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+ <title>Memorie di Emma Lyonna, vol. VIII | Project Gutenberg</title>
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+<div style='text-align:center'>*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 76096 ***</div>
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+<div class="booktitle">
+<h1>
+MEMORIE DI EMMA LYONNA
+<span class="smaller">VOL. VIII.</span>
+</h1>
+</div>
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+<hr class="silver">
+
+<div class="titlepage">
+<p class="main-t">
+<span class="small">MEMORIE</span><br>
+<span class="xx-small">DI</span><br>
+EMMA LYONNA
+</p>
+
+<p class="pad2 small">
+DI
+</p>
+
+<p class="pad1 x-large">
+ALESSANDRO DUMAS
+</p>
+
+<p class="pad2 small">
+UNICA EDIZIONE AUTORIZZATA IN ITALIA.
+</p>
+
+<p class="pad1">
+Vol. VIII.
+</p>
+
+<p class="pad4">
+<span class="large">MILANO</span><br>
+G. DAELLI e C. EDITORI<br>
+<span class="small">MDCCCLXIV.</span>
+</p>
+</div>
+
+<div class="verso">
+<hr class="mid">
+<p>
+Proprietà letteraria — G. DAELLI e C. Editori.
+</p>
+
+<p>
+STEREOTIPIA G. DASSI E C.
+</p>
+
+<p>
+TIP. GUGLIELMINI.
+</p>
+<hr class="mid">
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_1">[1]</span>
+</p>
+
+<p class="title">
+MEMORIE<br>
+DI<br>
+EMMA LYONNA
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_3">[3]</span></p>
+
+<h2>I.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Due cose avevano contribuito a separare completamente
+Ruffo da Nelson, e specialmente Nelson da
+Ruffo.
+</p>
+
+<p>
+Nelson voleva prendere castel S. Elmo colla forza,
+e nel caso che lo attaccasse poteva contare sulla
+sua cooperazione.
+</p>
+
+<p>
+Ma il cardinale gli aveva risposto:
+</p>
+
+<p>
+— Dopo ciò che è accaduto non darò nè un uomo,
+nè un fucile.
+</p>
+
+<p>
+Inoltre Nelson aveva mandato al cardinale Ruffo
+un avviso da far stampare. Ruffo gli rinviò l’avviso,
+dicendo che aveva una stamperia di cui si serviva
+come vicario generale; ma che non conoscendo ancora
+<span class="pagenum" id="Page_4">[4]</span>
+il titolo col quale esso agiva, non poteva mettere
+quella stamperia a sua disposizione.
+</p>
+
+<p>
+Nelson era dunque stato obbligato a procurarsi
+un’altra stamperia.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno 30, Napoli, svegliandosi, potè leggere la
+seguente:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="center">
+NOTIFICAZIONE
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<i>A bordo il</i> Fulminante, 29 <i>giugno</i> 1799
+</p>
+
+<p>
+«Orazio lord Nelson, ammiraglio della flotta britannica
+nella rada di Napoli, dà notizia a tutti coloro
+che hanno servito da ufficiali nel militare e nelle
+cariche civili l’infame sedicente Repubblica Napoletana,
+che se si trovano nel circuito della città di
+Napoli, debbano in termine di 24 ore presentarsi ai
+comandanti del castello Nuovo e del castel dell’Uovo,
+fidandosi alla clemenza di S. M. Siciliana, e se si
+trovano nelle vicinanze di detta città fino alla distanza
+di cinque miglia, debbano egualmente presentarsi
+ai detti comandanti, ma in termine di
+48 ore; altrimenti saranno considerati dal suddetto
+ammiraglio lord Nelson come ribelli e nemici della
+prefata M. S. Siciliana.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Non potrei render conto dell’effetto che produssero
+in città gli atti di lord Nelson, perchè noi dimorammo
+nella rada, e nessuno di noi mise piede
+a terra dal 24 giugno, in cui arrivammo sino all’8
+di agosto in cui partimmo.
+</p>
+
+<p>
+Il re aveva ricevuto al 2 di luglio a Palermo le
+lettere di Nelson e Hamilton, scritte al 29 giugno,
+dopo l’esecuzione di Caracciolo; si rammenterà il
+<span class="pagenum" id="Page_5">[5]</span>
+lettore che, nella sua lettera, sir William supplicava
+il re di venire al più presto; egli si decise di venire
+a Napoli o piuttosto nella baia di Napoli, e partì
+il 9 di luglio non già sul <i>Seahorse</i> che gli aveva mandato
+Nelson, ma sulla fregata napolitana la <i>Sirena</i>:
+senza dubbio egli temeva di alienarsi completamente
+la marina, già oltraggiata per la preferenza che
+egli aveva dato a Nelson sopra Caracciolo, e attristata
+dal processo e dalla morte dell’ammiraglio.
+</p>
+
+<p>
+Quanto fu cattiva la prima traversata fu altrettanto
+eccellente la seconda.
+</p>
+
+<p>
+Un bastimento leggiero spedito da Nelson era ritornato
+al 6, e gli aveva annunziato che il re era in
+cammino e arriverebbe probabilmente al 7 od all’8.
+</p>
+
+<p>
+Nelson risolse di affrettare l’assedio di castel
+S. Elmo, perchè il re Ferdinando vedesse la sua bandiera
+su tutti i forti.
+</p>
+
+<p>
+Il castel S. Elmo non era difficile a prendersi,
+colle disposizioni che avea il suo comandante.
+</p>
+
+<p>
+Al 3 luglio, vedendo incominciare contro di lui le disposizioni
+d’attacco, e credendo che il cardinale
+fosse sempre l’alleato degl’Inglesi, o piuttosto il
+generale che dirigeva l’operazione, gli aveva mandato
+un messaggiero per dirgli che la guarnigione
+francese era disposta a capitolare, prima che il castello
+fosse battuto in breccia, colla condizione che
+gli desse un milione, e accompagnava questa proposta
+colla minaccia di bombardare Napoli, se il
+milione non fosse pagato entro quarantott’ore.
+</p>
+
+<p>
+Il cardinale fece rispondere al colonnello Mejean
+che la guerra si faceva col ferro e non coll’oro, che
+in tutti i paesi civilizzati le leggi di guerra vietano
+di tirare sulle case poste in luoghi, da cui non
+<span class="pagenum" id="Page_6">[6]</span>
+venivano nè gli attacchi nè le offese, e che le batterie
+che si dirigerebbero contro di lui verrebbero
+probabilmente dalla parte opposta della città; e che
+per conseguenza doveva dirigere anch’egli il suo
+fuoco non già verso la città, ma verso la parte opposta;
+e aggiungeva che se una sola bomba fosse
+tirata dal castello su di un punto dal quale non fosse
+insultato, il colonnello Mejean risponderebbe del male
+che farebbe colla sua testa, e con quella dei Francesi,
+che erano sotto i suoi ordini.
+</p>
+
+<p>
+Troubridge, molto speditivo in materia di guerra,
+aveva proposto di minare il castello, di trasportarvi
+un centinaio di barili di polvere, e di far saltare i
+Francesi e gli ostaggi che erano con essi.
+</p>
+
+<p>
+Il cardinale, quantunque ritirato dalla coalizione,
+avendo avuto cognizione del progetto proposto da
+Troubridge, protestò come di cosa contraria alle
+leggi di guerra, e fu abbandonato.
+</p>
+
+<p>
+Al primo di luglio Troubridge sbarcò con mille e
+cinquecento Inglesi, vi unì cinquecento Russi e cominciò
+immediatamente i lavori di assedio, assecondato
+dal capitano Ball; ma al quarto giorno Ball fu
+mandato a Malta a sostituire il capitano Hallowell.
+</p>
+
+<p>
+Nella notte dall’8 al 9, il re arrivò a Procida, e
+aveva con sè il generale Acton ed il principe di Castelcicala.
+</p>
+
+<p>
+Rimase tutta la giornata del 9 a Procida, per assicurarsi
+senza dubbio che il giudice Speciale vi facesse
+bene il suo dovere; in fine al 10 arrivò a bordo
+del <i>Fulminante</i>, ove la sua presenza fu salutata da
+21 colpi di cannone.
+</p>
+
+<p>
+Si era già sparsa per Napoli la notizia che il re
+era a Procida; le salve tirate dal <i>Fulminante</i>, e la
+<span class="pagenum" id="Page_7">[7]</span>
+bandiera reale issata all’albero maestro annunziarono
+la sua presenza a bordo del vascello ammiraglio.
+</p>
+
+<p>
+La popolazione accorse subito a S. Lucia, al Molo,
+alla Marinella, ed una quantità immensa di barche
+adorne di bandiere, al suono di strumenti musicali,
+uscì dal porto e si diresse verso la squadra inglese
+per felicitare il re del suo ritorno.
+</p>
+
+<p>
+Appena il re fu a bordo del <i>Fulminante</i>, chiese un
+cannocchiale, salì sul cassero e si mise a guardare
+verso S. Elmo; nello stesso momento volle il caso
+che una palla russa spezzasse l’asta della bandiera
+francese e la gettasse a terra; il re superstiziosissimo,
+esclamò: «Buon presagio, caro Nelson! buon
+presagio!» Difatti, come se il colonnello Mejeau si
+fosse inteso con Troubridge per fare una sorpresa
+al re, la bandiera che succedette alla bandiera tricolore
+fu la bandiera bianca, detta altrimenti parlamentare.
+</p>
+
+<p>
+Questa bandiera, che sembrava di avere aspettato
+l’arrivo del re per ispiegarsi, produsse un grande
+effetto; la folla diede in applausi, e al cannone del
+<i>Fulminante</i> risposero i cannoni di tutta la flotta.
+</p>
+
+<p>
+Il cardinale aveva del resto ricevuto il giorno antecedente,
+cioè al 9, un viglietto del re in data di
+Procida e concepito in questi termini:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Procida, 9 luglio 1799.»
+</p>
+
+<p>
+«Eminentissimo mio. Vi mando molti esemplari
+di una lettera che ho fatta per i miei popoli; fatela
+immediatamente nota a’ medesimi, e riscontratemi
+dell’esecuzione. Dal Simonetti col quale lungamente
+ho parlato questa mattina, avrete inteso le mie determinazioni
+<span class="pagenum" id="Page_8">[8]</span>
+relativamente agli impiegati del Foro.
+</p>
+
+<p>
+«Il Signore vi conservi, come ve lo desidera il vostro
+affezionatissimo
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Ferdinando B.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Quando il cardinale conobbe dalle salve del bastimento
+che il re era a bordo del <i>Fulminante</i>, s’imbarcò
+e venne a bordo del bastimento di Nelson,
+ove non era più ritornato dal giorno della rottura
+del trattato; i prigionieri delle feluche, vedendolo
+passare, compresero di avere in lui un difensore,
+e ripresero qualche speranza, perchè sapevano
+ch’egli veniva a piatire la loro causa.
+</p>
+
+<p>
+Difatti, appena il cardinale incontrò il re, cominciò
+la questione dei trattati e disse altamente al re,
+che quella rottura sarebbe uno scandalo pubblico,
+che risuonerebbe in tutte le corti d’Europa. Il re
+rispose che prima di decidersi voleva sentire Nelson
+e sir William.
+</p>
+
+<p>
+Li fece chiamare, e allora si rinnovò la prima discussione.
+Sir William sosteneva la teoria diplomatica
+che il sovrano non deve transigere con sudditi
+ribelli, dichiarando che, essendo tali, il trattato
+doveva essere annullato; Nelson manifestò un odio
+implacabile contro i rivoluzionarii francesi; diceva
+che bisognava sbarbicare le radici del male, per impedire
+nuove e inattese sventure, che i repubblicani
+ostinati ed incapaci di pentimento commetterebbero
+nell’avvenire eccessi ancor più terribili, e che
+intanto l’esempio della loro impunità servirebbe
+d’incoraggiamento a tutti gli altri malintenzionati.
+Il cardinale era stato fermo sul principio che, fatta
+una capitolazione, doveva essere osservata, ma le
+<span class="pagenum" id="Page_9">[9]</span>
+sue istanze non prevalsero contro gli argomenti di
+Nelson e di sir William, che si accordavano coi segreti
+sentimenti del re.
+</p>
+
+<p>
+Furono trattenuti i prigionieri, i quali, vedendo
+il cardinale che partiva colla testa bassa e colla
+fronte corrugata, compresero che tutto era finito
+per essi.
+</p>
+
+<p>
+Ritornando al suo quartier generale, il cardinale
+inviò una seconda volta la sua dimissione.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_11">[11]</span></p>
+
+<h2>II.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Rientrando nel porto ancor convulsa per ciò che
+dovetti vedere, o piuttosto travedere, seppi che un
+marinaio, mentre era ubbriaco, aveva battuto il suo
+superiore e doveva essere condannato a morte.
+</p>
+
+<p>
+Aveva il cuore disposto all’indulgenza; mi sembrava
+che se salvassi la vita d’un uomo anche colpevole,
+alleggerirei il peso che mi opprimeva il petto,
+e che al punto dell’eguaglianza innanzi a Dio, rendendo
+la vita ad un uomo, riscattava il delitto di
+non aver impedito di lasciar morire un altr’uomo.
+</p>
+
+<p>
+Chiesi il nome del marinaio condannato, mi si rispose
+che si chiamava Tommaso Campbell.
+</p>
+
+<p>
+Quel nome mi colpì; certamente si trovava in
+fondo ai miei ricordi di gioventù.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_12">[12]</span>
+</p>
+
+<p>
+Obbligai la mia memoria a riandare le mie più
+lontane impressioni, e mi ricordai che ancor giovane
+e aia di bambini ad Hawarden, un giorno che
+conduceva i fanciulli a giuocare in un prato, il collegio
+di madama Collman, di cui aveva fatto parte
+per qualche tempo, mi passò innanzi, e tutte le
+mie antiche compagne mi avevano derisa per la
+mia nuova condizione; una sola, staccatasi dalla
+loro fila, venne ad abbracciarmi, e questa giovinetta
+si chiamava Fanny Campbell.
+</p>
+
+<p>
+Non so perchè udendo quel nome, quantunque
+molto sparso in Inghilterra, mi venisse in mente
+che quell’infelice condannato doveva essere parente
+di quella giovine, che mi aveva dato prove di amicizia
+mentre le altre mi deridevano.
+</p>
+
+<p>
+Chiamai il capitano Hardy che, fra tutti gli uffiziali,
+era quello con cui aveva maggiori relazioni,
+perchè era fra tutti il miglior amico di Nelson, e
+gli dissi di darmi qualche particolare sull’infelice
+Tommaso Campbell, e di dirmi specialmente di qual
+paese egli fosse. Hardy non aveva alcun particolare
+da darmi sul condannato, ma fece portare il processo
+verbale di condanna, e vidi che era della piccola
+città di Hawarden; allora non ebbi più alcun
+dubbio ch’egli fosse il fratello della povera Fanny
+Campbell, e pregai Hardy che, senza dire nulla, mi
+conducesse dal prigioniero. Hardy si rifiutò per qualche
+momento, ma insistetti tanto finchè cedette.
+Egli mi condusse allora per le scale dei marinai fino
+in fondo alla scala, dove il povero infelice era in
+ceppi.
+</p>
+
+<p>
+Si comprende quale fosse il suo stupore nel vedermi.
+Tutti i marinai mi conoscevano, e nessuno
+<span class="pagenum" id="Page_13">[13]</span>
+di loro ignorava certamente la mia intimità con
+Nelson. La mia presenza fu dunque per questo infelice
+ciò che è, o piuttosto sarebbe, un raggio di sole,
+che penetri nell’eterna notte dei dannati.
+</p>
+
+<p>
+Da principio, nel suo stupore, pareva che non comprendesse
+le mie domande, ed esitava a rispondere.
+</p>
+
+<p>
+Gli chiesi se era effettivamente di Hawarden, e
+mi rispose di sì; se avesse una sorella e mi rispose
+di sì.
+</p>
+
+<p>
+Gli dissi che avevo conosciuto sua sorella.
+</p>
+
+<p>
+Egli scosse la testa.
+</p>
+
+<p>
+— Ti assicuro che l’ho conosciuta, insistetti io.
+</p>
+
+<p>
+— Come mai, soggiunse egli, una grande signora,
+come voi, avrebbe conosciuto una povera ragazza,
+la figlia del sergente di marina John Campbell?
+</p>
+
+<p>
+— E l’ho sì bene conosciuta, gli dissi, che so
+come si chiami Fanny.
+</p>
+
+<p>
+Fece un atto di stupore.
+</p>
+
+<p>
+— È vero, diss’egli.
+</p>
+
+<p>
+Poi raccogliendosi:
+</p>
+
+<p>
+— Giacchè avete conosciuto mia sorella, continuò
+egli, e che la vostra visita prova che avete qualche
+interesse per un povero condannato, vi farò una
+preghiera.
+</p>
+
+<p>
+— Dite pure.
+</p>
+
+<p>
+— Mia sorella ha sposato il pastore d’un piccolo
+villaggio fra Hawarden e Northop.
+</p>
+
+<p>
+— John Law, forse?
+</p>
+
+<p>
+— Precisamente, esclamò Tommaso; ma come fate
+voi a saperlo?
+</p>
+
+<p>
+— Poco v’importa, voi vedete che lo so.
+</p>
+
+<p>
+— Ebbene, signora, non dimenticatevi, e quando
+sarò... morto... scrivete a mia sorella — io non so
+<span class="pagenum" id="Page_14">[14]</span>
+scrivere — scrivete a mia sorella che sono morto,
+senza dirle che sono stato impiccato, e ditele che
+preghi per me; siccome è una donna molto pia,
+non mancherà di farlo.
+</p>
+
+<p>
+— Ed è tutto ciò che desiderate, amico mio? gli
+chiesi.
+</p>
+
+<p>
+— Mio Dio, sì, signora, io sono giustamente condannato,
+ho minacciato il mio superiore, quantunque
+non sia interamente mia la colpa.
+</p>
+
+<p>
+— E di chi è dunque se non è vostra?
+</p>
+
+<p>
+— La colpa è di quel diavolo di vino del Vesuvio.
+Io l’ho bevuto come se bevessi della birra, senza
+pensare che era come soffiare sul fuoco; la testa
+mi girava, e non ho riconosciuto il mio superiore,
+i miei occhi non ci vedevano più, e ho commesso il
+delitto; ma io spero che il buon Dio darà uno
+sguardo sul libro di bordo; e vedrà che da dieci
+anni che servo sui vascelli di Sua Maestà Britannica,
+non ebbi che tre punizioni; è vero che la
+terza sarà buona.
+</p>
+
+<p>
+— Mio caro Hardy, ora so tutto ciò che voleva sapere,
+dissi ritornando verso il capitano di bandiera.
+Lasciamo questo povero giovine coi suoi rimorsi;
+poi aggiunsi sotto voce: che saranno tutta la sua
+punizione.
+</p>
+
+<p>
+Hardy mi guardò e scosse la testa.
+</p>
+
+<p>
+Io salii e andai a trovare Nelson.
+</p>
+
+<p>
+— Mio caro Orazio, gli dissi, bisogna che vi racconti
+una storia: quando mia madre era fantesca in
+una masseria, aveva trovato il mezzo, con un legato
+che le aveva lasciato un antico suo padrone, di
+farmi entrare in una pensione di fanciulle, ove in
+un anno imparai a leggere, a scrivere ed un poco
+<span class="pagenum" id="Page_15">[15]</span>
+di musica e di disegno; ma dopo un anno il denaro
+mancò, io dovetti lasciare il collegio ed entrare come
+aia di bambini in casa di un bravo signore chiamato
+M. Hawarden.
+</p>
+
+<p>
+Un giorno che conducevo al passeggio i miei piccoli
+allievi in un prato, le fanciulle, mie antiche
+compagne, che spesso io aveva superato nelle mie
+composizioni, passarono nel prato, e, siccome erano
+tutte signorine, si misero a deridere la mia umile
+posizione e i miei poveri abiti, che erano quelli di
+una cameriera.
+</p>
+
+<p>
+— Povera e cara Emma, disse Nelson stringendomi
+la mano.
+</p>
+
+<p>
+— Una sola si staccò dalla fila delle sue compagne
+e venne da me, e vedendo che piangeva, mi
+asciugò le lagrime col suo fazzoletto, e mi disse abbracciandomi:
+</p>
+
+<p>
+— Oh! Emma, io non sono come queste cattivelle,
+ti amo sempre, io.
+</p>
+
+<p>
+— E mischiando le sue lagrime colle mie, e abbracciandomi
+una seconda volta, andò a raggiungere
+le sue compagne, che la ricevettero con motteggi
+e derisioni.
+</p>
+
+<p>
+— Era una buona figliuola costei, disse Nelson, e
+vorrei sapere il suo nome e la sua dimora, per darle
+una dote se non ne avesse.
+</p>
+
+<p>
+— Ma ora ha già trentaquattr’anni, è maritata
+ed è felice.
+</p>
+
+<p>
+— Ah! tanto meglio.
+</p>
+
+<p>
+— Ma ha un fratello che è in una posizione molto
+cattiva; dovrò abbandonarlo questo fratello, o per
+riconoscenza verso sua sorella, toglierlo dalla posizione
+in cui si trova?
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_16">[16]</span>
+</p>
+
+<p>
+— Mia cara Emma, disse Nelson, abbandonare
+questo fratello dopo l’azione di sua sorella sarebbe
+un’ingratitudine, ed io non vi credo di questa stoffa.
+</p>
+
+<p>
+— Dunque voi mi aiuterete nel mio desiderio di
+contraccambiare Fanny?
+</p>
+
+<p>
+— Sì, se è in mio potere.
+</p>
+
+<p>
+— Mi date la vostra parola?
+</p>
+
+<p>
+— In fede di Nelson.
+</p>
+
+<p>
+— Ebbene, mio caro Orazio, gli dissi mettendogli
+un braccio al collo ed appoggiando le mie labbra
+sulla cicatrice della sua fronte, questa brava fanciulla,
+per cui mi predicate la riconoscenza, si chiama
+Fanny Campbell, e suo fratello è il Tommaso
+Campbell che oggi è stato condannato a morte dal
+consiglio di marina per insulto verso un superiore.
+</p>
+
+<p>
+— Ah! fece Nelson corrugando il sopracciglio; è
+più grave di quanto credeva, cara Emma.
+</p>
+
+<p>
+— Allora mi rifiutate....
+</p>
+
+<p>
+— Non dico questo; cercherò un mezzo di conciliar
+tutto.
+</p>
+
+<p>
+— Come, conciliar tutto! ciò mi sembra difficile,
+voi non potete fare che nello stesso tempo sia e non
+sia appicato.
+</p>
+
+<p>
+— No, ma posso lasciargli credere fino all’ultimo
+momento che sarà appiccato, e all’ultimo momento,
+comparirete voi e lo salverete. Non altrimenti,
+come, a quanto ci raccontava sir Wiliam, si facevano
+i scioglimenti delle tragedie antiche; appariva
+un dio od una dea ed il colpevole era salvato; siamo
+sulla terra dell’antichità, prendiamone esempio.
+</p>
+
+<p>
+Aveva qualche ripugnanza ad accettare la parte
+che Nelson mi dava in questa commedia che prolungava
+di quindici o diciotto ore le angoscie d’un
+<span class="pagenum" id="Page_17">[17]</span>
+infelice; ma Nelson fu inflessibile, bisognava accettare
+la grazia come la offriva, o rinunziarvi.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno seguente, tutto fu eseguito secondo i
+desiderî di Nelson; alla mattina i marinari ed i soldati
+di marina furono riuniti sul ponte, vi condussero
+il colpevole, dopo il rullo d’uso dei tamburi,
+e si mise al collo del condannato la corda col nodo
+corsoio che pendeva dall’antenna; allora, come eravamo
+intesi, comparvi e chiesi la grazia, che mi fu
+accordata.
+</p>
+
+<p>
+Il povero diavolo, che aveva avuto tanta forza
+quando si trattava di morire, gliene mancò per vivere
+e svenne.
+</p>
+
+<p>
+Lo si richiamò gettandogli un secchio d’acqua di
+mare sul viso, poi lo si ricondusse nella cala, lo si
+mise in ferri per otto giorni, e poi venne a ringraziarmi
+e riprese il suo servizio.
+</p>
+
+<p>
+— Ebbene, gli chiesi, berrai ancora vino del Vesuvio?
+</p>
+
+<p>
+— Oh! nè vino, nè birra, milady, rispose, ho giurato
+di non bere che acqua per tutto il tempo della
+mia vita.
+</p>
+
+<p>
+Seppi poi, che fin al 1801, vale a dire fino al bombardamento
+di Copenaghen, ove egli fu ucciso, mantenne
+fedelmente la sua promessa.
+</p>
+
+<p>
+Il re aveva fatto a Napoli tutto ciò che doveva
+fare, aveva istituito la sua giunta, e l’aveva veduta
+all’opera.
+</p>
+
+<hr class="tbs">
+
+<p>
+Il 6 luglio fu impiccato a Porta Capuana Domenico
+Perla;
+</p>
+
+<p>
+Al 7, Antonio Tramaglia;
+</p>
+
+<p>
+All’8 Giuseppe Latella;
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_18">[18]</span>
+</p>
+
+<p>
+Al 13 Giuseppe Belloni;
+</p>
+
+<p>
+Al 14 Nicola Carlomagno.
+</p>
+
+<hr class="tbs">
+
+<p>
+Al Mercato vecchio:
+</p>
+
+<p>
+Al 20 di luglio, Andrea Vitagliano; costui era parente
+di quel Vitagliano di cui ha raccontato lungamente
+la morte, e che fu eseguita con Gagliani
+ed Emanuele de Deo.
+</p>
+
+<hr class="tbs">
+
+<p>
+Infine nel Castel del Carmine al 3 agosto:
+</p>
+
+<p>
+Gaetano Rossi.
+</p>
+
+<p>
+Poi il re manifestò a Nelson il suo desiderio di ritornare
+a Palermo. Nelson mise vela al 6 di agosto
+e all’8 eravamo di ritorno nella capitale della Sicilia.
+</p>
+
+<p>
+La nostra traversata fu eccellente e, appena arrivati,
+il re scrisse subito al cardinale Ruffo.
+</p>
+
+<p>
+Ecco la lettera del re:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Palermo, 8 agosto 1799.
+</p>
+
+<p>
+«Eminentissimo mio. Non voglio tardare un momento
+a parteciparvi il mio felice arrivo in questa
+capitale dopo il più felice viaggio del mondo, giacchè
+martedì mattina, alle 11, eravamo sul capo di
+Posillipo, ed oggi alle 2 abbiamo già dato fondo in
+questo porto con un venticello sopr’acqua, e il mare
+calmo come un lago. Ho trovato tutta la mia famiglia
+in perfetta salute, e sono stato ricevuto nel
+modo che potete figurare. Datemi uguali buone notizie
+delle nostre faccende costì, conservatevi, e credetemi
+sempre lo stesso vostro affezionato.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Ferdinando B</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_19">[19]</span>
+</p>
+
+<p>
+Trovai la regina tanto buona ed affezionata per
+me com’era sempre stata; fu lei che mi disse che
+nello spazio di otto giorni aveva ricevuto due dimissioni
+del cardinal Ruffo, e che rispose a tutte e
+due con un rifiuto positivo, avendone bisogno per
+qualche tempo, e aggiungeva, <i>della popolarità di
+quell’uomo!</i>
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_21">[21]</span></p>
+
+<h2>III.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Qualche tempo dopo il nostro arrivo a Palermo,
+il re s’intese con sir William sui regali che voleva
+fare a quelli, che in quest’ultima campagna avevano
+avuto una certa parte; Nelson ne aveva talmente
+avuti che non gliene poteva dare di più.
+</p>
+
+<p>
+Tutti i capitani, che servirono sotto gli ordini di
+Nelson, ricevettero una tabacchiera con una fila di
+diamanti; quella di Troubridge aveva nel mezzo il
+ritratto del re, e inoltre gli aveva dato un bellissimo
+anello con un diamante che valeva almeno due
+mila ducati.
+</p>
+
+<p>
+Alcuni ebbero delle scatole colle cifre del re in
+brillanti.
+</p>
+
+<p>
+Il capitano Giorgio Hope, che all’epoca dell’imbarcamento
+<span class="pagenum" id="Page_22">[22]</span>
+aveva avuto l’onore di ricevere nella
+sua barca il principe reale, ricevette un magnifico
+anello in diamanti, il capitano Hardy ricevette un
+anello eguale ed inoltre una tabacchiera con due
+fila di diamanti col ritratto del re; infine il segretario
+di Nelson ebbe un anello con un brillante di
+gran valore.
+</p>
+
+<p>
+Intanto passò il mese di settembre, e al 29 di questo
+mese compì Nelson il quarantesimo anno della sua
+età. In quel giorno la regina Carolina gli scrisse di
+sua mano la seguente lettera che firmò col pronome
+di Carlotta, che era quello che prendeva in tutte le
+occasioni non politiche. Carlotta era il nome d’amica.
+Carolina non era che il suo nome di regina.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Palermo 29 settembre 1799.
+</p>
+
+<p>
+«Mio degno ed ammirevole lord Nelson. Ricevete
+i miei voti sinceri pel vostro giorno di nascita in
+quest’anno, che corre già al suo fine. Quanti innumerevoli
+motivi non abbiamo mai per esservi affezionati
+ed eternamente devoti; noi vi dobbiamo
+tutto, e credete che il ricordo ne è incancellabilmente
+scolpito nel nostro cuore. Io non sono che l’interprete
+del re e di tutta la mia cara famiglia che
+si unisce con me, per assicurarvi la sua eterna riconoscenza,
+e far voti al cielo per la vostra eterna
+felicità e lunga conservazione. Ricevete dunque lo
+augurio di una famiglia, di una nazione intera, che
+sente l’obbligo che vi deve, e credetemi per la vita
+colla più profonda stima e riconoscenza,
+</p>
+
+<p class="indr">
+«Vostra devotiss. e affezionatiss.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Carlotta</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_23">[23]</span>
+</p>
+
+<p>
+In questo mese di settembre, mentre Nelson compiva
+il suo quarantesimo anno, un uomo a cui non
+si pensava, perchè lo si credeva sequestrato per
+sempre in Egitto, faceva vela verso la Francia. Palermo
+vide accadere degli strani avvenimenti, per
+vero un po’ difficili a raccontare; ma da che ho da
+raccontare ancora tante altre cose difficili, riescirò
+anche in questo.
+</p>
+
+<p>
+La flotta turca era nel porto di Palermo colla
+flotta inglese; ma la differenza era grande, benchè
+Inglesi e Turchi fossero riuniti per la stessa causa.
+La differenza era grande nel modo con cui erano
+trattati gli uffiziali e i soldati delle due nazioni.
+</p>
+
+<p>
+I soldati e gli uffiziali inglesi erano eretici.
+</p>
+
+<p>
+Ma i soldati e gli uffiziali turchi erano ben altra
+cosa, erano infedeli.
