> +All’alba, con una fresca brezza, che sgraziatamente +ci era contrarla, si udivano a bordo del <i>Vanguard</i> i +rumori della città, come gli urli di un orso gigantesco. +</p> + +<p> +Di fatti il popolo seppe che il suo re, malgrado le +sue promesse, lo aveva abbandonato, e proclami +affissi a tutti gli angoli delle vie, sulle piazze e nei +crocivii, annunziavano che il principe Francesco Pignatelli +era stato fatto vicario generale con poteri +illimitati, e Mack capitano generale dell’esercito distrutto, +e che il ministro Simonetti lasciava le finanze +per far posto al banchiere Zurlo. +</p> + +<p> +Tutte queste nomine erano state fatte con decreti +interamente scritti di pugno del re. +</p> + +<p> +Si ripeteva la risposta della regina al principe Pignatelli, +allorchè le chiedeva quanto si estendesse +il suo potere: +</p> + +<p> +— Fino ad abbruciar Napoli. +</p> + +<p> +Le banchine erano ingombre, ma il mare era +troppo cattivo, perchè nessuna barca osasse di avventurarsi; +si vedevano dei gruppi che certamente +erano deputazioni, ma questi gruppi dopo essere +stati qualche momento in riva al mare, sparivano +gli uni dopo gli altri, per rifiuti che i barcajuoli +faceano loro di condurli al bastimento ammiraglio, +al cui albero sventolava la bandiera reale. +</p> + +<p> +Nella notte il vento diminuì, ma rimase però contrario; +all’alba rivedemmo la folla sulle banchine +che salutò la flotta inglese con grandi grida, sperando +senza dubbio che il re mutasse risoluzione; +e difatti, siccome il mare era ritornato più calmo, +<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span> +vedemmo non soltanto riapparire, ma anche imbarcarsi +e avanzarsi verso il <i>Vanguard</i> le deputazioni +che avevamo distinto il giorno innanzi che si agitavano +inutilmente sulle banchine. +</p> + +<p> +Queste deputazioni erano tre. +</p> + +<p> +Ve n’era una del clero, condotta dal cardinale arcivescovo +Capece Zurlo, un’altra di baroni del regno, +una terza di magistrati e dell’eletto del popolo: +essi venivano a supplicare il re di ritornare, e impegnavano +il loro onore a difenderlo fino all’ultimo. +</p> + +<p> +Ma il re non volle ricevere nessuno, fuorchè l’arcivescovo +cardinale di Napoli; lasciò che le barche +girassero intorno al <i>Vanguard</i>, e quelli che vi si trovavano +levassero inutilmente le mani al cielo. +</p> + +<p> +L’arcivescovo cardinale, monsignor Capece Zurlo, +insistette assai per trattenerlo; ma il re fu inflessibile. — Monsignore, +gli disse, la terra mi ha tradito; +vado a vedere se il mare mi sarà più fedele. +</p> + +<p> +Monsignore lasciò il <i>Vanguard</i> col cuore rotto, dichiarando +che non poteva predire ciò che farebbe +Napoli abbandonato a sè stesso. +</p> + +<p> +— Oh! mormorò la regina, se non sapete ciò che farà +Napoli, so ben io cosa gli farei, se torno a metterci +i piedi. +</p> + +<p> +Le deputazioni, nella speranza di essere ricevute, +restarono fino a tre ore dopo mezzodì. +</p> + +<p> +Verso le quattro, venne anche il generale Mack: +non avendo trovato il re a Napoli, e sapendo che da +uno degli ultimi decreti di Ferdinando era stato nominato +luogotenente generale, veniva a prendere +gli ordini. +</p> + +<p> +Restò mezz’ora solo col re, poi ritornò a terra. +Lord Nelson non lo volle nemmeno vedere. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span> +</p> + +<p> +Alle cinque ore il vento ritornò; si apparecchiò e +si levò l’áncora alle sette, accompagnati dalla fregata +la <i>Minerva</i>, e da dieci o dodici bastimenti mercantili +e di trasporto. +</p> + +<p> +Ma appena superata l’isola di Capri, fummo presi +da una violenta tempesta; si sarebbe detto che, infedele +come la terra, il mare voleva tradire il re, e +s’impiegò tutta la giornata di lunedì per lottare con +esso; la notte fu terribile; i tre pennoni di trinchetto +e l’attrezzatura fuori di bompresso furono +spezzati; si sarebbe detto che il bastimento si disgiungeva, +tanto era terribile lo scricchiolare che +faceva. +</p> + +<p> +Difficilmente si può farsi un’idea dello stato in +cui si trovava la famiglia reale; il re morto dalla +paura si raccomandava a tutti i santi, e specialmente +a S. Francesco di Paola, per cui pareva avesse in +questa circostanza una devozione particolare, promettendogli, +se lo salvasse, una chiesa bella quanto +quella di S. Pietro in Roma; della sua famiglia non ne +parlò punto, senza dubbio sarà stata sottintesa. Le +giovani principesse eran morenti di stanchezze e +del mal di mare; il principe ereditario sembrava abbattuto +quanto suo padre; soltanto la principessa +Clementina, tenendo la sua bambina fra le braccia, +sorrideva malinconicamente al cielo; la regina era +triste e come assorta nei suoi pensieri. +</p> + +<p> +Di tempo in tempo Nelson, che restava sul ponte +per vegliare alla sicurezza dei suoi illustri passeggieri, +scendeva per dirci una parola d’incoraggiamento, +a cui rispondeva soltanto io con un segno +della mano o con uno sguardo; e siccome egli veniva +<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span> +specialmente per cercare quello sguardo e quel +segno di mano, risaliva contento. +</p> + +<p> +Alla mattina il tempo si rischiarò: Nelson ci disse, +che credeva a due ore di tregua, e che se volevamo +salire per un momento sul ponte, ci saremmo +trovati meglio, e si approfitterebbe di questo momento +per mettere un poco d’ordine nelle cabine. +</p> + +<p> +Il re che aveva passato la maggior parte della +notte ginocchioni ed in preghiere, respirò e ci diede +l’esempio, prendendo l’unico braccio di Nelson e salendo +sul ponte; la regina lo seguì e saliva sola la +scala, quando corsi verso di lei e la sostenni. Nelson +ritornò col capitano Hardy per dare il braccio +alla principessa reale ed alle giovani principesse; +in quanto al principe ereditario, egli era più spossato +e abbattuto di tutti; il più giovane dei figli +della regina rimase nel suo hamac, incapace di fare +un movimento. +</p> + +<p> +Il ponte del <i>Vanguard</i> presentava uno spettacolo +di confusione non meno grande delle nostre cabine; +i marinai approfittavano di questo momento di +tregua che dava loro la tempesta per sostituire i +pennoni e riparare i guasti fatti all’alberatura, e si +preparavano visibilmente a lottare contro il cattivo +tempo imminente. +</p> + +<p> +Il re appoggiato ad una sartia del bastimento, osservava +con un occhio invido la fregata dell’ammiraglio +Caracciolo che navigava alla nostra sinistra, +e che sembrava un bastimento incantato. Non una +corda, non un attrezzo si era spezzato; sembrava +che non ricevesse dalle onde enormi su cui ci agitavamo, +che quel movimento che fa sotto la mano +del suo cavaliere un cavallo spinto al galoppo. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span> +</p> + +<p> +— Guardate, signora, disse il re a Carolina. +</p> + +<p> +E le indicava la <i>Minerva</i>. +</p> + +<p> +— Ebbene? gli chiese la regina. +</p> + +<p> +— Ebbene, siete stata voi la causa per cui mi trovo +su questo bastimento invece di essere su quello là. +</p> + +<p> +— È una fortuna, gli rispose la regina, che l’ammiraglio +non comprenda l’italiano. +</p> + +<p> +— E perchè ciò? +</p> + +<p> +— Perchè a mio avviso, disse la regina, è già +molto che sappia di portare un re vile, oltre ad un +re ingrato. +</p> + +<p> +Ed egli le volse le spalle. +</p> + +<p> +— Ingrato quanto volete, replicò il re, che non riceveva +il primo epiteto; ma non è però meno vero +che vorrei piuttosto essere sulla fregata di Caracciolo +che sul <i>Vanguard</i>. +</p> + +<p> +Mi si venne a dire, che il piccolo principe rimasto +nel suo hamac, chiedeva di me. +</p> + +<p> +Era un fanciullo di sei anni che si chiamava il +principe Alberto; era amato mediocremente dalla +regina, che non aveva altra vera affezione che pel +principe Leopoldo che avea nove anni. Ne avveniva +che il povero Albertino, che sentiva istintivamente +questo abbandono, si era attaccato a me, e mi chiamava +la sua mammina, e ricorreva a me tutte le volte +che desiderava di sfuggire qualche punizione, o di +ottenere una grazia. +</p> + +<p> +Il povero fanciullo si sentiva un po’ meglio, e chiese +di me per ricondurlo sul ponte; malgrado i movimenti +del vascello, lo presi fra le braccia, e lo portai +di sopra. +</p> + +<p> +Durante quell’ora che il cielo si era coperto ancora +di nubi, il vento tornava a spirare da sud ovest, +<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span> +per cui il <i>Vanguard</i> era obbligato di navigare colle +vele raccorciate, mentre della <i>Minerva</i> si sarebbe +detto, essendole indifferente qualunque andatura, +che il vento stesso contrario le dava le ali. +</p> + +<p> +Del resto non era difficile di vedere che si avvicinava +una nuova burrasca; le nubi tetre, umide e +grigiastre, si abbassavano rapidamente e sembravano +riposare sulle punte degli alberi del <i>Vanguard</i>; +soffi di aria tiepida e snervante passavano come +un sapore scipito; era il vento della Libia cotanto +antipatico ai marinai del Mediterraneo. +</p> + +<p> +Nelson ci prevenne che la tregua che ci aveva +accordato la tempesta era spirata, e che se volessimo +ritornare nelle nostre cabine, avrebbe durante +la nostra assenza affrontato il nemico. +</p> + +<p> +Gettai un ultimo sguardo sulla fregata napolitana, +e benchè avessi qualche prevenzione in favore di +Nelson, non fui meno obbligata di riconoscere la +superiorità del suo cammino sul nostro. +</p> + +<p> +Noi camminavamo di fatti colle nostre vele basse, +mentre la Minerva colle vele spiegate sembrava voler +sfidare la tempesta; più fina di proda fendeva +meglio le onde, e ondulava per conseguenza meno +del <i>Vanguard</i>, e giustificava i desiderii egoistici +del re. +</p> + +<p> +Dieci minuti dopo l’avviso di Nelson, tutti eravamo +istallati nelle nostre cabine, e la tempesta si rovesciava +di nuovo su di noi. +</p> + +<p> +Passammo in tal modo la giornata di martedì e +quella di mercoledì. +</p> + +<p> +Quella di giovedì fu segnata da una spaventevole +disgrazia. +</p> + +<p> +Alle quattro dopo mezzodì, il giovane principe mio +<span class="pagenum" id="Page_20">[20]</span> +favorito, fu preso da convulsioni che andarono sempre +crescendo; il medico di bordo discese, ma tutti +i suoi soccorsi furono inutili, io me lo teneva nelle +braccia stretto contro il mio petto, e sentiva tutte +le sue membra torcersi sotto gli accessi del male. +Due o tre volte la regina lo voleva prendere; ma +egli stringendosi a me non mi voleva lasciare. +</p> + +<p> +La tempesta muggiva più forte che mai, le onde +coprivano il ponte, il bastimento tremava tutto dagli +alberi alla stiva. Confesso che io non intesi nulla +fuorchè i lamenti del povero fanciullo, e non sentiva +nulla fuorchè i brividi di quel corpo agonizzante. +</p> + +<p> +Infine alle sette di sera gettò un grido, e irrigidito +fra le mie braccia fece uno sforzo per abbracciarmi, +mandò un sospiro e fu l’ultimo. +</p> + +<p> +— Signora! signora! esclamai quasi impazzita, il +principe è morto. +</p> + +<p> +La regina si avvicinò a noi, lo guardò, lo toccò e +si accontentò di dire: +</p> + +<p> +— Va, povero fanciullo, tu ci precedi di così poco, +che non vale la pena di compiangerti. +</p> + +<p> +Poi stendendo la mano con una espressione che +avea più della Medea che della Niobe: +</p> + +<p> +— Ma, se ritorniamo! sta pur tranquillo, soggiunse, +sarai vendicato! +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span></p> + +<h2>III.</h2> +</div> + +<p> +Si sarebbe detto che la tempesta non aspettava +che questa vittima espiatoria per calmarsi; appena +il real fanciullo ebbe reso l’ultimo sospiro, il vento +cessò ed il cielo si rischiarò. +</p> + +<p> +Questo miglioramento nell’atmosfera era necessario +alla famiglia reale, perchè si accorgesse della +perdita fatta di uno de’ suoi membri. La principessa +Maria Clementina mi parve la più colpita; +essa non mandò grida, nè diede alcun segno di dolore, +ma a quel grido che mi sfuggì dalla bocca: — il +principe è morto — ella strinse sua figlia contro +il suo cuore, e grosse lagrime le scendevano sulle +gote. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span> +</p> + +<p> +Coricai il piccolo principe nella mia cabina, e passai +la notte seduta vicino al suo letto. +</p> + +<p> +Alle due del mattino intesi un gran rumore di +ferri; era l’áncora che si gettava, eravamo arrivati: +un momento dopo ogni movimento cessò nel +bastimento. +</p> + +<p> +Avemmo cinque orribili giorni di traversata, ed +eravamo al venerdì 26 dicembre. +</p> + +<p> +Alle cinque tutti erano pronti a discendere, ma io +dichiarai che restava vicino al piccolo principe per +il seppellimento. +</p> + +<p> +Il re, la regina, i fratelli e le sorelle del morto, +senza molto insistere, riposavano su di me per +questa cura; si promise di mandare nella giornata +a prendere il corpo per esporlo nella cappella +reale, e Nelson s’incaricò di far costruire il feretro +dal falegname di bordo. +</p> + +<p> +Il re, la regina, la famiglia reale, Acton, sir William, +i ministri Castelcicala, Belmonte e Fortiguerra +discesero nelle scialuppe, e s’incamminarono verso +la marina, ove il loro sbarco fu salutato dagli urrà +dell’equipaggio del <i>Vanguard</i> salito sulle antenne; +e non si tirò il cannone perchè si era entro il molo. +</p> + +<p> +Nelson rimase a bordo. +</p> + +<p> +Fu in certo modo in presenza e sul cadavere del +povero fanciullo, di cui io suppliva la madre, che +egli mi giurò un amore, che non si smentì giammai. +</p> + +<p> +Alle due dopo mezzogiorno il cadavere fu inchiodato +nella bara, ed un messaggero venne ad annunziarci +che il carro mortuario lo aspettava sulla +banchina. +</p> + +<p> +I marinai discesero nella lancia dell’ammiraglio; +noi prendemmo posto, Nelson ed io, come avrebbero +<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span> +dovuto fare il padre e la madre di quel cadavere +reale, e lo conducemmo alla banchina. +</p> + +<p> +Il cadavere fu posto in un’urna, una carrozza di +corte ci attendeva, e noi seguimmo lentamente la +carrozza di lutto. +</p> + +<p> +Essa attraversò tutta Palermo, diviso in croce da +due strade principali, la via di Toledo e la via Maqueda, +e arrivammo all’antico palazzo di Ruggiero. +</p> + +<p> +Il corpo fu deposto nella cappella bizantina, ove +doveva restare tre giorni, e allora poi chiesi che mi +si conducesse all’appartamento della regina. +</p> + +<p> +Durante questo tempo Nelson si fece condurre +agli appartamenti del re. +</p> + +<p> +Lo trovò molto preoccupato, non già della disfatta +dell’esercito, dei progressi della rivoluzione; +non già dell’epoca probabile in cui i Francesi sarebbero +a Napoli, ma di due altre cose ben altrimenti +importanti. +</p> + +<p> +Eravi della caccia alla Ficuzza? e quale sarebbe +il compagno ammesso all’onore di fare alla sera la +sua partita al reversi? +</p> + +<p> +Erano quasi due mesi che il re non era andato +alla caccia; e più di otto giorni che non aveva fatto +la sua partita di reversi. +</p> + +<p> +Aveva bene con sè i suoi giuocatori ordinari, il +duca d’Ascoli, il principe di Castelcicala, il principe +di Belmonte; ma piaceva al re di mutar viso. +</p> + +<p> +Ruffo non giuocava, d’altronde la regina aveva +concepito una certa antipatia per lui, che il re aveva +rinunziato a riceverlo nella intimità della famiglia. +Se doveva parlargli di politica o consultarlo su +qualche atto del governo, gli scriveva un viglietto, +e lo faceva venire da lui. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span> +</p> + +<p> +Ora vi era precisamente a Palermo un uomo che +era gran giuocatore e gran cacciatore, e che poteva +ad un tratto offrire al re Ferdinando le due cose +che cercava: una magnifica caccia nel suo feudo +d’Illice, e un compagno infaticabile al boston o al +reversi. +</p> + +<p> +Era il presidente Cardillo. +</p> + +<p> +Il re detestava la nobiltà di toga; ma nella penuria +in cui si trovava momentaneamente di selvaggine +e di giuocatori, superò la sua antipatia; e per conseguenza +si fece presentare il presidente Cardillo, +che mise a sua disposizione i suoi boschi, i suoi fagiani, +i suoi caprioli, i suoi cignali ed i suoi cani. +</p> + +<p> +Il re, maravigliato dell’offerta, accettò una caccia +pel giorno seguente, ed invitò il presidente alla sua +partita per la sera stessa. +</p> + +<p> +Ma nella stessa giornata si prevenne il re Ferdinando, +che il presidente era il più irascibile giuocatore +della Sicilia. +</p> + +<p> +Il re si mise a ridere; ed io, disse, che mi credeva +il più irascibile giuocatore del mio regno, avrò trovato +uno che mi guadagnerà la partita su tutti i +punti. +</p> + +<p> +Si rifletta, che gli avvisi non mancarono al presidente +Cardillo; tutti questi avvisi riassumevano in +queste parole: — non dimenticate che avete l’onore +di giuocare con Sua Maestà, frenatevi. +</p> + +<p> +Il presidente fece le più belle promesse del mondo, +e nella prima sera maravigliò per la sua moderazione +tutta la galleria, perchè tutti erano prevenuti +dall’irascibilità del presidente. +</p> + +<p> +Una sola parola gli sfuggì che lo mise subito in +grazia del re. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span> +</p> + +<p> +Il re, a cui erano state promesse le ire del presidente, +vi si era preparato, e non vedendole scoppiare, +trovava che gli avevano mancato di parola, +e stuzzicava il povero presidente in modo che dimenticò +il suo giuoco e fece un grande sbaglio. +</p> + +<p> +— Ah perdio! esclamò il re, sono un grand’asino, +poteva metterci l’asso e non l’ho fatto. +</p> + +<p> +— Ebbene, rispose il presidente, cui la preoccupazione +di serbare il contegno aveva fatto dimenticare +il giuoco, ed io sono ancor più asino di Vostra +Maestà, perchè poteva metterci la chinola e così mi +è rimasta in mano. +</p> + +<p> +Il re diede in uno scoppio di risa, la risposta gli +aveva ricordato la franchezza dei suoi cari lazzaroni, +e da quel momento il presidente Cardillo entrò +nelle sue buone grazie. Da parte sua il presidente +si familiarizzò col re, ed ogni volta che egli +era invitato al giuoco di Sua Maestà, dava un grazioso +spettacolo alla galleria; quando giuocava con +tutt’altra persona, all’infuori del re, si lasciava andare +alla sua irritabilità naturale, fulminava contro +i suoi compagni di giuoco, li apostrofava, faceva +volare le marche, le carte, il denaro e fino i candelieri; +ma quando aveva l’onore di far la partita del +re, il povero presidente aveva una briglia ed era obbligato +di mordere il suo freno. In certi momenti era +quasi per dare in uno scoppio d’ira; cedendo alle sue +antiche abitudini, diventava quello di prima, e ghermiva, +con una intenzione che non isfuggiva a nessuno, +il denaro, le marche, ed anche il candeliere. +Ma allora il re, cogliendo il momento, lo guardava, +o gli faceva qualche dimanda; allora il presidente +sorrideva con tutta la grazia di cui lo aveva dotato +<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span> +la natura, riponeva dolcemente sulla tavola qualunque +cosa che avesse preso, e si accontentava di +strapparsi i bottoni dell’abito, che si trovavano poi +il giorno seguente sul tappeto. +</p> + +<p> +Ma una cosa che fece subito entrare il presidente +nelle buone grazie del re, è che non aveva un pelo +sul mento, nè sul viso, nè un capello in testa; era +siccome il re, come già dissi, abbominava i capelli +tagliati alla Tito, ed aveva in orrore i mustacchi e +le basette; nulla dunque gli poteva essere più grato +quanto quel mento pelato e quella testa coperta da +una immensa parrucca. +</p> + +<p> +Ma il giorno dopo, in cui il re aveva fatto la conoscenza +del presidente Cardillo, gli fu dato di vederlo +senza i suoi ornamenti magistrali. +</p> + +<p> +Il re non aveva potuto partire alla mattina come +avrebbe voluto. Era la domenica 28 dicembre, e si +dovevano celebrar i funerali del giovine principe; la +regina era veramente ammalata di fatica e specialmente +di collera, e stava a letto; era quindi un obbligo +del re di assistere alla messa funebre del giovane +principe. +</p> + +<p> +Egli non potè dunque partire se non dopo mezzogiorno; +e siccome il feudo d’Illice era a dodici o quindici +leghe da Palermo, non si arrivò che verso le +quattro di sera per mettersi a tavola. +</p> + +<p> +Il presidente aveva avuto il tempo d’inviare un +messo, e siccome il degno magistrato era grande +amatore della buona vita, il re trovò uno splendido +pranzo che lo mise di buon umore. +</p> + +<p> +Aggiungasi anche i discorsi delle guardie che promettevano +una caccia magnifica, e comprenderete, +per la cognizione che avete del carattere del re Ferdinando, +<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span> +che egli dimenticò suo figlio, che era ancora +in età di rimpiazzare con un altro, e il suo +regno che sperava di riconquistare un giorno o l’altro. +La serata fu allegra; il re alzò talmente il presidente, +che costui finì col prendere, secondo la sua +abitudine, un pugno di marche e di gettarle non +già in faccia al re, ma nel viso di un domestico, che +portava dei rinfreschi su di un vassoio. Costui, che +era lontano d’aspettarsi quest’apostrofe, lasciò cadere +il vassoio ed i rinfreschi che vi erano disposti; +questa inaccortezza portò ad un tal grado l’esasperazione +del presidente, già riscaldato ad oltranza +dalle eccitazioni del re, che fece un salto dalla sedia +e, istizzendo in mezzo alle tazze, cacciò il malcapitato +domestico a gran colpi di piedi nella parte +posteriore, dicendogli che se tal cosa fosse avvenuta +altra volta, non gliela avrebbe fatta a sì buon +mercato, e che poteva contare anticipatamente a +venticinque bastonate colla sua canna dal pomo +d’oro. +</p> + +<p> +Quando il presidente dopo questa esecuzione ritornò +a sedersi, il re gli disse che era l’uomo più +piacevole che vi fosse al mondo. +</p> + +<p> +Siccome si doveva partire all’alba, si andò a dormire +per tempo: il presidente condusse egli stesso +il re nel suo appartamento e gli indicò la porta +della sua camera che era precisamente dirimpetto +a quella del re, poi mostrandogli che non aveva +che a tirare un cordone per essere servito con tutta +la diligenza, come nel suo palazzo di Napoli, augurò +la buona notte a Sua Maestà, e secondo la etichetta, +si ritirò senza volgere le spalle e chiuse la porta +del re. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span> +</p> + +<p> +Ferdinando aveva tanto udito a vantare la caccia +del presidente, che il piacere che si prometteva gli +tolse persino il sonno, cosicchè all’alba si alzò, accese +il lume, poi si diresse verso la camera del suo +ospite, volendo vedere che figura avesse il suo presidente, +nel suo letto e senza parrucca. +</p> + +<p> +La metà dei suoi desideri fu soltanto soddisfatta; +il presidente era senza parrucca, ma non era a letto. +</p> + +<p> +Il presidente, senza parrucca ed in camicia, era +seduto in mezzo alla camera su quella specie di +trono su cui Monsignor di Vendome ricevette per +la prima volta Alberoni. Il re, in camicia anch’esso, +andò direttamente a lui, mentre, colto all’improvviso, +il povero presidente stava immobile, senza dir +verbo, fissando sul re degli sguardi scintillanti di +stupore e di stupefazione. Il re gli mise il lume quasi +sotto il naso, per meglio vedere che figura faceva, +poi cominciò a fare il giro della statua e del piedestallo +con una gravità ammirevole, mentre la testa +sola del presidente, che si teneva ferma sul suo seggio +a forza di mani, e mobile come quella di un +puppo chinese, accompagnava Sua Maestà con un +movimento di rotazione circolare simile al movimento +centrale. +</p> + +<p> +Finalmente i due astri che compivano il loro giro, +si trovarono in faccia l’uno dell’altro e siccome il +re stava ritto ed in silenzio: +</p> + +<p> +— Sire, gli chiese il presidente col più grande sangue +freddo, il caso non è preveduto dall’etichetta, +debbo stare seduto, o levarmi in piedi? +</p> + +<p> +— Restate, gli disse il re, ma non fatemi aspettare; +ecco che battono già le cinque. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span> +</p> + +<p> +Ed egli uscì dalla camera del presidente colla +stessa gravità con cui era entrato. +</p> + +<p> +Ma debbo dire, che nell’assenza del presidente +non si credette più obbligato di mantenere quella +gravità che aveva affettato innanzi a lui, e sbellicandosi +dalle risa ci raccontò quell’avventura al suo +ritorno. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span></p> + +<h2>IV.</h2> +</div> + +<p> +Il re aveva ragione di amare la caccia, perchè era +di una bravura rimarchevole; sir William Hamilton +era l’ordinario suo compagno di caccia, e che era +pure un eccellente tiratore, mi diceva che il re faceva +a questo esercizio dei veri prodigi: benchè non tirasse +mai che a palla, era sicuro di ferire l’animale +dove voleva, vale a dire nell’incavo della spalla: +ma ciò che è curioso si è che esigeva dagli altri +cacciatori, non già un’abilità eguale alla sua, il che +sarebbe una cosa impossibile, ma una che ci si avvicinasse: +una volta che aveva cacciato tutta la +giornata nella foresta della Ficuzza, e che i cacciatori +erano riuniti intorno ad un mucchio di cignali +uccisi, il re ne scoperse uno ferito al ventre. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span> +</p> + +<p> +Il rossore della collera gli salì alla fronte, e gettando +uno sguardo irato sulla comitiva: +</p> + +<p> +— Chi è quel porco, disse, che ha fatto questo +colpo? +</p> + +<p> +— Io, sire, rispose il principe di San Cataldo, e +per questo bisogna forse impiccarmi? +</p> + +<p> +— No, disse il re, ma bisogna restare in casa. +</p> + +<p> +L’onore che il re faceva al presidente Cardillo andando +a caccia da lui, eccitò l’ambizione dei suoi +cortigiani; le abbadesse dei conventi siciliani ebbero +allora la felice idea di popolare i parchi dei loro conventi +di cervi, di daini e di cignali, invitando il re +a dare alle povere recluse, di cui esse dirigevano le +anime, la distrazione di una caccia. Si comprende +bene che Sua Maestà, che non aveva più, come +nelle sue foreste di terra ferma, la casa di riposo di +cui abbiamo parlato, si guardò bene di rifiutare un +simile invito. Era un mezzo di ritrovare a cento leghe +da Napoli la sua Colonia di S. Leucio, quella +caccia, che egli rimpiangeva dopo quella dei cignali +agli Astroni, e dei fagiani a Capodimonte. +</p> + +<p> +Mentre il re Ferdinando dimenticava la perdita +del suo regno ripopolando i suoi parchi della Ficuzza, +di Castelvetrano, e della Favorita, e devastando quelli +del presidente Cardillo e delle religiose; vi era però +un uomo che chiuso in una cella del convento della +Gancia, pensava a riconquistare il regno. +</p> + +<p> +Quest’uomo era il cardinale Ruffo, detestato dalla +regina e quasi dimenticato dal re, e che voleva vendicarsi +del rifiuto che gli era stato fatto di un posto +militare, provando che egli aveva più iniziativa +di tutti i generali che erano fuggiti col re, e che +<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span> +sollecitavano l’onore di accompagnarlo alla caccia +o di fare la sua partita al reversi. +</p> + +<p> +Del resto, siccome il reversi era un giuoco troppo +grave, per la parte frivola della corte di cui faceva +parte, si creò un banco di trenta e quaranta. +</p> + +<p> +Avevo sempre amato con passione il giuoco, più +libera che mai in tutte le mie fantasie; mi ci abbandonai +con furore. +</p> + +<p> +Nelson non giuocava mai, ma stando seduto dietro +di me col suo unico braccio appoggiato alla +spalliera della mia sedia, mi parlava sottovoce del +suo amore, il che mi cagionava un doppio piacere +pel giuoco. +</p> + +<p> +Ahimè! ed oggi che sto languendo al dileguarsi +di una moneta d’oro necessaria pel nostro nutrimento +della settimana, non è senza rimorsi che mi +ricordo quell’epoca, in cui colle mani nell’oro fino +ai gomiti ne gettava manate sulla tavola. +</p> + +<p> +A proposito di colui che teneva il banco, vale a +dire a proposito del duca di S...... debbo aggiungere +un particolare a questa confessione che promisi di +rendere completa. +</p> + +<p> +Il duca di S...... era una specie di Casanova, appartenente +d’altronde ad una famiglia di Sicilia; era +molto conosciuto in Europa pei suoi viaggi, pel soggiorno +che aveva fatto nelle principali città, e specialmente +pei suoi duelli, che quasi tutti ebbero +origine dalla straordinaria sua fortuna al giuoco. +</p> + +<p> +Ma ora non si tratta di ciò. Non so se come banchiere +il duca di S..... avesse scrupolosamente nel +mazzo le cinquantadue carte; ma ciò che so, si è +che ogni giorno aveva una spilla nuova alla camicia +ed un brillante nuovo in dito. Ero donna, il diamante +<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span> +mi tentava; glielo chiesi per osservarlo, lo metteva +in dito o al collo; lo pregava di cedermelo, egli +me l’offriva colla certezza che glielo avrei rifiutato; +ma il mio desiderio sarebbe stato ascoltato o dalla +regina o da sir William o da Nelson; in ogni caso +era sicura di trovare il giorno dopo sulla mia toletta +l’oggetto di cui mi era invaghita il giorno prima. +</p> + +<p> +Chi me l’avesse dato, non me ne informai nemmeno; +in questa vita di prodiga spensieratezza agitantesi +nell’oro senza sapere donde esso venisse a +dove andasse, che m’importava mai di due o trecento +luigi di più o di meno? +</p> + +<p> +Però l’ho saputo poi. Ognuna di quelle monete +d’oro veniva dal popolo, ed era ancor rorida di sudore +quando non lo era di sangue. +</p> + +<p> +In ogni caso, una cosa di cui posso rispondere, +si è che il duca di S... non ha fatto dei cattivi affari +privandosi per me ad uno ad uno dei gioielli +del suo scrigno. +</p> + +<p> +Il mese di gennaio passò in questo modo; le notizie +che si ricevevano da Napoli erano disastrose. +</p> + +<p> +Da principio era stato conchiuso un armistizio fra +il principe Pignatelli vicario generale ed i francesi; +poi questo armistizio essendo stato violato dai lazzaroni, +e non eseguito dal vicario generale, i francesi +avevano marciato su Napoli, e dopo tre giorni di +lotta accanita erano entrati in città. +</p> + +<p> +Il vicario generale allora fuggì anch’egli, ed era +giunto a Palermo. +</p> + +<p> +Infine il 22 gennaio la Repubblica era stata proclamata +a Napoli. S. Gennaro aveva fatto il miracolo, +e il Vesuvio, avendo fatto una piccola eruzione, +<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span> +aveva anch’esso, al dire dei soldati francesi, inalberato +il beretto rosso. +</p> + +<p> +Il re Ferdinando si era da qualche tempo disgustato +con S. Gennaro, che dopo avergli rifiutato di +fare il miracolo in di lui favore, lo aveva fatto invece +pe’ francesi; è vero che per determinarlo, +Championnet, per quanto si assicura, aveva adoperato +dei mezzi irresistibili. +</p> + +<p> +In conseguenza di ciò, Ferdinando destituì San +Gennaro del suo grado di luogotenente generale, +che il general Mack aveva esercitato per quindici +giorni in suo nome, e gli tolse lo stipendio annesso +alla carica. +</p> + +<p> +Ma ciò non era tutto. +</p> + +<p> +I giacobini, colle loro immense relazioni nelle provincie, +lavoravano per la democratizzazione degli +Abruzzi, della Terra di Lavoro e delle Calabrie. +</p> + +<p> +Se si arrivava a democratizzare le Calabrie, la rivoluzione +non aveva che a passare lo stretto per +metter piede in Sicilia, e la Sicilia aveva pure buon +numero di giacobini, che avevano la speranza che +al primo allontanamento della flotta inglese, Palermo, +come Napoli, farebbe la sua rivoluzione; e allora +non si trattava nientemeno per il re e per la regina +che di far loro un processo come quello di Luigi XVI +e di Maria Antonietta, in seguito al quale, la piazza +di Luigi XV la poteva mutare di denominazione e +diventare piazza della rivoluzione. +</p> + +<p> +Il giorno stesso in cui la Repubblica era stata +proclamata a Napoli, vale a dire il 22 gennaio 1799, +il re aveva riunito un gran consiglio di stato a Palermo, +nello scopo di trovare un mezzo qualunque +<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span> +per rintuzzare la rivoluzione che si avvicinava a +gran passi. +</p> + +<p> +Si discuteva già da due ore, senza venire ad una +conclusione, quando l’usciere entrò e chiese pel +cardinale Ruffo il permesso di entrare in consiglio +e prendere parte alla deliberazione. +</p> + +<p> +Egli veniva semplicemente per proporre al re di +mettersi alla testa dei reazionarii calabresi, e di marciare +con essi sopra Napoli. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span></p> + +<h2>V.</h2> +</div> + +<p> +Una tale proposta meritava di essere presa in considerazione, +quantunque al primo momento avesse +sollevato il dubbio in tutti gli animi; ma Ruffo che +fin dal suo arrivo in Sicilia, vale a dire dopo il 26 +dicembre, aveva inviato cinque o sei messaggeri in +Calabria ed aveva scritto a tutti i membri della sua +famiglia, diede tali prove che la Calabria non aspettava +che lui per sollevarsi, che il re, seduta stante, +diede la sua adesione al progetto del cardinale, e +giudicando che non aveva tempo da perdere per +metterlo in esecuzione, promise al cardinale che fra +tre giorni avrebbe il suo brevetto di vicario generale. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span> +</p> + +<p> +Ruffo chiedeva che, dal momento che il consiglio +era riunito, gli dessero immediatamente le lettere +patenti, ma il re dichiarò che voleva incaricarsi della +relazione. +</p> + +<p> +Quando il re parlava in tal modo, si sapeva ciò +che voleva significare; la cosa era riservata al suo +consiglio intimo, vale a dire alla regina, al generale +Acton ed a sir William. +</p> + +<p> +Il re entrò altiero e giulivo; il suo amico cardinale +tanto sprezzato dalla regina, quell’uomo di +chiesa, che non si era creduto degno di un posto +di capo d’ufficio al ministero della guerra o della +marina, proponeva una cosa che si sarebbe dovuta +aspettare dal principe reale, e di cui egli non ebbe +nemmeno l’idea. +</p> + +<p> +Egli riunì la regina, sir William, lord Nelson ed il +generale Acton, e comunicò loro la proposta di Ruffo. +</p> + +<p> +Tutti furono dell’opinione di accettare, fuorchè +la regina che non approvò nè disapprovò, accontentandosi +di stare in silenzio. +</p> + +<p> +Sir William fu il primo a dire che la situazione +essendo disperata, non eravi da esitare un momento. +</p> + +<p> +Siccome la regina non aveva altro motivo di rifiuto +da dare che la sua antipatia pel cardinale, la +sua ragione non prevalse. +</p> + +<p> +Si convenne che alla mattina del giorno seguente +il cardinale sarebbe chiamato a palazzo, e che, in +sua presenza e coi suoi consigli, si sarebbe discusso +e compilato l’atto che gli conferiva la lettera di +vicario generale. +</p> + +<p> +Alla sera stessa del 22, l’ammiraglio Francesco +Caracciolo si presentò a palazzo, e chiese di essere +ricevuto dal re. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span> +</p> + +<p> +Il re che si sentiva di aver torto verso Caracciolo, +e che per conseguenza avrebbe difficilmente sopportato +la sua presenza, fece rispondere che, occupato +in affari urgentissimi, pregava l’ammiraglio se +aveva qualche cosa da chiedergli, glielo chiedesse +in iscritto. +</p> + +<p> +L’ammiraglio lasciò una petizione, in cui chiedeva +la sua dimissione del grado di ammiraglio della marina +napoletana e pregava il re di dargli il permesso +di tornare a Napoli. +</p> + +<p> +Il re, suscettibile come chi si trova di aver torto, +prese l’occasione di sbarazzarsi dell’ammiraglio, e +scrisse sulla dimanda:<i> Si accordi — ma sappia il cavaliere +Caracciolo che Napoli è in potere del nemico</i>. +</p> + +<p> +Caracciolo non fece attenzione ai termini in cui +era stato accordato il congedo; non vide che il permesso +di lasciar Palermo; e col cuore amareggiato +lasciò Palermo il mattino del giorno dopo. +</p> + +<p> +Nel momento che egli lasciava Palermo si compilava +questo manifesto. +</p> + +<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p> + +<div class="blockquote"> +<p class="center"> +«<span class="smcap">Cardinale Ruffo</span> +</p> + +<p> +«La necessità di accorrere prontamente, con ogni +efficace e possibil mezzo, alla preservazione delle +province del Regno di Napoli, dalle numerose insidie, +che i nemici della religione, della corona e dell’ordine +promulgano ed adoprano per sovvertirle, +mi determina ad appoggiare a’ di lei talenti, zelo ed +attaccamento la cura ed importante commissione +d’assumere la difesa di quella parte del Regno non +<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span> +ancora invasa dai disordini di ogni genere e dalla +rovina che la minaccia nell’attual seria crisi. +</p> + +<p> +«Incarico pertanto Vostra Eminenza di portare +sollecitamente nella Calabria, come la parte, che +premurosamente ho a cuore di porre, per la prima, +nel massimo grado di praticabile difesa per combinare +le operazioni o misure con quelle che convengono +alla difesa del Regno di Sicilia, e camminare +in esse di concerto contro il comune nemico, tanto +per rendere immune l’una e l’altra parte da ostilità, +come dai mezzi di seduzione che si possono introdurre, +negli estesi loro littorali, per arte e tentativi +dei malintenzionati della capitale o del resto +dell’Italia. +</p> + +<p> +«Le Calabrie, la Basilicata, le provincie di Lecce, +Bari e di Salerno, l’avanzo di quella Terra di Lavoro +e di Montefusco, ch’è restato dopo la scandalosa +cessione fatta, saranno l’oggetto delle di lei +massime ed energiche premure. +</p> + +<p> +«Ogni mezzo, che dall’attaccamento alla religione, +dal desiderio di salvare la proprietà, la vita e +l’onore delle famiglie, o dalle ricompense per chi si +distinguesse, crederà di potere impiegare, sarà adoprato +senza limiti ugualmente che i castighi più +severi. Qualunque molla finalmente che giudicherà +poter suscitare in quell’istante a credere capace di +animare quegli abitanti ad una giusta difesa, dovrà +eccitarla. Il fuoco dell’entusiasmo, in ogni regolar +senso, sembra nell’attual momento il più atto a superare +come a contrastare con le novità, che lusingano +l’ambizione di alcuni, con l’idea di acquistare +per rapine, colla vanità e l’amor proprio di altri, e +colla illusoria speranza che offrono i fautori delle +<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span> +moderne opinioni e de’ maneggi rivoluzionari, ma +di cui gli esempii in tutta l’Italia ed Elvezia presentano +il contrario aspetto e le più desolanti conseguenze. +</p> + +<p> +«Per mandare ad effetto ogni qualunque misura, +diretta alla conservazione delle provincie, al riacquisto +benanche di quelle invase, come a quello della +disordinata capitale, l’autorizzo, come commissario +generale nelle prime province, ove manifesterà la +sua commessione, e con la qualità di vicario generale +di quel Regno, allorchè si troverà in possesso, +e munito di attiva forza in tutte o nella maggior +parte delle medesime, a fare i proclami, che stimerà +migliori e conducenti al fine ingiuntole. +</p> + +<p> +«Le accordo coll’<i>alter ego</i> le facoltà di rimuovere +nel mio nome ogni preside, ogni regio amministratore, +ogni ministro di tribunale, ed inferiori impiegati +in qualunque grado politico, come anche di +sospendere ogni uffiziale militare, allontanarlo, farlo +arrestare, occorrendo, se ne troverà motivo, e d’impiegare +interinalmente chi stimerà per rimpiazzare +le vacanze, e finchè le abbia io approvate per la +proprietà, sulle di Lei richieste, acciò tutti i dipendenti +del governo riconoscano nell’Eminenza Vostra +il superiore primario da me destinato a dirigerli, ed +agiscano con vivacità, senza mora nè difficoltà alcuna +a quanto necessita negli ardui e critici attuali +momenti. +</p> + +<p> +«Questa caratteristica di commessario o di vicario +generale sarà assunta a di Lei scelta nel modo +e quando crederà conveniente all’oggetto, perchè +colle facoltà ed <i>alter ego</i> che le concedo, nel più esteso +modo intendo che faccia valere e rispettare la +<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span> +mia sovrana autorità, e con essa preservi il mio regno +da ulteriori danni. +</p> + +<p> +«Dovrà perciò adoprare con severità e prontamente +ogni più rigoroso mezzo di castigo, qualora +a ciò la richiami la necessità del momento e +della giustizia, sia per farla ubbidire, o per ovviare +a’ serî sconcerti onde coll’esempio e col togliere di +mezzo la radice o seme che troppo rapidamente potesse +estendersi e germogliare, negl’istanti di disorganizzazione +delle autorità da me stabilite, o disposizione +di alcuni al sovvertimento, venga riparato +a maggiori eccessi ed inconvenienti. +</p> + +<p> +«Tutte le casse regie di ogni denominazione dipenderanno +dai suoi ordini. Veglierà che non ne +passi somma alcuna nella capitale, mentre si trova +questa nello stato d’anarchia in cui, senza legittimo +governo, soggiace attualmente. Il denaro di dette +casse sarà da lei adoprato pel comune e necessario +bene delle provincie, ne’ pagamenti opportuni al +governo civile, e ne’ mezzi di difesa, da provvedersi +istantaneamente, come al pagamento dei loro difensori. +</p> + +<p> +«Mi darà conto regolare di ciò che sullo assunto +avrà stabilito o penserà di stabilire, e sopra di cui +vi fosse tempo da sentire le risoluzioni e ricevere i +miei ordini. +</p> + +<p> +«Sceglierà due o tre assessori legali, probi e di +sua fiducia, per affidar loro la decisione di alcune +cause più gravi, che per appello doveano mandarsi +ai tribunali della capitale: acciò essi terminino con +finali decisioni quelle pendenze nel modo il più breve. +Potrà prevalersi dei togati della capitale o de’ ministri +delle provincie per tale commissione, autorizzandoli +<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span> +a decretare benanche le altre cause che ai +medesimi stimerà di commettere; come anche gli +appelli che ne venissero portati, ed assicurerà colla +dimissione di detti ministri, se occorrerà, la più +retta giustizia, che amministrerà in mio nome nelle +provincie da Lei dipendenti. +</p> + +<p> +«Dalle annesse carte, che le riunisco, rileverà che +nella persuasione che non fosse del tutto sbandato +il numeroso esercito che teneva in quel regno, e da +cui sono stato crudelmente servito, aveva ordinato +che quegli avanzi si fossero portati in Salerno, e +fino nelle Calabrie per difesa di esse, o per un concerto +indispensabile colla Sicilia. Nei momenti attuali, +qualunque sia il comandante che si presenterà +in esse provincie con qualche truppa, dovrà andar +d’accordo in ogni parte di servizio e movimenti con +Vostra Eminenza, cessando necessariamente le disposizioni +enunciate negli annessi fogli; ma il Duca +della Salandra o altro generale che giungesse con +detta truppa, seguiterà le prescrizioni nuove che qui +accenno. Le notificherà al medesimo, e spedirò in +appresso quelle provvidenze ulteriori, che i lumi e +le notizie che mi manderà potranno richiedere. +</p> + +<p> +«Rispetto dunque alla forza militare, dovendo presumere +che non n’esista della regolare, sarà di Lei +cura, ed è l’oggetto principale della sua commissione, +di eccitare ogni mezzo ed ogni maggiore energia +perchè si organizzi un corpo militare qualunque, sia +composto esso di soldati fuggiaschi o disertori, che +in patria riacquistassaro il coraggio e l’animo che +ha distinto i bravi corpi dei Calabresi ne’ recenti +fatti col nemico; oppure sia di quei buoni e ben +pensanti abitanti, che le sacre ragioni esposte e patenti +<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span> +di valida difesa, come l’onore nazionale, posson +indurre efficacemente a prendere le armi. +</p> + +<p> +«Per ottenere ciò io non le prescrivo i mezzi che +tutti lascio al suo zelo, tanto in modi d’organizzazione +che per la distribuzione delle ricompense d’ogni +genere: se queste saranno in denaro, potrà accordarle +subito, se saranno in onore ed impieghi che +prometterà, potrà istallare interinalmente quelli che +giudicherà, e me ne renderà inteso per la conferma +ed approvazione, come pure pei distintivi promessi. +</p> + +<p> +«Giungendo la truppa regolare che aspetto potrò +farne passare una porzione in Calabria, o in altre +parti della terra ferma, come egualmente quei generi +in munizioni ed artiglieria, che potrò dividere +fra quelle provincia e la Sicilia. +</p> + +<p> +«Sceglierà le persone di sua fiducia che nel militare, +o in impieghi politici crederà di situare alla +sua immediazione; stabilirà per essi condizioni provvisorie +ed appoggerà loro quelle incumbenze che +stimerà poter meglio convenire. +</p> + +<p> +«Per le spese di V. Eminenza, adoprerà la somma +di ducati <i>millecinquecento</i> il mese, che possono esserle +indispensabilmente necessarii; ma le accordo +ogni ulteriore somma maggiore che crederà convenire +al disimpegno della sua Commissione, nel portarsi +specialmente da un luogo all’altro, senza peso +alcuno a que’ popoli ed università. +</p> + +<p> +«Le concedo parimente l’uso del denaro che troverà +nelle casse (e che sarà sua cura di farsi entrare +dalle stabilite percezioni) per adoperarne porzione +all’acquisto di notizie indispensabili alla sua commissione, +sia dalla capitale o dalle provincie, sia +anche da fuori per le mosse del nemico. Siccome +<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span> +trovasi nel maggior disordine la detta capitale pei +partiti che la lacerano, e dei quali è giuoco il popolo, +farà vegliare da abili ed adattati soggetti, ad +informarsi del tutto bene e giornalmente; e si procurerà +ivi benanche delle corrispondenze ed intelligenze +che fomentino tra i buoni e cordiali vassalli +i veri sentimenti d’attaccamento ad ogni loro più +sacro dovere: non risparmierà denaro per quest’oggetto +quando crederà poterselo proficuamente impiegare. +</p> + +<p> +«Non mi estendo in particolari maggiori per le misure +di difesa che nel massimo grado da lei aspetto; +molto meno per quelle contro le mozioni interne, +attruppamenti, seduzioni, emissari, e mala volontà +di alcuni. Lascio al discernimento di Vostra Eminenza +il prendere più pronte determinazioni, e per +la giustizia subitanea contro tali delinquenti. I presidi +(quello di Lecce specialmente) alcuni ben cordati +vassalli ed abitanti in quelle parti, i vescovi, +i parrochi ed onesti ecclesiastici, la informeranno +di tutti i bisogni, come dei mezzi locali, e questi +ultimi saranno certamente adoperati con quella straordinaria +energia e vivacità, che prescrivono le circostanze. +</p> + +<p> +«Attendo dall’Imperatore soccorsi d’ogni genere; +il Turco me li promette ugualmente: così la Russia: +onde le squadre di quest’ultima potenza, prossima +al litorale di queste regioni, sono pronte a soccorrermi. +</p> + +<p> +«Ne avviso lei, perchè nelle occasioni possa prevalersene +ad ammettere benanche porzione di quelle +truppe nelle provincie, se il caso lo richiedesse; come +ricevere pure dalle loro squadre quegli ajuti, che la +<span class="pagenum" id="Page_46">[46]</span> +natura delle operazioni facessero considerar utili +alla sicura loro difesa. +</p> + +<p> +«Le accenno queste misure dipendenti dall’esterno +per ogni buon fine, mentre le farò passare indi +quelle ulteriori notizie che riguarderanno un più +sicuro concerto. Lo stesso saprà relativamente agli +Inglesi, la squadra dei quali veglia assiduamente +alla salvezza della Sicilia. +</p> + +<p> +«Ogni modo di ricevere nuove e di spedirmele regolarmente, +almeno due volte la settimana, sarà da +lei stabilito ed assicurato con precisione, perchè le +notizie concernenti la importante sua Commissione +mi giungano spesso e opportunamente come necessarie; +indispensabili benanche alla difesa di questo +Regno. +</p> + +<p> +«Confido nel suo attaccamento e ne’ suoi lumi — ed +attendo che Ella corrisponderà, come ne sono sicuro, +a quanto vivamente e pienamente da Lei spero. +</p> + +<p> +«Palermo, 25 gennajo 1799. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Ferdinando</span>.» +</p> +</div> + +<p> +Questo manifesto gli fu consegnato nello stesso +giorno in cui fu scritto, vale a dire il 25 gennaio 1799. +</p> + +<p> +Il cardinale era stato prevenuto che, malgrado i +sessantacinque o sessantasei milioni che il re aveva +portato seco, non poteva dargli altro denaro che +tremila ducati, vale a dire dodici mila franchi, per +sovvenire a tutte le sue spese per la ristorazione. +Una volta in Calabria, egli dovea pensare a provvedere +ai mezzi di contribuzione volontaria o forzosa, +od in qual siasi altro modo trovasse più conveniente. +</p> + +<p> +Ma al momento della partenza si credette di aver +<span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span> +trovato una miniera; il marchese Luzzi prevenne +il prelato, da parte del re, che il marchese don Francesco +Taccone, tesoriere generale del regno di Napoli, +era arrivato a Messina, latore di cinquecentomila +ducati, vale a dire più di due milioni, concambiati +a Napoli con effetti del banco. Siccome +questo danaro apparteneva alla cassa generale del +regno di Napoli, il re acconsentiva di cederlo al +prelato per i bisogni della spedizione. Affrettiamoci +a dire ciò che però maraviglierà punto coloro, che +conoscono quanto facilmente a Napoli il denaro resti +aderente alle mani di coloro che lo maneggiano; +nè il cardinal Ruffo, nè il re, nessuno insomma potè +por mano su questi due milioni e cinquecento mila +franchi. +</p> + +<p> +Il cardinale non perdette tempo, al 26 gennaio, +vale a dire il giorno seguente a quello in cui ebbe +il manifesto, partì per Messina, ove si recò in parte +per via di terra ed in parte per mare. +</p> + +<p> +Dopo aver fatto inutili ricerche a Messina per l’incasso +dei cinquecento mila ducati, il cardinale passò +in Calabria, ove arrivò l’8 febbraio 1799 sulla +spiaggia di Catona, ove spiegò dal balcone del casino +di suo fratello il duca di Baccanello, la bandiera +reale, portante da un lato lo stemma reale e +dall’altro la croce, colla iscrizione che era impressa +quindici secoli prima sul labaro di Costantino: +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap">In hoc signo vinces</span> +</p> + +<p> +Dopo quindici giorni sapemmo che mille uomini +si erano uniti a lui, e che, lasciata la costa di Messina, +era partito per Monteleone. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span></p> + +<h2>VI.</h2> +</div> + +<p> +Queste notizie resero la salute alla regina e stesero +un secondo lenzuolo, sulla tomba del povero +principino, quello dell’obblìo. +</p> + +<p> +Ho detto come passavamo le nostre serate, il re +a querelare il presidente Cardillo, il presidente Cardillo +a strapparsi i bottoni dell’abito, il duca S...... +a tener il banco ed a far brillare i suoi anelli e le +sue spille, io ad esprimergli il desiderio di averli, +Nelson e sir William a comperarli. +</p> + +<p> +La regina non giuocava, si teneva in disparte colle +principessine, e ricamava una bandiera dedicata ai +Calabresi, che voleva inviare al cardinale non appena +fosse terminata. +</p> + +<p> +Le nostre giornate, specialmente quando vennero +<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span> +i primi soffi ed i primi soli di primavera, non la +cedevano in nulla alle nostre serate. La fine di febbraio +ed il principio di marzo sono magnifici a Palermo. +Due o tre volte per settimana si organizzavano +delle passeggiate nel porto, si facevano delle +colazioni a bordo di un vascello, si pranzava a bordo +dell’altro. La regina prendeva poca parte a queste +feste: dopo la disfatta dell’armata napoletana, dopo +il singolare ritorno di suo marito, dopo la fuga forzata +da Napoli, era divenuta ancor più triste e più +che mai concentrata nel suo odio, da cui non usciva +che con eccessi di furore che spaventavano tutti +quelli che la circondavano, e durante i quali io sola +poteva penetrare fin da lei; quando vi era qualcuna +di queste feste, la vera regina era io. +</p> + +<p> +Difatti in queste passeggiate, in cui prendevano +parte, cinquanta o sessanta barche pavesate, e montate +dalle dame e dai cavalieri della corte, Nelson +ed io, anche quando il re prendeva parte alla navigazione, +eravamo sempre in testa alla comitiva, in +una barca con dieci o dodici rematori, mentre il re +non ne aveva che otto. È vero però, che appena +prendevamo il largo, il re si dirigeva da un qualche +lato, e invece di ascoltare i nostri suonatori ed i +nostri cantanti, si metteva a dar la caccia agli uccelli +marini: in quanto a noi, dopo una prima passeggiata +in mare, ci arrestavamo a bordo del <i>Culloden</i>, +ora bordo del <i>Minotauro</i>; poi terminato l’asciolvere, +ritornavamo in mare, in mezzo al suono degli strumenti +e tra i canti; talvolta chiudendo gli occhi e +trasportandomi nell’antichità, mi compiaceva di credere +che non era la prima volta che la mia anima +era venuta ad abitare il mondo, e che una volta io +<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span> +era stata Cleopatra, e Nelson Antonio; e allora mi +ricordava qualcuno dei bei versi del dramma di Shakespeare, +e li gettava a quella brezza che ci arrivava +curvando le palme e togliendo i profumi degli +aranceti della Bagheria. Poi quando gli ultimi raggi +del sole coloravano di rosa la cima del monte Pellegrino, +si riprendeva la via verso il <i>Vanguard</i> illuminato +a giorno; una lunga tavola copriva il ponte +da un capo all’altro; i cannoni sparivano sotto i +buffetti coperti di argenterie, di fiori e di pasticcerie; +ci mettemmo a tavola, io in faccia al re come +se fossi la regina, fra Nelson ed il capitano Troubridge +o il comandante Thomas. Il pranzo durava +anche una parte della notte, e ad ogni brindisi che +noi facevamo i cannoni della batteria inferiore tuonavano, +e l’artiglieria dei forti rispondeva alle nostre +salve. +</p> + +<p> +Nelson era sovente inquieto e preoccupato; sentiva +bene che la sua coscienza lo rimproverava della +sua inazione, e gli gridava che dovea essere altrove; +allora si levava da tavola col pretesto di dare +qualche ordine, e se ne andava solo sul cassero a +fantasticare; un giorno lo seguii e me gli avvicinai +senza che mi vedesse; lo intesi mormorare:« — miserabile +pazzo che son io; davvero il mio bastimento +ha più l’assetto di una bottega da pasticciere, che +d’un vascello della squadra azzurra.» — Allora gli +misi il mio braccio intorno al collo, e lo ricondussi +al suo posto, vergognoso e disperato di essere stato +inteso. +</p> + +<p> +Il carnevale si avvicinava; le notizie del cardinal +Ruffo diventavano sempre più soddisfacenti; si diede +qualche ballo in maschera alla corte. Ciò fece nascere +<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span> +a Nelson, che cercava visibilmente di divagarsi, +l’idea di andare travestito con me per le strade: +noi facemmo per due o tre volte queste follie; +ma un accidente, che poteva aver delle conseguenze +gravi, ci guarì subito. +</p> + +<p> +Una notte che andavamo così travestiti per le vie +di Palermo, Nelson che aveva bevuto molto, dopo il +pranzo, secondo l’abitudine degli Inglesi, mi condusse +in una casa sospetta, molto frequentata dagli +uffiziali della squadra; essi però non ci riconobbero, +ma un nostromo ed un marinaio che bevevano +in un angolo, ebbero dei sospetti, e quando Nelson +ed io uscimmo, ci seguirono, e ci videro entrare nel +palazzo dell’ambasciata. In quel momento ne usciva +il re, e vedendo quei due giovanotti, che sembravano +di buon umore, chiese loro che cosa facessero là; il +nostromo balbettava un poco d’italiano, e divertì +assai il re, raccontandogli tutta l’avventura: il re +gli promise di ricordarsi di lui, e gli chiese in che +cosa gli potesse far piacere; il nostromo gli rispose, +sempre ridendo, che la sua ambizione dopo la sua +nascita era di esser fatto cavaliere. +</p> + +<p> +— Ebbene, gli disse il re, sta tranquillo e lo sarai; +e gli chiese il suo nome ed a qual bastimento +apparteneva. +</p> + +<p> +Il nostromo rispose che si chiamava John Baring +e apparteneva all’equipaggio del <i>Vanguard</i>, e ricordò +al re qualche piccolo servizio che aveva avuto la +fortuna di rendergli, durante il suo passaggio da +Napoli a Palermo. +</p> + +<p> +— Difatti, disse il re, me ne ricordo. +</p> + +<p> +— Bene, rispose il nostromo, credeva che Vostra +Maestà l’avesse dimenticato. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span> +</p> + +<p> +— E perchè? chiese Ferdinando. +</p> + +<p> +— Perchè nè io nè l’equipaggio, rispose il nostromo +incoraggiato dalla bonomia del re, non abbiamo mai +avuto il piacere di bevere alla salute di Vostra Maestà, +con monete di effigie diversa da quella del nostro +grazioso sovrano Giorgio III. +</p> + +<p> +Il re si morse le labbra. +</p> + +<p> +Difatti una volta a terra, colla sua ingratitudine +abituale, egli aveva dimenticato il pericolo, dal quale +sfuggiva, ed i servigi ricevuti. +</p> + +<p> +— Ebbene, gli disse il re, dimani beverai alla mia +salute con denaro che porta la mia effigie; ed i tuoi +camerata bevendo alla tua, ti chiameranno cavaliere. +</p> + +<p> +Siccome il re era molto ciarliero, raccontò nella +stessa sera tutta la storia alla regina, come fossi +uscita travestita con Nelson da una casa che egli +nominò con un titolo più espressivo di <i>sospetta</i>, come +ci avesse seguiti un nostromo inglese, che lo aveva +talmente divertito che gli promise di farlo pel giorno +seguente cavaliere dell’ordine di San Giorgio Costantiniano. +</p> + +<p> +Poi nella stessa sera, scrisse un ordine, che alla +mattina del giorno seguente dovea essere consegnato +al Principe Luzzi, ministro delle finanze, per far +portare mille e trecento once di oro, all’equipaggio +del <i>Vanguard</i> a titolo di gratificazione. +</p> + +<p> +Il principe Luzzi doveva dare avviso di questa decisione +all’ammiraglio Nelson, e di prevenirlo, che +pei servigi ricevuti durante la traversata, nominava +il nostromo John Baring cavaliere di S. Giorgio Costantiniano. +</p> + +<p> +Nelson divise queste mille e trecento once nel +modo seguente: +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_54">[54]</span> +</p> + +<p> +Cento ai marinai che vennero a prendere la famiglia +reale nei due canotti, e l’aiutarono ad imbarcarsi. +</p> + +<p> +Cento ai domestici dell’ammiraglio. +</p> + +<p> +Cento ai marinai della barca dell’<i>Alcmena</i>. +</p> + +<p> +Cento ai Wardroom. +</p> + +<p> +Cento otto ai ventisette gentiluomini di poppa, e +ai bassi uffiziali, vale a dire quattro per ciascuno. +</p> + +<p> +Settecento settantadue ai soldati di marina, ai +marinai in numero di 579. +</p> + +<p> +Tredici ai mozzi, in numero di ventisei. +</p> + +<p> +Le sette rimanenti per la zuppa. +</p> + +<p> +Nelson annunziò inoltre al nostromo il favore che +gli accordava il re. +</p> + +<p> +Sventuratamente per il povero diavolo, il re, come +già dissi, aveva raccontato tutto alla regina, e la +regina aveva raccontato tutto a me, dicendomi di +stare più attenta per l’avvenire, poichè era stata +veduta e riconosciuta. Essa non mi potè dire il nome +dell’uomo che ci aveva seguiti, ma non fu difficile +trovarlo; il re aveva detto di aver decorato quella +bella storia. +</p> + +<p> +Appena vidi Nelson, gli raccontai tutto quanto mi +disse la regina; il decorato, come dissi, era John +Baring. L’ammiraglio, in un primo momento di collera, +giurava di farlo impiccare. Non so se ne aveva +il diritto; ma al suo bordo Nelson si credeva re assoluto, +e certamente avrebbe fatto quanto diceva. +</p> + +<p> +Lo pregai tanto, che si accontentò di cacciarlo, e +invano riuscii a volergli far grazia completa. +</p> + +<p> +Intanto venivano dalle Calabrie le migliori notizie: +si era avuta la notizia dell’entrata del cardinale in +Monteleone, e successivamente a Catanzaro e a Cotrone +<span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span> +che fu messo a sacco e incendiato dalle truppe +Sanfediste. +</p> + +<p> +Il cardinale aveva annunziato questo saccheggio +e questo incendio, come una notizia che doveva oscurare +la gioia del trionfo; ma il re invece aveva trovato +che era la giusta punizione della ribellione di +quella città, e aveva scritto una lettera o piuttosto +due, di cui ecco il testo letterale. +</p> + +<p> +L’imparzialità, a cui vi riconduce la fredda mano +del tempo, mi spinge a produrre al giorno d’oggi +quelle lettere per provare che questi massacri ed +incendii, di cui si rammaricava il cardinale, consolavano +il re. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indr"> +«Palermo, 9 marzo 1799. +</p> + +<p class="indl"> +«Eminentissimo mio. +</p> + +<p> +«Non so esprimervi la gioia che provammo ieri +sera nel ricevere le vostre lettere dal 27 dello scorso +al 2 del corrente, per le ottime nuove che in essa +mi date della continuazione del felicissimo esito che +ha la vostra Commissione, e che sicuramente diverrà +sempre più protetta, e benedetta dal Signore per +vostra gloria ed onore e felicità di tutta l’Italia, +come vado lusingandomene. Non posso che approvare +la savissima condotta che tenete nella vostra +marcia, e gli editti che avete stimato di pubblicare; +ma ai cari emissarii, che vi riesce di aver nelle mani, +vi prego di non perdonarla affatto, e punirli senza +pietà per esempio degli altri, quando sia avverato +il fatto; perchè la troppo indulgenza usata in questa +materia, è causa che noi ci troviamo in questo +stato; e quando voi dite del sistema tenuto dagli +infami rivoluzionari di far beneficare e metter in +<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span> +carica a forza di maneggi quei soggetti guasti, +e loro aderenti, rovinando quelli che erano fedeli ed +attaccati a forza di calunnie, non è che un Evangelo, +è il sistema da essi adottato per tutto rovesciare +e distruggere ogni cosa; per cui se Iddio si +compiacerà di farci veder terminar felicemente questa +maledetta faccenda, bisognerà far da capo. Quanto +mi accennate della provincia di Salerno mi ha fatto +grandissimo piacere, ed essendosi vociferato, subito +sono corsi da me diversi padroni, che qui giunti +erano pochi giorni fa, fuggendo da Vietri, e si sono +esibiti di ripartire immediatamente per darvi la mano, +locchè farò loro eseguire immediatamente. Desidererei +ben di cuore che presto possiate aprirvi la comunicazione +della Puglia o Lecce per sentir cosa +abbiano fatto con que’ banditi, mentre altra notizia +non abbiamo, che da un bastimento Svedese il quale, +proveniente da Gallipoli, dice che quella città si è +già controrivoluzionata, fugando e massacrando i +Giacobini, e che tutta questa provincia era nella +massima mestizia, mal soffrendo l’attual governo +repubblicano. Già colla posta avrete saputo la nuova, +che, nel momento della spedizione, ricevemmo con +una corvetta inglese venuta in 17 giorni da Costantinopoli, +della prossima venuta della truppa Russa +ed Albanese: Dio faccia che giungano con effetto +presto. Tutte queste nuove sollevano i buoni, e non +fanno aver tanta boria ai malvagi; è molto tempo +che soffriamo, e soffriamo davvero; speriamo che il +Signore siasi finalmente mosso a compassione di +noi, e voglia esaudirci e proteggere chi lo serve fedelmente. +Godo sentire che, eseguendosi i miei ordini, +da Messina finalmente si sia mandato quanto +<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span> +avete richiesto, e siate sicuro, che per quanto dipenderà +dalla mia attività nell’ordinare, non vi mancherà +niente. Avrete a quest’ora ricevuto i miei saluti +da vostro fratello. Conservatevi, continuate a +mandarmi buone nuove, e credetemi sempre lo stesso +vostro affezionato. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Ferdinando B.