+</p>
+
+<p>
+Gli uffiziali inglesi erano ricevuti nelle case e, bisogna
+pur dirlo, non erano trattati troppo male
+dalle signore siciliane; i soldati avevano anch’essi
+delle relazioni nella città, e parevano molto contenti
+della maniera con cui erano trattati.
+</p>
+
+<p>
+Ma la ripugnanza dei Siciliani o piuttosto delle
+Siciliane pei seguaci del profeta, era tale, che una
+donna coperta di cenci e chiedente l’elemosina non
+si sarebbe lasciata avvicinare da un turco, se la
+avesse anche coperta d’oro e fatta regina.
+</p>
+
+<p>
+Ne risultava, che i Musulmani risolvessero di prendere
+per forza dei favori, che non si volevano loro
+accordare di buon grado; assalivano le donne che
+trovavano nei luoghi reconditi ed anche pubblici,
+tentando di far loro violenza, se erano sole, o di
+portarle sui loro vascelli se erano sul porto, sulla
+banchina o in vicinanza al mare.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_24">[24]</span>
+</p>
+
+<p>
+Dopo mezzodì, sulla marina, vale a dir nel bel
+mezzo della passeggiata, mentre le carrozze erano
+al corso, due turchi, come se venissero da Tunisi
+o da Algeri e sbarcassero in paese nemico, presero
+una donna, e malgrado le sue grida, la portavano
+verso una barca, ove i suoi compagni l’aspettavano.
+Fortunatamente, a quelle grida accorsero molti marinai,
+ed uno dei turchi restò sulla spiaggia colpito
+da un coltello, l’altro potè raggiungere la barca
+e scampò.
+</p>
+
+<p>
+La cosa era giunta al punto, che non fu già più
+per le vie od al passeggio che le donne erano minacciate;
+ma quando una donna era sola o mal accompagnata
+in una bottega aperta, essa avea tutto
+da temere se passavano due o tre mussulmani. Ne
+accadevano delle risse sanguinose e giornaliere, in
+cui i Turchi si servivano delle loro pistole e i Siciliani
+dei loro pugnali e coltelli.
+</p>
+
+<p>
+E così pure se un marinaio, un soldato, un uffiziale
+della flotta turca, si avventurava di andare in
+qualche luogo solitario, si era sicuro di ritrovarlo
+morto all’indomani, crivellato di ferite.
+</p>
+
+<p>
+Infine l’odio che ispiravano quelle bestie feroci era
+tale che, se si parlava di un turco innanzi ad un siciliano,
+si era sicuro di vedere il siciliano mutar colore,
+e partirsene bestemmiando colla mano sul pugnale.
+</p>
+
+<p>
+Un giorno la cosa andò ancora più in là: noi avevamo
+per cortigiani, alle nostre serate della Favorita,
+due giovani da 22 a 24 anni, elegantissimi ambedue,
+ambedue bellissimi giovani, e si chiamavano,
+l’uno il principe di Sciacca, e l’altro il cavaliere
+Palmieri di Micciche. Sia che i Turchi avessero preso
+<span class="pagenum" id="Page_25">[25]</span>
+il principe di Sciacca per una donna vestita da uomo,
+sia che non si fermassero ad una cosa così
+poco importante come il sesso, si precipitarono incontro
+a lui sei od otto turchi, e tentarono di condurlo
+seco. Per fortuna Micciche accorse alle sue
+grida con una spada che trasse dal bastone; ma
+tutti e due sarebbero state vittime, l’uno del suo
+bel viso, l’altro della sua affezione, se cinque o sei
+uomini del popolo non fossero venuti in loro aiuto
+armati di bastoni e di coltelli; in quella mischia
+rimasero feriti due siciliani e un turco ammazzato.
+</p>
+
+<p>
+Si aspettava ad ogni momento l’ora di nuovi Vespri
+Siciliani, non più contro gli Angioini, ma contro
+i Mussulmani.
+</p>
+
+<p>
+L’8 di settembre, ad un’ora dopo mezzogiorno,
+nella strada di Monreale, due turchi colla scimitarra
+in mano, entrarono nella bottega di un calzolaio, e
+intanto che uno ne trascinava la moglie con un fazzoletto
+sulla bocca per impedire che gridasse, l’altro
+colla sciabola in mano minacciava gli operai; ma essi
+non tenendo alcun conto della minaccia, gli uni gli
+gettavano delle forme sul capo, gli altri prendevano
+i coltelli e si gettavano sui rapitori gridando: Morte
+ai Mussulmani, morte ai Turchi, morte agl’infedeli.
+</p>
+
+<p>
+A queste grida, che come un turbinio di polvere
+arrivarono ai sobborghi e dai sobborghi alla città,
+tutto Palermo si sollevò, e mandando grida di sterminio,
+ciascuno prendendo la prima arma che loro
+capitava sotto le mani, corse incontro ai Mussulmani
+come a bestie feroci.
+</p>
+
+<p>
+I Turchi videro che questa volta non era più una
+rissa individuale, ma una sollevazione generale. Le
+porte si chiudevano innanzi ai fuggitivi che imploravano
+<span class="pagenum" id="Page_26">[26]</span>
+invano un rifugio; dall’alto dei balconi si
+gettavano sulle loro teste tavole, sedie, vasi di
+fiori.
+</p>
+
+<p>
+Vi fu un momento in cui da un capo all’altro
+della città non si udivano che colpi di fuoco, imprecazioni,
+grida di dolore, urli di disperazione, rantoli
+di agonia; il sangue scorreva per le vie, le campane
+a martello davano il segno della strage.
+</p>
+
+<p>
+In due ore la cosa terminò: i tre o quattrocento
+turchi che in quel momento si trovavano in città
+giacevano a terra; appena una cinquantina si salvò
+gittandosi in mare o nelle barche, prendendo il
+largo a forza di remi.
+</p>
+
+<p>
+Fortunatamente per l’ammiraglio turco che trovavasi
+per caso sul suo vascello, udendo quanto accadeva
+rivolse i cannoni verso la città; ma Nelson
+che era al corrente della situazione, che da tanto
+tempo udiva le lagnanze che si facevano alla corte,
+ordinò la sua squadra in battaglia, e fece dire allo
+ammiraglio turco che al primo colpo di cannone tirato
+contro la città, lo avrebbe mandato a picco;
+quest’avvertimento bastò all’ammiraglio turco che
+ritornò al suo ancoraggio.
+</p>
+
+<p>
+Abbiamo parlato di un uomo, che durante questo
+tempo e senza che nessuno si sognasse che egli
+fosse in Egitto, passava tra Malta e il capo Bon, e
+navigava per dove la sua presenza doveva mutare
+la faccia del mondo. Quest’uomo era Bonaparte.
+</p>
+
+<p>
+Un parlamentario mandato da Bonaparte al commodoro
+inglese per trattare uno scambio di prigionieri,
+ritornò con un pacco di giornali, che il suo
+cortese nemico gli mandava, perchè vi potesse leggere
+i disastri della Francia.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_27">[27]</span>
+</p>
+
+<p>
+Bonaparte vide che per aver preso troppo presto
+l’iniziativa, l’armata francese era stata battuta a
+Kossack in Germania, a Magnano in Italia; che la
+armata in Napoli cercando di riunirsi a quella di
+Lombardia era stata battuta alla Trebbia, e che le
+due armate unite erano state battute a Novi; che
+gli Appennini infine erano invasi, e il Varo minacciato.
+</p>
+
+<p>
+L’armata d’Egitto aveva riportato le due vittorie
+di monte Tabor, e di Abouckir; per molto tempo la
+Porta non avrebbe più potuto mandare un nuovo
+esercito.
+</p>
+
+<p>
+Fece venire l’ammiraglio Gantheaume, gli ordinò
+di preparare segretamente il <i>Merion</i> e la <i>Carrere</i>, lasciò
+il comando in capo dell’armata a Desaix, e si
+imbarcò il 22 agosto con Berthier, Murat, Andreossi,
+Marmont, Berthollet Monge, e giunto l’8 ottobre a
+Frijus, e il 16 a Parigi, il 9 novembre fece il colpo
+di stato conosciuto sotto il nome del 18 brumajo.
+</p>
+
+<p>
+Queste notizie, come si crede, misero in gran scompiglio
+la corte di Palermo. Ma nello stesso tempo
+accaddero altri movimenti personali che ci sforzano
+di ricondurre i nostri sguardi dagli affari pubblici
+sui nostri.
+</p>
+
+<p>
+Gli avvenimenti di Francia e la necessità di stringere
+il blocco di Malta avevano forzato lord Nelson
+di lasciarci e di fare una crociera, nella quale ora
+ci scriveva da Livorno, ora da Montecristo, ora semplicemente
+dal mare.
+</p>
+
+<p>
+Durante questa crociera, ricevette l’avviso che
+lord Keith era nominato comandante in capo delle
+forze del Mediterraneo, comando che di fatto trovavasi
+già da due anni nelle sue mani; e nello stesso
+<span class="pagenum" id="Page_28">[28]</span>
+tempo ricevemmo l’avviso che M. Arturo Paget era
+nominato ministro presso il governo delle Due Sicilie,
+in rimpiazzo di sir William Hamilton.
+</p>
+
+<p>
+Ciò non era soltanto la disapprovazione di tutto
+ciò che lord Nelson e sir William avevano fatto negli
+avvenimenti dell’ultima rivoluzione, ma una grave
+disgrazia.
+</p>
+
+<p>
+E posso dirlo, perchè in verità il colpo inatteso
+fu più crudele per la corte delle Due Sicilie, che
+non per noi.
+</p>
+
+<p>
+Nelson specialmente fu colpito nel modo più crudele,
+perchè lo era nello stesso tempo nel suo amor
+proprio e nel suo amore.
+</p>
+
+<p>
+Sir William era semplicemente furioso; si sarebbe
+detto, che gli rincresceva più di me, di doversi separare
+da Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Ricevemmo le due notizie quasi nello stesso tempo.
+Al 3 febbraio 1800 Nelson ci scriveva o piuttosto mi
+scriveva:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Cara lady Hamilton,
+</p>
+
+<p>
+«Avendo ora un comandante in capo, non posso
+raggiungervi prima di avergli fatto i miei saluti. I
+tempi sono mutati; ma vi dichiaro che se non viene
+qui direttamente, io non l’aspetto. Del resto mando
+ad informarmi come state; rispondetemi una parola,
+il mio cuore è pieno d’angoscia per voi; ma non è
+mia la colpa di essere stato tanto tempo assente;
+io non comando più, e debbo invece obbedire.
+</p>
+
+<p>
+«Dio vi benedica, mia cara lady, e state sicura
+che mai non cesserò d’essere il vostro obbligato ed
+affezionato
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Bronte Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_29">[29]</span>
+</p>
+
+<p>
+Presi la penna e mi affrettai di rispondere a Nelson,
+espandendo il mio cuore nella mia lettera; sapeva
+quanto egli soffriva, e come qualche mia buona
+parola avrebbe sollevato il povero suo cuore affranto.
+In quanto a sir William, ecco la sua lettera.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«Apprendo che lord Keith è effettivamente al posto
+di lord S. Vincent comandante in capo del Mediterraneo;
+non dubito punto che a quest’ora non
+ci rimanga che l’ultima soddisfazione di ritornarcene
+a casa col nostro caro amico lord Nelson. Vostra
+Signoria avrà già appreso da Emma, che dopo trentasei
+anni di servizio a questa corte, sono stato rimosso
+con un colpo di piede dal mio posto, e che
+M. Paget figlio di lord Troubridge è nominato inviato
+plenipotenziario presso il re delle Due Sicilie,
+e che è in viaggio per venire qui a bordo d’una fregata.
+Io non ho ricevuto dall’Inghilterra nessuna
+notizia ufficiale sul mio rimpiazzo; ma lord Greenville
+aveva una mia lettera scrittagli al principio
+del 1798, che lo autorizzava a disporre del mio posto,
+come gli piacerebbe, colla condizione di assicurarmi
+per la vita una rendita di 2000 lire sterline,
+non però a titolo di pensione. Resterei piuttosto tutta
+la mia vita a Napoli, anzichè ritirarmi con un soldo
+di meno. La povera Emma è in gran pena. Ma che
+mi si lasci ritornare a casa ad assestare gli affari
+miei, e poi Emma e la regina disporranno della mia
+vecchia carcassa come vorranno.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">W. Hamilton</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+L’ammiraglio Keith venne assai presto a raggiungere
+Nelson, perchè non partisse solo. Tutti e due
+partirono insieme, l’ammiraglio Keith sulla <i>Principessa
+<span class="pagenum" id="Page_30">[30]</span>
+Carlotta</i> e Nelson sul <i>Fulminante</i>, ed arrivarono
+a Palermo l’8 febbraio. Nelson corse a concertarsi
+con noi, e si stabilì che se sir William lasciasse la
+corte di Napoli, Nelson darebbe la sua dimissione,
+o almeno chiederebbe un congedo.
+</p>
+
+<p>
+Al 9 il re andò a fare una visita a lord Keith a
+bordo della <i>Principessa Carlotta</i>, ed il giorno seguente
+fece la stessa visita sul <i>Fulminante</i>.
+</p>
+
+<p>
+Quest’ultimo bastimento ricevette a bordo alcune
+truppe siciliane per Malta, e dopo aver preso congedo
+da noi all’11, Nelson partì il 12 per quell’isola,
+sempre in compagnia della <i>Principessa Carlotta</i> che
+portava la bandiera dell’ammiraglio Keith; attraversarono
+lo stretto di Messina, ed arrivarono al 15 innanzi
+a Malta.
+</p>
+
+<p>
+Al 18, verso l’aurora, Nelson incontrò una piccola
+flottiglia francese, comandata dal contr’ammiraglio
+Perrie a bordo del Generoso, vascello di 74 cannoni,
+che veniva da Tolone e trasportava delle truppe a
+Malta. Egli attaccò immediatamente la flottiglia e
+dopo un combattimento terribile l’ammiraglio Perrie
+fu ferito mortalmente, e il suo vascello preso.
+</p>
+
+<p>
+L’ammiraglio francese morì il giorno seguente, 19.
+</p>
+
+<p>
+Nello stesso giorno il comandante di divisione Poulain
+scrisse a lord Nelson per chiedergli di far rendere
+gli onori funebri al vice ammiraglio comandante
+le forze navali della Francia nel Mediterraneo;
+e facendo appello a quella fraternità di coraggio
+che combatte il nemico quando è vivo, ma che lo
+onora dopo la morte, aggiungeva nella sua lettera
+che portava con lui il rimpianto e la stima di tutti
+quelli che avevano servito sotto i suoi ordini.
+</p>
+
+<p>
+Ebbi notizia di questo combattimento e della situazione
+<span class="pagenum" id="Page_31">[31]</span>
+in cui Nelson si trovava rispetto a lord
+Keith dallo stesso Nelson, che mi scrisse il 20 febbraio
+dalla Valletta la lettera seguente:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Mia cara lady Hamilton,
+</p>
+
+<p>
+«Voi sapete come lord Keith mi ha ricevuto; non
+so che cosa avreste fatto voi se foste stata al mio
+posto; ma non lo credo. Poco importa; gli scrissi
+che prima di venire alle mani col <i>Generoso</i> aveva
+fatto un voto, quello di rompere la mia bandiera se
+non lo prendeva. Egli non mi ha ancora risposto.
+</p>
+
+<p>
+«Se mi sentirò meglio, scriverò una lettera al
+principe ereditario, mandandogli la bandiera dell’ammiraglio
+francese. Spero che voi mi approverete.
+È stato preso sulle coste del regno di suo padre,
+e da un suddito che gli è fedele quanto uno
+de’ suoi dominii. Non ho più avuto comunicazioni
+colla terra; però non ho veduto nè Ball, nè Troubridge,
+nè Graham, nè Lion.
+</p>
+
+<p>
+«La mia testa è orribilmente ammalata, non ho
+nessuno che mi conforti un istante. Mando il pacco
+al generale Acton, così credo che arriverà più presto,
+e che egli sarà molto lusingato di presentare
+la lettera e la bandiera al principe. Temo che Malta
+non potrà durare molto tempo, a meno che non
+giungano in suo soccorso altre corvette. Vi prego
+di presentare i miei omaggi a tutti quelli che vi
+circondano, e di credermi per sempre vostro affezionatissimo
+e devotissimo,
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Bronte Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Di fatti nello stesso tempo che ricevetti questa
+lettera, sir John Acton ne riceveva un’altra colla
+<span class="pagenum" id="Page_32">[32]</span>
+bandiera francese pel principe ereditario. Al 27 febbraio
+rispondeva a Nelson, felicitandolo della presa
+del <i>Generoso</i>, e mentre gl’inviava i complimenti del
+re e della regina, aggiungeva:
+</p>
+
+<p>
+«Come potrei esprimervi in nome di S. A. R. tutta
+la sua gratitudine! Mi recai tosto ai suoi appartamenti
+colla lettera di V. S., col bel dono della bandiera
+dell’ammiraglio francese. Il principe ne fu maravigliato
+e lo è ancora; egli risponderà personalmente
+a V. S. o con questa occasione o per corriere.
+Voi avete reso felice tutta la famiglia reale, e non
+è questa la prima occasione che le avete data di
+esprimervi la sua essenziale riconoscenza per tutto
+ciò che avete fatto per essa.»
+</p>
+
+<p>
+Al 24 febbraio lord Keith dava a lord Nelson l’ordine
+di recarsi al blocco di Malta, <i>per compiere</i> servigi
+<i>di pubblica importanza</i>, o piuttosto, ciò che era
+più vero, per allontanarlo da me. Quest’ordine era
+accompagnato da un’istruzione speciale sul da farsi
+nel caso che la Valletta si rendesse.
+</p>
+
+<p>
+Ed aggiungeva: — e qui si vede benissimo l’intenzione
+che vi era di separarci, — che Palermo era
+troppo lontano, Nelson era invitato a prendere per
+punto di convegno Siracusa, Messina od Agosta.
+</p>
+
+<p>
+Quest’ordine portò al suo colmo l’esagerazione di
+Nelson. La ricompensa del suo occhio perduto, del
+suo braccio mutilato, della sua fronte spaccata; la
+ricompensa di Aboukir, di nove vascelli nemici abbruciati
+e calati, era una meschina persecuzione che
+penetrava nel più intimo della sua vita privata, e
+lo feriva profondissimamente nel suo cuore.
+</p>
+
+<p>
+Così gli rispose nello stesso giorno:
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_33">[33]</span>
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«<i>Fulminante</i> innanzi a Malta, 24 febbraio 1800.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Milord,
+</p>
+
+<p>
+«Il mio stato di salute è tale che mi è impossibile
+di restar qui. Se resto son morto. Vi prego
+quindi di accogliere la mia dimanda per andare a
+vedere i miei amici di Palermo, per qualche settimana.
+Lascio il comando al commodoro Troubridge.
+Soltanto la assoluta necessità mi obbliga di scrivervi
+questa lettera. Col più gran rispetto,
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Bronte Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Nelson non si accontentò di questa lettera destinata
+ad essere pubblicata al bisogno; ma gli scrisse
+anche quest’altra privata:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«24 febbraio 1800
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mio caro lord,
+</p>
+
+<p>
+«Non posso restar qui quattordici giorni che sono
+per me quattordici anni; sono completamente estenuato.
+Ecco perchè sono stato obbligato di scrivervi
+quella lettera uffiziale. In quanto allo stato del <i>Fulminante</i>,
+furono le esigenze del servizio che permisero
+che non fosse raddobbato da molti mesi. Anche
+oggi ha dato un’altra prova che non può tenere
+il mare anche quando l’alto mare non sia cattivo;
+ma il suo cordaggio, sia che rimanga o che parta,
+deve in ogni caso essere rinnovato; tutto cade. Vi
+mando sir Edward Berry, e mi sottometto alla vostra
+decisione, tanto riguardo al bastimento, quanto
+a me. Sono sicuro che non mi farete nessuna obbiezione.
+Sento la debolezza della mia salute, ma
+non me ne voglio lagnare.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_34">[34]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Come uomo di mare, credo che il <i>Fulminante</i> deve
+esser raddobbato.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Bronte Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+L’8 di marzo Nelson, trattenuto suo malgrado al
+blocco, scriveva a sir William:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«Vi ringrazio affettuosamente delle vostre lettere
+e dei vostri buoni augurii. Ho deciso. La mia salute
+esige di andare a Palermo e di rimanere due settimane
+con voi. Debbo pregarvi di nuovo di far preparare
+al più presto possibile quattro cannoniere
+pel servizio di Malta, che saranno utilissime per la
+resa della piazza, impedendo ai piccoli bastimenti
+di uscire e di entrare. Credo (visto che il nemico
+nella notte del quattro ha cercato di far uscire una
+piccola polacca, buona veliera) che Vaubois voglia
+mandare dei dispacci in Francia, per dire che non
+può tenere più a lungo; e se le nostre truppe arrivano
+da Gibilterra e da Minorca, come crede il capitano
+Blackwood, non crederei che i Francesi potessero
+resistere due settimane. Prego il generale
+Acton di affrettare l’invio delle cannoniere. Troubridge
+ha l’iterizia e sta molto male. Siccome vi vedrò
+presto, vi dirò di viva voce che sono ecc. ecc.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Bronte Nelson</span>.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Difatti, senza aspettare la resa di Malta, nè il permesso
+di lord Keith, arrivò il 16 a Palermo, nel momento
+che si celebrava, cosa assai curiosa, il matrimonio
+del generale Acton, che aveva 67 anni, con
+sua nipote, che ne aveva 14: affrettiamoci a dire che
+il generale ebbe da questo matrimonio tre figli.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_35">[35]</span>
+</p>
+
+<p>
+Credo di aver lasciato travedere che da qualche
+tempo non vi era più nessuna intimità fra lui e la
+regina; se dovessi fissare un termine per questa
+intimità, la farei risalire alla morte del principe Caracciolo.
+</p>
+
+<p>
+La sua gioia fu grande nel rivedermi, e oltre al
+desiderio di avvicinarsi a noi, egli era veramente
+ammalato assai; poi un nuovo sfregio che mi colpì
+e che egli considerò come un insulto, portò al più
+alto grado il suo risentimento contro alla corte di
+Inghilterra.
+</p>
+
+<p>
+Dopo la presa dell’isola di Malta dai Francesi,
+l’ordine di Malta era caduto in dissuetudine. La Repubblica
+francese aveva abolito gli ordini.
+</p>
+
+<p>
+Paolo I, che voleva avere la riputazione d’imperatore
+cavalleresco, si era intitolato gran maestro
+dell’ordine, e ne distribuiva i brevetti.
+</p>
+
+<p>
+L’imperatore, dietro dimanda di lord Nelson, ne
+mandò uno di gran croce con una commenda onoraria
+pel capitano Ball. Nello stesso tempo che sir
+Charles Whitworth ne dava avviso a lord Nelson, e
+gli annunziava che io era stata nominata dama, con
+piccola croce dell’ordine.
+</p>
+
+<p>
+Sir William inviò alla cancelleria di Londra la lettera
+di sir Charles Whitworth e il brevetto, chiedendo
+per me il permesso di portar questa croce.
+</p>
+
+<p>
+La cancelleria non si degnò nemmeno di rispondere.
+Lord Nelson scrisse da parte sua. Eguale silenzio.
+</p>
+
+<p>
+Allora la risoluzione di Nelson fu presa. Decise di
+chiedere, se non il suo ritiro, almeno un congedo,
+e sarebbe venuto con noi a passarlo a Londra. Inoltre,
+in questo frattempo sir Arturo Paget, che dovea
+<span class="pagenum" id="Page_36">[36]</span>
+sostituire sir William, senza volergli rendere
+conto per nulla della situazione degli affari, gli abbandonò
+tutta l’ambasciata, appartamento, e archivio.
+Risolvemmo di lasciar momentaneamente Palermo,
+di andare a bordo del <i>Fulminante</i>, e di recarci
+a Napoli a passare due mesi; e dopo questi due mesi
+di ritornare a Palermo per prendere la regina, ed
+accompagnarla a Vienna, ove contava di andare; e
+quando ritorneremo a Palermo o piuttosto a Napoli,
+noi continueremo la nostra via per Londra.
+</p>
+
+<p>
+Per conseguenza io e sir William facemmo i nostri
+momentanei addii alla famiglia reale, salimmo
+sul <i>Fulminante</i> e partimmo per Siracusa, ove restammo
+fino al 3 maggio; poi ci mettemmo di nuovo
+in mare, e nella notte del 4 al 5 gettammo l’áncora
+nel porto di S. Paolo a Malta.
+</p>
+
+<p>
+Vi rimanemmo fino al 20, epoca in cui ripartimmo
+per Palermo, ove una nuova distinzione attendeva
+lord Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Sua Maestà Ferdinando, non avendo potuto dare
+a Nelson, a Troubridge e a Ball il cordone di S. Gennaro,
+ordine cattolico, perchè erano protestanti, istituì
+espressamente per decorarli l’ordine del merito
+di Ferdinando. Le tre prime gran croci furono lord
+Nelson, il feldmaresciallo Suwarow e l’imperatore
+Paolo.
+</p>
+
+<p>
+Dissi che il ritorno di Bonaparte in Francia doveva
+mutare l’aspetto dell’Europa, e in fatti aveva
+già mutato quello della Francia. Il direttorio abolito,
+Bonaparte, nominato primo console, volse gli
+occhi sull’Italia riconquistata da Suwarow e da
+Melas.
+</p>
+
+<p>
+Melas solo era rimasto In Italia: Suwarow battuto
+<span class="pagenum" id="Page_37">[37]</span>
+da Massena a Zurigo ed a Mauttathal, era andato a
+render conto della sua disfatta a Paolo I.
+</p>
+
+<p>
+Verso la fine di maggio si seppe che Bonaparte
+aveva passato le Alpi con un’armata di 4000 uomini.
+</p>
+
+<p>
+La regina pensò che era venuto il momento di
+andare a fare una visita a suo nipote. La fortuna
+di Bonaparte poteva seguirlo dalle rive del Nilo a
+quelle del Po, e in questo caso ognuno poteva indovinare
+il rovescio che una vittoria riportata dai
+Francesi poteva cagionare in Italia.
+</p>
+
+<p>
+Nelson doveva mettersi col <i>Fulminante</i> in servizio
+della regina, la cui partenza fu fissata per gli 8 di
+giugno; ma la partenza fu ritardata di due giorni.
+</p>
+
+<p>
+Infine il 10 giugno, la regina, le tre principesse,
+il principe Leopoldo, sir William ed io, c’imbarcammo
+a bordo del <i>Fulminante</i>, che partì per Livorno
+in compagnia della <i>Principessa Carlotta</i>, dell’<i>Alessandro</i>
+e di un pacchetto napolitano: il passaggio fu
+eccellente, e con una buona brezza arrivammo il 14
+a Livorno, vale a dire lo stesso giorno in cui Bonaparte
+guadagnava la battaglia di Marengo.
+</p>
+
+<p>
+Si restò fino al 16 senza poter discendere a terra;
+il vento si era rinvigorito, il mare era diventato
+burrascoso.
+</p>
+
+<p>
+Al 16, verso le ore 9 del mattino, potemmo scendere
+nella lancia di lord Nelson e sbarcare alle scale
+nei Finocchieti, ove trovammo un’immensa affluenza
+di popolo che sapeva l’arrivo della regina, la quale,
+al momento in cui mise piede a terra, fu complimentata
+dal generale barone di Fenzel, dal generale
+Lavillette governatore di Livorno, infine dal duca
+Strozzi scelto dal granduca per accompagnare la
+regina dovunque volesse andare, mentre il cavaliere
+<span class="pagenum" id="Page_38">[38]</span>
+Segardi, amministratore generale dei beni della corona,
+doveva provvedere alle spese della sua corte
+durante la sua dimora in Toscana.
+</p>
+
+<p>
+Salimmo nelle carrozze che ci aspettavano, andammo
+alla cattedrale, ove si celebrava un <i>Te Deum</i>,
+in rendimento di grazie pel buon viaggio della regina,
+ed entrando in palazzo trovammo la duchessa
+d’Atri che era espressamente venuta da Firenze per
+ricevere la regina. Alla sera andammo in teatro dove
+fummo accolti da applausi frenetici.
+</p>
+
+<p>
+Non si sapeva ancora che era stata data una battaglia
+sotto le mura di Alessandria.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_39">[39]</span></p>
+
+<h2>IV.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Prima cura della regina nello scendere a terra fu
+di chiedere notizie dell’armata d’Italia, e ciò per una
+doppia ragione: dapprima a causa dell’influsso che
+Bonaparte vincitore o vinto poteva avere sul regno
+delle Due Sicilie; poi per la sicurezza del suo viaggio
+a Vienna. Sventuratamente tutti quelli a cui si
+indirizzava, non ne sapevano più di lei; per cui
+spedì uno dei signori che erano venuti a farle la loro
+corte, il barone di Rosenheim, ai generali Melas,
+Hohenzollern e Ott, ordinandogli di andare per la
+riviera di levante, facendolo accompagnare da due
+corrieri a misura che apprendevano notizie dell’armata.
+</p>
+
+<p>
+Al 17 di sera, il signor Sommariva venne da Firenze,
+<span class="pagenum" id="Page_40">[40]</span>
+e seppe da lui che Bonaparte in persona comandava
+l’armata, e non si era ancor ben sicuri;
+che i Francesi erano in forza se avevano della cavalleria,
+e che gli eserciti erano fra Alessandria e
+Tortona e sul punto di venire alle mani; in tutti i
+casi il signor Sommariva assicurava la regina, che
+non aveva nessun pericolo da temere a Livorno.
+</p>
+
+<p>
+Si vedeva però facilmente, che chi si adoperava a
+rassicurarsi era assai poco sicuro di sè stesso.
+</p>
+
+<p>
+Egli di nuovo partiva nella notte per Firenze.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno seguente si sparse la voce che i Francesi
+erano in piena rotta: si crede facilmente a quanto
+si desidera; la regina annunziò dunque a tutti questa
+buona notizia.
+</p>
+
+<p>
+Ma nella notte del 18 al 19 Nelson ricevette un uffiziale
+inglese, inviato da lord Keith con una lettera,
+in cui gli diceva che dovea essere firmata una sospensione
+d’armi fra i Francesi e gli Austriaci, e
+che in questa sospensione era stipulato; che gli Austriaci
+dovessero evacuare tutte le piazze forti del
+territorio di Genova e consegnarle ai Francesi. Queste
+prime notizie non s’accordavano di certo con
+quelle che ci erano giunte il giorno prima sulla ritirata
+dei Francesi; ma quelle che seguivano erano
+ancor più inquietanti, e ci davano da pensare assai.