</span>» +</p> +</div> + +<p> +Ecco la seconda lettera: +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indr"> +«Palermo, 11 aprile 1799. +</p> + +<p class="indl"> +«Eminentissimo mio +</p> + +<p> +«L’altro ieri ricevei di sera la vostra lettera del 29 +scorso mese, scrittami da Cotrone, dove mi fa pena +di sentire il saccheggio dato in quel modo, benchè, +a dir il vero, lo avessero ben meritato quegli abitanti, +colla resistenza fatta, mentre, vi replico, +non ci vuol misericordia con chi dichiaratamente +si è mostrato ribelle a Dio ed a me. Per i Francesi +che ci avete trovato, spedisco immediatamente l’ordine +perchè si mandino a casa loro, che anche io +trovo che sia il migliore che si possa fare, dovendosi +riguardare, dovunque si tengano, come un genere +assolutamente impestato. Quanto mi dite esservi +stato narrato della morte del preside di Lecce, +mi ha fatto inorridire; ma ancora voglio credere che +non sia vero, per l’onor della famiglia: e che il pover’uomo +sia morto di malattia, essendo già da gran +tempo molto malandato. Per l’affare del principe +biondo, che si era creduto prima mio figlio, e a voi +si era fatto supporre esser il cavalier di Sassonia, +già a quest’ora saprete chi sia e tutta la sua storia, +<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span> +ed ora si trova qui in Palermo ritornato da Tunisi. +Due spedizioni già ci sono state fatte dal Comodoro +Troubridge da Procida, la prima giunta qui domenica, +e l’altra ieri l’altro. Subito ho fatto tradurre le lettere +da lui scritte a Nelson, che copiate mi affretto +di spedirvi, acciò siate inteso del felicissimo esito +che finora ha trovato quella spedizione, e le notizie +che ho potuto raccogliere fino al giorno dell’ultima +data, che son certo non vi faranno dispiacere: tutto +quanto hanno richiesto si è spedito immediatamente, +specialmente il giudice, non facendo essi cerimonie, +per cui quando riceverete questa, molti casicavalli +avranno fatti. Vi raccomando perciò su quest’assunto +di agire in conformità di quanto vi scrivemmo +lo scorso ordinario, tanto io che Acton, ed egli vi +replica in questa e colla massima attività: Mazzi e +panelle fanno le figlie belle. Stiamo ora colla massima +premura aspettando notizie de’ cari Russicelli; +se quelli vengono presto, spero tra breve faremo la +festa, e col divino aiuto finiremo questa maledetta +istoria. Mi rincresce infinitamente che il tempo continui +così piovoso, perchè questo sarà sempre di un +grand’intoppo per le vostre operazioni. Mi dite che, +andando avanti verso Matera, vi tratterrete nelle +terre del principe nostro, a Potenza; quando mai +egli ci stasse, spero vi ricorderete essere stato un di +quei due famosi eroi, e credo il principale, che trattarono +e conchiusero quel superbo armistizio, e che +per conseguenza non sarebbe stato mai più accorto. +La nostra salute è, grazie a Dio, perfetta, non di +picciolo ristoro essendo le sempre migliori nuove che +ogni giorno ci pervengono. Il Signore conservi voi +e benedica sempre più le vostre operazioni come, +<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span> +se pure indegnamente però ne lo prega e ve lo desidera +il vostro affezionato +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Ferdinando B.</span>» +</p> +</div> + +<p> +Difatti si erano ricevute molte lettere di Troubridge +inviate dall’ammiraglio per riprendere le isole d’Ischia +e di Procida, e Troubridge coi suoi sentimenti di +eguaglianza che non muoiono mai nel cuore di un +Inglese, e che la passione di Nelson per me potè +soltanto soffocare, aveva raccontato di essersi impadronito +delle isole di Ponza, e aggiungeva che +pregava il re di mandare a Procida un giudice <i>onesto</i> +per fare il processo a tutti i suoi prigionieri. +</p> + +<p> +Una terza lettera di Troubridge, diretta a Nelson, +era accompagnata da una cassetta, che conteneva +un dono singolare e un viglietto ancor più singolare. +</p> + +<p> +Il dono era una testa tagliata. +</p> + +<p> +In quanto al viglietto era concepito in questi termini: +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indr"> +«Salerno, 26 aprile 1799. +</p> + +<p class="indl"> +«<i>Al Comandante della Stazione Inglese</i> +</p> + +<p class="indl"> +«Signore! +</p> + +<p> +«Come suddito fedele al mio re Ferdinando IV +(D. G.) ho la gloria di presentare a Vostra Eccellenza +la testa di D. Carlo Granozio di Giffoni, che +era impiegato nell’amministrazione diretta dall’infame +commissario Ferdinando Ruggi. Il detto Granozio +è stato da me ucciso in un luogo chiamato li +Pugig, nel distretto di Ponte Cagnaro, mentre si +dava alla fuga. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span> +</p> + +<p> +«Prego Vostra Eccellenza d’accettare questa testa, +e di considerare tale azione come una prova del mio +attaccamento alla Real Corona. +</p> + +<p> +«Sono col rispetto che vi è dovuto, il fedele suddito +del re +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Giuseppe Manuisio Vitella</span>.» +</p> +</div> + +<p> +Nelson fece parte a S. M. del dono che dovea consegnargli, +e sopra rifiuto del re di riceverlo, fece +riempire la cassa di segatura, la fece rinchiodare +dal falegname e la gettò in mare. +</p> + +<p> +Troubridge aveva scritto di suo pugno sulla cassa +<i>a jolly fellow</i>. +</p> + +<p> +Un allegro compagno! +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span></p> + +<h2>VII.</h2> +</div> + +<p> +Le notizie che ci arrivavano da Napoli non erano +meno favorevoli di quelle che ci arrivavano dalla +Calabria; Championnet caduto in disgrazia per l’opposizione +che aveva tentato di fare alle esazioni del +Direttorio, in suo luogo e stato Macdonald era stato +nominato generale in capo. +</p> + +<p> +Occupava appena quel posto, che si appresero a +Napoli le notizie dei disastri dell’armata francese +nell’alta Italia. Suwaroff e i suol cinquantamila Russi +erano arrivati, e l’imperatore si era finalmente deciso +di mettersi in campagna; ma i Francesi, privi +dei loro migliori soldati chiusi in Egitto e del loro +miglior generale prigioniero con essi, erano stati +battuti a Magnano, e avevano perduto la linea del +<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span> +Mincio, mentre Suwaroff, nominato generale in capo +dell’esercito austro-russo, era entrato in Verona e si +era impadronito di Brescia. +</p> + +<p> +Macdonald ricevette l’ordine di lasciar Napoli e di +riunire le sue forze a quelle dell’armata francese +che era in piena ritirata. +</p> + +<p> +Al sette maggio egli era quindi partito da Caserta, +lasciando una guarnigione di 500 Francesi +nel castel S. Elmo, sotto gli ordini del capo legione +Meyan, e dopo quattro giorni aveva lasciato Napoli. +</p> + +<p> +Questa notizia dell’evacuazione di Napoli giunse +a Palermo ai primi di maggio; al 9 di maggio Nelson +scriveva all’ammiraglio lord conte S. Vincent +per annunziargli quella notizia. +</p> + +<p> +Ma al momento in cui ci abbandonavamo alla +gioja per questa evacuazione, venne un’altra notizia +che fece di contrappeso a quella che avevamo ricevuta +dianzi. +</p> + +<p> +Al 12 maggio il brick la <i>Speranza</i> giunse a Palermo +coll’avviso che la flotta francese di Brest, ingannando +il nostro blocco, era uscita dal porto, era stata veduta +a Oporto, e dirigevasi verso lo stretto di Gibilterra, +nell’intenzione probabile di congiungersi +alla flotta spagnuola, e di fare un tentativo contro +Minorca o contro la Sicilia. Era quindi necessario di +rinforzare la flotta inglese, e Nelson diede immediatamente +degli ordini per richiamare i bastimenti inglesi +che si trovavano nella baia di Napoli. +</p> + +<p> +Ma Nelson sperava ancora di non lasciar Palermo, +era veramente ammalato d’inquietudine; e alla sola +idea di lasciarmi, non fosse che per qualche giorno, +piangeva come un fanciullo. +</p> + +<p> +Le lettere seguenti daranno un’idea dello stato +<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span> +in cui si trovava il suo animo, o piuttosto il suo +cuore. +</p> + +<p> +La prima è diretta al vice-ammiraglio Duckworth. +</p> + +<p> +Eccola. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indr"> +«Palermo, 12 maggio 1799. +</p> + +<p class="indl"> +«Mio caro ammiraglio +</p> + +<p> +«V’invio otto, nove o dieci vascelli di linea con tutta +la premura. Essi possono o riunirsi col nostro grande +ed egregio comandante in capo, od agire separatamente. +Se mi è permesso di avventurare un’opinione, +direi che è meglio che la flotta bordeggi davanti a +port Mahon, di quello che non sia entrare nell’Havre. +Coi miei voti pel vostro miglior successo, che +sventuratamente non posso dividere con voi, mi +dico ecc. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">O. Nelson</span>. +</p> +</div> + +<p> +Nello stesso giorno scrisse al capitano Troubridge: +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indr"> +«12 maggio 1799. +</p> + +<p class="indl"> +«Mio caro Troubridge. +</p> + +<p> +«Quando avrete ricevuto questa lettera, la flotta +francese avrà già fatto la sua riunione colla spagnuola. +Il tempo soltanto cl farà conoscere quale +sia stato il risultato delle evoluzioni. Il conte verrà, +ci raggiungerà, e voi mi manderete il <i>Minotauro</i>, +lo <i>Swiftsure</i>, il <i>S. Sebastiano</i>, il <i>Culloden</i>, e il <i>Sealaw</i>; +voi od Hood rimarrete col <i>Seahorse</i>, la <i>Minerva</i> etc. +etc., inviate un piccolo battello a Livorno ed ordinate +al <i>Lion</i> di congiungersi immediatamente coi +vascelli a Procida; date ordine ai vascelli di passare +<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span> +per di qua, ma che non gettino l’ancora. Riceveranno +da me altri ordini. Il brick va direttamente a Mahon +o a Gibilterra. Intendiamo di dire che un vascello +di linea fu veduto frequentemente ad Ustica. Non +ci credo — che Dio vi benedica. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">O. Nelson</span>.» +</p> + +<p> +«Il <i>Seahorse</i> deve osservare Salerno, mandate subito +i vascelli appena vi arriveranno.» +</p> +</div> + +<p> +Il giorno dopo questa terza lettera seguiva le due +precedenti al lord conte di S. Vincent: +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indr"> +«Palermo, 13 maggio 1799. +</p> + +<p> +«Se avanzate senza battaglia, spero che in questo +caso mi darete occasione di raggiungervi; perchè +sarei disperato di essere vicino al mio comandante +in capo, e di non assisterlo in tale momento. +</p> + +<p> +«Non avete l’idea dello stato in cui mi trovo. Se +me ne vado, arrischio, e la parola arrischiare è troppo +debole, metto in pericolo la Sicilia, e più ancora +ciò che si è salvato sul continente; poichè sappiamo +per esperienza che si giudica più sulle opinioni, che +sui fatti stessi; rimanendo, il mio cuore si strugge, +e per colmo di sciagura, sono seriamente ammalato. +Che Dio vi benedica; state sicuro che agirò col +maggiore zelo, e siccome so che il mio buon amico +agirebbe come me, credetemi dunque con affezione +sincera, il vostro fedel amico. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">O. Nelson</span>.» +</p> +</div> + +<p> +Infine, avendo avuto nello stesso giorno un altro +avviso, scrisse al capitano Troubridge: +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span> +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indr"> +«<i>Vanguard</i>, Palermo 13 maggio 1799. +</p> + +<p> +«La flotta francese ha passato lo stretto di Gibilterra, +ed è stata veduta vicino a Minorca. Appena +ricevuta la presente verrete a raggiungermi qui coi +vascelli di linea che avete sotto i vostri ordini; se +potete darmi una fregata sarà meglio; disponete i +vostri piccoli bastimenti nel modo che credete più +vantaggioso, e lasciatene il comando a chi vorrete. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">O. Nelson</span>.» +</p> +</div> + +<p> +Nelson rimase dal 13 al 19 in esitazione di quanto +doveva fare; sentendo che il suo posto era in alto +mare e non nel porto di Palermo; tutti i vascelli richiamati +da lui vennero successivamente a raggiungerlo +coi loro capitani; finalmente il 19, facendo +uno sforzo supremo, mi lasciò con maggior dolore +di Antonio, cui mi divertiva di paragonarlo. Egli +non lasciava però Cleopatra per andare a sposare +Ottavia; credo che se Nelson ebbe, una sol volta +nella sua vita paura della morte, fu allora, dacchè +lo amai, tanto la sua vita gli era divenuta preziosa. +</p> + +<p> +Infine fu d’uopo lasciarci; non si aveva nessuna +notizia positiva della flotta; lord S. Vincent poteva +incontrarla e combatter senza di lui, o sarebbe stato +un colpo mortale al suo onore. +</p> + +<p> +Un pretesto lo sosteneva ancora, il vento taceva, +ma nella notte del 18 al 19 si sollevò una brezza, e +decise della partenza di Nelson. +</p> + +<p> +Andò a bordo del <i>Vanguard</i>. Sir William ed io lo +conducemmo fino al porto; giunti là saltò nella +<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span> +sua lancia che lo aspettava da oltre due ore, diede +ordine di vogare verso il <i>Vanguard</i>, lasciò cadere la +sua testa nell’unica sua mano, e non volse più lo +sguardo verso la terra. +</p> + +<p> +Noi poi non lasciammo la marina, se non quando +lo perdemmo di vista in mezzo ai bastimenti che +ingombravano il porto. +</p> + +<p> +Ma appena il <i>Vanguard</i> ebbe fatto un miglio, tacque +il vento. Nelson ne approfittò per scrivermi +questa lettera, che m’inviò per mezzo del luogotenente +Swiney. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indr"> +«<i>Vanguard</i>, 19 maggio, 8 ore, calma. +</p> + +<p class="indl"> +«Mia cara Lady Hamilton +</p> + +<p> +«Il luogotenente Swiney venendo a bordo, posso +dare dei passaporti in bianco pei bastimenti che vanno +a Procida carichi di farina ec. ec. come pure pel +battello-posta. +</p> + +<p> +«Dirvi come sembra melanconico e triste il <i>Vanguard</i>, +è dirvi che dopo essere stato in compagnia +delle persone più simpatiche, sono rinchiuso in una +tetra cella; e lasciare i suoi più cari amici, per restar +solo e senza amici. A quest’ora sono perfettamente +<i>l’uomo grande</i>, non avendo a me vicino una +creatura, e con tutto il cuore desidero diventare <i>un +uomo piccolo</i>. Voi e il buon sir William avete tolto +per me l’incanto da tutti quei luoghi, ove non ci +siete voi. Il mio amore per voi si estende a tutto +ciò che voi toccate, e voi non potete concepire ciò +che io provo, quando vi riunisco tutti nella mia +memoria, anco fino a...... Non dimenticate il vostro +fedele +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Nelson</span>.» +</p> +</div> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span> +</p> + +<p> +Il giorno seguente mi scrisse ancora: +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indr"> +«20 maggio 1799 +</p> + +<p class="indl"> +«Cara Lady Hamilton +</p> + +<p> +«Vi ringrazio tanto insieme a sir William per le +vostre care lettere; credete bene che ho dormito +assai poco con tutte le lettere che avea da leggere. +Le lettere che ricevo da lord S. Vincent sono del 6 +maggio; mi dice che abbiamo veduto la squadra di +Brest che passava ieri facendo buon cammino; ho fatto +tutti i miei sforzi per avere qualche notizia di lord +Keith, a cui ho ordinato di venir qui per completare +le provigioni e fornirsi d’acqua. Suppongo che la +squadra francese è diretta a Malta o ad Alessandria +e la flotta spagnuola par l’attacco di Minorca. Lascio +giudicare a voi se il conte verrà con noi; credo +di sì, ma fra noi; M. Duckworth ha l’intenzione di +abbandonarmi al mio destino; vi mando all’avventura +questa lettera. Non importa, ho soltanto undici +vele riunite, e non ho paura di nessuno. +</p> + +<p> +«Dio benedica voi e sir William e tutti gli amici +di casa. Credetemi per sempre vostro affezionato +amico +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Nelson</span>.» +</p> +</div> + +<p> +La partenza di Nelson lasciò la corte di Palermo +in una grande ansietà. La regina specialmente che +conosceva il poco calcolo che si poteva fare di suo +marito e che non si fidava del genio di Acton, era +alla disperazione; non si risolse però meno di mettersi, +quanto si poteva, in istato di difesa; e il giorno +seguente, il re, la regina, sir William Hamilton ed +<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span> +Acton, essendosi riuniti, compilarono il seguente +proclama: +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="center"> +«Miei fedeli ed amati sudditi. +</p> + +<p> +«I nostri nemici, i nemici della religione e di qualunque +governo regolare, in una parola, i Francesi, +battuti da per tutto, tentano ancora un ultimo +sforzo. +</p> + +<p> +«Diciannove vascelli ed alcune fregate (unico avanzo +della spirante lor potenza marittima) sono +usciti dal Porto di Brest, e profittando di un colpo +di vento favorevole, son entrati nel mediterraneo. +</p> + +<p> +«Essi forse tentarono di liberare Malta dal blocco, +e si lusingano probabilmente di poter correre in levante +verso l’Egitto, prima che le formidabili e sempre +vincitrici squadre inglesi possano raggiungerli. +Ma trenta e più vascelli britannici terranno loro +dietro, oltre le squadre turca e russa che sono nell’Adriatico. +Tutto promette che i devastatori francesi +pagheranno ancora questa volta la pena di +un tal disperato non meno che temerario ed estremo +tentativo. +</p> + +<p> +«Potrebbe però accadere che nel nostro passaggio +su queste nostre coste di Sicilia, essi vi tentassero +qualche momentaneo insulto, e che costretti dagl’Inglesi +o dal vento, tentar volessero l’entrata in qualche +porto, o rada di quest’Isola. Prevedendo dunque +la possibilità di questo caso, io mi rivolgo a voi +tutti, fedeli ed amati miei sudditi, bravi e religiosi +Siciliani. Ecco un’occasione da mostrarvi qual siete. +Siate vigilantissimi su tutti i punti della costa, ed +all’apparire di qualunque legno nemico, armatevi, +<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span> +accorrete al punto minacciato, ed impedite qualunque +insulto, qualunque sbarco tentar volesse un +tal crudele, sovvertitore ed insaziabile nemico, come +accorrevate un tempo contro le incursioni de’ Barbari. +Peggiori di questi, più avidi di preda, e più +inumani sono i Francesi. I capi militari, la mia truppa +di linea, e le milizie co’ loro capi accorreranno con +voi alla difesa. E, se oseranno sbarcare, provino essi +per la seconda volta il coraggio della brava nazione +siciliana. Sì, mostratevi degni de’ vostri antenati. +Trovino i Francesi in quest’Isola la loro tomba. +</p> + +<p> +«Se i vostri maggiori combatterono in favore soltanto +di un re lontano, con quanto maggior coraggio +ed ardore nol farete voi per difendere il vostro +re e padre ch’è qui fra Voi alla testa del bravo suo +popolo; la vostra tenera madre e sovrana, la sua famiglia +tutta affidata alla vostra fedeltà; la nostra +santa religione, i nostri altari, le vostre proprietà, i +vostri padri, le vostre mogli, i vostri figli? Gettate +uno sguardo sul vicino regno infelice. Vedete quali +eccessi vi commettono i Francesi, ed infiammatevi +di un santo zelo, giacchè la religione istessa vi comanda +d’impugnar le armi contro tal sorta di rapaci +ed ingordi nemici, i quali, non contenti di devastare +una grande parte dell’Europa, hann’osato +di mettere le sacrileghe loro mani sulla sacra persona +del vicario istesso di Gesù Cristo e trascinarlo +prigioniero in Francia. Non li temete. Iddio animerà +il nostro braccio, e vi darà la vittoria. Egli già si +dichiara per noi. +</p> + +<p> +«I Francesi sono stati battuti dagli Austriaci e +dai Russi in Italia, nella Svizzera, sul Reno, e finalmente +<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span> +pur anche da’ fedeli paesani realisti in Abruzzo, +in Puglia ed in Terra di Lavoro. +</p> + +<p> +«Chi non li teme, li vince, e le loro vittorie non +sono state per l’addietro, che l’effetto della viltà e +del tradimento. Coraggio dunque, o bravi Siciliani. +Io son qui alla vostra testa. Voi combatterete sotto +gli occhi miei, io premierò chiunque si distinguerà +pel suo valore. E così potremo anche noi partecipare +della gloria di avere sconfitto gl’inimici di Dio, del +Trono e della Società. +</p> + +<p class="indl"> +«Palermo, li 15 maggio 1799. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Ferdinando B.</span>» +</p> +</div> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span></p> + +<h2>VIII.</h2> +</div> + +<p> +Malgrado questo proclama del re, e la promessa +fatta al popolo siciliano di marciare alla testa del +suo esercito, la regina era poco rassicurata, perchè +sapeva in che modo il re si metteva alla testa delle +sue truppe, avendolo veduto arrivare pel primo a +Caserta nella fuga da Roma. Essa si aspettava ad +ogni momento di ricevere la notizia di qualche +sbarco dei Francesi su qualche punto dell’isola. +</p> + +<p> +Intanto la bandiera che essa ricamava insieme +alle principessine era terminata, ed era stata mandata +da lei al cardinal Ruffo; un certo Scipione La +Marra, che acquistò una mezza celebrità in questa +guerra, e che fu incaricato da Nelson dell’arresto +<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span> +di Caracciolo, era mandato ad offrirgliela in nome +della regina, con questa lettera ai Calabresi. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +«Bravi e valorosi Calabresi, +</p> + +<p> +«La bravura, il valore e la fedeltà da voi dimostrata +per la difesa della Santa Cattolica Religione +e del vostro buon re e padre, da Dio stabilito per +reggervi e governarvi felici, hanno eccitato nell’animo +nostro sentimenti così vivi di soddisfazione e +di gratitudine, che cl siamo determinati a formare +ed ornare colle nostre proprie mani la bandiera, che +ora vi mandiamo. +</p> + +<p> +«Questo sarà sempre un luminoso contrassegno +del nostro sincero affetto per voi, e della nostra +gratitudine alla fedeltà ed al vostro attaccamento +per i vostri Sovrani; ma, nel tempo medesimo, dovrà +essere un vivissimo sprone per farvi continuare +ad agire collo stesso valore e collo stesso zelo sino +a tanto che resteranno intieramente debellati, sconfitti +e schiacciati i nemici della nostra sacrosanta +Religione e dello Stato, cosicchè possiate e voi e le +vostre dilette famiglie, la vostra patria, godere tranquillamente +i frutti de’ vostri sudori e della vostra +bravura, sotto la protezione del vostro buon re e padre +<span class="smcap">Ferdinando</span>, e di tutti Noi, che non tralasceremo +di ritrovare delle occasioni per dimostrarvi che +serberassi indelebile ne’ nostri cuori la memoria +della vostra fedeltà e delle vostre gloriose gesta. +</p> + +<p> +«Continuate dunque, bravi Calabresi, a combattere +col solito valore sotto di questa bandiera, ove +colle nostre proprie mani ci abbiamo impressa la +Croce, ch’è il segno glorioso della nostra redenzione. +Rammentatevi, prodi guerrieri, che, sotto la protezione +<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span> +di un tal segno, sarete vittoriosi; abbiatelo +voi per guida, correte intrepidamente alla pugna, e +siate pur sicuri, che i vostri nemici saranno sconfitti. +</p> + +<p> +«Noi intanto coi sentimenti della più viva gratitudine +preghiamo l’Altissimo, che è il donatore di +tutt’i beni, affinchè si compiaccia di assistervi nelle +vostre intraprese, che riguardano principalmente il +suo onore e la sua gloria, e la vostra e la nostra +tranquillità; e piene di affetto e riconoscenza per +voi siamo costantemente, +</p> + +<p class="indl"> +«Palermo, 31 marzo 1799. +</p> + +<p class="indr"> +«Vostra grata e buona madre +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Maria Carolina</span>.» +</p> +</div> + +<p> +In seguito gli altri membri della famiglia reale +eransi firmati: — Maria Clementina — Leopoldo Borbone — Maria +Cristina — Maria Amalia — Maria +Antonia. +</p> + +<p> +La bandiera era splendidamente e riccamente +adorna di ricami, come dissi, eseguiti dalle mani +delle principesse; essa rappresentava da un lato le +armi de’ Borboni della casa di Napoli, con questa +leggenda: +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap lowercase">AI MIEI BRAVI CALABRESI.</span> +</p> + +<p> +Dall’altro la Croce colle quattro parole: +</p> + +<p class="center"> +<span class="smcap lowercase">IN HOC SIGNO VINCES</span> +</p> + +<p> +Il re poi scrisse al 10 di maggio la lettera seguente +al cardinale. Questa lettera storica, o che merita di +diventarla, spiega le esecuzioni di Napoli, alle quali +<span class="pagenum" id="Page_74">[74]</span> +Ruffo volle opporsi formalmente, e che, sventuratamente +pel suo onore e pel mio, Nelson volle eseguire, +convinto che il dritto fosse dalla parte del +sovrano decaduto, e che le sue vendette fossero +giustizia. +</p> + +<p> +Se difatti una tale lettera non era scritta nella +piena convinzione che i monarchi di diritto divino +hanno diritto di vita e di morte sui loro sudditi, sarebbe +ancor più di un’amara irrisione del dispotismo, +un insulto del più forte al più debole, e più ancora, +una sfida a Dio. +</p> + +<p> +Ecco la lettera, interamente scritta di pugno del +re, che quasi mai non voleva scrivere. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +«Palermo, 1 maggio 1799. +</p> + +<p> +«Eminentissimo mio. Dopo di aver letta e riletta +e con la massima attenzione considerata quella parte +della vostra lettera del 1 aprile, che riguarda il +piano da formarsi sul destino dei molti rei caduti +e che possono cadere nelle nostre forze, sia nella +provincia, sia quando col divino aiuto ritornerà sotto +il mio dominio la capitale; debbo prima di tutto +dirvi che ho trovato quanto mi scrivete sull’assunto +pieno di saviezza e di quei lumi, intelligenze, ed attaccamento, +delle quali cose mi avete dato, e state +dando indefessamente le più certe e non equivoche +riprove. Vengo quindi a palesarvi quali siano le +mie determinazioni sull’assunto. +</p> + +<p> +«Convengo pienamente con voi che non bisogna +inquirire molto, tanto più che, come molto bene voi +dite, si sono svelati in modo i cattivi soggetti, che +è facile in breve tempo essere al giorno de’ più perversi. +</p> + +<p> +«La mia intenzione e volontà dunque si è che +<span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span> +siano arrestate e cautamente custodite le seguenti +classi di principali rei, cioè: «Tutti quelli del governo +provvisorio, e della commissione esecutiva e +legislativa di Napoli, tutti i membri della commissione +militare e di polizia formata da’ repubblicani, +quelli che sono delle diverse municipalità, e che +hanno ricevuta una commissione in generale dalla +Repubblica o dai Francesi, e principalmente quelli, +che hanno formata una commissione per inquirire +sulle pretese depredazioni da me e dal mio governo +fatte; tutti quelli uffiziali che erano al mio servizio, +e che sono passati a quello della sedicente Repubblica +o de’ Francesi; ben inteso però, che è mia volontà, +che quando i detti uffiziali venissero presi con +le armi alla mano, contro le mie forze o quelle de’ miei +alleati, sieno dentro il temine di 24 ore fucilati, +senza formalità di processo e militarmente; come +egualmente quei baroni, che coll’armi alla mano si +opponessero alle mie forze od a quelle de’ miei alleati; +tutti coloro, che hanno formato o stampato +Gazzette repubblicane, proclami ed altre scritture, +come opere per eccitare i miei popoli alla rivolta, +e disseminare le massime del nuovo governo. Arrestati +egualmente debbono essere gli eletti della città +e i deputati della piazza che tolsero il governo al +passato mio vicario generale Pignatelli, e lo traversarono +in tutte le operazioni con rappresentanze e +misure contrarie alla fedeltà che mi dovevano. «Voglio +che siano ugualmente arrestati una certa Luisa +Molines Sanfelice, ed un tal Vincenzo Cuoco, che +scoprirono la contro-rivoluzione de’ realisti, alla testa +della quale erano i Backer, padre e figli. +</p> + +<p> +«Fatto questo, è mia intenzione di nominare una +<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span> +commissione straordinaria di pochi ma scelti ministri +sicuri, i quali giudicheranno militarmente i principali +rei fra gli arrestati, con tutto il rigor delle +leggi; e quelli che verranno creduti meno rei saranno +economicamente deportati fuori dei miei dominj. E +su questo proposito debbo dirvi, che ho trovato +molto sensato quanto mi avete rappresentato rispetto +alla deportazione, ma bilanciati tutti gl’inconvenienti, +trovo, <i>che val meglio di disfarsi di quelle +vipere, che di guardarle in casa propria</i>, giacchè se io +avessi una isola di mia pertinenza, molto lontana +dai miei dominj del continente adotterei volentieri +il sistema di rilegarveli; ma la somma vicinanza +delle mie isole ai due regni renderebbe possibile +qualunque trama che costoro potessero ordire co’ +scellerati e malcontenti che non si sarà riuscito a +stirpare dai miei stati; d’altronde, i rovesci considerabili, +che i Francesi, grazie a Dio, hanno sofferti, +e che speriamo abbiano maggiormente a soffrire, +metteranno i deportati nell’impossibilità di nuocerci. +Converrà però ben pensare al luogo della deportazione, +ed al modo col quale effettuarla, con sicurezza; +e a questo mi sto ora occupando. +</p> + +<p> +«Riguardo alla commissione, che dovrà giudicare +quelli che sono maggiormente rei, subito che avremo +in mano Napoli, non mancherò di pensarci, contando +per quella capitale farli andare da qui. Rispetto +poi alle province per i luoghi dove voi siete, +può continuare de Fiore, quando voi ne siate contento, +e così crediate. Inoltre, quelli tra gli avvocati +provinciali e regi governatori, che non han +preso partito con i repubblicani, che sono attaccati +alla corona e che sieno persone d’intelligenza, possono +<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span> +venir destinati con tutte le facoltà straordinarie +inappellabili e delegate; non volendo che i ministri +tanto provinciali che della capitale, i quali +hanno servito sotto la Repubblica (anche come voglio +sperare spinti da un’irresistibile necessità) giudichino +i felloni col quali la mia clemenza soltanto +non li situa. Anche per quelli, che non sono compresi +nelle classi che in questa vi ho specificate, vi +lascio la libertà di far procedere con tutto il rigor +delle leggi, quando li giudicherete veri e principali +rei, e che crederete necessario il loro pronto ed esemplare +castigo. +</p> + +<p> +«I ministri togati dei tribunali della capitale, +quando non abbiano accettato commissioni particolari +da’ Francesi e dalla ribelle Repubblica, e non +abbiano fatto che continuare le loro funzioni, di render +giustizia ne’ tribunali ne’ quali sedevano, non +verranno molestati. Queste sono per ora le mie determinazioni, +che v’incarico di fare eseguire nel +modo che giudicherete possibile, e ne’ luoghi nei +quali ne avrete la possibilità. +</p> + +<p> +«Mi riserbo, subito che riacquisterò Napoli, di +fare qualche aggiunta che gli avvenimenti e le cognizioni, +che si acquisteranno, potranno determinare. +Dopo di che, è mia intenzione, seguendo i doveri +di buon cristiano, e di padre amoroso de’ popoli, +di dimenticare interamente il passato, ed accordare +a tutti un intero e general perdono, che +possa rassicurare tutti da ogni traviamento passato, +che proibirò ben anche d’indagarsi, lusingandomi +che quanto hanno fatto sia pervenuto, non da perversità +di animo, ma da timore e pusillanimità. Bisogna +però che le cariche pubbliche nelle province +<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span> +siano soltanto affidate a persone che si siano sempre +ben condotte colla corona, e che in conseguenza +non abbiano mai vacillato, perchè così solo potremo +esser sicuri di conservare quello, che si è riacquistato. +Prego il Signore che vi conservi pel bene +del mio servizio, e per potervi dimostrare in tutti +i tempi le mia vera e sincera gratitudine. Credetemi +intanto sempre lo stesso vostro affezionato, +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Ferdinando B.</span>» +</p> +</div> + +<p> +Si vede bene, non soltanto il re designava le categorie +che intendeva di dover perseguitare, ma designava +anche nominativamente alcuni colpevoli. Ma +ancora diffidando dei giudici in Napoli, annunziava +di volere inviare dei giudici in Sicilia, per fare servire +alla sua vendetta l’odio naturale dei Siciliani +pei Napolitani. +</p> + +<p> +Del resto egli aveva già mandato nella persona +del famoso Speciale, un modello di giustizia; e questo +giudice inaugurò le sue funzioni con una tale +asprezza, da spaventarne lo stesso Troubridge, che +non era poi tanto facile a spaventarsi. +</p> + +<p> +Questo giudice arrivò. Troubridge dopo aver parlato +con lui scriveva a Nelson: +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indr"> +«A bordo del <i>Culloden</i> in vista<br> +di Procida, 13 aprile 1799. +</p> + +<p> +«È giunto il giudice che m’ha fatto l’impressione +della più velenosa creatura che mi sia stato dato di +vedere. Bisogna aver perduto compiutamente la ragione: +dice <i>che sessanta famiglie gli sono indicate</i>, e +che gli occorre assolutamente un vescovo che sconsacri +i sacerdoti perchè possano costoro essere giustiziati. +<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span> +Gli ho detto d’impiccarli prima; chè, se non +crede la forca degradante abbastanza, ben io la +credo tale. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Troubridge</span>.» +</p> +</div> + +<p> +Cinque giorni dopo Nelson ricevette da Troubridge +questa seconda lettera sullo stesso argomento. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +«18 aprile, +</p> + +<p> +«Due giorni or sono, il giudice venne da me ad +<i>offrirmi</i> di profferir sentenza. Solo mi diede ad intendere, +che tal suo procedere non <i>sarebbe del tutto +regolare</i>. Dalla sua conversazione potei comprendere +che le sue istruzioni erano di procedere fino +al termine in un <i>modo sommario</i> e <span class="smcap lowercase">SOTTO DI ME</span>. Gli +dissi che per quest’ultimo punto s’ingannava a partito; +poichè non si trattava di sudditi inglesi. È curioso +il suo modo di fare i processi: al solito, i colpevoli +sono assenti, di maniera che, capite bene, la +faccenda è presto terminata. Quello che chiaro risulta +da tutto ciò, si è che veggo volersi addossare +a noi la parte odiosa dell’affare; ma non è questo +il parer mio, e camminerà diversamente, ve ne +do parola, o sarà malmenato da me, occorrendo. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Troubridge.</span>» +</p> +</div> + +<p> +Infine il 7 di maggio, qualche giorno prima di ricevere +l’avviso di lord S. Vincent che annunziava il +passaggio della flotta francese nello stretto, mise +in agitazione la Sicilia. +</p> + +<p> +Nelson ricevette intorno allo stesso Speciale questa +terza lettera: +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span> +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +«7 maggio 1799. +</p> + +<p> +«Milord, ho avuto or ora un lungo colloquio col +giudice: m’ha detto che avrebbe terminato tutte le +sue operazioni nella prossima ventura settimana, e +che era usanza dei suoi colleghi, e quindi la sua, +di non ritirarsi se non dopo aver condannato: le +sue condanne terminate, ha soggiunto, dovrebbe +immediatamente imbarcarsi sopra un <i>legno da guerra</i> +nostro. M’ha detto ancora che, mancando il vescovo +per sconsacrare i preti, si mandassero costoro in +Sicilia ond’esservi sconsacrati per ordine del re, e +quindi ricondurli qui, per impiccarli. <i>Un vascello inglese +per questa bisogna</i>. Oibò! E dimandarmi un impiccatore; +ah! in quanto a questo ho rifiutato ricisamente. +Se non si può trovare un boia qui, se ne +mandi uno da Palermo. Veggo lo scopo. Uccideranno +essi, ed il sangue ricadrà su di noi. Non si ha idea +della procedura di questi uomini, nè come si fanno +le deposizioni dei testimoni — quasi sempre, i colpevoli +non compariscono innanzi al giudice che per +sentirsi condannare. Ma il nostro giudice vi trova +il suo conto, perchè la maggior parte dei condannati +è molto ricca. +</p> + +<p> +«Del resto ho la coscienza tranquilla adesso, rispetto +a Caracciolo. Egli è senz’altro un <i>giacobino</i>. +Vi mando una sua lettera che non lascia alcun dubbio +a questo riguardo. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Troubridge</span>.» +</p> +</div> + +<p> +Consacro l’intiero capitolo a citare le lettere del re +e di Troubridge, per separare in questo grande massacro, +in cui sono accusata di aver messo mano, la +parte di ciascuno. Mi confesso colpevole, e ben colpevole +<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span> +oggi che dopo dodici o quattordici anni di +tempo veggo passarmi dinanzi alla mente gli uomini +e gli avvenimenti, ma io non mi confesso colpevole +che della mia parte di colpa. +</p> + +<p> +Queste colpe sono delitti? la bilancia è nelle mani +di Dio, egli giudicherà. +</p> + +<p> +Intanto riprendiamo gli avvenimenti dove li abbiamo +lasciati, vale a dire nel momento in cui Nelson, +disperato di avermi lasciato, incrocia innanzi +a Maretimo, ove la corte di Palermo trema di vedere +sbarcare i Francesi in Sicilia, e dove Ruffo seguitando +il suo cammino trionfale, non è che a poche +giornate da Napoli. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span></p> + +<h2>IX.</h2> +</div> + +<p> +I giorni 25, 26, 27, e 28 di maggio trascorsero in +continue agitazioni. +</p> + +<p> +Al 29 fummo allarmati; si vide apparire dalla parte +di Marsala una flotta che si credette da principio +che fosse la flotta riunita franco-spagnuola. Ma appena +in vista del porto fu inalberata la bandiera +rossa, e si riconobbe che era Nelson che tornava +colla sua squadra. +</p> + +<p> +Si fecero tosto attaccare i cavalli, e la regina, sir +William ed io salimmo in carrozza e andammo verso +la marina. +</p> + +<p> +Nelson da parte sua non perdette un momento, e +appena ebbe gettato l’ancora, discese nella sua lancia +e venne a terra. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span> +</p> + +<p> +Al modo che la regina si volse verso di lui e gli +strinse la mano ho potuto conoscere che il timore +è un sentimento tanto forte quanto l’amore. +</p> + +<p> +Nelson salì in carrozza e lo conducemmo a palazzo. +</p> + +<p> +In quegli otto o dieci giorni di crociera Nelson +non aveva veduto nemmeno una vela della flotta +francese. Era sua opinione che dessa si fosse diretta +senza dubbio a Tolone per prendere rinforzi. +</p> + +<p> +Richiamò specialmente la nostra attenzione sul +suo ritorno che aveva, diceva egli, per iscopo di +rassicurare la regina. Ma la sua unica mano stringendo +la mia, mi dava a divedere che egli era ritornato +soltanto per me. +</p> + +<p> +S’informò se avevamo ricevuto qualche notizia +da Napoli. Noi non sapevamo che delle notizie vaghe, +ma erano per altro buone. I Napolitani condotti +da Caracciolo, che riunì una flottiglia di piccole +barche, avevano tentato di approfittare dell’assenza +di Nelson e del grosso della sua flotta per riprendere +le isole; ma dopo un combattimento accanito +contro il <i>Seahorse</i> comandato dal capitano +Footh, e la <i>Minerva</i> l’antica fregata di Caracciolo +comandata dal conte di Turn, Caracciolo e la sua +flottiglia erano stati respinti. +</p> + +<p> +Nello stesso giorno Nelson ricevette una lettera +dal capitano Footh che portava in fine questa poscritta. +</p> + +<p> +«Trenta giacobini sono stati impiccati ieri verso +il dopo pranzo. E il bastimento che vi reca questa +notizia ha a bordo tre preti condannati, che invio +a Palermo per essere sconsacrati, e che saranno +impiccati al loro ritorno.» +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span> +</p> + +<p> +Al 6 giugno, la squadra di lord Nelson fu rinforzata +dall’arrivo a Palermo del <i>Fulminante</i>, vascello +di 80 cannoni destinato a diventare, in luogo del +<i>Vanguard</i>, il vascello ammiraglio; era seguito dal +<i>Leviathan</i> che portava la bandiera del Vice-ammiraglio +Duckworth, dal <i>Maestà</i>, e dal <i>Nortumberland</i> levati +dalla flotta di lord S. Vincent. +</p> + +<p> +L’8 giugno fu un giorno di festa: lord Nelson +trasportò la sua bandiera dal <i>Vanguard</i> sul <i>Fulminante</i>; +fece passare con lui su questo vascello il capitano +Hardy, cinque luogotenenti, il chirurgo, il +cappellano e molti marinai. +</p> + +<p> +Si decise che in quel giorno Nelson riprenderebbe +il comando della flotta e tenterebbe una spedizione +contro Napoli. Il principe ereditario, vergognoso di +non aver fatto ancor nulla per riconquistare il suo +retaggio, si decise finalmente di partire con Nelson, +che annunziò che, se il re volesse dargli delle istruzioni, +egli metterebbe vela al primo vento favorevole. +</p> + +<p> +Il re, e la regina e sir William passarono la notte +a redigere per lord Nelson le seguenti istruzioni. +Esse davano carta bianca a Nelson, ma nello stesso +tempo il re e la regina gli raccomandarono a voce +di non trattare coi ribelli, e la regina gli mostrò la +copia di una lettera che scriveva al cardinale Ruffo, +incaricandolo di dare a Nelson l’estratto seguente. +</p> + +<p> +Tradussi letteralmente il passo in inglese, perchè +Nelson fosse perfettamente istruito dalle intenzioni +della regina, che come sempre, erano quelle del re. +</p> + +<p> +«Desidero ardentemente di conoscere la presa di +Napoli, e quali negoziazioni siansi prese con S. Elmo +e col suo comandante francese; ma, ve ne prego, +<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span> +nessun patto colle navi ribelli, alle quali il re perdonerà +nella sua clemenza, diminuendo loro la pena +per un effetto della sua bontà. Non bisogna mai e +sotto nessun pretesto capitolare nè trattare coi sudditi +ribelli, che sono all’agonia, e che volendo far +male non lo potrebbero, essendo presi a quest’ora +come sorci nella trappola. Voglio ben perdonare a +loro se sarà necessario per il bene dello Stato; ma +venire a patti, scendendo tanto basso con quei miserabili, +mai.» +</p> + +<p> +Si vede che con tali istruzioni, Nelson non aveva +che una sola cosa da fare, eseguirle, o non incaricarsi +della spedizione: ma essendo questa fatta al +contrario nel doppio scopo di riconquistare Napoli +e di vendicare la dinastia, il re dava cognizione a +Nelson di ciò che scriveva a Ruffo ed in cui gli diceva: +</p> + +<p> +«Mi si assicura che voi avreste detto a qualcuno, +che se i castelli di Napoli si arrendono, voi permettereste +a tutti i ribelli di uscire incolumi, anche +Caracciolo, Manthonnet ecc. ecc. Questa cosa, Eminentissimo +mio, non la crederò giammai, perchè +Dio ci vieta di lasciare in vita queste vipere velenose, +specialmente Caracciolo che conosce tutti i +piccoli buchi dei nostri porti e potrebbe farci il più +gran male! +</p> + +<p> +Del resto circa a Caracciolo la regina non era soltanto +d’accordo col re, ma fu dessa che aveva avuto +quell’ispirazione di odio mortale. +</p> + +<p> +In una lettera scritta il giorno prima, in cui il re +scriveva la sua e si esprimeva presso a poco in +questi termini: +</p> + +<p> +«Fra i colpevoli scellerati, il solo che voglio che +<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span> +a qualunque prezzo non vada in Francia è l’indegno +Caracciolo, questi, tre volte ingrato, che conosce +tutti gli angoli del nostro litorale di Napoli e di +Sicilia, che potrebbe, se sfuggisse alla nostra giustizia, +suscitarci molti nemici, ed anche compromettere +la sicurezza del re.» +</p> + +<p> +Lo si vede, l’ordine è positivo, e Nelson non aveva +che una cosa da fare: obbedire ad ordini positivi, o +rinunziare alla spedizione. +</p> + +<p> +Al giovedì, 12 giugno, lord Nelson non era ancora +deciso, e la regina allora impiegando su di lui il +suo mezzo ordinario di pressione, mi dettò questa +lettera per lui: +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +«Giovedì 12 giugno sera. +</p> + +<p> +«Ho passato la sera colla regina che è veramente +disperata, e dice che quantunque il popolo +di Napoli sia in generale pei suoi legittimi sovrani, +le cose non potrebbero essere ridotte allo stato di +tranquillità e di subordinazione se non quando Nelson +e la sua flotta si presenteranno innanzi a Napoli. +È perciò che essa vi prega, v’impegna, vi scongiura, +mio caro lord, di far tutto il possibile per +andare a Napoli. Per l’amor di Dio, pensateci, riflettete +ed agite. Noi verremo anche con voi se lo +volete. Sir William è ammalato, io pure sono ammalata; +ciò mi rimetterà in salute. +</p> + +<p> +«Sempre, sempre la vostra sincerissima +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Emma Hamilton</span>.» +</p> +</div> + +<p> +Due giorni prima, inviandogli le istruzioni che +leggeremo in seguito, il re scriveva a lord Nelson, +che egli era già pronto a mettere alla testa dei +<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span> +suoi generali il principe ereditario, e che lo confidava +a lui, Nelson, contando interamente e completamente +sul di lui zelo, sul di lui servizio e sul di lui attaccamento +alla sua persona e famiglia: attaccamento di +cui egli avea date prove così numerose: malgrado +tutto ciò, Nelson aveva resistito; ma egli non sapeva +rifiutarmi nulla, la mia lettera lo decise, e nella +notte mi fece rispondere che al giorno seguente il +principe ereditario poteva recarsi a bordo. +</p> + +<p> +Difatti al 13 il principe ereditario venne a bordo +del Fulminante; noi tutti lo accompagnammo, il re, +la regina, molti personaggi della famiglia reale, +ed io. +</p> + +<p> +Lo stendardo reale fu subito inalberato, e nel momento +in cui lo si inalberava si tirarono i 21 colpi +di cannone; a mezzodì scendemmo dal Fulminante +lasciando a bordo il principe ed il suo seguito. +</p> + +<p> +Nelson mise alla vela subito dopo la nostra partenza. +</p> + +<p> +Il giorno seguente, venerdì 14, alle quattro del +mattino, fu raggiunto dai vascelli di Sua Maestà +Britannica, il <i>Powerfull</i> e il <i>Bellerofonte</i>, che venivano +ad annunziargli da parte di lord Keith che la +flotta francese, forte di ventidue legni, era stata segnalata +sulle coste d’Italia. Nelson che ne avea con +lui soltanto sedici, e di second’ordine, con pochi uomini +non credette opportuno di esporre il principe +ereditario alla sorte di un combattimento, che raddoppiava +la sua responsabilità. Riprese immediatamente +la via di Palermo, e sbarcò nello stesso giorno +il principe con tutti i suoi bagagli, le munizioni e +le truppe; riprese poscia il mare e si diresse a Maretimo, +sperando di essere raggiunto dall’<i>Alessandro</i> +<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span> +e dal <i>Goliath</i>, i cui capitani doveano recarsi al +blocco di Malta, giusta gli ordini che avevano ricevuto +otto giorni prima. +</p> + +<p> +Al 18 giugno era innanzi a Maretimo in mare, e +credeva di dover combattere colla flotta francese, +perchè rispose al capitano Footh, che gli annunziava +l’avvicinarsi dei Russi e del cardinal Ruffo, e la presa +probabile di Napoli, di venire, se Napoli fosse preso, +a raggiungerlo innanzi a Maretimo col <i>Seahorse</i>, +la <i>Mutine</i> ed il <i>Perseo</i>, lasciando soltanto per la +guardia delle isole e della baia di Napoli le navi napoletane +col <i>Buldog</i> e il <i>S. Leone</i>: del resto, aggiungeva, +che se il capitano Footh credesse pericoloso +di lasciar Napoli, gli lasciava la libertà intiera di +agire a suo talento. Nello stesso giorno, vale a dire +il 18 giugno, l’<i>Alessandro</i> ed il <i>Goliath</i> lo raggiunsero, +in fine due giorni dopo un dispaccio di lord +Keith invitava lord Nelson a ritornare a Palermo a +prendervi gli ordini del re e di condurre la squadra +nella baia di Napoli, ove supponeva che si dirigerebbe +la flotta francese. +</p> + +<p> +Durante quest’assenza, erasi convenuto fra la regina +e me che, per non lasciar raffreddare lo zelo di +Nelson, non si sarebbe già imbarcato il principe ereditario, +ma io e sir William. +</p> + +<p> +Alle nove del mattino si segnalò l’arrivo della +flotta; a mezzodì entrò nella baia di Palermo, ma +non gettò l’áncora. Nelson scese a terra nel momento +in cui noi arrivavamo alla marina. La regina, sir +William, ed io, lo prendemmo nella nostra carrozza +e lo conducemmo dal re, ove ebbe con lui una conferenza +di tre ore. +</p> + +<p> +Uscendo, lord Nelson ci trovò pronti a partire, sir +<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span> +William ed io; mise un ginocchio a terra davanti +alla regina, e le giurò che i suoi voleri sarebbero +letteralmente eseguiti. La gioia di averci compagni, +che non poteva esprimere innanzi a mio marito, si +trasformò in entusiasmo per la causa della regina; +un suo sguardo mi fece comprendere che egli s’inginocchiava +innanzi a me, e che la mano che baciava +era la mia. +</p> + +<p> +Prendemmo congedo dalla regina; mi tenne molto +tempo stretta al suo cuore; la sua ultima parola fu +quella di Carlo I: +</p> + +<p> +— Remember. +</p> + +<p> +Il re consegnò a Nelson le sue istruzioni in data +del 10; e siccome formano un complesso con quelle +date a Ruffo, che sono poco conosciute, e spiegano, +se non la scusano, la condotta di Nelson, le riporteremo +qui. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="center"> +«<i>Istruzioni date dal re Ferdinando Borbone +a Sua Signoria lord Nelson</i> +</p> + +<p class="indl"> +«Valorosissimo lord Nelson, +</p> + +<p> +«Le differenti notizie che mi giungono di Napoli +richiedono una pronta risoluzione, e le presenti circostanze +di questo regno e della mia famiglia m’impediscono, +stogliendomi, di lasciarla, dovendo prender +cura della loro salute e della loro difesa; ripongo +tutta la mia speranza nel voto di riconquistare quella +capitale, mediante il possente aiuto delle forze inglesi +poste sotto i vostri ordini. Quanto vi ha di +buono e di leale fra gli abitanti desidera di spezzare +il giogo che gli è stato imposto per tradimento. Una +gran parte del popolo qui non può tranquillamente +<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span> +vedere avvicinarsi le truppe del cardinale Ruffo, e +osservare i successi nelle provincie dei diversi capi +che si sollevano in favore della religione e della Corona, +senza ardere dal desiderio di unire i loro sforzi, +nello stesso scopo delle province. +</p> + +<p> +«Gli sforzi dei miei uffiziali non bastano più (forse) +a trattenere l’ardore che li spinge; perchè i Napolitani +debbono aspettare l’arrivo delle truppe di linea +che organizzo ed i soccorsi, che come sapete, +attendo dai miei buoni alleati, per poter agire insieme +con grande sicurezza e colla maggior energia +a liberare l’oppressione del regno di Napoli. +</p> + +<p> +«Bisogna evitare che una insurrezione scoppii intempestivamente +nella capitale, per isfuggire alla +sventura di perdere tanti fedeli sudditi che diverrebbero +vittima del furore del ribelli. Ho pensato +quindi di riunire una soldatesca di linea sufficiente, +perchè, senza indebolire di più il regno, possa aiutare +i differenti corpi, che esistono già nelle isole +del Cratere, e secondo le disposizioni del popolo, +aspettando le forze straniere, che coopereranno con +esse al ristabilimento completo dell’ordine. Però questa +misura senza la vostra importante assistenza e +direzione non può produrre il risultato necessario; +ho dunque ricorso a voi, mylord, per ottenere l’uno +e l’altro, acciocchè (se Dio benedice i vostri sforzi +ed i nostri) il regno essendo prontamente liberato +dal flagello che lo ha afflitto, io possa essere in grado +di corrispondere agl’impegni assunti, come mi prescrivono +il mio dovere e la mia ragione. Epperciò +vi trasmetto copia delle istruzioni, che do ai generali +in capo, e che manderò a quelli del continente, +alla cui testa ho posto mio figlio, e per la quale io +<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span> +conto sulla vostra amichevole assistenza, di modo +che, i suoi primi passi nella critica carriera in cui è +entrato, possano essere guidati dai vostri saggi avvisi, +chiedendovi non solamente di aiutarlo coi vostri +possenti soccorsi, ma di agire principalmente +in modo che le vostre forze siano i veri mezzi, i +veri sostegni sui quali possa far riposare le mie +speranze, come devono anche essere la mia salvezza. +</p> + +<p> +«L’intenzione, come voi me lo fate osservare, di +rispettare l’ordine e la tranquillità a Napoli col possesso +della capitale, servendosi di uomini devoti alla +buona causa, non potrebbe aver effetto che con questa +speranza da me vagheggiata in questo momento; +quando non fossi inoltre obbligato d’incoraggiare +e approfittare del buon volere del popolo, con prudenti +mezzi, visto che queste buone intenzioni potrebbero +raffreddarsi ed il popolo diventar vittima +della sua devozione. La flotta potente e distinta colla +quale voi sosterrete la spedizione, mi permette di +sperare questo felice risultato, che da essa esclusivamente +dipende, e di aver confidenza, che, senza +nuocere alle più grandi operazioni che voi avete costantemente +in vista pel bene di tutti, voi mi salverete, +e con me tutta la Sicilia: e come chiedo, +aggiungendo a questo servizio essenziale un altro +importantissimo, che voi mi avete reso con tanto +zelo e di cui vi sarò riconoscente per tutta la vita. +</p> + +<p> +«Mi lusingo che senza fare del male alla capitale, +i ribelli cederanno, come pure il nemico che occupa +ancora S. Elmo, a misura che saranno presi. In conseguenza, +quando (dopo aver pesato ogni considerazione, +che possa aver riguardo alla vostra squadra, +<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span> +e la destinazione per la quale è forse richiesta +pel bene generale, come per le particolari mie circostanze) +stimerete opportuno di dover impiegare +le attuali e potenti vostre forze, per fare effettivamente +ritornare al dovere gli oppressori ostinati del +mio popolo, (napolitano) e per estirpare, come urge, +quest’orda di malfattori, voi potete usare tutti i +mezzi proprii ad ottenere questo scopo tanto necessario. +</p> + +<p> +«Io conto, mylord (e lo ripeto con piacere e con +particolare soddisfazione), interamente e completamente +sul grande zelo pel mio servizio, all’attaccamento +per la mia persona e per la mia famiglia, che +voi mi avete dimostrato tanto lealmente con fatti, +pei quali vi sarò infinitamente riconoscente ed obbligato. +Nello stesso tempo prego l’Onnipotente di +avervi e di conservarvi, mylord, nella sua santa custodia. +</p> + +<p class="indl"> +«Palermo, 10 giugno 1799. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Ferdinando B.</span>» +</p> +</div> + +<p> +Andammo dapprima a bordo del <i>Fulminante</i>, ove +lo attendea vicino il cutter di lord S. Vincent; colà +Nelson seppe da una lettera di sir Allan Gardner, +che navigava nel Mediterraneo con 16 legni, che la +flotta francese seguita da lord Keith, era stata veduta +nel golfo della Spezia. +</p> + +<p> +Nelson ordinò di far acqua, poi andammo tutti e +tre a pranzare a bordo del Serapide comandato dal +capitano Duncan. +</p> + +<p> +Alla sera c’imbarcammo, e il giorno dopo, essendosi +fatte le provvigioni d’acqua, prendemmo il +largo. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span></p> + +<h2>X.</h2> +</div> + +<p> +Tutta la giornata appresso, era domenica, scorse +senza vedere una sola vela; il tempo era bello, e il +vento favorevole; passammo le isole, e al lunedì, 24, +all’alba, incontrammo uno schifo napolitano che ci +supplicò di dargli dell’acqua; un’ora dopo, vedemmo +venir verso di noi un brick che l’ammiraglio Nelson +riconobbe per la <i>Mutine</i>. +</p> + +<p> +Gli fece il segnale di accostare, il canotto fu messo +in mare e si diresse verso di noi; il capitano Hoste +salì sul <i>Fulminante</i>. +</p> + +<p> +Il capitano Hoste era latore di un trattato convenuto +fra il cardinal Ruffo, il generale delle truppe +russe e il comandante delle truppe turche, il capitano +Footh del <i>Seahorse</i> e i Francesi di castel S. Elmo, +<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span> +e i ribelli di castel Nuovo e di castel dell’Uovo. +</p> + +<p> +Apprendendo da quella notizia che si era fatto un +trattato coi ribelli, cosa che era contraria agli ordini +delle Loro Maestà Siciliane, Nelson diventò livido +per la collera, inviò con un piccolo bastimento-posta +il trattato, chiuso sotto quattro suggelli, a Palermo, +scrivendo al re ch’egli non s’inquietava per +questi trattati che non sarebbero mantenuti; e dopo +aver udito dal capitano Hoste quanto aveva saputo +di questi trattati, gli ordinò di salire a bordo della +<i>Mutine</i>, e di ritornare con lui a Napoli. +</p> + +<p> +Ci rimettemmo in viaggio. Nelson giurava innanzi +a Dio e agli uomini che un trattato, che considerava +come infamante per la dinastia, non si sarebbe eseguito. +</p> + +<p> +Il vento era favorevole, e passammo ben presto +Capri, e ci avanzavamo a gonfie vele verso Napoli. +</p> + +<p> +Nelson era disceso nella sua cabina, e colla più +grande agitazione scrisse al cardinale la nota seguente: +</p> + +<div class="blockquote"> +<p> +«Ecco la mia opinione prima di aver letto il trattato +di armistizio, e sul semplice rapporto che mi è +stato fatto. +</p> + +<p> +«L’armistizio, a quanto suppongo, porta, che se i +Francesi ed i ribelli non sono soccorsi entro ventun +giorni, a partire da quello in cui è stato segnato +l’armistizio, essi avranno diritto di evacuare Napoli, +il che sarebbe un’onta per S. M. Siciliana e un +trionfo per essi. +</p> + +<p> +«Ogni armistizio riserva a ciascuna parte il diritto +di ricominciare le ostilità, dando, ad un’epoca fissata +dalle parti contraenti, la facoltà di denunziare +<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span> +la fine dell’armistizio. Suppongo che il cardinale +creda che colle truppe che dispone non avrà in 21 +giorni il potere di cacciare i Francesi dal forte di +S. Elmo, ed i ribelli da castel Nuovo e dell’Uovo; i +Francesi ed i ribelli da parte loro pensano, che se +non sono soccorsi in 21 giorni, saranno trasportati +su qualche punto, ove potranno ricominciare le loro +trame diaboliche contro Sua Maestà di Sicilia, la +pace del regno e la tranquillità dei suoi fedeli sudditi, +e questi nemici e questi ribelli saranno protetti +dalla flotta stessa di S. M. Siciliana, e da quella +del suo fedele alleato il re della Gran Brettagna? +</p> + +<p> +«Per Dio, ciò sarebbe troppo! Evidentemente questo +contratto implica, che ciascun partito abbia per +sè delle speranze di ricevere soccorsi, e intanto rimane +lo <i>status quo</i>; ma dal momento che l’una o +l’altra delle due parti riceve dei soccorsi, il contratto +diventa nullo e senza effetto. È evidente che se invece +della flotta inglese, fosse venuta la flotta francese +nella baia di Napoli, i Francesi ed i ribelli non +osserverebbero un momento l’armistizio, e l’ammiraglio +francese direbbe semplicemente: — No. — Io +non sono venuto qui per osservare, ma per agire; +così dice l’ammiraglio inglese, e dichiara sul suo +onore che l’arrivo d’una flotta, sia britannica o francese, +rompe il trattato: quella flotta, qualunque fosse, +non può resistere inattiva. +</p> + +<p> +«Però l’ammiraglio inglese propone al cardinale +di fare sapere, in nome di loro due, ai ribelli ed ai +Francesi, che l’arrivo della flotta britannica ha completamente +distrutto il trattato, come avrebbe fatto +la flotta francese se avesse potuto, e, grazie al cielo, +non è nulla venire a Napoli. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span> +</p> + +<p> +«Però, acconsente di dare due ore ai Francesi per +rendere castel S. Elmo ai fedeli sudditi di Sua Maestà +di Sicilia e alle truppe dei suoi alleati, alla condizione +che i Francesi si ritirerebbero in Francia senza +essere prigionieri di guerra: che in quanto poi ai +traditori ed ai ribelli, nessun diritto esiste fra essi +ed il loro grazioso Sovrano; essi debbono in conseguenza +confidare senz’altro nella sua clemenza, non +potendosi accordar loro diverse condizioni, non avendo +i Francesi il diritto di comprenderli nella loro capitolazione: +tutto dovrà compiersi nel tempo sovrindicato, +vale a dire due ore pei Francesi, e all’istante +pei ribelli. +</p> + +<p> +«Che si affrettino di accettare, o altrimenti non +sarà più loro offerta una capitolazione così favorevole. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">O. Nelson.</span> +</p> + +<p> +«<i>Fulminante</i>, Napoli, 24 giugno 1799. +</p> +</div> + +<p> +Da parte sua sir William scriveva in francese, lingua +che il cardinale parlava benissimo, la lettera +seguente, nel caso in cui il cardinale non comprendesse +l’inglese, o non avesse nessuno per spiegarglielo. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p> +«A bordo del <i>Fulminante</i>, 24 giugno 1799, 3 ore +dopo mezzodì, nel golfo di Napoli. +</p> + +<p class="indl"> +«<span class="smcap">Eminenza</span>, +</p> + +<p> +«Milord Nelson mi prega d’informare l’Eminenza +Vostra che ha ricevuto dal capitano Footh, comandante +la fregata <i>Seahorse</i>, una copia della capitolazione +che Vostra Eminenza ha giudicato dover fare +<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span> +coi comandanti di S. Elmo, del castel Nuovo e del +Castel dell’Uovo; — che egli disapprova intieramente +tali capitolazioni, e ch’è risoluto a non rimaner neutro +colla forza imponente che ha l’onore di dirigere, — che +ha spedito a V. Eminenza i capitani +Troubridge e Ball, comandanti i vascelli di S. M. +Britannica, il <i>Culloden</i> e l’<i>Alexander</i>. I capitani son +benissimo informati de’ sentimenti di Milord Nelson, +ed avran l’onore di farli conoscere all’Eminenza V. +Milord spera che il signor cardinale Ruffo sarà della +stessa sua opinione, e che domani, allo spuntar del +giorno, potrà agire d’accordo con Sua Eminenza. +</p> + +<p> +«Il loro scopo non può essere che lo stesso, cioè +ridurre il comun nemico, e sottomettere alla clemenza +di S. M. Siciliana i sudditi ribelli. +</p> + +<p class="indl"> +«Ho l’onore di rassegnarmi, +</p> + +<p class="indl"> +«Di Vostra Eminenza, +</p> + +<p class="indr"> +<i>Umil. ed obbed. servo</i> +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">W. Hamilton</span>. +</p> + +<p class="indl"> +«<i>Inviato straordinario e plenipotenziario +di S. M. Britannica presso S. M. Siciliana</i>.» +</p> +</div> + +<p> +Mentre lord Nelson scriveva la sua nota, e sir William +questa lettera, il bastimento camminava in +modo che non eravamo più che a due o tre miglia +dalla baia; e ne avvenne che quando lord Nelson +risalì sul ponte vide ciò che non aveva potuto vedere +a motivo della distanza, vale a dire le bandiere +parlamentari che sventolavano sui castelli dei Francesi, +dei ribelli, e sul vascello inglese il <i>Seahorse</i>. +</p> + +<p> +Quella vista portò la sua collera al colmo. Fece +un segnale per richiamare a lui il <i>Culloden</i> e l’<i>Alessandro</i> +<span class="pagenum" id="Page_100">[100]</span> +fece salire al suo bordo i capitani Troubridge +e Ball, che li comandavano, consegnò loro la sua +nota e la lettera di sir William, ed ordinò, prima +che il <i>Fulminante</i> gettasse l’áncora, che scendessero +in una lancia e a forza di remi si portassero al +ponte della Maddalena, per consegnare le due carte +al cardinale Ruffo. +</p> + +<p> +Spinti da dodici vigorosi rematori, i due capitani +approdarono al ponte della Maddalena, e trovarono +il cardinale Ruffo che li aspettava; con un cannocchiale +egli aveva seguito tutte le manovre del <i>Fulminante</i>, +aveva veduto la barca distaccarsi dal bastimento, +e vogare verso terra. +</p> + +<p> +Gli uffiziali gli consegnarono i due plichi, ma esso +comprese poco o nulla la nota di Nelson, e avendo +letta la lettera di sir William, credette che Nelson +disapprovasse la capitolazione per la sola ragione +che Napoli fosse stata attaccata senza che si aspettasse +l’arrivo della squadra inglese, come era stato +convenuto, quando il principe ereditario doveva presiedere +a quell’attacco. +</p> + +<p> +Allora pensò che una visita personale a bordo del +<i>Fulminante</i>, visita nella quale spiegherebbe all’ammiraglio +i motivi di urgenza che gli avevano fatto +attaccare Napoli, concilierebbe tutto; scese nella +barca dei capitani Troubridge e Ball e abbordò al +<i>Fulminante</i>, sul quale il suo arrivo fu salutato da 13 +colpi di cannone. +</p> + +<p> +Nelson l’aspettava dall’alto della casa con sir William, +il quale, parlando egualmente bene il francese +e l’italiano, ricevette Ruffo, gli fece gli onori +del vascello, e lo condusse nella cabina ove io era +rimasta. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span> +</p> + +<p> +Il cardinale, scorgendomi, fece un movimento; +egli sapeva che la regina non l’amava, e che io divideva +con essa tutti i suoi sentimenti di simpatia +e di antipatia. +</p> + +<p> +Lo salutai freddamente, si scambiarono i complimenti +di uso, ed il cardinale cominciò in eccellente +francese a raccontare gli avvenimenti del 13 e del +14 giugno che lo avevano condotto alla capitolazione. +</p> + +<p> +Lord Nelson insistette a non voler vedere nel +trattato che un’amnistia; ma Ruffo espose gli uni +dopo gli altri tutti gli articoli, e dimostrò che non +era un armistizio, nè una sospensione di armi; +ma un vero trattato, che non potrebbero rompere +nè l’arrivo della flotta francese, nè l’arrivo della +flotta inglese; e la cosa era tanto vera che alla +prima vista i patriotti (si sa qual era il nome che +il cardinale dava ai ribelli), presero la flotta inglese +per la flotta franco-spagnuola; alcuni chiedevano +che l’arrivo di questi soccorsi muterebbe +qualche cosa alla capitolazione; e che la maggioranza +aveva deciso quasi unanimemente, che la +firma era valevole e che il trattato doveva essere +mantenuto. +</p> + +<p> +Sir William traduceva a Nelson le parole di Ruffo +mano mano che gli uscivano di bocca, e quegli, +ascoltandolo con impazienza, e udendolo dire che +una capitolazione conchiusa doveva essere lealmente +eseguita, diede in uno scoppio di rabbia, e +gridò: +</p> + +<p> +— Eh signore! I sovrani non trattano coi loro +sudditi. +</p> + +<p> +— È vero, milord, rispose il cardinale, non capitolare +<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span> +è meglio; ma dopo aver capitolato sono obbligati +ad uniformarsi ai trattati. +</p> + +<p> +Poi volgendosi verso sir William. +</p> + +<p> +— Non è questo anche il vostro avviso, signore? +</p> + +<p> +E siccome sir William rispondeva invece che era +dell’avviso di Nelson, il cardinale vide che la cosa +era più seria di quanto l’aveva creduta. Allora si +alzò e disse che i Russi ed i Turchi essendo intervenuti +nel trattato, non poteva rispondere solo alle +obbiezioni di lord Nelson. +</p> + +<p> +E prendendo commiato, si fece condurre a terra. +</p> + +<p> +Di ritorno al suo quartier generale, il cardinale +fece venire, a quando ci fu detto poi, il ministro +Micheroux, il comandante Baillie ed il capitano +Achmet; mandò a cercare il capitano Footh, ma +Nelson ebbe cura di allontanarlo inviandolo a Procida. +</p> + +<p> +Nelson poi scrisse immediatamente al contr’ammiraglio +Duckworth: +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +«25 giugno 1799. +</p> + +<p class="indl"> +«Mio caro ammiraglio, +</p> + +<p> +«Vi dirò che il cardinale ed io incominciamo ad +essere di un avviso completamente opposto. Egli +vuole mandare i ribelli a Tolone, ed io non voglio +che vadano; egli pensa che val meglio salvare le +case di Napoli che l’onore dei suoi sovrani. Troubridge +e Ball sono andati a portargli la mia dichiarazione +riguardo ai ribelli che persiste a chiamare +patriotti, — quale prostituzione di questa parola! — Manderò +Footh a Procida a prendere le cannoniere. +Vorrei che tutti i vascelli della flotta non fossero +più di due nodi l’uno dall’altro; vi manderò uno +schizzo dell’ancoraggio a quaranta braccia d’acqua; +<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span> +il <i>Fulminante</i> deve essere il vascello ammiraglio; se +la flotta francese mi fa il favore di una visita, prenderò +la mia posizione del centro.» +</p> +</div> + +<p> +Intanto il cardinale aveva tenuto consiglio, ed era +stato non soltanto deciso che si mantenesse la capitolazione, +ma ancora che se Nelson si ostinasse a +romperla, si tenterebbe con tutti i mezzi di salvare +i ribelli. +</p> + +<p> +Tutta la sera, la notte e la mattina del giorno seguente, +era un continuo andare e venire dal quartier +generale al <i>Fulminante</i>, e dal <i>Fulminante</i> al quartier +generale, senza che la questione facesse un +passo di più; ciascuno stette fermo nella sua volontà. +</p> + +<hr class="tbs"> + +<p> +Alla mattina del 25 Nelson compilò questa dichiarazione, +diretta al Giacobini di castel dell’Uovo. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +«Baia di Napoli, 25 giugno 1799. +</p> + +<p class="indl"> +«<i>A bordo del Fulminante, vascello di S. M. B.</i> +</p> + +<p> +«Il contr’ammiraglio lord Nelson, cavaliere baronetto, +comandante in flotta di S. M. Britannica, previene +i ribelli sudditi di S. M. Siciliana chiusi in castel +dell’Uovo e castel Nuovo, che non permette loro +nè di lasciar quella piazza, nè d’imbarcarsi. Essi +debbono soltanto arrendersi alla discrezione di S. M. +Siciliana.» +</p> +</div> + +<p> +Nelson fece proclamare la sua decisione; una +barca approdò al castel dell’Uovo, e l’araldo la lesse +ad alta voce; ma il comandante del castello salì +sulle mura e gli gridò: +</p> + +<p> +— Al largo, presto, presto, presto, o faccio tirare +su di voi; vi è un trattato e lo faremo osservare. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span> +</p> + +<p> +Nelson, sempre furioso, scrisse sopra la nota che +egli aveva mandato al cardinale e che costui gli +aveva retrocesso: +</p> + +<p> +«Letta, spiegata al cardinale, e ricusata da lui.» +</p> + +<p> +All’annunzio della pubblicazione o piuttosto dell’intimazione +che Nelson aveva fatto ai repubblicani, +il cardinale Ruffo credette di dover rispondere, prendendo +anch’egli un’attitudine risoluta. +</p> + +<p> +Scrisse quindi questo viglietto all’ammiraglio: +</p> + +<div class="blockquote"> +<p> +«Se lord Nelson non vuole riconoscere il trattato +della capitolazione dei castelli di Napoli, al quale, +fra gli altri contraenti, intervenne solennemente un +uffiziale inglese a nome del re della Gran Brettagna, +resta a lui solo tutta la responsabilità; se va impedita +la esecuzione di tal trattato, il cardinale F. Ruffo +rimetterà il nemico nello stato in cui si trovava +prima del trattato medesimo; finalmente ritirerà le +sue truppe dalle posizioni posteriormente occupate +e si trincererà con tutta la sua armata, lasciando +che gl’Inglesi, colle proprie forze, vincano il nemico.» +</p> +</div> + +<p> +Ricevendo questo viglietto che esponeva così nettamente +la questione, Nelson si ritirò nella cabina +con Sir William, e uscì tenendo in mano il viglietto +seguente; il messaggiero del cardinale ricevette nello +stesso tempo l’originale inglese, colla traduzione +fatta da sir William. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +«<i>Fulminante</i>, 26 giugno 1779. +</p> + +<p> +«Il contr’ammiragllo lord Nelson, arrivato il 24 +giugno nella baia di Napoli, avendo trovato un trattato +firmato dai ribelli, espresse la sua opinione, che +<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span> +questo trattato non possa essere messo in esecuzione, +senza la approvazione di S. M. Siciliana.» +</p> +</div> + +<p> +Il cardinale rispose che se al dimani i patrioti ribelli, +come piacerebbe a lord Nelson di chiamarli, +non ricevessero da lui l’autorizzazione d’imbarcarsi, +egli compirebbe la minaccia fattagli, e si sarebbe +ritirato colla sua truppa. +</p> + +<p> +La minaccia era seria; Ruffo punto dal rifiuto di +Nelson era uomo capace di eseguirla. Nelson, mancando +di truppe di sbarco, era obbligato a bombardare +Napoli. +</p> + +<p> +Per cui sir William rispose: +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +«Eminenza, +</p> + +<p> +«Milord Nelson mi prega di assicurare Vostra +Eminenza, che è risoluto di non far nulla che possa +rompere l’armistizio che Vostra Eminenza ha accordato +ai castelli di Napoli. +</p> + +<p class="indl"> +«Ho l’onore di essere, +</p> + +<p class="indl"> +«Di Vostra Eminenza, +</p> + +<p class="indr"> +«Umil. ecc. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">W. Hamilton</span>.» +</p> +</div> + +<p> +Questa lettera fu portata dai capitani Troubridge +e Ball, che avevano portato la prima protesta dell’ammiraglio. +Siccome la lettera di sir William Hamilton +conteneva nulla di positivo, il cardinale interrogò +i due capitani, che spiegarono la lettera dicendo +che l’ammiraglio non si opponeva all’imbarco +dei repubblicani. Il cardinale chiese se erano autorizzati +a metter in iscritto quanto dicevano, cioè +che Nelson prometteva di non opporsi all’imbarco +dei repubblicani. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span> +</p> + +<p> +I due uffiziali si consultarono, e dopo un istante +risposero che non ci vedevano alcun inconveniente. +</p> + +<p> +Troubridge prese allora un pezzo di carta, e scrisse +di suo pugno: +</p> + +<p> +«I capitani Troubridge e Ball hanno autorità per +la parte di lord Nelson di dichiarare a Sua Eminenza, +che milord non si opporrà all’imbarco dei ribelli, +e della gente che compone la guarnigione dei +castelli Nuovo e dell’Uovo.» +</p> + +<p> +Poi diedero questa dichiarazione al cardinale. +</p> + +<p> +— Però, signori, disse il cardinale, siate anche +compiacenti di firmarla. +</p> + +<p> +— Perdono, Eminenza, rispose Troubridge, noi abbiamo +potere per gli affari militari; ma non per gli +affari diplomatici. Siccome però la nota, quantunque +non firmata, è di nostra mano, noi v’invitiamo a +credervi. +</p> + +<p> +Il cardinale non insistette più, sia che fosse maravigliato +di questo modo di cavarsi d’impaccio, sia +che temesse di offendere i due uffiziali. +</p> + +<p> +Troubridge e Ball ritornarono a bordo, e ciò che +avevano fatto fu approvato da Nelson, e da sir William. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span></p> + +<h2>XI.</h2> +</div> + +<p> +Siccome lord Nelson aveva ricevuto, circa all’ammiraglio +Caracciolo, degli ordini positivi dal re e +dalla regina, e si era impegnato di prenderlo morto +o vivo, aveva fatto cercare delle informazioni in +città, ove già si rispose, che nella notte del 23 al 24, +Caracciolo era fuggito, e che a quell’ora doveva +già aver passato la frontiera. +</p> + +<p> +Questa notizia mise Nelson fuori di sè. +</p> + +<p> +Colle sue idee di disciplina, un ammiraglio che tirava +il cannone contro la bandiera del sovrano portata +da un bastimento che era il suo, meritava non +già una, ma dieci volte la morte. +</p> + +<p> +Lord Nelson, più tranquillo, riguardo agli altri +ribelli, e coll’inganno che avea messo in atto, e che +<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span> +gli aveva suggerito, — debbo fare questa occasione — sir +William Hamilton, non potevano sfuggirgli. +Lord Nelson cercava ogni mezzo per procurarsi delle +notizie di Caracciolo, quando, verso le undici ore e +mezzo della sera, intese il grido che fa la sentinella +quando vede, dopo la ritirata, avvicinarsi una barca +al bastimento su cui veglia. +</p> + +<p> +Nelson, come se avesse indovinato l’importanza +della notizia che questa barca gli recava, pose sulla +tavola la tazza di thè che portava alle labbra, e si +mosse verso la porta della cabina. +</p> + +<p> +V’incontrò l’uffiziale di quarto. +</p> + +<p> +— Un contadino chiede di parlare particolarmente +con lord Nelson. +</p> + +<p> +— Un contadino che vuole? +</p> + +<p> +Credetti di comprendere nel suo dialetto, milord, +che si tratta di Caracciolo. +</p> + +<p> +— Di Caracciolo, diavolo! vediamo cos’è; fate venire +il vostro contadino, signore. +</p> + +<p> +Difatti questo contadino non era altro che un colono +di Francesco Caracciolo, presso il quale si era +rifugiato l’infelice ammiraglio. +</p> + +<p> +Egli veniva a vendere il suo padrone; ma voleva +esser pagato bene. +</p> + +<p> +Gli misero quattromila ducati e gliene diedero +mille in conto. +</p> + +<p> +Volle che si mantenesse il più gran segreto e specialmente +verso il cardinale, che pretendeva di aver +aiutato la fuga di Caracciolo. +</p> + +<p> +Fu convenuto che il cardinale ignorerebbe completamente +ciò che sarebbe accaduto. +</p> + +<p> +Il contadino chiese quattro uomini per aiutarlo +nella sua spedizione. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span> +</p> + +<p> +Qui cominciava il difficile. +</p> + +<p> +Nelson gli avrebbe ben dato quattro marinai inglesi, +ma per quanto fossero travestiti, avrebbero +ispirato dei sospetti, non parlando che la loro +lingua. +</p> + +<p> +Nelson gli chiese se non avesse egli invece quattro +uomini fidati; rispose di sì, e che con denaro +avrebbe tutto ciò che vorrebbe, ma che al momento +bisognava dare cinquanta ducati per uomo. +</p> + +<p> +Erano duecento ducati di più che si arrischiavano. +Nelson glieli diede. +</p> + +<p> +In cambio il traditore diede il suo nome ed il suo +indirizzo; egli chiamavasi Luigi Martino, e dimorava +nel villaggio di Calvizzano. +</p> + +<p> +Fu convenuto, che a dimani sera una barca inglese +aspetterebbe al Granatello, e che l’ammiraglio, +una volta preso, sarebbe imbarcato al Granatello, e +condotto direttamente a bordo del <i>Fulminante</i>. +</p> + +<p> +Era una grande notizia, e non bisognava lusingarsi +troppo che fosse vera; di ciò sir William non +ne fece poi che un paragrafo accessorio della lettera +che scrisse al mattino del 27 al generale Acton. +</p> + +<p> +Eccola, e vi darà un’idea più esatta di ciò che potrei +dire sullo stato in cui era Napoli. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +«Mio caro Signore, +</p> + +<p> +«Vostra Eccellenza avrà veduto dall’ultima mia +lettera che le opinioni tra il cardinale e lord Nelson +non vanno mica d’accordo. Però dopo buone +riflessioni, lord Nelson mi autorizzò a scrivere a Sua +Eminenza, ieri mattina, per accertargli che non farebbe +nulla per rompere l’armistizio che Sua Eminenza +avea creduto conveniente conchiudere coi ribelli +<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span> +racchiusi ne’ castelli Nuovo e dell’Uovo, — e +che la Signoria Sua era pronta a dargli ogni assistenza, +di cui la flotta posta sotto il suo comando +fosse capace, e che Sua Eminenza credesse necessaria +per il buon servizio di Sua Maestà Siciliana. Ciò +produsse il migliore effetto possibile. Napoli era +stata sottosopra nel timore che lord Nelson rompesse +l’armistizio; ora tutto è calmo. Il cardinale +ha concertato coi capitani Troubridge e Ball che i +ribelli de’ castelli Nuovo e dell’Uovo vengano imbarcati +questa sera, mentre 500 marinai saranno +fatti scendere a terra per andare ad occupare i due +castelli, sopra i quali, la Dio mercè, sventola ora la +bandiera di S. M. Siciliana, mentre le bandiere della +repubblica, <i>corta vissuta</i>, stanno nello stanzino del +<i>Fulminante</i>, dove, lo spero, la bandiera francese che +sventola ancora sopra Sant’Elmo andrà a raggiungerle. +Eravamo nella lancia di lord Nelson allorchè +i marinai sono sbarcati all’uffizio della <i>Sanità</i>. La +gioia del popolo era eccessiva. I colori napoletani +ed inglesi erano inalberati alle finestre, ed allorchè +prendemmo possesso de’ castelli, fu in tutto Napoli un +immenso <i>fuoco di allegrezza</i>, e quando sopravvenne +la notte, un’immensa illuminazione, come la prima +notte. Finalmente, ho grande speranza che la venuta +qui di lord Nelson tornerà di molto utile alle +LL. MM. Siciliane. È stato necessario che io m’interponessi +tra il cardinale e lord Nelson, altrimenti +tutto sarebbe andato perduto sin dal primo giorno; +ed il cardinale mi scrisse per ringraziarmi unitamente +a lord Nelson. L’albero dell’abominio, di rimpetto +il palazzo reale, è stato gettato a terra, ed il +berretto rosso strappato dalla testa del gigante. Il +<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span> +capitano Troubridge è andato a terminar questa +faccenda, ed i ribelli che sono a bordo delle polacche +non possono muoversi senza un passaporto di +lord Nelson. Caracciolo e dodici altri di quegl’infami +ribelli saranno fra breve dati in mano a lord Nelson. +Se non m’inganno, saranno spediti cautamente in +Procida onde essere colà giudicati, ed a misura che +saranno condannati, essi ritorneranno qui, per l’esecuzione +della loro sentenza. Caracciolo sarà probabilmente +impiccato all’albero di trinchetto della +<i>Minerva</i>, dove rimarrà esposto dall’alba fino al tramontar +del sole, dappoichè un tale esempio è necessario +per il servizio futuro della marina di Sua +Maestà Siciliana, in seno alla quale il giacobinismo +ha già fatto sì grandi progressi. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">W. Hamilton</span>.» +</p> +</div> + +<p> +Si vede il consiglio dato da sir William a lord +Nelson, e attribuisco a questo consiglio, che fu tanto +facile di presentare come un tradimento, la perdita +del posto di sir William ed il suo richiamo a Londra. +</p> + +<p> +Al 27 di sera tutti i ribelli, credendo che imbarcandosi +nelle feluche fossero imbarcati per Tolone, +vi presero posto con tutta la confidenza; ma non +appena vi erano entrati, le feluche furono portate +sotto il fuoco dei vascelli inglesi che in pochi secondi +potevano calarle a fondo. +</p> + +<p> +Nella sera del 28, giusta quanto dicemmo della +parte che il cardinale aveva preso per la fuga di +Caracciolo, si tenne consiglio a bordo del <i>Fulminante</i> +per decidere, se sotto un pretesto qualunque +non si dovesse attirare il cardinale a bordo ed arrestarlo. +Nella stessa sera suo fratello Francesco Ruffo +<span class="pagenum" id="Page_112">[112]</span> +ispettore della guerra, era venuto a bordo del <i>Fulminante</i>. +Sir William col pretesto di fargli onore lo +mandò a Palermo latore di un dispaccio, mettendo +a quest’oggetto a sua disposizione un bastimento +della flotta, esponendo alla regina le querele ed i +sospetti che aveva concepito contro il cardinale +dicendole nello stesso tempo nella lettera: +</p> + +<p> +«Invio a V. M. un messaggiere ed anche un +ostaggio.» +</p> + +<p> +Al 29 fui risvegliata all’alba da un grande rumore +che si faceva sul bastimento; misi una veste da camera +e salii sul ponte. +</p> + +<p> +Tutti gli occhi erano fissi su di una barca ancor +lontana un miglio, nella quale si poteva riconoscere +vicino ad un uomo ammanettato il contadino che +era venuto a trovarci due sere prima e che offerse +di vendere Caracciolo. +</p> + +<p> +Non vi era dubbio, aveva mantenuto la sua promessa; +egli conduceva il suo padrone e veniva a +prendere il suo danaro. +</p> + +<p> +Nelson e sir William sembravano al colmo della +gioia, ed io non vedeva che cogli occhi della mia +amica e del mio amante. Confesso che considerava +l’ammiraglio, dopo tutto quello che aveva udito di +lui, come un traditore, un colpevole, e mi consolai +con essi della sua cattura. +</p> + +<p> +Però il mio cuore si strinse alla vista di quell’uomo, +che, ogni volta che l’aveva udito parlare alla +regina, aveva sempre tenuto il linguaggio d’un bravo +marinaio e d’un uomo d’onore: lasciai Nelson e sir +William gioire del loro trionfo, e non credendo conveniente +ad una donna il dividerlo, discesi nel mio +appartamento di cui chiusi la porta. Conosceva le +<span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span> +disposizioni di Nelson riguardo al suo collega; aveva +letto la lettera che mio marito aveva scritto al generale +Acton; non dubitava più della sorte serbata +al prigioniero. +</p> + +<p> +Una lettera dl sir William al generale Acton dice +in quale stato fosse Caracciolo quando fu trasportato +dalla barca sul <i>Fulminante</i>. Darò l’estratto di +questa lettera che si rapporta all’ammiraglio napoletano. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indr"> +«A bordo del <i>Foudroyant</i>, 29 giugno 1799. +</p> + +<p> +«..... Abbiamo testè avuto lo spettacolo di Caracciolo, +pallido, con una lunga barba, mezzo morto e +con gli occhi bassi, condotto ammanettato a bordo +di questo vascello, ove si trova in questo momento +insieme col figlio di Cassano D. Giulio, il prete Pacifico +ed altri traditori infami. Io suppongo che si +farà subito giustizia de’ più colpevoli. In verità è +una cosa da fare orrore; ma io, che conosco la loro +ingratitudine ed i loro delitti, ne ho risentito minor +pena delle altre numerose persone che hanno assistito +a questo spettacolo. Io credo che sia una cosa +buona che noi abbiamo a bordo de’ nostri legni i +principali colpevoli, nel momento in cui si va ad attaccare +S. Elmo, poichè potremo così tagliare una +testa per ogni palla di cannone che i Francesi tireranno +sulla città di Napoli. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">W. Hamilton.