+</p>
+
+<p>
+Lord Keith continuava ad ordinare a Nelson di
+riunire tutti i bastimenti che avesse sotto i suoi ordini,
+e di portarsi con essi al golfo della Spezia per
+impadronirsi di tutti quei forti, e specialmente di
+quello di Santa Maria, di tutta l’artiglieria, o almeno
+di metterla in condizione di non essere più utile ai
+Francesi. Finalmente Keith diceva a Nelson che se
+poteva, per quella spedizione alla Spezia, staccare
+<span class="pagenum" id="Page_41">[41]</span>
+dalla sua flotta qualche bastimento e inviarglielo a
+Genova, gli farebbe piacere.
+</p>
+
+<p>
+Queste notizie ci costernavano. Evidentemente
+una tale convenzione non avrebbe potuto aver luogo,
+se non in seguito ad una battaglia, e in una battaglia
+in cui gli Austriaci fossero stati indubbiamente
+battuti.
+</p>
+
+<p>
+Dato quest’ordine a Nelson di lasciar tutto e di recarsi
+alla Spezia, ci desolava, e particolarmente la regina,
+che a ragione vedeva in Nelson il suo unico appoggio,
+e senza Nelson si considerava come perduta.
+</p>
+
+<p>
+Ma Nelson non ci lasciò molto tempo in quest’angoscia;
+dichiarò che senza alcun pretesto egli non
+lascierebbe la regina, nella condizione in cui si trovava;
+e per conseguenza, onde eseguire gli ordini di
+lord Keith, inviò alla Spezia l’<i>Alessandro</i> e la <i>Dorotea</i>
+e rimase a Livorno col <i>Fulminante</i>, e col <i>Vasco di
+Gama</i> naviglio portoghese, e le fregate e le corvette
+napolitane che si trovano nel porto di Livorno.
+</p>
+
+<p>
+Questa risoluzione calmò le nostre inquietudini
+sul punto della sicurezza della regina.
+</p>
+
+<p>
+Ma assicurata sulla sua situazione, la regina non lo
+era punto su quella dell’armata austriaca. Si rivolse
+al barone di Fenzel che non ne sapeva nulla:
+spedì un corriere al generale Sommariva, comunicandogli
+gli ordini che l’ammiraglio Keith aveva
+dato a lord Nelson; ma il generale Sommariva si
+accontentò di dire, che non sapeva nulla di positivo,
+e che credeva essere prudente per lei di rimanersi
+a Livorno, e di aspettarvi gli avvenimenti ulteriori
+e gli schiarimenti di quelli che erano passati.
+</p>
+
+<p>
+Nello stesso tempo, in cui venne la risposta del
+generale Sommariva, arrivò il brigadiere Rosenheim
+<span class="pagenum" id="Page_42">[42]</span>
+che la regina aveva mandato a prender notizie. Egli
+raccontò di aver parlato a Genova col generale austriaco
+Hohenzollern, che gli aveva fatto leggere una
+convenzione fra il generale Melas ed il generale Berthier,
+in cui era stabilita una sospensione d’armi fra
+le due armate, che non potessero riprendere le ostilità
+prima di dieci giorni; e che intanto gli Austriaci
+dovessero consegnare ai Francesi tutte le piazze forti
+che possedevano, vale a dire Genova, Savona, Cuneo,
+Alessandria, Tortona, Mondovì, la cittadella di Milano,
+quella di Torino e il forte d’Urbino, non conservando
+nelle loro mani che Mantova, Ferrara, Peschiera,
+Verona ed Ancona.
+</p>
+
+<p>
+La causa che si dava a questa desolante sospensione
+d’armi, sarebbe stata una battaglia accaduta
+il 14 a Marengo fra la Bormida e la Scrivia, in cui
+Melas, dopo aver cominciato colla vittoria, terminò
+colla disfatta.
+</p>
+
+<p>
+Si comprende quale fosse la disperazione di tutta
+la famiglia reale ad una simile notizia. La regina
+specialmente fu assalita da un accesso nervoso che
+le cagionò una completa prostrazione di forze, da
+cui non usciva se non per accessi febbrili che andavano
+fino al delirio; ma fu peggio quando Nelson,
+disperato al pari di noi, portò a sir William, — perchè
+non osò consegnarlo nè a me nè alla regina, — il
+viglietto seguente che aveva ricevuto da
+lord Keith.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Genova, 21 giugno 1800.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Confidenziale.
+</p>
+
+<p>
+«Ho veduto ora un uomo che lascia Bonaparte.
+Questo Bonaparte dice pubblicamente, che prima di
+<span class="pagenum" id="Page_43">[43]</span>
+far la pace, vuol ridurre una potenza in Italia. Lasciate
+partire quanto prima la regina per Vienna
+e al più presto che potrà. Se la loro flotta arriva un
+giorno prima della nostra in Sicilia, la Sicilia è perduta,
+perchè non è capace di resistere un giorno.»
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Keith.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La lettera era così pressante, e conteneva una notizia
+tanto grave, che, malgrado lo stato di salute in
+cui si trovava, si risolse di comunicargliela; si riunì
+a questo scopo una specie di congresso nella sua
+camera, perchè ciascuno desse il suo avviso sulla
+risoluzione che credesse migliore in tale momento.
+La regina, ritornata in forza per l’eccesso del terrore,
+sarebbe stata d’avviso di partire immediatamente
+come glielo consigliava lord Keith; ma l’avviso di
+sir William e di Nelson fu che dovesse stare a Livorno,
+ove aveva sempre a sua disposizione i vascelli
+di guerra di Nelson, e di non partire se non
+quando avesse ricevuto un corriere da Vienna, che
+le direbbe in quale stato fossero le cose alla corte
+di suo nipote: il principe di Castelcicala si era unito
+a quell’avviso, che prevalse, e si risolse di rimanere.
+</p>
+
+<p>
+L’emozione fu così viva, che non si ammalò soltanto
+la regina, ma anche il principe Leopoldo. La
+malattia della regina fu però grave, e non fu vinta
+che in seguito a ripetuti salassi, mentre il principe
+Leopoldo se ne liberò con un leggero purgante.
+</p>
+
+<p>
+Verso la fine del mese di giugno, la regina ristabilita
+dalla sua indisposizione, si decise a partire.
+Per tutto il tempo che era rimasta a Livorno, quantunque
+il re Ferdinando ed il ministro Acton fossero
+<span class="pagenum" id="Page_44">[44]</span>
+a Palermo, il vero governo era rimasto presso
+la regina.
+</p>
+
+<p>
+Lord Nelson aveva significato a lord Keith la sua
+decisione di ritornare in Inghilterra, e lord Keith gli
+aveva offerto di disporre di un bastimento della
+flotta; ma siccome io voleva passare per Vienna onde
+non lasciare la regina, Nelson decise di fare la stessa
+strada per non lasciarmi.
+</p>
+
+<p>
+La regina scrisse al comandante d’Ancona per
+chiedergli se non vi fosse nel porto qualche bastimento
+per condurla a Fiume od a Venezia.
+</p>
+
+<p>
+Presa la risoluzione di partire, bisognava decidere
+poi se si doveva partire per terra o per mare.
+</p>
+
+<p>
+Intanto si ricevette da Vienna la notizia che l’imperatore
+d’Austria restituiva Perugia ed il suo territorio
+al papa.
+</p>
+
+<p>
+Il 3 luglio, la regina ricevette da Vienna quella
+lettera che tanto aspettava e che fu portata dal corriere
+Giannini, che aveva mandato. Essa era dell’imperatrice
+sua nipote; la imperatrice supplicava
+Maria Carolina, di non lasciarsi distogliere per qualunque
+ragione buona o cattiva dal suo viaggio di
+Vienna; le diceva che credeva quel viaggio non soltanto
+utile, ma necessario ai suoi interessi, e la invitava
+a mandare un corriere a Melas in Milano,
+perchè il generale gl’indicasse la via da percorrere.
+Veniva una lunga serie di dolori, sopra ciò che era
+avvenuto in Italia; ma l’imperatrice confessava che
+dopo la catastrofe di Marengo, Melas non aveva potuto
+rifiutarsi dal firmar l’armistizio. Del resto l’imperatrice
+ispirava poca speranza della ripresa delle
+ostilità, ed inclinava da parte sua ad una buona o
+solida pace.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_45">[45]</span>
+</p>
+
+<p>
+Siccome non eravamo ancora decisi sul modo con
+cui doveva farsi quel viaggio, lord Keith mise a disposizione
+di S. M. l’<i>Alessandro</i>: e il <i>Fulminante</i> fu
+rimandato in riparazione nelle isole Baleari. Nelson
+vide con tristezza il <i>Fulminante</i> che partiva; ma egli
+rimase a disposizione della regina, e pronto a prendere
+il comando di quel bastimento sul quale s’imbarcherebbe.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_47">[47]</span></p>
+
+<h2>V.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Confesso che dopo aver veduto la regina dare tante
+prove di fermezza e di rapida decisione, rimasi stupita
+alle sue timide esitazioni, in una circostanza in
+cui ogni ora perduta poteva essere irreparabile.
+</p>
+
+<p>
+All’8 di luglio si apprese che un piccolo distaccamento
+di Francesi composto di 326 uomini con artiglieria
+e cavalleria era entrato a Lucca; questa
+notizia determinò la regina a partire, e annunziò
+che partiva per mare.
+</p>
+
+<p>
+Quando si seppe in Livorno la notizia di questa
+partenza che aveva tutta l’apparenza d’una fuga,
+si manifestò subito una sommossa; il popolo voleva
+ritenere la regina, le principesse ed il principe Leopoldo.
+La cosa parve assai grave alla regina che lasciò
+<span class="pagenum" id="Page_48">[48]</span>
+immediatamente la città, ed andò a bordo dell’<i>Alessandro</i>,
+sul quale Nelson aveva inalberato la
+sua bandiera. Ma dopo ventiquattr’ore la regina mutò
+risoluzione, e decise di andare ad Ancona per la via
+di terra.
+</p>
+
+<p>
+Siccome aveva con sè, come già dissi, le tre principessine
+ed il principe, vale a dire che non poteva
+ammettere nessun’aura persona nella carrozza senza
+separarsi da qualcuno de’ suoi figli, si convenne che
+essa partirebbe per la prima, e che noi l’avremmo
+seguita. Aveva tanta premura di allontanarsi da
+quei Francesi che detestava così cordialmente, che
+partiva il giorno seguente per Firenze, senza aspettare
+le altre carrozze, al solo annunzio che la via era
+libera.
+</p>
+
+<p>
+Lord Nelson, sir William, miss Knight ed io partimmo
+il giorno seguente, vale a dire l’11 di luglio.
+</p>
+
+<p>
+Questo viaggio, oltre al pericolo, presentava la
+probabilità di grandi disturbi: cattiva strada, cattive
+vetture, invece di un mare quasi sempre tranquillo
+nel mese di luglio, e di una buona cabina
+con tutti i comodi della vita; poi, dopo cento leghe
+fatte in questa guisa, qualche polacca austriaca o
+qualche balcan da pesca dalmato per trasportarci
+a Trieste. Anche lord Nelson aveva disapprovato fino
+all’ultimo momento questa maniera di viaggiare, e
+trovava veramente molto più comodo di superare
+la punta di Calabria e di entrare nell’Adriatico a
+bordo dell’<i>Alessandro</i>, vale a dire da re: in quanto
+a me confesso che preferiva il viaggio per terra per
+quanto fosse faticoso. Sir William poi era talmente
+ammalato, che dichiarò di esser quasi certo di non
+<span class="pagenum" id="Page_49">[49]</span>
+arrivare vivo ad Ancona; ma che fedele alla regina
+arrischiava anche la vita per seguirla.
+</p>
+
+<p>
+E partimmo.
+</p>
+
+<p>
+Impiegammo ventisei ore per andare da Livorno
+a Firenze in causa delle marcie e contromarcie che
+i Francesi ci costrinsero a fare. A Castel S. Giovanni
+la carrozza si rovesciò: Sir William ebbe una leggiera
+contusione al ginocchio, io ebbi una spalla
+lussata; un medico di villaggio me la rimise a posto
+facendomi soffrire orribili dolori, mentre un
+fabbro raccomodava la ruota spezzata; ma la ruota
+aggiustata troppo di fretta, si spezzò nuovamente
+ad Arezzo.
+</p>
+
+<p>
+Siccome i Francesi si avvicinavano e ci volevano
+due giorni per raccomodare la carrozza, risolvemmo
+di prenderne un’altra, la prima che ci capitò, e partimmo
+in quella soltanto io, lord Nelson e sir William;
+miss Knight e la mia cameriera che potevano
+essere prese impunemente per francesi, essendo persone
+di minor importanza, le lasciammo indietro, per
+raggiungerci poi colla carrozza aggiustata.
+</p>
+
+<p>
+Continuammo la via per strade orribili, ed in
+mezzo a popolazioni in preda a tale miseria che è
+impossibile a descrivere.
+</p>
+
+<p>
+Giunti ad Ancona, la regina trovò una fregata austriaca
+preparata per riceverla; era tutta adorna di
+sete e di velluti, e oltre alla camera reale, vi erano
+otto letti per le persone del suo seguito. Desiderosa
+di lasciare al più presto possibile la terra, la regina
+si recò subito a bordo del bastimento; ma appena
+vi si era stabilita, esitò di nuovo, per sapere
+se era bene rimanervi; e quando arrivammo noi, tre
+giorni dopo, la trovammo incerta se doveva domandare
+<span class="pagenum" id="Page_50">[50]</span>
+ospitalità alla squadra russa, composta di tre
+fregate e di un brik. Nelson, che aveva poca confidenza
+nella marina austriaca, la incoraggiò in questo
+proposito; inoltre la fregata austriaca per disporsi
+a ricevere la famiglia reale era stata obbligata
+a ridurre a 24 il numero del suoi cannoni, e i Francesi
+che erano padroni delle coste della Dalmazia,
+avrebbero potuto con una flottiglia di barche prendere
+la <i>Bellona</i> all’abbordaggio.
+</p>
+
+<p>
+La squadra russa era comandata da un Dalmato,
+chiamato conte Wainorvich, che in un combattimento
+sostenuto l’anno precedente, ebbe rovesciata
+la sua bandiera dagli Austriaci, ed aveva fatto voto
+di non metter piede sul suolo austriaco, nè sopra
+alcuno de’ suoi territori dipendenti, e mantenne il
+suo voto tanto fedelmente, che non restituì nemmeno
+la sua visita alla regina, che era andata a vederlo,
+sotto pretesto che la fregata <i>Bellona</i> era terra austriaca.
+</p>
+
+<p>
+Ma siccome la fregata russa non era preparata
+all’onore che la regina le faceva, il capitano non
+potè che cedere la sua camera per lei e per la sua
+famiglia, e noi c’imbarcammo su di un’altra.
+</p>
+
+<p>
+Sir William era tanto ammalato, che tutti i medici
+l’avevano condannato, e il più indulgente di essi
+pretendeva che sarebbe forse arrivato a Trieste, ma
+non a Vienna.
+</p>
+
+<p>
+Contro ogni aspettazione, sir William si trovò un
+poco meglio arrivando a Trieste dopo una buona
+traversata.
+</p>
+
+<p>
+La regina partì da Trieste il 7 agosto, noi la seguimmo
+due giorni dopo; questi due giorni erano
+stati presi per dare un poco di riposo a sir William
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_51">[51]</span>
+</p>
+
+<p>
+Prima di separarci a Livorno, la regina, non
+sapendo se ci saremmo riveduti ancora, in vista dei
+pericoli del viaggio, aveva fatto a ciascuno un regalo
+d’addio: Nelson ebbe un ritratto del re contornato
+di diamanti, e di smeraldi; William una
+tabacchiera col ritratto della regina, contornato di
+diamanti, ed io finalmente una splendida collana di
+diamanti, colla cifra in diamanti di tutti i principi
+e le principesse.
+</p>
+
+<p>
+Si è veduto che contro ogni aspettazione il viaggio
+si compì senz’altro accidente che quello che è toccato
+a noi, o piuttosto alla nostra carrozza.
+</p>
+
+<p>
+In questo viaggio ci raggiungemmo tre volte, per
+separarci ancora un’altra volta e per sempre,
+dopo Ancona, Trieste e Vienna.
+</p>
+
+<p>
+A Vienna, grazie alla grande amicizia che la regina
+aveva per me, fui ammirevolmente ricevuta
+dall’imperatrice, da sua figlia e da tutta la famiglia
+imperiale.
+</p>
+
+<p>
+La convalescenza di sir William, che durò sei settimane,
+ci trattenne a Vienna più di quanto vi saremmo
+rimasti senza di ciò, il che non nocque pure
+ai piaceri che ebbi nelle feste che mi si diedero.
+Sir William voleva che andassi in società con lord
+Nelson, precisamente come se si trovasse in perfetta
+salute e ci avesse accompagnati.
+</p>
+
+<p>
+Era ormai tempo che la regina venisse a Vienna
+a difendere i suoi interessi, di cui nessuno aveva
+preso cura durante la sua assenza.
+</p>
+
+<p>
+Ciò la determinò a prendere una grande risoluzione.
+</p>
+
+<p>
+Vedendo che l’imperatore Francesco non aveva
+stipulato nulla per lei, e vedendo che gl’Inglesi difendevano
+<span class="pagenum" id="Page_52">[52]</span>
+la Sicilia, i cui porti potevano esser utili
+e abbandonavano Napoli, che non poteva giovar loro
+per nulla, decise di partire per Pietroburgo onde
+chiedere un appoggio all’imperatore Paolo.
+</p>
+
+<p>
+Ma siccome era indispensabile che nessuno sapesse
+questo viaggio, finse una indisposizione.
+</p>
+
+<p>
+E infatti lord Keith aveva qualche ragione di dire
+che Bonaparte annunziava, senza misteri, che prima
+di far la pace aveva un’altra potenza da distruggere
+in Italia. Bonaparte dopo la battaglia di Marengo
+pensò un istante di far marciare una divisione sopra
+Napoli. La stagione già avanzata, probabilmente
+gli avvenimenti che seguirono l’armistizio, salvarono
+momentaneamente Napoli, obbligando Bonaparte
+a concentrare le sue truppe in Italia; ma terminata
+la guerra, e Bonaparte completando con una
+o due altre vittorie quella di Marengo, era probabile
+che il regno delle Due Sicilie ne pagasse le spese.
+</p>
+
+<p>
+Per conseguenza la regina partì per Pietroburgo.
+</p>
+
+<p>
+L’intrigo ebbe la riuscita sperata dalla regina.
+Paolo I, per una vicenda di variazioni che subiva il
+suo carattere, era in quel momento in amichevoli
+rapporti col primo console Bonaparte; era evidente
+che costui, geloso di conservarsi un amico così potente,
+avrebbe fatto tutto ciò che l’imperatore gli
+chiedeva.
+</p>
+
+<p>
+Paolo I scrisse una lettera calorosissima al primo
+console; ma volle da Carolina il giuramento che se
+riuscisse a firmare un trattato di pace tra la Francia
+e Napoli, il trattato sarebbe rigorosamente osservato.
+</p>
+
+<p>
+Il generale Levacheff, gran cacciatore dell’imperatore
+Paolo, fu espressamente inviato al primo console,
+<span class="pagenum" id="Page_53">[53]</span>
+latore della lettera di Paolo, e garante della
+promessa della regina, di modo che al 6 febbraio
+1801, un armistizio, seguito da un trattato definitivo,
+fu conchiuso a Foligno fra il cavaliere Micheroux e
+il generale Murat.
+</p>
+
+<p>
+Uno degli articoli del trattato recava che, «i sudditi
+del re che erano stati esiliati, imprigionati e
+costretti a fuggire per causa di opinioni politiche,
+poteano ritornare in patria e riavere la libertà ed il
+godimento dei loro beni.»
+</p>
+
+<p>
+Sventuratamente per molti era troppo tardi: i tribunali
+avevano operato, e tutto l’anno 1799 ed il
+principio del 1800, avevano veduto terribili esecuzioni,
+fra le quali quella dell’infelice Domenico
+Cirillo, che aveva, lo si ricorda, rifiutato di venire a
+curare la regina dopo la visita che avevamo fatto
+insieme alla Vicaria, e che noi non potemmo salvare
+dalla collera del re, quantunque la regina, spinta da
+me, gli avesse chiesto la sua grazia in ginocchio.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_55">[55]</span></p>
+
+<h2>VI.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Il nostro soggiorno a Vienna fu una festa continua.
+Il principe e la principessa Esterhazy, in un
+loro viaggio a Napoli, erano stati ricevuti ammirabilmente
+al palazzo dell’ambasciata; vollero renderci
+quell’ospitalltà.
+</p>
+
+<p>
+Fummo quindi invitati a passare una settimana
+al palazzo del principe ad Eisenstadt, ove vedemmo
+una cosa curiosa e che era probabilmente per farci
+onore in tutto il tempo che passavamo al castello.
+Vi era una guardia di cento granatieri, di cui il più
+piccolo era alto sei piedi; mano mano che si succedevano
+nel servizio, quelli che scendevano dalla
+guardia si sedevano ad una tavola ampiamente e
+<span class="pagenum" id="Page_56">[56]</span>
+squisitamente servita finchè il veniva a rimpiazzare
+un’altra serie di venticinque uomini.
+</p>
+
+<p>
+Ci fu dato un gran concerto nella cappella del palazzo,
+sotto la direzione del venerabile Haydn, che
+allora aveva sessantanove anni. La sua famosa cantata
+della creazione fu eseguita in nostro onore.
+</p>
+
+<p>
+Al suo ritorno da Pietroburgo, la regina di Napoli
+mi pregava continuamente, come si prega un’amica
+la cui presenza è indispensabile, di andare con lei
+in Italia: tutto era calmato, il re era ritornato a Napoli,
+la pace era fatta e ci prometteva il ritorno
+delle belle giornate che avevano seguito il mio arrivo
+nella deliziosa aurora della nostra amicizia.
+</p>
+
+<p>
+Bisognava lasciar Nelson, e sarebbe stata una crudele
+ingratitudine, quando aveva tutto perduto per
+me, di dimenticare così presto una carriera come
+la sua, sacrificata al mio amore.
+</p>
+
+<p>
+Fui inflessibile.
+</p>
+
+<p>
+La regina allora, vedendo che ero decisa di partire,
+mi supplicò di accettare, in memoria della sua
+reale amicizia, una rendita o pensione vitalizia di
+mille lire sterline. Alla prima parola che ne dissi a
+sir William:
+</p>
+
+<p>
+— Noi siamo abbastanza ricchi, mi rispose, e d’altronde
+una tale liberalità ecciterebbe i sospetti del
+governo inglese.
+</p>
+
+<p>
+L’ora della partenza arrivò. La separazione fu crudele
+e piena di lagrime, di cui la regina versò la sua
+buona parte, poi, l’una dopo l’altra, le tre principesse
+mi abbracciarono; passammo l’ultima notte insieme,
+ricordandoci i buoni e i tristi giorni, promettendoci
+di non dimenticarli mai.
+</p>
+
+<p>
+Finalmente ci lasciammo; la regina mi fece promettere
+<span class="pagenum" id="Page_57">[57]</span>
+di rivederla. Sir William era soffrente e agitato
+per gli ultimi avvenimenti. La regina mi fece
+comprendere, che una volta vedova e Nelson in crociera,
+io rimarrei ben sola ed abbandonata: essa
+contava su quell’eventualità per farmi mantenere
+la mia promessa.
+</p>
+
+<p>
+Ciò che mi richiamava imperiosamente in Inghilterra,
+era specialmente lo stato in cui mi trovava.
+</p>
+
+<p>
+Era incinta.
+</p>
+
+<p>
+Sir William non ignorava di certo la mia intimità
+con Nelson; ma siccome le nostre relazioni coniugali
+erano state quasi sempre quelle di un fratello
+e di una sorella, non aveva mostrato gelosia. Stava
+però alla mia delicatezza di togliere agli occhi di
+tutti il mio stato, di partorire nel silenzio e nella
+solitudine. Era riconoscente a sir William Hamilton
+che chiudeva gli occhi; ma non doveva mai permettere
+che la malevolenza glieli aprisse.
+</p>
+
+<p>
+Partimmo per Praga, ove l’arciduca Carlo ci aveva
+invitato ad andarlo a vedere, e dopo uno splendido
+ricevimento, sempre spinta dallo stato in cui mi trovava,
+continuammo la nostra via per Dresda e per
+Amburgo.
+</p>
+
+<p>
+Eravamo appena discesi all’albergo, quando mi si
+annunziò che un uomo di sessant’anni, e la cui apparenza
+era poco più che volgare, insisteva per parlarmi.
+</p>
+
+<p>
+Gli feci chiedere cosa desiderasse; rispose che non
+voleva dirlo che a me.
+</p>
+
+<p>
+Vinta da questa ostinazione, ordinai di farlo entrare.
+</p>
+
+<p>
+Infatti vidi un piccolo vecchio di sessantasei anni,
+che imbarazzato balbettava un cattivo inglese, e tenendo
+<span class="pagenum" id="Page_58">[58]</span>
+il cappello in mano, mi raccontava che nella
+suo cantina aveva del vino del Reno del 1625, il che
+era ben altro che il vino di cui parla Orazio che non
+datava che dal consolato di Opimio, poichè il vino
+del mio vecchietto aveva cento settantacinque anni,
+e da un mezzo secolo era in possesso della sua famiglia.
+</p>
+
+<p>
+Questo vino, diceva egli, era riservato per un’occasione
+straordinaria, e questa occasione gli si presentava
+al di là della sua aspettazione; quell’uomo
+che per cinquant’anni era stato così avaro del suo
+vino, chiedeva di me, perchè interponessi i miei
+buoni uffici presso Nelson, per ottenere da lui che
+si risolvesse di accettare sei dozzine di bottiglie di
+quel vino, che avrebbe così avuto l’onore, mescolandosi
+<i>al suo sangue generoso, di far battere il cuore
+dell’eroe</i>.
+</p>
+
+<p>
+Lord Nelson entrò in quel momento, e comprendendo
+lo scopo della visita del vecchio, cominciò col
+rifiutare un dono che non aveva prezzo, ma vinto
+poi dalle istanze di chi glielo offriva, finì coll’accettare
+sei bottiglie, ma alla condizione che il donatore
+pranzerebbe con lui il giorno seguente.
+</p>
+
+<p>
+L’invito fu accettato, e fu inviata una dozzina di
+bottiglie; su di che Nelson osservò che bevendo sei
+di quelle dodici bottiglie ne sarebbero rimaste altre
+sei, che si sarebbero poste in serbo per beverne ad
+ognuna delle vittorie future che egli avrebbe riportato,
+e che, lo sperava bene, sarebbero state una
+mezza dozzina.
+</p>
+
+<p>
+Difatti, al suo ritorno da Copenaghen bevve, in un
+gran pranzo che egli diede, una delle sei bottiglie,
+facendo un brindisi a chi gliela regalò, ma dopo
+<span class="pagenum" id="Page_59">[59]</span>
+Trafalgar, ahimè, quantunque la vittoria fosse splendida,
+le cinque bottiglie rimasero intatte; il vincitore
+era caduto nel mezzo della sua vittoria.
+</p>
+
+<p>
+La seconda cosa rimarchevole, che ci accadde ad
+Amburgo, fu la visita che Nelson ricevette da Dumoriez.
+</p>
+
+<p>
+Egli mi presentò, come pure a sir William, l’illustre
+vincitore di Valmy e di Jemmapes, che, secondo
+ogni probabilità, salvò la Francia da un’invasione,
+e che non fidandosi della riconoscenza della Convenzione
+che lo invitava a presentarsi, si presentò,
+trovando la cosa più sicura, agli Austriaci col giovine
+duca d’Orleans, che più tardi dovea sposare una
+delle giovani principesse, da cui aveva preso congedo
+a Vienna.
+</p>
+
+<p>
+Era curiosissima di vedere da vicino una celebrità
+di cui aveva inteso tante volte parlare.
+</p>
+
+<p>
+Era allora un uomo dai sessantasei ai sessantotto
+anni, di statura media, svelto ancora e nervoso, che
+sembrava che ne avesse cinquanta o cinquantacinque;
+la sua testa era viva e spiritosa, il suo sguardo
+pieno di fuoco, il suo viso aveva le tinte calde che
+le differenti atmosfere imprimono sul viso d’un soldato;
+un colpo di sciabola aveva lasciato la sua traccia
+sulla sua fronte; e seppi che in un solo combattimento,
+in cui si era fatto sciabolare piuttosto
+che arrendersi, ne aveva ricevute venticinque o ventisei.
+Era stato ministro della guerra di Luigi XVI,
+ed era sotto il suo ministero che la Convenzione si
+era dichiarata ostile all’Austria.
+</p>
+
+<p>
+Egli era esiliato, e considerava filosoficamente
+quanto succedeva in Francia. Debbo dire che il suo
+colpo d’occhio aveva, se non qualche cosa dell’aquila,
+<span class="pagenum" id="Page_60">[60]</span>
+almeno qualche cosa del falcone; leggeva distintamente
+nell’avvenire e parlò del generale Bonaparte
+come di uno dei più grandi uomini di guerra,
+che fosse mai esistito, e ci predisse una fortuna
+ascendente di cui non vedeva il termine.
+</p>
+
+<p>
+Noi gli demmo da parte nostra tutti i particolari
+sulla corte di Napoli, su quella di Palermo e di
+Vienna, e gli dovemmo una delle giornate più aggradevoli
+del nostro viaggio.
+</p>
+
+<p>
+Restammo tre giorni ad Amburgo, vale a dire il
+tempo di dare un po’ di riposo a sir William; poi
+c’imbarcammo il 6 novembre e arrivammo a Varmouth.
+</p>
+
+<p>
+Era la prima volta che Nelson toccava il suolo
+d’Inghilterra dopo la battaglia del Nilo. Fu ricevuto
+con ammirazione ed entusiasmo. Nel momento dello
+sbarco, la voce del suo arrivo si sparse per la città,
+la popolazione accorse, gridando: Viva Nelson; si
+tolsero i cavalli dalla carrozza e lo trascinarono allo
+albergo di Wrester in mezzo ad applausi frenetici.
+La fanteria della città venne a difilare sotto le sue
+finestre; la musica del reggimento gli diede una serenata.
+Il mayor ed il corpo municipale vennero a
+prenderlo, e lo condussero accompagnato da sir William
+e da me, che affaticata com’era non potei sfuggire
+dal recarmi alla chiesa, ove si resero azioni di
+grazie al cielo. Quando lasciammo la città, un distaccamento
+di cavalleria ci accompagnò non soltanto
+fino alle porte della città, ma ci scortò anche
+per buona parte della strada. Tutti i vascelli della
+baia erano pavesati come la festa del re, della regina
+o del principe ereditario.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_61">[61]</span>
+</p>
+
+<p>
+Il 20 settembre, lord Nelson aveva scritto da Vienna
+al suo amico Davison la lettera seguente:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Mio caro Davison,
+</p>
+
+<p>
+«Avvicinandosi il giorno del mio ritorno in Inghilterra,
+vi prego di farmi il piacere, voi e mio fratello,
+di cercarmi una casa, o anche solamente un
+buon alloggio ammobigliato per me. Non molto lusso,
+purchè sia conveniente alla mia situazione e a
+termine di mese in mese, non sapendo fino a quando
+resterò a Londra. Ponete mente poi che non sono
+tanto ricco quanto credete; due annate della rendita
+del mio ducato di Bronte mi furono già pagate
+in Sicilia; procurate quindi di non far nulla di
+superfluo.
+</p>
+
+<p>
+«La nostra partenza è fissata per domani, probabilmente
+arriveremo a Londra verso la metà di
+ottobre. La mia salute è eccellente, ma aspettatevi
+di vedere un vecchio. Scusatemi i disturbi che vi
+do e credetemi
+</p>
+
+<p class="indr">
+«ecc. ecc.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Arrivando a Londra, fu un’altra festa per noi. Nelson
+riscosse i trionfi di Aboukir, di Napoli e di Malta:
+alla voce del suo arrivo tutti i bastimenti del
+Tamigi si pavesarono, tutte le corporazioni gli votarono
+delle armi d’onore e degli indirizzi; il popolo
+inglese, nemico capitale della Francia, andò pieno
+d’entusiasmo incontro al distruttore della flotta francese.
+La gloria di Nelson, grazie ai racconti degli
+uomini di mare, era divenuta una specie di leggenda
+e di gloria nazionale; la sua popolarità sorgeva dal
+patriottismo; ogni Inglese, oltre alla parte di orgoglio
+<span class="pagenum" id="Page_62">[62]</span>
+che si attribuiva coll’essere compatriotto di uno
+fra più grandi capitani di mare che sia esistito, credeva
+di dovergli la tranquillità della sua casa, l’onore
+di sua moglie, la proprietà dei suoi campi, la
+pace della sua patria.
+</p>
+
+<p>
+Nelson entrò in Londra l’8 novembre, e scese all’albergo
+di Nerol a S. James Street.
+</p>
+
+<p>
+Mi ricordo che era sabato.
+</p>
+
+<p>
+Colà mi attendeva un colpo terribile.
+</p>
+
+<p>
+Da molto tempo andava chiedendo a me stessa,
+come mai si conterrebbe Nelson, arrivando a Londra,
+quando si troverebbe fra me e lady Nelson, di cui
+ognuno si accorda a vantare la condotta irreprensibile.
+Non aveva mai fatto questa quistione a lord
+Nelson. Non mi accostava che fremendo e coll’ingiustizia
+naturale di una falsa posizione, sentiva di
+detestare lady Nelson e che all’occasione sarei stata
+implacabile con lei.
+</p>
+
+<p>
+Ahimè, e lo fui! Confesso che la mia crudeltà per
+quell’eccellente creatura, la persistenza che impiegai
+ad allontanar da lei suo marito e ad impedirle di
+vederlo, è ancor oggi uno dei miei più profondi rimorsi.
+</p>
+
+<p>
+Si giudichi, che quando entrai nell’appartamento
+destinato per Nelson, vidi pel primo il venerabile
+padre di Nelson che aveva ottant’anni, accompagnato
+da una donna, che senza mai averla veduta,
+riconobbi all’oppressione del cuore che sentiva nel
+vederla, non poter essere che lady Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Nelson si volse verso di me, mi vide pallida e tremante,
+coi denti convulsi; egli fu crudele al pari
+di me.
+</p>
+
+<p>
+Andò direttamente incontro a suo padre, lo abbracciò
+<span class="pagenum" id="Page_63">[63]</span>
+con effusione, ma salutò freddamente sua
+moglie, come se avesse fatto per una straniera.
+</p>
+
+<p>
+Essa si fece pallidissima in viso; gettò su di me
+uno sguardo che m’inasprì, perchè credetti di riconoscervi
+più compassione che collera, ed andò ad
+appoggiarsi al braccio del padre di Nelson, come per
+nascondere il suo dolore sotto i capelli bianchi del
+vecchio.
+</p>
+
+<p>
+Lasciai il salotto, ed entrai nell’appartamento che
+era stato momentaneamente destinato per noi.
+</p>
+
+<p>
+Nelson venne a raggiungermi subito, si gettò al
+miei piedi, e mi giurò che mai lady Nelson non sarebbe
+per lui che una sorella. Vide che questa promessa
+non bastava ancora per rassicurarmi, e allora, — che
+Iddio perdoni, a lui che fece il giuramento
+ed a me che glielo lasciai fare, — e allora
+fece il giuramento di non più rivederla, o di non
+riceverla che in mia presenza.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno seguente era domenica, e il lord Mayor,
+che voleva dare una festa a lord Nelson, fu obbligato
+a rimetterla a lunedì; la solennità della domenica
+inglese non permette di darsi ad alcuna occupazione
+mondana.
+</p>
+
+<p>
+Al lunedì Nelson andò alla City, ma a Lundgate-hill
+il popolo staccò i cavalli dalla carrozza e lo
+trascinò per tutto il Guide-hall con frenetici urrà.
+Passando innanzi a Cheapside, fu salutato dalle acclamazioni
+delle donne, che stipavano le finestre e
+facevano sventolare i loro fazzoletti: dopo i toasts
+di uso, Nelson fu pregato di andare a ricevere la
+spada che gli era stata decretata. Nelson si avanzò
+sotto un arco di trionfo che era stato innalzato per
+<span class="pagenum" id="Page_64">[64]</span>
+riceverlo, e dove l’aspettava il tesoriere della città
+che gl’indirizzò un discorso a cui Nelson rispose:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Sir,
+</p>
+
+<p>
+«È grande orgoglio e profonda soddisfazione per
+me quella di ricevere dall’onorevole corte questa
+testimonianza della sua approvazione per la mia
+condotta; e con questa spada — e la sollevò — spero
+di giungere ad annientare il nostro inveterato ed
+implacabile nemico, senza di che il nostro paese
+non potrà mal godere una pace solida ed onorevole.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Lo si vede, Nelson aveva già promesso con queste
+parole di uscire dallo stato di riposo che si era ripromesso
+in Inghilterra.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_65">[65]</span></p>
+
+<h2>VII.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Nel giorno del suo arrivo, vale a dire il 6 novembre,
+Nelson si recò all’ammiragliato per fare una
+visita a lord Spincer suo amico, e gli aveva partecipato
+il suo desiderio di lasciare il servizio, accennando
+il motivo che suolsi addurre in questi casi,
+quello di una cattiva salute.
+</p>
+
+<p>
+Lord Spincer si era accontentato di sorridere all’espressione
+di questo desiderio, e gli aveva augurato
+una seconda salute ed un secondo Aboukir.
+</p>
+
+<p>
+Al 1 gennaio vi furono promozioni, e lord Nelson
+apprese che era stato nominato vice-ammiraglio
+della squadra azzurra, il che era una ricompensa e
+un avanzamento ad un tempo; e quel giorno, riconciliatosi
+col mare e con quella vita di pericoli che
+<span class="pagenum" id="Page_66">[66]</span>
+era la sua, trasportò la sua bandiera sul <i>San Giuseppe</i>,
+che era a Plymouth.
+</p>
+
+<p>
+Intanto io sentiva avvicinarsi il giorno del parto.
+Probabilmente non sarebbe passato febbraio, senza
+mettere al mondo il bambino che io teneva celato
+agli sguardi d’ognuno con tante sofferenze. Obbligata
+alla corte di Vienna, dal principe Carlo ad Amburgo
+di essere sempre in gran toletta, stretta in un
+corsetto chiuso a forza, nel corso della mia gravidanza
+aveva degli spasimi e dei vomiti che inquietavano
+sir William, benchè non sospettasse di nulla,
+poichè Nelson mi mostrò un giorno una sua lettera
+in cui gli diceva:
+</p>
+
+<p>
+«Emma ha dei dolori di stomaco, convulsioni e
+vomiti; credo che abbia bisogno di prendere dell’emetico.»
+</p>
+
+<p>
+Giunta a Londra, non doveva meno osservare le
+stesse cure che a Vienna, a Dresda, ad Amburgo,
+perchè vi era tutta la famiglia di Nelson, suo padre,
+suo fratello, sua moglie; ottenni da sir William di
+lasciar l’albergo di Nerol, e andammo ad abitare in
+casa di suo nipote lord Greenville all’estremità di
+Piccadilly, e che dominava Green Park.
+</p>
+
+<p>
+Malgrado il desiderio che aveva di restare vicina
+a me in un momento in cui il mio stato m’inspirava
+le più gravi inquietudini, Nelson fu obbligato di
+partire il 13 gennaio per Plymouth. Colà un rimorso
+sul modo che aveva serbato verso sua moglie, dopo
+il suo ritorno, lo determinò a scriverle la lettera seguente,
+di cui io, nella mia pazza gelosia per
+quella infelice creatura, gli serbai rancore per molto
+tempo.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Southampton, 13 gennaio 1801.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_67">[67]</span>
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mia cara Fanny,
+</p>
+
+<p>
+«Siamo arrivati qua orrendamente affaticati. Le
+mie migliori tenerezze a mio padre e a tutta la famiglia.
+Vostro affez.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Nelson giunse a Plymouth il 17, si stabilì a bordo
+del <i>S. Giuseppe</i>, e vi rimase fino al 21; al 21 giunse
+ad Exeter con lord S. Vincent che aveva incontrato
+sulla strada di Tor Abbey. Nelson fu ricevuto in
+quella città con ogni sorta d’onori, e gli fu offerta
+la cittadinanza, che gli era stata votata alcuni giorni
+prima.
+</p>
+
+<p>
+In risposta ad un indirizzo che gli venne letto
+dal cancelliere in quell’occasione, lord Nelson rispose:
+</p>
+
+<p>
+«Qualunque onore mi possa essere accordato per
+la battaglia del Nilo, io non ho che quello di aver
+eseguito gli ordini che ho ricevuto. Questi ordini — aggiunse
+egli indicando lord S. Vincent — mi sono
+pervenuti dal mio comandante in capo, che pur egli
+stesso li aveva ricevuti dal lord dell’ammiragliato;
+questi ordini erano brevi e precisi; dicevano d’incendiare,
+calare a picco e distruggere la flotta francese
+dovunque si trovasse. Io sono stato soltanto lo
+strumento, di cui la Provvidenza si è servita per
+giungere allo scopo, e per quanto triste fosse stata
+la guerra, io le debbo oggi il vostro elogio, e noi
+tutti le dobbiamo il godimento della libertà, delle
+nostre leggi, della nostra religione; e poichè gli avvenimenti
+potranno far sì che noi saremo in pace
+colla Francia, lo spero, saremo sempre in guerra
+coi suoi principii.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_68">[68]</span>
+</p>
+
+<p>
+Seppi tutti questi particolari scritti separatamente
+nella lettera seguente, che egli mi mandò da Plymouth
+il 18 gennaio 1801:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«Che pazzo sono stato io mai di dirvi, cara Lady
+Hamilton, di scrivermi per Brixam. Sono stato veramente
+infelice sino ad oggi, per non aver vostre
+lettere, ed ho paura di non poterle ricevere che dimani.
+Ho fatto mal a credere che vi fosse qualcuno
+più attivo di me; oggi ho ricevuto l’ordine di pormi
+sotto il comando di Lord S. Vincent; ma siccome
+non è venuto quello di apparecchiare, sarà probabilmente
+venerdì di notte o sabato mattina che faremo
+vela per Forbais. Continuate a mandare le vostre
+lettere a Brixam. Il mio occhio è veramente
+ammalato, l’ho fatto vedere al medico della flotta
+che mi ha proibito di scrivere; eppure oggi sono
+stato obbligato a scrivere a lord Spincer, a Saint-Vincent,
+e a Davison, poi pel mio processo a Troubridge
+e a Locker; ma state tranquilla, voi siete la
+sola donna a cui scrivo. Il medico mi ha ordinato
+di non prendere che cibi blandi, di non bevere nè
+vino, nè porter; e poi debbo stare in una camera
+oscura e tenere una visiera verde sull’occhio; vorreste,
+mia cara amica, farmene una o due? io non
+ne voglio da nessuno fuorchè da voi. Debbo inoltre
+bagnare i miei occhi con acqua fredda.
+</p>
+
+<p>
+«Credo che sia la continua occupazione di scrivere,
+che mi ha prodotto questa malattia. L’occhio
+è iniettato di sangue e talmente pieno d’umori che
+ci vedo soltanto per un angolo quanto la lunghezza
+del naso.
+</p>
+
+<p>
+«Ecco tante voci per le mie sofferenze, ma essendo
+<span class="pagenum" id="Page_69">[69]</span>
+lontano da voi, mia cara amica, ho sventuratamente
+tutto il tempo per rendermele più tormentose.
+Credetemi sempre, mia cara Lady, il vostro
+fedelissimo e devotissimo
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Tre settimane dopo, ricevetti altre notizie di Nelson:
+mi scriveva l’8 febbraio a bordo del <i>S. Giuseppe</i>:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Mia cara lady,
+</p>
+
+<p>
+«M. Davyson reclama il privilegio di portarvi la
+risposta della vostra amabile lettera, e sono sicuro
+che sarà esatto nel consegnarvela. Sto poco bene
+di animo, e se il paese non reclama tutti i miei servigi
+e tutta la mia intelligenza, nulla m’impedirebbe
+di essere io stesso il latore della mia lettera. Ma, mia
+cara amica, so che siete una vera e leale inglese, e
+che avreste in odio quelli che non difendono il re,
+la religione, le leggi e tutto ciò che ci è caro. È il
+vostro sesso che fa di noi tanti eroi, che sembra non
+concedere che ai soli valenti la bellezza, e se noi cadiamo
+sul campo dell’onore, continueremo a vivere
+nel cuore delle donne che ci sono care; è il vostro
+sesso che ricompensa il nostro, e che infine conserva
+fedelmente le nostre memorie: e voi, mia cara ed
+onorata amica, siete, credetemelo, la prima e la migliore
+del vostro sesso. Ho fatto il giro del mondo,
+ed in nessun angolo del mondo non ho potuto trovare
+una vostra eguale, nè alcuna che vi possa essere
+posta a paragone; voi sapete come si ricompensa
+il coraggio, l’onore, la virtù, e non chiedete
+mai se sono poste in un principe, in un duca, in un
+<span class="pagenum" id="Page_70">[70]</span>
+lord, od in un contadino. Spero di vedervi tranquilla
+un giorno prima di partire per Bronte, come ho risolto
+di fare.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">O. Nelson</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Simili lettere scritte da un uomo, di cui tutta Inghilterra
+si occupava, e che i re chiamavano loro
+sostegno, ed a cui, dovunque si presentava, rendevansi
+onori reali, mi rendevano pazza d’orgoglio.
+Si è creduto che io avessi un potere sopra Nelson,
+e invece era lui che aveva un potere su di me:
+se mi avesse ordinato la cosa più impossibile, io
+l’avrei tentata; la più criminosa, e l’avrei commessa.
+Sarei stata meno altiera di essere amata da un re, di
+quello che fosse per essere amata da Nelson. Essere
+l’amante di Nelson mi sembrava il più alto periodo
+di gloria cui potessi giungere, e per me l’esser moglie
+di sir William, vale a dire ambasciatrice d’Inghilterra,
+non era che il penultimo gradino della
+scala sociale che salii; essere l’amante di Nelson
+era l’ultimo.
+</p>
+
+<p>
+E così pure mi consolava fin dei dolori che la mia
+gravidanza mi faceva provare, e questi dolori non
+mi provenivano per causa sua? il bambino che portava
+nelle viscere non era forse suo?
+</p>
+
+<p>
+Bene spesso ne parlavamo insieme. Egli non ebbe
+figli da sua moglie, e prometteva di adorarlo, e
+avremmo fatto di più. Nelson voleva lasciare il servizio;
+faceva i progetti più fantastici su di lui e
+sulla sua educazione, sia che fosse un maschio od
+una femmina.
+</p>
+
+<p>
+Sperava che Nelson potesse ritornare a Londra,
+quando fu decisa la coalizione del nord. Il governo
+<span class="pagenum" id="Page_71">[71]</span>
+allora decise di mandare una flotta potente nel Baltico,
+sotto gli ordini dell’ammiraglio Parker, con
+lord Nelson comandante in secondo; per cui, il 17
+febbraio 1801, l’ammiraglio mandò quest’ordine a
+lord Nelson:
+</p>
+
+<p>
+«Lord Nelson si metterà sotto il comando di sir
+Hyde Parker ammiraglio dell’azzurra, e comandante
+in capo della squadra dei bastimenti e vascelli di
+S. M. Sarà impiegato in servizj particolari.»
+</p>
+
+<p>
+In forza di quest’ordine, al 18 dello stesso mese
+passò sul <i>S. Giorgio</i>, e partì per Spethead, ove doveva
+attendere altri ordini.
+</p>
+
+<p>
+In questo tempo la mia ora era giunta. Al 15 febbraio
+fui presa da dolori, nel momento in cui sir
+William Hamilton era andato a vedere, lontano otto
+ore da Londra, nella contea di Surrey, una bella
+casa di campagna con fondi annessi, chiamata Merton
+Place, che mi piaceva assai. Mi trovai dunque
+sola nel momento in cui aveva più bisogno di esserlo.
+</p>
+
+<p>
+Vi era per fortuna in casa una donna che, avendo
+avuto molti figli, era molto esperta in materia di
+parto, e alcune volte, in caso di urgenza, aveva fatto
+da levatrice e da chirurgo. La feci chiamare, e dopo
+tre o quattro ore di dolori, misi al mondo una bambina,
+tanto meschina, che si credette dapprima che
+non fosse venuta al mondo che per morire; e ciò
+dipendeva dalle precauzioni che io era stata obbligata
+di prendere, coi corsetti che non aveva mai
+cessato di portare.
+</p>
+
+<p>
+La donna portò la bambina nell’angolo più remoto
+della casa, ove per tre o quattro giorni fu nutrita,
+non essendo abbastanza forte per esser trasportata
+<span class="pagenum" id="Page_72">[72]</span>
+dalla nutrice, già presa anticipatamente, e che aveva
+il suo appartamento a Little Tischfield Street.
+</p>
+
+<p>
+Nello stesso giorno scrissi a Nelson; ma siccome
+temeva che si spaventasse dello stato di debolezza
+della bambina, gli dissi di ritardare di sei ad otto
+giorni il suo viaggio, da quello che riceverebbe la
+mia lettera, non volendo che vedesse la nostra cara
+Orazia senza di me.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno seguente, sir William ritornò dalla contea
+di Surry. Non si maravigliò di trovarmi a letto. Gli
+si disse che aveva avuto una crisi, in cui aveva reso
+molta bile. Egli lo credette e scrisse a Nelson;
+«Emma è stata molto ammalata; ora però sta meglio
+e credo che malgrado la bile che ha reso, abbia ancora
+bisogno di purgativi.»
+</p>
+
+<p>
+In capo a quattro giorni, grazie alla mia ammirevole
+costituzione, potei alzarmi; ed all’ottavo mi
+sentii abbastanza forte per uscire.
+</p>
+
+<p>
+Andai dalla donna che si prendeva cura di Orazia:
+la bambina era un poco più vivace, ma sempre così
+meschina, e si può giudicare di quel che era, quando
+dirò che per trafugarla di casa senza essere veduta,
+la nascosi nel mio manicotto, ove stava comodamente.
+</p>
+
+<p>
+La nutrice era una donna della classe inferiore
+cittadina, chiamata mad. Thompson: era bella, fresca
+e di un’eccellente salute. Nelson, senza dire per
+chi fosse destinata, l’aveva fatta scegliere dal suo
+medico.
+</p>
+
+<p>
+Gli dissi che le retribuzione che riceverebbe, sarebbe
+in proporzione del suo silenzio e della sua fedeltà,
+e intanto le lasciai pel primo mese di allattamento
+cinque ghinee.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_73">[73]</span>
+</p>
+
+<p>
+Il giorno dopo, Nelson arrivò inatteso. Per affari
+della più alta importanza aveva chiesto un congedo
+di tre giorni. Accordato questo congedo, era partito
+il 23, vale a dire il giorno stesso, in cui io aveva condotto
+la bambina dalla nutrice.
+</p>
+
+<p>
+Non vi fu mezzo di dar la colazione a Nelson; arrivò
+digiuno, tanto avea premura di vedere la bambina:
+pretestò una visita di beneficenza, in cui aveva
+bisogno della mia presenza, salimmo in vettura e
+andammo a Little Tischfield Street.
+</p>
+
+<p>
+La fu per me una vera consolazione, in vedere la
+gioia di quell’uomo che era divenuto la mia vita:
+rideva, piangeva, prendeva la bambina nel suo unico
+braccio, la faceva saltare, ballare; volle assolutamente
+farla ridere, e mi sosteneva che aveva riso.
+La chiamava sua figlia, sua cara ed unica figlia, e
+ordinò di portarla il giorno seguente in casa di sir
+William; e volendola familiarizzare alla sua vista,
+fece la sua lezione alla nutrice su quanto doveva
+dire.
+</p>
+
+<p>
+Difatti il giorno seguente costei venne in palazzo
+colla sua bambina in braccio. La prima persona che
+vide fu sir William, che, fermandola, le chiese chi
+fosse: essa rispose che si chiamava M. Thompson,
+che aveva un fratello che serviva sui bastimenti di
+lord Nelson, il quale aveva acconsentito di essere il
+padrino della piccola figlia che aveva in braccio e
+che gli portava per fargliela vedere.
+</p>
+
+<p>
+Sir William non dubitò un istante della verità di
+quella storia: prese la bambina sulle braccia, le augurò
+ogni sorta di prosperità, e la restituì alla sua
+nutrice.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_75">[75]</span></p>
+
+<h2>VIII.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Nelson rimase un giorno e mezzo con noi, poi ci
+dovette lasciar di nuovo: questo secondo strazio di
+cuore ci fu ancor più doloroso del primo; forse non ci
+saremmo riveduti più; questa bambina, che il cielo
+ci aveva dato, non aveva esaurito per noi il tesoro
+delle bontà celesti?
+</p>
+
+<p>
+Convenimmo di scriverci in modo che, ove le lettere
+cadessero in altre mani, nessuno potesse comprender
+nulla del loro contenuto, mentre per noi
+dicevamo quanto ci occorreva. Così per esempio,
+alcuni giorni dopo la partenza di Nelson, ricevetti
+da lui la lettera seguente, che darà un’idea della
+nostra corrispondenza intima.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_76">[76]</span>
+</p>
+
+<p>
+Si ponga mente che egli era M. Thomson, e che
+io era madama Thomson.
+</p>
+
+<p>
+Egli mi scriveva da Deal:
+</p>
+
+<p>
+«Non potete immaginare la vivezza dei miei sentimenti
+per voi: ora più che mai sono grandi e
+sinceri, e non verranno mai meno. Tutti i doveri del
+mio cuore saranno di crearci per l’avvenire de’ nuovi
+legami, e di darci nuove prove di tenerezza e di affezione.
+Ho veduto l’amico di M. Thomson e ho
+parlato molto con lui. Quel giovine sembra divorare
+le parole mano mano che escono dalla mia
+bocca. Mi disse che non potrà mai dimenticare le
+vostre gentilezze e la dolce vostra affezione per lei
+e per la sua cara bambina. Vorrei che mi diceste
+che voi avete avuto la bontà di vederla, e come stia,
+perchè mai bambino più caro e più bello non nacque
+da due amanti; è veramente un figlio dell’amore.
+Sono determinato di tenere suo padre a bordo, perchè
+se lo lasciassi conversare colla madre, ne nascerebbe
+immediatamente un altro; ma dopo due
+mesi gli darò il congedo, e spero che non si separeranno
+più, e allora avverrà ciò che a Dio piace.»
+</p>
+
+<p>
+Ecco le lettere secrete che mi scriveva, e che non
+nuocevano per nulla alle lettere, per così dire, ufficiali,
+che riceveva da lui.
+</p>
+
+<p>
+Così, p. e., al 2 marzo lasciava Portsmouth sul
+<i>S. Giorgio</i>, e al 3 mi scriveva:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Mia cara Emma,
+</p>
+
+<p>
+«Il mio capo mi ha fatto l’onore di mettermi sulla
+fronte di battaglia e sarò il primo al combattimento.
+Vi direi di più se non temessi d’inquietarvi, conoscendo
+la grande tenerezza che avete per me. Il
+<span class="pagenum" id="Page_77">[77]</span>
+<i>S. Giorgio</i> darà un nuovo raggio di gloria alla fama
+d’Inghilterra, se Nelson sopravvive, e se l’onnipotente
+provvidenza, che continuamente mi protegge
+nei pericoli, e che ha difeso la mia vita nei giorni
+di battaglia, mi assiste e mi protegge ancora. Conservatemi
+sempre nella vostra memoria ed in quella
+di sir William: il mio ultimo pensiero sarà per voi
+due che mi amate. Giudico il vostro cuore dal mio.
+Voglia il gran Dio dell’universo proteggervi e benedirvi
+insieme a sir William. È la fervida preghiera
+dell’inalterabile amico fino alla morte di voi e di sir
+William.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson Bronte.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Mi si permetta di dare ancora un saggio della
+nostra corrispondenza privata, e si vedrà con quale
+ardore quell’uomo mi amava; quanto più grande è
+quell’amore, più grande è la mia scusa.
+</p>
+
+<p>
+Mi scriveva da Dusse innanzi a Boulogne:
+</p>
+
+<p>
+«Non temete di nessuna donna, cara Emma, poichè
+ogni altra donna m’è odiosa. Non ne conosco
+alcuna che vi possa rassomigliare, mia Emma. Sono
+certo che non farete nulla che possa raffreddare
+l’amore che ho per voi: quanto a me, morrei piuttosto
+che cagionarvi la minima pena. Date dieci
+mila baci alla mia cara Orazia. Ieri il soggetto della
+conversazione è caduto sul vaccino: un gentiluomo
+pretendeva che suo figlio, che era stato vaccinato,
+aveva avuto contatto con un altro fanciullo colpito
+dal vaiuolo, senza esser preso dalla malattia. Se ciò
+è vero, è il trionfo del vaccino. Il fanciullo ha avuto
+un poco di febbre per due giorni e soltanto una
+piccola infiammazione al braccio, in luogo di essere
+<span class="pagenum" id="Page_78">[78]</span>
+coperto da pustule come era il fanciullo colpito dal
+vaiuolo.
+</p>
+
+<p>
+«Del resto fate quel che volete.»
+</p>
+
+<p>
+Parlai di questa lettera al dottor Rowlay e del
+miracolo medico che proclamava. Sventuratamente
+m’imbattei in un avversario accanito di Jenner, il
+quale si oppose assolutamente a che Orazia fosse
+vaccinata, e siccome aveva egli in quel momento
+un soggetto conveniente, inoculò il pus alla povera
+bambina. Del resto la operazione riuscì maravigliosamente;
+in tre settimane Orazia era completamente
+guarita. In questa occasione presi a pigione per
+M. Thomson una casa a Slone Street e ogni cosa
+andava bene.
+</p>
+
+<p>
+Ora debbo fare una confessione e, per quanto mi
+costi, la farò.
+</p>
+
+<p>
+Quanto più cresceva il mio amore per Nelson,
+tanto più aumentava il mio odio ingiustificabile per
+sua moglie. Completamente separata di corpo da
+lady Nelson, Orazio volle che questa separazione si
+estendesse a tutti gli oggetti materiali e inservibili:
+mi scrisse di rinviare a lady Nelson tutti gli oggetti
+di toletta ed altro che le potesse appartenere, e che
+si trovavano coi suoi. Avrei dovuto ricusare, avrei
+dovuto di questa crudele cura incaricare una donna
+della famiglia di Nelson, qualche cognata; ma invece
+trovai in ciò l’acre piacere della gelosia che si
+vendica; e lady Nelson ricevette tutti gli oggetti
+che le appartenevano, con una carta su cui aveva
+scritto queste sole parole: — Da parte e per ordine
+di lord Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Spero che Iddio misericordioso mi perdonerà, pel
+<span class="pagenum" id="Page_79">[79]</span>
+mio pentimento, il dolore che ho dovuto cagionare
+a quella infelice donna.
+</p>
+
+<p>
+Sir William nel suo viaggio alla contea di Surry
+non si era inteso per Merton-place, e, invecchiando,
+era diventato sempre più avaro, e si ritirò da questa
+compera per due o trecento sterline. Nel suo
+viaggio a Londra, aveva parlato di questa compera
+a Nelson, e gli aveva molto vantato la situazione
+della casa. Nelson si ricordò del mio desiderio, e
+quando seppe che sir William non aveva comperato
+Merton-place, gli scrisse incaricandolo di comperare
+Merton-place al prezzo che gli venisse chiesto, dicendo
+che era sempre stato il suo più grande desiderio
+di vivere in campagna cogli amici, che egli
+comperava Merton per farne un ritiro per noi tre,
+ove avremmo potuto passare i nostri giorni tranquillamente
+lungi da’ rumori della città e dagl’intrighi
+del ministero.
+</p>
+
+<p>
+Sir William andò dal notaio del proprietario di
+Merton-place, che acquistò in nome di lord Nelson,
+al prezzo che aveva ricusato di prenderlo egli stesso.
+</p>
+
+<p>
+Siccome era sicura che Nelson non comperava
+Merton-place che per farmene un dono, gli esposi
+nella mia lettera certi scrupoli, intorno alla località
+che, se piaceva moltissimo a me, poteva dispiacere
+a lui.
+</p>
+
+<p>
+Egli si affrettò di rispondermi:
+</p>
+
+<p>
+«Non inquetatevi su questo punto; sono certo
+che Merton mi piacerà, ed ho buona opinione del
+vostro gusto e del vostro giudizio, per non credere
+che possa mancare.»
+</p>
+
+<p>
+È nota quella terribile campagna dell’Inghilterra
+contro la Danimarca, a cui Nelson era chiamato a
+<span class="pagenum" id="Page_80">[80]</span>
+prendere parte. Incaricato del bombardamento di
+Copenaghen, Nelson si avanzò ad un punto tale,
+che l’ammiraglio Parker, temendo che le navi inglesi
+naufragassero e non potessero più manovrare,
+diede dal vascello ammiraglio il segnale della ritirata.
+</p>
+
+<p>
+Nelson prevenuto dal capitano Hardy del segnale
+che gli faceva il suo superiore, portò il cannocchiale
+al suo occhio cieco.
+</p>
+
+<p>
+— Non veggo nulla, disse, e continuò il combattimento.
+</p>
+
+<p>
+Il cattivo stato della salute di Nelson e specialmente
+il suo desiderio di rivedere me e la sua cara
+Orazia, di cui sarei stata gelosa, se una madre può
+essere gelosa di sua figlia, gli faceva chiedere, quando
+la campagna era quasi finita, il favore di ritornare
+a Londra. Siccome egli chiedeva questo favore sotto
+forma di un congedo, l’ammiragliato glielo accordò,
+sapendo bene d’altronde ove ritrovarlo, al primo
+colpo di cannone che si tirerebbe.