</span>» +</p> +</div> + +<p> +Per due ragioni metto questo frammento sotto gli +occhi del lettore; la prima pei particolari del tradimento +dell’infelice ammiraglio a bordo del bastimento +inglese, la seconda per dimostrare a qual +grado d’inasprimento erano portati gli animi i più +<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span> +dolci e più benevolenti, infiammati dall’acre fuoco +della guerra civile. Certamente sir William, uomo di +gabinetto, di mente colta, benevolente, dotto, dedito +al culto dell’antichità, amante del bello come +uno scultore greco, doveva essere sotto il peso di +una perturbazione strana d’idee per scrivere una +simile lettera; la sventura di quelli che rappresentano +una parte su quelle calde giornate di rivoluzione, +sotto gli ardenti soffii dello spirito di partito, +è che sono giudicati da uomini che vivono in tempi +ordinarii; in epoche temperate questa fatale giornata +del 29 giugno 1799 ha lasciato una macchia di +sangue su tre nomi. +</p> + +<p> +Una proscritta era aggiunta alla lettera di sir +William e la completava. Posta questa proscritta +sotto gli occhi del lettore, chieggo il permesso di +riposarmi un istante; per continuare ho bisogno di +attinger forza al riposo e alla preghiera. +</p> + +<p> +«P. S. Venite se è possibile, per raccomodare ogni +cosa, ed io spero che aggiusteremo prima del loro +arrivo parecchi affari che potrebbero cagionar della +pena alle Loro Maestà. Il processo di Caracciolo è +continuato dagli uffiziali di S. M. Siciliana, e, se è +condannato, come credo, sarà subito eseguita la +sentenza. Egli sembra già mezzo morto per la stanchezza. +Desiderava esser giudicato da uffiziali inglesi. +Il bastimento parte per Palermo. Non vi dico +nulla di più per ora.» +</p> + +<p> +Se sono tanto colpevole quanto lo dice il mondo, +oh! mio Dio! Dio di misericordia! perdonatemi. +</p> + +<div class="chapter"> +<p><span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span></p> + +<h2>XII.</h2> +</div> + +<p> +Prima che fosse partita la lettera di sir William, +il processo era già incominciato, o piuttosto era già +stato dato l’ordine per incominciarlo. +</p> + +<p> +Nelson mise in tutto questo terribile affare di Caracciolo +un’attività febbrile e collerica, che non si +spiega nemmeno col disprezzo, che hanno per la +vita degli altri quelli che ogni giorno, ad ogni ora, +ad ogni momento espongono la loro vita. +</p> + +<p> +Si parlò di gelosia; Nelson avrebbe veduto in Caracciolo +un rivale di gloria. +</p> + +<p> +L’accusa è assurda; anche nella marina francese +Nelson non aveva un eguale a quell’epoca; la battaglia +d’Aboukir l’avea messo in cima a tutti i marinai +del secolo XVIII. Nessuno, dopo l’invenzione +<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span> +della polvere, non aveva riportato una vittoria eguale +a quella d’Aboukir. +</p> + +<p> +Ora che era mai Caracciolo vicino all’uomo di Tolone, +di Calvi, di Teneriffa, d’Aboukir? — ben poca +cosa come marinaio. Era forse geloso della superiorità +di nascita che Caracciolo come principe aveva su di +lui? — non è probabile. Nelson, come tutti gli uomini +d’ingegno giunti da una nascita mediocre ad una +alta posizione, aveva l’orgoglio del punto di partenza. +</p> + +<p> +Inoltre, invece di essere illustre pei suoi avi e per +suo padre, era egli che li aveva illustrati. +</p> + +<p> +No, io arriverò, credo, ad una appreziazione più +giusta di Nelson giudicandolo da me. +</p> + +<p> +Nelson, come me, era nato in una condizione bassa; +si elevò col suo coraggio, come io colla mia +bellezza, e ad un tratto, dopo la sua battaglia di +Aboukir, al pari di me dopo il mio matrimonio con +sir William, ci trovammo in contatto coi grandi +della terra; l’effetto fu lo stesso sulla donna e sull’eroe, +quantunque per mezzi diversi. Maravigliato +nel suo trionfo, acciecato dalla sua nuova fortuna, +ebbro di elogi e di doni che riceveva da tutti i re, +delle gentilezze e delle adulazioni di cui lo colmavano +particolarmente Ferdinando e la regina Carolina, +non vide altro diritto che quello dei sovrani, e +adottò con entusiasmo la causa del re contro i popoli: +chiunque osava discutere questi diritti era un +ribelle, chiunque osava combatterli, meritava la +morte. Nelson credette di aver ricevuto, come l’arcangelo +Michele, la spada fiammeggiante dalla mano +di Dio, e poichè l’arcangelo Michele colpì senza pietà +con questa spada Satana e gli angioli ribelli, Nelson +<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span> +colpì i patriotti, questi angioli ribelli della terra. +Nella terribile esecuzione di Caracciolo, in quella +non meno terribile dei repubblicani di Napoli, non +esita un momento, e fatta l’esecuzione, non soltanto +non ha un rimorso, ma non comprende nemmeno +quelli che dicono che ne debba avere. +</p> + +<p> +Il re e la regina gli avevano raccomandato di prendere +Caracciolo vivo o morto, e se lo prendeva vivo +di non fargli grazia di sorta. Ciò gli bastava, per +questa raccomandazione egli era investito dei poteri +di giudice, ed al bisogno di quelli di carnefice. +</p> + +<p> +Difatti voi lo vedete al processo. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p> +«<i>Al capitano conte di Thurn, comandante la fregata +di Sua Maestà Siciliana la</i> Minerva. +</p> + +<p class="indl"> +«<i>Per ordine di Orazio Nelson, ecc.</i> +</p> + +<p> +«Poichè Francesco Caracciolo, commodoro di Sua +Maestà Siciliana, è stato prigioniero, ed è accusato +di ribellione contro il suo legittimo Sovrano, e d’aver +fatto fuoco contro la bandiera reale, fissata sulla fregata +la <i>Minerva</i>, che si trovava sotto i vostri ordini; +</p> + +<p> +«Voi siete richiesto, ed, in virtù della presente, +vi si comanda di riunire cinque de’ più antichi uffiziali +che si trovino sotto il vostro comando, ritenendone +voi la presidenza, ed informarvi per conoscere +se il delitto, di cui il detto Caracciolo è accusato, +può esser provato; e, se ne risulta colpevole, +<i>dovete indirizzarvi a me per sapere qual pena +deve subire.</i>» +</p> + +<p> +«<i>A bordo del</i> Foudroyant, <i>Golfo di Napoli</i>. +</p> + +<p class="indl"> +29 <i>giugno</i> 1799. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Nelson</span>.» +</p> +</div> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span> +</p> + +<p> +Intanto, siccome ognuno lo comprenderà, nessuno +mi consultò nemmeno in questo affare. +</p> + +<p> +Nelson potenza militare, sir William potenza diplomatica, +dirigevano tutto, più per convinzione, +lo ripeto, che per odio; in quanto a me ho raccontato +quanto era avvenuto; vedendo avvicinarsi +la barca, che conduceva Caracciolo, era discesa +nella mia cabina, per non incontrarmi con questo +infelice. +</p> + +<p> +Una volta chiusa nella mia cabina, Nelson e sir +William mi lasciarono sola, chè se io lo avessi veduto +o lo avessi udito, il cuore della donna si sarebbe +commosso, ed avrebbero dovuto combattere +la mia compassione, come essi l’ebbero quando +chiesi alla regina la grazia di Cirillo, e che la regina +la chiese inutilmente in ginocchi a suo marito. +</p> + +<p> +Io non uscii dunque della mia cabina, ed ecco +quanto intesi poi a raccontare. +</p> + +<p> +Giunto a bordo, Caracciolo venne tosto slegato e +posto in una cabina con due sentinelle alla porta. +</p> + +<p> +Verso mezzogiorno, il consiglio era stato convocato, +composto di cinque uffiziali della marina napolitana, +di cui non ho mai saputo il nome, e presieduto +dal conte di Thurn. +</p> + +<p> +L’interrogatorio durò un’ora. Caracciolo rispose +nobilmente e degnamente, ma senza avvocati e senza +aver avuto il tempo di preparare la sua difesa, del +resto difficile perchè notoriamente aveva combattuto +contro il re. +</p> + +<p> +La sua colpabilità fu unanimemente riconosciuta, +e il processo verbale portato a Nelson, che colla +stessa impassibilità del mattino scrisse: +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span> +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +«<i>Al commodoro conte di Thurn</i>, ecc.» +</p> + +<p class="indl"> +«<i>Per ordine d’Orazio lord Nelson</i>, ecc. +</p> + +<p> +«Poichè il Consiglio di guerra, composto d’ufficiali +al servizio di Sua Maestà Siciliana, è stato riunito +per giudicare Francesco Caracciolo sul delitto +di ribellione verso il suo Sovrano, e poichè il detto +delitto ha col fatto renduto contro il detto Caracciolo +un giudizio che ha per conseguenza la pena +di morte; +</p> + +<p> +«Voi siete, con la presente, richiesto e vi si ordina +di far eseguire la detta sentenza di morte contro +il detto Caracciolo per mezzo della impiccagione, +all’antenna dell’albero di trinchetto della fregata la +<i>Minerva</i>, appartenente a Sua Maestà Siciliana, la +qual fregata si trova sotto i vostri ordini. La detta +sentenza dev’eseguirsi oggi alle cinque dopo mezzogiorno; +e dopo essere rimasto sospeso fino al +tramontar del sole, farete tagliare la corda e gettare +il cadavere in mare. +</p> + +<p> +«<i>A bordo del</i> Foudroyant <i>Napoli</i>, 29 <i>giugno</i> 1799. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Nelson</span>.» +</p> +</div> + +<p> +Lo ripeto, non ho mai veduto Caracciolo dal momento +che salì a bordo; soltanto io so quello che +ho udito intorno a me senza interrogare nessuno, +perchè avrei piuttosto fuggito anzichè cercare di sapere +i particolari su questo terribile avvenimento. +Or ecco quel che intesi a dire: +</p> + +<p> +Caracciolo s’aspettava certamente di essere condannato +a morte; ma nella sua qualità di principe +credeva di essere decapitato o fucilato. +</p> + +<p> +Quando intese la lettura della sentenza che lo +condannava ad essere appeso, provò una spaventevole +<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span> +commozione; tornato in sè pregò un uffiziale +di chiedere a lord Nelson un altro giudizio, o almeno +di essere fucilato e non appeso. +</p> + +<p> +Nelson rinviò duramente l’uffiziale dicendogli che +Caracciolo era stato giudicato da un consiglio di guerra +composto di uffiziali del suo paese, e che non poteva +intervenire per nulla nel giudizio. +</p> + +<p> +Caracciolo insistette. L’uffiziale ritornò una seconda +volta, ed io intesi Nelson che gli gridava duramente: +</p> + +<p> +— Mischiatevi degli affari vostri, signore, e non +di quelli che non vi riguardano. +</p> + +<p> +L’uffiziale ritornò sul ponte. +</p> + +<p> +Mi si disse che allora Caracciolo aveva invocato +il mio nome, e aveva pregato l’uffiziale di venire da +me; e di ottenere di essere decapitato o fucilato invece +di essere appeso. +</p> + +<p> +Ma senza dubbio l’uffiziale, dopo quel rabbuffo che +aveva ricevuto da Nelson, non osò più di venire fino +da me. Egli rispose che mi aveva cercato ma inutilmente. +In quanto a me, so che posso affermare innanzi +a Dio, che nessuno mi parlò in favore di Caracciolo, +nè per ottenere grazia della vita, nè per +ottenere un altro modo di esecuzione. +</p> + +<p> +Alle tre ore, senza che ne sapessi nulla, Caracciolo +condannato lasciò il <i>Fulminante</i> per andare +sulla <i>Minerva</i> ove doveva essere giustiziato. +</p> + +<p> +Un istante dopo, mentre mi annunziavano quella +condanna, sir William venne a dirmi che Caracciolo +non era più a bordo: approfittai di questa circostanza +per salire sul ponte, non avendo preso dell’aria +dalle sette ore del mattino. +</p> + +<p> +Il tempo era nuvoloso e triste, quantunque fosse +<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span> +il 29 di giugno; poi lo spettacolo che si aveva sotto +gli occhi andava d’accordo col tempo: tutte quelle +feluche cariche di prigionieri, il <i>Fulminante</i> stesso +che serviva da prigione per una parte di essi, attristava +profondamente la vista. Sembrava che vi +fosse in mezzo a tutti quegli infelici una grande +agitazione, e fu soltanto allora che seppi dal cavaliere +Micheroux, che venne a bordo, che dopo aver +loro dato il permesso d’imbarcarsi, e di aver messo la +guarnigione nei castelli, ed aver approfittato in fine +dei vantaggi della capitolazione, lord Nelson li teneva +prigionieri. +</p> + +<p> +Dico che seppi la cosa dal cavaliere Micheroux, +ed ecco come. +</p> + +<p> +Il cavaliere Micheroux, il cardinale Ruffo, e il comandante +Baillie, comandante le truppe russe, avevano +ricevuto il reclamo seguente da parte dei prigionieri. +</p> + +<p> +Citerò quello del cavaliere Micheroux che fu lasciato da lui nelle mani di lord Nelson. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p> +«Al cavaliere Micheroux ministro plenipotenziario +del re delle Due Sicilie presso l’armata coalizzata. +</p> + +<p> +«Tutta quella parte delle guarnigioni che sta, in +vigore della capitolazione, imbarcata a far vela +per Tolone, trovasi nella più grande costernazione. +Ella in buona fede aspettava l’effetto di detta capitolazione, +quantunque per precipitazione nell’uscire +dal castello non furono gli articoli puntualmente +osservati. Ora che il tempo è propizio alla vela, son +oggimai due giorni, e non si sono ancora fatti gli +approvvigionamenti per l’intero viaggio. E con estremo +<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span> +dolore ieri, in sulle ore sette, si videro ricercare +dai bordi delle tartane i generali Manthonnet, Massa +e Bassetti, il presidente della Commissione esecutiva. +Ercole e d’Agnese, quello della Commissione legislativa, +Domenico Cirillo ed altri individui, come +Emmanuele Borga, Piatti e molti altri. Costoro furono +condotti sul vascello del comandante inglese, +ove sono stati ritenuti tutta la notte, nè finora, che +sono le sei del mattino, si veggono ritornare. Dalla +vostra lealtà la guarnigione intera attende il rischiaramento +di questo fatto e l’adempimento della capitolazione. +</p> + +<p class="indr"> +«Dalla rada di Napoli, 29 giugno 1799. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Albanese</span>» +</p> +</div> + +<p> +Nelson prese la nota, la lesse tranquillamente, e +indicando al cav. Micheroux un corpo che s’innalzava +col mezzo di una carrucola, e che rimaneva +sospeso, e si dibatteva al capo di una corda all’antenna +del Miseno della <i>Minerva</i>: +</p> + +<p> +— Ecco la mia risposta ai ribelli, gli disse; voi +potete portarla anche al cardinale Ruffo. +</p> + +<p> +Micheroux guardava con stupore quello spettacolo. +</p> + +<p> +— Ma, disse, chi è quell’uomo, e che gli si fa? +</p> + +<p> +— Quell’uomo, rispose Nelson, è il traditore Caracciolo, +e ciò che gli si fa, è che lo si appicca per +mio ordine, e così si farà per tutti i ribelli che +hanno portato le armi contro Sua Maestà. +</p> + +<p> +Io misi un grido, anch’io aveva veduto tutto, senza +accorgermi di ciò che vedeva. +</p> + +<p> +Il cavaliere Micheroux, costernato della risposta +dell’ammiraglio, discese nella barca che l’aveva +<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span> +condotto, e tenendosi la testa nelle mani, ritornò +a terra. +</p> + +<p> +Nella stessa sera, il cardinal Ruffo ricevette il seguente +rapporto inviatogli dal conte di Thurn. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +«<span class="smcap">Eminenza</span>, +</p> + +<p> +«Devo far presente all’Eminenza vostra aver ricevuto +questa mattina l’ordine dell’ammiraglio lord +Nelson di portarmi immediatamente a bordo del suo +vascello, unitamente a cinque uffiziali i più anziani. +Ho eseguito subito il detto ordine, e portatomi colà, +ho ricevuto l’ordine per iscritto di formare subito +sul vascello istesso un consiglio di guerra contro +del cavaliere D. Francesco Caracciolo, accusato ribelle +della Maestà del nostro Augusto padrone, e di sentenziare +sulla pena competente al suo delitto. Si è subitamente +eseguito un tal ordine, e formato il Consiglio +di guerra in una camera del detto vascello, ho fatto +nella medesima condurre il reo. L’ho fatto primieramente +riconoscere da tutti gli astanti e dai giudici; +in seguito gli ho manifestato di parlare se avesse +delle ragioni da addurre in sua discolpa. Egli ha risposto +averne varie, e datogli campo a produrle, +esse si sono raggirate a contestare di aver servito +l’infame sedicente repubblica, ma perchè obbligato +dal Governo che gli minacciava farlo fucilare. Gli +ho fatto in seguito delle domande, in risposta delle +quali ha confessato di essere sortito colle armi della +sedicente repubblica contro quelle di Sua Maestà, +ma sempre perchè obbligato dalla forza. Ha confessato +di essersi trovato colla divisione delle cannoniere, +che uscirono ad impedire, per la parte del +mare, l’entrata delle truppe di S. M., ma su tal assunto +<span class="pagenum" id="Page_124">[124]</span> +ha addotto che credeva fossero degl’insorgenti: +ha confessato aver dato degli ordini per +iscritto tendenti a contrariare le armi di S. M. Infine, +domandato perchè non aveva cercato di condursi +in Procida, e colà tenendosi alle armi S. M., +sottrarsi alla vessazione del Governo, ha risposto +non averlo eseguito sulla tema di esser male ricevuto. +</p> + +<p> +«Formato su di dette delucidazioni il detto Consiglio +di guerra, questo alla pluralità di voti l’ha +condannato, come reo di alta fellonia, alla pena di +morte ignominiosa. +</p> + +<p> +«Presentata detta sentenza all’ammiraglio Nelson, +egli ha comprovato la condanna, ordinando, +che alle cinque di questo stesso giorno l’avessi +fatta eseguire, impiccandolo al pennone di trinchetto +e lasciandolo appeso sino al calar del sole, nella +qual ora, facendogli tagliar la corda, si fosse lasciato +cadere in mare. +</p> + +<p> +«All’una di questa mattina ho ricevuto il detto +ordine: all’una e mezza p. m. è stato il reo Francesco +Caracciolo trasportato al mio bordo e posto in +cappella, ed alle cinque, a tenore dell’ordine, si è +eseguita la sentenza. +</p> + +<p> +«Tanto mi conviene farle presente in adempimento +del mio dovere, nell’atto che con profondo ossequio +me le professo. +</p> + +<p class="indl"> +«Di vostra Eminenza, +</p> + +<p class="indr"> +«<i>Bordo della</i> Minerva 27 <i>giugno</i> 1799.<br> +«<i>Devotissimo servitore</i> +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">Conte di Thurn</span>.» +</p> +</div> + +<p> +Nello stesso tempo il conte di Thurn diede in poche +parole lo stesso avviso all’ammiraglio Nelson. +</p> + +<p> +<span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span> +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indr"> +«A bordo della fregata di S. M.<br> +la <i>Minerva</i>, il 29 giugno 1799. +</p> + +<p> +«Si partecipa a S. E. lord Nelson, che la sentenza +pronunciata contro Francesco Caracciolo è stata +eseguita nella maniera che è stato ordinato. +</p> + +<p class="indr"> +«Il conte di <span class="smcap">Thurn</span>» +</p> +</div> + +<p> +Terminata l’esecuzione, si spedì a Palermo un bastimento +leggero per portare la notizia al re; dessa +era inchiusa in queste due lettere, una di Nelson +e l’altra di sir William, dirette tutte e due al generale +Acton. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +«Signore, +</p> + +<p> +«Non avendo il tempo di mandare a Vostra Eccellenza +il processo fatto a quel disgraziato di Caracciolo, +io posso dirvi soltanto che è stato giudicato +questa mattina, e che s’è sottoposto alla giusta +sentenza pronunziata di lui. Mando a Vostra +Eccellenza la mia approvazione tal quale l’ho scritta: +</p> + +<p> +«Approvo la sentenza di morte pronunziata contro +Francesco Caracciolo, ed essa sarà eseguita a +bordo della fregata di Sua Maestà Siciliana, la <i>Minerva</i>, +oggi alle cinque. +</p> + +<p class="indl"> +«Ho l’onore ecc. +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">O. Nelson.</span>» +</p> +</div> + +<p> +Ora ecco la lettera di sir William. +</p> + +<div class="blockquote"> +<p class="indl"> +«Mio caro Signore. +</p> + +<p> +«Ho appena il tempo d’aggiungere alla lettera di +lord Nelson, che Caracciolo è stato condannato dalla +maggioranza della Corte marziale, e lord Nelson ha +<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span> +ordinato che l’esecuzione della sentenza avesse luogo +oggi alle cinque dopo mezzo giorno all’antenna dell’albero +di trinchetto della <i>Minerva</i>, e che il suo +corpo fosse poi abbandonato al mare. Thurn ha fatto +osservare che si soleva accordare ai condannati 24 +ore per provvedere alla loro anima; ma gli ordini di +lord Nelson sono stati mantenuti, sebbene io avessi +appoggiato l’opinione di Thurn. Gli altri colpevoli +sono rimasti a disposizione di S. M. Siciliana a bordo +delle <i>polacche</i> circondate dalla nostra flotta. Tutto +quel che pensa e fa lord Nelson gli è dettato dalla +sua coscienza e dal suo onore, ed io credo che alla +fine le sue determinazioni saranno riconosciute come +le migliori che potessero prendersi. <i>Per l’amore di +Dio procurate che il re venga almeno a bordo del</i> Foudroyant +<i>e che innalzi, se può, il suo stendardo reale.</i> +</p> + +<p> +«Domani attaccheremo S. Elmo. Iddio favorisca +la buona causa! il dado è gettato. Noi dobbiamo ora +tener fermo per quanto è possibile. +</p> + +<p class="indl"> +«Per sempre vostro, ecc., +</p> + +<p class="indr"> +«<span class="smcap">W. Hamilton</span>.» +</p> +</div> + +<p> +Nello stesso giorno il cardinale Ruffo, vedendo di +non aver potuto salvare Caracciolo, nè ottenere +l’esecuzione del trattato, mandò la sua dimissione +a Palermo. +</p> + +<p class="pad2 center large"> +FINE DEL SETTIMO VOLUME. +</p> + +<div class="tnote"> +<p class="tntitle"> +Nota del Trascrittore +</p> + +<p> +Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione +minimi errori tipografici. +</p> + +<p> +Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio. +</p> +</div> + +<div style='text-align:center'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 76095 ***</div> +</body> +</html> + diff --git a/76095-h/images/cover.jpg b/76095-h/images/cover.jpg Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..df257db --- /dev/null +++ b/76095-h/images/cover.jpg |