+</p>
+
+<p>
+Si sperava che il cannone tacerebbe per qualche
+tempo. Il ministero Pitt, vale a dire il ministero
+della guerra, era caduto, e il ministero Addington,
+vale a dire quello della pace, gli era succeduto.
+</p>
+
+<p>
+Nelson lasciò quindi il suo comando nel Baltico, e
+al 18 giugno salì sul brick la <i>Kite</i> comandato dal
+capitano Degby, e arrivò ad Yarmouth al 1 di luglio.
+</p>
+
+<p>
+Ci capitò nel momento in cui meno si attendeva
+il suo bastimento, non avendo impiegato che 10
+giorni a venire da Kioge bay a Yarmouth.
+</p>
+
+<p>
+La mia gioia fu grande. Fortunatamente, sotto il
+velo di una tenera amicizia, potevamo, in presenza
+di sir William, dirci una parte delle cose che sgorgavano
+<span class="pagenum" id="Page_81">[81]</span>
+dal nostro cuore. D’altronde un quarto d’ora
+dopo l’arrivo di Nelson il principe di Castelcicala,
+ambasciatore, se lo si ricorda, del re delle Due Sicilie,
+venne a comunicare un dispaccio a sir William:
+sir William andò in un’altra sala e ci lasciò
+soli.
+</p>
+
+<p>
+La prima parola di Nelson fu per Orazia; le dimande
+si succedevano con tale rapidità che non
+poteva rispondervi.
+</p>
+
+<p>
+Entrai nella sala, e dissi sotto voce a sir William,
+che lord Nelson voleva vedere la sua figlioccia, e mi
+pregava di accompagnarlo dalla nutrice.
+</p>
+
+<p>
+Non aveva voluto uscire senza prima avvisare sir
+William.
+</p>
+
+<p>
+Sir William mi strinse la mano e scosse la testa.
+</p>
+
+<p>
+— Ecco un padrino molto tenero e premuroso,
+disse; andate pure, figlia mia.
+</p>
+
+<p>
+Lasciai i due diplomatici a discutere gli affari di
+stato, di cui, grazie a Dio, non mi mischiava più, e
+salimmo in carrozza per andare a Slone Street.
+</p>
+
+<p>
+Cammin facendo, chiesi a lord Nelson notizie dell’uccello.
+</p>
+
+<p>
+— Di quale uccello?
+</p>
+
+<p>
+— L’uccello d’Aboukir, quello che venne a riposarsi
+sulla vostra spalla il giorno che vi feci una
+visita sul <i>Vanguard</i>.
+</p>
+
+<p>
+— Ah! disse egli con gioia, l’ho riveduto alla mattina
+del bombardamento di Copenaghen; davvero,
+che comincio a credere che quell’uccello sia il mio
+buon genio.
+</p>
+
+<p>
+Nelson rivedendo la piccola Orazia fu ancor più
+felice della prima volta. La bambina in quei quattro
+mesi che scorsero, era cresciuta, ed aveva vinta
+<span class="pagenum" id="Page_82">[82]</span>
+la sua debolezza, era la più bella creatura che si
+potesse vedere.
+</p>
+
+<p>
+Nelson ritornò a Piccadilly pazzo di gioia; non
+fece che parlare della sua figlioccia tutto il tempo
+del pranzo.
+</p>
+
+<p>
+Come dissi, le negoziazioni erano aperte per la
+pace dal nuovo ministero, ma l’Inghilterra non acconsentiva
+che alla condizione di conservar Malta,
+e che le si cedesse la Trinità. Bonaparte si oppose
+vigorosamente contro queste due pretensioni, e annunziò
+nel <i>Moniteur</i> che riunirebbe la flotta a Boulogne
+per tentare un’invasione in Inghilterra.
+</p>
+
+<p>
+Difatti alcune divisioni di scialuppe e di cannoniere
+uscirono dai porti di Calvados della Seyne, e si recarono
+a Boulogne.
+</p>
+
+<p>
+L’Inghilterra non volle restare indietro, e riunì
+forze considerevoli per opporsi a quel progetto.
+</p>
+
+<p>
+Nelson ricevette il comando della squadra destinata
+a sorvegliare i preparativi della Francia.
+</p>
+
+<p>
+Bisognava separarsi di nuovo, ma questa volta vi
+era la speranza, che la separazione sarebbe corta;
+era più una dimostrazione, che una ripresa di ostilità.
+</p>
+
+<p>
+La commissione di Nelson gli arrivò il 25 luglio
+1801, e al 27 scrisse a sir Evan Nepean Esq:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Signore,
+</p>
+
+<p>
+«Vi prego di avere la bontà d’informare i lord
+commissarii dall’ammiragliato del mio arrivo a Londra,
+e che immediatamente trasporto la mia bandiera
+a bordo dal vascello l’<i>Unità</i> nel bacino di
+Sherness.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson Bronte.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_83">[83]</span></p>
+
+<h2>IX.</h2>
+</div>
+
+<p>
+La storia di Nelson m’è più cara della mia vita,
+e perciò lo seguo nel Mediterraneo, dopodichè ritornerò
+a quell’Inghilterra tanto triste per me dacchè
+la ho lasciata.
+</p>
+
+<p>
+Negli ultimi giorni di luglio mi scrisse:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Mia Cara Emma,
+</p>
+
+<p>
+«Quantunque vi abbia scritto da vari luoghi, soltanto
+per dirvi, sono qua, sono là, mi è stato impossibile
+di dirvi altra cosa, che sono qui e sto bene,
+perchè non dubito <i>che saranno tutte lette</i>. Non ho
+altro mezzo per mandarvi notizie che il mare, e
+gl’invii che dovranno farsi col mezzo di piccoli bastimenti
+che l’ammiraglio mi ha dato, non potranno
+essere frequenti.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_84">[84]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Il nostro passaggio è stato enormemente lungo:
+da Gibilterra a Malta abbiamo impiegato undici
+giorni; arrivai verso la sera del 15, e ripresi il mare
+nella notte del 16 al 17 a tre ore, e non giungemmo
+che al 26 innanzi a Capri, ove ho dato ordine
+perchè la fregata che portava M. Elliot a Napoli
+venisse a raggiungermi.
+</p>
+
+<p>
+«Vi mando le copie delle lettere del re e della regina.
+Sono orribilmente afflitto che essa non dica
+nemmeno una parola di voi. La sua sola scusa che
+dice, è che questa è una lettera politica.
+</p>
+
+<p>
+«Quando risposi alla regina, le scrissi:
+</p>
+
+<p>
+«Ho lasciato lady Hamilton il 18 maggio, e sempre
+così affezionata verso V. M. che sono sicuro che
+darebbe la vita per salvare la vostra. V. M. non ha
+mai avuto un’amica più sincera e leale della vostra
+cara Emma. Vi spiacerà di conoscere, ne sono sicuro,
+che sir William non l’ha lasciata in una condizione
+pecuniaria così lauta come lo permetteva la
+sua fortuna. Egli ha diviso i suoi beni fra i suoi
+parenti; ma essa farà onore alla sua memoria, quantunque
+tutti i suoi amici gli diano il torto d’essere
+stato avaro verso di lei.»
+</p>
+
+<p>
+«Spero, mia cara Emma, che la regina vi abbia
+scritto direttamente: se è capace di dimenticare la
+mia Emma, spero che Dio la dimenticherà a suo
+tempo; ma voi credete che essa non sia capace di
+dimenticarvi. Questo è il momento di darvi una prova
+della sua affezione. Mostrate soltanto le copie
+delle lettere del re e della regina ai nostri amici più
+intimi.
+</p>
+
+<p>
+«Il re è tristo e sta sempre a Belvedere.
+</p>
+
+<p>
+«Elliot non vide nè lui nè la regina, dal 17, giorno
+<span class="pagenum" id="Page_85">[85]</span>
+del suo arrivo, fino al 21; al 22 egli dev’esser
+presente.
+</p>
+
+<p>
+«Sono convinto che il piano di questo <i>miserabile
+Corso</i> sarebbe di conquistare il regno di Napoli: ha
+fatto entrare 13000 soldati nella parte dell’Adriatico,
+e prenderà possesso di Gaeta e di Napoli senz’alcun’ombra
+di diritto, e se il povero re fa qualche
+osservazione, o ci permette di soccorrere la Sicilia,
+dichiarerà la guerra, e dichiarerà Napoli di buona
+presa.
+</p>
+
+<p>
+«Aveva consigliato al generale Acton di non lasciare
+la famiglia reale a Napoli; poichè Napoli o
+tosto o tardi sarà conquistato, come meglio converrà
+a Bonaparte.
+</p>
+
+<p>
+«La Morea e l’Egitto sono pure nelle sue viste.
+Un’armata di 70000 uomini si è radunata in Italia.
+</p>
+
+<p>
+«Come potete crederlo, ho grande premura di
+andare innanzi a Tolone a raggiungere la flotta.
+</p>
+
+<p>
+«Noi passiamo innanzi a Montecristo, a Bastia, al
+capo Corso; jeri ci avvicinammo lentamente a Tolone.
+Quale sia la loro forza, non lo saprei; alcuni
+dicono che hanno nove vascelli di linea, altri sette,
+altri cinque. Se ve ne sono nove, ci verranno ad
+incontrare, giacchè noi abbiamo soltanto un egual
+numero di vele.
+</p>
+
+<p>
+«Spero però che usciranno, e così potremo finir
+tutto, perchè, come sapete, nulla detesto di più dell’indecisione.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«Luglio 1803.
+</p>
+
+<p>
+«Mi avanzo verso Tolone per schiacciare i Francesi.
+Abbiamo tutto in pronto: sette vascelli di linea,
+cinque fregate e sei corvette; in una settimana
+<span class="pagenum" id="Page_86">[86]</span>
+ne avremo uno o due di più; abbiamo oggi otto
+vascelli di linea, dimani sette, compresivi due vascelli
+da sessantaquattro.
+</p>
+
+<p>
+«Potete immaginarvi, cara Emma, quanto sarei
+felice di avere una delle vostre care e lunghe lettere,
+per farmi sapere quanto è accaduto dopo la mia
+assenza.
+</p>
+
+<p>
+«Ringrazio Iddio che non possiate mai trovarvi
+in bisogno; ma state sicura, finchè avrò sei soldi,
+ve ne saranno cinque per voi; ma voi avete acquistato
+questa esperienza che in materia di denaro non
+bisogna contare sugli amici. Spero che il vostro buon
+senso ne approfitterà.
+</p>
+
+<p>
+«Credo bene che il ministro farà qualche cosa
+per voi; ma non ha fatto ancora nulla. Noi possiamo
+vivere con pane e cacio. L’indipendenza è
+una benedizione; e benchè non abbia trovato mezzo
+finora di fare una buona presa, e ciò che è stato
+preso si è già mangiato, pure sarei sfortunato se in
+questa campagna non avessi di che pagare tutti i
+miei debiti; e pagati i debiti non è per me poca consolazione.
+</p>
+
+<p>
+«Non ho ancora parlato ad Acton del mio affare
+di Bronte; ma se Napoli rimane per lungo tempo
+nelle mani del re Ferdinando, ne terrò parola, ma
+non spero nulla da loro. Credo che da parte sua non
+rincrescerà ad Acton di essere lontano sano e salvo.
+</p>
+
+<p>
+«Da quanto sento dire, credo che il re di Napoli
+sia così disperato, che metterebbe volentieri le redini
+di Napoli nelle mani di suo figlio, e si ritirerebbe
+in Sicilia. Voi sapete bene che sir William ha sempre
+pensato che il re Ferdinando finirà così. La sua
+situazione basta in fatti per istraziare il cuore.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_87">[87]</span>
+</p>
+
+<p class="indr">
+«Luglio 1803.
+</p>
+
+<p>
+«Questa mattina abbiamo raggiunto la flotta. Gli
+uomini dei bastimenti sono buoni; ma i vascelli sono
+avariati e sono lontani dall’avere il loro equipaggio
+completo. Non ci sarebbe nulla di meglio, che di affrontarci
+subito col nemico.
+</p>
+
+<p>
+«Abbiate la bontà di mandare la lettera qui acchiusa
+al suo indirizzo, e state sicura che fino all’ultimo
+momento della mia vita sarò il vostro affezionato
+e fedele
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson Bronte</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Cito la lettera di Nelson invece di ritornare a me
+e seguire il mio racconto, perchè credo che sia molto
+più curioso di veder l’uomo, che ha avuto una
+così grande influenza sugli avvenimenti d’Italia, ritornare
+nei luoghi ove questi avvenimenti si sono
+compiti, che di vedermi sostenere i primi passi di
+Orazia, che giuoca sull’erba di Merton-place.
+</p>
+
+<p>
+Consacrerò questo capitolo alle lettere di Nelson,
+che non sono lettere d’amore, ma dispacci politici.
+</p>
+
+<p>
+Dunque continuo, o piuttosto continua Nelson:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«<i>Victory</i> innanzi Tolone, 1 agosto 1803.
+</p>
+
+<p>
+«Non sono sicuro che riceverete questa lettera:
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mia carissima Emma
+</p>
+
+<p>
+«La vostra lettera del 31 maggio, che mi è giunta
+da Napoli, nel pacco di M. Noble contenente la corrispondenza
+di Davyson con Plymouth, mi è stata consegnata
+dalla <i>Phoebè</i> due giorni or sono, ed è la sola
+linea, che la flotta abbia ricevuto dopo la sua partenza
+dall’Inghilterra.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_88">[88]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Non vi sarà difficile, mia cara Emma, di farvi
+comprendere l’emozione, che la vista e la lettura
+della vostra lettera mi ha prodotto. Sono cose che
+non possono essere comprese che da persone legate
+da un’affezione come la nostra, e quantunque abbiate
+scritto poche parole, ho compreso che volevano
+dir molto. Approvo il vostro piano e la scelta
+della vostra società. Per l’altro inverno o per la primavera
+prossima spero di essere abbastanza ricco
+per fare tutti gli abbellimenti necessari al nostro
+caro Merton; ciò servirà a divertirvi; sono sicuro
+che sarò un grande ammiratore di tutto ciò che farete
+fino alle vostre piantagioni di uva spina.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+La crociera durò circa tre mesi. Dopo aver trasportato
+la sua bandiera dall’<i>Uncle</i> sulla <i>Medusa</i> e
+dalla <i>Medusa</i> sull’<i>Amazzone</i>, Nelson seppe che la
+pace era stata firmata il 1 ottobre; ed era tempo,
+egli era veramente ammalato.
+</p>
+
+<p>
+Al 17 Nelson mi scrisse dall’<i>Amazzone</i>:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«Mia cara amica,
+</p>
+
+<p>
+«Benchè la mia indisposizione non presenti alcun
+pericolo, pure resiste alla medicina che il dottore
+Baired ha prescritto; e debbo confessare che mi ha
+molto prostrato e mi pare d’inghiottire del rhum,
+che non possa digerire, e resti nei visceri. Vorrei
+che questi signori dell’ammiragliato soffrissero dello
+stesso mio male; ma siccome essi non hanno visceri,
+almeno per me, è inutile che lor faccia questo
+augurio. Ho passato una notte molto cattiva,
+ma le vostre care lettere e quelle di sir William, mi
+fanno un gran bene.
+</p>
+
+<p>
+«La positiva mia risoluzione è di non esser tormentato
+<span class="pagenum" id="Page_89">[89]</span>
+al mio arrivo a Londra, e di non chieder
+nulla, fuorchè di ritirarmi in campagna con voi, miei
+buoni amici.
+</p>
+
+<p>
+«In questi due giorni, qui ha fatto molto freddo,
+ma il tempo non è cattivo. Ho acceso il fuoco nella
+cabina, e spero che la malattia se ne andrà.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson Bronte.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Quantunque questa lettera si debba porre nella
+categoria delle lettere officiali, m’inquietava; le sue
+frasi interrotte, e direi quasi convulse, mi parevano
+indicare che chi le aveva scritte tremava per la
+febbre nel vergarle.
+</p>
+
+<p>
+Al 23 ottobre Nelson arrivò a Merton-place. Aveva
+chiesto a sir William di alloggiare la nutrice e la
+sua piccola Orazia in una delle sue piccole dipendenze.
+Sir William, che conosceva l’amore di Nelson
+per quella bambina, acconsentì immediatamente:
+inoltre la casa era di Nelson, e non sua. Io aveva indovinato,
+perchè Nelson appena ci ebbe abbracciati
+chiese della sua figlioccia, e si dovette condurlo
+subito dalla pretesa madre di Orazia; ma la vera
+madre era là, e non perdette nè una parola, nè un
+gesto, nè un segno. Questa gioia di Nelson era il
+mio trionfo.
+</p>
+
+<p>
+Al 29 dello stesso mese Nelson fu istallato alla
+camera dei lord: aveva ritardato quella cerimonia,
+che riteneva per molto noiosa, e l’aveva ritardata
+quanto più potè. Siccome egli era visconte, fu presentato
+dal visconte di Sydney.
+</p>
+
+<p>
+L’inverno passò in mezzo ai balli ed alle feste
+nei villaggi circostanti di Merton-place, di cui Nelson
+era fanatico in causa della sua solitudine, e della
+<span class="pagenum" id="Page_90">[90]</span>
+libertà che vi godevamo, e dei balli e delle serate e
+delle feste come Piccadilly. Sir William riceveva
+molto, e siccome Nelson abitava con noi, avevamo
+sempre per ospite qualcuno della sua famiglia,
+e debbo dire, che questi ospiti, che dopo la
+morte di Nelson non mi parlarono più, erano invece,
+quando egli era vivo, pieni di attenzioni e di riguardi
+per me.
+</p>
+
+<p>
+Nell’estate del 1802, lord Nelson, suo padre, suo
+fratello, sir William ed io, andammo a fare un viaggio
+nel sud della contea di Galles; ma a Bleenheim
+il mio amor proprio ebbe a soffrire una forte scossa,
+visto lo sprezzo che mi manifestava la nobile famiglia
+che abitava il castello. Nelson fu profondamente
+offeso di questa mancanza di convenienza a
+mio riguardo, rifiutò di accettare i rinfreschi che ci
+offersero, ed io dissi allora in modo d’essere intesa:
+</p>
+
+<p>
+— Dopo la battaglia di Abouckir, se fossi stata
+regina, avrei dato a Nelson un principato; ma avrei
+procurato che fosse tanto bello che Bleenheim non
+fosse che un orto in suo confronto.
+</p>
+
+<p>
+Del resto in tutte le feste che si diedero al mio
+eroe, dai municipj, dalle città, o dalle assemblee
+pubbliche, combinai costantemente, col mio talento
+declamatorio, e colla mia voce veramente rimarchevole,
+di aumentare l’allegria dei conviti e i piaceri
+delle serate: non soltanto la voce pubblica, ma
+anche i giornali della provincia fecero conoscere gli
+immensi successi che ottenni.
+</p>
+
+<p>
+Al principio di settembre ritornammo a Merton, e
+vi restammo tutto l’inverno.
+</p>
+
+<p>
+Da molto tempo sir William non istava molto bene,
+<span class="pagenum" id="Page_91">[91]</span>
+ma verso la fine dell’inverno la sua indisposizione
+si fece assai grave, e nel mese di marzo cadde ammalato
+seriamente. Lo conducemmo subito a Londra,
+ove gli furono prodigate tutte le cure, ma la
+scienza nulla poteva contro ai suoi settantadue
+anni, e andò sempre più indebolendosi, di modo
+che al 6 aprile ci trovammo tutti e due in ginocchio
+al suo letto per ricevere l’ultimo suo sospiro.
+</p>
+
+<p>
+Sir William morì come un uomo che non ha nulla
+da rimproverarsi, e pochi minuti prima di morire,
+con voce debole, ma piena di serenità, disse a Nelson
+prendendogli la mano: — Bravo e grande Nelson,
+la nostra amicizia quantunque lunga è stata
+senza nubi, e morendo sono altiero dell’amico che
+Dio mi ha dato. Spero che vedrete e farete rendere
+giustizia dai ministri ad Emma. Voi sapete meglio
+di chiunque i grandi servigi che ha reso, e vi ricorderete
+tutto ciò che ha fatto pel nostro paese. Proteggete
+la mia cara moglie, e possa il grande Iddio
+benedirvi, darvi sempre la vittoria, e proteggervi
+nelle battaglie.
+</p>
+
+<p>
+Poi volgendosi a me, disse:
+</p>
+
+<p>
+— Mia incomparabile Emma, voi non mi avete mai
+offeso, nè in pensieri, nè in parole, nè in azioni: lasciate
+che vi ringrazii profondamente per la vostra
+affezione, per la vostra bontà, nei dieci anni della
+nostra felice unione.
+</p>
+
+<p>
+Poi, facendo un ultimo sforzo, unì le nostre due
+mani, mandò un sospiro e spirò.
+</p>
+
+<p>
+Piansi sir William, e lo piansi sinceramente; gli
+doveva l’alta situazione che aveva occupato alla
+corte, e la parte brillante che vi ebbi. Forse sarebbe
+stato meglio per la mia eterna salute che fossi rimasta
+<span class="pagenum" id="Page_92">[92]</span>
+umile e povera nell’oscurità; ma questa riflessione
+che faccio oggi, non si presentava allora
+al mio pensiero.
+</p>
+
+<p>
+Lord William non dubitava che dopo la sua morte
+non ottenessi coll’alta influenza di Nelson la successione
+nella sua pensione che era di 1500 sterline.
+Egli sapeva che Nelson aveva comperato per me
+Merton-place che valeva cinquecento sterline; credette
+perciò di lasciarmi ricca legandomi 750 sterline.
+Difatti queste tre rendite riunite mi costituivano
+circa un’entrata complessiva di settantamila franchi.
+</p>
+
+<p>
+Ma bisognò rinunziare completamente alla speranza
+della pensione ministeriale: per quante pratiche
+siansi fatte da me e da lord Nelson, non ottenemmo
+nemmeno l’onore di una risposta. Ma Nelson
+non era uomo di lasciarmi sopportare un lungo
+affronto. Mi fece una falsa vendita di Merton, e mi
+assicurò una rendita di mille e dugento lire sterline,
+il che mi dava, con Merton ed i legati di sir William,
+sessantamila franchi di rendita.
+</p>
+
+<p>
+Da un codicillo del suo testamento, fatto una settimana
+prima della sua morte, sir William dava a
+Nelson un mio bel ritratto in miniatura, dipinto
+sullo smalto; io gli diedi una catena d’oro, ed egli
+portò costantemente la catena al collo ed il ritratto
+sul cuore.
+</p>
+
+<p>
+Ma una cosa che mi stupì e mi rattristò ad un
+tempo assai profondamente, fu la condotta di lord
+Greenville suo nipote. Quest’uomo che mi aveva
+tanto amato, che credeva d’impazzire perdendomi,
+si dichiarò uno dei più accaniti persecutori. Un
+mese dopo la morte di suo zio, mi obbligò ad uscire
+dalla casa che gli apparteneva.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_93">[93]</span>
+</p>
+
+<p>
+Nelson, vedendo che non aveva più domicilio a
+Londra, prese un piccolo appartamento separato
+dal mio, ed era un gran sacrificio che faceva per la
+mia riputazione e al rispetto del mondo; ma non
+ebbe il coraggio di continuare questa separazione
+alla nostra casa di campagna.
+</p>
+
+<p>
+Presi a pigione una casa a Clarge Street.
+</p>
+
+<p>
+Ma qualche settimana dopo questa nuova istallazione,
+perdetti l’appoggio e la presenza del mio nobile
+amico, chiamato al comando della flotta del
+Mediterraneo.
+</p>
+
+<p>
+Era insieme un grande onore e un grande dolore
+per me. In questi diciotto mesi, in cui ci eravamo
+abituati a quella vita d’intimità che bisognava rompere,
+e per una guerra più accanita che mai, si sarebbe
+detto che la lunga speranza della pace, che
+andava a scemare, aveva esacerbato, l’una contro
+l’altra, le due nazioni.
+</p>
+
+<p>
+Il dolore di Nelson era tanto più grave, perchè
+era incinta per la seconda volta, e per la seconda
+volta era obbligato a lasciarmi in quella condizione,
+che, secondo lui, doveva stringere di più i nostri
+legami.
+</p>
+
+<p>
+Prima di lasciarci giurammo che nulla ci avrebbe
+potuto separar mai più; e mi diede un anello d’oro,
+col quale aveva rimpiazzato quello che mi aveva
+dato sir Hamilton.
+</p>
+
+<p>
+Appena imbarcato mi scrisse:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«22 maggio 1803, otto ore mattina.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mia carissima Emma,
+</p>
+
+<p>
+«Siamo in vista di Ushant, e potremo vedere l’ammiraglio
+Cornwallis in un’ora.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_94">[94]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Sono molto inquieto dell’idea che mi potrà prendere
+il <i>Victory</i> e mandarci nell’<i>Amphion</i>, che è molto
+incommodo; ma che posso farci?
+</p>
+
+<p>
+«Vi assicuro, cara Emma, che ho la più grande
+convinzione che avremo tosto onori, ricchezze e salute,
+e resteremo insieme fino ad età avanzata.
+</p>
+
+<p>
+«Conservo il tuo ritratto e quello della mia figlioccia,
+ma non voglio ancora appenderlo alla parete,
+finchè non sono sicuro di restar qui. Assicuratevi
+che la mia affezione per voi è inalterabile, nulla al
+mondo la può diminuire. Ve ne prego, dite ciò alla
+<i>cara</i> M. T. quando la vedrete; ditele che il mio
+amore per lei e per la sua cara e dolce figlia è infinito,
+e se ve ne sono altri, il mio amore si estenderà
+su tutti. Finalmente, mia cara Emma, ditele
+tutto ciò che il vostro caro e affettuoso cuore potrà
+pensare.
+</p>
+
+<p>
+«Noi siamo ben collocati su questo bastimento.
+M. Elliot sta bene; ditelo a lord Minto. Murry, Sulton,
+insomma tutti i nostri compagni di bordo
+hanno l’apparenza di essere felici, e se c’incontreremo
+colla flotta francese, faremo quello che siamo
+soliti a farle.
+</p>
+
+<p>
+«Hardy è stato fino a Plymouth, per vedere se il
+nostro <i>Duchman</i> è salvo; sarà una presa eccellente.
+</p>
+
+<p>
+«Gaetano invia i suoi umili doveri a milady; è
+un buon uomo e sono sicuro che ritornerà, perchè
+credo che la guerra non sarà lunga; sebbene lunga
+abbastanza per farmi una fortuna indipendente.
+</p>
+
+<p>
+«Se il vento continua, lunedì saremo sulle coste
+di Portogallo, e prima di domenica nel Mediterraneo.
+</p>
+
+<p>
+«Dite a mistress Cadogan le migliori cose che
+<span class="pagenum" id="Page_95">[95]</span>
+potrete, ed anche alla sua governante mistress Nelson
+e a suo marito il dottore ec. ec. ec.
+</p>
+
+<p>
+«Non vi scriverò più fino a che non sarò a bordo
+dell’ammiraglia. Dite a mistress Thomson, che le
+scriverò alla prima occasione, non essendo sicuro
+se questa lettera le perverrà. Dopo il primo di luglio
+manderò una lunga lettera a Nelson.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«23 maggio.
+</p>
+
+<p>
+«Ieri siamo stati vicinissimi a Brest, e seppi da
+una fregata che l’ammiraglio Cornwallis ha un convegno
+in mare. L’abbiamo cercato, ma a quest’ora
+non l’abbiamo trovato.
+</p>
+
+<p>
+«Il vento è forte. Se non trovo l’ammiraglio fra
+sei ore, saremo tutti obbligati di andare sull’<i>Amphion</i>
+con mio grande dispiacere, e di lasciare il <i>Victory</i>.
+E tutto ciò avviene per l’alta sapienza dei
+miei superiori.
+</p>
+
+<p>
+«Lascio la mia lettera aperta fino all’ultimo momento,
+avendo ancora qualche speranza. Intanto
+cerco inutilmente una buona ragione di non lasciarmi
+trasportare sull’<i>Amphion</i>.
+</p>
+
+<p>
+«Faccio i preparativi per imbarcarmi sull’<i>Amphion</i>
+non avendo trovato l’ammiraglio Cornwallis.
+</p>
+
+<p>
+«Che Iddio vi benedica, ecco la preghiera del
+vostro più sincero.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson Bronte</span>»
+</p>
+
+<p>
+«Vorrei avere le pubblicazioni di Stephen.
+</p>
+
+<p>
+«Debbo aver lasciato costà il mio sigillo d’argento;
+che non mi fu più possibile di trovarlo.»
+</p>
+
+<p>
+«Sulton mi ha raggiunto jeri, e grazie a Dio ci
+fu reso il <i>Victory</i>; siamo andati tutti al suo bordo,
+e in pochi giorni ci metteremo in ordine.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_96">[96]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Hardy è tutto occupato ad appendere nella mia
+cabina il vostro ritratto e quello di Orazia; spero
+di vedere arrivare i due altri dall’esposizione; non
+ho bisogno di altri ornamenti nella mia cabina. Potrò
+contemplarli tutti i giorni, e trovarvi nuove bellezze
+ogni giorno. Non mi occorre altro.
+</p>
+
+<p>
+«Non aspettate grandi notizie da noi: non vediamo
+nulla. Ho gran paura che Napoli cada nelle mani
+dei Francesi, e se Acton non sta in guardia, anche
+la Sicilia: però ho dato i miei consigli, in modo così
+chiaro e preciso, che se ciò accade non si potrà
+darmene la colpa.
+</p>
+
+<p>
+«Il capitano dice che Elliot non può soffrir Napoli;
+lo credo anch’io. Ahimè, non è più come quando
+ci eravate voi.
+</p>
+
+<p>
+«La regina, a quanto credo dal suggello, ha mandato
+una lettera a Castelcicala. La lettera che mi
+dirige è piena di ringraziamenti per me, per la cura
+che prendo del suo regno: se il dottore Scott ha
+tempo, ve ne manderò una copia.
+</p>
+
+<p>
+«Il re vive ritirato; ha rifiutato di ricevere il generale
+francese Saint Cyr, che è venuto a Napoli per
+regolare le contribuzioni pel pagamento dell’armata
+francese.
+</p>
+
+<p>
+«La regina ha ricevuto l’ordine di offrire un
+pranzo tanto a lui quanto al ministro francese; ma
+nel dare quest’ordine il re è rimasto a Belvedere.
+Credo che si disponga a lasciar Napoli, e a ritirarsi
+in Sicilia, se però i Francesi glielo permetteranno.
+</p>
+
+<p>
+«Acton non ha avuto il coraggio di dare un pranzo
+ad Elliot o ad un inglese. La flotta è pronta ad uscire,
+e non uscirà per paura di battersi con me.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_97">[97]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Calcolo che ho perduto due vascelli francesi da 74
+per non essere restato nel <i>Victory</i>; ma spero che
+ritorneranno cogl’interessi.
+</p>
+
+<p>
+«Questa lettera andrà a Gibilterra, con Sulton
+sull’<i>Amphion</i>.
+</p>
+
+<p>
+«Fra due o tre giorni scriverò al dottore: veggo
+dai giornali francesi che è stato ammesso al baciamano.
+</p>
+
+<p>
+«Col più dolce ricordo alla vostra buona madre e
+a tutti quelli di Merton, sono sempre il vostro fedelissimo
+e affezionatissimo.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson Bronte</span>»
+</p>
+</div>
+
+<hr class="tbs">
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«<i>Victory</i>, 10 agosto innanzi Tolone.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mia cara Emma,
+</p>
+
+<p>
+«Colgo l’occasione che mi offre M. Accourt che
+attraversa la Spagna coi dispacci per l’Inghilterra,
+per inviarvi questa lettera, perchè non vorrei per
+nulla al mondo perdere un’occasione di scrivervi.
+</p>
+
+<p>
+«Al quattro vi ho scritto da Gibilterra. Ma nessuno
+dei nostri mezzi di comunicazione coll’Inghilterra
+non è certo. Credo che l’ammiragliato ci ha
+completamente dimenticati, poichè nessun vascello
+ci ha raggiunti dopo la nostra partenza da Spithead.
+Non ho quindi nessuna notizia da darvi se non che
+un mio scooner ha messo il suo naso nella rada
+di Tolone e che subito quattro fregate l’hanno preso
+per un trasporto d’acqua per la flotta; ma spero di
+aver presto occasione di pagare questo debito cogl’interessi.
+</p>
+
+<p>
+«M. Accourt dice che a Napoli si ha la speranza
+<span class="pagenum" id="Page_98">[98]</span>
+di essere salvati colla mediazione dei Russi; credo
+però che se i Russi fanno la guerra ai Francesi, non
+siano però tutti pel reame, e quei nostri amici appoggiandosi
+su di una canna spezzata, perderanno
+anche la Sicilia.
+</p>
+
+<p>
+«Prendere qualche cosa pel mio ducato di Bronte,
+non lo spero: le finanze di Napoli non sono state
+mai peggiori: pazienza, ma vorrei....
+</p>
+
+<p>
+«Vedo che son morti molti vescovi: vorrei sapere
+se mio fratello si annoia a Cantorbery: mi occuperei
+per fargli avere un vescovado: se lo vedete e gli
+scrivete, ditegli che non ho dieci minuti di tempo
+per inviargli una parola; M. Accourt non può trattenersi
+di più.»
+</p>
+</div>
+
+<hr class="tbs">
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«26 Agosto.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Cara Emma,
+</p>
+
+<p>
+«Dire che penso a voi giorno e notte, e dire tutto
+il giorno e tutta la notte, non basta per esprimere
+la mia affezione ed il mio amore per voi: credetemi
+che sono incapace di offendervi in pensieri, in parole
+ed in azioni. Tutte le ricchezze del Perù non
+basterebbero a riscattarvi per un sol momento; io
+sono tutto a voi.
+</p>
+
+<p>
+«L’appello della nostra patria è un dovere, al
+quale debbo arrendermi, e se non rispondessi a quest’appello,
+voi stessa, nei vostri momenti di fredda
+riflessione, mi rimproverereste e mi credereste così
+miserabile e avreste avuto vergogna di me; non mi
+direste più: Ecco l’uomo che ha salvato la patria,
+ecco chi è sempre il primo a correre alla battaglia,
+e l’ultimo a tornare, e poi tutti questi onori si riflettono
+su di voi. Il mondo dirà, vedendomi: quanti
+<span class="pagenum" id="Page_99">[99]</span>
+sacrifizj non ha fatto quell’uomo per assicurare le
+nostre proprietà fino a lasciare la donna più vezzosa
+e più gentile del mondo. Amandomi come voi
+mi amate, come voi dovete comprendermi.... Il mio
+cuore è con voi, mia cara amica. Procurerò di lasciare
+un nome senza macchia. Io non l’ho fatto nè
+per ambizione, nè per desiderio di ricchezza; nè il
+desiderio di ricchezze nè l’ambizione avrebbero potuto
+tenermi lontano da tutto ciò che ama il mio
+cuore. Non ho salvato il mio paese e la donna che
+amo perchè era nella volontà del Signore.
+</p>
+
+<p>
+«Sempre, sempre vostro in questo mondo e nell’eternità.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson Bronte</span>»
+</p>
+
+<p>
+«Per sempre, per sempre il vostro
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Ora riprendiamo il corso del nostro racconto.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_101">[101]</span></p>
+
+<h2>X.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Grazie alla famiglia di Nelson, che per compiacere
+al nobile ammiraglio fu assai garbata per me, io
+non fui così isolata come quando partì. Sua nipote,
+la figlia del dottore, fu accolta nella mia casa, e divenne
+mia scolara. Essa studiò con me il francese,
+l’italiano, il disegno, la musica, e posso dirvi che in
+sei mesi, da una specie di contadinuzza che era,
+l’aveva trasformata in una piccola damigella; era
+una prova di condiscendenza da parte mia, e dalla
+parte di Nelson, una prova di stima.
+</p>
+
+<p>
+Il dottor Nelson, fratello dell’ammiraglio e padre
+della giovinetta di cui aveva intrapreso l’educazione,
+avendo ottenuto di essere nominato canonico della
+Cattedrale di Cantorbery, era molto assiduo a presentarmi
+<span class="pagenum" id="Page_102">[102]</span>
+i suoi doveri, quando io andava a passare
+una parte dell’estate in quella città.
+</p>
+
+<p>
+Aveva con me mistress Bellington, antica artista
+drammatica, che era stata molto bella, ed avea un
+gran talento.
+</p>
+
+<p>
+Gli abitanti di Cantorbery erano, debbo dirlo, molto
+maravigliati di vedere le due ospiti del venerabile
+canonico, e furon quasi scandalizzati quando un
+giorno di festa offrimmo, mistress Bellington ed io,
+di cantare un duetto sacro nella Cattedrale. La nostra
+offerta fu accolta con un rifiuto molto netto e
+secco. E più ancora, i rispettabili cittadini dell’antica
+capitale del regno di Kent non mancarono mai
+di mettere sui loro viglietti di visita: pel dottor Nelson
+<i>ma non per lady Hamilton</i>.
+</p>
+
+<p>
+Poco tempo dopo la partenza di Nelson, partorii
+una seconda figlia, che nacque a Merton, ed a cui
+diedi il nome di Emma: la povera bambina non fece
+che apparire in questo mondo, e morì l’anno seguente
+in un accesso di convulsioni.
+</p>
+
+<p>
+In quest’epoca, l’ho detto e lo ripeto, tutta la famiglia
+Nelson era piena di riguardi per me, e naturalissimamente
+era in non buone relazioni colla povera
+moglie. E Nelson aveva detto chiaramente a
+tutti i suoi parenti, che quelli che sarebbero in
+buone relazioni con me lo sarebbero anche con lui.
+Difatti dopo la morte di sir William, Nelson dimenticò
+l’esistenza di mistress Nisbett, e mi considerava
+e trattava come sua vera moglie. Si è veduto dalle
+sue lettere a qual grado giunga il suo amore per
+me. Ma quando fui stanca della sua assenza, e
+colma di disprezzo da questa ridicola cittadinanza,
+gli scrissi che era mio desiderio di raggiungerlo e
+<span class="pagenum" id="Page_103">[103]</span>
+di stare sul suo bastimento, correndo con lui tutti
+i pericoli ai quali si esponeva. Mi rispose con una
+fermezza che non mi sarei mai aspettata:
+</p>
+
+<p>
+«Sapete, mia cara Emma, che soffrite quasi sempre
+in mare: immaginatevi cosa sarebbe quando sareste
+in crociera innanzi a Tolone, ove anche in
+estate abbiamo venti, almeno una volta alla settimana,
+e due giorni di mare grosso.
+</p>
+
+<p>
+«Non voglio che vi ammaliate, per vedervi io
+ammalata. Com’è mai possibile di avere Orazia a
+bordo di un vascello?
+</p>
+
+<p>
+«E poi ho pel primo vietato che nessuna donna
+venisse a bordo del <i>Victory</i>; e sarei io il primo a
+disubbidire all’ordine che ho dato? che Dio me ne
+guardi!»
+</p>
+
+<p>
+In mezzo a tutto ciò debbo confessare una cosa;
+è che la mia abitudine di spendere era tale, che la
+rendita di Merton, il legato di sir William, e la pensione
+vitalizia che Nelson mi faceva corrispondere,
+e che formavano circa sessantamila lire di rendita
+erano insufficienti.
+</p>
+
+<p>
+Parlava dunque sempre a Nelson di sollecitare per
+me da M. Addington la trasmissione della pensione
+di sir William, ed egli che non comprendeva nulla
+delle mie esigenze, e che non poteva dubitare come
+con tale fortuna mi trovassi in bisogno, mi rispondeva:
+«Se M. Addington vi dà una pensione, sarà
+bene; ma voi non datevi pena per ciò. Non avete
+Merton per voi senza ipoteche? e non dovete nulla
+a nessuno. La mia cara Orazia è già provveduta, e
+spero che qualche giorno voi sarete la mia duchessa
+di Bronte; e allora non darei un fico per
+tutto il mondo.»
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_104">[104]</span>
+</p>
+
+<p>
+Attorniata da gente senza mezzi e da numerosa
+parentela, la mia casa a Londra e la mia villa di
+Merton erano in continue feste, in cui i miei mezzi,
+quantunque lauti, non permettevano di far onore.
+Nelson mi faceva di quando in quando qualche rimostranza
+sulla necessità dell’economia; si scorgeva
+in lui l’uomo che aveva sofferto la povertà, e
+temeva di trovarsi senza denaro. Insisteva specialmente
+su ciò, che abitassi a Merton, ove probabilmente
+doveva fare più economia che a Londra.
+</p>
+
+<p>
+Se Nelson fosse stato vicino a me, non avrei nemmeno
+sognato di scostarmi dai suoi consigli, ma, lui
+assente, la noia di una vita tanto disoccupata, dopo
+averne vissuto una così attiva, mi angustiava, e non
+poteva fermarmi quieta in un luogo. Lasciai Merton
+per Londra, ove le mie spese non avevano limite.
+</p>
+
+<p>
+Aveva l’abitudine di passare una parte dell’estate
+ai bagni di mare, ed era specialmente là ove la
+spesa diveniva enorme. Queste spese davano delle
+inquietudini a Nelson; ma io gli diceva che questi
+bagni mi erano raccomandati dai medici, e non
+seppe dirmi che una cosa:
+</p>
+
+<p>
+«Andate a’ bagni, quando io non vi era, e restateci,
+quando già vi era.
+</p>
+
+<p>
+Ma come frase incidente od in una poscritta gettata
+a’ piedi di una lettera molto tenera, mi diceva:
+</p>
+
+<p>
+«È necessario, mia cara Emma, di far maggiore
+economia; se no gli abbellimenti del vostro caro
+Merton non si potranno più fare, e il nostro caro
+Merton avanti di tutto.»
+</p>
+
+<p>
+E aggiungeva, e debbo dirlo, ahimè, inutilmente:
+</p>
+
+<p>
+«Il vostro cuore buono ed angelico, mia cara
+<span class="pagenum" id="Page_105">[105]</span>
+Emma, mi darà certamente ragione, perchè comprenderete
+che tutto è a caro prezzo, a motivo della
+guerra, che abbiamo degli amici che hanno bisogno
+di noi, e che bisogna aiutarli, e voi troverete, ne
+sono sicuro, maggior piacere a compire questo
+dovere, che a mantenere una colluvie di parassiti,
+che non hanno nessuna amicizia per noi».
+</p>
+
+<p>
+Ma tutti questi consigli erano inutili: ad ogni lettera
+che riceveva da Nelson facevo mille giuramenti
+per correggermi, e poi mi abbandonava a
+nuove spese ancora più pazze, e più inutili delle
+prime. Era una sorgente d’inquietudini per Nelson,
+e però appassionato per me, come egli era, mi lasciava
+continuare. Alla fine comprese che le mie imprudenze
+potevano compromettere l’avvenire di
+Orazia, e che era necessario di assicurarle una fortuna
+indipendente, perchè più tardi non avesse a
+soffrire per le mie pazzie: mi scrisse inquest’occasione
+nel marzo 1804:
+</p>
+
+<p>
+«Al mio ritorno disporrò quattro mila sterline per
+Orazia, perchè non intendo che si trovi sprovvista
+quando la lasceremo sola e senza amici al mondo.»
+</p>
+
+<p>
+Io aveva sopra Nelson un potere per farlo accondiscendere
+a tutte le mie volontà: era di fargli credere
+che qualche nobile gentleman chiedeva la mia
+mano; fra gli altri il vecchio duca di Queensburg,
+che mi seguiva e mi faceva la sua corte, colla stessa
+assiduità come se avesse venticinque anni.
+</p>
+
+<p>
+Si è già veduto che Nelson, ricevendo una lettera
+della regina di Napoli, era stato scandalizzato che
+non dicesse una parola per me. Ma verso la fine
+della sua crociera, vedendo che quel silenzio continuava,
+<span class="pagenum" id="Page_106">[106]</span>
+finì per iscoprire una cosa di cui sospettava
+già da lungo tempo, cioè che la regina, malgrado
+le proteste della sua eterna riconoscenza,
+non aveva conservato che una mediocre memoria
+della mia affezione per lei, e dei servigi che le aveva
+reso: allora risolse di venire ad una spiegazione con
+lei, e di farle conoscere il mio stato di fortuna, i
+bisogni che mi creava, la mia abitudine di spendere,
+e la necessità in cui mi trovava di aver bisogno
+de’ suoi soccorsi. Ma la regina rispose sempre freddamente,
+con frasi ambigue, e protestando l’imbarazzo
+delle sue finanze.
+</p>
+
+<p>
+Nelson indignato mi trasmise le sue osservazioni
+sulla condotta e sul carattere della regina, ed io
+pure non mi curava di alcun riguardo verso quell’amica
+infedele, e mi vendicai di essa col raccontare
+la storia abbastanza scandalosa dei suoi amori,
+senza pensare che, paragonandola a Saffo ed a Messalina,
+gettava su me stessa una parte della vergogna
+di cui voleva coprirla.
+</p>
+
+<p>
+In quell’epoca ebbi una penosa e rincrescevole
+questione con M. Greenville supra il testamento di sir
+William. Greenville sperava di farmi indietreggiare
+innanzi allo scandalo; ma quando mi vide disposta
+a sostenere il processo, propose una transazione
+che Nelson mi obbligò ad accettare, quantunque a
+mio svantaggio.
+</p>
+
+<p>
+Perdetti in questo affare tre o quattro mila franchi
+di rendita, e finì là.
+</p>
+
+<p>
+Nelson aveva un tale amore per sua figlia, che
+sebbene avesse tre anni, le scriveva come se avesse
+potuto comprenderlo.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_107">[107]</span>
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+<i>Victory</i>, 13 aprile 1801
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mia cara Orazia,
+</p>
+
+<p>
+«Vi mando dodici volumi di stampe di costumi
+spagnuoli, che il vostro angelo custode, lady Hamilton,
+vi conserverà quando sarete stanca di guardarli.
+Sono contento di sapere che siete ristabilita
+in salute, e che siete una buonissima figlia. Prego
+Iddio, mia cara Orazia, perchè continuiate ad esser
+buona e brava, il che sarà una grande consolazione
+per il vostro affettuoso
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson Bronte</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Quando Nelson scrisse questa lettera non era più
+in crociera innanzi a Tolone; ma in traccia della
+flotta francese, che gli era sfuggita di mano.
+</p>
+
+<p>
+Al sabato, 30 marzo, per ordine di Napoleone, la
+flotta francese, che formava uno dei particolari del
+gran piano che egli aveva concepito, era uscita dal
+porto di Tolone sotto gli ordini dell’ammiraglio
+Villeneuve.
+</p>
+
+<p>
+Ecco qual era quel piano, che non fu conosciuto
+da Nelson se non quando non era più a tempo di
+opporvisi, e che non fu sventato che da circostanze
+indipendenti dalla volontà degli uomini.
+</p>
+
+<p>
+Napoleone, — poichè Bonaparte era diventato Napoleone,
+e il primo console, imperatore, — Napoleone
+non aveva perduto di vista il suo sbarco in Inghilterra;
+aveva risolto di dar ordine a tutta la flotta
+francese che uscisse ad un tempo da tutti i porti
+ove gl’Inglesi stavano osservandola, e di portarsi
+verso le Indie occidentali; di attirare gl’Inglesi dalla
+parte delle Antille, e di ritornare poi di botto nei
+<span class="pagenum" id="Page_108">[108]</span>
+mari d’Europa, con una riunione di forze superiore
+a tutte le squadre inglesi che potrebbe incontrare.
+</p>
+
+<p>
+Il punto di convegno generale dei Francesi era la
+Martinica.
+</p>
+
+<p>
+All’11 gennaio l’ammiraglio Missiessy era uscito
+da Rochefort con una tempesta orribile, e passando
+da Perthuis aveva preso il largo senz’esser veduto
+dagl’Inglesi: aveva con lui cinque vascelli e quattro
+fregate.
+</p>
+
+<p>
+L’ammiraglio Villeneuve doveva partire col primo
+vento favorevole, tentare d’ingannare Nelson, e se
+non lo ingannava, di sfuggirgli almeno di mano, passare
+lo stretto, toccar Cadice, e raggiungere l’ammiraglio
+spagnuolo Gravina, far vela per la Martinica,
+unirsi a Missiessy, e aspettare Gantheaume, che anche
+egli al primo colpo di vento di equinozio che
+svierebbe gl’Inglesi, doveva uscire dal porto di Brest,
+con ventun vascelli che egli aveva sotto i suoi ordini:
+e passando da Ferrol prenderebbe un’altra
+flotta francese e spagnuola, sotto gli ordini dell’ammiraglio
+Gaurdon, e si dirigerebbe verso la Martinica,
+ove, come abbiam detto, dovevano aspettarlo
+Missiessy, Villeneuve e Gravina. Questa riunione di
+cinque ammiragli e di sei flotte doveva dare da 51
+a 60 vascelli, forza enorme, di cui non si era mai
+veduto in altri tempi, e su nessun mare una simile
+concentrazione. Una volta riuniti, questi sessanta
+vascelli dovevano far vela per la Manica mal osservata,
+perchè le varie squadre inglesi dovevano essere
+sparse nel Mediterraneo, nell’Atlantico, nei mari
+delle Indie, e forse dove si poteva supporre che fosse
+andata la flotta francese; battere ogni squadra isolata
+<span class="pagenum" id="Page_109">[109]</span>
+che incontrerebbe sul suo cammino, e far poi
+contro l’Inghilterra, unendosi alle flottiglie di Boulogne,
+il colpo di cui era da tanto tempo minacciata.
+</p>
+
+<p>
+Ora l’ammiraglio Villeneuve nella notte dal 30 al
+31 marzo, approfittando del maestrale, come l’ammiraglio
+Missiessy aveva approfittato della tempesta,
+era uscito dal porto di Tolone, come dissi, nel
+momento in cui Nelson meno se l’aspettava.
+</p>
+
+<p>
+Al cinque aprile, Nelson scriveva questa lettera
+che dipinge la sua agitazione.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«A William Marden Esqu. Ammiragliato.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<i>Victory</i>, mare 9 aprile 1805.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Signore,
+</p>
+
+<p>
+«La flotta francese ha preso il mare nella notte
+di sabato 30 marzo, e alla domenica mattina, 31,
+alle otto ore, è stata veduta dall’<i>Active</i> e dalla <i>Phoebè</i>
+che percorreva verso SS. O., con una leggiera brezza
+di N. E. Con tutte le vele spiegate e la sua forza,
+dal computo delle sue fregate, si suppone composta
+di 11 vascelli, sette fregate e due brick. Ad otto ore
+di sera il capitano Moubray staccò la <i>Phoebè</i> per
+raggiungermi all’altezza di Toro. Ieri mattina, 4
+aprile, l’<i>Active</i> mi raggiunse poi alle 2 dopo mezzodì.
+Il capitano Moubray nella notte del 31 scorso, navigando
+sottovento con una brezza di N. O. ha perduto
+di vista il nemico, e si crede che abbia fatto vela
+verso Oriente. Siccome al 1 aprile i venti sono stati
+molto variabili, soltanto dal sud all’est fino alla
+notte del 3, in cui il vento si mise a soffiare fortemente
+<span class="pagenum" id="Page_110">[110]</span>
+da N. O. ho posto delle fregate sulla costa
+di Barberia ed all’altezza di Toro. Io mi trovo a
+mezza via fra la Galite e la Sardegna, perchè sono
+sicuro che se il nemico è stato obbligato a prendere
+quella via, non ha potuto passare prima d’oggi. Si
+dice che il ministro della Marina la comandi in persona,
+e spero d’incontrarlo. La flotta che ho l’onore
+di comandare è quanto posso desiderare di meglio
+riguardo alla salute ed alla disciplina, e le LL. Signorie
+possono star sicure che nulla tralascerò per
+prendere il nemico.»
+</p>
+
+<p>
+«Ho l’onore, ecc., ecc.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Al 6 aprile Nelson non avea ancora notizie della
+flotta; egli era alla disperazione, e scriveva al capitano
+Ball:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«Davvero sono mezzo morto, ma quanto uomo
+può fare, sarà fatto per trovarli. Ho l’<i>Embuscade</i> in
+vista, ma anch’essa non ha trovato nulla perchè non
+mi fa nessun segnale. L’<i>Amazone</i> partirà per Napoli,
+nel momento in cui l’<i>Active</i> ci raggiungerà, il che
+avverrà oggi o dimani mattina. Vado a prendere
+posizione all’altezza di Ustica, per esser pronto a
+ricevere la comunicazione del vascello che mi raggiungerà.
+Sto male davvero e pieno di collera. Dio
+vi benedica, mio caro Ball.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Nello stesso tempo scriveva a Davyson:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«Ho incaricato il capitano Cann di farvi visita. Vi
+dirò in quali agitazioni mi trovi; non posso nè mangiare,
+nè bere, nè dormire; ciò non può durar molto,
+<span class="pagenum" id="Page_111">[111]</span>
+soffro troppo; ma sono sempre, mio caro Davyson,
+il vostro fedele.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson Bronte.</span>»
+</p>
+
+<p>
+«Direte al capitano, uomo onorevolissimo, che, se
+lady Hamilton è a Londra od a Merton, gli deve
+consegnare una mia lettera.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Ora diciamo in due parole che cosa ne avvenne
+di questa flotta francese, che Nelson cercava invano.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_113">[113]</span></p>
+
+<h2>XI.</h2>
+</div>
+
+<p>
+L’ammiraglio Villeneuve era infatti partito da Tolone
+con undici vascelli e sei fregate: informato da
+un bastimento raguseo della posizione di Nelson, si
+era diretto a Cartagena, ed al 9 aprile entrava nello
+stretto.
+</p>
+
+<p>
+Nella stessa sera era in vista di Cadice, e si riuniva
+coll’ammiraglio Gravina.
+</p>
+
+<p>
+Verso le due del mattino le due squadre riunite
+continuarono il loro viaggio, e all’11 erano già nell’Oceano,
+sfuggendo alla sorveglianza di Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Nelson non aveva conosciuto questi particolari
+che al 16 aprile: era stato trattenuto dal vento dell’Ovest
+fino al 30: al 10 di maggio si trattenne nella
+baia di Lagos ed all’11 di maggio, vale a dire un
+<span class="pagenum" id="Page_114">[114]</span>
+mese dopo Villeneuve, entrò nell’Oceano per seguirlo.
+</p>
+
+<p>
+Al 10 giugno Villeneuve si era messo in cammino
+verso l’Europa.
+</p>
+
+<p>
+Qualche giorno prima, Nelson era arrivato alla
+Barbada, il 7 era alla Trinità, il 10 a Granada, finalmente
+al 14 agosto, dopo aver lasciato a Cornwallis
+quei bastimenti che potevano ancora tenere il
+mare, era andato cogli altri a Portmouth, ove gettò
+l’áncora al 18 di quel mese.
+</p>
+
+<p>
+Allora io era a Southend con mistress Bellington
+e Orazia. Ricevetti l’avviso del suo ritorno, e mi affrettai
+di ritornare a Merton, ove si era riunita tutta
+la sua famiglia per riceverlo.
+</p>
+
+<p>
+Vi arrivò al mattino del 20.
+</p>
+
+<p>
+Nello stesso giorno ritornò a Londra, ebbe una
+conferenza col segretario di stato pel dipartimento
+della guerra, col primo lord dell’ammiragliato, e con
+qualche altro ministro.
+</p>
+
+<p>
+Si comprende di quali feste fosse causa un simile
+ritorno: tutti gli amici di Nelson e miei corsero a
+Merton; la tavola non era mai minore di 20 a 25 coperte,
+ed io presiedeva a questi pranzi come se fossi
+la moglie di Nelson, nè egli ned io pensavamo più a
+gettare un velo sulla nostra intimità; anzi ciascuno
+di noi se ne faceva un vanto, e Nelson mi presentava
+i visitatori come se fossi veramente lady
+Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Appena seppi dell’arrivo di Nelson, feci venir subito
+Orazia, che fino allora aveva passato la maggior
+parte del tempo colla donna che l’aveva allevata.
+Nelson, secondo le intenzioni che mi aveva manifestato,
+<span class="pagenum" id="Page_115">[115]</span>
+aggiunse al suo testamento questo codicillo
+in di lei favore:
+</p>
+
+<p>
+«Lego a miss Orazia Nelson Thomson, battezzata
+il 13 maggio ultimo nella parocchia di S. Mary-le-Bone,
+nella contea di Middlesex, da Beniamino Lawrence
+curato e John Willock chierico assistente,
+che riconosco come mia figlia adottiva, la somma
+di quattro mila sterline in moneta inglese, pagabile
+sei mesi dopo la mia morte, e costituisco la mia
+cara amica Emma Lyonna sola custode della suddetta
+Orazia Nelson Thomson, fino a che avrà 18
+anni; e gl’interessi delle quattromila sterline saranno
+pagate a lady Hamilton per la sua educazione e
+mantenimento. Desidero che lady Hamilton sia sempre
+la nutrice di Orazia, essendo certo che la educherà
+nei principii della virtù e della educazione,
+che le darà tutte le doti che essa stessa possiede
+in sì alto grado, perchè la renda una donna degna
+del mio caro nipote Orazio Nelson, al quale la destino
+per isposa, se sarà degno di lei, e se, a giudizio
+di lady Hamilton, egli merita un tesoro tanto
+caro.»
+</p>
+
+<p>
+Questa volta Nelson contava bene di non più mettersi
+in mare: stanco di trionfi e sazio di gloria,
+carico di onori, mutilato nel corpo, egli aspirava
+alla solitudine ed alla tranquillità. In questa speranza
+Nelson era occupato a far trasportare a Merton
+tutte le cose preziose che aveva a Londra, e
+quando si credeva più che mai sicuro dell’avvenire,
+un colpo di fulmine venne a svegliarlo in mezzo ai
+suoi sogni dorati.
+</p>
+
+<p>
+Al 2 dicembre, vale a dire dodici soli giorni dopo
+<span class="pagenum" id="Page_116">[116]</span>
+l’arrivo di Nelson a Merton, si venne a bussare alla
+porta a cinque ore del mattino.
+</p>
+
+<p>
+Nelson credendo che fosse qualche notizia dell’ammiragliato,
+balzò dal letto e andò incontro al visitatore
+mattiniero.
+</p>
+
+<p>
+Era il capitano Enrico Blackwood che arrivava
+dall’ammiragliato colla notizia che le flotte riunite
+di Francia e di Spagna, dietro le quali tanto corse
+Nelson inutilmente, erano entrate nel porto di
+Cadice.
+</p>
+
+<p>
+Riconoscendo Blackwood, Nelson esclamò:
+</p>
+
+<p>
+— Ci scommetto, Blackwood, che mi recate notizia
+delle flotte unite, e che io sono incaricato di distruggerle.
+</p>
+
+<p>
+Era precisamente quanto veniva ad annunziargli
+Blackwood. Era quella distruzione che si aspettava
+da lui.
+</p>
+
+<p>
+Tutti i bei progetti di Nelson erano andati in
+fumo.
+</p>
+
+<p>
+Egli non vedeva più che il piccolo angolo di
+terra, o piuttosto di mare, ove si trovavano le flotte
+riunite; e tutto giulivo ripeteva molte volte a Blackwood
+con quella compiacenza, che gli cagionavano
+i suoi antichi amici:
+</p>
+
+<p>
+— Blackwood, state certo che darò a Villeneuve
+una lezione di cui si ricorderà.
+</p>
+
+<p>
+La sua intenzione era di partire per Londra, e di
+preparare quanto era necessario per quella campagna,
+senza dirmi nulla della missione di cui era
+incaricato; soltanto nell’ultimo momento mi disse
+tutto.
+</p>
+
+<p>
+Ma siccome io mi alzai quasi nello stesso tempo, ed
+osservai la sua preoccupazione dopo la sua conversazione
+<span class="pagenum" id="Page_117">[117]</span>
+con Blackwood, così lo condussi in una parte
+del giardino che preferiva a tutte le altre, e che egli
+chiamava il suo <i>Banco di Quarto</i>.
+</p>
+
+<p>
+— Che avete, amico mio, gli chiesi; avete qualche
+cosa che vi tormenta e che non volete dirmi.
+</p>
+
+<p>
+Nelson si sforzò di sorridere.
+</p>
+
+<p>
+— È, mi rispose, che sono l’uomo più felice del
+mondo: che potrei desiderare di più? ricco del vostro
+amore, circondato dalla mia famiglia, davvero
+che non darei sei soldi perchè il re fosse il mio
+zio.
+</p>
+
+<p>
+Ma io gli risposi:
+</p>
+
+<p>
+— Vi conosco, Nelson, e voi tentate inutilmente
+d’ingannarmi; voi avete notizie delle flotte unite,
+le considerate come vostra proprietà, e sareste
+l’uomo più infelice del mondo se le distruggesse un
+altro invece di voi.
+</p>
+
+<p>
+Nelson mi guardò per interrogarmi.
+</p>
+
+<p>
+— Ebbene, amico mio, gli dissi, distruggetele, terminate
+un affare che avete così bene incominciato,
+questa distruzione sarà la ricompensa di due anni
+di fatiche che avete sostenuto.
+</p>
+
+<p>
+Nelson mi guardava sempre. E quantunque non
+dicesse una parola, il suo aspetto prendeva un’espressione
+indicibile di riconoscenza.
+</p>
+
+<p>
+E continuai:
+</p>
+
+<p>
+— Nelson, per quanto grande sia per me il dolore
+della vostra assenza, offrite, come sempre l’avete
+fatto, i vostri servigi alla patria, e partite immediatamente
+per Cadice. Questi servigi saranno accettati
+con riconoscenza. Il vostro cuore troverà la
+sua pace; voi otterrete un’ultima e gloriosa vittoria,
+<span class="pagenum" id="Page_118">[118]</span>
+e ritornerete felice di trovar qui il riposo colla dignità.
+</p>
+
+<p>
+Nelson mi osservava sempre in silenzio, e dopo
+qualche minuto, cogli occhi pieni di lagrime, esclamò:
+</p>
+
+<p>
+— Mia brava Emma, mia buona Emma, tu hai letto
+nel mio cuore, tu hai penetrato il mio pensiero. Se
+non vi fosse Emma, non vi sarebbe nemmeno Nelson
+al mondo. Sono le Emme che fanno i Nelson. Oggi
+stesso anderò a Londra.
+</p>
+
+<p>
+Due ore dopo partimmo per Londra colle sue sorelle.
+Nelson ci lasciò nella mia casa Clerges Street,
+e si recò all’ammiragliato. Il <i>Victory</i>, chiamato per
+telegrafo, era arrivato nella stessa sera nel Tamigi,
+ed alla mattina del giorno seguente si preparò tutto
+per la partenza.
+</p>
+
+<p>
+Restammo però ancora dieci giorni insieme; ma
+gli ultimi cinque li passò quasi per intiero all’ammiragliato.
+</p>
+
+<p>
+All’11 andammo ancora a fare un’altra visita al
+nostro caro Merton. Per quanto grande fosse stato
+lo sforzo che faceva su di me, quando mi trovava
+sola per qualche momento, non potea trattenermi
+dal piangere. Passammo soli tutta la giornata del 12
+e tutta la notte del 12 al 13.
+</p>
+
+<p>
+Ad un’ora circa prima di giorno, Nelson si alzò,
+ed entrò nella camera di sua figlia; si chinò sul suo
+letto, e pregò con grande fervore, e non senza lagrime.
+</p>
+
+<p>
+Nelson era naturalmente religioso.
+</p>
+
+<p>
+Poscia passammo insieme ancora un’altra ora, e
+alle sette del mattino prese congedo da me.
+</p>
+
+<p>
+Lo condussi sino alla carrozza; e allora mi strinse
+<span class="pagenum" id="Page_119">[119]</span>
+lungamente al suo cuore; io piangeva abbondantemente;
+ma cercava di sorridere in mezzo alle mie
+lagrime, dicendogli:
+</p>
+
+<p>
+— Non battetevi senza prima aver veduto l’uccellino!
+</p>
+
+<p>
+Queste furono le ultime parole che gli dissi.
+</p>
+
+<p>
+La carrozza partì al galoppo. Mi fece un segno al
+momento in cui la carrozza girava volgendo sotto la
+porta.
+</p>
+
+<p>
+E non lo rividi più.
+</p>
+
+<p>
+Nelson partiva con presentimenti di profonda tristezza.
+Prima di partire da Londra era andato dal
+suo tappezziere M. Peddisson, che dimorava a Brows
+Street: chiese di vedere il feretro che gli aveva mandato;
+l’osservò per lungo tempo; rilesse il certificato
+di autenticità; poi gli ordinò di guarnirlo e di
+tenerlo pronto pel suo ritorno, poichè allora ne
+avrebbe probabilmente bisogno.
+</p>
+
+<p>
+Giunse a Portsmouth il giorno seguente alle sei
+del mattino.
+</p>
+
+<p>
+Sceso a terra, scrisse sul suo giornale particolare:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Notte del 13 settembre.
+</p>
+
+<p>
+«Ho appena abbandonato ora il mio caro, carissimo
+Merton, ove ho lasciato quanto più amo al mondo,
+per andare a servire il mio re e la mia patria. Il
+grande Iddio che adoro, faccia che la patria mi trovi
+degno di quanto attende da me: se la sua volontà
+è che io ritorni, i miei pensieri non cesseranno mai
+di essere deposti innanzi al trono della sua misericordia;
+e se al contrario la misericordiosa provvidenza
+ha destinato che i miei giorni siano abbreviati
+<span class="pagenum" id="Page_120">[120]</span>
+su questa terra, mi sottometto con umiltà ai
+suoi decreti, nella speranza che la mia morte proteggerà
+quelli che lascio sulla terra.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Sotto a questa preghiera, scrisse sullo stesso giornale
+la nota seguente:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«11 Settembre 1805.
+</p>
+
+<p>
+«Giunto a Portsmouth alle sei, mi sono imbarcato
+con M. Rose e Canning; son salito a bordo del
+<i>Victory</i> a S. Helens; essi pranzarono con me preparando
+tutto per la partenza.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Prima che M. Rose ritornasse a terra, gli raccomandò
+colla maggior premura il suo cappellano il
+Dottor Scott.
+</p>
+
+<p>
+Al 15 settembre prese il mare.
+</p>
+
+<p>
+Al 17 settembre, all’altezza di Plymouth, scrisse
+questa lettera:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indl">
+«A lady Hamilton.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<i>Victory</i>, innanzi a Plymouth.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«17 settembre 1805, 9 ore mattino
+</p>
+
+<p class="indr">
+«Vento O. S. O. detestabile.
+</p>
+
+<p>
+«Vi ho mandato, mia carissima Emma, una lettera
+nella scorsa notte da un battello di Torbay, e
+ho dato una ghinea all’uomo per consegnarla alla
+posta. Abbiamo avuto una cattiva notte di vento, e
+il tempo è triste. In questo momento sono occupato
+a far dei segnali ai bastimenti che trovansi a Plymouth
+perchè mi raggiungano; ma dubito che possano
+prendere il mare. Vi supplico, mia buona Emma,
+di star di buon umore: vi prometto che ci vedremo
+ancora per molti e molti anni felici, e invecchieremo
+fra i figli dei nostri figli. Poi quando piacerà all’Onnipotente
+<span class="pagenum" id="Page_121">[121]</span>
+di togliere l’impedimento<a class="tag" id="tag1" href="#note1">[1]</a> il mio cuore e
+la mia anima sono con voi e con Orazia. Scrivo di
+fretta queste righe, nel caso che un battello venga
+presso il mio bordo.»
+</p>
+
+<p>
+«Per sempre, per sempre il vostro affezionatissimo
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Il giorno seguente mi scrisse di nuovo:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«Venerdì 16 settembre, davanti a Lizard.
+</p>
+
+<p>
+«Non ho avuto nessuna occasione per mandarvi
+la vostra lettera, e non ne vedo la probabilità ancora
+per oggi. L’<i>Aiace</i> e il <i>Tuonante</i> arrivano; ma è
+quasi bonaccia, con leggiero soffio di ovest. Ci volle
+la nostra perseveranza per condurci fin qui, ma
+spero che ci condurrà sino alla fine. Che Dio vi benedica,
+mia Emma. Do le mie lettere a Blackwood
+per consegnarle a bordo del bastimento che incontrerà
+andando in Inghilterra od in Irlanda.
+</p>
+
+<p>
+«Ancor una volta, che il cielo vi benedica.
+</p>
+
+<p>
+«Sempre, sempre il vostro
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson Bronte.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Al 28 settembre, alle sei ore dopo mezzodì, correndo
+a piene vele, egli raggiunse la flotta di Cadice
+sotto il comando del vice ammiraglio Collingwood,
+della forza di 32 vascelli di linea, e di sei vascelli
+di riserva.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno seguente, 29, Nelson compiva 46 anni
+di età.
+</p>
+
+<p>
+Al 1 ottobre mi dava, colle lettere seguenti, la
+<span class="pagenum" id="Page_122">[122]</span>
+notizia della sua riunione coll’ammiraglio Collingwood
+e di un attacco nervoso che aveva avuto.
+Questi accessi, cui andava soggetto, assomigliavano
+ad attacchi di apoplessia, tanto erano violenti.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«<i>Victory</i>, 1 ottobre 1805.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mia carissima Emma.
+</p>
+
+<p>
+«È un sollievo per me il prendere la penna e
+scrivervi qualche riga. Questa mattina verso le
+quattro ho avuto uno de’ miei dolorosi attacchi
+spasmodici, che mi ha completamente spossato.
+Ed è tanto più singolare che non mi sono trovato
+mai tanto bene come ieri. Ho dormito benissimo;
+ma poi mi sono svegliato sotto l’accesso.
+Credo che qualche giorno sarò vittima di uno di
+questi accessi. Ora però è scomparso interamente,
+e non mi rimane di questa indisposizione che una
+estrema debolezza. Il buon popolo inglese non crederà
+mai che mi sia necessario il riposo del corpo
+e dello spirito. Ma forse lo spasimo non si riprodurrà
+con simil forza se non da qui a sei mesi.
+Jeri ho scritto per sette ore continue, e questa fatica
+è stata probabilmente la causa dell’accidente.
+</p>
+
+<p>
+«Ho raggiunto la flotta a sera inoltrata del 28:
+ma non ho potuto mettermi in comunicazione con
+essa che alla mattina seguente. Credo che il mio
+arrivo sia stato ben veduto, non soltanto da parte
+del comandante della flotta, ma anche dagl’individui
+che la compongono; e quando spiegai agli uffiziali
+il mio piano di battaglia, fu come una scossa
+elettrica; alcuni nell’approvarlo versavano fino delle
+lagrime. Era nuovo, singolare e semplice, e se si
+può applicarlo alla flotta francese, la vittoria è sicura:
+<span class="pagenum" id="Page_123">[123]</span>
+«Voi siete circondato da amici che sono pieni
+di confidenza per voi,» ecco quanto mi dicevano
+tutti. Forse vi saranno dei Giuda fra essi; ma la
+maggioranza è certamente contenta che io li comandi.
+</p>
+
+<p>
+«Ricevo in questo momento delle lettere della
+regina e del re di Napoli in risposta alle mie lettere
+del 18 e del 21 luglio.
+</p>
+
+<p>
+«Nemmeno una parola per voi. Davvero questo
+re, e questa regina farebbero arrossire la stessa ingratitudine.
+Vi aggiungo le copie, e colla prima occasione
+di partenza per l’Inghilterra, vi dirò quanto
+io vi ami.
+</p>
+
+<p>
+«L’uccellino non è venuto ancora, ma non si è
+perduto tempo. Il mio corpo mutilato è qui, ma tutto
+il mio cuore è per voi.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«O. N.»
+</p>
+</div>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_125">[125]</span></p>
+
+<h2>XII.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Verso questa stessa data del 28 settembre, in cui
+Nelson operò la sua riunione colla flotta del vice
+ammiraglio Collingrood, l’ammiraglio Villeneuve ricevette
+l’ordine positivo dal suo governo di prendere
+il largo e di passare lo stretto, e gettando delle
+truppe sulle coste di Napoli, di scopare i vascelli
+inglesi dal Mediterraneo e di entrare in Tolone.
+</p>
+
+<p>
+La flotta alleata composta di trentasette vascelli
+di linea, diciotto francesi, e quindici spagnuoli, cominciò
+a mostrarsi sabato, 19 ottobre, a sette ore
+del mattino, spinta da una leggera brezza.
+</p>
+
+<p>
+A mezzodì scorso della stessa giornata, sembrando
+certa la battaglia, scrisse a me ed alla povera bambina,
+che doveva lasciar orfana, queste due lettere
+<span class="pagenum" id="Page_126">[126]</span>
+che furono trovate nel suo scrittoio dopo la sua
+morte, e che mi furono portate dal suo amico il
+capitano Hardy.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«Mia carissima ed amatissima Emma, tenera
+amica del mio cuore. Mi è stato dato il segnale
+che la flotta nemica esce dal porto. Abbiamo pochissimo
+vento, di modo che non ho nemmeno la
+speranza di vederla prima di dimani. Possa il Dio
+delle battaglie coronare i miei sforzi con un felice
+successo, e in ogni caso, o vittorioso o morto,
+sono sicuro che il mio nome diverrà più caro per
+voi e per Orazia, per voi due insomma, che amo più
+della mia stessa vita.
+</p>
+
+<p>
+«E siccome la mia ultima lettera prima della battaglia
+sarà per voi, spero, se vivo, di terminarla dopo
+la battaglia.
+</p>
+
+<p>
+«Che il Signore vi benedica e pregate pel vostro
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson Bronte.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Poi scrisse ad Orazia la lettera seguente:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«<i>Victory</i>, 19 ottobre 1805.
+</p>
+
+<p class="indl">
+«Mio caro angelo,
+</p>
+
+<p>
+«Sono l’uomo più felice del mondo, avendo ricevuto
+la vostra lettera del 19 settembre. Mi fa gran
+piacere di sapere che siete una buona figlia, che
+amate molto la mia cara lady Hamilton, e che ella
+pure vi adora. Datele un bacio per me. La flotta
+riunita dei nemici esce, a quanto mi si dice, dal
+porto di Cadice, per cui mi affretto di rispondere
+alla vostra lettera, mia cara Orazia, per dirvi che
+voi siete continuamente l’oggetto de’ miei pensieri.
+<span class="pagenum" id="Page_127">[127]</span>
+Sono sicuro che pregate Dio per la mia salvezza,
+per la mia gloria, e per il mio ritorno a Merton,
+e presso la mia carissima Lady Hamilton. Siate buona
+figlia, e ricevete, mia carissima Orazia, la benedizione
+di vostro padre.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson Bronte.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Nel giorno seguente aggiunse questa poscritta
+alla mia lettera:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«20 ottobre mattina.
+</p>
+
+<p>
+«Siamo giunti alla bocca dello stretto; ma il vento
+d’ovest essendo troppo debole per dare alle flotte
+unite il tempo di venire da Trafalgar, mi si dice, che
+si veggano da lontano quaranta vele. Suppongo che
+sieno trentasei vascelli di linea, e sei fregate.
+</p>
+
+<p>
+«Questa mattina se ne vede un certo numero dalla
+parte del faro di Cadice; ma il vento essendo freddissimo,
+credo che rientreranno nel porto prima di
+notte.
+</p>
+
+<p>
+«Che Dio ci faccia trionfare del nemico, e ci dia
+una buona pace.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Scorgendo la flotta unita, Nelson scrisse sul suo
+giornale particolare:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«Che Iddio, innanzi al quale m’inchino adorandolo,
+accordi all’Inghilterra, nell’interesse generale
+dell’Europa oppressa, una grande e gloriosa vittoria,
+e permetta che questa vittoria non sia oscurata
+da colpe, da parte di coloro che combatteranno e
+trionferanno, e che l’umanità dopo la battaglia possa
+essere il solo pensiero della flotta britannica. Quanto
+<span class="pagenum" id="Page_128">[128]</span>
+a me, personalmente, rimetto la mia vita nelle mani
+di chi me l’ha data. Che la benedizione di Dio discenda
+sopra quanto sto per fare in servizio della
+mia patria. Confido ed abbandono in lui solo la causa
+santa, di cui egli s’è degnato di nominarmi in questo
+giorno il difensore.
+</p>
+
+<p>
+«Amen. Amen. Amen.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Poi dopo questa preghiera, ove si trova quella mistura
+di misticismo e di entusiasmo, che in certi
+momenti traspariva sotto la rozza scorza dell’uomo
+di mare, scriveva il suo testamento.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p class="indr">
+«21 ottobre 1805.
+</p>
+
+<p>
+«In vista delle flotte riunite di Francia e di Spagna,
+a dieci miglia circa distante da noi;
+</p>
+
+<p>
+«Considerando che gli eminenti servigi resi al re
+ed alla Nazione da Emma Lyonna, vedova di sir William
+Hamilton, non hanno mai ricevuto ricompensa
+nè dal re, nè dalla nazione;
+</p>
+
+<p>
+«1. Quantunque abbia ottenuta nel 1796 la comunicazione
+di una lettera del re di Spagna a suo fratello
+il re di Napoli, in cui lo avvertiva della sua intenzione
+di dichiarare la guerra all’Inghilterra, e
+che il ministero prevenuto da quella lettera, abbia
+potuto mandar l’ordine a sir John Jervis di sorprendere,
+se se ne presentava l’occasione, gli arsenali e
+la flotta spagnuola; che se però nessuna di tali cose
+siasi fatta, non fu però colpa di Lady Hamilton;
+</p>
+
+<p>
+«2. Che la flotta britannica sotto il mio comando
+non avrebbe potuto ritornare una seconda volta in
+Egitto, se l’influenza di lady Hamilton sulla regina
+di Napoli non fosse stata causa della lettera scritta
+<span class="pagenum" id="Page_129">[129]</span>
+al governatore di Siracusa, perchè permettesse alla
+flotta di approvvigionarsi di tutto quanto le abbisognava
+nei porti di Sicilia; e così ottenni quanto mi
+occorreva per distruggere la flotta francese;
+</p>
+
+<p>
+«Non potendo ricompensare questi servigi, pensai
+di rivolgermi alla nazione. Non ho potuto farlo, lascio
+quindi al mio re ed alla mia patria di soddisfare
+questi legati, e provvedere largamente alla sua
+esistenza.
+</p>
+
+<p>
+«Confido anche alla benevolenza della nazione, la
+mia figlia adottiva Orazia Nelson Thompson, e desidero
+che ormai porti solennemente il nome di Nelson.
+Ecco i soli favori che dimando al re ed all’Inghilterra,
+nel momento in cui arrischio la mia vita
+per loro. Dio benedica il mio re ed il mio paese,
+e tutti quelli che mi sono cari. La mia famiglia non
+ha bisogno di essere raccomandata, e sarà, ne sono
+certo, l’oggetto della più splendida liberalità.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Un mese e mezzo prima, vale a dire l’11 di settembre,
+Nelson aveva già scritto sullo stesso giornale:
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«Dono alla mia carissima amica Lady Hamilton
+tutto il terreno che mi appartiene a Merton e nella
+parrocchia di Windeblon.
+</p>
+
+<p class="indr">
+«<span class="smcap">Nelson Bronte.</span>»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+— Ora, disse egli, non pensiamo più che al combattimento.
+</p>
+
+<p>
+Le due flotte si avanzarono l’una contro l’altra.
+</p>
+
+<p>
+In questo momento solenne che precedeva uno
+dei più terribili scontri, che mai avvenissero fra
+due flotte cordialmente nemiche, ogni comandante
+in capo diede la sua parola d’ordine.
+</p>
+
+<p>
+L’ammiraglio francese disse ai suoi capitani:
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_130">[130]</span>
+</p>
+
+<p>
+«Non devonsi aspettare i segnali dall’ammiraglio,
+che nella confusione del combattimento possono essere
+fraintesi o non veduti; ma ognuno deve ascoltare
+la voce dell’onore, e portarsi ove maggiore è
+il pericolo: ogni capitano è al suo posto, se è al
+fuoco.»
+</p>
+
+<p>
+Dalla parte degl’Inglesi tutti gli occhi erano fissi
+sul vascello ammiraglio per leggervi la parola d’ordine
+già distribuita a bordo della squadra riunita,
+e si vide salire sull’albero maestro del <i>Victory</i> questa
+laconica arringa:
+</p>
+
+<p>
+England expects every man will do his duty.
+</p>
+
+<p>
+L’Inghilterra attende che ciascuno faccia il suo
+dovere.
+</p>
+
+<p>
+Il buon genio di Nelson, il piccolo uccello augurale,
+non era ancora comparso.
+</p>
+
+<p>
+Ed ora Iddio mi dia la forza di scrivere ciò che
+mi rimane da raccontare.
+</p>
+
+<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p>
+
+<p>
+Era un’ora ed un quarto dopo mezzogiorno; ad
+un’ora precisa incominciò il fuoco.
+</p>
+
+<p>
+Nelson aveva un abito azzurro, e portava al petto
+le decorazioni del bagno, di S. Ferdinando, e del
+merito, quella di S. Gioachino e quella di Malta, e
+infine la mezzaluna ottomana; questo scintillare di
+decorazioni che avea al petto doveva naturalmente
+renderlo un punto di mira di tutti i colpi. Il capitano
+Hardy voleva fargli indossare un altro abito.
+</p>
+
+<p>
+— È troppo tardi, disse egli, m’hanno veduto con
+questo.
+</p>
+
+<p>
+Il combattimento fu orribile. Quattro bastimenti
+<span class="pagenum" id="Page_131">[131]</span>
+si sfracellarono a bruciapelo; il <i>Victory</i>, il <i>Formidabile</i>,
+il <i>Bucintoro</i> ed il <i>Temerario</i>.
+</p>
+
+<p>
+Il primo che cadde a bordo del <i>Victory</i> fu il segretario
+di Nelson tagliato in due da una palla di
+cannone, mentre parlava col capitano Hardy e siccome
+Nelson amava molto quel giovane, Hardy lo
+fece subito levare di là, perchè la vista del cadavere
+non rattristasse l’ammiraglio. Quasi nello stesso
+tempo due palle incatenate stesero sul ponte otto
+uomini tagliati pel mezzo.
+</p>
+
+<p>
+Tutte queste precauzioni per raccomandare e per
+assicurare il mio avvenire, sono prove che Nelson
+era dominato da un presentimento mortale. E per
+dare maggior autenticità agli atti che affidava al
+suo giornale, chiamò il suo capitano di bandiera
+Hardy, e il capitano Blackwood dell’<i>Eurialo</i>, quell’istesso
+che era venuto a cercarlo a Merton, e, come
+testimoni, fece loro firmare quell’atto testamentario.
+</p>
+
+<p>
+I loro due nomi si trovano difatti sul giornale di
+bordo vicino a quello di Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Nelson aveva due miei ritratti. Una miniatura che
+sir William gli aveva lasciato in testamento, e che
+portava, come dissi, appesa al collo con una catena
+d’oro; l’altro, che era di grandezza naturale, era appeso
+alle pareti della sua cabina con quello di Orazia.
+</p>
+
+<p>
+Prima del combattimento, temendo che qualche
+proiettile non offendesse le immagini delle due persone
+che amava, come diceva egli stesso, più della
+sua vita, li fece staccare dalle pareti par metterli
+in sicuro.
+</p>
+
+<p>
+Fate attenzione al mio buon angelo, diceva egli,
+seguendo con ansietà il mio ritratto, mentre lo trasportavano
+a schermo delle palle e della mitraglia.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_132">[132]</span>
+</p>
+
+<p>
+— Oh! oh! disse Nelson, ecco un fuoco troppo
+vivo perchè possa durare molto.
+</p>
+
+<p>
+Non aveva appena terminato di dire queste parole,
+che il vento prodotto da una palla di cannone che
+gli era passata davanti alla bocca gli tolse il respiro,
+e poco mancò che non fosse asfissiato. Si tenne
+stretto alla prima persona che incontrò, e stette quasi
+un minuto ansante e tentennante prima di ritornare
+in sè.
+</p>
+
+<p>
+— Non è nulla, diss’egli, non è nulla.
+</p>
+
+<p>
+Questo fuoco durava da più di venti minuti, quando
+Nelson cadde sul ponte come colpito da un fulmine.
+</p>
+
+<p>
+Era un’ora ed un quarto precisa.
+</p>
+
+<p>
+Una palla partita dalle sartie di miseno del <i>Formidabile</i>,
+l’aveva colpito dall’alto in basso, gli entrò
+nella spalla dopo aver forato la spallina, e andò
+a spezzargli la spina dorsale. Egli si trovava nel
+luogo stesso ove era stato colpito il suo segretario,
+e cadde colla faccia sul suo sangue.
+</p>
+
+<p>
+Tentò di alzarsi appoggiandosi sull’unica sua
+mano.
+</p>
+
+<p>
+Hardy, che era a due passi da lui, corse in suo
+soccorso con due marinai e col sergente Secker, e
+lo rialzarono.
+</p>
+
+<p>
+— Spero milord, gli disse, che non sarete gravemente
+ferito.
+</p>
+
+<p>
+Ma Nelson rispose:
+</p>
+
+<p>
+— Questa volta, Hardy, è finita per me.
+</p>
+
+<p>
+— Oh! spero di no, esclamò il capitano.
+</p>
+
+<p>
+— Ma, disse Nelson, ho sentito tale uno scrollo di
+tutta la persona, come se avessi infranta la colonna
+vertebrale.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_133">[133]</span>
+</p>
+
+<p>
+Hardy ordinò di trasportare subito l’ammiraglio
+al posto dei feriti.
+</p>
+
+<p>
+Mentre i marinai lo trasportavano, si accorse che
+la corda, con cui si faceva girare il timone era stata
+rotta dalla mitraglia; la fece osservare al capitano
+Hardy, e ordinò ad un nostromo di sostituire
+delle corde nuove alle rotte.
+</p>
+
+<p>
+Dato quest’ordine, trasse di tasca il fazzoletto e
+si coperse la faccia e le decorazioni, perchè i suoi marinai
+non lo riconoscessero, e ignorassero che
+fosse ferito.
+</p>
+
+<p>
+Molti uffiziali feriti e una quarantina di marinai
+erano portati, nello stesso tempo dell’ammiraglio,
+nel sottoponte: nel numero degli uffiziali feriti vi
+erano il luogotenente William Andrew Ram e M.
+Whippel segretario del capitano. Il chirurgo esaminava
+quei due uffiziali e riconosceva che erano colpiti
+mortalmente, quando la sua attenzione fu attirato
+da un grido — M. Beatty, Milord Nelson è qui,
+Milord Nelson è ferito.
+</p>
+
+<p>
+Il chirurgo girò lo sguardo intorno a lui, e siccome
+in quel momento il fazzoletto cadde dal viso
+di Nelson, lo riconobbe. M. Burke, uffiziale pagatore,
+e il chirurgo corsero tosto in soccorso dell’ammiraglio,
+lo presero dalle braccia dei marinai che lo trasportavano,
+inciamparono contro il corpo di un nostromo;
+ma non caddero.
+</p>
+
+<p>
+Nelson dimandò:
+</p>
+
+<p>
+— Chi sono quelli che mi portano?
+</p>
+
+<p>
+— Sono io e M. Burke, rispose il chirurgo.
+</p>
+
+<p>
+— Oh! mio caro Beaty, soggiunse Nelson, qualunque
+sia la vostra scienza, non potete far nulla per
+me; ho la colonna vertebrale infranta.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_134">[134]</span>
+</p>
+
+<p>
+— Spero che la ferita non sia così grave come lo
+crede V. S., disse il chirurgo.
+</p>
+
+<p>
+In questo momento, il reverendo dott. Scott, cappellano
+del bastimento che era occupato a far bere
+della limonea al feriti, si avvicinò a Nelson che lo riconobbe,
+e gli disse, con voce interrotta dal dolore,
+però con molta forza.
+</p>
+
+<p>
+— Mio reverendo, ricordatemi a Lady Hamilton, ricordatemi
+ad Orazia, ricordatemi a tutti i miei amici
+e specialmente a M. Rose; dite loro che ho fatto
+testamento e che lego al mio paese Lady Hamilton,
+e mia figlia Orazia; ricordatevi di ciò che vi dico a
+quest’ora, e non dimenticatelo mai.
+</p>
+
+<p>
+Nelson fu portato su di un letto; gli si tolsero con
+gran pena gli abiti di dosso, e lo si coperse con
+un lenzuolo.
+</p>
+
+<p>
+Mentre si compiva questa operazione, disse al cappellano:
+</p>
+
+<p>
+— Dottore, sono perduto; dottore, sono morto.
+</p>
+
+<p>
+Per qualche tempo il sig. Beaty esaminò la ferita,
+e disse a Nelson che poteva scandagliarla senza
+fargli molto dolore; difatti gliela scandagliò e riconobbe
+che la palla era penetrata nel petto e non si
+era fermata che alla spina dorsale.
+</p>
+
+<p>
+La ferita era terribile, e veniva dall’alto in basso,
+come dissi, e il colpo era stato tirato alla distanza
+di quindici metri.
+</p>
+
+<p>
+— Sono sicuro, disse Nelson durante l’operazione,
+che sono passato da parte a parte.
+</p>
+
+<p>
+Il dottore esaminò il dorso; era intatto.
+</p>
+
+<p>
+— V’ingannate, milord, gli disse, ma cercate di
+spiegarmi cosa vi sentite.
+</p>
+
+<p>
+— Sento, rispose il ferito, come se un’onda di
+<span class="pagenum" id="Page_135">[135]</span>
+sangue mi salga ad ogni respiro; la parte inferiore
+del mio corpo è come morta; respiro a fatica, e benchè
+mi si dica il contrario, sostengo che ho la spina
+dorsale spezzata.
+</p>
+
+<p>
+Questi sintomi, e più ancora l’ingorgo di sangue
+di cui si lamentava il ferito, e lo stato del polsi indicavano
+al chirurgo che non bisognava più conservare
+nessuna speranza; soltanto la gravezza della
+ferita non era stata conosciuta da nessuno a bordo,
+fuorchè dal chirurgo, dal capitano Hardy, dal cappellano,
+da M. Burke e dai due aiutanti chirurghi.
+</p>
+
+<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p>
+
+<p>
+I miei occhi pieni di lagrime m’impediscono di
+continuare; da nove anni che accadde questo avvenimento,
+raccontai molte volte questa morte gloriosa
+in tutti i suoi particolari, ma ora è la prima
+volta che la scrivo.
+</p>
+
+<p>
+Riprenderò il mio racconto quando sentirò di
+averne la forza.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_137">[137]</span></p>
+
+<h2>XIII.</h2>
+</div>
+
+<p>
+Proviamo questa volta di andare sino alla fine.
+</p>
+
+<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p>
+
+<p>
+L’equipaggio del <i>Victory</i> dava in urrà di gioia ad
+ogni bastimento francese che abbassava la sua bandiera.
+Ad ognuno di questi urrà Nelson domandava
+con ansietà: «Che ci è?» Allora il tenente Pasco,
+che era ferito e stava a pochi passi di distanza da
+lui, si levò sul letto e gli disse la cagione di quelle
+grida. Il ferito parve che ne provasse una grande
+soddisfazione. Egli soffriva una sete ardente, e spesso
+domandava che gli si desse da bere e che gli si facesse
+vento con un ventaglio di carta, pronunziando
+<span class="pagenum" id="Page_138">[138]</span>
+queste parole; <i>ventaglio, ventaglio</i>, e <i>da bere, da bere</i>.
+Continuò a fare la stessa domanda fino al momento
+della sua morte. Gli si dava ora del vino, ora della
+limonea, ora dell’acqua. Era grande la sua ansietà
+sulla riuscita della battaglia, e sulla salute del suo
+caro capitano Hardy.
+</p>
+
+<p>
+Il capitano ed il sig. Burke lo rassicurarono, o piuttosto
+procurarono di rassicurarlo sopra amendue
+queste cose, ed il chirurgo spediva ad Hardy messo
+sopra messo per dirgli ciò che l’ammiraglio gli domandava.
+Ed egli, non vedendolo venire, esclamava
+nella sua impazienza:
+</p>
+
+<p>
+— Voi non volete condurmi Hardy; sono sicuro
+che è ferito, morto forse!
+</p>
+
+<p>
+Infine, un’ora e dieci minuti dopo che Nelson era
+stato ferito, il capitano Hardy scese. L’ammiraglio,
+nel vederlo, mise un grido di gioia, gli strinse affettuosamente
+la mano, e gli disse:
+</p>
+
+<p>
+— Ebbene, Hardy, come va la battaglia? Come va
+la giornata per noi?
+</p>
+
+<p>
+— Benissimo, Milord, rispose il capitano; abbiamo
+già preso 14 bastimenti; soltanto cinque sembra che
+abbiano l’intenzione di ritornarci contro per disputarci
+la vittoria, ed ho richiamato cinque o sei dei
+nostri per distruggerli.
+</p>
+
+<p>
+— Io spero, continuò il ferito, facendo uno sforzo
+per sollevarsi, che nessuno dei nostri vascelli ha abbassato
+la sua bandiera.
+</p>
+
+<p>
+— No, Milord, nessuno replicò Hardy.
+</p>
+
+<p>
+Allora Nelson, tranquillo sull’onore inglese, ritornò
+su sè stesso, e, mettendo un sospiro:
+</p>
+
+<p>
+— Io sono un uomo morto, Hardy, disse; me ne
+<span class="pagenum" id="Page_139">[139]</span>
+vo a gran passi, e tutto ben presto sarà finito per
+me; avvicinatevi, Hardy....
+</p>
+
+<p>
+Poi, a voce bassa,
+</p>
+
+<p>
+— Vi prego che dopo la mia morte tagliate i miei
+capelli per la mia cara Lady Hamilton, e le diate
+tutte le cose che mi appartengono.
+</p>
+
+<p>
+E siccome il sig. Burke, che aveva inteso il principio
+della conversazione, s’allontanava per discrezione:
+</p>
+
+<p>
+— No, no, gli disse Nelson, restate.
+</p>
+
+<p>
+— Ho testè incontrato Beaty gli disse Hardy. Egli
+mi ha detto che sperava per voi una lunga vita.
+</p>
+
+<p>
+— No, disse Nelson, non vi provate ad ingannarmi,
+Hardy; è cosa impossibile: ho il dorso spezzato.
+</p>
+
+<p>
+Il dovere richiamava Hardy sul ponte. Egli vi risalì
+dopo avere stretta la mano del ferito.
+</p>
+
+<p>
+Nelson domandò nuovamente il chirurgo.
+</p>
+
+<p>
+Egli era vicino al luogotenente Guglielmo Rivers
+che aveva perduto una gamba. Il chirurgo corse
+dal ferito, dicendogli che i suoi aiutanti basterebbero
+per terminare la fasciatura.
+</p>
+
+<p>
+— Voleva soltanto chiedere notizie dei miei infelici
+compagni, disse Nelson; per me, dottore, non
+ho più bisogno di voi, andate pure.
+</p>
+
+<p>
+Nelson insistette talmente, che il dottore lo affidò
+al cappellano, a M. Burke e ai due domestici; ma
+dopo qualche minuto che l’uomo della scienza consacrò
+ai luogotenenti Peake e Rivers, Nelson lo fece
+dimandare e gli chiese:
+</p>
+
+<p>
+— M. Beaty, vi ho detto che aveva perduto tutta
+la sensibilità nella parte inferiore del mio corpo e
+<i>sapete bene</i>, — facendo risaltare quelle parole, — che
+nella mia posizione, non si vive molto tempo.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_140">[140]</span>
+</p>
+
+<p>
+Queste due parole che sottolineo, non lasciarono
+nessun dubbio al chirurgo sull’intenzione di lord
+Nelson: egli alludeva ad un infelice che qualche
+mese prima aveva ricevuto a bordo del <i>Victory</i> una
+ferita in condizioni simili alla sua. E Nelson aveva
+seguito su quel disgraziato, che si chiamava Giacomo
+Bush, il progresso della morte colla stessa
+curiosità, come se avesse potuto indovinare che egli
+morrebbe della stessa morte.
+</p>
+
+<p>
+Il chirurgo disse allora a Nelson:
+</p>
+
+<p>
+— Milord, permettete che vi palpi.
+</p>
+
+<p>
+Difatti egli toccò le estremità inferiori che erano
+già prive di sensibilità e come morte.
+</p>
+
+<p>
+— Ah! soggiunse Nelson, so bene quel che dico;
+andate pure; Scott e Burke mi hanno già toccato
+come fate voi adesso; e non li ho sentiti più di voi;
+io muoio, Beaty, io muoio.
+</p>
+
+<p>
+— Milord, replicò il chirurgo, sventuratamente per
+l’Inghilterra, io non posso far più nulla per voi.
+</p>
+
+<p>
+E facendo quella suprema dichiarazione, il chirurgo
+si volse per nascondere le sue lagrime.
+</p>
+
+<p>
+— Lo sapeva, disse Nelson, sento qualche cosa qui
+che mi si solleva nel petto.
+</p>
+
+<p>
+E mise la mano sul punto che indicava.
+</p>
+
+<p>
+— Grazie a Dio, mormorò compiendo quel gesto,
+ho fatto il mio dovere.
+</p>
+
+<p>
+Il dottore raccomandò al cappellano di dar da bere
+al ferito, ogni volta che lo chiedesse, nel mentre che
+M. Burke non cessava di fargli vento col ventaglio.
+</p>
+
+<p>
+— Soffrite molto? gli chiese Beaty, prima di lasciarlo.
+</p>
+
+<p>
+— Molto, dottore, rispose Nelson, purchè sia per
+me, un gran sollievo il morire.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_141">[141]</span>
+</p>
+
+<p>
+E soggiunse:
+</p>
+
+<p>
+— Eppure ognuno cerca di vivere quanto più può.
+</p>
+
+<p>
+Poi dopo una pausa di qualche minuto:
+</p>
+
+<p>
+— Povera Lady Hamilton, se sapesse a che sono
+ridotto!
+</p>
+
+<p>
+Il chirurgo conoscendo che non poteva recare nessun
+sollievo all’ammiraglio, andò a prestare le sue
+cure ad altri feriti; e nello stesso tempo il capitano
+Hardy discese, e si pose accanto a lui; ma prima di
+lasciare il ponte aveva mandato il luogotenente
+Hills a portare la terribile notizia all’ammiraglio
+Collingstood.
+</p>
+
+<p>
+Hardy felicitò Nelson di avere, quantunque già in
+braccia alla morte, riportato una tale vittoria, e gli
+annunziò che, a quanto poteva egli giudicare, si
+erano già presi quattordici bastimenti francesi.
+</p>
+
+<p>
+— Avrei scommesso per venti, disse Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Poi ad un tratto, ricordandosi della direzione del
+vento, e dei sintomi della tempesta che aveva osservato
+in mare:
+</p>
+
+<p>
+— Gettate l’áncora, Hardy, gettate l’áncora, gli
+disse.
+</p>
+
+<p>
+— Suppongo, rispose costui, che l’ammiraglio
+Collingwood prenderà il comando della flotta.
+</p>
+
+<p>
+— Non però fino a tanto che sarò vivo, disse l’ammalato,
+e sollevandosi sul suo braccio: Hardy, vi
+dico di gettar l’áncora — fra cinque minuti.
+</p>
+
+<p>
+— Vado a dare gli ordini, milord.
+</p>
+
+<p>
+— Sulla vostra vita, fatelo, e prima di cinque
+minuti.
+</p>
+
+<p>
+Poi a voce bassa, come se avesse arrossito di quella
+debolezza:
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_142">[142]</span>
+</p>
+
+<p>
+— Hardy, gli disse, non getterete il mio cadavere
+in mare, ve ne prego.
+</p>
+
+<p>
+— Oh! no di certo, potete star tranquillo su questo
+punto, milord, gli rispose Hardy singhiozzando.
+</p>
+
+<p>
+— Abbiate cura della povera Lady Hamilton, disse
+Nelson con voce fioca; della mia cara Lady Hamilton.
+Abbracciatemi, Hardy.
+</p>
+
+<p>
+Il capitano piangendo l’abbracciò.
+</p>
+
+<p>
+— Muoio contento, disse Nelson, ho fatto il mio
+dovere.
+</p>
+
+<p>
+Il capitano Hardy stette un istante presso l’illustre
+ferito in atto di muta contemplazione, poi inginocchiandosi
+vicino al suo letto, lo baciò in fronte.
+</p>
+
+<p>
+— Chi mi abbraccia? chiese Nelson, il cui occhio
+errava già fra le tenebre di morte.
+</p>
+
+<p>
+Il capitano rispose:
+</p>
+
+<p>
+— Son io, Hardy.
+</p>
+
+<p>
+— Dio vi benedica, amico mio, disse Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Hardy risalì sul ponte.
+</p>
+
+<p>
+Nelson riconoscendo il cappellano che era al suo
+fianco, gli disse:
+</p>
+
+<p>
+— Ah! non sono mai stato un peccatore così ostinato.
+</p>
+
+<p>
+Poi dopo una pausa:
+</p>
+
+<p>
+— Dottore, ricordatevi, vi prego, che ho lasciato
+in eredità alla mia patria ed al mio re, Lady Hamilton
+e mia figlia Orazia Nelson; non dimenticate
+mai Orazia.
+</p>
+
+<p>
+La sua sete andava crescendo, e gridava: <i>Da bere,
+da bere, il ventaglio, fatemi vento, stropiccia stropiccia.</i>
+</p>
+
+<p>
+Egli faceva questa ultima raccomandazione al cappellano
+M. Scott che gli aveva procurato qualche
+sollievo stropicciandogli il petto con la mano.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_143">[143]</span>
+</p>
+
+<p>
+Pronunziò queste parole con una voce interrotta,
+e che annunziava l’aumento delle sue sofferenze,
+dimodochè dovette richiamare tutte le sue forze per
+dire ancora una volta queste parole:
+</p>
+
+<p>
+— Grazie a Dio, ho fatto il mio dovere.
+</p>
+
+<p>
+Lord Nelson, pochi momenti dopo che Hardy l’ebbe
+lasciato, cessò di parlare.
+</p>
+
+<p>
+Era debolezza? Era vaneggiamento mortale? Comunque
+sia, il cappellano ed il signor Burke che
+sollevando il cuscino lo mantenevano in una posizione
+meno dolorosa, rispettarono quel funebre silenzio
+e, per non turbarlo nei suoi ultimi momenti,
+cessarono anch’essi di parlargli.
+</p>
+
+<p>
+Allora ritornò il chirurgo chiamato dal maestro di
+casa di Nelson, che era andato a dirgli che l’Ammiraglio
+stava sul punto di spirare. Gli prese la mano,
+era fredda, gli tastò il polso, era insensibile; poi
+gli toccò la fronte. Nelson aprì il suo unico occhio;
+ma quasi subito lo richiuse.
+</p>
+
+<p>
+Il signor Beaty lo lasciò allora per volgere le sue
+cure ai feriti, cui potevano essere utili; ma l’aveva
+appena lasciato quando il maestro di casa corse a
+dirgli: Milord è spirato.
+</p>
+
+<p>
+Il chirurgo corse al suo letto: egli era veramente
+morto. Erano le quattro e venti minuti. Avea sopravvissuto
+tre ore e trentadue minuti alla sua ferita.
+</p>
+
+<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p>
+
+<p>
+Perdendo Nelson, io aveva perduto tutto.
+</p>
+
+<div class="chapter">
+<p><span class="pagenum" id="Page_145">[145]</span></p>
+
+<h2>XIV.</h2>
+</div>
+
+<p>
+La morte fu così dolce a Nelson che rese l’ultimo
+sospiro mentre M. Scott gli stropicciava il petto, e
+M. Burke lo sollevava sul guanciale senza che nè
+l’uno, nè l’altro se ne accorgessero.
+</p>
+
+<p>
+Nè vale il dire il lutto che si sparse per tutta la
+flotta inglese alla notizia della morte di Nelson, e
+che fece quasi dimenticare una vittoria così completa.
+</p>
+
+<p>
+La prima cura di Hardy fu di esprimere al chirurgo
+il desiderio manifestato da Nelson di non essere
+gettato in mare, ma di essere ricondotto in
+patria.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno dopo la battaglia, quando le circostanze
+permisero occuparsi delle cure da prestare alle spoglie
+<span class="pagenum" id="Page_146">[146]</span>
+mortali di Nelson, si cercò per quali mezzi si
+poteva prevenirne la decomposizione; bisognava naturalmente
+servirsi delle risorse che si avevano a
+bordo del <i>Victory</i>. Il chirurgo esaminò la ferita, la
+scandagliò, e riconobbe il cammino percorso dalla
+palla; ma non potè scoprire dove erasi fermata. Non
+si aveva sufficiente quantità di piombo a bordo per
+farne un feretro; si prese la più gran botte che si
+potè trovare a bordo, vi si collocò il corpo, e lo si
+riempì di acquavite.
+</p>
+
+<p>
+Nella stessa sera del giorno, in cui si compì questo
+triste avvenimento, si sollevò, come lo aveva predetto
+Nelson, una terribile tempesta che veniva da
+S. O., e che durò senza posa tutta la notte, e per
+tutta la giornata seguente continuò colla stessa violenza.
+Durante queste ventiquattro ore, il corpo di
+Nelson rimase nel sottoponte, guardato da una sentinella,
+quando ad un tratto, il coperchio della botte
+si sollevò con un rumore simile alla detonazione di
+un colpo di fucile, — erano i gas sviluppatisi dal
+corpo, che avevano causato quell’accidente; allora
+si chiuse di nuovo la botte; ma vi si praticò un pertugio
+per dar luogo al passaggio dell’aria; arrivando
+a Gibilterra si sostituì all’acquavite lo spirito
+di vino.
+</p>
+
+<p>
+Dopo mezzodì del 3 novembre, il <i>Victory</i> levò l’áncora,
+uscì dalla baia di Gibilterra, attraversò lo
+stretto, e ritrovò innanzi a Cadice la squadra sotto
+il comando dell’ammiraglio Collingwood, che incrociava
+innanzi a Cadice. Nella stessa sera il <i>Victory</i>
+partì per l’Inghilterra.
+</p>
+
+<p>
+Il <i>Victory</i> arrivò a Spithead dopo una lunga e
+noiosa traversata di cinque settimane; ma la notizia
+<span class="pagenum" id="Page_147">[147]</span>
+della vittoria e della morte di Nelson arrivò al
+7 novembre, vale a dire diciassette giorni dopo il
+combattimento. Nessuno si prese la cura di annunziarmela,
+e la seppi semplicemente da una lettera
+del fratello di Nelson, che, senza dubbio, preoccupato
+com’era di diventare conte e pari per quella
+morte, non trovò il tempo per comunicarmela in
+persona.
+</p>
+
+<p>
+Io era nella mia casa di Londra quando mi giunse
+quella notizia. Il dottore Nelson non mi diceva punto
+da qual fonte l’avesse attinta, per cui ancora ne
+dubitava. Presi Orazia nelle mie braccia; feci attaccare
+i cavalli alla carrozza, e corsi all’ammiragliato;
+ma non ebbi nemmen bisogno di entrare per
+riconoscere che la notizia era vera. Tutti avevano
+già contezza della vittoria e quale prezzo fosse costata.
+</p>
+
+<p>
+D’altronde nello stesso giorno il seguente proclama
+firmato dal Re era affisso per la città.
+</p>
+
+<div class="blockquote">
+<p>
+«Giorgio Re ec. ec.
+</p>
+
+<p>
+«Prendendo in seria considerazione l’indispensabile
+dovere che ci è imposto da Iddio Onnipotente
+per il recente e segnalato intervento della Provvidenza,
+unitamente ai manifesti ed inestimabili benenefizj
+con cui colma ogni giorno questo regno, e di
+cui ne è nuovissima prova l’importante vittoria ottenuta
+dalla nostra flotta, sotto il comando dell’estinto
+vice ammiraglio Lord Visconte Nelson, sulle
+flotte riunite di Francia e di Spagna; abbiamo, dietro
+parere del nostro consiglio privato, pubblicato
+il seguente proclama.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_148">[148]</span>
+</p>
+
+<p class="center">
+PROCLAMA
+</p>
+
+<p>
+«Abbiamo decretato, e ordiniamo che generali
+azioni di grazie siano rese per tutto il Regno d’Inghilterra
+e d’Irlanda nel giorno di giovedì cinque
+dicembre prossimo venturo.
+</p>
+
+<p>
+«Dato dal palazzo della regina il giorno 7 di novembre
+1805.»
+</p>
+</div>
+
+<p>
+Al 4 dicembre, vigilia del giorno fissato pel rendimento
+di grazia, il <i>Victory</i>, arrivò a S. Helens e
+spiegò in segno di lutto la bandiera di Nelson a
+mezz’albero: tutti i bastimenti di Spethead abbassarono
+subito le loro insegne nello stesso modo.
+</p>
+
+<p>
+Nello stesso giorno il bravo capitano Hardy, fedele
+alle istruzioni di Nelson, mi spedì un corriere
+che mi consegnò nella stessa sera una lettera diretta
+a me, come pure quella diretta ad Orazia.
+</p>
+
+<p>
+Mi diceva in una lettera a parte che aveva molte
+cose particolari da dirmi, e molti oggetti preziosi
+da consegnarmi; ma che egli non poteva lasciare
+il suo bastimento; m’invitava quindi a partire senza
+perdere un momento per S. Helens, ove potrebbe
+conferire con me.
+</p>
+
+<p>
+Partii all’istante, e giunsi alle cinque del mattino.
+Questo eccellente amico discese a terra e passò la
+giornata con me; poi siccome gli manifestai il desiderio
+di vedere il cappellano M. Scott e il chirurgo
+M. Beaty, li mandò a cercare, e m’inebbriai nel mio
+dolore, udendoli raccontare ne’ loro particolari la
+morte di Nelson: di più, il dottore Beaty ne aveva
+scritto una relazione, e ottenni da lui che me la lasciasse
+per una notte, che passai intiera nel copiarla,
+<span class="pagenum" id="Page_149">[149]</span>
+ed è quella che, grazie alla sua gentilezza
+ho potuto inserire nelle mie memorie.
+</p>
+
+<p>
+Il giorno seguente il capitano Hardy mi diede un
+buon consiglio, quello cioè d’impossessarmi subito
+di tutti gli oggetti che avevano appartenuto a Nelson,
+e che mi aveva legato, temendo che la sua famiglia
+se ne impossessasse, e che non ne risultasse
+qualche processo scandaloso. Seguii il suo consiglio:
+presi a pigione un piccolo appartamento a
+Spethead, ove feci trasportare tutti gli oggetti che
+avevano appartenuto al mio eroe. Tre giorni passai
+ad ordinare con pietosa cura quegli oggetti, e fu
+gran sollievo per me; perchè ad ogni istante alla
+vista di qualche nuova prova del suo amore, le lagrime,
+che mi avrebbero soffocata, sgorgavano dai
+miei occhi e mi davano il solo sollievo che poteva
+avere.
+</p>
+
+<p>
+Al sabato, giorno 15, il corpo di lord Nelson fu levato
+dalla botte, in cui era stato trasportato, e collocato
+nel feretro che gli era stato dato dal capitano
+Ben Hallowell, e che, se lo si ricorda, era stato
+scolpito da un albero di vascello francese, l’<i>Orient</i>,
+e deposto su di uno strato di bandiere. M. Taylor,
+suo antico segretario, M. Nayler, M. York Herald, e
+M. Whilby, erano stati delegati all’ammiragliato a
+ricevere il corpo di Nelson, che doveva essere trasbordato
+dal <i>Victory</i>, su di un yacht e trasportato
+all’ospedale di Greenwich.
+</p>
+
+<p>
+I funerali erano fissati per il sei gennaio. Era
+stato deciso che il corpo fosse deposto nella cattedrale
+di S. Paolo — che doveva esser poi destinata
+alla sepoltura degli eroi e degli uomini di
+<span class="pagenum" id="Page_150">[150]</span>
+stato — inaugurata da Nelson come il Pantheon dell’Inghilterra.
+</p>
+
+<p>
+Mi si permetta di non soggiacere più a lungo
+alla mia sventura. Dapprima credetti che richiedesse
+da me un dolore eterno. Feci fare degli abiti di
+lutto, e promisi a me stessa di non portarne altri.
+Consacrai una delle camere di Merton a quelle sacre
+reliquie che aveva avuto per la pietosa obbedienza
+del capitano Hardy: in tal modo stetti per un anno
+intiero lontana dal mondo, vivendo con Orazia.
+</p>
+
+<p>
+Io faceva i conti senza pensare alla debolezza
+umana, e dimenticai la mobilità femminile.
+</p>
+
+<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p>
+
+<p>
+Il resto della mia vita non è più che una sequela
+di colpe, di prodigalità, di errori, che mi hanno ridotta
+alla condizione in cui mi trovo. Ma dal momento
+in cui non era più la moglie di sir William,
+dal momento che non era più l’amante di Nelson, dal
+momento che non era più l’amica della regina Carolina,
+non era più che Emma Lyonna; vale a dire
+una cortigiana arricchita, che avrebbe forse potuto
+ancora ottenere quella considerazione che si accoppia
+alla ricchezza, se avesse saputo conservare la
+sua fortuna.
+</p>
+
+<p>
+Ciò che da principio diede la misura della mia
+poca considerazione, fu il rifiuto che mi fecero l’Inghilterra
+ed il re di riconoscer il testamento di
+Nelson. Egli mi aveva legato al re ed al paese. Se
+il re ed il paese avessero avuto qualche riguardo
+al testamento dell’uomo che si era fatto uccidere
+per essi, mi avrebbero rialzata ai miei occhi.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_151">[151]</span>
+</p>
+
+<p>
+Se, respingendomi soltanto, avessero accolta e riconosciuta
+la mia povera Orazia, vedendo onorata
+quella fanciulla, mi sarebbe stato un obbligo di rimaner
+onorevole; perchè infine mi sembra che la
+sventura di avermi per madre doveva almeno esser
+compensata di aver avuto Nelson per padre, vale a
+dire non soltanto il primo uomo di mare del secolo;
+ma forse di tutti i tempi; ma nulla, ci si colmò di
+disprezzo, e a forza di sentirmi spregiata, divenni
+spregevole.
+</p>
+
+<p>
+Ma gettandomi verso la fine della mia vita in questa
+esistenza di follie, di errori e di dissipazioni,
+che ne aveva alterato il principio, allontanai Orazia
+da me perchè le mie colpe non ricadessero su di
+lei. Collocai in modi sicuri e in suo nome le quattromila
+sterline che le aveva legato suo padre, e
+quella rendita di cinquemila franchi servì al suo
+mantenimento ed alla sua educazione.
+</p>
+
+<p>
+Intanto il racconto degli avvenimenti che mi
+condussero dal lusso alla miseria, dalla ricchezza
+alla povertà, sarebbe troppo lungo e non presenterebbe
+alcun interesse. Ho raccontato le mie serate
+di Palermo, la passione che aveva preso pel
+giuoco; questa passione non fece che aumentare.
+Abituata ad una vita di prodigalità, non seppi più
+limitare le mie spese colle mie rendite, e due anni
+dopo la morte di Nelson mi trovai in tale imbarazzo,
+che fui obbligata a lasciar Merton che fu venduta
+all’asta.
+</p>
+
+<p>
+Per fortuna aveva per amico quel vecchio duca
+di Queensbur, di cui aveva parlato; mi accolse in
+una delle sue case ammobigliate di Richmond, e in
+luogo dei miei cavalli e delle mie carrozze vendute
+<span class="pagenum" id="Page_152">[152]</span>
+mi diede un altro equipaggio: i suoi doni mi fecero
+vivere largamente fino all’ora della sua morte, che
+avvenne alla fine dell’anno 1810.
+</p>
+
+<p>
+La sua bontà per me al estese di là della morte:
+mi lasciò nel suo testamento una somma di mille
+sterline una volta tanto ed una annualità di cinquecento.
+</p>
+
+<p>
+Per sventura, Sua Signoria si era creduto più
+ricco di quel che fosse; i suoi legati avevano superato
+di molto la sua fortuna, e ne risultò che i tribunali
+annullarono il testamento, ed io perdetti
+i benefizii e le buone intenzioni del mio vecchio
+amico.
+</p>
+
+<p>
+Lo svantaggio fu ancora più grande per me, che
+contava su quella eredità, e mi era ingolfata in
+ispese alle quali l’eredità doveva far fronte. Alcuni
+amici che ancora mi rimanevano fecero delle pratiche
+presso il Lloyd per ottenere dalla sua liberalità
+ciò che non erasi potuto ottenere dal ministero,
+vale a dire la ricompensa del servigi che aveva reso
+allo Stato. Ma i loro passi, ma le mie petizioni, non
+ebbero alcun successo; ed io caddi in tale una povertà
+che vidi vendere i miei mobili, tutte le memorie
+tanto preziose che conservava di Nelson,
+splendido riflesso della mia vita passata, e che mi
+consolavano talvolta in mezzo ai dolori della mia
+vita presente; tutto fu venduto: fino il prezioso
+astuccio in cui la città di Oxford aveva inchiuso il
+brevetto di cittadino che gli aveva offerto; e siccome
+tutto il denaro che se ne ricavò non bastava
+a soddisfare tutti i miei creditori, alcuni più crudeli
+degli altri mi fecero arrestare e condurre a
+King’s Bench, ove rimasi colla povera Orazia che
+<span class="pagenum" id="Page_153">[153]</span>
+trascinai se non nella mia rovina, perchè fin quando
+avrebbe raggiunto i suoi diciott’anni nessuno poteva
+metter mano alle quattro mila sterline; ma nella
+mia sventura.
+</p>
+
+<p>
+Restammo in quella prigione più d’un anno, sopportando
+ogni sorta di privazioni e di vergogna,
+perchè un uomo, cui ebbi il torto di accordar la
+mia confidenza, ed al quale aveva affidato le mie
+carte, fece stampare in mio nome tutta la mia corrispondenza
+con Nelson e molte altre lettere che si
+trovavano nelle sue mani: come poteva io mai protestare
+dal fondo della mia prigione? e pure il feci;
+ma la mia voce non fu ascoltata, o non si credette
+alla mia protesta.
+</p>
+
+<p>
+Finalmente un bravo ed eccellente uomo Alderman
+della città, ebbe pietà di me, vedendo com’era stata
+crudelmente punita dei miei errori; convenne coi
+miei creditori, diede loro del denaro, e ottenne per
+me un’assoluzione generale.
+</p>
+
+<p>
+Allora risolsi di lasciar l’Inghilterra, e di andare
+sul continente; il mio protettore mi aiutò in questo
+progetto dandomi qualche soccorso. Partimmo
+per Calais, e trovammo fra quella città e Boulogne,
+vicino al piccolo porto di Ambleteuse, una casa isolata,
+nella cui oscurità risolsi di passare il resto
+della mia vita.
+</p>
+
+<p>
+Il resto della mia vita d’altronde è ben poca cosa.
+I dolori, i tormenti, le angustie che provai da dieci
+anni mi hanno resa sfinita innanzi tempo. Il medico
+che venne a visitarmi per carità, chiamò Orazia
+in disparte, e vidi la povera fanciulla ritornare cogli
+occhi bassi e lagrimosi.
+</p>
+
+<p>
+Fu allora che, sentendomi vicina la morte, gettai
+<span class="pagenum" id="Page_154">[154]</span>
+uno sguardo sulla mia vita passata, e le mie azioni
+apparivano sotto la loro vera luce; allora tremai e
+fremetti, passai notti in cui mi apparivano degli
+spettri, e giorni pieni di rimorsi: sentiva che se
+moriva in tal modo, sarei morta disperata: allora in
+una notte vi fu per me un raggio di luce, e come
+una rivelazione del Signore.
+</p>
+
+<p>
+E dissi fra me: vi ha una religione dolce e misericordiosa,
+verso la quale ebbi sempre un irresistibile
+attaccamento, una religione il cui fondatore
+ha perdonato alla meretrice, all’adultera, ed al ladrone
+sulla croce.
+</p>
+
+<p>
+Mandiamo dunque per un prete di quella religione,
+e mettiamo nelle sue mani la mia anima carica di
+iniquità.
+</p>
+
+<p>
+Mandai pel prete.
+</p>
+
+<p>
+E l’attendo.
+</p>
+
+<p>
+Signore, Signore, siate misericordioso per la peccatrice
+che si pente.
+</p>
+
+<p class="ast"><sub>*</sub><sup>*</sup><sub>*</sub></p>
+
+<p>
+Qui finiscono le confessioni di Emma Lyonna. I
+nostri lettori sanno ciò che ne avvenne; essi hanno
+veduto venire il prete al principio di questo racconto,
+hanno veduto l’acqua santa del battesimo
+scorrere sulla pallida fronte della peccatrice, hanno
+veduto quella fronte ricadere sul guanciale col suggello
+del pentimento e del perdono.
+</p>
+
+<p>
+Cinque minuti dopo riposava nella misericordia
+di Dio.
+</p>
+
+<p>
+Ora diciamo in due parole quanto avvenne dopo
+la sua morte.
+</p>
+
+<p>
+<span class="pagenum" id="Page_155">[155]</span>
+</p>
+
+<p>
+L’ambasciatrice d’Inghilterra, l’amante di Nelson,
+l’amica della regina di Napoli, chiusa nella bara
+del povero, doveva essere gettata nella fossa comune
+il 16 gennaio 1815, quando un mercante inglese,
+che abitava a Calais, pensando alla vergogna dei
+suoi compatriotti di abbandonare il cadavere dopo
+la morte, come avevano abbandonato la donna durante
+la vita, comperò per essa un terreno nella
+parte più onorevole del cimitero, e seguito da cinquanta
+inglesi, la depose in una tomba, sulla quale
+si scolpirono per tutta iscrizione queste parole di
+Cristo.
+</p>
+
+<p>
+«Chi di voi è senza peccato, getti la prima pietra.»
+</p>
+
+<p>
+Sua figlia Orazia, che contava appena quattordici
+anni, e che ebbe per sua madre, durante la sua
+malattia, le cure più pietose e affettuose, ritornò
+dopo la di lei morte in Inghilterra. Stette per due
+anni colla famiglia di M. Macthan e poi con quella di
+M. Bolton cognato di lord Nelson.
+</p>
+
+<p>
+Finalmente nel 1822 si maritò col reverendo Filippo
+Ward, vicario di Teuterden, e dalla loro felice
+unione nacquero otto figli.
+</p>
+
+<p class="pad2 center large">
+FINE.
+</p>
+
+<hr class="silver">
+
+<div class="footnotes">
+
+<h2>
+NOTE:
+</h2>
+
+<div class="footnote" id="note1">
+<p><span class="label"><a href="#tag1">1</a>.&#160;&#160;</span>Lady Nelson.</p>
+</div>
+</div>
+
+<div class="tnote">
+<p class="tntitle">
+Nota del Trascrittore
+</p>
+
+<p>
+Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione
+minimi errori tipografici.
+</p>
+
+<p>
+Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
+</p>
+</div>
+
+<div style='text-align:center'>*** END OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK 76096 ***</div>
+</body>
+</html>
+
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